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Legioni e falangi : rivista d'Italia e di Spagna

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Material Information

Title:
Legioni e falangi : rivista d'Italia e di Spagna
Physical Description:
Serial
Language:
Italian
Publisher:
Aldo Garzanti editore
Place of Publication:
Milano
Publication Date:
Frequency:
monthly
regular
Edition:
Ed. italiana.

Subjects

Subjects / Keywords:
Fascism -- Periodicals -- Italy   ( lcsh )
Fascism -- Periodicals -- Italy   ( lcsh )
Fascism -- Periodicals -- Spain   ( lcsh )
History -- Periodicals -- Italy -- 1922-1945   ( lcsh )
History -- Periodicals -- Spain -- 1939-1975   ( lcsh )
Genre:
periodical   ( marcgt )
serial   ( sobekcm )

Record Information

Source Institution:
University of South Florida Library
Holding Location:
University of South Florida
Rights Management:
All applicable rights reserved by the source institution and holding location.
Resource Identifier:
usfldc doi - L17-00019
usfldc handle - l17.19
System ID:
SFS0024298:00019


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Legioni e falangi : rivista d'Italia e di Spagna.
n Vol. 2, no. 7 (May 1942)
250
Ed. italiana.
260
Milano:
b Aldo Garzanti editore,
1940-1943.
310
Monthly.
650
Fascism
z Italy
v Periodicals.
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.. l M A G G l O 19lt 2-X X ROMA -ANNO Il N i tiBE 2 SPED. IN ABB. PO ST.

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R l v T A M DIRETTORE: ARCH GIO PONTI d STILE d STILE d STILE una completa rassegna di quanto riguarda le case in citt e i n campagna affronta i problemi nazionali dell'abitazione nei loro vari aspetti la r i v ista ideale per l'art ista e lo studioso e una guida pra tica per il profano conta fra i suoi collaboratori letteratura italiana pi bei nomi dell ar t e e della non t e me confronti per son t uosi t di ves t e e per bellezza e pra t ic i t di illustraz i oni E s l L E REDATTORE: ARCH. CARLO PAGANI UN NUMERO . ESTERO .L. 12-. L. 15-ABBONAMENTO : ITALIA-IMPERO -ALBA lA-AN UO .... L. 120-ARCHITETTi INGEGNERI ARTI -STI -ARTIGIANI -STUDENTI D'IN GEGNERIA E DI ARCHITETTURA L. 108-ABBONAMENTO CUMULATIVO CON ARCHITETTURA . . L. 275-ABBONAMENTO TRIMESTRALE L. 30-ESTERO (ANNUO) L. 170-Agli abbonat d c fo STILE, la Casa Garzanti conce d e lo sconto del lO% sui volumi di p ro pria edi zione CHIEDETE NUME R I D I SAGG I O All' E DITORE A. L D A. N o

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.. M OIIIHCATi n l 8 O M l N l E R E E C A V E 140 STABILIMENTI INDUSTRIALI 32 CENTRALI ELETTRICHE L'ESERCITO DEL LAVORO Nel quadro dell'Autarchia il Gruppo Montecatini in linea con un esercito di 80.000 lavoratori, e con una grandiosa produzione mineraria, chimica e metallurgica, rivolta al potenziamento economico e militare della Nazione MONTECA. TI N I ANONIMA CAPITALE L 1.600.000.000 SOC. GEN. PER L'INDUSTRIA MINERARIA E CHIMICA MILANO

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CLASSI C\ Sotto la dirnione d i M. Apollonlo e c.on l a collaborazione dei maggiori stud i osi italiani CARLO GOZZI F l A B E L'A MORE DELL E TRE MELARA NCE, l PI.TOCCtil F O R T U N A T l, L' A U G E L L l N B E L V E R D E Con una sce lta dalle M EMORIE INUTILI A cura di EDMONDO RHO Nella stess4 Collana sono 1sciti: MANZONI -Cil'iche e Tragedie (a cura d i M. Apollonio). IL NOVELLINO (a cura d i C Alvaro). B'ANDELLO -Novelle (a. Ctlra d i G Vigore l )i) LIR!Cl OFl't. CINQUECF. TO (a cur<1 i C Bo). D COMPAGNI E G VJLLANI -Le Cronache (a cura di F. Cu in.). CASTTOLTONE -Il Cortegiano (a eu a (l i M Luzi) OOLDONl -Commedi e ( cura di E Rho). PULCI -Il Morgantc (a cura di C. Pellegrini). lmmbJ,enti: ALFIERl -La vita (a ura lli B. Curato). GIUSTI -Poesie ( a cura di M. Sansonij. Ciascun volume in-16 r i leg. alla bodoniana L. 20 netlo GIUSEPPE MA ROTTA ha poeticamen l e rappresentato il nar cisis m o del danaro nel suo nuov o romanzo MEZZO MiliARDO la singolare storia di un nababbo narrata d a uno squisito umorsi-a, In ques e pagine di all a fantasia e d i f inis s ima ironia i l Marot t a descrive talvolta non senza commo zion e -un dramma squisitamen t e moderno: l'elefantiasi del l a r i cchezza. COlLANA ROSSA L. 20 netto -ARTURO T O S l Premio Mussolini per le brti 1942-XX onferito dalla Reale Accademia d Italia uscito in questi giorni il 1 volume del la Collana MONOGRAFIE D'ARTE DI S T l L E dirett a da V E. BARBAROUX e GIO PONTI ARTURO T O S l Testo di GIOVANNI SCHEI W ILLER Volume rilegato i n lela, G o n sopra .:o perta a colori, formalo 30x40 L. 120 netto 50 GRANDI RI,PRODUZ IONI 25 QUADR I CROMIE Nel/a s l essa Collana imminen Je: GIORGIO DE CHIRICO Testo di RAFFAElE CARRIEll ELLA DE MEGYERY ha desc r ilt o un suo viaggio in alcuni dei P aesi occupati da l le Armal e germ aniche nel volume DOPO LA BUFERA (BELGiOOLANDA DANIMARCANORVEGIA) Un lib ro caldo d'uma;nil, nel quale una scrilt rice unghe rese d i fama eur opea rit rae alcun i tra gli aspet t i p i u signif icati vi del ret roscena di questa guer ra. Traduzione di FJUPPO FABER COLLANA t: PAGINE DELL'ORA, L. 25 netto A LDO GARZ A N T l E D l T O R E -.M l L A N O

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NFORMAZIONf ENTI PROVINCIALI PER IL TURISMo _ E TUTTI GLI UFFICI VIAGGI .. ... : ...

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EDIZIONE ITALIANA E RIVISTA D'ITALIA E DI SPAGNA ESCE I L PRIMO DI OGNI MESE Direttore: GIUSEPPE LOMBRASSA SOMMARIO -NUMERO 7 ANNO Il ... Miserie di una coalizione. LUIS GONZALEZ ALONSO Giornalisti d Europa a convegno. JUAN JOSt PRADERA Profezia e politica. NINO RUGGERI Buccari prima e dopo. ORIO VERGANI Ricordo di Andorra OUINTILIO MAlO Maschere e scene. SANDRO DE FEO Voci dello schermo. FRECCIA NERA 30 giorni a Roma. VICE 30 giorni a Mapr id. OGNI FASCICOLO COSTA LIRE DUE 'UN NUMERO ARRETRATO LIRE TRE D IREZIONE E REDAZIONE: R ome P iazza Barberini, 52 -Telefono 45548--------AMMI N ISTRAZIONE: S A ALDO GARZANTI -V ia Palermo, 10-Milano Telefoni: 17754 -!7755 PUBBLICIT : per le inserzioni rivolgersi alla concessroneria esclusiva Unione Pub blicit Italiana S A. Milano Palazzo della Borsa-T el.: 12451 -2-3-4 AMENTI, lialia, Impero e Albania, e gli uffici poslali a mezzo del c S ervitlo Internazionale Scam. bio Gornoli, in Belgio, Svizzere, Un gherfa, Slovacchia Roman ia, Olondo, Danimarca, Svezi,, Norvegi,., finl,.ndia, Anno L. 22 Al t ri Paesi. Anno L. 32 C/C rOilAl[ N. 3 / 16000 Gli abbonamenti si ricevon0 p re sso Il! A AlDO GAR ZANTI ED l ORE M il,no Via l al ermo lO Galleria Ville rio [m,.nuele 66/68, presso le sue Agenzie in Juttl l c" poluoghi di provincia e presso l principali librai Per i camb i d'indirizzo inviare una foscetto e una lira. Gli abbonamenti decorrono da ogni mese Fer tutt i gli ar llcoli, fotografie e disegni pubbli cati riserv,ta lo pro priel ortistie<, e letterario seconbo le leggi e l trottt i interno.>;ionali. Stompola In ltolio. DUCE E POPOLO (dal volume di Giuseppe Massani Edizione Il Rubicone )) -Roma). In copertina: Un carro nemico caHurato

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Dunk erque Creta S l ngapore, tapp e della s trateg i a Ingl ese delle ritirate LE sconfitte dividono le coalizioni Lo disse Moltke, ed una espe rienza che si ripetuta spesso nella storia. Finch le cose vanno bene, la coalizione si mantiene unita : gli alleati si promettono eterna fede, giurano solennemente di non far paci eparate, riescono a nascondere le loro divergenze e l e l oro discordie. Ma, appena le cose vanno male, cominciano le recriminazioni : ciascun alleato imputa all'altro la re sponsabilit degli avvenimenti, lo accusa di imprevidenza, di inerzia, di errori. si duole di essere stato de l uso o addirittura tradito. e, poi, si delinea la allora ognuno se ne va per la sua via, cercando di sal vare quello che pu de l suo e poco curandosi della so r te dell'al leato. Quando nel maggio de l 1940, si deline la sconfitta franco-in glese, i primi a piantare in asso gli alleati furono gli ing l esi. Accettarono il piano di controffensiva di Weygand, ma, invece di attaccare, cominciarono a ritirarsi verso i porti della costa ettentrionale. Poi. richiamarono l'aviazione da cacda in Inghilterra. Segu la defez i one del Belgio. La Francia accus il Belgio di fellonia. Pochi giorni dopo, fece quello che aveva fatto il Belgio. Allora spett all'Inghil terra accusare la Francia di fellonia: all'Inghilterra, che si era tro vata con sole dieci divisioni dopo u n anno di guerra: all'Ingh ilterra che aveva ritirato le sue forze, invece di farle com b attere. E ancora oggi l'Inghilterra, di ogni suo rovescio, riversa la responsabilit sulla Francia. Churchi ll non trascura occasione per scag-liare accuse alla Francia, rea di non aver sacrficato per l'Inghilterra fino all'ul tima goccia del suo sangue. Che significa questa insistenza? L'Inghilterra comincia sempre le guerre in nom.e di grand i ideali e le c hiude con grandi piraterie. Di quali nuove piraterie q u este recriminazioni sono il preludio? 2 Nel 194 r, si creata u na nuova coal izione: quella che si indica con l e prime quattro lette r e dell alfabeto A B. C. D (America Britain China, D utsch). La Russia per ora unico membro della coalizione c h e combatta sul serio f u ori della sig l a perch non in guerra col Giappone. Questa nuova coalizione entrata realmente in azione nel dicem bre: contro il Giappone. Ma, Jppena cominciarono le sconfitte i rivelarono profonde incrinature nella sua compagine. Pearl Harbour separ l'Inghilterra e l'America La caduta di Singapore e di Gi
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Quando si deli n ea la catastr ofe l yomini basta a difendere un arcipelago di un migliaio di isole, se non si ha l'assoluto dominio del mare e dell'aria>>. Ossia: il dominio del mat:e fu perduto dall'America il 7 dicembre a Pearl Harbour; donde tutti i guai per gli inglesi per gli e per gli alleati. Esatta mente l'opposto della tesi di Roosevelt. Pi esplicitamente Churchill formul il suo pensiero nell altro discorso del 15 febbraio. Prima descri,sse la situazione dif.ficilissima in cui si trovava l'Inghilterra nella scorsa estate. Poi disse: In queste condizioni, noi ingles i non avevamo i mezzi per condurre effettivamente e efficacemente un'altra ra contro il Giappone Questa era la situazione quando, verso la met di agosto, discutevo col Presidente Roosevelt a bordo della << Princ e of W ales che ora giace in fondo al mare >>. E soggiunse c he, per conto suo aveva usato la maggiore prudenza per evitare di provocare il Giappone. Ci significava che la responsabilit della politica di provo cazione al Giappone era stata tutta di Roosevelt. E, dopo b respon sabilit di aver provocato il nuovo conflitto, la responsabilit della sconfitta: Il fattore immediato, di cui disponevano gli Stati Uniti per fare esitare il Giappone a entrare in guerra, era la loro potenrl' flotta da guerra nel Pacifico. Essa, insieme con le forze navali, che n0i potevamo sottrarre agli altri settori, costituiva un baluardo contro l'aggressione nipponica Ma, con un atto di violenza commesso di sor presa, calcolato pesato preparato da molto tempo questo baluardo della potenza nava l e americana, che proteggeva le terre e le isole ri denti del Pacifico fu travolto momentaneamente. Le truppe d inva sione si rovesciarono attraverso la breccia, che e ra stata aperta ... La sconfitta della potenza navale britannica e americana del Pacifico fu come la rottura d 'una diga Le acque accumulate da molto tempo si precipitarono nella valle pacifica portando la rovina e la devastazio ne >> ecc. Lasco da parte i fiori della rettorica di Churc hill : la diga travolta, le acque che si precipitarono, la valle pacifica w:. E vengo al sodo. Roosevelt disse che le perdite americane a Pearl Harbour erano state esagerate; Churchill disse che la potenza navale americana ... era stata travolta >>. Roosevelt disse che la flotta americana delle Hawaii non avrebbe potuto far niente, anche se fosse rimasta intatta. Churchill sostenne che se la flotta americana fosse rimasta intatta, tutto sarebbe stato sa'lvo Conclusione : per Churchill, la colpa fu tutta dell America Per Roosevelt, la colpa fu dell'Inghilterr;1, la quale ben sapendo' che sono gli inglesi. la difesa per mare era impossibile non provvide alla difesa terrestre In sstanza, Roosevelt faceva un tentativo piuttosto infelce di giu stificare una terribile sconfitta. Giacch la flotta americana non avrebbe potutb fa'r niente, neanche se fosse rimasta intatta, c da chiedersi con che cosa gli 'Alleati intendessero far la guerra, dato che in Estremo Oriente non avevano a ltro che la flotta americana. Chu rchill alla s u a volta diceva, in sostanza che gli inglesi avevano fatto affidamento nella flotta americana, e che la flotta americana -aveva fallito. La giustficazione non regge .' Se vi era -un settor, in tutto lo scacchiere dell Estremo Orieht, in cui non si doveva fare assegnamento su-ll'aiuto navale americano, questo era il golfo 'del S'iam lo n t nissimo dalle Hawaii. I giappon esi si rano saldamente insediati neli'Indocina francese, ed era facile prevedere che appena fossero scoppite le osti lit,' avre b bero attraversato d 'un balzo i l go l fo del Siam e si sarebbero avventati sulla penisola di Malacca Bisognava dunque, che gli inglesi parassro la minccia on i lor mezzi. E, infatti, alla vigilia delle osti lit, l' Ammira'gliato rafforz potentemente la squadra di Singapore. Ma non mand una portaerei o la mand tar di. n deputato lbu rista .PethickLawrence, capo dell'opposizion e ai Comuni, e il depu tato wnservatore Sir John Wardlaw-Mifne domandarono con insi stenza perch la Prince W ales e la Repulse rion avessero avuto una sufficiente scorta aerea. Churchill rispose : perch non avevamo una portaerei disponibile Si trov un ammiraglio abbastanza temer?.rio per osare quel che non doveva osare. Sir Tom Phillips aveva 'fatto la sua ca'rriera pi negli uffici che in fnare. Si racconta che al momento di partire d .icesse: W e are loohing for trouble Si potrebbe tradurre: Andiamo in cerca di guai. Ne trov pi di quanti ne cercasse Phillips fid nelle nuvole e usc senza scorta aerea. Venne il vento c spazz le nuvole. Tre secoli c mezzo fa, il vento disperse la Inven cibl e Armada: flauit Deus et di$sipauit eos. Ma non sempre il vento spira secondo i voti o gli interessi di Sua Maest britannica. Sparita _la cor tina di nubi, l'aviazione nipponica avvist le due grandi corazzate britanniche, le attacc furiosamente le col a pico Da quel momento, agli inglesi non rimase che La difesa terrestre. E questa era inadeguata : 90 mila uomini, di cui solo quindicimila inglesi ; il resto australiani e indiani. Erano pochi .. Pare che fosser:o anche male armati. Il. deputato conservatore Williams, ai Comuni, domand come m : u 3

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non si fossero potuti armare 6o.ooo uomini (allora si ritene va c be fossero 6o.ooo) nella penisola di Malacca. mentre c'erano da 4 a 5 milioni di soldati in Inghilterra. Churchill disse e Attlee ribad che era una questione di pi che d i produzione. L'argomento era debole. La questione dei trasporti di oggi; ma i rinforzi in Malesia bisognava mandarli da anni: fin da quando i giapponesi avevano occupato i porti meridionali della Cina, fin da quando oc.cupato l'isola di Hainan e le tsole Spratley o, al pi tardi, quando erano penetrati nell Indocina francese. E, invece, ChurchiH par lava di quello che non aveva potuto fare nelle ultime settimane, negli ultimi giorni. Troppo tardi e troppo poco>>. Ma c' di pi. Se gl'in glesi fossero andati a combattere in Libia e in Grecia, e avessero lasciato gli australiani dove erano, cio in Australia, avrebbero potuto farli af fluire a Singapore al momento d l bisogno enza urtare contro le difficolt dei trasporti-. Ma sarebbe stato non-inglese: uneng!ish: perch' la pi costante, la pi ferma delle tradizioni inglesi vuole che l'Inghilterra faccia combattere le sue guerre dagli altri. Dopo il crollo della Polonia, un pugno di polacchi si rifugiarono in Inghilterra: po chi rottami di una immensa catastrofe. Che accadde? I milioni di sol dati ingle i, di cui parlava quel tal deputato sono tuttora in Inghilterra ma i polacchi furono subito mandati a combattere a Tobruk. Per ogni polacco che moriva a Tobruk, era una vita inglese risparmiata. I gaullisti non sono che una ventina di migliaia E gli inglesi li hanno mandati a combattere da per tutto: in ibia. in Siria, a Dakar ... Cos gli australiani, cos gli indiani. Si presero australiani dall'Australia, indiani dl'll'India e i portarono in Libia, in Grecia, a Creta in Siria Poi, quando la tempesta si addenso in Estremo Oriente, si presero gli australiani dalla Libia e si rimandarono in Estremo Oriente. La mag gior parte non arrivarono in tempo a combattere per Singapore. E se i giapponesi avessero attaccato l'Australia non sarebbero arrivati in tempo a combattere per l'Australia. Cos l'Inghilterra ha perduto tempo ha perduto tonnellaggio e ha perduto Singapore. Ma ha riparmiato un po' di sangue ingle e. E queste sono le miserie delle coalizioni: ognuno si preoccupa di s, ognuno persegue i suoi fini, ognuno avaro del suo sangue, ed prodigo dell 'altrui. Successivamente la polemica anglo-americana ha cambiato terreno Non i discusso pi del passato, ma dell'avvenire. E di nuovo si 3ono rivelate divergenze gravissime fra le idee dell'un alleato e quelle del f'altro. Furono gli ambasciatori sovietici Litvinov e Maiski ad aprire il fuoco. Essi dichiararono nel modo pi pressante che gli alleati an-4 glo-americani devono creare un secondo fronte, devono al pi presto costringere i tede chi a distogliere una parte delle loro forze dal fronte orientale; e fecero capire che solo in que to modo la Ru i a potr es sere salvata Subito gli americani fecero propria la te i sovietica : bi sogna attaccare, bi ogna creare il secondo fronte; che stanno a fare quei milioni di soldati in Inghilterra? :B tempo eh agi ca no e eh attacchino il nemico. Lo attacchino dove che sia, purch' lo attacchino. Ecco, per esempio, il Maggiore Elliot ostenere nella rivista ameri cana Look del 24 marzo che pre to o tardi ... si render necessario il tentativo di invasione del continente Sar un' impre a gigante ca e terribile ; ma dice iui bisogner tentarla. Ed ecco il piano particolareggiato e fantasioso che ha e laborato il Maggiore Elliot. L'azione anglo-americana egli dice si svolger gradatamente L'Alto Comando inglese ha gi dato una prova delle sue possibilit con piccole azioni contro l e posizioni tede che avanzate in Europa. Gli inglesi hanno creato speciali reparti d a salto per attacchi-lampo, che hanno gi dimostrato le loro capacit in Norvegia e sulla co ta francese. Questi reparti hanno punzecchiato i nazisti e reso buoni ser vizi agli alleati. Ma questo non che un principio C'e ancora una lun ga strada da fare prima di giungere al colpo finale. Il fattore sorpresa in que te impre e ha una grande importanza. Per la esecuzione di esse. necessario non solo un adeguato numero di navi per il trasporto delle truppe e del materiale ma anche per la difesa dal mare. Anche nell 'aria occorre avere 1a necessaria protezione, ed a ll 'uopo sarebbero indispensabili navi portaerei. Inoltre, per ridurre al silen zio le batterie costiere avversarie ed appoggiare le manovre di sbarco, necessaria un artiglieria di grande calibro In altri tempi, per tali compiti venivano usate vecchie navi da battaglia. Oggi invece le flotte a-lleate non possiedono pi navi da poter impiegare in una cos ri chios impresa. La fine della Prince of Wales e della Repulse dimostra chiaramente quale sia la sorte di simili grandi navi allorch si avven turano nel raggio di azione dei bombardieri tazionanti ulla costa. Tutto ci non basta Una flotta di invasione ha bisogno di spaz zamine, che a loro volta dovrebbero essere protetti da mas o da aero plani. Lo sbarco poi reso difficile dalla necessit di trovare una localit adatta, non essendo possibile sbarcare nei porti perch fortemente pre sidiati dal nemico. Alta fine di tutto questo, orge il problema del comando delle ef fettive operazioni di sbarco. Generalmente, esso spetta al Capo della

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Caricatura di Roosevell diffusa In America dagli lsolazlonlstl: la sfinge del despota provocatore. flotta fino al momento in cui le truppe toccano terra; dopo passa ,Il Comandante delle truppe di sbarco Elliot aggiunge quindi che le complicazioni sor.genti da tali sbarchi sono enormi, e qualche cosa in proposito potrebbero dire gli inglesi, memori delle azioni di sbarco ai Dardanelli nella passata guerra In una tale impresa ci sono sempre molta confusione, ritardi e per dite, e molti dei piani studiati in anticipo possono fallire Nell 'ultima parte del suo articolo il Maggiore Elliot indica gli eventuali posti per uno sbarco in Europa : la Norvegia, la Bretagna, la Spagna, la Sicilia Creta e il Medio Oriente ove la collaboraziene della Turchia avrebbe, a detta dell'articolista una grande importanza. Elliot ritiene che i turchi non opporrebbero una resistenza di nota e che pertanto sarebbe possibile un attacco contro il fianco sud orientale di Hitler, attraverso la Bulgaria. Ma qualsiasi tentativo avrebbe bisogno della collaborazione dei russi i quali dovrebbero trasformare la loro tenace resistenza in una vera invasione dell 'Europa orientale. Questo che forse in America passer per un piano, non in fondo che un miscuglio di fantasia e di nozioni lapalissiane, come per es. che occorrono navi portaerei ; oppure che vi saranno ritardi, perdite ecc. In sostanza sarebbe una gran fortuna per le Potenze dell'Asse se un piano simile venisse attuato. Ma gli inglesi che dovrebbero sostenere la part maggiore della spesa non si mostrano entus iasti Essi hanno accolto gli incitamenti americani con flemma I loro giornali hanno fatto obiezioni dolci di tono, ma gravi nella sostanza : hanno riflettuto bene gli americani sui rischi di un'impresa simile? allo stato attuale delle cose, un tentativo di sbarco sul continente sarebbe destinato al fallimento. E allora a che servirebbe tentarlo? Si perderebbero uomini, si perderebbero navi, si perderebbe materiale si perderebbe prestigio e non si creerebbe affatto il secondo fronte. La polemica a questo punto. Ma far fumo ancora a lungo. *** 5

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500 giornalisti del T r ipartito s i sono adunati a Venezia nella Sala del Seltalo In Paiano Ducale per l a chiusu r a del Convegno d e ii Unione fra l e Associazioni e i S i ndacati Nazionali de i G i ornalisti Prima del discorso del Ministro Pa-vollnl venne annunziata tra grandi acclamazioni, l'ades i one dell a Spagna LA manifestazione politica significativa fra le tan te altre europee del mese di aprile ci sembra sia stata il primo Congresso organizzato a Venezia d ll'Unione fra le Associazioni e i Sindacati a zionali dei Giornalisti. La breve storia di questo organismo internazionale che non soltanto u n a as ociazione professionale ma uno col lettivo, al servizio degli ideali degli int(e i fhc muovono tutta l'Europa verso un ordine nuovo in erstatale ormai conosciuta dai pi. Au picato a Monaco di Baviera come un nuovo legame ope rante fra i due Governi e i due popoli dell A e. ebbe il uo atto di fondazione a Vien na nello scor so dicembre come una vera e propria organizza zione plurinaziona l e. 6 Per que ta sua nascita nella Marca Orientale la cui antica tradizione si vista ai nostri g iorni rinverdita entro la compagine del Grande Reich, onde Vie n na divenuta la sede di conciliazione dei conflitt i e dei problemi dell'Est b;llcanico era da prevedere l'adesione immediata dei Pae i danubianobalcanici e cos sono entrate a far parte dell'Unione le rappresentanze giornalistiche deii'Ungheria, della Romania e della Bu l garia co me pure quelle della lovacchia e della Croazia na zioni orte o risorte otto gli auspici della Germa nia e dell Italia. E nata codesta nione in piena guerra del Tripartito contro i massimi esponenti d e lla demoplutocrazia ma onica e del bolscevismo, necessariamente doveva insorgere contro quella che fu la Fdration Jnremationale des Journalistes : sorta a Ginevra nei corridoi della ociet delle a zio o i e morta e non lo era gi prima a Parigi nell'ecatombe della Francia. Erano dunque ette i Paesi ufficialmente parteci panti al Convegno venezia n<> dell'Unione. Per gentile invito della Presidenza a istevano anche l'appresentanze dell alleato Giappone e della soli da l e Spagna L intervento di un lto diplomatico il Mini tro Sakuma, e di parecchi corri pondenti dava alla pre enza nipponica il carattere di un' ade siom .imbo]ica Ma for e -dato il carattere europeo dell organismo i l ma imo interesse gra v i tava intorno alla pre enza della pagna non an ora pronunciata i in mer ito alla sua partecipazio

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ne attiva n ell'Uni one E che que to .non sia n m.io g iudizio appassionato lo dimostrano le parole autrev o :i e le acclamazioni dell assemblea nell 'atto lennt di chiusura, al momento di annunciare ia nostra adesione formale. (Ma di questo parleremo pi avanti) Abbiamo detto che l'Unione sorse quasi antitesi d e lla Fdration. Conviene insistere su ci. Era la Fdration l'esponente della politica gine v rina e vale a dire di un mondo corrotto, anacronistico e sterile entro il quale l'unico fenomeno attivo era il virus comunista. Se a questo aggiungiamo l'infeudazione della stampa de mocratia alle oscure potenze antinazionaf dh trusts. dci Sindacati bancari senza-patrr.r'e delle granJi irnpnse a catena mondiale su cui poggiava in buona p ;utc l'impalcatura imperialistica dell'egemonia anglofranco-americana, non ci meraviglier il fatto che dal giorno della sua nascita l'Un ione fra le Asso ciazioni e i Sindacati N azionali dei Giornalisti della nuova Europa si sia proclamata antitetica della Fdration. E meno poteva sorprendere nes suno che il primo atto collegiale pubblico della medesima Union.e il Convegno di Venezia, fosse impostato come una affermazione dei postulati originari dell'Istituto. Ecco perch il Convegno veneziano dei Giornalisti ha avuto un significato prettamente polemico e squisitamente politico. N e llo assumere la presidenza del Congresso cedutagli dal Dottor W eiss, come Presidente dell'Unione, il Consigliere Nazionale Umberto Guglielmotti, additava nell 'antagonismo bellico fra due sistemi, fra due diversi modi di vita, fra due concezioni etiche e politicpe irrimediabilmente in conciliabili >> l'origine dell'opposizione tra la stampa ispirata dalla fede; nazionale e sorretta da un alto e superiore senso di responsabilit e disciplina e quella nemica deformata e corrotta dalla pratica abitudinaria della menzogna e dell 'asservimento agli ime ressi pi cscuri e inconfessabili. Ribadisce l o stesso concetto la relazione inaugurale del Pre sidente W eiss : (( ci che ci ha raccolti a Venezia la protesta contro l'avvelenamento dei popoli da parte di un giornalismo privo di gni senso di re sponsabilit; la protesta contro l'avvilimento del la stampa al servizio delle potenze capitalistiche intzrnazionali; la protesta contro l'abuso che del la stampa vie n fatto per aizzare i popoli; la protesta contro la menzogna giornalistica e contro la falsificazione della verit... >>. Tutto questo stato il congresso; e pi ancora. Una bubna parte delle relazioni presentate erano redatte da giornalisti ed uomini politici rappresentanti i Paesi europei che pi hanno avuto a soffrire delle conseguenze di una guerra alla quale ,fu-. rono sospinti da una propaganda tanto pi funesta quanto pi intensi! estesa ed abile. La documentazione di questa propaganda riem p i lavori del Convegno nella sua seconda giornata; e in mezzo alla mole dei documenti citati, fra g li altri, dal Ministro norvegese della Propaganda Lunde, da Goed Wagen, Capo della Stampa olandese dal boemo Moravec, dall 'italiano Consigliere azionale Gray sono state ricordate profezie e giu dizi inglesi, franc e si, amricani e russi i quali confrontati con la realt di oggi (e pure con quella vera di allora) sono la migliore condanna dd cosidetto libero giornalismo delle cosidette zte. Il Convegno -ben si comprende perch ci ripetiamo su questo punto ebbe uno spiccato carattere politico e polemico e un tono decisamente antidemocratico e (possiamo dirlo coraggiosamen te ) antiliberale. Precipuo disegno dell Unione quello <(di es s ere, su base professionale, il centro unitario dei giornalisti di tutti i Paesi che intendono dare alla stampa una nuova fede un nuovo ideale ed una nuova etica >>, come disse a Venezia il Dottor Die trich, Capo della Stampa del Reich Una nuova fede un nuovo ideale ed una nuova e tica messe al servizio dell'unico interess e umano che merita di essere servito incondizionatamente: la grandezza della propria nazione e la libert del proprio po-polo. Ma n o n ebbe so!tanto il Congresso v eneziano tono polemico di critica negativa. In pi di una r elazione n e l riferir e sui problemi da risolvere nei s i n g oli P ae si e sulle realizzazioni dei rispettivi re-' gimi e governi si sono f cndamenti e le norme di quella che dovr li stampa della nuova Europa. E, certo, non soltanto la stampa. Cos il Vicesegretario del Partito azionale Fasci sta Ravasio, fece una vera. lezione sulla missione rivoluzionaria del giornalista sulla netamodosi in atto d e l giornalista che lentamente si trasforma in educat o re in maestro del popo!o : <( egli una figura di soldato e di missionario che sj batte per la sua idea e per la sua patri sulla pubblica piazza, nella redazione o sul ca'mpo dell'onore; ha ua capo solo, il condottiero della sua nazione e non ha pi padro.ni perch diventato il libero servitore del suo popolo Il primo a precisare con anticipatrice visione i compiti del nuovo giornalismo fu Mussolini; mol teplici ne sono state le allusioni lungo i lavori di questo convegno internazionale che si apr con un telegramma di saluto al Duce (( primo giornalista d 'Italia >>; e opportune furono nel discorso di Ravasio le citazioni dell 'ormai classico testo che fu, il discorso del Duce ai Direttori di giornali nel I 928. Col si trovano espressioni programmatiche che diventate realt, come queste: (( In un regime totalitario come deve essere necessariamente un re gime sorto da una rivoluzio-ne trionfante, la stampa un elemento di questo regime ... Il giornalismo pi che professione o mestiere diventa una mission e di un'importanza grande e delicata poich nell et contemporanea, dopo la scuola che istrui sce le generazioni che montano, il giornaiismo che circola fra le masse e Vi svolge la sua opera di informazione e di formazione .. Altroye, i giornali sono agli ordini dei gruppiplutocratici: di partiti, di individui; altrove sono ridotti al compito gramo della compravendita di notizie eccininti, la cui lettura finisce -per determinare nel pubblico una specie di stupefatta saturazione con sintomi di atonia e di imbecillit ; altrove i giornali seno ormai raggruppti nelle mani di quei pochissimi individui -che considerano il giornale come un'industria vera e propria... Il giornalismo italiano libero perch serve soltanto una causa o un regime ; li bero perch nell 'ambito delle leggi del regime pu esercitare ed esercita funzioni di controllo, di cri tica di propulsione>). Non sarebbe noioso n inutile ma darebbe troppa dimensione a questo articolo informativo la sintesi delle relazioni e dei discorsi die abbiamo sentito a Venezia. Gli insegnamenti che se ne possono trarre sono elencati nella mozione con clusiva del Convegno: (( sul giornalismo asservito alle torbide influenze internazionali ricade in parte la colpa della provocazione e della istigazione alla guerra ... La cosidetta libera stampa anche oggi continua nei suoi metodi irresponsabili e delittuosi al fine di avvelenare le telzioni tra i popoli e di de formare la realt storica ... I giornalisti dell Nazioni aderenti all'Unione deplorano il funesto asservimento della stampa all'arbitrio plutocratico che deformando alla base il compito del giornali smo, lo rende schiavo di interessi e di macchinazioni inconfessabili ... Il giornalismo una missio ne e ad essa debbono essere chiamati solo coloro che liberi da oscuri legami, nutrono una salda fe de dr fronte alla loro coscienza nazionale e al giudizio della storia Alla chiusura del Congresso si ebbero i discorsi del Ministro italiano della Cultura Popolare e del Ca.Po della Stampa del Reich, il saluto del Giap p.one _portato dal Ministro S akuma e la dichiarazione spagnola da me pronunziata. Il Dott. Dietrich che port all'Assemblea il saluto del Fiihrer, disse fra l'altro: <( Allorch noi in Italia e in Germania iniziammo in piccola schie ra la lotta contro la degenerazione capitalistica del la stampa e proclamammo una nuova idea del giornalismo, la stampa liberale mondiale che allora dominava tutto, ci guardava sarcasticamente dall 'alto in basso Ma dietro quest 'altezzosit spirituale si nascondeva solo l'arroganza e la mancanza di co scienza dj quanti sono incapaci di grandi e fecondi pensieri ... Se noi continue remo fino alla fine con tutta la passione e l'ardore dei nostri cuori la lotta che ci ha portato fino a questo splendido convegno raggiungeremo i pi grandi scopi che mai lo spi rito umano abbia potuto raggiungere: spianare la strada alla ragione umana per la felicit e la pace d e i popoli. Il disco r so del Pavolini ispirato da tul alto.se' nso critico e da una grande fede e saggezza politica, fiss in sette punti le caratteristiche (( del nostro giotnalismo che la voce virile e di un mondo che sorge >> : strumento dei popol 1 c dei suoi ideali disciplina basata nel dovere dj ser vire la causa dei _popoli in lotta per la loro l i bert di vita, culto metodico della verit, rifiuto dei luoghi comuni e revisione dei valori razziali e nali, armonia fr a la stampa dei paesi coi quali ab biamo da diffondere e propagandare na comun.:: conezione di vita e una comune visione del futuro, disebreizzazione della stampa, insegnamento della documentazione. E con lo stesso sistema espo s e 1 tre fattori della coerenza unitaria del mondo r.hc nasce e della quale un'immagine la c 'oerenza cfie armonizza nell Unione le singole variet nazionali della stampa al servizio di un ordine riuovo e d i un mondo migliore: solidariet contro l'i.mperialismo plutocratico, lotta contro il b o lscevismo, asp [. razione ad una pi alta giustizia sociale che lora ed esalta l lavoro e non esclude la gerarchia fra le categorie in collaborazione, cos come tna pi alta giustizia internazionale non la ge rarchia fra gli stati indipendenti cooperanti. IL Ministro Sakuma, da parte sua venne a di N fra r altro che (( se per la .stampa un imperativo categorico che la responsabilit deve stare al di sopra della libert tale norma fondamentale viene messa in pratica nel Giappone a mezzo della chia mata < ( Via della stampa >J. Nello stesso solenne atto di chiusura del C::onvegno, fra i discorsi degli dell Italia, della Germania e del Giappone si fece anche udire la voce dell3! Spagna. Come 'prima dtto, accogliendo l'invito fatto a noi come pure ai giapponesi, il Ministro' degli Affreoccupata e si di creare un.giornalismo iibero da influssi bastardi e la cui etica professionale -ba. sata sulla responsabilit, sulla prqbit e sul fr v.ido disegno di facilitare l'adempimento delle nuove leggi coincide con lo statuto. di questa U nio ne fra le Associazioni e i Sindacati Nazionali dei Giornalisti ... Il Convegno si rivelato un formidabile atto di accusa contro i metodi. della propaganda democratica che )a Spagna fu la prima a soffrire nel momento cruciale qella sua storia e che altro non era se non il prolungamento fino ai giornj nostri della infamante e infame (( leyenda negra >> inventata per degradare la grande opera civilizzatrice del nostro Impero .. Anche per ci la Spagna ha assistito soli dale a questo congresso ... la cui prima ne tangibile in questa Venezia magnifica come una augurale antcipaziorie dell'armonia che regn e r nel l 'ordine nuovo ... >>. La dichiarazione fu acclamata sopra tutto laddove a nome del Ministro Serrano Suiier trasmetteva l'adesione della Spagna all' U nio ne; e fu pure accolto con grandi applausi il saluto, portato al Convegno, dal camerata Aparicio quale direttore generale per la Stampa. Gli oratori ufficiali del Convegno in quella seduta di chiusura ebbero parole di vivo compiaci mento nel vedere la Spagna incorporarsi in questo fronte comune. Cos anche i commentatori del congresso hanno sottolineato tale adesione giudicandola come l'avvenimento pi importante, pi significativo della vitalit del nuovo organismo in ternazionale. LUIS GONZALEZ ALONSO 7

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Ultime nev i cate nel set tore nord del fronte orientale >, gridando c schiamazzando. fl predicatore sospe -se il discor O, sorpreso dall'inatteso scandalo, e mentre i suoi s-eguaci attendevano da lui una folgorante impreca zione contro i sacrileghi disturbatori o una parola d' i comando che li incitasse alla difesa, Fra Gerola mo, dopo alcuni minuti di esitazione, discese in silenzio il pulpito e usc dal Tempio circondato dai suoi seguacj che recitando ad alta voce i Salmi tentavano di soffocare il tumulto delle ingurie. Un giovane, appoggiato a u n a colonna, osse. r vava lo spettacolo; sulla sua bocca era un sorriso i ronico e sprezzante. Il sguar.do andava rapi damente da \tn g.ruppo all'altro aspettando con ansia l'urto che egli considerava decisivo per la lotta che si prospettava tra cc arrabbiati>> e cc fra te chi. Ma constatando che la difesa si riduceva 8 a parole comprese come i giorni dell'uomo che .aveva fanatizzato Firen. ze sino a farle bruiare in piazza l'immagine del suo carnevale abbandonando lo splendore mediceo e rinascentista, erano contati. E pronunci tr i denti il suo ptimo grande diagnost ico politico: (< Guai ai profeti disarmati l>. Profezia e politica sempre si accompagnano e si confondono. Ogni buon profeta religioso pesa sulla poli tica dd suo tempo che se questa politica, in molte occasioni, si volger contro di lui O gni buon politico, a sua yolta, de ve essere forzosamente u n buon profeta. U n a po l i tica senza i l dono della d i vinazione, intesa naturalmente nel suo significato intuitivo ed uma no, -che non indichi con cert ezza il c ammino del popolo che guida, una politica condannata alla sterilit Ma questa qualit divinatoria ha mo : te volte una sociale. V i sono popol i che per una ra gione uperiore o sono hiamati nel corso d e lla storia, a fare da profeti ad alt ri popoli. Il loro compi to, come quello dei popoli bi blici quello dj marciare avanti a tutti, sempre l l' erta nei momenti critici, i nd vinando il giusto cammino nel deda l o dei percorsi storici, preparando gli uomin i per nuove e nuove forme di vita, incorporando nel mondo della cultura verit Jno allora scono ciute, o pil1 mod estame nte nuova mente per fonderle con altri sistemi ed altre idee. E quando un popolo prende sulle sue spa lle missione dirigente, i suoi governanti si assumono la responsabil i t della riorga nizzazio n e un i taria del paese e dello Stato. Da questo lavo ro preliminare e dalla forza della sua unit si pu riconoscere e un popolo ba o no delle qualit imperiali. Questo avveniva prec isa mente con la Spagna di Ferdinando, di Isabella e di Cisneros. Una ragione p i profonda del caso o del desiderio di. grandezza fu quella che uscit nei Real i Cattolic i e nel loro Reggente la smania d'ordine e d i unit che carat terizz i l loro Regno( a ste a che induss e la Roma pri mitiva a crearsi una forte politica interna che doveva poi salvarla dalle sue peggiori crisi sto riche. Sarebbe stato difficile immaginare, ai te mpi di Enrico IV di Cast iglia, che una Spagna impoverita, spopola ta da otto secoli di guerre civili, avrebbe potuto da r vita e alimentare un mondo nuovo vale a dire avrebbe potuto essere profet ica e reggitrice di popoli. Riordinati i suoi problemi interni e l iq uidati i resti del potere mu u lmano nella penisola. s'inizi, senza altre ragioni appach e qu ella della pol i tica interna, l'opera di assest amento dello Stato su d i una base amministra tiva e mi ;itare solida, cos come Roma bas la sua forza ccnquistatrice sull'o r ganizzaz ione, l e Legio-

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nj e le Centurie. La Spagna va oltre, prevede i tempi nuovi, -il Rinascimento e la Riforma li precede ed assimila nella sua organizzazione na zionale ci che essi hanno di buono. Questo il motivo per cui il perturbamento c he i due grandi movimenti produssero in Europa non si verific in Spagna. Non bisogna mai che l'opera fondamentale di Cisneros fu ad un tempo, ampio sviluppo 11ll' univ ersit di Alcala, indiriz zandola secondo le nuove idee del Rinascim ento, e impiantare la Riforma Cattolica della Chiesa spa gnola. Storicamente di'mostrato chz nessun popolo, per molte che siano l e sue qualit, pu mettersi alla testa di un movimento, non come Niccol Machiavelli auspicava per la sua amata Italia, uni to e d armato. All'opposto della Roma conquista trice e della Spagna del XVI secolo, possono con siderarsi l'Italia di questo stesso secolo e la Spagna del XIX . Lo stesso clima, lo stesso suo!o, e la stessa stirpe di uomini, a parte le infiltrazioni razziali sono quelli che hanno creato e distrutto due poimperi come il romano e lo spagnolo. Non vi nulla tuttavia che distingua sostanzialmente la Spagna del secolo XVI da quella del secolo XIX. Il c-ontadino di Estremadura che si solleva co n Riego e contribuisce decisamente alla caduta impero, ha lo stesso sangue di Hernan Corts o di Francisco de Pizarro. C' una cosa tuttavia che li diffe r e nzia l'uno dall'altro, co me diceva Maeztu: le condizioni politiche, le quali fanno s che da ogni uomini del secolo XVI sorga un conqui statore e dallo stesso numero di spagnoli del seco lo XIX nasca un t radim ento. Neppure l'uomo ita liano del XV o del XVI secolo diverso da quello della Rivoluzione fascista n il cittadino della in costante e antinazionalista Firenze lo dal bravo l egionario morto sui campi di Spagna, n da quel lo che lotta attualmente in terra di Russia o fra le sabbie africane per difendere una causa nazionale ed europea. Questa contraddizione, questa differenza di condizioni politiche trae origine in gran paro:.: d.1l fatto che tanto all'Italia del Rinascimento quanto alla Spagna liberale manca un Capo che le gui di ; e un Capo, in questo caso, co me dire un profeta. Il destino delFitalia, per esempio, di espansione ver so il Prossimo Oriente quale legitti ma continua trice del frammentato Impero romano, scritto nei mosaici di Ravenna e in quelli di an Marco a Venezia. La policromia bizantina di S. Marco ri corda a tutti gli italiani che essi sono una sentinella avanzata verso il Prossimo Oriente, ws come la Gi_ralda di Siviglia ricorda spagnoli, :lonostantt> spesso lo dimentichlno, che essi sono gli espo nenti dell'Impero marocchin o. Le repubbliche di Genova e di Venezia, per mancanza di un Capo che le unisca non si rendono conto della missione che l'Italia profetica e militare, ha di fronte ai turchi chz avanzano inesorabili verso la e agognata Bisanzio e che padroni gi della Ser bia imporranno nel I 3 go al Basileus Giovanni V di non ricostruirne le mura. Venezia e Genova litigano tra di loro dimenticando c he sono come Bi sanzio i germogli di un Impero c he deve mante nere la sua unit per salvare l'Europa dal pericolo turco. Combattono e intrigano l'una contro l'altra, i loro soldati e i loro commercianti si sentono im Periali ed audaci, ma la mancanza di unit li neutralizza per la causa di Europa e del Italia. ella loro incoscienza giungono ad le acque del Bosforo cof sangue fraterno, Venezia saccheggiando le isole dei Principi e i genovesi detronizzando Giovanni Paleologo, senza pensare che lz due bandiere italiane, disputandosi accanitamen t'! il dominio di Bisanzio, favoriscono decisament e Maometto II che, nell'aprile del I 4 53, ne far per secoli un feudo deli'Islam senza che poss, no salvarla, neanche a costo della vita, il valore e il talento militare del gen erale genovese Giovanni Giustiniani. Magn ifici vassalli se avessero un buon Capo n, si potrebbe dire plagiando il << romancero 11. Vale a dire se avessero avuto un solo Capo, un so lo Ca pitano, che di fronte al pericolo turco intuito profeticamente la missi one dell Italia nel Medi terraneo, se un << condottiero 1 1 an.sioso di ima patria unita avesse fuso le \ero forze, come doveva avvenire molti anni dopo quando unite a qudle di Spagna avrebbero vinto miracolo amente a Le -La C r oce di ferro alla madre di u n eroico caduto della Divisione Azzurra panto salva ndo definitivamente l'indipendenza ropea. Ma l'Italia del Rinascimento non cmpren de che l'unit l'unica via di salvezza. Venezia c Genova si sentono estranee e rivali come gli Stati greci del secolo d 'oro dell'Ellenismo. Firenze, an cora pi estranea, non esita a chiamare Carlo VIII dalla Francia per mischiarlo alle sue dispute con gli altri Stati it aliani mentre un Profeta che i n voca un' Italia unita ed armata muore inascoltato e sconosciuto, nella sua epoca, senza aver potuto ottenere, sconfitto -da un Michelozzo qualsiasi neanche la sua rielezione a Segretario della Signoria Ma il disconoscer e i profeti politici porta gravi conseguenze. La Spagna paga caro l'aver dimenti cato la profezia africana della Regina Isabella, nonostante l'Africa che si estendeva ai suoi piedi, fosse pronta a ricevere la sua influenza. Cos co me pag caro il dimenticare che sul mare, Si basava la difesa del suo favoloso impero d'oltreoceano. Inutilmente i nostri soldati, che erano i primi di Europa, e i loro generali molti dei qali italiani, si immortaleranno con le loro gesta eroiche : il loro sforzo sar vano. Nel secolo XIX il gigante :;pa gnolo e l'Italia premussoliniana sembrano definiti vamente esauste. Le due nazioni non hanno ormai altra politica quella dettata dalle Cancellerie straniere che approfittano della loro d ebo lezza L'Italia, anche opo la guerra europea alla quale partecipa decisivam ente viene premiata con una collezione di deserti per mancanza di una politica 9

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Lezi one di tedesco al f r onte. so!ida e unita. Occorsero la tempra profetica di Mu ofini la ua visione icura il suo dinamismo eccezionale, per raccogliere in fa ci le energie di sperse, ma aoccra e istenti, e per innalzare rapida mente il suo paese in primo piano contro la coali zione internazionale che aveva deci o di farle trasci nare una vita miserabile. evidentt> che ogni politica se vuoi e ere auten tica vale a dire viva e profonda, deve proporsi una grande mi ione concreta ed il genio profetico dei Capi si manifester precisamente nell'individua la politica che pi conviene ai loro tempi. Per ch inutile pretendere di fare una politica di grande risonanza sottraendosi all'influenza dei grandi tem i che reggono la vita di un popolo, di menticandoli co 1 come inutile pretendere di abo lire la legge di gravit discono cendola. I popoli at -]0 traverso la Storia hanno una mi ione da compiere e il loro merito o demerito co1sister preci ament e n z lla forza con la quale es i l'affronteranno anche violentemente e sar necessario superando tutte le difficolt che si presentino sul loro cammino impo nendosi ove fosse necessario con la forza ccme fe. ce l'Italia affront>. Guai all'Italia e alla pagna se un dimentica l'o che nella loro cultura e nei loro marmi Tlella loro infinita capacit di sacrificio per le c au spirituali e nella loro vocazione oer l' :wventura possiedono un tesoro tanto bramato quanto un arma temuti ima, e se l'ora profetica le trovas di armate come il Sa Perch il de tino dei oc tri popoli stato personalizzato da Ce nel oroorio destino : Aut Caesar :lUt 11ihil >>. O il trionfo assoluto dell'Impero. c he in ultima anali i consiste nell assumere una parte diri gente e orofetica o il disgregamento interno in pic cole fazioni ch e dimenticano il loro destino comune e la loro olidariet di fronte al pericolo per com battersi enza tregua. Allora il suolo patrio re ter s membrato e diviso e anche i nemici cercheranno di cancellare il suo nome di nazione frazionandola in oiccole repubbliche indipendenti. Contro que to pe ricolo non soltanto necessario un ercito 5empre in piedi come quello dell'antica Roma, empre nronto alla lotta. ma anche una organizzazione politica olida fattore decisivo per la vittoria. E non bisogna neopure dimenticare che tutto ci non improvvisa na buona attrezzatura militare come una buona organizzazione, frutto di molti anni di lavoro e di cure che inve tono anche set tori della vita civile apparentemente e tranei ad e a. on pensare ad organizzarla, preoccupandosi delle rlifficolt e delle oe e significa andare incontro aJ-1' annichilimento della nazione Gli spagnoli e trii italiani debbono sempre ricordare soorattutto c h e non vi tino piu tra gico di quello dei profeti eli armati. JUAN PRADERA

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ADotti di p.nuglle nel deserto libico

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"" Unii puntata esplorante delle noatre truppe ...... la regloM di Alli El G zala. (Poto Luce , 111 esc:laha per Le-giolll e FIIIgl).

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AwlcMCfiMIIIIa delle .......... lrotQ dr..-lco. Reparti di Glonnl Faclttl ,.... prtene nn...

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QUESTO fiumicello che defluisc': tra Fiume e Sussak mi diceva or sono due anni un amio -non solo si arroga il diritto di separare due M
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Archltettu1a Italiana di Buccarl. cadeva dalla facciata delle ca e, un paese in teui il tempo si era arre stato alla fine dell'Ottocento; la sede ideale per un Belacqua jugo slavo Ruderi di case ingombravano la passeggiata lungo la banchina del porto, vecchi alberi tarlati non davano che l avara ombra del tronco, l'acqua oleosa e ra una pupilla velata dal torpore estivo, sulla quale incombeva come una pesante palpebra la massa strapiombante dell'abitato. M'ero illuso (beata ingenuit delle co e immaginate da lontano!) che le eliche dei mas leggendari avessero impre o un fremito permanente alle acque della ba ia e che quel fremito si fosse trasmesso alle mura e agli abitanti, mentre invece tutto dormiva nella pac i osa bonaccia della siesta pomeridiana. Sopra una barca d 'a ffitto ci spingemmo tra le sponde alte e dirupate del vallone, quelle sponde c he nella notte dell'I 1 febbraio r 918, senza dubbio la pi celebre notte della storia di Buccari avrebbero dato un tremito a cuori meno intrep idi di quelli dei << trenta >>. Eravamo in due sopra un guscio vi-le e di armato e arrancavamo a forza di remi nella fornace della baia Non ci consolava il << sommesso anatrare che montava in quella notte dal vallone e faceva ri cordare a D 'Annunzio le << albe selva tiche della Maremma quando si sta in padule alla caccia del barch ino C'erano s ancora l e alte aste d'una vedetta da tonnara ma l'uomo che in queHa notte non c'era ora era presente e vigilante in cima alla sua aerea scala. Anzi ad un certo punto c ominci ad impre-16 care in croato quando s'accor e c h e sbadatamente volg vamo la prua ver o le ue reti. -Qui certam ente, -pensavo -ul c ulmine di que to bosbetto di .acacie, miracolosamente verdegganti in tanta ari dit, cant in italiano l'usignoletto inesperto che tent gli argonauti a fermare i motori <ponde della baia. Il vino cbe se ne ricava la odizza specialit, vanto e anche segno della modestia di Buccari quando si pen i che i l nom<> di quel vino grad voli simo vuol dire acque tta. Il centro vivente del la cittadina era, nella gran calura sotto i fronzuti platani, c he o m breggiavano i tavol del caff principale sulla banchina L c i diri S?;emmo, discesi dalla barca e l avvenne l'incontro che avrebbe dato il tono alla no Wl giornata. Un venerando vegliardo con grandi fa vortti impugnava un gigantesco schopp di birra e guarda va olen ne come l e corone secolari dei platani fossero tate c r eate oltanto per ombreggiare la ua olimpica maest. Ci parl pacato con bell'italiano di apore veneto, co n l'autorit e la degnazione di un genius foci. e r a l 'interorete autoriz.zato di Buccari di cui ci narrava la storia Ma. e la Beffa? on entrava per nulla nella storia d i ques t o paese .ch e soltanto in virt della Beffa aveva conquistato la notoriet. Il uo compiaciuto sorri o ci fec intende r eh la no tra r ichiesta non era nuova. A-Itri certamente avevano prete o da lui la descrizion della Beffa vi ta <>. dalla parte di chi l':weva :;u bta. Pretendevamo quasi c he Buccari per rioagar e q uella risonanza internazional e adunata i intorno a l suo nome murasse. sotto il dominio jugo l avo, una lapide a imperituro ricordo e For e ne un gesto di guerra aveva g iovato com aue to a chi lo c ome ;l chi lo compiv;'l. l beffati avPVlno il dovere di esa ltare la Beffa Qualche cliente porgeva l'orecch io alle nostre parole ma il ve gliardo non si allarmava. Nessuno g li avrebbe rimproverato a u e st3 conversazione oerch offender la sua per ona sarebbe stato un delitto di lesa patria; Buccari c h e avrebbe offeso '>C stes a. A di tarrza d i due anni di scendo di nuovo a Bucc ari sn llra odi tornedoni che oortano e !lerarchi Dovre m o girare l diritto a B effa che gli abitanti di Buccari hanno finora visto wve cio e r.ar una sorpresa per essi trovarsi d'improvviso sopra un'illustre pagina di storia. con noi un giovane oratore venuto e pressamente da Roma per pronunciare un'orazione di fronte lla baia impazi n te di :ci consacrarla come un sacerdote che debba rovesciare una <:opio a dose di acqua benedetta ul caoo di un famo o e retico Udiamo dall'alto i in croni tamburi dei balilla mosch e ttieri che hanno dato per tempo la sveglia ai buccar ani. Le finestre e i bakoni sono s;{remiti di ragazze rhe i fanno grandi s;{esti fra i tricolori che ondeggiano : mi pennoni. Come altri oa i che hanno ore o il nome da fatti oi grandi di loro, Buccari finalmente Buccari della Beffa, come diventata e rvesa dell a Battaglia e Ronchi si cambiato in Ronchi dei Legio nari. Quello che fu una pecie di candalo. di v e rgogna lestamente soffocata dalla gendarmeria austriaca diventa oggi per questo oae un motivo di orgoglio Sale dal b a o dore di agra e Buccari colma di Beffa dalle acoue del porto fino ai tetti delle ultime c ase cate sotto il ciglio del vallone I ruderi sulla passeggiata sono tati sgomberati, gli alberi tarlati abbattuti per far po to fre chi pini marittimi, i co truiscono marciapiedi. si soffoca la polvere sotto sfalto. Le insegne sono state cancellate con grandi fregacci n eri e la dizione italiana gi viva accanto all'antica r he ancora :;i pu leggere. Kino diventato Cine ma Kauana Caff. In molti codi esercenti un saoiente colpo di pennello ha oore. so la ich finale facendo saltar fuori genuini, tradizionali italiani come Bacci o Prischi Al giovane oratore. legionario dannunziano, le oa role nella strozza avide di espa ndersi sulla folla raccolta. Accanto all'improvvisato arengo trovo il vegliardo di due anni pri ma e scopro finalmente il suo mistero il notaio B ultimo r apore sentante de l patriziato italiano di Buccari. Di molte famiglie italiane scomparse o disperse esdi ha voluto sopravvivere, ultimo anello dell(l catena, per collegare il passato all'avvenire. Ora pu{ anche morirP. perch ha assolto il suo compito. Tutte le autorit gli stringono. pas sando, affettuosamente la mano. Ho appreso in questi giorni che, vinto dagli anni, non esce pi dalla sua ca a e guarda malinconica mente la baia dalla finestrina dello studio notarile Questa estate i suoi favoriti bianchi non fioriranno otto la co rona dei platani. Ri pensandolo com lo vidi nella mia prima visita, con lo schopp di birra gagliardamente impugnato, vedo qu lla sua mano ancor valida cambiare quel ge to in un altro di natura simbolica Come li an tichi portatori di fiaccola egli stringeva l'anima italiana di Buccari per consegnarcela quale dono prezioso e potere serenamente morire. NINO RUGGERI

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LA mia prima e unic a g it a ad Andorra di vecchia data : coincide o n le mie prime g iornat e spag nole. Molta acqua deve essere passata sotto i ponti a schie na d asino che cavalcano i assos i torrenti dei Pire n e i : molta n eve d'inverno e molto sole d estate d evono essers i a lt ernati ne lla piazzetta di Andorra la Velia: di Andorra la Vecchia ... Partii da Barcel lona in automobile alle due di ilOtte, lra l asciando per una notte di dormire. Ero n ell'et in c u i si fanno delle notti bianche per ad u n a do nna : mi pareva gi u sto di una bi anc a pe r raggiungere Andorra, per conqui s tar e Andorra. Macinai per tutto il via ggi o un sonno i:Orm entoso. Ma ledissi c ento volte la mia decisione imprude n te d i mettermi i n strada senza dormire : dall'alba i n avan ti mi abbeverai di tutti i pallidi caff c h e potei tro-vare alle << fonde : a rr ivai alle i10Ve del mattino con gli occhi cerchiati, con l a barba lunga e con ia bocca a m ara. Brill un villagg io alla fine di un i n cubo. La prima c esa c he cercai nella piazzetta f u un altro caff. Non credo c h e da q u e lla mattina le cose di Andorra siJno molto cambiate. passato a nche su A ndorr a il n e mbo della guerra c ivile, le Ma giu rerei ch e adesso sulle pietre della vecchia torre passa l a carezza della :;tessa l uce di quella precoce pri mavera montanara, e ch z g li stessi muli, attaccati ag li s tessi anelli di ferro s calciano s ui duri ciottoli per cacciare le prime mosche. Il signore che mi port il caff -non e ra un cameriere, m a addirittura il proprietar io del locale, e con lui mi e ro subito confidato aveva di vacch a ta chiodate pantaloni di panno verde, e mani c c lor carota, ancora screpolate dai venti del l invern,o. Domandai a lui del Sindaco del villaggio. Il Sindaco egli mi rispose -era fuori del paese. Il S i ndaco era anche presidente della Repubblica. La b e lla giornata gli aveva consigliato di alzarsi a l l' alba e di portare al pasc o lo i suoi muli Il vice Sin daco, che era anche i l vice Presidente della R epub blica, avrei potuto trovarlo al mercato di La Seo de Urge!, trenta chilometri a valle i n S pagna dove era andato a far spesa. Forse lo avevo inco ntrato ven endo in su alla s volta di qualche ponte. C'era i suo figli o. Era un ragazzotto sui dieci anni che era appars in piazza all'arrivo della mia macchina e che mi aveva seguito a rispettosa distanza, tirando ogni tanto su il moccio dal naso. Adesso s t ava sulh porta de l caff a c uriosare Da lui non s i potevano avere tro ppe informazioni da passare nel mio tac cuino di v i agg io Si chiamava Juan. Molto gentil mente poich avevo degli amici filatelici -si prest, prima che me ne scordassi, ad andare a comprare i francobolli di Andorra, {os sellos, all'ufficio della posta franc ese della Repubblica ; Repub blica sino a un certo punto e Principato sino a un certo punto, come tenne a spiegarrni1 il padrone del caff. 17

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Giorno d i festa a Salamanca. u qu to t ma i o Il e apevo for e pi di l ui. an che se l a mia cultura in propo ito era di data molto recente. ed era tutta attinta in un volume c h e mi pareva pi grand della t a R epubblica, comprato un'ora prima a La o de UrgeJ. dove era tato stampato. e che ad o mi tava aperto davanti sul tavolo di abete dd caff. ei primi c apitoli il libro r:lccontava di Carlo Magno, di Lodovico il Pio, dei Principi Caro lingi, di Papa Benedetto V [[ e persi no di Papa Agapito del quale confesso sentivo parlare per la prima volta. Andando avanti a sfo &liare onnacchioso le pa gine del libro sembrava cbe i Papi non av ero avuto da far altro che Jirmau bolle p e r Andorra, e i Re e j Conti di Francia e d i pagna editti. proclami, patti, ce ioni, tutto s2m pre a proposito di Andorra. La questione i com plicava nei secoli come certe cause per antich eredi t per le quali i va a tra l e pergamene am muffite degli archivi notarili per con tatare infine che da dividece ci solamente venti centesimi. Principato da un lato, dunque, sotto la sovranit del Ve covo di Urge!, che allora era l'eminenti imo don Juan Bellocb y 1 iv6 y Tuto, con tre cog no mi per un cosi platonico Princip to. e dalt'altro Repubblica sotto la protezione della rancia dove al lora il potere, molto meno olido nelle loro mani che in quelle dei miei ari andorrani allevatori di muli oscillava fra T ardieu Poincar. 18 Con un nome pomposo. tra Repubblica c Prin cipato rappresentati da due Vicari, stava i l Con igli<) Gener le d Ila Valle, composto da una v ntina d cittadini eh una volta Il' anno levano dall'arma dio un cappello a tricorno un pa trano alla postigliona di taglio settecent co, e. cosi e titi, van no al confine incontro al Vescovo Principe che fa la sua annuale vi ita di rito cavalcando na mula celta fra le' pii! pacifiche. l n te t a a l pic lo corteo si distinguono i due Vicari, che sono 11el med imo tf'mpo il i ndaco e il vice indaco -e. mai 'azi di ca ricbe ancb il Presidente c il vice Prt> ident della Repubblica e che, per distinguer i dai tri corni dei con iglieri, portano i n capo. c on un .orri o oddi fatto, feluc h e di p3noo verd con g!llloni dorati Il Ve covo Principe sprona la mula u per la salita, benedice all ingiro la valle osa. celebra la me a nella piccola cbie a. Applau i. grida inc santi di viva Andorra, viva il Principe e viva la R pubblica. trette di mano e baci all anello. Qu te cose le apevo; i l padron del c ff cbe mi i era rivelato alla seconda azzina per un dei Con iglieri dell a Valle -me le ria umeva ri cordando che la libert di Andorra ri aliva a Carlo Magno e cbe, venendo al pratico, dopo con s rvata in tatta per milleduecento anni li andor rani se la pagano in persona ver ando i l primo di ogni anno g6o franchi alla Francia 460 al Vesco vo Principe. In .:on1p n o la Francia non fa p gare i dazi e i incarica di ammini trar i ser vizi po tali e la pagna p rm tte l circo! zionc ddla moneta e chiude un occhio ui dazi di frontie ra. Questo non imp di ce che, inca ltiti ctmai nell'a bitudine del contrabbando, gli andorrani facciano pi contrabbando che po ono, pi che altro per amore dell'acl i a penava che il piccolo Juan torna e coi francobolli intanto nel caff t>ra entrato un a ltr o clien te, che aveva vita la mia macchina all'ombr a del campanile e che incuriosito era nuto dentro ai caff per v d re il fore iere. 'e r appoggiato >ti banco pulendosi le unghie con un temperino, e ascoltava. Finalmente mi domand r o i taliano. e quando ri po i di ebbe un sorri o Anche voi di e avete una piccola R pubblica. i. Pi piccola della vostra, credo. S confess ruomo dal wnperino cb si 1ivel come un altro Con igliere della a le -mo pi grandi di an Matino; ma in co mpenso signore, abbiamo molto meno abitanti. 1 mo j n tutto 453 r abitanti. Jeri e ravamo m a mani morto un cittadino a an Julian de oria. i ra aspettando di ora in era un p rto, che ti ta bil i ca la cifr normal e della popolazione. iamo iccoli ma abbi mo molti bi ogni. L neve le strade impraticabili. il che ien gi dai Pirenei ... La emigrazione invernale ci pon via i migliori uomini. Ba ta un giorno di mercato a La e o ! rgel per sfollare la Repubblica. on sono probl -mi emplici in un pae e che da un momento all'altro pu aver bisogno di chiamare alle armi i. suoi cittadini. In caso di guerra? o. L no tra repubblica in troppo buoni rapporti di v icinato con le nazioni confinanti per pensare a:ta gu rra. oi non abbiamo un e ercito: ma ogni cittadino d ve, a proprie sp e, avere a casa un fucile. magari da caccia, empre carico, per ch tutti i citta dini ono soldati vigili. pompi ri. guardie dell'ordine e guardie di icure2za. Le chia mate ono improvvise. Un mal i ente fugge ndo dalla raocia o dalla pagn,a, i rifugiato nel noero territor io? i chiamano per empio, Ru il caffettiere e Politar il merciaio due uomini d li te parrocchi perch ad Andorra r clu n'enti e l mobilitazione i fanno pet parrocbi e non per comuni e i ordina loro di catturar il bandito ... E se non ne hanno voglia? 1 on possono marcare v ita? ella capitale iamo ic n o abitanti, com presi i vecchi. i bambini e le dono e Ru el h i reumati mi e e Politar deve a iste;re la vacca che partorisce, ono tali co il sindaco le sa prima di comandarli i n ervizio, e pu age olmente sotit uirli. Il caff era finito e i poteva u eire p 2 r andar a visitare la vera e propria capitale. Preferii andar solo e a piedi, per veder le cose m glio. Si cammina coi ginoce,hi in bocca. La g nte del l go con ce l orci toie che ono per n pi ripide. Quando i ripr o fiato, e su un a ltipiano i ono ttraver ati di buon passo tre pic coli villaggi. ci i avvicina a un passante e i do manda per non bagliar i, la trada di Andorra la et/ a di Andorra la ecchia l a capitale avira Ci tocc tornM indietro. perch nella nostra pa eggiata i ra attraver ta la capit le enz ccorger en ed eravamo qua i giunti i n vista del confine france e. Com vevo fatto non riconoscere An dorra? C'era la torre. quella che era riprodotta an cb nei francobolli eh mi aveva portato il piccolo Juan, e c'era anch una piccola trattoria in piazza; dove c il mercato dei muli. Quella l era la capita le. con le ue brave vie acciottolate, ono lampadine per la illuminazione tradale normalment e ono nove ma una si fulminata i l giorno avanti. e avevano mandato La eo de Urgel per comprar n un 'altra --e i l pa l zzo. del Governo. la Casa della Valle, riprodotta anche Qtle ta ui francobolli cbe avevo in mano. Volete entrare? e non di turbo ... Ma non di turbav n uno: e in tultl 1 c i una picco! mancia avrebb lenito molt pi ghe.

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Tutto attorno al muro della casa pendevano gli an e lli per attaccare il giorno d e l consiglio i muli d z i consiglieri. Il mulo la cavalcatura nazio."nale di Andorra. Oltre i muli ci sono, nella Repubblica :;ei cavalli. un' automobile e due biciclette, una dell e quali da d c nna : ma l'usanza vuole ch e i consiglieri g iungano alle riu n ioni cavalcando il mulo. In fondo alla prima sala c sul muro, una vasta lavag n a. A che erve? A risolvere i problemi del bi lancio ? o Questo il palazzo del Governo, la sed e l Consiglio della Valle, la sede della Presi d e nza della Repubblica e dei Vicari ma anche il municipio e la scuola elementare. In una cos pic cola repubblica bisogna utilizzare lo spazio. Gli st e ssi banchi servono ai bambini per studiare l'abbicc e ai Con siglieri della Valle pe r discutere le leggi. Di fuori dalle finestre della scuoletta si vedeva sor g ere il picco azzurro dei duemilatrecento metri de l l' Anglar, la montagna pietrosa che sta nel cuore della Repubblica. In fondo alla parete dal lato opposto a quello della lavagna c'era un vecchio arma dio di noce, con sei serrature L'ornino che mi ac compagnava aveva un sorriso pieno di sussiego. Mi diceva a bassa voce : L dentro ci sono gli atti pubblici i docu menti storici della libert repubblicana, roba del t empo di Carlo Magno e di Papa Agapito. Non si poteva aprire. Le chiavi erano sei ciascu na in custodia a una persona differente. Sarebbe oc corso scomodare i sei sindaci dei sei villaggi che costituiscono la Repubblica per poter aprire il ge losissimo armadio : faccenda un po' comp l icata per ch era una bella mattinata di sole e almeno tre sindaci dove vano essere andati a far legna nel bosco. -Piuttosto, signore c da vedere la cucina. Era ormai mezzod, l'aria era fina, l'ora era buona l'invito era lusinghiero. Ma la cucina Wl spenta e non c era da mangiare che la del foco lare. Qui, del resto si fa cucina solamente nell e g randi occasioni nelle riunioni eccezionali d i g o -Contadino basco v rn o I Consiglieri della Valle arrivano col pa c -. chetto nella bisaccia del mulo, perch ad Andorra n o n si pu far spesa viveri per tanta gente. Il Pre s ident e della Repubb:ica, investendosi dei suoi pie n i poteri si affaccia alla finestra e chiama la pri ma cittadina che passa perch venga ad accender la legna del focolan e a far la cucina per tutti. Men trt? si discutono le leggi vien su un odorino di ar rosto che placa anche le discussioni pi tempestose. Si stura un caratello del famoso vino vecchio di An dorra quello riservato ai saggi quello riservato ai capi. Si scovano infin e certi grossi sigari, specialit andorrana che a portarne una dozzi n a in Spagna si paga una multa che basta per far vivere in mise tutta la vita. Si mang ia, si trinca si fuma. Sia detto con tutto il rispetto per le autorit di Andor. ra un comodo governare. Patriarcale, chiusa nelle proprie abitudini se polta fra le nevi sei mesi all'anno, ricca solamente di francobolli -ce n erano p e rsino da venti lire straordinari francobolli per lettere da un chilo tagliata fuori dal mondo, microscopica capitale che non aveva nemmeno cartoline illustrate Le ultime le abbiamo vendute in settembre, c non ci sono ancora arrivate quelle di primave ra. Ero stato imprudente e dovevo essere punito per ch non avevo scritro preavvisando del mio arrivo Non c era da mangiare, alla trattoria Carloma gno ,, L'oste divise con me il suo piatto di .riso, e con una passeggiata di un chilometro riusc a pro curarmi una costolettina di pecora, che giusto se ne era ammazzata una il giorno avanti cadendo da un dirupo. Frutta? i ente frutta. Se avessi scritto mi si ripeteva in tono di rimprovero la trattoria Carlomagno >l avrebbe mandato uno con mulo in Spagna a La Seo de Urgel per comprare e farmi trovare un po' di burro, un pezzettino di formag g io un paio di pere La trattoria sa organizzar s i s e la si in tempo; ma non pre nder e il padrone del (( Carlomagno ,, alla spr o vvi ta. La cosa pi importante che pot servirei fu llfla suo natina di fonografo, l'unico foncgrafo del paese, noto in tutta la Repubblica Andai a fare un telegramma, arrampicandomi agilmente per il senti e ro che porta all'uffic i o posta le, e contrattai lungamente con una vecchia impie gata che apparve dietro a un tramezzo polveroso facendo la calza. Essa non sapeva quanto costava a parola un telegramma per l'Italia e, dopo avermi invitato a sedere su una sedia di paglia, chiese ansio samente istruzioni al vicino posto telegrafico francese, attraverso a uno dei pi antichi apparecchi telegrafici del mondo. Quando fina l mente seppe il prezzo, la vecchia s ignora si decise a riaff acciarsi allo sp o rtello e ad accettare il telegramma. Per Roma? -S. La vecchietta sorrise. Essa pensava che non si mai campati abbastanza e che proprio vero che finch uno ha denti in bocca non sa quello che gli tocca ln tanti anni di servizio non aveva mai fatto un telegramma per l'Italia un t e legramma per Roma. So dov' Roma, s i gnore .. diceva la vec ch i a telegrafsta E quando qui c la neve e la bufera penso che all altro capo del filo c' il s ole, ma io non lo sento ... La mia linea appoggia a Saint Louis in un altra montagna, in mezzo ad altra ne ve, dove d inverno non vive altro che il fantasma di Orlando paladino ... Sono passati tanti anni da quel g iorno e da quel tel e gramma ma non credo che le cose siano molto cambiate nell'ufficio telegrafico di Ando.rra meno, forse la vecchia canuta telegrafista che nei suoi so gni vedeva Orlando paladino tagliare con la dur lindana pi fort e delle valanghe i rari pali dei fili d e l tel e grafo. ORIO VERGANI 19

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. La Scuola d i attori a Roma ia P iazza della Croce Rossa L 'ultimo saggi o al del '500 spagnolo Recitazione, reg a Un. Auto canto e danza S acra m e ntal e COME pu i nar i d irsi il gusto delle Passeggiate per Roma ? Partiamo verso l ind i rizzo indicato, e i nd i a poco a poco aniviamo in piazza della Croce Rossa. tm l uogo pe,:iferico della citt eppure in breve spazio ecco ra.cplti tre monumenti degni del nostro occhio senza contare la parte di mura Ser viane ch e compongono uno dei lati della piazza: la Porta Pia disegnata da Michela n gelo e che sulla cuspide reca una decorazione che non so perch mi rammenta l'i ns egna delle po te e telegrafi, i l Castro Pretorio, il Monumento al Fcr roviere che in vit embra piutto to i l Monumento al Minatore. Il nome moderno del Castro Pretorio Caserma 2!) del Macao. dal nome che i Gesu iti, gi proprietari di que t a ntica sede dei Pret6ri ani gli diedero in ricordo della loro pi fiorente missione in C i na. on meno d iverten te dell 'et imologia delle parole l etimologia dei monumenti . Che co a in questo luogo cj ramme nta la nostra infanzia? All angol d i piazza Croce Rossa e via Michel e Bianchi sorge una palazzina precedula da un piccolo propilo a quattro colonne, fiancheggia to a ua' volta da due grossi palmizi (poesia ge grafica: il tronco del palmizio somiglia alla pell e del coccodrillo) massimi abitatori del minu colo giardi no che circondi! la pala7.7.ina. e che 1.ma can -R Accademia d'Arte D r ammatica <J. ed c attuali', e purtroppo prcvvisoria, de:la R egia Accademia d'Arte Drammatica di Roqu e ta palazzina era in origine l'abitazione del ? natore Durante. tra il I 8go e i! l 9 r o fu il pi famoso chirurgo dell capitale. Ecco scoperta l a ragi c ne della nost r a << remini cenza d infanzia>>: qu e ta palazzina uno degli esemplari pi puri di quello stile << umbertino n che oggi igno ranti vorr!>bbero ridicoleggiare, e c he invece il c< decor o n d i una civilt gentile e compi u tissima. Entriamo. C' un'aria da legazione di Stato mi n ore. Tmpre ione i pirata dal vero. Sul pavimento mosa ico dell atrio. troviamo lo scudo sbarrato dalla croce bianca : ultimo segno la ciato daj le gati della Confederazione Elvetica i quali abitarono qu ta ca a dopo che il senatore Durante se ne fu andato a raggiungere nel mondo di l Ippo crate, Avicenna e abrizio d Acquapendente, e pri ma della tra formazione di que ta palazzina in << cuola di teatro .>>. Alla presenza di que to paci fico stemma, e dopo una breve sosta nella sal a d a petto, ilvio D'Amico, pre idenle. e pi che pre i dente: creatore della Regia Accadem ica d Ar te Drammatica ci accoglie con la sua provata cortesia. ulla tavola della sala d'aspetto aperto il qua d erno per le << firme di presenza dei. signori in e gnanti Si11mo felici di vedere c h e nel giorno del la no tra visita n
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Un allievo della R. Accademia d'Arte Drammatica si trucca. Un'allieva in una commedia di Goldoni. La stessa truccata da vecchia me9era 2 1

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Eser c i tazioni d i reg l a : angoscie di Wanda Capodaglio di Nera Grossi Carini, profe oressa di recitazione, e di Mario Pelosini che insegna dizione e retorica con una scienza e un" atten zione degne di un rtore antico; di Maria Labia la cantante stilatissima e qui insegnante di canto; di Rosa Mazzucchelli profe ore a di danza ; di Gino, Viotti, mae tro di trucco ; di Giuseppe Bellussi, in egnante di fonetica; di Virgilio Marchi professore di scenotecnica e di storia det co tume; di Va lentino Ammannato, mae tro di scherma Come si vede in que ta completa scuola di teatro drammatico oltre alle discipline proprie alla scena di prosa, s'in egnano pure il cantO', la danza all e allieve e la cherma agli allievi. Ma ci i con entir un appunto? Perch non rendere questa cuoia anche pi completa in egnando danza anche agli allievi e scherma anche alle allieve? Silvio D Amico quanto a s, presidente e direttore dell'Accademia il titolare della cattedra di Storia del Teatro. Dietro una tenda di velluto giallo, pendono nelle !ero guaine grige le ma chere antigas dei Signori Insegnanti >>; ui muri sono appese alcune stampe di scenografie del '700 ( tiepolismo >l della cencgrafia con scene sulla terra e scene nel cielo ) e. un ritratto di Carlo Goldoni, premiato dalla Accademia di Belle Ani di Venezia che molto fedelmente riproduce la faccia <l dell'arguto avvocato. Altro segno che ci riporta ai tempi della nostra infanzia : sotto la fine tra sono schierate le canne grige del termosifone ma in un angolo della :;ala d aspetto scopriamo la bocca rotonda del << calorifero >> (che al termosifone ci che il velocipede alla bicicletta ) che nei mesi d inverno mandava poco calore ma molto fumo, e un acre odore di carbone. L evocato inverno lo troviamo dipinto a fre co sul soffitto della sala adia cente adibita a sala di scherma e coperta di un elastico e sonoro pavimento i legno (e in quale altro modo si pu dipingere l'inverno, se non a fre sco>>?). L inverno, che qui figurato da un cavallo che cerca faticosamente la sua strada nella neve, sta in compagnia altre tre stagioni, ed uscito come pure le altre pitture parietali di questa palazzina, dal pennello dell'indi menticabile Sciuti, autore del famoso quadro Restaurati o Aerarii . Queste pitture completano il carattere umbertino >) della casa e ricordano le operistiche La leii'Arte.. fulclnella delle tre spose>> nella reg i a d i V i to Pandolfl. scene che girano sotto la cupola dell'ex Co tanzi. dipinte dal Brugnoli. 22

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Amor materno di Strindberg, regia dell'allievo G. Da Venez i a Un lustrante scalone marmoreo parte a doppia S dall atrio e conduce al primo piano il quale ricco di un vasto peristilio a colonne di marmo variegato. elle lunette che circondano, il tran quillo pennello dj Carlandi ha dipinto bu coliche vedute del Lazio. Pi di sessanta tra allievi e allieve frequentan e l'Accademia : parte imparando rega parte recita zione. Vengono a Roma da tutte le parti d Italia e sono dotati di una borsa di studi : una volta l'anno, e a spese della scuola fanno un viaggio di istruzione all'estero. in soli sei anni di attivit, l'Accademia ha gi dato. ris ultati molto brillanti. Registi diplomati dall'Accademia sono in giro per tutta Italia, e diri gono o stabilmente o saltuariamente varie Com pagnie Drammaticpe L'anno passato Wanda Fa bro, una de.lle migliori diplomate, ha messo in scena con profonda comprensione e delicatissimo senso di poesia Le ire sorelfe di Cecov in quella Eompagnia dell' Accdemia di cui non dimentichia mo la vita brillante ma effimera, e rimpiangiamo la scomparsa. Quest'anno Orazio Costa ha diretto con molta perizia Le case del vedouo, la prima com media scritta da Shaw e ora rappre sentata in Italia dalla Compagnia di Ermete Zacconi. Ettore Gian nini dirige la Compagnia di Evi Maltagliati, Bris soni stato chiamato a mettere in scena la Gazza ladra, nella prossima celebrazione rossiniana. Il gi citato Orazio Cesta ha messo in scena l'estate scor sa a Venezia IJ poeta fanatico di Goldoni con successo incontrastato Per attori e attrici, l'utiLit dell Accade m i a si di mostra in maniera anche pi palese, come a smen tire coloro che prima della sua fondazione asseri vano l'inutilit di un'Accademia d'Arte Dramma tica, perch l'arte non s'insegna, e a fare un attore basta la pratica del palcoscenico come al tempo dei <>. Continuamente bisogno di nuovi elementi, le Compagnie << rapiscono talvolta allievi e allieve prima ancora che abbiano il diploma, con grave dispiacere del Presidente e Direttore al quale rincresce che giovani attori par tano, immaturi ancora, verso la vita dell'arte. Saggi << interni >> danno prova ogni tanto del lavoro compiuto dalle varie classi, e una volta l'anno l'Accademia d un saggio pubblico. Quest'a nno, il saggio pubblico stato dato sulla scena del Quirino. stato rappresentato un Auto Sacramentale del 'so o spagnolo, tradotto in italiano e messo in scena, forse un po' troppo nello stile di Appia e di Gordon Craig, da Vito Pandolfi, allievo del secondo anno di rega. Per parte 5Ua, !"allievo regista Eugenio Salussoli ha messo in scena i! romanticissimo Don Giouanni Tenorio di Zorilla. I soli presso i quali l'Accademia di Arte Drammatica non goda buona fama, sono i suoi vicini di casa. el vicinato la chiamano la casa degli alie nati ''. A sentir ora piangere e ora ridere attraverso lP. finestre, urlare dalla passione o gorgheggiare d'a more, i bravi vicini si sono convinti che questa scuola di attori un asilo di mentecatti. La quale opinione confermata dal vedere nelle gior nate belle i mentecatti uscire sulla terrazza postet1iore della palazzina in costume da bagno, e de dicarsi, gambe divaricate e tronco piegato in pro fonde flessioni, agli esercizi di respirazione. Un giorno, la polizia venne a trovare il Presi dente. A udire tutte le. sere quella donna piangere con tanta disperazione, i vicini avevano dato l'albrme. Chi piangeva, era Giovanna d'Arco. QUINTILIO MAlO 23

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--k Dovunque, da/t At/antrco al l'Artico, dal Pacifico all'Indiano, n el M ed i terra neo, su 1 utti i fronti terre stri, le Forze dell'oppressione anqlo tjmericana e delfa barbarie comuni sta continuano ad incassare colpi. Non v abifit di conferenzwri c di propagandisti, p e rizia degli organi di stampa e della radio nel mascherare o capovolgere addirittura la realt. Malta perde ogni giomo di pi le maqlie della sua corazza. Il suo cielo io inintrrrottamente sconvolto dai bombardieri dell 'Asse, che seminano la distruzione e il terrore nella forttzza isolata. La potenza inglese nel Mediterraneo. gi profondamente col pita in due anni di guerra ita l ia na, regtstra un'altra gravis ima per dita, f or e la pi grave, ai fni della pr osecuzione defla guerra, la quale non potr pi certo assumere un carattere offmsivo in questo settore. Gti affondamenti nell Ar.'ar. tico raggiungono cifre altissime: ollrl! un milione e :;oo mila tonnellate di prezioso naviglio sono colare a pic co. in breve spazio di c,empo, ad o pera dci mar i nai italiani e tedeschi. Sul Fronte Orient(lle pur non es sendo:;i ancora iniziata {a nuova offensiva. i bolscevichi hanno dovuto abbandonare alcune localit, sotto la pressione delle armi germaniche. L offensiva invernale di tal i n strom bazzata dai microfoni sovietici ed anglo-americani. cede fatalmente il passo alla ritirata. Nell'Asia Orientale le forze del Tenno proseguono, in Birmania un(l lotta dara, coronata da successi, a vicinandosi sempre pi alfe vere por te deftlndia, mentre l'aviazione e la flotta fanno una ecatombe di navi nemiche fungo la costa e in tomo alla gi flagellata Ceylon. --k L Albania ha celebrato, nel clima ardente delta vittoriosa e defin ti va lotta contro i nemici dell'Euro pa il terzo anniversario della sua in dipendenza. Liberam eme entrato a far parte defla comt.m ir imperiale di Roma, il forte popolo albanese ha ri nverdito in questi Ire anni le antiche tradizioni ed ha realizzato le sue legiuime aspirazioni territorial i, ponendo l e basi di un luminoso av v enire Anche il risorto R eqno di Cro,:zia ha celebrato il suo primo anno di vira indipendente -in piena fra ternit d armi e di propositi con le Pot enze dell Asse anno clurant.! il quale Ante Pavelic ha creato per il stto Paese una sta tale, amministrativa e militare. --k Si svolto, a Venezia, il pr imo convegno dell'Unione tra l e Associazioni ed i Sindacati nazionali dei giornalisti. Erano presemi i rappre sentanti delf'ltalia, della Germania del Giappone, della Spagna, di tutti i Paesi aderenti al Tripartito e di altre Nazioni ancora. Il Duce al quale il Direttorio de l'Unione aveva inviato un mes saggio ha risposto uacciando l strada che il giornalismo dovr per correre tenacement e fino alfa mta H Sono sicuro Egli ha detto che le Vostre decisioni saranno all'al tezza del grande momento storico che i popoli del Tripartilo vivono, m e ntre le armi dei loro eserciti sono tese alfa conquista della Vittoria. L a zione del giornalismo sempre importante, ma lo soprattutto nelle epoche dinamiche quando un vec chio mondo tramonta ed uno nuovo sorge)). l trecento giornalisti riuniti in un solenne atto di Fede, hanno ascol tato con fierezza la lettura delle pa role del Duce, e, nel corso dei lavori attrav e rso /'enunciazione dei princi pi fondamentali della propria mis sione e fa documentazione delle m enzogne e dei tradimenti perpetra ti ai danni di tanti popoli dalla stampa nemica asservita ai foschi inte ressi demo massonico-giudaici han no dimostrato quale tempra abbia i l giornalista, per assolv ere degnamen te in qualsiasi momento ed in qual siasi contingenza il suo compito, ispirandosi sempre a( vero ed all o nesto come e prima di Wllo a i pit alti ideali della giustizia c d e lla ci vilt. Il Vice Segretario del P. .F. Ravctsio ha pronunciato un serrato di scorso su: fa missione rivoluzionaria del giornalista l). l l Capo delta Stampa de{ Reich, Dietrich, ha tra smesso il saluto del Fiihrer al Con vegno che stato chiuso dal Mini stro della Cultura Popolare Pavofi ni. con una felicissima rassegna del le luminose caratteristi< ; he del gior nalismo del Tripartito. f&dele inter prete delle necessit dell e aspirazio ni e d eUa volont di vita dei popoli. Nel secondo anno di guerra la Fiera di Milano, ha aperto i suoi battenti a testimoniare /' inesauribi le sforzo produuivo do[/' ltalia. Poich le cifre parlano i l pi efo quente linguaggio, ba ti dire che l'imponente manifestazi Q ne dl'/ lavo ro ha raccolto oltre ; mila espo itori, di cui mille stranieri .. L 'Altezza Reale il Principe di Piemonte ha assunto il Comando del Gruppo di Armate dell'l t alia CentroM eridionafe ed Insulare. Adunata lascista a Venezia, per il rapporto del M i nistro Segretario del Par tito 24 . .... .;:.:.: .... ;. 11 popolo italiano, che Lo ricor da a capo delle Armate d e l Front e Ovest. Lo accompagna con la sua devota simpatia n el/'adempim r'ltO dc( Suo nuovo, alt i ssimo compilo. Ti Natale di Roma e la Festa d el Lavoro sono stati celebrati n el pieno fervore di tutte le attivit pro duttri ci della azione, tese alTo scopo supremo d e lla Vittoria. In tutte le Provincie oratori mu tilati, combatumi, squadristi volon tari di guerra e d ecora ti al va lore, hanno parlato agli o p erai e d illu strato l'affermazione del Duce secondo la quale questa nostra guerra va defin i ta come la lotta d e l cc san gue onrro l' o ro )) efla r ico rrenza sono stMi con segnari i distintivi di onore ai muti lati del lavoro fe decorazioni ai ca valieri del lavoro ed i certificati di pens io ne ai lavoratori vecchi e inva lidi. Visitatrici fasciste si sono recate presso l e famiglie dei combattenti p er portare loro l'espressione del premu roso interes amento de[ Partito. In Campidoglio. ha avuto luogo i l solenne conferimento del Premio M ussolini )> dell'Accademia d I talia. Il disc;orso che il Fiilm! r ha pr o nunciato, domenica 2 6 aprile, n e lla storica aula d [ Reichswg ha avuto in Italia una immediata risonanza. Il apo del Terzo R e ich n e ll'e saltare le forze costruttive della gio vane Europa nel sottolineare /' esperi enza e fa pre parazione degli eserc ti alleati per il grande urto sul fron te orientale ha messo in rilievo co me la lotta contro il bolsceuismo sia stata iniziata nel mondo dal Fas cismo e come il Fascismo l'abbia so stenuta all e origini non con le baio nelle ma con l e sue nuove idee cotrutt i e. F. naturale che oggi il Fascismo si trovi associato con il aziorwl socialismo e con tulte l e altre vive e sane correnti nazionali del rinnovamento europeo n e lla guerra risolut i va contro il comunismo, divenuto un mostruoso sistema militare at trezzato per imporre ai popoli con la viol nza dei carri armati e d e i cannoni quella riuoluzione r ossa che rappres enta un ritorno alla barbarie alfa di Dio e d e lla ci ilr. Il Fiihrer ha avuto parole di vivo riconoscimento per l e truppe alleate dCii finlandesi agli spagnoli nel set tore del nord, dall e Divisioni ita li a ne alle formazioni slovacche, ro m e ne e unghe resi n e l sud. Tra vivissime acclamazioni, Hi tler sotto/in ando il contributo dci s? ldati italiani, ha dichiaralo che l e D ivisioni dell'Italia fascista, malgra do il freddo inte nsiss imo, partic;o larmente duro p e r esse, hanno fatto fallire tut l i gli attacchi sovietici. H a esaltato pure il contributo delfa cac cia italiana che ha inflirt-J al nemi c o f)erdite gravissime. Sul fronte dell'Est ha detto il Fiihrer si decid er la guerra. Il co l osso bolscevico verr abbattuto finch cadr in frantumi. In questa grande guerra qincer la verit e la verir dalia nostra parte. FRECCIA NERA

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"k La notizia della istituzione di rapporti fra il Giappone e la Santa Sede ha suscitato grande interesse nei circoli politici e nella stampa spa gnoli. La sorte dei cattolici dei ter n'tori asiatici conquistati dai giappo nesi aveva attirato /'attenzione de gli spagnoli i quali non dimenticano d'essere stati loro a introdurre il verbo di Cristo fra i pagani delle Fi lippine. Milioni di cattolici abitano quelle terre ora in possesso dei nipponici. apparso perci pi che na wrale, senz altro opportuno, che in tali condizioni il Giappone volesse istituire un suo rappresentante pres so il Santo Padre. Tn questa occasione la stampa spa gnola ha ricordato come nel 1919 la Santa Sede istitu una sua Delegazione Apostolica in Giappone. Fir1 da allora a si pens di nomi nare una rappresentanza presso il Vaticano, ma la cosa per molteplici ragioni -non ebbe seguito Comunque la Delegazione Aposto fica inizi e prosegu nel suo lavoro. giovandosi anche della liberalit di mostrata verso di essa, come verso i cattolici tutti, dal Governo di Tokio. T tempi ora, profondamente mu tati, erano maturi. Tl Gicppone ha compreso che la diffusionJ del cat tolicesimo non pu in nulla incidere su quella che l'essenza dello spiri to patriottico che anima il pC>pC1lo giapponese e che la base della sua formazione morale. Cos il verificar si di numerosissime conversioni. il formarsi del nucleo di clero no con gerarchie provenienti dal cle ro stesso, non sono stati visti sfavo revolmente. Ora poi, con l'acquisto di una numerosissima sudditanza ca t tolica, T.okio ha pensato di rompere gli indugi e da parte vaticana si accolta la proposta con comprensi bile favore L'avvenimento di gran de importanza. perch la prima volta che il Vaticano accetta di avere rapporti diretti con uno Stato non cristiano. Si apre quindi una nuova pagina nella storia della Chiesa di Roma. Ci prova per come il prin cipio che la Chiesa universale di Cri sto non straniera in nessun paese, ma indigena dappertutto, si ancora una volta brillantemente affermato. "k Il pi vasto scambio di diplo matici che si sia verificato durante questa guerra in preparazione, con la mediazione del Ministero degli Affari Esteri spagnolo. Esso ha luo go fra i paesi dell'Asse e quelli delle Americhe. l rappresentanti diploma tici da scambiare sono circa mille, di cui quattrocento appartenenti agli Stati americani si trovano in Euro pa, mentre, seicento europei sono rac colti in vari porti americani. Lo scambio avr luogo a Lisbona, dove i dip1omatici americani arriveranno con w1 treno specia!e, mentr11 CJi rup presentanti dell'Italia e dellu Germe mania verr messo a disposizione un vapore speciale, all 'uopo noleggiato. che li porter fino alla capitale del Portogallo. "k Il Ministro degli Esteri Serrano Suner ha fatto delle dichiarazioni al corrispondente madrileno del Berlingske Tidende di Copenaghen che hanno aJuta larga eco sia in Spagna che nei Paesi scandinavi. Il ministro ha incominciato con l'abbordare l'argomento russo e la partecipazion e spagnola all attuale guerra. Il pro blema pi urgente, nell'interess e di tutti di salvare il mondo dalla bol scevizzazione, egli ha detto. Ha poi ricordato le parole del Generalissim o Franco a Si vi glia: se il baluardo tedesco non potesse contenere il tremendo pericolo russo la Spagna /'a iuterebbe con un milione di uomini )) Ha espresso tristezza p e r i Pae si sudamericani, pronti ad assumere atteggiamenti che sono la negazione degli icfea(i de( mondo ispanico e soddisfazione per l'atteggiament o dell Argentina e del Cile i quali di mostrano di rendersi conto del signi ficato della lotta e che si sono monte nuti fuori dal circolo degli Sta t i con trollati dafla Russia. Ha infine accennato alla crisi francese, ricordan do che vi sono state cattive relazioni per molti anni fra i due Paesi spe cidlmente durante -la guerra civile di Spagna, relazioni che sono state mi gliorate dopo la sconfitta francese. n Ministro ha concluso dicendo che la politica della Spagna nota a tutti e che sarebbe i m p ossi bile mantenere la neutralit in una gu erra in cui. da una parte combattono i Paesi amici e dall altra Paesi che si sono dimostrati nemici; la Spagna riposa su medesime ideologie che le potenze dell'Asse e molti altri legami la uni scono ad esse. Questa conferma cos chiara degli atteggiamenti della Spagna nel pre sente conflitto, atteggiamenti che del le volte la propaganda nemica ha ten denziosamente voluto m e ttere in dub bio, ha naturalmente suscita t o interesse in Europa, mentre stata igno rata dalla stampa anglo americana. "k Fra le provvidenze prese dal re qime a favore delle classi intellettuai vanno segnalate quelle che si rife riscono ai giornalisti. Il Sindacato Nazionale della Stampa spagnola, in fatti ha deciso di concedere una pen sione ai giornalisti settantenni. La notizia stata accolta con grande compiacimento dalla categoria inte ressata. "k La stampa spagnola ha dedica to largo spazio al convegno degli stu denti combattenti radunatisi a Dresda, di cui si rilevata tutta l'im portanza. Notevoli alcuni commenti. L A.B.C. ha esaltato in una sua bre ve nota pubblicata in grande eviden za lo scopo della lotta antib o lscevica dicendo, fra /'altro: Nessuno megl:o della giovent che studia e com batte pu spiegare quello che questa ora e questa battaglia vogliono dir e per l'Europa)). Dal canto suo Arriba in un articolo di fondo ha detto: c< La conseguenza di questo primo contatto di studenti, futuri dirigen ti dei rispettivi Paesi, r che si sono riuniti in un doppio vincolo di comune attivit scientifica e una fra ternit di armi che permetter alla vecchia terra europea di presentarsi come un solido blocco di fronte alle manovre estranee al suo spirito )) Il giornale concludeva sottolineando il significato della presenza degli stu d enti spagnoli della Divisione Az zurra. che rappresentano i camerati che in tutti i campi di attivit lot tano per dare alla giovent il conce t to esatto del mondo. "k La notizia della costituzione del nuovo Governo francese sotto la presidenza di LaLial ha suscitato in te;esse ed stata accolta con favore dalla stampa spagnola, che per si mantenuta piuttosto sobria nei commenti. L' A.B.C. in una nota redazionale dopo aver rilevato la /on ganimit tedesca verso la Francia ag giungeva: <
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LA CITT DEGLI STUDI CINEMATOGRAFICI NELLA CINECITT -SCOPI E FUNZIONI DEL ucENTRO SPERIMENTALE" l FILM GIRATI NEGLI STABILIMENTI DELLA SCUOLA UNA citt moderna non sar mai degna del nome finch non avr la sua scuola, il suo centro accade mico, la sua citt universitaria nella citt. La citt cinematografica del Quadraro ba ora la 11ua scuola. il Centro Sperimentale di Cinematografia>> a due o trecento metri dal pomerio del nucleo industriale e pro> della celluloide non scender mai sul votro capo. Ampia, luminosa. comoda, attrezzata come nes suna scuola cinematografica in Europa e for e nel mondo. questa Accademia di Studi Cinematogra fici ci fa veramente onore. Tutto fresco. lucido. appropri to: gli uffici della Direzione, la biblioteca, la redazione della rivi ta < 5 di Cinecitt credo che sia questo il pj spazioso che esiste in Italia. Dal pllnto di vista poi delle manovre che la macchina da presa in.. grado di compiervi, cer

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tam e nte non vi di meglio, non solo in Ital ia, ma in Europa. Sono 50 metri per 25 per I 6 Per una scuola anche troppo grande se il program nia di lavoro dell'Accademia non comprendesse la produzione di film da girarsi con complessi sional i eventualmente integrati da elementi del Centro e capitanati dai nostri cinfasti pi bravi e pi seri. Accanto al grande teatro ce n uno pi pic colo per gli di ambizioni pi limitate. E tutt'intorno alla scuola 40 mila mq. di pro priet della scuo l a stessa da servire all'occorrenza per le riprese di esterni E speriamo che esse siano s e mpre pi abbondanti, affinch t giovani non di ment i ch ino e le occasioni d i dimenticare c c n tutte le diavolerie tecniche e i surrogat i del cin e ma di oggi, non che l aria pura fa bene an che al c i nema. Uno d e g l i aspetti pi intere anti della politica d i espansione e d i riconquista dell ant ica preminen z. del no tro cinema indubbiamente l' educazion e cinematografica delle nuove generazioni. C' bisogno di dido? Anche in que to campo pi pru dente fidar i d e i giovani che dei vecchi. Spe so si e agera contro i vecchi pesso essi hanno fatto e f a nno bene e alcuni di es i sono sulla strada d i fare ancor meglio in avvenire, ma noi siamo di quelli che pensano s i a legge, necessit, fata l it na t utale c he i l molto che i vecchi possono fare varr sempre meno anche del poco che potranno fare i giovan i E intanto mettiamoli in condizione di fare di pi. A questo spir i to ha ubbidito la creazione del nostro Ce ntro di tudi cinematografici L Accademia sorge i n prossimit degli studi di Cinecitt il che offre agli studenti l e migliori po ibi l i t di esperienze e os ervazioni pratiche e ai capi e veterani del no -lro ma i m o centro d i ptoduzione la pC>ssibili t d i tastare il po l so delle nuove generazioni, di capire que l che esse vogliono, come sentono, dove vogUo no arr i vare di avvicinarsi agli stati d'animo e alle reazioni della nuova giovent e di ricavare da un e sperienza cos diretta e preziosa e dentro i l proprio territorio il materiale psicologico sentimentale, in tellettuale che il nostro c i nema dovr r i elaborare se vorr cinema di questo tempo. Ricordo alcune dichiarazioni fatte, tempo fa, da un pezzo grosso deli 'UFA, quando era i n progetto la crea z i one presso i grandi stabi l imenti di quella societa, di un' Accademia del cinema simile alla nostra : Pensate che fortuna avere a due passi dai nostri stabilimenti il futuro stato maggiore del cinema te desco. I giovani hanno bisogno di esperienza e noi di esperienze gliene offriremo quanto ne vor ranno oi abbiamo bisogno di vita e di sponta neit ed essi ce ne daranno abbastanza e che Iddio aiuti il nostro cinema a riprendere l'antico splen dore>>. E cos ia anche per noi. Ma oltre a un programma cos ambizioso e a lun ga scadenza. il Centro ne ha un altro p i immediato e t e cnico. Il Centro. come tutte le scuole, non ha nel suo programma la fabbricazione dei genii, e ca o mai pu a pirare oltanto a farli rivelare a se te i ma di rendere sistematico lo studio della tecn ica cinematografica di quella tecnica di cui in definitiva nemmeno lo stesso genio non pu far e a meno. E il "inematografo, scriveva tempo fa Lui gi Chiarini direttore del Centro, <>. E, Una lezione d i recit a zione a l C. S. C i n altra
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L'aula della danza Parti co l are della s ala da pra nzo ANT ONIO CIAMPI Redattore capo-re sponsabile gn Lfica .riconoscere i limiti della propria h1nzion c e, appunto per qu sto comprendere la sostanza di tante altre funzioni, concretizzare sapientemente i l tutto nella pecilica forma della propria personal i t produttrice vibrare all unisono con altre individua lit creatrici e, nello stesso tempo saper distinguer nella degli elementi che concorrono alla creazione di una individualizzata opera d arte -la particolare natura, l'individuale volto di eia cun elemento. 11 lavoro multanime e armo nioso che produce un film cos una tipica rea lt spirituale. Assunzione consapevole, volenterosa creatrice, nello spirito di eia cun collaboratore, di una realt che visibilmente valica i confini dell in dividuo, in quanto si identifica con la concr tezza di un trascendentale valore >>. Le cinque branche fondamenta l i dell insegna mento ono 1 : Recitazione (attori e attrici): 2 : Ott ica (tecnici della ripresa ottica ); 3 : Fonica (t e cnic i della ripresa sonora ); 4 : Sce n a tecnica (scenografi, ccstumisti, arredatori, trucca tori, modelli ti ); 5 : Organizzazione (/el/a produzi o n e (direttori, ispettori e segretari di produzione All o scopo di raccogliere le cinque branche e con cluderle nella pratica collettiv della lavorazione si agg iunto un cor o di Realizzazione artistica d e l film, tenuto da un regista di professione. Manca, come si vede, una branca specifica di Regia, che in vece esisteva prima del pi recente ordinamento de l cc Centro n. Ma l'e perienza aveva dimostrato come fosse pericoloso investire i giovani allievi in una specificazione a priori, troppo impegnativa per e si. La Regia il culmine e in certo senso, la o.mma delle varie attivit creative che concorrono alla rea l i zzazione dell opera cinematografica e que to ver tice non pu raggi ungersi se non si ha la << graz i a ,, i l m i t eri o dono del cielo che nessun Accad m i a pu e l argire come nessun Accademia pu nomina poeti e pittori o cultori. Ma, lo ripetiamo, se non pu creare i genii, la scuo l a pi a i utare a rivelarsi a se tessi prima che agli altri. E cosi a quei giovani evidentemente cc dotati il Centro offr ir i mezzi e le conoscenze per la loro formazione. Ad essi viene impartito un insegnamento specifico cos che ultimati i corsi biennali della loro branca e su perati gli esami di maturit, pc ano tentare anche il vertice ambito, come aiuti e assistenti registi Un esame pi particolareggia o delle materie d insegnamento delle varie branche d una chtara idea della sistematicit, razionalit e positivit dei criteri di studio del 11 Centro>>. Per la branca di recitazione: dizione razionale e graduale linguisti ca, fonica pratica (al microfono solfeggio, edu cazione fisica, danza (per le attrici ) teoria dell'at tore cinematografico m i mica ed e spressione reci tazione c i nematografica truccatura. cultura gen e rale. Per l'ottica: teoria pecifica della materia pra tica della ripresa, illuminazione. sensitometria fo tografia, fonica (attine n te alla ripresa ) truccatura cultura generale. Per la foniw: teoria e pratica de:Ja materia. Per la sce notecnica: scenografia, scenotecni Cl costruttiva co tume, arredamento costruzione e applicazione dei modellini, fonica e ottica (at tinenti alle costruzioni), c u l tura arti tica e specifica truccatura cultura generale. Per l organizzazion e delfa produzione: teoria e pratica d e ll'organizza zione cin e matografica, legislazione cinematografica, costi e materiali funzionamento del controllo e dell amministrazione, computisteria. stenografia, cultura artistica e cultura generale, ceneggiatura, lingue estere (inglese e tede co ) Il Centro n frequentato anche da allievi stra nieri (uditori ) e fra essi vi s eno anche degli spa gnuoli, e negli stabilimenti del l< Centro sappiamo che la soc i et produttrice di un film ita l o spagnuolo ha intenzione di girare la sua pellicola: stabili menti come s detto aggiornatiss i mi e che sono stati gi collaudati con successo. Quattro film. d i cui tre gi proiettati al pubblico e tutti e t re tecn i camente ineccepibil i sono gi stati girati negli l< Studi del Centro : LA peccatrice che dir e s e i l povero Palermi, Beatrice Cenci diretto da Bri gnone Teresa Venerd da De Sica e Via delle Cin que. lune dal Direttore del l< Centro l> Luigi Chia rini Sono tati girati parzialmente negli stessi tudi Ore nove lezion e di chimica, Sissignora, Giorno di festa, Tre ragazze viennesi Fedora, La Gorgona, Le due orfanelle, Le vie del cuore SANDRO DE FEO S A ALDO GARZANTI Editrice-proprietari"

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.. B lll\l c o DI RoM 1l BANCA DI INTERESSE NAZIONALE SOCIETA ANONIMA CAPITALE E RISERVA LIT. 361.000.000 SEDE SOCIALE E DIREZTONE CENTHALE IN ROMA ANNO DI FONDAZIONE 1880 212 FILIALl IN ITALIA, NELL'EGEO, NELL'AFRICA ITALIANA ED ALL'ESTERO la piccola d al grande effetto contro l e malattio ra TUTTE I.E OPE RllZ I Ol\li DI Blll\lCll ..lr PER PUBBLICIT SU LEGIONI E FALANGI MILANO PALAZZO DELLA BORSA E SUE SUCCURSALI I N ITALIA E ALL' ESTERC . RIVOLGERSI ALLA CONCESSIONARIA ESCLUSIVA Ul\iOl\lE PUB BLI C IT 11' IT1lLI1ll\l1l FRANCO VELLANI-DIONISI ha limpidamente esposto i drammatici sviluppi e la pacifica soluzione del secolare problema trans ilvano in un'ampia e compiuta trattazione, scrupolosamente documen tata e ricca di una preziosa bibliografia: Il SECONDO ARBITRATO DI. VIENNA I n quest'opera il Vellani Dionisi, esaminando l'evoluzione dei fattori romeni e unghe resi nella storia politica della Transilvania, offre allo studioso e al profano la possi bilit di valutare, alla luce di documenti ino ppugnabili, la importanza di quell'arbi trato di Vienna del 1940 nel quale l'Italia e la Germania ebbero l'autorit di deci dere non soltanto della sorte della popolazione ciscarpatica, ma di quella di due medie potenze, oggi nostre alleate. COLLANA IL NOS TRO TEMPO .. L. 25 netto ALDO CARZANT i l EDITORE La storica v!lla del Belvedere dove st concluse il regolamento.

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