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Legioni e falangi : rivista d'Italia e di Spagna

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Material Information

Title:
Legioni e falangi : rivista d'Italia e di Spagna
Physical Description:
Serial
Language:
Italian
Publisher:
Aldo Garzanti editore
Place of Publication:
Milano
Publication Date:
Frequency:
monthly
regular
Edition:
Ed. italiana.

Subjects

Subjects / Keywords:
Fascism -- Periodicals -- Italy   ( lcsh )
Fascism -- Periodicals -- Italy   ( lcsh )
Fascism -- Periodicals -- Spain   ( lcsh )
History -- Periodicals -- Italy -- 1922-1945   ( lcsh )
History -- Periodicals -- Spain -- 1939-1975   ( lcsh )
Genre:
periodical   ( marcgt )
serial   ( sobekcm )

Record Information

Source Institution:
University of South Florida Library
Holding Location:
University of South Florida
Rights Management:
All applicable rights reserved by the source institution and holding location.
Resource Identifier:
usfldc doi - L17-00023
usfldc handle - l17.23
System ID:
SFS0024298:00023


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1 SE'rrEMBRE.19ft?-XX ROMA -ANNO Il -N. 11 LIRE2 SPED. IN ABB. POST. GRUPPO III

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ISTITUTO PHR L/l STORIJl DI GHl\lOlJ Il diretto d a M llRID M1lRI1l GHl\lOllll 1lRTil\TI STORill DI GHl\lDlJ il DALLE ORIGINI AL TEMPO NOSTRO STORIA LA STORIA DI GENOVA conster di quindici volumi e vorr essere lo specchio vivo e fedele di tutta l'attivit della gente ligure: attivit politica, navale, militare, letteraria, artistica, reli-giosa. mercantile, b ancaria, industria le, fino al rinnovamento fascista. Mario aria Martin i Dell'opera sono state stampate millenovecentodieci collezioni di quindici volumi ciascuna, delle quali: 10 fuor i commetcio contrassegnate colla l ettera A, con rilegat u ra di lusso; 30 nume r ate da. I a XXX a Lire cinquemila ciascuna, con rilegatura di lusso ; 1870 numerate da 31 a 1900 a Lire duemiladuecento::inquanta. ciascuna, con rile galtll'a bodoni na pi 100 copie di ogni volume, senza numerazione, fuori commercio; o 100 senza numoraziono a l..ire centocinquanta il volume. Volumi pubblicati : VOLUME PRIMO Lll I.IGURIJl Jll\lTICll di NINO LAMBOGLIA Pag. 400 con 92 illustr VOLUME SECONDO GH Ollll l\1El. BllSSO .IMPERO H l\l H r. l.' Jl L T O M E D I O EllO di UBA.LDO FORMENTINI Pag. 354 con 59 illustr. VOLUME TERZO Il. COMUl\lE OHI COl\lSOLI di ATTILIO REGOLO SCARSELLA Pag. 342 C{)n 58 ili. ALDO GARZANTI Volumi in preparazione : Vo lume IV -V ito Vitale : VERSO L'APOGEO Vo lume V Vito Vitale: L'ETA EROICA. Vo lum e VI Mario Maria Mart ini: LA DIFESA D E L DOMI IO. Vo lum e VII Carlo Bernate : GENOVA TRA FRANCIA E MILA O. Vo l ume VIli -Emili o Pandiani: ANDRE A DORIA. Vo lum e IX -Onorato Pastine: GENOVA NEL SEICENTO. Vo lume X Vito V i ta le: GENOVA NEL SETTECENTO. Vo lum e Xl Raffaele Ciasca : CORSICA ED EUROPA NEL SE COLO XVIII. Vo lume Xli Raffaele C ias ca : GENOVA DURANTE LA RIVOLUZIONE FRANCESE. Vol um e Xlii Mar i o Maria Martini: GENOVA NELLA PRIMA META DELL'OTTOCENTO. Vol ume XIV Arturo Codignola: GENOVA N ELL'UNITA AZIONALE. Volume XV -Niccol C une o : GENOVA NELL'ITALIA NUOVA E D l T O RE MILANO

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.. 80 MINIERE E CAVE 140 STABILIMENTI INDUSTRIALI 32 CENTRALI ELETTRICHE L'ESERCITO DEL LAVORO Nel quadro dell'Autarchia il Gruppo Montecatini in linea con un esercito di 80.000 lavoratori, e con una grandiosa produzione mineraria, chimica e metallurgica, rivolta al potenziamento economico e militare della Nazione MONTECATINI ANONIMA CAPITALE l. 1.600.000.000 SOC. GEN. PER l'INDUSTRIA MINERARIA E CHIMICA MILANO

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E.I. A

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l. -..... L' IJIIPEB:BE.A.BILE I'UOBI OL.A.SSE , f AGE N T l A U T OR l Z Z A T l A L L A V E N D l T A D E L L A M ARCA L V N X ABBAZIA L Blichler ALESSANDRIA P Lingua ANCONA Ditta Principe AOSTA V Bruno ASTI G E. Ferraro A VEZZANO F Appetiti BARI F De Benedeclls BARI Somma BERGAMO C. Sacerdote BIELLA F Busancano BOLOGNA Alla Nuova Italia BOLZANO Breda, Bruno BRESCJA L. Caprettini CAGLIARI F.lli Ferrucci CASALE MONF. P Bellatorre CATANIA S. Pandolfni CHIANCIANO R Ferrini CHIUSI R Ferrlnl CORTINA D'AM. L. Buchler CREMONA A Farina FERRARA U. Caroli FIRENZE G Magnelll FIUME F. Foti FORLI C. Bubani GENOVA R Foglino LA SPEZIA G Manuccl LECCE D. Lazzar ett.i LIVORNO A. Corsi LUBIANA V. Lesjak LUCCA MERANO MESSINA MILANO MILANO MILANO MILANO MILANO MILANO MILANO MILANO MODENA MONTF:CATINI MONZA NAPOLI NOVARA PADOVA PADOVA PALERMO PALERMO PALERMO PARMA PARMA PAVIA PERUGIA PESCA"RA PIACENZA PIOMBINO PISA S Martin! Hager Sport Gigi Anastasl G Bressan F .lli Brlgatti' Ditta Innova A. Seveso E Soffiantini G Tomas V Vezzani Ditta Walter U Dallarl G. Benedetti A. Spreaftco M Balbi Quaglia & Pellegrini v. Bonaldi G ortolani V. Albano M. Dell'Oglio N Pustorlno G. Brlgenti G. Maestri Ditta Abit Ditta Gaio F.lli Slderi E Pernisa G C Anichtnl E. Banani PRATO "RAVENNA RIMINI ROMA SANREMO SAVONA SIENA TARANTO T ORINO TRAPANI TRENTO TREVISO T"Q.IESTE TRIESTE UDINE VENEZIA VERBANIA VERCELLI VERONA VIAREGGIO VICENZA VOGHERA ZARA ASMARA T IRAN A M. Meonl c. Bubani Succ. I. Santarelli A. Giacinti D Amoretti V. Angelottl F Cabibbe s. Scialpi G Ruffattl A. D'Amico G. Postal L Mlozzl F .Ili Sartori Ditta Principe Tessaro & Vldoni A. Ortolani E Franzl E Ferrera G. Case s. Martin! G. Peruzzl E. Brandolinl L. Festini F. G. Moccagatta Ibrahim Begeja

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EDIZIONE ITALIANA R.l V l STA D'ITALIA E D l SPAGNA ESCE I L PRIMO CII OGNI MESE Direttore : GIUSEPPE LOMB RASSA SOMMARIO NUMERO 11 ANNO Il GIOVANNI ANSALDO Conquistadores antichi e nuovi. LUIS BERMUDEZ DE CASTRO Italia e Spagna nella storia GIUSEPPE CAPUTI La lotta per le vie marittime. INDRO MONT ANELLI Oggi a r=arsalo c on Cesare OUINTILIO MAlO Una notte ai p ie di del JOSEFINA DE LA MAZA Solto il cielo freddo. Ai'
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Fanterie deii'Armir all'assalto NEL A stocia dell'umanit, nessuna avventura ha un carattere al tamente epico ccme la << Conquista >> spagnola dell'America: e in questa avventura, n una figura cos cos drammatL<:a, cos patetica come Dona Malina la amica e l a guida di Hernan Cortez. Il nome di costei, forse. pu riuscire nuovo a chi non appassionato di studi sulla <> fu una povera ragazza india dd ter ritorio del Rio Tabasco, fferta, come tributo di guerra, insieme a diciannov e sue compagne, a Hernan Cortez, durante la marcia che l'eroe compieva verso la citt di Messico in quella estate fatata del 1508. Che fos e bella non v'ha dubbio: e per il fatto ch'era stata prescelta a far parte di un donativo>> di b e llezza muliebre da della sua trib, e per 'l'altro fatto che Hernan Cortez i l quale era un incapace di accopp iarsi con la prima che si trovasse tra i piedi -se la scelse nel mazzo e se la tenne pe; s. E che fosse intelligente, tutto il seguito della sua storia lo dimostra. Appena presala otto la sua protezione, Cortez, la fece battezzare, e la fece chiamare Marina; ma siccome i messicani pronunciavano male la r il suo nuovo nome fu storpiato in << M alina ; e come Dona Malina fu conosciuta dai seRuaci di Cortez, e rest nelle memorie del tempo, primissima la << Historia d la conquista del Mexico n di Berna! Diaz del Castillo. E diventata, come Dona M alina>> com-2 pagna di Cortez, quella povera raRazza ind a eb b e una parte importantissima n ella impresa rutilante di e-ro e di sangue Berna! Diaz del Castillo testimonio oculare, dice: t( Dona M alina ... fu gran prin cipio para nuestra co nquista >>: e dice, quattro secoli dopo. lo storico Percira: N ada hacia Cortez sin aqu..ella mujer extraordi naria ... n. Straordina r ia davvero. Infatti fu lei che, imparato rapidissimament e lo spagnolo, serv da interprete a Cortez n elle trattative coi Tlascal techi; fu lei che gli fu consigliera segreta e sicura, spingendolo a pun tare audacemente avanti verso la g rand e capitale di Montezuma: fu lei c h e lo spinse a farsi capo d ella insurrezione indigena contro la tirannia san guinosamente frenetica gli Aztechi : e tanto fu lei, in tutto, che Cortez e i suoi uomini furono. in un primo tempo, chiamati dagli indigeni << M a/inohe >>, cio < < seguaci di Mal ina >) .. Abbiamo spe o riflettuto, durante .le nostre letture dello incomparabile libro di Berna l Di az, al carattere di < c Dona M alina ) ). Perch la india cos? Perch. invece di ad es s ere una povera cosa >> come l e sue compagne, e invece di guar dare con occhio pauroso e inorridito gli stranie ri coperti di ferro giunti di l dal mare, partegg i cos animosamente per loro? Perch abbandon tutte le tradizioni. e tutti i riti della sua gente, e abbracci con tanto fervore la fede, i costumi e la causa dei nuovi venuti? La risposta pi ovvia a queste domande che essa si innamorasse di Hernan Cortez, allora nella pienezza della sua forza e della sua pre-

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Cavalleria Ita li ana in un villaggio del Don stanza virile e portante in fronte quel segno quel raggio della pre destinazione della f{loria che le donne di tutte le razze vedono pi distintamente def{li uomini. E certo. l'amore dell'<< india >; per il conquistador bianco entr per molto nella condotta di <>. Ma forse vi entr anche dell'altro : la attrattiva che la impresa di quegli stranieri, giunti da lontananze misteriose esercit sulla sua fantasia ; l'impressione profonda, prodotta sul suo animo, della energia di quegli uomini di ferro, risoluti a portare la mano e il ferro sulla grande e tremenda capitale lontana. di cui gli uomini della sua trib osavano appena fare il nome; la intuizione. baluf{inante nella sua mente. che ormai le sorti della sua terra. e della sua gente, erano segnate dall'arrivo degli spagnoli, e decise per sem pre dalla loro audacia splendente ... E comunque, la figura di quella raf{azza india ci sempre ap parsa come il simbolo pi completo e parlante dell'America, in quel momento culminante della storia umana. in cui il grande stormo dei Conquistadores si abbatte, in un sol volo di vele bianche, sulla costa del Continente scoperto a llora Ci par di vedere in Dona M a lina non una semplice povera ragazza del territorio di Tabasco, ma tutta l America precolombiana. tutta l'America :'ndia, che sente la presa degli artigli degli uomini terribili, giunti di Spagna in un impeto sovrumano di audacia, e che subisce, incantata, soggiogata, affascinata, il prodigio che si sprigiona da quegli insuperabili esemplari di dinamismo umano; tutta l'America i ndia che, conquistata con la punta deHa spada, e considerata tutta come un immenso bottino, fi nisce. nel giro di poche f{enerazioni, per restare indelebilmente improntata di hispanidad e per amare l e memorie dei propri con quistadores come quelle di proprii eroi ... In realt, tutta la storia della Conquista americana che deve essere ogf{i riveduta, se non rifatta. Il Settecento, il secolo dell'Illuminismo di marca francese e l'Ottocento il secolo del liberalismo di marca inglese -furono sevenssuni con i Conquistador e s > > Tutti gli scrittori e tutti gli uomini politici che amarono star bene al corrente con i luoghi comuni consacrati dal loro tempo. andarono a f{ara nel presentare la Conquista >> come una impresa pressoch criminale di schiavismo e di oppressione, e i << Conquistadores come banditi mascherati da guerrieri. Di fronte aUa storiof{rafia illuministica e liberale, di inspi razione pi o meno direttamente massonica, i Conquistadores >> ave vano un peccato grave, incancellabile, inespiabile ; quello di aver sem pre marciato animati dallo spirito di << cristianos uiejos >> spagnoli, risoluti ad imporre agli se occorreva con la violenza, la con versione al Cattolicesimo. Questo era per servirsi di una parola stile baH o Excelsior oscura.ntismo bello e buono; e la storiografia illuministica e liberale poteva perdonare tutto, ma l Oscurantismo no. E perci essa n eg ai Conquistadores tutte le qualit e tutte le virt; neg che nelle loro imprese ci fosse mai nessun impeto idealista, nef{ loro perfino quello che pare impossibi l e negare, il va lore personale; e lan ci la tesi, cos facile da far credere ai poltroni, che i << Conquistadores essendo a cavallo, coperti di ferro, e armati di armi da fuow, avevano un f{ioco ridicolmente facile dinanzi alle masse peruviane o indiane. Gli storici progressisti >> di cento o di cinquant'anni fa, si compiacquero di presentare tutti i Conquistadores. e sempre, soltanto come dei forsennati cupidi, spinti dalla sete dell oro, dalla fiebre amari/la ; e indugiarono a descrivere i tormenti e i supplizi inflitti a Guatimozin e ad Atahualpa, la vio lazione delle tombe del Per e deHe yacates >>, o sepolcri del Mes sico, la distruziop.e dei monumenti di-Palenke, degli Alcazares di Caxamane, degli acquedotti di Tenochtitlan. E come degli ignoranti bestiali. che nei loro viaggi attraverso l e verf{ini terre americane non ebbero nessuna preoccupazione scientifica. e che distrussero civilizza zioni autoctone antichissime senza preoccuparsi menomamente di sal varne i monumenti e ie testimonianze: talch oggi si sa molto di pi della civilizzazione assira o ittita, che d i quelle, per esempio, dei M uiscas o dei Mayas E come dei crudeli, rei di aver massacrato in certi 3

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casi g li ind ige ni indios con un a assenza di sensibilit assoluta, e d i aver ridotto. per e s empio. in pochi decenni la popolazione della isola di H ispanio l a da sessantamila < < indios a poche migl iaia E come dei vio1enti, ch e mancarono spesso di ogn i fede al R e che li aveva investiti d elle sue patenti, e che doveva n o finire tutti tragica mente per una specie di m eritato contrappasso : o in disgrazia d e l Sovrano come Cortez, o assassinati g iurid :cam ente come B a lboa e Almagro. o assassinati material mente dai propri compag ni come Fran c i sco Pizarro e L ope d e Aguirre, o m assac rati dagli indig e ni i n spe dizioni disastrose come Valdivia, u cciso dag l i Araucani, e Garcia d e Paredes, ucci so d a i Caribi s t o rici << progressisti n o n videro nulla di tutto ci che, n e lla epopea della < < Conquista >>, fu nobile c grande : e concentrarono invece la lo r o attenzione s u tutto ci che v era di basso e di crudele. Si form cos una Leyenda n i gra > > d ella Storia spaS?:nola; e questa L eyenda nigra trov il uo imerprete m assimo, com'era naturale e log i co, in un e breo. Arrigo Heine, n e l s u o famoso poemetto Vitziliputli n affronta direttamente il pi grande dei < < conquistadores >>, Cortez: e !o chiama, lui cc piccolo>>: e compiange Colombo, lo Scoprit ore p e r aver l egat o r l proprio nome a l nome d i Cortez, i l Conquistatore. < > e dei suoi e r oi stata in parte riveduta neg"li ultimi dec en ni S crittori spagnoli di grido. come J M. Salaveria rivend icar o no i >. Ma forse. soltanto l e europee di oggi liberate d e finitivamente di tutte le pastoie i d e olostiche del lib eral ismo otto c ente sco, tutt e prese da un nuovo ideale che vede n e l l'azione lo scopo e l a suprema della vita temprate d a una s;(uerra che ha ridato s lancio allo spirito di conquista e di avventura, possono in tui r e appieno l a g r andezza e roic a d e i Conquistadores > > e vederli per quelli che sono: campioni altiss :mi di umana. maestri a tutti i seco li di ardimento. scopritori di infinite manie r e ine d i t e di essere eroici. Certo. ta luni di ess i e tutti f orse in talune ore, furono degli uomini tremendi ; crude l i e cupidi. f e roci e fana ti c i Tutto quel che s i vuole Ma stessi. che talvolta s i lasciarono andare ad atrocit senza nome, tal' altra toccarono altezze morali incompa rabil i Il gesto di Balboa che, in vista dd Pacifico si inig inocchi a a terra per ringraziare Iddio, e per c hi e ders;(li di guid arlo c c a conquist ar esta tierra que nunc a i ama s cristiano la vido, par p red :car e n e lla e l Sant o Evang elio incance llabil e d alla memoria d e ll 'umanit. Le parole di Ponce de Leon, dinanzi alle coste d e ll a F lorid a d a lui avvistate : Gracias te sean dadas Senor que me perm ites conte mplar algo nuevo hanno un accento di dinamism o e roico, che l'antichit clas sica n o n conobbe ma i Il d i Cortez, che n o n si p erde d'animo n eppure tra !!:li orrori d ella << noc h e tr iste >>, m entre solo col su o pugno di uomini in mezzo a un continente ig noto, e ode, di tra i rombi d e ll' h eu h eut l e il tamburo azteco invitante a lla strage l e grida dei suoi compag ni a cui i sacerdoti strappavano il cuore sulla pietra del sac rific io, uno dei s;(randi titoli di o nore del genere umano. In fondo, per capire i < < Conquistadores pensa r e alla eccitazione prodotta inevita bilm ente sul cervello umano da quell'occa sione unica nella storia in cui essi si trovarono in un continente im menso e ricchissimo, aperto allora a ll in iziativa d e ll u omo bianco ; bi pensare allo stravolgimento prodotto n e lla loro fantasia dalla scoperta d i queg li imperi mostruosi, poggiati sull'obbe dienza ar m en ti zia d e ll e moltitudini indie. come que llo des;(li Incas, o sul massacro e l abora to e ritual e dei popoli sottomessi, come quello degli Aztechi : bi sogna pensare alla atrofizzazion e della sensibilit prodotta da una vi t a come que ll a che essi condussero per anni. su una terra dove tutto era nuovo. e d ove tutto -dal morso di un serpente di specie mai veduta al frutto di un albero mai co nosciuto prima poteva produrre la morte: biso gna pensare alle t entazioni immense off erte alla cr ud e l t aHa a tutte l e umane dal fatto di trovarsi. i Corrquis t adores >>. padmni talvolta da un giorno all'altro di te sori i mmensi arbitri delle sorti d i popoli int!eri, a distanza favolo samente lontana dall'Europa, e da tutte l e forme di v ; ta r egolare e civile Chi considera tutto ci, finisce per' sentire che, in realt l a prova cui il sistema nervoso umano fu sottoposto nell epoca delle grandi scoperte geog r afiche e dell a ( < Conquis ta fu troppo for t e : e vi trova u n motivo per compa ti r e a q u ei pove ri nati di donna, che 4 si trova r o n o a un tal cimento a una tal e tension e di nervi e d i spirito: e finisc e p e r ammira r e a ncora di pi la e n erg i a co n cui ag :rono. e il coraggio con cui: si buttarono allo sbaragl io. e il vigore inaudito con cui. n e l giro di cinquant'anni, e ssi esplorarono all ingrosso tutta l'America centrale e m e ridi.on a le. la solcarono co n percorsi lunghi migli aia di leghe, e l a aprirono e la assicurarono per sempre all i n flusso della civilt spagnola. I < < Conquistadores. n e i loro viaggi c ercarono spesso s ul Continente nuovo la r e alizzazion e de vecchi sogni d ella f antasia medievale, l' Eldorado >> o l a Fonte di Giovent E bb ene: contraria m e nte a quanto si crede essi trovarono qualcosa di simi l e La storia della (C Conquist a infatti. presa i n blo cco, p e r chi la sa l egge re, un cc Eldorado >> inesauribile d e ll l fantasia una < ( Fonte d i g i o vent e t er n a per la nostra immagin:tz;one. Si voglia o non si voglia, c in tutta la Conquista>> un carattere epico che non esis t e in nessun' altra avventura umana; e tutte 1e durezze e tutte i e cupidigie e tutte le crudelt non valgono a dal capo dei c( Conquistadores>> un'aura di ... E questa aura di poesia prr(isamente ci che diff e renzia pi nettamente la < < Conqui sta >> spagnola d e ll' Amli'rica d ell'unica avven tura d ella storia umana che l e s i possa in QUJlche modo av vicinar e cio la fondazione del dominio bri tannico nelle Indie. Lo storico Macaulay. n el s u o su Clive, trova strano che << mentr e la storia d ell'Impe ro spagnolo in America co n osciuta famigl iarm ente da tutte le nazioni di Europa. l e grandi des;(li inglesi in Oriente ecciti no poco interesse eziandio in Inghilterra ; e che < < mentre os;(ni scolaro sa chi imprigion Montezuma o chi strangol Atahualpa, non uno fra dieci gentiluomini i ngles i di spirito colt o possa dire chi guadagn la d i Buxar o commise l a di Patna E M aca ulay ha ragione : ma olo in apparenza. Perch i f ndatori d e ll 'impero inglese nell e Indie, offrono. nonostante tutto, un interesse ui:nano m o lto meno vasto e vivo d e i << Conquistadores >> spagnoli Roberto Clive e Warre n Hastings furono sempre uomini che non ebbe ro nulla d a invi diare a Conquis tadores n: ma i loro v iz: i e l e loro virt n o n hanno quella specie di incomparabile splendore, que lla lucentezza adamantina, diremmo, che propria dei Cortez, dei Pizarro. di tutta la grande chie ra iberica. La energia con cui Clive e Hastings seppero ma_novrar e tra i pincipati india ni. e diventare i padroni prima nascosti e poi palesi del B enga l a e del Mysore, e orga nizzar e immediatamente lo sfruttamento sistematico dei paesi predati, non inferiore a quella dei distruttori imperi americani ma troppo cal colata, troppo calma, troppo dissimulata: non brilla. noo attrae. La cupidigia con cui Clive e Hastins;(s misero l e mani sui tesori di Moorsbedabad, d i Oude e di B e nares, la ferocia con cui que' due fecero torturare e massacrare tutti gli indiani che credettero sono s enza dubbio almeno pari a quelle d e i saccheggiatori del Cuzco e di M essico: m a sono troppo ipocrite e fr edde: sanno di usuraio e di sbi.rresco. La accortezza poli tica e la capacit amministrativa di Clive e di Hastings sono infini tamente pi alte a quelle della medi a dei < < Conquistadores >>: eppure queste loro qualit non hanno mai fatto b attere di ammira ione il cuore di nessuno a!l'infuori c he. a suo t empo, il cuore degli azio nisti della Compagnia delle Indie Di.ciamo tutto, in una parola: Clive e Hastins;(s sono antipatici, e uomini antipatici non hanno mai colpi t o la fantasia d e lla posterit. Controprova: i Conquistadores d ell' America Latina finirono per diventart: e roi rappresentativi dei paesi ch essi conquistarono, d e ll e genti ch'essi dominarono: scomparso il dominio diret to spagnolo, Cortez e Pizarro, Almagro e Valdivia h anno grandeggiato pi che mai nella m e moria dell e genti d America a nche d i quell e in c ui il sangue indio aveva la prevalenza Con tutti i loro vizi atroci, i cc Conquistadores sono ogg i pi che mai i colossi che stanno alla origine della civilt ibero-americana ch'essi h anno improntato ind e l e b i lm ente d i s. Suppo n e t e invece qud lo che facile supporre, che cio i l dominio ing lese scompaia dall e Indie : d i Clive e di Hastings. nella vita indiana, non rimarr neppure il nudo nome. sulle rive. dove un t empo sbarcarono Cortez e Pizarro, Valdivia e Almagro. sbarcano d e i nuovi Conquistadores>> in giacca di .fla n e ll a bianca Sono gli invitati e gli uomini d 'affa ri eh la plu tocrazia nord ame ric a na m anda a perfezionare l'irretimento d ell' Ame rica l ati n a a l servizio dell America anglosassone. Apparentemente, essi hanno mol ta fortuna : e c olla loro l egge degli affitt i e prestiti >> e colle loro conces sio ni finanziarie. h anno gi ottenuto d e i successi Ma noi co nfidiamo. imposs ibil e c h e l' Ame rica 1atina d i m entichi i < < Conquistadores >> antichi pe r darsi a questi moderni, f e r oci co m e que lli ma senza b ellezza. cup: di come quelli m a senza e roismo E non sar m a i che l e ( < D o n e Malin e >> di oggi. l e ra gazze c ( criollas >> d e l Centro-America e del Sud-America ch e hanno nell e vene d e l sanS?;ue indio commisto a sanS?;ue spagnolo. e che si ch iamano R osario e Pilar, Consuelo e Dolore s. si innamorino di questi Conquistadores e s i facciano loro guide. GIOVANNI ANSALDO

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MOLTE volte, scorrendo i vari periodi della sto. ria universale e sotfermandomi con frequenza sui particolari di questi due popoli e sulle cronache dei secoli, ho notato la mancanza di una storia italo-spagnola nella quale f06sero esposti i con tatti che attraverso il susseguirsi delle varie et, unirono questi due paesi in imprese comuni. N da una parte n dall altra del Mediterraneo nssuno spinse lo studio dell'influenza italiana oltre il campo della letteratura e delle arti, influenza che, per essere universale non interessa profondamente gli spagnoli, vale a dire esclusivamente la Spagna. Non v dubbio che la Spagna si romanizz completamente quando diede a Roma superbe le gioni di soldati, cittadini illustri, arti sti eminenti grandi Imperatori Riferendomi soltanto all'aspet to militare debbo dire che i soldati romani tra sere dagli iberici l'uso della spada corta e dell' ordine sparso dei velitj o truppe leggere; ci fu necessario per le caratteristiche del nostro terreno scosceso, ma in fondo fu una copia; poich la Natura ha le sue leggi immutabili e una di esse precisamente quella che induce a far proprie non p> (I) che tutt'ora problema in soluto. Il desiderio di collaborazione gi si delinea in quei lontani tentativi di Alfonso X il Sapiente quando questi manifesta apertamente all Europa medioevale certj suoi diritti ad una piccola corona in Italia; e, pi tardi, nell'unione degli aragonesi e dei siciliani sotto lo stesso stemma dalle sbarre rosse; ma soprattutt si manifestano l'affinit e la rec.iproca infiltrazione razziale quando, in Europa la Spagna si affaccia allo splendido e incom parabil e golfo di Napoli. Il nostro cc Gran Capitano >> do vette notare in quella occasione quanto si asso migliassero le due penisole gemelle, come figlie di un solo Continente o padre. Anche la Spagna CO'me l'Italia era stata divisa in Regni, aveva dovuto sempre difendersi dalle invasioni saracene e aveva conservato alcuni tipi caratteristici fino a poco tempo fa. Il brigante calabrese, tagliato sullo stes so modello di quello andaluso con gli scapolari e gli amuleti sul nudo petto velloso; la propriet territoriale indivisa; il cc guappo>> napoletano si mile nella figura morale e fisica al cc majo di Si viglia o di Malaga. Le stesse tipiche e cattive usanze: qui si prendevano a sassate le immagini sacre ( 1) Tingitania, parte occidentale della Mauritania la cui capitale era Tingis, l'attuale Tangeri quando le nubi si rifiutavano di soddisfare la sete dei campi e l in Calabria, i contadini irritati per le lunghe secche, castigavano i Santi perch erano sordi alle preghiere che supplicavano la pioggia. Piet e fervore violenza e in giuria; gli spagnoli bruciavano gli eretici e Barletta, nelle Puglie, fu l'ultima citt europea che innalz roghi per i pro testanti. Allegria perpetua, povert secolare, mu sica a tutte le ore. La stessa passione nei sentimen ti la stessa generosit quando si presenta l' occa sione; popolo infiammabile al solo influsso della parola Vi sono momenti storici in cui questa affinit di razza scaturisce dalla terra italiana con la forza di un getto violento; sbarca a Napoli Gonzalo di Cordoba con i suoi ottimi mille fanti e appena cento cavalli veloci; im m ediatamente si uniscono a lui Milano Venezia e Roma Vantando i diritti della Casa d'Angi il francese scende in campo con so.ooo soldati appiedati 8.ooo !ance, 8.ooo sviz zeri, 12.000 arcieri e I 50 cannoni trainati che sparavano, anzich palle di pietra, pallottole sfe riche di ferro. Non si era mai visto un esercito cos formidabile Tuttavia questa massa fu an nientata dal genio del Grande Capitano >> gra zie all'unione dell'Italia con la Spagna e all in tellige nza, il valo re e la capacit di loro uo mmt Ma vi ancora un altra occasione in cui si ma -' 5

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Un carro armato sovietico dalle nos t re truppe sul fronte sud-orientale. nifesta anche pi chiaramente la facile inte a de i soldati ital iani e spagnoli : sono gi mort i F erdi nando i l rinomato aragonese e Gonzalo il ge n i ale andaluso ; regna Carlo I d i Spagna e V di Germania; siamo nel 1522. Francesco I i l R e cava liere>>, ma che nulla aveva d i cavalleresco, dopo grandi preparativi militari l ancia sul l' lta Jia un esercito superiore a quello che aveva in viato i l suo predecessore Carlo VI[[, vinto dal Grande Capi t ano>>; quest'esercito attraver a l e Alpi e si concentra a Cremona al comando del Lautrec La Stc r i a che n c n sempre rispecchia la verit, definisce la nostra unione con gli Italiani : Dominio di Spagn in Ita lia>>; guardat e e in questa campagna rapida quanto vittoriosa vi stata < < unic ne >> o dom i nio Il G e nerale i n Capo degli Spagnoli era Prospero Col o nn a (ita l iano ) e i suoi Aiutanti di Campo o Generali. F ran cesco Sforza (ital i an o), il MarcheS(? di Pescara (i t a liano), il Marchese di Mant ova (i taliano ) e Cerbelloni che gli spagnoli s pa gr..olizzarono chiamando l o Cerb d l6n (ita l iano ) Ne post i d i comando v i era un solo sp a gnolo il v e t e rano L ei va, che ital i ani e spagnol i ch i amavano : onfid e n zialmente i l sign o r Antoni o>>. Si un ad e i un tedesc o, il Freundberg con quattrom ila lan c ieri ,11 concentramento ebbe luogo a Pavi a che era gov e rnata da L e iva strettamente assediata dai francesi. Di pochi uomini e di pochi mezzi disponeva D o n Prospero per offrire batt aglia a l nemico ; 11 uo t alento e l r sue astuzi e di vecchio oldato gli procurarono il uionfo; aveva giusto la met deg li effett i v i di Lautrec. L ab i lit e la v iva cit nel combattimento uppl i rono a que to svan taggio. Diede tremila uomini a L e iva i l quaiP. 6 si avvicin per un i r i ad essi: rinforz con a Itr i duemil a c o mandati da Tot'niello la piazzaforte d i Novara ad Alessandria inv i altri millecinquecrnto uomini il cui Capo era Visconti ( anche italiano ); Prospero Co lonna rimase con una massa di manovra di poco pi di ottomila sol dati, tremila italiani e i l resto spagnol i e tedeschi Lautrec incerto sulle foru del nemico che ave va di:nanz i i n p i luo-ghi perch non trovava nessuno nel paese che vole se informarlo s i limi tava a delle scaramucce, a degl i scontti sangui nosi durante uno dei quali un colpo. di cannone pagnolo ucciS(? Marcantonio Colonna fratello del Comandante in capo degli spagnoli; la rispettosa consegna del cadavere, dimostr la considerazione che i franc e si avevano del suo va l ore; Pro pero pianse amaramente pi che per la morte del fra tello verch eg l i faceva parte delle fil e del nem i co che pi odiava. Il piano di Lautrec era di investir e Pavia con tu t te le sue forze; Prospero Colonna manovrando con a tuzia su Bina co, riusc a mettere in linea, in vista degli assedianti tre compagnie comandate da Cerbellon i; il vecchio Colonna, discepolo del Gran Capitano, riusc nd suo intento enza necessit di dar battaglia sconcertando l'avversa rio con marce e contromarce di giorno e di notte ch e lo disor i entavano e confondevano e intliggen dog l i nello stesso tempo perdite con iderevoli pren d e ndo l o d i sorpresa. lntimc rito Lautrec tolse l'assedio e, tentando d i pre nder la mano al uo astutQ nemico. s i d ires-5(? ver o M i lano ; per i colosa fu la manovra prrch il sagace Prospero fece marcia indietro con la velo cit del fulmine e gli tagli la strada, dando l e spa ll e a Milano, ad una lega e mezza dalla citt Cattura di an

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La pcszone scelta non poteva essere pi vantag giosa: si chiamava cc la 'Bicocca dominava la zona e il generale la fortific e sfrutt utilizzando come fossati i canali di irrigazione. A Lautrec non rimaneva via d'uscita, tanto pi che i suoi diecimila svizzeri, scontenti perch non ricevevano la paga, gli pors e ro il dilemma c c de main argent ou pas de bataille, aprs demain cong (domani denaro o niente battaglia dopodo mani licenziamento-). Il gradasso Lautrec assicur agli svizzeri che ci sarebbe stato il denaro, la vittoria, il totale saccheggio di Milano e si scagli contro il nemico con la tradizionale e nc-ta violenza francese. L urto fu tremendo la nostra vittoria completa: Lau trec lasci sul terreno diecimila morti e si ritir precipitosamente a Lodi ma il Marchese di Pe scara al quale stato affidato il compimento della vittoria vale a dire l'inseguimento, raggiunse i fuggiaschi a Lodi, prese d'assalto la citt e i Castelli; continu l'inseguimento fino a Pizzighet tone, che anche occup, e non si ferm, che alla fro ntiera di Venezia. Questo un esempio d2l cos chiamato do minio degli spagnoli >>: un esercito misto di spa gnoli e italiani guidati esc:usivamente da questi; la splendida figura militare d e l Marchese di Pe scara lo dimostra ancora una volta; idc lo dei fa mosi << Tercios ado r ato nelle file spagno:e, per ch al suo va:ore incomparabile univa la bont giusta n e l concedere ed mergica nel punire, Pe s : ara uno dei pi chiari esempi della fusion e italaspagnola. Nelle lunghe giornate di sosta, libera t es i del l' armatura, prendeva con s la lancia o l'archi bugio del pi stanco dei suoi uomini e, percor rendo in tutta la lunghezza lo schieramento dei suoi soldati, li incoraggiava con frasi allegre, motti di spirito, burle sempre fini e ingegnose, perch vi era n e i cc T e rcios >> chi non avrebbe gradito pa role grossolane. Nei combattimenti negli accam pamenti n e lle caserme ovunque PE"scara si pre -sovietiche e ffett uata da lle t ruppe deii'A r m lr. verso il caucaso sentasse, i suoi soldati lo accoglievano con vive acclamazioni, i cappelli volavano in segno di gioia effusioni che cessavano ad un solo gesto della sua mano o a un cenno di silenzio. Non vi fu mai truppa spagnola pi disciplinata di quella coman data da Pescara. L'idolo disgraziatamente mor nella florida et di trentasei anni; lo piansero lun gamente gli uomini dei cc Tercios che per pi di un anno portarono nell'elsa delle spade un segno di lutto, ma il nome di Pescara non fu di menticato ; gli ufficiali se ne servivano per spro nare i soldati a compiere tutto il loro dovere : cc Se Pescara alzasse la testa si vergognerebbe di voi e bastava questa frase per vincere i maggiori ostacoli. Fu il capo pi amato della temuta fan teria spagnola. H o voluto ricordare sulle colonne di << Legioni e Falangi questi episodi della storia per dimo strare come, al minime contatto, tra italiani e spagnoli si stabilisce una spontanea, naturale cor rente di simpatia e affetto, che sopprime protocolli e rigidit incompatibili col temperamento ardente ed espansivo dei due popoli. Oggi questa corren te che si manifest nei duri pericoli della Crociata perdura attraverso il migliore dei mezzi le organizzazioni nazionali il Fascismo italiano e la Falange spagnola grazie alla dottrina che ci ve nuta dall Italia del Grande Mussolini. La gio vent d ? i due popoli, inquadrata nella milizia della Patria, tende un ponte invisibile dall 'una all altra sp e nda delle due penisole, lo stivale e la p e lle del toro. Attraverso questo ponte indistruttibile, per ch impalpabile, vanno e vengono le anime che si fondono, gli spiriti che s intrecciano, le volon t che si mischiano e si congiungono Sono due bandiere che si baciano, due Nazioni che frater nizzano. LUIS BERMUDEZ DE CASTRO 7

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Sommergi bile giapponese dur ante un'azi one nel Pacif ico. DAL giorno dell'intervento nippon ico e della fu sione in una sola lotta mondiale delle due guerre dell'occidente e dell oriente il conflitto ha acqui stato, insieme colle sue pi vaste proporzioni, un pi spiccato carattere di competizione marittima perch evidentemente marittimo e soltanto m'!-ri t timo pu essere il sub trato economico-militare di un urto fra continenti che solo sul mare e attra verso i l mare possono comunicare e combattersi. marittima c soltanto marittima pu essere la vittoria essenziale e risolutiva contro due grandi impe ri ch e nel potere mar ittimo hanno profondate le radici della Loro forza, anche se su questo scenar io si disegnano e giganteggiano grandi campagne di carattere eminentemente continentale L 'i ntervento nipponico e la genera l izzazione del conflitto hanno al tempo stesso portato a situazioni e constatazioni di portata formidabile e che si pos sono riassumere in quattro punti: il Giappone era stato sottovalutato dagli anglosassoni; gli Sta ti Uniti efano stati supervalutati dai britannici ; il rapporto delle forze navali, dal valore iniz i ale di almeno r o a 1 nel 193 8 ( In ghilterra e Francia contro Germania) si approssimava alla parit ove si tenga conto anche dei grandi successi iniziali nipponici; infine spar i ta ogni limitazione impo sta dalla neutralit americana ai sommergibili dell' Asse i quli .hanno acquistato l a massma liber t di azione : la guerra SOttomarina entrata in una nuova fase. La superiorit navale e le spe ranze degli anglo assoni sono r i maste perci affi date essenz ialmente agli sforzi produttivi e costrut tivi, cio sono state condizionate e respinte in un futuro pi o meno remoto mentre nella fase d 'urto iniziale col G i appone le forze armate del Tenno nettamente, guadagnando alla ban die ra del Sql Levante in un tempo incredibilmente breve tutte le terre e tutte le acque racchiuse fra il Pacifico l'Indiano e il mar Cinese e ra l'Au stra l ia, l a Cina e l'lndia. In pari t empo si svi luppavano le campagne invernali di resisten7-a in Africa e in Russ i a e si d i latava e in t e nsificava su tutti j fronti marittimi l'assalto al tonnellaggio anglosassone La questione del ton nellaggio mercant ile dive.niva o meglio si ricon fermava i n breve, anche sul piano mondiale, la vera chiave della guerra perch alla disponibilit di navigl i o da carico apparivano evidentemente subordinati i rifornimenti dell'arcipelago britanni co e cio la vita stessa dell'In ghilterra, i riforni ment i alla Russia e cio la capacit di resistenza o di riscossa della Unione Sovietica, la difesa di tutti i territori d'oltremare e la alimentazione di tutte le frontiere marittime sia i n occidente sia i n oriente, la possibilit o meno di creare nuovi fron ti per alleviare la su quelli sui quali premevano e premono vittorio am.ente l e Potenze del Tripartito, infine la facolt degli Stati Uniti di esplicare veramente (amme o che la ua produ zione ver ame n te crei la ind ispenS'abile premessa ) i l ruolo di Arsenale delle Democrazie>>. La situazione mondiale, fino dal completamen to de l primo grande ciclo della guerra nipponica, appariva perci ridotta ne i suoi term i ni essenziali ad un attacco concentrico dall'Europa O rientale, dall Africa settentrionale e daUa B i rmania di uno sterminato complesso di territori del Vecchio Con tinente controllat i e presidiati in parte dall 'Inghil te rr a e dagli Stat i l..Jniti e cio l'Egitto, la Pal e stina la S i ria, l'Iran l'Irak, l'India, l'Afgani tan e in parte dai loro due alleatj continentali e c io la Russia di Stalin e la Cina d i Ciang Kai-Scek. Questo immenso territor io rappresenta la pi grande C( sacca d ella storia: l'Inghilterra e gli ratj Uniti sono rimasti all'esterno di essa. m sanno che quel grandioso assedio che volevano i m porre e stringere intorno alle Pote nze del Tripar t i to, queste lo stanno i n realt stringendo intorno alla cc sacca nella quale sono chiusi i lor o cli en ti i loro alleati. i loro imperi. Ora questa sacca mag gio re, anzi massima, si va re tringendo progressi vamente e qua e l suddividendo in sacche m i no r. Cos la Cina rimasta pre och iso lata, anzi chiusa nel cuore dell'Asia Orientale, mentre del

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Il tiro folgorante dei 381 d i una nostra g r ande uniJ d i guerra nel Mediterraneo medesimo isolamento minacciata da vicino la Unione Sovietica o pi precisamente quella parte di essa che resiste al settentricne delrimmane cu ne o delle armi alleate spinto innanzi dal suolo ucraino fino quasi alla corrente del basso Volga. Le punte aguzze delle tre avanzate, per quanto ancora molto lontane fra lc ro, hanno fatto passi da gigante e l 'una sta gi dando la scalata alle pendici del Caucaso, mentre l'altra incombe alla soglia del Basso Egitto e la terza si spinta fino alle porte dell'India. Gli Stati Uniti e l'Inghilterra sanno che il crol l o e i l disfacimento della sacca sarebbe la completa irreparabile rovina di tutti i loro sogni e di tutte le loro realt; il loro fondamentale problema dunque quello di alimentare e sostenere gli asse diati, di portare soccorsi, di incoraggiarne comunque la resistenza, di mantenere vivi i contatti e aperte le vie per penetrare nel continente assediato. Ma queste vie, tutte ed esclusivamente marittime, si vanno sempre pi serrando dinanzi alle prore dei trasporti e delle navi anglo-sassoni. Il Primo Ministro britannico, per potere raggiungere Mosca, ha dovuto compiere un itinerario fantastico e interminabile, che se possibile per una missione diplomatica e per un solo uomo, diventa un assurdo per le truppe. per le munizioni, per i carri armati, per i viveri, per i materiali. Tutta intera la guerra navale si pu dunque concepire e interpretare, con visio ne unitaria, .:ome la lotta per le vie di comunicazione e di penetrazione fra i due imperi anglo-sassQni e le loro fondamentali posizioni del Vecchio Continente dalle quali essi stanno per essere irreparabilmente e completamente tagliati fuori. Le vicende marittime di questi ultimi mesi sono particolarmente si gnificative proprio sotto l'aspetto ora detto. Quali sono queste vie marittime? Prendiamole in esame ad una ad una. C' la via artica che dall'Atlantico e dall'Inghilterra conduce ai porti settentrionali della Russia. Su questa strada, diramazione e prolungamento delle rotte atlantiche, che gi costano tante vittime alle flotte mercantili inglese ed ame ricana, viene avviata la massa principale dei rifornimenti d estinati all 'U.R.S.S.; ma non si tratta di una via sicura, quantunque ampia e remota; la distruzione totale di un convoglio di ben 3 8 piroscafi lo ha recentemente dimostrato. Nello scac chiere artico, la Nrvegia ha un ruolo analogo (quantunque assai pi limitato) a quello che ha l'Italia rispetto alle rotte mediterranee: la fletta tedesca vi esercita una funzione di interdizione analoga a queJia che pi al sud esercitata dalla flotta italiana. Nelle acque artiche, o:tre ai piroscafi g l i inglesi e gli americani hanno lasciato anche incrociatori e navi scena. Il fol'zamento del passaggio comporta l'ammassamento di forze navali ingenti, proprio come si verifica per l'attraversamento del Canale di Sicilia : per la stessa ragione, quindi, i transiti si fanno rari e difficolt osi e impongono il pagamento di duri, talvolta rovinosi pedaggi. La strada mediterranea altrettanto vigilata e contrastata ed per giunta notevolmente pi stretta. ci che spiega perch in molti mesi gli anglosassoni abbiano fatto solamente due grandi tenta tivi d i transito Il primo, quello di met giugno, fallito completamente n el ciclo di operazioni che culmina nella battaglia di Pantelleria e che costato all'Inghilterra, oltre alla perdita di numerose navi da gu e rra la distruzione quasi completa d 'un importante convoglio. Due soli piroscafi, su una decina a:meno partiti da Gibilterra, hanno potuto rag gi ungere Malta. Il secondo tentativo, reczntissimo, ha dato luogo alla serie di azioni di contrasto succedutesi fra l'I I e il I 4 agosto fra le acque al sud delle Balea ri e quelle al nord di Tunisi. Aerei bombardi e ri e siluranti, sommergibili, mas e tcrpedi niere a mo tore hanno assalito e perseguitato ininterrcttamente il grosso convoglio e la poderosa scorta. Un sommergibile germanico ha affondato la portaerei Eagle, un sommergibile italiano ha colato a picco l'incrociatore Cairo, una motosilurante italiana ha colpito col siluro l'incrociatore M anchestec che affOindato davanti alle coste tunisine: lo stesso Ammiragliato britannico ha annunciato oltre a tutte queste perdite quella d 'un cacciatorpediniere ; a questo si aggiungono le perdite che Londra ha taciuto, i danni delle navi superstiti, la distruzio ne quasi totale di un convoglio imponente di una quindicina o d 'una ventina di piroscafi di grosso tonnellaggio. Che cosa altro occorre per concludere che la via mediterranea chiusa? che per il Canale di Sicilia non si passa? Ma se gli inglesi non riusciranno pi a passare finiranno col perdere anche Malta e con questo la chiusura diventer ancora pi ermetica. Il Mediterraneo la via che mena al Mar Nero, all'Egitto, alle Indie. Una barriera di armi sempre pi impenetrabile si innalza dunque sulle frontiere meridionali fra gli anglo-sassoni e i russi che le armate alleate stanno del resto ricacciando lontane dal mare anche con l'azione diretta di progres siva conquista di tutte le sponde del Mar Nero. Nello stesso bacino del Mar Nero le m i nusc ole forze distaccatevi dalla Marina italiana continuano a co gliere vittorie veramente incredibili contro la flotta rossa; dopo i successi chz hanno efficacemente concorso alla caduta di Sebastopoli, venuta la volta dell'affondamento dell'incrociatore Krasni Kcim, silurato e affondato da due mas italiani: e ormai la flotta sovietica del Mar Nero, gi decimata, ha probabilmente i giorni ccntati. 9

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All'Egitto e alle Indie gli inglesi e gli america ni possono approdare anche per la lunga via ocea nica: ma, a parte le ben note difficolt co tituite da fcrti allungamenti di percorso, specialmen te in relazione alla scarsit di tonnellaggio, si deve considerare che ormai la rotta del periplo afri cano doppiamente insidiata e cio in Atlantico dai sommergibili dell'Asse e in Oceano Indiano da quelli nipponici. i ricorder che la corazzata ame ricana M aryland per la posizione e la rotta che aveva allorch fu colata a picco da un sommergi bile italiano, era verosimilmente in trasferimento nell'Oceano Indiano; sj ricorder pure che nei co municati germanici piu volte citato il ca o che i pircscafi affondati dagli U-Boot appartengono a convogli dirmi al sud lungo le coste occidenta l i dell Africa. Dall altro lato i sommergibil i nippo nici operano nel canale di Mozambico, nel Mare Arabico, in pieno Oceano Indiano. Dunque anche per la grand e via oceanica la separazione fra gli angloassoni e il loro castello del Vicino e Medio Oriente si fa sempre pi severa. Continuiamo e completiamo il nostro giro di orizzonte. Nell Oc eano Indiano alla caduta di S i n gapore gli anglo sassoni hanno opposto l'aggres sione al Madagascar e la sua occupazione; ma il Madagascar giace all'estremo opposto di que to bacino ()(;eanico e non basta a proteggere le rotte dell'Ind ia, ch e a levante, nel golfo del Bengala, ono gi chiu e alle navi britanniche, mentre a po-nente, verso il mare Arabico sono protette piutto-10 Fuoco contraereo di una nave eta battaglia tedesca sto dall'isola del Ceylon. Il vero baluardo della resistenza anglo-sassone sull Oceano Indiano pro prio Ceylon; la sua perdita troncherebbe del tutto le comunicazioni del Medio Oriente con l'Inghil terra e gli Stati Uniti: per anche col suo posses so gli anglo americani non possono impedire che i sommergibili nipponici operino con successo nel le acque occidentali di questo oceano. Pi verso oriente un grande d i aframma stato innalzato dalle armi nipponiche fra il Pacifico e l'Indiano, proprio l dove appena un anno addie tro erano padroni e dominatori inglesi, nordame ricani, olandesi Il cerchio dell e armi del Tripartito si completa cos intOTno all'India sulle sue fron t i ere terr e stri alla Cina, sulle frontiere terrestri e marittime e alla Russia Asiatica, che, quantunque il Cremlin o intrattenga normali rapporti col Giap pone non pu evident e mente n dare appoggio a navi od aerei nordamericani nelle sue basi del Pacifico, n ric e vere per questa via, sul naviglio an glo sasson e una parte a l meno di quei rifornimen ti che gli Stati Uniti non riescono ad inoltrare al l' U.R.S .S. per altre strade. Ma i nipponici non si accontentano e non si limitano a questo Anche l'Austra lia possibile fu tura base del contrattacco anglo sassone contro le loro ricche conquiste, viene a poco a poco avvi luppata e segregata ; anche rispetto al continente australiano procede l'opera di progressivo isola m e nto, realizzata attraverso la interruzione delle vie del mare. Sopratutto questo il s i gnificato e il movente dei passi che vanno facendo i nipponici di arcipe lago in arcipelago, di isola in isola, di atollo in atollo. In que sta grandiosa marcia attraverso l'o ceano un punto cruciale rappresentato dal Mar dei Coralli e dalle isole che lo circondano; da que sta area si stacca e si distende infatti verso levante, fino nel cuore del Pacifico, una sequela di arcipe laghi e di gruppi il cui possesso permette di con trollare le rotte dagli Stati Uni ti all'Australia e alla Nuova Zelanda, circostanza questa che basta a spiegare l'accanimento delle lotte sviluppatesi in torno alle isole alomone. In que te lotte pet il fatto essenzi ale non la occupazione delle terre, ma la entit delle perdite navali e aeree subite c inflitte, per la ragione che quello dei due bellige ranti che conserver la prevalenza aero navale finir prima o poi per conquistare anche le isole rimaste tagliate fuori e private dei rifornimenti e degli aiuti. Proprio per questo motivo si pu as serire che i pi recenti avvenimenti del Pacifico se pure alle gravissime perdite navali inglesi e ame ricane ci sembrano contrapporre la riconqu i st di qualche isola delle Salomone da parte degli ameri cani. non rappresentano per questo una meno grave e cocente sconlitta anglo sassone. In tutti i mari, in tutti gli oceani le vie si vanno chiudendo o diventano sempre pi lunghe e i nsidiate per la' navigazione degli anglo americani. La chiusura di qutste vie inonimo di sconfitta. GIUSEPPE CAPUTI

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A guardia di una strada controllata dalle nostre truppe ne l bacino del Don. Fotoelettriche In ulone contro eventuali sorprese del Reparti dJ bersagHerl della divisione celere deii'ARMIR all'aHacco di un villaggio del Don

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Truppe alpine lt liMe all'attacco sulle alture della r glone del Caucaso. (Foto Luce In 4PSCiuslva per Legioni e Falangi )

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Gandhi Sarajonl Naldu, sua sposa, entrambi Internati nel paJano deU'Aga IChan.

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. INDRD .. MDMirA:REtitl . .. < ':-: : Farsalo, lO agosto del 48 a. C. STENDIAMO queste rapide note seduti sull'or l o di un fossatello scava to in mezzo al campo che ieri vide la disfatt a completa e irreparabile delle armi pompeiane, ieri quinto giorno avanti gli idi del mese sesti le. Il castro ancora quasi deserto: i cesariani sono intenti a inseguire e a ripulire il terreno degli ultimi resti avversari, rifugiatisi nel la notte dapprima sull'altura di Alogofa ti, e poi sulle colline di Rizi e Sciatecli, nella vana speranza di scampare con l'aiuto delle tenebre verw Laris sa. Pre v e nendo questo estremo tentativo, Cesare in persona ha con fulminea azione condotto quat tro delle sue legioni a imbottigliare il pas saggio dell'E piro : le sei miglia che lo separano da que sta gola montagn osa w no state coperte in meno d'un'ora dalla truppa galvanizzata dalla certezza della vittor ia I pompeiani, trovatisi presi nella Nostre truppe I n agguato sul f r onte russo. sacca, hanno cercato ancora una possibilit di sal vezza nella scalata del Karagia Ahmet, un monti celio isolato che un 'ansa dell'Eniseo c ; rconda: po sizione adatta alla difensiva e capace, se saldamen te tenuta, di rendere gli occupanti padroni del paS( saggio del fiume. Ma Cesare, durante la notte, sen za concedere un minuto di tregua all'avversario un attimo di riposo ai suo i soldati, ha mozzato il troncone roccioso isolandolo dal fiume e dal resto della catena montagnosa con opere di scavo. Sul fare dell'alba l'attacco cominciato. I pompeiani si sono difesi strenuamente e tuttora si stanno di fendendo. Ma, secondo notizie che arrivano dalla linea, essi sono allo stremo e si attende la loro resa da un momento all'altro. Corre anche voce che Pompeo stesso sia caduto. Comunque, certo che nessun ostacolo si frappone pi oramai al trionfo completo di Cesare. A noi non resta che cercare di riassumere, retrospettivamente, le vi cende di questa clamorosa battaglia destinata a passare alla storia. Da oltre un mese i due eserciti si scrutavano negli occhi, uno di qua, l'altro di l dal fiume, nes suno dei due osando prendere l'iniziativa, cio nes suno dei due osando lasciare la difensiva Primo a giungere in questa piana rossa di ferro e gialla di sole fu Cesare, in ritirata dopo gl'infau sti fatti d'arme del 27 e 28 maggio presso Durazz o Come ricorderete, il 29 era cominciata per lui una catabasi affannosa pungolata per quattro giorni dalle cavallerie pomperane sguinzagliate all'inse guimento. Solo al principio del quinto giorno, il 3 giugno, a Melisopetra, l'inseguimento e ra ces sato, Pompeo avendone riconosciuta la vanit e avendo accolto il saggio consiglio di Afranio di lasciare l'avversar i o disfarsi in quel territorio a lui straniero ed ostile. Infatti Cesare, abbandonato l'esercito a Malisopetra sotto il comando di Silla, si era precipitato con una scorta di pochi uomini ad Apollonia per tentare di rimettersi in comuni cazione con Vatinio restato Brindisi e sollecitare aiuti. Impeditone dal rigido blocco della flotta pompeiana, era caduto in preda ad inquietudini e rimorsi che lo spinsero perfino a confessare ai suoi soldati -se devo credere ad Appiano che lo ha seguito l'errore strategico commesw ]ascian inchiodare nella melma delle stagnanti basse albanesi, deleterie al fisico e al morale della sua truppa. Ma subito si ripr5!Se. E, a sera del giorno dopo, riassorbita la legione che aveva scortato le impedimenta e i feriti del Mai Lales, ripart, rag giunse l'esercito a Melisop et ra e, ripresone il co mando, lo guid sulla via di Ginina e di Mzzovo Il problema pi urgente era, per il momento, quello di ricongiugersi con i luogotenenti Fufio Caleno e Domizio Calvino eh 'egli aveva distaccati in Macedonia e in Tessaglia sia per reclutarvi ar mi ed armati, sia per impedire il congiungimento delle armate di Pompeo e di Scipione. Cesare ave va loro inviato corrieri su corrieri per informarli dell'accaduto e richiamarli, ma nessuno di questi corrieri era rientrato al campo. Evidentemente, es si erano stati catturati dalle pattuglie di perlustra zione avversarie. Non restava quindi a Cesare che affidarsi un poco all'intuito dei suoi luogotenenti e molto alla sua buona stella movend o con tutto l'esercito alla loro ricerca. Pompeo, senza volerlo, gli facilit l'impresa marciando contro Domizio Calvino, che alcuni informatori indigeni gli ave vano essersi accampato nella media valle del Vistrzza di contro a S c ipi one. Egli int en d eva cos prenderlo nella tenaglia del suo esercito e di q1,1ello di suo suocero e annientarlo. Ma Domizio, avvertito dai suoi esploratori dell'approssimarsi di Pompeo, in fretta sgusci verso sud n ella speranza 15

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Pontlerl Italiani nel Don. di ritrovare il collegamento non gi col suo Capo, di cui niente sapeva, ma con Fufio Caleno. Fu una f l manovra ortunata, esegmta a tempo a tempo: partito la mattina del 7 giugno da Eraclea Oresti de, quattr'ore dopo vi piombava Pompeo col grosso delle sue forze, mentre Scipione avanzava da est. Ma le due armate attenagliarono il vuoto. Do mizio, in marcia verso la Tessaglia, v'incontrava Fufio Caleno, alle cui forze univa le proprie. Am bedue ignari degli avvenimenti durazzeschi, l'ar rivo di Pompeo sul V istrizza li insospett. Siste mati in difensiva, decisero di spedire messi e di at tendere a i piedi del colle di M zzovo. Fu qui, alle porte della Tessaglia, che il 14 giugno Cesare, sbu cato dal montagnoso Epiro e dall'alto Pind degli Atamani, li ritrov. In Tessaglia ci attendevano un mare di biade e l'ostilit delle popolazioni, fedeli a Pompeo perch Pompeo era il Senato e fedeli al Senato perch i l Senato era l'oligarchia plutocratica. I Tssali non erano un popolo: erano una cricca di cento due cento famiglie arcionate su una logora plebe. Cen tocinquant'anni fa, Flaminino, venuto quaggi come plenipotenziario di Roma, aveva ribadito queta situazione col bullone della legge Ora questa oligarchia intendeva difendere, contro il democra tico C e sare, non l'integrit del territorio, ma gli interessi della casta. Ecco perch, riuniti nella koinn tessalon come la chiamano nella loro barbara lingua, cio nella lega dei tessali, tenta rono di opporci resistenza rinserrandosi nel trian golo di Tricca, Pelineon, e Metropolis. No pasa d.n dicevano. Invece passammo, senza nemmeno porre l'assedio, con una battaglia manovrata rapi dissima, alla Mlaga, sotto le mura di Gomphi, che ci fece cadere in mano questa i fortezza, come 16 una pera matura. M a rendiamo omaggio agli sfor tunati difensori: essi si batterono coraggiosamente e bene, i ventidue capi della lega, v e ntidue vecchiardi molto dignitosi, in prima linea Questi vec chiardi Cesare voleva risparmiarli e trattare con essi la resa di tutta la regione. Ma quando g i unse nella citt conquistata, li trov stecchiti nella casa di un medico. Anche Appiano ed io, che eravamo al sguito, li vedemmo: erano distesi perbenino sul pavimento, a distanza di un metro l'uno dall'altro, come tanti soldatini disciplinati, e accanto a :; ognuno aveva la coppa in cui aveva bevuto il eleno. Cesare rimase cinque minuti a guardarli, poveri vecchi, e non disse nulla. M a si vedeva che era commosso e dopo ordin ai veterani di seppel lirli con tutti gli onori. Difuori, per le vie della citt, i soldati facevano un baccano d'inferno, vendicandosi sui granai, sul le cantine e sulle belle ragazze tessale di tutti quei mesi di digiuno e d'astinenza. Ogni tanto al cuni ufficiali subalterni si presentavano a Cesare, preoccupati, sollecitandone ordini che richiamas sero quei demoni al e alla disciplina .Lasciateli fare diceva Cesare. Hanno patito e do vranno ancora patire. giusto che ora si abbof fino un po'! E quelli di a abboffarsi. Appiano ed io, che circolammo per le osterie tutta la notte in cerca di colore giornalistico, ne tro vammo a centinaia sbronzi come ciabatte e a istemmo ad allegre scenette. Ma, da buoni soldati, quei v e te rani erano soldati buoni: familiariz:.:avano con facevano alla lotta con loro, can tarono bevvero e mangiarono, ma non torsero un capello a ne uno e la notizia vol di paese in paese che eran giunte non truppe n e miche, ma amiche, e soprattutt o i s e rvi d e lla gleba, non vollero intende re ragione di prendere le armi contro di loro. Come gi ai tempi di Aminandro, la presa di Gomphi ingentem terrorem tessalis intulit infuse terrore ai tessali, che sguarniro no le loro roccheforti e ne consegnarono le chiavi a Cesare. Per primi vennero in deputazione di pace quelli di M etropolis che il giorno avanti aveva no suonato trombe e ampane proclamando la ne cessit della resistenza a oltran4a. Cesare fu cl mente. La clemenza incoraggi le altre citt a seguire l'esempio e tutto l'ovest tessalo ci venne in contro in festa, il Kambos, la prateria, un mare do rato di grano, su cui navigammo per sette giorni fra canti, acclamazioni, belle ragazze e bicchieri di vino resinoso, fino a una cittadella parata a tur bante sulla vetta di una collina isolata che, come un pizzardone a dito teso, c'indic la via di Farsalo. A Farsalo arrivammo i primi di luglio, non ri cordo con p r ecisione il giorno eeatto. Dopo una ra pida ricognizione sul terreno, Cesare parve tra vario di suo gusto e decise di fermarcisi, precisa mente in mezzo alla piana di V alcofarsalo, in un angolo formato dalla confluenza di un ruscello con l'Enipeo: una piana anonima, sfarinata sotto i l sole peso e immobile di Tessaglia, senza nessun segno di riconoscimento fra le altre che la circondano. Cesare, guardandola, osserv: Fra duerni l'anni, quando gli archeologi verranno a ricostruire il campo di Cesare, avranno il loro daffare Ma Appiano, che ha un debole per gli archeologi, h.a voluto facilitarne il cmpito lasciando scritto che la localit si trova a trenta tadi da Kaidaria. e li contati ad uno ad uno, gli stadi, il buon Ap piano. Qui attendemmo Pompeo, in questa terra rossa sotto il sole rosso, al quale non c' e ra scampo. Attendemmo Pompeo con impazienza, ufficiali sot tufficiali e soldati e anche noi giornali ti, perch quella era una dannata fornace, fuoco disopra c fuoco disotto e neanche di notte c 'era refrigerio. Porca miseria, dicevano i soldati, se quella tar taruga di Pompeo non si spiccia un po' di pi col suo eserc i to di lumache, ci arrostiamo vivi quant' vero Iddio. Finalmente, dopo circa una settimana di attesa, la tartaruga apparve sulle alture he ci fronteggia vano a sett e ntrione, si ferm un poco a guardare, n o n trov la posizione di suo gusto e, sceso i n basso, gi'i dietro le creste di Farsalo, attravers l'Enipeo e si ferm lungo le pendici di Kaidaria. Cesare lo lasc i fare, restando guardingo sulla di fensiva Ma anche Pompeo mostr subito che di at taccare non aveva nessuna voglia. Si diede a fare scavare trincee e ridotte, stabil avamposti e viet ai suoi soldati di uscire dal campo. L'estate conti nuava a folgorare e noialtri a cuocere disopra c disotto. I veterani mugugnavano. Silla, impazien te, ogni tanto dava in smanie e inveiva contro la vigliaccheria della tartaruga che, con un eser cito pi che doppio, non osava attaccare. a Cesare, era ridiventato sii nzioso e ac igl:ato c o me nei giorni di scarogna, e nessuno, tanto meno noi giornalisti, osava avvicinarlo. Era chiaro che Pompeo, ben vettovagliato, intendeva cunctar e e ridurci alla fame. Avendoci tagliato fuori dai pascoli e granai di Kaidaria, ci aveva inguaiato i n brutto modo: nel nostro campo non si sapeva pi come metter d'accordo il rancio della mattina con quello della sera. Ogni tanto 'accendeva una :;pe ranza per via di qualche incursione della cavalle ria avver aria. Ma erano fuochi di paglia che subi to si spengevano: dietro i cavalieri, i fanti non ap parivano e tutto si riduceva a una scaramuccia fra squadroni, che aveva l'aria d'una partita di polo c nella qual difficilmente ci scappava il morto Poi i pompeiani rientravano nel loro accampam ento i cesariani idem, e tutti continuavamo a arrost i rci in quel fuoco disopra e disotto. Chi o che cosa ha persuaw Pomp o i ri matti na, ad abbandonare questa tattica di logorament o che stava per dare tutti i suoi frutti? Non lo sap

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piamo e forse non lo sapremo mai. Forse si era stancato pi lui a vederci morire di fame che noi a morire, forse qualche notizia giunta da Roma, forse la smania di tornare in Italia a farsi incoro, nare col lauro del vincitore. Fatto sta che ieri mattina 9 agosto, dopo un mese di disfacimento, quando gi Cesare aveva impartito gli ordini di una nuova ritirata verso Scotussa in cerca di pane, eccoti i pompeiani discendere nella piana e sch:e, rarsi in ordine di battaglia. Cesare non perde tempo per non dare all'avver, sario nemmeno quello di riflettere Fa suonare l'al, !arme, chiama i suoi luogotenenti e d loro le di retti ve: le sette legioni e tnezza, cio le settanta cinque coorti, ogni legione essendo formata su die, ci coorti, di cui composto il suo esercito, si di, spongano su tre linee. L'ala sinistra, appoggiata al ruscello, sia data dalla Nona e dalla Terza legione comandate da Antonio; Domizio Calvino si tenga al centro con l'Undecima e la Dodicesima. Al l'ala destra sia Silla il fedelissimo con la Decima dei Vete rani, la mia coorte pretoriana come !a chiama Cesare Perch su quest'ultimo settore Ce ha compreso che Pompeo tenter la manovra avvolgente della cavalleria. Anzi, per maggiore precauzione, egli inventa una nuova tattica e sar proprio questa invenzione a dargli il successo : crea la quarta linea rovesciando tutti i criteri seguiti fino allora, crea cio una linea laterale, che fronteggi l'eventuale minaccia che possa incombere sul fianco: sei coorti soltanto, sei magre coorti ri, ca va te dalla magra terza linea e, con esse, la scarsa truppa celere di cui dispone, mille cavalli. I n tut, to, ventiduemila uomini. Pompeo invece di uomini ne ha quarantac:nque, mila, divisi in undici nutrite legioni di dieci coorti ciascuna, scaglionate sulle solite tre linee di cui ognuna ha dieci ranghi di spessore. La sua fronte si sviluppa su due chilometri e mezzo, superando quella di Cesare e quindi offrendogli possibilit di aggiramento sul fianco. qui, cio sulla sua ala si, nistra che egli concentra le sue forze come Cesare aveva preveduto: settemila cavalieri, un migliaio di ausiliari e le sue due pi belle legioni, la Prima e la Terza, che avevano gi servito Cesare nelle Gallie e che ora si trovavano al comando di Do mizio Aenobarbo. Il centro, che doveva fare da perno alla manovra di quest'ala, era affidato a piane con le sue legioni di Siria, mentre l'ala de : stra, appoggiata anch'essa dal ruscello come la si' ni tra avversaria, al comando di Lentulo, doveva servire di copertura. La battaglia cominci all'alba con un attacco folgorante della cavalleria pompeiana. V edemmo gli squadroni avanzare a briglia scio l ta in un nu volo di polvere rossa, caricare la destra cesariana e avvolgerla. Poteva essere il principio dell'accer chiamento; ma di colpo la quarta linea entr in gioco: fronte ad est, le sei coorti di veterani che la componevano, i veterani delle Gallie allenati ai turbini delle cavallerie barbariche, indigano l'av, versario che ruota loro intorno, ne smorzano l'im, peto, lo paralizzano. I cavalieri pompeiani attac cano, rinculano, riattaccano a ondate, a risacca, dapprima ordinatamente, poi scompaginandosi, an nodandosi nel movimento, alcuni caricando men, tre altri si ritirano e viceversa, vediamo cavalli impennare, uomini rotolarsi nella polvere. I cesa, riani, una muraglia compatta di scudi e di corazze, sono incrollabili. Di colpo, Cesare vede il suo sue, cesso. Chiama a s una legione di truppa celere ausiliaria, tenuta in riserva, e la scaglia al con, trattacco, come una sassata Il guizzo degli aust liari rompe addirittura in due pezzi gli assalitori: un pezzo viene ributtato nel grosso pompeiana; l'altro, tagliato fuori, si sbanda e a briglia scio l ta, a piccoli nuclei cerca scampo chi ver, so Orfana sulla strada di Macedonia e chi in di, rezione della Grecia, incalzati tutti e decimati dai celeri cesariani. Ma: e le fanterie di Pompeo? le fanterie di Carri armati sovietici colpiti dalle nostre arti glierie Pompeo non si mossero e questo fu l'errore che gli cost la vittoria. Pompeo non volle impegnarsi a fondo, credette assurdamente che la cavalleria sola bastasse e rattenne i fanti in linea. Silla, impa, ziente, a cavallo, col suo sciabolone sguainato, im, plorava Cesare di buttarlo con la sua Decima con tro quelle mummie. Cesare temporeggi un poco attendendo che il troncone fuggiasco della cavai, leria avversaria, il quale tornava a briglia sciolta verso Pompeo, mettesse in disordine le linee di quest'ultimo e poi diede l'ordine ai pretoriani: A ll'attacco!. Partirono come l a folgore, Silla in come un M arte, con lo sciabolone alz.ato a martello. Sulla scia dei cavalli avversari e nella loro polvere, giunsero nqn visti a contatto d'uo, mo con i pompeiani messi in subbuglio dal risuc, chio dei fuggiaschi. E allora fu la sarabanda. Noialtri, di qua, si vide solo un gran luccichio di ferri e d'acciai in una nuvola rossa. Poi si vide uomini fuggire correndo oltre il ruscello e verso Kaidaria ed altri uomini inseguirli facendone macello. Un a l tro t r oncone di pompeiani era stato ta gliato fuori e i cesa;iani s'incaricavano di distrug gerlo meticolosamente. Guard ammo l'orologio: era mezzogiorno preciso. Il sole immobi le, in mez, zo al cielo di cobalto, picchiava come un maglio sulle teste dei vivi e dei morti, le gole riarse chiede, vano acqua, i corpi sudati invocavano riposo Niente. Cesare, spietato, d l'ordine di cominciare l'attacco del campo. I nfatti il successo, sin qui, non era stato che parziale. Solo le due ali, la destra cesariana e la sinistra pompeiana, si erano impegnate, il centro e l'altra ala di ambedue gli eserciti essendo rimasti estranei ed intatti. Anzi, la ritirata Pompeo la co, minci bene, ordinatamente, verso il suo Castro. Se la posizione di esso fosse stata a suo tempo sceJ, ta con miglior criterio, il successo di Cesare non sarebbe stato pi grande di quello ottenuto da Pompeo un mese e mezzo fa a Duraz.z.o. Ma otti, ma per temporeggiare, questa posizione si ri, velata invece pessima come terreno di battaglia manovrata. I pretoriani di Silla, tenaci sull'avver sario come giocatori di calcio sulla palla, lo scom, paginano, lo rompono, lo inseguono su per l'erta, lo sorpassano e si trovano in posizione di privile gio alle spalle del campo pompeiana prendenclo!o dall'alto sotto il tiro dei loro archi e frombo!t>. I pompeiani barcollano, cercano scampo, Afra, nio giganteggia, il caporale Afranio, picchia cm i suoi grossi pugni i soldati presi dal pnico, ferito e insanguinato, un mascherone rosso, lustre di su, dore. Ma i suoi sforz.i sono vani: a un tratto la di, fesa crolla di colpo. Cos' successo? successo che si sparsa la notizia della fuga di Pompeo c de l suo stato maggiore. Picchia il tuo Generale inYece di picchiare noi! urlano i soldati a Afranio. T radimento! urla Afr(!nio, ma una sassata nel la testa lo mette a dormire. la fine. Gli avanz.i scompaginati cercano un rifugio sulle a l ture di Alogopati, dalle quali la mancanza di acqua li scaccia, poi su quelle del Ri, z.i e Sciatecli. Massacrati di fatica, allupati di fa, me, sul far della sera crollano per terra e atten, dono l'alba per scampare verso Larissa. Ma Cesare nottetempo, li circonda per ributtarli, sul far del giorno, sul M acagi, Amet imbottigliandoveli. Eravamo a questo punto quando ho cominciato a stendere queste rapide note. Ora il Castro si ripopohito di legionari che tornano alla spicciolata, ognuno trascinandosi dietro quattro o cinque pri, gionieri. Pare confermata la notiz.ia della morte di Pompeo. Bah! dicono i legionari stravaccan dosi a terra, sganciandosi le corazze e tergendosi il sudore Bah! Anche questa fatta IN DRO MONT ANELLI 17

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18 PARTIMMO da Sulmona che annottava, e a notte fatta arrivammo alla Fonte d'Amore. Due P' ovani abbeveravano i lor cavalli. D omandammo a cos toro se avevano notiz:e di Ovidi o, e uno dei giOvani rispose: Noi siamo troppo gio vani ancora e Ovidio personalmente non lo conosciamo, ma se salite qui sopra in fraz i one M a rane, trov erete certa ment e chi vi sapr dare di lui informazioni precise. Avevo persuaso Concezio a segu : rmi nelle mie peregrinazioni nei pressi di Sulmona intC!:e a r i trovare Ovidio nei luoghi che pi gli erano fa miliari in vita, e ne i qua l i s ulla fede di testimo nianze sicure oggi ancora egli si aggira in eem bianza ora di santo, ora di diavolo, ora di mago d':tmore. Nel suo viaggio a Sulmona dell'ago sto l 3 Pie:ro Paolo Parzanese d :ce che a Sulmona tutti parlano di Ovidio ; e non solo gli uomini, ma ne parla il cie l o e la terra con una luce innamora ta Io pure mi ero fermato a Sulmona nell'idea d'incontrare il poeta dei 'T-ristia., c on pazienza di trappolatore mi ero appostato prima presso b. stat ua di Ovidio modellata da Ettore Ferrari, che raffigura Ov i dio con l o stilo a l zato in attesa del verso, e che il secondo esemplare del monumen to innalzato a Tomi, luogo d'esilio e di morte d l poeta; e poi presso la mostra di una confetteria in fantile, p :ena di canestrini e di coroncine fatti di confettini ver icol ori, nella speranza che vidi o a t tratto dallo zucchero venisse a quella mostra, come i l leone di sera scende al. fiume a ber ; poi nell'androne della Santissima Annunziata, wtto la statua pen ile in cui il poeta a vvo lto nel ::an rocchetto e posa il piede sopra un l:bro, perch un dotto della ua forza a leggere anche coi piedi ; infine, riconosciuta vana la mia caccia, ero risalito nell'automobile di Concezio e a ieme eravamo partiti per la Fonte d'.Amore. Pioveva, e allo spruzzo che la balilla mand :mi alzoni di un passante, questi grid: Manna.g g :a. Guiddie! perch i ulmonesi sfogano oggi ancora la loro rabbia nel nome di Ovidio, come in Galiz.ia oggi ancora d : cono 'Tit z hora 05Sia bestemmiano nel nome di Tito, sotto il regno del qual i l t mpio di Salomon e fu d i trutto. Arri vammo finalmente in fra:;ione M arane, e a un vecchio che stava seduto wlla porta di casa a fumare la pip a, domand ammo se avesse vuto Ov i dio. S, r:spose i l v ecc hio. Poco fa pioveva a di rotto, e i lampi e r ano cos frequenti che sembrava giorno. Camminavo solo e d'un tratto udii il ru more di una carrm:za, lo scal p i tare di cavalli sfre nati e f ci per guardare; ma carrozza e cavalli erano passati in un baleno. Spinsi lo sgua rdo p : lontano, e mi accorsi che i cavalli erano di fuoco. Concez.io emise il dubbio che quest racconti i n torn o alla sopravvivenza di Ovidio fossero fole eh germogliano n ella fantasia dei sulmo nesi, ispirate da questi monti e da queste valli che c : rcondano la c itt natale del poeta, ma il vecchio neg riso lutamente, e con una chiarez.z.a d'idee e una pro Statua Ovidio al Liceo di Sulmona. (Aiinarl).

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priet. di verbo che rivela vano in lui scienza si cura e an t :ca, disse : Ovidio mor uffic : almente :t Tom i l 'anno 17 di Cristo, e nel momento medesimo iniz;i quelle che sono le sue vere trasformazioni, e alle quali l e Metamorfosi non sono se non una esercitazione introduttiva. Ovidio divenne in prima negroman te, e venne ad abitare alle falde del monte M or rone, questo monte che sta qui wpra a noi, ma che l a notte non ci consente di vedere Alle falde el M orro ne sor.o disposte su tre piani sovrappo sti prima la Fonte d'Amore, presso la quale Ovi dio veniva ad amorcgg are di no t te con la ::iglia di Augusto, poi l e Poteche d Uiddie, cio a dire ia v:Ila nella quale il poeta v ive tuttora in mezzo a splendidi giardini nei quali pas.seggiano boriosi i pavoni, i nfin e l'er e mo di Celestino V nel quale il papa del rifiuto se ne stava a meditare La gente vc:liva a Ovid :o come un maestro dell'=-.r tc d'amore, a Ju; ricorrevano gli amanti raffred d ati e lui, che conosceva la scienza che ttcccc!tie c scocc hie, ossia che unisce c separa, ridesta va in ero l'ardore w pito con lu pignatijlle, che era un filtro di sua composizione. Poi, stanco di nccromanzia, Ovidio fece ammenda de : suoi e r rori c d : vcnne cristiano. Del resto, c ristiano sp i rito Ovidio era sempre stato, c di cristiane v irt lasci memoria alle popolazioni barbare presso le quali aveva vissuto l'amaro esilio. R icordano ancora i contadini di quei luoghi, vestiti pellibus et sutis bracis, che nei tempi antichi giunse fra loro dalle r i ve del Tevere un uomo di G traordina ria virt che aveva per 'i:Utti la dolcezza di n fan ci ullo e la bont d : un padre, e spesso sospirava fra s, ma quando rivolgeva l a parola a qualcuno, miele e nettare co l ava dalla sua bocca. Quei ;la tu rali d'altra parte che Ovid : o ::cr isse :tlcuni poemi in lingua moldava, Ovid :o stesso dic e nella sesta Lettera dal Ponto di avere scr:tto una poesia in l:ngua gctica, ma di q u esti componimenti purtroppo non r : masta traccia. Eugenio Dela croix, in ur.o dc i suoi nel palazzo Borbo ne, ha figurato Ovidio in atteggiamento molle c languido, circondato dagli Sciti che l o c.mm:rano st upefatti e e pur non avendo l'ardire di accJstarglisi, fanno a gara a offrirgli i doni pi ricchi. Ovidio era sap : entissimo. Accatastava ope re su opere, anzi volumi su volumi, per dirla l a ti namente. Quando scriveva, non staccava la penna dal foglio, n mai l a intingeva nel calamaio. Que sta grande sapienza gli veniva dal suo naso, c per questo si chiamava Nawne. Un uomo di buon na so, come si dic e oggi, corrisponde a quello che i latin ; chiamavano emunctae naris. Giovanni dei iluons : gnori, che visse nel 1300 e scrisse le Alle gorie ed espos:zioni della Metamorfosi, spiega che Ovidio fu detto Nasone per ci che si chome pella naso odoriamo ogni chosa, chos Ovidio ogni chosa mondana volse odorare et sapere. Diventato ctiano nella l ettera nonch nello spirito, Ovidio apr proprio qui alle M arane d ove ora ci troviamo, una scuola per i bambini, ai quali in segnava la dottrina cristiana e il libro Delle Sette Trombe. Scrisse un trattato di massime cris t iane e una raccolta di favolette. Trasmise i lumi del suo sapere a San Pietro Celestino, che s tava quas s nel suo cremo del monte M orrone, c col qual e conversava tutte le notti a traverso il pozzo del l'eremo. Delle molte opere scritte da questo Ovi dio continuato non rimane nulla. Ai princi pii del secolo passato si conservava ancora un li bro di Ovid : o presso un notabile di Sulmona, ;na un generale di Napo leone, capitato in casa di lui : s'in vogli di leggerlo e se lo fece consegnare, poi h m1tt'na seguen te prese il volo per la Francia, portandos i il libro con s, dal quale i francesi pi tardi trassero molte belle scoperte e invenzioni, c si arricchirono alle nostre spalle. La fama di Ovi d i o arriv fino al re di N apoli, il quale non faceva legge se prima non consultasse il suo Ovidio. I migliori amici di costui eraco, e sono ancor adesso Cic:aron c (:l'Arpine, Raziellc de Rome e Arasce Motivo campestre de Barletta, ctoe a dire Cicerone d'Arpino, Ora z : o di R oma ed Eraclio di B arletta. Ovidio fu mo naco, predicatore e santo Appartenne alla Chies a di Reims col nome di Sant'Ovidio martire, fu ..;escovo di Braga in Portogallo, ove oggi ancora canta ;n :;uo onore: Gaude Sacerdos Ovidi Tu. Bracharensis Pontifex meru.isti filias T ot ad polos trasmittere Era spuntata l'alba, e Concezio manifest il de siderio di salire alla villa d'Ovidio, che la gente di qui chiama le Poteche d'Uiddie. Ma il vecch:o disse che non era possibile. Ovidio non lo con sente. Non si tratta nemmeno pi di riattare la strada : Ovidio la guasterebbe. Alcuni anni wno, no:1 l ontano dalla Fonte d'Amore, fu costruito un edific : o per il tiro a segno nazionale, ma la notte stessa Ovidio lo distrusse Vuole starsene solo. Come dargli Pure davanti a tante testimonianze, C o ncezio n o n si persuadeva. Questo sopravvivere per cecoli e secoli come lo spiegate, buon uomo?, do :nand. La poesia, rispose il vecchio, la straordinaria potenza della poes i a Guardavo in direzi one delle misteriose Pote chc. Poi tornai a guardare il vecch:o. M a il ..;ccchio non c'era pi. C'era appena una luce in forma d'uomo. P o i anche quella si spense. QUINTiliO MAlO 19

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PRESTO saranno trent'anni che il genio spagn<>lo delta nostra epoca si addormentato per sempre. Don Marcelino Menendez y mor nella ua casa di Santander, nella piena maturit dell'in gegno, quando sj concretavano nelle sue mani le opere insign che egli contempla a soddisfatto, col uo ampio sorriso come un padre amm i ra un figlio ben rio cito, robusto perfetto. (o ebbi la fortuna d i vivere sotto il suo stesso tetto accanto a lui ed al fratello il fine poeta Enrique Menendn. Ero cos piccola che in quell a c a m i con ideravano qu i come un giocattolo e ad un loro richiamo pesso un brevi i mo viaggio in un piccolo treno che, dai boschi della mia valle montana, mi portava alla capitale. Alla stazione mi attendeva empre la mog lie dj Don Enrique un g i orno, piccola insigni.licante e sorridente con( ero ehbi l'altissimo onore di es.wre << ricevuta >> nientemeno che da Marcelino Me nendez y Pel yo. Conservo il ricordo di quell' c coglienza e ncora mi vedo rifugiata come un pa erotto fra le robu te braccia del Mae tro, acca rezzata affettuosamente dalla S\la nobile mano. Mancava i n quella casa la graz i a alata di una pie cola creatura e nel profondo del mio cuore con siduo un onore quello di essere stata p r il grande uomo, per i l poeta e la sua sposa la gioia ed il sorriso che essi tanto desideravano egl i ann i precedenti ai quali ci riferiamo, la Biblioteca di Menendn y Pelayo non era un cen tro d i attraz i one d i alta cultura universale come 20 lo attualmente. La fond egli stesso, nel 1868. quando solo dodici anni. Sorprende la pre cocit del piccolo bibliografo, che gi segna nel suo catalogo libri che si intitolano: Tratado de la existencia de J)ios, Olicios de Cicer6n, la Historia de lnglaterra ed un infinit di altri volu mi mirabilmente elezionati. Egli chies a ua m dre un vecchio armadio per poterlo util'izz;ar e come libreria e appena ebbe tre volumi il catalogo segnando meticolosamente l e date l'ed i tore ed anche il nome di chi glieli aveva regalat i : qu sto quando il fanc i ullo non li comprava per uo conto > J riunendo i l denaro del .wo salvada naio quello dei giorni festivi e quello destinato alle golos i t Ed era ancora un adolescente quando p06Sedeva gi libr i dell pi diverse pecie: di mu sica. libri mistici e demonologici ; opere di santi d'il l u ionismo, di storia di pura 1ilosofia Dovettero infine creare un angolo fuori dj ca a per i libri del ragazzo, angolo che fu con r vato fino a parecchio tempo dopo la sua morte. on era come oggi un lu u<>so edificio di pietra bronzi marmi e splendide vetrine. La primitiva Biblioteca costruita nello tesso luogo in cui sorge la nuova di fronte alla casa. in un an golo dd giardino, fu una specie di bungalow di calce. pietra e legno. con piccole fine tre nella par te alta, rotonde come i portelli delle cabine dei pi roscafi. All'imbrunire di que i lunghi pomer i ggi d'e state, mi divertiva andare con un servo a chiudere quelle finestrelle ; quella che dava a ponente era co-un ardente braciere. L tramontava il sole, proprio neUo studio di Don Marcelino, del quale disse il poeta : Era la parria : mie ntras el vi via ptOr virtud de sUl nurnen soberano sobre el haz del Imperio caste llano la luz del viejo sol no s e ponia ... Oggi, come fog lie di un fitto bosco. fremono l e pag ine della regia B i b l ioteca. Un alito d i sa pienz.a le anima e le agita, un aura di poe ia le placa. e tra esse scegliamo un l i bro ori g i nale del Maestro, per esempio la Epistola a Horacio \11\ en o profondo di umi l t e di a o l uto abbando no c i induce a guardare la no tra misera penna. imile ad un rozzo aratro sulla bianca terra del no tro foglio: so l o cos, sentendoc i pi umil i della polver potremo continuare a scrivere. La enorme episto l a che com inci a (( Y o guardo con amor un libro viejo > L .. abbaglia ed annienta. :B selva e torrente, cascata e fulmiM ed nello tesso tempo serena nel suo eia icismo, elevata pe la sua e enza e per la sua coscienza, che non pos -ono es.wre se non cattoliche. Forse al sapiente montanaro universale come a Luciano>, di e un giorno la ciem:a innamorata tentatrice : < < e verrai con me ti mostrer l e oper degli antichi e le loro mirabi l i gesta, spie gandoti le loro parole e ri elandoti ogni cosa : arricchir i l tuo spirito, che la parte essenziale di te, con molte ed eccellent i virt : la prudenza,

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la giustizia la piet, la dolcezza, l'equit, la di s c rezione la forza l'amore per tutto ci che l'entusiasmo per tutto ci che degno di venerazione per ci che veramente pi puro e duraturo dell'anima : nulla ti si na scond er del passato saprai ci che a l presente deve farsi e, con me, potrai persino prevedere il futuro; in una parola t'insegner in poco tempo tutto ci che vi di divino e di umano >> Forse il Maestro spagnolo rispose al suggestivo richiamo con una approvazione condizionata, for se, dominato dal suo carattere duro e sospettoso di uomo della montagna, alla Dea che gli tendeva le braccia rispose c o n i versi immortali : H e l e nos y latinos agrupados, una sola familia un pue blo solo, por {os lazos de{ art e y de la l e ngua unidos formaran. Pero otra lumbre antes e ncienda e l anima d e l vate. Et vierta afiejo e l vino en odres nuevos y esa forma purisima, pagana labr e co n mano y corazon cristianos >> ... Mirabi l i sono le opere de l grande sapiente che pot evi tar e i pericoli della temibi l e Fi l osofia per ch, con tutta semplicit, come gli comandava il Cate c hismo seppe farsi il segno della Croce u scendo di casa, entra n do in chiesa, prima di mangiar e e di dormire n Infatti tutta la sua gigan tesca opera stata compiuta all'ombra dolcissima ed incommensurabile della Croce. Sotto il cielo freddo >> della Montagna, Me nendez y Pelayo sapeva portare, con inusitata ele ganza, l'abito classico : sott01 il quale batteva un formidabile cuore cristiano ... JOSEFINA DE LA MAZA Colore della vecchia Spagna Un angolo della cattedrale di Burgos. 21

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FORSE. per un mUSICISta, la musica non dovrebbe avere uno spazio limitato riservato esclusiva mente al suo carattere naz i onale Si v e rifica per la musica quanto avvit>oe per g l i alberi. i quali per essere robusti ed alzarsi alti nel cielo, e perch la loro ombra sia fitta ed estesa essere profondamente radicati nella terra. Poche cose che non abbiano uno spiccato carat tere nazionale e qualche volta magari regionale o locale. potranno superare le frontier e del l o ro pae se per diffondersi nrl vasto mondo. 22 el campo dei suoni un tema, astratro nella sua concezione. elaborato da un esperto musicista. lan guisce e muore come u n fiore di serra al contatto dell'aria libera; mai la sua fragilit potr dare r il l usione della vera salute. :t per questo che determi nate composizioni, le quali non abbiano un carat tere nettamente nazionale. con gli anni cadranno irrimediabilmente in disuso. Con iderando sotto questo punto dj vista la musica spagnola, un nome s impone subito alla no tra attenzione p e r aver dato v i ta dal nulla ad una nuo-Due momenti d i una rapp r esentaz i one leggendaria del Teatro Nazionale spagnolo va scuola : il nome di Jsaac Albniz. I primi anni del secolo in cui viviamo vedono nascere la sua 11 lberia con la te a indifferenza con la quale si vede crescere un rosaio che ancora non abbia dato alla luce il suo primo fiore. Al merito e al valore intrinsechi di quest'opera dell'autore di avarrcr va aggiunto il fatto impor tantissimo, per la musica pagnola che della sua l infa si nutrono in un primo tempo compositori co me Manuel de Falla e Joaquin Turina, continuatori del Maestro. che portano alle pi alte vette la sua arte e la sua scuola. Tanto de Falla quanto Turina. nella loro ambi zione, cercano altri mezzi di espressione per le loro composizioni; il loro linguaggio senza dubbio di carattere pi internazionale ma le loro idee sono identiche a quell e del fondatore e come quelle s ono profondamente radicare nel suolo della Spagna. ell'attuale musica pagnola esiste inoltre il caso di un Conrado del Campo, che compie i suoi studi a Ber! in o all o m bra di Beethoven e pi ancora a quella di Riccardo Strauss. Del Campo raggiunge la tedesca senza fermarsi a Parigi dove Alb niz pri ma, e successivamente de Falla e Turina. so gnano le calde primavere di Spagna e i tiepidi in verni dell'Andalusia assolata. Compie il suo viag gio per affidarsi interamente agli insegnament i dei maestri tedeschi che gli trasmetteranno la loro t e c nica perfetta e lo spirito nazionalista proprio della

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loro razza, ma Ccnrado del Campo perder per sempre quello della sua terra. Da questo momento il musicista spagnolo sar il grande professore che tutti conosciamo, ma le sue opere non resisteranno al tempo. Lo stesso accadr a Oscar Espia che proviene dal mondo scientifico. Ingegnere e dottore in filosofia ha meditato lungamente sulla sua arte e tratta scien tificamente la materia musicale. Nato in Oriente presso i palmeti di Elche, solo quando abbandoner la maniera universale che riempie il primo periodo della sua vita per adottare la maniera popolare del la seconda epoca, potr essere considerato veramen te spagnolo e come tale si riveler ne La nochebuena del diablo e nelle Canciones p/ayeras. Ritroviamo l'influenza delle direttive segnate da de Falla in due compositori nati al principio del secolo : Ernesto Halpfter e Joaquin Rodrigo. Il primo cerc la tradizione spagnola nelle sottili osservazioni che fece Scarlatti sulla nostra musica; il secondo la ricerca nelle canzoni popolari di due secoli fa, quelle stesse che partivano da Cadice sulla bocca di marinai nostalgici i quali andavano in America per cantare la Spagna nelle chiare notti del Plata e della Cordigliera Entrambi rappresentano cggi le speranze di ieri divenute realt viva per opera di giovani maestri, guide della nuova gene razione. Fra questi ed a:tri nemi, una moltitudine di compositori che per seguire il carro dei trionfatori si" disperdono nella nube che li copre e li cancella sollevata dal galoppo dei cavalli. Attualmente le orchestre spagnole sono in perio do di riorganizzazione. Dopo la guerra di libera zione durante la quale com e logico, subirono un grave collassQ, sono oggi in attesa dei risultati dovuti alla creazione delle orchestr e nazionali che lo Stato sta per inquadrare a sue spese come ha gi fatto per la AgrupPcion de M usi ca de Camara ( Cuarteto y cuarteto con piano), che in poco pi di un anno ha dato concreti risultati di organizzazione e di interpretazione. Il problema pi complesso ch e si p e n e per :e or chestre, la scelta dei direttori. Il direttore spagnolo sempr e un autodidatta. Morto il Maestro Arb6s nell'anno 1 93 9 e, abba stanza avanti negli anni, il direttere Perez Casas, i giova ni Jos Maria Franco Arambarri e Jorda so no ancora in quella fase di preparazione non ri spondente alle cendizioni che deve riunire in s il capo indiscusso e indiscutibile di ogni erchestra di carattere nazionale I virtuosi dei vari strumenti, oltre a quelli che vivono all estero come, tra gli altri, il pianista Iturbe, i violoncellisti Casals e Casado il chitarri sta Segovia il violinista Quirega, sono in questo momento numerosi tra noi : pianisti di gran classe come Leopo:do Quero!. Luis Galve Antonio Lucas Moreno, Enrique Aroca Javier Alfonso, Carmen Perez, Castrillo, Argenta, Jcsz Cubiles, che citiamo per ultimo perch dedito con preferenza all'insegnamento e perch sembra sia tentato di assumere la direzion e di una orchestra, motivi questi che per lunghi periodi di tempo gli hanno fatto abbando nare la sua attivit di pianista. Tra i violinisti Anton, Enrique IniEsta, Asiain Rosa Garcia Faria. La cantante Lola Rodriguez Arag6n attual mente la pi grande artista spagnola nel suo genere, con una vece straordinariamente bella e una sensibi lit artistica che potrebb e ro invidiarle anche i pi grandi interpreti; le sue interpretazioni hanno un fascino che conquista e che la collecano come arti sta di eccezione tra celoro che coltivano il genere del li e der. Il chitarrista Regino Sainz de la Maza il pi insigne virtuoso di queste n c"'t ro trumento. Tra i violoncellisti citiamo J uan Ruiz Casaux Gandia Voss ... c n par: e remo della zarzuela, genere cos tipica m e nte spagnolo, perch si tratta di un tipo di musica con caratteristiche speciali e ben definite e per ch la sola enunciazione di auto ri e di titoli di opere ci porterebbe a dilungarci su un argomento che non l'oggetto dj questo artico o nel quale abbiamo voluto soltanto passare in rivista la musica spagno la dei nostri concerti ANTONIO DE LAS HERAS 23

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-k A due mesi di distanza dalla bat taglia di Pantelleria, che segn il primo, decisivo trionfo della Marina ita liana s u quella britannica, a soli due me i di distanza, un nuovo, pi gran dioso scontro stato fatale nello mare, ad altra poderosa formazione na vale anglo-americana, me sa insieme per scortare un convoglio destinato ad al lungare l'agom a di Malta a ediata. Tre incrociatori, due caccia, tredici piroscafi affondati, e ingenti danni a corazzate, portaerei e molte altre unit: ecco il bilancio delle perdite inflitte dar marinai e dagli aviatori d Italia all av ver ario. Aggiunti a queste cifre la por taerei e gli otto piroscafi colati a picco dalle forze aero navali germaniche, st r et tamente cooperanti con l e nostre si ha il bilancio complessivo dei colpi inferti per la seconda volta nel Mediterraneo a/(a strapotenza navale britannica, spal leggiata ora da quella d oltre Atlantico. Se questa viu oria dell Asse indi scutibilmente destinata ad inlluirt sul l'ulteriore soiluppo delle operazioni nel settore fondamentale d lla guerra con tro l'impero e l'imPf!nlismo inglesi, la stessa vittoria ha un altro non meno importante significato, pra tutto per noi italiani, e cio che quel tanto di sprezzato intervento nostro nell 'imma ne conflitto pale a ogni giorno d.j pi tutta l'irruenza della sua forza combat tiva e l o slancio irrefrenabile di'Ila grandc fede. Sicch, quei braoi inglesi che si sono empre fatti in quattro per sva lutarne l'importanza, fino all 'esa pera zione e alla monotonia tipiche di una razza che tramonta, hanno doouto e debbono saggiame il sapore ferrigno, accusando neUo stesso tempo i mortali e!Te11i della sua presenza, esaltamente in quel mare c he li oide spadroneggiare e razziare secondo il loro civile costume, e che non avrebb mai dovuto cessare dal/a rw naturale utilizzaziorlC di strada sicura p e r congiungere le isole britanniche con le r icchissime t erre delle Indie, con il cuore cio del loro immen so Impero. Una nozione universalmente conosciuta d ice che la Gran Bretagna fin dal suo primo espandersi, ha sempre concentrato tutti i suoi sforzi e tulle sue for ze sul mare Ebbene /'ltalia che nel massimo mare europeo la co lp isce, e sar l'Italia che nello stesso mare la di strugger. -.!:r La guerra sul fronte antibolscevr co pro ede perfettamente, secondo i pia ni dell 'Alto Comando germanico Vinta, in tutta la sua este n sione, la battaglia per il grano dell' U craina, si aovia alla sua splenden te conclusione an che quella per il petrolio del Caucaso. Alla vittoriosa e complessa azione de gli alleati partec i pa l'intera Armata ita liana for t e di tutti i suoi potenti mezzi e della gloriosa esperienza fatta p r o/tu un anno dal nostro magnifico Cor po di Spedizione u armate ros c non riescono pi. ad o pporre una valida d.ifesa e tanto I>Jmo ad avoentutarsi in un folle tentativo di controffensiva. Il loro destino s e q naJ:o, come appare chiaramente segnato anth.! quello di tutte le altre forze di cui di spone a nord il despota bolscevico qua le che sia ancora la loro capaci t di di sturbo e di re istmza. La prioazione, integrale e definitiua, delle grand i ose r iserve di materie prime e istent i nel ud, sar fatale agli eserciti che in tullo il resto della Russia si batteranno fino all'ultimo sangue, inoano. La straordinaria importanza che da questo pul'llo di oista ha il Caucaso non va poi disgiunta da tm altro fatto, che di altissimo oalore sentimentale per Sta/in, e cio che egli vede ormar strap par i dal cuore la terra che lo genero e dalla quale part alla conquista del po tere c ntrale della rivoluzione. Intant o Chur hill, profondafm'n te impre ionato dal succedersi delle sconfitte sul fronte dell E t e soprat tutto umiliato dalle recriminazioni ame ricane e dalla ooce grossa di Sta/in che si fatto stmstramente sen t ire du rante l'interminabile banchetto del Cremlino ha ritenuto di dover e ;>oter passare ormai dalle parole ai fat ti, ed ha inviato sulla costa frances e, a Dieppe, un corpo di sbarco, per creare finalmente il secondo fronte e al/eq qrrire di colpo (a press;onc tedesca ui bolscevichi Ma ancora una volta la sua s trateqia stata insulsa p i che temera ria. ..a sua Divisione molto bene equi paggiata ed armata stata distrutta in dieci ore. Questa la durata del chur &/!no, si compi va il s acri ficio di Buno Mussolini N e l luogo e nell ora in w i acnte pil o ta Francesco Vitalini Sa cconi ed il maresciallo motorista Ange lo Trnzini, atlantico Un anno dopo, qtrl!sta colon na fu l!rella a imp rituro ricocdo dei tr Caduti per la Patria E la Patria conserver i loro n omi l e l oro gesta n e l suo cuore, affinch l e rwove g n erazioni ispiri no all 'c m pio d 're/c ali e d abnegazione loro offerto da Bruno e dai suoi eroici compagni. Il J settembre cominc iato il quar'" anno <.i guerra e la s tampa itc1l1a n a unitamen:e a quella tedesca e Paealleati dell'A se, ha ricordato la rico rrenza, sottolineando l e vue resp oa;;a bilit c i veri usponsabili del con!lillo, del pi grande e tragico conflitto che si sia mai scatenato in tutti i contin nti. on bisogna dimenticare m e ntre in campo aoverso si mira a riversare la colpa sulla Germania, che p e r tre vol t e la Gran Bretagna chi use sdegnO/iamen te la porta a proposte di pa ce: nei pri m i giorni del tragico sett e m/)re r 9 J 9. quando r e pinse la iniziatioa co ncilia tric e di M u solini; subito dopo la cam pagna polacca quando lasci cadere /' offerta germanica di una pa e che contemplava la ricostruzione della Polonia su basi strettamente nazionali. e m>/ luglio 1940 quando, caduta la Fran cia, op pose un as oluto rifiuto alle proposte di pace falle da Hitler nel suo d isco rso al Reichstag Intanto all 'inizio d e l quarto anno di guerra t'iniziativa rimane saldamente nl!lle mani delle Pot enze del Tripartito. Ricordare i su ce i conseguiti, dal 3 settembre I9.J9 ad oggi, dalla Germania dall'Italia dal Giappone e dai l oco Al leati su tuili i fronti cOlla superflua perch essi sono nbti a tuili: ua per rilevato il fatto che le Potenu del Tri partito dispongono tullo ra di una for za militare imponente e in piena effi cienza e che l e stesse Potenze, in seguito alla conquista di vasti territ o ri possono ormai contare s u grandi e si cure ris orse economiche. Quale poi sia stato e ia tullora il contributo, di v"rammte fonda ml.'ntale importanza, dell Italia in que sta guerra documentato dai risultati si noca raggiunti e dalla auivissima par tecipazione delle n011tre Forze Armate alle operazioni sui dioer si fronti : sono ncenti, per fare un esempio, l e notizie della vittoria rip ortata dai nostri mas n/ Ladoga c della strenua magnifica di lesa al/uata fronte del Don di fron te alla violenta offensiva sovietica. Ci dimostra o meglio conferma che non c ormai settore del grande conflitto ooe l'Italia non sia presente e operante co n l e sue Forze di terra, di mare e dell' aria. FRECCIA NERA

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'(:( Il mese di agosto stato ricco di avvenimenti politici e militari cf1e hanno vivamente interessato l'opinione pubblica spagnola. Un fatto che riguarda l'America Latina e quindi, di riflesso, il mondo iberico l a dichiarazione di guerra del Brasile alle Potenze dell 'Asse. La stampa spagnola non ha mancato di riflettere con ampiezza quelli sono i punti di vista in propos:"to dell l t a lia e della Germania. L'atteggiamento del Governo brasiliano stato sempre fran .. camente deplorato da Roma e da Berlino fin da quando esso si profilato, co me in netta dipendenza della politica della Casa Bianca Questa dipendenza delle repubbliche ibero-americane dagli Sfati Uniti non mai stata giudicata favorevolmente in Spagna, come abbiamo gi altre volte esposto in questa rubrica. La sua qualit di potenza euro ropea e mediterranea ed i suoi legam i con L'Asse da una parte ed i vincoli ma teriali e morali che la legano con /'A merica Latina, fanno s che a Madrid non si siano mai visti con molta simpatia i contatti troppo intimi dei Pae si ibero-americani con la repubblica stellata, atti a portare a una politica antieuropea dei primi a favore della se conda. logico quindi che la notizia della dichiarazione di guerra del Bra sile all'Italia ed alla Germania sia sta ta accolta in Spagna con profondo stu pore e con viva di: approvazione Per quanto concordi wn l'opinione espressa a Roma e a Berlino che questo fatto non pu influire in nulla sull' andamen to della guerra, purtuttavia si nota trat tarsi di una adesione morale che mette il Brasile contro gli amici della Spagna nazionale. Non si qui compreso, soprattutto, quali possano essere i reali fini perseguiti dalla repubblica brasiliana, nel mettersi questa impresa: i suoi interessi non sono mai stati con trastanti con quelli dell'Italia e della Germania e dato che /'apporto che essa pu dare alla guerra assolutamente nullo, ammesso anche i l caso sciagurato di una vittoria degli anglo-americani il compenso per il suo gesto sar ben mi sero Essa, per contro, avr per sempre perso la sua vera indipendenza economica e quindi politica e rester definitivamente legata al carro statureme. inutile dire che cosa avverr con la vittoria del l' Asse, perch non difficile immaginar lo. Ed allora? ... '(:( Il Caudillo ha compiuto nel mese di agosto un nuovo viaggip all'interno del paese che la stampa spagnola non ha esitato a definire trionfale A Vigo il Capo dello Stato, accompagnato dal M i nistro Segretario di'l Partito ha tenuto una allocuzione ad oltre 70.ooo lavoratori. L'oratore ha detto fra l'altro che << i popoli che si addormentano su gli allori e che si abbandonano con fa ci lit al borghesismo sono condannati a morte, mentre soltanto dalla preparazione del popolo per una prova suprPma derivano i beni feco.ndi della vita della patria. Non ci servirebbe a nulla -ha egli aggiunto essere forti militarmen te e potenti industrialmente qualora fal lisse la nostra unit politica : la vita Lotta e la paq1 una semplice contin genza. Dobbiamo perci prepararci rn ogni momento alla Lotta che investe L'or dine morale, rel igioso, politico militare e industriale >>. Questa importante allo cuzione del Capo della nuova Spagna stata ampiamente commentata dalla stam pa, che ne ha messo in rilievo il signi ficato specialmente in rapporto al momento i n cui stata tenuta. Rilevato stato anche il delirante entusiasmo con il quale stata accolta la paro l a del Ca po, dalla mol titudine convenuta. Le accoglienze non sono state infe riori a Lugo, dove /'A/cade ha conse gnato al Caudillo una medaglia d'oro della citt. Nel discor so di ringrazia mento Egli ha notato come il crollo dell'I m pero sia stato la conseguenza dei dissensi interni e come nessun periodo della storia spagnola sia stato difficile come quello presente. Una P.arte molto rilevata del discorso stata quella con cernente la Chiesa che deve molto -ha detto Franco alla crociata naziona le. La Spagna era un paese dove si in cendiavano le chiese, si profanat(ano i conventi, si assassinavano i sacerdoti: ora invece la vita della Chiesa tornata normale e si assiste ad una pro'ronda rinascita religiosa. Eguale r isalto s tato dato alla parte riguardante i meriti che la Falange si acquistati nel campo pa trioctico, con l'ostilit di molti paesi stranieri, riu scendo a vincere nonostante tutte le difficolt. Il Caudillo ha con cluso dicendo: << La Spagna attuale non ancora quella che sognammo: non tra la sceremo di studiare nessuno dei pro blemi che interessano il nostro Paese >>. Queste ed altre cerimonie che hanno riunito centinaia di migliaia di persone le quali hanno ascoltato in devoto racco glimento ed applaudito con vibrante en tusiasmo le parole del Caudillo, hanno provato ancora una volta come sia unito il popolo spagnolo intorno al suo Capo e come part ico larmente sentito il eli ma da Lui creato nel Paese che Egli conduc e verso pi alti destini. 1:r Tutti gli avvenimehti p o litici e militari del mese dalle vittorie nel Me diterraneo a quefle in Russia dal viag gio di Churchill all impresa di Dieppe dalla situazione nel vicino Oriente alla rivolta i n India hanno tenuta desta l'at tenzione del pubblico spagnolo. Naturalmente le vicende guerresche del M editerraneo, mare che bagna anche le co ste della Spagna hanno un par ticolare interesse e sia il pubblico che la stampa non hanno lesinato nei loro commenti le lodi per la straordinaria bravura della Marina e dell'Aviazione italiana c he hanno saputo dare un'altra cos dura lezione ai br itannici. Non v nessuno qui che neghi che la padronanza assoluta del Mediterraneo sia definitiva mente passata all Italia e di ci ci si compiace, non solo perch si tratta di una nazione verso la quale si legati da stretti e sinceri vincoli di amicizia, ma perch si trova logico geograficamente e storicamente, che ci sia cos. Buona premessa questa, per l'accoglienza delle r isoluzioni e delle sistemazioni che por ter il futur o -f.r In occasione dell 'inizio del quarto anno di guerra la stampa spagnola ha fatto un chiaro b i lancio dei primi tre anni di conflto, constatando che du rante tutto questo periodo i nemici del l' Asse hanno avuto una serie continua di disastri Invece le armi dell Asse e del Giappone dominano tutti i fronri terre stri e marittimi Contro questa realt gli anglosassoni oppongono dei proget ti futuri e delle polemiche di stampa. M e n tre le democrazie fantasticano su quello che dovrebbe essere, secondo loro, il 194 J, l'Asse non cessa di agire con grandi successi dalla Russia all'Egitto e sui mari la collaborazione ira/o-tedesca d risultati clamorosi eliminando conun impressionante ingentissimi quantitativi di tonnellaggio nemico, che nessun programma di costruzioni potr compensare. La stampa spagnola ha pre conizzato anche in questa occasione la certa vittoria delle armi dell Asse, le quali sono di gran lunga migliori e me .. glio adoperate di quelle degli avversari e vengono usate per l'affermazione di ideali di civilt e di giustizia c he sono indiscutibilmente i pi alti '(:( Un importante rimaneggiament o nel Gabinetto spagnolo ha avuto luogo ai primi di settembre Il Minis tr o deqli Affari Esteri Ramon Serrano Suner ha dato le dimissioni ed al suo posto sta to nominato il generale conte Francesco Gomez Jordana La carica di Presiden te della Giunta Politica della Falange, che aveva Serrano Sufier stata assunta dal Caudillo. La figura del nuovo Ministro degli Esteri assai nota Egli, nato nel 1876, ha al suo att ivo una brillante carriera militare, svoltasi in parte in patria ed in parte in Africa, specialmente al Marocco dove ricopr altissime cariche. Ebbe a soffrire sotto il regime repubb l icano che lo accusava di essere stato col laboratore di Primo De Rivera, s che fu incarcerato per otto mesi per aver partecipato al Direttorio M ili rare. Al t ermi ne della reclusione fu condannato alla perdita dei diritti politici. Partecip alla rivoluzione nazionale fin dai suoi inizi e il generale Franco lo nomin Pre side nte del Tribunal e di Giustizia Militare e Presidente della Giunta tecnica di Stato. Nel gennaio del 1930 fu nominato Vice Presidente del Consiglio e Ministro degli Esteri, cariche che rico pr fino all'agosto del I 9 3 9, quando fu nominato Presidente del Consir)lio di Stato. La nuova composizione del Governo stata accolta con favore dalla stampa e dall'opinione pubblica. Arriba commentando il n' maneggia mento ministeriale ha rilevato c h e sarebbe assurdo interpretar / o come una cosa diversa da quello che cio, un sem plice cambio della guardia che lascia perfettamente intatta l'unit del Governo, impersonato dal Caud i llo e l'unit della Falange e dell'Esercito Il giornale ri l eva l'assunzione della presidenza della Giunta politica da par te del Generalissimo come particolarmen te significativa, in quanto la funzione dell'organismo supremo coordinatore di tutti i poteri sar resa ancora pi ope rante e feconda. Il giornale ufficioso af ferma che a nulla valgono le specula zioni dei nemici esterni e interni, poi ch la politica interna spagnola segue la sua inequivoca linea, e la politica este ra, s uggellata dal sangue dei Caduti, una e sempre la stessa politica di vigi lan za con la mano sull'elsa della spada. VICE La grand iosa adunata degli operai falangisti alla periferia d i Madrid, I n occasf one della festa del lavo r o 2 5

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Alida Valli al s ole della sua terrazza -i DUE ANNIVERSARI LA DIVA DEL IL CINEMA DI CORTA MEMORIA NORD E IL DIVO DEL SUD POICH il mese : orso non si sono ,wuti avve nimenti cinematografici n proiezioni degni di rilie vo. continueremo il nostro discorso dell'ultima vol ta sui rapporti fra Hollywood e l'Europa, che mal grado gli enormi sacrifici fatti in passato a van taggio dell indu tria di oltre Atlantico ta trovando la via dell' ind ipendenza e della dignit. Que(' acrilic i furono veramente grossi : due anni versari ci offrono l'occasione di ricordarne alcuni fra i pi famo i : Il cinema di corta memoria, come tutti gli esseri egoisti e fortunati. Egoista e fortunato, e so non ricorda per esempio che buona parte della sua fortuna la deve al cinema svedese; non ricor da che un quarto di secolo fa, di questi giorni, il cinema svedese nasceva virtualmente con Il denaro di Giuda e Gli avvoltoi del mare del grande dimen ticatissimo Sjostrom. Meno di tutti se ne ricorda Hollywood cui la Svezia ha dato molt i ssimo G l i ha dato i pu dire tutto ci che aveva: Greta Garbo, Lars Hansen Maurizi o Stiller, Vittorio Sjostrom i santi padri del cinema svedese, o di quella rapida folgorante stagione del cinema sve dese che va dalla fine della guerra all'avvento del sonoro, quando cio la Svezia forniva allo schermo i suoi pae aggi cos belli e gravi e le ue sto rie puritane, di cui la pi bella e la pi grave. La sago di Costa Ber/ing con Greta Garbo e diretta da Stiller, durava i n proiezione quattro ore Poi il mondo si stanc di ammirare le leggen de della Svezia la Sv ezia si stanc di fornire pae saggi e leggende al cinematografo e Greta Garbo e Stiller e Sjostrom e Hansen se ne andarono a Hollywood dove, tranne la prima tutti hanno fatto pi o meno una brutta fine. Stiller si inna mor pazzamente della stella che egli aveva lan ciata e la storia dir un giorno quanto ci sia di vero nell'accusa che si fa alla vergine vichinga di aver fatto morir e di crepacuore l'artista innamo rato Sjostrom fu pi fortunato. Egli aveva reci tato sotto la d i rezione di Sti ller e poi si era mes se-a dirigere per conto suo. In America i suoi Quello che prende gli schiaffi e il pi famoso Vento con Lilian Gi h hanno il posto d'onore ne i musei e n e lle universit d arte cinematografica. Ma la Svezia non ba dato all'America soltanto i l meglio delle sue speranze di un predominio ci n e mat og rafico nel mondo, ma le ha dato anche uo mini che gli americani, o almeno quelli che cono scono la storia del loro paese ricordano con ve nerazione Fra questi l'ingegnere John Ericsson. il costruttore del Monitor >l. una nave da guerra che nel cielo delle glorie americane ha un posto di primo rango. Fu i nfatti l'astuta, incredibile vittoria di questo nuovo sulla nemica Mer rirnac l> che decise della supremazia navale del Nord nella Guerra di Secessione. G l i svedesi hanno fatto que t o ragionamento : noi abbiamo dato le nostre stelle a Hollywood e Hollywood ci d dei film con le ncstre stelle e qualche volta con i nostri pa esaggi crudelmente adulterati, come nella Regina Cristina. Diamo agli americani una lez ione: facciamo un film su un grande svedese americano e con una America vera, anche se costruita negli studi. E cos a Rasunda. che la Hollywood vedese stato girato un paio di anni fa un film su Ericsson e la guerra c ivile americana uno dei pi grandi sforzi dell'industria cinematc-grafica candinava in questi ultimi tempi. Vi apparivano anche Lincoln Jefferson, Davis il generale Lee e quasi tutti i protagonisti di quella lotta memoranda. Per l'occasione i risuscit il dimenticato jostrom, che n o n diresse il film ma szmplicemente interpret la figura dell' i ngegnere svedese. Ma non la prima volta che il cinema svedese cerca di ricordare agli americani quanto essi deb bano alla Svezia. La scena d i un film importato r ecen temente in America riproduce la fattoria sve dese di deve part il nonno di Lindbergh, povero e mode to emigrante. verso le favolose Americhe. Ma le condizioni dell i ndustria del film in Svezia sono tuttora assai grame Delle 3 r8 pellicole per esempio che gli sved esi videro l'anno corso olo 27 eran di fabbricazione locale. L organismo tecnicamente e finanziariamente ancora rudimen tale on si usa altro materiale che il legno la grande ricchezza del paese nella costruzione degli stabilimenti e delle scene. Il problema della luce un'altra spina per i produttori. Essi ne hanno troppa nelle eterne giornate dell'estate nordica troppo poca in i nverno quando comincia a far scuro a mezzogiorno. Di conseguenza la produ zione non pu essere distribuita regolarmente du rante l'anno. Per gli esercenti di sale poi l'estate una nemica i nvincibile : gli svedesi sono avidi d i ole e quindi nella stagione buona, trascorrono tutto il tempo libero all aperto e i cinematografi chiudono i battenti C' poi il danaro di Hollywood che acceca il piccolo firmamento di stelle locali da quando una quindicina di anni fa Greta Garbo lasci il suo posto nel famoso magazzino di Stoccolma e dett e inizio a una leggenda che si ingrossa ogni di pi Esiste, in quel negozio una specie. di ara i n onore della diva, che ha la funzione principale di attirare i turisti e quella supplementare di ispi rare le eventuali Grete Garbo dei magazzini di Stoccolma.

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Marlella Lotti protagonista del film Mater dolorosa ,_ Una delle prime emigranti a Hollywood fu Linda Arvidson che in seguito si fece sposare dal grande Griffith. Dopo Greta Garbo, fino a cinque o sei anni fa lo svedese di pi solida fama nella repubblica hollywoodiana era il cinese ,, War ner Oland popolare in Svezia non meno di quanto lo fosse in Cina : e si sa che i cinesi non am mettevano nemmeno come lontana ipotesi che Oland non un loro connazionale. Altri sve desi o svedesi-americani di un certo nome a Holly wood sono Eric Linden Leif Erikson, Jean Rogers, Doroty Peterson Ma quella che sta in cima ai pensieri di tutti gli svedesi e di quasi tutti gli scandinavi natural mente << la divina n I suoi compatrioti non se la son presa a male p e r la sua dipartita. Essa sem pre la stella favorita nel paese. La sua casa natia nel sud della Svezia diventata monumento na zionale, continuamente visitata non solo pe r ch associata a tanto nome, ma anche per la sua sem plice e bella decorazione. In una stanza appesa alla parete una grande carta geneal o gica, dalla quale si apprende che la nonna dell'attrice era una no bildonna diseredata dai suoi per aver sposato un semplice soldato. Questa prova d i sang u e b lu sol letica l'amor proprio anche degli svedesi pi de mocratici. Del resto tutti dicono e giurano che G r eta Garbo un giorno o l'altro ritorner per sempre nella Maria Landi e 1uan de Landa I n << O r o nero ,, 27

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sua patria. Solo pochi disfauisti lo mettono in dubbio e f11 forse per polemica coptro costoro che alcuni an n i fa il primo ministro di quell epoca fece sapere che il giorno in cui essa far rito(no in patria e sj dedicher a girarvi un film sar di chiarato festa nazionale. quel giorno l'industria svedese con tij1ua a lavorare come pu, confortandosi con l idea che una teHa che ba dato una G reta Garbo ed stata cc-s a l ungo un tempio dell arte dram matica ha diritto al pi luminoso avvenire. qui che sono nati cc l a divina >> e Ibsen e Gusta vo III che per i l suo amore del palcoscenico fu chiamato cc il Re del teatro >>. ... -(( S ole, mare blu, scirQcco, battito dj vele bru sio dei PQrti meridionali, odori degli oceani, ban chine brulicanti, omb re violette sui tetti rossi vi ta intensa, riviere italiane, bella e seducente atmo sfera dei paesi blu ... Tutto questo ci arriva, di l dagli oceani e dai deserti, assieme al corpo possen te e armonioso di Valentino>>. Se sfogliate le col lezioni di un qualsiasi periodico americano negli anni in cui i l possente e armonioso Rodolfo Gu glielmi da Castellaneta di Puglia, faceva nel mon do anglosassoM, la pi formidabile pubblicit tu ristica ai paesi mediterranei, vi trover ete continui riferimenti di romanticismo geografico, del genere di quello citato. Valentino lasci questa terra i l 23 agosto 1926 e aveva 3 I anni, esse ndo nato nel maggio del 95 Mer in una delle estati pi calde che si ricord i no 11ella calda Cal i fornia. Hollywood era sotto l' ar tiglio del sollecne. L'i mprovvisa insidia deUa morte in un corpo cos bello dette a tutti uno sgomento terribile. A Hollywood si pensa poco alla morte e la lezione dava da pensare. La c ame ra ardente fu apprestata con una grandiosit e un fasto atroci. E Ul) po' lo sgomento metalisico ma molto il caldo, e le tonnellate di fiori fra i quali la bara era sepolta. certo che gli sven i menti non si contarono quel giorno. Nella calca degl'idolatri c h e volevano vederlo nella bara coperta da un cristallo, alcun i furono travolti e calpestati. Due persone morirono. Un pa io delle ex mogli della g,rande stella scomparsa si abbandonarQQo a 'ecCssi raccapr i ccianti. ascost i in mezzo alle corone, due abilissimi reporters fotografici ripresero, in ANTONI O CIAMPI, Redatto r e capo -r esponsabile Gl i attor i tedeschi Ren Deltge n e Lena No r m ann. quell'occasione, alcuni tra i pi bei documenti della storia miracolosa d i Hollywood. Altri svenimenti di belle hollywoodiane si ve rificarono durante l'accompagnamento funebre. Ma non bisogna dimenticare che il sole dardeggiava con la forza di 38 gradi all ombra e, a quella t e mpe ratura, le belle del cinema stanno general mente tappate in casa fra b i bite e ventilator i Po che settimane dopo una dama misteriosa, in gra mag li e era trovata distesa sulla gelida lastra di marmo della tomba, priva di sensi Per una coin cidenza ancor pi mister i osa, a raccoglierla da terra fu lo stesso fotografo che pochi minuti prima l'aveva fotografata; nascosto dietro un monume n to funebre, mentre la donna buttava sul marmo ad una ad una delle rese gialle, e sorrideva all'ombra amata con un riso tragico e pauroso un r i so che ricorre spesso nei drammi di celluloide dell'epoca e di cui sj va perdendo la memoria. La l eggenda fu dunque serv i ta bene dalle c i rco stanze. Immediatamente dei comitati, presto tra sformatisi in club permanenti, si costitu i rono Uno si chiama: cc Le fedeli della bellezza un altro : cc Non ti dimenticher e mo, Rudy! >>, un ter zo ma questo pare sia staro lo scherzo di un giornale -. Quanti anni avranno ora le l< Fedeli della bel lezza >J? Se si tien cont o che generalmente le an glosassoni si abbandonano a manifestazioni i ste riche del genere, superata la trentina la maggior parte delle fedeli della bellezza, stanno fra i qua quaranta e i cinquanta. E di quaran t enn i era pie na due o tre ;anni fa l'i mmen a platea del Cinema G:arrik di Chicago, dove le riprese del Figlio dello Sceicco furono il p i grande successo del momen to in quella metroPQii. E ugua l e fortuna i l fil m ebbe la settimana appresso in a l tre I 6 citr fra le quali Los Angeles Cleveland, San Francisco e Fil adelfia Fu poi proi ettato in altre 3 1 citt e in seguito i n c i nquecento c i nema tografi. principali e cinquemila secondari in tutta l'Amer ica. il F i glio dello Sceico i l pi bel film dj Va lentino ed un seguito dello Sceicco girato cin que anni prima. Frutt allora d11e mil ion i e mez zo di dol l ari Ma i fedeli all a memoria di vanno facendos i sempre pi rari. Ripeto le donne che lo idolatrarono quando egli furoreggiava si soo fatte anzianotte e l e nuove generazioni di amatrici d'immagini hanno altri idea l i o altri gusti e non possono ammattire nel culto di un uomo che non hanno nemmeno conosciuto e l a cui legge nda va sempre pi i mpallidendo Del re to un episodio illustrer megl i o di ogni cosa questo affievolimen to di fedelt al ricordo del famoso divo. Nella c1 hall l) dell 'Egyptian Tbeatre di Hollywood, u n paio d'anni fa. l'auto dell attore s c omparso era esposta a l pubblico. Comprata nel 192 5 da un idolatra per 30.ooo dollari, essa era messa in ven dita udite, udite, al prezzo irrisorio di 50 dollari. La gente passava davanti al celebre macinino, sor rideva, qualcuno domandava persino se i l nome di Valentino fosse quello di un collezionista: ma nessuno che noi sappiamo, si d e cise a comprare la reliquia. E dove sono finiti i destrieri che il bel Valentino cavalcava nel nosta l gico e ardente Sahara (Yuma, Arizona)? Tutti morti? No, due di essi a l meno e i pi cel ebri sono ancora vivi e carichi di gloria. Stracarica di gloria e di onori Anna, che port Valentino attraverso sensazionali tempeste di sabbia nello Sceicco. Lo Sceicco fu fatto venti an n i fa nel I 92 1 e Anna aveva gi sette anni. Essa fu prescelra p i per la sua apparenza che per la sua prestanza. Per la stessa ragione essa fu adope rata alcuni anni dopo in alcune scene decorative del Ben H ur e per la stessa ragione essa appare da p i di venticinque anni sul palcoscen i co del Me tropolitan di N uova York nell' orgiastico e sq uil lante fulgore della scena trionfale dell'Aida. Un anno fa Anna ba festeggiato il suo incredibile ven tisettesimo compleanno. L'altro cavallo arabo che divise con Valentino gli onori di uno dei grandi successi dello schermo Jadaan, che apparve nel Figlio dello Sceicco ( 192 6 ) Jadaan non della stessa generazione di Anna. qgli infatti ha solo 23 anni, un'et rispet tabile per qualsiasi cavallo, ma uno scherzo se pa ragonati ai ventisett anni di Anna. Ma Ho1lywood ha dimenticato ormai Valentino e i suoi beg l i occhi e i suoi cavalli ha dimen Sr j ller e la Svezia, e ha dimenticato quel che deve all'Europa, vale a dire il meglio delle sue fortune e della s u a fama. Ma l'Europa ha ene r gia e vita l it sufficienti per ricominciare da capo. SANDRO DE FEO S. A ALDO GARZANTI fdltrlce-proprletarlt

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UN GRr\NDE LETTERARIO IL LIBRO DEI LIBRI DI GO R K l COME DIVENNI ROMANZIERE Collana I racconti della vita v issuta Lire 22 netto UN .AI:t'UO SltJURO SUfJfJESSO DEI.LA Y ES P A DELIO MARIOTTI -. sa ...... che la freschezza, l'accuratezza ed una bocca sorridente, con dent i be lli e b i anchi, posseggono una forza d i attrazione irresistibile. Per questo, m i l ioni d i donne curano i loro denti matt ina e sera colla pasta dentifricia Chlorodont, che ren de i denti bianch i e brillanti aggiungendo quella delizi osa sensazione di nettezza e d i 11ccuratezza che soltanto essa pu dare. QUATTRO CUORl IN UN CERCHIO DI LUCE ROMANZO Collana V e! p "l ros$a Lire 16 netto U N 1. l B R O D O T T O E (j O R D I .l\. L E GOFFREDO COPPOLA VITA Blll\lCO DI ROMJl BANCA DI INTERESSE NAZIONALE SOCIET ANONIMA CAPITALE E RISERVA LIT. 361.000.000 SEDE SOCIALE E CENTRALE IN ROMA ANNO DI FONDAZIONE 1880 214 FILIALI IN ITALIA, NELL'EGEO, NELL'AFRICA ITALIANA ED ALL'ESTERO TUTTE I.H OPHRllZIDl\li DI Blll\TCll L'ILLUSTRAZIONE ITALIANA Direttore: E. CAVACCHIOLI ESCE OGNI DOMENICA UN FASCICOLO L 5 ALDO GARZANTI EDITORE .. MILANO DI EPICU-RO Lire 15 netto l MAHATMA GANDHI JlUTOBIOGRJ\Fill Con prefazione di GIOVANNI GENTILE Il suo libro riuscir edificante per chi ha disposto a intendere che cosa sia fermezza n el culto della verit, e cio cauttere, e spirito religiose., e forza di volere GIOVANNI GENTILE Volume delle Collana c I L NOSTRO TEMPO, di pagine 400 con 5 illustrazioni l. 35 netto ARNALDO FRACCAROLI l N D l A c ... India, paese di sogno, terra d i sortilegio nella quale la realt va a passeg gio con la poesia e con la fiaba, culla d i religioni e di civilt, incubazione di rinascite, ardor di passioni e mutilazione di desideri, aggrovigliata giungla affascinante l! paurosa Volume di pag. 276, con 64 i llus trez. in rotocalco l:o"40 netto G A B Z A K T l

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Legioni e falangi : rivista d'Italia e di Spagna.
n Vol. 2, no. 11 (September 1942)
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Ed. italiana.
260
Milano:
b Aldo Garzanti editore,
1940-1943.
310
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650
Fascism
z Italy
v Periodicals.
Fascism
Italy
Periodicals.
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Spain
Periodicals.
651
Italy
x History
y 1922-1945
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t Legioni e falangi : rivista d'Italia e di Spagna.
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