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Difesa della razza : scienza, documentazione, polemica, questionario

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Material Information

Title:
Difesa della razza : scienza, documentazione, polemica, questionario
Physical Description:
Serial
Publisher:
Società anonima Istituto romano di arti grafiche di Tumminelli
Place of Publication:
Roma
Publication Date:
Frequency:
semimonthly
regular

Subjects

Subjects / Keywords:
Race relations -- Periodicals   ( lcsh )
Jews -- Periodicals -- Italy   ( lcsh )
Race relations -- Periodicals -- Italy   ( lcsh )
Genre:
periodical   ( marcgt )
serial   ( sobekcm )

Record Information

Source Institution:
University of South Florida Library
Holding Location:
University of South Florida
Rights Management:
All applicable rights reserved by the source institution and holding location.
Resource Identifier:
usfldc doi - D43-00013
usfldc handle - d43.13
System ID:
SFS0024306:00013


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Difesa della razza : scienza, documentazione, polemica, questionario.
n Vol. 2, no. 7 (February 5, 1939)
260
[Roma :
b Societa anonima Istituto romano di arti grafiche di Tumminelli],
February 5, 1939
650
Race relations
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Jews
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SCIENZ!DOCUNENT!ZIONE ANNO u .. N. 7. SP.EDJZ. IN ABB POST ALE 5 F.EBBBAIO xvu POLEN.ICA. QUESTION ARlO

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2 ANNO II N. 7 SOMMARIO s FEBBRAIO XVII SCIENZA GIUSEPPE LUCIDI: RAPPORT! FHA GRUPP! SANGUIGNI E CARATTERI ANTROPOLOGICI; GUIDO LANDRA: LIGURI E CELT!; NAZABENO PADELLARO: COLTIVARE NELL'IN F ANZIA L'ORGOGLIO DI RAZZA; J. EVOLA: LA RAZZA DELL' ANIMA; LEONORI-CECINA: IL PRIMO MUSEO DELLA RAZZA; DOMENICO PAOLELLA: ESPRESSIONI RAPPRE SENT ATIVE DI SEL V AGGI, DI DEMENTI, DI EBREI. POLEMIC A GIUSEPPE PENSABENE: PSICOLOGIA DEI SEMITI E DEI CAMITI; UMBERTO ANGELI: GLI EBREI MANIFEST! E I CLANDESTINI; JUt'TURO LANCELLOTTI: LA FRANCIA E L'INV AS I ONE GIUDAICA. DOCUMENTAZIONE MARIO DE" BAGNI: BERNARDINO DA FELTRE E I FRAT! MINORI; CARLO BARDUZZI: PESSIMISMO E SCETTICISMO, ARM! GIUDAICHE; A. ATTILI: COME GLI EBREI PENE TRARONO NELLA VITA POLITICA BRITANNICA; G. DE STAMPA: LA PIAGA GIUDAICA. PENSIERI Dl LEOPARDI. QUESTION ARlO LETTERA DI UNA FRANCESE; LA GENTE TITOLATA; IT ALIA CATTOLICA; L'ESPERANTO ECC. I MANOSCRITTI ANCHE SE NON PUBBLICATI NON SI RESTITUISCONO GLI UFFICI DELLA 11DIFESA DELLA RAZZA11 Sl TROVANO IN ROMA PIAZZA COLONNA (PORTICI Dl VEIO) TELEFONO 63737 -62880 il "TEVERE'' e l'avamposto della stampa fascista LEGGERE I !TEVERE1 DIRETTO DA TELESIO INTERLANDI non significa soltanto essere ma anche e sopratutto avere una guida QUADRIVIO E L'UNICO SETTIMANALE LETTERARIO IT ALIANO IN CUI LETTERA TURA ARTE E POLITICA S'ILLUMINANO A VICENDA IN TUTTE LE EDICOLE

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Per combattere le malattie dell' inverno 'RociU.a UA.o..lecolUU: PRODOTI A INTERAMENTE IN IT AUA rn o nfe catini e sicww ea. e(Jlcaa cottbw: INFLUENZA RAFFREDDORI NEVRALGIE REUMATISMI SOCIETA ANONIMA CAPITAL L. 500.000.000 RISERVE L. 111.659.733,35 lF.IOHE : C[i, JEN em" A. numtJEZUCOINIE : N em FILIAL! IN ITALIA: Abbiategrasso -Acireale -Acqui -Alassio -Albenga -Albizzate -Alessandria -Ancona Aquila Are7Zo -Asti -Bari -Barletta -Bedonia -Bergamo -Biella Bologna -Bolzaneto (Genova) -Bolzano -Bosa -Brescia Brindisi Busto Arsizio -Cagliari -Camogli Cantu -Carrara -Casale Monfe-rrato -Caserta -Cassano Magnago -Castano Prim1) -Castellamare di Stabia -Catania -Catanzaro -Cesena -Chiavari -Chieti -Civitavecchia Coggida -Como -Comigliano (Genova) -Cossato -Cremona -Cuggiono -Cuneo -Domodossola -Faenza -Fagnano Olona -Ferrara Fidem:a -Firenze -Fiume -Foggia Forli -Frattamaggiore -Gallarate -Genova -Iglesias -Imperia -Lanusei La Spezia -Leece -Lecco -Legnano -Lentini -Livomo Lodi -Lonate Pozzolo -Lucca -Lugo -Lumezzane Magnago Meda -Messina -Mestre (Venezia) -Milano -Modena -Mola di Bari -Molfetta -Monopoli -Monza -Mortara. -Na-poli -Nervi (Genova) -Nocera Inferiore -Novara -Novi Ligure Oristano Ospedaletti_-Padova Palermo Parma Pescara -Piacenza -Pietrasanta -Pinerolo Pisa Pontedecimo (Genova) Prato -Bimini -Riposto Riva(S)lo (Genova) -Roma RoYigo Samarate -Sampierdarena (Genova) S. Giovanni a Teduccio (Napoli) S':fnremo San Severo S. Maria Capua Vetere Saronno Sarzana Sassari Savona Schio -Secondigliano (Napoli) Seregno Sesto S. Gio vanni Sestri Levante Sestri Ponente (Genova) Somma Lombardo Squinzano -Taranto -Temi -Torino Torre Annunziata Torre del Greco -Trento -Treviso -Trieste Udine -Varese -Venezia Ventimiglia -Vercel\i -Verona -Viareggio Vicenza -Vigevano -Voghera -Volterra Voltri (Genova). ESTERO: Sede a Londra Ufficio di Rappresentanza a New York. 1r1E 1E fCtmJRtJRtUIJDfmNDJEN1rU llN 1r1UT1rcm UJL

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L'lstituto Nazionale delle Assicurazioni, conscio dei rischi .particolari cui vanno incontro coloro che alia terra dedicano tutta Ia loro attivita, ha creato Ia POLIZZA DEL RURALE t u t t i LAVORATORI AGRICOLI che sono tenacemente legati alia terra che col tivano e ai loro cari, che di essa vivono, non possono non apprezzare questa Polizza del Ru rale e quindi non esite ranno a richiederla a garanzia del loro lavoro. della loro vecchiaia e del calmo benessere delle proprie famiglie. TUTTA L 'ORGANIZZAZIONE DELL ISTITUTO NAZIONALE DELLE ASSICURAZIONI E SEMPRE PRO NT A A DARE, A CHI HE FACCIA RICHIESTA, CHIARIMENTI E CONSIGLI 5

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ANNO II NUMERO 7 5 FEBBRAIO 1939-XVII ESCE IL 5 E IL 20 DI OGNI MESE UN NUMERO SEPARATO LIRE 1 AB BONAMENTO ANNUO LIRE 20 ABBONAMP.NTO SEMESTRALE 1% ESTERO IL DOPPIO Direttore: TELESIO INTERLANDI Comitato di redazione: prof. dott. GUIDO LANDRA prof. dott. LIDIO CIPRIANI dott. LEONE dott. MARCELLO RICCI dott. LINO BUSINCO Segretario di redazione: GIORGIO ALMIRANTE SCIENZA DOCUUENT!ZIONE POlEUIC! OUESTIONJ\RIO

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se1enza NEL SANGUE Sl INDIVIDUA LA RAZZA RAPPORTI FRA GRUPPI SANGUIGNI E CARATTERI ANTROPOLOGICI Fin dalla scoperta dei gruppi sanguigni, e dalle prime n cerche sull'argomento, scrive Vittorio Chiodi ( l), si era pro spettato, insieme con la questione della ereditarietii., il loro significato costituzionale, ed un numero notevole di indagava gli eventuali rapporti tra gruppi sanguigni e caratteri antropologici. Hirszfeld, Werzeczki, Wezar, Dossena, Lanzara, Kamisnski fecero ricerche sulla esistenza di tra gruppi sanguigni e statura, peso, della pelle e dei capel:li, con risultati variabili e non definitivi, e tali ricerche vennero pro seguite da un ingente numero di ricercatori, tra i quali molti SCH.EltiA N. l I gruppi sunguigni nella razza ebraiea (pBI'zialmentt da KossoTitch aatl HirszCeld) 1 U 0 X I ; X Z .-\. 0. A. B. .-\.B. SIU&gnoli 38.8 33.0 23.2 5.0 33.1 ftl.S 17.ft 8.0 TecleNchi ft2.1 ft1.1 11.5 .ft.9 lttnneni 26.1 38.8 19.8 15.3 lhtssi. 28.0 ft2.3 23.5 6.2 cltll' Asin Jlinorc. 32.3 29.2 30.5 7.9 eli lltoyrcmt.h 28.5 32.9 20.9 18.6 cl i 38.0 3ft.O 20.0 8.0 :t eli 'l"nnisi --:--------41.0 31.0 15.5 12.5 Jlarocchini 36.9 35.9 19.9 7.3 ) 26.9 ftl;C} 19.1 10.7 .,. -. 36.5 -3Q.3--!1.5.7 7.5 20.5 lt.7 .2 23.6 8.5 clcllo \'enten 56.0 26.1 16.1 1.8 Santal'itnni 68.0 19.ft 12.0 0.9 della Siriaa 3%.5 33.7 25.7 6.0 dC"'In rcrsin ft0.2 26.6 2%.1 9.1 clelht 27.6 3%.3 20.0 18.1 I Konrdistan 32.1 ft0.6 H.3 12.3 dci 'I'III"C'bi 27.8 u.s 17.7 6.8 ltaliani ( Komanese, Nicoletti, Abbruzzese, Viola etc.) che stu diarono i gmppi sanguigni anche in relazione con i diametri del cranio e della faccia, con l'impianto e Ia distribuzione dei capelli, con Ia feconditii., con Ia robustezza fisica, con l'equi librio simpatico-vagotonico. Daile varie ricerche e -apparso evidente che i gruppi san guigni si debbono considerare come fattori costituzionali: le ricerche recenti li mettono in stretta relazione con i vari carat teri antropologici, poiche il gruppo sanguigno di ciascun indi viduo non e altro the .Pespressione del substrato biologico del l'individuo stesso. lnfatti agglutinogeni ed agglutinine simili a quelli contenuti nel sangue sono contenuti nei tessuti, cioe, per essere piu chiari, scientificamente e provato che se un individuo ha un gruppo sanguigno, un sangue diverso e perche ha una carne differente, diversa da un altro. Infatti Nydlarsky dopo un numero notevole di osservazioni conclude che il sangue di gruppo A corrisponde ai meso e sub brachicefali con naso e -faccia ristretti ( tipo nordico ), mentre il sangue di gruppo B corrisponde ai brachicefali con naso e raccia strettissima (tipo mediterraneo). Romanese noto in Sardegna una prevalenza di sangue A nei biondi e nei castani relativamente ai bruni, e nei brachicefali rispetto ai dolicocefali. In Siciltia Nicoletti trovo analogamentc una percentuale di sangue A piu bassa nei bruni dolicocefali e viceversa piu elevata nei biondi hrachicefali. D. Viola noto che il sangue di gruppo 0 od A si riscontra in prevalenza nei longilinei. cioe negli individui alti e di com --plessione minuta, mentre il sangue di gruppo B ed A B appar tiene agli individui brevilinei microsplancnici, cioe di statura non elevata e di robusta. Riguardo anche aile malattie si hanno risultati incerti per quanto riguarda i rapporti tra gruppi sanguigni e carcinoma, mentre si ammette una prevalenza del gruppo 0 nei tuberco losi, e circa le malattie nervose dati abbastanza sicuri ed uni formemente conoordi ammettono una certa preponderanza del sangue di gru.ppo B, tra neuropatici, criminali, deficienti 01 A-:-chi,in di di Etnolol!ia Anno 193i Fascicoli 1-4. men.tali. 8

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II Gundel che ha determinato i gruppi. sanguigni di 3055 in diddui affetti da nervose; ha notato una predominanza in e,;si dei gruppi B ed A B. Per inciso voglio ricordare che 1111 riscontrci di quanto sopra. puo notarsi nell'allegato schema ] che elenca i gruppi sanguigni della razza giudaica, nella quale e appariscente una elevata percentuale di sangue di l!ruppo B ( che normal mente negli Europei arriva ad un mas,;imo di 11-12 %). La spiegazione e evidente, e si puo ritrovare i11 .quanto si Iegge al IX volume della Jewish Encyclopedia alia voce Malattie Nervose : Gli Ebrei sono pili soggetti aile malattie nervose dei popoli tra i quali essi vivono. L'iste rismo, la nevrastenia, le malattie mentali appaiono in essi con molta frequenza. Tobler afferma che tutti Ebrei della Pale ,;ltna s o no degli isterici. e Raymond dice che a Varsavia e in tutta Ia Polonia l'isterismo si riscontra frequentemente negli Ebrei, t ant o nelle donne che presso gli uomini; quanto d'altra parte egli aveva notato era gia stato riscontrato da Biswanger, Ezl. Joly, Moehius, Lowenfeld, Oppenheim, Charcot. Bon wret etc. Esaminando inoltre Ia suddetta tabella appare quanto sia inesatta l'asserzione del giudeo Schiff che gli Ebrei presentino raratteristiche serologiche di sangue simili a quelle dei popoli lra cui essi vivono. Lo stesso Hirszfeld, che riporta questa affermazione, nota che essa e inesatta in quanto e scientifi ramenle provato che i popoli che hanno abbandonato il !oro paese. con!'ervano gli aggruppamenti di sangue caratteristici della ]oro razza. Egli non ammelle che gli Ehrei nelle !oro peregrinazioni di due mila anni, si siano adattati serologicamente con i popoli Ira cui essi vivono. rna piuttosto e portato a credere ad una pri miti\a ed originaria impurita di r a zza La questione della purezza in senso assoluto della razza ebraica deve essere trat tala con grande comprensione. Non e unico infatti il ceppo da ui provengono gli Ebrei Persiani. che si trovano in tale paese .Jopo l'esodo di Babilonia, o gli Ebrei del Kurdislan che serondo Ia leggenda proverrebbero daHe tribu esiliate di lsraele, o gli Ebrei dello Yemen che vi sono penenuti prima della S
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..9::-0 1 I ,A 1-----18 1-__ _, 0 SCHE.UA gato le proprieta di gruppo so. no debo.J.mente marcate, alcune assenti; nel cervello ac esempio, non si possono met tere in evidenza. Si possonc dunque distinguere gli organi nei quali le proprieta di grup po appaiono in maniera stabile. da quelli in cui esse non ap paiono mai, oppure quelli co me il fegato in cui esse appaio. no in alcuni casi. Lo schema annesso N. 2 illustra Ia !oro Correlazione tra i gruppi sanguigni l'indice facciale degli Armeni dell' Asia -Min ore. (dci: Dujarric de la Riviere) presenza negli organi, mentre lo schema N. 3 rigul\rda le dif ferenze quantitative :Spesso e normi del contenuto degli ag glutinogeni nei liquidi orga nici. Presso gli animali questi fenomeni non sono stati ancora razze, specie ;la nostra. Ma ritornando ancora sulla questione deNa relazione tra sangue e caratteristiche costituzionali, occorre ricordare che le ricerche negli organi in quantita inegua'li. Cosi nella mucosa dell'intestino, dello stomaco, nel polmone, nei reni Ia quantita delle sostanze di gruppo e grande, spesso piu grande che uel sangue e nel fe10 ricercati; solo nel coriiglio, su cui si sono fatte tali indagini, si sono ottenuti dei risultati interessanti. La constatazione delle proprieta grupali negli organi ha fa cilitato il compito di differenziare serologicamente organi par ticolari. Hirszfeld e Witebski sono riusciti a dimostrare che nelle cellule morenti appaiono dei nuovi antigeni; sembra che nel caso del cancro debba trattarsi di un'espressione serologica di un processo regressivo. La possibilita di determinare i gruppi sanguigni negli organi. e la stabilita delle sostanze grupali ha reso possibile Ia deter minazione dei gruppi sanguigni nelle mummie. Come hanno dimostrato Boyd e Leland rwi abbia.mo fa possibilita di determinare i gruppi sanguigni anche nei cadaveri che con.tarw migliaia di anni, e da questa apparira evidente a quali impor tanti contClu.sioni ha portato l'applica::ione della serol.ogia, della ricerca dei gruppi sanguigni nell'antropologia. Si puo dire che tale scienza abbia subito dopo Ia scoperla di essi un nuovo orientamento, il quale seppure non destinato a sconvolgere 0 ad eliminare quanto fino ad oggi si e fatto. portera a considerare che Ia mistica ed antica concezione della fraternitil di 'sangue, non e solo legame sentimentale, rna realta viva poiche Ia scienza puo controHarla e stabilirne le leggi. La scienza percio oggi non considera Ia razza solamente come un complesso di valori spirituali combattenti per un ideale co mune, rna rigetta Ia concezione di razza quale conce zione geografica fonda tale idea su concezioni biologiche, sulla unita fondamentale del sangue di tutti i suoi componenti. II problema dei gruppi sanguigni e quindi una questione di ne cessaria attuazioue pratica; necessita una inchiesta biologica della razza Italiana, poiche Ia vita sociale e Ia scienza stessa ne richiedono l'ausilio ai fini di un maggiore potenziamenlo e difesa dei valori individuali, poiche l'identita fondamentale del sangue e quella misteriosa affinita che unisce i singoli in uu popolo e che fa veramente di piu individui una so-la. GIDSEPPE LUCID!

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ANCORA PER UNA CARTA DELLA RAZZA ITALIANA IN FRANCIA liGURI E CElli Nel precedente numero di questa rivi sta abbiamo documentato come sia ete rogenea la costituzione razziale della Francia e come sia facile identificare nel Mezzogiorno di essa, al di fuori della Francia propriamente Celtica, tina vasta zona di territorio, abitata in ma niera compatta da un nostro tipo razzia lc, qua'le e quel1o Ligure. La nostra do cumentazione e stata strettamente basata su cara:tteristiche somatiche, astraendo Ja qualsiasi altra considerazione. Riferendoci ora ad altri dati di fatto oggettivi, attinti ad altre scienze, vediallio come inevitabilmente si giunga alia I risultati sulla distribuzione geogra fica della mortalita pei: cancro in Fran cia sono tra i piu interessanti come afferma il Niceforo stesso dato che e possibile fare dei confronti tra le caratteristiche etniche dei diversi dipar timenti francesi e paragonarli con la :reazione che essi oppongono a tale ma lattia. Naturalmente nella stessa maniera che e impossibile delimitare esattamente it territorio delle .diverse razze che abi tano la Francia, cosi e impossibile defi nire nettamente il tasso di mortalita per cancro. Tuttavia l'approssimazione alia quale si e giunti e notevo le e permettc conclusione. Restando difatti Contadino della .Francia meridionale ancora nel campo hiologico, sappia mo come le razze umane si diversifi chino naturalmen te le une dalle al tre non solo per caratteri morfolo gici rna anche per il modo di reagire ad alcune forme morbose. Sono classiche a questo riguardo le considerazioni sui rapporti pre sunti tra .Ja morta lita per cancro e tumori maligni e la razza secondo lo. studio delle stiche antropologi che e mediche di alcuni stati d'Eu ropa, nel 1926 da A. Ni ceforo e E. Pit tard, sotto l'egida della Commissione del Cancro della Societa delle Na _zioni. Mistral delle conclusioni che devono far pensare. La mortalita per cancro in Francia, calcolata sulle statistiche del 1911-1913 Secondo i dipartimenti e rappresentata alia fig. I. Osservando questa carta ap pare evidente come le cifre minime si riferiscono ai dipartimenti del sud della Francia. E' possibile credere che la sola posi zione geografica sia sufficiente per spie gare questa min ore mortal ita? E' possi bile riferirla ad una diversa alimenta zione? Di questa opinione non sono stati gli Autori che hanno esaminato profon damente il problema. Essi hanno con frontato con pazienza la carta della mor talitil per cancro con le altre della di stribuzione dei caratteri antropologici. Da questo confronto e risultato evidente come piu. colpita dalla mortalita per cancro (30,63 per 10.000 abitanti) e la rona comprendente i dipartimenti del nord-est e come meno co.lpita invece sia la zona comprendente tutti i diparti menti mediterranei dalle Alpi ai Pirenei (13,9 per 10.000 abitanti). I diparti menti delle altre regioni occupano inve ce, per quanto riguarda il tasso di mor talita per cancro in Francia, una posi zione intermedia. La mortalita per cancro nei diparti I'lenti mediterranei della Francia appare quindi molto simile a quella di alcune 11

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Fig. 1 -Ripartizione geoqrafica d e 11 a mortalita per cancra e altri tumor:! maliqni. fra Ia popola zione di 40 anni. nel periodo 1911-'13, (Medie su 10.000 abitanti) Fig. 2 -Relazione fra Ia mortalita per cancro e l'indice ce falico (le cifre indi cano Ia media dei qruppi dipartimen tali costituiti secon do i valori dell'indi ce cefalico medio). 12 regioni d'ltalia. La fig. 2, che indica le rclazioni tra mortalita per cancro e in cefalico, porta quindi una nuova conferma, non piu tratta dall'antropo logia soltanto ma dalla patologia. all a perf etta individualita biologica dal iesto della popolazione francese di quell:! parte di essa che presenta evidente il tipo dei nostri Liguri . *** I Liguri come scrive il Pulle i primi popoli dell'Occidente ricor t1ati dalla letteratura greca e apparvero probabilmente come l'avanguardia di un ramo meridionale della grande famiglia :tria. ll D'Arbois de lubainville dopo aver rintracciato le vestigia dei Liguri nei Lacini della Garonna, della Loira, della Senna, della Mosa e del Reno concludt' anch'egli che i Liguri siano un ramo che ha preceduto in -Francia i Celti e i Ger mani. ll Deloche ha potuto identificare numerosi nomi l ocali dei Liguri : l sui! a riva destra del Rodano, al Sud della Ca ronna; 2 nel bacino della Charente: :r in quello della Dordogna; 4" della Vienna; s nel bacino della Loira; 6" ncl bacino della Senna e 7" in quello delL! il che vuol dire dissemiriati per lntte Ie Gallie. Da quanto precede si deve dedurre cht' rinvasione dei Celti abbia cacciato 111 Francia i Liguri verso il mezzodi. il sud-est e il sud-ovest, verso quelle re gioni che oggi si presentano dal punlu di ",j_sta razziale tanto diverse dalle altrt" della F:rancia. Sull'aspetto fisico dei Liguri e sul lore carattere come ricorda ancora il Rulle sono ampie le dell'antichita. Un proverbio diceva che gracil Ligure valesse piu di fortissimo Gallo; e che le donne loro avessero if rigore degli uomini e questi delle fiere. I Liguri dell'eta del bronzo dal punto di vista archeologico si sarebbero segna lati, come avverte .il Dechelette, per due llatti caratteristici che rivelano uno sta dio avanzato di civilta ed una notevole organizzazione sociale : l" la religione delle forze della na tura, specie del sole, e l'associazione al mito delle loro origini dell'emblema del cigno, come fu per Apollo presso i Greci; 2" il monopolio dei principali merca tJ dell'ambra portata dal Nord aile .settentrionali dell' Adriatico.

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Tipo corso Anche questo Auton; ritiene i Liguri fondandosi in cio sui ca rattere dei miti e su numerosi dati lin guistici. I! fattore geografico purtroppo con tribui notevolmenie al disgregamento politico degli antichi Liguri disgregarnento politico che pero non corrisponde affatto ad un disgregamento etnico,. pt. cui essi, anche sotto il dominio di genti slraniere, hanno potuto mantenere quei caratteri fisici e morali scolpiti cosi netti nella mente degli scrittori antichi. I dati della preistoria e dell'archeolo p:ia concordano quindi con quelli del f"antropologia e della patologia per identificare nei dipartimenti mediterra JtPi rlella Francia llll tipo raz:r.iale pura mente italiano. Nel 1892 il geografo francese Eliseo Heclus ha cosi parlato del contrasto tut Lora esistente tra ]a popolazione propria:11ente francese e queNa di molti dipar timenti della Provenza e di Linguadoca ffig. 3): I.a differenza considerevole del naturale amhiente, dell'esposizione g.eografica e dei prodotti del suolo, Ia diversita delle tradizioni storiche, il vago ricordo delle lotte terribili di ui1a volta concorrono a conservare i caratteri distintiYi che presentano ancora gli abitanti. In gran parte del mezzodi, il provenzale e gli altri dialetti pin o meno .affini sono il usuale; e il francese, sono appena vent'anni, era un idioma d'ap parato, d'altronde pin o meno sconoscmlo da tutti. Raqazza della Francia meridionale Hecentemente, alcuni felibri del sud, fieri di aver reso al loro nobile provenzale una gioventu nuova di gran dezza letteraria, hanno creduto di ritro vare con Ia loro lingua i titoli di una I.azionalita antica, come elemento distin to da quello degli altri Francesi. Tipo corso Contrapponendo lingua a Lingua. hanno credut.o di pater contrapporre patria a patri.a, e fra i loro canti ve ne sono persiTW di quelli ispirati da odio contra il popolo al di La delle Cevenne. GUIDO LANDRA Fig. 3 Dialetti della Francia (da Reclus)

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LTIVARE _NEL "i'economia a carattere agricola, il relatore illustro l'h11111.111itas dicendo che questa perfetto equilibria delle facolta e dovuto oltre che allo svilupparsi in felicissima posizione nella zona temperata, al mai trascurato esercizio dell'agricoltura, il quale piega l'uomo verso l'alma pa,ens frugum, gli da la serenita del saggio, il sensa religioso della vita e della dignita umana; e mentre lo spinge a rintuzzare le prepotenze dei superbi lo rende generoso con i deboli e con i vinti. Tale equilibria mentre allontana dagli eccessi porta a conciliare i contrari in sintesi superiore. Conclude il suo dire .il relatore, affermando che l'orgoglio e Ia fierezza possono essere fondati sulla cognizione confusa della del popolo a cui appartiene ovvero su una adeguata cognizione storica 'della tradizione razziale. In altra atmosfera, per la delucidazione del problema della si muove Ia seconda relazione. Non esiste essa afferma oggi per noi Ia data in cui il bambino entra a rappre sentare parte attiva nella vita dello Stato; esiste soltanto lo svol-' gersi prezio5o della sua personalita nella funzione unica di cittadino che realizza in se lo Stato ed accetta cosciente Ia propria 1 responsabilita e s'avvia ad esercitarla ed a custodirla felice[)lente J 1 I fino al raggiungimento di un ideale di collaborazione per Ia grandezza della Patria. Nella scuola quindi il fanciullo entra a fOt uanto il problema della razza appassioni gli educatori ebbe segni non dubbi nell'ultimo raduno di Roma. Ricevuta una parola d'ordine maestri, direttori, ispettori si danno con tutte le forze aile ricerche piu accurate, superando con bello slancio tutte le dif ficolta intrinseche ed estrinseche di un argomento, e portandolo al calore vivo della convinzione.' Per convincersi di questa e sufficiente esaminare le rela zioni recentemente presentate dagli insegnanti sul tema : Mezzi e forme per radicare nel fanciullo l'orgoglio e Ja fierezza della propria razza Ne seguiremo tre, che piu delle altre appaiono significative. Un relatore ricordo Ia necessita di porre i piu duri osht coli all'imbastardimento, specie ora che con Io sciamare di un esercito di coloni verso le provincie della quarta sponda veniamo di nuovo a contatto diretto con razze di civilta inferiore. L'Impero romano si sfascio principalmente per l'imbastardimento del sangue. La scuola e chiamata a svolgere non soltanto opera di elevazione rna anche di tutela. Ne occorre a tal uopo rilevare in modo evi dente i caratteri peculiari della razza italica Nell' enumerare tali caratteri, si ferma ad illustrare soprattutto la virtU militare, Ia salda costituzione della famiglia, l'humanitas. La virtU militare che si manifesta nel valore bellico e nel sovrano sprezzo del pericolo quando si tratta di difendere il prio paese. Lo slancio bellico non contrasta con Ia virtU morale, che anzi l'uomo il quale sa affrontare il rischio della battaglia e piu capace di dominare e combattere gl'istinti malvagi della propria natura. II carattere fiero era comune alle schiatte che abitavano ab antico Ia nostra penisola, se gia nel secondo delle Georgiche il Mantovano poteva cantare : haec genus acre virum, marsos pubemque sabellam adsuetumque malo ligurem volscosque verutos extulit > ? con quel che segue. Dopo aver accennato alia salda costituzione della famiglia ba sata sui vero consorti11m omnis vitae e sulla fecondita delle madri italiche. indissolubilita e fecondita che tanti rapporti hanno con compiere il suo primo esperimento di vita, in una collettivita che, essendo, secondo gli orientamenti o9iemi, rigor.osamente 'flura nel senso razziale, rappresenta gia il problema della vita e dell' attivita collettiva !J.el suo pieno e profondo significate, di fronte alia responsabilita e alia esperienza del bambino... Per essersi Ia scuola italiana e fascista orientata decisamente verso un'educazione na zionale intesa come partecipazione attiva alia vita dello Stato, aveva gia posto prima di formularlo chiaramente il problema della razza a base della propria funziooe, perche in Italia Ia Nazione coincide effettivamente con la razza. Orientata verso tale prin cipia Ia scuola italiana, questa scuola che non chiede piu di prepa rarsi e di imparare, rna chiede di vivere Ia vita della Patria in o'gni gesto, in ogni sentimento che in essa acquisti luce e chiarezza, tende attraverso l'attuazione di un programma culturale all'affer mazione della sua funzione, ed e nell' attuazione viva di tale pro gramma, ed e attraverso l'insegn;unento in ogni suo grado, che Ia scuola e il maestro trovano i mezzi piu felici e piu idonei per l'esaltazione dell'orgoglio e della fierezza della patria ... Per lo stesso carattere di unita che ha l'insegnamento potremo affermare che non c'e una specializzazione di materie di studio o di argomenti di lezioni astratti dalle altre varie parti del pro gramma che valgono a raggiungere tale fine in modo piu diretto ; percio tutto quello che nella scuola e nella sua preziosa attivita e esaltazione dello spirito di disciplina, di forza, di ordine, di coraggio, di eroismo, mira gia in pieno a cio che Ia nostra premessa si propane di studiare. Pero pur nella compatta unita dell'inse gnamento che non consente scissioni e frammentarieta, potremmo attraverso uno studio piu profondo e un esame piu accurato tro vare i mezzi che in possesso del maestro servirebbero piu partico larmente e piu felicemente a rischiarare al bambino Ia fierezza che oggi l'Italia chiede ai suoi figli Un esame piu particolareggiato della storia della patria atta a far balzare dinanzi all17. menti stesse dei ragazzi l'unita della storia d'ltalia sempre animata dallo stesso studio; della geografia che spiega l'anelito dell'Italia verso a dominio del mare; dei caratteri etnici tra i quali domina Ia santita del lavoro degli Ita liani ; di determinati dati statistici che sono come il segno di tutto un movimento di progresso della religione; dell'arte, della lingua italiana ch'e come !'anima stessa della nostra razza; della educa-

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L 'INFANZIA L'ORGOGLIO zione fisica intesa come nuova e piu sana valutazione del com plesso lavoro che oggi Ia scuola si propone; contribuiranno a render chiara nei nostri fanciulli Ia nuova coscienza dalla quale non sara disgiunto 1' altissimo sentimento di responsabilita con cui la scuola deve rispondere a questo nuovo appello della nazione. Calda di tono e precisa di contenuto fu Ia relazione del direttore didattico Anton Giulio Cirri. Un'educazione razzista, secondo il Cirri, ha un certo contenuto di concerti e un gran contenuto di sentimenti. Nella scuola occorrera dare com'e possibile e in propor. zione al grado della scuola stessa, alcuni di questi concerti basilari ; rna soprattutto si dovra suscitare piu che possibile il sentimento che nasce inevitabilmente da quei fondamentali concetti e che sgorga piu che altro dall'intima natura stessa di ogni individuo e di ogni popolo, per 1' insopprimibile amore di se e di noi, che caratterizza ogni essere veramente umano, poiche e nell'uomo-e tanto piu quanto e piu civile -il senso della conservazione anche morale e percio dell' affermazione decisa della propria personalita individuale e sociale. II primo e piu evidente mezzo per stimolare e educare nel fanciullo 1' orgoglio e la fierezza della razza sta nello svolgimento dei programmi, perche nel loro contenuto specifico il maestro accorto sa trovare concetti e richiami al valore razziale. La religione, ad esempio, e uno degli elementi piu caratteristici della razza, tanto da essere qualche volta confusa con questa ; e anche se Ia religione e cattolica, cioe universale, ha pur sempre in ogni popolo forme proprie, particolarmente aderenti alia tradi zione, alia natura psicologica, alia levatura morale di quel popolo. Comunque, nel caso nostro, cattolicita vuol dire romanita, univer salita dell'autorita spirituale di Roma, e quindi superiorita di fronte all'intima anima degli altr i popoli. La religione, dunque, e uno dei caratteri fondamentali dei popoli e determina spesso la cosi DI RAZZA detta !oro forma mentis, anche perche da tale forma e a sua volta determinata: religioni superiori e inferiori appartengono a civiltit .superiori e inferiori; Ia morale individuale e sociale che esse affermano e il rito che seguono, sono indici del livello spi rituale dei vari popoli II Cirri afferma che 1' educatore puo con raffronti tra la nostra religione e quel!a di altri gruppi etnici i quali siamo in contatto (semiti e camiti) far sentire la nostra superiorita di con cetti morali e di conseguenze civili : saggezza, equilibria, prudenza. E con la visione di quadri e di statue che la religione ha ispi rato puo far rilevare la superiorita fisica delle figure tipiche della nostra razza spesso unite a figure di altre razze. Anche l'arte che nelle piu disparate sue forme d'espressione mostra la quantita e la qualita delle manifestazioni artistiche che in ogni tempo l'Italia ha dato, mantenendo sempre il ruolo di maestra agli altri popoli, fa radicare nell'animo dei giovani quel l' orgoglio e quella fierezza che sorgono spontanei dalla coscienza di una superiorita continua e indiscussa anche in questo campo. Ma soprattutto evidente e l'apporto che Io studio della lingua da aile manifestazioni distintive della razza dei popoli. Il maestro leggendo e facendo gustare le piu Iimpide, piane, equilibrate pagine dei nostri letterati antichi e moderni, e queUe dei piu celebrati autori di altre razze, riuscira a far capire che quella

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differenza sorge da una VISione del mondo e della vita contra stante con Ia nostra, e agli alunni di maggiore eta fara rilevare il danno che abbiamo avuto, quando per aberrazione del gusto o per posa abbiamo preferito le letterature straniere e usato Iibri stranieri per apprendere le scienze, Ia storia e Ia geogra.fia. Qui il Cirri sostiene Ia nostra superiorita rispetto ad altra razza, anche nei riguardi del calcolo, ricordando il toscano Leonardo Fibonacci introduttore dell' Abaco attuale nel nostro calcolo, e ricordando altresl Nicolo Machiavelli qualora si volesse dare altro significato alia parola calcolo II relatore ritiene inutile particolareggiare i modi concreti per suscitare nei ragazzi il sentimento della razza : rna afferma il valore di lezioni occasionali, originate da episodi di vita scolastica o extrascolastica, da avvenimenti o da decisioni dei superiori consessi ; e soprattutto di lezioni ne apposite ne occasionali, rna fuse con le altre comuni lezioni, in tutte le quali il maestro di sincera fede fascista sa trovare richiami e affermazioni e suscitare il santo orgoglio dell'eccellenza di nostra razza. II Cirri afferma giustamente che e difficile parlare di queste cose ai .ragazzi delle scuole elementari rna e sempre facile quando chi parla sa davvero que! che dice e chi ascolta ha un' affettuosa fede in chi parla. E qui riporta le parole con Ie quali si potrebbe cominciare nella scuola elementare I' accenno al problema razziale : Da ragazzi, quando non si sanno ancora tante cose e non si vedono tante differenze, perche non si sa ne si puo guardare piit alto e piu lontano; quando il mondo ci pare piccolo come noi e ci pare semplice come siamo noi, si fa subito amicizia con qualun que altro ragazzo, si fa subito !ega insieme, nei giuochi, nelle gite e anche neUe birichinate. Vediamo poi, pero, che c'e sempre qualcuno piu furbo, piu scaltro, piu birichino, piu abile che riesce sempre a fare come vuol lui, che riesce a comandare, a imporsi c a sacrificarci, perche noi siamo piu alia buona, piu semplici, 16 abbiamo piu scrupoli, vediamo le cose in un' altra maniera. Ma via via che cresciamo e cominciamo a ragionare e diventiamo pili robusti e piu bravi, allora ci accorgiamo di questi ragazzi diversi da noi, perche hanno un altro modo di fare,. vanno seinpre d'ac cordo fra di loro a danno nostro; e allora troviamo Ia forza di separarci da !oro Questa separazione e come quella che gli ltaliani, divenuti grandi e forti, hanno avuto i1 coraggio di volere da quegli stranieri (anche se fattisi italiani) che venuti fra noi poveri e randagi son diventati ricchi e sta.' diventando padroni. L'ltalia imperiale, a contatto con _Ia razza ebraica civile e colta, rna troppo diversa da noi nei sentimenti e nei pensieri, e con Ia razza nera barbara e ignorante, vuole che gl'ltaliani sentano questa distanza e crescano con Ia volonta di non permettere mesco lanze, rna di perfezionare sempre pili il nostro tipo Ia nostra civilta maestra a tutte le genti. Completato 1' esame dei programmi scola. stici nei riguardi del loro potere educative razziale, il relatore afferma che lo Stato fascista ha altri mezzi, non meno efficaci per educare Ia coscienza razzista e principale fra essi e l'organizzazione della Giovtnru Ita liana del Littorio. L'educazione fisica, compito della G.I.L., offre occasioni per suscitare sen timenti d'orgoglio nei giovani e cosl pure le manifestazioni giovanili a carattere militare. E infine in tutta Ia vita italiana s'incontrano continui esempi di sacrifkio, di lavoro intelligente, di offerte senza prezzo, che costi tuiscono Ia superiorita spirituale della nostra razza. * Aile relazioni che nei tratti piu salienti ho riassunto non molto era da aggiungere. Qualche concetto andava chiarito ad evitare involontarie confusioni. I termini che a qualcuno sembrarono coincidenti, dico razza e nazione dovevano essere ben distinti. Avviene i.nfatti di sentir talvolta parlare di nazione e di razza non come di termini rna come di sinonimi. Occorreva, pertanto, richiamare I' attenzione di tutti sui fatto che razza e termine biologico, e che pertanto i limiti che esso esprime sono soprattutto fissati da tratti fisici distintivi; (( nazione invece, un concetto politico. Fatta questa distinzione, appare sommamente necessaria elimi nare dagli spiriti un soti:aciuto rapporto, secondo il quale si

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assegna posto piu alto al concetto di nazione talche si pensa ad decadimento quando si passa da nazione a razza : Siff<'tta posizione mentale dimentica quanto di universale e di umano e di spifituale c'e nel concetto di razza, il quale ha limiti piu estesi del concetto di nazio11e, se e vero com' e vero che una razza si e concretamente articolata nella storia in parec. chic nazioni. Ne va dimenticato che Ia coscienza di razza e, in ordine di tempo, posteriore alia coscienza di nazione : acquisizione quindi piu perfetta, piu matura perche piu tardiv.a in ordine di tempo. Razza e termine piu unitivo di nazione, tant'e vero che una prima comunione di nazioni potra essere tentata sui dati di una razza unica. Bisogna sgombrare la mente da tutto cio che il biologico suscita in senso deprezzativo per immeditate suggestioni. Si opera infatti un'abusiva trasposizione concetti quando si mette il segno di equivalenza tra biologico ed anima/ira. E si dimentica che si parla sempre di una biologia umana, ossia di una scienza che studia si la vita, ma la vita dell'uomo e investiga il formarsi dei gruppi e i loro limiti per stabilire distinzioni che potranno essere superate non in nome di un sentimento nazionale, mlf in funzione di dati piu universali. Bisogna ora accennare al metodo per conseguire quegli effetti che Ia scuola si. ripromette partecipando alia, difesa della razza. Se, per esempio, debbo far comprendere agli alunni che i popoli di colore appartengono a razze inferiori non moltiplico le enunciazioni, ma cerco di mettetmi dal punto di vista del fah ciullo, il quale considera l'uomo di colore come se masche rato, e istintivamente E' da questo riso deprezzativo che bisogna partire per infondere I'amore per coloro che _pur ci sono fratelli minori. Ma un amore non egualitario, bensi tale da spingere i migliori, i piu generosi, i piu audaci a sentire quella oscura vocazione che un giorno diverra forse volonta di consacrarsi al bene di coloro che sono piu in giu, per essere sollevati. Chi ha anche sfi..orato il problema sa bene, per esempio, che tutte le numerose inchieste, tutti i tests mentali aventi per iscopo d'isti tuire un paragone tra Ia mens del fanciullo bianco e quella del fanciullo nero ....:..... studiosi soprattutto americani hanno consacrato a questa ricerca fatiche ventennali hanno acclarato una insufficienza generale nel giudizio, nella capacita di defi..nire, di analizzare con precisione, una difficolta nell' adattamento aile situazioni nuove e nel sapere ragionare astrattamente. Se un giorno vedo un bambino incapace a trarsi d'impaccio nel l'analisi logica o noto un certo modo confusionario di agire, o lo vedo paralizzato di fronte a un fatto nuovo, e gli dico: Tu sei un negre oggi avro certo gettato il germe di un giudizio che in lui q:uel senso di superiorita di fronte alia razza di colore, superiorita che non e disdegno, ma giusta valutazione. Posso spiegare al fanciullo servendomi dei fi..ori persino Ia Iegge Ji Mendel. La trasposizione dal botanico al biologico non avverra subito nel fanciullo, ma sara efficiente il giorno in cui dovra com. prendere il pericolo del meticciato. Dalla razza di tram) gli elementi per far comprendere il problema ebraico. Qui bastera enunciare questo assioma : Gli ebrei appartengono ad un'altra razza. II fanciullo che ha compreso il termine di differenziazione con la razza negra, per i caratteri esteriori, si convincera che, pur non visibili debbono esistere caratteri differenziali tra la razza ariana e la razza ebraica. Una conquista politica educativa si avra il giorno in cui il fanciullo istituira nella sua mente un para gone tra le razze-e comprendera che non tutti i caratteri differenziali di una razza sono visibili come nelle razze di colore.' Se e vero che ogni ebraismo consiste. nella fuga del presente verso il futuro o verso ilnismo e freudismo), ossia nella ilicapacita di accettare il presente come valore e nel farsi eversore di questo presente, sia esso religioso, politico morale scientifi..co; in una rivoluzione apocalittica, Ia quale non il ma lo abolisca; in una costante proie zione di idee e sentimenti verso una zona che il tempo non possa mai attingere come presente; 1' antiebraismo dovra consistere nel ,, Ecco dei bimhi nei quali e impnssibile coltivare l'orgoglio eli rcu:za: una bastarda, frutto dell'incrocio fra un negro e una cinese; un gruppo eli ibrieli neg-JO-tedeschi. nati duran'-__ .__ W'II--'L-_ __.._ ..S-! II'-----. ... : r saldo attaccamento a questo presente per cui la tradizione peren nemente rinasce, a questo presente che e garantito e santificato dal sangue dei.nostri martiri fascisti, a questo presente ch'e la rivolu zione fascista, la quale ha reso sfolgorante il volto perenne della pat ria. Si associano intorno all'idea centrale che 1a razza italiana ha un suo destino provvidenziale di dominio e di risanamento umano, sentimenti e emozioni tali che possano creare quell' orgoglio col lettivo, invertendo il rapporto che ha pesato sulla nostra storia, Ia quale ha visto innanzi a se smisurati e giganteschi orgogli indi dividuali ergentisi su un piano di umilta collettiva. Non esser tributari di. nessuno : ecco il primum di ogni sentimente di razza. Tutti. fremono di fronte a questa espressione: iJ sacro suolo della patria. Perche non dovrebbe essere altrettanto sacro il nostro sangue? Prima si ama e poi si ama gelosamente. L' amore geloso per l'ltalia, il rispetto per il sangue ha creato il problema razzista. NAZARENO PADEI.I.ARO

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Razza "della redenzione" (semitica) Uomo statico e tenace (razza falica) LAR la terminologia da noi usata nei precedenti articoli, razzismo di secontk' grado e quello che non ha pili in vista le earatteristiche puramente somatiche. biologi<;he e antropologiehe di un dato umano, e non ancora le grandi idee che difTe. renziano l'umanita in tante razze dello spirito rna considera un dominio inter medio, quello dell'a.nima. Esiste una razza che, oltre che esser del sangue, e deH'anima, che corrisponde dunque gia ad una realta interiore e che e oggetto possibile di una speciale scienza. Questa scienza ha ricevuto, da parte del suo principale esponente contemporaneo. Ludwig Ferdinand Clauss, ii nome di psicantropologia o dottrina dell'anima delle raz:e (Rassenseelekunde): essa ha metodi e competenze sue proprie, distinti aa quelli di razzismo puramente antropologico, del quale tuttavia costituisce una integrazione ed altresi una rettificazione in tutti quegli aspetti, per i jquali, in alcuni casi, un certo materialismo potrebbe affacciarsi in quest'ultimo. Una influenza rettificatrice del genere, del resto, si e 'verificata !in Germania, ove vari razzisti della scuola puramcnle antropologica, quali p. es. il Gunther, nei loro ultimi lavori dimostrano una palese influenza da parte della dottrina del Clauss. Oircostanze varie fan poi si che questa ciale razzismo in ltalia naturalmente, in riprese adeguate e originali dovrehhe attirare uno speciale interesse. Quando si parla di razza italiana e !chiaro, infutti. che non vi si imo intendere una assoluta uniformita di tipo semplicemente bio:ol!if'O: nes;;uno potra seriamente sostenere che un tipo ligure e un tipo sardo, un tipo romano e uno siciliano, un tipo veneto e uno toscano o romagnolo siano tanti fac-simil, di una identica forma umana. Ma, in pari tempo, nessuno, che abbia una certa hilita, e soprattutto se giunge in ltalia dopo un tun go -soggiorno all'estero o se studia il modo di comportarsi di un italiano in genere, di quale regione egli pur sia, eon quello di uno straniero, di un uomo di altra razza nessuno manchera di rilevare qualcosa di comune, di sufficientemente uniforme, di individuato e di individual.iie. in fatto di stile, di Ia dalla maggiore o minore diversita semplicemente etnira r antropologica degli ltaliani deile varie regioni. Questa speciale dominio. che contri buisce dunque a dare all'espressione razza italiana un sensa concreto e inconfu tabile, e proprio quello di competenza del raz?.ismo di secondo grado psiran tropologica. Anche il problema ebraico. cosi come esso e stato ufficialmente impostalo in Italia, va a mettere in risalto i'l significato di questa disciplina. lnfatti, benchi il tipo ebraico sia suscettibile di una precisa individuazione in termini antropolo;riri (razzismo di primo grado), pure l'antisemitismo italiano, nel riguardo, non ha assunto come decisivo il semplice criteria somatico, rna essenzialmente que:Io rHit opere in altri termini, non tanto Ia misura della differenza mettiamo del profilo e dell'indice cranico ebraico rispetto a quello, per esempio, di un napoletann. bensi il fatto della rilevata )llzione corrompitrice .rivoluzionaria e sovvertitrice, e ,dla fine pili o meno dichiaratamente antifascista e comunista, !>Volta dal popolo elettn : rilcvando come, volontariamente o involontariamenle, tutte le creazioni Ebrei sempre manifestino uno stesso stile una identica tendenzialita, deleltr ia per i valori arii. Percio, siamo di nuovo in un dominio pili sottile di quello "'''' tanto. biologico, e pur ammettendo che il sangue ebraico sia il veicolo e Ia base del contagia, e in questa :piano piu interiore, di specifi<;:a competenza del razzislllfl tli secondo grado che devesi propriamente individuare i1 pericolo ebraico. La premessa metodologica generale della psicantropologia, e che 1; 111111 fu.nzione dell'interiore, Ia forma fisica e una espressiorte. un strumento, un simhulo di u.na forma psichica. La razza; sui piano proprio a tale disciplina, e un lllrHic d'essere, un atteggiamento tipico, uno stile tipico dell'agire e del sentire e del rea!!ire di fronte all'ambiente. Questa elemento interiore, ad esprimersi, si serve di una determinata forma fisica, di quella che piu gl'i e adeguata. In via normale, rine pr.ima che si verifichino alterazioni per via di mescolanze o di lacerazioni interne. Ia razza fisica e dun que Ia controparte della razza dell'anima; e la Costanza, l'unifnr mita e la ereditarieta di date caratteristiche fisiche e morfologiche e antropologidre controsegnano Ia preesistente unita spirituale di un dato gruppo umano. In tempi dominati daHa contingenn, in popoli. Ia cui storia e stata teatro di incroci e di Razza "dell'evasione" (tipo alpino)

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Ell /A /A interiori di ogni genere, la corrispondenza puo tuttavia venir meno, ed e allora chc si palesa la necessit8. di una indagine distinta e piii approfondita che non queila prendente unilaterB!lmente le mosse dallo studio delle caratteristiche esteme e ddl:! maggiore o minor conformita ad un modello antropologico stereotipo. Vi possono essere lindividui .non dello stesso :ceppo etnico, rna ,altresi di una stessa famiglia, di uno stesso sangue, che esteriormente hanno tratti fisici tipici comun:i e perfino stesse consuetudini di vita, eppure non si Fra di e55i esiste una barr.iera invaHcabile che 1rende impossihile Ia comprensione, ia comu nicazione, Ia simpatia. Essi restano esterni l'uno aU'altro malgrado il sangue comune, malgrado !'aver stesso colore di occhi o di capeJl.i, le stesse caratteristiche esteriori di razza. L'unita estema e spezzata da una separ.azione fliii profonda, radicata nel l"anima, che avra incontestabHmente una parte decisiva nella vita di iciascuno di que ali individui. Che cosa costituisce tale differenza? Si tratta, per il Clauss, del modo specifico eon cui )'anima di ciascuno si atteggia rispetto al mondo, del significato tipico con l'ni ciascuno anima e investe l'ambiente, il mondo, la vita. Questa e Ia base e la cundizione per comprendersi per sentirsi insieme, per Due anime {'he hanno uno stesso stile la stessa forma tipica di atteggiamento, si comprendono e sono della stessa razza La definizione di razza per il razzismo di se rondo grado e quindi Ia Per ra::.::.a intendesi non un certo aggregato di qua/ita o di caratteristiche fisiche, ma lo stile dell'esperienza vissuta compenetrante rli se l'intere::.za di una forma umana Questa razza ad esprimersi, assume tutti i mezzi che sono a sua disposizione: !FJando essa trova un corpo e una razza del corpo tale da dare compiutezza a tale espressione, si hanno i tipi di razza pura in senso superiore. Questi tipi costi tui5cono l'oggetto precipuo della ricerca psicantropologica, Ia quale non deve fer mursi alia uniformita, alia predominanza numerica .di elementi comuni esteriori, mJ. deve scegliere, deve cercare quello, fra i vari casi, che puo valere come l'esempio pit! completo e il rappresentante piii puro di un dato tipo, tanto da permetterci di afferrare e comprendere que} che vi si esprime e che lo anima, Ia razza dell' anima. l" na ricerca qualitativa, dunque, e non quantitativa; una ricerca esigente uno sguardo interiore, una facolta intuitiva e introspettiva, una Einfiihlung, e non le comuni rtualificazioni delle scicnzc naturali e classificatorie. Per usare una imagine del Clauss, chi credesse che in questo piii sottile ed essenziale dominio possano valere i metodi e i criteri di tali scienze naturalmente, legittimi e fecondi nel loro .unbito rassomiglierebbe a chi, equipaggiato rper }'alta montagna, con scarponi, piccozza e corda, dopo aver valicato con successo delle vette, trovandosi di fronte ;ul un lago, vi si gettasse cosi vestito, pensando che il suo equipaggiamento sia quello piii adatto per portarlo avanti anche in questa nuova impresa. Presso ai casi, in cui la razza dell'anima ha Ia ventura di trovare una forma fi;ica adeguata, tanto da trovarsi in un corpo che e il suo tipo possono infatti darsi altri casi, in cui questa corrispondenza non si verifica, e in cui Ia razza del l'anima, per Ia sua espressione, deve utilizzare elementi di razze biologiche etero [!Cnee. Tali elementi, all ora, so no assunti secondo una speciale funzionalita; per quanto esteriormente quasi indistinguibili, allo sguardo penetrante del razzista di :'\'condo grado essi palesano un diverso significato, una diversa intenzione. E in tali casi Ia razza dell'anima diviene l'elemento primario, quella del corpo, l'elemento :'!'condario. Non occorre sottollineare, che no1, per poter par1are di un carattere nor dico-ario della razza italiana .dobbiamo concedere un largo margine a conside razioni del genere. L'elemento nordico-ario nella razza italiana e qualcosa di profondo, una potenza che da ai migHori esponenti della ltalianita un comune un comune modo d'essere, di agire e di reagire, imponendosi, agendo for mativamente per esprimersi anche Ia dove '}'elemento etnico corporeo non sia esattamei:te quello del puro sangue nor.dico-ario primordiale, rna risenta dell'incrocio seco lare con elemenii razziali eterogenei. L'effetto piu deleterio degli incroci, in realta, si palesa proprio a questa stregua: r,:
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di razza aHermati va 20 dell'iritima unita di un essere umano. Essi fan si che anime di una razza si trovino in corpi di un'altra, col riaultato di una alterazione sia dell'uno elemento che del l'altro. Essi creano dei veri spostati in senso superiore, fino a che, la forza interna esaurendosi in contrasti e attriti d'ogni genere, Ia razza dell'anima sparisce. ad essa si sostituisce una sostanza amorfa, standardizzata, portata da corpi, in cui le caratteristiche razziali eventualmente sussistenti non sono piu che echi, forme svuo tate del !oro significato profondo. E questo e il vero significato dei tmiti internaziona Iistici e cosmopolitici. della dottrina della fondamentale eguaglianza spirituale del genere umano ... II razzismo di secondo grado interiorizza e, con cio, conferma e rafforza il principio della diseguaglianza proprio al razzismo di primo grado: spezza, per cosi dire, Ia seconda linea delle difese del fronte internazionalista e universalista. dimostrando che non solo nel corpo, rna anche nell'anima gli uomini non sono uguali. Partendo dalla constatazione di diverse razze dell'anima Ia psicantro pologia dimostra che il mondo dei valori si articola di funzione di ciascuna di esse. ass:.Imendo per ciascuna di esse un volto proprio e inconfondibile. II signi ficato dell'esser nobili, o eroi, o santi, ad esempio, e ben diverso nell'ordine del l'una o dell'altra razza, perche ciascuna di essa ha uno stile, un modo di sen tire e di vedere differente: e quel che nell'una puo esser valido o salutare, nel l'altra puo divenire non valido e distruttivo. Percio il Clauss scrive: Nella mi sura in cui una conoscenza scientifica puo esercitare una influenza sulla. storia. il compito che Ia psicantropologia ha a tale riguardo, e il seguente: essa deve indi viduare quelle frontiere, che nessun popolo, nessuna comunita di sangue e di cul tura puo sorpassare o aprire, senza incorrere alia propria distruzione. La ricerca delle frontiere dell'anima oggi costituisce dunque un compito storico Nel seguito dei nostri articoli avremo poi modo di mostrare, che ad una dottrina completa e fascista della razza e propria la possibilita di superare il pericolo di un relativismo e di un chiuso particolarismo, cui vedute del genere, se unilatcralmente assunte. possono dar luogo. Basti qui rilevare, che presentemente trattiamo di un dominio intermedio fra corporeita e pura spiritualita, nel quale vedute, come quelle ora esposte, sono assolutamente legittime e la chiusura ad esse proprie e, goethia namente, queNa di un limite creatore che sbarra non la via verso 1'-alto, rna quella verso il basso, verso una promiscuita sub-razziale e in fondo anche sub-personale. fattore, come si e detto, di disgregazione e di dilacerazione interiore. Passare dalle generalita metodologiche a! Jato costruttivo e quindi ai risultati delle forme esistenti di razzismo di Secondo grado non e irttento del presen!P scritto. Diremo solo, che i compiti fondamenta1i sono due: anzitutto, distinguere r definire, diremo quasi aprioristicamente, col titolo di idee tipiche o di strli generali. le varie razze dell'anima ; in secondo luogo, studiare Ia prevalente corrispon denza di ognuna di queste razze -a razze in senso propriamente etnico e antrupo logico esistenti e variamente rappresentate nei vari po.poli. Poiche abbiamo parlato del Clauss, vogliamo anche accennare alle vedute formulate, nel riguardo, da questo teo rico della razza, nel distinguere sei tipi generali: 1' uomo affermativo (Lei stungsmensch) corrispondente alia razza nordica; l' como statico e tenace ( V erhar rungsmensch) corrispondente alia razza falica ( o dalica, o atlantica); l' uomu dell'espressione (Darbietungsmensch.) corrispondente alia razza mediterraneo-occidentale; l' uomo della rivelazione (Offenbaru.ngsmensch), corrispondente alL1 razza -desertica ( orientaloide); l'uomo deNa redenzione (Erlosungsmensch) corri spondente a:lla razza levantina o artrnenoide e agli elementi predominanti del popolo ebraico; I' uomo che evade (Enthebungsmensch) corrispondente alia razza alpina (I dinarica. Abbiamo unite -le espressioni in tedesco, perche, con ogni buona ,volonta, Ia !oro traducibilita e assai relativa e, del resto, anche conoscendo il tedesco, il loro vero senso sfugge,se non ci si riferisce aile esposizioni dello stesso Clauss. Questi riferimenti valgano essenzialmente come un esempio, perche qui nqn e il caso di analizzare criticamente una tale dassificazione e la realta delle corrispondenze delle varie razze dell'anima claussiane a quelle etniche. Noi abbiamo voluto essimzial mente richiamare l'attenzione sulla possibilita di una indagine razzista rivolta gia ad un dominio piu che naturalistico, da svolgersi con criteri e metodi suoi propri. e con precise finalita, anche politiche. Prescindendo dagli autori gia accennati, UIJ tale dominio, malgrado Ia sua importanza, e ancora quasi vergine. Menti adegua tamente qualificate della nuova Italia potranno dunque svilupparvi un'opera origi nale e feconda. I. EVOLA L. F. CLAUSS, Rasse und 'Seele, Miinchen, 1934 ediz.); Die nordische Seele, Miinchcn Rcrlin. 1939 (7a ediz.) ; Rnsse und Charakter Miinchen, 1936: F. MERKENSCHLAGER. Rassensu dPrung, Rassenmischung, Rassentmndlung, Berlin s. d.; H. K. F. GuENTHER, Fromnligkeit nordi Artung, Jena, 1934. Per ulteriori ragguagli swlla classificazione del Clauss cfr. il nostn .l-hto del Sangue, (Hoepli, Milano, 1937), cap. VI.

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IL PRIMO MUS EO DELLA RAZZ A Scena eli Battaglia; incoronazione del Negus (pitture etiopiche esistenti nel R. Museo eli Antropologia eli F"uem:e). JL Mus .eoNazionale di Antropologia, terreno ed il primo piano sono Etnologia e Palentologia della R. Univeresclusivamente aile collezioni etnografiche. sita di Firenze fu fondato nel 1869 dal Al terzo piano si trovano le importanti Mantegazza. La Sezione Etnografica Colocollezioni antropologiche, tra le quali sono niale fu inaugurata dal Duca eli Ancona notevolissime quelle raccolte dalle due mis-in occasione del prima Congresso di Stusioni Stefanini-Paoli e StefaniniPuccioni e di Coloniali nel 1931. del prof. Cipriani. L'intero Museo, nella nuova sede, fu Lo studio geografico e naturalistico della inaugurato dal Re il 30 aprile 1932. II riSomalia Italiana ha avuto efficaci contributi fiorire del Museo stesso e legato al nome dalle due sopraddette missioni scientifiche, del prof. Aldobrandino Mochi il quale ordinate da quel governo coloniale sotto riordino il materiale, trasportandolo dalla gli auspici della R. Societa Geografica Ita-sua vecchia e ristrettissima sede nelle belIiana, e organizzate e condotte dal profes-le, ampie e ariose sale del Palazzo Nonsor Stefanini. finito, in Via del Proconsolo. La prima-missione Stefanini-Paoli -11 Museo e diviso in osezioni: antropoebbe luogo nel 1913. Si svolse nella Somalogica, etnologica, paleontologica. II pianlia meridionale, con carattere specialmente geo-idrologico ed entomologico, e frutto anche ricche raccolte di piante e di ani mali. La seconda missione Stefanini-Puccio. ni ebbe luogo nel 1924 e interesso pili vasta zona, essendosi svolta non solo in quella parte della Somalia meridionale ch(: non era stata visitata precedentemente, rna anche nel territorio di Obbia e della Mi giurtinia. II prof. Cipriani, direttore del Museo, chiuse nel dicembre 1933 una serie di viag gi in Africa iniziatisi nel 1927 e svoltisi in tre differenti periodi. La par_!:e principale del suo primo giro si :Svolse nell' Africa meridion;Ue. La ricerca scientifica del Cipriani non si limito aile collezioni antropologiche. Anipie raccolte zoologiche e botaniche infatti arricchirono vari musei universitari, specialmente fio .rentini. La parte principale del suo secondo viag. gio si svolse nel Mozambico e nella Rho desia. I risultati di questa secondo viaggio han no fruttato collezioni antropologiche, zoo logiche, etnografiche, paleontologiche, e cioe 12 Scheletri migiurtini, 21 scheletri del Mozambico, maschere somale e del Mo zambico, ricerche antropologiche ed etno grafiche fra i Batanga e i Baila, documen. tate da misure e fotografie. II terzo viaggio del Cipriani si effettuo nelle regioni del Sud-Africa che egli non aveva ancora visitato nei due precedenti viaggi. Studio i Boscimani ed i Pigmei. Si noti che con questo viaggio il deserto del Kalakari e stato per Ia prima volta attra versato da un italiarro. Di recenti collezioni vi sono due grossi nuclei, uno della missione al Tana, l'altro della missione in Eritrea, portati dal Cipria. 21

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Mose nel deserto (pittura etiopica) ni. Vi sono altresl collezioni d'ogni parte del mondo. Nella sala delle collezioni ame ricane, figurano due atlat dell'epoca della scoperta dell'America, donati da Cor tez a Carlo V e da questi alia famiglia Medici. Si tratta di due idoli, oltre che di grande interesse, d'ingente valore. Notiamo inoltre : maschera di alabastro verde; collezione americana degli indigeni del Ciaco, di cui fa parte un grosso e pre gevole nucleo raccolto da Guido Boggiani, ucciso nel 1906 dai Ciamacoco; collezioni Mazzei del Peru precolombiano; mummie, crani deformati e trapanati. Nelle collezioni asiatiche e degno di ri lievo un grosso nudeo dell'ex Museo in diana fondato dal De Gubematis. Altre collezioni importanti sono quelle della Cina e del Giappone, donate da Gio \'anni Bianchi, prima commissario civile italiano ad Assab nel 1883, e dal colon nella medico Eherea Freund. Nelle sale dedicate all'Oceania, esistono nuclei raccolti dal celebre viaggiatore in glese Cook, ucciso aile isole Sandwich, du rante Ia sua terza spedizione, alia fine del '700. Hanna raccolto ed inviato collezioni ocea niche gloriosi viaggiatori italiani quali Bec cari, De Albertis, Soria. In un' am pia ed ariosa sala e raccolto il materiale antropologico, etnologico, paleon tologico (dell'Eritrea e dell' Abissinia. Gli Abissini, sia quelli della Colonia Eritrea, sia quelli dell'lmpero, in confron to aile altre popolazioni della stesso grup po, sono piu progrediti nell'arte di tessere, della ceramica, del fabbro. 22 Nell arte pittorica, le decorazioni geome triche sembrano di derivazione araba, al cune delle .figure umane hanna forse qual che affinita con le indu, mentre le imma gini sacre si riattaccano allo stile bizanti no, che era ancora diffuso in Europa, quan do il Cristianesimo penetro in Abissinia, e lasciano talvolta intravedere un elemento pili arcaico, male separabile dal fonda afri. cano. La pittura abissina di carattere religio so illustra testi liturgici e affresca l'interno delle chiese, non disdegnando di introdur re, come fecero nel medio eva gli affre scatori delle nostre cattedrali, qualche .fi gura profana e magari grottesca accanto a quella dei santi. La pittura abissina affronta anchf: sog getti storici. I pittori sono per lo piu preti di ordini minori che vanno di paese in paese ad offrire !'opera loro. In questa se zione ci sono diverse pitture sacre e pro fane, per spirito, per composizione e per tecnica di un carattere primitivo, e prodot ti del gioielliere abissino, oggetti lavorati con strumenti molto semplici. La materia prima e fornita dai talleri. Le serie coloniali qui esposte sono nume rose, raccolte con cura scienti.fica e compo ste da oggetti catalogati secvndo i luoghi di provenienza, con i nomi indigeni e con tutte le altre indicazioni _;ttte a identi.ficarli. Tra dette serie coloniali si distinguono: le collezioni di armi, oreficerie e pitture abissine del cap. Castaldi, del 1898; la col lezione Ben.i-Amer e Nahab dovuta a Fer dinanda Martini, del 1902; Ia collezione Soria-Machi, del 1905, con una serie di ce. ramiche, oggetti assortiti, ecc. ; la colle zione Peleo specialmente di oggetti di dervisci di Kassala, Baggara, del 1909 ; Ia collezione Bianchi fatta ad Assab du rante Ia prima occupazione italiana e do nata al Musco nel 1925; Ia collezione so mala della missione Stefanini-Paoli, del 1913; Ia collezione Corni, Cakiati e Brac ciani, dei Baria e dei Cunama del 1923; Ia collezione somala, contenente tra 1' altro una capanna e delle imbarcazioni in esemplari originali, della missione Stefanini-Puccio ni del 1924. Nella sala dell' Abissinia e della Colonia Eritrea vediamo tra gli oggetti principali : lo scudo d'onore di pelle di rinoceronte, Scudi, lance, spade, coltelli, puqnali e trofei bellici di guerrieri abissini.

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ornato d.i placche d.i argento, Ia spada di on ore e I' abito da ras ; un casco, distintivo dell'uomo che ha ucciso illeone, casco or nato infatti di una fulva criniera. Vediamo inoltre : abiti da sacerdote, ve. stiti da ras, camicia d'onore di un capo, mantello di una notabilita con ricarrio in digeno, oggetti pel culto, letto abissino, musicali, un blocco di pietra so noro usato dai sacerdoti copti a guisa di campana, cestelli per Ia polenta fatti con foglie di palma, piatti, orci, vasi. Degni di nota dei capaci vasi d.i terracotta : si tratta di una industria esercitata principalmente Jalle donne, industria casalinga molto d.if. fusa fra gli abissini, i cui prodotti vengo. no largamente acquistati anche dalle popo lazioni lirll.itrofe. Vi sono interessanti collezioni dei Da r.achil e dei Galla: pastori nomadi maomet tani, i quali parlano un linguaggio camitico ed hanno -strettissime affinita con le limitrofe popolazioni: Assaortini e Saho. Assaortini, Minigeri ed altre minori po polazioni formano, dopo quella abissina, Ia piu completa caratteristica unita indigena :1eila Colonia Eritrea. A differenza degli abissini, parlano il linguaggio camitico ed hanno adottato Ia religione maomettana. Sono pastori, sebbene in alcune zone di con tatto con gli abissini presentino qualche rudimento di vita agricola. Dagli abissini d.ipendono commercialmente per I' acquisto delle armi, stoffe e dei vasi di terracotta di cui fanno molto uso. Collezioni iinportanti dal punto di vista etnografij:o sono anche quella di Mochi sugli Assaortini ; del Corni su i Cunama. Bacia e Cunama sono le tribu piu primiti ve del gruppo etiopico. I due gruppi rap presentano un fondo arcaico delle popola zioni etiopiche, dalle quali, pero, si sono differenziati per avere adottati linguaggi sudanesi. Materiale interessante e pure quello de gli Habab e dei Beni Amer : tanto gli Habab quanto i Beni Amer sono maomet tani di recente conversione. Pastori e cammellieri; compiono frequenti spostamenti nomadi. Caratteristica negli uni e Ia spada crociata, negli altri I' acconciatura dei ca. pelli. Di tutte queste popolazioni Ia sezione .coloniale del Museo ha oggetti che ne te-Madonna col Bambino (pitlura etiopica) Aronne (pittura etiopica) bene Ia vita sociale, economica e religiosa. Delle sale di collezioni somale, ricordiamo : stoffe fatte specialmente dai nostri so mali di Mogadiscio; imbarcazioni ; capan na di nomadi portata dalla spedizione Ste fanini-Puccioni. E' fatta di stuoie ed e fa ciimente smontabile e ricomponibile. Si trasporta sui dorso dei cammelli. Completa no Ia sezione somala: oggetti vari d'uso do mestico, appoggia testa ( quello matrimo niale e costituito da due appoggia-testa scol piti in un sol pezzo di legno), stoffe, vesti ti. Jcconci.1menti per 1.1 tcstl, coltclli. pu gnali (hillao), frecce anelen:tte con /' Jlb,;io. vcleno potentissimo si ottiene facendo bollire a lungo Ia radice della pianta omo nima e che si conserva poi in un astuccio fatto con Ia punta di un corno di bue. D'interesse scientifico sono, infine, al cune maschere eseguite sui viventc dalla missione Stefanini-Puccioni in Somalia nel 1924; dalla missione antropologica com piuta dal Puccioni negli anni 1928-1929 a cura dell'Ufficio Studi del Governo della Cirenaica, e della Somalia italiana, e model: late dal Cipriani. Scarsa e Ia sezione della Libia. In que sto fervore di studi razziali, occorre colma; re questa lacuna, appagando cosl non solo un desiderio degli studiosi, ma un bisogno della conoscenza coloniale ed antropologica, tantoppiu che il Museo e l'Istituto di An tropologia di Firenze costituiscono indub biamente il centro universitario piu antico e piu attivo in fatto di razzismo. A. LEONORI-CECINA 23

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Statuette scolpi te da artisti neqri delle isole Bijaqos (Angola) ESPRESSIONI R Un sclvaggio si impossesso di un vec chio tronco di lcgno che Ia corrente aveva abba:ndonato sulla riva del grande fiumt. Se lo porto sotto il bra,ccio come un ladro dietro Ia capanna e comincio a inciderlo con l'accetta. Quando ne ebbe tolto Ia scorza, comincio a scalpellarlo. Continuo tutto il giorno come preso da un sacro furore dt terminare Ia sua opera. Ogni tanto, alzava gli occhi verso il sole e si affrettava. Prima del tramonto aveva fi nito. La gara in velocita con il sole Ia aveva vinta lui: prima del tramonto pote esporre alla luce una statuina, le braccia incrociate attaccate al petto, le gambe tutte d'un pczzo, i bulbi degli occhi enormi in due cavita profonde, il cranio massa crato ua colpi a rappresentazione dei ca pelli : una testa orrida. Piantata Ia statuina innanzi .Ja capanna con gli occhi verso il tramonto, riordino gli arnesi, raccolse in un grosso fascio sul le spalle i rottami di legno legandoli con teneri fusti, ando a restituire tutto alia corrcntc e se nc ando a dormire. Era sod disfatto come per essersi Iiberato di qual cite cosa. La statuina era Ia, avanti Ia ca-panna, fuori di lui. Per notti, que! selvaggio aveva avuto l'incubo di una visione: una testa infor me che lo guardava. Tempo prima, inci dentalmente, aveva rinvenuto un cadave re: quello di un compagno da lui ucciso alcuni giorni prima. La rappresentazione della statuina era stata provocata da una forza a cui cgli aveva completamente soggiaduto: Ia per suasione inconscia che, a fissare in una cspressione Ia visione che lo torturava, ne detcrminasse il distacco. E infatti, appena compiuta !'opera, era tornato sereno. Li herandosi della brutta e molesta visione, cvitando che I'immagine potesse venire di notte a ricordargli il delitto e a rimpro verarlo, si era, in un certo senso, Iiberato della colpa. Creando un'espressione rap presentativa, aveva raggiunto il duplice scopo di torn;ue tranquillo e innocente. Non si confonda Ia necessita di ester narc quakosa di questo .selvaggio con il cosiddctto bisogno di dire cose urgenti che hanna gli artisti in genere. Molto e molto lantana e l'arte, ben divcrso il com portamento del poeta. L'arte e, per noi, un fatto cosciente innanzi tutto, poi serio e Yolitivo, destinato alia creazione di mon rli : noi crediamo in un Dio capace di ca var fuori il mondo dal caos. Di fronte a questc rapprcsentazioni deformate di sel vaggi, noi possiamo, tutt'al piu, esprimerc il nostro interesse; mai il pensiero di tro;arci di fronte all'arte, .come a qualctino c parso. E' sembrato che ii non poter dominarc il mezzo, soggiacervi. ridursi a tcntarc di csprimerc appcna " riboccan do Ia materia allo stato grczzo, aYvicini ad un senso addirittura metafisico eli sapore artistico. Cio l! goffo c falso. Che fi-

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lPPRESENT A TIVE gura ci farebbe un Dio che si contenti di dare solo una ritoccatina al caos? Per Ia razza italiana, l'arte non puo consistere che nel dominio pieno della materia. Ed e proprio a causa della ferrea tradizione artistica formulata dai nostri geni della pittura architettura e scultura e quindi dalla nostra razza, che ancora di piu ci accorgiamo dell'originc e del potere ma lcfico di qucste espressioni pseudo-artisti che di selvaggi, .figure schiacciate, come nate e sviluppate in un'atmosfera dise gualmente pesante che ha contorto le membra indirizzandole in tutte le. dire zioni, sintesi sbrigative delle parti dell'or ganismo, nanerottoli ripetizione e mono tonia degli atteggiamenti e delle forme, dementi in cui domina la deformazione della figura umana e delle co:;e. Analoga e la situazione delle rappresen tazioni di dementi: quegli occhi chiari, in fossati, scrutatori, quelle figure convulse, quel tormento dell'affastellamento e del disordine sono gli indici della presenza di un carattere CO!Dune a quello delle espres sioni di selvaggi. II ricoverato in un manicomio, persona di una certa cultura, aveva la mania di partire da un piccolo numero fino ad arri vare a cifre spropositate con l'eJ,evazione a quadrato. Giunta ad altissime cifre, le dimczzava progressivamente, fino a rag giungcre rapidamente un piccolo numcro. Disegnava spesso un'unica cosa: una spi rale che, da un punto, a poco a poco in grandiva fino a volgere improvvisamente in un'altra spirale di ritorno molto piu pie cola. II disegno aderiva perfettamente al Ia mania, rappresentando le due spirali, quella grande e quella piccola, I'ascesa dei numcri col quadrato e Ia disccsa improv visa. In gencrale, i disegni dei dementi aderiscono con molta evidenza alia !oro malattia, nc formano un completamento c una estrinsecazione, e sono preziosi per Ia massa eli osservazioni che da essi si pos sono ricavare. Affiora piu eli un elcmcnto eli concor danza che culmina nel bisogno che hanno, gli uni c gli altri, di esprimerc qualche cosa a cui li spingc una paura intema Le opere elei selvaggi sono spcsso idoli, statuine, figure, interprctazioni di meravi glie, terrori, elesieleri eli ingraziarsi i fe nomeni naturali che essi non sanno spic garsi e che ad cssi incutono paura e ri spetto. Le opere -dei dementi, ncll'alluci. nantc assurdita dcll'est:cuzione, sono Ia di mostrazione dello squilibrio mentale c del mondo in cui si :;ono ritirati i colpiti ela questa malattia. Ora, anchc nellc opere artistiche, o me glio pseudo-artistichc, degli domina il carattere elcformante. Ognuno, anchc senza esserc un critico d'arte, possedendo sia pure in misura modcsta il senso elell'equilibrio e dell'armonia, essenzia_li per 1stradarsi sulla via del bello, puo accorSignificativi frut ti dell' arte inter nazionalista giu daica del qrup po di novembre, sorto in. Ger mania nell'im mediato d o p o-querra.

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Statuette scolpite da artisti neqri delle isole Bijagos (Angola). gersi come prcdomini, nclle opere ebrai chc, una deformazione angosciata della figura umana e dcgli oggetti, un fascino vcrvcrso nella sua mostruosita, urta con il senso dcll'estetica a cui e abituato persino l'occhio nella sua funzione fisio Jogica. E nessuno mcglio di nn italiano dovreb bc scntirc la profonda differenza tra una opera d'arte c un'opera ebraica, quando si pcnsi che ha allc spalle Ia gloria millenaria della pittura e della seultura italiana, dove lc scuolc e lc mode sono state ;ante c tante, dove ci si e soffermati an che sulle pieghc di un manto o sul rica mo di un pizza o su uno svolazzo trascu rando !'anima; o dove, come oggi si suol fare, si sorvola quasi polemicamente sui ;ero e sulla rassomiglianza pur di emozio narc con una rcalta interiore; rna dove Ia figura umana ha conservato sempre Ia compostezza, l'equilibrio, le proporzioni. Sono quindi facilmente individttali quei movimenti che hanno provocato delle ope re deformate, fumiste, cubiste ccc. come prov:!.nienti da mcntalita estranec alia nostra concezione dell'arte. Questo carattere deformante nellc opere cbraiche puo condurci ad alcunc osscr vazioni ncl carattere e sullo spirito ebrai co, come e avvcnuto per i selvaggi e per i dementi? Ad osscrvare un po' piu profondamente-c.dirci: un po' piu a lungo lc fotografie di esprcssioni rappresen tative di selvaggi, di dementi c di chrci, nc viene il sospctto, perche si scoprono molti elementi di affinita. E qui bisogncra chiamarc in causa Freud il quale, come ebreo, ha dato, agli occhi di colora che sanno vederc, la mi gliorc rappresentazione dcll'ebrco e del l'ebraismo. Freud avvicina spesso i ncu rotici, l'infanzia c i popoli primitivi, di cui akune razze selvaggc di oggi, sulle quali lo stesso Freud ha compiuto dei hmghi studi, sono Ie fedcli rappresentanti. Egli s'c giovato di tali avvicinamenti per in la sua dottrina. Stndiando i so-26 gni o un caso neurotico, risale all'infan zia, supponendo un erotismo infantile, ba sato sui eomplcsso edipico Studiando le abitudini di alcune tribU australiane, Freud avcva trovato, in alcunc loro isti tuzioni, nel totem specialmente, il ri cordo di questa comple.sso, derivante da un delitto antichissimo, quello che e ripro dotto nella tragedia di Edipo, di cui prende il nome. Ecco come Weiss riassumc tale parte deHa dottrina psicoanalitica : Gli ascen. dell'homo sapiens furono degli ani mali yuanto mai feroci ed aggressivi, che uccidevano c mangiavano i propri simili ... .Nello stesso tempo il genere umano aveva, in antitesi con Ia sua aggressivita, il com pita di costituirsi una forma e una possi bilita di vita sociale. Se questa convivenza non si fossc potuta stabilire, gli uomini si sarebbero sterminati a vicenda ... La be stia totem (animate sacra che puo man giarsi solo in occasioni solenni) non era altro che una riproduzione del padre primitivo e capo dell'orda ... In una fase ulteriore dello sviluppo sociale deve essere subentrato un fatto di capitale importan za. I figli ribelli, sfuggiti alla vendetta del padre o da lui scacciati, si aHearono per uccidcrlo c divorarlo, ponendo fine, con l'u-ccisione, all'orda paterna. I fratelli uniti osarono di cmnpiere, uccidendo il padre, un'azione che singolarmente nes suno di cssi avr::hbe osata ne potuta com picre. II genitore potentc c violento era stato certamente il modello, invidiato e temuto, dei gioYani maschi. Con l'atto antropofagico essi raggiunsero l'ambita iden tificazione con il padre: mangiandone il corpo, sc lo crano introiettato, quindi an che la sua potenza si era trasferita in loro. Tolto di mezzo il genitore odiato, soddisfatto l'istinto aggressivo e di odio verso di lui, appagato il desiderio di identificarsi con esso, i fratelli parricidi si sentirono turbati ... In virtu del sentimento provato dopo l'uccisione de.l padre, questi divennc dopo Ia morte piu forte chc non fosse slato in vita. Sorse allora il culto espia torio, sorse cioe Ia prowt:ttone m ucctunc il sostituto del padre, ctoe u <>em t fratelli parricidl proclamarono colpevott: di un deiitto gravtssimo colut che avessc osato -compiere lo stesso mtsxatto. Ma po1 l'uccisione del padre vemva stmooiicamen tc ripetuta neil'ucctsione penocllca ctc1 totem . 11 banchetto totemtco costitm sce la prima festa dell'umamta. E questa e il nucleo della pstcoanalis1 Ia presunta dtmostrazione delle origim le organizzazioni sociali, delia morale c della religione, questa grottesca enormc parte dottrinaria che sommerge quei poco di buono che c'e nella pstcoanallsi come metoda terapeutico. Ora 11 tipico men to ebratco si rivela nel volere attribuirc a tutta l'umanita tenden:te chc possono, tutt'al piu, appartenere au una raz za soia. E poiche la psicoana11s1 e stata fondata e "SViluppata da un ebreo, e chia ro che voglio dtre che le tendenze sono proprio della razza ebraica, per ia qualc non ho ncssuna difficolta ad ammetterc chc tm orrendo delitto si sia svolto ai suoi primordi e faccia sentire le sue consc guenze nel complcsso edipko sulla sturia e sui carattcre della razza cbraica. La Bibbia dice, a proposito dei banchetti sacri degli Ebrei : Videro Diu mangiarono c bcvvero L'incesto, volte reputato necessaria, altre volte }Jtt nito persino con la morte, e un'usanza ebraica. I1 senso del1'autopunizioue (chinsura nel ghetto la circoncisione lo ebreo errante), il sensualismo, il sensa uct morboso, l'aggressivita astuta formata con l'alleanza segreta, sono altrettanti tipici caratt:ri e_braici in cui si l,>UO la denvaz10ne dal complesso originario. In arte, l'ebreo canta per se solo, COffil' per liberarsi del suo tormento interiorc : <.: tale tormcnto che si formula in esprcssioni pessimistiche, e nocivo e pericolosissimn per Jc altre razze. Non complesso cdipico si dovrebbe dire, rna complesso ebraico Lasciamo aile sue sorti questa razza. che chiusa in se stessa si autopunisca, rna naturalmentc ribelliamoci quando vuolc applicare a tutta l'umanita, a noi, tendem" che non ci appartengono. In quanta alla psicoamilisi, riduciamola alle giuste pro porzioni di metodo tcrapeutico di um qualche efficacia. Tutto il rcsto non ci tkve interessare. Gli cbrci, volendo, posst no farne un'appendice del Talmud. Per secoli, gli ebrei, hanna voluto COJIsen'are l'integrita della razza e sono dun que rimasti attaccati allo stato primitin e sono, quasi, in uno stato di regrcs.si ne ne piu ne meno che i selvaggi c i dementi. Molto fortemente essi risentn:o dunque di cio che !'i e svolto aile origi; della loro razza e ne portano le con:'c guenze. Non piu ci mcraviglia che Ie lor. esprcssioni rapprcsentative abbiano mo:i dementi comuni con queUe dei dementi dei selvaggi e che, in tutti e tre i c domini lo squilibrio, la fretta congestion;. ta di Iiberarsi di qualchc cosa chc inter namente fa paura e rcgni la piu complet:. anarchia. DOMENICO PAOLELLP.

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poletttiea Cofano egiziano eli legno elipinto E DEl La pochissima attitudine che oggi, an cora una volta, gli Ebrei dimostrano per le arti figurative, e dovuta unicamente alia razza. Non vale l'obiezione, fatta da qualcuno, che dipende questa deficienza dal divieto imposto loro lungamente dalla religione: on de evitare il pericolo, in cui Architettura dei palazzi assiri eli Azumazipal (ricostruzione di Layard). Villa eqiziana

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PiHura con scene di vita e casa egizia Scatola con pappagallo ( arte egiziana} piu d'una volta erano incorsi, di cadere neii'idolatria. Infatti i Fenici, di raiza molto affine alia loro, erano idolatri ; e, non essendo percio soggetti a tale divieto, anzi, per ragioni di commercio e di culto, praticando su larga scala queste arti, dimostrarono Ia stessa deficienza. e gli Ebrei, vincolati dal culto, e nella cui costituzione Ia razza orientale aveva parte. preponderante, erano stati quelli che, nel bacino del Tigri e dell'Eufrate, avevano creato Ia civilti assiro-babilonese. I loro grandi palazzi, ricchi di colonne, di po licromia, di sculture, sorgevano a specchio sui fiumi. Ma in t&:Dta ricchezza apparente, in tanto sfar:ro di colori e di frasta.gl.4 simili a quelli che sovraccaricavano sino all'inverosimile gli abiti dei potenti, man cava la vita, l'ispirazione, qualcosa insom ma che parlasse allo spirito. Era anche questa un' di riBesso, pro veniente in parte dall'Egitto, in parte dal1' antica civilti dei Caldei, dovuta, come si sa, al contributo di due popoli : Tuno, quello degli Acddi, di razza orientale, 1' altto quello dei .Sumeri, di una razza diversa, che non si e riusciti ancora bene a definire. Ora appunto i Sumeri, non di razza orientale, avendo per i primi' co struito Ie citta, erano stati i primi a dare un'impronta all'architettuta ed alia .scul tura. I loro templi li avevano costruiti fa. cendosi pure aiutare dagli artefici d'un altro popolo, anch'esso non orientale, gli Elamiti, che abitavano sull'al.tipiano del-. l'Iran, e, gia quattromila anni avanti Cristo, vi avevano sviluppato una civilta fiorente. L'uso delle grandi sale a volta, Ia deco razione policroma di mattoni smaltati, la scultura decorativa, tutto quanto insomma non era derivato dall'Egitto, era giunto alia civilta assira dai Caldei, e percio dai Sumeri. I Sen:iiti veri e proprii nulla, in questo campo, avevano portato. Soltanto il loro prevalere Si manifestava nella superPercio il loro esempio puo considerarsi decisivo quanto alia pochissima disposi zione della razza orientale per Ia pittura e per Ia Ma ve ne s6no ancora. Altri popoli, nepp!lre essi, come gli Arabi Porta di brom:o di Balawat (arte aasira) Vita femminile egiziana 28 ficialita, nella pesantezza, nella mancanza costante di genio che contraddistingue sempre, nel suo complesso; l'arte di que sta civilti. Enorme e Ia sua differenza dall'arte del l'Egitto; malgrado che, come s'e accennato, molte forme direttamente ne derivino. E' la stessa differenza delle razze cui I'una e l'altra appartennero. Gli Egiziani erano camiti ; gli Assiro-babilonesi in prevalenza orientali: col forte contributo d'una terza razza ; Ia levantina, che pi:oveniva dal Gu caso, ed era nettamente distinta da entrambe. La serenita, Ia chiaroveggenza, i1 senso deH'atl.ivita metodica che sa vincere Ia nat!Jra, concepire Ia durata, e quindi spaziare senza limiti nel pensiero dell' etemiti, ca-

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ratteristiche dell'anima carmtlca, si rispec chiano profondamente nell'arte egiziana. Sooo anzi la ragione deiia sua grandezza. Non puo esservi un'arte plastica senza il sentimento della durata. Ne 1a pittura ne [' architettura, possono altrimenti conce pirsi. Se la materia e la forma non sono durevoli, se qualcosa di caduco o di non fermo se ne trasmette a chi guarda, allora quelle arti mancano al loro scopo. 0, per essere piu esatti-: mancano alia loco es senza. Per questo gli Egiziani furono gran. Bassorilievo assiro di Kujunq'ik Dec:orazione assira su mattoni smaltati. loro qualita. Si vede chiarissimamente nel caso degli Egiziani. Perche declino questo popolo? Perche Ia sua arte, cosi alta, cosl, luminosa, cosl giovane, ad un certo punto comincio a sbiadire, ad offuscarsi, a dive nire vuota, anche se le sue forme rimane vano in apparenza le stesse? Perche a un certo pun to, Ia pressjone delle tribu semi tiche, in continuo movimento nel corridoio tra la Siria e il Sinai, comincio a gra vare sull'Egitto. Prima vi si infiltrarono, poi apertamente vi irruppero. Fu verso il 1<500 avanti Cristo che queste orde, dila gando senza piu ostacoli, occuparono il paese, s'impadronirono dello Stato, e die dero alia vita dell'Egitto, e principalmente al costume, la loco impronta barbarica. Ma soprattutto aprirono le porte ad una immi grazione continua di tribu loro consangui nee, che, mescolandosi con Ia popolazione camitica, Ia semitizzarono senza piu rimeclio. ba allora, per Ia prima volta, Ia tradi zione veramente si ruppe; anche se vi fu in seguito una temporanea ripresa, dovuta agli elementi camitici rimasti indipendenti nell'alto Nilo, e se questa ripresa porto, per qualche secolo, ad una espansione anche sull' Asia. Ad ogni modo e certo che, a cominciare da questo periodo, l'arte del dell'Egitto decadde. Oggi Ia preponderanza semitica su que sto paese e assoluta; ed e condivisa solo da una pari infiltrazione della razza ne groide, proveniente dal Mezzogiorno. Gli antichi Camiti sono quasi del tutto scorn-dissimi plastici : forse i piu grandi fra tutti. Quale differenza, invece, nei caratteri dell'anima semitica! Non v'e senso d'eter nita, ne di durata, ne di regolat:o e meto dico lavoro. La natura e assente. Non si doma, non si conquista, non si ama. 11 divino appare come una rivelazione im provvisa. Lo stato si concepisce come una aggregazione momentanea, onde precipi tarsi sugli altri popoli; uccidendo e raz ziando, e onde stabilire su di loro un domi nio, che avra solo I' esistenza di un giorno. Anche se ci si trasferisce a vivere nelle citta, lo spirito, i metodi, gli ideali sono quelli d'un popolo nomade. E' chiaro che in un carattere simile, privo costituzionalmente del senso della durata, non possono allignare le arti plastiche. E che, anche quando cio in apparenza avvie ne, si tratta sempre di riflessi privi di va lore. Percio l'architettura, la scultura, la pittura babilonesi sono tanto inferiori a queUe dell'Egitto; e percio anche i Fenicii e gli Ebrei, essendo anch'essi semiti, ed avendo la stessa psicologia di razza, sono negati per le arti figurative. C'e di piu. Gli altri popoli, naturalmente dotati, presso i quali, anche in parte, s'in filtrasse Ia razza orient.tle, perdevano le parsi. Pitture assire sopra intonac:o GIUSEPPE PENSABENE 29

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li ebrei ziata, vitale e multiforme. Ma tutti gli ingegni, anche i piu angusti, debbono riconoscere che Piemontesi o Siciliani, e via di cendo, hanno fra !oro comuni caratteri che tutti insieme li distinguono dalle genti d' ol. tr'alpe e d'oltre mare. L' esistenza della razza italia na e, come dicevo, un elemen to invariabile della situazionc, come e -invariabile 1' esistenza .fra noi di una. razza ebraica, di. versa dalla nostra. -Tre ebrei centenari del Marocco L'Ebreo ha un aspetto fisico, spesso, rna non sempre, evidentc Ha un contegno morale di piu difli.cile, rna piu sicura diagnosi. e ii Fascismo non fosse una rivoluzione in marcia il problema cbraico, settore del problema razziale, potrebbe ormai considerarsi di ordinaria amroinistrazione, da svolgere con sola procedura bu rocratica. E non se ne parlerebbe piu. Ma il FascisJllo non puo, nella sua essenza e nel suo spirito, abbandonare alb. deriva un problema di tal genere. Oggi abbiamo precise disposizioni di Iegge, applicate o in via di applicazione; una polemica che non ha piu apparente motive di essere battagliera e che in altro Paese ed in altro clima, diversi dai nostri, rischierebbe di estinguersi. Sancita su basi scientifiche 1' esistenza della razza italiana e Ia necessita di proteggerla nelle sue qual ita fisiche e morali; dimo strata Ja causate politica che giustifica Ia difesa contra le offensive aperte o subdole degli Ebrei; emanate le disposizioni di Iegge, queste si applicano ai cittadini stranieri ed italiani che, per defini zione ufliciale, sono classificati ebrei. In tutto cio, dementi invariabili sono le qualita della nostra razza e la diversita fisica e morale degli Ebrei dagli Italiani; ele menti variabili sono invece le necessita politiche della nostra difesa, Je disposizioni di Iegge che organizzano quella difesa, ed anche la definizione ufli.ciale dell'individuo che deve consider->rsi ebreo. Sulle qualita della razza italiana siamo, o dovremmo essere, tutti d'accordo. Gli scettici e i mormoratori, gli spiritosi e i maldicenti devono ammettere che nella folia che si aggira per le strade di una citta italiana essi riconoscono a colpo d'occhio lo straniero in mezzo agli Italiani : come nelle strade di tina citta dell' estero scorgono a colpo d'occhio ntaliano che passa in una folia di stranieri. Dunque, anche all'osservatore piu grossolano e meno rifl.essivo, !'Italiano offre aspetti esteriori inconfondibili : sono quelli che agli osscrvatori piu avveduti e riflessivi confermano le qualita del fisico, dello spirito e del genio di nostra razza. Si puo giurare sulla prevalenza del sangue, cioe dell'albero ge nealogico, rispctto all'influsso geografico, o viceversa, oppure am mcttere in equa mi5ura 1' uno e 1' altro; ma non si puo negare che Ia razza italiana, qual'essa oggi risulta, sia razza ben definita e diversa dalle altre, qualunque ne sia stato il ptocesso di forma zione ; ne possiamo nasconderci che a tale razza ci sentiamo con giunti, Ia troviamo simpatica e consanguinea, dall' Alpi al Lilibeo. QuJlch:: limit.1to ingegno potra magari sorprendersi che siano di razz;l unica il fisico e iJ morale di un Piemontese e di un Siciliano, di un Lombardo c di un Lucano, di un Veneto e di un Umbro, di un Emiliano di un Sardo. Un ingegno piu aperto ravvisera in quella gamma di carattcri fisici e morali che fiorisce da setten trione a mezzogiorno, Ia ricca varieta di una razza unica, differen30 In poveri termini Yorrei definire che sia da considerarsi ebreo chi e capace di commettere un'ebreata: non credo mi occorra defi.nire quel che sia un' ebreata; ogni buon Italiano lo sa per esperienza, benche i dizionari non registrino forse la parola. Oltre le solitc qualit.l tradizionali -+l'avidita del danaro, Ia grettezza, Ia capacita di compiere cattive azioni pur dl guadagnare, di essere anche spendereccio -e car1tatevole pur di guadagnare l'Ebreo possiedc altre qualita che lo distinguono dall'Italiano : un sentimento di famiglia innegabile, unito ad una spiccata tendenza all'adulterio e al concubinato; una commovente solidarieta fra Ebrei, che li induce a incrudelire contra l'umanita non ebraica; ostinati nci propositi, quando vogliono frodare non si levano mai dattorno ; cacciati dalla porta rientrano dalla finestra; non contenti d' esser virili sono immancabilmente sensuali e pornografici. Vi e chi li riconosce al naso e chi aile labbra, chi agli e chi ai piedi piatti, chi alia pronunzia o ad altri segni. Vi e per(; chi meglio li distingue al contegno !oro nella vita, nella socieU, al posto di lavoro, nella politica. Io Ji riconosco all'ebreata e so1: sicuro di non sbagliare. La loro piu grossa collettiva fu, ed e, quella di infil trarsi nella vita italiana e nella vita fascista per profittarne ed insieme per minarla e sovvertirla. Dopo lunga tolleranza e generosita, gli avvenimenti hanno per suaso il Fa.Scismo che l'ebreata diveniva, oltre che disgustosa, anchc pericolosa. Qui entriamo nella serie degli elementi variabili. A un certo punta l'Ebreo si e fatto fascista, e COrso a farsi fa scista; ha, come di consueto, ben calcolato che cio gli con venin. Come e suo costume, ha creduto piu redditizio di mangiare da un:' parte e di sputar veleno da un'altra; forse perche, non avendo fede sincera, non potendola avere per motivi di razza, dubitaYa dell'esito finale e ad ogni buon canto preferiva tenere il piede in due staffe; forse perche, da Ebreo vi vente in Italia, il Fascismo gli !serviva, rna da socio degli Ebrei viventi altrove, il Fascismo lo danneggiava. Comunque, l'Ebreo d'Italia aveva politicamente deciso di met tersi in apparenza col Fascismo e di nascosto contra il Fascismo : ha commesso un errore che paga caramente. Ma J'Ebreo non e sciocco e puo facilmente cambiar d'opinione, sovra tutti puo darsi !'aria di cambiarla. Potrebbe anche convincersi che il Fascismo non e da prendere a gabbo, considerarlo una cosa molto moltu seria, di grande e irresistibile avvenire, indursi in ltalia, e altrove. e dovunque, a giuocare non piu al-ribasso rria al rialzo del F a scismo; e infine sentirsi disposto sinceramente a Jar quattrini solo col Fascismo.

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oanifesti e i clandestini II fatto invari.abile chc l'Italiano e italiano e l'Ebreo e ebreo, non puo negarlo Santa Madre Chiesa; contro la quale non mi sembra pero il caso di infierire se con ragione mistica si preoccupa dell'anima di un Ebreo come dell'anima di un Ita liano. Per !'anima sta bene, siamo uguali con l'Ebreo come col Negro, e tutti redenti dal Signore; ma come uomini di carne e d'ossa, ognuno al posto suo. La politica fascista verso gli Ebrei e guerra. da noi non provocata. Essi pote\fano certo meglio curare i loro interessi avendo tiducia nel Fascismo e collaborando lealmente con gli Italiani; hanno preferito aver fiducia nella. democrazia e nel mmunismo : finanziare !'una e l'altro. Hanno sbagliato i conti. L'Italia aveva le migliori intenzioni verso gli Ebrei, pur sen tendoli stranieri ; i 1 Fascismo era stato con essi perfino generoso; da parte !oro, non da parte nostra, sono cominciate e continuate a lungo le ostilita. La Chiesa ammette anche le guerre cruente, difensive come questa, e anche quelle di giusta conquista. Se non fosse cosi, perche i sacerdoti benedireLhero_le bandiere degli eserciti dei popoli cri stt:mi, and1e quando combattono contro altri popoli cristiani? DunCjue, pure Ia Santa Chiesa 1' anima dell'Ebreo, rna quant'J al carpo rientra nella sf era d1 competenza dello Stato; il Fa scisme> hl diritto di proteggerd con misure difensive dall' ostilita ebraica. La politica fascista che taglia le unghie agli Ebrei non impedisce I' amore verso il prossimo, nel senso Cristiano. II pietismo, bollato a fuoco, e ben altra cosa; e connivenza con l'Ebreo in generale, ed in particolare con Ia sua politica a noi avversa. Oltre al fatto che per gli Ebrei meritevoli provvede Ia discri minazione, non si poteva pretendere che una Iegge difensiva, con tro un pericolo collettivo, si preoccupasse del singolo caso che riesce simpatico a Tizio od a Caio; si e preoccupata dei casi pietosi prevedibili in articoli di Iegge e non poteva fare di piu. Si ebbero forse tanti riguardi, all' epoca che in Italia comandavano gli Ebrei, verso le proprieta ecclesiastichc, verso i frati e le mo nache? Si hanno forse ancora tanti riguardi verso i non Ebrei, Ia dove tuttora comandano gli Ebrei ? Veniamo ora all'ultimo elemento variabile, cioe alia vigente definizione uffi.ciale che stabtlisce cl1i sia ebreo. Quelli che ancora non credono alia razza italiana, v:lnno mostrando certi nasi, certe labbra, certe grinte, di gente anagrafi.camente ariana, e vi chiedono che diversiti ci sia fra !oro e gli Ebre; riconosciuti come tali. Ma gli aspetti fi.sici sono ancora poco e il loio danno e solamente estctico; le qualita morali sono piu pericolose e vi e fior di gente che passa per ariana, il cui contegno sociale, professionale, politico, la rivela per gente ebraica al cento per cento. Corne poteva il Fascismo trovare una formula, emanare una Iegge, capaci di identifi.care I'Ebreo clandestine e, peggio ancora, l'Ebreo ignaro? Certamente non poteva farlo, almeno in primo tempo; tuttavia non ci stanchiamo di accorgerci e di ricordaro che gli Ebrei clandestini e ignari sono innumerevoli : oltre tutti quelli che gradualmente si sono infi.ltrati tra gli Italiani, anche sotto nomi non sospetti, oltre quelli in regola con l' anagrafe rna che ignorano la razza ebraica dei loro trisavoli, vi sono i prodotti -ebraici dell'adulterio e del concubinato. L'Ebreo agisce da cbreo specie quando si nasconde, e da ebreo si comporta anche quando ignora di esserlo. II Fascismo, che e rivoluzione in marcia, che. ha creduto utile difendersi dali'Ebreo manifesto, trovera mezzi adeguati per scoprire e bollare, se occorre caso per caso, anche l'Ebreo clandestine e fEbreo ignaro. Come, privatamente, non e diffi.cile scoprirli e identifi.carli, non sara impossibile riconoscerli con debita procedura. Sara invece io credo, facilissimo, perche penseranno gli stessi Ebrei clandestini ed ignari a commettere tante, ma. tante, ebreate, fi.nche persino i ciechi e gli ottusi li distingueranno. Per ora bastera una pa ziente e vigilante attesa. Gli Ebrci dandestini e ignari credono di averla. fatta franca: sono. i responsabili maggiori perche, senza il loro appoggio, gli Ebre1 manifesti non sarebbero mai riusciti a dominare e sfruttare l'Italia, ne avrebbero osato mettersi contro il Fascismo. Durante Ia. spedizione di Libia, Ia grande guerra, lo sviluppo del Fascismo, Ia campagna d'Etiopia, le sanzioni, Ia .guerra di Spagna, gli Ebre! dandestini ed ignari hanno volta a volta gongolato, irriso, fatto il broncio, creato inciampi, diffamato l'Italia proprio come gli Ebrei manifesti, e peggio. Come !oro essi non pensano che a far carriera e far quattrini, sono borghesi al piu alto grado, sono oggi i piu ferventi pietisti; avvelenano anch'essi moralmente c intellettualmente la vita italiana; non hanno entusiasmo per il Fascismo, non Io sentonoe non lo possono sentire; non hanno per il Duce quella venerazione e quella gratitudine che solo gli ltaliani di razza. possono avere. In attesa che abbiano l'estrcma imprudenza di compromettersi, e utile far loro comprendere che sor,o identificabili e che difficil mente sfuggiranno impuniti se oltrepasseranno i limiti. Un'attiva e costante vigilanza sara specialmente utile mentre maturano gran diosi eventi, nei quali gli Ebrei clandestini e ignari vedono sol tanto una possibile occasione di perdere quattrini o di far quat trini, di imbrogliare la matassa e uscire per il rotto della cuffia. Finche saremo in guerra. con gli Ebrei manifesti, sara pericoloso aver fra i piedi, mascherati da Italiani, gli Ebrei clandestini o gnari. Gli Ebrei manifesti, anche se non Italiani, come Ebrei sono pcrfetti; gli Ebrei clandestini o ignari sono pessimi italiani e pessimi ebrei. Gli Ebrei veri, gli Ebrei talmudici, ormai li cono sciamo e sappiamo come difendercene; occorre proceJere at rico noscimento pubblico degli Ebrei clandestini o ignari per impararc a difendcrci anche da loro. UMBERTO ANGELI Ebrei polacchi 31

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l'onore, aisti..U o
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pensiero puro che ha Ia Francia, Ia Revue Philosophique e .Ia Revue Metaphisi. que et de morale>>. S'e, insorilma, impa sto dappertutto aile cariche principali del lo Stato realizzando la profezia di Mao metto : Tu porterai la corruzione sulla terra . E' sintomatico che nei Ministeri france si succedutisi dopo l'armistizio, Ia maggior parte dei Ministri fossero ebrei. Ed e sin tomatico pure che tutti si dichiararono sein. pre antifascisti ed antiitleriani. Consultando I' Annuario 1938 delle principali Societa per Azioni, troviamo chc; i nomi dei piu forti azionisti sono ebrei e che essi, quindi, di rigono, amministrano, controllano i consor zi, i trust, e, in generate, le societa anoni me piu potenti di Francia. Volete qual che cifra? Ebbene su dieci societa di petrolio iscritte, sei contano 18 amministrato ri giudei. Su 73 societa elettriche, 44 sono neUe mani di 94 amministratori giudei. In tema di navigazione marittima, 7 societa su 9 appartengono a 10 giudei. Quanto aile banche, 117 sono amministrate da 120 giu dei che ne controllano, poi, completamen te 61. Delle miniere, sette su 25 sono di proprieta di 12 giudei. Negli alti forni e fonderie, 48 giudei si sono impadroniti di 23 societa su 57. Dei fosfati r;: concimi su 21 societa 12 appartengono a 16 giu dei. E, quantq aile ferrovie, le 36 societa francesi sono accaparrate per piu della meta n suggeritore da. 41 amministratori giudei che posseggo no la maggioranza delle azioni. Nella pubblica amministrazione francese e l'ebreo che CQmanda. Sono ebrei Huisman direttore generale delle Belle Arti, Giulio Cain direttore della Biblioteca Nazionale, Davide W eil presidente del Consiglio dei Musei Nazionali. Ed ecco la Lega dei Com. battenti Pacifisti (sic!), il Comitato Amster dam-Pleyel, il Comitato di Vigilanza degli intellettuali antifascisti, e il Comitate di di fesa contro il Razzismo . Tutto cio e pei giudei, e giudaico. II Bucard ci prova, coi nomi alia mano, che !'ultima composizione della Borsa dei V alori e fatta di ebrei ; che nel 1935 su 3282 studenti iscritti alia fa colta di medicina di Parigi, ve ne erano 15 30 ebrei stranieri ; che all' Ospedale di Sant' Antonio su 8 capi servizio, 4 sono giudei; che a Levallois-Perret dei sei nuovi medici assunti in questi ultimi due anni, 5 sono ebrei. E, giunto a questo punto, esclama: Francesi di tutte le opinioni, di tutte le condizioni, volete sl o no diventare gli schiavi dei giudei? Nel caso affermaUna versione ebraica della favoletta esopica delle due bisacce. tivo, continuate pure a leccar Blum e a salutarlo col pugno chiuso. Diversamente levate il vostro braccio, aprite francamente e lealmente la mano come fecero i vostri padri nella sala del Jeu de Paume quando giurarono di liberare la Francia. Poiche di questo oggi si tratta: liberare Ia Francia dall'invasione giudaica e rifarne una Patria abitabile e sicura Per troppo tempo i francesi hanno credu to in buon fede che Ia maggioranza degli ebrei fossero uomini come gli altri. Pri vati della terra dei !oro padri cacciati dap pertutto dopo il delitto del Golgota, sono apparsi perfino degni di compassione. Ma era un inganno sentimentale. Da noi pero, dice il Bucard, non si tratta di fare del razzismo nel senso rigoroso e filosofico co me lo s'intende oltre confine. La Francia e un aggregato di piccole nazionalita diffe renti d'origine, di razza, di costume, di lin gua. La Francia prima della Rivoluzione dichiaro Napoleone era piuttosto un'unione di venti reami che un solo Stato Oggi essa costituisce un. assieme 33

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Negli ebreizzatissimi artistici parigini. i modelli negri. sono i piu ricercati. .:rmonioso in una configurazione geografica di territori che si sono saldati gli uni agli altri per Ia somiglianza dei bisogni e degli interessi comuni ed hanno finito per for marc l'unita francese. Percio quello che si potrebbe essere tentati di chiamare il razzi smo f rancese non e che il nazionalismo bene inteso, l'istinto di conservazione del l'anima tradizionale della Francia. E' in questo ambiente che 1' ebreo distrugge il patto cristiano di fratellanza e le basi fon damentali dell'ordine sociale. Esso e il nemico mortale dell'unita francese ed e giu sto sollevarsi contro di lui a cacciarlo via. Non fanno, forse, del razzismo -e quale razzismo! i giudei stessi? Udite : Noi non siamo ne tedeschi, ne inglesi, ne francesi. Noi siamo giudei. La vostra mentalita di cristiani non e la nostra (Max Nordau). Io non considero Ia que stione giudaica ne come una questione 50ciale, ne come una questione religiosa. E' una questione nazionale. Noi siamo un po polo (Teodoro Herzl). E il manifesto della Alleanza Israelitica Universale, fon Jata nel 1860, dice: L'Unione che noi Jesideriamo fondare non sara un'unione fl'ancese, inglese, irlandese o tedesca, ma 34 un'unione giudaica universale. Dispersi nel le altre nazioni che da tempo immemora bile furono ostili ai nostri diritti ed ai no stri interessi, desideriamo, innanzi tutto, essere e restare immutabilmente giudei. La nostra nazionalita e la religione dei nostri padri e non riconosciamo nessun' altra na zionalita Qui il Bucard racconta una storia mira bolante sul modo truffaldino con cui fu rono acquistati nel 1898 da un mercante ebreo, Giacomo Seligmann, per il collezio nista ebreo barone Enrico Rothschild, i celebri arazzi del Palazzo Pallavicino Gri maldi di Genova. II loro valore, come gli disse subito suo nonno Alfonso che li conosceva bene, era di almeno un milione e mezzo. Ma egli non poteva spendere una somma cosi grossa, sicche si rassegno a rinunciarvi. Informato della cosa va da lui l'antiquario Seligmann e riesce a fargli che potrebbe spendere dalle 600 aile 800 mila lire al massimo, somma irrisoria per l'acquisto. Sta bene gli risponde l'an tiquario fermiamoci aile 800 mila e me ne incarico io. Mi darete il 10 per cento su quello che sa pro risparmiare Concesso, tanto piu nella sicurezza che J'acquisto non si sarebbe fatto. Invece il Seligmann li ottenne per 400.000 lire, guadagnando 40.000 lire suHa differenza della cifra. In qual modo? Con una vera truffa. P.rima di .recarsi a Ge?ova, ai mag-. gon antlquan d Europa e d America correligionari, invitandoli a formare con lui un consorzio di acquisto con 250.000 fran chi a testa. I bene.fici dell'operazione sareb bero stati divisi in parti uguali. Tutti ri sposero accettando e incaricandolo di rappresentarli alia vendita. Egli allora parti per Genova, rna alia vigilia dell' asta telegrafo a ciascuno che, essendosi ritirati gli altri soci, non poteva piu rappresentarli. In questo modo non ebbe concorrenti, e innanzi a un pubblico di artisti e di tori platonici per forza di cose, gli fu facile, all'annuncio del prezzo base di 400 mila lire, aumentame altre mille perche nel silenzio generale il martello cadesse e gli arazzi restassero aggiudicati a lui. Quan do il barone lo rimprovero indignato di questa modo di procedere, sapete che cosa rispose? : Nel nostro mestiere questi meto?i sono consuetudinari. I miei colleghi m1 hanno ingannato piu di dieci volte. Era giusto che mi prendessi una rivincita Ma Ia frode non .finisce qui. Giunta a Roma con gli arazzi chiusi in quattro va lige, seguito da due poliziotti che lo sor vegliavano come un contrabbandiere perche J'esportazione delle opere d'arte dall'Italia era allora severamente proibito, egli scende al Grand Hotel e fa portare le valige nel suo appartamento, mentre i poliziotti si mettono di guardia al portone d'ingresso. L'indomani giunge allo stesso albergo Ar nold Seligmann, suo fratello minore, con quattro valige della stessa dimensione ma di diverso colore. Esse sono piene ,di sacchi di sabbia. Durante il giorno, i due fratelli fingono di non conoscersi, rna nel cuore della notte l'antiquario mette gli arazzi nel le valige di Arnold e passa i sacchi di sab bia neUe sue. Col treno del mattino Arnold parte per Parigi portando le sue valige che non destano alcun sospetto, men tee Giacomo resta all' albergo coi suoi sacchi di sabbia. I poliziotti montano sempre Ia guardia al portone. Verso sera anche Gia como parte con una sola valigia, lasciando le altre nella \stanza. Egli si reca subito alia stazione e prende posto in una cabina di vagone-letto. Trentasei ore dopo gli arazzi erano a Parigi. Oggi Giacomo Seligmann e morto, e da qualche tempo gli arazzi scno protetti dalla prescrizione. Mi pare che non ci sia bisogno di altro per riconoscere la mentalita israelitica e bisogna che tutti siano grati al Bucard di averla messa cosi in evidenza per quello che si riferisce a1 suo paese, alla Francia, circuita e diretta dall' elemento giudaico in tal modo da non poter piu oltre .fingere di non avvedersene, pena Ia sua stessa esi stenza. A. LANCEIJ.OTTI

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doe tltlte 11tazi 011e LE FONTI DELL' ANTIGIUDAISMO ITALIANO BERNARDINO DA FEL TRE .. -. EIFRATI MINORI In un buon quadro del Seicento che a:nni or sono si conservava nel Monte t!i Pieta di Mantova, la figura di Bernardino da Feltre campeggia sullo sfondo di un paesaggio brullo e senza strade che ha ai suoi piedi i ruderi di uo palazzo. Su tale desolazione, che riassume efficacemeote le rovine provocate dai giudei neUe campa gne e nelle citta italiane del tempo, svo lazzano appunto alcuni uccellacci di ra pina, mentre il Santo addita in alto il ri medio a tanti mali, che e raffigurato nel Redentore deposto dalla Croce e poggiante sopra uno di quei caratteristici monti di monete che i banchieri del tempo usavano tenere in mostra nei loro negozi. Nato nel 1439 a Feltre da una fami glia della nobilta e primogenito di dieci figli, Bernardino stesso fu iniziato fin da bambino alia Iotta contro il giudaismo. Suo padre infatti, Donato Tomitaoi, era stato mandato per due volte dai suoi con cittadini di Feltre al Senato di Venezia per sostenere le rivendicaziooi della citta contro l'invasione giudei, e dalle coo. versazioni familiari Bernardino ebbe la prima nozione particolareggiata dell'ango scioso problema dell'usura ebraica. Cresciuto poi fra gli studi ed addotto rato nell'Universita di Padova a dicias. sette anni in Diritto, Filosofia e Scienze, membro del nobile Collegio dei Notari, oratore, scrittore ed umaoista elegaotissi mo, mentre tutte le vie dei trionfi mon dani gli si schiudevano, il profondo do lore da lui risentito per Ia morte di due grandi maestri suoi, il Pozzo ed il Roma nello, l'aver visto improvvisamente suggel late quelle labbra che gli avevano appreso l'eloqueoza, e l'aver visto spemi per sem pre quegli occhi che avevano cercato di penetrare i segreti della natura, lo resero profondamente pensoso della vanita delk gloria. Poco dopo, Ia predicazione di Gi.tFra rovine e le paludi. in una campa gna desolata. aimboleggiante lo squallore a cui gli lisurai ebrei possono ridurre un paese. nel cielo del quale esai sono rappresentati come uc:celli di rupina. Bernardino ------_,,_. -.:-a.l. ..1:-=-como della Marca finl per scoprire in lui la vocazione verso maggiori altezze spiri tuali. Superando allora le. resisteoze pa teme, Bernardino entro il 14 maggio del 1456 oell'Ordioe dei Frati Minori dell'Os servaoza, e fu anzi lo stesso Giacomo della Marca che ne ricevette i voti. Fra i nuovi compagoi, che attivameote si occupavano delle miserie e delle soffe renze del popolo, ed in mezzo al popolo vivevano, Bernardino trovo dibattutissima Ia questione piu importaote del giorno, quella che egli aveva conosciuto da bimbo,

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c che suo padre aveva trattato per il bene di Feltre: l'eliminazione dell' usura e della corruzione ebraica e delle sciagure ch'esse seminavano fra gli artigiani ed i con tadini. Contro l'usura ebraica, contro I'ebreo oemico nascosto e potente, ogni legge era allora riuscita inefficace : il legislatore in fatti veniva messo quasi sempre nell'im possibilita di trionfare, perche ricorreva egli stesso al credito del giudeo, e conce dendo a questo il privilegio di tener banco si costituiva suo schiavo. Esclusa quindi la possibilita pratica di un'azione legislativa efficace, i Frati Minori d'allora presero a coordinare ed a dirigerc un vastissimo movimento contro i giudei mercanti di lacrime, bevitori di sangue cristiano e fu una crociata sovrumana quella che combatterono i grandi predi catori ed i grandi Santi del tempo, prima con Bernardino da Siena, poi con Bernar dino da Feltre ed i suoi compagni Gio vanni da Capistrano, Giacomo della Marca, Giovanni da Tassigoano, Antonio Bellini, Romolo da Bologna, Angelo da Chivasso, Pacifico da Cerano, Pietro da Molleano, Mario da Montegallo, e Ber nardino da Fossa. Per l'ope!a !oro, e per opera principal mente di Bernardino da Feltre, si conso. lido il massimo baluardo italiano e catto Iico cqntro I' usura ebraica: il Monte di Pieta che non fu solo un'istituzione fi nanziaria poiche in essa il principia del l' assistenza fraterna supero ancora se pos sibile la perfezione e la vastita della sua costituzione economica. I Monti di Pieta, chiedendo infatti all a carita ed all' abne gazione dei cittadini la costituzione e la amministrazione dello stesso capitate, fi nivano col riunire i partigiani delle fa zioni nemiche in un'opera comune e di ventavano dei centri di fraternita, dove un patrimonio comune era gestito cristia namente e quindi oculatamente e disinte rcssatamente, col rispetto piu assoluto dei diritti e della proprieta di ognuno. Fra il 1484 ed il 1492 Bernardino da Fcltre creo o riformo ventuno Monti di Pieta a Mantova, Gubbio, Trevi, Foligno, 36 Medaglia coniata dalla citta di Pavia in oc casione dell'ultimo centenario di Bernardino da Feltre. Lo scudo che figura a deslra accanto a quello di Pavia e l'arma della fa miglia Tomitano, da cui Bernardino dis-. cendeva. Assisi, Parma, Firenze, Orvieto, Aqwla, Chieti, Rieti, Narni, Lucca, Padova, Piove di Sacco, Ravenna, Piacenza, Campo San Pietro, Bassano, Crema e Pavia. di essi dovettero soccombere sotto i furiosi assalti dei giudei, rna la lotta continuo ed i I mantenimento dell' opera fu alimentato da sempre maggiori sforzi fino alia vitto ria totale. E sotto Ja vigile cura di Bernardino da Feltre i Monti di Pieta andarono sempre piu perfezionando le Ioro istituzioni fino a determinare in ogni minimo particolare il sorgere di quel formidabile organismo che e Ia banca modema, la quale convo gliando il risparmio ed i depositi di .tutti verso le imprese produttive permise il sor gere di questa, ne sostenne I' esistenza e ne determino gli sviluppi. Prima gi Bernardino da Feltre, il pre stito ai privati non rientrava punto nel raggio d' azione delle banche : queste non erano affatto banche di sconto ne dispen savano il capitale per le imprese industriali c commerciali : i banchieri veneziani e fiorentini erano infatti solo degli agenti di cambio, ai quali i dienti domandavano unicamente di pagare e di riscuotere per loro, e di sistemare gli impegni che ave. vano sulle diverse piazze mediante quel denaro di banca che veniva preferito alle monete metalliche. II prestito ai privati, agli artigiani, ai contadini era divenuto cosl dominio asso luto del giudeo strozzirio che imperversava atrocemente su di loro dissanguandoli, e senza Ia dura battaglia di Berfrdino da Feltre e senza la crociata antiebraica dei Frati Minori noi saremmo ancora oggi al l'usuraio ebroo presfatore su pegno, ne alcuna delle grandi imprese produttive che presuppongono la banca moderna e Ia rac colta del piccolo risparmio avrebbe mai. vista la luce. Atterrando !'usura ebniica Bernardino creo in suo luogo Ia nuova istituzione della banca moderna, facendo quindi trionfare sui terreno economico una rivoluzione per lo mcno altrettanto importante quanto Ia invenzione della stampa e Ia scoperta del l'America. L'intensa attivita creativa da lui svolta non gli permise di lasciare scritti,. rna dell' opera sua che gli sopravvive ancor oggi oelle istituzioni che ci circondano abbiamo un documento polemico particolareggiato e teoricamente importantissimo nella Dife. sa del Monte di Pieta, con.tro little le i,1 11enzioni menzognere dell'invidia (Defemoriutll mantis pietatis contra figmenta omnia aemulae falsitatis), scritto da un suo devoto collaboratore, il Padre Bernar. dino da Busti, e pubblicato nel 1497. Nella prefazione di tale lavoro, l'autore da 1a visione esatta della potenza a cui togliendo di mezzo gli ebrei dovra ar la banca moderna, se essa seguira non solo gli ordinamenti istituiti da Ber. nardino, rna i principii della morale cri stiana, e dice testualmente che l'accumuJa zione del piccolo risparmio permetted con l'esercizio continuo del credito di arricchire lo stato e tulia la cittadinanzet, fino ad allora dissanguati da!Ja voracita de/Je 1/Sure ebraiche ( rempublicam et commtmitatem oiim incolat"tl1n ex voragine hebraicarum t/Surarum macilentam ma con. ti1ma subvmtione impinguabit ). Bernardino da Feltre moriva a Pavia il 28 settembre 1494; e negli ultimi giorni, pur affranto dagli acciacchi e dalla malat tia, egli si prodigo e prodigo il suo pa triottismo di italiano e di cattolico. In un
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Espressione peculiare del pessimismo nell'epoca biblica e il libro di Giobbe. Questi era un uomo pio che viveva nel paese di Uz e non era israelita. Un giorno, tra gli angeli adunati attorno al trono di Jahveh, uno di essi che aveva nome il Satana o l'avversario degli uomini richiesto da Jahveh che pensasse di Giobbe, rispose esprimendo dubbi sulla sincerita della sua fede, e che, messa alia prova, non avrebbe resistito. E Giobbe fu sotto posto aile pili crude sventure; perdette figli ed a veri, lo col pi un male orrendo. Giobbe sorti vittorioso, che non venne meno in lui la fiducia in Dio, rna l'ignoto suo poeta, per sua bocca, for mula il pili sconfortante giudizio circa I' essenza della vita umana, considerata esperienza negativa e dolorosa, come se impossibile, o sommamente difficile, apparisse l'essere felici, come se l'uomo restasse sostanzialmente imperfettibile, come se indomata fosse la potenza dello spirito del male e ncgato il progresso alia civilt:L Perche dar luce a! meschino e Ia vita a chi ha I' anima nell' amarezza, i q11ali aspettano Ia morte che non viene. e la rifercano piil di rm /esoro nasco.rto e si rallegrerebbero con giubilo e sarebbero felici se trovassero una Iomba? Perche dar tita a 1111 uomo che ba smarrito Ia ti,t e che Dio ha stretto in tin cerchio? I miei sospiri sono il mio pane, i miei gemiti si spandono come acqua. Nel Medioevo e nel Rinascimento gli idolatri del pesstmtsmo furono rari. La luce della fede trascinava gli spiriti in un vortice celeste sollevandoli dai contrasti terreni. Si battagliava fieramentc ma per la custodia dei valori ideali come fu per la liberazione dei Scpolcro di Cristo. Per virtu della credenza nell'affermazione del bene, un impulso nuovo creava opere di insuperata perfezione mo-rale ed estetica. II giudaismo era tenuto a parte ondc non contami nasse la nobile fatica, per cui esso non e stato partecipe alia gloria di armonie di pensiero e di sentimento, che disccnde da quei secoli. Ma l'awento del giudaismo alia liberta assoluta, colla emancipa zione, segna il riaffiorare del pessimismo che ridivcnta forza e si trasforma poi nello scetticismo scolastico di Schopcnhauer, l'atteg giamento cioe negativo che esclude che il pensiero umano sia mai venuto in possesso della verita o ne possa venire. Schopenhauer era figlio di un banchiere ed aveva trascorso la piu parte della sua esistenza a Francoforte culla del giudaismo tedesco. II pensiero del secolo aveva pero respinto, in linea di massima, tale impossibilita, piu sicuro delle sue forze, e del pari che nel Medio Evo, la credenza in Dio aveva fugato la filosofia della insoddisfazione. Ma a! principia del secolo pessimismo e scetticismo coalizzati ed operanti sul terreno dell'ateismo si appalesano elementi temibili e conquistano il massimo influsso nei tempi post-bellici. Fomentata da una schiera di scrittori, frances'i e tedeschi nomi nalmente, ma giudei di fatto, su tutta !'Europa si distende, quasi nebbia, quella letteratura che venne denominata disfattista dove pessimismo e scetticismo si intrecciano in tragici sviluppi. Come pel passato, il giudaismo ha potuto trarre partito dalla spossatezza delle coscienze. In ogni epoca della storia, a seguito di una dura prova, si sono vedute affiorare teorie di egualita rismo comunistico; rna di poi la riacquistata serenita degli spiriti e la realta della vita, le ha risospinte nell'ombra. Dopo un con flitto cosi imponente come !'ultimo, altrettanto vasto si e mani festato il maleficio giudaico, scaturito dalla posizione del giudai smo nel mondo, per .Ia quale esso sperava averlo in pugno per sempre. I popoli piu vicini aile fonti ideali si sono resi mondi dal contagio; gli altri ne seguono e ne seguiranno l'esempio. CARLO BARDUZZI

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.,. .... lU una quarantina di anni fa dall' Associazione Israe lita Inglese in una pubblicazione col titolo L'Inglese e Israelita ove, con dati bi blici e storici e considerazioni linguistiche, si sosteneva come soltanto due delle dodio tribu d'Israele al ritorno dalla cattivita di Babilonia, popolassero la Palestina ai tempi dt Gesu Cristo. Le altre, emigrate nel nord Europa si stabilite neUe isole britanniche. Lasciando Iibera contestazione a tale asserto agli etnografi competenti, conside riamo soltanto la preponderanza ebraica che in questi ultimi tempi si e manifestata con crescente energia nella vita della Gran Bretagna. Mentre nei paesi perturbati da lotte po iitiche, da rivoluzioni e cambiamenti di regime, come in Francia e nell'Europa con tinentale in ge->cre, gli ebrei trovarono il terreno propizio per emanciparsi e per conquistare i pili eminenti diritti, in In ghilterra essi giunsero assai piu lentamentc a mettersi alia pari e poi ad emergere nellc alte cariche dello Stato. E questo si deve soltanto alia loro religione che si era tro vata di fronte aile rigide formule del giu ramento nece5sario per accedere agli uffici parlamentari e municipali. La formula principale e sacramentale era questa : Giuro sulla vera fede di un cristiano -quindi gli ebrei scrupolosi non avrebbero potuto pronunciare il giu ramento senza abiurare la loro fede. D' al tra parte molti di essi, avendo raggiunto negli affari un' alta posizione economica ed un'influenza notevole negli ambienti poli tici, per entrarci effettivamente si preoccu parono di far cambiare i termini del giu ramento. L' iniziativa per un progetto di Iegge a questo fu presa nel 1830 da Robert Grant rappresentante di Norwich, che, dopo lunghi dibattiti riusd a farlo accet tare dalla Camera dei Comuni, rna non da quella dei Lords. 38 c on senso di essi permise una prima infiltra zione giudaica facendo abrogare Ia Iegge che precludeva agli ebrei gli uffici municipali. Si giu nse poi con Lord Lyndhurst, allora Cancelliere, ad abolire perfino, nei singoli casi, la formula cristiana del giuramento. Tuttavia quando nel 1847 Lionel Roth schild fu eletto Deputato a Londra, la que stione del giuramento parlamentare fu risollevata e Rotschild si dovette dimettere. Egli pen), ando a ripresentarsi al Collegio elettorale che lo rielesse immediatamente e, forte della rielezione, si present<'> a Westminster ove pronuncio le parole del giuramento omettendo pero sulla vera fede di un cristiano Naturalmente fu invitato a ritirarsi, e si dove contentare di seguue i dibattiti senza prendervi parte. 'Come g] nella Piu audace fu David Salomon eletto De putato di Greenwich nel 1851, il quale omessa ugualmente la parte del giura. mento, incompatibile con la sua fede, non voile sentir ragioni per ritirarsi e lo si do vette far uscire a forza dal recinto riser. vato agli eletti. II rumore di questi singoli casi porto tuttavia il suo effetto e, dopo molti pro e contro, nel 1858 Lord Russel fece vo tare una Iegge che permetteva agli ebrei di pronunciare il giuramento senza le pa role in contraddizione con la loro fede. Di qui 1' emancipazione completa e pro. prio nel momento in cui il leader della Camera dei Comuni era Disraeli, ebreo convertito alla Chiesa Anglicana per ser vice piu efficacemente gli interessi dei suoi correligionari. Lord Beaconsfield, appena fu eletto primo Ministro, diresse le ambizioni in. glesi verso !'Oriente giudaico avvicinando cosl l' rmperialismo inglese al latente im perialismo israelitico, tutto preteso a ri sorgere come padrone del mondo. Quando poi all' a pice della sua carriera, dopo aver incoronato la Regina Vittoria, prese parte al Congresso di Berlino ten. dente a studiare i complessi e delicati pro blemi della guerra russo-balcanica, sua ORDINAZIONI. D capitalista ebreo: Ora ricordate. :ragazzi; il mio nome e santificatc '" ( caricatura inglese)

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ebrei penetrarono politico britannica prima preoccupazione fu quella di imporre alia Rumenia misnre di protezione sugli ebrei ivi residenti. Per questo stesso congresso, in cui per fino Bismarck parve passare in seconda linea, oscurato dal prestigio di Beacons field, gli ebrei tedeschi ed austriaci stima rono che il paese dove un uomo della loro razza aveva potuto acquistare tanta po tenza doveva essere per loro un regno eletto e vi si riversarono trovando appoggi, preferenze e invidiabili posizioni negli ambienti bancari e commerciali. Poi, quando il regno d'oro e di dia manti del Transwaal spalanco le porte, ecco il flusso ebraico dirigersi in tutta fretta a scoprire e sfruttare i tesori, ricco di mezzi finanziari, d'iniziativa commerciale rna, soprattutto, di sete di grossi guadagni, e piazzarsi subito in primo piano sulla mol titudine degli Uitlanders incalzanti Ia tran. quilla popolazione agricola dei Boeri. Furono gli esponenti ebrei della Finanza di Joannesburg che provocarono Ia guerra Sud-Africana che tanto cara doveva co stare all'Inghilterra. Due storici contemporanei, uno quasi ufficiale e l'altro occasionale, Conan Doyle e Jean Carrere, videro con diversa obbiet tivita lo spirito del conflitto. Mentre nella Grande Guerra Boera Doyle senza approfondire i dettagli della origine della guerra condanna, piu che le pretese degli Uitlanders, Ia testardaggine dei boeri, Carrere che si trovo in viaggio di istruzione nel Transwaal nell'ultimo pe riodo del conflitto, raccolse nel suo libro Nel Paese dell' oro rosso chiare impres sioni di questo genere : Egli stava per partire per Johannesburg quando M. Gwynne, dell'agenzia Reuter, gli disse: Spero che il giomo in cui visiterete quella citta, non esalterete nei vostri arti coli quegli ignobili capitalisti che, dopo essere stati Ia causa della guerra, si sono nascosti, mentre i soldati morivano, sulle frontiere e neUe case loro, e che si la gnano ora perche Ia guerra dura troppo ... E gli ufficiali intorno a lui rinforza-vano in coro : I sudici ebrei,uno aggiungeva. Tutti i rifiuti dei ghetti d'Europa! Tutti i mercanti di anticaglie di Whitechapel. I ladri di diamanti del Kimberley! Ed e per questo che siamo venuti a far ammazzare i nostri uomini Narra ancora Carrere di quando !'ar mata inglese entro a Johannesburg e un soldato boero, fatto prigioniero sulla pa rola, resto col cappello in testa al passag gio di Lord Roberts e del suo Stato Mag giore. Un ebreo delle miniere, pieno di entu siasmo per la vittoria delle armi favorite, segnalo sdegnosamente ad un soldato in glese Ia mancanza del boero vinto verso jl generale in capo. Mal gliene incolse pero. II tommy gli ri.spose con disprezzo: Quello si e bat tuto per il suo paese mentre tu tremavi nella tua cantina e la folia che aveYa inteso lo fischio con fervore. * La Regina Vittoria che non sopravvisse alia guerra sud-africana. e molto soffri delle conseguenze e degli enormi sacrifici che essa era venuta a costare, comprese che i veri responsabili erano stati gli cbrei e non perdono loro la sanguinosa impresa che avevano provocata. Invece Edoardo, suo successore, non ando troppo per il sottile e non ebbe gli scru poli di sua madre. Considero soltanto il beneficio che i sobillatori avevano reso alia corona allargando i confini dell'Impero, e resto sempre, anzi, in strette ed amiche voli relazioni con molti ricchi ebrei cono sciuti fin da quando era Principe di Galles e senza risorse sufficienti al suo genere di vita piuttosto sempre dispendioso. Ma offerte di forti somme non gli man. cavano da parte di molti finanzieri ebrei i quali non reclamavano spesso neppure le debite ricevute, naturalmente col propositc di ripagarsene un giomo chiedendo al so-. vrano alte cariche ed onori, come Levy Lawson divenuto poi Lord Burnham. Alfredo Cassel, ebreo germanico, che fu banchiere di Edoardo quando era an cora Principe di Galles, riusci a divenirne poi suo intimo amico, e, senza chiedere altro oltre il titolo di baronetto, si Contento di tenere le fila di tutta la finanza inglese e anche delle grandi banche d'Eu ropa. d' America e d'Egitto. Questo l' au reo campo di azione degli ebrei, che doveva ancora allargarsi e pro sperare sui terreno rimosso dalla confla. grazione europea. A. ATTILI Lord Beaconsfield. ovvero Disraeli (1804-1886) Lord Rothschild (1840-1915) L'ebreo Lord Northcliffe (1865-1922) 39

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La piaga giudai(il In ogni nazione si sente muovere il Ia mento: Gli Ebrei sono Ia nostra rovina Ed infatti essi lo sono. II maggiore Osman scrive nel suo libro Die Juden : Gli Ebrei sono sempre i promotori e della guerra e della rivoluzione: essi per distogliere le menti dal pensaie sopra le !oro astute operazioni cercano di preoccuparle con p<,nsieri di guerra e di rivoluzione. Un celebre Rabbino scrive: AI tempo delle lotte Ira cattolici e protestanti nel secolo XVI. i nostri saggi fratelli non !oceano che sof lic:re nel fuoco della discordia ritenendo che quando i cani si mordono tra !oro l'agnello resta salvo. Si vede adunque il grande pericolo che minaccia Ia nazione quando i seggi del Parlamento vengono occupati da Ebrei. L"Ebreo, come dicemmo sopra, sa molto bene l'arte di mascherarsi in modo da far cre de-re che egli si sacrilica per i1 bene delle Stato, mentre invece pensa sempre di porre disordine e discordia sia Ira membri c!ello State, sia Ira lo State e i suoi linitimi, perche non vengono osservate le !oro insidiose operazioni. Che disgrazia e pure per l'ltalia, nazione che si vanta di e:ssere forte e Iibera, l'avere un Parlamento che semba una Sinagoga. L'ltalia conta circa 30 milioni d'abitanti, Ira i quali solo 50 mila sono ebrei, quindi al Parlamento non vi dovrebbe essere che un mezzo ebreo, e invece vi si trovano in un numero grande e terribile. E non solo nel Parlamento dominano questi lorestieri asia'tici, rna eziandio in ogni parte della vita sociale, nei tribunali, r.elle scuole, nel giornalismo, nell'industria e nelle possessioni materiali. Non e dunque un grande pericolo dover cercare giustizia in un tribunale ove sieno persone che hanno Ia Iegge seguente: Quando un ebreo viene con un cristiano alia giustizia, si deve sempre dar ragione all'ebreo Non e un pericolo mandare i nostri ligli aile scuole, ove siedono persona, che hanno Ia Iegge: L' ebreo deve suggerire al cristiano quei principi, che poi lo dovran no rovinare ? Non e un pericolo per noi aflidare Ia nostra salute a medici di que! 40 la razza, la cui religione insegna: E' permesso a un medico di esperimentare una n::edicina, della quale non si conosca l'ef fetto, cioe se uccida o guarisca, porgendola a un cristiano ? Non e un pericolo per noi leggere giornali diretti da persone, che si studiano di travisare Ia verita secondo Ia lore religione, che pescrive: L'ebreo ha il dovere di condurre il cristiano sempre per una via falsa, affine di !arlo cadere nel precipizio ? Che pericolo inoltre e per noi l"affidare Ia nostra fortuna a persona che hanno la Iegge: La fortuna dei cristiani e come quella, che non ha padrone, e chi se Ia prende ha fatto buon acquisto l Che pericolo e il comprara oggetti da persone, Ia cui religione insegna: E' permesso di truffare quanta si puo un cristiano Che pericolo ricevere danari in prestito do genie, Ia cui religione insegna: E' proibito far l'usura; tuttavia con un cristiano non solo e permesso; rna anche e un'opera. buona, sicche si puo fare anche in giorno di festa. Tanto poi si deve togliere ad un cristiano, tanto da !arlo certamente rovinare Quale pericolo e per noi, che Ia nostra esistenza dipenda da persone che hanno il principio: Solo gli Ebrei sono uomini; i cristiani sono bestie, che sono nate per servirci giorno e notte, e hanno Ia Iigura umana solo perche il nostro Dio ha giudicato non esser onorabile che noi figli suoi e quindi principi del mondo siamo serviti dq: bestie con ligura da bestia Dunque se i cristiani sono bestie, q1.,1ale sacrilicio sara per !oro piu gradito a Dio, che i1 sacrificio d'una bestia tristiana?. Se sia vero poi che l'ebreo questa prescrizione lo si domandi massimamente ai contadini, che lavorano campi di Ebrei, ed essi vi risponderanno con le lagrime agli occhi. Che pericolo finalmente e per noi dare le nostre liglie in servizio a persone, che se del sangue !oro non si servono nei riti, si servono di esse per isfogare le proprie malvagie passioni, cvendo per base Ia Iegge: Non e peecalc mortale commettere adulterio con una cristiana, perche la vita sessuale dei crie come queila dei cavalli Ora si capisce, perche quasi tutli i mezzani di adulterio nelle grandi citta d'E.uropc;, come Londra, Parigi, Berlino, Vienna. Bruxelles, Amsterdam Copenaghen, ma Pietroburgo ecc. siano quasi tutti Ebrei perche questa e permesso !oro. Anche nel la nostra aristocrazia si vedono talvolta di sgraziatamente simili Iotti, rna almena non s: calpesta sotto i piedi Ia rosa spiccata; inYece gli ebrei dopo di averla strappota con ogni artilicio Ia gettano a marciare nel fango. Quante povere ragazze cristiane, essi scelgono a questa scope sempre delle cristiane e non donne della !oro schiatla che stimano troppo degne, -dope d'esse: re state violate da Ebrei, non sono state ccstrette a ritirarsi ne' luoghi di prostitu zione1 Chi non sa l'istoria di Anselmo Rothschild? Chi non sa quella del farnoso ebreo Bleichreder a Berlino? Essi dopo aver disonorate le mogli dei lore dipendenti, e provocato il divorzio, invece di riparare al danno con un compenso, le hanno caccia te fuori, sicche le sventurate donne per vi vere furon coatrette a farsi prostitute. Da questa che abbiamo detto, si vede quali pericoli minacciano le nazioni da par te degli. Ebrei. Questi poi, quando vengo no domandati, se Ia !oro religione permet ta tali azioni, hanno l'abitudine di rnor-trarsi sciolti da ogni vincolo di religione, mentre che nel !oro eucre restano sernpre Ebrei puri. La !oro religione insegna: L'E breo puo anche farsi cristiano pro forma, quando vengano migliorati -i suoi affari, basta che resli_ ebreo i1 eucre * Gh Ebrei: questa popolo audace, asiatica, senza patria, che ha trovato ospitalita fro le nostre nazioni, invece di portare rispetto ai suoi b.enefattori, si compiace di tiran neggiarli e in3ozzare per mezzo del suo g'iornalismo le. cose piu sante. Per esempio il prime giornale di Berlino -diretto da Ebrei come quasi tutti gli altri di cui. come esse efferma, si fanno piu di ottanta mila copie al giorno, e quindi si avvelenar,o altrettante famiglie con Ia sua brutale letteratura, si permetteva un anno fa di paragonare Gesu .Cristo all'etame. Cosi an che i1 pittore ebreo Lipschitz si permettevc sei mesi fa di esporre nella galleria di Dre sda un suo quadro, in cui era rappresentato G. Cristo in forma di assassino e i dodic; apostoli vestiti come si converrebbe a mal fattori sfuggiti dalla carcere; sotto del qua le erano scritte le parole: La banda dei malfattori col maestro Gesu Di simili enormita ne comniette ogni gior no il giornalismo ebreo. Ma quando una vittima delle malvagie azioni degli Ebrei tenia anche umilmente di protestare cen tro Ia dura superiorita degli Ebrei e con fro le crudeli leggi della !oro religione, al lora subito il giudaismo fa fuoco e fiamrna e i suoi giornali si lamentano di trovar po co civilta e tolleranza e gridano: E' una pergogna pel nosko secolo I Quando un cittadino, mosso a compassione nel vedere tanto sciagura, si permette di far conoscer"l ai propri fratelli Ia verita, subito i gior r.ali di tutti i paesi del mondo -le !rom bette degli E'brei -pubblicano lunghi ar ticoli dicendo che nella tale e tale cilia c't, una grande persecuzione centro gli Ebrei. Guai, se per sventura un monello ebreo riceve uno schiaffo, i giornali poria no subito d'un massacre di molte migliaia di Ebrei. (dal libro di G. De Stampa: ., La piaga ebrea edito a Treviso oel 18E9)

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UN SANTO ANTIS EMIT A FRA GIACOMO DELLA MARCA Nella Pinacoteca Vaticana c'e un quadro chc ritrae un rude lrancescano dal pesante saio e lo sguardo penetrante: Fra Giacomo della Marca. Elevato or sono quasi duecento anni agli cnori degli altari, Fra Giacomo ,e ancor vivo net cuore del popolo piceno, oltre che per que! che ne hanno scritto i dotti, per que! che Ia tradizione ha tramandato di lui, delle sue opere e delle sue prediche. Non so con quanta londamento, ma i contaciini piceni dicono che fu Fra Giaco mo che all'uscire da Recanati, dove gli anziani non avevano volute accettare certi s.:oi capitoli centro gli ebrei, dicesse: li quadrini fan ire l'acqua per lo in so', e il detto e rimasto proverbio e ricorre ogni volta che il denaro sia servile a far deviare Ia giustizia. tJ ritrallo di Fra Giacomo, che Ia Vaticana conserva, mostra dunque un francesca no ossuto dal visa quasi legnoso, Ia fronte amplissima, il naso profilato. Ma gli occhi son quelli che meritano riiievo: due occhi acuti, dallo sguardo pene lrante, ferreo; occhi come quelli che ancora si ritrovano tra le ciglie aggrotlate e le rughe di qualche contadino marchegiano. Nacque questa Irate poco prima del '400 da pastori, ultimo di 18 fratelli, a Monteptandone, presso Ascoli Piceno. Ragazzo, corse per i monti in imprese rischiose per Ia sua eta, pascola il gregge, e non tarde a paiesare la sua anima desiderosa di co r:cfcere il mondo. Fuggl dalla casa paterna per recarsi alia vicina Offida, un paesotto, del quale aveva sentito parlare e che per Ia sua curiosita infantile rappresenlava una meraviglia. Compiuti gli studi, Ira Ascoli e Perugia, Ia sua rustichezza si ande attenuando a contatto dei giovani della sua eta pe:r ef letto degli studi. Buon grammatico, a Perugia fu studente e precetlore al tempo stesso, e ancora giovanissimo fu chiamato giudice a Firenze. tiel 1415 avvenne nell'animo suo il mutomento che diveva portarlo all'altare. !l cuntallo con que! mondo di cilia in Iotta tra !oro, di cittadini a !oro volta divisi in lozioni, lo persuase che solamente in Cri sto Ia pace poteva essere restaurata. Dal 1415 iu il saio di San Francesco Ia corazza qon Ia quale combatte. Nelle citta del Pi ceno, Ia sua parola esalte le plebi, le mor tilico, le guide a Dio. Vedeva che nelle cilia dedite at com mercia, sedi d'importanli liere, come An cona, Perugia, Recanati, Fermo etc. il conlotto aon gli eretici era di danno ai cri sUani. Da que! contatto vedeva nascere il lilale, dal contatto specialmente con gli ebrei, che nelle citta erano il nucleo in letto, e li chiame: Eretici Ira tutti pernic.iosissimi Quella sua predicazione alia buona, fatta dal pergamo, rna piu spesso dai gradi ni di qualche sagrato o da una greppata a un bivio di campagna, vicino a un cro celisso piantato in terra, suscitava nel po polo il ritorno alla religione di Cristo. Nelle citta allora buon giuoco avevano i giudei: chiamati dopo pestilenze e carestie, perche riportassero commerci e ricchez za, giungevano tra le mura dei castelli, e delle citta con oro arraffato un po' dovunque. S'insinuavano, cominciavano con l'otlenere qualche privilegio dal Consiglio degli Anziani in ristrettezze finanziarie o da qualche signore, le cui casse erano vuote per la mala amministrazione e per le guerre. Una volta diventati creditori di quelli dhe il potere esercitavano, dominavano senza far3ene accorgere. InAncona, gia allora afflitta da una colonia giudaica numerosa, Fra Giacomo predicO contra l'eresia della setla dei Fraticelli, che estirp6 dalle Marche con estrema energia, e predicO contra gli ebrei, sostenendo che i cristiani non dovessero con i giudei avere nulla in comune, e a sentir le cronache del tempo, fece 'effetto, e successe qualche violenta reazione. Ma a Fer mo. non ottenne que! che voleva e nemmeno a Recanati. II Vescovo di Recanati, a causa di Fra Giacomo, si mise in urto con gli anziani, e Giaqomo abbandono Ia citta, non vi torno se non quando furon prese quelle deliberc.zioni che valsero a contenere l'appetito dei giudei in confini ristretti. Il rnetodo degli ebrei, per imporsi aile citta era questa: offrire alle comunita o al signore un prestito senza interesse o a me dico interesse per ottenere i1 permesso di esercitare per un certo tempo il prestito su pegno con interesse. Va ricordato che allora si discuteva se lecito fosse ai cristiani prestare denaro a interesse. In sostanza, gl'interessi che non venivano chie sti a! signore o a! Municipio, erano ripresi abbondantemente attraverso l'esercizio del credito su pegno, in danno delle classi piu povere, credito su pegno che imporlava il diritto alia soadenza del prestito di far proprio l'oggetto impegnato se Ia somma non veniva rimborsala. II patio (che fu poi chiamato patto leonina e vietato) consenti agli ebrei di lormare quella ricchezza mo l:iliare, che e ancora Ia ragione della !oro potenza. Fra Giacomo, non si limito a predicar sulle piazze, rna sull'esempio di que! che cveva vista fare a Perugia da un Irate vestito di un saio simile al suo, promosse in tulle le citta del Piceno la costituzione di quei Monti di pieta che dovevano servire a sottrarre il cristiano povero all'usura del giudeo. I Giudei, no:1 l'attaccarono mai diretta raente rna sempre attraverso persone o enti che non polevano essere nernmeno sospettati di connivenza con essi. E Fra Giaco mo, convertitore di pagani, predicatore in Boemia, in Ungheria, misso del Ponte in Croazia, fu accusato di eresia. Ne pall, si difese senza vacillare, e alia fine di quella persecuz1one i1 Pontefice riconobbe l'adamantina lempra dell'umile servo della Chiesa, e lo assolse da ogni accusa. San Giacomo della Marca (quadro della Pinacoteca Vaticana). Fra Giacomo tome nelle cilia e nei borghi d'ltalia e d'Europa a predicare l'osscrvanza ai precetti della Chiesa. La sua parola sollevava le turbe, le chiamava ad ammirare i miracoli, che sotto Ia mana del Frate Ia divina provvidenza elargiva. Gli eretici, i giudei in prima Juogo, videro allora il trionfo di Fra Giacomo, che aveva predicate Ia separazione dei cristiani da essi, impotenti a impedirlo. Risorsero come spine sui suo cammino Je calunnie: Fra Giacomo le disperse. Furono fatti tentativi J::er indurlo con !'oro a Ia predicazione contra i giudei, ed egli sorrise al corruttore che gli oflriva il denaro, respingendone Ia mano. Stanco rna forte nella spirito, Fra Giacomo pose il capo per sempre sulla spalla del suo ledele discepolo, Giovanni da Capestrano. Fini cosi Ia sua milizia. GIORGIO PICENO 41

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LA RAG ION E PRIMITIVA La e nemica della natura, non gia quella ragione primitiva di cui si serve l'uomo nello naturale, e di cui partecipano gli altri animali, pa liberi, e percio necessariamente capaci di conoscere. Questa l'ha posta nell'uomo la natura, e nella natura non si trovano contraddizioni. Nemico della natura e quell'uso della ra gione non e naturale, quell'uso eccessivo ch'e J>roprio solamente dell'uomo, e dell'uomo cor rotto : nemico della natura, percio appunto che non e naturale, ne proprio dell'uomo primitive. -GRANDEZzA DEGLI ANTICHI In somma considerate gli antichi e i modemi : vedrete evidentemente una gradazione incontra stabile e notabilissima di sempre in ragton diretta dell' antichita. Comincial).do dagli i I I uomini di Omero, un palmo piu alti dei modemi, come dicea quel fi-ancese, e dalle piramidi di Egitto ecc. discendete aile imprese nobilissime e grandiosissime, ai lavori alle fabbriche, alia solidita delle loro costruzioni fatte per l'eternita ( cosa propi:ia anche de' tempi bassi e fino al cinque o seicento), alla impronta delle monete, all' eroismo e a tutti gli altri generi di grandezza che distinguono i greci, i romani ecc. E poi venendo ai tempi bassi e gradatamente ai moderni, vedete come l'uomo si vada sensibilmente impiccolendo, finche giunge a quest'ultimo grado di piccolezza generale e individuate e in cui lo vediamo oggidl. In maniera che 1' eterna fonte del grande (come del bello) sono scrit tori, le opere ogni sorta, gli esempi, i costumi, i sentimenti degli antichi; e degli antichi si pasce ogni anima straordinaria de' nostri tempi. Che segno e questo? La ragione ingrandisce o impic colisce? La natura era grande o piccola?

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t . ques IOJtatIo ,di; .uM4I Ci ha scritto una ragazza francese due Jogli di carla azzurra, con una penna inci siva ed energica, con Ia quale ha pure di segnato in cima al prime foglio il fascia e l'EJA. Ci ha scritto il 20 gennaio, con Ia posta aerea, sottoscrivendosi Elena, con l'iniziale intrecciata con Ia lettera L. Dice cosl: Se sapessite come Ia vostra rivista e tenuta cara dai fascisti di Francia, avreste ra gione d'essere fiero del vostro lavoro. Dal :nio canto aspetto con impacienza il 5 ed il 20 di ogni mese; anch'io ho letto con interesse piu vivo l'articolo razza e cattolicesimo e sopratutto gli articoli sui quo zienti razziali e sui 3 gradi di razzismo; vorrei, se e possibile. uno schiarimento ne1 vostro questionario. Ecce Ia coso: Ia mia famiglia e 'llna famiglia francese vecchissima e nobilissima ed io sana sempre stata figlia ubbidiente fiera dl Roma. Come pensate Ia famiglia non ha mai molt'amato l'Italia e gli Italiani ed in questi tempi l'odia; non e fascista e non ammira il nostro Duce. Quando bimbo amava I'Italia come paese del marmore rosso, del mare azzurro e del sole fulgente; dopo ho imparato la Storia Romano, amava gli eroi della storia antica e sognava un Impero nuovo, un'Italia di nuevo Romano. Nata il 15 .ottobre 1920 non conosceva pure soltant'il nome di Mussolinil M'era vietata la lettura dei giomali fin a! mio 14" anna; allora ho cominciato .da .co gnoscere l'Italia fascista e il suo capo; dopo son'andala a Roma nell'anno della Guerra, ci era per la presa di Dessie; ho visfo il Duce sulla Piazza Venezia; dopo
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decadenza greca. Dopo la Grecia, dopo Roma, eli nuevo non c'e che la nazione eli Dante, quella del Rinas.cimento. Se noi ci siamo dimenticati eli noi stessi e siamo entrati noi pure nel caiderone del pensiero, con l'illusione eli diventare nientemeno modemi; noi ci siamo invece invecchiati, accartocciati in noi stessi. Una sola rillessione puo competere a noi italiani, la lilosofia dell'immaginazione, per che per fare ci vuole immaginazione; ma per immaginare non basta la filosofia, ci vuole anzi il contrario, la natura: ci vuole forza naturale, quella degl'italiani del tre, quattro, e cinquecento; quella eli Leopardi. Non basta nemmeno la filosofia dell'immaginazione, perche que! che cerchiamo non e rillettere, e invece fare; rna se proprio vogliamo filosofare, lasciamo stare i problemi soggettivi, noi italiani; ma parliamo della immaginazione, della lingua, del genic, se vogliamo ritrovare le nostre fa colla, conoscere e trattare que! che e forza propriamente italiana. Da mesi pubblichiamo pensieri di Leo pardi, trattiamo eli Vice: sono questi i massimi filosofi dell'immaginazione, i soli che ci possano al presente soccorrere. Abbiamo parlato di Omero, di Dante, e eli. quello che vorrei dire il problema politico del mondo classico: il volgare. Eppure non c'e state uno, che abbia finora toccato questo punto. Non c'e state uno che abbict detto perche proprio a! Rinascimento diventino sinonimi le parole classico, cattolico, italiano; perche proprio col Rinascimento facciamo le ossa e la struttura italiana. E' che noi siamo stati educati alia dialettica. Siamo abituati a! concetto di storia e di continuita storica. Ci siamo abituati a considerare l'umanita nel suo processo, nella serie delle sue tesi, anlitesi, sintesi, nel suo essere e diventare, :nella sua parte soggettiva. Eppure ci siamo accorti che questa e l'unilateralita della nostra educazione, il diletto. Questo !'errore, il contrario d'un'educazione classica. E allora? Cerchiamo d'incominciare ad avvicinarci alia questione. Abbiamo ricevuto da Mogadiscio una lettera di Emilio Guicciardi, anzi dotter Emi lio ecc., una lettera di protesta, all'idea che Ia scuola classica possa esser destinata a! popolo. ll Guicciardi lira dritlo e dice che non parde tempo a confutare le molte cose ingarbugliate dell'articolo da noi pubblica t o, riguardo alia scuola classica; rna che egli e noi, i suoi ligli e i nostri, siamo borghesi; sicche bisogna credere che da Mogadiscio egli possa anche vedere se qualcuno di noi abbia Ia testa pelata, e chi' sa, leggergli nel eucre. ll borghese ragiona, e Ia ragione e uguale per tutti. Perche non dovremmo essere tutti uguali? Che c'entra Ia natura? Perche dobbiamo sospettare di essere diversi? Noi siamo nemici della natura, la vogliamo abolire, non ne vogliamo nemmeno il sospetto. E quanto a popolo e non popolo,' queste -dice i1 Guicciardi -sono divisioni retoriche e c puzzano di demagogia e democrazia un miglio lontano >. In Iotti. noi il popolo ce lo siamo messo sotto i piedi. Siamo noi che togliemmo a! po polo il demanio feudale, le terre comunali, le universita, parlando di democrazia; che lo facemmo servo della gleba. Siamo noi che con l'eversione feudale della rivoluzio ne francese facemmo di quell'usurpazione un acquisto legale. Siamo noi che essendo 44 il popolo rimasto linalmente sliatato, volemmo fare dell'Italia la repubblica francese, e lallimmo in quella impresa, nel 1848. Siamo noi che quando il regno .fu lotto, facemmo una rivoluzione, perche di popolo non si tomasse a parlare; la rivoluzione parlamentare del 1876. E perche si facesse finita col popoio, lo cacciammo dell'Italia, con un colpo di tariffa; tariffa doganale del 1886 ed emigrazione. Noi che in mille famiglie e qualche banca ci prendemmo l'Ita!ia, 1a facemmo quello che vo1evamo, una provincia del commercio inte!lettuale e materiale e del predominio francese e tedesco. Che prosperammo, con le rimesse degli emigranti; facemmo Ia siderurgia e il socialismo, avem mo carla che aveva il valore dell'oro, .in modo pero. che, se fossero venule a mancare le ril:lesse, saremmo falliti. Che facemmo i1 trat!ato di Londra e cosi demmo seicentomila morti alla guerra, non per Trento e Trieste, semplici corollari del nostro ter ritorio, rna per la vera posta del gioco, la gloria e il predominio francese dell'Europa, a cui pro non avevamo fatto altro che lavorare. E la massa dei morti fu dei nostri negri emigrati, che dopo averci mandato il denaro, vennero a dare il sangue. E siamo noi che dal 1789, non abbiamo fatto altro che parlare di democrazia. Di democrazia? Siamo stati cartesiani, giacobini, car bonari e patrioti fino al 1848; repubblicani, democratici, radicali, socialisti, sindacalisti, egheliani, soreliani linora; tutto, tranne che qualche cosa propriamente italiana. Volete dunque parlare di popolo a noi? Eppure dobbiamo parlame, se vogliamo avere un senso, se quello che e accaduto. significa qualche cosa, se cio che vogliamo essere e fondato. Tutta la questione italia na e venula dal languore del popolo. L'allontanarsi dell'Italia da se stessa, nei seco li successivi al Rinascimento, e languore di popolo, tutto formazione e forza di classe, perche si sa che la classe non e una forza dell'i.mmaginazione nazionale, rna un set tore della riflessione, della ragione e utili.ta, della cultura e decoro. Percio tutto que! lo ch'll c'e da fare. e tutto nel sensa del popolo, solo nel sense del popolo. L'Italia deve rigenerare il popolo, e il popolo l'ltalia. Proprio la incallita mentalita di classe e quella che c'impedisce eli andare verso il popolo. Non possiamo certo far colpa al Guicciardi del cartesianesimo dei nostri avi, del quarantottismo dei nostri nonni, o del piccolo periodo del 1876; rna su lui pesa un'educazione, un'eredita, come pesa su noi. Dobbiamo cercare eli liberarcene. E que sto possiamo fare in due modi, facendoci prima eli tutto un'idea delle dimensioni di una nazione, come l'Italia, delle dimensioni dei suoi interessi, paragonemdo questi inte ressi con gl'interessi, le passioni, le aspira zioni eli classe. E poi uscendo da noi stessi e prendEmdo confidenza. con la natura po polare. Questo esige l'abbandono di molti pregiudizi, di radicate convinzioni. Esige molte delusioni dei superficiali e degli otti misti. Ed esige umilta, che e il modo di essere naturali, e d' essere italiani. Se Vi:r gilio e Dante chiamarono umile l'Italia, vuol dire che ha da vedere specialmente con gl'ItalianL Umile vuol dire della terra. Questo sense naturale dell'uomo comune e quello che riguarda una civilta, come Ia nostra, la classica. Quando l'avremo co:: quistato, faremo la scoperta che solo 1:

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polo e capace di alimentare interessi di di mensione nazioncde, e comincera ad avere gran sense per noi che Dante abbia fatto Ia nazione italiana, con l'immaginazione volgare. Allora non sentiremo sdegno, come adesso lo .. nte 'Arnalda Corrieri, che tutta.l'illusio ne di tanti italiani consista' nel farsi chia mare cavalieri, commendatori, baroni, e far si una posizione ben titolata; rna rideremo, e il meglio e che ne cominciamo a ridere. II costume di classe e la piu antica materia di commedia. Del resto chi ti chia ma per nome? E se non sei cavaliere, ba rone, professore, avvocato, dottore, com mendatore, come fai ad esser qualificato, chiamato dal fattorino, usciere, cameriere, bidello, portinaio, dalla domestica, dagli amici, dai vecchi conoscenti. Tu sei studente e ti senti ancora chiamare Corrieri; rna im magina un po' d'essere state per dieci anni salutato e chiamato ingegnere da un cor dialone di tua conoscenza, e ,d'accorgerti a questo punto che il tuo vecchio conoscente ignora i1 tuo cognome. Questa e il costume della classifica. Una volta la gente di men do si chiamava per cognome, ed erano le persone di servizio che si riempivano la bocca di marchese e cavaliere. Che saporei Adesso sono invece i padroni. E dalle persona di servizio chi sa che voglionol T'hanno mai risposto: l'onorevole e nel ba gno? L'hai sentito dire: mio marito il ge nerale? -E avrai .visto con quanto affetto ci siamo staccati dal lei. Noi siamo quei romani che non conoscevano altro che il tu e dicevano 'tu a Cesare. Arnalda Corrieri ci ha scritto cose questa volta. Meglio e trattare un argo menlo alla volta. E scrivere su una faccia sola del foglio. Ma non tralasceremo una sua osservazione sui testi scolastici e l'in segnamento, cioe: Bisognera, avete detto, rifarsi a Leopardi a Manzoni; rifarsi piu indietro a Vico. Ora i nostri giovani hanno studiato letteratura sui Momigliano; l'hanno studiata e !a stu diane sui testi che si iifanno, piu o meno, a Croce. Hanno studiato e studiano Ia storia d'Italia su testi borghesi. Hanno imparato a giudicare un poeta, un artista un pensa tore a se, per quello che e come poeta, artista, pensatore; non per quello che vale, per quello che e, nella nostra storia, come poeta Italiano, artista Italiano, pensatore Italiano. Ogni gjovane ru Liceo vi sa dire che Car tesio e assai piu grande di Vico. E non crede di dire un'eresia. Perche l'e ducazione borghese ci ha abituati ad in chinarci dinanzi allo straniero. Don Lionello' Benvenuti, parroco a Raffia di San Miniato Basso (Pisa), ci .ha scritto: Mi e capitate di leggere, certo con un po' di ritardo, nel numero del 5 dicembre -decorso di La difesa della razza nell'ul tima pagina, sotto il titolo Razza e Catto licesimo un'asserzione di questa genere. ... il cristianesimo divento cattolico facen dosi romano ... Permettetemi, Direttore, di dirvi che la Vs. asserzione non coincide proprio con la tesi sostenuto da tutti gli scrittori cattolici apostolici romani che asseriscono invece che il Cristianesimo, o Chiesa cristiana che dir si voglia -ma quella vera di Cristo e cioe la romano -non e mai diventato cat tolico per Ia semplice ragione che cattolico e state fin dalla nascita in terra palestinese e cattolico era anche quando contava ap pena 500 anime all'atto dell'Ascensione di Gesu al Cielo per diritto divino. Insomma il Cristianesimo e cattolico perche tale lo voi le suo Divin Fondatore quando disse agli Apostoli: Andale in tutto il mondo, predi cate il Vangelo ad ogni creatura (Marco XVI, 15). E cattolico sarebbe state anche se non si fosse inserito nell'impero romano. Che poi !a Provvidenza divino abbia pre parato la possente quadratura dell'impero romano -che del resto non fu mai uni versale quanta e nel sense che lo e Ia Chiesa di Cristo -per Ia piu rapida dif fusione del Cristianesimo, qu.esta e creden za stravecchia: !a cantava anche Dante. Ma e ben altra cosa dalla vostra asser zione. Questa e la lettera di don Benvenuti, e noi lo ringraziamo del richiamo, rna non comprendiamo perche Ia noslra asserzione non sia Ia stessa asserzione di Dante. For se perche l'abbiamo presa da Vice? In fatti, a! questionario del 20 novembre si Iegge aver volute Ia provvidenza, dice Vico, che l'impero romano fosse in ogni particolare fatto a posta per diventare !'impero della Chiesa. Ora .questa asserzione di Vice e appunto dantesca. Noi pure crediamo che l'essenza del cri stianesimo sia cattolica, e non conosciamo cristianesimo, se non cattolico; soltanto che facendosi romano, il cristianesimo prese il suo corpo cattolico, quello appunto che Ia provvidenza gli aveva preparato. Sicche non ci sembra giusto, rna ci sembra anzi una irriverenza far l'ipotesi del cristianesimo separate da Roma, separate dai suoi fini, separate dall'opera di lunga mcno preparata dalla provvidenza, separate in somma dalla volonta di Die. II cristia nesimo e interamente quello che Dio ci ha date, e noi non possiamo amare se non I'inlera opera Dio, non possiamo intenderla diversamente, perche anzi pro prio dall'analisi di quell'opera, dalla sepa razione del cristianesimo da Roma, venne l'eresia luterana. Un giomale di Trieste, intitolato Vita Nueva, dice che noi facemmo un assai strana risposta alia lettera dello studente milanese, e scrive: Si capisce che dinnanzi a questa catto licismo nazionale o nazionalismo cattolico, a! fradicio classicismo che non bisogna dimenticare di studiare, alia santita razzista dei preti e all'infallibilita del la Chiesa non razzista, all'ateismo dei filosoli, al paganesimo dei poeti d'accordo con !a pieta dei guerrieri, si capisce che il nostro lettore insista a chiedere e a chiede re: rna di che razza di cattolicismo si 'tratla? Questa scrive Ira l'altro il giomale di Trieste, rna ripete parole non sue, facendo proprio un giudizio altrui, senza darsi Ia pena di controllame l'esattezza. Cost nasce !'ipse dixit, non quello di Aristotile, rna quel lo degl'imbecilli. Chi e che ha parlato di cattolicismo nazionale o di naziona!ismo cat tolico: chi l'ha professato? Abbiamo detto che Ia nazione italiana e cattolica. E per tradurre questa in cattolicismo nazionale o nazionalismo cattolico o non so quale altro 45

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ismo, ci vuole un egheliano, un luterano, non certo un cattolico. Abbiamo detto che noi siamo classici, che l'Italia e classica. non classicista e che il classicismo e france sa; e che possiamo farci se ci sono italiani che questa differenza non J'intendono? Chi ha parlato dell'a!eismo dei filosofi? Che co s'e quest'altra imbecillita? Chi ha parlato del paganesimo dei poeti? Abbiamo detto che J'arte, !a poesia italiana, per tutto il Rinascimento, e a principiare da Dante, e cattolica. Altro che paganesirno. E volete dispiacervi che consideriamo Ia Chiesa padrona dei suoi fini, e infallibile, anche se si trova in contrasto col govemo terrene degli uomini? Di questo volete dispiacervi? Che insomrna siamo e restiamo cattolici? Oppure dell'opinione che un sacerdote preposto all'insegnamento religiose di un liceo del regno adempia meglio al. suo ufficio, se non ne approfitti, per turbare !'animo dei gi6vani, con un dissidio, sulla questione della razza, che egli non e legittimato a risolvere? Volete insomma non solo dispiacervi, rna fare le carte false, perche siamo, vogliamo essere cattolici, vogliamo. che lo siano i giovani; oppure soltanto per poter voi esser tanto spiritosi? lnvece d'aiutarci? Tanto ironici. Volterriani? E che specie di disprezzo, di superbia e questa? Che razza di cattolicesimo? 0 vi facciamo tanto er rore? Fortunati voi allora, come fortunate si senti Borromeo all'arrivo dell'Innominato; rna fatto sta che voi non siete il prete d'anticamera, il quale non voleva che il santo ricevesse que! mostro, e noi non abbiamo avuto Ia ventura di perderci tanto perdutamente da ricevere Ia grazia di quella nolle e di quell'alba. Siamo d'una specie umile e !a Chiesa non possiarno non amar la, perche e fatta di tutti noi ed e nostra. Ha tenuto duro per tutto il tempo che il resto della societa italiana mollava a! luteranesimo della rivoluzione francese e alla rneno evidente e piu profonda delle dominazioni straniere; rna il conformisrno, i bacchettoni e gli spiritosi non Ie sarebbero bastati, per conservare l'Italia. drate legioni, rna quando queste verranno totalrnente a costituirsi di barbari mercenari perche i Romani, effeminati dal lusso orien tale, non sapranno piu sopportare il peso delle armi, allora l'Impero cadro. Quindi piuttosto ;di imputare al cristianesimo Ia cciduta dell'Impero si potrebbe affermare che, se questa religione si fosse diffusa piu presto in Roma e nell'Impero e presso tutti i Romani, essa avrebbe frenata Ia immoralita dilagante ed avrebbe ricondotto alia primitiva sobrieta di Fabrizio, d1 Cincinnato, di Fabio Massimo e degli Scipioni. Quanto al credere il Rinascimento quale antitesi a! Medioevo Cattolico risponde gia lo stesso questionario del N. 5 della rivista, poco prima di riferire Ia vostra lettera, confutando un'altra lettera di uno studente di Catania. Ma voglio ancora ampliare questa confutazione citando alcuni uomini di lettere, autori Ira i piu noli, che non furono certamente nemici della Chiesa Cattolica, ne da essa subirono condanne, come del resto non avvenne per l'intero movimento letterario. Cosi Poggio Bracciolini, grande ricercatore di testi romani al quale dobbiamo il De Rerum natura di Lucrezio e 1' Institutio oratorio di Quintiliano, era segretario Pontificio. e stimava quale ambizione suprema dello spirito umano una cultura greco-romano-cattolica. Leon Battista Alberti genic universale, il piu grande prosatore del 400, era abbreviatore apostolico ed a lui quale architetto dobbiamo numerose chiese come S .. Sebastiane e S. Andrea a Man!ova e Ia faccia!a di S. Maria Novella in Firenze. Lo s!esso autore dei canti carnascialeschi, Lorenzo de' Medici, scrisse una sacra rappresen!azione: Martirio de' S.S. Giovanni e Paolo. Nella filosofia del tempo. giganteggiano poi S. Tommaso d'Aquino e S. Bonaventura per dimostrare Ia fede dei quali e inutile spendere parole. E' pure inutile ci!are scultori e pittori che tutti, senza eccezioni, dai massimi ai minori, si ispirarono ad opere religiose. Veniamo ora alia seconda parte della lettera piu importante anche per Ia sua a!tualita. Franco Tarchi, un giovane insegnante, che Premetto che, come ogni buon italiano, io da poco ha compiuto gli studi all'Istituto sono tmimato da una schietta ed immensa Magistrale Virgilio di Milano, risponde con fede fascista quale e Ia vostra, camerati, buoni latti aile idee di talune avanguardie ed e appunto per questo che voglio parlare liceali di Palermo, da noi pubblicate: un poco con voi per phiruire akune vostre Egli dice: idee confuse. Perrnettetemi di esaminare assieme, o liSe affermate che il Fascismo e antitetico ceali palermitani, Ia vostra lettera. a! Cristianesimo-Cattolico, allora vuol dire L'Impero Romano si estese universalmente che voi non conoscete il Fascismo. in tutto il mondo allora conosciuto e do!a!o Da chi sono benedetti i labari delle no-di una civilta, se pur non molto, avanza!a stre legioni e i gagliardetti delle nos.tre rispetto agli Unni di Attila o agli altri bar-centurie? bari che poi l'invasero. Ques!o, secondo Questo non e un formalismo esteriore per-l'alfermazione di Dante, avvenne quasi per che il Duce, il 23 se!tembre 1924 uscendo disposizione divino affinche il successive dalla chiesa in Vicenza, prima di inaugura-estendersi del Cristianesimo fosse rapido e re Ia piazza della Vittorio, esclamava: Se facile. Non e perc da alfermare che questo poco fa sono entrato nel Tempio e mi sono diffondersi del Gristianesimo nel mondo ro-inchina!o dinanzi all'altai-e cio non ho fatto mano abbia portatu-cridisgiegamento del-pe1 1ende1e omaggio aHcrreH--l'Impero medesimo, come voi avete scritto e gione di Sta!o, rna l'ho fatto per uri in!imo purtroppo si trova esposto in alcuni testi di convincimen!o, perche penso che un popolo storia. Gia a! tempo di Augusto, Livio si non puc divenire grande e potente, conscio doleva che !'impero appariva ammalato del-dei suoi destini, se non si accosta alia Re-la sua stessa grandezza laborabat magni-ligione e non Ia considera come un elemento tudine sua. Allo sfacelo contribuira Ia de-essenziale della vita pii.vata e pubblica cadenza morale dei severi costumi di Roma, Meditatele queste parole di Mussolini e ri-avvertita all'epoca di Augusto, quando An-cavatene !a opposizione patente alle vostre lonio si abbandonera nelle braccia dell'e-che portano a cic che sta scritto a Mosca gizia Cleopatra calpestando Ia dignita della La Religione e l'oppio dei popoli >. razza e della. cittadinanza rom ana. Vediamo an cora Ia Conciliazione Ira lo Alia grandezza dell'Impero, alle pressioni Stato italiano ed il Papato, dal Duce voluta dei barbari, bisognava contrapporre le qua-e condot!a a !ermine, della quale si compie 46 quest' anno il Decennalei ricordate an cora il discorso del Duce ai parroci premiati nello scorso anno per la Battaglia del Grano e sono. sicuro che vi ricrederete sulle vostre. idee. Non facciamo in!ine del materialismo di sentore ebreo e comunista identificando Ia Patria con Dio. La Religione Cattolica e universale, lo dice il nome, non an.nulla perc l'idea di Patria, e Gesu Cristo stesso pianse sulle sventure della sua patria adottiva: Gerusaleinme, e rispose un'altra 'volta ai mes si 9ei. farisei che lo inteiTOgavano se doversi versare o no il tribute a Roma: Date a Cesare, que! che e di Cesare e a Dio cio che e di Dio Non neghiamo quindi il valore peculiare della nostra razza romana, cioe l'amor pa. trio, rna non per questo opponiamoci alia Religione Cattolica anch'essa peculiare degli italiani, pratichiamola anzi, appunto come italiani e fascisti. Siete poi 'tanto sicuri che Ia Chiesa Catt0 lica sia comunistoide? Leggete un poco iJ fascicolo Vita e Pensiero del gennaio 1937-XV edito dalla Universita Cattolica del S. Cuore di Milano e troverete bollate a san. gue le idee e le aspirazioni comuniste e bolsceviche. Lo scritto di_ Franco Turchi ci. sembra una risposta ben fondata ed escturiente. Non ab biamo nulla da aggiungere. Ma lasciamo che Tullio Chiarioni completi Ia fonte di Franco Turchi, per quanto riguarda Ia concezione religiosa del Duce. Tullio Chiarioni appartiene a! Guf dalma ta R. Vucassovich di Zara, e ci scrive: Per cia che concerne i rapporti tra il Fa scismo e !a Religione, oltre ai numerosi ac cenni sparsi in tutta !a Dottrina del Fasci smo, Mussolini ha parlato chiaramente nel cap. 5 della I parte: n fascismo e una concezione religiose, in cui l'uomo e veduto nel immanente rapporto con una Iegge superiore, con una volonta obiettiva che trascende l'individuo particolare e lo eleva a membro consape vole di una societa splrituale. E meglio ancora nel cap. 12" della li parte: Lo Stato fasCista :non rimane indillerente di lronte a! fatto religiose in genere e a quella particolare religione positiva che e il cattolicismo italiano. Lo Stato non ha una teologia, rna ha una morale. Nello State fascista Ia religione viene considerata co me una delle manifestazioni piu profonde dello spirito; non viene quindi soltanto spetlata, rna difesa e protetta. Lo stato lascista non crea un suo Dio cosl come volle fare a un certo memento, nei deliri estremi della Convenzione, Robespierre; ne cerca vanamente di cancellarlo 'dagli animi come fa il bolscevismo; il fascisrno rispetta il Dio degli asceti, dei santi, degli eroi e anche il Dio cosl com'e visto e pregato dal cuore ingenuo e primitive del popolo Dove sivede-cheil Duce anno1rero Ia tradizione Cristiano nel numero di queUe tradizioni Jondamentali che a"gli pone (cap. 6' della I parte) tra gli elernenti forrnativi del popolo Italiano. Ed ora voi studenti lasciate che entri nei vostri discorsi un operaio. Statelo a sentire. Egli apre le finestre e fa venire una ventata d'aria buona. Respiratela. Egli ha dician nove anni, ha latto molti mestieri: adesso e operaio dell'impresa A.V.!.S. di Castellam-

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mare di Stabia. Non ha fatto gli studi. E i sente poeta e scrittore; r.on ha pubblicato rna dice prima di sottoporsi al giudizio altrui, vuol essere degno di se 5tesso. Abbiamo .detto che decisive della civilta dassica sia non il pensare rna il fare, e abbiamo dovuto dire che avesse linora toccato questo punto; e abbiamo par Jato dell'andare verso il :popolo. Ebbene ora giunge lo scritto d'un operaio di diciannove onni. ed e proprio quest'operaio a parlarci del !are e dell' avere esperienza del popolo. E' un'esagerazione che la riazione sia dirett(!!!lente nel popolo 0 invece e coso che sic;r!J]Q costretti a toccare con mano anche que sta volta? Egli si chiamct Giuseppe Grieco ed e di Vico Equense (Napoli). Ci ha scritto che sulle questioni di razza, religione, borghesia, arte ha molte cose da dire, che ora non ha scritto, e vogliamo subito rispondergli che !e dica. Ei ora leggiamo la sua lettera, e stia a sen!ire anche il lettore che ci ha scritto da Mogadiscio, dottor Emilio Guic ciardi. Giuseppe Grieco dice: ]o penso -non sara un pensiero rigoro samente filosofico rna poco me ne importa che Ia filosofia sia un prodotto della vita e r.on Ia vita un problema da risolvere al lume delle !ante correnti filosofiche che im oerano attualmente nel mondo. L'Italia -sempre secondo il mio modesto avviso ha bisogno soprattutto di _uomini forti capaci di andare dovunque diritti alla meta e non di cervelli persi in amletici dubbi che, sia detto tra pcrentesi, non saranno mai risolti ;..._ per sapere se Ia vita sia un problema di conoscenza oppure un problema di volonta di potenza Me lo permettano. gli studenti e i filosofi d'Ita lia, :na io della !oro filosofia non so che !armene. Io odio la ragione che offusca con le sue nebbie il sole della vita. Io amo la vita e il lavoro. Per me e veramente grande colui che costruisce, non gia colui che ra aiona sui modo di costruire. Queste parole, che possono sembrare troppo forti e intransigenti, hanno perc un merito che spero mi si vorra riconoscere: quello della sincerita. E non e forse questo della sincerita uno dei primi attributi d'ogni :era !ascista? 1 giov:mi studenti che vi hanno scri!!o hanna anche un altro vizio: quello di parlare. troppo spesso e troppo ci vanvera del popolo italic::o, al quale non esitano a prestare, con una baldanza e una leggerezza tutta giovanilo ed io che son giovane ben li cornprendo -sentimenti e problemi usia rna anche noi questa brutta parola --, che sono solo ed esclusivamente !oro e non di questa tanto decan.tato ed -ahime! .. an-cora poco conosciuto popolo italiano. Che la borghesia e i cosiddetti circoli in tellettuali siano agitati da questi sentimenti e da questi problemi, passi, rna che sia il popolo italiano, cio e un po' troppo, per la ragione semplicissima che questo benedetto popolo italiano tali cose le ignora compl,e tarnente Ma saro a disilluderli, benche lo potessi. Oggi almeno non lo faro. Io vorrei solo dar !oro un consiglio, un umile consiSJlio, che spero vorranno accogliere con in dulgenza quantunque privo di filosoiica gravita. E' un consiglio pratico frutto della mia esperienza di vita e di studio. Forse sara un po' ingenue, forse sentira troppo di poe mo: io son nato poeta _e non mi posso cambiare. Ad ogni modo eccolo qui. lo vorrei che questi giovani .:_ ed, ahimel, non solo i giovc;:mi prima

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    D I CONTE Dl SA VOlA S A T u R N I A 2 MARZO -1 .APRIL.E GENOVA NAPOLI -SIRACUSA-BISERTA MALTATRIPOLI-FALERO IAtenel 1ST AN B U l -SAN T 0 R IN 0 R 0 D I PORT SAID !Cairo) CAIFA-BERUTTI CATTARO-VENEZIA-TRIESTE RAGUSAPATRASSO-NAPOLI I I 0 f ITALIA S 0 C I E T I D I N I V I G I Z I 0 N E