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Difesa della razza : scienza, documentazione, polemica, questionario

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Material Information

Title:
Difesa della razza : scienza, documentazione, polemica, questionario
Physical Description:
Serial
Publisher:
Società anonima Istituto romano di arti grafiche di Tumminelli
Place of Publication:
Roma
Publication Date:
Frequency:
semimonthly
regular

Subjects

Subjects / Keywords:
Race relations -- Periodicals   ( lcsh )
Jews -- Periodicals -- Italy   ( lcsh )
Race relations -- Periodicals -- Italy   ( lcsh )
Genre:
periodical   ( marcgt )
serial   ( sobekcm )

Record Information

Source Institution:
University of South Florida Library
Holding Location:
University of South Florida
Rights Management:
All applicable rights reserved by the source institution and holding location.
Resource Identifier:
usfldc doi - D43-00010
usfldc handle - d43.10
System ID:
SFS0024306:00010


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Difesa della razza : scienza, documentazione, polemica, questionario.
n Vol. 2, no. 4 (December 20, 1938)
260
[Roma :
b Societa anonima Istituto romano di arti grafiche di Tumminelli],
December 20, 1938
650
Race relations
v Periodicals.
Jews
z Italy
Periodicals.
651
Italy
x Race relations
Periodicals.
1 773
t Difesa della razza : scienza, documentazione, polemica, questionario.
4 856
u http://digital.lib.usf.edu/?d43.10



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II. N. 4 SPEDIZ. IN BB. POST ALE 20 DI<.'EMBRE XVII SfiENZADOCUNENT!ZIONE POLEMIC! OUESTIONABIO

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ECCO LA SEDE DELLA "DIFESA DELLA RAZZA" PIAZZA COLONNA POR TICI DI VEIO ROMA (TELEFONI: 63737 -62880) T utta la corrispondenza va inviata a questo indirizzo. Prossimamente sara aperta una sala per il pubblico, dove ognuno potra avere in lettura non so !tanto Ia rivista, ma anche i migliori e piu rari libri italiani e stranieri sui razzismo e sull' ebraismo 2

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LAMEDICINA PREVENTIVA E L'ISTITUTO NAZIONALE DELLE CURAZIONI "eurate Ia vostra salute quando e t In eg-ra r cENTRI sANITARI DELL'ISTITUTo NAZIONALE DELLE ASSICURAZIONI, DOT A TI DEI MEZZI Dl RICERCA PIU PROGREDITI CHE-LA SCIE-NZA OFFRE, SONO POSTI A DISPOSI. ZIONE GRAZIOSA DI TUTTI GLI ASSICURA TI 3

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4 l' imponente torre del grande a _lbergo "Duchi d'Aosta" CCJRlJEJO) 111rC0) 111r AJLJIA.NCO) SOCIETA ANONIMA CAPITALE L. 500.000.000 -RISERVE L. 111-659.733,35 lElU.JE COUCUA\JLJE: C(i,JENJrV A. : FILl ALI IN IT ALIA: Abbiategrasso Acireale Acqui Alassio Albenga Albizzate Alessandria Ancona Aquila Arez:zo Asti Bari Barletta Bedonia Bergamo Biella -Bologna -Bolzaneto (Genova) -Bolzano Bosa -Brescia Brindisi -Busic Arsizio Cagliari' Camogli -Cantu Carrara Casale Monferrato -Caserta Cassano Magnago Castano Primo Costellamare di Stabia Catania Catanzaro Cesena Chiavari Chieti Civitavecchia Coggida Como Comigliano (Genova) Cossato Cremona Cuggiono Cuneo Domodossola -Faenza Fagnano Olona Ferrara Fidenza Firenze Fiume Foggia Forli Frattamaggiore Gallarate' Genova Iglesias Imperia Lanusei La Spezia Leece Lecco -Legncmo Lentini Livomo Lodi Lonate Pozzolo Lucca -Lugo Lumezzane Magnago -Meda -Messina -Mestre (Venezia) Milano -Modena -Mola di Bari -Molletta -Monopoli -Monza Mortara. Na-poli Nervi_ (Genova) -Nocera lnferiore -Novara Novi Ligure -Oristano Ospedaletti Padova Palermo -Parma -Pescara Piacenza Pietrasanta Pinerolo Pisa -Pistoia Pontedecimo (Genova) -Prato Rimini Riposte Rivarolo (Genova) -Rovigo Samarate Sampierdarena (Genova) S. Giovanni a Teduccio (Napoli) Sanremo -San Severo S. Maria Capua Vetere -Saronno Sarzana Sassari -Savona-Schio Secondigliano (Napoli) Seregno Sesto S. Gio vanni Sestri Levante Sestri Ponente (Genova) Somma Lombardo Squin:r:ano Taranto Temi. Torino Torre Annun ziata Torre del Greco Trento Treviso Trieste Udine Varese -Venezia -Ventimiglia -Vercelli -Verona -Viareggio Vicenza Vigevano Voghera -Volterra Voltri (Genova}. ESTERO: Sede a Londra Officio di Rappresentanza a New York.

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ANNO II NUMERO 4 20 DICEMBRE 1938-XVII ESCE JL 5 E II. 20 Dl OGNI MESE UN NUMEIIO SEI'ARA T O LIIIE l AllllONAMENTO ANNUO LIJIE 20 SEMESTIIALE 1 2 E S T EIIO IL 001'1'10 Direttore: TELESIO INTER LANDI Comitato di r edazio n e : pro f d ott. GUIDO prof. d o tt. LIDIO CIPRIANI d ott. L E O N E FRANZ -d ott. A R C E L L 0 R I C C I d o t t L I N 0 B U S I N C 0 Scg r e t ario d i r edazion": GIORGIO ALMJRANTE SCIENZADOCU:MENTJ\ZIONE POLEUICA OUISTIONJlRIO voi fhe Ia l"ftzza 11el dg11ififato pill pro r o ndo ed immutabile. \loi 11011 fate i matrimo11i mbti i amori 11011 dalla ferfhia del villaggio o tuUo al pili della provi11da'" (MUSSOLINI AI BOHIFICATORI. 26 OTTOBRE XIII)

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Di endiamo-nella m le qualita della razza A. tutti i numerosi provvedimenti adot tali dal Regime per 1a difesa della ma dre e del fanciullo viene oggi ad ag giungersi quello che vieta i matrimoni tra ariani e non ariani che tale questio ne sia pure indirettamente coinvolge. Questo provvedimento in effetti viene a tutelare le future generazioni prima ancora che siano concepite. In sostanza e stato istituito una specie di certificato di purezza nizziale per coloro che d'ora innanzi vorr.anno unirsi in matrimonio con uomini o donne di razza italiana In ta:l modo Ia razza viene difesa in ma niera radicale da tutte le cause di dege ner, azione biologica, politica e spirituale che derivano dal meticciato Difendendo nel germe Ia nostra raz za noi manterremo nei secoli la nostra purezza e quindi salveremo quei tesori insiti in noi stessi, che hanno avuto le loro manifestazioni palp.abili neUe opere che l'ltalia ha prgiettato nel mondo: Sot to questo aspetto il razzismo si diversi fica profondamente dai vecchi movimen ti a carattere puramente antisemita in 6 t f.AMIGUE DIMORANTI IN J. NEL PAESE K Nll PAESE J quanto non solo verso il ceppo ebraico e rivolto rna verso tutte le razze non aria ne indipendentemente dai loro valori razziali. Difendendo difatti Ia purezza della nostra razza noi difendiamo per i secoli che verranno le qualita proprie di essa. Preservandola dall' imbastardimento noi difendiamo Ia futura pianticella nel seme stesso e come un giardiniere fac ciamo opera di sapiente selezione impe dendo al fiore che era bianco di mutare il suo colore iu rosso e viceversa cer chiamo di esa'ltarne sempre piu le qua lita che riconosciamo a lui solo proprie. E poiche il paragone dei colori dei fiori potrebbe far sembrare che noi ci riferissi mo sO'ltanto a dei caratteri esterni pro. pri del soma, noi aggiungiamo che salvaguardando Ia purezza dei corpi favoria mo anche Ia purezza deg'li animi, e, im pedendo l'ereditarsi di caratteri tipolo gici estranei alia nostra razza impedia mo anche l'ereditarsi di qualita psicolo giche che non sono nostre. Q SPOSATI NELLA CITIA P NEL PAlS( D NELLA CITTA P. GltAV[ DEFICIENZA MlrHAll LI(VE DHICIENZA MEN TALE 0 .. l\.OOIIZZATO

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. ernlta In questa maniera noi difendja:mo Ia nostra razza dai fattori esterni di dege nerazione. E' pero necessario soffermar ci un momento sui fattori di degenera zione intrarazziali. Un vecchio detto afferma: Genitori sani figli sani; genitori ammalati figli ammaJati Questa affermazione, considera:ta in generale, contiene una grandissima verita. L'esperienza comune mostra come gli alcoolizzati appartengono per lo piu a famiglie di alcoolizzati, come pure molti_ ammalati di mente, ap partengono a .famiglie di ammalati di mente. Questi esempi potrebbero moltiplicar si e purche uno di noi si soffermi un poco su questi problemi potra ritrovare nella sua memoria i casi di malattie o di difetti ereditari. Davanti allo spettacolo pietoso di fa miglie nelle quali l'epilessia si traman da da secoli, talora piu manifesta in una generazione e rneno in un'altra, di fami glie di pazzi, di famiglie di delinquenti, ognuno di noi resta dolorosamente tur bato, e pensa alia fatalita delle leggi ereditarie e alia tragedia che incombe e intacca Ia razza non dall'esterno come e quella del meticciato rna dall'interno stesso di essa. Se noi consideriamo attentamente i principali fattori di aecadenza razziale diffusi in Europa, indipendentemente dall'imbastardimento, noi possiamo ri durli a quattro principali che sono l'ab bandono del'le campagne, la vita neUe grandi citta, fa denatalita, e }e malattie ereditarie. Contro i tre primi fattori il Regime da lungo tempo combatte stre Iiuamente. Si puo anzi dire che il razzi smo fascista abbia proprio il suo inizio in quest'azione di difesa generale della razza italiana, azione di difesa genera1e che e stata seguita con attenzione e con ammirazione da} mondo intero. E' utile pero richiamare dei nostri lettori sul'l'ultirno .fattore di degenerazione di una razza, che e ap punto rapj>resentato dalle malattie eredi tarie. E' necessario ancora ria:ffermare il concetto che soltanto una razza intima mente sana potra essere sicura del suo avvenire. Questo concetto ha valore uni versale e perenne perche corrisponde ad una Iegge generale del'la natura. In natura non c' e possibilita di vita utile per il debole, per il degenerato, per chi non puo Iottare per difendere se stesso e Ia propria specie; appena un uONNE TRASMETIONO lE MALATIIE RESTANDO APPARENTEMENTE SANE @ PORTATRICE APPARENTEMENTE SANA OALTONISMO [J r>Al TONIC:O ll DALTONISMO E MALAT TIA LEGATA Al SESSO CIRCA 8 VOLTE Pill FREOUENTE CHE NEGLI ALTRI POPOLI. COME GIA DA 2000 ANNI 51 CONOSCE DAL TALMUD QUANDO AD UNA DONNA SONO GIA MORTI DUE FIGLI A CAUSA DEllA CIRCONCISIONE ll TERZO NON DEVE .ESSERE CIRCONCISO UN RAGAZZO PUO NON ESSER[ CIRCON CISO QUANDO 2 FIGll DELLA ZIA MATERNA SONO MORTI DciPO LA CIRCONCISIONE UN RAGAZZO Al QUALE SONO MORTI PE0 A CIRCONCISIONE DUE fRATEUI A!':CHE SE DA DIVERSO PADRE NON PUO ESSERE CIRCON CISO LO PUO UN RAGAZZO Al QUALE SIANO MORTI DUE FRATELLASTRI Dl ALTRA MA:lP.E DEFICIENTE () ALCOOLIZZATO (_) ILLEGITTIMO GENiTOR! S A N I BAMBINI S A N I GENITOR! MALATI BAMBINI MALA T1 7

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ramo incomincia a intristire viene sc)liantato, appena un anianale non puo pili lottare soccombe. Delle miriadi di 1.emi che il vento diffonde lontano sol tanto quelli sani possono riprodursi, gli altri non germogliano neppure o dimno una :pianticella che non potra vivere a lungo. In tal modo brutalmente Ia natura provvede, senza pieta alcuna -per i sin goli individui, a che le specie e le razze restino sempre uguali a se stesse non solo rna nella perpetua Iotta per una vita migliore possano migliorare. La nostra morale ed i nostri sentimenti ci impediscono di trarre da questo esem pio delle conseguenze irragionevoli; nella r.ostra societa civile noi abbiamo il do vere di tutelare onorevolmente chi e de lJOle e chi soffre e non e certo l'ltalia il paese in cui non si aiutino con ogni mezzo color<> che per Ia razza costitui scono pili un peso che una forza. Non e pero senza ragione che dobbiamo trovare nelle nostre belle c sane tra dizioni Ia soluzione di questo problema della degenerazione intrarazziale. Poiche Ia soluzione e nota .ai nostri forti abita tori delle campagne, i quali ben cono scono come da1la sanita del coniuge di pende J.a sorte stessa della famiglia. Nelle nostre campagne il matrimonio non e questione di convenienza o di ca-priccio; e essen zialmente un dove re. A questo ri guardo bisogriil' ri cordare come l'an tica dei nostri rurali fa si che essi prima 'di decidersi aile noz ze indagano nella faJIDiglia della fu tura sposa e vice versa questa nella famiglia dello spo so, risalendo a ritroso nel corso delle generazioni. E poiche nei p aesi si conosce tutto si riesce anche a sa perc se nella famiglia della futura compagna esist<;mo delle tare eredita rie, rappresenta_te da pazzi, da idioti, da sordomuti, ecc e all ora, a meho che la sf renata passion o il malinteso interesse non prendano il sopravvento il matrimonio non avviene affatto. Nelfe citta questo procedere cosi semplice e antico e completamente di menticato e per ignoranza o leggerezza i) numero dei t .arati ereditariamerite si diffonde ogni giorno "di pili. Quest o come ripeto .:.._ e contrario aile nostre tradizioni italiane e ai nostri sentimenti. Perche e una cosa molto differente aver e pieta per una che e nata disgra ziata ed un' a'ltra tollerare Ia leggerezza di chi mette al mondo olo come difesa della purezza del nostro patrimonio biologico e spirituale m a anche come difesa della sanita di quest u patrimonio. Un inteso orgoglio di razza deve com}irendere a-nche Ia coscienza del gra vissiano tra tutti i doveri di manfener e sano se e sana Ia propria discen denza. Colui, che sapendolo, perpetu a delle tare ereditarie com pie un delitt o altrettanto grave di chi mette a! mondo dei bastardi .E' .da tale che 6ipende Ia vittoria della Campagna razziale in questo importantissimo settore. E' ri.ecessari o quindi che un'adeguata propaganda s r gnalia tutti gli ltaliani i pericoli cost1 -tuiti daHe ta:e ereditarie. GUIDO LANDRA

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ma JiJmovarsi ognora. Picciol Torquato voqlio che di sua madre in bracclo sorrida al padre e tendagli le sue manine tenere con la boccuccia schiusa. Somigli al padre: estranei che pur non lo conoscono ih iui ravvisin Manlio. e spiri pudicizia mat_ema il suo bel viso. CATUJ.LO (Trad. haaszl) Mater Matuta (IV-m sec. a-Vanti Cristo) R. Museo Nazionale di Villa Giulia Roma. Parecchi sono i gradi della societa umana. Prescindendo da -quello dell'umanita nel suo complesso, ci tocc<;:r piu da vicino la societa costituita dagli individui della medesima stirpe, nazione, lingua: nessi che assai strettamente congiungono gli uomini tra loro. Ancora piu intimamente li vincola l'appartenenza alia medesima citta; infatti, i cittadini hanno molte cose comuni fra loro: il foro, i templi, i portici, le vie, le leggi, i diritti, i tribunali, le votazioni, inoltre le relazioni d' amicizia, gli interessi e i molti rapporti reciproci d 'affari e di commerci. Ma ancora piu intimo e il vincolo della parentela; esse:> infalli dall'immensa associazione_ del genere _uma. no si restringe in un campo limitate e circoscritto Pcii essendo comune per natura a tutti gli esseri animali l'istinto della procreazione, la societa e cootituita arizitutto dallo stesso matrimonio. Giunone che allatta Ercole Museo Vaticano. CICERONE De Olftclb 9

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Donna e bambino a banchetto (rilievo del n sec. dopo Cristo) -Ginevra -Museo di Storia dell"Arte {opera esposta alia Mostra Auquztea della Romanita). benigne Iesu. in dulci somno. li:J:tem!Jii. diJecte puer, iam dormi, dormi.: f.;J:llcm!Jii, pro dulcis Maria stat vigilans, SalvatC)rem natum in Te adorat. sol\un lacrimans unda su8pirat . ,. non ventus, iam aura Dormi, dilecte sed iam quiescit: Et s'olum natUm Deum adorate . Rilievo dedicate aile nutrici Auguste (fi-lll sec. dopo Cristo) -Maribor-Museo {Opera esposta alia Mostra Auqustea della: Per madre di famiglia dobbiamo intendere colei che visse sempre onestamente. Poiche e dai costu mi che si distingue tra le altre donne la madre di famiglia. Non importa quindi ch'ella sia mari tata o vedova, o nata da gente libera o da gente servile: non sono le nozze o i natali che fanno le madri di famiglia, sibbene i buoni costumi. (ULPIANO Dig). Un tempo, il figlio nato da ca sta sposa non si educava nella stanza della nutrice mercenaria, rna nel grembo e nel seno della madre cui tornava a principalis sima lode tutta dedicarsi ai fi gliuoli. Severita di costumi e di sciplina queste, le quali si ripro mettevano che la natura d'ognu no, integra e pura d'ogni vizio, con tutta l'anima si volgesse alle cose buone ed oneste. (TACITO Dial.)

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g, LA MADRE NELL'ARTE Uno degli aspetti piii caratteristici del disordine artistico al quale assistiamo e senza dubbio questo. Si e detto da quaranta anni, e pareechi ancora purtroppo ripetono (con un vigore che sembra crescere ad og'ni nuova pubblicazione crociana) che rarte e solo fine a se stessa; e che derivando dalla assoluta par ticolarita dell'indiviauo, puo scegliere i suoi soggetti aU'infuori di quals1asi vincolo sociale e morale. Si patria, costume decenza, valori che nascono tutti
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Pietro Longhi: Scene di famiglia ('Venezia -Museo Civico). passato. Oggi s i e gia a queUo del cambiamento di direzione In qu es to caso Ia nuo v a direzione e l'imbruttimento. Con una unanimita che c e rto viene da un'intesa, l.a Ietteratura e Ia pittu ra, dette d'avanguardia deridono deformano deprimono in tutti i modi Ia famiglia. Gli espressionisti ebrei e non ebrei del Gruppo di Novembre a Monaco; 1 surrealisti ebrei e non ebrei di certe gallerie ita liane l hanno sempre fatto. Persino nel eoncorso tenutosi nel 19 3 6 a S Remo p e r un affresco suUa Matcrriitii qualcuno oso, nel particalare e nel bozzetto, mostrare sotto il pretesto della ricerca plastica questa tendenza denigratoria Non poteva evidentemente s ottr.arsi alia direttiva, internaziona:listica e d ebraica, del suo gruppo. Eravamo dunque a questo pun to: non solo l'arte staccata dalla nazione, non solo staccata dalla societa: rna ormai apertamente contro di entrambe mirando a col pirle nella famiglia ch e e Ia Non e c'redibile fino qual punto l'internazionale dell'.arte, diffusa in molti paesi, e stata costante in questa sua azione. La sposa, Ia madre, il blunbino sono tra i sciggetti piu frequenti di pittori e scultori L'ebreo polacco Epstein si e reso celebre recentemente su. a Genesi : una statua neolitica, destinata a r endere schifoso e mostruoso ii concetto ch'e ss a vorrebbe iUustr are. E ancora all'ultima Biennale di Ve nezia, ove egli in uno dei padiglioni stranieri desta vano ribrezzo quelle teste e queUe mani di bambino, presen tate quasi come i frammenti d'un feto. Erano visibili a Monaco, l'anno scorso, nella Mostra dell 'arte degenerata le oiTlbili sta tuette in legno di Hofer,' lo sposo e la sposa, oppure soltanto pitture intitolate Ia sposa ed altre intitolate Ia fa.miglia di Meidner, di Feininger, di Pascin, di Adler, di Kisling, tutti ebrei e fondatori dell'Espressionismo, .e di altri ariani al I oro 12 serv i zio Nolde Heckel, Tappert, Pechs tein, S c hmidt Rottluff, Marcks, Melzer, Kampmann, Rohlfs Hofer tutti ebraizzati. In Italia, dietro l'esempio dell'ebreo Ca g li una delle cui specia.Jita er.a di dipingere in modo schifoso i bambini ( il bambino con f'oca :., .Ja bambina rachitica ecc. ecc. ), pa recchi altri, purtroppo giovani hanno cominciato a s eguir e l e sue orme. Non c'e dubbio dunque, che per questo come p e r altri so g getti, l'arte intemazionale ebraica s egue una sua d e termina t a po'litica. Li tratta nel modo piu confacente ad una azione, che ben dall' essere e prima di tutto sociale. Possiamo continuare ad ignqrarlo? Possiamo Iasciare che prosegua la sua opera solo perche ci viene a:gitata dinanzi come uno s pec chietto la parola modern o ? E non basta credere che s ia tolto il male rimovendo dalle posizioni piu in vista acuni arti sti ebrei. La loro arte (se e lecito usare questa continu a anche senza di I oro; attraverso l'opera dei I oro seguaci. Oltre che a quelli, bisog:na dunque por mente a l perdurare della loro iniluenza. Ma prima di tutto importa quello che finora assai poco s'e fatto: pens are agli artisti itll'liani. Liberarli da questa morti fera in ternazionale. Permettere che i migliori di loro i qila:li anche in questo disordine hanno continuato Ia loro tradf zion e, l a tra smettano ad altri. Anche su questo soggetto della maternita vi sono gia, per lciro merito, opere insigni : per esempio di Soffici, di Trifoglio, e di due giovani Margheri e Tito, ri v ela tisi al concorso di S. Remo. C'e sempre viva tr.adizione italiana; ma rna nascosta dal soverchiante internazio nalisnio. Bisogna liberarla. Questa senza dubbio e .Ia cosa piu urgente da fare. GIUSEPPE PENSABENE

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fklli,oe fl-K(U1, Ot' piU di fM.i, eke di 00 UuUo-ck.& oolo. UM4. OOMUcia u.e. ... Frcmcesco d i Giorgio: L a M a d onna col figlio ( Siena A ccademicr d i Belle Arti} Desiderio da Settig n a n o: La Madonna col bambino (T orino Acca demia di Bell e A rti). JL a madre si rinchiuse nella camera, e piagnendo con gran d e lamento diceva: Figliuola mia dolce Eugenia, dove se' tu che io non ti trove, com'io soleva, in camera? Chi cosi disav venturatamente t'ha tolta alia tua madre tapina? Che nueva generazione di perdita e questa? Dove al mondo se' nascosa, e nulla mente lo puote imaginrue e comprendere? Se mi t' avessero tolta, figliuola mia, i feroci brubari e i crudeli saracini, molto meno trista sarei; imperocche Ia tua risplen dente faccia e chiara persona e !a tua sapienza t'avrebbe fatto onere ira principi e nobili baroni, e saresti stata glori ficata e magnificata da ogni grande signore. E se fossi stata rr.enata nel capo del mondo, nulla impossibile m'averebbe tenuta, ch'io non ti fossi venula a vedere; ne fatica veruna ci sarebbe di_ ricomperarti tanto oro, quanto tu pesassi. Se tu fossi morta neUe braccia mie, molto piu contenta sarei; e imbalsimando il tuo vergine corpo, serbata t'arei per mia consolazione; e quasi come dormissi t'arei contemplando ve duta. Ma ora, figliuola mia, niuna consolazione ha !a trista madre tua. Guardo per tutto il palagio, e non ti veggio; nel quale, ligliuola mia, vestita di gloriose porpore, e coronata di corona splendidissima, per le molte e lucenti pietre pre ziose risplendevi, come stella nel cielo; e ora ogni c osa mi pare oscurata. Perche da noi ti se' prutita, stella diana? Ma vie piu scurata e !'anima mia; della quale per Ia Ietizia ch'io per te ricevea, era quasi mezza Ia vita mia. Quando io entre, e veggio le gioje tue, sempre mi si rinnuova il dolore, e piango amaramente su te, diletta figliuola mia, e dico: Ecco Ia corona tua, Eugenia mia, Ia quale io soleva acconciare in sui tuo biondissimo capo, e tutta Alessandria face:va ailegrezza, quando ti mostravi ne' tuoi ornamenti; ora di te son vedova, e tutta Ia citta e contristata per Ia tua nuev a e inaudita partenza. Quando io era triste e manin conosa, e io ti vedea, subito, come caccia Ia luce del sole le tenebre scure, cosl Ia tua lieta faccia cacciava da me ogni nebbia di tristezza. (DOMENICO CAV ALCA) (1270-1342) Onde, si come. nato, tosto lo figlio a Ia tetta de la madre s'apprende. cosi. tosto come in esso alcuno lume .d'animo appare. si dee volgere a Ia correzione delpadre, e lo padre lui ammaestrare. E guardisi che non li dea di se essemplo ne 1' opera, che sia contrario a le parole de Ia correzione: che natural mente vedemo ciascuno figlio piu mirare a le vestige de li patemi piedi che a l' altre. (DANTE Convlvto IV. 24) 13

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MADRI. SULL( Tra i tanti temi trattati e i di cui usufruisce il Ia maternitii rion e stata dimenticata. Anzi, si puo affermare che il momento del P!lrto ha contribuito a dare al film in cui e stato introdotto un mumento di scarna solen nita, un tono improvvisa: mente piu colorito, portan dolo, qua:che volta, in un clima di poesia. Cio dipen de dal fatto che iT parto e 1 isolto, al cinematografo, con mezzi indiretti, facen do cioe vedere, al momento culminante, altri quadri e narrando il .parto per via annotando le rea zione. o1treche su: Ia madre, su altre persone, o impo stando paralleli sulla vita anima1e o sui paesaggio e creando intorno tutta un'at mosfera speciale. E ognuno sa come Ia indirett;a sia uno degli aspetti piu efficacemente caratteristici del Hnguaggio cinematografico, per che Ia visione della reazione o del parallelo, l'a:Husione stimo lario Ia fantasia a creare l'immagine non vista secondo il pro prio stato emotivo, che risulta in ogni cru:;o superiore all'i.mma gine quale o potrehbe essere nella realtii. Torna alia mente, per esempio, il momento del parto nel film La buona terra di Franklin, tratto dal romanzo di Pearl Buck. L'urugano si scatena improvviso con Ia furia delle forze primitive indomate dagli uomini, sparpaglia il grano sconvolgendo i covoni, strappa le messi, liquefa Ia terra tra sformandola in mota molliccia e insidiosa. La donna, in stato interessante, aiuta fino all'estremo limite delle forze il marito a caricare su} Carro iJ grano che e possibile raccogliere, poi, esausta, sviene. L'uomo Ia porta a braccia in casa, dove regna Ia calma, malgrado il vento che penetra dalle fessure della porta e dalle sconnessure del tetto; poi, va fuori. II regista si indugia a farci vedere vari aspetti dell'interno della casupola che s cricchiola paurosaniente per ii vento, senza mai ritrarre la donna fin quando non si sente i1 roco vagito d:!l neonato. In questo momento l'uomo torna. L'evento e cosi innestato in un grandioso spettacolo naturale, quale e l'uragano, il che ha dato Ia possibilitii di creare un ambiente speciale, aumentare Ia dram maticitii del momento e rendere efficacemente con un mezzo indiretto i l momento della nascita. Nel film I fuggiaschi di Gustav Ucicky, invece, una nascita, inclusa nel film, ha piu che altro un valore simbolico. I fuggiaschi e la storia di un gruppo._di tedeschi che, durante i giorni della rivoluzione cinese, riesce a scamparla e a tornare verso Ia patria, riattivando un tronco ferroviario in uno sforzo 14 sovruriiano di volontii. 'La nasr.ita avviene stesso momEmto che un uomo muore. Con poche battute, il regista ha creato il contrasto mortevita ; che ha: il val ore di suggerire spettatore Ia continuitii della vita. Resta pero stabilito che in questo film la nascita .ha _valore di sovrastruttura, puramente decorativo e difatti non C()ffiUnica alcun effetto veramente emotivo, perche staccata dal tronco narrativo del film e quindi al di fuori della cssenzialitii della trama. Diversi altri film hanno incluso nella narrazione, e sempre piuttosto felicemente, una nascita ; rna mol to piu interessanti appaiono i fi.I.m. dove i! tema della matern itii trova pieno e ampio svolgimento : Si tratta, evidentemente, non di maternita di madri rna di ragazze. E dico : evideritemente, perche il cinema riesc e in modo speciale a sviscerare aspetti drammatici e polelnici della vita sociale e con Ia suggestione della sua presunta veridicita. riesce molto piu persuasivo della carta stampata; anzi, pili che c()TI'vincere, il cinema travolge e lo spettatore resta so g giogato dalle conclusioni prospettate dagli autori della vicenda. Per queste ragioni, il cinema deve essere sorvegliato e bisogn a s<)prattutt() che i realizzatori di film sentano 'Ia responsabilita morale di quello che fanno, anteponendo a questa esi genza Dulil momenti del film di Paul "Maria leggenda ungherese ", dove il tema della matemita e stato affrontato con accenti di deli cata poesia.

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SCHERMO tutte le altre.; cosa che, purtroppo, il piu delle volte non accade. C osi, a film che, pure mettendo in guardia contro 1 pericoli, costituiscono un trepido in no all a matemita, si oppon g ono film in cuj Ia maternita viene presentata come Ia piu g rande disgrazia che possa capitare. Alia prima tendenza appar tiene, per esempio Maria Jeggenda ungherese di Paul Fejos e alia seconda ap.partengono 11 caso di Lena X :t e Una tragcdia americana dell'ebn! o Joseph von Sternberg. E non e s enza significato che proprio un ebreo si sia schierato tra i c ondannatori della maternita. Mentre Maria Ieggenda ungherese pur mostrando abba s t i mza chiaramente i 'danni di una precoce maternita, e tutto un inno di poesia, a'lla materll'ita, II caso di Lena X e Ia c rudele storia di un'anonima servotta che, diventata l 'amante del padroncino e poi madre, s i avvia irrimediabilmente sulla del delitto e della prostituzione. 11 soggetto e sostenuto da uno svolgimento di tipica mentalitB. ebraica. Di piu perfida ba s sezza morale e Tragedia americana;., dove un giovanotto d e lla media borghesia americana, ad evitare il matrimonio con una ragazza da lui posseduta, quando viene a conoscenza della sua gravidanza, Ia uccide durante una gita sui lago alia quale l'aveva invitata. Per un po' di tempo riesce ad eludere Ia polizia, poi e arrestato e, dopo un lungo penoso processo ; e c ondannato. Tutto il film, che vuole essere d'arte, e risolto in penetrazioni d'ambienti come Ia fabbrica dove lui e lei sono i mpiegati come la sala da bailo, come i-1 lago ripieno delle canoine di giovanotti e ragazze in gita, in scene di contrap punto (lui a.moreggia con un'altra lei e sola abbandonata n e lla squallida casa), in tragici motivi, come quello della mac c hina fotografica da lui comperata prima della gita col suo nero treppiede acquista ]'aria. di un ordigno di morte. Sono tutti moti'Vi che possono fare andare in visibilio gli scien ziati del film ; rna che non giustificano affatto Ia costruzione del pers onaggio mas chil e, cosi premeditatamente cinico cos i scia g uratamente egoista senza un solo barlume di umanita che lo illumini. E si badi bene: il film non costituisce Ia sua con rna vuole essere come l'altro, che e il caso della qua lunque Lena, una rappresentazione di come e quotidianamente I a v ita In questo atteggiamento si rivela Ia cattiveria ebraica. C on ben altro intento, sono stati rea lizzati _in Germ!lnia film com e Matemita di Carl Frolich e Otto ragazze in barca In qu est'ultimo specialmente Ia maternita e presentata con loc chi lievi e felicissimi. Si ricordi, per esempio, Ia scena della visita all'ostetrico con Ia ragazza titubante che si ferma pavida s ulle scale. L'atmosfera di questo film, che si conchiude con Ia mig liore delle conclusioni, tende a giustificare Ia maternita s tessa riuscendovi quasi sempre. II film polacco invece II verd e tto della vita e tutto inteso a dimostrare polemicamente i m a li della matemita, che per una ragazza Ia protagonista, r a ppresenta I'inizio e la foote di una serie di dolorose avven Nel film americano .L'angelo della vita, bocciato dalla cen sura italiana, si assiste alia nascita di un bimbo contempo ranea alia morte della madre. Scene di maternita sono ancora nei film Anime all a deriva e Proibito :t. Piu che Ia maternita, l'amor materno e stato uno dei temi cons ueti delle varie cinematografie che in grossi film sentim en tali hanno sfruttato un motivo cosi profondo e di cosi vaste risonanze allo. s copo di commuovere la platea; film dunque di Esempio di cattivo gusto ebraico: un quadro del film La linea generale" dell'ebreo ruBBo Sergei Eisenstein. Ulli aspetto crudele del film dell'ebreo }Qseph von Sternberg IT caso di Lena X: ossia Ia matemita vista da U:'l ebre o. 15

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sicuro ren
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JI adri e faneinlli Dal 17 novembre 19I7l'immensa Unione delle Repubb liche Socialistiche Sovietiche e teatro piu spaventose tragedie. In un articolo del 4:Popolo d'Italia era detto che le vittime del bolscevismo, e cioe del giudaismo, nella sola Russia si potevano annoverare tra i dieci ed i quindici mi Jioni. La cifra vera, che p uo anche essere superiore, non si sapra mai, essendoche Ia piu parte del drammi e rimasta. avvolta n c ll' o mbra, causa Je distanze e Ia cura che Ia polizia ha messo riel circondarli di mi stero e cancellarne le traccie. Ma i fattori che concorsero alia piu grande strage del l a storia, poiche per numero ha superato anche quella della grande guerra, le sop pressioni violente, Je carestie, Je epidemic, s ono sempre in atto. N ulla impietosisce tanto Jo straniero e particolarmente l'italiano, Che abbia l'op portunita di soggiornare o anche solo di attraver?are l'U.R. S.S. quanto Ia condizionc della donna e del fanciullo. E' nato chc I a propaganda sovietica ripe te incessante m e nte di avere elevatci Ia condizione sociale della donna e dedicato ogni cura al ianciullo Essa dunque afferma che Ia donna russa prima del rivolgimento sovietico e ra una schiava sottoposta al dominio piu incontrastato dell'uomo e obbligata aile piu u rnilianti fatiche. Ora cio non rjsulta sto ricamcnte "\ero, mentre invece e documen tat o il miserrimo stato sociale delladon n a in regime bolscevico. Prima della guer. r a Ia donna russa, in maggioranza, data I a natura del pa. ese prevalentemente agricol a collaborava coll'uomo rna solo per ncccssita vitale al lavoro dei cainpi, senza iorme di costrizione. II suo Jivello cultu ral e era piu basso che in altri paesi d 'oc cide nte, causa soprattutto Ie distanze fra i ccntri ab .itati di qualche importanza, rna era una madre molto prolifica tanto che Ia popolazione dell'impero cresceva ogni a n no di piu che tre milioni. Anche nella classe contadina si faceva strada via via 1111 s ufficiente benessere, favorito dalla di minuzione del latifondo, dalla industrializzazione rapida del paese, dalle sue im m e nse risorse II tristissimo fenomeno della fanciullezza vi era completa m c nte sconosciuto. La donna era dunque in Russia come altrove il fattore essenziale dell economia iamiliare agricola, ed il contadino poteva d c clicare alia terra che coltivava in proprio o per canto di terzi tutte Ie sue energi.: incoraggiato:vi dal reddito che era in rela zion e coJ. Javoro compiuto II citlto .B.S.S. religioso costituiva un grande reno morale si che si andava sviluppando una razza forte e promettente. Anche. I'alcoe;l i smo, caratteristica dei climi frerldi, ten-_ deva ad attenuarsi. Coll'avvento del disfatta la famiglia ; statizzata. Ia proprieta, svanita J'intimita della casa colla coabitazione forzata con persone estranee e del piu dispa rato temperamento, istituita persino Ia cucina in comune, soppresso violentemente in gran parte J elemento culturale, disorganizzati i servizi pubblici, enormemei)te svilita Ia diffusevi le epidemic, Ia donna viene posta con incoscente brutalita alia pari dell'uomo in qualsiasi mansione, e divenuta Ia grande e misera vittima di quell'assurdo regime. Bisogna averle vedute le donne delle campagne e delle offi cine sovietiche, in ogni stagione infagottate in abiti stinti e sudici, emaciate nel volto, stranite nello sguardo, per un insieIrie di spirito selvatico e di paura, attendere Per ore ed ore coi .piedi nella neve, il proprio turno, davanti ad un negozio di commestibili, o attorno a botticelle in Jegno che distribuiscono il petrolia ad uso dome stico somministrato ad un litro per volta. In tutti indistintamente gli stranieri da qualunque parte provengano le condizioni della donna in regime sovietico hanno de stato il piu profondo senso di pieta. E Je descrizioni del suo stato sono tanto piLl espressive quando sgorgano dalla penna di semplici operai che hanna avuto giorno per giorno Ia visione della realta. Ecco il quadro che ne ha fatto il minatore francese Kleber Legay che ha Javorato nel l'U. R. S. S. vari anni : Una cosa che mi ha profondamente urtato Jaggiu e che vo glio far conoscere subito, sono i lavori posti alle donne. Noi Je abbiamo numerosissime a Javorare nel fondo miniere a dei Javori leggerissimi ci diceva, rna invece Je abbiamo trovate rompere Ia roccia col piccone. N e abbiamo veduto di notte, di giorno, dappertutto, an che neUe officine, a lavorare ai forni Martin, neUe fabbriche servendo i muratori, zappando e spalando nella costruzione del le strade, occupate a! restauro delle stra de ferrate, portando rotaie sotto il coman do di uomini. Ne abbiamo veduto accudire a Javori stradali nella stessa Mosca. Questa ci ha profondamente meravigliato e lo abbiamo detto ai responsabili Ho senza attendere il resoconto che faro dettagliatamente ai militanti del mio sinda-

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Propaganda dei senza-Dio -n distintivo dei ''liberi pensatori : com'e e come dovrebbe .essere. cato su quello che ho visto in Russia, a far conoscere questo, perche questa situazione imposta aile donne esiste in tutte le pro fessioni e mi sembra essere fuori di un socialismo veramente umano c dell'egua glianza dei diritti della donna e de1-l'uomo Nella fabbrica Avanguardia comunista -secondo la "Rabotchaia Gazeta -gli operai vivono in ca merette da caserma. talora in ragione di 14 persona in ciascuna: quasi ogni cameretta e divisa in due piani come una cabina di piroscafo: una famiglia vive in ogni piano: donne incinte. bambini. giacciono sui duro suolo. > [23 giugno 1926] E l'operaio americana Andrea Smith dopo un soggiorno triennale passando fi nalmente ia frontiera polacca cosi si espri meva: Appena fuori ebbi l'impressione di uscire dalle tenebre di una bolgia infernale e di arrivare in un meriggio di sole. Tutti i viaggiatori ritrovarono allora l'uso della parola; Ia conversazione divenne d'un tratto gaia ed animata ; grida di gioia si levavano Iiberamente da ogni punto della stazione di Negoreloe. Si rideva, si schia mazzava, si cantava, ci si offriva a vi cenda dei rinfreschi. Mia moglie gongo lante di felicita mi diceva: Andrea, mi pare davvero di uscire dall'inferno per en trare in paradiso. Gia la mia salute e mi gliorata mille volte Sulla linea di Var savia ci sembrava di entrare in un altro mondo. Per la prima volta dopo tre anni noi vedevamo dei veri operai, ben vestiti e ben nutriti. Tutte le donne portavano il cappello ed un abito conveniente. Via i cenci e il sudiciume di quel mondo di mi serie e di lacrime! Eravamo in fine liberi Un fenomeno che da solo basterebbe a bollare in modo definitivo il l,"egime bolsce vico e quello della fanciullezza randagia; nessun paese e nessun regime ha mai of-Propaganda dei senza-Dio S'insegna a sparare contro Ia Madonna e le croci. cimitero. ferto uri cosi barbaro spettacolo Si tratta ancor oggi dopo ventun anni di governo bolscevico di centinaia di migliaia di fan ciulli dagli otto ai sedici anni, che rimasti privi di genitori 0 abbandonati dagli stessi o allontanatisi di casa causa gli stenti che vi pativano per insufficienza di nutrimento ;' si sono dati alia vita selvaggia riuniti in piccole e feroci bande di rapinatori che Nella fabbrica z.. ad Ivanovo-SmoleJil ski, e stata constatata Ia spaventosa pe nuria di alloggi. Ia violazione delle piu elementari -regole d'igiene. Un'operaia con tre bambini occupa un puzzolente gabi netto. Molti operai giacciono in capannoni, in cantine. Un'operaia con tre bambini e stata letteralmente cacciata nella strada. ("Pravda", 13 settembre 1925] non esitano neppure davanti a! delitto. La ceri e sudic( sino all'inverosimile infestano 1e citta d'infarnja del bolscevismo. Si sono creati campi speciali di concentramento lontani dagli abitati dai quali le piccolc fiere sono fuggite percorrendo nei modi pi\1 inverosimili migliaia di chilometri per tor narc a riunirsi in gruppi e continuare neUe !oro gesta criminose. Neppure la implaca bile ed industriosa Ghepeu, ha saputo csco gitare mezzi sufficienti : la iattura conti nua poiche e l'ambiente medesimo che Ia genera. Tra l'elevazlone spirituale e culturalc della donna, coltivata con incessante amore e saggezza dal Regime Fascista e l'av vilirnento morale e fisico che ne ha prati cato il bolscevismo, sta l'antitesi incolrna bile' tra i due regimi. II basso Iivello della natalita nell'U.R.S.S. nonostante i dati delle statistiche sovieti che, ne e segno certo. Distrutta Ia gioia del focolare non v'e piu posto per quella Quanto ai 'servizi di protezione della maternita e dell'infanzia. essi esistono come molte altre cose in Russia: sUlla carta. La percentuale delle beneficiaria e cosi insignificante, che i giomali si guardano bene dal pubblicarla. Le inchieste ufficiali stabiliscono che Ia assistenza aile puerpere eaiste appena, [PANAIT ISRATI "La Russie nue". Parigi, Rieder] della maternita; ridotta al minimo della sufficienza vitale, Ia proprieta individualc non v'e piu stimolo e possibilita per Jc famiglie numerose; sottratti i lavoratori colla violenza dalla terra che li ospito per varie generazioni e relegati in lontanissi me regioni spesso inospitali, non v'e piti consuetudine di affetti duraturi. :Milioni e milioni di_ uomini attendono laggiu l'avvento purificatore del Fascismo. CARLO BARDUZZI

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Che cosa registra Ia scienza educativa, quando si fa ad osser vare il rapporto tra figli e genitori? Diciarnolo senza ambagi e s enza prudenti circonlocuz ioni: caduta del potere educati v o ciella famiglia. Che questa sia diventata il regno della carezza profus a i:On attenzioni sempre piu raffinate, puo far pensare a c onquiste di quella sensibilita ritenuta, e non si sa perche. f armaco e tonico dei figli. Tonnellate di carta stampata, m tutte le lingue conservano J e proteste piu patetiche contro que) rigorismo familiare, c au s:1 prima, dicono di tante i:nfelicita, deviazioni, t> mis erie. Gli i pedagogisti, gli scrittori pe r l 'infanzia hanno fatto un processo inesora b ile a quella durezza familiare, che si tava di autorita per inaridire le piu pure e piu immacolate manifestazioni -di vite nuove. La t irannide familiare ha suscitato gli s degni piu t e mpestosi nelle anime hen nate. C'e stata una vera crociata per liherare il fanciullo dalla f e n ea dittalura dei genitori. E s i puo dire che Ia battaglia sia stata pienamente vinta, se e vero ch e ormai si denomina il secolo nos tro : se c olo d e l fanciullo. O gg i non ci sono piu genilori padroni e fi g li :;chia vi. L'autorita paterna ha fin a lmente ceduto i l c ampo all'amore. Eppure il comandamento di Dio non dice : Ama il padre e Ia madre bensi Onora il p a dre e la madre. E ppure padre e padrone hanno Ia s tessa ra d ice, a ricordare che non puo e sse r e veram ente p a dr e chi non e anc he -padrone. I o non so quanti dei dieci comandamenti il mondo ancora accetti. E' certo pero che il 4 e s tato cancellato con l )a spugna inzuppata nella t r : t e rezza D e l re s to perche il rispetto categoria desue ta, d ovev a resistere ancora come a ss e della vita famj,Jiare ? E da tempo che il rispetto e rintanato, per cite vilipeso e minacciato. Questa diga delle pas sioni umane, si e Iasciata corrodere da quelle p e r foratrici che hanno nomi si sonanti e alle q u a li tutti ormai fanno credito. E coloro che si s o n votati allla missione di mutare I'epidermi:de d e l mondo sono, hisogna riconoscerlo, mirahil m ente sorretti ed aiutati da tutti i chironi che con favole, o con filosofemi, con statistiche o con tecniche psichiche tentano di ridurre il foco lar e ad un'immensa culla, ove i genitori frignano e d aspettano il halhe ttio cons .olatore d e i di wzz ati se non addirittura dei lattanti. G en itor i : g e mitori. lacopo Sansovino: Vergine col figlio Museo Correr). E' risaputo che 1'eta del rispetto, intendo l'eta in cui questo si nidica, e la prima eta. ll periodo della umanoclast i a comincia, pur troppo, presto. E non v e gerarchia, idest rispetto, che si possa innestare su altro ceppo che non sia quello familiare. Corroso codesto ceppo da tutte le formiche pedagogiche, Ia gerarchia somiglia ad una scala_ disegnata s u l muro, che ne s suno vorra adoperare per sa:lire. E' ora da chiedersi a chi abbia giovato questo decadim e nto dell autorita familiare. A prima vista sembra che l'ahdicare dei

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Armando Spadini: Bambina tra i fieri (1914). ge nilqri abbia almeno instaurato il regno d e lla gioia per il fanciullo. Frantumate l e le ggi, l irruzione Iib e ra dei figli nel cawpo degl'impul s i avra al.meno portato a costoro i doni del 'Eden? Ahime! Qu egli stessi chc provocato c oscientemente o i ncoscientemente, il crallo dell'autorita dei genitori, ora deb bono cons tatare gli effetti de'leteri delle oro aherrazioni. Semh'ra incredibile che Ia liberazione dal giogo familiare abbia creato una schiavit u per.icolosa miserabile, quella che e s ta'ta chiamata farnilitis, e che consiste in tma s offerenza a base n e vrotica che fa dei fanciulli i veri maniac i di se stessi Prima ancora di potersi orientare nel caos della propria anima essi s ono sommersi Ja desideri incolmabili. La famiglia divien e come una sala di specch i che mostrano -I'io del fanciullo rifrat to da tutte l e parti sotto tutte I e luci e con i contorni piu diver s i 20 Ci sono neli'U.R.S.S., sulla carla, 1eggi e decreti per rego1a men!are i1 lavoro dei fanciulli. Ma come vengono applicati? La "Pravda" se ne e occupa!a ed ha messo in luce unc odiosa realta. Nella provincia di Vladimir. i fanciulli diven tano operai agricoli a 9 o 10 anni. lavorano IS o 16 ore al giomo, vengono bastona!i a gangue dai genitori quando ten!ano di. sfuggire a quella vita d'ergastolo; bimbi. di 10 e 13 anni, consunti, !remano l'invemo nei loro s!racci; le ragaz zine dormono con le vacche, lavorano dall'alba al crepuscolo, e sono battu!e; in Carelia. dei bimbi vengono affittali dai ge nitori per tu!!a l'es!ate, in cambia di un barile di pesce sec-::o e cinque rubli; nelle tenute statali vengono sfruttati fanciulli da 13 a 15 anni, i quali lavorano 10 o 12 ore a! giomo: Ia meta dei giovani lavoratori agricoli non hanno neppure riposo se!!imanale; 130 mila ragazzine lavorano da 10 a 18 ore al giomo. ("Pravda" del 19 giugno 1929 ) I piccoli vedono nei !oro genitori una succursa ,Je del loro io e non riescono ad inJividuare se stess i. Prima di gus tare Ia gioia deB a generosita so no presi nella rete di ge losi e querimonie, ipersensibilita. Iniziato il con se stesso il fanciullo sente, proprio nel momento in cui avrebbe bisogno di coordinare le proprie impressioni e i pro pri impulsi, e gustare i l primo richiamo alia vocazione morale dell'uomo, di essere incatenato a se stess o e schiavo del ter ro re di autofe'rirsi. Sua I egge unica e tiram1ica e il piacere. E siccome e Niet z sche che lo afferma, ogni piacere l'eternita, e inevitabile che il fanciullo cosi paraliZ?.ato, non conoscera mai il passo dell'amore che lo porta ve rso gli altri. .. Dovrebbero far scuotere gli illusi queste parole d'un grande psichiatra, il quale afferma ch'e impossibile concepire Jiffe renze specifiche tra .Je tendenze anonnali del fanciu'llo viziato, co nsiderato dal punto di vista morale educativo, e quelle del l'isterica considerata dal punto di vista medico e terapeutico. In rcalta, nei due c asi, le s tesse tendenze anormali del dominio della volonta sono presenti con gradi differenti d'intensit a Che cosa sia da attendersi da questo esercito di malati della Yolonta, d'iste rici di egoisti raffinati, di nevrotici d'infelici e facile comprendere. I casi piu emergen ti g li psichiatri e accusano un sistema educat ivo pericolosissi:mo. Non e pero .da dimenticare c h e moltissime forme nevrotiche riman go no nella tristezza nell'ainbiente familiare sconosciute e p e r Annando Spadini: L

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tanto non destii.no allanite. Ma satebbe. imperdo nahile nQn misrlrare di deviazlone psichica che certi sistemi educativ i himno detei:minato. De5ta ve:ramente ()rrore -i:l rendersi to del danno incalcola bile, .per la sanita che }'atmosfera erotica crea attorno al fanciullo. da cure fisiche esagerate, ca rezze, fan si che i fanciulli ri"roangono fissati. iJ1
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Armando Bambini che studiano (1918}. Ia famiglia italiana non e ancora contaminata. Non bisogna pen) spinger l'ottimi s mo fino a! punto di creder superflua ogni vigilanza C'e da tenere gli occhi .aperti su certe correnti peda gogiche di marca stranieni, che tentano ogni tanto per vie coperte di penetrare in casa nostra. C'e da illuminare le fami g lie sulla necessita di ristabi'lire Ia dura Iegge di disciplina, che sola puo dare al fanciullo, strappandolo alia mania del pia cere, la gioia: quella gioia vivif i catrice c he spunta solo quando il fanciul'lo si distacca da se, e sente le prime forti costrizioni della I egge morale. L'educazione che lo Stato fascista mediante la G I.L. e la S cuola da ai g iovani puo influire beneficamente s u 'II' educa zione familiare. La disciplina delle organizzazioni giovaniii. il fatto che i ge nitori e sse r e testimoni dell' e htusia&mo con cui i figli passano dalla serra ca lcla della famiglia alia !ihera vita, a contatto con gli aiJtri, ove e po ss ibile conoscere il me g lio e il peggio di se, di co i p_ropri impulsi ge nerosi e le proprie debolezze le pro prie iperse n si bilita, puo bene ficamente inf' lu ire s ull'educa zione familiare. E' un dono che ,Jo Stato fa alia f.ami glia, questo. E' una rivelazione nuova per i geni tori tremanti i quali constata no che I ] a via della felicita per i propri figli non e quella da essi tracciata. ll Regime fasci sta ha aperto g li occhi a tutti E tempo che apra. anche quel li dei genitori. E una via salutare queHa che il Fascismo tracc ia perche i 22 genitori possano, anche nell'ambito della famiglia conosc e r e qua]i s ono 1Je nol1Ille eterne della vera educazione, e r es is t ere al tanto piu pernic io so quai1to piu incons c io. Se ricordiamo le trepidazioni e le diffidenze di .qualche an no fa per i figliuoli che lasciavano per poche ore Ia fami g li a, p e r partecipare aile adunate, dobbiamo inorgoglirci del mutato clirna in cui la fiducia piu a ssoluta e subentrata aUe prim e incertezze. Ma c'e .ancora qualche cosa da fare, 1 genitori deb bono imparare -dal Regime qu ella virilita di propos iti qu ella inUe ssibilita ch'e piu amo;evole di tutte l e ten erezze n ei rap porti con i propri figli. Biso gna resistere a tutte quelle s u gge s tioni per fortuna non italiane c h e s tanno di sso lvendo co n un malinteso amore, gli ultimi residui eli auto .rita familiare. Bi sc uotere coloro che ori g liano per se ntire sempre nuo ve voci di palinge ne s i ed u cati va dimenticando che in quest o ca mpo tutto e s tato detto e c h e manca solo I a forza moral e p e r attuare le ferree leg gi della formazione. E' g ioia insospettata queli a di vedere i propri figliuoli fie ri di essere inquadrati in re parti, dove possono dare il se gno della propria volo nta e delle proprie accettate rin un zie . Quello che ai figli non h a sa puto dare il cerchio dell e accumulate tenerezze puo dar e il rigore della disciplina. Una bonifica familiare non deve prescindere da questi prin ci pii ; ne si dirrientichi che ogni rivolta sovversiva comincia dall'anarchia familiare. NAZZARENO PADELLARO

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Mant.egna: Lodovico U Gonzaga, con Ia sposa e i figli di Federico (Mantova. Palazzo Ducale). JP! govemare bene i tuoi figlioli al. debito. fine... arm cmque considerazioni, secondo cinque termini lecitamenie posson 'pigliare. L a prima e nutricargli a Dio ; Ia seconda al padre e te, madre; Ia terza a lore; Ia quarta alia repubblica; Ia quinta alia fortuna ... Se. debbi compiutamente tuoi figliuoli' govemare, convienti ancor p ensare che sono del padre e della madre, tuoi e suoi, e nutricargli lor men discipline il doppio che se sono altrimenti trovati in fallo E sara utile spesso', :ogni dl una volta,. fare !oro capitola, e che' ciascuno s'accusi di bugie, ing'anni, disobbedienze e altri falli ; cominciando tu a domandare quando sono minori si che si con fessino; in .pubblico 0 in occulto da te, e se stessi dispongano alia correzione; come detto e doppiando la disciplina se nega o' scusa a iui e a te; insegnando rendere il debito, a! quale gli obbliga Dio, l a natura e ogni buena Iegge. La qual cosa lacendo, saranno c resciuti a Oio e a se stessi; pero c h e chi onora il padre e )a madr e in terra, onora Iddio e vita eterna in cielo. . A se stessi faranno bene pero che avranno lunga e prospera vita, non solo nella terra dei mortali rna ancora in quella de' sempre vivent( Non essere umile in questa parte, m a insegna, comanda e voglia i t uoi figliuoli ti facciano reve renza e grande, onorando te, e s imile il padre quanto si puo dopo Iddio ... Tre reverenze servar gli fa n e' parlari. La prima ringraziare s ot to la disciplina; la seconda iacere nel cospetto de' genitorii ia terza rispoi:J.dere con .reve re nzq. Perche di bisogno ha di esser tenuto a !reno Ia sdrucciolente eta al male e non al bene, spesso convengonsi disciplinare i bambolini, ma non. aspramente: spesso, non furios e b attiture fanno lore il huon pro; cosl si correggono, cosl diven tan buoni. E perche si vu. ol.lciro insegnare al ben veiigan pron tamente in quanto puoi, ordina, c ome hanno fatto fallo, ven.gemq, a domandare con:;ezione, dando Quando tu parloristi senza pena. La prima cosa, qedo, che facesti; Tu l'adorasti, o di grazia piena, Poi aopra i1 fien nel presepio i1 ponesti: Con pochi e pover panni !o involgesti, Maravigliando e godendo. qed'io. Oh quanto gaudio avevi.. oh quanto bene Quando tu lo tenevi nelle braccial Dimmi. Maria. che forse si conviene .-Che un poco per. pi eta mi sadisfaccia, Baciavilo tu, allora, nella fac;cia? Si ben. cred' io, e dicei: 0 figliuol miol : .-. . . . Quando talora Un poco il df dormia, E tu. destar volendo il paradiso, Pian piano andavi. che non ti sentia, E poi ponevi il viso al sant. o viao; Poi gli dicevi con matemo riso: "Non. dormir piu, che ti sarebbe rio I Quando tu ti sentivi chiamar MAMMA Comenon ti morivi di dolce:u:a? Come d'amor non t'ardeva una fiamma Che t'avessi scoppiata. d'allegreua? Da ver' che grande ni la tua forteua. Poi che Ia vita allor non ti Iinio, (BEATO GIOVANNI D0MINICI) suo fallo, o vero non s'acconcia alia battitura: Di taligastigamenti fa' ti ringrazino; pero che debbon fare, piu che se dessi !oro danari o v estimenti. E que' sto non vuol duiare solo insino hanno tre armi, quattro o cin que, rna insino n'harmo bisogno ancora d'anni venticinque. Non sono meno obligati i figliuoli a' padri e madri, sieno i religiosi a suoi abati o priori, o cittadini a' suoi giudici o rettori; i quali. d'ogni tempo al comandamento de' superiori s'apparecchidno alia salutevole disciplina. E per che non si debbe far cosi? n figliuolo e cosa del padre e della madre e pero posson dare. in su !oro quando vogliono. Che ne perdono i figliuoli? a son tuti che l 'harmo meritato, o non meritato. Nel prime caso, ringrazino di giustizia; nel secondo, meritano avendo pazienza. J: perc sempre e in ogni caso sono !oro utile le busse e battiture, e a questa se s 'amassono in Dio, e non puree nella carne. (BEATO GIOVANNI DOMINICI) (R.egoia del governo ell oura lam!Uare) 23

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p que an c adatti dere l plesse. mente c infatti lee della Stato invece que appena nato gliosa avventl ventura che n1 suta, aiuta meg gazione a comr rapporti fra l'indiv il bimbo vien e al m che l'attendono, em l'istinto e del lotte m latte materna sono co bimbo riceve invece ClSl tutto dalle labbra mater della lingua, risultat o mire e di innumerevoli vicende, traccia pro fonda, e so no l e le disposizioni spontanee e c poco questa immenso tesoro d 1 tenere labbra del fanciull o per muovono e che, si rivolg ono prin famiglia, altra magnifica i stituzior per proteggerlo, per sorreggerlo, r stenza. Ed i n seno alla fami glia egl Fede che Dio stesso e gli avi lasciar' sare dai familiari e dai coetanei, ver nato, lo sguardo suo s i volge sempre 1' altro il volta unico della maggiore ist E pili tardi, il bimbo va a scuola, anch' e le esperienze di chi venne, opera e pen Patria che egli comincia a conoscere ed a in una rnisteriosa e divina unione biologica sieri e di tali esperienze e di tale amore ill verranno dopo di lui. Lingua, farnigli a religic riore entita della. Stato, i quali aspettano il bin tuzioni giovanili del Regime sopra i suoi organi cittadino. Ma Ia magnifica avventura non !inis gono il giovane e ne temprano Ia fibra e n2 rinse vita stessa per una superiore vita della Na zion e a strativi, politici, e Ia grande divisione e suddivisio generazione trasmette all'altra onde sviluppare e COl produttive. Risultati tutti di esperienze antiche e recer Ia proprieta e la somma delle tradizioni e degli intere facile e serena la vita, esistono anteriormente agh indivi siena. scomparsi. Sono essi che formano poi tutti puo esser definite l'ordinamento per la trasform a zione < umano e civile. Lo Stato e insomma come una grandee greggia che e 1'individuo in quel -prodotto umano super e perfetta, e cioe quanta pili e perfetto lo Stato, tanto migli embrionali, ad uno stato selvaggio, tale trasformazion e riesa arrivano a superare Ia grande prova della guerra q grandi Stati civili, che soli potranno debellarli, per condurli dino, quanta valgono gli ordinamenti della Stato da cui egli prOYl' maggiore potenziamento dell'individuo, non solo in se stes so, man -cellula labile di un eterno organismo -con lo Stato 1 insuperate fino ad oggi, vegliano ed operano incessantemente

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ono volta pili inten ; e c om-'rdinaria"sse so no 1 m o lteplici "mpliciss ime [ un b imbo ure Ia m eravi-.el b imbo l'av:ti a bbia mo visq ua l unque spieq ua l i sieno ie ]o Stato. Quando m olti sono i miracoli naggiori di quelli delJ, poi che l'istinto ed il anche agli animali. Il piu E gli coglie prima di paterne l'immenso tesoro li un trav aglio plurisecolare rsci aron o n e lle parole Ia !oro quelle che muoveranno in lui piu ripos te. Poiche a poco a ngua diviene suo ed affiora olle dar e i d es ideri e gli affetti che lo genitori e d ai parenti, e cioe alla !par a t a p rima d i lui per accoglierlo, iidarl o n e i primi passi della sua esi rend e ad elevare I' anima a Dio, nella rile gen eraz ioni, e ch'egli vede profes quali, e su llo sforido del paese dov'e pe r riconoscere negli uni e nelne pure p r onta ad accoglierlo: Ia Patria. e preparata per lui, affinche vi impari 1ma d i lui di quanti amarono Ia: grande ; a d e r e n dovi fino a farne parte integrante, i r innova a d ogni generazione, e di tali pen I a ricchezza, per se e per quelli che !;u o la, o r dinamenti tutti inquadrati nella supeagiscono di conserva con le altre grandi isti e spiri tuali per trasformare il bimbo stesso in piu tard i sono Ia Milizia e l'Esercito che accol! Ia d isci p lin a per prepararlo anche all' offerta della !JlParliene; e poi gli ordinamenti giuridici, ammini r l lavoro, ragi one dell'associarsi degli uomini, che una e l e d ispos izioni produttive degli individui in capacita r t uti pred i s posti per lui e che gli proteggono Ia famiglia, Prali s uoi. Tutti questi istituti ed ordinamenti, che fanno r goli, e continuano ad esistere dopo che i singoli individui rplesso ch e si chiama Stato, e che come disse il Corradini chiuso e bruto nell'individualismo sociale, a m acchina che trasforma quell'umile e informe materia .Jlerfezionat o che e il cittadino. E quanto pili Ia ;macchina ,llano i c ittadini. Ad uno stato con ordinamenti orimitivi -ed f e assol u tamente impossibile e gli individui che fanno parte trovino di fronte gli eserciti, le istituzioni ed i cittadini dei di pili alti destini. t quindi assiomatico che tanto vale il citta quanto meglio questi ordinamenti sieno disposti per ottenere il 0 simbiosi, anzi nella assoluta unita biologica che egli costituisce 0 lntorn o alle culle dei nostri bimbi, le istituZioni del Regime, ,odurre il pili alto tipo di cittadino che il mondo abbia visto. MARIO .DE' BAGNI

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Pietro Longhi: Scena di famiglia Venezia -Museo Correr). f pare che non solamente l'una citta abbi certi modi ed instituti diversi, e procrei uomini o piu duri o piu effeminati, rna nella medesima citta si vede tal differenza esser nelle famiglie l'una dall'altra. ll che si Jj.scontra essere vero in "ogni citta, e nella citta di Roma se ne leggono assai perche e si vede i Manlii essere stati duri ed ostinati, i Publicoli uomini benigni ed amatori. del popolo, gli Appii ambiziosi e nemici della; Plebe: e cosl. molte altre famiglie avere avute ciascuna le qualita sue spartite dall'altre. La qual cosa non puo nascere solamente dal sangu e, perche e conviene ch' ei varii mediante la diversita dei matrimonii; rna e necessaria venga dalla diversa educazione che ha una famiglia dall'altra. Perche gli importa assai che un giovanetto dai teneri arlni cominci a sentir dir bene o male d 'una cosa; perche conviene che eli nece'Ssita ne faccia impressione, l.'l da quello poi regoli il modo del procedere in tutti i tempi della vita sua. (MACHIAVELLI -Discorsi ) Sante leggi d'amore e-di natura;. Sacro laccio. ch' ordio / E per cui sempre si gioisca ed Sino 1' amara ed ultima partita; Fede si pura di si bel desio: Tenace nodo. e forti e ccui sta:mi; Soave giogo, e salma. Che fai l'umana compagnia gradita; Per cui regge due cor}n core. Gioia. conforto e pace De Ia vita fugace; De '1 mal qolce ristoro. ed alto oblio; Chi piu di voi ne riconduce a Dio? (TASSO Atto II} Dee dunque il buon padre eli fa miglia principalmente aver cura della moglie, con la quale sostie ne persona di marito, che co n altro nome, forse p i u efficace e detto consorte: conciossia coso ch'il marito e la moglie debbon essere consorti d 'una medesima fortuna, e tutti i beni e tu'tti i mali de la vita debbono fra loro esser communi in quel modo che l'ani ma accomuna i suoi beni e le sue operazioni col corpo, e ch'il corpo con l'anima suole accomu narle. E s iccome quando alcuna del corpo ci duole, 'animo non puo esser lieto, ed a la m e stizia de l'animo suol seguitar l a in.fermita del corpo; cosl. il rna rita dee dolersi co' dolori de l a moglie, e la moglie con quei del marito; e la medesima comunan za dee essere in tutti gli affetti ed in tutti gli uffici; e tanto e si mile la congiunzione che il mari t o ha con la moglie, a quella c h 'il corpo ha coT). l' anima, che n on senza ragione cosl. il nome d i consorte al marito ed a la moglie s 'attribuisce, com' a l'anima e s t ate attribuito. Francesco Del Cairo: I figli di Vittorio Amedeo I di Savoia ( Torino Pro prieta Thaon de Revel). (TORQUATO TASSO "11 padre di famiglia") 26

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JE La scuola class ica e tutta italiana. Tranne la Spagna, non riguarda altri popoli, come riguarda noi. E c e per conseguenz,a un problema tutto italiano, che non possiamo lasciare ancora insoluto cioe mettere il popolo a contatto della scuola Clas sica. 11 popolo, s'intende non: gl'imbecipardi, vivo in Manzoni. Questo il nocciolo della scuola classica. E per ecceHenza Ia scuola de!Fuomo comune e delle cose su blimemente inutili, che peri'> ti fanno capace di ordinare il mondo a uno. Ebbe il primo colpo da giusnaturalisti luterani e galantuo mini, e adesso muore, trasformata dal concetto riflessivo e filoso-fico di cultura. Fu in parte salvata dalla Chiesa con i semi nari e spccia:lmente dai gesuiti. Se vostro padre, vostro nonno furono educati dai gesuiti se li avete conosciuti potete avere un'idea per quanto difettosa dell'educazione classica. Ma Ia necessita di seguire i programmi deHe scuole regie sopratutto !'influenza che preti e insegnanti del clero hanno anc he invo Luigi Tito: Matemita (opera' presentata al concorso di .San Remo).

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lontariamente sublto dal luteranesimo della cultura, e prima di tutto l'esigenza non classica d'una scolaJ;esca di buona famiglia hanno guastato anche le scuole del dero. Ad un ragazzo di buona flimiglia manca per educazione e co stume 1'umanita a cui massimamente deve volgerlo I'educazione classica. Dalla prima infanzia in lui prende piede e si sviblp,pa il contrario del comune e volgare dell'immaginaiione classica. Buona famiglia significa purtroppo borghese, e ill borghese vuol cogliere l'utile dall'educazione, e, come dice Fichte, cor rotto fin dall'infanzia con la faccenda del farsi una posizione . Non so se cio vada bene per la scuola tecnica ; rna alia cla,ssica le cosiddette persone per bene non possono chiedere insegna mento senza snaturarla. E una scuola tanto necessaria quanto inutiie e non puo ser vire ai borghesi. E la custode del genio nazionale ed ha bisogno di ragazzi naturali. E poetica e suoi allievi sono quelli naturali e in un certo modo insensati. Dove incominciano le c'lassi sociali ineominciano interessi non disinteressati e poetici; dove incominciano le classi, inco minciano Ia riHessionc e Ia psicologia, finisce i1 dominio del l'immaginazione: percio gli allievi dehla scuola classica E po tete trovare soltanto negli strati meno classificati del popolo e pilt a contatto clella natura, come i campagnuoli; se intendete quello che scuola classica significa, dovete andarli a cercare nel popolo. Si deve fare della scuola clas!!>ica Ia scuola del popolo. Si deve innanzi tutto distruggerne la falsificazione ancora Rodollo Margheri: (opera presentata al concorso di San Remo). vigente, e non fem1arsi al ginnasio, a] liceo: bisogna rifare anche la facoltii di lettere. Ristabi.Iire l'antica lettura dei clas sici, l'antico affetto del Iatino, greco, ita'liano, dell'iJ.lustre im maginazione volgare dell'arte classica. E promuovere ragionieri .nati tutti i signorini capaci di farti Ia definizione di un secolo, un autore, una poesia. Leggere per innamorarsi, per impazzire, non istruirsi, non in quantitii. Leggere i fondatori della civiJtii classica, poeti e narratori epici, i loro libri, e abolire le antologie, queste sobilhzioni dei concettini estetici; abo lire il letterario, questa cittii dei diritti dell'uomo, dei senza furore e senza grazia. Ecc Quindi mettere i figli del popolo in condizione di frequentare questa scuola e ricevere educazione classica senza spendere un soldo. Mi ricordo quando c<;>n venti lire a] mese ed anche senza s.pendere niente, il figlio d'un contadino poteva andare al se minario e rimancrci fino alia ]icenza liceale. La Chiesa ha sem pre capito e sempre reso possibi:le questa; rna :Ia Chiesa ten de a fare dei sacerdoti, e siate certi che non si lascia sfuggire gli allievi meglio dotati. Entrati al seminario, que'l1i di maggiore immaginazione vi trovano illusioni bastanti per continuare nella milizia ecclesiastica. Noi dobbiamo invece adricare soldati, poeti e non celibi, secondo iJ volere di Dio. Dobbiamo avere seminari nostri, dove i ragazzi del popo'lo possano .J,eggere Omero e andare a cavallo, sen.za spendere un soldo, perche sono il san gue giovane deLla nazione, e l'ltalia sara, se essi ci samnno. Questi seminari occorre fare e seminari del popolo debbono diventare i collegi, a cominciare dal collegio nazionale. La nazione non puo sperare nulla da questi allevamenti di figli di papa e invece occorre che i _figli di papa crescano coi ragaz:i:i del popo]o e finiscano di essere imbalsamati da.l galatea deUe ambizioni paterne. Avremo cosi forse minor numero di promotori di societa anonime, dip lomatici, pubb'licisti; rna il tessuto nazionale ci guadagnera; e poi; se non ci si troveranno bene, i figli di papa se ne potranno andare aile sc'uole tecniche. tanto essi chiedono aHa societa quello che non possono chie dere al.la natura, e farsi fare altri collegi dai !oro papa. Chiamar nazionale un coHegio, che non e del popolo. poteva soltanto l'ipocrisia d'una vecchia classe corrotta. E tempo d i capire questo di popolo e nazione, principiando da! l'educazione. L'impronta nazionale al collegio nazionale devc essere data dall'educazione classica e dai figli del popo' lo. Questi bisogna mandarci. E bisogna sceglierli, non farli scegliere dai filosofi, scegliere anzi quelli ancora dotati di qualche stupor e e diciamo pure, di qualche naturale come l'avevan o i 'j:weti. Sceglili magari astuti, rna non furbi, se non vlioi fra diciare J'opera tua. Sopratutto lascia che si scelgano da s e Fidati delle .Joro illusioni, dt!lla !oro facoha d'illusione ; quaml 'e forza d'illusione tutta naturale, non sociale Abbiamo bisogno di natura, non d'intelligenza, basta con quest'altra specie di i mbecilEta nazionale. La scuola elementare, e la scuola di tutti, e Ia principal e societii di figli del popolo. La bisogna andare a cercare gli al lievi della scuola classica, senza trascurare altre sorgenti. Que sto dev'essere un compito dei maestri elementari, rna occorr e che gli stessi maestri siano educati da una scuola diversa dalla cosiddetta scuola nor.male, che, sebbene migliorata, e ancora una di quelle aberrazioni itatJiane, di quelle abdicazioni, che ab biamo ereditato dal periodo del 1876, di infelice memoria. il frutto di queHa pedagogia psicologica e di riflessione che solo lo smemorarsi e imbastardire potevario produrre, .in un paese come l'ltaHa. Usciti da un huon liceo pedagogico, i mae stri saranno al caso di capire gli allievi adatti alia scuola clas sica e designarli. E occorre completare }'opera dei maestri con ispezioni, conversazioni, esami, e mettere alla prova i non de ::Jignati. i volontari. Ecc. MASSIMO LELJ

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La mira-Madre in pover: panni i1 Figliol compose e nell'umil presepio soavemente il pose; e 1' ad oro, beatal innanzi al Dio prostrata che il puro sen le apri. A. MANZONI "II Na tale. ", in I ani Sacrl ". La famiglia e la patria del core. V'e un angelo nella famiglia che rende, con una misteriosa influenza di graZie, di dolcezza e d'amore, il compimento dei doveri meno arido, i dolori meno a:mari. Le sole gioie pure e non miste di tristezza che sia data all'uomo di goder sulla t e r r a, sono, merce quell'angiolo, -le g ioie della fainiglia. Chi non ha potu to, per fatalita di circostanze, vivere, s otto l'ali dell'angiolo, la vita serena dell,a fami g lia, ha un'ombra dimes tizia s t e sa sull'anima, un vuoto che nulla riemp ie nel cuore! Ed io che s crivo per voi queste pagine lo so. Benedite lddio che creava quell'angiolo, e voi che avete le g101e e le consolaZioru c:iella .. famiglia." GIUSEPPE MAZZINI FrcmcesC'l _Scaramuzza (1803-86): D baliatico; particolare (Parma -B. Galleria)". 29

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Armando Spadini: II sonaglio (1912). JL c recenti disposizioni adottate dal Gran Consiglio del Fa sc i smo e poi tradotte in leggi dal Consiglio dei Mirristr{ affron tari.o c risolvono il grosso problema della difesa della razza e segnano le direttive generali per le altre cautele che indub hiamente si pongono come necessarie perche il problema stesso venga risolto anche nei suoi aspetti piu iinpercettibili e Iatenti. In effetti tali norme tutelano l'integrita della razza impe dendo le unioni legittime tra individui di razze differenti: questo significato hanno, in particolare: le norrne riguardanti i matrimoni tra individui ariani e semiti ed in generale quelle che fanno dipend ere il matrilmonio tra un cittadino italiano cd uno straniero da upa speciale autorizzazione da rilasciarsi caso per caso, dal Ministro degli lntemi. Tali disposizioni sono rivolte ad impedire immissioni di sangue di razze differenti da quell a ariana; quindi a salvaguar dare le nuovc generazioni dal meticciato in tutte le sue forme: Ma il problema non puo, in questo senso, dirsi ancora integral mente risolto, in quanto aile norme tutelatrici sfugge tuttor1:1 Perceu tuale dei uati vi vi illegitthui sui complesso delle uascite (1) Illegittimi Esposti TOT ALE Annale riconosciuti "j, o' "f, jo 1920 3.24 1.43 4.67 1921 5.53 1.29 4.82 19:22 3.36 1.15 4 .51 192 3 3.37 1.08 4.45 1924 3.72 1.07 4.79 1925 3.81 1.10 4.91 1926 3.79 1.06 4.85 1927 4.07 1.04 5.11 1928 4.00 1.06 5.06 1929 4 14 1.10 5.24 1930 3.89 1.12 5.01 1931 3.93 1.17 5.10 1932 4 00 1.24 5.24 1933 5 .13 1931 5.06 1935 4.75 1936 4 51 30 La ricercc una non indifferente Jrazione delle globali: intendiamo parlare di quell a degli illegittimi. Quanto di_remo e diretto a difendere la filiazione illegittima da immi stioni di sangue ebraico, non f aci1mente controllabili nel pre sente stato di CQ.Se; giacche per quanto concerne altre razze, e specificatamente la negra con cui abbiamo oggi maggiori occ asioni di contatti, la materia e regolata dalle note dispo sizioni che vietano non solo le unioni legittime tra bianchi Quote di illegittiuaita in alcuni comuni del Regno (1) NA'l'I VIVI 0 /00 NASCITE Comune 1931 1932 1933 1934 1935 1936 Rom a ll9-.2 118.2 109.0 101.6 102.4 102.2 Milano 114.4 117.4 119.2 112.0 104.8 102 3 Napoli 84.5 87.6 88.8 86.0 85.9 88.8 Genova 85.4 86.2 89.8 83 0 78.4 72.0 Torino 105.4 98.3 103.6 94.5 79.6 88.2 Firenze 101.4 98.2 101.6 101.4 99.2 95.6 Trieste i85.0 201.4 189.0 .. 177..0 160.6 138.7 Bologna 288.5 253.2 244.9 224 :'1 220 2 191.2 Verona 110.() 125.5 130.6 127.5 127.4 107.2 Padova 141.6 145.4 146.1 151.9 144.0 114.7 Brescia 0 119.7 139.2 136.1 141.9 136.1 127.4 Ferrara . 280.7 298.7 280 6 279.2 242.8 224.4 e negri, rna anche il concubinaggio ed in g'enerale ogni fonna di tMJione Iibera. ( Non si dica che questa frazione che noi prendiamo in con siderazione e irrilevante nel numero totale delle nascite che annualmente si verificano ncl Regno (ed anche se cio fosse non sarebbe diminuita l'importanza del problema), giacche i dati statistici dilillostrano che le .percentuali degli illegittimi nati vivi in ltalia oscillano intorno al ventesimo del complesso delle nascite. anche questi dati non delineano chiaramente l'entita del problema risolvere in quanto risultano d al numero com plessivo delle nascite in 1utto il del Regno: compren dono cioe le piccole e le gran. di citta, le campagne; ecc.; mentre e noto che il fenooneno della nascita illegittima si -piu intensamente nei grandi centri. Agli effetti del nostro piu interessanti sono le eonsiderazioni ohe sialiiio portati a fare osservando i dati delle percentuali degli illegit timi nelle principali citta italiane Lo specchietto sopra riportato con ]e sue percentuaii altissime che oscillano tra un minimo di un decimo .ad un massirno di circa un terzo del numero complessivo dei nati vi vi, dimostra Ia gravita del :problema. E'. soprattutto nelle citta che vi e la possihilita, e quindi il pericolo : di unioni libere tra individui di razza ariana con iridividui di razza semita, i11 quanto questi ultimi sono portati, per le loro attitudini e per le attivita da essi normalmente svolte, ad addensarsi nei grandi agglo merati di popolazi.one. Lo specchietto sotto riportato dimostra

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della r::ome so no distrihuiti g l i ebrei nel
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Quanta dunque non d ev' essere l' attivita inter na, La moltiplicita d elle occupazioni ancorche di soccupatissimi, la facilita di distrarsi, e alleggerirc o spegnere i pensieri o le sensa:::ion!i dolo r ose la varieta, e nel tempo stes so la vivacita delle irn magmt e concezioni (giacche c iascuna e capa ce di strappargli intiera m e nte da queUa che pre sen./.emente gli occupa); in sorn.rn.a la vita d e ll' a : nww, e p e r co nsegu e nza La f e licita de fanciulli anche i meno JP.lici ri s p etto alle circostanze es t e riori! (LEOP ARDI Pensieri) 32 A. Cecioni: La madre (Roma -Galleria d'Arte Modema)_ L arnor coniugale e esc lusi v o in apparenza; rna la sua esc lusi vi ta e feconda, poich e perpetua la specie, crea la fami gha, la citta, di cui e ba se. L'unita d e l coniugio percio non e esclusiw co me quella dell' egoi smo, benche direttament e a.bbracci solo du e indi Fi dui. E la gelosia dell'a more e un sentimento na. turale, fratello del pu.do re e guardia di ta/(' nnita (GiOBERTI Protologia)

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LA FAMIGLIA presidio della romanita Aile origini della storia di Roma e d'Italia e una madre che allatta due pargoli: una famig'lia; cosi come una famiglia e all'origine del'la religione. Acca Larentia, Ia nutrice di Homolo c di Rcmo, Ia madre provvi'era talmente nel destino di Homa c h e per secoli n e potra determinare Ia storia Anche quando Roma e gia grand e e imperialc I a sua fortuna e legata alia sorte di alcune famig li e. Poi. a quell a di una sola: Ia Giulia I pitt fieri nemici di Roma, Galli, Cartaginesi, Celti, non tcmcranno tanto Ia forza militare della RepuLblica quanto il nome di alcune famiglie deslinate comunque a trionfare d e i lll'mici defia Citta. Se nella compaginc familiare bisogna ricer c ar Ia prima origine dello Stato. nes"una come Ia famig li a roma na in questo assai diversa dalla greca, puo me g lio se r.-ir e a <'omprenderc It> formazioni Mater Matula, statua in pietra fetida trovata presso Chianciano (V sec. avanti Cristo -Fjrenze ll Museo Archeologico). La sors comune (sors patrimonium signijicat dice F esto) posta sotto Ia 5alvaguardia del Lar, riunisce tutti i membri della famiglia, che appunto consorti si chiamano. E il padre ne e i l capo, materialmen t e e spiritualmente, rex e pontijex. L a mog lie, Ia mater familias, provvede ad amministrare il patrimonio -non a cel ebrare i riti e a nutrire numerosi figli. Qucs ti aiuteranno il nel lavoro, nelle guerre, n e i sacrifici agli dei. E specialmente il maggiore, cui insieme al piu alto grado gerarchico, dopo i l padre e Ia madre spetta il manteni mento della disciplina. La condizionc di superiorita di cui gode il maggiore non de, e tornare a iolcnza e spogliazione dei minori. Tutti hanno diri tto ad essere considerati co nsorti, nella cui parola e da rico nosce rsi, oltre un significato spirituale. un significato mate-33

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I bimbi della famiglia di Augu sto (bassorilievo dell' Ara Pacis). ri1rle: primo fra tutti queHo della indivisibiJlita del patrimonio. Un antico codice prescrive: II figlio maggiore deve avere per i minori l'affetto di un padre, e questi ultimi, a loro volta, come un padre lo .:meranno e rispetteranno J>. I vincoli di pa rentela sono posti sotto Ia tutela di una ser:ie di divinita minori che presiedono ad ogni alto della vita domestica, dal Lare che e il nume generale al genius che e il protettore del singolo. E incontriamo cosi via via il piccolo Domiduco, che presiede all'incolumita del pargolo ai suoi primi il dio Giuga:tino, che conserva ina:terati i vincoli: d'affetto non solo deJ.la coppia ge nitrice, ma della prole; Ia dea Manturna che assicura Ia pro sperita -della famiglia e Ia sua conservazione e, _fuori delle parcti domestiche, i l supremo dio Termine che difende l'inte gritii dei confini entro i quali si svolge la sacra vita del pa rentado. La compagine della "fauniglia roman a posta sotto Ia sal va guardia di numi domestici e agrari non ha riscontro, paragonata a quei.Ja di altri popoli. La religiosita di cui si circonda Ia casa spiega in modo affatto razionale i rapporti dei membri, i quali non l'utile tiene l'un l'altro vinco lati, ma Ia pietii e l'affetto re c iproco L'utile e concepito dall'insieme delle singole famiglie a beneficio dello Stato; ma nel'le mura domestiche l'amore e il rispetto verso il padre sono i sentimenti predominanti. E si avril tale de5iderio di assicurarsi questo affetto generato daila cupi ditas procreandi, che non si esitera a ripudiare Ia moglie sterile. La prima sentenza di divorzio -pronunciata dal Senato romano nel periodo che va dalla prima aNa seconda guerra punica, e motivata dalla mancanza di prole. Solo a questo patto i Senatori potevano consentire il primo sciogiimento di matrimonio. Biso gna che trascorrano sette secoli e che si arrivi a Properzio, non volendosi dare all'elogio del celihato che Plauto fa pronun ciare al suo personaggio Periplecomeno nel Miles un valor<:> II grado di civiltit di un popolo c stato dt-tto si puo misurare dal ri s petto con cui considera Ia donua, e qn es to e esatto se della donna si considera Ia funzione essenzialmente n.atcrna. Difatti Ia r.ura, direi quasi il culto, d e ll .i nfunzia rapprcsenta l'espres s ione piu alta di una raggiunla r.1aturita di concezioni sociali t politiche. La s toria dello s te:oso progresso s i rifiette lurn.i. Posamente in qu.ella e voluzione che ha portato il p c n s iP.ro moderno ad affermare sempre di piu : 1 valore insito nel fanciullo, e in questa evolu :dc ne s i potrebbe s tudiare lo sviluppo della civ ilta Purtroppo il fanciullo ha lasciato vaghe trac ce nella storia piu antica. Spesso sono con fus e con Ia leggenda e i miti. Spessissimo sono l' ec o dP.i sacrifici umani celeurati dai Fenici, dai Filist ei, dai Moauiti, dagli Annamiti e in cui i fanciulli erano le vittime abituali. Migliaia e r ; g!iaia di piccole vittime innocenti trovarono cosi In morte fra le uronzee braccia infuocate di El, di Baal, di Moloch Solo gli Egizii, fra i popoli anti{;hi, ebbero v e r s o i fanciulli prove di umanita chd testimolliano In !oro civilta. di Menfi (500-2200 a. C.), Ameni, capo di una provincia, dava ragione del suo go e rno, scrivendo: Tutto il paese era semina to dal settentr.ione al meridione ... Nessi.m piccolo fanciullo fu mai maltrallalo, ne alcuna vedova fu oppressa da me. E ancora dal Rituale dei Morti compilato n eHa sua parte piu antica sotto Ia XI Dinastia ttbana, sappiamo che -l'Osiride Celeste e i 40 dovevano indagare se !'anima, nella vita 34 Cul1 tcrrena, avesse aUontanato il latte dalla bocca ael lattante Ma anche in documenti che non hanno H solenne carattere ufficia-le, traspare la cura e la preoccupazione che questa popolo aveva dei figli. Difatti e statu Titrovata, tra gli altri papiri che parlano dell'infanzia, Ia lettera di un operaio alla moglie in procinto di diventare madre. Lontano da-lla casu per ragioni di lavoro, egli s: preoccupa di non poter assistere al parto; conscio delle spese e delle necessita di que! momento, egli rassicura la sua donna che a p pena ricevera Ia paga gliela mandera. * Nella storia di Roma no:i possiamo seguire con esattezza e una certa continuita, I'evoluzione della protezione dell'infanzia. Per il romano avere almeno un figlio maschio nella propria discendenza era un dovere sociale e religioso: procurava agli antenati e assicurava In continuazione della famiglia. La prolificita era un bisogno che i romani sen tivano I)el !oro orgoglio di guerrieri e di con quistatori; un complesso di leggi li sosteneva e 1i incoraggiava. Cerano leggi che oubligavano tutti i dttadini ad ammogliarsi, ad allevare i loro figfi, che consentivano il divorzio am messo, rna condannato nello spirito in caso di sterilita. Cosi Tullo Ostilio, in favore delle famigl" e numerose stabili che, nel oaso di nascite trigt> mine, se i figli fossero maschi, dovevano ess e n allevati a spese del pubhlico erario. Continuare Ia stirpe era una -Iegge morale ch c permeava lo spirito romano e che Valerio 1\h> simo enunciava con queste no hili parole: La natura dandovi f essere vi /a un obbligo di tra smetterlo ad altri. I vostri genitori allevandov i vi hanna impasto l'obbligo di allevare una po sterita Ma il corpo di leggi piu completo e le pre videnze maggiori si hanno con Cesare ed Au gusto. Mentre questo, ad permise aile rnatrone romane che avevano tre figli di indos sare la toga patrizia, Cesare proibi aile donn!' inferiori ai 45 anni che non avevano marito, o che peggio, avendolo, non avevano figli, di pJr tare gioielli e di servi:rsi della lettiga. Per contro distribui appezzamenti di terre presso Capri 20 mila cittadini padii di almeno 3 figli. Tanto Cesare, quanto Augusto nelle carich e pubbliche favorirono i capi di famiglie nume rose. Concessero premi, promozioQ.i, privilegi. quali ad esempio, per i Senatori che avevano piu figli, di parlare per primi in Senato. Fuori dal campo legislativo, in cui furono fondamentali le leggi Giulia e Papin Popp ea, e da ricordarsi un celebre discorso che Augu sto

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tenne nel Foro, dove aveva fatto raccogliere se paratamente i cittadini ammogliati da una parte e dall'altra i celibi. Ai primi si rivolgeva dicendo: ll vostro nu mero e cosi piccolo quando si pensa alia grandezz!l di questa citta, cosi i n feriore a quelli che non si rendono conto dei !oro doveri, che io debbo lodarvi ancora e dimostrarvi la mia rico nosce nza per avere obb:ldito alle mie prescri7.ioni e popolatl\ -Ia patria di cittadini ... Non e forse il migliore dei beni una sposa s aggia? ... Non e forse dolcissimo sollevare nelle proprie braccia, nutrire, istruire un bambino che riproduce l'immagine della vostra anima e del vostro corpo, di modo che si vede crescere in lui un altro se stesso? No-n habisogno lo Stato di gente nella pace p e r !I l av oro deHa terra, per il commercio, per l e arti, durante Ia guerra per Ia sua difesa t Cosi, o uo mini, voi solo infatti meritatc l appellativo di uomini, padri, voi meritate que sto titolo al pari di me, io ho per voi ammi r<>zione e Jodi .. . Agli altri, invece, esprimeva il suo sdegno: Io provo un imbnrazzo strano dinanzi a voi, Jlerche n'on so con qua-le nome chiamarvi. Uo mini'? Voi non fate alcuna opera da uomini. C ittadini? Per quello che sta in voi, lasciate perire Ia citta. Romani? Voi vi sforzate di can-che vada al di Ia della smnplice piacevolezza comico-sahnca, bisogna arrivare a Properzio, per trovare la prima seria avver sione a l matrimonio sacrificato sull'altare del piacere. Peraltro, quando Properzio scriveva le sue elegie l'istituto della famiglia era fortemente co.rrotto e Ia sordes allignava fin dentro le piu in time stanze del palazzo imperial e Nessun citta. Dopo Nen a, Traiano, poi Adriano, Antoninu, Settimio Severo I privati seguiron0 g li esempi degli imperatori: Plinio il Giovane lascia a Como milion e di sesterzi per mantenere i fanciulli poveri; Cecilia Macrina fa un lascito a Terrn ci na. La consuatudine si propaga fuori d e i c on lini d'ltalia: si ricorda un !asci to di Papiniano aHa citta d i Sieca Veneria, in Africa, e un altro di Fabia Hadriapell a a Hispalis, l'attuale Siviglia. Ma Ia dignita del fanciullo doveva ricever e una nuova affermazione dal Cristianesimo. Nel Vangelo molteplici sono i passi che esaltano l'infanzia e !'opera assistenz !ale assurgera alia ROBERTO BARTOLOZZI ruassima importanza nel precetto di Cristo: Chi raccog lie nel mio nome un janciullo, ra ccoglie me stesso! Ri cordia mo anche nel 315 un procl a ma dl Costantino a tutte le citta d'Italia: quando un padre portera un bambino che non puo allevare per Ia sua poverta, g li si diano alimenti e vestiti ... Il t eso ro imperiale e le mie sostanu private provvederanno in s olido a questa spesa:. Tali provvidenze si imposero ai barbari, se gnancio ancbe in questo, un t rionfo della civ;Itil rornana. Abbiamo c os i che, sia Ia L egge r o mana dei Visigot i sia il Codice di T eodosio-,., confermano e ratifi cano le pene contro l'infa n ti c: dio e l'abort o Pero, disgregato l'impero romano, ancora nel XVII sec olo il traffi co dei fanciulli era e per trovare una com ple t u ]egislazione che di a il suo giusto valore ull'infa nzia, bisogna arri vare al secolo XX e all'lta lia fascista. Valutaz;one dell'infanzia non solo in base a un principio di solidarie ta sociale, rna in bas e nJ concetto che i! fan ci ulio e iJ Cittadino e iJ soldnto di domani e i n lui f, l'av-venire della n.:1zione Quindi s up eramento dell'antica forma a ssolu t amente materiale di difesa della vita, e opera di assistenza moral e e di difesa della razz a, nella cui efficienza sta Ia forza per attingere piu alte c onquiste di c ivilta. Questo spirito e l'esempio si propaga ogg i dal la Roma fascista nel mondo, opera di pro gress o degna d e lle grandi tra dizioni di Roma p e r cui se un giorno uno studioso volesse raccogliere la legislazione e i provvedimenti di tutti i po poli civili, dovrebb e dare a! s uo stuclio il motto della moneta di Nerva: Tutela ltaliae >. GIORGIO BERNUCCI

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Emeslo Fontana: AI levar del sole (Firenze 'Espo sizione-Concorso V. Alinari 1900). 36 L'ainore della patria e in potenza in ogni_ fanciullo, trasfuso dalle misteriose vene della tradizione e della storia: poiche un uomo non puo vivere senza una storia anteriore alla sua, come non puo vivere senza un sangue anteriore al suo. E allora basta una semplicetta parola della madre, perche, come una piccolo scintilla per un grapdioso incendio, la sua dignita ita lia!la, il suo orgoglio e il suo onore siano gia accesi. GRAZIA DELEDDA (in "Ouadrivio ", 2la die. 1933) Cletofonte Preti: La lattante (Parma R. Galleria) Via via fece piu gr osse onde e piu rare il lor singbiozzo, per non s o Che -nero che _ID.el sileniio si sentici passare. L'uno si volse, e l'altro ancor, _leggero: nel buio -udi l'un cuore, non lontaD.o il calpestio dell' altro pasl?eggero. Dopo breve ora. tacitCx. pian venne Ia D1acb;e. ed esploro col lume velato un poco dalla roSea mano. Guardo so8pesa; e bucmi oltre il costume dormir li vide, l'un all'altro: sb-etto con le sue alucce senza piume; /

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L a vita della razza non puo chiudersi in una sterile esaltazione dei suoi valori fisici o spirituali come pure non puo soltanto li mitarsi ad assumere atteggiamenti distintivi o addirittura di difesa rispetto ad altri ceppi etnici. Perche la vita della razza sia garantita nelle sue basi, perche non le manchi l'integrita fondamentale occorre volgere erma mente lo sguardo a quei pericoli, quelle insidie che portano una costante minaccia verso gli elementi essenziali della razza stessa. Soltanto l in questo modo, giungendo agli elementi c<>stitutivi primi, puo fatsi opera completa e duratura di esaltizione razziale. Ogni uomo che ragioni, ogni benpen sante che abbia entro il suo animo uri fon do sano di moralita non puo non essersi posto, almeno una volta, il grave problema di quanto possa interferire sulla sanita della gente un matrimonio in cui Ia malattia di uno dei coniugi si riflette sopra Ia discen denza. La malattia del padre, la malattia della madre, e molto spesso causa di altra ma lattia nel figlio. Cosl Ia disgrazia di uno diviene qualche volta 1a sciagura di molti una dolorosa catena di sventurate vicende. In que5ti casi, la famiglla cessa di essere que! valido nucleo sociale che e raffigurato idealmente nell'intelletto di ognuno, per di venire invece wi aggregato infelice da cui non derivano, in sostanza, che motivi di danno morale ed economico . Altre. volte i genitori sono sani fisica mente, ma l'ignoranza o l'incuria portano ad esporre Ia prole a: gravi rischi che possono ancora risolversi. in danrio. In. tutti questi casi le leggi sono insUffi cienti a risolvere il problema. Non lo pos sono ne lo debbono . Quando si e innanzi all'intimita della faniiglia non ci si puo av'vicinare con la voce della coerclzione, dell'obbligo. Una campagna cosi alta e cosi. nobile come e quella razziale, destinata a dare a ciascuno il senso pieno della pro pria dignita biologica, nel suo complesso materiale e spirituale, rischierebbe, se por tata su un piano di imposizione, il suo pie no fallimento. La salute della famiglia e Ia salute della razza. Questa e, d'altra parte una verita in discutibile. II Fascismo dopo aver impostato il pro blema ed averne risolti taluni aspetti nello spazio di alcuni mesi, non puo certamente trascura.i:e quello della tutela della no stra razza entro il suo nucleo piu vitale. Perche il figlio sia sano, perche l'uomo di dornani si avvii incontro alia vita con piena capacita di mezZi e indispensabile che sia concepito da genitori sani. Per raggiungere l'obiettivo di un nucleo familiare sano, di un ceppo resistente che disponga di validissime radici il miglior mezzo e portare in mezzo alia viva massa del popolo cognizioni chiare e precise di quali e quante possono essere le malattie, o comunque le insidie che possono incidere variamente sopra la salute del padre, della madre o dei figli. Un' azione di propaganda ben condotta, saggiamente illustrata, prudente e nello stesso tempo non puo mancare di raggiungere I' animo dell'individuo e di met terlo, serenamente, nel segreto dell'animo suo innanzi alle responsabilita che possono derivare da un passo inconsiderato. Sono superfl.ui e certamente dannosi gli atteggiamenti troppo decisi, il drammatiz zare con tinte fosche. Esistono i mali, le sventure ma molto puo oggi farma della medicina. Una cura ben condotta, un in terveoto tempestivo puo trasformare un se minatore di iofelici in un padre normale. La razza si avvantaggera certamente di una maggiore coooscenza dei mali che la insidiano da vicino. Quando 1' orgoglio di una discendenza ininterrotta da una gente creatriee d'imperi, d'arti e di leggi si foodera con un piu ele vato senso di responsabiliti che ogni uomo deve avere versO la propria donna ed i propri figli, p(>tra dirsi veramente che la coscienza della razza si sia ormai piena mente realizzata. Molto spesso i sociologi, gli stessi me dici che considerano i problemi della pa tologia da un punto di vista piu elevato, 5correndo le tavole di mortalita e le stati stiche delle malattie si lasciano andare a riflessioni amare sopra i danni che vengono portati dal genitore alla madre ed al nglio. E' aflora che si parla di bassO livello so dale, di scarsa comprensione di doveri mo rali, di tare della civilta ... Ma non si pen$a invece quanto appari rebbe inferiore la colpa di questi infelici quando si volesse considerare che nulla ad essi e mai giunto che illustrasse le insidie piu o meno dirette che minacciano i propri cari attraverso la loro stessa persona. L' azione educativa generica, per la gran massa del popolo si arr.esta aile scuole ele mentari e aile prime classi delle medie. Ma andle chi acri\a ai gradi piu clevati della istruzione, se proprio non e un medico, re sta privo delle nozioni piu elementari del l' eugenetica e dell'igiene familiare piu di rettamente concernenti Ia madre ed i figli. Non si puo quindi muovere un rimpro vero verso coloro che hanno ignorato Ia esistenza di particolar1 pericoli o 1' entita di questi nei riguardi della loco famiglia. E' nota ad esempio, genericamente, la dannosa influenza che ha l'alcool sopra l'or ganismo lllru!llO.Ma quanti .sanoo la peri colosa azione che esso puo svolgere sulla prole? Gli studi in proposito meritano di es sere conosciuti per I' evidenza impreSsionan te dei loro reperti. Uno scienziato, esperi mentando su cavie, fece unire 24 maschi, da lui previamente alcoolizzati, con 24 fern. mine. Ne segui attentamente la prole e pote constatare che il 50 per cento dei figli era sterile, mentre il 25 per cento era costituito da nati morti e l'altro 25. per cento periva piu tardi o IaSciava in vita individui tarati con disturbi di tipo convulsivo. 37'

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MORTALITA PERWAUTTIE DELLi1 lfno a '15.0 [:] .l. 15. 1 / 20.0 e 20 1 25:o 25. 1 30. o 30.1 35.0 IIIII 35.1 40.o II 40.0 MEDIA DEL REGNO 27.o E infatti noto che tra gli alcoolisti il nu mero degli aborti e assai spiccato. La prole superstite rappresenta un ramo debole nel grande ceppo della razza. Un ramo che dif ficilmente potra reggere aile dure vicende della vita e che non tardera a intristire de finitivamente. Concetti, Bourneville, Calot e molti altri scienziati hanno segnalato nelle !oro stati stiche che tra i .figli degli alcoolisti si incon tra specialmente una notevole quantita di individui affetti da epilessia, idiozia, rachi tismo, mixedema, mostruosita, ecc. E' questo un quadro abbastanza sconfor tante che e bene precisarlo con molta chiarezza -va riferito semplicemente e soltanto all'intossicazione derivante da un abuso notevole e sistematico di bevande al cooliche. II vino delle nostre colline e fuo ri causa. Va tuttavia rimarcato che i danni de!I'in tossicazione alcoolica non si riflettono sem plicemente in un settore economico od eti co, bens! proprio su!Ia funzione riproduttiva intesa nel Senso piu nobile della parol a, come fiaccola viva della razza. Un'altra grave minaccia contro il germo gliare della famiglia e costituita dalla sifi lide. Anche qui troppo spesso l'attenzione del Ia grande massa e polarizzata sopra i danni immediati di questa malattia, senza che si volga l'attenzione, o Ia preoccupazione ver so clanni piu Jontani e socialmente piu gravi . Si aggiunga poi quella certa aria di tra scuray,gine, di confidenza che oggi si e sostit:.tita nei riguardi di questa malattia, al terrore che invece ieri essa stessa ispirava Esagerr.zioni in entrambi i casi. Perche se e vero che oggi Ia terapia possiede negli ar senobenzoli, nel bismuto, nell'iodio, nel mercurio armi efficacissime, specialmente nelle mani di chi sa dosarne l'uso, e pure ugualmente vero che il problema del ma trimonio per un sifilitico va accuratamente vagliato sovrattutto in vista dei danni con siderevoli che possono derivarne per i figli La sifilide e una terribile devastatrice del prodotto del concepimento ..Quando Ia ma lattia riesce a raggiungere ilteto entro l'al vo materno Jo aggredisce inesorabilmente penetrandogli nei centri vitali portandovi Ia sua azione venefica che quasi sempre fi nisce col provocare Ia morte del nuovo es sere e di conseguenza 1' aborto Se poi Ia maJattia non ha avuto facile Strada ed e riuscita a raggiungere soltanto tardi il feto questi vede Ia luce, rna purtroppo, in cosl tristi condizioni fisiche da non consentirgli di poter vivere che per qualche anno. Decimatrice di giovani vite, inesorabile cesoia dei frutti della razza, questo e l'aspet to piu fosco della si.filide, questo il pericolo che non bisogna stancarsi di additare a chi, incoscientemente, si appresta a creare um famiglia sventurata II Fourni er, che ha dedicato gran part e di se stesso allo studio di questi problemi, afferma attraverso notevoli statistiche che h si.filide del padre provoca nella prole una mortalita del 28 per cento, mentre quella della madre giunge al 60 per cento. Se h malattia e di entrambi i genitori Ia morta lita tocca il 68 per cento. Considerando il fenomeno nella sua com plessiva gravita puo dirsi, anche innanzi a queste cifre che Ia morte e qui piu umana dell'uomo stesso. Infatti i bimbi che sopravvivono restano in gran parte colpiti da cecita, sordomuti smo o da gravi disturbi della sfera neuro psichica ( epilessia, demenza, ecc.) Nel caso della sifilide il danno che de riva al ceppo razziale e sol tanto contingen te, perche come e ben facile intendere, non si tratta di materiale umano che abbia in un modo qualunque Ia possibilita di perpe tuarsi. Tuttavia il danno resta sempre, e grave nella grande massa delle vite mancate alb

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compagine razziale e nella completa inuti Jita degli altri sopravvisuti. Per Ia tubercolosi, contrariamente a quan ta comunemente si crede, manca invece una diretta influenza del genitore a dei genitori malati. Entro 1' alvo materna il prodotto del concepimento puo crescere e venire rego Jarmente alia luce. In caso di malattia rna. terna, come spesso avviene, puo subire accrescimento difettoso che hscia se mai una certa debolezza costituzionale. II pericolo si manifesta in tutta Ia sua importanza soltanto dopo Ia nascita, quan do Ia nuova creatura iniiia Ia sua vita in un ambiente spesso malsano, reso insidiosissi mo dai gfrmi emessi dal genitore ammalato Ed e che deve intervenire, a fianco dei sussldi della Stato, una sapiente azione di convincimento che possa facilitare il ne cessaria distacco del figlio dai suoi genitor! Non e possibile in un unico articolo pas sare in rassegna tutte le affezioni o i di sturbi fisiologici, le influenze dell ambiente che possono in via diretta influire sulla prole attraverso il meccanismo generativo. Non si puo tuttavia trascurare di far pa rola di talune intossicazioni da malattie pro fessionali Ia cui importanza e oggi accre sciuta dal sempre piu largo sviluppo indu striale Tra queste intossicazioni debbono essere segnalate particolarmente il saturnismo e l' idrargirismo. II saturnismo, o intossicazione da piom bo, ha un'influenza deleteria sopra l'appa r a to genitale femminile onde si ha di con seguenza una elevata frequenza di aborti c I a generazione di prodotti scadenti deboli p r edisposti aile malattie L'intossicazione da mercurio e ugualmen. te pericolosa per i figli, specialmente quan do si sia sviluppata nella madre. I figli an che qui sono gracili delicati e assai esposti a ile infezioni. Nel complesso delle manifcstazioni mar bose che incidono sopra il complesso della p opolazione e indispensabik guardare con p articolare attenzione quanta puo min a ccia. r e il patrimonio biologico ptoprio nel suo nucleo vitale Da una piu vasta, pili profonda conoscen. z a di queste oscure insidie deve na s cere nel popolo una coscienza pili concreta e pili de c is_a dei doveri ognuno ha verso il pm prw sangue. Soltanto da questa pili elev a t a coscienza c i si puo attendere un pieno s enso di re sponsabilita che in sostanza rappresenti Ia garanzia d i figli sani nati incontro al s ole nella pienezza della !oro entita biologica, s i curi elementi del proprio ceppo razziale Quando i valori di una popolazion e veni vano deviati entro una innaturale atmosfera di internazionalismo, ove glt stessi ideali n a zionali si stemperavano in spiritualismi indistinti, questi concetti di necessita di di fesa della famiglia: e sovrattutto dei figli MORTAUTA INFANTILE BAMBINI MORTI NEL r ANNO OJ VITA Su 100 naH vivi-Media 1933-34 MltiiSTERO DEll" ltiTERtiO ISTITUTO 01 SAI41TA" PUBBLIC.A non ave v ano ne risonanza, ne l'indispensa bile forza suscitatrice d'azione Si perdevano cosl sui libri o nella medio cre risonanza di un congresso anche le idee pili chiare, i programmi piu concreti. Mancava a tutto questa Ia base granitica il vero denominatore comune a cui fare ri ferimento per una qualsiasi azione difensiva del pollone familiare. Mancava cioe Ia co scienz a l' orgoglio della razza. Se oper a indefessa, appassionata, pro fonda s v olta da Francesco Galton sulla fine del secolo scorso per l'affermazione del mi gliora mento dei ceppi biologici non riusd a cogliere il successo che avrebbe meritato fu soltanto perche Ia razza era una entit2. sentita soltanto nell'animo di pochissimi. Egli anche attraverso lunghi studi g e ne:1.logici, aveva potuto dimostrare che me diante una combinazione giusta di m a tri moni si poteva giungere ad eliminare dalla massa di un popolo gli elementi tarati o comunque deficienti, rafforzando cos! il nu deo valido della razza I : :::>1 f ino a 60. 0 t :: ::l d a 60 1 BO. o E:;::] 80. 1 100. 0 100. 1 120.0 : 120. 1 140.o m 140. 1 1 6o o B 160. 1 e oltr e MIDA DEL 99.4 Il Galton non limit<'> la sua opera alla ricerca scientifi.ca. Con v into della luce della sua idea esempio e manito per tanti scienziati sempre rac.:d;iusi in se stessi pass<'> fervidamente all' azione Scrisse libri di propaganda e masse incontro al popolo fondando a Londra un Istituto di eugenica cui potevano rivolgersi per la consulenz a tutti colora che si appresta v ano a celebrare matrimonio La sua attivita di scienziato ebbe tuttavi a a lmena Ia soddisfazione di mettere su que sta strada anche altri scienziati L Eugenetica divenne cosl un'idea che resto almena n eUe aule dell a scienza se pure lantana da chi avr e bbe potuto fame un'arma potentissim a di elev a zione civ ile Nel dima creato dal Fascismo con il rio novato orgoglio di r a zza e con i do v eri che esso stesso comport a quest a scienza fecond a puo andare oggi tra il popolo e d a re anche essa il suo alto contribute per le nuove e sempre pili valide vite atte s e dall'Italia im peri ale. LINO BUSINCO 39

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JL o st,ato giur.idico della donna francese, contraria mente .a. quanto in genere si crede, e dei piu severi e meno ll.ber(>>. Contro di esso da anni si agit,ano gli amici delle dol}ne e i cos!. detti UJOmini dalle idee larghe; i primi per fare paladin.i del gentil sesso, i secondi per ragioni teoriche e di rinnova mento sociale Ne gli uni ne gli altri pero sono riusc'iti a tere La pachi.dennica solidita degli articoli del codice, i quali a parte ogni altra considerarione, hanno soprattuttO il torto di ispirarsi ad una mentalzta sorpassata. Sarebbe inutile infatti precisare a quali effetti la posizione giuridica dell.a donna fran cese appare parucolarmente tirannica; quel che conta e La con clizione morale e psicologica che La mentalita suindicata fini s ce col fare alia compagna dell'UJOmo. Tanto per citare un esempio che, riferendosi solt,anto alle abitudini puo parere su perficiale ed e invece eloquentissimo, una signora francese che e sposa supponia mo del signor Claude Durand, diventa ufficial mente, nei riguardi cioe dei pubblici poteri, delle banche, delle poste degli amici, nient'altro clze Madame Claude Durand. In l t,alia invece una signora non solo conserva il suo nome di battesimo, che e fr a l'altro l'indicazione della sua femminilita, rna assai spesso al nome del marito aggiunge quello della pro pria famiglia, ad esprimere per l'appunto un po' di quella per sonalita che nel caso suaccennato della f rancese, scorn pare cornpleta.m e nte. Si potrebbe con q!J-esto affermare che le donne in Francia si trovino in un particolare sta.to di 1oggezione? E' tutto il con trario Come semprc succede, da una parte provoca l eccesso dall' altra. Onde non. solo esse vivo no in una condizio40 Decadenzt Ecco come certa arte modema concepisce la matemita e l'infaru:ia. Questa alfresco. di cui in alto si vede un particolare. e opera di Alberto Ziveri. ed e stato presentato al concorso di San Remo. di assoluta indipendenza pratica, rna per ragioni spiritzwli lzanrw finito col prendere il piu assoluto sugli u o mini, onde sono esse che dirigono praticamente le famgli e 1' in un modo piu indiretto; buona parte del resto. Cia tutla via costituisce una contradirione La quale non manca di a ve r e u.na ceria irnportanza nei rigua rdi dell'istituto familiar e e d e i su.oi valori morali. In altri termini la casa e governat,a proprio da chi ha i diritti piu limit,ati nei riguard della !egge; il ch e non puo avvenire senza un primo effetto di sbanda.mento. Altra contradizione: La famiglia com e gli individui attend1 tutto dallo stato In regime democratico lo st,ato non e int er pretato la sornma di tutte l e forze ed elemento ordinaton e stabilizzatore al tempo stesso, dal emanano tutt e l e responsabilita e tutti i doveri, rna come una specie eli immen.w

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lelia lamiglia in Francia c!JlCina economica che deve dare una scodella di minestra ad ogni cittadino. E pertanto, sempre secondo i princip'i dernocfa tici la fam .iglieciale ad essere consid e rate anche loro della migliore societa; attorno alla corte e ai suoi Jasti il popolo curiosava, si dive rtiva im parava. Bisogna tener presente che tUtto cio avtfeniva a poche doz zine d'cuwi di distanza dalla R ivoluzione ; che il prima lmpero era stato un periodo senza alcuna ricche zza, di grande sforzo e di duro sacrificio e che gli altri reg imi intermedi fra urw barricata e l'altra avevano avuto un valore soprattutto transi torio. Ora il grande massacro di aristocratici e di tutte le altre cla;si s uperiori operata dalla Riv oluzione non e una teoria ne co.me pQtrebbe credere qualcuno una esage razione; e purtroppo una spaventasa realta. Anche adesso cioe un. secolo e m ez zo dOpo, s e voi vivete un po' a lungo. in Francia e con.oscete bene la societa penetrate in essa abbastan. za profondam ente a un certo momenta vi accorgete che in questa popolo c'e qual cosa che manca e che prima e sisteva ; e p e r l'appunta un'intera cla.sse di cittadini che che e stata soppressa e ch e a.ccusa la sua ass e n za, non gw con le tracce della sua vita passata come potr ebbero esse re certi palaz zi, certe ville certi mobili e gioielli antichi che trovate dappertutto, m:a con lo squilibrio di valori c h e e rimasta nella compagine attual e della nazione. La qual e pur e evolvendosi attra v erso gli aruti non e ancora riuscita a diffc r enzia r e una nuova classe per sostituir e quella scompar sa. Al tempo d el secondo lmpero p e ro una ari.stacrazia jiuizi.a e internazionale ha potuto da re un sen time nto nuo v o alle mass e, una spede d i ricord.o forse di quel ch e era stata i rri media bil'Wi e rec educato in 'Francia alia pittura: L' aimiversario di Chagall.

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mente perduto; e attraverso il motit>O delle eleganze e del ha avuto inizio un nuovo principio di differenziazione. Tale principio che non avveniva suUa base delle ragioni morali e delle responsabilita civili non poteva avere altro effetto che propagare nel popolo la teruknza verso l'agiatezza, il benessere, la comodita dei dolci guanciali. ll primo di questo in. debolimento razziale e stato, come s' e visto, un arresto della natal ita. Occorre a parer nostro bene isolare questo punto di partenzr.z se si vuol ben comprendere l'attuale decadenza della popola zione francese. Quel che e avvenuto in seguito mfattJi non. e stato che lo sviluppo di questo processo. Le masse rurali .si sono diradate attratte dal miraggio delle grandi citta; al prin cipia del secolo esse costituivano .i[ 41 per cento della popoltzion.e, ora sono scese al 37. Nella citta il popolo continna a cercare la oomodita e il be ness ere nonche a coltivare quegli istinti rJi individualismo in cui fa consistere essenzialmente it principia, di liberta e che hanno il risultato di danneggiare tutte le classi in quanlo e proprio per essi che non si potra mai raggiungere quell' eqwilibrio dei valori e delle possibilita, fra cui ciascuno deve saper contemperare le sue ambizioni e trovare la s'ua giusta situazione. Gli opera.i piu umili, di quelli maggiormente aizzat;i dalla propaganda comunista, se vedono una signora elegante che scende da una lussziosa automobile, assai spesso si divertono ad insultarla o a lanciarle delle osservazion;i iroriiche; non fanno altrettanto pero con l' automobile; di essa s'interessano subito, sanno gia di che fabbrica e, quali sono le sue .caraUeristiche, e ne di.scutono subito con una competenza spavalda e appassionata. Citiamo questo dettaglio tolto alla serie delle nostre osservazioni fatte piu frequentemente in terra di Francia in quanto esso ci dimostra che nel cuore di questi operai si nasconde l'aspirazione pro fonda di possedere un giorno o l'altro una cost bella macchina, e che se dicono delle male parole alla proprietaria di essa non e punto per manifestare contro il lusso, ma semplicemente per una ragione di gelosia. Abbiamo toccato l'argomento delle automobili non a caso. Noi crediamo, senza avere alcuna intenzione di formulare un paradosso, che la denatalita francese, determiruda, come si e accennato, dal bisogno di agiatezza e di lusso fin dal tempo del secondo lmpero, e andata accentuandosi sempre piu, e spe cialmente in questi ultimi tempi, a cagione dell'automobili smo Non si potrebbe dire che di quanto sono au mentate le automobili di tanto siano diminuite le nascite; fra le cifre del le une e quelle delle altre ci deve essere pero una certa correlaziorie. Una famigliola borghese o di piccoli borghesi, a un certo momento si pro pone il quesito: un'automobile o un figlio? E sceglie l' automobile. Biso gna aggiungere a cio tutti gli altri minuti piaceri : le villeggiature, le gite im campagna alla fine della set timana, gli allegri simpos'i con sciampagna, caviale e fegato grasso, i vestiti eleganti per la signora, l'im mancabile cagnolino che ha bisogno di cure, gli appartameriti comodi ma microscopici i quali, nelle case mu derne, sono. quasi tutti degli stud'i dove si studia non si sa bene che cosa _.:. co.n una cucinetta, i buom: Liquori, le serate al ristorante. Non restano dunque ne spazio, ne 4.2 quattnni, ne possibilita per i bimbi. La generazione vivente prende tutto per se; tutto assorbe e tutto divora. Di quelle future essa non si preoccupa menomamente Apres moi le deluge. Ora e questo il punto in cUi la decadenz a famigliare s'inn.e sta direttamente sulla deca.denza razziale. La 'razza cioe perde la sua coscienza, i[ suo orgoglio: essa conserva ancora l'istin to di esistere, ma non ha piu quello di persistere attraverso il tempo e di propagarsi attraverso lo spazio Per tal modo un grande impero coloniale non significa piu per una nazione un'affermazione di poUmza e una possibilita di espansione materio,le e spi7fituale ; ma soltanto un mezzo per procurarsi la ricchezza o, n.eUa peggiore ipotesi, una certa agiatezza. . Trattando di q'uesto argomento tuttavia non si puo fare a meno di accennare al tragico errore che commettono i francesi poi:he sDiamo parlando di loro ma con essi anche tutti coloro i quali credono che limitando .[a natalita e le spese rion lievi, che comporta in genere per una famiglia una numerosa figliolanza, possano migliorare le condizioni materiali della propria vita. Tutto cio e illri.sorio e stupido. La famiglia non puo essere considerata indipendentemenle dalla nazione. Limi tando il numero delle. nascite s.i impoverisce la nazione ; e una volta impoverita la nazione sono proprio le famiglie che ca. dono in miseria. Accanto alta statistica della denatalita francese che coincide con quella dell' aume.rlto delle automobili in circo lazione e di vart indici di comodita e di lusso, ,ce n'e un'altra, quella dei la quale e semplicemente spaventosa. Risulta da essa che i contribuenti, i quali nel 1932 avewno un reddito superiore ai 10.000 franchi annui, minimo imponi. bile, erano 2.080.164; nel 1933 erano 1.922.170; nel1934 era no l.920. 408i -nel1935 erano 1.754.035; nel 1936 erano 1.645.988. Non abbiamo le cifre degli anni successivi le quali non possono essere che piu allarmanti, tenuto conto soprattutto delle diverse svalutazioni del franco, Queste tuttavia c.i dimo strano che in soli cinque anni la massa dei contribuenti in Francia e diminuita di 435.176 unita, cioe di oltre il 20 per cenlo .. Parlando della decadenza demografica francese che, come s1 e visto,. e essenzialmenle razziale, si ha in genere una certa ten denza, che senz'alti-o possiamo considerare morbosa, ad attri buirne le cause al vizio o ad altr e ragioni misteriose. Sembra a noi che niente di questo sia vero; il vizio potra intervenire in una certa misu ra, ma soltanto come fattore psico logico, non sociale. La massa tend e a non procreare per ragioni meno specifiche ma piu inquietanti: per pracurarsi ci.i:Je, ripetiamolo, un po' di e un. tenore di vita sup: riore alle sue possibilita. E; quest a il dramma della Francia. Come un organismo che ha piu un istint o sufficientemente aggressivo per c e r carsi un'abbondante alimeri;tazionl:, essa ha incominciato a mangiare se stessa U can.nibalismo non esiste soltanto fra i selvaggi; ma ari.che fra quei popoli che, senza mangiarsi i propri figli, il che sarebbe contrario alia cos detta civilta e al buvn gu sto, impediscorio che nascano per potersi mangiare gli alimenti di essi. FRANCESCO SCARDAONI

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0 RAGlONEVOLI SONO POPOL.I I MORTI La ragione e debolissima e inattiva, al contrario della natura. Laonde quei popoli e quei tempi nei quali prevale pili o meno la ragione saranno sfati e saranno sempre inattivi in pro. porzione della influenza di essa ragione. AI con trario dico della natura. Ed un popolo tutto ra gionevole 0 filosofo non potrebbe _per mancanza di movimento e di chi si prestasse agli uffizi scambievoli e necessari alia vita. Ec. ec. E inf atti osservate quegli uomini {die non sono ran oggidi) stanchi del mondo e 0 r1 nati per lunga esperienza, e possiamo dire? ren duti perfettamente ragionevoli. Non sono capaci 9 'impegnarsi in nessun' azione, e neanche desi derio. Simili al marchese D'Argens di cui dice Federico nelle Lettere, che per non a v rebbe voluto pur respirare, se avesse pofuto. La conseguenza della loro stanchezza, esperienza, e co g nizione delle e una perfetta indiffe renza c he li fa seguin! il moto altrui senza muo v e rsi da stessi, anche nelle cose che li riguar dano. Laonde se questa indifferenza potesse divenir e uni v ersale in un popolo, non esisten4ovi moto altrui, non vi sarebbe movimento di nes s una s orta Dicasi quel che s1 vuole. Non s1 puo ess e r grandi se non pensando e operando .Contro ra gwne, e in si pensa e opera contro ra gwne, e avei}do la forza di vincere la propria riflession e o di lasciarla sup erare dall'entusia smo, che sempre e in qualunque caso trova in essa un ostacolo, e un nem}co mortale, e una virtu e stinguitrice, e

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t . ques Ionario Abbiamo ricevuto un mucchio di lettere su guesto argomento, e ogni giorno altre ce ne arrivano, non tulled 'un colore, disparatissime, specialmente di giovc: .;, nr : n solo di giovani. Vuol dire che l'argomer,to e scottante, e che non possiamo disinteres sarcene, e abbcmdonare la religione dei nostri padri alia sorte di un dissidio, che e conseguenza d'una educazione non con naturale e nazionale, non cattolica, d'una educazione che pero dura do oltre due secoli ed e difficile do sradicare, qual'e l'educazione borghese, -incominciata con i nostri antenati cartesiani e rivoluzionari, cresciuta dalia Restaurazione a! 1848, risorta dalle ceneri e diventata ufficiale dopa il 1876, giunta all'apogeo della sua infatua zione a! tempo della guerra europea, do la Francia ne colse tutto il frutto, fa cendoci combattere per !a sua egemonia, e noi tirammo le somme di quella tragedia, che ci Ieee rientrare in noi stessi. Non vi ricordate quando le questioni, i dibattiti, i partiti, e fin le sfumature d'uno stesso partito avevap.o in ltalia nome fran cese? Quando dai repubblicani ai radicali, dai democratici ai socialisti, dai riformisti ai sindacalisti, i partiti avevano gli stessi nomi e le stesse occupazioni dei partiti francesi? Quando il parlamento italiano si riuniva a discutere le stesse questioni, gli stessi interessi del parlamento francese? Quando lo stesso faceva la Spagna, faceva la Turchia? Se tu non ti ricordf dei giovani turchi, non puoi capire l'educazione bor ghese, e se non sai che fin l'arabo, l'arabo per esempio d'Egitto, parla democrazia, non puoi forti un'idea del sistema di predomi nio francese, di civilizzazione, chiamato dol francesi, non di civilta. La possiamo chiamare il sistema del pap pagallo politico e letterario generale, fan data non sui bisogno, il costume, l'imma ginazione, e conseguentemente !a lingua dei popoli, rna sulla traduzione della lingua francese, !a piu razionale e traducibile di tulle le lingue. Essa e magnificamente latta per ordinarii le idee e mettere in malo le rotelle del tuo raziocinio, ed anche le ro telline, questa e il suo pregio razionale, !a sua attitudine alla generalita democratica; sicche tu che sai !errore un cavallo, tu che sai costruire un buon armadio, alzi vo lentieri !a testa, a sentirti muovere le ro telline, vuoi anche tu ordinare le tue e le idee degli altri, vuoi essere e diventare e far diventare gli altri a un certo modo, di menticando che il meglio e di soper fare un oggetto, e di solito ti appassioni tantoppiu alle rotelline, quanta ti appassiona meno l'arte tua, quanta e piu particolare !a capacita che esige l'arte tua. Cosl abbiamo molti che giudicano e pochi che sanno fare qualche coso, perche il peggio non e che tu sia distratto dali'arte, ma che le rotelline dell'essere e diventare si muovano special mente nella testa di quelli che non sanno fare nulla; perche tutti piu o meno sono 44 buoni a ragionare e a mettere avanti le idee, ma pochissimi a fare, e alla fine sono i filosofi, che non le sanno fare; a dire come si debbono fare le case, le statue, come dev' essere ordinate un popolo. I fi losofi, perche non le sanno fare, non pos sono intendere quelii che le sanno fare, i quali non sono chiamati a farle, non le possono fare, perche non sono intesi dai filosofi: questa e !a prima confusione. La seconda e che non si riesce a far quello che dicono i filo::;ofi, e si cade nelle im prese disperate, come quella, che dice Manzoni, della rivoluzione francese, !a quale, mentre levava di fatto alia Francia il suo Govemo, prometteva di dargliene un altro. Ma il !alto sta che, da que! momenta sino ad ora, !a Francia ne ha avuto suc cessivamente dodici. Ed e per questa ri guardo che abbiamo creduto di pater dire che anch'essa non sapeva cio che faceva; poiche di certo, non era quelia !a cosa che voleva, ne della quale avesse il piu lantana sospetto, il piu lontano presentic menlo. Quando Ia riflessione riduce l'uomo alla ragione incomincia la vecchiaia: vuol dire che !a tua forza interiore e finita 0 che !a tua immaginazione non !a puo piu guidare, impiccolita e impedita dalla ragione, e que sta mancanza di sviluppo ti riduce a pap pagallo, e a pappagallo spennacchiato, non appena metti passione e volonta nei tuoi raziocini, e invece di accorgerti della tua impotenza, diventi facinoroso, mistico delle imprese inutili, dei salutari disastri. II sensa d'un popolo classico, come il nostro, e quello delle opere mature, e tu invece vai cer cando il primitive, e invece di fare; espe rimenti, riduci !a civilta a un gabinetto d! chimica. Pensi che !a civilta non sian a grandi e mature opere a stabilirla, ma Ia dialettica, il processo storico, e tutto riduci al movimento, alia corrente, tutta Ia scienza a indovinare Ia direzione. Non piu le repub-. bliche, le leggi, gl'istituti, .le opere, ma i pensieri, gl'impulsi, le tendenze sana l'im portante. Chiami antistorico non capire queste case, non seguirle, e percio devi prima di tutto chiamare antistorico il fare. E chiami storico il sensa delle contraddi zioni, il sensa della democrazia che lira all'aristocratico, della guerra alia pace uni versale, del socialismo alia monarchia, del l'emigrazione alia fine dei galantuomini; rna se questi Iotti siano imparaticci e falsi scapi od oppressione dei bisogni del tuo popolo e cosc;x che non ti riguarda. r conati, le generazioni assurde, le scomposizioni ottiche, le categorie, la critica, l'analisi, !a chimica il momentaneo, !'er rore, il sentore del futuro, tutto quello che non mette radici rimpiazza !a creazione. Questa e il succo dell'educazione borghese. Chi ce l'ha data questa educazione? E' !a negazione dell'Italia e non ce l'ha data certo l'ltalia. Ce l'ha data Ia rivoluzione francese, e prima di tutto ce !a dettero i cartesiani e i giusnaturalisti. E ce l'ha data la GermaniC! dei filosofi, non !a Germania di Goethe, !a nostra; rna !a Germania dei nemici di Goethe e di quelli che dettero sviluppo alla filosofia di Cartesio e de; giusnaturalisti, che tirarono le somme, che scrissero le lavale idealiste, storiciste, dia lettiche della rivoluzione, specialmente He gel e Marx. E dove si trovano i lora prece denti, dove il seme cartesiano dell'autorita del pensiero, se non in Lutero? E' prote stanteI'educazione borghese . Protestanfe e tutta !a formazione della borghesia. Percio !a borghesia era francofila o tedescofila, ed e oggi francofila e nemica della Germania o senza patria; rna italiana mai. Essa non ha niente da vedere con !a nazione di Dante, con ia civilta della Rinascenza. Non !a capisce, non !a sente: questa e Ia sua mancanza di patria. E' carducciana, e non ha gusto per Leopardi, Manzoni, Vico, per quello che e genuino dell'Italia. Ignora Verga, e sappiamo quali sono gli autori che Iegge. Protestante e l'educazione borghese, ed e ebrea, perche non fu solo con Marx che gli ebrei collaborarono alia fonnazionebor ghese. Non solo si app6ggiarono a! lute ranesimo, nel far guerra alia Chiesa, rna con Ia rivoluzione francese furono i migliori collaboratori della Francia, nel formare quell'esteso popolo neutro, ch'e Ia bor-ghesia. Non bisogna dimenticare che Ia rivoluzione francese fu Ia pasqua del popolo ebreo. Furi una rivoluzione di mercanti e intese a regolare il commercia materiale e intellettuale del mondo, con lo statuto per sonale e non nazionale dell'uguaglicmza umana. E dol suo stesso fonda protestante fu condotta ad agire sulla ragione, non sulla natura, sui diritto, non sulla grazia, e sulla progressiva snazionalizzazione e di ciamo pure snaturamento dei. popoli, sul Jato razionale dell'umanita. Si puo imma ginare se non fu questa !a societe presa-

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I r gila ed attesa dal popolo piu sparpagliato, pill unito, e pill mercantile, qual'e e -se il popolo francese e l'ebreo, tan!o di versi, e pure tanto entrambi dotati di fa-. colta razionale, siano stati da meno dei lilos ofi -tedeschi, nel formare l'educazione borghese. L'educazione borghese e la cultura, una coltivazione artificiale dell'uomo, rivolta alia sua facolta rdzionale, non alia sua natura: in sostanza un complesso qi nozioni .. sistematiche, un modo di' raccogliere a chiave lilosofica in un pugno n sapere, in modo da istruii-e gl'imbecilli e dar la parola a quelli che per difetto di natura non avreb bero nulla da dire. Non ha nulla da vedere con quelle testimonianze .di vita civile, che archeqlogi e storici chiamano cllltura, e in-_ dicano una lase della xita d'un popolo, la storia o Ia pr_eistoria d'un territorio; ma e un fatto nuovo, e prese il suo particolare significate al tempo della cosl appunto chiamata cultura tedesca, quando la Ger mania credeva giurito il 'tnomento di rim piazzare l'egemonia borghese della Francia. Dalla cultura sono venuti alcuni pensie rini che ci riguardano direttamente, a eo minciare da quello che li riassume tutti, centenziato dal piu istruito e fanatica bruto del genere umano, che si chiamava Mom msen, col dire che l'Italia e una naziqne senza genio. Non ve ne m_eravig-liate. Se I'Italia e Ia sola nazione che parla una lingua sua dol tempo di Ennio ed ha con l'immaginazione della sua lingua creato il popolo di Dante e Ia Rinascemza: se l'Italia e Ia sola na zione originaria, e dalla civilta classica, che opera sua, che non e una civilta o una cul!ura; e tanto meRo Ia cwtura, ma Ia civilta, e Ia sola civilt6: modema, qual'e il iiinascimento, e nato per rillessione l'uma : Jesimo delle altre nazioni: com' e possibile ,,ottometterla alia psicologia e alia ril!es=>ione, fame un govemo di borghesi, senza anche il ricordo del suo genio? La trasformazione borghese dell'Italia e il vero dominic straniero dell'Italia, il p iu il piu Iento da stadicare e c i minaccia seriamente, perche non ce ne accoigiamo, perche ci siamo dentro fino alia :1Uca, ed ha reso tanto imbecille Ia nostra : 1 atura, che. ti senti donianaare: Ma voglia m o diventare ignoranti, con questa liberarci dalla cultura? E se chi te lo. domanda eser c ita un uffido, come fai a fargli capire che -:.Jn ignorante popolar..o con quello stesso ufficio -pro utile -allcr-narione? L'uomo c o !to e quello che parla di. art e. di poesia,. e persino vuol far queste cose, per via. di es tetica, .cioe tratta della natura, ignoran dola. Eg!i ti _giudic!J . ti disprezza, ma non. ha nessuna' disposizione a comprenderti. nemmeno il sospetto di-' un ..tuo sentimento. Ignora completamente perche tu parli, e ti 'l a giudicato; ti ha in uncidelle' s\.:e autoritarie caselle. La cultura non esercita la sua natura, anche se egli ne possiedr. un po', e quel poco resta prigioniero dei :;ensi, unr:t carica inesplosa, che serve so! tanto ad aumentare Ia pressione, la pe. suasione, a rendere furenti i raziocini. Que sta .essere non puo uscire de: se stesso, non puo comprendere prencie conlotto con Ia natura, non e oggettivo, e non puo fare cose oggettive. E' un vivente pro blema personate, e il tipo dell'uomo di car riera, bussola volta al dominic ed esercizio degli uflici, macchina alia porta e frac. all'armadio. Perche ignora Ia natura, _egli non ha i1 gusto dell'uomo comune, nern meno quello di andare qualche volta a piedi: gli piace anzi di farsi largo, cosl sfoga qualcuna delle sue cartucce inesplose. Questo e il borghese, col quale Dio d ha mandato a fare ii nostro viaggio. La mancanza di natura e Ia natura ine sercitata sono la fine del sentimento religiose, Ia sottomissione di questo sentimento a! ragiona!Jlento e al moralismo. II succo della cultura e questa riduzione della ligione a filosolia; com'e riduzione. della natura al razionale. E questa e l'attivita protestante ed ebrea della borghesia, que sta Ia riduzione dell'Italia a borghesia. Uscendo da se slesf'a, riducendosi al pro prio riflesso, l'Italia ha dovuto distruggere il cattolicesimo, i1 proprio genio: perche l'Italia e nata cattolica, con Darite, e perche dantesco e cattolico e il genio del Ri nascimento, cattoliche tutte le grandissime opere del Rinascimento, cattolica Ia civilta. Tutto quello che noi siamo veramente e che e nostro e cattolico. Questa e !a nostra ragion d 'essere. 0 noi ritroviamo in noi stessi i1 sentimento cattolico o dobbiamo ----rassegnarci ad essere l'elaborazione altrui di noi stessi, ad essere non nazione ongl naria, non genio, rna un problema dell'es sere e diventare, una pasta del lavoro ri flessivo, una borghesia insomma. Percio 'siamo cattolici, sicuri che chi ha ufficio divino, chi ha cura delle anime ci aiutera, non c'irridera: Noi parliamo del nostro antichissimo sentimento cattolico e il vero sentimento di questa religione e umile e si rivolge a quelli che hanna ufficio di governarlo: e umile perche viene dalla no stra terra, e come ogni sentimento g'enuino, e coraggioso, e non saranno i pubblicisti volterriani e l'affetto borghese del pelo nell'uovo e defla caccia aile contradiz"ioni' cio di. cui avra bisogno. L 'essenziale e che ci sia, parche e questa-che ce lo fa difendere. Che poi i giovani vogliano sostituire l'al tare della Patria a quello della Chiesa, come ci scrive Nazario de .Agos.tini, .stu dente di Scienze Pelitiche; o che chiamino il cristianesimo una funzione, e Ia ritengano esaurita, come dice FranCo Febre, con l'af francamento della plebe medievale; o che dicano i1 cristianesi nio una specie di sociallsmo distruttore di Roma, come ci scrive Hermes Rossamondo, studente di giurispru denza; o che l'amore dell'antichita di Leo-pardi offenda Ia nostra religione, come ci scrive Mario Cipollino di ecc.: si tratta in sostanza dell'inclinazione dialettica, conseguenza d'una scuola che dal 1876 si e c:mdata facendo progressive mente ideista e protestante, e che bisogna rinnovare alia radice, come gia si sta prov vedendo, e conseguenza, crediamo anche fermamente, -del programma d'insegnamento religiose, concepito in modo dottrinario, che non pone gli allievi a contatto con Ia na tura dei santi, mediante Ia lettura delle opere dei santi. E' quindi una stortura che non puo es.o sere annullata d'un tratto, e per fortuna e tutt'altio che generate. Lo studente e giovane fascista-di Bolo gna, Orlando Bartoloni, ci scrive infatti r i cordandoci il valore e !a professione cat tolica fatta dall'Italia col concordato. Girolamo Amantia ci scrive una lett era, che si puo intitolare: Eccola: Son persuaso della cattolicita della no stra razza e civilta, sento che non si possa parlare della nostra cultura e della nostra storia, ignorando que! che su esse ha tant o influito: Ia religione; eppure nella m i a vit a studentesca -ho potuto constatare che cio da molti giovani e negato e miscqnosciut o Come chiaro indice ne sono le parole del l'avanguardista di Milano. Certo egli non conosce Ia vita di ammirevoli giovani ita lianissimi, come Loreto Starace, caduto d _el l'ultima guerra, come Dino Rimediotti, eroe della campagna d'Africa, e di tanli altr i, che erano ben convinti che !a nostra reli gione non umilii Ia v ita, ne rinneghi l'amo re. Certo egli. non ha pensato mai che l a medaglia d 'oro Reginaldo Giuliani, dett o da d'Annunzio "Fiacco!a d 'amore e lam pada di sacrificio era un sacerdote. Certo, come sconosce tutto cio, non ha mai pen sate ad un appassionato studio su Dant e e Manzoni, e non ha riguardato aile p i u pregevoli opere dei nostri artisti. Cosa ben piu deplorevole e che tale mentalita sia comune a molti giovani. Non e forse questo un pericolo per kx nostra razza, dal momenta che ne e Ia negazione di valori cosi capitali, quali quelli religiosi ? Non sono forse queste idee state diffuse da professori ebrei, o sono esse un re taggio vivo delle insinuazioni di struggitrici della massoneria? Non si adat terebbero esse meglio al materialismo bol scevico e non allo spiritualismo fascista? Non sarebbe compito de !.a difesa della razza una messa a punta anche in questa campo? Quesfo mi domando e di questa vorrei che il vostro giomale si interessasse. Conosco giovani che all'ideale della religione sanno accordare quello del fascista e della : studente; ne -conosco altri che, pur considerandosi fascisti, fanno vanto di irreligione; v e poi, putroppo, com e suo! sempre avvenire, tra queste due class i una terza di individui senza convinzione. Come mai puc !ollerarsi cio in uno Stato lascisia, come mai non si corre tostb ai ripari? Quest'opera non Ia puo certo compiere un prete che fa dell'antirozzismo, ne tanti insegnanti di religicine che non hanna l'ener gia di reprimere il disfattismo di certi giovani, ne Ia c
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AZ A E Questa lettera di Girolamo Amantia e anche Ia migliore risposta a quelli che ci hanno scritto essere Ia questione di razza d 'interesse puramente materiale. Ed e com pletata da quest'altra, scrittaci da Ambrogio Sironi di Lissone, Ia quale richiama l'at tenzione sui fatto che ora i nemici del l 'Jtalia e della Chiesa fanno buena caccia, seminando zizzania, a proposito di razza. Scrive il Sironi: Sono lieto di vedere messo in rilievo nell'ultimo numero della Rivista della Razza (Razza e Cattolicesimo) che il contrasto Ira Ia Chies a e lo Stato -che non si puo negare desti un certo dissidio nella nostra coscienz a fascista e cristiana -non e frutto di logica solo, rna di una complessa situazione, della quale quindi si puo trovare pres to una soluzione, : prima che forze an tl"cattoliche e antifasciste se ne facciano giuoco a danno sia della Chiesa che della Patrie". Piece innanzitutto lo slancio d 'amore per Ia natura della studente milanese, nelle debite correzioni segnate della rivista: piace Ia difesa della cattolicita della spirito italiano, su cui Ia Provvidenza ha innestato Ia cattolicita divine della Chiesa; infine pi ace veder. e conciliate natura e religione cristiana. Appunto riflettendo su questa, mi pare di vedere delinearsi una grande armenia anche in questione di razza tra fede e natura, che mi fa intravvedere una base di accordo tra Ia coscienza di italiano e cristiano. Ho pensato spesso a cattolicesimo e razzismo e mi pare che non vi sia oppo sizione Ira questi due termini, pres i nei giusti limiti : perche se e vero che tutti gli uomini si uniscono a formare una unita di genere Ira tutta Ia moltitudine di esseri esistenti, e pur vero che questa unita e composta di molte genti con caratteristiche diverse di ordine fisiologicopsicologico, che noi chiamiamo razze. Mi pare che il razzismo che spire dal l 'animo del popolo italiano sia questa: nell'unita essenziale del genere umano vuol mostrare le caratteristiche che ogni razza ha proprie e che sono il fondamento della glori a e nobilta di una nazione sulle altre. Sono quindi queste caratteristiche che ogni nazione deve sviluppare, rafforzare, difen dere: rna con questa sviluppo, rafforzamento, difes a coopera al bene di tutto il genere umano, che risultando uno nella varieta di razze, sara perfetto nella perfezione delle razze. E cosl. che il razzismo italiano riafferma i1 suo cattolicesimo. In questa universalit. a sta Ia pii'.t grande caratteristica della razza italiana. Mentre altre razze sono mentalita chiuse e ristrette a se, l'italiano vede nella sviluppo delle sue caratteristiche il b ene del genere umano: e qui dove base Ia nostra potenza dominatrice nel mondo, in un programma non di soppressione o sopraffazione delle altre razze, rna di coo perazione mediante le dati riserbate da na tura ad ogni razza. In questa concezione universale -che gia c 'era negli italiani dell'impero romano, che sublimata dal cri stianesimo il quale e amore universale in Cristo senza soppressione delle proprie pre rogative, trove Ia sua grande espressione 46 CATT l C E S 0 nel cattolicissimo Dante e in tutti i grandi italiani, che sempre continuo e continua negli italiani d'oggi -io trovo in un se reno confronto Ira le varie razze, Ia ragione della supremazia della razza italiana . Contardo Paolino Moscatello di Vescovana (Padova) ci chiede se Ia sorte toccata agli ebrei, in Italic, non dispiaccia ai preti; se non dobbiamo mutare rotta, per accomodare questo contrasto di principl, e se non siamo stati prccipitasi nell'affermare principi di razza, che pure bisogna avere; rna crediamo che Ia necessita in cui da troppo tempo si trove l'ltalia di difendere il proprio genic sia Ia migliore risposta aile domande del Moscatello E' una necessita in tutto simi le a quella di difendere il suolo delle pa tria, Ia necessita di difendere il genio del!'ltalia, Ia sua sola ragione di esistere e di espandersi. E una questione di vita e di morte. La religione ci comanda di non uc cidere, eppure noi facciamo Ia guerra, eppure Ia religione benedice il sangue ver sato delle nazioni, e i cappellani vengono con noi all'assalto. Ma non e una guerra Ia nostra. Tantomeno una persecuzione. E' una Iegge nazionale. Una Iegge di vita nazionale. Vogliamo che il genic della na zione italiana possa vivere, e cio non possiamb volere, senza difenderlo, senza potenziarlo. Vogliamo che le treece della civilta non si disperdano maggiormente, che Ia civilta ritomi, e questa non puo ac cadere se il genio d'ltalia e _contaminate. Per oltre due secoli, Ia parte passive della nazione, l'operaia del genio altrui, ci ha in gannato con una apparente. attivita, e quesic" lavoro di neutralizzazione e tanto avan zato, che non riusciamo a rendercene in teramente canto. Altro dunque che cambiar rotta. Dobbiamo davvero guadagnare un tempo perduto. E se difendiamo il nostro genio dall'imbastardire, difendiamo il ge nic cattolico. perch tale e il genio d'Jtalia. e proprio i sacerdoti non possono dispia cersi che si tenga acceso questo lume che, dal tempo di Lutero, borghesi ed ebrei lava reno a spegnere. E Ia _missione dell'Italia, Ia nostra missione, una volta usciti dal pe riodo del 1876. Cambiare rotta significa rientrarci, e confessar e che non abbiamo region d 'essere. Che non l'abbiamo noi? Che non l'ha l'ltalia. L 'universitario Aldo Petri di Prato ci scrive: Si sappia che se vi sono d e i giovani che sopportano una religione che umilicr:z>, e p e r i quali e ripugnante rinchiudersi in, al cuni oscuri oratori ve ne sono altri che amana Ia religione per i quali essa e forza e sprone anche ad amare e servire Ia Patrie, che pregano come pregarono tanti grandi cattolici cristiani in oscuri oratori, e per i quali il razzismo >. cosl. com'e inteso in Italic, e un ideale da agitare ed una realta da man tenere >; per esso vale bene quello che e state scritto: La Chiesa ha i suoi grandissimi fini, Ia nazione i suoi: e possibile che qualche volta non si trovino in contrasto? Tutto sta nel comprendere Ia natura di questo contrasto conciliando nel cuore: Arae et Foci. . Un lettore ha il torte di non sc;>tloscrivere le sue opinioni, ci scrive che esista un totale dissidio fra la concezione catto lica e Ia civilta contemporanea, e lo fa con sistere nel fatto che Ia religione cattolica sia trascendente e tutta rivolta alla salute eterna; rna una .:-eligione non trascendente non e una religione, e ia religione cattolica e Ia sola religione vera per Ia considera zione trascendente della divinita e Ia non conlusione del cielo con Ia terra. La confu sione invece della cosiddetta immanenza. che e il nocciolo luterano della filosofi o borghese, non e altro che .lo sviluppo di un concetto ebreo, entrato a guidare la cosid detta culture e a formare Ia cosiddetta ci. villa conternporanea, che i francesi pii'.t pro priamente chiamano civilizzazione, e che nessun uomo di sangue italiano dovra d 'ora in avanti chiamare civilta. Questa questio ne della identita della filosofia modernc col cassidismo del Talmud e stata trot lata in questa rivista, e il nostro lettore bi sogna che ci pensi. E se vuol rendersi con to dell'ascesi cattolica e del cattolico tene re i piedi bene in terra, legga le lettere .:1i que! guerriero, che fu San Girolamo, e vada a vedere que! simbolo della sapienza dell.J Chiesa, qual'e Ia scuola d'Atene, dipi n ta da Raffaello, aile stanze del Vaticano, co n Platone, che guarda fortemente Aristotile, ;; indica il cielo: con Aristotile, che guard; Platone, e col braccio, lo chiama a consi derare Ia terra. Questa pittura gli lara c c pire pii'.t di tutte le chiacchierette filosofich e e del bello di San Vito dell'essere e div en tare impotenti, che e il dunque del concetto di civilizzazione. Uno studente di Firenze, che ci chiede d i non essere nominata, dopo aver sottos cr itto Ia sua lettera, e dichiarato di non amar gli anonimi, ci dice Ho letto con piacere l'articolo Razza 8 Cattolicesimo per quanto riguarda Ia q ueshone della scuola che in esso e accenna !a Perche, Iolli gli ebrei, una questione scolastica sussiste. Mi pare che sia fina l mente !'ora di uscire dal ginepraio cultu rale per dare alia scuola un indirizzo a de guato a quelli che sono i caratteri spiritual! dei giovani di razza italiana. La scuola e oggi in una condizione veramente deplor e vole. n liceo classico e diventato, come fu detto, Ia scuola omnipus. Troppo superfi ciale, per chi vuole interamente formarsi un
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Riceviamo e pubblichiamo Ia segnalazione: Prima an cora che il7 bambino nasca, Ia mente si aflanrta ad immaginare ii n .ome che egli dovra portare e grande e Ia sua incertezza perche nessuno le sembra abbastanza bello e degno del nascituro. Ma spesso queste !e sono evitate quando nella famiglia si conserva J'uso dei nomi ereditari, simpatico sotto certi aspetti e specialmente se i nomi di famiglia sono stoi'icf 0 belli ma che non sempre e privo di inconvenienti. Infatti se i defunti nonni e bisnorini si chiamavano Calogero e Prosdodmo, Cleofe e Cune gonda, gli sfortunati nipotini dovrebbero andare, nel secolo deile agilita estetiche di forma e di spirito, con il !oro triste re t aggio che, prima ancora di farli conoscere, delineerebbe Ia !oro individualita in una aureola di ridicolo In questi casi d( infelice ere'dita onomastica famigliare si suggerisce un criterlo di rinnovamento in cui nomi antiquati o d'infiltrazione straniera, denotanti periodi di vita iistretti e meschini, vengano aboliti r.ella successione sostituendoli con altri di gusto provato. dal tempo e di piu aggiornata italianita. II nonno Calogero, dalle sfere superiori in cui si trova, non se ne avra certo a male se i1 nipotino nato .nell'Era Fascista si chiamera invece Carlo. Questo nome . e molto piu antico e illustre di Calogero che e soltanto antiquate anche s e italiano, ma Carlo e uno di quei nomi che reggono i tempi come molti altri del Medioevo e della Rinascenza, come quasi tutti quelli romani.. A questo patri monio onomastico nazionale, magnifico per scelta e per bellezza eufonica, si chieda in un senso molto piu Jato e molto meno borg hes e l'eredita dei nomi per i nostri figli. * II nome e parte inscindibile dell'individuo, I' alter ego della persona!ita. Goethe rispondeva ad uno scherzo di Hender sui suo nome, che esso non e come un man lelia che gli sta su penzolante e gli si puo s trappare e stracciare di dosso, ma una veste pcrfettamente adatta o coine Ia pelle concresciutagli, che non si puo grattare e graffiare senza far male anche a lui. Per questo bisogna evitare ai nostri ligli le umiliazioni che potrebbero !oro derivare da un brutto nome. Una recente Iegge e anzi intervenuta in ltalia a proibire di imporre nomi ridicoli o addirittura insultanti, come avveniva spesso negli uffici di stato civile, per i bambini abbandonati. A questo riguardo si sono eli minati anche quei cognomi che. venivano imposti ad essi e che marca\rano corf troppa evidenza Ia !oro origine. Non solo, ma si e permesso ai cittadini c:dflitti dal retaggio di un cognome ridicolo o sconcio, di modificarlo o addirittura cambiarlo. * La mammina. che si pi ega per Ia prima volta sulla creatura sentendosi fiorir sulla i Pill dolci vezzeggiativi, non pensi POl, nel cercare un nome a suo figlio, agli esotici di romanzi stranieri, di canzonette in voga e ad artisti cinemato: grafici, non si soflermi slilla effimera noto rieta di un Ramon, di una Greta di Deanna d'oltre oceano o sulla si gnorilita dei Gastorie !9 degli Ugo d'oltre alpe, ma resusoiti nell!=I sua fantasia Ie figure storiche piu care alia sua giovinezza, con nomi. splendidi e imperituri legati alia grandezza di Roma o santificati dalla Cri. stianita C(> sorti dalla (ucina creatrice del Rinascimento italiano. R<:>molo, Remo, Cesare, Augusto, Massimo, Fab1o, Marco, Marcello, Claudia; Giuliano, Aurelio, Cecilia, Flavia, Valeria, Clelia e Virgilio e tra i grandi nomi che il martirio fece romani, Pietro e Paolo, e gli altri roma nizzati dalla tradizione antichissima: Giuseppe e Giovanni, cosl via, via, fino a cogliere dope le tenebre medioevali, Chiara e Francesco, Darite e Beatrice, Ilaria, Pic carda, Gemma, Matilde, Elisa, Adelaide, Giorgio, Alberto, Simonetta, Angelica; Donatella. C'e chi preferirebbe sceglier nomi fuori dalla tradizione foggiandoli sui dinamismo MASSOHE CATTOLICO II camerata Francesco Albano ci ha mandate Ia seguente lettera: Nel N. 6 della Rivista "La difesa della razza ", che solo ora ho potuto vedere, e state pubblicato un articolo sotto il titolo "La congiura ebraica nel 1924 ", in cui tra l'altro si fa il nome di mio padre, Giovanni Albano, includendolo in una !isla di massoni-ebrei. II defunto av'v. gr. uff Giovanni Albano, note e stimato professionista della Capitale, nel 1924 aveva gia da lunge tempo abbandonata Ia massoneria, educando i figli al piu intense amore di Patria. Egli era oriundo di Taranto, dove risiedono tuttora molti nostri parenti, ed apparteneva ad antica famiglia ariana e cattolica. Tanto cattolica che mio padre Ieee gli studi ginnasiali nel Seminario Arcivescovile di Taranto. In tutta Ia terra di Otranto il nome di Albano e diffusissimo e non e d'origine ebraica . Per quanto riguarda particolarmente Ia famiglia di mio padre, anche in linea materna nessuno degli ascendenti era giudeo o d'origine ebraica: vi figurano anzi sacerdoti e prelati. R E T T I F 1 C A A proposito dell'articolo pubblicato nel fascicolo del 5 novembre scorso, intitolato Antimilitarismo cinematogralico si precisa che invece del film Gli orrori della guerra t r a t t as i di Gli onori della guerra Si tratta di una svista anche dell'autorevole fonte da cui Ia notizia e stata tratta. n film e stato egualmente realizzato da Baldassare N egroni, ed e Ia versione cinematografica della pochade di Hennequin e Weber dello stesso titolo e Ia guerra e soltanto una baruffa Ira marito e moglie. Nelle stesso articolo, il nome di Raphaelson, uno degli sceneggiatori del film Broken Lullaby dell'ebreo Lubitsch, e Samson, non Samuel, ferma restando l'appartenenza alia razza ebraica. Direttore responsabile : TELESIO INTERLANDI moderno, ma pochissime volte sono creazioni quasi felici come A viano e Aletta figli dell'aviazione. Marconi, signore vibrazioni elettriche del cosmo, .ha chiamato sua figlia Elettra, nome che sembra forgiato per il nostro secolo da un millenario presentimento ellenico Ma solo in questo caso Ia sci'enza ha potuto ringiovanire un nome antico in tutti g li a! tri casi solo i poeti li ringiovanire fino a farli sembrare nuovi. D 'An nunzio ha segnato Ia sua epoca coi nomi squisiti delle sue creazioni, di sapore rinascimentctle o ellenico: Donatella, Silvana, Alba, Fiorenza, Eliana, Stelio, Edmea. Prima di lui Fogazzaro aveva create Ombretta. * Dope le parentesi epiche della guerra !ibica e della grande guerra, vi fu un grar. fiorire di nomi patriottici d'occasione, spe cialmente di citta: Derna, e poi Trieste, Gori zia, come negli anni del Risorgimento, fior i rono Italia e Roma. Questi impulsi lodevoli pei fini patriottici, rna di non eccessivo huon gusto, pongono un vero e proprio certificate di nascita Ira le si!labe del nome. Poi passate il memento epico d'entusiasmo, incalzato dalla storia di altri successivi momenti epici, non rimane, a chi ne porta i nomi, che Ia fonla piu o meno simpatico dei nomi stessi. In ques!i casi, transeat poi che si tratta almeno di nomi italiani o ita lianizzati da una conquista, rna che dire degli altri influssi, specialmente della let teratura rus.sa, che ci hanno dotato di una serie tutt'ora vivente di Sonia, Olga, Wanda, Wladimiro, Alessio e Tamara dal fascino slavo e attestanti il gusto spinto della ge nerazione della line del secolo scorso per Tolstoi e Dostoievsky? * Nomi italiani, nomi di ogni tempo e per ogni tempo, nomi di bellezza immortale, per i nostri fig!il Pensino le mamme, anche queUe dei paesi e dei villaggi e specialmente del l'Italia meridionale, alle risa che farebbe il mondo dietro i !oro figlioli usciti dal paese con ridicolissimi nomi di oscuri santi patroni loeali quali Telesforo, Timoteo, Po lito, Melezio, Policarpo, Simplicia, Provine, Aniceto, Pelagia, Ampelio, Prosdocimo e Castrizio. Nelle citta, salvo i casi ormai rari di nomi ereditari, non si incorre in questo pericolo, sia per l'istruzione piu diffusa, sia per Ia notorieta di nomi di grandi santi. Oggi si usano molto i doppi nomi: Gian franco, Giancarlo, Antonpiero, Annamaria, Maria Luisa, Maria Teresa, Maria Grazia, sapore modemo di antichi e bei nomi; gu sto da incoraggiare. E una volta scelto il nome, sti=o attente le mammine ai tanto dolci vezzegglativi e diminutivi carezzevoli, specialmente di derivazione straniera. Nell'Italia meridionale ho conosciuto personalmente vittime degli innocentissimi vezzeggiativi familiari, radicati e incancellabili anche sotto i capelli bianchi. Mi furono presentati parecchi avvocati Bebe, e ingegneri Pupo coi rispet tivi cognomi. A. A . StCIID:patori: Societa Anonima Istituto Romano di Arti Grafiche di Tumminelli & C. -Largo Cavalleggeri 6, Roma

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. c allaudato dal : Ministero delle ComunicazioOgni R adiobalilla, .ha il relativo bollino di collaudo -T re valvole On de medie -Ricezione diurna della stazione piu prossima In condiziorii. favorevoli ricezione serple d i --a t e c r n e--p T i n ci a z t o n i e -rrr o p i P rivo d i re azi one reg ol a bile su II' aereo, quindi esente dai disturbi. car?tte ristici degli apparecchi a reaz1one. C 0 S T A L I R E TASSE RADIOFONICHE COMPRESE. ESCLUSO ABBONAMENTO ALLE RADIOAUDIZIONI VENDITA RATEALE CHIEDETELO AI MIGLIORI RIVENDITORI


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