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Difesa della razza : scienza, documentazione, polemica, questionario

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Material Information

Title:
Difesa della razza : scienza, documentazione, polemica, questionario
Physical Description:
Serial
Publisher:
Società anonima Istituto romano di arti grafiche di Tumminelli
Place of Publication:
Roma
Publication Date:
Frequency:
semimonthly
regular

Subjects

Subjects / Keywords:
Race relations -- Periodicals   ( lcsh )
Jews -- Periodicals -- Italy   ( lcsh )
Race relations -- Periodicals -- Italy   ( lcsh )
Genre:
periodical   ( marcgt )
serial   ( sobekcm )

Record Information

Source Institution:
University of South Florida Library
Holding Location:
University of South Florida
Rights Management:
All applicable rights reserved by the source institution and holding location.
Resource Identifier:
usfldc doi - D43-00012
usfldc handle - d43.12
System ID:
SFS0024306:00012


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Difesa della razza : scienza, documentazione, polemica, questionario.
n Vol. 2, no. 6 (January 20, 1939)
260
[Roma :
b Societa anonima Istituto romano di arti grafiche di Tumminelli],
January 20, 1939
650
Race relations
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SCIENZADOCUUENTAZIONE POLEUIC! OUESTIONJ\810_ ANN O II N 6 20 GENNAIO XVII SPEDIZIONE IN ABBONAMENTO POSTALE L.1

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ANNO II N. 6 SOMMARI O 20 GENNAIO XVII T. I.: CONFINI RAZZIAU. SCIENZA GUIDO LANDRA: PER UNA CARTA DELLA RAZZA ITA LIANA IN FRANCIA; EUO GASTEINER: GRANDEZZA E DECADENZA DELLA RAZZA FRANCESE; uNO BUSINCO: VECCHI MALI DELLA GENTE FRANCESE; J. EVOLA: RAZZA, REALT A' DEL MITO; GIUSEP!:'E LUCIDI: TRASFU SIONI DI SANGUE E DOTTRINA DEI GRUPP! SANGUIGNI; MARCELLO RICCI: EUGENICA E RAZZISMO DOCUMENTAZIONE FORTUNATO MATARRESE: RAZZA E NAZIONE SECONDO GIACOMO LEOPARD!; PAOLO GUIDOT TI: CESARE BALBO, STRENUO DIFENSORE DELLA RAZZA; MARIO DE' BAGNI: GIULIO BARTOLUCCI, CARLO G. IMBONATI ED I LIBRI RABBINIC!; X X X: COHN, MEYER E SALOMON, DITTA ARIANA; CARLO BARDUZZI: BIBLIOGRAFIA GIU DAICA ; GINO LUPI: LA TRAGEDIA DELLA RAZZA GRECA. POLEMICA GIUSEPPE PENSABENE: I SEMITI E LE ART! FIGURA TIVE; GIUSEPPE FORTEGUERRI: UBI AURUM IBI PATRIA; ANTONIO PETRUCCI: DIFENDERE IL PRESTIGIO PENSIERI DI LEOPARD!. QUESTIONARIO: RAZZA E CATTOLICESIMO. I MANOSCRITTI ANCHE SE NON PUBBLICATI NON SI RESTITUISCQNO

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. JF JE R 1Rt 40VJl JE NUOVE E SENSIBILI I I I .............................. AI VIAGGIATORI CHILOMETRICI : per 3000, sooo e 10.000 Inn . utmzzablli ancbe pio persona (fino a 5) -Validltll. anouaie Biduzione 30 "/,. CIRCOLARI per viaggi individuali e in comitiva itinerario stabilito dal viaggiatore : vandita 30 glomi Fermata Ulhnlta,te Biduzlone 20 "f, per comitive di 5 persone. LIE VIAGGIANTI IN GRUPPO : Ammlsslone di nuove categorie dt i famlgliitrl Biduzione dal 50\% all' 80 "f,. LIETTI Dl ANDATADl QUALSIASI SPECIE: intermedie da 1 a 5 a seconda della distanza nell'andata e nel rltomo entro della validltll. del blglietto. BIGLIEm Dl ANDATA-BITOBNO OBDINABI: validltll. dl 5 giorol. BIGLIETTI Dl ANDATA-BITOBNO FESTIVI: rilasclo fino a 500 km. PER FIEBE E MERCATI: rllasclo fino a 150 km. PER STUDENTI: nuascio fino a 200 Jon. -Biduzlone dal PER IL PERSONALE STAT ALE E RISPETTIVE smiMANALI E FESTIVI PER LAVORA TORI: ....... a Dl NOZZE: Estensione alia 1 a classeAgevolazioni per Ia formazione e le fermata lntermedle. VORISTI : Estenslone alia 2 a classe. 3

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4 II piazzale del Sestriere. Nello srondo Ia torre del grande albergo "Duchi d'Aosta" mangiate il riso e SOCIETA ANONIMA CAPITALE L. 500.000.000 -RISERVE L. 111.659.733,35 IEJOHE C[IAJLE: GENOVA DIREZIONE EMl'RALE; MILA-NO FILIAU IN IT AUA: Abbiategrasso Acireale Acqui Alassio Albenga -Albizzate Alessandria Ancona Aquila Arezzo Asti Bari Barletta Bedonia -Bergamo Biella Bologna Bolzaneto (Genova) -Balzano Bosa Brescia Brindisi Busto Arsizio Cagliari -Camogli Cantu Carrara Casale Monferrato Caserta Cassano Maqnaqo Castano Prim:> -Castellamare di Stabia Catania -Catanzaro Cesena Chia:vari -Chieti Coqgida -Como -Cornigliano (Genova) -Cossato -Cremona Cuggiono Cuneo Domodossola -Faenza Faqnano Olona -Ferrara Fidenza -Firenze Fiume Foqgia ForU Fra:ttamaggiore Gallara:te' -Genova Iglesias Imperia La:nusei La Spezia Leece Lecco Leqnano Lentini Livomo Lodi Lonate Pozzolo Lucca Lugo -Lumezzane Maqnaqo MedaMessina-Mestre (Venezia) Milano Modena Mola di BariMoUetta Mmlopoli Monza Mortara;Na poli -Nervi (Genova) -Nocera lnferiore Novara Novi Liqure Oristano Ospedaletti -Padova -Palermo ParmlJ Pescara -Piacenza Pietrasanta -Pinerolo -Pisa Pistoia -Pontedecimo (Genova) Prato Bimini -Riposto Rivarolo (Genova) -Roma Rovigo --5amarate----5mnpierdarena (Genova) S. Giovanni a Teduceio (Napoli) sanremo San Severo S. Maria Capua Vetere Saronno Sarzana Sassari Savona Schio (Napcili) Sereqno Sesto S, Gio vanni Sestri Levante Sestri Pongnte (Genova) -Somma Lombardo Squinza:no -Taranto -Temi Torino Torre Annun ziata Torre del Greco Trento Treviso Trieste Udine Varese Venezia Ventimiglia -Vercelli Verona Viareggio Vicenza Viqeva:nO: Voghera -Volterra Voltri (Genova). ESTERO: Sede a Londra Ufficio di Rappresentanza a New York. B"N-HE AFFILIATE E f:ORRISPONDENTI IN TUTTO llL MONDO

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e I' avamposto della stampa fascista LEGGERE IL TEVEBE diretto da Telesio lnterlandi non significa sol tanto essere informati rna anche e sopraftutto avere una guida e l' unico settimanale letterario it a'I i a no in cui lett era tura, arte e po lit ica s' ill uminano a vi cenda 5

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A C Q U E SALSOJODICHE ARSENICAL I A C Q U E SOLFOROSE AG:QUE CLORURATO SODICHE A C Q U E MAGN ESIACHE MALATTIE CHE Sl CURANO ALLA FRATTA Affezioni reumatiche croniche Artrite deformante -Sciatiche Nevriti Malattie del ricambio (Gotta, uricemia, obesita, diabete) Ma1anie deUa peUe (eczemi, prurigini, piodermiti, psoriasi, ecc.) Postumi di traumi, di fratture, di distorsioni, periostiti Esiti di varici e di flebiti Adeniti Linfatismo -Adenoidismo Affezioni croniche delle vie respiratorie (escluse le forme tubercolari) Asma bronchiale Catarri cronici dello stomaco e dell' intestino Enterocoliti -Catarri cronici delle vie biliari e della cestifellea Cirrosi epatica nel periodo iniziale Affezioni croniche dell'apparato genitale della donna STAZIONI FERROVIARIE Dl FORLIMPOPOLI 0 Dl FORLI SULLA LINEA BOLOGNAANCONA SERVIZIO AUTO DA FORLIMPOPOLI-SERVIZIO Dl CORRIERA DA FORLI, DA CESENA E PAESI VICINI DIREZIONE SANITARIA E SCIENTIFICA: PROF. DOTT. M. COMEL DELLA R. UNIVERSITA Dl MILANO (P E R I N F 0 R M A Z I 0 N I R I V 0 L G E R S I A L LA S E D E I N G E N 0 VA -C 0 R S 0 A P 0 D E S T A 2)

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ANNO II -NUMERO 6 20 GENNAIO 1939-XVII ESCE IL 5 E IL 20 Dl OGNI MESE UN N U MER 0 s E PAn AT 0 L i U E 1 ABBONAMENTO ANNUO LIRE 20 ABBONAMENTO SEMESTitALE" 12 ESTEIIO IL DOPJ'IO Direttore: TELESIO INTERLANDI Comitato di redazione: prof. don. GUIDO LANDRA prof. dott. LIDIO CIPRIANI dott. LEONE FRANZ_ dott. MARCELLO RICCI-dott. LINO BUSINCO Segret ario di redazione: GIORGIO ALMIRANTE S CIENZADOCUUENT!ZIONE POLEUICA OUESTIONJ\RIO UONFINI BAZZIALI l c on ce tto di raz za supera quello di nazwne. Come la nazwne pote va esiste r e anche quando politicamente essa scompariva sotto divisioni e occu pazioni inn.aturali, cosi la raz za esiste anche oltre i confini politici della na;;zone. La sua esistenza, che e certa, come abbiamo dimostrato e dimostrer emo in base a dati st rettam e nt e sperimentali, non puo esse r e un fatto inerte della conoscenza, dev'essere un eleme nto vivo della c oscienza; gli ltaliani debbono saP..ere che il lora sangue circola piu largamente, nel mondo, di quanto il disegno delle fromiere politiche possa mostrare Se la razz a dev' essere difesa nella qualita, piu ancora dev' essere garantita nella quantitiz e nelle sue attitLlldini a propagarsi che sono La testimonianza della sua v italita e della sua forza. Gli ltaliani debbono dunque c ominciar e a ' vede re" il disegno della loro razza nel mondo e a tenerlo sempre presente come la vera immagine del paese di cui i confini politici non danno che una figura provvisoria Difen dere e migliorare la raz za non soltanto per c h e g li attuali confini razziali siano mant enuti ma perche costituisca no l'indice progressivo d'un.a dilata zion.e necessaria; questa e il programma del razzismo pe r il quale la nostra gen.erazion. e ha l' onore di combattere T. I.

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. se1enza PER (f\RT f\ DELLI\ Rf\llf\ IT Nel precedente numero di questa flVISta e stata pubblicata una carta razziale itaiiana che ora esamineremo nei suoi sin goli aspetti da un punto di vista strettamente scientifico. Trat terc mo in -que s to articolo della diffusione della nostra razza 8 22 d i p ti piu chiari 22 chiari 22 22 oltre il confine france s e e ci riferiremo per questo studio uni camente a pubblicazioni di carattere antropologico, che rapprc sentano l'atteggiamento ufficiale degli st udio si di Francia su questo importante argomento. Per comprendere quanto verremo dicendo, sara utile presente la c .arta alia fig. l nella quale sano indicate le antich r province e i dipartimenti francesi Tntte I e altre carte appresso riprodotte compilate da famosi scienziati dei quali e indiscu tibile I a compe ten:o:a e su11a base di osservazioni condotte p e r lunghi anni, sono tratte dal libro di G. Montandon L'Ethni e Fran9aise Come ricorda il Montandon. Ia prima grande inchiesta sulh complessione dei Francesi, cioe sui colore dei capelli e degli occhi fu condotta verso il 1880 da Paul Topinard con l'au sili o di un migliaio di collaboratori, muniti di formulari preci:;i. su circa 200.000 individui. Elaborati i ri sultati di tale inchi e s l 1 i dipartimenti frances i furono riumerati dal numero l al nu mero 88 da quello pili biondo a quello pili bruno, e ripartit i in gruppi uguali dal piu biondo al piu bruno. Fig. L I.e antiche provincie e i dipartimimti della Francia {da: Montandon L'Ethnie Frant;aise) -Fig. 2. II colore d ei capelli in Francia {secondo Paul Topinard) -Fig. 3. II color e degli occhi in Francia {secondo Paul Topinard). 22 dio. t i piu chiari 22 chiari 22 22

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F ig. 4. Gli esonerali dal serviZlo militare per difetto di statura (a! disotto di m. 1.56); Le cifre indicano il numero degli esonerati ogni mille abitanli: dipartimenti bianchi, dal 26 al 56 per mille; g rigi. dal 57 all'81 per mille; neri, dall'84 al 174 per mille (secondo Lagneau) -Fig. 5. L'indice celalico in Francia (secondo Colli gnon) Fig. 6. L'indice cefalico in Francia (secondo Deniker). La ca rla (fig. 2) c i indica questa ripartizione in ba se al so lo color e dei capeHi, Ia carra seguente (fig. 3) in base ai colore degli occhi His ulta evidenti ss imo dalia osservazione di que s te due cartine come Ia massima frequenza del tipo bruno si presenti tutto lungo ta costa del Mediterraneo inclusa la Corsiea e sulla parte m eri dionale i:lel golfo di Guascogna. interessante e a questo riguardo soprattutto Ia carta 1 tig. 2 ) in cui si vede dalla frontiera ita'liana attraverso i tre dipar timenti delle Alte Alpi, delle Basse Alpi, e delle Alpi ritlime e s tendersi una striscia continua ed omogenea fino ai Pirene i striscia di territorio che comprende senza eccezione tutti i dipartimenti francesi posti sulle rive del Mediterraneo. Altamente interessanti per Ia comprensione dell'antropologia francC!:ie sono i risu.ltati della distribuzione geografica della s ta tura. La prima inchiesta per mezzo di una carta fu que-Ila pubblicata nel 1860 dal Broca Questa carta moslra se condo i dipartimenti Ia percentuale dei riformati al servizio militare per bassa st.atura (sotto l m. 56 ) II Lagneau p e rfeziono i risu1tati del Broca e pubblico Ia carta da noi indi c a t a con la fig. 4 II Lagneau osservo dei fatti di fondamentale importanza, che gli permisero di distinguere nel territorio francese tre zone, indicate nella sua carta rispettivamente con il colore bianco, grigio e nero. La prima zona, rappresentata in bianco, da appena dal 2 4 a \ 56 per mille di riformati per bassa statura e corris.ponde al t crri torio occupato antieamente dai Galati e dai Belgi ; Ia seconda zona, indicata in grigio, da dal 57 al1'8l per mille d! riformati e corrisponde al paese che un tempo fu dei Liguri e degli Aquitani; Ia terza zona, rappresentata in nero da dali'84 al 1 711 per mille di riformati e, con qualche eccezione corrisponde alia parte abitata dai Celti Anche Ia carta della distribuzione della statura permette quindi di identificare nel sud della Francia una vasta striscia di terri73-750 :76-77 c=l 78-79 rz::;j so-81 rnm 82-831' 84-85-86-88-],'ig. 5 -Linea di separazion e fra g l"indi c i R2 e 83 Media 83, 57 3 707 soggetti llll'IB 88 et &6 et et .--nc.-e 87 mii!I!IIIIiil 82 et Ill 80 el 79 8.1 c:::==J (B_e a l disotw. torio comprendente quasi tutti i dipartimenti bagnati dal Medi terraneo che si estende in maniera ini-nterrotta daH' attuale frontiera italo-francese fino ai Pirenei II tipo umano che corrisponde a tale zona viene dagli autori francesi indicato con il termine di litorale e per alcuni ca ratteri e distinto dai tipi propriamente iberici e identifi c ato in tutto i1 tipo degli antichi Liguri. Gli s tudi s uHa distribuzione dell'indice cefalico furono ini ziati in Francia neJ.la seconda meta del XIX secolo. II Collignon fu il primo antropologo francese che pubbli casse una carta indicante Ia distribuzione geografica di tale indice, che come e noto si ricava dal rapporto tra il diam e tro 9

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R a z z a (secondaric Eazza alpina lliiiiiiJRazza h torale subdinarica .. ibero-ins ulclr e fL2J (secondaria Razza dinarica Fig. 7. Le razze della Francia (secondo Deniker). massirno di larghezza e il diarnetro massimo di lunghezza dei.Ja testa, presi con una tecnica opportuna. L'indice cefa:Iico piccolo indica una forma della testa piuttosto allungata e stretta !'in dice cefalico elevato una forma piuttosto corta e larga. La carta del Collignon, che noi riproduciamo con la fig. 5 {u presto perfezionata e arricchita dal Deniker che nel 1899 p ubblico una vo1urninosa memoria su L'indice cephalique en Europe memoria accompagnata da una grande carta di cui Ia fig. 6 riproduce la parte riguardante .Ja Francia. Fig. 8. I tipi: razziali della Francia (secondo Montandon). Razza bionda I :Razza \ alpino l armeno ['==:J S o tto-razza nordica '' subnordica L....!!._J dinarica a\Pina -La distribuzio:ae deH'indice cefalico in Francia perrnette pure se anche con qualche eccezione, di iderttificare in tutti i diparti rnenti bagnati dal Mediterraneo, una zona che va dalla fron tiera ltalo-francese a quella franco-spagnola con assoluta pre dominanza di quelle stesse forme craniche allungate, nobilrnente armoniose, proprie di una nostra variante razziale; coincidente nella distribuzione geografica al, territorio dei Liguri. Gli autori francesi hanno riunito i tre caratteri da noi pres i in cO'nsiderazione, cioe quelli della complessione, della statura e dell'indice cefalico, e, in base ad uno studio approfondito. hanno compilato delle carte atte ad indicare globalmente tali risultati. La piu antica e famosa carta antropologica, compilata in tale senso, fu pubblicata nel 1898 dal Deniker (fig. 7). 11 D e niker, per evitare discussioni a caraltere politico i ndico le va rianti razziali da lui identificate in Francia con termini geogr a fici. Se noi ora il territorio occupato secondo il Deniker-dalla cosiddetta race 'littorale io vediamo appuntc: coincidere con Ia zona perfettamente staccata razziaimente dal resto della Francia, che abbiarno gia messo i:n evidenza osser vando Ia distribuzione dei singoli caratteri razziali. Que s t a zona, secondo il Deniker, comprende la quasi totalita della Provenza e della Linguadoca, e si presenta quasi come il pro lungamento in terri to rio, oggi poiiticarnente f rancese, di un nostro indiscusso tipo nizziale quale e il Ligure. La recentissima carta dei tipi razziali della Francia ( v. fig. 8 1 si deve al prof. L. Montandon e rappresenta un documenlo scientifico indiscutibile. Essa corrisponde sostanzialmente a que! h del Deniker. e impiega anch'essa come terminologia sistematica quell a classica degli studiosi f rancesi. Conferma anche l'esistenza di una massa cornpatta di uomini nella Provenz a ,. nella Linguadoca, talmente differenti dagli altri che popolan o la da far si che gli studiosi francesi abbiano conia l o un nuovo termine antropologico quale e quello di race Iillo rale perfettamente ignoto agli antropologi degli altri pa e; i Ma in che cosa differisce questa race littorale dal tipo raz ziale dei Liguri? Questo nessun autore francese puo dido per che in realta nessuna differenza esiste, soltanto Ia parola L gure non viene impiegata perche i Liguri appartengono a!h razza italiana. Che percentuale della popolazione francese corrispond e al tipo razziale in questione? Nessuno esagefa se afferma che i dipartimenti occupati dalla cosidetta race littorale rappr e s entano il 10% della popolazione totale della Francia, cioe i11 cifre tonde tre milioni e settecentomila individui. In questa cifra bisogna notare non e affatto Ia popolazione delle regioni quali la Corsica e Ia Savoia l'il:l lianita delle quali e fuori discussione per ragioni etni c h c storiche e sentimentali. Le osservazioni fin qui compiute si riferiscono unicam<>n l t popolazione considerata propriamente fraricese e non pren dono in considerazione i processi di vera e propria colonizza zione per cui masse ingenti di ltaliani occupano ormai inle r i paesi delie regioni sud-occidentali della Francia. :t I piu noti antropologi di Francia hanno documentato l"e3i s tenza nei dipartimenti mediterranei di una variante razzia:e c he d.?. essi viene indicata con il termine di littorale variante si identifica completamente con il tipo dei Liguri c h e appartengono in maniera indiscus s a alia razza italiana. Dovendo quindi definire il territorio, oggi politicamente fra n c-ese, occupato omogeneamente dalla nostra razza e neces sariu alme no aggiungere aile regioni indiscussamente itaiiane quali Ia Cor s ica il Nizzardo e Ia Savoia tutti i dipartimenti litoranei. compresi tra il Varo e i Pirenei, e quelli ad essi contigui pr c s enlanti i rnedesimi caratteri razziali. GUIDO LANDRA

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GRANDEZZA E DECADE NZA Fig. I Giovanna d'Arco. )( 1 dramma della Francia attuale, ricca e po. vera nello stesso tempo, O()n e pili d'interesse nazionale francese, rna diventa sempre pili una tragedia europea Le ripercussioni di tutto questo radicale cambiamento di razze, al quale la popo bzione francese e esposta gia da vari decenni, diventera per le generazioni future un problema importantissimo Sembra addirittura una sarca-stica ironia del destino, che proprio il paese dove e nata !'idea razzista e dove hanno vissuto i grandi propagatori della rigene razione razziale dell'Europa non abbia compreso i propri profeti e sia l'unico popolo bianco che ha dimenticato I' on ore della razza, affratellllfldosi per volgari motivi colla gente di" colore. A! di sopra delle ingiustizle dei trattati e delle opinioni po litiche diverse, dovrebbe sempre elevarsi Ia grande unita della cultura europea, della quale la Francia dei secoli passati e stata spesso un valoroso difensore e creatore. Per questo Ia sorte della Francia ci riguarda viva mente, perche il sviluppo attuale porta inevitabilmente ad una fine che .molti storici francesi avevano gii preveduto. La Fran cia ha perdu to i migliori uomini nelle battaglie e nclle ri. voluzioni esclama A. Fouillee e le sue osservazioni finiscono DEllA. (nel 1899) colla constatazione: diven tiamo sempre pili celto-slavi, come erava mo prima dell'immigrazione dei Galli; questo significa una leota russi.&cazione (fig. 9). lnfatti, nel XVIII e XIX secolo aumenta in Francia un certo tipo razziale che si usa chiamare Ia razza dell' est a causa di una antichissima parentela con le razze mongoliche. Uno dei pili eminenti razzisti della: Francia (e forse del mondo), V. de La pouche, dice chiaramente che if francese di oggi non e piu del sangrte dell'eroico francese medioevale. Anche nella struttura antropologica ( cioe nella statura, nella co stituzione, nei colori, nella mentalita) ri sulta totalmente cambiato. De Lapouche osserva che e Ia primavolta nella storia, che un popolo bracoide ( ovvero un po polo formato in maggioranza di gente a testa rotonda e di statura tozza) tenda a Fig: 3 -Tipo germanico. Fig. 2 c Soldato francese. creare un impero, e la storia dimostrera se questo singolare tentativo riuscira (fi gure 13, 4). La guerra mondiale avrebbe potuto es sere una prova, e Ia Francia, grazie all' aiuto del moo do intero, ne e riuscita ancora incolume; rna il generalissimo ame ricano Pershing disse che verso gli ultimi anni di guerra soltantq le trup pe del nord della Francia poteVflOOessere impiegate, mentre quelle del sud erano inservibili. In questo episodio si racchiu de Ia storia razziale della Francia. La diversita razziale tra il nord ed il sud della popola zione e un fatto bimillenario e le vicende storiche sono deter minate a seconda se prende il sopravvento il nord o il sud. Si e abituati a seguire l'enorme af follamento di stranieri (circa 75.000 ogni anno) verso Ia patria della liberte et egalite nonche a vedere aumentare le guarnigioni di senegalesi ecc. Pen) queste cose non avranno un effetto immediato, perche Ia grande massa razziale della po polazione sentira questo soltanto dopo qualche generazione. II cambiamento della Francia, che porta sempre pili alia scoro parsa dei ceti superiori ed auto creatori, e incorninciato leota mente gia dalla fine del medio evo, ed i vinti, che furono i II

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Fig. 4 -Tipo di razza dell'est. celto-galli, hanno sostituito i vittoriosi ceti dei franchi. La. storia razziale della Francia e la lotta bimillenaria dell' elemeoto indigeno contro !'affermazione dell'elemento germanico (figure 1, 3, 5, 6, 11). 12 Fig. 6 -Tipo gennanico (il Conte de Chamisso) In tempi quasi preistorici entrarono dalla Catalonia i liguri e piu tardi gl'iberici. Gli indigeni erano di quell aspetto razziale che nell' epoca attuale torna a riaffermarsi Le invasioni portarono l'impronta mediter ranea e l'unione mediterranea e dell 'e st Fig. 7 -Aristocrazia levantina (Claudio Saint-Simon) imprime il carattere predomin imte della psiche francese moderna. L' immigrazione dei celti ( dal 900 a! 600 a. C.) porto il sangue nordico (e di narico-felico ecc), pero i celti non lascia rono tracce sensibili. L'insigne Jubainville sostiene giustamente che a. e. la Germani a e l'Irlanda abbiano assai piu sangue celtico della Francia stessa, la quale non ha piu di un ventesimo di sangue celtico. Fino alia conquista romana si svolge un processo di assimilazione razziale. Nei dei Romani avvenne la formazione spiritual e dei galli, che fino ad oggi hanno conser vata una certa nostalgia per le genie latin. Razzialmente invece i Romani la sciarono poche tracce perche presto gli eserciti di vigilanza furono composti d a tribu dei galli stessi (ved. Coulanges Mor tillet) L'avvenimento piu decisivo dell a storia razziale della Francia e la sistema tica colonizzazione dei Germani in territo rio francese che avvenne dal I sec. a. C. sino al IX sec. d C. e che il de Lapouch e valuta con oltre un milione di immigrati. Cos! si formarono due grandi complessi razziali : uno gallico nel sud, caratterizzato dalle razze d est e mediterranee ( ed anche orientali-levantine) e uno germanico nel nord con prevalenza delle razze nordiche. Questa scissione e rimasta fino ad oggi, sal v o che il gruppo nordico, per i ben noti motivi sociologici, e destinato da temp o alia estinzione II fatto in c ontestabile che la schiacciante maggioranza dei grandi francesi in mill e anni di storia fino ad oggi appartiene al gruppo del nord ha sollevato gia da lungo tempo !'interesse degli storici ed infatti vi e in Francia da oltre cent'anni un duell o tra gli esponenti delle due tesi : ga lli o franchi La casa sassone dei Capetingi (9 87 1328) inizio l'epoca eroica della Fran c i J medioevale, alia testa del mondo cris tian o Fig. 8 Tipo di razza dell'est (Paul Broca).

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e fu !'anima principale delle crociate. La colonna piu forte di quell' epoca di gran dezza fu la nobilta francese. Les chan sons de gestes furono i canti degli eroi, e Gaston Paris osserva francamente che l'epica francese dell' alto medioevo sia spi rito germanico in forma romanica Quelli furono i tempi dei grand! duomi gotici, delle fondazioni di univ:ersita, e delle lotte religiose. Sarebbe forse esage rato di voler dichiarare tutta la nobilta francese di origine germanica, come fa. cevano gli storici francesi piu antichi; rna i piu noti, come Guizot, Fauriel, de Cou langes, Boulainvillers e Montlosier ecc: sono d'accordo che almeno una grande parte fu germanica; questa impose quel : senso feudale e d'indipendenza, che doveva condurre necessariamente al coritrasto colla poteriza del re. Un avvenimento che danneggio sensi bilmente le razze migliori in Francia fu Ia persecuzione religiosa contro gli AlDi gesi e particolarmente quella contro gli Ugonotti. La liberta eretica fu considerata gia da Francesco I come un reato, e Carlo V pre feriva di lasciar piuttosto il mondo nella putrefazione che nella liberta La strage nella notte di S. Bartolomeo ( 15 72) cost<'> hl vita a centinaia di migliaia dei migliori francesi e gli Ugpnotti emigrarono in massa (200.000) verso la Germania e l'Olanda. Luigi XIV poi, soppresse col sangue la forza della nobilta franca, che piu tardi, nella rivoluzione francese, sotto la ghi. gliottina, ha cessato di esistere. Secondo Boisjoslin, questa vittoria del (( genio del sud che e stato provocato ha iniziato un'era di solo apparente civilta latina, e la dinastia pirenaica dei Borboni ha dato origine ad un' epoca spagnola e ge suitica, piuttosto che cattolica. La guerra dei cent'anni, che impedl una divisione Fig. 9 -Tipo di razza dell'est (Honore de Balzac) Fig. 5 -Tipo g:ermanico. della Francia in due parti, sradico i ceti piu valorosi e quando nella famosa rivo luzione franccsc del 1789 il Sieyes gri clava di epurare la Francia dalla sua no bilta ricacciandola nelle paludi e foreste germaniche, da dove essa proveniva si Fig. 10 Levantino-mediterraneo (Charles Maurras) trattava solamente di gruppi molto ridotti dell'antica casta. Le guerre di Napoleone aumentarono le perdite di sangue prezioso mentre i vigliacchi rimanevano a casa sani e salvi. L' elemento ebraico che gia all a corte Fig. 11 Tipo germanico (il Conte de Ia Brunerie) 13

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di Carlomagno e di Lodovico il Pio fu fortissimo, crebbe talmente che intorno a Mont pellier vi era addirittura un re-ame israelitico, ed il noto ordine religioso dei Templari doveva essere sciolto, perche gli ebrei l'adoperavano per i loco scapi oscuri. Arabi, sara ceni, orientali, levantini e ne gri piombarono senza interru zione sulle coste mediterranee e negli ultimi due secoli si puo osservare che perfino i ranghi della nobilta ( spesso di nuova creazione) sono stati invasi da sangue non europeo. La fisionornia della nobilta titolare di oggi e la innega bile testimonianza di questa degenerazione dell' onore e del sentimento di razza (fi gure 7, 10). Mentre ancora nel XV colo in Francia si contava no 5, 7 figli in media per ogni famiglia, questa prolifi cazione si e ridotta sempre piu sensibilmente, per arrivare attualmente proprio ad una situazione catastrofica. Per evitare questo, Ia Francia ha aperto le porte ai fuggiaschi di tutto il mondo senza alcun riguardo alla !oro razza (per es. 60.000 armeni di razza levantina nella valle del Rodano). Tra naturalizzati e stra nieri vi saranno in Francia oltre 4 rnilioni di persone, che sono estranee aUa origine francese. E' assai fantastico come i politici spiegano Ia assimilabilita di questo groviglio di sangue. Martial ha affermato recentemente d1e tutte le razze Fig. 13 -Razza dell'est (e dinarica)_ 14 il cui indice bio-chimico del sangue sia intorno a 3.2, siano buone per la mesco lanza coi francesi. Simile considerazione e priva di giustificazione scientifica. Mar tiai ritiene sufficiente che queste infiltra zioni possano inquadrarsi nell ambito della psicologia francese. 11 sentimento del vou loir vivre collectif porta necessariamente alia piaga del meticciato, e certi quartieri delle citta francesi ne danno un aspetto ripugnante, senza parlare della crescentc criminalita La Francia bianca ha virtual mente cessato di esistere; m sua vece, non DE BoiS JOSLIN jACQUES: Les Peuples de /a France. DE CoULANGES FUSTEL: L'invasion Germa nique FAURIEL: Histoire de Ia Gau/e meddionale. DE GOBINEAU: Essais sur /'inega/ite des races humaines. GUENTHER H. F K.: Rassenkunde Europd s. GmzoT F. : La societe feodale fi//e de /a so ciete germaine. HITLER A : La mia ballag/ia. }ULLIEN CAMILLE: De Ia Gaule a /a France. Nos Origines hiitoriques. DE LAPOUCHE VACHER: Dies [rae. La fin du monde civilise MANGIN: La force noire. MANGOLD EWALD K. B : Frankreich 11. d Ras sengedanke ( 193 7) MARTIAL RENE: La Race Fran>aiJe el /'immi gration esotique MONTANDON GEORGES: L Ethnie franfaise MURET MAURICE: La crepuscu/e des nations blanches. ROLLAND ROMAIN: Le conflict de deux genera lions : T ocquevi//e e Gobineau. SEIPPEL PAUL: Les deux Frances et leurs orr gines historiques. STOI?DARD L. : Racial realities in .Europe_ WoLTMANN LUDWIG: Die Germanen in Fran kreich. come degno successore, rna come creazione arbitraria, e nata b << F ranee Colonies Non esiste piu una Erancia con 39 milioni in Europa, ma la grande patria abbraccia fra ternamente anche i suoi ses santa milioni eli figli di co lore_ Liberte, egalite, ugual mente per bianchi e neri (Sarratlt). Le ultime gesta, che triste mente passeranno alla storia, furono l'impiego dell'armata nella guerra mondiale (535.000 soldati neri e 3l0.000 operai) e la violazione della Rhur. Pierre Khorat (in Soldats de cou leur ) scriveva : noi vo gliamo umiliare i tedeschi rna dimentichiamo che diffa miamo in verita tutta la raz za bianca (fig. 14). Di reente Si sono me scolate tranquillamente le guarnigioni nere con ,:quelle dei francesi-bianchi. Le don ne vanno dappertutto senza alcuna ver gogna coi bei giganti neri, rna il risuitato quale sara? . In caso di disordini interni, saranno m?.ndati i feroci senegalesi contro i fra. telli francesi? A Jean Bourdon ripugna quest'idea, eppure non si puo piu sbaraz zarsi degli spiriti che si sono chiamati (fig 2). Cio che la Francia, diretta dagli ebrei, compie oggi in Europa, e un peccato con tro 1' esistenza della razza bianca. EIJO GASTEINER Fig. 14 -Soldato dell'esercito francese.

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rttCR\ Ml\la\ otttl\ etN'tt y\\1\NCtSI r Pit\ard, 1 prol . or sono t d l\'ostetricla d annl tnPO e nrc Do tCl b ta ne\ ca ascorso 1:' cele n e \ suo 1 par 1\\ustre cu\tura, n d U sesslone de\\ a erturil e I a arole pte e \e dt ap \are con p \ della -,\dent.ta e vo\\e segna to i' o rtnai \a111entaT sitnO nacctava o d graV15 d1a tnt e ne 1 l cui tnst frances \ tahta a \ nanone a que c\ena da presso a a di assistered \\'i\\u tanto. bbc \a venturh \e parole e\ di Cht e onta c e .\ cotnP eto. duta race d ano tra 1 . pigtata \a se stro ca ev di uowtnl d far -ue mae d tnassa C' erano a \ e r sco r a \nteresseh. nu\iti di lre. t b nc 1 \ \ vane 1 a o \ll a ni su e -nroaettl d .. \e nrevistO d ... etter gtu_ r''tutta \a u a '" C s1 pe er ,,lentan, o tafog\i. o delle con" d \. di por ., bruslO non e ta" le 0 oiSO 1 ente 1e ,. c del tSC interatn d '\'oratore. . prl. arole e aere "lz1on1 co. o' enche p do 01 por o \ t pr 1 gra \'lite e tan o chi era tn ? Chi in que \leratnente \e discorso . ti n s1lll1 0 pasc1U 1a a,;colto a biziosi e 1 della tninacc r \\a d1 atn .1 0? hlO dere 1 d \ Pinar lotUlO 1nten arnente a zie \n genere \\e \in eata {erll\\. de\\e e \a T rna 1 ruco ue ra 1 ese in pa ntin!!ente t\e\\a franc \\o del co c \'a;;s1 c upaz1one, ces Bons Juifs\ ------FRANCAIS, LE "FRONT POPULIIRr VOUS IISIL TE JUIF VIUT BIEI UN BRETON" TELLE EST LA PHRASE, ACCOMPAGNEE D'INJURES, ADRESSEE LE 5 AVRIL A LA CHAMBRE DES DEPUTES, .PAR .ARX DOR.OY, SOCIALISTE S. F. I. 0., i MINISTRE DE L'INTERIEUR DU JUIF LBOII BLU., AM. PAUL IHUEL, DEPUTE DU MORBIHAN. P A TRIOTES, origi.n&ires de toutes les nobles provinces franQ&ises, vous laisserez-vous a:lnsi insulter par.les plats valets : des Juifs, DETROUSSEURS DE L'EP ? I Non contents de pousser a la Revolution et a la Guerre mondiale, les E.BUSOUES vous insultent. La France ailx Francais! .? La. --Mll!"l! : USEZ CIIAQUE JOUR JVJFSft.es -U51 : IIOit I 1111t 35 1110b11isa FRANCAIS t.es Lna. : IOit I ur 5 L'AmON FRANWSE ........ "' . ----.. .& PZ2"" :'rirt 1:fdc-fr!:wdn1trt 5 fP a t rr> analaa 1 \ \a ,e, "eco o raneaner uo va\ere r . di quast con tetUP0 i? scnttl 1\ francta ;;ua .la tanh \ de a rn:i1 u te 1n n1a l dian1o or . nicarnen cio che p e\ez1onl, 'futto ._s1 tne voti de\\e propria peri aarantlre 1 e accanto a dei borgbes 0 conservar \'assenso a sopra dl \JeT ca\ore e\ diritto a\ 1 nassare sona to 1a forza, r- \ettori ques e deve, a e cosa non ... \ oani a\tra. \tro interesse isteri\isce o anl a ryrte 51 a"' on avant1 Oo_ della naZl tre le tnaoo C s'i \a v1ta istni men atura\e tn o .1 bizant1n una n entto (( Cosa -.e di luint stn u \a francta ders1 p r ess1 1 Un s ucce \ Stato. e da pasco ? eda1e 0 terreno c1o tes1 a pr lrntnen,o r no cornrner be un 1 lan !71 non e C (\tori C lC sol10 111 Sono dei 1 olitica estera si sforzano de\le \egg1. :n tf all'uropa\ ess i i {igh 1 da"an (\' er o, per nocc perdonare es"o stretto pattldella di. {ar.>l. \uzione hann ne\ norne. de\la Rl,o Rivo\uzione, :' ed esaunre \a dere \a debohre nossono uccl per 1n rezzo r- Rivo\uz1one, 1\. questo p . teress1 na ia ste;;sa. esso gh 1 n \ han g;1oCO erdonO S l P h questo es o ne te c e \ } ranc -c '-an no rn blterra e e 1 Dss1 u ll'l1g 1 . e:;s1 vivere. de l bandtera' zionali _tn ancbe \a della fran acnhcato \a causa no s bbandonato hanno a otnPrensiO ... dubbiawen da poco, 1 c P o dirst ln n \e cose n costu u ar5l ce isca u d balocc : cosntu 1 uotntnl -.to 1 a vanlta tra g 1 ...;\larsl 1 radtcato o ra'tl e'"" a d 1 razzl me da g \\ francl f anre e bb\ici de a rninentl lo-.. nei suol P n 1 in e g1a Una del e -p e Goblneau ., conte D srno, 1 \J

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cia in Portogallo, in Spagna, nel nuovo mondo, essi ci ha nno isola to in Europa; cssi ci hanno fatto perdere le nostre al leanze naturali e tutta Ia loro abilita di plomatica non e stata che l'arte di ila scondere gli affronti .... Sembra cronaca d'oggi e invece e un articolo pubblicato su La Quotidienne il 29 gennaio 1844! La stessa amministrazione e considera ta dai De Gobineau con il piu completo scetticismo : I quadri vanno empiendosi di indivi dui ignoranti ed inabili; un semplice au tomatismo sta in luogo di una direzione intelligente ... In tutti gli affari pubblici Ia leggerez za, l'ignoranza assoluta, Ia fraseologia scherzosa sono state le caratteristiche dell' amministrazione francese sia per 'inter no e sopratutto per l'estero. Tutti questi personaggi avendo in rna no gravi responsabilita, hanno ava:nzato verso lo sfacelo, danzicchiando sulla pun ta dei piedi, con un grazioso sorriso sulle labbra; disgraziatamente trascinavano dietro I oro Ia Francia; disgraziatamente ancora essi sono cosi numerosi, essi han no fatto scuola in un modo cosi largo e 16 : ... -.... ..... . u INIM*IIque en Fra11ce est le rigne dei'Mranger Quarante mUiions Etre 6tr......,, ltre .JuH, wallA qui woua r.n admettre ne h6.,ta''"n au de -(Exlrail de Ill JCclattllio:r SOII.Uril6 Pdf Itt UtMOfff d"Actitni u 1901 d lgJ6) gouvernes -p8r cinquante Juifs! Min de Ia t6publlque (L'Actiuo Frant;ai!IE, :16 }drn.Jitt lgq) . 'Les Juifs nous menent a Ia ruine, a Ia guerre civile, a Ia guerre etrangere. Paur metlre lin It leur rigne et It leurs plllagea que L'Aclion Franp.llse denonce depuis plus de 30 ans, 11111 111dre a Ia France un 11.11ma qui son FrancaiS Ce 1'6silme, c'est Ia Monarchle. LE ROI, chef independant, au-dessus de tous les pa;-tis, etranger a leurs rancunes, competent et responsablc, peut eeul auver Pays du p6rll julf et rendre Ia France aux Pour connaitre el aimer Ia Monarchic!, lise;; chaque jour. c L'AdioD . UlrHuu::au.r: rnovun:IAU ott L'ouesr, preoccupante, in grazia dei !oro esempi c delle loro allegre prediche, e maggior mente per i !oro successi evidenti, e di ventato talmente noto rio che l'ignoranza as soluta e Ia moralita modesta sono mezzi ec cellenti per far carrie ra, che difficilmente si troverebbe neUe attua li generazioni il modo di comporre un perso nale migliore per un gove1no e per una am ministrazione che vo lesscro cainminare su nuovi principi. E non si trovera f acilmente sol uzione quando si consideri che questa ignoranza, su cui bisogna insiste re, non e soltanto il vizio di quelli che han no il posto rna e una sorta di cancro che colpisce tutta Ia Na zwne Parole di ribellione e di condanna dei figli migliori non possono ricondurre un popolo verso destini piu alti quando ognuno dimen_ tica i propri, piu ele mentari doveri. Ritro vare se stessi, metten do in luce le migliori virtu della razza, ele: vando Ie forze piu pu re ed eliminendo ogm lt. c 11!1 . . ........... -. -. .. .. .. .. --intrusione questa soltanto puo essere Ia via che conduce una Nazione verso met e di civilta feconda. Ma quando al posto delle virtu dell a razza si da via libera ai peggiori impuls i sociali, quando si pretende di dar vigorl' aile esauste vene della nazione immett e n do sa.ngue di ogni contrada, si deve vc ramente dubitare. del proprio avvenire II Fronte Popolare, questa ibrida cont mistione di ideali giudeo-bolscevichi ; portato uno dei colpi piu duri co
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posti if!, tutte l e parti, nelle of ficine coine nel governo, vuol dire che l' ebreo e me glio dotato, e, in conseguenza e. giusto che esso cpmaridi e diriga i francesi inferiori al.loro compitq : .. Non vi e da meravigliarsi che in un atto ufficiale del Fronte Popolare possa no leggersi considerazioni di questo tipo : sono ormai .. universalmente note le in f!uenze Iarghissime degli ebrei in questo ed ih altri settori politici. Dest a al contrario stupore che affer mazioni di questo gtmere lascino perfet tamente indifferenti i compagni di fede i quali, in fin dei conti, rinunziano cosi ad ogni prerogativa proveniente dalla na :zionalita. Una nazione che invece di ricetcare una fede nei valori de} sangue perde H suo tempo tra le vanitii, i giuochi del pilr lamento e lo scherzare piacevole, mette a grave repentaglio il suo avvenire. Or non e molto un noto scienziato fran cese mi diceva tranquillamente che i 1 me ticciato non costituiva un pericolo per 1a Repubblica e che anzi rappresentava un vantaggio come elemento di potenziamen -to demografico. E' questa una opinione moho diffusa cui probabilmente si vuol tacitare I'assillo della denatalita impressionante Ma non e da credersi che anche questo cspediente possa riuscire a qualche cosa. Gli ipotetici vantaggi restano temporanei e ffiiSefl. Infatti nei settori in cui Ia popolazione francese viene in contatto con un'.altra razza si osserva che Ia dinamica d_ella na tal ita procede con differenti impulsi, sen za larghe mistioni. In Algeria, per esem pio, i francesi crescono, in proporzione, molto meno dei mussulmani, senza l'aumento di questi dia ai primi gran mo tivo di rallegrarsi. Ecco !e cifre: NUMERO DELLE NASCITE EUROPE!. 1925 1926 1927 1928 20.733 20.561 19.177 19.235 1929 1930 1931 1932 20.ll4.21.622 21.842 21.994 1925 1926 1927 1928 14 -0.249 .154.958 14-1.727 149.107 1929 1930 1931 1932 L62.596 .177.728 192.092 19L554 Puo affidare una nazione il suo avve nire imperiale ad un eserciio di gente estr.lmea, o quel che e pegg1o e certamen te pili utopistico, ai meticci di domani? La risposta e ovvia. Quando Roma affido Ia tutela
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b e n orientarsi nel p roblt:ma, che q11i intendiamo di tr a ltare, bisog n a cominciare col distjng11ere adeguatamente i Ire concetti di N a zione Stato e Razza. ll concello di nazione s p esso fatto sinonimo di p o p o l o s tirpe gente o s c hiatta va r iferito a d un gruppo tl!llano tmificato da fattori varii, non esclusivamente etnico-antro pologici ma a nche storici, sociali, cttlturali, linguistici r e li gios i : sangui dive rsi possono ave r in una stessa nazione, e cosi pure g li elementi di ci vilta distinte, assorbite, travolte o trasfor ma t e da 11na civi lta pit/ forte. S econdo L a c oucezio11e ant.idemocratica l'tmita t- era della nazione si compie solo nella Stato. La Carla fascista del La VOI'O ( 1) p ari a della nazi one italiana per affermar e che essa si realizza integra/mente ne lla Stato fascista Si puo dunque vede r e nella uazione La condi z ione elementare di affinita esi stente in un a data coll e ttivit a storica, condizio11e che puo an che dete rminare 11110 .rtat o d' a nimo colletti vo es primentesi nell' as pira z i o ne a e costi tuire 1111 uniw Stato. A tale stregua, lo Stato, fascislicamente inleso attua l a nazione, e il SilO motore, la forza f or matric e di essa, l' a nima della StJa anima, come si Iegge n e lla Dottrin a del Fascismo ( 12). Senza lo Stato non c' e n azione (ibid. nota 20). ll r azzismo faSCiista e da consid e rarsi essenzialmmte, come una asJtmzi one pit/ dinamica e come tm potenziamento di questa con cez i o n e fasci sta della n azio11e. II conce tto razza vie11e introdotto per dar tm piii concreto alia unita 11azionale attuata e p e r et ocar e a / centro di essa quelle forze piu profonde, che sono esse e non que/le dell astratta intellettualita o di una incorporea s piritu a lita a presiede r e ogni processo veramente creativo. A partir dalla tomata del 6 ottobre del Gran Consiglio if milo del sangue e dlmque entrato a far da parte c ostitlltiva nella dottrina uffici ale del f3sdsm,o Ma che cosa .lli; deve intendere per razza in questa congi1mt11ra, e non astrattamente e accademicamen'te hens} nel riferimento alia nazione italian a? Per ora, vogliamo trattare questo problema cosl come esso si presenta ad tm razzismo soprat-18 tutto biol ogico, a quello, che no i nel prec e d en te a rticoio, abbiall!n chiamato di << prhno grado v ; e, a nzitutto, d a fare una distinzione. Bisogn t distin.gffer e il razz i smo e proprio dall' i n s l eme .di mimre di carat/ere p rt,. te tti vo igienico, profil a ttico, demografico, antibridistico, che ,; applicano all'insieme indiscriminato del gmppo etniico naziol/(tle, misme, che in p a rte g i a e ran o state adottate d al fas c i s mo, in p,l,.le si so no imposte con L a conquista a fricana, sp e ci e di fronte a! pt;.' c olo di connubi contaminatori. Non si deve tttttavia disconosrcre che if p a rl a r di (( razza gia in o rdine a queste miJIIre, be nrhe Ji,l teo r i c ame nt e poco corretto, pr e sent a if vantaggio pratico di propi. ziare o potenziare nei singoli un se11timento e 1111 atgoglio t"be spe.rso so11o p.it't efficaci di ogni paragrafo di Iegge e che i!;J poss ono e sser trasmrati n e l processo di tot a litarizz azione fcuo. stico_nazionale. La pri ma nota razzista de/l Informazion e cli plomatica si e espressa precisament e in questo semo Cio, pero non toglie che :if problema della razza in sens o p m prio e scientifico si a so pratt !lito qttello dei gm p pi u m ani pri mar i, della !
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razioni, ovvero in determinate circostanze. Percio, lma volta ammesso che delle mescolanze fra le varie razze quali cor pi semplici as so/uti siano avvenute, anche se in un' e poca remota, si deve pwsare che il tipo umano corrispondente comprenda sempre in se le possibilita di tutte queste razze ( si potrebbe anche dire : tutte razze come possibilita ), anche quando esso esteriormente e prevalentemente mostri i caratteri propri ad una fOltanto di esse. Qui cade il parlar del sangue come mito L'Ebreo o l'ebraiz z ante che impugna tr io nfalmente qttesta espressione credendola bastante per ridurre ad un castella di carte le posizioni del s11o 11vversanio, non si accorge di riuscire, c011 cio, solo a testimoniare if mo crasso materialism..o. CraSJo materialismo, infatti, e non ri-1onoscere che le forze del sentimento e del mito possono esser /;m piii reali di quel/e della materia e della corporeita, e reali non in senso Jato o traslato, beiiSi agli effett.; della /oro capaciia a i radursi in tma. realta oggettiva, ta11gibile e imprescrivibile, corri rpondente La forza formatlice di ttn mito che qui finisce con f' equ.ivalere a q11ella di una tradizione o di tm ideate di civilta, puo ,efezion are non solo, ma perfino forgiare e plasmare una razza l r l dove prima non esisteva, essenao solo presente ;ma ceria me H olanza instabite, diciamo cos/, di inaterie prime etniche. S i potrebbem addurl'e, nel 1iguardo, vari esempi storici. A pre\(1//dere dai tempi antichi, ricordiamo /'America: sotto /'influenza .!1 1111a stessa civi lizza'.!Jione e di uno stesso modo di sentire sta /ormandosi, negli Stati Uniti, rm tipo comrme, ben riconoscibile, lo yankee, dal pii) inverosimile miscuglio etnico. Ma vi e ttn esempio ancor pitl vicino e decisivo: col fascismo sta effettivamente 1 r n lgendosi if processo di creazione di tm tipo comtme nuovo Ji 1111a razza nuova. L' uom o di lvfussolini non e una ll!fiafora: un determinato ideale, congiunto a precise discipline, e i11 l!ia di enttcleare perfin o nel corpo IJm tipo comtme mtovo dalla , r tanza ett1ica complessiva costit11ente la nazione italiana. 011eSta e Ia realta d el mito cia posto, puo accadere e net fascismo questa e certamente : ; <'dSO che il mito delle correnti rinnovatrici s.ia parimenti rit omo a ile origini sia cioe I a riapparizione, in forma diversa, d,,llr l spiritualita che fu Ia fo r za formal1'ice e informatrice delle << r:tzze pure dei tempi a11tichi. C ollSegue, da cio, che le ricerche razziste, specie quelle rivolte .die c ivi!ta prim ordiali, non .rono per nulla tm accessorio, ma, come fum complemento indispensabile, banno una importanza positiva ljlttrnto quetle inerenti a l razzismo antro polo gico e profilattico : :rtrr11verso ricerche del genere, sempreche condotle con una sensibilit.:Z s pirituale e non abb .mdonate ad tm morto meccanismo eru diti c o e specialista possono infatti precisarsi i da servire r;111e punto di riferhnento, e quasi diremmo da centri di cristal l i:zz.rzione, nel processo della sel ez ;one razzista e della purificazione e dignificazi o ne della razza italiana, secondo fa Iegge del simile che diJcrimina, at/rae e ridesta il simile. Non di altro si tratta, in realta: if razzismo fascista e IIIla idea-fo rza e 1111 processo dinamico, discriminativo e combattivo. IL SilO compito essenziafe a parte qllello sem plicemente protettivo gmerale e di individuare e combattere alwne potenzialita r a zziali che esistono nell' 11omo ita liano, di individuare ed esaltawe altre fino a fame quelle che tmiv o camente determinano fisicamente e s piritualmente un tipo preciso: il tipo deli'Nomo aria eroico olimpico e dominatore. Una precisazione d! queste diverse poteizzia!ita cade fuo r dai !imiti del presente scritto e potra fonnar /' argomento di a ltr i arti coli nei quali, de l resto, ci bastera riassmnere quanta gia da tempo avemmo ad esporre in varie nostre opere. Chi e al corrente delle indagini fatte non da oggi da un Bacho fen, da tm Piganiol, da tm da tm H arrison, a prescindere dai modes t i contributi da noi stessi dati in pro posit a ( 1 ) di l
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[ ome ho fatlo prc:scnte nei precedenti articoli il problema dei g ruppl sa ngtllgnl esJgc una attuazionc immediata in quanto e eli urgente n ecess ita per un duplice scopo: primo per un fine scientifico-razzialc, poiche Ia ricerca dei gruppi sanguigni dev e esserc considerata come: il piu grande progresso compiuto nella scienza antropologica, dopo l'introduzione degli csami del cranio per opera di Ancler.s Retzius, eel infinc perche Ia moderna medicina ha ammesso nella pratica quotidiana la trasfusionc sangui, gna, una tcrapia che fino a p oco tempo fa era considerata di importanza solarncnte storica e di carattere assolutamente ec cczionalc. Ma oc::orrc chiarire, riccrcare l'origine di tali problemi onde m eg lio consickrare c comprenc\erne l'importanza e la necessita eli una pratica attuazione. C irca l c origini della terapia sanguigna sembra che dehban o c:sscr c ricncatc in Egitto, O\"e veniva usata per ravvivare i Faraoni colpiti cla forte languore, od in Roma poiche si racconta chc Tanaquilla, Ia superba moglie eli Tarquinio Prisco, d essc il proprio sangue per salvare il marito morente. Com e ricorda il Tranquilli Lcali, il sangue in questo periodo miticc veniva propinato per bocca puro o mescolato ad altre sostanzc oppure Y c niv a u sato come bagno ricostituente. A tale proposito il Giordano fa prcsente che una principessa etiopica, per conservare Ia carnagione fresca per se e per i suoi ammiratori, faceva bagni con sanguc eli schia ve Galle. Molti sccoli pil1 tardi, Marsilio Ficino ncl suo De vita Humana (Libro II, c. I I) consigliava ai vecd1i clcsiclerosi di lon eli bere sangue eli giovani forti e sani, garantenclone un effetto miracoloso: el'altra parte quanta egli consigliava avevano affermato Plinio nella Natnrac Historiae e C e lso nella 20 sua De re medica. L'Infessura ncl Diarium rerum Roma narum riporta che ncl Luglio 1492, un medico giudeo voleva dare al morente Innocenzo VIII, il sangue estratto da tre fan ciulli sui dieci anni, appositamente uccisi, ma al diniego del Pon tefice eli attuare tale abbominevole pratica il mwlvagio medic o si diecle alla fuga. Tralasciando quanto puo argomentarsi al riguardo dalle oper e del milanese Girolamo Cardano, in cui l'accenno alla pratica trasfusoria e evidente e non dubbio (Contradic. :!vied. libro IV, c. 6), il vero e geniale inventore della trasfusione sanguigna si devc consiclerare un altro Italiano, Francesco Folli, nato a Poppi ncl Casentino, il quale in una sua operetta Sulla cultura della vitc;:. consiclero per primo la trasfusione eli sangue come mezzo tcrapeutico C rist0rat0re del C0rp0 t1ma110: geniale idea, Che era cia lui hn dal I6.)4 manif estata a! Gran Duca di Toscana Fercli nanclo II, al quale pia cendo la novita fn da lui mcdesimo spc rimentata c benche non avesse avuto da quell'epoca una attua zione pratica, nei secoli seguenti ando scmpl'e piu imponenclosi nelle pratiche terape utiche, assumenclo grande importanza solamente clopo !"a scoperta dei gruppi sanguigni. Fino a pochi anni or sono, donare il proprio sangue era consiclerato come un atto eroico, chc solo un grande amore potcYa far compiere, tanto pitt chc le inevitabili incertezze della tecnic a ruclimentaJ. e facevano ricorrere ad esso quwle extrema ratio;> quando ormai tutto era stato tentato, e la speranza di vita si aggrappava ormai disperatamente solo alla fede eel al miracolo. In questi ultimi anni Ia emoterapia ha fatto passi da gigantc, accuratamente perfezionata clagli studi moderni, talche oggi puo dare risultati mirabili, oggi chE non si conta pitl il numer o dell e vite umane che una pronta trasfusione ha salvato dall: i

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L'importanza delle trasfusioni s1 1mponc con evidenza anchc alia merite del profano, quando si considera che in alcune Nazioni il problema della organizzazione trasfusionale, inq.uadrata nelle forze armate, e stato risolto eon l'arruolamento di donatori, c con Ia registrazione e Ia determinaziorte del grouppo sanguigno di ogni soldato. La Marina Germanica, ad escmpio, l:la stabilito una percentuaJe obbligatoria di datori di sangue a bordo, tale da garantire il servizio trasfusionale in ogni evenienza. In Russia gia da tempo si e ereata una Societa per Ia Ricerca ciei gruppi sanguig:ni, per organizzare la trasfusione di sangue su vasta scala, e similmente e avvennto in Germania, in Polonia, in Inghilterra ecc., poiche in ogni Nazione si e resa evidente Ia nccessita in -caso di guerra della donazione di sangue a feriti. traumatizzati, gassati. Una indicazione utilissima della trasfusione si ha infatti nelle forme di avvelenamento, e se teniamo conto che oltre agli avvelenamenti accidentali, o da guerra, ci sono quelli professionali, dovuti cioe a veleni assorbiti clagli operai adcletti all 'industria (anilina, gas illuminante, ossido di carbonio, piombo, mercurio, stagno, ottone, clorato di potassio ecc.) vediamo. subito I'importanza sociale che puo avere la trasfusione oltre che nei soldati nei lavoratori infortunati. Questo per non parlare cleMe indicazioni che Ia praticatrasfusoria ha tuttora nelle cliniche chirurgiche, in cui spesso vicne eseguita prima dell'intervento, quando il malato e talmente anemizzato, che non potrebbe cssere operato, considerando che l'operazione arrechera al paziente una notevole perclita di ne della nccessita assoluta con cui si impone nel campo ostetrico, in cui Ia madre dopo aver concepito e formato una nuova esistenza, sangue del sangue, sente allontanarsi dal grcmbo Ia sua creatura ed insieme Ia vita. AIIora solamente una trasfusione di sangue sano, generoso, simile a! suo, puo ridarle Ia v ita, e con scrvarla alia sua alta eel insostituibile funzione di madre. Come nella clinica, cosi nell officina cosi sui campo di battaglia un csscre che muore pno trervare Ia salvezza unicamente in una t rasfnsionc di sanguc, che porta nell'organismo morente una nuova ondata di vita. In questi ultimi anni Ia scienza antropologica con Ia scopcrta dci gruppi sanguigni si e trovata di fronte ad un fattorc antropologico nuovo il qualc ha determinato un nuovo originate orientam e nto a tale scienza. L'antropologia s e rologica oggi si puo dire scienza cleii'avvenire, destinata certamente a studiare l'ori ginc c lc grancli correnti di emigrazione dell'umanita . e a calco lare l 'uniformita e Ia mescolanza dei popoli con matematica c crtc:zza. Gia ad esempio si e potuto dimostrare chc Ia popolazione clel l'Oianda c delia Danimarca e omogenea, cosi com e quella della H.n,ssia e eterogcnea, chc in Finlandia si ha netta' diff e renza tra Ia popolazione parlante sv e dese e quella ch e parla finlandese che gli Tzigani e gli Indu hanno una stessa pcrcen tualc eli gruppi sanguigni e una unica e diretta origine Si e potuto ciimostrare che i popoli che hanno abbandonato ii loro paesc eli origine. conservano le caratteristiche eli sanguc per lung hi anni immutate; questa stabilita dei g!1j.!ppi sanguigni pno ritrovarsi nei Tedeschi in Germania eel in Russia, negli lnglesi in Inghilterra eel in Australia, negli Olandesi nel Tran s waal ed in Olanda, nei neri in America eel in Africa. II gruppo sanguigno di un individuo l e percentuali eli css ndle razze percio.,-non mutano nel tem po e nello spazio; rna quale e stata Ia !oro origine, da dove e nata Ia differcnza dei Yarl gruppi eli sangue in A, B, AB, 0? E questa una delle questloni piu dibattute; seconclo le opm10ni pii1 r e ccnti bisognerebbe -ammettere che sia l elemenlo A che l elcmento B -siano apparsi in Asia, e chc si siano estcsi in tutte le direzioni. Tutti sono d'accordo nel consi dcrare che ]e migrazioni delle razze con elementi A e B si siano mcscolate con Ie razze autoctone 0. Lavori interessantissimi di Vyman e eli Boyd hanno messo in cviclenza nelle mummie preistori: che elegli Indiani dell America Vari modi eli infusione e di trasfusione (dalle "Istituzioni chirurqiche di Heistero e dal "Dizionario" di Fames). del Sud appartcnenti a differcnti epoche prcistoriche la prescma degli agglutinogeni A e B, come hanna trovato Yelemento B nelle mummie egiziane, che dimostra che tali dementi esistevano da cpoca antichissima, e rencle plausibile l'ipotesi che l'uomo preistorico possedesse nel sangue tutti gli elemenrti eli gruppo. :tvla piu che clilungarci in disquisizioni t eoretiche che d'altra parte non sono lo scopo eli quanto abbiamo fatto presente, e nostro clesiderio ricordare chc Ia dottrina cle i gruppi sanguigni ha un ruolo eli primaria importanza nelle scienze antropologi che, che lc caratteristichc del sangue possono degnamente con va.Jidare quanta abbiamo fatto presente n e l manifesto del Raz zismo Italiano, cui sarebbc necessario che molti inconcludenti parolai si riportassero onde discut ere con serenita e chiarezza mental e Meminisse juvabit. ll concetto di razza e utl concetto pummente biolog t co; esso e quindi basal a su altre considerazioni che tiOn i concetti di popolo a di Nazione, fondati essenzialmentc su concctti storici lingnistici religiosi Tale era I inizio del 3 paragrafo, mentre il /0 paragrafo cliceva con molta chiarezza: La questione del razzismo in Jtalia devc esscre trattata da tm punta di vista puramente biologico, senza intenzioni filosofichc a religiose Tali parole non hanno bisogno ne di chiarimenti ne di illustrazioni : Ia razza deve esserc considerata cia un punto di vista biologico, che non esclude considerazioni ed inclagini degli attrihuti fisici c psicologici clegli Italiani rna li integra e Ii documenta, poiche con lo studio degli attributi, degli attributi della sostanza, si studia il substrato dell'individuo, Ia vita piu cia vi-cino, Ia materia si rna la materia che vive .. E' evidente che nulla come la ricerca biologica dei gruppi sanguigni documenterebbe il nostro Razzismo, tanto piu che tale inclagin e necessita per un fine altamente umanitario quale queJ.lo delia clonazionc del sangue, necessita prima per la safute e l inte grita della nostra Razza. GIUSEPPE LUCID! Ill.' -' -' -'

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lU,.lO degli scienziati che maggiormente hanno propugnato Ia necessita, in vista delle finalita eugeniche, di un certilicato pr6J.alrimoniale che attestasse l'i<;ioneita dei nubendi alia generazione di una prole sana lu iJ Galton (1905). Egli fu a cio condatto da numerosi studi, invero criticabili per Ia !oro unilateralita essendo stati presi in considerazione quasi esclusivamente i fattori ereditari del tutto trascurando quelli ambientali, e principalmente in base ai due che dedi co all'indagine sugli ascendenti di 877 personalita di tutti i paesi e di 180 scienziati inglesi; venne infine alia conclusione che l'elevata pos1z10ne raggiunta nei rispettivi campi dagli illustri uomini in esame era essenzialmente determinata dall'eredita di qualita biologiche che attraverso numerose generazioni si erano venule selezionando ed affermando. La istituzione della visita prematrimoniale e del certificato di idoneita al matrimonio sarebbe stata per Galton iJ punto di partenza della realizzazione pratica delle sue idee circa le possibilita di epurazione e miglioramento di una razza, in: quanto penso che una selezione ben curata dei coniugi avrebbe avuto per risultato Ia generazione UN GERME EREDITARIO Dl VALORE INFERIORE PENETRA IN UN VIL LAGGIO si unisce a un marito di simile origine di individui di maggior levatura lisica c: psichica_ Egli Iondo I' Eugenic Educatior. Society e continuo a lottare per J'affer mazione delle sue idee per tutta Ia vi ta. Numerosi Stati europei ed extra-europe hanno del resto a tutt'oggi preso in consi derazione il problema, ed una parte d: essi ha gia legalizzata l'obbligatorieta dell a visita medica e del certilicato di sani! a p rematrimoniale. II Connecticut nel 1895 fu il primo St a b ad emanare l eggi in materia, seguito po' da Nuova Jersey, Indiana, Ohio, Michigan. e da altri fino ad un totale di 28 Stati de! l'U_ S_ A. II matrimonio e vietato agli eff e::: dalle seguenti malattie: malattie sess u al:, alienazione mentale, denienza, epilessia, alcoo!ismo, ed anche, per taluni Stati, !:J bercolosi polmonare e mendicita abitu0k Prima della C!"lebrazione del matrimonio due nubendi debbono fare una dichiara zione giurata, su richiesta dell' ufficial e di Stato civile, attestante il loro stato di salu:, ri spetto a queste forme morbose. Pure negli Stati Uniti, nel 1925, per intere:; samento della Cornmissione per !a raccoh-:: di statistiche di dati riguardanti il migliorc: mento della razza, fu formulate un tipo d : scheda mafrimoniale unica per tutti gli S ta: : composta di due parti, una di esse deve e.; sere riempita dall'aspirante a! matrimonio 9 l'altra da un medico: in questa prese in considerazione: Ia razza, il c o l o r e della pelle e degli occhi, il colore e Ia fom"" dei capelli, il peso, J'altezza, il perimetro racico, Ia capacita polmonare, l e condizio::: fisiche generali, le particolarita s o pwtich e le lesioni morbose che vengano rilevate c: J'esame, il risultato di testi mentali. D elle prima parte interessano i problemi eugenici Je domande circa il grado di parentela J'altro iidanzato, le condizioni df salute ie malattie sofferte 0 attuali, le no!izie sui lo eventuale causa di morte del padre, delb madre, degli zii paterni e materni, dei fra telli e delle scirelle, e quelle sull e particolarita fisiche e mentali che possano essersi per piligenerazioni rivelate nelle fami g !:e di ambedue i genitori. In particolare aggiungeremo ancora ch e Ira gli Stati dell'U.S.A., North Dakota e Virginia esigono Ia visita e il certific ato prernatrimoniale iino all'eta di 45 anni. L:J

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medico nita da s ifilide allo Manca iJ divieto di per i malati, perc questi viene in via ::amunicoto al futuro a d alia sua famiglia. In Svezia vige l'obbligatorieta di esibire u n certificate m .edico; e vietato il matrimo ni o agli alienati, ai sifilitici in periodo cont a giclso, ai celtici nel periodo infettivo, ai l ebbrosi, agli epilettici1 salvo che l'altra parte irteressata, anche aopo di essere stata messa al corrente, non desideri ancora Ia ::elebrazione del matrimonio. In Olanda si applica una profilassi pre: 1 uziale mediante 'opera attivissima di 41 C omitati, ufficialmente GippoggiaH dal Conig lio Superiore di Igiene dei Paesi Bassi, :he con Ia distribuzione di opuscoli conte ne nti consigli igienici ai fidanzati fanno :asia propaganda al fine di persuadere i :wbendi alia visita prematrimoniale. I n Francia fu proposto, dal progetto Duval Arnold, il controllo prematrimoniale me Jiante esame medico -privo di diritto di veto, :::a con obbligatorieta di comunicazione del s ultato d e ll'esame alia parte interessata. Vn altro progetto, quello di Schreiber, la'lv a le stesse proposte abolendo perc Ia :o municazione dell'esito della visita all'al :ra parte, ed esso lu adottato dalla Societa f.ugenica Francese. A Bordeaux si e adot 'CJto il libretto sanitaria con valore pura :ne n t e informative: In Russia attualme.nte lutta Ia queslione i limita ad un semplice scambio di infor rr,a zio ni Ira i due individui desiderosi di , ntrarre l'unione. Nel Messico il certificate prematrimoniale
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S:orrendo le Iitle pagine delb Zibaldone, ci si imbatte con frequenza in passi ove affiorano motivi e spunti attinenti a que! complesso di problemi che noi oggi, con parola comprensiva, abbiamo deliniti razziali. Mi e parso quindi opportimo: in questa particolare momenta della vita nazionale in cui il Duce ha ri svegliato in tutti gl'ltalia'ni dal profonda i1 sentimento. di razza, mostrare come lo spirito del grande poeta ebbe una visione chiara e precisa di taluni di quei problemi e come le sue siano vive e attuali. Ogni razza, ogni nazione, secondo Leo-pardi, ha caratteristiche ed indole propria, che Ia differenziano nettamente da ogni altra razza e nazione e le conferiscono una particolare e inconfondibile individualita. IZib., Ill, 143; Ill, 208; V, 32; V, 179; V, 242; e ss.). La molteplicita degli idiomi e Ia testimonianza piu di questa fondamentale diversita, Ia quale scaturisce appunto dalle infinite differenze sopravvenute a! genere umano, quando s i sparse e diffuse per il mondo dalla sua sede originaria. Queste infinite diHerenze sopravvenute al genere umano, gia diviso in nazioni e distribuito nella diverse parti della terra, fecero si che Ia formazione delle lingue presso le nazioni primitive differisce sommamente ... secondo le inclinazioni degli organi di ciascun popolo" (Zib., Ill, 45) Le tipiche, costitutive qualita e attribu-7joni di un popolo si ritrovano in tutti gli aiteggiamenli e manilestazioni della sua vita, dalle piu complesse aile piu semplici, dalle piu peregrine aile piu ordinarie, nelle costumanze, nel modo di pensare, negli iztituti politici e sociali; rna dove trovano espressione limpida e precisa, e specialmente nel sentimento del bello, quale si estrinseca attraverso Ia musica, Ia poesia, le art! figurative non meno che nel genere di ornamenti preferito, nella scrittura, nelle fogge del vestire, ecc. (Ill, 208) Ogni razza vagheggia un particolare tipo di bellezza ideale conforme alia sua mentalita ed alia sua psiche che gli artisti t cndono ad incarnare nelle !oro creazioni i tratti piu distintivi e salienti. P e rcio a Leopardi pareva vana ed assurda I a pretesa di una bellezza assoluta e unidOC IIIII JRtXZZX SEC 4G,Jl A4C40, 40,

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aZIOile r.J A Z Jl 40, N JE oo ,, Non si Puo negare che non ,, a&&ia una Vera Pri,itiva differenza d'indo/e e d'inge9no fra llazione e llazione,, c:o,e v'ha reale, Visi&ile, e, 9eneral,ente Parlando, C:ostante differenza di esteriore, fisiono,;a ecc. tra nazione e nazione ". versale, vuoto fant asrna d a i contorni i nci e finibili, sperduto n e i cieli umbratili dell'astrazione. "La natura varia secondo 1& razze ... L'etiope dilferisce dal bianco. ll gusto della scrittura orientale differisce dall'europeo; quel.lo dei Bardi da qucllo dei Greci... quello degli Italiani da quello dei Francesi" (II!, 143) "L'etiope crede che Ia forma della propria razza sia Ia piu per lelia e Ia sola bella dell'uman genere e percio a lui paion belli il color nero, il naso camoscio, le labbra tumide, i capelli lanosi. A noi sembrano belli i contrari {!, 54) Ma quello che a itira soprattutt o l'attenzione del noslro poet a e Ia costanza e regolarita con cui le differenze dei caratteri, dei co stumi delle inclinazioni s i riscontrano nelle vicende secolcri d i una razza e di un popolo. "Dilferenze generali, regolari e costanti si trovano fra i talenti, le disposizioni 'spirituali delle diverse nazioni. ecc. Que lIe d'ingegno grossissimo come. i Lapponi. queste d 'acutissimo, come gli orientali, altre pigre altre attive; altre coraggiose. altre !i mide; in altre prevale l'immaginazione, in altre Ia ragione. e cio in altre piu e in altra meno; altre riescono e riuscirono sempre eccellenti in ogni parte ecc., e TUTTO QUESTO COSTANTEMENTE" (V, 242) Da questa considerazione all'ammiss io n e d i un fondamentale sostrato naturale (noi diremmo biologico) il quale, s viluppan d osi so! to l'azione di special! circostanze, p la sma dallo interno l' essere di una stirpe clan do un carattere unitario al suo millenario processo e imprimendo un suggello di spiccata originalita alia sua fisionomia spirituale e fisica, il trapasso e logico e spontaneo. Leopardi infatti non prova alcuna esitaz.ione ad affermare: "Non si puo negare che i principi e le fondamenta di tali dilferenze non siano naturali e quindi non si puo neg are che non v abbia una vera primitiva dilferenza d 'indole e d'ingegno tra nazione e nazione ... come v'ha reale, visibile. e generalmente parlando, costante dilferenza di esteriore. fisionomia ecc. tra nazione e nazione, selvaggi e civili ecc." (V, 242). L 'importanza del passo su riferito non ha di essere sottolineata; in esso sono adombrati alcuni dei capisaldi su cui poggia Ia questione di razza, vale a dire Ia irriducibile disuguaglianza fra le razze Gmane, il fondamento di tale differenziazione riposto in un dato originario d i natura, lcr differenza comprendente attitudini spirituali e caratteri somatici.

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Raggiunto questa punto di vista non desta alcuna meraviglia il vedere Leopcudi accettare se_nza riserve i risultati della craniologia, scienza che allora iniziava le sue indagini e introduceva un piu saldo criteria nella distinzione dei vari tipi umani. "Nel particolare dell'ingegno -egli scrive -Ia diversa forma del capo ne' diversi individui e nazioni Ia quale e visibile e non si puc negare dimostra chiaramente una diversa conformita di cic che nel capo si contiene. nel che risiede l'ingegno: onde viene ad es sere provato che Ira gli uomini v'ha dille ronza naturale d'ingegno. E infatti e quasi dimostrato che la fronte spaziosa significa grande e capace ingegno naturale. e per lo contrario la fronte angusta; e cosi le altre differenze esteriori del capo osservate dai craniologi" (V, 242). Come non ve dere qui un esplicito accenno alla clas sdicazione delle famiglie umane secondo Ia ripartizione dei crani in brac':hicefali e dolicocefali, pietra angolc;u'e della mo c!erna antropologia? Che seppure il nostro scrittore, sulle orme di Montesquieu e di Helvetius, si mostra propenso ad ammel tere ]'influenza di eerie condizioni acci dentali e ambientali nel modificare Tori ginaria natura di un popolo, subiio si affre_tta ad aggiungere che jn tal caso quello stato 0 non e durevcile, 0 debole. o cattivo. ecc . o poco esteso nella nazione (VI, 408) (. .. Un 'altra questione strettamente connessa alia difesa della razza, quella che ora chiamiamo eugenetica trove nel Leo pardi un attento. e sagace ossetvatore. lri una chiosa delle Zibaldone egli non mcinca di notare come il deterioramento e ]'imperfezione delle funzioni organiche. agiscano perniciosamente sulla vita psi chica e men tale degli individui, e, dopo aver citato parecchi casi di malalli!3 .e di accidenli improvvisi accompagnati da con seguenze assai gravi per colore che ne furono vittime, !rae Ia seguente illazione generale: Se il cervello puc essere notabilissimamEmte diversilicato dalle malattie e accidenti che accadono durante lei vita a uno stesso uomo, non si puo credere e giu dicare che la tanla e inesauribile diversita delle circostanze e accidenti che concor rono alia generazione dei vari individui, diversilichi. siccome le lor_ o comples sioni e questa e quella parte del 'corpo. cosi eziandio quella in che risiede l'inge gno e !'animo, cioe il cerebro e quindi il talento. e !'indole nativa e .primitiva dei vari individui" (V, 244). Che poi egli considerasse Ia commistione di sangui dive;-si come Ia causa princi pale della degenerazione morale e della rovina fisica di un popolo, si ricava impli citamente da quei passi, e sono. parecchi, in cui menlre da un Jato !esse l'elogio dei popoli che si op:Posero gagliardemente adogni tentative di assorbimenlo fatto da altre s.tirpi, ha solo espressioni di disistima e di disprezzo per quelli invece che lascia rorio inquinare da mescolanze eterogenee la propria compagine etnica. Memorabile, a questa proposito, e l'esempio degli an tichi Spagnoli, quelli dell'epoca -della Ri conquista, i quali dopo una Iotta secolare ed eroica non solo riuscirono a cacciare dal seno della Patria i Mori con la' loro fede. lingua, letteratura, costumi, ma ezian dio il sangue e il genera straniero, che non mai polutosi mescolare col nazionale. tutto intero quasi. fu finalmente .rigettato fuori dellb nazione, restando questa co.si puramente spagnola di sangue come I' olio rest a nuro quando si separa da qualche 26 liquore a cui non siasi mai punto commisto" (V, 143). Non meno degni di ricordo e di ammi razione sono Ia tenacia e l'accanimento con cui i Greci, sin dai tempi piu remoti, preservarono genuina purezza della !oro razza da ogni contatto corrompitore e da ogni fusione bastarda con gente di altra origine. "La tenacita che i Graci ebbero sempre per le cose lcro e l'amore esclu sivo che porlarono e porlano alia loro na zione e a' loro nazionali, e ineraviglioso. Ho udito di alcune colonie greche ancora sussistenti in Corsica e in Sicilia, dove i coloni parlano ancora il greco, conservuno i costumi greci, e non hanno strettc societa se non Ira loro. benche abitino in mezzo a un paese di nazione diversa e siano soggetti a un govemo forestiero... Dove si trovano greci cattolici e scismatici, i greci cattolici, malgrado il divieto della loro re ligione. de' loro vescovi (per lo piu fore stieri) e l'impero che questa cose hanno sulla loro opinione, vogliono piuttosto congiungarsi in matrimonio co' loro nazionali scismatici che co' cattolici forestieri fanno stretta alleanza Ira loro e spesso declinano dall'una all;altra religione" (lll, 251). Come .per il filosofo tedesco Fichte, cosl per il poeta italiano, la garanzia. del pre stigio e del destino futuro di un popolo riposa sulla forza con cui esso. rimane fe dele aile sue qualita indigene, attraverso le quali si tiene in continua comunicazione con le perenni vivificatrici sorgenti della natura. Lasciar corrompere e conturbare quelle pure energie, e come recidere una p ianta aile radici da cui essa attinge i sue chi vHaii e nutritivi della terra. Percie egli affisava di preferenza lo sguardo su quei popoli, come gli Spagnuoli, gli Svizzeri, i 'Greci, che erano rimasti attaccati aile loro tradizioni, immuni dagli artifizi della civilta razionalistica, uniformatrice di idee, costumi e attitudini; percie non dissimulava il pili invincibile lastidio per le teorie intemazionalistiche e cosmopolitiche le quali dalla Francia, che ne era il vivaio, si diffondevano in tutti i paesi d'Europa. In quei credi utopistici, che parlavano in nome di una astratta umanita, concepita arbitrariamente come eguale nell' esseriza e nei fini egli scorgeva acutamente una pericolosa tendenza al livellarnento delle particolarita nazionali;. sotto il manto di una chimerica fratellanza universale egli individuava il germe del pili gretto e sfrenato egoismo individuale (II 232 e ss. ) Nessun'altra cosa lo urtava e sdegnava tanto come Ia smania, cui sembravano indulgere molti italiani ai suoi tempi, di aderire ci mode e costumanze esotiche. Si egli con !o' imitare i costumi e le logge esteriori, si passa poi al commercia, alia politica, aile idee e cosi si defori:na e si dissolve lo spirito nazio. nale. "Quando le nazioni saranno tulle eguali Ira loro, che stimolo. restera piu aile grandi cose e che speranzct di grandezza?" (I, 254). Non furono schiavi di queste fisime i Greci e i Romani antichi, che sottomisero regni ed. imperi e riempi rono il mondo col suono delle loro. strepi tose vittorie. La superiorita lisica e spiri tuale su tutti gli altri popoli della terra, batiezzati coll 'appellativo di barbari >, co stituiva .per essi un dogma, il quale come era raciicato nella coscienza del popolo, cosi trovava conforto e avvalorarnento nel l'opinione dei pili insigni scrittori, anche dei pili misericordiosi, umani e civili, quali un Platone, un Aristotile, un Demostene, un Senofonte ecc. (II 239) : 11 disprezzo e l'odio verso lo straniero era per quegli uomini impareggiabifi il naturale corrispettivo dell'amore verso il loro paese; ora, come !'uno trova il suo fondamento nella stima di se stesso e delle proprie capacita, nella credenza che. la propria razza, sia, per ordine arcano dei lati, per Iegge inderogabile di natura, Ia pili vigorosa, la pili genuina, Ia pili emi nente delle razze, cosi l'altro si fortifica nella salda convinziori.e che gli stranieri stiano, nella scala dei valori umani, ad un livello pili basso, costituiscano cioe una razza inferiore (II, 263). Finche Romani e Greci alimentarono Ia loro passione nazionale alia fiamma d i questa fede, le !oro falangi e le !oro le gioni non conobbero mai Ia disfatta e por tarono nelle _pili remote contrade i segni del dominio; la parabola della !oro po tenza decline fatalmente verso l' estremo crollo di tutti i valori terreni dal giorno in cui, per effetto del stoico, gli animi furono annebbiati da miragg! universalistici e da miti umanitarii, mortifi catori degli entusiasmi guerrieri. e depres sivi di ogni impulso eroico. Fra i nebulosi ideali universalistici e i concreti ideali nazionali non v( e possibi lita di conciliazione; nella mente e he! dell'uomo non vi e posto per tutt: e due a rischio di mettersi' fuori del teireno reale e positivo della storia e della vita. "Come l'uomo (U]lera la patria sopratutte e oome sara disposto nei fatti a :tulle le conseguenze che derivano da quest'amore di se effettivamente egli non la credere. degna di essere amcita sppra tulle e percio la migliore _di tutte? Come sara intollerante del qiogo straniero e gelose della nazionalita per tutti i versi e disposto. a dar.la vita e l51 roba per trarsi al dominic forestiero, se egli credere lo straniero eguale al compatriota, e, peggio, ,se lo credere.. migliore? . Dacche il nazionale ha votuto ragionare, giudicare suUe nazioni, dacche tutti -gli uoiDlDl sono stati egucdi nella eua mente, dacche. egli ha cessato di credere ehe la sua nazione il fiore delle nazioni, Ia sua razza la cima delle razze umeme; dopo, dico; ch e questo ha avuto luogo, le nazioni BODO fi nite e come nella opinione cosi nel !alto si sono confuse insieme, passando irievi tabilmente la indifferenza dello spirito e del .giudizio e del concelto alla indifferenza del sentimento, della inclinazione e del Tazione" (II, 269 e ss.). Oueste parole in cui, con robusta e calda eloquenzc;x, sono poste sullo stesso piano anzi sono identificate,' coscienza nazional e e coscienza razziale, meriterebbero di e s sere conosciute da tutti gli italiani. In esse troverebbero Ia pili esplicita gi u stificazione del razzismo come concezione generale della vita e come indirizzo poli tico; rna dovrebbero essere meditate so prattutto. da quegli pseudo intellettuali i quali, in nome di un presunto affron t c _latto alia. dignita dello spirito, han Jevato lanienti e proteste contro l'intrusione d e i concetti di razza e di sangue nella consi derazione dei fatti umani e della stori a Si renderebbero conto come Leopardi, i quale, pur abbeverandosi alle pili dispa rate fonti del sapere, rimase sempre schiet tarnente italiano d'animo e di mente, n on attribui alcuna idea degradante e peggio rativa a queUe parole, da lui usate nel senso preciso. e impegnativo che noi oggi abbiamo ad esse ridato. FORTUN.ATO

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CESARE BALBO strenuo difensore della razza Audax Japeti genus Hor. Non tornera inutile leggere alcuni brani di prosa viva scritti precisamente un secolo :tddietro da un grande ario italiano e cat tolico : Cesare Balbo. Sommario della storia d' Italia e in tutte le opere maggiori e minori di Balbo, ci sono affer mazioni tali da fare ispiritare certi peco roni che, con Ia storia di Noe, credono di coprire di metafisico disprezzo tutte le : dfermazioni categoriche di razza e di san gue. Balbo nel Somm. St. d'It. dopo avere affermato che le scienze fisiologi che, e filosofiche e le storiche progredite 11egano l'origine di popoli autoctoni ed amme ttono una .sola origine per tutti i po poli pili o meno vicina aile due convaUi del Tigri e dell 'Eufrate (Fusione delle Schiatte in Italia pag. 11 ), afferma : N oi .riamo di razza di sangue piit puro; noi .riamo pii; anticamente potenti e signori, pit/ nobili, nobilisriin:i Lo storia d 'ltalia per B ., s inizia 2600 anni a. C. con un grande rimescolio di popoli che egli non tralascia di affermare ripetutamente essere stati tutti di razza gia petica: tirasceni nella triplice suddivisione di taurisci, tusci, osci; veneti che in ulte riori dispersioni diedero luo g o agl'illirici pannoni, sarmati, poi czechi, lechi, russi; iberi nella ancor triplice distinzione di li g uri vituli, sicani; celto-umbri compren denti gl'isumbri, vilumbri, olumbri Parlando de' pelasgi cacciati d'Egitto, di Palestina o Fenicia e poi dispersi nella terra degli ioni e in.fine ricacciati dagli e lleni a nuovo errare scrive: Ma furono pochi per certo ; ondeche di tanti sangui (tutti di razza giapetica) fin d' a/lora rimeHolati nell' italico, non rimase certamente sc 11011 a stille il pelasgico Dopo aver parlato delle invasioni di Odoacre e di Teodorico e aver affermato che Ia fusione tra Ie schiatte nazionali con le invadenti non si realizzo minimamente .. ,--------------.. viene a parlare delia terza invasione, de' Longobardi, scrivendo che questa fu Ia prilna genie di che s'abbia a segnalare una fusione notevole co11 l antica schiatta ita liana (bp. c. p. 46). Ma Ia genie longo barda fu senza dubbio poco numerosa come apparisce dal non aver potuto occu pare mai trilla la penisola E aggiunge ( op. c. pag. 493) : poco rincrescimento 1imane della caduta di quei Iongobardi che mischiati posda con noi nella sventura co mrme, lasciarono il sangue pit/ abbondante che si fosse nelle nostre schiatte >>. E quindi e (Fus. Sch. pag. 47) che Ia na zione italiana r isuitala all'ultimo da queste j11sioni, t imase .renza dubbio piu ricca di san gue primiti vo che non rimanessero Ie altre nazioni risultate ne' regni romano b ar barici, pili che Ia francese o la britan. nica o Ia spagnola come e dimosll'ato dalla lingua italiana pirl ricca di lingua latina che certamente Ia britannica o Ia francese cbe non forse Ia spagnola. Non bisogna Ia sciarsi sviare in tali calcoli dal gran m11ne-1o di genti barb ar ic be, Le qual i enlrarono gia in ltalia Visigoti, Vandali, Borgo gnoni, Emli, Turingi, O.rtrogoti, o S assoni. Tutti questi v'ent rarono e pareccbi vi di morarono, ma t!llti n'uscir01io pol o v i si spemero, o furono ridotti negli ango li l'.-'l.lpi e nelle porhe terre di p oco canto. Una totale purezza di sangue Balho ne ga agli stessi germani : del res to nemmeno Ia vosira schiatta princi pale teutonica 11011 rimase p11ra nelle vostre stanze rimase piil pura f orse che alt rote, ma 11011 assoluta mente pur a ( op. c. pag. 18) Ad ogni modo, Ia fusione tra Iongobardi e romani ci fu, non solamente fusione unica e no tev o / e in ltalia, ed ultima e minima fra le si-mili fatte a ltr o t ;e, ma fu anro r a Ia pit/ lenta ad effettuarsi ( op. c. pag 48 ). Venendo a parlare delle invasioni e di stinguendole in allodiali (gentilizie o po polane) feudali od aristocratiche, governa tive o di principi, scrive : le prime po polane produss e r o fus;oni maJsime. le se conde feodali produssero j11sioni medie, l e terze governative pr odussero fmioni minime (op. c. pag 55). Le invasioni di Carlo Magno in Germania e Spagna furono gentilizie, rna ;I? ltalia Carlo Magno 11011 jere invasioni gentilizie, 11011 rondusse 11irma genie 111/0 t'a ( op c. pag. 55); tra il 1050 e il 11 00 ... le scbiatle erano quelle di adesso : e le d11e i;wasioni grandi, Goti. Germani

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della seconda lettera delle tre scritte a Gino Capponi : : le genti celtic he o fin. niche ... popolando le due regioni di qua e di Ia del mare ri masero consangumee in tutta I' antJchita/ . le imi asioni di Franchi di qua e Sassoni di Ia... me s c olarono altri sangui pur consanguinei 11 mescolarnento di sangui consangtJinei e considerato da Bal bo, come dai biologi moderni, un bene sotto l'aspetto fisi co rna non sotto l)ammento di un rilievo traicineci: un legionario e un barbaro. quello politico... il mischiarsi appunto o incrociarsi delle la allodiale e Ia feodale erano terminate; Ia gran fusione era c ompiuta Compiuta la gran fusione con la minima partecipa zione di altri sangui nei nostri antichissimi, seguono qua.ttro seco/i be/Ai di nostra storia Le invasioni che vennero tra gli ultimi anni del secolo XV e i primi del secolo XVI furono quelle che Balbo chiarna governative e conseguentemente la nostra gente rimase integra nel suo sangue Le invasio m governative ( infatti) non prodrt cono fusioni ma so no ( sotto 1' aspetto bio logico) invasioni da nulla o da celia rispetto quelle allodiali o feodali E afferma : non rm centinaio di famiglie si contano spagnole o tedesche italianiz7Ate in questi Ire seco/i e mezzo; non uno ch' io sap pia del secolo presente Queste fusioni furono minime e lente in ltalia appunto per un teorema storico di mostrato da Balbo: c h e le fusioni stanr10 in ragi.one inversa della civilta delle due nazioni signore g giante e signoreggiata Una lieve fusione di vari popoli sui suolo d'ltalia ci fu, rna quei popol.i furono tutti di una medesima razza suddivisa in varie schiatte Tulle le genti europee furono giapetjche c om e pur dimostrato da tulle le tradizioni ltllte le storie, tulle le filo1ogie Or que/ rimescolio di schiatte cosi varie che se n' ad,pntano quasi di bastardmne alcuni i:aliani: dovrebbero acc-ennare foro una delle pr-incipali cause della superiorita de foro padri Pen) nelle Sper. d'It. al c. V. afferma che pur tra le tante divisioni che si riscontrano in Italia, si trova qui piu che altrove l'unita del sangue E giustarnente perche la fusione avvenne tra popoli giovani e biologicarnente non tarati rna adatti allo sviluppo inde.finito di ogni facolta intel lettuale e di sangue della medesima razza 11 Balbo infatti tien serppre presente questa ultima distinzione come prova un brano 28 schiatte ... 11egli animali stessi produce pe1 fezione delle facolta e delle fattezze corpo rali, e negli uomini pur delle intellettuali e morali (Fus ... p. 23) Tuttavia in varie parti delle sue opere loda Ia purezza di razza come un fatto politico ed etnico importan tissimo. Riassumendo nella prima lettera diretta agli estensori della gazzetta di Augusta quanto scrisse nel Sommario intorno ai primi popoli che abitarono la nostra terra afferma che dopo una breve convivenza de' Pelasgi coi Tirreni Etru sci ed Osci, quelli furono ricaaialii dal s.ollevamento nazionale de' tirreni primi tivi Da questo fatto chiamato antichis sima e bellissima rivendicazione di indi pendenza sorse poi quella grande con-. federazione e civilta etrusca la quale ebbe i1 suo centro di irradiazione nella regio11 e che s erbo appunto il nome d i Etmria, Trt scia o Toscana; quella Toscr.zna che non per nulla serba oltre il nome, pill puro il tipo della lingua e delle fattezze primitive nazionali ( op. c. pag. 15). Per B. la purezza di razza e un gran fattore di civilta e potenza, base della pre ponderanza di un popolo. Alia richiesta del come rnai il polo polit i co cio che i Iatini chiamavan imperium e i moderni preponderanz; o passasse dai po poli romani ai popoli germanici rispon de: che in tulia I antichita ; in Asia come in Europ-a, le Nazioni rimaste nella condizi011e prinr i tiva di genti vinsero sempre e disMtSsero all'ultimo le nazioni meno rimaste in tal condizione. 11. raccozza mento 0 rimescolamento di popoli e de leterio : la Grecia vinse 1a Persia, perche la prima era virtttosa e virtuosa per che appunto formata da una sola gente la seconda perche formata da genti cor rotte e corrotte perche passate ... a rac cozzarnento nel gran 1 egno E alia domanda del come, p_assato il polo politico da' popoli romani a' germa nici le rivolrtzioni diventassero una ma lattia endemica de' p'rim i risponde che dal 1073 fino a ieri od oggi qua11le rivoliJzioni si fecero... tulle frJrono effetti conseguenze od accidenti... della fusione di schiatte .rignoreggiate e signoreggianti La fusione di razze diverse portera semprc la rivoluzione vera malattia... cronica endemica durante, rinnovantesi sempre : malattJa inevitabiie Alia sua sensibilita razzista non sfugge il nobile orgoglio Dantesco: Dante sem bra... in quei Juoghi vantarsi di sangue ;omano (Vita di Dante, libro 1", Cap; II) Strivendo delle strane abberrazioni dello spir-ito ghibellino scrive che Dante fu im mune da queste per sangue ... guelfo cioe popolano, nazionale (op. L. z, Cap XI). Dal medesimo affetto di razza e di sangue e animato il I Cap. del primo libro della Vita di Dante >> : tutti i comuni, da principia e durante le lor lott e di indi penden7A furono retti da nobili. QrJeslo pare indubitabile. Ma si dis p11ta di qtJa/i schiatte Balbo propende che quelle schiatte fossero longobarde o Fran che o Tedesche. Ma fra Ia fine del s e colo XII e principia del XIII vi j11 quasi in tutte le citta come 11na contemporanea sollevazione ... del grosso della schiatta an. tica nazionale contra le schiatte straniere Tuttavia consiglia : Non esager,are I a propria nobiita; e cosi non dir que/ non sensa che 14 nostra schiatta sia pill anti r a dell' altre, perciocche tittle le schiatte so11 egttalmente antiche, vengon tulle dal padre Noe e dal padre Adamo; lasc iare anzi l o stesso vanto della purita di sangue, p e r ciocche oltre alia difficolta del provarl o salendo aile origini pill antic he no1_1 e d e cis a poi se sian migliori e piu atti a tttll o i sangui puri o misti (Somm pag. 9 8 ) Ma in qual senso dcbba intendersi questo brano appar chiaro da quanto andamm o sopratrascrivendo. Dopo quelle professi o ni di fede e quella meticolosa cura nel distinguere non pur le razze rna i sangui di una medesima razza, che s i succedettero nel suoio italico, e dopo que i problemi di razza, che egli pone, tratta e risolve, crediarno di dover riportar e l o spirito del razzismo italiario addietro al meno di un secolo Vi ho documentato un Balbo invasato da sentimento razzista. sentimento del re sto latente secoli addietro nelle pili pure ani-me italiane, e qui in .fine lo potr e i dopo quanto ho scritto e riportato con siderare uno dei sottoscrittori del decalogo razzista italiano. Altre invero sono le con siderazioni dettate da una esaltazione clio nisiaca, orfica ed altre quelle dettate d a una visione classica della storia, e Cesare Balbo lontano dalle prime, assertore della seconda viene a rafforzare Ia rinnov a t a fede nella purezza dd proprio sangue. PAOLO GUIDOTTI

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LE FONTI DELL'ANTIGIUDAISMO ITALIANO GIULIO BARTOLUCCI CARLO G. IMBONATI ed I bri rabbin c Le distruzioni e le falsificazioni sis te maticbe perpetrate dagli ebrei dei Ebri a !oro avversi rendono assai difficile trac c iare un quadro storico comp l eto del pensiera italiano, rna ]e ope r e c he ci rimangono bastano a dare un'i dea della chiarezza di vedute e della pro fondita di dottrina di cui i nostri scrit tori seppero dar prova, e dimostrano com e il problema ebraico fosse da loro c hiarito interamente nelle sue cau se pii] ripo ste . Ora la miniera della ne quizia ebraica ris i ede come e noto nel Ta lmud e nei libri rabbinici: fu rono app.unto esplorati principalmente da due m emorabili italiani del Seicento, il Bartolocci e l'lmbonati. monaci cister c:en s i Giu li o Bartolocci, della Congregaz ion e riformata di San Bernardo, nato il 1 a pri l e 1613 in CeHe no di Montefiascone 1 Toscana), e morto a Roma il 19 ottobre 1Ji87, fu uno dei piu dotti studiosi al tempo del pontificato di Innocen:zo XI Odescalchi Per tren tasei anni professore di lingua ebraica nel Col legio dei Neofiti, copri anche altre cariche im portantissime, come queL la di scrittore d'ebraico neHa Libreria Vaticana di Consultore della Con gregazione dell'lndice e di Abate di San Seba stiano alle Catacombe, ed oltre a dettare alcune opere minori, compilo il Catalogo dei Manoscritti ebraici delia Vaticana in tre volumi. Ma !'opera fondamen tale del Bartolocci fu la Bibliotheca i Vlagna Rab; ,binica stampata a Roma coi tipi della Congrega zione di Propaganda Fi de in tre volurni, il pri rno dei quali usci nel 1675 il secondo volume nel 1678 ed il terzo nel 16 83. Ad essi fu poi ag giunto il quarto volume, gia composto per meta dal Bartolocci e che, ter rninato ed accresciuto fu puhblicato nel 169 3 dal suo scolaro e successore Carlo Giuseppe Imbonati, pure c i stercense L'opera del Barto l occi, comp l etata dal j'lrnbonati se rvi del re sto di base a tutte le op e re successive in que s ta campo e principal mente alia f}ibliothecci hebraico-r.{Lbbinica del Wolf ed a quella del. Oppenheimer. Carlo Giuseppe Imbo nati. milanese morto nel 1694 oltre a terminare ]'opera principale del Bartolocci vi aggiuns e in a
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COHN, MEYER & SALO La famiglia ebraica prende lezione di danza, (Caricatura tedesca del '700) JP!prio cosi E niente convertltl : ariam dl purissimo sangue! Vedrete subito. Discriminare gli ariani, e non solo gli ebrei, e oggi una necessita, Ia cui importanza non do vr e bb e sfuggire a nessuno. Chiamare un indi viduo ebreo puo costituire una gravissima offesa, e, se fatto sui solo suono del suo cognome, una imperdonabile Jeggerezza, giacche il termine cbreo e diventato sintesi di una serie di qualita accompagnate da ben note conseguenzc . Sia concesso percio un appello alia prccauzione, a ppello che, del resto, si trova in tutti i trattati sui cognomi degli ebrei e che vorremmo, ripe-II ghetto di Strasburgo (stampa dell'BOO) tendolo, anteporre a quanto segue. E' noto che nell'Europa centrale Ia patria degli ebrei ( quel li tedeschi o ashkenasim) e Ia ampia valla det !Reno con Je sue \ vie d'accesso Essi Ia assieme ai Romani e non si mos piu, di modo che, curioso a dirsi, gli hanno popolato le citta renane aletmi se prima delle popolazioni tedesche Per un di anni dopo il crollo dell'impero ro mano essi non ebbero contatti, e pertanto non si mischiarono con i sefardi portoghesi In cambio, si estendevano verso oriente, e cio prin cipalmente in seguito aile persecuzioni del 300 Nacquero allora in Boemia, Slesia, Moravia e Polonia i nuclei di ebrei orientali (Ostjuden) La !oro lingua, il yiddisch, ha conservato a base i dialetti renani, i quali pero, nell'esporta. zione, han no perso I' obbedienza aile proprie leggi linguistiche. Negli ultimi due secoli, gli ashkenasim, oltre a riprendere i contatti coi fratelli sefardi, hanno inondato il resto dei paesi europei stabilendo cosi il pred o minio dei co gnomi ebraici di suono tedesco Chi, dunque, vuol formarsi una idea dell' intricato sistema dei cognomi ebraici in Eu;opa, deve anzitutto esa minare quelli degli ebrei tedeschi Ai bisoglii di identificazione dei giudei nn chiusi nei ghetti bastava originalmente il solo nome, finche, coll Illuminismo e Ia rivoluzione francese, Ia taro emancipazione rese necessaria J'accettazione di cognomi, i qua Ji, in parte, dovettero essere impo s ti dalle autorita. Tuttavia, nei maggiori centri di vita ebraica, questo processo venne anticipato: ebrei con nome e cognome si tro vano a Francoforte sui Meno nel XV secolo, a Vienna e a Praga nel XVII secolo Presso tutti i popoli indogerma nici sono numerosissimi i cognomi (nomi) derivati dal luogo di pro venienza ( citti\., villaggio, regione, provincia, paese casa ecc.) dell'in. dividuo che li investe Per gli ebrei, cognomi di questa tipo co stituiscono Ia stragrande maggio ranza, a tal segno che nella mente di motte perso ne informate in modo deficiente, un cognome de rivato (con o senza desinenza) da localita tedesche, si accompagna automaticamente con !'idea di pelo cri s pato, na,so adunco, piedi dolci e circoncisione. E in novanta casi s u cento, infatti, un individuo che s i chiama Frankfurt o Frankfurter, sara figlio d'lsraele Ma nei dieci casi restanti non lo sara E se invece si chiama Koln o Kolner, non sara ebreo per niente, nona stante Ia poca distanza e le rela zioni che sono sempre esistite fra Je due citta. E' bene sapere che i cognomi derivati dalle citta te desche possono benissimo essere cognomi onoratissimi di antiche famiglie ariane, che li portarono gia vari secoli prima che il primo giudeo avesse il diritto a co gnome D'a!tra parte, rirnarra privilegio de gli specia]isti sapcre che citta come Stuttgart, Ulm, Miinchen, Dortmund, Bremen ed altre e molti villaggi della bassa Germania non hanno mai dato agli ebrei il diritto di residenza, di modo che il !oro nome non ha potuto service alla formazione dei cognomi giudaici. In quant o agli altri, niente di preciso! Questa quasi impossibilita di sapere se un Espulsione degli ebrei dalla Polonia.

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IN, Dl TTA ARIANA cognome derivato da citta o paese tedescp s ia e braico o no, appare aocora aumentata se si pensa a1le ben note abitudioi linguistiche degli ebre i che con Ia stessa facilita daono, ai nomi di origine ebraica, flessioni e desinenze germa" niche e pasticciano i nomi germanici con ogni s pecie di iri_gredieilti semitici, mascherando tutto c on un supremo disprezzo pel valore e qualita d e lle vocali. Da qui una grandissima confusione, c ome nella scuola degli e brei Nomi di ani mali, credl!ti spesso privilegio esclusivo degli ebrei, sono diffusissimi fra i te -Ialmudista della Germania deschi. Se non derivano diretta mente dagli antichi nomi germa nici, nella cui formazione hanno una parte prepooderante, prendo no spesso origine dalle case cit tadine medioevali, segnate normaL mente con qualche animale. Le fa miglie Wolf, Fuchs, Bar, Lowe, Hirsch ecc. ecc. ( nomi che hanno una inlinita varieta ortografica) sa-ranno ariane se provenienti da Colonia, Ulm, Augsburg ed altre citta libere, mentre possono es ser ebraiche, se le !oro ori gini si trovano a Francofor te, dove, nell'epoca dei nomi di casa, gli ebrei avevano gia in par te cognomi. Che poi alia fine del '700 gli ebrei, nell'obbligo di sce gliersi un nome di famiglia, abbia no sce lt o anche nomi di animali nobili, e un altro paio di maniche. In ogni caso conviene far atten zione. Comunissimi fra ebrei e non ebrei sono i <:egnomi patronimici, che aggiungono a! proprio nome quello del padre, sia in for ma invariata, sia come geni tive ( -s, _es) o coo I' aggiun ta di .shoo, ,son, sen (= figlio) E' insistere sulla diffusiooe di questo tipo di co gnome in tutti i paesi nordici. Sara invece op portune ricordare il fatto, che, come in tutti i suddetti paesi, cosi anche nella Germaoia prate stante, era molto in uso scegliere i nomi di battesimo dall'aotico testamento, in opposizione, spesso, ai nomi dei santi conside rati cattolici : Se uno si chiama dunque Abrahamson, Jakob sohn, Isaaksen ecc. non e affatto detto che sia ebreo In quanto al cognome Salomon, esso puo vantare antiche glorie ariane. Si capisce che pochi padri cristiani avevano il coraggio di chiamare i !oro figli Giuda, Levi, Ischarioth, Asser ecc., e che viceversa sono da escludere per gli ebrei nomi e cognomi corn posti col nome di Cristo. Molto COrrente fra gli ebrei e l'aggiunta della sillaba ben ( figlio) al IY me del padre. La sil l a ba rab, aggiunta per vanto, indica che si aveva un nbbino i:l famiglia. Lirnitato agli ebrei e rimasto J'uso poco raccomandabile delle contraziooi che, congiungendo le iniziali, puo fare del figlio del rabbino Leser (BRL = Ben RaJ Leser) un signor Berl di quello del rabbino Arje Levi un Bra! o Beral con semitica noncuranza delle vocali Cognomi derivati da sono ugual mente numerosi tra ebrei e ariaoi; e da avver tire pero che un certo numero di nomi di artigianati (p. e il diifusissimo Schmidt), altri di cariche pubbliche (come Schulz, Vogt, Biir germeister ecc.), e naturalmente quelli apparte nenti a culto cristiano, rnancano agli ebrei. Tuttavia non esiste una linea chiam di de rnarcazione. II cogoome ebraico Coho (Coen, Cohen Cohnen, Chao, Kon Koga n ecc.) e de rivato da Cohanim tribu dei preti II Kohn tedesco puo essere invece una deformazi o n e ab breviata dell'antichissimo Konrad germanico. Maier, frequente fra gli ebrei : e m tutte le sue forme ortografiche, assieme a Miiller Schulze, Schmidt, Lehmann uno dei cognomi tedeschi ariani di maggiore diffusione Esso proviene dal Iatino maior e indica Ia fun zione di amrninistrazione di terreni. Se volessirno parlare dei cognorni ebraici che esprimono, o alludono a qualita personali, sia belle e nobili, sia basse e schifose dovremmo dare elenchi interminabili con continui accenoi a significati deformati, nascosti o conf o ndibili con quelli di cognorni puramenti ariani. I seguenti cognorni, di suono ebraico, p. e. sono tolti dagli elenchi antichi dei c o mmercianti ammessi alia Fiera di Lipsia e in questi elenchi come e noto, non figura nessun ebreo : Daniel David, Gad, Levin, Simon Adler, Beer, Fuchs, Hecht, Pfau Feuchtwang Landauer, Oesterrei cher, Strassburger, Blumenberg, Blumentrost Goldstein, Weyrauch. I pochi gruppi di c o goomi tedeschi che coo sicurezza non possono essere di ebrei compren dono, oltre quelli gia i ndic a ti, i nomi dei santi cristiani i cogoomi latioizzati all ep oca del l'umanesimo (Curtius Sart o rius, Orato r ecc.), e quelli in forma di frase (Hebenstreit, Grie penkerl ed altri). Per tutti gii altri' si dovraono aspettare i ri sultati degli studi sull a storia delle famigiie e dei Ioro cognorni Tali studi sono, peraltro, gia rnolto progrediti in Gennania di modo che fra poco, i cognomi e br aici potranno essere contrad_ distinti con una apposita aggiunta, stabilita con recente decreto che mettera fine aile interpre t a ziooi abusive e superficiali. * 31

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La essenziale sui giudaiswn, vale a dire quellm che direttamente illu mine Ia psiche e prassi giudaica neUe s u e rinnovellantisi, sebbene i n sostanz!=J ir.alterate s spressioni, e naturalmente va' stis sima, ,_ II prirri'o saggio_ e dovuto padre cistercense Giulio,. Bartolocct, nato a C e ll eno (.Viterbo) il 16 aprile _1613, deceduto in Roma il 19 ottobr e 1687 Prolessore di ebraico al collegia clei Neofiti in Roma, scrittore nella-'medesima lingua nella Bi b liot eca Vaticana, compile i n qunttFo -grarldi vol u m i .. Ja. .Bibliotheca Magna Rabbinica edita d a l 1675 al 1694. La ruorte lo colse quando av'eva portato a compimento ti-e di essi; il qu.arto fu curato cla! discepolo suo Carlo .Giuseppe Imbo nati, milanese, pure cistercense. !-'opera e assai pregevole del I;lar .tolocci comprende. per ordine allabetico 1960 au tori di scritti rabbinici. L'Imbonati alia sua v o lt a diedealle stampe ne! 1694 Ia B i bliotheca latino-ebraica sive de scriptoribus latinis qui ex divers is nationib'us contra judaeos vel d e r e hebraica u tcumque scipsere ; altra opera preziosa cui !'aut o r e aggiunse l o scritto polemico Adyen t u s Messiae a Judeaorum _blasphemis ac haere ticorum calumnis vindicatus che rammenta quello del vescovo Majolo di quasi u n secolo rima: De perlidia Judea ru m Lo scri tto d e ll 'lmbonati e datato dal di San Bernardo alle Terme di D i oclezian o 14 Ka!. Martii .Dominicae In car9ationis anno 1694 Le opere ordunque del Bartolocci e dello lmbonati costituiscono le solide londamenta dell a b ibliografia gi udaic'a, sulle quali si baseranno i ricer.:at o r i susseguenti, giudei n ella quasi totalita; i ricchissimi archivi della Biblioteca Vaticana fornirono le lonti a questi due umili servi di Dio Ai due italim\i segu l il giudeo Shabbe ihai Bass coll a Silte. Ye shenim ; il ma teriale lo tras s e e dall'opera del Bartolocci e dal -Bet ha-Midrash nonche dalla bi blioteca d i Aguilar. il Bass distinse le opere 32 per autore e per soggetto; Jo stesso metodo fu segui to da Jacob-Hailprim che complete Ia ricerca del Bass e dal Benjacob col Ozar. ha-Sefarim conte nente un vasto elenco di scritti. Sulle opere dei due pa dri cistercensi e pure ba sata Ia Bibliotheca He braea di Giovanni Cris Eano W oil apparsa in quattro parti ad Amburgo dal 1715 a! 1733 !I Wolf vi aggiunse quanto pote attingere dclla notevole collezione di scritti ebraici Oppenheimer e dalla Bi blioteca Bodleiana di Oxford. Segue a distanza di mezzo secolo Ia Nova Bibliotheca Hebraica di Kocher edita a Jena dal 1783 a! 1784; ,quindi Ia Shem ha-Gadolim (Le ghorn 1786-96) di Hayyim Josepl: David Azulai che aggiunge altri elementi. Opera supplemen tare compirono pure i rabbini Nepi e Ghi rondi pubblicandola i n Trieste nel 1853 mentre quella dell'Azulai veniva riordinata e completata da Benjacob ed edita a Vilna nel 1852. -Giovanni Battista de Ros s i aveva intanto studiato gli incunaboli e i primi saggi ti pogralici sull'argomento e nel 1780 pubbli cava in Parma De Typographic Hebr. Ferrer Commeni. historicus e di poi. gli Annc::rli ebreo-tipogralici dL Sabbioneta (Erlangeh 178 3 ) ; e gli Annales Hebreaeo Typographici Sec. XV nel 1 795 e gli Anna!es Hebreaeo-Typographici ab anno 1501 ad 1540 nel 1799 in Parma e pure in dettacitta Ia Biblioteca Judaica anticristiana nel 1 800 -o'ai 1848 a! 1863 Juliu s Fiirst a Lipsia clava aile stampe Ia Bibliotheca Judaica comprendente i titoli di 13. 500 scritti. Mo ritz Stein schneider alia sua volta redigeva il Catalogus librorum hebreorum in Biblio theca Bodleiana (!816). Jacob Zender il Catalogue of the hebrew Books in the library of the Brit is h Museum (London 1867) e Roes! il Catalog der Hebraica und Judaica aus der L. Ro senthal'schen Bibliotek (Amsterdam 1875) S. Wiener clabore un catalogo della col!ezione Friedland che si trova a! Museo Asiatico di Pieiroburgo. . Le opere in lingua italiana sono del pari assai numerose e saranno quanto prima res e note agli studiosi, costituendo una lonte preziosa per l'indagine sui procedi menti giudaici in avversita ai quali molti sono stati gli s crittori nostri da Dante in qua. Vi si contano opere che suonano come grida d'allarme cadute allora inascoltate dai piu essendoche il livello medio della culture non era an cora tale da consentire che le masse potessero rendersi conto della natura dell'insidia giudaica, che invece tanto chiaramente avvertivano gli spiriti eletti. Tuttavia e conlortante constatare che 'anima italiana nella sua superiore sensibilita, l'ha avvertita prima di ogni altra. Eran voci che sorgevano un po' ovunque prontamente sofiocate ad opera di giudei o di !oro emissari inquadrati nelle 'sette dagli stessi promosse e vigilate. Si criti cava acerbamente, l'intrigo politico, il mal costume, !'usura l'egocentrismo spietato I' affarismo vertiglnoso e se ne puo cit are taluna a mo d'esempio: L'affarismo ebraico nella concezione. Sdmbartian
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LA TRAGEDIA DELLA RAZZA GRECA E noto ormai che i mo tivi per cui il Governo Ifaliano conduce energica mente la campagna per la difesa della razza sono m o!to gravi. Non si tratta s oltanto di inantenere ca ratteri somatici o fisiologi ci, rna soprattutto di con servare quelle qualita in tellettuali e morali per cui il nostro popolo si e affer mato, in varie epoche, net tamente superiore a tutti gli altri e ha dato genii in tutti i campi, diverse di un'unica Ora e evidente che nella nostra stirpe fossero e ntrati in prevalenz a altri elementi, Ia civilta latina sarebbe finita e non avreb be dato ne i grandi tre c entisti, ne il Risorgimento e tanto meQ.O il nuovo im pero di Roma. La storia c i offre esempi eloquenti della necessita per i popoli d i con servare pura la pro pria razza, per conservare I a propria civilta Come mai il popolo arabo che nei primi secoli dopo Maometto aveva un impero che si estendeva dall'India all' Atlantico, grande non solo per forza d'armi rna sviluppo di civilta, ha perduto c ompletamente non soltanto il potere politico, rna mche quello della superiorita intellettuale? Questo fatto che sembra inesplicabile e molto chiaro s i pensa che i conquistatori arabi furono solo un'aristocrazia pocb nu m erosa che fin! fondendosi nel ma,-e magnum delle popolazioni dell' Asia e dell'Africa a cui diede religione e lingua Principi e n obili si circondarono di schiavi per lo piu di razza inferiore, e spesso Ie schiave divennero favorite e madri di bastardi e mulatti. La religione poi, non facendo distinzione di colore li mise allo s tesso livello e Ia razza inferiore ebbe il sopravvento perche piu numerosa Ancor oggi si vedono in Libia, nelle scuole islamiche tenute dagli iiman, i bambini neri accanto agli arabi senza distin zione perche accomunati dalla medesima religione. Basterebbe 1' esempio della sparizione della civilta araba per pro vare Ia necessita di intensificare la campagna per Ia difesa della dopo la conquista dell'Impero. Ma Ia storia ci offre un esempw ancor piu evidente, e noi piu interessante, dello stretto legame tra stirpe e civilta e della necessita di ma:ntenere pura Ia prima sc si vuol conservare Ia seconda Chi consjdera i due popoli che han no creato e sviluppato Ia civi lta classica il Iatino e il greco osserva un contrasto che a prima vista sembra strano : la civilta di Roma si e sviluppata rinnovan dosi continuamente e oggi e in primo piano in Eu ropa. mentre Ia civilta gre ca si e esaurita nell'anti. chita e, dopo il torbido periodo bizantino che in verita non si puo derivare direttamente dalla civilta classica e rimasta molto lantana dal suo splendo f e anti co. La spiegazione di que sto contrasto non e dif!i cile Gli invasori che scorraz zarono per I'Italia o l'oc cuparono prima e dopo il 476 erano i piu civili tra i barbari e molto pochi in confronto agli abitanti del la penisola. I Longobard i un po' piu numerosi degli altri rna non tanto erano gia cristiani come i Goti, e presto divennero cat tolici. Quindi non solo non distrussero le popo Iazioni d Italia, rna subirono l'infl.usso della Chiesa che, adattando alle nuove esigenze la civilta romana contribui alia fusione in cui prevalse per caratteri e per numero 1' elemento Iatino Le in v asioni degli Unn.i in un tempo anteriore a quelle degli Ungheri assai piu tarde benche abbastanza v iolente non interessarono bre ve mente che una parte della pianura padana dovendo entrambi i popoli combattere in altre parti d'Europa guerre di molto mag importanza ; quella degli Arabi in Sicilia fu il contributo di uno scarso popolo civile e riguardo soltanto una parte dell'isola (M. Amari : Storia dei Musulmani in Si cilia ) Ma se la nazione italiana pote mantenere e mantiene i suoi caratteri di razza latina non cosl fu per la Grecia in cui il popolo era molto piu scarso del romano e subi invasi ru di ingenti masse di ferocjssirrii barbari ( Occorre notare anzitutto che mentre le avevano latinizzato tutto il nord dell'attuale penisola balcanica, Bi sanzio, l'Ellade continentale e il Peloponneso erano rirnasti greci. lniziandosi Ie invasioni barbaricbe quella disgraziata penisola divenne il O!:ffipo di battaglia dapprim a dei popoli germanici e poi soprattutto degli uralo-altaici e degli slavi. Dopo una breve. invasione dei Visigoti che giunsero sino all'Ellade e dopo che gli Unni ebbero scardinate le fortezze del Danubio distruggendo molte popolazioni latine che costituivano

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I' antemurale di difesa del mondo greco meridic ; mate, cominqa rono a sceridere in piccole schiere gli Slavi. I quali pero calarcino in. masse imp<)nenti ai primi del VI secolo, approfittando del disordine prodotto da una invasione di Bulgari ( ancora uralo altaid e pagani) che lontano in schiaviru intere popo lazioni. L'imperatore Anastasio (491-518) rifugiatosi dietro le sue faniose mura nulla fece pratiCamente per salvare queUe vaste regioni che furono in gran parte occupate dagli Slavi; essi pero non ebbero Ia capacita di costituire uno stato, come non ebbero mai forza di conquista e si sei:virono delle vie aperte loro dalle arini di altri popoli per occupare paesi deserti e indifesi. II grande Giustiniano li rna, occupato in altre vastissirne imprese, dovette abbandonare a se stessa Ia penisola attraverso i cui valichi indifesi gli Slavi strariparono devastando fino all'istmo, dove soltanto nd 5 58 poterono essere fermati. Nuove distruzioni produssero nel VI secolo ancora i Bulgari condotti_ da Zaber Chan, e pili i ferocissimi Avari che per due cento anni corsero il nord e il centro della penisola togliendo definitivamente a queUe regioni il carattere Iatino e separando cosi per sempre i Romeni dai Romani d'o<:cidente. (A. D. Xeno. pol: Storia dei Romenr) Nel 577 si verificarono ancora dl forti masse slave che il prode Maurizio cerco di arrestare mentre rivolte interne ed assalti di Avari mettevano in serio peri colo l'impero. Pili tardi perdurando questo terribile stato di cose I' imperatore Eraclio fu persino tentato di abbandonare le sorti dell'intero paese agli invasori. E arriviamo cosi verso Ia fine del 600 quando gli Slavi occupavano ormai tutta l'immensa regione dei Carpazi al Capo Matapan, senza pero riuscire, per mancanza di tradizione e di forza di coesione politica, a formare uno di discreta estensione I Bulgari altaici invece nel 679 il primo potente irnpero e neUe lotte di questo nuovo con Bisanzio, Macedonia, Tessaglia e Peloponneso offrirono ariCora i c-ampi di battaglia (K. J. Jirecek: Storia dei B11lgarz). Le deva stazioni continuarono nei secoli seguenti raggiungendo il culmine durante il regno del tremendo khan bulgaro Krum che coUe sue frequenti incursioni anniento quasi completamente Ia popolazione greca della Tracia. Solo Basilio II che fu chiamato Bulgaroktonos per essere riuscito a vendicarsi sui Bulgari con molta crudelta, stermino _le truppe del l9ro l$ltimo zar Samuele, che ancora una volta aveva devastato il Peloponneso. Cosi gia all'VIII secolo le popolazioni greche erano state quasi totalmente distrutte dagli A vari, dai Bulgari e dagli Slavi. Questi . ultimi avevano occupato in AHresco del di.. Tirinto: oUerente. 34 gran parte i vuoti lasciati dai massacri e dal trasporto in massa di popolazioni a Costantinopoli da parte di imperatori, come fece ad esempio Costantino V Cropronimo che aveva voluto in tal modo sostituire i morti per una terrlbile pestilenza. L' esigua popolazione greta rimasta era stata assorbita e slavizzata Da quell' epoca data appunto la sostituzione degli antichi toponiini clas sici con altri slavi. II Pelo ponneso si denomino Morea, terra marina; molti monti _si chiamano ancora Zagoo Zligorion, dei fiumi Vistritsa, altri luoghi Gra nitsa confine (nomi che ri troviamo in tutti i paesi sla. vi) benche il governo da qua. si un s&:o1o abbia richiamato in vita i nomi classici . -Ne}La-TCSsilglia, sj sali _i)ochi ceiitri fortificati e uii gtosso nucleo di : pastor];: discesi dai-meptre nella nella riella toe e 5oprattuti:o nel gli invasori preponderanza. E se 4ttto questo non baSt:asse, i pirati andalusi che nel1'824 fondarono Un swtanato : a Candia e lo rila.ntenne.ro per pili di un secolo, saccheggiarono pili volte le isole e i 'porti della Mox:ea. Intanto l'impeJ:o d'Oriente tentava: mvano sotto Irene e Nice foro di assoggettare gli Slavi La riusd invece all'iniperatrice Teodora per mezzo del generale Theoktistos Bryennios che ndf849 li virise e soggiogo : solo ndle z11pe del Taigeto, i Milingi e gli Ozeriti con servarono una certa liberta pagando tributo. . Nel 1040 i Bulgari, ribellatisi ; arrivarono devastando fino a Tebe. Poi i tartarici giunsero in Tracia e nel 1065 i Ioro aflini Uzi e Cumani saccheggiavano fino a nicco. Durante il XII secolo Roberto il Guiscardo deva5to Tes saglia e Macedonia e Ruggero, assalendo i P<>rt1 della Grecia propria, porto in Italia lunghe schiere di prigiop.ieri. Nel_ :l186 V alacchi e Bulgari sopravvissuti alia distruzione del prima impero si, ribellarono ai Bizantini fondando il II impero bulgaro. II loro zar Caloianni (1 i79-1207) per vendicarsi delle ostilita bizantine, infieri ferocemente sulle genti della Macedonia e del l'Ellade onde ft;t chiamato Romaioktonos (Upenski : La forma. zione 4el iecondo impero bulgaro). Quand9, con la quarta crociata, Ia Grecia divenne paese feu dale, l'influsso dei si.gnori in maggior italiarii e frartcesi, fu assai notevole (W. Iorga: 1 Latini neJ Peioponneso). La repub blica veneta occup<'> molte i59le e parte della Morea vi costrul Castelli e porti e vi esercito una grande influenza cu).turale che ailcor oggi appare nei costuffii e nei nwnerosi termini italiani della lingua greai. moderna. I .vari cognomi italiani che si odono in quelle regioni diinostrario una notevole immissione di sangue nost:ro. Nel1332 coll'appariie dei TurChi si inizia un nuovo periodo La stridente diversita di costumi e di religione rese impossibile Ia fusione e pili feroce rurto: Ia prima conseguenza fu 'Ia deva-stazione completa di Negroponte. . Alcuni anni prima a1 seguito degli almogavari catalani erano discesi i prirni gruppi degli Albanesi. Da quel momenta, ora di propria iniziativa col Ioro re Thopia ; ora chiamati dal despota Manuele Contacuzino popolare il suo deseito despotato di Misithra, ora a1 seguito o sotto Ia protezione dei Turchi, -ora assoldati come truppe dai V eneziani, gli Albanesi discesero nell a penisola dell'Ellade e vennero a colmare i vuoti lasciati fra le popolazioni dalle invasioni continue Dopo Ia conquista di Costantinopoli da parte dei Turchi la Grecia divenrie catnpo di battaglia tra i Turchi e gli stati cristiani. Quando Andrea Doria attacco i Turchi nelle acque dell'Egeo questi fecero strage degli abitanl'i della Morea the si erano ribel lati e devastarono le isole. Lo stesso fatto, cioe il massacro di .popolazioni favorevoli ai Veneziani da parte dei Turchi si fico anche durante l'impresa fortunata di Francesco Morosm1, tanto che Venezia, occupando Egina 1 e il Peloponneso, trovo un paese quasi deserto e dovette ripopolarlo chiamando geitti da ogni parte. Nel 1711 nuova conquista dei Turchi e nuovi massacri. Du rante il dominio turCO ricordare le stragi compiute in Epiro da Ali Tepeleni pascia di Gianina e quelle delle trupp_e egiziane accorse in aiuto dei l'utchi nel 1826 contro i ribdli greCI. . corsa attraverso l:t storia risulta evidente che Ia greca e quasi scomparsa. E' rimasta Ia lingua hittavja benche notevolmente trasformata da. elenienti turChi, itaiiani, ecc. (G Fr. Hertzberg: Storia di!lla. dtfllo spegnersi deiia vita an!ica fino ail'epoca presente) soprattutto grazie a}l'influenza supenor e della Chiesa Qrto
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poletniea INTERNAZIONALISMO E TRADIZIONE I semtt t e le art" i figurative degl i che sente piu ripetere chi parli oggi d'una pittura e di una architettura ebraiche e della loro in fluenza su quasi tutte le nazioni conteme questo : non esistono una piF tura ed una architettura ebiaiche. Non e>istono, ne sono mai esistite: per la ra gione che il popolo ebraico, data la sua cost ituzione di TaZZa, e stato sempre poCO dotato per le arti figurative. Verissimo. S' e vis to presso altri po poli di razza affine che parlano al pari degli Ebrei lingue semitiche: per esempio gli Arabi, i qua' li, o.Jtre a non avere avuto, come si sa, ne pittura ne scultu ra, anche nell'architettura dovettero Ia !oro flsionomia in gran parte ai. Persiani; e per di piu nei vari paesi che andava no occupando come Siria, Egitto Tuni. s ia, Spagna, Sicilia Ma.rocco, subivano nelle nuove fabbriche l'influsso delle razze preesistenti. Nul'la di piu diverso c h e tra Ia cubica e trascendente archi tettura della Zisa, vicino Palermo, e quella, lussureggiante e fiabesca, del l'Alhambra .. a Granata; che tra lo spaziato t'ti aereo equilibrio di archi nella Rotonda della Roccia in Gerusalemme e Ia ser rata, pesante quadratura della Moschea cattedrale di Kairouan. L'architettura ara ba in fondo non fu che un aggregato di architetture diverse. sorte tra Ia Persia e Tazza fenicio-cipriota da Preneste. l'Atlantico, e rese simi'li dal comune im piego di certe forme e dalla comune o s se rvanza di certe consuetudini. Assai di piu questo si puo dire per un altro popolo pure Semita, ed in misura anche maggiore affine di razza agli Ebrei cioe per il popolo Fenicio; Ia cui espan sione ehbe confini geografici altrettanto vasti di quell a degli Arabi, rna essen do di diversa natura, cioe, come si sa, ne reli giosa nc guerriera ne rivolta ad occupare terre, rna solo a stabilire commerci sui territorio d'altri popoii, non lascio tracce nell' architett:ura: Gli edifizii che essi co struirono per necessita rituali e pratiche risentono sempre. promiscuamente, !'in fluenza delle nazioni presso cui si trova vano. I Semiti non ebbero dun que naturale disposizione per l'architettura come non l ebbero per Ia pittura ne per Ia scultura; e se questo vale indistintamente per tutti, tanto piu e vero per gli Ebrei che, come si sa, non so'lo non concepirono mai in modo originale queste arti rna quando costruirono, mille anni avanti Cristo, il temp io di Gerusalemme, dovettero ricor rere, anche per Ia parte tecnica, al con corso degli artigiani fenici. I Fenici in fatti, pur non essendo artisti avevano gia 3S

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Un lato maqqiore del sarcofago di Amatunta. avuto opportunitil di buoni tecnici, dimorando gia da molti secoli nel le )oro citta in un jmnto obbligato di tra Ia civilta cretese e Ia civilta egiziana; gli Ebrei solo poco tempo avevano lasciato Ia vita nomade e presa l'abitudine aJ!Ja 'vita delle citta. Le quaJita artigianali che anch'essi potuto sviluppare, cioe com'e prop rio del carat tere semitico, di manifattura e non d'arte, non avevano ancora avuto modo di svolgersi. Su questo, dunque, nessuna difficolta: non esiste e non e mai esistita un'arte pla stica semitica ne un'arte plastica ebraica; ma c'e, e c'e sempre stata, nei popo'li di razza orientale e di lingua seniitica, cioe negli Arabi, nei Fenici, ed anche negli Ebrei (quando si trovassero in favorevoli) una viva tendenza per Ia tecni ca e per Ia manifattura. Tanto e vero che, durante il medioevo, gli Ebrei ebbero nei )oro ghetti un artigianato proprio, che CO struiva oggetti non solo per se, rna anche per metterli in commercio. Quando i popoli vicini, naturalmente predisposti all'arte, conservavano ognuno Ia propria fisionomia, sviluppando una ci vilta propria, ed avendone piena coscien za, allora questo artigianato dei Semiti .era riservato solo al consumo interno; quando Ia decadenza o le invasioni con fondevano per qualche tempo i popoli e cancellavano per conseguenza le arti, a) lora come surrogato di esse, poteva spar gersi dappertutto questa produzione com posita, il. cui carattere era appunto di non averne alcuno *** Ma l'esempio maggiore di cio lo die dero i Fenici. Questa insensibilita, questa indifferenza, questa deficienza, questo po ter ridurre l'arte a meccanismo; questo poter copiare senza impegnarsi, e senza che 'le stesse materie trattate, legno, rame, argento, avorio, suggerissero, nel corso del lavoro , impressioni ed immagini, li liberassero solo per un momento, dalla copia: questa vera e propria inferiorita dovuta all a razza; fu da I oro, secondo il solito, trasformata in uno strumento di guadagn,o. AI pari Ebrei, peril. g1,1a36 dagno, av-eva:no rinunziatc) fino da princi pio anche alia liberta; la soggezione allo straniero, togliendoli da ogni preoccupazione politica, avrebbe dato 1oro il modo di stendere tranquiliamell'l:e, in tutto il Medite;rraneo Ia rete dei traffici. Fin da principio, gia sudditi dell'Egitto, intuirono I' opportunita disfruttare a proprio v:antaggio eio che stava allora accadendo. Si abbatteva in quel tempo Grecia l'ondata dell'in vasione dorica. Ne derivava un grande spostamento di popoli. Cad eva anzitutto Ia civiltil cretese-micenea; le popolazio ni che l'avevano creata, si riversavano spaventate sulle coste dell' Asia min ore; l'Egeo piombava definitivamente nella harbarie. 11 commercio miceneo aveva diffuso l'iute micenea, che aveva una sua fisiono mia ben defi.nita, dipendente daU'ambien te nel quale era sorta. I Fenici, invece, non avevano alcuna arte; erano anzi; co me Semiti, poco inclini all'arte. Ma essi non si l'op .poitunita unica, che loro si offriva, di as sumersi di colpo, essi soli, Ia continuazio ne del commercio egeo, e d'altra parte Ia necessita di sostituire da parte loro la produzione di coppe, di vasi, di bronzi, di !egni di avorii, che aveva reso famosi i !oro predecessori, ricorsero, privi d'altra parte di talento proprio, allo stes so espediente che era fino allora giovato I oro per uso proprio: si servirono promis,; uamente dei modelli presi dall'arte dei popoli vicini. E' evidente che un'arte cosi ibrida, e cosi priva di intrinseco valore, pote esse re diffusa per qualche secolo, ed avere foituna, perche a causa del declino di tutte civilta mediterranee, cioe, oltre all'e gea, dell'egiziana, dell'assira, dell'ittica, avvenuto nel medesimo punto, e deHa temporanea conf usione delle razze, nessu na fresca energia d'un popolo portato ull'arte pote per un certo periodo sorgere affermarsi. Cio che avvenne in realta f:'olo due o tre secoli dopo. lntanto questa produzione fal&a, creata solo per il gua. dagno, e non avente de] carattere del po polo che Ia diffondeva nessun'altra tmp rgnta se non della sua commer ciabilita, domiriava essa sola tutti mercati. *** Dal decimo aLsettimo secolo av. Cristo questa eri su per giu 1a rete del commer cio fenicio: oltre Cipro ed i suo i cinque scali, in Oriente le basi. di Rodi, Creta. le Sporadi, ie Ci!::lad1; in Occidente, da una parte la linea Gozzo, Mal!a, Pantelleria, Biserta; dall'altra, ha !'Africa e Ia Sardegna e la Sicilia uit trian'golg i cui. vertici erano Cartagine, Cagliari, e l'i di Mozia, posta tra Mazzara e Tra pani. Piu ad Occidente ancora, l'isola di Jsviza tra le Baleari e Cadice VICliiO a Gibilterra. In tutti questi scali trasportavano prodotti della I oro arte industriale; e quando, tra l'o!tavo e i] settimo secolo l'Etruria e il Laiio, per effetto delia vita agricola che vi stava sorgendo, giunli ad una grande prosperitil, divennero un approdo ricercato dai mercanti anche in queste regioni apparve gran copia delle manifatture dei Fenici. Oltre alle uova di struzzo dipinte, ai vasetti per unguento alle collane di vetro, agli amuleti egiziani a scarabeo, vi portarono esempi della lo ro arte eclettica, come le tavolette d'avo rio a intagli che i )oro artigiani copiava llo da modelli ittici, egi1:iani, ed assiri simili a quella che gli artisti di Tiro avc vano fatte per il tempio di Salomone; e soprattutto le gratidi coppe d'argenlo r d argento dorato, una delle quali s'e tro vata a Palestrina ed e esposta oggi a Homa nel Museo Preistorico ed Etnogra fico.

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Questa, tuti:a ornata di a sbal zo, si. compone di tre stili diversi. n ser pente che ne cinge l'orlo, -dal corpo a sottili squame, dalla testa che tocca Ia coda, e un motivo consueto nell'arte egie ha significato di scongiuro: Pure egiziana, nell'atteggiamento e nel disegno, e Ia scena ra:ppresentata nel tondo centra le; un re che trafigge il nemico colla Ian cia; mentre Ia figuraziol\e di cavalli e di uccelli ; che si svolge nel primo anello, e dell' arte greca aTcaica II fatto poi che viene narrato enl:ro il se<;ondo anello cioe d'un re che sui suo carro da guerra e all'omhra del suo parasole esce di Citta per la caccia al cervo, e dopo averlo uc ciso e sacrificato e assa:lito da una fiera e anche di questa riesce vincitore, appar. tiene poi per il concetto e per il modo com'e rappresentato, interamente all'arte Tre motivi, dunque, indipendenti dall'altro, e copiati cosi come si tro vano, da. opere d'arte diverse. Que5to e uno degli esempi piu noti ; tm alti:o sono i piatti trovati a Creta, in una caverna del Monte Ida. Inoltre vi e un' abbondMte statu aria; f requente a Ci pro che rispecchia successivamente, mo delli egiziani, modelli assiri, modelli gre c i arcaici, ed infine quando il ptedomi nio della civilta greca nel Mediterraneo diviene indiscusso, modelli della scultura clas sica greca. I grandi sarcofagi di pietra a testa d'uomo, meta gieci e meta egi ziani, trovati alia Cannita presso Paler mo, e Je monete defle citta puniche del l'isola ispirate aile zecche greche, dimo s trano anch'esse questo costante carattere. *** Ora ci si dice : non esiste una pittura e un'architettura ebraica. D'accordo: in q uanto gli Ebrei imch'essi Semi li. non hanno mai avuto genio per le arti plastiche. Ma cio non significa che, come c i s i vorrebbe far credere, essi non si oc c upino affatto d'arte; Se ne occlipano in. e mQltissurJO : m!turalllJente a modo }Qro. Se ne occupano nel modo .classico dei Semiti : ripetendo meccanicamente o com binando tra loio le giil create dagli altri popoli; e cercando d(utilizzarle in un genere decorativo, leggero, super ficialmente brillante, e pereio tale da po ter essere diffuso e collocato presso di versi popoli. Questa e Ia prima qualita dell'arte in ternazionale, che oggi es:iste,. ed e stata creata da loro. Un'arte uno dei cui piu evidenti esempi e dato dalla pittura: in cui la promiscuita delle fonti, francesi, tedesche italiane del Rinascimento, pom peiane, romane, romano-egizl.ane, biza'Il tiDe, non puo dare altra indicazione se non quella del popolo che l'ha voluta: i moderni ebrei. Forse non tutti sanno che Ia moda e romano-egiziana, in voga in questi anni nel nostro paese pri ma di esservi lanciate nel 1935 dall'ulti ma Quadriennale, Io fu dagli ebrei inter nazionali di Parigi, che Ia imposero a noi mediante una inostra, e mediante llD inte ro numero della rivista Otto bre 1933. La mostra fu tenuta a Parigi dal 9 al 31 Dicembre 1933 nella Galleria Jacques Bonjeau sotto il patronato diM. DeMon zie, ministro dell'Educazione nazionale e di M. De Jouvenel, organizzata dal Conte Emmanuele Sarmiento (immancabile in tutte le manifestazioni futuristiche, avan. guardistiche novecentistiche etc., di arti sti italiani a Parigi), e presentata dal cri tico d'arte ebreo Waldemar George. Cosi per tante altre. Parigi, come si sa, e oggi cio che era Cipro al tempo dei Fenici: il centro d! diffusioQ.e dell'arte eclettica internazionale. AHa quale, come si sa si accompagna anche i'altro genere che non e neppure eclettico I'Espressio nismo: il quale ha scopi, piu che com m e rciali di disgregazione sociale, e mani.S(irooiaqo antropoide. qrecizzante. Statua cipriota da Athienau. festa in forma pura; il genio distruttivo degli Ebrei. Nell'arcbitettura il primo stadio quel lo dell eclettismo e stato gia interamente oltrepassato. E dimenticato da un pezzo l uso anche esso ebraico di copiare indif ferentemente gli stili dei piu diversi tem pi e dei piu diversi paesi di passare cioe di colpo dal gotico al barocco o dal mo resco al cinese Oggi siamo del tutto nella seconda fase Ia fase distruttiva che e quell a del razionale ; il quale ha pure commercialmente il v antaggio di assog gettare del tutto l'edilizia alia grande industria. Ma Ia reazione e Ia purificazione sono gia chiaramente in atto. II risveglio raz ziale e nazionale porta to dal Fascismo deve avere necessariamente i suoi effetti anche stille arti figurative. GIUSEPPE PENSABENE 37

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Caricatura di Daumier suqli ebrei nella Russia zarista. JRe Luigi XVI fu benevolo, condiscendente ve. rso Ia razza gi:udaica tanto che nel 1788 avev a riunita una commissione s otto Ia presidenza di Malesherbes, perche studiasse il modo di migliorare le sorti della popolazione ebraica di Francia. Male ne fu ricompensato! Uno dei principali fautori della sua per dita fu il giudeo Marat ed ugualmente d-.. :.al razza fu Ia con sorteria, che organizzo gli ecciclii di una buona parte della aristocrazia francese, duranie Ia rivoluzione. Scrive il Dru mont, nella sua France juive ( ed. 1886), che ai suoi tempi, non ancora era spento l'odio delle orde giudaiche contro il Re e ancora a quell;epoca, a quasi centQ anni di distanz a dal l'fnizio della rivoluzione Nation di Dreyfus e nella Lan ter.ne di Mayer, si leggevano brutali invettive contro di Lui, come se ancora Ia di lui memoria nippresentasse un ostacolo ai piani di egemonia ebraica in Europa. Gli ebrei avevano ri cevuto in Francia l'emancipazione, ovvero Ia parificazione agli altri cittadini, mediante giuramento, il 23 settembre 1791. Questa era stata una grande vittoria, perche li aveva posti in grado di agire con Ia massima licenza Mediante il furto della garde meuble furto politico del tesoro di Francia, valutato intorno ai trenta milioni di franchi, legarono al pro prio carro Danton e Dumouriez Tale furto forni i primi capitali al ceto ebraico di Parigi e off ri Ia possibilitit cosi di raggiungere due finalita: quell a di ricomprare per pochi soldi i tesori rapinati aile chiese, ai mo nasteri, ai castelli degli emigrati ed iniziarvi sopra lucrosi traffici; quella; d'altra parte, di asservire uomini di governo di primo piano aile sorti del ceto ebraico. II secolo XIX segno l'inaugurazione del sistema giudaico: se il numero degli ebrei in ciascun paese d'Europa fosse stato insuffi.ciente ad occu pare tutti i posti di comando (ne potendoli per prudenza aper tamente ricoprirli tutti) i giudei, avrebbero cercato e trovato un certo numero di .fifoebraici (massoni o no), che per inte resse, ne avrebbero secondati gli scopi prossimi e remoti, fian cheggiato l'attivita: possibilmente questi paria appartenenti a partiti politici differenti, perche, prevalendo un partito poli tico, gli appartenenti a quest'ultimo fossero pronti a gettare l'ancora di salvataggio al ceto ebraico, costituendo cosi una alternativa, un'altalena, di cui il centro, l'asse di sostegno, do 38 UBI Al vesse essere prevalentemente di legno ebniico. Napoleone, che gli ebrei cercaron0 di dimostrar dal loro ceppo, dando a credere discendente di famigli a profuga semitica, troppo tardi si acc ors e die essi conducevano un duplice giuoco cerco di domiparne ; J'invadenza, rna non vi riusci: egli era troppo distolto dalle su e impr,es e guerrescbe, per occuparsi a fondo di u n problema, che col tempo sarebbe di venuto di vi tale importanza per !'Europa. La. storia degli lsraeliti nel secolo XIX e caratterizzata in Francia e altrove da du e movimenti, o meglio due pi.ani di azione l'uno diretto contro .Ja Chiesa Cattolica n e l campo spirituale e tempora'le, l'a.Jtro con tro Ia ricchezza dei cattolici. La stampa inventa le verg0gnose men zogne contro il f'apato e facendo base di argomentazione episodi ed esempi, che non erano che eccezioni, giunse a gettare il di scredito su ogui verbo che partisse dalla Cattedra di Pietro. accusando essere sempre determinato da motivi e finalita lem porali, anziche spirituali. In Francia, mentre il Rothschild e i suoi accoliti con larga corruzione delle sfere governative, si accaparravano le sorgenti della ricchezza francese, prelevando _dalle tasche dei risparmiatori circa tre miliardi di franchi Eugenio Sue col suo libro Le /uif errant, tradotto in diverse lingue, avvele nava in basso le turbe di odio contro il CattQlicesimo e get lava Ia semenza, che doveva fruttare lo scioglimento e Ia ca c ciata delle associazioni religiose. lnutilmente Vittor Hugo, il grande bardo della gente gallica, cercava reagire contro qu e sta scalata e chiamav a immondo tutto cio che era giudaico ed aveva sapor di giudeo e Ia popolazione di Parigi battev a freneticamente le mani allorche nella tragedia Maria Tudor Tabianix De Ia Fosse diceva a Gilbert Lockroy: Sono tutt i co si i giudei, Ia menzogna e il ladrocinio sono tutta la lor o vita. Milleottocento settanta! Per la Francia l'ora della scon fitta: ricordano gli storici l'entrata delle truppe germaniche in Parigi: prima veniva il fior della gente tedesca con a capo .j] Re Guglielmo Federigo, dietro una stran,a comitiva dai grandi turbanti, dai lunghi mantelli, dalle lunghe barbe all'orientale. Gli ebrei di gettavano sulla Francia, preda facile dietro le armi del vincitore, aile cui sp.alle avevano per i rifornimenti in ogni guisa specul.ato. Uamini della tempra di Mussolini e di Hit : e r hanno cercato di r1solvere il problema. In ltalia, fra le altre prescrizioni notevole e quella relativa alia' 1imitazione del h proprieta terriera (50 ettari) e quella relativa alia conduzion e di industrie, ove trovano impiego piu di oento operai. Tali dispo sizioni avranno .un regolamento integrativo. Dovra essere cen sito, ad evitare l'elusione della Iegge, il capitale giudaico azio nario specie per quello che rigmirda le industrie di inter e s s e pubblico (molitoria, alimentari di largo consumo). Prima C!i essere depositato per le votazioni nelle assemblee ordinarie il capitale azionario delle anonime dovrebbe passare attra verso una ricognizione, in modo da poter misurare Ia part e cipazione giudaica alia vita delle societit anonime. Non dimentichiamo che. i piu r81J>idi sono s t a t i dai giudei effettuati nell'ultimo cinquantennio, non piu

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UM IBI P A TRIA attraverso Ia classica usura vora x, attivita preferita per !oro consuetudine millenaria, rna sono stati compiuti, attra verso le societa anonime e i gi1;ochi bors, istici d e I I e azioni Chi faccia una peregrina indagine nel mondo delle anonime, si accorgera come esse nella maggior parte sia no in mano di giudei o filo giudei e come tali in molti casi ne siano gli amministra tori e consiglieri delegati Ta le processo di scalata di sol ito passa attraverso tre momenti. Nel primo i promotori del l'impresa, quasi sempre filo g iudei, lanciano le azioni e guadagnano. Niente di male: e Ia fase di deil'indu s tria, le azioni saranno quo tate al di sopra del capitale nominale! Un giusto premio deve esser dato a quei cor:.tg giosi, che rischiando. hanno fondato un nucleo di lavoro e di produzione; secondo Ebrei palestinesi momento: ir capitale giudaico emigra dall'impresa, le azioni pas s ano in mano di comitive non ebraiche ed a un certo mo mento si diffondono notizie allarmistiche, qualche ingranaggio amministrativo o tecnico non funziona, le azioni cadono al di s otto del capitale nominal e. Terzo momento: le azioni conti Jlllando nella !oro discesa hanno toccato un livello al di sotto del I oro reale val ore ( quello corrispond.ente a.Jl'efficienza economica dell'industria), i giudei danno Ia scalata alia anonima, acqui s lano Ia prevJllenza nel consiglio di amministrazione ne discac c iano elementi estranei, distribuiscono cariche ed impieghi alta mente lucrativi ai parenti ed in mancanza ad ebrei e filoebrei. I minori azionisti, quasi sempre non giudei, vengono depaupe rati nella distribuzione di dividendi di tali margini, che vengono viceve rsa r.ipartiti saggiamenle fra i compo.nenti Ia comitiva giudaica. Cosi attraverso manovre di valorizzazione e svalo rizzazione delle azioni, aumenti e riduzioni del capitale azio nario non attraverso l'onesto risparmio, si impadroniscono delle industrie pili importanti, e queste conservano mediante due mezzi: primo, le cariche sociali in mano ad ebrei o filo e brei secondo, le compiacenze degli agenti di borsa giudei ( ul Limamente saggiamente allontanati), pronti ad aiutare in caso di bisogno con Ia !oro azione ed esperienza borsis tica. Ma lo s lato totalitario viene cosi duplicemente offeso e menomato da una tale situazione. Lo e in primo luogo nella gran ma ssa dei piccoli azionisti cittadini inermi di fronte a tale pluto c rati c a co&!izio ne; )o e in Secondo )uogo da) pun to di vista fiscale. La Iegge 5 ottobre 1936 n. 174 4 ha istituito una im posta straordinaria progress iva s ui dividendi delle soc i e ta com e industriali eccedenti una determinata misura, il (i %. Comprendiamo che una degli utili venga mandato a ris erva si ottempera un principio di conservazione va ) p Per guadagnare. ogni mestiere e buono vole anche per le societa anonime -; concediamo lo gicamente, che le cariqhe di stribuite ad arnmm1 s tratori ed impie g ati debbono essere rimunerate e che corrispon dano numericamente aile esi genze effettive dell'impresa; non troviamo giusto che esse, per far comodo a) ceto ebrai co vengano eccessivamente remunerate. A questo punto puo intervenire lo Stato . a censire il capitale azionario a vigilare nelle anonime con propri commis sari (accuratamente scelti ) ad impedire che esso domini Ia grande industria e danneg gi g li int e res s i fiscali propri dello Stato non c he gli inte re ss i dei piccoli azionisti Lo Stato co s i operando non fa che attuare Ia dichiaraz\one IX della Carta del Lavoro sotto Ia s pecie de l controllo. GIUSEPPE FORTEGUERRI

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I ](1 dedinare d e llo storicismo ai giorni nostri nel pensiero filosofico e da que sto nel pensiero scientifico ha dato luog6 ad un jnomentaneo arresto dell' etnologia storica di fronte ai progressi del l'etnologia funzionale. L' etnologia funzio nale come ha detto recentemente I' Ac cademico Pettazzoni al Convegno Volta per I' Africa si risolve di fatto in primo luogo in una etnologia degli incontri cul turali ossia di quel gioco complessivo di azioni e reazioni fra le civilta primitive indigene e la sovrapposta civilta europea che, studiato sul vivo, consente di cogliere nella sua piena concreta realta l'andamen to del processo culturale. Con cio I' etno logia funzionale entra nel vivo dei pro blemi della colonizzazione, si applica a tutti gli aspetti pratici e politici della v i ta coloniale non e piu soltanto scienza teo retica, rna accentua il suo carattere di scien za applicata. L etnologo militante s incontra cosl ad ogni passo con il funzionario Ioniale. Ma in pratica, che ne sa di etnologia fun z ionale, l'impiegatuccio, il piccolo com mer c i : mte l'ufficiale di complemento che a! t ermine della campagna militare vier.e mand a to durante il primo periodo di as40 sestamento amministrativo, ad istituire e reggere una Residenza lontana dal capo luogo di Governo? Molti immaginano che il problema co loniale sia semplice e che lo si possa. ri solvere a colpi di capitali e di ingegneri e piu d'uno parlando del materiale' umano indigeno o nazionale lascia intendere che l'uomo in colonia e soltanto e deve essere considerato soltanto animale -macchina. II problema coloniale invece da qualunque lato lo si affronti e anzitutto un problema umano Conoscere i paesi e Ie Ioro risorse ma teria:li e bene ; conoscere gli abitanti, il loro genere di vita, le loro abitudini di ogni g i orno e indispensabile addirittura Indispensabile per conservare ed accre scere d i fronte all'indigeno il prestigio del bianco e quindi per poter governare. II bianco che s'insedia comunque in co Ionia senza conoscere il genere di vita e Ia mentalita degli indigeni con i qual ( deve necessariamente t'rattare qualunque s i ano It.! sue funzioni e i suoi compiti, corre risc:1io, quando non abbia particolari doti di e di comprensione, di in correre in errori tali per cui la sua po sizione e il suo stesso prestigio posso-Ragazzi Batonga, mangialori di canna da zucchero. I no essere irrimediabilmente comprom e ssi. II prirno contatto fra le due civilt a puo risolversi in un primo momentaneo dann o per quella superiore in quanto Ie difficolta della colonizzazione possono apparire in sormontabili per un errata valutazione della mentalita indigena e talora una _conse guente errata politica puo condurre a ri v olte e a lunghe dispendiose operazion i di poliz_ia coloniale. La storia coloniale of fee piu di un esempio probatorio in pro posito anche la storia i:ecente. * Senza arrivar e a questi estremi sta di fatto che il bianco appunto perche scono sce del tutto la mentalita dell indigeno ( e molte volte per un'errata valutazione del concerto di superiorita della propria razza non si preoccupa affatto di conoscerla) oscilla, nel comportarsi nei riguardi d e i sudditi tra gli opposti j>oli di un' eccessiva quanto inutile e pericolosa brutalita ed ed altrettanto pericolosa fami-liarita L' orgoglio della propria superiorit a esa spera,to da un educazione che ha per base il fa_moso motto secondo il quale i neg r i cominciano subito a sud della Manica, fa degli inglesi discesi in colonia gli ese mpi

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tipici del prima ciso. I francesi, la cui meo.talita .e sempr-e
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0 lUG gli uni agli altri toglie1i.do e J'erseguita ,ndo. la sin golarita, e distribuendo i lurn.l e le qualita non accresce }a massa rna la sparte Sl cbe r.idotta ip ":Riccole porzioni fa piccoli effetti). Quindi 1'ava lussuria e l'igiu 1 via, e da la barba: rie the :vien dopo l'eccesso deU'inciviliment o E perc non c' e dnbbio che i progressi della ragione e lo spegnimento delle illusion). prod1,1cono la bar barie, e UJ?. popolo oltremod.o non di venta mica civilissimo come sogriano i .filosofi. del nostro tempo, la Stael ecc. rna bar al che aoi c'inca.mminiamo a gran pass.i e qua-si siamq arrj vati. La pili grin nemica delle ba.t:barje non e la ragione rna la natura: ( perc a d >ver-e) ess a d sommirustra' Je iJJusion L 'I.Ua'hdo SOnO nel loro punta fanno un popolo te civile e certo nessuno chiamera barbari t. romani combat tenti i cartaginesi rie i g.teci aile Termopile, quan-t'lillque quel tempo fosse pieno ai rudentissime fllu sioni, e pochissimo fi.l0sonf9 p,resso -ambedue i po .._p6li. Le illusioni sono ill natura, inerenti al sistema del mondo,' via affattb o quasi a(fatto, l'uomo e snaturato; ogni popolo .snamr,ato pote11d0 piu co:rrere Je COSe C01De vuole. il sistema del mondo. La ragione e un lum.e; la Natura"-Vllol illuminata dalla ragione non incendiata. Come io dico accadd_e appresso i G eci e i Romani : al tempo di gia erano quasi.-ba.tbari pure nob c: era stata nessuna ir.ruzione straoie t a. dalla stessa loro nacque la arbarie i:la e civilissime terre la era eccess.lva. "' .

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RAZZA E Abbiamo ricevuto i1 seguente scritto e !o pubblichiamo, ,dividendolo in paragrali, se co n .do gli argomen,ti, i quali aile questioni che abbiamo trattato, e che dobbiamo 'trattare, riguardo a! cattoli-ces irno. Gli ultimi numeri della vostra Rivista mi hanno particolarmente interessato. C'e state una evoluzione, per cos! dire, dai primi num eri; da una trattazione dal punto di vi s t a biologico, piu simile al razzisrno tedesco ad una concezione piu vasta, nostra. pe r c ui ;:azzismo non prescinde dai concetti di nazione e di popolo, rna li supera; e si fonda anche sui valori spirituali che accompagnano i caratteri biologici della no-stra razza. D a una e trattazione che ri sch i a v a di cadere nel rnaterialismo, si e pas sol i ad un'altra _piu nob_ile e rispondente a! n o s tro spirito. II dissidio, sorto col razzismo, Ira State e Chiesa, rimane tuttavia. E innegabile che tale dissidio esista; esse non e perc cos! profondo e sostanziale come ta lu!li vorrebbero !arlo apparire; esse e cau sat e dalla diffidenza reciproca che e sempre esislita Ira State e Chiesa o meglio, t.:so i termini estremi, Ira preti e patrio!ti, c he vedono .gli uni negli altri un intralcio al!a !oro opera, una restrizione, e taluni anche una negazione della !oro idealita. Parlavo di cio, giorni or sono, con un sac erdote e !anti, purtroppo, come lui ce ne sono; antirazzisti per partite preso. ( Tra due anni, nii diceva, i preti in Italia staran peggio -che in Germania E questo i1 gran dubbio, il grande timore: di vede rci scivolare a poco a poco nell'anticattolicesirno tedesco. E non sanno, perche non leggono Ia vcs t ra Ia nostra rivista-secondo I' Osservalore Romano essa insulterebbe, e questo i l se n s e delle parole del giomale, al sentimenlo religiose del popolo ilciliano, e ai -va lori tradizionali della nostra civilta non che i] '"TlOStro -Tazzismo e impostato su b a s i assolutarnente diverse, italiane e percio piu larghe e anche piu solide. Fru tto espressione sintesi della nostra cos cienza, del nostro genic di Iatini, di Ro mani di cattolici. Credono che il razzismo, il nos tro razzismo, si rifaccia a Lutero; e nor, si accorgono che attinge le fonti di quella civilta che ebbe in Roma Ia sua ori gine, e nel Rinascimento il suo splendore. II razzismo italiano ha per motto un verso di Dante e ha l'impronta del nostro genic universale. E' un ritomo alia civilta, alia n ostra civilta, Romana, universale e cioe cattolica. Una volta concepito e trattato il razzismo entre limiti e con fini nostri, Italiani, Romani e chiaro che ogni opposizione e anche ogni sospetto da parte del-la Chiesa, nor. ha ragioni d 'essere. Perche Ia tradizione latina imperiaie di Rorna e rappresentata dal Cattolicesimo Se un dlssidio esiste e evidentemente originate da incornprensioni. Sta alia vostra rivista chiarire >. Alla vostra rivista, che, essendo il prime e l'unico giornale razzista dovrebbe avere un carattere ufficiale (se e vero che Impero, Raz za, Autarchia, sono i tre capisaldi della politica inte_ma del Regime). Ma non basta trattare un argomento di tale irnportanza nell'ultima pagina del questionario. Dite forte e chiaro Ia vostra parola. L'uni lu religiosa -ha detto il Duce e una delle grandi forze di un popolo. Compromelterla, o anche soltanlo incrinarla, e comme1 -tere un deli !to di lesa nazione Ora, anche recentemente, il Santo Padre ha larnentato J'esistenza di un contrasto tra Partite e A C e ha denunciate Ia violazione (non ha usato veramente ques lo !ermine) del concordato. Perche dunque non s 'incrini e, peggio, non s i comprometta l'unita religiosa del popolo Italiano; perche non possano far buena caccia i nemici della Chiesa e d el. !'IIalia e necessaria, e dovrebbe esser .fa cile, per fine ad uno state di cose che turba Ia coscienza degli Italiani e nuoce all'Italia. Io credo che stia a voi tratlare a Iondo j ] problema e proporre Ia soluzione. Del re slo, Ia soluzione, non c'e bisogno di cercaria. Basta volerla. Per quanto riguarda il contrasto Ira Parlito e A. C., che non e generale e esi-_ ste per deliberata volonta, io credo che non basti limitarsi aile dichiarazioni platoniche. Non si puc negare l'irnportanza e non si possono misconoscere le necessita deii' A C. Ma se Partite e A. C continueranno a vic -vere ignorandosi, di fatto, reciprocamente; facendo opera separata; saranno inevilabili gli intralci dell'uno all'opera dell'altra (e cio che piu spesso accade) e quindi gli attriti. Perche non attuare una cooperazione amichevole, e vorrei dire piu che amichevole, sl che una organizzazione integri l'altra senza costringere molti, troppi Italiani, a ,scegliere talvolta Ira i !oro doveri di cattolici o di fascisti? Perche non disperdere definitivarnente quella diffidenza reciproca ch' e causa prima del dissidio attuale? Scrivo questo a voi perche cio rientra nel quadro di una piu ampia e necessaria intesi:x Ira Chiesa e Fascisrno; il che e J o so che razzisrrio Una volta raggiunt a questa intesa in alto, sara facile cl1ia Chiesa illuminare o far tacere quei preti antirazzisti per partite preso di cui parlavo sopra, e a voi mettere del senno nella testa degl! esaltati. Quante alia pretesa violazione > de! concordato, poiche e chiaro che noi non possiamo -e non dobbiamo far macchina i:ndie tro, non credo che saranno quei pochi casi all'anno (un religiose mi ha !alto il numero di dieci, in tempi normali, o diciarna meglio, anorrnali; in clima razzista saranno ancor meno) a metter guerra tr a Chiesa e State. Tanto piu che il popolo Italiano il vero popolo, Ia plebe> per quant o profondamente religiose non sente nessunissima pie to per i poveri ebrei del Sig. Roosevelt. La !rase che corre sulia bocca del popolo riguardo agli Ebrei e cacciarli vi a Sin tomatico. Un altro argomento, che mi pare sia state da voi trattato insufficieniemente e !a polemica antiborghese e cioe antifrancese. Ci sono ancora troppi, anche giovani, am malati di filofrancesismo, in ltalia, che non sentono la bellezza e Ia giustizia della vostra battaglia. Giovani che credono ancora nella fratellanza latina, e nei nostri doveri di gratitud ine pei rivoluzionari dell' 89 cui dovrem mo Ia nostra indipendenza. Giovani che si chiaman fascisti e sono borghesi. Ma non e !oro il Iorio; se in tutti J i b r i di storia modema, Ia rivoluzione francese e l'avvenimento centrale; che ogni professore fa imparare a memoria, con date precisiss irne (anne, mese, giorno); e con !'inevitabile esaltazione-dei diritti dell'uomo e della conquista della liberia!!; se s i celebra Lu i g i Luzzatti e i l 76 e si sorvola lo schiaffo di Tunisi. A parte cio, poiche Ia riforma della scuola avverra nel s e .nso da voi auspi cato, e ancora vivo in ltalia quello spirito borghese, spirito cioe -di soddisfazione e di adaltamento, tendenza allo scetticismo, al compromesso, alla vita comoda, a l carrierisrno di cui parlava il Duce davanti alla II assemblea quinquennale. Queslo spirito e nettamente in opposizione alla nostia poli-tica d 'lrnpero e d'autarchia. Per esse e ridicolo richiamare in Patria gi'Italiani sparsi nel rnondo perche prime non verranno, che stanno rneglio dove sono, secondo non c'e posto per !oro. Per esse e pazzesco oltreche vano parlare di naturali aspirazioni e gridare final-43

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mente i cari che: gl'!taliani han sempre tenuto nel cuore. Intendo gl'ltaliani veri. Sta a voi smascherare, stroncare gl'ipo criti, i borghesi, i francesi d'Jtalia. Stroncare i nemici d'ltalia. Battaglia in greco e p6lernos Accentuate il tono polemito della vostra rivista. La parte polemica n e Ia parte pill viva, e non vi nascondo che Massimo Lelj e, tra i vostri collaboratori. il mio au tore i'autore di noi giovani. Dite Ia vostra parola in og.ni questione che Iocca da vicino Ia nostra razza, cadrete. qualche volta nella politica; rna Ia vostra rivista sara una liaccola d'lta!ianita; sara i l glomale di battaglia di noi giovani. A noi e linora mancato un giornale che :;i dicesse quello che siamo quello che siamo, quello che vogliamo e dobbiamo essere. Che losse un arnica e un maestro. Vor !'ernmo che Ia vostra rivista losse questa giomale. Studente Amaldo Corrrieri La polemica an!iborghese e insufficientemente trattata, Arnalda .Corrieri ha ragione. Anche un lettore di Brescia, che ha il torto di larci conoscere soltanto le iniziali del suo nome, sottoscrivendosi P. M., ci scrive c:he quanta abbiamo detto riguardo alla borghesia e solo un preambolo, anzi un antipasto, e aggiunge: Attendiamo dell'altro: attendiamo il pranzo succolento, a mortilicazione della borghesia nostrana che non sa ne lo vor rebbe -disancorarsi dalla sua origine ul tramontana e che per noi fascisti non e che un esercito straniero accampato nel suolo della nostra grande Patria Jtaliana. Tutto il nostro plauso e l'incitamento a riprendere il vostro dire e ad_ illuminare molti connazionali (che sono tanti) sui mo do col quale si dovrebbero strappare le unghie alia morale bassarnente borghese; quella morale che consente purtroppo a mol i i tiepidi lascisti di spargere lacrime sui pseudo martirio ebraico. Della borghesia Ia vecchia Jtalia conosce i l concetto rnateriale generico dei socialisti, d'una parte cioe della stessa borghesia; rna Ia gioventu gia considera punti piu profondi e caratteristici di questa classe, e vede il legame della questione borghese ::on Ia cattolica, con Ia questione dell'educazione, con Ia questione di razza, che as somma le questioni essenziali della nazione. Percio e sulla collaborazione dei gio vani che noi rnassimamente contiarno, per rirnediare alia insufficienza di cui parla Arnalda Corrieri, e per andare oltre il sem plice preambolo, come vuole il lettore di Brescia. Se una cosa ceria possiarno stabilire, e che Ia lormazione della borghesia e una lase di crisi del cattolicesirno. Fino a Man zoni !'!tali a e an cora di genuina iadice sebbene abbia gia un ceto radicato nella rivoluzione lrancese. Leopardi, lo senti che !Cx sua libra e cattolica. Egli e cattolico e classico: senti che questa e Ia sua razza. Dal Rinascimento, e per meglio dire, da Dante a Manzoni, senti l'Jtalia classica e cattolica. Con Carducci, Pascali, d'Annunzio, entriamo in un'altra lase. Per quanto grandi siano questi Ire poeti, e certo prii:na di tutto che si tratta d'una lase mi nore di quell a di Leopardi e Manzoni. In. un certo sensa, si trattci d'una caduta, si tratta prima di tutto d'un minor vigore poe-44--tico. Ma s0prattutto senti' venula rneno Ia religione cattolica, interrotto que! tutt'uno cattolico e classico, proprio c6sl della poe s'ia, come della nazione italiana. Uno studente ci scrive appunto di Car ducci. Non comprendiamo perche non bia sottoscritto Ia sua lettera, e trattato a viso scoperto, con noi e con i suoi camerati, rna egli stesso capira quanta sia spiacevole costringerci a discorrere con gli anonimi, e si faro conoscere. Egli dunque scrive: Voi dite che Ia borghesia arna Carducci. A me non pare. Carducci non e borghese e non e neppure giacobino. E' un grande ingegno che ha avuto l'unico diietto di avere poco sensa della storia nella sua giovinezza: rna il Carducci (che e tanto Italiano da rimproverare nell'Epistolario chi pensa e vive alla francese, e sapete anche cio che pensava di Mornrnsen) rnaturo non e ne borghese ne ateo: e il grandissirno Italiano che canta Ia Chiesa di Polenta e celebrcr il Tricolore fse e borghese Car ducci e borghese anche il mio camerata di Milano: il che a me pare da escludersi assolutarnente). :t; vero, abbiamo detto che Ia borghesia ami Carducci. Carducciani sono stati !anti professori e insegnanti, tanti letterati, che ancora esercitano Ia critica da giornalisti; carducciani i maestri di quasi tutta Ia borghesia . Carducci e stato il maestro dei pro fessori, degli avvocati, dei professionisti, dei deputati, come oggi lo e Croce. Come e stata 'ieri quarantottista, vittorughiana, e tutta (( c;a ira, cosi e oggi ideista, filosofante, tutto comrnento estetico, Ia nostra inconcussa borghesia. Ma Carducci era un. poeta ed e difficile chiarnar borghese un poeta. Sol che Carducci non e il nostro poeta. Se leggi lo Zibaldone capisci che non e Carducci. E inutile cercare altre ragioni. Leggi lo Zibaldone, e capisci che e Leopardi il nostro poeta. Egli ti dice quello che ci occorre, che andiamo cercando, 1'1talia che vogliamo, che siamo. Leopardi e con noi. Del resto, Carducci e legato a que! periodo del 1876, che fu la peggior crisi del senso dell'Italia. Egli non ci e cosi vicino, Leopardi e invece in rtoi Altro che vicino. Questa e Ia forza classica della no stra poesia, questa Ia ragione che il clas sico e i1 solo nostro rnoderno, il vivo dell'Jtalia. Lo stesso studente anonirno ci scrive: Giorgio Alrnirante dice nel numero 6 che l'estetica di B. Croce non si possa concepire in una scuola fascista e razzista. Ma io so che l'estetica di B. Cr_oce deriva da quella del Vi co e dal pensierolilosofico del piu grande studioso che il Vico abbia avuto, F. De Sanctis. Come si spiega que sta contradizione (ed e una contradizione poiche se non e JtalianoVico chi e Ita liano?). Vico lo puoi trovare in Leopardi, che lo conobbe, e non ci si dedico. Ce Io trovi per congenialita, e il caso di dire per forza di -razza. Lo puoi trovare in F. M Galanti, in Vincenzo Cuoco (hai letto il Platone in Jtalia?), in Cesare Balbo, in Foscolo; lo trovi in Manzoni; rna in Croce e De Sanctis no, Questi sono grandissimi studiosi di. Vico, grandissimi, rna con Vico non ci hanna da fare che per via filosolica, mentre Vico e tutta pazzissima e lorza d'immaginazione nazionale; che e un pleonasmo, perche l'immaginazione e non altro che nazionale, derivando dci:lla .stessa forza d'immaginare e concepire .propria della lingua. Hai ietto Ia Scienza Nuova? E allora dimmi francamente che te ne sernbra di cio che De Sanctis dice di Vice. Non ti pare che Ia faccenda sia un'altra e piu grossa? E che te ne pare del concetto fondamentale della s!oria letteraria di De Sanctis? Hai mai considerate, specialrnente riguardo a! Cinquecento, ,quanta il concetto sia diverse da quello di Leopardi e perche? La storia della leitei-atura italiana di De Sanctis. e un'opera rnernorabile. Ma il concetto propriamente classico e nazio nale della lingua e letteratura italiana credi che ne sia stato rafforzato? Bada che la maggior lorza della Francia e derivata dall'aver tenuto fermi i principii propria mente !rancesi di quella lingua e lettera tura. Considera che senza aver avuto ne Michelangelo ne Dante, Ia Fran-cia ci ha dominate per due secoli; essa e stato i] vero straniero in Jtalia, non !'Austria; e cio per forza diCiarno cosi di principii Iet terari. Guarda come. sono concepite le sto rie letterarie francesi, e poi considera il concetto della storia di De Sanctis; consi deralo col bisogno di cercare il principia propriamente italiano della lingua e poesia italiana. Non ti dico altro, se non chA tu legga il Francesco De Sanctis di Vincenzo Cardarelli. E un capitola del libro intitolato Parliamo dell'Jtalia (Vallecchi). Leggi questo libro. Ci troverai, riguardo a Cavour, particolari che ti possono dispiacere. Cerca di capire, non giudicare, di .capire anche quello che ti puo urtare, e soprattutto cer cavi il modo di sentire l'ltali
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francese. E che dire di tutto il precedente lavorlo politico, dal J 789 a! 1848? E .un.. .mi racolo se esistiamo ancora. Ma esistiamo. Vogliamo esistere. Mai 'abbiamo avuto tanto sentimento del noslro essere. Vuol dire che davvero questa nostra razzaccia esiste. Vuol dire chequando c'e razza, non c'e che fare. Ma abbiamo perduto due secoli. Arturo Grifo di Genova ci scrive che a proposiio di borghesia, Riforma, ebraismo, cartesianesimo, abbiamo fatto molta confusione e siamo stati superliciali; che quanta abbiamo detto della culture, gli sernbra non solo erroneo o almena imprecise, rna anche scoraggiante per chi dell'Italia ama non solo il primate civile, rna anche Ia capacita di creare opere di culture; che esi sta bensi una culture antiromana, rna che non sia questa Ia cultura, coll 'iniziale maiuscola; e in fine, che esista un pro blema lilosolico della razza, che non solo non abbiamo risolto, rna non abbiamo neanche esattamente posto. Caro Grifo, si fa que! che si puc, rna tu ti limiti a criticare, che e un compito piuttosto poltrone. Avanti, parlaci di quella confusione e superlicialita, spiegaci i no s tri errori le imprecisioni; spiegaci qual'e Ia culture con l'iniziale maiuscola, e che ha da vedere con Ia forza del genio nazionale; poni tu esattamente il problema della razza, ri s olvjlo; dicci almena qualche cosa piu particolare e rneno negative. Noi siamo qui per capire, e tu non ci aiuti. La tua lettera ora t'irnpegna a dire come Ia pensi. Scr i v i quaiche cosa, magari un poco alia volta. Attendiamo. Ecco in:vece .che cosa ci scrive un pro e s sore di liceo aeronautico, chiedendoci che non lo nominiamo: Anch'io, che vivo nella scuola, desidero esprimervi il rnio plauso per Ia vostra ope r a veramente proficua, poiche voi oltre a creare una coscienza e una dignita razzi3 ta, indicate a noi educatori 'Ia via per -:ooperare con voi, donandoci in tal modo \'int im a soddisfazione di essere piu com p leti. Io pure, e con rammarico, ho notate gio va ni che risentono encore di quella edu cazione che voi chiamate borghese, ed io a ntirornana, pero, nonostante i! mio breve pe riodo di vita scolastica, mi sorio !alto Ia convinzione che anche per questi giovani, ch e del resto non forrnano Ia maggioranza, ':i e Ia possibilita di _Jibe=rlL da quell a c orteccia coriacea e all'apparenza difficile cia incidere. Soltanto e necessaria lavorare con tatto, con amore e con passione, saper sviluppare e dare coscienza a questi gio vani di .. quel dono che gli Ieee natura na s cendo: il sensa del dinamismo costruttivo, che in !oro non e distrutto, rna soltanto s o flocato da una. staticita ragionata, pure mente teorica e negative. Compito dunque riservato non soltanto ag\'i nsegnanti di religione, rna a tutti gli aiutati in cic anche dai pro grarnmi che dovranno essere in molti punti modilicati, affinche ]a scuola fascista sia adeguata a! nuovo clime imperiale e posse a ssolvere integralmente Ia sua funzione altamente educative. Ebbene: un orientamento della scuola in .senso e Jo.gico e ..necessaria. Ben venga e sic cornpleto, senza lacune con direttive nette e lineari, poiche Ia sua ragiane d'essere il nell'universalita della nostra religione, della nostra civilta, della forza e dell'ideale che hanna in pochi anni trasformato l'I,talia e creato l'lmpero. Una o due generazioni bastano per can cellare ogni traccia di una culture antiromano. Di cic ne guadagnera anche Ia scienza. Carlo Cumano di Lerici cosl ci ha scritto: La dornanda che sto per rivolgervi riguarda dunque !'Esperanto, lingua universale e ; con buona pace degli esperantisti, assat brutta. Vorrei sapere: I) se il dolt. Zamenhof era ebreo, come credo; 2) s e per le sue origini semitiche !'Esperanto non deva essere messo a! d i tutti gli Italiani; 3) se l'insegnamento e l'uso di qualsiasi <1: lingua universale che non sia il Iatino (rnagari il Iatino sine flexione del prof. Peano) non rappresentino un vero e proprio attentato alia integrita morale e culturale della razza Se sono scusaterni e credete ugualmente alia rnia viva arnmirazione per Ia santa opera che svolge La difesa della Razza La dornanda e tutt 'altro che inopportune. Noi non sappiamo s e il dolt. Zamenhof fosse ebreo, rna e certo che Esperanto e Ia ne gazione di ogni geriio nazionale ed e stata e tutt'ora, un'arma rivolta contra Ia civilta classica, e intesa a forrnare quella civ ilizzazione razionale, alia quale hanna per di verse ragioni insieme collaborate g iudei e francesi. Abbandonato l'uso popolare della sua lingua, e per conseguenza interrotto lo sviluppo della sua immaginazione, il popolo ebreo si e condensate nell'esercizio della facolta razionale, della riflessione, della psicologia. Disposto per natura a! ra ziocinio, ne ha fatto Ia sua principale forza. Disposto per natura a! raziocinio, era na turalmente portato alia vita materiale, perche Ia ragione lira all'utile. Pri v o d'immaginazione, privo di linguaggio, tutto ra gione e materia, vivendo sparpagliato nel rnondo, aveva da vincere l'ostacolo della immaginazione, d ella lingua, del genio delle nazioni; livellarle, neutralizzarle, fame una gran borghesia neutra, e a questa scopo, a tirare cioe i popoli all'abbandono delle facolta nazionali, che sono tutto lin guaggio e immaginazione, doveva appunto servire l'esercizio d 'una lingua neutrale, artefatta e convenzionale, quale Ia lingua Esperanto. Questa doveva essere Ia lingua del popolo neutro di tutta l'umanita. AI qual popolo neutro anche Ia Francia mirava, e vorrebbe ancora mirare, con Ia forrnazione d'una societa e culture borghe si, in tulle le altre nazioni, che e stato il piedistallo del suo predominio in casa no stra e in Europa; e gli ebrei le hanna spianato, le vogliono ancora spianare Ia strada. Sol che Ia Francia tende all'espansione della lingua francese. Ma non ha nulla da Iemere, perche Ia lingua francese e pili bella e piu veramente razionale di ogni lingua artefatta, e !'Esperanto non le puc far concorrenza, rna solo stuzzicare i : ..bisogno ..d:U.Ua lingua .razionale :viva e .gra devole. Perche e dalla lingua che specialmente si vede il carattere razionale del genio francese. Non e una lingua artefatta, sebb".!ne ne .sic stato legislatore il corpo accademico, rna e Ia lingua pili razionale, Ia manifestazione del genio veramente ra zionale della Francia. Lo vedremo meglio leggendo un giorno i pertsieri di Leopardi sulla lingua e !a nazione lrancese Intanto contentiamoci di che Ia Francia ha fatto una specie di traduzione razionale del classico nel classicismo e classicistico, una cifra buona per i ragionatori colti e letterati. Insomrna Ia dille renza Ira Ia Francia e noi e che Dante sia intraducibile e universale, il genio francese tutta traduzione, universalmente traducibi!e. Questa principia rillessivo, decadente e passive della Francia lo videro profonda mente Vice, Leopardi, F ichte. Passiv e perche rillessivo e recettivo, una traduzione traducibile, capace di chiamare in causa e comunicarsi a tutte le corrispondenti lacolta umane, e p e r questa apparentemente uni versale, formative d 'una societa gradevole, decorativa, rna conservatrice senza svi luppo, come Ia vediamo nella borghesia Una societa tutta ri volta a! vivere sociale e a se stess a e non a! fare, che esige immaginazione. Una societa priva d i capa cita artistica, corn'e appunto Ia borghese, e specialmente di capocita classica. Perch e Ia civilizzazione francese non si rivolge alia immaginazione, non Ia chiarna in causa, chiama i n vece quelle facolta all'immaginazione contrarie, contrarie alia vita e allo sviluppo dell'immaginazione e puo andare avanti a patio appunto che non si risvegli. l'irnrnaginazione dei popoli sottomessi, che e Ia soitile schiavitu s u cui si fonda il d o minic di questa nazione liberale, a! quale gli ebrei hanna collaborate e del qual e !'Esperanto e un sintomo particoiare. II genio classico e invece attivo, capace non di organizzare una societa, rna di ordinare il mondo a uno con Ia forza della lingua e de! fare cioe dell'immaginazione, come Omero ordinc il mondo antico, Ennio il romano, Dante il moderno. E attivo perche attivo e creative e soltanto l'immaginazione, e perche solianto l'immaginazione chiama l'irnmaginazione, la feconda, da forma alia forza interiore dell'umanita, Ia melle alia luce del sole, con opere sempre nuove e diverse. ln questa ordinare il man do a uno, con opere dell'immaginazione, consiste Ia vera universalita, quella classica. E questa e l'universa lita del cattolicesimo, quella per cui diciamo che il genio italiano e cattolico. Non bisogna confon dere gli universali logici, l 'universalita della r iflessione, con I a capocita del genio classico d i ordinare i l mondo a uno. Quando volete cogliere il significate della parole cattolico e Ia fisonornia del genio italiano, li dovete cercare in Dante e Michelangelo, dal '300 .a! 'SOD. Allora s i maturarono, pre sera forma e fiorirono il genio cattolico del cristianesimo e quello italiano della civilta moderna, che sono tutt'uno. Allora facemmo le ossa e Ia carne, quella e Ia nostra per sona, non 'andale cercando nel languore della nostra successive sottomissione alia Francia. Questa e solo Ia nastra morte, Considerate invece che quella nazione, che si chiama Ia primogenita della Chiesa, e Ia distruggitrice del vero cattolicesimo, e se c'e un nemico mortale della nazione italiana. questa nemico e Ia Francia, pe:che il suo dominic non puc essere altro che Ia nostra morte. 45

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Come Ia liglia primogenita della Chiesa lavora a mantenere una societa, che e Ia distruzione della civilta cattolica, cosl gli ebrei l'hanno aiutata,corrodendo le basi della civilta cattolica, con il !oro lavorio culturale, lotto specialmente in Italia, che e Ia sede e l'origine del cattolicesimo. Ecco Ia lettera d 'un lettore. anonimo, Ia quale riguarda qualche parte c:H que! lavorio. Ab biamo tardato a pubblicarla, per averla do vuta d ecifrare. AI qual proposito, preghia mo i nostri lettori, collaboratori, corrispon denti, di scrivere con chiarezza, e di scri vere una laccia sola d'ogni loglio. Ecco Ia l ettera: I A p. 12 n. 4 della vostra rivista dite che il prof. Guido Mazzoni presiedeva un comitate pro studenti ebraici stranieri. Ma il Mazzoni e ebreo? Chi l 'avrebbe mai creduto? A quando un elenco complete de gli ebrei, do pubblicarsi nome per nome, con Ia prolessione e !'otto di residenza, nella vostra rivista? Magari una pagina per numero? Perche per cognomi ci si orienta male, eccettuati alcuni casi eccezionali. Fa rinelli e cognome anche ebraico; rna l'ac cademico d'Italia? I Rossi sono prevalente,mente ariani. Quanti e quali Rossi sono ebrei? A p 19 parlate della mancanza della voce Ariani nell'Enciclopedia. E giu sto rihevo. Vi prego di guardare ancpe Ia voce Antisemitism0 scritta da A Pin-cherle. 3 Scrupolosamente l'Enciclopedia itaIiana evita di accennare all'origine ebraica degli uomini signilicativi. Vi pregherei di invitare Ia direzione, nella vostra rivista, a notare questa particolarita per ogni sin golo attraverso il volume d'appendice in corso di stampa, o i supplementi succes s ivi Tutto cic avrebbe un'impronta ben scientilica perche si comprenderebbero me glio molti orientamenti della cultura e del l'arte. 4 Voi ben conoscete il Chi e? dell'editore ebreo Formiggini. E un'inizia tiva che e utilissima per Ia conoscenza degl"italiani all'estero. Ma quanti ebreil! E perche essi non dovrebbero venire esclusi, c almena segnati con asterisco, di modo che subito il lettore conosca chi e ebreo in Italia? 5 Mi pare che quando si e parlato di prolessori universitari ebrei ci si sia sempre tenuti in limiti molto ristretti. Gli ordi nari sono gli arrivati; rna perche non nu merare con precisione i moltissimi incaricati ebrei in relazione agli italiani? E' qui il regno della sviluppo dell'ebraismo in ltalia. E perche non aggiungere gli assistenti in relazione agli altri assistenti? A Urbina un ebreo era riuscito a tenere tre cattedre di lilosolia per incarico, e un quarto incarico di letteratura lrancese, perche aveva imparato il lrancese a Costan tinopoli. Cic risulta solo parzialmente dal l'annuario, rna le cose stanno cosl. 6 Io temo assai che molti ebrei stra nieri cerchino di lalsilicare gli atti relativj a uno dei genitori. E' necessaria una vigi-lanza. 7 Mi piacerebbe un referendum eli colpiti nei !oro interessi da manovre ebrai che Poche righe per ogni caso, e solo per casi signilicativi. Sarebbe una-storia che non andrebbe perduta. Ed ecco Ia nostra opinione: Anche noi creciiamo che questo referen dum servirebbe a conoscere. nei particolari 46 1'influenza ebraica, nel nostro paese. II let tore che ne ha avuto l'idua, voglia egli stesso formularlo e pro:pOrcelo, uscendo na-turalmente dall'anonimo. Non conosciamo altro elenco eli cognomi" ebrei che, quello contenuto nel libro del l'ebreo Samuele Schaer!, mtitolato I co gnomi degli ebrei d 'Italia :., edito dalla casa ", in Firenze,-dal quale non risulta il cognome Mazzoni, risulta invece Farinelli; nia cic non vuol dire che l'ac cademico di questa nome sia di certo ebreo perche molti cognomi di quell'elenco comuni a famiglie ebree ed italiane, per ragioni che abbiamo altre volte spiegato, e in questi casi, solo gli atti della state civile possono dire chi e ebreo, chi italiano. Un elenco degli ebrei e certamente necessaria, rna solo l'ufficio di stati"stica e in grado di !arlo complete ed esaito, e cre diamo che lo lara. Quanto aile lacune dell'Enciclopedia Ita liano dobbiamo ritenere che saranno col mate, non solo con l'appendice, rna con Ia rinnovazione delle voci, che tutte le enci clopedie periodicamente rinnovano II Chi e?)) costituisce invece und. pubbiicazione latta in certo modo a pagamento degli in teressati, e percic non puc essere una lonte d 'informazione obiettiva, rna solo un abbon dante e!enco di nomi. La questione degli incaricati c assistenti universitari deve seguire Ia sorte di quella degli ordinari. La disciplina della scuola, per quanto riguarda Ia razza, e delle piu rigorose. La falsificazione in line d i atti dello stato civile e cos a che riguarda Ia polizia e l'autorita giudiziaria, e noi crediamo che non sara tanto facile ingannare !'una e l'altra. Un avanguardista cattolico del liceo clas sico di Cagliari, che non ha avuto Ia fran chezza di sottoscrivere Ia sua lettera, pur volendo farsi giudice dell'opinione del suo camerata milanese, ci sc;rive una lettera, che noi pubblichiamo, avvertendo i nostri giovani collaboratori che una sola ragione ci puc essere di non farsi nominare, quella della disciplina, rna che per essere vera mente disciplinati bisogna dir cose elevate e plausibili, e queste vanno sottoscritte, pri ma di tutto perche Ia disciplina vuole re sponsabilita, e poi perche a dir cose ele vate nessuno si vergogna, e nessuno puc essere rimproverato per averle dette. Que sta si chiama liberia e bisogna esseme degni. L'avanguardista di".Cagliari ci scrive: La pubblicazione della lettera dell'avan guardista milanese mi ha profondamente stupito: mi e parso troppo dare ascolto al l'esaltazione di un giovine e mi e troppo blando il vostro commento. A pre scindere dal latta che Ia sua teoria non e consona allo spirito religiose del Fascismo: come puc egli accusare Ia religione di umi liare Ia -vita, quando Jui stesso afferma Ia sua incapacita a sentire una conversazione religiosa? Perche cosl avventatamente sca gliarsi contro una cosa che non si conosce prolondamente? Perche inisconoscere il valore dell'insegnamento religiose? .Se rifle!. !esse veramente, capirebbe il valore che lo elemento religiose ha avuto in ogni secolo. Eppoi, perche dire che Ia religione nega l'eroica volonta di potenza: forse che que sta non Ia troviamo nello spirito di abnega zione e di fermezza dei martiri cristiani? Mi viene il desiderio di rispondere. a que! gio-vane milanese quello che rispose un mio professore a un suo alunno che volendoseio accattivare disse che Ia 'religione non lo interessava: Tu non sarai mai un huon cittadino . l':lon si tratta nel giovane mi lanese di boria, rna eli esaltazione nata forse con lo studio .di Voitaire o di qualche altro scrittore anticlericale. Se un prete si mettesse a combattere il razzismo, non sa rebbe un huon prete, e non lo farebbe nem meno in dilesa della religione. Non mi sembra poi, per esperienza personale, molto frequente, che dopo l e esercitazioni militari e sportive nuoccia Ia calina e Ia pace eli un Oratorio, che e fucina di carattere perche indirizza verso Ia moralita; non uccide l'amore di Iotta, anzi consacra Ia fermezza di carattere. Mille e mille martiri, che combattendo contro ogni avversita portarono Ia luce cristiana in ogni dove, non piegandosi nemmeno davanti al S\.!-PPlizio, ne fanno testo. E la rinuncia pa sta a base dell'etica cattolica e un santo principia che va contro tutti i brutali e b e stiali istinti umani.' E bestemmiatore chi s en za conoscerlo bolla uno dei piu dolci mi steri della fede; mi pare anzi di intravve dere un ve.lato richiamo al libero amore con quali conseguenze per lo spirito romano e lascista e inutile "dire. Dal Katolik Italian Kilisesi Alasancak di Izmir (Turchia), il padre Secondo D. Poratii ci scrive: Da fedele lettore di Dilesa della Razza mi sono molto interessato della data nel n 11, Anno II, a certi slog h i > > d'un nostro avanguardista di Milano. Evi dentemente, cosfringere entro i limiti di u n semplice articolo Ia diagnosi e Ia cura d i tutto un complesso stato d'animo (e per giunta allarmante sotto parecchi aspetti) non era impresa ne facile ne opportune. Un buflettino di quelli che sa dare u n babbo, tra bonario e pensieroso, al suo ligliuo lo (buona pasta in Iondo) che n'ha latta qualcuna delle sue spiegabilissime e, se volete, scusabilissime in quell'eta -poteva bastare. Sulla sostanza dunque dell'intemeraia paterna ritengo che nessuno possa ricusare di sottoscri vere. Cic cl).e invece mi persuade meno, son o talune coserelle che le fanno, diciamo c os! da contorno. Specilico per amor di chiarezza: 1 Relativamente alia questione dell a cattolicita, mf sembra di veder confusa un a prerogativa inalienabile insita alia natur a stessa della societa voluta e fondata d o Dio con l'universalita dell'Impero Romano. Due fatti e due concetti interdipendenti fino ad un certo punto, rna ben deliniti. Qui, specialmente, mj sembra si debbano chi a rire onestamente le singole posizioni e mantenerle nei !oro naturali precisi conlini, che Ia confusione, come ha dimostrato I a storia in passato, non giova se non ai p e scatori nel torbido. Oltrecche, noi Italiani fierissimi del nostro Cattolicesimo Romano, non possiamo non ricordare un Pensie r o dell'Autore delle Osservazioni sulla Mo rale Cattolica ed il monito assai caratte ristico del nostro Duce nel Suo articolo sui Figaro del 28 dicembre anno XIII. 2 DiChiaro, in tutta liberta; di non veder troppo chiaro ove voglia parare I a slerzata alia cultura che si definisce u n mastodontico sillogismo e il lradici o della nostra scuola classica Per quanta io sappia e mi pare di sapere, il Cattoli-

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cismo se stesso (CO!Jle penso il suo riscon'tro irt politica, il Fascisino) .non ha mai avuto Ia pretesa d'imporsi agli spiriti sotto Ia veste di una speciale scuola filo. sofica coi suoi rigidi schemi ideologici e coi suoi immut.abill metodi di speculazione e di ricerca. Riconosco bensl che molti di quelli che vi aderirono -e tra essi per limitarci a qualche nome' a noi fan:iiliare, Minucio Felice, Tertulliano, Agostino, Bonaventura da Bagnorea, Tommaso de' Conti d'Aquino, Dante, Vico, Manzoni e Rosmini hanno lavorato a ridurlo a sistema filo sofico fondendovi il meglio della culture rr.editerranea o l'hanno accettato in quanto tale, dal punto di vista razionale, Ora vor r emmo noi far tabula rasa .di tutta questa c ultura? E per sostiturvi che cosa? Ma io, fors e, vado di Ia delle vere intenzioni del l'egregio articolista. Le sue critiche certo non mirano il dogma e Ia morale cattolica, inte s e come utl tutto cult)Jrale, bensl le delicienze che possono ancora oggidl ri scontrarsi nel modo 'specifico di presentare ail e menti que!tutto culturale e nelle per sene che Jo presentano e che, purtroppo, oltre che non essere tutte dei santi non son o nemmeno tutte delle sommita intell e ttuali. Ma, anche da questo verso, e mai a m missibile che que! nostro giovanotto non abbia potuto trovare, proprio a Milano, un ecclesiastico che lo capisse e sapesse andare incontro aile sue ansie? Sincera mente, questa non Ia posso mandar giu e non Ia posse mandar giu dppunto perche, oltre tu.tto, me Jo vieta Ia mia fierezza na-zionale. 3 -Infine confesso candidamente di n or. sapere allC:Xtto come conciliare il consig!io di continuare a nutrirsi di Nietzsche e di d 'Annunzio (rune maestro e l'altro discepolo di una certa teoria Ia quale, se avessero vinto Ia Grande Guerra faccio, ben'inteso, una iPc>tesi sballatissima i tedeschi di Guglielmone ci avrebbero reso un branco di schiavi) con !'invito a studiar Manzoni,_ Leopardi, Vico e Dante. Piuttosto non crede Difesa della Razza :1> giacche ferve Ia santissima battaglia autarchica, che sia giunto i1 tempo di riveder Je bucce a talune correnti di pensiero (avete gia cominciato con J'arte, e benissimo) tutt'altro che italiane che girano in casa nostra e buttare finalmente a mare o giu di li talune fame usurpate che, da sedici anni ancora pompano a tutto andare nell'anima della nostra gioventu. Jo scetticisino scorante, il libertinaggio intellettuale, l'anarchia morale, l'edonismci egocentrista, il decadentismo dinoccolato o l'astruseria inconcludente e via di seguito? Siamo molto grati a padre Poratti di averci scritto e Jo preghiamo di continuare a scrivere e a darci consiglio e collaborazione, e cosl pure di volerci spiegare con che cosa gli e sembrato di veder confusa quella prerogativa inalienabile, di cui parla, perche non lo ha detto. Egli si e allarmato che vogliamo far tabula rasa della cultura, perche Ierne che si tratti di far tabula rasa della filosofia cattolica; rna que! che si chiama cultura non e Ia filosofia cattolica, magari lo fosse. Egli sa bene che cos' e Ia cultura, quando dice che bisogna raggiungere l 'autarchia anche riguardo a talune correnti di pensiero tutt'altro che italiane; soltanto egli forse non sa che non si tratta di talune correnti, rna Direttore responsabile : TELESIO INTERLANDI della corrente, e che questa corrente singolare, e cio che ora si chiama cultura, e indirizza Ia scuola e Ia stampa, ed e niente altro che lo sviluppo del pensiero francese e tedesco, da Cartesio a Hegel, che, munito anche di filosofia dell'arte, informa e ri duce riflessione persino Ia poesia. Questo prodotto bastardo, lecondatore di bastardi, sviluppatosi ill Italia con lo svilupparsi della societa borghese, e quella cultura di cui il popolo Italiano deve fare tabu_la rasa. Leggendo quel che dicevamo di Dante, Vice, Leopardi, Manzoni, il nostro gentile corrispondente non ha potuto non notare che noi dicevamo esser Ia lettura di quegli autori cosa ben diversamente importante della lettura degli altri due; rna per quanto riguarda Nietzsche, ci sembra troppo rigido il suo rigore, perche Nietzsche e riuscito a farci sen tire il suo poetico am ore della Grecia. Non sappiamo se i tedeschi di Guglielmo II ci avrebbero fatto schiavi, qualora avessero vinto. Puo darsi. Ma e certo che ci siamo fatti svenare e abbiamo dato seicentomila morti per Ia grandezza della Francia, perche Ia vera posta del giuoco non erano Trento e Tries te, semplici corollari del nostro territorio rna il predominio d 'Europa. Non l'avevamo capito, perche eravamo diventati un accessorio passive del sistema francese. Ed ora che l'abbiamo capite, abbiamo tor t e perche non vogliamo continuare a servire Ia Francia, ma noi stessi. Abbiamo fin i t e di credere che Ia salute dell'Italia possa essere nella francolilia o nella germanofilia, e cominciamo a capire che si tratta soltanto d 'essere italiani; rna dobbiamo dire che c o n la Germanic non ci siamo mai tr ovati al punt o in cui ci s iamo tro vati e c i trovi a mc. con Ia Francia. Stampatori: Societa Anonima Istituto Romano di Arti Grafiche di Tumminelli & C. -Largo Cavalleggeri 6, Roma ECCO LA SEDE. DELLA "DIFESA DELLA RAZZA" "'" P I AZZA COLO -NNA PORTICI DI VEIO ROMA (TELEfONI: 63737 62880) T u t ta Ia corrispondenza va inviata a questo indirizzo. P r ossimamente sara aperta una sala peril pubblico, dove ognuno potra avere in lettura non la rivista, ma anche i migliori e piu rari libri italiani e stranieri sui razzismo e sull' ebraismo \

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A L TE PAROLE 01 S. E. IL CARDINALEASCALESI SUI BENEFlCI PREVIDENZA E SUI:L' IS+rftiJQ ...... ---... ... ... ._. . NAZIONALE QEtL. E -ASSICURAZIONI -.,.. -. -