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Legioni e falangi : rivista d'Italia e di Spagna

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Material Information

Title:
Legioni e falangi : rivista d'Italia e di Spagna
Physical Description:
Serial
Language:
Italian
Publisher:
Aldo Garzanti editore
Place of Publication:
Milano
Publication Date:
Frequency:
monthly
regular
Edition:
Ed. italiana.

Subjects

Subjects / Keywords:
Fascism -- Periodicals -- Italy   ( lcsh )
Fascism -- Periodicals -- Italy   ( lcsh )
Fascism -- Periodicals -- Spain   ( lcsh )
History -- Periodicals -- Italy -- 1922-1945   ( lcsh )
History -- Periodicals -- Spain -- 1939-1975   ( lcsh )
Genre:
periodical   ( marcgt )
serial   ( sobekcm )

Record Information

Source Institution:
University of South Florida Library
Holding Location:
University of South Florida
Rights Management:
All applicable rights reserved by the source institution and holding location.
Resource Identifier:
usfldc doi - L17-00020
usfldc handle - l17.20
System ID:
SFS0024298:00020


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Full Text

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l GIUGNO 19ft2-XX ROMA -ANNO Il -N. 8 SPED. IN ABB. POST. GRUPPO In

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editore C A R L O CESARI STORIA DE GAS 11 primo r iass nto della storia dell'it1pustria del gas illuminante dalle origini alle m o derne applicaz i oni. Raali zzala in uno stile piano e p i acevo l e, q esta limpida esposizi one val e inoltre ad i llust are il contributo del genio ita liarto all o s v ilu p po d i una delle pi impor anti manifestazioni del progresso umano. Co 28 tavole L. 1 & neHo Colfana c Stelfe dell'Or a cura d L. Sal v ini e B Sanminiatelfi, sotto gli auspici dell' lslilulo per le Relazioni Culturali con l'Es/er o POETI CROATI MODERNI a cur a d i lUIGI SAL V I NI I n voi m c pcima an ologia d i croati modern i sono rappresen ati, con 135 li r iche, ben 60 poeti : i pi sign i f icat ivi della oder a l irica croata, da Antun Gtlstav Matos a Vinko Kos. L'antolog i a preceduta da una esa riente e sinte t ica esposizione de ll e origini e deg l i svilupp i d i questa interessantiss ima po esia. L. 15 netto TARAS SCEVCENKO LIRICHE UCRAINE Versione, prefazione e note di M/ado Upovetzka -Adatramenlo italiano di Cesare M eano le pi bel l e lir i che di colu i che i critici dei i 'O t ocento non es i taron o a d efinire il p r imo grande poeta di una nuova l etteratura slava. La prefazione d i Mlada Lipo vetz k a mi rabilmente l umeggia l o figura di questo poela che cant l'am ore, la v er it, la bont, e la cosa pi bella del mondo: l'amore del fratello. L. 12 neHo ella Collezione sono usciti, oltre ai POETI CROATI M ODERNI : NARRATORI BULGARI a cura d Luigi Salvini L 12 NARRATORI EGIZIANI a cura d i Francesco Gabriel L 12 netto SCRITTORI DI GUfRRA SPAG OLI a cura d Gil berto Beccari L 12 neHo . C.CLSARI

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editore ELVIRA PETRUCCELLI LA FEBBRE [)El l'IMPOSSIBILE, ROMANZO L. 20 netto Un grande romanzo psicologico, al centro de l quale una giovane donna sensibiiissima, in quieta, appassionata, che vive la sua dramma tica vita tra personaggi nat i per amare e per soffrire, tormentata dalla febbre dell'impossibile, dal desiderio di evadere dal grigiore quoti d ian o, condannata al sogno di una felicit che non si pu raggiungere. T. GALLARATI SCOT T I UN PAsso NELLA NOTTE ROMANZO L. 20 netto La storia di un commediografo ricco di successi ma incapace di leggere nel proprio animo fino a quando un passo udito nella notte -un suono dell'anima non lo porter alla scoperta di q uella grande legge d'amore che sopra tutte le caduche leggi degl i uomini Un'opera d i poe s i a e di ver i t, di ammaestramento e di conforto. ' OR l O V ERGA N l UN GIORNO DELlA VITA ROMANZO L. 18 netto Dall'incontro fortuito di una donna bella e gio vane con un collegiale undicenne durante un viaggio da Milano a un paesino della Toscana prende le mosse questa delicata e luminosa vi cenda, il cui dramma si risolve, attraverso il con tatto di due mondi apparentemente estrane i e lontani, in un'atmosfera di commosa dolcezza. G IUSEPPE MA ROTTA MEZZO MILIARDO ROMANZO L 20 netto Giuseppe Marotta, come tutti i veri umoristi, anche e soprattutto un poeta, e poeticamente rappresenta, ironico e tuttavia intimamente in dulgente, le vicende, tutt'altro che comiche in sostanza, d i un uomo troppo ricco. In q uest o ro manzo ga i o, cordiale e pur pensoso, il Marotta 1 m!Q'ioc. ALESSANDRO SARDI VERSO LA LUCE ROMANZO L 22 netto Questo romanzo prende, nel momento attuale, un posto d i alto rilievo nella nostra letteratura narrativa, come luminosa raffiguraz i one di quel mondo dell'Asia orientale che va apprestando la sua nuova struttura e, in pari tempo, come dia gnosi riuscitissima di quella corrosiva tabe, che andata consumando la f ibra delle plu t ocrazie fino al loro irreparab ile tramonto. ( Il Messaggero, LNOVITA <> ROSSA

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bellezze d'Italia ENTI PROVINCIA.Ll ti PER IL TURISMO

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Tutte le produzioni motoristiche terrestri marittime aere Automobili Veicoli industriali Diesel. a g a -sogeno, a metano. elettrici Autoveicoli militari Trattrici agricole Autotreni Dies 1 automotrici locomotori elettrici vetture e carri ferroviari Tram e filobus Grandi motori Diesel per navi e fissi Aviazione: motori e apparecchi Macchine utensili Frigoriferi Siderurga Metallurgia

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: EDIZIONE ITALIANA RIVISTA D'ITALIA E DI SPAGNA ESCE I L PRIMO DI OGNI M E SE Dirett ore : G IUSEPPE LOMBRASSA SOMMARIO NUMERO 8 ANNO Il GIOVANNI ANSALDO Il parere della Regina Vittoria. G G NAPOLITANO Lisbona 1942. FRANCESCO PICCOLO Itinerari di Spagna. VITTORIO G R OSSI Naso blu. NINO RUGGERI Un antropologo tra gli indiani. BARTOLOME BARBA L a morte di Don C hisciotte. OU'NTILIO MAlO Maschere e scene. SANDRO DE FEO Voci dello schermo FR&CCIA NERA 30 giorni a R o ma. V ICE 30 giorni a Madrid. OGNI fASCICOLO COSTA LIRE DUE UN N U MERO ARRETRATO LIRE TRE D I REZ IONE E REDAZIONE: Roma -Barberini, 52 -Telefono 45548--------AMMI N ISTRAZIONE: S A ALDO GARZANTI Via P alermo, l O -Milano Telefoni: 17754 -17755 PUBBLICIT : per le inserzioni rivolgersi alla concessionaria esclusiva Union e Pubb lic il Italiana S. A Milano P a lazzo dell a B orsa -Te!.: 12451 2 -3 -4 ABBONAMENTI Italia, Impero e A l bonio e presso gli uflici postoli o mezzo del < Servizio lnternozionele Scambio Giornell, in Francio, Germenia, Belgio, Svizzera, Ungheria, Slovocchlo, Romonio, Olondo, Donimorco, Svezia, Norvegia, finlondio: Anno L. 22 Altri Paesi: Anno L. 32 C / C N. 3 (16.000 Gli abbonamenti si ricevono presso la S. A AlDO GARZANTI ED l M i lo no Vio folermo 10. Ga ll eria Vitto rio Emanuele 66/68, presso le sue Agenzie in tutti i capoluoghi di provincia e presso l principali librai Per i cambi d 'indirizzo invio r e una f ascetta e uno l iro. Gli obbonomenli decorrono do ogni mese Per tuili gli orlicoli, fotografie e disegni pubblicati riservato lo pro prielll artistico e lellerorio secondo l e legg i e l tro lloti inlernozionoli. Stampato in ltollo A Sallsburgo, l'incontro t r a i due Capi dell 'Asse. In copertina : Bersaglier i sul fronte della Marmar lca.

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La polizia di Roosevelt disperde con ga s lac rim ogeni gli ope r a i c.he hanno sci operato per ottene r e un aumento del. salari LA voce di Vittoria, lmperatrix Regina -quella voc e un po' agra e puntuta di cui ci parlano tutti i diarii ingle i -i faceva ntire con particolare vigore nelle mattinate della primavera del 1878, quando Lord Beaconsfield andava a Windsor. per riferire sugli affari interna zionali e oprattutto sullo sviluppo delle faccende nel Pro imo Orien te. Oh, questi russi. Questi russi che ora osavano di nuovo attaccare l a Turchia, e puntar e a Co tantinopoli. La So vrana non li poteva sof frire per una speei di tradizione di famiglia ; non l i poteva soffrire pe r i ricordi della g u erra di Crimea; non l i poteva soffrire perch erano stati tanto odio i al suo tJenerato Alberto ; non li poteva soffrire. ecco. E garriva violentement contro di loro, facendo intendere a Lord Beaconsfield che pure era il suo <( premier favorito ch 'essa trovava la politica del Gabinetto ingle e nei confronti della Russia troppo remi iva Ci ch'e sa chiedeva. ci ch'e sa voleva e ra ben aluo 2 che l inv io di not e; era l'invio della Flotta nel Mar N ero, l'<< ultima tum >> po to alla avanzata rus a. l' altol n intimato agli slavi E appena Lord Beaconsfield, timoros o dinanzi alla tempesta se I'era svi gnata a forza di grandi inchini la Sovrana lo rincorreva a Downing S treet con dei bigli etti nervo i. quali la u a mano gra ()((ia non ne aveva mai scr itto i n sua vita. S e l'Inghi lt e rra n. essa criveva. << d ve baciare i piedi della Ru i a, l a Regina n o n v u ole partecipare alla umilinione del proprio pae e. essa deporr piuttosto la Corona l>. E an cora: Tutto questo ritardo-essa gridava -tutta q u esta incertez za ci f anno perdere la no tra po izione e il nostro pres t igio in Europa, mentre i russi avanzano, aranno presto alle porte di Costantinopoli. La R egi na sar co i umiliata, che abdich r subito E ancora: (< La Regina. come ha gi detto, sente che es a non pu cont inuare a r egnare u di un pae che i a bb a a fino a baciar i piedi di q uesti grandi bar-

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, VU:agg l o de li' Ucra lna occupato d a lle truppe Italiane. bari che ritardano tutto ci che v' di libert e di civilizzazione mondo. In Un giorno solo, Vittoria arriv a scrivere tre di questi bigliettini furibondi contro la Russia a Lord Beaconsfield. E il vecc hio e breo salito in onore aveva bisogno di tutte le sue arti adulatorie per tempo reggiar e con la Sovrana e per e ludere il suo furore ... L atteggiamento della Regina Vittoria nei confronti della Russia czarista non era semplicemente l'effetto di una antipatia muliebre o il risultato di impressioni e di umori passeggeri No . Era qualcosa di pi consistente, che derivava da tutta una esperienza di regno e di vita. Vittoria, nonostante tutta la strettezza del proprio cervello e la li mitatezza delle proprie idee fu una sovrana che ebbe vivo il senso di ci che poteva giovare e di ci che poteva nuocere alla potenza impe riale britannica. Soprattutto ebbe vivissimo il senso di c i che rappre sentava, per la potenza britannica il dominio e la sicurezza dell'India. Nata e cresciuta nel secolo della trionfale espansione inglese in Asia, quando i filandieri di Birmingham invadevano con le loro cotonine tutta l'India, e quando in Inghilterra sorgevano delle intiere citt in dustriali coi proventi dei guadagni lucrati sugli indiani essa intu sempre con sicurezza assoluta, che il segreto dell Impero, che l'<< arcanum imperi i o per dirla pi alla buona -il perno di tutta la immensa giostra era laggi. Essa, in India, non c 'e ra stata mai non 3i sognava neppure di andarci ; un viaggio in India era una avventura im pensabile nel ritmo regolare dei suoi spostamenti e stivi e d autunnali da Wight a Balmoral. E dell India non conosceva altro che le vignette degli << albums ch'e ssa aveva sfogliato la sera, al lume delle prime lampade a petrolio, accanto al suo (< t.'enerato Alberto Ma non importa; cosa fosse l'India, se lo sentiva nel sangue Il titolo e la corona di <\ Empress of Indi a di Imperatrice delle Indie depostale ai piedi da Lord Beaconsfield nel I 877, le erano stati immensamente cari pro prio per questo : che consacravano una realt cui essa teneva pi che a qualunque dtra. E siccome, nei tempi di Vittoria, l'unir.a potenza e u ropea che potesse avere delle velleit sull India era la Russia, la Sovra na sospettava e detestava la Russia con tutta la veemenza della sua natura. Ma c'era di pi. Vittoria fu una borghese nel significato proyrio e storico della parola ; fu anzi la regina, non tanto dell Inghilterra quap.to della borghesia inglese di cui essa, in sense lato, condivideva e rappresentava mirabilmente giudizii e pregiudizii timori e interessi Ora la borghesia inglese, per tutto l'Ottocento, fu sempre in giusti ficato sospetto contro la Russia; si potre bbe dire ch'e ssa fiutava nella Russia qual c osa di minaccioso per la propria ricchezza, per i propri agi, per la propria prosperit per il proprio comfort; ch 'e ssa sentiva dietro allo scenario dello Czarismo il pullulare fermentante di qualcosa che era il contrario iella civilt capitalistica, celebrante in Inghilterra i suoi trionfi E la Regina, perci, borghese anch 'e ssa, anzi borghesis sima odiava la Russia anche per questo : pertCh era il paese degli slavi sognatori e sudici, mistici e sovversivi ; perch vi si facevano troppi at tentati e troppi complotti; perch c' e ra qualcosa in quel paese e tra quella gente, che non quadrava tCOn tutta la mentalit inglese e col modo inglese di considerare la vita -Tutta l'Inghilterra, del resto, la pensava a un dipresso come la sua sovrana E l'ostilit contro la Russia resta una delle costanti della politica inglese tra il cadere dell Ottocento e il sorgere del Novecento Ogni volta che un uomo politico inglese pensa all India, o pi g ene ricamente pensa alle fondamenta e alle ragioni della prosperit dell" In ghilterra e della civilt inglese nel mondo, esso portato istintiva :nente a dare alla politica inglese una punta antirussa. Sul piano puramente diplomatico, il principio antirusso dell?. po litica inglese posto nettamente nel I 877 da Robert Seely lo storico dell imperialismo britanniw, nel suo volume The expansion o f England Il fatto egli dice -che noi siamo padroni dell India ci mette in uno stato di durevole rivalit con la Russia ; e questa riva lit domina tutto il secolo decimonono E l'uomo politico che in f or ma pi direttamente la propria azione politica a questo principio Lord Curzon. Egli, dopo aver dimostrato nella sua opera famosa << Russia in Centrai Asia i pericoli che incombevano da settentrione sull'Im pero Indiano, quando fu nominato Vicer d ell' India si adoper a co struire il famoso <
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Rutrellamento nelle re trovie del fronte di Charkov classe politica che entiva a modo dei grandi borghesi inglesi dell'Otto cento la vigilanza e il ospetto contro la Russia furono vivissimi ;tn che :;ul piano ideologico. La Russia presa in blocco -tanto quella czarista rappresentata dagli ;tmbasciatori Jccreditati Jlla Corte inglese. quanto quella sovversiva. che ribolliva nel profondo era profonda mente antipatica tra i ceti politici ingle i e tra quelli popolari Ci lp parve a luce meridiana nel 1904, a proposito del famo o incidente di Hull, quando la flotta del Baltico, in rotta per l'Estremo Oriente, affond per isbaglio nella Manica alcuni pescherecci ingle i D'un c olpo, in quella circostanza l'Inghilterra i risvegli profondamente antirussa. antirussa secondo lo stile della Regina Vittoria. E questo stato d 'animo di diffidenza verso quel mostruoso conglomerato di barbarie mongola e di corruzione bizantina, che la Russia dur fino allo :>coppio della guerra del 'I4: dur fino alle giornate fatali dell agosto, in cui Sir Edward Grey si trov a dover sa ldare la cambiale incautamente firmata sei anni prima. Allora le ostilit contro l'alleanza con la Russia cza rista furono fortissime Ancora il primo agosto del 1914, il Daily News >> scriveva : Se si fa la Russia arbitra di Asia e di Europa, 3 i determiner la pi grande sciagura che abbia mai colpito la civilt oc cidentale >>. E Mistress Margot Asquith lei stessa che lo racconta nella ua Autobiografia >> -qt:ello stesso r agosto trovandosi con l'Ambasciatore di Russia si compiaceva che il suo paese non fosse :ll leato con l'impero degli Czar, e gli citava il verso dell 'inno famoso secondo cui gli inglesi non saranno mai mai < < slaues > > : gioco di parole abbastanza chiaro per chi sa che in inglese << slaues >> v u oi dire > quanto slavi Quella sera la turbolenta mistress i\squith parl veramente per tutti gli inglesi della vecchia generazione ... La rivoluzione b olscevica coi suoi orrori e coi suoi programmi di sovvertimento mondiale, accrebbe ancora, se possibile nelle vecchie generazioni britanniche la diffidenza antica verso tutto ci c h e slavo, 4 e la preoccupazione per una pos ibile ripresa del programma imperiale czarista in Asia da parte del bolscevismo. primi anni del dopoguer ra, 1a tattica propagandistica del < < Komintern >> fu attentamente sor vegliata : e il vecchio Curzon, tornato al potere, c ome ministro degli Affari Esteri, subito dopo Versailles. prima con Llyod George c poi con Bonar Low, rese ancora grandi servigi l :;uo paese frenando la penetrazione sovietica nella Persia e nell'Afganistan. Egli fu vera mente << l'ultimo vittoria no n . Ma poi, le cose mutarono. E mut, prima d 'ogni altra c osa l' orien tamento mentale della classe politica inglese verso la Russia Quel so robustamente c fortemente con ervatore, c he costituiva la aratte ristica della borghesia vittoriana, si attenu, 3 corruppe. I fermenti ebraici, cos attivi nella vita britannica, fecero un lavoro di corrosione enorme nel te uto connettivo sociale del paese J favore della Russia e del bol cevismo, presentand _olo come un < < c perimento che non poteva essere respinto in blocco, e a priori. ma c he a ndava veduto, conosciuto, studiato ... E cos di nn o in anno, fu tutto uno spappolamento. Studenti di Oxford in c erca di punti snobi tici, : n tellettuali ansiosi di parere audaci ad ogni costo, parlamentari preoccu pati di non sembrare ostili alle << realizzazioni > > rivoluzionarie, signore del gran mondo de iderose di esporre le esperienze del loro << Ru ian Tour > > del loro giro in Russia coll'<< lntour:st >>, giornalisti decisi magari a far l'elogio della Ghepe >> pur di mettere insieme il << pez zo >> sensazionale tutti cooperarono a preparare e a rendere possibile il nuovo corso della politica nettamente ru sofila c inaugu rata da Eden col suo viaggio a Mosca. li resto .; noto. E adesso, l'Inghilterra, al punto che : alleata formale d ella Russia sovietica. E in questa sua qualit fa marciare in Persia le forze anglo indiane in collaborazione con le forze sovietiche c lascia c he la propaganda s ovietica lavori di nuovo a fondo in tutti i paesi margina!i dell'India; e si affida, per la stessa difesa dell'India, alla olidariet russa Di pi c peggio : l'Inghilterra. un po' per manovra politica. un po' perch sinceramente infatuata di impatia per l'unico alleato efficiente he l e resta, c ormai pre a completamente nel giro della propaganda ovietica: non reagisce pi, non si difende pi; e per c itare solamente l'ultima -manda i propri a rendere omaggio. nelle scuole sovietiche di Londra, al busto di Lenin . L'uomo rappresentativo di qusta parados aie vventura i nglese S ir Statford Cripps: il figliolo di Lord Parmoor. 3tato conservatore senza risalto fino al I 929, poi entrato nel Partito laburista per farvi una carriera clamoro a < < avvocato della Corona JJ e di t utta l' lta :lri stocrazia britannica e nello stes o tempo promotore della alleanza tra laburisti c comunisti, nominato ambasciatore J Mosca per un puntigl io di Stal in, rientrato in Inghilterra come l'uomo di fiducia dei ovieti e attualmente < < Premier >> in J pettativa di Dalla R egina Vittoria a Sir Stafford Cripps il cammino lungo. Ed il cammino della decadenza inglese, della interna corruzione inglrse L'Inghilterra, gettandosi cos tra le braccia della Russia facend o la Russia praticamente arbitra dell Asia centrale. ha rinnegato tutta la sua tradizionale politica asiatica : c aprendo cos la porta a lla propa ganda ovietica ha rinnegato le stesse fondamenta i d e ali puritanobarghe i della propria civilt c della propria prosperit E si noti. Fino a che l'Inghilterra fu orientata, idealmente diplo maticamente contro l a Rus ia, i uoi interessi quadravano, pi o meno, con quelli del continente europeo c della c ivilt occidentale La Regina Vittoria, per esempio quando garriva tanto contro la Russia d egli Czar, lo faceva -' intende per dei sentimenti inglesi. inglesissimi ; ma, senza rendersene conto, rappre entava tutta la cau a d eli 'Europa. Oggi, invece. l'Inghilterra, chiamando la Russia all'assalto dell'Eu ropa, introdu cendo la influenza della Russia nelle ue stesse istituzioni e nella sua stessa vita sociale, auspicando apertamente la supremazia della Russia sul Continente, tradisce la cau a di quella civilt e di quella prosperit dell'Europa, di cui c sa, voglia o non voglia durante tutto l'Ottocento stata so lidal e Uno dei motivi pi comuni della propaganda s picciola inglese con tro l'Italia, durante questi ultimi tempi, stato quello di fingere c h e gli uomini politici del Risorgimento risuscitino dalla loro tomba e giudichino l'attuale atteggiamento italiano. I giornali inglesi s i divertono a immaginare i discorsi di rimprovero c he -:>econdo loro --c i farebbero Mazzini, Garibaldi. Cavour, per avere noi abbandonato i principii della politica liberale c democratica, la cosidetta tradizionale amicizia >> con 1' Inghilterra c via discorrendo t un espediente polemico molto banale c abusato. E poi, comunque sia, gli inglesi non pensano alle : ;trida c he lancerebbe la Regina Vitto ria se risuscitass e dalla sua tomba, c vede se Sir Statford Cripps, mandatario di Stalin, sedere nei Consigli de lla Corona ingle e. Essa che voleva abdicare come diceva -piuttosto di regnare :;u una Inghil terra servile verso la Russia essa che voleva andarsene se gli inglesi continuavano a << baciare i piedi ai grandi barbari ... GIOVANNI ANSALDQ

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S alazar nel suo v i agg i o i n Spagna. LA Lisbona che abbiamo conosciuto noi ha almeno due facce: una portoghese e l'altra internazionale. :e una specie di Giano bifronte, femminile c he ha come quello antico, un volto di g u e rra e uno di pace. Lisbona la capitale del Portogallo ma anche il cen tro (pacifico) della g uerra. :e un bellissimo palco, di proscenio, sull'Atlantico. l'ultimo vagon restaurant dell'Europa, secon do l'espressione pi spiritosa che felice di un di plomatico sudamericano di mia conoscenza. :e la centra l e di tutte le notizie, buone o cattive, sul conflitto, la fabbrica dei pi stupefacenti boatos, come dicono i portoghesi, rumori, voci, com e di ciamo noi M a non facile venirne a capo. Lisbon a una capitale o r gogl i osa, stupenda, misteriosa e c h e possiede un o s traordinario poter e di assimilazio ne. Dalla g uerra sta ta c hiamat a senza preavviso a r ec itar e una parte che non aveva mai sognato di assumere: quella di camera di compensazione fra gli stati neutrali e b e lligeranti. Lisbona ha ac cettato l a parte, e la recita con g r a ndissima g ra zia, ma senza soverchio entusia mo. Questa l a pi g rand e c: sost a nziale diffcrenia fra il P ortoga l lo di questa seconda guerra mondiale, e la Svizz e ra del primo conflitto. Si poteva dir e della Svizze ra, fra il noYecentoquattordici e il dici o tto, che fosse la naturale scena dell'intrigo politico, il pae5t1 degli int e ressi c r ea ti degli informatori d elle spie, delle combinazioni diplomatiche, dei rifugiati poli tici e di tutti gli altri protagonisti pi o meno g reti della guerra. La Svizzera sembrava fatta :1p posta per esercitare quella funzion e : paese tri lingue, alberghiero, con una popolazione che per godere il pi alto livello li vita e uropeo, era anche meno esposta a soffrire a causa dei doveri dell'ospitalit, la pi disposta ad aprire le fron tiere a chiunque fosse in possesso di valuta buon a e di un passaporto in regola. In un certo se nso l a Svizzera del 1914 18 conteneva gi in nuce i l paese della Societ delle Nazioni Lisbona diventata quella che oggi per un colpo deUa sorte. :e il centro geografico, fna estro flesso del conflitto. Sta fra l'Europa e l'Am e rica ma fa parte dell'Europa, e si vista, in pi d'una occasione, minacciata dall America. Un 'altra differenza fondainetital e fra il P or togallo e la Svizz era si che i l Portogallo neu ,. trale, m a non ha mai n smentito ne denunziato la sua secolare con 11nghilterra. Si ve rifica tuttavia questo caso certamente significati vo: che il Portogallo neutrale non nei limiti d i questa alleanza, ma malgrad o q uesta allea nz.a. l'opinione che ci siamo fatta del Portoga llo quel la buona si tratta di un paes e diventato fondamen talmente pacifist a c he non ha niente da sperare da una partecipazione al conflitto, e che ha una sol a vera grande aspirazione: mantenere qu ello c he ha. Il Portogallo possiede molto: colonie, possedi menti, e porti franchi d'oltr ema re: Basti pensar e alle Azz.orre, un arcipelago ta nto lontano dalla patria, a mezzo dell'oceano, addirit tura, e tuttavia considerato parte integrante del t e rritorio metropolitano E Capo V e rde? E la Nuova Guinea, l'Angola, il Mozambico? E M acao, e Goa, gli stabilimenti orientali? E Timor? B e', proprio Timor. Noi siamo stati in Porto gallo abbastanza tempo per r enc!-.>rci conto c h e l'affare di Timor andato, tutto wmmato, abba stanza bene per i portoghesi. C ominc iar ono gli anglo olandesi a occuparla, manu militari. Nell o stesso momento che l'invadevano inglesi e olandesi si affrettavano a dichiarare che l'occup azione rra temp o ranea, che i diritti portoghesi sarebbero s tati reintegrati. I giapponesi, a loro volta, con quistano Timor. Fors e che la prendono ai poto ghesi? No: la occupano mentre olandesi e austra liani la presidiano. E di nuovo assicurano i por toghesi che T imer sar restituita. In tutta quest a faccenda Salazar non perde mai le s taffe : protesta, ma ordina di non sparare la prjma volta Protest a, ma prende atto della promessa, la seconda volta. In realt i portoghesi sono un popo l o pacifico. C on questo non vogliamo dire che sian sprovv i sti 5

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Artiglieria nella battaglia del deserto di civismo o di virt militari. Ma l'esempio della prima guerra mondiale, quella prova, quella pe sono stati sufficienti. I portoghesi sosten gono di possedere oggi il loro impero coloniale, ma per diritto di scoperta, non g i di conquista. Que to il fulcr o della politica porto ghese. i rende conto che l'importante per i l Port ogallo, di non perdere niente, o il men o p ibile, durante la guerra. Un atteggiamento troppo deciso d i simpatia o d i collaboraz.ione, a destra o a inistra, potrebbe pregiudicare g rav e mente l e sorti dell'impero portoghese. L'Angol a e il le pi ricche colonie portoghesi sono direttamente confinanti con i territori suda fricani. Un gesto, una parola, e possono e ere perdute. inglese il Porto ga llo, pur aon rin negandola apertamente, concede il minimo passi bile I giornali po rt oghe i ospitano di preferenza inglesi o america ne, questo ero, ma anche quanto resta di una vecchia associazione 6 comm ercia le, non gi di un'alleanz.a. La suprema ambizione di Salazar d i essere un \Iomo di pace non di gue rra. Sempre, que t'uom o eh cor.duce una vita quasi mona tica, au tera, moest'l, ha pe nsato che la ua ora potrebbe uonarl! alle sca dere dell'armistizio Per quel momento Salaz.ar si riserva attendendo quel momento con iglia e im pone a tutto il paese un modo di sentire e di pen sare schiettamente neutrale, sinceramente neutrale. Tenere la guerra lontana dal Portogallo, qu to il problema di Salazar L'evoluzione della politica e tera portoghese, dalla diplomatica con il Brasile agli accordi con la Spagna, all'incon tro di Siviglia, si compie seguendo sempre que ta costante costellazione: il giorno della pace. Il Port oga llo i credeva, questa volta, ben lon tano dalla guerra. La guerra era la Polonia, la Linea Maginot, la Lin ea Sigfrido Fra il Porto gallo e la guena c'e rano i Pirenei, e la Spagna. L'l diga erano i Pir e nei ; la grande fiumana della g uerra trabocc al di l di quella chiusura di si trarip in Spagna, raggiunse il Porto gallo, torbida, fangosa e drammatica, e tutt'in sieme, sull'acqua rabida, venn e ro a posarsi, avan z.i di un maremoto all'incontrario, sulla Costa d'Oro: automobili cariche di gioielli, di documen ti segreti, di pellicce, di argenterie, di tappeti preziosi, di valute, di francesi, belgi, olandesi, po lacchi, americani, inglesi, ebrei, beli donne, brut te d nne, presidenti di Con iglio, ministri, av venturieri e pover'uomini. Tutta questa gente arriv a Lisbona, s'insedi a Li bona, si rifugi a Li bona, abit Lisbona, c aspet t di prendere un vapore, o un aeroplano, e passare l'Atlantico. Lisbona fu conquistata, non con le armi, ma con la piet. Ma qu ta gi prei toria. pisognerebbe mettere un po' d'ordine nelle nostre stesse impressioni: c' il caso che n vengano f ori addirittura delle idee. Noi siamo stati, questa volta, ette mesi di seg uito a Lisbona. V i siamo arrivati che era i l primo settembre 1941, ne siamo partiti il primo d'aprile 1942 Durante il tempo che siamo stati a Lisbona nel mondo si svolgevano i seguenti avvenimenti: si continuava la campagna di Ru ia; inglesi c sovietici occupavano la Persia e se la spartivano, gli Stati Uniti si assumevano la poliz.ia ddle rotte atlantiche di rifornimento all'Inghilterra; Beaver brook e Harriman andavano a M osca Harriman andava in Libia M yron Taylor visitava il Papa, e s'abboccava con Churchill; gli ingl i catenava no la seconda offensiva della Libia, occupavan o la Cirenaica e ne v e nivano cacciati; il Giappone entrava in guerra e cos pure gli Stati Uniti; l'Inghilt erra perdeva Hong Kong, la Malesia, ingapor e la Birmania ; l'America perdeva uam, Wake, Midway e le Filippine ; il l aggio navale anglosassone calava sensibilmente; gli olande i perdevano Borneo, Sumatra e Gia va; Churchill procedeva a un rimpasto generale di ministri, generali, governatori di colonie, am miragli; Cripps tornava da Mosca; Eden andava a M osca; Cripps entrava nel Consiglio di guerra e partiva in missione per l'India Nello stesso tempo Lisbona diventava il centro del pi colo h1ovimento politico e diplomatico. Tutti gli inglesi che andavano in America, a e di Churchill, passavano da Lisbona, c passavano da Li bona tutti gli inglesi che anda vano in Egitto, in M edio Oriente c in Estremo Oriente in mi ione ufficial e e d o vevano arrivare presto; Hoare, Attlee, Halifax Cripps passavano per Lisbona; Taylor; Harriman, Hopkin B ullitt, passavano da Lisbona ; i diplomatici sudamerica ni passavano da Li5bona, le mi ioni militari, eco nomiche, parlamentari sostavano a Li bona. Li bona digeriva tutti : ha uno tomaco di bronz.o. Nello stesso tempo il Portogallo armava le Az. z.orre, l'Angola, Capo Verde, la Nuova Guinea, il M oz.ambico, e si vedeva occupata Tim or. Noi arrivammo a Lisbona di pomeriggio. Era vamo partiti la mattina dello tesso giorno dJ. R oma, in aeroplano, toccammo B arce llona, Ma drid e prima del tramonto e co l'aeroporto di Cintra: a trenta chilometri dalla capitale. La sera prima eravamo a R oma: oscuramento, tes sere, pane di guerra, razioni In meno di una gior nata la vita si capovolgeva La c itt e ra illumi nata a giorno, sfarzosamente: il traffico delle au tomobili intenso, pubblicit luminosa, film ame ricani, film inglesi, film tedeschi, film ita lian i, chioschi carichi di giornali, colorati come arlec c hini: quoLidiani di ogni paese, tabacchi esteri, liquori ristoranti aperti, l'odore del caff, della benz.ina, e il pane bianco, e il burro, e tutto il diavolo a quattro di una vita normale, C tuttavia, sotto sotto, il pen iero inconfessato : questa pac c hia non pu durare. Noi venivamo dall'Italia, e eravamo tati testimoni di tre campagne : Libia, Grecia e Jugoslavia. Venivamo dall'Italia e con noi venivano du e pen ieri: come vivr a Li bona?

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Grano deii'Uc r a ina nel territorio occu pato dalle truppe italiane Come mi comporter nei confronti degli inglesi? I primi giorni non potevo levarmi di dosso una sensazione molesta: sei un bell'imboscato, va. Sembrava di vivere in un porto franco. Le botte g h e erano piene come uovi: passavo le giornate a guardare le vetrine dei negozi, io, che in tempi normali rimando di giorno in giorno l'acquisto ui una cravatta, tanto l'entrare in una bottega mi penoso. Tutto quello che costituisce, per un borghese, il conforto di una vita comoda, larga, sem;a pensieri, si trovava, era in vendita, a por t a ta di mano. Leggevamo tutte le mattine atten tamente i giornali inglesi; per concludere: stan no peggio di noi. Facevo i conti di quel che man gia vano, bevevano, fumavano gli inglesi, inventa riavo, con quelle pezze d'appoggio alla mano, tut to quello che mancava agli inglesi: calze di seta, impermeabili, lame per la barba, acqua di colo nia, zucchero, carne, uova, latte, liquori Uscivo per strada e vedevo i negozi pieni di roba inglese, americana, tedesca, italiana. C'erano stof fe, liquori, radio, ghiacciaie, automobili, sigarette, impermeabili, profumi, biancheria, pellicce. c'era n o spaghetti, t, caff, scarpe e soprascarpe, va lige, e via discorrendo. Le vetrine dei gioiellieri espo nevano catene d'oro che si vendevano a peso, hrillanti, diamanti, perle. Le vetrine degli antiqua ri. A poco alla volta mi feci la convinzione che il Portogallo possiede scorte notevoli di ogni sorta di oggetti, di prodotti, di cibarie, di vini, di ta bacchi, di liquori. Cos' dunque questo mistero, mi domandai? 1'utto mi si fece chiaro quando, lasciato l'albergo per un 'abitazione privata, mi resi conto che il po polo portoghese, in mezzo a tanta abbondanza di generi di lusso, vive abbastanza difficilmente In capo a un certo tempo l'elettricit stradale -si ridusse di un buon terzo, e quella di consumo do mestico fu condizionata da un sistema di costi proibitivi, una volta una certa medi a fissata a ogni famiglia sulla base, ridotta, delle medie passate. In pochi mesi Lisbona pass dal pane bianco a quello integrale, dalla benzina limitata a quella razionata, la maggioranza dei tass sparirono dalla circolazione; lo zucchero, le pa tate, il baccal, base dell'alimeotazion e popolar e scarseggiarono, la carne difett, e l'industria viti vinicola entr in crisi. Lo sforz.o dell'Inghilterra e degli Stati Uniti di rifornire il Portogallo, che obbe diva e videntemente a una parola d'ordine di propaganda, e veniva mantenuto per la nec essit di scambiare con generi di lusso i prodotti minerari e dell'in dustria delle conserve portoghese si afflosci sen sibilmente a partire dall'entrata in guerra degli Stati Uniti e del Giappone. La preoccupazione costante anglo-americana di considerare il Portogallo come una specie di ve trina delle democrazie ced rapidamente davan ti a necessit pres&anti di tonnellaggio navale. Quel petrolio, quel carbone che venivano dall'In ghi l terra e dagli Stati Uniti non arrivarono pi. Rimane alla citt, dove certi generi di lusso non conoscono che un consumo limitato, e da parte specialmente della colonia straniera e dei rifugia.ti, una certa apparenza di abbondanza, ma 1! portoghese medio, popolano, contadino o pesca tore, ci andato di mezzo. A questo punto, quando gli ultimi vapori di rifogiati ebbero lasciato il porto di Lisbona il Governo decise di liberusi dalla chiassosa pre senza degli indesiderabili anche a Lisbona e a Estorile. I rifugiati furono pertanto chiamati dalla Po lizia per sentirsi fissare un domicili o i n provincia, tant', una specie di confino. Nel migliore dei casi uno straniero che non possa giustificare la s ua presenza in Portogallo deve vivere in un paesino, e non pu andare a Lisbona che un paio di volte al mese Quando i rifugiati non dispongono invece di mezz;i di sussistenza raggiungon o delle colonie dt lavoro, dove, per mantenersi, sono tenuti a for nire una certa attivit produttrice. Lisbona ha dunque assimilato e contenuto un fenomeno, come questo dell' e migrazione di guer ra, che poteva esserle nocivo Rimaneva la Lisbona di sempre, e la Lisbona diplomatica. Tutte e du e vivono una accanto al l'altra sotto il segno della tregua. Una citt amabile, s tupenda, e i cui a btanti sono fra i pi cortesi e amabili esemplari di europei, intendendo per Europa qualtosa di molto antico, civile, e regionale. Ma una citt che, no nostante tutto, attende la sua ora G. G. NAPOLITANO 7

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IL viaggio da Burgos a Zamora, meditato sopra una carta pu sembrare facile e di vertente, soprattutto quando, contare sul, l'imprevisto, si pensa di compierlo in compagnia di amici che, rinunciando alle loro preferenze e ai loro progetti, vi hanno seguito dovunque, per le chiese, per i monasteri, per le biblioteche, per i campi di battaglia mostranti le ferite, le convulsioni del terreno, le rovine degli edifici crollati sotto la furia dell'ultima guerra civile di Spagna Eravamo giunti alla citt, ch' la culla dell'u, nit nuionale spagnola, come si giunge a un san, tuario, tutte le volte che la vetust di una o di un monumento qualsiaE.i, la di solide mura annerite dal tempo, un nome soprav, vissuto ai. secoli che lo han rispettato, rievocano alla mente dello straniero i ricordi del passato che poi balz,ano vivi da una iscmione, dall'eco di antiche rime, dalle reminisceme di un'opera perduta. Fu a Burgos, nella chiesa di Santa Gadea, che pensai d'invogliare i miei com, pagni d'occasone al viaggio per Zamora; ma incontrai una resistenza che non mi aspettavo Se, nella chiesa di Santa Gadea di Burgos, Za mora a me ricordava uno degli episodi p i dram matici della vecchia epopea di Spagna, non par lava affatto alla loro i miei com, pagni parevano gi saturi di storie e di remini letterarie, desiderosi ormai di abbando narsi alle piccole sensazioni del presente e di la sciare l'antico al suo silemio. Il loro viaggio di Spagna non era finito, ma essi cedevano ad altr e curiosit, seguivano diverse dalle mie, e per nulla al mondo avrebbero voluto seguinni l dove il passato mi attirava irresistibilmente con le voci della poesia. Vedevo in quella chiesa il Cid che imponeva ad Alfonso VI il terribile giuramento impostogli dopo l'uccisione del fra tello don Sancho avvenuta sotto le mura di Zamora assediata, i dodici gentiluomini che facevano corona al re, diritto davanti al libro aperto degli evangeli, sempre pi pallido via via che il Cid pronunciava e ripeteva la formula del giu, ramento e della maledizione S anta Gadea non solo l'epilogo di uno dei pi truci drammi della storia di spagna consacrati dall'epopea, ma l'an, tefatto necessario dell'unico poema che il medio, evo spagnolo ci abbia consegnato quasi intatto La via da Zamora a B urgos che i nobili d Ca, stiglia e di Leon percorrono sui loro scalpitanti cavalli per assistere al giuramento del nuovo re 8 prepara quelle innumerevoli dell'esilio che il Cid dov percorrere, prima di assidersi, signore in contrastato, nella bellissima citt di Valenz.a dove l'oltraggio degli infanti di Carrion lo raggiunse, e la morte poi lo colse, nel l 099. Non mi fu lieto il breve percorso da Burgos a Zamora I miei nuovi compagni, ta iturni, con templavano il paesaggio con occhi malinconici, i scambiavano rapidi sguardi, parevano inten dersi per cenni, mentre io cercavo una parteci paz;ione dei loro animi alla mia impazienz.a di veder sorgere lontano le mura della citt, ripide e intatte, contro un cielo di piombo che veniva addensando nuvole grevi sopra una campagna che la mia fantasia popolava di maschere tragiche, uomini armati di picche, famiglie intere distrutte, d nne vendicative sitibonde di sangue, le pi ter ribili raffigurazioni femminili della vendetta, dopo quella dell'Ecuba euripidea e della Tamiri dan tesca. Le ombre calanti fugavano i fantasmi dei miei ricordi letterari, e giungemmo a Zamora che era gi notte, in uno stato d'animo prosaico. Avevo sperato di vedere il guerriero che dall'alto delle mura. della citt sorge, come nel vec chio romance ad avvertire don Sancho del trad, mento macchinato ai suoi danni : -Rey don Sancho, rey don Sancho, no digas que no te aviso que de dentro de Zamora un alevoso ha salido : llamase Vellido Dolfos, hijo de Dolfos V ellido, cuatro traiciones ha hecho, y con esta seran cin o Si gran traidor fue el padre, mayor traidor es el hijo. Gritos dan en el real : A don Sancho han mal herido : muerte le ha Vellido Dolfos, gran traicion ha cometido! -; ma mi tocc brancolare fra le tenebre, prima di trovare un ricetto alla mia Ne fu i ripagato ad usura il giorno dopo, quando, vven, turatomi da solo nella parte vecchia della citt, vetusta nel colore, nel delle sue vie, pen, sai di poter ricostruire a mio piacere lo scenario magnifico dentro cui il dramm del uale frono attori, quasi noveceltanni or sono, coloro che si muovevano fra queste mura, e gli altri accampati laggi nel piano, che vedevano passare uno dopo f'altro i mesi e gli anni d'asse, oto che Zamora sopport arrendersi mai, mentre donna Urraca, fra le stame della sua dimora e per le strade dove gli abitanti la inco raggiavano, nonostante la fame e la miseria, alla resistenza, andava ripetendo contro il fratell o don Sancho la che gi aveva lanciata contro l'altro fratello don Garcia il quale era tato il primo a rompere il giuramento reso al letto di morte di suo padre: ruego a Dios que deseredado sea el en este mundo et en eli otro Cronache medievali e romances giovano all a ricostruzione di questo trag i o episodio che l'e popea consacr in un poema che non ci perve, nuto Il pianto di donna Urraca colp, molti anni dopo l'avvenimento, la fanta ia della Spagna che ne trasse quelle classiche composizioni dentro le quali rivive lo spirito dell'antica epopea che le cronache avevano pt' ificata, lvando un mat riale utilissimo al filologo per la toria dell'e po' pea che gli avvenimenti politici e guerreschi av va e inna4ati l piano dell 'arte. Donn a rraca che giunge presso il padre morente allor ch costui h gi' diviso il suo regno fra i tre figli don Sancho, don Alfonso, don Garcia coli ga l'epOpea di re Ferdinando a quella di Zamora. Re Ferdinando non aveva previsto che la divi ione del regno da li ordinata sarebbe tata causa di tradimenti e di lotte fratricide. Il vecchio r e di Castiglia e di Leon, colpito da grave malattia e presentendo vicina la mort e aveva diviso il uo tato tra i figli di maniera che il primogenito regnasse sulla Castiglia, il secondo sul regno d Leon e il terzo ul regno di Galizia. Don Sancho aveva manifestato la sua opposizione al voler e paterno, accusandola d'irregolarit, ca los god anriguamientre fiz;ieran u postura en tresi que nunqua fuesse partido el imperio de Espaiia, mas que siempre fuesse todo de un sennor n av v voluto prestare il giuramento richiestogli dal pat dre: vos aveva risposto -lo que qui, ieredes, mas yo non lo otorgo Accompagnata da cento gentildonne e dal suo aio Arias Gow z.alo giunse la figlia del re, donna Urraca, eh piangeva e si disperava di non aver avuto part nella divisione dell'eredit patrna: il pianto del, l'infelice giungeva ino al cuore del re giacente sul letto di morte. Il re chiese chi mai piangesse e si di perasse quando gli fu detto ch'era donna Urraca, egli tem di aver commesso un 'ingiu tizia e di perdere cos l'anima sua, volle procedere a una nova a un'altra figlia,

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donna Elvira, la citt di Toro e, a donna Urraca, Zamora : una citt egli disse --molto ben fortificata; quegli che vorr diseredarti avr la mia maledizione -Al nuovo giuramento col quale il re impegnava i figli a non combattersi l'un l' a ltro per ragioni di eredit, tutti rispasero amen ad eccezione di don Sancho che non volle giurare Poi il re si rec questo avvenne la vigilia di Natale del 1065 nella chiesa di S. lsidoro della citt di Leon, dove cant il mattu tino insieme ai monaci : il giorno dopo, rivestito dei suoi abiti reali, ascolt la messa e, inginoc chiatosi davanti all'al t are, fece a Dio l'atto solenne di consegna del reame e del potere, deponendo la corona sull'altare, spogliandosi delle vestimenta reali, cospargendosi il capo di cenere. Visse a ltri due giorni, santamente, ed a l terzo, dopo di aver chiesto ed ottenuto un altro giuramento dai figli, di amare cio l i Cid e di seguire sempre i consigli di lui, domandp la comunione: inginocchiatosi sul la nuda terra ricevette l'ostia santa; si ripose a letto con i pi di volti ad oriente, e mentre nella mano, secondo il rito dei morenti, reggeva il spir. Per il palazzo nel quale giaceva la spoglia del re si levava il pianto dei cortigiani; ma pi alto si levava quello del nobile vegliardo Aria s Gonza! o: egli presagiva da questa morte lutti in finiti, guerre sanguinose tm fratelli, distruzioni nelle terre di Spagna l I timori di Arias Gonzalo non tardarono ad avverarsi. In cominci il terzogenito don Garcia ad assalire le sorelle, a portar via a donna Ur raca la met dell'eredit paterna. Donna Urraca preannunci la punizione su di lui e sull'altro fra tello don Sancho che gli tenne dietro, e cap tutto il senso della profezia di Arias Gonzalo; ma non si tenpe per vinta. Chiusa nella citt che era una temibile, difesa da alte mura da una parte, dal corso del fiume dall'altra, dia respir quando vide gli avvenimenti piegare verso la lotta tra don Sncho, don Alfonso e d on Gar eia. A don Sancho non era parso vero che il ter zogenito fosse stato il primo a rompere il giu ramento reso al letto di morte del padre : il suo sogno era la unificazione dei tre sotto il proprio dominio, e gli pareva facile toglier di mezzo i fratelli attaccandoli uno alla volta. In cominci con messaggi e trattative c he non in gannarono nessuno, infine ruppe in aperti atti di guerra: sconfitto la prima volta nel 1068 da don Alfonso, tre anni dopo attacc di nuovo il fratello e, sconfitto la seconda volta, si valse del consiglio del Cid: raccolte le sue sparse forze, piomb improvvisamente su don Alfonso che si riteneva ormai sicuro della vittoria: la maggior parte dell'esercito di don Alfonso fu massacrata, gli altri si salvarono con la fuga; il re cerc scam po nella cattedrale della citt di Carrion, ma fu fatto prigioniero e spog l iato del regno: pi tardi l'infelice monarca trov ospitalit a T oledo Don Garcia Ju vinto e fatto prigioniero anche lui, gettato nel castello di t:una dove visse venti anni, carico di catene, che," morendo, chiese di voler por tare seco nella tomba. R iunita stto il suo scettro quasi tutta l'eredit pterila, compresa quella toc cata a donna Elvira, e, di donna Urraca, quella che le era rimasta dopo l'aggressione subita da parte del terzogenito, d on Sancho si rodeva di non poter metter mano sopra Zamora. V edete diceva ai suoi vassalli com' fortificata! Credo c he nessuno potrebbe impadronirsene; sol elle mia sorella volesse vendermela, o acconsentisse a uno scambio, io mi sentirei re di tutta la Spagna -L'epopea di Zamora incomincia di qui. Cerco le strade percorse dal Cid che, a nome di don Sancho, si recava da donna Urraca per pro porle di cedere, in cambio di quel ch'essa volesse chiedere, Zamora al re. (Donna Urraca, quando lo vide, prov una grande gioia, ma, allorch il Cid espose il suo mandato, ella pianse di rabbia e di dolore e pronunci vaghe paro l e d i minaccia contro suo fratello che ave va spogliato e impri gionato Garcia, aveva spogliato ed esiliato Al fonso, ed ora voleva diseredar lei eh 'era donna e non poteva difendersi. Arias Gonzalo le consigli di riunire gli abitanti di Zamora nella chiesa e doman d are il loro parere; tutti furono contra r i alla proposta del re, tutti le promisero la vita e i loro averi per la difesa della citt. Quan do 'il Cid torn all'accampamento del re con la notizia che donna Urraca aveva respinto ogni proposta, dcin Sancho lo accus di a ver parteggiato per l a sorella, di aver consigliato la resistenza, e g l i fiss un termine di nove giorni per uscire dal reame, nia poi si pent dell'ingiustizia che commetteva, si riconcili col Cid e lo presso di s) Da sette anni durava l'assedio di Zamora, l a fa me, la miseria e le malattie regnavano nella citt assediata. Gli abitanti si accingevano a d abban donare le loro case e seguire Donna Urraca in terra di mori allorch V ellido DQ!fos si present all'infelice signora e le chiese di permetterl che si adoperasse a costringere il re di libera r la citt dall'assedio. Forse donna Urraca comprese il si nistro divisamento del cavaliere; ella era a mal partito e concesse il richiesto permesso, ma non io ti ordino aggiunse di condurre a termine il mal e che tu mediti : questo ti posso per dire c he colui il quale allontaner mio fratello da Za mora e porr termine all'assedio avr da me tutto que l che chieder I romances del periodo poste r iore alla fiori tura epica, celebrarono con col ori, giustamente infamanti, la figura di V ellido D olfos che, fin gendo di s f uggire alle insidie dei figli di Arias Gonza lo, eh 'egli aveva a bella posta insultato, fu accolto nel campo di don Sancho che gli accord la sua fiducia e da lu i fu poi ucciso a tradimento. Vellido D olfos fu rincorso dal Cid, ma le porte A Sarago:zza, la benedizione della prima pietra MonumentoOssario che sar eretto In onore del caduti Italiani nella guerra di Spagna.

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. d Ua citt che, secondo l'accordo segreto da lui stabilito col custode, gli dovevano essere aperte tutte le volte ch'egli fosse visto in pericolo, lo accolser; dentro le mura Quando il re, ricono sciuti i suoi t orti e chiesto il perdono delle offese arrecate, eb b e c hiuso gli occhi, Dieg usc dal campo e, chiamando ad alta voce Arias sfid a duello tutta la citt-: Voi avete dato al traditore Vellido: traditore chi accoglie presso di s un tradit re Per qu to i fid i cittadini di Zamora, il grande come il ta pino; sfido il vivo ed il morto, colui eh nato e c lui che deve nascere; sfido le acque che voi bevete, le vestimenta che voi portate; sfido ogni cosa, dalle fronde della foresta sino alle pi tr del fiume. N un salvo for donna Urraca che veva compreso il tri to divisamento di Vellido Dolfos era tato messo a parte dell'infame progetto; Arias Gonzalo accolse la sfida. Zamora era sede di vescovato, per cui Diego Ordonez. avrebbe dovuto combattere contro cinque avversari uccessivamente, con una pausa e cambiando d'arme e di cavallo tra l'uno e l'altro o mbattimento Era di domenica, l'alba non an cora spuntava, le telle brillavano nel cielo. Aria Gonz.alo preparava i figli al pro imo di Dio: prima egli fece indossare le :trmi ai figliuoli e li henedi poi i figli rive tiron delle armi il padre loro. Tutti e cinque avevano fiducia nella bont della loro causa, av vano la tran quilla, e gi i avviavano a : ostenere il combatti mento, allorch furono raggiunti aa donna Uriaca che, accompagnata dalle sue gentildonne, pre gava e scongiurava Arias Gonz.alo di volersi astenere dal combattimento, in omaggio all'ultima vo lont del re Ferdina ndo il quale, sul letto di t11orte, gli aveva raccomandato di non abbandonar mai la figlia e di proteggerta sempre Arias Gon zalo obned, ma volle esse re sostituito da un altro dei suoi figli, ch'era giovinetto ancora, per va lente e coraggioso. n combattimento con tutti i particolari della duellistica, si volse nel piano che si $<:orge dall'alto della citt. Nel primo scontro, .piego uccise il pi giovane figlio di Gonz.alo, poi ne uccise un altro; insuperbito da questo successo, egli grid stando nel centro della liz.z.a: Don Arias Gonzalo, inviatemi un a ltro dei vostri figli, vi to che, la Dio merc, ne ho gi vinti due. Ma i giudici di campo gli fe ce ro osservare che la seconda vittoria non era perfetta: il corpo del caduto giaceva al di qua della linea che segnava il limite della lizza, mentre il codice cavalleresco imponeva che dovesse gia cere al di l : perch' la vittoria fosse piena il super tite doveva spingere il caduto al di l del limite, ma pena la dichiarazione di scon fitta, di non oltrepassare lui stesso l a linea. A grande fatica Diego riusc nel suo com pito. Poi vennero i giudici di campo, lo presero per la mano e lo condussero oltre il limite, perch i riposasse, bevesse, secondo il rito, il suo vino, mangiasse tre di pane e cambiasse armi e cavallo. Di nuovo, i giudici di campo presero per la briglia il cavaUo di Diego e il cavallo di un altro figlio di Arias condussero i combattenti al centro della Questo duello fu pi movimentato ed emozionante: i due combattenti si colpirono con le la11ce cn diven nero presto inservibili, poi misero mano alle pad ed il figlio di Arias Gonzalo fer il braccio sinirro di Dieg si lanci ull'av versario e con un terribile fendente gli ruppe il casco, il cappuccio di ferro, e gli spacc il cranio Ferito a morte, l'altro pot ancor avventar i contro di lui, ma colp la testa del cavallo il qual port il avaliere al di l del limite, mentre il figlio di Arias Gonz.alo cadeva, hoccheggiaf1te al di qua. Diego Ordoi'iez. voleva ri prendere il combattimento col quarto avversano, ma i giudici di campo non g l ielo permi: ero: egli 10 non aveva vinto il terz.o due llo, l'avversario era hens caduto, ma giaceva in quanto a lui, aveva oltrepassato, contro le regole, la linea Pertanto non si pot pronunciare verd tto d scon fitta contro l a citt di Zamora. Come al pri.n ipio, quando i lascia sospettar:.! che d nn Urra capisse il vile pro ito di Vcl lido Dolfos, cos nell'epilogo di questo episodio il poema d veva contenere cen di materia ad arte non chiarita, che lasciavano dubbi ed incertezze nell'animo del lettor o dell'vditore. Questi dubbi e queste investivano l'onore e la c 1:cienza umana, ettavano n mhra sull'intera citt e principalmente ulla figura di d nna Urraca che, se veramente cap qual e infame delitto Vel lfdo Dolfos macchinasse, e non lo imped, si rese rea, in ieme col maggior responsabi l e, di un tra dimento consumato contro il fratello il quale non aveva giurato di rispettare i beni di lei. Contro la citt di Zamora era stata lanciata una accusa infamante: vera l'accusa, il di Dio avrebbe dato il verdetto di sconfitta contro la citt. Dopo il terzo combattimento, che fin con la morte del terzo figlio di Arias Gonz.alo, questo verdetto di sconfitta non fu pronunciato ma nep pure Diego Ordofiez fu dichiarato vinto Grava su tutti questo senso penoso d'incertez.z.a, che di venta pi drammatico nell'epilogo del poema, con le sue che dovevano essere di gran
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Momo,llli battaglia del deserto.

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Giovani Fascist i sulla linea del fuoco nel de serto libico. (Foto Lu ce In esclusiva per Legioni e; Falangi )

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Profughi defi'Ucraina ritornano ai loro v illaggi presidiati dalle truppe del C .S.I. R

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Il caldera i o t r i pollno -CONOSCETE dunque Saint-Pierre? Il Ba rachois? ... Isole di Saint-Pierre e Miquelon, a quindici mi glia per ponente da Terranova; la grande e la piccola Miquelon, e la GrandeDune, la lunga diga di sabbia che le congiunge Quante navi sono sepolte sotto quella diga di sabbia? Quante ossa di marinai ci si sono disfatte ? Gabbiani e rrano stridendo nella nebbia come anime in pena; onde si frangono con alto schianto sulla diga ; la risacca pialla su e gi, su e gi e la sabbia con un frusco diffus o e profondo di foresta percorsa dal vento sulla tomba di quelli che na ucciso il mare canta la sua selvaggia eterna can zone. Tutto inghiotte la sabbia; il mare tutto rompe trita mangia disperde; ma che spunti dalla sabbia o dall'acqua un pezzo di legno, un troncone di albero, la costa d'uno scafo: legno e chiodi arrug giniti, o soltanto legno coi buchi dei chiodi e le macchie di ruggine: e il c uor e dell'uomo sussulta come se si trovas& dinanzi a un avanzo umano una cosa dove c' anco ra il contatto dell'uomo l'estremo e pi durevole contatto, quello della mano che s'aggrappa e poi si distacca. Lui solo, quel legno con Dio e il mare, ha visto l uomini di coraggio combattere con l a morte e morire. E quei nomi avventurosi, primordiali, che sanno di cose appena scoperte, della maraviglia con cui vede per la prima volta certe forme e aspetti della natura, e anche nomi legati a fatti di cronaca minima, divenuti in quella solitudine immensi, tali da rimanere per sempre affidati alle ose che non periscono: isola del Cane, isola del Massacro, isola del Ragazzo Perduto, isola del Vincitore, Gra11 Colombaia, punta del Cavallo, punta dell'Aquila, punta dell'Allodola, punta del Diamante, le Canaglie ... E quel viso o tile delle isole, un che di acerrimo e unghiuto: pietra, rocCia aspra morsicata dai g hia cci, raschiat a dalle tempeste; macchie lebbrose di licheni e muschi ; qualche ginepro storto dal vento qualche abete, qualche betulla gelida e triste: vegetazione che sembra esserci perch l'uomo non disperi e seguiti a credere nella vita. Macigni e grossi sassi sparsi sui pendii; sono quello ch' rimasto del lavoro degli antichi ghiac ciai sulla roccia: detriti, frantumi abbandonati dal ritirarsi dei ghiacci nelle et morte; sono smus sati, lisci, cose levigate da un gran mucchio di secoli e d'intemperie, una vecchiaia che ha una sua immobile pace dopo lunghi travagli. M a si possono anche pensare come materiali d'un mon do cominciato e non finito, rimasti l. E le casette a tetto spiovente, alto e aguzzo; casette sparpagliate all'uso ortone, uso di mari nai che, quando sono a casa, vogliono ripagarsl della promiscuit di bordo, sentirsi soli, difesi da muri, loro e la famiglia, chiusi in un'intimit distaccata e inviolabile. Davanti a ogni casetta, un rettangolo di terra, pochi palmi; terra preziosa, l'hanno portata coi bastimenti, con palizzate la. difendono dallo sco lare delle acque e dalla rapina del vento la in grassano con teste di merluzzo. un bene, quella terra, come l'aria e la luce; i pescatori l a curano e custodiscono come se di momento in inomento temessero di vederla levar si dalla roccia e volarsene via come una nube; ci piantano anche fiori e erbe d'odore, per ador narla, vestirla di pregi festo i e luminosi, e quindi sentirsela pi amica Isolotti e scogli dove l'uomo non vive: roccia, n:are e gabbiani; i gabbiani' vi nidificano a bran chi, una frnetica copertUra d ali e becchi rapi nasi sulla roccia che il mare assale e avvo lge di spume; un incesSante levarsi a volo, precipitarsi sulle onde, riprendere terra con un gusto chias soso di preda afferrata ; un gremito sguaiato ri -15

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La raccolta del << leghbl (vi n o d i palma) I n Trlpolltanla dere ch e &i mescola al fragore delle ondate. Schianti, scrosci e risa; qualcosa di diabolico. Nebbie pesanti, aderiscono al mare, alta roccia, fasciano le case come una pasta densa che cola :U_ uno stampo e vi si rapprend ; un silenzio di cenere; un vano deperire in un tempo che s' fermato di scorrere. Nebbie che durano settimane, e dnno un senso di cecit, di soffocamento, di reclusione; non c' pi cielo, n mare, n muo versi di uomini intorno; l'uomo si sente schiac dato, segregato nello spazio infinito, senza uno s piraglio di speranza. A traverSare Saint-Pierre ci vogliono pochi minuti, non pi di quindici, ma in tutte le case c il telefono ; il bisogno di allacciarsi ad altre voci, di udire di l dal muro di nebbia uomini vivere. Dal mare invisibile vengono e si spandono i r i ntocchi lunghi e opachi delle campane da neb b ia, gli urli lamentosi dei corni da nebbia: sem bra che in qu e lla tenebra fradicia animali marini usciti dagli abi i vaghino e si cerchino con ri chiami-in cui c' un grondar d'_ acqua. E 1 blizzards, venti di ghiaccio che trbinano nevischio: raffiche gelate urlanti che infondono ai nervi dell'uomo una vibrazione violenta e a 16 soprassalti, colpi di lima su una co rda tesa E i merluzzi salati distesi a seccare sulle gra ves; poi li ammucchiano in pile rotonde come pagliai, ci mettono sopra un copertone; sotto il c opertone il merluzzo suda e si lavora come dicono l; e ci vogliono quattro, cinque soli, esporlo al sole quattro, cinque volte, e il sole lento a venire e sbito se ne va come niente; ma quella sfuggente pallidez.za di sole quello che c i vuole per il merluzzo salato, che cos asciuga senza scaldarsi. E i giovani pescatori e l e ragazze che stendono il merluzzo o ne fanno pile; ragazze la cui pelle ba sapore di pesce; di letti d'alghe; abbracciarle e stringe rle sentirei dentro un gre\re alito di mare, respiro di grotte marine a bassa marea. Ma l'odore del pesce impregna l'aria, la terra gli" uomini; odore che penetra e stagna cupo e fatto da per tutto, avvolge la v i ta come un su dore inesauribile, diventa quasi un odore inter no, di noi, respirato da dentro, emnato dalla memoria E il B arachoi il porto di Saint-Pierre; una volta c 'erano tante navi goletta e brigantini a palo e brigantini v e nuti dai porti brtoni a pe scare sui B anchi, e le golette dell'isola che face v:\ no la grand e pesca; andavano in po rt o a pre ndere esca, a p ortare il merluzzo pesca t o agli c iccatoi, o a r ipara re manovre strappa t e dall a t e mpesta o a provveder i di a ncor e avendo per duto le proprie, o a turare una falla aperta nello afo dall'urto con ghiacci in deriva o da una collisio ne n ella neqbi a; allor l viuzze di S aint Pierr e erano stipate di pescatori, vi si aggi r ava n o col Loro passo sbandato, con l'aria di gente c he, dopo aver sosp irato tanto l a terra, ora che c' n n sa che cosa ci ia venuto a fare e restano in ieme, in gruppo, come a bord o, e parlano di pesce, di barili di sale, d i cavi di manilla, di neh hia e di ifebergs, come a bor do. Ma or a i v elie r i della g r ande pe a sono arsi nel B arachoi ; g l i chalutiers a vapore o a mOto re che dra gano il fon d o con l e l oro pe anti r e t i a tra scico, hanno scaccia t o quasi del tutto i velieri dai B anc h i; e i pescatori di a intPi errr no n fanno pi che l a piccola pesca coi doris a m oto re, in vista di costa. Hanno l e loro case nell'isola d e l Can e; li rhia mano i P iedi R ossi, i or piedi essen d o arro a t i dal fr e ddo e dall'a cqua. E quando viene l'estate, ecco i capelans o ca relins: sono pesci l un ghi una spanna, a l primo caldo v a nno alla costa per l a frega; non ci v o g l iono n lenze n ret i per p r ende rli basta im mergere un bugliolo o una cesta nel mare, tanto k on d e son o cariche gonfie di pesce, una massa v i v e nte c h e a pp esa ntiSCe e f a q u asi solida l' onda. Nel B arachois, o r a, ci sono l e motobarche e l e golette del contrabbando, d ella fraude cos di o n o quelli dell'isola : gol ette canadesi, scafi d a regata, gra n v elatura; arrivano caric h e di casse di whisky da mandare s ull a costa del M aine, nel New H a mpshi r e e del M assachusetts; e qu elli c h e ieri pescavano a gr.tn rischio merluzzo ui B an chi, ora l a v ora n o nel porto, caricare, scaric.'lre, tra bordare casse e balle di whisky; i capannoni d e l pesce sono stivati di bottig l ie; il legno delle casse disfatt e si ammucchia a catas t e enormi, i n vade l'isola, tutti lo possono prendere, lo bru ciano per scald arsi l o a d operano per farsi la casa o ri para rla per r addobbare barche e botti d a m e rluzzo, e co n le barche v e n gono quelli d T er ranova a far provvista d i quel legno, che non costa niente e ce n fin che si vu ole. E per le stradette di S aintPi erre passano i marinai del contrabbando: canadesi -atl e t i ci, ras;, grosse linde casacche da vento, e l'aria di rumi nare incessantemente pensieri spenti. E ci si vedono quelli d ella razza dei Nasi Blu di Halifax, che h a a nne gato nell'alcool la noia mortale della Nova Scotia. Ah! escla ma Makin, n on come se gli sembri strano ch'io con osca S aint-Pierre e il B a rachois, ma come uno che sente parlare a un tra t to d'una persona che conosce e gode che se n e p a rli. Finora Makin ha parla t o poco, a lun ghi inter valli, qualche parola distratta e inerte, q uasi che l e parole che diceva non fossero che m o menti del uo fumare, un interrom pere e ri prende r e la gioia d e lla pipa per guardarla e prol u nga rla. Ora sembra che n ella s ua voce sia giu n ta una feli cit inaspett a t a come quella che nasce da u n i ncontro impr e v eduto e g r adevo le. Ci sono paesi, terre, angoli pe rduti nd mond o c he solo a nominarli avvicinano due che ci sono tati; aprono una co rd ia lit, un desiderio di rac contarsi, come se i mprovvi samente sboccasse una ?.micizia che fino allora s'era tenuta nascosta, ignara di s. Makin s' anch e v olta t o un po' v erso di me; prima stava vo l tato quasi di schi ena, sed uti tut t'e due su una ruot a di cavo a prora; quando una rollata m i spingeva contro la sua spalla, sentivo che il mio braccio in cont r ava una resistenza com patta di musc oli, n e avevo un senso compatto e rigido, di pietra

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Grande e forte, Makin; una forza lenta, fredda, con movimenti lenti e freddi; la stessa lenta freddezza l'h negli occhi, s che anche i suoi pensieri sembrano riflessi delle sue masse di muscoli; qualcosa d'una pianta, una quercia Che facevate a SaintPierre, Makin? Il contrabbandiere. Contrabbandiere d1alcool; un uomo degli equi paggi dei rumrunners. Adesso capisco Makin, certi suoi modi di fare, di parlare, che lo differenziano dagli altri pesca tori di bordo; un che di estraneo al suo mestiere, l'eco d'una vita diversa da questa. Una vita in cui passato del danaro; quell'impronta che il danaro lascia in chi lo ha speso, raramente in chi lo ha soltanto guadagnato. Capisco anche perch il cuoco, quando parla di Makin, dice quella canaglia di Makin ; non perch il cuoco pensi che Makin sia una cana glia avendo fatto il contrabbandiere, un tale pen siero nessun uomo di mare lo avrebbe, come al tempo dei pirati nessun uomo di mare pensava in cuor suo che i pirati fossero canaglie, salvo il caso che i pirati avessero depredato lui personal mente. Sono le punte avventurose del mestiere, a cui l'uomo comune guarda con simpatia, come a superiori manifestazioni pi vitalit e indipen d enza. Ma Robinbuon diavolo considera Makin una canaglia perch qualche volta la faccia di Makin si fissa sul piatto che ha davanti con uria smorfia che lui il cuoco giudica sommamente irriverente per i prodotti della sua arte, e lui non gli pu dire: -e a casa tua, che mangiavi? sapendo che Makin non ha speso in opere di beneficenza il molto danaro che entrato nelle sue tasche. Come si vede, il cuoco giudica gli uomini dalle piccole cose che toccano lui, piuttosto che al lume delle grandi idee morali. Due anni Makin ha fatto il contrabbandiere d'alcool. Le bottiglie di whisky le imballano in involucri di tela, perch in caso di disgrazia, cio se i guardacoste americani li avvistano e inseguono, le balle di bottiglie si buttano in mare e sbito vanno a fondo; le casse invece sono lente ad affondare lmbarc.ano due mila balle di whisky ogni viaggio I rumrunners sono grandi motobarche, hanno motori potenti; basse sul mare, di scafo affilato. La traversata lunga, piena di pericoli; i guar dacoste sparano; a bordo ci vuoi gente di fegato, rotta al mare, pronta a tutto; il capitano un uomo di ferro, inflessibile, marinarone: un uomo disposto a giocare la sua vita e quella degli altri su un colpo di dadi. Al largo della Nova Scotia a volte si mettono tutt'a uri tratto tempi spaventosi; quelle barche reggono poco il mare, sono barche fatte per cor rere, per non essere viste; trovarsi in un fortu naie con una barca cos, c' da sentirsi perduti a ogni ondata che viene addosso. Bisogna arrivare sulla costa di l in una notte senz.a luna; in un punto convenuto, motoscafi attendono. Sono motoscafi velocissimi; loro por tano il whisky in terra. Trasbordare le balle di bottiglie sui motoscafi, quello il momento pi brutto: se c' mare, tutto un lavoro di acrobazia, motobarca e mo toscafi saltano sull'acqua, si urtano, mentre si sta col carico in aria, mezzo di qua mezzo di l, un colpo di mare distacca un bordo dall'altro, nel buio gli uomini non hanno faccia, non mani, si capisce che l c' un uomo soltanto perch l si sente un bestemmiare. E poi tenere gli occhi sgranati, gli orecchi tesi; da un istante all'altro pu aprirsi nell'oscu rit la luce folgorante d'un proiettore, vedersela piombare sopra come una mano che prende per il collo. : ,. Makin s' nscaldato: un giocatore che parla del suo gioco: quando l, era il gusto del danaro a scaldarlo, la posta grossa; qra il gusto pi sottile e inebriante dl gioco gio cato, l'aver fatto quell vita, quello che nel gioco c'era di rischio e d'avventura e d'imprevisto. -Un bel gioco dannato dice in un im peto d'estasi, ma anche con un sapore accorato e amaro, come chi amando i liquori non pu pi bere che acqua fresca. Talvolta tutti nell'oscurit sentivano un movi mento, un vivere come se qualcuno passasse, si avvicinasse, nessuno riusciva a distinguere se era un moto dell'acqua, una palpitazione dell'aria, tutti stavano contratti in ascolto, si sentiva nel buio e nel silenzio la presenza di cuori che batte vano forte, poi uno diceva una parola, una pa rola qualsiasi, gettata l, e allora capivano ch'era stata la tensione dei nervi, aveva raggiunto quel punto acuto in tutti, nello stesso istante, come se fossero collegati da un medesimo circuito di cor re n te. -Ma perch siete tornato a lavorare sui Banchi? Makin non risponde sbito; non so se es1t1 a dirmi perch ha smesso di fare il contrabbando e sia tornato a merluzzo, oppure se con tinui a scolare, assaporandone l'ebrezza, le ultime gocce del ricordo di quel suo tempo d'avventura. Ah, dice tutt'a un tratto, come se aves se finito di sciogliersi in bocca la cosa dolce -volE!vate sapere perch ho smesso? Ho smesso perch sulle barhe del Ontrabbando nessuno mi ha pi voluto. E non mi hanno pi voluto, . sapete perch? Perch una volta che dovevamo partire, mi sono ubriacato. A bordo dei rumrunners la disciplina du rissima: l'uomo l deve dare senza risparmio tutto quello che capace di dare, e avere la test sem pre limpida, capire quello che c' da fare senza che il capitano apra bocca Durante la traversata nessuno pu assaggiare alcool, neanche una goccia; tutto quell'alcool a bordo, ma per chi lo trasporta, acqua o t, che / fa lo stesso. Una sera di partenza, Makin si presenta sulla banchina della Roncire ubriaco cotto. Il capitano lo vede, salta a terra, lo copre di insulti, lo vuole strozzare. Un uomo che gli manca all'ultimo momento. Makin non trov pi imbarco sui rumrunners. -Non so neanch'io come sia successo. Il giorl).o della partenza, mai avevo bevuto, mai. Quel giorno fu una tentazione pi forte di me, una forza grande irresistibile che mi tirava a bere. Feci di tutto per scacciarla; mi stesi sul letto, cercai di dormire, far venire dormendo l'ora della partenza. Nel sonno vedevo una bott_iglia di whisky ballar.e davanti ai miei occhi, dentro una luce. Mi svegliavo. Chiudevo ancora gli oc chi, e la bottiglia mi tornava davanti. Che vo lete? Mi si era acceso il sangue, il mio sangue di Naso Blu quel giorno s'era rivoltato, s'era messo a bollire. Mi alzai, vuota! un bichiere, un altro, andai fino in fondo. Ubriaco. Intanto era venuta l'ora d'andare a bordo. -V I TTORIO G ROSSI Bimb a araba della libia. 17

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Flotta giapponese nell Oceano Indiano. UN ANTROPOLOGO TRA GLI INDIANI CHI v ogl.ia r itro v a r e l e origin i d e l folclo r e in dian o qual e appare n e i nostri pi r e c enti scritt
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gamente di politica con quell'uomo egregio ed ebbi campo di ammirare la profondit della sua dottrina. Egli mi domand la mia opinione sulla politica coloniale degli inglesi nell' I ndia. Gli ri sposi che la trovavo in ogni parte ammiranda, ma che, s'egli mi perdonava un pifcolo peccato di vanit nazionale, volevo aggiun$etgli che il gabinetto inglese imitava i nostri 1ntichi padri, i Romani. Trov giusta la mia osservazione. Nemmeno a farlo apposta sir Fergus son a procurare al suo ospite italiano, con un invito all'incoronazione del Re di Baroda, il modo di disilludersi sullo stile romano della dominazione inglese in India. Il Re di Baroda era un ragazzetto timido e malaticcio, facile alle lacrime, uno dei tanti Re travicelli sparsi dall'Hi malaia all'Oceano Indiano. Il discorso di risposta del nuovo Re all'allocuzione del Governatore, chiaramente fabbricato nel gabinetto di sir Per g_usson, ma il buon antropologo che un cerimo niere ha fatto sedere in prima fila ( forse a m o tivo delle tre Commende che porto al collo ) non se ne accorge: egli rapito dalla sontuosit orientale dell'addobbo e preoccupato di far sc: volare in tasca il bolo di bete! che gli altri invi tati si cacciano in bocca. Mantegazza era parente spirituale di De Ami cis e riduceva tutto a formato familiare e tasca bile So che il Re pianse sul seno della mam ma ed io lo vidi ritornare al suo posto d'onore con gli occhi rossi. All'uscire davamo, passando, la mano al Re, che sulla scala ci attendeva, rin graziandoci della cara visita e augurandoci ogni bene Altro lato del carattere del Mantegazza una bonaria sensualit, tutta contemplativa, che non contraddice l'olimpico, sereno aspetto che di lui le fotografie ci hanno tramandato. Par quasi che voglia esimersi dalla taccia di indiffe renza e frigidit, come se al desiderio fosse pro prio tirato per i capelli. Vedo ad una stazione una vecchia nera col volto e le braccia tinte di giallo. Quasi a contravveleno vedo una giovane indiana quasi nuda, c h e sorride nella casta e ver ginea superbia delle sue membra di bronzo. 'La guardo con occhio forse troppo europeo, giacch Salto nel pozzo di un i n digeno a Bombay. essa, arrossendo come pu arrossire i l bronzo, fii tira sulle spalle un velo e si drappeggia come una statua greca. Ma giunge finalmente il giorno in cui, da one sto scienziato, pu mettersi al lavoro, quasi con una punta di rimorso per avr fatto fino allora pi il turista perso dietro il colore locale che l'antropolo go fedele ai dettami dell'evoluzionismo dan.vinista. I suoi strumenti scientifici fremono in fondo agli ampi bauli; le sale del suo Museo fiorentino atten dono le preziose testimonianze delle razze indiane. La prima di queste, che dovr essere assoggettata al suo craniometro e all'obbiettivo della sua mac china fotografica, sar quella dei 'Toda.. L'incontro atteso con ansia Nella folla policroma a tipo n1alesoide che ra intorno alla stazione, rimarca una giovane nera dai lunghi riccioli e daglj occh di una bellezza sfolgorante. Di certo e ra una 'T oda. Me le avvicinai sorridendo e le dissi iti tono d'in terrogazione : 'T oda? Ed ella rispose: 'T oda.. Le mi< viscere antropologiche ardevano d'amore, di de,.. siderio, di frenesia Finalmente io era nell'India selvaggia, quindi in casa mia! S'inizia un pe riodo di frenetica attivit per arricchire di sup pellettili, oggetti ornamentali, arredi sacri il Mu seo fiorentino Per entrare in possesso dell e lun ghe trombe sacre dei lama, il Mantegazza ricorre anche al furto e alla corruzione, sicuro di essere assolto dalla magnanima ombra di Darwin A causa di una bellissima tazza di scorza d'albero, munita di un grazioso manico deve sostenere una lunga, pubblica colluttazione con la proprie taria ostinata nel non voler riconoscere la vendita effettuata dal marito Viaggiando, sempre con ; suoi mezzi di adescamento a portata di mano, che vanno dai sacchetti di rupie alle scatole di fiammiferi con specchietto, il Mantegazza si trova fi. nalment e a tu per tu con l'Himalaia, incontro sospirato e temuto. L'inno che gli esce dal cuore di fronte al gigante assume gradualmente acce nti ditirambici. Quel monte d'argento e di dia mante, il fiore delle pietre, la festa, l'inno del mondo inorganico ; e ancora: Ti riv e do per la terza volta, tu sei bello ancora, sei bello sem p re, tu sei vergine, tu solo lo sei; e ancora : Oggi tu sei nudo o mio Kanchanyanga, tu sei nudo, ma casto come una statua di Fidia. Tu sei nudo e tu sei bello, la grandezza smisurata dei tuoi iian chi non t'impedisce di avere le grazie di una s ta tua greca. Le' ingenuit del Mantegazza sposandosi ad un amore per il proprio lavoro e per ia scienza ve ramente esemplare, ad una imperturbabile sere nit di fronte alle disavventure di cosi straordi narie trasferte, compongono un tipo umano ratteristico ; quello dell'italiano fine Ottocento, che misura con I.netro familiare tutte le cose dalle im mense alle minime. Come De Amicis trov in Olanda sul treno il contadino che sillabava il primo verso della Di vina Col)).media, cos Mantegazza trova un pic colo portabagagli che verificando il riumero suoi dopo i primi dieci numeri in inglese, dice undici in italiano Io gli sorrido come se avessi udito un saluto dell'Italia lontana e gli fo festa e tento di parlargli in italiano ; ma egli di tutto il nostro dizionario conosce solo quell'unica parola. Il solo dispiacere di questo viaggio fini scono per darglielo gli inglesi, i presunti eredi dei romani, quando s'imbarca sul Nepau! da Ma dras a Calcutta. Dopo che il Mantegazza ha sbar cato in una b<).rca indiana nel delta del Gange i suoi numerosi bauli, il comandante mette in moto il vapore senza neppure avvertirlo. Le ondate mi nacciano di sommergere tutto il prezioso ma teriale scientifico raccolto con tanto sacrificio. Quando io ebbi rampognato iieramente l'uffi ciale di comando, mi rispose freddamente: Mi avete voi domandato forse qualche cosa?". Ah! sU1 perbissima Albione, saresti grande e potente an che senz'essere scortese e un pochino di grazia la tina non guasterebbe il tuo profilo severo e forte! Dopo aver ritratto tutte le razze dei dominati, il Mahtegazza fotografa in questa istaw tanea il vero volto arcigno e cafonesco dei domi natori; scoperta preziosa per un etnologo alla fine di un cos viaggio NINO RUGGERI 19

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POlCH tutte le cose umane, e pi pecialme n te la vita umana non sono eterne ma vanno anzi sem pre declinando da un principio a una fine, e poich la v i ta di Don Chisciotte non aveva dal cielo ricevuto alcun pr i vilegio che la potesse pr lungare, giunse alla fine quando egli meno se raspettava li. ancio Panza si era inginocchiato so i l suo Padrone ccn uno slancio appassionato. com2 avesse voluto trattenere con le sue braccia e ccn le sue rustiche argomentazioni lo spi r ito del suo signore: la nipote i era appoggiata :;il znzio sam,.,nte alla spalliera de:la sua poltrona ed il p:ete lo assisteva premuro amente, inte nto ad ascoltare lz ragicni di ch i doveva presentarsi a1 cospetto di Dio. Infine, Don Chisciorte esal rultimo respiro Cervantes attribuisce il fatto alla malinconia che gli causava il vedersi orma i vinto o. in ogni caso. a una dispos i zione del cielo che cos aveva ordinato. Egli la ci questo mondc proprio negli anni in c ui si iniziava quella che molt i autori chiamano la Decadenza nazionale. Erano i tempi di Filippo III. Il nostro grande Impero, che fino a quel m c mento aveva dominato l'Occidente cominciava a decli nae ghmgendo poi addirittura a\ punto di farsi rimorchiare dalla politica estera: Nei vecchi nidi non possono esservi giovani )) aveva detto Alonso Qujan o pochi istanti prima della sua morte cristiana. E que to pr verb io, ccs semplice e po polare, pronunciato in quei momenti sembra avere un apore di tempi passati e d eroici Per poter dare una e-satta e sicura inte rpreta zione della storia nazionale posteriore alla morte d i Don Chisciotte vale a dire all epO<:a di Filippo III guardiamO<:i dall'attribuirle un tono d i decadenza o di rovina. Al contrario proprio il carattere spagnolo, da allora ad oggi che perdura e attamente con lo st e o tono intrepido e sublime. Murano gli avvenimenti del mondo intorno alla Spagna ma no perma niamo nono tante la nostra integrit spirituale anche s e p i o meno insidiata dall'ambiente straniero. Soffriremo crisi dinastiche i nevitabili e pt!rsino imposizioni di idee altrui ma l essenza nazionale vivr sempre con ferme-aa granitica sia manifestandosi chiarame n te, sia timi damente affiorando. Non ma n cheranno di ero i smo le nostre lotte civili; il nobile spirito disinte re sa.to di Don Chisciotte si rifletter in noi utt e le volte che scorrer il nostro sangue per la causa universale e la nostra politica estera coronata o meno da u ccesso. sar sempre impro n tata ad u n a m e ravigliosa dignit. I tri onfi della nostra epO<:a d 'oro rivivranno spesso n elle pagi n e dttlla nostra storia in quei secoli dai quali biso gna definitiva mente allontanare l'idea delta decadenza In questi secoli le nostre armi ed i nostri missionari continue ranno a conquistare l'America ed i colonizzatori spagnoli a popolarla con la stessa fortuna dei tempi aurei : per molto tempo l'opinione della Spagna peser decisamente anche sulla bilancia dell'Euro pa Il successo, in fin conti O<:casionale e aleatorio: ci che i mporta i l carattere e questo intatto. Per comprendere tutto questo non abbia mo che sfosdiare alcune pagine della vecchia storia spagnola. Risaliamo al I 588; sarebbe' questo il momento dal quale, secondo molti autori, -part e i l colpo iniziale che precipiter la decadenza L'In vincibile Armata non ha raggiunto il suo obiettivo cd Elisabetta rimasta padrona del mare. Il ca rattere essenziale della Spagna cambia for e dopo lJ sco nfitta dell Invincibile Armata ? r ament no: una data che segna l a perdita di alcune na vi 20 / Goya. Particolare deUa Scena carnevalesca. (Accademia S Fernando Madrid) Foto Anderson e di molte speranze, ma lascia intatto lo sp i rito che, nel corso della storia insister di mol te volte nella lotta contr'o gli anglo as soni ccs oppcsti, per il loro oscuro egoismo o p portunista alla aperta e disinteressata lealt. le Dunas n RO<:roi, pur essendo sconfitte m : ateriali. giungono d esserlo per il nostro spirito. Dc n Chisciotte che fu a volte sconfitto, risult empre invincibile. Come la Spagna sul campo di battaglia, si sarebbe lasciato uccidere mille volte piuttcsto che retrocedere di un solo passo Qua lu n que l ettore dell'opera di Cervante pu dire se Don Chi ciotte, nonostante sia stato bastonato dai !adroni a lungo andare non empre ri u:tat o viuorioso su di e i. Questo Don Chisciotte con i l suo i dea lismo quasi sovrumano, per un sublime paradosso nonostante la sua follia colui che ha sempre ragione. Egli vuole stabilire la giu tizia nel mon do proteggere gli oppressi e Iettare contro i mo stri. Allo stesso modo, nella Stor i a Univer aie di tUtti i paesi la ragione sempre di chi vede p i in alto: della nazione che ha le maggiori asp i razioni Si possono incontrare briganti in tutte le strade del mondo. Forse un gruppo d i essi potr anche a tterrare il caval iere che ma i fugge n i nganna pronto ad osare come la Spagna attraverso la sua stori a anche quando i nemici si sono presen tati i n massa. Potr danneggiarlo clpirlo e de rubarlo nonostante il suo valore sovrumno. Ma se l'aggredito dalla part e della ragione, finir col rivend ic are ci che gli Canc ellia mo quindi dal nostro dizionar io la pa rola decadenza che falsa sotto tutti gli aspet ti. La Sp ag n a non pu decadere finch la ragione s i a dalla sua parre Per que to ci sembra ancora oggi ch2 pctremmo ad ogni pa o incontrare Don Chi sciotte per le trate battute da l sole, t ra le gialla s tre magge-si della nostra nobil e t e rra Per questo quando viagg iam o nella Castiglia ci sembra ancora di incontrare nelle notti cosm i che e s olen ni dei cavalieri antichi che nelle candide locande, v egliano le loro armi nella notte dell inv e stitura Quel che certo che il Canliere della Mancia per la Storia di Spagna qualche cosa ccme una figura centrale la cui e-sistenza non potrebbe documentata. on importa se questa figura sol tanto immaginaria E a riun ce in s tutto il co ragg io tumultuo o e v i brante del Medio Evo, de ll' epoca idealista e appassionata in cui i cava lieri senza macchia giravano per il mondo; con il suo coraggio ha dato un'impronta alla sua e pcc e lo ha tramandato ai ecoli. Per que to e a rappre enta il segno della continu i t nel succedersi degl i avvenimenti del\a nostra storia Cervantes sapeva p e rch ce lo dice all'inizio d ell' u ltimo capitolo della sua opera che le cose umane non sono G che non sapeva che era r i uscito a creare un tipo, p i che umano, rappresentativo di tutto un carattere nazic nale e che le figure del suo poema avrebbero raggiunto un'immortali t negat a a ci ch e soltanto umano. E i l buon cavaliere sul uo vecchio cavallo ccntinua a sorvegliare le terre di Spagna non gi come un fantasma che indichi le stelle con la sua l ancia ma cotn e un cc hidal g o ll cortese, buono c g iusto il cui spirito invincibile fa s che egli si a sl?mpr e pronto a correre l a pi invcr simil sp l endida :lV\entura BARBA

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Lo specchio dell'lllf,nzla 2 1

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TEATRO DEL DO POGUERRA RUGGERO RUGGERI ha ripreso or non molto l'Enrico IV di Luigi Pirandello ; del che il nostro grande attore va lodato, pi di quanto fosse da lodare l'anno passato, per l'inaspettata ripresa dt>l Luigi XI di Ca imiro Delavigne. E la ragione di questa non lode e di quella lode la seguente : che l'Enrico IV un'opera d'arte, e il Luigi Xl non lo Il pazzo che si crede Enrico lV, una delle i n terpretazioni pi << inte rior i >> di Ruggero Ruggeri Ai toni d i questo dramma, la voce velata c << sta gionata >> di Ruggeri si addice perfettamente. oi per. e sia detto per inciso, non abbiamo ancora capito perch Luigi Pirandello abbia dato al suo sonaggio il nome di Enrico IV e non quello di Ar rigo IV, affrontando un equivoco che la notoriet del dramma pirandelliano ha finito per calmare, rua che in principio creava una certa quale confusione. Quegl i che il personaggio pirandelliano crede di essere, oppure finge di credere di fSSere (il dubbio sulla precisa personalit del personaggio quasi -come si sa, i l << gioco fondamentale del -22 la letteratura pirandelliana ) k Arrigo IV, impera tore di Germania della casa degli Hohen taufen: colui che regn dal 1056 al r xo6, vinse ben 62 battaglie, sostenne una l unga lotta contro il papa Gregorio VII, e pi che per le sue molte vittorie in guerra sal in grande fama per l'umiliazione ptita nel castello di Canossa ove nudo i piedi e iu abito di penitenza and a implorare il perdono dell' inflessibile pontefice. Il nome di Enrico lV i nvece Tichiama un'altra figura storica molto nota chiaramente determi nat,il: quell 'Enrico IV di Francia e di avarra che si merit il titolo di Grande fu tanto spi r ito o da giustificare la sua conversione, al cattolicesimo col dire che Parigi valeva bene una messa, e desiderav che la mattina della domenica ttti i suoi avessero una gallina da metter in pe tola. L'interpretazione che di questo personaggio os sessionato e ossessionante d Ruggero Rug'gi!ri, tanto pi vicina alle radi,ci del pu onaggio che l'interprete si studi questa parte sotto la per o naie guida -rldl'autore. ..... Era il 1925, l'anno in cui nacque in una pic cola via del ceritro di Roma, e dopo pochi mesi Noue di sngue di Federico Garcla Lorca (Teat r o delle Arti, Roma). purtroppo mor, quel Teatro d Arte che doveva essere per la nostra capitale ci che il Vieux Colombier fu per Parigi, la Commedia di Max Rein hardt per Berlino, gli Studi per Mosca: un teatro specializzato nelle opere pi rare e preziose, che per la loro rarit appunto e preziosita sono igno rate dalle compagnie cosiddette <
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del palcoscenico lo esaltava. La penombra e lo squallore del teatro durante le prove, lo empivano di entusiasmo. Viveva il personaggio assieme con l'attore che lo interpretava. Conosceva a memoria tutte le battute del lavoro che si provava o si rap presentava, e recitava l'intera parte dietro le quinte, mentre l'interprete la recitava su Ha scena; e non lo recitava la parte di quel >> personaggio, ma la parte di tutti 'i personaggi, comprese quelle del cor so, nei lavori che, come la Sagra del Signore della Nova, comprendono un vasto coro. E noi che avemmo occasione di assistere alla vita del Teatro d Arte di Roma, ricordiamo con quanta cura, con quanta precisione, con quanta passione, Luigi Pi randello second Ruggero Ruggeri nell'interpreta zione del personaggio di Enrico IV, e comunic all attore la vita pi intima di questo su o poetico Era il I 9 2 5. Sette anni soli erano trascorsi dal la fine d e lla Gral)de Guerra. Ma gi non si par lava pi di dopoguerra >>. Infatti, e per ci che riguarda particolarmente il teatro, il teatro cosid detto cc del dopoguerra cominciava a non essere pi se non un' ombra del paSsato. Sarebbe da stu diare con pi attento esame lo strano influsso che la fine di una guerra esercita sulla mente degli uo mini, tanto da creare nonch una vita singolare e dei singolari costumi, ma an che delle singolari for me d'arte, molto diverse da quelle meditate e calme che nascono nei lunghi periodi di pace. La gioia della pace ritrovata. aveva creato l'a more dell 'attimo fuggente. La vita aveva un che di esaltato e di fuori della norma e anche l'arte era messa a riflettere queste strane forme. Il teatro pi della letteratura, della pittura e della musica (pittura e musica avevano avuto le loro c < rivoluzioni >> prima della Grande Guerra la pittura col cubismo e col futurismo, la musica con Strawinsky e Schon berg ) come fo rma d'arte pi diretta, pi popolare e, diciamo pure, pi superficiale. Il teatro s ispir alle anomalie psichiche, agli sdoppiamenti della personalit, al grottesco, ai casi pi diabolica mente singolari. acquero cos L'uomo che incon tr s e stesso La maschera e il volto per non citare se non i lavori che ebbero maggior fortuna. Anche le opere di Luigi Pirandello furono com prese nel << teatro del dopoguerra ma m entre le altre opere seguirono la sorte del << dopoguerra)>, le opere di Pirandello s opravvissero a questo strano periodo e continuano gagliardame nte la loro strada. Ed giusto. L'opera di Luigi Pirandello l' ope r,, di un artista, e ba dunque in s il dell'im mortalit. o n che manchino all'opera di Luigi Pirandello ragioni precise per essere considerata << teatro da do poguerra Anche in essa c' un che di problema tico di psichicamente complicato, di fuori della norma Ed in seno a quest'opera la parte pi ti picamente < < pirandelliana che la pi caduca, bench quella (tanto gli autori si conoscono poco) che Pirandello considerava la pi importante e so steneva nient<'meno che con l'autori t di Ora spenta anche l'ultima favilla del << proble matico dopoguerra, l'opera di Pirandello si giu dica con maggiore compostezza. Crediamo di non sbagliare dicendo che nemmeno lo spettatore pi in genuo si lascia abbagliare ormai dal cc problema della personalit > ma in compenso siamo tutti con cordi nell'ammirare in Luigi Pirandello un autore ricco di temi drammatici e talvolta ricco di poesia. La Spagna per parte sua non ha avuto un teatro del <
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"(:( M ussolini e Hitler si sono in contrati a Salisburgo l colloqui tra i Condottieri dell'Asse sono durati complessivamente trenta ore in soli due giomi. Nessun problema, nessun aspetto di qualsiasi importante questione politica e militare europea, sfug gito al(' esame e alle decisioni dei due Capi, e su rutto essi hanno riaf fermato una perfetta identit di ve dure, sulla base delle grandi vitto rie gi riportate dal Tripartito ed in vista defl'ulteriore condotta del la guerra. Alle conversazioni politiche han no preso parte il conte Ciano e von Ribl>entrop presenti anche il no stro Ambasciatore a Berlino e l' Am basciatore tedesco a Roma. A quelle militari hanno parteci pato da parte italiana il Capo di Stato Maggiore generale Cavallero, e, da parte germanica, il Capo del Comando Supremo delle Forze Ar mate maresciallo Keitel. Come detto nel comunicato riassuntivo, cc stata riaff ermata an cora una volta, in questa occasio ne. la ferrea decisione dell'Italia, della Germania e dei loro Alleati di assicurare la vittoria definiti va con tutta la potenza dei mezzi di cui dispongono'' Mentre nel pi assoluto silen zio, aweniva ('incontro dei Capi delle due Rivoluzioni, la propaganda anglosassone inscenava una volgare campagna di diffamazioni a danno dell'italia e quindi dell'Asse per diffondere nel mondo la sensazionale voce della nostra secessione dalla guerra, spuntata da una fulmi nea crisi del Regime Le !O/te e disgustOs e menzogne ;>ropalate dalla stampa e dalla radio nemiche, al puerile scopo di iniettare ossigeno nel cor p o dura mente fiaccato delle democrazie c dell'alleato bolscevico, meritavano un adeguata smentita, e gli stessi in ventori del grossolano inganno cer tamente se l'aspettavano, ma quella ricevuta stata tale da costringerli all'altro stupido espediente di attri buire le medesime menzogne alla si tuazione interna della G ermania e della Finlandia. "(:( Sul fronte est la guerra cOmincia a rip rendere, con la nuova stagione, il ritmo incalzante che ad essa hanno impresso fin dall'inizio i tedeschi In Crimea, le armi germaniche e romene hanno conseguito a tempo di primato una folgorante vittocia. Lo Stretto di Kerc stato raggiunto in turca la sua larghezza Tre armate sovietiche sono state annientate. Il nemico, oltre ad aver subto perdite sanguinosissime, ha lasciato ne/{e mani dei nostri Alleati I49.256 pri gionieri, I I 3 3 cannoni, 3 7 2 lanciabombe 258 carri armati, 38 I 4 au toveicoli e grandi quantit di armi leggere. 'ella regione di Charkov, dove i rossi hanno sferrato un offensiva, i t e deschi sono passati al contrattacco, infliggendo all'avversario duri colpi e distruggendo finora centinaia e cen tinaia di carri armati La controffen siva si risolta in un(!.. gigantesca battaglia di annientamento delle truppe di Timoscenko. Nel Mediterraneo la situazione diventa s e mpre pi difficile per i bri tannici. Lo prova l'allontanamento del terzo Cunningham, il comandante in capo della flotta in questo mare che ha riservato tante amare sorprese alla infallibile strategia di Churchill e compagni. In Asia Orientale dopo la caduta di Corregidor tutte le Filippine sono passate sotto il controllo diretto del Giappone ; la Birmania stata per duta; lo Yunnan investito; l'Assoro altrettanto; l'Australia grida al soccorso, per la minaccia incomben te dell'invasione. La battaglia aero navale che prende il nome dal Mar dei Coralli e durante la quale portaerei e navi da battaglia anglo-americane sono state colate a picco ha segnato il definiti vo tramonto di ogni velleit di ripresa dell il quale non avr pi sufficiente tonnellaggio da guerra per tentarla anche in condi zioni disp erate. Da aggiungere cospicui affonda menti al largo delle coste america ne nel Mare di Barents e ovunque transitino convogli nemici. "k Il Duce ha ricevuto, presente il Ministro Grandi i giuristi che in soli ventisette mesi hanno compiuto la riforma della legislazione civile italiana. l nuovi Codici sono tutti permeati dello spirito della Rivoluzione e dei principi fondamentali in cui il Fa scismo ha sintetizzato la ragione di vita dei singoli, come delle colletti vit, i loro diritti e i loro doveri nel quadro superbo di uno Stato mo derno evolventesi al massimo grado e consapevole deUa sua missione nel mondo. durante la guerra universale. Sone> anch'essi una premessa e una garan zia della vittoria ,, 'k Il popolo italiano ha celebrato la giornata dell'Es e rcito e dell l mpe ro con austeri riti. Il Re e il Duce hanno consegnato sutr Altare della Patria le Medagli e d Oro ai congiunti di valorosi Ca duti in guerra. Un velitJOlo della R. Aeronautica uperati d un solo balzo il M editer raneo e i deserti libico e del Sudan ha raggiunto Asmara ed altre loca lit dell'Impero, lasciando cadere manifestini di saluto ai connazionali ed alle popolazioni indigene Ritorneremo": questa la pa rola sacra che chiudeva il significa tivo messaggio. "k Il Duce ha visitato la Sarde gna. Sette giorni di indimenticabili ricordi per il forte e laborioso po polo sardo. Di citt in citt, di vil laggio in villaggio, il Duce stato accompagnato da travolgenti mani festazioni di gratitudine e di devo zione, A Caprera, il Condottiero ha visitato la casa di Giuseppe Garibal di ed ha sostato dinanzi alla tomba dell Eroe dei Due Mondi. Le parole che il Duce ha rivolto alle popolazioni durante il viaggio trionfale, resteranno scolpite nei cuo ri di tutti, quale pegno supremo del/v. Vittoria, che coroner i sacrifici, gli eroismi, e le indomabili energie d e l l'Italia Fascista. Qualch e giorno dopo il Suo ritor no a Roma, il Duce, riunendo il Di rettorio Nazionale del Partito ha tenuto ad esaltare l'altissimo spirito del popolo italiano al termine del econdo anno di querra nella certezza assoluta della 'vittoria. "k Il 1 7 maggio un sommergibile italiano ha affondato in Atlantico, presso le coste brasiliane la corazzata degli Stati Uniti di p.ooo tonnelfate << Maryland 1>. l superstiti hanno detto che la nave affondata nel corso di 4 minuti dopo il siluramen to. Il sommergibile il Barbariga il cui nome scritto oggi nelta storia aurea delta M orina Italiana l:r Dal mattino del 27 maggio > in corso una nuova aspra battaglia sul Fronte marmarico. L'iniziativa stata presa dalle forze italiane e ted('Sche che hanno attaccato le for mazioni nemiche antistanti su/te linee del deserto. Gli inizi della battaglia si svol gono favorevolmente pK le truppe dell'Asse impegnate aspramente contro il nemico che oppone un'acc ani ta re istenza Nei prossimi giorni conosceremo gli sviluppi di questa nuova batta glia del deserto che il prelu.dio del la grande offensiva che sar sferrata prossimamente contro i nemi ci del tAsse, ul fronte dell'Est FRECCIA NERA

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"(:{ Fra le recenti celebrazioni che hanno avuto luogo in Spagna, va .ricordata quella del terzo anniversa. rio della l iberazione di Madrid. Alla storica data i giornali hanno dedi cato molto spazio sottolineandone il significato. Con la liberazione della capitale dalla tirannia rossa si com ,piuto il grande ciclo di operazioni iniziato da Franco giustamente chia .mato guerra antibolscevica e nel quale tanta parte hanno avuta gli italiani. A Madrid, naturalmente, le celebrazioni hanno assunto maggiore solennit. Numerose opere pubbliche sono state inaugurate ed il Caudillo ha ricevuto i rappresentanti dell am ministrazione cittadina della capi tale. Un avvenimento madrileno che ha anche molto attirata l'attenzione, stata la solenne seduta dell'Istituto dt Previdenza, che ha avuto luogo con l'intervento d 'el Caudillo e dei m embri del Governo. Franco ha tenuto un discQrso in cui ha proclamato la necessit di raggiungere una pi alta giustizia naztonale che ri partisca equamente gli oneri tra tutti gli spagnoli preoccupazione, questa, ha detto che Egli ebbe subito sin da quando assunse il potere. Il discorso stato ampiamente commentato dalla stampa, la quale ha messo in rilievo, fra l'altro, l'importanza eire il principio cristiano della famiglia riveste nello Stato falan gista. "k Le manifestazioni dell'amici zia itala-spagnola che hanno luogo ogni qua/volta se ne presenti l' occa sione, hanno assunto recentemente particolare importanza. Mentre sono proseguite le conferenze di argomen to italiano -fra le quali vanno ricordate quelle del Prof. Mazzoni dell Universit di Firenze sullo Sta t o Corporativo varie delegazioni provenienti dall'Italia sono venute in visita in Spagna. Fra esse ricor deremo la visita di una rappresen tanza femminile della G.I.L., che ha ricevuto cordialissime accoglienze e quella di una rappresentanza del l' Artigianato. Quest'ultima ha con cluso un importante accordo per lo scambio di prodotti artigiani dei due paesi, che sar veramente assai utile per la reciproca conoscenza. M alto rilevata, poi stata dalla stampa la visita del vice segretario della Fa lange al Fascio di Madrid dove egli ha ricevuto una calorosissima acco glienza dai camerati italiani. M a il fatto culminante interessan te i rapporti itala-spagnoli stata la posa della prima pietra del monumentoossario dei Caduti italiani a Saragozza. Alla cerimonia che si svolta con una solennit tutta parti colare hanno assistito personalit spagnole, oltre all Ambasciatore d'ltali a Lequio ed al N un zio Apostolico M ons. Cicognani. Particolar mente notevole stato il discorso dell Ambasciatore italiano il quale ha messo in rilievo, fra l'altro, come in Spagna sia vivissimo il culto de gli eroi. Perci sar altamente ap prezzato un monumento il quale oltre ad essere un ossa rio destinato a raccogliere i resti degli eroici com battenti italiani caduti a fianco det fratelli spagnoli nella Crociata di li berazione, sar un monumento che eterner il ricordo di coloro i quali hanno sacrificata fa propria vita per un cos alto ideale Questi Caduti, ha egli detto pi oltre saranno sen tinelle che montano la guardia, mae stri che indicano alle generazioni fu ture il compito del dovere e del sacrificio. La lotta che oggi si combat te contro le false democrazie pluto cratiche ha in Spagna il vero princi pio : negli eroi della Crociata spa gnola essa ha la sua migliore garan zia di vittoria. Le nuove generazioni si mostrino degne di questi eroi, come dimostrano di esserlo i combat tenti della Divisione Azzurra, che accanto ai compagni di ieri, lottano ancora conttlo il comune nemico. Que sta continuazione di una cos al ta tradizione cosa ammirevole e vera garanzia per il futuro. All'Ambasciatore Lequio ha risposto con elevate parole l'Al cade di Saragozza. La pergamena chiusa nella pietra di fondazione del monumento-ossario reca la seguente scritta in latino: Regnando Vittorio Emanuele Il!; mentre Roma pugna contro i nemici del Diritto e della Fede; sotto gli auspici di Mussolini e di Franco ; con la benedizione del Sovrano Pon tefice Pio X JJ; questa opera di pace; secondo il costume dei Padri; per l'incremento della religione e la me moria dei Legionari caduti in Spa gna ; si eleva con romana grandezza il 3 maggio 1942 "(:{ La politica sociale della Spa gna procede sulle linee tracciate dal Caudillo, che sono parallele a queUe seguite dai paesi dell Asse. A Lina -res davanti a ventimila operai; il Ministro spagnolo del Lavoro, Giron ha pronunciato un discorso, nel quale, fra r altro, ha sottolineato che le potenze capitalistiche e lo spiriJo di classe continuano ad essere l' osta colo principale che dovr essere su perato dalla rivoluzione falangista. Egli ha inoltre testualmente dichia rato: Questi ostacoli saranno eli minati. L'edificio capitalistico croller e sar sostituito da propriet in dividuali sindacali e famigliari. La societ spagnola sar trasformata e lo spirito di classe sar distrutto per ch secondo il concetto sindacale e nazionale, la Spagna un grande Stato nel quale ogni cittadino ha il suo posto nella l otta e nel lavoro. La contrari voluzione dell interna zionale dell'oro sar battuta. Queste dichiarazioni sono state accolte negli ambienti politici spa gnoli con pieno consenso ed hanno suscitato com' facile compren dere vasta eco anche all estero e specialmente hanno avuto grande ri lieiJo nella stampa dei paesi dell' Asse. "(:{ Tutti gli avvenimenti militari e politici internazionali sono stati seguiti nelle ultime settimane in Spa gna con il consueto interesse Fra i primi hanno avuto particolare rilievo la grande battaglia na vale del Mare dei Coralli, la vitto riosa impresa delle operazioni di pri mavera in Russia e l'affondamento d una corazzata americana da 32 mila tonnellate nelle acque brasiliane ad opera di un sommergibile italiano. Quest'ultima brillantissima azione ha su s citato unanime ammirazione. Fra i secondi l'avvenimento politico che pi d ogni altro ha attirato la gene.: rate attenzione stato l'incontro d Salisburgo fra il Duce e il Fiihrer. Di esso la stampa spagnola ha vato tutta l'importanza ; sottolineah:. do l'identit di vedute itala-tedesche sui piani politico e militare e la fer" ma volont di garantire la vittoria definitiva con tutti i mezzi a dispo sizione di entrambi i paesi Anche il terzo anniiJersario a\!1 Patto di Acciaio ha trovato larga eco nella stampa spagnola. A questo pro posito Arriba ha scritto che esso << una realt assoluta n e che ha su perato tutte le prove -k Ogni avvenimento che riguarda la Chiesa suscita sempre in Spa gna un grande interesse. Dopo l'a pertura di relazioni fra la Santa Sede e il Giappone che stata accolta da gli spagnoli, com' noto, con aperto favore l'avvenimento recente pi ri levato stato il giubileo episcopale del Pontefice. I giornali hanno de dicato a questo fausto evento intere pagine e in qualche caso addirittura numeri speciali, nei quali si sono ricordati i fasti del Pontificato roma no con particolare riferimento alla Spagna ed ai suoi rapporti con la Chiesa. Lunghissimo spazio ha dedicato poi la stampa alla allocuzione del Pontefice, che stata unanimement e commentata con deferente favore. Cos pure sono stati pubblicati ampi r e soconti delle cerimonie che si sono svolte sia a Roma che a Madrid e nelle altre citt della Spagna, in celebrazione del giubileo episcopale di Pio Xl!. VICE L a costruzione progettata per 11 Monumento ossario de l Caduti italiani I n Spagna che a Saragozza. (

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TRE FILM EROICHE ED IN GRECIA DI GUERRA AVVENTURE UMANE DI UN PILOTA ITALIANO FUOCO IL CERCHIO DI LO abbiamo gi rilevato in questa rubrica: cine ma e aviazione sono due vecchi amici. I loro rap porti oltre che essere assai cordiali sono anche di lunga data. Non c' da meravigliarsene: cinema e aviazione ono fra i prodotti pi tipici del no stro tem}>o, figli prediletti e privilegiati: del secolo. anche se l'atto di nascita del cinema reca la data 1896; lo stesso principio ne regola il funziona mento e l'esi tenza vale a dire il principio del mo vimento; si sono resi vicendevolmente importanti servizi. il cinema prendendo pesso in pre tito dal l aviazione per onaggi e fatti di sicuro rendimen to, l'aviazione affidando alla celluloide i suoi fa sti e la sua storia. Con la guerra i vincoli si sono fatti ancora pi tretti. La propaganda ci si messa di mezzo e cos due armi potenti, in mano di chi sa usarle cinema e av1azione sono ormai da annoverarsi fra gli strumenti pi validi e mici diali del presente conflitto. Cinema e aviazione non sono pi tanto giova ni: quasi mezzo se.colo sulle spalle e gi esiste una loro storia, gi esistono gli archivi i documenti con la polvere sopra, le fotografie stinte delle dive dimenticate e dei piloti baffuti i musei nei quali si ammirano i macinini che ripresero lo scassone di Blriot trasportato trionfalmente al Museo delle Arti. L'estetismo dell epoca, l' icari smo, e il miracolismo che circondavano quei p.ri mi tentativi sono sottolineati curiosamente dalla fotografia granulosa dal passo nevrastenico dall' involontaria aria di farsa caratteristici del ci nema d'allora. Che cinema e aviazione abbiano gi qualche ca pello grigio ce lo dicono pellicole come la tede sca D. Ili 88 che vedemmo tempo fa. Modesta ma nel suo genere ineccepibile. Descriveva la vita di un campo d aviazione tedesco sulla costa del ma re del Nord quando ancora l'attuale conflitto non era scoppiato. Il film non gonfiava mai le gote, non apootrofava nessuno, non era cadenzat"O su ritmi pindaric'i. Ma qua e l s'inteneriva perch i veri protagonisti erano la vecchia carcassa del D. III 8 8 e il suo vecchio pilota << duro a morire che insieme avevano servito con onore durante l'al tra guerra. E questo motivo inserito nella cronaca documentaria esilmente romanzata. delJ,. vita di A sl!l NQri s t Foco G l achel nel film "Un colpo d i pistola d i Renato Castellani. (Lux Film). 26 un moderno campo d'aviazione germanico, ri chiamava un motivo pi largo ed emozionante: le generazioni delle guerre che si danno la ma n.o. Infatti due giovani piloti erano divisi da una rivalit che per un momento, ma soltanto per un momento, degenerava in qualcosa di molto pi brutto della emulazione, in invidia. Ma il vecchio sottufficiale superstite della vec chia guardia aviatoria, sacrificava la sua vita per salvarla ai due giovani. E il suo sacrificio rimetteva in sesto moralmente sentimental mente ed eroicamente il film. Anche nella Squadriglia Liitzow che la con tinuazione di D. III 88, il sottufficiale ammo -nis-ce; in ispirito ; anche qui due g i ovani piloti ono divisi da una rivalit amorosa que ta volta,

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U n a scena i n este rno d i Un col po d i p i s t ola anche qui il film si conchiude con un atterraggio perigliosissimo; il pilota (uno dei due rivali, quello sfcrtunato) ferito mortalmente durante una bat taglia aerea sulla Manica, spira dopo aver portato in salvo l'apparecchio. Prima di trasferirsi sulle coste francesi. la squadriglia aveva compiuto prodezze nel cielo della Pclonia e il primo tempo anche un rias. sunto delle fasi e delle caratteristiche di quella veloce e impressionante campagna delle armi germaniche. Il film fatto con perizia e impero; forse ristagne rebbe in qualche punto se le azioni di guerra non fasserc come sono, abilmente intramezzate da epi sodi diciamo cos, di retrovia. ricchi di quella vena cordiale e sentimentale che serve ad attenuare, in p e llicole del genere, la crudezza e il distacco quasi documentari delle scene di combattimento. L 'interpretazione non solo delle parti principali ma anche, direi sopratutto, di quelle di contorno e ambientali, assai imbroccata. Essi sono, oltre a Maria Therese Angerpointner e Carsa Lock, Hermann Bra un, Heinz W elzel e gli altri interpreti di D. 111 88. Di belle umane, emozionanti prodezze pieno anche il nostro bel film d 'aviazione Un pilota ritorna diretto da Roberto Rossellini su un soggetto di un nostro giovane e intelligente pilota. Un film pieno della bravura delle nostre magnifiche mac chine aeree e degli uomini che le guidano ma rettamente pieno della bravura delle ncstre mac chine cinematografiche e degli uomini che le ma-_Roberto Rossellini il regista della indi menticata Naue Bianca. Sin da allora questo gio vane di talento e di coraggio ci fece vedere cose non comuni; solo una cos meticolosa e concomitante armonia tra la stupenda manovra della nave e la manovra della macchina da presa poteva frut tare il miracolo di verit, di rigore, di emozione della battaglia navale che era il pezzo forte di quel film. Le stesse cose valgono per la battaglia aerea di Un pilota ritorna la stessa meticolosit tecnica e lo stesso slancio, lo stesso rigore e lo stesso fuoco la stessa rapidit e la stessa calma di manovra. N come pezzo di bravura tecnica va dimenticato il terrificante bombardamento finale che vi fa saltare il cuore in gola. Ma in questo film v qualcosa di 27

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l'attrice svedese Jngrld Bergman. pi. on vorremmo essere fraintesi se diciamo che Rosselli,ni in questo suo secondo film bellico pi ancora che nella Naue Bianca. oltre ad esaltare l'e roismo dei nostri piloti. ha visto e descritto la guer ra con umaniss i ma partecipazione e spreg i udicata compassione. Se vero che il buon film di propaganda prima che informarci deve farci simpatizzare con la ma teria e gli uomini di cui tratta, e prima che didattico dev'e sere urna no, Rosse !fini ha fatto un mago ifico film credo il pi bel racconto cinematografico di questa guerra che sia finora passato sui nostri scher mi. Non basta scansare la retorica per fare un film che tiri diritto al cuore delle platee. Non basta se il film poi obbed isce freddamente alla form11la e alla ricetta ant i retorica. Si sent e troppo gridare da qualche tempo ab basso la retorica. Ma esiste e questo talmente ovvio che c i pare inutil ins i sterei troppo, esiste un partito preso antiretorico come un partito preso retor i co. Il film Un pilota ritorna non obbedisce a nessuna formula non discende da nessun partito preso, la narrazione libera autonoma immagi nata da una libera autonoma fantasia realizzato con lo sti l e liber e autonomo che solo la verit quando vista come va vista, a imporre : la nar razione la cronaca della marcia verso l'interno di qualche cenrinaio di civili greci a pochi giorni dal ANTONIO CIAMPI Redattore capo responsabile crollo finale di quel fronte, una cronaca come la vede e la vive un gruppo di piloti italiani caduti in campo avverso uno dei quali riesce .finalmente a fare ritorno in Patria con un apparecchio del nemico. Niente altro. Ma voi vedrete in queste cir costanze curios e nella luce cos co n traddittoria e i n un certo senso sconcertante che illumina il gruppo dei c i vili fuggiaschi e dei piloti prigioni e ri, ve drete come il regista ha saputo scegliere e con cordare dettagli e incidenti in apparenza insign i ficanti per parlarci del cuore, dell'abnegazione, del cameratismo della naturale eleganza e civilt di quei quattro o cinque soldati italiani E la dierezione la commovente compunzione di quel l'idillio fra il pilota e la figlia di un medico ita l iano in Grecia Per quel che riguarda la distribu zione. non solo que lla di contorno ver i piloti veri soldati ma anche quella d i primo p i ano e a persuasivissima L aitanza di Massimo G iretti umanizzata dalla divisa e dalle circostanze e da una recitazione che s fatta p i sfumata e duttile L'e ordiente Michela Belmonte ( la so rellina di Mar.ia Den i s una stellina che merita ogni considerazione per la gentilezza la profondit, i l sentimento della sua bella maschera nostrana. 11 pubblico le vorr subito bene. Queste pellicole dimostrano ancora una volta quel che stato ripetutamente dtto che la propaganda dell'A e na ce dai fatti dalle imprese, dai bollettini di g u erra e non dagl' i steri mi dei cantastor i e i deologici. I pubbl i-ci c i nematografici ne i nostri paesi sono nutriti non avvelenati dalla pr paganda. Sono nutriti da forti fiere cro nache di guerra e non dal settarismo e dalla mala fede Ecc qua un altro film, Giarabub a pro vario. G i arabub una delle pagine pi ero i ch e della nostra guerra africana : un pugno di prodi, tagliati fu o ri dalle nostre basi che resiste alle so verchiant i forze nemiche, per giorni per s e ttimane per mesi Ecco quel che ne dice Asvero Grave ll i l'autore del soggetto: Che cosa vuoi e ssere Gia rabub ? La storia di un pugno di uomini che, iso lati nel d e serto resistono all'assalto nemico e al l'assed i o fino all'ult i ma cartuccia. Anzi, Giarabub vuoi essere un film s enza storia un pezzo di v i ta un p ezzo di guerra. Sar un film nuovo soprat tutto per la singolarit d i esser e veristico e simbo lico a un tempo. Veri tico perch .rappr e s e nta la vita di una guarnig i one enza l nocini, s nza infing i menti enza abbellimrtt i e attenua zioni. Simbolico perch !ungi dat resse re un do cumentario e o la rappresentazione ideale del glorioso episodio Ma cr e dete che tutto c i fosse facile a rea l izzarsi ? infinitamente pi facile par lare dell eroismo fortunato, rend e r e letteraria mente )'(( impalpabile>>, l' indicibi l e>> della co sidetta v i ttoria morale che renderl i plasticamente insomma pi facile infinitam ente pi facile, scr i vere un articolo ch e fare un film su Gia rabub Tuttavia anche a l cin ema. c modo e modo di < < girare >> una vittoria morale e i l modo pi co modo e ant i cinematografico d i metter e sulla boc ca d i ufficiali e soldati qualche pistol otto di occa sione rinforzare i d i cor etti con un a bella spa:a roria e buona notte ai sonator i E i nvece gli autoti del film non hanno fatto parlare i p e rsonaggi ch e di faccend e riguardanti i particolar i della difesa dell approvvigionamento. della orga n izzazione sa nitaria di quella insomma che si potrebbe chia mare la straordinaria ordinaria amministraz i one>> di un ass e dio. Ma la narrazione g raduata con senso i nc i sivo dell esig e nze d e llo chermo, e l e due curve quella discendente de l pro gre ivo dete rioramento materiale della guarn i gione e quell a ascendente d e l progressivo suo ra fforzamento mo rale, sono e spresse attraverso fatt i e ge ti e toni ev i dent i giusti e adeguati alle circostanze e voi av vert i te che quell e due curve sono in funzi one l'una dell'altra. e ma i scorgete d ietro di esse uno schema preordinato. E cos si passa quasi ins e nsibilmente dalle note basse ord i narie se cos s i pu dire, de i primi duecento metri, alle note acut e e acutissime deg l i ultim i duecento metri. Il film vuol essere a un tempo cronaca e simbolo. rievocaz io ne verist ica dell assedio di Giarabub e ideal izzazi one a un tem po di quel fatto d'arme che e salta tutti i fatti d arme che con quello hanno molti punti in co mune. Ma anch e que ste cose sono molto pi facili dirs i che a farsi: mettere a fuoco la realt con creta e rovente di un assedio e di una battaglia e nello tesso tempo sfocarla nella vaga generalizza z i one di un imbolo Eppure anche in questo gli autori sono rio citi. I nervi te i poi irrigiditi po i qua i contratti degli a ediati fanno quasi visibile quel vento dapprima leggero e poi sempre pi v ivo e impetuo o di e altaz i one eroica che soffia sulla g uarnigione e che sembra quasi cancellarne e cdn i dati topografici aiutato in ci dalla ua sfigurazione fotografica ottenuta dall'ottimo Cara ciolo con riprese nette documentarie ma tal mente documentar i e da diventare p e o specie ne g l i e terni>> quas i allucinanti e aiutato anche dall ampio ritmo del commento mu ical e di Reozo Rosselli n i A l essandr i ni, il regista di qu to forti imO' film non s mai rassegnato a girare gli esterni africa n i in Italia e m e ntre fervevano le operazioni mili tari in Libi a i presentato a i no tri comand i laggi. si fatto autorizzare a < < riprendere >> le solenni e mag i che diste e del deserto ha avuto oc chio e en ibilit nel riprendere le pi drammati che e adatte al suo film e ba << a u tent i cato n con esse definitivamente Giarab u b Senza di e e non sapp iamo se la belli ima e ansiosissima battaglia finale sarebbe riu cita cos bella cos ans i osa e cos persuasiva SANDRO DE FEO S A. ALDO GARZANTI Editrice-proprietar i a

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ELSA MORANTE IL GIOCO SEGRETO RACCONTI Il E DIZIONE Questa giovane autrice ha un carattere originale, un modo di narra r e tutto suo, aderente alla sensibilit delle nuo ve generazion i Willy Dias (Corriere Mercantile) ERCOLE PATTI GLI ANN' I CHE PASSANO R ACCO NTI Il EDI ZIONE Patti tra i pochi scrittori ironisti che sap p iano guardare con occh i o caustico e tuttavia piacevolmente garbato, e ironico, la societ moderna e in par ticolar modo, la societ mondana >>. Giuseppe vmaroel (Il Popolo d'Italia) CORRADO DE VITA .I L . A H A D l S O D E I M A R l N A I RACCONTI NOVI T Un libro di vi t a vissuta e sofferta, nel quale gli incontri col marinaio italiano in guerra sono ricordati e ricreatj, con int u ito d'artista, in pagine calde di passione: pagine di vera poesia e di intensa e r obusta drammaticit, che pon gono il De Vita tra i pi interess anti e sinceri scrittori de_!r nostro tempo. ALDO CARZANTI EDITORE MILANO Ciascun volume L 18 lo l\JHLLil CllSil H 1\JHI.L' llRRHDJlMHl\TTO RllJISTJ\ MHl\SII.E DIRETTORE ARCHITETTO GIO PONTI REDATTORE ARCHITETTO CARLO PAGANI CHIEDETE NUMERI DI SAGGIO ALL'EDITORE / '.' -llf.DO G1lRZ1li\lTI EDITORE Mlf.lll\10 d STILE dSTILE d STILE d STILE d STILH d STILH U;.J NU MERO ESTERO un consi g liere al vostro fianco per tar bella l a vostra casa. ris o lv e per voi problemi d'indole estetica e pratica una miniera di idee. mette i suoi c omp etenti a di sposizio ne degli abbonali i quali posson o chiede re consigli su parti colari argomenti che loro interessano. contiene oltre ad articoli sull'arte, l' ar chitettura e l arredamento, anche arti. c ol i di letteratura e di curiosit l a riv ista pi sontuosa, elegante, eco nomica d Europa sulla architettura e sull arredamento de ll a casa. L. 12-L. 15- ABBONAMENTO : ITALIA IMPERO COLO Nii: ANNUO L. 120 ARCHITETTI I NGEGNERI ARTISTI ARTIGIANI -STUDENTI D'I-NGEGNERI A E D ARCH ITETTURA L 108-ABBONAMENTO CUMULATIVO CON ARCHITETTURA L. 275 ABBONAMENTO TRIMtSTRALE L 30 -' -ESTERO (ANNO ) L 170-.. ...


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Legioni e falangi : rivista d'Italia e di Spagna.
n Vol. 2, no. 8 (June 1942)
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Ed. italiana.
260
Milano:
b Aldo Garzanti editore,
1940-1943.
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Fascism
z Italy
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Fascism
Italy
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