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Difesa della razza : scienza, documentazione, polemica, questionario

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Material Information

Title:
Difesa della razza : scienza, documentazione, polemica, questionario
Physical Description:
Serial
Publisher:
Società anonima Istituto romano di arti grafiche di Tumminelli
Place of Publication:
Roma
Publication Date:
Frequency:
semimonthly
regular

Subjects

Subjects / Keywords:
Race relations -- Periodicals   ( lcsh )
Jews -- Periodicals -- Italy   ( lcsh )
Race relations -- Periodicals -- Italy   ( lcsh )
Genre:
periodical   ( marcgt )
serial   ( sobekcm )

Record Information

Source Institution:
University of South Florida Library
Holding Location:
University of South Florida
Rights Management:
All applicable rights reserved by the source institution and holding location.
Resource Identifier:
usfldc doi - D43-00008
usfldc handle - d43.8
System ID:
SFS0024306:00008


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Difesa della razza : scienza, documentazione, polemica, questionario.
n Vol. 2, no. 2 (November 20, 1938)
260
[Roma :
b Societa anonima Istituto romano di arti grafiche di Tumminelli],
November 20, 1938
650
Race relations
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Jews
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x Race relations
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1 773
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4 856
u http://digital.lib.usf.edu/?d43.8



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L. t SCIENZADOCUUENTAZION. E ANNO n. N.JI.SPEDIZ. IN ABB. POSTALE-2{) NOVEMBRE XVII -POLEUICA

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ANNO II -N. 2 SOMMARIO 20 NOVEMBRE XVII T. I.: IL SANGUE RICUPERATO. SCIENZA GUIDO LANDRA: RAZZA ITALIANA OLTRE CONFINE; LUIGI CASTALDI: NONNI, FIGLI E NIPOTI EREDITA DELL' INDICE CEFALI CO; CARLO MAGNINO: I CARAIMI ; UGO RELUNI: CONTINUIT A DELLA RAZZA E DELLA CULTURA PRIMITIVA I N ITALIA ; GIUSEPPE LUCIDI: AUT ARCHI A ALIMENTARE DIFE S A DELLA PATRIA POLEMICA SALVATORE DI FRISCO: _RAZZA E CLASSI; GIORGIO PICENO: EBREI A PARIGI; ALFREDO MEZIO: GLI EBREI CONTRO IL SIONISMO DOCUMENTAZIONE T. SALVOTTI: L'INTERNAZIONALE EBRAICA E L ITA LIA ; A. TRIZZINO: LA CACCIATA DEGLI EBREI DALLA SICILIA ; MARIO DE' BAGNI: LEONE GAMBINI E IL PROBLEMA DELLA CITTADINANZA GIUDAICA; RO BERTO BARTOLOZZI: RAZZISMO DI CAT"ONE MA!G GIORE; A. L.: RAZZISMO BRITANNICO ; G. L.: I MA GIARI, RAZZA GUERRIERA ; PENSIERI DI LEOPARDI. QUESTIONARIO 1 789 : DATA NEFASTA PER L'ITALIA; RAZZA E CATTOLICESIMO; GIUSEPPE PENSABENE: ARTE NOSTRA E DEFORMAZIONE EBRAICA Roma-Uffici: Largo Cavalleggeri, 6-Telefoni N. 64.191-60.463 SOCIETA ANONIMA CAPITALE L. 500.000.000 -RISERVE L. 111.659.733,35 JEJIDJE UCHA\JLJE: 4(,JEN40.V A\ FILIAU IN ITAUA: Abbiategrasso -Acireale -Acqui -Alassio -Albenga -Albizzate -Alessandria -Ancona -Aquila -Areno -Asti -Bari Barletta -Bedonia -Bergamo -Biella -Boloqna -Bolzaneto (Genova) -Bolzano -Bosa -Brescia -Brindisi -Busto Arsizio -Cagliari' -Camogli -Cant -Carrara _. Monferrato -Caserta -Cassano Magnago -Castano Prinio -Costellamare di Stabia .Catania -Catanzar-o -Cesena -Chiavari -Chieti -Civitavecchia -Coggida -Como -Camigliano (Genova) -Cossato -Cremona -Cuggiono -Cuneo -Domodossola -Faenza -Fagnano Olona Ferrara -Fidenza -Firenze -Fiume -Foggia -Forli -Frattamaggiore -Gallarate' -Genova -Iglesias -Imperia -Lanusei -La Spezia -Lecce -.. Lecco -Legnano -Lentini Livorno Lodi -Lonate Pozzolo -Lucca -Lugo -Lumezzane Magnago -Meda -Messina -Mestre (Venezia) -Milano -Modena -Mola di Bari -Molfetta Monopoli -Monza Mrtara; -Na-poli -Nervi (Genova) -Nocera Inferiore -Novara -Novi Ligure -Oristano -Ospedaletti -Padova -Palenno -Panna -Pescara -Piacenza -Pietrasanta -Pinerolo -Pisa -Pistoia -Pontedecimo (Genova) -Prato Rimini -Riposto Rivarolo (Genova) -Roma -Rovigo -Samara"te -Sampierdarena (Genova) S. Giovanni a Teduccio (Napoli) -Sanremo -San Severo S. Maria Capua. Vetere -Saronno -Sarzana -Sassari -Savona -Schio -Secondigliano (Napoli) -Seregno -Sesto S. Giovanni -Sestri Levante -Sestri Ponente (Genova) c Somma Lombardo -Squinzano -Taranto -Temi -Torino -Torre Annunziata Torre del Greco -Trento -Treviso -Trieste -Udine -Varese -Venezia -Ventimiglia -Vercelli -Verona -Viareggio Vicenza -Vigevano -Voghera -Volterra Voltri (Genova). ESTERO: Sede a Londra Ufficio di Rappresentanza a New York. 1f1E JE 4COJRtJRtJlJP'4IDNJmJEN'1f)[ )[N' 1f1U1r1f4ID JlJL

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L'ISTITUTO NAZIONALE ELLE ASSICURAZIONI

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la 'RocliM PRODOTT INTERAMENTE IN ITAUA montecatini -._ .J- J e{l: l e TUtt\UUO su:ww eadc.aa colti/W: INFLUENZA RAFFREDDORI NEVRALGIE REUMATISMI

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ANNO II -NUMERO 2 20 NOVEMBRE 1938-XVII ESCE IL 5 E IL 20 DI OGNI UN NUMERO SEPARATO LIRE l ABBONAMENTO ANNUO LIRE 20 ABBONAMRNTO SEMESTRALE, 12 E S T E R O l L D O p P l O Direttore: TELESIO INTERLANDI Comitato di redazione-: prof. dott. GUIDO LANDRA prof. dott. LIDIO CIPRIANI dott. LEONE FRANZ dott MARCELLO RICCI dott. LINO BUSINCO Segretario diredazione: GIORGIO ALMIRANTE SCIENZADOCUUENT!ZIONE POLEUICA OUESTIONJ\810 IL SANGUE RICUPERATO .... _,!cune pagine di questo fascicolo sono dedicate alla razza italiana d'oltre i confini con i l deliberato proposito di cominciare a stabilire i veri lineamenti dell'l talia, i quali non coincidono affatto con le frontiere politiche o con le delimitazioni geogra fiche. L'Italia perdette, in un'epoca che non esiteremo a vile, una parte preziosa del suo vivente corpo; l'emigrazione le tolse dieci milioni di uomini validi, il popolo si mutil nel silenzio e nella rassegnazione. Fortuna volle che la razza man tenesse ovunque il sno pro p rio volto, e il sangue il suo colore; sicch perduti furono quei milioni d'uomini per la nazione politica che affront indebolita le grandi prove sopraggiunte ma per la razza furono salvi e costituirono un vincolo di san gue capace di .trionfare del tempo e dello spazio. Nel persistere, contro ogni violenza esterna, di questi superbi caratteri razziali il trionfo della dottrina mussoliniana che di quelle membra sparse volle fare un tutto vivente, al di sopra dei confini e delle generazioni; e ora, in un superbo movimento eroico, tutto un blocco di energie richia mate alla sorgente comune. La decisione di restituire all'Italia ci che una visione gretta della politica nazionale le aveva in passato fatto perdere si affida alla verit razziale, alla voce del sangue che mai sar soffocata dalle peripezie politiche. Sicch sono da studiare e da comprendere queste insopprimibili forze che la coscienza raz ziale mantiene vive e operanti sotto la crosta eterogenea del mondo moderno; e da esaltare come il tessuto connettivo della pi grande Italia. E' quello che faremo nel prossimo fascicolo. Esalteremo la qualit e la forza del sangue italiano ricuperato alla Patria; e del nostro razzismo daremo le linee dina miche che ne fanno un mito vivente e fecondo, una irresistibile forza creatrice. T. I.

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se1enza RAZZA OLTRE Gli attuali confini politici dell'Italia non coincidono affatto con i nostri con fini razziali a tutti noto che masse im ponenti di uomini che parlano la nostra stessa lingua ed hanno avuto con noi 1unghi periodi di storia comune hanno oggi una cittadinanza diversa da quella italiana; necessario per ritornare su questo concetto e porlo sopra una base pi solida e pi corrispondente alla rea!' t della Natura, necessario cio affer mare una volta per sempre che queste masse imponenti di Italiani, che vivono ancora al di l delle frontiere po'litiche, sono a noi unite non solo da vincoli lin guistici e storici ma anche e soprattutto da vincoli di sangue. Non ha nessuna importanza il fatto che il passaporto dell'Italiano che vive al di qua dei confini politici sia diverso da quello che sta al di fuori di essi; quello che realmente importa che Ia razza sia la stessa, e quando si dice razza si intende esprimere un concetto biologico ben definito, un complesso cio di carat teri fisici e psicologici che si tramandano sempre gli stessi da padre in figlio, mal-Il porto di Malta (da antiche stampe). grado le diverse influenze di ambiente e di vita. La razza l'unico patrimonio sicuro sul quale l'uomo pu contare: tutto i'l resto caduco ed evanescente. La pu essere rovinata soltanto con l'im bastardimento, ma anche in questo caso, per leggi meravigliose della natura, quando l'imbastardimento non abbia fatto sentire troppo il suo malefico in flusso, i caratteri che furono quasi na scosti, riappaiono e si mostrano con prepotente violenza. Gli elementari concetti fin qui esposti della non coincidenza dei confini raz ziali con quelli politici hanno gi avuto un riconoscimento ufficiale nei provvedi-Vecchio crso (sHografia di F Giammari) menti riguardanti matrimoni, che di-cono: Art. l. -II matrimonio del citta dino italiano di razza ariana con per sona appartenente ad altra razza proi bito. n matrimonio celebrato in contra sto con tale divieto nullo. Art. 2. Fermo il di cui al l'art. l, il matrimonio del cittadino ita laino con persona di nazionalit straniera subordinato al preventivo con senso del Ministro dell'Interno. I tra sgressori sono puniti con l'arresto fino a tre mesi e con l'ammenda fino a lire diecimila. Art. 3. Fermo sempre il divieto di cui alPart. l, i dipendenti dalle am. mini-

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La Corsica (incis i o n e dell'artista crs o P Dioni s i). strazioni civili e militari dello Stato delfe organizzazioni del Partito Nazionale Fascista o da esso controllate dalle amministrazioni delle province dei co muni, degli enti parastatali e delle asso ciazioni sindacali ed eriti collaterali non possono contrarre matrimonio con per sone di nazionalit straniera. Salva l'ap plicazione, ove ne ricorrano gli estremi, delle sanzioni previste dall'art. 2, la tra sgressione del predetto divieto importa la perdita dell'impiego e del grado. Art. 4. -Ai fini dell'applica z ione degli articoli 2 e 3, gli italiani non regnicoli non sono considerati stranieri . L'art. 4 ha in realt un significato molto pi profondo e rivoluzionario di quanto possa apparire ad una superfi ciale lettura. noto come da tempo lo Stato italiano riconosca l'esistenza di italiani non regnicoli e conceda ad essi i diritti dei cittadini italiani ma il ri cono sc im e nto nel punto pi sensibile della politica razziale quale rappre sentato dal problema matrimoniafe, supera qanto di analogo stato stabilito in altri campi. Il nuovo provvedimento in verit san ziona il fatto che la distribuzion e geo grafica della ptlra razza italiana non s i limita a quella degli italiani tali per cit tadinanza. Quando si dice razza si inten de affermare un concetto concreto che non risulta da una pura e semplice spe culazione spirituale, o da considerazioni storico-linguistiche, ma invece -basato sulla oggettiva constatazione di fatto di una grandiosa verit della Natura. Questa razza italiana, perci che si estende molto oltre i confini politici d'I talia, noi la vediamo r appresentata da masse compatte di migliaia e migliaia di uomini e di donne in tutto identici a quelli che vivono al di qua dei confini. Queste migliaia e migliaia di uomini e di donne, malgrado la diversa cittadi nanza e la diversa educazione hanno i medesimi caratteri fisici e la medesima forma mentale della nostra razza costi-Bonifacio: La Chiesa di Loreto di Casinca -La fontana delle "quattro canne" (silografie di F Giammari).

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Costumi maltesi (da una di E. Ronargue). tu endo cos con questa un tutto assoluta mente inseparabile. Da quanto stato esposto risulta chia ro come il voler limitare la discussione problema razziale a quella porzione della razza italiana che gode oggi della cittadinanza italiana sarebbe come un volere mutilare noi stessi. Una razza umana difatti si pu paragonare ad un corpo umano nel quale ogni organo e ogni membro non pu es sere considerato a s stante. I confini po litici quando non coincidono con quelli razziali rappresentano senza dubbio dei tagli nel corpo armonico della razza; ma se questa razza forte e vitale, il che vuoi dire se questa razza pura, i tagli costituiti dai confini politici non posso no mai essere cos profondi da staccare definitivamente la parte dal tutto. Se per l'organismo centrale non suffi cientemente forte e vitale, la parte sulla quale fu praticata l'incisione destinata a staccarsi definitivamente; e staccarsi vuoi dire morire, vuoi dire disso-lversi per sempre. L'idea che fin qui ha dominato a pro posito degli italiani non regnicoli ha avu to prevalentemente un fondamento sto rico-linguistico. Ora il fattore lingui stico -per quanto importante non quello che serve in maniera preponde rante a discriminare la razza; pu coirLcidere con questa, ma pu anche non coincidere. necessario affermare con forza questa verit perch l'area di esten sione della razza italiana supera di mol to quella del_ confine linguistico : del re sto una lingua pu essere imparata e pu essere dimenticata, ma la realt con creta della razza non subisce mutamento che per opera dell'imbastardimento. Cos considerato il razzismo italiano acquista il significato di un movimento fatalmente dinamico: come un germe cri stallino immerso in una soluzione salina esercita sulle infime molecole di questa IO una attrazione irresistibile per cui a poco a poco il cristallo aumenta sempre pi di dimensione, secondo leggi che sono sempre le stesse cos deve essere con siderata quella parte della razza che compresa in determinati; confini politici e che fatalmente diventa il centro di at trazione di tutte le sue parti staccate; Come in presenza di un germe cristal lino le molecole in soluziOne sono in perpetuo movimento e raggiungono la loro posizione definitiva solo quando si cristallizzano anch'esse, cos per remi gliaia di individui che si devono fatal mente congiungere ai loro fratelli di razza. Sarebbe troppo lungo enumerare qui tutti i gruppi di uomini della nostra razza che non hanno la cittadinanza ita liana. Il caso pi tipico senza dubbio quello dei Corsi. Gli studi antropologici hanno messo in evidenza la perfetta iden tit razziale dei Corsi con gli altri lta liani. l Corsi sono razzialmente com pletamente differenti dai Francesi, e co me sono i Corsi cos lo sono i Nizzardi. A questo punto si pu per aggiungere che in Francia necessario fare dal punto di vista antropologico una grande distinzione tra la parte che corrisponde all'antica provincia romana e quella che invece corrisponde all'antica Gallia Cel tica. Attualmente i Francesi amano ri soltanto a questa ultima parte ogni fonte di civilt per la Francia, il che naturalmente non ha nessuna base di verit. Quello che per certo che solo la parte che corrisponde all'antica provincia romana pu in qualche modo considerarsi a noi vicina razzialmente. Le due parti convivono dal punto di vi sta razziale in uno stato di continuo equilibrio instabile; per raggiungere in parte questo equilibrio la Francia celtica ha dovuto impedire ogni manifestazione di originalit della provincia romana. In tale condizione questa, quale membro se parato dal corpo, avviata ad un disfacimento, se le condizioni di vita non cambieranno. Quanto statodetto per i Corsi, vale per gli italiani della Contea di Nizza e per quelli della Tunisia. I primi sono in tutto identici ai Liguri, i secondi invece sono in prevalenza di origine siciliana o sarda. Tanto gli uni che gli altri forma no una parte inscindibile della razza italiana: considerarli in qualsiasi altro mo do sarebbe assolutamente assurdo. bene qui accennare ancora ai Mal tesi per dichia,rare energicamente che deve essere considerata ridicola l'affer mazione di coloro che vogliono basarsi su alcuni elementi linguistici dei Mal-n Governo francese manda i negri del Senegal di guarnigione in Corsica. te:si per trarrte delle deduzioni di carat tere antropologico. l Maltesi sono ariani n pi n meno che gli altri italiani. La preistoria, l'ar cheologia, l'antropologia, la storia e la tradizione hanno chiaramente documen tato come dal punto di vista razziale Malta sia in tutto identica alla Sicilia. quindi da considerarsi in malafede qualsiasi tentativo di avvicinare i Mal tesi alle popolazioni dell'Africa del Nord. Questi pochi cenni sono sufficienti a richiamare l'attenzione del lettore sul si gnificato dell'art. 4 della legge per la difesa della razza, difesa della. razza quindi che non pu limitare la sua azio ne all'italiano regnicolo ma deve esten dersi e svilupparsi ovunque si trovi un nucleo razzialmente italiano. GUIDO LANDRA

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NONNI, FIGLI E NIPOTI EREDIT DELL.INDICE CEFALICO Tra le leggi dei fenomeni ereditari, delle quali sono state gi ilustrate s u queste colonne quelle di Mendel e di G. Piev i sono anche le leggi del Galtoh Una di queste la legge deil'eredit: atavica per la quale l'insieme delle propriet ereditarie dell'individuo si dve non solo ai geni tori, ma, come intuitivo ; ai nonni, ai bisnonni, ecc. n Galton ha s tabilito in modo statistico approssimato, ia misura con la quale con l aumentare del nuinero delle generazioni passate de cresce la. loro influenza sui caratteri posseduti dalrindividuo: la eredit dei caratteri espressa dalla formula: 1;2 + 1 / 4 + 1 ; 8 + 1 ; 16 + ..... = 1 che per, ripeto, solo approssimata; comunque essa significa che i figli somigliano molto pi ai genitori che ai nonni, ai nonni che ai bisnonni e cos via. L'altra legge del Galton quella della regressione : statisticamente si trova che le coppie che si distaccano in un s enso per un carattere dalla media generale di quel carattere in una data popolazione danno figli che pure si distaccano in maggioranza nello stesso senso, ma in grado meno accentuato. Per e s empio da due coniugi molto alti di statura possono deri vare figli anche pi alti di loro ma pi spesso invece ne de rivano figli tuttora pi alti della media generale della popo lazione cui app. artengono ma che se ne staccano meno di quanto avevano fatto i genitori: cio regredi s ce nei figli la differenza tra il valore dei caratteri dei genitori e il valore medio della popolazim1e. Cosi vengono a ricondursi le varia zioni estreme verso il tipo medio, e questa azione centralizza trice fu gi egregiamente detto in questo periodico da L. Bu sinco essere esercitata nella nostra specie dalla donna. Ma a noi ora interessa prendere in esame la trasmissione dei caratteri dai nonni ai nipoti attravers i genitori. Cos st .ata tra. l'altro oggetto di studi la eredit dell' in dice cefalico ossia del rapporto centesimale tra larghezza e lunghezza della testa in viventi ( indice cranico se invece si studiano dei crani). Fra quelli recenti ricordo una serie di lavori del Frets, secondo il quale l'indice cefalico ereditario: esistono cio famiglie a teste lunghe, dolicocefaliche, e fami glie a teste corte e pi tondeggianti, brachicefaliche. Per quanto si verifichino v ariazioni ereditarie nella trasmissione dell in dice cefalico .in generale secondo le osservazioni di que s to Autore i genitori con alto indice hanno figli con alto indice e viceversa; e questi rapporti ereditari si possono anche ricondurre schematicamente alle regofe del Mendel. Se per cos ereditabile la intiera forma complessiva della testa, le singole sue invece non lo sono altrettanto. Questi studi sono stati ripetuti anche in meticci ; il Godin trov in figli di genitori di razza differente che per l'indice cefalico si verifica una dominanza materna, in quanto il figlio primogenito aveva ereditato nel 70% l'indice ce_falico della madre, nel 26,7 % aveva un indice misto e solo nel 3 ,3% aveva quello del padre. Il problema stato affrontato con altro metodo statistico pi comples so cio col metodo biometrico, dal mio allievo Zonchello il quale esamin 827 Cagliaritani appartenenti a Tre generazioni in una famiglia rurale italiana. di Adolfo Bacci.

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Le tre generazioni di una Iamiglia del nostro popolo, di Odoardo Borrani. 140 famiglie, e comprendenti non solo padri, madri e figli dei due sessi, ma anche nonni e nonne, paterni e materni. In questa popolazione predominano la dolicocefalia e la ultr.ado licocefalia, con forme ovoidali spesso purissime. Lo Zonchello utilizz quel calcolo del coefficiente di cor relazione del quale gi parlai in un mio precedente articolo, coefficiente che si indica con la lettera r, e che esprime come al vriare di un carattere varii, pi o meno, o affatto, o in senso opposto, un altro carattere. Studi cos la correlazione tra gli indici cefalici dei figli e delle figlie e quelli dei padri e delle madri, e dei nipoti maschi e femmine con i nonni e le nonne tanto materni quanto paterni, ci che significa 4 diverse combinazioni tra genitori e figli e 8 tra nonni e nipoti dei due sessi. L'eredit della forma
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ST .ORIA DI UNA SETTA GIUDAICA l CARAIMI Anche avanti Cristo, nel popolo ebraico erano comprese numerose stirpi divrse, che non sappiamo se rispondessero a disparit di origine etnica o piuttosto a semplice disparit di riti. Perch questa ad ogni niodo esisteva sempre, o come principio o come giustifica zione. Tali sette, che sopravvissero in gran parte alla dispersione degli ebrei sono quelle degli Esauisti dei Giudisti, dei duceni, etc. Vi erano fra gli altri coloro che, accettando le Sacre scritture nella loro purezza primitiva, cos cio come sono accette dalla Chiesa cristiana, rigettavano il Talmud, la detta legge orale, che sarebbe stata data d,, Dio a Mos sul monte Sinai a comple mento della Legge scritta. Fra questi appunto sono i Caraimi caraimo vuoi dire colui che legge il vero e siccome in principio erano certame11te in molti a protestare contro la legge orale di interpretazione, senza nemmeno sapere gli uni degli altri, cos ancora oggi i Caraimi non sanno fissare una data approssimativa all'origine del loro pensiero Epoca : mteriore a Cristo quanto essi stessi presumono; ma nulla di pi preciso E chiaro ad ogni modo che l'idea reli giosa precede di molto la prima impostazione di un r i to : soltanto infatti nell'VIII secolo che si costituisce la prima comunit. E dunque il nome di una religione che stato pi tardi attribuito alla stirpe che la professa. Nella prinia met dell'VIII secolo, e pre cisamente nel 720 d. C. fra gli ebrei d Babilonia ---: allora principale focolaio di civilizzazione giudaica apparve Ann ben David, uomo istruito e intrepido che attacc coraggiosamente i falsificatori delle Sacre Scritture. Tutt i gli elementi malcontenti, che non ayevano osato fin'allora protestare pubbli camente contro gli adpti onnipotenti del Talmud, contro le sue contraddizioni, i suoi disaccordi con la dottrina di Mos e i libri dei profeti, gli si schierarono naturalmente a lato. Le calunnie dei talmudisti condussero Ann in prigione, ove questi si incontr con Abu-Canifa fondatore della scuola teo logica musulm;na, i cui adepti formano oggi la massima parte dei musulmani sunniti. persuase Ann della autenti cit profetica di Maometto, e cos oggi i caraimi venerano Maometto come il profeta inviato da Dio agli arabi per la loro redenzione dall'idolatria. Scarcerato, Ann per sfuggire alle per secuzioni dei talmudisti si reca in Pale stina, ove fonda a Gerusalemme il primo tempio caraimo, la cbenessa sottoterra come le catacombe cristiane. Ci sarebbe da a questo punto : E se Ann non fosse stato? O in altre pa role : il pensiero caraimo si concretato perch ha trovato Ann, o Ann l'ha concretato perch l'ha trovato gi per conto suo evoluto? Non credo, la prima volta che nella storia si presenta ).ma domanda come questa, e le risposte sono sempre due. La denominazione esclusivamente reli. giosa si dtinq_i;fl'Vasformata in nome specifico di popolo ; cos oggi la stirpe dei Caraimi ha slitanto questo nome, non aven do conservato quelli della sua nazionalit La prima propagazione religiosa avviene per mezzo della dispersione dei discepoli dal tempio di Gerusalemme, all est, al sud e al nord, nei paesi limitrofi. All'est, in Persia, da dove poi le comu nit caraime emigreranno in Ctimea Al sud in Egitto -al Cairo esiste ancora oggi una grande comunit di oltre 2000 per sone poi lungo il litorale di Barbaria in Marocco, e di l nella penisola iberica. Al nord, a Dmasco, da dove nel 1932 il residuo dell'antica comunit si trasport in Crimea Pi tardi si costituiscono comunit a Izmid l'antica Nicomedia -a Adria nopoli e a Costantinopoli, dove attualmente vivono forse settanta famiglie caraime Ad ogni citt le comunit caraime hanno dato qualche nome celebre : Isacco Isfagan e Beniamino Nehavendi, teologi, in Per sia; Mos Darai, poeta, e David-e! Fazi, scienziato, a Fez; a Izmid il saggio Aron e il filosofo Elia Basciatsci nella Turchia europea. In tutti questi paesi la dottrina caraima ha preso soprattutto fra ebrei. Di ben altra natura e importanza la ulteriore penetrazione verso nord, ove si convertono popolazioni del tutto straniere, turche e slave, che passano cos dal poli teismo al monoteismo. Al principio del VII secolo d. C. si era stab ilito alla foce del Volga il popolo dei Casari, di diretta derivazione tartara, riu nito in vero e proprio impero che port !a sua conquista fino alle frontiere orien tali di Bisanzio. Gli imperatori bizantini per arrestarne il progresso sollecitarono alleanze e trat tati di amicizia, accattivandosene la simpatia dei capi con combinazioni matr imoniali E da allora l'amicizia e la benevo lenza del potente popolo dei Casari furono spesso ricercate e sollecitate da grandi potenze qual i Bisanzio, il Califfato e l'impero Russo, e dai piccoli Stati del Caucaso Primo casaro a convertirsi caraimo fu il principe Buln, governatore della Cri mea, seguito da notevole parte del popolo. Al crollo dell'impero dei casari alla fine dell'XI secolo la pressione esercitata dai popoli vicini e particolarmente da Comani, Bulgari, Russi provoca i l totale smembra mento e la rapida fusione della popola zione autoctona con le popolazioni conquistatrici e limitrofe. Si verifica allora questo fenomeno : che soltanto i Caraimi non si confondono con alcuna delie popolazioni invadenti rima nendo gli unici casari non snazionalizzati ; fenomeno che si spiega molto facilmente. L'assimilazione dei Casari alle nuove po polazioni avviene per un incontro di confessioni : i casari cristiani si assimilano ai 13

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cristiani, musulmani ai musulmani, e cos via. Perch bene ricordare che qui, come in tutta una vasta zona dell'Europa orien tale, avviene che praticamente il concetto religioso si confonde con 'quello nazionale, fatto che non si verifica in occidente. I casari caraimi invece non trovano caraimi presso alcuno dei popoli assimilatori e rimangono quindi isolati in un nucleo che non soltanto pi una comunit in uno Stato, ma l'ultimo residuo nel mondo di. una stirpe sommersa. Nel 1398, entra in scena la Polonia. Il granduca Vitoldo", di ritorno dalle campa gne d'oriente, riporta prigioniere dalla Crimea 500 famiglie caraime, per coloniz zare dicesi --vasti territori abban donati. Da questo momento la storia di queste famiglie, alle quali pi tardi altre se ne aggiungeranno, ha una lunga esistenza di pace e di buon accordo con le autorit, pur rimanendo sempre vivo un legame che le avvince alla terra d origine. Nel palazzo Ducale di Venezia, un an tico disegno geografico della penisola tau rica reca questa iscrizione : Casarea aut Crimea : e ci a dimostrazione di quanto fosse unito il concetto della Crimea con quello del popolo casaro. Le 500 famiglie si stabiliscono a Troki, presso Vilno, e pi tardi alcune si distac cano dal gruppo per colonizzare nella vi cinissima Vilno e in Galizia orientale, a Halicz e a Luck, essendo note, fin dall'ori gine della loro forzata migrazione nel nord della Polonia, le loro attitudini rurali e le loro specifiche qualit agricole. 14 L'arrivo di nuovi contingenti dall'oriente fa s che nel XVII secolo si contino in Polonia 30 comunit caraime, stabilite in speciali quartieri di borghi e citt (detti Caraimsrezisna) Interessante la considerazione della loro vita dal punto di vista militare, poich i Caraimi formavano due reggimenti spe ciali, nei quali caraimi erano non soltanto i soldati ma anche gli ufficiali. E ci non fa che precisare il contrasto che li separa dagli ebrei, contrasto che si manifesta nelle pi intime espressioni di vita. Il granduca Casimiro Jaghellone accbrda ai Caraimi speciali privilegi, riconfermati successivamente dai re di Polonia. Degno di attenzione il privilegio accordato da Ladis!ao IV nel 1646 per non confondere i Caraimi con gli ebrei ai quali era stato interdetto l'acquisto di terre. Pi tardi, quando la penisola di Crimea pass a alla Russia, anche i Caraimi l ri masti da tener sempre presente che si tratta di caraimi casari godono pri vilegi notevoli : Caterina II firma per loro un rescritto 1'8 giugno 1795. Non stupir quindi che l'impero russo abbia rispettato i privilegi di Casimiro Jaghellone durante il periodo della dominazione russa sulle provincie orientali della Polonia. Anzi, nel 1837 i Caraimi ottennero di eleggersi un capo della comunit religiosa, un Hachan e nel 1863 la conferma di privilegi precedenti Tuttavia l'autonomia dei Caraimi in Russia era ancora limitata dal fatto che l'elezione del Hachan doveva essere con fermata dal governatore del distretto. Inol tre era ammesso l'intervento dell'autorit amministrativa in caso di lagnanze di in teressati contm il Hachan o nel caso che il Hachan stesso nelle sue decisioni scon finasse dai diritti concessigli. In seguito alle diverse vicende subite dalle varie comunit caraime sparse in oriente, e l'ortodossia religiosa che ha imposto il principio di purezza di stirpe, si pu calcolare che attualmente i seguaci della religione caraima non s J ano in tutto il mondo che in numero estremamente esiguo, sebbene di difficilissima precisazione; ripartiti in tre gruppi distinti : l) Nel Levante, particolarmente a Ge rusalemme, presso Bagdad, in Egitto e a Costantinopoli. Questi caraimi, di origine ebraica, sono forse i pi numerosi, ma sono anche i meno importanti dal punto di vista storico di sviluppo sociale come dal punto di vista etnico. Vi si aggiunga la difficolt di dare a questo gruppo confini precisi, sia per quello che riguarda l'estensione geografica della loro diffusione entro i confini dell'antico impero ottomano, sia soprattutto per quanto riguarda il rap porto che queste comunit lontane da un centro spirituale hanno con la religione ebraica o con le sette di questa, con le quali L'archivio storico dei Caraimi. ultime si confondono facilmente. Di scar sissima entit sono due minime comunit nei pressi di Costantinopoli i cui appar tenenti sono di origine greca. Eccettuati questi ultimi, i di questo primo gruppo fanno naturalmente largo uso della lingua ebraica. 2) Sulle rive del Cuban, fiume che sfocia nel Mar Nero presso la penisola taurica, e nella regione del Volga Questi Caraimi, dei guaii ignoriamo, anche grosso modo la attuale consistenza numerica, sono cosacchi, quindi di spiccata stirpe slava. 3) In Crimea e in Polonia. E' questo il nucleo di Caraimi assolutamente pi importante, sia per l'evoluzione storica e religiosa, sia pet il fenomeno di conserva zione di un elemento etnico ormai estinto : i Casari. Dei Caraimi attualmente ancora residenti in Crimea non possiamo valutare l' eri_tit numerica per la persecuzione a cui_ SOIJO stati soggetti durante la rivoluzione e da parte del regime sovietico che ha sto la chiusura delle chenesse, dando cos luogo a numerose dispersioni per graduale infiltrazione di' elementi caraimi, sia presso popoli di altra religione e di altra stirpe sia in altre regioni. Crediamo per di non commettere trop po grave errore calcolandoli approssimati vamente di numero inferiore ad ogni modo al complesso dei Caraimi di Polonia. CARLO MAGN!NO

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CONTINUIT DELLA RAZZA n guerriero di Capestrano. ](l razza, nel Cflmpo po litico, fu posto dal Duce con tale chiarezza da non ammettere altra soluzione possibile e necessaria: poich evidente l'esistenza di razze diverse, ed, storicamente provato che talune tra esse sono refrattarie o dan nose al progredire della civilt, consegue la necessit assoluta e urgente della difesa. Le singole scienze, che con i loro metodi indagano i problemi razziali, molteplici e talora interferenti, tecnici e pratici, si tro vano dinanzi un e complesso lavoro. Intanto nessuna scienza, da sola, pu definire la razza umana, come il naturalista non definisce la specie organica, poich la vita, di cui specie e razza sono esponenti, non si racchiude entro una breve formula. La razza nelle scienze biologiche, na turalistiche, preistoriche, ma anche -e non meno -nel pensiero religioso, arti stico, filosofico, nell scienze dette morali, la stor!a, la sociologia, le discipline giuri-E DELLA CUlTURA PRIMITIVA rN ITAliA diche, la tradizione. Soprattutto nel sen timento e nella consapevolezza, che risor gono insopprimibili e implacabili nei giorni della minaccia. La pi antica minaccia con tro Io straniero scritta, per noi, in una delle tavole eugubine. La razza si elabora nei millenni e va considerata con criteri genetici. Sotto que sto punto di vista sono, vero, non lievi lacune. Nacquero, come avviene in ogni giovane scienza, affermazioni premature e troppo fragili schemi filetici. Ma le con quiste ormai sicure, affidano di ulteriori conquiste. La razza umana, per ora pi antica, an tenata, pare, dei Neanderthal l'ltima e la pi straordinaria scoperta, non ancora divulgata al grande pubblico, poich conti nuano le ricerche, sottQ il controllo di una Commissione scientifica internazionale quella del Sinantropo, apparso in una vastissima caverna presso Pechino, di cui si sono gi recuperati oltre 20 crani. Risale a 100-200 mila anni fa? Spaventoso e or ribile, indubbiamente un vero uomo : accende i suoi focolari; trasceglie i materiali per il lavoro; pratica forse un rito funebre o magico (Bruil; Padre Schmith). Anche la paletnologia, bench non si occupi direttamnte di razze, ma di culture, cio dell'origine dell'incivilimento, appunto perci diveniva con la paleoantropologia, campo aperto alle competizioni razziste, per opera di dotti stranieri, che alla loro razza vollero assegnare predominante merito. Si giunse all'assurdo negli ultimi tempi: emi nenti antropologi stranieri credettero di aver dimostrato scientificamente inesistente la razza italiana, non altro che popolo di meticci ; si asser elle Garibaldi e Cavour non erano italiani perch brachimorfi (teste rotonde); discussa l'italianit di Dante_. Deliri. Per quanto riguarda la cultUra, si soste neva che la Penisola appenninica dal qua ternario paleolitico, ai tempi protostorici, come nei tempi storici, o medievali, aveva visto un seguito ininterrotto di invasioni, sia che calassero dalle Alpi o giungessero dal mare. Tutto ci era sempre portato. Per i tempi protostorici, le calate dalle Alpi pi sostenute erano quelle dei Terramaricoli, dei Villanoviani, dei Latini, degli Etruschi. Villanoviani ed Etruschi si supposero anche venuti d'oltre mare. N il dibattito cessato. L'etnologia preistorica pu dimostrare la continuit sostanziale della cultura primi tiva dall'et eneolitica a quella protostorica del ferro, via via elaborata per virt pro pria, dalla razza di cui l'antropologia soma tica attesta la continuit sulla Penisola appenninica. La scienza francese, benemerita nel campo della paleontologia u.mima, aveva rite nuto che tutta l'umanit fosse passata per le stesse fasi, osservate nell'Europa occiden tale, il che per primi contrastarono, tra noi, Issel e Pigorini. Studiosi italiani e stranieri hanno finito col riconoscere l'esistenza sulla Penisola di una cultura primitiva, che sostenemmo in dipendente dall'Occidente, caratterizzata anche per la presenza di uno speciale ida letto femminile steatopigio, di cui esempio la << veneretta di Savignano sul Panaro Cultura che fu detta grimaldiana dalle celebri caverne liguri di Grimaldi, diffusa ed abbondante, come oggi si sa, per tutta la Penisola e in Sicilia; ritrovata poi in Austria, in Polonia, in Transilvania etc., fin nel centro dell'Asia. Non senza significato rilevare, nella ignoranza nostra della provenienza delle forme pi antiche (Neanderthal a Ponte Vaso dell'et del bronzo (Cetona). Vaso eneoli.tico gargani co

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ik': f.,.. ... ; '" ., Omcmienti e pugnali di bronzo di Filettrano (Marche). Nomentano, Roma; Uomo dell'Olmo, presso Arezzo), l'ipotesi avanzata che i GrimaL diani rappresentino una prima gente venuta dall'Oriente penetrata in Italia, al finire del quaternario, attraverso la piana emersa del l' alto Adriatico, mentre passava in Sicilia un altro ramo che, deviato verso la Pale stina, aveva raggiunto la Tunisia. Ma i dotti francesi, che avevano abbattuto il ponte afro-siculo, non ammettevano che si fosse varcato il braccio di mare tra la Tu nisia e la Sicilia, fissi nell'idea che l'Italia non avesse servito di transito al popola mento dell'Europa. I dotti tedeschi videro nell'et eneolitica ravanzata vittoriosa dei loro Bandkerami ker che, penetrati con la cultura di Michel sberg nel 4-3 mila a. C., in Svizzera, quindi in Italia, si diffondevano per buona parte d'Europa. Secondo dotti svedesi e spagnoli, sarebbero stati fronteggiati dall'espandersi della cultura iberica, che, uscita dalla Spa gna centro-meridionale, lasciava per le vie 16 di Europa, indubbie tracce, l'alabarda e il tipico bicchiere campaniforme, giunto que sto anche in Sicilia, in Sardegna, nella V alle P a dana. * Accogliendo le idee dei glottologi, si potr vedere, nell'alba del rame, la prima espansione degli Ari. Si osserVa in questa epoca la prima comparsa dei brachimorfi in Europa, segnalati per l'Italia a Montecelio, presso Tivoli ed in qualclie altra localit centrale (Sergi), nella caverna di Isnello in Sicilia. Ma ovvio ritenere che gli Ari, che si insediarono nell'Europa Centrale (Ario-ger manici) e quelli stabiliti nell'Europa meri dionale ( Ario-mediterrani) andavano in contro ad una evoluzione diversa, se non altro culturale. Ci non solo per la diversit dei luoghi quanto per le diverse genti pre-ari pi a lungo persistite in talune localit. Cos la Croazia fu viSta come una provincia dei Neanderthaliani di .cui taluni caratteri sopravvivono nell'attualit (Zupanic). Gli ario-mediterranei, d'altronde, venivano a contatto con genti di pi mobile fantasia, dotate di precoce senti.mento artistico; favo rite da migliori sedi, da scambi marittimi. Nella .. penisola appenninica antichissimo e magnfico fossile l'Uomo della Maiella scoperto a Lama dei Peligni, sotto un vil laggio neolitico in strati sicuri (fu donato all'Istitut Antropologico dell'Universit di Roma) .Jl teschio ha nobili mani e piedi assai piccoli; straordinaria robustezza degli attacchi muscolari; femori e tibie che accennano na razza da tempo insediata sui monti. E' certo un campione, per ora il pi antico della razza che dovette avere, rico nosce anche il Ducati, parte nel l'elaborare la nostra civilt (Congresso Bru zio-Lucano 1932). Per vero questa gente <:cntinuava nell'et del bronzo e del ferro, nell'Italia Centrale Appenninica. La nostra cultura dell'et della pietra le vigata ha un suo proprio carattere, per la presenza della bella ceramica dipinta in stile geometrico semplice ma bello, prima attestazione del nostro gsto artistico. E' gente che vive in un certo benessere; possiede, sul Gargaao e in Sicilia, le prime minier per estrarre la selce piromaca. In teressa ricordare alcuni suoi singolari usi funebri che attestano i suoi effetti. Un cacciatore di Ripoli (Teramo) deposto da 5 mila anni col suo cane fedele. Nel grande villaggio di Serra d'Alto (Matera) -circon dato da ampie trincere, spsso il mrto deposto in una nicchia della sua stessa casa, uso che i testi ricordano per I' storica, che dava poi luogo alla revisione dei Lari domestici. 1 simboli religiosi dell'Oriente Mediterraneo giungeranno pi tardi. Il rito funebre ligure di seppellire il morto accosciato entro piccole casse di pie tra, aggiungendo a corredo conchiglie marine e un pugno di ceneri e carboni, ricordo del focolare domestico, giunge in Val d' Ao sta e in Svizzera. Sono pastori e agricoltori. Importano dal massiccio calabro e dalle Alpi, pietre pregevoli per le loro armi, dal l'emporio di Filacopi (Melos) I'ossidiana, che giunge sui laghi lombardi . Perviene loro dalla Spagna l'argento, col bicchiere campaniforme .. Epoca di tranquillit e benessere, di cui forse restava pallido, mitico ricordo, quan do, pi tardi, la necessit di difendere i cresciuti beni, faceva sorgere i conflitti. Anche nell'et del bronzo la cultura no stra ha carattere proprio e si distingue in quattro provincie delle quali due, la sicula e la nuragic.a, con diverso colore, come hanno dimostrato le scoperte dell'Orsi e del Taranelli. Fondamentale la civilt enea appenninica rivelataci, omogenea e compatta, da 60 stazioni, diffuse per gran parte della Penisola, cui due ora si aggiun. scoperte a Ischia da un giovane

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allievo dell'Universit di Roma, Giorgio Buchnel:. Sono di questa gente le caverne sacre, di monumentale aspetto, nelle quali forse si prest un culto alle acque salutari. La pi straordinaria quella della Pe_rtosa, nella prov di Salerno dalla cui bocca esce un fiume. Qui il culto di S. Michele Arcan gelo santificava l'antro e continuava il culto dell'et grecanica e preistorica Apparten gono anche alla stessa gente i dolmen pu: gliesi, sepolture collettive, e i monumenti megalitici delle Puglie. E' gente legata per la razza e per la cul tura all'et precedente; impara presto a fon dere il bronzo. Le eleganti stoviglie carat teristiche, nero-lucide, incise a larghe fasce e punteggiate di bianco, con manici orna mentali, mostrano il suo gusto artistico. Le famose terramare della Valle Padana, sulle qali si battagli a lungo poich si era creduto che fossero la chiave di volta della preistoria italiana, ne sono una facies pro vinciale. Furono erette da indigeni non da stranieri, nella seconda fase del bronzo, l'invasione glaciale aveva chiuso i valichi alpini. Ci stato posto in chiara luce dagli studi dei geologi, naturalisti, paletnologi svizzeri. A sud delle Alpi, la niinor trasparenza atmosferica si risolveva in nevischi e piog ge e costringeva ad alzare l'argine delle terramare e a sollevare le case su pali All'inizio dell'et del bronzo prima che le terramare sorgessero, contatti con genti ario-germaniche penetrate nella Valle Fa dana da Oriente, adducevano a noi il rito funebre dell'ustione, non gi il complesso della cultura, che indubbiamente legato a quell;1 appenninica come le revisioni hanno dimostrato Al chiudersi dell'et del bronzo, intorno al X sec. a C. una catastrofe climatica caf ava nella Svizzera gli abitanti delle palafitte lacustri, disperdeva, da noi, i terramaricoli. E' il tempo ia cui al Pianello di Genga (Ancona) l'ultimo lembo di una frana avanza sullo strato eneo; il terremoto crollava gli abitati trogloditici di Cetona; in qualche caverna garganica lo strato del ferro si adagia su uno strato franoso. Prima che l'alba del ferro sorgesse, tra scorreva e la preparava un et di transi zione Ma qui abbiamo una lacuna nella nostra conoscenza. Conosciamo bene l'evo luzione della cultura dai terramaricoli ai villanoviali ai quali ultimi si dette eccessivo valore; considerando essi soli come italici. Ma ci mancano, perch non cercati, gli anelli della catena parallela dalla cultura enea appenninica a quella rivelataci dalle necropoli di Alfedena, vastissima que sta, e di Crespellano, del VII-VI sec. a C. Sotto il dominio. della teoria classica, questo problema rimase nell'ombra. Opportwiissimo pertanto il voto espresso dall'Istituto di Studi su proposta di Giglioli, per. ch si eseguano ricerche metodiChe in codeSte importantissime regioni. Alfedena e Capestrano offrono una bella e pura civilt. Da Capestrano, esce l'ammirevole statua di un Duce, illustrata dal Moretti._ Ha un grande elmo a tesa, come taluni piceni, piumato; la caratteri stica corazza sannita; singolari sandali, provvisti di punte, forse per reggersi sulk piane ghiacciate. Di statura non alta, con le forme robuste, ma agili, esso sembra un nostro bersagliere Nella regione dalla Sabina al territorio sco"sannita, ove la tradizione storica pone il centro degli italici, con l'isola Sacra del lago di Cutilia, umbilicus ltaliae, dovette elaborarsi l' ethnos italico. Regione quanto altra mai propizia vasta e fertile, abbastanza internata per permettere il formarsi ed il progredire di una bella civilt, salda m ; lla sua compagine, ma non cos chiusa da impedire il lievito di nuovi apporti * Quando non si conosceva ja nostra fon damentale cultura enel}, si sopravvalutarono i terramaricoli padani e si vide in loro un popolo straniero, unificatore primo della Penisola non solo, ma gli stessi fondatori di Roma, bench inai sia apparsa fuori della V alle P a dana una terramara, n i-.loro discendenti, i Villanoviali, discendessero oltre una linea Rimini-Circeo E tuttavia si asser che una tertamara era stata fondata sul Palatino, precedendo la Roma quadrata (nel nome palata/ parve il ricordo della palafitta). E si ripetuto, anche di recente, che codesti stranieri avevano dato ai romani le norme e i riti per la fondazione delle citt e degli accampamenti militari, la disciplina nel lavoro, l'austero carattere. Non sembri irriverente accennare cos di scorcio a tali eventi Non sar inopportuno richiamare in un articolo divulgativo che dei tre elementi che indubbiamente coope rarono alla fondazione dell'Urbe, i Villa noviali discesi dagli indigeni :erramaricoli; non i Sabino-Latini, discesi dalle genti enee appenniniche; tutt'al pi nuclei allogeni erano potuti penetrare negli Etruschi, ma erano ormai assimilati. Il solco dell' eponimo, che apriva un'era nuova, trovava uno stato di cose preesitenti, preparato nell' oscu rit dei secoli. Le capanne villanoviane erette sul Fa latino e sul Quirinale, come forse su altri colli, erano state precedute da genti dell'et della pietra di cui si raccolsero umili vestigia, disperse entro la cerchia stessa del l'Urbe Qualche localit del territorio {aliseo, ad esempio Piazza Castello, presso Corchiano, sembra offrirei suggestivi confronti. Per la struttura, quel colle, isolato tra due valle cole, ci richiama il Palatino : la spianata superiore, limitata in parte da uri aggere di grandi parallelepipedi, come a Roma quello tardo dell'epoca dei Re, aveva tracce villa:noviane : nelle cavernette So.ttostanti, sui fianchi dirupati, lo strato villanoviano ricopriva quello dell'et del bronzo e questo si adagiava sullo strato grimaldiano. Tali vestigia grimaldiane si sono trovate copio sissime in parecchie cavemette falische e giungono fino al mare : si sono ora ritro vate in due caverne sul Circeo (A. Blanc). Sporadiche attorno a Roma, penetrarono nella Grotta delle Gioie presso il Ponte Salario, forse in altre cavernette Evane scenti, ma non trascurabili indizi di epoca troppo remota. Pi tardi, nell'et protostorica del ferro, l'accostarsi degli elementi detti determi nava il sorgere della citt destinata a fon dere e improntare di s le genti italiche. Incomincia, con Roma, avvert il Duce, la razza italiana. UGO BElliNI (iuesta figura ripete le condizioni ambientali del Palatino. Sopra le cavemette con la cultura (come,. forse, nel Lupercale, certo nella Grotta delle Gioie al Ponte Salario, ecc.) stamio vestigia di un villaggio villanoviano, come sul. Palatino (a destra, a pena si distingue un muro. come quello di Servio Tullio). 17

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L' AUTAB()HIA ALIIIENTABE DIFESA DELLA r.&TBIA I problemi dell'alimentazione sono di un'enorme importanza nazionale; in quanto interessano la salute, l'efficienza, ed il miglioramento della razza italiana. La scienza dell'alimentazione, non come da alcuno si voluto ammettere, scienza a s, astratta, racchiusa in un freddo laboratorio nella vana ricerca di dati, ma scienza viva, umana, che trae i suoi ammaestramenti principalmen"te ed unicamente dall'uomo, SCHEMA l lUiglioramento dell'alimentazione italiana nell' ultimo trentenuio (leriod.o pre e post,bellico) DISPONIBILIT E CONSUMO DEl PRODOTTI ALIMENTARI Disponibilit giornaliera per persona, calorie annuale deUe calorie di origine animale Disponibilit della farina di frumento per persona Disponibilit della farina di segale per persona Disponibilit della farina di granturco per persona Disponibilit della farina di riso per persona Consumo di verdura per abitante kg. Consumo di frutta fresche totale Q.Ji Consumo di uva fresca totale Q.li Consumo di latte per persona Consumo di burro per (Da dari pubbllcali d4U' loclccdo cftctrar. dl S141lst.ieoJ A N N l 1910-1914 l 1929-19SS 2.895 3,291 120.000 160,000 100 114,91 100 104.,65 100 93,72 100 92,20 32.15 39,21 4-milioni 12 milioni 2 milioni 5 milioni 100. 112,52 100. 194,92 N.B. 100 indice di consumo clo prendendo '11XI come base. dalla vita e dai suoi continui ed inevitabili mutamenti. Nulla c .ome l'aliment-azione, varia in rapporto al tempo, ed in rapporto allo spazio; si p\l dire che l'alimentazione sia la caratteristica pi che di un'epoca, di un popolo, di una razza. Intimi e solidali sono infatti i rapporti che gli organismi assumono con l'am biente che li circonda, di guisa che ci-ascuna razza possiede un tipico complesso anatomico, fisiologico, psicologico. Tipico anche il fattore in quanto che il suolo, con i suoi pro-18 dotti che offre all'uomo, incide profondamente s4gli organismi e sulle loro caratteristiche. Der ist was er isst .'Se i'uomo, per usare la brutale espressione di Fuerbach, composto di quelle stesse sostanze che egli assimila, evidente che il suolo ed i suoi lo plasmano, sia fisicamente che E' un fatto ormai acquisito dalla scienz a che, ad esempio, la di vitamina B, possa causare disturbi nervosi, che culminano con stati de pressivi, ansiosi, ed in intimo rapporto vi stata messa la cefalea e la diminuzione della capacit della attenzione. Se noi esaminiamo, inoltre, gli alimenti che i diversi popoli hanno saputo trarre dall'ambiente animale e vegetale, troviamo un mirabile adattamento biologico, ai vari prodotti che i climi diversi e le diverse terre possono fornire all'uomo. Tipiche a riguardo le civ ilt europee alla coltura del frumento, ed ai riso quelle asiatiche ed orientali. Indubbiamente l'istiJi.to ha condotto l'uomo ad ingerire una determinata quantit e qualit di ali menti, sufficiente e bastevole ai bisogni del suo organismo. Ma non sempre e l'istinto possono dare l'esatta misura del cibo che dobbiamo introdurre. Caratteristica -di ogni popolo di mangiare pi del necess ario. I problemi alimentari debbono uscire dall'empirismo, le ri cerche scientifiche, sostituendosi alla moda ed al capriccio ali mentare, investigare se gli orientamenti odierni della scienza della alimentazione sieno con la attuale alimen-. l tazlone dei popoli, notando principahnente se il regime alimentare ideale sia in tempo di pace garantito come dQrante restri zioni belliche o di altra natura. E' stato detto che non viviamo per ma mangiamo per vivere. Questo non deve per impedire che il corpo umano soddisfi _le necessit fisiologiche alimentari, senza nocuniento sia fisico he spirituale. . .: Gli alimenti rwn influiscono soltanto sui corpi per fortifi carli od indebolirli -diceva il divino Platone -ma anche su l'anima per produrre gli stessi effetti :. . Fin dal secolo .XVIII, Iacopo Bartolomeo Beccari notava che altro non siamo che lo stesso di cui ci alimentiamo. Tali p-arole, ci confermano il postulato, che "l'uomo, qusto sconosciuto, un'entit sia mate ria]e che spirituale e che materia e spirito sono un complesso indissolubile, ma in stretta relazione. Fino ad oggi, si data molta importanza alla alimentazione carnea per .creare generazioni di uomini fotti e dominatori. Notando che poche decine di migliaia di Inglesi c arnivori e ben nutriti riescono a domi-

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. nr di Indjani; ed osservando che questo fen-. menti difacile digestione Ma noi Italiani non dobbiamo men\) ;ha le idtmtiche .per cui nei mondo animale il padrone ticare la nostra dipendenza dall'eStero per derrate e grassi di il dii:Iliv'oro, mentre l'erbivoro il servo, e come non vi un origine che su di una produzione nazionale di 3,6 micarnivoro che l'uoino abbia asservire interamente, lioni di Q .li, nel 1936 era ancora di.36l mila Q .li. ha asservito i forti erbivori, quali il cavallo ed il bue, Gli Italiani debbono ricordare che l'autarchia, per la quale Taine volle dimostrare che l'imperialismo economico degli An-il Regime Fascista tant combatte, una delle necessit prime, glo-S assoni era in stretta con l'alimentazione essenziale di vita, perch non pu essere forte e domi lenu;ment carnea. . -nare quel popolo che dipende -per il cibo dagli altri; NapoleoGli eroi omerici infatti erano terribili divoratori di bestie ne I soleva dire che il soldato ha il cuore nello stomaco; l'ener come grandi uccisori di uomini. Per combattere continuamente gia e specialmente la resistenza dei combattenti dipende, oltre ed intensamente erano costretti ad alimentarsi in maniera inveche da fattori d .aila quantit e qualit di cibo che rosimile. Achille, ricevendo tre ambasciatori, d in pasto essi introducono Un esercito di deboli e mal nutriti potr per tre montoni (Iliade, IX), il pastore Eumeo per fare degna accoentusiasmo operare atti di audacia, ma non potr mai sostenere glienza all'errabon do Ulisse, gli imbandisce un inte ro porco n resistere ad una lunga lotta. Necessita l'autarchia alimentare di cinque anni (Odissea, XIV). In un banchetto presso i Pliniani, e _per l'efficienza e per l'indipendenza sia bellica che economica viene fatfo servire im bue per meno di seipersone (Odissea, III). della nazione; nn ancora spento il ricordo delle inique sanMa queste sono esagerazioni degne della immaginosa fantasia 11 di un poeta. Senza voler infatti convenire con i protagonisti dei Vomposizioue ehlmlea e valore in calorie degli alimenti romanzi avallereschi, che battagliavano, giravano intere gior-pi eomnni (seeondo -Konlg ed altri) nate senza bisogno di cibo, dobbiamo ricordare che i Romani, popolo eminentemente di dominatori e di soldati, davano a questi ltimi un'alimentazione prevalentemente vegetariana, cio zuppa di lupini,. verdure, frutta, latte ed olio di olivo. Sin dal l'epoca repubblicana, ed anche nell'epoca imperiale il popolo si mantenne parco e frugale, con alimentazione prevalentemente vegetariana, la carne veniva considerata quale alimento di ecce zione. La carne infatti non un alimento insostituibile. Pita gora che mor centenario, parlando della carne diceva : Temete, o mortali, di contaminare il vostro rorpo, con un TUJ,trimento cos abbominevole .. Platone interdiceva la carne ai cittadini della sua Repubblica ideale, e non l'autorizzava che per gli esseri inferiori. S. Basilio soleva dire che i corpi aggravati dalla carne sono oppressi da malattie, Tralasciando le dottrine di Spencer, che ammetteva che l'avvenire sar del popolo meglio nutrito, dobbiamo considerare ed ammttere l'enorme impor tanza, gi notata dal Descartes, che l'alimentazione ha sulla civilt, sulla efficienza ed avvenire dei popoli. Non concepibile infatti una lunga e tenace resistenza al lavoro, sia materiale che spirituale, una grande dispersione di energie muscolari o cere brali, senza un'alimen tazione corrispondente. La salute e la forza stanno nel perfetto equilibrio tra: dare ed avere, poich ogni di energia che non sia com pensata da una equivalente entrata, determina a lungo andare l'esaurimento. L'iponutrizione, oltre a determinare una climi nozione del peso e della statura media, diminuendo le resi stenze organiche, favorisce l'attecchimento di tutte le malattie infettive, l'insorgere di vari processi discrasici. Nell'oscuro Medio accanto agli eccessi dietetici, che ci vengono traman dati dai cronisti dell'epoca, assistiamo a collettive restrizioni alimentari a fondo mistico, che favorivano principalmente la diffusione di tremende epidemie, le quali distruggevano intere nazioni. Ma le abitudini alimentari, fin dagli albori della civil t, sono andate man mano trasformandosi con un decorso lento ed insensibile, ed ogni popolo in .ragione diretta della sua evoluzione -ha trasformato le sue necessit in relazione alle possibilit alimentari della sua terra. Il regno animale porge largo tributo alla mensa dell'uomo, dalle uova di termiti che mangiano gli Africani, alla beef-steak degl'Inglesi, ai sorci arrostiti dai Cinesi, al ghisa de loros (intingolo di pappagalli) che mangiano gli Argentini, poich ]a carne sotto piccolo voluine rappresenta gran massa di ali-PER 100 GRAMMI DI ALIMENTO Carne di bue (cruda) montone .. ;., maiale . Prosciutto -Carne di lepre " pollo oea. piccione Merluzzo . Aringhe Sardine all'olio -. Lardo. Grasso di maiale Salame Uovo di gallina (50 gr.) Latte di vacca -. Burro. Formaggio magro grasso Farina di frumento Semolino Biscotto -Riso bollito -Patate. Piselli . Spinaci Lenticchie Zucchero. -. -Pomidoro . Olio di olive Funghi Fagiuoli -. Uva. -Aranci . Limoni Mele . Pere Pesche -Castagne. -Caff -T Cacao. -CONTENUTO MEDIO IN -CALORIE CARBOJ-ALBUMINA GRASSI D BA TI 17 _:_ 29,5 -340 17-6--125 14,& 37,5 -406 21 36 -420 23,3 l, t3 .. 0, iD 106 21-2--106 16-45! -489 22--103 17 o, :l -72 21, l 8,5 -166 25,9 11,3 0,2 212 9,5 76 -745 0,5 99 -923 7,5 40 -442 12,5 12 o 5 166 3,5 4-4,2 65 o 7 84 0,6 800 33,8 11, t 2,-l 283 19,5 31,5 -0,7 606 10-l 72 358 11 l, 5 71,5 344 12 7,5 68 400 6 5 l 78,5 357 2 0,2 20,5 96 6 o, Il, 6 61 3 o 5 5 38 26 2-53 341 0,5 -96,5 400 O, 7 O, t 3,3 18 -95 -905 2, a o t 4,8 30 24,5 2 52 329 o, 59 -14,36 69 o 8 0,2 11, 6 51 l,-o, 7. 8,5 44 0,36 -12 51 0,36 -8 26 50 O, 7 O, t 18,2 79 10,8 4, t 38,3 367 o 16 0,50 l, -, 0,3 -0,6 -14-47 18,5 567 19

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SCHEMA IV grammi l di proteine 4,1 calorie grammi l di gr&88i 9,3 calorie grammi l di zucchero = 4,1 calorie grammi l di alcool = 7,18 calorie Valore calorico dei diversi alimenti. teine della carne, ma il loro valore fisiologico e coefficiente di assimilazione pi basso. Degli 80-90 grammi di albumina necessari quotidianamente in un adulto mi si potr bbiettare la met deve -i -or-igine .anitnale. Ma pu SGstituir.e -la .car-ne -di -bue ..con carne di coniglio, di pesce, il cui valore alimentare elevatis simo, ed a cui si accoppia facile digeribilit. Dalle sole risaie -dice il si potrebbero ricavare 200 mila q.li di carpe all'anno, di carne digeribilissima e ad alto potenziale nutritivo. Lafrevre che si occupato dei pasti senza carne, consiglia .di sostituirla con pesce, uova, latte, formaggio, oltre che zioni decretateci da 52 stati onde affamarci. Ma contro tutto e con vegetali. Verso i cercali specialmente deve essere orientata contro tutti il popolo italiano riusc vittorioso, anzi, resa pi la. nostra alimentazione, l'alimentazione dell'Italia che Virgilio eddente la necessit della autarehia, ha orientato tutte le sue cant quale Alma frugum popolo italiano ha energie al proposito. Come gi fu nella guerra mondiale per sato e baser sempre la sua con i cereali; parte e uoi che siamo un frugale, non bisogna pensare ad una pasta: sono sempre gli alimenti che soddisfano in gran parte i riduzione dei consumi, quanto ad una scelta delle bisogni alimentari della popolazione. Dal punto di vista igieda consumare. L'alimentazione italiana, infatti, pi che nico meglio limitare il consumo del pane che peggiorarne le diminuire stata migliorata sia quantitativamente che qualita-qualit: si pu al massimo ricorrere -ai succedar;tei, quali orzo, ti\ amente nell'ultimo trentennio (vedi schema 1). Pi che Iimisegala, granturco, riso. Se 40 inilioni di italiani risparmiassero t are occorre sostituire tenendo presente che la migliore dietetica solo 10 grammi di briciole di pane al giorno, solo 10 grammi dal punto di vista dell'economia nazionale quella che fornidice il Ferrannini, si avrebbe un risparmio giornaliero di 4 !'Ce a minor prezzo i materiali alimentari necessari. Spesso il mila q.li di pane. pubblico non conosce if valore nutritivo degli alimenti che inge. La l'aZZa italiana, frugale e forte, deve liberarsi dal giogo risce; gli Inglesi hanno talmente valutato l'impoTtanza di tale straniero, mal.grado le forze della natura. Nella forza eognizione, talch hanno proposto che gli alimenti non siano volenterosa dei suoi agricoltori deve trovare la necessaria resi-' . venduti pi in ragione del loro peso, ma del loro contenuto stenza. Si debbono potenziare le produzioni agricole con la. in calorie e vitamine. Durante la guerra 1915-1918 si sono visti estensione di fertili terre che 1a bonifica va conquistando og _ni molti ristoratori di New York indicare sulla lista delle con lo sviluppo dell'economia montna, che fissi pi insieme con il loro prezzo, il relativo tenore in calorie e anche intensamente il montanar alla sua terra -'-con l'aumento del oo. ntenuto vitaminico. Ogni alimento, infatti, come appare dalrendhqento unitario dei su?!? causato dai progressi scientifici l'annesso schema II, ha una percentuale di grassi, zuccheri, proe tecnici, e dalla volont; poich nulla come la produzione agri teine le quali necessitano all'organismo umano, poich le fun-cola .in Italia fenomeno di volont, dello sforzo vitt orioso zio n i vitali si riducono essimzialmente a movimento e calore, della r&Zza italiana, potenziata dal Duce ; i quali sono causati unicamente da una medesima energia, deri-Il Fascismo-ha detto il Duce:--'Considera i rurali in guer-vata dalla combustione delle sostanze alimentari ingerite ed ra ed in pace quali forze fondamentali per le forturtl! della pa-. assimilate. Ogni corpo, o a riposo o in lavoro (vedi schema III), tria ..... Tra il mare e le montagne si stendono valli e piani, la necessita di energia, e questa gli fornita dalle calorie alimen. terra nostra bellissima ma angusta. Un imperativo assoluto si tari dei vari cibi, tenendo presente che ogni alimento isodinapone: bisogna dare la massima fecondit ad ogni zolla di terra.. mico con gli altri, cio come appare dallo schema IV, pu C$Se-Riscattare la terra, e con la terra gli uomini e con gl"i uOmini re compensato o sostituito. animale pu essere sosti-la razza. La ricchezza d'Italia, la stabilit della nazione, l'av tuita da quella vegetale, poich anche i vegetali contengono venire di essa sono intimamente legati alle sorti ed all'avvenire sostanze proteiche (vedi schema V). Molescott chiamava i legu-della agricoltura l taliana. mi la carne del povero; questi contengono il triplo delle pro-GIUSEPPE LUCIDI' SCHEMA ID Calorie necessarie ad un uomo sano di coinplel'!lslone media (70 Kg.) secondo Magnos-Levy CAWRIE NECESSARIE RICAMBIO FONDAMEMTALE l PER KG. TOTAU A digiuno e riposo completo 1625 23,2 Con alimentazione e riposo completo 1800 25,7 Con alimentazione e lavoro leggero 2600 37,1 Con alimentaziane e lavoro medio 3100 44,3 Con alimentazione e lavoro grave 3500 50,-20 SCHEMA V Contennt.o protelco nella farina dei cereali NELLA FARINA DI [ PROTEINE FrameDto l IIUoo l Segale i .,. o ..w Aveaa Totali 10 11 8,6 1_1,8 7,0 8,5 Gliadina 4,25 4 5 1,25 O, 4,0_ Glutenina 4 4;5 3,1 9,05(?) 6,4 2,5 Glt>bulina 0.6 l l .... l l l 2,3 1,5 0,6 2 Albumina 0,3

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doe ttntentazioite INTERNAZIONALE EBRAICA E L'ITALIA L Quanto. segue non vuole essere una ocumen!azione esauriente di questo problema, ma pi che altro un'indicazione di fonti. I primi movimenti internazionali, non !'olo filosofici, ma di collegamentopolitico prima e subito dopo economico, erano verso il 1780 di due gruppi, cio quelli degli ebrei: A. Itzig, Gran Maestro dell'Ordine dei batelli dell'Asia, e il cabalista Hirschfeld. B. Adam W eisshapt, fondatore dell'Ordine degli Illuminati. In un primo tempo, ambedue sono particolarmente attivi in Germania ed Austria ma ben presto, specie attrave_ rso i rappresentanti delle banche ebraiche, stabiliscono legami in Francia (l'eJ?reo Martinez Pasqualis). in Italia, Londra, ed altri paesi anche non europei. Lo scopo principale era gi allora sovversivo, secondo la politica internazionale ebraica, come ne fa fede l'affermazione della Enciclopedia Ebraica, russa, Vol. 10, pag_ 677, edita dagli ebrei: dott. Hist. Orient. A . Garkawi e dr. Katzenelsohn. Documentc;zione precisissima sull'attivit degli ebrei in vari luoghi nevralgici fu trovatq: dal servizio segreto pontificio. Si tratta di lettere con le qt;ali si davano per la rivolta in Piemonte, e particOlari istruzioni all'importante collaboratore Nubis !egli dall'ebreo detto Piccolo Tigre, da Livorno. Queste lettere, data la loro importanza, furono comunicate anche a Metternich. Le direttive politiche sovversive con esse date ai collaboratori collimano con quanto contenuto nei cosiddetti Documenti dei 'Savi Anziani di Sion, e confermano che gi allora c'era un piano per l'egemonia ebraica nel morido. Le leitere sono riprodotte nel libro: La Chiesa Romana e la Rivoluzione di J. Crtineau, Vol. II. Paris 1859, Henry Plon i pagine: 118-124 e La prima di queste lettere era dell'ebreo Piccolo Tigre; quanto in essa detto collima pure perfettamente con le idee oggi dettate dal Kominterri >. Per esempio, nel menzionato. libro leggiamo: , ci conduce fatalmente alla caduta di Troni e delle Dinastie ... cospiriamo solamente contro Roma ... un buon odio, ben freddo, meditatissim:o e profondo, vale pi di tutti i fuochi artificiali e declamazioni dalle Tribune. A Parigi ci non compreso, ma a Londra ho visto che le persone -lano il nostro piano meglio e si associano con maggiore successo ... presto avremo a Malta una stamperia a nostra disposizione, e cos potremo sicuri e impunemente, sotto la bandiera britannica, distribuire in Italia, da un capo all'altro, i libri e opuscoli, che la Vento desiderer di far circolare>. (pag. 123-124). Questo ebreo, noto col nome Piccolo Tigre, viaggiava indisturbato da Parigi a Londra, da Roma a; Berlino e Vienna, qualificandosi alle autorit banchier.e e commerciante d'oro e d'argento. Un altro collaboratore, attivissimo in Italia e all'Estero, -era certo Nubius,-il quale (vedi pag. 131 del medesimo libro) era non solo corrispondente del Piccolo Tigre, ma anche di altri ebrei: -sedicenti banchieri -in Prussia, Breslavia, Portogallo e Ungheria: spesso i suoi lo paragonavano a Mos, come pi tardi stato fatto con Kerensky. A pagina 129 di questo libro riportata una lettera sua del 3, 4, 1824, dalla quale risulta che da Parigi egli venne a Roma, e con quella lettera dava particolari istruzioni a certo Volpe, che abitava a Forl, riguardanti la distruzione della compattezza e integrit morale dl clero e della -borghesia italiana, attraverso una raffinata propaganda, che doveva, come un sottile veleno, corrodere, cominciando dal clero, tutto l'organismo della societ e dello stato. _. A Pagina "135-36 si menziona una lettera dell'll, 6, 1829 di un sedicente Felice da Ancona, della quale sintomatico questo' passo, riportato a pagina 136-137: < L 'indipendenza e L'Unit Italiana sono chimere, esattamente cos come l'assoluta libert, della quale alcuni di noi sognano nelle loro irrealizzabili astrazioni.. Ma le chimere creano ben pi sicuramente che le realt, certi effetti sulle masse e sulla giovent esaltabile. Sappiamo benissimo che cosa dobbiamo pensare di questi due principi: sono nulli, resteranno sempre n1,1lli, per sono un mezzo per l'agitazione, di cui non dobbiamo privarci>. Nel 1835 Melegari scrive da, Londra al dr. Breidenstein (pag, 144): formiamo, su tutti i punti del mondo, un'associazione di fratelli. Abbiamo aspirazioni e interessi comuni. Facciamo di tutto :Per liberare l'umanit. Vogliamo spezzare qualsiasi sorte di giogo, e DOCUMENTI STORICI DAL 1800 AL 1935 n trio Warburg: Pau!. Max e

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Herbert SamueL gi Alto Commissario per la Palestina. Le banch ebraiche d'Inghilterra e d'America l'Italia contro durante la libica guerra Caricatura di Rothschild. 22 d'ordine degli ebrei durante il "Agite silenziosamente. inl' opinione pubblica, controllate il ed anzitutto non emergete m ai11 Ecco la parola nostro Risorgimento: quinate commercto c' n uno che che non si vede, che appena si percepisce, e che pesa su di rioi ::-. Sia questo Melegari, come nel 1836 Mazzini, si pongono dunque il quesito,.che cosa sia questo ultimo scopo e mta di questa vasta. e segreta associazione, che sta al disopra delle organizzazioni nazionali, e che lotta per la rivoluzione mondiale (pag. 144-145). Mazzini voleva vederci chiaro, voleva conoscere i veri capi, m c: i veri capi rifiutano:. di rivelarsi e dvelargli i piani segreti. Da una lettera del 7, 4, i836, che il misterioso Nubis scrisse a certo BepJ)o, risulta che egli rifiut decis=ente di .introdurre nei superiori gradi Mazzini, che conosceva personalmente. In questa lettera, l'ebreo descrive .Mazzini .come un buffo .e melodr=matico cospiratore, un c: ridicolo Giuseppe:.. ; dall'altra Nubius e;_i suoi satanici cospiratori delia rivolta . Vi riferito il pensiero dell'ebreo Max Nordau rigtiardo alle dichiarazioni fatte al 6": Congresso Sionista, tenuto da Herzl a Basilea il 6-8-1903. L. Rosenthal cita le affermazioni fatte un mese dopo d Parigi dal M Nordau, che allora, cio nel 1903, espose la necessit delle trattative con l'Inghilterra per la creazione di uno Stato Sionista, facendo questo ragion=ento: L'Inghilterra ci offre l'Uganda, per creare lo stato ebraico, ma noi vogli=o la terra dei nostri padri . cio la Palestina; per Herzl sa e afferma che sti=o alle porte di una; conflagrazione mondiale, presto quindi sar convocato un Congresso Mondiale (S.D N.): dunque bisogn continuare queste trat tative, poich anche se l'Uganda non c'interessa, ecco le .tappe da seguire nel nostro c=mino: c Herzt -Congresso Sionista --Progetto Inglese Ugarida -guerra mondiale -Conferenza della Pace -alla quale coll'aiuto inglese sar creato lo Stato Palestinense ebraico '), 'oi pari passo, nel 1911, si pensa alla monopolizzazione ebraica delle materie prime. nasce il gruppo industriale e bancario tllllericano, e quello tedesco collegato: Rheinisch Westphaelischer Konzern, e il progetto per riorganizzare l'ordin=ento industriale russo. Il Presidente degli S. U A. Taft, il quale non approva, si, vede insUltato da Schifi, silurato il suo progetto, ed costretto a tollerare le macchinazioni di quello Schifi. che sar poi della Banca Kuhn Loeb und Co, che ha il parente Schifi a Milano, al giornale rosso, l'c: Avanti, e che finalmente invier Lenin e Trotzky a Pietrogrado, munendoli di. un pin-guissim.o conto bancario a Stciccolma. . L'Italia, finalmente unita, pone in atto le prime aspirazioni coloniali: 1912, guerra di Ti-ipoli .. Chi contrasta allora a noi la strada? Cassel, a Londra, attraverso le sue banche legate alla Kuhn Loeb e Co. di New York, e la sua agenzia giornalistica, la Reuter che gi allora prodiga notizie allarmistiche, false, diff=atorie. Questo Casse l> intimo collaboratore. dei tre fratelli Warburg: Pau!, Max e Felix Nel 1895 Pau! Warburg aveva sposato la figlia del bmchiere ebreo Loeb, l'associato della Banca Kuhn e Co. a New York, e si stabili nel 1902 a New York. Nel 1911 present al governo=ericano il di centralizzare, nella Federar Reserves Board, tutto il movimento del denaro, con un controllo di tutte le' banche. Il progetto fu accettato e Pau! Warburg nominato direttore del nuovo Naturalmente allora,. in piena e apparentemente serena pace, una simile organizzazione era un assurdo, e non aveva nessuno scopo immec;iiato, per a chi gli obiettava ci Warburg rispondeva, nel 1912: Ho creato questa banca per il caso di una guerra>. Di questa banca faceva parte lo stesso Schifi, che il 21-12-1917 mise a .. disposizione di Trotzky molto denaro, e che .salut il costituito governo comunista con un caloroso telegramma. La Internazionale dell'oro, dette il primo controllabile risultato_ Non si dimentichi che nel tempo delia guerra mondiale PaU! Warburg era a New York, mentre Max Warburg rest in Germania (ora a Londral' e Felix fimgevc( da cor riere. Ma il colmo fu quando alla conferenza-della!'Pace, 1919, a Parigi, gli
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"Cospiriamo soltanto contro Roma ... un buon odio, ben freddo, meditatissimo e prof o n d o, v a l e p i d i t u tt e d e c l a m a z i o n i (delle lettera .di un ebreo livornese, del 1822) dove frequmt il circolo sionista, e in seguito fond l'oidine. c Bnei partecip pure al Congresso di Basilea nel 1903. La Enciclopedia Ebraica lomenziiona come l'anima dirigente del Sionismo e cita sue. affermaziprii specialmente per la prima rivoluzione russa 1905-06. Il giornale jiddisch c Frhp.orgen >, N. 206; del 3-9-1931, affermava che quando il commissario inglese per la Paiestina, l 'ebreo Herbert Samuel, andava nella sua qualit ministeriale a Tel-Aviv, preneva-sempre acc;ori e ordini dO) questo ebreo, al quale fa.ceva la sua prima, visita. Arrivati al problema palestimmse, per terminare, rileggiamo questo documento italiano; assai interessante e significativo: . c Il Risorgimento Nazionale d'Israele in Palestina>, editrice: . operaio presentato al Bureau Socialista Internazionale -che valutare tutto il popolo alla stregua dei suoi ceti superiori >. Pagina 5: La conquista dei diritti politici ha invece acuito il senso nazionale degli israeliti, la loro volont di sfuggire alla forzata assimilazione delle minoranze ebraiche, di conservare e difendere con. tutte le loro forze la loro particolare essnza nazionale. E' perci che il partito c ebraico socialista>, persuaso di parlare a nome di tutto il popolo d 'Israele, domanda il diritto dell'autodecisione nazionale per le minoranze -ebraiche in tutti i paesi... >. Pagina 8 : c Oggi la necessit storica di abbattere la potenza islamitica ... si presenta finalmente, grandiosa e magnifica, in piena possibilit di realizzazione>. Dante Lattes, pag. 20-21: < ... non vuoi dire che la politica sia soltanto ideologica o poesia. Noi ebrei sappiamo, e ne siamo lietissimi, di poter offrire qualche cosa a chi ci aiuter a creare il nostro centro nazionale; sappiamo di esser: utili all'Intesa per la soluzione d 'uno dei suoi pi ardui problemi, sappiamo che la nostra alleanza anche una alleanza di interessi profondi. La questione d 'Oriente non soltanto la questione macedone o la questione armena, ma l'Egitto, la Cirenaica, il Mediterraneo, l'Algeria, il Marocco: la sicurezza delle potenze marittime; il punto pi delicato e pi sensibile della libera espansione inglese, italiana, francese. La. Palestina non importante la ferrovia Gerusalemme-Cairo non meno importante della ferrovia di Bagdad; e il Mediterraneo ha due chiavi: una a Gibilterra, l'altra a Giaffa o a Caifa, e le colonie italiane che si aprono nel Mar Rosso possono essere minacciate anche dal golfo di Akaba, all'estremo limite meri-dionale della Palestina. La sicurezza delle vie mediterranee e delle coionie africane che s'affacciano su questo mare, e di .quelle che stanno oltre il canale di Suez, non interesse soltanto inglese ma anche italiano e questo interesse s 'accorda benissimo col diritto ebraico. Chiudere gli accessi orientali affidando ad un popolo pacifico e idealista, sotto il controllo e la garanzia della societ delle nazioni e la tutela d 'uno stato liberale, il ponte palestiniense, vuoi dire risolvere per sempre la questione di Oriente e infrangere il sogno di inorientamento germanico. Questo l'effetto politicamente grandioso d'un piano che pare un piccolo gioco folle di qualche idealista o di qualche mistico. Queste le interessanti affermazioni ed altosonanti promesse dl rabbino Dante Lattes e d'altri sionisti, le quali destano particolarmente il nostro odierno interesse, poich con vision. e .Den chiara, parlano della Cirenaica, Mar Rosso, colonie nostre nel Mar Rosso, Canale di Suez ecc. quella degli accessi orientali affidati ad un popolo pacifista e c idealista >. Poich per sue stesse mille altre affermazioni, questo popolo non n pacifista e n idealista; egoisticamente realista, al cento per cento; accaparratore di materie prime, con le buone o con le cattive; komintern, bombe, stragi d'innocenti, anarchia, guerra. E quanto valgano certe sue promesse ed affermazioni, si vide il giorno che il popolo italiano, compresso in uno spazio troppo angusto, dovette regolare i conti con l'arretrato stato etiopico, che da arini non manteneva patti liberamente accettati e sottoscritti", e li violava anche con aggressioni e sconfinamenti. L'Italia, che mai ha perseguitato gli ebrei, aveva allora bisogno del Canale d i Suez e della tranquillit nel Mar Ro sso . E gli ebrei della S D .N. proposero di sbarrare all'Italia di Mussolini questa arteria vitale. N Dante Lattes, n altri giudei si levc:rono a nostra difesa; solamente un cor: di diffamazioni, calunnie, insulti echeggi da ogni parte del mondo, da ogni angolo remoto, purch ci abitasse un ebreo. 52 nazioni, abbindolate da un pugno di ebrei, senza coscienza, decretarono sotto il controllo di Benes, grande massone, le sanzioni. Ecco l<:I catena dei fatti. Come nel settembre 1938 la cecoslovacchia \:1 mano agli ebrei doveva essere per la Russia, governata da ebrei, lo sperone avanzalo, una catapulta militare e commerciale; cosl l'Italia, nei vecchi piani ebraici, doveva essere la catapulta del Mediterraneo. Che il nostro DUCE, rinnovando l'Italia, abbia impedito questo, ecco quanto il Kahal, l'Internazionale Ebraica, non ci perdona. Sempre, dal Risorgimento fino ad oggi, se essi collaborarono lo fecero c non con noi, e per ma parallellamente a noi>. Se avevano interessi che collimavano con i nostri ci aiutavano, con l'idea di farci cosl pi facilmente schiavi della c loro> politica; ci aiutavano < .non per il bene nostro ma per i loro fini : conquistare il mondo, rendere schiavi i Goi >. T. SALVOTTI .L'ebreo lord Reading, gi Vicer delle Indie. Il Triumvirato dei Warbu rg la ebraica guerra mondiale Carlo Marx. 23

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DOPO LE DELIBERAZIONI DE Gli ebrei non po.ssono -. ----ere prop di aziende interess ti la difesa naziona Je . essere proprietari di terreni e d.i fabbricati . avere domestici aria n Espulsione degli ebrei stranieri

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Non vi possono essere ebrei ... nelle amministrazioni militari e civili nel Partito negli Enti provi n i a l i e comunali DD . negli Enti parastatali nelle banche nelle assicurazioni c -. ------------;NI V E RS.l T A n l ] l o l --" .. [l ---, -LJ l u L-i ,....---o o u LJ LJ u 1 r-t'''-G l i e b r e i e s c l u s i =-aalla scuola italiana

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LA CACCIATA DEGLI EBREI DALLA SICILIA Se vi fossero dubbi sulla natura del fe nomeno, basterebbe la regolarit infalJ.!bile con la quale da secoli si ripete sotto qual siasi meridiano e clima, per rendersi conto delle cause che lo provocano. Non c', fatti, paese che, avendo aperto le porte agli ebrei, non debba presto o tardi avver tire la necessit imprescindibile di liberarsi di essi; e tutti sono arrivati all'identica soluzione dopo aver esaurito a loro riguardo fiducia pazienza e tolleranza. Cos stato, in passato in Inghilterra, Russia, Francia, Spagna, Polonia, Ungheria e molti altri luoghi; cos nel prese!) te per alcuni stati; e cos sar -si pu giurarlo per i rimanenti, a tempo e a luogo. C dove il rigurgito potuto avvenire disciplinato e contenuto, nonch graduato, da tempestive disposizioni di legge; altrove, invece, esploso con carattere di violenza improvvisa e sanguinosa da sdegno e esasperazione popolari giunti al culmine. Tra le tante, memorabile la cacciata che si fece degli ebrei dalla Sicilia nel l'anno 1492 E' una delle pi grandiose epurazioni che la storia ricordi : per il numero enorme che gli ebrei avevano rag giunto io Sicilia il doppio qasi della cifra totale che il recente censimento ha denunciato per tutta la Penisola -e per l'inflessibile e integrale ritmo i:on cui fu eseguita. Dopo di allora il territorio sici liano stato poco praticato dai figli di Israele. Sulla comparsa degli ebrei in Sicilia non si hanno QOCWl}entazioni dirette, ma logico ritenere che coincida col primo loro passaggio nelle provincie dell'Impero Romano. Secondo Rutilio Claudio detto primo passaggio rimonta al 59 avanti Cristo, "in conseguenza della conquista di Gerusalem me da parte di Pompeo Magno avvenuta in quell'anno. Un'immissione notevole do vette esservi poi, tutta in una volta, nel 70 dopo Cristo, in seguito all'espugnazjone di Gerusalemme e alla generale dispersione degli ebrei che fece Tito. Stando, infatti, a quello che riferisce Flavio Giuseppe che fu testimonio oculare, un milione e cen tomila di essi sarebbero periti in quell'oc casione e 97.000 sarebbero stati fatti pri gionieri, buona parte dei quali venne trasportata in patria e quindi, da presumersi, parte anche io SiCilia. Le fonti dirette sulla storia degli in Sicilia cominciano nel primo secolo della nostra r e sono collegate col martirio di S. Marciano, primo vescovo di Siracusa, vissuto in quell'epoca. Venuto a predicare la fede in questa citt, fiss la sua dimora nelle grotte dette Pelopie che si trovavano nelle vicinanze della sinagoga. Gli ebrei, mossi da invidia, non sopportando la libert di lui nel predicare la fede di Cristo, con morte violenta l'uccisero nrra un cronista del tempo. E autorevoli testimo nnze sulla diffusione degli ebrei in molti centri della Sicilia sono le lettere che S. Gregorio Magno Papa dal 590 al 604 scrisse ai suoi rappresentanti nell'isola. Egli intervenne pi volte per provvedere agli eccssi d'un certo ebreo a nome Teodoro, a Mssina, d'un altro chia mato Nasa giudeo, di altri a Siracusa, Catania, Girgenti. Dalle prime lettere traspare la benevola disposizione dalla quale il Pontefice era sulle prime animato verso gli ebrei; ma poi, deluso, finisce per qualifi carli sempre samarei, evidentemente in senso di dileggio, accomunandoli tutti alla trib pi reproba della t:azza. Non seguiremo il progressivo aumen tare degli ebrei in Sicilia discendendo nei secoli ; diremo iiwece delle cause che in modo eccezionale lo favorivano, tanto da fargli toccare la cifra di 100 000 circa un decimo della popolazione totale di allora che si valutava a un milione nel l'anno 1492, in cui, come si disse, avvenne la definitiva scacciata Vi contribuiva, certamente, la poligamia giacch, interpretan do in senso piuttosto .largo le parole della divina scrittura ove Iddio benedice il genere umano dicendo di crescere e moltipli carsi, praticavano la pluralit delle mogli Ma le ragioni principali erano le condizioni di favore di cui godevano, che facevano da richiamo agli ebrei dall'esterno. Erano, bene premettere, nettamente come si dice discriminati; e ci utile precisare perch di loro non restarono tracce quando furono costretti a prendere il largo. Infatti, con un anno di carcere duro a pane e acqua giusta una legge vtata dal Parlamento di Palermo veniva punito il rriedico ebreo che osasse eserci tare l'arte con un siciliano; e tre mesi della stessa pena venivano comminati al citta-

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dino che trasgredisse a tale "disposizione. N la della magistratura pote vano esercitare, come solennemente sancito dal Parlamento Generale nell'adunata che ebbe luogo a Piazza il 20 ottobre 1296. E c'era di pi: nemmeno la testimonianza di ebrei era ammessa in giudizio. Com'era, altres, tassativamente e rigorosamente proi bito e su ci le autorit invigilavano con la massima cura che ebrei alloggiassero in una stessa casa con cristiani, che dormis sero sotto uno stesso tetto, e persino che sedessero insieme alla stessa mensa. Non potevano tenere servitori cristiani. Ma, tolte queste separazioni fondamen tali, imprescindibili e naturali fra appar tenenti a razze differenti, gli ebrei vivevano in Sicilia in piena libert e a proprio agio. Si pu dire che non conobbero ghetto. Se, in genere, preferivano vivere in case rag g ruppate a parte, nelle vicinanze delia sinagoga, ci facevano per propria como dit, per essere cio pronti ad accorrere alle funzioni di rito; ma non esistevano imposizioni di sorta. Fu solo molto tardi, nell anno 1312, che si ravvisarono le prime necessit di porre riparo ai pericoli della promiscuit nelle abitazioni che dilagava, per cui il 23 luglio di quell anno fu pro mulgata un'ordinanza nella quale era detto che gli ebrei avrebbero dovuto trasferirsi in localit fuori delle mura dalla citt. Mai per, essa dovette avere seria applicazione e tra l'altro lo confermano le numerose c !isposizioni che s'incontrano successiva mente, intese a rlcordarla; e l'invio reitezato di appositi commissari Comunque sta di fatto che il 5 gennaio 1431 l'ordinanza del ghetto venne definitivamente da re Alfonso, grazie all'intercessione del rabbino Mos Bonavoglia di Messina che si apr il cuore del monarca cospicue donazioni. N subirono imposizioni, per oltre dOdici secoli; nella foggia del vestire. In un primo tempo usavano portare gli abiti scritti dalla legge mosaica per proprio di scernimento, amando sottolineare in ma niera visibile l'appartenenza a razza diversa, alla razza che ritengono eletta Quando fiutarono che la distinzione non giovava pi, ma nuoceva al loro tornaconto, minciarono a prendre gli abiti del luogo. Fu solo nel 1221 che venne einanato un primo dcreto col quale veniva prescritto agli ebrei di riprendere i propri abiti; ma anch'esso rimase, come si dice, lettera mor ta. L'obbligo della.'faniosa rotella rossa gi da secoli generalizzato fuori dell'isola fu introdotto in Sicilia molto tardi, nel 1366, con I'e_ditto di Federico III: portarsi. detto -'-dagli ebrei nella forma e nella grandezza di un regio sigillo di pdma grandeiza, sulla veste esteriore nl petto al didtto qdla barba, palmo dal EJento; e da J)Prtarsi parimenti dalle donne sulle lro vesti esteriori An che argoment non mancavano i temperamenti e le eccezioni che in gran parte facevano eludere la disposizione. Per esempio, gli ebrei di Palermo godevano del privilegio di portare la rotella rossa cos piccola quanto un carlino di Sicilia il che rendeva molto facile poterla nascon dere; molte famiglie erano, poi, del tutto esenti dall'obbligo e tra queste si ricorda la famiglia Sala di Trapani. Nel quadro della separazione razziale di cui abbiamo detto e dei ridotti distintivi segnaletici di cui si sent bisogno nell ul timo periodo della loro permanenza, gli ebrei vissero in Sicilia fino alla loro scacciata in tutto e per tutto equiparati di fronte alla legge e dalle leggi protetti come tutti gli altri cittadini. Possedevano senza restrizioni beni stabili che acquistavano o alienavano a lOEo talento. Numerose scrit ture di contratti si conservano negli archivi, ma pi di ogni altro fanno fede in proposito le norme esecutive contenute nello stesso bando di espulsione. Piena e incondizionata era la libert di praticare il loro culto, santificare le loro feste, celebrare i loro riti. Secondo le loro usanze facevano sacrifici, matrimoni e divorzi. Avevano sinagoghe, oratori privati, luoghi di purificazione per le donne a guisa dei loro precetti, e persino di cimiteri propri disponevano N religiose si usavano su di loro ; ci era rigorosamente vietato. Gli ebrei in Sicilia godevano di una propria organizzazione interna. Eleggevano D duomo di Cefal. le loro gerarchie --Proti, Auditori di conti, Dodici eletti, Maggiorenti, Conservatori degli Atti, Nove Soggetti, Sindaci -e le autorit religiose: Sommi sacer doti, rabbini, maniglori, idubi, elemosi nieri e giudic spirituali. Si arriv perfino per oltre 40 anni dal 1405 al 1447 a far eleggere un loro giudice universale, il dienchelele. Erano soltanto sottoposti ad alcune tasse particolari e ci probabilmente in relaZione alle loro migliori condizioni economiche rispetto agli altri cittadini. Le comunit:l ebraiche pagavano le cosiddette gisie. I sin goli erano sottoposti ad una tassazione per Je nozze, detta joCIIlaria judeomm. Sborsa vane 4 tar per ogni sposalizio, un tad per ogni ebreo che nasceva e un carlino per ogni ebrea. In pi erano tenuti a fornire le bandiere per i castelli e le galee e a pagare alcune saltuarie imposte di ordine secondario. Pro\' vedevano alla pulizia dei castelli, delle fortezze e dei palazzi reali Per farsi un'idea delle condizioni di favore di cui gli ebrei godevano in Sicilia basti tener conto 4i questo fatto. Nel 14" secolo gli ebrei furono espulsi dalla Francia per I' editto di Cado VI. Solo quelli di Pro venza poterono rimanere, perch I' antica Provincia dei Romani non faceva parte della Francia ma era contea autonoma. Quando il conte Carlo IV lasci per testa mento la Provenza a Ludovico XI re di Francia, gli ebrei dovettero sloggiare, e in massa -ci avvenne nel 1491 SI 27

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riversarono in Sicilia. In tutto, arrivarono cos a costituire il cospicuo numero di 57 comunit, che elenchiamo per far vedere come si fossero infiltrati in tutti i pi re moti angoli della Sicilia : Palermo, Messina, Catania, Siracusa, Girgenti, Trapani, Cefal, Mazzara, Sciacca, Noto, Caltagi rone, Termini, Marsala, Lentini, Castro giovanni, Naro, Licata, Nicosia, Polizzi, Taormina, Piazza, Calascibetta, Randazzo, Mineo, Vizzini, Monte San Giuliano, Salemi, Corleone, Augusta, Castronuovo, Castroreale, Milazzo, santa Lucia, Patern, Castiglione, Palazzolo, Bivona, Ciminna, Caccamo, Geraci, Giuliana, Militello, Modica Adern, Caltanissetta, Caltabillotta, San' Marco, Cammarata, Naso, Alcamo, Ragusa, Ragalbuto, Lercara, Piana dei Greci, Sabuca, Malta, Pantelleria. Che avvenne? Avvenne in Sicilia quello che immancabilmente, per legge fatale avviene, com' sempre avvenuto, ovunque s'insedii l'ebreo. Il popolo siciliano alla fine divenne stanco dell'invadenza sempre crescente di questa gente,. della preponde ranza di cui essa sempre pi si accaparrava nella vita siciliana, della sempre maggiore oltracotanza con la quale agiva, della boria che metteva sempre pi, del comporta mento che si faceva sempre pi provocante. Divenne stanco delle insopportabili usure alle quali gli ebrei incorreggibilmente era no dediti senza che le corruttibili autorit si decidessero a porvi rimedio : al solito, le disposizioni emanate in un dato giorno, si vedevano rientrare il giorno dopo, grazie a regalie che il sovrano accettava; e generali indulti delle colpe commesse dagli ebrei ogni tanto venivano fuori a mezzo dello stesso espediente. Sempre pi stanco il popolo siciliano divenne di esser vittima in casa sua di trufferie, raggiri, frodi, in ganni; ribalderie, malvagit e mille altre scelleratezze di ogni sorta. Era infine stanco di vedersi poco e male salvaguardato da 28 chi era in dovere di farlo, e a un certo momento disse basta. Tumulti scoppiarono a Palermo nel 1339 nei quali rimasero uccisi molti ebrei e fu distrutta gran parte dei loro beni. Un vero eccidio successe a S. Giuliano nel 1392 nel quale vennero passati a fil di spada quanti ebrei s'in contrassero. Un altro eccidio si registr nello stesso anno a Siracusa e pi gravi conseguenze furono evitate dei giorni dopo per il preventivo intervento delle utorit. Nel 1413 si sollev Polizzi, e nel 1455 Taormina con grande spargimento di san gue. Il 15 agosto 1474 fu la volta di Mo dica e tutti gli ebrei, uomini, donne, grandi e piccoli furono passati per le armi. Sul posto accorse il vicer Lcipes Scimen de Urrea il quale esercit tremende repressioni. Messina, Augusta, Sciacca nel 1486, Sira cusa e Caltagirone l'anno dopo, e ancora Caltagirone nel 1491 : tutta la Sicilia ri bolliva. Ed ecco l'impressionante corrispondenza di alcuni episodi di allora con avvenimenti la cui eco riempie la cronaca dei nostri giorni. Eccoci, cio, al losco e sensazionale scandalo perfettamente simile a quello delIa banda Sacerdoti, Godi e soci. Si sappia, dunque, che in Sicilia vigeva una legge, promulgata il primo di giugno 1400, che vietava rigorosamente l'esportazione della valuta. Essa diceva : Nessun siciliano o forastiero di qualsiasi nazione fosse pre suma di estrarre dalla Sicilia alcuna moneta, n oro o argento in massa, ovvero in vasi, sotto pena di perdere la stessa moneta, l'oro o l'argento estratto, che si intende confiscat Chiss da quanto tempo i trafficanti ebrei eludevano le di sposizioni della legge, ma nel 1455 scop pi il fattaccio che mise in chiaro la delit tuosa attivit. Alcuni erei di Palermo, Messina, Catania, parte di Termini e Siracusa e anche di Lentini e Mineo, fecero combutta tra loro e fattosi ciascuno grande prV\'ista di monete e d'argento tentarono di L co5a fu scoperta e sollev enorme scalpore. Non solo -la confisca1 dei beni dei contrabbandjeri fu deci:et(lta, ma anche queila delle loro sone; che furono ridotte allo stato di schia. vi. Come al solito, immantinente si mise In moto la solidariet dei correligionari e tra altri intervenne'ro il rabbino Ulia Ni mirchi e gli ebrei Sabatirio Sigilmes e Raba . Attare, della comunit di Siracusa, j quali sostenevano che non di contrabbando si trattava ma di un fine quanto mai nobile: volevano andare a morire a Gerusalemme ed essere seppelliti nella terra dei padri. Si Venne all'accomodamento. Vadano pure in Palestina e ove loro meglio piaccia, ebrei, complici e favoreggiatori dice in sostanza la scrittura redatta in proposito il 6 gennaio 1456, sanzionata dal vicer Lopes Scimmen d'Urrea -ma lascino il denaro in Sicilia -Si arriv cosl alla soluzione ch'era di venuta imperiosa e indilazionabile. In data 31 gennaio del 1492 fu promulgato il bando della memorabile generale scacciata degli ebrei dalla Sicilia. Tre mesi di tempo furono accorda.!_i perch tutti prendessero il largo: Di manera che _,. dice il bando --passato lo detto tempo a/amo gittdeo maswlo n fimmina, grande 11 picciolo, di q11alt1nque eta/i sia non possa stare, n star in parte a/erma del/i nostri regni e dominazioni, n pozza110 tornare a q11elli per stare n passare per qitelli, o per alama parte di q11elli st1b pena della morte Anche per i favoreggiatori era prevista la stessa pena: in questa medesima pena (morte) tcorrano qualsivoglia persona di qualsivoglia stato e cond.izione siano, che da poi di Jo delio tempo, girtdio o gi11dia di qralsivoglia etati ricoglier, terr o t ecepter in li regni o dominazioni no stri o in parte alc11na di quelli. L'editto prescrisse altres la confisca generale dei beni, in modo che gli ebrei partendo non portarono via altro che il. puro necessario per il viaggio. Mentre si eseguiva l'espul sione due ordinanze furono emanate, meri tevoli di menzione: con Ja prima si comminava la pena di morte per coloro che con sotterfugi alienassero stabili o occul tassero merci; con la seconda altre severissime pene erano previste per gli ebrei in possesso di armi, e ci in considerazione di eventuali sollevazioni di cui gli ebrei \'ano fatta minaccia. Vadanu fora di li 11ostri regni e sJ gnurii tutti li judei, masculi e fimmini Una nuva era nacque dopo la grande, radicale epurazione, per cui, da allora in poi e per molto tempo, gli anni non soltanto si contarono dalla nascita di Cristo, ma anche dal celebre discacciamento H 1493 fu il primo JuoEis PULSIS : come fu scritto su un marmo apposto al Palazzo Senatoriale di Catania ricostruito in l'anno A. TRIZZINO

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lE FONTI DEll ANTIGIU-DAISMO ITALIANO FRANCESCO GAMBINI ED 11IL PROBLEMA DELLA CITTADINANZA GIUDAICA 11 Gambirii, astigiano di vivaciSSima razza fiorito tra il 1759 ed il 1855, ebbe una visione straordinariamente chiara dell'in sidia-giudaica in Europa, visione oggi di perfetta attualit; e che poteva essere suggerita allora solo da una dqttrina vastissima, da una attivit politica intensamente vissuta e daa grandezza di un ingegno italianissimo, quali il Gambini ebbe. Egli s egnale> infatti, che le nazioni eulopee, pur rimanendo ognuno indipendente, con la lingua e tutte le caratteristiche t:roprie, avrebbero. potuto intensificare armonicamente kt .loro azione mode ratri:e e civilizzatrice nel mondo, se alla loro intesa non si fosse opposta l'insidia tenace e disgregatrice .del giudaismo, la conoscenza approfondita del quale era indispnsabile per infrenarne severamente l'azione devastatrice e per la salvezza di tutti. Vissuto in un periodo storico burrascosissimo, dove gli errori della rivoluzione francese dilagavano, egli fu specialmente colpito e sorpreso dal fatto che con tanta leggerezza si fosse accordato il diritto di possedere e quello della cittadinanza e si allrett a dimostrare tutti i danni ed i pericoli di tali" insensate novit in numerosi discorsi politici ed in due libri, il primo dei. quali, oggi introvabile, fu pUbblicato nel 1815. sotto il titolo: che del Problema della cittadinanza e con tanto successo da farli interamente scomparire, mentre della seconda edizione -di quest'ultimo libro ; stampata se:1za indicazione di luogo (" propter metum judaeorum ") nel 1857, si trovano appena uno od al massimo due esemplari. Non solo, ma alla sua morte i giudei imprecarono alla salma dei Gambini, trattandolo d perfido nemico ed infame calunniatore ", e cercarono coi loro accoliti in ogni modo di cancellare anche la memoria degli scritti d lui che li riguardavano. A tale proposito ed a vergogna dei giudaizzanti, vale anzi-la pena di segnalare un fatto che ho potuto individuare e che facil mente controllabile presso la Biblioteca Vittorio Emanuele di Roma. l dati biografici relativi al :Gambini erano stati raccolti principalmente nelle Notizie sugli scrittori che un dotto medico di Asti, il Dott. de Rolands, c:tVeva raccolto diligentemente e pubnel 1839. in tale libro, l'autore riferiva integralmente quanto il Broflerio aveva esposto riguardo agli scritti del Gambini sul problema ebraico. Nel 1912, le Notizie> del de Rolandis vennero ripubblicale per le nozze di due giudei, che si chiamavano Henriette Artom ed Angelo Sullam; e dedicate ai medesimi, a cura di tre professori evidentemente ebraizzati, i quali a settantatr anni di distanza dalla prima edizione non solo non credettero di aggiungervi nessuno scrittore astigiano in pi ma tolsero d peso al capitolo "Gambini tutto quanto si riferiva agli scritti antigiudaici del Gambini stesso, certo per non offendere le sensibilissime suscettibilit degli sposi -giudei. .. Alla gloria dei quali la trista triade professorale sacrificava o tentava servilmente di sacrificare il ricordo dell 'opera del Gambini. MARIO DE' BAGNI

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][n Roma che sta faticosamente conquistando insieme la supremazia sulle pop:llazioni italiche e l'impero nel Mediterraneo; fra i tumulti di guerra, gl'inni di trionfo, il tripudio delle feste sacre, mentre una moltitudine di gente forestiera sbarca e traffica per la citt ave comincia la babilonia delle lingue, e l'idioma latino gi mescolato al l 'etrusco, all'umbro e all'asco, si lascia ag:gredire dal greco e dal celtico, dall'albanese, dall'egiziano, dall' illirico e dal feni cio, una voce si leva a ricordare ai romani l'antica origine, richiamandoli a quella integrit di costumi e di fede che fu la gloria dei maggiori, la fortuna della citt di Re molo Romani, conservate intatta la vostra nascita, pura la vostra lingua, integro il cul to nei vostri dei antichi. Non vi lasciate contaminare dai barbari, n la vostra civilt ceda alla loro barbarie. Non vi mescolate con gente spuria e diversa e mantenetevi sempre puri e fedeli al bene della repubblica. Poich siamo certi non essere in tutta le; storia di Roma temperamento pi spiccatamente intransigente e conservatore di M. Porcia Prisco Catone -tanto che si pu parlare di lui come dell'unico genuino e quasi naturale razzista, con le attenuanti e variazioni di s ign i ficato che vanno accordate a questa parola ave si discorra dei nostri antichi tempi -Ci sembra necessario nel giudicarlo porglisi di fronte senza pregiudizio n passione che possano nascere dal fatto di essere, e noi e lui cosi lontani, appartenenti a una stirpe comune. Un uomo tanto ricco di pregi e tanto carico di difetti, ferigno e irruente nei suoi impulsi, ma nello stesso tempo accorto in modo da meritare l'appellativo di "catum ", parola il cui significato taglia a mezzo tra l'astuto e il saggio, forse l'unica figura viva che ci resta in tempi pienamente storici per giudicare con una certa veridicit gli Orazi e gli scevola, i Fabrizi e i Camilli: quegli antichi eroi che il fiero carattere di Catone sta pronto a trattenere sul ciglio della leg-30 Razzisrrw di Ca genda Basta questo a rendere>elo prezi.Psis simo come testimonio della nostra antica origine: ch non si pu immaginare nascita p i pura di questo tuscolano asciutto e nervoso dal pelo rosso e dagli occhi persi -non sono questi j primi segni nei quali oggi vogliamo riconoscere l'indo-europea?-allevato neUa campagna sabina cui fluisce nel sangue la pili schietta linkx romana. Agli occhi del campagnolo, cui gi dall'infanzia la terra d'origine. aveva impresso nel volto i segni delle sue pliche e delle sue rughe, Roma doveva apparire la citt che staya sicuramente trasformando il legno e l'argilla delle case nel'" marmo dei monumenti, intenta si all'espansione dominatrice, ma ta raccolta al riparo della sua cinta di mura. E -nessuno avrebbe dovuta dfstrarla o fermarla in quest'opera: non quella c raffinata e avventizia cultura transmarina come poi la chiam Cicerone, che propiio allora, quale tabe lentissima, stava pehetrando nel Lazio ; non la promiscuit pericolosa delle divinit indigeti colle forestiere, cui troppo_ Roma aveva ceduto; non le pause compia" centi in quella severit di costumi e in l'orgoglio di. discendenza che avevano sempre formato la sanit sociale del' popolq romano. Maschera teatrale ellenica. l'n co n stt'\ a f o t Considerata sotto questo aspetto, la figura di Catone perde i caratteri di arido conservatorismo avare e cieco che le si sogliano attribuire per acquistare quelli che pi si confanno ad una natura fortemente orgogliosa e gelosa della supremazia della propria razza; e meglio di lei si giudicherebbe ave si riflettesse che se a costituire l'impe ro poteva bastare un solo Scipione o un solo Cesare, a conservarlo perennemente accorrevano innumere'(oli Catoni. Catone uno di quegli uomini che, pur sentendosi strettamente legati ai richiami del passato, non heumo discendenza,. anzi, ne iniziano. E obbedendo a un specie di legge interna, tutti si -dedicano a una severissima pratica morale intesa a costruire la llegoria di se stessi. Perch l'insegnamen to passi incorrotto e incorruttibile dai figli m nepoti essi provvederanno da soli alla educazione della prole, evitando il contagio dei maestri e specialmente dei maestri d 'altra nazione o d'altra razza. Plutarco scrive 1 che Catone volle egli stesso insegnare lettere, leggi, ginnastica al figlio appren" dendogli non solo a lanciare il dardo, a ca-valc.i:xre e a maneggiare le armi,. ri;la anche a sopportai-e senza danno il caldo e il fred ao, a traversare a nuoto la corrente d'un .'fiume rapido e infido>. Sappiamo peraltro :dallo stesso Catone com'egli si fosse messo a scrivere in lettere assai grandi e nitide la storia dei primi romani acci il piccolo .Marco fin da bambino imparasse a conoscere la virt dei maggiqri. E, non meno sollecito della sanit fisica aveva compo.sto un trattato di medicina, giovandosi dell'antica esperienza dei suoi. vecchi, coi precetti del quale manteneva i s'ani :.e curava gl'infermi di casa. (; n a l' d a t i dai nwditi ... Plinio ci ha conservato un ben significativo frammento di quest'opera sin-. golarissima. T 'inse. segner un giorno a conoscere i Greci, figlio mio, e quello ch'io ho saputo in Atene di loro; e come sia utile av.er co noscenza delle loro lettere, m:a guardarsi dall'imparrle appieno. Ti dar ben le prove ch'essi altro non sono che bricconi incontenibili, e tienti a mente intanto quel che ti dico, come una profezi a : quando costoro ci avranno imposto la loro scienza tutto di noi andr alla malora, per opera special.mente dei medici i quali hanno giurato di ammazzarci tutti, noi, ch'essi chiamano barbari e Opici. Guardati dci:i ici, figlio mio:.. Giunse a pretendere dagli schiavi che soltanto in casa colle serve soddisfacessero le voglie d 'amore, n mai ardissero accoppiarsi con donna d'altra famiglia. E non a credere che tanta perseverante industria egli mettesse a profitto della propria discendenza soltanto, ch ogni suo ge .sto e cura furono diretti al bene dello Stato. La pratica domestica gli serviva da pio e sti m olo per divenir pi accorto censi-Statuetta elleno-egizia.

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tone Maggiore glieree solerte guardiano del bene pubbli:: Ci che fece per la intellettuale di suo figli estese a tutta la giovent romma quando si scagli contro i magfstrati che tolleravano Carneade accademico, Diogene stoico e Critolao peri patetico insegnassero ai giovani -accorrenti a vero dire numerosissimi alle lezioni di quei maestri greci -le dottrine del loro paese le quali, a giudizio di per amore di rinoman.Za e dt gloria, distoglievano i giovani dall'esercizio delle armi e dall'osservanza delle leggi dove riposavano la potenza e la fortuna del popolo roman. E prevoc il senato consulto che sbandiva da Roma tutti i filosofi. Una guerra, oggi direm mo, al cosmopolitismo culturale, indizio in ogni et di decadenza e rilassatezza dei costumi, cui erosi pericolosamente abbandonato Scipione maggiore, fino a dover sa::;rificare all'esilio la sua potenza. l l i u (un Ju I tI'UP E singolare che i due pi luminosi astri di guerra e d'impero che Roma abbia avuto si siano trovxti di fronte, nemici inconcilia-bili due Catoni. 11 doppio duello tra l'Africano e il Censorio e tra il Dittatore e l'Uticense diventa pi che una lotta politica, un antagonismo di culture e di civilt: la romanit rude e tradizionalista che tenta salv.are il salvabile contro l'ellenismo raffinato e illuminista. Se le nostre preferenze inclinano al genio dell'eroe, la nostra ragione portata ad apprezzare l'opera del saggio. E se dobbiamo rammaricarci della scissione di due nature che, 'unite, avrebbero forse rappresentato la perfezione del < civis romanus avvertiamo subito che la coesistenza Catone-Scipione c( sembra; dal pun-. lo di vista storico, mostruosa e impossibile, come altrettanto ideale ci appare in un pia-Statuetta ellenica, del lli sec. avanti Cristo. no d1,e trascenda quello della storia degli uomini. Quando la natura volle dar la misura della. sua potenza nel conciliare 1 contrasti, fece nascere Augusto. Ma gli pose accanto Agrippa e Tiberio da un lato, Virgilio, Orazio, Mecenate dall'altro. Un uomo che tanto radicato nel suo intimo aveva il sentimento delle origini non poteva disgiungere dalla santit della < stirps :. quella della < tellus massime quando pronunciando questi due nomi egli significava insieme tronco e radice, albero e rami, nascita e discendenza, spirito e materia. Coltivando il campicello che i suoi vecchi gli avevano lasciato, Catone poneva come tutelari delle sue fatiche d'agricoltore le divinit italiche il cui nome evocato sentiva il puro timbro latino, senza barbare con-Scipione l'Africano (bronzo del Museo di Napoli). Attilio Begolo parte per Ccrtagine (quadrO di C Maccari, Roma, Palazzo Madama) sonanze. Cerere: ma non J'equigena Cerere, la greca madre del vocale e fatidico cavallo Ariane, sforzata e premuta da Posidane, sibbene la Cerere siciliana, figlia di Cielo e di Vesta, sorella di Saturno, sposa di Sicano, madre del grano. E Vesta castissima, semprevergine e sempreardente, coronata di fanciulle, e Carmenta e Anna Perenna e Giano eterno, custode del mondo, primo italico iddio; Giano Quirino, iniziatore d:ll'a:mo l m p l ;uahi l t odiu di l':u:za Grato alla sua terra saturnia, Catone volle onoraria colla mano e col senno, da soldato, da contadino, da scrittore. Per lei, giovinetto combatt contro il Punico atroce, contro 'Annibale semita; per lei, deposta la spada, di di piglio alla vanga e strinse la stiva, per lei, impugnato lo stilo, scrisse le Origines il De re rustica :1>, !' Ad Marcum filium e difese i giusti cittadini ed accus gl'ingiusti, geloso custode d'ogni purezza di tradizione che ricordasse la genuinit della stirpe. Ma. dove la fierezza romana di Catone confina veramente con l'intransigenza del razzista nel suo odio implacabile verso Cartagine, la citt semita, coeva di Roma ariana. Roma e Cartagine sono due antinomie irreconciliabili, come irreconciliabili sono gli Scipioni ed i Barca, irreconciliabili la Mater Matuta, l'< alba aurora matutina >, e l'atro Baal, divoratore di fanciulli. C' un punto nel quale i due fieri avversari: l'ellenista spregiudicato e l'italico tenace s'incontrano e si comprendono; ed nella guerra. giurata senza sc=po al fenicio semita Odio di razza, che quanto dire odio 'di sangue. Tutta la vita di Catone fu dominala da questo sentimento, dal giorno che combatt, qua3i fanciullo, contro Annibale al Trasimeno, al giorno che vide, vecchio ttantenne, le vele di Scipione distaccarsi dal lido tirreno spinte dal suo potente delenda Carthago. Cartagine agenrea debellata da Roma mavorzia. Se le citt greche conquistate ebbero la sua generosit ed egli volle conservare tanto splendore alla civilt del mondo, contro la citt punica fu implacabile. Non ebbe pace finch non ne vide la distruzione certa. E fu proprio quella sua esclamazione, quella breve formula del suo odio verso ur. popolo d'altra origine e d 'altro sangue, che, riassumendone il fiero spirito romano, lo ha conservato alla storia. ROBERTO BARTOLOZZI 31

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azz1smo e c' nazione sempre facile e pronta a far predica di morale alle altre nazioni per quel-che ingiusto o, per meglio dire, per quel che ad essa appare ingiusto, questa nazione proprio Ici Gran Bretagna. Se c' nazione che non veda e che non voglia vedere i. propri difetti e stimi. a priori giusto, senza riserva alcuna, tutto ci che operato da essa,_ questa nazione ugualmente la Gran Bretagna. Non ci meraviglieremo se, data la premessa che abbiamo fatto, capitando questo articolo sqJ:to gli occhi di qualche inglese, potr essere giudicato di cattivo gusto. Ma la storia la storia e i fatti sono fatti: in base alla storia ed ai fatti noi non esitiamo a -dire che il razzismo britannico rappresenta l'ala estrema, l'ala pi accentuata del razzismo. n razzismo britannico aprioristico ed integrale. Il razzismo sorto in vari Paesi come reazione di fronte all'invadenza di elementi etnici stranieri. Dalla Gran Bretagna invece stato posto a priori come base di tutta la sua politica nei rapporti con gli stranieri e ci per il concetto di assoluta superiorit etnica che l'inglese ha di se stesso in confronto di tutti gli altri uomini che abitano il globo terrestre, siano essi bianchi o di colore. Questo esclusivismo razzista ha ragioni, diremo, istintive proprie del carattere inglese e ragioni storiche, queste ultime in relazione con la situazione di incontestato predominio politico ed economico esercitato per molto tempo dalla Gran Bretagna dopo il Congresso di Vienna. Si cosi radicata nel popolo inglese una coscienza di superiorit razizale, coscienza che ha perdurato anche quando la situazione di predominio accennata venuta a declinare per il sorgere e l'affermarsi di altre Nazioni concorrenti nell'agone internazionale L'inglese si ritiene etnicamente superiore a tutti gU altri popoli europei Eliseo Reclus nel suo trattato di geografia universale, scritto tanti anni fa, dell'inglese riporta dei tratti caratterisiici come questi: Vindipemdenza di cui egli va tanto orgoglioso, assai sovente non che una assoluta mancanza di simpatia verso gli altri: anche in faccia ad un estranee egli piglia sovente l'attitudine di un nemico. All'estero ove egli si presenta come padrone silenzioso e severo, come avido mercante o spietato creditore, ovvero semplicemente come curioso, viaggiando per-cosl dire in un:atmosfera di freddezza di sdegno, l'inglese non amato: rispettato, talvolta anche ammirato, ma non -di rado avviene che _ispiri sentimenti d'odio. Egli lo sa e non se d. pensiero. L'isolano un'isola a sua volta ... Questa ultima espressione, derivata da un libro d Emerson, English Traits veramente pittorica! Nel popolarissimo libro Razze Umane d Figuier troviamo, riportata dai Clave!, la seguente descrizione, pi particolarmente indirizzata all'alt(l-classe inglese: Questi uomini di ferro ... si credono di una altra specie rispetto al rimanente dell'umanit; essi passano attraverso le popolazioni :;:enza subime il contatto ... britll Venendo ad autori recenti stralceremo da due libri di Anchea Siegfried, L'.ngleterre d'aujourd'hui, son volution conomique et politique e La crise britannique au XX sicle alcuni punti che valgono megJio a tratteggiarci il sentimento di superiorit di razza di questo popolo. L'Inghilterra ha goduto per tutto il tempo che coincide con il periodo vittorioso, di uno stato di grande e potenza; un orgoglio immenso ne risultato. Stanley Ievons scriveva nei-suoi libri: Le cinque parti del mondo sono volontariamente nostre tributarie ... Carlo -Dilke scriveva verso il 1867 : Io ho trovato che in tutto il mondo si parla inglese ... l'idea che mi ha servito di compgna e di guida _nei miei viaggi la convinzione della grandezza della nostra razza. L'inglese vissuto e vive in una con-. vin::ione di sicurezza regale. A causa della abitudine ereditaria del potere-congiunto alla ricchezza, egli ha finito per contrarre un modo d'essere aristocratico, -curiosamente imbevuto di diritto divino etnico, che ha continuato ad accentuarsi anche quando la supremazia britannica cominciava ad essere contestata ... La mancanza di frugalit divenuta di. stintiva del carattere inglese. L'Inghilterra -del XIX secolo ha creato una-concezione di vita originale e attraente, una filosofia moderna del conforto e del una disciplina veramente ultra'modema dei piaceri e delle distrazioni. L'inglese vorrebbe il risulkt!o senza lo sforzo e considera come sleale la concorrenza che gli altri popoli gli fanno sul mercato conten-

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. ... OHI CO !andasi di salari ben pi modesti e lavorand<;> n doppio. continua a "vivere in uno stato di ottimismo beato, fatto di e di torpore che trae la sua origine dalla confidenza imperturbabile che egli ha nel proprio Paese e nella potenza innata della sua razza ... >. Anche di fronte alla crisi, derivante. dalle perdita della supremazia commerc1ale e economica, la massa del popolo inglese rimane imperturbabile. La classe media continua a vivere sulla base di due tre nozioni relative alla superiorit britannica> che non si disutono. I suoi manuali, i suoi giornali gli insegnano che ha sempre ragione ... L'insularit inveterata di codesta popolazione costituisce per essa una grande sod'disfazione: il suo orgoglio, consolidato da t. Ed in altro punto la situazione ancora meglio precisata dal Mondaini con queste pittoresche righe: La ripugnanza aristocra. tica di' razza del dominatore inglese per gli abitanti dell'India, coi quali evitata ogni .relazione sociale, per quanto corrisposta a misura di carbone dal disprezzo per esso delle alte caste indiane, mette le popolazioni indigene di fronte all'elemento inglese in una condizione di inferiorit sociale, che sembra la espressione tangibile nella vita quotidiana della inferiorit politica e acui-33

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sce cosl la coscienza di questa e l'irritazione degli animi. .. L 'amministrazione britannica fatta dall'alto delle stazioni climatiche da funzionari che vivono alle Indie come semplici .. uccelli di passaggio" senza contatto n morale n materiale con gli In diani..., non pu bastare alle aspirazioni morali di un popolo d'oltre 300 milioni di uomini!.. > Qual' il sentimento degli in glesi verso i ueg.ri? L'Inghilterra la nazione che nel secolo XVIII ha avuto su tutte le altre il primato e quasi il monopolio per la tratta degli schiavi Simile commercio fu iniziato nel 1562 sir John Hawkins e poi seguito da molti altri. Il lucro conseguito induceva la Vergine Regina a concedere patenti per la tratta; ad una compagnia di cui la Corona divenne la-principale interessata. Per pi di mezzo secolo la tratta inglese si limit ai possessi coloniali delle altre nazioni vincendo col contrabbando l 'esclusivismo di queste, ma, quando l'Inghilterra incominci ad avere colonie, la tratta degli schiavi si intensific e l'Inghilterra ottenne ben presto il primato su tutte le altre Nazioni Scrive il Mondaini: Corona e Parlamento si pronunciavano ripetutamente per essa, la incoraggiavano e la favorivano in tutti i modi, raccomandando ai governatori coloniali gli affari della Compagnia R!3ale Africana di essa incaricata ... >. Nel giugno 1712 la Regina Anna si vantava in un suo discorso al Parlamento di essere riuscita ad assicurare agli inglesi 11..1 nuovo mercato di schiavi nell'Africa SpaSi trattava del famoso trattato di asiento> stipulato poi ad Utrecht nel 1713, pel quale convenivasi che Sua Maest Britannica s'incaricasse, per mezzo di persone da essa nominate, di trasportare alle Indie Occidentali d'America, appartenenti a Sua Maest Cattolica, nello spazio di 30 anni, 144.000 negri ... Cos l'Inghilterra otteneva n monopolio di tale traffico per tutta l'America Spagnola, aggiungendolo a quello che gi si era riservato per l'America Inglese. Delle azioni allorci emesse per l'ampliato commercio una met fu messa a disposizione dei sudditi Inglesi, un quarto ne acquist Filippo V di Spagna, un altro quarto se ne riserb la Reqina Anna ... >. 34 Madre iniiiqena .. cteu iSoJa eli l\'lQ:llll:oto (Nuovlil Ebridi), ove si pratica -come dimostra la fotografia -la deformazione del cranio. 1737 la trattd fu laaciata-libera a tutti gli inglesi. Nel 1771 la sla Liverp<)ol aveva in mare, 105 bastimenti negrieri. TuUi si occupavano della tratta; mercanti, armatori, capitani marittimi, banchieri, gentiluomini, trovandovi larga fonte di lucro, tanto che una volta nel Parlamento inglese si afferm che la tratta era una faccenda decisamente nazionale] >. L'abolizione della tratta venne votata solo nel 1777 e cominci ad applicarsi nel 1812, ma l'abolizione di questo infame com mercio non port con s l'abolizione della schiavit, largamente diffusa nelle colonie inglesi, su cui cinzi era basato tutto il sistema lavorativo. Nonostante il movimento per l'abolizione della schiavit, il gqverno inglese rimase per lungo tempo tituban_te. Nell'agosto 1834 prese una soluzione intermedia, trasformando la schiavit in una specie di semi-servaggio temporaneo: gli schiavi erano trasformati in apprenticed labourers costretti a lavorare per qualche anno presso gli antichi padroni e a profitto di questi. Solo nel 1840 si cominci a poter dire che realmente nelle colonie inglesi era stata realizzata l'emancipazione. Che cosa rimasto dei discendenti di questa tratta dopo l'abolizione della schiavit? In un precedente articolo sul razzismo nord americano abbiamo messo in evidenza quale sia la situazione dei negri in una vecchia colonia inglese, negli Stati Uniti d'America. Analoghe considerazioni verso i negri valgono per le colonie rimaste all'Inghilterra. La mentalit anglo-sassone rimasta sempre la stessa. Quel che abbiamo detto finora riguarda . i discendenti degli antichi schiavi. Vediamo ora qual' il sentimento degli inglesi verso gli indigeni delle varie terre del continente africario soggetto alla dominazion2 britannica. Qui la risposta viene pi facile, perch dagli articoli anche scritti in questi ultimi tempi e dal confronto fra i vari sistemi di colonizzazione, ben nota gi la situazione. Due sistemi sono agli an ti. podi: quello francese che accorda piena eguaglianza tra i bianchi e i neri e quello inglese che stabilisce una netta profonda separazione fra i due elementi. La Gran Bretagna si limita a dominare: l'indigeno mezzo di lavoro e di sfruttamento, -l'indigeno, dal punto di vista della sua vita spirituale e del suo benessere non esiste all'occhio dell'inglese. In nessun ambiente esotico come in dominato dagli inglesi 1:opera dei missio, nari cattolici riesce pi provvida, appunto per la mancanza di premura da parte dei ciominanti verso le popolazioni indigene. L 'Inglese domina, bisogna riconoscerlo, anche con un pugno di uomini bianchi su vaste estensioni e ci per la sua energia e per il suo coraggio; severissimo nello esigere l'obbedienza, inesorabile nelle repressioni: l'inglese non opprime !'inigeno, lascia ad esso la piena libert delle sue costumanze, ma, per contrapposto, l'inglese nulla d all'indigeno considerandolo quasi una res nullius > La distruzione delle .r1azze avverse Arriviamo all'ultima pagina del trattamento degli anglo-sassoni verso gli uomini di colore, al punto estremo il quale; pu riassumersi in poche parole: sbarazzarsi delle razze inassimilabili! Indubbiamente gli inglesi non sono stati i soli in tale impresa, ma sono stati i principali protagonisti. Dolo rosi protagonisti di questa distruzione da parte dell'uomo bianco, dell'anglo-sassone. contro l'indigeno, sono gli indiani d' merica e gli qborigeni australasiani. Sappicmio oggi come vivono gli Indiani' nel Canad e in .quella che fu la vecchia colonia inglese d'America, gli Stati. Uniti; essi vivono relegati in lontani distretti, n 'elle cosiddette riserve, ridotti spaventevolmente di n;.mero dall'opera degli uomini. blailchi, dolle malattie e dall'alcool. Nell'Australasia sono rimasti poco pi di 150 mila negroidi, refrattari alla civilt, re :;pirti-nell'interno e distrutti nei modi pi infami >, come dice il Mondaini. Sono estinti pressoch completamente gli aborigeni in Tasmania e in Victoria. Jl .razzis01o verso gli is.raeliti Per essere completi dovremmo ,ancle parlare del modo di comportarsi dell'Inghilterra verso gli israeliti, che sono.-ben inteso, di razza ben diversa dagli anglo-sassoni i quali appartengono al grande gruppo inder europeo. Quanti sono gli israeliti ammessi nei pul> blici impieghi e nell'esercito della metr.cr poli e delle colonie, ci in quelle funzioni che presentano una missione delicata e feriscono un particolare decoro a chi le assume? La risposta molto semplice: la ,GranBretagna non razzista, almeno cos si elichiara, ma non ammette gli ebrei n nei principali impieghi, n nell'ufficiali l . ad un anglo-sassone se l'israelita sia glese, egli vi risponder semplicemente e -tranquillamente che non inglese, ma israelita. Con la stessa flemma per l'inglese dichiarer di essere anti-razzista! A. I. Indigeno aus traliano

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alla Cecoslovacchia all'Austria fl ME alla Serbia Quello che all' U nghe riu. fu tolto e quello che l e rimase. in seguito al Trattato del Trianon. JLa storia di una nazione e sar s empre legata alla vita dell impero romano d Oriente era pass ata ad un a d e lla razza che costituisc il sustrato biologico della nazione comunit di civilt greco-slava orientale. Serrati tra i Ru ssi e stessa. Evoluzione e decadenza di una nazione esistono soltanto gli Slavi dei Balcani, dei popoli asiatici unno-turchi pres entaquando realmente si accompagnano a una evoluzione o a una vano, l dove si era esteso il mondo sarmato-scita una civi lt decadenza della razza. Tutto il resto non ha importanza; una nomade. Tra questi tre territori la frontiera non era cos tant e nazione pu essere per ragioni politiche smembrata, ridotta alla Durante il IX secolo i due grandi gruppi romano-germanico miseria, cancellata dalla carta gegrafca, ma se alla d'Occidente e greco-slavo d'Oriente, sono in contatto e in viciuna razza forte e vitale, il giorno della rinascita non n 'illllt'm" nanza immediata sulla linea del Medio Danubio, ma l arrivo mancare. i Ungheresi li separa e caccia tra loTo come un cuneo La storia dell'Ungheria deve servire di monito a teoria panslavista, secondo la quale la conqui s ta ungheper convincerlo oome soltanto dalla difesa e dal rese avrebbe infranto l'unit slava, rappresen ta una i pote si erro-della razza potr dipendere la sorte della nazione nea poich i popoli slavi, appartenenti a civilt differenti ancora che la forza di una nazione risieda in qualche cosa non hanno mai costituito una simile unit. Gli Ungh ere s i ru ,p e sse nzialmente diver: pero l'equilibrio delle so dalla realt conforze nellEuropa cen-creta della razza setrale ponend osi tra gue il sogno di un'omi due gruppi Cristiani bra. Quello che vale d Oriente e di Occi-per la nazione, vale dente che si erano anche per la cuiincontrati sulla linea tura e la civilt che del Danubio e se-sono sempre soltanto parandoli dall'avanespressioni di razza guardia dei popoli noto -ha scrit dell'Asia, in marcia to il Biilint come v e r so l'occidente l'Europa medievale si avanguardia formata ripartisse in tre sfere dai Petscieneghi ne-territoriali di cui eia-mxci degli Unghescuna costituiva in un resi. Fu cos al puncerto senso una unit. to d'incontro di tre Sul territorio dell'immondi di tre civilpero romano d'Occit opposte e ostili dente si era formata le une alle altre, che una comunit romaprese stanza la naziono-germanica. ne ungherese 35 La corona di Santo Stefano.

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Un soldato di Hunyadi. eroe magiaro. afferrato un turco, si getta con lui nel fossato della fortezza di Belgrado, nel 1456. scdvando la fortezza e. co11 essa. l'Europa danubiana (quadro di A. Wagner) In seguito l sua situazione non cambi m ai profondamente anche quando i Turchi Osmanli raccolsero l'eredit di Bisanzio, e quando il centro di gravit della civilt greco-slava si spost verso nord con l'accrescimento della potenza russa, satura di elementi tartari. Vivendo cos sulla frontiera che separa il mondo occidentale da quello orientale; nel presente come nel passato, la nazione ungherese ha mantenuto durante mille anni la sua perfetta indi vidualit. Cosa imP,orta se i t.atari venuti dall'Asia hanno nel 1241 occupato ed invaso il paese intero, e se nel 1541 fa stessa citt di Buda caduta nelle mani dei Turchi, quando la nazione un gherese, che avev sguainata ]a spada e aveva fatto del suo corpo barriera all'Europa tremante, risorta sempre pi vitale che mai? Davanti a quegli immani cataclismi che furono per l'Unghe ria l'invasione Tatara e quella Turca, la nazione non sarebbe mai risorta se la razza magiara non fosse sempre rimasta uguale a se stessa. Tutto questo perfettamente noto agli studiosi ed interessante riportare quanto ha scritto il Reclus sugli Unghe resi per dimostrare come dalla razza soltanto dipenda la storia di un popolo. Si pu ritenere che i Magiari abbiano avuto un'origine comune coi Finni e se ne siano separati nell'epoca in cui vive vano ancora della caccia e della pesca, e non conoscevano he il cane e il cavallo tra gli animali domestici. Nell'Ungheria soltanto si complet il tesoro della loro lingua, quando i figli di Arpad, respinti verso l'occidente dai Petscieneghi, si stabili rono sulle rive del Danubio e si trovarono in contatto con i popoli della Pannonia. E' realmente meravigliosa la forza di resistenza onde fecero prova gli Ungheresi, quando entrarono nel paese, sotto il co mando di Arpad, con un numero di circa duecentomila guer. rieri, forse un milione di individui. Cambiando di suolo e di clima, malgrado fossero circondati da popoli ostili, sono riu sciti a costituire una nazione colla sua lingua speciale, con una 36 ricca letteratura ed' una storia politica piena di imprese gloriose. Hanno saputo conservarsi per dieci secoli, con i due popoli viventi alle frontiere settentrionale e dionale, i Polacchi ancora pagani e i Croati gi cristiani ; un!i specie di muraglia vivente tra le sfere di civilt comunicanti non soltanto contro popoli di origine divers, come gli Slavi e i Tedeschi, ma anche contro le nazioni vicine, alle quali erano legati da vincoli di parentela. Hanno dovuto sottostare al giogo dei turchi per centocinquant'anni, non ne per subto l'influenza, e sono rimasti sempre Magiari. Eppure sono essi che hanno dovuto sopportare n peso delle guerre, giacch bi tano l'aperta campagna senza un luogo di rifugio possibile, senza avere delle mura per difendersi come gli abitanti_ delle citt della Germania Gli studi di noti antropologi hanno ormai dimostrato scien tificamente come i caratteri razziali degli Ungheresi si siano conservati tali, malgrado le vicende tumultuose della loro storia. Recentemente Luigi Bartucz direttore dell'Istituto Antropolo gico e del Museo Etnografico di Budapest ha scritto: La comparsa dei conquistatqri Magiari e dei popoli parenti, che li accompagnarono o li seguirono, ha avuto per effetto di dare ancor maggior diffusione alla moltiplicazione, incominciata all'epoca unno-avara, di tipi particolari ungheresi; di spargerli per tutto il territorio del paese e di fissarli pi completamente ancora. Questo spiega come n la perdita di sangue durante le spedizioni lontane n le successive invasioni tatare, abbiano modi ficato sensibilmente la composizione antropologica del po polo ungherese, e coloro che pretendono che gli elementi primitivi di questo popolo si siano persi da: tempo, emettono delle asserzioni erronee e contrarie di dati dell'antropologia. Ponen dosi dal punto di' vista antropologico, si pu anzi affermare che la conquista razziale del paese se si intende con questa l'immigrazione e l'espansione in Ungheria di tipi presentanti i caratteri razziali magiari assunse proporzioni molto pi con siderevoli e dur molto di pi della conquista di cui parla la storia. Sotto questo punto di vista la stessa ocupazione turca non significa affatto la sparizione dei tipi precedenti. Bimbi magiari,

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maqicrre. Si pu dire anzi che nel corso dei secoli l'aspetto antropolo gico della nostra nazione sia diventato sempre pi armonioso E' a tutti noto come il trattato del Trianon mutil l'Ungheria del 7l % del suo territorio e del 61 % della sua popolazione. Questa prova tremenda avrebbe dovuto costituire il principio della fine della nazione ungherese, ma chi commise simile ini quit, dimentic che esisteva una razza magara a formare sempre una realt concreta. La razza magiara appunto per la sua perfetta individualit biologica non ha mai potuto sparire, anzi ha potuto' sempre progredire e imporre ai popoli vicini la propria cultura. Si sa infatti con quanta facilit i gruppi etnici che in passato sono venuti in contatto con gli Ungheresi sono stati facilmente magiarizzati da questi; anche oggi del resto nei territori strap pati alla madre patria ungherese, dove vivono compatti nuclei di magiari, ben difficile che essi non continuino ad influenzare gli attuali dominatori. Il confronto tra quello che stato il destino fatale dell'Ungheria e quello non meno fatale della Cecoslovacchia deve essere di monito a chiunque. La Cecoslovacchia, creazione puramente artificiosa, non ha superato la prova di venti anni di storia; non poteva essere altrimenti data la sua eterogeneit razziale, eterogeneit che molto pi profonda di quanto non possa apparire da una carta geografica. Si pensi per esempio ai Ruteni che si sono stabiliti in piccoli gruppi usurpando una quantit di distretti che non erano i ioro, che non hanno mai avuto pretesa di autonomia, e che prima dello smembramento dell'Ungheria si lasciavano tranquillamente magiarizzare al punto che in molti distretti popolati interamente da Ruteni non si parla .che ungherese, e in molte chiese dove la liturgia tuttora paleoslava, le prediche sono fatte. in magiaro. L'Ungheria invece, attraverso mille anni di storia tempestosa, continua a svolgere il suo compito di sentinella avanzata del-l'Europa; L'Ungheria, che risorta dopo il crollo dell'Impero dei Tatari c la sconfitta definitiva dei Turchi, risorge ora una terza volta, D Principe Racoczi. _eroe nazionale ungherese. per continuare la missiOne che fu ;;ua dai tempo della Casa di e di Luigi il Grande, re di Ungheria e di Polonia. Questa missione durer sempre fnch saranno uomini di razza e di sangue magiaro G. L.

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LA RAGIONE E' . opera di nazioni di razza aria la civilt intend' smgolare, quella delle pi grandi ope h l' !amo non_ gi una civilt, ma la civilt quella dei greci. romani. italiani E' ari;el c e 'lt;o7o abbia creato, la civilt classica nazi.oni classiche, della stessa e' l al CIV! assiccr, sono state arie le due s -1 a erza naz1one class 1 t l ono e magg1ori nazioni viventi ma la 'lt !ca, a l a 1ana: ane altres l CIVl non sarebb t 1 avesse ormato le tre successive nazl' o l h e na a se a nostra razza non h n1 c ass1c e perch 1 d naz1one, o: nvelato la sua forza di t d ne pren ere sembiante di t d d Il ven an o creatnce t 1 s u IO e a razza deve cominciare dali . e ques a e a rag1one che uno Il e naz1on1 con le q al' if' e ethva la razza, se vogliamo vedere com u l Sl person lca, opera, diventa con quali facolt la crei. e questa abbla da vedere con-la civilt, e Lo s tudio pi bello che sia stato fatto delle . dallo_ Zibaldone di Pensieri di Giacomo Leo quello che si ricava pensieri di Leopardi sulle nazioni e di la l' P l, e nol abblanto deciso di riunire i l h r 1 conoscere un po' ali Il . nos n, c e non ancora li conoscessero d t h a vo a a lulh quel lettori l rt a o c e 51 tratta di r b 0 una, nella cerchia dei letterat1 e eh . 1 : un 1 ro nmasto, p e r avversa h bb' e e mvece 1 hb .. 't 1 c e a !amo, il pi capace di formare una d . r o p!U l a !ano e pi moderno, Faremo per un preambolo, ricavandolo de ucazJone dell'uomo, e pubblicheremo i pensieri del n allo delle facolt e forze ginazione, le illusioni. la ragione ecc pe h oslro. grandl8slmo poeta sulla natura, l 'imma-. . r e e serv1ranno a compr d 11 e 1ncommc1amo con un .pensiero dell d 1 en ere que 1 sulle nazioni, a ragione e e la natura. merito delle sue azioni pronosticare s o pra di se, err""'rA cmilllUtaJD.enl: pi argute C profonde riflessioni la n!11tCI grandissimi, osta oli terribili alla grandezza: l'illusioni si conoscono chiarissimamente esser .. osTACOLO DELLA GRANDEZ Z A con una certa compiacenza di se stesse, quello che sono Ora come possibile i ;_ forii quanto basta essendo cosl scoperte? cse? e, senza le illusioni qual gran- sperarsi? (Un esempio di quando la \'erit ma bisogna ponderarE bene. Ll rag ione ncmi..:a._ d ogni gra ndezza: la ragione nemica della natum: h l a ragione piccola. Voglio dire che un uomo tanto meno o tanto pi diffic ilmente sar grande, quanto p i ; s,!r domim1to dalla c h pc}c hi possono esser grandi {e nelle arti e nella poesia ,' forse nessuno) se non sono domi n a ti dalle illusioni. Questo che quelle cose che noi chia. grandi, per fuori dell' bi-dine, e in n certo disordine : ra questo < condannato daa rilljpresa di AleS5and"ro: tutta illusione. Lo strardit'iario ci_ par grande: se sia poi pi gra nde-pa ;la ndo : '" lo so: forse anche quaiche .vo_lta p!crolo assai in riga ,.. astratta,' e quest'uomo strano -e messO a tutto rigore a c on con uri altro o5curo; si trover minore : # --: nondimeno si _,chiama grande: inhe la quando e s! gran ; dezza. Tutto qu esto' la ragione comprta : e noi sin1o nel secolo della ragione (non per : . se percb il mondo pi ha '. . e pohi or a pos: sono essere e gli nelle arti. Anch e chi vera mente con la natura. Questo malato assoluta e _
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. Polemica JRtAZZA. JE CCJLA.SSJI E' errata la concezione che in una unit etnica esistano ceti superiori e ceti inferiori, ereditariamente tali, e quindi biologi camente di valore diverso, ed contraria ad una politica di vera unit etnica e di razza. Il fatto che vi siano state famiglie, nelle quali per alcune generazioni si siano trasmesse certe virt, come le militari e le politiche, non costituisce una legge; anzi risaputo il sempre minore apporto di risultati alla vita nazionale dei discen denti delle famiglie ad esempio dell'aristocrazia man mano che queste si allontanano dai ceppo primitivo. Un curioso fenomeno, poco conosciuto, quello di alcune pro vincie della Sicilia, dove sono appunto gli ultimi residui d'una specie di classe particolarissima, i cos detti galantomini, i cui progenitori furono un tempo per doti intellettuali i maggiorenti della vita pubblica e commerciale di quei luoghi. Nei discendenti esiste tuttora .fortissimo, pi che nella nobilt, l'orgoglio familiare, che li induce a matrimoni tra discendenti di fami glie pari, secondo la loro espressione, di grado. Questi gruppi familiari hanno abitudini e pregiudi7.i da costituire una piccola casta. Ma il loro contributo sociale nullo, anzi negativo. Privi d'iniziativa, avversi al lavoro manuale, scarsi d cultura, persistono in una vita chiusa, sfruttando le magre risorse di patrimoni anticamente cospicui. Vedete come invece libera, larga e vitale la societ che h Chiesa Cattolica form con un sistema opposto. Il celibato (questa da ritenersi la sua ragione principale) impedisce che s venga a formare una tradizione stica familiare, e determina invece il continuo e popoloso afflusso di energie nuove ,che scaturiscono dalle classi lavora trici, sopratutto da quelle della terra. L'entusiasmo e lo zelo di questi elementi senza tradizioni, direi quasi senza impedimenti, viene, com' noto, indirizzato dalla Chiesa, secondo le attitudini, creando l'avvicendamento di energie sempre nuove ed originali. E' vero che vi sono anche elementi di valore, provenienti da famiglie dell'alta cultura e di tradizioni ecclesiastiche, ma non bastano a cambiare la fisonomia popolare della chiesa. Ci deve convincerci che errata la tesi della esistenza di ceti superiori agli altri di una stessa nazione, e capaci di tra smettere ai discendenti caratteri e virt, che li rendano meri tevoli di particolari diritti. Questa tesi potrebbe solo ricondurci al diritto familiare di sangue del feudalesimo, La dottrina fascista e la politica del regime sono state animate naturalmerue fin dai primordi da una mentalit razzista e contraria in modo categorico al classismo, e ne abbiamo pro va negli scritti e nell'azione di Mussolini suo fondatore. Mussolini ha mille volte esaltato la terra, la famiglia attaccata alla terra e gli uomini che ne sono sortiti: l'amore al lavoro manuale, da parte dell'intellettuale stato dal Capo insistentemente predicato, propagandato, praticato. Nelle orgamz zazioni del partito, in tutte !e manifestazioni, esiste rstmtiva la preoccupazione del Capo di mescolare gli elementi prove nienti dai piu differenti ranghi professionali e quella di assicurare ed incoraggiare i giovani elementi delle classi lavoratrici manuali che le vie alle gerarchie scientifiche, militari, artistiche ecc. sono aperte ai migliori, indipend entemente dalla provenienza familiare. Ed infatti una sana politica razzista non pu non essere anticlassista. E' assolutamente errato e pericoloso cercare nel seno di una stessa unit etnica e nazionale differenze di doti ereditabili, per le quali alcune famiglie risulterebbero biologicamente ed ere ditariamente superiori alle altre. Credo invece desiderabili, allo scopo di migliorare il rendi mento spirituale, provvedimenti atti a determinare continui flussi e riflussi tra i vari ranghi dei lavoratori manuali da una parte e intellettuali dall'altra. Niente giustifica che il figlio di un intellettuale, anche quando sia sprovvisto delle necessarie doti sia per puro orgoglio famigliare ad ogni costo avviato alla carriera intellettuale, nella quale potr dare solo un rendi mento mediocre. Se questi ritornasse al lavoro manuale, sarebbe pi utile alla nazione, e la sua posizione morale risulterebbe avvantaggiata. Allora le gerarchie intellettuali resterebbero a disposizione di quelli meritevoli, anche se provenienti da fami glie umili, i quali, ricchi di nuove energie, possono dare alto rendimento. In definitiva occorre instaurare un sistema capace d impe dire la staticit delle classi professionali (sarebbe meglio anzi dire ranghi e non classi) allo scopo di utilizzare i soggetti nella maniera pi utile all'interesse nazionale, secondo le possibilit ed attitudini di ciascuno. Tale sistema inoltre darebbe il fecondo risultato di smorzare gli antagonismi di classe ed in particolare quelli esistenti tra lavoratori manuali e intellettuali. E' facile infatti notare quale maggiore comprensione dei bisogni delle classi lavoratrici ab biano gli intellettuali, che ne provengono, e da ci quale mi glioramento dei rapporti reciproci, quale beneficio della coe: sione etnica e politica della nazione, possano derivare. Concludendo, si deve affermare che in una vera unit etnica e nazionale, come l'italiana, non esiste una differenziazione bio logica di ceti superiori ed inferiori, e che la politica razzista deve operare in modo da impedire la formazione di classi sta tiche, perch le classi devono intendersi non nel senso del maggiore o minore valore biologico, ma solo da un punto di vista professionale e di gerarchia delle responsabilit loro assegnate dalb nazione, per il bene comune. Le varie classi nazionali desiderabile che siano sempre pi ingranate le une alle altre, secondo le attitudini e possibilit fisiche ed intellettuali dei singoli individui, che ne debbono far parte. SALVATORE DI FRISCO 39

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A. Parigi i giudei si dividono in tre categorie a seconda dei luoghi ove abitano. Ci sono i giudei di rue cles Rosiers, gli ebrei di rue du Sen tier e gli israeliti del Faubourg Saint Germain Tre vie, tre quartieri tre no mi, che nella loro sostanza vo gliono dire la stessa cosa, ma che nelle sfumature, delle quali ricca la lingua di Francia, si gnifi c ano che dal rude appella ti v o di g i udeo dato al povero si pa s s a a quello meno rude di ebreo, dato all'agiato per dire ai giudei ricchi : israeliti Tutti gli ebrei di Parigi son pass a ti, passano e passeranno per quelle tre strade : una leg ge i nevitabile. Arrivano laceri, unti, coi ve stit i scuri, sostano spauriti e spa e sati per 2 4 ore e poi si lan ciano con la loro attivit febbri le, maniaca, ossessionata all a conquista della citt. Tanti esempi ci sono di rapidi successi; nomi della grande cronaca, gente arrivata cos a Parigi : Stawisky, Reinach Mar ta Hanau, Blum, ecc. Rue cles Rosiers dietro l'Hotel de Ville, una delle due o tre vie superstiti del vecchio ghetto parigino. Un odore acre, misto di sudore, di kascher e d i oriente si spande tra quelle c ase Le insegne sono in frances e e in caratteri ebraici Si vedono gli avvisi dei ristoranti ebrei dove sono rispettate le prescr i zioni rituali nella preparazione delle vivande, e i programmi del Thatre concert artstique o del Thatre Gait e Roche chouart che hanno repertori di autori ebrei e dove lavorano attori giudei. Agli angoli sostano gli ebrei poveri di Parigi. Offrono a chi pas s a per lo pi correligionari l a Guide rose e noccioline abbrustolite, oppure leggono al le edicole delle cantonate i gior nali in Y ddisch che giungono a Parigi dalla Polonia, dalla Rumania e dalla Russia. Quei pazienti, sudici, untuosi, arroganti ebrei del superstite ghetto di Parigi sono nella Fran cia del fronte popolare i milio nari e i dominatori di domani. Appena arrivati a Parigi, l sostano i giudei cacciati da ogni parte d'Europa Sbarcano a una stazione, tenendo una sudicia 40 valigia di fibra; hanno le ossa indolenzite dalle terze classi di mezza Europa o lo stomaco sbattuto dal Mediterraneo o dall' Atlantico, e sanno quel che vo gliono. Hanno avuto notizia che qui possono senza tema lasciar venire a galla i loro istinti, sanno che non troveranno la disc!plina hitleriana, la volont sepa ratrice fascista la vio lenza dei l'implacabile ost i it anglicana, corretta ma inflessibile, n l'ira rumena: questa la loro nuova terra promessa dove Lon Blum potuto diventare pontefice, dove Cremieux ha fatto carriera. Per questo sperano e credono in Parigi. Qualche sporca casa dietro l'Hotel de Ville li accoglie gi piena di foetor judaicus I correligionari li iniziano ai pri mi misteri della Ville Lumire Si riannodano cosl amicizie, si ritrovano parenti persi di vista; l' yddch o l'esperanto rimedia no intanto all'ignoranza del francese Secondo la furberia la fortuna o la sfrontatezza dell ultimo arrivato, la sua permanenza a rue cles Rosier dura sei mesi, un anno, due Qualche ricercatezza nel ve stire segna i'primi successi. Una distinzione particolare sono le ghette Forse nella speranza di coprire il difetto dei piedi il giudeo porta le ghette con qua lunque tempo e in qualunque luogo. I pprtano uose nere con scarpe nere, gli agenti di borsa chiare sotto i pantaloni a righe, gli uomini d'affari noc ciola, il baronetto Rothschild candide, sotto il pantalone color tortora Poi verr il brillante al dito, che sfaviller nell accalorato ge sticolare, il sigaro con la fascia d'oro, da accendere al restaurant alla moda o durante una seduta del consiglio di sconto. Saranno questi i segni del sc cesso Verrano l'auto e il resto. Sar intanto scomparsa la vo luminosa borsa di cuoio, che

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' nei pnmt mesi aveva no segretamente e decorosamente la colazione, preparata da una discreta Rebecca (tradita ogni venerd con qualche ragazza pi giovane non ebrea) al marito che non poteva spendere i soldi per una corsa meridiana d'auto bus, e che acco lse poi i contratti iugulatori, le cambiali, ora affidate ad un segretario che segue il giudeo come un'ombra Ma il sogno dell'ebreo di abitare vicino alla Borsa o nel sobborgo San Germano, di ap piccicare una targa d'ottone col nome eli Cohen o Blum a un portone massiccio, o al pilastro di qualche monumentale in gresso. Molti sono gi arrivati e i palazzi che ospitano sontuosi studi do v e la tappezzeria attu tisce le parole dure e dov e adi pose Rebecche fanno scomparire le tracce dei ghetti dell'Europa Orientale, con la complicit del le varie Harden o Rubenstein di Europa Dalle pareti, improvvi sati antenati guardano i nuovi venuti! Nella sua reggia di sovrano senza territorio, il barone Rothschild, in una clausura ma niaca, attende il suo ultimo giorno. L'arrembaggio giudaico a Pa rigi era gi abbastanza svilup pato, p r i m a dell' esperienza Blum, ma con questa esperienza, tutti gli ebrei son saliti pi alto Lasciamo da parte le situa zioni createsi in seguito all'ap poggio di Blum e vediamo a qual punto fosse cinque anni fa la giudaizzazione di Parigi Cominciamo dal teatro : di rettore deli'Odeon era Paolo Ab ram mentre alle V arits tro viamo comodamente assiso sulla poltrona che fu di Louveau (un cristiano che s'era scelto, chi sa perch, il pseudonimo di Samuele) un ebreo autentico, Max Maurey gi detto Rappaport. Tra i critici teatrali che Parigi fanno il buono e il cattivo tem po ecco Leone Volterra di fa-. miglia gi residente in Italia, Maurizio Lebmann. Benedetto Stavisky. Tristan Bemard. Dreyfus L. Deutsch, Luciano Beer, Pietro Humble e quel Max Maurey, gi ricordato, che il presidente per giunta, dell'associazione dei direttori di teatri. Questi direttori e critici dram matici, con il noto spirito di solidariet di razza, hanno aper to le porte ad artisti e autori ebrei. Ricordiamo quale enorme imbonitura la stampa francese ha fatto alla produzione di Henry Bernstein, di Tristan Ber nard, di Pierre Wolf, di Fran ois de Croisset e di Romano Coolus nonch a quelle di Al fredo Savoir, Matei, Roussou, J. J. Bernard, Claude Gevel e Edmond Se, il quale oltre che autore anche presidente della associazione critica di Francia qualcosa di simile ad una lega per la stroncatura di tutto ci che non ebraico o per lo meno massonico in arte E tra gli autori non vanno dimenticati i gianni : Jacques Natanson e Albert Cohen. Completano la catena dei cri tici e direttori gli attori Gli attori ebrei sono in primissima fila e a furia di gomiti ten go no indietro gli altri. Forti del no me di Sarah Bernardt (che pure a un certo punto non ne volle pi sapere dell'ebraismo con grande scandalo dei rabbini di tutto il mondo) e della Rachel, gli attori ebrei attraverso la recitazione, con l'ostracismo di certi lavori e la valorizzazione di altri, completano il quadro del dominio giudaico in Franci a nel settore del teatro E per citare solamente i pi noti, c'erano alla Comdie franaise George Beer e H e nry .Mayer, altrove Ren Alexan dre Roger Monteaux Claude Lehmann, Eschourin Madame Simone, J an e Marnac e la celebre can.tante Aime Mortimer deii'Opra In un altro settore dei pub blici spettacoli ecco altri nomi resi famosi da una accurata pro paganda pubblicitaria: Mada moiselle Maguy-Warna, Gisele e Nadine Picard Mireille, !sa belle Kloukovsky Rachel Devy. ris e inoltre Lucien Rozemberg Armand Bernard, Marcel Simon, Samson Fainsilber, Jan Wall e la grande artista del musich-hall Marie Dubas Per completare il quadro non dimentichiamo che la veterana del Moulin rouge Mistin-

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guette, se figlia di padre belga per ebrea da parte di madre. Nel cinema, l'arma p forte oggi, gli ebrei si son buttati a capofitto, in Francia come in tutti gli altri paesi del mondo, e cos nell'organizzazione indu striale, che in Francia guida a briglia corta l'arte cinemato grafica, ecco i nomi di Bernard ed Emile Nathan direttori della Path-Nathan; Vuill-Godehaux e Keim, direttori della G F.F.A., e David Souhami direttore della Paramount di Francia; Adolphe Osso, Braumberger, Jacques Halk, Romain Pine's della societ Film R. P., Jacques Na tanson, e infine i direttori di produzione e registi Abel Gan ge, Raymond Bernard, Diamant Berger, Noe Bloch, Pabst, Gra nowsky, Vietar Trivas . Se dal campo delle arti pas siamo a quello del diritto, a Par.igi si trovavano nomi _di ebrei nei pi alti seggi della magi stratura e nel foro. Il primo presidente della Cor te di Cassazione un Dreyfus mentre altri ebrei sono presi denti di magistrature parigine e avvocati tra i pi ricercati: Bloch, Pierre Masse, Henry T or. res (difensore di tutti gli anti fascisti), Theodore Valensi, Le vy Ulmann, Rappaport, Rosen mark, Jacques e Ernest Charles Non parliamo poi delle don ne che esercitano l'avvocatura; in questa categoria le giudee detengono il primato incontra. stato con Suzanne Blurn, Yvon ne Netter, Suzanne Grirriberg, Simone Brunswik Alle lettere gli ebrei guardano in ogni paese con interesse. La produzione letteraria nelle loro abili mani diventa un mezzo potente per la propagazione di quelle idee che all'ebraismo fa comodo che siano in onore. Accanto ad Andr Maurois, che per suo conto rif la storia ad uso e consumo degli ebrei di tutto il mondo, e che si chia mava Herzog quando faceva l'industriale a Elbeuf, ecco Henri Duvernois, Carlo Enrico Hirsch, Beniamino Cremieux, Jan Richard Bloch, Edmond Fleg, Julien Benda, Max e Alex Fischer, Andr Lang, Albert Cremieux, Irene Nemirowky, Pierre Paraf e i poeti Gustavo Kahn e Andr Spire. E giudei ancora si trovano nei posti pi eminenti del giornali-Adunanza degli ex-combattenti ebrei, a Parigi. Al centro, Israele Levi. gran Rabbino di Francia. Interno .. de.lla sinagoga .di Parigi . Un angolo del ghetto di Parigi. smo (e da cinque ari n i a questa parte le cose son molto peggiorate). Per tutti ricordiamo tre diret tori, Dreyfus all' lntransigent, Oulmann del Petit Bleu, e Pau! Levy al Le reinpart mentre nelle redazioni un po' dappertutto le cellule ebraiche controllano il lavoro della stam pa della capitale attraverso i nu merosi Geo London, Luis Lat zarus, Miche! Georges-Michel, Georges Gombault, Andr Levisinsohn, Bernard Lecache, ecc. Lasciando da parte le liste degli agenti di borsa dove i giudei sono una percentuale schiacciante, e quella grande commercio e dell'industria, ri cardiamo che ebrei sono stati e sono i Rothschild, Citroen, Lu cien Rosengart, Deutch de la Meurthe, Monteux, ecc. La penetrazione ebraica a Pa rigi non ha segnato soste da dieci anni a qti'esta parte. La Francia che vive attraverso Pa rigi, })a sentito e sente tutta la influenza di questa situazione. Ma la marea montata e monta . contro i giudei di tutto il mondo che hanno .fatto della terra di Francia la terra della loro storia. Il popolo francese attraverso gli scandali di un secolo, dagli assegni diReinach e di Artom ai tempi di Panama, allo scan dalo Stawinsky, e a quello di Marta Hanau, sembra che apra gli occhi. Era tempo. La penetrazione giudaica a tal punto che tutti a Parigi giu;:ano sulla autenticit di questa storie Ila. Durante un fastosissimo rice vimento, in casa d'uno di quelli che si chiamano non pi giudei ma israeliti, nel Fauburg Saint Germain, un valletto annuncia va ai piedi dello scalone d'onore gli invitati che arrivavano : Il senatore Bloch! L' on. W eiss Mad.me Cahen Mr. Durand. A questo nome tipiCamente francese, Tristan Bernard, che col suo corrosivo spirito giudaico, si fatto una fama nei clan di tanti g1omali diretti da ebrei, si curv verso una gra ziosa vicina e mormor : Ma questi cattolici, rie sccno in Francia a infilarsi dappertutto! GIORGIO PICENO

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4[, JL Jl Dire che l'esperimento sionista si tiene in piedi grazie agli sforzi combinati dagli ebrei di tutto il mondo una cosa che tutti sanno; ci che tutti non sanno il fatto che pur continando a mandare il loro obolo al comitato nazionale ebraico gli ebrei sono profondamente ostili alla politica del movi mento sionista. Nel 19i 9 Bergson si rifiut di firmare un manifesto di propaganda a favore della Palestina con la scusa che non voleva aver l'aria di essere pi ebreo che francese, e il professore ebreo Silvano Levi chiamato alla Conferenza della Pace, nello stesso anno, per contribuire con la sua conoscenza della questione orientale all'attua zione della dichiarazione Balfour, dichiar, a nome degli ebrei francesi, che sarebbe stato meglio nell'interesse dei suoi correli gionari di piantarla col sionismo. Gli ebrei hanno una sacrosanta paura di consacrare con la loro adesione una plitica che minaccia continuamente di riaprire la discussione sull'eterno problema della loro esistenza in qualit di cittadini dei paesi che li ospi tano. E' vero che si fanno in quattro per non far fallire la colonizzazione della Pa lestina, anzi questo aiuto che prima della guerra europea poggiava principalmente sul concorso finanziario di due o tre grandi banchieri israeliti, come Rothschild, il quale forn da solo i capitali per l'acquisto della maggior parte delle terre espropriate agli arabi prima della dichiarazione Balfour, ha preso negli ultimi anni o il carattere di un plebiscito. Ma la pretesa dei capi ufficiali del sionismo di trasformare il focolare in un forno per mettervi a cuocere tutti gli ebrei della Diaspora, e perci anche quelli che non hanno alcun motivo di cambiare residenza, suscita nel loro foro interiore una Teodoro Herzl. assertore del sionismo. JE 101 1Rt JE Jl Lord Baliour. resistenza che potrebbe esser p1 fatale per gli ebrei palestinesi di quella che sui vil laggi sionisti fa pesare il nazionalismo arabo con le sue aggressioni a mano armata e gli attacchi alle aziende agricole. Del resto chiunque abbia avuto l'occa sione di intrattenersi una volta con un ebreo su questo argomento sa ci che voglio dire. Io ho conosciuto in altri tempi una ragazza della buona borghesia di Berlino che pre feriva ricominciare la sua esistenza come dattilografa pur di neo lasciare l'Europa. Cacciata nel 1933 dalla Germania, e quindi di purissimi lombi se era stata costretta a varcare tra i primi la frontiera, essa era scesa in Italia armata di un dizionario bilin gue e naturalmente aveva trovato subito da o sistemarsi presso una casa cinematografica americana in attesa di potersi infilare, come altri suoi correligionari, in Vaticano. Andare a sbattere alla porta di quella che gli ebrei giudicano con disprezzo e chiamano la Chiesa degli idolatri, mi sembrava enorme per un'ebrea, quando si apriva davanti a lei la superba prospettiva della coloniz zazione palestinese o coi suoi villaggi modello, in purissimo razionale, e le sue schiere di Kalutzin in caschetto e pantaloni corti che inseguono sul suolo delle antiche con tese tra Giuda e Israele la disperata ambi zione di conciliare l'inconciliabile, I'indiffe_ renza religiosa con la fede messianica del ritorno alla terra promessa, J'ottocentesco mito della tecnica col sogno primordiale di una societ basata sul lavoro dei campi, la pratica maltusiana del libero amore con la politica inftazionistica delle immigrazioni; e glielo dissi. I Kalutzin? Dei ragazzi che non si lavano, non si tagliano la barba, e si lasciano crescere i capelli. Ecco il risul-43-

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Ebrei polacchi (stampa del '700). t a to t angibile d ella colonizzazione per certe sue elegantissim e amid1e di Berlino, dopo un mese di permanenz a in Palestina, e lei non voleva fare a ssolutamente la stessa fine Que s ta fu la risposta della ragazza ; e non d i menti c her l'espressione di disgusto che si impadron del suo viso dove gli occhiali di tartaruga la frangetta pettinata alla francese e alcuni peticelli prima v erili evo cavano il tipo della modella pari g ina del tempo di Zujita. Evidentemente il denti fricio e lo smalto per le unghie nel nome dei quali la giovane ebre a di Berlino di sprezzava gli ebrei di Palestina, non erano che l'aspetto occasionale di una questione di classe che ricorda l'antichissimo odio tra aschenazi e sefarditi che rese cos difficile i rapporti tra ebrei d'origine spagnola e portoghese emi g rati in America con le prime ondate di immigranti anglosassoni, e gli ebrei tedeschi che vi arrivarono pi tardi poi tra ebrei tedeschi ed ebrei russi e via s nobbando. L'ebreo di Berlino di Londra o di Parigi si vergogna come un ladro all idea di esser confuso con le mi serabili popolazioni dei g hetti orientali, a bbrutite da secoli di miseria e tutte at taccat e a l loro T a lmud c ome ostriche allo scoglio, che negli ultimi tempi hanno preso la via della Palestina : E purtroppo questo disprezzo che nelle colonie ameri cane del Seicento e Settecento era spocchia d i classi a rri v ate nei confronti del p a rente povero, diventato l'atteggiamento della maggioranza degli ebrei da quando il nismo ha complicato la faccenda con considerazioni d'ordine politico Ma allora come si spiega la totale, aperta e dichiarata solidariet di questi ebrei col dott. W eiz mailn se trovano insopportabile la s ua politi ca? Si spiega con la necessit in cui sono gli ebrei nel momento attuale, di trovare uno sbocco alla massa dei profughi del l'Europa centrale che non riescono a trova r posto in altri paesi senza suscitarvi l'osti lit delle popolazini locali e il sorgere i n questi Stati che fin qui ne avevano fatto senza della reazione antisemita. Gli inci denti e le dimostrazioni scoppiate a Lon dra, con rotture di vetrine di ebrei e prote ste contro l'invasione degli ordini profes sionali da parte degli ebrei espulsi dalla Germania, dall'Austria e dall'Italia, sono degli avvertimenti che gli ebrei sentono fortemente col loro infallibile fiuto e l'al larmismo caratteristico della razza Le mi sure restrittive 'tdottate da numerosi paesi che non fecero per l'addietro dell' antise mitismo per impedire a questi profughi il passaggio dei loro confini, come le Ceco slovacchia e la Svizzera, che se ne trovano gi sature, la Danimarca la Polonia, l a Jugoslavia e, in America, l'Argentina, che fu in altri tempi l'ultimo o pi ospitale rifugio degli ebrei cacciati d'Europa; l'in teresse di non irritare la sensibilit nazio nale di quelli che come la Francia e l'In. ghilterra, tengono ancora la porta aperta ma potrebbero da un giorno all'altro sbat terla sul naso dei nuovi venuti sotto la pressione di un opinione pubblica; il de siderio infine di associare la sorte degli ebrei perseguitati alla potenza politica del l'Inghilterra, che in Palestina cerca una Ebreo di Norimberga (stampa del '700). base strategica alle spalle dell Egitto : e cco delle buone ragioni perch la famiglia ebraica metta a lacere il suo tradizionale risentimento verso il figliuol prodigo che minaccia dj compromettere l'autorit pa terna. Insomma gli ebrei sono dispostissimi a sostenere con tutti i loro mezzi, che non sono trascurabili, il movimento per il ri torno alla terra d Israele finch si tratta di togliere dalla strada e sistemare qualche centinaio di migliaia di giudioli senza tetto ; ma con la stessa unanimit domani sarebbero disposti a ritirare questo appog gio se l'esperimento sionista dovesse allar garsi e divntare realmente ci che fu nel sogno di tanti agitatori ebrei, da Herzl al fuoruscito tedesco Alfredo Doeblin, cio non una rappresentanza simboliCa raccolta sulla terra ancestrale ma la ricostruzione dello stato nazionale ebraico, come ancor l'altro giorno affermavano con un ordine del giorno gli ebrei polacchi riuniti a con gresso. Ricostruzione che, ove fosse pos sibile, renderebbe ancor pi precaria la si tuazione di tutti gli ebrei del mondo e faciliterebbe la tendenza a espellerli dai paesi d1e li ospitano ALFREDO MEZIO

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questionario 1789 DATA NEFASTA PER L'ITALIA Riceviaxp.o la seguente lettera: Contro la vecchia e sciocca abitudine di considerare,. nell. s .cuole de. l Regno, la data dell'anno 1789, inizio della Rivoluzione Franese, come segn di passaggio fra la Storia Moderna e la Contemporanea sarebbe molto pi logico coiu;iderare come data di tale divisione l'anno 1800 in cui Alessandro Volta diede comunicazione intorno alla sua invenzione della pila. :Infatti .mentre la Ri;j 6Juzione Frances e estese i suoi. principi demotratici e nefasti ad un ristretto numero di popoli europei le applicazioni de'll'ipvenzione voltiana invece portarono i loro benefici influssi a tutti i popoli civili della tetra. Difatti l'importanza di tale invenzione st grande che se per ipotesi all'improvviso vriisse a mancare l'uso della corrente elettrica in tutte le applicazioni la vita s'arresterebbe d'un' colpo. La rivoluzione operata dal Volta tutt'ora in atto e non facile conoscere le nuove applicazioni che potr assumere nell'avvenire. A. Volta pu considerarsi, nel campo scientifico, come lo fu il Messia nel campo religioso, cio un rivoluzionario, e quindi Egli ben degno di segnare il trapasso da un'epoca storica ad un'altra. Dott. Guido Quirino Casale Torino, 10 novembre 1938-XV .II (Via Giuseppe Pomba n 14). Questa lettera molto opportuna e fa onore alla sensibilit del. suo autore: e non senza significato che ci giunga da quella citt, che fu la culla .del regno Con la rivoluzione francese, il predominio europeo della Francia guadagn <;rl.la sua causa la borghesia di tutti i paesi, e cosi seppe costituirsi un popolo di seguaci estesissimo, creando, fuori dei confinr politici, un invisibile confine francese, nel quale entrammo anche noi,' .nel quale rientrammo, dopo esserne usciti dal 1876 al 1914, e diciamo pure, 1918. Per una civilt originaria, come la nostra, questo volle dire pi:xssre al rango dei civilizzati e dei pacchiani. Borghesia e principi francesi, di pari passo non !rono che la progressiva spersonalizzazione snazionalizzazione del l'Italici,l.n tutti i campi, dall'arte al. costume, dalla letteratura all'economia, dalla. poesia alla societ. Ci non poteva accadere senza un vero e proprio schiacciamento. della vita popolare _dell'Italia. In fatti, i periodi della nostra massima servit francese, che furono il primo quindicenni_ o dell'ottocento, e il periodo successivo alla. rivoluzione pi:ulamen tare del l'uno nell'aver sione feudale, l'altro. nella tariffa doganale del 1886, che furono le leggi pili insociali, che il popolo italiano qvesse mai sublto, nelle quali massimamente riluce l'egoismo borghese, l'egoismo specialmente della. bor gJ;!.esia ilalicina. Nel periodo intermedio, cio dalla restaurazione fino al 1849, in cui falll il 'tentativo di fare in Italia la repubblica francese, la borghesia, avendo, con l'eversione, tolto al popolo la terra, cercava il dominio politico dell'Italia, e di fare allora ci che pot fcue soltanto dopo il 1876, per la :morte di Cavour e le idee ristrette dei .successori. In quel periodo intermedio, la borghesia cospir, e il popolo rest indifferente od ostile. La borghesia non parlava l cuore dei popolo italiano, non gli ha parlato mai. Essa ha sempre concepito la nazione un'impresa industriale, un mercato, un popolo da riformare. Non ha mai cercato di capirla qual', e non la pu capire, perch ha origini intellettuali e non naturali.Tutto quello che in Italia ha avuto cipio dal 1789,si chiama dunque morte della nazione . Il 1789 una data nefasta, per l'Italia. E' tempo che i ragazzi delle scuole comincino a conos.cere questa verit, e che noi incominciamo a sgombrare la falsit della scuola borghese. Quanto a una data che possa segnare l'inizio della storia contemporanea, a parte che le epoche sorio divisioni arbitrarie e convenzionali, e che il. concetto di storia contemporanea molto discutibile; certo che l'invenzione della pila l'inizio di un pi intenso possesso delle forze terrestri e di cambiamenti sociali e benefici nuovi; certo che la data di questa invenzione il principio d 'una. nuova epoca della scienza ma il risorgere della civilt italiana non ha da vedere propriamente con l'invenzione di Volta. Non dimentichiamo che la nostra la civilt classica: non una civilt, ma la ci vilt. Non lo dimentichiamo, se vogliamo capire quello che. siamo, e aver fede in noi stessi. L'Italia quella che nasce col po.ema di Dante e che dal '300 al '500 ci fa vedere le leggi del suo genio, con uno splendore di opere, che non hanno paragone, se non in Grecia ed in Roma. Il Rinascimento significa appunto il rinascere PRECISAZIONE A proposito della fotografia di un contadino polacco, da noi pubblicata nel sesto" fascicolo dell rivista a pagina 31, diversi lettori ci hanno chiesto delucidazioni circa il tipo razziale cui tale immagine si riferiva. Precisiamo dunque che si tratta di un tipo di nobilissima razza europea, il qucle stato da noi accostato soltanto per gioni di contrasto a individui .di .altre razze. della civilt classica, .ed il carattere di questa civilt delle civilt datp dallo splendore di opere, che. sembrano scoprirei il vclto della divinit, e c;:he chiamiamo inu tili, perch la loro utilit profondissima e invisibile, a differenza delle scoperte scien. tifiche, la cui utilit 'tangibile, e costituise un progresso del commercio materiale e intellettuale degli uomini. Quel che successo di nuovo nel mondo il Rinascimento. Quel che successo di nuovo per noi stato il ritorno della nostra civilt, e Dante inizi questo ritorno: sarebbe quindi da abbandonare la cronologia generale e stabilire che la nostra storia moderna cominci con Dante. Nel '600, l'immaginazione nazionale ci abbandon a mano a mano che si svilupp e ci attrasse l'interesse mercantile e riflessivo della borghesia, che allora faceva le ossa e si preparava a diventare classe. po litica, guidata dal genio razionale della Francia. Gl'italiani allora si volsero a Cartesio e quell'animazione forestiera distrasse e inarid la scuola italiana. La scuola rivoluzionaria divent la scula della borghesia italiana. Si sovrappose alla nostra, la contamin, riducendo a concetti, che paiono universali, istituti, che non basta pensare, ma bisogna fare, che tutt'altra cosa, e specialmente introdusse questa confusione del pensare col fare. G B. Vico, scrivendo Ici storia della sua vita, rappresent quel triste periodo e con la Scienza Nuova fece vedere quali sono le facolt dell'arte poetica e della politica, dalle quali massimamente dipende la civilt. Scever il classico dal rivoluzionario prima che la rivoluzione francese fosse accaduta, rimise in onore la scuola italiana, e dobbiamo a lui se ora possiamo capire che il regno d'Italia non fu fatto dai plitici della scuola rivoluzionaria, che si proponevano altra cosa, e fallirono nel '49, ma fu fatto dai politici della scuola italiana, la quale fior specialmente con gli agricoltori del sette e ottocento, ed educ il fondatore del nuovo regno. Se quindi vogliamo mantenere questa di stinzione della storia contemporanea, dobbiamo kxrla principiare con una data significativa della nostra civilt, e crediamo che nessun'altra sia in tal. senso pi significativa di quella della pubblicazione della prima edizione della Scienza Nuova, avvenuta nel 1725. Ma come si fa a chiamare contemporaneo un avvenimento di oltre due secoli l? Anche questo di cercare l'attuale nel passato e assommarlo col presente, frutto di una tendenza non nostra. Non sarebbe meglio rinunciare a una distinzione sforzata? Diciamo che la storia moderna d'Italia comincia dal 1265, nascita di Dante, primo autore dell'Italia moderna. E quanto alla storia contemporanea, facciamola principiare dall'ra fascista. 45

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U:: avanguardista d 'un liceo milanese ci ha s critto una lettera e ce l'ha mandata cos piena di calore, come uscita dal suo animo, spinta da entusiasmo ed anche da ribellione. Egli dice che con il fascicolo della Vittoria, la nostra Rivista abbia fatto vedere' la sua concezione eroica della vita, e che, profondamente colpito, non possa fare a nieno di esporre. ci che, come lui, molti pensano, molti coetanei, avanguardisti, studenti, s'intende, come lui, del liceo milanese. Se il razzismo -egli scrive -Si pone di sublimizzare ci. che di pi puro e reale .v'ha nella vita, il sangue, e di im'pedire che venga misconosciuto od invilito da ibridismo, ebbene il razzismo deve avere, ed ha infatti, delle basi filosofiche e morali: il razzismo non deve essere trattato da un punto di vista puramente biologico, za intenzioni filosofiche o religiose". Questo comma del decalogo razzista umilia e !arpa le ali a ci che io .intendo un sublime ritorno alla vita, ed al riconoscimento dei suoi valori eroici, puri ed eteini. Come pu un giovarie che attrciverso gli studi classici vive nel mondo pagano, che ha esultato nel conoscere la possente rinascita del culto del bello riel '400 e nel soo un giovane che s ' nutrito di Carducci di Nietz sche come del pane, un giovane che ha sentito il ritmo dei versi dannunziani pulsare come il sangue generoso nelle sue vene, come pu un g iovane non vedere nel razzismo anzitutto il rinato culto della natura, mistico e puro? E se il razzismo ci che io dico perch sopportare una religione che umilia la vita, che al principio del suo dogma, con la concezione immacolata bestemmia l'amore purissimo, che a base della sua etica ha la rinuncia, negando ci che al principio della vita stessa, l'eroica volont di potenza? Quando un giovane si esprime cos -aggiunge -la saggezza degli adulti lo accus a di boria e lo compatisce: ora egli s i rivolge a noi, perch la nostra Rivista difende i .valori eroici, nel difendere la razza, e dice che dopo un'ora di sana fi losofia fascista; non si possa sopportare una meschina ora religioso, durante la quale l'insegnante crede opportuno inveire contro il razzismo, dicendolo contrario alla concezione cristiana della eguaglianza delle genti. Dice pt.ire : E' ripugnante che dei giovani, dopo avere im pugnato un moschetto o aver e vinto una gar a allo stadio, vadano a rinchiuders i in alcuni oscuri oratori, e perdano, per le meschi n e parole di un prete quella religione d ella vita e della natura, quell'amore per la lotta e per l'attimo eroico che insito nelle loro vene e che loro donato con la vita stessa, superba eredit romana e pa-gana. * L o slogo di questo avanguardista si chiude con la giustificazione della fede che egli nutre nella vita e in Roma; e noi ne abbiamo voluto parlare, perch r i o conoscere lo stato d 'animo dei giovani intelligenti, quando sincero, e perch in ques to slogo si racchiude una delle pi importanii questioni dell'educazione nazionale Questo avanguardista, cresciuto alla lede_ di Roma, non ha il s'aspetto che .Roma nacque cattolica ed era cattolica prima di diventare c r ist iana, e che perci pot fon dare il cattolicesi mo; e che il R inascimento fu splendore cattolico, e cattolico tutto quello che romano: che il cattolicesimo non questione d 'una confessione, per noi, JllAZZA JE ma questione di .nazione, cio di natura e c;li genio. Noi nascemmo cattolici: volle la provvidenza, dice Vico, che l'impero mano fosse in ogni particolare fatto a posta per diventare l'impero della Chiesa. Ma non colpa di questi giovani schi etti, lontani dal concetto cattolico, se il loro na tivo sentimento non si aperto, se innanzi ad una contradizione, s 'impennano,. 'diventano coiJ,seguenziari, protestanti, riformatori. La colpa dell'insegnamento, ancora fonappassionati intelligenti, se sc:mo rimasti dato sulla cultura: non questa o . quella cultura, ma su quella che propriamente la Arte nostra e Un Jaur.eando in architettura, che chiameremo D G per assecondare la sua modestia -giacch abbiamo il sospetto che non ultimo tra gli scopi della lettera da lui scrittaci sia stato quello di farsi della blicit -dice di aver letto "cpn curiosit e stupore" l'articolo di Giuseppe Pensabene su Arte nostra e deformazione ebraica (apparso nel n 6 della Difesa della Razza l La curiosit del D. G deriva senza dubbio dalla sua qualit di laureando, che lo fa giustament e ansioso di apprendere i segreti dell'arte cui vuoi dedicarsi. Lo .stupore deriva dalla presunzione d'aver gi appreso abbastanza e dal convincimento di potere addirittura insegnare. D G., infatti, sentenzia e sentenzia male; n gli risponderemmo se si limitasse a far questo. Ma sicco'me D. G ci' r ivolge delle domande; e siccome pensiamo che la risposta gli possa esser utile, ai fini di una buona laurea; abbiamo voluto dar larga soddisfazione alla sua cur io sit. * Noi rispondiamo sempre a tutte le lettere; anche quando .contengono delle sciocchezze. Il credere, come fa il D.G., che vogliamo rifiutarci, rivela una mentalit molto diversa dalla nostra. Comunque, eccomi: pronto a ciascuna delle sue domande. l l Nel mio p recedente articolo, dal titolo Arte nostra e deformazione ebraica avev o citato d u e passi, uno dei Dialoghi mi chelangioleschi di Francesco d 'Olanda, e )'altro de L'arte di edificare di Leon Battista Alberti. Nel primo, Michekmgelo espone ed illustra ampiamente questa tesi: nessun popolo stato mai dotato da natura di una cos alta disposizione per il dipingere come il popolo italiano. Nel secondo . l'Alberti dice di avere attinto il suo sapere in architettura dal continuo, appassionato, intenso studi o degli edifizii classi c i Ora D G mi domanda: che c 'entrano Michelangelo e l'Alberti con la questione della razza? C'entrano, proprio per le ch.iare ed. inequivocabili affermazioni, da me riportate: che, o il D G non avr lette, ed alloranon avr letto il mio articolo, o non avr capito, ed allora non c' pi nulla da aggiungere. 2) Avevo inoltre detto, nello stesso arti colo: il liberty fu una specie di restaurazione borghese del gotico e del rococ, (cio dei modo di sentire di alcuni popoli settentrionali), contro il rieoclassico. Questo era sempre il segno della nostra supremaz i a artistica sull'Europa, Rinunziandovi, non sol sanzionavamo la r ivolta contro di noi ma rinnegavamo la nostra stessa razza. Avevo poi aggiunto: ci fu capito in parte, prima e subito dopo la 'Grande Guerra. Al -. cuni dei migliori cominciarono a reagire allo Europeismo; e tentarono di riconquistare il nostro stile, accostandosi agli edifizii das sici. Intanto, durante questo .parziale distacco dall'Europa, in Francia e in Germania era successo un nuovo fenomeno. Sotto influenza della mentalit ebraica, divenuta prevalente nel dopoguerra vi si era perduta a poco a poco l'idea. che l'architettura un'arte. Dal piano artistico, legato alla qualit della razza, essa era stata fatta scendere al piano della pura economia, uguale per tutte le razze. Insomma, il materialismo mrxista entrava nell'architettura. Che conduceva in pratica all'assoggettamento di essa alla grande industr ia: .la quale vi portava le sue note esigenze d 'un consumo sempre rinnovato e di forniture sempre pi frequenti. Donde la p redicazione, continua e ormai esosa, della cosiddetta modernit. Avevo poi conchiuso dicendo: questa predicazione fu introdotta in Italia nel 1931. !l D G. mi domanda: gli Italiani allora. che cosa .hanno fatto? Hanno subito passivamente l'insegnamento ebraico, senza neanche accorgersene? Certo, caro D. G Quanti altri insegnamenti, della medesima origine, essi hannq assorbito! C una gran parte della letteratura, della musica, della pittura, della storiogralia, della filosofia della critica, durante gli ultimi dieci anni, ch pu darne evidente esempio. Ci capi .. lato a molti senza accorgersene, ma ad alcuni anche in perfetta coscienza; per i lor o 11:'gami di pc;xrentela d i amicizia o di dipen-denza propno da Ebrei. Quante all'altra domanda: come si pu provare che l'architettura razionale ebrea? la risposta anche qui nota d a un pezzo. Basta consultare qualunque Jibro che riassuma la storia di quest'architettura. per esempi o il Platz (edito in Germania nel 1928 sotto l'antico regime, e perci non certamente sospetto) per trovare, agli inizi d ei nuovo verbo, tre nomi: quello dell'ebreo En riCo Mendelsshon, quello del comunista Gro pius e di Le Corbusier. Ebraismo e comunismo, sono oggi, come tutti sanno, quasi l a medesima cosa. Il secondo non che il riflesso e la emanazione del primo. Ebraismo e comunismo che non rimane vano, per quelli, una cosa personale, indi pendente dall'attivit architettonica. Al con .trario, la distruzione di ogni valore d 'arte e di razza nell'architettura, e la riduzione d i essa ad un fatto economico, furono da lor o apertamente collegate alle vedute collettivi stiche e internazionalistiche del marxismo. Oltre che le loro opere, anche i loro scritt i sono l a dimostrarlo. Poi c' il fatto che proprio negli ambienti ebraici od influenzati dagli Ebrei, sono, ancora oggi, i pi accaniti sostenitori dell'architettura razionale. Stampatori: Societ Anonima Istituto Romano di Arti Grafiche di Tummineili & C. -Largo Cavalleggeri 6. Roma

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r co JL 11 C[ JE s o cultura, quella fondata sopra una unit di sapere filosofico. La vera scuola classica fa una cosa viva dell'erudizione, ma non. ti gione. La cultura invece un mastodontico sillogism:o. Questo ancora il fradicio della nostra scuola dassica. La tracotanza filosofica. La mancanza di limite, di vera filosofia, di senso E questa la ragione della decadenza delle lettere e delle arti, questo il modo di uccider': .la d cultura, non ha la pretenzione di chiudere in un pugno tutto lo scibile; sa che il linguaggio, l'immaginazione, e l'arte, come la natura, sono pi grandi della ra-' trmaz1one 3) Per esempio, all'altra domanda di D G. :he gli si citino gli Ebrei; i quali, in Italia, abbiano sostenuto (e tuttora sostengano) !'architettura razionale, si pu subito rispon:lere facendo i nomi di coloro che, sopratt utto stranieri, introdussero per la prima rolta da noi il nuovo verbo. Essi cominciaro no ad agire dal bsso, alla chetichella, :>perando sui loro coetanei studenti. Chi ignora, per. esempio il nome di Faludi, d ori gin e ungherese, divenuto in pochi anni, per mezzo del razionalismo, uno dei pi grossi accaparratori di affari architettonici a Milano ; di Levi Montalcini a Torino, di Ro gers, teorico fanatico, ed uno dei coriferi della rivista Casa Bella? Insieme a co storo si unirono altri o che si erano for mati all'estero soprattutto negli ambienti dell a Svizzera o della Germania prehitleriana, :ome .Sartoris, Pagano-Pogatschnig ecc., o che nella stessa Milano, avevano subito ,' inllusso dei paesi vicini alla frontiera, so;>rattutto attraverso le riviste. La notissima A rchitecture d'aujourd'hui che si pubblica a Parigi, redatta in gran parte da Ebrei, ed uno dei massimi centri propulsori dell'internazionalismo architettonico, era, fino da qul tempo, il loro vangelo. Questo primo nucleo, da Milano e da Torino, si fece promotore della polemica del 1931, per il rinnovamento dell'architettura. Essi, soprattutto i capi, cercavano per a quel tempo di svelare il meno possibile il s ignificato della parola razionale ; o -per :o meno di celare la sua portata. Era dif ficile perci immaginare, per gli altri, che .gssa implicasse la distruzione dell'architet:ura, come arte e come razza. E tanto !Il'eno che vi si nascondesse un retroscena ebraico. Cosicch avvenne che architetti, di Roma e di altre citt, dove quelle riviste e quelle idee, d'origine internazionale, :Incera non pervenivano, ne rimasero, in un ;>rimo tempo, all'oscuro. 4) Questo fu appunto il mio caso. Fu\ attirato da questo movimento, solo per la etichetta esteriore che gli si era voluta dare: rinnovamento dell'architettura. Come il D G stesso riconosce, ci che mi spinse a parteciparvi fu soprattutto il bisogno di reaal barocchetto .viennese il quale non era se non u'na forma precedente di interna-l zionalismo architettonico E' inutile, dunque, egli mi domandi, perch, dopo aver reagito xl barocchetto, io mi sia opposto al razi0 ncile. Ii motivo. era fondamentalmente lo stesso Solo intercorso il tempo accorgermi, su delle prove tangibili, della vera natura del nuovo verbo; 5) Questo tempo stato, del resto, moltu breve. All 'i nizio del 1933 gi ave>.ro preso pOGizione contro il nuovo progetto della Stazione d{ Firenze. Precisamente quando tutti ebraica 'quelli che avevano diffuso in Italia il razionalismo e soprattutto il nucleo di Milano e di Torino, che mostrava ormai nelle opere, il suo vero volto, cominciavano a trame dei vantaggi pratici. Appena la nuova moda attecch. e cominci a divenire proficua, me ne allontanai: pur essendo io stesso architetto. Questo mostra ad usura che ero in buona fede; e ri. prova, se ve ne fosse bisogno, come, ben !ungi dall'avere mai aderito alla sua essenza -che in principio ignoravo -m i ribellai, dinanzi ai primi esempi concreti di un'architettura che mostrava di non volere essere contemporaneamente anche arte. Del resto che idee io professassi. in proposito l'avevo gi mostrato chiaramente nel mio libro: Pu oggi esistere l'architettura?, edito nel 1930 Quanto poi ai nomi che D G cita insieme al mio, cio quelli di F. T Marinetti, Margherita G. Sarfatti, C. E Oppo, M Tin ti, M. Sironi, P M Bardi, A. Soffici, Roberto Papini, G Pagano, G. Ponti, R. Sartoris, V. Marchi, E Persico, Michele Biancale, Tridenti, Griffini, Minnucci, Aschieri, Piacentini, Foschini, ecc., a parte il fatto della arbitraria mescolanza, e che alcuni non possono essere citati davvero come di sostenitori e propagatori del razionalismo, a cominciare per esempio da quelli di Soffici, e di Foschini chiaro che, della loro attitudine, soltanto essi possono dare conto. Quantopoi al voler sapere se essi siano o no Ebrei, non c che un mezzo: prendere l'elenco dello Schaerf, pubblicato nel 1925, e ripubblicato varie volte in questi mesi. I nomi che D.G. mi richiede, poi, di architetti ebrei, che abbiano propagato in Italia il razionalismo e tuttora lo propagano, li ho esposti pi sopra. 6) Assolutamente infondata l'affermazione che l'architettura neoclassica italiana derivi da Winkelmann. E' noto che le cose stanno perfettamente al contrario. Prima del teorico tedesco c'era, in Italia, il Milizia, e meglio ancora, anchitetti come il Salvi, il Fuga, il Galilei, il Vanvitelli, per risalire fino al padre di tutti, che fu veramente il Bernini. In fondo, il barocco, non attecch mai a Roma; non fu che un Rinascimento prolungato. Poich classico, in tutti i tempi, si mantenne lo spirito dell'Italia: dall'etrusco al romano, dal romanico alla Rinascenza. Gotico e barocco rispecchiarono sempre lo spirito di popoli a noi estranei. Niente paura, perci, che liberandoci dal razionalismo ebraico noi ritorniamo al barocchetto. N barocchetto, n Winkelmann; n romanticismo, n accademia: ma riconquista dello spirito classico, proprio, in tutti tempi, della razza italica. G. PENSABENE virt, e proporre la furbena. Perch un prete. manca d suo ufficio d'insegnante, con una mancanza persino di ogni briciolo d'opportunit, e si mette contro la questione della razza, tu vuoi bttare a deinila anni di cattolicesi, cio di civilt italiana, di civilt, al singolare? Per. ch noi non siamo una civilt, ma la civilt classica, e lo siamo perch siamo cattolici. Non sai ch furono i preti a farci diventare anticlericali e irreligiosi, e che il torto era nostro? Che i preti sembrano fatti per metterei a questo paragone? I preti dovrebbero essere dei santi. Possiamo pretendere che lo siano? Quando li vedi sbagliare, pensa che non sono dei santi, e ti farai capace, senza cadere nello stesso sbaglio, nella stessa pre:tenzione di questo tuo orgoglioso' insegnante. Non hai mai visto il tuo paese in guerra con la Chiesa? Forse per questo ha cessato di essere cattolico o ha perduto una fede tanto antica e profonda? Non hai mai visto il governo della tua nazione in contrasto con quello della Chiesa? Ha forse per questo il governo mancato di rispetto alla sua religione, negata l'infallibilit della Chiesa? La Chiesa ha i suoi grandissimi fini, la nazione i suoi: possibile che .qualche volta non si trovino in contrasto? Se non ci si trovassero avremmo finito di vivere sulla terra e faremmo parte dell'assoluto. Non cercate di risolvere le contradizioni, gli avvenimenti non sono un discorso, la loro logica remota e profonda, cerca di capire e non affrettarti a definire quello che succede. E se tornando da oiazza d'armi o dallo stadio, sei condotto c;;d un oscuro oratorio, pensa che Ettore Fieramosca e Fanfulla e il fiore dei guerrieri si confessavano e comunicavano, e pregavano. Erano fortissime nature, che il pi pettinato ragionamento non avrebbe persuaso, e Dio le persuadeva: erano peccatori ed erano cattolici Chi ti ha detto che il dogma cattolico bestemmia l'amore? Tu non puoi ignorare che il cattolicesimo aristotelico ed ha i piedi ben piantati sulla terra. Tu stesso esalti le opere del Rinascimento. E quello non fu splendore della Chiesa? E Dante. Michelangelo, li puoi immaginare, se non li immagini cattolici? E che sarebbe l'Italia senza Dante? Tu dici che allora rinacque il culto del bello. Non fu un culto. La questione tutta qui. Rinacquero le opere, rinacque un mondo oggettivo, e questo il carattere classico della civilt della Chiesa. Tu parli di eroica volont di potenza. Che te ne fai di questo eroismo e di questa potenza se non sono creatori di opere? E quale potenza cerchiamo noi oggi se non quella .di costruire opere memorabili? Leggi Nietzsche, ma lascia stare quello che hanno creduto di trame i politici: egli ha fatto una strage in questo senso. Pensa invece che la vita di Nietzsche un viaggio alla civilt del Mediterraneo. E leggi Carducci, leggi D 'Annunzio; ma ricordati che i tuoi studi son classici e che devi leggere le opere dei massimi maestri della nazione italiana. Noi siamo vivi e moderni per Manzoni e Leopardi. Cerca nelle opere di Leopardi, nello Zibaldone, le risposte ai tuoi dubbi, alle tue generose insurrezioni. E leggiti Vico, la Scienza Nuova del 1725. che ti far entrare in quel vastissimo mon do, e poi l'ultima edizione di quell'opera, che si dir quello che siamo, noi italiani, e parler alla tua fantasia. Ricordati le parole di Goethe, quando Filangieri gli dette la Scienza Nuova: bello per un popolo avere e venerare un tal padre. Direttore responsabile : TELESIO INTEBLANDI


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