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Difesa della razza : scienza, documentazione, polemica, questionario

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Material Information

Title:
Difesa della razza : scienza, documentazione, polemica, questionario
Physical Description:
Serial
Publisher:
Società anonima Istituto romano di arti grafiche di Tumminelli
Place of Publication:
Roma
Publication Date:
Frequency:
semimonthly
regular

Subjects

Subjects / Keywords:
Race relations -- Periodicals   ( lcsh )
Jews -- Periodicals -- Italy   ( lcsh )
Race relations -- Periodicals -- Italy   ( lcsh )
Genre:
periodical   ( marcgt )
serial   ( sobekcm )

Record Information

Source Institution:
University of South Florida Library
Holding Location:
University of South Florida
Rights Management:
All applicable rights reserved by the source institution and holding location.
Resource Identifier:
usfldc doi - D43-00017
usfldc handle - d43.17
System ID:
SFS0024306:00017


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2 ANNO II N. 11 SOMMARIO 5 APRILE XVII SCIENZA FORTUNATO MATARRESE: GERARCHIA DELLE RAZZE E PRIMATO ITALIANO; GUIDO LANDRA: LA RAZZA ITALIANA NELLA TEORIA DELL'OLOGENESI; EDMON DO VERCELLESI: EUGENETICA RAZZIALE E MATRI MONI MIST!; GIUSEPPE LUCID!: L'ALIMENTAZIONE DEL BAMBINO IN COLONIA; JACOPO EVOLA: L'IPO TESI IPERBOREA; G. DELL'ISOLA: LA RAZZA DEL L'ARTE. DOCUMENT AZIONE BRUNO BIANCINI: RITI E SUPERSTIZIONI DEGLI EBREI; G. MARCOTT!: UNA RILEGATURA ANTIGIUDAICA; A. ATTILI: IL DILAGARE DELL'INFLUSSO .EBRAICO IN INGHILTERRA. POLEMICA A. TRIZZINO: DI QUALE SFORZO BELLICO E' CAPACE LA RAZZA FRANCESE?, ARMANDO TOSTI: I GIUDEI CONTRO LA GIUSTIZIA SOCIALE; GIUSEPPE FICAI: L'S.O.S. DEGLI ANTIRAZZISTI; GIUSEPPE ANDREUCCI: UNIVERSALITA' CATTOLICA E DISTINZIONE DI RAZZA. PENSIERI D1 LEOPARDI: LO.STATO NATURALE, LA SOdiET A' ANTICA E LA MODERN A. QUESTION ARlO LA PATRIA DEL MONDO, RINASCIMENTO E RISOR GIMENTO; AUT ARCHIA; DIFENDERE L'EDUCAZIONE NAZIONALE; I CONDOTTIERI EBREI. ecc. ecc. I MANOSCRITTI ANCHE SE NON PUBBLICATI NON SI RESTITUISCONO GLI UFFICI DELLA 11DIFESA DELLA RAZZA11 Sl TROVANO IN ROMA PIAZZA COLONNA (PORTICI Dl VEIO) TELEFONO 63737 62880 BANCO Dl SICILIA ISTITUTO DI CREDITO DI DIRITTO PUBBLICO DIREZIONE GENERAL PALERMO CAPITALE L. 230.000.000 RISER V E L. 2 4 6. 8 6 5. 8 7 6, 8 I L'ISTITUTO RACCOGLIE DEPOSITI A RISPARMIO E IN C. C. FRUTTIFERO E COMPIE TUTTE LE OPERAZIONI DI BANCA FILIALI IN ITALIA ACIREALE ADRANO AGIBA AGRIGENTO ALCAMO ARAGONA AVOLA BAGHEBIA BABCELLONA .....: CACCAMO CALTABELLOTTA CALTAGIRONE CALTA NISSETTA CAMMARATA CAMPOBELLO Dl LICATA CAIIICAnT-CAJINETO LIPABI CABIIII ....:... CASTELVETBANO-CASTBOBEALE-CATANIA ....... CATTO LICA EBACLEA CEFALU' COMISO COlU.EONE ENNA FlUME FRANCAVILLA-FRANCOFORTE GANGI GELA GENOVA GIARRE GRAMMICHELE LEN1'1N1 LEONFORTE LERCARA -,-LICATA LIPARI MARSALA MAZARA MENF1 MESSINA MILANO MILAZZO MILITELLO. VAL DI CATANIA MINEO MISILMERI MI STRETTA MODICA MONREALE NABO NASO NICOSIA NISCEMI-NOTO PALAZZOLO ACREIDE PALERMO-PALMA MONTECHIARO _..;. PANTEI.I.ERIAPART AN NA PARTINICO PATERNO' PAm PETRALIA SOT TANA PlANA DEI GRECI PIAZZA ABMEBINA PORTO EMPEDOCLEPRIZZI RACALMUTO RAGUSA RAMAc; CA RANDAZZO RAVANUSA RIBEBA BlESI :fu:po. STO ROMA ..:..._ SALEMI S. AGATA DI MILITELLO SCIACCA-SIRACUSA...:.... SORTINO-TAORMINA-TERMINI IMERESE-TOBIN():.__ TRAPANI-TRAPANI (Borgo Amumziata} _;_TRIESTE--VENEZIA :--VITTORIA -VIZZINI. FILIAL! .IN COLONIA E NEI POSSEDIMENTI : TRIPOLI D' AFRICA RODI COO

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L' ISTITUTO NAZIONALE DELLE ASSICURAZIONI PER LA GIOVENTU . il dono piu bello da offrire alla gioventiJ. per asSicurativo, che il Duce defini Ia forza di un alla vita del giovinetto, lo di.mostrano pie ft: SENZA PRECEDENTI: 1) abbuono di una semet;lllio qualora, 1'-assicurato abbia ottenuto. in un esame -d.f Skrto non inferiore ad 8/10 per ciascuna materia. P,trir essere consentita due volte sullo stesso contralto. in. c:ui..ai .cL,termina il diritto alrabhuono, un'antidurota non iDferiore a tre anni; 2) sospen premi per un s:tmestre qualom 1' assicurato sia ,l{t;::; scolastico per mcincata classificazione in dipen!i! &empreche)1 riswti in vigore ed abbia un'antiad un anno. Ma 'l'Jstituto. che con Ia Polizza G. l L. i1 fino alia $Ua maturita. oltre a molte altre facili -,. L'ANTICIPO DI UN ANNO della scadenza del contr-atto L'ORGANIZZAZIONE DELL'ISTITUTO IN COLLABORAZIONE COL COMANDO GENERAL DELLA G.I.L. E I DIPENDENTI .. COMANDI FEDERAL! E INTENTA A DIFFONDERE LA "POLIZZA DELLA G. I. L." PRESSO TUITE LE FAMIGLIE ITALIAN

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4 EEII SERVIZI MARITTIMI ITALIAN I PARTENZE DEL MESE A M E R I C H E I T A L I A SOC. IIAV. NORD AMERI.CA da Napoli .... 12 Aprile da Ge11ova e Caanes. 13 Aprile COIIII D1 SAVOIA da Oenova e Cannes 19 Aprile da Napoli . 201Aprile YULCANIA da Tri .. te .. 'lli Aprile da Napoli ...... 23 Ap ile da Palermo ...... 24 Apiilt SUD AMERICA CENTRO AMERICA NORD e SUD PACIFICO PILLA !Nord Pacifico da Triosle 4 Apriie da Venezia : . 4 Aprile da Napoli . _. 8 Aprile da l.ivomo 9 Aprile cia Genova . H. Aprile OCIIAIIIA da Tri .. te e Spalalo 4 Aprile da Marsiglia . . .t.z 'll.pille da Napoli .... 6 Aprile e Cannes .20 Aprile RRGILIO ISnd Pacifjco1 NI!PI'UNIA da Genova 7 Aprile da Trieste .e Spalato. 27 Aprile da Napoli . . 29 Aprile do Marsiglia 8 "prile Servizi Commerciali Nord, Sud, Centro America Nord e Sud Pacifico lndie Occidentali Messico ASIA AFRICA AUSTRALIA "LLOYD TRIISTIIIO" INDIA-CINA CONTI ROSSO da Tri .. le e Venezia 12 Aprile dn Brindisi .. 13 April< YICTOIU' da Genova .. 27 Apri It da Napoli .... 28. 1\pril< SUD AFRICA ISOIIZO !Africa Occidenlale1 da Genova .. 16 April< da Marsiglia .. ,18 April< PIAVI faodata via Suez -ritomo via Oibilterrat da Triesre . 2S April< da Finne ......... 26 Aprile da Venezia ...... 28 Aprile da Brindisi .... 30 flprile da M.Ssina . I Magg. da f atania . .2 Magg. IIITIANA oandala via Gibillerra .riloruo Ilia Suez) da Gtnova 2 Magg. AUSTRALIA AFRIGA ORIENTALE Napoli MassauaAssab AI NO da Napoli .......... 4 Aprile TIIVDI da Napoli ......... II Aprile PO da Napoll 18 April< AI NO da Napoli .. .... 2S _Aprile Trieste --,Massaua Gibuti IT ALIA da Trirst< da Vrnezia da Fiume 4a Brindisi URANIA .. . 14 April< IS Aprile 16 Aprle ......... 11. Aprile da Trieste .......... 28 Aprile da Venezia : ... 29 Aprile da Bari . I Magt<. .da lkiRCiiri .. ,,. I Magg. Genova Africa Orientale L-DA-.liiiiCL!Cbiaimalo) da 0191ova ......... 5 Aprile. a 1M 0 COLOMIO (Gibuli) da Genova . 5 Aprile da Genova da Llvorrro. .. 6 April< da Napoli .;n; .. pra e da Napoli .... : 8 April< MAIIIMI !ChlsimaioJ da Meosina e Calarria Aprile da Gonuva 19 Aprrle Servizi Commerciali Asia-Africa-Australia (CelcuHa, Saigon, lndie Olandesi, Golfo Persico, A. 0. r.) Dl APRILE 1939-XVII MEDITERRANEO ORIINTALE 11 ADRIATICA. SOC. IIAV . '! EGITTO .DUIAUMMI da Trieste e Venezia. 8 olprile da Brindisi . . 9 Aprile MAICO POLO da Tri .. l< e Venezia .. 22 i\prile da Brindisi . 23 Aprile UPDIA da Genova 1 e IS Aprile da Napolr 2 e 16 Aprile .. UIALIIMMI da Genova . 29 Aprile da Napoli 30 April< POICAII. da Trieste e Vrnezia . I Aprile t1a Fh!me_ .. : 2 Apr!! aa Brln IISi. .. ,3 Apr..c 4WWTIA da Trieste e Venezia .. 15 e 29 April< da Fiunre 16 e 30 Aprile da Brindisi .17 Aprile 1 Maggio o da Oenon 9 e 23 Aprile da 10 e U Aprile CIPRO PALESliNA GALIUIA da Triesl< 5 e 16 Aprrle da Brindisi 6 e 20 Aprile PAU5TINA da Trieste . 12 e 26 Aprile da Brindisi ... 13 e 27 Aprile LINEE PER LA DALIAZIA ED IL LEYAIITE MEDITERR. OCC. RO Dl I'OICAIII da Tri
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ANNO II NUMERO II 5 APRILE I939 XVII ESCE IL 5 E IL 20 Dl OGNI MJo:SE UN SEPAHATO LIRE 1 AD DONAMENTO ANNUO LIRE 20 ADBONAMENTO SEMESTRALE, 1.2 ESTERO II. llOPPIO Direttore: TELESIO INTERLANDI Coi:llitato di redazione: prof. dott, GUIDO LANDRA prof. dott. LIDIO CIPRIANI -dott. LEONE FRANZ! dott. A R C E L L 0 R I C C I -d o t t L I N 0 B U S I N C 0 Scgretario di.redazione: GIORGIO ALMIRANTE SCIENZ!DOCUUENTAZIUNE POLEUIC! .OUESTIONJ\810 IL CRIVELLO (di..,gao di Depl Fablaao)

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se1enza GERARCHIA DELLE RAZZE E PRIMATO ITALIANO 6 JE stato giustame nte osservato come in tutti. i 'grandi Italiarii che r!volsero il loro pensiero e i loro sforzi alla rigenerazione morale e politka del nostro paese, la coscienza nazionale andu ma5 disgiunta da un senso, piu o meno chiaro e consap1vole, :ddla raz-za. In ness uno forse come in Vincenzo Gioberti tale sentime11.to si innalzo a fervore eli mistica fede e trovo una esp ressione pi it eloquente e Per questo le sue opere maggiori, quali il Primato ed il Rinno vamento, acquistano per noi un significate che trascende i limiti di spazio e eli .tempo in cui furono eon.cepiie e composte, .e irradiano dalle loro pagine una lttce eli presagio che si riyerbera fatidicamente sui prcsenti d'ltalia. -_ L'assunto capitale del grande piemontese fu quello di' rivelarc gli italiani a loro stessi, rievocando le conquiste che in egni .campo restano legate al .dei nostri maggiori, -ed esaltando le niirabili virti'l che li ro.!Sero cosi grandi e' famosi. In una parola egl( voile ricordarc ai suoi connazionali e proclamarlo solenne mente dinanzi a tutto if mondo civile, che la razza italica, per ben tre volte iniziatrice e istitutrice eli civilta ai popoli europei. possedeva i titoli ptl:t legittimi per riprendere un primato che nessuno potcva contestarle. A coloro i quali oppone,'ano che bisognava riporre tali spe ranze fra le illusioni cgli rispondeva con sovr ano disprezzo che non certo da persone come costoro poteva attender,e il conseeli esso prima to Cap. X). Le prerogative eli tal genere sono una reaita o un sogno, secon do Ja tempera riwrale e fisica dei popoli che :vi aspirano. Ora e un fatto positivo, inoppugnabile, egli argom entava, che alcune razzc sono dotate -eli tutti i tequisiti adatti ad un ufficio cosi se gnalato, _eel altre invece pa-iono a svolgere un ruolo di secmidada importanza nell'aione della storia. La_ supremazia delle nazioni principi e visibile nei caratteri che prescnta la loro civilta, piu viva, piu tenllJce, piu difficile a spegnersi. Tali Jurono. nel vecchio Oriente le nazioni madri dell'Aria, tali nell'Occidente. la Grecia e l'Italia, stirpi e nate quasi 'ad tm parto da.Jlo stesso tronco pelasgko (Rinno va mento. Ed. Vallecchi, pag. 379) Questa, dice i1 Gioberti, parra certo ad akuni in opposizione a quella eguaglianza ehe deve correre fra le nazioni, :pecialmetite civili e .cristiane. Ma sara bene intendersi subito, egli aggiunge, su1 concetto e sulla portata .di questa eguaglianza ed esaminare fino a che segno si puo accordare con. la .natura e con la e!)pe rienza. V oler introdurre gli ordini democratici nella 'ett'iografia come nella politica e semplicemente chi!Jlerico. Io fo profes sione di credere che t.utte le razze umane provengon0 da t111 solo

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ccppo, c ri.conos<;:o fra !oro una certa scnza paura eli .nei paradossastico e ne!I'assurdo; con ciossiachc Ia ragione e l'esperienza (per non parlare della reli g-ionc) del pari qucste due conclusioni, e mi mo strano come insiemc si acc'ordino. E veramente l'egualita asso ltJta non si da natural mente in ncssun generc ell cose; ondc wrna impossibile il volerla introdurre nel mondo dcll'arte (Prima to. Ed. Utet III, pag. u6). La {iarita; secondo il filosofo subal pino, si restringe al possesso delle facolta cssenzia.Ji alla prOJ:>ria natura; rna Ia forza c Ia guisa con -cui queUe si estrinsecano variano da esseri ad 'esseri, altrimenti se, nonostante quel diva rio, individni e nazioni si livellassero aritmeticamente, Jita apparente c materiale tornerebbe a disegualita effettiva, <;orne cjuella che non risponderebbe alia natura respettiva degli oggetti; c sarebbe come se una rozza si parcggiassc ad un barbero, o un hotolo ad un alano (Primato, III pag. 177). Questo iegittima il principio gerarchico su cui s'innalza l'edi licio della Chiesa cattolica e ci fa .comprendere la legge suprema chc rcgola Ia vita stessa del Cosmo. Se noi concepiamo questo come un immenso organismo composto di parti che si trovano in un rapporto costante di coordinazione e di subordinazione col loro centro motore c cretore, si deve a priori non solo Ia parita, rna Ia similarita degli elementi che concorrono alla sua formazione. La diversita e Ia disuguaglianza so11Q__nec:essarie alia vita del gran tutto, come quello che importa Ia riduzione tiel vario c del molteplice all'uno. Ora i popoli sono \'erso il no stro genere cia -che 1c famiglie e gli individui verso ciascun popolo in particolare; tanto che, se Ia perfetta eguaglianza non puo aver luogo, fra i vari componenti di ogni speciale aggregazione di uomini, essa non puo meglio trovarsi fra le nazioni, chc sono le individualita complessive, onde consta l'umana stirpe in miversale (Primato, III, II7 e ss.). II filosofo piemontese non teme -con questa tesi di allontanarsi dai principi della piu perfetta ortodossia; egli anzi vuol dimostrare come a questo riguardo la ragione e l'esperienza si accordino pienamente con Ia Sacra Scrittura. Da molteplici testimonianze del Vecchio Testamento, si ricava infatti che dopo il diluvio vi dove essere un rinnova mento .della specie umana e un'alterazione fisiologica delle stirpi. Gia nella Genesi (LX, 27) si Iegge Ia celebre profezia etnografica che distinse e disegno anticipatamente i fati storici delle tre schiatte (Dilatet Jesus Japhet et habitet in tabernaculis Scm, sitque Chanaan scrvus eius). Alia prima dispersione falegica si riferirebbe la divisione delie Iingue e l'embriogenia delle varie indoli riazionali. Cosi il genio specifico di ogni popolo risponde all'essenza della razza "imperoccl:ie Ie potenze dello spirito di pendono dalla natura degli organi ;. e. J'unita orgariica deHa specie un:ana essendo stata interrotta dallo scisma falegico, ne nacquero alcune disparita fisiologkhe delle razze, per cui le une sono meno disposte delle altre alle opere dell'ingegno ed ai progressi del l'incivilimento (Primato, II, 146). Ammessa questa disformita di oeomplessione. e di ingegno, ne discende per conseguenza che le razze siano deputate dalla Provvidenza ad assolvere com piti differenti, piu o meno nobili e onorifici, secondo l'ec<:ellenza della !oro e secondo la <:ondizione del sito e del terrftorio che eleggono a !oro stanza. Ora, come 111on '_v'ha dubbio che gli uomini bianchi sovrastano per l'eccellenza delle facolta Ioro e occupano il primo seggio nella gerarchia fisiologica delle na zio'ni e altrettant.o che fra i rami caucasei di qnesti l'indopelasgico e il piu eccellente e realizza la superjorita sulle genti augurata ai figliuoli di Giapcto da Noe .Torna opportuno ricordare che Gioberti, contro l'opiniOne di a1.: cuni suoi contemporartei, riteneva i Pelasgi, primi abitatori della penisola, di .origine giapetica; condizione che rese possibile la !oro fusione, dopo un periodo di lotte secolari, -con le popolazion\ della stessa famiglia immigrate in Italia in epoca posteriore, come .gli Umbri, i Latini, i Sabelli, gli Elleni ecc. (Primato, I, 105). Da questi popoli, insieme confusi, uscirono gli italiani antichi e moderni, non senza -Ia mistura di alcuni sciami slavi, 7

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gcrmanici, ibcrici. Questa infusionc di sanguc diverso, ma provenientc dallo stesso ceppo indoetiropeo, servi, secondci Gioberti. a temperare l'indole nativa degli antichi abitatori, scnza alterare tuttavia Ia. loro fondamentale costituzionc cd il l.oro genio. Una testimonianza poi significativa del vincolo eli sangue e di originc ond'erano avvinti fra loro quei popoli e ravvisata dal grande pensatore nel nome assunto da alcuni eli. essi_. come quello eli Taurini ncl settcntrione, Tirrcni al centro e Italioti. nel mezzo giorno. L'etimo di tali nomi si riporta al simbolo giapetico del \'itdlo c del toro, aclorato cla qttcllc : genti Come il simbolo della energia congenita e dc}la potenza fccondatrice della stirpe ondc eranouscite. Il nome del nostro paese, da Vitalia, conscrva la impronta dell'antichissim;i. e nobilissima origine del nostro li gnaggio. Razza regia della gran famiglia giapctica del ramo inclo enropeo, Regale la prosapia, aristocratico e monarcale il nostro genio, destinato a sig_norcggiare le gcnti ncgli ordini della vita politica e operativa e ad ammaestrarlc nei domini dell'arte e dello spirito. Percio al Gioberti apparivano degni del maggior .hiasimo que gli i.taliani i quali, dimentichi del )oro passato, ayrebbcro voluto sostituire Ia Francia ali'Jtalia nella gerarchia etnografica delle nazioni che e quanta dire alia nazione regia e aristocratica un popolo inclinato di sua natura a distruggere ogni organismo sociale c parificare gli uomini a dispettq di natura, sostituendo il caos degli atomi all'armunia del Cosmo (Primato, III, pag. 104). Sc un p.rimato si deve concedere, egli dice. alla stirpe celtica, e quello di .aYer seminato le idee pelitiche piu insensate e le teorie so ciali pitt perniciose fra le pacifiche e civill popolazioni eli Europa. insegnando ai principi l'arte del dispotismo paganico c ai loro sudditi quella delle rivolte, ammorbando i costum1, empienclo il nos.tro continente di discordie, eli tumulti, di guerrc, di sperpcri, di stragi c eli ruine. (Primato, III, 79). Dunquc tm primato negativo; chi: per quello positivo ]e mancano tutti i titoli, da quello geografico a qucllo etnografico, a qucllo religioso. Essa non possiedc Ia centralita dell'Italia, la quale e quasi un bulbo occultato nelle viscere della terra, a cui .converge il resto d'Europa e dondc cssa trae Ia consistenza c Ia vita, come della salda tempra del ceppo pelasgico s'infor mano c avvivano le altre schiatte (Primato. 8 III, 83). Maggiore e Ja sproporzione che esistc fra Ie due razze riguardo .al genio nazionalc ed al sangue, Che nndole antica dei Galli e dei : Cimbri, sopravvivente nei Francesi di oggi di, nonostante lemiscmanze romane e-germankhe, sottosta per molti rispetti a quella dei popoli pelasgi (Primato, III, 84) . Non si pos sono certament' e negare a que! popolo; conti nua Giobcrti, certe d.oti, .come Ia disinvoltura, il brio, Ia vivacita eoc., ma questi pregi, tli natura assolutamcnte secondaria, sono conU:; bilanciati dai piu grandi difetti per cui ii tempcramento che llC risulta e tale, che llOn Sc ne puo cavare akun utile costrutto (Prima.to, III, 84): .Pietosa e Ia sterilita dci francesi nelle opere dell'immaginazionc c neUe scienze ide ali, mobile e lcggiero il !oro carattere; pronti ad intraprendere cosc ardue e grandi nella vita pratica, al primo ostacolo si stan cano, si perdono di animo e piantano tutto in asso, somigliantissimi in questa al volga. II filosofo condividc J'opinione di co lora i quali sostcngono il genio della Francia e democratico e che in tutte Ie cosc loro predominano spiriti e affctti deniocra tici, privilegio che noi non saprcmo mai invidiare. Inyece il carattere precipuo della nostra schiatta, deila cui 'inesauribik vi"talita e perenne vigor gimanile fa fede Ia miracolosa resurrc zione dopo alcuni sccoli eli letargo, e popolare. IJ tipo piu perfetto di questa -razza Che. negJi ordini naturali e !a pianta pitt nobile che sia nata al mondo lampeggia mira bilmente nelle iigtl.re dei grandi greci c dci grandi romani, non meno che in quelle degli italiani del Medioevo, .del Rinascimentu e dell'eta moderna, come Dante, 1\fichelangiolo, Galilei, Vieo, Lagrangia, Alfieri, Canova. I soliti scettici, esdama ad un certo punta !=iiobcrti, ob):>iettcranno che e yana grandigia ascrivcre ad una nazionc privilegi, quando cssa ha smesso eli esercitarli. Lo so bene, egli risponde. Non Ii esercita perche ne ha smarrito la cosciehza. questa coscicnza negli animi. immemori e non mallchera il proposito .e Ia volonta di rimetterli in atto, anchc se tli cia non saremo noi spettatori. I momenti delle .nazioni sono gli anni e i secoli II vaticinio del grande italiano non era 11e till deliria, ne Ull sogno. FORTUNATO MATARRESE

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LA RAZZA IT AllAN A NELLA TEORIA DELL'OLOGENESI .Abbiamo ricordato nel precedcnte articulo come J'applicazione della. teoria olo gcnctica del Rosa agli studi -razziali fat ta dal Montandon porti ad una constata ziouc di importanza cccezionale per quanln riguarda la distribuzionc passata c pre scntc delle razze umane; alia constatazio nc cioc chc i caratteri delle singole razze si siano andati sempre piu accentuando col progredire della !oro evoluzione ed accentrando in un'area determinata. :\!folto spes-so gli scheletri preistorici che prcannunziano una razza attuale si tro n:no al difuori clell'area nella qualc Ia raz 'a e ora circoscritta e viccvcrsa spesso una rcgione limitata presenta scheletri wnani fossili con Ie tendenze le pit\ dispa fate. Valga per tutti l'esempio di una rc gionc limitata come e Ia Dordogna chc -scmpre secondo Montandonavrehhr fornito ossa di proto-negroidi (Combe-Ca pelle), di proto-curopoidi (Cro-magnon). rr; proto-eschimoidi (Chancclade), tuttc ;,ppartcnenti ad uomini del Paleolitico Supcriore. I tipi fossili quindi starebbero a mostrare non soltanto una fisonomia di ;tzza meno accentuata che non i tipi delle ;azzc odierne rna chc le aree da esse oc c.upate, oltre ad cssere assai piu Yaste, si vicendevolmente. Come conscguell7.a eli tali constatazim1i e possi-Ripartizione delle razze progressive (secondo Eickstedt). Lo tre zone d'origine degli uormn1 alluali (secondo Eickstedt). bile tlctlurrc innanzitutto che c inutile ccrmre Ia culla dell'ummzitii. o delle singole raz.::e !IIIWI!e in luoghi deterwinati, dato chc cowe ogni altra specie vivente, la spe cie lima na Jw pre so origine su tm'area immcnsa e che tutti gli individrti della nrwvcl specie discendotlo da tutti gli inditidui della specie ascendente. In secondo luogo e necessaria modifica !:"C alquanto il concetto di .razza pura. Contrariamente all'opinione comune la proto5toria e la preistoria non hanno conosciuto 1 azze piu pure delle attuali e si potrebbe anzi affermare che la razza pura rappre .:;enti piuttosto un divenire che 1.111 passato. 11 Montandon e a-rrivato perfino a'd affer n:arc Non .w11o mai esi.sfite razze origi noriamente pure. Le razze pure sono do ntlc a un'et:oluzione progressi'i-a inten dendo con cio fissare il concetto che nel processo evolutivo dal tipo comune indif ferenziato si vannd man mano sempre pit\ difterenziando e accentuando le caratteri sti-che delle. singole razze. Il Montandon stesso pero, troppo legato ancora agli schemi dell'antropologia tradizionale e alia nomenclatura di questa, non si e sentito di portare l'applicazione della teoria del Rosa fino aile sue logiche cJnscguenze e mentre, come abbiamo ricordato nel prccedente articolo, il processo di formazione olclle grandi razze e stato da lui soddisfacentemente interpretato, per it processo di formazione delle pi ecole razzc non si e potuto Jihcrare dalle divi sioni tradizionali. E' eosi che si accontenta di dividere la grande razza europoide in tre razze che La razza bionda ( corrispondente aile r<.zze nordica, subnordica, nord-occidenta le e vistoliana di Deniker) che formereb be la base antropologica della popolazione delle Isole Britanniche, della Francia set tentrionale, del Belgio, deli'Olanda, della Germania a: Nord di Berlino, della Danimarca, Scandinavia, Stati Baltici, Polo nia, Russia del centro e del nord. La razz a alpo-anrrenica ( corrispondente alle razze alpina, adriatica e -subadriatica di Deniker) che occtiperebbe la maggior parte della Francia, la Germania centrale e meridionale, la Svizzera, l'Italia del nord, il territorio dell'ex-Austria-Ungheria, il sud della Polonia, la Russia del sud, la Penisola Balcanica. La ra.z:;a brzttw ( corrispondente aile razze ibero-insulare e littorale di Deniker) che occuperebbe Ia Penisola Iberica, i dipartimenti mcditerranei della Francia, Ia ltalia al sud di Romot, le isole del Mediterraneo occidentale e orientale. Queste tre razze sarebbero quindi nella loro distribuzione geografica in perfetta discordanza con le divisioni linguistico culturali in modo che i popoli dell'Europa potrebbero csserc grosso modo cosi distinti Bipartaione delle razze primitive (secondo Eickstedt). c).

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a scconda che venga presso in considera zione i\ fattorc etnografico-Iinguistico o !(Hello antropo\ogico : N 0 B I c I :""" 'f., .... L ....,c ....;:: " JIED NEI Come si vcde da questa schema le di visioni vcrticali stanno ad indicarc 'ie di ,isioni Jinguistichc c quelle orizzontali in vcce Je di\isioni antropologiche. Per super;:tre questa discordanza fra da ti antropologici e dati culturali il Mon tandon ha creato il termine di etnia ; cosi cgli per escmpio parla di una etnia francese intendendo con do indicare lo ir;sicme cii razzc antropologiche cementa te cia una storia e da una culti.tra comune chc formano la popolazione attuale della :Fran-cia, c cosi pure par! a di un' etnia italiana A noi semhra invece che la teoria olo genetica eli Daniele Rosa permetta di giun a conscgnenze eli ben IDfl.ggiorc importanza di queUe alle quali e giunto il l\Iontandon, a noi sembra in sostanza che, pur chc ci liheriamo un momenta dalla nomenclatura e dagli schemi traelizionali, i 4uali offnscano piu che chiarirc J'esatta Yisionc dCllc cose, sia possibile intcrpretare il proeesso di formazionc c eli conccn tr:tzimw, iniziatosi in cpoca rcmotissima, 10 c tuttora in corso di evoluzione, di una 1 azza particolare sui sacra suolo della nost ra penisola. La teoria ologcnetica innanzi tutto ci inscgna come l'evoluzione della specie av venga per forzc interne, indipendente mente fino a un certo punta dalle condi2ioni amhicnta'li. Quello che vale per la specie vale anchc per le sue suclclivisioni chc sono le varieta o le razzc. Apparc quindi chiaro come sia inutile invocarc sempre l'ipotesi delle trasmigrazioni dei popoli o delle varie origini razziali per spiegarc lc varianti che ancor oggi si osservano nella nostra r'azza. Valga per tut t; I'csempio deHa brachicefalizzazione di una parte della popolazionc : italiana chc si e iniziata verso la fine del neolitieo e che eomunemente viene spiegata con l'av vento di masse imponenti di genti estra nec che avrcbbcro distrutto e si sarebbero sov.rappostc aile popolazioni preesl!stenti dolicocefale. Con cio non vogiiamo in ma _niera assoluta negare che anche in quci tempi lontani vj sia stata qualche immigrazione cstranea, rna crediamo di pa ter affermare che sia un gravis sima errore continuare a contrapporrc in Italia dolicocefali c brachicdali, pretcn dendo che l'origine degli uni sia diversa da quella degli altri. Se il tipo brachicc falo si presenta piu recente eli quello clolicocefalo questa sta semplicemente a dimostrare che a tm certo momenta, per forze evolutive interne, si e iniziato un aumen tl dell'indice cefalico. Questa che deve essere avvenuto nella vita della razza trq\'a il suo corrisiiondente nella vita dell'indi viduo singolo : infatti noi tutti sappiamo he Ia forma della testa di tm individuo si modifica nelle diverse eta della sua vita. D'altra parte la teoria ologenetica ci insegna come in passato le forme umane fo5sero meno differenziate che attualmen te e come le aree -eli diffusione delle sin gale razze si sovrapponessero vicendevol mente. I legami genetici tra le diverse razz<: europee non devono quindi essere ricer-Sumero (250 0 ...... cat! m quegli eventuali proccssi eli fusio ne, causati clalle trasmigrazioni cia un tcr ritorio ad un altro, se non iri minima parte. I kgami genetici delle diverse raz ze europee devono essere invece trovati in que! tronco comune clal quale esse si

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;uno diffcrcnziate, t ronco a sua volta net tamcnte differenziato da quelli delle razze t"m D'altra parte, il fatto .che le razzc eu rupee possono ancora formarsi ed evol vcrsi, mentre questo non puo avvenire per le altre razze ormai irrimediabilmente cristallizzate nelle attuali espressioni; vie nc ad essere facilmcnte spiegato al lumc della teoria ologencti-ca chc insegna come J'cvoluzione filogenetica di una specie o di una razza non e indcfiitamente rettili nca rna e dicatomicamcnte ramificata con dissimmctria dei rami gemelli. Di questi rami gemelli quello prccoce non puo piu diYidersi ed cvolversi rna soltanto quello tardivo, quello cioe paleontologicamente pitt rccente. :\cccttando la teoria ologenetica no tronco ndlc sue logi iilquadrare due I apparcnza possoilO r) La commt(l;zza 111cnti ra:::dali ch e hmui o tribuito a for JJar, il substrata dell'Italia <'1111 quelli degli altti popoli europci, la !JIIa!c ci si rivela oggi con l'affinitii fisica r psicologica che i11 grado maggiore o millorc tali popoli presentano call il nostro. 2) La .forma:::ione sul suolo della nostra I at ria di una m::;:;a pmticolarc, .formazioJit' i11::;iatasi in era rcmotissima, c accom tagllafa da mta continua C'lJOluzione per cui nc/ corso dci sccoli Ia ra:::za italiana si e souprc piii cliffcrcn:;iata dallc altrc ra::s:;c ;f fini, t1cccntuando c s;_iluppando detcnllinatc carattcristichc fisiche c psicologicltc. * .. Come per le grandi razze abbiamo visto chc una soltanto, quella che ha dato originc ai popoli europei, e ancora capace di evoluzione, mentre le altre si sono ormai da tempo stabilizzate definitivamente e so no incapaci di crearc qualsiasi nuova for ma di cultura, cosi dobbiamo riconoscerc che dei numcrosi rami derivati dal tronco comune europeo non tutti .sono ancora u gual!Jiente capaci di evoluzione. A-ccanto aile ra2zc giovani, dinamiche, creatrici di una nuova visione del mondo, stanno le razze che hanno ormai esaurito le interne che sono la qusa prima di ogni progresso. Esse si presentano ormai come dei rami che hanno incominciato a seccarsi e che saranno schiantati alla prima bufera. GUIDO LANDRA

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ugenetica razzia Lo Stato Fascista nella sua poliiica razziale, non poteva trascurare un lato cosi importante come quello della possibile irnmissione nella vita della Nazione Italiana, di uno straniero, destinato, come nel caso specifico dell'Art. 2, a trasmettere nelle discendenze i1 proprio patrimonio eredita rio con tutte le conseguenze biologiche, psichiche e spirituali. II provve dimento e abbastanza eloquente per essere chiarito, tutta,via per poterne meglio discemere il significato profondamente umano, vediamo perche lo Stato si e arrogato questo diritto, quali sono le finalita ed infine, sui dati fornitici dalla scienza, quali sono i possibiH accoppiamenti. < Onme vivum e vivo. E' nozione comune che i figli somiglino ai genitori, rna la diversa potenza del patrirnonio ereditario, patemo e mater no, e l'azione dell'ambiente sono cause che determinano sviluppi varii .delle avite tendenze. I fattorr c'he condizionano i caratteri ereditari sono detti, con parola scientifica,. genidi ad essi e attribitito il potere di trasmettere nelle discendenze i caratteri paterni e materni secondo che prevalga il gq1ppo dei genidi paterni o quello dei materni. Ma il fatto che un carallere sia ereditario, non ci autorizza ad affermare che non si abbia o non si possa trovare Ia maniera di variarlo {:on azioni ambientali. Percio, in definitiva, possiamo dire che l'individuo oltre che essere il prodotto del patrimonio ereditario lo e anche dell"ambiente, per cui e J;empre poi'Sihile, in determinate condizioni amhientali, svolgere un:1 tendenza in un senso piuttosto che in un'altro. Tali tendenze pero non devono esscrc considerate esclusivamente all a :;tregu3 dell'erediti1 biologica, rna a questa -devono far corona sani principi morali e politici, senza dei quali. e irnpossihile una perfetta assimilazione ed amalgamazione. Infatti, molti individui apparentemente normali dal punto di vista fisico, in circostanze particolari si rivelano essere delin quenti piu o meno manifesti, chc vivono a carico delle comunita, ed in genere amorali, portati ad esemitare Ia violenza piu di ogni altra nobile manifestazione. :Vl:t moho" spesso I'individuo e figlio dell'ambiente in cu: Yive e se non presenta ataviche tendenze alia degenerazione e facilmente riconducibile, in amhiente sano, alla Percio non e detto che il matrimonio dr un cittadino italiano con uno straniero dehba essere, senza eccezioni, ritenuto malsano, e non dimentichiamo che in Italia stessu non mancano grandi uomini che discendono da genitori di Paesi diversi (Mar coni, Tornmaseo, Foscolc>), hisogna tuttavia fare delle .eccezioni per queUe razze, escluse in tutti i modi quelle di colore, che pur essendo ariane, hanno suhito una snaturalizzazione tale da rendere quanto mai pericoloso un incrocio. Quindi se i matrimoni tra italiani e stranieri non venissero regolati da un sano criterio discriminante, si verificherebhero ben presto incroci mostruosi, con conseguente imbarstardimento ed impoverimento dell'elemento etnico indigeno. Del resto un matrimonio condizionato da tali norme. non resta ad esclusivo vantaggio della Nazione cu1 esse sono im poste, ma se si Che in conseguenza di tale unione, i) Cittadino ita llano puo paJ;Sare su territorio !"traniero ed ivi formare la propria famiglia, si vedra che la Nazione ospite in ultima analisi viene arricchita. almeno ai fini razziali, di un elemento hiologicamente e psichicamente sano. lnfine b concezione di un miglioramento delle 'l:azze umane, detta eugenetica consta di due momenti: n) eugcneti<:a familiare: che consiste in incroci appropnall; b I eugenetica razziale: che consiste nell'eliminazione di genidi estranci c anormali alla razza. Fin c:lai primordi, l'uomo che ahbia preso saldo piede in un luogo, ivi si succede nelle generazioni determinando que! fenomeno definito <1: attac camento al suolo cosi potente agente sulle generazioni, per cui vediamo in ogni tempo, dopo disastri di terremoti, di inondazioni, di frane, l'uomo ritornare a ricostruire ed ahit3re que! medesimo luogo, quasi sfidando Ia minaccia di futuri immanenti perlcoli. Siffatta forza di attaccamento, per cui gli uomini si radicano al suolo natio, si afferma prepotentemente nelle genti italiche ed e quella che conferisce ad esse si grande ...-irtu rigenerativa per cui gli elementi eterogenei sopravvenienti sono plasmati e assorhiti. Le questioni paiticolari riferentisi alla provenienza delle diverse razze venule a confluire sul continente europeo, in generale si riconnettono con Ia questione fondamentale delle origini, Ia cui esposizione ci porterebbe troppo lontano lasciandoci pur sempre nel campo delle congetture. Quindi, lasciando da parte le ipotesi e teorie, oocupiamoci piuttosto della etno grafia accertata che in Europa, pur essendo variamente classificata in base ai tre elementi antropologici costitutivi: indice cefalico, statura, colore degli occhi e dei capelli; in" generale puo presentare le seguen ti razze : a) Razza Nordica: dolicocef:tla, volto oblungo, capelli hiondi, oochi azzurri, alta statura, na!"o aquHino. 12 b) Razza Mediterranea: dolicocefala, volto ohlungo, capelli neri, occ'hi scuri, statura media, naso piuLtosto largo. c) Razza Alpina: brachicefala, volto rotondo, capelli castani chi:ari, occhi grigi, statura tozza, naso largo. d) Razza Adriatica o dina rica: brachicefala,\'Olto oblungo, statura. P.roprie dell'ltalia sappiamo essere: r Atlanto-Mediterranea litorale, che ]JOtremmo dcfinire sub-specie della Mediterranea, cosi detta perche ho i suoi rappresentanti lungo la costa del Mediterraneo, dalla, Liguria al Lazio, nei quali l'olta statura e congiunta alia dolicocefoHa ed al colorito hnmo;

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e matrimoni misti I" \lri:ttica o Uinarii:a, Ia lheroinsulure ed infiue ia Urn, ltrmo restando il principio della stabilita della specie umana, per cui lo -tatn anlropologico altuale della Penisola si concatena con -qnello dei ''"'oli nnteriori, possiamo affemnare senza che tale affermazione possa '''lllhrnre arrischiata, che molte popolazioni d'oltre confine pre;;entano aratttristiche fisiche e psichiche assai simili al comune tipo italiano: a 'I"''"'(' solamentc sara conc-esso di far parte della grande Nazione italiann. Sull"italinnita della Dalmazia su cui tanto si e discusso e sufficiente dire dto antropologicamente In Dabnazia si contrappone per caratteri propri 1 ol tipo !lla\o, rappresentaudo rontinuita dell'antica Illiroepirota che, per la sua secolare permanenza in quella determinata area geografica, ha dato il nome a quel tipo nnlropologico chiamato appunta Arlriatico o Dinarico. Esclushamente liguri sono Ia Savoia, Jl Delfinato, Ia Provenza o della italianu, ed i ricavati antropolo gici d1 stud1 fatti m propos1to, ci danno ragione. Infatti le popolarioni tipichc della Francia centrale e di quella del Nord, sono caratrerizzate da un tipo bruno di bassa e hrachicefalo che si differenzia netta mente .dol tipo della Francia del Sud, dove tuttavia un:i plnrisecolare mescolanza Ira Ia razza d'Est e Ia razza ha dnto origine ad una razza di secondo grado nella quale evidentemente si sono sommate unicamente le cattive qualita delle razze originarie. Per quanto riguarda la tipologia italiana in queste regioni, bisogna purtroppo considerare che delljj razze a noi allini si tro\'ano nella Francia del Sud solamente nei ceti superiori, nel popolo basso le invasioni orientali e !::Vantine banno creato una mescolanza della quale una certa parte andrebbe a sotto alia no;:tra legislazione riguardante le razze .di colore e di un'altra donehbe interessarsi solamente fantropologia Particolarmente forte e In presenza di sangue non europeo nella valle della Rbonde. Per quanto concerne una seppure i);!otetica assimilazione di determiflati gruppi etnici della Francia del Sud, bisognerebbe in caso tener presente ch; rlal punto eugenico l"accoppiamenlo e possihile solo dopo un accurata selez10ne m quanto sui comp l esso. a causa degli incroci ine vitahilmente prodottisi con gli elcmenti del Nord, tali gruppi oltre ad essere ben lungi dalla purezza originaria presentano uno snaturamento psi chico altrettanto grave .quanto il biologico e solo r opera selezionatrice potra permettere Ia perfetta amalgamazione di due tipi. R1volgendo questo concetto anche alia Spagna ed aile isole con abitanti prettamente spagnoli, merita in !lTimo luogo considerazione il !alto che i po poli nordici hanno datealla penisola Iberica, una impronta antropologica :mcora molto sensibile nell'Andalusia e nella Catalogna (VandalusiaAn dalusia GotolaneaCatalogna). L"elemento nordico caratterizzato da doliro cefalia e dal colore chiaro degli occhi e dei possiamo a priori defi. nirlo assolutumente antitetico ai tipo classico spagnolo che ha invPre tutte le caratteristiche del tipo mecliterraneo; dolicocefalo, bassa statura, occhi e capelli neri, che in definiliva sono i t"aratteri somatici della razza lberoinsulare. La Spagna odiema, dunque, ha una preYalenza di razza e l'affinita tra i due popoli, spagnolo e italiano, e tale da farci considerare molto serenamente ogni possibile accoppiamento. Gia ai tempi antichi gli ahitanti delle Alpi furono per i Romani degli an-ersari temibili, e i Celti e gli Elvetici, nonc'he altre popolazioni ger maniche, come_ gli .-\llemanni e Burgundi hanno dato un'impronta pre valentemente nordica aile popolazioni della Svizzera, che presenta prin cipalmente due tipi : il teutonico, dominante, ed il celtico hrachi cefalo con capelli castano chiari e di media statura. Gli svizzeri del Canton Ticino e del Canton dei Grigioni. pur avendo tendenze fisiche prevalentemente tenloniche, tutla\ia si differenziano per una statura sensihilmente piu basso ed un indice cefalico leggermente piu alto (87,7) ehe ci permette di accostarli al tipo italiano della cosi detta Loruhardia orientale. Tali tipi sono sempre assimilabili. I rapporl:i e le .affinita che intercorrono tra la nostra popolazione e quella .germanica, oltre che dal punto di ,isla spirituale anche da quello etnologico specie nelle regioni dell"Italia setlentrionale, superano ogni particolare .giudizio, per cui i matrimoni tra i due elementi rientrano nel campo dell"assoluta normalita in quimto le due nazioni offrono quanto di piu puro puo esistere in Europa. Diversnmente bisognera conside rare lc popolazioni deg!i Stati balc:mici orientali cht-, particolarment.! i Greci, sono ormai -gia t roppo distanti .dalle caratteristiche della razza italiana per rendere poss i b ili senza risene, degli accoppiamenti. Questo sarebbe stalo po ss ih ile di fronte agli Elleni antichi Ia cui estinrione gia denundava Pol i bio, due millenni fa. Altrettanto dicasi per le popola zioni Romene, Ung h eresi e Bulgare. e, facendo forse qualche eccezione, prr gli Albanesi. In linea di ma!:'sima possiamo quindi affermarc che il matrimonio trn italiani e l'tranieri potra avere huone prohabilita di es..
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, fronto degli adulti; in particolari soggetti deboli od ipersensibili, oppure malati, si puo avere, per un per_iodo passeggero su bito dopo 1' arrivo a destinazione, pro strazione, maggior senso di stanchezza, bisogno di ristoro e di sonno. Rara mente tale periodo di si prolunga, ed all ora si puo notare dimagramento, inappetenza, astenia, insonnia continua, disturbi vascolari accompagnati da maggiore eccitabiIita del tono neurovegetativo. La minore prc:ssione atmosferica, i diversi stimoli metereologici, il maggior consumo energetico possono indicarci Ia causa di tale squilibrio organico, di tale dimi nuzione di rendimento. II clima diverso infatti deter mina uno stimolo intenso sulle funzioni metaboliche, per cui necessita all' organismo un pe riodo, diciamo cosi, di asse stamento, di riequilibrio e e di ripristino alia normalita di tutte le funzioni or ganiche denominato petio do di acclimatazione, che e passeggero, come dice vo durando al massimo qualche mese. I bambini nati in Italia, allevati al seno oppure aiiattati artificialmen. tare giornate sfavorevoli all'organismo e determinare colpi di sole, disturbi dell'ap. parato digerente. Tra i bambini lattanti che viaggiano, af. ferma il Berra, sembrerebbero in condi. zioni migliori quelli ad allattamento al seno,. rna spesso avviene che Ia nutrice ab. bia a soffrire del viaggio, e che 'durantt esso subisca diminuzione o scomparsa del ll':.tte, per ,cui si e costretti a ricorrere all'a[. lattamento artificiale. E' percio consigliabile per le condizioni suesposte, nor:: intraprendere il viaggio con lattanti, se non dopo il I semestre di vita, possibilmente quando gia il bambino e passato ad alimentazione mista. Quando inoltre Ia destinazione e una zona del bas. sopiano bisogna prendere in considerazio : ne l' epidemialogia_ locale ed altri fatti che possono peggiorare le condizioni climati. che come ad es. l'altezza dal livello del mare; dalle localita del bassopiano esclu. deremo infatti i bambini sofferenti di af. fezioni del tubo digerente, det ricambio, 0 polmonari, mentre per le zone dell'alto. piano non farcn10 esclusiont e per nessu na malattia, avendovi trovato migliora mento cardiopatici, ipertesi. Quanto .sopra deve riferirsi alia generazione di bimbi italiani nati o tra. sferiti in A.O., poiche si portati a ere. dere che da genitori gia acclimatati na. scano in seguito figli dotati di una pro gressiva e lffiaggiore resistenza agli aY Un nastro bianco nella terre dell'Impero. N' ella questione relativa a! popolamen to della nostra A. 0. da parte di conna zionali, un problema si pone alla mente del medico circa 1' alimentazione del bam bino italiano in Colonia, problema vitale che grandemente interessa lo sviluppo e l'avvenire del nostro Impero. Come giustamente affermava il Borra in un suo studio interessantissirno ( 1 ), ( da cui ho raccolto in parte i dati che esporro in seguito) riguardo l'acclimatazione dei bambini provenienti dall'Italia, si puo af fermare che, dopo i primi anni di eta, qua. si tutti si possono trasferire in A. 0. senza inconvenienti, anzi, in linea generate, i bambini provenienti dalla campagna ci si trovano bene, e quelli provenienti dalla citta ci si trovano ancora meglio, per le pili salubri condizioni climatiche am bientali. Anzi, in generate, e notevole la faci Iita di adattamento al dima diverso ed al mwYo ambiente dei bambini sani, in con-14 te possono essere tra sferiti in Colonia sen za disturbo alcuno, dopo qualche anno di eta; piu che della eta pero,' e impor. tante tener conto deL la stagione in cui si compie il viaggio e della localita in cui ci si dovra trasferire. E' risaputo infatti che il passaggio del Mar Rosso e dell'O. ceano Indiano con Ia sosta nei vari porti puo pericolo. so durante i mesi di giugno, Iuglio, ag::> sto, settembre. G!i stessi mesi di mag gio, ottobre, novem. bre possono presenD generale Graziani si congratula con la puerpera.

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n:rsi fattori ambientali e si rea lizzi in modo rapido e favorevole J'acclimatazione della no stra razza sull'altipiano etiopico. *** Questione importantissima e Jegna di studio e percio I' ali mcntazione durante i primi me si di vita del bambino italiano in Colonia. Se e vero quanto af ferma un vecchio proverbio che (( 11011 e madre colei che pmtorisce, ma coiei che a/latta, non i: desiderabile ne consigliabile che un bianco e tanto piu un bimbo italiano abbia un'indigena per nutrice, specie oggi che l e leggi per Ia difesa della Razza hanno stabilito nel nostro Impcro non solo delle diffei:enze, ma delle superiorita razziali nettissime. Vietano inoltre il baliatico mcrcenario indigeno ragiom i!!icniche e profilattiche data Ia grande dif iusione tra queUe popolazioni delle mala!tie infettiv:e, specie le lue, sovente in forma subdola e se nel III stadio non ri rdabile neppure con Ia siero diagnosi. II latte, oltre ad essere frequentemente causa accidentale di epidemie per n .. zione dopo Ia mungitura da parte di ger m i patogeni puo .detemlinare Ia trasmissiont. di molte malattie. Galtier, Bang, Gasperini hanno speri n.cntalmente dimostrato Ia presenza di ba cilli Ji Kock virulenti dopo parecchi mesi nel latte di vacca; Deumme osservo con taminazione di 3 bambini da parte di una nutrice tubercolosa. Un'inchiesta di Kohlich ha nettamente st.1bilito Ia possibilita di trasmissione del I'infezione tubercolare di origine umana attrarerso l'allattamento. Statistiche di Thuner, attribuiscono al latte il 17 % dei casi di febbre tifoide quale insorgerebbe in tal caso con par tJcolare \irulenza. La febbre aftosa puo essere trasmessa per mezzo delle mani del poppante, per contatto delle afte delle mammelle infette. II pneumococco e suscettibile di passaggio nel latte di una nutrice affetta da pneu Lo streptococco emolitico, del t1po scarlattinoso, e stato segnalato come a6entc responsabile di una epidemia di scarlattina. Infatti Marfan nel suo trattato sull'allattamento cita molte osservazioni di medici inglesi ed americani, sull'insorgere I bimbi bianchi non debbono essere affidati a nutrici negre. d1 tale affezione, estesasi ed originatasi dalle famiglie di lattai. La funzione di trasmissione indiretta, per mezzo del latte, della rosolia, poliomielite, difterite sembra piu discussa. M. Alfred Petterson, nel suo rapporto al III Congresso di Pediatria di Londra dopo di aver ricordato che il latte e un eccellente mezzo di coltura di molti batteri, studio la modalita della trasmissione della t. b. c. per mezzo di esso. Egli fece una distinzione tra bacillo uma no e bovino e constato che, contrariamen te alia opinione di Koch 'che ammetteva che il bacillo di tipo bovino non sarebbe nocivo per l'uomo, numerosi recenti lavori hanno dimostrato che esso e capace di cau sare Ia t. b. c. nell'uomo, pur convenendo sull'innocuita del bacillo umano per gli ani mali. Affezioni tubercolari dovute al bacillo bovino osservate, sono specialmente le ade niti specifiche intestinali, mesenteriche, le lesioni ossee, e le meningee ( se condo osservazioni di Jansen, Petterson, \Vang, Parn etc.). Secondo Petterson non si puo escludere Ia trasmissione attraverso il latte della febbre ondulante, della dis senteria, del paratifo etc. II latte e in sostanza uno dei migliori terreni di sviluppo di tutti i microbi. pato geni, ragioni di indole igienica ci vietano quindi, come sopra dicevo, di giovarci di nutrici indigene poiche I' igiene e ad esse sconosciuto, e solo attraverso le provvidenze sanitarie del Governo italiano va affermandosi tra quelle misere popolazioni decimate dalle malattie infettive; abbrutite dalla dominazione negussita. Ma anche sana una nutrice indigena non e da consigliarsi. La mortalita infantile e elevatissima in ogni parte dell'Africa a causa dell'incon gruo allattamento e delle insufficienti cure che le indigene hanno verso i propri figli. Quesfultimi portati raramente in braccio, spesso dietro le spalle, dovendo la madre accudire a lavori manuali, j frequenti sbal lottamenti sono !oro causa di disturbi inte stinali. Frequentemente poi muoiono di polmoniti, perche seppure lavati ogili gior nc con acqua tiepida non vengono asciu gati, sono facilmente soggetti a raffredda menti. Dufour e Goury ( 2), inoltre, che hanno chimicamente e clinicamente analizzato il latte delle indigene africane, hanno notato che in esso Ia quantita di grasso e ipemor male nel latte di 10 giomi (gr. 51, 94 contro i gr. 30, 20 della madre europea) come in quello di 1 mese (gr. 52.40) ed in quello dei mesi successivi (in media 49,91). L'esame con il metodo Friedman ha ri velato nellatte di negra una ricchezza iper normale di globuli di grasso non facil mente digeribili. La cattiva digestione che detennina illatte di indigena, e causata an che, per Ia ignoranza da parte delI:> nutrice di dementi di puericoltura, dal 15

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numero irregolare ed in genere poppate somministrate a1 bambino, che--1b .rendono non un ipemutrito rna un dispep tico, un distrofico, soggetto a malattie in testinali. E' ri.raputo infatti che i bia11chi che h{f11no ricet'lllo /' allattamento da tma nut rice 11egra, (questa eventualita frequentemente si e verificata in America e raramente tra noi), hanno .rofferto in .regrtito oltre che di ma/attie infettive, di maJatlie inte.rtinali e nervo.re che li hanno re.ri dei tantti, dei mi norati nel fi.rico e nello .rpirito. Oggi, percio, mancando un'apposita or ganizzazione, ne potendosi prendere in considerazione l'allattamento mercenario con donna bianca, poiche raramente attua bile, nel caso che un bambino italiano in Colonia non possa avere allattamento ma terno e consigliabile che esso si giovi di un allattamento artificiale, biologicamente ed igienicamente superiore ad un allatta mento con latte vaccino indigeno di cui l'annessa tabella specifica le caratteristiche. II latte di mucca dell'altipiano etiopico infatti ha una alta percentuale di grassi e di caseine, per cui possono insorgere nel bambino cui venga somministrato, dispep sie, ritardo nello svuotamento gastrico, tur be digestive gravi. Altro inconveniente del latte vaccino in-controsenso c pericolo: balie JTe per bambiu_: bianchi. 16 MEDIA ESAMI Dl LAm VACCINO .DELL' ALTIPlANO mOPICO (Tutti i dati predetti, salvo quello relative a! grasso, sono stati forniti da esami del l'Istituto Sierovaccinogeno eli Addis Abeba). digeno e Ia variabilita della sua composi zione per Ia diversa alimentazione della mucca, in dipendenza delle condizioni dei pascoli che risentono le due stagioni di pioggia e di siccita, e si presentano per alcuni mesi linondati di acqua nelle pianu re ed ovunque assolutamente secchi negli altri periodi. Come illatte di vacca cosi e sconsigliabile il latte di capra, cammella etc. oltre che per lc suesposte ragioni, per Ia mancanza anche di norme igieniche da parte degli indigeni addetti alia mungitura, usi spesso a diluirlo con acque sudicie ed infette; fino a che esperti nazionali non abbiano organizzat() latterie, che provvedano alia distribuzione del latte igienicamente sano. Per vitaminizzazione del bambino al meno dal 3a mese _di vita in poi e bene ag giungere tra i pasti succhi di arancie o di limoni diluiti o zuccherati se troppo aspri, oppure succo di banane schiacciate secondo l'uso introdotto dai medici belgi nel Congo. E' interessante ricordare che le indigene protraggono I' allattamento del bambino spesso fino al secondo anno di vita, prolun gamento che ha conseguenze nefaste sui fat tore demografico, poiche come Legendre ha messo in evidenza nell' Africa Orientalt Francese, Ia paucinatalita di quelle regioni e da mettersi in relazione con l'interdizio ne dei rapporti sessuali durante tutta Ia du rata dell' allattamento che si prolunga in ge nere per 20 mesi. II passaggio invece dei bambini dall'al lattarnento a1 vitto misto deve essere graduate a cominciare dal settimo mese, giun gendo allo svezzarnento verso il nono me se od all"epoca della 1. eruzione dentaria. Uova e carne si possono aggiungere verso il dodicesimo mese, tenendo pero conto della dannosa azione delle proteine sul fegato, particolarmente in soggetti tarati o sofferenti di malattie infettive (malaria, febbre ricorrente, etc.). I grassi se dati in eccesso in regioni: tro picali possono talvolta provocare diarrea, specie se si usa burro conservato. Raccomandabili per il bambino sano so no le frutta, si,l fresche che secche, in con serva o gelatina. Circa il problema dell"acqua potabile I'al ttpiano e ricco di sorgenti, rna in attesa di C'pere idrauliche, la migliore precauzionc da usarsi, onde preteggersi da eventuali infezioni, e l'ebollizione, oppure l'uso di acque minerali in bottiglia. GIUSEPPE LUCID!

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aspelli secondo i quuli della ra::.;;a si presenta come una idea ri'volu::.ionaria, e quel /o, per cui si contestano due dei miti piu cari alia precedente storia del la civilta, e cioe: clze la luce sia L'enuta clall'Oriente -in secondo luoi{O: clze alla razza ebraica si debba Ia scoperta della religione supe riore, monotl!iMica, menlre in Occirlente altro non sarebbe esistito, nei tempi primordiali, che barbaric. Una rinnovata. potenza di visione Gli iperborei avenclole fatto penetrare orizzonti in-nostra: gli eschimesi. sospettati della piu alta preistoria, Ia rlottrina clellu raz:u capovolge entrambc qlteste idee, sostenendo una origine occidentale o nordico-occidentale delle piU alte civiltii e dimostrando che ra:::e antichissime nordico-occidentali conoscevano infinitamente prima degli Ebrei un culto di carat Jere monoteistico e cosmico-solare. Dall'Oriente, piu che la luce ci sarebbero venule le tenebre. cioe, quasi come in UTI riflusso, le forme di degenerescen=a e di involuzione di civilta create origiruiriam.ente in Asia dalla raz::.a aria e nordico-aria. Nel presenle articolo voglianw occuparci della tesi piU estrem.ista di, questo nuovo ordine di idee, .e cioe della ipotesi di una origine artica, polare, della razza aria. A prevenire un certo senso di sorpresa ed 'anclze di dilfidenza nel comune let tore, sara pero bene premettere, in primo luogo, che non si tratta, qui, di una tesi tedesca cioe, piU o meno, pro domo sua. con tenden::.ialitii politico-nazionaliste. La ra::.:;u nordicu primordulle 0 iperborea 0 prenordica e ben lwlgi dall'aver_e wi mpporto diretto co11 i .ceppi germanici del periodo delle int.'U sioni. Jl iene ammesso, che forme piU pure della loro citillii, piu che in tali ceppi, son da ritrovarsi nelle origini di mille narie civiltii indoeuropee: l'emigra::.ione dalle sedi nordiche rsule ad epoche cosi lontane, che giii lo stesso mondo preisto rico e mediterraneo ne reca le traccie, infinitamente prima della tenuta raz::.e, clze ir{ senso ristretto si sogliono chia mare arie (p. es. /a. razza terranoviana o quella protoceltica). Ufla civilta, come quella dci Cro-magnon di .4/tamira o dellt Magdeleines, 10.000 a. Cr. circa). gia sarebbe da considerarsi come crea:;ione di quella antichissima ra::.za nordica. In seoondo luogo, abbianw certo dei sostenitori nordici e tl'deschi di questa tesi, a partir dal Poesche, dal Penka e dal Wilser, che scrissero fra il 1878 e il l900, fino al Wirth e a/ 1\adner. nostri contemporanei. Tuttat,ia le opere piu serie questo soggetto si riferiscono a persone che rwn sono nordiche e che han.rw scritto sen;;a Ia menoma inten::ione di sppoggiare con la loro tesi il illa::.ionalismo e il razzismo tedesco. Citeremo. l'importantissimo lavoro di un erudito i.ndu, Biil Gangadhar Tilak, sulla Patria artica dei Veda:., uscito nel 1903, l'altro laz:oro del Dr. Warren, reltore dell'Universita di Boston, sulla CulJa delJa razza umana al Polo Nord :., i altretl tanto importanti di Rene Guinon, e via dicendo. Da u.n punto di vista assolutamente generale, accermeremo an::.itutto alla tesi del noto biologo R. Quin.ton, circa i due poli come centri originari del/.a vita. Procede dalla teoria stessa del ralfreddamento della terra, che i due poli fossero le regioni, in cui la vita, originariamente, pote esser possibile. SoUo ai ghiacci'polari non solo si e trovato del carbone fos_sile, cioe la testimonian::.a di una pref:edente t'egeta::ione, ma car-bon fossile di tipo tale, da far pensare che questa vegeta;;ione fosse, come oggi quella tropicale, sen::.a crisi int,ernale. 11 nome di Groenlandia della nota regione artica e esso stesso significa. tivo, perche vuol clire Terra Verde > ( Griines Land). I l con gelam.ento .della regione artica non e sopravvenuto che in un periodo successivo, e fino al tempo dei Goti permangono le imagi.ni di terre nordiche ancora verdeggianti. Circa Ia causa del congelamento, vi e piU di una ipotesi. Dal punto di vista delle tradizioni primordiali, quali il mito ce le ha tramandate, si tratta di un cataclisma, cioe di un mutamento relativamente improvviso. Questo ricordo potrebbe at'ere la sua controprom scientifica nella nuotissima teoria astro-fisica dello Ho::.binger, Ia cosidetta Welteislehre, Ia quale contempla ['idea di una catastrofe oceanico-diluviale che si sarebbe veri ficata appunto nella regione artico-atlantica. Vie, in rel.azione a cio, anche la dottrina dello spostamento del pol.o (Kop17

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pen-Wegenet) che La nota teoria della declinazione dell'asse terrestre. Insomma, dal punto di vista scientifico, si ha un nulla-osta per l'i.Jea, che .La regione artica in tempi antichis simi fosse abitabile e abitata. Le tradizioni proprie a coloro che, secondo questa tesi, sa: rebbero i discendenli della razza nordica primordiale conser vano poi ricordi assai significativi. Ci limiteremo a cit.are la tradizione irano-aria (Vendidad, I, 3-4; II, 201. Ia qualc loca lizza Ia patria primordiale degli arii, lo airyanem-vaejo (let teralmente: seme della razza aria), nell' estremo settentrione, parla deU' it. approssimarsi di fatali inverni laddove essa. prima, era terra solare >; il Dio di T enebre vi Iancia contra la serpe dell'inverno ed allora vi Jurono dieci mesi H'in verno e due di estate vi fu freddo per le acque, freddo per Ia terra, freddo per La vegetazione Dieci mesi d'i":.verno e due d'estate: e il clima dell' Arti.Je. La tradizione nordico-scan dinam, anche se spesso in proiezioni apocalittiche, ha ricordi analoghi: il famoso crepuscolo degli dei ragnarokkr, in realtiJ, non e che il ricordo' frammentario della fine di un. ci clo primordiale di civiltiJ, del ciclo degli Asen o eroi divin ; allo scatenarsi delle nature elemeritari qui si unisce Coscura mento del Sole, il Gylfaginning (51) lo.Hyndlalied (44) par lano di uno spaventoso inverno che precede la fine: ll mare sorge tempestosamente e ingoia le terre; l' ari.a diviene ghiaccia e il vento geli.Jo accumulo. masse :di neve. E molte altre tra sposizioni mitiche di ricordi analoghi potrebbero esser indi cate in altre tradizioni. Il lema generico del diluvio in un tale insieme, assume naturalmente un valore analogo, valore, cioe, di ricordo storico, e non di invenzione mitico-religiosa. Solo che sembra esser d'uopo distinguere due catastrofi, quella artica, essenzialmente per congelamento, e quella propriamente diluviale avvenuta successivamente in una terra nordico-atlan tica o atl.antico-occidentale. Una delle principali correnti di emigrazione che, in seguito a tali catastrofi, prese la direzione da nnrd-ovest verso sud-est, avrebbe dato luogo, come accennavamo, alla oiviltiJ dei Cro magnon. L'ipoiesi artica e artico-atlantica offre dunque una soluzione peril mistero, che Ia civiltiJ e la razza dei Cro-magnon costituiscono nell' ordinaria scienza della. preistoria. L' oriz zonte razzistico dell'.Europa primordiale, come piu o mend sara 'noto ai leuori, e. il seguente : vi e la razza brutale e scim miesca dell'uomo di Neanderthal e quella ne!{rnide dell'uomo di Grimaldi o di Mentone: e si esclude che l'uomo altuale Spostamento del polo artico secondo Koppen-Weg'ener . potuto sdlupparsi da tali ceppiveramente infe riori. Poi vi e la razza di Aurignac e La razza di Cro-magflon, dolicocefala questa, prevalentemente te dolicocefala La prima. Si esclude parimenti che queste razze si siano evolute dal precedente uomo glaciate o di Weanderthal, che si estinse. Quale e la loro origine? La razza Cro-magnon, che fra le dtu e quella di tipo superiore, ed ebbe una civiltil tale, che qualcuno ebbe a parlarne come degli Elleni del Paleolitico ha il' suo centro prin cipale nell'.Europa occidentale e traccie di civil ta antiloghe ( civiltiJ della renna) si trovano. nella zona nordico-occidentale dell'Europa. Tutto fa dunque pensare che questa razza e civiltiJ siaTJO dovute ad emigrazi.oni nnrdico-atlantiche dalla sede originaria divenuta inabitabile; e l'uomo Aurignac, meno puro del Cro-magnon e, a quan. to sembra, piu antico, potrebbe derivare da ceppi precedentemente emigrati ed entrati in parziale mescolanza con le razze aborigene inferiori del l'Europa preistorica. La ricerca sanguinoserologica, cioe la teoria dei gruppi sanguigni non ha avuto, ancora, sviluppi. precisi in ordine a ricostruzioni del ge nere. Ma gia sulla base delle sue acquisizioni attuali essa sembra oflrire un ausilio alla tesi artica .. N oi pres up poniamo che i lettori, per via degli articuli di altri collaboratori di questa ri vista, abbiano gia una idea della teoria i.n parol.a. Essa distingue quattro gruppi sanguigni, 0, A, B, AB. ll gruppo AB corrisponde ad un sangue neutro incissimilabile. Esso si rife risce verosimilmente ai residui estremi di una ra::za rwn-aria estinta mongoloide o antartica Un eaclaimese.

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Un escbiniese. (si ritrbt:a coi massimi per cento fra gli Aino e in certi ceppi australiam"). I gruppi 0 ed A han no una stretta relazione, invece, con le razze arie e; in genere, indogermaniche. Ora, e interessante assai rilevare che i campioni 'di massima purita del gruppo 0 si trovano fra gli indigeni nord runericani, subito dopo vengono l'Islanda e la Svezia, e poi, scendendo piu verso Sud, si trova il gruppo 0 sempre piu associato ai gruppi A e B. Tutto ciO puo fondare ['idea, che una razza primordiale pura abitasse la regione artica, ove, in sede di popolazioni entrate in fasi di estrema involuzione, non selvagge 1na inselvaggite, di essa sono rimaste ifino ad ,oggi le maggiori trac ce (il gruppo 0 si trova allOO% fra gli Idaho); di questa razza nordica la razza corrispondente al gruppo A sarebbe una idiovariazione, vale a dire una v.ariazione dovuta a cause esteme, al l' azione del mutamento climatico e d' ambiente nei millenni; la razza corrispondente al gruppo B sarebbe invece, della razza nordica, una misto va.riaziont, cioe una mria::ione dovuta a me scolanza. Per noi, e assai interessante notare che il percento del gruppo 0 rilevato 'in ltalia -e del 4 7 ,2, quello del gruppv A e di 38, quelltr del gruppo B e del 14, laddove il gruppo detritico AB vi si trova solo per il 3,8 per cento. Se una statistica piU vasta confermasse questi dati, risul terebbe 'da ciO che la razza italiana avrebbe un grado di sangue nordico primordiale quasi su periore a quello dell'lnghilterra e della Svezia, onr-he se, a differenza di questi paesi, esso si trovi r1ssociato ad una maggiore percentuale di sangue ,J,>[ A. In rMlta. secondo Ia ricostru-Le emigrazioni preistoriche della razza nordico-occidentale secondo H. Wirth. :::ione delle grandi emigrazioni preistoric!te della ra.:;;a nordico atlantica, su cui ci riserviamo di dire un'altra volta, il Mediter raneo e stata una delle grmzdi vie del inovimento tla Occidente od Oriente degli ari primordiali, che fondarono nel bacino me diterraneo una serie di importanti centri, da non confondere, come dicevamo, con. quelli di altre ra:;:::.e arie diretta mentte, ma piu tardi, dal nord. L'ipotesi, che gli I.iguri, nella cit:iltii. dei quali ricorrono di schietta origine ipoercioe nordico-artica (ps. es. l'ascia e il cigno), abbiano aruto i Cro-magnon per progenitori, e tutt'altro ch.e da scartarsi. E le corrispondenze in fatto di gruppi sanguigni trovano, nei nostri riguardi, una con/erma nella compurata delle tra dizioni, per il fatto che le maggiori affinita esistono, in tema di lingua e di miti, fra gli elementi italo:romani, punto di arrivo di itinerari preistorici millenari, quelli paeloirlandesi e nordico germanici (Kluge, Marstrander, Hirt, Huth). Non ,e molto che le spedizioni del canadese Jenness, dei da nesi Rasmussen Therkel e Birket-Smith. sono giunte a ritrova menti archeo/.Qgici invero singolari; sotto ai ghiacci artici si sono trovati resti di una civilta di grado ben superiore a quella eschimese e relitti di uno stadio ancor piU antico, preistorico. A questa civiltii., e stato dato il nome di civiltii. di Thule. Ora Thule, come e noto, e la designazione di una terra mitica localizzata dal mondo classico nell'estremo settentrione. In que ste nostre antiche tradizioni essa si confonde con l' isola bian ca e con la terra degli iperborei. La terra degli I perborei a ;sua volta, e Ia terra di Apollo; del dio piU caratteristico dei conquistatori dorico-achei e ariani dell' Ellade, scesi dal Nord verso il Medilerraneo; probabilmente essa non e che la forma mitica in cui si e conserva/.Q il ricordo della patria originaria degli Ari dell' Ellade : ed e interessante ch.e Plut.arco ci dica che in Thule-lperboride per circa un mese le notti durano solo due ore, proprio come accade nei paesi boreali. Guardandoci di tralasciare le pre;;iose testinwnianze che, ad una indagi1le adegu.ata e per nulla arbitraria, il milo spesso racchiude, vie di piu: l'lsola di Apollo, cioe la Thule iperborea, dato che dai Celti Apollo veniva chiamato Abalun, altro non e che A vall on : e A vullon, a sua volta, e la terra sacra leggenda ria, localizzata. in una regione nordico-atlantica di La dall'Ocea no, dalla quale sarebbero venuti, nel senso di razze divine e so vrannaturali, i conquistatori preistorici dell'lrlanda, sopraltutto i Tuatha de Danann. In piU, vi sono concordan::e ancor piU sin golari e decisive, per chi consideri da questo puntO di vista 19

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. _. : lndiani ... . . Coeur d'Alene :Agency:. Crow Creec;k ; . ,.._ . ... .... ... ::.-..... . .. _o,, . _., . ; ? : :;:'< biti oscuramente nella sostanza collettiva. dei ceppi donde sorsero. : La prima via, quella d.ivina e detta via del nord: utbua-yana. J'et chiudere tali raffronti, diremo che perfi" no le tradizioni cinesi e tibetane conservano idee analoghe. In Tibet ritorna sempre il tema di Shambala, la mistica sede del Nor.d ; nelle antiche tradizioni cinesi si parla del II gruppo 0 indicherebbe le traccie del sangue iperboreo il A il sangue noidfco-ario, il gruppo B il sangue nordico-atlantico o ario-occidentale, il gruppo A B i residui di una razza non-aria
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lA RAZZA Sacerdotessa incantatrice di serpenti, in osso e oro (arte cretese del 1700 a. C.). Vaso a testa umana, prodotto d'arte industriale popolaresca (Creta, secondo millennio a. C.). La grBIIlde differenza che separa il carattere degli Arii da quello dei Semiti baiza evidente, dopo che si siano visti per tm lungo !periodo, i risultati che gli uni e gli altri hanno rag giunto nell'arte. Ma non e, come potrebbe credersi, una diffe renza di qualita. L'interessante anzi e questo che, mentre per gli uni I'arte e uno degli aspetti piii essenziali della vita civile, per gli altri e cos'i. poco importante che, anche se non esislesse, quasi niente nell'aspetto della loro civilta sarebbe cambiato. Cosa che si puo conchiudere in generale per tutti i Semiti, cioe non solo per gli Ebrei e i Fenici, ma anche per gli Assiri, Ia cui scultura, fu, per esempio, un riflesso di quella dei Sumeri, e gli Arabi, Ia cui architettura fu un riflesso di quella dei Tra il carattere degli Arii e quello dei Semiti, una importanti differenze, e non che assai diverso sia tutti i tempi il loro modo di sentire l'arte, rna che per l'arte e una manifestazione necessaria del carattere, per no. Per gli uni, tra le piii alte attivita, deve noimal.. ,,t., svilupparsi questa, agli altri mamca Ia condizione nece!;-_.,.,11!11111" per sentirla e per viverla. Posta, a grandi linee, questa opposizione, che seimila anni d'esperienze confermano, essa non si muta se dai gruppi com plessivi, dei Semiti e degli Arii, si scende, Qell'esame, aile razze particolari, che compongono ciascuno. Col termine-Senuti s'indica, com'e uoto, solitamente il di due razze del l'Asia anteriore, }'orientale e la levan'tina: ora ciascuna di esse risulta per con to proprio poco dotata per l'arte: l'una per Ia sua. psiche d'una passionalita chiusa che si nutre d'astrazioni e d'accecanti apparizioni, l'altra per Ia sua esuberanza tutta sensuale e intollerante di forma, incapace d'arntonia: l'una e l'altra, conseguentemente, dalla natura, e potenti ad immedesimarvisi ed a riplasmarla. Nonche la scul tura e Ia pittuia, neppure la poesia e Ia musica, hanno avuto opere davvero gr111ndissime presso di loro: paragonabili, per esempio, a queUe di Dante o di Bach; e, bisogna qui ripeterlo, nonsolo per la diversa qualita data dalla razza, rna assolutamente, per l'altezza minore. Per tutte le arti, cioe per l'arte, ap pare sempre piu evidente la superiore disposizione degli Arii. Ma a:nche gli Arii sono un gruppo : almeno quattro ra.ize, tra loro di\"erse, ne fa:nno parte: I' occidentale o mediterranea, Ia nordica, l'alpina, la dinarica. E, pure avendo dato tutte infini tamente piii che i Semiti, assai diverso, sia come intensita che come generi, e stato il contributo di ciascuna. Nell'insieme si puo dire che lmentre l'arte classica, nei suoi vari generi, archi tettura, scultura, pittura, poesia, musica, e essenzialmente me diterranea, aBe altre tre razze appartiene il roma:nticismo. I mediterranei vivo e splendente il senso della natura; i nordici, alpini e dinarici, pos5ono esprimersi a prefer.enza nel mondo invisibile delle emozioni. Questo spiega il primato che gli Arii mediterranei, i Greci dell'antichiti, e gli. ltalici di tutti i tempi, hanno_ ed h8i11no avuto nella scultura e nella pittura. Sarebhe, infatti, impossibile ogni eccellenza in queste arti, ove :rion si possedesse naturalmente il dono di immedesimarsi nel mondo .esterno, fino a riviverlo e a ricrearlo; ove non si fasse cioe, per. un miste rioso e quasi capaci di quella mimesi nella Sacerdotessa incantatrice di serpenti (terracotta smaltata; arte cretese del 1700 a. C.). Vaso a testa umana. prodotto d. arte induatriale popolaresca (Creta. aecondo millennio a. C.). 21

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quale giu:>tamt:nle Aristotele vedeva l'essenza di queste arti. Ma Ia mimesi non e un dono conce.>so ugualmente a tutte le razze. appartie ne. di preferenza, a una, ch'e appunto Ia mediterranea; alia qualc si dovette Ia fiso nomia degli Joni, di gran 'lunga i pi u artisti tra tutti i Greci, e quella dcgli ltalici: gli uni scomparsi per sempre a causa della fatale infiltra zione di razze diverse, gli al tri rimasti intatti e percio dotati, ancora oggi. delle qualita primitive. Ai mediterni:nei italici, da tempo immemorabile era, ne! centro della penisola, unita un'altra razza: gli Etruschi. Questi, come onnai e dimostrato. formavano infatti una razza: che non aveva alcun riscontro in nessun altro punto, ne d'Europa, ne d' Asia, ne d' Africa; ma solo presenti nell'ltalia centrale, davano a questa, insieme ai imediterranei, Ia sua inconfondibile fisonomia. Anche Ia razza etrusca era dotata per le arti figu rative. L'istinto della mimesi, in essa non meno potente che nei mediterranei, si manifestava in un modo singolarmente diverso. Non con l'amore della natura fiorita, dei venti marini. dei corpi giovani e splendenti; rna d'una natura con meno sole. Una statua etrusca non ebbe mai la luminosita e l'espansione d'una statu a greca; il. suo ardore era tutto chiuso: da una parte Ia Lupa capitolina, dai muscoli ferrei e dagli occhi di fuoco; dall'altra un nudo di Prassitele, tutto imbevuto di luce. Due forme molto diverse, ma egualmente intense e ugualmente ispirate alia natura. La mediterranea e l'etrusca sono percio le due uniche razze. aile quali, da tempo immemorabile, e dovuta l'eccellenza delle arti figurative. Da esse, direttamente o indirettamente, dipende quanto. sui terreno di queste. s'e fatto in Europa. All'una e all'al-22 tra, rimaste intatte, e dovuto. infine il Rinascimento. E poi che I'ltalia e sempre il paest> di queste razze, e fatale che, presto o tardi qui fiorisca il loro naturale primato artisti co. Non del resto di menticare quanto, anche do po il Rinascimento, in un tempo in cui I-a decadenza politica ed economica mag. giormente avere depresso Ia. vita del nostro paese, il persistere di entram be costantemente bastasse a mantenere il nostro prima to. Se i1 Quattro ed il Cin quecento furono l'eta d'oro della Toscana, il Sci, il Sette ed anche )'Otto furono quella di Napoli. Qui il genio pro priamente mediterraneo pote manifestarsi piu liberamente: Fa more per Ia campagna fiorita, per le distese marine, per i golfi e per le isole. I pesci tutti stillanti d'acqua e gettati vivi sulla spiaggia, i grappoli d'uva nei quali si sente il sole, i corpi color rame dei contadini e dei pescatori. Questo mondo e so lare, e stato sentito lungamente a Napoli. Esso vi rinasce. Un Rinascimento ancora piu vasto, una classicita ancora piu aperta e piu ricca. Tra l'ltalia e !'Europa vi dunque questo rapporto: essa e Ia nazione in cui prevale piu che in tutte, Ia razza mediter ranea: essa e dunque, per eccellenza, )a nazi one in cui, meglio che in qualsiasi altra, sono capaci di una splendida vita le arti figurative. Soltanto occorre che, in questo campo, rimanga fedele a se stessa. Tutte le altre razze d'Europa, Ia nordica, l'alpina, Ia dinarica, formano, si potrebbe dire. !'Europa intimista: quella del romanticismo, quella della psicologia, non certo quella della :pittura e della scultura. Quando hanno vo luto dedicarsi allo scolpire e al dipingere, sono cadute nell'astra zione. o nell'impressione, o nell'ornamento, rna ,giammai hanno

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saputo rendere, in modo vivo, Ia natura. Percio hisogna dividere l'Europa nettamente in due parti: ad una in antico apparten nero Ia Grecia e l'ltalia, ed oggi soltanto l'ltalia; le altre nazioni del centro e del settentrione, arie anch'esse do tate certo per l'arte, rna non propriamente per le arti figurative. Stabilita q-.Jesta demarcazione, e chiaro che essa durera fino a quando restera identica Ia distrihuzione delle razze. Se essa in antico fu in parte alterata, appunto, come s'e detto, nella decadenza della Grecia, cio s'c verificato a causa delhi calata dei nuovi popoli che, durante }'ultimo medioevo camhiarono Ia fisonumia etnica di quell a nazione. Prima i levantini ( che vi si erano infiltrati largamente sino dall'antichita), poi Ia razza af.pina e la occorse per raggiungere ancora una volta. In realta gli Achei non tanto distrussero quanto alterarono. Privi, come le razze del centro d'Europa, del senso della natura e del dono di ricreaiine, viventi, le forme, oppressero l'arte cretese, gia cosi progredita nel rappresentare Ia figura umana ed il mondo di mare e di luce, in cui sempre Ia si svolgeva Ia vita, sotto un pesante repertorio ornamentale, .portato dai paesi d'origine: f atto di spirali, di rosette, di horchie, affollate I' una accanto !'altra: un repertorio, sparso, durante )'eta del hronzo, nell'in!CJIJO deli'Europa, come espre.ssione delle razze che cola abi tavano, e di cui si sono trovati esempi fino in lrlanda. Ma di che razza erano precisamente gli Achei? E' una domanda aHa 'luale si e cercato di dare in vario modo risposta; rna di una Giovane in un campo eli gigli. RilieYO in stucco oolorato (arte aetes& del 1400 a. C.). delle piu sicure, quella dell'antropologo Fischer, ad un esame pin dettagliato della loro.. arte_.rendero conto in un prossimo articolo. G. DELL'ISOLA Contadini con l'aratro, in terracotta, arte acheo-eolica (Brezia. VDI secolo a. C.). 23

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doetlllt 11111111 c Caro amico lettore, vi prego a rattenere le risa, che in leggendo cose sl stravaganti potrebbero per avventura in voi risve gliarsi. Eccitatevi piuttosto a pianto <;'onsi derando a qual grado di miseria ridotta sia la infelicissima sinagoga >. Con queste parole, il dottor Paolo Medici, giudeo convertitosi al cristianesimo, presentava nel 1788 un suo libro sui riti e costumi degli ebrei a puro scopo di confu-tazione dommatica. Noi, invece, nell'esporre senza commenti i riti e.le superstizioni tuttora generalmente in uso presso i giudei, terremo piu che altro presente l'aspetto documentario, il quale ci conferma quanto il giudeo sia privo di senso classico e come in esso ab bia sempre il sopravvento un'immaginazione confusa e primitiva, con mille sfaccettature di grottesco e. di puerilita. Cio che ora esponiamq e stato. ricavato da autentici e autorevoli 'libri giudaici, fra i quali. il Rituale detto Magazor, il Sul chanharuh e il Talmud, e chiunque abbia bazzicato un po' fra i gi,udei non potra non riconoscerlo come esatto. di tutte le parti del mondo: mutevoli le acconciature e

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ZIOJle g:udaica, Sanvi, Sansanvi e Samangalef :;ono nomi di tre angioli e Lilit e una strega, madre di tutti i demoni, il cui nome viene appunto scritto essa non rechi nocumento al neonato. Molti autori parlano di questa superstizione, fra cui Giovanni Buxtorsio, nella sua c Sinagoga judaica > (cap. 4, p. 85), e nel suo {pagg_ 70 e 71) e Paolo Medici nei suoi c Riti e co slumi degli ebrei > (cap. II, pagg, 13-16). All'ottavo giomo della nascita, il fanciullo giudeo dev'essere circonciso. La sera vecedente nella .casa del neonato si raciu :1ano i parenti e gli amici e .qualche volt a il rabbino della sinagoga che dice parole di circostanza, esortando i genitori -ad avere coraggio nel veder tagliare e cir concidere il prepuzio delloro figlio. Poi si suona, si balla, si mangia e si beve. Du rcmte la notte, alcuni amici restano per cu stodire il bambino dalle insidie della strega Ulit. ll glorno dopo viene addobbata la stanza nella quale deve farsi la circoncisione. Ven gono disposte. intomo molte sadie e si>pi-a una di questa si pone la Bibbia aperta. credendosi che;. riel. momenta della circon' cisione, sia presente in ispirito ; au quella sedia, il profeta. Elia. Nel trattato di Rabbi Simone; figliq. mata: J a:'necessita. . invariabilmente ricorrenti le carutteristiche della

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Giudei marocchilli, Anche il famigerato rabbino Le'on da Mo dena, nel suo Libro de' Riti (parte III, capitola VII, pag. 100), dice che alia mat Una della circoncisione sono apparec chiate due sedie omate di seta, una pel compare, l'altra, alcuni dicono; a nome di Ella Profeta, che sempre invisibile si ri trova a tutte le drconcisioni >. L'atto della circoncisione viene compiuto come segue. Entra nella sala il circoncisore il quale si distingue dagli altri per avere le unghie dei due pollici assai lunghe. In tona l"inno di circostanza a cui fanno eco tutti i presenti. Finite l'inno, entra in sala Ia comare col bambino sulle braccia, ac colto col grido di Baruchabahl (Benve nuto). Si dirige ella -verso la sedia del Pro feta Elia dinanzi a cui fa un inchino. Nelle stesso tempo, il circoncisore esclama: Ze chise schel elihahul > (Questa la sedia' di Eli a I). La co mare porge poscia il fanciullo al compare il quale se l'accomoda sulle ginocchia. E' compito del compare te nere le gambe del bambino nell'atto che e circonciso. II circoncisore sfascia il bambino, poi, con una molletta d'argento che tiene nella mano sinistra, stringe il prepuzio. Preso con Ia, destra un coltelletto, dice ad alta voce, in lingua giudaica: . Cio detto, taglia la parte piu grossa del prepuzio e con le unghie del pollice destro e sinistro squarcia l'altra pelle piu sottile che gli sta sotto. Quindi n padre del fanciullo circonciso esclama: 'Sii tu benedetto Dio, Dio nostro, re del mondo, che ci hai santificati ne' tuoi pre cetti, e Ci hai comandato ammetterlo nel patto di Abramo padre nostrol >. Frcittanto il circoncisore prosegue Ia sua funzione. Dentro una ciotola piena di rena, pone il reciso prepuzio. Con le labbra, suc chia due o tre volte il sangue della ferita e lo sputa entre una tazza di vino. (In al cunj trattati d'igiene sono ricordati vari 26 esempi di contagia di lue, avvenuli in se guito al rituale succhiamento eseguito da alcuni rabbini infetti). La circoncisione e dai giudei chiamata "milahlo "; lo squarcio della pelle fatto con le unghie, e detto .. peringah .. cioe sco primento, la succhiatura del sangue e desi gnata invece col nome di mezzingah ", cioe premitura. Sulla ferita, il circoncisore sparge polvere astringente e olio rosato, e fascia il bam bino riconsegnandolo alla comare. Termi nata cosl la funzione, prende una tazza di vino, esclamando: Sii benedetto tu, Dio, Dio nostro, re del mondo, che hai create il frutto della vite >. E soggiunge: Dio, Dio nostro e Dio dei padri nostri, corrobora que sto bambino al padre .e alia madre, e sia chiamato il nome suo in Israel... > e dice il nome. I presenti rispondono: besirnan tob > (Con buon augurio)_ E cosl ha !er mine i1 rito. Al trentesimo giomo, i primogeniti deb bono essere riscattati dai genitori. II cerimoniale si svolge nel seguente modo. ll padre chiama in casa il rabbino e -alla presenza dei congiunti e degli amici -gli pone dinanzi un bacile con al cune monete. Gli porge quindi il bambino, e gli dice: Questo fi il mio figlio primo genito che partorl mia moglie, il quale, sa condo quanto prescrive la Legge, e di vo stro dominic>. Allora il rabbino interroga la madre, chiedendole conferma e dichia rando: Questo fanciullo, dunque, come primogenito e mio; secondo la Legge a me appartiene >; e rivolgendosi al padre, gli chiede se vuole riscattarlo. II padre dichiara aver piu caro il figlio che !'oro, e gli offre il danaro per. il riscatto del fanciullo. II rabbino si volge verso il fanciullo e pro nuncia la seguente formula: E' questo ligliuolo consacrato a Dio, come sta scritto nell'Esodo al cap. 13i v 2: santificci a me ciascun primogenito, che esce dali'utero de' figliuoli d'Israel, tanto degli uomini, quanto de' giumenti; poiche sono tutti miei. Per altro ordine divino, dato nel Libro de' Nu meri,. cap. 18, v. 16, e sotto il dominio del sacerdote, dicendo il teste: e la redenzione di esso sara dope un mese, per cinque scudi d'argento. E come quando eri nel l'utero di tua madre, eri sotto il dominio del Padre tuo celeste, cosl adesso tu sei sotto la potesta mia, essendo io sacerdote, e viene dato questo danaro per il tuo ri scatto >. 11 rabbino intasca il danaro, che Secondo il cerimoniale deve corrispondere almeno a due scudi d'oro. :tu 6fiOli6GU u L'antico cerirnoniale degli sponsali giu daici prescrive che, stesosi il contralto di sposalizio, sia precedentemente fissato il giomo o la sera in cui lo sposo (fidanzato) deve fare ufficialmente visita alia sposa (fi danzata). Nella visita, lo sposo, accompa gnato dai suoi parenti ed amici, si mette a sedere accanto alia sposa, la quale non deve ne parlare ne muoversi, ma restore immobile come una statua. Dope un'ora, si banchelliL allegramente, poi ognuno se ne va pei fatti suoi. n giomo seguente toma lo sposo a visi tare la sposa, e la ragazza puo parlare, ma puo anche seguitare a starsene zitta, e cio anche per cinque e piu giomi in fila, se condo l'uso del luogo e i1 volere dei ge nitori. II giomo prescritto per contrarre il matri monio, e allestita in casa della sposa una stanza in mezzo alia quale, sopra una se dia addobbata, e Ia sposa fra due madrine. Lo sposo indossa il talet (manto con le fi!atterie), e con questo copre il capo suo e quello della sposa, mentre il rabbino, con una tazza di vino in mano, li benedice. Po scia i1 rabbino beve un sorso, porgendo la tazza alia madrina (che siede alla destra della sposa) la quale, a sua V'olta, offre il vino alia sposa e questa allo sposo. Quesli infila l'anello d'oro al dito indica della sposa, dicendole: 4CCon questo anello, tu sei sposata a me, secondo il rito. di Mose e Israel>. ll rabbino spacca in terra Ia tazza e tutti esclamano :< besirnan tobl (con buon augurio). PrEmde il robbino un'altra tazza piena divino, fa una seconda benedizione, e anche questa tazza scara venta a terra Quindi gli "uomini si appar -tano in una a leggere l'istrumenlo dotale, scritto su cartapecora.' Infine ha luogo un rinfresco rallegrato con canti e suoni. Nonostante il tanto decantato carattere sacro della famiglia giudaica, qualsiasi ebreo puo ripudiare Ia moglie e ottenere il divorzio Sulla pratica di questo divorzio, i rabbini hanno escogitato parecchie dilfi-. colta, per renderlo, dicono essi, il piu ma lagevole possipile. Ma e un'ipocrisia, perche non hanno posto difficolta sulla causa del divorzio, ma soltanto nel modo di scri vere la formalita del ripudio. Hanno, in I!Omma, facilitate le cause, esagerando gli scrupoli della formalita, con lo scopo d1 ottenere vantaggi dal loro necessaria in tervento. :fa "UhftGdoM "'""copGt4" Altro rito caratteristico e la < liberazione della cognata :.. Nel < Deuteronomio ,, al pitolo 25, comandava Iddio che se monva

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uno senza lasciar figU, e se aveya un fra tello, dovesse quest! prendere per moglie la sua cognata, oppure llberarla mediante il discalceamento M. I rabbini oggi esortano piuttosto a Uberar Ia cognata, che a sposarla. D Iiberamento avviene secondo il cerimoniale seguente. Trascorsi tre mesi dalla morte del marito, il rabbino chiede alia vedova se questi ab bia lasciato fratelU non congiunti in matri monio, idonei ad aver figli per suscitare il seme e l'eredita del defunto fratello. Chiede poi al cognate, in presenza della vedova, se questa sia moglie del suo fra tello defunto, se la vuole prendere per mo glie o invece liberarla con lo scalzamento della scarpa. Se il cognato risponde che non Ia vuol prendere per moglie, Ia donna s'avvicina al cognato, e col suggerimento del rabbino, dice m lingua giudaica le se guenti parole del testa del Deuteronomio: 4: Questa cognato mio non vuole suscitare il seme di suo fratello, quindi non piu mio cognate :.. Poscia si china e toltasi Ia scarpa la getta in terra, sputandole sopra, esclamando: c Cosl si dave fare dell'uomo che non vuole edificare la casa a suo fra tellol :.. I presenti allora gridano: c Chal1lz Hunahzll:. (scalzato dalla scarpa), e in tal modo cognato e cognata si separano, Ia donna resta Iibera e puo rimaritarsi con chi le piace. lG e i Quando l'ebreo s'ammala, i familiari com mettono al rabbino di fare una pubblica orazione in sinagoga, esprimendo il nome dell'infermo e pregando U Signore che gli renda Ia salute. Se il male grave, si precede nell'orazione al mutamento del nome dell'infermo, essendo cio considerate un rimedio efficace per non morire, giacche, se determinate che muoia, ad esempio, Abramo di Mose, mutandosi il nome, dicono gli ebrei, non sara piu eseguito il decreto di morte di Abramo di e si fa mallevadore di questa grottesca favola (trattato c Habodazara, cap. 1): c L'Angelo della morte e piano d'occhi. Nell'ora della morte dell'uomo si pone al capo del letto, con una spada sfoderata in mano, e una goccia di fiele pende da essa. Quando l'infermo lo vade, trema, apre Ia bocca. L' Angelo, allora, gli sparge la goccia di fiele in bocca. Per quella goccia l'uomo muore, e per elietto di essa, il cadavere puzza e diventa giallo :.. n cadavere del giudeo viene lavato con acqua calda nella quale i figluoli del de funto immergono i piedi, piangendo e sin ghiozzando. Le unghie delle mani e dei piedi del cadavere sono pulife scrupolosamente, giacche un'altra superstizione vuole che qualunque ebreo muoia fuori di Geru salemme, dovra, nel giomo della resurre zione dei morti, soavando con le unghie a poco a poco la terra. giungere fino a Gef1:1Salemme, ove soltanto potra risorgere. Con questa persuasione, molti giudei in passato lasciarono precetto ai figli di mandare le proprie ossa a Gerusalemme, per non essere costretti a scavare la terra, nel giomo del giudizio universale. Quando la cassa contenente il cadavere giunge al cimitero, il becchino impugna un coltello e squarp.a ai parenti piu piossimi le vesti, dalla 'parte del cuore. La cassa viene quindi inchiodata, e circondata dai parenti sette volte. La funzione consiste nel girare intomo al feretro ed e chiamatao Ga Kaphoth "; per compierla, e necessa ria che presenti siano almeno dieci uomini. Tomati a casa, i parenti si lavano ratamente le mani, c:redendo di essere immondi per essere stati al funerale di un defunto. Quelli piu prossimi per sette giorni siedono a terra e mangiano un uovo con pane e bevono una tazza di vino. cibo, per comandamento dei rabbini, non lo devono comprare col proprio danaro; ma deve essere provveduto a spese d'altrl. il che fa ad essi piacere. Dopo avere man giato e bevuto, recitano una preghiera per !'anima del defunto, detta Kadisch La recitano in lingua caldea perche credono che gli Angeli non intendendo questa lin gua, anziche intercettarla, la lascino andare direttamente a Dio. BRUNO BIANCINI L'intem.o di una sinagoqa parigina, durante un ufficio sacro .

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La. residenza estiva dei patriarchi d'Aquileja era Cividale, firiche Raimondo della Torre non trasferi a Udine Ia sede del patriae. cato : quindi il capitola dei canonici di Cividale ha potuto avere nel suo tesoro e conserva alcuni preziosi cimeli. Il patriarca Per toldo era zio di Santa Elisabetta d'Ungheria: questa fece ai cano nici di Civldale diverse donazioni e vi aggiunse anche due sale teri dipergamena; le ricerche deg!i eruditi non hanno potuto documentare, rna neppure contestare l'autenticita di questa antichissima tradizione. Uno dei due salteri e veramente venerabile, sia per la bellezza del carattere e delle miniature, sia per 1' antichita : fu scritto alia fine del secolo X per Egherto arcivescovo e appartenne alia chiesa di S. Pietro di Treviri; vi abbondano i nomi e le figure di santi speciali a queUe diocesi. La ... __ _ devotissima Elisabetta pro...... babilmente lo ebbe in conse. :--:'1 'llQ.;a guenza del suo matrimonio in Germania col langravio di 5 Turingia. L'altro fu scritto al prin. cipio del secolo XII: la sua pertinenza a Elisabetta e pili che-documentata da due miniature dipinte nelle ultime pagine, dove le figure con Ia iscrizione dei rispettivi nomi rappresentano tutta Ia fami glia del langravio Lodovi co V, di cui -Ia famiglia stes sa celebra il funerale, por tandolo al convento di Reinhard shorn ; e cioe sua Dlustrazione di un libro di preghiere ebraiche. del Sopra la testa del crodfisso la colomba .della Spirito Santo e la mano del Padre eterno com. pletano l'espressione della Trinita; ai lati della croce Maria Vergine e_ S. Giovanni; i due ar cangeli Gabriele e Michele scendono dal cicla incensando col turibolo e porgendo due paterc a raccogliere il sangue dalle mani crocifisse. Da piedi fa quest'ufficio una figura di donna ingi nocchiata che tiene alta colla sinistra un' am pia coppa, nella destra una bandicra colla crocc al sommo dell'asta: ha in capo 1a corona: e Ia Chiesa. Non vi ha dubbio circa il significato delle figure :-tutto intomo ricorre un margine dove sono incisi integralmente o parzialmente i nomi che corrispondono a ciascuna. madre Sofia, sua moglie EliXIll-XIV secolo: iJ suono dello sciofar ", caccia i sabetta, e-cc., e-cc. E' inte-mali spiriti. ressante ;per il contenuto e per le miniature, quantunquc alcune siano di fattura piuttosto rozza. Ma il suo maggior \'alore artistico e nella rilegatura. Vi furono adoperate le due faccie di un vecchio dittico incassandole in una riquadratura d'ar gento, leggermente incisa "d'arabeschi: sono di legno di bosso scolpito che parrebbe imche avorio ingiallito dal tempo: la croce latina che vi campeggia e Ie lettere teutoniche delle parole latinc che vi si leggono e Ia rozza scultura indicano un lavoro occiden tale dell'XI se-colo. A tergo !'intaglio rappresenta un leone e un grifo; nei tondi incisi della lamina d'argento un'aquila, un leone e quattro draghi o basilischi : la simbologia dei bassi tempi. *** La copcrta frontale e molto pili sontuosa; la lamina d'argento \--i e arricchita agli angoli da quattro. gemme incastonate, e at torno da una cinquantina di piccole pietre a forma di borchie, collocate in simmetria. Le incisioni dei tondi rappresentano l'agnello mistico diadem.:.to che tiene il vessillo della cr()Ce, Ia Santa Madre Chiesa in ii.gura di donna mitrata in abito e con insegna pontificali, i noti simboli arcaici dei quattro Questi quattro simboli sono ripetuti in altra forma anche dalla scoltura di legno dove campeggia il crocifisso, in alto presso Ia croce e ai due angoli inferiori. 28 La scritta corrispondente alia figura che sta in piedi a sinistra della croce e di Sinagoga: Ia iigura volta le spalle al Redentorc misconosduto, ha gli occhi perche si intenda Ja sua osti nata cecita; ha chino e nudo il capo, da serva; il vestito discinta e negletto sotto il mantello da funerale per Ja propria decadenza : anche Ia bandiera rovesciata colla punta dell'asta a terra vuole indi carc che ha perdu to il dominio; essa ha in mano per Je coma un
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IL DILAGARE DELL' INFLUSSO EBRAICO IN INGHILTERRA Nel grande conflitto scatenatosi nel I9l 11 si risvegliarono piu che mai vive, le ambizioni della 1ri!Zza che; secondo lo ste:.;so professore ebreo, sono re,;e attive dalle grandi i::atastrofi. Le .guerre e le rivoluzioni sono Ia messe dei giudei :., egli ebbe a confessare. Quale.:-Con!fitto-o maggiore e quale ,;convolgimeni:o.rivoluzionari6-peggiore della .guerra del '14 e-deUa(:llduta -dell"! mpero Russo nel '17? L'ascesa ebraica in queste contin.genzt fu prodigiosa tanto da non poterne seguire che con difficolta lo sviluppo, con tenqwraneamente in tutti gli Stati. ... *... -In nessun altro Stato come in lnghiltcrra. eccettuata Ia_ Russia caduta d'un eulpo solo in mano agli ebrei, la con quita del potere fu cosi rapida e compltta. \bbiamo visto ( *) come gia in precedrnt.a gli ebrei avessero preparato il ternrto e quali solide posizioni prima del grande conflitto. Durante quel ptriodo ebbero facile aceesso nello Statu \Iaggiore britannico e grande influenza sui capi. Reinal'h aveva piena liberta di accesso al G. (). G. inglese; John Haig. Feld marr:
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prendente il Times :., it Daily, Mail il Sunday Pictorial :., 1' Evening News e moltissime altre puhblicazioni. Questo senza contare Ia stampa spe ciale anglo-ehraica comprendente 16 giornali e riviste di cui sei quoti
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11oletltiea Di quale sforzo bellico capace la razza francese? e Come in presenza di un caso clinico del piu alto il corpo della Francia viene inesso -per cosi dire -sul tavolo operatorio e indagato. in ogni verso. E' lit grande malata d'Euro]la. Di ann(l in anno -ad estinguersi quasi corrosa da inesorabile tarlo; senza un ritoro'o vitale, senza nemmeno uno spunto di reazione, piuttosto col seg:no delle cose fatali. Forse si tratta_ del piii grandioso fenomeno del tempo nostro. Ci proponiamo di ricercare, oggi, sulla scorta di dati rigorosamente -controllati, quale sia il potere difensivo residua del la razza francese in conseguenza del pauroso prosciugamento di linfe vitali che essa da tempo subisce e continua a subire. In altri termini, poniiuno il se guente quesito. In caso di gual'e il nume.ro massimo di uomini che Ia Francia potrebbe mobililare nell:anrw 19;)9? Perd.e, in definitiva, guerra si fu prima di tutto con gli uomini. 0 Prendiamo come data di partenza, per Ia nostra indagine, il 7 marzo 1931, in cui fu fatto i1 penultimo censj.mento. A questa la popolazione totale resi dente in Francia ammontava alla cifra di +1.228.466, ripartita secoOO,o lo spec chio 1 La cifra complessiva della popolazio ne maschile (francesi .e naturalizzati) 18.255.714, risultava suddivisa-$e00n do !'eta al 7 1931 nel modo che risulta dallo specch,io n : 2. In caso di mobilitazione generale si puo ritenere che le classi interessate sa rebbero quelle che vanno dal 1886 1920, che comprendono, cioe, ni di eta dai 19 ai 54 anni. Fa d'uopo, quindi, stabilire. anzitutto le variazioni Speeell,lo N. I M A S c H I . FEMMINE ... Hahira Hallu'Q l'raaciesl llaall TOT ALl FrcmcBI ltrCIIIIen TOTAl.!. 18.101.291 154..423 19.9U.67E 20.0S1.247 206.808 1.0SS.735 21.316.'190 . . . 8peee1aio N. 2 M A S,C H I ADD.o dl acuclta Ha ........... TOTAl.! -116 Non dichiarato Non dichiarata 22.142 230 22.372 1850 e prima 80 e piu 157.734 1.209 158.943:. 1851 1860 70-79 745.565 7.486 . 753.051 1861 1865 65-69 681.807 6.946 '688.753 .. 1866 1870 66-64 844.246 9.166 853.412 .". 1871 1875 SS-59 1.011.642 ... 12.186 1876 1880 S0-54 t--1.D86.335 15.171 1.101.506 .; !'881 1885 45-49 1.012.136 15.349 1.081A8S ' 1886 1890 .... 40-44 i.07i.GBO 15.533 1.093.213 35-39 1.068.511 14.503 1.083.014 1891 1895 1896 1900 30-34 1.371.239 12.681 1.383.920 1901 1905 20-29 1.526.463 9.399 1.535.862 1906 1910 20-24 1.515.516 1.526.556 : 1811 1915 15-19 1.426.398 8.835 1916 1920 -. 10-14 1.103.523 6.063 Uo9.586 1921 1925 9-5 1.677.953 5.372 1.683.325 1926 1930 4-1 e di 1 1.646.605 3.210 1.649.815 1931 {dal1 gennaio di 1 65.796 64 65.860 Totale 18.101.291 154.423 18.255.;714 .. Speeelalo N. a --19&1 IDaa 19U 18861890 12.184 12.427 13.277 13.675 15.008 18911895 10.045 9.984 10.469 11.041 11.972 1896-1900 10.221 10.280 ' 10.578 . 12.1.62 ISOI-19os 9.928 -s.748 9.964 10.683 1910 .9.227 8.760 8.102 8.218 8.160 1911-1915 6.008 6.364 6.666 7.094 3.145 1916 1920 2.031 2.239 2.465 2.686 Totale 59.644 59.666 61.206 63.622 68.224 31

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in diminuzione o aumento -da esse sultite fino ad oggi, rispetto ai dati del censimento del 1931. Dopo di che si pas :,era a stabilire il contingente massimo di uominiatti aile armi che ciascuna di dette .forn,.ire. Le diminuzioni sono date" dai decessi. (Si trascurano le emigr4,zioni dato il loto numero esiguo). L'andamento medio annuale della mortalita in Francia, ri partita secondo ieta, si ricava dallo spec chio n. 3 che si riferisce agli anni dal 1931 al 1935 inclusi. I totali di tale specchio compren dono i _decessi di francesi e di slTa nieri residenti in Francia, sommati insie me. Vanno quindi ridotti in ragione del 70 per mille, che costituisce Ia percen luale di stranieri; per cui i decessi di francesi, delle classi dal 1886 al 1920, risulteranno come allo specc)lio 4. Gli aumenti sono dati dagli stranieri, delle classi in parola, che durante gli a nni dal 1931 ad oggi si sono naturaliz zati francesi. L'andamento me dio delle naturalizzazioni annuali puo essere ricavato dallo specchio 5 in cui sollo riportate queUe degli anni 1921, 1926, 1931. Gli indici che abbi811llo riferito sui de cessi e le in Francia au lorizzano a ritenere che durante gli anni dal 1931 al 1938 le diminuzioni e gli aumenti si siano approssimativamente compensati; comunque senza differenze apprezzabili .. Per cui i contingenti delle classi dal 1886 al 1920 rispondono oggi, numericamente, al conteggio che fu fat to di essi al 7 marzo 1931. Per farsi un'idea, ora, del rendimento di uomini atti aile aiTmi da parte di cia1890 1881 II ITO tj s :a 0 DABLJ lHICBITTI r:l lie jj fl .P u BULLB IJS1'II .!li i i ::1:;; ::1 D' IIITBIZIOIIB r:a tile "'I -3 12 "'I :!I .a 0 0 0 Dl LIY& 1! o., e 8. ==a 0 .t 9 g; 0 ll: &: lmlolall aelll L caatt. 160.372 33 01 158.921 31.76 ld. aellll. ld. 35.089 7.24 35.102 7.02 ld. Dllll3. ld. 24.035 4.96 23.QI 4.68 'hliH Hill lucrltll 484.755 500.344 32 Speeehl4 N. 4 1931 1932 1933 1935 55.467 55.490 56.992 59.169 63.449 Specchlo N. G Aaao di aasclta MASCHI 1921 1886 1890 7.067 1891 1895 6.348 1896 1900 6.239 1901 1905 5.986 1911 1915 6.054 1906 1910 5.472 1916 1920 5.049 Totale 42.215 scun contingente, riportiamo i risultati .delle operazoini di leva fatte in ltalia, per nove classi ( vedi specchio 6). Si tenga, pero, presente che i risultati delle operazioni di leva > anzidet te riguardano reclute a 20 anni di eta. l:len diversi vengono ad essere quando si tratti, invece, eli richiami per mobi litazione generale. L'integrita e Ia validita fisiche si abbassano con gli anni, le cause d'inabilita o di abilita condizio nata diventano piu frequenti; e giocano anche in misura notevole gli esoneri. At tenendoci al piu largo criterio di valu tazione, ci e lecito fissare il rendimento percentuale .in uomini atti aile armi, se condo le classi come allo specchio n. 7. Pnssiamo, ora, stabilire con larghissi ma approssimazione il numero di soldati che Ia Fr:ancia potrebbe mettere sui piede di guerra, in caso di mobilitazione geneSpecchio N. 6 c L A s s I NATURALIZZATI 1926 1931 15.333 5.894 14.503 5.219 12.681 . 6.509 9.399 4.972 ll.040 3.218 8.835 3.145 6.063 35.880 77.854 Speeehlo N. 7 Per aatl aegll ETA ReacUmeato CIIUlls CUUil per ceato 1915 1911 24-28 50 1920 1916 19-23 60 1910 1906 29-33 45 1905 1901 34-38 40 1900 1896 39-43 35 1895 1891 44-48 30 1090 1886 49-54 25 Specehio N. 8 .ADao di Dasc:lta MobWtabill 1920 1916 665.751 1915 1911 717.616 1905 1901 614.344 1910 1906 686.950 1900 1896 484.372 1895 1891 324.904 1890 1886 273.304 Totale. 3.767.241 1891 uta 11&\ 18911 1888 188l 1881 1899 :a 0 = s = s :a 0 :a .; :a s :! .; = 0 i! ii u r:l r:l i!u jj i!u '5 r:l ii i ..... .. ... .. ... fl U,! .fi-! u ... u .9.!! u .P u .P .P u .P u .. i J.. .. .. .. .. .. ::1 8_"11 ::1:;; ::1:;; 1 ::1:;; :;; 1 ::1:;; 1 ::1:;; 8. ::1:;; 3. "' ::1 r r.a 2'.! 2'.! 2'.! r.a i'.! f.! "'I i II "'I :!I a "'I :!I "11:!1. .a "'I :!I j "'I:!! g "V:! If e 0 0 0 e 011 1! 0 i! e i! e e 1! .. .:; "::I ==a g1 8. a. =a 0 ge 8. 8. =a 8. 8. 'a 8. 0 .. 9 p, 9 9 9 9 0 0 .t .t 0 .t .t ll: &: ll: &: ll: ll: II: 159.473 32.15 170.QI 33.93 170.282 34.46 226.265 44.99 218.184 46,91 211.274 46.53 213.030 46..23 242.616 50.07 37.130 7.C9 37.002 7.37 36.950 7,48 40.235 8.00 41.508 a.sz 41.031 9,04 41.364 8.98 49.336 10.18 24.427 4.92 25.380 5,05 25.9!14 5,26 26.946 5,36 23.9ll 5,14 21.892 4.78 20.427 U3 21.794 4.50 496.025 502.221 494.120 502.893 465.140 454.038 480.850 414.537

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E:. T A' POPOLAZIONE MASCHILE FRANCESE DIVISA SECONDO L'ETA T9. TO PRESENTE Al 7 MARZO 1931 111111111111111, most ,,,,,,,,,,,,,,,,,, 853"412 . 11111111111111111111111 nof"so' ,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,1 1"087"485 ''''''''''''''''''''" 1"095"!17 ,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,1 1"083"014 1"385"920 '''''''''''''''''''''''''''''" 1"535"862 ''''''''''''''''''''''''''''''f m&ss6 rmm no9su '''''''''''''''''"'"''''''''''" f"68B25 ''''''''''''''''"'''"'''''''''" 33

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rale, chiamando alle armi 35 classi, dal 1886 al 1920: cioe gli uomini come abbiamo dettodai 19 ai 54 anni. Esso risulta, parzialmente e complessivamente, dal prospetto 8. La Francia puo mobilitarc so/tanto 3.767.241 uomini, all'incirca. Questo spiega perche Ia Francia solleclta con tanta ansia Ia coscrizione obbli gatoria in Inghilterra, e si preoccupa tan to c;li averer Ia possibilita di uomin1 dall' Africa a combattere in Europa. La decadenza della razza francese pro duce, in parallelo, la decadenza della sua capacita difensiva e spiega perche Ia Francia si affida disperatamente a inglesi e senegalesi. Soldati francesi in parlenza Per :ii fronte, durante la mobilitazione .dello scorso settembre; A. TRIZZINO (La fotoqrafia e tratta da una rivista parigina). 1906-1910 1901-1905 1896-1900 1891-1895 1911-1916 I popoli forti sono po poli feeondi; sono viee. versa deboli i pop_ o _li sterili. Quando questi popoli saranno rldotti a un mueehio miserabile di veeehiardi, essi pie gheranno sen.za fiato sotto Ia sfer.za di un giovane padrone"

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--... : __ - :. .... ... --1.. ..... __ ). ,.... .., -:.-_ : .... . Spcculazioni furiosc dirompono in Inghilterra fra il 1688 e il 1720. II capitali smo dcgli Ebrci olandesi, tra-sfcriti in Inghilterra sotto Cromwell, c della grassa borghcsia puritana, che aveva contribuito prima al trionfo della rcpubblica e poi alIa della -monarchia degli Orange, trac ncll'orbita deil'aggiotaggia il govcrno stcsso con la Compagnia del Ma rc dcl.Sud (1717-19). Allcira, lo spii:ito fu rioso di speculazione invade la Francia partecipandovi, il governo oberato, le clas s i nobil_iar1 dilapidatrici e la borghesia. E Ia circolazianc frcnctica dci biglietti di canca in tutta Ia Francia. i giuochi colos sali sulle azioni del Mississipi (1716-xg), il fallimento di Law e la liquidazione uni vcrsate (1721) non sono chc una manife stazion.:: piu ampia, viii drammatica e in fine piu socialmente ruinosa di quanta si opcrava di lunga mana neUe nazioni Yicine, e che avrcbbc avuto univcrsale ap plicazione ncl secolo XIX, sotto l'impera irrcfrcnata della speculazione cbraica. Casl i Ratschild, 'che hanna saputo met terc lc mani ncllc finanzc di tutti gli stati -c che hanna a vuto .parte principale quasi in tutte le emissioni c fondazioni di banchc e di so cict a per azioni. contrihuiscono ncl 1856 alia trasformazione della florida Cassa del commercia e dell'industria di Torino, d'ondc in appresso nasce il Mobiliare, _Prcndendo 64 mila azioni delle r6o mila statutaric. Lc azioni fanno subito un 'pre mia di 120 lire, ed essi non si danno altro incomodo che di intascarc otto milioni circa di premia. Le azioni poi scendono da 370 a 70 lire; e allora la Cassa (1863) coll'aiuto dci Pereire diviene il M obiliare. Si emettono 100 inila azioni di soo lire delle quali se ne vcrsano solo 200. I Pe rcire ne meta e le azioni sal gono a 700 lire per discendere a 200 nel 1866. Ma quando le azioni discendono, i Pereire hanna gia venduto quelle che pos sedevano! E' fuori dubbio che Ia vita economica, sotto tutte le forme __:__: sane o morbose e stata in Italia poco intensa durante il secolo scorso, rna cio non ostante taggiotaggio ebraico vi ha avuto i suoi lnomenti II pri_ mo risale at Ba11co Sconto e Sete c determino i1 prima crac in Piemonte; lo stesso Sco11to e Setc contribui nel 1866 a fa-re proclamare pazzamente e disoncstamente il corso forJ:oso che la camorra . bancaria con mezzi loschi seppe imporre al governo e che fu il punto di partenza della febbrile speculazione ligure-piemon tese terminata con il crac di Genova del I87J. Ogni centro italiano di qualche impor -tanza ebbe Ia sua febbre di a-ggiotaggio; Law. il grande finanziere del Settecento. (Stampa l'epoca). I tumulti dellci folia a Pari'gi, in seguito al fallimento Iii Law (stampadell'epoca). 3S

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Avvelenato--dagli-ebrei. aiutati. dalla-.massoneria, il .clemoaatico. .si. spegne. lasciandci erede i l comunismo ( da Christian Free Press':). . celebre fra tuttc quella per i terreni cdi !izi di Roma, cbe coinvolse Torino, Napoli e un poco anche Milano : febbre terminata con la crisi edilizia e con i relativi falli menti. Durante il periodo delle specula zioni edilizie vi furono ricchezze rapida mente a-cquistate da noti giornalisti ed uo mini politici, e la speculazione genero grandi disastri economici, dette luogo a11o spaventoso salvataggio della Tiberina, ca giono Io spostamento c Ia miseria di pa tecchie migliaia di lavoratori e Ia con rivolta dell'S febbraio 1888. Ne molto diversa e la situazione in Ger mania dove, fin dalla meta dell'8oo, ban ca e mercatura stanno quasi csclusivamen tc nelle mani degli Israeliti. Per esempio, nel 1855. di 519 case di commercio a Ber lino, appartengono ai semiti; e di 242 a Breslavia, 212. In Prussia, nel 1861, di 642 banchieri, 550 suno israeliti. N el 1878, dei 15 membri componenti il Consiglio di rettivo della Banca dell'Impero, non .mcno di 11 sono ebrei. E, come e naturale, da questo monopolio del commercio e della banca del'iva l'aggiotaggio e quella difesa a spada tratta che la, liberta di scambio ha trovato c trova fra gi'Israeliti tcdeschi, oyunque e comunque, nei parlamenti, nel la stampa, in associazioni c sino in libri, che vogliono parere, rna non sono vera mente ne studiati ne meditat.i. La cosa e chiara: dalla eliminazione dei limiti ap propriati a tener su il lavoro e il mercato nazionale, essi, banchieri e mediatori, han no per se tutto da guadagnare : la possi bilita dell'aggiotaggio cresce tanto piu, quanto maggiore e il potere di muover
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,\!trove i signori davano ai giuderin ap palto Ia riscossione delle tasse e dei pe daggi dei loro dotnini, ed i giudei allora, ;,gcnti dell'oppressione altrui, diventava110 gl'inesorabili esattori delle tasse signo rili, gli esforsori e gl'infami nemici del popolo e contro di loro si accumulava rodio e il risentimento dei soggetti. Quando poi il danaro diventa 'capitale mediante l'accumulazione, gli ebrei divent;:no banchieri e si d.anno all'occupazione prderita dell'aggiotaggio. In altri termipi, il capitale israelita si riduce al credito c alia finanza; abbandona la sf era della produzione per quella dello scambio puro c scmplice dei capitali mobili. Ma frattanto Ia pletora dei capitali di' origine tut t';lltro che onesta, urta e preme sopra tra parte di capitale impiegata durevol mcntc e virtuosamente nelle industrie e :l,.Jl'agricoltura, o nei pi\1 solidi ed onesti collocamenti. I profitti di queste imprese, per Ia concorrenza del capitale precario c irrcquieto, che non viene prestato ad r,,;c che a condizioni onerose e a corto trnnine; e le crisi mercantili, monetarie e eli crcdito, da quello riloltiplicate a breve \' pcriodico ritorno; distolgono vieppiu i capitalisti imprcndi_tori da impieghi diretti c duraturi a beneficia della produzione c del consumo. In tal guisa la formazione del capitalc nell'eta moderna si accresce bensi ogni giorno piii; rna la parte di esso, che impiega stabilmente le braccia. non e pro porzionata ed anzi si restringe e concen tra di continuo, a favore di pochi poten tissimi intraprenditori piu adatti a resi sterc aile scosse del mercato. * Nelle Memorie di John Parish, il fonda tore di una delle piu grandi case commer ciali chc fiorirono nel mondo tra Je fine del secolo decimottavo e il principia del r me un'irnpresa vcramente penosa. Ma perche mi ero Iasciato cacciare in quelle difficolta? Speravo di liberarmi ben presto del vecchio vampiro, ma eoll'aumentare dei miei traffici, aumentavano anchele mie difficolta. Jo mi sono sempre segnalato per hi puntualita dei pagamcnti, e avrei dat.o al tnio ebreo !'ultimo ducato per evi tare il pericolo dell'intimazione: Non pensavo che a far ft1nzionare la maechina; per me personalmente spendevo poco, ma l'tmgerc le ruote costava moltissimo, e io t1on progredivo perche le spese m4ngia vano il guadagno, CosJ" lavordi piil. per la cassa dell'ebreo cltt: per la mia ... Dunqtie, un solo ebreo era riuscito ad impadronirsi dei frutti del lavoro compiu to da un grande commerciante come i! Parish. Ora ehe dire del malt> che hanno fatto alla produzionc e a! lavoro gl'israe liti, quando hanrio escrcitato l'aggiotaggio con il giuoco di borsa, con i eosi detti con tratti a termine e relativi riporti e deport-i, quando cioe hanno creato quello stato mor boso il quale si rivela, al dire di Roscher, col duplice aspett'o del pauperismo e deUa oligarchia del delllim? In questo caso, non e possibile limitarsi a considerare la cosa soltanto dal punto di vista morale. Non e possibile Jimitarsi ad uno di quei cmzsiderandi che la Corte d'Appello di Parigi faceva il 9 febbraio 1887, in una sentenza relativa alia Compa gnie bntnobiliere. Considerando ch'e sta bilito dai documenti della die per le pubblicazioni dei rapporti inesatti fatti alle asscmblee generali degli azionisti, per h distribuzione di dividendi fittizi, presi sui capitate sociale, per un insieme di e di manovre alia '<'erita e alla b-uona fcdc, Emi!io Pereire, Isacco Pereire e Salvador hanno ingannato gli aZionisti, ecc. Ben altro occm:re per impedirc certe operazioni malefiche doll'ebraismo. tanto piu che aggiotaggio. crisi e crac sono termini indissolubilmenk lega,ti fra !oro. ARMANDO TOSTI 37

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C)\ v Apartc ltalia'-e ia. chc: relativamcnte alia difesa della raz za hanno da tempo assunto posizionihen definite, inequivocabi.li, e inte< ressante conosccre quali .caratteri ed aspetti assuma talc difesa in al tre nazioni c quali siano le idee :ninanti in proposito. In Francia Ia impressionante diminu zionc della popolazione, particolanncnte nclle classi piit elevate, ha ai puhhlici poteri misurc .chc per 'Parcrc di sociologi c studiosi di razzismo di quella nazione costituiscono un vero suicidio di razza. Si Iegge in pubblicazioni di antciri franccsi, chc vanno per Ia maggiore, chc nella Francia continentale vi sono circa YCnti milioni di franccsi p111"i (consideran do come franccsi puri quclli da sccoli nati eli pad1c c madre franccsi), circa dieci mi. Jioni di semifranccsi e dieci milioni di mc ticci di rcccnte. I venti milioni di francesi puri sono i mcno prolifici cd e facile prevcdcrc chc in un prossimo avvenirc saranno sommer-38 DEGLI ANTIRAZZISTI si dalla marea di sessanta milioni di gia:lli, negri, buddisti, fcticisti, rnussulmani, che tanti popolano l'impcro coloniale francesc, mcno civilizzati: rna i quali avranno con CJ\tistato Ia scheda elettorale e il diritto al fucile, e se con lo spirito antirazzisti" nord-americani tengono molto, a quanto appare da questi manifestini, a non confondersi coj negri neppure in apparenza. della !oro razza. L'errore della dcmocra zia franccse e di considcrare il problema razzialc dal solo aspetto materiale, nume rico, prcscindcndo dall'elerncnto spirituale, il qualc piu delle caratteristiche somatichc, individualizza, scolpiscc un dato tipo raz ziale. La concessione della cittadinanza ad un marocchino ad un ad un annamita non crea un francese. Questa c definito come un adulterio politico. II sui cidio della razza non consiste solo ncl non far figli, che lc condizioni di vita non per mettono piu d'allevarc e mantenerc nella eondizione dei gcnitori; ma anchc nell'in trodurrc nella razza, d'un adul tcrio politico, personc che non lc appartcn gono. I ripopolatori non contano nelle Ioro statistichc chc il numero degli individui, trascurando il !oro valore sociale : e pres s'a poco come .se si contassero insiemc soldi e pezzi d'oro. Aolct.ini autori francesi, conM:i della fa talc decadenza della loro razza, spostano il problema generalizzandolo e rendendo lo contingcnte a tutta la razza bianca in distintarnente, quasi che solo le altrena r.ioni bianche dovessero provvedere aile di icsc, mcntre in quella nazione Ia Jegisla zione continua ad esscrc a dctrimento pro prio della razza hianca. La dcmocrazia francese, materialista l'cr ccccllcnza, ricorrc all'aumento nume rico, prcscindendo dalla qualita. La demo crazia americana del Nord, molto piu lo gica, proclama la difcsa ad .oltranza della razza anglo-sassone. Gli americani non vogliono inquinamen ti, che ritcngono causa di ineluttabile de cadenza. La dcmocrazia francese spent che dal miscuglio cminentemente eteroge nco. che e in manipolazione, illievito fran cese premia il sopravvento. Pero Ia crisi mondiale del dopo-guerra, i movimenti sociali dei quali in questi ul timi venti anni siamo stati testimoni, Se condo i democratici amcricani sarebbero Ia ri volta di elementi ribelli all a civilta latina, chc vivono nella societa civile, pro fittando da parassiti dei benefici creati dai civilizzatori. Ma Ia riviviscenza di istinti ancestrali li spingc alia distruzione. Il.:vec chio dog'ma caro agli idolatri dei principi dell'ottantanovc e tramontato, ed e proprio per opera di scienziati della grande demo crazia americana, che si bandisce Ia cro ciata della ineguagliapza fisica ed intel lettualc dcgli individui. L'assalto alia civilta classica latina cri stiana, madre della odierna civilta, della quale principalmente le razzc e le classi inferiori hanna profittato e beneficiato, e opera di elassi e di popoliinfer-iori-, povcri di individui supcriori annoniosaanen tc s,ilnppati cd intellettualmente orientati.

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Due vedette del comunismo nord-americano: Ia &igDora Ella Bloor e il negro James W. Ford. candidato alia vke-Presidenza del Partito comunista. Uucllo che fu movimcnto democratico, ora altro non e che ltna marea distruttrice, non creatricc. ln America si arriva al punto di ritenere chc Ia razza cletta, anglosassonc, baltica abbia avuto un colpo gravissimo dalla guerra mondiale. Prctenderc chc il mag gior contributo di ocaduti sia stato dato IJagli anglosassoni e del tutto also. N ellc armatc tedesche e britanniche /'homo nor dints ha dato 'un contributo di mortalita di gran lunga inferiore a!l'homo alpin .. us t mcditerraneus. Nell'armata russa, ove le ,-arieta di razzc furono piu rmmerose, il maggior contributo fu dato dai cosacchi, chc non sono certo baltici. I haltici poi neUe armate italiana fran nsc austriaca furono rappresentati da ci irc trascurabili. Che Ia grande guerra sia 'tata funesta per Ia razza ariaria comples ,i,amente e che il potcnziale ariano pos>a cssere in deficit rispetto aile razze gial lil c negra, potra essere argomento di con ro1ersia, ma che que-sto deficit gravi to talmentc snl potenziale degli anglosassoni, noi scmbra un argomento sj>ecioso per chiudcrsi in una intransigentissima difcsa 1 azziale. La difcsa razzialc adottata negli S.U.A. ehbc origine da una crisi di nd scnso che gli dementi inferiori si' so : n" in quclla nazione vertigi t;osamcnte a dan no dcgli elemcnti supe rinri. Induhbiamenrtc tra i primi colotlizza tori anglosassoni vi furono elcnienti Slllpe rinri, ma con l'apertura delle porte di que! g-ramlc contincnte, terra verginc cui Ia na tura .c stata bcnigna, fu favorita l'immi graziont dall' Africa dci ncgri, che oggi. cittadini della reptibblica, ammontano a dodici miliorti. Si 'diede poi lihero accesso a tutto il europeo compresi i giudei, chc nella sola citta di New Jork ammontano ad oltre due milioni !. Gli ame ricani ehe propugnano Ia della raz za baltica 'dovrebbero riconoscere che e proprio l'internazionale ebraica rappresentata da individtii senza patria, sen za lin gua, senza nna bandiera, senza un nome proprio, che rubano 0 r iii dono, <:he danno Ta,ssalto ai valori ariani cr1stiani. Ceito Ia stampa ebraica non permettera il pubblico dibattito di questa ve rita. Anzi Madison Grant, paladino della di fesa razzialc negli S. U. A., scrive testualme.nte queste pa.role : Un effctto curiosa delle democrazie e il fatto incontestabile che esse avvi minore Iibert?.. di stampa che non sotto autocrati . E' quasi impossibile pubblicarc nci giornali americani Ia piu piccola considerazione su alcune religioni, lc quali manifestano una susccttibiliti quasi isterica alia sola pronu'uzia del !oro nome! Sembra che vi sia Ia credenza che se e possibile soppfimere Ia pubbliciti, i fal!ti stessi dispariranno definitivamente Gli arriericani di pura origine anglosas sone, che si vedono minacdati" da una rnarea di .reviviscenze ancestrali di" tutto il materialc umano di SC!lrto riversatosi in quella nazione dalle earceri, dagli ospeda li, dai manitomi europct; sono i principali accusatod dei rcgimi democratici, quaE ,eri ec.l.. unici artefici dell'assalto in grande stile alia civilti latina. Nondimcno po liticamente si conservano ossequienti al Una evangelista negra predica in un parco di Nuova-Yor.k. famoso articolo della dichiarazione del l'indipendenza americana : Tutti gli uomi ni sono eguali. Articolo originariamente ipocrita, pen:he gli au tori di dctta dichia razione, essendo ancora padroni di schia vi, intesero, con restrizione men tale,
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Universalit& cattolica 40 e distinzioni di razz a La prima a il mao.;simo conto rlelle ,differenze di razza ;, Ia ehiesa Cattolica. la cui saggezza e fondata sopra una esperienza di circa venfi secoli c che pei tnandato esercita una giurisdizione universale. II principio apostolico che eguaglia gli uomini davanti a! Cristo, non vieta alia Chiesa di riconoscere le varie nazioni, ne le impedisce di valutarne Ie distinziani politiche e di trattare separatamente con ciascuna mediante rapporti diplomatici. Per questa ragione altamente logica Ia Chiesa Cattolica si e resa attenta e gelasa di non creare malintesi fra le comunita etniche, evitando usi e persino forme rituali accessorie capaci di ingenerare sia pure ingiustificati sospetti a questi o quei popoli, e .di mettersi in contrasto co lie abitudini e costumanze piu care aile diverse razze, sempreche compatibili col sostanziale culto liturgico. Senza rompere l'unita della fede, senza offendere l'universalita del pensiera cri-stiano; senza SGmdere e menomamente distruggere i rapporti con Roma. Cosi attorno al sostanziale Sacrificio Eucaristico, Ia Messa, sorsero riti aS3ai diversi da luogo a luogo-, si celebrarono feste differenti, le quali nella gran parte dei casi ehbero il compito di soppiantare usanze .:e feste locali e riti pagani ripudiati.i\nche oggi accanto al Rito Latino Ia Chiesa aminette molti Riti Orientali, quello Greco propriamente detto, lo Slavo, il Ruteno, il Melohita, l'Arineno, il Malaharico ecc. fino al -Copta che a noi interessa perche ha giurisdizione sulle,popolaziani dell'Impero. Non si tratta di concessioni tardive, rna di eccezioni, e di annonizzare i riti lio riti in mezzo alia latinita, .dal costume re'ligioso di JCiascun popolo. Concorre tutto cio a dimostrare come Ia Otiesa Cattolica non soffoco mai, ma rispetto le esigenze razziali dei popoli, fino a stabilire che oltre alia predicazione omiletica, anche le sacre cerimonie fossero in molti luoghi celebrate con Ia lingua arcaica o corrcnte locale. Ai nostri giomi Ia Chiesa cattolica accentua, se e possibile, questo suo traJi zionale indirizzo, evitando che l'aumentato commercio dei popoli possa snaturare il particolare di ciascun ambiente religioso. Non e chi non veda in questo zelo delicato della Chiesa un'opera di difesa e rispetto delle razze e delle civilta, dato che esse possono svilupparsi solo a patio di conservarsi pure e genuine e d'essere trasfigurate ed elevate dalla Religione Cri stiana. 'In questo senso e un recentissimo provvedimento della S. Sede che sotlo pone alia giurisdizione della S. Congregazione per Ia Chiesa Orientale le missiani di rito Iatino che lavorano fra popoli orientali. Dunque ]a Chiesa nel suo ordine universale vuole comprensione e distinzione eli costumi, di popoli, di razze. Non Ia distinzione rna Ia confusione e contro le leggi della natura e l'ordine cattolico. Conseguenza della differente prassi rituale e l'arte dei Iuoghi destinati al culto e dei riti. Dove Ia diffusione 1del prepouderante rito Iatino, per opera -delle Missioni degli Europei e degli Americani, potrebbe importare uno stile ostico ed incomprensibile, e ferire il gusto; Ia Chiesa ha propugnato architettura -d'uno stile nobile e quanta pili e possibile armonizzato colle costruzioni locali, e.d e favorevole al fiorire di un'arte sacra locale sia pure per quanto riguarda il rispecchiarsi della razza, nella stessa iconografia agiografia. Ora e in preparazione una imponente Esposizione Vaticana dell'Arte Sacra Indi gena che rendera piu noti i sentimenti della Chiesa riguardo aile razze. II Museo Etnico Lateranense e poi un'altra prova dell'amore che Ia Chiesa ;porta ugualmente a tutti i popoli, e :dimostra nella cattolicitil le razze siano in armo Hia e ben distinte, ciascuna assunta al divino convegno dei battezzati. La Chiesa inoltre !ha esperimentato che i1 Clero missionario e in parte mal vista dagli indigeni, che temono che l'opera sua prepari Ia egemonia dei chi. E per allontanare questo ingiusto sospetto, per cui ebbe martiri in! tultt tempi, forma un clero indigeno; specialmente ai nostri giomi, i seminari indigem fioriscono in tutte le iterre di :missione. GIUSEPPE ANDREUCCI

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l I' 0 .... ... ,:;:: Lo STA. TO . NA TUR. > h;;. di una certa arte; di un certO -.uso 'della sua nel bil!Ogno de' vestimenti. LA So CIET 1. A r 1 Q alia non quella e 1\. n agli aninJali, che h6 itetmita. di .so'Pra, ma e E LA. M o DE ... i-- . < : Avanti it peccato, o5sia avanti it sapef!!> erat ', :. o-della virtii deWeroismo della sensibilita ':cr;i, Adam scilicet ct u.tor ciHS, et .tw" embescebchtt(Genesi, . . 'c della ioni, dclta iri come prima Adamo cbbe mangiato del frutto, el aperli ' -:, che e quanto dire la soci;til,' e c;osi mettes5e Ia degii c!mbor1111': C11111q11c cognwisset se esse udos, lf feccrllnt ,!ibi peri:;omara (III,' 7) E Dio disse lor(! : uomini fra i princlpali neniici dell;immo.-essendo pur tropp6 c:he idicavit tibi quod 1111dos esscs, 11isi quod es. ligno Je. come p.;,-m;; tibi nc comederes, comedisti! (III, II) (e in essa) e e : :. rirebbero vaste osservazioni sulla di Gesu Cristo; o fino a queJ tempo, e..;ancor -=:.;. In sostanza e I. che 1a decadenza detl'uomo. -gani non si era mai c:onsideraU!_Ia socletA cinne : dccadenza diillo stato naturale o --"' ;. : sua. natura; neriuc:a_-della e }lcccato l'uamo provo una pin bitono ed in falia inevitabilmettte, ;;Ia gnandosi della ossia modo nel it .E . gogna, e per conseguenza dovere: cbe non esi:SteVa quell' ora, natura della societi, non era stata c per-. . .. .... ......... .. '" ;_ -... ruzione. 2. Che questa dec:adenza o in fettamente tale. Osservate gli Scrittori antfcbi e 11on ci troveretc maL in della fu anzi cagionata dlll .del UJ.OIIdo flCrlliCO del li.ene, cbe Si .otrOVa ognj --. anora sepp(i que1to non net van,gelo,. e negtl ;mttori . (cd : 4ovuto sapere,1:i0e nudo. Quando 0 in quei. tempi) dice _Ia (icnesi, aUora conobbero di esser nudi e come naturalmente c:at>aci -tfi renderc v'irtuos6 'della !oro natura -queUo ancbe chi fosse: c ta.'socicta.:uoti solo-:_ non_ dero dallo stat o naturale, si corruppero. ml:Ompatibiii,. JomPa,gnc: dunque it coftOsccre fu lo stesso cbe decadereo: U. prfuto delle cittl .;.,_le Ja . : ... ___ ... fu natwjl, Scrittura, Iu II primo rlprm'ato, c questa .la Chc l'aomo sarebbe : e ia .. Ed i :hf-Jlo if crctlc1/ che animali senza vestimenti. Questo e un g-ran :C:OljiO, tanto_. ruttrice. della itatuk .amana e Ia tesa Iegge di natura, ingenlta essenziale, quanta nostri vizi e sia stata iii e-_figti;J: c :_.. cessita, o c pri".nordiaie e consoiazione della colpa. E ripro,ato fu 1l. pri'n;, alia societa. Una gran parte del bisogno che bli datore if prinlo delinitam"Cnte Ia oombatte c ii ha tUngo teinpo de'. maledisse fu it dell; colpa cioe C:risto, ,quenQ' sistc ne' Di_ piu, una parte del che che_ho .l _ ..... t. ...

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questionario ia pa,t't-ia d&t mo.wlo II nostro assiduo lettore e corrispondente, G. Lienart, ci scrive da Milano che in tutto l'anno scorso, che fu fatta la commemora zione di Leopardi, non sia riuscito a capir nulla di questo grande italiano, mentre da poche righe di un giornale tedesco, s'e po tuto fare un'idea di Giambattista Vico. Non dubitiamo che dall'indole sua Ia lin gua tedesca sia portata ad abbracciare con una definizione e magari con una parola, un mondo, come quello di Vico. Dubitiamo del la capacita di un .tale abbraccio, e dell'af fetto, perche ci vuole eucre ed arnionia, co me ci ha insegnato Goethe, ci vuole tempo per capire le opere dell'immaginazione, ci vuole immaginazione. La ragione e rapida, subitanea, fa presto a de.finire; ma non ba sta. Percio siamo curiosi di conoscere le po che righe con 1e quali Lienart s'e fatto una idea di Vico. Egli ce le vorril mandare. Ma e bella l'esitazione di Lienart riguar do a Leopardi. E' seria. Ci vuole la disin voltura dei razionali per non avere esitazio ne davanti ad opere come queUe di Vico, di Leopard!, Dante, 'Goethe. Ci vogliono i diritti dell'uomo della ragione. Ma chi da Dio ha ricevuto soltanto tin po di grazia, non e tanto sbrigativo. Gl'italiani sono ancora mille miglia lon tani dal sospettare che cosa e significate che lo Zibaldone sia rimasto ignorato fino al l'avanzata epoca carducciana del primo no vecento; che sia stato pubblicato ai primi del novecento, anziche, mettiamo, il 1840. E che ora-debbcr solo servire da medicina all a piccolo scienza luterana e ideista e alia mediocre epica ottantanovista, che appunto Ira il 1840 e il 1900 dettero il colpo mag giore alla civilta italiana. E' diventato una medicina cio che era il nutrimento della nazione. Insomma l'Italia e diventata sol tanto una medicina dell'Italia. Disperatissi ma medicina, ridotti come siamo al facile meccanismo delle ideuzze, e all'ozio del san gue e della lingua e della natura italiana, rimas!i per !anti anni intristiti, sopr,:dfatti. Leopardi .e l'Italia messa a paragone del cosiddetto modemo. Leopard! e il volto piu 42 giovane del genic ilaliano. E' Ia gioventu stessa. dell'Italia. E noi invece andiamo car cando questa giovenh\ nella successive de viazione italiana, neUe rimasticature del genic altrui. Nella riflessione, cioe n.ella vec chi.aia. Lo Zibaldone e lo sterminato mondo del J'Italia, lo sterminato mondo del quale patria e l'Italia. E' curiosa come siamo lontani dal capire che la patria del mondo e l'Italia. Ne sia mo lontani nello stesso grade in cui Ia deviazione luterana e cartesiana della rivo luzione francese ci allontano dall'Italia e ci imbastardl. Non siamo piu buoni a capire che le piu letterate e potent! nazioni parlano tutte piu o meno radici del volgare Italiano. Che il mondo di Shakespeare e Italiano, italiano il mondo di Goethe, italiano .il francese, cO minciando dal teatro, e che lo Spagnolo e tanto piu Italiano del nostro, quanto e sta te piu di noi leso e duro a cedere, piu tra gico e sanguinoso. Questa antico popolo di Roma ci ha fatto vedere che e meglio mo rlre che barattare Ia civilta con le quattro idee portate in giro da Napoleone. Si chia mano bolsceviche adesso, ma non sono al tro che il ciclo compiuto dalla rivoluzione francese. Vi ricordate. che una ragazza francese ci scrisse essere l'Italia Ia suet patria? Eb bene il fascista universitario, Carlo Giani di Roma, non e dello stesso parere. Dice ch'ella debba restore Irancese, perche i suoi antenati sono francesi, perche i suoi fratel li son morti per Ia Francia, ed i suoi morti sepolti in terra francese. Sicche noi .al::!bia mo parlato dei Reali di Francia, soltanto per fare gli spiritosi, ben sapendo che si tratta di fanfaluche. Ma crediamo che il camerata Giani abbia della patria un'idea per cosl dire troppo patriottica, e che egli voglia dimenticare che quando il mondo ha avuto ci;vilta, ha avuto una patria sola; quando ha avuto Ia civilta vera, quella singolare, la classica. La Grecia e stata pa tria del mondo. E due vol te Rom a. La se conda volta s'e chiamata Rinascimento. E' forse successo qualche cosa che abbia date al mondo un'altra patria? Forse il seicenio ed il settecento hanno cambiato le cose? Sono forse state fatte opere maggiori del le itcdiane? Maggiori? Vogliamo sapere se siano state fatte opere eguali a queUe del Rinascimento. Sono stati fatti imperi ed organizzazioni di mercanti. Ma questa polit"ica che non serve alla civilta, non puo servire nemmeno a dare un'altra patria al mondo. La politica tutta politico noi Ia combattiamo. Questa organizzaziorie del dominic materiale del mondo noi Ia disprez:iiamo. Noi ci dobbiu mo vergognare di credere che ci possa essere un'altra patria, .sol perche non pos sediamo i servizi di sussistenza del genere umano. Roma non e stata un dominic ma teriale. E crediamo che i servizi di sussistenza non bastino a cambiar patria, fondarne un'altra. La nostra patria e quella di Mi chelangelo, la nostra politico deve servire alia civilta di Michelangelo; non e la politica delle borse, dei. cambi. La terra basta 11lla sussistenza di tutti gli uomini, E i mercanti ci stanno solo per dosarci Ia sussistenza. E' in questa dosatura tutto il loro interesse. II !oro potere. La rivoluzione francese non fece che dare lo statuto a queslo potere di mercanti. Democrazia, socialismo, bolscevi smo sono stati i ire gradi di questa statuto. Con i primi due; il popolo italiano fu deru bato del suo, mandata esule, e l'Italia con segnata a socialisti e banchieri. Col il popolo russo, con minore ipocrisia, 1::c: la stessa crudelta, fu mitragliato, per sgom brare n passo delle campagne agli organiz zatori del piano quinquennale. Cosl,la na zione di Dante divenrie quell a del soc: -;!i smo e della sidez:urgia .. La nazione di Ge:Jill quella del piano quinquennale, Ques!e de gradazioni non potrebbero accadere senza la distruzione del popolo, perche la civilta e del popolo, come il volgare di Dante. E percia bisogna distruggere anche il corpo del l'immaginazione popolare. E .rimpiazzarlo con tutti quest! esperanto e gerghi ideisti e riflessivi della dialettica europea, di cui ab biamo parlato nel numero precedente, a pro posito di Parigi e Roma, e della stato di servizio della borghesia. AI qual proposito, dobbiamo avvertire che l'ordine del precedente Questionario subl un'alterazione durante l'impaginazione, rna i lettori avranno essi stessi compreso che l'ordine dei paragrafi era il seguente: I. De finizione dell'ebreo; 2. Stato di aervizio della borghesia; 3. Parigi e Roma; 4. Ancora del Prof. Carlini; 5. Borgheae 1939: 6. Distinguia mo: 7 La Chiesa e gli ebrei: 8. Iatoczi e Iaraele: 9. Del commiserare gli strozzini: 10. Eugenetico o genofilattico?; 11. La singenia dei termini; 12. I missionari ecc. Que! che e accaduto nel sei, sette e otto cento, non e valso a creare un'altra civilta, fondare un'altra patria; ma il bello e che mentre il simbolo di tutte le giovani nazioni d'Europa puo esser dcito dal viaggio in lta lia, noi invece ci accodammo a quelle na zioni, uscimmo dai noi stessi, perdemmo il

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5enso che Ia nostra fosse lq patria di tutti e perlino che fosse Ia nostra. patria. L'iuna nesimo europeo .e quello di Erasmo di Rot terdam non meno che quello di Lutero, di Cartesio. II Rinascimento dette all'Europa modo di ruminare Ia Grecla, non l'omerica, Ia Grecia filosofica. Noi lacemmo il Rina scimento. lo ripenso. Noi entram mo in ques(ombra di noi stessi. Luter0 a Roma non capl che Dio era neUe opere ch'e gli vedeva. La cercc nei costumi, nella Iiberto, nel soggettivo. Noi sappiamo che Dante, 'Giotto, Masaccio, Rallaello, Michelan gelo videro e ci fecero vedere Dio .. Sappiarno che quella e Ia nostra religione, e che non possiamo sbagliarci. Invece entrammo anche noi in quella riflessione, quell'occu pazione propria di tutte le decadenze, a prin cioiare dalla greca, e della vecchiaia del Entrammo nel giuoco dell'essere e del diventare, credemmo davvero che tutto !o:se questione. soggettiva, un problema di ragione e cii liberia. Libera era Masaccio che viJse del fine dell'opera sua e ando oltre se s!esso. Noi c'illudemmo di pater essere libe ri all'essere e al pensare. Non avem:r.'l nepure il sospetto che un dogma della Chiesa potesse contenere maggiore saggezza di tutte le esigenze razionali. Combatte:nmo Ia Chiesa, senza accorgerc{ di com batter e l'Italia, di passare a1 nemico: Questa e l'epoca piccolo dell'Italia del sei, sette otto cento. i.'epoca borghese, in cui quel chJ e italiano, Vico, Leopardi, Manzoni, Caveo;lr, bisogna sceverarlo dalla. confusione brghese. Pasquale d' Aquino di Salerno ci s,::rive: Sono proprio i meno cattolici e i non aflacto cattolici che hanna create !'idea di Patricr e l'hanno difesa ed ingrandita; Non e del certo care alla Chiesa il nome di Ma chiavelli ne quello di Foscolo, di Alfieri e neppure delle stesso Leopardi che si chiam'l pce!a cattolico e percio della non decaden za. Rinascimenlo e Risorgimento sono nomi di'lini per Ia nostra nazionalita e questi no:ni signifi::-ano non maggiore affermazione del cattolicesimo pure, rna sibbene rinascita di pensiero e di paganesimo, significano principia di liberia spirituals che vale morte del dommatismo e percic stesso del catto licesimo che se non di nome, di fatto viene a claccarsi dagli spiriti colti. Gioberti, Ca vour, Mazzini e Garibaldi stessi che non si negheranno di .certo tra i massimi fattori della patria non sono mai stati i beniamini della Chiesa ne su alcuno dei suoi altari abbiamo mai vista l'immagine di di questi santi della Patria. Cosl d'Aquino, rna crediamo che il cosiddetto Risorgimento non sia tulle divino dol Jato della patria, e che in esse fino al IB49, non predomini altro che il liume della rivoluzione francese, il disegno di fare l'Italia repubblica frailcese. Se questa e p(rtria di temelo voi francamente. Non vede d'Aquino che Cavour e Mazzini non possono essere avvicinati e confusi, com 'egli li confonde? Che sono i due poli opposti di quell'epoca contradittoria, di quell'Italia contraddetta dall'apostolato r ivoluzionari o? Che l'averli voluti per forza avvicinare e servito solo a creare equivo'ci e opinioni disparatissime sulla nostra storia piu recente? Eccone un esempio. Ermanno Cavalli ci rrianda'da Ge nova Ia seguente lettera: Premesso che sono un assiduo lettore, convinic, della Difesa della Razza, .pur non in tendendo fare della polemica, non posse non rilevare il contrasto stridente tra quello che e stato pubblicato su cotesta rivista nel n. 9, sotto il titolo Gli Ebrei patriotti:. nel Veneto, e quanto e detto nell'articolo com-parse su Regime F'ascista del 21 marzo, in titolato Una tragedia glorioaa. Per maggior brevita, anziche riassumere e citare brani, unisco alla presente, ritagliandolo, l'articolo che a mio parere, a.parte quanta puc riguardare Ia cronistoria; fa: ap parire Daniele Medina (Manin) come un :P<:P triota, un idealista puro, il quale non aveva a cuore che !a-sola indipendenza di Venezia. Poiche il diario e state scritto da un ano nimo, non potrebbe dorsi che lo scrillore fosse troppo interessato a non firmare per non far sorgere dubbi sulla sua buena fede, qualora se ne fosse conosciuto il nome? -In falti egli chiama traditore il Bua,. ed il Graziani viene definito inetto ed. cante. Si puo, mj domando, definire il Mi::min padre di Venezia. Se, come "non dubito, egli era giudeo, non e possibile accettare il suo operate scevro da secondi lini. Sono d'avviso che Una tragedia gloriosa ripeta gli errori d'impostazione storica, sia pure in buena fede, in cui non compaiono gli scapi per i quali i giudei tanto si danno da fare, percic si rende necessaria. una messa a punta onde non lasciar nel dubbio chi, come me, ha potuto mettere a confronto i due scri tti. E' ovvio che, per parte mia, propendo per Ia tesi sostenuto nell'articolo pubblicato dalla DifetJCll della Bauza. Cosl scrive Ermanno Cavalli, e sullo stesso argomento, ecco che cosa ci ha scritto lo studente Camillo Castaldi di Colle Val d'Elsa: Nell'articolo di Mario de Bagni nel n. 9 intitolato Gli ebrei patriotti > nel Veneto, ho notate alcune discordanze. riguardo ad opinioni sugli ebrei della difesa di Venezia del 1849. Orbene secondo quanta ho potuto com prendere da detto scritto, secondo il de Bagni, Daniele Manin, di razza ebraica e tanti altri componenti il governo che. decise Ia difesa di Venezia, lo fecero col solo scope di difendere. centro gli Austriaci quei diritti che avevano acquistati per merito dei fran cesi e della rivoluzione. francese. Non sia da credere che io dica questa per difendere in un qualunque modo gli ebrei, sono italiano e fascista corpo ed anima e questa dico a scanso di qualunque equivoco. Solo ho notate, e non domando di meglio che di sbagliarmi, che il nostro giomale tende un po' alia partigianeria e non giu dica trappe imparzialmente questioni riguar danti ebrei e razzismo. Ripeto che e un'opinione mia e puc essere facilmente errata ma lo dice perche anche mi spiacerebbe se 'Let difesa della Baua di cui sono un assiduo lettore venisse tacciata di partigianeria. Dunque per que! che riguarda gli ebrei nel Veneto e la difesa di Venezia e Daniele Manin (Medina) citero un brano della Storia contemporanea :. di Alfonso Manaresi, il quale non fa conoscere . Mi sembra impossibile che uno storico come il Manaresi (a meno che non sia ebreo pure lui) abbia volute mascherare con una veste eroica .e di sacrificio un'azione tentata per difendere privilegi personali e di razza. Se cosi fosse occorrerebbe allora riformare tutta Ia storia del nostro risorgimento, nel qual coso sar.abbe cosa molto, ma molto seria riguardo aile opinioni ormai radicate nelle menti italiane educate ai libri di storia fino ad ora adoperati_ V oglio credere che Mario de Bagni abbia volutodire, significare, qualcosa_che io non ho ben compreso e cio che io ho supposto e .dedotto dalla lettura del suo scritto non sia nella realta Questa e la 1ettera di Camillo Castaldi, e dobbiamo aggiungere che il comandante della 31" Legione Avanguardisti, Ugo Maz zilli di Cividale, premesso che Ia sua legione e stata chiamata Daniele Manin, ci domanda se a parer nostro tale-denominaiione non debba essere cambiata. Rispondiamo che se sj.tratta soltanto di un parere, il nostro e che debba essere cambiata; ma cne del resto. si tratta di cosa per 1a quale il camerata Mazzilli deve rivo}gersi a chi, oltre il parere, ha ufficio di dargli un ordine, cioe a chi puc legittimamente decidere una questione di questa specie. 11 camerata Mazzilli voglia quindi rivolgersi ai superiori_ Quanta al camerata Castaldi, dobbiamo credere che egli non abbia letto quanto siamo andati scrivendo riguardo alia civilta. 43

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quanto abbiamo detto col Questionario pre cedente, riguardo a Roma e Parigi,e allo stato di servizio della borghesia; e che non abbia letto il corsivo delle carte degli ebrei. che apri il nostro-N. 9 di quest'anno col quale dicevamo fra l'altro quanta segue. Sappiamo che durante l'invcisione francese specialmente negli anni 1798 e 1799 tutto iJ popolo italiano insorse contro l'invasore, mentre invece i borghesi d'ltalia aprivapo la >lrada al nemicci, combattevano nelle file francesi contro il popolo d'Italia, ch'essi, autori dei libri di storia patria, chiamarono plebe e popolaccio, !'additarono al.disprezzo dei !oro figli isquiti, a gloria della repuhblica di Francia. Che significa cio? Ris1,.1lta che con i borghesi si trov.arono allora specialmente solidali gli ebrei d'Ita!ia,_ e che ebrei e borghesi furonc;> d'accordo nello spargere sangue del popolo italiano, e in sieme subirono l'insurrezione e !'ira po polare. Che significa? I borghesi non meno degli_ ebrei si chia marono allora patrioti. Risulta che ebrei e borghesi presero insie me parte alle cospirazioni successive alia Restaurazione e al tentative del 1848 di fare dell'Italia una repubblica lrancese. Dope que! fallimento Ia scuola politico i!aliana prese il sopravvento e Ieee il regno. d'Italia. Dopo la morte di Cavour, i quarantottisti rialzarono Ia testa, s'impadronirono del. go verne, con Ia cosidetta rivoluzione parla mentare del 1876. Allora l'Italia abbandono l'indirizzo cavouriano e impresse alia vita italiana un movimento culminante al de serto dell'emigrazione, del socialismo, della siderurgia; alia creazione d'industrie com pletamente diverse e nemiche di quelle che Cavour aveva !alto sorgere in Piemonte e promesse all'ltalia tutta. Nemiche d'ogni spiraglio di vita popolare. Con le quali la vita popolare lu messa alla disperazione. Il popolo costretto ad emigrare. L'ltalia ca duta in mono d'organizzatori socialisti e banchieri. Nelle stesso tempo i. partiti pre sere le stesse denominazioni dei partiti fran ces!, mentre governo, parlamento, partiti, industria, commercio, banche, scuola, case editrici, giomali seguivano l'indirizzo di cui autori erano i borghesi non meno delle piu spiccate personalita ebree, dopo che s'era anzi lotto venire dalla Polonia un famoso ebreo a fare il curato dei buoni affari del l'oligarchia italiana e il mecenate . Voglia il camerafa Castaldi considerare tuttocio e farci sapere che ne pensa. Abbiamo ancora bisogno di rientrare in noi stessi, cominciando dalla comprensione dei fatti, che precedettero la costituzione del 4 4 regno d'Italia, e del !oro legame con i fatti successivi. alla costituzione del rtigno. Ab biamo. subito una divagazione, uno sper pero di noi. stessi. E negli anni piu diva gati; ci e :niancata pure un'opera, un libro naiionale, _che avesse potuto (]lmeno creare un contrasto a quella dispersione, fare .da argine, darci una direttiva, come ce be potuta dare lo Zibaldone di Leowrdi. La edt;cazione; che abbicimo 'ricevuto, e ora !a meno adatta a .comprendere quest' opera. Noi non la co$prendiamo e non Ia leggiamo. Non l'abbiamo !etta Ma-se ne vediamo stampato qualche ecco. pronto !a formule!ta delle nostre id!'luzze, pronto a giudicare, Q Noi abbiamo perduto anche il silenzio, Ia .facolla di rispettare e tacere, che sono il preambolo co.mpren sione., -Abbiamo una gran Iretta di parlare., di .. dire Ia nostro. Ti togliamo la parola <;lalla ,-. .-.-.----------------. . . --------------------------------------bocca. Non ti lasciamo finire. La dea ragione ci ha fatti sv.elti e. superficiali. Andiamo pubblicando qualche pensiero di Leopardi, perche d faccia rientrare in noi stessi, che non puo accadere sem:a silenzio, Fenza lo stupore di entrare in un mondo ignoto, che poi e il nostro, l'italia. Senza ua po' il senso delle dimensioni. Asalia grandezza. E' certo che ne dobl;;amo parlare. Per questo li pubblichiamo .. :tv:a se siamo appena all'inizio d'un iero religiose, non scattiamo subito a dire la nostra. Prima ascolliamo. E poi questi pensieri hanno il principale scopo di pre: pararci ad una comprensione dell'immaginazione, del linguaggio e del fare, che non ha niente da vedere con Ia comprensione che ci "hanno al!attato e tenuto a balia i nostri programmi scolastici. Per questo li pubblichiamo. Cartesio, Grozio, Pu!f!':ndorlio, Eghellio e compagnia Jasciamoli un mo menta in pace. Ora non ci possono servire. Dobbiamo entrare in un'altra casa. Ritrovare Ia nostra. Giuseppe Andreucci. avvocato di C_esena, ci ha scritto che Leopardi fu grande solo perche fu poeta. Benissimo. Allora buttiamo a marc lo Zibaldone e tutto i1 resto. Questo V":.lde ii cosidde!to indirizzo estetico. La filosc!ia dell'arte. Bategli Ia Divino Commedia a balia dell'istupidimento italiano, e ditemi quanta ne lascia in piedi. Dategli tutte le opere di Dante. Con buona pace del camerata Andreucci, la prosa di Leopardi e !'ultimo grande testo classico della prosa italiana: La. prosa di Leopardi e Ia piu mo derna e viva prosa italiana, Se i1 camerata Andreucci vuol vedere l'architettura d'un periodo Italiano, la vada a nello Zibaldone. Leopardi e un grandissimo pro satore e non c'e grande poeta italiano che non r;:a stato grande prosatore e la cui poe-sia non abhia da con Ia lingua della sua prosa. Lo Zibaldone e !'humus dei canti di Leopdrdi. II. camerata Andreucci dice che pubbli carido 9uei Jlensieri che condannano la ragione, noi facciamo cattivo servizio al poeta e ai lettori. Questo cattivo servizio lo vo gliamo compiere interamente. Lc;x ragi6ne? Noi vogliamo far conoscere intero il modo di _vedere di Leopardi. Quello ch'egli dice delle lingue e delle hazioni. Vogliamo che sia hen chiaro. l'istupidimento della scienza stori<;a avvenuto da quando Ci allontanammo da Vico, per farci cartesiani, che e il punto di partenza dell_a nostra passivita. 'Vogliamo riacquistare l!l vista. Vogliamo "essere italiani, cominciando dalla parold, che fi il prin cipia del concepire e del fare. Vogliamo che petisca questo ger'go, che mastichiamo an cora. Che ci ha. fatti riflessiv1, buoni per "pen e per chiacchierare, non per 1mmagmare e fare, che vuole .prima di tutto nozione di lingua. Arrivere111o alia questione della che non e quella di chiacchie i:are, e dar fiato, e allora il camerata An dreucci ci dira che ne penljla. E in tanto !asci stare gli estetizzanti. QueJli.non hanno san gue, per immaginare r:Italia, e percio non Ia possono fare. Han no cuore di formule e pesano il poeta, distinguon0 il Diversamente, -come si terrebbero a galla? Alberto BeUodi, ingegnere del Guf di Ve nezia, ci scrive che l'eroe irrazionale nori esiste, e una semplice figura nitorica, o bi sogna avere un ben meschino concelto della ragione, per considerare irrazionale tutto cia che :porta l'uomo a guardare plu. i"n Ia del proprio .tornaconlo E al cai:nerata Bellodi non. domandiamo e:;ista l'eroe razionale. Soltanto ci dispiace che egli non sia !erma su questc punt.o, che proprio Ia ri:Igione : con duca al e che "le epoche della ragione. come la decadenza greca e Ia rivo luzione francese, sicino di. mercanti. E che noi non ogni volta rifare Ia storia di questioni che abbiamo gia trattate. Ma quello che d duole veramente e che Bel lodi abbia scritto una lettera, per eonclu dere con un pensiero di Zarathustra sulla sagezza che sospira tutto esser vane. Non c:xveva Bellodi qualche co_sa un pochino piu nazionale da .offrirci in tempo_ d'autarchia? Luigi Cominott9. studen te di liceo, di Vit torio Veneto, e un universitarfo vicentino, che non ha creduto di sottoscriversi_ altri menti, si sono affrettafi a farci sapere che Leopardi non e cristiano, rna e panteista, perche dice che Ia natura e lo stesso che Dio. Cominot!o e l'ignoto ccimerata di Vicenza davvero avuto Iretta, invece di atten dere, e coinprendere che coso sia la natura per Leopardi, e sentire dallo stesso Lecipardi che J'esse.nza di Dio non puo essere con cepita dall'uomo. E allora stiano a .sen tire questo pensiero dello Zibaldone (laccia 1622}: Dio ha potu to e puo fare altri ordini di versissimi di cose, e aver con !oro que' rap porti di qtJella natura che vuole. Altrimenli egli non sara rautor della natura, e tome remo. per forza al soqno di Platone, che sup pone le idee e gli arcbetipi delle c;ose, fuori di Dio. e indipendenti da esso. _S'elle esi stono in Dio, come dice S. Agostino, e se Di? le ha fat_te, non abbraccia egli dunque queUe sole forme secondo cui ha fatto le cose che noi conoscia:rrio, rna tut!e le forme possibili, e racchiude tutta la possibiltei, e puo far cose di qualunque natura gli piac cia,' ed aver con !oro qualunque rapporlo gli piaccia, anche nessuno ec. E stiamo a_ sen.tire quest'altro (faccie 1625-1626):

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Noi di,mque non conosciamo se non, una sola parte dell'essenza di Dio, fta, le infi nite, O voglianio dire una sola delle infinite esse'J;lZe. Egli ha precisainerite le periezioni che noi gli diamo: egli esiste verso noi in que! modo che Ia religione ins.egna; i suoi rapporti verso noi, sono perlettamerite quali aenno essere verso noi e quali ri chiede l a patura del mondo a noi. noto. Ma egH e.siste in infiniti altri modi, ed ha infi nite altre parti che non ,possianio in veruna maniera conc.epire,. se non immaginandoci questo medesimo. La Religione Cristianq e dunque interamente vera, e i miei non si oppongono, anzi' fQ\ioriscono i suoi dogmi. Michele Loschiavo, studente di medicina dell'Uruversita di Messina, ci scrive: Non e del tutto esatt9, che i1 . Cristigne fosse l'antitesi assoluta del mondo dassico-romano-imperiale, e non il Cristia nesimo, forza .eminentemenle centripeta e non cetrifuga, ha cagionato i1 disgregamento dell'impero, ne aperta Ia via ai bar bari. II Cristianesimo, con Ia sua superiore Jorza morale, unitario, avrebbe semmai cono:orso a rinsaldare l'impero, se questi non Jl'esse, nelle sue basi gia minate, recato :! germe della decadenza. Non il Cristia : lesimo trionfante, Il).a 1a corruzione ha di .gregato l impero, ma Ia !iacchezza nel :tzio e negli. agi oziosi, l'arroganza di un : i rile orgoglio degenerate in superbia, al vivendo soltanto sul passato, si in :tacchi il genuine spirito conquistatore e \oma subiva l'imm issione e quindi il do .. 1inio di elemenli eterogenei, nell'esercito nello state, e nella famiglia e nel pen!ero. E' un po' Ia storia di tutti i tracolli, '!"llle lamiglie e degl'imperi: il cattivo co. tume, Ia mancanza di un vero capo, Ia r erdita della dignita, nei sense dell'ailto :tla, della disciplina, dell'equilibrio e della .::oderazione, della giustizia; ma in contrapl oslo e l'abuso, il delirio del proprio valore f.:1o all'albagla, mentre _all'idea non sa ri.pondere piu l'azione, assorbita dagli odi parte di rammolliti ambiziosi e piu anc:ra dissipata neUe leziose giostre deila mcupiscenza; mci Ia virilita della razza si .. :nidolla; umilia ed avvilisce negli arem nsmopoliti e prostituisce Ia propria dignita, : .. a pure al ritmo selvaggio di una danza ,,,;otica. Ne tale state di fatti poteva essere .:necato dal Crist ianesimo, occupato solo c::lla cura delle aninre, dal Cristianesimo i:o3uperato maestro di morale e superiore :to:. n camerata Dolcemascolo asseri non d'Jversi ritenere il Rinascimento c Splenci'Jre cattolico ed aggiunse che il Cristicrnn!li mo Cattolico ha condannato il m mto. Anzitutto chi scriveva di SPitimdore cattolico del -Rinasciimmto, dava a que! '' Co:ttolico > ben altro significate: egli si ri feriva alia cattolidta supposta insita alia RomaJ)recristiana. Ma-anche nel sensa irida Dolcemascolo, io credo si possa egualmente pensare alla verita di zorto; ne riesco a convincermi del contrario, quando e palese e pacifico che il Rinasci:nonto e cristiano e cattolico. Cristicmesimo C::Ittolico che, erede della tro:dizione latina ':d imperiale di Roma, Ia integra, io penso, P., ban lungi dall'aprire Ia porta ai h.arbari, n c II il tenace baluardo, crol carroccio e con Ia dottrina a\rverso ii ferro e aVverso filosofic deteriori. Questa, caro camerata, e storia . Giustamente tu dici .. i miei libri di testo... i miei professori >; perche da essi ci vengono le prime erudizioni, fins a che, con Ia lettura e. lo studio personale, cor. quella che chiamasi maturita, non ci formiamo i nostri personali criteri. Non sempre, perb, s'imbrocca a prime aci:hito il sense di un testo 0 di una lezione, pertanto facile ne e la errata interpretazione. Onde io mi permctto al!acciare l'ipotesi e d il sospetto, non per tanto malevolo, che tu cibbia potuto fraintendere il pensiero dei tuoi libri di teste e quello dei tuoi maestri. Che, se cosl non e, puoi negarmi che possano sbagliare e gli uni e gli altri? Mentre tj prego di farmi conoscere questi tuoi libri di teste, per fame materia di studio .anche io; mi rifiuto di credere che i tuoi maestri ti cib biano insegnato Ia storia a rovescio; benche dalla filosofia idealista ci si possa aspet tare di peggio. Ma, se cosl e, ti sconsiglio di proseguire sulle orme di tali libri e mae stri. Questi, infatti, ti conducono alla tra gica conseguenza di considerare il Fascismo in opposizione al Cristianesimo Cattolico; ti conducono cioe a! ridicolo paradosso di crederti e professarti fascista, mci invece, .sia pure in tua buena fede; non esserlol I casi sono due: se e vero che sono i tuoi libri e maestri a dire cio che tu riferisci, o sono in malafede, ovvero conoscono male, forse per sentito dire, -sia Ia dottrina cat tolica (reba da preti, essi dicono), sia Ia dottrina del Fascismo (che essi ideritificano solo col manganello o con l'ardimento). A costoro, pero, non puc sfuggire Nietzsche, ne Freud, ne tampoco Marx: sono nomi troppo pomposi che a l solo pronunciarli davanti ad una scolaresca novellina, pro maraviglia e .applausi, Ia gloria e Ia carriere. Un azzardo, per non dire error e tuo per sonale e, invece, il volere associare alia piu o meno tua responsabilita; anche 51li altri, parlando a1 plurale. No, tu pen;ala come il giudizio, o degli altri, ti detta.' ma non dire: c Noi giovani >. lo sono uno di quei giovani italiani che non Ia pen sane come te: e sono italiano, cattolico, fa scista_con.vinto, e....nan. .... all:acq.ua....di.. r'l$e... Quando passi o: parlare del tuo criterio di considerare il Fascismo, sia pure riguardo alia questione di razza, mi fai supporre che tu disconosci che cosa sia veramente il Fascismo II Fascismo ha una dottrina definita nelle sue linee essenziali dol s u o ideatore. Hai letto gli scritti ed i disc o rsi Duce? Lo state fascista scrive fra l'altro i1 Duce -non rimane indifferente cij fronte a1 latta religiose in genere e a quella par ticolare religione positive, che e il Catto licesimo italiano. l:.o Stato fascista non ha una teolog:ia, ma ha una morale Nella State fascista Ia religione viene considerata come una delle manifestazioni piu profonde delle spirito; non viene; quindi,' soltanto rispettata, ma difesa e protetta. Lo ..&tate fascista non crea il suo Dio, cost come voile fare, ad un certo memento, nei deliri estremi della Convenzione, Robespierre; ne cerca, vano:mente, cancellarLo dagli animi, come fa 11 bolscevismo; il Fascismo rispetta il Dio degli asceti, dei Santi, degli eroi; ed_ anche il Dio, cosi come e vista e pregato' dal eucre ingenue e primitive del popolo E ancora: Lo Stale fascista rivendica 'in pieno il_ suo carattere di eticitcl: e cattoliC:o, ma e fascista. II cattolicesimo lo integra e noi lo dichiariamo apertamente >, (15-5-'29). Altro che antitesi Ira Cattolicesima e Fa _scismol Ed ancora: c Noi vediamo nel Cattolicesimo Ia tradizione di Rom a, nell' Autorita sedente in Vaticano l'unica idea univer sale che e a1 m:ondo. Noi vediamo nelle fortune del Cattolicesimo, le fortune di Roma>. E' in queste parole Ia esaltazione fascista di Roma. Quale e dove percio Ia consistenza di quella divergenza, di cui i tuoi libri e mae stri?. Nella questione di razza? No_ Il raz zismo, quqle aspetto del Fascismo e non dei dottrinari d'occasione, deve essere con siderate e vuole essere valutato con !'equi libria tutto latina, proprio della razza, e non gia col criterio dei neo-plagiari e rie cheggiatori di teorie allogene, manipolate in clima di nebbia e albagia talmudica. rr razzismo fascista e quello che parla con Seneca: c Noi siamo membra di un corpo grande; Ia natura ci fece tutti congiunti (ep. 35-52j; e quello che rettifica e spe-cifica con S Paolo: c Molti che siamo, siamc un sol corpc; in Cristo; gli' uni membri degli altri >; e il razzismo che intende solo forgiare e costruire, 'direi ancora rifare la mentalita del-cittadino; esso vuole educare e non perseguitare. Vuole risvegliare la dignita di se stessi e, a traverse il temperate orgoglio della genitura, mantenere inalterati il carattere romano e Ia dignita civile in noi, mentre questa promuove nei popoli, ritar datari non per colpa !oro. Ii razzisi:no fascista non baiza fuori come un mite, piu 0 mtmo giusti!icatore, ne dal delirio della nazione, rna dCdla storia, dal prestigio della nazione, ed aggiungo dal buon sense e dalla volonta della conser vazione. Curare il miglioramento del pio prio popolo e compile altissimo ed utile; e dovere dell'uomo nello: famiglia, prima an cora che della State nella nazione; rna ri spettando il principia etico di leggi supe riori e connaturate alia vita. II razzismo va cost inteso in sense totale: Mens sana in corpore sano cioe difesa delle spirito e del corpo. in armenia fra !oro. Anzilutto 4S

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della spirito, il quale, essendo superiore alia materia, Ia deve dirigere. La difesa deve avere il suo principia nella dignita umana e civile di ciascuno, nella piu ampia visiohe del bene nazionale. V'e un patri monio spirituale che va difeso anzitutto: quello che concede ad un popolo di guidare, direttamenle od indirettamente, ie altre nazioni, senza bisogno di conquistarne un solo chilomeiro di territorio; quello che da al popolo il dominic sui suo stesso invasore e Ia forza di liberarsi dall'oppressore, costituendosi a nazione anche dopo secoli di schiavitu. E' quel patrimonio spirituale che veramente costituisce una di stinzione, per non dire una gerarchia dei popoli. Di tale patrimonio fanno principalmente parte Ia religione, Ia morale, tutto que! complesso di fattori che chiamasi ci vilta. Chi puc negare essere lo :;;pirito Ita liano Ia nostra vera religione eminentemente cattolica? La difesa della razza dovrebbe iniziarsi con Ia difesa da certi ii1segnamenti con da idealogie filosofeggianti le quali, per essere anticattoliche non sono italiane diceva il Tommaseo. Ideqlogie che giungono alia divinizzazione della Pa trie, Ia quale non e Dio; bensl e Dio il principia della patria, e chi rinnega Dio, tradisce Ia patria. Non e forse questa immanentismo, figlio prediletto della spirito ebraico, dal quale ci si vuof difendere? Ed e con l'immanentismo che vogliamo difen Ia nostra civilta, il nostro popolo, Ia nostra razza? Con lo spirito degli idolatri del scingue e dell'oro? Con lo spirito. di Freud, Lombroso, Marx? Con lo spirito di Epstein, di Otto Dix e dei confratellidell'intemazionalistico Gruppo di Novemhre? Con lo spirito rivoluzionario dei Mortimer, Chuster, Rhun, Levy, Schiff, Lassalle, Ro senherg, Lenin, Rosenfeld, Radek; Bela Kun o Blum? Con lo spirito dei traditori Ratheau e Ballin e dei disfattisti Treves, Modigliani, Mortara? (potrei continuare con due colonnel}. II Fascismo armonizza i sentimenti ed i doveri religiosi epatriottici del popolo, onde si dia a Cesare que! che e di Ce sare e a Dio cia che e di Dio :.: II Cattoli cesimo Cristiano, ponendo Dio a principia e !ermine dell'anima, investe con Ia sua luce Ia famiglia e Ia patria. Qui vorrei fare una parentesi, per dire a que! tale came rata milanese che il cittadino non si educa solo nella scuola e nei poligoni, non solo nella palestra, ma anche nella famiglia, anzi principalmente nella faiiiiglia, e le nostre famiglie sono progenie di colora che hanna costruito templi, chiese e cattedrali, ove lo spirito si umilia alla maesta di Dio. Chi santilica Ia famiglia e Dio stesso, ed e Ia Chiesa Cattolica, riconoscendo i1 matrimonio Sacramentum. E' Ia Chiesa che vuole preservare Ia famiglia dall'adulterio, il quale porta al disonore della casa, oggi, e domani a! tradimento della Nazione. E' Ia Chiesa che, coridannandct Ia concupiscenza, impone la dignita, il frena degli istinti, per risparmiare a huon fine le energie dell'uomo, impedire contagi_ che guastano gl'individui, danno frutlj tarati alia societa. E' ancora la Chiesa che rafforza, aiuta l'autorita del padre e delle Stato, aggiungendo alia dignita dell'uomo, alla responsabilita del cittadino, il sentimento della giustizia divina. E dove non puc lo stato giungere con le leggi, sara il timor di Dio che impedira ingiustizie, che salvera innocenti. II camerata E. L. Aachieti ci scrive da Turate (Como), tra l'altro; Prima del Concordato c'era un vera arruffio nei rapporli tra cittadini e istituzioni in Italia e la vecchia bandieia temporale veniva agitatcr o calpestata a seconda del capriccio di chi agiva. Ma il Concordato ha data alia Chiesa tutto il suo prestigio, e ai sacerdoti ha garantita la liberta assoluta del lora esercizio, delle lora funzioni. delle !oro missioni. II popolo, certamente non mistico, come del resto in generale anche quelli che non gli appartengono, il popolo e bonariamente credente, in generole sinceramente praticante; tutti nascono e son battezzali, tutti muoiono e son conlessati e comunicati e confortati con l'Estrema Unzione: nelle scuole c'e il Crocifisso; spettacoli immorali son proibiti in qualunque pubblico o privata ritrovo; nel!e scuole c'e un insegnamento religiose conlorme al l'eta dei giovani; non v'e inaugurazione, posj:[ di prima pietra, solennita ulficiale, che lo comporti, a cui non sia presente con la dignjta e il rispetto dovutogli, anche un rappresentante del Sacerdozio; erezioni di Chiese non mancano mai di interessare sia i privati sia lo State; epurazione dei libri neUe scuole, esercitata non certo con mi nore oculatezza e tempestivita sui' libri, come ieee e come a fare !'Index librorum prohibitorum a garanzia del raggiungimento di una educazione sana-e pro mettente di ottimi risultati morali; una stampa co .sciente de' suoi doveri, disciplinata, assiste lo State; ed altro, ed altro ancora potrei cilare con la certezzadi otte nere l'approvazione di tutti anche se fra loro discordi. Non resterebbe, a dire il vcro, per noi italiani, che di entrare a pie' pari nel Paradiso, se tutte queste norme, lutta questa buena volonta della State da una parte e della Chiesa dall'altra, in santa pace si rea.l.i.zzassera nel sene del nostro popolo, con quello spirito di carito Cristiano che dovrebbe distinguere essenzialmente i1 Cattolico italiano dall'Ebreo di razza semita, carita che soprattutto per colora che hanna rnissione religiosa rappresenta uno stretto dovere con una certa disposizione a quella mansuetudine e a quegli adattamenti di cui il Cristo diede tanto provo per salvarci. Come va che nei primi Ire o quatiro secoli della Chiesa c'era tanta unione fra i Cristiani? eppure erano stati idolatri, erano usciti da un mondo sinistro e derisore e persecutore. Meno ingombri di voluminose norme, piu azioni cordiali e spontanee, insomma piu amore, piu comprensione piu tolleranza: questa era l'Azione Cattolica di allora. E' possibile rilornare a quei tempi? Si direbbe che l'ignoranza di quei tempi favorisse Ia benevolenza, mentre Ia profon dita del sapere Teologico, Etico, Scientifico, Storico ecc. pare che faciliti i mallntesi e !olga l'armonia di cui abbiamo bisogno. Cesare Zumaqlini ci scrive osservando che Ottorino Gurrieri, nel suo scritto della razza di condottieri, contenuto nel numero nove, abbia detto non avere gli ebrei avuto sommi condottieri. E Mose? per citarne uno solo, come .fa Machiavelli scrive ZuDirettore reapouabile : TELESIO INTERLANDI maglino. E ZuD!-aglino. ha ragione: nem meno ai nemici della civilta dobbiamo quel i:he gli spetta; ma soltanto che 1l carattere della razza ebraica non e propriamente guerriero, se non nel sensa delle guerre invisibili e s_otterranee, sa sa condurre, e conduce da E' una razza di roditori, di logoratori, una razza sotterranea: ques'to e il vera carat tere guerriero e tenace degli ebrei, questa il carattere pericoloso che hanna special mente sviluppato. Aldo Spallacci. romano, compositore e disegnatore d'architettura, ci scrive che non sara mai abbastanza nota e celebrata la nostra razza, se non sara interamente conosc:iuta Ia virtu dei nostri qviatori. Egli dice fra l'altro: La natura meravigliosa sembra sfidare tutte le potenze um'ane; e dare all'uomo di studiare la bellezza della nudva Ita!ia che rinnovate affermazioni. trionfa splendore affascinante, sfida le polenze degli oceani, delle montagne che sembrano formidabili resistenze di attacchi nemici. Sono le ali fasciste del valore Italiano che con rinnovata energia e perfezione si al fermano instancabili di forza avicdoria Cosi scrive Spallacci e noi siamo con lui. Non abbiamo mancato di ricordare questa splendida forza della razza, che e pure la piu amata dal POP.Olo italiano Gli aviatori sono popolari, popolari le vile de gli aviatori italiani. E non manchiamo di buoni libri, .che ne parlano. Ora e uscita la vita di Baracca, scritta da Antonino Fo schini (Editoriale Aeronautica}. Baracca, ecco un indimenticabile eroe aell'aviazione italianei; il suo solo ricordo e davvero una forza della razza italfana. Roberto Tocco fu Felice ci ha scrilto da Milano : Ho letto !'interessante articoio di Guido Landra c Gli studi della razza in Italia prima del razzismo .Pur non intendendomi di c;ue sti studi, forse fra i piu vecchi studiosi di antropologia, italiani, potrebbe essere citato Felice Tocco. che prima di assumere l'inse gnamento della storia della filosofia a Pisa e Firenze, iiisegno anbopolOCJicr nel quadriennio 1871-1874 alia R Universita di Roma. . Cosl ci ha scritto Roberto Tocco, ed cgli stesso ci ha mandata Ia seguente nota riguardo a Felice Tocco: Felice Tocco (Catanzaro 11-9-1845 Fi renze 6-6-1911}, lavori di antropologia: I crani Papuasici; bel concetto e dei limiti dell'antropo logia; Studi antropologici: concetto della spe cie; criteria dell'analogia; Ia permanenza dei caratteri; il criteria della fecondita nel l'antropologia; variabilita e gradazione dei caratteri; Le razze pigmee e gli Au5sa. Questi studi sono stati pubblicati sui c Giornale napol'etano nel periodo 1871-74 con molti errori tipografici, corretti dcll'A nella copia tenuta presso di lui. Le lezioni di antropologia sono state scritte ma.. non. pubblicate.. Stampatori: Societe] Anonima Istituto Romano Arti Groliche di" Tumminelli & C. -Largo Cavallegt;reri 8, Roma

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CC JRt JE 10) Jl'Jf CO) Jl'Jf -"1L1l-"N CO) SOCIETA ANONIMA CAPITALE L. 500.000.000 -RISERVE L. 111.659.733,35 lRJOtlE 4(i,'JEN'4lDV A JENTR/\JLE: MIL"NO. FILl AU IN IT ALIA: Abbiategrasso -Acireale -Acqui -Alassio Albtmga -Alessandria -Ancona -Aquila AreJ
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