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Difesa della razza : scienza, documentazione, polemica, questionario

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Material Information

Title:
Difesa della razza : scienza, documentazione, polemica, questionario
Physical Description:
Serial
Publisher:
Società anonima Istituto romano di arti grafiche di Tumminelli
Place of Publication:
Roma
Publication Date:
Frequency:
semimonthly
regular

Subjects

Subjects / Keywords:
Race relations -- Periodicals   ( lcsh )
Jews -- Periodicals -- Italy   ( lcsh )
Race relations -- Periodicals -- Italy   ( lcsh )
Genre:
periodical   ( marcgt )
serial   ( sobekcm )

Record Information

Source Institution:
University of South Florida Library
Holding Location:
University of South Florida
Rights Management:
All applicable rights reserved by the source institution and holding location.
Resource Identifier:
usfldc doi - D43-00011
usfldc handle - d43.11
System ID:
SFS0024306:00011


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ECCO LA SEDE DELLA 'DIFESA DELLA RAZZA" PIAZZA COLONNA PORTICI DI VEIO ROMA (TELEFONI: 63737 62880) T utta Ia corrispondenza va inviata a questo indirizzo. Prossimamente sara aperta una sala per il pubblico, dove ognuno potra avere in lettura non sol tanto Ia rivista, rna anche i migliori e piu rari libri italiani e stranieri sui razzismo e sull'ebraismo 2 ANNO II N. 5 SOMMAR'IO 5 GENNAIO XVII SCIENZA POLEMICA GUIDO LANDRA: ITALIANITA RAZZIALE DELLA CORSICA; J. EVOLA: I TRE GRAD! DEL PROBLEMA DELLA RAZZA ; GIUSEPPE LUCID!: GRUPP! SANGUIGNI E NUCLEI RAZZIALI; OTTORINO GUERRIERI: UNIT A DELLA RAZZ A DAGLI ETRUSCHI AL RINASC!MENTO; NICOLA MAR CHITTO: BIANCHI E NERI ; A. ATTIU: I FUEGINI; CESARE ZUMAGLINI: IL SACRILEGIO DELL'OSTIA; LINO BUSINCO: IL -NUMERO E POTENZA G. POD.: ORGOGLIO EBREO; DOMENICO PAOLELLA: IN CONTRI E SCONTRI DI RAZZE SULLO SCHERMO; TAN CREDI GATTI: FEROCIA ASTUZIA PONDERAZIONE DEGLI EBREI ; MARIO DE' BAGNI: LA TERZA RAZZA DOCUMEN-1"AZ.IONE ---___ _:_ _______ __ FU.lPPO -MA"CRI':-COME-GLr EBRE r TENT ARON 0 DRONIRSI DEL PATRIMONIO DELLA CHIESA; CARLO BARDUZZI: CRIMINALIT A' GIUDAICA; GIORGIO LUIGI BERNUCCI: LA MONTAGNA E LA RAZZA PENSIERI DI LEOP ARDI. QUESTIONARIO: RAZZA E CATTOLICESIMO. ---------------. l

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JLA JP,JL1lZZA CHE IL DUCE HA DISTRIBUITO ALLE COPPlE Pili PROLIFICHE 0' IT ALIA Come in passato 1' lstituto Nazionale delle Assicurazioni ha messo a disposizione del Duce, anche quest' an no, una polizza per ciascuna delle coppie piu prolifiche convenu te in Roma per la "Giornata della Madre e del Fanciullo" . La polizza che e completamente gratuita cioe liberata da ogni pagamento di premio, e quella denominata Essa sara intestata a favore dell' ultimo figlio nato delle singole famiglie citate e sara emessa per un capitale di Lire mille. Le caratteristiche della polizza "Pro-Familia" sono fra quelle che meglio corrispondono al giusto desi derio del padre di famiglia di tutelare i propri figliuoli e metterli, a momento opportune, in condizione di poter contrarre matrin1onio. Aggiungiamo che Ia polizza "Pro-Familia" con versamento del premio in rate mensili o con versamento unico, non soltai-tto e adat ta per 1 casi singoli rna anche per le 3

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4 mangiate riSO II piazzale del Sestriere. Nello sfondo Ia torre del grande albergo "Duchi d 'Aosta" il riSO e salute SOCIETA ANONIMA-CAPITAL L. 500.000.000 RISERVE L. 111.659.733,35 JE][)lJE IOHCUA\JLIE = 41J, mw m FILl ALI IN IT ALIA: Abbiategrasso A eire ale Acqui Alassio Albenga Albizzate -Alesandria Ancona -Aquila -Arezzo -Asti -Bari -Barletta -Bedonia Bergamo Biel!a Bologna Bolzaneto (Genova) -Balzano Bosa Brescia Brindisi -Bus to Arsizio -Cagliari Camogli -Cantu -Carrara -Casale Monferrato Caserta: -Cassano Magnago Castano Prim:> -Castellamare di Stabia -Catania -Catanzar o Cesena Chiavari Chieti -Civitavecchia Coggida Como -Comigliano (Genova) Cassata Cremona Cuggiono Cuneo Domodossola -Faenza -Fagnano Olona -Ferrara Fidenza -Firenze Fiume Foggia -Forli Frattamaggiore Gallarate' Genova Iglesias -Imperia Lanusei -La Spezia -Leece Lec<;o -Legnano -Lentini Livomo Lodi Lonate Pozzolo Lucca -Lugo -Lumezzane -Magnago -Meda M essina Mestre (Venezia) Milano Modena Mala di Bari Molfelta Monopoli Monza -Mortara; Na-poii Nervi (Genova) Nocera Inferiore -Novara Nevi Ligure Oristano -Ospedaletti -Padova -Palermo Parma Pescara -Piacenza Pietrasanta -Pinerolo -Pisa -Pistoia Pontedecimo (Genova) -Prato -Rimini Riposte Rivarolo (Genova) Roma Roigo -Samarate Sampierdarena (Genova) S. Giovanni a Teduccio (Napoli) -Sanremo -San Severo S. Maria Capua Vetere -Saronno Sarzana Sassari -Savona -Schio Secondigliano (Napoli) -Seregno Sesto S. Gio vanni S eslri Levante Sestri Ponente (Genova) Somma Lombardo Squinzano -Taranto Temi Torino Torre Annun ziata -Torre del Greco -Trento -Treviso Trieste Udine Varese Venezia -Ventimiglia Vercelli Verona -Viareggio Vicenza Vigevano -Voghera Volterra Veltri (Genova). ESTERO: Sede a Londra Ufficio di Rappresentanza a New York. JBI eC JH[ JE A\ IF JF ][ JL ][A\ 1r IE JE t[ (m IRt JRt ][ 1P1 em 101 IE 1r ][ ][ 1r lU 'Jf'Jl' tOl ][ JL em tOl

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NUOVE E SENSIBILI I I I .. --.. AI VIAGGIATORI BIGLIETTI CHILOMETRICI : per aooo. sooo e 10.000 km . utllizzabili anche da phi persona (fino a 5) Validita annuale -Riduzione 30 "/.. BIGLIETTI CIRCOLARI per viaggi individuali e in comitiva con itinerario stabilito dal viaggiatore: validita 30 giomi -Fermate illhnitate -Riduzione 20 "/. per comitive di 5 persona. FAMIGLIE VIAGGIANTI IN GRUPPO: Ammtssione di nuove categorie di famigliari Riduzione dal SO;% all' 80 "/.. BIGLIETTI DI ANDATADl QUALSIASI SPECIE : Fermata intermedie da 1 a 5 a seconda della distanza nell'andata e nel ritorno entro limiti della validita del biglietto. BIGLIETTI DI ANDATA-BITORNO ORDINARI: validita unica di 5 giorni. BISLIETTI Dl ANDATARITORNO FESTIVI: rilascio fino a 500 km. BIGLIETTI PER PlEBE E MEHCATI: rilascio fino a 150 km. ABBONAMENTI PER STUDENTI: snascio fino a 200 km. -Hiduzione dal 50% al 70% per gli studenti di famiglie numerose -Gli appartenenti a scuole parificate slndacali, professionali. elementari pubbliche possono ottenere gli abbonamenti per studenti. ABBONAM8NTI PER IL PERSONAL ST A TALE E RISPETTIVE F AMIGLIE : Rilascto fino a 200 km. ABBONAMENTI SETTIMANALI E FESTIVI PER LAVORATORI: Bilascio fino a 150 km. VIAGGI Dl NOZZE: Estensione alia 1 classe-Agevolazioni per Ia formazione degli itinerari e le fermata intermedie. DOPOLAVORISTI : Estensione alia 2 a classe. 5

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ANNO II NUMERO 5 5 GENNAIO 1939-XVII ESCE IL 5 E Jl, 20 DJ I)(;NJ MESE UN NUMEitO SEPARATO Lllt' E I ABBONAMENTO ANNUO LIRE 20 ABBO N AM J .NTII 12 JLOOPl'J() Direttore: TELESIO INTERLANDI Comitato di redazione: prof. ilott. GUIDO LANDRA prof. dott. LIDIO CIPRIANI dou. LEONE FRANZ -dott. MARCELLO RICCI dott. LINO BUSINCO Sep:retario eli rcdazione: GIORGIO ALMIRANTE SCIENZA DOCUUENT!ZIONE POLEUIC! OUESTIONJ\810 CARTA RAZZIALE ITALIANA forte presenza dl razza italiana presenza dl _razza itallana

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se1enza Pasquale Paoli. JE assai facile dimostnire come non solo i Corsi rna !'isola stessa di Corsica non abbia mai avuto rapporto alcuno di genesi comune con i Francesi e con Ia Francia. Se noi rimontiamo nella notte dei tem pi e consideriamo Ia storia geologica di quella parte del Mediterraneo, dove oggi s ta Ia Corsica, non possiamo fare a meno di ripensare alia favolosa Tirrenide. chc secondo il Patroni -deve essersi sprof on data durante il terziario e che gran parte dell'attuale bacino occidentale del Mediterraneo estendentesi Fno aile isole Hyeres della Provenza. La Sardegna, Ia Corsica, le piccole iso;e circostanti e quelle che si spingono verso Ia costa toscana rappreserttano i resti di questa antico continente. l risultati della preistoria permettono vra di seguire, sulla base di una dccu mentazione inuppugnabile, il processo di popolamento dell'isola. E ormai dimostrato che le prime on date di ge1_1ti 5ono giunte in Corsica dal la Toscana e precisamente dalla Z(}na costiera di questa e altre on;date dai:a co5ta ligure. Questi passaggi che avvennero nel neo litico, erano grandemente facilitati dal l'arcipelago, che quasi invitava ad una facile navigaziane. Quando si par! a di neolitico, si i ntende-indicare un periodo di -tempo molto e!:'teso, che va dal prima -uso della pietra levigata per armi e strumenti al prima apparire delie civilta dei metalli. Studi piu recenti hanno pen) messo in cvidenza co me probabilmente il processo 8 ' ITALIANIT A RAZZIALE DELLA CORSICA di immigrazione dalla costa toscano-ligu re in Corsica debba risalire piu indietro ancora fino al paleolitico s uperiore. Si tratta naturalmente non gia di una im migrazione in rnassa rna di ui1 processo di Iento popolamento, di un trasf eri r;;i di famiglie dalla costa italiana, d'i :oL I in isola sino alia Corsica. Gli studi e i rinvenirnenti del Forsyth Major hanna difatti posto in evidenza in Vedetta alralba (silogralia di Francesco Giammari).

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Tagliauo il fieno Corsica tracce di una industria non oen caratteristica verso Ia fine del i paleolitico ed il principio del neolitico, diverse migliaia d'anni prima di Cristo. L'aspetto di IJ.Uesti antichi manufatti di pietra, documenta in maniera indub' Lia Ia )oro origine italiana. Come fa osservare il Patroni -dallc tracce del protoneolitico ancor:a atipf co e c on freschi ricordi di paleolitico recen tiore riconosciuti in Corsica rna non in S a rdegna, pos siamo dedurre che ii grup po Corso-Sardo fu occupato prima nella p a rte settentrionale e poi in quella meri dionale. Interessante e anche rilevare come in un'epoca successiva nell'eneolitico le influenze che portarono in Sardegna i nuraghi e le strutture curvilinee, non si fecero sentire in Corsica dove continuo un'evoluzione analoga a quella delle vi cine coste italiane. Gli antropologi di tutto il mondo, in dipendentemente dalle differenze di scuo la 0 di te,ndenza, sono concordi nel rico noscere l'italianita razziale dei Corsi Si puo anzi affermare con certezza assoluta che i Corsi rappresent,ano oggi con i Sardi, i Calabresi, e i Siciliani, nella for ma piu pura, Ia variante mediterranea della nostra razza. Chi ha osservato le collezioni dei crani Corsi non puo fare a meno di riconoscere l'identita assoluta tra le forme che essi presentano con quel l e di altre serie italiane antichissime, an tiche, medievali e modeme. Si tr.Btta dei la stessa forma. elegante. noblle, anncr niosa propria dell a razza che da tempi vive sulle sponde europee del Mediterraneo creatrice e portatri ce di una immortale civilta. II confronto delle serie craniali dei Corsi con quelle dei Franoesi antiche e moderne mostra un contrasto assoluto di forma tale da fare pensare a differenze fonda mentali e anti c h is s i m e. lnten diamo naturalmente parlare di forme craniche della Fran c i a propriamente Celtica, e non gia di quella romanica. Anche ai nostri giorni e facilissimo distinguere un Cor so da un Francese al solo aspetto. La differenza di statura. di co lorito, di rna della testa, per parlare solo di dif ferenze somatiche, fanno del Corso e del Francese due es seri che non potran-= Vec;chia strada di Baatia 9

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10 Miliziani sardi in servizio di perlustrazione (da un'aritica stampa). Veduta di Ajaccio (stampa del sec. XVIII). Enlrata del di Bastia (da vecchia stampa): no mai fondersi In un insieme armo nwso. In tutti i Iibri cmi.tenenti va'lori e medie che appare eviden tissimo il contrasto tra Ie medie proprie dei .Francesi e quelle proprie dei Cor si Ma, se invece si confrontano Ie mewe dei Corsi con quelle delle regioni italia ,ne che pili di rettamente hanno a vuto relazioni genetiche con essi, come Ia Sardegna e Ia co sta LigureToscana, si rivela una identita assoluta o scillazioni minime. Sono soprnt tutto le qual ita mo rali che fanno dei Corsi qualche cosa di estremamente di verso dai France si : Sono .Je im:mor tali qualita dello spirito che tracciano nelle razze delle di visioni ben pili pro fonde e costanti che n o n appariscenti qualita somatiche. Propriamente italia na e Ia laboriosita dei Corsi. II De' Bradi ha molto hen descritto questa qualita fondamente i:adicata nel contadino Co. rso. Contadina corsa 'di Giammari). II coritadin
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METODOLOGIA RAZZISTA I TRE.&RAm DEL PROBLEMA. D ELLA RAZZA . . . Esiite Ia po.Hibilita di. impostare integra/mente it problema della razza. Questa pimibilita, pero, da noi e anc.ora in bu01ia miJ!ira trasctlrata ii tale e Ia ragt(Jne per cui, in certr ambienti, sorgono prevenzion(e -reazidni varie d{ fronte alia teoria della razza, per via di confusioni, che in parte vengono commesse in buona fede, essendo dovute ad impreparazione e a .scarsa chia rezza di visione, in parte, pero, sono create a ragion ved11ta) per disorientare gli spiriti e trar profitto di siffatto disorientamento per scopi inconfessati. E' n ota I' accusa che I' ebreo Levy Braunstei1l, no to i:ome 'Leone Trotsky, ha elevato contra il razzismo, qualificandoio di materialismo zoologico : acCflsa davvero stupefacente nella bocca iii un bolscevico )materia /isla at-d11ecento per cento, essa ha pur trovato eco in certi ambienti intellettualoidi, costi tuitisi a gelosi paladini delio spittito e deJJa wltura pura di contra aile pretese, dichiarate prevaricatrici, deJJa razza e del sangue. Gia dq una congiuntura del genere sipalesa uno dei principali pericoli propri a/ non porre il problema della razza totalitariamente e a/ restringer/o a/ mero dato bioiogico, elnic
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IL BAZZISMO UH1J. E DUE -LA Catldizionaiita razzide della stejsa scienza costztuuce un problema interessante, che meriterebbe una trattazione a parte. Ma no;z J di eSSO che qui vogJidmo .f'CC11parci, perche volevamo solo sottolineare il fatto, che ogrii rtzdagine sp'eciaie risente, lo. voglia o non lo voglia, dei presupposti impliciti o espliciti di tma concezione genera/e. E cio vale anche per Ia teoria della razza. Quando questt!_ teoria si applica e non ad una semplice .specie animaie, e evidente che essa dipenda da/Ja concezione che si ha dell' umano in gimere. Se questa concetione e materialistic a, anche Ia teoria della razza sara materialistic a. Se spirituaiistica, sara s piritualistica perche anche nel considerat-e que! che i'uomo ha in comune con ogri.i aitra specie animate, Ia teoria della razza sapra a/Jora adeguatamente circosct"ivere questo aominio e comidet"arlo in fun zione degli aitri I TRE ELEMEHTI DELL. E H TIT A UMAH A l TRE BLEMA 12 GRADI DEL PRO DELLA RAZZA Qui sta, effettivamente, il punta fondamentaie per i'impostaziorze totalitaria del pro blema della ,-azza : Noi non possiamo rzessun modo fat" nostra Ia superstizione evo. luzionistica per via della q11aie i'uomo altro non sarebbe se notz il discendente perfezionato delle scimmie; tanto meno quella, fac_ente da base alia psicanalisi ebraica o ad inter.pretazionJ della civilta sul tipo dell'ebreo Max Nordau o del suo correligionari o Mardochai (Carlo Marx}, secondo Ia quale ogni realta spirituale nell't1omo sarebbe 1111 derivato o 11na. S11perstruttura il superiore esisterebbe solo in frmzione dell'inferiore, l'iiztellettualita solo in funzione dell'istinto la c ivilta in funzio ne di menzogne e .convenzioni, la mora/ita sarebbe anima/ita addomesticata o impotente, e insomma tutt o cio che viene comiderato dagli uomin i wme cos a da/1' alto, si svelerebbe come un fumo confuso esalato dalla carne A noi deve farci invece da salda base e da simra guida fa veduta, secondo Ia quaie tre elementi di.rtinti costituiscono l,z entita Umana; i/ COrpo, /'anima e /o spirito. Que.rta. v'ed11ta j11 propria delle nostre tradizioni classiche e si contj1mo nell e epoche :ruccessive, compenetra.ndo di se la stessa filosofia crisiiana. Ji.Lz essa puo dirsi tradizionale anche in s ensa piti vasto, giacche, nell'una 0 nell 'altra forma, essa s'i fascia ri!rovare negli insegna mentidi trltle i e maggiori civilta ariane Partendo, dunque, da tale ve duta, il probl ema della razz:: riceve una impostazione -speciale e una particolare articolazione. E' chiaro .. anzit11tto, che esso non puo essere posto per it s o l o elemento cor poreo de it' 11om o senza grave piegi11dizio per Ia ,zo. stra posizione : in tal caso, si offrirehbe agli avversari I a sce/ta di due arm i : o quella d/ chi a cmsa i razzisti di non ved a altro, nell'uomo che l' t mimale, L a mera corporeita condizion a l a dalla natura, e di quindi dei materialisti; ovvero quella, dz chi si degna di t iconosce1e if diritto del razzismo nei rig11ardi di siffatt.1 parte nuturalistica a ell' esser e 11mano, ma, affennando i es istenza di tma sfet"a s11periore, _si monopolizza questa .rfeu, per proclamarvi l'universalismo e l' antirazzismo Si vede dun q11e che L' esjgenza di /Ill inquadranumto totalitario del problema della razza no'n e sottigli e zz:z filosofica, ma costituisce Ia condizione a che Ia nostra posizione sia salda e si po.r.r.z difenderla con le at"mi della verita, non con degli espedienti di a bilita polem:.ica. L'ente 11111an0 essendo tripartito, comjJOnendosi di corpo, an ima e spirito, esist OJIIJ logicamente tre gradi del problema della razza, in corris pondenza a ciascuno di i,;li elementi II problema della razza puo e deve dun que porsi, anzit11tto, in ordine al d ,/o cor poreo e, in genere1 a quell'tJspetto dell'essere uman o per il quale es.ro soggiace 11 leggi e a det e rminismi puram ente naturali, biologi ci, atavici, antropologici, costi/11 zionaii. Questa e l'aspetto pitl genera/mente nolo e diffuso del razzismo : !/ razzismo etnologico e antropologico, il quale, p4ssando aile applicazioni pratiche, ci fara anche le condizioni positive per La sanita, -Ia protezione e if potenziament o fisi( o della razza. P..' naturale che, dal punta di vista del{a politica, ci si interessera particol ttf'men t e a questo prima aspetto del razzismo, e Jo si porra, come di dovere, in una stretta rela rione con Ia denzografia, con l'a.ssistenza e /'igiene sociale. In ogni modo, gia i n questa grado del razzismo si presentano oltre ai compiti della classificazione e dell a prassi immediata e gener a le dei proble'!Tli ulteriori, corrispondenti all'esigenza di d;sai -

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minare gli razziali primari che si trovano nell'insieme etnico cosiituenie rm popolo, una stirpe; e di scegliere quelli, su cui si deve far leva per nobilitare, elevare e pur_ificare il t.i.po genera/e. Cosi in Germania, tina volta constatato che il popolo tedesco, a Iacer di e/ementi nettamente eterogenei, consta di a/'meno cinque nuclei razziali' primari quello nordico, quello falico, quello dinarico, quello occidentale . e infine quello ballico orientale Ia teor_ia della razza, una volta fissate /e taratte,i stiche di C;!asctmo di essi, ha forgiato, all'u.opo, i/ cosiddetto <
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E La trasfusione di sangue e interdelle>. ______ __.. La trasfusione di sangue e permessa. JRt icercare, no tare le differenze che intercorrono tra i vari esseri viventi, si puo dire risalga a tempi remotissimi, IIIU l'esame su basi prettamente scientifiche dell'individuo e delle sue caratleristi<:he somatopsichiche si puo dire iniziato in Italia da Pietro d' Abano, da Michele Scoto, da D!!lla Porta, con lo studio della fisiognomia dei tratti del volto, piu che dell'es pressione, per ricercare dedurre d .a. essi !'anima, e con essa il substrata biologico dell'individuo. Italiano puo dirsi percio l'inizio di ogni studio, di ogni ricerca sui vivente dei suoi attributi di forma quali immediati rivelatori degli attributi della sostanza, poiche l'Italia con Leonardo pose le basi fondamentali d etto i canoni dell :armo nia, dell'euritmia delle fcrme umane precorrendo Ia scienza biotipologica e costituzionalistica moderna. Ma contro ogni nostra tradizione scientifica, anzi 'antitetica ad essa, ai primordi del secolo XVIII prendendo diretta ori gine dell'Illuminismo Francese, s orgeva oltre i nostri confini una nuova scienza; che in un vano tentativo della esplicazione della natura, iniziava l'era della cub.atura del carnio cerebrale, prendendo a considerare la morte piu che Ia vita, lo scheietro piu che il corpo del.l'uomo di quell'uomo che fino ad allora era stato oggetto di studio della medicina e della fili>sofia, che fino ad allora era stato considerato un tu tto indistruttibile ed indivisibile, matedale e spirituale neHo s tesso tempo. Nel 1749 mentre Buffon dedicava due dei 36 volumi della sua Histoire Naturelle alle varieta e sottospecie umane, gia Linneo aveva accolto l'uomo nel su o Sistema della Natura, gia era iniziata l'era del censimento delle ossa con Lavater Blumembach, Tiedman, Daumbleton Peter Camp, funebre sta, tistica che veniv.a proseguita fino ai nostri giorni, tanto per citare i maggiori, dai vari Virej Hamilton Tiedman, Morton Molkoff. Oggi a tre secoli dalla sua ongme, conv1ene tirare le som me? A che cosa e giunta tale scienza? Si puo dire a nuHa, se si considerino i risultati in rapporto all'enorme fatica impiegata, al grandioso cumulo di materiale raccolto alia fatica degna di miglior causa dei suoi sosteni tori, dei suoi esponenti, da tempo immersi in un p rofondo letargo tra ossa polverose, cui converrebbe fare piu che la statistica del fossHe l'anatomia del vivente, quella indagin e biometrica, per cui si e reso benemerito il nostro Castaldi e La sua scuola, proseguendo una purissima tradizione italica, nostra dello studio della forma qua.Je diretto risultato. della sostanza, che da Alcmeone da Crotone si e perpetuata da secoli in Leonardo fino ai tempi piu recenti nelle concezioni di Viola e De Giovanni sulla costituzione individuale. Lo studio del fossile. ci ha lasciato in asso proprio quando avremmo dovuto attenderci da esso i massimi frutti. Si pretendeva disse P. Ehrenreich -ehe ci offrisse Ia soluzidne dei piu difficili prahlemi della preistoria della Uma nita; si aveva l'illusione di ridurre a pochi tipi definibili gli svariati aspetti de1le stirpi umane, e di fornire documenti e 14 spiega1.ione dell'origine e del miscuglio dei -popoli stonc1, tra l'ondeggiare ed il susseguirsi delle forme, di seguire questi popoli nella notte de[ tempi, il d1e l'indagine glottologica e Ia preistoria avevano parzialmente tentato. Ebbene di tante I rosee illusioni neppure una se ne e avve rata, neppure su di un sol problema so no d'accordo gli stu diosi i Ia causa di tanto insuccesso e senza dubbio nel fa! so indirizzo di voler considerare lo studio dello scheletro, quale esclusivo ramo dell' Antropologia, come e avvenuto dal tempo di Retzius in poi, facendo prevalere il Jato matematico statistico di scienza, su quello biometrico, naturalistico che nega ogni concezioJle materialistica e macchinistica del fenomeno uomo. Occorre studiare il vivente quale esso e, considerando ogni armonia esteriore quale fenomeno sensibile di interiori armonie, tralasciando 0 non ponendosi in primo piano insolu bili ed affannqsi problemi della origine prima delle creature di fronte al quale Ia scienza per deve subliriuirsi nella fede. Per noi Ia razza e un concetto puramente biologico, le stesse proprieta spirituali s ono organici essendo Ia menta lita l'immediata ed appariscente espressione di un diverso sub strata biologico. Per noi Ia razZ'a Italiana e un insieme distint o di individui can caratteri morfologici e biologici propri, eredi tari, costanti ed invariabili nello spazio e nel tempo, per cui scientificamente il problema della razza italiana non e che un a constatazione di uno stato di fatto. Unitamente ai dati fi&i, aUe ricerche bioinetrU:he, alle ri che sul vivente dei suoi attributi di forma, occorre studiare l e proprieta umorali, poiche sono qualche cosa di piu delicato di piu intimamente connesso con l'essenia stessa dei viventi, dei caratteri morfologici di cui si vale l'Antropologia fiska, essendo quest'ultimi direttamente accessibili aile influenze esteriori, va riabili perche modificabili. In sangue, quale sede delle proprieta essenziali della vita, quale mezzo cui gli org. anismi ed a cui e intimamente legata Ia vita cellulare, il dico, deve c011siderarsi com e Ia migliore espressione nella sua individualita e varieta biochi mica e serologica, di caratteri costituzionali, di raz ziali, poiche l'appartenenza ad un determinato gnippo sangui gno e una caratteristica Jegata a f.attori etno-antropologici, che pre5enta una diversa ripartizione percentuale net diversi popoli neJ.le diverse razze, costante e fissa per tutta Ia vita, che come notavo nei precedenti numeri di questa Rivista (vedi Difesa della Razza, Anno 1, N. 3, 5, 6) nessun fattore ne clima, ne alimentazione, ne stato di salute poss011o far variare. Come gia feci presen.te prelevando sangue da un organismo, ed osser vandolo al microscopio, i globuli. rossi hanno tendenza a dispor si a pila di monete :., aderendo gli uni agli altri. Se uniamo al sangue in. esame il sangue di un animale di specie diversa o della stessa rna di gruppo sanguigno diverso, tale fenomeno si esagera, gli eritrociti si riunisc011o in

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ammassi voluminosi, si ha, come si dice scientificamente, il dell'agglutinazione, che e seguito dalla sedimeil tazione degli ammassi stessi, fenomeno_ che-impedisce l.a-tl'a sfusione sanguigria da i:ndividuo ad individuo di gruppo diverso. Questo diverso Omportamento del sangue degli individui della stessa specie, e dovuto alia presenza nei globuli rossi di una s9stanza detta agglutirwgerio :., che distinguiamo in A e B, ed alla presenza nel siero sanguigno di un'altra sostanza detta agglutinina che distinguiamo i:n a e P. Per tali caratteristiche sostanze l'Umanita si puo distinguere in quattro gruppi_sanguigni principali, A, B, AB, 0; a questi quattro gruppi deve essere attribuita ogni differenza razziale essendo il diverso gruppo sanguigno espressione di diverso suhstrato biologico, poiche agglutinine ed agglutinogeni, ele menti costitutivi le varie differenze, si originano dai tessuti, e Ia maggioranza delle cellule delll'organismo possiede sosiim ze agglutinabili, caratteristiche, identiche a quelle che contengono siero e globuli rossi. Si e detto che porre alia base della vita il sangue, e una con cezione materialistica, dimenticando che l'immateriale non po tra essere mai soggetto ad indagine scientifica, e che lo studio dei gruppi sanguigni non e materialismo, ma scienza che non nega: una concezione idealistica della vita, anzi l'afferma poiche il simgue e l'unica realta fondamentale per cui ogni uomo ha un volto ad un'anima, che ricorda, che lo unisce alia sua gente, alia gente dal sangue simile al suo, e se e l'unita del sangue che fa respiraTe le membra in un sol ritmo, e ancora per l'unita del sangue che l'uomo vede nell'altro uomo un fratdlo, cui per un misterioso legame si sente legato, poiche da una stessa linfa, .J.a un medesimo sangue ebbero origine c vita . *** Ma percio come oggi in lta:lia, ove quasi nulla si e fatto per uno studio delle catatteristiche deJ.la nostr.a razza con moderm metodi di studio, necessiterebbe una ricerca dei gruppi sangui gni, Ia quale potrebhe essere Ia base per un futuro eventuale censimento biologico o biotipologico razziale. Tale studio sarebbe necessario per un duplice scopo: I. Per un fine in quanto che una esatta riceica dei gruppi sanguigrii, oltre a dare sostariza documentare al D6!!ti'O' razzismo, determinando te caratteristidie biologiche della nostra razza, porrebbe la nostra scienz a all'avanguardia di ogni ricerca al riguardo, considerando che all'estero si sta attivamente. lavorando, mentre qui quasi nulla si e fatto, ne si ha in animo di fare, yer gertare su soli de basi una scienza della razza. Dal 1934 infatti in Germania si e costituita una Societa per Io studio dei Gruppi Sanguigni che ha diviso il territorio Tedesco in altrettanti rettangoli, e studia e lavora al riguardo con rigorosi metodi scientifici. In America nell'lstituto Rokfeller, in Russia nell'lstituto della Trasfusione del Sa:ngue in in Polonia, in tutte le nazioni civili, razziste o non razziste si fanno su vasta scala, e con mezzi imponenti, ricerche, studi, spedizioni scien tifiche in ogni parte della terra per lo studio dei Gruppi San guigni. In Italia si sono fatte tali ricerche su qualche migliaio di individui, regionalmente, con differenti metodi di indagine, e da Au tori diversi; non bisogn a pensare che per tale ricerca sieno necessari mezzi grandiosi, poiche basta prelevare all'in dividuo in esame una goccia di sangue; farla reagire con l'emo diagnostico, ed esaminarla al microscopio, e che si puo fare una ricerca anche a migliaia di individui con facilita assoluta, in tempo brevissimo, e con spesa minima. II. Per un fine pratico, per un potenzia:mento oltre che difesa della nostra razza, poiche tale ricerca permetterebbe di cori.oscere esattamenl.e il gruppo sanguigno di ciascun individuo, conoscenza che piu che in pace in tempo di guerra potrebbe salvare migliaia e migliaia di vite, oolgarizzando, rendendo piu pratico il compito deUa trasfusix>ne sangui.gna, in feriti, in dis. sanguati, in operati in gravi corulizion.i poiche in t4l caso sareb be facilmente individuabile il dorw.tore di gruppo sanguigno omologo. L'arditezza, se non l'originalita, di tale progetto potra turbare qua lche labile ed angu.st a mentalita, gia da tempo pro tesa nel va:no tentativo di obliare, di disconoscere nuove con cezioni di vita. Ogni idea pero, ogni ricerca, anche se ardita, se giova all'uo mo, non e inutile o vana, ed in degna di restare lettera morta. GIUSEPPE LUCID! CJCJ Diatribuzione dei gruppi secondo OHenberg. I. TiJ;io euT.opeo; 2. Tipo inteimedio; 3. Tipo h u nan; 4, Tipo indomabceae; S Tip o a&o.aud asiatico: 6, Tipo pacifieo-americano. IL Gruppo A. DL Gruppo B. -1 2. rJ I 67 .39 0:0. . D:o-t2 . '428 19 l 1l. I I ::1'= SHH;: iii:::=== 3 6

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DAGLI ETRUSCf Peruqia: Fonte di Piazzq Una statua. S uperata l'antica tesi che definiva gli etruschi popoli immigrati dall'Oriente, per stabilire il concetto che li ordina come popoli italici sorti dall'evoluzione dei nuclei umbro-centrali; possiamo affermare che la stirpe italica ha avuto una linea mirabile di continuita e di purezza attraverso i secoli. I piu nobili ed immortali monumenti dell'arte ci tramandano e documentano la mancanza di qualsiasi inquinazione e profanazione straniera. Il destine che ha dato al popolo nostro una supremazia morale e materiale, con la politico nell'impero romano ed in quello fascista, con la fede e con l'arte nel medioevo, con le scienze ne' tempi moderni, ha conservato quella unita etnica e razziale senza della 'quale gl'italiani non o:vrebbero potuto tante volte risorgere e ricostruire la loro potenza. L'impronta tipica ed inconfondibile del nostro popolo, espresso nei volti dei condottieri, dei politici, degli. artisti, dei santi e dei poeti e quella del dominare. In ogni effigie Peruqia -lpogeo dei y e scolpita la forza irreducibile di temperameriti nati a i comando e alia guida, sia che si esterni con la luce d ella santita, sia con la rigidita del guerriero. Non sara azzer data la nostra effermazione quando diciamo che anche un santo come San Francesco e da definirsi un condottiero di spiriti, nato a trascinare le turbe verso la riconquist a di una forza religiosa e politica che minacciava di crollqre al tempo suo. L'arte di tutti i secoli ha immortalato questi dominatori, quasi sempre con lo sguardo elevate e diritto, segno di chiarezza e di vo1onta. Negli altari di tutte le chiese i no stri artisti hanno elevate le immagini divine senza che un a coltre avesse nascosto il limpido mistero della religion e come e fQTse anche dalla maniera di professare una religione si puo dconoscere il temperamento d.i uno razza. Tutto cio che i semiti denigratori del cattolicesim o affermavano essere idolatria, non e in fondo che coraggio di credere attraverso una immagine artistica ad una pr e senza spirituale ed invisibile. La persistenza delle caratteristiche ariane dagli Etrusch i al Rinascimento e evidente. Possiamo senz'ciltro stabilir e che gli Etruschi non furono mai inquinati da popolazion i semite. Se ebbero scambi commerciali ed a;rtistici, questi furono fOtti con .il popolo ellenico, donde la razza non subl. alterazioni. L 'ideale di' bellezza e di stirpe che i greci coltivarono e diffusero ovunque, trova in Etruria una tra dizione forte e decisa. L'architettura piu solida, piu rude, piu definita. La confederazione erige mura ciclopiche, in ncilza templi, apre porte solenni e grandiose da cui deri veranno gli archi trionfali di Roma. Roma per i primi se coli adopera artisti etruschi per le costruzioni e per le sue Perugia: lpogeo dei Volumni Una statua.

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LA RAZZA AL RINASCIMENTO Perugia: Fonte di Piazza Una statua di un sarcofago. sculture. Lo _stesso simbolo dell'Urbe Ia Lupa, e una fu s ione etrusca. I romani non avranno che a sviluppare le qualita di cui sono forniti g li etruschi, questa popolo ad un tempo guer :iero e agricola, artista e religioso. Ne i musei di Volterra, di Chiusi, di Perugia, di Tarqui :-Jia, ed in tutte le raccolte etrusche e romane ognuno puo Nell'Ipogeo dei Volumni, ii piu completo esempio di tom c o nobiliare etrusca, lo studioso puo rintracciare facil m ente i caratteri ariani ed italici. Alctine metope sembran o eroiche effigi elleniche rinate sotto il sole della peni wla che ne ha sviluppato i lineamenti in forza, opulenza e vivacita. Le furie che difendono il sarcofago di Arunte \Tolumnio assumono il sembiante di vittorie in armi. Le l ronti ampie e spazidse, i nasi diritti, l'arco delle sopracciglia elevato, il taglio della bocca e la conformazione del menta sono indubbie qualita di purezza. E Ia tarda epoca delle sculture ci puo far dedurre che era finito il tempo i n cui gli etruschi chiedevano lume ed insegnamento agli s c ultori d'oltre mare; !erano artefici indigeni e scolpire il travertino ed il marmo, e a fonciere il bronzo con ispirazione propria. Arunte Volumnio con il suo gesto e Ia sua serena possanza prelude le statue degli imperatori romani, e Ia donna che gli sorge a sir..istra puo ben ravvisarsi nel tem peramento simile aile nobili matrone della repubblicu. Anche sotto la dominazione romcina gli etruschi insegnano. Poi dopo Ia notte bizantina, il sole lorna a levarsi sulla r:;enisola. Ancora per le vie consolari corrono le ambizioni e le lotte degli invasori. Ma il popolo nostro cerca di ricon-Perugia -Statua funebre di Arunte Vl'\ln""";"" quistare l'antica potenza con Ia potenza della religione e dell'arte. II papato e !'idea guelfa sorgono contra !'idea ghibellina e straniera. I grandi scultori e pittori del duecento e del trecento tornailO ad illuminare nei monumenti Ia continuita della razza. Roma delta leggi in piu ideale campo: Cimabue, Dante, Giotto, Nicola Pisano sono i traduttori di questa sentimento d'immortalita. La Divino Commedia e il : religioso ardimento di un italiano che non teme di scendere e di salire nei regni dell'al di Ia: coso impossibile a un ebreo ancora dopo millenni sgomento e chino dinan-zi alla di-irinita. Popoli di tutte le razze, dominatori ed invasori di tutte le terre erano passati per l'Italia. Ma la nostra gente appariva salvata da qualsiasi contaminazione, specialmente giudaica. Nelle sculture romaniche, dai pul piti dei fratelli Pisano alia Fonte di Perugia, dalle sculture delle cattedrali ai monurnenti funerari, le effigie sono ancora romanamente pure. L 'idea del dominio non e spenta: agli uomini si sostituiscono le immagini. Le figure di m ille

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Perugino: a Madonna 'inacoteca di Perugia). Raffaello: San Domenico Chies a di S Severo a Perugial. statue, mille tavole e altorilievi sembrano guidare le sorti del popolo nelle cui terre contendono gli eserciti stranieri. Vigili e armati intorno alla Fonte di Perugia -che potrebbe definirsi Ia figurazione enci clO:pedica dell'umanita e della morale medioevale -stanno i profeti, i santi e gli eroi. Pensosi gli uni, apertamente bellicosi gli altri . Gli sguardi sembrano guardare molto lantana, mentr 2 i bassorilievi esaltano la vita de' campi, le stagioni, Ia semina ed il raccolto, la genesi dell'umanita e del pensiero. Questa monumento cosl. schiettamente nostro, incontaminato da influssi stranieri, lascia durevoli insegnamenti, quali ne aveva r icevuto dalla scultura etrusca e romana. Nel rinascimento umbra l'arte del Perugino e d a l discepolo suo Raffaello sorge cattolicae romana. Razza italiana trionfante nellc caratteristiche di tanti volti e di tanti atteggiamenti. Sebbene addolcite in un'estasi, che e i1 prodotto della sensibilita religiosa indigena, le figure peruginesche e raffaellesche sembrano rievocare sotto l'e leganza della rinascenza, gli antichi eroi greci e romani. L 'ideale e ancora puro e non ha subl.to influssi, rna sara

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tanto ammirato da dilagare come una fiumana inconteni bile in tutta Europa, illuminando pittori fiamminghi, spag noli, francesi ed alemanni. Basta vedere il Salomone ed il Davide dipinti da Pietro Vannucci nel Collegia del Cambia, ed il San Domenico ed il San Girolamo di Raffaello, per coristatare come quel le Jacce costruite con sensa latina discendano dai piu remoti progenitori e siano in conclusione il prodotto di una razza rimasta immune. Sfrondato il disegno dai par ticolari, i lineamenti massimi rivelano per l'ampiezza Iron tale, per il taglio degli occhi, gli ovali ciei volti ed i profili del naso le caratteristiche del tipo ario e latina. Eppure a nche in quei tempi gli ebrei pullulavano ovunque; rna nessun d'essi si avvicinava -perche negato a! soffio divino dell'arte, il cui incremento spettava semprg a! prin cipe o al mecenate italiano e cristiano. I secoli sono trascorsi su l'ideale artistico. Ma in Italia esso si e mantenuto costantemente classico e costruttivo d all o,'rchitettura alia scultura e alla pittura. OTTORINO GUERRIERI Peru gino: Salomone (Collegio del Cambio Perugia. Rallaello: San Gerolamo ( C h iesa d i S Fedele a Perugia).

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fOtuali i principali problemi e questioni che si pongono nei rapporti Ira bianchi e negri? E' quello che con una certa compiutezza e linearita cercheremo di illustra re, per quanto complessi essi siano. E' necessaria intanto fare una premessa etnogralica: qui come razza bianca e razza nera intendiamo non usare termini rigorosamente scientilici rna accezioni del linguaggio pili comune: pertanlo come negri indicheremo gli alricani, e come bianchi essenzialmenle gli europei. Questa a scope esemphlicativo e per illu strare problemi politici di si vasta portata che non si limitano ai negri propriamente detti, i quali non costiluiscono che una par te, sia pur rilevantissima, della popolazione alricana. Dilatti nell'Airica bisogna fare nei conlronti degli indigeni alricani una prima grande distinzione Ira i negri propriamenle detti cioe i Sudanesi e i Bantu e quelli di stirpe indo-atlantica, che abitanci nella zona mediterranea e in quella etiopico-sahariana. Ma Ira questi che possono anche chiamarsi bianchi si puc fare una suddivisione e cioe: i veri bianchi, in prevalenza medilerranei, che abitano nella fascia costiera dali'Egitto al Morocco, e gli etiopicosahariani, che rappresentano una zona antropologica di transizione Ira l' Africa bian co, inlesa nel. sen so .sire !to r .ed il. _mondo negro. Cio premesso, vediamo elementarmenle come si imposti il problema delle relazioni Ira bianco-europeo e negro-alricano. C)olouizzaziouc e Jnissioue di rnzza La provata incapacila del negro ad evolversi nel vero sense della parola ed a divenire veramente civile conlerma il diritto del bianco a civilizzarlo ed a colonizzare le sue terre per il bene reciproco che e il pili gran bene dell'umanita intera. Lasciare intatte le immense risorse naturali dell'Airica sarebbe cosi ingenue ed ir razionale come lasciare Ira le mani di un 20 bimbo ori e perle, che egli_ non apprezzerebbe che magari come temporaneo trastullo. Quasi similmente il negro, od alricano che dir si voglia, e incapace di slruttare logicamente le ricchezze incomparabili eli cui Ia Natura ha lornilo Ia sua terra. II bianco ha quindi in Africa il suo diritto, rna anche il suo dovere: redimere e civilizzare i neri e un o bbligo morale che deve essere mantenuto, e non solo un vessillo retorico alto a coprire qualunque line di solo avido e talirolta crudele slruttamento, come hanno !alto pili o meno tutti i popoli colonizzatori europei tranne l'ita liano. Cosicche, ad essere sereni giudici, nei rapporti con i bianchi i negri hanno pili perduto che guadagnato, e, strano a prima vista, specialmenle per Ia conclamata e spinta indigenofilia di lnghilterra e Francia. Tuttavia Ia superiorila della razza bianco ed il benessere del mondo civile giustili cano, anche nei conlronti della pili riga rosa dottrina razzista, l'azione del bianco, pur se resa meno nobile ed ellicace da !anti errori che illustreremo. Ma Ia missione della razza bianca appare anche sublimarsi quando essa e condotta con Ia generosita savia e pur forte dell'ltaliano. D 'altronde una ragione potentissima, a parte ogni altra, giustilica l'azione bianco in Africa: la demogralica. lnlatii -mentre nell'Europa vivono beri 500 milioni d 'individui, nell'Airica, Ire volte pili grande del nostro continente, ne vivono meno di un terzo, a voler citare Ia maggior cilra: 150 milioni, che si Ia per Ia popolazione del continente nero. La proporzione della densita eli popolazione e dunque di 1 per l'Aifica, rispello a lO per !'Europa. Esamineremo pili oltre come si present'i il problema della colonizzazione demogra-1ica bianca in Africa ed i mirabili slorzi compiuti in tal campo dell'ltalia. Fra i metodi di colonizzqzione, i pili irrazionali, nelasti e lecondi di gravissimi perturbamenti razzisti sono quelli basati sulla DELLA. RAZZ, assimilazione dei neg. ri o sulkt !oro parili cazione con i bianchi, metodi usati a scopi particolari dalla Francia specialmente, rna anche dall'lnghilterra, particolarmente nel Sudalrica. Che tale politico sia errata Jo dimostra'no i Ialli: vale a dire quanta quotidianamente accade negli lmperi coloniali altrui. Errori dei bianelli e propaguuda rossa Quando i bianchi non siano stati co stretti .da una lerrea e previdente azior.e delle State -come avviene per gli ltaliani a tener conto delle ripercussioni che le !oro azioni non disciplinate possono provocare nelle anime primitive degli indigeni e gia virtualmente un ribelle ogni negro che sia comunque state Ira i bianchi. Dagli errori dei bianchi nasce il conlhtto di razza: il negro che all'origine dei suoi rapporti col bianco e non eli rado in uno state Cli rispettosa ammirazione e di re; :J.nio quasi di buena lede, per quanto glielo consentono i suoi istinti primitivi e spesso brutali, diviene dal contatto assi milatore :t> o parilicalore del bianco, il pili irriducibile nemico del bianco stesso. Ad inasprire il conflitto interviene !'agenie comunista, il veleno di Mosca. I pili ellicaci alleati della ideologic rossa sono pertanlo i negri che abbiano vissuto in paesi bianchi. Ma, quasi cio non bastasse, anche un altro errore lormidabile hanno compiuto al cuni popoli europei, parlicolarmente i lran cesi: armare i negri centro i bianchi stessi. Inlatti, come e nolo, durante la guerr a mondiale Ia Francia trasleri sui lronti occi dentali europei centinaia di migliaia di soldati di colore. Errore nefasto. Le truppe nere, lrovando slogo ai !oro istinti bellicosi sentivano slumare tutto il !oro rispello e Ia !oro umilta verso i bianchi. Era con volutta inellabile che essi si scagliavano all o assalto centro i tedeschi che erano anche essi della razza odiata dei domincitori. Sen t ;tisi in quei momenti uomini liberi e pari, se non vincitori dei bianchi, una volta tornoli in patria con un'alta idea delle !oro capacita, mal sopportavano di tornare alia primiliv.a soggezione e diventavano quindi istruiii ed attivi elementi di dilfusione dell e idee sovietiche. Un altro grande errore degli europei e nell'-utilizzazione del negro per motivi di speculazione in lavori che dovrebbero es sere riservati ai bianchi. Cosi nel Sudalrica si e create ii doloroso problema dei poor white letteralmente: bianchi poveri, ch e a decine di migliaia, disoccupati, vivon o nella pili squallida miseria in capanne, tal volta formate con !aile di benzina accata state cosi sei:nplicemente, perche eliminati dalla concorrenza del lavoro industriale nero, pili a buon mercato. A chi dubitasse della dillusione del bol scevismo in Africa ricorderei:no come sem pre il comunismo si sia !alto paladino di tutti i popoli di colore, e come gia nel 1925 l'organizzazione comunista in mezzo ai neri di America era cos! ben sviluppala che i

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E POLITI(J.. Sovieti considerarono giunto il memento di prenderla direttamente sotto controllo. Qual che anno dopo fu fermata L'associazione degli uomini di colore :1> sempre largamente sussidiata da Mosca. Ad acuire Ia propaganda hanno concorso due fenomeni: l'etiopismo e la guerra economica centro l'Italia. Dell'etiopismo diremo in breve che tale era il nome dato ad un movimento pannegro africano, movimento sviluppato dagli agitatori russi che diffondevano il grido .: I' Africa agli Africani :t -dottrina nera di Monroe -in nome di quell'Etiopia che a torto era creduta madre dei popoli africani e che per Ia sua indipendenza rappresentava l'efficace dimostrazione per i negri che i bianchi nori erano i dominatori assoluti del continente nero e che si poteva !oro resistere anche con un certo successo. Inutile dire che Ia conquista dell'Etiopia ha annullato l'etiopismo con indicibile beneficia della nostra razza, e con durissimo danno per le mene russe. Ifiiicologia del negro e prestigio del bianco La guerra economica centro l'ltalia attuava una pazzesca solidarieta dei bianchi con gli etiopici, solidarieta che mirava in sostanza ad una sconfitta dell'ltalia, rappresentante della razza biancO:. La leggenda dell'invincibilita del bianco, se l Etiopia fosse riuscita vincitrice grazie a! delittuoso tentative del sanzionismo, sarebbe caduta ed avrebbe costituito uno scacco tremendo per tulle le Potenze europee stabilite in Africa. Si pensi a quali funeste conseguenze avrebbe potuto portare questo nascente e crescente senso d 'orgoglio delle razze di colore sulle quali il fattore morale ha una importanza tanto notevole forse quanto quella della forza militarel Sarebbe stato come il cadere di una benda dagli occhi delle popolazioni coloniali: Abbiamo vinto i bianchi, dunque siamo pari se non. su p<:riori ad essi! Perche dobbiamo allora %Se r e !oro sottoposti? :1> Idee orgogl'iose ques te rna che sarebbero indubbiame(lte state corroborate ed ingigantite dalla propaganda russa Colouizzazione i taliana.: era ntissioue di La colonizzazione europea in Africa dunque e stata quasi sempre troppo piena di errori, e d 'altra parte spietatamente sfruttatrice e mercantilistica, oltre che noncurante del prestigio d i razza e del futuro del bianco in Africa. Per fortuna della razza bianca Ia colonizzazione italiana attua la vera missione di civilta .in terra d'Africa. L 'ltalia indica, ricorda ed ammonisce che Ia razza bianco -Ia civilta europea -ha una grcmde missione da compiere nei confronti della razza nera, missione ch'essa svolgera sopratutto niediante il suo prestigio crescente per l'allermarsi della Pace e per l'elevazione civile delle popolazioni del s uo Impero. Questo denota uno spirito di collaborazione e di umanita nuovo nella .radizione colonialistica europea nell' A frica che rappresentava fino ad oggi (soprattutto per Ia Francia e l 'Inghilterra che ne possedono cosi gran parte) un campo di conqui3l a e di sfruttamento pili che di stabile colonizzazione. Inoltre l'azione di penetrazione demografica dell'Italia in Etiopia costituisce un profondo rivolgimento della situazione reciproca Ira razza bianco e nera: comincia ad affermarsi il principia che bisogna diminuire l 'importanza det t riste simbolo delle decadenti vecchie Potenze coloniali: Ia schiacciante inferiorita di numero dei bianchi in confronto dei neri anch e Ia dove l e condizioni ambientali e d economiche permettono o favoriscono Ia colonizzazione bianco. La dimostrazione potrebbe esserne anche superflua, rna per ragioni di maggiore efficacia indicativa daremo .qualche cifra della massima eloquenza ed inoppugnabilita. Nell 'intero continente alricano Ia popolazione bianco e attualmente di soli quattro milioni s u di un total e di circa 150 milioni di abitanti. Ora vogliamo far rilevare che l'Italia dopo appena pochi mesi dalla definitiva pacificazione dell'Impero vi svolge una potente azione di penetrazione demografica: e nolo che a diecine e diecine di migliaia ascende il numero dei lavoratori italiani in Etiopia, senza contare le notevolissime forze militari dislocatevi. Ora, dopo poco pili di due anni dall'en trata vittoriosa in Addis Abeba, Ia capitale dell'Impero ha una popolazione metropolitana vicina ai 28. 000 abitanti (cifra resa nota recentemente). Fermiamoci su questo numero, tenendo ben lermo che si tratta dei bianchi residenii nella sola capitale, per fare dei paragoni anche stupefacenti. N e l Congo Belga, ove e constatata una lavorevol e condizione di habitat :1> per l'europeo, non si e avverato il popolamento bianco nemmeno Ia dove le ricchezze della natura avrebbero giustificato, anche dal punto di vista del reddito, una maggiore affluenza, come nel Catanga, vero paradiso terrestre: in tutto il C ongo Belga, vastissimo (grande pili d i due voile l'Impero italiano) ed appart.enente da varii decenni al Belgio so no appena 17.500 ci ttadini di quest o paese: vale a dire non molto pili della meta della attuale popolazione italiana della sola Addis Abeba! II Kenya, dopo cinquant'anni dall'occupazione inglese ha un numero pariment i irrisorio di bianchi: 1 7 000 numero ugualmente insignilicante gia nei confronti della sola popolazione della capitale dell'Impero. E cio mentre il Kenya, che e pur grande quanto meta d ell'Abissinia, ha buone condizioni per il popolamento bianco e sbocca su una vasto costa atlantica, oltre a godere di un vero e proprio mare interne, il !ago Vittoria-Nyanza della superlicie di circa 70 000 kmq., condizioni queste privi legiate per Ia penetrazione demografica europea. Ancora: in tutto il Tanganica, vasto non molto meno del nostro Impero, gli europei son o poco pili di ottomila (a circa venti anni dal Mandato inglese). cioe nemmeno Ia terza parte degli attuali abitanti italiani di Addis Abeba. ltalia, vessillifera della razza. bianca Potremmo moltiplicare i paragoni e le cifre, rna non ci sembra necessaria, soprattutto se si considera che siamo appena agli inizii difficilissimi e richiedenti grandi sacrifici, come e naturale -proprio per essere al principia, della nostra colonizzazione demografica. In breve conclusione si puc ben d i r e che l e terre alricane dell'Italia vedono l'affermarsi di una nostra molteplice missione di civilta, mission e benefica per tutta Ia razza bianca e riacquisitrice del necessario prestigio nei confronti della razza nera. NICOLA MARCHiT TO 21

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UNA RAZZA. CHE STA SCOMPARENDO Vi sono molte popolazioni che per I' esi guo numero dei componenti e il loro iso lamento non sono ben note; spesso anche scarsamente studiate per quanto isolamento e ristrettezza numerica siano fattor i che dovrebbero al contrario maggiorment e at trarre lo studioso; per la maggiore facilita di indagine che presenta un piccolo gruppo ben definito anche territorialmente, e per il particolare interesse scientifico dei gruppi etnici in via di estinzione Quasi sempre infatti l'esiguita numerica non e che I' in dice di un crescente regresso demografico, comunque dovuto che porta pili o meno alia inevitabile morte del gruppo. Ai margini del mondo ebraico abbiamo due tipici esempi: Caraimi e Samaritani: ai limiti settentrionali d'Europa i Lapponi. Ai margini del mondo arabo i Morabiti e molte altre analoghe sette chiuse Molti esempi in America, come gli Indios degli Stati Uniti che il Governo ha provveduto a d isolare in speciali Riserve i Seri dello Stato di Sonora nel Messico, i Fue gini che fra pochi anni, forse in meno di un decennia, non avranno pili un solo rap presentante sulla terra * I Fuegini, denominazione generica degli abitanti della Terra del Fuoco, si distin guono in tre stirpi : Alacaluf, nelle isole Nord Orientali, Yaglm, nelle Isole Meri dionali, e Ona nell' Isola Grande della Terra del Fuoco. Gli Alacalufi e gli Y gani sono popola zioni eminentemente marittime, che come pescatori passano la maggior parte della vita sui mare con le l.oro canoe mentre gli Ona terrestri sono appunto comunemente chiamati indios a pie II numero di tutti gli indigeni della Terra del Fuoco va sempre pili diminuendo con una rapidita e un crescendo veramente impressionante. La popolazione Yagan, molto superiore appena qualche anno prima, nel 1884 non raggiungeva il migliaio (945): due anni dopo era circa la meta a causa di una epi demia di rosolia, e per la loro progressiva diminuzione non sono oggi che una sessan tina Gli Alacalufi calcolati a tremila nel 1880 e a 1000 nel 1900, sarebbero oggi circa trecento. Anche pili rapidamente e andato diminuendo il numero degli Ona, dai 3600 individui calcolati nel 1880 ai 2000 del 1891 fino al centinaio di attuali superstiti. Strane le ragioni dell' improvviso regresso demografico di genti abituate per secoli a lottare contro innumerevoli difficolta na turali e con una alimentazione molto spes so meschina se non insufficiente : ragioni che devono soprattutto ricercarsi nell' im provviso contatto coi bianchi e nei pemi ciosi effetti di una apparente civilizzazione Numerose malattie furono l'effetto dei primi contatti : tubercolosi, rosolia, scarlat tina, cui si aggiunsero l' abuso di alcool, vere guerriglie di sterminio da parte delle prime autorita locali cilene verso la fine del secolo scorso, il brusco cambiamento dell' alimentazione e della vita quotidiana e l'impossibilita di adattamento alia vita so c iale dei dominatori. Donna ona portatrice di acqua. I Fuegini non soltanto furono c onos ciuti molto tardi rna soprattu'tto mal conosciuti Si puo dire che oggi soltanto se ne sia iniziato lo studio serio e organico, che trova le sue basi nelle opere dei prof. Padre Gu sinde e di Padre Koppers di Vienna. A P. Gusinde si devorio le migliori cono scenze etnolog iche dei Fuegini cui si ricol lega direttamente la collaborazione di a utori italiani per quanto riguarda l'antropologi a fisica : Genna J azzetta, Pastore. Questa recente attivita serve innanzi tutto per correggere gravi errori, esagera zioni e fantasticherie di viaggiatori Lo stesso Darwin, nel suo Viaggio di un naturalista intorno at mondo descr iv e or ribili scene di antropofagia che non hanno avuto la benche minima conferma ne prova e che quindi devono considerarsi, come Selvaggi on_a.

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tante altre asserzioni e osservazioni sui sico e sulla vita di questi indigeni, sem plicemente Ieggendarie. I Fuegini hanno capelli neri lunghi lisci e spcssi, faccia abbronzata e ovale dagli zigomi sporgenti,' narice schiacciata, fronte piuttosto bassa e per lo piu coperta dalla ab bondante capigliatura, labbra pronunciate, occhi in genere nerissimi piccoli e vivacis simi, e una dentatura particolarmente sana di sorprendente bianchezza L'insieme del !'aspetto si riporta al tipo mongolico. Una grande somiglianza fisica avvicina Alacalufi e Yagani : a questi ultimi 1' atavica abitudine di vita trascorsa quasi inte ramente remando ha deformato considere volmente Ie gambe, molto sviluppando petto e braccia. Entrambe Ie stirpi sono di statura bassa e in cio soprattutto si differenziano dagli Ona ; che sono invece molto alti raggiun c end o a volte anche metri 1,90 Gli Ona, dal portamento elegante ( e anche in questa si differenziano dai Yagani usi a camminare dondolandosi in modo ridicolo), sono i meno prtmitJvi, sempre desiderosi di avvicinarsi e di somigliare ai bianchi. Non sono affatto navigatori Y agani e Alacalufi hanno in genere un carattere triste e taciturno, mentre gli Ona, espan sivi e gioviali, ispirano Ia confidenza e Ia benevolenza del bianco. Gli Ona non si lascian crescere i peli sui c orpo ad eccezione dei capelli, radendosi barba e sopracciglia, presentando eosl spesso il loro viso uno strano aspetto gio vanile. Contrariamente all'asserzione di molti viaggiatori, i Fuegini hanna una religione, rna senza forme esteriori, monoteistica, semplice e chiara, senza stregonerie ne su perstizioni. Caratteristica e Ia ricchezza della lingua dei Yagani, di cui si raccolsero ben 30.000 voci. Le indagini Iinguistiche di Gutinde : wrebbero portato alia deduzione che A.laC llufi e Yagani siano stati i primi abitaBellezze ona. tori dell .A,merica Meridionale, spinti nel l' estremo meridionale del Continente dalle popolazioni sopravvenute. Alia ricchezza del vocabolario si ricollega Ia facilita dei Yagani ad apprendere altre lingue. La !oro sveglia intelligenza si con trappone a una vita primi tiva. Per lo piu i Fuegini si avvolgono in una pelle di lontra o di foca, molto sem plicemente gettata sulle spalle e stretta davanti con legacci di pelle: semplicita di abbigliamento che le donne completano con una secqnda pelle sottoposta, che si accom pagna a vera poverta di abitazione : capanne molto rudimentali dove il Fuegino trascorre le ore del riposo in compagnia dell insepa rabile cane, sndlo, agile, molto simile a una volpe che nelle notti d'inverno si colloca presso il padrone e lo riscalda ( ed e chia mato percio Ia stufa ambulante del Fue gino ) ; animate che ha Ia particolarita di provvedere da se stesso all'alimentazione di molluschi e pesci che prende con grande abi!ita durante Ia bassa marea fra le pietre degli scog!i e a cui l'indigeno si affeziona in maniera straordinaria. Gli Alaca!ufi. e gli Yagani specialmente vivono girando in canoe nel !abirinto dei canali della Terra del Fuoco dediti alla pesca e alia caccia dei pinguini La !oro arte e quindi strettamente relativa aile co struzioni delle canoe e delle armi da caccia. Gli Ona sono invece nomadi in terra: le capanne dei loco accampamenti meno pri mitive ; cacciatori e c ostruttori infaticabili di archi e freccie, che non ricorrono alia pesca che a bassa marea non conoscendo Ia navigazione La previsione della prossima scomparsa degli ultimi superstiti dei Fuegini ci fa pen s a re con viva simpatia aile specia.li riser vc che gli Stati Uniti hanna apprestato da tempo per gli Indios nord americani, auspicando che veri e propri parchi nazio nali et11ici sorgano qua e !a dove piu im pellente e Ia necessita di provvedere a sal vare i superstiti esemplari etnici che scomparendo. A. ATTILI Guerrieri ona.

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Dall'alto: II mer cato sacrilego: Ia processione espiatoria: il giu deo c o m p i e il sacrilegio. SACRILEGI Nel secolo che prelude al sorgere di un grandissimo genio della nostra stirpe, Leonardo, splende in Firenze e nel l'ltalia un grande e umile artista: P_aolo di Dono, detto Uccello. Volta piu allo ricerca astratta che alla pratica corren te dell'arte, si trove, alla fine della vita come dice il Vasari, pili povero che fa: moso. Nel 1468, al termine della car riera, accetto in Urbina l'incarico d i eseguire una tavola per la Confrater nita del Corpus Domini, di cui ci resta la sola predella. Il soggeHo, tratto dalla leggenda d i San Giacomo, dice il Venturi, non lo ispiro troppo; a noi pare invero che il vecchio dipintore, se pure pres o innegabilmente dallo studio della dole:" p ;rospett!va, abbia fatto un'opera che rivela, oltre alia su___ perba tecnTca del disegno e del colore, _dati di compositore degne di Piero della Francesco, suggerendo, con la dispo sizione de' personaggi e la successione delle scene, sent menti e pensieri, come Giotto, come Masaccio. Le sei scene, in cui e partita la trattazione del sog9etto, si allacciano idealmente in ciclo compiuto attraverso il mot ivo della sacra particola e della tonda spera del sole, che t ra monta su tanta sciagura. Un usuraio giudeo riceve nel banco con la bella prospettiva dei mobili, con il libra dei pegni e di vari stemmi con simboli israelitici, come lo scorpione, una :lonnetta che, per disimpegnare un mantello, s'e adattata a ruhare un'ostia consacrata, delitto suggeritole dalla beffarda malignita di chi la teneva in pugno. Trema nella mano della miserella, ritta al banco dell'usuriere, il condon' del corpo. di Dio, barattato con un mantello; il debito e di

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DELL'OSTI gran lunga meglio che in. altro modo soddisfatto. Nel secondo ,quadretto freme !'ira guerriera dei popolani, ad elmo calato, per il delitto del giudec, che, nel secreta della propria cucina, in calzini e berretta di panna, pone !'Ostia a cuocere in una sua padelluzza e chiama .la famiglia a beffeggiare le credenze del popolo, che lo ospita. La vendetta di Dio e immediata: il sangue che butta dall'ostia, dilaga, dantescamente sibilando, in forma di torrentelli simili a tentacoli, richiama gente, che urge fuori della porta; gli sciagurati son tratti in giudizio I bambini, rossi i capelli, le gate gonfie, si rifugiano presso la madre, lungi dol sangue. II colpevole principale, ritto piu da j::resso il focolare, quasi assapo_ra, benche terrorizzato, la enorrnita del delitto. Segue una processione espiatoria ed il processo: la tea femminetta viene trcrtta al 'capestro. I giudei non hanno tempo di ridere: legati in piedi scontemo il sacrilegio ed il malvagio pensiero, tra queUe fiainme, su cui volevano cuocere il corpo di Dio, e che dal tempo di Tito im peratore sono state, con la croce, il supplizio peri delitti, che gridano vendetta di Dio Distrutto il corpo, nessuno scampo nell'altro mcindo per i rei. Estrema coritesa sorge riguardo all'anima dell'ineonscio strumento del sacrilegio. II cadavere, posto su di un cCrtaletto, ;mentre il sole si oscura, come quando Cristo passe, vede-due angioli, i:itti presso la testa, ammonire per !'ultima volta, in atto; : che oserei definire furbesco, !'anima della colpevoie i due' denioni, ai piedi della spoglicr cercano di attirare. d se; la bianca palombeila, in cur Paolo 'Fccello ama: aniin'ct :. . CESARE zuMAGLINI Dall'alto: Contesa fra angeli e diavoli: supplizio dei giudei: condanna della donna.

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({(:) azione che il Fascismo ha svolto in -Jf:._ \_} d ife s a del patrimonio biologico della \._, Hazione ha trasces o i consueti con d i previdenza e di assistenza per per tars i e svilupparsi sopra un piano piu ele vate di tutela della razza. Cosl puo essere intesa Ia vasta attivita assistenziale in favore delle classi lavora trici attivita coordinata da un criteria uni tario quanto mai efficace per Ia realizza zione di ottimi risultati. La t utela dell'operaio, quella dell'agri coltore s i rivo!ge ad un elemento vitale del la compagine nazionale. Elemento vitale non soltanto per il suo contingente valore economico, p e r Ia sua diretta interferenza n e l congegno corporative rna, anche e so vrattutto perche qui, secondo i piu celebri teorici del razzismo -ed anche per osser vazione comune s i ritrovano le forze etni che migliori. II lavoratore e legato quanto mai ai va lori tradizionali della sua gente, n e sente istintivamente Ia forza, ne riconosce !'inti ma autorita e percio non s e ne allontana che eccezionalmente e quasi sempre per azioni e stranee a! suo spirito ed alia sua volonta. La tutela dei lavoratori, quale e oggi at tuata attraverso organismi perfezionati in ogni particolare, non si rivolge dunque sol-26 tanto ad un settore vitale, indispensabile dell'organismo economico nazionale, rna anche ad una delle piu sane e vigorose ra dici del !ronco razziale. Una tutela di questo genere ha eviden temente un val'ore attuale. Mira cioe a .d.i fendere il patrimonio biologico nazionale quale esso e, quale vive quotidianamente nelle sue manifestazioni attive. Conserva e difende la massa operante, il corpo pulsan te di oggi. II Fascismo ha integrate questa azione di d ifesa razziale estendendo la sua opera tu telatrice a! campo biologicamente piu dinamice, quello che interessa il divenire della Nazione: nascite, cioe, e gioventu. E' superfluo ricordare quanta grande, insi stente, continua sia stata l 'attivita del Duce per combattere il fenomeno della denatalita. Mojti dei suoi discorsi, dei suoi scritti sono rivolti ad illustrare i pericoli di questa pernicicsissima piaga del dopoguerra. E tanta e stata Ia passione con cui Egli ha battuto su questa argomento che oggi puo dirsi non esista un italiano, in buona fede, che non riconosca le caratteristiche e la gravita di questo fenomeno. Il quadro della situazione mondiale della natalita non e oggi mutato e i termini ri mangono, su per giu, i medesimi degli anni scorsi. E qui gli occhi intorpiditi dei nostri ereditieri della culturci 1.\niversaloide line '800 possono finalmente vedere attraverso luci fosche e minacciose come le razze siano delle concrete, saldissime realta Trascurando le razze africane del continentale, cui nonostante l'elevata natalila, non puo essere, per vari motivi, rico nosciuta una capacita di minaccia sui cam po delle competizioni mondiali, puo essere interessante delineare schematicamimte un quadro dell'impulso demogralico delle varie genti. In America si ha nel settentrione una na talita intorno al 15 per mille, nel centro in lorna ai 35, mentre negli stati della parte meridionale (Argentina, Brasile, ecc. ) Ia na talita si aggira intorno ai 30. Anche !'Au stralia ha una scarsa natalita, che ormai e nettamente discesa al di sotto del 20 per mille. Piu interessante, e certo piu drammatica Si presenta Ia situazione nel continente eurasiatico. Qui il fenomeno si presenta in modo assai contrastante: ad oriente grandi masse di popolazione di centinaia di mili o ni di uomini che si riproducono intensamente, ad occidente popolazioni relativamente non numerose con basso natalit6. Il Giappone e animate da un vivacissimo dinamismo demografico che lo ha tenuto co stantemente con una natalita al di sopra del 30 per mille. Cosl ha potuto nel volgere di questi ultimi decenni accrescersi con u n ritmo costante e veramente fecondo, pas sando dai 44 milioni del 1900, ai 49 del 1910, ai 56 del 1920, ai 64 del 1930 ; ai 69 del 1935, ai 73 del 1938. Persistendo questa ritmo d i accrescimento i! Giappone, secondo i cal coli semp!icissimi della statistica raggiungera tranquillamente nel 1970 i 100 milion i di abitanti. Questa fortissima natalita fornisce a : Giappone 1a piu solido giustilicazione d el suo bisogno di terra e del suo conseguente ingresso in Cina. Un'altra popolazione orientale a forte n a talita sono gli s1avi della Russia per i qua li vengono segnalate cifre costantemente al di sopra del 40 per mille. Ad occidente il quadro si presenta co n cilre meno rosee. Le popolazioni del nor d sono inlatti nettamente discese a! di s ottc

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del 20 per In Germcinia per effetto della decisa; infensa politico demografica del nazional"socialismo il declinare della natalita e stato arrestato e si e avuto un frutiuosq rialzo verso il 20 .. L'Italia si tiene intorno a! 23. Le trisli condi:.:1oni della Francia sono troppo note perche vc;:Uga Ia pena ricordarle ancora. Nei Bal_cani al contrario ld situazione e migliore m quanto Ia natalita raggiunge in linea generale cifre intomo a! 30 per mille. Riassumendo, nel rnondo odiemo, innanzi alia forte natalita dei gialli e degli slavi sta soltanto Ia Ierma volonta di vita l'ltalia e della Germania. Italia e Germania cui non soltcinto il vol gere delle vicende politiche, rna quelle piu vitali della ra.zza e del sangue sernbrano sempre piu destinare a tener alto in un do mani contrastato il destino della civilta eurcpea. .'avvenire riservera ai popoli confronti e prove piu dure. E Ia. vittoria sara di coloro che potranno sostenere Ia forza delle !oro idee con Ia forza dei !oro uornini Civilta, spiritualismo; cultura, van e espres si oni se non vi sono gli ucirnini che .danno a queste parole vita e vig.ore dinamico. La storia -diceva con chiaro senso de! la realta il Treitzhke si fa con gli uo mini. II pensiero di Mussolini ha sernpre visto luminosarnente entro queste realta. Nel 1927, alia Camera dei Deputati, Egli portava nettamente Ia qj.lestione demografica sui piano piu elevate e piu concreto di un raf fronto di.popoli e di destini. (< Cosa sono 40 milioni di italiani di fron te a 90 milioni di tedeschi e 200 milioni di s l a vi? Volgiamoci ad occidente: che cosa so no 40 milioni di italiani di fronte a 40 milioni di francesi piu 90 milioni che stan no nelle colonie? Signori: l'ltalia per con tare qualcosa deve affacciarsi alia soglia dell a seconda meta di questa secolo con una popolazione non inferiore ai 60 miliom di abitanti >. Sono queste le realta concrete con cui Ia Storia, alla resa dei conti, viene a trovarsi faccia a faccia. Quanti si trastullcino con gli stinti fantocci di uno spiritualismo mal compreso e sovrat tutto mal servito, dovrebbero ricordarsi che tradizione e civilta vengono portate innanzi da uomini, e uomini, si badi, di buona tern pro e di salda forma. AI Capo del Fascismo non e rnai sfuggita Ia vitale importanza del fattore demografi co. Tutti i provvedimenti che i1 Regime h.T p reso in questa campo sono stati dettati dalla Sua. decisa volonta di dare ampia vi ta alia razza italiana. Cosl a fianco della propaganda si sono avuti i provvedimenti legis lativi che hanno interferito in tutti i c ampi per scuotere i torpidi, risvegliare le energie spirituali, portando cosl il problema en tro Ia viva sensibiiita delle cosciemze G!i sgravi fiscali; J'imposta sui celibate, i premi di nuzialita e quelli di natalita, le ultim e disposizioni in materia di avanzamen to per gli impiegati stcinno a significare Ia costante, insistente preoccupazione per un problema di altissima importanza. Ma naturalniente, se il numero e poten za, occorre rnirare a dar vigore aile nascite, non soltanto, rna a difendere le nascite s tesse. L 'azione del Reglme si estende cosl, ver so un quadro piu complete passando dal l'incoraggiamento della nuzialita alla difesa della natalita. . Campo questa di larghissime possibilita m quanto e nolo che Ia mortalita aveva raggiunto da noi cifre piuttosto eleYatc. E d'altra parte dimostrato dall'espe-rienza della medicina sociale che una dife sa poggiata su criteri razionali, in cui Ia azione legislativa si compenetri con quella non meno importante della propaganda e della educazione, porta a un skuro cesso. II neonato per le sue condizioni fisiologi che e portato naturalmente a risentire piu dell'adulto delle azioni morbigene. Ed e fa cile comprenderlo: Ia vita in seno alia ma dre si svolge in condizioni fondamentai mente diverse da che il neonato in contra nel nuovo ambiente. Alia nascita avviene un brusco passaggio verso nuove condizioni che . esigono una nella mutazione biologica. E vi e l'apparato ciiger .ente che piu di ogni altro e impegnato ad un faticoso adattamento. Mentte prima il feto si nutriva direttamente per via san guigna, ora lo fa per il tramite del canale digerente, Ia cui azione deve essere pronto, continua ed efficiente. Ma, molto spesso, in tervengono. condizioni che turbano questa nliovo adattamento fisiologico ed ecco al lora insorgere le enteriti che da sole falci diano Ia grande massa dei nuovi virgulti. In questa mortalita per enteriti sta uno dei punti puo importanti del problema delle nascite. II campo, come ho detto, e aperto all'azio ne tutelatrice dello Stato. Se :;i considera che nel 1888 su 1000 bambini" nati VIVI ne morivano. in media 200, mentre oggi ne muoiono soltanto circa 100, si comprende che questa e un settore suscetti bile di essere piegato dalla volonta di chi ha a cuore Ia vita della propria razza. La chiarezza dei termini di questa pro blema, Ia Ierma volonta del Duce di lutelore il patrimonio biologico della Nazione hanno condotto, con Ia Iegge del 10 dicem bre 1$25; ana creazione dell'Opera Nazio nale per Ia Protezione della Matemita e ciell 'Infanzia. Questa orgcmismo ha avuto il compito de licate ed importante ad un tempo di svol gere un"intensa attivita profilattica, orga nizzando razionalmente l'assistenza sociale della e dell'infanzia. L'Opera Maternita e Infanzia, attraverso i suoi organi periferici costituiti dalle Fe derazioni Provinciali, dai Comitati, Consultori, ecc. assiste Ia madre durante il periodo della gestazione, i1 parto ed il puerperia, estendendo Ia sua tutela all'infam;ia per tutta !'eta prescolastica. Inoltre cura l'assi stenza dei fanciulli illegittimi o abbando nati e dei minoremmi ailormali o traviati. Questa azione tutelatrice dello Stato. e integrata da quella svolta dagli organi assi curativL Infatti l'Istituto Nazionale Fciscista della Previdenza Sociale gestisce un'assicu27

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razione per Ia maternita che va a benelicio delle lavoratrici con Ia corrisponsione di un assegno in coso di porto o aborto sponta neo o terapeutico. L 'assicurazione, salvo qualche eccezione, e obbligatoria per le donne Ira i 15 e 50 anni che iavorino aile dipendenze altrui. Mediante il pagamento di un tenue contribute annuale l'assicurata acquista diritto per un premio che gil.inge quanto mai gradito per compensare le spe se che si incontrano in oc,casione del porto. La legislazione del lavoro non poteva re store assente in questa mirabile opera di retta a conservare i germogli piu vivi del la razza. La lavoratrice ha inlatti diritto a un periodo di riposo prima e dopo il parto, riposo che non Ia priva, come e giusto, del la corresponsione salariale. Opera Maternita e Infanzia, assicurazioni, legislazione del lavoro, svolgono una diretta tutela sopra il fattore nascita. Un 'azione cosl largo, cosl imponente non poteva mancare di ottenere risultati concre ti. Ir.latti Ia mortalita infantile che nel 1922 era del 17,71 per mille abitanti e calata in questi uitimi anni intorno al 16 per mille. Ma per dare un'idea piu esatta di qudnto abbia potuto Ia volonta del Regime in un campo cosl delicate ed importante conviene riportare le statistiche della mortalita in fantile rilerite a mille nati, pure pre.ndendo due periodi molto vicini tra di !oro come. il biennio 1929-30 ed il trienno 1933-35. Quozienti di mortalita feto-infantile 0/00 Biennio 1929-30 Triennio 1933-35 Liguria 101 Liguria 90 Toscano 108 Toscano 9 i Piemonte 114 Piemonte 100 Veneto 119 Veneto 9'7 Emilia 121 Emilia 100 Marche 122 Marc he 103 Lazio 124 Lazio 109 Sardegna 129 Sard!'lgna 121 Umbria 133 Umbria 110 Venezia Trid 136 Venezia Trid. 113 .Venezia Giu.lia 138 Venezia Giulla 119 Calabria 145 Calabr' a 138 Abruzzi e M 153 Abruzzi e Mol . 149 Campania ISS Campania 151 Lombardia "161 Lombardia 134 Sicilia 169 Sicilia 156 Pug lie 180 Pug lie 162 Lucania 190 Lucania 168 28 L 'azione di assistenza, Ia terapia e Ia stes sa propaganda hanno avuto il potere di in lluire, modificando in modo nettamente fa vorevole Ia mortalita infantile, perche que sta Iotta e stata condotta non soltanto con fede ed entusiasmo rna anche con esatti cri teri organizzativi. Oggi che al lavoro italiano si aprono nel le terre deli'Impero vie sempre piu vaste e piu che mai doveroso conservare alia no-stra razza le maggiori energie. In questo modo le opere. della civilta di Roma: potran no concre_tamente peipetuarsi, senza lema di oscuramenti o decadenze: In i.m'Italia tutta bonificata, coltivata irrigata, <;lisciplinata, cioe lascista, c'e e pane ancora per dieci milioni di uomini. Sessanta milioni di uomini fanno sentire il peso della !oro forza nella storia del mondo Queste parole del buce, oggi che Ia Libia e Italia non soltanto nella leggi e neUe ope. re rna anche negli uomini, conservano tutto il !oro valore di indirizzo e di monito. II numero e potenza. L'autnento in nuinero di uomini italiani saldi nel corpo e nello spirito, e poi, che mai, potenza. In. un mondo inquieto, do ve razze e popoli si alternano alia ribalta de.lla storia secondo il diverse vigore del !oro impulso demografico, l'Italia deve es sere in grado di poter far pesare le sue esi genze ed il suo diritto millenario. II Fascismo non ha ignorato questa dura verita. Scevro di preoccupazioni contingenti ha 'impegnato parte delle sue forze alia di lesa del numero Ha ottenuto anche in questo campo i suoi successi, rna vi e ancora da fare. L 'a zione quindi non si arrestera. Anzi si lar a sempre p1u ampia, come e naturale avven ga quando vi e in campo un obiettivo cosi alto. La vita e quindi il destine di una razza ha bisogno della qualita e del numero. LINO BUSINCO

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polemiea ORGOGLI E B DD RD EOO e per lui A trattare con un ebreo qualunque ci si accorge di questo Agli ebrei l'orgoglio ha giuocato an cora una volta un brutto tiro. E' stato lo smisurato orgoglio difatti che li ha persuasi che ormai era super fino continuare a fingere e che ormai e;;si potevano gu:;tare le gioie dell'es er c izio aperto del potere sui goim Abbandonata Ia tattica secolare, im prontata al principia: es sere e non ap parire gli ebrei han mostrato qual for possedevano, han palesato sin dove g iungeva la loro influenza, e cosi nella s toria si registra ancora una volta Ia rinascita di quei movimenti diretti alia e liminazionc della corrosiva influenza ebraica: speriamo che questa sia Ia volta buona per Ia soluzione di un problema che non si e mai potuto risolvere perche g li ebrei cacciati da un paese erano ac colti in un altro a braccia aperte. Oggi guesto non sembra possa piu accadere e ,;r. ci son paesi disposti a sopportare i che gii hanno nel loro territorio, e comune aspirazione di tutti gli Stati di non aumentare il numero degli ospiti ap partenenti a una razza irrequieta, incon l e ntabile, lievito di tutte le rivoluzioni demolitrici, assente da ogni tendenza rin n ova trice e costruttiva. Razza, quell a dei giudei, convinta di e
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cieta delle Nazioni, da !oro creata e con trollata, ormai di felice memoria, avreb be tutelato i !oro diritti e protette le !oro malefatte. Piano eccellente che avrebbe sottratto una parte di ebrei a quei paesi dove con tro di '!oro erano in alto misure di sepa razione, e nel tempo stesso non avrebbe turbato coloro che stanziati in paesi ebraizzati o semiebraizzati; avrebbero conservato le cellule ebraiche, protette da ogni ritorno offensivo dei goim dalla Societa delle na:i:ioni, superstato ebraico ma55onico. De Vries in presenza dell'accoglienza fatta suo libro dagli ebrei di tutto il mondo voile :,piegarsi perche gli ebrei non' volessero saperne della sua opera diretta soprattutto a far conoscere il pro blema ebraico nel desiderio di agevo larne Ia soluzione sionista integrale. Nel cercare questa spiegazione e giunto a questa conclu5ione: che l orgoglio della razza eletta, non voleva che un non ebreo si occupasse delle cose degli ebrei. II risultato delle indagini e stato ordi nato e raccolto in un volume assai inte ressante e che costituisce una formidabile documentazione perche e costituito da citazioni tratte e5clusivamente da autori ebrei. Bernard Lazare giudeo puro sangue al quale si deve un fondamentale studio s ull'antisemitismo, ha scritto: Dinnan zi all'unanimita delle manifestazioni di antisemiti s mo e difficile ammettere co me certuni sono portati a fare, che tali manifestazioni furono dovute a guerra di religione; ne bisogna vedere neE a Iotta contro gli ebrei Ia Iotta del poli teismo contro il monoteismo, Ia Trini ta contro Jehovah! Tanto i popoli po liteisti come i popoli cristiani hanno combattuto non tanto la dottrina di Dio rna l'ebreo. Quali difetti o quali vizi hanno pro curato all'ebreo questa generale osti I ita? Perche mai egli fu di volta in volta maltrattato e odiato da:gli Ales30' s .andrini e dai RooPani, dai Persiani e dai Turchi, dagli Arabi e dai popoli cristiani? Perche ovunque e sempre si no ai nostri giorni fu un essere inassi milabile E perche fu inassimilabile? si chie de Lazare. Perche c esclusivo ed e esclusivo perche e orgoglioso Non si mescolano agli altri popoli gli cbrei appunto per questa coscienza del Ia !oro superiorita: per !oro sarebbe un discendere l 'unirsi ad altre genti non de stinate un giorno a dominare il mondo rna ad essere dominate. Ritengorio gli ebrei ricorda del resto Margherita Aron, che solamente in !oro sia la verita assoluta. Non ammettono di potersi sbagliare e quando si tratta di riconoscere una opinione contraria e di rispettarla, il senso della giustizia che pure hanno esatto nei rapporti tra loro, scompare e lascia il posto alia indigna zione e all'ira. Questo orgoglio eccessivc e esistito sempre. Sin' nell'antico testa mento se ne trovano molte tracce e il Talmud conserva e sviluppa molte delle antiche enunciazioni: Ovunque si trovi un ebreo, ivi egli diventera padrone dei padroni. Tutti gli ebrei sono figli di re Voi ebrei siete da chiamare uomini gli altri popoli del mon
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c: in un modo vistoso e dai gesti vivaci. Un clan asiatico nelle sabbie della c: pianura prussian. a Strettamente uniti uno all'altro e sepaniti dal mondo, essi vivono volontariamente in un ghetto in visibile. Essi non costituiscono una parte viva della nazione rna re s tano nel suo corpo come un organi smo separato E' questo orgoglio che fa fingere ai g iudei di servire -devotamente il paese ove vivono s alvo quando gli i nteressi di questo paese vengano a contrasto con quelli propri .alia !oro razza. Quali ha per Ia sua conquista : I' esercito invisibile Un'arma: il denaro, un metoda: Ia corruzione. Attraverso questo metooo -=che utilizia in pieno l'arma che lsraele possiede, Ia g iudaizzazione del Mondo ha fatto gran di passi. II materialismo che crea un prezzo ad ogni sentimento e il piu gran de alleato dell'avanzata giudaica. E per
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Pionieri americani e cow-boy" contro gli indiani in una furiosa mischia nel film Cavalieri del di Kjng Vidor. ][ l cmema americano e nato con i film ri producenti lo scontro dei pionieri con i rappresentanti della locale razza americana gli indiani, ostacolo alia loro marcia e ai loro propositi di civilizzazione Quel perio do in cui il pioniere e diventato pastore e gu e rriero, intento a di s sodar e la terra, a organizzare l' agricoltura, la frutticoltura e l' a llevamento del bestiame, rna sempre pronto a imbracciare il fucile per difendere h c:tsa, la famiglia e gli animali dalle scor ribande degli indiani quel periodo in cui nel west americano e sorta una c avalle ria irregolare volontari a per difendere .i bianchi dagli indiani e in genere tutta Ja gente onesta dai soprusi dei prepotenti, ha trov a to nei film coi quali storicamente si e iniziata Ja c inematografia americana un a espressione adeguata del suo mondo. Mon do dallo scontro di due razze !'una anelante a lla giusta ri ccl:iezza da strap p are alia terra l' altra barcollante sui suo piedistallo di c rudelta e di che impediva l'equo e leale sfruttamento di contrade, fertilissime e ricche di materie prime Questa cinematografia e nata con Ja fre schezza e l'evidenza con cui nascono le cose vive Quei film possedevano una sin cerita espressiva che molto raramente si e r i petuta nella storia del cinema americano. Lc grandi distese sabbiose percorse da tra -32 volgenti inseguimenti a cavi lllo il continuo odore della polvere da sparo, i salvataggi trascinati negli ultimi minuti della narra zione l'impeto degli uomini quando for zano gli avvenimenti piegandoli alia loro volonta formavano il c inema del coraggio della vita all' aria aperta, del. movimento, dell' eroismo, della forza non bruta, rna assoggettata al rigoroso dominio della vo lonta; era il collaudo di una vitale espressione della raz .za bianca. Il rappresent a nte del ciclo e William Hart, sullo schermo il Rio Jim che ha impersonato I'eroe di cento e c ento avventure Taciturno profilo tag lien. te o c chi di acciaio nessuno ineglio di lui, che aveva trascorso la fanciullezza nel Da kota, avrebbe potuto portare sullo schermo una figura del genere .Da bambino aveva assistito e da r a gazzo imparato come si fa a conquistare un prato, un bosco, a costruire una casa, a domare un cavallo, a condurre gli armenti al fiume a presentire l'avvici narsj di un a minaccia gli indiani 0 la piena o le tern peste dall impazienza clef m uso dei cani e dal fremere delle groppe dei cavalli. giovanile fu da lui ciportata sullo schermo e bisogna rendere merito anche al regista che spesso lo guiqo ; Thomas Ince Molti sono i film di Hart di cui si conserva memoria : Il Giustiziere >>, Lo sceriffo La Carovana L'uomo dagli occhi chiari Il vendicatore La sua ultima missione e specialm e nt e Per salvare Ia sua razza >>, il capolavoro. Piu tardi diventando Ja figura del c ow. boy operettistica nelle mani di Torn Mix e in quelle di Douglas Fairbanks inquin a t a da elementi eterogene'i, William Hart a b bandon9 lo schermo E il giu s t o sde g n o del volontario abbandono dimostra una volta di piu il carattere dell'uomo : gli altr i agi ':ai).O speculando su una materia di tanto forrnidabile presa sui pubblico; Willi a m Hart faceva sui serio Perduto il suo piu geniale rappres_en tante, svuotato il suo contenuto poet teo. commercializzata la produzione, il ciclo si Ma !'influenza sulla cinematograli a si fece sentire ben presto e perdura tuttora. I film western avevano collaudato uno schema narrativo cqe contrapponeva le op poste forze di due razze, il dinamismo d e l cui contrasto aumentava fino al. inassimo possioile, momento in cui finalmente si ri solveva iri f avore dei bianchi E di Ja, comt un laghetto dopo il torrente, Ia pace della vittoria conquistab .. Lo schema narrativo s i e perpetuato nella produzione american a : alfri temi ne hanno appiofittato piu tardi non piu i bianchi combatteranno gli iridiani, rna i i < < gangster )) o le v arie bande di gangster >) tra di Io:o. Ma l e del giuoc,o sono le stesse nella tra

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dizione narrativa del film comico e persino nelle commedie tipicamente americane, in cui vengono opposti i conflitti amorosi di un uomo e di una donna, che poi trovano nel finale il culmine dell'attrito e, subito dopa, la naturale conclusione. A parte questa sopravvivenza della tradi dizione western nella composizione nar rativa, si puo dire che il genere non sia morto mai del tutto fino ai nostri giorni, se Ie platee s'emozionano ancora aile gesta di Ken Maynard o di George O'Brien, ul timi Cavalieri del west. All'altezza del vecchio clima avventuroso sono stati realiz zati film come Il cavallo di acciaio di John Ford, I Pionieri di James Cruze, Billy the Kid di King Vidor sulle gesta dell' outlaw Billy, eroe della California meridionale, Cimarron di Wesley Rug g les, The Virginian di Victor Fleming e i recenti La conquista del West di G. B. De Mille e Cavalieri del Texas di King Vidor, in cui J'ispirazione e J'ar g omento hanna contribuito a! netto distacco dalJe aJtre produzioni dell'avvilita industria a mericana. Un uomo i cui avi erano stati pionieri della Virginia e il padre generale agli or dini di Abramo Lincoln, David W. Griffith, nato nel Kentucky, realizzava, agli inizi della cinematografia americana, due gigantesche c omposizioni, Nascita di una Na z ione e Intolerance che, con una far raginosa magniloquenza espositiva, hanna per tema il contrasto di razze L'argomento di Nascita di una Nazione tratto dal romanzo del reverendo Bi ckso n, The C lausman e Ia guerra civile provocata dall'abolizione della schiavitu e Ia sua ten c l enza e palesemente antinegra Intole rance e costruito con quattro storie paral lel e Ia caduta di Babilonia, le persecuzioni di Gesu, Ia notte di San Bartolomeo il d ramma di un contemporaneo, co llegate dal c i nematografico motivo del dondolio di una cLdla Piu tardi, nel 1919, Griffith realizzo u n film in cui venivano opposte le razze b ianca e gialla in una tragica storia del C juartiere c inese : << Broken blossoms (Gig lio infranto), veramente notevole per recnica narrativa, recentemente rifatto dal l'industria americana in un'edizione roman. ticizzata. II gusto per !I gigantesco cinema ografico che ha avuto i suoi rappresenranti un po' dovunque (in Francia, per ts c mpio, J'ebreo Abel Gance e in Germa n i a l' e breo Fritz Lang) e che si vuole sia stato inst a urato dal cinema italiano con le grosse ricostruzioni Cabiria e Quo vadis e perdurato per lungo tempo rega landoci Jclle solenni pacchianate tipo L'Arca di Noe e King Kong, nei quali in realta Ia razza bianca non ci fa bella figura, sballottata e schiacciata da av l'enimenti presentati come fatti mostruosi o letteralmente, da mostri antidiluviani In Griffith l'antinegrismo era stato propiu da una superficialita di trattazione, che dalla piena coscienza del pro blema, che invece troviamo in King Vidor. Costui aveva vissuto J'infanzia e la giovi nezza nel Texas, a contatto con le genti negre. Frutto dell'esperienza fu Alle luja)) in cui il problema negro e vista con comprensione. Per il resto, non mi pare che i negri d' America abbiano avuto a ci nema una benevola trattazione. Qualche volta li abbiamo visti _come pugilatori, come danzatori, il piu delle volte camerieri stupidi e paurosi, e altre volte derisi nella !oro pretesa di imitazione delle abitudini e dei costumi della civilta bianca. Qualche altra volta, i negri sono stati accusati di atroci delitti, come nel recente film Vend etta AI contrado, altre volte c e stata apologia della special mente di donne negre (Lo specchio della vita). In Francia, invece, non sono man cati dei film in cui il negro vive e agisce alla pari e in con fusione c on i bian c hi (Escal e). La guerra europea ha suggerito una serie mol to numerosa di film In teressante e J'esame de gli aspetti sociali di essi, piu che degli artistici, dipendenti dalla parti colare mentalita degli autori e dei realizzatori Accanto a film ispirati ad una s c hietta ideolo gia della guerra, come La gra nde parata di King Vidor, Ferro e fuoco di Alfred San tell La squadrigli a ; ell'aurora di Howard Hawks, accanto a film che guardano alia guer ra non motto piu c he ad uno spettacolo a grande effe tto, c ome Le v ic della gloria e a tutti quei numero sissimi film co me Glo ria}) di Raoul Walsh che formano l'apolo gia del fante americana a indiretto danno morale dei fanti delle nazioni a ll eate, vi sono molti film a carattere disfatti sta dove il giudizio de gli autori si astrae dalla differenza di razza per condannare Ia g uerra e il militarismo. Appar tengono a questa ten denza Femmine Folli di Erich von Stroheim ; All Quiet on the Western Front (Nien te di nuovo all'Ovest) tratto dal romanzo di Erich Maria Remar que, diretto da Lewis Milestone in cui Ia guerra e rappresentat a e definita come un avvenimento orribile, dove i soldati dal l'una e dall'altra parte, si uccidono tanto per fare qualcosa ; Broken Lullaby (Ninna-nanna spezzata) diretto dall' ebr e o Ernst Lubitsch e scenegg iato dall 'ebreo Samson Raphaelson che svolge il tema della lontananza a c ausa della guerra nociva agli affetti famigliari; il film Heimker diretto dall'ebreo Joe May, tratto dal romanzo di Leonhard Frank, che svolge lo stesso tema; ]'accuse fatto due volte, muto e sonora, dal l' eb reo Abel Gance. Alla teodenza disfat tista bisogna aggiungere tutti quei film come La suora bian ca L' angelo delle tenebre Settimo cielo (tutti fatti due volte, al tempo del muto e oggi, c ol sonora) troppo romantici nel contrapporre I' a more Ettore Fieramosca, nel l'omonimo film italiano di Alessandro Blasetti. si Iancia a dilendere il prestigio della propria razza nella celebre ca valleresca clisfida eli Barletta

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Decadenza del bianco in paesi lontani, come e rappresentata nel film "Ombre bianche" di Van Dyke. Bianchi che non conoscono dillerenze razziali in "Eskimo" Van Dyke. alla guerra o aile conse guenze dell::. guerra_ Una 1uenzione speciale merita A Farewell to h:nnnY (rludio afle armi) diretto da Frank Borzage, tratto dal ro manzo Ernest He mingway, in cui e stata riprodotta con ogni cura l'Italia del periodo della guerra ( si pensi che in una scena di un caffe milanese si parla di An nie Vivanti) per dare Ia veste di veridicita alla sturia di un presuntv giovane ufficiale italiano disertore. Per un certo periodo, si e parlato in Italia di Frank Borza ge con simpatia e si e ricordata la sua origine triestina, come a! prelu dio della sua venuta da noi. Invece Borzage e di ongme svizzera, ora completamente america nizzato, ed e antitalia no A proposito di film di guerra non bisogna dimenticare 1' attivita sot tilmente antibellica dei due fratelli ebrei Char lie e Sianey Chaplin per le due corniche Char lot soldato del primo, in cui vengono opposti alla guerra Ia debolezz 2 e il sentimentalismo del l'uomo e L'allegro fan te del secondo, parodia del film guerresco (1) In un momenta del film di G. W. Pabst, Tragedia della Minie ra si assiste ad una rapida scena di guerra tra francesi e tedeschi. Il breve squarcio ha un valore simbolico. II film si svolge alla frontier a franco-tedesca e, narran do l'episodio di un gruppo di minatori te deschi che pur di anda re in aiuto di minatori francesi in una vicina galleria franata e allagata, spezzano le barrie re di frontiera che osta colavano il !oro soccor so, sembra imporre !'i dea di una fratellanza a carattere internazionale : In realta, il film tende piu che altro a deli-. neare una solidarieta di lavoro, rimarca eglialmente la diff erenza di razz a; per esempio nel ricor'dato brano di guerra, quando uno dei minator i francesi semCiY.e.= nuto, a vedersi addosso uno dei tedeschi munito di maschera antigas, crede di tro varsi di fronte al vecchio nemico. A parte le guerre dei film ad argomento di vecchia data ricostruite quasi sempre sol tanto per I' effetto dello spetta colo e della grande messa in scena, quasi tutte le guerre e le rivoluzioni hanno offerto spunto per film. La ius so-giapponese e riprodotta in Port Aqhur film in cui viene prospettata la delicata situazione di un russo che sposa una giapponese; I fuggiasd1i ha per sfondo Ia rivoluzione cinese-sovietica; La carica dei 600 s i svolge durante Ia guerra di Crimea. Molt o mimerosi sono i film che hanno svolto sullo sfondo della guerra, un argomento di spionaggio, dal famoso Mata-Hari di George Fitzmaurice al recente Made mniselle Docteur di G W Pabst, che si svolge in un ambiente dove, durante J a guerra, si incontrarono i rappresentanti di varie razze Ambienti dove le razze risul tano mischiate se ne sono visti parecchi nei filh1, perche gli autori e i registi hann a creduto che cio contribuisse alia sugge stione del fatto e all' atmosfera Si pensi a ShanghaiExpress dell' ebreo Joseph von St ern berg al quartiere indigeno nel film II bandito della Casbah di Julien Du vivier, in cui si nota, tra l'altro, una losca figura di levantino. Figure a caratterc orientale hanno pure abbondato, spe cialmente in film americani. Dei contrasti tra il mondo ariano e quello ebraico, a parte Ia Vita di Zol a interpretato dall attore ebreo Paul Mun i e diretto dall' ebreo Dieterle, i piu interes santi film sono i vecchi Baruch e Dut' Mondi dell'ebreo E. A. Dupont. B ?. ruch >> e Ia storia di un ebreo che vuole sfuggire aile leggi della propria razza, Due Mondi >> imposta piu chiaramente le differenti concezioni delle due glorificando, inutile dido, Ia razza ebr aic. e ponendo in ironia il mondo ariano. b azione e ambientata a Leopoli, Ia citta pa recchie volte perduta e riconquistata dagl i austriaci nella guerra contro i russi Du rante l'occupazione austriaca, si scatena una violenta ribellione degli abitanti russi contro gli ebrei del ghetto. In occasion e di questa ribellione il giovane figlio del co lonnello austriaco comandante Ia guarni gione conosce Noemi, affascinante figlia di un orologiaio ebreo. II mattino seguent e if. giovane dopo una notte di orge trascorsa con una sua arnica, svegliandosi, si accorge che Ia titta e stata evacuata dagli austriaci e che ora e in mano ai russi. II giovane ( 1) Vedere anche sull argomento della guer ra rnondiale su ll0 scherrno Antimilitari s m u cinematografico nel fascicolo del 5 novem bre scorso di La dife sa della razza "Atlantide" di G. W. Pabst. L'uomo spinto delitto a causa dello strano fascino di una bastarda

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fugge, viene ferito e ricoverato, con uno strattagemma, nella casa dell'orologiaio ebreo. Tra lui e Noemi nasce l'amore. Quando il padre della ragazza si accorge che i due sono amanti, scrive una denun cia al comandante russo della citta, svelan'do Ia presenza del giovane austriaco, denuncia che giunge al comandante nello stesso mo menta che costui ha I' ordine di evacuare Un vecchio che ha portato Ia lettera si addormenta in anti camera; al risveglio, stupito, trova il comandante austriaco a! posto del russo". II colonnello austriac ; ave va saputo dal figlio stesso dell' avventura, e dopo una discussione, l'aveva lasciato li bero di fare come piu gli piacesse, anche di sposare Ia ragazza, per quanto cio com porti I' abbandono divisa Ma appena Iegge Ia lettera, esclama : Questo ebreo mi da I' esempio : per salvare Ia figlia non ha riguardi per alcuno Richiama il figlio : s e sposera Noemi, egli fara fucilare il padre di lei per alto tradimento II giovane v a a riferire all'orologiaio. Quando egli si a llontana Noemi, che aveva inteso e com preso muore. II finale trova appunto il gio vane che s'allontana e il padre con Ia figlia s ulle braccia che sale le scale in atteggia mento quasi mistico. II film e I' apologia della razza ebraica, che da I' esempio a quella ariana, e non v'e chi non veda, nei modi come e presentato il caso di Leopoli, o r a i n mano agli austriaci, ora ai russi un' ironia che vuole sommergere tutto cio che e ariano Ia guerra, gli uomini, ridotti a deboli pedine di un giuoco del quale ad essi sfuggono le masse e le ragioni Un momento del film francese non giunto in Italia: "Escale" di Louis Valray. Ossia: destino di una razza in decadenza. Sui contrasto tra il mondo ebraico e quello arabo esiste un vasto documentario, La terra promessa prodotto dalla casa ebraica Urim, fondata in collaborazione tra Ia Keren Hajessold e Ia Fox Movietone, diretto dall'ebreo Juda Lemann, con can zoni originali ebraiche raccolte e composte dall'ebreo Daniel Samburski. II film mostra il contrasto tra il modo di vivere arabo, presentato m i sero e primitivo, e quello ebraico, presentato febbrilmente moderno Scopo del documentario e di propagandare I' idea della cessione della Palestina terra promessa agli ebrei e della superiorita di costoro Molto interessanti sono quei film che mostrano l'operato dei bian c hi in terre lon tane e specialmente in Africa Ma non sem pre questi film hanno riprodotto l'onesta o Ia vittoria del bianco I film del regista Van Dyke p er e s empio, mostrano o le mas c alzonate dei bianchi a danno di popoli ancora ingenui e ignoranti (Eskimo) o s volgono il tema della decadenza del bianco sotto altri cieli, per esempio nei mari del Sud (Ombre bianche) o in Afri c a (La v oce del sangue). All'opposto per for tuna, moltissimi film hanno fatto buona propaganda al bianco, vittorioso del clim a e delle diffidenze della gente di colore sia che si trovi tra tribli nettamente ostili (Na gana). sia c he possa fidare sull'alleanza di alcune di esse per domarne altre (Bozambo) Molte volte i film hanno esaltato 1' eroismo dei bianchi, come quello degii inglesi in India nel film I tre lancieri del Bengala di Henry Hathaw ay come quello dei fran cesi in Africa nel film La Bandera di Julien Duvivier, dove si a ssiste all' eroica resistenza di un reparto della Legione Stra. niera. Questa organismo ha trovato sempre nei film un'esaltazione veramente esagerata : anzi e nata tutta una letteratura cinemato grafica al riguardo Merita un ric ordo par ticolare il film Atlantide di G. W Pabst, tratto dal romanzo di Pierre Benoit e g i a una volta fatto da Feyde r dove si a ssiste al disfacimento e alia ingloriosa fine Un altro momento non meno significativo dello stesso film "Escale ". di alcuni bianchi e causa del fascino di una misteriosa donna, Antinea figlia di un capo tribu tuareg e di una ballerina francese e che vorrebbe simboleggiare il fascino di un a Africa molto romanticizzata. Di fronte alia grande massa dei film di guerra, il cinema italiano su duecentocin quanta produzioni sonore, non ha opposto quasi nulla, proprio come se I'Italia non avesse fatto Ia guerra Ne i problemi d i contrasto tra le razze l'hanno mai interes sato, per quanto qualche iniziativa ci sia stata, non arrivata in porto Alia mass a non meno vasta dei film africani e colo niali ha opposti alcuni film, cinque o sei, oscillanti tra una esasperante ingenuita rap presentativa e una perfetta mediocrit a tecnica fino ali'ultimo il rec ente Lucian o Serra pilota diretto da Goffredo Ale s sandrini che ha invece costituito una gra dita sorpresa per tutti, specialmente per il pubblico, e che puo considerarsi uno dei pochi film italiani che comunichi un' emo zione, e che sia ben impostato e compiuto certamente il primo che risol v a spettacolar mente un tema tanto importante. In Luciano Serra, pilota c e quell a stessa freschezza stilistica di cui si parlav a a proposito del pili genuino western a m ericana freschezza che naturalment e risente di una tecni c a molto pili raffinata Non per nulla sono pass ati quasi trent'anni di cinema da allora ad o g gi Lo schema nar rative di Luciano Serra pilota col s a l vataggio del treno agli ultimi minuti, il dinamico progredire del r a cconto fino al finale, non e affatto lontano da quello del migliore western nato come s e detto all'inizio, dall'urto di due razze e dall a n a turale prevalenza pionieristica e guerrier a del bianco Luciano Serr a pilota e I a rappresentazione dell'urto tra l'itali ano as setato di terre nuove e gli abitatori dell a tramontata Abissinia Come dal western e nata Ia genuina cinematografia ameri c ana, noi vogliamo credere che con questo film e questo genere di film nasca I' a utentic a cinernatografia italiana DOMENICO PAOLEllA

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n prima data sign!ficativo della tendenza sangmnana degli e il larghissimo impiego che ebbe presso di !oro Ia pena di morte Non e certo il caso di pensare che altrove i tempi fossero miti: tuttavia fra le legislazioni coeve, quella ebraica si distingue per eccezionale ferocia. Vediamo infatti che mentre il diritto assiro-babilonese prevede ventisei delitti puniti con Ia pena ca pitale (Hamrrmrabi 1-3, 6-11, 14-19, 22-26 33-34, 133, 143, 153, 157 229); il diritto azteco ne prevede ventidue (Codic e di Net za h!lalcoyotl. Leggi dei TlaxcalteciJI); il diritto indiana, il pili mite fra tutti ne prevede venti (Manava Dharma Sastra VIII, 193. 359, 372, 374, 377; IX, 232, 271, 272 280, 292; YJjnJva/kya, II, 278); sono per contro oltre quaranta i delitti per cui e preveduta Ia pen a di morte dalla Iegge ebraica. Era no puniti di morte ad esempio, non solo l'omicidio (Es., XXI, 12), taluni furti (Es XXI, 16; Gios., VII, 2426), taluni casi di aborto (E s., XXI, 22-25), la defiorazione (Delli., XXII, 23-25), il ma t rimonio di donna deftorata (D-eut. XXII, 20), l'adulterio (Giot '., VIII, 3), l'incesto (Lev., XVIII, 6, 18), Ia sodomia e Ia bestialita (Es. XXII, 11, 19), il sacrilegio (Nmn., XVIII, 7); rna anche Ia semplice bestemmia (Lev:, XXIV 10, 16), Ia disobbedienza ai ge nitori (De lli., XXI, 18, 21), la inosservanza della festa, sia pure commessa con lievissimi fatti, quali l'attizzare il fuoco il pettinarsi ecc. (Es. XXX, 2, 3; Lev XVI, 6, 7), il possedere un bue capace di uccidere a cornate (Es XXI, 28-32) ecc. La Mishna elenca diciotto delitti per cui era cornminata Ia lapida zione dieci il fuoco,. sei Ia spada; a queste pene bisogna aggiun ge re le forme di esecuzione meno usate, quali lo squartamento lo s c hiacciamento sotto i piedi degli animali il lancio da torri o rup1. * Un altro data di fredda ferocia deriva da una tradizionale forma di esecuzione della Pena di morte. Va fatta a tale propo sito un a osservazione preliminare : che anche in quegli albori di c ivilta Ia uccisione pubblic a e legittima del colpevole di gra ve 36 delitto, se ovunque gmndicamente lecita, e sempre una cos:; repugnante, talche il triste incarico appare affidato o ad apposi t i funzionari o, pili sovente, ai parenti della vittima, utilizzando s : cosi a fini pubblici il risentimento e lo spirito di vendett a d : questi. ( Codice d i Hamm11rabi, Manava Dham1 a SJstra, Cod iCE di Netzahua/coyotl, Fetha Neghest, ecc.) Rilevando poi gli elt menti di comparazione e spesso le sorprendenti affinita o identiL\ fra istituti criminali di popoli lontanisslmi, ho riscontrato che p e r quasi tutti esiste una pena di morte tipica che io ho den c minato pena geografica. Alcuni esempi chiariscono subito queslc concetto. Nella monarchia assiro-babilonese, paese di grandi fiumi Ia pena di morte viene prevalentemente eseguita mediar.te ann e gamento; nell'India, mediante schiacciamento sotto il piede d 1 un elefante ; presso talune tribir dell' Africa Centrale, ancora oggi. viene utilizzata Ia forza elastica di palme di alto fusto. La stess:1 deiectio e Saxo Tarpejo della Roma arcaica non e che una utilizzazione del carattere collinoso del territorio della Civita> primitiva. Tutto cio premesso vediamo che anche gli ebrei hanna una lore tipica pena geografica, Ja quale sfrutta le caratteristiche del lorL territorio arido e petroso: rna presuppone nella sua concezion c ed esecuzione un popolo feroce e di spiccate tendenze sanguina rie, perche da un Jato richiede il concorso attivo e operativo d i intere moltitudini dall' altro involge lo spettacolo di una lent a t lunga agonia del condannato. Questa e la pena ebraica per ecctl lenza: Ia lapidazione. I testi ce ne recano descrizioni compiaciute e drammatich t. Chiunque era autorizzato a colpire il giustiziando e a contribuir t coi suoi col pi a provocarne la morte: cio costituiva anzi un o b bligo. Le prime pietre erano Janciate dai testimoni (Deul. XIII. 8; XVII 7; Lev. XXIV, 14), poi ciascuno tutto il popolo tutti tutti gli della stessa citta intervenivano c colpivano (De11t., XIII 9 -10; XVII 2 c5; Lev., XXIV, 15, 1 6 : Dan. XIII, 62; De11t., 20, 21; Giov., VIII, 5 eseg.; X, 31);

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ia Scrirtura incitava anzi i padri, i fratelli i mariti a colpire p:o:r primi (Deut., XIII, 1-9). Sc gli Americani non si limitassero a fare delle statistiche su una delle !oro piu caratteristiche vergogne nazionali, il linciaggio, scoprirebbero forse !' origine della bieca Iegge di Lynch, che ha tutta !'aria di un trapianto ebraico. * Ma una diretta testimonianza della ferocia e degli istinti san guinari del popolo ebreo ci e recata dagl'infiniti testi-che ricor dano Ia prontezza e quasi sadica gioia con cui il popolo stesso si abbandonava all'omicidio collettivo. La Scrittura ricorda esempi numerosissimi di tali carneficine: tipica quella che avvenne alia discesa di Mose dalla montagna, quando egli trovo il popolo che si abbandonava all'orgia e all'adorazione del vitello d'oro. Il testo parla di ventitremila morti (E.r., XXII, 15, 20, 28); benche taluni storici, fra cui il Pastoret, ritengano che si tratti di una lezione errata, sulla base di una versione araba della Vulgata del secolo XVII, che parla di circa tremila, numero sempre rispettabile. Del pari nei Macrabei, II, 23, 25, si ricorda l'uccisione di trecento ebrei perche colti dal popolo a sacrificare agli dei; e cosl (N11111., XXV, 1, 13) Ia strage compiuta nel deserto quando gh ebre1 Sl dettero a fornicare con donne idolatre, e adorarono Belphegor: talunl piu fanatici colpirono i rei del sacrilegio, altri li e ben presto il sangue dei fratelli colpevoli si verso in gran cop1a. II promotore della strage, non solo non fu censurato, rna nce vette in compenso da Mose il sacerdozio. . E' da osservare pero che anche in queste manifestaz10m d1 criminalita collettiva Ia nota dominante e rappresentata dalla fredda ponderazione, con esclusione di qualsiasi fattore emotivo o passionate. e in particolare con csclusione di quella mor_bosa stw}!L"tione che caratterizza nella moderna psicolog1a cnmmale i! Jctto delitto di folia: sia perche nella lapidazione v'e qualcosa di ordinato e di rituale che escludc un vero stato morboso di esaltazione collettJ. va; sia perche, quanto alk stragi sopra ricordate, come i test! tengono a chiarire, si tratta di pochi fedeli scannano Ia folia inerme dei fratelli peccatori, spesso in istato di ebrieta. * II secondo carattere fondamentale della criminalita ebraica i: ':tto dall'astuzia e dall'inganno fraudolento. Infatti Ia ferocia nor. i manifesta soltanto in queste esplosioni di sanguinaria collettiva, ma altresi nella premeditazione individuale del delitto. attuato con inganno. II Jibro dei Giudici e pieno di codeste spit tate uccisioni commesse con freddo e pacato animo e mediante sottile astuzia. Si noti che i testi dichiarano tali fatti non solo meritori, ma addirittura ispirati da Dio; ne proclamano benedetti gli au tori; sebbene gli omicidi siano f reddamente premeditati, e: fatti nel modo pili proditorio che si possa pensare. Ricordero solo. fra i numerosissimi (Gi11d., III, 14-25): Furono dunque gli Israeliti soggetti a Eglon re dei Mohabiti per diciotto anni. Infine invocarono Jehova, che suscito fra !oro un Iiberatore Era costui un beniaminita dalla destra anchilosata. Gli ebrei Io fornirono d: doni ed egli si provvide di un buon pugnale, che nascose sottc le vesti, presentandosi al re con abito e fare di profeta. Udendo cio il re si alzo dal trono. Ma egli afferro con ia smtstra il pu gnale e lo pian to nel ventre dell'uomo E all ora ( Giud. II I. 27, 28): Una trornba squillo sulla montagna di Ephraim. ec egli disse: Seguitemi, che i vostri nemici Mohabiti Jehova h.1 posto nelle vostre mani E un altro esempio, fra i tanti, a caso (Gi11d., V, 24, 27): Sia benedetta Giaeh moglie di Chebero Cheneo; fra le donne dei Tabernacoli, essa sia benedetta ... EgL chiese da bere, Giaela gli diede del latte... Poi afferro con L sinistra uno scalpello, con Ia destra un martello da fabbro, colpi. gli ferl il capo e le tempie ... ed egli cadde curvo ai suoi piedi .. e ivi giacque privo di vita. E conclude il testo (GiT
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Ebrei palesi e occulti L' origine del pietismo Che dice il Talmud ? 38 ]L'ultimo censimento ha che gli eb rei in Italia sono .settantamiia. ma per lo meno altrettanto numerosi sonb' i mezzi ebrei, i quarti e le fra zioni minori di ebrei che sfuggono necessluiamente al control:o delle leggi, c che i passati rnatrimoni misti ed i 'loro tliscendenti hanno imrnesso e continua,rtO ad immettere -nella. popo.lazione._ aaliana. Quali sono i legarni fra il giudaisrno puro questo rneticciato e quindi quali sono i limlti della sua azione nella nostra vita e nel periodo di Iotta che ilttraversiarno ? II problema e gravC: ed i-1 Preziosi 'la necessita di ricerche adeguate onde acoertare (! proteggere l'omogeneita fisica e rnental e della Nazione, poiche nessurw tiei domiJ stranieri succedutisi nel nostro Paese ha mai avuto tanto potere effettivo qutt.nto ne esercitarw ai giomi nostr i ghi ebrei palesi ed occulti Questi ultirni costituiscono infatti una gross!\ rnassa che aduggia ;a popola zione nostra, e che ben puo essere qualificatlt di terza razza Fra i com ponenti di tale rneticciato non l?'.anctmo certarnente quelli che, discendenti da matrimoni rnisti, oss.ia da'l-l'unione tanto tli ebrei con ariane quanto ariani con ebree, si sono a'llontanati un po' dall'ambiente ebraico, aderendo piu o rpeno completamente all'arnbienie JOstto. Ma, salvo rarissime ecce zioni, essi ri}Je!ono tutte le caratteristiche moraE dei meticci: staccat; ugualmente dalla fede del padre come da quella della madre, cioe senza r<.dici vitali, corrosivr ,mente scettici ed incapaci d i entusi asmi, essi finiscono call'esser so:leciti solo di un chiuso interesse personale che si esplica o in una grossolana avidita di guadagno senza scrupoli o ndl'ostent:aione di uno snobismo pac chiano e servile. La qualifica di bastardi che il diritto giudaico attribuisce crudamente non puo non esser confermata anche da noi. Ma can la che il giudaismo stesso si disfa di tali bastardi per abbandonarceli, e che noi .Ji assorb:amo, inquimindo Ia nostra razza. Una seconda categoria di rneticci ebrei e poi r;ostituita dai figli di padre ebreo e di madr r ariana i quali tanto per i legami del slilgue quanto per quelli deU'interesse 9 della convc nienza vivono piu strettamente intorno all'ambiente ebraico. Tale seconda categoria non e gia costituita da quel'lo stanco meticciato s cettico e di cui ho detto piu sopra, e che vegetando in mezzo a noi avvelena solo per i11erzia Ia nostra razza rna e una categoria assai piu numerosa, la quale e chiamata a svolgere una intensa attivita insidiosa sotto il controllo diretto del giudaismo puro. Ed e ad essa che risalgono quasi certamente le origini dei pietismi, delle voci tendenziose, degli scontenti difl'usi che circola n o nei momenti di crisi ac4ta per l'ebraisrno . . Ma piu pericolosa ancora e Ia terza ed ultima categoria di meticci costituita dai figli di padr i ariani e di madri ebree. Dato che Ia farniglia s'intitola a! padre, il figlio di una madre ebr::c: portera un co gnome italiano, e sara considerato cittadino italiano secondo l e nostre leg gi. Ora il diritto talmudico attribuisce invece alia donna ebrea La massima fu.n.z ione d{ deposi taria e portatrice principale del sangue giudaico, e con tale estensione e forza che perfino i figli risultanti dall'unione legittima od illegi-ttima di una donna ebrea c on t m bastardo )) n con un Cristiano vengono riconosciuti dalle autorita giudaiche come giudei puri. La valutazione razzia.Je talmudica e quindi diametralmente ed esplicitamente opposta a!'ia no stra soprattutto in questo caso. Per essa si realizza il fatto spaventoso che figurino in mezzo a noi sotto cognomi italiani e con apparente 1 eligione cattolica, individui i quali possono con siderare se stessi di pura razza giudaica e ch e depositari uria r : torale diversa dalla no stra hanno anche la possibilita di svolger-: Ia loro azione in frivtir e degli interessi e br:1ir: ed a danno nostro, a] coperto d'ogni sanzior.e e sotto .J'egida delle nostre stesse leggi. P e r fronteggiare tali insidie oltre le ricerche ausp ic ate dal Preziosi riuscira somiiiainentc util e !a conoscenza del diritto talmudico, cos) gelosamente mantenuto nasco s to .diii giudei, ma che recentemente urio studioso tedesco, lo Schroer, ha fatto oggetto di una esauriente esposi zione ("). Nel primo volume
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11 oe 11 taz i o 11 e COME GLI EBREI TENTARONO D I M P A D R o N J R S 1 DEL PAT-RIMONIO DELLA CHIESA UN OPUSCOLO Dl MOlf ALDO LEOPARD I UN &BAYAMB ESORBJTANTB Nei primi anni dell'ottocento gli ebrei de' grandi centri capitalistici d'Europa meditarono Ia conquista dell'Agro Romano, e quindi anche del patrimonio posse duto dalla Santa Sede. Si tratta d'un'avventura audacissima dell'artiglio ebraico sebbene dimenticata. La semplice restaurazione del governo pontificio, dopo il 1815, non rappresentava I per Ia banca di Giuda una garanzia sufficiente: ne sa:rebbe stato facile J1restare al papa ad usura. Per tanto si ricorse ad un espediente mascherato di fi.lantropia con Pofferta di sei milioni di scudi per Ia bonifica dell'Agro Romano. I patti, proposti nel' 1828 noti da prima a poche persone, furono rivelati dal conte Monaldo Leopardi. II non piccolo padre del grande Giacomo niente affatto propenso aile astrazioni, si teneva saldo alla realta, e sapeva giudicare con dignita di cittadino : L'offerta di quel denaro recava firme di cristiani, rna Monaldo Leopardi era bene informato, come risulta da un suo opuscolo stampato nel 1829: Lo Stato Pontificio-egli dice-che sotto tanti rapporti e felice lo sarebbe mol to d} piu se due gravissimi ostacoli non si opponessero a! suo piu grande prospera mento. Le campagne fertili e vastissime delle Provincie meridionali giacciono incolte perche scarse di a!hitatori, mentre in altre provincie il popolo sovrabborida snumera tamente; e vive nella poverta: non trova suolo bastante sopra di cui possa impiegare il propriQ lavoro. Questa mala avventurata separazione delli due elementi principali della ricchezza nazionale: Ia terra produttrice, e Ia forza e il primo ostacolo che si oppone alia somma prosperita dello Stato Romano. lnoltre questo Stato soffre attualmente una scarsezza grande di numerario Ia quale produce l'incaglio del commercio, Ia gravezza delle usure il v al ore avvilito dei fondi Ia decadenza delle manifatture e con cio il vivere angustioso di tutte -le classi. . Una societa forestiera di ricchi speculatori, rilevando queste penose circostanzc sulla di cui esistenza bisogna convenire necessaria mente, ha proposto di eliminarle ed ha esibito all' amato Principe nostro un progetto analogo e ragionato. Per aJlontanare i1 primo disordine Ia Societa propone di prendere in enfiteusi perpetua tutto l'Agro Romano e tutte le Maremme dai confini della Toscami fino a quelli del Regno di Napoli e promette di fabbricarvi moltissime case e di con durre ad abitare, e coltivare quelle terre, Ia popolazione eccedente delle altre Provincie Pontificie Per eliminare il secondo disordine esibisce Ia Societil di dare in al Governo sei milioni di scudi al quattro e mezzo per cento, per il tempo di venticinque anni acciocche il Governo medesimo contro sufficienti ipoteche impresti dettagliatamente questi scudi ai sudditi bisognosi, e cosi diventi abbon-.. dante fra di noi Ia moneta effettiva, Ia d i cui scarsezza attuale e produttrice di tanti mali :.. Dopo aver considerate Ia condizione di enfiteusi pt!rpetua con canone tenuissimo aumentabHe solo di l / 5 in capo a 50 anni, che rendeva nulla l'apparente facilitazione del al 4 1/2 per e rendeva Ia gravezza globale esorbitante, osservava: lo credo che queste proposizioni ancorche dimostrino una apparenza iusinghevole, siano in sostanza fata.Ji, e ritengo ferma.rnente che il Sovrano prudente e saggio nori saramai per ammetterle; rna potrebbe essere che molti sedotti dal primo fallace SPECULA TORI IN YESTE Dl FILANTROPI BEN DISSIMULATA USURA 39

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Adelaide Antici Leopardi. aspetto sapessero poco huon grado al Governo dello averle respinte. Mi p .ate pert-anto che non sia alieno dell'ufficio di' huon cittadino e di suddito affezionato e fedele il ehiamarle brevemente a.d esame aeciocche l'analisi di esse permett a ad ognuno di ravvisarle nel loro verace aspetto. Che si direhbe di noi se i nomi onorati, e cristiani, che si presentano in fronte di questa Societil cuopris set:o altri nomi di augurio meno fausto (b.alenavagli il nome dei Rothschild ed era difatti cosi); e sotto il velo della fraterna pietil si nascondesse Ia mano della. figliuola riprovata di Giuda? La certezza della foote obbligava a descriverla ed ecco Ia requisitoria dello scrittore recanatese: Gli Ebrei, spogliati della pristina gloria, scancellati per !em pre dal novero delle Nazioni, e condannati ad una esistenza avvi1ita e raminga, per testificare ad ogni gente le enormitil dello sleale loro. peccato e la della nostra sostituzioo:te, agogn ano tuttavia, ed ottengono sino ad un certo segno, l'impero dell'universo con l'oro. I cristiani, c::he essi dete5tano con odio implacabile e contro cui nutriscono i desideri piu miciduui, dovrebbero tollerarli, per corrispondenza aile scritture divine, e per istinto di umanitil, ma in lazzaretto perpetuo come esseri contaminati, e perigliosi; esclusi non solo da ogni pubblico ufficio, ma anche dall'accesso ai Tribunali, che avrebbero solo a garantirli contro il delitto; lirnitati a vivere col travaglio giornalier(}, e con 1a contr:attazione manuale; dovreh hero tener-li pellmanentemente in una tranquilla bassezza : acciocche le idee di domi nazione e di vendetta, non potessero troppo dilatai:si 'in quelle dure cervici. Pero Ia filosofia corrotta del secolo, e gli interessi male intesi della politica congiurano seco -I oro contro di noi, e favoriti nello smisurato I oro commercio, si eriggono a poco a poco a veri dominanti delle Nazioni. Intenti a questo oggetto solo, ne arrestati da nessuna remota onesta, possessori di qua-lsivoglia numerario reale o fittizio, arbitri del credito degli Stati, estendono la loro prepotente influenza sino agli -angoli piu remoti della Societil; e dal Trono alia capanna, dal Foro all'Altare, tutto oggimai obbedisce alia Sinagoga, perche tutti, nell'uno o nell'altro modo, siamo debitori de' figlioli d'Israello. L' oro ond'era formato lo scettro infranto di Giuda, si e convertito in catene che .avvincoo:to l'intiera cristianitil, e dobhiamo ragionevolmente temere che li sei -milioni di scudi esibitici siano una frazione di quell-o scettr{). Sara dunque possihile che andando una sera al riposo sudditi anor:ati e Iieti del Papa, dobhiamo risvegliarci degradati e vili maneipii di Giuda? Sara possihile che il Pontefice sommo dei Cristiani diventi in qualche modo il Ministro, e il satellite de' figli prevaricati di Giacobbe? II Sommo Pontefice aderendo al progetto della Societa venderi alia medesima alcuni scalini del proprio trono A queste stu pen de parole seguivano altre e non meno efficaci: II pericolo che un Ghetto di Giudei diventasse il primo possidente dello Stato papale, mi fara sempre ahborrire questo progetto, e saro sempre persuaso che il solo rischio di vedere in qualche modo diminuita :Ia indipendenza nazionale, e di vedere la Sinagogst Enfiteuta e Padrona perpetua del Patrimonio della Chiesa, deve consigliarne il piu deciso e il .piu costante rifiuto. Io spero che il Regno di Pio VIII n-on.verra deturpato con questa vergogna, e che, pigliando appunto l'occa sione e lo impulso da questo progetto straniero, il Governo Pontificio preparera fin d'ora i mezzi opportuni per operare con le sole fof?:e nazioo:tali un tanto augurato miglioramento. Se i.l Governo ci aprira i suoi analoghi divisamenti, e se promuo vera alcun poco lo slancio del nostro pensare, scriveremo, e progetteremo noi stessi. piu o meno bene, intorno -a queste materie e i.nfine dimostreremo che colle nostre forze, e col nostro ingegno possiamo provvedere al nostro prosperamento senza il periglioso soccorso dello straniero. Bensi Ia societi. progettante per avere suscit11ti questi utilissimi pensieri, avra sempre acquistato un. diritto alia nostra riconoscenza II tentativo degli ebrei, d'imp. adronirsi deUe terre .della Chiesa e di dominare col denaro l'amministrazione pontificia fu sventato per. merito anche dell'opuscolo di Monaldo Leopardi; ma serve a farci toccare con mano il piano dell'attiviti. degli ebrei, dopo che essi ebbero conseguita citt.adinanza e piena capaciti., con Ia pvoluzione francese, e a farci comprendere che non si tratta d'un piano recente e improvvisato, ma di lunga mano, del quale stiamo facendo ancora le spese, avendo tanto indugiato a rendercene conto. rww
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Chi ha avuto l'opportunita di soggiornare piuttosto a lun g o nel J'Unione Sovietica, non si potn1 togliere dalla mente il ricordo dell' aspetto della folia in que! Paese o Non e agevole rendere il sensa di depressione che ispira Ia sua vista, e quello di asfissia spirituale che grava nell'aria o E' ovvio poi, che cio non s 1 poss a disgiungere da una profonda e rattristante commiserazione per que! popolo disgraziato, quanta nessun altro, se il destino l'ha condannato ad essere materia di cos i balordo e feroce esperimentoo Folla incolore, scarnita, miseramente abbigliata, che porta nel volta i sole hi perenni di una sofferenza s e nza riparo; atona ad ogni gi01a, pavida e crudele ad un tempo, per si lungo e vasto scempio d umanita o Ma frammezzo ad essa v'e qualche viso flo rida, qualche donna passabilmente agghindata, qualche gioiello c h e luccicao Giudeio Nell'Unione Sovietica essi sono tutto. La diplomazia, Ja tecnica, il commercia, soprattUlto Ia polizia o Ai Russi, ag!i Ucraini, agli altri popoli sono state riservate le funzioni d'obbedienza, il lavoro dei campi e delle officine; agli ebrei il governo totalitario indiscusso, indiscutib ileo Stalin non e giudeo, ma la sua terza compagna e gi udea o Giudei sono i pili influenti membri del suo gove rno; vo g lio dire del governo della menzogna di cui il de spota rosso e schiavo 0 e cioe della migliore concezione giudaicao Le condanne a mort e pronunziate contra giudei nei lugubri e cla morosi process i di Mosca hanno indotto taluni a ritenere che Stalin si sentisse tanto forte da potersi sottrarre _l!l loro prepotereo Sarebbe errore il crederlo o Si trattava di vecchie ruggini perso nali sulle quali il despota intendeva da tempo porre Ia pietra del sepolcro o Di fatto ancor oggi, come venti anni or sono la s igla rappresentativa dello Stato Sovietico SoSoSORO si puo leggere Tre Srul (giudei) e un russo Sino dai primordi della rivo luzione proprio essi crearono l'impudente formula di governo : teste giudee, baionette lettoni, imbecilli russio S e scendete a passeggiare sui marciapiedi delle stazioni, se vi attardate nei corridoi eli un teatro, se entrate nei negozi che un poco si tolgono da una desolante mediocrita, la nozione del fatto e chiara, indelebile. I giudei hanno steso tale una rete d acciaio su tutte le branche d attivita, che solo un rivolgimento radicale potra toglierla loro di mano; rivolgimento che sara inevitabil mente accompagnato da un altro spaventoso bagno di sangue d i cui proprio i giudei faranno le spese, tanto e profondo, incancel labile l'odio che essi hanna su scitate in tutti i popoli del mo saico sovietico, che essi hanno asservitoo Dalla citta disordinata atona graveolente, spingetevi verso i sobborghi o Eccovi davanti a un cimiteroo L a tras c ur a tezza pili strin gente vi domina; gli arbusti cresco no a steppaia tr a le tombe Ia pili parte v iolate dai ricerca tori eli monili tra le ossa d e i defunti -; Je croci sono infra nte, i ritratti spezzati a colpi di pietrao Vi invade un sensa di mortificazione umana cui segue un impeto di ribellione o Di fronte sta un cimitero giudaicoo Altra cosa o La manutenzione esiste, il rispetto delle tombe e garantito da un custode o Attardatevi per la citta: su questa piazza esisteva sino a pochi giorni or sono una bella chiesa ortodossao E stata rabbiosamente demolita in mezzo al popolo attonito e come sem pre silenteo Operai spianano Ia terra ancora rosseggiante di detriti come a cancellare tracce di un delittoo Che si fad su questa spiazzo? 0 Un giardino mi risponde uno di essi, russo dal l' aspetto o Le sinagoghe saran no pure demolite ? 0 Mi guard a, non risponde e fa un cenno di diniegoo 41

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Le sinagoghc n o n sot1o e non saranno de molite; 1' esercizio del cui to vi e stato proi bito, rna sono state adibite a circoli di cultura. Ecco un gruppo di tunst1; e genere tanto raro oggigiorno in Russia che non bisogna lasciarselo sfuggire. Vien di fuori e ci porta un poco del mondo che al>biamo lasciato e che ci sembra tanto lontano Sono americani. Cioe, per precisare, giudei americani, come Ia quasi totalita dei turisti che vengono eli laggili. Parlate il russo? Eh altro! Siamo partiti di qui nel '21 ; siamo venuti a ritrovare parenti V'e gran differenza tra questo paese e quello dove vivete ora, mi pare? Certo v'e differenza, rna un giorno anche qui le cose :.:1dranno bene e forse meglio che laggili. Occorre avere fiducia m questo governo e pazienza Eppure, da quello che voi stessi vedete, questi venti anm di prova sembrano aver risultati apertamente negativi! Vedete egli risponde -si lavora pel futuro! E un futuro che si allunga ci! anno in anno con aggrovigliamenti che lo rendono sempre pili inestricabile. II vaticinio del giudeo americana riguarda solo quelli della sua razza. Egli tornera agli Stati Uniti con queste impressioni e molti faranno circolo at torno a lui. Le comunita israelitiche l'anno appresso ne nunde ranno altri a visitare parenti, li stimoleranno ad aiutarli se neces saria con rimesse di denaro, sempre a! fine di estendere niente : tltro 42 che il dominio d'Israele. Ia macchia d'olio sinagogale che si estende . 0 voi parlo agli addottorati, perche queste cose il popolo fresco come polla, le sente e le capisce che avete ancora delle riserve mentali e persino di coscienza, su Ia necessita del problema razziale, recatevi nell'U.R.S .S., osservate da vicino uomini e cose, e ne tornerete decisamente antigiudaici e lo predicherete a tutti, tanto non vi potrete staccare dal ricordo di molte e cosl abomine. voli nefandezze serenamente compiute dal giudaismo su esseri umani nostri simili, innocenti ed ignari Ia pili gran parte, e non pctrete liberarvi dalla visione di quell'infanzia randagia che da sola basterebbe a bollare indelebilmente il regime giudaico bolsce vico! Lasciate le elucubrazioni sofistiche ed oziose su questa o quella ragione storica o su quello che avrebbero potuto essere le intenzioni dei demoni che hanno scavato Ia voragine di tanto inferno e fatto di un prospero paese un immondezzaio! Se avete cuore e cervello non potete d issenti rc; ! 1->o lscevismo e il pili mostruoso delitto del giudaismo: e l'orren do sacrificio rituale mol tiplicato a milioni di vol te! E se persisterete nel dissenso a qual pro trat tare di questioni sociali con un organismo deam bulante che obbedisc e solo a leggi fisiologiche I CARLO BARDUZZI

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N ell'indagare il momento storico in cui l'uomo si e fer:;, :llo trasformandosi da pastore nomade in agricoltore gli studiosi hanno tenuto presente Ia famos9. teoria c onomica della rendita ricardiana ed hanno pensato ie primitive occupazioni delie zone della terra dovevano ess:::re a rvenute secondo il !oro decrescente grado di fertilita. Per conseguer.za logica si e concluso che Ia montngna era stat u ]'ultima di occupazione perche presentava magg ior diffic olta di coltura e clava minor rendimento. Poiche il clima storico attribuiva Ia massima importanza a questo e a simili concetti puramente economici altri fattori. decisivi e contrari, non furono presi in esame. Cosi. invece, si puo dimostrare che prima stando sui monti l'uomo e diven tato agricoltore nel senso proprio della parol a e poi avve nuto il trapasso da una forma di nomadismo ad una forn1-:1. di stabile insediamento, e sceso a valle. Senza alcun dubbio Ia pianura era, per Ia sua maggior fertilita, pi11 adatta ad una stabile coltura esten s iva rna I a montagna in compenso, presentava allora dei vantaggi ambienlali a i = d et erminare verso di lei Ia Iibera scelta dell'uomo. -----per pri -rna cosa appare che anche in 1nanc ;mza di grotte Ia montagna offriva naturalmente Ia possibilita di trovare il rifugio che s olo in un'epoca posteriore i'uomo impaiera a costruirsi. Nello s tesso tempo lo metteva piu direttamente a contatto con i boschi e favoriva cosi lo sviltippo di una primitiva ma perfetta eco nomia forestale. Questa era indipende1ite da quella pastori zia e sviluppando una forma di civilta nuova, sotto alcuni aspetti piu progredita; aveva su l'individuo immediate e pro fonde attrattive. D'altra parte, lungo 1 corsi d'acqua dove fluiva, col Ia vita, il piano era infestato dalle paludi, dalla malaria; era soggetto a perioqiche inondazioni, e quindi erano precarie Ia possibilita di una stabile residenza e Ie colture. Ora, non solo si sfuggiva a tutto questo risalendo Ia mon tagna, rna sui monti c'era una maggiore poss ibilita -e forse e Ia ragione
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che questi nuclei portavano con !oro una espenenza di vita agricola. Ma per r:omprendere il processo occorre ricercare quello cite significa l 'agricoltura per l'alpigiano e conoscere Ia montagna, e specialmente !'alta montagna. Sulle Alpi, ad esempio possiamo vedere delle opere di bani fica addirittura inconcepibili per Ia gente del piano. Si tratta, a volte, di pochi metri quadri strappati al monte con trasporti di terra, e dove il contadino semina e raccoglie uno stentato grano. Sono brevi terrazze artificiali che trattengono, contro lo slavamento delle acque, Ia terra coltivata. E' l'utilizzazione J stmtiva e razionale di ogni metro quadro disponibile. Tutto questo crean<:lo un legame tra l'uomo e Ia terra, ha raclicato nell'alpigiano una particolare fisionomia fisica e mo ral e che nei tempi storici e stata feconda aile civilta del piano. Questo legame e questa prionta eli insediamenlo rnai abban do nato han no permesso, nella rnontagna in genere e :mile A I pi in specie Ia permanenza di gruppi che dal punto eli vista raz zialc s i sono conservati omogenei attraverso un lungo volg e re di secoli e che dei primitivi stati conservano ancora alcune forme arcaiche di vita che, ad una prima riflessione, si do vrebbero pensare scomparse. Ma oggi come abbiamo accennato, assistiamo ad uno sgre tolamento di queste masse etniche che. da un cinquantennio o poco pili sono animate da un movimento di slittamento al piano e da un dinamismo molecolare che determina frequen tis s ime migrazioni individuali. Sulla base eli tavole statistiche formulate nel 1931, facendo u g uale a cento Ia popolazione di una larga fascia alpina al 1<:70, i numeri indici dello sviluppo demografico discendono a 97 per le Alpi Liguri-Piemontesi, e salgono a 132 per !e Alpi Lombarde e a 124 per Ia montagna Atesina; rna queste r:ifre so no falsate dal forte demografico dei cent r i erroneamente ma fon:atamente inclusi. Difatti basta JH' !Isare c he per Ia montagna lombarda dove l'indice sembra accennare ad un pili netto aumento, in realta il numero dei comuni in r eg resso demografico, nel breve decorrere di 50 anni c .dal 10% al :30 %-Occorre, pen), specificare sub ito un puntcl' di primaria importanza_ Nel denunciare lo sgretolamento e Ia dissoluzione dei gruppi al pini, non si vuole esaltare l'isolamento in cui so no rimasti chiusi per tanto, per troppo tempo, e che ha fatto si che mantenessero quella particolare omogeneita e primitivita. lnfatti questo isolarsi, dovuto in gran parte alia morfologia delle sedi montane, ha determinato, a poco a poco come a Plano] in Val Venosta, portato come piu tipico esempio a] Congresso per lo studio della popola;zione, tenutosi in Roma nel 1931 till altissimo grado eli consanguineita. L'isola mento prolungato e Ia consanguineita hanno inciso profon damente in senso negativo siJ le qualita fisiche e morali dei gruppi in esame, con un conseguente impoverimento della razza. lnvece per cio che riguarda Ia razza italiana ci si deve oc cupare e preoccupare in quanto il fenomeno denunciato e un fenomeno di spopolamento rurale, in quanto cioe, sempre pitt spesso si trovano in montagna case diroccate e abbandonate. mentre cedono e rovinano in pochi anni le opere di piccola bonifica frutto del lavoro di varie generazioni .;:. .. .f. Piu volte direttamente o indirettamente e stato affermato quello che l'elemento rurale rappresenta per ]a razza. E saminando l'uamo a confronto con Ia natura troviamo due processi che si compenetrano a vicenda e rappresenlano due momenti della sua storia: un momento statico e un mo menta dinamico. Questa particolare aspetto della gente agricola della mon tagna, per l'It::dia che ha.la maggioranza dei suoi confini sulle Alpi, si impone alia maggiore considerazione, perche uno spo polamento delle Alpi verrebbe a privare la nazione dei suoi piu natural! difensori. A tutti gli alpigiani si potrebbe estendere di diritto quello che un secolo fa Melchiorre Gioia scriveva riguardo agli agri coltori valtellinesi: . .invece di essere gravati di censo. meri terebbero un premid per Ia ]oro infaticabile attivita e per le !oro f.atiche ... e potremmo anche aggiungere che debbono essere incoraggiati e difesi per !'opera di tutela che svolgono. perche non s'ingrossi Ia schiera di quanti, con l'abbandono dell'Aipe, sono venuti meno a questa sacro compito nazionale. GIORGIO LUIGI BERNUCCI Contadine di Gressoney in costume.

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0 FlLOSOFARE E DEI BARBARI La civilta delle nazioni consiste in un tempera menlo d ella natura colla ragione, dove quell a, cioe la natura abbia la maggior parte. Consideriamc tulle le nazioni antiche, la persiana a tempo di Ciro, la la romana. I romani non furon o mai cosl filosofi come quando inclinarono alla barbarie, cioe a tempo della tirannia. E pari ment e negli anni che la prece dettero, i romani aveano fatti infiniti progressi nella filosofia e nella cognizione delle cose, ch'era nuo va per lo ro. Dal che si deduce un altro corollario, c b e la salvaguardia della liberta delle nazioni non e filosofia ne la ragion e, come ora s i che ques t e debbano rigenerare l e cose pubbliche, rna l e virt1\ le illusioni, l'entus iasmo, in somm a la natura, dalla quale siamo lontanissimi. E un poI t r I I I polo di filosofi sarebbe il pili piccolo e codardo del mondo. Percio la nostra rigenerazione di pende da una, per cosl dire, ultrafilosofia, che conoscendo l'intie ro e l intiino delle cose, ci ravvicini alla natura. E questa dovrebb'essere il frutto dei lumi straordinari di questa secolo LA RAGIONE AVVELENA LA VITA Il som mo grado della ragwne consiste 111 co noscer e che quanto ella ci ha insegnato al di la della natura, tutto e inutile e dannoso, e quanto c i ha insegnato di buono, tutto gia lo sapevamo dalla natura; e l'ave rcelo essa fatto disimparare, e poi tornar e a impararlo e a crederlo, ci h a sommame nt e nociuto, non solo per quel frat t empo, rna irreparabilmente oer tutta la vita, perc he gl'i n seg namenti ric ev uti clalla ragwne, quantunque confo rmi ai naturali, non hanna piu di gran lunga la forza n e l utilita di quelli ric e vuti dalla natura, e vengono da cattiva fonte e velenosa alla vita, anzi \-engor1o dalla mort e, invece di venir dalla vita ecc

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. qnestionario RAZZA E Concetto Carone, studente di filosolia, in C atania, ci manda un suo discorso, che ter mina come i discorsi parlamentari, cioe con la parentes i degli applaus i salutanti la chiu s a Veramente il nos tro oratore chiama eterei gli applausi, che salutarono la fine del suo discorso, e dice ch'egli lo pronuncio al di la dal t empo e dallo spazio: e d ev'essere pro prio cosl: perche, volendo rilormare la scuola classica, egli dice che b isogna rafforzarne i p rogrammi specialmente d i storia. Ma se un ha preso la nostra scuola class i ca, s e un caratte re adess o s i sente !a ne cessita di cambiare, e vi si sta provvedendo, e quello s torico, e diciamo pure la brutta parola, quello storicistico. E se vogliamo in dicarne la vena luterana ed ebrea, in una parola borghese, d iciamo pure quello dia lettico. Forse che storia e dialettica non sono diventati sinonimi anche in Italia? E allora di q uale scuola parla lo studente Carone? O ppure s i tratta d 'una rilorma omeopatica, d i curare la scuola classica col suo stesso male? Que! che e certo e che non solo egli vuol rilormare la scuola, rna cambiare certi calli vi prolessori, anzi slerzarli terribilm e r.te e porli in uno stato di assoluta incapaciia da far !oro cambiare mestiere Ep pure chi sa che cos o direbbe lo studente Ca rone delle leggi della sua patria, s e stabi !iGsero che l'ordinamento t;Cal a s tico e Ia no mina dei prolessori iossero fatti dagli stu denti. Ma egli non ci ha scritto soltanto per co municarci il suo discorso rilormatore, bensl per larci tina lavata di testa, avendo noi ingarbugliato il concetto cattolico, col dire che Roma sia nata cattolica, invece di dire s emplicemente universale, e per farci final m ente capire che Roma, anche senza il eri stianesimo, avrebbe imperate lo stesso, e ::he il Rinascimento non fu splendore cattolico, rna pagano. E' lorza dunque riconoscere che se !a vec chia non moriva, campava, e che se Roma e rinata cristiana, e col cristianesimo e stata cattolica, tutto cio non cont a un fico d 'India, rna bisogna invece considerare que! che Roma sarebbe stata, se lo sse stata in un altro modo. E se Ia D i v ino Commedia, se la cacciata di Adamo ed Eva dal Paradiso, di pinta da Masaccio, se !a Scuola d 'Alene di Ralfaello, la Piela di Michelangelo, tutte le opere della Rinascenza, sono fatte con que! sentimento cristiano, che si chiama cattolico, e che e proprio della terza civilta classica, e della sola nazione classica vivente, noi ce ne dobbiamo inlischiare, e chiamare pagana la Rinascenza, anche p erche questa aiuta a capire !a che c e Ira la primae la secondc::t Roma, e a fare d 'ogni cosa que! calderone e quella confusione, di cui abbia46 mo tanto bisogno. Cosi !a nostra patria puo una buona volta linire di essere quella che e e diventare quella che desideriamo. Sen za bisogno di fare un viaggio, una mattina c i possiamo svegliare protestanti e cartesiani, diventare giacobini, chiamarci patrioti, esser studenti di medicina, se non di fila sofia, e fare i goliardi, cannoneggiando dal l'ospedale degl'Incurabili lo stesso nostro popolo, squarciandogli la schiena, perche si batte da leone coi francesi, che vogliono entrare a Napoli. Possiamo parlare il Ia tino accademico, come Erasmo, o il franc ese o l'esperanto. La patria non e piu que l la terra, quel popolo, que! sentimento, quel la lingua, quell'immaginazione. Come Era smo da Rotterdam, possiamo dire che la no stra patria e il mondo della cultura, e d ire come Erasmo: odi profanum vulgus. Possia mo diventare proprietari della terra del popolo, e cercare disperatamente di fare in Itali a la repubblic a francese, perche siamo d iventati umanisti e platonici, e non essend o d rius citi, possiamo impadronirci del re gno d 'Italia, cacciare il popolo dai conlini, disperderlo per il mondo, occupati a prender partite per !a Francia o la Germania, e quando !'una e l 'altra scendono in campo, per i1 dominic d 'Europa, fare un olocausto alia grandezza della patria francese un olocausto di seicentomila italiani. Questa crudelissima medicina otneopatica, questa tragedia, Ia piu necessaria a farci rientrare in noi stessi, nella patria italiana, questa tragedia, dalla quale in fine rinasciamo, tra scina ancora tutti i detriti della nostra re c ente decadenza. L 'imperioso studente di filosolia che ci ha mandate uno scritto di dodici pagine, dice Ira l'altro ch'egli ama Ia nostra terra, perche da es.sa sappiamo trarre quelle forze che c i spingono in alto, nel mondo della spirito, trovando cos l quella unilicazione di materia e spirito ; rna che d irebbe se gli ri cordassimo che questa ricerca della spirito, questa nocciolo della filosofia ancora ufl i ciale in Italia, questa occupazione erasmiana, non ha nulla da vedere col sensa d ella nostra civilta? E' l'occupazione della deca denza, di ogni decadenza, a principiare dal la greca. E' il modo con cui finisce Ia civilta classica, con cui diventammo decadenti, cessando di e ssere i taliani: con cui finisce l'immagine e il fare, incominciano Ia rifle s siena e Ia patria della cultura. L'Europa e la patria della cultura, della riflessione del la Rinascenza, non noi. E che direbbe se gli ricordassimo che que sta ricerca della spirito, questa unificazio ne di materia e spirito, questa non trascendenza, rna, come !a chiamano, immanenza del divino n ell'umano, sia problema propri a m ente ed eccellentemente ebre o ? Se lo faccia spiegare dal prof. Alessandro Bonucci dell'universita di Palermo, n quale scrive (Martin Buber, Sette Discorsi sui I'Eft-aismo, tradotti da Dante Lottes e Mos e Bel-linson, con prelazione del prof. A l essandro Bonucci deli'Universita di Palermo, F irenz<> Israel, 5683-1923): II Chassidismo pole, n e l : Ia fede e nella pratica, essere anzitutto una proclamazione cosl ardita quale mai non s'ebbe nel sensa divino di vit a umana, di alto umano; dell'idoneita d 'ogni vita_ anche Ia p i u urnile, d'ogni alto, ad a s surgere a val o r e divino, immediatamente soltanto per Ia natura psicofisic a sua. Va: lore divino c h e culmina appunto nella con cezione audacissirna per cui !'alto u mano e chiamato a realizzare nel mondo Ia reden-. zione di D i o L 'uorno puo essere pervaso dal la vita di Dio, ed allora farsi nel mondo a t live per Dio, come Dio che agisse per se Ed ora sentit e che ci scrive Antonio D ol cemascolo anche a nome di molti suoi c a rnercti giovani fascisti del Licea Umberto I di Palermo: Nei limiti dell a mia cultura scol a sti c a ri tengo, senza avere percio Ia sciocca e ri dicola protensione di confutare G. B. Vico, che il mondo classico romano-imperiale s i a stato l'antitesi assoluta del Cristianesimo Cattolico. Credo anzi che il Cristianesimo agenda quale tremenda forza centriluga, sia stato Ia causa p rima che determine il di sgregamento e i1 crollo dell'Impero e d elle:: civilta romana, spianando Ia via alla bar barie irrumpente. Ritengo inoltre sia !also alfermare il nostro Rinascimento, splendore cattolico. II Rinascimento, almena cosi d ico no i miei libri di testa ed i miei p r ofe ssori, fu nella sua sostanza piu generale, rea zio ne al trascende n t e e all'assoluto m e di o evale, cioe al C ristianesimo, fu un r it orno a p passionato all'antico mondo classico-pag ano. fino a viveme addirittura lo s p i rit o, lu una superba alfermazione dei valori eroici de l J'Umanita e della vita umana; onde lu c on dannato dalla Chiesa] fUguardo a! Fascismo, di cui il r azzi smo non e che un aspetto, allermo che n o i gi o vani lo ccinsider iamo non soltanto una for ma di governo o un sistema e conomico, rna piuttosto una concezione della vi t a e de l mondo, una fil o solia, e soprattutt o Re li gio ne. E come tale antitetico a! C r i sti anes i mo Cattolico. Contra il dualismo cristiano di Dio e mando, di spirito e corpo, noi allermiamo I a coincidenza inscindibile del mondo s piritu a le e del mondo lisico, e l 'immanenza di D i o nell'Uomo e n ella Natura; alia c oncez i one passiva, sterile della vita urnana o p pon ia mo Ia conce z ione eroica di una vita estre mamente combattiva, e contra i1 fatali s m a irresistibile sosteniarno che artelici del nostr. ) destine siamo noi, e soltanto noi.

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L'Etemo, cul noi ubbidiamo, il nostro Dlo ; solo Ia Patria,recilta ideale che ha espres;ione concreto nel sangue purissimo e nelle drtu eroiche della Razza Italica. Respingiamo quindi qualunque re!lgione intemazionale, che elietro Ia maschera di LJna utopistica fratellanza:. comunistoide, tenta ledere o negare i sacri valori della n.ostra Razza. Ad Antonio Dolcemascolo ed 'ai suoi ca merati ci limitiamo a domanddre se cio che finora siamo andati osservando su questa argomento non abbia in qualche parte ,po tuto cambiare illoro punta di vista e alme na creato qualche dubbio, specialmente ri guardo a! dualismo cristiano, all'immanenza, e al credere che Dio sia soltanto Ia pa tria. Vorremmo inoltre sapere quando Ia Chiesa abbia condannato il Rinascimento e di quale Rinascimento si tratti. E che cosa abbia da vedere Ia Chiesa con le religioni intemazionali comunistoi,li. Antonio Dolcemascolo, i suoi camerati, ed anche Concetto Carone !eggano ora cio che ci scrive un fascista universitario di Pola. Egli si chiama Enrico Cattonaro, ed ecco Ia sua lettera: Leggo assiduamente Ia Vostra Rivista e auindi non mi e sfuggito l'articolo "Razza e Cattolicesimo ", interessante soprattutto perche rivela i sentimenti di un giovane stu dente della nuova Italia. Permettete che io, pure giovane e studente universitario, mi rivolga direttamente a! camerata milanese, augurando che il mio esempio sia seguito da altri, alfinche' Ia gioventu fascista si co nosca e si scambi Ia parola anche da lon tano per mezzo di riviste, quali Ia Vostra: Dunque, caro camerata liceale di Milano, io mi rivolgo ate, e tu ascoltami, senza pe raltro credere che io abpia Ia pretesa di dar ti degli insegnamenti, benche abbia quaiche anne di eta e di studio piu di te. lo vo glio darti solamente e cameratescamente dei consigli. Evidentemente jo e tu andiamo perfetta mente d'accordo per l'eguale fede fascista che ci anima, ma abbiamo dei punti fon damentali di divergenza. Esaminiamoli. An zitutto tu ,deplori quel comma del decalogo razzista ("La concezione del razzismo in Italia deve essere trattata da un punta di vista puramente biologico senza intenzioni filosofiche e religiose ") che io credo invece dettato dalla saggezza e dall'equilibrio tut to Iatino del gruppo eli studiosi fascisti. Era necessaria infatti che nell'animo del popolo italiano riavesse il suo giusto posto Ia co scienza eli razza ", e non il "deliria di razza" (vedi "Razza e percentuale ", nel nu mero I della Rivista) a! quale deliria" mi sembra pericolosamente vicino que! tuo "su blimizzare il sangue che mi e balzato su bito agli occhi. Non lasciarti quindi trasportare troppo dal tuo entusiasmo, che non vo glio dire sia biasimevole, e non !asciarti an dare a certe frasi risonanti md molto discu tibili come: tarpare le ali ad un sublime ritorno alia vita" e "riconoscimento di -va lori eroici puri ed etemi "I Come puo un giovane tu dici che at traverse gli studi classici vive neLmondo pa gano, ecc. ecc ... non vedere nel razzismo an zitutto il rinato culto della natura, mistico e pure? ". Certo non si puo non vedere quello che tu dici, se non si conosce che il mondo pagano, se non ci si nutre che di Carducci e di Nietzsche, se non si sente pulsare nel le vene che il ritmo dei versi dannunziani. Ma se intelligentemente si considera tutto cio che fu dopo il mondo pagano, e se si cer-ca altro P, come tu dici, dopo aver impu gnato il moschetto andare a rinchiudersi in "oscuri oratorii ", e non si perde affatto "Ia religione della vita e della natura, e re alla latta ". E' chiaro che tu in quegli ora torii non ci sei mai stato, e quindi non sai nemmeno che cosa ci si vada a fare In quegli "oscuri oratorii ", caro camerata, si chiede e si acquista Ia vera relig\one della vita, Ia forza per nuove lotte e nuove vit torie, Ia tranquillita della coscienza, il corag gio per nuovi eroismi "1 Non ti citer<), perche gia e stato latta, ne Fieramosca ne Fan fulla, rna un grandissimo scienziato: Guglielmo Marconi; un asso della sport: Gino Bar tali; un letterato dell'Accademia d'ltalia: Giovanni Papini; e potrei continuare l'enu merazione citandoti grandi e piccoli, illustri ed ignoti e soprattutto giovani studenti, che apertamente professano una religione che, lungi dal bestemmiarlo, sublimizza l'amore purissimo ", elevandolo a dignita di Sacra mento, e condannando le unioni che non abbiano per scopo Ia procreazione di nuovi esseri. Amico caro, ho finito, accetta questi miei consigli, e cerca di conoscere meglio tanto cio che intendi c;!1icare, quanta cio che intendi difendere Formati una salda cui lura, nutrendoti soprattutto di pane spiri tuale italiano, e se pure vuoi uscire a cercare gli autori stranieri, ricordati che oltre a Nietzsche, ha lasciato qualche cosa scrit to anche un Pa"cal. Ora mi rivolgo a Voi Signor Direttore, pregandovi che questa mio scritto abbia in qualche modo Ia possibilita di essere !etta dal camerata milanese, e dagli altri suoi coetanei che Ia pensano come Abbiarno soddislatto il desiderio di En rico Cattonaro, ed anche noi aspettiamo che i giovani fascisti d'Italia, da quelli di Sicilia a quelli di Pola. possano I r a o ro meglio conoscersi, per mezzo della nostra Rivista. Non e ora i1 caso di dire a Enri c o Cat tonaro che non siamo tanto persuasi che sia proprio il desiderio di conoscere cio che distingue l'uomo dagli animali, perche a questa punta Ia discussione dovra giungere naturalmente, e vi giungera, se i nostri gio vani lettori e collaboratori di questa rubrica si decideranno a prendere Ia strada buona, Ia nostra, l"italiana. In fatti, un carattere ha finora mostrato questa discussione, purtrop po il carattere stesso del nostro insegnamento scolastico: molta filosolia, molto idei smo. E' questa davvero un carattere nazio nale? Ce ne dovremo rendere canto. lntanto ascoltiamo Ia parola d"un insegnante, che non disdegna di partecipare a una discus sione di scolari. E' il prof, Francesco Ma rinucci di Guarcino. Eg!i ci scrive: Ho !etta l'articolo Razza e Cattolicesimo pubblicato il 20 carr Mi permetto far rilevare come l'autore, tra i molti piu o meno giusti consigli dati a quello studente paganeggiante d'un Iicea milanese, abbia trascurato il piu irnportan te : quello di studiare Ia Religione. Non si puo apprezzare ed amare un oggetto se non si studia e non si conosce. Studiare Ia Religione, facendo anche in modo di superare le lacune dell'insegnante, e anzitutto un preciso dovere di quello st u dente che nella sua lettera dimostrava di non conoscerla af!atto Direttore responsabile : TELESIO INTERLANDI Stampatori: Societa Anonima Istituto Romano di Arti Grafiche di Tumminelli & C. Largo Cavalleggeri 6, Roma

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per il facile . del motore e necessario lubrificarlo con un olio che anche aile piu basse temperature conservi Ia sua fluiditfl insieme al suo potere lubrificante. Esistono soltanto pochi tipi di olio che possiedono riunite tali caratteristiche. I tipi classici sono gli .J. u i flll'l e. 11 t O -1 I e l 11 (j o t' e Le aggiunte d' olio Shell sono rese facili dalla nuova. lattina da 112 Kg.


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[Roma :
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Italy
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