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Difesa della razza : scienza, documentazione, polemica, questionario

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Material Information

Title:
Difesa della razza : scienza, documentazione, polemica, questionario
Physical Description:
Serial
Publisher:
Società anonima Istituto romano di arti grafiche di Tumminelli
Place of Publication:
Roma
Publication Date:
Frequency:
semimonthly
regular

Subjects

Subjects / Keywords:
Race relations -- Periodicals   ( lcsh )
Jews -- Periodicals -- Italy   ( lcsh )
Race relations -- Periodicals -- Italy   ( lcsh )
Genre:
periodical   ( marcgt )
serial   ( sobekcm )

Record Information

Source Institution:
University of South Florida Library
Holding Location:
University of South Florida
Rights Management:
All applicable rights reserved by the source institution and holding location.
Resource Identifier:
usfldc doi - D43-00005
usfldc handle - d43.5
System ID:
SFS0024306:00005


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Difesa della razza : scienza, documentazione, polemica, questionario.
n Vol. 01, no. 05 (October 5, 1938)
260
[Roma :
b Societa anonima Istituto romano di arti grafiche di Tumminelli],
October 5, 1938
650
Race relations
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Jews
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Periodicals.
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4 856
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ANNO l N. 5 SPEDIZ. IN ABB. POSTALE 5 O'ITOBRE XVI OOfUMIN'I\ZIONE I'OI.Qft(A OIJESTIONUIO

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ANNO l -N. 5 SOMMARIO 5 OTTOBRE XVI DOCUMENTAZIONE GIOVANNI PREZIOSI: CENTOMILA?; GIORGIO MONTANDON: UNA SOLUZIONE "BIOLOGICA" DELLA QUESTIONE EBRAICA; LA DISTRIBUZIONE DEGLI EBREI NEI CINQUE CONTINENTI; ADRIANO GREGO: FRATELLANZA DI ODIO; MARIO DE' BAGNI: LUIGI CHIARINI E LA "TEORIA DEL GIUDAISMO "; DAL T ALMUD -LE DUE BOCCHE DI ISRAELE ; FRANCO ANGELINI: RAZZA E RURALI; EMIIJO VILLA: ARIA-NIT A DELLA LINGUA ETRUSCA SCIENZA GUIDO LANDRA: ITALIANI E FRANCESI-DUE RAZZE, DUE CIVILU.GLI EBREI GIUDICATI DA KANT. FICHTE. SCHOPENHAUER. HERDER: ANGELO PICCIOLI: NEL PRESTIGIO DELLA RAZZA E' LA SALVAGUARDIA DEL L'IMPERO; MARCELLO RICCI: EREDITARIETA' ED EUGENICA; ANGELO CHIAUZZI: LA SCALA METRICA DELL'INTELLIGENZA E L'INFERIORITA' MENTALE DEI NEGHi; LIDIO CIPRIANI: GLI ETIOPICI SECONDO IL RAZZISMO; GIUSEPPE LUCIDI: IL SANGUE, INDIVI DUALITA' BIOLOGICA DI RAZZA POLEMICA MASSIMO LELJ: DISARMIAMO I BORGHESI; GIUSEP PE CESETTI : L'ARTE E LA RAZZA ; ALDO BOMBA : LA NAZIONE D'ISRAELE E LA MASSONERIA; DOMENICO RENDE: IL PANSESSUALISMO DI FREUD; COME ISRAELE INSUDICIA IL GENIO DI LEONARDO. QUESTIONARIO CHI SONO GLI ASCHENAZIM? CONFERMA LA STORIA UNA MESCOLANZA DEGLI ARMENI CON GLI EBREI?; LA FORTUNA DEL VOCABOLO RAZZA. Roma -Uffici: Largo Cavalleggeri, 6 -Telefoni N. 64.191 -60.463 il "TEVERE" l'avamposto della stampa fascista LEGGERE l ITEVERE1 DIRETTO DA TELES/0 INTERLANDI non significa soltanto essere informati ma anche e sopratutto avere una guida l QUA D BIVIO E L'UNICO .SETTIMANALE LETTERARIO ITALIANO IN CUI LETTERA TURA ARTE E POLITICA S'ILLUMINANO A VICENDA IN TUTTE LE EDICOLE

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B I B L I O T E C A D E L L A D I F E S A D E L L A l c . s l IN vENDITA IN TUTTE LE

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Per i vostri bambini Pura polpa di frutta e zucchero ::REDITO ITALIAN411 SOCIETA ANONIMA-CAPITALE L. 500.000.000 RISERVE L 111.659.733,35 SEDE SOt.:IJ\.LE: -DIREZIONE t.:ENTRA.LE: MILA.NO FILIALI IN IT.AUA: -Acintale -Acqui -Alassio -Albenga -Albizzale -Aleaeandria -Ancona -Aquila -AreDO -Asti -Bari Bqdetta -Beclrmia -BetgiilbD -Biella -Bologaa -Bocmeto (GeD0'9'U) -Bohcmo -Bosa -Breacia -Brindiai -Buato Amizio -Cagliari' CamogU -Cant. Cam:mz -Maalemdo -c-rtG 7 Caucmo Magnago -CaslaDo Primo-Coslellamcue di Stabia-Catmlia-Culo m -Ce.eaa-CbiaYmi -Chieti -Cogg:ida Com,& -Comigtiauo (GenoYa) -Coaalo -c-a -C11911 o -Cmaeo --Faeaaa -Fagttcmo 01oDa -Ferrcfa -Fidenza -Firenze -Fiume -Foggia -Forll -Frattamaggiore -.Gallarate'-Genova -Iglesias --Lauuaei .La Spezia -Lecc:e -...J.ea:o -lAgnano -1.eAtiDi -Livomo -Lodi -Loa.ate -P_. --Lacxu -lago -loume&&une Magaaago ---Meuina -Mestre (Venezia) -Milano -Modena -Mola di Bari -Molfetta -Monopoli -Moaza -Mortam; -Na-poli -Nervi (GeDOYa) -Noana IDferiore -IfOYUra -Novi Ligure -Oristano -Ospeclaletti -Padova -Pa1elmo -Parma -Pescara -Piacenza -Pietla.cmta -Pinerolo -Pisa Pistoia -Pontedec:imo (Genova) -Prato -llnini -Bipcmo -(Genova) -Boma -Rovigo -Samarate -Sampietdarena (Genova) -S. Gio'VIIIlDi cr Teduc:cio (NapoU) --San Severo -S. Maria Capua Vetere -SroDDO -Sanana -Sa.ari -SaTona: -Schio-Secondigtiano (Napoli) -SeregDo -Sesto S. Giovmmi -Sestri 1.evmde -Sestri' (Genova) -Somma Lombarclci -Squinacmo -Taranto -Temi -Torino -Torre AtmunKiata -Torre del GleCIO -Trento-Tre'VIIO -Trieste -Udine -v--Venezia -Ventimiglia Ven:eUi -Verona -Viareggio V"Jgevano -Voghem -Voltelra -Vollli (GeDova). ESlEBO: Sede a Londra -UBi.cio di a Bew York. B.J\.Nf:HE .J\.Ji'Ji'II.IA TE E t:ORRISPONDENTI IN TIJTTO IL MONDO

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ISTITUTO NAZIONALE DELLE ASSICURAZIONI IL PI POTENTE DEI.I.'EUROPA CONTINENTALE L.ISTITUTO NAZIONALE PAGA LE SOMME CON DANARO E NON CON TITOLI LE POLIZZE-EMESSE GODONO ANCHE DEI.I.A A R A N Z l A D E L L 0 S T A T -O 5

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6 UWJu_,. montecatini sicww ed wttbw: .. t INFLUENZA RAFFREDDORI INTERAMENTE IN ITAUA NEVRALGIE REUMATISMI

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ANNO I NUMERO 5 5 OTTOBRE 1938-XVI ESCE IL 5 E IL 20 DI OGNI MESE UN NUMERO SEPARATO LIRE 1 ABBONAMENTO ANNUO LIRE 20 ABBONAMENTO SEMESTRALE 12 E S T E R O l L D O P P I O Direttore: TELESIO INTERLANDI Comitato di redazione: prof. dott. GUIDO prof. -dott. LIDIO CIPRIANI -dott. LEONE FRANZI -dott. MARCELLO RICCI-dott. LINO BUSINCO Segretario di redazione: GIORGIO ALMIRANTE L'eccezionale-e sempre crescente tiratura de ''La difesa della razza" e onaai rwmsima a tutti. Abbiamo voluw tuttavia 'documentarla, con un atto Giuraw da un R. Notaio, affinch tutti con. statino l'esattezza delle cifre comunicate dalla stampa quotidiana; e ci proponiamo di docu. mentare nello stesso mollo la tiratura dei nu-meri seguenti SCIENZA DOCUMENTAZIONE POLEUICA QUESTIONARIO

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CENTOMILA? Caro Interlandi, lA tua nota sul Censimento degli ebrei mi induce a fare alcune osservazioni che io credo fondamentali per il censimento di. tutti gli ebrei in Italia. Perch quello del 22 agosto noti pu essere considerato il censimento, ma una prima tappa de' vero censimento, che deve essere preceduto dalla ricerca di tutti i cognomi l/Sali da ebrei in Italia, al presente o itl passato. Per qr:esta ricerca non sono sufficienti n gli elenchi delle Comunit I.rraelitiche, n l'el eneo dei cognomi degli ebrei in Italia, di Schaerf. Non i primi perth contengono solamente i cognomi degli ebrei partecipanti alle Com11nit, e perci degli ebrei che vogliono essere considerati tali; non il secondo perch contiene solamente 1650 cognomi rspondettt a 9800 famiglie; que/Ji cio, registrati presso l'Ufficio Statistico del Keren Hajesod d'Italia (fondo di ricostruzione Palestinese). Anche q11i siamo di fronte a cognomi di coloro che vogliono essere comiderati ebrei. Il numero maggiore dei cognomi non perci in questi elencht. Devo a qr1esto proposito fare una dichiarazione, che anche un avvertimento. Nell'elenco di Schaerf vi sono moltissimi cognomi che sono comuni ad ebrei ed a non ebrei, perch, come 4Vverte Schaerf stesso, sono stati elencati anche cognomi cattolici, dovuti a matrinulnio misto con una ragazza ebrea. Quando, nelJ'aprle de: 1930, scovai questo elenco e lo pubblicai ne La Vita Italiana ii, 1enni a fare ossert1are ci, appunto per evitare facili Questa dichiarazione era necessaria. Dunque Je due maggiori fonti del censimento .del 22 agosto che poi si rdt1cono ad 1111a sola, perch sono Je stesse comunit che danno i nomi all'Ufficio statistico del Keren Hajesod-sotto -sufficienti per la ricerca d tutti i cognomi usati dagli ebrei in Italia. Come completarla? Posso subito dire che il maggiore Jat'Oro gi fatto, in quanto v' chi al problema si dedicato 110n da oggi ed haraccolto pocd meno che 12 mila cognomi,._ e cio sette volte q11e/Ji contenuti nel l'elenco di Scpaerf. Le fonti dalle quali son'J stati tratti que.sti cog1wmi sOJlo de/Je pi .sicure. Su 71 ne cito alcune: Ed11catore lsraeJita ; poi: Vessillo lsraelitico 1853 e segg. -. Corriere lsraelitco 1862 e segg. Mos, antologia israe ltica 1879 e segg. -Rassegna mensile Israel Livorno 1925 e segg. -La Settimana lsraeltica Firenze 1910-15. -Ba/. lelti: Gli Ebrei e gli Estettsi Reggio E. 1930. -Pesaro: MemOI'ie comunit 1878.--Rivista I.sr.aelitica ,.Parma 1845-47.-Blustein: Storia degli ebrei in .-Cammeo: Comunione israelitica di Napoli 1890. Castiglioni: Isti tuto .sco[. com11nit israel. Trieste 1886. -Ciscato: Gli ebrei in 1901. -CoJJegio Rttbbinico italiano: Relazione 1899-1900 Firetize.-Censimento Comunit israeJitiche i>. Pri1!ilegi degli ebrei di livorno (M4noscr. circa 1750). -Vivoli: Annali di livorno 1842-46. -Lunario Israelitco T:orino 1929 e segg. Architio di Stato di 1lfilano. -Ecc. ecc: MJt vi son(J altre fonti ancora da consMitare per completare il ltworo e che porteranno alla conoscenza di altri cognomi. Le ricer. che dovrebbero estendersi: 8 a) alle Ammini.rtrazioni deJJe citt che "hanno cimiteri israeli tici, per avere i cognomi degli ebrei defunti negli ultimi 50 amzi; b) agli archivi delle principali regioni abitate da ebrei, per cer. care i nomi degli ebrei sottoposti a vi11coli (dal1700 al 1850); c) ai bollettini deJJe Prefettllre per qr1anto riguarda i cambia menti autorizzati dei ;ognomi; d) no11 da dimenticaf"e lo spoglio degli a11nunzi mortuari, specialmente nel Con-iere della Sera degli ultimi 50 anni. Da q11esti annunci verranno fuori le parer.tele; e) soprattutto necessario scovate gli ebrei di razza cattoiici di religione (i Mtzrram), i quali si sono sempre sposati tra loro. Perci callfJlici di religione, ma di razza pura 'ebraica. Come vedi lavoro non difficile ma necessario se vogliamo elencare tutti i cognomi usati da ebrei in Italia, anche itz passato. Dopo di che cominceremo a ragionare, e tutto diventer pi facile, Con questo sistema d'indagine, fin dalJ'agosto del 1922, in uno Hrlto su Gli ebrei neJJ' deJJo Stato italiano potei 11e La Vita Italiana ii --dopo il monito, che gli ebrei fin gono di c:ver dtmenticato, lanciato da MtiSsolini coll'articolo del Popolo d'Italia dal titolo Ebrei, Bolscevismo e Sionismo ila Jiano -dare le seguenti cifre: Parlame11to: Senato e Camera Corpi ComuJtivi: Consulta Araldica, Consiglio di Stato e Corte dei Conti Affrt Esteri: Centrale e Agenti al-..... L'< \) 64 25 l'Estero 54 Col011ie: Amministrazione Locale e Centrale 11 Amministrazione deJJ'Intemo (compresi gli uffici pro \1inciali Amministrazione Finanziaria: Finanza e Tesoro (compresi gli uffici esecutivi provinciali) Amministrazione deJJa Grustizia: Ministero e Magistrati Ministero Guerra e Ufficiali R. Esercito lUinistero M.trit1a e Ufficiali Armata Nav4le Pubblica Istruzione (compresi Insegnanti delle Scuole medie e della Universit) Lavori Pubblici: Ministero e R. Corpo del Genio Gvil<> lndttstria, Commercio, Lavoro e Agricoltura: Ministeri relativi e funzionari in provincia .. Poste e Servizi FJettrici: Amnnistrazione centrale e provinciale )) . 317 )) 470 i) 398 )) 267 117 846 )) 96 )) 6:2 532 Son cifre di diciotto anni fa, che ham1o per tm valore anche oggi, perch servor.o quant-7 meno 4 dimostr4re che in nessuna Nazio11e in quel tempo e neppure in Germania -.stata fatta una indagine del genera. Si detto che il censinzento del 22 agosto far salire glr ebrei i11 Italia da 45 a 70 mila. Altro che 70 mila.' La cifra degli ebrei m Italia ilOti inferiore ai iOO.OOO. Ho detto ta mia cift. tuu GIOVANNI PREZIOSI

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doeiintentaziotte UNA SOLUZIONE "BIOLOGIC A" DELLA QUESTIONE EBRAICA Giorgio Moniatulon uno dei p1u lustri ed apprezzati antropologi fmncesi. Lo scritto che di lui pubbl'ichiamo, ben ch dettatogli da un'occasione polemica, dimostra la chiarezza e fermezza delle sue vedute nel campo degli studi raz.zistici, ai quali egli si fin dalla giovinezza. Il 111ont.andon appartiene a quella categoria di spiriti irrequieti, per i quali la scienza e i relativi problemi non costituiscorw un. provvidenziale tram polino per la carriera; ai pi alti gra-di di questa egli insegna dal 1933 nella Scuola di Antropologia di Parigi -il Montandon arrivato dopo un lungo periodo di preparazione e di ricerche, compiute con i mezzi e i metodi ai quali la scienza moderna debitrice, in questo come in tutti gli altri campi, delle sue pi importanti e originali scoperte. Egli fece i suoi pnmi. studi a Ginevra, citt il cui padre si era trasfer.to dalla Franeia, e nella Svizzera rimase fino al 1925, epoca in cui si trasfer a Parigi, riac quistandovi la originaria cittadinanza francese. Durante i suoi viaggi in Etiopia (1909-ll), in Russia (1921), e poi in Estremo Oriente, il Montandon raccolse e ordin i preziosi materiali che dovetJQJW servirgli per mettere a pu-nto le sue numerose opere, delle quali citiamo le pi importanti: Au PAIS GHIMARRA, RECIT DE MON VOYACE TRAVERS LE .MASSIF ETHIOPIEN::. (1913), Ou:icENESE HUMAINE (1928), c LA RACE, LES RA CES (1933), c L'ETNIE FRANAISE (1935). In opera egli si an. che a occuparo della questione ebraica, che ha una cos mpur tanza in, Francia. Ma fultirna sua parola in miieria contenuta nel breve arti.coleito il Duhamel, che si ; ---. ------L'ebreo Siiss esposto cdla berlina. iD una gabbia di ferro. mostra scettico circa un.a radical-e solu zione del probrema, il ;}/ontandon vi pro pugna la tesi, enunciata g da temp:1 ir: Italia, che gli ebrei debbarw venir : derati stranierl nei paesi che li ospitrmo. Nel Figaro del 23 giugno 1938, voi vi chiedete ci che la Germania intenda fare degli ebrei e, rispondendo poco dopo a l'la vostra stessa domanda, ammettete : a) che la Germania ha intrapreso l'av vilimento, quindi lo sterminio e in de finitiva l'estirpamento totale dell'elemen to israelita ; in secondo luogo affermate: b) che per annul'lare l'elemento giudaico all'interno delle sue frontiere, la Germania dovrebbe altres soppnmerlo in. tutte le nazioni del globo E aggiungete che qest'oltima soluzione eccede le possibilit della malvagit moderna predlcendo ai dirig6lti tede schi l'insuccesso. lo non discuto .la po sizione ideologica e soggettiva che voi prendete, ma poich dichiarate di giudicare della cosa c da biologo su que sto terreno che io 'ti risponder. A. Ammettiamo per il momento che 'ti sia fintenzione di distruggere gli ebrei all'interno della Germania. Poco rmporta che ci sia un bene o un male, che sia utile o inutile, che sia cosa da consi gliarsi o da sconsigliarsi. Il solo punto d1 cui noi dobbiamo occuparci biolo gicamente di sapere se ci possi bile. Teoricamente non c' dubbio che sia possibile. Ma praticamente? Praticamen te, solo il laboratorio pu rispondere. La nsposta che segue ha un valore di una portata molto pi grande che non sembri a prima \ ':sta. Ma, riservando ad altra occasione certe considerazioni di ordine generale e lasciando da parte gli insegnamenti 8lJtichi, \'ediamo i risultati bru tali che ci fornisce, attraverso i fatti e in un'epoca recentissima., il laboratorio dell'Asia Minore. (Cito dall'opera del musulmano Bey, Allah est grand!, p. 181-2; si tratta del conflitto ultimo tra greci e turchi}: .. L'armata turca entrcwa a Smirne, non c'era pi un sol-dato greco .sul suolo dell'Asi4. Non pi un solo soldato greco! La grande e ricca e fiorente ciu commer ciale, chianwJa c Djiaur l.smir c Smir ne degli infedeli per il gran numero di europei che vi .si trovavano, era in fiamme. La citt dove la ricchezza e la eleganza s mostravano pi che a Mar.sigli'a o ad Alessandria, non era pi che un braciere ardente. l turchi si vendica-9

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L'ebreo Siiss Oppenheimer, il celebre Siiss di Feuchtwanger. raffigurato mentre sconta la prigionia. varw terribilmente delle crudelt dei con quistatori greci::. I villaggi e i campi dei cristiani subi rorw la prova del fuoc:O. Contadini e proprietari, droghieri, CXJmmercianti, furorw accoppati dovunque si trovassero. Chi non poteva salvarsi a tempo, chi era troppo lontarw dalla costa, dalla ferro via o dalla strada, pagava con la vita il sogrw di Bisanzio. Un'armata di fug giaschi, tremanti per la loro vita, si port verso il mare, riflu su Smirne cercan dovi soccorso. l n quei mesi e in quelli che seguirorw (1922), un milione e quattrocentomila ( 1.400.000) cristiani, di cui la maggio ranza erano greci, gli altri armeni e bul gari, lasciarorw l'Anatolia e pi tardi anche la Tracia, emigrando in Grecia. Essi furorw scambiati coi turchi che avevarw vissuto fino a quel momento sotto la croce greca. Era la pi grande mi grazione di popoli del mondo moderno, l'unico mezzo per regolare una buona volta la pace tra turchi e greci. Cos fu vinta l' Ellade, definitiva mente. Non c'erano pi, in Asia Minore, delle minoranze cristiane Esse erano anche fuggite dalla Cilicia in numero da 70.000 a 80.000 cristiani. Non c'era pi una questione di Smirne. E rwn c'era pi Smirne. Kemal Pasci, con il ferro e il fuoco, aveva messo fine alla lotta con la Grecia. L'Europa tacque. Eccola, una esperienza di laboratorio! IO E poi, se voi vorrete, noi potremo andare a vedere l'anno prossimo se riu:ocita. Ataturc ha invitato 1.! prossimo Con gresso dell'Istituto Internazionale di An tropologia tenere le sedute ad An kara, e promette di portare a spasso i congressisti, a spese del governo, attra verso tutta l'Anatolia. Magnifica occa sione per renderei conto, cammm facen do, di certe possibrlit biologiche! Dico tutto questo assai freddamente, ben inteso senza alcuna animosit i figli .del Muacolo, ai quali noi tutti occiderttali dobbiamo di essere ci che siamo. Ma proprio la ragione greca che ci interdisce di invocare a torto la bwlogia. N io pretendo che questo pro gramma debba essere applicato ai nostri allogeni, ma basterebbe certamente far subire ad essi la decima parte di ci che i turchi hanno inflitto ai greci per udue il mondo risuonare di grida diecimila volte di pi. B.-Non capisco come, per annullare l'elemento ebreo all'interno, bisognerebbe sopprimerlo nel mondo intero, e certa mente i dirigenti della Germania non hanno questa pretesa. Si pu perfino rim proverare ad essi di non fare i passi ne cessari, per regolare il problema ebreo da un punto di vista mondiale, presso la potenza che, avendone la chiave, dovrebbe far altro che adoperarla: l'In ghilterra. Basterebbe che venisse rico nosciuta la piena indipendenza della Pa lestina ebrea. L'indipendenza ottenuta -e gli arabi, indennizzati, fuori della Palestina: noi abbiamo esposto Ci altrove -le potenze che desiderassero di !!barazzarsi degli ebrei completamente potrebbero fare co me Ataturc. Ma .altri paesi non sceglie rebbero questa 'soluzione. If programma, norma'lmente, ci pare che potrebbe es sere iJ. seguente: l) Gli indesiderabili, e quelli che lo desiderano essi stessi, vengono mandati in Palestina. 2) I tollerabili restano nel paese, ma cittadini della Palestina, muniti del passaporto palestinese, con tutto ci che ne deriva. 3) Quelli che desiderano di assimilarsi (facolt che le leg gi hitleriane) devono fame dichiarazione e soddisfare alle condizioni seguenti : a) Interdizione di prendere uno pseu donimo, dopo l'entrata in v1goi:e de'Ila nuova legge; b) Interdizione di sposare una perso na di sangue ebreo. Quelli che non tro vassero un coniuge non ebreo non si spo serebbero; c} Obbligo &i rinngare la religione ebrea. Ci non perch si voglia minima mente perseguitare questa religione. Se un ebreo razzialmente ed etncarrz.ente adottasse la religione israelita, ci 1wn avrebbe alcuna importanza; ma la reli gione ebrea delle dieci grandi r.eligioni (cattolicesimo, protestantesimo, ortodossia, islamismo, bramanesimo, bud dismo; confucianesimo, taoismo, scin toisnw) la sola che sia propria a una razza, mentre tutte le altre religioni ab bracciarw diverse razze, di modo che nessun'altra religione essendo caratteri stica di una razza, per uscire dalla razza ebrea di necessit abbandonare anche la religione ebrea; dj Interdizione di far parte di una as sociazione israelita qualunque; e) Osservanza leale di una posizione conveniente a riguardo degli altri ebrei, isolati o in gruppi. f) Una volta ottenuto ci, al termine di alcuni anni, o di qualche generazione, e la legge lo preciserebbe, cambiamento del nome ebreo con uno francese. Niente contrasta -alla adozione di misure di questo genere che, come la pace regna tra greci e tur chi, porterebbe infine, nei diversi paesi, alla tranquillit tra e allogeni. GEORGE MONTANDON Professore di Etnologia nella Swola Antropologica di Parigi

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LA DISTRIBUZIONE DEGLI EBREI NEl CINQUE CONTINENTI Diciassette milioni .sono gli ebrei in tutto il mondo, secondo informazione del bollettino ufficiale dell'Ufficio di Statistica di Germania. Si tr.atta, beninteso non di ebrei di razza, ma di ebrei di religione, perch nessun paese dispone ancora di dati ufficiali sulla sua popolazione ebraica censita in conformit alla sua discendenza razziale In attesa di tali dati (che si stanno elaborando in Italia e in Germania) assai interessante gettare uno sguardo sulle cifre calcolate dal suddetto ufficio per l'anno 1937. Come si avverte nella stessa pubblicazione tali cifre sono largamente approssimative, non per difetto del metodo adope rato, ma per la diversit di carattere e di attendibilit delle fonti le quali, essendo in parte ufficiali, in parte private, a volte basate su rilevazioni inappuntabili, a volte su valuta zioni appro-asimative. e, in pi, di data differente hanno dovute essere corrette, completat e aggiornate per corrispondere allo stato della popolazione ebraica nel 1 93 7. I diciassette milioni di ebrei, uguali al 0 8 % della popolazione mondiale s i distribuiscono sui ci nque con tinenti nel modo seguente: Europa 10.270.000 ( 60,4 %) ; Ameri ca 5 110.000 (30%); Asia 939 000 (5,5%); Africa 666.000 (3,9% ) Australia 30.000 (0.2 %). Tale distribuzione se durante l'ultimo cinquantennio rimasta quasi invariata per gli ultimi tre conti nenti, ha s ubito invece delle grandissime Yariazioni in quanto ai primi due. Intorno al 1880 q ua si 90 degli ebrei avevano la la diffusione ebraica in a lcune citta (ogni = 100 .000 b r e i ) totale di c u i _ti!// tbre i: 1it.OOO .' 151000 149.000 1 4 0 .000 -l l

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L E GR A N D l C l T T C O N M A G G l OR E de!'antica Austria, a Copenaghen il 92,2 % di quelli dane:;i, P O P O L A Z l O N E E B R A l C A a Londra il 68,8 % di inglesi a Sofia il 53.3 % di l NUliERO Su 100 0 / 0 di tolti' C I T T DEGU abitaoti della EBREI 11teaaa Ciul gli ebrei l NUOVA YORK . 2.500.000 22,9 14,7 l V ARSA VIA -. 353.000 29,9 2,1 l CI CAGO . 325.000 9,6 1,9 FILADELFIA. . 275,000 14,1 1,6 l LONDRA. 234.000 2,7 1,4 i . l BUDAPEST 232.000 16,3 1,4 i LODZ 202.000 33,5 1,2 i VIENNA 178.000 9,5 1,0 l l PARIGI 175.000 6,2 1,0 BERLINO 161.000 3 ,8 0,9 i l TEL-AVIV 149.000 99,3 0,9 t KIEW 140.000 27,3 0,8 l BUENOS AIRES 135.000 6,0 0,8 l l . 132.000 6,1 0,7 -RIO DE JANEIRO 100.000 5,9 0,6 l CLEVELAND. 100.000 ll,1 0,6 l i LEMBERC 100.000 31, 9 0,6 l i ioro residenza in Europa. Nel frattempo, il continente nuovo e l a sua prosperit esercitavano tanta attrattiva >:ugli ebrei, da far salire la sua percentuale ebraica da 3,3 a 30 %, tutto a vantaggio dell'Europa, a cui rimasto il 60 % degli ebrei. L ebraizzazi :>ne p e r c entuale cos quasi la di qudli tedeschi. I! pi grande centro ebraico attualmente la citt di Nuova York, con 2,5 milioni ebrei, uguali al 15 % di tutti gli ebrei del mondo. Ogni quarto abi tante di questa citt ebreo, nei quartieri di Brooklyn e di New Y ork perfino ogni secondo . Questa tendenza urbanisti c a degli ebrei risulta chiaramente dalla seguente tabella, in c ui sono riunite le grandi citt del mondo che hanno il maggior numero di abitanti ebraici Tutle le cifre indicate non -sono, naturalmente. che cifre mi nime, giacch evidente che il numero

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    Fratellanza di odio La pagina che s egue tratta dal romanzo "Remo Naun, avvoeato", dello scrit tore ebreo Adriano Grego (pag. 22 segg.). D protagonista d e l romanzo, qui pre. l!lentato, Ull giovane ebreo che, Spinto dal desiderio di toec are almeno f1 f1 d lJOich sente che il torbido sangue che gli ribolle nelle g l Impedirebbe di raggiungere l e vette della pnritk, commette dopo lunga premeditazione -un'infamia. Crediamo che della ment lit ebraica non possa trovarsi 1li effic ace, e veritiera, : U a quaruio fu solo, ebbe vergogna d'essere stato vile e sent il bisogno di chiudere a chiave il suo ufficio per essere solo colla sua rabbia che Lo lacerava dentro. Non voglia di piangere, ma di gridare. VoglJia di maledire, d'essere uomo di parte, di get tare a torto e peccato Le sue bestemmie contro qualcuno. Ebreo, ebreo! Oh come ora questa parola gli risuonava diver samente all'orecchio! Quante non supposte parentele quanti so t t e r r a n e i le gami! Come non riconoscere per fratelli quelle migliaia di esseri anormali, quei mercanti, quegli uo mini separati dai Loro simili, anelanti a ven dicarsi della loro bi storta eredit, a farsi a ducati, a fiorini, a svan:;iche, a franchi, u Lire, il loro posto nel m o n d o Come non capire che ognuno di Loro forse era partito un giorno copiando la vita dei santi e degli eroi e si era accorto forse un altro giorno che per dew il suo tempo? E allora, i n v e c e della guerra, La guer riglia, La. piccola astu zia, L'arte di uscire di notte dai cancelli neri dei vecchi ghetti, ob brohriosi, L' art e di fingere, di ingannare, di dissimulare, l'arte di vincere sul jiorw e sulla sz:an.:ica, di comperare a danaro sonante le vecchie spade dei crociati morti di fame. Lo zio, il pap, i cugini, gli ebrei ridicoli del su.o tempo. i piccoli goffi uomini spaesati che bussano alle porte ed e11trano di sfroso o di malizia nella vita di tutti .. L'ebreo che attende in coda a uno sportello e si fa ricacciare a gomitate sempre pi indietro, febreo fustigato sulla pubblica piazza quello che un giorno portava sul petto a tinta gialla il segno della ra:;:;a maled etta, il piccolo miserabile stroziino, quello che Liberato dalla cl(tusura corse a frugare i cadaveri sui ca.mpi di battaglia oue pass Napol.eon.e, l'ebreo di Russia e d'Ungheria che crogiol nel sangue vendicandosi fino alla decima genera:ione di tutte Le frustate subite oft! divina fratellanza di odio, come La sentiva e La riconosceva nel suo sangue, in quell'ora di dispe razione! Ra::.=:a maledetta, dannata, incapace di cacciare il vomer-e nella t.erra, incapace di inquadrarsi in Legione, ma assetata in eterno di vendetta e di pdtenza! Per tutti i vicoli. per tutte Le strade oscure e sotterranee, la razza dei disperati cerca la strada mae stra e_ tramutai suo carretto di spezie in berlina di gala. Ma non sognarono Le insegne e gli speroni del cavaltere? Quanti profili di usurai non sembrano anche ora Oh! i bimbi degli ebrei! l ptccoh sereru che gwcarw nelle case. trillano come uccelletti di primavera e di cui a poco a poco sentiamo arro chirsi le voci vedia mo arrossarsi i capelli, farsi terreo il t:olto, smagrirsi e in curvarsi a naso fin ch anche loro, anche loro, in un f{iorna qualunque si g"uarde ranno nello specch io e si ricon osceranno dannati. Quale miseria! E quale imperati ro di ,;endettu p er ognuno d1: noi! Remo se ntit:a 111 questi p e nsieri, im provvisi per lui, la chiave di tulta la sua dta. E La rabbia la sua inquietudine la il suo i n t i m o bisogno di g randezza, il suo stes so disprez z o per gli uomini sua ra::;.:a, trowvano fina/. mente una ragione di coe sisten:;a in questo sacramento d1: o d i o che per la prirrw wlt gli appariva dinan::;i agli o cchi. La. sua solitudine era un bene ed un male che riman eva \[a : come per un l.ontano sotterraneo molteplice battito, sentiva i cuori di migliaia di fratelli battere col suo ed ognuno cer car e la propria vendetta ed ognuno servire la propria ra;;:;a, odiando. Finalmente! Finalmente! Intorno a s innu merePoli s'affolLavano i baracani neri degli ebrei, i p icco li curl'i mediatori, i m e rcanti di giro e di citt, i creatori d i dottrine pro,cel/.ose, i nemiCi dell'ordine, le barbe ispide e sp o rch e, i raccoglitori d elemosi ne, gli scialli dalle frange bia1!cbe, i panc i otti coi quattro corni 1: fedeli della sinagoga, gli ebrei che si van la va no nemici d'Israele ... tutta una falange disperata Quale esercito era questo/ A guardarli in vis o ww per uno non v iso di fratello, c'era. E dovevano spandere un odore acre di umanit trasurata. Ma quanti occhi viperini, e qunta ca pacit. di odio e quanta t'Olont di ri v incita p e r tutti i torti sofferti nei secoli dei secoli! 13

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    LE FONTI DELL' ANTIGIUDAISMO ITALIANO LUIGI UDIABINI e la .:rran subbuglio fra i giudei di Varsavia, in quei primi mesi del 1826: rabbini masto-. dentici chiamati dal contado indugiavano in lunghi conciliaboli misteriosi, mentre fuo ri delle catapecchie, nei luridi vicoli dove la neve s'impaStava col fango, la plebe zazzeruta dei .rivenduglioli, masticando semi di girasole e maledizioni, commentava il fatto nuovo ed allarmante: il libro segreto de!l'iniziazione giudaica, il" Talmud ",stava per essere rivelato integralmente ai cristiani, agli odiati goim ", da una traduzione Irancese, e la traduzione veniva proprio di Il, da quella "stara Warzsawa" ch'essi consideravano in segreto un feudo loro controllatissimo. I pi informati assicuravano che alla traduzione s:essa s'era accinto un professore di lingue ed antichit orientali deli'Univerz!t loca!e, un italiano, l'Abate Luigi Chiarini da molti anni studioso del problema ebraico. La chiave del quale era stata ritrovata dal Chiarini', con italiana lucidit e precisione, nei folli insegnamenti rabbinici del Talmud, il cui testo integrale nessun profano c()nosceva direttamente. Il focolare reale del giudaismo -scriYeva iapidariamente il Chiarini e non pu esser altro che il Talmud, e chiunque voglia dar del giudaismo stesso un'idea ri correndo ad altri libri s'inganna ed inganna quelli che l'ascoltano. Questa conclusion' e riassumeva felicemenie con profonda e coscienziosa dottrina ed insieme con un lampo di genio la serie plurisecolare di studi che i dotti italiani avevano dedicato al problema ebraico, e che iniziata dopo la grande crociata francescana del '400 contro l'usura giudaica era stata. proseguita sistematicamente con le rr.inuzim:e documentazioni del Bartolocci e eli'Imbonati e con gli scritti del Martini, del Sessa e del Conte d'Arco, per citare solo i maggiori. Ri!omando al Chiarini, l'allarme dei giudei in quel lontano 1826 era quindi assai giustificato: l'abate italiano aveva messo il d1to sulla piaga, ed i maggiorenti ebrei corsero ai ripari lavorando per un anno mtero intorno ad un "piano d'opposizione", j! cui risultato pratico iu, oltre una serie dJ intrighi, la pubblicazione d'un paio di opuscoli in tedesco, il primo dei quali tentava dimostrare l'inutilit di una traduzione del Talmud di Babilonia, libro sano e moralissimo (" Beleuchtung des Aufsatzee von der Nothwendigkeit einer Uebersetzung des Babylonischen Thalmuds "), ed il' secondo accusava il traduttore di voler distruggere le basi del giudaismo non solo, ma addirittura del Cristianesimo (" Einige kritische Bemerlcungen ueber das Projelct einer franzoesischen Uebersetzung des Babylonischen Thalmuds "). Il Chiarini, il quale era, oltre che <;lotto, un argutissimo toscano' replic che se il Talmud era veramente quel tesoro di mora-14 del giudaismo'' lit che i suoi contradittori ritenevano, non c'era ragione di temerne la traduzione, ed la sinagoga aveva fatto male a non farlo tradurre prima, ad edificazione dei cristiani e degli ebrei. Ma se invece le cose fossero state diversamente, era pure indispensabile, per il bene di tutti, giudaismo compreso, che i testi fossero conosciuti e divulgati. Ed aggiungeva: 4: il traduttore del Talmud deve anzi concludere, date le contradizioni stridenti dei due opuscoli, -che lo scopo dei loro autori stato solo d'impedire la traduzione stessa, perch essa minaccia di far cadere un giorno questa aristocrazia religiosa di dotti, devoti e ricchi della sinagoga, che si crede autorizzata da Dio a far la disgrazia della propria nazione e dei popoli che a questa accordano diritto d'asilo. Messa cosl definitivamente a posto la sinagog, il Chiarini assest un colpo definitivo agli intrighi, cercando attivamente i mezzi per pubblicare la sua traduzione, alla quale stava intanto preparando una prefazione adeguata, che in due volumi e sotto il !itolo "Teoria del Giudaismo" sviscerava il problema giudaico nelle sue cause e nei suoi rii:nedi La stima di cui egli godeva fece miracoli, ed il IO luglio 1829 il Chiarini ebbe la gioia di ricevere dal Ministro Segretario di Stato Conte Stanislao Grabowski una lusinghiera lettera con la quale l'Imperatore Nicol I accettava la dedica del libro e gli accmdava per le spese di stampa della "Teoria del Giudaismo" 6000 fiorini di Polonia e per la traduzione ed il commento del Talmud altri 12000 fiorini, da pagarsi in rate di mille fiorini ognuna. La "Teoria del Giudaismo" fu cosl pubblicata a Parigi in francese, e naturalmente tir addosso al Chiarini tutti gli odi dei giudei e dei giudaizzanti. I primi si sbracciarono a cercar di dimostrare che le. dottrine talmudistiche non erano fondamentali nella religi
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    Da Continuiamo lo spoglio del Talmud iniziato nel numero scorso di questa rivista. L'ebreo creatura privilegiata, un giorno il mondo dovr soggiacergli. Ci a patto che egli resti fedele alla Legge. Lo studio della Legge sar la sua occupazione preferita e necessaria, dalla quale non dovr esser distratto per nessuna ragione. Perci nel frattempo le sue terre saranno colti vate dallo straniero: < Il rabbino Simon ben y oehai dice: Se l'uomo lavora la terra al tempo della coltura, se sparge le sementi al tempo della semina, se raccoglie n} momento della mie. titura, se poi batte i covoni e li vaglia al mo mento propizio, che cosa ne sar della Legge? (Quando trover egli 21 tempo per consacrarsi allo studio della Legge?) Bisogna dunque spie gare .iJ versetto: Tu rientrerai il tuo grano, di cendo che, se Israele adempie la volont di Dio, il lavoro dei campi sar fatto da altri, come detto (Isaia, LXI, 5): Gli stranieri saranno l e faranno pascolare le tue greggi, eoc. > (Tal mud di Babilonia, trat. Berakhth IV, .fgl. 35-b) E nel Talmud di Gerusalemme (Trat. Bera khth I, 5) riferita questa opinione dello stesso rabbino: Se io mi fossi trovato sul Sinai al momento in cui la Legge fu data ad Israele, avrei domandato a Dio di dare all'uomo due bocche, una per ripetere la Legge, l'altra per parlare degli affari ordinari :.. Ancora pi esplicito al riguardo il trattato Jebamoth f. 63, in cui si legge: Non c' peg giormestiere che quello dell'agricoltore. Se voi avete cento pezzi d'argento in commercio, potete tutti i giorni mangiar carne e bere vino; ma se impiegate i vostri cento pezzi nell'agricoltura, non mangerete che sale ed erba Al disprezzo per l'agricoltura, si aggiunge presso l'ebreo il piacere di sapersi nutrito da altri: (Tnlm. di Gerus., tra t. Berakhth, IX, 2). Non solo la razza dei cristiani (i pellee dei pagani in genere, maledetta da Israele, ma tutte le altre, che vengono accomu nate con .gli storpi, i gobbi ed i lebbrosi: < Alla vista di un negro, di un pelle-rossa, di un indi viduo della razza gialla, di un gobbo o di un nano, si dice: Sia benedetto Colui che cambia le creature. Alla vista di uno storpio, di un cieco, di un lebbroso, si dice: Sia benedetto il giudice giusto. Questa regola, tuttavia, non si applica che agli individui ben portanti e dive nuti deformi in conseguenza di un accidente. Ma a quelli che sono tali dalla nascita, si dice: Sia benedetto colui che deforma le creature>. (lbid. trat. Berakhoth IX, 2}. E ancora, nel Talmud di Babilonia, trat. Be rakhth, Ill, f. 25-b: < In presenza di uno stra niero nudo, insegna il rabbino Giuda, vietato di recitare le preghiere. Non come nei riguardi di un israelita?, gli fu domandato. No, perch per quest'ultimo non c' bisogno di dirlo, men tre che per lo straniero, di cui detto: La loro carne come quella degli asini, (Ezech., XXIll, 20) si potrebbe concludere che la loro nudit non essendo pi considerabile che quella di una bestia, non dovrebbe dar luogo al divieto. Per ci bisogna avvertirlo espressamente, e dire che anche la loro nudit interdetta>. Anche la vista degli idoli, cio delle statue pagane, interdetta. Tuttavia la Misna fa una restrizione a questa regola generale, specificando che sono interdetti soltanto gl'idoli che hanno in mano un bastone, un uccello o una sfera. E la Ghemara di Gerusalemme (Trat. Aboda zara, Ill, l) cos ne spiega la ragione: < ll bastone il seguo della dominazione sul mondo. L'uccello un segno importante, secondo il versetto (Isaia, X, 14): la potenza dei popoli fu al mio valore 15

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    c:ome una nidiata d'uccelli. Infine, la sfera il simbolo del mondo, che ne la la E deve intendersi che la dominazione del mondo, essen do riservata agli ehrei, non pu non suscitare il loro sdegno quando sia temporaneamente eser citata da altri popoli. A queste interdizioni si aggiungono la corona e :anello; la prima perch adorna la testa dei re, il secondo perch serve a sigillare gli ordini. (lbid.). Agli ebrei proibito d'insegnare il mestiere ai pagani; le donne non devono restare sole con essi, poich sono accusati di avere relazioni ille cite perfino con gli animali; durante le feste dei pagani si pu, contro la regola che vieta di intrattenere commercio con essi in quei giorni, esigerne un credito, essendo tale richiesta fasti dio s a per il debitore. Infine la giustizia un sentimento posseduto soltanto dagli ebrei: Una israelita non dovr allattare il figlio di una pagana, poich darebbe la vita a un futuro idolatra. Ci prova, dice il rabbino Josse, che neppure bisogna insegnargli un mestiere. Cos, a Guiro, vi erano due famiglie ebree di operai, una di stovigliai e l'altra di falegnami; la prima che non insegn il suo mestiere ai pagani, riusc ; ma la seconda che lo insegn, s i ridusse in miseria. (Talm. di Gerus. trat. Aboda za. ra, II, l). Si possono lasciare i propri animali nelle stalle dei samaritani. Ci prova che i samaritani non ;;ono sospettati di abbandonarsi a relazioni illecite. Infatti stato insegnato: una donna pu r es tare sola con due uomini fossero pure tuui e due samaritani, o un samaritano e uno schiavo, ma non deve restar sola con un pagano (lbid). Tre giorni avanti le j!randi feste dei pagani, si d c e evitare di a\ere relazioni commerciali c:on essi, di prestar Iom degli oggetti o farseli prestare, di fare un credito o un debito in de naro, di far loro un pagamento o riceverlo. Il rabbino Giuda dice: permesso di farsi pagare da essi, perch per loro un fastidio (e non una partecipazione alla festa). Altri dottori gli hanno replicato: se vero cbe una tale richie sta un fastidio momentaneo, anche vero che si risolve. pi tardi in contentezza (lbid. I, 9). Dice i! rahbino Simon che questo versetto (Deuter. IV, 7): Quale la nazione pi grande che abbia statuti e giuste?, ecc. stato diversamente 5piegato dai rabbini. Secondo il rabbino l-fama, la Ribbia dichiara che non v altra nazione uguale a quella. (L'ebrea). Infatti l'uso degli altri uomini che quando debbono presentarsi in giudizio si vestono in abiti neri, si celano sotto un colore uniforme, e si lasciano crescere la barba, nella incertezza in cui sono sull'esito del giudizio. Israele si comporta diver samente. Il giorno in cui egli deve affrontare il giudizio si veste di bianco, si copre di un man tello bianco, si rade il viso, beve, mangia, si rallegra, nella convinzion!"' che Dio far nza e di un travaglio secolari, l'universo futuro e mecca nico in cui tutti saranno uguali perch l't>hreo ne sar il padrone. AHrettandosi a riconoscere e sanzionare i \'antaggi che il mondo moderno gli offriva, l'ebreo si subito e istintivamente preoccupato dell'avvenire della sua razza. Negli atti dd congresso tenuto a Lipsia il 29 giugno 1869 e al quale presero parte i rabbini di tutte le comunit d'Europa, si pu infatti lej!gere : Il Si nodo riconosce che lo sviluppo e la realiz. zazione delle idee moderne costituiscono la pi sicura garanzia per il presente e per l':fvvenire del giudaismo e dei suoi figli Anche da questo lato istruttiva la lettura del Talmud. C un passo talmudico dice Moi"se Scbwab estremamente il quale prova a quale altezza i talmudisti met tono la potenza sovrana della ragione. Nep pure un miracolo, sostengono essi, sufficiente a dimostrare una verit Ed e.:co il passo talmudico : Una grave que stione di dottrina era sorta tra il rabbino Elie zer e i suoi colleghi; essa concerneva l'appli cazione della Legge alle cose pure ed impure. Tutti gli argomenti presentati .dal rabbino Elie zer a sostegno della sua opinione erano stati combattuti respinti. Se la ragione dalla mia parte, esclama alla fine il dottore indignato, che questa pianta di carrubo che si trom qui vicino a noi ne sia la prova. Ed ecco che la pianta si strappa alle sue radici e si trasporta dal lato opposto. Che importa questo prodigio, gridano insieme gli altri dottori, e che prova questo carrubo nella questione che ci divide? Ebbene, riprende il rabbino Eliezer, che questo ruscello che scorre presso di noi dimostri la verit della mia opinione. Ed ecco, o mera\iglia che le acque del ruscello risalgono verso la loro sor gente. Che importa, esclamano di nuovo gli altri dottori, che le acque di questo ruscello corrano verso il basso o verso l'alto? Non ne risulta alcuna prova per la nostra discussione. Che i muri di questa sala, dice il rabbino Eliezer, siano dunque miei testimoni e mie prove. Ed ecco che le colonne si piegano c minacciano rovina. O muraglie!, esclama allora il rabbino Giosu, allorch i sapienti discutono sulla inter pretazione della Legge, che c'entrate voi in que. sto? E le muraglie si fermano nella loro caduta trattenute dalla voce austera del dottore. Che la voce di Dio sentenzi dunque tra di noi!, gridu il rabbino Eliezer. Ed ecco che una voce sopran. naturale si fa sentire nell'alto, che dice: Ces sate di contraddire il rabbino Eliezer, la ra gione dalla sua parte. Ma il rabbino Giosui si leva e protestando la voce misteriosa esclama: No, In ragione non pi nascosta nel cielo; essa stata data alla terra, ed alla ragione umana che appartiene di comprendere ed interpretare la Legge; non ci sono pi voci misteriose; la maggioranza dei saggi che, sola, deve ormai decidere le questioni di dottrina. (TaJmud di Babilonia, trat. Baba Metsia, f. 59). Cos, per il talmudismo, commenta Molsf' Schwab -il periodo miracoloso chiuso; le discussioni dei dottori dominano le parole dei profeti; il ragionamento sostituisce l'ispirazione divina; il commento, lasciato aUa libera inter pretazione delle maggioranze, supplisce la" lep;j!;e rivelata, ormai completa e da t a alla terra :... !\h dove il razzismo giudaico rivela tutta la sua intransigenza, nel diritto matrimoniale, pt-! quel che riguarda l'unione degli ebrei con gli Ecco alcune delle regole p1 i aci pali, avvalorate dalle relative leggende e col.l'llenti, c.ome H i trovano nel Talmud di GerusaleL 'me: Il lig.i.o nato dall'unione di un ebreo co11 >Ina pagana considerato mamzer (illegittimo, bastardo) e non fa parte per il sangue della comunit di Israele. 1\-ledesimamente se la liglil'. di un israclita sposa un bastardo, il tiglio che nascer conserva lo stato del padre. Per i di scendenti del popolo a cui fu data la detto (Deuter. XXIII, 3): Il mamzer non potr entrare nell'assemblea del Signore. Il rabbino Abaliou insegna: la parola mamzer viene da Moum Zar (difetto straniero). Anche se ci fosse un solo bastardo in cupo al mondo, e una sola bastarda alfaltro capo, Dio farebbe in modo di riavvicinarli c unirlr tra di loro, allo scopo di evitare> l'unione di 11110 di es.i con i figli e le figlie di Israele. Rah dice a nome di Rab: un fanciullo ii legittimo non sopravvi\e pi di 30 giorni. Al tempo del rabbino Berakla, ,enne qui (in Palestina) da Babilonia un tale che il rabbino Berakhia sapeva illegittimo. Maestro, gli disse l"uo. mo, fammi del bene. Domani, gli rispose il ralobino, ti troverai 11ell'assemblea degli uditori, e io ti far assegnare una pensione fissa. L'uomo venne e vide il rabbino Berakhia seduto mentn insegnam. Allorch questo ebbe terminato la sua e posizione dottrinale, disse: Confratelli, fate de bene a quell'uomo, poich egli bastardo. Quando l'assemblea si sciolse, l'uomo si avvicin al maestro e gli disse: Io ti ho pregato di aiutarmi momentaneamente, e tu mi hai perduto per sempre (rendendomi tale che la comunit. dovr evitarmi). No, disse il rabbino, al coull = ario io ti ho salvato per tutta la \ ta (rivelando ii tuo stato civile), poich il rabbino ALa, o ii rabbino H una, dice a nome di Rab: Il bastardo non vive pi di 30 giorni. Ora, ci vero per tutto il tempo che lo stato del bastardo non si conosce; ma, poich il suo stato SllrI conosciuto, l'uomo vivr. Quando il rabbino Zeira si rec in Palestina, egli sent dire che il tale e la tale erano illegittimi. Come possibile ci?, egli si domanda, a Il rabbino Huna non ha forse detto che un fanciullo illegittimo non vive pi di 30 giorni? Il rabbino Ugba ben A ha gli rispose: Ero io con lui, quando enunci questa regola; ma egli aggiungeva che vera sollanto nei riguardi di quelli il cui stato non conosciuto, mentre quelli il cui stato conosciuto vivranno. (Trat. Qidduschin, III, 12). E a Misna (lbid 13) aggiunge: Il ral;bino Tarfon insegna come il discendente di un mam zer suscettibile di lavare la sua macchia di origini', e di essere cos ammesso nella comu nit dei giudei: egli sposer una schiava pagana, il figlio della quale sar anche schia\'O; quando il padrone ebreo affranca quest'ultimo, egli di viene libero (e non pi mamzer). Secondo il rabbino Eliezer, il fanciul-lo resta schiavo e mamzer Ed ecco, pt>r finire, una eccezione che non ha bisogno di commerrto: (non mamzer); mentre se una femrnina, essa sol tanto inutta a ,po.mre un Cohen :.. (Trat. Jehamoth, V, 13).

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    Uno degli aspetti pi importanti del sindacalismo rurale, per quanto sia dei meno noti al gran pubblico, indubbia mente l'assidua opera spiegata dalle organizzazioni per la di fe .sa della razza contadina. Si pu dire che a questo fine ulti convergono tutte le iniziative e tutte le provvidenze di questi! sedici .anni, da quelle strettamente salariali a quelle assi stenzi.ali, da quelle giuridiche a. quelle di ordine poHtico-mihr tare. E' questa visione integrale dei problemi del mondo agri colo; che discende logicamente dalla concezione mussoliniana della vita, quella che differenzia il sindacalismo fascista da quello socialista e ne de6hisce l'incalcolabile La stessa nozione del salario assume, nel sindacalismo fasci sta, un evidente carattere di eticit. Per il socialismo l'aumento del salario tutto, perch aumentando il potere d'acquisto delle moltitudini lavoratrici il progresso sociale si attua da s, automaticamente. v oouta parziale e, per ci stesso, erro nea, perch il salario non che un elemento del progresso sociale, che essere accompagnato da altri fattori di diversa natura. Ma questo errore, se bene si riflette, non altro che la conseguenza dell'errore fondamentale all'origine della stessa dottrina socialista, che mira esclusivamente al benessere dei singoli, identificando troppo spesso tale benessere con quel l'individualiSmo che si risolve sempre in un arrido egoismo. Del tutto diverso il punto di vista fascista, che, dietro l'individuo, scorge prima di tutto una unit famigliare e in questa unit l'elemento costitutivo della Nazione e dello Stato. Di modo che il benessere del singolo concepito nel quadro famigliare e i.l benessere della famiglia nel quadro nazionale. Ne consegue il carattere tutto particolare del sala rio, che deve essere sempre considerato in relazione all'unit famigliare . .. Il salario famigliare oramai una conquista inalienabile del sindacalismo fascista, che mira non soltanto a proporzionarlo alle capacit della produzione secondo i fini permanenti della pi alta giustizia sociale, ma anche a distribuirlo secondo le necessit di ordine demografico. E' sotto questo profilo che va giudicato qullo sdoppiamento del salario in denaro e in na tura, che alla base di numerosi contratti collettivi di lavoro agricolo e di cui si manifesta ogni giorno pi l'utilit. Si pu affermare che il salario in natura e le varie forme di com partecipazione vanno assumendo un'importanza sempre mag giore, come quelli che hanno la virt di elevare il tenore di vita dei lavoratori e delle loro famiglie. Uno dei fini ai quali si ispir fino dalle origini il sindacalifascista, fu proprio quello di favoriTe e di sorvegliare con tutti i mezzi posti a sua disposizione l'alimentazione delle clas si lavoratrici, specie quelle rur.ali, affinch il aumentato potere di acquisto non andasse disperso sotto lo stunolo : di un incontrollato arbitrio individuale, come accadeva ai tempi del socialismo. La vigilanza dell'organizzazione e, pi ancora, il clima morale dovuto all'educazione fascista presidiata dal Par tito, hanno portato ai risultati che sono oggetto di ammira zione e di studio da parte di tutto il mondo politico e scien tifico. Non senza un profondo significato, come segno dei tempi, che il prossimo congresso della natalit che si terr in Francia, a Limoges, sotto l'alto patronato del Presidente della Repubblica, rechi, fra i temi posti in discussione, quello della (l; mano d'opera famigliare nell'agricoltura. Cos concepito e cos ordinato, il salario si trasformato in un poderoso fattore di difesa sociale, perch H migliorato teno re di vita delle classi rurali ha grandemente COJ;ltribuito, .come provano le statistiche, a ridurre la morbilit e la mortalit, specile quella infantile. Su questa base hanno quindi potuto operare, con metodo razionale e coi felici risultati che tutti conosciamo, le istituzioni assistenziali del Regime, le assicura zioni contro le malattie e quelle Mutue che sono consacrate dalla Carta del Lavoro. Se l'assistenza un inderogabile dovere della societ, la previdenza dischiude campi illimitati per l esperienza del bene. L'ideale ultimo, che forse non si attinger mai, ma che deve costantemente animare tutti gli uomini di buona volont, sareb be questo: che la previdenza riducesse all'estremo limite le occasioni dell'assistenza, fino ad annullarle o quasi! Senza smarrirsi nel sogno, l'organizzazione sindacale ha visto sempre nella difesa del lavoro agricolo un modo efficacis simo di tutelare la razza, di preservarla contro quelle malattie 17-

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    e quelle stesse che possono in qualche misura insidiarne la solidit e la stessa fisionomia originale. E' a qut>sto scopo, che nell'intento di attuare le direttive demograhche impartite dal Duce, la Confederazione Fascista dei lavoratori dell'agricoltura, istitu il Comitato nazionale per lo studio 1lel lavoro agricolo. Ed oggi essa fa un passo ulteriore, mediante la costituzione di un Centro medico, che dovr esaminare le esigenze del lavoro agricolo in rapporto alle finalit della '>p.;. cifica politica della razza. Non si tratta bene dirlo subito -di una novit, ma di un coordinamento, che tesoreggia gi insegnamenti di una hm-ga esperienza. Una vasta letteratura tratta delle malattie del lavoro e, co me in tanti altri campi, anche in questo specialj,;simo ramo della scienza medica l'Italia ha dato le prime illuminazioni e i pre cui-sori. A sua volta, il sindacalismo fascista pu giustamente vantarsi di essere uscito dalle genericit delle antidie organiz zazioni, sia italiane; sia straniere, per scendere sul terreno del le provvidenze concrete. Chi non ricor della donna. Nessun dubbio l'evidenza stessa che il lavoro eser cita un'influenza notevolissima sulla configurazione del corpo umano. Secondo vedute recentissime, nella economia industria le prevarrebbe il mentre nell'economia agricola prevarrebbe il brevitipo. Alcuni autori hanno tentato di spiegare la brachicefalia prevalente fra i rurali con riferimenti al la voro specifico, che si tramanda da generazioni, ma sta di fatto e trovo questa acuta osservazione in un lavoro del nostro Ajello che il lavoro muscolare fatto col tronco spinto avanti, come accade precisamente nei campi, stirando l'occipite all'indietro, dovrebbe allungare il cranio, favorendo, piutto

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    sto, la dolicocefalia. La verit di tipi che si riscontra fra le popolazioni rurali del nostro paese (sono, ad esempio, brachi cefali nella loro grande maggioranza i piemontesi, dolicoce fali, invece, i sardi) non consente, almeno per ora, delle con clusioni fondate. Non forse superfluo, invece, indugiare un istante su una vecchia questione, che fu gi oggetto di accurati studi da parte del Niceforo e del Livi, tanto per ricordarei due scienziati che ad essa si sono particolarmente dedicati. E' quella della statura. La statura dei contadini risulta, in genere, meno alta di quella degli operai. detto, con questo, che tale differen. za costituisca un elemento di inferiorit, tanto pi che nei rurali si avverte una compensazion:e ammesso e non concesso che si debba adoperare tale termine ne] maggiore sviluppo del perimetro toracico. I romani, che conquistarono il mondo, non superarono mai, nella statura, i popoli che assoggettar011o nel trionfo imperiale, come mostrano gli scheletri dei legionan dissepolti per gli scavi archeologici, tanto che Renan pot parlare della petite taille italienne. Essi ebbero sempre ragione degli avversari magno corpore, come diceva Tacito. Anche su questo punto; come osservava giustamente nel primo numero della bella rivista La difesa della Razza l'emi nente dirttore generale del'lstiluto centrale di statistica, sono desiderabili delle cifre aggiornale e delle grandi cifre. I dati offerti dal Livi risalgono al 1910. Su di essi ha lavorato di recente uno scienziato tedesco di riconosciuta autorit, il dott. Jaensch, nel suo volume Korperform wesensart und Rasse, sot to molti aspetti magistrale, ma che non pu essere ritenuto l'ultima conclusione della scienza proprio per la ragione indicata. Le diligenti tabelle che egli presenta stabiliscono, nei rurali, una statura media inferiore a quella degli operai di citt, mentre noi sappiamo, da dati recenti, che ']a. statura me-. dia italiana andata crescendo, con tendenza, a quanto pare, a ridurre l'antico dislivello fra le va.rie provincie e fra i con tadini. e gli opetai. Comunque sia, si tratta di differenze minime. Allo stato at tuale delle nostre conoscenze statistiche, si pu dire questo: in quattro regioni (Piemonte, Lombardia, Liguria e Toscana), la statura dei contaani, pure essendo inferiore a quella degli agiati,. tuttavia superiore di un millimetro a quella delle altre professioni manuali. In tutte le altre regioni, cwe m dodici, essa cade al disotto di quella delle altre professioni manuali per un centimetro o poco pi. Le ragioni di tale differenza possono essere molte, ma -indubitato che esse debbono riferirsi alle antiche condizioni di vita e di lavoro. Come' -S spiegherebbe, diversamente, il fatto, di esperienza quotidiana, che le regioni pi sportive d'Italia sono quelle nelle qua: li le miglioratt: condiziolll. di ,vita e di lavoro, sono di pi antica data? Non si pu, infine, a guisa di conclusione, non tenere in grandissimo conto una spiegazione che di questo fenomeno dava il Niceforo in una sua vecchia monografia:. la diserzione delle campagne da parte dei rurali pi giovani e pi forti. Tale diserzione deten.inava una selezione a rovescio e pu ra gionevolmente essere' invocata per intendere certe differenze fra lavoratori di campagna e lavoratori di citt. La sociologia e, pi ancora, l'etica, illuminano la statistica. Il Duce l'aveva intuito prima di tutti. Ecco un'altra profonda, indeclinahile, perentoria giustificazione di quella polillica rurale che com batte il triste fenomeno dell'urbanesimo e che non cesser fino a quando non lo avr del tutto Mai come momento il sindacalismo rurale deve avere la coscienza de suoi doveri e l'orgoglio di servire una causa che quella stes sa del popolo italiano nella sua continuit storica. nella sua perennit ideale. FRANCO ANGELINI 19

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    ARIANIT DELLA LINGUA ETRUSCA Ad una sicura interpretazione delle iscrizioni etrusche pervenute fino a noi, la glottologia comparata e la critica testuale, ad onta di acute e pazienti indagini, non sono ancora potute arrivare, e il risultato pi solido di tante fatiche non fu mai che un risultato illusorio o una deduzione ipotetica. Una profezia facile e di dominio ormai comune, ma non per questo meno esatta, aggiunge_ che la glottologia e la critica non arriveranno mai, senza il miracoloso intervento di una bilingue di qualche impor!anza. In attesa del miracolo, ogni sistema ermeneutico, se poggiato su prudenti basi scientifiche, appare egualmente giustificato. Allo stato attuale degli studi etruscologici, il problema presenta valori e carattere di ordine esclusivamente glottologico. Dopo tanti errori vicende e peripezie, oggi il problema sembra essersi accostato ad una ger:erica formula di risoluzione. Infatti, se non si ancora potuto perentoriamente dimostrare, oggi per appare di facile intuizione che l'etrusco.appartenga, in senso generico, alle lingue indo-uropee, e tra queste vada classificato, nonostante constatabili contaminazioni fonetiche e morle!tche le. quali, inesattamente valutate, non servirono che a nascondere il fatto pi evidente e pi fondamentale. (l) E' anzi partendo da'questo spunto, che la glottologia ha proposta una distinzione tra ino-europeo e proto-indoeuropeo. E si va. ora, approfondendo questo fatto: che sco si presenta come forma di transizione tra un proto-indoeuropeo e l'indoeuropeo. Di qui, una postulata affinit tra l'etrusco e le antiche lingue minorasiatiche, e in ispecie, la lingua hittita che ha avuto, appunto in quest'ultimo ventennio di studi, una sua sicura rivelazione. Cosl stato facil ritrovare tracce di una influenza dall'esterno che fu decisiva dal Volti effigiati in una ne' cropoli etrusca. 2 0 lato evolutivo, e che di-origine hittita (specie nelle sue forme dialettali' luwica, arzawica, balaica) nella lingua etrusca. E se le documentazioni fino ad oggi apportate saranno cosl efficaci da stabilire, almeno in linea di massima, i termini di una sicura base comparativa, potranno venire meglio accertati e approfonditi quei criteri che, sulla scorta di documenti inoppugnabili, dovranno condurre la questione a concludere per una totale e strettq parentela delle lingue in parola. Vedremo, cio, se si dovranno confermare certe analogie fonetiche vigenti per alcuni sviluppi !ematici dell'hetheo e dell'etrusco; o se, invece, furono solo momentanee_ suggestioni. *** Inoltre; per stabilire il senso di sviluppo del gruppo g!ottico cui l 'etrusco appartiene, bisognerebbe ricostruire un gruppo genealogico con questa approssimativa conformazione: hetheo -minorasiatico --' pelasgico -etrusco -celtico: gruppo svoltosi moltO" prima dell'affermarsi .del gruppo itallco-latino; con il quale per stringer pi tardi un certo contatto, fatto piuttosto di resistenza, e, talvolta, di reazione. Il punto di contatto glottologico tra i due gruppi deve essere avvenuto attraverso il dialetto osco la cui incertezza organica ed ambiguit di tendenze,-dimostra fino alla evidenza una duplice influenza di azione nella quale esso si sia vanamente dibattuto. Mentre, infatti, certe conformazioni e deformazioni !ematiche dell'etrusco dimostrano una forte analogia con il celtico (sopratutto antieo irlandese) e, fra. i dialetti dell'Italia, con il campano, dal lato lessicale incontestabile che siano avvenute delle contaminazioni tra l'osco e l'etrusco. Per l'hetheo, poi, la comparazme sembra offrire aspetti e significati ancora pi completi e precisi. perch bisogna tener conto dei conturbamenti .dall'hetheo subiti r:ello sforzo di adattamento alla scrittura cuneiforme, e nel contatto con le stirpi semitiche. Infatti: l'impropriet e l'incostanza grafica della vocalizzazione l'indifferenza della dittongazione-piena ; con-densata; 'oscillament o di certe consonanti sia in etrusco che in hetheo, sembrano salire, ad un'unica originari influenza perturbatrice. I termini, dunque, di comparazione, nella interpretazione della lingua etrusca, anranno situati su questi tre capisaldi: i dialetti italici, l'hetheo e il celtico E a questo punto sembra sia opportuno, al fine di coordinare tutti gli sforzi e orientarli ad uno scopo, abbandonare (provVisoriamente, s'intende) il metodo tli indagine ermeneutica compiuta attraverso ad una critica comparativa intertestuale (il metodo inaugurato da Deeck:e e Pauli -nelle Etruskische Forschungen und Studien e che ha dato risultati troppo scarsi) per abbozzare finalmente sistema comparativo interlinguistico: se non altro almeno per confermate, con sicuri mezzi scientifici quant e etimologie il metodo combinatorio ha fino ad oggi precisate: poche, a dir vero, e nelle quali tale arido metodo sembra avere, proprio oggi, esaurite tutte le sue risorse. Dottor E MIUO VILLA {!) Anche voci come puia,_ sec, clan, ecc., che nel famoso articolo del pro!. skutsch nell Enciclopedia Pauli-Wissowa, erano ritenute ass:>lutament? irr .iducibili, ci appaiono ora, e cori r.e.::za, di origine indoeuropea. Ad esempio pma, _che Significa moglie : il suff.-ia ha un autenhco valore causativo, come il corrispondente sull.le. (cfr osco regno, potestas da t. h<:r-volere ) D altra parte il significato di<< moghe nel senso di genitrice, partoriente >> comun? alle voci derivate dalla medesima radice fu(oscillante fra phu-e pu-), nell'italico, nell'esco e_ n? l latino, ed da Vi.e. Cheu: os. fu-u-trl gemtnx >>; umbro pue-mu-na (da *loi-) latin foemi-na (da *loi-); gr. rpv-; i. bhu(w).' (2) Ecco alcu;,e rispondenze formali ed etimologiche la cui perfezione sorprendente: etrusco mal-ce govern hinthiu scegliersi etfare ) ) \ parni palazzo >> suchu tegole >> mame decreto bee_ ricevere am-sistemare, dividere / hetheo mal-agiudicare >> handj_ optare, scegliere .fare, costruire pamL casa 'h suhha.. tegolo n1ema sentenziare hak_ ((id. am-id.

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    se1enza ITALIANI E FRANCESI DUE RAZZE DUE CIVILT Il concetto di una fraternit razziale latina non ha nessuna base di verit; di questo ognuno potr convmcersi pen sando che si considerano latini persino i :Messicani che pure hanno nella loro po polazione il 28% di sangue meticcio indiano., senza cons1derare il sangue degli autentici indii. In una condizione ana loga a 'quella dei Messicani si trovano altre repubbliche del Centro-America. Qualcuno potrebbe ancora illudersi che almeno in Europa esista realmente una umt razziale latina. Purtroppo i dati di una scienza assolutamente og gettiva gli mostreranno come la re!!.lt contrasti con questa illusione, sulla quale troppe speculazioni sono state fatte in un passato non tanto lontano da noi, e come razzialmente sia molto differente dal nostro il paese latmo a noi pi vicino : la Francia. Eliseo Reclus (l), noto per essere stato uno dei maggiori geografi francesi, scrit tore quindi che non potr essere accu sato di razzismo, ha cos descritto quelle che sono le reali condizioni razziali della Francia: Alle origini della storia una razza affatto distinta dagli lben, e general mente oggid indicata col nome di cel tica, occupava a nord della Garonna, pressoch QJtta l'estensione di territono delle Gallie; bench non riusciamo ancora a farci una chiara idea di ci che erano quelle popolazioni, da esse si pre tendono direttamente derivati i Francesi d'oggid. In realt, la maggior parte degli scrittori precedenti a Cesare nulla ci hanno fatto conoscere di positivo ri spetto ai Celti; alcuni testt oscuri e va ghi sono tali da ingannare chi vi dia un significato troppo preciso. Per gli antichi il mondo sconosciUto incomin ciava alle Alpi; parlavano delle regio ni che si estendono al di l come i nostri antenati medioevali dell' interno dell'Africa. Riprendendo le idee di Ed wards e di Perier, il Broca, armato degli argomenti dat1gli dalle misure prese sui crani degli ossari gallici, ha defini tivamente assodato che esistevano nella Gallia propriamente detta, non contando gli Iberi, due t1pi di razze ben distinte. Il primo quello degli abitanti il paese compreso tra la Senna e la Garonna; questi, detti Galli, Celti od altrimenti, erano piccoli, brum e brachicefali (a te sta tonda); le trib che popolavano la zona di nord-est, chiamavansi Belgi o Kirnri, erano grandi, biondi e dolico cefali. V'era dunque contrasto assoluto tra le due razze, tranne dove gli mcroci avevano prodotto la formazione di un tipo intermedio. L descrizioni degli antichi applicavansi soltanto ai Galli bion di delta zona orientale, forse perch eraM i pi temibili e bellicosi. Gli uomini di statura alla, carnagione bianca, capelli rossi, sguardo terribile e voce formi.da-Statua del Gallo Morente nei cmbattimenti del Circo 21

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    bile, di cui Ammiano Marcellino d il ritratto e che ricorderebbero piuttosto guerrieri scandinavi che gli abitanti delLe rive della Senna e dlla Laira non erano certamente gli antenati delle po polazioni francesi attuali ... E' molto pro babile che nell'assieme delle Gallie le popolazioni d'altra_ origine, serve o hhe re, costituissero la maggioranza. Se ci non fosse, non si comprenderebbe l'a. spetto dei Francesi odierni... in massa 1 Francesi sono veramente come li dipinge Roget de Bellognet, un popo lo bruno o castano, a testa pi rotonda che
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    D Cesare dell a Francia presenta i caralteri della pi pura razza italiana,. quale si tro-. va in Corsica. e per molto, sono veramente sugge stio nabili pi che altro popolo ... il caratter e dei Galli aru.:ora pre vale malgrado due mila anni di storia e d'influen z e re, e questo carattere di raz z a che che altri ne dica. M a dov' il sangue latino? chiede F ouille, ed ha ragione ; quest.o non si trova che f!Ccezionalmente. La cul tura soltanto latina ... > . Si notl che Giuseppe Sergi come del resto il Reclus e la maggior parte degli studiosi concorda nel considerare come Celti i piccoli, brachicefali, bruni e non gi gh alti dolicocefali, biondi, che era "'7 no invece di origine germanica e che do minavano sulla popolazione celtica au toctona. Viene cos posto in. giusta luce come i Francesi non possono neanche ri vendicare a s la figura di Vercingetori ge, i\ capo dei Galli sconfitto da Cesare, poich come noto Vercingetorige viene dipinto alto, biondo dalicocefalo, di tipo quindi puramente nordico, di quel nordico che i Francest chiamano germa nico, e nettamente diverso dal tipo raz ziale che numericamente ha sempre pre dominato e prevale tuttora in Francia. Arrivati a questo punto ci pare di avere dimostrato chiaramente come, sem pre nel limite delle razze europee,' esi stono delle nettissime differenze tra Ita liani e Francesi. Questa nettissima diffe renza profondamente sentita dai Fran cesii;. recentemente l illustre storico francese Henri Berr (3), ha scritto: ti I Celti hanno fatto la nostra Francia. Da essi data l'appropriazione del suolo e la scel. ta giudiziosa dei luoghi d'abitazione e delle strade E soprattutto in questo qua dro ess1 hanno introdotto la loro anima di popolo. Davanti ai Romani essi han no ceduto ma. essi hanno anche resistito nel medesimo tempo Essi hanno accet tato .l autorit e la cultura romana, ma essi hanno conservaro la loro anima cel tica o l'essenzial e della loro anima. I Gallo-Romani sono restati sempre dei Celt i camuffati. In maniera analoga al Berr si cos pronunciato Henn Hubert ( 4) : Noi ab biamo detto che gli storici della Francia c h e hanno scnUQ una storia singolarmen t e bella portavano in se s tessi lo s pirito della 'razza c e lt ica. Ma la storia stessa o o siano i tentati vi eli accaparramento attraverso i Cl'lali la moderna Francia tenta che essi lwnno scrit;to, la storia di sto popolo indistruttibile di contadini, di guerrieri di artisti, con le sue glorie e i sUCli tliJ'I'Udti, le sue speranze e i srroi slanci, le sue discordie e le sue te, la storia di una nazione di cui l'lemento celtico costituisce l'essenziale del sangue e dell'ossatura Queste nette affermazioni del Beer e dell'Hubert, massimi esponenti dell'attua le cultura storica francese, dimostrano come realmente in Francia sia tramon tato il mito della latinit I Romani cos si afferma in Francia non hanno lasciato nulla di essenziale nell'anima e nulla di nel sangue dei Francesi. L'orgoglio di appartenere al'la razza celtica nasconde ormai ogni ricordo di Roma. A noi Italiani, non resta altro che prenderne atto. GUIDO LANDRA (l) RECLU5 Eusro: Num;a Geogra f ia Un i v ersale; Vol. III: , Milano 1892. (2) SERGI GIUSEPPE: Decadenza d e lle nazioni latine. Torino 1900. (3) BERR HE.i'iRI: Avantpropos nel volume Les Celtes P a r i s 1932. (4) HENRI: Les Celtes, Paris 1932. .,.-' ... .... Gallia indipendente -Capo dei Galli prima della conquista romana. 2 3

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    "Da secoli e quasi dalla sua nascita, il "popolo di Bip" una pianta parassit sul ceppo delle altre nazioni, una razza di traCficanti astu tissimi, di su tutta la ter-'ra, e che non Gli ebrei che vivono tra di noi, per il loro spirito di usura, godono una reputazione di che nella maggior parte dei casi ben fondata A tero dire, sembra stranO figu rarsi tutta una nazione di La dri; ma altres strano imma ginare una nazione composta esclusivamente di trafficanti che disdegnano l'onore di essere cittadini del paese che l ospita, e a questo antepongono il vantaggio che essi trovano a ingannarne gli abitanti. KANT, Anthrppologie in pragmatischer Hinsicht. ha nuai pro"ato il desiderio n il b i s o g n o d i a e r e u u a p n t r i a In quasi tutti i paesi d'Europa si stende uno SUtto potente e nemico che vive tn guerra conti nua con tutti gLi altri, e grava spaventosamente sui cittadini: questo Stato il giudaismo. l o non credo che esso sia cos terribile unicamente perch forma uno Stato a s, separatista e stret tamente affratellato, ma s perch questo Stato si fonda ed costruito sull'odio contro tutto il genere Da un popolo che vede in tuttJi. gli altri popoli i discendenti di quelli che lo scacciarono dalla sua patria; da un popolo che indebolisce il suo corpo e il suo spirito e annulla in s ogni no6ile sentimento votandosi a traffici vili e all'usura; da un popolo che si serte del legame pi sacro che unisce gli uomini della sua religione per interdire a se stesso di mescolarsi ai nostri pasti, di bere alla nostra coppa gioiosa, di partecipare alla dolce ebrezza della nostra allegria, da. un popolo che vuole essere separato da. noi persino nei suoi doveri e nei suoi diritti, perfino nell'anima del Padre comune di tutti gli uomini; da un popolo si/-. fatto che cos'altro ci si pu attendere se non ci che accade e che si pu vedere tutti i giorni? li n n t Cio che in uno Stato dove il re pi assoluto non pu impossessarsi della dimora dei miei padri, dove io mantengo i l m:w diritto contro il pi potente dei ministri, il primo giudeo venuto pu, qu-ando gli piace, impunemente depredarmi. Voi vedete tutto ci e non potete negarlo, e voi pronunciate melate parole di tolleranza, parlate dei diritti dell'umno e dei diritti del cittadino? Non vi accorgete dunque che il giudeo, che senza di voi cittadino di uno Stato pi solido e pi potente di tutti gli altri, usufruir, se voi gli date per soprappi il diritto di cittadinanza nel vostro paese, d i una doppia:. prot-ezione, e che cos egli schiaccer interamente i vostri concittadini sotto i suoi piedi? Gli ebrei vogliono avere i diritti dell'uomo :, anche se li rifiutano a noi (e si pu ben vederlo nella legge talmudica). Ma per dar loro i diritti del cittadino:., io non vedo altro mezzo che questo: bisognerebbe in una sola notte tagliar la testa a tutti e metterne loro un'altra sulle spalle, nella quale non ci fo.sse una sola i-dea giu daica. E per salvarci da essi io non vedo ancora che un mezzo, ed di conquistare per loro la terra p"romessa e di mandarceli tutti FICHTE, Berichte zur Berichtigung der Urtheile iiber die franzoesische Revolution. 24

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    ti da non altro che la personificazione dell'imero popolo d'Israele. Pmch peccato con:tro il Messifl salvatore del mondo, egli non sara allevtato del fardello della sl.UL pena e di pi dovr peregrinare patTUJ tra i popoli stranieri. Questo il vero delitto, questp il destino del P_Opolo eb:eo che, cosa meravigliosa, buttato fuori dalla sua patria duemda'. fa, susstste sempre e continl.W ad agitarsi, menlre tanli popoli grandi e glorwst, nel confronto dei qlWli una razza simile non merita neanche di essere gli Assiri, i i Persiani, se ne sono andati nel riposo eterno e mteramenle scomparst. Oos ancora oggi, presso tutti i popoli del mondo, SI. zncontra questo. Giovanni senza Terra, ii n nessuna parte a casa propria, in nes suna parte stramero, sostenendo la sl.UL nazionalit con una perspicacia senza esempio, e tentando di metter radici in luogo, per rifarsi una patria, senza la quale un popolo non che un pallone in aria. l ntanto egli vive da parassita alle spalle degli altri popoli e sulla loro terra, ma non meno animato del pi feroce patriottismo verso la nazione sua propria, come chiaramente lo mostra il perfetto accordo col qlWle tutti tengono per ciascuno e ciascuno per tutti. Perci, non c' idea pi superficiale n pi falsa che di considerare gli ebrei semplicemenle come una setta religiosa. Ql.Wndo, per favorire questo errore, prendendo a prestito il termine alla lingua eccle siastica si designa1w gli ebrei come una re ligiosa " si fa uso di una astuzia calcolata per falsare la vera nozione delle cose, e l'impiego di questa espres sione non dot'Tebbe essere permesso, ma bisognerebbe sempre parlare di una nazione ehrre Ql.Wnto ai vizi particolari al carattere nazionale degli ebrei, ql.Wnto a quell'assenza prodigiosa di tutto ci che noi chiamiamo verecundia -che il pi saliente di tutti e serve loro nel mondo meglio che le pi belle qlWlit -si pu bene attribuirli alla pers ec uzione: ci scusa i vi:.i, ma non li sopprime. ScHOPENHA UER. Kleine philos. Schriften. Nelle cose dell'arte la na:.ione ebrea, bench stabili tu tra gli Egi:.iani e i Fenici sempre rimasta allo stato infantile, e la prova che essa ha dovuto servirsi degli stranieri per innalzare il tem pio di Salomone. Bench possedessero i porti del mar Rosso e abitassero vicino alle coste del Mediterraneo ... essi non han mai potuto formare un popolo stabile ... Essi preferiscono vivere tra le a/tre nazioni, ed questo un tratto caratteT"istico del loro istinto nazionale contro il qlWle gi Mos si trov a lottare con tutte le sue forze. l n breve, si tratta di un popolo la cu.i educazione del tutto mancata; esso non ha mai raggiunto la matu. rit di una cultura politica nata nel suo stesso territorio, e quindi mai il vero sentimento dell'onore e della libert. Nelle scienze alle qlWli i suoi migliori elementi si sono dedicati, esso ha dato sempre prova d1: certe facolt organizzative e di adattame[tto, piuttosto che della libera attivit di uno spirito creatore. Ql.Wnto alle virt patriot tiche, la sua condizione politica ne lo ha sempre privato. Da secoli e ql.ULSi dalla sl.ULnascitci, il popolo di Dio una pianta parassita sul ceppo delle altre nazioni, una raz:;a di tra/li canti astutissimi, dispersi su tutta la terra, e che non ha mai provato il desiderio n il bisogno di avere una patria. l giudei sono la pianta paT"assita che si attaccata a ql.ULSi 'tutte le nazioni d'Europa, e che ha succhiato da esse pi o meno della loro sostanza vitale. Dopo la caduta dell'antica Roma, essi erano relativamente poco numerosi in Europa, ma la persecuzione degli arabi ve li ha cacciati in'jolla. E' poco verosimile che essi abbiano portato la lebbra in Europa, ma fu una lebbra ancor peggiore questa nazione di cambiavalute, di trafficanti, di vr.dletii di re e di ignobili strumenti di usura. Un ministero dove il giudeo governi, una casa dove il giudeo tenga le chiavi della cassa e del un'amministrazione dove le principali funzioni siano nelle mani dell'ebreo, una universit dove gli ebrei siano tollerati come sensali e come prest.atori di denaro agli studenti sono senza fallo altretante paludi pontine da bonificare. Poich, secondo il vecchio proverbio, dove c' una carogna di avvoltoi accorrono, e dove c' il marcio i t'ermi pullulano. HERDER, Ideen zur Geschichte der Menscheit. 25

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    NEL DE LA D Nelle grandi imprese e la valorizzazione dell'Impero cer. tamente la pi grande tra quante siano state affrontate dalla volont tenace del popolo italiano -il partire bene e il partire IJ?ale rivestono una importanza incommensurabile: in relazione alla entit delle enormi ripercussioni positive o negative che da una, impostazione piuttosto che da un'altra dei problemi possono ori ginare nel campo della realt pratica. Uno dei fondamentali aspetti dello sforzo costruttivo che l'Ita lia compie in Etiopia quello della armonica coesistenza delle razze Il Fascismo, il quale non da oggi solo persegue organi c he diret tive volte alla salvaguardia d eia razza, e trae per l'appunto la sua maggiore potenza e il suo pi profondo significato dal fatto di essere una delle manifestazioni pi grandi e decisive della razza italiana, con una serie di provvedimenti rigorosissimi presi subito dopo la conquista dell'Impero ha dimostrato tutta l'importanza che esso attribuisce a questo problema essenziale. Nelle terre con quistate dall'eroismo degli italiani, gli italiani debbono rimanere pi puri che mai : questo, un dogma di indiscutibile evidenza. Se nel Regno il Regime ha posto alla base della sua costruzione nazionale il problema della razza, che rispecchia i valori profondi della pi schietta italianit, collaudati dalla storia dei secoli, nelle nostre colonie lo stesso problema esce dai limiti contingenti, e pi o meno resolubili attraverso il decorso degli anni, per divenire il presupposto e ad un tempo il fine concreto e immediato del l'azione politica. Perch esso costituisce il problema stesso della nostra difesa e della nostra potenza. E come nell' aff contare altri problemi, anche in questo della razia il genio italiano dimostra il suo innato equilibrio, il senso dell'oggettivit, la cristallina intuizione del vero, rifuggente da Tipo Cunama ogni compromesso con l'irrazionalismo che si spaccia sotto le denominazioni vaporose di mito e di mistica. Nelle nazioni in cui non esistesse la coscienza di razza, ovvero per una ragione di improvvisa decadenza essa venisse a mancare, la colonizzazione non potrebbe avere altro risultato che un peri coloso decadimento dei valori etnici. Questa coscienza, diretta alla salvaguardia del carattere nazionale ed alla tutela delle condizioni biologiche del popolo dominatore, altres un lievito morale che d diritto ad una Nazione civile di colonizzare regioni meno evo lute, di fornire ad esse mezzi di vita pi -progrediti, di diffon-Donna CunClDla dere nell'interesse dell'umanit intera la propria cultura e il pro prio genio. Non sararmo pertanto mai abbastanza lodate le disposizioni che, all'indomani della conquista, il Governo Fascista prese per proibire i matrimoni e i rapporti sessuali fra bianchi e gente di colore. Dal punto di vista legale, esse non hanno precedenti nella storia della colonizzazione. dunque ha preso, prima fra le Nazioni europee, posizione per il principio universale della difesa del bianco degenerazione del suo sangue. Anche questa volta, essa ha indicato agli altri popoli la via giusta da seguire. METICCIATO E DEGENERAZIONE A disconoscere il significato morale delle direttive razziste e a infirmare il fondamento del ri gore politico e scientifico nei ri guardi di esse, non sono mancati i soliti confusionari. Sono, in modo particolare, coloro i quali hanno trattato la questione del metic ciato in Eritrea e, mancando di una buona dose culturale speci-

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    LLA RAZZA ELL'IMPERO Ragazza dei Maria Neri fica, si sono lasciati facilmente adescar<: da una soluzione pseudo scientifica del problema. Essi sono incorsi nello stesso errore nel quale erano caduti molti studiosi che li hanno preceduti, special mente all'estero, nella sociologia coloniale. Ancorandosi placida mente ai cosiddM:ti immortali principi dell'89, supponendo per fette e definite talune asserite conquiste della scienza biologica, fraintendendo certe asserzioni dello stesso Darwin, ammettendo, infine la propria impotenza davanti alla complessit della questione dei meticci, quegli studiosi sono propensi ad invocare una solu zione giuridica per il problema del meticciato, ed un legale rico noscimento del fenomeno anormale del concubinaggio con le indi gene. Essi si basano prevalentemente su alcuni risultati di studi e di osservazioni unilaterali o puramente speculativi che si riscon trano nel settore della biologia riguardante il fenomeno degli incroci in genere. Vi sono persino alcuni che hanno affermato che il meticcio derivante dagli incroci euro-africani, deve essere necessariamente un prodotto superiore: e che questa sua supe riorit consiglia d'incoraggiare il meticciato e di concedere agli ibridi una posizione giuridica che li possa elevare sino alla bianca. Preoccupandosi essenzialmente di legalizzare tale stato di fatto, in realt amorale ed eminentemente impolitico, essi sono caduti in una di quelle innumerevoli utopie sociali e politiche che potevano bens caratterizzare la decadente societ prefascista, ma che oggi non potrebbero essere tollerate da un popolo, come il nostro, ricondotto dal Duce su le vie maestre della storia. La realt intendiamo dire quella accertata ben diversa. Chi vuoi rendersene conto, non ha che a consultare Tipo Bileno i rapporti presentati sin dal 1932 all'Istituto Coloniale Internazio nale di Brusselle dai delegati dei Governi olandesi, francesi, belgi e portoghesi, sulla questione dei meticci delle rispettive colonie. Le malefiche conseguenze delle leggi naturali violentate risultano da quelle relazioni ufficiali in maniera estremamente probante e persuasiva. Gi nel secolo scorso, un nostro scienziato cattolico troppo di menticato, il MARCONI, trovava la formulazione delle leggi sugli incroci etnici in un opera sulla Formazione dei tipi delle variet degenerate. L 'e redit di razze incrociate-egli dimostr pi atta ad accumulare il male che il bene. E recentemente un nostro cultore di scienze demografiche, ha ricordato che la preva lenza del tipo primitivo annulla l'apporto di razze etnicamente superiori. Per secoli e secoli egli ha affermato stirpi medi terranee provenienti dal Marocco, dall'Algeria, dalla Libia, dal l'Egitto, hanno fatto pressione sopra le popolazioni negre del Sudan, conquistandole, dominandole e lentamente fondendosi con esse. Dopo alcuni secoli, in realt, le loro tracce si sono quasi completamente perdute e i discendenti i tali ibridazioni a mala pena si distinguono (quando si possono distinguere) dalle popo !azioni negre Una recente pubblicazione, del resto, del capi tano URVOY sulla Storia delle popolazioni del Sudan Centrale illu stra efficacemente la pressione e le infiltrazioni incessanti delle trib berbere ed arabe e la loro graduale sommersione nella marea negra dell'Africa Centrale. Ma a parte le deduzioni di c arattere scientifico, vi sono (e ben significativi) i dati e gli elementi dell'esperienza comune. Tutti concordano nel giudicare il mulattismo una dolorosa piaga, una sorgente di infelici e di spostati. Il meticcio quasi senza eccezioni, un reietto della casta superiore a cui generalmente appar tiene il padre, mentre esso disdegna confondersi con la razza infe riore della madre, razza che, d'altra parte, spesso non lo accoglie punto di buon occhio Di qui una condizione di disarmonia morale che, aggiungendosi alle disarmonie fisiche e alle eredit patologiche, fa generalmente degli ibridi deile terre di conquista una categoria sociale invisa a e a dominatori, causa di irrequietudini, di debolezze e di disordini per le compagini coloniali. RAZZA E CIVILT Ma di un altro fondamentale aspetto della questione occorre tener conto. La razza non si ri solve nel solo fatto biologico. Essa si riconosce non soltanto dai dati antropometrici, dagli indici craniali, dalla statura, dai colori 27

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    Tipo Baria dei pigmenti e degli occhi, ma principalmente dalle sue attitu dini ; che sono insi eme il diretto prodotto degli aspetti somatici, funzionali e spirituali dell'individuo e del popolo cui esso appar tiene. Ed appunto in queste attitudini che la individualit ita liana balza evidente sullo sfondo della storia, nel confronto di tutti gli altri popoli, con una uqit nazionale che varca le lunghe passate divisioni politiche. I fondamenti pertanto del razzismo italiano sono e devono esere eminentemente spirituali. E ci noi dobbiamo sentire massima mente in Africa. L'orgoglio della nostra razza dalle mille vite il giusto orgoglio di tutto quanto essa ha prodotto nei secoli dell a sua storia per la civilt del mondo, di tutto quanto essa riserv a in potenza per il suo destino avvenir e IN TUTTA LA SOMALIA INGLESE Cl SONO 12 DONNE BIANCHE Conseguenza pratica di natura immediata che deriva da tali premesse che la donna italiana chiamata ad assolvere nell'Im pero i suoi altissimi compiti di Sposa e di Madre Tra le condizioni ric hieste per il vasto apporto demografico n e ll Impero, primeggia infatti la giusta proporzione numerica tra i sessi : presupposto necessario della stabilit familiare e della conseguente stabilit sociale. Per chi non lo s a pesse, in tutta la Somalia inglese ad esempio, le donne bianche sono dodici, su un territorio che tre volte la Sicilia. Noi divisiamo di mandarne in Etiopia un milione Oggi nella sola Addis Abeba, le donne nostre sono intorno a cinquemila; e d altrettante han preso dimora nei c entri maggiori dell'Impero. Gli che noi vogliamo ricomporre non metaforicamente, nel l'Impero tanti lembi della Patria : nella loro struttura fondamentale che la struttura familiare e tradizionale nel focolare domestico che gelido se non beneficia dello s pirituale calore di un cuore di donna. Solo attraverso la donna l'uomo che opera in terre ed ostili ritrov a pi e namente se stesso : solo in essa, i l soldato, il pion i ere, il costruttore ritrova la propri a stirpe; e vede come rispec chiati in fisica bellezza i valori superiori del suo sangue. Solo attra verso la donna, dunque, si pu, nelle colonie, tenere veramente viva la fiamma della patria, e l'attaccamento fatale, quasi car nale ad essa. Nella donna italiana esistono le possibilit d tale comprensione e di tale alta collaborazione p a triotti c a ed umana. Fuor di dubbio Gli esempi pass a ti stanno a dimostrarlo Ma anche la moglie del nostro lavoratore ha dato magnifiche prove. Nelle grandi emigra-28 Tipo Beni-Amer zioni d'oltre Oceano, essa fu l'umile, eroica compagna che affront durissime fatiche, avventure rischiose, spesso il calvario : essa f11 l depositaria e la custode di un patrimonio secolare; quello delle virt umili, delle virt nascoste; delle virt essenziali all'affermazione della continuit ideale della stirpe. . Chiamando la donna a collaborare nell'Impero, sappiamo di affidarle un posto d'onore. Essa lo sapr tenere con la stessa fede e con lo stesso orgoglio che animarono i suoi fratelli combattenti e conquistatori. AFRICA RICCA DI TRIONFI Concludendo diremo che non c' sincero fautore dei pi alti valori della civilt che non deb ba riconoscere il significato mo rale della politica razzista che il Fascismo intende attuare nell'Impero. Noi sappiamo che lungo tutti i periodi secolari e millenari i qua li compongono la storia di una Nazione, sotto a tutte le fortune e a tutti i mutamenti, dal passato remoto all'avvenire pi lontano, qualche cosa c' di perenne, di immanente, qualche cosa c che sempre presente: e questo la stirpe La stirpe costante sotto l'incessante torrente delle generazioni ; la stirpe perpetua, per entro il fluire di tutti i tempi, dalle origini alla fine delle Nazioni. I Romani finch furono veramente grandi, non trovarono ma i nelle terre da essi conquistate, fascini sottili e vaghezze perico l ose. Africa ricca di trionfi disse Virgilio; e questo tutto. E tale essa deve essere per noi: ricca di trionfi in tutti i campi : dell eroi smo, del lavoro, dell'umana redenzione. L'Italia Fascista far dell'Impero una costruzione supremamente armonica : in armonia vogliamo dire con i caratteri tipic i milienari di nostra gente, quali Mussolini deline nel suo indimen ticabile discorso del 2 ottobre dell'Anno XIII : ... Questo popo l o -Egli disse al quale l'umanit deve talune delle sue pi grandi conquiste... questo popolo di poeti, di artisti, di eroi, di santi di navigatori, di trasmigratori... Uno di lingua, di religione, di mente dalle eccelse vette alpine alle estreme punte isolane protese ne/ mare twstmm, il popolo ita liano trover nell antica parentela del sangue, non solo il fattore eminente della sua ferrea sacra unit, ma il pi decisivo mezzo di azione per la costruzione del suo Impero africano. Dott. ANGELO PICCIOU M i nistero dell'Africa Italian a C apo dtJJ Ufficio S tNdi

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    JE JRt JE 10,. Jl 1r A. JRt Jl JE 1r A JE 10, 'JE lU 41J, JE N ll 4[ A. Molte malattie ed anomalie si trasmettono all'Il illscendenza seguendo il meccanlismo dell'eredit mendeliana, osle leggi e potendo esser rappresentate con gli sche mi identici che si usano caso di piante ed animali. Riveste dunque una .partK:olare irnpOI'tanza, ai fini .del miglioramento di una razza, l'identificazione di esse e l'indagine circa il com portamento, a carattere di dominanza o di recessivit dei fattori cui sono legate; dipende infatti, come vedremo, da tale la possihilit di ottenere pi o meno buoni risultati dall'attuazione di tentativi tendenti alla loro eliminazione dal complesso di una entit razziale. Consideriamo ad esempio il caso di una malattia ereditaria a carattere dominante. Si abbia un omozigote (l) malato (MM) che si unisce cop un omozigote sano (ss); tutti i figli saranno eterozigoti (Ms), ed essendo M carattere dominante tutti presenteranno l'anomalia in atto (Schema l). Se ora un di questi eiterozigoti si accoppia con un sano, o con un altro eterozigote, si avr una figliolanza nel primo caso (Schema 2-A) per il 50 o/o eterozigote malata e per il 50 o/o omozigote sana, in cui il carattere di malattia non potr pi di per s apparire, e nel secondo caso, giusta la legge di Menqel .della disgiunzione dei caratteri negli ibridi, un 25 % di simi puri, ed un 75 o/o di maiali, di cui il 25 o/o omozigoti ed il so o/o eterozigoti (Sche ma Nel caso poi dell'accoppiamento con un malato puro ovvio che tutti i figli si presenteranno malati, e saranno per il 50%' omozigoti e per il 50% eterozigoti (Schema 2-C). E' importante qui notare come si abbia la malattia in atto ove sia presente nella sostanza genetica anche un solo fattore di malattia, e come invece mai essa a meno che, per cause sconosciUte, non si fonni ex rwvo una alterazione del sistema genetico -appaia nelfa prole di individui che si mostrano sani. Un esempio emiuentemente rappresentativo di questo caso fornito dall'albero genealogico riportato in fig. l, il cui esame ci rivela chiaramente come appunto un carattere dominante possa trasmettersi senza per.dere alcunch della sua forza attra verso numerose generazioni. Si pu ora dedurre che, ove si volesse, sarebbe notevolmente facile pervenire in breve tempo alla scomparsa di tutte le ma lattie e anomalie ereditarie a carattere dominante; sarebbe in fatti condizione sufficiente al raggiungimento di tale scopo l'ottenere che tutti gli individui tarati di una generazione non si riproducessero. Dove invece si riscontrano notevolissime difficolt, forse addirittura insonnontabili, ai tentativi di eliminazione totale nei difetti ereditati a carattere recess1vo. Si sa infatti che in Ecco un difetto delle dita consistente per lo pi nella fusione delle due ultime falangi (brachidattilia); uno degli esempi pi certi dell'eredit di un carattere dominante. Nella foto di destra la mano anomala confrontata con una normale; in quella di sinistra c' la sua radiografia (D.a Punnet e da Drinkwater). (l) Ricordiamo che i caratteri ereditari sono legati a coppie di fat tori, e che due caratteri possono essere antagonisti, nel senso che se I' uno deve mancare l'altro; si cos o biondi o bruni. Un carattere p01 pu dimostrarsi ad azione pi energica, essere cio
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    tali casi perch la malattia si renda manifesta la presenza nella coppia responsabile di ambedue i caratteri re cessivi, cio l'omozigosi. Ricorriamo anche qui a schemi, prendendo in esame il caso di una malattia. Se un omozigote malato (mm), si unisce ad SCHEMA 1 Genitort Gameti Figli tica nel caso di animali e piante, consistenti nel fa! accoppiare in esame con uno malato; infatti esaminando un certo numero di figli si pu in ta. l caso ad una deter minazione poich se esso era perfettamente sano, dunque omozigote, nessuno di questi apparir malato (Schema 4 -A) mentre lo sar approssimativamente il 50 % in caso di eterozi gosi, lo schema 4-C. Crediamo qui opportuno aggiungere che quanto abbiamo un detto pu servirei a spiegare e a darci la vera ragione 'della nascita della prole difettosa che spesso vediamo proJursi r..ei matrimoni tra consanguinei. Non infatti vero, come comune mente si crede e la tradizione di tutti i popoli trasmette, che il matrimonio tra consanguinei sia latore di per s di malattie in genere e di degenerazione del ceppo famigliare, ch anzi tale tipo di unione si dimostrato in genetica il pi oppori.uno per mantenete inalterata la purezza di una razza; ma bens sem plicemente il fatto che due consanguinei possono pi facil mente aver avuto tra i loro .ascendenti un comune antenato ma lato il quale ha ad ambedue trasmesso in forma latente il ca rattere di malattia; questo potendosi trovare presente in am-SCHEMA 2 / A 8 c ss Ms Ms Ms MM 1\ l \ 1\ 1\ l \ M Genitori s s M Gameti , Figli s MM un omozigote sano (SS), tutti i figli nati da tale matrimonio si presenteranno sani, ma tutti (Schema 3) nasconderanno il carattere di malattia; sani cio fenotipicamente non lo sono per geneticamente. Esaminiamo ora i casi di possibile accoppiamento di tali eterozigoti con altri individui: Lo schema 4-A illustra i risultati dell'unione con un sano puro: tutti i figli saranno fenotipicamente sani, ma solo il 50 % di e ss i lo sar anche geneticamente. Lo schema 4-B ci mostra il risultato dell'accoppiamento d due sani eterozigoti: si ha la comparsa della malattia nel 25 % dei figli, la latenza di essa nel 50 % mentre il rimanente 25 7o tornato definitivamente sano. Lo schema 4-C mostra infine i risultati dell'unione con un malato ( omozigote) : si ottiene un 50 % dei figli con la ma lattia in atto, ed un 50 % di apparentemente sani. E' dunque ovvio che in questo caso l'eliminazione, dal pun to di vista riproduttivo, degli individui malati, anche se rigo rosamente totale, non porterebbe alla scomparsa della malat tia, potendo essa (Schema 4-B) essere di nuovo riprodotta dal l'unione di sani eterozigoti ineliminabili in quanto ia l oit) diagnosi assolutamente impossibile almeno allo stato at tuale delle nostre conoscenze _:__ nell a specie umana, p v ieh non si possono a questa appiicare i metodi seguiti dalla 5enc -30 M s M .J M s s s MM ft1s Ms M M bedue le cellule germinali che si fondono viene a ricostituire quella coppia omozigote che condizione necessaria perch appaia la malattia. Esaminando ora le possibilit di ottenere una rapida scomparsa totale dei difetti ereditari recessivi mediante l'applica' zione di metodi anticoncezionali bisogna subito riconoscere che poche Illusioni ci si possono fare in materia. Le statistiche hanno affermato che impedendo la riproduzione di tutt i gli in dividui tarati d i una generazione si addiverrebbe in quella im mediatamente seguente ad una del numero di es s i di circa l'Il % del totale, percentuale che poi nelle successive generazioni si riduce progressivamen t e. E' per da notare che tale statistica si riferisce a quelle malattle ereditarie che hanno grande diffusione, potendos i invec e, secondo Fisher, calcolare la riduzione nel caso di una meno diffusa fino al 30-40 % D'altra parte neppure gli altri metodi proposti dall'eugeneti ca soddisfano. E' cos fuori discussione l'apporto di reali van taggi, nel senso che ci interessa, da parte di quello terapeutico e ambientale, e su ci si pu due vi sia unanime ac cordo tra gli eugenisti. Quanto al metodo dell'eugenica famigliare, consistente nel far avvenire il matrimonio fra indivJ.dui il pi possibile lontani per origine, esso non conduce in definitiva ad alcun migliora mento, essendo anzi causa di un peggioramento che esplode-

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    l J l .. l l l l l i l Questo albero geneaologico ci mostra come si conservi e si diffonda nella discendenza un carattere anomalo dominante, la bracldattilia. Si noti come da un individuo difettoso nasce; sempre qualche difettoso, e come invece sani figli di un anomalo non presentino pi tale carattere nella loro discendenza. (Col seguo d' si indicano i maschi, col fJ le femmine; i neri rappresentano i tipi con l'anomalia in atto, i bianchi gli individui sani) -(Da Drinkwater). rebbe dopo pochissime generazioni Riferiamo a questo pro posito le parole dello Jennmgs, che non si pu certamente dire troppo favorevole all'applicazione dei metodi anticoncezionali, sui risultati dell'eugenetica famigliare: essa tende ad occul tarli -i caratten difettosi in genere e proteggerli, in modo che possano moltiplicarsi e possano essere trasmessi alle loro nuove generazioni in numero sempre maggiore :.. Occorre quindi riconoscere che in ult'Illa analisi l'unico grande beneficio al miglioramento di una razza pu essere dato dalla eliminazione dei tarati, se razionalmen te condotta per pi generazioni successive, in quanto in tal modo per la mancata continua il!lmissione di nuovi eterozigoti, portatori nascosti del carattere di malattia, con conseguente dminuzione delle pro-Genitori Gameti Figli SCHEMA 3 SS mm J l s"" /m Sm babilit di incontro di due di essi si verrebbe via via, per quanto lentamente e sia pure senza mai raggiungere l'assoluta scomparsa, ad una sempre maggior rarefazione dei casi ano mali e patologici. Quanto alla opportumt allora, ai fini di un vero migliora mento della razza, basato cio sulla effettiva diminuzione delle tare genetiche, dell'applicazione di opportune provvidenze ten denti alla limitazione dell'attivit nproduttiva degli individui nocivi alla razza, ci appare che essa debba essere il giusto corollario di una semplice e serena riflessione su quanto ab biamo scritto. U n ultimo pratico esempio veramente tragico di quanto co sti la sentimentale conservazione dell'attivit riproduttiva di individui tarati in seno alla societ, vogliamo ancora citare Tale il caso di Ada J ucke, ben noto a medici e a quanti si interessano di questioni ereditarie, ma sconosciuto alla massa del pubbhco. Ada }ucke ladra, vagabonda, ubriacona, nacque nel 1740 e mor dopo il 1800. 834 individui si son o potuti accertare suoi diretti discendenti; d i 709 si so n conosciute le condizioni di vita; tra essi si contano : Figli illegittimi 106; prostitute 181; mendicanti 142; rico verati m osp izi di {;llrit 61; malfattori (di cui 7 assassini) 76. I malfattori passarono 116 anm in prigione. Vennero soste nuti per 734 anni dalla pubblica carit. Alla quinta generazio ne quasi tutte le donne erano prostitute e gli uomini malfat tori .... MARCEllO RICCI SCHEMA 4 A Genitori /\ Gameti s s Figli ss Sm 8 i\ )\ ss s'm Sm mm Sm 1\ S m c MM 1\ 31

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    METRICA DELL'INTEI.-_, L l G E N ZA Bianchi, Negri e Negroidi >>. Chi pi intelligente? E' una d9manda che merita una risposta, non per semplice dissertazione ma per salvaguardare la collettivit ed i genitori dalla sgradita sorpresa della defi cienza intellettiva dei figli. Chi ha vissuto nelle Colonie, chi ha avuto rapporti commerciali e scientifici con popoli dello stesso colore, con soggetti di colore diverso per civilt e per attivit si fatta un'idea, che spesso pecca di soggettivit e di egoismo. Solo la Storia e le ricerche scientifiche potranno darci una risposta impar ziale e serena. Quale popolo ha lasciato maggiori e pi vaste orme dell'antico popolo ro mano che, conquistato il mondo, v i port civilt e giustizia? Le provvide e tempestive dispos i zioni in merito all'integrit della razza deb bono essere intese soprattutto come coscienza di dovere e di previdenza per le nostre generazioni. Il rapporto con elementi spud e le promiscuit con razza di colore minorano i figli ; e nei figli la razza, fisicamente ed intellettualmente. Esaminiamo gli studi fatti serenamente in merito, da antropologi e psicoana listi su neonati e adulti di razza bianca e razza negra Secondo le ricerche di Davenport la circonferenza media della test a dei neonati negri puri d'America, diretti discendenti degli importati, di 325 mm. Martin ci d le seguenti medie delle circonferenze dei neonati bianchi : Tedeschi. Russi Ebrei 347 mm. 335 mm. 342 mm. 327 mm. Negli adulti la circonferenza media cranica oscilla nella razza bianca tra 58 e 55 mm Cipriani riporta i dati delle numerose ed interessanti ricerche fatte d a lui come segue: di Mozambico: circonferenza cranica media 575,..520 mm. Zuli 578-510 mm. Da queste cifre facile dedurre un primo rapporto, tenendo presente il fat. tore statura e lo spessore delle ossa craniche, il quale nei negri maggiore che nei bianchi. Gli studi craniometrici rivelano una superiorit dei bianchi sui negri in genere. Questi dati che Isolatamente dicono poco rispetto all intelligenza, trovano la conferma e si completano colle ricerche psico-analitihe fatte da studiosi na zionali e stranieri. Alice C. Strong per prima nel 1912, sotto la guid a di Morse Josiah, fece uno studio comparativo delle differenze mentali fra un gruppo di 225 fan ciulli bianchi e 123 fanciulli di colore delle scuole pubbliche di Columbia. La Strong adott per i suoi studi la scala metrica dell'intelligenza di Binet e Simon. Le ricerche erano condotte nelle stesse condizioni comparative di am biente di et, di metodo e di mezzi. I risultati delle sue prime esperienze, presentate da Morse Josiah, furono i seguenti: SU 119 BIANCHI E 120 DI COLORE Bianchi Colorati Normali . . 42,9"/, 30 "f, Superiori alla normalit 28,6"/, 9,2"f, Inferiori alla normalit . 25,2 "J, 60,8 "/, Il confronto fra le varie prove dette i seguenti risultati: Bianchi Colorati Prove faclll . . 25,7 "f, 20"/, Prove regolari . . 48 "/, 20"/, Prove difficlll . . . 25,7 "/,. 60"/,

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    Considerando regolari i fanciulli fra -l e + 1 si aveva: Bianchi -: normali all'et. Colorati-: normali all'et. 831, 681, Il confronto dei soggetti dei due gruppi risult come segue: inferiori all'et regol ari superiori all'et ETA' l l colorati l colorati bianchi colorati bianchi bianchi 6 anni 19,41, 4 0 % 30,61, 33,3 i 50 1. 26,7% 7 13,91, 29,4% 61 ,l't, 58,81, 25 1. 11,8 1. 8 D 18,51, 23 "j, 55,5 1. 38,5 i 26 1. 38,5% 9 )) 32,21, 71.41, 41,91, 21,4i 25,91, 7.2 "/, lO 55,11, 75 1. 27,61, 12,51, 17 ,31, 12,5 i 11 34,61, 43,71, 42,21, 50 1. 23,1 "f, 6,3% 12 67 ,51, 77 1. 32,51, 23 1. = = Dai suoi studi la Strong concludeva che i fanciulli bianchi sono intellet tualmente superiori ai fanciulli di colore. Eravamo nel 1912. Erano i primi allarmi. Nel 1913 il Dott. Loades dell'Istituto Tecnico Durban (Nata!) studi, con la scala metrica dell'intelligenza di Binet e Simon, il grado di intelligenza in diciotto fanciulli normali indigeni cafri; anch'egli veniva alla conclusione che i fanciulli di colore si trovano proporzionatamente m classi superiori alla loro mente. Pyle esperiment su 408 fanciulli neri dei due sessi in Columbia, Messico, e Moberlj, comparativamente a fanciulli bianchi della stessa et. Egli adottando vari testi invece della scala metrica di Binet e Simon giunse ai seguenti risultati : Maschi e femmine negri impiegano rispettivamente pi tempo dei bianchi. Nelle prove pi difficili i bianchi sono superiori ar negri. Tre quarti dei bianchi superano o sono uguali alla media dei negri. Un quinto dei negri superiore o uguale alla media dei bianchi. Le condizioni sociali, le diversit fra i bimbi negri di campagna e quelli di citt, portano leggera differenza a favore di quelli abitanti nella citt. Comparativamente i negri nelle stesse condizioni sociali, restano inferiori ai bianchi. I vari studiosi giunsero alla stessa conclusione della superiorit dei bianchi sui negri adottando differenti mezzi di ricerche. Queste esperienze, ormai di vecchia data, fatte con serena abiettivit scien tifica, ci fanno orgogliosi, ma guardinghi. Abbiamo un patrimonio intellettivo ed abbiamo il dovere di trasmetterlo, potenziato, se possibile, alle future generazioni. I figli sono quali li vogliamo e nel corpo e nella mente. N si pensi che queste ricerche fatte su fanciulli abbiano valore relativo; perch il fanciullo, soprattutto il suo cervello, in potenza quello che sar adulto. Il cervello umano eredita con la nascita le caratteristiche e gli elementi che si svilupperanno poi col crescere degli anni. Solo ci che presente, sia pure in germe, potr svilupparsi col tempo. Da nulla non nasce n si sviluppa nulla. Lo studio dei fatti sociali rivela i caratteri differenziali dei tipi mentali. Le differenze morfologiche del sistema muscolare, scheletrico e nervoso delk varie razze comportano differenze psicologiche. Le une e le altre sono intrinseche a ciascuna razza. I dati storici, antropologici e sono chiari . Le deduzioni ognuno le trae non solo nell'interesse della razza ma nell'interesse e con l'orgoglio personale. La legge della natura una per tutti gli esseri : animati e inanimati. I figli sono lo specchio fisico e mentale dei genitori. Salute e intelligenza sono gli unici fattori di_ benessere e dt riempiono di felicit il padre e di santo orgogho la madre; questi due fatton uniti formano la certezza della potenza della patria. Dott. ANGELO CHIAUZZI E l :'INFERIORIT MENTALE DEl N EGRI

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    Donna Zulu Donna Bari dell'Alto Nilo con cicatrici ornamentali ottenute a costo di dolorose e ripetute operazioni. Questo tipo travasi poco oltre i confini dell'Etiopia. Tipo Zulu a caratteristiche facciali non negre ma etiopiche . 34 Nuer del Questo tipo trov!IIIi poco oltre i confini dell'Etiopia. Tipo Basuto SEUONDO II La dottrina razzista, mentre conduce a sicure e fondamentali deduzioni sui gruppi umani dell'Africa, pone gli Etio pici in un'evidenza speciale che nostro dovere e interesse valutare adeguata mente. Sull'argomento credo di poter di re una parola imparziale ispirandomi alle ricerche da me condotte sull'intero Continente Nero in otto viaggi svoltisi fra il 1926 e il 1933 e riassumendo quanto da anni ho esposto in numerose pub hlicazioni fra le quali, destinate al gran pubblico, i v-:>lumi Dal Capo al Cairo e L'Imprro Trarr sol tanto qualche conclusione nuova, che da altra _oarte gi implicitamente espressi in passato, sull'opportunit per noi non solo di risanare in senso medico l'Etiopia ma anche di non frenare nei suoi indigeni la naturale prolificit: spontaneamente in coraggiata, invece, dal benessere da noi portato sul posto, s da far prevedere un raddoppiarsi dell'attuale popolazione nei prossimi decenni. Non mi sembra superfluo tornare su questo concetto, dato che da parte autorevole stata avanzata sulla nostra stampa un'opinione diametral mente opposta in base a ipotetici pericoli che l'Antropologia, per, smentisce ap pieno. Se pl' ragioni interne dell'Etiopia dovessimo correre pericolo in futuro, que. sto potr esserlo per i bastardi, non per l'aumentato numero degli indigeni. Basta una indagine sulla loro mentalit per ren dersene conto. Per quanto intelligenti pi di ogn; l tro Africano a pelle nera, le possibilit psichiche della grande massa dei nostri dell'Africa non sono n saranno mai elevate o tali da dare originai di pensiero; cos, una volta resi fiduciosi del nostro potere e ben tr.-.ttati, essi no,, desidereranno di che restarci toposti e magari affia ncarci in qualsiasi nostra impresa coloniale nell' avvenire. eventualmente ed anzi c01 tamo mag giore entusiasmo! --fuori i confini dei !'Etiopia. Ve li induce l'innato senso di fedelt verso chi stimano e lo spirito bel lico ineguagliato da ogni altro Africano. Non difficile convincersene Appunto se stabiliamo la posizione antropologiCa degli Etiopici rispetto alle altre genti del Continente. Anzitutto un errore ritenere gli Etio pici molto diversi dalle altre popolazioni africane, s da conside1arli un gruppo separato. Se ci esatto per parte della loro cultura, non lo per la razza. No nostante tutti gli apporti tardivi, soprat tutto orientali, i quali per millenni te sero a modificare la congerie etiopica. resta difatti prevalente in essa un fondo comune a larga distribuzione in Africa. bench a elementi somatici non negri. Gli mancano, in special modo, i1 naso schiacciato e le' labbra carnose proprie della generalit dei veri Negri. l Santu stessi, sparsi su quasi una met del con tinente, presentano individui di siffatta natura. In certi luoghi essi costituiscono addirittura la maggioranza, s da for. mare dei nuclei che emergono fra le genti circonvicine a guisa di isole. Bench

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    .. _. Donna OHentoHa Sud Ahica Tipo Zulu a caratteristiche facciali non negJo ma etiopiche. RAZZISMO queste siano di solito a forte l'una dall'altra, la loro composizione razziale simile. Ho rintracciato alcune di tali isole etniche nel sud-ovest, altre nel sud-est dell'Africa. Fra i ben noti Zul, ad esempio, molti individui mi im pressionarono per la finezza dei loro caratteri. Pure nell'Africa Centrale, nel Congo, nella regione dei Grandi Laghi, nel Nord e nel Sud Rhodesia, nel Transvaal e altrove, notai lo stesso fatto non raro. Nel distretto di Ankole, i pastori Bahima con le loro alte stature, la leptorinia e le facce allungate, si staccano tanto dai Bahero loro attorno, da avere indotto Johnston a supporli discendenti di soldati egizioni fuggiti da Emin Pasci. Un'opinione simile fu avanzata per spiegare le caratteristiche di a:lcuni tipi del Sankur, del Ruanda-Urundi e di altre genti africane. Varie migliaia di chilometri pi a sud del Sankur, un ana logo tipo umano lo trovai fra i Bala del Kafe. Nell'area delle famose rovine della Rhodesia, Selous, nel 1878, parl delle trib in mezzo a cui aveva viaggiato come dotate tutte di lineamenti non gros solani, di labbra sottili, di teste ben for mate, molto dissimili da quelle dei Negri; e per Bent, uno dei primi studiosi di quelle rovine, i Makalanga, da lui os servati nel 1891, erano di belle fattezze e ricordavano nel profilo le figure dipinte si sarcofagi egiziani. Lo stesso dice Hall, bench egli, preoccupato dalle sue teorie. veda nella finezza delle genti proprie dell'area delle rovine, un 'ottima prova della loro origine semitica Anche gli scrittori portoghesi, da dopo il l 516. sono concordi nel riconoscere negli in digeni dell'interno della Rhodesia genti meno rozze e pi intelligenti di quelle della costa, come ancora nonostante i contatti secolari di queste ultime con trafficanti civili ; e gi Masudi nel nono secolo, accenn ai produttori d'oro del l'interno sud-africano quali uomini di tipo fino. Con tutto ci, il tipo etiopico da dirsi puro trovasi solo nell Africa Orientale. Secondo ogni probabilit, i gruppi africani sporadici a doti fisiche superiori non sono altro che i resti, meglio pre servati. di un tipo umano molto e\'oluto, il quale in antico ebbe grande diffusione in Africa. Questo tipo, allo stato puro, scomparve dall'area bantu in conseguen za dell'incrocio con razze indigene infe riori. Soltanto nei luoghi ove tale incro cio fu ostacolato, per isolamento geo grafico o costumi speciali. conserv una relativa purezza. I suoi legami razziali sono ragionevolmente da ricercarsi con gli abitanti del nord-est africano, ossia: con gli Etiopici attuali. La presenza in Africa di un tipo umano a fini caratteristiche somatiche rimonta all'epoca quartenaria, se stiamo a1 re sultati raggiunti fra il 1925 e il 1931 datla East African Archaeological Expe dition e a scoperte come quella di Springbok Flats nel Transvaal. Ben de gna di nota la non esistenza di reperti Tipo etiopico (Bogos) Donna boscimana raleontologici attribuibili al gru]Jpo ne gro. In regioni lontane fra loro come le rive del Lago Vittoria, Oldoway nel Tan ganica e il Transvaal, vennero all'oppo sto in luce resti fossili di un tipo uma no affine agli Etiopici. Il fatto, gi segnalato da) Keith, lo confermo coi raf fronti fra cote sti fossili e la ricca colle zione etiopica del Museo Antropologico fiorentino. Indicano nella medesima direzione anche parecchi residui culturali deno tanti remota presenza, da un capo all'al tro dell'Africa di una civilt piuttosto elevata, in anticipo ma non senza nessi coi primordi della civiltil egiziana. Co testi nessi sono tanto numerosi da aver indotto alcuni a supporre una colonizza zione egiziana spintasi fino a sud del continente. Le rassomiglianze concernono fatti linguistici e la massima parte degli istrumenti musicali e d'uso comune, qua li i vasellami e i poggiatesta. Il confron to pu estendersi anche ai motivi orna mentali ricorrenti sugli oggetti, nonch ai riti funerari e religiosi. Notevoli per il loro speciale significato e la loro amdistribuzione, non solo africana. sono certe costumanze mtese ad ass1cu-35

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    rare la fertilit nei campi, nel bestiame e negli uomini. Famosa nell'Egitto fu la cerimonia dell'uccisione del Faraone. Sul Nilo, nel Congo, in Nigeria e nell'Africa Meridionale si pratica o fu pra ticata fin di recente la soppressione del Capo ai primi sintomi di senilit. Parecchie analogie culturali, con pre tesa impronta egiziana, possono per spie garsi in maniera diversa da quella che sembrerebbe evidente. Il dominio egizia no non s orpass forse il territorio di cui chiaro cenno nelle iscrizioni faraoni che. Lungo il Nilo non giunse, anzi molto oltre i confini meridionali della Nubia, escludendo il paese degli Scillk Se un tanto vasto impero, abbracciante tutta l'Africa. fosse stato posseduto dai Faraoni, essi non avrebhero mancato di tramandarcene notizia, come avvt>nuto per fatti di assai minore importanza. Ap parisce infondato, nonch superfluo, il sostenere perci una colonizzazione egi ziana giunta al Capo. Pi prudente lo ammettere un influsso egiziano in parte diretto per effetto di conquista e in parte indiretto per spontanea diffusione Tutto il resto indizia invece una arcaica cul tura africana, oggi decaduta, fonte pri ma della stes..;a civilt dell'Egitto. Basandoci su una osservazione sem plicissima facile capiTe perch dov aversi l'accennato regresso razziale e cul turale. Il tipo umano meglio dotato, indubbio creatore della pi alta civilt africana, entr ovunque in contatto e si mischi con tipi di decisa inferiorit so matica e psichica i quali furono, a se conda dei luoghi, i veri Negri, i Pigmei e i Boscimani. Vige in Africa, da tempi immemorabili, la poligamia per acquisto di mogli con limite fissato unicamente da ragioni Spesso, inoltre, una trib ricca riceve donne da una meno ricca, per la convenienza dei prezzi. Se fra le due trib vi sono differenze soma tiche, quelle del gruppo meno ricco si infiltreranno cos nel gruppo ricco. Sol tanto per questa causa molte trib scomparvero ed altre sono in via di scompa rire. Cito i Btua della Rhodesia, i quali vidi in lento assorbimento da parte dei Bantu circonvicini di loro pi ricchi e perci acquirenti delle migliori loro donne. Effetto irrimediabile fu pure la decadenza del tipo pi elt>vato. Un identico fenomeno si colpisce in atto studiando i resti ossei umani risa lenti alla cosid(letta civilt di Zimbbue nella Rhodesia Meridionale. Nelle tom be entro le rovine si trovarono scheletri di vario tipo razziale, seppelliti tutti in una stessa maniera e carichi di gioielli. In alcuni casi gli ornamenti d'oro sal dati ai' polsi e alle caviglie di donne aduite erano tanto piccoli da non adattarsi nemmeno a un fanciullo attuale. Al tri, invece, erano grossissimi. Il comples 36 so rileva una popolazione eterogenea, con elementi estremi ad alta statura e tipo fino, e piccolissimi, negritici. Questi ultimi sono certo di donne boscimane accolte a vivere coi proprietari delle co struzioni in pietra come mogli o concubine. Cose non diverse fanno supporre gli ibridi indigeni odierni della Rhodesia. Nessuna trib del continente sfugg a questo genere di incroci, onde un fato inesorabile, sempre pi grave e univer sale, incombe su tutte. Intanto i fatti portati, mentre dimostrano una suprema zia da chiamarsi etiopica molto estesa nell'Africa del passato, provano non lo appartarsi degli Etiopici come entit raz ziale a s, secondo molti ritengono, ma il loro ampio connettersi con le altre !!:enti africane. Sul maggiore livello culturale dell'Africa di un tempo informano i tanti potentati indigeni d eli' antichit, di cui parecchi assurti a vero splendore. Non posso darne qui che un arido elenco, atto per a dimostrare la grande portata del fenomeno. Sono rimasti famosi nella storia i vari reami del Sudn Occidentale e della Guinea, alcuni dei quali durano a lungo, come lo stato retto da Tombuct. In Nigeria, notevole fra gli altri fu il Regno di Benn, distrutto dopo il brutale saccheggio inglese della sua capitale nel 1897. Nei secoli precedenti, i Bini, suoi abitanti, si erano distinti per la produ zione di avori e legni scolpiti, maschere e bronzi di squisita fattura. Nel Sudn Centrale si ebbero i regni Asande e Mangbetu; in quello Orientale fu impor tante la nazione degli Scillk. Non si pu pi mettere in dubbio, ormai, che anche nell'Africa Equatoriale sorsero regni di elevata organizzazione, come quelli mt>dioevali dei Congo e dei Balunda; op pure, pi recenti, dei Racuba o Buscion go. Il re dei Congo teneva sotto la sua giurisdizione tutti i capi dal mare al fiu me Cuango, e dal Cuanza al Cuilo. L'impero dei Balunda, fra il Cuango e il Lua laba, sembra essere stato non meno po tente; e cos quello dei Casongo, a nord del Lualaba. Autentiche signorie indigene si affermarono per. secoli anche nella regione dei Grandi Laghi. Da considerarsi per prime sono quelle delle rive dei Laghi Vittoria e Alberto, ove sorsero regni riuniti poi nel grande Impero Ci tuara, con i Baganda, i Banioro e i Cara gue a principali costituenti. Fra costoro le residenze reali erano addirittura palaz?.i. Minore significato ebbero gli Uaciagga del 01ilimangiaro, frazionatisi in ven totto staterelli da mille a ventimila abitanti ciascuno. Pi verso il sud, nella Rhodesia Nord Orientale, si form il dominio degli Angoni. Nella Rhodesia Meridionale fior il celebre impero dd Monomotapa che in un mio volume su Le antiche rovine e miniere della Rho-desia presi a modello per analizzare a fondo le cause della decadenza raz ziale e culturale degli Africani. Sub l'mvasione dei Matabele, trib originata dallo smemhramento di un'altra na zione, propria del Natl: quella degli Zulu, su cui tanti hanno scritto. Nell'Africa Meridionale altri stati degni di nota li crearono i Barotse e i Basuto. Fra gli Africani attuali non sussi stito minimo ricordo di tutto ci; comunque i fatti abbondano per autorizzarci ad affermare, ripeto, che le civilt pi elevate dell'Africa si dovettero a genti razzialmente imparentate con gli Etio pici, s da doversi dire etiopica la storia antica del Continente. Un'azione tanto ampia si ebbe forse pi per effetto di pastori nomadi, di cui gli Hadndoa, i Begia, i Beduib,-i Somali e altri ci dnno idea, che di gruppi altamente incivilitisi come gli Egiziani. Basta uno sguardo alle culture e alla carta linguistica dell'Africa per provare cotesta vastit di operato, nonostant le profonde, ma relativamente tarde modificazioni sopravvenute per in flusso Il fenomeno richiese certo lunghe epoche per attuarsi. In conclusione, forti motivi costringono ad ammettere nell'Africa la culla e poi la trao;;formazione, per graduale incro cio, del tipo etiopico. In proposito in teressante l'opinione espressa nel 1934 dt>l Barton in un volume sull'origine dei Camiti e dei Semiti. Egli afferma che durante i millenni immediatamente posteriori all'ultima glaciazione europea eb bero sviluppo nell'Africa Settentrionale, inclusa l'area sahariana, gli antenati di coloro che erano destinati a divenire gli Etiopici nel resto del Continente, migrando lungo la valle del Nilo fino ai Grandi Laghi e al c_orno orientale dell'Africa, e dalla odierna regione delle oasi a tutto il Sudn e al p&ese dei Boscimani nello estremo sud. Un'opinione sostanzialmente Identica av-anzai io stesso nel 1932 dopo due viaggi di esplorazione nel Shara Italiano. Le scoperte future non potranno che confermarla. Frattanto, come detto, un tipo proto-etiopico, se non gi etiopico del tutto, stato rintracciato fossile in parecchie parti dell'Africa, con una antichit da calcolarsi non in mil lenni ma con i larghi criteri della Geolo gia. Accantonati a milioni nell'Africa Orientale Italiana, e in minimo numero nella Somalia Inglese e Francese, vivono i suoi discendenti pi puri: contraddi stinti da un aspetto imponente e soprat tutto prezioso per noi! -da uno spirito bellico che all'opposto scomparso da ogni altra popolazione africana a pelle scura per incrocio coi Negri o genti ancor pi degradante: in particolare irri ducibilmente imbelli, per motivi di razza. Di tanto speciale situazione non potr non risentirne la stona futura dell'Africa. LIDIO CIPWANI

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    Jl JL S A N 4[, lU JE JOUl Il concetto di razza, e precisamente di razza italiana, si basa su considerazioni biologiche, antropologiche, spirituali. La razza italiana, quale razza a s, si rivelata con immediata ed inconfondibile individualit per la genialit dei suoi figli, prima ancora che l 'antropologa e la biologia' lo riconfermasse. Le propriet mentali non sono un prodotto ambientale, ma attributi organici diretti ed inscindibili come gli attributi antropologici e biologici, anzi la mentalit l'immediata espressione del carattere biologico. Mens sana in corpore sano gi avevano messo in evidenza gli antichi: Dante. Giotto, Leonardo hanno. gi da secoli affermato l'individualit, l'immortalit. la superiorit della nostra stirpe. Il problema della razza italiana scientificamente perci la constatazione di uno stato di fatto: In biologia, infatti, per razza, intendiamo un insieme distinto di individui, con caratteristiche morfologiche e biologiche proprie, genotipiche (espressioni cio di cara!-. Ieri ereditari) costanti ed invariabili nello spazio e nel tempo. La Gostituzione segna un'indelebile impronta in ogni parte dell'organismo: il volto, il cranio, la statura, !a colorazione della pelle, dei capelli, dell'occhio, tutti gli elementi di cui si serve l'antropologia fisica -bench gli studi a riguardo siano appena agli inizi ed il .ampc sia ancora qnosi inesplorato --hanno tutti 11n riscontro, un riferimento costituzionale, mostrano inequivocabilmente i segni di una costellazione endocrina, cio di un insieme caratteristico di glandole a interna e di una storia ereditaria La coincidenza, spesso inequivocabile, tra dati biologici e dati antropolo-. g i ci indice di una evidente identit -che gli studi futuri metteranno ancora pi in evidenza -tra fattori costituzionali e fattori razzol i. Per noi, dunque, costituzione sinonimo di razza, ed il sangue, particolarmente i gruppi sanguigni, sono la pi pura espressione, nella loro variet, delle differenze biologiche di costituzione e di razza. Nelle concezione di tutti i popoli antichi il sangue era la sede dell'aniroa: secondo la moderna scienza esso il torrente che riceve tutto ci che dall'esterno all'organismo arriva e che nell'organismo si produce, mezzo in cui in realt gli organismi vivono ed a cui intimamente legata la vita cellulare. Sede delle propriet essenziali della vita, esso dunque la pi pura espressione di un fattore costituzionale. Ii gruppo cui il sangue di un individuo appartiene una caratteristica fissa costituz ionale, che non varia n con i'et, n con l'alimentazione, n per malattie. Hirzfeld dopo otto anni, Decastello dopo ventun anni, malgrado l'intercorrenza delle circostar.ze pi imprevedute, non osmai cambiamento cii nessun gruppo. li gruppo non mut a neanche dopo l a trasfusione di sangue d i un altro gruppo, bench i globuli rossi del PERCENTUALE DEl GRUPPI A E 8 NEL SANGUE DELLE VARIE RAZZE recettcre si possano per lungo tempo chiaramente distinguere da quelli del donatore. Nella clinica Mayo un paziente .__ __ _.l sANGUE DI GRUPPO SANGUE DI GRUPPO B 5 lo 15 20 25 30 35 40 45 50 o INGLESI { ITALIANI {b"IM FRANCESI { AUSTRIACI { G R E C BULGARI { l t l l l l l l o 1 1 ARA 8 T U R C H l { E BR E R U S S UNGHERESI { A N t:1 A M l T l { ( T Z l G A N l N D Vl appartenente al gruppo A B (ricettore universale) fu s ottooosto a 75 trasfusioni con sangue da tutti e quattro i gruppi senza che apparisse per nulla in seguito modificato il proprio. E stato di-mostrato, ed ampliamente, che i gruppi sanguigni non subiscono trasformazioni per cause fisiche, chimiche, farmacologiche le pi diverse. Lo studio delle propriet biologiche, e principalmente dei gruppi sanguigni debbono perci, a mio giudizio, avere il posto ben meritato negli studi antropologici. Infatti le propriet umorali sono qualche cosa di pi delicato. d i pi intimamente connesso alla essenza s tessa degli esseri viventi pi che i caratteri morfologici di cui si vale la cosiddetta antropologia fisica, direttamente accessibile alle influenze esteriori, e perci qualche volta modilicabili. Un trauma. una malattia ad esempio, pu far variare l a statura, il colorito della pelle, i vari indici (cranico, facciale nasale), ma non le caratteristiche del sangue. Inoltre lo studio dei gruppi sanguigni ci permette di dif ferenziare popoli che spesso i soli dati antropologici sono impotenti a differenzia-re. Ad esempio l'Africa del Nord; e particolarmente il Marocco, fu invaso a pi riprese da popoli di origine razziale diversa. gli attuali abitanti rappresentano una po-polazione delle pi eterogenee: vicino agli Arabi puri, residenti nei piani e sulle coste atlantiche, si travano focolai di Berberi tra le montagne difficilmente accessibili dell'Atlante e del Riff. Si riscontra anche, ed la maggioranza, la m escolanza di queste due razze, cos che quasi ci sembra essere in presenza di una razza nuova costituita d 'altra parte dalia mescodegli invasori con gli autoctoni: gli Arabo-Berberi. L'antropologia fisic a impotente a differenziare queste due razze. Ambedue sono di pelle bianca, a lcuna differenza pu essere ri levata dal punto d i vista dell'altezza, dell'indice cefalico. na-37

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    sale, facciale. Una precisa indicazione ci pu essere fornita solo dai dati sierologici, il sangue solo cio ci pu rivelare la diversit di razza. Possiamo peri ben convenire con Hirzfeld che la serologia ci ha donato uno strumento che pu contribuire a risolvere i pi complessi p.-oblemi delle differenze delle razze umane I gruppi sanguigni, propriet squisitamente ereditaria e coslilu-zionale, acquistato una notevole importanza in Antropologia, da quando stato osservato che la loro proporzione nelle popolazioni varia a seconda della origine etno-antropcilogica. Nel 1919 i coniugi Hirzfeld, addetti ai servizi medici degli eserciti alleati in Oriente, esaminarono, usando tecnica e reallivi uniformi, numerosi Correlazione tra gruppi sanguigni ed altezza -Si noti che ad una statura bassa (m. 1.60 1.65) corrisponde in percentuale una netta predominanza del sangue di gruppo B. mentre a statura pi alta (m. 1.70 1.75) si ha ne1ta predominanza in percentuale del sangue di gruppo A. Correlazione tra gruppi sanguigni e forma del cranio -Si noti che ad una brachicefalia ", si ha corrispondentemente una netta prevalenza in peryentuale del sangue di gruppo B. mentre ad una dolicocefalia corrisponde un'alta percentuale del sangue di gruppo B. / 50 40 _____ B ---------A ----r -:--.-. l --2 150 --.... l ----A 8 avv1ctnano alla totalit. Il prevalere di A rispetto a B, caratteristica delle. popolazioni dell'Europa Centrale e derivati (Ariani), questa differenza va attenuandosi se ci si sposta verso l'Europa Orientale e Sud-Orientale (Slavi-Balcani) e pi ancora in Africa ed in Asia dove si ha nello predominio di B (Cinesi, Manciuriani, Ind). Interessantissime inoltre le correlazioni Ira gruppi sanguigni e caratteri antropologici. Rielz in Svezia ha osservato un rapporto tra gruppi sanguigni e forma del cranio, nel senso che la predominanza del gruppo A sul B pi accentuala nei dolicocefali, che nei brachicefali. Tale rapporto stato riconfermalo da Rosenfeld in Russia, da Klein in Germania. Ricerche di questi autori concordano inoltre nell'affermare che il gruppo A .CII tipo -------1&Q. mt!tri ,..._ 1.1Q. .... ... ... .... .... .... ... 175 biondo, alto, dolicocefalo caratteristico del tipo Ariano, mentre il gruppo B corrisponde al tipo brachicefalo, 1 l '30 --.. ...... di statura non elevata, con colorazione di capelli piuttosto scura e si riscontra in maggioranza nei popoli extra-europei. Il grafico annesso chiarisce le proporzioni del sangue di gruppo A e B nelle varie razze. Le cifre che "riportiamo non sono parto della nostra eccitata fantasia ma sono dati compilali dal giudeo Leone Lattes e dal francese Dujarric de la Rivire, due persone il cui nome e la cui origine sono un attestato di imparzialit, almeno nei nostri ri-20 10 l l l l BRACHICEFALIA MESOCEFALIA militari e borghesi, provenienti da paesi ed appartenenti a razze diverse, ma vivendo contemporaneamente nelle stesse condizioni ambientali. Data l'importanza della scoperta, la variet ed il numero delle popolazioni esaminale sono andate sempre pi aumentando, ed oggi tali studi proseguono ovunque attivamente e varmo sempre pi dimostrando che, nelle sue grandi linee, la ripartizione dei quattro gruppj sanguigni dipende da fattori razziali. La ragione recondita della diversa distribuzione in rapporto alle caratteristiche antropologiche non stata ancora stabilita, ma si deve ammettere un'origine separata dei gruppi A e B il primo come proveniente dall'Europa Occidentale, il secondo dall'Asia Centrale -per cui .le ripartizioni attuali sarebbero dipendenti dalla inlillrazione migratoria di un gruppo nell'altrQ e specialmente dei Mongoli in Europa. In generale si pu dire che il gruppo A diminuisce andando dall'Europa Occidentale verso Est e verso Sud, mentre il gruppo B segue l'ordine inverso. Il gruppo O non subisce grandi oscillazioni nelle popolazioni europee ed Africane; in alcune popolazioni di origine antichissima, in cui le infiltrazioni sono state teoricamente assai scarse (Indiane dell'America Settentrionale, Malesi, Aborigeni Australiani, Esquimesi). si trovano percentuali elevatissime dei gruppo O, che talvolta si 38 .... .... ... .... ... .... .... .... ... .... ... DOLICOCEFALIA guardi. Da esse appare evi-dente: l") Lo scarso influsso di B -elemento Asiatico -e la altissima percentuale di A -elemento Ariano -nel sangue degli Italiani, razza Ariana pura pi di quanto le caratteristiche esteriori non dimostrano. 2") L'alta e quasi identica percentuale di A nei popoli Europei, cui fa riscontro l'alta percentuale di B nei popoli extra-europei. 3") La stretta parentela di sangue tra Ebrei, Arabi, Turchi, cosa ancor pi caratteristica tra Ebrei e Russi. 4") La nella distinzione tra gli Ariani e gli Ebrei, popolo di indiscussa origine asiatica. 5") La identica composizione di sangue Ira Austriaci e Tedeschi, mentre gli Ungheresi presentano una parentela di sangue con i popoli di origine Uralo-Altaica. Appare infine che il sangue differisce nei vari popoli poich di razza diversa e che il concetto biologico di razza non una nebuloso elucubrazione scientifica, ma realt attuale di vita. La voce del sangue si leva dunque alta e solenne ai nostri giorni, ed alla luce delle moderne scoperte per affermare, con il suo ritmo antico e nuovissimo, le leggi dell'umana fraternit, anche quando questa sembri lontana e divenuta un favoleggiato milo. DoH. GIUSEPPE LUCIDI

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    poletniea Disarmiamo i borghesi Dal tempo di quei cartesiani di Napoli, dei quali Giambat tis(a Vico parla nella storia della sua vita fino ad Alessandro Manzoni e:;se invece ancora da fare. que s to fu l'equivoco dei cosiddetti apostoli del patrio riscatto, dei rinno vati apostoli del 1876, e della loro genera z ione bastarda, perch un equivoco che dura ancm a U!I equivoco mortale. una cupi dit di dissolver si Ci deve farci comprendere quanto grande sia il destino d Italia, qus.nto difficile. A gli ostacoli naturali altri ne ah biamo aggiunto noi c he lo mettono in pericolo lo r e ndo n o irraggiungibil e, se non facciamo presto a toglierli. L'Italia sar carce-rata finch tra s cint>r quelle due ca ten e, che sono la cu l tura e la borghesia. II sistema della riforma e della rivoluzione l'hanno fatto e ce l'hanno imposto i horghesi. il modo di' pensare, di v ivere la societ, la patria borghes e ; e que s ta patria un luo g o che non l'Italia, una citt che non Roma. Parliamoci fran c amente. L'Italia la nostra patria, ma in tutto quello che an cora dipende dai borghesi, in ogni particolare effettivo, c' una patria ufficiosa che non la nostra. A quella guardano i borghesi, da queHa sperano. Ce ne accorgiamo nelle ore gravi. Che cosa attendono ? Sono i discendenti di quelli del 1876. Sono di quella scuola, di quella razza. Non abhiamo dunque bisogno di rispondere. Tutti po s siamo propendere e aver simpatia per questa anzi che per quella nazione. ma l affetto dei borghesi straniero, perch da quell affetto essi vogliono far dipendere anche l e cose d'ItaJoia. E un gu asto della natura, un guasto della dignit, amare una grandezza non no!>1ra. E me glio non aver patria che preferire l'altrui. C' una sola bornel mondo che sia giunta fino a questo punto. Come pu l'Italia raggiungere il suo destino questo dipende dai bor ghesi? Essi sono la vi venti! e storica contradizione dell'Ital ia. Avanza ti organiz z ati, com' ess i sono che sar dell'Italia do mani, s e non li avre mo dis.srmati ? Non perdiamo t e mpo MASSIMO LELJ 39

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    Concerto musicale; Barbarelli detto Giorqione on staremo a non riconm;cere il valore della pittura d'oltr'Alpe venuta da e difesa ed L/ lata fino a spezzare 1 gmsh hm1h del compattbde. Essa trascin le generazipni del novecento: fummo pro vinciali. perch non dirlo? Ci parlavano di un paese fatato, di un jJ aese dove c'era l'ingegno e non altro: vasto, accogliente focolare per i 1 hattesimo dei valwi del lo spirito. Cos tutti vi accorsero, vi giunsero a cuore aperto e ritornarono aridi, assec chiti, come destino degli illusi. La fame e nessun'altra cosa che la fame. Qualcuno tent il suicidio, altri passarono daHa tavolozza al pennello del decoratore, altri morirono di priva zioni non riuscendo a procacci-arsi i mezzi per far r.itorno alle prop.rie case. Di esamina'TC la loro arte non fu mai possibile: questa Parigi. Noi siamo mossi a questo r-agionamento solo per un fatto d'arte, e chi volesse sostenere il contrario commetterebbe un grosso sbaglio. La necessit d'un all'ordine ormai estrema: ordine che va inteso come fattore morale e non come scudo ai sentimentaloni dalle cravatte a cappio, o per chi scam bia sciattezza per disegno. L'ordine che intendiamo nazionale, fatto di elementi crea tivi e sani, proprio come sa fare il popolo o meglio chi lo rappresenta. Troppo ci si affaccenda intorno alle cose dell'arte: il borghese la vuole a suo modo, ci si vuole ritrovare vestito a festa, per esso l'artista non conta, il suo ideale sempre quello, anche di fronte la tela se un dipinto o la pietra se scolpita; guai se i pantaloni non hanno la riga o la craV
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    azione d'Israele J :l semita bro L'antisemitismo e le sue cause confessa candidamente che se gli ebrei non sono una razza, certo sono una na zione :. Definizione questa, quanto mai corrispondente alla realt. Infatti, con la distruzione di Gerusa. lemme (70 d. C.) il popolo ebraico, au todefinitosi eletto, ha incominciato le sue peregrinazioni per le vie del mondo, ma )ungi dall'essere assimilato dalle razze in mezzo alle quali ha vissuto e si ri prodotto, ha conservato la sua fisionomia originaria, le sue caratteristiche fonda mentali, i suoi sogni di grandezza e di predominio su tutte le genti. E questo perch, non ostante che i giudei fossero lontani gli uni dagli altri--e dimorassero nei paesi i pi diversi per ubicazione, costumi e religione, hanno sempre man tenuto tra di loro uno strettissimo co-llegamento, hanno applicato un razzismo feroce, hanno costituito e costituiscono, al di sopra di tutte le frontiere, una Nazione: la Nazione d'Israele. E questa Nazione, per raggiungere le mete sognate, per dominare su tutti i popoli, non potendo far uso delle armi si servita del pi potente e pi materialefra i mezzi umani: il denaro. All'ombra dei ghetti, i tenaci e solidali figli di Sion accumularono con l'usura quella ricchezza con -la quale dovevano asservire la Massoneria, potenziare il bolscevismo, monopolizzare in quasi tutti i paesi il giornalismo e l'insegnamento, / la Massoneria il teatro ed il cinematografo, favorendo tutte quelle idee di distruzione e di perwrtimento, atte a ridurre il mondo una facile preda dei loro appetiti. Le origini della Massoneria sono mi steriose. Qualche studioso la vuoi far di scendere dai pitagorici, qualche altro da gli Esseni o dai Caldei, alcuni poi per fino dai seguaci di Zoroastro, dai Cinesi e dagli Egizi. Ma tutt queste ipotesi non hanno alcuna base storica. La Massoneria ...:__ a tale conclusione si giunti dopo gli accurati studi compiuti da Klotz. da W. Begemann e R. F. Gould-deri va dalle associazioni muratorie germani che ed inglesi : le Bauhiitten e le Masom guilds. La prima loggia fondata in Inghilterra il 24 giugno del 1717. Fra il 1720 ed il 1740 ne vengono fondate altre nel continente e nei paesi sottoposti allo scet tro di Londra. All'inizio la Massoneria una societ di liberi pensatori, non atea, non rivoluzionaria, ma ossequiosa alle leggi dello Stato, superiore alle lotte po litiche e religiose. Societ fraterna di mutua e di illimitata benefi cenza. E' solo nella seconda met del se colo XVIII che si trasforma. Ha inizio l'influenza ebraica. I giudei che, attra verso i secoli ed in mezzo a popolazioni ostili, erano riusciti a mantenersi m vita soltanto grazie all' aggruppamento ed all'associazione segreta, compresero Ja forza di questa nuova setta, se ne impa dronirono, la trasformarono con il loro denaro, l'asservirono ai loro scopi, la dif fusero per il mondo, ne fecero un'arma contro il Cristianesimo ed un mezzo effi-;n costume indosaato dai maasoai cmglo-: BGB80ni in alcune cerimonie. cace per controllare e conquistare il po tere politico. L'odiato Goy (in lingua ehraica vuoi dire bestia da pascolo :., ma un termine dispregiativo usato dai giudei per indicare i gentili) divenne cos, attraverso la macchina massonica, l'in conscio servitore dell'ebreo untuoso ed usuraio. Ed ecco perch la Massoneria. non ostante che nei suoi statuti parli di c: tolleranza :. e di c: rispetto di tutte le l -'ami nelle l099e dai m-m ameriami., D disegno tratto der un c:crtalogo deUcr mCISBODericr degli Stcrti Uniti. 41

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    opinioni religiose non ostante che pro clami La libert assoluta di coscienza :., manca sempre di rispetto per uno stato d i coscienza, quello Cristiano. Anzi conduce una guerra fanatica con tro i'l Cattolicesimo, che la pi solida concentrazione dello spirito Cristiano e che ha sempre costituito uno degli osta coli pi potenti alla penetrazione ebrai ca nel mondo. Ecco perch in tutti i paesi nei quali questa setta nefanda impera l'ebraismo protetto ed aiutato dovunque e comun que. Basti l'esempio della Francia, dove grazie alla Massoneria onnipotente, molti posti di comando sono oggi nelle mani dei figli di Sion, che spadroneggiano cos in ogni settore della vita nazionale fran cese. Ma c' dell'altro. I mesi dell'anno mas sonico sono uguali a quelli ebraici e l'anno stesso ha inizio nello stesso pe' riodo in cui ha inizio l'anno ebraico Gilideo anche quasi tutto il simbolismo delle logge. Se si aprono i rituali massonici si tro vano immagini, leggende e simboli israe litici, si sente sempre parlare di Salo mone, Hiram, Zorobabel ; di Gerusailem me della Chiave del Tabernacolo, delle Tavole della legge, dell'Arca z a delle famose colonne Sakin e Booz del libro della Legge, del a Sette Braccia e via dicendo. Fra tutte le leggende merita una spe ciale attenzione quella d'Hiram che letta e rappresentata, con rito grottesco e puerile, alla presenza dei soli iniziati, ogni qual volta un compagno diviene maestro. (E' un grado massonico). Nell'opuscolo Le pouvoir occulte pubblicato in Parigi dalla Lega di Di fesa Nazionale contro la Massoneria, tro viamo descritta fin nei Ruoi minuti parti colari tale segreta cerimonia e vi an che cos narrata la biblica leggenda tan to cara al cuore dei Liberi Muratori : Hiram l'architetto incaricato da SalomO'l'le di costruire il Tempio di Gerusalemme. Per mantenere pi facil mente la disciplina fra i numerosi operai che aveva ingaggiato e procedere pi speditamente alia distribuzione dei salari li aveva divisi in apprendisti compagni e maestri. A ciascuno di questi tre gradi aveva dato una parola d'ordine, cosicch l'operaio che si a prendere la mercede aveva pi o n-ieno a secO'l'lda della parola che diceva al pagatore. Ac cadde ora che tre compagni per ricevere un salario superiore, approfittando del fatto che Hiram era rimasto solo nel tempio, gli tesero una imboscata e gli chiesero con la violenza, quale fosse la parola dei maestri e non avendo rice vuto la risposta desiderata lo uccisero e ne nascosero il corpo in wi prato. 42 Precauzione inutile, dato che Salomone, inquieto di non rivedere Hiram, fece fare delle ricerche che portarono aH sco perta del cadavere. Come gli operai d'Hiram, anche i fra telli massoni hanno i gradi (33: divisi in quattro gruppi: gradi simbolici, da uno a tte; capitolari, da 4 a 18; filoso fici, da 19 !l 30 ; amministrativi, da 31 a 33), ed a ciascun grado corrisponde una parola d'ordine ed una parola sacra: an che queste parole sono per 111. maggior parte ebree! Per sincerarsene basta ve dere il n. 2 (pag. lO febbraio 1934 ) della rivista francese La Libre parole che pubblica la riomenclatura dei 33 gradi della Gran loggia di Francia con le relative parole d'ordine e sacre. I legami che stringono il Sioismo e la Massoneria sono, come si vede chiaris simi. Gi nel 1890 in uno studio riportato . dalla Civilt Cattolica (Volume VIII, pa. 401), leggiamo: Si sa ora quanto la cabala talmudica ha introdotto di suo nei riti, nei misteri, nei simboli e nelle allegorie dei gradi massonici : si sa che i giudei non solamente si frammescolano l?k;!l a tutte le logge e dove abbondano di numero le riempiono wncora di adepti del loro genere, ma che pe-di pi ne forman alcune supreme o direttive delle altre, nelle qual non lecito l'ccesso fuorch a gente israelita di sangue e cul to. Onde si tiene per certo e fermissimo, che tutta intera la compagine della Mas soneria regolata da un sinedrio ebraiO ... E fin dal 1882 l'assai' accreditata Re vue des questions historiques scriveva : Giudaismo e Massoneria oggi potersi esprimere con una formula identica. Dato che il giudaismo governa il mondo, bisogna necessariamente con cludere o che la Massoneria Sii fatta giudaica o che il giudaismo si fatto ruassonico E ex massone di 18" grado, nel suo interessante volume La congiura ebrea contro ,iJ mondo cristiano>, dice: Il potere occulto (l'ebreo ), s ervendosi dei p6liticanti, ha propagato dovunque la massoneria ed oggi, attra verso questa setta, domina il mondo e lo conduce alla perdita .. Dello stesso parere era anche il Marti nez quando scriveva Le Juif, voil l'En nemi -Editore Alberto Savin .._. Rue des Piramides 12 . A questo libro, a t tuale ed interessantissimo ancor oggi, come ai libri scritti dal Drumont, dallo Stolz dal De Mousseaux dal Copin e dal S w i tkow si rimandano tutti coloro che dopo aver letto questo articolo, avessero ancora dei dubbi o desiderassero ul teriori chiarimenti in merito alla materia trattata. Sarebbe anzi opportuno che in Italia s i fosse in molti a dedicrsi allo studio di questi problemi per conoscere sempre meglio il vero volto di Israele e di fendere con ogni mezzo la civilt latina dall'Ebraismo dissolvitore ALDO BOMBA Un tempio degli alti dignitari del Grande./'Oriente di Francia, a Parigi, in via Cadet.

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    IL PANSESSUALISMO DI FREUD Sigrnund Freud, ebreo, professore all'Universit di Vienna., autore di una teoria, da lui chiamata Psicoanalisi, la quale fu dapprima ideata come metodo d'indagine psicologica a scopo terapeutico, e poi come psicologia scientifica cio come psicologia studiata come scienza naturale per poi as!5urgere, secondo l'orgogliosa espressione usata dal Freud e dai suoi discepoli, al posto di nuova psicologia che, scendendo per vie, prima icnesplorate, nelle profondit inconscie dell'ani mo umano, ridi la salute psichica agli ammalati e contribuisce a problemi dell'arte e della mo,rale, come pure del folklore, della mitologia, della preistoria:.. In parole povere, la psicoanalisi dovrebbe studiare quel tanto di subcosciente, o addirittura d'incosciente, ch'esiste nella nostra psiche accanto alla coscienza, e dovrebbe rivelarci quanta parte della nostra attivit e dei nostri sentimenti dovuta all'incosciente e quanta parte alla coscienza. Asserisce l'autore che la psicoanalisi, in quanto psicologia della profondit, dottrina dell'inconscio psichico, pu divenire indispensabile a tutte le scienze, trattando della genesi degli urriani incivilimenti e delle grandi istituzioni, come l'arte, la religione, l'ordine sociale ; e riconosce senza reticenze che il suo sistema, se ottenesse il generale consenso, minaccerebbe di sconvolgere le idee sociali nei diversi ordini: morale, religioso, artistico, ecc .. Teoria rivoluzionaria, adunque, e fin qui nulla di male, n, per questo suo carattere, potrebbe essere mal vista dal Fasci sm, ch' anch'esso rivoluzionario. Senonch, mentre la Rivo luzione Fascista ha, nello stesso tempo, demolito e ricostruito e va ricostruendo ancora, la teoria di Freud, come quasi tutte le teorie ebraiche, distrugge senza ricostruir!!, co .me si dimostrer in seguito. Non gi che le teorie freudiane siano prive di qualsiasi fondamento. Esse hanno il meritc>, loro riconosciuto, anche da maestri cattolici di psicologia sperimentale, come P. Gemelli (francescano), P. Barbado (domenicano), P. De La Vaissire (gesuita), di avere approfondito lo studio di quel subcosciente la cui esistenza, del resto, era stata constatata nella psiche uma na anche da S. Tommaso, ed ha pure il merito, come dice il De La V aissrere, di corrispondere ad una delle tre condizioni perch si abbia una vera ed acconcia tec>ria psicologica : quel la, ciO, di ricercare nell'ordine psicologico -e non gi in ele menti fsiochimici, fisiologici o trascendenti ..:__ i fondamenti e gli elementi che dovranno costituirla. La teoria freudiana, osserva il De La V aissire (l), senza alcun dubbio soddisfa pienamente alla prima condizione :1); veramente e formalmente psicologica: senza disconoscere l'in flusso degli elementi organici e meramente fisiologici, non at tribuisce ad essi la parte principale ed essenziale nello svolgi mento dell'attivit psichica .. La csusa ultima e determinante (l) DE LA S. 1.: La thiorie psychanalylique de Freud. Archives de Philosophie, vol. VIII (1930), cahier l. delle diverse manifestazioni psicologkhe, siano normali, siano patolc>giche, va risposta nel dinamismo di tendenze psicologiche. E, per questo suo carattere, avversata dai positivo materialisti. Ma, se dal metodo passiamo al contenuto, vediamo subito come essa non risponde alle altre due condizioni che devono verificarsi perch una vera teoria psicologica si abbia, e io: a) che sia concepita con tanta larghezza da non impedire ad alcun fenomeno psicologico, ad alcuna fc>nna di attivit psichica, di trovarvi il proprio posto; b) che non contraddica a quelle concezioni psicologiche che son comuni a tutti gli uc>mini e non si c>ppongono a fatti e a leggi scientificamente accertati. In vero la teoria freudiana lascia poca parte all'inHusso delle tendenze intellettive, e specialmente alla volont la quale, come stato dimostrato anche sperimentalmente, esercita il suo po tere sul tutt'insieme delle tendenze, non esclusa la stessa attivit incosciente. Il Freud, invece, finisce col ridurre, in ultima analisi, qualsiasi impulso all'influsso di tendenze meramente istintive, che costitui scono essenzialmente l'incosciente, o, per lo meno, non mostra chiaramente quale importanza intenda attribuire alla vo_lont. Ora ci essenzialmente contrario alla dottrina fascista, la quale, secondo il suo Fondatore. concepisce l'uomo come indi viduo che con la sua libera volont pu e deve crearsi il suo mondo (MusSOLINJ: La dottrina del fascismo, vol. VIII degli Scritti e Discorsi ed. Hoepli). Pi grave ancora il secondo difetto, che consiste nell'allribuire un:J. parte eccessiv:a all'istinto sessuale con la rispettiva libido Per questo la teoria freudiana stata detta la teoria del pansessualismo e per questo &ata abbandonata da alcuni discepoli dell'autore, tra i quali I'Adler e lo Jung. Secondo tale pansessualismo tutti i e t)ltta la attivit umana dipenderebbero dall'istinto sessuale, e gli altri sentimenti (religiosi, morali), non sarebbero che sublimazione di tale istinto. E qui il Freud si abbandona a tali eccessi, che non so se siano conformi alla concezione ebraica dell'uomo e della mo rale, ma certamente non sono conformi ai sentimenti comuni al popolo italiano e ad ogni altro popolo s ano, e pare siano diretti a giustificare l'incesto che, secondo certe notizie, fra gli ebrei si pratica su larga scala in certe regioni, allo scopo di mantenere la genuinit della razza. E non senza disgusto e raccapriccio che negli Elementi di Psicoanalisi, 2" OOiz., di Edoardo Weiss (I), edit. Hoepli, presentati ed approvati dal Freud stesso con una sua ne, sileggono queste frasi: Per il poppante l'atte> di succhiare il latte un piacere sessuale (pag. 129), cosicch i primi suoi desideri sono incestuosi e dnno luogo al complesso edipico (pag. 130). (l) E' cittadino italiano questo signore? 43

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    (Per chi non lo sappia, il Freud fa della leggenda di Edipo, Potrei citare altre sconcezze peggiori di questa, che si legspinto dai fati all'incesto, la storia del genere umano). gono nella stessa pagina, ma. me ne per non mellere N il Freud e il .suo discepolo risparmiano la bambina, prea dura prova lo stomaco e il senso morale del lettore. standole dei sentimenti che ne fanno un mostricciattolo precoTutto questo asserito con una grande sicumera, senz'omhra ce, poich, secondo lui, la bambina che scopre il genitale di dimostrazione, se fosse la cosa pi natural del mondo. maschile pu provare come un senso d'inferiorit che d adito Ma, dove ra5surdo raggiunge il colmo, nel punto in cui al cosiddetto complesso di virilit; la bambina vorrebbe esse si pretende tracciare la storia delle origini del genere umano, re un maschio (pag. 131). (E chi gliel'ha detto?). e la genesi della religione e di quel nobile sentimento ch' il Traendo, poi, profitto dalle parole scherzose che la madre o rimorso. la balia dice al lattante, quando si vede depositato in seno qual-Infatti nella lezione terza (bella lezione!) del Weiss si trova che cosa di poco odoroso, il Weiss esce in questa sconcezza: no concetti veramente slrabilianti. Il padre di famiglia Per il bambino i propri escrementi hanno veramente un Y.:> primitiVo, secondo lu.i, non fu un essere amorevole curante del lore, e, donandoli,. egli fa una dimostrazione sui generis di benessere dei suoi" figli,. ma un essere c e prepo affetto infantile:. 132). tertte :., che non tollerava competitori sessuali :. (ricordiamoE tutto questo per dire che nell'inconscio (con l'l maiusco. ci che per Freud i figli erano tutti incestuosi fin dalla nascita), lo) avvengono frequenti sostituzioni di rappresentazioni, oode proteggeva i figli che gli si assoggettavano e castigava i ri i prodotti escrementizi possono venir sostituiti inconsciamente belli alla sua volont; era, quindi, al tempo stesso, temuto, con altre immagini. (Bello studio dell'inconscio!). La cosa amato ed odiato:.. In una fase ulteriore dello sviluppo so tanto enorme che il Weiss stesso costretto 'ad ammettere che ciale dev'essere subentrato un fatto d'impol'tanza capitale. l non si nasoonde che molto strana ed arrischiata potr semfigli ribelli, sfuggiti alla vendetta del padre o scacciati da lui, brare l'asser-Zione che nell'inconscio vengano scambiati la rap SI allearono per uccidere e divorare il padre (mica si sciJerzafY presentazione degli escrementi con quella di denaro o di re ponendo fine, con l'uccisione, all'orda paterna ... Freud ritiene gaio, o di bambino (pag. 132). che l'troeisione sia stata realmente effettuata, pur senza poter Prodigi del simbolismo psicoanalitico! garantire l'assoluta esattezza della sua (Sfido io! In tutte le e;oche, non esClusa la JIOSIFU, z.-1-stnw stati dei latani a cui il mondo. in ragione del suo di brilla;nti favolc, suole prestare la pi incredibile e sorprendente delle fiducie. Nc;n diremo che non siano briUanti le fav_ole che il dottor Freud, questo alchimista dei tempi moderni. ha saputo con ta.nta disinvoltura raccontare durante trent'anni all'Europa,. Il successo che i suoi libri vi hanno ottenuto stato enorme, paragona/Jile soltanto allo smi surato potere da lffi dimostrato di non stancarsi mai a sempre le stesse cose e a con di un maniaco bonarif? dei simboli sessuali in tlltti i fatti pi o meno intimi e involontari elle circondano la nostra vita. Un tra i pi cMatteristiei unitrinfantile-e mistifocattWe ebuainterprete di sogni dato dal stiO voi-umetto ricordo d'infanzia di Leonardo da Vinci, apparso a Vienna .nel 1910. e poi tradotto e ristampato pi volte nelle principali lingue. Quasi nulla sap piwno dell'infanzia di Leonardo, ad eccezione che egli era figlio illegittimo, ch, fu allevato in casa della madre e che da questa Pass,r P.oi i#-della mmrigtm, n01J avefldu da essa il padre avuto altri figli durante molti anni. Ma ecco che il Freud scopre, negli scritti scit!'fltifici sul volo, un in cui Lepnrdo parla del nibbio : < Questo !criver--si distintamente del nibbio par che sia mio destino, perch nella mia prima.ricorda titme. della-mia inf.antia. e-' mi. pareti.-che essendo .w in culla-, che un nibbio venissi a me e mi ap.rissil.Iwcca. ca!JG sua coda e molte ifolte mi percoiessi,con tal coda denir aUe labbra>. Come da qesto < sco-ncertante ricordo .. il:'professore viennese sia riuscito a ricostruire ni suoi pii. mi1t11ti' prticolari storia segreta della di ,Leonardo, cosa Ila a che, vedere con la, psioana lisi. Goethe una volta, essenao fanciullo, gettv dalla finestra del vasellame. Poich $Uppone -:-in quel tempo doveva gi essergli morto il fratellino, quel gesto apparentemente vandaco e set1za significato fu che un atto di inaga contro un intruso itiSgOnJbrante >-,.cio contro il fratellino; e 44 l

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    TTUJnca all'assertore d'un procesw verbale tklla maCabra operazione). Per sua bont, il Weiss aggiunge: c Che, dopo avere ucciso il padre, i figli anche lo divorassero, sem brer cosa naturale a chi pensi che i nostri remoti genitori o cannibali ::.. Ma in seguito i figli si pentirono di avere il padre, e il sentimento dell'c ubbidienza postu ma::., cosicch l'origine della coscienza morale strettamen te collegata col parricidio (nobile origine!) e coll'atto cannibalico susseguente::., e lo stesso sacramento dell'eucaristia non un atto eannib.alico.,. (i figli che divorano il. corpo del' padre; cio di Cristo transustanziato nell'ostia, secondo il domma catto'lico). c L'uccisione del padre, poi, venne ancora ripetuta nell'uccisione periodica del totem (il sostituto del padre), e questa fu .la prima festa della umamt::. (oh! che bella festa! oh! che bella festa!). Non sembra al lettore che queste siano fantasmagorie ma cahre, uscite da una mente in pierio delirio febbrile? Eppure il Weiss ne trae questa conclusione: La societ umana -il clan fraterno riposa sopra la complicit del delitto commesso in comune; la religione sopra il rimorso ed il pentimento di questo delitto; la morale, in parte sulle necessit inibitrici della nuova in prte sulle pratiche di espiaZione imposte Qa.l rimorso ::., conclusione valida per i senza Dio ::., ma non per un popolo civile e morale. .. Dopo cto, parmi superfluo aggiungere altre per dimostrare quanto deleterie siano le teorie freudiane, onde io, 6n dal 1935, nel mio volume c 11 Tribunale per i minorenni (l), volli richiamare l'attenzione pubblica sulla loro pe ricolosit, tanto pi che intorno ad esse s' costituita tutta una letteratura, che disonenta e confonde gl'ingenui sull'apprezza mento dei valori morali e spirituali della vita, insinuandosi nell'animo dei lettori con le seduzioni dell'arte e CO!! quel tanto dt misterioso che avvolge e maschera simili costruzioni pseudo scienti6che e, in genere, le costruzioni ebrache. Il popolo italiano, fondamentalmente onesto, e, perci, af fetto, purtroppo, da un tradizionale semplicismo umanitario e cavalleresco (2), non si accorge di certi pericoli, se non quando gliela fanno grossa, onde finora non si accorto della pericolosit delle teorie del Freud, ed ha dato ad esse un'ospi talit che non meritavano. Ma il Regime Fascista curer anche questa piaga. Prof. DOMENICO RENDE (l) Roma:, Societ Editrice del c Foro Italiano :t, pag. 71. (2) NELLO QulLlcr: La di/esa della razza, in Nuova Antologia, fasci colo 1596 del 16 settembre 1938-XVI, pag. 134. di lui Goethe esprimeva, c il sentimento di trionfo dcrhato dal fatto che 11n secondo figli
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    ttnestionario l) Chi sono gli Aschenazim.?-2) Conferma la storia una mescolanza degli Arme'-ni con gli Ebrei? I. Il nome degli Auhenazim nella forma radkale eiIIeva 11.ella Iloria pri'ma che gli liraeliti d'oggi l' aveuero adottato. Nel V ticchio Teitamenlo euo. citato due volte. Una quale nome perionale di Auhenaz, che era figlio di Gomer e nipote di Jafet, figlio di No (Gen. X, 3). Qui ouerviamo Illbito che il popolo d'liraele ebbe la Illa diuendenza da Sem, primogenito di No (Gen. XII); quindi neiiiin legame razziale Ira lui e la Ilirpe di Auhenaz. Molti dei critici moderni baJandoii 111lla tradizione talmudiana, indicano Auhenaz nel diI/retto d' nella Bitinia dell'AI i a minore, dove abitavano, ucondo Omero ed altri antichi, i Frigi e Miieni. A. Legendre che cita tutte que I/e interpretazioni, fJniue con P. de I.Agarde a concludere che gli Auhenazi erano gli Ileiii Armeni d'origine Frigia, confinanti con f Ararat, o I'Urarta, ucondo gli AIIiri, ove poi penetrarono ( Vigour: Dict. de la Bible, l, 1609). Gi nel Iecolo V av. C. Erodoto affermava che gli Armeni erano una colonia dei Frigi, avendo con eu i la medeJima lingua ( comiderata indo-europea), armamento e comando nello eJerdto di Serie I. E' pure intereuante il caio di Corium, Itorico armeno del Ierolo V, che chiama il 1110 popolo Nazione Auhanaziana Corriipondono tutte quei/e aJierzioni alla realt? Pu dari i. Un a coi a per certa; cio gli abitanti del l' U rartu, noti gi da oltre l 5 Iecoli a. C. nelle imcrizioni aJiire, non potevano euer Ebrei. Nep pure gli antichiuimi Armeni (Frigi od altrt) invadenti e meuolati con eui, erano Ebrei. Quin di neuuna fra le due razze. Ed il nome di Auhenazi era anticamente portato dagli Armeni, ma non dagli IIrae/iti, come dicemmo. Inoltre tutti gli urittori moderni, compreia /'En. ciclopedia Treccani, Iono d'accord nel claJiijicare la razza armena negli Ariani. Lo I/euo riIultato diede la diuuuione Io/levata ultimamen te dai Tedeichi intorno al medeiimo argomento. 2 . Dove e come potetta accadere la meuo lanza parziale delle due razze nella frazione Archenazim? Con una immigrazione, o degli Armtmi in Paleitina, o degli Elncei in Armenia, o di 111tti e dae in an terzo paeu. lA prima di quei/e pouibilit fUimmiuibile, dato che neiIIIn re d'lira e/e pem o pot invadere /'Armenia, e condurre di qaella popolazione alla propria terra. :8 :pal '!4 moJaica proibiva agli Ebrei la convipenza coi pagani, e quindi la tol/'eranza ai medeiimi di Itabilirii nel loro paeu. permettendo a Fauiio di diitinguer/e tutte, e raccontare la loro compleuiva deportazione in Periia, nel 368, da Sapore Il, invaJore dell'Ar menia (V, 55). Se ne furono ancora rimai/e, Ia ranno fuu nella popolazione armena, onde non lauiarono pi traccia nella Iloria del paeu. Non c' dunque 71eppur /a pouibilit della creazione in Armenia degli Aichenazim Ebrei e uguaci della religione loro antka. Non Ii pu immaginare nemmeno una fuiio ne di due groui nuclei dei due popoli, incon trati IUI Juolo Ilraniero, dove gli Armeni pi facilmente Ii fonderebbero nel popolo del paeu, cio nella maggioranz, tanto pi Ie criItiana, come Ii verificato in Po. /onia ecc. Sarebbe Ilrana. e incredibile ancora la. meicolanza degli Ebrei con una maggioranza ar-mena, e coll'aiioluto dominio del nazionaliimo, lingua e religione della minoranza. Neppur /' euluiiviJmo iJraelitko, ed il crtiannimo armeno che, Iia IOtto il giogo arabo che quello turco, ha tenuto Iempre rigoroi'amente uparati gli armeni dagli Ebrei e Maomellani, t'ivendo pur auieme in Turchia, potevano permei/ere il Iuppoiio meicug/io razziale, che rimane coi unza neuuna prova Ilorica nel periodo del paganeiimo armeno come in quello crtiano. In che modo !piegare adunque fappropria mento de/ nome Aichenazim dagli Ebrei di Germania? Facile. I commentatori giudei del me dioevo credevano i Germani diuendenti da Aichenaz, pronipote di No (Vigo11r. I, 1069). Ora Iono gli Ebrei rnidenti o provenienti da qttel paeu, che Ii dnno quel nome. E d Iignifica Iemplicemenle abitanti fra gli Aichenazi o Germani. E' forJe quei/a coincidenza tra il nme d'adozione degli lirae/iti e quello d' origi ne de(.li Armeni, che hll ii pirata agli Jludioii l'idea d'imparentare le d11e razze, e cercar Iomi glianze Iomatiche fra di eui; d che la Itoria non potrebbe approvare. Venezia,. settembre 1938-XVI Padre VARDAN HATZUNI Mechitaristn A propoiito dell'articolo Fortuna del t'OCil bolo razza nella noitra lingua di Franceuu Cllari compario nel n. 2 della rivta, il profeiiore Scia/va Bridz, docente di Iludi caucaJici al R. lititulo Iuperiore orienta/t: di N:a e la sua lingua: ha una compiuta lelleratura fin dal V sec. a. C., due alfabeti a 40 ed a 33 /el/ere, una costituzione vecchissima ed orale, religione cristiana (catolici ed ortodout)' fin dal 323 d. c... I11vece Io Jtorico 'armena Fawto del Iec. IV d. C. enumera parecchie migliaia di famiglie ebree reiienti in quel periodo in varie dtt dell'Armenia maggiore, eu endovi lraJferiie, a dir Iuo, dal conquiitatore Tigrano (V, 55). Una parte di eiJe al principio dello Ileuo Jecolo era convertita nel Criitianesimo con la nazione armetla, come conferma un altro Ilorico, Moi KhoreneJe (III, 35) .. Ci non OI/anle .,.ano rimai/e tutte nel loro carattertica iiolamenlo razziale, Ecco come un riveDoditore di 'Trieste (Ignazio Sellitri. via della Pietll. 3) ha adobbato' la sua edicola, per l'uscita del quarto della nostra rivista. Direflore. reaponaabile : TEtESIO INTEBLANDI Stampatori: Societ Anonima Istituto Romano di Arti Grafiche di Tumminelli & C. -!:.argo Cavalleggeri 6,

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