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Legioni e falangi : rivista d'Italia e di Spagna

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Material Information

Title:
Legioni e falangi : rivista d'Italia e di Spagna
Physical Description:
Serial
Language:
Italian
Publisher:
Aldo Garzanti editore
Place of Publication:
Milano
Publication Date:
Frequency:
monthly
regular
Edition:
Ed. italiana.

Subjects

Subjects / Keywords:
Fascism -- Periodicals -- Italy   ( lcsh )
Fascism -- Periodicals -- Italy   ( lcsh )
Fascism -- Periodicals -- Spain   ( lcsh )
History -- Periodicals -- Italy -- 1922-1945   ( lcsh )
History -- Periodicals -- Spain -- 1939-1975   ( lcsh )
Genre:
periodical   ( marcgt )
serial   ( sobekcm )

Record Information

Source Institution:
University of South Florida Library
Holding Location:
University of South Florida
Rights Management:
All applicable rights reserved by the source institution and holding location.
Resource Identifier:
usfldc doi - L17-00024
usfldc handle - l17.24
System ID:
SFS0024298:00024


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Legioni e falangi : rivista d'Italia e di Spagna.
n Vol. 2, no. 12 (October 1942)
250
Ed. italiana.
260
Milano:
b Aldo Garzanti editore,
1940-1943.
310
Monthly.
650
Fascism
z Italy
v Periodicals.
Fascism
Italy
Periodicals.
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Periodicals.
651
Italy
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Periodicals.
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History
1939-1975
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1 773
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4 856
u http://digital.lib.usf.edu/?l17.24



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1 OT-TOBRE 1942 XX ROMA ANNO Il N 12 SPED. IN ABB. POST.

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. GENOVA NEL 1481 .. .. ... ( Dipinto Grassi oel Mul!eo Navale di Genova) f: USCITO IL PRIMO VOLUME DELLA. STORIA MA ITT MA DELL.ITAL A DALL'EVO ANTICO Al NOSTRI GIORNI DI RlNALDO CADDE O D. CAMMILLERI -L. CASTAGNA -E. CIURLO -P. FORTINI V. MOCCAGATTA MARIO NANI MOCENIGO G. PO Autori del primo volume -che va dagli albori della navigazione in Italia alla battaglia di Lepanto sono: RINALDO CADDEO e MARIO NANI MOCENIGO Prefazione dell'Ammiraglio ARTURO RICCARDI Sottosegre t ario d i Stlto allo Marino Volume in -4n. della "Grande Collana Storica lllu strato " di pagine 894, con 449 incisioni, stampato su carta di gran l us : o rilegato in tutta tela e o r o Lire 260 netto NOVIT GARZANTI

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.. A O N D E C O R T E di PRATO (Roma) TRASMETTE OGNI GIORNO ore 0 .07 )) 0 30 )) 1 .25 )) 3 .20 )) 9.40 )) 13 15 )) 15 )) 19 \) 23. 30 metri 19 .61 )) 19.61 )) 19 .61 )) 25 10 )) 19 .92 )) 15 .31 )) .. )) 15 .31" )l 25. 1 o UN 25.40 29. 04 29 .04 25.40 25.40 16 .84 19.92 41. 55 30 .74 30.7 4 31. 15 47.62 ENTE ITALIANO AUDIZIONI RADIOFONICHE .

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L GIONI E FALANGl che inizier il 28 Ottobre p. v : il suo terzo anno di vita, esce a Madrid ogni mese nella edizione spagnola LECI.ONES Y FALANCES Reda:cion: -. 16. Madrid Talleres: Graficas Espanolas Administracin P u b l i c i d a d : Hermosilla, 7 3 M A o R l D Director: ROMAN ESCOHOTADO Redactor )efe: JUAN SAMPELAYO

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A INfORMAZIONI ENTE PROVINCIALE PER V IL TURISMO DI MODENA . \.. .,J

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FIAT HISPANIA Madrid Paseo de la Reina Barcellona Avenida del Maria Cristina 23 Gen.eralisimo 405

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EDIZIO.NE ITALIANA .. RIVISTA D'ITALIA E DI SPAGNA ESCE IL PRIMO DI OGNI MESE Direttore: GIUSEPPE LOMBRASSA SOMMARIO NUMERO 12 ANNO Il GIOVANNI ANSALDO t farisei smascherati. EUGENIO MONTES C6rdoba. RUGGERO MAZZI Il Cile, Prussia del Nuovo Mondo. EL TEBIB ARRUMI Chi il Tebib? (Racconto). NINO RUGGERI Gl i Italiani contro la Russia. MARGHERITA BERlO Farinelli consigliere di Calatrava. F. HERNANDEZ-BLASCO Raza >l e Rojo FRECCIA NERA 30 giorni a Roma VICE 30 giorni a Madrid. SANDRO DE FEO di Re spagnoli e cavaliere y Negro Vo ci dello schermo OGNI FASCICOLO COSTA LIRE DUE UN NUMERO ARRETRATO LIRE TRE D l RE Z l O N E E RE D AZ t O N E : R oma P iozzo Barberini, 52 -Telefono 45548 .--------AMMINISTRAZJONE: S. A. ALDO GARZANTIVia Palermo, l O -M i lo no Telefoni: 17754 -17755 PUBBLICIT: per le inserzioni rivolgersi olia con cessionaria esclusiva Unione Pubblic it S. A Milano Palazzo della B orso -T el.: 12451 -2 -3 -4 ABBONAMENTI : ltolio, Impero e A lbania, e presso gli uffici posto li o mezzo del Servizio Scambib in Froncio, Belgio, Svizzero, Ungheria, Slovacchia Romonia, Olanda, Donimerce, Svezie. Norveg.ie, F in londie: Anno l. 22 -Altri Peesi: Anno l. 32 C/C POSTAlE N 3 /16.000 Gli abbono menti si ricevono presso le S A AlDO GAR ZANTI ED!fORE M i leno -Vie Palermo 10-Gellerie Vino rio: Emenuele 66/68. presso le "sue Agenzie in turri l capoluoghi di provincie e presso i principeli librai -Per i cembi d'indirizzo inviare une fescerre e une lire Gli decorrono da ogni mese Per turri gli erlicoli, fot ogrefie e disegni pubblicati riservere le pro prier artistica e lerrererie secondo le leggi e i trerra ti inrernezionali. Srempala In ltalie. Guastatore italiano In A. S. (Foto Luce in esclusiva per Legioni e Falangi). In copertina: Sul fronte egiziano, scontro di pattuglie.

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Venduti a ll' Inglese, questi capi Indiani si nutrono bene e vestono meglio. Le popolazioni Invece ... EL 1780. Warren Hastings, onnipotente Go vernatore Generale del Bengala, per conto della Compagnia delle Indie. cominci a fissare la pro pria attenzione su l principato indigeno, fino allo ra indipendente, di Oude. L e ragioni di questa at tenzione consistevano essenzialmente nel tesero che lo stesso Ha stings sapeva esi tere alla Corte d; Oude: tesoro ammontante a circa tre milioni di sterline in oro, che era tato accumulato dall ult i mo rai e che in quell'epoca era n elle mani di due begums la madre e la moglie del m o rto. Lo Hastings aveva b isog no di denaro: ne aveva biso gno per dei d i v ide ndi agli az;onisti della Compagnia che alla Jnd ian Hous e d i Londra non tolleravano scherzi. e voievano buona valuta; e n e aveva b isogno per s. Risols e quindi di mett e r e le mani sopra quei tre m ilioni di sterline. Ma lo Hast ings ripugnava a fare il colpo diret tamente Voleva una mascheratura E, colla sua mente fertilissima d i espedienti, la trov. Egli d i spon,eva completamente d i Asaph u i-Dowlah. figlio di una dell e begums di Oude e in cont rast o con la madre. Gl i fu facil e incitare Asaph-ul -Do wlah contro le principesse di Oude e stringere con lui un accordo, i n base a cui egli, con le forze della Compagnia lo avrebbe stabilito sul trono: e in comp e ns o av r e bbe avuto i tre m il ioni Lo sta to di Oude f u quind i invaso; le principesse im prigionate. Ma quanto al te oro, i fidati di Ha sti n g non lo trovaro no Sparito. e na co to in luOgo segr eto. Depositari d e l segr eto si venne a sapere che era -2 no due vecchi eunuchi deile begums Warren Ha stings, da Calcutta i n nome del suo alleato Asaph ul-Dowlah nuovo abab d i Oude l i fece incar cerare : nulla. Li fece languire a lung o in prigione, sempre a nome d i Asaph-ul-Dowlah ; nulla. Pen s allora di farli torturare a nome, be ninteso, di Asaph -ulDowlah. E allora da Cal cutta dagli uffici del Gove rnatore G e nerale part per Oude diretta agli ufficiali inglesi che avevano i n custodia i due prigionieri una lenera. una b re v e lettera d i ufficio e che dic e va t e tua l m e nte cos : <
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Tip o d i Indiano, d i ventato uno scheletro, nel fare la guardi a all'Ingresso di uno stadio a Fatehpur-Sikrl caccia al t e soro di Oude, egli sempte preoccupa to al massimo grado della propria respectability, e di fare in modo da non perdere la possibilit di poter e essere considerato un perfetto gentleman quando egli ritorner in Inghilterra, e si chiamer Hastings of Doylesford. E quindi, egli sta bene at tento a manovrare per linee interne > > a non ap parire, a mettere innanzi il miserabile principe in diano che gli serve di camuffamento ; e arrivato al punto in cui bisogna torturare i due disgraziati eunuchi, pi che mai tenta nascondersi dietro Asaph ul-Dowlah, e designa gli atroci tormenti che i manigoldi si preparano ad infliggere con l'eu femistica espressione di castigo corporale, e fa finta di credere, e d ordine ai proprii dipen denti che facciano finta di credere, non trattarsi proprio d altro, che di un atto pienamente del principe indigeno contro due propri sudditi. Questo modo di condurre le cose di Warren Ha stings ispirato allo spirito farisaico pi raffina to e quintessenziato ; e la letterina che lo riassume appunto un documento insuperabile di farisei smo. Nella storia della Conquista spagnola ci so sono molti atti atroci e tremendi; un d ocumento cos sottilmente odioso come questa lettera non c'. Ora questa tendenza farisaica che noi troviamo nella lettera di Warren Hastings cio mlla fase della fondazione dell'Impero indiano, permane an che quando l'impero gi costituito su solide ossise e grandeggia sull'orizzonte politico del mon do Si direbbe che i grandi proconsoli, fondatori della grandezza inglese nelle Indie, ab b iano passato la ricetta ai loro successori agli epigoni; abbiano sempre consigliato loro di nascondere accurata mente s e mpre, il pi possibile le ragioni vere del la loro presenza nell'India; anzi di nascondersi sempre il pi possibile essi stessi come ammini stratori del grande paese di cercare di costituire una spec i e di supercasta degli invisibili e degli ( ( inafferrabili sfruttante e manovrante tutte le altr e caste e sottocaste indiane. Cos ben cert o che per tutto l' O ttocento e fino a ieri, gli inglesi tennero l'India precisamente per gli stessi motivi di sfruttamento e di rapina per cui Clive ed Hastings, e tutti gli altri ((proconsoli l'avevano conquistata. I tempi delle grandi prede, vistose e splendenti, i tempi in cui a Benares o a Moorsedabad, si trovavano i sac chetti di pietre preziose d ove era cos piacevole immergere le mani per sentire i rubini e i dia manti scorrere tra dito e dito, erano passati Ma l'India, per gli inglesi dell' O ttoce n to, fu essa stessa tutta una preda; e u na preda che, a spremerla bene, con calma, con oculatezza, rendeva pi an cora dei tesori del Gran Mogol. E tutti i funzio narii anglo indiani, che durante l'Ottocento navi garono verso B ombay a bordo dei piroscafi della Peninsular, la consideraro n o proprio cos; e lo stesso gli altri inglesi che, a Londra, parlavan o o studiavano o legiferavano su cose indiane E tut ti, nell 'intimo loro, sapevano che questa preda non c era al t ro m o d o di tenerla che con la forza; come, da che mondo mondo, si tengono tutte le prede Ma viceversa essi, per tutto il secolo, lavora rono assiduamente a dare ad intendere a tutto il mondo che essi si trovavano in India per una spe cie di predestinazione del Dio di Robinson, che aveva cambiate le cose in modo da far piombare sulle l o ro spalle il pesantissimo fardello del go verno dell India; che essi quindi erano obbligati moralmente a reggere l'India, per una specie di impegno mo,rale c9ntratto .vers01 l' O nnipotente Quale dubbio possibile? G li indiani, abbandonati alle loro forze, sarebbero stati votati, inesorabil mente, a tutti gli orrori del caos; mentre inv ece, sotto la loro guida avrebbero gradatamente pro gredito sulla via della prosperit. Insomma, e in una parola: gli inglesi, in India, erano delle vit time dello spirito del dovere, che si sacrificavano a restare laggi per amore dei natives, e per richiesta pi o meno esplicita dei natives stessi. Chi espresse meglio questo sforzo inglese di dissimu lare la realt sotto una cortina d i frasi ad effetto fu naturalmente, un liberale; fu il vecchio Glad stone. Il quale, nel 1876, in piena Camera dei Comuni, diceva : La giustificazione della nostra permanenza in India dipende prima di tutto dal grado in cui questa di giovamento al popolo diano e, in seco ndo luogo, dalla mis ura in cui riusciremo a fare intendere ci ag l i stessi india n i Naturalmnte, per avvalorare la loro tesi, gli inglesi cercavano di dimostrare che il loro domi nio in India non si reggeva affatto s u lla forza. Macch. Niente forza L'Impero stava in piedi e all'obbedienza di Sua Maest Britannica, per una specie di adesione spontanea. Eserciti i nglesi in Ind ia? Ma erano u n o scherzo, o tutt'al pi un simbolo No, no ; non si poteva d efinire eserci to >> quei sessantamila u o mini dislocati alla fron tiera del Neful o dello Afganistan. L'India si reg geva di per se stessa; l'ordine pubblico e r a assi curato dalla polizia indiana armata di lathi della famosa canna piombata; non occo r reva di pi. Quale prova pi categorica di q uesta, per di mostrare che il dominio inglese poggiava sul con senso e non sulla forza? Con questo atteggiamento, gli inglesi prima di tutto, obbedivano ad un istinto profondo di autodifesa e di conservazione. Essi, infatti, ave vano tutto l'interesse a nascondere al mondo la realt, c he cio l'impero indiano si reggeva sulla forza. Perch in questo caso, il mondo avrebbe finito per accorgersi che tutto il sistema era pre cario e fragilissimo. Meglio, qui n di, nascondere le baionette e i cannon i delle poche truppe bian che come un segreto, e affermare che l'Impero s i reggeva sull'amore ; ravvivato tutt'al pi dai col pi di canna piombata ... Ma poi, gli inglesi, presentando cos il loro dominio sull' I ndia, obbediv,no alla lor o tenden za farisaica, al loro bisogno di camuffare morali sticamente il proprio tornaconto e il proprio co modo. Ne l secolo della fede nel progresso del l entusiasmo per le libere istituzioni della propa ganda per le pubbliche libert gli inglesi sentiro

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Propaganda antlnazlsta di Ieri e di oggi tra l e popolazioni dell India no pi che mai il bisogno di giustificare la loro presenza in India ; e la giustificarono mascheran dosi da educatori del popolo indiano E si noti bene. Il fariseismo inglese una forza tanto potente, che moltissimi inglesi finiro no per credere davvero in ci che i loro uomini politici e i loro giornali dicevano : cio nella mis sione educatrice e moralizzatrce della razza bri tannica nelle Indie. Essi, per una particolare ca pacit di sdoppiamento, da una parte erano ben risoluti a difendere la sostanza del dominio bri tannico sulle Indie; ma dall'altra. civettavano coi nascenti movimenti autonomistici, si rallegravano per le prime riunioni del Congresso Panindiano, si compiacevano delle rivendicazioni ind plaudi vano alle parole nuove; Svadeci, SrJarai, autonomia indipendenza che erano lanciate nelle (ndie alla folla dei primi agitatori. Di pi Tutta l'Inghilterra intellettuale e borghese dell'Otto cento e del primo Novecento si innamor delle dottrine indiane della vita, si appassion per il Brama. Samai e per il Prathana Samai, per la << missione di Ramakrisna e per la predicazione teofisica della signora Besant, e Infine per il Sathjaarapha, cio per il movimento di non-coopera zione di Gandhi; e in nessun paese del mondo, come in Inghilterra Gandhi fu studiato e seguito con interesse anzi con un certo entusiasmo tra mondano e mistico da quegli stessi che, 5tret ta del sacco, erano ben risoluti a fare sparare ad dosso, se occorreva, a lui e a tutti i suoi partigia ni, remissione ... E questo atteggiamento britannico. cosi perse verante. cos a << doppio fondo, verso l'India, fi n per persuadere e convincere molta gente. Ci fu, e si diffuse largamente per il mondo, una leggenda degli inglesi educatori e moralizzatori delle popolazioni indiane. Tutta la borghesia liberale deli'Ottocento per esempio, ci abbocc in pieno: e al l'epoca della grande rivolta del 1853 di quella che gli inglesi chiamano per antonomasia, la M utiny, fece voti fervidissimi per le truppe della Com pagnia delle Indie; e all'epoca della proclamazione dell'Impero Indiano, promossa da Disraeli am mir moltissimo la << missione civilizzatrice >> che l'Inghilterra si era assunta nell'India; e all epoca dei grandi Durbar imperiali di Delhi, si entusia sm moltissimo per il fasto pittoresco con cui i Sovrani inglesi erano accolti laggi ... Ma che par liamo di borghesia liberale? Noi, che non siamo vecchi. abbiamo conosciuto dei deputati socialisti del bello Italo Regno, nemici risoluti di ogni espan sione coloniale dell'Italia e di qualunque altro Stato europeo, che peraltro facevano una eccezione per l'India; perch laggi la presenza dell In ghilterra era necessaria. Il principio affermato da quattro generazioni di farisei inglesi, succedutesi dai tempi di Warren Hastings in poi, era diven tato uno dei luoghi comuni di rigore per l'am mobiliamento dei cervelli da dozzina europei. Ebbene; adesso, la leggenda finita. La attuale crisi indiana l'ha distrutta. Ci che avviene da due mesi in India la dimostrazione pi patente che gli inglesi vi sono e vi cestano contro la vo lont della parte pi attiva della popolazione; e che non hanno altro mezzo per restarvi che l'im piego intensivo della mitraglia. Ogni notizia che giunge di laggi la smentita perentoria di tutto un secolo di successivi camuffamenti della realt, una sconfessione delle formule consacrate. Churchill stesso, prendendo la parola dinanzi ai Comuni, ha dato un frego sopra le dichiarazioni del suo predecessore Gladstone. Do.po un secolo e mezzo in cui il fariseismo inglese, con una pa ziente assidua tessitura di frasi. cerc di coprire e di nascondere il segreto del dominio sull'India que to segreto viene fuori, svelato dallo ste o << Premier >>; ed che gli inglesi, razza da unghie e da zanne, tengono l'India, soltanto con la forza Ma il lato pi grottesco della faccenda che coprendosi cos, i farisei di Inghilterra si attira no le reprimende degli altri farisei, della loro stes sa razza ; quelli di America. Gli uomini che co mandano a Washington, di fronte alla questione indiana si atteggiano a cc padri nobili ; stanno da parte, seguendo una linea di riserva e di attesa. Essi solidarizzano con l'Inghilterra; ma si guar dano bene dall assumere delle responsabilit diret te. Lasciano che l'Inghilterra sola si carichi di tut te le odiosit della repressione dei moti indiani Probabilmente capiscono che, a un certo punto. l'Inghilterra con le proprie forze soltanto, non ce la far pi; e si lusingano di intervenire allora, e di fare accettare agli indiani il controllo nord americano, invece del dominio ingle e ... Non sappiamo se il gioco che molto compli cato, riuscir; e non lo crediamo perch ci sono in campo delle forze concrete che prima o poi fa ranno precipitare la situazione in India. in senso totalmente anglosassone. Ma tuttavia lo spettacolo che si offre agli spiriti dotati del gusto dell'ironia, veramente splendido. Gli inglesi, che furono p e r ecoli, nella questione indiana, maestri di farisei smo al mondo, hanno trovato al di l dell' Atlan tico chi li batte con la loro tessa specialit ; gli epigoni di Warren Hastings, dopo aver messo per tutto un secolo la loro attenzione a seguire il metcdo suggerito da lui cio a tenere e a spremere e a torturare l'India senza farsi vedere, sono co stretti a scoprirsi e a compromettersi, e a fare da cipayes al servizio dell'imperialismo nordamericano. GIOVANNI ANSALDO

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Il secondo fronte degli amer i cani su una spiaggia della California 5

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Interno della Moschea di Cordova. (Foto Anderson, Roma). S, vero; i l vento soffia dove vuole ma sa scegliere i suoi paesaggi L dove medita il Betis (antico nome del Guadalquivir ) al cune canne propizie lo stavano aspettando forse dagli inizi del mondo quando il pia neta era ancora fanciullo Il fatto che in tutte le epoche quei giunchi si erano sentiti piante, non per il canto bacchico, ma per la melodia del verbo. Ferme con Seneca, ma con fermezza sostenuta, forzata. sature di armonia, tremori, auguri: poieh lo stoicismo non che questo, unifor marsi all'esterno e dubitarne nell'intimit na scosta. Commosse, patetiche, gesticolanti con Lucano, salutando gi, da lontano, la mera viglia barocca : poich il barocchismo non che la volont stoica in fuga verso lontanan ze. Qu:1si pascaliane in seguito, con Alvaro ed Eulogio, voluttuose di sofferenza, di ango scia, di angustia chiedendo a gran voce il martirio, l a falce o la mezza lun a che ver sasse il suo sangue cristiano per le rive di quel fiume passato ai mori. Eleganti, come zam pilli, -quando l'acqua, come ai tempi del trovatore di Cabra, si scioglieva in moine consumandosi in amori platonici e strofe di gay saber: canne del Canzoniere di Aben cuzmin che, trapiantate in Provenza, To-cana e Sicilia dettero, con il conte di Poitiers, Arnaldo Daniel. Federico da Palermo e Gui-6 do Guinizelli, le rose precoci di un primo rinascimento poich Se al cor gentile ripara sempre amore quell'amore cerebrale di pensiero agente, aveva molto del! entelechia averroista. Se condo me, molto probabile che l e origini remote del dolce stil nuovo risiedano in Cordova. Senza dubbio nulla combatt tanto il Petrarca, nulla odi con pi intensa pas sione de !l' influenza cordovese in l tal ta, quel l'averroismo che dal cimitero di Padova ram mentava nosta l gi>. S, i l Can zoniere prova ostilit per il Canzoniere di Abencuzman; l'orto di Avignone per il cor tile degli aranci Digrignano i denti del can tore di Laura all'udire il c hiasso degli sco lastici tardivi che, nella Padova univ ersita ria commentano senza tregua le sentenze di co lui che secoli prima il gra n commento feo. Ma perseguire, in un certo senso. seguire e un buon erede deve essere sempre un po' in grato. Erano cambiati i tempi. La cultura isla mica, prima ai suoi albori, era ormai crepu scolo, annottare senza forza, atmosfera di commiato. Il sincretismo musulmano era an dato a l di l della sua missione comunicatrice e non gli restava ormai altro da fare se non quello a cui ancora resisteva vale a dire riti rarsi dall Occiden te. La cultura maomettana comincia a c alar<' con il Rinascimento per essere soltanto la grime, cipressi, notte o cura senza storia e silenzio. Per questo i mirti di Granata pian gono sconsolatamente nelle fontane del Ge neralife. Ma Cordova tiene duro e nulla per de, anzi ci guadagna. La volont romana non aveva conosciuto eclissi durante i secoli musulmani, anzi qusto periodo si era imposta energicamente anche se sotto mentite spoglie. Ma sotto il turbante moro poteva riconoscersi il figlio virile del Lazio, lo stoico senza debolezze impastato di orgoglio Quelle canne sanno essere [ance quando l occasione si presenta Dal labirinto di Mena esce una lancia audace che si chiama Gonzalo. E un umanist a di mente romana e cuore s n za paura che si chiama Juan Gins di Se pulveda. Entrambi si recarono in Italia giardino dell'Impero: uno conquist Napoli ; l'altro Bologna. Conquistatori ambrdue un po' conquistati B legge d'amore arrendersi per conquistare l-a vittoria Dell'amore tra Se pulveda e l'Italia ho qualche cosa da dire Ma sara per un altro giorno. Forse domani. EUGENIO MON'lES della R Accademia dl Spagna

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Il Cudillo con la consorte (Foto Clfrf Madrid). 7

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COSI'. con una di quelle sue bizzarre classificazioni che, se non rispondono esattamente alla verit, servono per mettere in risalto alcu n e fra le peculia ri caratteristich? di u n popolo, il ociologo poli grafo Kaiserling c hia m la giovane rep u b b lica che si estende per molte migliaia di ch ilo m etri l u n go la dorsale occide n tale delle Ande e compren d e i deser ti arenili al n ord del Tropico del C apricorno fino alle solitudini della T erra del Fuoco e dello stretto magellanico. In realt, il Cile, per la sua tradizione, i suoi costumi e le sue leggi, un popolo eminentemente Panorama di Santlago del Cile latino ed insiem z con la contigua Argentina sono i oli paesi che non abbiano popolazion di colore e pertanto prob l emi ardui di carattere demografico. Potrebbe dirsi di pi : di tutti i pepoli del Pacifico. il cileno quello pi completamente formato, tanto dal punto di vista etnico che da quello dello svi luppo civile. Vi dice un acuto cssuvatore nostro minore distanza fra un cileno delle provincie agri cole e uno di Santiago, di quanta ve ne sia, ad esem pio, fra un creolo di Lima e un indio di Cuzco o fra un boliviano di La Paz e uno di Cochabamba. Il paese presenta un carattere di omogeneit indice che dal nord al sud tutto i l Cile segue un ident i co processo di evoluzione. essun problema ango scioso di classi o di colore, nessuna fantasio a glo rifi.azione di razze autoctone o possibilit di con flitti i d eologici fra nativi ed europeizzanti, come potrebbe dirs i di tante altre repubb l iche latino-ame ricane, n elle quali l atente o visibile la preoccupa zione del san gue; e gli i n flussi ancestrali parche cir condino di un'aureola leggendaria impossibili re staurazioni di civi l t tramontate. Volendo schematizzare, si potrebbe dire che il

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popo1o cileno l'unico del nuovo continente che risulti costituito sc-lamente da bianchi, poich a scarsa popolazione di ind !ani aborigeni, (i famosi araucani ultim i discendenti i una razza guerriera), sono ridotti a poco pi di go.ooo e vivono isolati regione meridionale del paese. Il resto formato da oriundi spagnoli che rappresentano il nuc!eo propulsore e in proporzioni quasi uguali da italiani e tedeschi. La popolazic ne, adunque, esclusivamente for mata da elementi di civilt europea, sebbene una infiltrazione anglosassone vi abbia apportate una venatura esotica che servita a dare risalto all'apporto etnico basilare. di guisa che il popolo cileno potrebbe con ragi cne chiamarsi un popolo ariste: cratico nel smso buono della parola. Dagli arauca ni e dagli avi spagnoli il cileno ha ereditato quello spirito militar e che la sua caratteristica e che l'immigrazione tedesca ha rafforzato, mentre dagli in glesi e nordamer ica ni il sentimento intraprendente e speculatore, giustificando cos la classificazione kaisenghiana, cui abbiamo accennato al princip io di questo scritto. T ali elzme nti spiegano a sufficienza i fenc meni: l'assenza quasi assoluta di movi menti endzmici rivoluzionari, caratteristici di quasi tutt: i paesi centro e sud-americani (e quei pochi provocati non da capi ambiziQsi, ma da necessit sociali ed economiche di assestamento): l'assenza di un pm6ramma indio che ricordi il movimento apri sta del vicino Per. o que llo ben pi grave, del Messico o d i altre nazioni anche se larvate da provvedimenti saltuari e sporadici: infine, la schietta formulazione del grosso problema della si tuazione sociale, altrove procrastinato o miscono sciuto. Tutto ci svela il cileno quale popolo attivo, laborioso, alieno da quelle lotte civili cos fre quenti in quel continente, e lo colloca all'avanguar dia delle repubbliche uscite dal grembo della madre patria spagnola, sebb.zne soffra pe r la scarsezza della contando appena sei milioni di abitanti sparsi su un territorio grande due volte e mez zo l'Italia! Questa la giovane verso la quale di retta oggi la attenzione preferente della Casa Bian ca, stizzita dall' &tteggiamento neutrale che essa ha assunto nel conflitto mondiale, desiderosa di asser-1 virla insiemz la Repubblica Argentina alla politica egemcnica e sopraffattrice. Il tanto decan tato panamericanismo, che ebbe nella conferenza di Rio de Janeiro ( r 5 gennaio I 942) la sua prima sconfitta diplomatica, nonostante gli sforzi di Sumner Welles per vincere l e riluttanzz dei paesi sudamericani, e le ufficiose gestioni del Ministro de gli Esteri del Brasile Aranha, asservito alla poli tica invadent e ddl' America del Nord. Dopo le prime rapide defezioni delle repubbliche centroame ricane: dopo d?! Messico e quella ancor pi spettaco:are del Brasile; dopo le del Per, dell'Equatore e della Colombia fino alla incomprensibile semibelligeranza del piccolo Uruguay (dime ntico del glorioso passato che n e l antesignano libert civili e politiche dell'A merica Latina) non restano ormai che due soli in piedi, dinanzi al colosso del nord: due popoli di bianchi, fieri della lor o serenit etnica, desiderosi di non perdere quell'indipendenza per la quale tante> lottarono, e di mantenere intatti i vincoli con la civilt europea, della quale si sentono diretti di scendenti. Ma la penetrazione politica ed economica nordamericana n o n cessa n cesser di fronte a quelle due nazioni che sbarrano, come un asse lati n o, il passo alla invadenza anglosassone nel resto del continente. Le ragioni di tale questione sono pi che evidenti. 11 Cile-non parliamo dell'Argentina, alla qua le sar necessario dedicare pi lungo discorso il paese in cui vi sono ricchezze agricole e mine rali di un va:ore incalcolabile, urgentemente de s; derate dagli anglosassoni per la lotta contro il Tri partito. Territorio ricco di ogni ben di Dio, po trebbe servire di sQrgente alla quale inglesi e ame ricani vorrebbero attingere per completare le risor se, ridotte in grandissima misura dei loro riforni m enti bellici. un paese in cui abbondano alcuni prodotti-base, fra i quali in primissima linea il ni trato di soda e il rame, oltre lo zolfo, il ferro, lo iodio, le lane e le carni patagoniche: elementi in dispensabili n elle contingenze politiche attuali. Ma la caratteristica cilena rappresentata soprat-Lana e carne che andava agli inglesi. 9

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tutto dalla straordinaria abbondanza del salnitro che esso produce in quantit presso che ine auribile. Si calcola, infatti, che la dotazione attuale sia di 24o.ooo.ooo dj tonnellate nei giacimenti in via di sfruttamento. oltre 48o.ooo.ooo di tonnellate in terreni non ancora esplorati. Si comprende come tali ricchezze siano agognate dalle potenze anglosassoni che, pur trovandosi es se attualmente in mano di capitalisti di lingua inglese. sono sempre sotto l'esclusivo dominio cileno che ne custodi ce e dirige lo sfruttamento. La produzione del nitrato calco:ata in migliaia di tonnellate, va dal I 93 o al I 93 9, da 2.446 a 1.446 mentre l'e portazione ha subito negli ultimi cinque anni le variazioni seguenti : da 2.260 mi gliaia di tonnellate nel 1 9 3 s a 1. 5 84 migliaia di tonnellate nel 1939. mentre l'aggravarsi della crisi mondiale ha peggiorato la situazione dell'industria nitratera cilena, gi fortemente scossa dalla concor r e nza dell 'azoto sintetico specialmente quello prodotto dalla Germania e dalla Norvegia. Attualmen te la Asociaci6n de Productores d e Salnitre de Chile, costituita a Londra con 73.ooo.ooo di lire ster line di capitale centralizza le vendite nel continen -lO B imba cilena. te europeo, mentre la vecchia Cosach (Compagnia alitrera Cilena) fu sciolta nel I933 affidando ad una corporazione istituita ad hoc il monopolio del la ve dita del prodotto che prima della guerra rap presentava i J / 4 del valore totale delle esportazio ni cilene. Accanto al alnitro vi il rame i cui grandiosi giacimenti scoperti a 2.8oo metri sul livello del mare alla fine del sec. XVIII da un tenente dell 'e sercito spagnolo. e conosciuti pi tardi col nom di Miniera del Tenente, rappresentano un filone di rame quasi puro. E aurico il filone, l'itafiano Marco Chiapponi scopr nel 1900 che l'intera mon tagna e le vette adiacenti formano una unica co lossale miniera di rame di un tenore medio di me tallo del due per cento, la quale presto caduta nelle mani dei nordamericani oggj la formidabile Bra den Copper Company, uno dei padroni mondiali di tale metallo Tutto questo uffici ente per spiegare l'impegno con cui la Casa Bianca circuisce i politici e il Go verno della Moneta usando ogni blandizia per pie gare quel paese alla egemonia del dollaro, sOltraen dolo a quell atteggiamento di indipendenza di cui sta dando prova. insieme all'Argentina, nel momento attuale. Jj con sincero compiacimento che l'Italia. men tre segue lo sviluppo di siffatta politica entro il quadro della 3ituazione mondiale, riconosce che tale indipendenza non fa che rafforzare i legami della comunanza di interessi materiali e spirituali e i tenti fra i nostri due paesi. Con giusta ragione, nel giorno celebrativo della sua indipendenza ( 18 ettembre r 9 I 8 ) gli italiani, che sanno per e pe r enza quanto costi il raggiungimento della libert aiutano il popolo cileno e si augurano che il pae -se, che seppe lottare contemporaneamente per la libert del traffico contro il istema monopolistico straniero, e contro le forze disgregatrici autoctone capeggiate di volta in volta, dal cacicco Caupoli can, dal monco Galvarino e dal terribile Lautaro, appia mantenere integra la sua fiera indipendenza di fronte alle manovre di chi come ha recente mente detto iJ Presidente del Centro Italiano di tudi Americani, Alberto Asquini <(tenta portarlo a ervire una cau a che non certo quella dell America Latina ,,, RUGGERO MAZZI

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' .. Relitti di' una ritirata sovietica nel settore deli'ARI!otiR

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Guastatori lt ali a n l all'aHacco sul tron te egiziano (Foto Luce In esclusiva per << legioni e Fa langl ).

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Il balletto russo come propagMda sovietica negli Stati Uniti. Sul tetto di una casa del Rockfeller Center di New York si t svolta la .. prima di un balletto surrealista.

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. -. .,.. .., .. ,. .. --... Guerra d i Spagna: Fanterie n azionali nel settore di Tremp. Caudillo. Munoz Grandes, partendo da Pons con le sue forze divise in due colonne, aveva mirato e colto nel segno a Solsona il giorno 24; Moscar d6, partito da Guissona, aveva occupato tutto il massiccio montagnoso fino a installarsi nelle Sa line di Cardona. RACCONTO DI EL TEBIB AR.R.UMI IL capitano Tuero ci riceve sulla porta d'una bella casetta di campagna, nella spendida valle di Valls Il suo sorriso, abitualmente amabile e gioviale, sembra pi aperto. Che venite a fare qui? M a, quel che facciamo sempre. A farci dire dal Generale o da Troncoso da che parte dobbiamo andare oggi per vedere qualche cosa della guerra -Da che parte? ... Andiamo! Tante arie da veterani in guerra, e poi non siete alt ro che dei perdigiorno. -Tuero, Tuerito, non essere mascalzone. Sputa l'osso. Dove sta il Generale? -Che ora ? Pelandrone! Sono le nove e mezzo della mattina Beh guarda. A quest'ora, press'a poco,' il generale Solchaga e l'illustre Stato Maggiore del Corpo d'Armata di Navarra-se non sono al Ti bidabo sono in piazza Cataluiia. Tuero, parlando seriamente, ci conferm che all'alba il Corpo d'Armata di Navarra, e forse anche quello del Marocco, aveva ricevuto l'ardi -ne di entrare all'assal to se fosse stato neces sario nella capitale di Catalogna, anche per risparmiare alla citt il solito commiato dei mar xisti. Noi sapevamo che dal giorno precedente." Juan Bautista Sanchez e B aroon avevano piaz zato i loro cannoni a distanza di bro normale dal centro della citt. Sapevamo anche che il nemico offriva poca resistenza dacch ci aveva visto sulle rive del Llobre gat e sapevamo infine che altre divisioni dell'esercito di Franco operavano a l Nord e all'Est di Bar cellona per tagliare l a riti rata agli ormai gi fuggiaschi del famoso Eser cito del Popolo ma da questo a supporre che, proprio quel giorno 26 gennaio 1939 avremmo riconquistato Barc ellona, ci correvand molte miglia di distanza, quasi tante quanto quelle che avevano percor,so av.anza_ndo l e Divisioni di Franco, lanciate dall'Ebro fino al mare e alla frontiera dei Pirenei. Come poteva essere accaduto? giorni pri ma, il 19 di quel10 steso o1ese, era stato dato l'ordine di avanzata ed i nostri soldati avevano cominciato a disegnare, con la l oro presenza fi sica, il piano della geniale manovra concepita dal A sua volta il Corpo dei Legionari italiani col generale Gambara, si era diretto a lgualada operando un accerchiamento nel settore di M on ser rat. Garda V aliiio aveva il compito pi arduo e i suoi soldati dell'Esercito del Mestrazgo si lan ciaron9 per le montagne sopra Cervera e pi tar di, attraverso la montagna, per sentieri tortuosi, raggiunsero Calaf e Manresa realizzan do il dillicile accerchiamento di Barcellona dal nord, vale a dire da dove forzosamente doveva no passare i rossi nella loro ritirata. Infine Sol chaga e Yague, con i navarrini e i marocchini, avanza rono diretti come freccie verso la stessa Barcellona ; i soldati di Solchaga partendo da Gaya per Villafranca de Panads, diretti a Mar torell, e queili di Yagu e percorrendo la acciden tata per V endrell, Vill anueva e Sitges. Tutta questa geniale operazione era stata realiz zata con la precisione di un piano tattico con la tranquillit di una manovra logistica ; la mattina del 24 i navar rini e i marocchini appa rirono in vista di Bar cellona sulle. rive del Llo bregat e i quattro Corpi d'Armata, c h e avevano per obiettivo il famoso fiume l o passarono a gua do in quella stessa mattina in parecchi punti e di-spone ndosi con tutte le garanzie tattiche in modo, di poter dare l'ultimo salto per cadere sulla gran de citt. Ma quel salto poteva riservare delle sorprese. Ed era naturale che cos fosse. Vi era chi diceva che Barcellona si sarebbe. difesa come Madrid iniziando una nuova fase della campagna r che avr'ebbe durato settimane, e forse mesi, come era accaduto con la capitale. Coloro c h e si
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s!mi&tici dimenticavano che questa volta non giun gevano alla grande citt tre o quattro mila wl dati tanchi di combattere senza un g orno di tre gua dai margini dello Stretto di Gibilterra, man canti di vere e proprie armi di attacco per :;carsit di artiglieria e di aeroplani, pochi di numero per affront.ue una impresa cos grande come quella di assaltare, dominare e conquistare una popolazione di un milione d i anime aiutata dai rinforzi freschi, ben armati e ancora non prov ati dalla sconfitta delle celebri B rigate I nternazio nali :.. Q u ta volta la cosa era diversa. S u B ar cellona avanzava l'esercito del N ord, un forte. contingente di attacco ben armato, ben nutrito, ben comandato, con una lunga esperienza c il .morale altissimo per l a clamorosa vittoria della battaglia dell'Ebro. I n queste condhioni B ar cellona doveva cadere in breve tempo come cadde poco dopo M adr;d, senza neppure combattere. M a il breve tempo che avevamo calco l ato noi informati, non corrispose in nessun modo alle trentasei ore che trascorsero tra il passaggio del Llobregat e l'arrivo delle nostre bandiere al cent r o della di Cataluiia. V ittoria incredibi le. Anche a costo di lasciare la nostra massa ence falitica contro uno di quei carrubi della :;trada che porta da Tarragona a B arcellona, sui cui ;.ronchi i nostri roldati avevano lasciato scritto il nome d1 Franco dipinto a grandi lettere, con la calce, Campua ed io, condotti dal mio inseparabile F& !ipe Laporta, ci lanciammo a gran veloc:t verso la famosa capitale. A Villafranca sapemmo eh alle l l della mattina ancora non si era entrati nell a citt qua n tunque verso di essa si fossero diretti un'ora prima i generali Solchaga e V ig6n. Una breve sosta per procurarci benzina e un boccone da mangiare e poi di nuovo in cammino. I ponti, distrutti dai rossi nella loro fuga, ci CD.'!tringevano a te r ribili deviaz:oni :1 pcrare passaggi difficili imi. I n uno di questi la mia automobile fece crac e si ferm col dif ferem;iale rotto. Li la lasciammo, affidata ad alcuni gerri incaricati di facilitare il passaggro Km. 82 della Carretera di Francia dove s i svolse r o i sanguinosi combattiment i del 9 mano 1937. 1 6 agli autocarri e ancora avanti in una insignifi onte Topolino recentemente acqui tata d Pepe Campua. La p1 cola macchina, con tre per sone di pe o regolare, non offriva quasi spazio li bero per cari ::tr gh innumerevoli barattoli di composte, conserve e qualche prosciutto che por tavamo a Barcellona pensando che i nostri fami liari se li avessimo trovati in vita -coca che ignoravamo -li avrebbero ac olti ome manna provvidenziale ... A B arcellona avevamo infatti per ne molto care. Io nientemeno che il mio primogenito c la mia vecchia madre. Mio figlio V ictor aveva potuto lasciare M adrid pochi giorni dopo che suo fratello cadde assa inato dalle orde marxiste; giunto a B arcellona, dove era totalmente sconosciuto, non aveva potuto sottrarsi alla perse cuzione dei rossi e, in seguito a una vile denuncia, rra stato arrestato e condotto nientemeno che alla Checa d i V almayor. Il nostro servitio di inforn1a zioni me lo aveva comunicato poche settimane pri ma, mentre eravamo impegnati nella dura batta glia dell'Ebro. Per tre volte i rossi vollero condurr mio figlio V ictor alla Radio di Barcellona, perch' attrav rso il microfono di norassc suo padre dipingendolo come l'essere pi crudele ed abietto; e rifiutandoi mio figlio a questo atto contro natura, fu barba ramente maltratt.to per cinque interminabili mesi. Il Caudillo, comprendendo la ituazione di un padre in tal frangente, ponendosi il problema di &Opprimere le mie cronache radiofoniche, o per lo meno di nascondermi sotto uno pseudonimo, approv quella roluzione che nella mia anima di buon spagnolo doveva trovare una logica reazione: Con dolore immoler anche qu to fi, glio, ma mi conforter sempre l'idea che facen dolo avr compiuto il mio dov re verso la Pa tria! ... :.. Dopo qu to potr t immaginare qual'era la mia ansia, la mia angu tia, la mia :;mania di en trare a B arcellona per sapere cosa ne era di mio figlio prigioniero e della mia vecchia nadre che supponevo rola e senza difesa, con i s uoi 85 anni in una dtt e in un ambiente che le e rano to talmente estranei. E cos, nonostante la sera ci sorprendesse all'altezza di Molin del Rey, dato che poco pr;ma avevamo incontrato lchaga, il quale ci aveva confermato che le prime truppe nazionali erano gi entrate dalla parte di Pe dralbes, ci lanciammo vertig inosame nte sulla citt. l Alle porte di B arcellona, uno barramento del-la strada ( entravamo dalla parte del Tibidabo) ci CO!trinse a fermarci. Si avvicinarono alla no stra macchina un motorista e un carabiniere, i quali, vedendo l'indicadone di Quartiere Ge nerale del Generalissimo :. e, rotto, il mio pseu donimo c la mia qualifica di cronista di gUerra, ci lasciarono passa re. Ma, da che parte saremmo entrati a B ar el\ona?... Qual'era la strada libera e pi sicura? ... Coloro ai quali ci rivolgemmo lo ignoravano. Erano rimasti IJ, di servizio nulb di ci che accadeva alle loro spalle. La nostra buona tella ci riserv, in quella occasione, una giorr.ata provvidenziale: un Falan gista, un ragazzo di una ventina d'anni, che si era avvicinato con prudenza e leggendo !'iJ1dicazione che portava la nostra macchina aveva alzato il braccio e lanciato un Arriba .Espaiia! Quel ragazzo si strapp la blusa che copriva il suo torso e ci mostr una gloriosa camicia :1zzurra con le freccie ricamate Veniva da Bar ellona. Era salito a pied1 per il Tibidabo, desideroso di incontrarsi al pi presto con le nostre truppe e da lui av.:mmo le indicazioni precise della strada da percorrere. Lui tesso si offr di farci da guida; e per mancanza di spazio sal sulla cappotta del la Topolino e da l, a gran voce, indicava a Campa la da seguire. udivano pari m Tra le o mbr

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della notte nascente lampeggiavano alcune fiam ma te . Gi avevamo raggiunto il Palazzo di Pedralbes dove Juan Bautista Sinchez G onz.alez. aveva impiantato il s uo posto di comando e, superata quella magnifica arteria barcellonese, ci inol trammo nell a Diagonale. A un tratto, all'imboccatura d una s trada, ir ruppe un carro blindato che sparava con l a mitragliatrice Fortunatam e nte, correndo veloce mente avanti a noi ci aveva superato; da un cen tinaio di m etri dt distam;a, potemmo vedere come il congegno ross o si apriva il passo tra g l i spari che pro v e nivano da un reparto di tiratori di Ifni che venivano verso B arcellona per quel la medesima via. Sparit o il carro blindato -come avrebbe finito la sua scabrosa fuga quel : no stro di ferro e fuoco, ultimo avanw delle orde marxiste gi cacciate dalla citt da quattro ore? --. dovemmo fermarci nuovamente. In mez.zo :tlla strada era steso un corpo umano. Scendemmo c fummo i primi ad avvi ci narci ad esso. Subit o ci imitarono alcuni mori e gente del luogo che cominciava a uscire dalle case, finito il fragore pro v oca to dalla fuga drammatica del mostro rosso. Era un ragaz.zo di appena 16 o 18 anni Era stato colto in pieno d a una raffica di mitragliatrice del carro blindato marxista perch il valoroso si era lanciato contro di esso armato di pistola, nel folle e d eroico intento di tagliare la strada. Il Falangista che ci accompagnava riconobbe subito il caduto. Dio mio, il Tale! (e pro nunci un nome che sempre mi rincresciuto aver dimenticato perch quello fu sema dubbio l'ultimo eroe ) e chiedendo aiuto a quelli che lo circondavano si mise sulle spalle l'aspirante fa lan gista anche lui lo era perch la camicia azzu rra che portava proclamava la sua onorata condiz.ione e seguendo quelli che lo orienta vano si diresse verso un posto di soccorso situato Nella :r:ona di operazioni del C. T. V. nella stessa imbocca tura della strada dalla quale era sbucato il carro armato rosso. Lo seguimmo. Per grande che fosse la nostra smania di giungere presto al numero 80 della Gran Via Layetana, dove pensavo trovare alcuni pa renti che mi potessero indicare dove trovare mio, figlio e mia madre, quello spettacolo drammatico, terribile, ci fece dimenticare ogni cosa. E c onti nuammo sin dove un gruppo di bluse b : anche ci indicava l'eS:Stenza di un ospedale. Appena la nostra piccola automobile si ferm alla porta dell'ospedale una delle infermiere, che s i era avvicinata curiosamente a leggere ci che era scritto sul cartello del nostro si fece strada a gomitate cercando di avvicinarsi a noi e gridando: Chi il Tebib Arrumi? Chi i l T ebib? ... Udendola mi presentai immediatamente e quel la ragazza, non potendosi frenare, mi gett le braccia al collo gridando: Viva! V iva! ... D io che vi manda!. Piangeva e rideva, e finalmente, staccandosi dal mio collo e prendendomi per mano mi trascin disperatamente dicendo delle cose incoerenti che non riuscivo a decifrare Supposi che quella ra: gazza non sentisse per me a ltro che il desiderio di dimostrarmi g ratitudine: forse ammiraz.ione, per ch senza dubbio, durante la sua prigionia, :.tveva ascolt.:.to alcune delle mie cronache. Ma perch mi trascinava? Perch quella ostinazio ne a introdurmi in quel p o sto di soccorso dove avevano portato l'eroe che a v e va motivato quel drammatico ep i sodio? ... Cond o tto o ocglio trascinato dalla en trai nell'edifici o Il corridoio del pianterreno era gr<:mito di medici e infermiere; tutti in blusa bian ca. La ragazza continuava ad aprirsi il passo tra quella massa di gente gridan do sempre: il Tebi h!. Porto il"Tebib! Lasciateci passare the il T ebib ._ Gi pensavo che quella effusione fosse eccessiva quando, a spintoni, mi sentii portato verso una sala c h e subit o riconobbi trattarsi di una sala operato ria L c'erano vari medici che cercavano di ria nimare il falangista agonizzante. La ragazza non pct contenersi neanche davanti a quel luogo e a quel terribile frangente, e grid: Il T ebib! Il Tebib Arrumi! All'improvviso credetti morire dall'emo zione-di fronte a me, al capezz;a.l e di quell'er oe moribondo, vidi una testa bionda, riccia, una fronte macilenta ma ampia e, infine, due occhi che mi g uardavano ansios i Era mio figlio! Mio figlio Victor, u maggiore, il medico! Mio figlio, che io pensavo -senz.a volerlo pensar e avesse seguito la stessa sorte di suo fratello Alb erto! Stava l, tentand o di salvare la vita, che gi era morte, di un camerata, di un eroe della Spagna. Non volli che interrompesse il suo lavoro. Non gi diedi un bacio! Tra i singhiozzi mi limitai a dire: Figlio ... figlio ... figlio ... Passati alcuni is. tanti, rimessomi dall'impressione, solo osai dirgli: Dov' mia madre? ... Victor, ingoiando le lagrime, senza abbando nare i ferri chirurgici, pronunz.i appena un indirizzo. Arrivederci, figlio mio! ... Vado l e quando finirai, l ti aspetto!. .. E nonostante l e ginocchia mi si piegassero, uscii per cadere pochi istanti dopo tra le braccia della mia vec c hietta. Quella stessa nott e ri entrai, in compagnia d ; Victor, al Castello di R eymat, presso Lerida, dove il Caudillo aveva impiantato quel giorno i l suo Quartier Generale. E quella stessa notte pagai il mio debito di gratitudine baciando la mano di Franco. EL TEBIS ARRUMI 17

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.. COME l'assedio e la conquista di Sebastopoli han no rinv.erdito il ricordo della spedizione di Crimea, cos la vittoriosa resistenza delle truppe italiane sul Don ha riportato il pensiero a un'altra battaglia combattuta 13 o anni fa nel cuore della Russia. Ac cant o ai ricordi mi l itari rifioriscono anche le opere letterarie che li consacrano durevolmente. I Racconti di Sebastopoli di T olstoi sono stati riletti infatti con un interesse che derivava in molta parte dal rinnovarsi dell'assedio. L'interesse con cui il scorrono queste Memorie di Filippo Pisani, ufficiale della Grande Armata nella Campagna di Russia, nasce egualmente dal fatto che nuovamente sol dati italiani assaltano il nemico con lo stesso im peto della Divisione Pino sulle colline di Malo Jaroslavez. Il IV Corpo della Grande Armata, comandato dal Vicer, si componeva di pi di so.ooo uomi ni, ma l'impronta e l'anima gli erano da t i dai 2 7 .o o o italiani che vi militavano sotto le insegne del Regno Dispersi nei corpi fTancesi erano pero presenti altre migliaia di jtaliani, i quali formavano talvolta interi reggimenti. Ad essi era negata la soddisfazione di servire in una grande unit a carattere nazionale, privilegio fieramente sentito dalle truppe del Principe Eugenio. Nella prima parte della Campagna il IV Cor po, sacrificato in una funzione protettiva alla re troguardia, non ebbe fortuna. A Borodino, nella battaglia che decise la conquista di Mosca, i reg gimenti nominalmente francesi, ma formati da 1taliani, si distinsero nell'attacco delle pi munite ridotte. Ebbero lusinghieri riconoscimenti, ma il nome d Italia non era scritto sulle loro bandiere. La Divisioo.e del Generale Pino, per il meccani sm0 che regolava il movimento e l'ippiego dei vari Corpi, giunse sul terreno a battaglia finita ; cosic'ch, illudendosi ognuno che la Campagna fosse vicina al suo trionfale epilogo, sembr che pesasse sul IV Corpo una specie di disdetta. La sorte trov invece il modo di compensarlo in una sola. fiammeggiante giornata di tante giornate in colori di marcia e di atte a. La nuova battaglia fu combattuta quando la Grande Armata era, secondo la definizione tolstoiana la hdva mortal mente ferita a Borodino, che si ritirava segnando di una traccia sanguigna la pianura nevosa. Quel la di fu l'unica vittoria della ritirata e furono gl'italiani ad offrirla a apoleo ne. La definizione, che pass alla storia, di bat taglia degli italiani usc dalle labbra del Colon nello Peraldi uno dei pi valorosi comandanti della Divisione Pino, proprio nella fase pi cri tica del combattimento. 11 racconto di Filippo Pisani meno pittore sco e animato di quello consegnatoci da Ce are di Laugier nel primo volume de Gl'Italiani in Russia, ma pi preciso e ricco di particolari tecnici, qu;1le poteva uscire dalla penna di un capitano di artiglieria, che pur trovandosi nel fitto della michia non dimenticava le sue ambizioni di stori-co militare. Al levarsi del sipario, la mattina del 24 otto bre, la minaccia delle forze russe cos grave che il Principe Eugenio attende con ansia l'arrivo del le sue truppe ul terreno della battaglia. Il colon nello La Bdoyre, inviato ad inform01re l'Impe ratore sulla gravit della situazione, sincontra con le truppe italiane che avanzano e le incita a sal vare le sorti della giornata Un grido parte dalle formazioni serrate, che dal passo di marcia passa no a quello di corsa cantando le canzoni militari Imboccata la valle della Lugia le fanterie s 'in contrano con la cavalleria italiana, che attende in riserva. Gli amici si cercano per salutarsi prima del combattimento, i cavalieri incitano i fanti ad imprese che facciano inorgoglire la Patria lonta na. La prima brigata della Divisione Pino si ar rampica su per le balze senza far fuoco e sferra un assalto cos improvviso che i russi sopraffatti e storditi cedono ovunque e sono incalzati fin dentro le mura di Malo Jaroslavez.. Una mischia selvaggia corpo a corpo si impegna tra le fiamme che divorano gli edifici. Frattanto la seconda brigata s avanza nel fon dvalle spazzando ogni ostacolo, occupa le al ture e vi fa sventolare la bandiera italiana 1'\a poleone, che aveva udito fiu da Borowsk il violen to cannoneggiare giunge al galoppo col suo Sta to Maggiore e da un pQggio di fronte a Malo -Jaroslavt>Z dirige personalmente la battaglia. Tra le 18 macerie del paese incendiato la lotta sempre fu ribonda Il Generale Pino vede il fratel!o cader l i al fianco e mentre s i appresta a difenderne il cor po a sua volta ferito. Soltanto dopo una se conqa ferita mancandogli le forze. lascia il Co mando della Divisione. questo il momento in c :li i battaglioni di cacciatori al comando del Co lonnello Peraldi con ripetuti assalti alla baionetta risolvono in favore degli italiani una situazione incerta. Sebbene diminuiti della met rac conta il Di Laugier raccolse Peraldi la seconda brigata del Generale Pino e i suoi cacciatori. Li form in colonna e abbandonando la sua posi zione d i fensiva, ad onta d_!ll'immensa sproporzio-Una nav e s o vie t i c a col p i t a d a ne del num e ro dei suoi in confronto di quello nemico li condusse di nuovo contro le sm : surat e colonne russe. Rammentat e v i egl i dis s e a i suoi soldati che questa l a battaglia d e gli italiani : o vincere o morire. S r i peterono ferocemente i soldati o vincere o morire. -Tamburi alla car ica! I n tanto l'Armata fra n cese avanza. Ney e Davout si collocano coi loro Corpi sulla linea di Malo Jaroslavez Alle nov e di sera mentre gl'italiani dopo r 5 ore di com battimento si apprestano a ripo are sulle posiz i on i conquistate, KutusoJI tenta un attacco in massa per riconquistarle. Il suo ritorno rimane sen za successo. Gl'italiani rimangono 9adrru dell a

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aff onda len t amente. . l d' l pianura e del paese, preso e un tct vo te. La mattina seguente Napoleone giunge sul cam po, abbraccia il Vicer e gli dice: << L onore della bella giornata del 24 ottobre apparhene totalmen te a Voi e ai vostri bravi italiani, i quali hanno deciso una s brillante vittoria >>. Gli ufficiali e i soldati del IV Corpo si fanno incontra. all'Imperatore mostrandog1i le loro feri te e gridando Viva Napoleone n : Stendhal scrivendo da Smolensk a Parigi dopo essersi doluto che la vittoria avesse un nome cos barocco aggiunge: On dit que c'est une affaire superbe et que jamais le Russes n ont t chasss de leur position d'une manire pl.us brillante et plus honorable pour l'arme n. Dal campo nemico parte pure una parola di schietta ammirazione. Il generale inglese Rc berto Wilson, che era al campo di Kutusoff, scrive: L'armata italiana a MaloJaroslavez mi sor prese pel suo eroismo Sedicimila di questi bravi ne abbatterono ottantamila dell'esercito russo >L Chi vuole una riprova che l'unit italiana nasce dalla gloria delle armi in questa grandiosa e tragica avventura, legga queste M e mori e del Pisani edite dall' lspi H e curate da Carlo Za ghi. Vi trover i pi bei casati italiani e un senso commovente di solidariet nazi cnale avanti Jet t ? ra. Il Pisani le ha scritte per i:Justrare le im prese del suo > > IV Corpo, ma proprio per que sta sua modestia merita che ci si occupi di lui. Durante la ritirata, piagato, affamato, ridotto a uno spettro lotta a denti stretti per sollevarsi dal fondo della miseria umana in cui caduto, per ri tornare un giorno in Patria e servirla ancora come sol dato Quando i paesani >> russi crudelmente lo denudano e lo gettano nella neve, il suo ram marico per la perdita del giornale di marcia, che conservava gelosamente in una scatola di ferro Egli convinto di essere lo storico del IV Corpo nella Campagna e vuoi portare in salvo il suo ma noscritto attraverso gli orrori della ritirata e della prigionia, come Cesare salv i Commentari nei flutti di Alessandria Questo talvolta feroce senso del dovere gli fa bandire ogni debolezza senti mentale, teso sempre verso la sua mta Quando nella prigionia i compagni giocano a carte, egli si ritira a scrivere il suo giornale oppure alla moglie, che non pu spedire ma scrive egualmente e conserva per suo sollievo>>. Sola effusione pa tetica questa che si concede. Lo stile d e l suo diario non soltanto quello della memoria >> analitica e precisa, ma spesso efficacemente colorito. Ascoltatelo mentre dalla prigionia percorre l'interminabile cammino verso la libert e la Patria (la sua dignit di soldato ita liano il bene che con maggior fierezza difende insieme al manoscritto): A met strada presso una borgata, stavano sulla strada a vender pane alcuni ebrei: mentre io passavo uno d'essi per farmi dispetto si mise a gridare: Napoleon caput cio Napoleone morto. Io non gli davo retta ed egli gridando pi for te si m i se di corsa a fianco della vettura finch, fat tomi perdere la pazienza, d'un saltci gli fuj ad dosso e con un nodoso bastone scagliai colpi vi brati su quel ribaldo per correggere la sua inso lenza. Egli era grande, g iovane e ben com p lesso ; e se gli avessi lasciato tempo mi poteva afferrare, n manc di tentarlo: ma facendo io succedere a furia a furia e senza posa i colpi, mi volt il dor so per darsi a precipitosa fuga. Senza dar luogo alla riflessione io l'inseguivo e arrivato al borgo mi vidi di fronte pi di venti ebrei che accorre vano i>er fare su di me aspra vendetta. Non mi la sciai per attorniare, e da coloro che pi mi erano d'appresso mi difendevo in ritirata agendo col bastone in mulinello. Non avevo ancora guadagnato la strada, qu;ndo venne opportuno il soccorso dei compagni i quali da !ungi veduto il pericolo che mi sovrastava, accorsero in mia difesa. Non ne sostennero l'urto gli' ebrei, e fuggendo per ri tirarsi nel ghetto facevano svolazzar le nere zimarre ansanti e scapigliati >>. Quando passa la palizzata di confine e si presenta a dare le sue s;(eneralit ad un Commissario ungherese e ad un Commissario austriaco, sdi esce dal cuore una confessione che fa pensare allo sta to d'animo di Silvio Pellico all'uscita dallo Spiel berg: Mi sembrava di essere di quelle anime che al s;(iudizio finale stanno aspettando il v enite benedicti e assicurato di non aver pi a retroc e dere diedi un'occhiata di compassione a coloro che do vevano rimanere per sempre al di l della barriera. Respirai alfine l'aria della libert'' Il mio cuore di latandosi provava una estrema soddisfazione al l'uscire da un'amara prigione e da un barbaro paese: parevami di rinascere. Ebbro di gioia rav visavo nel rigor dell'inverno il brio della pri mavera H. Cadute le fortune napoleoniche, il Pisani fu un dimenticato e diede altra prova del suo esem plare carattere di italiano lavorando silenziosa mente come i n gegnere civile. Ma la sua vera vo cazione era per i l mestiere delle armi e quando nel 1849 Venezia ebbe bisogno di dif ensori, troviamo il Pisani sugli spalti del forte di Marghera a dirig zre il fuoco dei pezzi Par quasi miracolo che egli dopo aver assistito al1' incendio di Mosca abbia potuto rallegrarsi della compiuta unit italiana e sia quasi giunto alle soglie del nostro secolo, raro esempio di longevit italica (si spense nella sua campag na ferrarese nel 1883 a g6 anni). Queste Memorie che rinverdiscono gli allori de gli italiani nella Camp>agna di Russia affidano an. che al nostro ricordo il suo nome da eroe sten dhaliano. NINO RUGGERI 19

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CHI ricorda, ora, Carlo Broschi detto Farinelli? Egli nacque ad Andria il 24 gennaio 17 0 varie sono le ipotesi circa il soprannome di Fa: rinelli, col quale era generalmente conosciuto: ma qui non vogliamo entrare in controverse que stioni, vogliamo soltanto rievocare questa singo lare figura di artista, inquadrandola nel grande epi odio centrale del suo strano destino. Tanto il padre che un fratello del F arinelli era no musicisti e dal padre egli apprese i primi rudimenti dell'arte, entrando poi alla scuola di cantQ che allora teneva a Napoli il celebr Por pora . All 'alunno, che aveva una voce quale mai si era udita l'eguale e che dimostrava prodigio ..;;e attitudini musicali, il Porpora prodig dili genti ammaestramenti, s che il Farinelli pot esordire ancora giovinetto (ri cevendo allora vn altro nomignolo: Il Ragazm ) e suscitare travoi ente entu ia mo nei pubblici di Napol, Roma, Parma, Bolcigna, Vienna ed altri. Il giovanisevirato (purtroppo, er;t mal coStume del tempo predisporre cos -dej fanciulli che spesso divenivano r i cercati cantori ) si palesava eccez;ionale anche per un virtuoso italiano: a valu tare ci, basti ricordare che l'arte del bel canto era esclusivamente italiana e che i nostri artisti e rano ricercati dappertutto e retribuiti a peso d'oro. I giri arti tici del Farinelli continuavano con cessi sempre maggiori. La pura bellezz;a della voce, estesissima e potente, era parr alla sua immensa tecnica; molte volte in igni strumentisti eseguirono pezz;i di bravura po superandoli di gfan lunga. M a a Vienna, nel 1731, l'Imperatore Carlq VI, chiamatolo alla sua presenza ed espressagli tutta la sua ammiraz;ione, lo consigliava per a non ri cercare soltanto la meraviglia degli ascoltatori, ma a toccarne il cuore suscitando emoz;ione. Quel le parole del Sovrano cadute nell'animo dll'ar tista, fecero s che il Farinelli, sorpassando il proprio virtuosismo canoro, divenisse anche un profondo interprete ; raggiunse cos la massima potenz;ialit nell' pressione e nel sentimento ar tistico Egli con iderato come il cantante pi grande e pi completo che mai sia stato. Chiamato in dal Porpora, che i era impelagato in una pericolante impresa tea trale, il Farinelli non solo aiut il Maestro facen dogli fare lauti incassi, ma guadagn lui stesso delle somme, per i tempi, sbal o rditive. D i pas sagg1o da Parigi, fu invitato a tenere un concer to alla presen2;a della R egina M aria Lecz;inska, consorte di Luigi XV: il Re, uditolo, si commos se e lo applaud con un entu i a mo che l asci sbigottiti i cortigiani, abituati al fare indifferen te del Sovrano, che per quell'audiz;ione rimerit l'artista con una borsa contenente 100 luigi d'oro e col proprio ritratto in miniatura incorniciato di diamanti. Nel 1736 Farinelli i recava a M adrid. Re gnava allora Filippo V il quale, in preda a cupa nevrastenia, ricusava di occuparsi degli a ffari di Stato e negava udienza anche ai m;niSt:ri. Egli era vedovo di quella Regina M aria Luisa di Sa-20 CARLO BROSCHI detto FARINELLI. Ritratto, con allegorie della Fama e della Glor ia, dipinto da L. Amiconi : inciso da l. Wagner. (Dalla collezione musicale del Or. U Rolandl) voia rimasta nel cuore degli spagnuoli come forse nessun'altra Sovrana, per la sua bont, per i l uo oraggio, per l a ua affabilit, s che quando la seconda consorte del R e, l'intelligente ma al tera Elisabetta Farnese, fece il ruo i ngresso :1ella capitale, da molte parti si ud il grido di viva la avoiana a ignificare il rimpianto per la benamata Regina, morta giovani ima. La Regina Elisabetta era non poco preoccu pata delle condizioni del Re: per tentare di sollevarlo, volle fargli udire l'artista impareggiabi le, ma siccome il Sovrano non avrebbe certo ac consentito a presenziare uno spettacolo od un c o ncerto, decise di far cantare Farin e lli in un-t sala attigua alla camera regale. Filippo V fu su bito ammaliato, commosso, travolto. Il benefico effetto dell'arte del cantante sui travagliati nervi d e l Sovrano fu presto evidente: Filippo V non volle pi permettere all'artista di lasciare Ma-drid e lo a unse alle proprie dipendenze, on l'obbligo di cantare per lui solo, ogni sera, alcu ne arie, sempre le stesse Dieci anni dur tal e stato di cose e cio fino alla morte del Re, ch e tenne a ai caro il grande can t ante, accordando gli piena stima Succeduto al trono Ferdinando VI, figlio di Filippo V e di Maria Luisa di Savoia, il nuovo Sovrano dimostr ancora maggiore benevolenza e fiducia a l Farinelli, elevandolo all'ambiti imo posto di primo favorito ed insignendolo delle pi alte onorificenze: sul petto dell'arti ta il Re pos la croce dell'illustre e secolare ordine di Cala tra va. F arinelli ottenne dal vrano di poter tenere al palazzo reale del Buen Retiro delle tagioni di opere italiane, per le quali chiam ad interpreti i nostri maggiori artisti. Egli si rivolse anche al M eta ta io, suo fraterno amico, che scrisse per

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Il Monaster o deii'E scurla l e, dove sono s epolti l Re d i Spagna. (Foto Anderson, Roma). la Corte spagnuola alcw1i drammi e d altri ne modific: essi furono posti in musica da \-arii compositori italiani Di tali spettacoli il Farinelli f u nominato sovrintendente: ma l'attaccamento a ll'art e della s ua Patria non gli impediva di aiu tare ed agevolare in ogni modo gli artisti Gpagnuoli. Cos insign favori non fecero dipartire il Fa rinelli dalla sua bont e modestia ; mai egli ap profitt della sua altissima posizione forse pi imp ortan t e di quella del primo ministro per vendicarsi dei nemici che la sua fortuna gli crea va o per f avo rir e persone di sua famiglia (egli non permise a nessuno dei propri di venire in Spa gna ) Di scretissimo, non s'ingeriva nel gover no: i suoi consigli al Re furono sempre onesti e d improntati a quello che riteneva il bene del S ovrano e del Paese. Ma era singolare davvero la condizione di questo artista, che cantava per un unico ascoltatore il Re -e che si occu pava di politica, nella quale per non lo sorreg gev ano astuzia e scaltrezza, poich egli era semplice, leale, quasi ingenuo. Due episodii. Un gentil u omo desider ava essere nominato ambasciatore; Farinelli ne parl al Re, esortan dolo vivamente ad acconsentire. Il Sovrano gli rispose: Ma voi ignorate che costui un vostro acerrimo nemico e che cerca in ogni modo di danneggiarvi Farinelli rispose: Maest, l o so bene e perci desidero cos vendicarmi Nel l 7 59 Ferdinando VI mor. Il :;uccessore Carlo III, chiamato da Napoli, si scostava dalla politica dei suoi predecessori, essendo favorevole al patto di famiglia -propugnato dalla Francia fra i Borboni che regnavano su Lre Stati, Spagna, Francia, Due Sicilie. Il nuovo Re non amava la musica. Egli firm un decreto che accordava al Farinelli, vita natu ra! durant e, un ricco appannaggio, osservando che lo faceva volentieri, ben sapendo che l'arti sta non aveva in alcun modo approfittato della fiducia dei precedenti Sovrani Ma il soggiorno i n Spagna doveva finire. Farinelli part, dopo di aver preso impegno di stabilirsi a B ologna, non a Napoli, dove la Corte gli era ostile egli aveva sempre avversato il patto di fa miglia. Farin e lli venn e dunqu e a B o l ogna, dove arre d una grandiosa dimora nel modo pi sontuoso, con quadri di sommi pittori, preziosi ogge tti d'ar te, collezioni di strumenti musicali, autografi delle m agg iori personalit del tempo, fra le quali il Metastasio. Aveva allora 54 anni: troppo tar di per ric omi nciar e l'esi s t enza, troppo presto per chi uderla. Ospitale e cortese, era visitato dalle persone ragguardevoli che a Bologna risiedevan o o si recavano: grande amico gli fu il celebre musicologo e contrappuntista Padre Martini Str anissimo : Farinelli, il pi grande cantante di tutti i tempi, non cant pi o quasi: egli, che av e v a e ntusiasmato tutti i pubblici, che aveva soggiogato l'animo ed il cuore di potenti Sovrani, non trov consolazione nella sua arte. Parlava assai pi di buon grado della sua opera politica che dei s uoi trionfi. canori. Gli anni madrileni aveva no soffoca to l'artist a, ma, nono stan te le sue illusioni non avevano crea to l'u omo poli tico. Nella malinconia del suo esilio bolognese Farinelli rimaneva spesso ore e d ore a contem plare i ritratti di FJipp o V di Elisabetta Far nese e di F e rdin ando VI, i Sovrani che a vevano voluto per E soli, con raffin ato godimento l'arte del sommo cantore. Carlo Broschi mor a B ologna i l l 5 luglio l ?&2 -ma forse m or veramente il giorno in cui, pa ludato nel bianco mantello di cavaliere di Cala trava, aveva seguto il feretro d e l suo Sovr a n o ed amico F erdinan d o VI nei cupi sotterranei del l Escuriale. MARGHERITA BERlO 21

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"RAZA" E "ROJO Y NEGRO" MODELLI ED ESEMPI DI STILE SPAGNOLO JL cinema spagnolo, e questo non pu essere con testato neanch e dai nostri pi temibili e accaniti detr attori, ha fatto passi giganteschi nel breve spazio di tre anni Ed t da notare che non ci rife riamo unicamente al fatto che sja uscito ultimato dai nostri studi un maggior numero di fil m ma che questi stessi film gi possiedono una qualit tec nica ed artistica, e uno stile mai riscontrati fino ad oggi nelle produzioni spagnole. Questa qualit tanto della sostanza quanto del la forma fu dimostrata in modo ben evidente nella Biennale di Venezia del 1941, alla quale la Spagna si present, per la pri ma volta con tre pellicol e che ottennero i calorosi e. sinceri elogi delle personalit dei diversi paesi che assistevano alla loro proiezio ne, e della critica italiana. Tuttavia, quello che potremo definire cinema politico, o pi concretamente dottrinale t stato ap pena tentato io modo concreto e decisivo, salvo i due casi che citeremo in seguito Tra parecchi an ni, quando le future generazioni tenteranno di ri costruire i fatti accaduti nel nostro paese dal 1 9 3 6 al 1939, troveranno forse nella letteratura o in qualsiasi altra arte, sufficiente per avere un idea abbastanza chiara deg li avvenimenti pi fondamentali e decisivi Ma i n cambio il cinema il 22 cui potere di attrazione e d i convinzione molto superiore a quello delle altre manifestazioni arti stiche ha fatto relativamente poca strada in questo campo di cos palpitante interesse umano e storico. t! possibile che, a lungo andare, codesta pro du zione costituisca un gran vantaggio, non soltan to per il cinema, ma al\che per la stessa dottrina falangista. Certo che sono state rulizzate soltanto du e pellicole destinate ad affrontare in p i eno l'im portante e delicato compito di insegnare alle molti tudini i n che modo la Spagna lott contro il comu nismo per difendere, non soltanto la sua propria storia, le sue idee e la sua l i bert, ma anche e questo bisogna sottolinearlo ancora una volta per mettere in guardia l'Europa contro un pericolo imminente ed assicurare la tranquillit a questa parte del mondo. Raza >> (Razza) fu la prima pellicola che sca v un solco nuovo agitando violentemente i cervelli ed i cuori se non addormentati per lo meno assopiti e facilmente propensi all'oblo nel pa norama arido e grigio della nostra cinematografia cost r etta, prima della guerra, a seguire vecchi mo delli di vetuste espressioni. Per la prima volta fu mostrat o agli occhi degli Rosln a Mendl a e Jullo R e y de las Heras In una scena del film Raza dei curiosi e dei nemici cosa era stata la Spa gna, com'era attualmente e come doveva essere nel l'avven ire. L'argomento di questo film era cos grandio o, ed era concepito ed espresso in un tono di cos alto e puro patriottismo, che non seppe con tenere il suo p e nsiero umano traboccato dal torren te incontenibile di fatti, gesti eroici ed uomini che hanno caratterizzato da tempo immemorabile la nostra razza cos prodiga dj eroi, di santi e di mar tiri. Raza >> ha sorpre o grandemente i pubblici di tutti i paesi nei quali stato proiettato e (perch non confessarlo?) anche del nostro. Ma poich que sto un film abbastanza conosciuto ed ammirato ci occuperemo dell'altro che, quantunque m e no grandioso nella sua concezione (giacch Raza soprattutto Spagna ) poss iede tanta intensit ed umanit nello svolgimento delta sua vicenda, nono stante il suo argomento Si limiti a narrare fatti, con una crudezza ossessionante e terribile, veridi camente autentici d i ci ch e occorse nella cos chia mata zona rossa )), durante la nostra guerra di liberazione Rojo y Negro >> (Rosso e eco) non pu essere considerata come un'altra pellicola sulla nostra Guerra, bens come il migliore e il pi e atto docu mento storico dei tre anni di orrore di miseria e di morte che soffr la capitale della Spagna dominata i n tale periodo da un'orda di uomini che ebbe ro la assurda pretesa di impossessarsi della nostr a Patria per potere dopo, pi comodamente, anni e n tare l'Europa. Il film l a storia di una vita sacrificat a come tante altre i n modo anonimo, anche se non sterile, per una causa sacra. ulla di pi e nulla di meno ; i l che potr sem brare molto semplice ma nella pratica delle imma-

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gini appare invece molto diffic ile. stato realizzato, Sl, m maniera oltremodo cruda, con abbondanza di tinte fosche, ma allo stesso tempo pieno di tm verismo e di una precisione allucinant1 fino al punto che parecchi spettatori non hanno potuto alla sua proiezione completa. Ma oltre a tutto questo Rojo y Negro>> possiede una virt degna di essere tenta in considera zie ne : stato diretto da un falangista che ha vissuto tutta la guerra a Madrid. Siamo convinti che non saremo noi a ri.conoscere tutto il suo valore a questa pelli -Conchita Montenegro protagonista d i Roj o y Negro cola autenticamente spagnola e falangista, la con un linguaggio semplice e virile, parla del do vere, della e del sacrificio della propria vita quando necessario come di un compito in pi da assolvere. opportuno che questi film siano visti tanto da g li spagnoli quanto dagli stranieri. I primi perch non troppo facilmente questi tre anni apocalittici ed unici della nostra storia: e d i se condi perch sappiano e si convincano una buona volta che l a Spagna come e non come essi im-maginavano che fosse, attraverso mclte false versiorni create in mllafede. 1 Questi due fim dimostrano chiaramente che il ci nema, e nettamente spagnolo, esi ste. Vale a d i re : che noi abbiamo gi, come lia e la Germania, un cinema nostro, con carattet ttistiche stile propri i e che, senza nessun altro, buono quanto quello degli altri. E quest o bisogna riconoscerlo, non lo avevamo avu:. to mai. F HERNANDEZ-BLASCO

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* lA storia, e non la propaganda, di questa guerra -la storia dei fatti, non quella delle alternative e delle ipotesi ba dimostrato che agli inglesi ed agli americani non sono toccati che clamorosi insuccessi ogni qual volta abbiano voluto osare e prendere una qualsiasi rniziativa. Dopo Dieppe, Tobruk. Il tentativo di sbarco sulla costa afri cona, immediatamente a occidente e ad oriente della piazzaforte italiana, era !Jiato meticolosamente preparato e vi sono state impegnale forze pi che rag guardevoli perch si possa temere di non essere nel vero quando da parte nostra, si QS!Jerisce che gli slrateghi di Londra da esso si n'promettevano risultati di no tevole importanza e imprevedibili svi l uppi di pi larga portata. Eppure, nonostante tutti gli appustamenti, la complessit del piano, le lunghe ore di un impreciso ma costante bombacdamento, ('impresa mise ramente fallita. Onore ai soldati d Italia, che ancora una volta si sono battuti da eroi, e, nel giro di pochissime ore, hanno stronca to la presuntuosa gesta del nemico. O nore, particolarmente, ai prodi del bat taglione San Macco che hanno rin veraito tradizioni di gloria antiche e recenti Onore anche ai reparti germanici che hanno affiancato i nostri, compien do atti di indomito valore. Nel Mediterraneo non v pi posto per gli inglesi. Codesta la conclusio ne che si deve trarre dal fallito sbarco di Tobruk e da lutto il corso degli av venimenti di oltre due anni della guu ra italiana Una prova ulteriore, co munqut, di questa realt venuta qualche giorno dopo il fiasco d i Tobn(k, quando cio i mezzi d'assalto detla Ma rina. italiana sono penetrati due volte nella rada di Gibilterra e vi hanno af fondato, un piroscafo e danneggiati al tri cinque La munitissima base ormai violata per la terza volta, e con essa per la ter z volta duramente colpito l'orgoglio 24 inglese, in uno dei punti cruciali del dominio della perfida Albione. "(;( La lotta per la conquista di Sta lingrado si ta sempre pi serrata e, quin di, pi dura. I bolscevichi stanno difendendo quel poco che resta della citt con quel di sperato accanimento che d la vera mi sura della posta in giuoco. La fine di Stalingrodo sar per i bol scevichi aJtrettanto fatale quanto prov videnziale fu, nel lontano '18, la sal vezza della stessa citt. Intanto essi vedono perdersi in fon do al mare i preziosi corichi di armi e di materiali che la sordida prodigalit anglo-americana ha inviato in loro aiuto per le rotte nordiche. E questa ecatombe, senza precedenti per grandiosit di risultati da parte germanica, avviene nel momento stesso in cui pi pressanti si fanno le inuocazioni da Mosca. l 10 mila uomini sbarcati dalle navi statunitensi nelle Salomone hanno mancato completamente all'ingrato com piro loro affidato. Le forze giapponesi riprendono, gior no per giorno, l'assoluto dominio delle isole contese, mentre spingono sempre pi avanti, fa loro in'lrrestabile pres sione su Port Morcsby. Nello stesso tempo, prosegue [q. gi gantesca opera intesa a sistemare gli i mmensi e ricchissimi territori conquista ti, per renderne la produttivit attiva al cento per cento ai fini della prosecu zione della guerra in tutto l'Oriente. -t. L India, con le sue sollevazioni na zionaliste, le sue accresciute pene e le sue inesouste speranze, sempre all'ordine del giorno, nono tante Churchill abbia vo(uto cosi concludere un suo recente discorso alla Cumera dei Comuni: Ritengo di poter dichiarare che la situa zione nell'India attualmente non d luo go n ad allarmi n ad inquietudini giu stificate. Manifestazioni d'italia"lt6 a Niua A questo punto, chiunque non abbia smarrito il Mnso comune ragioner nella maniera seguente: o gli inglesi si sono talmente istupiditi da non veder chiaro neppure in casa loro, dato che essi considerano l'l ndia cosi; oppure hunno raggiunto una tale capacit di mentire che nessuna umilia zione sarebbe sufficiente per smasche rar/i. A Vienna stata solennemente fondata l'Associazione della Giovent Europea. Presidenti onorari dell'Associazione sono stati nominati Renuto .Ricci e Baldur-von Schirach; presidenti effwivi Aldo Vidussoni e Arthur Axmunn. l lavori, che si sono svolti durante il Congresso ed ai quali hanno partecipato tutte le delegazioni dei Paesi che daran no il nuovo ordine all' Europa co titui scono, per la vastit dei problemi trat tati e per la profondit delle l'el azioni presentate, la pi luminosa dimostra zione della possente vitalit delle Rivo tuzioni dell Asse, che nella nuova, grande istituzione hanno i nteso concentrare tutte le pi sane e autentiche forze della giovent europea, affinch approfon ctiscano l'essenza della toro missione al la quale-oltu che alle armi vittoriose affidato il destino della civilt. Le missioni dei diversi Paesi che hanno partecipato al Congresso di Vienno si sono poi recate a Milano per le mani festazioni sportive organizzate dal Comando Generale della Gil. A capo della Missione spagnola erano il Maggiore Agulla, Pre :'dente della Fe derazione Atletica e il Capitano Mo scard6, figlio dell'eroico dell' Alcazar. Il Segretario del P N F., Vidusso ni, accompagnato dalle gerarchie mila nesi, partito per il fronte msso: dove consegner agli eroici soldati italiani 50 mila doni offerti loro dal cuore del po polo di Milano. Il simbolico pensiero ael/'operosa cit t, tutta palpitante di opere di guerra, e la presen2a del Segretario del Partito, riempiranno di gioia l' ani;no di quei combattenti, che hunno seri tto incancel labili pagine di gloria nelle steppe del Don. Nel quadro dei rapporti italo-spa gnoli, deve essere segnalata la nomina dell'Accademico prof. Francesco Severi a Preside nte dell' Istituto Italiano di Cultura per la Spagna. L Eccellenza .Severi uno dei pi illustri scienziati viventi di fama non solo europea ma mondiale. Gi professore o Parma e Padova, at tualmente insegna analisi infnittsimale nell'Universit di Roma. stcltO \Pre sidente delta Societ Italiana di Mute matica e Fisica, Presidente dell'Associa zione Nazionale Pmfessori Universitar i, Direttore d etra R Scuola d Ingegneria di Padova, Rettore dell'Univer sit d i Roma ( 1 9 2 J 2 5), Acc:ademico d' /t a lia dal 18 marzo 19 2 9. socio dell' Ac cademia Prussiana delle Scuole, dell Accaden-ria delle Scuole di Ha{fe, de/fa Societ Reale di Liegi, dell' Acade mia delle Scuole di Madrid e di BacceUona e dell'Accademia delle Scuole di Russia, Professore onorario delfe Uni versit di Padova, Ferrara, Toronto ( Canad) e Buenos Aires Le sue pubblicazioni meritarono ta medaglia d oro dei XL (I 906), la laurea deli'Institut de France (1907), la medaglia GuCCJ ( 1908) e il premio reale dei Lincei per le matematiche ( 1915). l suoi studi, inseriti in rivi ste e atti accademici, sono circa 200 e contengono specialmente scoperte relati ve alta geometria algebrica. "(;( 1t 27 settembre 1940, tltalia, la Germania e il Giappone str i ngevano a Berlino nella Cancelleria del Reich il Patto Tripartito che come ha affer mato il Conte Ciano doveva sug gellare consacrare nei vincoli di una indissolubile alleanza la solidariet di spiriti, di forze e di intenti delle tre Nazioni. Un'alleanza dunque non de stinata ad allargare il conflitto, unzi di retta ad impedire l'estendersi della guerra europea, allora gi scoppiata, in quer ra mondiale Non stato cos! Gli an glo amtricani con le loro spudorate e presuntuose richieste hanno provocato il peggio ed il patto del Tripartito di ventato un' allenza di guerra. La guerra trova oggi tutti e tre i membri dell alleanza in favorevolissime co ndizioni L'Italia ha sfatato il mito de( c. Mediterraneo inglese e ne ha ri fatto qua i un lago italiano. L Ingh i l terra non pu negare d aver p e rduto il Mediterraneo, ma al tempo stesso non pu r:assegnarsi ad averlo perduto. La Germania, dopo aoer conquistato mezza Europa continentale, sta per mettere la Russia sovietica in condizr oni di non poter pi offendere per un tempo ilfimi lato. Il Giappone ha distrutto con una serie di botte dritte una met. de/fa flotta da guerra degli Stati Uniti. Questi ultimi, che pure si sono assunta l'enor me responsabilit d'aver facilitato lo scatenarsi della guerra mondiale e vi si sono gettati poi contro ogni ragione si trorxrno oggi a sentire inopinatamerrte tutte le durezze e le umiliazioni di una guerra che non sono in grado di con durre con la necessatia efficacia e che intanto impone loro grandissimi sacrifici materiali e morali La vittoria delle armi orona oggi gli sforzi del Tripartito, il quale ha strappato alla coalizione avversaria ta luni tra i capisaldi pi vito/i della sua resistenza, anzi della sua stessa esiste nza. FRECCIA NERA

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* L'avvenimento politico spagnuolo che ha attirato /'attenzione generale sta t o i l rimpasto del Gabinetto che ha avuto luogo ai primi di settembre. Esso stato soprattutto discusso per il cambiamento del titolare del Dicastero degli Esteri, che era tenuto dal I 94 o da Ramon Serrano Sufier. Mentre m parte della stampa neutrale le induzioni si limitavano a restare n el campo delle semplici supposizioni, nella stampa anglosassone si manifestata una baldanzosa certezza, che non pu esserere certo stata accolta con simpatia in Spagna dove delle specu lazioni inter essate, su un avvenimento interno come un rimaneggiamento m i nisteriale, fatte in un momento delicato come l'attuale, non potevano non essere conside rate decisamente inopportune. Apprezzato invece stato il rise rbo manifestato dalla stampa dell Asse, che non ha voluto mehomamente interferire con commenti e previsioni, in faui interni di un paese amico. Nulla stato fatto, infatti, da Roma e da Berlino per provocare delle precisazioni da parte di M a drid, prima che i l Capo dello Stato ritenesse giunto il momento opportuno. Sono state perci lette con interesse l e 'affermazioni contenute nel comunicato diramato la sera del 2 I settembre dopo un lungo consiglio dei ministri che durato quattro giorni consetutivi, sotto l a presidenza de l Gen. Franco. Il Consiglio infatti, nel campo internazional e ha n'affermato /'orientamento tenuto ne gli ultimi sei anni dalla Spagna, conforme allo spirito della crociata antico munista del movime.nto fa l angista e vivente nell'imperativo del nuovo ordine europeo. Ha confermato la stessa amicizia della Spagna con il Portogallo e la sua solidariet stori ca con i paesi sudamericani. Nel campo interno molto importante stata anche la decisione di mantenere l'unit spirituale di tutti gli spag noli e d i imporre loro la pi severa disciplina nel rispetto della legge e dell'autorit. Perci il Governo soffocher inesorabilme n te sul nascere ogni t entativo di agitazione o di scissione e punir ogni atto di violenza contrario alla potenza ed al prestigio dello Stato. Tornando alla parte della dichiarazione che riguarda la politica internazionale non v' bisogno di un lungo commento per iUustcarla. Essa formata di tre e l ementi: I /'affermazione che sar continuata la linea politica seguita in questi ultimi sei anni; 2 la n'affermazione dell'atteggramento anticomunista della Spagna della Falange; 3 la dichiarazione della n e cessit di vivere nell'imperativo de l nuovo ordine. D a quanto sopra esposto ap pare evidente che parlare di nuovi or ientamenti n e lla politica estera spagnola non solo azzardato ma falso e che tWto quano da parte anglo-americana si detto in proposito risulta una gratuita supposizione o meglio una speranza, che non ha, almeno allo stato attuale dei fatti, nessuna probabilit di vedersi rea lizzata. Opportuno e notevole manifest amente giunto anche il commento dell' ufficioso Arriba al rimaneggiamento. L 'organo della Falange mirando contro le interpretazioni date al rimaneggiamento ministeriale da chi aU'interno e all'e stero ha voluto veder/o come segno d i un possibile diverso atteggiamento nel la politiw estera spagnola, ha riaffermato invece la contipuit di questa sia nell'opera e nella direttiva del Capo del l o Stato come nelle sue basi fondamentali, che restano immut-ate in quanto sugge llate in tutta la Spagna nel corso della dura lotta combattuta e vinta. La stessa cosa ha ripetuto a proposito della politica interna, e ci contro l e speculazioni di agenti stranieri e que ll e di tma certa cricca massonica, le cui azioni sono ben note e ben valutate dal Governo' D o p o aver detto che il mutamento altro n o n che un cambio della guardi/t, /'Arriba notava i l senso profondo di tal e avvenimento, individuando/o nel fatto che i l gen e ral e Fran co ha assunto la direzione della Commissione p o lit ica della Falange cos che <( le divers e forze operanti in sen o all o Stato lo s aranno su base di uguaglianza e la loro co llaborazione ne risult e .r ancor pi efficace, sottolineando in tal m odo il significato inter n o delle nuove n o m ine e la accre sciuta unit n e lla direzione d e lla p oliti ca spagno la '{:( A questa umta, del resto, aveva fatto appello l o stesso generale Franco nei suoi ultimi discorsi di cui fac emmo in parte cenno n e lla nostra ultima rasse gna. Fra i discorsi pi recenti del Caudill o va p o i ricordato quello tenuto a la Coruna i n cu i il Capo dello Stato, ricor dando la necessit di proce d ere a un profondo rinnovamento d e lla vita interna della Spagna, ha detto fra l'altro: (( Dobbiamo s pazzar via quello che intorbid la nostra storia _0n l e sue parzialit, le sue divisioni e diergenze. N o n possiamo cadere in quell abisso p er l'oro straniero che scor r e per la Spagna, co scienze e co rr ompendo volont, creando infranciosati che, come un tempo, tra discono la nostra na zione al nemico, offrendogliela rovinata, esaust a e divisa. Franco ha aggiunto c h e <>. A ci si aggiungano le conseguenze del regime trascorso: ((lo comprendo -ha detto Franco c h e la nostra organizzazione non completa n perfetta. : pe r i suoi princi pali difetti sono figli le gittimi del liberalismo pa ssato >>; e an co r pi il p e rmanere di i nteressi che, co m e pure ha detto parlando al Consi'glio Nazionale, (( in quel regime erano coper-ti dai partiti, mentre ora, c adute le ma schere, tentano di nuovo di restar e in piedi e nascondersi sotto i residui della dissidenza ... >>; cosicch <( questa situazione, sorta a fianco delle nostre grandi ambizioni e tuttavia pril fi l egiata in con fronto con l a maggioranza dei paesi colpiti dalla guerra, travisata e sfruttata dagli agenti dei nostri nemici interni ed esterni che maliziosamenle tentano scagliare contro lo Stato le m o l estie di una perturbazione economica >> dovuta alla realt del conflitto passato n o n meno che a quello presente << Quanto maggiori possono essere i p e ricoli o le vicissitudini che potranno raggiungersi, pi necessaria deve essere la nostra unit: falsa r e l'unit falsare la Y!OStra sovranit, debilitarla lavora re per l'anti-Spagn a >>. Ed ancora -ha detto il Caudillo -l'unit completa della Spagna di cui abb iamo bisogno, perch a nulla conterebbz essere forti nell 'ese rcito, essere potenti nell 'in dustria se poi fosse rotta la nos tra unit politica e mancasse la solidariet 1egli spagnoli di fronte al desti no sto rico del la nazione. Ch questa e non altra, la lezione del passato, in quanto il secolo scorso ci insegna come si sgretola un impero a causa di dissensi interni, e come si sia perduta una patria e milioni di chilomet ri quadrati ... per le dissiden ze fra spagnoli, le lotte meschine e le vane questioni fra fratelli >>. E questo succede perch n e lla nostra crociata, la cui anima fu /'unit degli spagnoli e della giovent, apparve an cora una volta che la Spagna immo r tale la Spagna dell 'Impero, non era morta. Disponendo di scarsi mezzi, mancando di tutto, e legati soltanto da l lo spirito e dal nostro sentimento uni tario, vincemmo i nostri avversari che, pur possedendo il valore iodividuale di spagnoli, e,rano corrotti dal cancro del materialismo, e, nonostante /'oro, nonostante i mezzi incalcolabili ricevuti dallo straniero sopra tutto trionf lo spirito del soldato spagnolo, il valore dell'uomo. Voi sapete meglio di me cosa siano tre anni i n trincea, senza riposo n avvicendamento; sapete cos a sia la neces sit che tutti combattano, per ridurre il numero di coloro che n o n combattono, in modo da av ere maggiori forze; e sa pete molto bene che un popolo che non conta i giorni e le notti, n le ore di fa tica, che non vuoi sapere di prigionieri n di r ese, pu dare ad ognuno dei suoi figli il valore di almeno due stranieri. E questo, che ha rivalorizzato la P.O: sizione della Spagnp nel m ondo, c he l'Hp dilatata al di l d e lle sue frontiere, per p o rla a contatto con i problemi uni ver sali che l'universo, rappresen ta nel campo internazionale tre milioni d i uomini che valgono sei, che valorizzano una razza e un popolo, che esigono il loro posto ne l mondo, con l'unit della giovent appoggiata sopra l'unit dei due p i lastri dell Eserc ito e del la Falang e >>! Parole, queste, veramente notevoli, c h e hanno t occato il c u ore di ogni spa-g n o lo e c h e hanno avuto una meritata eco anche all 'es ter o e s p ecialmente n ei paesi amici d e lla Spagna falangista. '{:( A quanto annunci a l'E. K. D ., il Commissario gener'Jle per la conservazione del patrimonio artistico nazio na le ha incaricato gli scultori spagnoli d applicare tutte l e l oro capacit p e r rei n quanto possi bile le statue sa cre di m ag gior pregio danneggiate dalla guerra, o ricostruire co n la massima fe delt, tutte quelle che sono state 6om pletamente d istrutte. Dapprima devono essere riprodotte l e seguenti opere famose per il loro gran d e valore artistico : la statua di S. Diego de Alca/a von Pedro de Mena; una Sacra Famiglia di Mel)a ; due picc oli crocefissi italiani del sedicesimo secolo; un crocefisso spagnuolo di Menao Jum; una Immacolata Concezione della scuola andalusa del XVIJ secolo; una statua di S. Francesco di Mena simile a quella custodita nella Cattedrale ; un Crocefisso di grandezza naturale della met del XVIJ secolo di Juan Sanchez Barba. VICE Nell'ann i versario dell eccid i o di falangisti da parte di rossi, la popolaz ione di Paracuellos de l Jorama, ha reso omaggi o alle tombe etei Mar t iri.

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. VOCI DELLO SCHERMO IL. DECENNALE DELLA MOSTRA VENEZIANA l FILM ITALIANI: TRE DI PROPAGANDA, DUE IN COSTUME, UN ROMANZO D 'AMORE E u UN'AVVENTURA COLORATA, Mari a C e botar l in u n a scena del film Jtal o-romeno Odessa I n f iamme LA Mostra Veneziana di quest'anno era la terza Mostra di guerra e la prima cbe chiamarsi veramente ed esclusivamente europea: tanto me glio. Nello scorrere l'ele nco d'e i partecipanti si i avuta subito la sensazione, per cos dire, grafica di questo tanto annunciato e conclamato cinema europe o e nello scorrere sia pur brevem ente l' elen co degli autori e degli interpreti e i riassunti dei film si avuta la sensazione ancora pi precisa di quanto siano solidi e vari i quadri di questo cinema europeo, di quanto sia solida e fi.essibile e spregiudicata la sua cultura, La Mostra d'Arte cinematografica festeggiava quest'anno il suo decennale: dieci mo tre e do dici anni di vita, perch fra la prima e la seconda ci fu Un i ntervallo di due anni. dovess imo fare

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il punto, il bilanco e la storia delle dieci mani festazioni in questo decimo anniversario, dovrem mo ammettere che esse non ci ricordano gran che dal punto di vista delle rivoluzioni e delle siste mazioni e dei progressi tecnici del cinema. Il ca taclisma del sonoro era gi scoppiato quattro anni prima e quella del colore fu soltanto una piccola bufera o meglio una minaccia di bufera. Ma stato in questi anni che il Cinema, dopo le sue sbalorditive fortune temporali, ha cominciato a pretendere considerazioni e rispetto anche sub specie aeternitatis, e anche in mezzo alle congreghe della grande estetica, di quella con la maiuscola. Ed stato a Venezia che per la prima volta stata consacrata ufficialmente e internazionalmente una insegna in cui si parlava di arte cinematografica. E se fra cento duecento anni si vorr fare la storia dell invenzione del cinema, quella dei suoi mira oli tecnici, finanziari, pubblicitari il nome di Venezia potr anche non essere fatto, ma se si vorr fare una storia dell estetica del cinema e del come e quando si cominci a parlare e a leticare di arte cinematografica, quel nome dovr farsi d obbligo ; perch, malgrado alcuni inevitabili errod e deformazioni. stato qui che per la pri ma volta si sono ufficialmente premiati ed elogia ti dei volti e delle avventure di celluloide non per quello che essi avevano reso o avrebbero potuto rendere in moneta contante, ma per quello che essi rendevano in moneta di bellezza assoluta. E mi pare, in questo decennale della Mostra, il mi gliore elogio e la migliore commemorazione che si possa farne. Abbiamo visto quest'anno una trentina di film a soggetto e una quarantina di film documentari. La squadra italiana di pellicole a soggetto era la pi numerosa con sette film. La Germania ne ha mandati sei, la Spagna e la Svezia quattro ciascu n .a, tre l'Ungheria, due la Svizzera e uno per ognuno ne hanno mandati Romania, Finlandia, Danimarca e Portogallo. Erano rappresentate sof tanto da opere documentarie la Norvegia, l'Olan da, il Belgio, la Bulgaria, la Croazia e la Slo vacchia. Naturalmente la competizione pi serrata, ca meratescamente serrata, stata fra le due squadre rappresentative delle due industrie europee di pi antico lignaggio cinematografico e che hanl).o pi titoli alla direzione e alla disciplina cinemato grafica del nostro continente: la nostra e quella tedesca. Questo non vuoi dire naturalmente, che gli altri siano stati a guardare e quando, in una prossima occasione, oltrech della rappresentativa tedesca, parleremo anche delle squadre rappresen tative delle industrie cinematografiche minori, do vremo soffermarci su alcuni film che hanno rappre sentato forse le punte artistiche pi singolari e in un certo senso inaspettate di questa X Mostra: L'A/dea M a/dita di marca spagnola, Gli uomini della montagna ungherese, Alla deriva danese. L'Italia presentava innanzi tutto due pellicole di propaganda illustrativa e documentaria della nostra guerra, dei suoi eroismi, dei suoi stati d'animo: Bengasi e Alfa Tau. Bengasi diretto da Augusto Geniha la cronaca idealizzata della resistenza passiva e attiva del la popolazione civile di quella eroica citt, du rante la brev e occupazione degli inglesi. Attraverso cento dettagli e notazioni, di cui sono protagonisti civili e soldati, uomini, donne, vecchi e bambini, questa cronaca m'ssa a fuoco carat terizzata Ma il film dedicato alle donne italiane e sono infatti quattro episodi con al centro quattro donne che costituiscono il nucleo dell'a zione e della trama. Le quattro donne sono una madre, una moglie, un'amante e una fidanzata Alcuni di questi episodi sono veramente riusci .ti e ricchi di vibrazione interna; vi ritroviamo la mano di Genina migliore, quello che nell'Assed'io dell'Alcazar e nello Squadrone bianco sapeva dire molto con poco e metteva i personaggi a contatto immediato e genuino con lo spettatore. Ma an che gli altri sono immaginati con vigoria e chia rezza, e svolti con quella nettezza di effetti dram matici che fanno bersaglio velocemente nel cuore della platea e costituiscono un'altra delle doti ca ratteristiche del nostro regista. Congegnati poi in modo che essi si integrano ed illuminano vicen devolmente; il filo che li lega non esterno e inerte; essi bagnano nella arroventata atmosfera di quelle memorabili giornate e possono consi derarsi quindi veri e propri capitoli del bellissimo romanzo della resistenza sotterranea al nemico che qui si voluto narrare. Lo sforzo produttivo stato uno dei pi grossi e dei pi seri della no stra industria e conferma la maturit la versati lit e l'agilit del nostro cinematografo di pro paganda nell adeguarsi alle circostanze, possiamo ben dire uniche che stiamo attraversando Alfa Tau (le due lettere dell alfabeto greco corrispondono a due bandiere da segnali in uso nella nostra marina da guerra per comunicare l'af fondamento di una unit nemica) nn vero e proprio film di guerra, della guerra dura complicata ed emozionante combattuta dai nostri impareggia bili sommergibilisti. L'ha diretto il comandante De Robertis che, come certo ricorderete, si gua dagn applausi ed elogi quasi incondizionati col suo primo film, anch'esso pieno di manovre, di ansie e miracoli sottomarini, Uomini sul fondo. Anche Alfa Tau che descrive la missione di guerra di una nostra unit sottomarina, si me ritato applausi quasi incondizionati. Perch i suoi due mestieri di uomo di mare e di regista di mare, se cos si pu dire, il comandante De Robertis li conosce a fondo. Con quanto affetto, con quanta intelligenza psicologica, con quanto meticoloso acume egli introduce sullo schermo quel singolare microcosmo che l'equipaggio di un sommergibile; e con quanto meticoloso impegno egli muove la sua macchina da presa, con che studio di evitare il gi visto e il gi detto! hlm genuino nel senso pi ampio della paro la: gli attori hanno lavorato tutti pi o meno in stato di grazia autobiografica; voglio dire che nessuno di essi fa parte dell oli m po professionale. Uffi ciali veri (e quel comandante non lo dimen ticheremo facilmente, cs riservato e cordiale ad un tempo, cos militarmente spiccio, cos elegan te e affabile, cos fulminea mente simpatico ) sot tufficiali, graduati e marinai veri E fra gente che non del mestiere sono stati scelti anchi! perso naggi delle scene, per cos dire, in borghese. Il film stato realizzato con l'ausilio del Centro Cinematografico della Marina; e anche questo si vede. Si vede, voglio dire, che alla genuinit del film ha contribuito la familiarit degli operatori e dei tecnici con quel mare, con quella luce, cori quelle navi, con quei vofti, la loro familiarit, in somma, con la guerra e con quelli che la fanno. Questa genuinit il pubblico ha soprattutto applaudito nel film. Di propagan.da possono anche considerarsi i due film Noi vivi e Addio Kira che Goffredo drini ha ricavato dal vendutissimo romanzo di vi ta bolscevica Noi vivi e che descrive le delizie mo rali e materiali de11' inferno bolscevico. Il nodo di drammatiche, che tende in al cuni punti a sconfinare nell avventuroso e nell epi co, svolto nella figurazione cinematografica con esemplare nitidezza e notevole efficacia. Attraver so lo svolgimento nel tempo dei sentimenti e gli incontri dei personaggi anche secondari, seguiti con amorevole attenzione, abbandonati e ripresi secondo un ritmo narrativo preciso, la storia di Kira, Leo e Andrei va continuamente ampliando le sue dimensioni fino a coincidere con il destino degli uomini sommersi dalle tenebre di queLl'in ferno. Ma il merito di questo film ci sembra tut tavia quello di aver saputo mantenere nei limiti di una situazione particolare ben delineata tutti gli elementi sociali del dramma; i quali illuminano con tragici riflessi le figure dei protagonisti, sen2a usurpare mai il posto riservato alf" rappresenta zione lineare de1le loro ansie, speranze, dolori. Del giovane esordiente regista Renato Caste1la ni si attendeva con ansia a Venezia Un colpo di pistola ricavato dall'omonimo e bellissimo raccon to di Pusckin. L'attesa non andata delusa. Film formalmente perfetto, che rivela in chi l'ha diretto un gusto non comune e straordinarie facolt di stilizzazione e un intuito sottile della composi zione e, soprattutto, un dono che pu essere una maledizione quando non sorretto da una fan tasia fervida e sicura, il dono di staccarsi dalla ma niera trattata, di considerarla e atteggiarla con san gue freddo e disinteresse nella giusta prospettiva e lontananza. Tutto il film, scena per scena, ogni personaggio, ogni paesaggio, ogni ombra, ogni velo, ogni piega, sono combinati in vista di que sto giuoco elegante ed estroso di caratterizzazione e fissazione stilistica. Voi sentite dietro ogni qua dro il regista attento, distaccato e in gran vena. E il risultato un film di una coerenza e di una felicit formali, si pu dire, senza precedenti nel nostro cinematografo. Aggiungasi un' Assia Noris assai brava e bella di civetteria slava di incoerenza, di fantasticheria slava e un Giachetti tutto chiuso nella sua fissazione amorosa. In Una storia d'amore troviamo un Camerini non pi allegretto-amarognolo o ironico-romanti co o comico-sentimentale, ma dichiaratamente drammatico Un Camerini dichiaratamente col cuore in mano e fermamente deciso a far singhioz zare le platee. ci riuscito in pie!lo, e il film 27

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.. Laur a Solari a venezia ANTONIO CIAMPI, Redattor apOrsponsabile avr icura e lunga di platee intene rite e inghiozzanti: c le lacrime della grande fol la che gremiva i l cinema an Marco, saranno da lungo tempo a ciugaCe quando 'ancora gli spetta tori delle piccole sale di provincia avranno gli oc chi ro i e la gola gonfia. Ma non vorrei che que sto um.ido elogio del film trae e in inganno il let tore e che egli crede e ad una specie di scommes di Camerini con e te o e col uo pa ato, per ccs dire, ia sordina una scomme a di r i uscife anch'egli a suonare tutto un film sulla corda fone e patet ica .fino a spremere il cuore dello spettatore pi incallito. Questo film. inso mma non un puntiglio ma soltanto una distensione, un'abban dono, un grido del cuore del regi ta forse pi Oi vegliato riservato che noi abbiamo. Un uomo abituato a parlare sottovoce, a soffrire, a div<:rt irsi, a commuoversi ottovoce, ad un tratto lancia un grido di commozione. e se il grido non fa:so c sordo, ma caldo e umano come quello lanc'ato da Camerini in qu to film, il ca o doppiamente istruttivo e interes ante. E anche qui un' A ia Nori in gran forma: e a n c n ba mai fatto m eglio che nelle scen e finali e tragiche del film. n n ha mai m esso tanto cuore e tanto eroismo ad un tempo i n una scena di amo re: ed ha avuto la di ssere as econdata dall'es o rdiente Piero Lul!i come m eglio non si po. teva: una mascheri! comune, di quella \lmanit media e vera che vorremmo \Tedue affollare pi di frequente i nostri schermi. Camill o Mastrocinque ha diretto Le vie del cuore che tato ricavato dalla celebr d : Paol o Ferrari Cause e d effetti. Que to bravo e coscienzio o regi ta si specializzato in ri
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. . / r /-?::du Regalate al vost r o bambino un tubetto di pasta dentifri cia Chlorodont ed uno spaz zol ino da denti, non appena egli s i a in grado d i adoperarli da solo lnsegnategli come i denti si pul iscono a ll'esterno ed all' i nterno. Pr i ma che egli vada a Jet}o, i suoi dentini debbono essere nettati dai residui di c ibo e dai sedimenti Conservare sani i denti di latte s i gnifica prepara. re una lunga v i ta ai denti dell'adulto. L' ILLUSTRAZIONE ITALIANA Direttore: E. CAYACCHIOLI ESCE OGNI DOMENICA UN FASCICOLO l. 5 tlLDO GllRZlll\TTI F.DITORE -MILlll\TO Udate FJ (( ITALIANISSIME l Compagnia Generale Radlofonica P. Bertarelll, l MILANO Tal. 81808-lft635

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