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Difesa della razza : scienza, documentazione, polemica, questionario

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Material Information

Title:
Difesa della razza : scienza, documentazione, polemica, questionario
Physical Description:
Serial
Publisher:
Società anonima Istituto romano di arti grafiche di Tumminelli
Place of Publication:
Roma
Publication Date:
Frequency:
semimonthly
regular

Subjects

Subjects / Keywords:
Race relations -- Periodicals   ( lcsh )
Jews -- Periodicals -- Italy   ( lcsh )
Race relations -- Periodicals -- Italy   ( lcsh )
Genre:
periodical   ( marcgt )
serial   ( sobekcm )

Record Information

Source Institution:
University of South Florida Library
Holding Location:
University of South Florida
Rights Management:
All applicable rights reserved by the source institution and holding location.
Resource Identifier:
usfldc doi - D43-00015
usfldc handle - d43.15
System ID:
SFS0024306:00015


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Difesa della razza : scienza, documentazione, polemica, questionario.
n Vol. 2, no. 9 (March 5, 1939)
260
[Roma :
b Societa anonima Istituto romano di arti grafiche di Tumminelli],
March 5, 1939
650
Race relations
v Periodicals.
Jews
z Italy
Periodicals.
651
Italy
x Race relations
Periodicals.
1 773
t Difesa della razza : scienza, documentazione, polemica, questionario.
4 856
u http://digital.lib.usf.edu/?d43.15



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ANNO II N. 9 S OMMARIO 5 MARZO XVII SCIENZ.A OTTORINO GUERRIERI: RAZZA Dl CONDOTTIERJ; UBALDO NIEDDU: RAZZA E DIRITTO; GUIDO LANDRA: !L CONCETTO DI RAZZA IN IT ALIA E IN GERMANIA; GIUSEPPE LUCID!: COST!TUZIONE E NATALITA'; LINO BUSINCO: GENTE D'!T ALIA IN TERRA FRANCESE; RE NA TO SEMIZZI: STORIA DELLA RAZZA ALBANESE. POLEMICA FRANCESCO SCARDAONI: SCANDAL! EBRA!CI A PA RIGI; TANCREDI GATTI: LIBIDINE, CUPIDIGIA E ODIO DI RAZZA DEGLI EBREI; A, TRIZZINO: BATTESIMI E CONVERSION! Dl EBRE!; BERLINDO GIANNETTI: I F ALSI CONVERT!Tl; CARLO BARDUZZI: COME I GIU DEI SONO DIVENUT! I PADRONI DELLA FRANCIA; ALFIO CIMINO: IL DISORDINE MORALE DELLA FRANCIA. DOCUMENT AZIONE CLAUDIO CALOSSO: LA LEGGENDA DI GOG E MAGOG; MARIO DE' BAGNI: GLI EBRE! PATR!OTT! NEL VENETO; S, PERTICONE: LA SCOMUNICA DI SPINOZA; FRANCESCO DEDEL: LO JESCIBAH PENSIERI DI LEOPARDI: L'ALBERO DEL BENE E DEL MALE. QUESTION ARlO IL RINASCIMENTO DEI FRANCESINI; LA MISSION DI ROMA; RELIGION E RELIGIOSITA'; I TEDESCHI E NO!; L'ARTE E LA RAZZA; L'ARGENTINA E GLI EBREI ecc. ecc. I MANOSCRITTI ANCHE SE N O N PUBB LICATI NON SI RESTITUIS CONO GLI UFFICI DELLA 11DIFESA DELLA RAZZA11 Sl TROVANO IN ROMA PIAZZA. COLONNA. (PORTICI Dl VEIO) TELEFONO 63737 -62880 Per le combattere mal at tie dell' inverno 'Roclhta "U
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I _4NTOLOGIA DEGLI SCRITTI ANTIFRANCESI DEI PIU GRANDI SCRITTORI ITALIAN! DAL '700 AL '900 Batetti, Gozzi, Alfieti, JioJtti, Unoco, Foscolo, Potta, Balbo, Leottattli, Tolttnt;:t seo, Guerazzi, JlazziJti, Giobetti, De Sa1tctis, Ma. JtiJti J) I Z I 0 X I J) I Cl IT ... D R I 'r I 0 .,, 3

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Una delle Ire funivie del Sestriere: quella del Monte Sises SOCIETA ANONIMA CAPITALE L. 500.000.000 -RISERVE L. 111.659.733,35 IEJU.JE UCUA\JLJE: f(i',JEN"fU.V A. FILIALI IN ITALIA: Abbiategrasso Acireale Acqui Alassio Albenga Albizzate Alessandria Ancona Aquila Are:rzo Asti Bari Barletta Bedonia Bergamo. Biella Bologna Bolzaneto (Genova) Bolzano Bosa Brescia Brindisi Busto Arsizio Cagliari Camogli Cantu' -Carrara Monlerrato Caserta Ca.ssano Magnago Castano Primo Castellamare di Stabia Catania Catanzar-o Cesena Chiavari Chieti Civitavecchia Coggida Como --Comigliano .. (Genova} Cossato Cremona Cuggiono Cuneo Domodossola Faenza Fagnano Olona Ferrara Fidenza Ci.renze -Flume Foggia Forll rrath;nnaggiore -Galldrate Genova IglE!sias Imperia -Lanuse! La: Spezia Leece Lecco Legnano Lentini Livomo -Lodi -Lonate Pozzolo Lucca Lugo Lumezzane -Magnago Meda Messina Mestre (Venezia) Milano -Modena Mola di Bari -Molfetta Monopoli Monza Mortara. Na-poli Nervi (Genova) Nocera lnferiore Novara Novi Ligure -Oristano -Ospedaletti Padova -Palermo -Parma -Pescara Pietrasanta Pinerolo : Pisa Pistoia P.Ontedecimo (Genova) -Prato Rimini -.Riposte Rivarolo {Genova) -Roma Roigo -Samarate Sampierdarena (Genova) S. Giovanni a Teduccio (Napoli) -Sanremo San Severo S. Maria Capua Vetere -Sarzana -Sassari -Savona Schio Secondigliano (Napoli) Seregno -Sesto S. Gio vanni -Sestri Levante Sestri Ponente (Genova) -Somma Lombardo -Squinzano Taranto Terni .Torino Torre Annun ziata Torre del Greco -Trento -Treviso Trieste -Udine -Varese -Venezia -Ventimiglia -Vercelli -Verona -Viareggio Vicenza Vigevano -Voghera -Volterra Voltri (Genova) . ESTERO: Sede a Londra Ufficio di Rappresentanza a .New York. JOI'A. N 4[ Ull JE A\ JF JF U JL U A\ 1r JE JE 4[ 401 JRt JRt U JP' 401 N JOt JE N 1r U UN 1r lU 1r1r 401 U JL NJ0t401

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LE PO Il pericolo piu grave che incombe su chi non ha altr'a ricchezza che la sua forza di lavoro e la morte premcitura; essa lascia senza mezzi senza tutela la famiglia dello scomparso. Contra questa pericolo esiste . un solo presidio, rna infallibile. l'assicurazione sulla vita. Fino a non molto tempo addietro la protezione assicurativa: costituiva un privilegio di colora che di un certo benessere economico. Oggi. per l'opera altamente sociale dell'lstituto Nazionale delle Assicurazioni. mediante le PO tale essenziale protezicne e estesa ai ceti meno abbienti. a tutte le cate gorie di lavoratori. E cio soprattutto per due ragioni foridamentali: perche la polizza popolare costa poco e perche essa. oltre alle caratteristiche comuni a tutte le assicurazioni sulla vita, altre importantissime ne pos siede, rivolte particolarmente a vantaggio delle categorie su accen nate: Elenchiamo le principali: .IL PAGAMENTO DEL PREMIO SI EFFETTUA IN QUOTE MINIME MENSIU DI L. 5, 10. 15. ecc.: .NEL CASO DI MORTE DOVUTA AD INFORTUNIO. ESCLUSA OGNI CONCAUSA. ai beneficiari viene pagato non soltanto il capitale assicurato, ma anche altro capitale di pari importo; .NEL CASO DI SERVIZIO MIUTARE 0 DI DISOCCUPAZIONE. e con sentita la sospensione del pagamento dei premi fino ad un biennia; :--JEL CASO DI NUMEROSA PROLE e precisamente quando l'assicurato venga ad avere sei figli dopo la stipulazione del contralto, e c:oncesso l' esonero completo dal pagamento dei premi; :iEL CASO DI INV ALIDIT A' TOT ALE. qual ora 1' assicurato si trovi nelle condi. zioni previste dalle clausole contrattuali, e del pari concesso l'eso nero completo dal pagamento dei premi. Devesi poi aggiunge:re che gli assicurati con la polizza popolare godono anche del beneficio di partecipaie agli utili annuali dell'lstituto; il che si risolve. a conclusione del contralto, in un vantaggio economico molto apprezzabile. -'. fJ.i di i a.uO.i 5

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6 Eill SERVIZIIE(j MARITTIMI PARTENZE DEL MESE. Dl MARZO 1939-XVII J\.MJERIHE "ADRIATICA-.SOC. NAV." CENTRO AMERICA NORD AMERICA CONTE DI SAVOIA da Napoli . 6 Marzo SUD AMERICA AUGUSTUS da Genova. e Cannes NORD E SUD PACIFICO da Genova e Cannes 8 Marze 2 Marzo LEME (Nord Pacifico) REX NEPTUNIA da Trieste 7 Mar.c da Genova e Cannes 15 Marzc da Trieste e Spalato 9 Marzo da Venezia 7 Marzo da Napoli 16 Marzc da Napoli 11 Marzo da Napoli 11 Marzo . 16 Marzo PRINCIPESSA MARIA : :.:I!:"..!o ." ." : Jl : : : : Pacifico) 15 Marzo DlliSAVOIA 28 Marzo CONTE GRAND& da Genova. 7 Aprile C::va : . . 30 Marzo da Genova e Cannes 23 Marzo da MarstqHa . 8 Aprile SERVIZI COMMERCIAL! NORD. SUD, CENTRO AMERICA NORD E SUD PACIFICO INDIE OCCIDENTAL! MESSICO A.SJlA. A.FRJlA. A.USTRA.I.IA. "LLOYD TRIESTINO'' PO INDIACINA CONTE VERDE DUIUO (Espresso) da G&nova da Marsiglia 28Marzo 29 da Napoli . . 28 Marzo TRIESTE MASSAUA GIBUTI URANIA da Trieste e Venezia da Brindisi CONTE BIANCAMANO da G-!tnova do l{apoli .. 8 Marzo 9 Marzo AUSTRALIA da Trieste 29 Ma...,o ROMOLO do Venezia 30 Marzo da Genova 5 Marzo da Bari da Livomo 6 Marzo da Brindisi 3 Marzo 4 Marzo 5 Marzo 6 Marzo SUD AFRICA da Napoli . 8 Ma...,o ITALIA SABBIA (andata via Suez. ritomo Gi c!a Messina e Catania 9 Marzo t : billerra) do Flume 19 Marzo da G..nova . . . 6 Marzo AFRICA ORIENT ALE . da Brindisi . . . 20 Mar-..a DUCHESSA D'AOSTA (via Suez) GENOVA AFRICA ORIENTALE : NAPOLI MASSAUA ASSAB G. MAZZINI (Chiaimaio) da Venezia 17 Marzo PO da Genova da Brindisi 19 Marzo da Napoli 7 Ma...,o VIRGILIO (MCIBSCIIla) da Messina . . 20 Marzo ABNO da Genova . . TAGLIAMENTO (A&ica Occ.) da Napoli 14 Marzo FB. dca'tsllli(Chiaiiacri.,") 8 Marzo IS Marzo 16 Marzo da Genova o IS Man:o TEVERE da Marsiglia , 17 Marzo da Napoli 21 Marzo do Genova . o 22 Mar?.o SERVIZI COMMERCIAL! ASIA-AFRICA-AUSTRALIA (CALCUTTA, SAIGON, INDIE OLANDESI, GOLFO PERSICO, AFRICA ORIENTALE ITALIANA). EGITTO MARCO POLO da Trioslo o Vonozia da Brindisi GERUSALEMME DRUEN1r A.ILIE "ADRIATICA SOC. NAY." 11 Marzo 12 Marzo CIPRO -PALESTINA GERUSALEMME da Trieste da Brindisi GALILEA 1 Marzo 2 Man:o 8 e 22 Marzo 9 e 23 Marzo GRIMANI da Venezia o da Bar! da Brindisi GRECIA E TURCHIA CELIO I, 15 e 29 Marzo 2, 16 e 30 Mar.::o 3, 17 e 31 Mar.::o da Trieste e Venezia da Brindisi . . ESPERIA da Genova o da Napoli o' .... 25 Marzo 26 Marzo 4 e 18 MarZO';. da Trieste da Brindisi PALESTINA da Trieste da Brindisi 15 e 29 Marzo 16 e 30 Marzo da Trieste e Venezia 3, 17 e 31 Marzo i do BrindiAi 5, 19 Mono e 2 Aprile ADRIA -FOSCARI da Triesle o Ver:.ezia da Fiume da Brindisi EGEO da Genova. do Napoli 5 e 19 MCit2:o RODI e. ; FOSCARI CITTA' DIBARI 4 e 18 Marzo da Trieste e Venezia 0 4 e 18 Mar.:o da Genova 0 0 2 1 9 0 MMaarzorzo da Fiume S e 19 Marzo da Napoli da Brindisi 6 e 20 Marzo GBIM.ANI 10 e 24 Mono 12 e 26 Marzo 5 e 19 Marzo 6 e 20 Marzo EGEO da Venezia 1, 15 e 29 Marzo 12 a 26 Marzo do Genova 12 e 26 Mar:.o da Bari 2, 16 o 30 Marzo 13 e 27 Marzo da Napoli 13 e 27 Marzo da Brindisi 3, 17 e 31-Marzo LINEE PER LA DALMAZIA ED IL LEV ANTE SERVIZI CO MMERCIALI: LEV ANTE MAR NERO MJEDITERRJ\.NEO 0(:JID1ENTA.L1E "TIRRENIIA SOC. NAV.'' PER TRIPOLI: da Napoli: 3, 7. 10. 14, da Siraeura: 1. 5. 8, 12. da Palermo da GeGno;,a. PER BENGASI: od"J Naroli 17, 21, 24. 28, 31 Marzo 15. 19. 22, 26, 29 Mar=o 4, ll, 18. 25 MarzC' 1. 15. 22. 29 Marzo 10. 2-1 Mar:zc da Siracusa: 1, 4. 8, 11. 15. 18. 22. 25. 29 Marzo da Genova . . . 1. 15. 29 Marzo PERIPLO ITALICO da Fiume Candela) . 6, 13, 20. 27 Marzo da Genova (ritorno) 3, 10, 17, 24. 31 Marzo PER CAGLIARI: do Genova . . 1, 8., 15, 22. 29 Mar.::c da Civilavecchia 3, 10, 17, 24, 31 Marzc da Napoli . . '1, 14, 21. 28 Marzo AILTRII JEIRlWBZH NORHD IEIJROP A. CORSICA (Baatia): da 3, 10, 17, 24, 31 Marzo da UV'bmo . .. S, 12, 19, 26 Marzo do Torres .' 7, !4, 21, 28 Marzo PER TUNIS!: da Napoli . . I. 8. 15. 22, 29 Marzo da Palermo . 2, 9, 16, 23, 30 Marzo da Genova 0 1. 8,15. 22, 29 Marzo Giornalieri: Napoli -Palermo: Civitavecchia .. Terranova -Settimanali: Genova orientale ed occidentale della Sar. deqna Caqliori Trapani Palermo -Quauordicinali: GenovaPorti della Sardegna-Palerma-Scali Tuniaini Libici. Alu aandrini: Adrialico SiciliaTirreno: Adricilica -Nord Europa: Tirreno-Nord Europa ITINERARI TURISTICI COMBINr '":':?. !!. MEDITERRA::E:::' :::'O::CIDENTALE. ITALIA LLOYD TRIESTINO ADRIATICA TIRRENIA GENOVA TRIESTE VENEZIA NAPOLI

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ANN O II NU MERO 9 5 MltltZtt XVI-I ESCE IL 5 E IL 20 Dl OGNI MESE UN NUMERO SEPARATO LIRE 1 AD BONAMENTO ANNUO LIRE 20 ABBONAMP..NTO SEMESTRALE 12 ESTERO IL DOPPIO Di;rettore: TELESIO INTERLANDI Comitato di redazione: prof. dott. GUIDO LANDRA prof. dott. LIDIO CIPRIANI -dott. LEONE FRANZ! -dott. :MARCELLO RICCI -dott. LINO BUSINCO Segretario di redazione: GIORGIO ALMIRANTE SCIENZA DOCUUENT!ZIONE POLEUIC4 OUESTIONJ\810 ------------------- RAZZA Bartolomeo Colleoni. JL a superiorita morale ed etnica della razza ita Iiana ha tro vato in tutti i tempi i suoi rappresentanti nella grande schiera di capitani, politici e santi sorti in difesa e in onore della patria, come da un perenne e prodigioso vivaio di condot tieri destinati a guidare e5erciti, popoli e religiosi. Gli scopi erano naturalmente dissimili, rna i risultati hanno quasi sempre raggiunto una identita ammirevole: tenere desta ed alta Ia vitalita della nostra razza. La quale ha avuto quindi questa caratteristica peculiare: originare uomini nati per co mandare e per trascinare milioni di uomini con le armi con Ia diplomazia e con Ia fede. Anche altre razze, esclusa quella ebraica, vantano condottieri sommi. Ma il fenomeno, o meglio Ia differenza sostanziale tr11 queste e Ia razza italica era che altrove i popoli davano alia storia i condotticri quando le condizioni politiche, morali ed economiche si trovavano in pieno sviluppo e prosperita; mentre in Italia non mancarono mai, nemmeno nei secoli di oscura mento e abbassamento, quando per Ia penisola si contendevano le regioni le potenze straniere. In quei secoli, l'ltalia politica mente divisa, riesciva a mantenere il suo posto nel mondo, Ia 7

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Francesco Guicciardini. gerarchia morale e Ia sua. missione di civilta: erano i capi tani italici, i santi nostri, gli uni a guidare aile piu grandi vit torie le armate presso cui militavano e gli altri a risvegliare i cuori c gli animi inerti riconducendoli aHa purezza ed alia intensita della fede; erano i politici a preparare e dettare le grandi norme della storia e degli stati, gli artisti, gli scienziati ed i navigatori ad illuminare con le opere e con le scoperte l'umanita. II mondo guardava attonito al nostro popolo, vedendolo man tenere alta Ia fiamma della sua grandezza. Gl'invasori scorraz zuyano per le contrade nostre, infierivano contro gli uomini e le cose, distruggevano con rabbia i monumenti della romanita e ,tel cristianesimo: rna v'erano tante cose indistruttibili, le qunli non crollare, e su tutta Ia razza, Ia razza ita-8 Napoleone Buonaparte. Iiana che miracolosamente non sub iva infiltrazioni e non inari diva. L'lmpero di Roma ei:a finito, rna soltanto politicamente. In Roma stessa il Papato aveva sublimato Ia concezione impe riale latina, e continuava Ia sua mi;;sione sotto altra forma piu spirituale. La razza ehraica non ha mai avuto condottieri II prirno che e scaturito dal suo grembo e stato anche il suo distruttore: Cristo.. Dopo San Paolo di origine ehraica si converte e diventa un nemico spietato dei giudei. I romani con una dominazione decisa ogni velleita di riscossa politica nel popolo israelita. 11 quale, dall'era hiblica aveva avuto, piu che condottieri, grandi migratori aui a trascinare da un conti. nente all'altro turbe che ogni popolo mal tollerava e cacciava senza pieta. Ma sotto Roma gli ebrei cominciano a sviluppare quel programma assurmere quella che persi stera sino ai nostri giorni : Ia speculazione commerciale. Da allora cercarono di penetrare nella vita pubblica attraverso le vie dei commerci, dell'usura e dell'oro, cioe facendosi strada nei recessi piu miserevoli dell'animo umano. Si a carat terizzare Ia mentalita di quella razza, a plasmarsi in maniera inconfondibile il concetto di vita. Diffondersi per il mondo. ovunque fosse da guadagnare moneta, sfruttare ambizioni e disgrazie: questa fu presso a poco Ia parola degli ebrei che troviamo in tutte le terre dell'lmpero. Vita di no madi ohliqui, senza patria, affinati in tutte le astuzie per sco prire le debolezze, 1{'! miserie ed i bisogni delle genti; tori nell'animo di oqio verso chiunque non fosse della !oro Nicolo Machiavelli. razza, abituati a tutte le offese e a tutti i disprezzi, umili cd oigogliosi nello stesso tempo, razzisti sino all'eccesso, negati a molte virtu come l'arte, la poesia, il Javor!) dei campi, quelk virtu che erano le doti dei popoli presso cui trovavano ospi talita e tolleranza. Lo scopo unico e millenario: demolire. La parola e brew rna appropriata. Mentre gli altri popoli trovavano e trovano Ia loro forza nell?unita, gli ebrei Ia trovavano nella dispersionc. Fenomeno fol1midabile rna evidente. Uniti in un continente o in una patria ebraica essi non avrebbero avuto piu da com battere Ia loro oscura battaglia di usura e di disgregamento; mentre disseminati negli stati del mondo, avevano il terreno adatto per il loro lavoro. E poi li a\:rebbe affamati il problema dell'agricoltura cui sono stati semprc negati e si potrebbbe "dirr

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nemici. L'odio alia terra e alia natura, la riluttanza all'aratro e alia vanga due strumenti inconciliabili con l'attivita del mercante scaturivano dal fatto semplice ed delh mancanza di patria e di focolare. Nemici dell'agricoltum essi wno stati di conseguenza nemici dell'architettura, cioe della casa stabile di pietra. Non avendo da difendere ne campi ne focolari, Ia razza cbraica non ha mai potuto avere capitani ed eserciti. L'arte di tutti secoli ha tramandato le sembianze eroiche e ;;uperiori dei condottieri italici. Le caratteristiche somatiche. e morali dei temperamenti nati per il comando risaltano in pieno dai ritratti romani aile scul ture del medioevo, dai bronzi del rinascimento aile pitture mo Le effigi dei condottieri hanno tutte un legame evidente che va dai Romani al Duce : Ia grande ampiezza cranica, lo ,-riluppo frontale, Ia profondita dello sguardo, il taglio del men to e della bocca; un complesso di elementi vasti ed armo nici nello stesso tempo, formanti quasi l'architettura somatica di una razza. Paseando una breve rassegna dei principali condottieri della razza italiana, troviamo tra i primi Scipione I' Africano. L'uomo rissuto con un pensiero solo ed irreducibile: debellare Carta7ine. II cranio ampio, Ia fronte vasta, nobile, ed acuto lo ,p:uardo dagli occhi marini, Ia bocca di un uomo che tace, Ia lesta calva da combattente africano. Giulio Cesare assomma in:vece le qualita del capitano e del ,oJitico. Nei suoi ritratti si vede l'uomo che non e soltanto. Erasmo da Nami. detto il Gattamelata. ,ome Scipione, 1m soldato, rna anche il costruttore di un im p ero. I tratti del volto soho evidentemente pili delicati, forse tCJli dalle origini e da un'educazione piu nobili: c'e un compleso d'idee sotto Ia sua fronte e non un pensiero unico. Sci pione non ebbe in fondo che lo scopo di vincere Annibale in lmttaglia, Cesare quello di costruire l'Impero di Roma con le armi e Ia politica. Da lui derivano, assai simiglianti nelle grandi l inee, Augusto, Tiberio, Claudio, Traiano, Adriano, Marco Au relio e Costantino: grandi volti di dominatori, ognuno dei quali aggiunse una frontiera alia patria e fece sorgere opere imprriture nell'Urbe. Viene Ia notte barbarica e bizantina. Santi, pontefici e vescovi prendono il posto dei capitani. Nella si iniziano le contese dei molti inva5ori, contro di essi figure luminose di Scipione 1' Africano. santita sorgono a prendere Ia difesa delle citta e delle genti. II medioevo porta i Comuni. San Francesco d' Assisi re8tituisce dignitil e valore alia fede. Soldato e combattente anch'egli, asceta emaciato ed inspirato, si rivela uomo capace di trasci nare folie di credenti. Spaziosita della fronte, dolC6 profon dita dello sguardo, potenza della predicazione. E' il fondatore del pili vasto religioso, un esercito d'uomini capaci di ogni sacrificio, poveri e pili forti della ricchezza, spinti a toe care terre lontane pericolose inesplorate per portare benefici e fare altri gregari spirituali. Anche San Benedetto da Norcia fonda un grande ordine volto pero verso un'attivitil piu scien tifica e culturale. San Bernardino, prediletta favella di Dio, pacificatore di citta sconvolte dalle lotte civiche arriva a supe rare !'influenza degli uomini politici del tempo suo. Donatello alza a Padova Ia statua equestre del Gattamelata. L'effige rivela palesemente Ia persistenza dei caratteri romani e Iatini nel condottiero quattrocentesco. La nobilta della razza italiana trova quivi un& traduzione insigne: il capitano ha lo sguardo vivido e lungimirante che trapela Ia fermezza della decisione oltre Ia dirittura della vita. La grande fronte, il taglio del mento e l'ampiezza del cranio danno indiscutibile senso di forza morale e intelligenza. Diverso da Erasmo da Narni, Fe derico di Montefeltro Duca d'Urbino ha volto d'umanista. Dal dipinto di Piero della Francesca egli appare conciliante l'uomo d'armi ed il cultore delle arti. Gian Visconti, Sigi smondo Malatesta, Braccio Fortebraccio e Nicolo Piccinino sono anch'essi di una fisonomia eloquente e temibile. II Verrocchio con il bronzo insuperato di Bartolomeo Colleoni rappresenta il soldato romano che torna dopo tanti secoli a folgorare il ne mico sui campi di battaglia. Si puo agevolmente stabilire un parallelo tra Scipione e Colleoni per questi !oro semplici e forti lineamenti die trovano molte volte somiglianza. II Col leoni cosi vivo e fremente anche nell'opera d'arte. non nasconde Ia persistenza dei caratteri romani. Tre politici sommi. Lorenzo de' Medici, Nicolo Machiavelli e Francesco Guicciardini. Lorenzo grande equilibratore delle vicende d'ltalia. abile e pensoso, accorto e profondo. Michelan gelo pili degli altri da una sublimazione della sua figura, scol. pendo nel marmo il pensatore della Rinascenza. Nicolo invece nei ritratti che di lui si conservano appare sempre quello che fu: esile e mordace, nato a tracciare disegni di una stupenda va-

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stita e attualita. II suo propria terra, ehi'-a! volto oltre Ia consun-l'indomani delle vittozione per le fatiche rie clamorose potevanu mentali e anche per conservare il dominio stravizi, cffonde una delle loro provincie, luce eli potenza e una contribuendo alia for amarezza infinita. Dal-mazwne di una co-la lettura dei classici il scienza nazionale. Machiavelli traeva nu-Napoleone Buonatrime.nto: quelle sue parte,.l'italiano di Cor-labhra sottili, que! nasica, sorge a stupire il so diritto sotto Ia fron-mondo nel tentativo di te ampia sono dell'uoun nuovo impero. I li-mo che voleva l'esercineamenti del corso so-to nazionale in difesa no italiani e meridio-della patria assediata nali: sembrano fonde dagli stranieri e mala-re le qualita di molti mente difesa da mercecondottieri in uno. Egli 11ari e condottieri eli fu }'ultimo capitano v e n t u r a Francesco dei tempi moderni. Guicciardini non lo suL'800 vide nascere pera, ma !'uno e l'alGiuseppe Garibaldi. tro !'embrano complecondottiero ed affascitarsi e stabilire il siste-Eugenio di Savoia. natore di turbe, poeta. rna politico che avril attuazione ed applicazione sino a Lutto il e degno di risalire con le sue gesta agli eroi elleni e romani. secolo XIX, all'ombra del sorriso sardonico di Camillo Cavour a quei guerrieri mitici che in scogli deserti sui mare attendee del volto leale di Re Vittorio. vano il richiamo della patria _in periglio. Nci tempi moderni i Savoia hanno dato all'ltalia uno stuolo Oggi l'arte attende a scolpire un'altra figura d'impronta se di capitani, da Emanuele Filibert9 a Carlo Emanuele I, da Vit-colare: Mussolini. Molte effigi abbiamo veduto, rna noi amiamo torio Amedeo II ad Eugenio di Savoia. I !oro sembianti si am-quella rude e sommaria alzata sui bordo della conca di Adua mirano nelle tele delle gallerie piemontesi. La penisola era da oscuri artisti in grigio-verde. Quando si pensi che l'unita an cora il teatro di lotte straniere. Francesi, Spagnoli e Tedeschi della patria non ha ancora settant'anni, e l'ltalia e cercavano di sopraffarsi in questo magnifico campo di batta-tornata imperiale, e facile che piu d'ogni altra na glia dove si poteva svernare e bivaccare senza patimenti se non zione essa e infinita nelle sue viscere di madre di grandi. quelli del popolo. Ma quei capitani riescivano a beneficare Ia OTTORINO GURRIERI 10

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se1enza RAZZA E La Gazzetta Ufficiale del 27 iebbraio scorso ha pubblicato il provvedimento per ]a conversione in Legge del R.D.L. 17 novcmbrc 1938-XVII n. 1728 sulla difesa della razza italiana. E' stata cosi definiti y;,mcnte consacrata al nostro diritto positi\'O una dottrina che soprattutto csprimc le aspirazioni imperiali dello Stato f;,scista. ln questa occasione e bene riaffermarc cnntro coloro che negano aile leggi razzi un valorc intrinseco di giu stiz i a e vo gliono vedere in esse non l eges sed monra legum (quasi fossero il parto im provviso di una fantasia orientata a fini cgnisticamente politici) che il problema della razza non appartiene tanto alia leg!!'' scritta quanto invece al diritto, consi ckrato nella sua universalita come fenomeno rispondente ad esigenze naturali ckllo spirito umano. c-;olo un avversario osercbbc pretenderc: d precisarc Ia natura giuridic.-1. del razzismo muovendo dalla semplice Iegge Ia qualc (per csprimerci con frase scolastica) Jla il ritmo genetico della societa, si po trehhc chicderc se putacaso gli sia facile dcfinire Ia socicta come: un qualche cosa di piu preciso che un' accolta di uomim' scmpliccmentc comiventi. Giacche sotto t:,Jc aspctto sembra che Ia societa, pur es Hndo una cosa 'l'era non sia una -cosa al-trcttanto ccrta, net scnso che non e capa-ce di produrre diritto alcuno. Essa abbisogna di ditierenziarsi in particolari forme eli convivenza oramai acquisite alla storia : dalla famiglia alia gens, dalla gens alia c1vitas o nazi one in senso biologico. Non. si comprende come certi adoratori del giusnaturalismo riescano a conciliare Ia !oro teoria ( cssere cioe la purezza biologica contraria alia perpetuazione del genere IJtnano) con quella grande verita che e il Frocesso cvolutivo della societa organiz zata, interamente basato sulla discendenza. comunc o meglio sull'affinita del san gue. Innanzi alia formazione storica delle razze costoro restano indifferenti. Sono poi in mala fede quando affermano che il concetto di razza pura non puo identifi carsi con quello di nazione. lnfatti essi assumono il concetto di nazione non nel scnso biologico (che e quello vero), ma nel senso falsato dalla mania teorizzatrice e dalladottrina liberale. Ricordiamo che, nell'accostarci per Ia prima volta a! di ritto pubblico, Ia parola nazione -atlora premurosamcnte sbandierata dal libe ralismo ufficiale e usata con cautela nei manuali per distinguere fra Stati nazio nali e Stati non nazionali ci fece l'im pressione di una cosa imprecisa, destinata ad adattarsi a] capriccio delle idee poli tiche. E' appunto a questo falso signifi cato del tenninc: nazionc che si vuole a.lludere nel terzo paragrafo del manifesto razzista del 14 Juglio 1938, laddove e dctto che il concetto di razza e basato Sit altre considerazioni chc non i -concetti di popolo c eli nazione, fondati cssenzial mente (meglio sarebbc stato dire comtmcmcntc) su considerazioni storiche, lingui stiche, religiose Ora, se non avesse -dominato nei mil lenni un profondo istinto morale c fisio logico eli conscrvazione razzialc, Ia societa umana sarcbbe ancora a! suo stadio primitivo: un'accolta di uomini scmplice mentc conviventi. Qucsto istinto si e con crctato in comunita di sangue tradottesi inesorabilmente, attraverso una complessa attivita nornuitiva. in forme di tutela re ciproca. Ecco !'aurora giuridica delle raz ze. I gruppi biologicamcnte compatti dan no luogo a forme sempre piu evolute di civilta che si inquadreranno alfine nella forza stahilizzatri-ce della Stato. Cosi lo Stato nasce razzista. E, aggiun giamo, conserva questa sua caratteristica. Invano i governanti fingono talvolta di dimenticarlo. Anchc gli Stati democratici che inveiscono contro Ia legislazione raz zista in Italia sono razzisti, ciascuno a suo modo, rna r_azzisti. Invano i grandi feno meni religiosi ( chc del res to, come ncl caso del Cristianesimo, hanno predicato piu Ia fratellanza fra gli uomini che non Ia eguaglianza) hanno tentato di oscurarc Ia prerogativa razziale dello Stato. Dopo millenni che Ia linfa del razzismo ha ali mentato Ia dinamica statale, coloro cht: sono abituati ai lunghi sonni fanno le grandi meraviglie e si scandalizzano. Ma infine Ia storia del diritto non ci dimostra, nel suo insieme, che lo Stato ha dispera tamente teso finora a idcntificarsi con Ia nazione? E chc il concetto di nazione ha teso a identificarsi con quello di razza pu ra, anche se relativamentc pur
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IL CONCETTO Dl RAZZA Partendo dall'asserto che, nell'interes se di una proficua collaborazione cultu rale e scientifica della Germania e del l'Italia nel campo razziale, sia della mas sima importan1!a imparare a conoscere le simiglianze e, con molta franchezza, anche le differenze nei concetti di ambo It> parti, si puo rilevare che le ricerche italiane sulla razza si sono svolte in mode assolutamente autonomo ed indipen dente e non sono soltanto di nuova data. La politica italian a della razza non e un germoglio appena sbocciato, bensi un "irgulto di forza originaria dell'eterno albero fascista. -E' da conslatare che l'ltalia ha rap presentato in tutti i tempi l'avamposto dell'Europa nei riguardi della pressionc demografica e ideologica dei vicini po poli africani ed asiatici. Molte delle guerre del passato hanno spesso assunto il carattere di guerre di 12 razza. A questa miSSione grandiosa ha partecipato tutta Ia popolazione dell'I talia, e sarebbe ora dar prova della piu gra_nde ignoranza il voler cercare in ba" se ad alcuni ti:atti somatici quali elemen ti in Italia abbiano avuto maggior me rilo in questa opera di. difesa della ci vilta. Tramontato ormai da tempo in Italia il mito dell'universale fratellanza degli uomini tanto caro alia rivoluzione francese, il razzismo appare ora come un 11uovo aspetto della perenne rivoluzione fascista. E' da sfatare l'impressiorte, talora dif. fusa all'estero, che in Italia gli studi fl{)n abbiano av.uto alcun preceden te. Va rl.diiamata l'attenzione sui fatto poco noto che Ia prima cattedra di antro pologia in Europa e stata creata a Firenze. Naturalmente, come del resto anche in Germani1;1, gli studiosi dei tempi passati hanno preferito le rice:r:che etnogra fiche di popoli a noi lontani o, se han uo tentato delle ricerche sulle nostre ori gini, hanno ricorso .alia pura craniolo gia. Craniologia che molte volte puo da re solo risultati parziali dato che i resti umani di determinate epoche, in cui era in uso l'in?inerazione, son.o scom parsi. Si deve mettere in evidenza la necessita, in campo di politica razziale, di con ciliare i dati di una scienza che puo an che essere discussa con le necessita della Yila II cammino dell'antropo logia politica e stato in ltalia Iento e questa e forse una delle migliori prove del nostro classico senso di equilibrio che ci impedisce di seguire indirizzi po teqrici. Esempio tipico di questo equilibrio e stata Ia possihilita in ltalia di trattare i[ problema della razza in un piano diffe rente da quello religioso. Nella scala dei valori Ia razza ha ora trovato in lta!ia il suo posto giusto e delimitato. Merito principale di questa imposta zione -sta nel fatto che Ia razza non e stata considerata da un punto di semplicemente naturalistico, rna da un punto di vista che potrebhe dirsi lola !ita rio. E' dannoso il dividere un popolo in tante razze in base ad una tipologia ba sata su qualche carattere esterno, soprat tutto quando differenti tipi vengono po sti in diversa scala gerarchica. II concetto di razza italiana. e in sostanza il concetto piu importante e pili originale del nostro razzismo. che e hasato contemporaneamente su dati rli fatto antropologici, storici e idealil:!tic-i. Per l'ltalia il concetto di razza non e nulla di fatalistico: in prima stan no Ia volonta e lo spirito informatore. II problema della costanza e della Ya riabilita dei caratteri razziali e un pro blema teorico di grandissima importan za perche dalla sua diversa impostazione un razzismo puo avere un o un altro. Se infatti nella razza tutto eredita noi do'vremmo rinunziare ad ogni possibilita di miglioramento e dovrem mo cadere nel piu cieco determinismo; ,;e nella razza tutto fosse variazione Ia raz za non esisterebbe che in funzione del suo ambiente. Nella razza esiste invece l'elemento co stante ereditario e a questo l'e lemento variabile. Scopo della politica razziale e di difendere Ia razza difenden do quello che essa ha di ereditario. e di potenziarla, potenziando quello che es,;a ha di variabile. GUIDO LANDRA

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La costituzione, intesa nella complessita di tutti i suoi fattori, esercita un'inf!uenza manifesta sulla na principalmente sulla vitalita dei prodotti concepiti. Ora non e il Boldrini nella Rivista Itaiiana di Statistica forniva dati [nteressanti, con lo stu COSTITUZIONE due genitori puo avere 5Ul lo sviluppo fetale, due ipo tesi possono ammettersi : o che si tratti di un disturbo E NATALITA evolutivo insito nello stesso uovo fecondato poiche pro veniente da cellule sessuali disaffini ; oppure si abbia una nociva influenza dei rapporti tra madre e feto in dio di un numeroso gruppo di famiglie italiane, in alia costituzione dei rrenitori. L' au tore raggruppati i vari b soggetti brachitipi, longitipi e mesotipi sui: ]a .scorta schede della leva militare _,.. notava che la maggior fecondita era fornita dai soggetti brachitipi, e Ia minore dai longitipi. Ma tra i vari dementi che concorrono a ciare una caratteristica propria a ciascun individuo, iL gruppo sanguigno ...:_ deno che come giustamente faceva presente il Ponzi ( 1) e inesatti ed ormai superata in quanto che le proprieta spedfiche di gruppo rion sono, come gia dimo. stmmmo, esdusive del sangue, bensi esistenti in tutte le cellule dell' organismo ha Je caratteristiche essenziali della costi tuzionalita : oltre a comparire precocemen te nei primi di vita, e crcditabile, invariabile per tutta la vita, distribuita in tutte te cellule dell'organi smo, ed in modo costante seppure in proporzioni diverse nelle varie razze e ne1 di\'ersi nuclei etnici. Gia Hirzfeld e Zborowki nel 1926, d.tll' esame di 567 donne e dei loro neonati notavano che quando il gruppo san gliigno materno e fei:ale sono uguali, il figlio alia nascita e piu sviluppato che nei mi in cui i gruppi differiscono; nel 1927 tale rilievo veniva confermato da Klaften esaminando 200 neonatie da Badino su 274 casi. I figli 0 nati da madre 0 ed i figli A nati da madre A peseiebbero cioe alia nascita piu di quelli Ia e rispet tiYamente A .e. 0. Circa il gruppo B i sud detti Autori osservato che presso Ie donne di gruppo B tutti i gruppi serolologici troverebbero le stesse condizioni di sviluppo: doe i feti di gruppo B possono svilupparsi bene anche madri di gruppo differente. Date le scarse osser\razioni sui gruppi A B, non si sono fatte conclusioni di ;interesse. -. Per dimostrare d1e l'eterogeneita mater. no --fetale puo influire sullo sviluppo del feto fino ad impedirlo, se di grado molto spiccato, Hirzfeld ha sostenuto che nei figli si riscontra piu frequentemente it gruppo materno di quello paterno; Que sto rilievo non e stato confermafo dalle successive ne si riscontrerebbe ne gli individui di gruppo B. Nei 1930 Abruzzese in uno studio sui rapporti tra affinita o disaffinita costitu. dei genitori e grado di sviluppo fetale, dai risultati di 307 esami era por tato ad .ammettere che i feti poco pati nascono di preferenza da coppie eterogenee per gmppo sangttignp, mentre d,1 genitori costitttzionalmente affini nqscono di so/ito feti normali ed iperevol11ti. Secondo l'autore, per spiegare !'influen za che Ja incompatibilita costituzionale dei quanto quest'ultimo ha ereditato dal padre una indiidualita biochimica differente. 1\. nessuno puo sfuggue l'importanza prosegue il Ponti nel suo studio -di tali indagini, come il rilievo che tra cellule sessuali di individui di specie diversa vi sia incompatibilita tale che la loro eventuale unione riesca sterile. Tali studi che necessiterebbero di ulte riori ricerche, possono fare ammettere che quando Ia disarmonia costituzio1_1ale non sia eccessiva possa sussistere Ia feconda zione, rna in tal caso si ottengono prodotti razzialmente imperfetti; e ch<; dimin"uendo 1' eterogeneita e la disaffinita, diminuisca no le ripen.-ussioni sui figli. di individtti appartenenti a 1"t.Uze diverse, tale disarmonia si verifiche rebbe in grado eletato, il che si osserva anulogamellle 11efl'incrocio di. animali ete-Tabella N. di abitClDti N. assoluto Quoziente N. medio REGION E per 1000 presenti di coniugate abitanti deiHgli Piemonte 3.497.799 899.511 260 3.27 Liguria 1.436.958 344.389 239 3.19 Lombardia. 5.545.397 1.312.153 238 3.90 Venezia tridentina 660.137 134.009 203 4.16 Veneto . 4.123.267 891.498 216 4.65 Venezia Giulia 978.942 225.301 230 4.04 Emilia : 3.218.452 738.065 229 4.07 Toscana 2.892.364 724.939 250 3.50 Marche 1.217.746 290.899 238 4.08 Umbria 694.074 162.672 234 3.89 Lazio 2.385.052 533.286 233 3.77 Abruzzi e Molise 1.498.559 381.681 254 4.20 Campania 3.494.726 766.088 219 4.61 Puglie 2.483.596 566.585 288 4;99 Lucania 507.750 124.427 244 4.69 Ca1abrie 1.668.954 390.673 234 4.20 Sicilia 3.896.866 916.668 235 4.52 Sardegna 973.125 203.803 209 4.52 13

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rogenei. Quanlo piii Je cellule sessuaii che hamzo dato /uogo alia fecondazione sono t1guali o biologicamente affini tanto piti perfetto ed evoluto sara il nuovo essere. Si potra obbiettare che i consanguinei, che hanno le maggiori probabilita di es sere affini, danno luogo spesso a prodotti deficienti; tale fatto puo essere spiegato facilmente in base aile nostre conoscenze delle leggi dell' eredita. E' probabile, infatti. che i genitori in tal caso abbiano nel loro plal>ma germinativo morbose Tali ricerd1e pen) di indagini su piu scala da parte degli studiosi data l'importanza e l'originalita del problema. *** La denatalita, faceva presente il profes sore Giov Battista Allaria, n el suo dotto studio : Quanti figli hanno le madri "ita liane e un fenomeno che nella storia contemporanea e comparso sui tramonto del secolo scorso, piu o meno evidente in tutti i popoli di razza bianca; rna si e ac centuato in modo rapido ed intenso in queTabella B It alia It alia It all a I tali a Condlzlone social!! del marito Regno setten-centrale meridioinsuAgricoltura . .. 4.59 Giomalieri rurali 4.08 Industriali 3.71 Operai 3.27 Impiegati, ufficiali . 2.42 Professioni liberali . 2.60 Condizioni non profess.lonali 4.66 M edie totali 3.90 htenti ( cioe gcnotipiche rna recessive), che creditate dal comune capostipite, ritrovan. dosi nel prodotto delle fecondazioni diven gono appariscenti e manifeste. Oggi si tende ad ammettere che l'unione di due consanguinei sani, dia prodotti sani e nor mali in nulla differenti da quella di per sone affatto legate da Iegami di sangue, e che sia del tutto infondato e privo di ri scontro il concetto che Ia troppa affinita 1:-iochimica e serologica dei genitori possa dar Iuogo o determinare l'insorgenza di fenomeni morbosi, se non sia causa d i sterilita. trion ale nale. I are 4.67 4.15 4.79 4.12 3,57 4.11 4.24 3,27 3 2 8 4.61 4.2 7 2.97 3.00 4.12 4.05 2.06 2.22 3.39 3.082.29 2.31 3.29 2.93 4.46 4.15 5.30 5.07 3,68 3.53 4.45 4.25 . sti ultimi anni presso parecchi Stati, cos\ da imporsi all'attenzione degli studiosi e alia preoccupazione dei Govemi. Onde prendere in considerazione il fenomeno della natalita della razza italiana, pro segue, dati interessantissimi puo fornirci il VII Censimcnto generale della popola zione del Regno (21 aprile 1931). Secondo Ie ripartizioni geografiche le donne coniugate erano distribuite secondo le regioni nella maniera indicata dalla ta bella A. Confrontando queste cifre, con Ia me dia del Regno, che e come sopra appare 'l'abella Quo-N. CIT T A Abitanti Conlugate zlente medio per 1000 abltanti del ftgli R oma 1.008.083 216.952 215 3.13 Milano ; 992.036 264.256 265 2.69 -Napoli 839.390 178.765 213 4.22 Torino 597.260 166.742 279 2.26 Genova. . 608.096 149.146 245 2.83 21 con 100.000 e piu abitanti 6.991.138 1.694.063 244 3.29 14 di 3,90 figli per donna coniugata una volta e convivente con il marito ( e quesi:e sono piu dei 3/4 delle donne coniugate in to tale), ne segue che hanno tma prolifkita m4ggiore della medi.1 del Regno le do1J11e coniugate appartenenti aile classi rurali. II prof. Allaria nota in?ltre che l'ur. banesimo e Ia disastrosa piovra che uccide le popolazioni. Daile statistiche del censimento 1931-IX appare che il quoziente di donne coniugate per 1000 abitanti, ed il numero medio di figli per le donne coniugate era quale appare dalla tabella C. Secondo Ia condizione sociale del rna. rito ( considerando solo le donne coniu gate una volta e conviventi con il rna. rito), il numero medio di figli e indicato nella tabella B. In confronto con Ia media del Regno, le aonne coniugate, delle citta con almeno 100.000 abitanti: 1) Hanno in media 0,82 figli di meno per ciascuna ; 2) Di questa prole meno numerosa gli indici di sopravvivenia e di mortalita sono alf'incirca uguali a quelli genetali del Regno, dal che risulta che mentre Ia pro. Iificita nelle citta maggioi-i e minore della media del Regno, le condizioni della prole !nvece sono in genere uguali; 3) II numero medio di figli avuti da donne coniugate e minore di quello dei rispettivi terri tori 1regionali; 4) II quoziente di donne coniugate senza figli e maggiore della media del Re gno e deU'insieme dei rispettivi territori rcgionali; 5) La prolificita minima e data dal le donne coniugate delle categoric de gli OPerai, degli impiegati, dei professio nisti; 6) L'indice di sopravvivenza della prole legittima non e minore di quello media malgrado Ie provvidenze profilattiche meglio ordinate nei comuni maggiori, e contrariamente allo strano pregiudizio, an cora molto diffuso, che a prole meno nu merosa corrisponda un quoziente di mortaIita minore. L'evidenza delle cifre, dimostra che l'ur banesimo h a ripercussione sui fattore demografico : sulla fecondita, cioe, che puo d.irsi il dato piu sensibile oi importante della forza e della integrita fisica e morale di una Razza. GIUSEPPE LUCID!

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Una delle piu notevoli caratteristiche del nostro secolo, accentuatasi particolarmente nel dopoguerra, e costituita dal ripiegarsi delle Nazioni sopra le proprie energie,. nel cercare di ritrovare esclusivamente in se stesse la forza per la vita e per lo sviluppo. Questa fenomeno s( manifesto palesemente nel campo economico attraverso i provvedimenti e le iniziative che debbono dare ai popoli meno favoriti lo svincolo assoluto da una larvata soggezione ai piu ricchi. Lo slesso principio va sempre piu affermandosi nel campo etnico. Ed a buona ragione. 11 patrim.onio biologico della Nazione e l'elemento londamentale, quello che condiziona assolutamente ogni altro. Senza popolo non c'e vita sociale, e meglio, senza popolo forte -nel senso piu Jato -non puo esistere una Nazione degna, storicamente, di questo nome. Ogni slate pone percio Ira le sue massime cure quella di potenziare, difendere, tutelare con ogni mezzo l'efficienza biologicct del proprio popolo. Se pure divergano i mezzi ed i sisterni -politico demografica, incoraggiamento alla fusione con altri nu clei, selezione degli immigranti, ecc. il fine ultimo e di giungere a creare un nudeo saldamente omogeneo e pertanto idoneo aile esigenze ed cii destini della vita nazionale. Appare tuttavia molto 'evidente a chi voglia fermarsi a c01isiderare la questione nell'insieme che una politico di questo genere, se limitata all'azione degli organi governalivi rischia di rimanere sterile, o perlomeno di for nire risultati inadeguati agli sforzi. Occorre far penetrare i principi londamentali nell'animo del popolo, far st che ognuno si senta parte integrante di una famiglia continuanlesi nel tempo e percio legato a questa non soltanto ::la valori lradizionali rna da elementi biologici. Occorre in sostanza in ognuno sviluppare il sentimento di razza che diventi orgoglio e convinzione degli impegni che questo sentimento e questo orgoglio portano direttamente nell'animo di ogni uomo. pici del popo:o, li: ::.isce percio, oltre che una tutela, l'integrazione piu idonea dei provvedimenti d'igiene e assistenza sodale degli organi governativi. Percio anche Ira le Nazioni piu restie a questa politica va afferrnandosi !'idea razziale, per quanto limitata per ora a una cerchia di studiosi. In Francia sono il Montandon ed il Martial che con larga messe di studi si slorzano a delineare una fisionomia etnica comune per la Nazione lrancese. ll Montandon nei suoi lavori condotti con perspicacia ed acume scientifico risolve il problema considerando .Ja Fr.ancia come una elnia un complesso unitario risultanle da diverse costituenli razziali, culturali, linguistiche, ecc. ll Martial insiste invece sui lattore razziale, che a dire il vero, in terri torio come quello lrancese, limitalamente protetlo da barriere nalurali, npn ha potuto difendersi da frequenti ed intense mescolanze con elementi provenienti dalle regioni nordiche, orientali e meridionali. Condizioni storiche e geograliche hanno percio saltuariamente portato nel suolo francese popoli di razze e civilta diverse che per 1' assenza di U:n periodo di assestamento e per il contrasto spesso troppo netto esistente Ira !oro non hanno mai poluto raggiungere una lusione completa ed efficiente. L'influenza della razza italiana e slata particolarrnente intensa e ha avuto campo di esplicarsi in tutti i periodi. Tra le prime genii nostre che si incontrano in terra di Francia sono da ricordarsi i Liguri. Questo ramo settentrionale della Razza Medilerranea, all' eta del bronzo, in lorna al 2000 avanti Cristo, si era irradiate dalle coste italiche specialmente presso i limitrofi territori francesi, eleggendovi nuove sedi per la sua ingegnosa attivita. Strabane ha lascialo di essi una chiara descrizione che collima assai bene con quanto risulta dai ritrovamenti osteologici. Secondo questa scrittore, il Ligure era ma gro, di statura piccolo, rna di muscoli forti e di notevole elasticita di membra, bruno di tinta e di capelli. Il Nicolucci sosteneva che fossero brachicefali, mentre il Sergi, in base a studi piu profondi, riconobbe in essi una prevalente dolicocefalia. G!i antichi scrittori che avevano potuto conoscerne i discendenti, lasciarono chiari documenti del !oro caratlere forte e combattivo. Avieno li aveva definili Ligures aspri mentre Cicerone Ligures, montani duri et agrestes Posidinio, testi monio oculare dei !oro costumi, scrive che essi vivevano specialrnente di caccia, avendo pochi rudimenti d'agricoltura. Andavano vestiti con pelli e preferivano vivere in caverne naturali o scavate con arte nella roccia. Quelli delle regioni litoranee conoscevano bene !a navigazione. Erano guerrieri assai tenaci, resistenti alla marcia ed aile faliche, e dimostravano un coraggio fuor del comune. Secondo taluni, questi Liguri avrebbero costituito un gruppo d e 11 e popolazioni arie venute in Italia sulla line del neoli tico. Molto piu verosimile appare invece l'ipotesi che i Liguri abbiano fatto parte della razza Mediterranea, uno dei primi rami distaccatosi dal ceppo indoeuropeo. L'esa me dei dati antru pologici e sovrat1 u t to il raffronto delle !oro caratteristiche con quelle degli odierni mediterranei di Sardegna non lasciano dubbio di sorta. Passati in Francia, i Liguri non tardarono a dillondersi per gran parte del territorio, sino alia Bretagna. Vivevano in tribu generalmente indipendenti, che in un lungo pe-La poli tica raz ziale, con il rico no" scimento, 1' esaltazione e Ia difesa dei caratteri piu tiUn documento della cosidetta letteratura franco-veneta: fac-simile di un codice miniato della biblioteca Marciana. L'incontro di Elena e Menelao (dal "Roman de Troie"). riodo dei t e m p i preistorici, a n d a -15

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D castello di AltafOrte presso Perigueux. eli cui era signore Bertran de Bom. e in cui venivano ospitati i trovatori italiani. rono organizzando Ia vita nei villaggi e nelle campagne dove essi si radicarono tenacemente Intorno a! 500 avanti Cristo ebbero il prlm6 contatto con i Celti. Erano costoro uomini delle terre del Nord, delle regioni inospitali delle Jutland, sempre in Iotta con il mare, che avevano sentito na scere i1 primo impulse verso i paesi meri dionali ai racconti suadenti che ne avevano fatto i viaggiatori fenici e spagnoli. Intorno al 530 avanli Cristo i Celli inic ziano Ia marcia, occupano il Belgic e si inliltrano lentamente Ira le popolazioni li guri. Con successivi alllussi queste genti del Nord vengono in numero sempre mag giore in Francia, compiendo una penetra zione, generalmente pacifica, che servi a far !oro apprendere le norme dell'agricol tura, in cui i Liguri erano 6rmai divenuti maestri. Una parte dei Celti, i Galli, non s i adattarono alia vita dei campi, rna pre ferirono Ia nomade. Di essi scriveva Stra bane: Si riuniscono in massa per correre alia battaglia, e questo con strepito e senza alcun ordine, in modo che cadono facil mente sotto i colpi di chi adotta centro di essi Ia strategia Un nuevo, importante apporto fu quello compiuto dai Romani. Alia conquista segu\ ben presto l'organizzazione attraverso il si stema delle colonie. Le leggi, i costumi, Ia lingua latina non tardarono a penetrare nella massa del popolo, tanto che diviene consuetudine comune prendere nome romano. Una dominazione di seicento anni dette alia popolazione indigena una civilta che doveva lasciare tracce fondamentali nella Francia. Sulla fine del V secolo Ia Francia. viene penetrata da genie Germanica, i Franchi, i quali vanno 'ad aggiungersi alia mesco lanza ligure-celto-romana. Nell'VIII secolo giungono in massa gli arabi, che vengono arrestati nell'ottobre del 732 a Poitiers, da Carlo Martello Molti elementi di questa genie. vengono 'successivamente immessi ed assorbiti in territorio francese. II Martial, ri ferendosi ai matrimoni tra Arabi e Fran16 Un trovatore (da un codice del sec. Xlll). cesi che si praticano attalmente, dichiara che a suo giudizio sono da considerarsi perfettamente riusciti. Nel IX secolo altre popolazioni nordiche, i Normanni, iniziano Ia !oro penetrazione in Francia, contribuendo a complicare mag giormente il mosaico etnico. Gli ltaliani sono andati in numero note volissimo entro il territorio francese. II Martial. parlando della !oro immigrazione dice che essi, di tutti gli Europei, sono forse coloro che sono andati in Francia in mag gior numero. Mancano quasi totalmente le statistiche, tuttavia e certo che questo mo vimento di popolazione siasi compiuto da tempo assai remoto. Dati storici segnalano infatti nel 1159 Ia presenza a Parigi come Arcivescovo del teologo Pietro Lombardo, novarese. Lo sviluppo dell'artigianato e delle in dustria nei comuni italiani porto allo svi luppo del commercia e dei traffici. Occorrevano. nuovi mercati per la produzione sempre crescenta. E questi furono trovati specialmente nella Francia Meridionale, dove Ia conservazione piu pura dell'ele mento ligure-romano portava anche ad una piu spiccata !acilita di intesq con gli uomini di affari venuti d'Italia. Questa immigrazione italiana in terra di Francia si inizia verso il XII secolo. Sono Lombardi, Toscani, commercianti d1 altre regioni che stringono prima i !oro rapporti di affari con le citta del Mezzo giorno, nelle cui cronache restano lrequenti segni della !oro attivita. Conquistali questi mercati piu vicini, si recano a visitare le fiere rinomate di Troyes, prendono nuove iniziative, stringono rapporti con commercianti ed industriali del luogo. La !oro attivita intensa li porta in breve ad avere relazioni ed interessi nei centri piu importanti della Francia, a prendervi stanza. Per conseguenza un nu mero notevolissimo di famiglie italiane si trasferisce in terra_francese a raggiungere ii marito, il padre, il fratello Si creano cos\, sovrattutto nel Mezzogiomo, nuclei di Ita liani che si tengono Ira loro collegati. L'immigrazione italiana di questo periodo fu alia spicciolata. Uno dei rari casi d'im migrazione collettiva e quello che avvenne a Tours per !'industria della seta. r segni dell'immigrazione italiana furono sino dagli inizi bene evidenti. Nel 1277 erano gia sorti stabilimenti italiani a Saini Orner, una contrada del Nord. Nello stesso periodo gl'Itaiiani vivono gia in grande numero a Marsiglia ed a Narbona. Nei do cumenti di questa citta e anzi ricordato che nel 1274 Ia popolazione locale protestava perche si allontanassero questi Italiani che in poco tempo vi si erano allogati con le famiglie. A Troyes nello stesso periodo esistono societa italiane bene organizzate, mentre in Bretagna, a Nantes, Guingamp, Dinan, Quimper, vengono fondate banche italiane. Nella Borgogna vanno di preferenza le famiglie astigiane, che sino dal 1280 vi sono rapprasentate dagli Scaglia, Guttneri, Asinieri, Isnardi, Tomasini, Baldi, Pe ruzzi, ecc . A Parigi gl'Italiani si radunano special mente nella via dei Lombardi e fanno gli armaiuoli, agenti di cambio, droghieri, al bergatori, ecc. In un ruolo del 1299 si pos sono leggere oltre 250 nomi d'Italiani tassati. Un trovatore (da un codice mjniato).

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Invidie e contraSti resero piu tardi diffi cile Ia !oro attivitafinanziaria,. ma conosciutala bene, Filippo U Bello utilizzo la collaborazione degl'Italiani, tanto che en trarono con successo nell'amministrazione pubblica. Nel 1334 venne istituita a Parigi una fon dazione di 15 horse per studenti Italiani, che presero alloggio in un edifizio del Monte Saint-Hilaire, divenuto piu tardi Col legia dei Lombardi. Dal XIV secolo si inizia il processo eli naturalizzazione dei LombCrrdi. Nel 1328 uno di essi, Francesco della Porta, diviene borghese di Parigi. Tra le famiglie naturalizzate che ebbero maggior diffusione in Francia sono da ricordarsi gli Spifame eli Lucca che in -vari periodi presero parte notevole alia vit<; francese. Altra lamiglia Iucchese che, pure dal XIV secolo, ebbe larga discendenza e cariche importanti, fu quella dei Cassinet. lntanto avvenivano le trasformazioni dei cognomi: a Clermont-Ferrand i Calciati. in Chanchat, in Borgogna gli Scaglia in Ni colet, e cosl via. I Lombardi si fusero piu rapidamente dei Toscani, perche questi, commercianti di tes suti, si appoggiavano aile !oro societa. Accanto a questi nomi che ravvivavano con impulsi ordinati e larghi l'economia francese, vi erano artisti, filosofi e scienziati che recavano la luce dell'intelletto italiano. Dal 1253 a! 1271, San Tommaso d'Aqirlno con Ia sua cattedra eli teologia crea a Pa rigi un centro europeo eli sapienza; San Bonaventura v'insegna teologia e filosofia; questa stessa materia insegnan,o A. Fassitelli, Giovanni da Parma, Remigio da Fi renze, Rolando da Cremona. Nel 1311 Francesco Caracciolo, napoletano, diviene rettore dell'Universita. Dopo di lui molti altri italiani furono assunti al rettorato. L'influenza italiana si estese assai anche nel campo della medicina. Per merito dei nostri medici, i progressi notevoli fatti dagli arabi, poterono penetrare in terra di Francia. Tra i medici piu celebri si ricorda l'Aldobrondini eli Siena, il quale scrisse un importante Trat tato d'igiene e di puericultura :.. L'Aldobrandini fu anche medico di San Luigi. Quando il Papa trasfer\ Ia sua sede ad Avignone, altri numerosiss!mi artisti, decoratori, pittori, industriali e banchieri italiani andarono a stabilirsi in terra di Fran-San I soldati di FilipPo il Bello catturano Bonifacio VUI (dal codice. chigiano del Villani). Allegoria della grammatica con allievi. (Roma: BibL Vaticana, Codice Urbinati 329). cia, rimanendovi anche dopo il ristabilirsi della sede pontificia a Roma. I tra i Guelfi e i Ghibellini furono un altro motive eli emigrazione, per cui moltissime famiglie italiane si stabilirono in Provenza. Anche i rapporti della Casa d'Angio con l'ltalia favorirono il trasferimento d'italiani in Francia. Tanto che al tempo di Renato d' Angio si diceva che la sua corte era diventata una piccola Italia. Numerosi furono anche i genovesi che si andarono a stabilire nella regioni provenzali, dove erano assai conosciuti per i !oro utili servizi di navigatori. Tra le fa miglie piu celebri, sono da ricordare i Doria, la cui importanza nella vita fran" cese fu lunga e notevolissima. Fu cos\ che le opere ed il gusto del Rinascimento poterono largamente penetrare in terra di Francia, portati da italiani. A partire dal XVI fecolo -scrive il Martial -non e piu una immigrazione Iiana ma un'inondazione :. Nel '500 sono i San Se;erino, i Trivulzi, i Rangone, gli Orsini, i Gondi, gli Strozzi, che hanno arcivesc;ovadi, comandi di mi: lizie, cariche diplomatiche. Specialmente i Gondi, furono numerosis simi e la loro azione si sviluppc) a corte e nei piu alti uffici e comandi per molte generazioni. Ogni famiglia richiamava con se una folia eli amici, protetti, servitori, che inse diati nella nuova terra, avevano successo, per l'ingegno e per l'abilita. II 1500 rappresento l'apogeo dell'attivita italiana in terra di Francia. Tutte le pro lessioni intellettuali, artistiche; manuali, erano esercitate in netta dagli italiani. Sui finire del secolo XVI, l'immigrazione. si attenua, per poi ridursi successivamente trascurabile. II Rinascimento aveva dato i suoi Irutti ed il italiano aveva ancora una volta fatto opera di civilta. La Francia, con questo vigoroso innesto di gente italiana, poteva assurgere alia sua elevata dignita eli Nazione. In questi ultimi anni, il suo decline demografico ha avuto eli conseguenza una nuova apertura all'immigrazione straniera, con Ia quale, da parte degli organi governativi, si tenta in ogni modo di riparare alia decadenza delle lorze indigene. Poli tica di panico, perche altrimenti sarebbe incomprelisibile questa disordinata immissione degli elementi piu eterogenei, dagli arabi, ai negri, agli ebrei. Anche gli italiani che a centinaia di migliaia popolano la terra di Francia, recandovi ancora il contribute dell'ingegno e del lavoro, vengono attirati con ogni mezzo verso il calderone razziale della Repubblica. Oggi tuttavia che da noi si intende piu che mai il valore del nostro patrimonio biologico, le coercizioni piu o meno larvate della politica ncrturalizzatrfce francese sono d7stinate all'insuccesso. -LINOBUSINCO 17

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JP! poter parlare esattamente degli Skipettari o degli odierni Albanesi, bisogna risalire alia origine della !oro razza cioe agl'Illiri dai quali gli Albanesi indubbiamente derivano. L:Illirio ( dal greco lllirys) aveva una im precisa delimitazione geografica e comprendeva tutto il territorio sud-orientale dell'Europa, con finando a Nord col Norico e con Ia Pannonia, ad oriente con Ia Tracia e con Ia Dacia, a sud con l'Epiro e con Ia Macedonia e ad OC cidente col mare Adriatico. Comprendeva l'odierna JugOslavia, !'Albania, Ia Bulgaria ed una parte della Rumenia. Dal 168 a. C. il nome lllirio assume il si gnificato amministrativo delle coste orieritali dell'Adriatico, dall'Istria a! Drillone, nell'in terno delimitato dalla Sava e dalla Drina, cir condato da giogaie. Fu diviso allora in tre coventus (specie di repubblicbe). Nel XVII e XVJII secolo si definiscono Illirio tutti i paesi abitati dagli Slavi greco-ortodossi sud orientali; cd infine l'Illirio includeva tutte le regioni adriatiche orientali comprendendo an che Ia Carniola e Ia Carinzia. L'lllirio divenne un'espressione geografica senza significato etnico-razziale. Si vorrebbe far derivare dagl'Illiri i ceppi etnlci slavo-meridionali, rna in realta cio sarebbe un errore storico. Le stratifioazioni etniche, le invasioni, Ia fusione di stirpi hanno formato un ceppo razziale ben distinto. Gli Illiri costituivano un raggruppamento di dan diversi: gli Ardici, gli Iapigei, che abi tavano Ia parte centrale e meridionale della Dalmazia; i Liburni, che occupavano Ia costa meridionale dell'Istria e Ia costa croata (Lika); i Giapidi, i Taulanzi, che abitavano il Monte negro, l'Erzegovina e !'Albania montana (Ia odierna Mirdizia); gli Albanoi ( dai quali de riva il nome Albanese) distribuiti fra Alessio cd i monti Candavici, e tutti i diversi ceppi traco-illirici che abitavano Ia rimanente Albania. Nel V secolo a. C. i pirati illirici. comin ciano ad infestare iJ litorale veneto-etrusco. Nel 360 a. C. alcune tribu celtiche irrompono nell'Illiria, e gia nel 279 a. C. si parla di po poli celto-illirici chiamati Scordisci che pene trano nella Grecia. Questi erano biondi e di grande statura. Nel 250 a. C. Agrone re degli llliri, resi dente a Scodra ( Scutari), molesta colle sue navi i commerci romani e .pirateggia le coste. Nel 230 a. C. scoppia la prima guerra fra Romani ed Illiri, governati dalla regina Teuta, seconda moglie e vedova di Agrone, reggente del figlia stro Pinnes. Gneo Fulvio e Postumio Albino sconfiggono per mare e per terra gli Illiri. Nel 225 a. C. ebbe luogo Ia seconda guerra ill:irica, con la quale il console Lucio Emilio Paolo sottomise tutta l'Illiria. Nel 68 a. C. Roma sottomette il re Genzio e cosi finisce il regno illirico. Nel 49 a. C. Giulio Cesare doma ancora una volta un'insurrezione generate degl'Illiri, e nel 28 l'Illirio diventa definitivamente possesso ro mano. Nel IV secolo d. C. l'Illirio viene invaso da orde barbariche, dai Goti, Sarmati, Quadi, !Mar comani, Alani, Unni, Vandali ecc. Nel 449 d. C. gli Unni discendono nelle re gioni illiriche per Ia seconda volta e, secondo Porfirogenito (de adminisJrati071e Imperil), insic. me con tribu slave. Quindi appena nel' V se colo d. C. si parla di popoli slavi nello Illirio. Nel 490 d. C. alcuni ceppi gotici, insieme con tribu slave, col consenso di Bisanzio, peen dono stanza nell'Illirio. Con Ostroilo re dei Goti comincia Ia prima dinastia slavo-gota nell'll lirio. Questa dinastia estese il suo dominio dal la costa meridionale della Dalmazia alia parte settentrionale dell' Albania. AI principio del VII secolo d. C. vi fu l'in vasione degli Avari e di altri popoli slavi; pero, a quanto pare, 1' Albania ne rimase indenne. I Turchi compaiono nella penisola balcariica ver so Ia meta del XV secolo. I popoli illirici scom parvero dal teatro della storia perche furono as sorbiti da altri popoli, rna in Albania rimasero ed affermarono Ja !oro personalita etnico-raz ziale, ariche perche scarse furono le invasioni slave, ostacolate daUa granitica difesa delle im pervie giogaie albanesi, impenetrabili ed insi diose. Gli Albanesi d'oggi. sono gli ultimi supersti ti 'degli antichi Illiri. I turchi riuscirono ad isla mizzare una buona parte dell'Albania, rna non riuscirono pero a toglierle l'impronta di razza. Dopo Ia tragica battaglia di Kosovp (1380) i popoli albano-slavi furono sommersi dall'irosa invasione turca, il Vangelo fu sopraffatto dal Corano. Dall'alto in basso: un vecchio "hodza" (prete mussulmano); bambini skipettari: malissori.

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Molti albanesi ripararono neUe regioni greche dove vennero poi ellenip:ati. Il principe alba nese Giorgio Castriota Scanderbeg, il leggenda rio eroe arnauta, oppose un'epica resistenza ai Turchi, rna tutto fu inutile: Nel 1478, !'Alba nia fu parte dell'impero turco ed i cristiani alba. ncsi islamizzati divennero le colonne delle schie. re mussulrnane (i famosi Giannizzeri). Nel XVII secolo una buona parte dell' Albania fu islamizzata. I.e vicende dell' Albania furono quanto mai tragiche, tormentate da inquietudini dinastiche e dai bagliori della rivoluzione. Ebbe domina zioni diverse, Bisanzio, Ia Turchia, Ia rinascenza con Giorgio Castriota Scanderbeg, Venezia, periodi d'indipendenza, con Bib Doda ed Esad Toptani Pascha, il :Principe WJed, le invasiooi austriache della grande guerra ecc., sinche Ahmed Zogu portO Ia pace e I'unita nazi0nale. Dopo Ia sconlitta di Scanderbeg molte fami glie albanesi emigrarono in Italia e presero dimora nelle provincie meridionali (Campania, Calabria, Puglie e Sicilia), e secondo il censi mento del 1921, ve ne sono complessivamente 80.000. Una piccola isola etnica esiste a Borgo Erizzo di Zara. Questi Albanesi cattolid vi furono traQJiantati nel 1720 dall'ardvescovo V. Zmayevic. Inoltre circa mezzo milione di Albanesi vive in Jugoslavia. Si puo calcolare che in tutto il mondo vi sia circa. un milione e mezzo di Skipettari. Se risaliamo aile origini del ceppo illirico non possiamo dire che questo rappresenti un'entita ctnica delinita, come gli Etruschi, i' 'Punnici, i Pelasgi ecc. perche lasciarono troppo scarse ed incerte reUquie per dedurne il grade;> di dvilta e Ia vita sociale. Si sa che gli IUiri furono un popolo scorridore, valoroso, ribelle, rozzo ed ignorante, rna nulla piu. Mommsen li descrive con capelli neri ed occhi scuri. Pare che gia allora gli antichi llliri vestissero il famoso gon nellino pieghettato, Fustan >>, ancora oggi in uso presso alcune tribu dette dei Toschi. E' molto probabile che gi'IIIiri insieme ai Traci (l'attuale Bulgaria) abbiano formato un ramo ariano lijledale che, sia dal punto di vi sta linguistico che da quello etnico-razziale, ap partiene al ramo indoeuropeo. Questo ceppo traco-illirico ebbe nomi diffe renti ed i suoi appartenenti furono denoniinati Buli.ni, Albanesi, Abanti ecc. I gruppi illirici si formarono poi da immis sioni etniche elleniche, celtiche, sicule, e pa1e anche da qualche inliltrazione fenicia. Ma e poco probahile che i fenici vi abbiano avuto un'in fluenza importante poiche e difficile tcovare Ia benche minima traccia semitica nei discendenti superstiti. E' errato includere nel ceppo illirico gli sla vi, poiche questi popoli apparvero neUe regioni sud-orientali d'Europa quando gl'IIliri erano giunti at !oro tramonto storico. La parola Illi ria ebbe, in seguito, un significato geografico amministrativo, rna non certamente razziale. La regione che risenti relativamente meno le invasioni preislamiche e le trasrnigrazioni dei popoli, fu I' Albania propriamente detta, cio.! quella regione che rappresenta oggi il Regno Albanese. La parte meridionale deli'Albania risente al quanto I' influenza elleni.:a, rna Ia parte setten trionale, difesa dalle sue alpi, si e mantenuta pura. Dopo Ia pressione turca, molti gruppi neolati ni ( derivati dalla .fusione traco-illirica con i co loni romani e precisamente i Valacchi delPin do dai quali provengono probahilmente le tribu degli Aromuni sui Pindo) penetcarono nel le vallate delle alpi albanesi e cio spiega per che in alcuni di codesti gruppi etnid si notino anche caratteristiche latine. Oggi il popolo albanese viene incluso nella sottorazza dinarica o illirica, caratterizzata da un'alta statura osdllante fra i 168-175 em., cra nio brachicefalo con un indice cefalico che va ria da 80 a 85, rna alto, formato a torre. L'osso frontale e diritto e verticale, e l"osso ocdpitale disposto nello stesso modo. Viso e lineamenti marcati e grossi, a disegno allungato, naso largo e sporgente piu di ogni altra razza, spesso adun. co. La .pelle e scura di colore bruno-olivastco, i capelli e gli occhi sono neri, Ia barba abbon dante. Questa razza forma un compatto nella penisola balcanica specialmente nella Bosnia, Erzegovina, Serbia, Albania, Peloponneso non che sulle coste del mare di Marmara. Noi non siarno d' accordo su questo pun to, doe che il popolo albanese appartenga raz. za dinarica, poiche non presenta le suddette qua. lita antropologiche e si scosta fortemente dal tipo dei rimanenti popoli appartenenti alia raz-Dall'alto in basso: donna mirdita: bambini skipettari: donna cristiana. (di famiqlia notabile).

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za dinaiica. Dubbiamo distinguere la sottorazza dinarica da quella illirica. 11 popolo Albanese appartiene nella sua quasi totalita alia sottoraz za illirica, anzi possiamo dire che ne sia l'unico discendente. La razza illirica e si la risultante dell'unione di ceppi etnici diversi, rna e anche vero che da secoli si e stabilizzata senza subire ulteriori im missioni estranee e percio e una sottorazza de finita. Abbiamo avuto occasione jdi. vedere molti tipi di albanesi durante la nostra permanenza in Albania, e quasi tutti erano di bell'aspetto, con tratti Jisionomici caratteristici, affatto comuni agli altri tipi della penisola balcanica, con viso ovale, 1occhi neri e naso leggermente arcuato. Si scostano anche dai Montenegrini, che sono pure di bell'aspetto, perche harmo una statura ed una corporatura piu elegante ed una meno marcata angolosita dei linearnenti. Gli Skipettari in via di massima appartengo no al biotipo longilineo stenico, relativamentc microsplancnici, leggermente ipertirodei, bra chicefali e mesaticefali, in certe regioni anche dolicocefali, normalmente fecondi e sensuali, a preponderanza simpatica. E' il biotipo che si ri scontra nelle razze atlantico-mediterranee ed adriatiche. In alcune zone vi si riscontra il tipo tarchiato, il biotipo brevilineo stenico, che deriva, proba bilmente, dagli incroci traco-romani. Ma predo. minante e il longilineo stenico proprio della razza illirica. Gli Skipettari ( dz. Shqypenia che significa aquila) o Arnauti o Albanesi si dividono in due gruppi e ;precisamente a nord vivono i Gheghi ed a sud i Toschi divisi dal fiume Shkumbi. Questi due sottogruppi etnici vivono in conti nuo antagonismo e parla.no due dialetti diffe renti. I dialetti settentrionali, pur avendo molte voci turche, sono i piu antichi ed anche i piu puri, mentre .i dialetti toschi hanno molti elle nicismi. Ma la lingua. albanese e indoeuropea. Alcuni glottologi Ia. volevano far derivare dal sanscritto (F. Bopp o dal pelasgico (Camarda) o dallo slavo-lettooe. Nella lingua albanese ol20 tee che radici greche ie turi:he ve ne sono anche latine e slave. Fra i Toschi si osserva. un nurnero discreto di biondi con occhi grigi i quali deriverebbero dai lontani incroci coo i Celti o, come alcuni studiosi affermano, dagli Slavogoti. Da abbiarno potuto personalmente constatare gli Albanesi sono di alta statura, snelli, con lioeamenti regolari e belli, occhi neri lampeggianti, capelli neri o castani lisci, con naso e 'Cranio regolari. Sono vivaci; sempre in arrni, .perche hanno sempre vissuto in guerra, sotto dominazioni die verse, in continua insidia, senza Jeggi, per ata, vismo. Oggi vivono nel Regno d'Albania ruca un rnilione di Skipettari dei quali il 70% mussul mani,. il 20% greco-ortodossi, con rito ellenico, ed il 10% cattolici (Mirditi e Malissori). Gli Albanesi sono em:inentemente pastori, 1' agricoltura serve appena per il necessaria, e nelle regioni meridionali e piu coltivata. La pr:;c;:: diffusa neUe marine. Non vi sono indu' ::::, mo:to diffuso l'artigianato, rinomato quel lo dei lavori di filigrana. L' Albanese e molto sobrio e fa scarso consu mo di bevande alcooliche. In certe tribu ancora esiste il Barjaktar ( alfiere), che non e altro che un residua della vecchia distrettuazione turca. I Barjaktarati era no piccole repubbliche a capo delle quali stava Ragazza crisii.ana in festivo. il Barjaktar, persona saggia influente che fun. ge:va da giudice conciliatore ed caso di guer ra diveniva il capo della tribu armata. I Barjaktari ancora giudicano secondo i vee chi codici tramandati di generazione in genera zione. Nell'alta Albania vige ancora il codice di Leke Dukagjini, saggio signorotto vissuto a! tempo dela rinascenza. Nei Mirditi ogni tribu ha il proprio ,capo Prenk .ed a capo di ogni paese e il (( myftar )) (podesti). Ufficialmente !'Albania e distrettuata in Kai makanati con a capo un Kaimakan (prefetto). Le famiglie albanesi hanno una configurazione patriarcale. Ancora in certe tribu si fanno il rat. to della sposa e la vendetta del sangue. I reati piu comuni sono Ia vendetta e l'abigeato. Lo skipettaro e guerriero nato, valoroso e ge neroso, ospitale, parco, semplice, ma inesorabile nella vendetta. Possiede una primitiva valuta zione dell'onore. La vendetta di sangue va di generazione in generazione e non si estingue che dopo un determioato numero di vittime di ambeduc le parti. Alia vendetta segue il cosi_ detto perdono del sangue >>. La promessa e sacra tanto che Ia farnosa Besa (giuramento di /Proteggere una persona o di mantenere una promessa). e il caposaldo del codice morale del l' albanese. Talvolta si schierano !'uno contro l'altro in teri fis (dan). Vi sono i cosi detti 'operai del. sangue che formano delle bande composte da tanti cub )) ( operai del sangue). Sono per lo piu i sanguinari, i malcontenti,'. gl' irregolari che, attratti da una irresistibil.e forza, si uniscono, quando c'e da compiere una strage. I piu irriducibili, i piu fieri, i piu attaccati aile vecchie tradizioni sono gli abitanti della Mirdizia. Ma sono anche i razzialmente piu puri perche protetti dalle montagne, perche ostili aile innovazjoni, e perche piu
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polemiea SCAHDALI EBRAICI Il delitto giudaico va studiato e compre so non soltanto nelle sue ragioni psicologi che e nei suoi risultati pratici, rna anche e soprattutto, nel suo si gnificato razziale. Si c r e d e comunemente che I' ebreo sia un a varo; non eesatto; egli e un uomo avido . Ma questa sua avidita non serve al suo egoi smo, cioe al suo be nessere personale, si bene agli interessi del la comunita. Questi interessi possono esse re soddisfatti sia ac cumulando delle ric chezze, sia distruggen "do le ricchezze degli altri. La ricchezza in realta e un valore renel s e n s o indicato. Vale la pena di rac contarla nei suoi det tagli meno noti. Un ebreino romeno, pr6veniente dal ghet to di Jassy, in una sera del 1920 scend e a Parigi alla gare de l'Est Non ha un soldo; al suo paese la vorava in uno studio fotografico; rna aven do dovuto fare alcuni mesi di prigi()ne per oltraggio al pudore nessuno ha piu voluto avere dei rapporti con lui, onde s' e deciso a cercar f o r t u n a nel la metropoli francese. Prende alloggio in un alberguccio, che non sa come potra pagare, lativo; si e milionari e comincia a scrivere, in quanta gli altri uon per aver protezione, a lo sono ; se tutti fosdei potent! ebrei cui e sero milionari tutti sa......_ gia stato raccomandato rebbero non ricchi, rna n giudeo Natan. ?ai suoi cor;eligionari poveri. Agire in modo che gli altri st unpoveriscano significa di Jassy. Gli aiuti non si fanno attendere. Dopo pochi giorni dunque arricchire se .stessi. Tutte le grandi operazioni ideate dagli Bernard Tannenzaft, cosl egli si chiama, puo aprire a Mont ebrei, perche la ricchezza passasse 9elle loro mani, non hanno martre uno studio fotografico. La sua produzione e di genere avuto altro scopo, altra conseguenza, che quella di provocare la esclusivamente pornografico. I suoi protettori, poiche un simile miseria degli ariani. Le t.rU.ffe, che il nost'ro codice giudica reati commercio prospera facilmente, sono contenti di lui ; lo incorag e delitti, quando siano praticate ai danni degli ariani, non sono giano, gli forniscono dei capitali. Tannenzaft trasforma lo studio considerate come tali dagli d>rei. Un ebreo reo di iml:irogli e di fotografico in studio cinematografico. Si da alia produzione dei malversazioni e da noi considerato come un delinquente; dalla film osceni. Egli stesso agisce come protagonista nelle scene piu sua comunita e considerato, non diciamo come un eroe, ma quasi. suJicie. Crea un tipo alla Charlot; 01arlot ha la borobetta acciacA Parigi, citta completamente ebraizzata, le gesta degli ebrei cata e -i baffetti; lui e sempre in mutande, fa un grande sfoggio contro ta ricchezza nazionale e soprattutto contro cio che di essa di giarrettiere e porta la paglietta. Gli affari vanno di bene in i: l'elemento essenziale, ,-ale a dire il risparmio, si sono susseguite meglio. Fa venire da Jassy Ia moglie la quale agisce con lui, e in questi ultimi anni senza interruzione ed hanno a\uto un sigmnaturalmente anche con altri, nei filmi in questione. I quali inva ficato sempre piu preciso. L'ultima in ordine di tempo, quella di dono tutti i locali equivoci di Parigi e non solo vengono com Natan, il magnate della cinematografia francese, per il suo carat. piacentemente tollerati dalla polizia, rna cominciano a procurare tere, non potrebbe avere un valore piu profondamente rivelatore al !oro autore e proprietario delle relazioni mondane e politiche. 21

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La prova e che pochi anni dopo quando ha gia cambiato nome, semndo l'usanza ebraica, e di Tannenzaft ha fatto Natan egli ha il coraggio di proporre a Charles Pathe l'acquisto della sua famosa casa cineilla.tografica. Tale casa si trova in questo nella plu grande 'igiitezza; il dividendo ha raggiunto la cifra enorme del 108 per cento. Ma Pathe, Cbe dopo una vita di duro lavoro vuole mettersi a riposo, non esita troppo a vendere la ditta per 92 milioni. Natan, malgrado gli affari gli andassero bene, non ha nemmeno la piu piccola parte di questa somma. Ottiene pero di pagarla in nove rate men sili; tpoi fa prestare alcuni titoli da un altro ebreo, si lfa aiutare da alrune banche ebraiche, mette Ie mani nel fondo di gestione che e di circa. 300 milioni e comlncia a far funzionare la sua mac china. 11 sistema consiste jllello sperperare il denaro degli azioni sti, sia in speculazioni catastrofiche su cui intasca delle laute com missioni, sia pagando dieci quel che costa i.mo. Per alcuni anni e un torrente di milioni the si disperde dalla societa ,Pathe-Natan. Tutti delloro meglio per attingere un po' di questa manna cosi facile e copiosa. Personalita innumerevoli del mondo politico, letterario, finanziario vengono coinvolte nell' E' il metodo di Stawiski. Quanto piu numerosi sono coloro. che beneficiano della gigantesca 'truffa, tanto meglio questa puo funzionare e tanto piu e profittevole. Natan ha come socio e fiancheggiatore 22 ..,{, kl. ,,_; .. Appena liberati dal ghetto. gli ebrei trallicano in abiti e decorazioni, camuffandosi da buoni borghesi (caricatura tedesca). n "nuovo ricco" ebreo (caricatura tedesca). .r--, _' ; ,;. :.: politico un altro Jean-Simon Cerf, gino dl Leon Bl ll Fronte Popolare e al potere. E' il mo'. : mento aureo dell' ope razione. Natan possie de quattro castelli in provincia e un. son tuoso palazzo a Mont martre. Organizza dei grandi ricevimenti cui afiluisce Ia societa mi gliore di Parigi. L' an fitrione non solo offre ai suoi invitati i cibi e i vini piu rari e squi siti, rna da loro Ia pos sibilita di incontrarsi con le piu belle trici del cinema nion diale, nonche con signore assai brillanti del m o n d o e del mezzomondo . I suoi inviti sono ricer cahssuru. Personalita del Governo presiedo no i suoi banchetti di Her:riot, per e sempio, ha avuto spes so questo incarico. Poi che ha bisogno della Legion d'onore non esita a profondere mi-. lloni per un film appiuentemente patriot tim, in realta disfattista. Da premi ed ap pannaggi vistosissimi a degli scrittori in fluenti. Roland Dor geles, quello stesso che copd d'ingiurie il Regime fascista in una serie di articoli pubbli cati due anni fa un quotidiano parigino, e f ra i beneficiati. Tanta felicita e amareggiata di tanto in tanto da oscuri e nume rosi ricattatori. Succede infatti assai spesso a Natan di ricevere un invito misterioso ad assistere ad una serata cinematografica del genere cosi detto nero, nel corso della quale sara proiettato il film Vaseline bleue il capolavoro della sua produzione oscena di qualche anno prima. Natan sa quel che vuol dire tutto eio: firma un assegno di diecimila franchi e lo manda all' oscuro personaggio che lo ha invitato, pregandolo di rinunciare alla proiezione del film. Qualche volta la somma non basta; occorre raddoppiarla. Oppure si presenta qualcuno che vuol vendergli uno o due metri di quei suoi film pornografici che egli vorrebbe poter togliere dalla circolazione a qualsiasi prezzo. 11 piccolo frammento che gE

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I I' Ebreo commerciante in abiti. viene offerto, e di cui naturalmente sono sta te tirate innumerevoli copie, viene da lui pa gato con somme favo lose. Aile amarezze si aggiungono delle gra vi preoccupazioni. Le sue truffe sono gia sta te scoperte, egli ha gia da fare con Ia giusti zia. Due o tre processi gli pesano sulle spa! Ie; rna giovandosi del le sue potenti relazio ni c pagando larga mentc a destra e a si nistra riesce a salvarsi col. sist.:ma dei rinvii. Quando finalmente lo scandala scoppia, Ia casa Pathe-Natan e in complete sfacelo; si supponc chc nel giro di una decina d'anni egli sia riuscito a sper perare qualche c o s a come 770 milioni. L'ebreino Natan e ora in prigione. Non si sa se ci restera a lungo; le sue famose relazioni sono gia intervenute e si ado perano in ogni modo perche egli possa ca varsela alia meno peg gio; non tanto perche abbiano una partico lare tenerezza per lui quanto perche egli al dunque potrebbe met tersi a parlare, proprio come minaccio di fare Stawiski, e trascinare nella sua caduta trop pe personalita del re gime democratico. Tuttavia anche se cosi non fosse Natan ha gia raggiunto il suo scopo; quello cioe di colpire i risparmiatori francesi, di demolire una Jelle piu solide organizzazioni dell'industria nazionale, e di inde bolire ancora con una nuova storia scandalosa, Ia compagine mo rale del paese. Queste truffe giudaiche in terra di Francia si somigliano troppo fra !oro perche non si debba considerarle come un sistema. Le truffe Hanau, Oustric, Stawiski, Gaston Levy, Natan ecc. :-tutti nomi ebrei come si vede le quali sono costare al risparmio francese qualche decina di miliardi, non sono che Ia ripetizione della stessa formula: profittare cioe della corruzione dell'ambien te per operare il piu grande guasto ai danni della na-zione. Qualche volta le cose vanno un po' oltre, co.rp.e nell'affare Stawiski, che per poco non fece crollare il regime e in ogni modo provoco un orribile spargimento di sangue. Se tuttavia restano nei limiti .dello scandalo finanziario, con propaggine di gravi com promissioni giudiziarie e politiche, hanno gia il. risultato voluto, che e quello di scalzare a poco a poco gli elementi piu solidi della potcnza nazionale e di preparare quel processo di decomposizione che gli ebrei si sono proposti di mandare ad effetto nei vari paesi del mondo. Truffe di questo genere, contrabbando di valute attra verso le frontiere, monopoli, speculaz!oni, manovre e affari della finanza internazionale, non sono che Ia stessa cosa, non fanno parte che della stessa grande azione giudaica Ia quale, sia che spcgli soltanto un gruppo di risparmiatori, sia che provochi Ia rivoluzione bolscevica o la conflagrazione generate, si pro pone eclusivamente di combattere e, se .poss.ibile, asservire tutte le altre razze. E' questa Ia guerra degli ebrei, Ia quale dura gia da secoli e millenni. Alcuni popoli ariani i quali, avendo aperto gli occhi hanno incominciato ora ad opporsi alia minaccia giudaica, non fanno che difendersi. Tutto questo gia si sapeva ; rna il recente scandalo parigino ne fornisce una dimostrazione piu che mai damorosa. DOPO FRANCESCO SCARDAONI PERCHE FU FATTA LA RIVOLUZIONE FRANCESF: PRIMA 23

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101 1l1Dl1l N fUn comandamento vieta agli ebrei di desiderare Ia donna d'altri,, Ia tradizione parificava tale solo desiderio all'adulterio con sumato, e Ie norme penali comminavano Ia morte per lapidazione non solo agli adulteri (Giov., VIII, 3-11), rna anche all'uomo e alia donna che si fossero congiunti carnalmente (Deut., XXII, 23-25), ovvero al solo uomo, se doveva presurriersi Ia violenza, per essere il fatto accaduto in Juogo deserto (Delli., )CX:Il, 25-27). Ma nello sfogo della libidine, il popolo ebraico raggiunse vera mente gli estremi gradi, sicche incesto, omosessualita e bestialit
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[ lU JPJ[JU) Jl 4[), J A DEGLI EBREI Giuda riceve il prezzo dell'infame mercato ( Giotto : C a p -pella degli Scrovegni). ci dipinge l'anti(a na zione israelita come dedita stabilmente al ladrocinio e al brigan. taggio ; ed c certo dai testi che nei primi tempi cio si praticassc senza vergogna(Gi11d., XI, 3). La' stessa co. stante e tenace aspi-Una vecchia del ghetto di Varsavia. razione verso Ia terra promessa non e che una simbolica e molto materialistica espressione di questo senti menta. La Iegge risenle di questo stato di cose. Non ricordero gli infiniti testi in cui e vietato lo strozzinaggio : Se presterai danaro al mio popolo povero ... non graverai su di lui come un esattore, ne l'opprimerai con le usure (Deut., XXII, 25). II legislatore si preoccupa alfresi vivamente della corruzione, onde e condannato il giudice che per danaro si !asci corrompere nel suo giudizio : Non riceverai persone ne doni, perche i doni acciecano gli occhi dei saggi, e corrompono le parole dei giusti ----' D banchiere Blumenstein pttrlce ebrea d'Ungheria Gitta mpars. (ebreo d'Ungheria). (Dent., XVI, 19); oppure che corrotto inclina a favore dei po tenti, o non da giustizia agli umili: Non dar sentenza nella lite favorendo i potenti (Es., XIII, 2); e: Maledetto colui che rende iniquo il giudimo del viandante, dell'orfano e della vedova *** La preoccupazione del legislafore ebreo traspare anche dal modo come e congegnata Ia repressione del furto. lecito il furto minimo di cibarie, subito consumate (Dertt., XXIII, 25-25), e probabjlmente (il punto e molto dibattuto) tollerato il furto per fame _(PI'ot'., VI, 30-31), e invece ritenuto delittuoso e punito il furto commesso per motivo di lucro. Nella maggior parte dei testi si insiste, infatti, sulla condizione che Ia cosa sia venduta o altrimenti direttamente sfruttata a fine di avvantaggiamento eco nomico (Es., XII, 1, 3): Se qualcuno, avendo rubato un bue o una pecora, li venda o li macelli, paghera, ecc. ; quando al cuno rubi un fratello... e se ne impadronisca e lo venda, sia ucciso (Deut., XXIV, 16)-: Chi avra rubato un uomo e lo avril venduto ... sia ucciso (EJ., XXI, 16). Quanto aile sanzioni, era punito di morte il furto di uomini (Es., XXI, 16), e il furto sacrilego (Gios., VII, 24-26); ed era lecita l'uccisione del ladro notturno (Es., XXII, 2, 3), il che, se non costituisce pena di morte in sensd proprio, indubbiamente pero, dal punto di vista politico, dell'intimidazione, ad essa *** Restano infine da cons.iderare due ultimi caratteri distintivi, 1' odio di razza e lo zelo religioso, qui assunti in veste di fattori criminogeni tipici, e per necessita fusi e accomunati in un dato .. solo che denomineremo fanatismo politico-religioso. Da preliminarmente che questo fanatismo politico-religioso assllOle( per gli ebrei un atteggiamento esclusivamente conservative e quindi:' risponde a un carattere involutivo-regressivo. Ben puo affermarsi in genere, nell'infanzia dei popoli, che tutto quanto non e esclusivamente animale, e religioso. Dice il Reinach che Ia religione e come Ia cava della quale salgono suc cessivamente e si vanno specificando l'arte, I'agricoltura, il diritto, Ia morale, Ia politica, e da ultimo il razionalismo. Tutto cio vale in modo particolare per il giudaismo, il quale se, nel diritto. e

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quello die piu spiccatamente pre;enta i taratteri religiosi, cosl da darci 1' esempio storico forse piu perfefto dello stato in religione, per contro, e di contenuto piu tipicamente temporale e utilitario. Le ricompense che si promettono a chi pratica Ia virtU e osserva Ia Iegge, son tutte affatto materiali (Deut., 1-14): l'uomo buono avra ricchezza, gloria, potenza, progenie numerosa e felice, vincera e sterminera i suoi nemici, prendera i loro beni. Altrettanto dicasi per Je sanzioni mosaiche; i mali rniJ:LCciati sono tutti di natura terrena (Deut., XXVIII, 15-68): all'empio sono promesse peste, fame, freddo, siccita, ulceri, ma lattie schifose, egli sposera una donna e ;un altro Ia godr3., costruira una casa e un altro Ia abitera, seminera e un altro raccogliera ; i suoi figli saranno fatti schiavi, oppressi e dispersi. Questa e certamente Ia causa per cui, nella Iegge ebraica, diritto e religione son fusi in maniera cosl intima e completa da rendeme quasi im possibile Ia distinzione. Occorre poi tenere presente un'altra cir costanza. La .fedelta a Jehova costa sempre agli ebrei lotte san guinose, lunghissime sofferenze, e un travaglio intimo e inces sante che accompagno, in tutta Ia sua esistenza., la storia di questa gente. L'i.dolatria fu sempre radicatissima nel popolo (Giud., III, 5-24; IV, 17-22; VI, 7-14; ecc.; Lev., XVIII, 21; XIX, 29; XX, 2-5, ecc.); dandestina, latente, serpeggiava dovunque (Gios., XXIV, 14-23); spesso poi esplodeva irrefrenabile e tutto il popolo vi si. abbandonava (Es., XXXII, 1-28). Poi, sotto i colpi dell' ira degli zelanti, seguivano clamorosi peritimenti, e in massa rinne gavano e si distruggevano gl'idoli (Re, XIX, 16-19); salvo poi ad essi ritornare ben presto, perche, in questo, dice Ia Scrittura, il popolo non perdeva Ia sua pertinacia (Giud., II, 19). D'altro Jato non si deve dimenticare Ia vita avventurosa, spesso nomade, di questa razza; appare assai spiegabile, percio, come ci avverte Ia Scrittura (Gios, V, 1-9) che durante tali turbinosi periodi la Iegge fosse poco osservata e si notasse un rilassiunento generale. Di qui un vero e prQPrio accaniunento (non e possibile altra parola) della Iegge mosaica contro tale tendenza. *** Da questi precedenti e sulle tracce di un testo, si ongmo un instituto tipicamente ebraico, noto sotto il nome di giu:dizio di zelo. 11 passo in parola (Deut., XIII, 1-9) si riferisce ai falsi pro feti, agl'indovini, e a coloro che eccitavano il popolo ad abbando nare Ia fede dei padri; essi dovevano essere uccisi e tolti di mezzo Ebrea berlinese. I all' ista.nte, e termina.: il vostro fratello, il vostro figlio, la vostra sposa, vi ecciteranno ad adorare questi falsi stranieci non vi lasciate sedurre d.alle parole, non vi jprendere da com. passione per .Ioro; nessuna pieta; Ia vostra lo colpisca subito, ch'essa gl'infligga C prirni colpi, e che tutto il popolo lo colpiSca. In questo giudizio di zelo si concreta dunque un dovere, che e a un tempo religioso e giuridico : di reagire con rimmediata violenta soppressione contro chitenti d'allontanare il popolo dalla fede tradizionale; e un giudizio popolare sommario, immediata. mente eseguito, Ia cui concezione e possibile solo nella tendenza omicida, oltre che nella peculiare struttura religioso-sociale israe lita. La fede comune e per gli ebrei, COfllC:: osserva il Pastoret, l'elemento primo dell'ordine, della compagine nazionale; chi at tenta alla prima, tende, di riflesso, a sovvertire Ia seconda. I giu. dizi di zelo a lungo perdurarono; ne troviamo esempi ancora agli inizi del Cristianes1mo; uno dei neofiti della nuova religione, Stefano, dopo un dibattito avanti al Sinedrio, e ucciso in tal modo, e ne abbiamo una descrizione viva e tragica (ACt. A post., VI, 8-15; VII, 1 e segg.; VII, 54-59). *** Del pa:ri e certo che gli ebrei abbiano senti to I' odio di razz a a tal segno che il delitto contro i nemici di Jsraele fosse non solo lecito ma addirittura meritorio e in taluni casi doveroso. Basta ricordare la sistematica esaltazione degli assassinii che e conte. nuta nel libro dei Gil!dici; e che d'altronde l'esempio di omicidi di tal genere era stato dato dallo stesso Mose con Ia uccisione di un egizio (Es., If, ll-12). E non solo l'omicidio viene cosl derato, rna anche Ia frode e Io stesso furto, secondo il comando che ho gia avuto l'occasione di ricordare (Es., XI, 2): Par!a agli orecchi del popolo e consiglia che ciascun uomo domandi a! suo vicino, e ogni donna alla sua vicina, oggetti d'argento e d'oro La profonda e costante aspirazione allo sterminio fisico delle altre razze si manifesta in due forme spiccatamente abili e crudeli : l'uccisione dei capi e l'uccisione dei discendenti. Di qui la tradi zione squisitaniente ebraica del regicido, che ha striato di sangue il mondo, nei secoli, da Eglone Mohabita ad Alessandro di Jugo slavia; parallela all'altra del libericidio collettivo (ad esempio: strage dei primogeniti egizi, prima dell' esodo; strage detta degli innocenti, alia nascita di Gesu (Matt., II, 16-18). TANCREDI GATTI Ebreo del ghetto di Varsavia.

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i .; _. :.... ,. . :-..... .... ,.. : . .. -.. .: .. > :._ j) I "/ '.;..:,; :!'" T '.4 :'1, . / ""''.. "i/'< -:; ._ .... :.-._ > ? a P. . ;;r_ .,.__ -:;.; .. .... ..... ..... ,..,. : .:. : .;' tj, ... _%,) J ll"'" tF" J-.U.-.. Panorama del ghetto di Roma e .dei quartieri adiacenti (stampa medioevale). fOt uando, nel 1492, fu promulgata in Sicilia l'espulsione generale degli ebrei, la ressa di essi attorno ai fonti battesi mali si fece improvvisamente enorme. Fu favorita dalle stesse autoritB. ecclesiasti che, le ,quali, interpretando conversioni c battesimi come ravvedimenti sinceri, o promesse sicure di divenire col teinpo tali, premiavano i nuovi accoliti con be nefici materiali e morali di varia specie. Col metodo delle conversioni alia re ligione cristiana, novantamila ebrei 1>i misero al sicuro, inoltre, in quello stesso atmo, quando avvenne Ia l(!ro 5Cacciata dalla Spagna. La cosa, del resto, non e nuova : era giii avvenuta pre cedentemente in occasione di espulsioni da vari paesi e citta d'Europa; si e ri petuta puntualmente nelle successive del 1498-99 da Norimberga, del1519 da Ra tisbona, del 1540-41 da Napoli, del 1550 da Genova e da Venezia del 1738 dalla Polonia, del 1743 dalla Russia. Per quanto riguarda Ia nostra epoca, valga per tutti l'esempio di quello che e avvenuto in Ungheria. Sui dolori e lo sbandamento provocati dalla guerra per duta, fecero leva gli ebrei in Ungheria, per impadronirsi del potere. Di trenta due principali commissari cosiddetti del popolo, 25 furono ebrei; cinque tra I oro formarono un direttorio: Kohn detto Bela Kun, Weis detto Bela Vago, Swarz detto Giuseppe Pogany, Kunstatter detto Si mone Kunfi e un altro. E sempre vivo nel ricordo di tutti quanto l'Ungheria sia stata letteralmente dilaniata dal ter rore istituito da questi esponenti dell'in ternazionale ebraica. Venula l'ora della riscossa nazionale, sotto Ia violenta. rea zione del popolo ungherese, anche que :.ta volta gli ehrei non mancarono di cor rerf! a frotta in chiesa. Nel suo libro Gli cbrei di oggi, A. Ruppin riferisce che i battesimi di ebrei in Ungheria oscil lavano da un minimo di 261 ad un massimo di 420 all'anno. Nel 1919, invece, salirono di colpo alia cifra di 7146; ridiscesero a 1925 nel 1920, quan do il pericolo si fu attenuato; nel 1921 furono 827 e negli anni successivi conti nuarono via via a calare. Quello che precede si e voluto ricor dare per dire che non c'e nulla di nuovo in cio che attualmente si verifica da noi. Gli ebrei che sono stati sempre, tra noi, nemici dichiarati e irriducibili della {."hiesa cattolica, che sono stati sempre promotori di tutte le organizzazioni ini micizie e lotte contro di essa, che l'hartno sempre avversata e spessissimo dileggiata coi modi piu turpi; gli ebrei sanno quanto a loro valga Ia tattica di mettersi aile spalle della Chie1:1a quando si trovino fatti segno a reazioni da loro stessi pre parate e provocate. Mn e di assoluta evi denza che si tratta di adattamenti e ri pari del momento, ai quali l'ebreo e in saperabilmente portato per natura; adat tamenti, di cui dottori e capi del popolo eletto ricoposcono e predicano Ia ne cessitB., come condizione indispensabile per Ia persistenza d'Israele. La lettera tura giudaica e piena di consigli in pro posito. Quando, vedendo venire un'on da tu ti abbassi davanti ad essa, l'onda passa e tu resti; rna se tu vuoi resistere elisa ti portera via :.. Quando Ia volpe f: potente, bisogna piegarsi davanti ad essa :.. Cosi, simulando di tempo in tempo Ia morte, il popolo ebreo ha pro vato di prolungiue Ia eua vita e c'e sem pre riuscito :.. II battesimo altro officio non ha per gli ebrei che quello di salva gente per quando i marosi si alzano ; per melle appunto di simulare Ia morte di tempo in tempo per prolungare Ia vita. *** Quale valore si debba attribuire, co me criterio generale, aile abiure degli cbrei, risulta ove ce ne fosse bisogno dal seguente brano del libro Gli ebrei e la vita economica di Werner Sombart, giii professore all'PniversitB. di Breslau, H quale finge di scrivere di economia per f&re invece !'apologia dei giudaismo. La moltiplicazione subita egli dice dai falsi pagani ebrei, dai falsi mu sulmani ebrei, dai falsi cristiani ebrei, costituisce un fenomeno talmente straor dinario, talmente unico nella storia del l'umanitii, che si resta stupiti tutte le volte che si l!a l'occasione di approfon dirlo, tutte le volte, soprattutto, che si pensa aile circostanze particolari nelle '1.7

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quali si e manifestato, quando si viene a conoscere, per esempio, che furono i rappresentanti ufficiali della religione ebraica che si sono serviti di questo espe diente per avere Ia vita salva. A comin ciare dal rabbino Alcazar ben Parta, ce lebre falso pagano sotto Adriano, fino al non meno celebre Ismael -Ibn Nagrela che, sotto il suo nome di rabbino facem conferenze sui Talmud, :>criveva una metodologia e pronunciava di esperto e di arbitro nelle que religiose e che, in quanto Vizir del re musulmano Habus, cominciava i suoi decreti con le parole Chamdu-l-/lla1-,, e terminando, esortava coloro ai qua li erano indirizzati gli editti reali a vi vcre scmpre secondo le prescrizioni del l'lslam; fino al gran Mii.imuni che cre di poter giustificare con delle buo ue ragioni il suo f also paganesimo; fino a Sabbatai', il falso messia, che si dichia ruva appartenente a Maometto, senza con cio cessare di essere venerato dai suoi forreligionari; fino all'ebrea napoletano Basilio che diede ai suoi figli un simu lacro di battesimo per potere continuare i'Otto il loro nome il commercio degli che era proibito agli ebrei; senza contare le migliaia e migliaia di marra ni, che, dopo le persecuzioni degli ebrei uella penisola iberica, si facevano pas sare per cristiani e profittavano della prima occasione favorevole per ritorna rc alia I oro anlica fede: quale succes .;ione insigne di uomini nei quali Ia piu grande tenacia era intimamente associa la alia piu grande adattabilitit! Quanto tenace, e si puo dire insoppri lllibile, attaccamento gli ebrei conservi no per Ia loro religione a parte ca muffamenti ed espedienti ai quali a voi Le possono essere indotti da esigenze del lllOIIlento -e COSa universalmente nota. Ma non e superfluo riprendere i seguen t; episodi chc riferisce, col sentimento ddl'orgoglio. Emanuele Rodocanachi nel suo libro La Santa Sedc e gli ebrei, traen doli in mll.ssima parte dai registri della casa dei catecumeni, contrassegnati dal curato della Chiesa di S. Maria dei Mon ii. In novembre 1604, il protettore dei catecumeni fece chiudere nel monastero Giosue Ascarelli. gran rabbino, sua mo glie e i suoi quattro figli. Dopo 43 gior ni, si dovette rinunciiue a vincere l'osti nazione del rabbino e della sua donna; rna i loro figli, di cui il piu grande non D.veva che 12 anni, non fecero difficoltit a convertirsi II 22 maggio 1641, Ca nosa, moglie di Angelo di Pinto, fu con dotta con i suoi due figli alia casa dei catecumeni. II 2 lug!io, non essendo stao possibile convincerla, il protettore la seio che ritornasse al ghetto. II 23 feb lraio 1642, fu condotta al convento :l':!>ter, moglie l'Israele Terracina, in se-28 guito a denuncia. di due testimoni. Essa rifiuto ostinatamente di lasciarsi conver tire II 2 maggio 1666, Adula, schia o portato da Tunisi, fu giudicato degno, dopo ii tempo di prova, di essere bat tt:zzato. All'ultimo momento, mentre il prete andava a prendere i suoi vestiti sacerdotali. egli fuggi dalla Chiesa e non lo si vide piu ::.. II 12 settembre 1667, Ia figlia di Giuseppe di Piperno, che aveYa 18 anni, cntro in convento; quindici giorni dopo ella rinunciava completa mente ai suoi errori II 12 dicembre 1649, Guida, di 13 anni, in base a di chiaraziorie di due testimoni, fu condot. tc. alia casa dei catecumeni; essa rifiuto persi!'ltentemente di convertirsi In particolare in merito aile con vcrsioni in massa di ebrei religione cattolica in occasione di espulsioni e -Ia Storia dice che i cosid detti neofiti di Sicilia diedero lavoro ai tribunali dell'Inquisizione per ottanta Enrico Heine. continui, dopo Ia scacciata dei loro correligionari: cioe, dal 1492 al 1570. Apertamente o di nascosto, Ia quasi to talitit di essi nemnieno per un giorno in tf:rruppe Ia pratica oei riti e l'osservan za della religione ehraica, .pur dopo esscn;i sottomessi al hattesimo. Dei convertiti in Spagna oltre quel lo precedentemente riportato dal libro di Sombart alia voce marrani compilata da Umberto Cassuto --nel l'Enciclopedia Treccani, si Iegge quanto segue: Gli .ebrei convertiti al Cristia nesimo per salvarsi Ia vita fnrono legio ue. Alcuni accettarono sinceramerite Ia loro situazione, rna altri invece rimasero ncll'intimo del cuore fedeli alia religio ne oegli avi seguendo le costumimze nel segreto delle ]oro case . E sulle sinceritit delle conversioni, val ga soprattutto Ia documentazione di quel lo che e avvenuto in Ungheria . Molti dei convertiti del 1919, 1920, 1921, erano giit stati battezzati sotto il -vecchio regi. me, rna erano tornati al 'giudaismo all'e poca di Bela Kun (De Vries de Hee kelingen: Israele, il passato, l'avvenire). Tuttavia, per distinguerli dai cristiani di origine ortodossa, sui loro passapor to, gli ebrei erano indicati (in Russia) come precedentemente d' origine israeli. tica -aggiunge lo stesso autore; Per evitare questo noioso avvertimento, gli cbrei si convertivano prima al luterane simo e dopo questo passo ri spondevano al ric.hiamo della grazia della Chiesa ortodossa. Non dubitiam!l che, con l'avvento del bolscevismo cosi favorevole agli ebrei, queste anime gia chiamate due volte, siano tornate al giu daismo Citiamo, infine l'episodio clamoroso di Heine, che fu un convertito Vale Ia pena riprodurre, henche largamente no ta, Ia seguente lettera che egli scriveva ad un amico prima della conversione: La fine del Cristianesimo mi pare sem pre piu' vicina. Questa vecchia idea e du rata ahbastanza. E chiamo idea il cristia nesimo, che razza d'idea! Vi so no interi sistemi di idee corrotte che s'annidano tra le screpolature del vecchio mondo e nella lettiera abbanoonata dallo spirito divino, come le cimici nel materasso di un ebreo polacco. Schiacciandone una si sprigiona un fetore che dura per migliaia di' anni. E' il caso del Cris.tianesimo. schiacciato ormai da 1800 anni, e che, da quel tempo, non ha cessato di am morbar I' aria che noi, poveri ebrei, respi riamo E dopo battezzato, Heine scri veva ad un altro suo amico : Ti racco mando un libro di Golovin sui giappo nesi, vedrai come essi detestano il Cri stianesimo. Non odiano nulla al pari della Croce. *** Dopo di che e lecito chiedersi che CO resters, 'che cosa giit resta, sui capo degli ebrei nostrani, dell'acqua lustrale r.he vanno sollecitando di questi tempi. Per Heine. come egli stesso dichiaraYa. il certificato di battesimo non era che un biglietto d'entrata che gli apriva le porte della cultura europea I nostri pensano forse di fame comodo salvacon dotto per rimanere annidati tra le ma g!ie della nostra vita nazionale dalla quale sono stati estromessL E anche negli sparutissimi casi -vcre Ir.osche bianche di conversioni since re, il problema, dal punto di vista raz ziale, rimane immutato. Con o senza bat tesimo l'ebreo e e rimane ebreo. Una sola goccia di sangue ebreo dice AI fredo Nossig nel suo libro I ntegrales ludemum -. esercita influenza durante ima lunga serie di generazioni sulla fiso nomia spirituale di famiglie intere . A. TRIZZINO

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Non chiudere Ia porta del Regno dei Cleli davanti aile anime di. buona volonta.e un do vere che incombe ai cristiani. Ma a parte che non biwgna dimenticare che Ia porta del Regno dei Cieli non e la porta dello Stato, per cui Ia tesi religiGsa di un'unita del genere umano e perfettamente in noi e nel nostro spirito cristiano, rna e anche un no stro preciso diritto e un nostro preciso dovere perseguire Ia difesa lisica, politica e spirituale della nostra individualita e della nostra unita ria saldezza nazionale, non sempre _gli ebrei quando hanno mostrato una buona volonti, sono stati veramente animati e convinti di buona volonta -La Chiesa inoltre chiede a Dio di carnbiare ]'anima degli ebrei : preghiamo anche per gli eretici e per g1i scismaticL. preghiamo pure ver i perfidi ebrei di<.e I'Ufficio del Venerdl Santo. Gambiar !'anima, non significa cambiar di nazionalita e di razza. Questo Ia chiesa non lo chiede. Convertiti, rna ebrei, appartenenti cioe alia razza e al popolo ebraico; come un negro con vertito resta negro. La Chiesa e universale, per cui di fronte a Dio e alia salvazione tutte le anime si equival gono, per cui un santo di razza ebraica sara da noi venerato come un santo di razza ariana. Ma Ia vera entita del dissidio non sta in una differenza delle anime; e tutt'altra; e di natura biologica rule volte, di ,natura politica tal' altra; per cui non ci meraviglieremmo se si linisse col perdonarci dl nostro preteso materialismo. Con il battesimo Ia nazionalita, il sangue, le civilta, i grandi aggruppamenti lisici e storico nazionali non cambiano. E gli stessi ebrei converl!iti vedono Ia que stione sotto l'identico prolilo, tanto che conti nuano a proclamare Ia :!oro origine ebraica, sen za inlingimenti, con un orgoglio che per ora n.>n vogliamo discutere. Sono i falsi convertiti quel1i invece che cercano di nascondere Ia !oro vera natura, in qnan to queste. conversioni nascondono un piano pre ciso, COQtro reo pas tore W alllisch di Dresda : sono ebreo e restero ebreo. Anzi, dopo aver conosciuto Ia fede cristiana, sono diventato un vero israelita A Londra esiste anche un'associazione di ebrei battezzati, divenuti missionari. Tuttavia si dichiarano apppartenenti al popolo ebraico ed hanno acquistato dei terreni in Palestina per f0ndarvi delle colonie di ebrei battezzati. Gli stessi ebrei di religione ebraica conside rano inoltre gli ebrei convertiti come apparte nenti alia razza ebraica. E cosl .afferma Israele Zangwilt. L'essenza intima del problema ebraico non puo essere quindi spostata dal battesimo. Ma so no poi sempre sincere le conversioni? Come s; potrebbe non dubitarne quando troviamo fra gli ebrei affermazioni come quelle di Reinach 29

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che definiscono Ia religione come un insieme di scrupoli che il Jibero esercizio delle nostre facol ta ? Quando si considera che Ia Legge e un co mando esteriore che non impegna Ia coscienza e non vincola I' anima, per cui solo si esige una determinata condotta, senza rispondenza in teriore, finta, ipocrita, farisaica? Interessi e situazioni pratiche ti!IIOre di per secuzioni, ostinato attaccamento aile ricchezze accumulate a danno altrui, giocano spesso un ruolo decisivo per J'orientamento degli ebrei verso Ia conversione. Con grazioso eufemismo il padre Bonsirven le definisce conversioni provvisorie Queste conversioni a carattere utilitario non rappresentano un fenomeno nuovo nella storia della razza ebraica. Cosl per esempio nell" anno 40 dopo Cristo in Alessandria, per effetto del le persecuzioni antisemitiche, si ebbero conver sioni al paganesimo (Graetz, Geschichte der juden). In tutti i tempi e presso tutti i popoli ci troviamo di fronte a questa commedia utilita ria. Nel periodo dal 1819 al 1893 a Berlino, che contava allora, cioe nel 1819, 3610 ebrei, non meno di 1236 passarono al cristianesimo; nel resto della Prussia i convertiti furono 1382. Nel periodo dal 1850 al 1880 il movimento di conversione in Germania si attenuo, in quanto essendo quello i1 tempo del dominante Jibera hsmo e non provocando J'ebreo ne dispregio so ciale ne esclusioni, non c'era dunque interesse alia conversione. L'anno 1856 non registra che 50 conversioni. Da allora in poi, dall'ini:zio cioe del movimento antisemitico, in Germania Ia ci: fra ricomincia a salire in modo significativo. Tipico e inoltre J'esempio dei Marrani. Convertiti e battezzati a mi-gLiaia, nel quindi cesimo secolo, furono tuttavia trattati come prima. Espatriarono come nuovi cristiani rna segretamentc continuarono a praticare il culto ebraico, e apertamente, quando poterono essere sicuri dell'immunita, come fecero in Olanda e a Bordeaux . In Russia dato che il battesimo facilitava lo sviluppo economico degli ebrei, non puo non apparire chiara ed evidente Ia ragione delle nu merose conversioni. Ma sui passaporto questi ebrei convertiti era no indicati come precedentemente di origine israelita per una distifizione con i cristiani di origine ortodossa. Fu facile agli ebrei trovare J'espediente : si convertivano al luteranesimo pri ma per passare dopo alia Chiesa ortodossa. Coll'avvento del comunismo certamente non ci meraviglierebbe J'ipotesi di questi due volte convertiti tornanti al culto ebraico. Cosi anche in Russia Ia cifra delle conver sioni annue alia Chiesa cattolica-greca e forte mente aumentata nei tempi delle persecuzioni e delle aggressioni antisemite per discendere di nuovo quando queste venivano a cessare. E cosi sotto gli stati dell"Imperatore Fran cesco Giuseppe. Durante gli anni 1868-1879 s.i verificava, a Vienna, un battesimo ogni mille duecento ebrei; dal 1880 al 1889 uno ogni 420-430 ebrei; dal 1890 al 1903 uno ogni 260-270 ebrei. Le conversioni risultano cosl in progressivo aumento, l-egato al fatto anche che essendo proibiti i matrimoni fra ebrei e cri stiani, era necessaria per unirsi o dichiararsi senza religione o convertirsi. In Ungheria, dopo le atrocita di Bela Kun i massacri degli ebrei determinarono un impres sionante numero di conversioni. Da un minimo di 260 a un massimo di 420 'all'anno. Nel 1919 i battezzati furono 7146; ,nel 1920, cd era naturale, quando il pericolo era scema to si riscontrano soltanto 1925 battezzati; nel 1921 invece 827 battezzati, per scendere neglri r.nni successivi dai 400, .ai 500 battesimi al J'anno. 30 Risulta cosT dfe--Jiel-l9T9; quando maggiOre era i1 pericolo, vi fu un vero e proprio assalto ai fonti battesimali. E molti di questi richia mati dalla grazia erano di gia stati battezzati sorto il vecchio regime e tomati poi al giudaismo all'epoca di Bela Kun, sentirono, sotto il ter rore delle rappresaglie popolari, i1 bisogno di convertirsi per Ia seconda volta. Non vi poteva essere piu turpe mercato Dal punto di v.ista strettamente religioso esempi nobili di conversione ne troviamo : gli abati Lemann, i fratelli Ratisbonne, il Padre Li bermann, per esempio. Ma quanti falsi conver titi e quanta rivoltante ipocrisia ci hanno pur offerto modesti ed illustri ebrei! Primi fra tutti Ia Paiva, che il padre, un ebreo polacco, fece battezzare a sette anni in modo che avesse, come fondo di commercia, cosl osserva Marcello Boulanger, due religioni da offrire al maggiore offerente. Due forse era no poche, in quanto non .esitera in seguito, allo scopo di sposare il ricchissimo corite Hen ckel di Donnersmalk, a farsi protestante. E cosi un ebreo di Napoli, Basilio, come rende n.oto Sombart, che obbligo i figli a farsi battezzare per poter continuare sotto il loro nome il commercia degli schiavi, vietato agli ebrei. E il compositore Felice Mendelssohn-Bartholdy che i genitori ebrei vollero educato nella reli gione evangelica, come testimonia Baruch Ha gani, perche "l[oievano rimuovere dal suo cam mino gli ostacoli .. che gli potevano derivare dal la sua nascita E cosl Disraeli per cui il battesi111(} era un orgoglio di razza in quanto, non poteva com prender.e come un ebreo potesse non essere cri stiano. Era per lui come restar.e a meta strada e rinunciare al vanto della razza: quello di aver dato un Dio al mondo E cosi Heine per cui il certificato di batte simo non era che un biglietto d' entrata. che gli apriva Je porte della cultura europea come afferma i1 Gunther. Tanto e vero che quando s'accorse che il bigl.ietto non era valido insulto e odio il cristianesimo, malgrado il suo bat tesimo protestante ed i1 suo matrimonio cattolico. E piu ancora per il clero: Mons. Bauer e Deuts, ignobili figure di traditor.i; il pastore Edoardo Maria Ottinger, fattosi cat tolico, come egli dice solamente per restare ebr.eo senza correre rischi ; Isacco Schnitzer convertito al cristianesimo e all'islamismo, il quale scriveva nel 1895 in una lettera a Giulio Cohen, riprodotta nel Jewisch Sout: Credo non ignored che sono un ebreo rinnegato, rna, nonostante Ia mia conversione al cristianesimo e piu tardi all'islarnismo, non ho mai cessato di restare fedele alia religione nella quale son nato e nella quale venni educato >>. Heine infine ci dice che il battesimo serve agli ebrei come un grimaldello. Ed evidentemen tc di questo sembrano convinti gli ebrei d.i Trieste che in numero di 27 dal 1. al 15 feb braio 1939 hanno notificato alia Comunita Israelitica Ia propria ahiura e di essi 22 si sono battezzati, di guisa che alia data del 21 feb braio Ie abiure ammontavano a 701. In Francia sotto Luigi XV Ia Chiesa cerco di evangelizzare gli ebrei. Ma Leon Kahn stes so riconosceva, nell'opuscolo Juifs au XVIII siecle >> che se delle necessitit imperiose e passeggere obbligarono talvolta gli ebrei ad ac cettare o domandare il battesimo, .essi non Jo fecero che a fior di Jabbra... Degli ebrei di Parigi che si convertirono al cr:istianesimo alcu ni non videro in questo che un 'mezzo per migliorare Ia loro sorte, altri, cedendo a delle suggestioni pressanti, un mezzo di vincere i pregiudizi e di imporsi ad una societa che, nello insieme, li rigettava lontano da essa >>. L'ebreo Arturo Rupping, in Gli ebrei di oggi si compiace di constatare questa orri-bite verita; quando-par lando delle assoaazwni dei missionari che hanno per compito Ia con versione degli ebrei e dei loro scarsi risultati dice: Date Je enormi somme spese, questi ri sultati devono apparire add.irit:tUra meschini an che perche Ia grandissima parte degli ebrei con vertiti sarebbe passata al cristianesimo, anche senza l'intervento della misswne. Se questa si fosse Iimitata all'attivita missionaria propria mente detta, alia predica del Vangelo, non avreb. be ottenuto nemmeno quei piccoli successi, poi_che gli ebrei sono per questa propaganda il materiale piu ingrato. Per fortuna della mis sione le vengono in aiuto le circostanze sociali che le gettano in grembo alcuni proseliti E verso i convertiti in genere anche Ia Chie sa sembra che non abbia eccessiva fiducia se S. Tomrnaso d'Aquino ha potuto scrivere che gli ebrei convertiti Jungi dal divenire i capi e i maestri dei loro anzianir nel cristianesimo, de vono formare Ia dell'armata di Cristo. Essi saranno gli schiavi dei cristian1 christianorurn servi Questo per Ia cronaca. E d'altra parte Ia sin cerita o meno delle conversioni non puo svisare il problema squisitamente razziale e politico della nostra difesa sui terreno dei diritti dello Stato e dell'unita razziale e familiare, Ia qua. Ie ultima deve essere anche unita di sentimen. ti e di educazione. II Vescovo di Cremona in una sua recente omelia non ha condannato questa difesa dt! gruppo nazionale contro ogni tentativo di offe sa biologica e den10-rnassonico-giudaica ai va lori purissimi della nostra razza, della nostra tradizione e della nostra civilta. Da parte nostra niente materialismo deter ministico, rna solo cosciente impostazione di un problema che oltre ad avere dei riferimenti li mitatamente materiali ha anche una fisonomia nettamente politico-spirituale, che si giustifica nel campo della difesa dell'unita e dell'integritit m..zionale. Constatiamo riguardo agli ebrei che : 1 ") gli ebrei anche di religione cr.istiana non potranno avere mai una razza ed una nazio nalita diversa da quella ebraica; 2") gli ebrei convertiti, anche quando sono sinceri, si con siderano appartenenti alia razza ed al popolo ebraico; 3 ")_ gli ebrei non convertiti considerano gli ebrei convertiti appartenenti pur sempre alia, loro razza; 4") gli ebrei in genere anche s e un cristiano si convertisse alia loro religione lo considererebbero un non appartenente alh loro razza; 5") gli ebrei inoltre il piu delle volte si o.:onvertono singolarmente e colletti,a mente per godere di una comoda assicura zione ; per avere un biglietto da visita di nostro gusto; per poter restare ebrei indi sturbati >>. Discr.iminare non significa .perseguitare ,,, solo poniamo le basi per una energica dife;: razziale, politica e spirituale della nostra sal dezza nazionale; non entriamo in merito
    > agli ebrei convertiti, po trebbe essere anzi un efficace mezzo per Ia Chiesa, che emanato severe disposizioni in proposito, f'' aggiar.e Ia sincerita e Ia vera buona vok,,( .: dei convertendi. BERLINDO. GIANNETTI

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    COME 1 GIUDEI SONO DIVENUTI I PADRONI DELLA FRANCIA ... II cristianesimo (statu a nella catte drale di Stra sburgo). JE storia documentata di ogni tempo c paese, dall'inizio dell'Era Cristiana ad og gi, che il giudaismo e ncmico irreconci liabile del cattolkesimo, anche quando Ia mano. Nella Francia delle Cro ciate, di San Luigi, di Enrico IV, i giu dei hanno .sino da epoche remote per petrato atti traboccanti odio per le espres sioni della fede cattolica; Iotta implacabile condotta, sempre, ad iniziativa dei giudei che e sicuramentc significativa anche in riflesso all'odierna situazione spirituale della Francia. Uno sguardo storico d'insieme, autoriz za questa affermazione : che Ia pace degli spiriti e con essa il fiorire delle migliori \'irtu umane e stata realizzata solo allor quando i giudei sono stati messi nell'im possibilita di nuocere o colla soluzione ra dicale dell'allontanamento o con misure severamente restrittive alia loro attivita preminentemente antisociale. Sono penetrati nelle Gallic al seguito dei Romani. Verso il 353 assassinarono sui bordi della Duranza till ufficiale roma no Iatore di ordini dell'Imperatore Costan zo; I' epitaffio della vittima e stato trovato c descritto da Pierre Berenger, proven zale. Sino alia fine dell'VIII secolo il nu cleo piu importante era in Bretagna dove avevano forma to una colonia; i segni ri trovati scolpiti nella grotta di Gavrinis presentano analogie con altri di ispirazione gitidaica in monumdnti dell'Oriente Me diterraneo; nelle leggende del paese vivc ancora Ia memoria di una citta favolosa chiamata Is e di un re Salomone circon dato di sfarzo orientale. Nelle Gallic i giudei ritrovarono il di sprezzo di cui Ii si circondava a Roma. :Mentre il cattolicesimo, totalmente se parato da qualsiasi allcanza col giudai5Illo, guadagnava ovunque moltitudini di prose liti, raccogliendo attorno a se tutte Ie ani me e tutte le intelligenze, i giudei vede vano popoli per vcro estranei o :qon an cora permeati dai concerti della civilta ro mana, spontaneamente raddoppiare di se verita verso di essi. I Burgundi ed i Vi sigoti sono ugualmente duri. 11 concilio di Vannes, tenuto nel 465, proibisce agli ec clesiastici di frequentare i giudei, di man giare con essi. Clotario II ritira loro, nel 615, il diritto di intentare causa ad un cristiano; nel 633 Dagoberto II li caccia dai suoi Stati. Continuamente biasimati per le !oro usure, cio non pertanto essi ri tornano all'attacco e sui principia del pe-Gli ebrei saccheggiano il campo di batta-. glia. a Waterloo. n giudaismo (statua nella cattedrale di Strasburgo). riodo carolingio, sono di nuovo potenti. Sotto il regno di monarchi dcboli, come Luigi il Buono, figlio eli Carlomagno, dan no sfogo alia ]oro natura invadente. Come oggi, non si accontentano di otte nere il libero csercizio del !oro culto, rna pretendono che altri si scomodino perche essi non siano scomodati. Cosi fanno de cretan: chc i mcrcati null si dcbbano te nere il sabato e rcclamano l'csenzione di diritti che pesano sn tutti gli altri com mercianti. Come oggi, Ia !oro improntitu dine disgusta ognuno e I' Arcivescovo di Lionc, Agobard, scriYe i! trattato: De lnsolentia Judcorum Si intromettono a mezzo di denaro nel goYerno dcllo Stato, quantunque sappiano di non graditi; il giudeo Sedecias si guadagna Ia confi denza di Carlo il Calvo, che poi anelena. Attirati perpetuamente verso Oriente, sono in combutta continua coi Saraceni che per !oro mezzo si impadroniscono eli Beziers, Narbonne, Toulouse c in conse guenza di talc tradimento, ogni anno, di poi e per molto tempo, il giorno di Pa squa dinanzi alia porta della cattcdrale di ognuna di queste citta, uno eli essi dovd. ricevere trc schiaffi e pagarc tredici libbre di cera. Ne! 1131 Papa Innoccnzo II si rcca in Francia c celcbra Ia l\lcssa nell'illustre ab bazia di Saint-Denis il cui abate, Suger, descrive Ia solennc funzionc di una pro ccssione cui prcscro parte anchc i rapprc seritanti della Sinagoga di Parigi ; essi si 31

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    . . or--f'; ""\-...: .. ... . ;,, '" Gli ebrei sacchegqiano le chiese, durante la Rivoluzione Francese. prcscntarono al Pontcfice il mercolcdi san to con un rotolo di pcrgamena, su cui era scritta .Ia !oro Iegge, avvolto in un velo prezioso. ::Vlcntre scioglicvano il vclo il Papa csclamo : Possa lddio Onnipotente toglierc il vclo dai vostri cuori Non etiam ipsa J udacorum Parisiensium excaecata dcfuit Synagoga, quae legis litteram, rotulam scilicet vclatam offerens, ab rc ej us hanc miscricordiac et pietatis obti nct supplicationem: 'Auferat Deus Omni potcns velamen a cordibus vestris lntanto crcavano la leggenda dei sacer doti crudelmcntc intollcranti, amici di re cupidi, chc perseguitavano i poveri giudei a causa della )oro religione; in rcalta essi si mettcvano di continuo fuori Iegge colla usura, col malcostume, coi tradimenti c persino colle barbare uccisioni di fanciulli cristiani in occasionc dei riti pasquali. Alberto Kohn, in uno studio storico presen tato nel 1870 all' Alleanza Israclitica calcolava che verso la fine del quattordi cesimo secolo i giudei in Francia fossero ben 8oo.ooo! Nel mezzogiorno crano pres-32 soche i padroni, at punta da osarc confe rire nomi biblici aile citta; cosi Lunel di ventava Jencho; Montpellier, Hac; Car cassonne, Kirrat J earim. Si affrancavano per conquistare, giudaizzavano coloro che ritenevano avere .conquistato. I1 24 giugno 1240 la Corte di San Luigi, presieduta quel giorno dalla Regina Bian ca, aveva yeduto accorrere vescovi e pre lati dalle dioccsi vicine. Si teneva consesso per es;uninare il Talmud. Esso veniva con dannato c tutti gli esemplari che fu possi bile rintracciare, gcttati aile fiamme. Ma i giudei non si ricredcvano; si guadagna vano per corruzionc Eudes Oements, Arcivescovo di Rouen, chc prendeva a difen derli. San Luigi, nella sua paterna bonta, non voleva decidcrsi a rigori e pubblicava I'ordinanza del 1254 nella quale, pur tuttavia, proibiva ai giudei di abbandonarsi all'usura, di attaccarc c bestemmiare le credenzc dci Francesi in mezzo ai quali vivevano, c li incoraggiava a dedicarsi al lavoro oncsto. II testo di-ce: Ceterum ordinacionem factam obscrvari districte pre-Isaac Moise Cremieux. cimus, quae talis est : J uda<';i cessent all usuris et blasphemis, sortilegiis et cara cteribus; et Talomus (per Talmudus) quam alii libri in quibus invenientur blasphc miac comburantur; et judaci qui hoc scr vare vohierint expellantur et transgresso res legittime puniantur. Et vivant omnes judaci de laboris mammm suarum vel de Alfonso Rothschild. ncgociacionibus sine terminis vel us uris ;>. Filippo il Bello, che aveva Ia mana piu rude, <:on tm editto del 13o6 li espellcY:t dai suoi Stati ed in pari tempo ordinaya Ia confisca di tutti i beni che fosse pos sibile prendere loro. Segue un periodo in eui sono, a volta cacciati, a volta richia mati; si -cerca utilizzare il loro tal en to fiscale coll'incaricarli della riscossion..: delle imposte, rna la loro inguaribile incli nazione ad azioni malvagie 'verso i cri stiani, attira loro ben presto, di nuovo, l'odio popolare. Infatti ricominciavano a rovinarc il paesc <:oll'usura, si procurava-

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    r,1 delle ostie consacrate per profanarle, 1,c cidono dei fanciulli cristiani per !'adem pimento dei propri riti. II popolo francese tl'allora, forse meno paziente di quello di <>ggi, urla, i predicatori tuonano dal per "amo ed il Re deve adottare misure d'ec Carlo VI, il 17 settembre 1394, ne decreta l'espulsione in massa dai suoi Stati per sempre, pena Ia morte. Dal 1394 a! 178g Ia Francia vive in gran parte Iibera dal morbo giudaico che si rovescia in Germania e di qui piu tardi in Polonia. Sono i secoli d'oro per il Re gno, che assurge ai primi posti in Euro-11 giudeo Deutz. pa; ci fiorisconu mirabilmente lettere cd arti. Che fa il giudaismo in tale periodo? Come Ia fiera inseguita si appiatta; si con centra nella Kabbala; nello Zohar e nel Sepher Zetzirah. Non rinuncia a! suo so guo ambizioso, ma appresta armi nuove ; fa fare il suo ingresso nel mondo civile alia massoncria; il corrosivo lavoro dcllo ls!]:ac Pereire. scardinamento sociale riprende sotto Ie insegne dei principii umanitari. E che fa il giudeo durante Ia Rivoluzione? E' nelle strade, ccrca il pun to chc gli conviene, penetra per Ia breccia 'aperta da altri, mette saldc radici nella m.iova societa; e il piu feroce nella distruzione dei quadri di quella chc precedette; si dedica allo svaligiamento, a cominciare dai gioiel li della Corona che per lungo tempo alimenteranno il commercio coi giudei di Germania; qualcuno incappa nella giustizia: Uno dei primi individui responsa bili del furto del Garde-Meuble, dice il Bollettino del Tribunale Criminalc (1792) -che ha subito la sanzione della Iegge e stato un giudeo a nome Louis Lyre, nativo di Lomira, di anni 2B, csercitante la professione di mercantc nel quarticre Bcauhourg. Era stato accusato di avere partecipato al saccheggio commesso lc notti dell'II, 13, 15 settembre c di a\e rc venduto nel corso del mese a un certo Moyse Trencl perle e diamanti sua parte di prodotto del furto. Egli lascio un testa-mento di mortc e il 13 ottohre 1792 aile ore dieci e mezzo di sera subiva Ia sua pcna dimostrando un coraggio ed un sanguc frcddo degni di una miglior causa! Sono i giudei che organizzano j.J saccheg gio delle chiese, Ia distruzione di capola vori ispirati dalla fede al genio dcgli artisti: il popolo nella sua maggioranza e ancora attaccato alia religionc dei padri. Ot tenuta l'emancipazione, i giudei non hannc. piu ritegno e sono una deile cause prin cipali del crollo dell'Impero. La sera di Waterloo essi spogliano i cadaveri. Colla Restaurazione il loro influsso scema di qualche poco, ma oramai hanno ripreso residcnza in tuttc le citta francesi; all'av YCnto. della Terza Rcpuhblica il loro poterc diviene assoluto; i giudei Isaac Pe reire, Leon Gamhetta, Isaac Moise Cre mieux nc sono gli astri. Potere che continua incontrastato, rna chc segna il fatale tramonto della potenza francese. Una voraginc e aperta davanti alla Francia: il giudaismo yc Ia conrluce per mano come se fosse cieca CARLO BARDUZZI Cremieux, a __ l}ordeaux. passa in rivista sotto l'ombrello. nel 1870, le truppe mobilitate.

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    Gli amici della Francia (caricatura tedesca). Gli etemi parassiti. Vegliata dagli ebrei, Ia Francia s'inebria di oppio (caricatura tedesca). 34 IL DISORDINE. MORA-LE DELLA FRANCIA ll RAPPORTO D 'UN ADDETTO MILITARE ll fatto dell'attuale decadenza razziale e perciO politica della Francia non det>e stupirci se consideriamo che e La naturale conseguenza -di Jorze psichiche demolitri-ei, che ormai hanno costituito un carattere tutto proprio della razza jrancese, segnalat,) dagli spiriti eminenti e dp,lle menti ancora sane della stessa Francia. Parecchi son.o infatti gli scrittori Jrancesi che hanno denunziato il pericolo della denatalitii., La mancanza dell'onore della razza, la mancanza del senso di respon.sabilita, la legge rezza nei governanti, la mancanza del senso del dovere, ecc. Oltre al Pinard e al De Gobineau, giova ricordare altri autori i cui scritti ci pro vano chiaramente che il male della Francia abbia origini remote, e abbia fatto per dere di vista ai francesi la bellezza eroica dei valori morali e la purezza e la santitii. della Jamiglia, e determinato rovine. Di impressionante (lttualita sono i giudi zi che un francese, il barone Stoffel, addetto all'ujficio militare della legazione di Francia, a Berlino prima della gu.erra del 1870, esprimeva intorno ai francesi, in u.11 suo rapporto all'imperatore. Vivendo a Berlino lo Stoffel ebbe modo di osservare il sentimento del dovere e la disciplina dei tedeschi, in contrasto con i sentimenti francesi, ed ecco come ne scrisse all'imperatore: <: Chi avendo vissuto qui potrebbe negare che i Prussiani non siano gente energica, patriottica, piena di vigor giovanile, non guasta da piaceri sensuali, ma virile, di forti convinzioni, e che non crede avvilirsi coll' onorare sinceramente quanto v' lw di nobile e alto? E qual doloroso contrasto a tutto cio non offre la Francia_? Solita a ridere di tutto, essa non sa pii rispettare nulla; e la virtu, la vita domestica, it patriottismo, l'onore e la religione, sono cost rappresentati a una frivola genera zione come cose puramente da riderne. I teatri sono diventati scuole di e di oscenitii. Coccia a goccia il veleno s'instilla nel pii profondo di tm popolo ignorante e snervato, che non ha la preparazione e non e capace dell' energia che ci vorrebbe per sanare le .sue istituzioni; ne sa (come dovrebbe fare innanzi tutto) me glio istruirsi, e divenire piu morale. Le belle qualitii. della nostra nazione si vann.o l'una dopo l'altra spegnendo. Dove sono la generositil, La lealta, l'attraenza del nostro conversare, e l"antica elevate::za d'animo? Se si va innanzi cos'i, verra tempo in cui questa nobile schiatta francese non sara nota che per i suoi difetti. Ne la Fra.nciu s'accorge che mentre ella decade, popoli piu serii la raggiungono, la sorpassano sulla via del progresso, e le vanno preparando un posto secondario nel mondo. Che cosa. e divenUJt.a la francese in ultimi a.nni? U n arruffiu di elementi disordinati, misti e intrecciati; un paese ove ognuno vanta il diritto di salire alle maggiori cariche, ma pochi sanno che per occupare un impiego di grande responsabilita e necessaria avere mente ben equilibrata, essere rigidamenle morali, conoscere. qu.alche poco il mondo, e possedere certe facoltii. intellettuali; un paest in cui i maggiori uffici sono occupati spesso da persone ignoranti e inedu-eate, che li ottennero solo per la loro nascita, e una cert.a versatilita e avvedutezza. Quale stato di cose fun..esto e vergognoso! E qu.anto e naturale che, mentre dura, v' abbiano ad essere in Francia /.anti individui disoccupati, privi di uno scopo, che non sanno che fare di se, e nulladimeno so no invidiosi e menano la lingua contra tutti quelli eire valgono a qualche cosa ... -Napoleone III attribuival'impotenza della Francia, per cui giacque sfinita ai piedi dei suoi conquistatori, alia frivolezza e mancanza di principii del popolo e all'anwre eccessivo dei piaceri. Egli non faceva altro che denunziare un antico male quello stesso male per cui il prima Napoleone diceva la Francia aver bisogno di madri. Appunto perche ateva visto che allora morale, teligione, virtu erano affogate dal sensualismo. Il carattere della donna erasi depravato. Non si aveva riguardo alla fedeltii. co niugale: la maternita era un'onf.: famiglia. e casa erano del pari corrotte. La socictt! umana non era piu allacciata dalla puritii. domestica. La Francia non aveva piu ma dri Sono parole di un moralista inglese. Se ora una conclusione vog1i.amo trarre, dobbiamo riconoscere che se ieri la Fran cia non aveva madri, oggi non ha figli; che il male di oggi e lo stesso male di ieri ; cht? ne e la inet>itabile, fatale conseguenza. ALFIO CIMINO

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    doetllltentazioite LA G EN lll.Jl.ent""' .. La leggenda di cui brevemente trattero, al pregio di risalire ad antichita remota tmisce il fatto di essere pochissimo cono sciuta) o meglio moltissimo trascurata. Non ricercherO. qui, co sa im:ero trappe ardua, le sue origini ed i motivi dell'atztica. diffusione, ma notero solo come tre religioni, La Cristiana, Ia Maomettana e La Giudaica le abbiano data non indifferenti contrib11ti. Con successive tmsfomwzioni, c stata piegata ad esprimere, attraverso particolari influssi derivati. da civilta di1!Crse, l'odio che esiste tra Ariani e Giu dei, testimoni di razze opposte non solo nella. concc::ione del mondo e della vita, ma anche negli ideali che lc inf ormatlO : distru.::ione da un [ato, costru::ione dal l'altro. La lcggenda, cost come ci c tzci passi dell'Antico Testamento (1), ,: fntfto del chiliasmo, base libri a_Poca littici; c an cora ncl suo pcnodo stonco ed

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    il suo arizzontc, anche gcografico, c qucl lo del mondo giudaico. Vi si parla di 1111 mitico Gog, re di Magog, gentc clu: abita lc rcgioni di To garmah, cioc dell'Armenia, o comunque piu a Nord delle coste del marc Caspio c del Ponto Eusitw, c chc dovra sceJzderr. ad abbatterc e distruggcrc I sraele. A co lori cupissimi il profcta. del popolo malc detto descrive l'invasionc dctastatrice: Tu (Gog) terrai dal fonda del Scttcn ttionc; tu c molti altri popoli tcco... (E con cssi /.a gentc di Persia, di Cus c di Put ... Gomer con tuttc le sue sch.icrc, Ia casa. di Togarmah ... Ezcc: XXXVIII, 5-6), tutti montati sopra catalli, gran rmmafa e grosso csercilo. E salirai contra il mio po polo d'Israele a guisa di nm1ole per co p1ir la terra. Tu sarai in Sit la fine dci giorni ... 1> (Ezec. XXXVIII, 15-16); 11w pi:l tardi /.'ira di J eohavah-si riterscra sopra cosloro e per scttc mesi i giudei sep pelliranno i cadatcri di quci nemici _fino a colmarc la V alle clei Viandanti, alcvan lt' del marc ed a non lascia.rc tmccia al czma del popolo di Magog. Certamente c codcsto 1mo dci pi1i anti chi cctmi di apocalittica, intcsa come una etoluzionc di?l profetare, cllc ateta cer cato di cmcndare la Nazione dagli crrori pn:senti, nonchC di prcparare i tempi futuri, per proclamarc logicamcnte in fitlC il fallimento del mondo contemporanco, rifiulatulonc ogni elemento nella costm$WIIe di 1111 mwto cilificio morale. La leg genda,,per quclfaccenno alia fine del man do, sartl poi conglobata ncllc finzioni del l'Atlticristo, e come. tale, durcrii fino a qua11do i Padri della Chiesa non la. rigct tcramzo. Pero la favola sarcbbe stata limitata itz questa ambito, scmplicc pet quanta tcnte odio di razza, cosciente od incoscie11_ te poco importa, ltttto tcso a celebrare 1111 ritorno aU'auge ebrea net 1110ndo. In que sta atmosfera. idealc, che e poi la strssu dello scittb (2) miti tecchi e nuovi 'l'engono sfruttati e piegati ad esprimere la coscicn ::a assolt1fa del ritort1o alla grandezza, 'latt cinando le piii spavcnte'l:oli pene al lie mica att11ale: Roma. La qrwl tc11denza possiamo anche scor gcre altrove. Infatti, 1111llc Revelationes attribu.ite a M etodio, il milo di Gog e Ma gog si presenta sotto 1111a forma partico lare, dovuta all'inco11tro di cssa legge11da quelle chc cclebramno lc mirabolanti imprese del gra.ndc Alessandro. Vi si 11(11'm che it MaccdotJe, spintosi ai limiti dc/1,, terra., v'avesse incontrato popoli mostruvsi . dediti a pasti macabri ed immondi, quuli feli, to pi morti e carogne; e sen tendo per certo che queUe popolazio11i, dotatc di colle tarlaruqhe (minialura di un manoscritto del sec. XII! nella biblioteca di Brusselle). grandioso strumcnto dcll'ira divina, se 11on fosscro infcrtellufi altri elementi mo dificatori, che pcrmisero di identificare i popoli di Magog c di individuarli anche fisicamcntc. Dobbiamo, per ben compren dere cio, tener conto di tm carattere es sc1Mialc dell'apocalittica gittdaica: le pro fczie, che pong0110 condizioni al lora av teramcnto, si trasfortlzatzo intece in cer tc::za in mw data cpoca storica; e sc qual che cosa osta, questo c dmuto a Dio, chc ha af.trimcnti predisposto, ritardando cott l'itzfroduziol!e di pro1e morctli, l"G'l!teramcllfo stesso. L"ill'msionc dci popoli di Magog, p1'ofelata da Ezechicle 11011 era cwvenuta; 11111 in compctlso, in giudaichc sc riori, asscgnabili aUa. fine del primo sccolo '<.'olgarc, la leggetzda subiscc curiosissimc interprcfa.zioni, che noi non possiamo giu stificarc se 11011 ba.mndol, .wpm un poUn talmudista: bcstialita e di ferocia immani, si sarebbcn: rovesciate alla fine del mondo sulla rcgione d' I sraele, lc spinse tra manti dctti Ubera Aquilonis i quali, accostati pc,. toler diiJitJo, resc continui cd inseparabili con l;'cre::ione di porte bronzee, ri-z,csfilc di as.mrim b wa:no pero, ch.c al termi,, prestabilito, la profczia di Ezechiclc si sarebbe tlg!lalmente com pitt fa! Il pensicro dominante c qui perfetta mente cbraico e la fatolu slcssa tendc a mssicurarc i gi11dei sulla procrastinazioll' della profezia fino al di supremo. Ed anclze 1tell?Apocalissi, l'ultimo dci libri del Nuo1o Testamento, Ia lcggcnffa 1 itorna .. scm pre con colori pit4 feroci: i popoli di Gog c Magog formano la mili:;ia cit Satana, chc terni sconfitta. c piombata in 11110 stagtzo di solfo dalla tendctta ditina (Apoc. XX. 7-1o).Ora, L'Apocalissi c artamcnte 1111 libro giudaico, c quasi tutti

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    i commentatori, primo Ira gli altri il Vol tcr, son d'accordo neU'ammettere tm nucico ebreo primitivo d'essa; il che dimo strano atJc/Je tma quanti/a massima di tra ddoni fav"Olosc proprie d'Israele, e net /ibro comprese . di miti astrali e di simuoli ermetici, in cui ricorre il fatidico 1,umcro sette (sette sigilli, sette angeli, sct te coppe, sette trombe ecc.). L'itJterpreta:;;one delta zeitgeschichtlicll data dal Reuss in base agli avz:enimenti coJatemr.oranei dell'opera, dimost-ra l'identifica di Babilonia con Roma, e delt'Im tcro, meglio dell'Impera.tore, con il famo::c twmero 666, riprodotto dalla somma di lettere ebraiche clr.e, lette secot1do il va /,?re fonetico, dchmo: N RN QRS, cioe: Caesat . Se lo scrittore sia un gitt dw-cristiano qui non indaghero; a me ba sta constatare come sia giudeo e co PIC si sia va.Zso di..lma leggcnda giudaica, Un talmudista. nerd fino al giomo supremo, in cui tmo dei mostri esortera i compagni a. compir l'opera pc1 rovesciarsi sulla terra fttfta e devastarla. Sopra queste basi perfezionatc re sa ai Giudei Ia contropartita, sfruttando ttn passo di grande importanza csistente nell'Apoca.lissi di Esdra (3). Quest'opcra, certo contemporanea alia Rivclazione di Giovanni, oltre al soli to motivo dell' odio espresso contra Roma, forse i termini clella profezia di Ezechiclc, rac conta come, allorqttfindo dai quattro an goli delmottclo si congregheranno le gcnti contra il ll1essia, da 1m luogo inaccessi bile, posto di lit dalfEufrate, ritomeranno f.c dieci tribu ivi confinate da Salmana sar (4), al fine di pre,starc aiuto ai corre ligionari e per unirsi a lora nella cele bmzione dell'avvento del Designata. Di qui alia felice identificazionc delle dicci Alessandro Magno combatte con un mostro a tre comi (In copertina si vede un'altra raffigurazione fantastica delle battaglie di Alessandro Magno. in 'cui i nemici dell'eroe sono uomini mostruosi a sei mani. E' da notare in queste raffigurazioni l'idea di un confiittc di razze, !'una nobile e bella. l'altra bestiale e deforme). tcr esprimere il proprio odio contra Ro llia; ne ve1mero me10o, come vider'o e do cumentarono l'Eisenmcngcr ed il Huxtorff, colora cite identificarono sen:!aUro Gog e .1/agog i Romaui. L'orribilitii della genic di Gog e Magog, imagitrata. dai Giudci per l'odio ch'essi nlltrivano contra i Romani, tramandata alle na.::ioni Ariane, ftt accresci11ta; e Firdusi i! Pcrsiano cc ne parla lungamente ima yinaudoli come mostri nerissimi, gli occlri sa11guigni., i corpi pelosi., le orecchie cnormi, grassi in pri111avera e magri di .:.1tate; aile quali tlotizie il cronista Tabari r1c ag[Jiungc mz'ultima non meno spm.oetrtczole: quei di Gog, tinchiusi dal tmtto Juctallico, iaffaticano tutta notte dal l'intenw a lo spessorc coft. lc lin.'JIIC asprc e durissime, fitro a tidurlo sottigliczza minima sul far dell" alba; m:, di gionro if. muro si riforllt!J c si rip,isti-tribit. con i popoli di Gog c Magog non c'era., chc 1111 passo, eire si campi neU'alto Medioe1Jo, se gia Lorctrzo de Segura i1: un suo pocma, detto Poema de Aleja.ndro, ct 11arra come il 111accdotre a'Lcssc tro
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    Imboccatura del Cannaregio, che costegg ia il ghetto di Venezia. 4[i', li ebrei scatenarono Ia rivoluzione franLese per ottenere quei diritti civili, dei .:1uali erano stati" privati da secoli per Ia !oro insidiosa e pericolosissima turbolenza. Una riprova della terrace volonta con cui essi perseguirono tale !oro scopo, senza badare ai danni che procuravano ai paesi dove vivevano, Ia si ebbe non solo in Fran cia, rna anche in Italia, e caratteristici in proposito furono i tre rivolgimenti che es si determinarono nel Veneto tra il 1797 eJ il 1848, sempre sotto veste patriottica sempre con l'aiuto diretto od indi retto dello straniero, e semprc in vista di acquistare 0 riacquistare per se quella cit tadinanza che avrebbe permesso !oro d im p:-,dronirsi delle !eve di comando del paese. E' sintomatico poi che Ie notizie degli eventi francesi avessero .un'eco immediata nei ghetti italiani; ed in quelli di tutto il mondo, come una conferma di quanto da lungo tempo era atteso e sospirato. Non bisogna dimenticare infatti che 1' assem blea rabbinico-massonica di Wilhelmsbad, preordinatrice della rivoluzione francese, era avvenuta nel 1781, e che i primi ac cenni alia concessione di una cittadinanza ai giudei giungono Jalla Francia nel 1789. La marmaglia ebraica e portata subito dai suoi deboli nervi all" esaltazione, e que sta diventa addirittura dionisiaca quando arriva Ia conferma che il 27 settembre 1791 I' Assemblea francese aveva concesso defi nitivamente Ia cittadinanza ai giudei .. E' allora che a Padova, per esempio, il rabbino Salom, obbedendo evidentemente a precisi ordini superiori, intraprende una 38 propaganda di nuovissimo tipo, una pro paganda patriottico-franco-giudaica cosl in tensa, che le bonarie autorita della Serenis sima si vedono costrette a richiamare ener gicamente all' ordine 1' energumeno perche mantenga un contegno pili decente, e poi che il rabbino non se ne da per inteso, esse finiscono, dopo due anni di tolleran za, con 1' arrestarlo e mandarlo ben impac chettato a Venezia, per vedere di farlo rin Attorno intanto 1a marea cresce, e ere scone le turbolenze ebraiche e le resisten zc popolari a misura che l'esercito rivolu' zionario trabocca dalla Francia sui resto dell'Europa. Quando Buonaparte passa Ie Alpi, nel dominio veneto stanno gia di fronte il popolo e, spalleggiati dai fran cesi, i patriotti Se questi infatti provocano gravi ribel lioni alia Serenissima a :Brescia, Bergamo e Crema nel marzo del 1797; a Venezia invece il popolo provvede a far giustizia dell'insolenza dei francesi, una nave dei quali, che aveva forzato il porto, e deva stata, ed il capitano e parte dell"equipag gio sono massacrati. Analogamente, il popolo di Verona non solo non toll era Ia nuo\ a propaganda, rna si rivolta centro francesi e patriotti nelle eroiche Pasque V eronesi. L'insurre zione di Verona e pen'> soffocata dai fran cesi, prima cura dei quali, appena passata la paura, e quella di assecondare l'aspira ZIOne degli ebrei con una teatrale dimo strazione che consiste nell'abbattere Ie por: te del ghetto e bruciarle in piazza, perchf: sia palese a tutti I' avvenuta emancipazio. ne ebraica A Padova, Ia simbolica cerimonia della bruciatura delle porte del ghetto e ripetutl pure all'.arrivo dei francesi, dopo esserc. stata accuratamente preparata in preceden. za dalle societl dei patriotti in gran parte ebrei, tra i quali si reclutano, in mez. zo ai lazzi del popolo, le Guardie civi che che il recentissimo regime ha appe na istituito. E quando si procede alia formazione del nuovo Consiglio Munici pale di Padova, uno dei membri pili in. fluenti e tertamente Michele Salmon, che tante benemerenze ed incarichi di aveva riuniti. A Venezia pen) dopo I'episodio del. Ia nave e Ia minacciosa attitudine del po polo quando l'esercito francese si a;. vicina, .'con pretese che aumentano ogni giorno, Io stato d'animo dei giudei era dei piu singolari, perche ondeggiava fra !'at. tesa ansiosa dell'invasore e Ia paura folk del furore popolare e delle misure di po lizia. Il ghetto dovette cosi esser circon dato dalle truppe, sia per ridurre lo spio. naggio, sia per evitare che il popolo indi gnato facesse giustizia sommaria dei giudei. All'interno poi del ghetto stesso, il rab bino Iona calmava le paure dei suoi fedeli che temevano i1 saccheggio con un mezzo poco comune : egli li immunizzava irtfatti da qualunque guaio appliCando ad ogni porta uno speciale scongiuro ebraico, det tato dalla sua infallibile scienza cabalisti ca... E, d' altra parte, un noto usuraio ebreo, per immunizzarsi a sua volta da sor-

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    nel Veneto prese spiacevoli durante l'attesa dell'invasore, acconsentiva a fare un grosso presti to al Governo che stava per cadere ... Questo, mentre sotto la minaccia dello straniero, in quella seduta del 12 maggio che fu l'ultima sua, il Gran Consiglio de iiberava la penosa costituzione

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    LIBERIA DI PENSIERO E INTOLLERANZA EBRAICA LA SCOMUNICA Dl SPINOZA Sui princ1p10 del 1670 ad Amsterdam veniva puhblicato, coi tipi di Cristoforo Kunardt, il trattato di un anonimo, dal titolo: Tractatus theologico-politicus contincns dissertationes aliquot, quibus ostenditur libertatem philosophandi non tantum salva pietate et Reipublicae pace posse concedi: sed eandem nisi cum pace Reipublicae, ipsaque pietate tolli non posse. Per sfuggirc alia censura ed evi tare altri interventi, veniva falsificato il nome dell'editore e del luogo: invece di Amsterdam etc., si Iegge : Amhurgi, apud Henricum Kiinraht Questo trattato mise a subbuglio il mondo filosofico, teologico e politico. E venne suhito in chiaro che l'autore non poteva essere altro che Spinoza. Un do cumento pubblicato dal van Vloten di mostra che nel 1656 Spinoza era stato accusato e denunciato per Ie sue idee sov versive e antireligiose. I capi della Sinagoga lo citarono alia loro presenza a scolparsi. Narra infatti il Lucas nella Vie de M. Benoit de Spinoza che essi gli spiegarono di averlo chiamato, per conoscere Ia verita. e che era con amarezza del cuore, ch'essi avcvano citato a rendere conto della sua fede; ch'eg1i era accusato dd pii1 uero ed enorme crimine, qual'e il di sprezzo della Legge; ch'essi speravano 40 ch'egli se ne fosse potu to lavare; rna che, s'egli fosse stato convinto, non ci i:.arebbe stato supplizio hastantc a punirlo Gli accusatori deposero da vanti ai ministri del Tempio che l'avevano udito burlarsi degli ebrei, come di genti su perstiziose, nate e aile vale nell'ignoranza, che non sanno che cos 'e Dio, e che tuttavia hanno l'audacia di chia marsi il suo popolo a disprezzo delle altre nazioni Queste accuse non facevano che aggra vare Ia situazione in cui il filosofo si era cacciato, discutendo di Dio, dell'anima, degli angeli e cosi via. Ce n'era abba stanza per suscitare, come dicono i con temporanei, un' onda d'indignazione nei giudici. Spinoza non pote difendersi per cui Ia sinagoga pronuncio quella famosa scomunica, che e un palpitante documento storico dell'intolleranza e dello spirito di vendetta dei figli d'Israele. Vale Ia pena di riesumarlo e di ripro durne quache passo piu notevole, come ci viene riferito da uno dei biografi di Spinoza, il Feudenthal: a Baruch de Espinoza ... Malditto seja de Dio e mal-Benedetto Spinoza, ditto seja de noite: mal ditto seja em seu deytar, e malditto seja em seu levan tar; malditto elle em seu saijo e malditto elle em seu intrar; nao querera adonai per doar a elle que entonces fumeara o furor de adonai e seu zelo neste homen etc. (Lebensgeschichte Spirwza's, p. 114 se guenti) : maledetto come si vede, per 1ungo e per largo, per diritto e per tra verso, per aver sostenuto in questo trat tato teologico-politico che fides sumrnam unicuique libertatem ad philosophandum concedit (in Opera, vol. I, p. 543. Alia scomunica Spinoza reagi con una protesta scritta in spagnuolo, che ando perduta, secondo c'informa un altro hio grafo, il Lucas; il quale ci da una descri. zione abbastanza min uta della cerimonia : II popolo era adunato nella sinagoga. questa cerimonia, che chiamano Herem, che in ebraico significa separazione, co mincia con l'accensione di molte candele nere e l'apertura del tabernacolo, nel quale sono custoditi i libri della Legge. Quindi il cantore, da un posto elevato. intona con voce Iuguhre le parole d'ese crazione, mentre un altro comincia un coro, e vengono rovesciate le candele per farle scolare a goccia a goccia in una tiua piena di sangue. AI che i1 popolo, ani malo d'un santo orrore e d'una rahbia sacra alia vista del nero spettacolo, ri sponde amen, con tono furioso, che testi monia il pio ufficio ch'esso crede renderr a Dio Questo episodio e un'altra prova della intolleranza fanatica, dell'intransigenza implacabile, della Tistrettezza d'orizzontr di questa razza, alia quale volentieri si attribuiscono le doti contrarie d'indipen denza, liberta, audacia speculativa. S. PERTICONE

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    JP!chi -anzi credo di non sbagliare se dice nessuno in' Italkz -sanno che Brati :;)ava, questa bella e importante citta rimasta alia Cecoslovacchia, abbia. Ia poco invidiabile sorte di albergare entre le sue mura Ia piu potente incubatrice del daisnio ortodosso di tutta il mondo. La comunita giudaica di Bratislava e una :lelle piu vecchie. e si suppone che Ia sua 'ondazione risalga all'XI secolo, se dobbi=o prestar fede ad una preghiera rituale che ancora si recita -o meglio si recitava -nella sinagoga di Norimberga e nella quale si ricorda che un certb Rabbi Jona e compagni subirono il martirio Dati piu precisi sull'attivita della cornu nita giudaica di Bratislava si hanna appena dal 1694 in poi, perche l'archivio del municipo della citta fu danneggiato da un incendio nel i808 durante il quale tutti i documenti anteriori a! 1694 lurono distrutti. Da un volume cbnservato iri questa archi vio, opera di un certo rabbino isacco Weisz, intitolato A wne besz HayeuzeJ;" risultano i nomi di otto generazioni di rabbini sepolti nel cimitero giudeo di Bratislava: Jomtow Lipmann, di Vienna, 1694-1720; Mordche Mechiach (alsaziano) 1721-?; Mo3che Charef, 1758; Akiwe Eger (marta dopa undici giomi), 1758; }rz-ehek: Duk:la di Landau, 1761-1763; -MeramBar-by; 1-764-1788;-c Meschulem Tiissmenitz, 1794-1802; Moses. Schreiber, 1805-1839. A proposito di quest'ultimo Ia cronaca scrive: Al nome illu_stre del Rabbi Moses Schreiber (Chassam Szoffer). da Francoforte, dobbiamo inchinarci con Ia piu de vola riverenza e col massimo rispetto; a questa Grande, di cui il nostro vecchio cimitero ha !'alto onere di custodire le sacre spoglie mortali, si deve perenne gratitudine per il magnifico contribute da lui ap :cJrtato alia scienza talmudica. Con questa Lume si inizia un'a nueva grande epoca del giudaismo nel campo sCientifico del Talmudismo e dei commentari .Risceunim e Achreunim E Moses Schreiber il londatore del fa meso Jescibah l'Universita giudaica, Ia cui fama Si e estesa ben presto SU tutte Je cinque parti del mondo; un vera semenzaio del piu pure giudaismo ortodosso dove masse di giovani giudei vengono iniziati nelle massime di quella Iasca scienza set taria alia triste fecondita della quale si e badato linora trappe poco e donde escono schiere di quei parassiti sociali che hanno imbevuto e stanno imbevendo tutta Ia terra di que! veleno che ha intossicato tante nazioni e !anti popoli. Moriva Moses Schreiber nell' anna 1839 dopa 33 anni di prosperoso insegnamento e compianto da tutto Israele -continua ancora Ia cronaca -e cedendo il suo pasta al figlio Abraham. Samuel Schreiber (Ksaw Szoffer) il quale volo in sene ad Abramo nel 1872. A questi succedeva a sua volta il figlio Bernat Schreiber (Sche weth Szoffer) che raggiunse il suo padre !).el regno dei morti nell'anno 1906 Anche questi lasciava l'eredita del rab binate ad un proprio figlio, Akiba Schreiber, lelicemente regnante Caricatura di Nathan Hirsch. presidente comunita ebraica di Praga (sec. XVIll). Samuele Wolf Akiba E degno di menzione il latta che i pnmr Ire Schreiber regnarono ciascuno preci samente 33 anni e che quindi il monopolio di questa fucina giudaica rimose per 99 anni in mana alia stessa famiglia e continua a rimanervi ancora. Nel Jescibah sana iscritti studenti giu dei di tutte le parti del mondo e tutti i rabbini superiori dell'Europa e dei paesi transoceanici sana quasi esclusivamente ex allievi di questa lucina. Dice ancora la menzionata cronaca: Bratislava e e rimane per il giudaismo ortodosso odierno e futuro il piu importante centro di studio e di propaganda. E veramente notevole il numero dei sodalizi, degli istituti e delle scuole talmu diche che i giudei di Bratislava hanna saputo erigere e far prosperare: 4 scuole ele mentari, 1 corso preparatorio Jeszode Hethorah I scuola rabbinica di 7 corsi, 1 istiluto Thorass Chesed per candidati a! rabbinate, I'istituto Schass Chesorah serale, inoltre una dozzina di associazioni dove ogni sera e sabato mattina si fanno Iezioni gratuite per adulti sui Talmud, sulla Bibbia e sulla morale (giudaica, s'intende). Esistono inoltre 27 istituti di assistenza e di beneficenza, una sinagoga maggiore, oltre a 18 sinagoghe minori e oratori_ ll collegia rabbinico e composto di due rabbini superiori e di due assistenti ed ha Ia sua sede in un edifizio proprio, Beth-Din, Secondo il plebiscita del 1921 Brati slava contava: 93.189 abitanti di cui 37.938 Cecoslovacchi (39.75
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    0 0 L 'ALBERO DEL -BENE E DEL .MALE ::. II mio istema lntorno aile: cose agli uomini; e ch'io fo tutto o quasi tutto alia natura. e pochlssi_ri1o o ,lult<{3:ila< ragion.:, ossia all'opera dclritomo o dcll!t crca-ttirimo. -- La natura e lo &tesso che. Dio. Quanto piu attribtti51:0 a v erl o posto in pcmutiso \oluptalis (Gencsi, c. II, v. 8, 15, 23, 24) (s'intendc yoJntta felicita tcrrcna, contro quello ch e s i :uol .. t che all'_um:no sia destimita natltralmen'tt< sc se una feticita spirituale c d'un'altra vita), fu De lig 11o aictcw ,fcicntiac boni ct mali 11e comedas, in q1wcumque enim dii: comederis ex co_, morte morieris (Gcnc.ri Il, 17). Non' e que:;to u n interdir -chiaramente all'uomo il sa perc? ttn voler porrc sopratutte le altre cose (giaoche questo. fufsolo _comando o divieto) u n ostacnlo agl'incrementi della come quella che Dio conosccva esscre per sua natura e dover essere Ia distnlttrice della felicita, c vera perfezionc. di quella tal crca tura, tal quale egli l'avcva fatta, e in quanto era cosi fatta? II serpcnte disse alia donna: S cit enim Deus quod-in quo'atmquc die comcdcritis ex eo, apcrientJtr. oc11li 'le.stri, ct critis sicut dii, scicntc.1 bonum el maltmt (Gencs.i, III,: 5). In tria nicra chc Ia sola prova a cui Dio voile esporrl' la prima dellr sue creature terrestri, per donargli quclla idlcit<\ chc gii ('ra destinata, fu app.unto eel cvidentemcnte il ve4crc s\gli avrehbc saputo con tenere la sua ragione, e
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    questionario Molti nostri lettori ci hanno fatto e continuano a farci quesiti riguardo alla c.on dizione e capacita e cittadinanza degli ebrei e persona nate da matrimoni misti, riguardo insomma all'interpretazione e applicazione delle leggi di difesa della razza iialiana; altres1 a domandarci consiglio e magari aiuto, .per risolvere qualche difli colta, un imbarazzo, scabrose e persino intime situazioni; difendersi da vendette, persecuzioni, intrighi, petulanze d'ebrei, ecc. Per esempio, ad una ril0pettabile famiglia, impotente a sottrarre una giovane all'inl!uenza d'un cacciatore di dote ebreo e polacca, siamo ancora debitori d'una risposta semplicissima, qual'e quella di non scoraggiarsi che l'autorita non abbia potuto subito scongiurare siffatto pericolo, ma aver lede che ci sono buone l13ggi, e che !'autorita e tem.ifa ad applicarle contro ogni specie di resistenze. Un nosiro assiduo !ettore di Milano ci ha scritto che certi ebrei abbiano l'esercizio delle !oro pro fessioni col nome di qualche compiacente italicmo; rna questi non sono latti di cui debbano occuparsi i redattori d'una rivista e il pubblico dei lettori; sono latti di compelenza'dell'autorita, e nel caso, materia di cronaca giudiziaria. Comprendiamo che a noi si possa rivolgere un povero diavolo, rna chi ha conoscenza della pubblica amministrazione sa a chi rivolgersi, e che in Italia non solo le leggi ci sono, rna che sono fedelmente applicate. E ogni italiano sa che l'ufficio dell'autorita da noi non dipende dall'umore delle persone che lo esercitano, rna dalle leggi che lo regolano, dal dovere di obbedirle, che cosliluisce l'onore delle leggi, senza il quale nessun reggimento potrebbe sussistere. II vero principia dell'autorita nel sentimento d'onore di quelli che Ia esercitano. Da cio deriva che ogni reggimento debba riposare piu sull'onore che sulle leggi, che vi riposi specialmente il nostro: similmente l'antico, quello per esempio dei re di Roma, si fondava piu sull'eroismo che sulla rifles sione e Ia volonta. Per fortuna, non e piu il tempo di domandarci quis custodiet custodes. Questo se lo domandano i solitari delle societa corrotte. Nemmeno in una so ciela sana e benissimo ordinata sono sempre evitabili non diciamo i delitti, rna le ingiustizie; se lo lossero, sarebbe finita Ia vita morale, finito il drammatico della li beria. Invece: puo sempre accadere che to Juno eserciti un ufficio senza onore, e che ti colpisca, perche lai il tuo dovere; che trovi accoliti, protettori, perche ha mancato d'onore; rna se lo vedi sedere promosso alia ruota d'appello o della corte suprema non generalizzare; invece pensa quanto sia raro il suo caso, pensa che non ce n'e un altro simile, non disperare per .questo sole lotto dell'onore del tuo paese, questa e una oflesa che non ci meritiamo. L'essenziale e di conservarsi liberi, fare cioe il proprio dovere, anche nel credere che interesse alia giustizia. ce l'ha prima di tutti l'autorita, e non domandare giustizia a chi non ha ullicio di darla, che e gia un'ingiustizia. Tuttavia continueremq per quanto e possibile a rispondere aile lettere di quelli che ci fanno quesi1i sui significate e l'applicazione delle leggi di difesa della razza, con l'avvertenza pero che noi non siamo legisti o Papiniani soprattutto non ci piace di esserlo. Le nostre leggi sono abbastanza chiare e il !oro miglior interprete e il senso comune. Quando l'interpretazione comincia ad andare oltre il senso comune, vuol dire che e malata Ia Iegge o sono maloti gli uomini, e che si deve ripetere que! che Ponzio sannita disse ai suoi ospiti: Voi greci discutete tanto della virtu perche non ce l'avete; noi invece abbiamo il costume dei nostri padri, e non possiamo sbagliarci. Le nostre leggi sono abbastanza chiare, e per capirle, non occorre spaccare un capella. E con l'avvertenza che queste colonne sono dedicate a questioni prive di utile e a queUe massimamente inutili della civi!ta, e sono dedicate a tutti coloro che si occupano dell'Italia per nessun altro scopo che l'Italia stessa. Percio non ci occupiamo di quelli che se ne occupano diversamente, nemmeno di quelli che professano che i1 Rinascimento, cioe l'Italia, sia diventato patrimonio francese, e che noi non possiamo comprendere il Rinascimento, se non aUraverso i francesi, che vuol dire che l'Italia non esiste, ma soltanto una sua riflessione; e tanto meno dei settimanali, riviste e terze pagine dei nostri francesini del Rinascimento, cioe di tanto parte della letteratura italiana, ordinata in que! senso. Sappiamo benissimo che e una vecchia rogna italiana, vecchia di Ire secoli, e che il suo contagio e venuto dall'istruzione pubblica, Ia quale ha consentito ai borghesi, e a tutti coloro che chiedono alia societa que! che nor. possono chiedere alia natura, di irovare nell'educazione lrancese una cifra adattissima per occuparsi di cose che non li riguardano, principiando dall'Italia. Sappia mo benissimo che i voltagabbane, i pentiti, i convertiti ed altri esempi non hanno impedito alla gioventu di pigliar questa peste sbrigativa. Ma sappiamo pure che non e un mestiere raddrizzare le gambe ai coni. Ci rivolgiamo invece alia nazione genuina, a! popolo, e alla gran maggioranza dei giovani, che con l'intelletto ha saputo conservare la natura italiana. Pasquale Pennisi. prolessore dell'Univer sita di Ferrara, ci ha mandato uno scritto sistematico e un po' troppo esteso sulla nostra questione cattolica, rna non possiamo !.:ne a meno di pubblicarne i punli sa!ienti. Egh scrive, ira l'altro: L Di!endere Ia razza non vuol dire negare l'unita primordiale del genere umano, rna soltanto alfermare Ia successiva ed attuale diversita delle razze -che Ia stessa Chiesa riconosce e sancisce (cfr. encicliche Maximum illud di Benedetto XV e Rerum Eccle siae di Pio XI) ne Ia Chiesa nega i valori naturali, come l'amore, Ia natura, e lo spirito eroico. A quest'ultimo proposito, basti ricordare come l'amore sia difeso nella concezione cristiana del matrimonio, e rievocare per il sentimento della natura, Ira tutti, San Francesco d'Assisi. Ma amore, natura, spirito eroico non possono essere protetti e sviluppati senza un sano spirito di rinuncia, cosi come insieme lo richiedono la con ::ezione cattolica e que!Ja fascista della 'vita: Ia 1inun::ia, cioe, ai conati disordinati e disordinatori dell'egoismo individuale. II. La difesa fascista della razza, mirando a restaurare e potenziare Ia razza italiana, restaura e potenzia il sostrato della nazione italica, cui e alfidato visibilmente un com pito pari a nessun'altra, ed a tutte s'upe riore dalla Provvidenza. La civilta universale, che e composizione di trascendente e di temporale come l'uomo e composizione di anima e di carne, e inlatti provvidenzialmente ordinata cosi che le occorrono due generatori: religiose l'uno e politico (in senso vasto) l'altro. La civilta e per sua natura cristiano-romana, ma questo secondo elemento non potrebbe essere vitale senza quell'opera di purezza accrescimento e valorizzazione del popolo italiano che i1 Fasci smo si propone ottraverso il razzismo. Que sta e dunque ordinato verso quei fini storici che si appalesano naturalmente e provvidenzialmente conlormi alia stessa missione storica della Chiesa. III. I! Cristianesimo -i1 vero Cristianesimo conservatosi nella Chiesa Cattolica -non aspetto a divenire romano per es&ere universale: in quanto unica religione rivelata dal Figlio di Dio lo fu sin dagli inizi, anzi lo era gia dal principia dei tempi. Sin qui, teologicamente, nessun dubbio. Senonche !a questione non va posta cosl, sibbene in altro modo: Roma, da Romolo ad Augusto, quale funzione ebbe in ordine alia religione rivelanda? II Cristianesimo, in altri termini, data Ia sua essenza e l'ordine provvidenziale stabilito, avrebbe potuto non divenire romano? Anche qui mi pare che nessun dubbio vi possa essere: il Cristianesimo, date le premesse provvidenziali, non avrebbe potuto non divenire romano. IV. Tra le prove della missione di Roma (per Ia quale possiamo dire che il CristianeE o lu romano prima ancora che gli Apostoli venissero materialmente nell'Urbe, e che Roma lu cattolica prima ancora di essere 43

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    religiosamente cristian.a) una delle maggiori e la concezione della aequitas, caratteristica ed originalissima del diritto romano. L'aequitas, infatti, umanamente anticipa quello che sar<'I uno dei massimi e piu ori ginali insegnamenti del Cristo: Ia compenetrazione delle due virtu Giustizia e Carita, le quali sembrerebbero ai superficiali opposie, ed invece sono cosl compenetrate che non si ha veramente !'una fuori dall'altra. v. Tutti sanno quanto gelosa, e quanto giu stamente gelosa, Roma !esse, neUe sue epo che migliori del suo jus civile; rna nessuno ignora quell'altra costruzione, non meno grandiosa, che fu lo jus gentium. Che coso era questo? Era il riconoscimento, do un canto, della dignita razziale dei Quiriti, e, dall'altro, il riconoscimento della unita origi naria del genere umano, che a tutti gli uo mini, soltanto perche uomini, Roma rico nobbe potesta di diritto. Altro che aspettare gli imrnortali principii del 17891 Nelle stesso sense, lo studente Nino Maz zetti di Venezia dice: It Cristianesimo, per quanto ci insegna ia nostra Religione, era cattolico ancor pri ma di divenire Romano, perche il ca!ioli cesimo e uno dei principi fondamentali della dottrina di Cristo. Soltanto potremo dire che il Cristianesimo nell'opera coordinatrice ed accentratrice, svolta con criteri universali dall'Impero Romano, trove facilitata l'espli cazione del suo principia cattolico. E nello stesso sense, scrive l'insegnanie Giorgio Emanuele Certo di Anagni: L'idea cristiana, nata in seno al popolo ebraico, non aveva potuto in esse mettere radici. Infatti Ia mentalita semita, legato ad una concezione economica della vita, non era alta a concepire un regno che non !esse di questa terra, tin dominic del mondo che non avesse dato ad Israele alcun potere materiale. Per volere del suo Fondatore il 44 Cristianesimo pero era nato cattolico: An date in tutto il mondo aveva detto Cristo ai discepoli. E per portare la buena novella in tutto il mondo Ia portarono necessaria mente a Roma, umbilicus mundi. Qui il seme trove il suo terrene fecondo: il popolo romano non aveva mai assoggettato il suo spirito alia natura, non aveva mai volute adattarsi ad essa. Aveva anzi sempre cer cato di dominarla, sottoponendo popoli barbari, tracciando strode, costruendo ponti e acquedotti, piegando ogni forza alla sua volonta. A questa forza di dominic della natura e degli uomini, venne a sostituirsi !'idea cri stiana, apportatrice di un nueva volonta, di una nueva liberia. Il romano aveva domi nate la natura, aveva dominate il mondo, raggiunto l'apice della gloria. Ora la sua liberia ha bisogno di un'altra conquista, di un altro dominic. E' un nuevo mondo 'che serge e fatal mente cozza con il vecchio. Roma, finite uno dei compiti assegnatole dalla Provvidenza, entra in una nueva fase: dope aver date al mondo lo spirito del suo diritto deve ora assumere l'impero del mondo moral.e. Com penetrata del nuevo ideale non puo resi stere alla pressione dei barbari. Roma con Ia sua luce novella li abbagliera e pieghera le lore volontc come un giorno ha piegato i lore corpi, Essi non potranno la sciare traccia nel nostro popolo, perche non avranno alcuna idea nueva da imporci. E tornando ai !oro paesi, porteranno nei lore spiriti una inlinita nostalgia della luce d'Italia, e non troveranno pace se non quando si saranno di nuevo assoggettati a Roma, converlendosi al Cristianesimo. II dominic di Roma e crollato, rna dalle rovine e sorto un nuevo impero. Con questo pero si esaurisce il compitq a!fidato dalla Provvidenza al popolo romano, per sua intima natura dominatore? I passati secoli di gloria sono forse una pa renlesi che scompare col sorgere del cri slianesimo? Non c'e piuttosto un legame intimo? L'impulso dominatore della razza ripiega dinanzi alia pressione delle straniero. Ma insensibilmentt;t si prepara il risveglio di Roma. Mentre Ie dominazioni si susseguono gli artisti, gli scrittori, i poeti, vanno vando un. letto profondo alla corrente del Risorgimento. Siamo slati abituati a .cercare l'origine di questo niovimento nell'importazione dei prin cipi. della rivoluzione francese. II Risorgi mento e invece un lenomeno storico na zionale; e Ia soluzione logica di uno svol gimento del pensiero italicmo attraverso i secoli. Roma, accanto a1 Seggie di Pietro riedilica' il suo Campidoglio e il suo Foro: da questa unione nasce una nueva conce zione che ha le sue basi nella prolonda radice del popolo italiano. L'universitario Genn.aro Bianco di Tufino (Napoli) ci scrive: II mescolarsi dei Iatini oltre le Alpi, ha dato origine a popoli di una razza diversa, per elevatezza d'ingegno, dalla nostra in cui il sangue latin_o e state mantenu!o piu pure. Dilatti mentre in Italia dol '300 in poi vi e Horita ogni arte, gli altri paesi hanno vissuto lungo tempo all'ombra della !oro opacita, ed i pochi grandi ingegni avuti in que! periodo, proprio per la loro genialita dobbiamo ritenerli discendenti di puri Iatini. Dilendendo la razza si dilende tutto un patrimonio spirituale che e costruito e si basa principalmente sulld raligione. Dilen dere la razza italiana vuol dire dilendere Ia religione cattolica. E' stata questa razza che ha dileso il cattolicesimo, che l'ha esteso, e che ha elevate sulla sua terra il massimo tempio della Cristianita. Una de cadenza della razza italiana vuol dire una decadenza del cattolicesimo, la distruzione della razza italiana vuol dire Ia distruzione del cattolicesimo. I provvedimenti razziali italiani possono considerarsi altrettanti prov vedimenti a dilesa della religione. Mettere in ballo 1' Azione Cattolica, e quanto mai inopportune, e non. puo trovare ospitalita nella nostra rivista eminentemente razzista. II cattolicesimo, con i suoi principi morali, deve contribuire alia sanita della razza, e noi, dobbiamo cercare che vi sia collabo razione, illuminando colore che in un com plesso di relazioni, si sono lermati ad esa minare il Jato meno buono, o meno impor tante, e, che piu di ogni altro, offre adito a divergenze di vedute che non possono che soddislare il superisterismo ebraico-masso nice che cerca di ingigantire ogni dissidio, di. alimentare ogni contrasto. Invece l'avanguardista Dorio Martini di Milano scrive, rispondendo all'opinione che manifesto un avanguardista di Cagliari: Vorrei dirgli che l'anticattolicesimo di molti giovani non deriva ne da boria ne, come egli dice, da esaltazione nata con lo studio di Voltaire, rna da quella naturale religiosita, che vorrei chiamare nordica, cui ripugna il dogma e il definite, quell'innata religiosita per cui ci sentiamo parti di un tutto, Ia Patria, per la quale soltanto vivia mo e combattiamo. Ora, se questo egli chiama esser cattivi cittadini, e evidente che, per lui, il buon cittadino e il borghese pantofolaio, giudaizzato e infranciosato. Cosl scrive Dorio Martini, e noi vorrem .me sapere se e poss.ibile ch'egli non sap pia che quella religiosita e panteismo di cui egli parla siano proprio di quei bor ghesi e giudei di cui egli stesso pure parla; e che l'arma della guerra che i borghesi hanno lotto al Rinascimento, la civilizzazione alla civilta, Ia Francia all'Italia, sia

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    p:oprio quella religiosita di cui egli parla 9 quella suggestione delle nature deboli e e1ervose. Che c'entra la religione con Ia religiosita? Ma il bello e che Ia nazione cattolica e Ia patria della civilta dovrebbero andar cercando la religiosita nordica. Sa Dario Martini che l'Italia e stata per mo rire? Sa di que! male? E si rende conto che Ia sua patria e una piccola cosa, se la paragona al coricetto di Pennisi, Mazzetti, Certo, Bianco? Diversamente dal Martini sente il sotto tenente pilota Renzo Migliorini facendoci considerare l'importanza e vita)ita del Con ::ordato. Qualunque tentative egli dice di rompere !'equilibria del Concordato e davvero un crimine. E aggiunge: La gioventu non sopporta le chiacchiere e1ella politica (vedi deputati), nell'Arte, (vedi futuristi) non nella religione: essa preferisce Ia chiarezza all'equivoco, lo spirito corribattivo ed estremista a quello pacifica e conciliative. La gioventu, nella sua inno cenza, s'e chiesta spesso perche il prete fa delle sport o perche non spinga Ia 3ua umana bonia fino ai bisturi del chi Non che voglia un prete-spadaccino :) un prete-cavallerizzo: rna un uomo attivo, pieno di forza d'animo e di volonta, che agisca per il bene del Popolo e delle Stato. E' possibile questa nella spirito del Concordato? Si che e possibile: ecce due meti prediletti agli ltaliani, Don Bosco, PaJre Giuliani. Essi indicano Ia strada agli ;.tltri. irJ/ wtiq,io-CtW/ elk L'universitario Fernando Fagiani di G'e:Jcva ci scrive: Quante alia questione della cattolicita 3el Leopardi, l'espressione mi sembra, per \o meno, esagerata. Se certi pensieri di scrittore possono collimare con il ,:ensiero della Chiesa, moltissimi altri sono :J lei perfettamente opposti, anzi il Leo pardi, nel suo pensiero in generale, si sa ::c non si puo nega:re che sia in perfetta :Jpposizione con la religione cristianci. Non bisogna preridere !'opera di uno .:crittore a spizzichi per dame un giudizio, ::10 bisogna prenderla tutta in blocco, e ve J<:;rla in un quadro generate .Cbbene, caro Fagiani, con questo numero ':1iziamo e coi prossimi continueremo e con::lurremo a !ermine un ben ordinate pensiero ::li Leopardi sulla religione, e sapremo di cc:rto quali erano le sue idee. ::Jon Luigi Stefani, assistente dell' Asso cirni.one.giovanile di A. C,_di.Zara, ci scrive: Mi rivolgo alia Dilesa della R=a con ln preghiera di essere tanto compiacente ::l:1 trasmettere il mio plauso sacerdotale a! bcavo avanguardista cattolico di Cagliari per Ia sua fiera risposta (peccato, non sia :;ottoscritta) alle blasfeme asserzioni del l'avanguardista milanese, che pure indossa :a gloriosa camicia nera, Ia quale brilla ::li luce fulgida e pura quando ricopre il pctto d'un fascista integrate: cattolico cioe ed italiano. Da qualche anne Assistente della Gio ,entli Italiaria di Azione Cattolica, ho sempre cercalo, impiegando le mie migliori energie, d'istillare nei giovani l'atlaccamento incondizionato al s)lblime ideale, che abbraccia l'inscindibile binomio della Reli gione e della Patria. Ho sempre avuto l'inlimo convincimento :!:e non puo essere buon cattolico chi non e un cittadino esemplare e viceversa; e tale corivinzione e stata sempre il mio criteria nell'educazione dei giovani. Mi sono !ante volte chiesto 'perche mai !'opera nostra, .di sacerdoti italiani, non e da tutti apprezzata e tuttora circondata, per parte di alcuni, da una certa diffidenza, specialmente quando si tratta dei nostri rap porti con i giovani di A. C. Dice bene lo studente Arnalda Corrieri (vedi La Difesa della Razza n. 6, A. II): se un dissidio E;)Siste e evidentemente originate da incomprensioni Se fossimo pili conosciuti, noi e ['opera nostra, saremmo maggiormente apprezzati; tutti chiaramente vedrebbero che non si puo negare l'importanza e non si possono misconoscere le necessita dell' A. C., e ness uno oserebbe ostacolare l' educazione spirituale .. unico scope dell'A. C., che noi sacerdoti italiani ci sforziamo d'istillare nei giovani, cooperando cosi col Partite alia formazione di quella razza sana e fqrte, degna depositaria dell'eroismo dei Martiri di quella Roma Imperiale, che irradiata dai fulgori del Cattolicesimo Romano, il Duce, con illuminata sapienza, ha latta riapparire sui calli fatali Ci auguriamo che La Difesa della Razza col suo Questionario illumini non pochi ciechi e raddrizzi un cumulo di erronee idee, che noi italiani dovremmo ormai deciderci di lasciarle ai massoni ed antifascisti; che vorrebbero (poveri illusi!) compromettere od incrinare l'unita religiosa della nostra Razza! Paolo Barraco di Venezia ci scrive e tra l'altro ci segnala un brano tratto dal Mite del XX secolo di Rosemberg. Il brano dice: Gesli ci appare oggi Maestro cosciente di se stesso nel migliore e piu alto sensa della parola. E' !a sua vita che ha significate per l'uomo germanico e non Ia sua dolorosa morte, che ne ha assicurato il successo pres-'J. so i popoli alpini e mediterranei. II predicatore potente infiammato di collera nel tempio, l'uomo che trascinava le folie e che tutti seguivano, ecce l'ideale .formatore che, per noi, si leva dalla luce degli evangeli. Ma non l'agnello del sacrilicio della profezia ebrea, ne i1 crocifisso. E Barraco commenta: Gli elementi di questa opera della filesofia razziale (che invitiamo tutti a leggere). che fa della Chiesa uno dei mezzi per Ia conservazione etnica, devono additare anche a noi italiani !a nueva vera Religione: non paganesimo (che umilia). rna Cristianesimo spoglio delle teorie giudee dislattiste antirazziali che dominano il Cattolicesimo di Saulo. E a Barraco, che cosi commenta, ricordiamo semplicemente che cia che ha sempre impedito a un vero italiano di amare i francesi, non sono state soltanto l'albag1a e indiscrezione di quella nazione, rna specialmente lo. scimiottarli, specialmente le scimie lrancesi d'Italia. Ora noi siamo amici dei tedeschi, vogliamo essere amici dei tedeschi per Ia vita e per la morte, questa amicizia e cosa di vitalissima importanza, perche accomuna il destine della Germania e dell'Italia, voglio dire che e una sacra amicizia. E allora non incomincino gl'Italiani a turbarne il sentimento. I tedeschi sono discretissimi, riguardo all'essenza della nazione italiana, non entrano in questa campo, se :ton per distinguersi e cercare la propria personalita, come fa pure RosE;mberg, in que! brano, parlando di popoli alpini e mediterranei. Seguiamo il ]oro esempio, cerchiamo di comprendere i tedeschi e noi; !a distinzione e !'alimento della dignita di ciascuno e delle pili elevate e durature amicizie; non lei confusione. Comprendersi, Ira amici, significa prima di tutto esistere, stimare Ia natura dell'amico, comprenderla, secondo Ia propria persona lila; non annullarsi, non Jondersi nella personalita dell'amico, perche allora l'amicizia non e piu pos.sibile, non esistendo piu I a propria personalita. dell'aniico Peril (Museo nazionale di ed etnologia : Firenze). 45

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    Ed ora, ecco Ia "SecondO' parte dello scritto di Arturo Grifo. AI prossimo numero Ia terza, e se ci sara spazio, qualche osser vazione. Grifo continua, dicendo: Questa scuola morale, anzi amorale, della borghesia ce la diede proprio il car tesianesimo? Dicemmo che mentalita bor ghese e il momenta in cui lo spirito si af floscia nell'inazione, si rifiuta allo slancio verso il dovere, vede solo se come individualita, negando ogni trascendente etico. E questa lcrfilosofia cartesiana? No, certo! Vero e che Ia prilna certezza scoperta da Cartesio fu Ia inconfutabilita del cogito ergo sum, dell'io. Ma l'io cartesiano non e ne Ia coscienza individuale del Iibera arbitrio luterano, ne 1' on>, !'uno qualun que della borghesia, rna il soggetto del conoscere come preliminarita dell'atto co noscilivo. E inoltre, in Cartesio, io che penso e sono, non ho ancora per questo un valore assoluto: hb bisogno di Dio che mi fondi. Non e del tutto giustificata Ia !rase del Pascal, che Des Cartes si sia se:rvito di Dio solo per dare una spinto a! mondo, e che quindi volentieri ne avreb be lotto a meno, se avesse potuto. Come se dicessimo che se fosse possibile far camminare le macchine senza benzina o altro, noi lo faremmo volentieri. Vi e l'esi genza di un'immanenza e di una trascen denza indivisibili; e quando Cartesio cerca Dio non e che voglia condizionarlo alia ragione:, ma esprime l'istanza che l'Asso luto, Dio, e il condizionante della ragione. Vero e che dalla lilosofia cartesiana sca turiscono molti tentativi di spec.ulazione immanentistica; ma Cartesio lascia molte porte aperte e c'e anche quella giusta, qt:el!a che e "da infilare, quella dell'esi genza di una trascendenza. C'e un punto in cui pare che il cartesianesimo vada a braccio con Ia borghesia: Ia tendenza al razionalismo. Dopo avere chiarito il con cetto di borghesia non pare che tale acco stamento possa reggersi. A volte il bor ghese ragiona, ma per tentare di giustifi care con sofismi Ia propria amoralita; e diventa formalista, universalista, e in cio egli rirnane e sempre borghese; che Ia ragione, se per un verso ha le radici sulla terra e per l'altro svetta verso il cielo, allora non merita che le sia detto: racal II lezioso ingranaggio razionale della mente borghese e formalistico, e puo spac ciarsi a egual titolo per cartesiano, per fenomenista, per pragmatista, per ideali sta. La borghesia e i1 peso morto della storia, mentre Cartesio ha il suo peso che non e poi tanto morto. E noi possiamo con intima coerenza apprendere Des Cartes, discriminarne le esigenze ancor vive e positive, e poi, chiuso il libro, uscir luori -che poi e un entrare -nella vita, a respirare !'aria antiborghese del clima la scista, e magari a gridare: Viva Tunisi italiana >.' sotto le linestre del Consolata Francese. Come il cartesianesimo non combacia con Ia borghesia, cosl neanche la Rilorma puo ideniilicarsi a mente chiara con que sta o con quello. lmporta anzitutto notare che l'esigenza di una religiosita scaturiente dal profondo della' coscienza dell'individuo, esigenza: che determine Ia formulazione del libero arbi trio, non costituisce certamente il tormento della coscienza borghese. E vero che il libero arbitrio puo essere una buona scusa per sottrarsi ai doveri, e che un aspetto 46 riegativo del luteranesimo e il disperdersi di tutto iJ. vcdore della: tradizione in un pulviscolo di cosdenze, con un egocentri-. smo che ha molte affinita con Ia conce zione soggettivistica, anzi particolaristica della borghesia. Ma non per questa bor ghesia e prol.estantesimo sono una cosa. In una coscienza prcitestante ci puo essere piu movimento ascensionale e antiborghese di quanto a volte non ce ne sia in certe forme di cattolicesimo snaturato, supina: mente adagiantesi in una cristallizzazionEl della volonta. E il vero di questa appa rente contradizione sta nel fatto che il borghese nQn_ e mai capace di ness una con cezione veramente religiosa della vita. La borghesia e tutt'alh;o che una mistica, e questa e un'altra non secondaria ragione per cui il lascista non puo essere borghese. Vediamo ora se il protestantesimo si aquivalga alia filosolia cartesiana. Gia di cemmo Ia differenza Ira l'io cartesiano e quello della posizione protestante. Aggiun giamo: Ira le diverse opere critiche del pensiero cartesiano, ce n'e. un gruppo che assegna al lilosofo del Metodo addirittura una missione apologetica del Cristiane simo. Tale alfermazione e giustilicata, a parere degli autori, sia dol valore intrin seco del pensiero i cui spunti agostiniani furono gia messi in rilievo dal Malebranche e dai Portorealisti, sia dal personale spi rito prolondamente religiose e cattolico dei l'uomo, sia da Iotti particolari della sua vita che lo avrebbero indotto ad usare del suo intelletto per il bene della cristianita cattolica Noi non ci facciamo assertori di questa idea; rna e sintomatico che, mentre esiste una tale corrente critica, non ne esiste invece un'altra egualmente fondata che ponga Cartesio come l'apologista delJ'idea luterana. Solo qualche autore mette in luce qualche punto di contatto Ira !'idea luterana e quella cartesiana. In verita egli non ieee dell'apologetica in nessun senso, e tanto Ia Chiesa quanto il Protestantesimo da principia diffidarono delle nuove idee, per quella naturale avversione che tutte le confessioni hanno per ogni forma di razionalismo critico. Percio in Olanda fu proi bito J'insegnamento delle dottrine carte siane; percio nel 1663 furono messe all'In dice dalla Chiesa Cattolica Je opere di Cartesio. Non si puo negare che c'e qual che punto in cui l'atteggiatnento del filo sofo francese nella sua metodologia revi sionistica si ricollega al revision isla Lutero; rna i due uomini e le due concezioni non si fermano alia posizione iniziale. Rimane da dire ancora qualcosa sullo ebraismo, e se e in che misura esso coin cida con Ia borghesia o con .il cartesia nesimo o con Ia Riforma. Franco Cosentini ci scrive: Sono un giovane liceale di Milano, iscritto alia G. I. L. non solo come !esserate, rna come al movimento Fa scista con tutte lEY forze dello spirito e del corpo. (Dico questa per non essere in se guito lrainteso). Seguo con interesse Ia vi vace polemica che si sta svolgendo tra gli artisti italiani sui vari giornali, e cui partecipa anche La Dilesa della Razza. Non riesco pero a comprendere che rela zione vi sia Ira Fascismo e arte. Cos'e Arte Fascista? Lo si dica finalmentel Io penso che non abbia ragione d'esi stere un'arte fascista per i1 solo fatto che un'arte disfattista o borghese e simili, nqn e tra noi. ammessa, anzi meglio, non e Ira noi considerate arte. L'aggiungere il !er mine fascista che credo sia messo in bella vista per uno stupido e insulso senso di adulazione che dovrebbe esser(, alline sorpassato, e dunque, a mio parere, completamente 81:1perlluo. Stralcio role da un discorso del Duce, pronunziato all'inaugurazione del Congresso Nazionale delle Associazioni Artistiche nel 1924: Se in ogni movimento di rinnovazione politico e un riflesso estetico e artistico, noi sen tiamo che questa riflesso e soprattutto pre sante e vivace in quello che abbiamo at tuato non per infeconda brama di potere, rna per restituire al popolo italiano il suo stile. Lo stile che e Ia caratteristica eterna e luminosa: della stirpe, che non solo da:ra agli uomini 'le norme per edilicare Ia civilta futuro, rna le savie e giuste leggi necessarie alia: civile armenia. ... II Go verne Fascista ha gia most;rato di cono scere i suoi doveri dinanzi alia gloriosa eredita del passato e alle' promesse certe .dell'avvenire. Spetta ora a '{.Oi, artisti, di studidre tutto cio che puo rendere piu fe conda Ia vcistra missione Come si vede, Mussolini non ha allatto accennato a una arte particolare Fascista; si dica arte vera, quindi, sana, italiana certamente, rispon dente percio a tutte le caratteristiche parti colari e innate della nostra razza, ina nien t'altro. II Fascismo e soprattutto azione. senza dubbio e anche teoria, sociale, eco nomica, politico:, rna quanta all'arte, so condo me, ne e fuori (se sbaglio sta a voi il farmi ravvedere) e potrebbe benis simo aver fatto dell'arte fascista Dante, in quanto vero artista. Tutti gli pseudo-artist! del nostro tempo, che si dicono tali solo perche sanno scrivere due parole nell'am bito di una polemica, e polemizzano, pole mizzano, polemizzano senza fine, tacciano una buona volta e compongano una vera opera d'arte; invece di strombazzare tante teorie, si mettano all'opera, e noi salute remo il capolavoro, sia di esso autore un tradizionalista, un passatista, come un lt< turista, un novecentista e via di seguito. Ma non si tiri in ballo e si land con tan!c leggerezza: il titolo di antifascista, che e in quesli giorni come palleggiato da ur. avversario all'altro, perche soprattutto, io credo, detto a sproposito. Cosi ci scrive Franco Cosentini, e c! sembra ch'egli sappia: benissimo che vc. glia significare arte fascista; che sappia benissimo che fascista voglia signilicarc. arte propria dell'immaginazione italiano immune dalla riflessione di problemi estra nei alia nostra natura, che le tolgono ori ginalita. e l'indeboliscono. A questa proposito vogliamo citare ur-. libretto di Giuseppe Pensabene, uscito b questi giorni col titolo La Razza e le An: Figurative (edizione Cremonese, Rome XVII, lire cinque). Cosentini vi trovera conferma di qur, : ch'egli dice, e indicate le principali devic zioni dell'arte italiana dalla sua: immag1 nazione nazionale, quelle deviazioni e de bolezze che a ragione hanno lotto chia mare antifascista un'arte che non ha radico nel fondo della nazione italiana. Filosolia. estetica, dialettica, tendenze, riflessione e non immaginazione si possono tutto scm malo chiamare queste forze, che allonta nano l'arte dalla sua natura, cioe dall'im maginazione nazionale. Egli ci da senza volerlo Ia provo-scrive Pensabene che l'Estetica, ben lungl dall'appartenere al nostro .tempo, e legato: ad un periodo del l'arte ormai alfatto staccato. All'infuori della pittura patetica del Sei e del Settecento,

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    di quella romantica, impressionista, inti mista dello' scorso secolo e di quella espressionista del nostro, cioe all'infuori degli apporti di razze non. italiane che hanno spinto l'arte alla sua decadenza, l'Estetica non regge. E non occorre dire cio che essa esclude. Qualcosa come Ia scultura greca ed etrusca e la pittura del Rinascimento E a proposito della dialettica: Col criterio delle tendenze, non vi e mestiere, ne scrit tura, ne note. Ognuno inventa ogni giomo iJ suo. Puc se vuole, far ritornare Ia pittura e Ia scultura a!I'eta della pietra: o adottare quelle di qualsiasi paese della terra; o, addirittura prendere qualunque cosa che venga in mente, per pittura e scultura Ugo Talamazzi ci scrive: Hyacinthe Azais, "nato a Soreze (Tarn) iJ l" marzo 1766, acuto indagatore, ebbe a in un suo apprezzato studio, publicato a Parigi nel 1824, le qualita istintive dell'ebreo. Lasciamo senz'altro a lui Ia parola, che e lapidaria e che sta a documentare come si sia sempre considerata e qualificata. una razza egoistica, inconfondibile nel sangue auasto e nei bassi sentimenti. Dunque, Hyacinthe Azais disse: II popolo ebreo ha ricevuto, dalla sua costituzione politica, una esistenza triste, debole, inerte, sorgente di avvilimento in dividuale e d'oppressione straniera. !l popolo giudeo, per effetto di tale co slituzione che ha perpe!uato Ia sua rudezza, Ia sua ignoranza e per esse Ia sua esi sienza, e stato, dall'origine, un popolo realmente ignobile e vizioso. L'abitudine dei crimini senza elevazione, e degli errori, per cos! dire, stupidi, gli e stata familiare; essa ha finito per formare il suo carattere po litico; e un popolo ovunque disprezzato e proscritto, cio che basta per provare che, confrontato con tutti gli altri popoli, e malgrade il merito di qualcuno dei suoi indi vidui, egli e stato veramente, generalmente, vile, detestabile; e questa proscrizione ge nerate, questo disprezzo unanime, sotto il quale egli ha cos!antemente gemuto, l'ha ancora piu fortemen!e sottomesso all'azione primitiva delle cause che l'hanno de gradato. 91 qU Un lettore ci scrive: Nel rileggere il romanzo Paolo Pellic cioni di F. D. Guerrazzi (capitolo XU, in titolato La sorella Maria) ho trovato questo brano di pensieri sugli ebrei; lo ricopio, latene l'uso che credete: E l'ebreo usd fregandosi le mani, giubilando in cuore suo per avere di un tratto ficcato nel terrene morbido Ia vanga, e tuttavia rabbioso di non averci potuto piantare anche i1 manico; allora gli ebrei cosl. oggi affermano mutati, e sara; pero non tutti ne dappertutto. Pretensiosi si manifestano, e molto, sicche riescono fastidievoli e molesti; P.er poco che tu li tocchi levano rumore come se gli scorticassi; e si gettano pc:mcia all'aria facendo i1 morto; qual ca rita perseguitare i perseguitdti? Ohl ormai corre il secolo che vi proviamo persecutori. Per me conosco un luogo, dove per la piu parte degli ebrei, della liberia loro con cessa si e latta arma per ferire chi voile salutarli fratelli, e Ia ingratitudine si posero sui petto come i sacerdoti loro ci mette ;ano l'efod; Amaleciti e Amorrei perpe-tuamente i popoli in mezzo a cui vivono a guisa dei tarli; e tutti nof estimano Egiziani per applicarci quel detestabile loro alorismo: il ladro che ruba al ladro non commette peccato. La pecunia risucchiata agli ospiti essi hanno profferta a tulle !irannidi per saldare gli anelli della catena dei popoli; sarebbe vano negarlo, I' oro dei Rothscild nocque all'umanita piu che il ferro dell'Austria; anzi questo non sarebbe stato se quello non era. IGuai alla citta dove il giudeo prevalel In breve divenia una biscazzci, dove Ia genie giuocando inabissa sostanza, morale e dignita umana; dinanzi ai macelli della avarizia, tu min pendere dol gancio della mezza lira di ribasso, o di rialzo del debito pubblico i quarti sanguinosi della Patria e delia Liberto. Per me, Ia Dio grazia. ne abbasso, ne lodo chi prelerisce tagliarsi il prepuzio a rovesciarsi acqua sul capo; solo parmi la. prima pra!ica cosi dolo rosa come barbara, e ie religioni considero livree piu o meno barocche con le quali gli uomini universi servono un medesimo padrone; perc non posso astenermi da considerare che il mosaismo a! pari dello islamismo aduggino a mo' di selva selvaggia, dove Ia filosofia non pota mai il morto, il troppo, e -il vano, onde si faccia strada un raggio di umanita. Fratelli hanno da essere i giudei, e sono, rna innanzi di accettarli liberamente nel consorzio di cittadini iialiani, vuolsi avver!ire che per loro Patria veramente si reputi Ia Italia, e Ia Liberia amino come retaggio di tutti: assumano sensi di fratellanza dignitosa e verace; si purghino insomma della lebbra, che portarono di Pa lestina, e non per anco uscita dal !oro sangue. Qui poi non si contrappongano i singoli casi, che le eccezioni non ismentiscono la regola, e presso i maggiorenti ebrei, i pochi nati Ira !oro di mano prodi, o studiosi della buona filosofia si hanno in conto di Iolli e di empi. Nei luoghi pubblici vostri, sopra le pareti dei sinedrii, pei soffitti delle case private ho letto, ed ho veduto sempre memorie o segni di abie zione serviie, non mai, non mai segno o memoria di Liberia. II giornale La Nacion di Buenos Aires, occupandosi dello scritto di Mario De' Bagni sugl'italiani d'Argentina, che fa parte del numero della nostra rivista dedicate all'emigrazione, dice che nella formazione deli'Argentina, eliminando que! che non costituisce fattore economico decisive, si associno a! magniiico patrimonio territoriale questc tre grandi forze: il genio politico argentino del secolo passato, il capitale britannico, e il braccio degl'italiani, che adottarono quella seconda patria. L'autore delle sc.itto si chiama Bunge. E a parte la ricerca d'un fattore economico decisive della formazione d'una nazione, che e una ricerca materiale e non nazionale; a parte il genic politico argentino, che se e tutto politico non sappiamo come chiamarlo genio; e che e dato, rna non dimostrato nei suoi elemen!i e a parte che De' Bagni parlava dell'intelletto e dE!ll'immagi nazione e dell'arte degl'italiani in Argentina: lasciando stare tuttoccio, e certo che Bunge dia prevalenza al territorio e consideri !'impasto avvenuto sui territorio argentino, senza dare importanza alia razza, cioe ai soli elementi originali. Noi non vogliamo affatto discutere questa maniera di capire un popolo. t piu che altro una maniera giuridica, coerente a! princi-pio riel jus soii proprio della cittadinanz.:: e del diritto pubblico argentino, e noi sappiamo che se dovessimo stare alla storia del diritto ben poco finiremmo per capire dei popoli, essendo il diritto Ia superficie rillessa e apparente della fisionomia d'un popolo. II diritto se mai c'invita a rompere Ia sua scorza, penetrare a fondo. Se non facessimo questo, la cos!ituzione di Servio Tullio ci farebbe apparire Ia monarcha ro mano simile a una repubblica aristocratica, mentre quella costituzione e regia proprio nel mettere confine al potere dei patrizi e a contenerne il peso. Ma noi vogliamo sol tanto domandare che ne pensa che gli ebrei abbiano preso la via'aell'Ar gentina,. che l'immigrazione sia ora divan tala ebrea. Crede che basti il jus soli a garantire Ia nazione argentina, o quest'altra mescolanza, questa influenza le possono alterare i connotati dell'animo e del corpo? Un ch91 cUce. ea, o.e-Uta Nel secondo numero delle scorso anne, pubblicammo un articolo di Antonio Pe trucci, in!itolato negri e bianchi in Africa, e illustrate, tra l'altro, con la riproduzione d'una fotografia di un arruolamento di negri, e con la leggenda: reclute nere per l'esercito di colore destinato a salvare la Francia. Un giornale olandese, che ha un titolo che significa press'a poco unita democra tica, ha a sua volta riprodotto quella fotografia, dicendo che essa rappresenti un arruolamento d'operai e non di soldati, essendosene gia servita Ia Berliner Illu strierte Zeitung, per illustrare una storia di minatori d'Africa. L'argomento non ci sembra affatto decisive, rna noi possiamo aver sbagliato, sia pure, e non abbiamo certo voglia di vantarcene. Ma il bello e :::he il giornale olandese prenda questa occasione per dire che noi non abbiamo scru poli nel dimostrare le nostre teorie di razza. E il piu bello e che dell'illustrazione e delle scritto del consorte olandese si siano su-. bito impadroniti i giomali francesi, sotto il titolo: un !also contro la Francia. Sia un arruolamento di minatori negri, sia di soldati negri, comunque si voglia interpretare quella fotogralia, si tratta di due specie d'arruolamenti che viggono in Africa. dalle quali non dipendono ne Ia dimostrazione, ne la negazione delle teorie della razza, rna solo si vede che l'unita democratica annacqua il cervello anche in Olanda. Ma che dire del !also centro la Francia? Forse non e vero che Ia Francia arruola soldati negri? Che fonda la difesa nazionale sull'armata negra? Forse non e il generale Mangin l'autore dell'Armee Noire? Non e Mangin che ha detto: siamo un popolo di cento milioni ? E di qual po polo parlava Mangin, se non del po polo negro, se non dei milioni di negri della salvezza francese? Dunque noi abbiamo commesso un falso centro Ia Fran cia, dicendo e illustrando che Ia Francia arruola negri per l'esercito destinate a salvaria. Un falso, dicendo la verita. La Francia ha uno storico concetto della verita. Questa nazione giacobina che ha fatto un onere della pubblica lalsita e ha insegnato aile borghesie a lalsificare Ia storia delle !oro nazioni; che ha insegnato ad aggredire in cento un uomo disarmato, con cui essa Iondo il potere della falsita; che si e confessata giacobina, senza farci orrore; inveee riuscendo a persuaderci, a farsi amare: Ia Francia soltanto puo darci lezione di falsita. DireHore reaponsabile: TELESIO INTERLANDI Stampatori: Societa Anonima Istituto Romano di Arti Grafiche di Tumminelli & C. -Largo Cavalleggeri 6, Roma

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