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Legioni e falangi : rivista d'Italia e di Spagna

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Material Information

Title:
Legioni e falangi : rivista d'Italia e di Spagna
Physical Description:
Serial
Language:
Italian
Publisher:
Aldo Garzanti editore
Place of Publication:
Milano
Publication Date:
Frequency:
monthly
regular
Edition:
Ed. italiana.

Subjects

Subjects / Keywords:
Fascism -- Periodicals -- Italy   ( lcsh )
Fascism -- Periodicals -- Italy   ( lcsh )
Fascism -- Periodicals -- Spain   ( lcsh )
History -- Periodicals -- Italy -- 1922-1945   ( lcsh )
History -- Periodicals -- Spain -- 1939-1975   ( lcsh )
Genre:
periodical   ( marcgt )
serial   ( sobekcm )

Record Information

Source Institution:
University of South Florida Library
Holding Location:
University of South Florida
Rights Management:
All applicable rights reserved by the source institution and holding location.
Resource Identifier:
usfldc doi - L17-00013
usfldc handle - l17.13
System ID:
SFS0024298:00013


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l NOVEMBRE 19\1-XX ROMA ... ANNO Il -N. 1 I.IRE 2 SPED. POST.

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: l S T l'fU T O PE R L Jl STO R l Jl D l G E 0 \1 Jl n l RE T T O D Jl M Jl RIO 1 Jl R lll M Il R T ll\1 I G E l\T O 11 A STORill DI GEl\lOlJ 1l DALLE ORIGil\11 1l L T E M P O 1\losrao OPERA IN QUINDICI VOLUMI E uscito il lo volume L A LIGURIA ANTICA d i rr O LAMBOGLIA MOl\'OGRAF .'E: Go'etano Rovereto, LA LIGURIA GEOLOGJCA Poob Revelli, tA LlG J RIA G EOGRAFICA Vi t o re P1sani, IL LI GUAGGIO DEGLI A TICHI LIGURI Seguiranno: H Uboldo Formentini. GENOVA EL BASSO IMPERO E NELL' ALTO MEDIOEVO lll Attil i o R. Scorsella, IL COMUNE DEI CONSOLI IV Vito Vital e, VERSO L'APOGEO V Vito Vitele, L'ETA' EROICA VI -Mario Mario Martini, LA DIFESA DEL DOMI IO VII Carlo Bornote. GENOVA TRA FRANCIA E MILANO VHJ Emilio .Pandioni, ANDREA DORIA IX Onorato Pastine, GENOVA NEL SEI CE TO X -Vito Vito'e, GE OV A NEL SETTECENTO XI Raffaele C1osca, ED EUROPA NEL SECOLO XVIII XII Ra!faele C iasca, GENOVA DURANTE LA RIVOLUZIONE XIIT Mario Maria Morlini GENOVA NELlA PRIMA META DELL'OTTOCEN T O XIV Arturo Codi gnola, GENOVA NELl' UNITA NAZI:)NALE XV Niccol Cuneo, GENOVA ELL' ITAL!A NUOVA 3 0 collezioni di 15 vo: um i c i ascuna da I a XXX in forottavo con rilegatura m pelle stampate con caratteri bo do niani su cart:J. Regia con illustrazioni in rotocalco . 1970 collezioni d 15 volum i ciosc u nJ. numerate da 31 a 20: 0 in formato ottavo con rilegotura bodon:ana, stampate con car::1tteri bodoni:J.ni su carla Serena con illustraz i oni in rotocalco Ciascun volume della Colle1ione L. >> )} 5100 2295 153 CONDIZIONI DI ACQUISTO E DI ABBONAMENTO Sulle collezioni vendute per contanti sar convenjltO lo sconto di Lire 350,-per collezione Per le collezioni vendute o rate si converranno le seguenti condizioni: 8 rate annuali: delle quali 7 do L 306 e uno do L 153; -15 rate semestroli da L. 153; 30 rate trimestroli da L 76,50. Nei prezzi c ompresa la t assa d'entrata. Per gl l acquisti o Genova e in Liguria -i ncluse le l i brerie rivol gersi all'ISTITUTO PER LA STORIA DI GENOVA, Via Serra 3, Genova Per l'Italia (esclusa la Liguria), Impero e Colonie rivolgersi alla S. A . ALDO GARZANTI Via Palermo 10, MILANO La Storia di Genova dopo que lla di Roma, forse la pi provveduta di episodi e di esempi ign ificativi, la pi vasta di re piro continentale, la pi ricca di movimento, di premesse e di conseguenze tra le storie degli Stati italiani. Tre caratteri principali la informano sempre: la intenzione del dominio marittimo con ispirito mercantile, di avventura e di programma co loniale: la scienza e la pratica della finanza e del commercio: il senso dell'equilibrio politico tra forze contrastanti con azio ne quasi sempre energica e tem pestiva nei secoli felici Per tutto ci la Storia di Ge nova tipicamente italiana e precorritrice dei tempi nuovi. Come tale sar nella nostra opera con iderata, mentre le an tiche conquiste, i mercati do vunque stabiliti in ispecie ml bacino mediterraneo la gloria delle scoperte, le leggi del mare, del Banco e dei traffici universalmente adottate risulte ranno, quali sono, come un fondato diritto al riconosci mento, da parte degli stranieri, di un altro altissimo apporto italian o alla civilt e come ai Lrettanti titoli di privilegio per J'ltalia. Tale avvaloramento che ha contingenza spirituale e politica -non $3r da noi limitato ai secoli lontani, m avr ra gion d 'essere con civica oddi sfazione anche, ad esempio, per il vicino Ottocento, n l quale Genova fu antesignana del Ri sorgimento eh trov in essa il primo lievito di idee, di sangue e di ardimenti e la continuit della Rivoluzione italiana. La "STORIA DI GENOVA, ont r di quindici volumi, ar pubblicata dal 1941 al 1948 e vorra essere lo pecchio vivo e fedele di tutta la attivit della gente ligure, attivit politic navale, militare, letterari a artitica, religiosa, mercantile, bancaria, indus triale fino al rinnovamento fa cista. L1Edizione dell'opera stata affidata ad A l d o Garza n t i Editore in Milano, che ha nobilmente rinverdito con fervida intelligenza un antic tronco editoriale.

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ASCOLTATE DURANTE L E Q U O TI DIANE ...--.------._........,.,..___,__ _,......,.--.., ........ TRASMISSIONI DEL GIORNALE RADIO LE IMPRESSIONI PIU' RECENTI DEI NOSTRI INVIATI SPECIALI DAI LUO GHI STESSI OVE SI SVOLGE LA GUERRA LIBERATRICE

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l NFORMAZIONI Ente Provinciale per il Turismo Aziende A. di Soggiorno e tutti gli Uffici Viaggi T

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L'edizione spagnola di LECIONI E FALANGI L E G l O N E S Y FALANGES SI PUBBLICA A MADRID Redaccion: Delegaci6n Naciona l de Prensa y Propaganda, Mont e s q u i n z a 2. M A D R D Administracion y Publicidad: Hermosilla, 73 M A D R D Perch deve rincasare sola Quale ne la causa? una signorina giovane ed incantevole, affascinante nel suo vestitino nuovo. Perch non ha successo? Forse un'inezia di cui --.:::::: non ci si avvede, che per ha pi importanza della ... sua stessa bellezza e del suo vestito. Che ne si prova che la pasta ... jJ dentifnca Chlorodont manhene la bocca e l'alito costantemente freschi e puri! Adope- rate mattina e sera la pasta dentifricia Chlorodont. Ne constaterete l'effetto meraviglioso, grazie alla sua com-. . posizione scienlificomente perfetta. onnco 01 nomn BRnCR 01 InTERESSE nRZIOnRLE SOCUT1 ANONIMA CAPITALE E liHIYA LIT. 351.000.000 SEDE SOCIALE E DIREZIONE CENTRALE IN ROMA ANNO DI fONDAZIONE 1880 FIURLI IO ITRLIR. ID l.IBIR E nEl POSSEDimEnTI DEll'EGEO 18 FlliRll E 3 UFFICI. DI RRPPRESEnTRfiZR Rll:ESTERO 16 FllHtU nHL'IffiPERO COBRISPOnOEnll In TUTTO Il monoo OGni DI Due romanzi spagnoli JOS EUSTASIO RIVERA LA VORAGINE J. A GIMINEZ ARNAD LINEA SIGFRIDO Volume in-16 di pagine 320 LIRE DICIOTTO netto ----------GARZANTI EDITORE-MILANO

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::: . @ -/ l N FORMA l l O N l E n le Provinciale per il Turismo Aziende .A. di Soggiorno e lutti gli Uffici Viaggi V /

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L'edizione spagnola di LECIONI E FALANCI LEGIONES Y FALANGES SI PUBBLICA A MADRID Redaccion: Delegaci6n Nacional de Prensa y Propaganda, Mont e s q u i n z a 2. M A D R D Administracion y Publicidad: Hermosilla, 73 M A D R D Perch deve rincasare sola Quale ne la causa? una signoriM giovane ed incantevole, affascinante nel suo vestitino nuovo. Perch non ha successo? Forse un'inezia di cu i --.::::::: non ci si avvede, che per ha pi importanza della '-... """ sua stessa bellezza e del suo vestito. Che ne rassicurante si prova sapendo che la pasta ... dentifricia Chlorodont mantiene la bocca e l'alito costantemente freschi e puri! Adope- rate mattina e sera la pasta dentifricia Chlorodont. Ne constaterete l'effetto meraviglioso, grazie alla sua com-posizione scienlificamente perfetta. onnco 01 nomn BROCR 01 InTERESSE ORZIOORLE SOCHT ANONIMA CAPITAlE l IISUVA LIT. 351.000.000 SEDE SOCIALE E DIREZIONE CENTRALE IN ROMl ANNO D I fONDAZIONE 1880 Fll_IRLI IO ITRLIR. IO .LIBIR f OEI POSSEDiffiEOTI DELl'EGEO 18 FlliRll E 3 UFFICI. DI RRPPRESEnTROZR Rll:ESTERO 16 FIUA.ll OEll'lffiPERO COBRISPOnOEnTI In TUTTO IL monoo OGni-DI Due romanzi spagnoli JOS EUSTASIO RIVERA LA VORAGINE J. A. GIMINEZ ARNAD LINEA SIGFRIDO Volume i n-16 di pagine 320 LIRE DICIOTTO n etto -----------GARZANTI EDITORE MILANO

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RIVISTA D'ITALIA E DI SPAGNA ESCE I L PRIMO DI OGN I MESE D irettore: G IUSEPPE LOMBRASSA SOMMARIO NUMERO 1 ANNO Il GIOVANNI ANSALDO Generali bolscevichi e generali tedeschi. EL MAROUtS DE LOZOYA Rinascimento italiano e spaguolo NiNO RUGGERI Lettere al Grande Compagno JUAN ANTONIO DE ZUNZUNEGUI Ricordi di Bilbao GIUSEPPE CAPUTI Il Mar Nero, il Mediterraneo e la guerra europea. FRANCESCA DE BELLIS Un poeta della Falange: Jos Luis Estrada. ETTORE DE ZUANI La verit sul giorno della scoperta rleii'America ORIO VERGANI Giornate di Barcellona. ANTONIO DE LAS HERAS Alb eniz. JOAOUIN DE ENTRAMBASAGUAS Amico del Tasso nemic in Francia, Germanio, Belgio, Svizzere, Un gherie, Slovecchie, Romenie, Olende, Doni merce, Svezia, Norvegia, Finlandia Anno l. 22 Altri Paesi, Anno l. 32 C/C POSTALE N. 3(16.000 Gli abbonamenti si ricevono presso le S.A. ALDO GAR ZANTI EDITORE Mi leno Vie Palermo 10 Gallerie Vitrorio Emanuele 66188, presso le sue Agenzie in tutti i ce poluoghl di provincie e presso i principali librai. Per i cambi d'indirizzo inviare une fescetto e uno liro. Gli abbonamenti decorrono do ogni mese. Per tutti gli or ticoli, fotografie e disegni pubblicati riservato lo pro prlet artistico e letterario secondo le l eggi e l trottati lnternozionell. Stompoto In ltelio. Prigionieri russi nel settore di Pletroburgo In copertina: Un soldato tedesco all'assalto nelle ultime vittoriose azioni sul fronte centrale

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-PER CHe nel a colossale campagna di Oriente, russi non sono riusGiti a resistere efficacemente all'assalto tedesco? La domanda, a tutta prima, puo parere stran a L'altissima stima che tutti noi abbiamo del soldato tedesco e della efficienza militare te desca ci ha indotto. da tempo a c:o,nsiderare le vittorie tedesche come un fatto nctturale immancabile, quasi ovvio ; e n particolare. a ere dete, fin dal primo momento della campagna di Oriente, dlf anche questa prova si sarebbe chiusa col trionfo delle armi germaniche. E sta bene. Questa nostra fede ci ha ben guidato; i fatti dimostrano che avevamo ragione di c.ttdere cos\. Ma si bac;i. Il regime bohcevico aveva montato una delle mac. chine militari pi formidabili che il mondo abbia mai veduto. Esso' era riuscito ad insufflare nelle masse di uomini mandate al macello uno spirito tale da farne delle m.asse di combattent i. tenacissimi e temibilissimi. Non stiamo ora a discutere se questo stato d'animo di pendesse dalla inoculazione sistematica di fanatismo sovversivo e di odio anti europeo durala vent anni, o da una specie di supina rasse-. gnazione agli ordini, ingenerata dalla abitudine al terrore ; fatto sta ed che, per concorde dei vincitori, i soldati bolsce vichi, presi in massa, si batterono molto bene, e quasi sempre con fe rocia disperata, dimos.ttandosi quanto al disprezzo della morte, av, versan degnissimi dei tedeschi. Ma non basta anc'<>ra. Il a:egime bolsce vico era riuscito ad app.rontare una quantit di mezzi meccanici ter -superiore a t tto quanto si poteva o sospettare ; e a quanto conosceva lo -stSSO Stato Maggiore germanico; e il mondo ha assistito esterrefatto per questi tre mesi alla enumerazione fatta nei bol-2 l lettini tedeschi degli aeroplani russi abbattuti e dei carri armati di strutti; e da queste cifre ha potuto dedurre tutto lo immenso accumula mento di ac-ciaio d.agli uomini del Cremlino. In altre parol e : il regime bolscevico a1Front la Germania nelle migliori c ond iz ioni possibili, sia materiali che spirituali Se a questo si aggiunge che esso poi disponeva di un paese di risorse immense e di una vastit spavent-osa; che esso aveva anche il vant-aggio psicologico di essere stato formal mente attaccato dalla Germania, e di poter fare giocare a proprio fa vore umi quei istintivi di affezione alla patria terra, che sono vivi e potenti in tutti gli uomini; che esso, infine, aveva il pri vilegio di poter sostenere la djfensiva con tutta la vastit dei mezzi preparati da tem_po per l'invasione se si aggiunge tutto questo, si #nte quanto fosse, in realt, potente e minaccioso l avver sario che il zz di giugno l'armata germanica si lanciava ad affrontar e e quali formidabili numeri)) esso aveva a disposizione. E Hitler b espresso il pericolo di una resistenza e di una vittoria russe, il 2 ot tobre quando disse: Per un mit:acolo la Germania e l'Europa non sono state travolte )>. Frase che suscita un brivido in chiunque abbi la minima facolt di riftessione ... E pi grave, pi pre'SSante che mai sorge perci in noi la do manda: Perch, nonostante gli enormi apprestamenti di mezzi, no nostante il valore dei soldati, nonostante la immensit delle risorse. i bolscevichi non sono riusctti a resistere. e quindi a vincere? La risposta, a n'OStro avviso implicita in un breve confronto tra i grandi capi militari bolscevichi, e i generali germanici che li

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hanno fronteggiati, dominati, schiacciati in tre mesi di batta glie. Vorosciloff, Timos. cenko, Bndienny, da una pa,:te: Von Leeb Von Boch, Von Rundstedt dall altra parte : nelle fisionomie materiali e spirituali di questi sei uomini. nella storia della loto formazione spi rituale e della, loro ascesa agli alti gradi militari, nel k>ro stile di vita c riassunto, per chi sa scrutare bef'!-e addentro il segreto d'ella vittoria e della sconfitta bolsceYica. Cominciamo dai tre bolscevichi. .... Ecco qui, dunque, per primo, il nominato Clemente Vorosciloff. il qel sttore settentrionale dello schieramento sovietico. l'uomo cui incombe di fare durare il pi a lungo possibile la re i stenza di Pietroburgo. Tipo fisico da oratore da cbmizio, salito ai supremi fastigi militari Un I?assato di miseria, di disordjne, di i gno ranza: nato nel r 88; da un sorvegliante ferroviario, a sette anni egli rubava del carbone dagli ammassi delle ferrovie e lo rivendeva, e sol tanto a dodici anni imparava a leggere e a scrivere; poi a diciott'anni organizzatore di sindacati, promotore di uno sciopero ben riuscito: poi arrestato, deportato, fuggito all estero, accoppiatosi con la solita c ( compagna russa, che gli insegn ava nelle camere ammobigliate i misteri della teoria marxistica; la solita miserabile odisse.a dello slavo errante i soliti alti e bassl della vita del sovversivo russo. Infine nel I 9 I 7 jl colpo del destino, la rivoluzione di ottobre : Vorosciloff rientra in patria, diventa membro dei Soviet degli operai di Pietro grado, si improvvisa generale rivolu-zionario; ed in tat, sua qualit, a comandare i difensori rossi di Zarisin, pi tardi dive nuta Stalingrad, sul Volga. minacciata dalle forze bianche di Denikin. Qui egli incontra Stalin, che sul posto come Commissario politico: e d il grande incontro della sua vita. La difesa di Zarisin va bene ; la citt presentata alla propaganda bolscevica come la Verdun russa >> : e Vorosciloff resta legato a Stalin da questa avventura sangui nosa vissuta insieme, e in cui essi hanno potuto conoscere e apprezzare la rispettiva crudelt nel fucilare i prigionieri e il dspettivo odio con tro Trotzki. Il resto della sua carriera una conseguenza di questo incontro: sulle ali del successo deUa difesa di Zarisin, e del l'amicizia di Stalin, l antio di scioperi sale su fino al maresdallato, al Commissariato del popolo per la guerra. e infine al comando delle armate del settore settentrionale ... Altro caso : Quello di Timoscenko. Egli stato sostituito in que sti giorni dal generale Zukov e pare destinato ad altro incarico. Timoscenko. prima del crollo del fronte cen' trale. era il maresciallo rosso pi quotato sulle piazze di Londra e di Nuova York. Quest'uomo viene su dalle profondit delle masse contadine russe: e porta ; del cc mu gik >>; ch fino a Settant'anni fa era servo della gleba, le impronte raz ziali sul volto dai tratti grossi e pesanti. in cui brilla il piccolo occhio di taglio mongolico. Chiamato nel I 9 I 5 alle armi dall'originario suo distretto di Bessaraba, egli fu un soldato c-zarista, arruolato, istruito e incappcttatoalla meglio, come tanti altri: n seppe nulla di socialismo fino alla rivoluzione del I 917. Scoppiata questa, egli vi si butta dentro con la violenza di una natura primiti-va <:M vede scqnvolte tntte le bar riere sociali, e aperte a s le possibilit : partecipa al mas sacro degli acclamato dai suoi compagni capo del Consi-' glio dei soldati del suo reggimento insomma galleggia sulla grande sanguinosa corrente della ri-voluzione. e ne trascinato avanti. Alla fine del 1917 egli gi nella Guardia det un corpo sceltc organizzato da Trotzski per la difesa della rivoluzione; nella prima vera del I 9 I 8 comandante di un reggimento rosso e mandato in tale sua qualit, a prendere parte alla difesa di Zarisin sotto gli ordini di Vorosdloff. E l ha inizio la sua fortuna, per le stesse ra gioni che ha inizio quella di Vorosciloff stesso: la difesa fortunata della citt, il successo nell'episodio sul Volga, la conoscenza personale e l'acquisto della fiducia da parte di Stalin. Il resto della sua carriera lo sviluppo di questi vantaggi ini-ziali, acquistati nella gu-e.rr.a civile : l'antico contadino di Bessarabia, che al reggimento era stato appena stimato degno d'essere pssato -se mai caporale. ha uno stomaco di ferro una mancanza assoluta di scrupoli. una risoluta volont cti salire. e perci. sotto gli auspici di Stalin, sale e sale ancora: egli nella campagna di Polonia del 1 9 20 diventa divisionario, e poi generale di corpo d'armata e poi comandante della circoscri;z;ione mi itare di Kie' la pi importante defl'Unione; e poi, il resto che sappiamo. Durante questa c-arriera, egli cerca di procurarsi una preparazione tecnica pas sabi'le; frequenta con zelo ]'Accademia di s.tuerra fondata a Mosca : dirige delle grandi manovre; comanda delle-parate sulla Piazza di Mosca. alta testa dei reggimenti con la stella rossa sull'elmetto. Ma la sua caratteristica a parte, negli alti gradi militari dell'Unione. f. quella di restare leg,ato, e strettissimamente legato, al Polifburo, cio a Stalin. e Ji continuare a professare, pi alto cbe gli altri, il princi pio che, in tutta l'Unione, non c' che un solo stratega, Stalin. E qui il segreto della sua ascesa e della sua fortuna ... Passiamo, infine, all'ultimo della terna: a Budienny. I suoi ge nitori, ch'erano picoli contadini della regione d _el Don, gli posero a nome Si.mjon ; forse sperando, nella loto umile fede, che Simeone, il .-grande. santo slavo, gli tenesse sempre una mano sul capo. facendolo 1 tre viHorlosl generali tedetdlb von L .. b. von: Bct; von RundltedL 3

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-.. divtnDre un 11omo savio E Simjon Mtchailovc Budienny lo padre, nelle sale del vecchio castello di f' e finiste atla JCrjegsakadmie >) di Bdino: anzi non finisce sergente m 'aggi<:>te. (E del maggio,re czarista ba .o. nservato mai perch tutta la vita intesa come studio incessante e severo. Tuui e i baffoni) E Budenny fu tanJo un sergente maggiore eu-e tre i feldmarescialli tedeschi Rundstedt e Letb Hanno ora ses. rista disciplmato che dello Czat non fu .,, sancacinque aMi. Bock ne ha se&santa si sono a vviati alla carriera eletto in Consiglio di come Invece fu eletto il su.p 01ifitare per una di qu.elle tradizioni d j ceto e di aUe quali colleg-a TimOSiCtnk:o : non si disdnse in nessun mod() per il nessun nobile prussiano del i oro tempo. e con un nome come il loro suo fel'V'ore rivolu:tionar(o. Egli si limit, una volta sfasciat'OSi il re,g-poteva Tutti e tre si sono formati tra il principio del secolo e gimento, a tornat;Sene a casa i fu uno dei milioni di mifilo scoppio della grande guerra, quando l'insegnamento di &hlleffen ta:ri russi che agg:rappat} ai agoni, ffettu'minav-a t une le menti dei giovani uffi : eiali. quando il Pala:zzo del la E non escluso he, rtel fondo del cuore, rimpiafi Corpo di Stato Maggiore, a Berlino. era venera o come il tempio della gesst H soldo, e ; t soprassoldo, e le .su piccole ind enrtit da sottufsapienza Tutti e tre hanno fatto, n.el pieno vigore dell 'et e fidale. Ma la rivolzione che non lo ave va attratto a s con i mi dtll'intelligtnza, la fo rmidabile de-fla grande guerra. troy_ag;gi d,ej programmi eU redenzione ,sOciale, lo attir a si con, un'altra vandosi gi fin d'allora in quelle J>O$izioni vicino ai Comandi che attrattiva, pi diretta e piu torte. qlfella della guerta civjle. At:rivato educ:a-..o a vedel!e 't a giudicare le azioni e le situazioni p.i vaste. Tutti al suo: -paestllo ',sUil Don, Budienny, vi lo sfacelo -sociale, c la e tre bantlo sentito la catastrofe det '1918 com,e una tragedia intima l ngue coqcco si sveglia: egli si associa ad una banda di come una offesa alla loro personale, qltre che alla grandez;z;a ... e nel ,,g.iro di wche stimane co.mar:tda a un centinaio .di della patria : e subito, fin d' allor:a .con cuna la te-o.acia temprat.a dal ll>, e si proclama aderente al governo dei Sovieti le l9tO idet e cori i loro Sentimenti fedelmente ana.xati emblemi e ln1ine. nel t8, egli acrorte ,,...col suo << reggimento ) ) dte intanto di J ai ricocdi della Mo-narchia sotto cui erano nati, e ci ave-vano nell'ado ventato una brigata, alfa dife&a di Zarsin anche lui ; e l. anche lui lescenZ. preSlato giuramento d i fedelt; Von Rundmdt, in partico I SJ stringe con S taln. f)'romosso eioe della rivoluzione entra nel lare, fu un devoto di Von teeb scrisse una Cronaca StaUn apprezza, rtel vecchio n:a-a,gg'iore, asdella pJ'opria famiglia quasi per rirongiunger$i idealmente. in quel senza di p.reoccupazioni e l'assol\lta pron, tezza ai colpi umpo di smpootamen.to d i tutte le fedelt e di tutte le tradiziont te di maM: e fo su, s', aj:(li alt i gradi e ap;l desche, al propri padri servitor1 degli Hohenzollern ... Voi sentitt itl Queste. in rapidissimo sunto, la vjta dei tre mare.scialli bolsce tutte queste loro vicus.itudin l,a te..mpra della vecchia Prussia : i tre vlcht in.' queste tre viu. :vedere un tratto comune: ed la marescialli s6no infatti h:e Alt-PreUS$en, tre vecchi prussiani >) che l tre uomini cui crisi SO!)retna della Rus;sia non banno rt)A rinnegato l111 lo,ro e (be ta portano $lJ{ volto. stato affidato il supremo comJ?ito sono tre generali improvvisati suin cu i traluce qualcoSa della taR:Iiente risolutezza dei di sdtati dal tumulto della guerra civile, spi.ntisi innanzi 2razie a certe Federico La rivoluzione .nazionalsooaJista. infine. mise questi tre loro qualit d11e ce:rta.mente posseg gono --energia, coraggio personale uomin{ al loro psto giusto ; nel grande riotdinamento della Reichs crudelt inCS:Orabile, una viva assimilatrice ma' manwehr, deciso da Ridet nel 1935 ; Rndsudt ebbe il comando della Ptii.n modo totale. di og i preparazjone professionale di ostn) ma Armata Leeb della Seconda (Casse!) e B:ock deiJa Terz-a di QgOJ (li o di co:rPO o d classe sociale. Essi (0re-sda): e a QUesti JX)St) ssi lavorarono a tlUt'uomo, non solo per sono anonil'na. d 'un colpo tutti i gr:;a-mettete a punto materialmente le lOl'o armate rna per innestare in dini e tolte le distinz-ioni sociali, facendo tot.ahnente a meno di esse, pro vivo che mai, lo Spirito cbe H animati e sorlenta preparazione aDe e al (be :--satv.o il 1ett in alto i figli de.t mugik n, Ma queste ascese mirabolant, .che oono cos belle al cinematografo. e A questo punto3 si comincia a intravedere la ragione profonda di cos skoro dfetto negli opuscoli di propaganda, riescono meno bene della vittoria sulla Russia bolscevi.ca, pur cos ootente nella concreta della vita delfll storia, A meno di esstre dei genii mente ac;mata e difesa. Si tratta. in sostan?:a del diverso cb per il stenio oon vi sono barriere d i competenze. n necessit compOrtamento delle due rivoluzioni Quella bolscevica e quella di preparazioni a meno. dunQue. di esset_ e dei genii. tutte im-nazio.nal$ di un di armate... i propti quadri a serie. i membri dalla massa in base al E que$ta defi.cienza organ_i:c. a de 'tre marescialli rlUSi appare tanto semplice crite ri<> del fanatismo rivoluz ionario e rimediando alla loro pi sdliaciante. se si pensa (hi soJJ 'i tre loro avver.sari: d'onde ignoranza con degli studi o dei corsi pi o meno abbottacciti. come si sono formati graiie a quarazione spedfica a un dato com dinanzi: a uoJ1'i:ni, "i qu. ali banno ereditato. col e col nome pito. della tecnica. E Qlle&to . in tutti i cilmpi; ma sopratmc.be t.utta 'Utlj $e001a.re allo esercizio del comando tutto nel camoo della preparazione tniiitart. e nel sancta sancrorum alt"t alte responsabilit militari. E. come le vite dei tre marescialli dello Stato e deUa Reichsw.rbr ... sovietici presentano il l ratto comune della improvvisazione rosi--le I 1'S\iltati s \1edoft la immensa vittoria dal vite dei trt marescialli tedeschi p.re.sent. ano -il tratto comune della pre Mare Artko al Mar Nero su tutta l'ampiezza del Continente. paraziont ltnt e run1(a c<>minda ascoltando i discorsi dei proprio GIOVAHN ANSALOO 4

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SE affermassimo che, durante una gran parte della sua storia. la Spagna stata, nell'ordine culturale, una prof)incia di Roma forse l'amor poprio di al cuni spagnoli sarebbe offeso. Eppure questa una realt che si manifest con la sua maggiore inten sit nel periodo in cui le armi di Castiglia e di Aragona trionfavano sui campi di battaglia d'Italia e una gran parte di questo paese -i regni di Na poli, Sicilia e Sardegna, il Ducato di Milano e i presidi dell Toscana erano governati dalla corte di Madrid. Una volta di pj si dava il caso che i l popolo dominatore, per la forza delle su-e armi era spiritualmente conqu i stato dall'ambien te della meravigliosa terra era riuscito ad .as soggettare. La stessa Roma aveva sperimentato qual cosa di sim ile al tempo in cui le sue legioni con quistarono la Grecia, poich non fecero clie aprire la strada a i filosofi ed ai poeti, agli oratori ed agli artisti greci onde venissero ad impossessarsi, senza difficolt, dei centri della cultura romana, che fu per sempre impregnata dello spirito ellenico Ma non soltanto la Spagna, in quei tempi. era sotto l'influsso di Roma, nel campo culturale. Accade nell.r storia che si stabili scano grandi cor renti universali limitando naturalmente questo concetto ai paesi di cultura occidentale nelle quali un modello superiore s'impone a tutti i cenacoli intellettuali, a tutte le minoranze elette che sono quelle che determinano l'orientamento della cuftura di un paese o di una generazione. Durante questi vasti movimenti vi sempre una citt o una regione, la quale viene ad aGq_uistare la posiziot:te di centro propulsore, di scuola. E questo centro pri vltgiato quello da cui s'irradiano le iniziative, non solo nell'arte o nelle scienze ma anche nelle mode, negli usi, nei costumi. Cos nel secolo XVI. non solamente gli architetti di Carlo V, il vinci tore di Pavia cercarono in Italia i disegni per il palazzo di Granada, ma lo stesso fecero quelli del l'Elettore del Palatinato per i l castello di Heildel berg e quelli di Francesc o I per Fontaineble au. La situazione di un centro, che nella sua vita cul turale, dipende da un centro diverso selnpre quella dell'attesa, nella speranza che un momento prop zio, sia pure fugace, lo porti agli onori di metropoli d'arte, momento che per alcuni paesi non anco.ra venuto Perci considerando la storia della cultura, non dobbiamo !asciarci tras{lortare 4a un nazionalismo visionario, che ci condurrebbe ad una deformata visione delle cose. Ci che chiamiamo arte francese, spagnola o tedesca, abitualmente parlando, altro non se non l'impronta che lo stile gallico, isp.ano o ge. rmanico haqno impresso in un modello unive.r.saJe. Vi sono per lo meno due epoche, che comprendono vari secoli, in cui il mondo occiden tale trova in Roma le fonti della sua ispirazione. Il secondo periodo che va dalla met del secolo. XV alla met del secolo XVII coincid con un mo mento di decadenza pottica per la J)enrsota italia na e viceversa con l'impeto imperiale della Spagna potenza che si estende in tutto il mondo sotto la veste di protettrice e missionaria degli i deali del Cattolicesimo. Non sempre le c:orrenti provenienti dall ltalia so no propizie al genio spagnolo. Lo fu in sommo grado il realismo barocco, c tWt"gll:.'ngli spar gnoli uno spirito sinte t ico ; di captan la vita nei suoi pitdi:fficili ,aspetti e di ci fa testimonianza la pleiade '
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La galleria atta del P.._zo cl Carlo Y a Grenad.. o $1orlco tar6 trufOnn.to In Rttdenza ltnp.riele Mllteo. ost ilt a tutto cio d1e $gnific accademia, cio. st11dio paz i ent'l e rudita di un'opera; soggnione a c-anoni mmutabi\1, correzione, I.'([UiHbtio. Quma sofrOfine oppone al ca nuec;e spagnolo. e improvvisatore, mera vigl icosamente in.tu1ri vo ioc_apace di sottomeJ:teni a rtgo1e fisse. per fondamentali che siano. Quanoo predomirra ooa corrente accademica come nel la prima met dd stcolo XVI o nella secon. cb e ave v a passato molti mesi i n Italia fac-endo copie port in Castiglia molte canelle con d j segni di statu e e .con questi modelli. cre a V u.na fabbri c-a d'immag i ni. In ogni figura di questo geniale scultore si poteva facilmente ritro v are l' orig i nale italiano, ma l' ardente mise nella sua optra llna tale pass.ione un accento patetico che fu mol t apprezzato nell ambient e sua terra natale. La fantasia castigliana tra t' ascetismo e la sontuo s i t ha tratto daU a s emenza i tal i ana una possente messe r>pagnola. Potremmo chi a mare Raffaello da Urbino cc l'ar tista d e lla buona fortuna lJ essun altro suscit com e fui una ammirazione universale essun ba dttta t o legg i cos precise e che si sono lungamente mant e nute. on fu per altro fortunato nei suoi seguaci spagnoli molto numerosi nella prima mtt del seco lo XVI. L arte di Raffaello non si adattava alle part i co l ari qualit dei pittori spagnol i che veden dosi costretti ad abbandonare il loro $tlle, si con vertirono in copist i man i erat i. Tutte l e chiese d i Spagn.a sono pi e ne di quadri le cui compOs.izioni d i un accademismo glaciale ne l d i segno e nel colore falso e stridente manc pi vic i na all'Ita lia. pot prosperare la scuola di Raffaello. Dalla fine del se c o l o XV esisteva nelLa citt levantina una buona tradizione ita l iana importata da Paolo di San Leocadio e
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GABRIELE D'ANNUNZIO stato nella mente di tUtti, il gemello della fortuna e, se talvolt dal l'altare scivolato nella polvere, era quella pu[. sempre una polvere dorata. Anche quando part per l'esilio di Francia, la sua solitudine era pi apparente che reale, perch proprio allora i s uoi modi si apprestavano ad agire profondamente sul gusto e sul costume. Ci fu per un momento in cui D'Annunzio, orgo glioso cavaliere fu un uomo a piedi, preso alla gola dai fatti. senza la possibilit di quella di stanza focale, che rispetto a:d essi. aveva s,empre mantenuto. Fu il 12 settembre l9l9. la guerra lo licenzjato come personaggio pub blico di rango elevatissim.o. il gesto di Ronchi gli chiuse bruscamente ogni credito presso la bor ghesia italiana. In questo momento nasce la soli dariet fra Mussolini e D'Annunzio, consacrata da qu esto epistolario (Lettere d'i D 'Annunzio a M ussolini Mondadort). Le iite di D'Annunzio e Mussolin si svolgono per lungo tratto parallele. finch si awerte che l'intervallo di una generazione le divi .de. L'astro del Poeta sembra impallidire non per l'attenuarsi della su a luce, 'ma per il rafforzarsi dello dell altro astro. La fronte eburnea di D Annunzio che lavora nel silenzio notturno della sua offiCina n, curvo sulle carte evoca gli albori lunari sui lauri del Vittoriale. La fronte brnzea di Mus solini eretta a dominare le folle evoca invece il pi potente sole che abbia incendiato la Rocca delle Carriinate. Le vicende fiumane vivono in quattro lettere lapidarie, scritte nel periodo leonino. in cui D'An-nunzio parlava, come Egli dice u con la spada nella bo<:ca n. Il periodo insurrezionle dd Fa\ scismo vive in una sola lettera che portQ la data solenne del 28 ottobre 1922. Il Comandante si rallegra che la M arcia su Roma abbia vinto Bine strage n come quella di Ronchi. necessariQ radunare tutte le forze sincen e avv i arle all.e' grandi mete che all'Italia sono prefisse dai suoi fati eterni n. Quali siano queste forze il Poeta chiarisce in una lettera del l di cembre 1 9 2 2. Non le f01:ze che banno ormai aderito ar Fascismo o sono state da questo irr i medi abi!mente battute, ma l'unione di tutti i lavoratori e la loro partecipazione al nuovo ordine, come D Annunzio si era augurato nel suo d i scorso dell'agosto 1 922 agli 1/. U(}n:tini milanesi )) dal balc-one. di Palazzo Marino; 7

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l S'inizia poi la $ede di ftttert che barrno per tema la stipulazone del Patto tra gli armatori e i lavoratori dei mare. Il Poeta e, pi con questi oltuni, andlle per pagare il debito di riconoscenza vuso chi aven dr()t }ato pi dj un piroscafo pa rifornire gli esauSli m;agazzin Quest.o dd P:.atto marino t rnt.o dei motivi pi riccbi de11' epistola rio, GU altri saraono, di volta rn volta, il dtside .rio -di un campo d'avjazione in riva allago, un p.i:crolo ca.ropo doye po$Sa.no scendere a volo i mmagg't.ri veloci. t dove tu medesimo possa di scenden b io possa pa.tt'umi nelle ore del pericolo inuninente o del coM:\gtio nects$3rio ; poi l'Opera Omnia che non gli requie fino a quando la prima cop ia di Alcyone non sar tra le aut mani tremanti di felicit; ,poi i te#auri della su.a (aSa di Pescara, l sistemaz1one e la donazione del Vittoriate ano. La stjpub.zlone labori oslssi ma del Patto ma rino av:ev.a .messo in moto i partigiani zdatori e zelosi ... o gelosi 11 P()(>ta intuisce il e pulitamente di un giro d chiavistdl<> a.l portone del suo eremo. << Oggi.. 41 moda non so tpititr.l!lfismo dannun.zian.o! diffi.d. arne. Io non. voglio pii) agge.ttiwto. II n.ome dan n:untia.no m' er.a gi od.ios.o nella letteratura. Odiosiss,Uno m' nella politica )>. La battaglia (M dovrl condud.eni trionfalmente col discorso del 3 gennaio .si svoige in tutta la :uta crudezza. Le a(SSO -a.lcun.a Ollda delu tua bufer-a -Egli sctive aJ Compagno batte entto queste mura '1 u lo sai o lo irnm.agi:nj, Setbo la medesim,a c0$tanza e il m.tdesimo disde-g,no >>. E maoda a Pabzzo Ch'i'gi d'Ue dal buon suono latino: Non rimeo AcuPr in proe lium. / Ua solitudine del Vittoriale j sogni pi" vasti si le.'Y'ano a invadete il cielo, per ricadere talvolta in \lna di cenere, fuochi ) Pe0$a J.a n0$tta nd luog.o inaccesso e rbnaner l, a pt ddhstile, guardando con occhio il dirigi bile vttorios.o partmi la Patria! Quante voJte Siqe a Font.bracci o di Pndapp)o. la sua nostalgia di Roma! / (< Per:,b non lasci ch' 1<> venga mangiare i mandarini di Sicilia sotl:o i le.cc;i della Villa Me'dii? Odo riqantal'e tutte le sjrene deUa rnia gio-vin-nel{' acqua doke di tutte le fontane di R:oma O annuncia che si caler col suo idro : sul Tevere fa:re al suo u: .ha.tdlo maggiore e mino Ma: eccetto fugace -visita a Milano. il iuo desiderio di spazio dovci. chiudersi nel giro, ahim non del lag o la cui bonaccia .dJ giorno e di notte dalla scia eroica del_ Mas d Bucuri. La clausura alle ed futi le d i presagi. La nave che Egli ha costrettene allenato >>. Nel dicembre stesso a.nno ri(ltnsa alla parola << trice >> dettagli dal Duce e la sua anim .a, sempre giov)1ne nella vecchia come Egli d ice, ri canta queJle magiche parole: < ;Tutto l'Adria t icol In un colloquio d .el 1925' con Arturo Croceo aveva d.I$CUSSO suUe possibilit non sfruttate di _un' ar.ma che Egli aveVa tentlto a battesimo: la silurante aerea. La .sua carta d i Fabriano reca. la s igb S. A (Siluranti Atree), il motto ideale per chi conduce i velivoli : Sul. liit animus. Nel suo disegno d j gran filibustiere c .ontro l'America gravida di oro e incapace di par-8 U botd.o del ,_. di BuccarL torire neppure il tnus il ptin1o Comandante della prima squadriglia S. A . fa molto atfida mento sul siluro Mentre il Compagno inc-atenat o al suo lavoro. i l P()(>ta lontano forse il solo ad otrrirgli un'oasi di liric a settnit. cc Qu.ando verrai parleremo di rose mortali e immonali; e nel mjc) giardino ordinato e selvaggio vorremo, in silen zio, essere attenti all'insegnam(nto ma schio dei fiori >l. E qua.ndo il dolore nnde pi aspra la solitudine del suo Com pagno, come per la motte del ftattUo, Ariel trova, per lenire il suo dolore, pa role e gesti di delicata gentilt1:ta. << Arna ldo ebbe me un'amicizia tanto gentile che talvolta pareva timtda. Vedendo una mia antica immagine di adolescente mostw il desiderio di _po$$e deda. Egl credeva di ravvisarvi qualche tratto del suo Sandto, fotse ne(la mario conia intenta degli occb.i e nell ard ore con tenuto delle chiuse labbra Avversit meschine mi impedirono d.i porta.rla io stesso a lui Eccola . Ma l'occasione per rendere pi stretto il patto di ami ,dzia giunger n l'impresa etiopica. Gabriele d'Annunzio r il mondiale del suo nome al serviziO della Patria minacciata. Egli vuole anche alleggerire fraternamente il pondo che grava sugli omeri del suo Compagno, solitario Atlante impegnato in no sforzo .sovrumano. l alba si leva sul Benaco quaodq la mano del Poeta. quasi paralizzata dal crampo, termina di vergare i 230 fogli dell'accorato messaggi:o alla :Francia. E sar messo a repentaglio l'occhio stanco per trascrivere di pugno il messaggio in altrettanti fogli. Lo scrivano nazionale il cc faticone nazio>> com Egli scherzosamente si definisce, ha superato in questO se stesso, facendo ap pello ai pi riposti lesori de ll a sua cultura la t ina. Dopo l'italia ingrata. Egli dovr per sper i men tare la Fancia ingutissima. Ma in m .ezzo al cerchio degli (ancora e sempre il mondo folle e vile marchiato a fuoco dall'arengo d i Fiume) un'immane, centauru possa si lev-ata ad infrangerlo. t< Dopo tante battaglie dopo tante vittorie. aopo 'tanti contrasti dopo tanta volont, tU bai compiuto quel che nella storia dei gnndi uomini non quasi mai compiuto. Tu bai creato iJ tuo Mito,,. Nelle visioni nomu:nt Egli vede i l suo Compa gno, il Capo d'Italia e quindJ il suo Capo. cavai care su di un cavallo .biaoco lungo il-sonante orlo dd.l'Oceano Indiano 1 e risalire verso le rocc.e di Addis Abeba. Nel dipart.rs raccomanda la, sua creatu.ra diletta, quel libro di erbe .. di acque e di pietre che il Vittoriale, con l'accorato orgoglio col quale Bru netto Latini racoomanda a Dante il suo TesOro. .li Vittoriaie tuo. qui si partirono verso te tg prime grandi profezi e .della tua gnndeu.a e della tua gloria. Di qui si partirono le prime parole degne delle tue soni. on dimenticare quel che-f .u. bdlo e coraggioso e verace. .Caro, aro, sernpce pi caro Compagno. a te aomando ogni mio bene ideale l) Initium arnicitiae, finis amicitiae. NINO RUGGERI

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IL mio amico si 1offrrma a guardare il fiume e m dice : Desideravo conoscere il tuo puse e un italino del v biondo. con gli ocbi chiar; professore ntla Slla ttrl'a, dalla sua bocca, passando di meraviglia i.n muavi gla, ho imparato a conaete la scuola veneziana. Un regalo per gli occhi e per lo sp'i.rito quell estate della mia giovinezza trascorsa nella fastosa V eAezia. Ora il mio amico, fermo sotto il cielo del mio paese, t empla le fabbriche e segue le stri.scie di firmo dei f umaioli. >,l'antico Nerva >>. n mio amico sorride e agiUnge : (( AdtsCO com prendo perch m i dicevi sempre che eri basco della riva romanza >>. ((Roma ll, c -ontin u tt giunse con le sue strade :.\lle vicinanze di a pochi chilo metri sinistra del fiume. Roma il latino che Slla forma d i Sermo vulgaris corrotto, daN v i ta al fiore dd castigliano romanzo. La ri:va destra sino alla Franda, rappresent la parte non romana delle provincie basche 1c La Slla lingua i l basco, una lingua d i san gue paragonata al castigliano che figlio del latino. un' idioma di cultura n basco puro lo st:ita come l o chiam il nostro poeta Ram6n Basterr-a. (< Baster r a disendeva d baschi puri, da ge-nte de:lla ri.va destra, di Camposena di Butron (Plenda), ma egl i era nato a Bilbao. crogiuolo di diverse raz.ze, dove dovevano fondersi il basco e ll casti gUano dando orig ine a questa razza bruna, od_ierna, del fiume ___.: l cu idioma nativo il casti formata dail'inc:rocio tra la immigra zione mineraria e industriale e ;egli aborigeni del paese ,. Per questo egli pot cantare ne (< El>. 11 mio amico sc.olta i versi e, compiac iuto, contempla lo &C:afo snello delle navi. i co.rpi cilindrici dei forn .i, la r i gidit delle gru elettriche. Tutto c ha molta forza ed ma gnifico egli co.nfessa. Dalla pa t e del mare i l cielo 'cot:t\incia ad arros sarsi ed i carkatoti di minerale hanno suU' a cqua un gesto oscuro da i ncappucc i at i. cc L an i ma di Bilbao l'anima fetrea dei soi monti e ci dovuto alla rkcbez.za d .el s .uo ro.t-t osu olo. (, a pqchi chilometr i dalla riva sinistra, j rncorrono l e montagne; Matamoros e Triano so no due gigantesch e moli di fer-ro. F ino al 1865 trasporto del min e rale si effettuava 6Clusivarnente a mezzo di carri trainati da buoi e da cava1Ji, mu niti di ceste sh'lo ai porti di Gatindo (Juncal). in Sn SaJvador del Vane e di Pov-ena (Sommorros tro). Nel Galind'o carie : vano a mano le chiatte che, gi ntl Des jer. to, riempivano i velieri che par tivano per Guipuzcoa e Ba i ona Capo ;Bretone ed a l tri pO'"rti del Sud della Francia. Da Poveiia par tivano le piccole imbarcaz i oni che facevano il com mercio con poni della Spagn a Cessata la guerra civ ile i miei cpnterrane i ri vo l gono nuovamente gli occhi aila ricchezza del lo ro sottosuolo i l cui sftuttamento en stato inter rotto dalla

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cc Per quest9 n(ctssarie t,re cO,Se: d .CilatQ, tecnica e uomini. u due prime doveva ducele l'estero. La tena... L'immediata del mare d alla conca mineraria un altissimo valore. c Nel 1 86o il ctll$imento di Bilbao registrava scarsamente 18. ooo abitanti: nel-r 8 78 : >ooo. el 1 8 77 compresa A lonS()(egui che ci annett pi t.a_rdi, ne conta 4.0 75 e Ststao Manoavano uomini molti uomini duri, per un lavoro molto duro. D'altra parte l'abitante del luogo ama le mollezu ddla can. Piombano od Patu compagnie i nglesi, ft:ancesi, belghe. Nel I 86s tta stata inaugurata la frovia minaria di Triano o della Prdettura cap ce di carkare 9 . oo tonnellate in ventiquattr'ore. Nel I 876 comincia a funzjonare la fenovi.a da Sfstao a Gald.ames. Nel I877 si in-augura quella di Orconera. Nel 188o quella Franco-Belga. t .to della sera ,, pc. r poi riposa.re malamente in di baracconi che non servirebbero neanche per i porci ,, secondo una frase dd generale Lomas. I peti<:oli del lavoro nella profondit defla miniera e l'inesperienza degli operai danno cifre spaoventos. liMbi al baiCOM. Vi degH anni i n cui. tra morti e feriti s-i ar riva a 1.500: altri operai saranno subito chiamati a sostituirli.
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lona, nel quale ha vissuto, preparer il suo. avve nire Sabino Arana questo il nome dello stu dente ben sapeva che senza i l catalane.simo lt terario sarebbe stato impossibile il catllh\nesimo po litico e ancor pi il nazionalismo. Da Rubio y Or:s, iniziandosi verso i J I 8 58 il rinascimento della poesia catalana, deJiV'ano j movimenti s.uccessivi. Una dottrina nazionalista muore soffocata se non ha come base una lingua viv-a. per che la sua prima il cadavere del dia letto basco e si deaica con vera frenesia allo stud i o d i ques ta lingua .. _.cc che d i sgraziatam ente mi tra assolutamente sconosciuta >l dice egli stesso. on tenacia si dedica a una ardua fatica filologica.. In questi anni Bilbao un sontuoso Eldorado. Le scie delle navi si suss eguono una all'alua i n c otta verso il mondo. Uomini di ogni parte occupano le sue fabbriche le sue miniere i suo i e le / MoneiD che non vlvr.nno plil sulla ltreda. sue officine. n si abbandona a un s.tupidq regionalismo. Un odio concentnto verso il casti gliano invasore avvelena glj spiriti ... >r. Il mio amico I taliano mi guarda e sorride quindi aggiunge: cc Ma che sarebbe di .Bilbao se la Castiglia generOSa non le avesse dato i suoi figli? Qum:o penso io ... >>. Uno sguardo e un che comprensione cc In questo anno 1 8 9 7 >, aggiungo Sa bin Arena fonda il partito nazi o nali.sta e nella sua oper; cc El Partido carlta y (0$ iuen>s IXISCOngados (Il Partito crfista e le concessioni b.t sche ) ind ica chi aramente la distinzione tra carliScmo e nazionalismo Noh avrepbe potto trovare terra pi fertile e pi appropriata per la s.ua semina >>. L italiano guarda H paesaggio e ricom i ncia a parlare. l ({ La ricchezza mineraria Stato il vostro splen dore e la vostra rovina. Questi nazionalisti di Sabino sono quelli stessi che ora si $Ono uniti ai co munisti nella Riv-oluz r one? >>. u Gli stess i >)., cc Il peccato del tuo popol o stato peccato di superbia ... Ma com bella la vista di queste fabbricbe ossuva nel cOntemplare .!' O$CUro cielo metallurgico. >, mi confssa in u n orecchio >. Nel dirlo tutto il fi.U.me si illumina d\ una luce risplende n te. lUAN ANTONIO DE ZUNZUNEGUI 11

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NEL XIX gli italiati.i co.n bauerono due volte contro i rl.lssi in terra di Rllssia; la volta nel 18 u, agli ordni del Principe Eug.ento. incorporati nella Grande Atmata di Napoleone; la seconda volta nel I 8 5'5, agli ordini dl Lamarmora, aggregati alla spedizione franco-inglese in Crimea. Og'gi. nel secoto XX, ricompare sul suo .lo di Russia un corpo di spedizione italiano in circo stanz.e che prent.ano si.ogolari analogie io pane rispetto a1le v i cende del 1 8 t 2 t l n pa rte a quelle del -r8;5. Difatti, il 1812 viae la maggiore potenza con tinentale dell'epoca, g padrona delle cost-e della contro i russi. per vincere attraverso la Russ 'a, anche l'ultimo nemico, cio la Gran Bretagna. Del t.utt.o sjrnjle la attuale . colla diJferenza pet -che la Francia napoleonica per dette la ca.mpago:a di Russia e cosi prepar e anticip i l trionfo 6 _nale dell'Jnghilterra mentre la 12 Germania di Hitler, abbattendo la Russia. la anche alla Gran Co.mune "3lle due campagne ad ogni modo Ja partecipazione di quasi tutte le na'Zie>nalit euro pee, ivi comprese quelle medit-erranee, occidentali, le pi lontane cio dal teatro delle optrazioni : italiani.. spagnoti e persino francesi sono i n linea sulle fre>ntiere orientali. Rispetto al t855. 1nvece, r analogia sta put tosto negli sviluppi geogranci e straugiei della lotta che, sebbene s svolga lungo t(!tta la intexminabile frontiera daf Ma.r Bianco al Ma:r ero. In mezzo ai grandi e ai ptccoli laghi della Finlandia. slle COSte del Baltico, intorno alla me tropoli di Pietro il Grande, lungo la dirtrice di marca napoleonca he per Minsk e Smolensk cC>n.duoe a pure ha nelle tgioni muidionali deUa Russia i suoi p j importanti obiettivi o almeno obiettivi che si debbono considenre tali ai fini della continuazione e dena conclusione dd conflitto. Sone> gli sviluppi de-lla guma nelle proArtlgllert. .,...,te teclac .IM. I settore fronte rvuo. vincie meridiona li. lungo le rive del Mar ero e del Mar d Azov. quelli che riportano i soldati it aliani PJopr i o verso la Cr tnea. proprio verso le cure dove qu:asi uo secolo addiet,ro combatterono e vinsero .i benaglied del pkcolo Regno di Sar degna. -Ma una circostanz.. comune a tutte e tre le camp-agne, rimarr legata a tutte e tre le date : il valore sempre dimostrato dal soldato italjano qua_ndo ben comandato e l>en condotto e spe calrne.nu po' quando la emulaiione con altri com battenti e la convnzone di battersi per la buort;? c ausa st(nC>Iano e impegnano il svo a:mor pro!)ri b e i1 soo senti nte:nto. , Questa volta dnque la lotta non ha inve:stito soltanto il stttore di Mosca, come ai tempi di a poleone n si circ:osoritta nella Russia meridi9 -n;1le e-marittima, come ai giorni dell'assedio di Se i>astopoli. Questa volta la guerra di Russia pieni, totale, senza quartiere, guerra vasta e sconfinata come vasto e scon.(lnate> il suolo russo. Pure, i q tant a ritn tal j. Tutte> il territorio at ord dtl parallelo di Pie trob\lrge> g-el(do, inospitale e PJ"tSSOCh d$abitato ; il regno del.la tundra. Al sud.-cst verso il Don. il Volga l'Ural, verso i l Caspio e il lago d'Atal,

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Ritorno al villaggio dopo la fuga del ross i. 1 3

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verso le surminate regioni stq>pose dell'Asia cen trale russa la popolazione si fa te risorse agricole e minerarie divent-anq modeste. quelle industriali minime i mezzi di comunica zione si fanno ancora l' rari o scompaiono ad dirittura. E viceversa neUe regioni occidentali e costiere. cadute o che tanno .,ec cadete ne'Ile mal\i dei tedeschi e degli eserci.ti allea t i b popol-azi.one si addensa qlanto pu adden usi sul s1.1olo russo. i bacini minerari sono ricchi e 01bbondantl, i grandi e i pic co]i centri urbani. industriali. agri col, fer roviari fanno numerosi e vic ni. Qut.sto l'a spetto gecgrafico ed economico che deve essere te nuto prtstnte n(! giudica.n i risultati realizuti finora nell., gaerra all'est e che in bast ad un raf fronto .fra la superficie conqu-istata e la superficie -deUa intera Russia potNbb ro an .cor.1 limitati, mentre in realt sono graodiosi e gi quasi condosiv. Ma l'azione di logoramenU:l e anzi di aon_ien tamento dell'ese,rdto bO\lscevko t ancora meno legan alla estension-e dei territori conquistati, dal momento che nel complesso i rossi non si sono > co.ntrc> i popoh europei, pi..egare infine la Gran riportando la guerra in occidtnte e co.n tn: aggiore v-iolenz a contro l'Isola o cardi Dando le sue imperiali del Med i o Oriente e del Mediter raneo orientale -facendo l una t l'altra cosa insieme. Ebbene, sotto questo aspeuo e per questo suo signi6caro di consoli
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l Posto avanzato delle truppe italiane sul fronte di Sollum. 15

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COIIM LIM flmlglla russa ritrova l a r blrata del bols c: v lcbl dal x ona di Wla11M. ficaci gli sforzi fatti dall'Inghilterra per piega(e l'Europa al suo volere troncandone il commercio marittimo intercontinentale. Ma questo solo un concetto difensivo; rappresenta soltanto b di non perdere, la possibilit dt condurre, "' necessirio, anche la guerra lunga tanto cara all'In ghilterra. Per nd bacino del Mai Nero e sulla futura frontiera del Caucaso c' ben altro : c' il concetto ofknsivo. c' la possibilit d i risolvere vantaggiosament e la guura o almeno di avvici narne molto la fine vittoriosa Difatti, se poche divisioni britanniche hanno potuto assoggettare rapidamente la Siria. l'Iran e l'Irak contro la vo lont dei popofi e deUe forze armate cb le presidiavano, si pu essere certi che poche divisioni liberatrici germaniche basteranno per spazzare via gli inglesi dalle stesse regioni. Le conseguenze di un Stmile avvenimento sarebbero di tale portata che Londra gi presa da uno $gomento ben mag giore di quello cbe la invase quando le colonne corazzate germaniche si atfacdarono sulla costa della Anche senza pensare alla minaccia sulle lndit e sull oceano, anche a prescindere dall' aggiramento d tUtto quel castello economico politico strategico fat i cosamente innalzato dall ln ghilter(a nel Medio Oriente fra la valle del Nilo e il corso dell'Eufrate e che, attaccato alle fon damenta e premuto da due frontiere, pottebbe quasi di colpo, sta di fatto che come il raggiungimento dd Caucaso assicurer il Pftrolio all'Europa. cos la pertetrazione in Mesopotamia lo togliebbe all Inghilterra. In un ristretto spazio si ttovano q11ivi quattro zone pet.rolifen: le due russe, rispettivamente a srttentrione e a mezzo giorno della catena de( Caucaso; la zona prtroli fera dell 'lrak cbe alimenta gli oleodotti della S i ria 16 e della Palestina e infine il bacino petrolifero dell'IranBasterebbe precludere agli inglesi l'uso di tutte queste risorse per costringerli ad attingere in America o nelle Indie Olandesi i riforn i menti delle loro flotte e dei loro eserciti dell 'Egitto e della Palestina. Si obietter cbe nell'una o nell altra re gione gli inglesi avranno a loro disposizione tutto il petrolio del quale avranno bisogno ; ed t veris simo. Ma chi dar all'Inghilterra le cisterne per trasportarlo? Per portare dal Venezuela alla flotta dtl Mediterranw un medesimo cont i ngente di com bustibile liquido occorreranno I 5 o 20 cisterne per ciascuna di quelle che si Limitavano a fare la spola fra Alessandria e Caifa e almeno 3 o 4 per cia scuna di quelle che trafficavano fra il g61fo Per sico e il Mediterraneo orientale. Sicch una offen siva terrestre che partisse dalla lontana frontiera montana del Caucaso e si svolgesse nel cuore del continente potrebbe equivalere ad una vittor i osa offensiva navale e cio equivalete alla distruzione virtuale 11o di centina i a e di migliaia di tonnellate di naviglio mercantile britannico, riper cuotendosi cos. sulle sorti della battaglia dell'A tlantico e della guerra al commercio_ Naturalmen te questo non che un esempio dei poss i bili svi luppi futuri della guerra; un esempio, che chia risce la connessione intima, quantunque non sem pre ev,dente, che rilega la guerra alla Russia colla guerra all Inghilterra e le operazioni terrestri con quelle marittime. Innumerevoli altre considerazioni si dovrebbero aggiungere per sondar1de possibi lit e le prospettive che si o.ffriranno all'Asse dopo e in conseguenza della vittoria in Russia, ma sarebbe troppo lungo .se non accen nare a tutte Per ve n' una che tocca pi da vi cino l'Italia e il mondo mediterraneo e che emerge fra tutte per la sua importanza capitale. La pre messa necess.uia per il trasferimento d i un esercito nella zona del Caucaso e per alimentarne una cam pagna offensiva verso i l sud la conquista del do minio del Mar Nero, che si sta realizzando con la caduta di Odessa l'assal to al1a Crimea, l'aggiramen to completo del Mar d Azov e si completer con la distruzione della ftotta russa ritiratasi negli ulti m i porti che le rimatranno alla fine; Novorossisk e Batum Ma la premessa "'necessaria per lo sfrutta mento di una ta l e offensiva, il fattore che render impossibileall Inghilterra (e persino agli Stati Uniti. se lo volessero) di ammassare a 'ua volta un potente esercito nel Med i o Oriente e di alimen tarne la resiStenza. cbe. imPfdir al nemico di parar e il colpo e di spostare rapidamente le sue forze da levante a ponente o viceversa, i.J;lsomma il fattore che metter in crisi tutto britannico spez zandone la spina dorsale, sar 1! contrasto aero-na vale esercitato nd Mediterrao..eo. L'lngbjltra ba gii avuto agio di constatare che una d ifferen za so stanziale fra la guerra del l 9 r 4 -19 1 8 e l'attuale sta nel capovolgimento della situazione mediter ranea; ma non pu ta.rdare a comprendere che que sta differenza diverd. addirittura risolutiva e fatal e per l'impero bdtannico il giorno in cui dovess e combattere nel Medio Oriente contro un avversario agguerrito e potente Comprender allora eviden temente troppo tardi che la caparbia ostilit al l'Italia nella qumione dell'Etiopia, l'esperimento sanzionista l'atteggiamento assunto nella guerra d i Spagna contro la stessa Spagna nazionalista e contro l'Italia, tutta insomma l_a sua poltica me diterranea degli ultimi d ieti anni si illusa di essere lungimirante mentre stata in realt miope gretta e suicida. GIUSEPPE CAPUTI

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Sveglia al campo delle treccle della Falange

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Durante le ore di riposo, la guardia mora di Franco si rifugia nell'intimlti di un angolo arabo che si preparato ed arredato nel suoi accantonament i : accoccolati all'usanza orientale, gli erculei guardiani del Capo dello Stato bevono il t e fumano il narghll.

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scuoa. di mucoll, scuoJa di ceraHere.

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<< Mtirtir ... de que la Falange es potica en acci6n y Po tica e n vi da y sangre >>. T. BoRRAS DI poeti-soldati la storia ne conta in gran nume ro, da Tirteo a Ga cilaso de la Vega a Rupert Brooke e D 'Annunzio ... E che la prigionia o i pa rimenti causati dalla guerra riescano a suscitare. ne gli spiriti alti p,ensieri nobilissimi quanto pro fondi. ci s tato provato in tutti i tempi. Perch dunque fra i molti poeti spagnoli con temporanei cbe. dalle pagine di Lira guerrier;o. o dell'Antologia potica del Sollevamento, o di altr-! raccolte del genere. ci rivelano la gioia di aver r i scoperto nel dramma e nei sacrifici di tr e lunghi anni di guerra. la vera anima Spa gna noi ci sentiamo colti da un cosi vivo $.entimento di ammirazione verso i canti epici di Jos Luis Estrada [J. L. EstRADA: Llantos del Ctw tiuerio (Pcesias ) Madrid, Ubreria Roberto de San Martin, 1939]. ammirazione che non so lamente determinata dalla stupenda fattura delle sue stro.fe simpatia per uomini a noi completa mente sconosciuti? La ragione forse cSemplice. << Molte violenze >J -scrj,ve T. Celotti nella Prefazione > alla sua Storia di Spagna (Milano. 1 940) -<< sub la Spagna al principio del sec. V. quando la marea barbaric;a dilag a dei Pirenei e pi ancora al principio del VIII quando le orde di Tarik, passarono lo Stretto. Ma il Frente Popular ne commise di pi Con la pretesa che i barbari non ave'll'ano, di fai' progre dire la Spagna ... )>. E per conseguenza, il ricordo di quelle atrocit non pu non prov ocare in colo-ro cui tocc par teciparvi o assistervi anche se li esalta il pensiero di aver sofferto per una patria degna di tanto olo causto lo sdegno, il disgusto e ancor pi, un senso di rancore legittimo verso gli artefici di tanto male. Questo guerriero dall'anima dj cristallo, que sto poeta dal cuore di leont, questo spagnolo nel cui coraggio sembrano fondersi il freddo stoici smo degli Arabi e la v Q lutt di martirio di una Santa Teresa dll Avila o di un Fray Luis de Le6n. ha derivato dagli orrori e dallo strazi o suo (e di quelli che, come lui, respirarono il tanfo putrido > e a cui <<. ppls nelle tempie la vertigine del terrore ed ebbero le carni maceratg dalle battiture. dalle escori.lzioni, dalle ustioni, dalle contrazio(li spasmodiche, e sentirono dissolversi la propria in teUigenza in una vacuit i tona. annientante .. >> ) non solp un accresciuto amor di patria e un senti mento di intensificata religiosit bens un palpito squisito direi unico. o almeno mai cos meravi gliosamente espresso : la gratitudine per il << cdliz de amargi:uas n che anzich annichilire la sua anim-a, fba gatvanizzata Qu mucho, si a (u musa -ioh Pepe Luis Estrada la hiri6 de una lanzada el c-rimen, el terr.or : si e l dolor de las ccirceles re ungio un dia poeta, qu mucho que su esteta seas y su cantor ? Estrada : i Arriba Espana. !m canciorres que cantas son hoy canciones santas con luz de porvenir .. Y o vi fluir en su fuente tus vers<>s de cau.tivo Y en el manantial vivo bebi el claro elixir ,. (L'Andalusia nativa gli dette, con i natali, la sua fastosa imprnta di aristocrazia, SGena per dj boria, l'eleganza spiTituale. Al sernpUce toco della lira si effonde il ra.corito delle sue pene; ma egli non ne fa un lnu-ito, per istintiva superiorit. Qual meraviglia oh Pepe Luis Estuda, se il qelitto e il terrore avendo infe rto un colpo di lan eia alla tua mus.a. e i tormenti della prigione segnando un giorno la tua fronte col crisma della poesia, che tu ne sii di\'enuto t'esteta e l'aedo? Estcada : Evviva la Spagna! I tuoi canti $ono oggi canti sacri iHuminat1 da un raggio divinatore. Io vidi tluire dalla fonte le tue rime di schiavo e ne bevvi alla sorgente il puro elisire ). 21

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Ma se in questi versOs de la nota domirlante quella ingo1arissima ddla ricoooscen za, da quale dolorosa, o tragica, od orrifi.a, o re Jl(!llenre sinfonia essa affiora Pi che un feitm<>tiv, se ci lecito rimartere nel del l i nguaggio musicale. come una mo dulazione inattes,a, lndispensab 'le. che d colpis e Jaci6n dei aut que pierd el nido de[ viejo rronco cado de fa IHlfeza m4tthira del hogar QU # n(}die habita del amOr en d otvido Cada can'lo es una herida de un pecho que el duelo hiere y en cada e-scrofa se muere una ilu.sion cfe la !Jd4 (Canto la desolazione deU' uccetlo cui 'si toglie il o.ido, dd vecchio t.ron.co i_nfracidi.to. della belle.zza sfiorita, del fooolare dell amore di mentlcato. Ogni canto sgorga da una ferita di un cuor:e cbe il duolo strazia e in ogni sttofa agonizz-a una musione ddJa vita ) Cos: dice il Poeta con becqueriana ebbrezza (ti soff-erenza. 22 Mis pits cfutpottan,do en blando cieno g en torno mio IXI.ho de podredu.mbre. pero mi ftce d,el do/or (L'anima m i a s.i era arrugginita e nemmeno la. luce del sole a farla risplendere -ammuffita. feuugginosa ... -. ma il dolore soprag giunto a quel ifiolento urto, l'ot'o dell'anima riap parve sotto l a roggine e con l'oro i l platino. il pla tino dell'anima. Quanto del>bo all'v to del D'un. tratto, la sc;eoa s 'info ca. Alternate a liriche ora soffuse d i mist l cismo o d i ascetica zia. ora sature di sfiduciato distacco. ora freme.nti d'impotenza, ora anelanti alla. liberti o alla morte bocciano dalle pagine del libro 'ome fiori infer na i.. le visioni paurose del l a Celda 29 z detla Prisi.On Provincia( de Ma/aga la goysca acquafor te>) della Expedicion la cruenta istantanea del sifamiento, l'ossessionante tratteggio della Pesa dilla (lne.llbo, l' angosc a e iJ raccapriccio del Sot ano de la Di(ecci6n Generai dt Seguridad di Et Presidio. di Porlier. Porliet ... Dei tre lunghi an:n di prigionia di Estrada questa l a vetta del Golgota Le prece denti tappe di tortura. con maggiore r ic d',lezza r particolari, non hanno forse impr@IJO, n ello spirito e nUa memoria del Poeta. stigmate cQS profonde c o me que ta c drcel sombda que se empap6 de sangre ; f.imulo de siniestro-s cme nes y amalgama de lOdas la pavuras ... (tetra ceiJa che si cib d i sangue, cumulo di funesti delitti miscuglo di tuui i terroci ). Eppun proprio la evocazion e di uo simile tremendo supplizi o ad avergli dettato la pagina pi nobile de l stiO vangelo : P. rtier odio ru n dmb:c ... ; pero imucho re [debo! ... Del peciH>. roto en llanto., cuf!di6 la contricion Fuisre PQra mi a/tnQ' f> ( Ascoltando il linguaggi o armo nioso dd ruscello e delle foglie mi nella boscaglia verdeggiante ove la mia intensa tristez .za i attenua). gi contenuta ;1vvolta in un tripudio di bagliori p.gan, la breve raccolta di liriche Ft#nte {le or al Sol) [J. L. EsTRADA: Fuenre de oro al Sol), ivi 1940] com poste da Jost Lui EStrada
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NON c' pi da fidarsi delle date; di qualcuna. per esempio di quella della scop erta dell'America credevamo d i esseft ormai sicuri d i poterei proprio giurare ; ce l'hanno insegnata a scuola, ce la ripetono anno: r 2 ottobre 1-492 della razza spagnola, gloria dell'Italia ini zio di un'epoca nov..a ... ed e'co che or:a inV'ece un critico sottile e a quanto I?ate bene informato sa lta fuori a dirci, con document i alla mano, che non niente vero, che 1' Ame-rica stata scoperta da Cristoforo Colombo il I 3 e non il otto bre Un' giorno di differen-za non sarebbe gran cosa, ma in questo caso ha la sua importanza, se non altro prcb c di mezzo qoel benedetto I 3 che n o n p iace a nessuno e . se fosse proprio com e dicono bisognct:ebbe trasportar tutto, f esta e commemorazione, alla giornata che i superstiziosi credono di malaugur[o. Eppure. per convincersi che si tratta veramente del J 3 e non del 1 :z. basta legge-re l.Jn libro di un mio vecch i o e amico Camillo BQnchi, int itolato Los enigmas de Colon e pubblic.a.to qual che anno fa io spagnolo dalla casa editrke (( Na-cimiento di Santi.ago del Cile Il Branchi, che da parecchi anni vive io Ame rica t del resto un giornalista e uno scrittore beo noto, e tutti quelli mia generazione ri corderanno un altro suo libro assai piacevole di vita e di avventure ma.rinarescbe intitolato More, che ai suoi tempi ebbe quasi la stessa fortuna del Cuore del De Amicis, tal)to che, come d ice una nota bi.bliograJica in pochi anni raggiunse l'in vidiabile tiratura di centomila copie. Camillo Branchi, vechio ufficiale di ma.rina. il vero tipo dell italiano geniale attivo, indu strioso. pronto a passare dal ponte d comando di Ul)a na've alla direzione di una banca e ma gari ad una cattedra universitaria ; t stato infatti banchiere nel Sudamerica,, ha insegnato letteratura i taliana e scienze nautiche in Cal ifornia ed a Nuova York e pubblica ogni tanto libri stran i e interes santi di avventure e di esplorazioni; ricordo fra gli altri di questi ultimi anni la relaziol)e di un suo viaggio all'arcipelago di Pasqua il pi lon tano e solitario del Pacifico meridionaJe. che forse la prima opera completa e definitiva sulla mister i osa Rapa Nui, l'isola delle statue. Lo studio su Cristoforo Colombo e la vera data della scoperta def l' A t il frutto dj lunghe e amorose ricerche che il Branchi ha compiuto durante parecchi anni negli archivi e nelle biblio teche della Spagna degli Stati Uniti e del Sud America -egl i di .ce, l a data del 12 ottobre ci stata trasmessa soltanto dalla copia del diar i o originale dd primo viaggio di Colombo fatta dal Padre Bartolomeo de las Casas vtscovo dJ Chiapas nel Messico. autore di una famosa Historia de las /ndias. Tutti i cronisti contemporanei dello scopritore e gli st0rici del XVI e del XVII secolo ignorarono la vera data della scoperta pel I' America e nessuno di essi. in nessun caso parla mai del ottobre. Il testo orig i nale del d i ario di Colombo, co. m noto, scomparve dopo che cadd e nelle mani del Padre Lls Casas e non se ne seppe pi nulla Lo stesso figlio del grande Ammiragl i o Fernando, a l g_uale si. attri buisce la prima. biografia dell'illustre genitore non pot attingere direttamente dall'originale e dovette ser v i rsi della copia Ad ogni modo, i l Las Casas non si accontent di ricoplare ; aggiunse e tolse come pi gli piacque. ora lasd la prima persona del thto ed ora us la ter7-a, e a.d un cert.o punt o proprio ql!ando d aspetteremmo d i leggere l'emozionante ra'Cconto ddl' arrivo e dell o sbarco a i[' isola Guanoahan i cbe f u poi chiamata San Salvador non troviamo altro che questa frase: cc erano arrivati ad un' isoletta delle >>. Lasciamo stare la terza persona usata propri o nel mome.nto pi emozionante, quando tutti desidereremmo le parole precise di Colombo, ma il segno pi evidente della mani polazione ci t dato da qu l nome perche l'Am-, m i raglio non poteva certo sapere di essete arrivato nell'arcipe l ago per la semplice ragione che solo parecchi anni dopo fu battezzato cos. Ma c di pi ; mentre infatti nel prologo al suo diar i o, Cristoforo Colombo promette ai So vrani di d\ scrivere fedelment e giorno per giorno, t11tto quel che gli accadeva neU'-estratto del Las Casas troviamo invece che gli r-av veJtimenti del giorno 12 sno inclusi ne11a nar razi ooe dell'I 1 ; cosa i n veriti abb.tstanza stona: e siccome non i l caso di padare di error d i scrittura o d.i distraz i one c piut.tosto da pensare che ci s .ia sotto gualcbe e precisamente' il proposito dl nascondere la vera data del I 3 A questi fatti si aggiunga che lo stesso Colom bo nelle lettere e .n.ei document i i n Cl!i parla del suo primo viaggio non aC<>enna mai ch i aramente alla data dell arrivo a San S alvador. ma d so( tanto dell misteriose cifre d'i riferimento co stituiscono per ,tutti gli stori:ci dei veri enigmi. Cotne ma i dunque lui che sempre cos chiaro in timo (ricordate come ci tiene a va sali y en ella nacl?), 'fOlle nascondere ni.e.n.temeno -che i l giomo memorabile della scoperta della sua gran vittoria? Proprio perch, risponde ora il Branchj c era di mezzo quel 13 infausto era megl i o non E ,tutti gli actifrci Uls Casas, tutte le mende che troviamo faptoso estratto pervenuto fino a noi. non mjrano ad altro cbe a nascondere il brutto giorno ; meglio alterare le ed anticipare di un giorno rivo di a Goanahani anch a costo 7 Carpa;cc l o : Navi quetttocefttesche. (Dall e !stor ie 23

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CrltaQforo Colonlbo fra gd Jliellgetil di San lalwaclot. aumentare fino all'assurdo la veloc-it delle cara velk negli ult i mi giorni di che far alla storia una data di malauguti Del te$to c.<>ntioua i l Branchi, anche senza troppo sofistiare .s.ugli errori del LaS Casas, ci $000 lof !l3 dice In: venti passai le Indie ci>n Ja .ftoua Questi venti gLOrni diedero molto da pensare agli storici, tJltO che a Navarrcte, per aempio. i mmaginando che Colombo sit fosse 11bagliato e voluto dire inYece : -<< passai alle Indie correSse i l 20 in 7 I: > 24 e 7 J giorni i nfat.ti potevano andr brne per un viaggio cosi lungo. Ma l'intenzi one di Colombo era un'altra t. egli voleva spiegare ohe per attraver sare il mare delle Indie, per andar cio dalla prima toccata al punto pi impiegato venti giomi. L'ultimo punto raggiunto. uppiamo, Rio de Mares, sulle coste dell iso l a di Cuba, dove credendo di arrivato ormai in terraferma cio in Asia. invi_ due ambasciatori al Gran e la prima volta determin con della s.tella polare. i! punto astronomico 0l'a. nota il Brancbi. se ammettiamo che l Am m,ragl i o sia giunto a San Salvador alle' otto del mattino del 1 2 ottobre, come vorrebbe il Las Casa.s. poi che sappiamo egli stesso ce lo dice chiaramente, che determin il punto astro nom i co alle d i eci di .sera del 2 novembre, i tempo trascorso nella traversata del tna.r delle Indie sarebbe di 2 1 g'iorni e 14 ore. Con la data del 1 3 ecco il conto t<>t:a e sono proprio 20 giorni e i 4 ln un' altra lettera a Ra.fJaele Sanchez. tesoriere di Gcm .e. delle ln, die, c' sempre bel tempo come di m agg i o egli dice cb e v i giun .se in 93 giorni. Il Navarrete ed altri toric i eonessuo a.ncbe qutsta volt.a La cifra in 7 J. im maginando roe lo scopritore volesse parlare della dunta del v i aggio da Palos a Sa.n Salvador Ma in realtl Colombo. sempre preciso, intendeva al ludere al tempo impiegato da Palos al punto estre mo raggiunto nelle supposte cio Rio de Mares Perci dalle otto del mattino del 3 agosto, data della partenza da Palos, alle dieci pome ridiane del 2 novembre trascorrono esattamente 92 giorni e 1 6 ore. Ma a questo tempo dobbiamo "g:giungere la differenza oraria e loogitudinale cal colata daUo stesso Colombo in dieci ore ed abbia mo cos proprio 93 giorni e 2 ore. In tutte le conversaz i oni infine ch egli con l'amico Pietro Martire d Angera e con a ltri. ac cennando al suo primo viaggio disse chiaramente che cc dopo 3 3 giorni di navigazione durante i qu.ali non vide altro che cielo e mare, scoperse Gu.anabani ". Ora noi sappiamo anche dal Las Ca.sas che Colombo perdette di vistil l'ultima delle Canarie, che l'isoh del Fttto, nella notte fra il 9 e il I settembre; se fOISSe giunto in vista di San Sal ador la sera dell'I I come si f creduto fin qui, sarebbe rimast in aperto mare 3 2 giorn i ma se ammettiamo invece che s i a

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l giunto in vista di San S alvador la sera det 12, per poi sbarcare la mattina del r 3 il conto giu sto di 3 3 giorni. Come si vede, le prove non mancano; ma b i sognava nascondere il 1 3 ed il Las C.asas ci si mise d impegno. Tanto pi ch'egli aveva O$Setvato che la data di Giuda era preceduta dalla festa della Vergine del Pilar ch'era la pi grande 110le:nit religiosa della Spagna di Ferdin'ndo il Catto.lic.o, Re di Aragona. Non solo ma la Madonna del Pi_lar era anche la protettrice dei lunghi vl.aggi e per. di pi il 12 ottcbre cadeva proprio in venerd che a quei tempi era considerato giorno sto (la supustizi one del venerd ebbe origiJ:le. nel paesi nordici al tempo delta riforma ), tante che lo sttsso Colombo aveva scelto un venerd per part ire da Palos. Se poi si osserva aggiunge il Branchi, che an che il giorno del ritorno (15 marzo 1493) era un venerd, si pu concludere che riunire i tte giorni santi della passione del Signpre. signitkavac inquadrare tutto il viagg i o in un trit tico P.,itno di misticismo. Pu mostrare poi l'imponanza del 1 j nella sto ria dell'America, il Branchi nell ultima pane del suo libro, ricorda tutta uM serie di avveniment i che. secondo ta superst i zione popolare subirono la del n1,1mero fatale. n I 3 ottobre Cristoforo Colombo arriva a San Salvador che 'la tredicesima isola in ordine di e-stensione. del .le Bahamas. Nel 15 IJ poi Vasco Nuiiez de Balboa arriva per la prima volta all'O ceano Pacifico; ed proprio un 13 maggio che gl Inglesi sba rcano nel continente per stabilirvi la prima colonia. Jamestown, da cui sorgeranno gli S ati Uniti . Ora. nei primi novant anni il nn mero 1.3 veramente infausto nella storia dd nuovo mond : Colombo muore povero e abbandonato da tutti a Siviglia : suo fratello Diego segue la medesima sone ; la prima colonia di Puerto de la Navidad subito distrutta ; Martin Alonsp Pinz6n si uc c ide non appena ritorna a Palos. Nicnes:a, Fer nando Cabrai e G.asp. are Cortere.al spadscono i n mare NelJe nuove terre i ntanto. conquistate da ,valO;ros i soldati ma anch e da truci avventurieri avidi di oro e di Vendette. corrono fiumi di san gue: gl'imper i degli Incas e degli Aztechi crollano a l primo uno con gli eserciti spagnoli; gl'indigeni del l e Antille sono decimati e sostituiti da schiavi africani Francesco Pizarro e i suoi tre fratelli Diego de Almagro e suo frglio, Hernandez de Cor doba muoiono tutti di morte violenta Blasco Nunez, de Ulloa e Pedro de Va l d ivia. il conquistatore del Cile, sono assassinat i dagH in -dioo. De Soto ed Ore !lana spa ri.\Cno miste d osa mente e Alva'rado muore un ac.cideou: E s i po r : rebbe continu .are, perch quest i che abbiamo 1f cordato sono s oltanto i grandi capt lmprovvisameate, qualldo proprio che la maledz ione fosse ca.duta pe:C semr su que j disgraziat-i ecco che nel l58:1 l e stragi e l' Ame.rica un nuovo pe:riodo di pace. di ord i ne e anche di prospe.rit Che c<>s' mai a-ccaduto di. tanto impo r tante nel 1 5 8.2? (< Un piccolo avvenimento, dice H Branchi che d3 buon marinaio prende sul serio scienza ma gica dei numeri: Gregrio XIII riforma il calen dario aggiungendo dieci g i orni all'antico promul gato da Giulio Cesare ; e il I 5 ottobre non al 14 ma al 4 ottobre. Per una curiosa coincidenza i l destino aveva stabilito che un Pontefice leno minato col numero fatale cambiasu la data p r o prio neg1i stessi giot:ni della ddl 'America. n calendario insomma aveva rotto il maleficio ed il I 3 non fu pi ritenuto numero i nfausto come era stato per tutto il Medio Evo. Nel 1813 Simo{le Bolivar, i l l iber:atore delle giovani !)azioni del SudameriQ, entra v i ttor i oso in Caracas e nello stesso
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TtrllllM. C.D ,quea1a 9uo1a.ta, il deUe .-ornate di BarceUoaa,. ovilaate, nel pt a.,rl ,torni t'Ull"ililalo deDa rtvoluaJone sp;apola, da Orio Vercanl : racconto cbe, Ira taata e epeao ottima leUeratua e-ep-.nola aata d&Ue memorl-eU scrltto.rl che baQo parteclpa.&Q alla perra t 1.tM.l Q.J!llllq .bi (lt!tlajtq Wll l lll!!liiM ,&l9.riug !k t1!J 6 fl!)rta la naova Spapa, b:a auto tt lltfldto, la.D&f.\SJ tutto. d l ,rappreseAta .re la d .lret'* tealimlillt&:n'R di qo s1nmtero salJo seplo 4tUa ella .r:n de ctt,\ eataJana: ti uao che la eone. pom), Hbi!Piere U aliA) dovere ctJ. (lloraaUata, aulla s-(1) steua clelia m.orle, :per JII'&OO ciel che. aelttallaao. anva:DO btio U flflo cl1 fiDelJa te-,ra e cJ.I 'lleUa rassa da cal lm.PJalleabUmeate v tre. a.Ue. forze la pii trale'l'tl.a parketpas.tone dJ tecle e-cft cCMD1!iaUI-.en1o. Orto Vweard. la lu'lllbl &nlll eonoaeltor-e della Sp;apa, della alla arte. llelt. U'adktonJ e d aao popolo. aolte aeUa toead,a &n,lea Clllt a1 trovak meseolato alill Ila 'df .. ea*teato le e cpallt di oaaer a1ore, e ba aapato alld!..e aelle .ore plill aceese di aaarae, pa'rda.re a tolldo cuore del J)eraoa...,t elle-rll mu:oveva_. attorno. n racconto, a clttque aoal di CllalaD$11,., ha maa&enllto la vk>'Cft!a della COM v11ta modetlo che dl, al eveatt, IJIII wuale 41.e-l.c!al: t ba 1m PlrtQ !U.II.r@d pr.opordonalo alla rr&lldnaa flueata uJthm putata va dall& aolte p .... l6 oella c celta .della .,orte flao al1a llO&tti del.ta llben&IOII.e. U raoooa&o al cbt:ocle: e sta .eaao open. cle-111 atUo:r1 eRntPiad d eUa ..-uova lta.lia:oa, offerto del due Paal l clal oomt.al lll111Ud b'&nao COll:l)lattat col sa:ope e col pe.nslu-. per lo stesso alttalmo HOpo. VI. RIMA BMMO. sulla nostra 1paoca, Marinucci, ed io (l mezz.<>dl era passato. n c-aldo t la. sempre pi Nesson.o Si a di ,not. A. vevan.o altro da fare. Contt no a mente Sa.)jva a porure cartGccie e a demt. ei volt' dei m i lizian i si l eggeva la Il c .ombatrime:nto cla nove ore Sentii parlare di di motti. \Jn miliz1ano 26-entr di corsa .a.onu.nc.iando be era .morto non sa pevo chi: uno che doveva m.ere pa.ct.lola.rmente a qualcuno era l. Uno, infatti. a : g q : (( lltlaledetti e corse gi: in suad;t alla Un altro tatconc che dei repatti d i mitra.gU erj. in non so quale caHe, si er-ano ures1: le .loro armi servivano a.desso ai rossi. Fore ero inge n.uo ma m i pareva infatti c:he lo sparo delle mi.tra.gliatric:f. l SOtto. f06Se aumentato. Altri cannon.i in d irezioni oppOste. euno entrati i n nio-ne. La aveva una che mi pare va dovesse fjnjr per (.SSere decisiva. La nostta pri gione sembrava si svuoa .$$e r-apidamente di vita : ( dl ogni tant<5 apparivano m stmbra\"-ano pres cb un'ansia mai celata. Le c ose mi nacciavano forse di volgere al pegg i o per g l i anar ch(ci: lo stesso pen ieto (J(1 pareva di legger:o nel volto imp'!ssibile e cereo di Durio per quanto q pesti, ogni tanto, fingesse di s.onnecchi .a.re. li m i Hziano che d sorvegliava apparivoa un po" inqui.e to, e lratto tratto b t esta alle finestre co me se temesse di udir venir dalla strada qualche vo-ce annunciatrice d j disfatta Marinucci a una im provvisa trafitta della sua a.rtrite cominci a in vocare i Santi. A v e v st.ntito vanta. rF, d.a certi mil i ziani. uccisioni di preti e incendi di conventi: e quella palest invocazione ai santi mi sembrava lo confesso, un po' pericolosa. A un certo mom ento Marinucci. che aveva fame mormor ad dirittura: Chiss cosa ci passer oggi i l con vento ... )J. ll b.ra.v'uomo voleva proprio versue de.ll'olio $U un incendio Mai v idi un u.omo in pi pla cda pi ottimistica attesa un cuore -pi i nnocen te e p(u purQ. Durio g1i disse : < < Commeodatore. non J>arliamo .di queste cose -1 on avete sentito che hanno dato t'assalto al convento di San Domeni co? 1 1 Marinucci ri spose : 11 B impossibile. on c i crtdo neau:neno se lo vedo. Perch' dovrebbero dar l'assalto ai conventi? Il mil i ziilno aveva altro da pensare. in quel momento, che starei a sentire e tentar dj indovioa.re il stllSO delle nOStre parole. Una mitragliatrice s era messa a grandinare sotto l a casa. Si udivano urla l.acuant l d j feriti Le dat tilografe avevano smesso di scrivere. Un.a -la pi vec:chia venne fuori da un corridoio con una bandiera di tela rossa e la s porse e la sventol da un davanzale per fan animo a .crueHi che di sotto. comb.att.evano. Si affacci guard gi e disse; t ( Arri vano i rinforzi l Grossi autocarri si sentivano inf
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Da lontane finestre si sparava su loro. Per un momento pensai ch i rossi avevano perdU to la partita. Accesi una sigarett:a. Ne offrii una al miliziano. La accettp. La vecchia cbe era '\'enu ta via dalla finestra g_rid (( R agazzo, butta via la )) n milizia no la t lasci cadere e pe st col piede. Poi alz gli cechi a me ; uno strano sguardo, quasi pavido di ragazzo stanco Ho detto che aveva l'aria :di un ragaizo che per far la rivoluzicne, non andato a scuola Aveva le mani pallide, machiate da efelidi. Poi, come. apJ?auotemente senza ragione, il. rit mo de!la battaglia era aumentato alt'1: ettanto sen apparente ragione dimjnu Japidamente sino quasi a spegnersi come a mettere un punto fermo, lo scroscio di una bomba. Non si udiva p i il cannone La vha .to.rn ntlla nostra prigione, e r iomin c i l'andirivini del, milizianf. Qualcuno era vestit da una oombinazione tli tela azzurra. e aveva r elmett,a. L'eserc it o dei ro.ssi C::O mindva a vestirsi Da qualche frase .di quelli che arri\Tavano sl capi che un grosso attacco eta stato respinto: nella Rarnbla e Parallelo. Sall un gionnotto on una btacc::iata di pagntte e un pac<:o d l scatole di sardine. Le ra gazze che scrive vano a macchina una a'lla volta uscirono. R l maser o due donne he cucivano su un lungo striscione d i tela bianca lettere m aiuscolt ry.str o nero. Era ven:o.to il mezzod. e'd era passato. Quando guardai al mio orolo.gio da pols-o vidi che eran" vicine le due. Anche lcr rivoluzione attraversava un'ora di r combattenti dtlle due p_arti mangiavano. forse. La citt silenziosa. Ogni tanto qualche raro colpo d esplodeva tet ti e terra zxe lontane. Poteva.mo immagin.are tutto: che la rivoluzione fosse finita che. fosse stato fir mato un armistizio, che tut_ti i falangisti fosser? stati uccisj e che gli arti glieri .si f06Sero ar.rw. Du rio domand a uno, con conftdenzile. cosa accadeva. 'COme se fosse stato semplcemente curio so di notizie del resto non eccessivament interes sant j. Quello non rispose, sput in terra s.e ne an d. Io a gli aviaton che se n'erano andati. Da loro se riuscivano a raggiungere il Consolato e ad annunciare la mia sorte. dipendeva forse la mia vita. Poi non volevo pi pensare a nulla /pet: non stancare i miei nervi che avevano su 'bito gi una prova dura Cercai d i immergermi in una specie di sopore ad occhi aperti. Do1l corridoio che portava alle sta nze dove pa reva fosse riunito il misterioso Comit, e daJI e quali giungevano ogni tanto voc i e richiami in comprensibili, venne avanti un tale sulla quaran tina. Prese S'Il un tavolo una pagnotta se ne ta gli una met, si infil l'elmetto sul braccio guar d attorno per vedere se c 'era un dove sedersi a mangiare, vide che ce n'era sulla panca, venne a sedervisi, cominciando a niangiare qual che boccone d_i pane. Dopo qualche minuto di silenzio non sentivo che il rumore de suo 1 dent i che masticavano lentamente i l pa{le mi feci forza e con 14rta p.i tranq-uilla del mondo doma1:1dai, r:net i n italiano .met in spagnolo; -r-Credt't che cj terr anno per molt'o tempo qui ? Aspettiamo g da cinqut o re. Fin di i l boccone. Mi guard. -Vi sttnbrano molte, cinque Noi t"or:nbattiamo da tredici ore. Io sono sceso .-dess<> per la prima volta dalla motociCletta. .. Siete dei reparti di assalto? -No: Sono portaordini. T acgue. Si spezz un alrro bo'ccone di pane. Poi, con un coltdto, si apri una scatola d i sardi ne, ne tir fuo ri una ne mangi mezza. -Cr-edete-domandai ancora-he ci ter : ranno. ancora molto tempo? Per 'Vi tutto te:rnpo guadagnato Finsi di non cap ire, doro andai : Perch? : Mi guard stupi'to chiese; ........ Non siete voi quello cbe ha ucciso no stri oompagni s o.tto l'albergo Fakon? -Non ho uccisO nessuno. --:So che avete detto cos. Ma a impOrta? E anche se' fosse vero .. non siete .egualmente: un borghese? . -Ma non ho. ucciso nessuno. -Non ba importanza. S ete un borghe se. Quando una gamba fa la cancrena i non si pu ta gliare giusto al punto. dove finisce la cancrena. Bi sogna tagliue pi su. coragg i osamente. anche un pezzo di gam:ba sana. Per questo t inutile che pat liate di innocenza o di colpa r funi i b::rghesi devono tsSere SOJ?pressi. Parlavamo con un tono estremamente tran qui l lo. come due che abbiano attaccato discorso del pj o del meno, sO una panca di giardino J,>Ub b ico. Io 1ingevo the il discorso non mi riguar dasse tropp0 da vicino, e parlavo come per far quattro chiacchiere. -Voi siete an:mhio ? No. Sono uotsli:sta. della Quarta lnterna--zio nale -siete comunista? I veri com1.10i:Sti siamo noi. Non. quelli di Stalin. Stalin ha tradito il comunsmo, A. Bar cellona la maggiorao:za con noi. d,ella Qua rta lnternazion ale. Quando avremo vinta la l;>attaglia p la quale combattiamo, bisogner tutti gli staliniani. Essi smo pegg i o di voi borghesi. S iete stato in Russia ? -Ho In Russira per clieci anni. Se ci mi frrcilerebbero. S>rio stato con Trotsky al Messico Poi sono ve nuto qui per organizzare la Quarta FinitQ il nostro com pito qui passeremo In Francia e in Ital ia. Non sta rete altegri. Mangi;1va quietamente -con gli occhi semichlusi per ripararli chiarore che veniva &Ua nne str a di fropte. Appena ci sar q ualcuno dispo )ibile adesso i nostr l $0n tutti ai posti di c ombat:timen : to e non abbiamo temRQ di anche di ques te vi fudleon. no Non avevo nulla da di.re. ...;.,... Sarebbe stato l' i -cemplice dar fuoco all' al bergo ..:.._ cootinu . e bruciare ;:utti i den tro. Abbiamo pi benz ina cht proiettili. Io i o ave vo de o. Non banrro voluto darUii ritta. 3ono le tlebQ .ie, gli errori inizial:i di Si asciug c,'<>n il do(S() cleHa mano le .Jabbra c.h s eran o unte con l'olio delle s ardlne Si alz. Pcsz la scatoletta e il pane av anzato so una tavo la ; si rimis e l'dm etio io capo, e ne and. Adesso nella sala noa c 'e ra pi nessuno. I ta voli erano vuoti, tutte le si eracno llonta nate. Un estremo silenzi invadeva l' appartamen to. Anche dalla strada non giungevano pi rU m:ori, oome se Ba rceHona fOSS stata disabitata. Non capivo cosa stesse accadendo. I miei due gni di prigionia tacevano. Essi avev .aoo udito il mio colloquio col trotskista ma la p.res. enza del miliziano. che con tinuava a sorvegliarmi, toglie va loro la di parlarmi Anche la loro situa zione. de l resto, non era comoda, e io a vrei voluto dir loro qualcosa. perch era proprio per Ja mia presenza a Barcefl.ona e nell'albergo che essi pas savano queste ore! ango.Sciose. Nes5uno per n voglia n possibilit di parlare. Io ch e era sci6cco, ma che forse er.a fatae dover star cos in attesa che ci si ricordasse di uCidermi e che io non potessi far nulla per tentar di L'appartamento era disabitato: avrei potuto ten tar di far che non avevo mai fatto, $altare alla gola del mio custode, disarmarlo e ucti.der lo, per poi: Avrei dov uro tentare di ucci dere slVIarmi, e guardavo con occhio tranquil lo il gioy anetto che stava di fronte a me, ztmato, e che con un balzo avri dovuto -atterrare e tentar di strangolare. M i sorprese una voce int'erna che mi diceva: <tuto fasilmente nella fuga. In quanto a rinucci, la sua. artrite gli impediva quasi di cam minare. Un mio tentativc;> di fuga. si: eluso con la loro E nella po. tesi. se i o anche non m( fo,ssi preOccUpato dilla loro vita e fossi riuscito a raggiuqgere la Rambl. a dove sarei poi ? Le strade erano tagliate dalle barricate, era fac::ile immaginare che da' ogn parte circolavano pattuglie. Un: uom in p ,a!JtO' tole, Vtstito d i una giacca a doppio pettc' grigio sopra u.na m'agliett.a a canottiera di coto.ne b ;mco ,senz. a berretto e speu in_ato, dovev a rap.Pres11ntare subito il tpO d eU'uoo,to scspetto, Ne1 calColo pi o ttimist'a avre i percor .rer:e parecchie centi naia di metri a piedi; poi avre ) tentar-d i rifugianni i n qualbe in qi:ialcbe cantina ; ia fine., probabilmente, non sarebbe ri-tar$iata che di qualch.e ora. Guardavo l niiliziano 'e, forS. perch la sua vita dipe-ndeva da m-e., fimi -a guardarlo con una specie di}. sco molata piei. n era sui dicias s e tte anni. Egli era iJ;I<;olpevole e bient z in cui era l aveva 'Portato a J?OSto . 1:\iso.gnava dke, molto ell-e g]j era stato rQyinato dalle cattive e dalle cattive letture, Er. a un tipo di sc'Ola.r-o discolo, da mette-re a posto. in circostanze con QuatHo paterni scapaccioni. r Seqtimmo salire dei passi pe r le scale. Dut: Y. rnati entrarono. spingendo avanti un captano di artjg_Jieria. Lo tenevano per il. colle to, Entrando glf detter spin_t vi enta ril cad de i n avanti battendo le ginoccbia e mani. l >. Il capitano gu ard intorno, ide sul P.afc.osctn'ic-o del teatrino una sedia. doma nd : (( l?ossl> p.tcnderla? Gl i fecero cenno di s;,' Ti_t-gi la sedja, e sedette. Sent,v:o ::ht ft!S'{)irava Chi sa quale corsa gf1 a:vevano" fatto Su<{ay-a, Lev di ta.s.ca e si asdJJg. Vt$1: l o sguardo a noi ed ebbe un impercettibile l(>rrlso di iote -s.a. .. ... Fuori il silen:;l:io i n c1;1i si :ra imrJll$41 p'1r, <;ra fu da d i lontana fuctlena. Colpt dt nvoltella VICtni, ch-e parevano sparat i sUl sopt la tdta, comim:iarono a esplo d ere a i i)tervaUi reg olari .;o me p:er un esercizio di tiro a segno. Scopp i ;.ma cannonata. La ricominciava. V'idi .;:be Ma rinucci aveva -)e mani giunte fra le grOsse gin.oc cbia e siJenz(psamente ab bassato l mento s\1'\. petto. era addormentato. n suo cer:eo viso aveva perduta ogni espress i one e pareva quello di un ,motio. Nemmenil del ombattimento lo svegliava. A una quinta cannonata s<>lle-v un attimo le palpebre. Poi que. tar:nente le , U capitano ave va rimesso il fmo1ett in tlsca. e s.enu mostrare troppo la sua it' milizia1lO lo tgneva d occhio cohtinuamente guar dava attorno per rendersi c.onto del luog o dov'era capitato Il suo 6sio d i grasso cinq.u an tenne non !D pareva proprio quello di un rivoltosO, n 1'. una n dell'a ltra p:arte. Aveya fig.ur-a ad. buon padre d i famiglia. che ha i figl al ginnasio e paga con vari sacrifici le tasse per i loro studi. Bencb( fosse un soldato, co.n ogni p(obabjlt quel giorn<:>, gli era t?Ccato d i combattere per Ia prima volta nella sua vita. e. l'avvenimento lo aveva sufficien teme nte sbalotdito. Adesso egli si svegliava da U{l inc-ubo, per et.tr. are in Un altrO ) ncUbo 'anCO pi .cu_pp. -Catturato e fatto prigi0niero con ogni probabiljt glJ a.veva visto moJr morti at torno a s, lui che. f orse, non ave va pdma altri morti Ghe i suoi vecchi parent' -e-gli noti dove-va. illoder,s soverchiamente. sulla sua ma doveva a-veJ deciso di aS$Ome.re l' atte ggiamento di ono che, con le 1accende in corso. aveva pothissi-27

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Prlgiolll ro11e cii lercdoM. mo a che fate P e r questo dopo un mommto dis r i volto al mili ziano : -Ragano! f armi una cortesia : telefonare a m, a moglie che non stia in pensiero : che sono qu i pn chiar i u uni cosa e cbt non ta r d e r a vnire. Il miliziano no;n risposr Dopo un momento il capitano riprut sullo stmo tono : Rag a2zo BisQgnerebbt (arm i u _n,a cortes i a : telefonare a m i a moglie cbt non st i a in pen ... Ma non fin. n mijiz i ano si era voltato brusca mente, aveva alzaro la p1stola e diceva : -capi t ano J prigionier i non debbo no parlare! n capitano rep1i(l, ma a bassa voce, cortle par lando a se : E ra solo per mia moglie lo nei film. Le udii ridere. Qutlle che cuivano avevano finito il loro la voro e adnso stqtdevano per farlo ammirare dal le compagne lo strisdone su cui, con Da.stti di stoffa nera, era stata composta la scritta Partido Obrtro de Onificaci6n Mancista )), Quello uriscio -ne era destinato d essere alle .finestre del l'appartament o nel. quale eravamo chiusi Arriva rono due uomini con lunghe cantinelle di legno, sega. martello e chiodi coi qua l i fan o il te.bio p,er quello stri.scione. Cominc j il lavoro, che non e r a troppo facile. Lo strisciont era lungo una decina di metri, e per l avorare fu necessario spostare qualche tavolo, e che il capitano si in U con la sua sedia. 11 pover'uomo lo fece con la maggior premura pos sibile e, nella incert i ssima speunza di guadagnar si un piccolo mer i to che rendesse meno grave l a sua sitlla:Zio.ne. mostra a, stnza parlare di interes sam al. lavoro dei due falegnami inginocch i ati sul pavimento. essuno badava a queste sue manovre si occupava dei suoi brevi sorrisi di ap provazione pe_r ogni colpo d i martello ben dato. Si leggeva nel suo viso u_na nascosta disperazione di non poter guadagnare nemmeno qualche punto sulla inaccessi bile scala deUa salvezza Egli appa riva i n quegli istant i motto p i vecchio di quan to era A un certo momento poich la tela, t i ra ta da una parte, scappava dall alt r a -Ciii mostr di nndeni conto che. in due sol i i falegnami non potevano fare quel lavoro. mormor un consig l io pieg un ginocchio prese un lembo dell a tela e la t i r dicendo: u Si la cos ... )). Uno de i due fa legnami si volse e lo minacci col martello PaUido, il vecchio capitano si ri.soJlev e torn a se dere. Mormor: c< Volevo aiutare ... Ho una cer ta pratica., .. > > Il m i liziano grid qualcosa che non capii. Le donne dissero anche loro qualcosa I n to no di scherzo. l falegnaiJ\i ripresero a piantar chio di. Il capitano guardava fuori deiJa finestra da cui giungeva il frastuono e lo st-rido rabb i oso della battaglia. Entr un (lovaootto Era un bel giovane le lo salutarono festosamente fili and vi cino a loro accarezz la guancia ad una. disse che una certa faccenda era finita beniss imo si dette un colpo a i capelJj con un pettine che lev da un taschino. Riconobbi in lui uno de-i lustrascarpe di Plaza Catalui'ia Dichiar che non aveva pi proiettili per la sua rivoltella Gli dissero che ce n erano delle casse piene d i l. Venne verso il cen tro della sala : vide la pagnotta e le sca.tolt! di sar dine sul tavolo. Pttse un pane. Disse: cc Ci vole e da ieri stra che non mangio ragazze ) ) Camminava in w e in g i mangiando allegra mente e parlando con la bocca. piena Mi guardo Disse: cc t-lon l hanno ancora ammazuto que sto? 11. Le donne non risposero. Egli m i gua'(d ancora. Disse : Italiano hai fame ? E cont i nu. dopo nn momento : cc Fai come me. Mangia. e meglio mor-ire a pancia piena. Im para da me. Mi pacsi mez-za pagnoct a e l scatola di sardi ne smezzata che il trocskista aveva lasciata sulla tavola lo divisi il pane con Durio e Marinucci Me-ttemmo la scatolet:ta delle in mezzo, e vi intingevamo i peni di pagnotta. Ma il pane stenta'a ad andare gi. Il pomeriuio era caldissi mo, ta pagnotta si sbriciolava, p.ou w aq\la 'da bue, o osavamo chiederne. Pochi bocconi basta rono per sfamarci, e ci si inchiodarono nello sto maco Tl lustr*upe se n era andato. Di U dove va (SStrsi nuovamente riunito il mierioso Comit pe-rch ogni tanto una dtlle datti l ografe era chia mata, e andava e veniva con delle carte. Poi nel vano della porta che dava verso le stanu del Comi t apparvero due m l liziani. Guardarono, videro il capitano, andarono verso di lu i L ufficia l e s i in piedi., leva.nd() le braccia. l due avevano le rivoltelle pronte. Lo fecero camminare verso l a porta 'che portava all' de lla scala. Egl i ci dette un ult im sguardo. Pareva piombato in una veccbjaja estrema. Smtimmo il passo dei tte allontanarti nell'anticamera arrivare al pianerotto lo. Poi sentim.I.Do subito come uno scatpicco d i colluttazione e dj fua-a. e la detonazione di una revolverata il cui rumore fu mo ltiplicato dal rim bombo della tromba delle scale. Io chi usi gli occhi come se avessi visto l falegnami c ontnoavano aut pavimmto il loro paciico rumore di martello Le donne cbiacroieravano. Una cbe scriveva a macsi era voltata appena u.n momento Il sa pore delle sardine mi faceva come un chiodo nel lo 5tomaco

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Pass un' ora La battaglia continuava. I fa langisti adesso, dovevano esser comparsi nuo vamente sui tetti di fronte, verso destra e rico minciavano a sparare verso le nostre finestre da cui era stato esposto, legato con delle corde lo striscione del comando del P. O. U. M. Qualche colpo venne a batt -ere sul davanzale. Uno nel soffitto della stanza. Il milizjano che ci cu stodiva s'era messo al sicuro appoggiandosi al muro fra due finestre . Noi, seduti sulla panca appoggiata a.Ua parete d i fronte alle finestre, potevamo ricevere una fucilata da n momento all' altro. A un secondo colpo che entr e gxaffi il soffitto fac.endo piovere dei calcinacci le donne strillarono, si levarono dai tavoli, si rifugiarono nella stanza dove alla mattina avevo visto i f-riti e guardavano di l dal vano della porta. Il mili.ziano teneva la rivoltella puntata su noi. Altri colpi fec ro un di sassate s ulla pietra dei davanzali Una ragazza grid e cadde sve nuta Accorse, dalle stanze del Comit, un uomo. Vide .1che portando l tavoli verso un lato della sala che era fuori delf' angolo di tiro, il lavoro avrebbe potuto continuare Fece spostare i tavoli, e fece mettere anche la nostr" panca l, al riparo. Le finestre erano adesso alle nostre spalle, sulla de stra, e noi eravamo riparati, come le donne, dal muro cieco della facciata. Il cannone degli artiglieri aveva ripreso a rimbombare. Tenendo la testa appoggiata alla parete si sentiva ogni colpo rintronare nella muraglia. I rossi non avevano dunque al)cora v i nto e per noi si apriva un nuovo, per temie, spiraglio di speranza. Con no sguardo ci scam biammo, D'urio ed io, questo pensiero. mentfe il colpo del cannone, sempre pi frequente, d faceva ogni volta abbassare ist(ntivamente il capo, come per ripararci da un proiettile. Le ragazze s erano rimesse al lavoro, tna le loro copie andavano a vanti malamente. Quello non era certamente un ufficio ideale. Ogni tanto una dattilografa si gava nervosamente il sudore: e ogni tanto una si alzava e andava, con un pretesto o con l'altro in una delle stanze interne, che si potevano pensare pi riparate. Una donna, che si era eletta capuffi.cio, le andava a richiamare brontolando, e a un certo punto grid: (< una vergogna ch tutte abbiate i vostri bisogni contemporaneamente, per andare al gabinetto che pi riparato Esse parlavano come se noi uomini non fossimo stati presenti ai loro discorsi, discutendo ad alta voce del loro diritto di i ndare al gabinetto senza che si tenesse il conto di quante volte ci andavano. << Non possiamo mica farcela nelle mani, Pepi ta grid una. Questo le fece ridere. China vano la testa sui fogli da copiare, ma pareva che stentassero a leggere. L'angolo in cui erano riuniti i tavoli era, del resto, piuttosto buio. All'improvviso mi riprese l'idea della fuga. Quel parlar del gabinetto mi aveva fat to pensare che dal gabinetto di quell appartamento, ci fosse modo di evadere. Le stanze dove eravam.o vano tutta l'aria di far parte di una ne della casa: e questo mi faceva pensare d'esser chiuso in una costruzione irregolare, probab il men te circondata da tetti e da terrazzi! d r facile accesso. Se il gabinetto, come non era da escludere, aveva una finestra su qualche tetto, avrei potuto -. non subito, alla sera. dato che io alla sera fossi stato ancora vivo scappar di ta, e attravetso i tetti, portarmi forse verso il settore dove combattevano gli artiglieri e i falangisti, che doveva essere non pi l ontano di settanta od ottanta metri. Im portante era. intanto andar a vedere questo gabi netto. Da qu ando eravamo stati arrestati erano pas sate otto. ore. e la mia domanda di andar di l mi pareva pi che giustificata. Alza i gli occhi al miliziano, e dissi cosa volevo. Il miliziano non sapeva cosa fare ; non aveva ordini in proposito. Io feci capire che la cosa aveva una certa urgenza Quello chiam allora un altro armato da un'altra stanza, gli disse di che c06a si trattava Il nuovo venuto tir fuori sse' il gabinetto, e mi voltai a chiederlo al miliziano che mi accompagnava. Que sto, dicendo avanti... a destra... a sinistra a seconda della complicata topqgra6a dei locali, mi fece attraversare due o tre stanze buie, dov'erano ammucchiate casse di munizioni e fucii, e final mente mi fee infilare un basso corridoio aperto sono lo st rapiombo del tetto. Ero andato avanti lentamente, per ticordarmi f'ubicazione delle va rie stanze, caso mai questo mi fosse servito, in una circostanza ancora imprevedibUe, per un ten tativo di fuga.' Giunto nel corridoio noi) avevo p iii bisogno di i.ndicazioni. L'odore che v:eniva da una porti cina di fondo era piil che sulfidente per: orientarmi. Entrai. Un'oc chiata mi bast pe_r vedere due cose: che la 6nestra era troppo str:etia per scap par di n. e cbe i( gabinetto era in un favoloso stato di sporcizia Mi voltai e feci l'atto di chiu dere l'uscio. Il miliz i ano mi disse: Lascia a perto! Avrei voluto dirgli che era forse prderi bile chiudere, per la decenza: ma il mio vocabolario spagnolo era piuttosto insufficiente per con qualche circonlocuzione questa proposta, e d tono del miliziano non era il pi adatto per volare una discussione sulla decenza . Fra lui e me non c'era che mezzo metro di distanza. Quan do mi fui piegato sulle ginocchia per fare in sua presenza quello che in presenza di estranei sono abituato a fare da quando avevo tre annt. la canna della sua rivoltella si trov ad essere all' alttzza della mia fronte. Giacch egli, fedele alla sua consegna, voleva a quanto io facevo, era giusto che io gli facessi 'vedere che, se l'avevo inc-omodato,_ non era per ).lna finzione. Egli stava quietamente a dumi, come uno cbe pen5a: Anche questo nen tra nei miei doveri di soldato Io lo guardavo di sotto in su bonriamente, come per dire: An che quello che i o fa. ccio ri-entra nei miei -modesti diritti di uomo: e, visto che devo, con ognj pro babilit, morire, questo uno dei miei ultimi dir itti, e ne approfitto largament-e .. ; )). Il t2nfo del locale era, ):>isogna di.rl(), In ore di rivoluz i one si ba ben altro da fare che tirare la catena dell acqua: e, del resto, la catena non c'era. Nel corso della giorn-ata quel posto .era stato frequentato con una insolita frequenza. Sen tii cbe nel corridoi() veaiva altra Il mio cuStode si volse a dire che den .tro c'era il fascista. Una voc.e grid che mi sbrigassi : io r(sposi che avrei fatto del mio roegfio: e int l uito pensavo che di l. da quel finestr i no che stava alle mie spalle. era impossibile fuggire, tanto pi sotto una simile s.orveglianza. Sulla nostra testa, si sent sparare un colpo isolato di rivoltella, come '. Egli parlava cos, con un to'no abbastanza pia tido, come a un certo punto, quando uno dei due reso inerme, ci si parla anche fra soldati av versari. Contnu w Noi non vogliamo che si uccidano da soli. Vogliamo prendedi vivi perch prima di fucilarli che ci dicano i nomi dei ..loro cameratL per andar a prenderli tutti. Ma molti si sono ammazzati prima che li pren dessimo. Guarda qui il morso che mi ha dato stamani ono, per non essere disarmato. Ho do vuto mollado e si spara .to in bocca. Mi mo str l a mano sinistra, gonfia e violacea. Disse: 11 Era un gigante! Bestemmi con aria ammi rativa. Poi pens che le mie faccende andavano per le lunghe e mi domand.: 11 Hai finito? Avevo finito. Mi ritrovai in piedi, con le mani in alto. Riattraversai il corridoio e le varle stanze. pensndo a quella isolata. Forse con quella si era ucciso il falangista assediato sl ter razzino. Pace. Signore, per la sua anima. pensai. La sala del teatrino era vuta. Non c' eran pi n Durio n Marinucci, n le dattilografe. la sa.la era stata sgombrata perch si temeva che un proiettile di cannone sparato dalla Rambla ptesse investire il muro di facciata della casa, e uccidere ttti. Il miliziano fu avvertito di por trmi in cucina, dove adesso IVl.ivano riuniti, man mano che arrivavano, i falangisti l_)Jigionieri. Mi f fatto fare un dietrofront, per una stanza dove s'erano raccolte ad aln-i tavolini vecchi tavolini da gioco del Circolo andorrano -le dattilografe. e passai nella cucina dove vo restare ad attendere la mia sorte. Durio e nucci e rano 1-.\. Visto che io avevo << rotto il ghiac-ci o domandarono anche loro di aadare al gabinetto. Il mil i ziano chiam un compagno. Disse: Vai tu questa volta! Non mica molto divertente la gornata a veder e. la gente! Di qqi, dalla stanza dove eravamo ade$So chiusi. il rumore della battag lia pareva come attutito. La prima sensaz ione fu quella del riposo orecchie. Ho passato lunghe, interminablti ore in quella stanza, ore rese anche pi lunghe dal di quella che mi pareva la Srte vicina. Da quella stanza ho vtsto molu nomuil anda r e verso la e io stesso pensavo che dovesse essere la mia ultima dimor:a di vi vente. La sua immagine stampata con una pr e cisione fotografica nella mia memoria Era una camera inter_na, con una sola finestra nella parete di fondo, una finestra dai plverosi attraverso ai quali si poteva indovutare che la luc.e giungeva at-travfrsO lo dell'ultima porzione d i un tetro cortile mura giaUasue. vedeva nem meno una lfeve por zione di cielo. Sotto a quella finestra era. una lung-a credenza dipinta di una vermce gngta, qua e 'l -scrostata Da-vanti. a teden7!a c r-era un lungo tavolo da cUctna: p1uttosto che un tavolo una specie di l:>ancone, a un 'angolo del quale era avvitato un grsso macinino sia Tra l'armadio il banco, in un ristretto spazto, era stata infilata la n ostra panca, che Durio e-Ma.rinucci avevano portata nn. l. Seduto aca}JtO a loro p.otevo -continuare il mio inventari o. Nell' angolo .opposto di sinistra c'era un g-rande fornello di ghisa, con due chiusi dai loro Vecchie pentole e padelle erano attaccate a dei chiodi, sul muro scialbato di biano, t lordato con infiniti puntini neri dalle mosche. Nella pa.-. rete di fronte J s' apriva una piccola uscio dietro alla quale in uno stambugto, st ve deva 'un ltto un fettuccio da serva, con una coperta rossa e verde e le lenzuola che .. pen.devano e strascinavano' sul pavimento. Vkino al tetto c'era un vaso
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di comunlcare con l' estuno? Un gesto di fuga vorrebbe dire che d riconosciamo co'lptvo1i. Biso gna dunque LA sigarette sono finite, t finita la cb,e mi faceva ogni tanto u n a di fumo. A 1 roili'ziano di guardia che seduto davanti a noi hanno porrato un pacchett" di tabacco ed egU si arrotola lentamente e con molta arte delle g:cosse $igarette. Intanto lascia cht io vada al rubinetto a bert. e mi lasda an c he anda.rt vuso l fornelli, dove mi pare clle nei te gami ci ,.sia qualcosa da mangia.re. Sono sfinit.., dalla stagchez.za e dalla fame In llna padella c ( un a,vanzo freddo di intingolo. Capisco il zniliz iano non ha nulla in contrario k quegli avanzi. $ inutile chiedne o cercare una forchetta. e pulisco la padella col dito. Mang i amo (o e i miei compagni, quel po' d unto Or mai la ser<\ si avvicna, i miei pensie>ri si pe>rdono. Ogni Ol'.a cbt passa d pare d avvicini :11\a : morte. ce l'hanno annunciata, sembra cru ;Ciele cbe ,ce la facd ano tanto attendere. I pen$ieri :sono densi. ioespr'imibili: una vernice che incolla il cervello. Non m i rendo conto del modo con cui passano le ore Ogni tanto, sul lontano muggire del combattimento il colpo vicino. della rivoluUa di quel che s i g l iat o sulla terrazza e che DOn si ancora arreso Vedo entrare degli sconesc iu_ti, cbe mi go ardano: io non bado p.i a niente, SODO staaco come dopo c i nque giorni d i treno. Vorrei dormi.re. La poca luce cht calava dalla finestra se ne an.data. Ogn i due ore la nostra goardia ba il cambio. Non m interessa pi nemmeno guardare i nuovi venuti La crisi della stanchezza si manifesta in un totale
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Chiudo gli oc.chi. Dormo. Li rii!pro. Guardo a me. La sentinella dorme. 1 Sulla porta, ritagliata col grembiulino grigio nel buio del vano, apparsa una bambina pal !ida e sparUta. Da dove viene? Non lo so. Se fossi stato ucciso nel sonno quella sarebbe stata l'ultima cosa vista nella vita, il viso pallido, le grandi orecchie quasi trasparenti da convalescente, le due piccole scintille d'oro degli orecchini, i ca pelli corti, color topo, e gli occhi gonfi di sonno, di paura, d i curiosit. Le ho sorriso. Cosa vuoi ? -le doman.do a b3Ua voce. -Mi padre ... Dov' mio padre ... Dov mio padre? -Non sai dov'H Dove abiti? Abito qui. Mio padre e mia madre sono che mi coglieva di me, la mia situazione era analoga alla sua. e io nel breve sonno me n'ero La sua immagine, per quanto egli fosse pi gjovane di me, mi pareva la mia, proiettata fuori di me percgg io potessi vederla meglio. Il mio cuore era sconvolto ,. da prima ancora nod' avvertita, di melanconia altissima: conteneva tu t t a la morte di cui ero stato te stimone. con orrore vidi che il tenen'.te era seduto aueg giamento di uno che aspetta, con la appoggiata sulle braccia la fucilazione netta schie na. Quel bel dorso virile, stretto nella giubba attil lata cbe, per quanto lacerata nella colluttazione del la cattura, rivelava la "sua-fattura elegante, va as pettare d i essere f'o. rata da un'l scarica di pro iettili. Il silenzio era alto. SentH il tenente piangere il1 brivido del pianto gli passcappati mi hanno dimenticata qui. -E dove nascosta? En el teatro ... sotto il palcoscenico. Non aver paura. l. Il pap verrl. -Dov '? Come Vllol che lo sappia, bam,bina. lo sono uno straniero ... sava per tutto il corpo, e faceva la sedia, comJJnicando il tremito anche al paV'imento l ..fine a farlo giungere alla mia panca. Il mio maggiore sforzo durante tUtta la mia prigionla fu fatto in quel momento, per non essere preso dal contagio di quelle lagrime. Poi egli si calm. Mi riaddorE perch sei qui? Sono prigioniero. l Y no te mQtani' -di no. Tacque. Poi domand ancora: Dov mio padre? -Non lo so. Abbi pazienza. -Dov' mio padre? -. ios lst eva. Pbi gl\ ocs:hi le si riempirono di lagrime. Mi guard ancora. Spari nel buio. Nell'appartamento veniva, con i soffi d'aria cal da della notte, un orrendo odore di carne bru ciata, che svegli a un c erto punto anche la smtinella. :..-Cos' questo odore? Brucia la casa? Il/ giovan .otto morrt)or: Brciano cort fa benzina i morti di Plaza Cataluiia. Po.i accavall le gambe, abbass la testa cui si riaddorment. FoiW era il mome 'f'ltO buono pe-r ce rcar di fuggire, per sp arire di: l, nel buio, dov'era spatita la bambina. Ma e_ro troppo stanco. Tornai a poggiare la nuca sol macinino del caff. Mt addormentai profondamente. Quante ore avevo dormito? Un'ora. Un stio ci aveva svegliati. A veV'amo aperto gli occhi. La tenda della porta di fondo si: era scostata, ed era entrato qn giovane ufficiale in divisa kaki, con la giacca Stri!ppata e senza berretto. Due uomjni J' avevano spinto dentro. Egli rimase fermo, in pie di, entr il cono di luce giallastra che veniva d:alla lampadina sospesa al soffitto. Svegliato di sopras salto, con un mal di testa acuto, gli occhi (!he mi bruciavano e il cuore in tumulto, per un attimo non avevo capito dov'ero. Adesso guardavo ton occhio inebetito l'uffrciak Dudo si era svegliato anche luj. Marinucci dormiva ancora, con le mani unite fra le ginocchia, seduto in bilico come se dovesse casc.are in avanti da un momento an altro. L ufficiale una larga ecchimo .si sulla tempia e i capelli sconvolti. Sangui.nava da una mano. Il nostro miliziano aveva scostata la poltrona per fa re largo, era andato a bere al rubintto, aveva indc.ato all'ufficiale, perch la sedia che sta va vicino al t'etto n-ello stambugio della cameriera. L'ufficiale l'aveva portata al centro della cucina. sottD la lampada, al di l del tavolo. Adesso uduto, taceva. Rim asi a hmgo con gli ochi aperti a guardarlo. Era n bel giovane dj v:entjtr anni. col volto gnato dalla fatica. Il suo sguardo non diceva nul-1 la: era come assente. Si asciug il sangue della mano nella stoffa dei pantaloni. Abbass la testa, rimase immobile cos per qualche minuto: poi, per cercar di dormir.e, sedette a cavalcioni della sedia, inctociapdo le braccia sullo schienale e posandovi sopra la fronte. Chi era? Dove l'avevano preso? Il mio cervello non funzionava pi la mia stanchezza era tale da impedirmi qualunque pensiero. Mi ricordai 'del capitano che era stato ucciso il giorno avanti.. La sort di quest'ufficiale e ra un ttnente -non sarebbe stata d'iven.1. Mi impietosiva la slla bellez za. affinata anche dalla S:ua estrema stanchezza : e attraverso la piet che avevo di lui sentivo la piet JP.eqtai. Dopo un momento altri passi mi svegliarono. Questa :volta, acompagnati da due che avevano il bracciale ross:o della F.A.I., entrarono qu attro dati salutando il tennte che si era imms:diatamen te alzato in piedi. Il tenente domand : Cosa fate qui? Noi andiamo a casa, tenente rspose uno. ----: Non avete la radio? Il governo manda tutti i soldati jn licenz:. Ci hanno fermato. Ci' banno 9ui per riconoscerv. Uno della F.A.I. domand al roldato: --:-Era lui, nevvero. che loa scorSa vt port fuori dalla caserma con le mitragliatrici? S. Erano le tre di notte. Ci ha portati vi .cino al Parallelo. Abbiamo resistito t utto il gior no. Poi, quan.do non abbiamo pi avuto mul)izio ni. abbiamo.. distrutte le armi, e il tenente ci moandato via. A Mi, -disse q o ello della F.A.I. _,__ quaJI,do l'abbiall)o p:ceso, ba deuo che era in strada per andar a trovar sua madre. I s>. I nemici di questa gente non si Ehiamano anc.ora n falangisti.. n requ.et$, n monarchid: si chamano semplice mente fascisti. Il giornale fa la .cronaca della prima giornata di batta glia: annuncia vittorie rosse a Madrid e in provinci .a. Il foglio sa di inchiostro fresco. e quest'l:xlo.re mi fa pen:saz:e che, a. q.uell-a stessa ora, a Milano, escono le prime copie del mio giornale, per il quale ero venuto qui, e dove. quasi certamente, ignorano quello che sta accadendo a Barcdlonoa. Il mio posto in vuoto. Forse qualche collega pensa che io son.o in Spagna a divertirmi. Ho fame. Abbiamo fame anzi. Ma gli della cucina sono frniti; e per nungia re non troviamo che dei sottaceti scovati in un cas setto . Strana colaz.ione, con .,quattro moschetti pronti ad abbatterci se, inv:tce che fame! id, fos simo aggr&ivt. Ma la singolare dei n<> stri guardiani, che ci prQmettono la fucilazione e dividono. intanto, le si' garette con no.n si smentisce. Pane non ce n', Ma tabacco, a volont. Ma rincci dice ancora: Bisogna accontentarsi di quel chr passa il cnvento .. Ripresi per le gambe, la JPi3' pas seggia ta fra l'acquaio e il focolare Sulla parete ll cuoco del .circolo aveva-inc ollato delle fotografie ritagliate dai giornali. Calciatori, pugilatori, e anche il sorriso di: Velez. Sport, cinema: coscie di ballerine. Pi sll, puntata con uno spillo, una carto lina coi ritratti di 1-Jernandn e Garcia, i uf1iciali fucilati per la rivolta di Jaca, Lupe Veln sorrideva. Io non sapev .o, se mi lavavo, dove garmi, perch n0n avevo nemmeno la camicia. Mi lavo,-e m .asciugo facendomi vento con le mani. Di fuori sono le cinque ricominciano le fucilate. Ci sar dicono le guardie, in catalano, batta,glia grossa att.crno ai magazzi _ni: di artiglie ria, l'!lltimo luogo dove i r(Sistono ancora Appena-le condizioni ili visibilit saranno buone un aeroplano andr a bombardare i che sono a trecento metri da no i. L' attaq:o col can none sarebbe difficile, data la loro ubicazione, e con qJJalche bomba si otterr invece facilmente la resa. Questi rag.azzi e questi giovanetti ,armati par lano della co.sa con molta tranquillit. Due hanno delie facce da studentelli, che prinu di entrare in classe parlino della ptossima lezione. Di l a poco. intanto, si $ente, d i lontano, g unger l'aeroplano. Passa suJ nostro tetto con un rumore di treno rettissimo, a bassissima quota. Di l a qualche se condo, il rombo ddl'tsplosion:e. Le di visibilit, e-videntemente, sono gi buone. I gio vanetti col moschetto mi guardano come per dire : (( Avete visto? .lo avevamo detto .. >>. L'aeroplano gira, si allontana. si avvicina di nuovo, passa di nuovo su noi. Un'altra bomba. Rispondono raffi che di fucilate. La fucileria si ridesta, per gie, in tutta la citt. Di l continuano a scrjvere a macchina. L nostra cucina divenuta il luogo di con centramento di tutti i prigionieri catturati nei dio torni. Ogni taQto la porta si apriva, .ed entrava, fra due guardie, -un nuovo ospite, Visi stravolti che. dopo l'ansia dell'arresto cercavano, qui, di diven t are indifferenti. Ecco due giovani uf.6"<:iali, con la giub.ba a pezzi, sen.za e senza be.netto : e un gruppo di cinque borghesi che garantis.cono di essete agenti della polizia segreta : moa son senza carte, e la loro lascia molti dubbi. Upo i.n accappatoio da bagno. L'han pescato ,n.eUa stanza da bagno de1 suo appartamento, e da l, dkono, spuava. ancora bagnato e insaponato. Dict rivolto a noi: << Sia,dto tutti uomini; nate la libert Si leva l'accappat oio, e nudo e veLloso in mezzo alla cucina, si asciuga e si pulisce alla meglio. Piu tardi arriva uno spettinatlssimo che parla senza fute, e ba tutta l'aria di esser man dato qui per farci (l. e dopo un'ora Jo spertinato riac, compagnat via, L'aeroplano deve essere andato al campo a rifornirsi di bombe. Chi sa dove, il c;m-31

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nont si fa aboora stntire. Nessuno parla pi : Si altetrwlo lt cannonate e le gocce d acqua dell'.acqua_io. Cacbiamo d j leggtrt negli occhi delle no stre guardie qualtbe indizi o del l a nOiltra sorte. Ma qtrtgli ()(Cbi non C i dicoo, nnUa. A una doman da si risponde sc-amen:te che si attende (( 1' or dine del. Comit. t ordj.ne di altri inte.rl-ogatori. o di qualche cos:a d i pi sbrigativo? Nes:sbno. ri spond e Non test" da fat a l tro .:he continua.r ad s i garette ; _pe.r far tare. lo stomaco e i nervi. .L'aeroplano lU' rifatto il carico e Mmbra che la citt debba crollare tanta la v lo.lenza tizie di quanto accadeva f!lori. Le chiese ardevano i conventi ardevano, gli e!di6ci dove s era raccolta l'ultima resistenza venivano bomoordati. I morti di Barcellona mno alcont mig,li aia. I cada"Veri venivano bruc i ati in piazza utaluiia assitnt a11e carogo' de cavalli ttcc'tsi dalla mitraglia. 'Ma an che l'attenzione che si. a cronaca era superata del l'isti to di onHrvazione. Ciascuno doveva re a come salvarsj, a come eluden un aspetto a come un alibi, t al modo di s(uggire a uoa coodanna. In certi momtnti ogni voce e ogni mormorio si spegnevano. Un silenzio opac.o otcu pava l a stan _za, e le penone riunite n dent.ro non partV:allo pi vive, ma come rievocate dalla me moria di fattj e i.mpreds i L'uomo fortt che tra stato portat o alla mattina in veste da c .. mera e che s i era sJ>Qgliato 9udo pet lavars al modesto filo sfacqua del nostro rubinetto . aveva aperto un cassetto del tavolo. e vi avtVa trovato un vecchio numero di un giornaletto francese di enigmistica. Chiesta in, prestito una aveva pa$Sata un'oretta a risolvere un gioco di parolt incroiate. Il suo gi:oco era ato interrott o da due cbamate per interrogatorio e ogni volta era tornto pacifico al $UO giorilale. Credo che mi fu cileranno >, aveva detto a basfa voct a un vicino. Aveva raccoatato cole l'avevano arrestato. Ave va sparato dat t.ttto della sua casa, per tutta una giornata<. Poi. quando avevt' finto le munizioni eaveva sentito venir su, di corsa gli uomini della F .A..I. s era buuato in bagno, per nngere di essert stato fino allor-a. P"ifkamentt ()(CUpato alle sue lavature. Non avevano creduto a qud bagno, lo avevan tirato fuori dalla vasc-a insa{>Onato, gli avt-32 vano fatta buttare sulle spalle una vesuglia e l'a vevano qiJ, l'.avevano a con frnto con i l came-riere di una tcattpria cbc si ri cordava d'averlo visto -a un.a di falangisti. Dalla deposi:zione di q_ud cameriere dipendeva la s ua vita. Raccontate queste cose s era rimt$$0 a riSolvere Lt gioco di parole t :si capiva che la sua m ert.te era lont-ana e il suo udito attento alle varie A un certo punto alz gli occbi. e, con l a matita a aria. domand : Chi mi sa dire il J'IOJ))t d i \Il) nume francese di cinqut Lttte.re. che comincia per R e 6n'isce per t? Uno gli rispose : Rhone . In quella lo Alz gl i occhi : Vide .cbt chi lo chiamava u n miliziano fino allora ma i visto Dis:st : (( Un moroento... >>. Scdsse n et le Le cinqqe m:aiUS(:ole che compooeva.no il -riome de l fiume e disse intanto a l suo v a bassissima voce : ((Ci s(amo._. Viva la Spago a .. )>. Si alz. Fece attorno un saturo. Al)d cos1, cr edo, verso la morte. Passavano torbide le ore. Io non mang iavo da due giorn i le sigarette mi annebbiavano il cervello H sonno mi allentava nervi. e muscoli. Non pensavo nem,.roeno pi all a mia sorte se non a intetvalli sempre pi larghi. Mi partva cbc al mondo nessuno dovesse 'Pi dcorda tsi di me ; mi sentivo cosa infinitamente picc;ola e gi per dut a. La. m i a tristezz .a. non ave\ia pi forma J,l potevo p j prestare attenzi one a quanto accadeva attorno a me. Ho \1t $lo c.os part ire. una alla volta, non per5one che .andavano. a morire: altre che venivn'o condotte al porto sll'Ur((gceay che gi aveva incom lridato a funzionare come carcere Al pomerigg i o si annunci la occ:upazione dei magaz. zini di artigl i erja, dovt la di{esa ave-Va ce. dere sotto i co l pi Pi pucp darci qualcosa da maogfa.re. ,gt notte . Ogni pen siero lontllif.)O. Anche i l tormento finito. cer ca di tener gl\ occbl ch i usi p non v:eni n'e lle piazze. e. l aggi, le ombre tragiche e di dJie cavalli fu l minati dal la. mitraglia e Poi st:cade ignote, o rest irrtconoscibil i dalla ten.ebra. 1 Dove r.ni portano? Se l'nten:ogatorio annunc i a .to no.n fosse cbe una finzione? Se, invece, m porta : ssero a morire? L'apparat. o m i sembra troppo importante. Q:ui non si fue-ila col p lotone di ma,. p i c.on una p isto !.ettta sparat a a bruciapelo Il pens iero della fuga si annida nel mio cervello esausto. Avre i penso . ancora l a forza per. disarmare uno dei sei assonnat i ehe ci scortano, per strappargli il fucile usarlo come clava, a cerchio sulle teste deg li altri inque e stordirli e fuggire. Alzo gli occh i per vedl'e dove sono. Mi d i rkonoscete, alla .sini stra iJt fondo alla v i a, il della Polizia . Cb,e s i tratti dunque solam.eote di un altro i nte r-rogato ri o ? n Le scal e sono affollate di stran ieri d'ogni n.azio nalirl c he hanno cercato rifugio nella Polizi a e che asptttano da due gi()'fj)'i, sugl i scallr che si dica loro potranno partire. Il capo del mio picchetto si met te I l {ucik in spalla tira fuori on b i glietto do manda di un cer t o 11 fticio dove deve portarc i S i aprono v .arit porte. in stanze a f foUat e di fun.zio nari; annebbiate dal fumo delle s igarette. Mi por ta!lo davanti a un tavolo. dov' seduto un s i gnore in .borghese cbc dl un' occhiata al Egl i dict qualcosa : ma io ho gi capito di essere $tato non so come salvato. Laggi, veStito irt maglietta, COJl un berrrtto da ciclista in capo, facendo finta di. chiac hierare distra.namente con della gente, c' i l console B. Egli tni fissa con uno sguardo ch e dice : c < Taci! .>>. ll funz i onarLo l e gge sul biglietto il' mio nome Ve r gan i.. bene Lasciatelo qui ptr(bi nOJJ. ancora arrivato l altro fascista con cui lo dobbiamo mettere confronto. ,..;...... Ma noi abbiamo l'ord i n e di riportarlo al la F.A.I.. -tranquilli Ve lo rimandiamo noi. Ma che q"t.sto confronto e l'altro devono por tarlo qui dal Tibi d a b o .. Qui in buo na custodia. Domattina a ll alba ve lo rimandiamo. Il capopattuglia pareva sul da farsi. Il funzionario disse: Alt alb;a... l o mandiamo noL E finalmente quello salut e _se ne and COJl gli attri cinque I l console, i ntanto, ua spar i to. F11i fatto passare in un'altra stanza. Lo r i tro vai l. La g1i era stata annunciata per una via cbt, allora e per ancora per cinque anni. mi segreta e cM ancora oggi noa posso r i velaie. Ma i o so d i dover la vita a uno, oltre cM al1' am i co B : a uno che se l avessi visto io allora un nemico : e qui io ringrazio Pio d i avergli parlato di.rlo, alla F A I non mi ri P i u tardi dalla F .A.I mi mandarono a cer care alla Polizi a. I poU ziOtti dissel'o che era acca dut. a una cosa che io ero saltato da una finestra del Sf(:ondo piano, e che ero dileguato nel la notte. lntanto, dall'Italia i p ri mi aeroplani nostri S'i levavano i.n volo e s dirigevano verso il Ma:.roc.co. La di dut r i yoluz ioni strin il suo primo patto di ba ttaglia e di glot ia. L'uffLcjale de11a nave da gu e r r a i t a liana che venne a oggi a c ombattere in sottomarino Il suQ nome R. L. citato nei bollettini del Quartier Generale: e dopo tanti anni ei siamo ri t r ovati a parlare assieme d i questa avventura sulle d ve dell in sommergibi le, li dove si combattt ancora contro lo stesso nemico. ( Fine ) ORIO VERGANI \

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ISAAC ALBBNIZ mustCISta pri ma ancora che nessuno gli abhia insegnato le note che compongono la scala. La prima manifestazione del suo istinto musicale apparea due anni di et, quando in braccio alla madre, in una Chiesa di Barcellona all'improvviso le dice la campa nella fa din din >> dal)do il tono esatto alla nota emessa dal piccolo strumento sonoro. Il suo senso mu sicale si affina contemporaneamepte allo sviluppo del linguaggio e canta senza parole le canzoni che ascolta. Dopo, quando si inizia alla lettura del pentagramma e impara a mettere le mani sulla tastiera del pianoforte. comincia a creare c-on 6ne istinto di musicista e rivela la sua genialit. Un giorno fugge dalla casa pater na e dopo aver soStato 1n alcune citt delf' Andalusia. s'imbal'ca a Ca dice. portando neU'an jma il ricOC"dO di quelle canzoni che accompagnano i marinai nella solitudine quando ti coglie Ja nostalgia della terra lon tana. Aveva soltanto dodici anni e t'impronta che avevano lasciat o in lui i canti popolari dell Andalusia doveva esprimersi prima in sempli:ci improvvisazi oni poi in composizio ni meditate. finalmente in creazioni. definitive. In questi .tre momenti la sua musica s .e-mp.re piena di senti mento e di amore per la Spagna I primi vent'anni della vit di Albeniz furono una continua avven tura, soprattutto furono fu te di inesauri bile ispirazione. al punto che un compositore c ontemporaneo d iceva di lui che era costretto a buttar la musica dalla finestra Egli solo fu il fondatore della Scuola spagnola. in un momento dif ficile, quando i compositori di altri paesi si affollavano per presentare l a propria produzione, pur senza potl!r cntare so artisti adatt al c;oncerti internazionali. E fu lui che guid le idee estetiche di Manuel de Falla e di Joaquin Turina, perch fossero i cont inuatori dell'opera da lui inizia ta fra i clamorosi contrasti di scuole c h e nel principio del secolo si mani festavano a Parigi. Quanto fosse nel vero la sua mis sione lo dimostra oggi. senza alcun dubbio. i1 pO$tO che occupa la sua opera nella sto,ria della musica spa gnola e la considerazione in cui te nuta oltre frontiera. In rea lt l\lbe niz occupa neJ mondo mus icale il posto che dopo Tomas Luis de toria era rimasto vu oto. Nella sua produzion.e. quasi tutta musica per pianoforte abbondano i tipic i nostri canti pOpolari che si chiamano cc seguidifla saeta )), solear serrana >>. malagut fia cc buleria ">>, << ;ora fra tante altre composizioni che sarebbe trop. po lungo enumerare. Come si disse di Cb<>pin si pu dire anche di l\lbeniz: che cc la sua musica si riiuta all'orchestra come un segreto alta moltitudine >>. Essa scritta per il pi_anoforte e senza questo strmento perderebbe parte della sua espres sione; l'intimo fascino, il mistero di molte sue composizr n i non esisterebbero p.i se si traspor tassero da1la tastiera all'ampia sonorit dell or chestra. IH vero Afbeniz lo trov.iamo $tmpre rac chiuso nelle note di pianoforte; tuttavia dobbia mo riconoscere che alcune di esse. poche, che sono state trascritte ; banno in ricchezza di colore, variet di suoni e in forza espressiva. Atbeniz ha uno stile peculiare, inerente in ogni momento alla sua persona, che mai lo abbandona. cos come mai lo abbandonarono il suo sguardo allegr._. '" pinetrante verso i segreti musicaJ.i del suo paese, l'umorismo dd suo carattere che lo indu. ceva a guaidare con ottumsmo qualsjasi contra riet delli sua vita. Tutta la s ua produzione ba sempre il medesimo stil e pu dividers i in tre tempi che si trovano J)e tammte definiti meglio che in qualsiasi altra parte nell'opera pianistica. Nei suoi inizi la rivela l' improvvi sazione; quando raggiunge la maggiore et .diventa ordi na ta e infine, a con tatto l, n delta cc lberia ,, ; vogliamo per dire al enne parole su cc Natxzrra che come si sa, non fu portata a ter m,ne dalla sua mano, ma dal com franese Deodat de Severar cl!e a .ggiui)Se p>: ognu no di essi ha un motivo centrale con una ptima pane dove si sviluppaoo un tema pi o men,o completo e una sequenza di modulazioni ch portano al motivo centrale. Dopo di questo si ripete il tema della prima parte e quindi una modulazione. che segue la tonalit del pezzo, per trovare il suo finale. Talvolta, prima d i questo. abbia mo una reminiscenza del mot iv o centrale nella ton;llit della compo s(zione. Questa la forma sef{.t.a per >, ecc. L'autore lasci la e n Ronde fio)). Severat si semplicemen'te li mitato a eseguire il suo finale con gli elementi melodici armonici e ritm ici della prima parte. sen7-a al lontanarsi in nulla dal cara.ttere di questa: ci ch d'altra parte stato prudente e rispettoso per il Maestro ed senza dubbio la ragone del gunde successo ottenuto !b. oltre ha fatto s che l'opera si concludesse nei c inque mi'nuti che approssimativamente sono la media delle parti della cc Iberia e non c'e motivo di pensare che Al beniz volesse dare a Naoarra una lunghezza maggiore, Un'altr a obiezione e precisamente quella sul finale smorzato anzich forte, ci che toglie brio ad un :finale. Qui potremmo accettare tutte due le soluzioni, dato che dlle do dici parti detra lberia >> sei termi nano piano le altre forte H finale con le due uniche note, la nante e la tonica, senz accordi so vrapposti.. quello dall'Al beniz in cc EtJOCaci6n e << El puerto e con gli acc'<>rdi sovrapposti in cc Ronde fio cc Triana >>, c< El Polo Lavapin >>, Malaga >>. cc Jerez ed Eritana : sicch que.sto punto la soluzione data la pi probabile. lo coodusio,ne, sui numer06i saggi di >altri
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' ELl' ANNO lt588. quando tta gli al1.r:i' :avve nimettti i l Papa Sisto V offriva il suo aiuto a Filippo Il per andare contro l'Inkbilterra e lop de V ega veniva con.cbnnato a Madrid per le me violente satire contro l'antica amante Elena Oso rio, un altro poeta, he doveva procurare al Fenix d_egli ingtgni era IOprannominato lope dt V ega) non pochi dispiaceri, giungeva in Italia. Era costui Crist6bal de Mes. Nato a Zafra. ndl'Estnmadura, ventisem an-n pn_ma, lal(iava la sua patria. forse ptrcht chiamato alle arm i co me molti altri o forse. e con maggior certezza. attratto da qtifll'Italia dtlla R ioascenu che appriva pi .che nui agli spagnoli come l' (l[ma maur della poesia lirica. 2.1lora in voga nella Cortt aUstriaca . FO$St l'uno o l'altro il motivo. certo 'uno strano dest tno 'J)ingeva il poet4i a lakiare la Spagna per l'Italia. DiKe ndente di una famiglia << b i datga 11 al servizio dei potenti Conti di Prie go illll$Ue nobilt dell'Andalusia, s era gi mffkientemente approfoniltanei. s egu pienamente la del Rinas c ime-nto i tali ano. t! fadl.e jmmagioare dopo quanto abbiamo esposto succintam en te enza per altro dimi nuire la gunde importanza che questo periodo pe r la for'ia delta l etteratu a spagnol:a l'ansia e l emozione con. cui Crist6bal de M e giunse in lralia. C rjst6 bal de Mes.a nel uo viaggio v i sit alcune de lj e pi importanti dtt: Pavia. dove a caro prtz:ro la F rancia dovette con-vi ncersi della tt.alt im pe r ial e spa-gnola: Bo l ogna. unione I ntima tra ltaHa e nel suo Collegi:G fondat dal Cardinale Albornoz.; e < i n f ine, Roma g i a llon. come adesso, simbolica d i ogni intellettuale spagnolo, dovette produrre nel giovane poeta d 'Es tremadura una i ncancella bile imprrssione. Assistette alle r i unioni letterari e di tutte le accaderll.ie esistenti, accompagnato da gli ami:ci e cQ1I eghi nell'arte delle Muse e 1inal1nerue it suo idolo. colui di cui tanto parl i'n Siviglia come somma autorit pot tica e le cui opere, ttite avidamente nelle edizioni che giungevano i n Spagna egli conosc eva quas i a memoria : T orquato Tasso . Come g i unsero il poeta spa gnolo e l'italiano a una cos i n t ima amicizi.a che dur cinque anni fin quando Cri st6bal d e Mesa ri torn Lo ,Spagna ma che doveva manteners i viva anche da lontano? La chiariS$ima intelligenza del '!S gli huomini tira L'alto vostro Poema, e due-corone Di valor l'una ha l'altra di raggiOfle Ond'il suo nome a gloria eter.Da aspira : Da.ll'harmonia qual, ind i altrui 're-ndete Nascon pi .degni effetti alti e divini Pi grato suon, voci pi dolci e liet e Quelli selvf animai sassi e Ddfini Gi ungeano ins'eme, e vo i con quel e ingegni pellegrini. Quando nel l5 94 Crist6bal dt Mesa dopo aver preso gli ordini sacri, ritorn in Spagna t)ilendosi a Madrid. si dedic a insegnare pri n ipali poeti della Com i dotti suggerimenti dot trioaJi che aveva ricevuto da T asso ... Ma for.se per i l suo carattere franco e severo e per

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l'amarezza ch e g l i prourava l'indifferenza di tutti. riguardo alle sue innovazioni letterarie, nessuno lo appoggi all infuori del Conte de Lemcs, che qualche volta lo favor. m)l che, come avvenne al Cervantes per gli intrighi degli Argensolas. non si decise a condurlo a Napoli nel 1 6 1 o; a quella Napoli che il poeta spa gnolo r icordava con delizia e felice evocazione nena sua tristezza per la sua bellezza incomparabile. magnifica fucina del Ri nascimento. dove il T asso, il suo Maestro, gli apri gli occhi alle meraviglie della sua poesia, forse i ntegraJmente onosduta soltanto da lui, tra tutti i poeti spagnoli. Soltanto l'odio di questi ultimi ebbe ragione delle critiche che contro di loro rivolse. L'opera di Crist6bal de Mesa. appen.a conoscita nelle 5ue rare e>. (Qui vediamo soltanto delle presunzioni ma non vediamo n un T asso n un Petrarca ). E sentendo che, bench discussa, la poesia epi co-narrativa del Lope, emergeva nell'immenso mondo poetico della sua produzione drammatica. mir contro questa, inutilmente, con la sua satira critica, dimenticando la mitezza del suo Maestro. Ma non fu soltanto Crist6bal de Mesa in que sta occasione, a criticare. spinto dalla sua ammira-. zione per l'immortale autoJe della Gerusalemme l i berata. Leggansi questi versi di Laurei' de A polo. m cui Lope fa l' del poeta d Estremadora : < < Y a Cristobal de Tripoda de las musas y las gracias iOb l!!tras, g;mar veces sin desg,racias. Llama para ganar tan alta empresa; Y tan alta virtud sin premio mires Imposlbte sera no suspires ; Que sigue pocas veces o ninguna A la virtud la pr6spera u Notiamo la pungente ironia con cui terminano e che sottolineo, quale dimostrazione dell'ingegno di Lope, per finire questa evocazione della nostra letteratura. quando i grandi poeti d'Italia e di Spagna si univano nel miracolo creatore del Ri nascimento. J O A QUIN D E ENTRA MBASAGUAS 35

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30 GIORNI A. ROMA. oittotie si .swseguona alle vittorie &q/ fron-te della Rwsia sooietica. Anche Odessa caduta. E pej l tulta la regione del Baltico definitivamente Pffduta per i rossi la immensa ooragin di uomini e di materiali che porta i nomi di V jasma e di &ia.n k, e finoestimento di Karkov e di RO&rov, dopo la fulmiriea occupazione aella cit t a cui Stah n aoeva imposto il suo Gli eserciti dei MatesciaUi sot!etici sono anniemati; l e toro speranze Rtstano Piel'roburg-o e Mosca : la prima, stret ta Ormai da lungo tempo in una inferoofe mot'$4 di ferro e di fuoco, affamata e semidistrutUf dai violenti bombardamenti tedeschi; la seconda, gi in stato d 'G$Udio e pronta alla guerriglia delle p:zze delle srrade e dalle case. Il destino, inesorabile come una legge divioo $i sta compiendo Il mosrro bolsceviw agonizza e c-on esso sc-ompaiono quelle forze tenebrose che avrebbero aovuto distruggere lo spir(to, la ci vilt, ogni Forma di progresso e di cxdine dell 'Eu rC>pa e del mondo. Qaatrro mesi sono p_$$Qti dall 'inizio della cro ciata di liiHrazione: quattro mesi durante i quali i milioni d 'uomini di tutti i Pae$l che hanno com battuto faccia a fa ci i nemici deU' umanit SI sono conquistato il pi alto titolo di merito e di orgoglio. Il bJ' lancio di quello che costato finorQ al bol scevismo questo mortale in queste cifrt. Tre mlioni e d(lecentomila prigionieri ; Dltreuan ti morti e feriti; 19 mila carri armati 28 mila cannoni e 15 mila apparecchi distrutti o cattura ti ; un milione e mezzo di chilometri quadrati perduti, con una popolazione di circa 55 milioni di abitanti. Che cosa banno fatto rntanto l'Inghilterra e l'America? NOn vi propaganda non oi finzio ne che p0$$Q oosconerlo. Hanno molto prome,. so, molto urlato contro f' Asse a fal)()re dell'allea to, ma niente di pi qua.ai. A un certo momemo hGnno m), e soggiunge < < fl deve se non lo capisce ancora, che f'opmione pubblica brifanni ca furente per la nostra (Xfssi.vit nel momento stesso in r:ui fa Russia comiXztte per ta vita e p t a morte Cos. ancora una ()o(tc( stato scoperto agli OC chi del mondo it vecchio sistema la incorreggibile tecnica per cui gti angto sauoni giungono al pi crudele sfruttamento degli altri fino al sacrificio della c/ita aluui, a(lo sttrminio dei propri amici e alleati pur di risparmiare mag ari per Ull solo gt'orno, il toro s1mgu e e il loro prepotente istinto di dominio La coalizc 'one bellicista di W a$hington con tinua imperterritQ suo piano inteso a trascina re il Paese nella guetra. Progres$i sono di giorno in giorno rtalizzari non v dubbio ; ma la loro rQd.ce sta unicamente nella violenZQ e nelle misti ficazioni di cui vittima il popQlo amfticano Nonostante ogni oppo$lzione anzi malgrado tutte le contra.ritt, Roosel)t/t $l ai.J vta QStiootamen te al conflitto aperto con i Paesi dell'Asse. LA t.egge della neutralit r ostacolo fi'X!ggiore che egli deve rimuovue con tutti i mezzi. Ecco quindi che chiede al Congrtsso un nuovo colpo di piccone per essere autorizzato Q far art1XIre le nQvi mercantili destioore al trasporto de mQteriali da guerra afi'Tnghilterra. Ma il ditratore della Casa bianca non $l fermer qui. Per gradi, attrave.rso le menzogne e montature dei suoi uommi e della SUil propaganda circa prete$l si luramenti e affomla men# d.i navi americane si batter ancC'a, e foru riuscir a demolire ogni ostacolo. Si deve perr:i essere molto scettici sul risultato finDle del suo pro gramma, dell'influenza cio che l'intervento dichia rato degli Stati Uniti potr esercitare sugli svi luppi della guerra, cos chiaramente impo.slati per la distruzione dell'imperialismo ang lo -sassone. E questo sc-etticismo fottdato oltl'e tutto anr;he sulla constatazione di quanto Roosevelt ba fatto per soccorrere le armate di Sta/in. Si pu d'ire che un solo tentati&)() abbia fatto quello di conquistare il popolo armricano alla causa bolscwica, affer mando, in una delle sue troppo fnquenri conferenzestampa che netrU.R.S. S. ufficialmente con sentita la libert di relig i one. E $l pu aggiungere che il tentQtI)O clamorosamente fallito, poidw ho suscitato uoo violentissima reazione in tutti gli del popolo americano non dimentico ch e il regime SOIJielico ba bandito un (( piano quinquen nale dell ateismo > ) pet" distruggere qua/sia; i $0prav vwen.za di qual$la$l nel (XlrQdiso dei pro l'cUf.ri. ello tudium Urbis s.tata solennemente c on/trita al Ministro delfEconorn.ia germ ha. accolto con seren!A fermezza rut.ti i pr-ovvedi mfnti che sono sta.ti impCM.ti da/te contingenze di guerra nei settori dell'alimentazione e dell abbi glamenro. Si ignora an po' troppo, e finge anche di ignor(lf'l! Oltre Oceano, di quale robcuta tempra sia fat to il popolo italiano. Vi una sola cosa da d ire con certezza assoluta che il fronte inurno italiano compatto, infrangibile pi c-he mal. Esso Ira tutti il pi forte ed assolutamente inalterabile. Questo d(}IJrebbero una buono volta intendere i belli.clsti di R.oosevelt e i /oro amici. Questo do IXebbe intendere il signor Lon.g che, evidentemen te, non ba t:ra.tto dalla ua permanenza a Roma alcun in.segnommto sulfQ vita e sul costume del popolo ita.liano. Le recenti manifestazioni di Qcceso patriottismo e di ioolterata deoozione al Duce, che le popola zioni dell Emilia gli hanno tributato nella sua recentissimn o' 1m4 sola incrimtura nellQ za del nostro honte interno ; saldezza ioolterab le auoluta che la migliore gat"Qnzia e certezza di vit t oria. FRECCIA NERA

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1f Una solennit non priva di significato ha avu to quest'anno la commemorazione del I 2 Ottobre doppia festa per gli spagn oli: religiosa, Madonna del Pilar, patrona della Spagna ; e civile, anniver sario della scoperta del Nuovo Continente, giorno della Razza, Jornada de la Hispanidad n. Creato nel gmnaio scorso il Consiglio della lspanit ha avuto la sua prima Assemblea plenaria sotto la presidenza del Caudillo e coll assistenza del Corpo Diplomati co ibero americano al completo, nonch del Nunzio di Sua Santit. Il Cancelliere del Consiglio, Consigliere Nazionale Halc6n ha fatto il bilancio delle attivit organizzative del nuovo organismo il quale si propone di cc restau rare la coscienza unitaria del mondo ispanco n c di evitare la prescrizione dei diritti che competono ai popoli della lspanit, come eredi dell l mp.ero Spagnolo. La nostra ambizione ha detto il camerata Halc6n di conservare, difendere dif fondere e accrescere quella coscienza solidale e quei diritti comuni senza altre armi se non quelle del lo spirito e chi che mormorano che la Falange proceda, per certi riguard i come se fosse dimenticata la guerra civile: << Coloro i quali dicono si sia dimentic ata troppo presto la guerra sono in errore ci tenendo che noi possiamo far cadere nelf'oblio i sacrifici, i .morti '! i feriti. Noi ricusr'amo, vero, come antifalangista qualsiasi concezione che porti alla formazione di caste fra gli SPQgn.oli contraria all idea dell u nit fra gli uomini e fra le categorie ma credia mo e vogliamo che la massa degli ex combattenti si mantenga fortemente unitp per essere la mtgliofe avanguardia della Falange. Il Ministro Gir6n irtaugur nella citt di Bar cellona anche una mtova clinica di Maternologa a.'le dipender)ze della Opera Maternit e Infanzia istituita dal Regime nel 1()40. J( Ministro riferen dosi alle disastrose statistiche sulla rwtalit e sufla mortalit infami/e nel primo quarto del secoo at tuale ricord la timida reaz ionl.' con cui pret'en deva superare la crisi il governo repubbfican'O e fec e una relazione concreta di quanto il Regime di Franco fa per l'incremento delle nascite per la sanit della infanzia e per la proteziohe alle madri. -k Le. notizie che arrivano dal fr.onte orientale d flla guerra sono seguire con grandissima soddi sfazione ed anche con l' orgo gtio di vedere parteci panti attivi nella Cr.ociata anticomunista i volonta r i spagnoli della Divisine Azzurra. La morte del primo aviatore caduto in combattimento nel cielo della Russia, il Terren te Pilota Alcocer, stata degnamente onorata con un funl.'ra/e al quale pre_senziarono assieme alle pi alte autorit politiche e militari i rappresentanti dell'italia e della Germania e degli altri Paesi al leati dell Asse. Pochi giorni dopo il Sottosegretario di Stato a l Ministero della Guerra annunci notevoli' fatti d'armi di cui stata protagonista la Azzurra nel settore ad essa assegnato dalf Alto Co mando Germanico. Per il suo brillante comporta mento in una di queste azioni belliche si meritata la Croce di Ferto di seconda classe l'ufficiae Acosta. Lainez. Il-questa {a prima aec>Orazine concessa ai legionari spagnoli VICE la soletll]e c:ons4tina al Sindaco di hrc:eUoiNI del glolell della Madonna della Mercede, rlntracc.latl quaJ.. fa In una valigia del famigerato ministro degH esteri rosso Alvarez del Yayo. t 37

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" VOOI DBLLO SOIIBBBO DA che fratelli nei l895.' pcesentano la l oro prma pellicola nel << uf de Paris della capiteale francese -due. anni prima era stato pre stntaro all'Esposizioni! Amuicna primo appa recchio speciale d i immagini in movimento, di E.dlson fino a che l'invenzione viene importata in Spagna passano solamente due an.ni. ti nel 1897 secondo ci asSicura il primo produttore Fruc tuoso Gelabtrt che sj impianta in :Barcetlo 38 na il pcimo cinematografo e si la pri ma pellicola che pare si intitolasse : R.i na e n un cof (Rissa in un caff) La Spagna dimostr fin dal primo momento un grande interesse per il cinema tografo ed il fatto che soltanto dopo molti anni si possa parlare di una industria cinematografica con una produzione copiosa e c.ontinua, non vuol di.re che non esistano traccie fin dai primi tempi del cinema di \ln fatto che:,oggi nessuno pi met te in dubbio: che la per il suo ingegno, per il posto tradizionale c he ha sempre O<:cupato nel campo delle arti, per 1a sua perizia tecnica nel la matto d'opera, per il suo clima e per altri motivi, pu petfettatn.ettte aspira,re ad avere una bril lante indtHtria cinematografica. La (( preis.toria del cinema oe,cupa in Spagna parecchi anni e la cronaca del nostro cinema muto non che una lotta dlspuat411 e di qualche spirito inquieto p realizzare, senza aiuti di nessun ge nere e superando infiniti ostacoli, qualche film CM p01m essere aH' d i quelli degli altri paesi. Quest411 coJlle tutto ciche sp411gnolo. porta il SO!gno dell'abnegazione, del sacrificio e del lo indi\iiduale di fronte all indifferenza e alhpatia genaale. D'altra parte lo Stato, in quei t ormentati periodi della politka spagnola, mai occup di dare impulso all arte c:inematografica n primo incentivo alla produzione fu dato dallo stabilirsi in Spagna delle case straniere. Per oniformar i ad esse. che proiettavano le loro n attualit n in baracconi e cinematografi. i rea lizzarono dei notiziari che cominciarono a fars i strada in Maarid. Barcellona ed altre capitali. Nel 1907 si vedono sullo schermo notizie come Suelta d.e palornas (Lancio di colombi ) corride di tori. feste popolati, ecc. Predominavan o i tori ed il tipismo Vale a dire che la tendenza caratteristi ca del Cinema spagnolo cosa che molti consi derano il suo difetto -di diffondere aO'tsttro i costumi pi rappre$entativi della sua terra, tan to antica da noi qoanto l'industrl della cel1uloi<(e. li dnema, a poco a poco s i allontana da quttla

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viu bohme che lo conduce da una festa all altra, smza un ambie nte proprio, per convertirsi in spet tacolo di masse, genere questo per il quale gli spa gnoli hanno dimostrato e continuano a dimostrare una straordinaria simpatia. Tierra lxlja di Guimer:a gi un film di 400 metri, realizzato da attori di teatro, una specie di ripresa delle migliori scene dell optra. cosa cer ta che Tierra baja ora nuova nente portata sullo S(:hermo in Spagna da Leni Riefensthal. rea lizzatrice dd film tedesco Olimpiadi). In quel l epoca si gir an c l a pri'ma vers i on e di La D<>lores, nel suo noto scenario di Calatayud. Il docu mentario assuJ1)eva s_empre pi importanza e si fondavano le prill\e Compagnie cinematografiche i cui attori, come in quasi tutti i paesi proven iva no dal teatro Fino al 1 9 14, piovono in Spagna pellicole ame ricane e ital i ane. Il cinema si impone in tutte le provincie e tutti ricordano la passi'one per i fih:n di quindici episodi e gli idoli di quell epoca. Una casa italiana la Cines la prima cisa stran i era che u gira n in Spagna una pellicola di duemila metr i : Carmen. Sempre dopo la guerra del 1 4 si realizz anche un Cristobal Colon ( Cristoforo Co lombo ) che fu i nviato all' estero ... Veramente. l'au dacia dei produttori nell'affrontare un soggetto cos complicato. non ebbe limiti. Dal r 920 al r 924 si i mpiantarono i primi sta bilimenti in Fuente de la Teja. avvenimento che si potrebbe definire i l <1, fu La a/dea ma/dita. Pi tardi con Sifrra de Ropda -f i lm nel quaJe un aristocratico due volte grande di Spagna il Marchese di Portago. fac eva il suo i ngresso CO!l\e attore Flori.an Rey debutta .nel ci'hema sonoro. In una storia an che brevissima del cinema spa g nolo non possono omettei'si nomi come quem di Domingo Bianco fondatore dei moderni stabilimenti, di Enrique Bianco, e di uno dei primi produttori che anche il p i anziano : Ernesto Gon zalez. Perojo, Delgado, Arda vi n, sono altri registi che lottano nel cinema muto e in quello sonoro. Il p rimo di essi l'autore de La verbena de la Palo ma 'Rambo al Cairo, Crisis mun.dial. ecc. Con la creazione dei moderni studi di Aranjuez di Madrid c: di Barcdlona il dnema sonora fa un salto con -iderev<;>Le verso la produzione mondiale. I film sp agnoli non sono pi come quelli di qualche an no fa: Viva Madrid que es mi pueblo! Rosario la cortijera o La de la Troya. G i gruppi di esperti si impongono con la pi moderna tecnica c registi che conoscono pufettame-nte il loro me stie re anche s,e traS(:inati dalle e.sigenze del pubblico ('d alla incomprensione e mancanza d i cultura dei produtteri. Florian Rey dope aver lavorato a Parigi on la Paramount esperimento che lo mette all avanguardia di molti tecnici ed tisti spagnoli realizza El novio de mama, La b.ermana San Sulpicio e successivamente. N'o bleza baturra e Morena clara che tiS(:uotono suc ctssi mondiali. "Il cinema giunge al suo apogeo dal punto di vista economico e si fondano le gra ndi imprese di oggi con mezzi e pubblicit alla maniera americana. Un' artista spagnola rag giunge anch'essa celebrit mond iale: lmpuio Argentina. Agli albori del Movimento na-zionale la nostra cinematografia aveva raggiunto la maturit suffi-Carine! Navascv6s protegontsta del fiJm In doppia versione Il leone dJ D.nasco 11,

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i licole dtl W est americano l' e.spressione ptimordlale dell' indulitria di HollyWood quando ancora non era st.ata depurata e non era divenuta universale i n base preci arnente alle grandi' cifre raggiunte -ed il cinema messicmo e quello argentino continua J:LO a offci.rd tino alla saziet tanghi e rancheras. d luglio del 193 6 la cinematografia spgnola av:eva raggiunto delle cifre che farebbero invidia a qualunq-ue paese del mondo. L industria era alla testa deiJe prime indJJStrie spagnole e il gran con -tingente dd mercato americano, un continente in di lingua spagnola, Sudamerica, e Centroame era un.i promess.a fQ.rmidabile che ci incoraggia'Va a iDvesJire ne: film gran4i sonliPe nella cenezza assoluta che il cmenu eu uo ottimo af fare. La guer.ra di Spagna in.terruppe questo gran de moment o del cinema proprio quando esso av vicinava alla sua depurazione La zona nazionale non aveva n studi n laboratori. Le citt che po tremmo chiam .a.re << cinemawgrafiche M.adri.d, .B.ucellona e Valencia, erano in potere dd nemico il quale privato dei migliori registi e t e cnici, non fece nessuno sforzo degno di coruiderazione no nostante avesse ndle sue man i tutta la tecnica, il macchinario ed il materiale vergine in proporzioni Con .la costituzione in Burgos del Dipartimento azionale per la C.inematografia si producono no tiziaJi e documenti di guerra, di propaganda na zionale ed in Burgos si spettacoli ,on film di attualit storica. Tra essi ermergono LA batalla de( Ebro, Prisioneros de guerra, Joventudes de Espana ed aJtri da opetatori soldati c<>me nei pi I IJlode(ni eserciti, effettuandosi a Ber lino ed a Lisbon011 il montaggio dei film e supe rando le difficolt date daUa mancanza di mate riale e di mezzi. Due registi spagnoli richie t i dalla osa produt trice tedesca Hispano -Fih n Produktion, lavoraro no in quell'epeea negli studi tdtsehi realizzando pellicole In questo modo .la produzione naz ionale possiamo benissimo chi.amada cos 'yi.sto che partecipavano ad essa artisti e rea lizza tori $pagnoli-non si interrompe e continua a figutat:e nei programmi dell America latina. Sono di quell epoca i seguenti film, che ebbero una diifu sione immen a : Suspiros de Espafla, Mariquilla Terremoto, Il barbero de Seoilla di Benito Perojo. la de Triana e LA Concion de Aixa d j lorian Rey. Questa prodtrzione non si allontana va neanche essa d.all' ambiente spagnolo ma vi figurava per lo meno quella grande superproduzione mondiale dd genere : Carmen la de Triana, al m di innegabile bellezza e di canzoni che sono nute popolari! tanto in Spagna e in America quan to in Germania. Conquistate .Barcellona e Mad_rid. la produzio-ne nuio.nale alle sue sedi e con un tale rl!J)o che poobi mesi dopo la vittoria era no gi stare realizute dodici P'!llicote; tra esse La Gitanilla, Boy ed altre dae si allontanano gi dal genere abito_ale. e disposizioni nflidali del Dipartimento per la Cinero.atogtafi.a e delta Censu ta nnto per i copioni e i soggetti quanto per i film gil realizzati cooperano al miglioramento della produzione. Si lavora a Madrid, a Barcei lena, i n Ita lia e si termina Roma, sotto la dire zione di Augusto Genina il grandioso film Sjn novedad en dell'Alcazar ) il cui costo si deva a otto milioni di lire. Si realizzano anche a Roma Et Ultimo H6.8Dr. (L'ultimo uss.aro. sono la r-egia di Luis Marquina, ed altri film in versi.one spagnola e italiana. JuM de Landa nel 111m Gtultll1a In Spagna fino a questa data del 1 941, la pro duzione considenvolmente aumentata con film come Marianela, Polizon a bordo, Escuadrilla, .Sarasate i quali indicano gi cbia.ramente che la cine ciente per il salto definitivo. ma la depurazione di soggetti e di ambienti non si manifestava che in a.sj isolati. Il cinema di (( a\anguar4ia -dei s .uue_al.isti Baiiuel e Dali e un film spagnolo. La traviesa mofi,era, prodotto dal Marchese di lvanney av .nano .r-a_ggiunt.o un posto di primo piano nella gttarohia artistica. I grandi successi commer ciali nftui\'ano produZione portandola verso un mbiente quasi unico: l'ambiente spagnolo il nostro pittoru.co foldo're. i nostri C'ostUOti regio nali, la nostra muska -popolare. La spiega zione che i nostri produttori possono dare pe. r giustificarsi la rrchiesta cbt l Alnerica e anche altri paes i e'I'NTOHIO CIAMPI, Redattore cepo-responUibll matografia naz1onal ba trovato il suo definit ivo d i altt i contiQenti -faceva di questo gen .ere di orientamento e marcia veloce verso un avvenire 6hn per mezzo dei quali la nostra produzione si miglore. d iffusa per il mondo e si tecnkamente pe-rfe-Cos, in Spagna. nonostante circostanze inzio.nata. Senza di non saremmo oggi in conditernazton.ali e le ch.e bisogna superare di a.ffrontare una produziooe genuale di ti ogni giotno per produrre, il momento cinemato po europeo che gi sembra, per fort una ptean grafico non potrebbe essere pi promettente .Nes nunziarsi n l'industria cinematografica avrebbe sun paese ba come la Sp agna un cos vasto merca raggiunto la forza attuale. to, ri esiste un pubblico cbe abbia una maggior Il male rappresentato dal culto per il ttptsmo passione per il cinema. Tutto questo laS<;ia sup e per le tt spagoolate 1> -male che noo stato porre quello splendore dd quale tanto si pula e irreparabile non esclusivamente nostro Ogni che potr divenire, effettivamente, una rult. pae e ne h.a sofferto agli inizi della .Propria cine matograf\a e eos abbiamo vi. to nelle prime pet-AttTON.IO DE OIRIGON .

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LA CASA EDITRICE GARZANTI PRESENTERA PROSSIMAMENTE CLASSI C a cura di ORIO VERGA N l e SILVANO CASTELLANI DECINE E CENTINAIA DI MILIONI DI UOMINI s: racc o : gono og n i giorn o per seguire, sugli schermi del c mema, le avventure dei pe r s onaggi dei fil m Decine e centinaia di m ili oni di c r eature umane d ogn i et sorri do no e si commuovono ogni g i orno a ll e vicende, evocate in un rap i do g ioco d i ombre e di luci di una nuova l etteratura, che parte ci pa d 1 tulte le for me di creazi one artistica d a l teatro al romanzo, da ll a poesia alla pit!Ura, da ll'e p ic a alla scultura e all'architettura -senza essere schi ava o dipendente da nessuna di queste Milioni e decine di mii ioni di uomini lavorano ogni gorno, nelle varie parti del mondo, alla cr eazione e alla produzione dei milion i d i chi l ometri di film che ogni anno sono ne c essari per rispondere alla FAME DI CINEMA tipica della nowa epoca che, come po trebbe essere chiamata l'epoca del petrol io -l epoca d e l c ar bone l epoc a della rad i o tanto pi meriterebbe di esse re chia mata L'EPOCA DEL CINEMA 1 pi grandi creator i dei mondo, g li ar isti suprem i del passato, gli scrittori pi rappre senta t i v i del presente dnno q u o tidianamen te l o spunto creativ o alla grande fav o listica del cinematografo. Dante, S hakespear e, Goe the, Tolstoi M anzon i Dostoyewski, Balzac D ic kens : questi sono i nomi che l 'i nvenzione del cinemat ografo, pa r agonabile per importanza so l o a lla i nvenz 1 one d ella stampa rip o rta ogni g i orno per non citare che i mag g i ori alla c onoscenza appass ionat a delle folle, mentre tutta una nuova generazione di c reatoCI nasce per da r e al pubblico sempre nuo ve v ision1. G rand i scnltor l grandi attori, grandi registi, masse gigan tesche di int erpret i s ono mob ilitati per questa opera d i creazione che, nelle arti dell o s pe ttaco l o non h a mai avuto l'egual e c ome di penetraz i one e d i diffu sione. Capitali immensi di dec i ne e decine d i miliardi sono annualmen t e i n movimento per questa nuova industria del cinema che, con quella della tessitura e con q uella d e ll e c o s t ruzioni automobil i stiche, la prima del mondo moderno. M i gl i aia d i p ittori d i arch i tett i d i musi c isti dnno, c on inesauribile fantasia, l inee forme, suoni all a evocazione di mondi stor ic i e di mond i della immag i nazione, pe r comporre l e c.ornic plast ich e e i c ommen ti sonori ai romanzi del c i nema Mig l iaia d i opera i e di art:glani costruiscon o c i tt eff imere, paes i destinati a v i vere ven tiquattro ore, r egg i e chiese, palazzi, case, d ogn i tempo e d ogni stile, entro i quali si muov ono i personaggi della f antasia la natura s tessa coi suo i paesagg i pi fulgenti, c ol suo mare, coi suoi f iumi, con le sue m ontog ne, e i bosch i, e l e casca te, e le nevi, e l e nuvo le, mobilitata quotid i anamente dall'alba al tramonto, per dare gli sfondi alle avventure so rridenti dei personaggi de l ci nema. Il lilm, gigantesca elfirnera, non las cia di s traccia pi prof onda di q uanto, fin ito lo s petta c o l o, ne abbia lasciato, entro l a sala, il raggio di luc e che ha dato vita alle sue ombre Dopo un mese, dopo un anno dopo dieci anni a i massimo i l fil m sol amen i e memor i a dE'il<'! quale rimane solo quolche po ll i do doc ument o per pochi speciaiizzati : e io s pettocolo che ero il prodotto d i un complesso s f o rzo de lla fantasia, de l lavoro e del c apitale, nel giro d i pochi anni, destinato all'oblio pi p rofondo L o collezione che l a Casa Edi trice Garzanti inizier prossimomente e che s i i ntitoler l CLASSICI D E L F l L M 1ntende opporsi a ques a ondata di obli o che travolge incessontem ente, ogn i anno, migli aia e rr.igl 1 aio di film, e non pe rmetl e che di 1oro resti l testi pi importonti che questa nuova le tteratura produce i n lto l la, con costante sviluppo s aranno r occolt i a c uro d i ORIO VERGANI e d i SILVANO CASTELLANi i n volumi c he costi tuiranno, con l a pi rig o r osa esclus i one di ogni f o rmo p u bblic ilor ia, il pi esatto e scru p e loso doc u mento di que sta c reaz ione l CLASSICI DEL F l L M documento d i viviss imo a tt uolit, costituiranno nell' avven i re, un elemento i ndispensob i le oer l a documen tazione letteraria e st or ico dei maggiori film che avronno parlat o alle Ielle. Essi, accon to ai volumi de i classici delle al tre arti millenarie l a poesia il teatro, il rocc or.lo costitu i ranno nelle librerie e nelle bibl i ote che il pri mo sagg i o di una nuova re c entissima arte che con t a gi o mo l te cent i naia di milioni i suoi fede li ma che non ho anc ora if libro e il documento che le p ermettano di vincere quello che sta to finora il s uo grande nemic o : i l tempo Ogni volume ln8 piccolo, con var ie centinala di pagine di testo -dovuto agli stesti autori de l film e sar Illustrat o con numeroslsslme e grandi tavole fotografiche e rlpro duzione di originali . -Ogni volume della Collezione conterr : LA STORIA DEL FILM, da lla sua idea or i gi nale alle var i e fasi del suo sviluppo LA CRONACA DEL FILM, attraverso i suoi particolar i tecnici e le sue varie curiosit IL SOGGETTO, attraverso la stesura inte grale del suo racconto i nizial e -do vuto spesso a scrittori di a lta fama, o a scr i ttori specializzat i della cui opera letteraria, t i pica del nuovo genere creativo non rimane a l tr i menti tracc i a primo spunto d a cui si poi svilup pato tutto il vasto lavoro costrutt i vo de l fi! m l DIALOGHI che hanno dat o voce e paro le a i personaggi. LA SCENEGGIATURA INTEGRALE, nel suo ampio svo l gimento che costitu i sce un vero e prop rio r o manzo cinematogra fico LA DOCUMENTAZIONE ARTISTICA. attra verso la riproduz i one d ei disegni e bozzett i or i ginali, di tutto il lavoro com piuto dai pittori de i costumi e dag l i ar chitetti delle scene, con f a documenta zione to pografic a de lla loro realizza z i one LE FOTOGRAFIE DI TUTTI GLI INTERPRETI, dai magg i ori che incarnano le f igu re dei protago nist i ai m i nori che dnno vo l to e voce ai pe r sonaggi secondari. LE FOTOGRAJIE DELLE SCENE PIO SALIEN TI del film, in modo da cos t i t uire un documento, non s o lamente ill ustra t ivo, ma addir i ttura sto rico, di que l lo che fu l a traduzione in immagini de l testo creato da lla fantas i a d egli sceneggia tori e d ei registi. LA BIOGRAFIA ESSENZIAlE DEGLI AUTORI, DEl REGISTI E DEGLI INTERPRETI,


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Legioni e falangi : rivista d'Italia e di Spagna.
n Vol. 2, no. 1 (November 1941)
250
Ed. italiana.
260
Milano:
b Aldo Garzanti editore,
1940-1943.
310
Monthly.
650
Fascism
z Italy
v Periodicals.
Fascism
Italy
Periodicals.
Fascism
Spain
Periodicals.
651
Italy
x History
y 1922-1945
Periodicals.
Spain
History
1939-1975
Periodicals.
1 773
t Legioni e falangi : rivista d'Italia e di Spagna.
4 856
u http://digital.lib.usf.edu/?l17.13