USF Libraries
USF Digital Collections

Difesa della razza : scienza, documentazione, polemica, questionario

MISSING IMAGE

Material Information

Title:
Difesa della razza : scienza, documentazione, polemica, questionario
Physical Description:
Serial
Publisher:
Società anonima Istituto romano di arti grafiche di Tumminelli
Place of Publication:
Roma
Publication Date:
Frequency:
semimonthly
regular

Subjects

Subjects / Keywords:
Race relations -- Periodicals   ( lcsh )
Jews -- Periodicals -- Italy   ( lcsh )
Race relations -- Periodicals -- Italy   ( lcsh )
Genre:
periodical   ( marcgt )
serial   ( sobekcm )

Record Information

Source Institution:
University of South Florida Library
Holding Location:
University of South Florida
Rights Management:
All applicable rights reserved by the source institution and holding location.
Resource Identifier:
usfldc doi - D43-00014
usfldc handle - d43.14
System ID:
SFS0024306:00014


This item is only available as the following downloads:


Full Text

PAGE 2

ANNO II N 8 SOM.MARIO 20 FEBB'RAIO XVII LE CARTE DEGLI EBREI. DOCUMENTAZIONE ROSA C STORTI: MEDIOEVO EBRA ICO A TRA PANI ET TORE STANCAMPIANO: GLI EBREI N EL REGNO m NAPOLi; MARIO BORETTI: GLI EBREI I N COSENZA E N ELL A CALABRIA CITRA; GUIDO CANALI: LE FIERE DI BOLZANO E I SENSALI .EBRE I ; PIETRO FICAI-VELTRONI: MONTE SAN SAVINO E LA CACCIATA DEI G I U DEI H EL 1799; BRUNO BIANCINI: USURA SACRILEGI E FROD! A BO LOGNA E IL BANDO DEGLI E B REI DAGLI STAT! DELLA C HI ESA; LUIGI SERVOLINI: GLI EBR EI NEL D UCATO DI URBJNO. PO L EMICA GIULIO COGNI: LA CORRUZIONE DELL' ARTE ; GIUSEPPI::; PENSABENE: AR!I E LEV AN I NE LL'ARTE; MARIO DE BAGNI: LE PROFEZIE DI NOSTRADAMUS. SCIENZA GUIDO LANDRA: GLI STUD! DELLA R A ZZA IN IT ALIA PRIMA D EL A TRIZZINO: L A V A NGA, L A RA T R O E LA R AZ ZA ; EDMONDO VERCELLESI: I L PROGNA TI SMO CARATTERE DIFFERENZIALE D ELLA RAZZA ; GIUSEPPE LUCIDI: EREDITA' DEL S A N'GUE ; PAOLO TRIZ.: PREVIDE NZA MATER N A PENSIERI DI LEOPARD!. QUESTION ARlO L O PI NION J:)EL PROF. LENZ; L'OPIN!ONE DI G USTAVO SC HMOLL E R E DEL PROF. CARLI N I E C C. I .l\NCH E Sf. NON PUBBLICATI NON SI RESTITUISCONO GLI UFFICI DELLA "DIFESA DELLA RAZZA" Sl TROVANO IN ROMA-PIAZZA COLONNA (PORTICI Dl VEIO) TELEFONO 63737 62880 Per combattere le malattie dell' inverno 'Rodhta t PRODOlT A INTERAMENTE IN IT AUA montecotini e sicww ed e{fcac.e co..hw: INFLUENZA RAFFREDDORI NEVRALGIE REUMATISMI

PAGE 3

DELL' ISTITUTO NAZIONALE DELLE ASSICURAZIONI NON TUTTI SENTONO COSi VIVAMENTE IL DOVERE DELLA _PREVIDENZA, DA PRENDERE L'INIZIATIVA Dl UNA PROPOSTA Dl ASSICURAZIONE. PER QUESTO L' ISTITUTO NAZIONALE DELLE ASSICURAZIONI VI FA VISITARE _DAI SUOI AGENTI PRODUTTORI

PAGE 4

4 ARRIVI GIORNALIERI 01 PESCE All MENTANO CONTINUAMENTE GLI SPACCI. SAPPIATELO CUCINARE CHIEDERE GRATUITAMENTE ll COMPLETO RICETTARIO Al: CENTRO NAZIONALE -PROPAGANDA PESCHERECCIA ROMA VIA REGINA ELENA 68 TELEFONO 485.291 Rendete piu saporita ed allettante la vostra to vola, facilitando nello stesso tempo il voslro compito in cucina, con un piu largo consumo di pesce. Preparalo in cento modi differenti: in bianco, fritlo, arroslito, bollilo, con salse 0 senza, il p esce e sempre molto apprezzato peril suo gusto squi sito, la delicatezza della sua carne e Ia sua facilissima digeribilita. 11 pe see inoltre e un alimenlo sanissimo ed economico.

PAGE 5

ANNO II NUMERO 8 20 FEBBRAIO 1939-XVII ESC E IL 5 E IL 20 DI OGNI MESE. UN NUMEilO SEI'AilATO LIIU: 1 AD BONAJIIENTO ANNUO LIRE 20 ABBONAMF.NTO SEMESTRALE 12 ESTERO IL DOPI'IO Direttore: TELESIO INTERLANDI Comitato -di redazione: prof. dott. GUIDO LANDRA prof. dott. LIDIO CIPRIANI -dott. LEONE FRANZI -dott. M A R C E L L 0 RI C C I d o t t. L I N 0 B U S I N C 0 Segretario di redazione: GIORGIO ALMIRANTE SCIENZA DOCUUENT4ZIONE POlEUICA OUESTIONJ\810 LE CARTE DEGLI EBREI Di,mlO in queill; nmnero qu al(/;e contributo a /l o 1/11dio deg l i ebrei 11r:gli antichi stati italirmi, uno JCctrJo 1111 p.,-imo COJ/ -1 : ibl!to, dato qu e!l o rhe ci p.,-o pouictntr di fare, che e J 1 umt inuare tal e .\!!tdio, eJtender!fl. approf o ndirlo. / i!!bblicame r.t ma-1/u .r m a n o i riSJt!!:rli : r:: che e di 17017 li111itarri ct tiJM inJrgiue eru dit a e r c mo/ ,7, per qumtlo _.-,,;; f 're i strutt i va, !II ili.l.lll11r l 1/lt/ ri-' tltaht o e La prima llt1ZIOne e t 'or remmo dire lr! p a tria d e l nvmdo o n o n e n i e ut e iuco /1/illriarono ron il luteraueJimo, e cbe per qu ella strad 1 dobbiaw o cerra r e g li ebr e i iJICt111111li lhtti distmgg e r e l?._omrt, c ioe I !ta l ia. s e 110 gli.nnn rap irr:: i l JI!IISO la /oro m g l i Jlali i!tdi tmi. ] lt.md o /; /J e r r) dl'U/o ria Iibera, COli I a r i t olu zirJIIe _ir dl/ce.re_. e d e lla d11rre rmrh e Ia p i/t (////ira notizict di !oro a ttit ilii n e i r e gn o d'It,t l ia. Intemo ebraico Qu e.r!r t e Ill/a l e tt c ; ,r di rt:!!.t i.' Oil .wlo cti 1/0Jiri r:-((lrri.lpo n de llti_. 1//(t tutti i 11o.rtri l e ll o r i ebrei a ll'interes.re dell a !lOJtra qu e s tio n e di r azza: e Jlr::JI.' 'ileno l i mitarci ag l i antichi stati italiani, ma illumilh11 e .rpe d11e period i, quello succ e ssivo all a rivv lu zirme J rrmcese, e quello succes.rito all c t costituzione d e l r egn t d'Ita lia ; non senza a vt ; ertire che la somme rsion e e pas.ri t ita dell'Italia, dopo il Riuascim ento, cioe della terzct civi lt a c/m sictt del/a nostra, que/la che e if 110SirO es.rere_. p e r mi Chim11iamo t utli i 1/0Stri l e ll ori a rollabo r a r e r l quest, t o p era affine he n on r e Jt i rtrc hivio d' I tal i a de! {pa l e no11 .ri,mo .rtate spolverate le carle r i gua r danti g l i ebr ei. S ap pi cllllO cbe dmdn l e 'i n vas ion e frcmce.re e .rpecict!weute n eg li a nni 1798 e 1799 1111to i l p o p o lo it c diano ms orse 5

PAGE 6

{Onlro / invasore, mentre invece i borghesi italiani aprivano Ia strada e cowballet ano nelle file dei francesi contra il popolo italiano, ch'essi, autori d e i lib>"i di storia patria, chiamarono plebe e po polaccio, I' additarono al dis prezzo dei loro figli istmiti, ct gloria della repubblica di Francia. Che significa cio? Risrtlta che wn i borghesi si trovarono aflora specialmente .wlidali gli ebrei d'Italia e che ebrei e borghe.ri furono d'accordo, nella spmgere sangue drl popolo italicmo_. e che iusieme subirono /'ira dell'insurrezione popolare. Che significa? I borghesi non meno degli ebrei si chiamarmzo a/lora pcJtrioti: che significa qJtesto nome, qual'e Ia sua origine? Ma prima di correre ctl significato, uoi dobbiamo cono.rcere tutti i fatti d el/.; piti ignorat,t c deformaltt .ftOIict d'Italia, qual'e Ia storia succe.rsiva .-tlla rit oluzione francese. Non dobbiamo aver della veritt'i. QueJta pcmra I' han no i viii e i tr,t dit o e i govemanti di po poli .rchiavi. Sarebbe mz coucronismo che I' at 'esJ im() .ol'.'<' /.Je il popolo italiano comincic1 ad ar;ere Ia stta vera liberia. Ne detJe togherci coraggio l'ctffetto ai patrioti anche a quelli pill cari a nostro cuore. Occorre che il nostro affetto gi11ngct ad essi dalla verita 1/IJI/ dalla falsificctzione storica. Qttelli che se lo meritano, non hanna nulla te mere. La foro memoria ci diventera piit cara. Riwlta che gli ebrei pctrteciparono attit antente aile cospirazioni wcce.rr nr alia Re.rtaurazione e al te.ntalit / O di fare nel 1848 dell'Italia una repubb i c 6 frcmcese. Dopo quell'amzo Ia .rcuola politica itr1limltt prese i/ soprat't el//{) r fece ilregno d' It alia. Che pttrle vi ebbero gli ebrei? Da qual parte li troviamu? Dopo Ia morte di Cavo!lr i quar c mtottisti rialzarono lrde.rltt s'impadmnir o11n deii'Italitt, con Ia cosiddetta rh'O!uzione padamentare del 1876. II got e m o allora l'indirizzo cttvouriano e imprime alia t'ita ita!ittna im 11/0I'i menta che wlmina al.deserto dell' emigrazione. e alia crettzione d'indrt.rtrie COli! pletamente diverse e nemicbe di qttel!e che Cm : our si riprometteva e che ctvcra gia fatto sorgere in Piemonte. Vediamo nella stesso tempo i partiti prender e l e ste.r.re denominazioni dei partiti francesi, mentre il gotemo, il par/amen/ D i le indmtrie. i/ commercia Ia bancct.. 1.1 swola. /e case editrici, i giom.tli pr e ndono un indirizzo di cui sono ttltlori i borghesi non meno che le piit .rpi( cttle persona/ita d' ebrei, dopo che s' er.t anzi fatto ve11ire dctlla Poloni a 1111 fmnoso ebreo a fttre il curato delltt ba11ca_. de/l'indu.rtria, dei giomali e d e l mecenatiswo italiano. /{ chiarire tutti que.rt) fatti e l' equivoco ohe an cora pestt sulla storia italicmrt.. col nome ormai proverbiale di pietismo chiamiamo ttttti i nostri lettori. E.isi gia .ri t'amlo col Que5tionario abitucmdo a collaborare con noi, dimostra11do quanta siano sen.ribili a mz interesse veramente italiano; percio non e.ritiamo rt chiamarli a cotlaborare all' opera fo1'Je piii vitale e decisiva della nazione italiand.

PAGE 7

doetlntentaziotte Medioevo ebraico lJ 11 eciitto di Federico Ill d Aragona, dt Sicilia, pubblicato intorno al 1363, dice fra l'altro: Giusta il solito costume ch' tempi antichi osservato nella stessa CO ;mmita de' predetti Giudei ... e fa sup porre chc gli cbrei fossero arrivati a Tra p;mi molti secoli prima Ma quando preChissa che cosa avrebbc dato per saper. lc un ccrto Canonico Giovanni di Gio 1<.nni da Taormina che, nel '700, dopa ;,\t r fatto scrupolosissime ricerche su testi ; ;ntichi, affermava, con vera passione chc quanto piu antichi si mostrano e piu t:tssodati; tanto piu lunga si scuoprc Ia ,ii 5 avvcntura dei nostri maggiori, ch e t < tiurarono Ia fatica di sopportarli ad on t t di quella naturale inclinazione, da cui 1 tnivano tirati a detestarli senza rnisura: c tanto piu grande apparisce ancora Ia Di1ina bonta, ch'ispiro ne petti de no reiigiosissimi Monarchi l'eroico zelo eli c.1cciar via per sempre, a dispetto del. politica del mondo, Ia stessa nazione < presumere con qualche prob:thd!ta che presa Gerusalemme da Pom peo nel 59 a C. e demolita poi da Tito, 'iucsti dovette mandare una parte degli tbr t i prigionieri nelle province dell'Impe r o ira le quali Ia Sicilia, che era Ia piu gra nde del Mediterraneo e quella dove cr;t assai sviluppato l'uso degE spettacoli a! quali, gli ebrei pare dovessero servire cia c omparsa : e quindi da ritenere ch e L.ntico teatro di Segesta facesse affluire col tempo Ia prima colonia ebrea verso Ia l'icina Trapani. Comunque, ancora al tempo di S. Gregorio Magno, se ne trovano meno a Trap :.ni che a Siracusa e a Palermo, dove il Pap.1 aveva dovuto nominiue un suo Vica rio per richiamare e punire quegli ebrei con tutta Ia pazienza e Ia mansuetu dine voluta dal Santo Padre che cercava J; redimerli anche mediante un apposito predicatore cristiano che acquistavano Torre della Sinagoga eli Trapani schiavi pagani per circonciderli e obbli garli alia Iegge mosaica. Ma dalJ'820 fino all'XI secolo sotto i saraceni Ia colonia cresce rapidamente perche trova magnifici alleati per signo. reggiare i cristiani. Pare chtJ si adoperas sero in qualunque modo per ingraziarsi i nuovi padroni, arrivando perfino a deno minare moschee le !oro sinagoghe : guindi non solo restarono esenti dallo sfratto, rna vennero avvantaggiati piu che negli altri paesi del mondo. Ne coi normanni, vincitori e successori d e i saraceni, cambio molto Ia !oro situa-a Trapani zione : adattandosi prontamente all assolu tismo cattolico di Ruggero che a vev a ridato a! Cristianesimo J'antico splendore rinnovando Ia dignita della Chiesa e re stituendo \ escovadi e investiture religios e essi erano presenti soltanto con J'atti \ ita commerciale in cui erano c osi destri da rendersi indispensabiii in quello svi lupparsi di traffici. E' sotto gli svevi che progredendo 1.1 forza e J'espansione della colonia isr a elita viene ad urtare contro Ia sensibilit a dei grande Federico II: fin dal 1221 egli or. dina c he v estano diversamente dai cristian i

PAGE 8

perch: come diH:r s i tr;tno Ja qu esti l'operare cosl pure il f osscr o n e lli ; t b i t i riferisce il De Giovanni. L c C ostituzi eli questa Regno trattano particolurmen degli Ebrei in un capitola che s"intit ol.: Le usurariis puniendis Ma e una scrol lata che passa, come son passate, sui popo io crrante, altrc bufere ; dopa eli che, at traverse una lunga e temporeggiante al ternativa eli tolleranza e intolleranza, eli restrizioni e concessioni, arriva il periodo del lora piu intenso sviluppo siciliano: ctucllo sotto gli aragonesi E' il periodo in cui sopportati o m a l sopportati o addi rittura invisi e combattuti incombono con un allignamento formidabile che toc ca col vertice la rovina dell' isola: nel 1 4 92 Ferdinanda il Cattolico, infatti, li s c accerit llalla Sic ilia inesodtbilmentc. *** Se tutta Ia Sicilia, la terra eli Cerere r ttirava gli ebrei perche vi trovavano da hr buoni a ffari, Trapani, fra le sue citta era una delle piLI attraenti 11 suo impor tantissimo porto dai numerosi navigli, Ia sua inespugnabile fortezza, che ancora in nalza sui mare l'antica torre della Colom b a ra, c he vide Ia sconfitta dei Cartaginesi; Ia pesca del Corallo, l'abbondanza dei pe sci, Ia ricchezza delle saline e il prestigio del suo popolo austero e lavoratore, costi tuivano un luogo particolarmente vantag g!Oso. Scesa probabilmente come abbiamo det to, da Segesta, Ia comunita ebraica s'era abbarbicata alia citta, situandosi vicino aile mura, come dimostra una contesa sorta nel 1 4 8 5 a propos ito eli chi dovesse far Ia spe sa della manutcnzione eli quelle mura: se i cristiani, a cui eli fatto apparteneva Ia c itta, o gli ebrei, che le godevano esclusi vamente da quando Federico II d' Arago-8 na, volendo evitare la promiscuita coi cri stiani, avea ordinato che gli ebrei abitas scro riuniti" fuori dalla cinta, facendo sor gere cosl l'istituzione del ghetto, non sol tanto a Tra,pani, rna in altre parti del moo do; istituzione con fermata successiva.mente da Martino, da Ferdinanda I e da Alfonso. Da un censimento voluto da re Alfonso nel 1439 risulto mentre gli ebrei affer mavano che i cristiani fossero nove volte pili numerosi, e questi invece sostenevano essere quelli la sesta parte del popolo che su 1400 abitanti 200 crano israeliti : cosl Ja proporzione fu accertata definiti vamente per ordine del re. Del resto, i sovrani non intervenivano soltanto a regolare i rapporti degli ebrei c o n i trapanesi o con lo stato, rna la stessa c om unita degli ebtei. Federico III dovette nel 130 3 accogliere una protesta portat.1gli J ; c d ue Pro l i e tre Sindachi contra gli isr.le c he non volevano osservare gli Statuti degli Eletti. (Era il Protato una magistr.t tura eli dodici persone, che governavano trc per ogni trimestre, in un anna, e che venivano eletti in maggio, mese pili adatto alia distribuzione dei commestibili; mentre i Sindachi erano i difensori dei diritti della comunita e fungevano da ambasciatori presso il re. Gli Eletti erano i dodici pili saggi chiamati anche i dodici uomini probi senza i quali neanche i Proti pote vano prendere decisioni). La facolta di giudicare gli ebrei, clap prima giurisdizione del Pontefice, era pas sata poi ai re di Sicilia, i quali, a seconda delle circostanze e dei tempi, emanavano norme direttamente o ne conferivano il po tere, secondo i casi, a secolari, a ecclesia stici agli ebrei stessi. Ma Federico III, che aveva gia tanti graftacapi per le continue ribellioni fomentate dai Chiaramonte_ e per le occupazioni angioine, non voleva eviden temente averne anche da parte degli ebrei, e prese la questione di petto. Ordino dun que che il Capitano di Trapani avvisasse tutti gli ebrei che si guardassero dall'op. porsi aile ordinazioni dei magistrati, non solo rna, ripigliando le disposizioni di Fe derico II d' Aragona, istitui la famosa rotdla rossa cioe un contrassegno formato da un dischetto di panno rosso precisamente a guisa di un regio sigillo di trima gran dezza che gli uomini dovevano portare sui petto a un palmo dal mento e le donne sulla veste bene in vista : obbligo controllato con la pili rigorosa severita da un ct/Stode ddla rotella rossa che provvedeva anche a farla apporre in proporzioni visibili sulle botteghe confuse fra quelle dei cristiani. II re era come si' disse, esasperato dalle difficolta che ,gli derivavano dalla infiltra-: -: zione sistematica degli ebrei negli afhn pubblici. Espertissimi del saper intervenirc a tempo, da buoni usurai, erano riusciti in un'annata eli carestia, a sovvenire la (it t,\ del Monte S. Giuliano che sovrasta TL! pani e che oggi e tornata all'antico nome di Erice-scaricando poi il prestito sulla im posta della Gisia che essi erano tenuti a pagare a certe nobili famiglie del luogo. Avendo dopo questa fatto ostentato esage ratamente la !oro supremazia economio gli abitanti ne furono cosl feriti, c},lc il rancore covato a lungo, scoppio in un ecci dio rimasto famoso : con le spade sfoderate, inseguendoli fin dentro il ghetto gli abi tanti li trucidarono tutti, eccettuati qudli che si convertivano sul momenta; senon che, passata la burrasca e soprattutto il re-

PAGE 9

gno di Federico III, Ia comuniti di Erice rispunto sotto il regno di re Martino piti gagliarda e solidale che mai. Martino d' Aragona fu piti indulgente: era giovane, dolce di animo e il regno di Sicilia gli era stato portato in dote dalla moglie Mafia, figlia del suo predecessore. Egli ordino ai sudditi di quel territorio, compresi quelli di Marsala, che recedessero cia! proposito di condurre in Chiesa, con Ia violenza, i giudei, per farli assistere al rito cristiano, pratica che contravveniva soprat tutto alla morale cristiana. Per particolare g enerositLinoltre concesse, con una scrit tura del 15 marzo 1402, ai fratelli Sa. muele ed Elia Sala della comunita di Tra pani ed a tutti i loro discendenti maschi e femmine, il privilegio di diventare domestici del re, alia quale dignita andavano unite quelle di essere giudicati solamente dal maggiordomo di corte, di portare armi di qualsiasi forma, di non contribuire agli oneri del corpo giudaico, di non essere ob biigati a portare la rotella rossa e di poter e r i gere nella propria casa un oratorio pri1 ',1/o concessione rarissima che esonerava i privilegiati dall'obbligo della sinagoga. Poiche una concessione tira l'altra, tanto gli ebrei di Trapani che quelli di Marsala gii chiesero poi la facolta di astenersi dal l'ubbligo di fornire le bandiere al castello della citta, obbligo che non era rnai venuto meno prima di allora. II re, senza staccarsi nelle linee fonda mcntali dai concerti dei suoi predecessori, cercava nondimeno di rinsanguare le fi nanze della corona con i donativi che Ia co munita gli faceva in cambio dei benefici; e non meno generoso fu re Alfonso che este s e le concessioni fino a consentire che gli ebrei esercitassero Ia professione di medico, che loco era vietata, e l'ufficio di giudice_ Cosl essi arrivarono a cosfituire una po tenza dalle mille forze segrete : rna Ferdi nando II era aile porte, religiosissimo e pieno della giustizia divina, sostenuto da quella sua moglie, Isabella di Castiglia, che iniziava Ia sua crociata religiosa. Sen tita 1' invoca21ione di una commissione di siciliani, decise lo sfratto degli ebrei da tutta Ia Sicilia, malgrado le cinquantasette comunita dell'isola facessero ogni sforzo e ogni promessa di dcinativi per stornarlo dal proposito. Ma numerosi ordini religiosi si interposero perche il progetto del re rima nesse incrollabile : ne segul dunque I' editto dell' esilio perpetuo e venne posto in zione a Trapani e nelle altre citta dal vicere Ferdinando di Acugna, il 31 gennaio 1492: considerati debitori del re, della Chiesa, delle citta e dei privati, gli espulsi ebbero confiscati tutti i beni. Disposizioni severissime regolarono queste confische : non solo aile porte dei ghetti, rna nella casa di cia scun ebreo si pose l'insegna del re e si fe cero gl'inventari. Gl'indumenti e le cose meno preziose venivano imballati e conse gnati ai padroni, !'oro e l'argento e gli arredi di valore, pesati e controllati, veni vano consegnati all'erario con severa proi bizione ai cristiani di appropriarsene. Nell'antica chiesa di S. Jacopo in Pa lermo fu posta a ricordo di que! fatto una lapide in lingua volgare che esaltava le gesta del Re Ferranti di Castelia che prisi lu regnu di Granata et an. MCCCCXCII foru cachati li judei di quistu regnu di Sicilia. Nel 1589 Filippo II dovette con un suo decreto proibire il transito agli ebrei, che Ghetto anche dopo lo sfratto, venivano a nego ziare ndl'isola, specie a Trapani, che aveva ricche materie di esportazione; rna Carlo II, nel 1695, concesse lo stabilirsi del pubblico commercio a Messina, permettendo anche agli ebrei di venirvi a trafficare, a condi zione che portassero un segno che li distin guesse, durante il tempo 1n cui duravano i loro negozi. Non fu difficile alia sempre intraprendente comunita attaccarsi a questo filo per riprendere posizione e respiro. Ot tennero infatti di stabilire il loro domicilio a Messina, di erigervi Ia sinagoga e di pra ticare Ia Legge; nelle altre citta ebbero per messo soltanto il traffico, esteso poi a tutto il regno delle Due Sicilie La tregua fu di breve durata pero, che nel 1746 erano di r.uovo sfrattat! da Carlo III anche se non nella forma rigorosa di Ferdinando il Cat tolico. Certo che da allora a Tarpani non ve ne f urono, e come dimostrano le recenti sta tistiche, non ve ne sono piu. Fino a quaJ che tempo fa rimanevano Ia via degli Ebrei e via della Giudecca abbastanza significa tive; ora hanno mutato nome Ma piu no tevole val ore storico e artistico ha I' avanzo della sinagoga, Ia cui torre domina col suo stile medioevale il tono dimesso della mo Jesta strada odiema. La ricchezza di stile dell'epoca e ancora neUe sue bifore, nei suoi archi, nelle squarciature nell'impo nenza, con cui si appoggia a! decrepito e fa. stoso edificio, che Ia sostiene da qualche secolo. Non rimane traccia degli oratori privati perche chissa quante trasformazioni hanno subito, ne dei cosiddetti luoghi di purifica zione delle donne, dopo il puerperio Dei !oro sepolcreti, che pare fossero situati poco distanti dalle mura, vennero in luce un se colo fa alcune lapidi di marmo e delle lu cernette di finissima argilla che nel medio evo venivano poste accanto al cadavere : te stimonianze di un infiltrazione che per questo popolo di navigatori e ormai lon tana lontanissima e dimenticata. ROSA C. STORTI

PAGE 10

G LI EBREI NEL Nel 1494 i Napoletani, esasperati daUa venalita degli ebrei, iniziarono la lor car:npagna antisemita con una fitta sassaiola Durante quell'anno succedono disordini a disordini L'avvenuta abolizione del segno distir,tivo, che gli ebrei erano obbligati a portare, da esca a! fuoco. Ad Altomonte, nel maggio di detto anno, gli ebrei, secondo ci dice una rela zione della R Camera della Summa ria, ve nivano bactuti e t detraciati da li christi a ni et nccessit a ti per tale ad stare nascosti (R. Cam. Summ. Part. 4", f. 219). Tumulti antisemiti scoppiavano a Salerno e in al tre terre. Corsa voce dei preparativi di Carlo VIII contro !a casa d Aragona se spase !a fama (secondo riferisce Ia Cancelleria aragonese Com 12, f. 12 3 t.) che li j udei deveano essere sacchizati Gli ebrei, allarmatissimi, cercano di correre ai ripari Molti fra essi si recano all' estero, altri prendono stanza oltre il confine napoletano. Nel gennaio del 1494, dopo l'abdicazione di Alfonso II in favore del figlio Ferdinanda II, a Napoli aumentarono gli atti di ostilita E il Parlamento napoletano stabi Jiva le seguenti misure : 1) map. dar via dalla citta tutti o l a maggior parte dei giu dei; 2) assegnare per abitazione un unico quartiere ai pochi che eventualmente vi sa rebbero rimasti; 3) ripristinare l'uso del se gr.o distrntivo; 4) abo lire il tribunale spe ciale; 5) autorizzare i cristiani ad avva lersi dell jus congmo ossia del diritto di preferenza nelle vendite dei beni stabili (vedi : Privilegii et Capitoli etc di Nap. etc, pag. 35 e seg.; Cap. XVIII e seg.). Nel febbraio di detto anno, la popola zione procede a veri eccessi contro la razza infida. La sollevazione di Napoli incora altre citti a fare altrettanto. Nelluglio del 1495, nonostante che Fer. dmando II, rientrato allora allora nei suoi Stati, cercasse di conciliare gli animi i moti antisemiti giungono a! colmo, tant o che gli ebrei lasciano in massa il Regno. Le ragioni del persistente furore son d a ricercarsi nell'odios a avidita e nelle abitu ali usure degli ebrei. 11 26 ottobre 1 4 9() re Federico, suc cecuto da poco al nipote Ferdinando II, d a il suo assenso alia chiesta espulsione dei giudei di Napoli. In prosieguo di temp o sono riammessi Ma quando il Napole tano cade in poter e degli Spagnoli (i quali per conto lora ave van dato lo sfratto agli ebrei nel 1492) ; molti ebrei son costretti a sloggiare per sot trarsi al bersaglio della popolazione. La prammatica del 12 gennaio 1509 emanata sotto Ferdinanda il Cattolico, pr e scrive, tra l' altro, che gli ebrei portino il segno di panno rosso sui petto in qualsi voglia citta, terra, castello e luogo (NII o va coli. delle pramm. dei Regno di Nap., IV, pag. 3 3); ordina poi che s' inquisisca in Puglia per vedere se non sieno fondat e le accuse di pratiche illecite compiute dagli ebrei. Nel gennaio del 1510, in seguito a nuovi disordini, provocati dall'avidita giu dea, scoppia a Napoli un grave tumulto I1 Vicere, d'intesa coi componenti il Con. siglio del Re, decreta l'espulsione degli t:brei e dei cosiddetti mar rani ( ebrei con vertiti), clalla Puglia e Calabria. A quest a espulsione segue il nuovo bando degli ebr e i da tutto il Regno di Napoli. La prammatica ell espulsione viene ap plicata ne! novembre del 1510. Essa ac corda agli ebrei quattro mesi di tempo perche provvedano ad alienare i beni sta. hli, e v.1dano via con ogni avere, eccet tuati ['oro e l'argento (Amabile: Il Ill mtdto di Napoli, pag. 41). Presto appare una nuova prammatica con la quale si permette a duecento famiglie ebree di restare nel regno purche paghino I'annuo tributo di tremila ducati. F ra lo scorcio del 1514 e i I prino p10 dell'anno seguente, S. M. Cattolica ordin a 1' espulsione dal regno dei marrani o cri stiani novelli. Dopo alterne vicende, S l giunge al divieto, fatto ai cristiani di conN:rsare strectamente c o n iudei facend n

PAGE 11

EGNO DI NAPOLI u,11viti e danzando (Tom. Vitale: Storia di ,1riano, etc. .. pag. 215 e seg.). Succede un periodo di ca1ma e di rilasciatezza, di cui gli ebrei profittano per rialzare la testa. Ma all'arrivo a Napoli del vicere don Pedro di Toledo, poco tenero pel giudai smo internazionale, Ia posizione degli ebrei si riaggrava Detto vicere, in una sua rela zione del gennaio 1533 a S. M. Cesarea, dice esser gli ebrei maaifestamente refrat tari a ogni evoluzione morale, aver Ia Maesta Cesarea tollerato' molto tempo che Ii judei habitassero in quisto regno de Nea. poli; credendo et tenendo per fermo che con Ia comunication de li christiani vener r iano al cogrioscimento de la verita et se converterriano a Ia catholica fede del nostro Signore ; avere, al contrario, << la expe r iencia demostrato che non solamente non se ha seguito il bono effecto che S. M pensava; anzi la !oro conversaciune (sic/) han facti multi danni in quisto regno et semi r.ati multe usure et damnati le conscientie d e multi christiani La campagna antisemita sostenuta da don Pedro, sorte ben presto i suoi effetti. S i pensa gia di espellere dal regno di Na poli, per indegnita morale, maschuli et femine, piccholi et grandi, non exceptuandone alcunc Si stabilisce infine che nel termine di mesi sei gli ebrei lascino il Regno o si convertano al cristianesimo nel uso che vogliano restarvi coi !oro averi. Con proclami del marzo 1533, don Pe dro accordava ben due proroghe. Ma poi del bando non se ne fa nulla anzi si apre u n accordo che porta a conclusioni favore voli agli ebrei i quali potranno metter ban chi e rivendite e conceder prestiti, purche sieno solvibili e di provata onesta. II regia : 1ssentimento non si fa attendere e l'accordc Yien pubblicato Q.el novembre del 1535. Ma presto le acque tornano a intorbl darsi, per le accuse di pravita usurari.1 f a tte agli ebrei. Con prammatita del 10-11-1539 l'au torita vicereale manifesta Ia volonta di ban dire dal Regno i perfidi ebrei essendo Ia lor permanenza nel regno cagione di pericoli e di imrporali azioni ; e prescrive che essi debbano; per distinguersi a prima vista, portare un berretto rosso o una fa scia rossa, secondo il sesso Nel dicembre del 40, il vicere don Pe dro, che pure aveva richiamato l'atten zione della Corte di Spagna sull' opportu nita di gradtiare eventuali provvedimenti contra gli ebrei, viene invitato a prendere contro di essi le misure previste dalla p:ammatica del '39. . . . c. ----. . Dopa Ia resa dei conti, alia R Camera tlella Surn,marca, nel maggio del 1541, vien reso pubblico il banda di espulsione, col quale si concedono agli ebrei 4 mesi di tempo per uscire dal Regno sopto pena de confiscatione dei beni de quello che con. travenera et altre pene conteute in le regie pragmatiche (R. Cam. Summ., Processi V 416: proc. 4826). Nonostante i mezzi posti in essere dagli ebrei, nell'intento di far abrogare !'edit to di espulsioile, nell'ottobre del 1541, essi son costretti a lasciare il regno di Napoli Quali le cause di qust'ultima espulsione? Quasi tutti gli scrittori del tempo sono con cordi nella ammettere doversi il provvedi rr:ento attribuire alia necessita d'impedire che gli eccessi scandalosi e le usure giudai che avessero a continuare. Andrea della Monaca asserisce che il decreta di espu-1-sione venae emanato parendo che con le loro usure [gli ebrei] devorassero le so stanze dei popoli sotto 1' ombra di sovve. nirli dei !oro bisogni Secondo poi ci dice il Carletti, nel suo studio sull'ebraismo, Carlo V, mosso dalle continue querele dei sudditi del regno di Napoli, voile decisamente punire Ia praviti usuraria dei giudei. lo stesso De Magistris (Stat11s E ccles. Neap., etc ... ) afferma che gli ebrei cum eorum usuris tenebant op pressam magnam partem civitatis, qua propter in anno 1541 Prorex de Toledo eos expulsit

PAGE 12

GLI EBREI IN COSENZA I Un'opera fondamentale per lo studio degli ebrei in Calabria, fu scritta da Oreste Dito (Rocca S. Casciano, Cappelli, 1916), e tratta della dimora di questa popolo in Cala bria dal sec. V alia se conda meta del XVI. E' un lavoro di larghe ve dute e vasta documenta zione Altri scritti, che contribuiscono allo studio dell espansione e successiva scomparsa dell'elemen to ebraico dalla Calabria, sono dello Spano-Bolani ( 1881 ), del Cotroneo ( 1 90 4 ), del Tamassia ( 1 9 0 4 ) del P a ladino (1913) e del Ferorelli (1915) I' Arcivescovo di Cosenz.c vantava su di essi taluni privilegi giurisdizionali : nel 1212, Ia Sinagoga ve niva data all' Arcivescovo Luca il Campano, d' ordi ne dell'imperatore, per che vi trasferisse il mona stero con Ia Chiesa dell e suore cistercensi, che ave vano sede in Mendicino. Poi le case limitrofe, che erano degli ebrei, vennc ro in proprieta della fa miglia Favaro. Nel XIV sec. Re Ro. berto d Angio emano un bando, disponendo che ogni ebreo, giunto all'eta di 15 anni ; avrebbe dovuItprimo centro giudai co di Val di Crati e sto ricamente accertato in Bi s ignano ( leggenda vuole c he questa cittadina sia Alleam:a Israelitica Univeraale: Disraeli Rothschild. Gambetta. to pagare a! fisco 15 tar l (Registri Angioini, anna 1327). I privilegi giuri sdizionali degli arcivcsco vi cosentini furono con. fermati I' anno 13 57 e vi furono compresi anche i s tata patria di Ponzio Pilato), ed ecco an c ora c'e il quartiere della Giudecca. Altri centri import a nti e rano Altamon te (oltre il 50 % della popolazione era c brea), Acri Celico, Castrovillari, Castro libero, Cariati, Dipignano Fuscaldo, Mon talto Uffugo Magli, Malvito, Morano Ca l a bro, Paterno Paola, Rossano (vi erano ehrei sin dai tempi del Beato Nilo), Sealea, e diversi casali cosentini Molte localira conservano ancora i nomi Judia G[udea, Torre di Giudia, Judecca Macchia dell'l:.breo ed altri consimili to ponimi abbastanza eloquenti. In quci paesi gli ebrei escrcitavano con p rofitti larghissimi cosa comprensibile date le mis ere c ondizioni delle popolazio ni schiacci ate dagli abusi del decaduto feu da lesimo baronale-ecclesiastico !'usura c on tasso esorbitante che arrivava al 4 5 % annuo o a grana due e mezzo a! mese per ogni duc a to Esercitavano o g ni sorta di commercio, ingegnandosi spe c ialmente c on il piccolo traffico ambulante, ed indu striandosi in ogni posto in cui fosse esi stita una benche minima a ttivita da as sor bire Esercitavano l'arte di tingere i drappi, della lana degli scardassatori, del l a chirurgia (si ricordano Giuseppe Ebreo fisico, ed i chirurghi Nic c olo Pagano, Gia quinto di Giordano, Cristofaro Pipa); l'arte dei ramai e delle fonderie (notevole industria di Dipignano) della stampa (con 12 Salomone da Manfr.edonia, il 1478, in Co. senza); Ia cultura dei gelsi, le banche, i prestiti a pegno, ecc. Furono autori di un c erto progresso, ad esdusivo !oro vantaggio, perchc acquista 'rono fo'rza ed influenza, e a tutto danno della vita locale, di cui assorbirono J'att i v ita E determinarono il sorgere di un mo vimento antisemitico verso i primi del sec. A'V, per i sistemi vessatori di usura e per gli eccidi causati da funesti avvenimenti, quali l'avvelenamento delle fontane di Montalto Vaccarizzo e Parentoro (1422). Vanno inoltre ricordati I' eccidio del Beato Pietro Cathin francescano ( 1264) e il tra .. dimento fatto a S Francesco di Paola da un ebreo, tale del Giudice Questi ed altri misfatti fecero alia fine sollevare le popo lazioni contro il giogo ebraico e frantu marono Ia potente e organizzata specula zione bancaria e industriale dei figli di Samuele Ancor oggi per indicare persona sub dola perversa e da scansare, il popolo di Calabria dice judiu. Nuclei ebraici esistevano in Calabria nel 937-938 d C., i quali in seguito furono assoggettati aile dominazioni arabo-nor manne. (II Duca Ruggero esigeva Ia de cima sui !oro diritti) Nel XIII secolo essi fonnavano gruppi numerosi, potenti, or ganizzati, retti da !oro regolamenti Nei tempi di Federigo II di Svevia, giudei dei casali di Cosenza, nonche i diritti della Regia Corte sull'esercizio del la tintoria, introdotta sin dai tempi di Fe cerigo II. E' nel XV sec. che Ia potenza degli ebrei nelle Calabrie, e segnatamente i n Cosenza e provincia raggiunge !'apogee : essi erano allora una organizzazione c a pitalistica, industriale e commerciale chc assommo, per oltre un secolo, Ia vita eco r.omica meridionale e rappresento anch e una forza politica A volte era l'autoritil regia che proteggeva gli ebrei; si erriana rono in !oro favore editti ed ordini ; vi furono universita costrette da bisogni im pellenti a concedere ad essi peffino diritt i di cittadinanza e tutti gli onori conseguen ti, come a cristiani, in cambia di denaro. Si giunse perfino al punto di esoner arli dal portare il distintivo di panno rosso, segno della !oro razza, purche avessero p a gato un certo tributo alia Regia Corte. Si giunse al momento in cui gli ebrei finan ziarono anche lo Stato E questa non t storia vecchia, rna e anche storia dell ulti mo ottocento, in cui si ripctettero simil i episodi. Vi furono universita come quella di Cosenza, che mal tollerando l'ingerenza de gli ebrei nelle cose pubbliche fecero d i tutto perche questi fossero compresi tra i forestieri, stabilendo che costituissero una propria universita con capi ( detti proti)

PAGE 13

NELLA CALABRIA CITRA e per distinguere la separazione si tenevar.o due coati, anche per il pagamento del le tasse. Per essi esclusivarilente Ia citta r.ominava un pubblieo ufficiale, un giudice, ed una bajulazione a se. lnfine fu rono stabilite (1455) norene sui pagamenti f iscali da farsi dai giudei, nelle terre in cui fissa dimora in proporzione Jelk pr op.r.ieta immobiliari che possede vano. D'altra parte, melitre si voleva tenere in un pugno di ferro gli ebrei e le lora ,ttivita, le universita erano assillate dai b isogni e I' aiuto veniva solo da parte c brea. Prese per Ia gola, le universita erano cqstrette a fare ogni sorta di concessio ni. Si.milmente accadde in seguito all'asse Jio di Roberto Orsini e Roberto Sanseverino a Cosenza e per l'aiuto data aile arini aragonesi dagli ebrei . Solo l'arcivescovo del tempo, Pirro Caracciolo mosse loro guerra e cerco con ogni mezzo, valendosi della sua personal e influenza presso il Sovrano, di cacciarli da Cosenza. Ma gli sforzi del prelato, per occulte manovrc, a nulla approdarono. Intorno alia meta del XV sec., erano iP-Cosenza diversi banch l di cambia e pegni, gestiti da genovesi, toscani (Banco Liei Beccuti dei Cicala ecc.); rna Ia massi ma parte di queste istituzioni numerose in una citta commerciale, come Cosen : z<, erano in mano degli ebrei. La seve r a prammatica Contra UsLU;arios erna nata dal Re di Napoli, a nulla giovo; po co fortunata fu Ia Iotta impresa, per Ia stessa ragione, dalla Chiesa : occorre giunr-ere all istituzione dei Monti Santi di Pie per incominciare a vedere Ia popola z i one sollevata del peso dell'usura Nella stessa epoca, sessantaquattro erar.o le famiglie ebraiche domiciliate in Co senza: negli altri centri della provincia aveano percentuali esorbitanti, come in M ontalto (su 4000 abitanti, 1010 ebrei), t lo stesso, sebbene in ragione minore, in ogni paese. In complesso, in tutta la Ca labria, vi erano da 40 a 50 mila e!Jrei, un decimo circa della popolazione d' allora. La calata di Carlo VIII nel Regno di Napoli, fu soltanto il pretesto per la cac c iata degli ebrei : troppo pesava Ia !oro s upremazia morale e materiale : fu con ve ra sollievo che le universita ed i cittadini, i ndebitati all' eccesso, videro final mente cassati i debiti, da cui erano stati dissan guati. I quartieri ebraici furono saccheg g iati: da Cosenza gli ultimi ebrei si a llontanarono nell'ottobre del 1496 Ri mase qualcuno che abiuro, e che ebbe in dooo tre carlini, dopa il battesimo. Qualche nucleo ritorno, non appena si vide un p0 di calma; rna poiche gli avve nimenti incalzavano, e si succedevano con tinuamente provvedimenti contro gli ebrei ; dopa il bando emanato da Ferdinanda il Cattolico ( 151 0), ed il perentorio terrnine di allontanamento .fissato al marzo 1511, rari furona quelli che rimasero : ormai I' antisemitismo avea preso piede, I' avver sione era generate. I quartieri ebraici subi rono un nuovo saccheggio : le sinagoghe vennero occupate dalle rna con tutto cio bisognava giungere alia Pramma tica del Vicere di Toledo (1533) per assistere alia definitiva dipartita anche dei piu ostinati, cio che accadde nell'ottobre del 1541. Degli ebrei rimase solo il triste ricordo. Nel '600 il lora quartiere conservava an ccr:a le sue denominazioni e gli stessi topo nimi. Delle famiglie ebraiche della pro vincia di Cosenza, quelle che abiurarono, e diventarono poi calabresi, furono le fa miglie Guzzi, Forte, della Cananea, del Giudice, Marinati, Gabrieli, Tricarico, de Gesu, Perris, Mondetti, Altomonte, Mari nonti, Annucci, Nitobelli, Vela o de Velis; qualche altra. MARIO BORRE I 11 L' Allecmza trionfa sui goj

PAGE 14

L'invasione semitica nel 19" secolo LE FIERE Dl BOLZANO E I SENSAll EBREI Non lontano dallo spartiacque alpino e sulla via dei maggiori valichi che inci dono, in taluni punti, la barriera termi nale delle Alpi Atesine, Bolzano fu sede, fin da tempi antichissimi, di fiere assai rinomate, alle quali intervenivano in gran numero mercanti d'Italia e l'Alemagna, per lo scambio dei prodotti del Nord con quelli del Sud. Il maggior fiorire di tali fiere fu tra il seicento e il settecento. Ad esse partecipavano assai numerosi anche mercanti ebrei d'ogni paese. Sebbene esclusi dalle cariche direttive della particolare magistratura nundinale cola esistente, era no riusciti a guadagnarsi, in gran parte mediante influenze ed appoggi di princi pi, che avevano saputo Iegare con interessi ed obblighi finanziari, la quasi totalita dei posti di agenti di mediazione o sensali di fiera, scalzando quelli di religione cristia na. E' noto che i mediatori, senza l'inter vento dei quali non poteva venir concluso akun affare, commerciale e la cui nomina l4 era in genere di attribuzione governativa, esercitassero allora assai spesso con il loro ufficio, una vantaggiosa sinecura, e che a tali posti aspini.ssero o fossero prescelti uomini di meriti non comuni. Si ricorda, in proposito, che la Repubblica Veneta ricompensasse alcuni suoi grandi artisti, tra i quali i Bellini e il Tiziano, investen doli della carica di sensali nel celebre Fon daco dei Tedeschi in Venezia. I sensali, non costituendo, per la loro particolare natura giuridica, soggetti di contrattazione, rna essendone solo strumen ti, dovevano astenersi in modo assoluto dal contrattare o dall'assumere obbligazioni proprie, limitandosi solo a proporre e a condurre negozi e baratti per conto d'al tri. Pene severissime, fra le quali la desti tuzione e il bando, venivano comminate in caso di trasgressione o di recidiva con teo di essi, legati altresl da giuramento, per l' esatto adem pimento del loro ufficio. Gli ebrei, come risulta da infinite testimonianze in procssi intentati contro di !oro, erano, in genere, troppo avidi di lu;:ro per mantener fede agli obblighi assunti e per esercitare, nella forma dovuta, con rettitudine e coscienz1a, la senseria. Le cro nache del tempo ( ci riferiamo pili spe cialmente alia seconda meta del seicento ed alJa prima del secolo successive) sono quanto mai eloquenti in proposito. lnoltre la senseria veniva svolta clandestiniunente da parte di ebrei non qualificati, che pro: ponevano ai fieranti in buona fede negozi e contrattazioni, senza scrupolo alcuno sul la bonta e consistenza degli affari propo. sti, che, in queste condizioni, si risolvevano quasi sempre in perdite e frodi. Cio pro vocava naturalmente lagnanze e disordini, acuendo sempre pili 1' ostilita della merca tura cristiana contro quella giudea. Ed ec co querele e memoriali diretti ai poteri statali, invocanti provvedimenti che pones sere fine a tali abusi; nell'interesse delle fiere e del commercio Ecco, per esempio, un istanza dell'anno 1672 firmata da de. cine di commercianti di nazione italiana e tedesca, intesa ad ottenere l' allontana mento o, per lo meno, a ridurre l'ingeren za nefasta degli Ebrei nelle fiere di Bol zano, perche simi! sorte di ... non procu. rano altro che di gabbare noi Cristiani, es sendo questo il lor fihe ed oggetto; anzi avendolo per Iegge espressamente di pro curare la total nostra distruzione ... Ad ovviare ai disordini ed aile sempre maggiori lagnanze, si promulgarono ripe tutamente editti, inibenti ai giudei l'eser cizio della senseria. Ma cio non bastava che un'abilita di costoro consisteva in que: sto : scacciati dalla porta, non tardavano a rientrare dalla finestra, avvalendosi, more iudaico, di alte influenze, che forzavano la magistratura mercantile a rimangiarsi, in pratica, i provvedimenti presi. Peraltro I' aggravarsi del disordine, soprattutto l' im pressionante ripetersi di fallimenti dolosi da parte di negozianti ebrei, obbligo a ve nire a soluzioni piu radicali. Occorreva come si Iegge in una relazione per uso della Corte di Vienna, estirpar il male dalla radice e dalle fondamenta E ci si arrivo, con l'inclusione, negli statuti mer cantili della citta atesina, d'un paragrafo, per cui gli ebrei di qualunque parte erano esdusi per sempre dall'ufficio di sensali, pena, in caso di contravvenzione, il bando perpetuo da quella piazza commerciale. Era stata la stessa magistratura mercantile a mitigare tale disposizione, perche da parte del sovrano d' Austria (Carlo VI), si era proposto l'espulsione totale del ceto ebraico dalle fiere locali. Gli statuti, confermati poi da altri sovrani, fra cui Maria Teresa, mantennero fino alia meta del XIX il suddetto disposto, che inibiva 1' attivita dei scnsa ,li giudei nella citta oggi capoluo go dell' Alto Adige. GUIDO CANALI

PAGE 15

MONTE SAN SA VI NO E LA CACCIAT A DEl GIUDEI NEL 1799 Chi, muovendo da Arezzo, per Ia straua provinciale si dirige a Siena, percorsi ap pena 22 chilometri, in una collina oliva ta, inquaarata in un paesaggio prettamen toscano, si trova dinanzi Ia nobile cit tadina di Monte San Savino, che fra le sue mura racchiude opere del Sansovino, del Sangallo, dei della Robbia_ In questa cristianissima terra, che dette i natali a Papa Giulio III, si erano da tempo immemorabile stabiliti numerosis simi ebrei, e lo stesso Salomone Fiorenti I'O, che fu massaro di quella Sinagoga, cosi scriveva: E' cosa indubitata che Ia << Nazione Ebrea del Monte S. Savino siasi stabilita in corpo da tempo remotissimo
PAGE 16

Usura, sacrilegi e frod: e il bando degli ebrei dagli Una not:Jz1a, all'anno 1171, c'induce a pensare che fin da quell'epoca i giudei si trovassero in gran numero a Bologna, e forse gia segregati in ghetto. Gli antichi cronachisti ci narrano, infatti, di una cacciata dei giudei decretata dai Consoli governa tivi di Bologna nell' anno 1171, perche, paventandosi Ia comparsa di una micidiale pestilenza, si penso che i figli d'Israele, per Ia immondezza che tenevano accwnulata nelle !oro contrade, pote vano facilmente diffondere il temuto contagio *** I giudei, dunque non si affacciano troppo brillantemente dalle carte ingiallite delle vecchie cronache bolognesi. Non sappiamo con precisione quando i giudei tornassero a Bologna. Indubbiamente prima del 1308, poiche in questo anno essi donavano a frate Aymerico, priore del convento dei Dome nicani, un pentateuco scritto su pelle di vitello, gabellandolo come vergato di mano dal profeta Esdra. Non si sa quale motivo spin gesse gli avarissimi giudei a fare tal dono, che dovette riuscire assai gradito al monaco poiche fu da questi e dai suoi discendenti gelosamente conservato, giungendo, sebbene mutilato, fino a noi. *** A quali particolari attivita si saranno dati i giudei di Bologna fra i secoli XIV e XV, se indussero un pio uomo, quale il vescovo bolognese N!ccolO Albergati, a punirli tanto severamente nel 1417? In quell'anno, infatti, tutti i figli di Giuda (maschi e fernmine) residenti a Bologna, furono obbligati dal famoso vescovo a vestire di giallo, a non uscire dal ghetto e (pena orribile !) a non perce pire, nei prestiti a pegno, frutto superiore al venti per cento IJ ghetto di Bologna comprendeva le vie dette tutt'ora dei Gi11dei, dcll'lnferno, della iWandria, di San Giobbe e del Carro Durante Ia notte e durante i tre ultimi giorni della Settimana Santa, portoni ben sprangati vietavano ai giudei la Iibera uscita I banchi di prestito dei giudei erano nelle vicinanze del ghetto c, precisamente, lungo il tcivio ove ergesi ora il Palazzo della Mercanzia, gia chiamato Trebbo de' Banchi *** In prinop1o del Quattrocento, oltre quelle del beato Niccolo Albergati, vigevano in Bologna altre !egg( antiebraiche, una delle quali, curiosissima, imponev ; t ai giudei di pagare ogni anno cento guattro lire e mezzo aile scuole dei Giuristi, e settanta a quelle degli Artisti, destinate ad essere spese in un gran banchetto not turno che, per antica consuetudine, lo Studio offriva agli scolari Ai giudei non doveva troppo garbare quell'obbligo di portarc il segno dell'infamia decretato dal vescovo Albergati e pare escogitassero varie astuzie per isfuggire alla Iegge. Ma una griJa del 1458 rimise le cose a posto. In tale anno si rinnovava uffi cialmente l'obbligo ai giudei dimoranti in Bologna di poi:tare sui petto, e nel modo piu e\ idente possibile, un segno color giallo. Chi avesse contravvenuto all'ordine, sarebbe incorso nella 16 pena del carcere e di mille fiorini d'oro di multa. I piu o meno vistosi segni gialli non impedirono tuttavia ai giudei di seguitare l'esercizio dello strozzinaggio ai danni dei cristiani, facendo per dere la pazienza persino a un santo. San Bernardino da Feltre, infatti, venne nel 1473 per eccitare i bolognesi a cacciare i giudei e instituire un Monte di pieta, monte che fu poi eretto, e trasformato, col tempo, in quell'isti tuzione esistente ancora nell' edificio sorgente alia Metropolitana bolognese: Mons pietatis adversus pravas judaorum usuras erectum *** Intanto, le constituzioni e le bolle rammentanti ai giudei l'ob. bligo del distintivo giallo e di restarsene confinati nel ghetto, se guitavano a fioccare. La bolla emanata il 14 luglio 1555 da Paolo IV e su cio assai categorica, e dovette a suo tempo spaventare non poco i giudei di Bologna se questi, guadagnati con larghi doni i portinai del ghetto, riuscirono, in una notte del 1569, a fuggire in parecchic centinaia e rifugiarsi a Ferrara, AI soglio pontificate era frattanto salito i1 Cira.ffa, uno dei piu fieri giudici dei giudei, il quale, quando seppe di quel fraudo Iento esodo attuato dagli ebrei bolognesi, se ne sdegno a tal punto da promulgare ipso facto una bolla con cui si bandi vano i giudei da tutti gli Stati della Chiesa, fuor che Roma 'ed Ancona, accordando !oro tre mesi di tempo per far fagotto. Anche i giudei di Bologna se ne dovettero cosi andare, non senza pero subire la giusta sanzione per avere fino a que! giorno spennacchiati i cristiani. Oovettero infatti pagare una specie di (( to.ssa di espulsione ammontante a quarantamila scudi d'oro pari cioe a cinquanta scudi a testa, poiche erano in numero di ottccento. Appena partitisi, Ia sinagoga esistente in principia di via San Vitale fu confiscata e il foro cimitero, situato all'angolo di via Orfeo con via Borgolocchi, distrutto. *** Erano trascorsi diciassette anni da questa cacciata, il 1586, quando ai giudei fu nuovamente concesso abitare Ie terre della Chiesa. Allettati dalla possibilita di far nuovo bottino sui cri stiani, i giudei non se lo fecero dire due volte, sallecitamente ritomarono anche a Bologna. I dintorni della piazzetta di Porta Ravegnana ricominciarono cosi a brulicare di rigattieri, cambi sti e strozzini. In quell' occasione, molti figli di Giuda aprirono pure, alla Volta de' Barbari (situata nel trivio ove s'incontrano le vie Ugo Bassi, Imperiale, ora Battisti, e Poggiale), una bottega di panni forestieri, Ia quale fece non poco danno alla locale Arte della Lana, Industria che, in quei tempi, costituiva per i Bolo gnesi una fonte di lavoro e di risorse. **-* Un sacrilegio avvenuto nella primavera del 1593 a Bologna veniva intanto ad affrettare la decisione di espellere per sempre i giudei dagli Stati ecclesiastici

PAGE 17

a Bologna S t ati della Chiesa Nella notte del 17 marzo del 1593 furono deturpate alcune imm a gini sacre poste nelle v1e delle Pelliccerie e delle Caprarie e responsabile di tale sacrilegio, fu incarcerato e condannato a m orte un giudeo di no.ine Allegro figlio di Giacobbe. Poc he settimane dopo tale avvenimento, una bolla di papa mente VIH bandiva da tutti gli Stati della Chiesa i giudei. Cosl a n che queUi di Bologna, in numero di circa novecento, dovettero uscire, e per sempre, entro il mese di maggio. Ai soli banchieri della citta e del contado fu accordata facolta di restare fino al com. pimento dei iavori di raccolta dei campi, perche i poveri avessero .tgio di riscattare i propri pegni. Gli ultimi strozzini partirono da Bologna a novembre inoltrato, c s i narra che gli scolari dello Studi() li cacciassero a palle di neve e avesse cosi origine il costume del Senato bolognese di fare :cgali agli scolari allorche essi ogni anno si recavano in depu tazione, a offrire, su ricchi bacili, 1a prima neve caduta *** N e i due secoli che segilirono, troviam" poche volte menzionati i giudei nelle cronache di Bologna. II 3 Marzo 1675, ai tetri rintocchi delle campane dei quartieri di San Pietro e di San Petronio, un'immensa folia di popolo s i r iversava alia Metropolitana per udir pronunziare la scomunica maggiore contra Luigi e Gerolamo, fratelli Malvasla, e contra I' eresiarca Emanuele Passarino alias Leone Vega, apostata formale della Santa Fede Cattolica alla falsa setta d e i giu d c i L' effige di questo uistiano giudaizzatosi ( condannato in contumac ia) stava appesa in uri grande dentro Ia Me rropolitana, fra gli apparati e i simboli pili terrificanti. ll giorno dopa, piantata la forca sulla Piazza Maggiore, vi Itt :tppeso il ritratto dell' apostata che venne poi data" aile fiamme. II Pass a rino era riuscito a fuggire dalle carceri del Torrio::e grazic: Ia complicita dei fratelli Malvasia (che furono anch'essi processati) e dei fratelli Malagli, uno dei quali venne condann:tto a lia galera a vita mentre l' altro, ai 15 Luglio dello stesso anr.o 1 675, fu mazzolato, scannato squartato *** Dal 15 39 fino al 1796 ( anno della prodamazione della Re pubblica Gsa1pina) fu sempre interdetta ai giudei Ia stabile dimora in Bologna: Si concedeva solo a taluno con ispeciale per mcsso, di ferm a rvisi tre giomi o po c o pili con l obbligo di al oggiare in un determinato albergo che, nel Settecento, era quello dctto d e l C a pel R o sso in via Fusari. Pene severe afflittive e pe c u n i arie, si c omminavano ai contravventori e ai !oro eventuali complici. Sui principia dell'Ottocento, sotto l'egida delle leggi napoleo niche, alc une famiglie giudaiehe vennero a stabilirsi in Bologna, <' i! loro numero ando continuamentc crescendo, . nonostante che, tOmato il govemo della Chiesa, i giudei fossero nuovamente con ; iderati schiavi tollerati BRUNO BIANCINI EBREO di _Algeria: del Marocco ,_ Buuo

PAGE 18

GLI EB REI NEL DUCATO Dl URBINO G li ebrei cominciarono ad affluire nelle l\.brche negli ultimi anni dell'eta comuna k ed al tempo delle Signorie Tenevano banchi di prestito, valendosi di privilegi !oro accordati dai Comuni stessi, a volte eccessivamente generosi : si ricordi il Con siglio della cttta di Fano, che in quaranta anni incorse tre volte nella scomunica pa pale! I proventi dei prestiti dovevano es serc lucrosi, se ci e dato incontrare, ben presto, ebrei molto ricchi : a Montegior gio, ad esempio, ove sin dai primi lustri del Duccento si erano dedicati aile indu stric del li:10, della lana, della concia d elle pelli td avevano aperto un banco cii prestito; a Recanati; oppure a Fano, ovc Galeotto Malatesta poteva togliere in prestito mille ducati per comprare San sepolcro. Agli inizi del Quattrocento ogni co mune, da Ancona a Pesaro, da Fabriano a Casteldurante, aveva il suo banco di prestito, che rimarra per tre secoli c piu : ad interessi chc salivano pc::rfino a! 3 7 % ( comune di Gemona)! Nonostante gli eccessivi privilegi otte nut i dagli cbrei e Ia liberalita dei Comuni c dei Signori si ebbero sin dai primi tempi cacciate di ebrei. Sono ben note quclle di Montegiorgio del 1295 e di An c ona del 1427. Era conccsso agli ebrei di esercitare sol tanto il commercia e Ia medicina, con l'ob bligo di pagare le imposte e una speciale tassa (taglia della Marca) alia Camera Apo. stolica; e qualche comune imponeva !oro, dopo Ia meta del Quattrocento il segno della rotella Vissero ovunque assai bene; rna quando, per le cacciate di Spa gna e di Portogallo, orde di ebrei vennero a rifugiarsi anche nelle Marche, s'impose h necessita di frenare Ia !oro pericolosa invadenza. Nel ducato di Urbino gli ebrei vennero nel Duecento. In mancanza pen'> di carte d'archivio aQteriori, solo dal secolo XIV e possibile ricercarne le memorie. I primi documenti si riferiscono ad un maestro Da niele, che verso il 1330 era giunto da Vi18 terbo per esercitare il commercio ed aprire un banco di prestito. Mentre Ia citta si al largava e si trasformava da piccolo borgo medievale in centro del ,R.inascimento, i commerci suoi con i paesi vicini si inten sificavano, le fiere ed i mercati aumenta vano d'importanza, sorgevano le industrie : l'arte della lana, la seta, la fabbricazione della carta, la maiolica. Ai primi ebrei che tenevano banco nella capitate del Ducato, altri se ne aggiungevano, stringendo una fitta rete d interessi con ebrei di altri cen tri. Non agivano pen'> pulitamente neppur tra loro! Si ricorda, ad esempio, l'arresto d'un israelita di Ferrara e la sua condanna in Fossombrone, per frode a danno di un correligionario. Sapevano trarre preda dalle pubbliche calamita, sfruttando ogni occa sione di saccheggi e devastazioni, per com prare a vile prezzo oggetti preziosi Ne avevano scrupoli per le usure: il citato maestro D i miele come testimonia un atto del 1. maggio 1441 per diciotto duca.ti dati a prestito riceveva un frutto di diciotto denari per ducato, e cio per nove mesi Nel 1483 viene fatta societa tra donna Lucrezia Drago e donna Rosa sorella di maestro Isacco per un allevamento di ba chi da seta : come riferisce il V ernarecci nelle sue Storie di Fossombrone, maestro Isacco ne approfitta, prestando il danaro, e mentre ricava un utile di cento ducati in beve volger di tempo, riesce a togliere a donna Lucrezia tutti i bozzoli della sua parte e due belle coppe d'argento gemmato! Nella c apitale gli appetiti degli ebrei crano stati frenati dal privilegio concesso dal conte Antonio a Isaia di maestro Da niele, riconfermato poi agli eredi Accanto aile famiglie dei banchieri, altre ne vive vano in Urbino, dedite a commerci e a me stieri : tuttavia non tante da costituirc un a comunita ed avere una sinagoga Questa esiguita di numero procaccio !oro troppo larghe conccssioni : tra l'altro, ad esempio il poter tenere a servizio, per l'esercizio delle arti e dei commerci, lavoratori cri stiani : il che era contrario aile leggi cano niche; e l'essei:e i banchieri ebrei consi. derati cittadini (tamqr1am civn). In una monografia di Gino Luzzatto, sui banchieri ebrei di Urbino nell'eta ducafe, si leggono nomi e si offre documentazione della loro attivita sino alla devoluzione dello stato alia Chiesa Apprendiamo come il tasso dell'interesse per i prestiti su pe gno fosse fissato ad un bolognino per ciucato al mese (circa il 33 %) -una de licata carezza per chi aveva biS<>gno! -e quello per il prestito chirografario a carte o istrumenti fosse ancora maggiore. C' era poi Ia frode, per esigere un interesse mag giore del legale, di far firmare atti per una somma maggiore di quella data a prestito : semplice galanteria ebraica! Ed era tanto frequente quest'uso, che dovette essere pubblicata una proibizione agli ebr e i di \< obbligazio11e o cauzione piii c he per Ia vera sorte Alia fine del Quattrocento i Monti di Pieta vengono a porre fine all'usura israe. litica, mentce r attiva propaganda religiosa e la necessita di frenare l'immigrazione de gli ebrei fuggiti dalla Spagna e dal Porto gallo obbliga i comuni ad aprire gli occhi. Ma neUe campagne, non impedirono i Monti ( che sorsero ad opera principal. mente di francescani), l'attivita dei ban chieri ebrei, che tuttavia ricevettero un nero colpo dai ministri di Cesare Borgi a : con forti taglie, quando fu invaso il Du cato. ll banchiere anconitano, Dattilo d AJ. levuccio, ad esempio, fatto prigioniero in Fossombrone, dove teneva banco, pote li. bcrare se ed i suoi averi solo confessando il suo debito di quattrocento ducati d'oro hrghi a U go di Moncada e a Bartolomeo di Capranica e un altro di trecentosettanta cinque ducati a Pietro e Ferrante di Au gu glia. Allora gli ebrei si diradarono, per tor narc piu tardi e ridivenir numerosi, sott o Guidobaldo II. Nel 1546 il duca autoriz :nva l'ebreo Raffaele di Dattilo di Fossom brone a fare prestiti per due anni anch e nelle terre di Pergola con !'interesse del 15 % ; ed altri privilegi venivano accordati negli anni seguenti mentre gli ebrei ricoprivano ovunque cariche notevoli e accrc scevano il loro potere; onde Pio ry intcrvtniva perche il duca ripristinasse le costituzioni Il duca pubblico, il 2 settembr c 1566 l' ordinanza : Vo/emo che p e r lo ave nire nel no.rli' J S!ato debbano gli hebr e i portar La br e li!t d i color gial/o et /e femmine qNalrh' a ll r o .rt gno appat enle del mede simo colore. II r he fara/1110 in t enni11e di t JentirillCjlli giomi dal/a p11bblicazi011e di que.rto, e l c/>, non possino 11e dehhano tenere alom o christiana ne christiana a 1Jel'!ln lor sen'i gio o pt!r 1111trir o !attar !oro figliuoli e l meno tmer e posseder beni stabili; a m i 'be debbano infra q11a1tro mesi di tei miu e haverli vmd11ti et alienati a christiani sott o pma della perdita di fjllelli et a/t,.e da i m

PAGE 19

pomrsi in ciasam dei detti capi ad arbitrio 1/0JII'O ... Nella capitale del ducato, il Monte fu f o ndato nel 1468; analoghi ne sorgevano a Recanati e a Macerata ad tollenimn feit!IJ iudeorum a Fano ad hoc ne perfidi!J j11dae11s am plius !IS !Iris devore/ cives et jl!colase h11i11s civitatis S e la troppa liberalita del duca Guido baldo non aveva frenato l'ingordigia ebraica tanto che nel 1507 era stata ne una deliberazione consigliare LJualche risultato non mancarono di pro ciurre i molti decreti pro ibitivi dei Della ltovere, cosi quello famoso del 20 mag gio 1508 (Decreti ducali, vol. I, Biblioteca Universitaria di Urbino), firmato da Fran cesco Maria I, che non solo annullava qua iunque privilegio goduto dagl'israeliti, rna vic::tava loro I' acquisto di beni stabili, I' eser :izio del prestito, imponeva Ia restituzione dci pegni, con rinuncia ad ogni interesse proibiva l'acquisto di commestibili prima del vespro pena Ia multa di sessanta ducati d'oro, ordinav.1 l'uso di brette gia/Je pub hii<"amente et senza alcuna copertitra e per lc donne, ii veli gial/i medesimamente ,iiscotwti G!i ebrei di Urbino non do revano inoltre abitare che nella contrada < < dei giudei (l'odierna viaS. Luigi), detta .tnche androne delli giudei e non po : ean o assumere a servizio donne cristiane. Seguirono altri energici bandi : .quello, ad csempio, del 20 settembre 1548 (Decreti ducali, vol. II, ibidem) del duca Guidu baldo II, che ordinava a tutti gli ebrei di :1on fare piu prestiti di qualunque genere; quello del 6 ottobre 15 70 che vietava a cbrei e cristiani di abitare insieme ( ... non ardisihi110, ne presumano pill habitare in sieme in una medesima casa ... ); ed anche l'altro dell'11 novembre 1593, che ingiun. geva la confisca c la distruzione dei testi talmudici ( ... che ciasamo, cosi cristiano ome hebreo, librari, botegari, e qua/rmque altro di che grado e condizione si vo glia che se ritrovassero havere in qua/unq11e !nlOdo presso di se e ne/le case e bot teghe /oro... talmud hebrei overo parte a/cuna de quel/i, compendi, Sfltnari o afire of'ere dipendenti da esso Talmud, debbano in termine di otto giorni presentarc trtll e esse opere a/ S.mo Luogotenente di Ur bina ... accio se possa ordinare che subito nella piazza siano pubbiica men te abru sciate ... ). *** Ma pur coo tutto que5to rigore gli ebrei seppero largamente profittare dell'indul. genza di Guidubaldo III e Francesco Ma ria II, tanto che nel 1607, il ducato ne contava rillllecinquecento, di cui trentadue banchieri, cosa che aveva determinate in surrezioni del popolo,. perche era il popolo che si sentiva dissanguato da queUe san guisughe e offeso nel costume e nella re ligione. E specialmente sentite dal popolo erano le norme di difesa del costume e della religione, specialmeote obbedite da gli ebrei, per paura e per calcolo come ad esempio Ia norma del 29 aprile 1583, che ordinava agli ebtei di ritirarsi dalle piazze e dagli altri pubblici luoghi quando passava la processione o quando le cain pane suonavano, perche, non inginocchian dosi essi come i cristiani, non sembrasse che offendessero Ia religione ; o come I' altra del vescovo di Fossombrone, emanata nel 1597, Ia quale disponeva che non vi sia vemno che per /' avvenire mangi, nl giochi ad a/ama sorle di gioco ne ba//i COil hebrei ne in casa /oro ne fuori e tanto meno intervenghi alia /oro superstit i onc, cerimonie et riti della /oro fa/ia religione, so/Jo pena di cin quanla smdi... ciascrm ch' ha sotto Ia sua cura prllti o p1111e, non le mandino a casa d hebrei per imparar di leggere o di scrivefe ... Special.mente pericolosa anche per il du. cato di Urbino si era fatta l'invadenza degli ebrei spagnoli e portoghesi che pul lulavano a Pesaro e a Sinigallia Guido baldo II si era veduto costretto ad emanare i l decreto famoso del 16 agosto 1571, che imponeva a questi fuorusciti la partenza entro quindici giomi pena la confisca dei beni e Ia frusta aile donne (sotto pena {iel/a gailea e t confiscatione 4ei bmr ai maschi e t aile femmine della frusta) Per tal modo la colonia ebraic a nelle terre ducali a poco a poco giunse ad un numero relativamente esiguo Nel 1626 la capitale del Ducato contava appena otto f:uniglie di banchieri e otto di ebrei senza banco dopo tanti prestatori del passato La comunita israelitica, cori l a devoluzione di Urbino alia Chiesa, perdette qualunque im portanza e cadde in miseria. Nel 1717, gli ebrei della citta erano duecentotredici rac colti in un piccolo ghetto, proveniend tutti dalla regione marchigiana e dall umbra. \ ivevano col negozio dei banchi e delia mercatura e ogni sabato un religiose' te neva nella chiesa di San Francesco di Paol a una Jezione per i/Juminare Ia /oro osti natissima cecita LUIGI SERVOLINI 19-

PAGE 20

sc1enza GLI STUDI DELLA RAZZA IN IT ALIA PRIMA DEL RAZZISMO Lo spmto di cntlca acida e impotente e he distingue sempre certi borghesi in tellettuali si e spesso, dopo l'af fermazione ufficiale del razzismo italiano, a indirizzare i suoi strali contro l 'impo s tazione sc ientifica di questo grandioso movimento d'idee che tanto fermento ha s u sc itato e suscita in tutt'ltalia. Da una parte il raZ'Zismo italiano e sta to accusato d'improvvisazione dall'altra di tradimento nei riguardi della tradizione delle scuole italiane che si erano prece dentemente occupate di studi razziali. Cava llo di battaglia per questi bor g he s i intel'lettuali sono state quasi esclu sivamente alcune opere, pubblicate tren ta quaranta, cinquant'anni fa, spesso co n siderate dagli autori stessi in tutto o in parte supemte. Per dimostrare tuttavia, come il raz zismo italiano scientifico, se da una parte trova i suoi precedenti neli'opera quasi secolare di uomini eminenti e di fama indiscussa dall'altra vuole essere non gia un tradimento della tradizionc italiana rna un s uperamento e un rinno va mento secondo una nuova origina Je con cez ione, ricorderemo brevemente co loro c he maggiormente hanno contribuito in ltalia agli studi della razza prima del razz1smo. * -:::Gli st udi della razza 111 ltalia hanno fatto finora quasi esclusivamente capo a due sc uol e antropologiche: queJ.la fio rentina c h e ha origine da Paolo Man tegazza e quella romana fondata invece da Giuseppe Sergi. L'opera delle due sc uol e e s tata da lungo tempo integrata dall'attivita di du e importanti s odalizi sc ientifici Ia Societa ltaliana di Antro pologia cd Etnologia, fondata dal Man tegazza a Firenze verso il 1870 e Ia So c i e ta Romana di Antropologia (oggi Isti. tuto It a liano di Antropologia) fondata dal Sergi a Roma nel 1892. Organi scien tifici delle due societa sono rispettiva men te l' i di due scuole, gia separate da una sernisccolare diviswne orm.ai compf eta. ment e superata. * Precursore degli studi di antropolo gia fisica in ltalia deve essere considerato Luigi Calori che per circa mezzo s ecolo lavoro con attivita fenomenale, frequentando fino all'ultimo gior no della sua vita Ia sa la anatomic a il museo antropologico da lui creato. II Calori ha lasci ato circa 150 lavori di diverso. argomento : i piu import anti sono per noi quelli che si riferiscon o al l'anatomia antropologica, avehdo egli raccolto una ricchissima collezion e di cranii italiani, quando non an cora ne ssuna cattedra e nessun museo di mjtropologia. Sono rimasti cla ss ici i ,;uoi lavori sill tipo dolicocefalo e brachice falo degli ltaliani, accompagnati da in da g ini minuzio se s ul cervello di qllrsti due tipi. Come Luigi Calori cos i anche Seba stiano Nicolucci ha preceduto ill Italia i 'opera sistematica di Paolo Mantegazza c di Giuseppe Sergi. Giustiniano Nicolucci ( 1815-1905 ) puo essere giustamente consideratri com e uno dei primi studiosi di questioni razziali in ltalia. Era s tato alia s cuola filosofica del Galluppi e del Prati, rna in seguito s i dedico alia medicina e per lungo t cm po fu insegrrante di fisiologia : Mal g rado queste varie occupazioni il Nicolucci dedico Ia piu gran parte della sua 1 ita allo studio antropologico dell'uomo. prima opera, gia ne! 1905 irreperil>ile, so no stati i due vol umi Delle razze umane e Saggio Etno:ogico _\'. poli 1857-58. E' interessante ricordar e come i1 Nicolucci stesso sconfessasse in seguito questo libro perche" dedicat e alia Madonna. II Nicolucci fu un in s tancahile

PAGE 21

Paolo Mantegazza di materiale razziale, soprat tullo cranii e scheletri, rna Ia sua opera, rurne sempre. quella dei precursori, re s to l u n g o tempo ignorata_ lmportanti studi furono condotti dal N icolucci sui Llguri in ltalia e sull'an t r o pologia del Lazio. In questo ultimo i m portante )avoro egli concluse ... che i cran i 1atini antichi e moderni presen t ano non solo le stesse forme, rna le dimensioni e ci provano che i La tini odierni sono Ia pura discendenza di quelli dell'antichita e che il tipo dello antico uomo Iatino si e conservato fino i,Jd ogg i immutato negli odierni abitatori riel Lazio A proposito di questo Ia oro il Mantegazza ebbe a scrivere cosi: ((con questo lavoro, che e forse l'ottimo f r a tutti col)le cogli altri innumerevoli, > i puo davvero, senza esagerare, dargli ( a Nicolucci) nella s toria dell'antropo lug ia italiana l'onorevole battesimo di San Giovanni. A quando il Cristo?. Come il Nicolucci e il Calori per l'an tropologia fisica cosi Luigi Pigorini ( 1841-1925) deve essere ricordato come 11110 degli iniziatori degli studi di prei s toria italiana e come fondatore del g r a nde Museo nazionale di Etnografia e di Prei s toria in Roma. Sono celebri gli studi compiuti dal Pigorini e soprattutto le sue ricerche s u lie terramare della Valle del Po. A qucste indagini e gli dedico molti anni della sua vita, cercando di spiegarne Ia c-rigine e il geografico. Si deve al Pigorini e ai suoi collabo ratori Ia fondazione del Bollettino di Paletnologia > ; che deve essere s empre considerato un archivio d e lle scoperte preistoriche dell'ltalia continentale e delle isole. Giuseppe Sergi ha cosi definito !'opera del Pigorini: Benche vi siano stat i dei precursori di studi preistorici in Italia, il Pigorini puo considerarsi come il vero f ondatore del la Paletnologia italiana, perche seppe raccogliere in un Museo tutti o gran parte di tutti i materiali preistorici che furono scoperti in ltalia: e seppe anche dare unita di indirizzo con una scuola di Paletnologia fondata in Roma. Poiche e gli non si fermo aile esplorazioni e al raccoglimento dei prodotti degli scavi e all'illustrazione dei materiali che da que sti provenivano. rna fondo anche l'in se gnamento con una cattedra, che egli ten ne per circa 45 anni nell'Universita eli Homa ... II Museo fu Ia s ua pas sione questo e preistorico ed etnografico : il primo contiene i materiali deH'antichis si ma ltalia dall'epoca paleolitica alia prima eta del ferro, e insieme ancora cimeli Luigi Pigorini Giuseppe Sergi che rappresentano le c ivilta rudimentali e primitive di molte regioni del mondo. II Musco etnografico che e oggi uno dei primi Mus ei etnografici di Europa, e ricchissimo di materiali venuti da ogni parte del mondo ed ordinato meraviglio s amente ... Passiamo ora a parlare del f ondatore della scuo l a antropologica fiorentina. Ne] 1870 non e s isteYa in nessuna univer sita d'Europa un insegnamento di antro pologia; Paolo Mantegaza primo in Ita lia e in Europa, fu profes s ore ordinario eli aritropolo g ia e di etnologia e rimas e s olo in tale in s egnam e nto per molti an ni. ( Solo in s eguito fu c reata da Giovan ni Ranke Ia prima c attedra di anlropo lo g ia in Germania ) E g li c reo in Itaiia Ia Societa italiana di antropologia ed e tnologia e fondo Ia prima rivista di s tueli razziali L I s tituto di a ntropolo g ia di Firenze e quindi il piu antico di Europa il che de ve co s tituire p e r l'Italia una priorita in di s cussa. Paolo Mant egazza dali inizio d e lla s ua attivita nel laboratorio fiorentino sepp e circondarsi di collaboratori, alcuni dei quali hanrio la sc iato ]avori importanti. II Mantegazza e stato in un certo sen s o un precursore della moderna igiene razziale ncl quaie campo seppe svolgere in tem pi tanto diversi dai no s tri una brillante opera di volgarizzazion e e di propagan da In tale opera pecco forse talora di eccessiva leggerezza, rna non si puo ne gare che Ia s ua influenza nella cultura italiana in un certo tempo s ia stata no tevole. Nel campo pili strettamente razziale il Mantegazza ha lasciato memorie impor 2 1

PAGE 22

tanti ed originali :mile razze dell'lndia e della Lapponia. Si deve anche a questo studioso un pri mo tentativo, compiuto verso il 1880, di classificazione craniologica, al di fuori della comune craniometria. Tra gli antropologi della scuola fioren tina va ricordato Aldobrandino Mochi (1374 -1913) che fu il discepolo e s ucces so re del Mantegazza alia cattedra. Egli passo circa trent'anni ad arricchire ed or dinare l'importante museo fondato dal stesso, che trasferi nen'allua le sede di palazzo Nonfinito. La maggior parte della s ua attivitil fu dedicata agli s tudi etnografici ed antropologici con particolare riguardo ai Cinesi. Giappone_ 8 i Arabi, Borsego, Denca, Sande, ecc. Com'e stato fatto giustamente osserva re nell'esame delle forme craniche il Mo chi adotto un metodo ad un tempo stesso morfologico e metrico. II Mochi fu anche tra i promotori di ri ct:rche sistematiche di paleontologia umana in ltalia. Anche per queste ricerche ;;ull'uomo primitivo in ltalia il Mochi se gui i metodi delle scienze naturali, le uniche c he possono chiarire con i !oro :-forzi comhinati i problemi dell'umanita piu remota Data Ia vastita con cui furono conce pite da ; ui tante ricerche non tutte pote rono esplicarsi secondo il piano presta bilito rna resta comunque al Mochi il merito di a\er dato un grande impulso ai lavori eli paletnologia in ltalia. .. Passando adesso alia scuola romana e I ene tener presente come Ia storia dell' an. tropologia italiana sia stata dominata per lungo tempo dalla figura di Giuseppe Sergi (l8H-l936)_ II Sergi arrivo al:'an tropologia attra,erso studi vari come lin guis tica. anatomia, filosofia. La sua pri ma opera U siologia, omero scienza ,fi?[l' Essen::.a ( 1863) era una rivendica ziorl{' del piu antico pensiero filosofico ita I i co. Dalla fil osofia. il S e rgi passo al Ia p,;irologia. n e lla Quale apparve come antesig nano dello stcsso Guglielmo \\undt. Il Sergi com'e nolo professava un a psicologiaobiettiva. integrata da una fllosofia naturalistica. Egli fu il primo a co ncepi re una s tratificazion e della per,;onalitrt umana in rapporto alia delin quenza e a stabilire nel carattere Ia di;.tinzion e Ira una parte fondamentale c una avvenlizia L'elemento fonda menta le e quello ereditario, congiunto a tulle le co ndizioni organiche individua l i: I' avventizio e quello che sopragg iun ge nel corso della vita dell'individuo. 11 caraltere fondamentale ereditario ri. compos to di vari strati; i piu pro f o ndi si riferiscono allo stato eli vita pri mit iva degli uornini; vengono sopra queL I i c he corrispondono alia vita della raz za. e poi quella della famiglia. 22 E' nwlto importante ricordare com e Giuseppe Sergi jin dal 1889 appaia come un pioniere della selezione artificiale della ra.::.za, che comprende La repressio ne dei degenerati l'impedimento ;;_lla Lora procreazione ed un sistema educativo superiore. II Sergi sviluppo Ia teoria fi siologica delle emozioni e tento eli dimo strare come i sentimenti eli piacere e di dolore non abbiano una sede comune con quelli del pensiero. Per questo stu dioso Ia psiche non era un mito o una ombra vagante e fantas tica ma una realtil fenomenica, quasi un mezzo e un or gano di protezione sorto nello svolgimen to della vita animale e nei nuovi bisogni della conservazione. Piu interessanti sono per noi gli studi del Sergi nel campo dell'antropologia pura. Qui egli lavoro per sostituire al metodo d'indagine craniometrico quello cranioscopico, per cui i crani venivano classificati non giil in base a rnisure ad indici rna in base alia )oro forma reale, quaie appariva dall'osservazione. Molto noti sono gli studi del Sergi sulla stirpe mediterranea, studi nei qua li hisogna distinguere ia parte stretta mente descrittiva che puo ancora oggi essere interessante dalla sua sovrastruttu ra teorica che deve considerarsi in parte superata dalle nuove conoscenze in no stro possesso Comunque e importante ri cordare come if Sergi stesso abbia di mostrato l'unita fondamentale ed origi naria del tipo nordico e eli quello medi terraneo in Europa. TI Sergi nel campo della sistematica delle razze umane appare come if rap presentante del piu spinto e\oluzionisrno poli ge netico. Basti dire che nell'umanitil egli arriva a distinguere cinque generi. undici s p ec ie e una quarantina di a rieta e sottovarieta. Comunque, astrazione fatta dalla irnpostazione dottrinaria, tali lavori appaiono sempre come eruditissi ma fonte eli notizie e di dati che il. Sergi racc olse con grande diligenza. Sergi ha una mole irnm en::a eli puhhiic azioni. Ir a cu i una quarantina di volumi e eirca quattroeento rnemorie originali, e he restano co me contrihuto monumentale aile cono scenze biologich e dell'uomo_ II piLI discepolo eli Giuseppe Sergi e s tato Vincenzo Giuffrida-Ruggeri ( 1372-1 921): per a lcuni suoi atteggia menli di :-tudioso e s talo definito un eon ciliatnrista o anch e un integralista Dopo to alia ;;cuo 1 a del 1\li n gazz ini e del Tamhurini passo alla Scuo la antropologica di Homa Egli si dedico a numerosi :
PAGE 23

Fac-simile di un autogra fo di Giuseppe Sergi. riguardano !'influenza dell'ambiente sulla distriLuzione geografica dei caratteri fl5ici. E' interessante rammentare ancora come I'Antropometria del Livi ha rice vuto spesso autorevoli elogi da parte di scie nziati stranieri: il famoso Rudolf Vir c how ha detto di essa: Possano tutte le nazioni seguirne l'esempio! Un'altra in tert>Ssante opera di Ridolfo Livi e stata L'rmtropologia nei suoi rapporti con Ia medicina sociale ( 1907 ). Dei numerosi altri contributi pubbli cati dal Livi soprattutto negli Atti della Societa Romana di Antropologia e nel l Archivio per I' Antropologia e I'Etno grafia di Firenze, sono ancora da notarsi le prime note per una grande opera in compiuta sulla servitu domestica nel meclio evo. * .,- ..._.....z::......_ J) JJ:.L n t f 0 1 t '1"'').7 p.c-, ... r; '1'1 n t; tr( ... .1,. ....r.. .. L. ............... ., ... __ 7-r ""'--' .. 1-...,c: rr -,---. -.:. r Jr.::...._ . ....... 1..---..... :tit;',, . ,- v..._ '/4 -;;--.;..., .. __ -...."".. --. 7::' .., 1 ,.-.,/'-.. q-...,--......:. .. _J14.1(, -...t. ..._ ...<.. .t.. . ..... -----..... --l:... . . ,., .,.,....r-.:., ..__-_'I____ ----._ r....; e-4. ._. ---.,.""'-Abbiamo cosi ricordato i nomi dei pm c.:-._ -L _ . .:. .,_...._. f l . 1 ......_ fT --c,. -amosi antropo og1 1ta 1an1 oggi scornr ......... __ parsi; altri potrebbero aggiungersi di stu_ .. ... .........,:...-._ diosi viventi, degni continuatori dei pri. -o-.., .; mi. -nla a noi basta l' aver dimostrato co ... .. I bl -me da ungo tempo il pro ema della f3 razza abbia interessato Ia scienza italiana. T,.At; ........ -.. Come si puo capire l'antropologia non c una scienza come Ia malematica. ma. ...., ...... r--r;. t... -.....l!i:. .,....., L......... ?' u come le altre scienze empiriche, lung i r-r--... dallo stabilire delle leggi assolute ed im-.. ..<..,. mutabili, SJ. accontenta d1. fatt1 .._.. .-__......_ ... ..._. ...._._. .,..L -""' ... e di formulare ipotesi e teorie che con 'r ._.. .,., .,... -, !'""--.)-c._. -;r ... il pro.,o-resso de.,o-li studi sono destinate a -,,' .. ..._..._ .4'.--r.. trasformarsi e ad evolversi. Nessuna me r -- raviglia quindi se l'attuale nostra con _..t.. cezione razziale SI. distacch1' in molt1. pu11 ---. . .... -.... ti da quella di coloro d ..... .,. ,..< .... ci hanno prece uto Giuseppe Sergi del resto in uno dei ;;uoi ultimi autografi ( vedi fac-simile) ha cosi bene messo in evidenza tale con cello: Questa e )'ultima visione intorno a lia sc ienza dell'Uomo. perche sono al limitare del 94" anno di eta ed ho vis suto abhastanza per rettificare spesso i giudizi miei in una serie continua di 05 ;:en az i oni sui vecchio e s ul nuovo che urri asse all'occasione. Le prime e anti.che idee cadono, si sostiluisco no nuove inaspeUate visioni sui /atti c h e si prescntww; i giudizi svaniSC0/10 co m e ombre nell'oscurita i nuovi arri mnu sp01itanei, insistenti c sostitui scono i decaduti: Ia. visione diventa tc l e scopica ed lw un campo v isi w piu esteso C piu projondo: /.UtlO e spontaneo 11011 rolvntario, ne p esato lungamente v i ene improl'viso e dal profondo incoscente di quella che chiarniamo mente, come una 11uova. Fisione del mondo umano ... .. Come abbiamo precedentemente accen nato gli studi razziali in ltalia hanno avuto come ipotesi di ]avoro quas i esclu < i ::rmente l'evoluzionismo, e anzi con il dC'r.ade re graduale di tale ipotesi hanno piu perso del )oro interesse; il :;;i presenta ora come ipote s i di lavoro hen piu potente di quante altre mai siano sta l e in passato ed e quindi prevedibile un rapido rifiorire co n me tod i eel indirizzi nuovi di tali studi ita liani ss imi Ma il razzismo e destinato a svolgere Ia s ua azione ri\oluzionaria in un campo di idee hen piu esteso della pura antropologia. e. nello ;;.t esso modo che in pochi mesi e stato possihile ca povolgere dei conce tti c h e sembra\ano stabili ssimi peril semplice fatto che nni\ano da tempo accetlati come t ali p e r pigrizia intellettuale. cosi e da preveder"i che in un an enire molto prossimo il raz zismo dehba influire potentemente :'U tut ta Ia nostra a ttivilll intellettuale. Questa e ormai s entito con una ceria angoscia in alcuni ambienti universitari f e non so ltanto universitaril. doH' troppo e s tato pianto per I a giubilazione dei poveri giudei, e dove il venticello sereno e purificatore de] razzi smo viene perce pito come un vento ge lido che penetra nelle ossa e toglie il respiro. Se noi ora consideriamo, liberi da qualsias i sugges tione l e condizioni attuali di vita dell'antropologia nelle univer s ita ita I ianc e quellc del tempo urmai tanto lontano di Paolo l\Iantegazza e di Giuseppe Sergi siamo costretti a riconoscert> come le attuali possibilitit di sviluppo, lungi dall'essere corrispondenti a quello c he sarebbe necessaria per il rinno\a mento degli st udi razziali. si presentano r.otevolmente peggiorate rispetto a l pas s ato. Si pensi so ltant o alia cattedra di Firr11z e ( gia del Mantegazza), Ia piu an ti ca d"Europa ,-opp r essa negli ultimi a nni a quella di Pavia. di Pado,a. di Torino, che hanno subito I a s tessa sorte e a quella di Napoli che si an-ia per Ia medesima s trada. per c omprenelere il Iragiro paradosso dell'anlropologia italiana. c he in CfliCStO momento e chiamata ad Ull c ompi to cos! elevato come c quello di rinnovarsi c eli portare mro\ i contributi ori gina li di dati e di ide e alia politica razzial e Tragico parado:
PAGE 24

LA VANGA L'ARA 4[llA. DOVE LA RAZZA DECLINA f 8 40 3'222"000 JJac r;uc s Bertillon, nel suo ormai clas s ico lihro La depopulation de Ia. Fnmcc fa Ia scgu c nte osservazione: Gli stra nieri stahiliti in Francia potranno diveni n : non solo un imbarazzo, ma un pericolo: p c rche col tempo essi acquisiscono diritti civili di cui fors e un giorno vorranno a bu sare. Que st a paura puo sembrare an cora chimerica nell ora presente, rna biso gna cliffidar e dei -cambiamenti molto lenti, p erchc e ssi pass a no facilmente inosserva ti; e ssi non .sono meno reali: all'improv viso appare il crepaccio nel muro. Quello ch c aggrava il clanno che noi temiamo per l'avvcnire e chc gli stranieri di una 1nc ksima nazionalita sono ammassati in ll.lcun e zone del territorio: gl'italiani intorno a! Mecliterraneo; gli spagnoli lungo Ia !oro irontiera; i hclgi nel nord; i te deschi n e ll' est. Si accrescano essi an cora un po' e divengano piu ricchi: potremo assistere alia pretesa da parte della !oro nazione di origine che siano tutelati i di r1tti (illusori o0 re:lli) che essi avranno acquisito nel paese CANAPA 14a.. 2 5oo ooo I 9 3 3 \ CERALI E' umano che dal suo punto eli vista, 'an tore francesc parli eli pericoli danni abusi prctese Ma, nella sostanza, egli vuol ammonire il suo paese s ulle leggi inesorabili eli un fenomeno a cui compete anche una precisa definizio nc: di11amica delle raz ze. Vale a dire. man .mano che si assottiglia Ia dcnsita de mografica (( francese prende sopravventO, aile frontiet e Ia pressione delle razze limitroie. Questa, non pitt arginata da cliciamo cosi -contropressione all'ester no e naturale <:he debba via via riversarsi al eli fuori proprio secondo l e leggi della fisica, nelle zone eli minore resistenza, qual! appunto quelle in margine ai territori irancesi. Per cui se e vero ch e i confini politici francesi si sono mantenuti in an tichi tracciati, in realta quelli (( vanno suhendo inosservatamente e auto maticamente sostanziali modificazioni. Rientrano, cioe; per ceclere il posto in al cune zone a nuovi confini naturali chc l'espansione delle razze <:i-rconvicine va clahoranclo. Tal quale una specie di presa ll NO Ha..tooooooo I 9 3 .3 t 9 I f 9 3 3 eli posscsso metoclica cia parte eli qu e s t c : t:n esproprio sistemati. co La pretesa -eli cui parla il Bertil lon ncl hrano del suo libro citato no n csist c dunque. Sarebbe, piuttosto, pretesa ii .contrario. Sarebbe, cioe, inumana e in naturale pretesa quella che volesse strap pare clal !oro c e ppo originario le famigli t che n e lla Iotta sacrosanta per l'esistenza trasmigrano in terre pressappoco vzwt.: attigue al !oro suolo. Esse allargano I a Patria, in 1111 procligioso movini.ento all e sterno d e i suoi limiti Ad una certa ora. quando Ia situazione e satura, diventa clo vere e costituisc e diritto non pretesa. com e dice il Bertillon che Ia Patria l c includa dcfinitivamente nel suo seno, ch c i confini della Patria cioe -vengano portati clove e arrivata e si e affermata gia Ia Razza : giacche il territorio in cui dette famiglie sono andate a trapiantarsi (; finito col
PAGE 25

TRO E LA RAZZA DOVE LA RAZZA ASCENDE 1flUNIIlA. DUZIONE Q.li. 2'700'000 (Ha. 649'997) QJi. (Ha. 8t'1?4) Q.li. 3'800'000 (H4. sooooo) RODUZION E VINIC LA Ha. 2 6'89 5 Ha. 30'768 Ha.44'098 2. i J t:r l'asccsa e Ia marcia delle razze in ri goglio; per. l'eliminazione di quelle meno capaci di sostene re le lotte per l'esistenza. :\on e, dunque, Strano, rna perfettamen il: naturale che gl'italiani-come consta ta il Bertillon -continuino ad ammassar ;i intorno a! 1-Iediterraneo: -come uguaiJtH:nte anicne per gli spagnoli alia frontic ra dei Pirenci; per i belgi a nord del ter ritorio francese; e peri tedeschi ad est d i esso. Si consideri, per esempio quello c h c c avvenuto per Ia Tunisia. GI'italiani g ia andavano popolando Ia Tunisia prima c h c \i arrivassero ncl 1881 -i fran e csi c da antichi tempi avevano avviato i;i valorizzazione di quelle terre soli e da soli, in mezzo a pericoli sacrifiei stenti e iottc, e col piu duro e tenace lavoro. Fu c o mmesso con qucll'occupazione uno dei ]'itt gravi delitti chc si possa ricordare, perch(: diritti di vi-cinanza, e di tutti i ge ncri riservavano il territorio della Tuni >ia quale legittimo sbocco a! lavoro e alia iniziativa degli italiani. Ma se Ia razza francese fosse stata in grado di sostituirsi 6 9 in picnu alia n o stra, soppiantare dallc loro posizioni gl'italiani e con t inuarnc !'ope r<\: sc il posscsso avesse as:o;: o -cioe carattere di nec essita per !'csistenza del popolo francese, sarebbe rimasto comun que il ricordo del sopruso commc:sso, m;; il problema eli Tunisi >> non conterrebbc Ia sostanza interna c i riflcssi este riori con cui oggi sonasta sullc pitt scottanti qltestioni della ita internazionale. Ma egli e cht.:.. di francesi, come si sa, giun sero so lo i soldati. Chi ha continuato a dissodarc c redimere la terra sono stati gl'it:diani; chi ha continua to con Ia vanga c J'aratro a strappare il succo aile Yiscerc della terra, sono stati gl'italiani. Tratti s omatici carattcri biologici, qualita dello spirito indiYicluano e differenziano una razza. ?IIa sono anche le capacita di 1avoro che la tramandano, Ia potenziano e la personificano; anche lc attituclini di lavoro seme :.>. della razza; anche le capa cita costruttive e creative danno alia raz za un volta suo c in con fondibile, in mezzo a tutte le altre. Vanga e aralofo possono Q.li. 4' 750'000 96B ooo) Ha.49 f 9 c-;;sere a simbolo luminoso della no stra, perche so11o c ssi che ne dilatano ininterrottamcnte i confini: sono la vanga c l'aratro che consacrato all'Italia Ia Tunisia. Volete v c Jc:rc un paese che ha colo nic:, ma 11011 ha coloni ? Guardate Ia Francia )) : dice il Bertillon. ?-.Ia non basta. Per essere yeramcntc giusti, bisognerebbe in ece, dire in qucst'altro modo : Volete vederc un paesc curopeo che div enta colonia;: Guardatc Ia Francia. Cio risulta eli assoluta eviclenza dai dati chc scg u o no. Si sentc dire che la popolaziouc francese da alcuni dccenni si mantienc stazionaria. :'>Jiente affarto: qucsio e un madornale errore. S i mantienr stazionaria dal pmto eli vista mcramentc cantabile, anag rafico: doe, apparc11temcnte. Ma nella sostanza, uell' o rdinc razzialc chc e qucllo che conta; che e quello chc vale essa e ncl pitt pauroso de clino Ognuno, infatti, puo ricavarc dal k c1tre dcllo specchio l'entita chc anebbe og-gi se non ci fosse stato il

PAGE 26

ANNO \ NATURALIZZATI 1851 13-525 1861 15.259 186b 16.286 IS72 15-303 1876 34-510 1881 77-046 1886 103.886 18<}1 170./0-1 18<)6 202.715 H)OI 221.78-1 1<}06 222.162 1911 252-790 1921 254-343 I92t) 248-727 I93 1 361.23 I rivoletto con nessi c connessi : vale a dire, con it rispettivo apporto di nascite che ogni anno e andato ad alimcntarc le liste della popolazione ufficialc della Rcpubblica, partendo prcvalentemcnte da fonti vicine a! territorio di essa. Cakolando, infatti, come minima una media di 1 so.ooo naturalizzati all'anno a part ire dal 1851, si puo ritenere, a giusta ragione, che senza questa risorsa Ia popolazione attuale della Francia risulterebbe di circa una quindicina di milioni in meno di quella che invece figura. Sen::a i naluralizzati e le nascite dai 1la luralizzati, la popolazione della Francia t!Oil di 42 miliot1i sarebbe oggi, ma all'in circa CVtl calco!.o, ccrlamcntc, di approssimazione di 27.000.000. Questa ci fra, su per gii1, costituisce l'entita vera del nucleo razziale francese. Esso si illude di sopravvivere mescolandosi c con fondendosi in un mostruoso calderone den tro cui bollono il verbo bollirc si 'add i cc sotto ogni pun to di vista: politico, so ciale spiritualc uomini di razze e ten dcnzc 1c piu disparate. Ma che forza di penctrazione volete che abbia Ia Francia, in t ali condizioni, per spandersi al di fuoti dci confini c utilizzare il suo vasto do rninio coloniale, quando non arriva nc.mmcno a difcndcrsi nel territorio mctropolitano dalla spinta delle popolazioni vi cine che Ia vanno sommcrgendo strato per strato? Fanno riclcre quindi -restando nel nostro csempio della Tunisia lc statisti iranccsi quando s'ingegnano di far apparirc chc in Tunisia i franccsi cresco no di numero e gli altri diminuiscono. Sappiamo che sono francesi per modo di dire, per figura del tipo noto: presi per il bavero o per fame e portati alh mairie a mettere Ia firma. Ma un certificato messo in tasca non sopprime Ia voce del sanguc, non anulla le naturali tcndenzc, non soffoca il richiamo del ccppo, che a volte puo sembrare sopito, ma che senza dubhio si ridesta imperioso e travolgentc nelle ore supreme della vita, sopra ogni 26 STRANIERI TOT ALE RESIDENT! 392.814 5o6.3R.1 521.640 655.036 671-322 740.668 755-971 801.754-836.21)4 1.001.090 I.0/8.1.)0 1.126.531 1.2,)0.41 7 I. I 30.21 I 1 300.91:, 1.051 1.254-622 1.033-871 ).255-655 1.046.905 1.2&}.067 1.1_:;2.835 1.405.625 1.,332.02-J 1.786.367 2-409 2.658.062 2.8<}0.()23 3-252.154 altra considcrazione. La compaginc italiana e quella che ha opposto Ia piu sprczzante e indon1ita rcsistenza all'ignobile gioco della cosiddctta naturalizzazionc : in 40 anni -tutti lo sanno dal 1881 al 192 I, Ia caccia spictata non ha fruttato che IJOO Yittimc in campo italiano. Anchc nelle incette di uomini chc furono iniziate dalle autorita francesi a partirc dal 1923. usando qualsiasi mezzo legale o illegal e, cssa manifesta Ia sua saldezza. Dal 192.l al 1927 le naturalizzazioni d'italiani non superano !a cifra di 5-400; e, nei 9 anni successivi, dal 1928 al 1936, quclla di prcs sappoco S.ooo, sccondo il seguente specchio: MASCH! FEMMINE ANN! TOT ALE Adu!U Minor! Adulte Minor! It)28 .1," _,);) 403 3 2 3 362 1523 1929 389 34-1-280 J22 1355 1930 292 :::!34 219 230 975 1931 300 280 212 228 1020 1932 310 290 221 235 In 56 1933 369 3 2 9 228 _,---I:J !ZOO 1934 162 150 114 115 541 1935 ll2 86 04 22 329 1936 47 34 32 67 135 ---8.134 Che anebbero potuto fare, del rcsto, ad nn ccrto punto, qucsti lavoratori presi alla gola c ridotti con le !oro famiglic al lastrico? Firmarc con risen a : e quello chc hanno fatto. I franccsi, pcro, da parte !o ro fanno male a illudersi. Nonostante tutto questo, malgrado pcrsccuzioni Yessazioni minaccc, gl'italiani in Tunisia sono andati aumcntando; 1 franccsi in Francia -come si e visto -diminuiscono di anno in anno. Stando al ccnsimento fatto nel 1881 dal nostro consolc in Tunisia (vcdi Bollctlillo della Societa Geografica Italia11a di ottohre 1882) gl'italiani in Tunisia sarcbbero sta ti, allora, 11.1o6; ma secondo Gaston Loth talc cifra e da ritcncrsi erronea per mo.!teplici motivi, Egli -francese net suu Iibro Lc pcuplement italien en T11nisic ct c11 .-1lgerie, scrive che dovevano ascendcrc a non meno di 25.000. Si usa ora lan ciarc gencralmente una cifra: gl'italiani in Tunisia sono IJO.ooo; le statistiche fran cesi fanno acrobazie per metterc in dubbiu anche qucsto. Sicuramcnte sono molto eli piu. Tunisia-Francia: il confronto e signi ficativo. In Francia col dcclino quantita tiva e qualitativo della razza, proccdc, in parallclc;>, rabbandono della terra e de! campi e le scguenti cifre parlano 1! !oro tragico linguaggio. Estensioae SUP8lftcle coltlnta (Ia eUari) ANNO Canapa Lino Frumcnto Segal a Orzo 1933 176.ooo.ooo 98.ooo.ooo 2.500.000 10.000.000 "ANN 0 1875 1933 6.947-000 s.4os.oou 1.894-000 693-000 1.044.000 726.oou Grano Saraceno ;oo.ooo Jl..J.Oll(l In Tunisia, invecc, che si trma sottu !'influenza della razza italiana, la fecundazionc del suolo si mantiene in progres siYa ascesa. Furono gl'italiani ad impor tani I a coltivazionc della vigna, che per !oro opera e andata abbracciando scmprc maggiori estcnsioni. In un solo decennio --,clal 1923 al 1932 -e passata da. ., 49. oo ettari: quasi raddoppiandosi. X c! lo pcriodo, quclla dei cereali e sali ta cia 640.997 a 968.ooo cttari. Una del gencrc di quella chc Yi hanno condotta i francesi non poteva non aYcrc Ie sue conseguenze. J1.f eta della Tuuisi,r altende ancora di essere Daile ultime statistiche, infatti, si rib a chc sopra una supcrficie di circa 12.500.ooo ettari, circa 3 milioni solamcnte sono coltivati. Sc si toglic Ia superficic improduttiva valutata a circa il 28% (3-50o.ono ettari) rimane imcora da meltere in Hrlo rc pill di mfiii del s11olo della Tunisia. La popolazione della Tunisia si intorno a 2.500.000 abitanti con una clcnsita eli circa 17 per chilometro quadra:il. .La Tnnisia, con il suo dolce clima, il suolo cos! fertile, il suo Cielo azzurro ap pare come un'appendice della Sicilia scrive a pagina 65 del libro citato, Ca ston Loth. La densita della popolazwn': in Sicilia e di circa 156 per chilomctnl quadrato. A pari dcnsita, Ia 1''.' trehbe con tenere circa 19.500.ooo abttant1: 7 ale a dire altri 17.000.000 circa in pi1; di quelli chc lza. E' fatale che verso qucsto vuoto ckh bano irresistibilmcnte tendcre, domani co me oggi, come ncl passato, -:e. varra ad impedirlo le cnerg1e ngogl!o se della nostra razza. A.TRJZZINO

PAGE 27

JDL \ \ \ \ \ Crania e faccia di un europeo di media eta Camper); a. b. c. angelo facciale. JL, s t udi o della faccia umaoa n ellt di ff u c nti .a.c a fine di una classificazione t: mo lt o Jjf. :ic i i e perche i caratteri differenziali ch e pos ; n c o nsiderarsi caratteri di cl:lssilicazi o ne, per .Ju.tnto numerosi non sempre sono evidenti
PAGE 28

EREDITA DEL SANGUE Fu circa a dieci anni di distanza dopo rintroduzione delle ricerche sui gruppi sanguigni negli studi antropologici, che Ia scienza comincio ad .interessarsi alia questione della eredita del sangue, ed oggi i gruppi sanguigni costituiscono uno dei problemi di biologia piii studiati, poiche sono Ia piii impor tante pro,a matematica del mendelismo nell'uomo, e per mezzo di essi si e resa possibile, nei casi controversi, Ia ricerca della paternita. Mater certa, pater semper incertus dicevano infatti i Iatini ed i problemi dell'eredita, malgrado quanto si sia detto in pro pos-ito, non sono problemi di pura importanza teorica, poich.'! il desiderio di ricercare nei nostri antenati Ia continuita della vita e della razza, e stato gia da lungo tempo un sogno insoddi sfatto deii'Umanita. In Cina esisteva infatti fin dai tempi lont a ni, una primitiva ricerca della paternita, che, pur nel s uo mi s ticismo, dimostrava una conoscenza sia pure lontana del i'an tagonismo gruppale. 11 sangue del figlio e del padre veniva, dice Hirzfeld, versato goccia a goccia in una brocca di acqua. La prese nza di un precipitato, era !'in dice della paternita; mentre quando si do veva stabilire Ia paternita di un defunto si versava il sangu e del f anciullo sulle ossa del cadavere, e se non si riusciva a sba razzare le ossa dal sangue, si aveva un segno certo della pate rnita. Sappiamo inoltre che fino al secolo XVI II una serie di pro cess i per controversa paternita, furono basati sulla di rassomiglianza tra figlio e genitori. l\la Ia rassomiglianz.1 tra ge nitori e figli raramcnte e cosi perfetta. che pos sa essere presa come prova inconfutabile in un processo giudiziario. Le stesse proprieta che sono caratteristiche dell'indiv. iduo (linee della palma della mano etc.) non si ereditano in maniera netta ed evidente che possano essere prese in considerazione nella ricerca della paternita. II colore e Ia forma dell'occhio del cranio, i tratti, le caratteristiche psichiche si ereditano spesso in maniere indipendenti, poiche il figlio riceve geni particolari dal padre, altri dalla madre, e dalla !oro combinazione si for rnano nel figlio proprietit e caratteri apparentemente nuovi. Fin ad oggi e bene tenerlo presente non vi sono che i gruppi anguigni che fa cc i a no a questo riguardo una eccezwne mera vigliosa, poi che nCIIIa, come le proprieta A, B del sang ue, puo essere c onsideralo entita ereditaria. Ma per comprendere tale argomento occorre fare qualche premessa, ricordando le leggi dell'eredita in generaie, leggi le quali si riattaccano a! nome di uno degli uomini piu geniali, l'abbate Gregorio Mendel, i1 quale nel silenzio del suo chiostro studio profondamente Ia natura, scoprendo le leggi di qu!lnlo p.iii vi era di eterno, cioe il plasma germinativo. Cercheremo di rischiarare tali leggi con un esempio semplice e schematico. La fig. l rappresenta due topolini di cui uno nero e l'altro bianco. Nell'interno degli .anlmali progenitori (I) troviamo dei piccoli topolini, t
PAGE 29

Fig. 1 -Schema delle leggi di Mendel. --Fig, 2 Bapporti reciJXOci delle ereditarie men deliane, Fig. 3 -Schema del processo di maturazione delle cellule sessuali. vidui a proprieta recessiva ha portato alia conclusione, che i geni per questa proprieta dovevano esistere dalla terza gene razione. Non sempre percio il fenotipo corrisponde al genotipo; infatti i genitori apparentemente neri possono avere una proge nitura bianca, come esistenza di proprieta recessive latenti. Ccrtc volte le due proprieta si estcriorizzano nella progcni tura; se cioe i colori nero e bianco si esteriorizzano simul taneamente, no! otterremo la meta dell'animale nero e l'altra meta bianca, oppure otterremo una specie di colore intermedio, e la figura 2 spiega il rapporto reciproco delle unita mendeIiane: E bene inoltre chiarire il processo di maturazione delle cellule germinative, e rischiarilre il mistero della fecondazione. II nucleo di una cellula si compone di cromosomi che come noi sappiamo, sono sostanze creatrici contencnti geni particolari. II processo della fecondazione consiste nella fusione dei cro mosomi del padre e della 'madre. In questa maniera ogni feeon dazione e seguita da un raddoppiamento del numero dei cro mosomi. Per evitare questa conseguenza Ia natura ha creato un meccanismo. meraviglioso: Ia cellula germinativa si prepara all'atto della fecondazione sbara.zzandosi della meta dei cto mosomi. Per rendere questa descrizione piu chiara, immaginia mo che avanti questo atto preparatorio Ia cellula germinativa contenga solamente un paio di cromosomi. Durante questa maturazione ha 1uogo una divisione, in guisa che un cromosoma p assa in una cellula germinativa matura, e l'altro nell'altra cellula. Ritroviamo che Ia cellula germinativa atta alia fecondazione, cioe Ia cellula germinativa matura, con tiene la meta dei cromosomi esistenti in una cellula qualsiasi dell'organismo. Come si sia operata questa divisione appare con evidenza nella figura 3. Poiche Ia cellula di un organismo possiede due paia di cromosomi, designeremo il genotipo dell'organismo con l'aiuto delle lettere doppie. II genotipo dell'animale A puro, sara dunque A A, e dell'a nimale A. impuro, A a, indicando con A la proprieta e con a Ia proprieta recessiva corrispondente. Usando le lettere le leggi dell'eredita gia schematizzate possono definirsi: I. GENER .\.ZIONE A A X a a II. GENERAZIONE A a X A a III. GENER .\.ZIONE A A, A a, A a, a a Premesse queste considerazioni di ordine generale rna neces sarie, possiamo passare allo studio dei problemi deU'eredita del sangue nella specie umana. I genitori ,appartenenti ai gruppi A e B hanno abitualmente figli appartenenti agli stessi gruppi nonpertanto spesso queste proprieta gruppali scompaiono, cioe nelle famiglie A x A i figli appartengono spesso al gruppo A, raramente al gruppo 0. Nepe famiglie B x B i figli appartengono di solito al gruppo B, raramente al gruppo 0. Se il padre apparteneva al gruppo A e Ia madre al gruppo B, i figli possono appartenere a tutti i gruppi possibili. Ma a quanto abbiamo detto dobbiamo aggiungere che mentre le proprietiL A e B che esistevano presso i parenti possono com parire nei figli, o non apparire affatto, all'incontro le propri.etiL A e B non possOJw comparire nei figli se esse non esistevano presso i parenti. Se noi compariamo questi risultati con Ia tesi derivante daJle leggi di Mendel, constateremo che esse vi corrispondono per fettamente, per cui possiamo ammettere che esistano due pro prieta dominanti A e B, cui corrispondono come recessive a e b. Daile varie ricerche fatte in proposito e apparso che possia mo formulare due leggi. I Le proprieta A e B sono dominanti in rapporto aHa !oro assenza e non possono comparire nei figli se non si trovano nei genitori. Possono non comparire nei figli, pur essen do pre senti nei genitori. II I genitori appartenenti al gruppo 0 non possono avere figli di gruppo AB, come i genitori appartenenti a! gruppo A B non possono avere figli di gruppo 0. La delle leggi dell'eredita del sangue e di una tale irmportanza teorica che e stata anche creata una Commissione internazionale per esaminare tutte le eccezioni a queste leggi. Dal punto di vista della genetica il problema dell'eredita delle caratteristiche del sangue 0 A e B e completamente risolto. Noi abbiamo a che fare con tre proprieta differenti, e per con seguenza noi possiamo distinguere nella specie umana tre razze serologiche preesistenti, corrispondenti aile proprieta 0 A e B. Noi distinguiamo quattro tipi: 0, A, B ed A B. II tipo 0 e sempre omozigote. come il tipo A B e sempre eterozigote, men tre i tipi A ed il B possono essere eterozigoti od omozigoti. Non possiamo conoscere per mezzo di esperienze serologiche se l'uomo di gruppo A o B sia puro od impuro. Nulla pero come il sangue puo darci una netta visione della purezza, della uniui della razza nel tempo e nello spazio poiche esso e Ia piu pura espressione di caratteristiche biologiche legate al substrato individuale che si continuano nei secoli con leg gi fisse. Occorre quindi intensificare gli studi. iniziare ricerche ed indagini sulla razza itali.ana, poiche tale problema e di attualita e di necessita pratica onde come gia abbiamo fatto presente possa considerarsi Ia razza oltre che come entita spirituale, una individualita ed una entita biologica. GIUSEPPE LUCID!

PAGE 30

L'aggiornamento della }egislazione sociale che, giusta Ia deci sione del Gran Consiglio del Fascismo, coincidere con Ia celebrazione del ventennale della Fondazione dei Fasci di Com battimento, consentira come e possibile rilevare daHe direttive impartite dal Duce a S. E. Biagi per lo .gtudio e la preparazione dei provvedimenti che all'uopo si rendono ne<:essari -un piu tempestivo conseguimento del trattamento di riposo da parte dei lavoratori anziani. Conseguentemente consentira una piu larga possibilita di utilizzazione delle giovani forze del lavoro, e quindi, per qucste ultime, nn miglioramento delle condizioni di remunerazione. Consentira altresi -attraverso l'aumento degli assegni familiari un clevamento generate del livello di csistenza per le famiglie di coloro che costituiscono le forze attive del lavoro italiano. Come pure consentira una maggiore sufficienza economica amhe per i lavoratori temporaneamente disoccupati. Consentira infine -mediante l'aumento dell'assegno di mater nita in rapporto al numero dei figli -una maggiore disponi bilita di mezzi in occasione di nuove nascite. E' agcvole r avv is are i riflcssi di miglioramento razziale con nessi a questo vigoroso passo innanzi sulla strada della legisla zione sociale, che si traduce. in un nuovo elevamento del tenor eli vita dei lavoratori italiani ed in un nuovo contributo alia pitt dficientc tutela dell'istituto della famiglia. Co m e si e visto, gli annunciati svilnppi riguardano anche l'as sicuraz i o ne ohbligatoria di maternita, cioe .Ja forma previdenziale che piu palesemente si inquadra nella politica del Regime di miglioramento razziale. A 'IIa vigilia, dunque, del provvedimento che, attraverso Ia prog r essivita n e lla misura dell'assegno in rapporto al numero dei figli, rafforzera in questo istituto il suo caratterc di strumento di po l itica dcmografica e razziale, sara interessante porre in Juce il grado di efficienza sin qui raggiunto dall istituto medesimo per vo lonta del Regime, raffrontandolo alia situazione dal Fascismc t rovata in materia di assicurazione. obbligatoria di maternita al momento del suo avvento a! potere. Co minccremo dalla assistenza igicnico-sanitaria che l'asstcura zione concede aile lavoratrici gestanti e puerpere a titolo di attivita integrativa deHa principale, costituita
PAGE 31

un'altra fonna operasse in sostituzione degli assegni, i quali sono in relazione con le disposizioni sui riposo obbligatorio del!a donna Iavoratrice prima e dopo il parto. Fcrmo il concetto .che funzione principale dell'assicu razicne era e rcsta Ia .concessione degli assegni, quali erano nel 1922, e cioe al momento dell'avvento del Fascismo al potcre, le categoric di donne lavoratrici tutelate dalla detta assicurazione? Sol tanto,e non tutte -le donne lavoratrici della industria. Quante di fatto le donne che risultavano in detto anno assicurate? Esattam.ente 643.874. Quanti gli assegni che si erogavano annualmente? Ncl 1922 furono erogati 33 assegni per l'ammontare complessivo di 3-100 lire. Oggi l'Msicurazione estende la sua tutela a piu di 2.000.000 di lavoratrici dell'industria, del commercio e comprese le donne delle famiglie e mezzadrili. Nel 1937 sono stati erogati 98.287 assegni per l'ammontare complessivo di lire 20.849.250. Oggi alia vigilia del nuovo aumento l'assegno erogato in caso di parto e di lire 300, triplicato rispettc a quello che era nel 1922. Ricoueremo le piu importanti fatSi dello sviluppo sinora conseguito dalla detta assicurazione; cio, mentre consentiril di porre automaticamente in luce Jo spirito al quale tale svi luppo )Ja obbedito, servira anche a testimoniare )'interesse .con r .inuo dimostrato dal R egime per questa forma previdenziale. Nel 1927 Ia del Lavoro prcan nunciava il miglioramento e l' es t e nsio-ne dell'assicurazio nc obbligatoria eli maternita. .r--;ell'an no mcdesimo il Du ce lanciava il suo alto grido d'aHarme: Bisogna vigilarc seriamente sui desti no d e lla razza, biso gna curare I a razza a cominciare dall a maternita e dall'infanzia Nel 1929 si provvcdcva a di sciplinare, nella forma pit! compl e ta, Ia tutela della donna Ia voratrice gestant<: c puerpera. Tale tu tela concepita come fattorc di miglioramento razzialc -veniva realizzata attra verso Ia dete.r minazione di note voli periodi di ripo so obbligatorio pri ma e dopo del parto, attraverso il divieto di Ji.cenziamento du rante questi periodi di riposo, ed att-raMatemita Bassorilievo d.i C Petrone verso la concessione alia lavoratrice madre di l arghe faci:litazioni p e r l'allattamento della prole. In intima conncssion e con Ia r e aliz zazione di questa tutela, l'assicurazione obbligatoria di maternita veniva riordinata e vigorosamente potenziata. La protezione di ess a -allora 1imitata alle sole lavoratrici dell 'industria e non a tutte le categoric vcniva estesa a tutte .Je. la voratrici dell'industria e del commercio, comprese l e impiegat e Si p--o cedeva, nel contempo, ad apportare un se nsibilc aumento alia misura d e ll'assegno di parto; inoltre si disponeva Ia concessione deHo indennizzc di disoccupazione n e i periodi di riposo obbligatorio. Ne l 1935 !'assegno di parto e l'indennizzo di disoccupazione vengono fusi in unica p .-estazione .. '\ll'uopo Ia gestion e dell'assicurazione contro Ia disoccupazione viene chiamata a dare a quclb d e ll'assicurazi o n e di maternita un contributo globalc annuo, con tribmo che in seguito, nel 1937 e state determinato nella mi sura eldla m eta dcgli asscgni eli parto annualmente c o rrisposli . L unifica z ionc delle due pre stazioni ha introdotto natura! ment e n otc voli semplificazioni n c lle pratiche di liquiel az ion e. Ncl m ede simo anno 1 935 nuove categoric di lavoratrici -tra cui J e lavo ranti a domicilio rientra Y a n o n e lla protezione ass icurati va. N el 193 6 Ia sf era di azione dell'assicurazione Yie n e pit! chc raddoppi a ta con Ia es t e nsion e di essa alk Ja,oratrici de ll'agricoltura salariate fisse mondine giorn;l.liere e compart ecipanti s in o aile donn e appartencnti aile famiglie eoloniche c mezza clrili. Poiche l e Jayoratrici dei campi non son o soggette all'obblig o d c ll'assicnrazion e p e r Ia disoccupazione. I a gestione di quc"Sta assicurazio ne non partecipa a sosten e r e 'onere d eg li assegni ad esse corrisposti; i quali pertanto sono di am m ontare inferiore a qu e lli concessi aile lavoratrici d ell' industri a c del commercio. Nel marzo 1!)38 l'assicurazi o nc t entrata in vigore a nch e in Libia, per tutte le catego ri c per le quali Ia tute la assicurativa opera ncl Regno. Questa este nsion e e importante anchc perchc ha completato l azion e con cui Ia Libia e stata posta in materia di previdenza sociale s ullo s t esso idcntico piano della Madrepatria. Come si c visto con il graduale svi lupp o conseguito, con ritm o costante in Regime Fascista, l'assicurazione ob bligatoria eli ma si e posta nelle migliori condizioni pe r avviarsi a divenire -attraverso l 'annunciato immin c nt c pa sso risolutivo ...-alido stnunento di politica. demografica e di miglioram ento razziale. Comunque non puo che anche allo stato attuale, s i e risolta in un contributo non indiffer ente in qucsto campo, tanto pitl chc l 'assicurazione stcssa ha operata n e l vasto quadro di azione della previdenza sociale, tutta-oggi vigorosam<'nle orientata a di fesa della famiglia c della razza. PAOLO TRIZ.

PAGE 32

poletttiea > lA DEll:ARTE Non c' e afctma differenza essenziafe fra if crescere di un'opera d'arte e lo svilupJ.A. parsi in piena luce di 1111 b ell'albe.w L'tma e l'altro #_ V("". J 1 svi!uppai10 da un centro in. teriore verso Ia sconfinata .... ,. . l) n/l,O' Dio degli avia-vita dell' tmiverso. lt'V" -Jeri camminavo fungo La riva del mare : ovrmque era-no sparsi i seg ni della s11a tori", dipinto da un ebreo. vita/ita infinita: madre pore e perle e conchiglie, oro, ambra di millenni, meduse, pesci, fram mellti d'alghe verdi e ttasparenti, e tanti avanzi della vita che con divina incoscienza si apre spontaneamente 11ei suoi :lnfiniti ; ami .Ma non appena Ia spontaneita vegetale della vita cessa, ogni essere perde questa s11a energia di creazione dall'intimo di se. _,11/ora subentra Ia riflessione, che si pone Ia domanda: Come si fa? Cos/ l' energia vitale, essendo sparita, diventa 1111 problema. Andale a domandare alia madre come si fa a genetare Ia vita o all' amanle come si faccia ad amare: vi rideranno in viso. Quando l artista aea per forza interiore non si pone tm pro blemtl tecnico ll problema di chi cerca di addentrarsi nelle forme dell'tmiverso come Ia fuga di Bach insegr1e e compone gl'in. finiti motivi architettonici del cosmo non e ttn problenl
PAGE 33

P"'o intelietto: nmz ha ptaria, ne ierra, e 1111 compiacimento isolato che noll riceve nutrimento dal Julio. L'idea che f11omo sia solo, completo nel Silo particolare, mi ttzdi vid11o che vive in liberia e non risponde di se che so/tanto a se sleJSO, e 11na vecchia idea, ma Ill/to moderno iJ SilO prender piede. La civilta antica sa che Ia coscienza, Ia vita singola no11 sono che 1111a nota d' Nn_infinito concento. Non c' e verso di poeia che non sia Ia risonanza interiore d'11n infinilo sistema di e /Nee, di fronte alia vita del singolo cantore. E ogni antico seppe che non t / e peggior castigo dell' esiglio. Si apr a il libra in Clli r ebreo UvyBmhi ha raccolto Ia somma dei moi st11di s11lla menttilita primi. til'a, La: mentalite primitive (Paris, A/can): si vedra che il primi tir o val eva come morto, se era ;es prtlso dal SilO clan, in CNi so/tanto e r : t riconosci11ta a! singolo rag ion d' essere e di vita. Ne cio fu m enzialmente diverso nella concezione classica. Dice rm versetto tedesco: U dove Ia prima volta ti apparve il .roi e di Dio, dove ti arrhf!f'o prima le stelle del cielo dove le Jlle jo! gori per Ia prima volta ti rivelarono Ja sua onnipotenza, e le me r a ffiche trapassarono Ia t11a anima con sacra terrore cola e i/ ,110 a more, cola e Ia tria patria Non poteva esprimersi in modo piu caldo iltwstro legame car 1111/ e col paesaggio e il mondo dei nostri amzi primi. Chi tronca q11esto legame e cerca La s11a patria a/trove, urta senipre contra q11alcosa di 11alivameJlle contrario mentre dalla propria Jerra prende t 'ita e significaJo anche tutto il resto del mondo. L'ebreo invece rimmcia alia patria sin da q11ando nasce Perche d o t-'llnq11e nasca, c' e sempre 1111 diaframma tra lui e Ia circostanle i!rtlllra. Egli e fedele a 11n fantasma di patria, che i suoi padri 111a i seppero tenere verammle, e que/ fantasma, che ha tent.Jt: ; f'fbreo per tanti secoli fedele a se stesso consiste in sostanza nel mo odium humani generis. II patriottismo semita fu sem pt e di specie deteriore, sciovinismo. Patria mai possed11ta, insof jetenza della patria: ecco I' ebreo. C ome drmque volete ch'egli crei da artista? E gli non ha sentimento cosmico, non ha vita intomo a se. 1 \l.1 l'a rte non e che amore del mondo, ritorno a/ paradiso. Egii "'; u p o ssiede in proprio che il corpo le faccende e i denari. Mondo d r < rantare con spontaneo amore non ne ha. Egii potra cant are ii pro prio do/ore e la propria tragedia. Avremo. aliora l'accorala mo. 11odi a di Bloch, uno dei piii gra11di viventi che lsraele possegga, 111,; per ironia da lsraele stesso tuttora quasi sconosciuto. E qui tocchiamo 11110 dei motivi pitl segreti dell' anima ebraica. P()iche lsraele non ha forza neanche di elet,are a meianco11ia Ia p ; o p r ia miseria, neanche Ia possibilita di essere eroicamente jedele a se ste sso. Chi tronca /'am ore del mondo, tronca anche Ia salute sua pro produce una rott11ra cosmica, fa quale finisce magicamente per colpire anche il suo corpo personale: perche t111to si tiene col 11111o. Possiatno giurate senza lema di smentita che nesstmo smltore p o t r a mai trovare 11el cdr po di un ebreo l' armonia della stat11aria c/11 >Sica. La Jinea de/ L OY po de/J' ebreo C sqtJi/ibra/a e disarmonica, COille il suo animo. Non so se molti abbiano notato l'importa11za dei dati della firiologia .ebraica, raccolti da Giweppe L11cidi in 1111 recente articoio pubb!icato da questa rivista. L' au tore dimoslra /'inferiorita del l ebreo 'nei seguenti te1mini: La diatesi ne11roartritica, da
PAGE 34

Aftii E LEVANTIN Palazzo persiano dell'eta sanide. sas4[i,li A ss iri come del re sto gli Ebrei, e quasi tutti i Semiti. non erano formati e sclusivamente di una raz za ewe ] 'orientale; con qurs ta fino da remoti tem pi, s'eni mescolata in parte, un 'altra as s ai divers a, pro v e niente dal Caucaso; l.a razza levantina. Era quella cui appartenevano soprat tutto gli Ittiti, che s 'erano sparsi nell' A s ia min ore, uve avevano formato, per qualche tempo, un potente fu5i n ella Siria, e fino nella occup asse ro gli Ebrei. impero, e di Ia s'erano difPalestina, prima ancora che Ia N e l cara tt e re degli Assiri e quindi nella !oro arte (come nel caratte re e nell'arte degli Ebrei), coesi s teva, accanto a un modo di sentire orientale, arido, improvviso, privo di s enso delh durata, un modo di sentire levantino, grandemente diverso. I levantini avevano una naturale tendenza vers o tutto cio che e esuhera nte e s en suale, sgarg iant e ed orgiastico: quindi per Ia Apollo del frontone di Olimpia (V a. C.) policromia sfrenata, per l.a plastica tortuosa e molle, p e r Ia costruzione senza consistenza ne statica, almeno apparenti. I due caratteri, cosi contrastanti, avevano questo in comun e : Ia impossibilita di esprimere le arti figurative in modo fermo chiuso armonioso, nobile, tale da parlare allo spirito. furono appunlo queste le qual ita che mancarono agli Assiri: che nell a piltura, nella scultura e nell'architettura o peccarono p e r troppa poverta, cadendo neH'insignificante e nell'astratto, o p e r troppa ricchezza, giungendo fino al rilascialo e all' informe. I )oro ordini di colonne, tozzi e g onfi, non raggiunsero mai quella essenzi alita che puo venire solo dalla o s servazione della natura, cioe delle piante, o di altri organismi viventi. Altr e parti della !oro architettura, spesso staccandosi dalla costru zione assunsero arbitrariamente forme mostruose e fm1ta s lich e come fauci di draghi, che avevano qualche volta Ia funzion e di porte, tori alati, quella di colonne, superfici molto allun gate e di forma ovale, quella di volte e di cupole. Le c olora zioni a smalto, che sopra gli .alti zoccoli neri circondavano g l i con vaste scene di guerra e di caccia non avevano pil1 alcun legame colla realta: erano solo un'orgia cromatica. i11 cui si scatenava, senza alcun limite, un istinto di razza. II car1!ttere levanlino, unito all'orientale, creo co s i fino da quegli antichi tempi, per Ia pnma volta, il Potenziatasi, Ia fusion e di que sti due caratleri, soprattull, Particolare della Gigantomachia di Pergamo -Scultura greca-barocca (II a. C.)

PAGE 35

'AftTE u cg li Assiri, il popolo semita che riusci a ripetere piu a lungo Ia se rie di aggressioni e di conquiste, durevoli quanto Ia vita di ciascun re, nelle quali soltanto i Semiti potevano concepire lo stato; e formatosi, sia pure in modo intermittente, un im p ero assiro tra il Mediterraneo e il Golfo Persico, avvenne alfin e che ques to popolo venisse a contatto, piu o meno imme diato. co n due altri di razza fondamentalmente divers a dalla s ua i Greci ed i Persiani. Come e noto questi due ultimi, pure geograficamente tanto lo ntani essendo l 'uno e l'altro Arii erano, in gran parte, della nwdesima razza. M entre, tra i sohri e forti montanari dell'Iran, c h e poi erano destinati a fondare l 'impero persiano, e gli abi tanti della sottostante Mesopotamia, il contras to di razza, di umanita, di carattere, era enorme_ Dopoche Ciro, il generoso I T dt'i Persi, disceso n ella grande vallata, e poi, da essa, seguendo, lung o l e valli trasversali, il corso dei fiumi che l'avrebbero condotto llno in Siria o nell' A s ia minore, s Nlbili d e finitiva m rn te. il dominio degli Arii s u tutlo il territ orio ch'era stato, gia per tanto t empo, soggelto ai Semiti, l e cose mutarono profonrla m ente Non piu que] continuo s istem a di crudelta e eli r azzie, a tlidato a d e;:;er citi sempre in moto, d a u n a ('i it a o ; ; governatori stahili. c h e vi s i accampavano. con l e loro lriip]Je. com e s u t erre n o conquistato, rna un governo regolar p aOidato a tre capi p e r ogm provinc ia. un g ov ernator e un capo Particolare della nascita di Venere, arte ionica (V a C.) d el l a g u arlllgwne e un segr etario di s tato, che s i controllal ano a vi cenda. Qu es to e r a il sistema dell'ammin i strazione g i a a t empo del primo Dario. Egli 1 i aggiunse. no1ita asso l ut a in tullo il m ondo a nti co (ripres a poi dai Homani. s u pi t l Yas ta ) !'ausiJio cJ'una r e t e ,;tr3.ata n a. capit a l e J el l I ra n Si costilui\a_ in so mrna per Ia prima 1 olta lllr grand e s t a to eli tip o ari a no : f a tt o ci oe per durare. essen J o go \ernat o sta hilmente. e no n espost o ogn i momento a s m embra r si e a sparire. perl e continue 1 essazioni, da c ui n asct>1a n o le ,-ommosse. Un mutamento 1 i fu. a l tempo nell'arte L'architeltura t' l'ornamenta zione. ,;j spiritua liz zarono. Alcune ide e furono prese dali'As,-iria: m a con un a no bi lta_ co n un a sohrieta. co n un sapore assolutame t a nt e nuo1 i. Quell a pesantezza eli orna t i e eli frang i e eli 1 e nn e g ra zia aerea: quella uhbriacatura d i colori si ca lrm \ di m olto 1enen d o sos li t uiti agli sma lti d e i g randi ,-aloni. sohri ri1 es tim e nti di hronzo e eli marmo. il manno d 'una qualita r ossa. c h e si tro1a 1 a su i l altipia n o irani co. Tutto il gro1 i g li o d e i m os tri dell e palme, d e i m oti1 i geom e tri ei. c h e decorava i pavime nti as si ri diede materi a. a flinando si e umani zzandosi. a que! I a d e l i z iosa indu s tri a d ei tappe ti. c h e rimase famos a in tulia l'anti chita. e continuo oltre Alcune idee furono attinte direttament e dall'Egitto : per ese m pio I a g r ande sal a s ost enuta da colonne. Gli E g i z iani avevano 35

PAGE 36

crealo le colonne. se condo !'indole. altamenle artistica della razza camitica; i Persiani, es sendo Arii appartenendo an ch'essi ad una l"az za altamenle dotata per le arti figu rative, rna moho diversa dalla camitica, non poterono. naturalmenle, ripe tere le colonne e giziane. E ss ; sentirono a modo I oro; giovandosi, Scapa Fregia del mauaoleo d'Alicamasso. scultura greca-barocca (VI a C.). piantare lin da! VII secolo, i;1 tut to il Mediterraneo. Ia produzione d ar : te industriale e h e giii vi avevano dif_ fuso i Fenici. L a !oro naturale d\. sposizione di Arii per le arti del di. segno ebbe prest o ragione, special mente nella produ. zione del vasella:rne d' arte, d ella paccottiglia copia ta o barocca di cui s e mai degli esempi di un popoio, che tra tutti gli altri, ad essi s oggetti o vicini, era di. gran lunga piu vicino nella razza: i Greci. Quando il primo Dario, nelle sue spedizioni contro gli Joni dell Asia Minore, giunse ad affacciarsi al mare, grandi templi so rgevano nelle principali citta: quello di Apollo a Mileto, quel lo di Artemide ad Efeso, quello di Era a Sarno. La svelta colon na jonica, di cui nulla di piu sobrio e nervoso e, nello stesso tempo di piu splendido, potrebbe concepirsi li sosteneva. II s uo f us to agile e scanalato, diede l'idea ai Persiani di cio che ess i avrebhero voluto per Ia loro colonna, Nel fusto e nella base, s imile alia jonica, Ia colonna persiana ne differi per Ia forma del capitello: il quale, anzidte essere a volute si com po se di due figure d'animali, opposte !'una all'altra, e spor gen ti a g uisa di mensole, si da potere sopportare )'architrave Del resto una l eggetez za, un armonia, una sobria e spirituale nobiltii. affatto opposle alia precedente pesantezza Una affinitii sorprendente col carattere dell'arte greca. Anche Ia tra beazione oltre alia co lonna. e s imile alia jonica; rna piu ancora c h e Ji una dipendenza di forme. s i tratla certo di qualcosa di piu: di una sos tanziale atfuiita di spirito, do"-uta aHa razza. II popolo ario dei P ersiani interruppe per qualche secolo, nell'Asia anleriore. Ia prevalenza del barocco, proprio della razza l eva ntina. La r azza orientale, quasi sempre me scolata a questa nmase per l e arti figurative. s ua collaboratrice pass iva. Essa poteva csprimervisi, co m e s'e detto. so ltanto coll'imitazione. Contro orient ali e levantini. nello s tesso tempo che i Per siani, reagirono, dalla parte opposta i Greci. Furono i Corinzii, per Ia ] o r o f e lic e pos izion e (a cavallo di due mari), a s op-36 solo poteva esse re capace que! popolo. E infine furono gli Joni delle isolc e dell'Asia Minore, sostituiti.Si pure nel commercio ai Fenici e soppiantatili in gnin parte del mare, a mett erc s opra un piano infinitamente piu alto Ia scultura e l'architettura. Fu rono .. essi, a creare, per i primi; l'arte
PAGE 37

GRIMALDELLI EBRAICI JLJE La propaganda ebraica e ri cursa in tutti i tempi al trucco delle false profezie ,. per se minare Ia confusione delle idee ira gli ariani E non e difiicile constatare che tali profezie tendono invariabilmente a far s upporre l'esistenza di un mi s t e rioso ed ineluttabile destino per il quale gli stati ariani dovrebbero andar tutti in isfa cel o e su di )oro dovrebbe trionfare il popolo eletto Gli oracoli sibillini La piu antica impostura del gener e fu quella dei cosiddetti Oracoli Sibillini ,., i quali annunziavano l'avvento del regoo ebraico c chc crano stati conf e zionati di sana pianta dai g iud ei alessandrini fra il prima e i mcntre i giudei proc e de ano n o n solo all'alterazi o n e d e i libri sa cri rna ad una in tensa attivita politica, che si riassumeva nell'attizzare turbulcn zc, invasioni e cri s i sui pacsi di cui erano ospiti per tr;une i piu ripugnanti profitti Nella propagand a e brai ca, J e i nsidiosc profezie integra nu quind i con un'a zion e di ic:nto avvelenamento depr essi Yu, l c perturbazioni violente I a diffusione dell e f a lse notizic: di i s pirazion e pure giudaica portano, e porta vano allora c ome "ggi, nella vita politica dei popoli. E se n o n abbiam o dati sui periodi in cui gli Oraco li Sihill i ni furono piu intensamente diffusi, e (crto che questi dovett e ro finire con fessere abh:.ndonati quando trarnontarono gli elementi .unb;entali ai quali essi si informavano per me glio sorprendere Ia buona fede degli ariani A ppare comunque, agli albori dell'epoca mo dtrna, una nuova serie di profezie gi udai-M. Nostradamus chc, t uttc impro nt a t e queste a d un appMt nte: rispetto osse quio so dell a religione catt o l ica e delle sue ge rarchie e ch e se n o n parlan o aper tam e nt e del trionfo final e giudaico indugiano sulla ineluttabile fat a lita di un a fitta se rie di car estie, pestilenze, guerre e simili per gli s t ati cristiani, le quali culminano addirittura nell a fine del mondo ( o c o l principi a del d o mini o ebr aico ? ) inducendo gli ascoltatori alto sgo mento e quindi alia r i nuncia alia I o tta. Di questa nuova serie di catastrofiche profezic ,. ebrai. chc fu autorc un curiosa per sonaggio, Michele Nostrada mus, vissuto in Provenza nella prima meta del 1500, e cbe oggi ancora torna a far par lare di se per una curiosa in terpretazionc antifascista che ne e stata fatta e che ha avuto recentemente una larghissima diHusione in Francia Chi fu Nostradamus M iche le Notredame, chia matosi poi Nostradamus, era nato a Saint Remy nel 1503 da una famigli a di ebrei che l'e sercizio della medicina a veva sollevato un po' dall'origin e abiett a e che Ia conversione al cattolicesim o fiol per mettere all'onore del mondo Erano tempi del resto in cui rimaner giudei sare bbe stat o difficile: Luigi Xll aveva este so a i s u o i nuov i d om ini l' ed itt o d espulsione di Carlo VI, ed i p o chi e brei che c acciati d alla Spagna, aveva n o messo piede a Bordeau..x crano s t a ti accet t a ti sol o c ome nu ovi cristi a ni e d ovettero a tt e nd ere in ogni m odo o ltre c e ntotinquan t'ann i prima di p osse dere un a sinagoga Mich ele Nostra damus, chc pag ava I a tassa d e i neofiti, p ete laur ea r s i in m edici n a a M o ntp e lliel', si s p oso e rimast o n : d ovo si unl in seconde n ozze con una giovane ri ccqissi m a di Sal o n in Provenza d oYc a nd o a s tab ilirsi. Durante I e pide mia del 1545 egli s i dett e m o lt o d.o. f are, rna pare c h e Ia s u a con d otta e for se un cer t o suo r ime di o non troppo in fallibil c contra I a pe s t e s i pre stasse a qualch c critica, tanto d a con siglia rgli il r it orno de finitivo a Sal o n p er p i u p r o f ond e Gli ve nne f atto allora di ricordarsi o gli ricordarono? -che eg l i di s ccndeva dalla tribu e brea di Isacc a r rinomata p er i s uoi indovini infallibili e pochi anni d n p o obb, dcndo ag li istinti dell a razza e prob a bilm e nt e a nch e ai rab bini marrani d e l t e mpo e del luo go, il N ostra damu s pubblicav a a Lia ne Ia prim a e d izio n e contenente sette C e n/JJri e di qu a rtin e profetiche. II libra inten sa ment e d i ffuso dai giudei ra g -37

PAGE 38

' ,r' Una pagina del Naude ed una signili licativa nota sui Nostradamus. giunse grande popo larita: Caterina de' Medici incuriosita, volle conoscere il Nostradamus, e de ll a entrata a corte egli approfitto per scrivere altrc trc Centurie dedicandole con una lunga l ettcra ad Enrico II. II che, sia detto di pas saggio, non parve portae fortuna al Monarca il quale poc o dopo moriva in un torneo, e ci fu a nzi chi trovo tale even to essere stato pre detto dal Nostradamus nelle sue Centurie! Visto pero ch e il mestiere del profeta ietta torc andava meglio di quello del medico, il nos t ro astrologo ebreo comincio a scrivere a get t o continuo og ni anno un Almanacco profe tico, del genere del PeJCaloie di Cbiarava//e o del Barbrmera, almanacco che continuo a pub blicare fino a lia lin e della sua vita, avven uta nel 1566. Le numerose profezie messe cos1 1n cir colazione, se procurarono all'intraprendente meclico una gran rinomanza non solo nel tempo in cui visse, rna per le ristarnpe e Je inter pretazioni che se ne fecero a cura dei giudei fino a noi, non ingannarono pero gli uomini di intelletto. E ne e prova il feroce distico Iatin o seguente, che un buon poeta del Cinque cento, il Jodelle, fece su Nostradamus, e che non e possibile tradurre per J'eloquente giuoco di parole che contiene: Nostra damus, mm fa/sa damus, nam fall ere [nostrum est, Et cum fa/sa damus, nil nisi nostra damus. E negli ambienti intellettuali del tempo, giuocando pure sui nome lo chiamavano cor rentemente Monstra-damus e Monstre-d 'a bus Piu tardi, un erudito del Seiccnto, il Naude, ebbe a dire in uno studio sui Nostradamus e riguardo aile continue edizioni ed interpre tazioni ebraiche che si continuavano a fare dei suoi libri : Choit rm jou et un ignorant, qui n etoit en aucune maniere compamb/ e a beaucoup d' autre.r qui avant lui avoient deja toulu pas ser pour Prophetes et neammoin s on ne laisse <> si manifesta non solo per il confuso e catastr ofico contenuto !oro rna 1 per l'annunzio ripetuto del la scomparsa del papato che provoco I a C(Jn. danna delle Centurie da parte della Chiesa ncl 1781 -e per Ia sciatteria dei versi, prettam tn te talmudica, e tanto piu sospetta in un temp u di ricercatezze letterarie, come quello in cui esse furono scritte. Inoltre appaiono qua e Ia nel testo accenni sornioni ad o blique speranze ebraiche di riscn; sa, che dovettero essere molto gustate dai cript o giudei del tempo e saranno probabilmeot e gu state dagli ebrei d'oggi. G ia nella prima qua r tina, il Nostradamus accenna infatti al lum c d un a speranza lontana in questi termini: E.rtant assis de nuict secresl estude, S eu l repo.re s ur Ia se ll e d'airain? Flambe exigue sorlanl de sollitude, Fait proferer qui n'est a croir e en vrmz. Ed in altro luogo prorompe improvvisamenr c il sogno della strage che accompagnera Ia rc surrezione e braica, prudentemente velato dai l'ambiguo accenno al Giudizio Universale: A11 revo/u du grand nombre septilmze Apparais11a 1111 temps jeune d' becatombe Non e/oigne du g rand age millieme Le.r emerres sortiront de le11r tombe. II Nostradamus ad ogni modo obbedisce fc delmente all'imperativo giudaico di predirc Ji sgrazie e di far supporre Ia !oro fatale inel utW bilita, con lo scopo di stordire i c erve lli meno resistenti c diffondere comunque que llo star< di ansieta che tanto giova al reg ,, lare svolgi mento degli intrighi ebraici. Le interpretazioni Ora se e certo che un libro di t a le fatta in vita alia lettura, cosl che Ia diffu sione desiderata sarebbe potuta difficilmente "' venire, e pero altrettanto certo che i giudei si servirono di un mezzo abilissimo per render c tale Jibro meno indigesto e per divulgare que! che piu interessava !oro a seconda dei mom tn ti. Di tanto in tanto quindi apparvero delle sc lezioni delle quartine convenientemente adatt te ai fatti del giorno avvenuti o da avvenir e in modo da dare aile presunte profezie una apparenza di attualita e di attendibil.ita

PAGE 39

La cosa riesel e riesce tanto piu agevole, in quanta It quartine, come ho detto, sono piu di mille, ed ognuna di esse cita cinque o sei luo gh i o persone diverse, in frasi quanta mai oscu r c ed involute, cosi che e facile pescare qua e I i1 que ll e piu convenienti ad un determinate sco po, e disponendole poi in un ordine arbitrario, a rrivare a farle alludere piu o meno. aile pre,J, zion i desiderate. E' quanta fu fatto sia dall 'au tore stesso sia dopo di lui ad opera dell'ebraismo da .ben quat teo secoli a questa parte, con una serie di interpretnioni, successive e contradditorie, ognu na delle quali si riferiva tendenziosamente ai fatti del tempo in cui veniv a pubblicata. Gli autori di tali interpretazioni hanno con servato scrupolosamente l'anonimo: una delle prime di esse di cui abbiamo notizia risale al !642 e nella Biblioteca Vittorio Emanuale di Roma esiste un paio di intcrpretazioni piu o meno vaste, una pubblicata n e l '600 e l' altra nel '700, oltre ad alcune note manoscritte s ul I"edizione d e lle Cen/urie pubblicata a Liane n e l 1566. Caratteristico poi il fatto che le due edi z i c ni delle Cetttttrie esistenti nella stessa Bi blioteca e pubblicate ad un secolo e mezzo di dista nz a una dall'altra provengano da case edi trici che sia pure con un nome diverso, avevane Ia !oro sede allo stesso indirizzo a Liane. Pur e caratteristiche sono le varianti che il tes w delle C enlnrie presenta n elle diverse edizio ni, per maggiore comodita dell' interpretazio nc >> del giorno: a volte appaiono improvvisa m cnte nuove quartine ch e non es istevano nelle edi zioni precedenti; altre volte se ne pubblica no di sconosciute, annunciando che esse furo no rinvenute manoscritte in una biblioteca d ei ... Paesi Bassi, ed a volte ancora i singoli versi s ubi sco no delle alterazioni notevoli, come quan do un modesto par l e cinquii!tne diventa un g randiose Carle cinquil!tne>> e cosi di seguito ... L'ultimo gerofante L ultima interpretazione >> delle C e111nrie del 'iostradamus e apparsa pochi mesi fa in Fran cia, proprio nel paese dei tartufi, a Sarlay in Dordogna, e l'autore questa volta, rinunciando almena apparentemente all'anooimato dei suoi predecessor i, firma le sue spiegttZioni e fomm enti >> col n ome di <> delle flro fe:ie >> esposte. L e quali hanno riempito di gioia tutti i grul li di Francia, perche << predicono il crollo del Fascismo, guc:rre ed invasioni per l'Italia e mot te altre cose che gli ebrei sognano Ia notte .. II <>, se annuncia chiaris s imamente tali catastroli nei sommari dei vari capito li d e lla sua nuova esegesi delle Cenlurie del No stradamus, e pen) m olto, rna molto m eno c hiaro n e l corpo dei capitoli s tessi Ed il l ettlne Le v i enx Cha ron /era PasqneJ en Six c enl.r e / six p-ar eJcrit l e m e /Ir a .. II Dr de Fontbrune >> aggiungendo a il e date de l testo 1609 e 1606 Ia bazzec o la di trecento trcn t'anni spiega >> con bronzea disinvoltura: L'an 1939 an qua/orzieme (President de Ia RepNbliqLL e ) t:< le .vienx Charon, celni qui Ira << vaille pour Ia mort, fera Pa ques e n Careme En 1936 il << ecrira JOn Triomphe!!! Gli esempi del genere potreb bero esserc moltiplicati special mente in quello che l'autore chiarna Saggio Cronologico rna in materia di date e utile dire una Jiarola sopra quella del 1792 che l'autore stesso sventola ad ogni momenta, affermando ch<: il Nostradamus avrebbe pre vista 1' an n o della rivol uzione Francese. A parte che il 1792 e uno d e gli anni, rna non l'anno della rivoluzione francese, il Nostra damus non si riferiscc affatto ad una insurrezione quando accenna a talc data. Egli infatti, nella lettera diretta ad Enrico II per accompagnargli l e tre ultime C enlurie, tra l e altre confuse fan donie a cui accenna, parla anche di una lunga persecuzione dell a Cattolica, persecuzi o ne c h c terminera nell' an no 1 782, e dopa I a qualc Roma c V e n ezia salire bbero a grande p o ten za. II (< profe t a >> non si sognava quindi n emmeno lontanamente di alludere ad un inizio, rna si ad una line di turbolenze, e non accennava per nulla a lia Francia, rna a ll 'ltalia, buttando Ia una data qualunquc -come ne ha buttate tante nel suo ceo tone -soprattutto per indicare ( egli scriveva verso !a meta del Cinquecento) chc I a persecuzi o nc d ella Chiesa sarebbe stata lunghissima e sarebbe terminata sol o due secoli e mezzo dopo. II frontespi.zio Un'altra prova del robusto aflidarnento che i l << Dr. de Font brunc '> f a s ull a dabbenaggine del pubblico e data dal modo con cui inter.preta il frontespizio di un'edizione delle Cen/urie pub. blicata ad Amsterdam nel 1668. In tal c frontespizio e raffigu rat a in alto Ia scena di una de capitazione e0 in basso l'incen dio di una grande citta. Ora il De Fontbrune assicura che tutto cio c pieno di profondo significat e profetico nostradamu. siano, in quanto Ia scena del p a tibolo rappresenta Ia decapitaz io ne ... di Luigi XVI, che l'autore fa morirc al solito ... nel 1 792 e Ia scena inferiore rappresenta ... l'incendio e la distruzio n e di Pa. rigi conseguenza del regicidio Ma si guarda bene dallo spiega re come egli possa attribuire a Nostradamu s un disegno che e stato eseguito cento e due anni dopo la mortc del <<.profeta >>. Confronti II < < D e Fontbrune o la si nagoga chc sia, hanna quindi una disinvoltura che supera dav vero il credibile, e le ridi colag : Le interpretazioni di Nostradamus nei secoli 39

PAGE 40

gini che cercano di accreditare e di ampliace diventano una fonte di irresistibile buo numore se ci procuri.amo 1o spasso di confrontarle con le interpretazioni che di una stessa quartina s o n o s tate date nei secoli preced e nti. Pr e ndiam o a d esempio Ia quartina: En Ia it e ou le lou p e ntrera Bi e n prh d e Ia Itt; ennemys seront: C o pie estrange grand pays gast era, A11x m o nts el Alper lei amyr parrer orit. E c onfro ntiamo I a sp i egazione c!le ne d a va il ghetto nel 1656 con quella che ne da il de F o ntbrune nel 1938: 1656 Suitan t cell e cot1ieoure l e l o11p, qui rigni f i e I Esp a g n o l e ntr a d e r l e c omme ncement d e l"mm e e 1556 e n plU!i e ur s v ill e r que l e D !'' d' A/be prit e t de" c e r Ntiptun e paroit un e des plus con r ider eer. Vim p a r aprh l'armtfe du Due d e Guyse l a qu e // e s e nomm e par / au l eur c o pi e eJirange, et p a r 0/J lei a rmees pars ent il 11'en f a ut a tt e ndr e q u e d erga rl et .ravage 1938 Dam I
PAGE 41

: \ 0 CHE SIG.N-IFI-CA- -...! ... FARE UN POPOLO . RAG I 0 N EVO L E:-_. .. -' \.--La rivohizione f rancese posto che .fosse prepiuala dalla filosofia, non fu eseguita da lei, perche. Ia 5lo sofia specia:lmente moderna, non e capace per se mede sima di operar nulla. E quando anche Ia filosofia buona ad eseguire essa stessa una rivoluzione, non potrebbe mantenerla. E compassionevole il vedere come quei legislatori francesi repubblicani; credevano di conservare, e assicurar Ia durata, e seguir l'andamento Ia natura e lo scopo della rivoiu zione, col ridtir tutto alia puraragionc e pretendere per Ia prima volta ab orbe co .ndito di geometrizzare !utta Ia vita. Cosa non solamente lagrimevole in tutti i casi se riuscisse, e percio stolta a deside;are, rna impossibile a riuscire anche in questi tempi matematici. perche dirittamente contraria ail a natura dell'uomo e del ruondo. Le Com.ite d'Z:nstruction pu.blique re<;ut ordre de presenter un projet ten"dant a substituer u.n cu.!te ra.isonna.ble au culte catlw_ liqu.ef (Lady Morgan, France I. 8, 3me edit. franyaise, Paris 1818 : II p. 284 note de !'auteur). E non vedevano che ' im perio della puni ragione e quello del pe t mille capi, rna eccone sommariamente uno. La ragione dissipa le illusioni e conduce per nuino l'egoi s mo. L'egoismo spoglio d'ilh:tsioni, estir.gue lo ,;pirito . nazionale. Ia virtU ec. e divide le nazioni per teste,. ntlc a dit : e in tante parti quanti :3ono grindividtii. FJit> ide el irnp era. Questa divi s ionc della moltitudin t ' I ( I I !1tassimamente di questa n'ltura. e prodotta da questa c agione, e piuttosto gemella che madre della EOerYitu. Qual altra e Ia cagione sostanziale della universale e durevole servitu a d .ifferenia de' tempi an. tichi? Vedete che cosa avvenne ai Romani quando si introdusse f ra !oro Ia filosofia e l'egoismo in luogo del patriottismo. II qual egoismo e cosiforte che dopo Ia morte di Cesare quando parea naturalissimo che le antiche idee si ne' romaiti fa pieta il vederli cosi torpidi cosi indifferenti, cosi tartarughe, cosi marmorei verso le cose pubbliche E Cicerone nelle Filippiche il cui grande scopo era di render utile Ia morte di Cesare, vedete se predica Ia ragione, e l.a filosofia o non piutiosto le pure iilusioni e quelle gran vanlta che ayeano creata e conservata Ia gran dezza romana. I fasti della rivoluzione abbondano di altre prove di quello ch io dico e dimo s trano qual fosse l'assunto dei riformatori. Si eres s ero altari alia Dea ragione: Co,tdorcet nel piano di educazione presentato all'As s emblea legislativa ai 21 e 22 aprile 1792 proponeva l'abolizione e proscrizione anche della religion natu ntle, come irragionevole e contraria alia filosofia e c q s i di tutte l e altre religioni. Non parlo del nuovo Calendario della festa dell'Essere Supremo di Robe spierre, ec. In somma lo s copo non solo dei fanatic!, ma dei s ommi filosofi francesi o precursori o attori o in qualunque modo complici della rivoluzione, erapreci s amente di fare un po polo. esattamente -filosofo e ragionevole Dove io non mi maraviglio e non ii com piango principalmenle per aver creduto alia chimera-: del potersi realizzare un s ogno e un utopia. ma per non aver \'eduto ragione : e vita s o no due cos e incompatih'ili, anzi aYere stimato che l'uso intiero c E atlo e uninrs ale della r!).gionc e delb filo s ofia do, esse e;;s ere il e ia cagionc c Ia fonte d e lla ita e d e lla for z a e della felicita di un popolo . I

PAGE 42

questioitario L' opinion e del Pro f. Lenz II Prof. Lenz dell'Istituto Kaiser Wilhelm di Berlino. in un'opera dell'ereditci umana. ritenne opportune di occuparsi della forza di resistenza al dolore dei soldati dell1talia meridionale, paragonata con quella di soldati d'altre razze. e persino mongoli e indiani. e cio unicamente per aver assistito a medicazioni di ferite. perche del resto e certo che all' ilhlStre Prof. Lenz sarebbe tanto difficile entrare nella natura d'un nostro soldato meridionale. quanto a un cammelle nella cruna d'un ago. Uno studioso italiano gli ha chiesto una spiegazione di quella non felice indaqine, facendoqli osservare che Ia parola d'uno dei piu autorevoli scienziati d"una nazione. con Ia quale l'ltalia e legata da un amicizia non passeggera. ma da un vincolo. che accomuna il destine dei due popoli. non potesse essere indifferenle al cuore di nessun italiano. .:n ciando dal primo. II prof. F. Lenz ha risposto con una gen tile lettera. rammaricandosi in primo luogo di aver potuto far cosa men che accetta al DUCE. e spiegando di non ave! aUatto ge neralizzalo una cosi ristretta esperienza. Dice leslualmenle: L'opinione di Gustavo Schmoller II Prof. Giovanni Fas oli s dell'Universita di G enov a c i scrive: E suggestiv e in un momenta in cui si ins i ste n e l s o s t enere l e differenze naturali, che inte rc edono Ira italiani e francesi rilevare che cos a sta scritto s u tale argomento in un libro di Gus t a vo Schmoller illustre economisla t edesco, professore un tempo d e ll 'Unive r s it a di B e rlino, non uomo politico, e quindi giudice imparziale. Lo Schmoller ha pubblicato nel 1900 una opera dal titolo Lineamenti d i economia nazionale tradotta in italiano dall'Eusebio e pubblicata nella Biblioteca deli'Economi sta (IV Serie, vol. 10) nel 1919, in cui tutto cio che si rileri sce ai cancelli di razza, nazionalita, ecc. e ampiamente e magistralmente tratlato. II libra, di grande mole, (circa pag. 800) e stato cerlamenle scritto negli ultimi anni del secolo XIX, e cioe in un'epoca in cui 42 Le esperienze che io ho fatto piu di venti anni fa come prigioniero di guerra nell'Italia meridionale non valgono affatto. nc:turalmente. per i soldati italiani: ed io non ho mai generalizzato in questo senso Dichiara di essere sostenitore dell' affinitci dei popoli italiano e tedeseo, di non sentirsi estraneo alia razza italiana, di non essergli vcnuto affatto in mente di dir cosa che avesse poluto diminuire il popolo italiano. e aggiunqe: Che non mi sia venuto aUatto in mente che Ia mia espressione polesse diminuire il popolo italiano puo esservi mostrato dal sequenle latto: Nel 1927 ho man date un esemplare con dedica del suddetto libra al DUCE. che gici allora io e rispetlavo. nella speranza di poterlo gua dagnare per il pensiero della razza e della cura della razza. per il quale il nostro Govema dell'epoca aveva scarso interesse. II DUCE mi Ieee allora trasmettere. attraverao il Consolata Italiano a Monaco, i Suoi migliori ringraziamenli. Cosi spero anche che Egli dopo Ia spiegazione di questo malinteso non vorrci ulteriormente serbarmi rancore. Naturalmente i citati periodi verranno soppressi dalle prossime edizioni le condizioni dell'ltalia, e Ia stima che godeva all' e stero erano ben dillerenti delle attuali, in un' epoca soprattutto in cui a breve dislanza dalla battaglia d'Adua e d elle bufere e lorbidi che essa aveva scatenato, imperava da noi il piu sfacciato antinazionalismo, congiunto ad una dolorosa perdita di ogni prestigio nazionale. Ora queli' A., afferma senz'altro che il nocciolo del popolo francese e formal a dai celti-galli che cosl i primitivi abitatori iberi, come i germani immigrati pu Iordi I quattro secoli di dominazione romano -continua -hanna lasciato nel caratlere del popolo le tracce piu profonde rna anche da quella quadrisecolare dominazione gli eccitabili, avventati, ciarlieri, arguti, vani, e pugnaci galli dei tempi di Cesare riuscirono 1evigati, non essenzialmenle mutati Riconosce invece nei riguardi dell'ltalia, che essa lin dai tempi dei romani ha rappresenlalo una nazione, e che l'Italia di vento nazione prima degli altri popoli europei. E, dopo avere ricordato alcuni difetti del nos tro popolo, osserva che essi sono stati dovuti piu che altro a malgoverno, conchiudendo: Se qualche cosa puo ri s oll evare que! popolo sara un Governo sana nazionale, riconciliato colla Chiesa, il quale riesca a sviluppare istituzioni buone e del Prof. Carlini Da un universitario fascista riceviamo Ia seguenle lettera: Leggo sui giornali il resoconto di una riunione, lenuta in quesli giorni nella sala delle adunale del Guf di Bologna e per incarico dei Cors i d i preparazione poli tico, nella quale, in presenza di autorita, il nolo prof. Carlini ha parlato ai fascisii universitari sui lema: Indipendenza cult u rale dell'Italia Dopo una lunga corsa attraverse Ia nostra storia, ha creduto inaspet tatamente di conchiudere: che ii carattere della nostra razza, nel campo della cuilura sia di assorbire quella di tulle l e altre; e che, Ira Ia fine deli'Ottocento e i primi del Novecento, Ia manifestazione pili tipica del nostro genio bisogna trovarla nel tentativ o d'innalzare Ia cultura deii'Italia sui piano europeo Non mi sembra neppure il caso, di fermarmi, come dovrei, sui consaputo linguag gio, p e r esempio su quell'uso della parole cultura che piu d 'una volta, hoi ril e vale. C e come vedi, molto di piu: c'e tanto, che uno s i deve domandare: a che pro dunque, alfaticarsi a parlare della nazione nella letteratura e nell'arte; a parlare d i Vico, di Leopardi, dell'Italia; quando c'e genie che non solo non capisce, rna ancora oggi, c ontinua a predicare l'opposto? E ci a in una adunata del Guf di Bologna, per incarico dei Corsi di Preparazione Politic o e alia presenza del Presidente dell' Istitu to di Cultura fascista? Esiste o non esiste, in Italia, una questione della razza? E se esiste, come !anti fatii importanti dimoslrano. puo essere permesso, parlando proprio della Ind.ipendenza culturale dell'Italia )'. di far credere perfettamente l'opposto? E' comodo dire che il carattere d'una razza sia di a ssorbire i caratteri di tutte l e altre: tanto vale che questa carattere allora non esista; o p e r essere piu espliciti, che sia etemamente soggetto, senza alcuna lisonomia propria, ad ogni genere d 'inllue nze internazionali. Oueste sono appunto i l
PAGE 43

scista universitario Rodollo Brighenti, solo ;::erche questi, precorrendo i provyedimenti del Regime, che oggi hanno corso, oso allora parlare delle infl.uenze ebraiche_ sulla editorla, e su parte dell'odierria letteratura II iatto lu a suo tempo denunziato dal Brighenti, con una lettera pubblicata s u c II Tevere :.. Lo stesso Carlini viene ora invilato, per incarico dei Corsi di Preparazione Politico, cr tenere conlerenze ai giovani sulla cultura della razza; e c'e purtJ:oppo da immaginarsi che si ripresentera, nella stessa funzione dell'altra volta, anche ai prossimi Littoriali. Ora bisognerebbe intendersi: dato che c'e una questione della razza, alla quale tutti partecipano, possono. ormai onestamente ammettersi casi di questo genere? Io credo di no; anzi ritengo un dovere dei buoni lascisti di segnal<;rrli tempestiamente. Che e quanto mi sono proposto di fare con Ia presente. Caro universitario, che ci vuoi fare? Le abitudini filosofiche ci hanno !alto lo stomaco di struzzo. L 'ideale nazionale e di ventato l'assimilazione. Che vale il dire e soprattullo il far dire dai nostri grandi che cosa sia un popolo ragionevole, un popolo ragionatore, razionale? Se baslasse Ia buo:Ja volonta e Ia ragione tutti i popoli sareb grandi, e se tulle consislesse nella ragione, non ci sarebbe natura e non ci sarebbe nazione. Vuoi dire che il pericolo corso dalla nostra civilta e dipeso dalla ragione unita con Ia volonta? Consolati ::h e l'Italia abbia ritrovato Ia sua natura, co n solati che queslo ritrovamento sia Ia sua ora storica, e che il suo serbatoio sia pieno; consolati con le lettere di questi ragazzi dei licei, delle universita italiane. Questi sono Ia natura italiana. Sta ci sentire. Enzo Santarelli del Liceo Leopardi di Ma cerate ci scrive dell'esterofilia che appunto e una specie di assimilazione, e anche altri giovani ci scrivono a proposito, come vedrai. Enzo Santarelli dunque dice: L 'ltalia ha perduto piu di un secolo per l"esterolilia dei suoi borghesi: dall'impero :Japoleonico ad oggi non e stata che un feudo del sistema lrancese, e per questo subi i piu gravi scacchi politici. Oggi J'organizzazione statale e Ia dire zione politico sono in mano del Fascismo, :na Ia borghesia seguita Ia sua vita:, separatamente dal resto della Nazione. Per ':!Uestc con Ia impostazione del problema e tomato a galla, piu grave che :n a i, il problema borghese. Infatti in questi anni Ia borghesia, estendendos i semp re pili e rimanendo attaccata aile idee e costumi stranieri, alimentando una sot: ile opposizione al Regime -i1 pietisp10 ;:Jer gli ebrei e i1 lilogallidsmo te lo di-:ono subilo e divenuta un grave danno per Ia Jllazione !..e armi piu insidiose di cui si e servi!a e continua a servirsi da sedici :mni a ':!Uesl a parte, Ia cricca francese e giudaica, ;ono il cinema, Ia letteratura J'arte. Con :Juest e essa proiello dinanzi agli occhi del :1o3tro celo medic chimere ed illusioni: ,ita comoda, in ambiEmti lussuosi, Ira di,ertimenti e piaceri, amori ed avventure. i l ceto medic ha abboccato: ignaro, nella massci, ha bevuto ed ancora beve tanto veleno. Sottoposlo a questa tenace e progressiva campagna, i suoi sentimenti : 1azionali e Ia sua lede religiosa si sono :ndeboliti sempre piu, fino a che non e caduto in una morale precaria. I nostri borghesi, per soddisfare. quei sogni destati dalla cinematogralia e letteratura straniere, capeggiate in gran parte da ebrei ed antilascisti, hanno sentito il bisogno di i:rearsi un ambiente simile a quelli stranieri, ve duti sullo schermo e descritti dai librj, e di viverci come i personaggi delle schermo e dei libri. La nostra cinematografia e Ia nostra letteratura, per lo stesso bisogno, si sono date tutte ad imilare lo straniero Ecce l'origine dell'esterolilia del na"stro ceto medio, e _sterofilia in cui si debbono ricercare per Ia maggior parte, le cause della mentalita e moralita borghesi. QU.esti borghesi travisano tutto: per essi e c rurale > 0 soltanto c provinciale > tulle cio che non e nelle !oro convenzioni; luor delle quali non vedono che il ridicolo, non si" accorgono che invece il ridicolo e in. essi; non credono utile che quanto serve a far carriera e guadagni. Per essi tulle cio che e italiano e inferiore aile cose straniere: ci nema, canzoni, musica leggera, balli, libri, riviste. Per essi non si vive senza Ia stretta di mane, Ia scappellata, Ia riverenza, i complimenti, i titoli, indici tutti d'ipocrisia. n the delle cinque, J'abito di societa, Ia moda parigina per le donne e quella americana alla gaga, alia c bob > per gli uomini. Ecco in che consiste Ia mentalita bor ghese: un cumulo di convenzionalita, ipo crisia e leggerezza. Per questa mentalita tanto ristreita ed oltremodo attardata, tulle cio che trova riscontro nella tradizione e nella storia e sorpassal.o. Non sanno, o non vogliono comprendere che il Fascismo, che si basa esse slesso su ragioni storiche, vuol far vivere Ia lradizione in quanto porta avanti e spinge al vero progresso, vuol restaurare il costume nazionale e Ia immaginazione. Ci prendono per misoneisti e non si accorgono di essere proprio essi i passatisti! Noi vogliamo trarre quesl_ i benedetli bor ghesi dal !oro male, rinnovare l'ambiente, incidere sui costume, rilormare l'educazione, estirpare, per prime, ogni traccia di. importazione straniera. Cominciare dalla italianizzazione del linguaggio, soprattutto in quei campi ove volontariamenle si e ricorsi a vocaboli stranieri: moda, diporti, no. n tralasciando le insegne degli alberghi, dei cinemalograli, ne l e marche di !anti prodotti. Restringere Ia importazione cinematogralica, con severi crileri spiriluali e non solo economici. Pari limilazione per tutta quella letteralura straniera priva di valore artisti co o comunque contraria allo spirito las c i sta, italiano e cattolico. Bonilica, parallelamente, del libro e della stampa italiana: n o n pili gialli e polizie schi, non pili romanzetti d'amore, conce pito alla borghese, tutto intrigo e piacere; band':l agli inconcludenti romanzi d 'appen dice, a quelli a puntate, a quelli gialli, mensili, che vedi in vendita nelle edicole, o quelli, da pochi centesimi, desunti dalle pellicole: bando ad ogni imitazione di ge n e ri letterari non nostri, e protezione ai nostri autori genuini. Bonili c a della stampa, specialmente dei setlimanali per ragazzi che costituiscono Ia stampa infanticida centro Ia quale da tempo vi e rivolta Giovanissima ; e dei numerosissimi sellimanali che trallano assai il cinema e l'amore, sempre concepito alia borghese, pieni zeppi di novelle che appa renlemente sono passabili, di lotogralie di artisti e di donne in pose equivoche, che alimentano Ia mania del Divismo lacen do sorgere le prime forme di esterolilia. Ed anche nel c. E per cominciare davvero ad in cidere sui costume. perche non abolire l 'abito di societa? Perche non atlaccare decisamenle i l lazzoletto a laschin o, I a eravolta con Ia spilletla, il colletto inamidato, il tacco alto delle donne, ed i !oro belletti? A Enzo Santarelli Ia eco lo studente d i ragioneria Leopoldo Minola di Stresa. Egli scrive: E' intollerabile che proprio in Italia, si debba assistere ad una degenerazione del-43

PAGE 44

musica quale si verifica ai nostri giorni; e inesplicabile perche Ia musica italiana, r:he ha meravigliato il mondo, debba cedere il posto ad una composizione che si puo solo definire ridicola, in cui cessa di esi stere l'artistico per lasciare luogo alia gol laggine. Intendo dire della musica da ballo, Ia quale oggi si riduce tulia a sgangherati <1. lox e <1. slow in cui si ode solo il rilmo conduttore della batteria, e di quando in quando l'intervento di una cornelia o di un sassofono, con voci tali, che potrebbero gia soddislare se lossero lontanamenle im parentate cogli ululati. E' lorse queslo che resta della musica italiana? questa e l'eredita artistica di Ver di, di Bellini? Questo e que! che resta delle canzoni di Napoli, delle serenate sui Ca nal Grande? Andrea Bianchi, oralo di Torino, ci scriire, Ira l'altro: Chi si accinge a qualche impresa di pol so; ricca di forza morale e di vigore lisico senle ad un cerlo momenta di esser solo. Questa solitudine e il prodotto di tulia una mentalita disfattista e scettica che que sta borghesia ha seminatb anche nel po polo, senza intendere patria ne religione, lascismo, e si limita, quando pure pren de parte, alia e al culto di eerie pratiche religiose e civili Lo studente Contardo Paolino Moscatellc ci scrive: Moltissimi italiani peccano ancora di fi. lolrancesismo e percio sono borghesi; per sanare questo morbo perniciosissimo e ne cessaria conoscere meglio Vittorio Alfieri Questo grande detestava tutto cio che era lrancese e col suo lermo carattere ha destate l'ammirazione dei suoi contemporanei: nessuna minaccia valse a distorglielo dal suo irremovibile pensare. 'Guardiamo pili da vicino quest6 precursore dei nostri giorni e procuriamo ora, come non mai, di com prendere le ragioni che lo indussero ad es sere antigaflo. II sonetto che chiude il suo misogallo, in-comincia cosl: Giorno verra, tomera giorno, in cui redivivi ormai gl'ltali staranno in campo audaci, e non col Ierro altr ui in vii dilesa, rna dei Galli a danno Come s i vede egli presagiva l'Italia di oggi. 'J(;. MW AJ.fJPAdo. Giuseppe Grieco, l'operaio di Vico Equense, ci ha scritto un'altra Iettera, che Ira l'altro. dice: Li ho conosciuto a Iondo i borghesi, que:;ti ves silliferi del quieto vivere, questi fi losoli del piede di casa, nemici giurati di ogni ardimento, d'ogni eroismo. Se il governo losse stato nelle loro mani, :1oi non saremmo mai andati in Africa, non avremmo slidato i cinquantadue sl::-ti del iamoso aeropago ginevrino, e per iinire, oggi Ia Spagna sarebbe certamenle tulia in mano ai bob;cevichi. Perche i1 borghese e vile, e antieroico, e, senza sembrarlo, :naterialista. Essere razionale, per eccellenza, esso ignora, o quanto meno sottovaluta, :e lorze dello spirito. Giammai nella sua 44 animula microscopica entrera il sollio po tente della vita eroica, tenace, dura, peri colosa, rna incomparabilmel'!te piu bella dei costruttori. Percio il borghese e il nostro nemico II suo ideale e l 'antitesi del nostro. carrierista, Ia sua piu grande am bizione e quella di trovare un posto, in cui ci sia da lavorare di meno e guada gnare di pili Imbecille spesso, scellico e pessimista sempre, e tanto piu pericoloso perche dillicilmente si svela, essendo egli nemico d'ogni discussione aperta e amante dei si dice, dei crocchi nascosti, dove vo mitare impuhemente il suo veleno. Jo li ho intesi parlare durante Ia guerra etiopica, li sento parlare da piu di due anni della guerra di Spagna e dell'asse Roma-Berlino, io 1i conosco. E' per questo che a tutti i veri italiani dico: Ecco i nostri nemici. Liberiamocene. Noi siamo stanchi di questa genie senza sangue e senz'anima. Vi ricordate Grilo? Arturo Grifo si e lotto avanti, ha scritto quanto San Tommaso, non ha ascoltato nessuna delle nostre pre ghiere, neppur quella di scrivere una faccia sola del loglio, e noi ora siamo costretti a pubblicarlo a puntate, e vuol dire che al l'ultima puntata gli laremo qualche osser vazione sulle interessanti cose che ha scritto s e sara il coso. Grifo dunque dice: Che cos'e borghesia? Furono Iotti molti studi per chiarire il concetto di borghesia, rna essi considerarono il problema solo dal punto di vista storico-economico. Percio ta luno cerco le tracce di una classe borghese nelle costituzioni sociali dell'oriente, nella classe mercantile greca, negli interstizi Ira Ia plebe ed il patriziato romano. Di solito si lanno rimontare al sec. XI. gli inizi della formazione di una classe sociale borghese, Ia quale ascende fino all'apogeo, suo, della Rivoluzione Francese. belle notizie, queste, rna che ci lasciano un senso di insoddisfazione, perche per noi borghesia e magari, sl quella classe sociale di cui si parla nei trattati di storia, di economic, e di filosolia dell'eco nomia e della storia, rna essa e anche altro, anzi e principalmente altro, e Ia sua im pronta di individuazione ha carattere mo rale, piu che economico e sociale. Illumini a questa punto Ia parola del Duce alia II Assemblea Quinquennale: <1. Spirito borghese, spirito cioe di soddisfazione e di adat tamento, tendenza allo scetticismo, al com promesso, alia vita comoda, al carrierismo Si traita quindi di una categoric spirituale. E quando in certi periodi della storia una parte del popolo economicamente delinibile borghese, reagendo alia grettezza delle for me costituite e insufficienti, tende con lar ghezza di vedute, con spirito di iniziativa, con senso di Iotta e di sacrificio verso una nuova e pitt alta forma di vivere civile, questa parte del popolo, dal punto di vista morale, e tutt'altro che borghese. Allora che e Ia borghesia? Non una clas se economica, rna una classe spirituale, una mentalita, e ci fu pili o meno in tutti i tempi. Dico piu o meno perche ci sono periodi della storia in cui predomina Ia tendenza al quietismo e sono i periodi di decadenza, di negazione del progresso civile, periodi in cui si perde il senso della missione storica dell'uomo e si pone al centro del mondo l'utilitarisrno individuale e conservatore. Ma ci sono anche dei pe riodi in cui e il popolo che ha Ia coscienza della propria missione sforica e in coscienza lavora, .crea e marcia, e quando un popolo marcia coloro che vogliono s tar e fermi si mettono coniro Ia storia, e non c0,. sono non essere travolti. Ecco perche no-n c'e un vero spirito borghese durante Ia for mazione dell'Impero di Roma; ecco ir.:ece perche c'e nel decadente lmpero Bizantino Ed e borghese Ia classe dominante in !tali; dopo. Ia formazione dell'unita, perc he dice di amare Ia liberia, e invece non ama che lo poltroneria. Che se avesse avuto vera mente a cuore Ia liberia avrebbe allon tanato !'influenza francese Ia quale era ad un tempo causa ed effetto di questo spirito bassamente borghese. Con l'ipocrita scusa che l'Italia era giovine e che blsognava fare prima gli Italiani, Ia borghesia, rimasta a! comando, si nel suo guscio, inat tiva, vile, rinunciataria, la.sciandosi soffiare Tunisi, ossequiosa alia Francia anche quan. do ci ostacola a Dogali e a Tripoli Poi si scateno Ia tempesta della grande guerra. Fu detto che il nostro intervento a lianco della Francia fu !'ultimo olocausto deposto dalla borghesia sull'altare del predominio francese. Cio mi pare errato. Vano e dire quale sarebbe potuto essere il nostro de stine con un intervento a faore dell'Austria. E' certo che in quei giomi di vigilia Ia borghesia, quella di cui noi parliamo, e che e forma di vita e di concezione di vita, fu per i1 non intervento. L'intervento lo volle il popolo, quello che lavorava e col braccio e con Ia mente; lavorava e amava Ia Patria. Ne sono sim boli due uomini: Mussolini e D'Annunzio, uomini nei quali non sai ben dire dove fi nisca illavoro di pensiero e incominci que!. lo dell'azione. Nel crisma di sangue il p o polo riacquistava Ia coscienza di se. Sorge cosl Ia Rivoluzione Fascista; Ia quale e veramente una rivoluzione, perche fa ap pello alia spontaneita e aile originari e f orze morali e fisiche della nostra genie; ed e rivoluzione anche perche essenzialmente di namica e ascensionale. Nel clima fascista il germe della borghesia non resiste: muor e Abbiamo detto tutto cio per chiarire il concetto di borghesia. A questo punto si aflollano gli altri problemi. i' ;dek Fausto Fala del liceo Leopardi di Mc cerata ci scrive che i collegi sono una fab brica di borghesi, e Ira l'altro, dice: Bisogna prima di tutto far comprendere come e concepita Ia nostra educazione e Ia nostra disciplina da qt.iei dirigenti cu i agli altri mali si aggiunge quello dell'in comprensione. La prima viene impartita se condo un programma di subdolo conven zionalismo, Ia seconda viene latta osservare pili secondo interessi personali che secondo regolamenti fissi; i mezzi di correzione sono identici sia per il giovane di 20 anni, ch e per il bambino di sei anni, con Ia sola differenza che se per questo, per dime una, puo esse'fe eflicace stare al can tone l> du rante le ricreazioni, in quello distrugge que! senso di personalita e di dignita che h a indubbiamente cominciato a sentire. AI bambino che trascorre in collegio Ia sua lanciullezza e Ia sua gioventu, viene a mancare in primo luogo l'affetto fa miliari del quale, massimamente nel secondo periodo, sente l'imperiosa necessita, ed al posto di questo, unitamente alia convinzione che i suoi non si curano di lui, nasce Ia falsita, matura !'ipocrisia, aumenta lo egoismo ed il timore della franchezza, s i forma quello spirito di adattamento proprio del borghese. Domani per questo egoismo

PAGE 45

egli Ia tradizionale .frase' del borghese che negli anni giovanili ha spesso ripetuto ai suoi compagni: < Io penso ai miei comodi Voi lo vedrete uscito di ll, l'impiegato elegante e scrupoloso che ogni mattina cancella nel calendario Ia data del giorno innanzi, contando i rimanenti sino al ventisette del mese, cos! come in collegia ha imparato a fare per quelli che lo sepa ravano dalle sospirate vacanze. Gli unici scapi della sua vita sardnno divertirsi per guadagnare cio che ha per du to, vivere comodamente e pensare alia propria carriera. II resto viene dopa (quan do vienel. Quello che puo essere senti menlo patriottico ed : orgoglio di razza e sconosciuto; se anzi raramente qualcuno ne parla, viene deriso cinicamente per le sue parole, ed il suo sentimento e di sprezzato. Fro tanta miseria morale, se si pensa alia eta di chi ne e soggetto, una sola passione spontanea e nobile viene nutrita, quella per gli sport. Ma Ia gretta mentalita della vecchia borghesia dirigente frusta an che quest'unico naturale enti.isiasmo: lo soort fa male e ad esse si preferisce il passeggio e, perche rio, il giuoco del ten nis da tavolo o della dama. In conseguenza l'inerzia fisica e piu che altro Ia incom prensione dei superiori, contribuiscono a creare quell'ignavia del sentimento per cui non si desidera piu il sacrificio per i propri ideali patrii, politici, religiosi e a queste nobili tendenze della spirito si risponde: Me ne frega. trasformando indegnamente il motto fascista. E pensare che dirigenti e parenti sono piu che soddisfatti di questa educazionel Ce ne accorgeremo in segui to ci dicono. Ma come non si possono qualificare borghesi costoro che formano in questa modo gli animi degl'Italiani di domani? Non sono, non possono essere questi i giovani che vuole Mussolini, i giovani che dovranno presto costituire !'anima della na zione, non e questa l'educazione esige il nosiro tempo, non e questa Ia disciplina loscista, non son questi gli uomini pronti a cooperare e a sacrificare se stessi per Ia grondezza d'ltalia. Per questa bisogna scuotersi, camerati, agire e con prontezza. Si rilormera presto Ia scuola, perche non ri formare dunque indistintamente tutti i col legi del Regno ove l'educazione borg-hese e ancor piu efficace continua e pericolosa'? Qual esperantista; cattolicita, non internazionalismo; virilita piena, non neutraleco >I Ne d si venga a .dire che una lingua neutr.::x non oflende i sentimenti nazionali, ed e un ponte gettato Ira i popoli. Di sen timenti nazionali essa offende per lo meno i nostri, che sono sentimenti fascisti, impe rialisti, cattolici, Romani.. Li oflende appun to perche e neutra, perche e brutta, perche e artiliciale; perche e insanabilmente grot tesca, anche se ventisette francesi Accade mici Ia proclamano un capolavoro di lo gica > u offende sopratutto perche tende ad insinuare !'idea che Roma abbia bisognc d'un interprete, e d'un interprete enunco. Quante ai ponti Ira i popoli, Roma li aveva gettati duemila anni prima della pas serella del dolt. Zamenhof, e con ben altro magistero; e va ora ricostruendo quelli che rovinarono durante i secoli tristi. Li ricostruisce da se, lentamente, rna sicu, ramente; e non ammetie ausiliari barbari, o barbarizzanti L'attributo di universale >> che !'Espe ranto si arroga e una contradizione in ter mini terminanti con il Romana tamen animo del cartellino; bisogna essere o Romani. o esperantisti. perche la Iotta di Roma centro l'anti-romanesimo e anche con tra i neutri di questa specie. 2cuneMAo -e-UL 'Ginetta Dall'Orto ci scrive, inlormandoci di Zamenhol e della sua idea intima. Ella scrive del creatore dell'Esperanto quanta segue: Posse dirvi molto sicurarrtente e precise mente che il fondatore, dolt. Zamenhof_ era ebreo, ebreissimo, nato nel ghetto di Bie lostok, vissuto sempre nel bel mezzo del ghetto di Varsavia e sepolto nel cimitero ebraico, pure di Varsavia. Ebrei lurono tutt i i suoi primi e principali seguaci che diflu sero l'esperanto in Russia e in Francia, i cui cognomi, ebreissimi. !urono Cazimir. Bein, Prus, Einstein ecc. Lo Zamenhof non solo creo l'esperanto, rna diede agli esp<3-rantisti un ideale, )'.;:idea intima)), cioe una specie di internaziorialismo pacilista, di mar ca. s'intende, chiaramente ebraica. Anzi nel campo stesso degli esperantisti, sorsero lotte fra quelli che accettavano l'ideale della Zamenhol e qU:elli che sostimevano sol tanto la necessita della dilfusione della lin gua. Naturalmente il governo zarista perseguitc gli esperantisii per le idee che pro pugnavano. E' inutile anche dire che gli ebrei si servirono molto di questa movi merilo per svolgere le !oro attivita nei vari stati di Europa. Dall'Asamak Katolik-Jtalyan Kilisesi d'lz mir (Turchia) riceviamo un'altra lettera di Padre Poratti domenicano d el Piemonte: Egl i dice: Mi pregate -r di voler spiegare con che cosa mi e sembrato di veder conlusa quella prerogativa inalienabile di cui ho parlato La mic osservazione alludeva a que! perio do in cui Voi parlando clell'avanguardistc cresciuto nella lede di Roma diceva'e ch'egli non ha il sospetto che Roma nac que cattolica ed era cattolica prima d i di ventare cristiana e che percic pole 'cndar-= 45

PAGE 46

il cattolicesimo Daile quali parole, a pren derle nel !oro signilicato immediato, par rebbe risultare: I) che Ia cattolicita e un attributo essenziale di Roma; 2) che Roma abbia comunicato questa attributo alia reli gione cristiana. In sostanza, ci sarebbe non solo coincidenza :t Ira le due cattolicita, rna <.: priorita > della prima rispetto alia se conda. .Non ho difficolta a concederVi !'una coso e l'altra, purche s'intendano nel senso onde ne parlarono, Ira gli altri,il Papa S. Leone Magno, S Agostino e Dante; vale a dire. distinguendo Ira terrene politico e terreno religiose, il primo dei quali, storicamente, per lo meno, spiano e aiuto le vie al se condo. Ma siccome questa distinzione e que sta precisazione (passatemi Ia parolaccia) sfuggono ai pili, cosi ho tenuto chiarirle con crudezza e banalita (rna eerie verita per. esser troppo sernplici non sernbrano an che banali?) le quali non erano dirette alia < Difesa rna a parecchi dei suoi eventuali lettori. Mi rallegro poi nel sapere che eflettiva rnente i rniei tirnori (se pur si possono chic mare tirnori) sono del tutto fuor di luogo. E Vi sono sinceramenle grato di quanta mi fate avvertito, e cioe che non si tratta di sbarazzarci delle correnti, in plurale, rna della corrente, al singolare, Ia quale, come dite benissimo, non e nient'altro che lo sviiuppo del pensiero francese e tedesco da Cartesio a Hegel Picchiate sodo! Io quando penso all'obbrobrioso servilismo in tellettuale nel quale ci tuffammo e vi ab biamo guazzato per !anti anni, immemori, e per co.;;i dire, camelici noi stessi del no stro pensiero, del nostro genio, della nostra storia e delle nostre pili fulgide tradizioni, rni sale i1 rossore aile guance. Eravamo chiamati a dominare i popoli, e accettamrno, supinamente, abiettamente, il servag gio !oro, anche e soprattutto di quelli che sapevarno i nostri pili accaniti e irriduci bili avversari. La vergogna sta sernpre pili per essere lavata. Ed e sempre meglio apri re gli occhi sia pure Iordi, che non aprirli rnai. Lode a Voi che avele occhi per ve dere e coraggio per dire alto e forte cio che vedete, aflinche lo vedano anche co lora che tra noi non ci sono ancora arrivati. Per quanta riguarda Nietzsche, anche a Voi sono sicuro non parra troppo ri gido il mio rigore, qualora si pensi che in Gothe stesso e in altri poeti nostrani e foresti si potrebbe attingere un uguale e forse anche pili schietto amore della Grecia che nel filosofo-poela; e cio senza correre i1 rischio di fame un idolo da contrapporre a Rorna eterna (come fanno generalmente tutti quei pensatori e artisti che Rorna igno rano e detestano) e di compromettere, forse irreparabilmenle, Ia formazione della nostra gioventli questa magnifica nostra gioventli di. cui andiarno fieri e che tenacis simamente vogliarno sernpre piu gagliarda di cervello e di muscoli Ia quale sa rebbe, chissa, lentata di scambiare per oro massiccio anche Ia melma che !'oro riflette. Inutile che Vi dica che sono pienamenle con Voi sui res to di Tabula rasa e s u !'idee Vostre e dei corrispondenti circa Ia cosiddetta Borghesia > Sui rapporti Ira Chiesa e Stato. toccati da Corrieri, mi unisco, col pili fervido en tusiasmo, a lui nel domandarVi di chia rire, chiarire affinche scompaiano a! p1u presto anche le pili tenui ombre, che pe-sana su talune (e forse chi sa quante!) anime di italiani-cattolici, anime rette rna incapaci da sole ai voli inebrianti, e che all'estero, danno, purtroppo, l'impressione ::voluta di chi sa quali tenebrose pro cellose caligini. Scandali farisaici o di pu silli; rna sempre scandaletti che si possono evitare e si debbono, quando, specialmente non Ianna che il gioco degl'invidiosi. Ettore Rais ci scrive da Catania cosi: Leopardi oggi e di rnoda, forse e da at tribuire a questa il vostro sbandieramento leopardiano. Pero a Leopardi sta succedendo cio che voi avele scritto sia successo a Vico trattato da De Sanctis e Croce: tutto fuorche il vera Leopardi. Non ho mai trovato Leopardi cattolico; per favore volete scri vermi in quali opere voi trovate che le idee di Leopardi collimano con quelle della Chiesa? Ma sopratutto penso che Leopardi sia solo un poeta, un vero poela, e non sono ceria i poeti i maestri della vita. Del resto se pubblicate i pensieri perche non pubbli cale anche i canti? Mi pare che in quanta pubblicate ci sia una certa confusione tra ragione, natura e immaginazione. Bisognerebbe che precisaste che cosa intendete per ognuna di esse; quindi si potra vedere le relazioni che pas sana fro di !oro ed il processo evolutivo dell'umanita. Non pensate che l'uomo sia passato dallo stato di natura a quello di immaginazione e quindi a quello di ragione? Naturalrnente ciascuno di questi periodi ha lasciato tracce nel susseguente. Anzi, c'e' di pili, alcuni popoli rimangono ancora agli stadi precedenti, menlre altri, Ia pattu glia di punta, diciamo cosi, e passata per i diversi gradi. E, non pensate, che do uno stato di ragione pura, di ragionarnenti su intuiti, a fondamenti sentimentali, si passi ad uno stadia di ragionamenti su Iotti con creti, passibili di osservazione ed esperien za? periodo nel quale forse noi dell'eta pre senle siamo gia agli inizi. Ora, Ia reli gione credo sia passata dallo stadia di magia (e questa proveniente forse dai so gni dei prirni uornini e da un senso di sgornento per certi Iotti naturali) per queilo di rili meglio architettati da un forte pro cesso imrnaginativo (sarebbero questi due stadi corrispondenti ai prirni due stadi dell'urnanita di cui dicevo primal_ a quello di preponderanza della ragione. Da questa stadia non e facile prevedere a quale altro si passera, perche una fede scientilica e un assurdo, ne d'altro Jato l'umanita perdera facilmen!e il Iondo sentimentale che Ia spinge sempre a credere in qualche coso, ne Ia scienza sapra facilrnente tutto spie gare. I! progresso della scienza nuoce indiret tamen!e alla religione (pur se agiscono su due campi di fenorneni completarnente di versi; naturali gli uni, e quindi c6ntrolla bili, sovrannaturali gli altri, e quindi in contrallabili) perche Ia scienza fa rientrare nell'ordine naturale molti fenomeni prima spiegati come sovrannaturali e quindi di pertinenza della religione o della !ilosofia. Ma anche Ia scienza a! giorno d'oggi e ancora in molta parte dogma!ica come Ia religione e da rnolte pseudo spiegazioni. II perfezionamento dell'una sara !a morte Direttore responsabile : TELESIO INTEBLANDI dell'altra? 0 lorse, Ia re!iglone diverrcl piu spirituale, tendera verso Ia sola credenza in Dio, in un Ente sovrannaturale, trala sciando tutti gli apparati di rili e di dottrine religiose? Io credo che Ia teologia sia Ia piu grande nemica della lede. Ecco perche cre do che si sbagli a consigliare il camerata milanese a studiare Ia religione, se non a puro scopo culturale. Perche mai certamente Ia studio dora la fede; perche Ia fede e come il coraggio < uno non se Ia puo dare.; non e una pillola che con un poco di buona volonta si riesce a mandare gili. E del resto, credo che qualcosa di simile dica Ia Chiesa con Ia sua dottrina della Grazia. Noi italiani resteremo cattolici per tradizione, non per fede, direi quasi per dovere nazionale perche l'unita religiose e una gran forza in un popolo E specie in certi rnomenti, l'unita e Ia salvezza dei popoli; non e nei momenti di tensione esterna che si possano fare sorgere degli urti interni. Del resto, pur silenziosamente. il processo evolutivo lara il suo corso. Ed e sotto questo pun to di" vista che pen so di pater consigliare l'avanguardista di Milano a sorbirsi Ia sua ora di religione: per discipline. Cosl ci scrive Ettore Rais. E noi dobbiamo innanzi tutto domandargli quale nostra frivolita gli abbia fatto dire che noi sbandieriarno Leopardi per una ra gione di moda. E' una modo Ia nazione-; E Dante e una modo? Que! che Rai"s dice della religione e lo rnigfiore spiegazione della sua meraviglia. circa il cattolicesimo di Leopardi, perche non occorre conoscere lo Zibaldone, per sentire !a cattolicita di Leopardi, e tutti i ragionamenti di questa mondo non baste rebbero, se non fosse un po' capita Ia na tura di Leopardi; rna noi presto cominceremc a pubblicare pensieri di Leopardi dai quali Rais vedra che le idee di que,sto nostr c grandissimo collirnano con quelle dell o Chiesa. Non pubblichiamo i canti, rna lc Zibaldone, perche di questa e rirnasta spe cialmente privata Ia nazione italiana, e perche questa e !'humus dei canti. E se Rai 3 avril pazienza vedra chiarita dallo stesso Leopardi quella che gli pare confusione di ragione, natura, imrnaginazione, e tratte nuto dalla smania di costruir teorie e do: trine storiche. L'urnanita e rnolto pili pazza d'ogni ciclo ed evoluzione che Ia pover o ragione possa pensare. E questa progressc di natura e imrnaginazione e ragione, vuoi considerare quanta sia illusorio, vedi quanta tempo c'e voluto per arrivare c, dominic dell'immaginazione, e tieni presen te che prima di Omero l'uorno aveva bene : molto ragionato, rna non ancora latta !c grandi opere dell'immaginazione, queil e classiche. E tieni sempre ferrno che le epc che dell'immaginazione sana Ire sole, e a L bastanza recenti. e che Ia lerza, il Rin c scirnento, e tanto recente, che !a chiamiamc nostra e Ia chiamiarno l'ltalia. Quanta in fine ad una evoluzione del::: rligione e all'esser cattolici per dovere nc: zionale, questi sono residui protestanti. Pe:,. sare che Ia religione debba diventare que sto o quello significa non sapere quantc noi siarno presuntuosi, senza avere ner:-, meno il sospet!o della sapienza della Chie sa. E quanta allo studio della religionc ripeliamo che e studio principalmente del le vita e delle opere dei santi, quello che noi riteniarno fecondo. Stampatori: Sociela Anonima Istituto Romano. di Arti Grafiche di Tumminelli & C. -Largo Cavalleggeri 6, Romd

PAGE 47

[t SIRI ltelllllrl "' ITWI\11 ALVARO I BO. \ TE:''t-fPELLI CARDARELLI V.G. ROSSI SOBRERO ZA VA 7 TIN/ FRA TElL/ LOFFREDO .''r1L'RRI P E T T / .'\ A 7 0 DEl. CAS Tll.LO OPERTI L'uOMO t FORTE Rom. L n.-PIRANDELLO, LEOPARD(, D'AN NUNZIO Sagp c:ritici L 8.-IL CIELO SUu.E crrr A -L 'Etruria. Rorna, L'Umbria, Venezia L ro.-OCEANO (W.edizion.e) Premio V aareggio Lu.Dl PADRE IN FIGUO R.om. L 1-4--I POVERI SONO MAnt (Ill. edizione) L 6.-POLONIA tawl.e foe. L If.-POLITICA DELLA. FAMIGLIA L xli..-L'IDEA UNIVERSAL Dl ROllA Premio San llmlo !.. I J.-FRANC E TEDESCHI I. 14--CARLO ALBERTO Scoria L u.IL CONDOTTIERO (Va di Barto lomeo Collcoo.i) L IJ.- pubblicati cia =====================" mang1ate riSO r1s il SOCIETA ANONIMA CAPITALE L. 500.000.000 RISERVE L. 111.659.733135 IEDE "'LE: GEN'OV DIREZION'.IE MIL"-N'O FILIALI IN ITALIA: Abbiateqrasso -Acireale -Acqui -Alassio -Albenqa -Albiuate Alessandria -Ancona -Aquila Arez:zo -Asti -Bari -Barletta -Bedonia Bergamo -Biella Bologna Bolzaneto (Genova) -Balzano -Bosa -Brescia Brindisi Busic Arsizio -Caqliari -Camoqli Cantu -Carrara -Casale Monlerrato Caserta : Cassano Maqnaqo -Castano Ccuitellamare di Stabia -Catania -Cesena -Chiavari -Chieti -Civitavecchia Coqqida -Como -Comigliano (Genova) -Cossato -Cremona Cuqqiono -Cuneo -Domodossola -Faenza Faqnano Olona Ferrara -Fidenza -Firenze -Fiume Foqqia -Forli -Frattamaqqiore -Gallarate -Genova -Iglesias -Imperia Lanusei La Spezia -Leece -Lecco Leqnano -Lentini -Livomo Lodi Lonate Pozzolo -Lucca -Luqo -Lumezzane Maqnaqo -Meda MeBSina -Mestre (Venezia) -Milano -Modena -Mola di Bari -Molfetta -Monopoli Monza Mortara. Na poli -Nervi (Genova) -Nocera lnferiore -Novara -Novi Liqure Oristano -Ospedaletti Padova Palermo Parma Pescara -Piacenza -Pietrasanta -Pinerolo Pisa -Pistoia -Pontedecimo (Genova) -Prato Bimini -Rivarolo (Genova) -Roma Ro'liqo -Samarate -Sampierdarena (Genova) S. Giovanni a Teduccio (Napoli) -Sanremo San Severo S. Maria Capua Vetere Saronno -Sarzana Sassari -Savona Schio -Secondiqliano (Napoli) Sereqno Seslo S. Gio vanni -Sestri Levante -Sestri Ponente (Genova) Somma Lombardo Squinzano -Taranto -Terni -Torino Torre Annun ziata -Torre del Greco Trento -Treviso -Trieste Udine -Varese -Venezia Ventimiglia -Vercelli Verona Viareqqio Vicenza -Viqevano Voqhera Volterra Veltri (Genova). ESTERO: Sede Q Londra Ufficio di Rappresentanza a New York. JB(I\\N'4CHE A.FFIJLIATE E 4CORRIPONDJEN'Til BN T1VTTO HIL

PAGE 48

0 9 3 I / / / .. / '-------._! ,_ pr!tTlavera I --------I CONTE Dl SA VOl A 1 5 FEBBRAIO -7 MAR Z O GENOVA-NAPOLI-PALERMO ISTANBU L -ROD\ -BERUTTi CAIFA PORT S A I D !Cair o)-MALTANAPOLI GENC::VA SATURN I A 2 MARZO 1 APRILE GENOVA NAPOL I -SIRAC U SA-BISERTA MALT A TRIPOLI-FALERO !Atenel ISTANBUL -SANTORINO-RODI PORT SAID !Cairol-CA!FABEI

xml version 1.0 encoding UTF-8 standalone no
record xmlns http:www.loc.govMARC21slim
leader 00000nas 2200000Ka 4500
controlfield tag 008 121018u19381943it sr p p 0 b0ita
datafield ind1 8 ind2 024
subfield code a D43-00014
040
FHM
c FHM
049
FHM
0 245
Difesa della razza : scienza, documentazione, polemica, questionario.
n Vol. 2, no. 8 (February 20, 1939)
260
[Roma :
b Societa anonima Istituto romano di arti grafiche di Tumminelli],
February 20, 1939
650
Race relations
v Periodicals.
Jews
z Italy
Periodicals.
651
Italy
x Race relations
Periodicals.
1 773
t Difesa della razza : scienza, documentazione, polemica, questionario.
4 856
u http://digital.lib.usf.edu/?d43.14


xml version 1.0 encoding UTF-8 standalone no
mods:mods xmlns:mods http:www.loc.govmodsv3 xmlns:xsi http:www.w3.org2001XMLSchema-instance xsi:schemaLocation http:www.loc.govmodsv3mods-3-1.xsd
mods:relatedItem type host
mods:identifier issn 0000-0000mods:part
mods:detail volume mods:number 2issue 8series Year mods:caption 19391939Month February2Day 2020mods:originInfo mods:dateIssued iso8601 1939-02-20