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Difesa della razza : scienza, documentazione, polemica, questionario

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Material Information

Title:
Difesa della razza : scienza, documentazione, polemica, questionario
Physical Description:
Serial
Publisher:
Società anonima Istituto romano di arti grafiche di Tumminelli
Place of Publication:
Roma
Publication Date:
Frequency:
semimonthly
regular

Subjects

Subjects / Keywords:
Race relations -- Periodicals   ( lcsh )
Jews -- Periodicals -- Italy   ( lcsh )
Race relations -- Periodicals -- Italy   ( lcsh )
Genre:
periodical   ( marcgt )
serial   ( sobekcm )

Record Information

Source Institution:
University of South Florida Library
Holding Location:
University of South Florida
Rights Management:
All applicable rights reserved by the source institution and holding location.
Resource Identifier:
usfldc doi - D43-00007
usfldc handle - d43.7
System ID:
SFS0024306:00007


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Full Text

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ANNO II N. 1 SOMMARIO 5 NOVEMBRE XVII T. I.: EROICA. DOCUMENTAZIONE GIORGIO ALMIRANTE: UNA RAZZA ALLA CONQUISTA DI UN CONTINENTE, pag. 20; A. L.: RAZZISMO NORD-AMERICANO, pag. 22; COMBATTERE E VINCE RE: IDEALI DEI NOSTRI GRANDI, pag. 24; L. D.: LA RAZZA DEI DISFATTISTI, pag. 29; CARLO BARDUZZI: I SADICI DEUA SCONFITTA, pag. 38; EUO GASTEI NER: GLI ETERNI IMBOSCATI, pag. 39; FRANCESCO CALLARI: LA GUERRA E LA STAMPA EBRAICA, pag. 43; ANTONIO TRIZZINO: LA PACE EBRAICA TRADI' LA VITTORIA, pag. 44. SCIENZA GUIDO LANDRA: VIRTU' GUERRIERE DELLA RAZZA ITALIANA, pag. 9; LIDIO CIPruANI: POPOLI IMBELLI E GUERRIERI IN AFRICA, pag. 17; C. M.: UN POPOLO SENZA ESERCITI, pag. 32; GIUSEPPE LUCIDI: GIUDEO E SOLDATO, UN'ANTITESI, pag. 37. POLEMICA GIULIO COGNI: UNA RAZZA SENZA EROI, pag. 12; MASSIMO LEIJ: FANTI E CONTADINI, NERBO DEL L'ESERCITO, pag. 15; GIUSEPPE PENSABENE: MOTIVI TRIONFALI NELL'ARTE DEI POPOLI ARII, pag. 26; EMI LIO CANEVAm: GLI EBREI E LA GUERRA, pag. 34; DOMENICO PAOLELLA: ANTIMILITARISMO CINEMATOGRAFICO, pag. 40. QUESTIONARIO FASCIO E DIFESA DEUA RAZZA NAC0UERO INSIEME; DI PARI PASSO CON GLI AMICI ITALIANI; TICA DELLA RAZZA IN GRECIA; IL MARTELLO ; ERE DITA' EBRAICA; IL COGNOME CARRARA; CHE DIFFE RENZA C'E'?; LA c DIFESA DELLA RAZZA :. IN GERMA NIA; UN MINISTRO DI NITTI; SARDEGNA ARIANA; pagg. 46-47. Roma -Uffici: Largo Cavalleggeri, 6 -Telefoni N. 64.191 60.463 il ''TEVERE" l'avamposto della stampa fascista LEGGERE 1 l ITEVERE1 DIRETTO DA TELESIO INTERLANDI non significa soltanto essere informati ma anche e sopratutto avere una guida QUA D BIVIO ... '" -. :" . . . .. E L'UN I C O SETTIMA: N ALE LETTERARIO ITALIANO IN CUI LETTERATURA ARTE E POLITICA S'ILLUMINANO A VICENDA . .'. -.: -. -: . .' IN TUTTE LE EDICOLE

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.. ,... . .'{ . LA MAGISTRATURA E LE POLIZZE D l ftPRAEVIDENTlA La Polizza di PRAEVIDENTIA stata da S. E. il Ministro di Grazia e Giustizia riconosciuta particolarmente indicata per l'investimento dei capitali spet tanti ai minori, nei casi di lasciti, eredit, indennit e sempre quando si presenti il bisogno di assicurare la incolumit del patrimonio ed i frutti di esso ISTITUTO NAZIONALE DELLE ASSICURAZIONI

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BANCO DI SICILIA ISTITUTO DI CREDITO DI DIRITTO PUBBLICO C[JRJE JIJ) Jl'JrO Jl'Jr AJLJlA.N fJ, SOCIETA ANONIMA CAPITALE L. 500.000.000 -RISERVE L 111.659.733,35 IEJmJE scoucHA.LJE: (,JENOVA DUJRtEZHONE CCEl'WTBIA.LE: MILANO Fn.IAU IN IT AI,IA: Abbiategrasso -Acireale -Acqui -Alassio -Albenga Albizzate Aleuandria Ancona -Aquila Areno Asti -Bari w Barletta -Bedonia Bergamo -Biella Bologna Bolzaneto (Genova) Bolzcmo -Bosa Bre!Jcia Brindisi -Buste Arsizio -Cagliari' -Camogli -Cant -Carrara -Casale Monferrato -Caserta -Cauano Magnago -Castano Primo -Costellamare di Stabia -Catania _Catanzaro Cesena -Chiavari -Chieti -Civitavecchia -Cog!Jida -Como -Cornigliano (Genova) -Cossato --Cuggiono .Cuneo -Domodossola -Faenza -Fagnano Olona -Ferrara _Fidenza -Firenze -Fiume -Foggia Forli Frattamaggiore --Genova Iglesias -Imperia--Lanuser La Spezia -Lecce Lecco -Legnano Lentini Livomo Lodi -Lonate Pozzolo -Lucca -Lugo -Lumezzane Magnago -Ma da -Meuina Mestre (Venezia) -Milano -Modena -Mola di Bari MOUetta -Monopoli -Monza Mortara. -Napoli Nei:vi (Genova) -Nocera InJeriore -Novara -Novi Ligure -Oristano Ospedaletti -Padova -Palermo PCIJ'IDa -Pescara -Piacenza -Pietrasanta Pinerolo -Pisa -Pistoia -Pontedecimo (Genova) -Prato Rimini Biposto Rivarolo (Genova) Roma Rovigoj -Samarate -Sampierdarena (Genova) -S. G iovanni a Teduccio (Napoli) -Sanremo San Severo -S. Maria Capua Vetere -Saronno -Sarzana -Sassari -Savona -Schio -Secondigliano (Napoli) -Seregno -Sesto S. Giovemni -Sestri Levante -Sestri Ponente (Genova) -Somma LoDbardo -Squinzano Taranto -Terni Torino -Torre ziata Torre del Greco Trento -Treviso Trieste -Udine -Varese -Venezia -Ventimiglia Vercelli -Verona -Viareggio Vicenza Vigeva.no -Voghera -Volterra Voltri (Genov). ESTERO: Sede a Londra Ufficio di Rappresentanza a New York. BA.NCCHJE AFFILHATE E CCORRIPONDENT1l HN TUTTO UL MONDO

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MILANO CAPITALE L. 700.000.000 INTERAMENTE VERSATO RISERVA L I R E 151. O 8 7. 6 9 6, 6 5 AL 31 DICEMBRE 1937 XVI 200 FILIALI IN ITALIA 4 FILIALI. E 14 BANCHE AFFILIATE ALL'ESTERO GRATUITAMENTE A RICHIESTA IL V ADE-MECUM DEL RISPARMIATORE AGGIORNATO E INTERESSANTE pERIODICO QUIN.DICINALE

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CICLO COMPLETO DI LA V ORAZIO Hl DALLA MATERIA PRIMA AL PRODOnO FINITO : S l D E R U R G l A E Ghisa e acciai: acciaierie -laminatoi M E T A L L U R G l A per profilati, tubi, lamiere, nastri -grandi fucine -stampaggio -trafllerie per barre, fili, tubi, sagomati -fonderia acciaio, fonderia ghisa -fabbrica molle. Metalli non ferrosi: fonderia laminatoi -trafileria -stampaggio AUTOMOBILISMO autotelai e carrozzerie Veicoli industriali Diesel, a gasogeno, a gas metano, elettrici ad accumulatori Autoveicoli militari = Trattrici agricole a ruote ed a cingoli =Autoveicoli speciali per applicazioni civili e militari AERONAUTICA Motori d'aviazione -.Aeroplani ed idrovolanti GRANDI MOTORI Motori Fiat Diesel fissi = Grandi motori Diesel per -propulsione MATERIALE ROTABILE FERROVIARIO Autotreni Diesel -Automotrici Locomotori elettrici-Vetture per passeggeri carri merci Vetturt tranviarie e filoviarie

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ANNO II NUMERO l 5 NOVEMBRE 1938-XVII ESCE IL 5 E IL 20 DI OGNI MESE UN NUMERO SEPARATO LIRE l ABBONAMENTO ANNUO LIRE 2 0 ABBONAMENTO SEMESTRALE 12 ESTERO I L DOPPIO Direttore: TELESIO INTERLAND I Comitato di redazione: prof. dott. GUIDO LANDRA prof. dott. LIDIO CIPRIANI dott. LEONE FRANZ dott. MARCELLO RICCI dott. LINO BUSINCO :egretario di redazione: GIORGIO ALMIRANTE SCIENZADOCUUENT!ZIONE POLEUIC! OUESTIONJ\810 EROICA e i s e g ne fasciste hanno l'aquila, come gi le insegne di Roma. Le nostre ...... sono alate, come le Vittorie dei pop_oli guerr i eri Questa simbo logia eroica e solare (l'aquila l'uccello che vola pi vicino al sole) la testimonianza del persi$tere, nella nostra razza, dei valori eroici che ci fecero nei millenni protagonisti della storia del mondo. Sono questi valori eroici che bisogna difendere, nel difendere la purezza della razza. concezioni della vita si dividono il mondo: la concezione eroica e quella remissiva, la guerriera e la contemplativa, l'attiva e la passiva. Ci sono popoli che hanno per norma l'accettazione del destino, per morale la sof feren za, per ideale la rinuncia e l'annullamento. Altri popoli combattono contro il destino, si sforzano di costruiine uno che sia se m pre pi adeguato alle loro speranze; hanno per morale l'eroismo, per ideale la viuoria sulle forze ..a:vversarie, naturali o umane. Le razze che hanno contribuit.o alla civilt sono combauive, guerriere, e1toiche; l'ideale della r inuncia e del l'annullamento estraneo ai popoli eire hanno fatto la Pu accadere che i valori eroici d'una razia combattiva vengano mes;i 1e debilitati dall'intrusione di elementi estranei e deprimenti. E' il

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momento in cui la razza, minacciata, si difende passando all' ffensiva. E' la storia del Fascismo, che insorse contro una casta di ,bastardi decisi a stravolgere le qualit del popolo e a cambiarne i connotati spirituali. l neutralisti del '14 e del '15 furono gli uomini che affermavano, come .cosa certa, essere gli Italiani capaci di battersi soltanto in dieci contro uno, aver gli Italiani paura delle pallottole che bucanp la pancia. Quei neutra listi furono sgominati da Italiani che si battevano nelle piazze uno contro dieci e andavano in cerca delle pallottole che bucano la pancia. Quando poi le pallottole vennero, gli Italiani le accolsero, in pancia in fronte, con sublime eroismo. l disfattisti del '17, del '19, del '20 e del '21 furono ancora una volta i negatori dei valori eroici della nostra razza. Essi raffigurarono la guerra come un atroce errore da espiare, gli eroi della guerra come dei banditi da .punire, i segni del valore come volgare chincaglieria, i M orti come inutili vittime d'un delitto. Quei disfa,ttisti furono travolti da Italiani che riaffermarono i valori eroici .della vita, la necessit d(!l combattimento, la bellezza del sacrifici la virt educatrice della Vittoria; furono travolti dai Fasci di Combattimento, che avevano assunto le insegne degli Arditi e ripreso le aquile dalle insegne romane. Qui soprattutto il Fascismo fu difesa della Razza dagli elementi. estranei che le avevarw inoculato mortali istinti remissivi; fu difesa del patrimonio ideale della Razza, salvezza della Razza. Moi poterono scambiare per civilt il paci fismo imbelle e l'umanitarismo e l'universalismo che i di'Sfattisti predicarimo in Italia dopo la guerra, prima del Fascismo; ma non era che un tentativo di adulterare la Razza e di ridur la in cattivita. Il Fascismo non Jo permise e riport il popolo alle sue virt combattive, ai suoi ideali ' .. eroiCi, ai suoi culti guerrieri. Ancora oggi non c' salvezza fuori dell'imperativo morale che ha sempre guidato, anche nei momenti pi oscuri, la razza italiana: lotta e lavoro. Il lavoro come combattimento, il combattimento come lavoro. Un ideale di quiete, di rassegnazione, di rinunzia non rispond alla nostra natura, non che la negazione di noi stessi e della nostra storia. Le pagine che seguono hanno il compito di chiarire questi concetti, di confortarne l'espo sizione con una documentazione di confermare la necessit d'una separazione totale tra la pura Razza italiana e gli elementi razziali che :le sono ostili e hanno tentato di corromperla. T. l. 8

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' VIRTU GUERRIERE Lotta fra arditi L e razze umane sono individualizzate non solo dai loro caratteri fisici ma anche da quelli psicologici. Poich la lotta ha rappresentato in .lutti i tempi la necessit vitale per gli uomini. anche dal modo come stata accettala la lotta che possono essere distinte la razze uma ne. Vi sono state cos razze poco adalte alla lotta e alla guerra, le quali hanno potuto vivere e prosperare finch non si sono urtate con altre pi adatte, e razze invece che hanno vissuto fino ai nostri giorni appunto perch hanno saputo lot tare e vincere. Ma il modo della lotta e della vittoria molto diverso. Vi sono cos razze che hanno potuto mantenersi in vita unicamente con l'astuzia e altre invece che hanno acceUato la lotta a viso aperto. Soltanto a queste pu spettare il titolo di razze guerriere. La razza italiana stata in tutti i tempi una razza di soldati; e poich l'es senza della romanit appunto costituita dalla nostra razza, lo spirito guerriero si identifica con l'essenza stessa della ro manit. Tutto questo era perfettamente sentito dai Romani che fecero, pi d'ogni altro popolo, oggetto di culto le divinit della guerra. Sempre, anche nei momenti pi tristi della vita della patria, questo an tico spirito guerriero fu presente agli Italiani; il che era del resto perfetta mente naturale dato che le qualit guer riere negli uomini di razza e di sangue italiano si ereditano immortali. DELLA RAZZA ITALIANA Possiamo aggiungere che in noi stessi sta la nostra immortalit, in queste qua lit eroiche che hanno individualizzalo gli Italiani d'un tempo, e quelli di oggt e quelli che verranno. Per quanto indietro rimontiamo nel corso dei secoli troviamo l'Italia abitata sempre da guerrieri. Guerriere furono le popolazioni italiche che precedettero i Romani, guerriere e contadine sempre. Del resto i veri Romani ebbero sempre tre sole occupazioni: l'agricoltura, la guerra, il governo della cosa pubblica. Sdegnarono il commercio e lo lasciarono a! liberti e ai forestieri; si curarono poco Una vedetta

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... .. / / ., : ...: .. :.:--.... ; . . -l. l . \ ',! --_,.._,--,., :'"vRAN DO di promuovere le belle arti e ebbero una meravigliosa religione che non era mi steriosa, cupa e ristretta come le reli gioni asiatiche, ma pubblica e devota agli dei della guerra, del popolo e della terra. L'impero romano fu conquistato e mantenuto fnch dur in tutti i cittadini fortissimo lo spirito di dominio e di vit toria. L'impero and in sfacelo quando -a causa degli elementi orientali che avevano inquinato il sangue romano venne a mancare lo spirito militare. La fatalit delle leggi ereditarie ha fatto s che nel corso degli anni que sto elemento estraneo orientale fosse eli minato completamente e, man mano che l'Italia andava sempre pi riacqu i stando la sua omogeneit razziale, riacquistava la sua attitudine alle armi Questa omo geneit razziale bene ripeterlo stata riacquistata dall'Italia da a l meno mille anni In questo periodo di tempo gli Italiani si sono mostrati sempre pi una razza di soldati, una razza dura e 'volitiva, che si imposta all attenzione di tutti. Una falsa educazione ci ha portato a sottovalutare o addirittura a trascurare alcuni periodi e alcuni personaggi della nostra magnifica storia. Eppure la storia italiana risuona delle gesta eroiche dei n fante Lanciatore di bombe Lo scoppio deUa qrcmata

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nostri e dei nostri capitani. Valga per tutti l'esempio dei grandi Condot tieri, di queste figure colossali di uomini che, spesso venuti dal nulla, arrivavano con la sola forza delle proprie armi alla conquista di intere regioni; l'esempio dell'ininterrotta serie di principi di Casa col destino dei quali si confuse il destino d'Italia; quello infine dell'italia nissimo Napoleone Buonaparte che si serv dei Francesi, come un tempo Ce sare dei Galli, per i suoi disegni di illi mitata conquista. Raggiunta la sua unit politica, l'Italia. ha vinto successivamente un impero asiatico, un impero europeo, ed uno afri cano. Queste prove grandiose, meglio di qualsiasi dimostrazione scientifica, hanno mostrato la perfetta identit della razza italiana di oggi con quella che gi ebbe il dominio del mondo. La razza italiana, oggi come sempre ha trovato soltanto in se stessa i mezzi di lotta e di vittoria. Tutto questo impone agli Italiani il dovere di considerare sacra la purezza del proprio sangue e di esaltare sempre pi l'orgo glio di razza nd mito eterno di Roma. GUID O LANDRA (llllmrazioni lralle dai <1 Disegni di Guerra" di Pinro Morando). Dopo l' aualto Natale in trincea L'attesa per l'assalto

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a lotta contro i Semiti si alza e si alzer presto a motivi ben pi alti di quelli del semplice odio e della semplice polizia politica, per assurgere a una vasta visione nuova, in cui due mondi sembreranno in tutta la loro vastit muoversi l'un contro l'altro, e due destini cozzarsi a sommo dei cieli. Solq allora sar dato rn.i3urare tutta la grandezza della rinnovata idea della razza. Ch i semiti questo mondo fantastico dell'oriente caldo, macabro ed ignoto che verso l' ra cristiana si affacciava per la prima volta alta soglia del mondo romano, e lo avvolgeva nei suoi clangori e nelle sue miserie sono un destino scritto forse da pi di 4 millenni sotto la volta azzurra dei cieli mediterranei : e gli ariani i romani e gli alleni sono un altro destino : n contro questo destino valgono le ondate assimilatrici, i tenta tivi confusionari della moderna cultura, ove gli spiriti di tutti i popoli paiono fondere ciascuno tutte le loro possibilit. All'origine occorre tornare, a quell'origine in cui i ramani, fedeli alla pura voce ancestrale della loro terra, furono soltanto romani: e i greci furono soltanto greci; elleni dall'ar moniosa misura della salute suprema del loro sangue incorrotto. All'origine il contrapposto di un'evidenza solare. Noi invitiamo tutti coloro che vogliono rendersi veramente conto della sostanza intima del problema ariano ed ebraico a non fermarsi ai sentimenti e ai risentimenti d'oggi. Ma a ripren dere in mano le voci sacre della nostra gente, e confrontarle con le voci che una gente, straniera a noi del tutto per la dimensione stessa del suo sentire il divino e l'umano, riusc a imporre al moiulo come voce in assoluto divina. Prendete quei testi, che solo una malvagia bestemmia pot insegnare a considerare profani e quasi perversi, mentre in essi s'aduna quanto di divino seppe sognare sotto il gran sole medi terraneo la stirpe dei nostri avi, e forse quanto di pi di11ino 12 mai si sogn in questo terres,re angolo dell'universo : i nostri classici: Omero, Pindaro, Virgilio, i tragici Greci. E prendete i testi sacri d'Israele: la Bibbia antica, il Talmud, lo Zohar. Solo ritornando a queste sacre origini della nostra e dell'altrui gente si pu individuare il fuoco che cova -sotto le ceneri nostre ed altrui. E quando avrete ripreso in mano questi testi antichi, e li avrete confrontati, l'abisso incolmabile vi si far chiaro aUa vista. r classic_i latini e greci hanno il divino dono dell'equilibrio interiore, ,:he co-me un perenne armonioso accordo con tutta l'armonia essenziale dell:universo. La parola e il canto hanno un"giro solenne e sereno; che non altro che armonia d'amore con tutti i mondi. Quegli uomini canlavan. la propria pienezza, perch erano in perfetto accordo con la natura propria, quasi gli elementi dei loro stessi organismi consistessero in perfetta armonia; quella consonanza armonica dei loro corpi divini, che traeva dalta sete di vita l'organale armonia cosmica delle mem bra, il divino canone. Tale fu l'anelito primordiale ariano. Una divina consuonanza e niente pw. Tupo aveva valor.e, perch in. questo equilibrio sereno dei mondi. C nell'olimpica trascen denza del comportamento antico romano davanti a vinciW:ri e a vinti, come nella giustizia romana, come nel canone architetto nico, quella solare sublimit, assorta nella divina armonia di Posidone e di U rania, onde alla fronte olimpia del guerriero dominatore si scoperchia in sorriso quanto di sole e di radiante energia ..ha..la -Vita..del.CwU.ver-60. Nel classico ariano v' questa consuonanza con la vita dei mondi; quella vera innocenza primordiale (propria degli animali e degli uomini non toc,chi da ratture inteme) portata ai sublimi apogei, che poi il segreto della perduta serenit classica. Prendete invece i testi ebraici: aprite; e al primo momento resterete colpiti da tanta fantasia in cui si scoperchiano cieli e abissi, si muovono le nuvole, cadono la luna e le stelle, treinano Le montagne e i mari, si piegano gli arcobaleni: tanto che vi pare che questa sia la pi sublime ed alta poesia degli umani, e la piiJ, cosmi.cG e polente : ma poi vi iu::corgete subito che questi motivi si ripetono continuamente, senza collegamenti logici, sen za complessi sintattici, senza intimo bisogno, rome una serie rotolante di immagini a fondo perduto, che si susseguono sen.:a essenziale collegamento al giro logico delle idee. E allora vi avvedete che tutta questa fantasia assomiglia essenzialmente al delirio febbrile: un delirio di mmagini che circolano senza intima architetto a volo T: una dietro T: altra, e non hanno dimensione e non hanno spaziO e non hanno confine: per cui, mentre vi pare di essere in una magnifica febbre, non acchiap pate di fatto nulla, perch tutto vi sfugge in una sconfinatezza informe ed essenzialmente vuota e melanconica. C' molta tri stezza e quasi spiritismo funereo nella disorganica visione del mondo del semita. Le sue immagini non hanno corpo, e l'unica loro definitezza il numero, entit astratta di cui si fa gran sfoggio, ma con cui non ci si libera dal vuoto. Popolo perci irrt:apace di qualsiasi arte, ossia di dar corpo vero a immagini vive. Popolo astratto, debole nella sua forza creativa, che vive, di fronte all'ariano, in un perenne stato labile di allucinazione piatta, o di piattezza senza allucinazione, essenzialmente inca pace di amare gli organismi vivi, e di concepire organicamente l'universo. Questo popolo in tutta la sua storia si pu dire che non ha un eroe.

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Anche nei casi di peggiore necesjit, l'ebreo non combatte, nia si abbandOna a quella larva astratta di ellenico Fato che la semitica volont di /ahv. Volont personale di un dio ani mico. e vuoto, nella sua assolute:::za contro natura e antiumano, che niente ha a spartire col volere del Fato ariano, il quale si sviluppa dal contrappunto architettonico dei motivi che circo lano per l'infinita vita dll'universo. E anche quando l'ebreo sar vittima deUe pi dure e ingiuste persecuzioni, non para gonabili per la loro crudezza con le persecuzioni assai pi lievi subite da altri popoli, per esempio dall'italiano, nel corso glo rioso della loro storia, nOn troverete fra gli ebrei neppure uno che sappia insorgere con uno di quegli atti eroici e sublimi che salvano l'onore di una stirpe. Nessuno sa impugnare una spada, affermare con una sublime violenza la propria volont tonica di vita e di salute con quei gesti conclusivi che aprono il cielo e scrivono i sogni essenziali del destiJW. Incapace di autonomia, questo popolo, mansueto e umanitario, mediocrit della propria forma vitale, si rassegna e perde: e wdch concretare plasticamente la bella forma della propria presunta come fa ogni popoloa cui la spina dorsale non infranta, si appella a un futuro sempre pi futuro e sem pre pi lontano in cui inmagina con la debolezza febbrile della propria astratta fantasia paradisi irrealizzabili, disegni inconsi stenti di una redenzione fatta di sogni senza logica e di maledizioni. La pi alta impresa del popolQ ebreo fu una fuga: e la vilt pu dirsi essenzialmente -'-senza voler con ci pronunziare un insulto la speciale forma della virt semita; fa/J.a di raue gnazione e di attesa, di odio e di livore contro la pi salda con cretezza della maggior parte delle fonne viventi umane e animali che il semita si trova intorno. La differenza essenziale la seguen.Le.:. l'arimw-come ogm essere sano e ogni razza umana, sana, anche se inferiore, anzi come ogni sano grado altissinw e solo nell'ariano completo e suscettibile delle pi alte manifestazioni culturali concepisce; e sente la vita cosmica e.sua come un sistema architettonico di azioni e di reazioni, un'immensa fuga in cui a un motivo risponde l'altro motivo, a una parte del reale "l'altra parte, a un'offesa un ardimento e una continua possibilit di superare il mancamento e f errore con il divino compenso del fazione. Per l'ariano l'universo in cui ogni parte parte di un tutto, e ad ogni forza, anzi a innumerevoli forze, corrispondono innumerevoli controforze, in un coro di energica potenza. E la crudelt essenziale al divino inno della vita, la spada deve essere snudata quan.o il destino lo vuole, con quella serena salute virile onde chi "snuda la spada e la tuffa nel sangue del nemico sente di adempiere anche cos alla divina armonia di una ,pi vasta giustizia cosmica. Il semita tutt'altro. Anch'egli immagina e desidera snudare la spada: ma solo per vendetta e odio, e per dominare egli sol.o n muro del pianto. a.. Gerusalemme

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Giudei in preghiera sul monte Gorizim sulla morte di tutto. l n tutta l'immensa letteralura semita, tra tanti clangori di natura ardente e sconvolta, non si trova mai un momento di amore e adesione alfmmensa voce della natura. Nessun amore per gli animali e per le piante, per il tenero coro infinito della vila del mondo: la natura non che una fanta smagoria soggettiva e innaturale, fonte di immagini illogiche cioe nient'altro. L'anima fugge sempre in fughe sconvolte verso lahv, altissimo e lontanD, atfinch su tutta questa confusione faccia giustizia, la quale sarebbe poi nient'altro che l'esaltazione del solo Israele sul cimitero di tutti i nemici. Mente piaUa, quella dell'ebreo. L'ebreo per essenza disar monico. l suoi sogni non hanno organismo: il suo corpo stesso manca sempre in qualche modo dell'armonia della vera bellezza, All'ebreo manca la plasticit della vita e dell'ingegno; per essenza un essere debole e infranto : e come tutti i deboli man sueto e perfido, umanitario odiatore essenziale di tutta la vita che per lui non ha un sorriso. E questo resta inconsciamente vero anche nei casi d'indiscussa onest del carattere e dell'animo. *** Perci. l'ebreo non guerriero : perch debole e infranto. Come i!Iremo meglio altra volta, per l'ebreo non si pu parlare propriamente di razza originariamente inferiore: ma piuttosto di un in gran parte antichissimo, che ha costi" tuito come una rottura dell'armonia dell'essere, propria di ogni vivente sano e sgorgato dalla spontanea natura: un peccato ori ginale che ha dato luogo a una razza infranta. Razze inferiori a quella del popolo ebreo ve ne sono molte: ma molte sono pi integre, pi tutte di un pezz di quella. L'ebreo non guerriero: sacerdote. Ma nei popoli ariani le due altissime qualit si fondono: e anche Cristo fu ili Roma armalo di spada. Nell'ebreo restano immutabilmente separati, perch nell'esse re infranto lo spirito va da s e la materia da s. 14 Nell'antica tradizione, riesumata in parte, come si sa, dal Bachofen, questi popvli sono jlopoli della luna, e gli altri sono gli apollinici, i solari, coloro che poriano luce, cio gli ariani. Popoli della femmina i primi e del maschio gli altri. Gli antichi Brahman furono insieme guerrieri e sacerdoti: e guerriero e sacerdote fu il re di tutte le civilt classiche. I n ognuna di esse vi quella freschezza incorrotta, che sana potente natura desiderosa di combattere e di aprirsi la strada nel mondo. Carattere di giovent, la fame che desiderio di assnilare, di prendere, crescere e trasfor-mare in s . Carattere fondamentale di vita quello della belva che uccide per prendere pi vita. E tutti gli esseri che sono belli e ariosi sono per natura loro guerrieri. Chi rinuncia alla lotta rinuncia alla salute e alla forza; anche se, come ogni debole e malato, continua a combattere, con quel resto di volont di vita che gli rimane in seno, con i sofismi e i sotterfugi. Ma la sua integrale natura scomparsa: e con essa scomparsa l'armonia e il sereno sorriso della vita. Noi non crediamo troppo alle antitesi di Bachofen. Perch. chiaro che al gioco di forze dell'architettonica dell'uniterso sono necessarie: ugualmente la luce e l'ombra, il sole e la luna, il maschio e la femmina: e nella divina armonia troppo chiaro che entrambi gli elementi hanno uguale valore. L'antitesi con siste piuttosto nell'alternativa fra questa armonia e la frattura, in cui tutto si spezza e precipita. E in questa antitesi il volto levantino dell'ebreo errante il triste fenomeno di un'umanit infranta, che non ritrova pi l'armonia della salute cosmica. Sia il suo esempio un monito e !Ln avvertimento tragico per tutti gli altri popoli. GIULIO COGNI n monumento equestre a Cangrande. a Ve.rona

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FANTI E CONTADINI N ERBO DELL 'ESERC ITO t certo che l'esercito il nerbo della razza: in corue guenza lo due volte la fanteria, e/te maestri, guerre e r esser fanti ci considerare regina delle battaglie. Non so se r arte militare le dovr un giorno togliere tale sovranit, per conferirl!' ad un'altra armo., agli aviatori, per esempio, che oltre ad essere veri campioni della razza, potrebbero far prendere una piega nuova all'arte di vincere; nia non credo. L' es'ercit!' ha bisogno di muraglia, che la fanteria. .Cli necessaria quella -forza esecutiva della vittoria, che porta a effetto l'azione dei cannoni e degli aeroplani, ne sfrutta i' particolari: essa sola penetra nel ferro e ci resiste, s'impadronisce d'una roccia, non mollG. Ed essa il popolo dell'esercito,' della nazione; con essa, soiw i popoli stessi che fanno .la guerra, e cos la fanno na zionale, che anche r arte della guerra vuole temperamento di popolo, come tutte le altre. Se pure possibile, vano che il temperamento naziOnale sia concentrato tutto aUo stato mag giore e non arrivi fino ai plotoni. Guai se chi ci comanda non lo possiede. Questa w ragione degli errori di generali mili e istruitissimi, e che le caste militari perdano le guerre; w spiegazione di quel he Cadorna non immagin e Diaz intu, ii segreto delw nostra vittoria. Chi intende ci sa che. Caporeito non fu una disfaua,. ma la vera premessa della vittoria. Caporetto e Vittorio Veneto furono due fatti di po polo. Questa w ragione che sia carattere di generale queUo capoce di sentire il popolo, il proprio popolo: insomma un carattere di fanteria. Allora w disciplina sar calore e fu sione dell'esercito ; vitale, non ascetica; non ci schiaccer, non ci preparer a movire, ma a vincere da vivi Se un popolo non possedesse istinto di consertJazione e si abbarulo 11as3e alw morte, perderebbe le guerre e la stessa esistenza. Invece proprio quelfistinto ha da veder con w t-it.toria. Allo modo, soltanto chi abbia visto di faccia e afferr(Jto per i capelli la paura, coraggioso. Non vi ricordate come i fanti avevano imparato a guardarsi, in trincea e alCavanzata: a giungere vivi sul nemico? Come avrebbero potuto vincere? Stando a faccia a faccia con la ,morte, atet>aiw imparato a giuocarci a rimpiattino; aguzzato l.'udito, l'orientamento, tutti i 3ensi stegli. Facevano scudo del terreno, avevan.o imparat.o la musica e il tempo, si buttavano terra, si geuavano a corpo mort _nelw buca d'una granata, sentivano l'onda, il sasso, il riparo, che poteva sottrarli a una mitragliatrice, all'istante. Erano lenti, parevano inerti, erano invece tempi3ti. Il terreno gli era allea-to familiare, s'erano impastati con esso da contadini. Erano tutti contadini: non ho conosciuto altri fanti che conta dini. Erano contadini, come i loro progenitori peligni, equi, marsi, marracini; erano fanti e contadini, come quelli del Lazio, come i sanniti, come i guerrieri delw lega italica, come i soldati di Cesare; .COm' a1wora la midolw, il serbatoio della nostra rzza. fl carattere dei nostri volti italiani rurale. Quelli pi nbili che vedi, .saniw ancora di terra. t contadina la rtza pi pura, e ogni contadino italiano ha una da patriarca, un re; questo per fortuna gl'impe, disce es.sere ari.stocraticO. E questo ti fa capire fimpero, di Cesare er(JfW un c;Orpo sol.o: che ... 4' .: .. , la conquis delle Gallie dipe.se allo gr'ado daU'arz'e del duee e da quelw di munire fo.ssi,. gettare ponti, potare .selvatiche. Non la fanteria ,diver.sa da qUf!lw che cerca di comprender,. quar imparerai ad amare un eroi.smo non evidente. E.ssa non ci che intendiamo garibaldino, non bersagliera, non ardita; non delw battaglia, non va all'assalto cantando, non grui.scona, non goli,arda. Que.ste splendide qualit non le confanno ed essa vuole le sue ed esser qual' . . . taciturna, pu soltanto be.Jtemmiare e magari raccomandarsi alw M ado c tu non ti scaruj(dizzore e lGscia anche che maledica la gue;ra: il .sri.o privilegio, w sua energia. Se senti maledire la guerra uno che non l'hfJ fatta, digli ohe un poltrone ; ma la.sciala maledire al fante, il suo modo di farw, lo aiuta a vincere. Dura pat romanum de'!' es.sere stato srtto per lui. Egli maledice e fa quel che deve fare. Maledice e sta, maledice e non molw, maledice e at.YJn.Za. Maledice e incassa . La sua capacit d'incassare va. oltre il limite umano, paurosa. La pi difficile virt delw guerra mt?derna questa, e ce Cha w fanteria, capace di stare 'Un mest;, due mesi sotto il fuoc;o; stare un giorno, due giorni di seguito sotto il bombardamento, e uscire dalle buche, lasciare i morti, andare alla trincea nemica, tenerla capire il terreno, postare le mitragliatrici, i cannoncini, riordinare i sacchetti, gli scudi, cercare le buche, sgombrarle, scavarle, ricoverarsi, dura a mo rire, essa che lascia il maggior numero di morti. Sono sopratutto di fanti i nostri cimiteri di guerra, quelli del confine e quelli lasciati e non dimenticati in terra stra niera. Da Florina a Monastir e dalla curw del fiume alw i:etta di quota 1050 e di picchi Bruciato e Roccioso wsciammo ta,nte croci, aiuole, gruppi di croci sparsi Lasciatemi ricordare i fanti che la.sciammo e queUo che fecero i fanti in Macedonia. Tennero t-esta alle pi agguerrite truppe tedesche. e ai bulgari, ai turchi. Dopo la conquista di Monastir, alla quale gl'italiani ebbero una parte dey;isiva, r.4rmata d'Orinte, come /.a ch_iamavano i francesi, che la comanda vano, della qual.e faceva parte la nostra trentacinquesima divisione, che era invece quasi un'ar mata, condotta da Petitti di Roreto; occup due montagne, ne fece un sistema, per sbarrare ai tedeschi la strda del mare, e le chiam quota 1050 e quota 1248. Questa fu consegnata alla Legione Straniera, nelw quale non mancavano italiani, come il principe Andrea PignateUi di Cerchiara, quel magnilfco sol dato, che ci lasci w vita. Quota 1050 fu consegnata gCita. liani. Alla sua sommit le lin.ee si stringevano come un binario. Ci stavano i Cacciatori del Kaiser. Noi li 11olevamo snidare e giungere a Prilep, i tedeschi volevano spezza; l'a$sedio e giungere al mare. Se ci fossero riusciti, la guerra avrebbe . preso un'altra piega. Ci ti faccia capire del com' pito degl'italiani e delw fronte macedone. Tutta impennacchiata, quota 1050 brontolava di giorno ome un temporale: w notte ardeva specialme.nte in cima. l tedeschi attaccavano a ,gruppi. driiti sotto il fuoco, accompagnati con quelli cfre a due a due portat>ano cas3oni di Un notte portarono i wnciafiamme, paret>ano inzolfatori di vigne, ma 15

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dai tubi w ciro no lunghi getti di fuoco. La sorpresa le, fiarrune fecero franare la nostra linea. La vetta fu per4uta. Ebbene: fu ripresa la stessa noue. And all'attacco anche il medico del battaglione. DaU pianura di dove il fiume faceva gomito, quota 1050 saliva come n calvario, precipitava alla destra degl'italiani; e si rialzava con certi picchi e rocce lunari, che le carte francesi avevano chiamato Picco Bruciato e Pice Roccioso. Anche l seppellirruno i riostri plotoni, lasciammo mucchietti di croci, con un numero e una striscia di zingo. Dal fiume fino a mezza costa, c'era .la brigata Sicilia, e. aveva da fare coi bulgari. La quota e i ,picchi erano tenuti dalla bri gata Cagliari, dalla e da, battaglioni complementari. La.ss s'aveva da fare coi tedeschi al centro, con bulgari. e turchi alle ali. Nostri erano j, mitraglieri, nostra l'-artigli,eria da montagna, annidata alle nostre -spalle, che ti sfiorava .il capo, con una cortina fischiante e precisa, ti apriva la strada o taglia m re gambe. al nemico; nostre le bombarde, quei lun ghi maiali volanti, che dal fondo dei. burroni montavano di ritti sul tlio capo; e.d esita-vano, pareva che t'olessero retroce dere, prima di buttarsi col muso e arulqre a crepare JTa i reti colati, soffiando cavalletti, sacchi, elmi, braccia, 'pastrani, con torcendo pudreUe che queste parevan ferrettni d donne. Quota 1050 era tutta un forte di fanteria, un esempio di forte ficazione, fatta dal fall.le iudiano con la zappa, le mine. la pazienza, e rifatta ogni giorno. Caverne, baracchini di travi e sacchetti, baracchini muniti di travi di ferro, muraglie d sacchetti bianchi, terrapieni, camminamenti profondi, trincea, parapetti, con scudi d'acciaio a feritoia, con stipetti, coperti da una tenda di sacco, per tenerci le bombe e i caricatori. Parallelo alla trincea, corret>a un camminamento 11UieStro, passava innanzi alla bocca dei baracchini, che davano le spalle alla trincea. Una rete di cammnamenli stretti univa quelle due arterie, fra le quali comandi di compagnia, plotoni, vedette vegliavano, combat tevano, dormivano, mangiavano, scrivevano. Era una citt schi.cciata sugli abitanti, nella quale tutto era effimero, la consistenza .edifici, il terreno, la vita. Travi, uomini, mu ra.glie erano soffiati dagli scoppi. Ogni notte, c'erano parapetti franati, baracchini sventrati, camminamenli riempiti. All'alba, le talpe ricominciavano il lavoro di Sisifo; rifacevano mura, tetti; parapetti, camminamenti. Al parapetto del secondo plo tone, c'era la punta d'una scarpa, che s'affacciava tra i sac chetti, e se cercavi di tirarla, sentivi ch'era incassata. C'erano del resto. tanti stracci e legni e rottami, tra i sacchetti, e anche quella scarpa faceva da zeppa. Franavano una, due, tre file di sacchetti, e la scarpa era l, pareva che reggesse le altre fila. Una notte. che i tedeschi vennero avanti e il tiro corta dei cannonieri francesi schiacci al parapetto le mosche del secondo plotone, tutto il parapetto fu demolito; e la scarpa rimase l, sospesa in aria. Era il piede d'un uomo asiugato e nero, usrim dalla r.ovina. Fu rifatto il parapetto e i fanti continuarono a combattere da quella sepoltura. Pareva d'entrare in una fortezza, a quota 1050, d'essere giunti al sicuro, finch non vedevi i primi che s'addormenta" vano, come, appena vi giunsero, quei due piantoni di fureria. Dovevano cercarsi e costrnirsi un riparo, ma erano due ragazzi, non avevano imparato a guardarsi. Videro un muretto a secco semicircolare, una stanzetta scoperta, uno di quegli appoggi provvisori delle avanzate, lo coprirono con un telo da tenda e ci si ficcarono. Appena c'erano entrati; un cannoncino soffiil telo e comparvero quei due ragazzi, col pastrano, il tascapane ancora a tracolla, seduti, gli oe{Jhi chiusi, l'uno appoggiato al l'altro, con la spalla e col capo, senza una goccia di sangue. l tedeschi avevano cannoncini ben postati, che frugavano il camminamento meastro_e i baracchini, ed erano sempre in agguato .. Non facevano ferile, divorawno. Invece non .c'era da temere fucili e mitragliatrici altro che ai posti di vedetta. l te-16 deschi erano ottim{ tiratori, di bombe a mano e(], er,1w ;npu gati con buona moneta di bombe Carbone, granate della fOrma e grandezza di una pannocchia di granone, con manico di ferro; che serviva per _impugnarle e anche per appel:l4erle al cinturino, le quali avevano appiccicat.a alla base un'orec chietta di tela: strappandola, accendevi la bomba, che aspet tava qalche minuto, primadi scoppiare. Il fante non si emo: :.:idnava, non aveva fretta, e i migliori tiralori lO. che ,scoppiava in aria. Al Picco Bruciato invece non ti potevi muovere senza dq,re nell'occhio, scoprire il plotone, bUSf:arti una fucilata, chiamare le bombe sui tuoi ,rl.omini. Anche il ciliinbio delle vedette sue. cedet>a con quella padronanza 'del terreno, che i vecchi funti avewiw acquistto . Non dot,evi cert esser tu a montan! la. sentinella,. ma non\potev'i fare a meiw di cercarti u.n punto d'osseriJa:.:ione, imparare a conoscere .ci che stam in faccia al tu.O plotone. Dovevi abituarci l'occhio, guardare e guardare quel groviglio; ti scoraggiat,i, rinunziavi, ricominciavi a guar dare, scorgevi qualche ,oscillazione. ti concentravi sopra un punto, vedevi sparire la canna d'un fucile, la cupola d'un elmo. riconoscevi un sacchetto, u1w putrella, e a. poco a leg gevi quel geroglifico, tentavi di farne lo schi:zo, piiragollati la tua con la posizione nemica. La notte era pi facile andare da una vedetta, parlare coi caporali, cercare il sergente, e non ti facevi. sorprendere dalla lue dei .razzi allo scoperto, se aveJi capit il terreno. Avevi la pistola d'alluminio, per chiamare fartiglieria, per dirle, con quei garofani rossi, che si spalancat>alio in. cielo, d'allun gare il tiro; per dirle d'accorciarlo, con quei fiordali.si tur chini. Il razzo di trincea lo lanciavi .qu.ando non la luna, e ci volevi veder chiaro. Lo lanciava il sergente, lo lanciava un caporale, se una vedetta aveva avuto un sospetto; lo lanciava il tuo e il plotone dei bulgari, che ti stava in faccia; il tuo battagliOne e il battaglione nemico, la tua brigata e quella tedesca, sulla .quota, ,illuminando anche la sella e i picchi. Ma tu non dovevi accenderlo per ogni piccola cosa; se eri impazienl.e,. nermso, ....penavi ...a -fout,i -an GfJFIIUeFe -di -ftmteri. Col razzo ti guardavi dalle pattuglie, da un colpo di mano, un attacco .e vedevi il terreno dare riliet'O a cose trascurate dal sole; a111=he la luna ti svelava qualche segreto; ma non bastava capire il terreno. Dovevi imparare la musica. La musica generale e quella che .ti riguardava da vicino. Devi confessare che al principio non distinguevi altro che i vwlini d'artiglieria da montagna e quel fabbro che menat'a mazzate sull'incudine .della tua roccia. Senlivi le mitraglia trici e non capivi ,se erano nostre, se erano nemiche; non. di stinguevi mina da una cannonata, una' bomba da uno spez.zone, una granata da lUla bombarda, un crntdcinque da un. setiantacinque, un colpo che arrivava, da uno che partiva. Se una locomotim forava l'aria, ilfante sapeva che cos'era, do_ve era diretta; tu stavi come l'asimo in mezzo ai suoni e non domandavi nulla. La guerra ,te lq, devi imparare da te. Comin ciavi a capire i colpi di passaggio; quelli non ti riguardiz... vano, e ti alleggerivi di un peso; cominciat'i a distinguere i nostri dai colpi nemici; ti restavano da capire i proiettili coi quali avevi maggiormenle da fare; nor tardati .a r/:O!lOSCfi dalla voce. Arri wvano .a casaccio? ,Batevaw lo stesso punto? Tutti certo miravano alla fronte e alle spalle del plo(one, eppure ogni arma aveva le sue preferenze, le bombarde., i can noncini, le mitragliatrici; capiti dove andavano .le bombe a mano, dOve allignavano le. fucilate; ti face11i ug'idea .del metodo e quasi dello scacchiere dell'artiglieria tedesca, e dell'im previsto, con cui t'ammoniva .. Cos imparavi a non fracassarti subito le ossa e a diventare fante. Quando facevi l'avanzata capivi il terreno. l ragazzi invece cascavano come le mosche. La maggiore probabilit di giungere alla. trinr.c!L nemica l'avewno le vecchie talpe. MASSJMO. LELJ

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Popoli imbelli Africa e guerrterr tn Feticci!) scolpito dei Baluba (Congo meridionale), In questa medesima rivi.sta s,crivevo di recente che la dottr ina razzista pone gli Etiopici in un'evidenza spe ciale che nostro dovere e interesse valutare adeguata mente. Sull'argomento credo di portare una parola impar ziale ispirandomi alle ricer che da me condotte sull in tera estensione del Conti nente Nero in otto viaggi svoltisi fra il 1926 e il 1938 e riassumendo quanto da an ni ho detto in numerose pubblicazioni fra le quali, destinate al gran pubblico, i vo lumi Dal Capo al Cairo >> e L'Impero Etiopico >>. Trarr soltanto qualche conclusione nuova, d'altra parte gi im plicitamente espressa da me in passato, sull'opportunit per noi non solo di risanare in senso medico l'Etiopia ma anche di non frenare nei suoi indigeni la naturale prolificit spontaneamente incoraggiata, invece, dal benessere da noi portato sul posto s da far prevedere un raddoppiarsi dell'attuale popolazione nei pros simi decenni Una volta resi fiduciosi gli Etiopici del nostro potere e ben trattati, essi non desidereranno di meglio che restarci sottoposti e magari affiancarci in qualsiasi nostra futura impresa coloniale eventualmente ed anzi con tanta maggiore gioia per loro anche fuori i confini dell'Etiopia Ve li conduce l'innato senso di fedelt verso chi stimano e lo spirito bellico impareggiato da ogni altro africano. In quanto a stima, l'indigeno ne ha certo per chi lo tratti, anche se in modo rude e con punizioni pi o meno severe ma giustificate, bandendo sentimentalismi impossibili a seguirsi e infondendo, invece, nel dominato il senso della superiorit del dominatore : nei nostri territori, del dominatore italiano sopra ogni altro bianco. All"uopo, arti eccellenti seppero usare, e usano, i nostri ufficiali; Dalla materia grezza dell'Africano semibarbaro modellano cos1 il soldato coloniale ormai ben noto : con arti ispirate soprattutto alla semplicit e alla considerazione delle tendenze naturali insite nei nostri sudditi di colore e per le quali questi sono facilmente portati a sottostare in pieno alla volont di chi Ci in particolare quando tali arti si applicano sulle gent1 et1op1che che, ripetutamente dissi, costituiscono il miglior materiale del Continente Nero . Difatti gli Etiopici, benh antropolog1ca mmte siano tutt'altro che scissi dagli altri elementi etnici del l' Africa, vi-5011(} rimasti il gruppo meno contaminato da incroci sfavorevoli s. che hanno conservato, meglio di ogni altra popo lazione loro i.inparentat,ua componente da dirsi che la causa, e pi ancora lo fu in passato, del loro ddferen. ziarsi stto l'aspetto somatico e culturale. compon.ente puo rilevarsi anche oggi alla base di numerose dell: Afnca: importante e impossibile a non considerarsi da ch1unque vogba indagare sulle vicende di ogni tempo e gettare uno sguardo anche.: su quelle future dell'intera Africa. In proposito ripetutamente gi discussi, ad esempio per spie gare quali furono i motivi della decadenza di quell'antica civilt detta di Zimbbue fiorita a lungo ne!la Rhodesia Meridionale : essa non perse di splendore fino a che i suoi artefici indigeni bench da molti si sia sostenuto il contrario -si mantennero in uno stato di purit razziale sufficiente a serbare inalterate le qua lit psichiche della stirpe. La caduta, invece sopravvenne rapida appena com i nci l'incrocio sregolato con genti razzialmente infe riori come i Negri e i Di grande significato per la storia etnica dell'Africa che i costruttori di Zimbbue e di tutti gli edifici oggi in deplorevole rovina, sparsi su un area grande quasi tre volte l'Italia, furono di un tipo che l'aatropologia pu riferire soltanto all'etiopico. La decadenza della Rhodesia ebbe effetti sensibili su gran parte dell'Africa Meridionale, perch finita la produzione indigena dell'oro, a cui Zimbbue dov la sua ori gine, s i allontanarono i trafficanti arabi che per lunghi secoli ne avevano curato l'esportazione, troncando cos l'unico legame col mondo esteriore. Soltanto con l'arrivo dei Portoghesi agli albori del XVI secolo sorsero nuovi contatti, ma gli indigeni erano ormai troppo abbrutiti per potersene in vero modo avvantaggiare.

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Gueniero nubiano (preso dal vero da PilgheiD). Il crollo culturale della Rhodesia rimase perci definitivo fino ai nostri giorni. Alla pari delle genti a caratteristiche somatiche e culturali su periori che abitarono Tlmpero del Monomotapa cos chiamato dal nome del sovrano che risiedeva in Zimbbue -le popola zioni di molti altri stati sorti in ogni parte del continente, e alcuni dei quali di ragguardevole entit, si erano avviate alla decadenza, per idep.tici motivi, bene ayanti l'arriv dei coloni europei. Di parecchi di cotesti stati giunto fino a noi l'eco delle imprese guerresche compiute in virt di un fierissimo ed intelli gente spirito combattivo, di cui attualmente si rintraccia appena, qua e l, un pallido riflesso. Di per s significativo sarebbe anche l'arido elenco df tali poteO.tati a dimostrazione della generalit in Mrica di culture molto superiori alle odierne. La storia ci parla dei sovrani del Sudn Ocdntale e delle loro dinastie durate per secoli, come nello stato di Tombuct. Risonanza notevole ebbe, fra i tanti, il reame di Benin in Nigeria, che gli Inglesi trovarono gi a.fli.evolito quando, nel 1897, ne saccheggiarono la capitale. Nei principali musei d'Europa e d'America si ammirano i bellissimi bronzi di squisita fattura, gli avori e i legni scolpiti dovuti agli antichi Bini, fondatori di Benin. Nel Sudn Centrale sappiamo dei regni Asande e Mangbetu; nell'Orientale di quello Scillk. Nell'Africa equatoriale sorsero puce stati di elevata organizzazione: quelli dei Congo, dei Balunda, dei Bacuba fiuono alcuni di essi. Il loro potere si estese su territori talvolta molto pi grandi del l'Italia mentre, anche indipendentemente dal predominio europeo, i capi sono ora incapaci di presiedere a una giurisdizione che peri le poche di chilometri quadtati. Analoghi fenomeni si verificarono nella regione dei Gmidi Ugbi, per rui ftegli ultimi 18 secoli vi si ebbero che staterelli dai mille ai ventimila abi tanti ciascuno Ove sussistono di autoit indigena per l'esservisi mantenuta una maggiore proporzione del sangue primitivo legato a caratteristiche somatiche superiori di tipo europaide. Cosi fra gli .Angoni della Rhodesia Settentrionale, discendenti degli Zulu di cui rimasto celebre T ardore bellico : essi dettero molto da fare perfino agli Inglesi. Origine zulu ebbero anche i Matabele, trib di agricoltori e pastori abitanti la met ovest della Rhodesia Meridionale detta Matabeleland. Il loro sorgere fu dovuto a prette cause militari Difatti, al principio dell' '800, dopo la conquista del Natl da parte degli Zulu con alla testa il re Ciaca, un guerriero di questi, Mosilicatze, venuto in disgrazia del Capo questioni di interesse, varc i Monti dei Draghi con un certo numero di armati Insediatisi nelle nuove terre, furono detti Ma tabele per il loro modo di combattere mantenendosi nascosti. Sotto la pressione dei Boeri, nel 1857 doverono attraversare il Limpopo. Passat i nel territorio dei Makalanga, sterminarono la popolazione indigena dedita a pacifiche industrie minerarie. Dopo una lunga serie di saccheggi e scorrerie si stabilirono nella regione che oc cupano tuttora, assorbendovi i locali Negri Msciona, genti tran quille dedite alla coltivazione, all'arte della ceramica, alla scultura in legno, alla metallurgia, ecc. e assorbendo cosi sangue inferiore al loro. Il popolo Matabele risult col tempo diviso in tre gruppi principali : Abezanzi, Abanhla, .Amaholi ... Tra il 1885 e il 1891 subirono l'urto della British South African Company che con faCilit abbatt definitivamente il loro potere. Episodi del genere sono da mettersi in relazione con l' impove rimento del patrimonio razziale che diverse trib avevano rice vuto dagli Zul':l. Questi, come ho potuto accertare con mie visite durante l'ultimo decennio, sono lungi dal presentare l'aspetto negro ritrovabile pi a nord di loro, come nel Mozambico, nel Tanga nica e nel Congo. Impressionano invece per il buon numero di fisonomie veramente fini, che nessun confronto migliore trovano se non con i nostri Etiopici. Lo stesso indicano anche parecchi loro usi e comportamenti consueti. E' certo strano, ma di grande im portanza per l'antropologia, osservare la ricomparsa in fondo all' Mrica di un tipo come quello presentato da tan ti Zuiu. Non si tratta per di un caso sporadico : non pochi aggruppamenti umani ripetono in Africa, e non a caso, il medesimo fatto. Si ha nel l'Africa Centrale, nel Congo, nella regione dei Grandi Laghi, nel Nord e nel Sud Rhodesia, nel Transval e altrove Si tratta di re sidui, sopravvissuti per circost:mze fortuite, di un tipo umano molto evoluto, gi ampiamente diffuso in Africa, ma ora ridotto di numero per incrocio con raize indigene inferiori : Gli Zulu sono, dunque, nient'altro che uno di codesti residui Lo spirito battagliero, non ancora del tutto sopito, che essi posseggono ne dipende direttamente. Il loro paese appartiene alla fascia costiera dell'est dell'Mrica austr:ale e si estende alla parte compresa fra l'Oceano Indiano e la Catena dei Monti dei Draghi, o Drakensberge, dalla baia di Santa Lucia al nord e la foc del Tugbla al sud. Tutto questo terreno in massima parte in mano degli Zulu che vi allevano le loro numerose mandrie di buoi e vi coltivano un po', di gran turco e di cereali, mentre il rimanente usato soprattutto a scopo agricolo e di allevamento di bestiame da un non grande numero di Europei. Nello Zululand, possedimento inglese, i capi indigeni hanno conservato i potri, sotto la sorveglianza britannica eser citata a mezzo di sei funzionaci, ognuno dei quali dirige uno dei sei distretti giudiziari in cui il territorio diviso. Prima dell'at tuale regime il paese fu alquanto turbato per guerre, specialmente da quando, intorno al 1810, sal al potere il famoso capo Gaca, detto, .dagli .storici Natl, il del Sud Mrica, per

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le sue numerose imprese belliche. Egli innalz la trib degli Zulu al grado di potente nazione, amalgamando a mezzo di conquista tutte le genti e dando ':In ordinamento al paese le di cui linee sussistono ancora. Ciaca fu un selvaggio senza misericordia, animato sempre da un insaziabile desiderio di do minio. Sua norma nelle vittorie fu di risparmiare i giovani delle trib per farli combattere e di uccidere, spesso con raffinata crudelt, i vecchi e i bambini. Introdusse fra i suoi sog getti l'uso di una corta lancia a larga lama, da usarsi da sola in guerra a stretto contatto del nemico, invece di un gruppo di lun ghe lancie da getto, quale era prima costume per ogni guerriero. Guai per a tornare dal combattimento senza quell'unica arma! I disgraziati che la perdevano erano messi a morte e cos chiunque sospetto di codardia. Proib il matrimonio a:i soldati perch ritenne le tenerezze della moglie e dei figli deleterie per lo spirito mar ziale, e istitu una serie di villaggi militari in tutto il paese, ove i scildati erano occupati in esercizi ginnastici, in giochi atletici, in canti e danze guerresche quando non trovavansi in combattimento. Istitu che si distinguevano dal colore dello scudo e gradi militari, nonch una leva annua di cui si hanno ancora tracce. Dotato di un aspetto imponente e di una volont inflessibile, e con la fama guadagnatasi di essere sovrumano, riusc facilmente a governare e a imporre i suoi sanguinari capricci. Le prime popo lazioni da lui attaccate furono quelle della valle del Tughla, composte di privi di ogni attitudine bellica. Spaventate dalla minaccia di Ciaca, varie trib si unirono per fuggire verso il sud, seminando esse pure morte e desolazione sul loro cammino. Ove erano giardini ritorn la foresta perch chi non si aggreg alle orde zulu dov fuggire nei monti se volle salva la vita. In questo modo la cosiddetta armata di Ciaca aument sempre di numero per acquisti eterogenei e si dice abbia raggiunto una forza di circa centomila guerrieri, mentre accresceva la nazione zulu di oltre mezzo milione di genti. E pi sarebbero state se, nonostante la sua baldanza, Ciaca non avesse temuto, portandosi troppo al sud, di scontrarsi coi coloni europei del Capo delle di cui armi da fuoco aveva sentito parlare; ma .si calcola che egli abbia soggio gato ben trecento trib mentre estendeva il suo dominio in un raggio di ottocento chilometri dalla sua primitiva residenza. All'incirca nel 1820 la devastazione del Natal fu completa e Ciaca pot assidersi sopra un trono notevolmente allargato. Ma non vi stette inai tranquillo. Nel 1824 un ufficiale inglese, Fare well, con due compagni, si recava a visitarlo. Egli ricevette i tre con grande onore e li inform della sua potenza impareggiata al mondo. Si diverti molto nel vedere i vestiti inglesi e special mente si scaildalizz nel sentire che in Europa si convertivano le pelli in cose tanto inutili come le scarpe, anzich in scudi da guerra. Fu generoso con i e permise loro di stabilirsi sopra un tratto di teireno costiero lungo circa quaranta chilometri ed esteso nell'interno per circa du"cento, includente la baia sulla quale oggi sorge Durban. Ciaca continu nelle sue rapine sulle trib confi nanti, fino a che nel 1828 non fu ucciso da suo fratello e successore al trono, Dingaan. Vari capi, nessuno dei quali seppe rag giungere grande splendore e che ebbero tutti a lottare, come Din. gaan, coi sopraggiunti coloni europei, si susseguirono a lui ; e final: mente con Cetywayo ebbe fine l'indipendenza zulu. Alla morte d1 questo capo avV-enuta nel 1884, gli indigeni, divenuti anche razzialrnente un insieme molto misto, non si trovarono pi concordi per una nuova nomina. Ne trassero pretesto gli Inglesi per dich_iarare nel 1887 lo Zululand territorio britannico. Il complesso etniCo zulu, oltre agli individui a tratti fini gi veduti, ne contiene oggi buori numero a pelle giallastra e con capelli a glomerul! di indub-Armi e omamenti indigeni. bia provenienza boscimana, accanto ad altri di schietto tipo negro assimilati durante cataclisma razziale determinato da Ciaca. Il continuare a fondersi dei tipi boscimani e negri con quelli euro poidi' la caiisa evidente di una degradazione sempre maggiore delle antiche doti belliche degli Zulu. Mi apparisce importalite applicare nei riguardi degli Etiopici gli insegnamenti che scaturiscono dai fatti citati. Sintomi di decadenza indigena si rilevano difatti nel nostro stesso Impero e si acuiranno alla svelta col proseguire dell'inquinamento; attivo soprattutto. per in1iltrazioni sudanesi. Nemmen l'apporto asiatico sembra favo revole a conservare e doti delle pure genti etiopiche: esso conduce a graduale impoltrimento perch rende insensibili al fascino delle opere di conquista, mentre sviluppa il desiderio dei traffici e la sete dei guadagni. Nei sudditi africani deve a noi importare ben altro. Fattore di incalcolabile portata per la storia futura dell' Mrica, la conquista nostra dell'Impero contribuir cos a salvarne anche in senso razziale le popolazioni, per avviarle verso un glorioso do mani non limitato certo alle sole montagne e pianure dell'Etiopia. LIDIO CIPRIANI

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Statuette della Colombia e .del Per. Lo scrittore nord-americano Lothop Stoddard ha denunciato, in un libro intitolato La marea crescente delle razze di colore :t, il pericolo costituito per i bianchi dalla minaccia, sempre pi vasta e incalzante, degli uomini di colore. In ''erit, negli Stati Uniti la convinzione dell'assoluta e urgente necessit di ingaggiare una grande battaglia per la tu tela della razza assai pi diffusa di quel che solitamente si pensi in Europa, ove il cinema e, in parte, la letteratura della repubblica stellata hanno diffuso e accreditato, al riguardo, molte false opi r.ioni. Uno scrittore francese, Maurizio Muret, ha dimostrato in un'opera che s'intitola Il crepuscolo delle Nazioni bianche -quanto gli Stati Uniti si preoccupino della questione delle razze di colore. Tale preoccupazione non deriva soltanto, eome si potrebbe credere, dall'enorme numero di negri residenti negli Stati Un i ti (dai lO ai 12 milioni), e nem meno dall'invasione degli emigranti di razza gialla, a cui ormai sono state chiu se le porte del paese; ma anche, e sotto un certo punto di vista principalmente, da motivi di indole internazionale. E' noto che la politica degli Stati Uni ti si impernia sulla dottrina di Monroe. O meglio, la dottrina di Monroe che ruota attorno alla politica degli Stati Uni ti, e assume questa o quell'angolazione, a seconda del momento, dell'opportunit e dei fini che la repubblica stellata si propone. Si chiama, infatti, dottrina; ma non che un principio, al quale si riai-. lccia, -sotto varie forme, la vera oottrina politica degli Stati Uniti, e cio l'affermazione della netta supremazia della grande repubblica su tutti gli altri Stati americani. Insomma, come stato acuta mente osservato, non l'America agli Ame ricani, ma l'America agli Americani ... del nord. II che, tradotto in un'immagine volgare ma espressiva, significa come ebbe a dire un senatore degli Stati Uniti -che il continente americano ha la forma di un prosciutto e lo zio Sam ba in mano un'ottima forchetta: la dottrina di .Monroe, per 20 UNA RAZZA Al Perch la forchetta penetri, occorre, per, oltre alla saldezza del metallo da cui formata, una certa da parte del prosciutto. La grande ric (:hezza degli Stati Uniti non basta a giustificare la posizione di netto predominio da essi assunta nei confronti di gran parte del .continente .americno.; -anche .perch ricchi o ricchissimi effettivamente o virtualmente -:-sono tutti gli Stati d'America. In nessun caso la sproporzione economica tale da giustificare una cos '. accentuata sperequazione politica. In un altro campo, invece, la sproporzione fortissima, e tale da trovare pieno riscontro nella situazione politica: in quello razziale. Gli Stati Uniti costituscono una massa straordinariamente pi omogenea, dal punto di vista storico e da quello etnico, di tutte le repubbliche del centro e del sud--America. Un rapido sguardo alla costituzione storica e razziale del conti nente americano lo dimostrer. Caduto, verso il 1825-26, l'Impero coloniale spagnolo, il Messico e l'America Centrale, dipendenti dal Vice-Reame della Nuova Spagna, rimasero dapprima uniti, poi, nel 1830, l'America Centrale si stacc dal Messico e, nel 1839-40, si divise essa stessa in cinque repubbliche indipendenti: Guatemala, Honduras, Salvadar, Nicaragua e Costa Rica. Intanto, la Grande Colombia si scindeva, nel 1830, in Nuova Granata (poi Colombia), Ve nezuela ed Equatore. Dall'antico Vice Reame del Per si formarono due repubbliche: Per e Cile; ma, nel 1840, l'Alto Per, o Bolivia, si separ del Per, per formare una terza repubblica in dipendente. Dal Vice Reame della Plata nacque in un primo tempo la Repubblica delle Provincie Unite del Rio de la Plata, che si scisse pi tardi in tre Stati: Ar gentina, Uruguay e Paraguay. In quindici anni cinque Stati si erano cos divisi in !
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. LA CONQUISTA DI UN 48 -una }ll'l'gll fascia di territorio, che costitU gli Stati del Texas, del Nuovo Messico, dell'Arizona, della California, del Nevada e del Colorado. In quella circostanza e anche in seguito, i torbidi interni messicani favorirono l'intervento americano. Non dimentichiamo, infatti, che gli Stati Uniti facilitarono, nel Messico, le rivoluzioni di Madero contro Diaz, di Carranza centro Huerta, di Obre. gon contro Carranza. E l'attuale Presi dente Cardenas non ha forse pi volte velatamente .accusato gli Stati Uniti di favorire i generali messicani ribelli? Quanto a Cuba, divenuto-dopo l'ap provazione dell'emendamento Platt uno Stato vassallo degli Stati Uniti, fu rono le insurrezioni contro i presidenti Estrada Palma; Menocal e Zayas, clie giustificarono i ripetuti interventi nordIl notissimo affare di Panam.a, in seguito al quale la Colombia fu privata della parte pi importante del suo terri torio, ebbe luogo, nel 1903, attraverso ima rivoluzione, che port aUa. nascita dello Stato di Panama e alla cessione perpetua agli Stati Uniti della zona del canale. Quando, nel 1917, il Presidente di Costa Rica, Gonzales, si rifiut di concede re gli straordinari privilegi commrcia li a lui chiesti da una compagnia ameri cana di petrolio, una rivoluzione, capita nata dal generale Tinoco, lo rovesci; e l'3ccordo venne concluso. Nel 1909, resistendo il Nicaragua al l'interventismo nord-americano, dovuto al progetto di apertura di un canale intero ceanico attraverso il territorio di quello Stato, il Presidente Zelaya venne rove sciato da una rivoluzione guidata del generale Estrada; e il Governo rivoluzio nario, apertamente appoggiato dagli Stati Uniti, concesse loro tutto ci che vollero. Nel 1915, un'insurrezione scoppiata ad Haiti dette modo al Governo di Washington di inviare nella piceola isola un corpo di spedizione e di imporle una propria costituziOne. Nel 1924, disputandosi tre Presidenti il Governo dell'Honduras, gli Stati Uniti notificarono ehe non avrebbero ricono sciutoun Capo di Stato che si servisse delle armi per salire al potere. La rivolu zione scoppi egualmente; e gli Stati Uniti intervennero, imponendo un vero e proprio protettorato all'Honduras. Gli esempi potrebbero continuare. Ma quelli che abbiamo riferito ci sembrano . CONTINENTE Arte indigena dell'Alto Per: una danza sacra. l sufficienti a stabilire che alla base della cosiddetta politica del dollaro e di quella dottrina ili Monroe, che a prima vista potrebbe parer fondata unicamente su fattori ideali, sta un ben determinato con flitto di razze. Da un lato una compatta, omogenea, e perci decisissima, massa di uomini. Dall'altra un complesso di unit in se stesse eterogenee e molto differen ziate le une dalle altre, nelle cui carni la piaga del meticciato si affonda doloro samente. L'avvenire politico dell'America latina sta nella tenacia con cui essa sapr difendere e potenziare il suo nucleo etnico originario. Le virt guerriere delle masse autoctone potranno forse-e que sto in parte sembra verificarsi nel Messico arginare il poderoso espansioni smo degli anglosassoni del nord. GIORGIO ALMIRANTE Battaglia fra Spagnoli e Aaec:hi (da una pittura abeca). 21

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:NOBDA.IIEBIUA.NO [ nord-americani si clichiarno, se si deve giudicare una 9ran della loro stampa. antirazzisti_-Vediamo quale invece la realt. Stabilisce la legge degli Stati Uniti che ogni persona di razza bianca. ogni africc;mo o discendente di africano pu divenire cittadino ameriano. Sono esd.usi dal diritto di ottenere la cittadinanza americana: i cinesi e i giapponesi (generalizzando si potrebbe dire tutte le persone di razza gialla), i burmanesi e di norma gli indiani. Tuttavia per gli indiani ammesso_ che essi possan9 eccezionalmente acquistare la per via di trattati o di legge speciale: i casi non sono infrequenti. Sempre secondo la legge americana, i nativi delle Filippine -fra i quali si trovano molti. meticci discendenti da spagnoli e indigeni -nonch i nativi di Porto Rico -i quali sono in gran parte bianc_hi, ma per il 23 % circa meticci -non possono diventare cittadini americani: tuttavia sono ritenuti stranieri, considerati "alleati" degli Stati Uniti. Per essere pi completi nOi non dobbiamo fermarci ad esaminare soltanto la legge federale, ma anche altre ordinanze. Dobbiamo inoltre estenderci e considerare .le costumanze che talvolta sono pi forti delle leggi. n razzismo americano per .avere un quadro compJeto innanzi alla nostra mente va esaminato in rapporto al trattamento usato dagli americani: verso i gialli, i negri, gli israeliti, verso i non anglosassoni. Un libro di Andrea Siegfrid, professore alla scuola di scienze poli tiche di Parigi, pubblicato in epoca non sospetta ci servir da guida, completato con notizie pi recenti (1). Si dice in America che il razzismo contro i giciUi sia motivato da ragioni di difesa. Se l'accesso nel territorio della repubPiica stellata fosse stato aperto senza limiti agli asiatici, probabile che le coste americane del. ora non sarebbero pi paesi di razza bianca. Gli americani, i californiani sovratutto, si preoccuparono che i gialli potessero col tempo costituire, per il loro numero, un pericoloso e potessero comPr-omettere l'integrit della rqzza bianca. Le pi vecchie leggi e provvedimenti sono contro i cinesi, che sono stati i primi asiatici accorsi in California nel 1850, attrattivi dciUe miniere aurifere. A, partire dal 1870, viene loro rifiutato U diritto di naturalizzazione. Gli americatii. si sono dunque dimestrati assolutamente intransi-. genti verso i gialli, ma potremmo aggiungere che fale. I?Olitica non stata e non solo degli Stati Uniti; infatti v una specie di solidariet etnica fra essi e i domini inglesi del Pacifico, contro i gialli. Necrf e Abbimo !J;. visto come la legge federale metta i negn allo stesso livello dei bianchi e come essi possano acquistare la naturalizzazione che invece negata ai giaUi ed altri uomini di colore. Questa e la teoria: in effetti i dieci milioni e mezzo di negri che si trovano negli Stati Uniti vivono, questa la pura verit, c sotto il tciUone dei bianchi :.. La guerra di secessione, sopprimendo la schiavit, non ha affatto -risolto il problema dei rapporti tra bianchi e negri: l'americano, come l"inglese, come tutti gli anglo-sassoni, ha orrore di confondersi con gli uomini di colore. Abolita la schiavit, il movimento di difesa dai negri incominciato immediatamente nel sud, dove essi erano Pi numerosi (la Carolina del Sud ed il Misissipl inglobano un 50 % di popolazione negra). Una legislaziole locale, del tutto arbitraria. ha sbito privat i neri deUe conquiste ottenute con la vittoria degli Stati del Nord, che la costituzione federale garantiva. Gli Stati del Sud non hanno ratificato la costituzine federale del '70, la quale stabiliva che il diritto di voto ai cittadini americani non potesse essere soppresso o limitato per motivo di razza o di antica servit. A partire dal 1890 gU stati del Sud hanno votato delle leggi che, senza nominare i negri, di fatto li escludono dal sufhagio. Se per caso qualche negro riesce a passare attraverso le maglie della legge non. pu presentarsi alle urne, perch rischia di essere lin ciato. Nessun negro ammesso negli impieghi pubblici. Nei treni, debbono viaggiare in vagoni separati, e possono prendere posto solo nella parte posteriore dei 1ranvQi. l quartieri di cilcune citt sono riservati ai bianchi e i negri non possono abitarci. In contee ad essi proibito anche l'accesso. Nei teatri, nei locali pubblici in genere e c persino nelle chiese :., i negri debbono stare da parte. n negro, sia pure vescovo o dottore, non mai chiamato COD il titolo di signore. Davanti ai Tribunali, neUe questioni tra bianco e negro, questi tovasi in condizioni d'inferiorit. Nulla da fare da parte del negro: verso di lui c' una specie di cordone sanitario, rigorosamente mantenuto dciUa popolazione biancq, la qucile per Bianehi e -'alli farlo osservare arriva m linciaggiol Inutile dire che proibito il ea matrimonio tra le due razze: basta un bisnonno negro perch il [ provvedimenti contn:ri giapponesi cominciano pi tardi, solo divieto funzioni. quando, contenuta e fermata l'immigrazione cinese, si chiamano i Sovratutto in atto la difesa della donna bianca dcii negro. Se giapponesi a rimpiazzarli, e dopo l"annessioile delle Isole Hawai. per aso po avviene qualche unione illegale, non sono pi i ma-Ma in breve questa immigrazione si presenta ben pi pericolosa gistrati. che -se ne ,occupano: il !Cu Klux IOan (2) o qualsiasi altra di quella cinese, perch' i coolies giapponesi per la naturale magSociet segreta fanno sapere alla coppia che deve dividersi o giore attivit della loro razza, si elevano ben pi rapidamente ad andarsene, pena la vita. operai qualificati, pj.ccoli proprietari, tattori e commercianti. ADora n curiosa c::Ie i meticci si. considerino superiori ai negri e cbe comincia l'agitazione da. parte. degli americani e vengono invocati in qualche chiesa elegante degli Stati del Sud si possa osservare provvedimenti di esclusione dei giapponesi. Si domanda Ira altro che i primi banchi &ono riservati ai bianchi, i secondi ai meticci, che i ragazzi giapponesi siano inviati nelle sCu.ole speciali destinat gli ultimi ai negri. Maggiore distinzione di razza non ci potrebbe ai gialli, ma i giapponesi, che sono -ed a giusta ragione -un essere. popolo sus_cettibile ed orgoglioso, non vogliono essere confusi con D movimento contro i negri Si. estes "nel Nc:ird degli Stati Uniti, gli altri asiatici. 'La questione diventa spinO& e viene portata doPo l'immigrazione dei negri. dal Sud. n "risentimento si manifecampo internazionale e diplomatico, costituendo cosl uno dei tanti stato violento e spontaneo da parte degli operai bianchi: generaimotivi di tensione tra l'Impero del Sol Levante e la Repubblica mente i negri sono bicottati -dai sincktcati. Ma nl Nord aoc:ordata Stellata. l'eguaglianza civile ai negri; essi hanno .dirit:to al TOto rapp-esen-Intanto tUtta la legislazione della Califolnia, regione pi minactativo nelle assemblee locali; i ragazzi vanno a scuola con i ciata dall'immigrazione esotica, cercQ; di contrastare l'immigrazione bianclii; il matrimonio tra le. due razze non proibito dalla legge, giapponese. Due leggi, una del 1913 e l'altra del 1920, vengono a rutto questo ha permesso ai negri di_,istruirsi, divenire operai quainterdire ai giapponesi di possedere delle terre. n matrimonio tra lifioati. dottori, professori e simili. la rivolta da parte dei bianchi e persone di origine mongolica viene dichiarato illegale, bianchi del Nord si manifestata ip forma pi sorda e pi violenta non soltanto in California ma anche nei segitnti altri Stati: Oregon. che nel Sud. n negro ha l'eguaglianza di &onte alla legge, ma "Ne'vada. Monta.a. Utah, Arizona. D'ora innanzi i gi
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bi ente dei negri. del Nord Amrica: in tali. ambienti colui. che passa dal1'.ambiente del. nero a quello del.bianc6 considerato come un traditore, la donna negra che .sposa un biano -mal. vista,_ quella che ne diviene l'amante squalificata: In fondo tutta questa imponente massa nera che vive negli Stati Uniti considerata come un blocco inassimilabile di cui si ba timore, sovratutto per la sua forte natalit, ma si consola il bianco perch questa massa ner presenta anche una forte mortalit! A questo punto bisogna distingere fra quella che pu essere la politica del momento e il vero sentimento del popolo americano. Indipendentemente dalla circostanza che gli israeliti hanno una preponderanza finanziaria notevolissima negli Stati Uniti e quindi possono influire sull'ambiente potentemente, sta, come fatto contingente, che con il partito democratico, socialistoide e masf;onic6; attualmente al potere, molti compromessi sono intervenuti con gli israeliti i quali hanno aiutato il partito stesso a trionfare. Ma il nazionalismo americano, dalla sua ala pi moderata a quella pi spinta, inspirata quest'ulfima dal Ku IClux IClan, contro gli israeliti. Fra l'altro nessun israelita pu far p arte di quell'organizzazione; nel s punto del programma fondamentale di lotta formulata da essa (vedasi l'c American Standard :., bollettino dell'cissociazione, del l" ottobre 1925) considerata esplicitamente l'c esclusione cfei giudei > dal territorio nazionale. Gli ehr,i. in A.lneriea Nessuna legge vi negli Stati Uniti contro gli israeliti, nessun divieto vige contro la loro naturalizzazione. Per l'America anglosassone e puritana, quella che nel senso puritano e razzistico si ritiene la vera. e sola America, antisemita e ci non tanto per una questione di religione, in quanto moti degli israeliti sono passati da tempo al protestantenismo, ma per una vera e propria questione di razza. Malgrado tutte le trasformazioni civili e religiose, gli israeliti del Nord America sono rimasti quel che erano originariamente e ci per lo spirito innato della loro razza. Alla lunga il vero americano si accorto che l'israelita non si modifica. Anche tre generazioni dopo l'immigrazione, si deve constatare che l'israelita rimasto quel che era in origine, un elemento eterogeneo anche se CIJlparentemente americanizzato. Egli si distingue, in confronto sovratutto dell'elemento anglo-sassone predominante, cme pi' .ambizioso, pi ardente per la sua riuscita, pi attivo, pi zelante, dotato di una intelligenza senza freni che mette tutto in discussione, rivoluzionaria per eccellenza ed in assoluto contrasto con. l'attivit e lo spirito americano. Con la e col modo d'agire gl'israeliti turbano profondamente i veri americani. Cosi l'ebreo divenuto sospetto e, malgrado la sua collaborazione alla v,ita commerciale e finanziaria, che pur tanta parte degli Stati Uniti, viene tenuto fuori della societ. Egli fa tutto il possibile per aggrapparsi ai cristiani, ma da molto impieghi escluso sotto il semplice pretesto che non ci sono posti per lui, escluso in modo p netto dai clubs e dalla buona societ. Ha cercato e cerca d'imporre la. sua intellettualit nelle universit, ma ha provocato' e provoca un'istintiva rivolta da parte dei docenti am,ericani. Il docente americano vero, cristiano, si rivolta c6ntro le teorie rivoluzionarie e pervertitrici fra cui capeggiano Sigismondo Freud e Magnus Hirschfeld. Nori basta che l'israelita abbia cambiato nome, che abbia cambiato religione, che abbia censo e cultura, lo si riconosce per l'irriconciliabile suo abito e, in forma pi o meno larvata, la societ americana gli d l'ostracismo. D'altra parte, dice il Siegbid, non soltanto nei bassifondi delle grandi citt, ma anche nei quartieri eleganti dove vivono i ricchi ebrei, un fatto s'impone all'osserva-zione ed che gli israeliti.' restano volontariamente :ed 'involoritriamente raggruppati tra.di loro, e c:W per un'osclir Cmunii di. razza non meno che per il legame reli9ioso. n fenomeno della massa israelitica crescente ed invadent di-. viene preoccupante per l'amerieano quando si pensi che vi sono circa 4 milioni d'israeliti nel paese, di cui 2! &oltanto a Nuova York.. Le cOnsiderazioni e le profezie di Beniamino Franklyn nel suo discorso prcniunziato alla Convenzione costituzionale di Boston del 1789 trovano a tanti anni di _ilistanza la loro :onferma. (3) Le altre razze E veniamo 'ora alle sfumature del razzismo americano. Durante una gran parte del XIX secolo ha predominato negli Stati Uniti il principio della libera immigrazione, poi sono le esclusioni contro gli immigranti di colore. Ma intanto con il procedere del tempo si venuta sempre pi formando negli Stati Uniti una aperta tendenza a rafforzare il carattere anglo-sassone e protestante dello Stato. Ne sono venute di conseguenza le leggi del 1921 e 1924, ispirate a concetti puramente etnici, con le quali, respingendosi senza appell l'immigrazione asiatica, le altre razze vengono ammesse in base ad una discriminazione secndo il paese di provenienza. Gli immigranti del Canad e degli altri Stati d'America vengono ammessi senza limitazione, per gli europei si adotta il sistema delle -quote, sistema fortemente preferenziale per gli anglo-sassom e l'elemento dell'Europa del Nord e sfavorevole invece per i latini e gli slavi. Questa nuova politica dell'immigrazione ha avuto per base non sotanto la volont nazionale, ma stata sollecitata in suo soccorso la scienza. Gli eugenisti americani hanno soccorso la politica, dimostrando che soltanto gli abitanti della Gran Bretagna, della Scandinavia, della Germania, del Belgio, dell'Olanda, della Svizzera, dell'Italia del Nord e della Francia del Nord, potevano utilmente concorrere allo sviluppo etnico del popolo americano. La biologia,-l'eugenica, l'etnografia, Weismann, Mendel, Gobineau ecc. sono stati chiamati alla riscossa, ma dietro tale apparato sqentifico facile conoscere la reazione primitiva: la vecchia America, protestante ed anglo-sassone, che ha tenuto a :rafforzare questo carattere. In tutto ci ha avuto la sua parte il Ku IClux IClan, se. non direttamente, molto per col suo spirito. Questa organizzazione ha nel programma di privare del voto gli immigranti non protestanti: sotto il pretesto della religione vi un concetto di razza perch l'esclusione non riguarda gli immigranti anglo-sassoni: A. L (l) (A. Siegrlried: Les Etats Uni; d'auiourd'hui Parigi 1929. Edit. Colin) (2) E' una societ segreta, fondata nel 1066 nel Sud degli Stati Uniti per il mantenimento della supremazia dei bianchi e dei protestanti, la quale poi si estesa in lutto il territorio. Esiste una specie di rituale di questa societ che pul> considerarsi come un manuale di americanismo al cento per cento_ (3) Disse Frqnklyn all'assemblea: Vi un grande pericolo per gli Stati Uniti d'America. Questo pericolo l'ebreo. In qualsiasi paese nel quale gli ebrei si sono stabiliti, essi hcmno depresso il livello morale ed abbassato il grado dell'onest commerciale. Essi sono rimasti seParati e inassimilati. Essi hanno creato uno Stato dentro lo Stato e dove essi sono oppressi, tenlcmo di strangolare finanziariamente le Nazioni, come il caso del Por1ogallo e della Spagna. c Se gli ebrei non sono esclilSi dagli Stati Uniti per costituzione, fra meno di cento anni essi ci governeranno e ci distruggeranno. e muteranno la nostra forma di governo per la quale. noi americani abbiamo sparso il sangue e sacrificato la nostra vita. c lo vi avveno, signori: se voi non eliminate gli ebrei .per sempre, i vostri figli e i figli dei vostri figli vi malediranno nelle vostre tombe. Le idee degli ebrei non sono quelle degli americani, quand'anche essi abbiano vissuto Ira QOi per generazioni . '&WdcaioDe dei DO'rizi ai .m.teri del J:u-:llwt:-Klau. (fotografia ur.-a cid Jltlau.ta. DeDo Stato deUa Gtlorgia).

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MACHiA. VELLI ... E' principali fondamenti che ubbinu tutti gli Stati, cos nuovi, come vecchi o misti, sono le buone leggi e le buone arm ... senza avere arme proprie, nessuno principato sicuro, anzi tutto obligato alla fortuna, non avendo virt che nelle avversit lo difenda. E fu sempre opi nione e sentenzia delli uomini savi, quod nihil sit tam infirmum aut instabile, quam fama potentiae non sua vi nixa ... Debbe adunque uno principe non avere altro obietto, n altro pensiero, n pren dere cosa alcuna per SUfl arte, fuora della guerra et ordini e disciplina di essa ... (Il Principe, 1513-16, capp. XII e XIV). Debbe adunque una citt bene ordina ta volere che questo studio di guerra si usi ne' tempi di per esercizio e ne' tempi di guerra per necessit e per glo ria, ed al pubblico solo /asciarla usare per arte, come fece Roma. E qualunque cittadino, che ha in tale esercizio altro fine, non buono; qualunque citt si governa altrimenti non buona ... (L'.arte della guerra, 1516, lib. I e lib. VII). Nicol. Machiavelli COMBATTEI IDEAli N( DANTE ... }; per 1wn dubbio, che il prevalere de' combattenti allo imperio del mondo. :;i a stato ordiTWto dal giudizio divino. Il popolo romano prevalse a tutti" i combattenti per lo imperio del mondo; e questo sar manifesto se si considerino i combattenti: e se si consideri il premio ed il termine, certamente il premio ed il termine fu d'avan zare tutti i mortali; imperocch quesiO"si cliwm imperio La guerra non che un duello e quello che s'acquista per. duello, di ragione s'acquista.: .. Quelli che sono per necessit di giustizia e comune consenso raurudi pel zelo' giustizia, certamente sono nel nome di Dio congregati. E se cos Iddio nel di loro, conciossiach nello Evangelio questo ci promette. .i De Mon. 1312-3, II, 9-10 ( volg. di Marsilio Ficino). Antonio Genovesi L' orizzonli{ cima estrema. c la volont Italia.' Yoltlnf : di --- .._ (_ <.:.; \ ':,4 guerra. i l popol al disopra lamentare Il Re . ha iriiesp. La guerra c'. llpop/)lo si ccsente gi ompreso dell(l solennit "del momento. In !Jriest;a s.ettimana . si :Jiolte scorie ca dute. Sul corpo della Nazione si erano annidati di specie .u.; Nazione -con una scossa "si del suo carico molesto e. insidioso. Sotto la mascher.$ baf. za.ta innal}Zi l'anima g'uerriera. .. ; 4 .... MUSSO LINI GENOVESI .. Questa [l'Unit] sarebbe la :;uLa ma. niera di veder rifiorire l'ingegno e il vi gore degli Italiani. Potrebbe per questa via aver l'Italia nostra delle formidabili armate navali e tante truppe terrestri che la facessero stimare e rispettare, non che dalle potenze d'oltre mare che pure spes so l'infestano, ma dalle pi ragguardevoli ch.e sono in Europa. (Dal discorso Del Commercio Marittimo, 1754-6). GUICCIARDINI Chi fu autore di quella che e' danari furno il perno della guerra, e. chi l'ha poi seguitata, non intese che e' danari soli bastassino a fare la guerra, n che e' fussino pi necessari che e' sol dati; perch sarebbe stata opinione non solo falsa, ma ancora molto ridicula .". Confesso che chi ha soldati propri fa la guerra con manco danari che. non fa chi ha soldati mercenari. (Dalle Considerazioni ecc., 1527). Guicciardi

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C E VINCERE C. BALBO ... tra le operosit, qual pi nwrale e pi sana di nzwvo, qJLelle wlellettuali, sedentarie, che riducono corpo ed anima inevitabilmente a debolezza ed insieme ad una irritabilit, una sensivit e malaticcia, ovvero quelf altre operosit, che esercitano a vicenda le facolt del corpo e delfaninw, le mantengono in quell'equilibrio, in ,quella forza vicendevolmente data o ricevuta, che sola sanit all'uno e all'altro? Ora niuna operosit riunisce questi due vantaggi al paro della militare ... io il dico con ,sincerit, periscano le lettere, siano abbandonate, negate del tutto... se ci a serbare._ la gloria delLe virt militari passate, ,la speranza dalfavvenire. lo credo stoltezza ed ignoranza e falsa deduzione antica, quest'incompatibilti he si pone tra le arti di pace e quelle di guerra (dai Pensieri sulla storia d'lt!!.lia, opera postuma, 1858, /, 27). cuoco ... tra tutte le virt tJUt.: lle della guerra tengono il prinw lzwgo, perch sono le pi necessarie e perch sen::a di esse, tutte le altre non bastano a salvar la citt. (dal Platone in Italia, 1806, XXXVI). GIAN NONE ... Bisogna riportare indietro la /Lastra attenzione ... [i Romani] soprattutto avevano cura della milizia, nella quale tutti c quasi sempre si esercitavano ... Fra i popoli ontr era allora fl talia divisa, certamente i Romani, e sotto i re e poi sotto i consoli, erano i pi agguerriti ed esercitati nella milizia, e nelle occasioni di guerra, sia offensioo sia difensiva., dava l'lo volentieri i loro nomi per essere arro lati nelle enturie, ciascuno militando sotto i tribuni, e questi sotto i consoli o pretori ch'erano destinati per supremi duci. Cos in breve formavasi un numeroso esercito... La milizia per natura avversa alla vita morbida ... (dai Discorsi storici e politici sopra gli Annali di Livio., 1739) VinceDSo Cuoco Questa guerra ha rivelato. di quale tempra siarw i combattenti italiani. Vi sorw pagine di smo incomparai,Jili,. pagine. di eroismo leggendario, tanto nella guerra terrestre quanto nella guerra del mare e nella guerra del cielo. Dopo la..gnuuleY-itwri4 ci fu un periodo di che ci ha fatto molto soffrire; ma a un certo momento un manipolo di uomini che venivano dalla trincea riprese ne_ l pugno il vessillo dell Vitt-oria e lo Vittoria, nell'ottobre del_1922, fu riscattata e per (4 """'""""' 1928) MUSSOLlNI Cesare Balbo FOSCOLO (a Napoleone 1) ... E quando ottime, e . ne fossero le leggi, nulle per noi torne rebbero senza la milizia, principio, s/:Urezza ed ingrandimento degli stati: per niun' arte permetteva a' Lacedenwni il divo Licurgo che appartenente alla guerra non fosse. Ben tu sul izw dipartire, alla nostra salute provvedendo, principale consiglio a noi davi le armi: n sperse andavan tue voci, ch anime italiane sopite s, ma non nwrte, percoteano; e a grandi fatti dal tzw esempio spronati e dalle avite, gloriose, incal::anti menwrie, armi, armi i giovinetti esclamavano, e di armi era splendida e forte in que' giorni la repubblica tutta Salutare veracemente fu quella istitu zione che, tutti armando i cittadini, a non compre mani ed a petti anwrosi affidava la quiete della citt, assuefacendoli a un tempo alle arti guerresche, all'ardore di gloria, ed alla santa carit per la patria ... (Da l'Orazione a Buonaparte 1802, V). Uqo Foscolo

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'vittoria in hroiuo del Museo Naziouale di Napoli. Paolo Uccello: Comhattimeuto di c:aYalieri (UHizi -F'1111m:e). Nessun popolo ha mai espresso in modo cos splendido Ja vittoria come gli Arii mediterranei. Prima i Greci Ja raffigurarono neJJa dea alata che, attraverso l'azzurro, discende da Zeus sopra il vincitore. Erano i tempi quando Gelone, sulle monete d'argento coniate per la vittoria d'lmera faceva incidere la dea, volante sulla sua quadriga, nell'atto di coronare. di fiori il coJJo dei cavalli. Altra forma -di celebrazione dei Greci era pure iJ trOfeo che si innalzava subito, su] posto dove era la rtta dci nemici. c Una quercia dice Stazio c da ben poco dimentica deJJa tenera giovent, piantata nel mezzo det terrapieno, ed ancora circondata daJJa sua cruda corteccia. Intorno vi stanno appesi gli elmi leggeri, le corazze forate daJle ferite frequenti, le spade tronche dai colpi :.. Gli altri Arii mediterranei, gli ltalici, crearono poi l'altro grande motivo trionfale, La struttura era gi_ propria del popolo au toctono deJJa penisola; ma gli Ari i le diedero, per primi, questo signi. ficato. Pure itaJico fu l'uso celebrativo della colonna : che ebbe svi luppo pi tardi. *** La dea alata; piena d'impeto, immaginata dai Greci, visse finch essi conservarono la loro razza. Quando, per la rapida mescolanza con i Levantini venne meno il loro carattere ario, questa magni fica forma appass. La statua arcaica di Delo, quella bellissima di Peonio ad Olimpi queJla tutta agitata e fremente che sopra una prora di pietra si avanzava a Samotracia incontro ai venti marini, non ebbero pi un seguito. Ci in.dicava hiaramente che in quel popolo spariva il carat. tere guerriero. Del resto, gi cominciato ad avvertire ai tempi di Platone. Il quale gi doveva rominciare a preoccuparsi dell'avanzare d'un nuovo gusto imbelle : Colui che pensa che l'Ade esiste ed un luogo pauroso, credi tu ehe possa non aver paura della morte e, ne1le battaglie, preferire la morte alla sconfitta e alla servit? Biso-gna dunque che noi sorvegliamo quel li che narrano siffatti racconti e li preghiamo che non diffamino cos sem plicemente le cose dell'Ade, anzi, piutto sto, le lodino; dal momento che in questo modo n dicono la verit n giovano a quelli che hanno il compito di essere coraggiosi. Perci pregheremo Omero c tutti gJi altri poeti di non dispiacersi se cancelleremo nei ]oro libri tutti i passi di tal genere, non come poco poetici e come poco piacevoli ad udire per la moltitudi ne, ma quanto pi poetici, tanto meno da doversi ascoltare per i fanciulli c per gli uomini, che debbono essere di spirito alto e debbono temere pi la servit che la morte:.. Bisogna, dunque, per costoro, parlare c poetare in modo diverso; e bisogna anche non fare ascoltare loro lamenti e pianti di uomini famosi. Dovremo perci pregare Omero e gli altri di non rappresentarci per esempio Achille. ora giacente sul petto, ora supino ora dj nucno in piedi, o mentre con entrambe le mani si versa sulla testa la cenere e mentre grida tutt._. ci che appunto queJlo : ha cantato:..

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A queste preoccupazioni egli era gi dovuto giUngere; e, dopo qualche secolo, non vi furono pi in Grecia statue della Vittoria. L'ultima iscrizione <:he consacr una battaglia fu quella con la quale il poeta Alceo di Messenia dovette ricordare la falange macedone distrutta dai Romani a Cinocefale. *** In Roma t'arco etrusco, servito fino allora ad usi sepolcrali o di utilit, fu, per la prima volta, eretto a scopo trionfale sull'ingresso del Foro Boario: quando nel 19(} a. C., L. Stertinio volle ricordare le vittorie ottenute nella guerra di Spagna. Non soltanto allora si co minci a vedere, nella sua curva, l'esaltante significato che le in sito quasi che la pietra, slanciandosi, dia l'immagine d'un volo, ma si concep tutto l'insieme <:ome un colossale basamento architetto nico, per statue che ricordassero avvenimenti gloriosi: cosicch in cima ad ogni arco bisogna oggi pensare che esistessero o la quadriga del trionfatore o trofei, simboli di vittoria. Augusto eresse in Italia e fori ben diciassette archi; che divennero anche pi frequenti in seguito. Uno dei pi belli, ma che oggi pi non esiste, fu eretto da Traiano. Stava sul lato di mezzogiorno del suo Foro e serviva d'ingresso alla piazza, che era di forma quadrata e circondata da un colonnato: nel mezzo vi stava la statua equestre, in bronzo, dell'imperatore. La colonna, l'altra grande forma celebrativa degli Italici, stava fra le due biblioteche, pi in l; la sua spirale era come un rotolo di papiro, in <:ui fossero descritti i fatti della guerra. Le figurazioni in pietra erano il riassunto di quelle, dipinte, che i generali romani avevano il costume di farsi portare dietro, nei trionfi. Vi si rappresentavano i luoghi, i popoli, gli avvenimenti: come l'artista, che aveva seguito gli eserciti, li aveva visti. *** Ecco in qual modo Ovidio accenna a quest'uso, nella descrizione d'un trionfo. Sono gi passati, in catene, i Re prigionieri; ora ven gono i quadri che raffigurano i luoghi della guerra. Vittoria del Tempio_ di Esculapio, Epidauro. c Questo lago, questi monti, tutti questi Andrea Mantegna: I trloafi di Cesare {Londra Hampton Coult Palace). castelli ,questi fiumi. Erano pieni di strage, erano pieni di sangue:.. c Ecco il Reno con le corna spezzate e male coperto dalle sue canne :.. c Mutato di colore per il suo stesso sangue:.. Il giorno del trionfo era festa per tutta la citt. Ecco in quel modo la descrive Virgilio: c Di grandissima gioia erano pieni tut ti i trecento templi :.. c Di liete grida c di applausi fremevano tutte le vie :.. "' In tutti i templi erano cori di madri, in tutti, are :.. c Egli, Augusto, sulla nivea soglia di Apollo :.. c Esamina i doni dei popoli e li appende alle SURerbe porte :.. c Passano, in lungo ordine, i popoli vinti:.. -4: Quanto vari i nelle lingue, nelle ve sti e nelle armi! :t. c Questa la stirpe dei Nmadi, quella degli Africani :t. c L'Eufrate dte gi scorre pi lento nelle sue onde :t. c I Morini, i pi lontani tra gli uomini, il Reno dalle lunate corna :t. \

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c: Gli in domi ti Sci ti e r Arasse insof rente di ponti ::.; Tacito descrive lo sfilamento di un eser cito che entra vittorioso a Roma : c: Quattro aquile di legioni dinanzi aJl'imperatore, altrettante ai suoi fianchi; poi le insegne di dodici ali, poi gli ordini dei fanti, poi i cavalieri. Infine, le trentaquattro coorti degli alleati, distinte se condo i nomi dei popoli e la qualit. delle armi. Dinanzi alle aquile i prefetti degli accampamenti, i tribuni, e i pi anziani tra i in bianca; gli altri ciascuno presso la sua. centuria :._ *** Finita la potenza degli Arii mediter ranei, nei Greci per la mesolanza coi Levantini, estesa a tutto il popolo e per ci irrimediabile, negli Italid per la stessa mescolanza, limi.tata solo ad alcune citt ed alla classe di governo, e perci ri mediabile, purch cambiasse il sistema, era naturale che queste grandi manifesta zioni sparissero . I lunghi secoli di oscurit e di ritorno alla terra purificarono in Italia, grandemente la razza. I Levantini .delle citt, per la maggior parte trafficanti, ritornarono un'altra volta in Oriente; nelle campagne le dominazioni germaniche portarono dal Settentrione altro sangue ario, che si mescol ancora con gli autoctoni Mediterranei. Si ristabil cos il rapporto delle razze che gi c'era all'inizi(}. dell'et classica. Divenne dunque possibile il Rinasci mento. Quella rappresentazione plastica dello spirito guerriero che n gli Arii del Settentrione, n gli Orientali avevano sa puto mai esprimere (gli uni per la loro prepotente tendenza gli tri per la loro -cupa e morbosa religiosit) fu dalla mescolanza Aria-Mediterranea, solo ritrovata in Italia. Sopratutto Leon Battista Alberti, il cui ritratto mostra i caratteri di questa razza, stato capace di riprendere in pieno, nelle sue architetture, lo stt:sw sentimento che ci ispirano le piii trionfali architetture romane. Il Tempio Malatestiano in realt un tempio del l'Eroismo. I solenni archi del prospetto e del fianco; i superbi motivi dei pilastri corinzi, dei putti scudati, dei festoni, al l'interno, non hanno nulla da desiderare anche di ci che si sarebbe concepito a Roma. Questo grande stile ritrovato da lui si diffuse poi in altri luoghi; !!bbe, per esempio, una certa ripercussio ne nella Cappella Trivolzio in Milano; si conserv in parecchie architetture del Cinquecento; e giunse fino a Bernini. In pittura, contemporaneamente all'Alberti, trovava superbo sfogo per esempio in qualche figura di Andrea del Castagno, oggi nel Monastero di Sant'Apollonia in *** Dopo il Rinascimento questo grande stile fin. Non s' pi ritrovato fino ad oggi. In Italia, per la perdita dell'indi pendenza, che rese un'altra volta straniera la classe dirigente; negli altri paesi, perch non v'era mai stato, a causa della loro formazione razziale; e qualche raro esempio che vi si potesse trovare non fu che un riflesso. Al che bisogna aggiun-gere uri altro fatto. Dalla fiDe del cento comirici costituirsi in Francia la borghesia : che qivellile poi classe di governo europe. In ogni paese, special mente dopo la Rivoluzione, la classe dirigente ebbe ispirazione di H. Ci soprattutto in Italia.' Impossibile dunque, pure qui, dove il genio dl popolo ne sarebbe stato capace, che .risorgesse nelle cerimo nie pubbliche .e nelle arti il senso eroko risv!!gliato col Rinascimento. *** Le fredde e convenzionali forme che bastavano; nell'Ottocento, alta borgliesia francese, furono anche 'ripetute iri Italia. Dopo la Grande Guerra, a Parigi, la ceri monia della fiamma, accesa annualmente sotto l'Ar-co di Trionfo, ha tutti i caratteri del simbolismo democratico. Degli in numerevoli Monumenti ai Caduti, piccoli e grandi, non neanche il caso di parlare. Lo stesso, purtroppo; in Italia, fino al 1922. Tutti gli spunti vivi, le ide gene rose, che saretibero sorte spontaneamente dal genio della razza, venivano soffocate dalla classe ehe allora dominava: medio . ere senza rimedio, ed esterofila. Da quando il Fascismo ci ha liberati dalla soggezione straniera abbiamo ritrovato" per primo, lo stile delle eerimonie. Ora una vasta distesa di elmetti, una fila di pugnali alzati, bastano da soli a scacciare ogni ricordo massonico. E quel che meraviglioso, si scopre ogni volta,: sempre pi, il loro .accordo coi monumenti circostanti. Nulla che susciti cos tale sen timento come una di 'queste adunate sotte -il Colosseo. Si ridestano fino dal primo momento, le spontanee armonie della raz za. Si stabilisce di colpo il livello d'un grande tempo. *** Purtroppo, per quel che riguarda l'arte, non si pu dire fino ad oggi lo St!!SSO. Nelle cerimonie giunge.senza ostacoli la volont del Regitne; mentre l'arte, dove questa vo. lont giunge meno, resta, in grandissima parte, inceppata. E soprattutto dalla sua maggiore piaga : l'Europeismo. Tutti i mo vimenti detti d'avanguardia vi apparten gono ; e se non ci si libera da essi e nOn ci si ispira alla razza, poco in questo campo c' da sperare. Le conseguenze sono di vario genere. Prima di tutto, questo teorizzare, col fram. mentismo che gli si accompagna, rende impossibjle un'arte monumentale: sia nella pittura che nell'architettura. Poi, ancora peggio, incombe su queste arti l'atmosfera -pacifista e deprimente propria della democrazia internazionale. Altro che celebrazioni per la Vittoria! Gi s' visto, qualche anno dopo la Grande Guerra, che risultati hanno avuto concorsi come quello per il Monumento sul S. Michele. Tutti ricordano le discussioni intorno al progetto Baroni : che non si pot accogliere appun to per il suo carattere, ndn di celebrazione della Vittoria, ma di compianto per i ca duti, e di un opportuno vittimismo, che purtroppo era di moda, *** Oggi, se si valesse innalzare. un monu mento alla Vittoria, si potrebbe solo ri corr.ere al razionalismo, all'espressioni-sJ.lo e alla pittura Qest(), pretenderebbero i nostri peizzati. I quali hnno tratto la 'l9ro ispi raziQne, fino ad oggi, dagli Ebrei. Ora il bello che gli Ebrei, non<:h potere. ispirare una celebrazione della Vittoria, hanno fatto sempre del loro meglio per depri merla. Il dapaismo, creato dall'ebreo pa rigino Tristan Tzara, il cubismo e la. pit.. tura negra inventati da Picasso, che hanno dato il sangue ed il midollo alla co siddetta arte d'avanguardia .italiana, anzi ne sono stati pedisseq_uamentc copiati.-si son posti principalmente lo scopo di distruggere le pi nobili qualit dell'uomo ariano. Siamo dei disfattisti :., questa era l'insegna del dadaismo e dell'espressioni smo ebraici anche avanti la Grande Guer ra. Consigliavano quale mezzo debilitante, tutte quelle immagini che richiamassero alla inentel'inversione dei sessi. Nel 1919, elementi provenienti da queste varie ten denze, costituirono in Germania il Grup po di Novembre. Questo obbediva stret -tamente alla direttiva segnata dall'ebreo Kurt. Eisner : capo, per alcuni giorni, della repubblica -sovietica di Monaco. Kurt Eisner diceva : Oggi, compito di tutti gli artisti, di mettersi al servizio della rivo luzione comunista Egli fu ascoltato anche troppo. Oltre che nella fabbricazione deprimente delle mostruosit delle. oscenit, il Gruppo d Novembre si specializz nella denigra. zione sistematica del valore e dell'eroismo. I reduci ed i mutilati divennero oggetto di figurazioni immonde, nelle quali si distinse soprattutto Otto Dix. Il campo di battaglia divenne, per i vari Bruckner, Hoffman e compagni (nomi tutti strombazzati come di primo piano, nel cosiddetto espressio nismo germanico un pretesto per le rappresentazioni pi orribili dello stato in cui un'immaginazione malata potesse pensare ridotta la figura umana. Una celebrazione, insomma, affatto alla rovescia. Il bello che, si pu dire sino ad oggi, anche la nostra cosiddetta avanguar. dia giura sulla grandezza di costoro. Ad essi, infatti, ha sempre attinto, di essi si nutrita. Di essi e dei loro compagni e predecessori, in apparenza franc:!si, russi, spagnuoli, ma nella sostanza per buona prte', Ebrei. In tali condizioni, che cosa si pu in que. sto momento pretendere? Non certo di po tere, con simili ispirazioni, rappresentare il genio del popolo italiano. Questo d1 ben altra natura; e ben diversi ne sono stati, come tutti sanno, gli esempi. Fin ch esso non sar riconosciuto e lasciato libero, come potrebbe, di manifestarsi, ma rimarr sempre l'equivoco di un'c avan guardia:., non italiana ma europeista, non' potr ancora davvero parlarsi d'un'arte, che uguagli neppure lOntanamente, nel suo spirito, lo spirito he si sprigiona dalla pi semplice cerimonia fascista; dove popolo .e capi sono direttamente a contatto; e dove le armi, esprimono nel loro austero lin guaggio, la forza e il sentimento del popolo. Tanto meno poi, si potr parlare che, come una volta, possa esprimere la Vittoria. GJUSEPPE PENSABENE:

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LA RAZZA DEl DISFATTISTI Lo scritto che aegue t\ una doc:umentazione. ricavata in gran par:te da teatimcm1cmze traneai. della aUecmza che a un dato momento. durante la grande guerra. ai atabiU tra pac:iliati e bolac:evichi. IDcapac:i di afferrare il eenao deUa memora.bile vicenda che ai ayolgeva sotto i loro oc:chi. non t\ meraviglia c:he i primi abbiano finito col laaaiami prendere neUa rete degli altri. e militare. eui antimilitaristi, nelle file di coloro c:he dovevano degradare la guerra a metodo eli fotta civile. Cib c:he inYece ancora oggi pu stUpire t\ che quelle ideologie abbiano tro vato il loro terreno fa...oreYole in un paese eli cosi antica ed autentica tradizione occidentale e cattolica come la Francia. Gli uomini c:he le profeua...ano furono bollati col DUOYO nome eli "'disfattisti"'. Eui SODO tutt'altro c:he acomparaL e se un 9-iorno i biologi trovCIIIIIero il modo di c:ICDJilicarli iD una razza a parte. sarebbe tanto di guada-9Jlato per la societ. dove eui verrebbero naturalmente ad occ:ujKrre uno dei gradini pi basai. Verso la fine del primo anno della guer ra, nel luglio del 1915, faceva la sua com parsa nelle vetrine di Parigi un libretto dalla copertina rossa, che conobbe subito uno strepitoso successo, e che doveva segnare la data di nascita di quello che stato forse il movimento pi pericoloso e inquietante nella recente storia d'Europa; il disfaJI!smo. Il libro era la raccolta degli articoli che Romain Rolland, gi celebre a Quadro diNCJttiata del pittore ebreo Otto Dis. appartenente all"inter naa:ionaliatic:o Gruppo eli NOYemhre ... quell'epoca come autore dd Jean Christo phe, aveva scritti e pubblicati in quel pri mo anno della guerra. Il suo contenuto si nel titolo ; de la m le; e veramente al di sopra di questa, o meglio al di fuori, il Rolland Si era messo subito, rimanendoseoe in !svizzera dove si trovava quando il conflitto scoppi. Fornito di un temperamento sensuale e refrattario ad ogni forma di autorit, il Rolland aveva abbracciato fin dalla giovi nezza gli ideali tolstoiani di fratellanza uni versale. Toltoi e Dostojewski, egli dir pi tardi, hanno formato la mia anima. Per ci quando nell'estate del 1914 la guerra scoppia ed infrange quegli ideali, il suo .sguudo si affissa sulla Russia: l'immensa e misteriosa Russia, che rigurgita di forze giovani e rivoluzionarie. E alla mistica Russia egli sente di dover affidare la spe ranza di un prossimo ritlnovamento Eccolo, intanto, dalle tranquille rive del Lemano, versare sull'Europa in fiamme, dove le due ali dell'Occidente, Francia e Ger mania, si trasCinano nel fango delle trincee, torrenti d'impetuosa e melodrammatica elo.. quenza : Il nostro primo dovere scrive egli rivolgendosi 11i giovani

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    Dmattismo una caricatura contro HiodeDbwg, pubblicata il 14 aprile 1925 dal giomale ebraico di VieDDa Morgeo ", che qaalific:oaya -iliO delle mcmae il Maresciallo germamco. che dappertutto gli uomini che protestavano contro la guerra erano legione Pi tardi, dopo il colpo di Stato dei bolscevichi, lo stesso Rolland dir : Quando echeg gi di lontano, nella foresta, la scure di Lenin e di Trotzki, questi eroici boscaiuoli, innumerevoli cuori oppressi fremettero di speranza. E in ogni paese, pi d'uno pre par la sua scure Trotzki, Lenin, Zino .viev, Radek, tutti i capi e le comparse che preparano io Svizzera la spettacolosa messa in scena del grande dramma sovietico, sono in stretta relazione con la colonia dei nuovissimi europei, i gute Euro paer che dopo la guerra crederanno di vedere nella Societ delle Nazioni realizzato il loro sogno Birukoff, l'esecutore testamentario di Tolstoi, fa da intermediario tra i due grup pi. Io non voglio pi appartenere a nessuna di queste patrie in guerra, nota Rolland nel suo giornale. La patria, sotto la forma moderna, ecco il male! Alla fine del 1916 egli pubblica un nuovo libro: Aux peuples assassins. lam foetel vi si legge dell'Europa Essa ha chiamato gli affossato ri L'Asia alle porte L'Europa non pi libera. La voce dei popoli sof focata. E invita in conseguenza Francia e Germania ad unirsi, per fondare l'Europa di domani, un'Europa senza patrie, in cui lo spirito di nazionalsmo sar condannato come il peggiore dei delitti. Durante gli ultimi due anni della guerra e ancora nel dopoguerra, fino a quando gli avvenimenti non ebbero ragione di utopie a cos lunga "scadenza, l'attivit di Rolland e del suo gruppo fu instancabile Il 23 giugno 1919, lo stesso giorno in cui il cannone sparato a salve celebrava in Parigi la del trattato di Versailles, egli lanci la famosa Dichiarazione d'indipendenza dello Spirito,. alla quale aderirono, oltre tutti i suoi disCepoli e amici, citati nel volume dei Prcur.mm, l'ebreo Einstein, .Alain, Natorp, Benedetto Croce, Ellen Key, la pacifista americana Jane .Addams, ecc. 30 Doveva avere inizio da quel giorno il Panumanismo, e a questo scopo sul giornale Clarl, insieme con Barbusse e Duhamel, nel gennaio successivo il Rolland firmava un appello per la co nvocazione di un con gresso dell'lnlernazonale dell'intelligenza, che poi non ebbe luogo. L' .Asia alle porte, ha dtto Rolland. Ma ci non lo spaventa. Ed eccolo into nare il De profundis per l'Europa : .Addio, Europa, regina del pensiero, guida dell'umanit! Tu hai sprecato il tuo cam mino. Tu calpesti un cimitero L il tuo psto. Va a coricartici. E che altri condu cano il mondo! .Alla testa dell'umanit s1 trova ora la Russia : Il pensiero russo l'avanguardia del pensiero del mondo. Ed egli qualifica di avvenimento storico l'impiego obbligatorio dell'esperanto, che secondo una falsa notizia i bolscevichi stan. no per introdurre in Russia. Da parte loro i russi non perdono sillaba di gli intellettuali europei vanno dicendo e stam pando. In un articolo pubblicato il 28 giugno 1921 nel &Jletlino comunirla, Luna ciarsky fa professione di venerare questo vero sale della terra, i grandi rappresentanti della cultura nel campo della scienza e del. l'arte. Dopo aver salutato Marx, Engels, Lassalle, Lenin, asti:i di prima grandezza, egli aggiunge : Possiamo constatare con che non mancano profeti per salutare il nostro sol levante Quindi enu. mera i russi : Timiriazev, Massimo Gorki, Block, ecc il pi grande .fisico dei nostri tempi, Ein5tein Natorp, Forel Infine egli si dichiara pieno di speranza constatando quale posizione bbiano adottato dei luQl.nari dell' inlernaziotiale dell'liiitelligenza come Bernard Shaw, Roffiain Rolland, Hen ri' Barbusse, .Anatole France .>). or fatto o idealmente, .intorno all'autpre del Jean Christophe, pr05pera una fitta schiera di giovii;Di poeti, di intellettuali di sinistra,. di repubblicani, di anarchici, di co. munisti. ESsi si dnno la voce attraverso le r i viste d'avanguardia e i giornaletti estremisti dei quali invadono l'Europa. Henri Guilbeaux, che fu in quegli anni una figura di primo piano tra gli agitatori rifugiati in Svizzera, discepolo di Verhaeren in poesia, di Marx e d Lenin in politica, diviene il segretario di Rolland, e quando nel gennaio del 1916 fonda Demain, egli si rif all'idea rollan diana di gettare 6n da quel momento le basi per la ripresa dei rapporti tra i po poli. Ma in che modo? La formula del maestro non brilla di eccessiva consistenza politica e Guilbeaux, nel .luglio del '17, si affretta a : Il solo mezzo di cui dispongono i popoli per fare la pace, la rivoluzione. Tutto il resto letteratura. E' la parola d'ordine di Lenin, enunciata fin 1914. Demain diventa cosl J'organo pi importante bolscevichi. I capi della futura repubblica socialista, da Lenin a Ra dek a Zinoviev e Lunaciarsky, vi collabo rano assiduamente. Il giornale continuer a pubblicarsi in Svizzera, fino all'ottobre del 1918, quando Lenin annuncia come im minente l'annessione della Germania alle repubbliche soviettiste Poi GuilbeaWc: si trasferisce in Russia dove, divenuto oscuro impiegato sovietico, finir per cantare in versi mediocri e nello stile futuristeggiante del tempo, Mosca e il Cremlino, Lenin, il Popolo, il Volga fiume immenso, ampio, epico, e infine il suo proprio corpo au voltage acclr e in cui egli sente vi brare un fremito universale e magnetico. Guilbeaux morto pochi mesi fa in Fran cia, dopo aver rinnegato Lenin e il bol scevismo, e rivelato le origini tutt'altro che ideali che spinsero Rolland ad ab bracciare il credo comunista Ma non tutti gli scrittori e i poeti che consapevolmente o no fanno capo a Lenin e alla rivoluzione bolscevica si esprimono nello stile meccanico e pretenzioso di Guil beaux Troveremo tra di loro le fume pi illustri della letteratura francese ed europea. L accusa di disfattismo lanciata contro di essi accieca e fanatizza le loro facolt. Soyons des dfaitistes Seien wir Flau macher! Siamo disfattisti il grido del l'ebreo Stefan Zweig, lanciato rabbiosa_ mente in tutte le lingue. Ch questa pa rola ci sia un'arma! E uno tra i pi fer venti discepoli di Rolland, il poeta Pierre Jean Jou_ve, si domanda : Che significa patria? Si mai fatto con la morte qualcosa di utile e di buono? E alla vista dei soldati che partono per il fronte : Dove va questa carne in marcia? A nolre piace 011 a pos Des soldaJ frais --Pour amorcer La mori d' en face. Sono versi di Charles Vildrac, forse tra i meno brutti che siano stati scritti contro il capitalismo. Per questo poeta lo Stato Le grand emmerdeur Ma e,gli fece la

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    guerra, sul fronte francese italiano, e aspett la fine di questa per condaruiarla nei suoi Chants Ju Jsespr : Ci hanno preo, te, me e noi tutti, M4ndre d'uomini, maleriale umano, Come si prenderebbe la paglia sottile Per nutrire un fuoco, Prodigando bracciale su bracciale. E passando all'azione si mette a condurre una violenta campagna antimilitari sta su Clarl. Osanna! Un'orda tartara marcia verso la guerra d'Europa canta un altro poeta, Jules Romains, che vede nella Russia bolscevica l'unica medi cina ai mali dell'Europa Tra gli iniziatori di Clart, il movimento che subito dopo la guerra doveva ri prendere l'idea rollandiana di una inter na%ionale del pensiero, troviamo Raymond Lefebvre. Allo scoppio della guerra Lefe bvre parte per il fronte al solo scopo di sabotarvi la vittoria. Egli credeva a una rivolu%ione che partisse dalle prime linee dir di lui Vaillant-Couturier. Ad un amico scrive : Non andare a marcire in quel carnaio. Nan andare a fare il gioco dei patriotti, sotto le granate. E di se stesso : Sono stato contro la guerra e contro la difesa nazionale fin dal 2 agosto, ma per ragioni pi sentimentali che dot trinali. Una sera; nella redazione della Vie Ouvrire, ho discusso di questo argomento con uno slavo dalla voce tagliente e di finissimo spirito : Trot%ki In guerra, Le febvre osserva che il coraggio consiste nel non capire quando si ha paura L'eroe non l'uomo, ma la pallottola che lo uc cide. Il militarismo la cosa pi stupida che esista e bisogna disonorare l'esercito, l'eroismo e la patria. Insieme con Vail lant-Couturier, fin dal 1916, nella piccola stanza di un ospedale, egli progetta di fon dare una rivista in sei lingue: Urbi et Orbi. Nel 1919, in un discorso elettorale, espone la sua speranu di vedere con l'inverno aumentare la miseria del popolo. La stessa miseria che far, in Gennania, delle bande di Norke, un magnifico esercito co. munista. Contro la Francia si prepara una spaventosa alleanza della Germania, della Russia e della Gna. Nella prossima guerra poche gocce di liquido basteranno a far saltare una citt. Si potr assassinare una intera provincia, disseccandola fin nei suoi semi, fin nel suo futuro In regime ca pitalista la difesa nazionale assurda e illegittima: l'unica via di salveua nella dittatura dd proletariato Perci necessa rio 6n da ora disarmare il cuore umano, somministrando dei vomitivi agli uomini e organinando internazionalmente, per meno di Clan, una campagna a base di insulti contro tutto ci che sa di militare, ostacolando le manifeStazioni patriotti che e fischiando le bandiere dei reggimen. ti. Lefebvre percorre a questo scopo le provincie francesi, predicandovi la rivolu-%ione. Nel settmbre del .'19 questa 'gli sembra pi che mai vicina : l'Italia pron. ta e come banno fatto gli ungheresi una sola cosa ci interessa : impossessarci senza ritardo del potere, per meno della violenu, e conservarlo iinch sar necessario con la dittatura Egli morir in Russia, nel 1921, consumato dalla tubercolosi. Tragiche questioni di bottegai sono per il suo amico Vaillant Couturier gli an tagonismi tra le nazioni Couturier scrive un libro sulla guerra, alla quale ha parte cipato come comandante di autoblinde. Ho conosciuto la paura egli vi con fessa -, e se non ho disertato, allorch la mia coscienZa pi ancora che la mia carne me lo imponeva, stato semplice mente perch ho avuto paura. In guerra, il morale della truppa non esiste, d'ordinario basso, poich una folla una bestia, una bestia egoista, come ne fanno testimonianu quegli sguardi di selvaggi incupiti dalla tristeua, che non si dimenticano. Osserva i soldati negri, e sor prende in essi un nuovo desiderio, quello dei bianchi Eccone uno che remplace a son mtier vivant (meme auprs de sa femme) un blanc, qtlon tue. Ed ecco la morte, descritta da questo disperato, che scorge nello sguardo di ogni uomo vibrare lo sfono doloroso della materia animale verso lo spirito : Perche au boul d une crdi x brune dam un Jinceul de lune, sur un seui piea (l'autre libre se Jandine), en quilibre la mort, Janseuse de c orde, carcasse que mordent Jes brises Ju nord, la mort! A ventisette anni egli deputato di Pa rigi. In larghi pantaloni di tela, percorre le campagne a diffondervi il vangelo bol scevico. In un volumetto di propaganda A c eux Jes champs, egl i scrive : Bisogna che tu stesso e i tuoi fanciulli impariate a guardare con spavento e con odio iL bel banchiere, la graziosa dama ingioiellata ; la loro automobile, rispettosamente protetta dalla polizia, vi infanga e vi impolvera Essi SODO dei banditi in automobile Gli stessi che hanno dichiarato la guerra tra ooa bottiglia di fine sciampagna e un buon sigaro I curati SODO i loro servi tori, ai quali ogni morto procura delle messe. Il buon soldato e buon cittadino un sel vaggio imbecille. La stata per difendere gli interessi dt 18 banche che concentravano nelle man1 di 200 famiglie tutta la ricchezza francese. La rivolu%ione russa, che egli, come Lefeb vre, andato a vedere da vicino, oo miracolo perpetuo. Essa ormai isradica bile. Essa russa, cio mistica, indolente terribile e buona. Rolland, Guilbeaux, Martinet, Lefebvre, Couturier, Barbusse : la rivolta che essi pre dicano ha le sue radici profonde nei sens i atterriti, Essi cercano il piacere come i de funti la luce. Io sono il desiderio di non morire, scrive quest'ultimo. Egli non vuole legami di sorta n col passato n con la societ : Due cose SODO spaventose : l'eredit la patria. Lo spirito di tradizione infetta l'umanit. E ancora: Tutto in" me e non ci sono giudici Non posso affermare che una cosa : io sono solo Cos attraverso la insoddisfazione, egli arriva a una specie di nihilismo. Ma non lontano il nuovo tempo, e tutto potr risorgere Chi far la bibbia del desiderio umano? Nella guerra Barbusse non vede che il prin cipio della distruzione. Il contenuto e il successo del Fuoco sono noti. Nel 1919 egli passa al comunismo : Il gran sogno umano si dischiude ... Con l'apparizione di Clart, nello stesso 19, il movimento disfattista entra in Fran cia nella sua fase pi feconda. Si tenta di infondere nelle masse il sentimento anti militarista, di internazionalizzare la scuo l a e di educare il proletariato alla manie r a comunista. Gli esperimenti fatti in Russia in questo campo furono celebri fino a qual che anno fa. La cultura proletaria prevede un sapere e un'arte nuovi, da cui siano esclusi il sillogismo e il ragionamento, e che tengano desti i sensi e le aspirazioni emotive per mezw delle evocazioni pi immediate L. D. CGric:ataru elxclic:a CODtro l' e&ef'Cito (pahblic:atu su Der AbeDcl il 9 ao.embre 1923}. 31

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    <:Same anche superficiale dello spmto ebraico ce ne rivela due caratteristiche, due tratti fondamentali che soprattutto lo cn traddistinguono dal nostro spirito italiano come quasi da ogni altro : l) l'assenza di vita agricola; 2) l'assenza di uno spirito militarista. E ci risulta dall'indagine del comportamento della massa ebraica in qualsiasi ambiente etnico e in ogni momento storico. E' necessario dir subito che non ci si perdere nel ricercame l'origine per ch ci si trova di fronte a un vicolo chiuso rappresentato dall'attuale sistema di vita degli ebrei che sembra essere a un tempo la ragione o la conseguenza delle due ben note negative dello spirito ebraiw. Pu essere infatti tanto la struttura sociale del mondo ebraico che non ha mai avuto bisogno e quindi ha atrofizzato nel l'ebreo lo spirito agricolo e lo spirito militarista; e pu essere anche l'assenza prima di militarismo e di agricoltura la ragione della attuale struttura sociale degli ebrei. 32 Ma un fatto chiaro : che i due elementi negativi che caratterizzano il mondo ebrai co non sono antitetici e neppure in parte distinti l'uno dall'altro, come a tutta prima potrebbe sembrare, ma sempre intimamente legati. Nei pi lontani tempi gli eserciti inva sori erano sempre, necessariamente, anche eserciti coltivatori, ma il fatto non circo scritto ad epoche preistoriche. In ogni tempo spirito militarista e possesso agricolo della terra sono fatti di innegabile interdipendenza. Soltanto il possesso e il lavoro della terra possono creare l'ardimento della di fesa, il concetto di una frontiera, un esercito capace di quabiasi sacrificio. lo spirito militarista si sempre affer mato e si pi sviluppato l dove, a buon diritto o no, c'era una terra e un lavoro da difendere. Sono proprio le popolazioni montane le prime a comprendere il valore di una terra duramente sfruttata e aspramente difesa POLO mentre il concetto della frontiera tarda a imprimersi nella mente delle popolazioni di-piamMa; (W nomadi hanno della guerra un concetto assai dif ferente dal nostro. Un popolo senza frontiere e senza ara tri sar sempre un popolo senza eseKiti. * In ogni epoca come in ogni ambiente gli ebrei hanno sempre dimostrato una viva predilezione per determinati mestieri, e sempre gli stessi, nei quali riescono ad eccellere o si sono particolarmente perfe_ zionati in virt di una predisposizione na turale e istintiva o atavicamente aquisita. Innumerevoli gli esempi di questa uni-. formit persistente nei vari tempi e nei vari paesi, per cui gli ebrei dediti a altri mestieri che non siano quelli atavici, sono vere eccezioni. Cos gli ebrei dediti a ser vizi domestici. A parte i paesi dove esistevano speciali restrizioni legislative, la percentuale degli ebrei nell'esercito e nella marina, per quan to sempre limitatissima, in ragione del grado di assimilazione locale. Anche in Pa lestina (1931) su 100. ebrei lavoratori appena 8 appartenevano alle forze armate : esercito, aviazione, mari.Da e polizia. E' interessante il raffronto fra ebrei e non-ebrei della stessa citt (dove quindi esclusa .la differen2a fra gli appartenenti. o meno all'agricoltura), dediti al commercio o .alle armi. Cosl a Budapest (1925), mentre su 100 lavoratori non-ebrei la voce <( Commercio Banca ne assorbe appena il 7,5 %-, e 1'1,4 % appartiene alle forze armate; su l 00 lavoratori ebrei, la prima di queste due caratteristiche percentuali sale a 31 5 mentre la seconda scende a oltre cento volte meno che per i non-ebrei: 0,01 Ma necessario scendere ad una preci sazione maggiore ; e allora vedremo una forte discriminazione quantitativa fra uffi. ciali e semplici soldati rispetto ai non: ebrei. Infine anche i Paesi che hanno dato, ne gli ultimi anni, maggiore ospitalit agli ebrei nell'esercito, come la Polonia (e il fatto ben comprensibile per la ragione che gli ebrei vi sono la decima parte della popolazione), hanno, a questo riguardo, percentuali minime: appena 1'1,6% degli ebrei lavoratori polacchi apparteneva alle forze armate del Paese (1921) * Un ebreo .:.._ Josef Kastein ha affer mato che per gli ebrei la guerra signi6ca

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    SENZA ESERCITI difesa contro la morte e l'assassinio, ma _in realt la guerra qualche cosa di asso lutamente antitetico allo spirito ebraico. Popolo nomade e senza patria, dovunque c' possibilit di vita, quivi si ferma; pronto a trasportare altrove la sede dei suoi commerci e dei suoi traffici quando questa possibilit vien -Poich si sente portatore di una cultura e immortale, poich con. sidera conquistatori veri solo i suoi scienziati, artisti e rabbini, e nel suo freddo raziocinio, nella ferocia della sua logica, non (:' posto e non ce ne pu essere, per un ideale di patria da difendere con la vita. Dinanzi alla guerra, come dinanzi alle persecuzioni, l'ebreo reagisce in una unica maniera : evadendo. Per cui anche quando l'ebreo impugna le armi, non lotta mai con quello scopo che spinge in _guerra gli individui di una a1tu cuza, in quanto i giudei non altra libert se non quella dei loro com merci, e non c' motivo che al di fuori di questa c00tingenza materiale possa gran deggiare e divenire anelito di indipendenza nazionale. Sono preste le necessit immaoeati -dte uniscono gidei e persiani nel VII secolo d. C. nella guerra contro Bisanzio (614) in cui gli ebrei denunciano una ferocia spa ventosa. Ma basta lasciar trascorrere 14 anni per veder tornare i giudei, insieme ai bizantini, contro gli amici di ieri. E' questo lo spirito col quale gli ebrei accoglieranno la generale sollevazione creata dall'avvento dell'lslam. Poich mentre l'aspra divisione fra credenti e miscredenti all'infuori di pochi califli reazionari, un pio sogno dei sacerdoti musulmani, ap punto con gli arabi che gli ebrei cacciati ritornano in Spagna, finanziatori della in vasione araba nella quale le poche truppe giudaiche che vi partecipano non sono truppe di assalto ma di occupazione. Ancora una volta i combattenti ebrei sono commerCianti e incettatori e non soldati. E' accertato che mai, neppure l dove con la forza del numero avrebbero potuto resistere e vincere, gli ebrei si sono difesi con le armi. Se Ronia, nella fierezza del suo orgoglio si riscattava con il ferro e non con l'oro, i giudei si riscattano sempre con l'oro. Intorno al X sec. -non difficile trovare che gli ebrei come per esempio a Worms --:comprino la-p<)ssibilit di di fendersi in castelli -fortificati, contro. lo slancio dei Crociati. Ma siccome con k armi gli ebrei non seppero mai difendersi, in seguito preferirono comprare non pi la possibilit di difendersi, ma gli stessi di fensori Cosi nel 1321, quando furono minac. dati di essere espulsi da Roma, li vediamo pagare Roberto d'Angi perch -venga, come venne, in loro difesa, e li vediamo pagare bolle pontifu:ie e gente d'arme in altri simili casi di espulsione. Come evitano la guerra contro di loro pagando, cos1 pagand9 e finanziando fanno la guerra e la coneepiscono e la favori scono tutte le volte che dalla guerra pos sono trarre vantaggi. Quando nel 1775 scoppi la guerra di indipendenza americana fu precisamente un ebreo, Chaim Salomon, che la iinanz.i. E la contropartita ebraica fu la formula di alleanza : A nessun uomo che riconosce di Dio debbono essere tolfi j diritti di cittadino davanti alla legge, e nessuno deve essere ppresso in alcun mo do a causa delle sue convinzioni religiose. Come poi gli ebrei seppero da questa formula sviluppare i loro interessi contin genti, la grande percentuale di capitalisti e che vive in America ne la prova migliore. * Alle guerre nazionali, fatte in nome di un ideale nazionalista, gli ebrei non pren dono parte attivamente, anzi quando in Europa questo spirito si venne affermando ben netta la reazione ebraica. Sintomatico il fatto che proprio attraver so gli ebrei Carlo Marx, Lasalle, Rosa Luxembourg, Landauer., Kautsky, Singec, Elsen, Bemstein, Trotski, e poi Riesler, Ja koley e Simson si siano propagate Il! idee rivoluzionarie di una pace assoluta, a qila lunque costo, e si sia cercato di gettare il ridicolo sul supremo sacrificio per la patria. Ma se da una parte il pi nobile e bene inteso nazionalismo combattuto nd cam po, per dir cosl, del pensiero, anche nella pratica gli ebrei non smentiscono se stessi. Nei momenti pi tragici ed eroici della sua storia, la Francia la guerra di coalizione e del Direttorio, durante il Con solato; e l'impero di Napoleone, dovette constatare a sue spese la assoluta mancanza di patriottismo dei giudei c:he ospitava. E alla grave accusa mossa alla loro gente, gli apologisti giudaici non sanno contral"' porre che questo : che i giudei non pos. sono concepire come massimo ideale quello Nascondersi: prer(;gativa CJiudaicil.. ,. di farsi uccidere sui ampi di battaglia per l'idea 'di un solo grande uomo! N durante la guerra mondiale gli ebrei si comportarono di11erentemente . Nd momento pi delicato, la Russia si vide costretta a ritirare dal fronte .ingenti masse ebraiche. Dalla parte opposta, dato il grandissimo numero dei disertori e degli imboscati, la Germania dovette procedere al conteggio degli ebrei per poterne accertare il numero (1916). In questo ultimo periodo, la lotta con dotta contro lo spirito nazionale da parte degli ebrei si potrebbe giudicare con le parole dell'ebreo Ludwig : c n crollo di queste tre. Potenze, la Russia zarista, la Germania monarchica e l'Austria cattolica, nelle loro antiche forme, significa una agevolazione essenziale per le direttive della politica ebraica. La gueru 1u condotta al fine di imporre all'Europa centrale delle ioJlDC politiche, cio demo-liberali, quali vigevano gi tutto intorno ... Quelle idee demo-liberali che avrebbero permesso di stroncare ogni pi legittimo spirito di nazionalit, e che, nel trionfo dell'intemazionalismo, av:a:efobero segnato --11 trionfo dell'ebraismo mondiale. c. _M.

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    trioirlo ito sopra giudei Una delle caratteristiche pi evidenti e pi generalmente osserCapo del Gabinetto Militare era il generale Mordacq (Mordecai) vate nel corso dei secoli presso i giudei la divergenza inconci-il quale, dopo l'armistizio, si distinse in Renania come il pi cinico liabile fra la concezione loro e quella ariana dei valori eroici. organizzatore della repubblica separatista composta di rifiuti Non solo il giudeo non ha spirito guerriero e sentimento miliinternazionali ebraici. Il Sottosegretario di Stato agli effettivi era tare, ma; pi ancora, l'idea ariana del coraggio e il sentimento l'on. Abrami, giudeo proveniente dalla Turchia, mentre la Giu eminentemente ariano nordico dell'onore non sono conformi me-stizia militare dipendeva dal Sottosegretario !sacco Israel. nomamente al suo spirito. Questa pura constatazione obiettiva In queste condizioni, evidente che tutti gli ebrei che lo desi stata ed vivamente contrastata da giudei effettivi ed onorari, ma deravano venivano assegnati ai posti pi proficui e al tempo stesso le testimonianze in proposito sono cosl concordanti e i dati csl meno pc:ricolosi. precisi che non vi pu essere dubbio in proposito. Pu essere D'altra parte, perch i, giudei avrebbero dovuto animosamente invece interessante delineare il vero carattere giudaico in questo cercare di per i goiym o, quanto meno, di battersi come campo, e ricercarne le cause per meglio comprenerlo. i goiym? Tutto il popolo ebraico, tranne forse qualche ingenuo l) Occorre anzitutto stabilire dei fatti precisi e perci ci si vissuto lontano dai grandi centri, sapeva benissimo che la guerra pu riferire all'ultim.a grande guerra, per il suo carattere generale era stata preparata da Israele, che era diretta da Israele e avrebbe e anche perch ha segnato il trinfo dell'ebraismo su tutte le segnato il trionfo di sul mondo: dunque, sarebbe stato nazioni ariane esauste. assurdo farsi distruggere nel corso delle ostilit mentre invee Ebbene, mentre incontestabile che alcuni gidei si sono batera interesse sommo del popolo eletto giungere nella massima tu ti volontariamente ed anche con coraggio, del pari inconteefncienza numerica e qualitativa alla fine della guerra. stabile che la generalit si distinta per una percentuale altis5ma, E' vero che dopo il 1916, quando l'Inghilterra dovette accettare eccezionale di imboscati per cui, in definitiva, la percentuale dei l'alleanza formale con la direzione del popolo ebraico (promet loro morti stata per ciascuna nazione sensibilmente inferiore tendo in compenso il futuro focolare nazionale in Palestina) alla percentua:Ie degli ariani. .. la vittoria .dell'Intesa divenne interesse giudaico: ma per conse. Ad esempio, in Inghilterra, secondo le cifre date dal BJackshi'rt guirla non c'era bisogno di esporre al fuoco le preziose vite dei si contato un soldato inglese ucciso per ogni 57 mobilitati ed giudei : gli ariani bastavano, questo gregge di stupidi guerrieri a un soldato ebreo ucciso per ogni 173. In Germania, secondo i dati cui i giudei si sentivano e si sentono infinitamente superiori. del Reichbrmd judischer FrontsoJdaten si sarebbe contato un solPerci noi riteniamo siano esattamente nel vero coloo i quali, dato tedesco ucciso .ogni 34 e uno giudeo ucciso su ogni 58. In sull'argomento, affermano che, se vi furono alcuni rari ebrei che Francia, la differenza delle percentuali molto pi sensibile : mendurante la guerra si comportarono bene ed anche che caddero tre caduto un francese ogni 5 mobilitati, caduto un giudeo eroicamente, ci non fu c!ovuto n a sentimento pattiottic(), che ogni 33. G non deve meravigliare poich tutti, assolutamente non potevano sentire, n a sentimento del dovef'e e dell'onore mi-. tutti i posti direttivi, donde era possibile ordinare gli imboscamenti, /ilare, che non possedevano, n ad innato coraggio che non dimo erano nelle mani di giudei. Sotto il governo del << grande patriota )) strano, generalmente, nelle altre manifestazioni della vita ; llensl Clemenceau,-ad. esempio, il Capo del Gabinetto civile e vero ditad Mgoglw e meglio, alla inaudita vanit connaturata in ogni orien tatore era l'ebreo Georges Mandel (Geroboamo Rotschild) mentre tale e che costituisce uno dei lati pi appariscenti .del carattere 34

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    giudeo. In' sostaJua, questa vanit, mista alla grande forza di volont -altra caratteristica della razza generando la paura folle &i aver supplisce alla deficienza del coraggio aggressivo, del tipo ariano. Considerate da questo pnto d1 VJsta, le prove date dagli ebrei che .si sono distinti in guerra non sarebbero meno meritorie di quelle dei nostri : vi anzi mag gior merito in un coraggio ri6esso che in uno spontaneo Tuttavia, la stessa estrema van i t, congiunta con la solidariet razziale, a sua volta ottunde gran parte del merito. Infatti, il su perstite di guerra ebreo, appena tornato alla vita borghese, ha immediata cura di porre bene in evidenza le sue immense bene. merenze : nientemeno, ha fatto la guerra come gli altri A lu i appare grande senza paragone il merito acquisitosi: Del resto il governo Fascista ha voluto recentemente assecondare questa mania, riconoscendo come benemerenza nazionale per le famiglie ebraiche il fatto che un membro sia stato iri zona di guerra e cio quello stesso fatto che per ogni italiano stato sempre considerato come un semplice dovere. Non poi da parlare del giudeo che abbia avuto una ricompensa al valore o che sia caduto : per ciascuno di essi si scrivono volumi su volumi, biografie, vengono pubblicati aneddoti, si innalzano monumenti fra la commozione generale : si tratta di un giudeo, non gi di un imbecille goiym qualunque! 2) Ecco riportato nei suoi veri termini il coraggio dei giudei : esso ha per substrato psicologico la vanit congiunta alla volont, e per epilogo lo sfrullamento p11bblicitario e utilitario degli atti compiuti. Ma sarebbe erroneo e vano rimproverare ai giudei queste loro caratteristiche, accusarli di non rassomigliare agli ariani. Non si pu accusare un cane di non essere uguale a un gatto : questa accusa presuppone il fondo di ignoranza e di che hanno sempre mostrato gli egualitari, discepoli dell'illuminismo settecentesco La vera parola detta da: un giudeo illustre: Disrael, quando nel romio2o Endymion scritto alla nne della esistenza. dopo tanta esperienza di uomini e di cose, esclama: La razza la chiave della storia, e la itoria cos spesso confusa per ch scrillrt da uomini che ignorano questo principio e tutto ci che esso racchiUde. E aggiunge : la /Jngua n la religione f a nno una razza; una sola cosa fa una razza ed il sangue E' necessario dunque analizzare sistematicamente che cosa s ia la razza ebraica e come si sia venuta costituendo 3) E' noto che le razze fortemente caratterizzate che si sono costituite nel c6rso della storia, sono razze storiche o etniche, non razze antropologiche. La stupefacente asserzione che spesso si legge circa la esistenza di questa o quella razza pura, da parte di pseudo-razzisti improvvisati, altrettanto assurda come quella degli anti-razzisti, quando asseriscono sul serio che le razze non esistono perch non sono pure Forse non ci si rende conto che una razza, per essere pura dovrebbe discen dere tutta da una sola ed unica coppia Queste aberrazioni hanno invero corso perch per molti anni antropologi, filologi e etnologi hanno disperatamente ricercato le origini di certe razze, perdendosi nel buio dei tempi preisto ri ci e contendendo fra loro a proposito di ipotesi pi o meno imaginifiche, senza pensare che sarebbe stato molto pi utile occuparsi, invece, di studiare e catatterizzare le razze che ave vano sotto gli occhi nell'epoca contemporanea. Ora, queste razze, esistenti e ben distinte, come appunto fa giudea, derivano, all'origine, da una mescolanza di vari dementi, la quale poi, per ragioni particolari, ha subito un lungo regime di endogamia s da costituire secoli un popolo con preciSi carat teri fisici e psicologici. Gli attuali giudei discendono da una mesco lanza anticamente verificatasi fra tre tipi fondamentali : il Sem i ta ( Abramida) nomade o beduino, pastore sceso dalla Mesopotamia ()rientale nella terra di Canaan e poi trasferitosi in Egitto all'epoca Piero della Francesca -Allegoria trionfale dedicata a Federico Duca d'Urbino. (Firenze, Uffizi.)

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    . degli Hiksos; l' Hitlila orientale stabile in rutta Siria a cui i Semiti hanno conquistato parte del territorio m che si sono gradualmente fusi con essi fissandoli al suolo, dando lOro il concetto e la pratica dello Stato e civilizzandoli; infine, gli AmMiti, frazione stabilita nella Palestina meridionale, di ariana. Tali sono dunque i tre elementi fondamentali che costitui rono gli ebrei, se si prescinde da una infusione di sangue nero avvenuta molt9 dopo, presso gli ebrei della Diaspora alessandrina. L'ele,nenlo principale f11 I'Hittila, dal quale gli ebrei hanno tratto in grande maggioranza la fisionomia : il tipico naso a forma di 6 cosiddetto ebraico in realt hittita, come risulta chiaramente dai bassorilievi egiziani. Ma dal punto di pista spirituale, di fronte ai tranquilli e sedentari hittiti prevalser,o i semili, col loro gusto per gli eccessi, la tendenza alla violenza e lo sviluppo estremo della volont in un intelletto in equilibrio instabile. Soprattutto trionf nel miscuglio del popolo ebraico in forma zione. il concello semitico: con il suo dualismo tipico di ardente sentimento del sovrumano e di brutale, materiale empiri. smo, vlto a scopi pratici. Questa duplice tendenza si compone nella imposizione di una Legge nel senso giuridico, la quale riduce al minimo la vita interna : chiunque obbedisce alla Legge senza peccato, senza biso gno di star tanto a meditare. Il giudaismo -come stato detto esattamente -non religione rivelata ma legislazione rivelata. Mentre andava lentamente sviluppandosi la inBuenza della religione semitica su tutto il complesso del nuovo popolo, questo era sottoposto ad una grande tragedia. Le trib settentrionali che comportavano per ragioni geografiche una pi grande percen tuale di elementi hittiti -e cio le trib di Israele, dopo la.. distruzione di Samaria (721 a. C.) furono interamente:: catturate dagli Assiri e scomparvero dalla storia. Restarono le trib di Giuda le quali, fino allora, avevano vissuto nell'orbita del mag giore splendore di quelle di Israele e fu allora che si form il popolo giudeo propriamente detto, di cui oggi vediamo i di scendenti. Questo popolo la sua essenza ai seguenti fatti susse-guentisi; l Isolamento della Giudea, debole e circondata da potenti stati protettori, prima l'Assiria, poi la Caldea, per pi di un secolo; 2" Distruzione di Gerusalemme ad opera di Nabucodonosor e trasferimento a Babilonia di tutta la popolazione giudaica; 3" Rottura di tutte le tradizioni storiche locali nel periodo dell'esilio; 4" Rannodamento di tali tradizioni a mezzo di una nuova generazione nata all'estero, ma alla quale il persiano Oro concede di tornare a fabbricare Gerusalemme; s Stato di dipendeDza politica permanente nel quale vivono da quel momento i giudei. Se si riflette a questa storia cosl singolare, chiara risulta anzi tutto la ragione per cui, nello stato di secolare isolamento, il mi scuglio iniziale di popoli semito-siriani si sia consolidalo per con tinua endogamia e poi come il giudaismo specifico, si sia fondato in esilio, come direbbe Freud, in tm complesso di inferiorit. Esso fu soprattutto opera dei pi fanatici fra gli esiliati e anzitutto del profeta Ezechiele, prete Uscito da una grande famiglia sacer dotale. La fede di questo popolo in captivit non quella di un popolo sano e libero che lotti apertamente per il proprio svilupPo; essa respira l'impotenZa e il rancore vendicativo si esprime con l'invettiva pi atroce : essa cerca di ingannare la miseria presente con il miraggio orgoglioso di un avvenire impossibile. Quando dunque una parte degli giudei torn '-per la liberalit abbastanza ingenua di Ciro -a fabbricare Gerusalemme (l'altra parte era gi installata in buona posizione economica a Babilonia e non si mosse), il giudeo era gi divenuto il campione di ogni intolleranza religiosa; di ogni fanatismo spinto ai pi sanguinosi eccessi ritualistfci; i uomo che ha invocato la tolleranza solo quando si sentito oppresso ma Che non l'ha applicata mai agli altri, n potrebbe applicarla, perch la Igge glielo vieta, 36 4) Dopa la> CattivitA babiloneSe gll: ebrei pi una nazione indipendente. Herder dice giustmente: Il popolo elweo si g11ast mentre si educava, perch tzon giunsr 1111li a maturare una c11/1ura politica Jul pr.opri Juo/o e quindi non giunse mai nemmeno ai veri sentimenti di onOf'e e di libert. Pu essere che questi sentimenti di onore e di libert non ab. biano mancat inizialmente e congenitamente, .ma certo le circo stanze storiche e la stessa religione contribuirono a creare questa grave deficienza nel popolo giudaico. Infatti, la sua fede non riconosce all'individuo libert alcuna, sia pur in grado minimo, ed estirpa dalla sua coscienza il sentimento dell'onore concepito arianamente, in quanto nega ogni onore a tutti gli altri popoli. Poich ogni popolo ha la religione che deriva direttamente dalla sua psicologia razzista, il ragionamento precedente sarebbe chiuso in cerchio, se non si tenesse conto subito di un fatto deci sivo. e cio che,. qwindo. il popolo fu tornato-a Geruslemme ove, in condizioni di autonomia se non di completa indipendenza poli tica, avrebbe potuto svilupparsi in un senso meno costrittivo di quello prescrittogli da Ezechiele durante i! periodo babilonese, questo sviluppo gli fu tassativamente vietato dalla reazione sacer dotale alleata alle forze politico-militari persiane. Il partito sacerdotale, con alla testa Esdra, stabiU infatti la Legge nuova, la quale venne imposta e dovette essere accettata da ogni prete levita o notabile con impegno scritto. Geru.Salemme fn poi cinta di alte mura e venne scacciato chiunque non appar tenesse alla pura fede o non avesse sposato una ebrea. In tal modo i saeerdoti, con l'appoggio di Artaserse, costituirono definitiva mente il git1daisnw;. quello che Ezechiele aveva fondato, essi .Io compirOO& imponendu al popolo una I.egge precisa e .complessa (13.600 prescrizioni) dalla quale esso non poteva in alcun modo sfuggire. 5) Ecco le condizioni per cui, da un miscuglio semitico-si riano invero non molto felice per la dissimiglianza dei due .tipi principali, sortita la razza ebraica ed ecco le circostanze con cui si andato determinando il suo spirito. Q .metaviglierem& se-ql:!CSto popolo non concepisce ii coraggio e in gnere i valori eroici allo stesso modo come i popOli ariani? Le particolari circostanze storiche. hanno agito sensibilmente sull'indole del miscuglio etnico in formaziope, e questo non gi alterando il carattere della razza (qualsiasi circostanza esterna assolutamente a modificare di,.ellamenle tale carattere) ma bens in quanto tali circostanze, determinando una certa sele zione sociale, hanno portato al sommo della societ determinati caratteri, lasciando disperdere, annientare, affondare nella miseria, i caratteri opposti. Non solo il giudeo non pu avere pi nella grande massa.n capacit flolitica n sentimento guerriero e militare, ma nello stesso ebreo moderno e cio che si crede liberato dalla Legge, si riscontrano alcuni caratteri che derivano invece direttamente dalla precisa mentalit della Legge medesima, Ad esempio : ten denza a prendere per fatti positivi, aSserzioni scientifiche qualun que date come ipotesi o come costruzioni provvisorie; incapacit di elevarsi a visioni generali, capacit di creare immaginazioni messianiche nel aUnpo economico, convincimento puerile di poter trasformare il mondo e gli uomini a colpi di decreti; incompren sione di tutto quello che veramente grande nella storia dei po poli e, per contro, esaltazione frenetica di qualsiasi sciocchezza che esca da mente ebraica. Tutto ci accompagnato dal continuo istinto : di cMrodere, danneggiare, rovinare o spo,.care comunque l'opera degli altri popoli presso cui si trova ospitato e che cerca di sfruttare senza il menomo scrupolo. . Ma se il giudeo fQSSe posto in condizioni favorevoli, potrebbe compiere opera positiva? La risposm non pu essere che quella data dal grande genealigista berbero Ibn Khaldun seicento anni or sono: .il Semiia non ha la menoma altitudine a ireare qllal cosa di dUrevole. EMDJO CANEVARI

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    :: . Le del Gran Consiglio dl 6 Otto b're XVI, esentando : l'Ebreo dal prestare servizio militare, sia in pace che io g1,1rta. si pub dire ; che abbiano pi che creato, sancito wio stato di fatto e che, tra le varie limita%ioni fatte, questa sia stata una delle pi accette da tale *testabile razza," eternamente invadente, eter. namerite parassita. L'Ebreo d'!Jltr-.. parte, non stato n sar mai soldato, poich non ha n fisico n spirito Per. essere soldato occorre avere corpo ed animo sani, scevri di ogni tara, l'uno per sopportare le fatiche, l'altro per affro(ltare le vicissitudini di una guerra. L'Ebreo ha sia l'uno che l'altro malati da tace seco. lari. costanti e caratteristiche della sua razza : l) La diatesi neuro-artritica., da cui costan temente dfetto, ci dice che nei secoli non sono stati i suoi muscoli che hanno lavorato, ma il suo cervello. Questa tara lo predispone a tutto un gruppo di malattie, che colpiscono l'intero organismo (pelle, muscoli, articolazioni, apparato circolatorio, respiratorio, sistema ner voso). l sintomi premonitMi di tale malattia, che ha il s11o epilogo i et a11anzata, si osserli4IIO. /itz Jia/Lz prktz:a if411ZiA. 1tz11 soo be. chiari nella prima mel della _11ita. Si ha iper sensibiliti, ipereccitabj)it del sistema nervoso, che pub interessare il sistema muscolare sche letrico (es. : tetania infantile, laringospasmo), catarri a carico dell'apparato digereote,. respi ratorio, eczemi, acne giovanile, orticaria. Verso ..la ....m.et ...ddJa 1!iJ:a. .le manifestazioni -Si ..accen-tuano, i sintomi si raggruppano in sindromi definite. Appaiono anomalie del ricambio (pogotta, ecc.), sdeq>si viscerale e vasco lare (arteriosclerosi ed arteriolosclerosi del si stema nervoso). Circa quest'ultimo si osservano cefalee, esaurimenti, psicopatie Colpite sono in gran parte anche le articolazioni, per deposito _uric;o_ da anomalia del ricambio dei nucleo proteidi Basta aprire o gfli piI elementare trattato di per 11edere piI rhe dttllo, roitante /nnrte riportato rhe fEbreo d il piM. larg'J l UMt COntriblltO a taJe 'maJatJia, che lo rende un ta rato, un essere i cui muscoli daranno n rendi mento minimo, che sar costretto a viv:r,pn che di lavoro delle proprie braccia, e di furberia. 2) Tutti i testi di Medicina riportano la grande frequenza del diabete negli Jsraeliti. Stmmp: H nel suo trattato di 'Patologia Spe ciale Medica (vol. II, parte I, pag. 318) nota come sia pi frequente tra i maschi, e la mette in relazione con un abnorme disposizione costituzionale e razziale, con una predisposizione ereditaria alle malattie nervose, con un regime di vita, d'alimentazione incongruo, con traumi psichici Tale malattia rende l'Ebreo un debole, un minorato fin dalla prima infanzia. essendo ereditaria. 3) Quale assertore da secoli del pi feroce razzismo, per quell'odio che gli ha impedito di accomunaJ:si, di fondersi nelle varie razze, egli ha da seoli tace che gli corrodono il corpo e lo spirito. Considrando le leggi di Mendel, appare che qualora una razza si chiuda in una stretta eodo&enesi. cio celebrando matrimoni tra consan&Wnci. possono facilmente perpetuacsi aratteci patologici ereditari di una famiglia. l! l'eredit, malgrado q11ello rhe si detto, t si f!a ancora dke.do, lilla delle pii ferree ll'ggi, poich legge di Nat11ra. L'Ebreo da secoli, malgrado la sua pi che lodata intelligenza, che dovrebbe essere piut-...raYllisata.Jn. ...una ..astuzia, ...in ..JlD3 .imberia, com\Uie in alto grado presso tutti i primitivi, d largo contributo alle tace neuromliscolari ereditarie (tremori, corea, tassia, sclerosi late rale amiotrofica ecc.) e psichiche (psicosi, pa ranoia. immoralit costituzionale, ecc.). 4) Il suo volto deforme (il naso enorme, ricurvo in una vana ricerca dell'arcuato mento, i suoi oc-chi protrudenti dalle orbite) la sua fades ci r i vela una costellazione endocrina, un iperpituarismo, un distiroidismo, una vagotonia che lo rende predisposto alla spossatezza mu scolare, alla depressione psichica, all"arterioscle rosi, all'ipertricosi. al diabete mellito. 5) Per essere soldati, come abbiamo detto, e>ccorre animo e corpo sani, avere inoltre, oltre che Wl ideale celeste, un ideale terreno, una Patria: questo divino dono, il pii. grande fatto da Dio agli uomini, che manca all'Ebreo. 6) La .mcatalit. del Giudeo .ndla concezione dell morale, delle leggi, dell'arte, della Patria nettamente antitetica a quella del J"Ariano. Greci e Romani dice Eugenio Castelar a\'evano un attaccamento pieno di entusiasmo alla loro patria. La urbs ,. Romana. la polis ,. Greca costituivano un mondo sia per i Romani che per i Greci. I primi consideravano che uno dei massimi onori da concedere ad \Ula nazione fedele era la concessione della cittadi nanza della civitas Romana i Greci non si di chiamare barbaro ogni straniero. Gli stessi Nordici che pi tardi trasmigrarono nel mondo Romano, erano attaccati alla persona de! loro capi : al posto dell" antico patriottismo nel Medio Evo gli Ariani sostituirono la fedelt del e r attaccamento ai loro prin cipi. Ma gli Ebrei fin dal principio non s'at tennero che alla Legge, al pensiero astratto, e wme gli o:lierni anarchici -non stimavano cose n la ?atri:l n la maest del Re. Il cosmo politismo, I'internazionalismo si pu dire, senza t.:ma di errore, essere nato nel suolo della Giu dea. Giuseppe Flavio riporta (Storia della g11erra Giudea 'rieDDeae Giudeo 'riennese -gilldaica), che in Gerusalemme divisa da vari partiti, vi erano alcuni che si "Opponevano a coloro che ayevano sentimenti patriottici, che odiavano l'assolutismo ed il patriottismo rcr mimo, ferocemente, essendo la loro religione la libert e l'eguaglianza. 7)" L'ebreo l'eterno egoista, che resiste, poicb, sotto l'incubo di un'idea Jssa che lo torment da secoli, attende in una vana attesa, con un odio che mai si spento tra i secoli. E la milizia non odio ed egoismo, ma amore e dedizione, in quanto si ama e si difende, anche facendo olocausto della propria vita, la terra che ci ha dato i natali, che custodisce i nostri morti, ov" il focolare, la famiglia, la Patria. 8) c Q11esl' altro inverno non piM. in trin cea!. Amnistiamo i disertori! 1>. Queste sono le voci di guerra dei guerrieri di Israele_. In Germania il primo segno del disfacimento del l'esercito tedesco, fu J'invit!> ad o Hindenburg di una commissione m nome di 400 mila soldati. Oratore, cbe parl in nome di questi eroi. fu un soldato di 20 anni : J' ebceo l.evy: 9) Ruppin, giudeo, cita nel suo libro Gli el-ei di oggi, cbe per renitenza agli obblighi militari gli Ebrei superano gli Ariani di due, tre volte, dicendoci chiaramente che l'Ebreo ol tre che essere un degenerato, wi vile. Ma questo noi lo sapevamo. Ce lo aveva detto qui, un altro giudeo, Lombroso, che conosceva bene i suoi polli: .. .A f11ria di piegare la schiena, gli rimasta la piega .. /.!Ebreo spesso sarrific ffila l' oore e la lO) Si legge nel Talmud ( Ghemara di Gerusalemme): .. Ja potenza dei popoli fu al mio f!alore (di Israele), come una nidi ma di IIC celli ... T11tti i popoli saranno incttJenati al trono di Israele. E' meglio ridere. Molti secoli or sono fu Cesare ad eliminare gli infidi Ebrei dalle truppe ausiliarie. Questa coincidenza sembra quasi, pi che un ricorso, una continuit storica, un risorgere dai secoli di questa Roma nostra. immortale. GIUSEPPE LUCIDI

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    I SADICI DELLA conflitto la Pi''velenoaa ed il disfattismo pi nero pregUstando quasi sadicamente la gioia della sconfitta tedesca? E ancora dopo .la guerra continub la azione col c Preludio :. {Monaco .1925) : con c La guerra. .di Ponzio Pilato :. {Zurigo, 1934). E Federieo .Adler, :he per quanto in. ancora giovan .et 'essendo nato nel.l879, npn tecip alla guerra ed invece colpnne di giornali sovversivi criticb il rigore della censlira e la. severit dei tribunali nei numerosi processi p8r to tradimntO dovuti alla SCONFITTA Vi nei fatti storici una logica immanente che gli spiriti' sagaci sanno separare dai fatti contingenti, dalla massa cio incoerente dei piccoli avvenimenti effimeri, a.i quali si lerma la moltitudine inquieta, incapace di riflessione ponderata e di anCrlisi pro fonda. Non si pu comprendere il crollo dei valori sociali che hanno dominato sino al 1914, se non si parte dal presupposto che allo spirito nazionale era stato opposto il disfattismo. Nazione e Supernazione entrarono in conflitto nell'agosto del .1914 ad un tempo cogli uomini Si combatterono .Per pi di quattro anni al disopra del trambusto dei popoli; s'interferirono nella lotta gigantesca finita Il sopravv.ento spett dalla Supernazione cinta di quercia ed alloro aVersaglia, beatificata nel sinedrio ginevrino. n giudaismo ne fu l'artefice e la letteratura che esso rovesci sul mondo durante e dopo la guerra ne la prova flagrante. Se laNa-.'zione combatt frontalmente colle armi ir. pugno, la Supernazione si batt occultamen. te dagli ospitali alberghi svizzeri media.rite libelli. Padre del disfattismo antinazionale stato Lenin Il 26 luglio 1914 nella incombente procellosit dell'orizzonte europeo, egli scriveva: c In una guerra reazionaria, la classe rivoluzionaria non pu esimersi dall'augurare la disfatta del proprio go-verno). . Capo. dei francesi durante e dopo la guerra fu Romain Rolland che nel nome Romain volle compendiare la roma nit, nel cognome Rolland l'et di mezzo e il comunismo da lui professato. Al suo fianco era l'ebreo Stephan Zweig che COSl Bi esprimeva nel 1916 in un celebre. scritto : c La nostra unione deve cominciare dall'umano, dal pan-umano ed l che deve finire. Cessiamo tutti per un istante di occuparci delio Stato e delle classi, della nostra classe e del nostro Stato .. Non pensiamo che all'umano, all'uomo ci quest'uomo martirizzato ... Soyons des dfaitistesl Seien Wir Flaumacherl Siamo di slattistil Che sia un'arma questo mottol Questo lugubre cantore del disfattismo, che aveva iisertato il proprio dovere di soldato come cittadino austriaco, riparando in Sviz. ozera, viveva agiatamente sulle sponde del Lago Lemano, e con lui era uno stuolo di altri ebrei, tra cui italiani, che avevano sentito l'alta dignit di non combattere per .alcuno, anche per la terra che aveva dato loro i natali, che li aveva ospitati, p.utriti, e anche difesi, che ricompensavano facendo o il letterato disfattista o l'ideologo messianico ma sempre come riempitivo la spia un p per tutte le parti in lottai Taluni di questi scioperati anzitutto agenti del Gran Kahal, sognatori non gi di uha era migliore per l'umanit ma dell'era del. dominio universale ebraico, non si sono peritati di illustrare come si verificato che anche rimanendo entro i confini del Paese di elezione; avessero potuto per certe tutte loro predare virt, evitare il fronte. Uno tra essi, Andr Maurois, e cio Emilio Herzog, cosl descrive la sua come inter-38 propaganda che si conduceva. da emissari ebra.ico-bolscevici nelle file dell'esercito austriaco? L'Adler il 21 ottobre 1916 uccise con prete presso inglesi: c un colpo di rivoltella il Presidente.del Con-1914 dovetti, come milioni di altri francesi, siglio Austriaco Conte Stuigltt. Il tribUnale raggiungere il mio reggimento. Il sergente eccezionale lo condclnnb a morte il 19 mag-maggiore, nel cortile della caserma esamin gio 1917, mci per l'intervento del potente giil... il mio libretto, i suoi elenchi ed esclamb: da.ismo yjennese la pena fu commutata fn c Missione speciale > e mi inlorm che allo diciotto mesi di crcere che egli espi solo arrivo dei soldati inglesi sarei partito con in minima: parte, amilistic;Jto . il }0 loro. c Io? Perch?:. c Perch sei .in notcp 1918. . . : . c Ma assurdo... io non sono inglese l > In quella cirostanza. il giudaismo. intere Che vuoi che ti dica? fece-quello burbe nazionale, stretto da un patto che superava ro. c Sei in nota. Aspetta. Del rest pu tutti i doveri e tutti i confini; diede ancora anche darsi che rion vengano ma.i i tuof : una volta prova che neppure l'uCCisione del inglesi>. Invece gli inglesi vennero e qual-Capo di Governo mentre }a Patria perico-che giorno dopo il soldato Herzog er alla .la lo pu esimere dal salvare. da giusta stazione di Rouen dove espletava l'alto com-pena un assassino, in quanto ebreo. L'Adler pito di tradurre gli ordini di imbarco, e lo nel 1919 dal giudaismo viennese trionfante, confessa egli stesso: c Ahim, il mio inglese venne eletto deputato alla costituente n,aletterario nii apparve di colpo cosl inutile} zionale, e nel 1923 al. Ccmsiglio Nazionale c N in Keats, n in Shelley, n in Byron AStrlaeo.'. avevo ma.i trovato espressioni come c vettuE ancora oec6rr ricordare Rodollo HU!er-ra a piattaforma mobile> o passerella spe-. ding scrittore animato dal pi acceso spiriciale :Per affusti:.. Ceravo. invano di ricorto di dissolvimento, redattore prima della darmi un racconto di Kipling, 007, _che avvie-c Neue. Zeit > poi del. c Vorwa.rta:. poi delia ne nel mondo delle locomotive e avrebbe c Freiheit :. che pubblicb coll' Adler, c Studi potuto suggerlnni qualche termine tecnico. su Marx >. . Ma quei Tommies in carne ed ossa non Leonardo Franlt, ebreo si dato volevano saperne .di parlare come i Soldiers ci descrivere dopo la guerra, i bassifondi Threel Messa al sicuro la pelle, il soldato con scene di fanatismo, di superstizione, letterato Herzog, poteva fare anche dello di crudelt che sono tanto pi repulsive in spirito pur non disdegnando di continuare quanto l'autore non 'lp della retorica, Nella nel disbrigo delle sue elevate mansioni. Ma c Banda dei briganti giustifica gli atti desarebbe stato disdicevole ad. un. ebreo por. littuos con l'insegnamento fornito dalla tentoso come lui se non avesse 'nel contemguerra ai suoi prtagonisti. po cercato di attirare l'attenzione, se nor( Wilhelm Herzog nato a Berlino nell884_: sul suo fucile, almeno sulla sua penna. Ed non ha neppur egli stato ecco il soldato Herzog scrivere in pieno pe-st fondatore della rivista c -Pan:. e pi tardi riodo bellico I silenzi del colonnello Bram-di un'altra intitolata ;. Marz >; cogli ebrei le :. un libro canzonatorio delio spirito ge-Ren Schickele, Cari Sterheim, Stephan rarchico, tale da procurar notoriet e denaro Zweig, Heinrich Mann, ha fatto Parte di quel-( ben presto tocc le ?00.000 oopie) e sfio, la categoria di scrittori tedeschi che durante : rando appena un-procedimento disciplinare. la guerra si schierarono coritro il governo Il soldato Herzog era c Icniciatol :.. L dove che essi. ricattavano facendogli di c:;ontinuo altri avevano trovato la morte egli aveva balenare il periColo di potergli alienare :il scovato la notoriet, la ricchezza, ed aveva favore. delle masse popolari. M!_lit poi nelle assolto religiosamente il compito millenario file del comunismo ed in collaborazione commessogli dal divino Talinud di disgre-l'ebreo Hans Jos Rehfisch scrisse il chgmma gare il ccimpo dei gentili . Forte di queste cL'AHare Drei!Uu. . benemerenze anche nei riguardi dell'Jnghil':'ra gli ebrei inglesi ricordero Israele Zan. terra ch'egli aveva colla. Francia cosl val O-. g v.;n predicatore. messianico, pacifistc sio-rosamente servito, l'ex soldato Herzog, ora lltGta lri un banchetto olfert()gli nel' 1917 di-.il grande Maurois, si creduto in diritto di chi arava: c Il momento venuto di mandare. scrivere di recente la Storia_ d'Inghilterra, ad effetto lei grande impresa di liberare dandovi il debito posto ai figli e agli schiavi rutti i figli del ghetto. Per tale grande. .d'Israele. pito noi abbiamo .bisogno della forza di. Un altro ebreo letterato cui va dedicata triti i giudei eminenti della nostra epoca;, . particolare menzione pr il suo satanica meNon. questa che. una brevissima e quin-todo disgregatorio, traendo materia da cir-:ii assai incompleta raSiegna di quella !et-costanze di guerra, Arnold Zweig. l suoi teratura ebraica che per vero pugnal alle libri c Giovane donna. dl 1914 >, c La quespalle gli eserciti di tutti i Paesi. Finito il stione del .. sergente Grischa >, c Davanti a conflitto. con VersagUa. e il giU:dai: V erdun > sono esempi singolarissimi di que-smo ritenne che -le basi della Supernc;lzione st letteratura desti r-ata a determinare nel erano definitivamente gettate. Sogno di bre-. lettore avveri!ione per ogni atto eroico in vissima durata. Mentre ancora nori si. er difesa della propria terra e gettare il mal disJ)erso I'ec:O .del su canto di vittoria, ilor.: seme del concetto di Supernazione. Lo geva if' Fascismo. Gli spiriti deglC.Eroi al. Zweig non ha quasi prso parte ad azioili : cui sacrificio avevano irriso', letterali del. belliche ma le ha copiosamente descritte. ghetto sozzo vile forgiavano nuo:ve ben. E chi non ricord Teodoro Wolfl direttore pi posseriti aimi ideali alla Nazione .unita durante la gueiTc del c Berliner Tageblatt incrollabilmente unita ... : . dalle cui colonne .tutta la durata del CABLO

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    GLl ETERNI.IMBOSCATI : famo se c Societ di Questo, J'orgogJ.io di ogiti . du; soldato tedesco, non aveva, rarite il' conflitto mondiale fin dall'inizio della grande dal fronte un tragedia, nessun impiegato numero sempre crescente di non cristiano. militari e riuscivano facilNell'agosto 1916 ne troviamente ad infiltrarsi in milDlO gi 187 e nel febbraio le maniere negli uffici, ne-1917 il ministro v. Stein, gli .. approvvigionamenti e preoccupato di questo amusnei comandi per gli acquisti so, fece un'altra indagine e e J;'equisizioni. ne trovarono gi 282. Anche . Il malumore della truppa . tra le impiegate il loro nume. per questo fenomeno co-ro era cresciuto da zero al stringeva l'on; Wemer. Gie. 6%, non contando c le batsen a chiedere dal viceminitezzate ::.. Questo fenomeno, str.o della guerra (V. W an tanto bene accetto ai fornidel) sUll'attivit tori di vettovagliamento, dei richiamati di fede moaumentava dopo la guerra saica nell'esercito, ma a Caricatura contro Hindeaburg. apparsa sopra un .foqlio ancora di pi ed in tal mo-. questo appello, dopo molti ebraico-comunista della Vieaaa rossa d'altri tempi. do, che Otto Amim nel 1910 mesi, fu risposto in forma c perch non si mannegativa. Frattanto gli ebrei stessi avevano creato a Berlino un dano a casa tutti i generali ed ufficiali, lasciando questo mini proprio c Comitato di Statistica:. con l'incarico di studiare il com. stero addirittura a soli ebrei?::.. Nel 19I6 ben il 20% degli ebrei portamento dei giudei nella guerra, e collo scopo di inondare j nell'esercizio risultano non inquadrati nel servizio (15.999 oltre i giornali filomassoni e filoebrei di notizie sUll'eroismo dei soldati 62.272 gi elencati). Soltanto nelle citt di Francoforte e Ber ebraici. Questa commissione, guidata da noti Maretzki, Kalischer, lino il 4I% di questi ebrei, che non furono inquadrati a causa Neumann, Bohm, lavorava gi dal febbraio I9I5 in c previsione dei loro reclami, erano abili per il fronte. di un crescente dopo la guerra a causa dell'attivit Leggendo i grandissimi elogi dei fogli ebraici all'eroismo se-dei loro fratelli di razza nell'esercito;. mita si vede sempre citata a testimonianza la sorprendente cifra Malgrado le furiose proteste dei Cohn, Heine, Haas e Quark dei decorati. Infatti, tre quinti degli israeliti che si trovarono in nel parlantento, il ministro della guerra ordinava nel novemvicinanza del fronte, risultano decorati con la c croce di ferro brc I9I6 un censimento degli ebrei sotto le armi mediante dei Noi citiamo, che gi nel I9I6 il 28% degli ebrei decorato, ma questionari e questa jnchiesta dimostra l'enorme vantaggi:> degli notiamo pure che gli uffici per le loro proposte erano pieni dei c eletti:. nei riguardi del loro impiego e del _loro trattamento. loro correligionari. Infatti, al fronte la croce di guerra si chia. Risultano infatti nell'esercito: ma va la c crce ebraica Gudenkreuz). Chi avrebbe mai ere in trincea . 27.5I5 duto, che i soldati ebraici fossero assai pi bravi di quelli ger. addetti ad impieghi in patria manici? Noi abbiamo il massimo rispetto per quegli ebrei che nell'eserdto d'occupazione 30.005 hanno fatto il loro dovere come gli altri, ma nem il che dimostra che sotto le armi vi era il Io% degli ebrei men meno nella morte i rabbini dimostrarono il sempre citato c nazio tre del popolo germanico ben il .20% era a\ fronte. nalismo perch proibirono il seppellimento dei caduti ebraici L'inchiesta diviene ancora pi significativa, apprendendo che nei comuni cimiteri dei soldati cristiani. dei 27.5I5 ebrei in trincea, il 22% non combatteva con l'arma in I soldati tedeschi avevano perso il 18% dei loro effettivi (gli mano ma erano impiegati in altri servizi. Abbiamo moltissime austro-tedeschi ancora di pi} mentre gli ebrei sotto le armi perproteste da parte dei soldati contro le librerie del fronte, spesso devano solamente il 7-5% gestite dagli israeliti a causa di una c inspiegabile mancanza Particolarmente impressionanti sono le cifre delle perdite da di letteratura nazionale e patriottica. . parte degli ufficiali: ISO generati, I46o colonnelli, 275 ten. colon Dei 47# soldati ebrei nelle retrovie il 36% risultava abile per nelli, 937 maggiori ecc.; un totale di 13-450 ufficiali caduti il che i servizi di trincea e di essi ben I02I passarono oltre 3 mesi di il 39.2% degli effettivi dell'intero esercito. vita tranquilla. Nelle trincee si che i medici e sani Le perdite degli ufficiali ebrei sono del 9%. tari ebrei sapevano fare molto bene dei eertificati di Oggetto di particolare malcontento delta truppa fu un'ord-per i richiamati figli di Salomone. Anche nell'Austria la corrunanza per concedere agli ebrei delle ferie strardinarie per le zione fece dei miracoli e citiamo ad esempio un caso, dove i rabfeste religiose; inoltre vi era perfino una centrale per la forni bini dichiararono certi richiamati dei c candidati di studi reli-tura di finissima farina per poter fare il c mazzo> per la festa giosi mosaici::. ottenendo cosl il loro esonero dal servizio. I giordel passa h. La stampa, servile al giudaismo, accennava spesso nali dei tempi di al lora parlano di un c grande numero di avvo-ad un preteso antiebraismo da parte degli ufficiali superiori, cati e funzionari di leva arrestati ma questo viene smentito chiaramente dal fatto che il 2.6% degli L'esercito di occupazione contava 30.005 ebrei, cio la met di ebrei passarono al grado di ufficiali, mentre dei soldati tedeschi essi non si trovava al fronte. Tra essi risultarono 8IS2 {27%) soltanto I'I.J6% otteneva questa promozione. . abii per l'esercito di trincea. La pubblicazione di questa inchiesta avrebbe avuto durante la .. Mentre queste cose scuotevano la fiducia della truppa ne!la guerra un effetto che non si pu valutare oggi. rutta l'alta figiustzi!o' ed incorr uttibilit dei comandi, I'on, ebreo Gothem, nanza ebrea fu mobilitata per impedirlo. Infatti il grande ban .. la_Sfa,cciataggine. di in J?arlame!'to di in: chie.re Warburg vi riusciva con la minaccia che gli ebrei non g 1 usto trattamento .de1 soldati ebre1 ed m segUito a c1o .molt1 avrebbero partecipato ai prestiti di guerra qualora fosse reso comim#ntilaSciayano passare varie cose per non essere accu-;>ubblico il censimento degli ebrei nell'esercito. Anzi, egli pre.. sati.'d i c antisemitism o. tendeva perfino, che il ministro della guerra, dichiarasse in via .: : .. Soltanto' nei comari d i militari a Berlino si trovavano pi di 1000. ufficiale che gli ebrei erano altrettanto coraggiosi dei germanici .-. riiilitari e b rei c o me scrivani, ma particolarmente interessanti sono ma V. Stein rifiut, malgrado le forti pressioni. L ":.te Guerra. EIJO GASTEINER ..:.:.

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    anonimo operatore cinematografico riusc per puro caso a riprendere la scena dell'eccidio di Serajevo: fu quello quasi il presagio della vastissima produzione cine matografica che la guerra mondiale avreb be suggerito. Il pezzo, conteso dalle varie case di attualit, and in giro per diverso tempo nelle sale e fu persino riprodotto in un film tedesco con Leni Riefenstahl, a maggiore esattezza della ricostruzione di quel tragico giorno. Il periodo, che da. Serajevo va alle mo bilitazioni generali e alle dichiarazioni di guerra che si seguirono nd giro di pochi giorni. fu in seguito ricostruito in un film intitolato 1914 Ma con qule spirito si pu immaginare : autore ne fu l'ebreo Richard Oswald, autore anche de L'af fare Dreyfus Dalla visione di quel film si concludeva che un'enorme ingiustizia era stata consu mata ai danni del mondo, che i popoli venivano trascinati alla guerra non da ne cessit storiche, ma dall'oligarchia di pochi, che la volont della nazione risultava separata dalle decisioni di trafficanti. Non la guerra considerata come supremo collaudo dell'individuo e della nazione, dello spirito, della razza, ma la guerra alla quale si va per forza di cose, con l'anima nera e il segreto pessimismo che tutti, vin citori e vinti, si abbraccino in un unico 40 crollo finale. In questa concezione si ritrova in pieno non solo un aspetto del pensiero giudaico riguardo alla guerra e al destino dell'uomo, ma un collegamento con le dot trine massoniche e comuniste. Durante il periodo della guerra, a parte i brevi film di propaganqa a favore degli arruolamenti, dell'assistenza invernale ai soldati, della Croce Rossa e dei prestiti nazionali, interessanti sono i film che, col pretesto di una trama qualunque, o addi rittura prendendo la questione di petto, si atteggiano a fautori dell'anti-bellismo. Non svanito ancora del tutto il ricordo di fi:lm realizzati in Italia, come Gli orrori della guerra di Baldassare Negroni, Il tank della morte di Telemaco Ruggeri e il comico di chiarissime intenzioni : Preferi sco l'inferno, appartenenti a quella ten denza A cui si opposero alcuni film che, retorici fino al midollo, fecero pi male che bene, come Il sogno di Don Chi sciotte diretto da Amleto Palermi, in cui l'Italia era rappresentata da una donna con una torre in capo e la Germania da un buffo uomo dall'elmo chiodato; Saluto italico e La patria chiama di U go Bitetti, meno simbolici nelle intenzioni, ma echeggianti di deamicisismo. Pi tardi, nel 1927, Domenico Gaido realizzava, espressione di una stessa reto rica, I martiri d'Italia E tutto questo a parte alcuni oiodesti della ra in film regionali e vaghi ricordi legati alla FrancesCa Bertini camuffata da bersa gliere in un filmetto di propaganda, quanto in Italia stato fatto sull'argomento della guerra fino all'avvento .del sonoro. Nello stesso periodo, La grande parata gri dava che gli americani avevano non solo fatta, ma risolta e .la guerra e Glo ria innalzava lo spregidicato del fante americano. Il cinema italiano, insen" sibile alle maestose cifre del nostro sacri ficio e della nostra vittoria, continuava a dormire il suo sonno nella produzione di roba che si chiamava film soltanto perch fissata su un nastro di celluloide . Un grande documentario sulla guerra fu prodotto, per conto della Fox-Film, da Truman Talley, composto da Laurence Stallings, lo scenarista de La grande pa rata ; ma anche in questo documentario non si pu affermare che la guerra italiana sia stata posta in giusto risalto. In Francia, parzialmente con documentazioni del Ministero della Guerra, furono composti Verdun Visions d'Histoir e Verdun Souvenirs d'Histoire da Leon Poirier. In Italia, il Ministero della Guerra conserva il materiale ripreso al fronte e nelle retrovie dalla sua Sezione Cinematografica, che ebbe i suoi morti e i suoi decorati al valore. Un ebreo, Oswald, con 1914 ha aperto la rassegna strettamente legata alla guerra, un ebreo la chiude cronologica mente: Chaplin, che realizza, nel 1918, Charlot soldato che, pur nella sua br(!vit, conquist subito i pubblici di tutto il mondo. E' tm segn:itu di scenette patetiche, come quella celebre della lettera, la storia dell'ornino generoso schiacciato dalla brutalit universale : il pessimismo profondo, disperato degli israeliti che con la trafila dell'arte chapliniana, vuole attac care il mondo con la sua nefasta influenza Tra i film realizzati nell'immediato dopo guerra, primo I quattro cavalieri dell' Apocalisse tratto da un romanzo di Vicente Blasco Ibaiiez, diretto da Rex In gram, scenario di June Mathis, con Rodolfo Valentino, che per la prima volta assumeva il ruolo di protagonista, e Alice Terry. Forse nessuno di quelli che l'hanno visto ha ancora dimenticato le scene tremende di questo film, in cui la guerra si scatena come una furia diabolica, e quelle toc canti fino al brivido, l'ufficiale tedesco che

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    porta via i mobili e la donna s ola nella muta angoscia, avvinghiata dai bambini. Film che rispecchia una mentalit da con dannare, dannosissima nel tormentato pe riodo del dopo-guerra. AHo stesso livello si pu giudicare Femmine folli del 1922, diretto da Erich von Stroheim, anche attore, con Miss Du Pont, Cesare Gravina e Maude George. Basta per tutte la scena deU'incontro tra l'ufficiale e la ragazza. A costei cade la borsetta; l'ufficiale non gliela raccoglie; ella deve ; mormora per la poca cavalleria dell'uomo Quando all'ufficiale cade il mantello, si scopre che cieco e mutilato deUe braccia. Erich von Stroheim, ermetica maschera di barone viennese, ha posto spesso, fra i personaggi dei suoi film, minorati di guerra costretti a fare i porti nai d albergo o mestieri molto umili La grande parata deL 1925, regista King Vidor, scenario di Laurence Stallings, con John Gilbert, Rene Adore, Karl Dane E' il film di guerra che ha ottenuto il pi largo successo in tutto il mondo. Non si pu fare a meno di lodare il s .uo spirito chiaro, sereno, cristallino, la sua narrazione semplice e avvincente, i motivi cos sentiti sani. Ottimismo vi in Ferro e fuoco del 1926, diretto da Alfred San tell, e ancora maggiore in Gloria dello stesso anno, diretto da Raoul W alsh, tratto da una commedia di Laurence Stallings e MaxweU Anderson, Rivali, rappresen tata anche in Italia, con Victor Mac Laglen, 1 Edmund Lowe, Dolors del Rio. Qui l'ot timismo diventato umorismo e qualche volta anche presa in giro della vita mili tare I casi dei due mattacchioni, il tenente e il capitano, incontr-arono successo e il film ebbe iJ suo seguito neHe avventure di Flagg e Quirt : I due rivali e Sempre rivali, iJ primo del 1927 con Lily Damita e il secondo del 1931 co. n Greta Nissen. Al periodo 1925-1927 appartengono tre film rifatti poi col sonoro : La suora bianca diretto da Henry King, con Lilian Gish e Richard Barthelmess, film ipocrita neUe intenzioni, amorale, in cui l'Italia mal rappresentata e mal ricostruita; << L'angelo delle tenebre diretto . da George Fitzmaurice, con Ronald Colmim e Wilma Banky; Settimo cielo diretto da Frank Borzage, tratto dal dram ma di Austin Strong, sceneggiata da Benjamin Glazer, con Janet Gaynor e Charles

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    Farrell : film tutti e due troppo dolciastri e sentimentali nell'opporre il grande amore alle conseguenze dell guerra. I rifacimenti sonori rispettivamente nel 1933 La suora bianca diretto da Victor Fleming, con Helen Hayes e Clark Gable, nel 1936, L'angelo delle tenebre retto da Sidney Franklin, con Fredric March e Mede Oberon, e Settimo cielo diretto da Henry King, con Simone Simon e Jariles Stewart, ripetono anzi accentuano la mentalit dei film sui quali sono stati ricalcati. Cos si arriva, nel 1927, al grande spet tacolo intitolato L'arca di No diretto da Michael Curtiz; che paragona la guerra a grandi catastrofi, nascosto appello alla fratellanza internazionale; a Reticolati diretto da Mauritz Stiller, al divertente Peggy va alla guerra diretto da Henry King, a The Shopworn Angel diretto da Richard W allace, recentemente rifatto con lo stesso titolo da H. C. Fotter, a Hotel Imperia! (L'ultimo addio) di retto da Mauritz Stiller, supervisionato dal l'ebreo Erich Pommer, con Pola Negri e James Hall; e, nel 1929, a The Case of Sergeant Grischa diretto da Herbert Bre. non, tratto dal romanzo dell'ebreo Arnold Zweig, di cui conser-Va ttitto il sapore po lemico. La campagna disfattista accennata in qualcuno di questi film, dal 1930 in poi si inasprisce e culmina in un gruppo di film, di cui uno soprattutto ha offeso la nostra fierezza di italiani. Il primo di essi All Quiet on the Western Front (Niente di nuovo a.l,l'Ovest), tratto dal romanzo di Erich M ria Remarque, diretto da Lewis Milestone, sceneggiato da Maxwell Andersori, Del Andrews e George Abbott. E' un film chia ramente disfattista, per tema, per princi pio. Uno stile scarno e scene raccapric. cianti lo sostengono. Par darne un'idea, basta ricordare la parte finale in cui Paul, impersonato dall'attore Lew Ayres, in li cenza dalla guerra, entra in scuola, dove il professore pronuncia parole sulla guerra e infine esalta il reduce, che di rimando dice : La guerra una cosa mostruosa, orribile. N a scuola, n tra gli amici, n in famiglia trova un'idea, come egli vuole imporre, della guerra; nulla da fare; torna al fronte in un afoso pomeriggio. Anche nella trincea, dove i compagni sono buttati nell'ozio, silenzio. Pau! esce per fare qualcosa, sta per acchiappare una far falla. Qualcuno, dall'altra parte, tanto per fare qualcosa, lo fredda con un sol colpo. Amore perduto (The Man of Yesterday), da un soggetto di O. H. P. Garrett, Nell Blackwell, Roland Edwards, diretto da Berthold Viertel, con Claudette Colbert, Clive Brook, Chades Boyer, svolge il tema della lontananza a causa della guerra nociva agli affetti familiari : l'uomo che ritorna, t_rova, presso la sua un altro uomo. 42 Questo fatto si trova a,_cennato, con rin spirito meno tragico, fin ne La grande parata. La stessa tesi, in forma potente e quasi allucinante trattata in Broken Lullaby. (Ninna-nanna spezzata, conosciuto anche col titolo The Man I Kil led L'uomo che uccisi ), complicata da una storia di sangue e di fratello e sorella. Il film fu diretto dall'ebreo Ernst Lubitsch, sceneggiato dagli ebrei Eroest Vajda e Samuel Raphaelson, con Phillips Holmes, Nancy Carro!, Lione! Barrymore, Zasu Pitts. -Ecco infine A Farewell to Arms (Addio alle armi) diretto da Bor zage, tratto dal romanzo dell'antitalino Ernest Hemingway, sceneggiato da Benja min Glazer e O. H. P. Garrett, con Helen Hayes, Gary Cooper, Adolphe Menjou. E' la storia di un presunto giovane ufficiale italiano disertore. Tutto curato alla per fezione, l'ambiente della Milano d'allora, l'ospedale, il fronte, per dare un senso il pi reale possibile al film. E' la pi bassa offesa che si possa fare all'orgoglio di una nazione, la pi sporca impresa organizzata da antitaliani. Un po' prima di questo periodo, alcuni film di aviazione sono improntati a un sincero sentimento di esaltazione e di eroi smo. Sono : Ali diretto da William A. Wellman, con Richard Aden, del 1928; Le sette aquile (Lilac Time) diretto da George Fitzmaurice, con Colleen More e Gary Cooper, del 1928; La squadriglia dell'aurora (Dawn Patrol) del 1930, di retto da Howard Hawks, scenario di John Monk Sauders, con Richard Barthelmess e Douglas Fairbanks jr. Questi film si af fiancano alla pi schietta prqduzione ricana che fa capo a La grande parata e a Gloria e ha costituito, con questi, i pi grandi successi di film di guerra in tutto il mondo. r La grande guerra ha continuato e con tinua tuttora a interessare i produttori americani, i quali, come s' visto, non disde gnano di rifare film dell'epoca muta. Ma il commercialismo gretto ha preso il sopravvento e cos sono usciti film come Temporale all'alba diretto da Richard Boleslawski, interpretato da Huston e Kay Francis; Gli angeli dell'Inferno diretto da -Lewis Milestone, prodotto da Howard Hughes, scenario di Howard Estabrook, con Jean Harlow e James Hall; Pellegrinaggio e Il mondo va avanti diretti da John Ford; fino al recente Le vie della gloria diretto da Howard Hawks. Tutti film che guardano alla guerra come ad un grande spettacolo, destinati pi che .altro a far colpo, e pertanto innocui nella loro superficialit. A questa pretesa del far colpo si possono avvicinare tutti i film di spionaggio sulla guerra mon diale, inquinati da elementi polizieschi e gialli, moltissimi film, da Mata-Hri diretto da George Fitzmaurice nel 1931 al recente Mademoislle Doctet.ir )>-diretto da Pabst. Di fronte e poderosa zione americana sulla guerra mondiale, pro duzione che ha formato nel mondo alcuni. convinimenti che nessun altro mezzo avrebbe potuto far nascere a favore degli americani, di fronte a questa robusta invasione, il cinema europeo ha ben poco da opporr. Ci sono i film tedeschi di spionaggio, come Spionaggio eroico del 1931 diretto da Gustav Ucicky, scenario di Walter Reisch; come L'invincibile fronte del 1932 di retto da Richard Eichberg; come Sotto falsa bandiera diretto da Johannes .Meyer, Ci sono i ricordati film francesi su Verdun, il tedesco W est-front 1918 realizzato nel 1930 da G. W. Pabst; Montagne in fiamme del 1933, diretto da Luis Tren ker con la collborazione di Karl Hartl, bocciato dalla censura italiana; c'. Heim ker tratto dal romanzo di ieonhard Frank Carlo e Anna che riprende il motivo del disagio del dopo-guerra, quan. do la donna ha rimpiazzato con un altro l'uomo lontano, diretto dall'ebreo Joe May nel 1930; ci sono i film francesi La gran de prova, La grande illusione diretto da Jean Renoir; J' accuse fatto due volte dall'ebreo Abel Gance, nel 1919 e nel 1938, due film disgustosi in cui, per dirne una, sono mostrate a nudo le ferite di veri mutilati; e l'inglese Trincee diretto da Maurice Elvey. Come si vede, alla prof{uzione ameri cana che ha esaltato fino al paradosso l' eser cito americano e denigrato quelli degli altri, in Europa s' risposto con una produ zione ancora pi deleteria, in cui appaiono qua e l, come inafferrabili, gli erranti ebrei. Gli americani, forti della loro stria, hanno imposto al mondo e alle zioni che hanno fatto la guerra, una parti colare visione di essa, di cui non si pu essere soddisfatti. In modo particolare pr noi, dal modo come stata "trattata l'Italia. E noi? In duecentocinquanta film sonori prodotti dalla cosiddettarinascita in poi, solo Cavalleria ; diretto da Goffredo Alessandrini, ha rispecclato in parte la guerra e Le scarpe al sole diretto da Marco Elter, tratto dal romanzo di Paolo Monelli, ha evocato, per ingenua mente, la guerra degli alpini. Si pu per ci affermare che, dall'avvento del sonoro, la cinematografia italiana continua il suo tranquillo sonno letargico, come se tutto ci non la riguardasse, come se. non po tesse costituire un'arma formidabile per difenderci e attaccare, come s la nostra guerra di terra, di mare e di cielo non po tesse fornire spunti per film, come se non si potesse opporre alla produzione d'oltre frontiera e d'oltre oceano una produzione che rispecchi la nostra mentalit di fronte alla guerra. DOMENICO PAOLELLA

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    LA STAMPA EBRAICA E .LA GUERRA Quali sono i mezzi,. quali sono le C:trmi di cui dispone il Giudaismo per corrompere cinche lo spirito pubblico e trascinarl ai suoi scopi? Ol!esti mezzi si chiamano .in un sol modo: la stampa, c Per favorire il nostre piano mondiale che sta per sboccare ai fini desiderati, cl occorre influenzare i governi dei Gentili a mezzo :dell'opinione pubblica, predisposta segretamente da noi con la pi grande di tutte le potenze; .la stampa. Grazie alla stampa noi abbiamo accumulato montagne d'oro >i questo scritto nei c Pro tocolli :.dei Savi di Sion :. la cui prima edizione si ebbe in Russia nel 1901. E altrove negli stessi c Protocolli :t detto: c Noi dobbiamo spingere i governi ariani ad agire conformemente al nostrO piano, concepito con larghezza e che vede vicina adesso la sua. realizzazione trionfale, dando l'impressione .che questi governi cedono all'opinione pubblica, la quale in realt organizzata segretamente da noi stessi, con l'aiuto .di codesto grande potere che si chiama la stampa; i loro giornali, tranne qualche eccezione insignificante, sono gi interamente nelle nostre mani,_ Gli ebrei' hanno voluto la guerra perch poi la .pace fosse nelle loro. mani; infatti la Grande Guerra ha profittato moltissimo.agli ebrei e la Conferenza della Pace ha consacrato'il loro potere; La solenne riunione a Parigi degli Stati belligeranti, offri una occasione d'oro per risolvere la questione giudaica dello Stato; i lavori della delegazione anglo-giudea alla Cnferenza della Pace sono stati coronati da un successo straordinario e completo. In questa assemblea vi erano trentasei ebrei che rappresentavano diverse nazioni. Essi erano: JU.lian Mack, Louis Marshall, Harry Culter, Bernhardt, Richard, Nahum Syakin (:Stati Uniti) Braunstein, Jacob .Nmirovery, Philippe Rosenstein, Sarage Fildermann (Romania); Chaim Weizmann, Nahum Sokolofl, Joshna Thon, Leo Motzkine, Lucien Wol!, Lon Reich, Ussishkine, Tenebaum, Elijah Berlin, Leopold Bndict, lsacic Vilknsky, Araon Eisenberg (Inghilterra, Polonia Galizia, Palestina, .ecc ... ). Furono que.sti uomini che dettarono le decisioni ai diplomatici apparenti. r Il 6 febbraio 1920, il Jewish Guardian (giornale ebreo inglese) pubblicava un importante articolo che esponeva i vantaggi procurati al Giudaismo dalla Grande ra e dimostrava come la Societ delle Nazioni, istituzione giudaica, non aveva altro scopo che -quello di far rivivere un sistema d'alleanza .che somigliasse a quello d'ante-guerra. Per completare l'assoggettamento dei popoli cristiani, il Giudaismo non avrebbe esitato a far scoppiare una nuova guerra: al momento dell'ascesa di Hitler l'ebreo francese Paui Lv}r reclamava nel suo giornale, cLe ,Rempart ,.; l'occupazione della Germania a titolo preventivo. * Un giornale illufltrato del 1890 mostra Rothschild con un. fucile flllllante in mano ed avente ai piedi un .operaio immerso in un mare di sangue. Una Francia incoronata serra alla gola i,l barone giudeo e gli grida: c A te che hai ucciso un pover'uomo per aver rubato un fiore, che supplizio ti si do vre.obe iniliggere. per i miliardi che hai rubato ai poveri lavoratorft ,. Gli ebrei si sono resi padroni del mondo con la loro solidariet sul terreno economico; essi si. rendono padroni dell'oro di tutte le nazioni con il cambio, del controllo di tutte le banche, di tutte le grosse industrie, provocando scioperi, sedrzioni, anarchie, incendi, furti, assassini. N e i c ProtocOlli > si legge: c Noi creeremo una crisi economica universale, con tutti i mezzi possibili e con l'aiuto dell'oro che nelle nostre mani.. All'ora stabilita noi scateneremo la rivoluzione che, distruggendo tutte le classi della cristianit, asservir definitivamente i popoli cristiani>. Tutti i mercanti di cannoni appartengono alla finanza giudeo-massonia ed per arricchirsi ch'essi provocano guerre e rivoluzioni, pur facendo i patriotti. Ma gli stessi ebrei li smascherano; ecco, infatti, cosa scriveva 1'8 dicembre del 1911 il c Jewish Chronicle :., giornale giudeo !ondinese: c Gli eb(ei che pretendono d'essere allo stesso tempo patriotti Inglesi (o Francesi o Americani) e dei buoni ebrei, sono semplicemente delle menzogne viventi. Il patriot tismo inglese (o francese o americano) dell'ebreo non che un travestimento ch'egli adotta per piacere e sfruttare le genti del paese che l'ospita>. Se lo spirito dell'ebreo rivoluzionario e sovversivo, lo in quanto sua intenzione di ricostruire col massimo profitto sulle rovine degli altri. c I nostri profeti -scrive James Darmesteter nella Revue Juive de Genve > del marzo 1936, p. 258 -hannc lanciato nell'avvenire, in soprappi alle tempeste presenti, .l'qrco della pace di una immensa speranza: una visione radiosa di una umanit migliore, pi libera dal male e dal-. la morte, che non conoscer pi n guerre, n iniquit; dove la scienza divina riempir la terra come le acque coprono il fondo dell'oceano Ma mentre noi cristiani crediamo che questa visione radiosa non si possa realizzare interamente quaggi e che noi vedremo questo completamente solo nell'aldil, l'ebreo crede -come gi da duemila anni di poter realizzare questo stato c felicit sulla terra e solo sulla terra. E' questo il primo elemento della sua tendenza rivoluzionaria, perch cercando la giustizia e mai riuscendo a trovarla, P.erpetuamente insoddiskxtto si agita per ottenerla ad ogni costo. E' la materializzazine delle promesse di dominio sul mondo fatte nel Vecchio Testamento, grazie alle quali l'ebreo riduce tutto a se stesso in un egocentrismo che lo conduce irrimediabilmente al pi stretto e nocivo utilitarismo. * Di tutte le rivoluzioni in cui hanno avuto mano gli ebrei alla base questo tragico utilitarismo e questa aspirazione al dominio, prima economico e poi _sociale e spirituale. Se nella Rivoluzione francese non vediamo molti ebrei in primo piano pure lo spi rito giudaico fu l'animatore della rivoluzione stessa e gli c Archivi Israeliti :. del 6 giugno A giornale giudaico, strillone ebreo 1689 la reclamano con diritto come l'opera spirituale del Giudaismo. Nel secondo periodo rivoluzionario che parte dal 1830 gli ebrei aumentano d'ardore: essi erano allora pi direttamente interessati perch nella pi gran parte degli Stati europei non godevano ancora dei pieni diritti civili. Tutti i movimenti rivoluzionari dai" 1830 al 1848 erano stati preparati da lunga data dagli ebrei: essi lanciarono il movimento della c Giovane Germania> e c L'unione degli ebrei per Id civilizzazione e la scienza:.. (1819). Nelle rivoluzioni di questi ultimi e ultimissimi anni il ruolo degli ebrei stato ancora pi rilevante. La preparazione e. l'esecuzione di piani rivoluzionari e, dopo la loro riuscita, l'organizzazione delia Repubblica sovietica stata quasi esclusivamente opera degli ebrei. Scrive M. Cohen neL giornale c Der Communist :.: c Si pu dire senza esagerazione che la grande rivoluzione sociale russa stata opera degli ebrei e che gli ebrei hanno non solti:mto condotto l'affare, ma ancora hanno preso in mano interamente la causa dei Sovieti .Sulla preparazione della Rivoluzione russa il Servizio f:egreto americano scopri nel febbraio 1916 che le seguenti persone erano impegnate in quell'opera di distruzione: Jacob Schifi ebreo, Kuhn Loeb e C., casa ebrea, Ggeriheim, Max Breitung Direzione: Jacob Schifi ebreo, Flix Warburg ebreo, Otto Kahn ebreo, Mortimer Schifi ebreo, Jrme H. Honaner ebreo. E', dunque, fuor di dubbio che la Rivoluzione russa scoppiata un anno dopo questa scoperta fu causata e ali.mentata da elementi nettamente giudaici. Infatti, nella primavera del 1917 Jacob Schifi, capo della firma Kuhn Loeb e Ci di Nuova York, mette avanti Lenin e Trotsky co mandando la loro azione rivoluzionaria e di terrore. Tutta questa storia pi minutamente raccontata nella gazzetta quotidiana di Nuova York, chiamata Forward :t-. Gli ebrei oggi sono una potenza nel l'U.R.S.S., anche se Stcilin un georgiano, ed a, tutti noto come la guerra civile in Spagna sia stata preparata, fomentata e realizzata da loro. Come sia. stata vista la guerra di Spagna nella stampa ebraica al servizio del gover no rosso lo documenteremo altra volta. FRANCESCO CALLARI .43

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    LA PACE EBRAICA TRAD LA VITTORIA Nella guerra mondiale caddero 750.000 italiani; 14.414 rimasero grandi inva lidi e 463.000 1.100.000 fu rono i feriti Lo sforzo finanziario si elev a non meno di 120 miliardi. La Vittoria si libr dai campi di battaglia italiani, e finalmente fu vittoria per tutti. . Alla conferenza pace l'Italia ebbe contestate persino le sue terre; amarezze, umiliazioni e nuovi dolori dovette subire per il poco che con moiti stenti i:ius a trattenere; nella ripartizione di un enorme bottino non un ettaro di territorio colo. niale le venne attribuito. Chi tradl e mu til la vittoria italiana ? La pace di Versaglia, e la Societ delle Nazioni che di essa doveva essere perenne continuazione, furono gli atti intrnazio. nali con i quali si concluse la guerra mon diale. E' storicamente dimostrato, in base a dounenti inoppugnabili -e noi qui li ri prenderemo che quella pace e quella Gi l'inVIto di rivela, da s solo, senza o inezzi termini, la precisa volont dell'internazionale giudeo massonica di confiscare i risultati della guerra a profitto dei suoi scopi e di met tersi a dell'organizzazione della societ internazionale che sarebbe scatUrita dai trattati di pace. Ess.o, mfatti esem pio forse unico pi che raio d'inaudita presunzione : diceva testualmente : QUesto congrsso avr lo scopo ricercare i mezzi per arrivare alla costituzione della Societ delle Nazioni. E' dovere della mas soneria di dirigere i popoli verso un'orga nizzazione generale che diverr la loro salvaguardia. Le sedute, come abbiamo aver fatto l'ap pello di tutti i nostri scomparsi e contem plato mestamente le nostre vedove, i nostri orfani, i nostri mutilati; iiie tutte le fa miglie in bitto, Ia frammassoneria univer sale ecc. ecc.: La vernice .filantropia e runariitaria appartiene al solto bag!lglio massonico : proclamazioni di grande :raggio e altisonanti per mascherare gli oscuri teressi e le settarie .finalit, che si perse guono. Subito dopo, il presidente aggiunse : Voi wnoscete i disastri . di ieri, bisogna costruire la citi: felice di domani. L'ora venuta per invitare gli uomini di buona volont: a mettersi all'opera I nostri an tichi si sono preoccupati Qi un'intesa inter nazion'Ie. Siamo, com si vede, in pieno giudiismo: l'ebreo che parla cosi; l'ir requieto ebreo, rivoluzionario di ordina menti e istituti, sogna il regno mes-sianico, la citt felice di domai . (( il potere secolare degli zar gi som br. In questo sombi c' tutto. Rovinato, andato a picco : la traduzione. c il piacimento per la. partita vinta si t rattasse della scomparsa, con lo zar di

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    forze alleate; e c' : gioia di una grande promessa che si dischiude. Altri governi saranno rovesciati dal soffio della libert : questa frase chiarisce e perfeziona egregia mente il pensiero espresso sulla fine de gli zar. Ed eccoci sodo, e riportiamo i passi salienti che infiorano il rendiconto del congre_sso in parola. E' dunque indi spensabile creare un'autorit supernazio nale che avr per scopo, non di soppri. mere le cause dei conflitti, ma di risolvere pacificamente le controversie tra le nazioni. La frammassone!ia, artefice di pace, si propone di studiare il nuovo organismo: la Societ ddle Nazioni. Il diritto interna zionale deve essere armato di sanzioni tali da: scoraggiare anticipatamente coloro che fossero tentati di mancare alla loro parola. Riunite tra loro, le nazioni che vogliono :vivere in pace nel rispetto dei loro reci proci diritti, creeninno una forza sovrana irresistibile d'a.Zione economica e d'azione militare. Questa forza, una vera polizia internazionale, manterr la pace tinivrsale tutte le potenze civili dal lato di ogni nazione il cui diritto, senza provocazione, .sia stato violato da un'altra. Il diritto internazionale il diritto della pac. Esso vivr se arriveremo a di sanzioni. Le potenze debbono essere unite tra loro in maniera da prestarsi sempre man forte; d'altronde esse saranno indotte a salvaguardarsi mediante la garancollettiva del maggior numero possibile di potenze. Se chiudiamo gli occhi, ri prendendo questi ci ritroviamo in piena Ginevra : come in un sogno. Parla Eden o siamo veramente al congresso di Parigi di fine giugno ddl'anno 1917? Parla la congrega del lago Lemano o ia. setta giudeo-massonica che tenne quel gno? Nelle parole citate c', infatti, tutto il mondo societario ora miseramente sfa sciatosi : la sicurezza collettiva, la pace in divisibile, le sanzioni, la cornice e lo spi, rito del Tutto c': mai creatura ebbe cos perfetta somiglianza alla sua genitrice. La Societ delle Nazioni diventa lo scopo stesso della guerra, il proemio del Trattato di pace ; e infatti lo statuto della Societ delle Nazioni costituir poi il preambolo del Trattato di Versaglia. Pra ga sar nella nuova Europa un centro di conciliazione incomparabile ; e si visto quello che si faceva fare a Praga. N mancarono in quel convegno segreto le professioni pi tipiche del classico spi rito di rivolta che caratterizza l'ebreo. Ci che ieri sembrava un sogno .....:.... attenzione. al significato profondo di questo ieri -entra irresistibilmente ndla realt della vita stessa : l'umanit ;_ tuttele -classi mescolate _; di -o.i.unerose-nazioni unite che, impegnando tutta ia. sila coscienza; vivendo di nuova vita; fa: sentire la _Non cogliere. I' occasio ne unica che si o f f r e per stabilire pi ragionevolmente il mondo sarebbe una vera follia. Noi coro neremo l'opera della rivoluzione francese. I popoli vogliono venire a capo di ci che li separa per sforzarsi di mettere in c o rri u ri e ci che li riunisce. IJ richiamo commovente della rivoluzione russa rimasto senza rispo-sta (dal 11emico). E' mediante l'unione del le sue differenti quali t che l'Europa si li berer, che l'umanit si perfezioner, salir un gradino di pi, rag giunger un nuovo sta dio di libert Il bolscevismo e quello che il bolscevismo ha fatto in vent'anni e continua a fare, hanno nel congresso di Parigi il loro antefatto, l'inizio storico. Il progetto di costi luzione della Societ delle Nazioni redatto dall'apposita commis sione, constava, come si visto, di 13 arti coli. Si pu fare a me. no di riprodurli perch Simboli massonici: in primo piano il candelabro giudaico. prestabiliscono fedelmente quello che .poi abbiamo visto funzionare a Ginevra : col Consiglio, i presidenti che si alternano al seggio, le commissioni, ecc. ecc. Su due punti vale la pena fermare partico lare attenzione. Dice l'articolo IV: un popolo che non possiede le istituzioni de mocratiche e liberali, indispensabili al suo sviluppo, non pu costituire una nazione-. Ergo : Italia, Germania, Giappone e altre potenze, che si sono affrancate dalla cor ruzione democratica, non sono nazioni per quella gente. Le conclusioni del congres so siano inviate a tutti i governi dei paesi alleati e neutri ; dicono le conclusioni ; ed evidente il significato d'intimazion-e implicito nelle partecipazioni chsarebbero state fatte: . L'ultimo giorno fu dedicato ai ricevi menti e alla colazione, ma si spedl anche un caloroso telegramma a Wilson. Che ebrei e massoneria costituiscano una wsa sola verit come la luce del sole non c' bisogno di ulteriori documenta zioni., Tuttavia riportiamo quello che scrisin proposito l'ebreo Leo n Motzkine nel libro Les Juifs: Di tutti i popoli, il pop:>lo ebreo senza dubbio quello che ha provato la pi grande gioia, la pi alta soddisfazione nell'ora della creazione della Societ delle Nazioni. Lon Bourgeois e Woodrow Wilson divennero, l'uno tra gli intellettuali ebrei, l'altro tra le grandi mas se ebree, delle personalit popolari, quasi leggendarie. La Societ delle Nazioni su scita l'entusiasmo degli ebrei. Essa ha per missione non soltanto di fare cessare le guerre, di trasformare i cannoni in trattori versione moderna della profezia biblica -ma anche di mettere fine alla miseria politica sociale e morale degli ebrei in tutti i paesi. Malgrado gli spaventosi pogrom che scoppiarono prima in Polonia, poi in Ucraina, il popolo ebreo considera il dopo guerra come un'era messianica. E Js,aele -.in questi anni 1919-1920 -grida aa alla voce la Sila contentezza in Europa orienlale e me1idionale, in Africa del nord e del sud e pi intensamente in America Gli anni 1919-1920 furono quelli dat;l bolscevica in Finlandia, Polonia, Un gheria,. Germania e Italia. Queste furono le origini della pace giti deo-massonica di Versaglia. Questa fu la pace che trad e mutil la Vittoria italiana. A.TRIZZINO 45

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    questionario rUJI,a Francesco Davolio Marani, farmacista di Fabbrico (Emilia) ci scrive che la questione ebrea ju posta dal Duce fin dal 1922, con lo scritto, pubblicato dal "Popolo d'Italia", intitolato Bolscevismo e Sionismo Italiano ricordato da Giovanni Preziosi, nel N. 5 della nostrcr Rivista; e ci fa considerare l'opportunit di ripubblicarlo tantoppi che un cosi significativo scritto non stato compreso nella raccolta degli scritti e discorsi del Duce. Aggiunge che a pagina 156 del II vlume di tale raccolta si possono per leggere le memorabili parole del c Discorso di Bologna;, sulla forza ariana e mediterranea della stirpe italiana. Allora il Duce disse il fascismo esser nato non soltanto dalla sua mente o dal suo cuore, non soltanto nel palazzo di piazza S. Sepolcro, ma da un pro fondo perenne bisogno di questa nostra stirpe ariana e mediterranea che a un dato momento si sentita minacciata nelle ragioni essenziali dell'esistenza da una tragica follla e da una favola mitica che oggi crolla a pezzi nel luogo stesso ove nata Eugenio Fischer, l'illustre antropologo, di rettore dell'Istituto Imperatore Guglielmo di antropologia e scienza dell'ereditariet umana ed eugenica, a Berlino, nel comunicarci l'abbonamento dell'Istituto Imperatore Guglielmo alla nostra :Rivista, ci scrive, tra l'altro: mi congratulo anche per tutta la bella battaglia che si sta svolgendo per la razza. Sono convinto che essa sia una fortuna per l'intero vostro popolo. Per noi te deschi cosa particolarmente lieta che, an_che in questo campo, andiamo di pari passo con gli amici italiani In Grecia, ci scrive I. Koumaris, professore dell'Istituto Antropologico di Atene, esiste da dodici anni una norma governativa che vieta agli stranieri di stabilirvisi, e quanto agli ebrei, questi non possono entrare, ma hanno in Grecia soltanto un di ritto di transito. Tali provvedimenti -dice il. chiaro antropologo ateniese -impediscono l'invasione in massa e l'alterazione della razza. Inoltre egli ci parla d'a1tri fatti che riguardano la difesa della razza greca e le questioni della nostra Rivista. In Grecia rarissimo se non impossibile il matrimonio .di greci con persone di razza 46 non europea, come israeliti, turchi, mongoli, gente i colore, e ci soprttutto per colo d'ordine religioso: un israelita, per esempio; non pu sposare una greca, se non a condizione d'essere battezzato; perch soltanto il matrimonio religioso ha in Grecia effetto civile; ed il costume religioso ha salvaguardato la Grecia da profonde mescolanze, durante i secoli di conquiste straniere. Le genti di colore non sorio una questio" ne in Grecia e non hanno mai attratto l'attenzione legislatore, perch sono raris sime. 'Vi sono invece vere e proprie leggi d difesa delle discendenze, come quella del 24 luglio 1920, N. 2450, che vieta ai lebbros il matrimonio, li obbliga all'isolamento, e impedisce che possano entrare in Grecia stranieri affetti da lebbra; quella del 25 aprile 1937, N. 651, che riguarda il tracoma e la sifilide ereditaria o piuttosto congenita, e la quale esige che il matrimonio possa essere celebrato soltanto da persone immuni da tali malattie e a condizione che in certi distretti l'immunit sia accertata da un medico. Quanto al matrimonio fra stranieri, l'opinione del professor Koumars contraria a questa specie d unioni, soprattutto per ragioni ch'egli chiama psichiche, cio morali e attinenti all'animo e alla sensibilit. Egli persuaso che prima o poi una politica di razza sar fatta da tutti gli stati, in modo diverso, a seconda delle condizioni di ciascuno; persuaso che i greci potranno andare pi avanti nella difesa della sanit della razza, istituire l'ufficio di consultazioni e il certificato prematrimoniale, dapprima facol-.. tativo, quindi codificato; le leggi limitative; l'isolamento, la sterilizzazione, ecc. Un lettore ci manda un vecchio giornale di Piombino. Si tratta del Martello, perio dico settimanale sindacalista, n. 128 del 12 giugno 1909, anno quinto. Si tratta anzi di mezzo giornale, la prima e la seconda pagina, dedicate a uno sciopero agli alti forni, e vi si apprende che allora la direzione degli alti forni e della fonderia di Piombino era in mano di Max Bondi e di altri ebrei, che trattavano gli operai italiani con dispotica durezza di sfruttatori, tanto che un operaio, messo un giorno alla disperazione, fece per gettare nel forno. un ingegnere ebreo. L'articolo di fondo s'intitola l'ebreo, interamente dedicato alla razza ebrea e a Max Bondi. Dice tra l'altro: Pare che una segreta promessa, un giuramento tacito, rinnovantesi attraverso i secoli vissuti fr'a i cancelli del ghetto e le persecuzioni, leghi l'antico adoratore del Vitello d'Oro ad un'a eredit fatale "di odii repressi da quella vilt originaria della DiCe inoltre: cOggi l'ebreo potente, fra lo stridere degli acciai e delle sirene," vede una generazione che non la sua, alla quale mai volle 1 partenere, e god d'averla fatta E conci ude: M .. Bondi, voi appartel).ete a quella razza>. E' dunque pi che un presagio e na intuizione. So!tC:mto che a quel lontano. nostro compagno di lavoro fu allora vano l'avr capito e scritto che la carne viva della nazione era asservita al pOtere dell'oro e della speculazione .. Egli vide chiaramente quel che noi ora vediamo, e la sua parolq: rimase lettera morta. Noi che col suo stesso sentimento sentiamo oggi di servire l'Italia, noi meno sfortunati di quello sconosciuto redattore del Martello di Piombino e dei suoi collaboratori, gli mandiamo un saluto, e ricordiamo le sue parcle a quanti ancora vorrebbero mettere il contatore alle nostre. Un lettore d Milano ci manda il seguente taglio di non sappiamo quale giornale: La polizia ha in questi giorni arrestato un gruppetto di giudei che operavano con tro lo Stato. Fra questi messeri Vi anche il professor Colorni. il c Corriere della Sera ha raccolto. interessantissimi particolari sulla losca attivit pubblica e privata di questo signore e fra l'altro dice: c Strettissime erano le sue relazioni con un !r'atello della moglie, Otto .Alberto Hirschmann. Il cognato si era anch'egli introdotto nel mondo universitario e recentissimamente si era laureato con una tesi dal titolo Come e qualmente una madre che abbia figli oltre il numero. di quattro, dia figli che sono portati a morire o a essere malati E' qui che vogliamo fermare l'attenzione dei nostri lettori. Che il giudeo Otto Alberto Hirschmann abbia, pi o meno bene, svolta icr sopradetta tesi, non ci merviglia. Quello che curicso invece sapere il nome del professore che ha accettato tale tesi e quali furono le argomentazioni innanzi alle quali il dotto professore si diede per vinto e sentl il bisogno di donare alla societ un nuovo laureato. Non vorremmo che grattando un poco trovassimo un altro giudeo. * Aggiungiamo che grattando si potr anche trovare un italiano invece d'un ebreo, ma un italiano di educazione, di cultura, di scienza ebraica, e questo jl mggior pericolo che insidia la nostra scuola. Lo possiamo chiamare l'eredit ebraica. E' stato possibile impedire che gli ebrei continuassero a educare la nazione italiana. E' molto pi difficile sgombrare la scuola dall"erelit ebraica; eppure, senza compiere quest'altra operazione, non possiamo impedire. che gli ebrei continuino per interposta persona a educare i no"stri giovani. Il compito pi difficile che la politica della razza ci ha messo davanti ora questa sceverazione della materia e dell'indirizzo -scolastico.

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    ricevuto da Venezia una cartolina cosi concepita: < Mi dispiace di dover dare del bugiardo a qel capitano C.arrara di cui s parla nel Questionario dell'ultimo numero della Dfesa della Razza, ma io ho frequentato la Universit. di Torino e precisamente la facolt di legge, e sono stato allievo. del Prof. Mario Carrara, ch era lo sapevano tutti-assolutamente "ebreo", senza dubbi di marito di Paola Lombroso, ebreissima, figlia di Cesare Lombroso, ebreo, come tutti sanno, al cento per cento. Pu darsi che ci siano dei Carrara non eb1ei, ma quelli lo erano di sicu.ro. lettore:.. Dobbiamo dire al nostro lettore che quando si vuole smeritire un'affermazione e persino dare del bugiardo a un soldato, biso'lna sottoscrivere la smentita, con nome e e rendersi e che tra l'affermazione d'un anni.mo e quella d'un. noi non possiamo esitare; perch anche quella del ncistro lettore una pura e semplice afferniazione, Che il Prof. Carrara avesse sposato 1,1n'ebrea non basta a sta, bilire che mch'egli fosse ebreo; Se il nostro lettore vuol dare una smentita al capitano Carrara, deve convincerlo della verit della propria affermazione, .oltre ad uscire dall'anonimo . Giuseppe Pontremoli, ingegnere, che fu direttore di qullo che un tempo .era il giornale il c: Secolo e che con lo scritto sugli ebrei e la rivoluzione fasCista, ciel numero precedente, stato chiamato giudeo, ci scrive che la sua. famiglia non conti alcun israelita, anche risalendo vari secoli, e che dovremmo essere pi seri, nel fare le nostre rivelazioni: Veramente il Pontremoli ha interesse nella solarivelcizione che lo riguarda, ma si vede che tutte le rivelazioni, se cosl le vuole chiamare, gli danno fastidio, e cio tutto q 'uello che facciamo; in difesa della razza. Oppure quella imbecillit propriamente democratica, .che consisteva nel moralismo del :generalizzare, gli si incallita, con gli anni. Nel bro di Samuele Schaerf ebreo, inti tolato i cognomi degli ebrei d'Italia, pubblicato dalla casa editrice Israel, Firenze, 1925, compreso anche il cognome Pontre moli : con tutto ci l'antico direttore di quello che fu il giornale il Secolo potrebbe non essere ebreo, ed i nostri lettori ne sanno la ragione, 'che abbiamo spiegata, cio che potrebbe trattarsi 'd'un vero e proprio cognome italiano, uno di quelli che famiglie ebree assunsero, quando pr,endere un cognome. Ma quello che ci stupisce che il Pontremoli senta il bisogno di distinguersi dagli ebrei. A parte che a chiamarlo giudeo fu la rivista la Vita Italiana, nel 1921, e che non la prima volta che egli se lo senta dire; certo che Giuseppe Pontremoli ingegnere quello -stesso che' diresse il maggiore di uri gruppo. li giornali, .che servivano in italia tutti insieme la causa ebraica. Ebrei, democrctici, fr.ancofili erano tre punti di vista univoci, nei far confluire l'Italia, nel .. sistema frarlcese. uri gruppo di giornali italfqn, con a capo 'il Secolo / quella confluenza. Non ciui il caso di spiegare. prch gli ebrei abbiano rppresentata e. rappresentino nel mond una parte francese; ora ci basti di constatare questo e che questo fatto avvenuto specialmente in Italia, e che democrazia .e francofilia italcina furono, com' ancora. la il della egemonia politica e letteraria della Francia la lisi della civilt italiana. Di op: razione uno dei pi accorti piloti fu il Pon tremoli. PerCi possiamo dire ch'egli ha dedicato gran parte della vita a servire la causa ebrea, non l'Italia, e che stato un servizio contro natura, se davvero egli italiano. iat 1.+1/ La c: Difesa della. stata accolta in Germania liri dal suo apparire con enorinteresse e la stampa tedesca non ha mancato di sottolineare, anche in dispacci diffusi dall'Agenzia Ufficiale, lo straordinario successo avuto in Italia della pubblicazione, citando anche il numero di copie di cui salita rapidamente la tiratura. Degli articoli statis:ici e polemici contenuti dal periodico, i corrispondenti dei quotidiani tedeschi da Roma hanno volta a volta trasmesso i punti essenziali, che stati messi in rilievo da questa stampa. All'Ambasciata sono pervenute numerose telefonate e richieste scritte di privati e di librerie chiedenti l'irldirizzo dell'editore della rivista e l'esatto titolo, per potersela procurare. Va notatoche negli. ambienti politici e raz zisti del III Rech s desidera una lettura attenta della rivista per cogliere soprattutto le attivit e !e differenze di impostazione, discussione e soiuzione che ha il problema ebraico in. Italia e in Germania. Quanto Hitler ha detto a Norimberga sul c: comune atteggiamento spirituale> e sulla c: comune condotta l> delle due Rivoluzioni c che si avvicinano sempre pi. anche umanamente. ai grandi problemi della loro esistenza> sentito profondamente da tutta la popolazione. Si pu rilevare che la diffusione avuta in Italia della rivista c La Difesa della Razza> stata nettamente interpretata in Germania come una provd tangibile di quanto il problema fosse sentito nell'irltima coscienza del popolo italiano, che si risvegliata prontamente allorch il Regime ha posto tale problema all'ordine del giorno. Ettore Tedesco, figlio dell'on. Tedesco, da noi citato nel precedente numero della rivista come Ministro al tempo di Nitti, ci scrive: Roma, 24 Ottobre 1938-XVI Francesco Tedesco non era ebreo e non appartenne mai alla Massoneria. Cattolici apostolici romani i suoi antenati, cattolico apostolit::o romano lui, cattolica apostolica romana mia madre, cattolico apostolico romano io, cattolica apostolica romana mia moglie, cattolici apostolici roma-Direttore reaponaahile : TELESIO INTERLANDI ni i nostri figli. E non soltanto credenti ma osservanti. La mia famiglia ha noverato tra i suoi componenti un Cardinale, un Monsignore e otto canonici. Odore piuttosto acuto, quindi, d'incenso e non di sirlagoga. I Tedesco vantano a Capostipite Ruggero Scandolf, Cavaliere Teutonico, che nel 1354 ebbe, sotto Federico III, la concessione di Gagliano e la terra di Sutera. Dalla patria di Scandolf i discendenti presero il nome. Passarono poi in Sicilia, da dove si diramarono nelle altre regioni meridionali. Ebbero concessioni e onori speciali. < Francesco > fu Capitano di Giustizia, Michelangelo patrizio, Fietro, barone, fu pure Capitano, e c: Francesco l> .di Pietro ebbe riconosciuti i privilegi. Tali i nori che risuonano anche nella nostra diretta ascendenza, che dal 1700 almeno si stabll ir1 Irpinia, come pu riscon. trarsi nell'Archivio di Stato e nel catasto onciario del 1746 >. A proposito dell'articolo di Busnco sulla Sardegna, sono lieto ci scrive Angelo Meloni -di segnalare una testimonianza autorevole resa ir1 tempi lontani, nei quali il valore del termine razza era noto soltanto a spiriti di eccezione, a quei pochi che pi profondamente sentono la nobilt della loro antica origine. Grazia Veledda scrittrice sarda, premio Nobel per la letteratura pi di ogni altra qualificata per parlare dell'anima sarda perch di essa conosce le sorgentt Grazia Deledda nel suo libro c La GiuCap. VII, ediz. 1924, scrive di. un personaggio del suo romanzo: < Fondeva le tracW:ionali ninna-nanna,. fie re, dolcissime e melanconiche (che avevano antiche reminiscenze di 'COnti ariani forse un giorno singullati dalle antiche donne barbaracine intorno alle rozze culle, mentre i figli di !olao si rifugiavano sui s. !:: l sardi sono grati' a Difesa della Razza > che ha sollevato la questione sarda, questione che interessa il pi profonde della nostra anima. Nessuno di noi ha bisogno di sentirsi dimostrare che i sardi sono uno dei pi antichi e pi genuini popOli ariani che esistano ir1 Italia (basta guardare gli splendidi biondi della Gallura e le sime popolane di Tempio). Questa nostra antichissima nobilt la sentiamo nei recess1 pi intimi del nostro spirito, ma pochissimi Ira noi conoscono l'etnografia sarda, le leggende e le storie di Sardegna. Bene farebbe < Difesa della Razza> se incoraggiasse gi studi sugli antichi popoli italici e se istituisse una rubrica bibliografica per dare notizie dei libri vecchi e nuovi di etnografia generale (che s<;>no gi abbastanza noti) e di storia ed etnografia regionale che spesso sono sconosciuti anche ai pi direttamente interessati. l direttori delle biblioteche, gli istituti stol'ici, le varie uni versit potrebbero dare indicazioni preziose e mettere in auge studi de.l pi alto interesse patriottico. Stampztori: Societ Anonima Istituto Romano di Arti Grafiche di Tumminelli & C. -Largo Cavalleggeri 6,lRoma


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    [Roma :
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    November 5, 1938
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