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Difesa della razza : scienza, documentazione, polemica, questionario

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Material Information

Title:
Difesa della razza : scienza, documentazione, polemica, questionario
Physical Description:
Serial
Publisher:
Società anonima Istituto romano di arti grafiche di Tumminelli
Place of Publication:
Roma
Publication Date:
Frequency:
semimonthly
regular

Subjects

Subjects / Keywords:
Race relations -- Periodicals   ( lcsh )
Jews -- Periodicals -- Italy   ( lcsh )
Race relations -- Periodicals -- Italy   ( lcsh )
Genre:
periodical   ( marcgt )
serial   ( sobekcm )

Record Information

Source Institution:
University of South Florida Library
Holding Location:
University of South Florida
Rights Management:
All applicable rights reserved by the source institution and holding location.
Resource Identifier:
usfldc doi - D43-00018
usfldc handle - d43.18
System ID:
SFS0024306:00018


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. . Tutta l'Italia 01 .. ,.

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immenso cantiere

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ANNO Il -' NUMERO 12 20 APRILE 1939-XVII ESCE IL S E IL 20 DI OGNI MESE UN NUMERO SEPARATO LIRE l ABBONAMENTO ANNUO LIRE 20 ABBONAMENTO SEMESTRALE 12 ESTERO IL DOPPIO Direttore: TELESIO INTERLANDI Comitato di redazione: prof. dott. GUIDO LANDRA prof. dott. LIDIO CIPRIANI -dott. LEONE FRANZI don. MARCELLO RICCI dott. LINO BUSINCO Segretario di redazione: GIORGIO ALMIRANTE SCIENZ!DOfUUENTAZIONE POLENte! OUESTIONARIO Questo :faseieolo interamente-dedieato nella ricorrenza ti el N a tale tli Ho1na, Festa del Lavo1.o --ID en1 esaltazione del lavoro -SI mani:festano e si potenziano le virt. della razza

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Trovare oggi, in Europa un paese senza ferrovie senza strade senza mezzi di comunicazione, ancora in condizioni di vita uguali a quell e dei terripi feudali ... costituisc e un'occasione cos poco comune che si pu, io credo, rinunziare per un po' di tempo al conforto a cui si abituati, al fine di rivivere, per qualche giorno, una vita completamente scomparsa da molto tempo presso di noi. Con queste parole apre il suo libro che s'intitola Sollve.nirs de la Ha11te Albanie, il console di Francia a Filippopoli, A. Degrand. Seguiamolo nei suoi itinerari albanesi. Racconta che in otto ore si poteva giungere con un buon cavallo da Durazzo a Tirana, se il terreno non era bagnato E descrivendo il viag gio compiuto egli soggiunge : Questa bella pianura (da Du. razzo a Tirana) poco popolata ; immensi terreni restano senza coltivazione ; per mancanza di braccia, ma, soprattutto, per man canza di strade che consentano di avviare il riso e gli altri ce-reali verso Durazzo, che il porto d'imbarco E utile inoltre riportare testualmente quello che il nostro viag. giatore racconta sul fiume Drin e su i sistemi coi quali s i effet tuava il guado di esso. Ristretto tra la roccia il corso del Drin torrentizio Ma in questa stagione le acque sono poco alte e si pu traversarlo. L'imbarcazione primit i va : due tron c hi di gelso scavati, grossolanamente appuntiti alle due estremit uniti con s errami di legno. C'infiliamo bene o male, in questo singo lare s trumento ; tutti passeggeri ed equipaggio si fanno il segno della croce. Quattro uomini manovrando pesanti e rudimentali remi, ci fanno risalire lentamente l'acqua morta lungo la riva, e quando giudicano di essere sufficientemente elevati, si lanciano, tra alte grida, con noi nel torrente che spumeggia e che ci porta via vertiginosamente In pochi minuti atterriamo alla riva d i r i m petto Si spiega, quindi facilmente perch dopo l'atterraggio carabi,ne e pistole si scaricano in aria in segno di legittima g ioia per lo sca mpato pericolo D l H O A E P E A Il R i E LA .SUA fAMICILIA. Del tragitto Tirana-Cruia (che noi abbiamo potuto compiere giorni addietro in poco pi di mezz'ora) il Degrand raconta di averlo portato a termine in due giorni con tappa intermedia a mezza strada, sempre a dorso di cavalli; e parla di questo viag. gio come di una delle pi memorabili e scabrose ascensioni che si ricordino Di un altro viaggio effettUato lungo il fiume Drin per andare da Scutari a Orose i, si legge nel libro questo resoconto Ad un certo punto noi dobbiamo discendere da ca. vallo essendo in presenza di uno dei passaggi pi brutti, che si incontreranno numerosi sul nostro cammino. Il sentiero, appena tracciato a mezza costa a cinque o seicento metri di altezza, in una terra rossa senza tenuta sokato da un ruscello formato dalla pioggia e dallo scioglimento delle nevi; non c' un posto per mettere piede a terra, bisogna rimanere sul declivio e saltare la parte franata. Un poco pi lontano si rende nuovamente ne. cessario. ricominciare la stessa manovra su una parte rocciosa e resa sdrucciolevole dalla vicinanza di una sorgente L'istinto e la prudenza dei cav alli sono ammirevoli Sarebbe monotono continuare ancora in queste citazioni; del resto, una delle tesi che ricorre nelle pagine del libro proprio quella di mettere in ri. lievo la mancanza quasi assoluta di viabilit in Albania, motivc per cui il paese rimaneva impenetrabile e tagliato fuori dalla v i t europea Gli Albanesi chiamano il loro paese Skyperia (Paese dell'aquila) e essi stessi skypetari (.figli dell'aquila) soggiung c ad un certo punto il Degrand, facendo dello spirito alla fran. cese -ed io trovo che hanno ragione e pi di una volta h o rimpianto di non essere fornito di ali con le quali, la.Sc i a intende r e avrebbe potuto sopperire all'impraticabilit del terri torio impervio. Non a caso stata scelta in questo momento, tra l'abbondante letteratura esistente su viaggi in Albania la testimonianza di u n francese autorevole Essa di eccezionale valore, sebbene OSPEDALI 22,t0% 15,4% "-----------------------------.........---DEl DiNARO DATO 10 StUOLE

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al 1901, anno cui comparve il libro, dato Che, anche negli a nni successivi, le cose rimasero in Albania come:.fe lasci il con s ole francese. Nssuno si preoc cup di cambiarle ; nessuno si fece vivo, fino a quindici anni fa in cui l'Italia, con i suoi tecnici, il suo capitale e i suoi lavoratori s i trasfer sull'altra sponda e si i mpe g n nella redenzione mate riale del popolo amico, che or a ha associato il suo destino ad essa Che le cose non siano cambiate negli anni successivi si trova do c umentato nel libro I-tinerari Alba l/esi, di Antonio Baldacci che la R e ale Societ Geografica Italiana ha fatto ristampare nel 1917 La ristampa fu accompagnata da uno spec iale capitolo di chiusura, nel quale sono appunto riassunte e ordinate, in breve spazio, le descrizioni delle strade con tutte le loro caratteristiche Nell'impossi bilit di riportare d e tte descri z i o ni, ecco alcuni paragrafi di un giud izio riassuntivo sulla viabilit in Albania, contenuto nel detto o lume Se si eccettuano poche rotabili e carrareccie, le strade al b anesi hanno soltanto valore di s e ntieri pi o meno larghi e pro f ondi se mpre con tracciati tor t uosi, e nelle montagne proV'.e, Jute s ovente di rampe a zig-zag. Queste strade sono soggette a l.ivinamenti ed a frane nei terreni .trg illosi e marnosi, ad alluvioni e d a bruschi cambi di corso per le alluvioni stesse nelle pia nure e nei bassopiani palustri. Quivi, assai spesso, esistono ben due distinte reti stradali, l'una da percorrersi in periodo secco l'altra in quello piovoso. In sostanza, in Albania prevale il concetto di passare i fiumi quando si pu; in caso diverso si aspetta che il tran sito si renda possibile, oppure a costo di accidenti, si gira e si ri g ira sulle rive di un fiume per vedere dove sia possibile passarlo crea ndo n guado, oppure per trov are barche o piroghe abbandonate o quelle che per avven tura, c ome molto frequente accade, abbiano mutato di posto i che avviene, di regola, dopo o () Il

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la stagione piovosa dell equinozio. Le carrareccie sono scarse, esistono soltanto nelle pianure o nei greti dei fiumi e non sono praticabili che nell'estate, nei tempi di secca, essendo d'inverno quasi sempre inondate. Le carrozzabili albanesi tornano ad esistere solamente nella nostra fantasia la qual e non ha ancora capito che l'Albania dovr avere almeno un altro secolo di tran quillit per poter disporre di una vera rete stradale e sapeda mantenere Ma non c tanto bisogno di attendere un secolo. Come ha rilento il nostro Ministro degli Esteri Conte Ciano, alla Camera dei Fasci e delle Corporazioni, nel recente memorabile discorso quindici anni or sono <
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-La politica razziale non si esaurisce in esaltazioni i segni biologici, n tanto meno si limita ad esercitarsi nella ricerca di caratteri distintivi fra i vari gruppi l'tni. Il riconoscimento di particolari qualit nelle tendenze biologiche, negli atteggia menti spirituali o nel complesso morfoiisiologico rimane un episodio sterile se 110n interviene un'azione organica, vasta L' hcn coordinata per. potenziare e di fen dere i caratteri tipici della razza. La tendenza a difender-e gli aggregati della popolazione si pu dire, sempre e sistita. N e i tempi pi lontani, nell'oscu rit dei primi 'tentativi di organizzazione s ociale, il Capo deve essersi posto anche i! problema di tutelare gli elementi pi ne cessari alla vita comune. Ad Atene ed a Roma la politka assistenziale si integra rcrfettamente con la concezione elevata che questi popoli avevano cle H'individuo In Grecia giuochi di Olimpia fortifi cano il corpo della giovent per tutt:: le prove, si soccorrono gli invalidi di guerra e gli inabili al lavoro ; a Roma Caio Gracco stabilisce per legge la fprnitura gratuita del grano a coloro che in un modo qualsiasi non riescono a guadagnarsi il pane, medici pubblici prestano il loro servizio disinteressatamente per le famiglie dei non abbienti, mentre altri uo mini di governo danno nuovi sviluppi al la politica 11 Cristianesimo con i suoi principi di carit viene in soccorso delle categorie pi bisognose con istituzioni sempre pi numerose di brefo trofi orfanotrofi, cd ospedali che vengono allogati specialmen tl' nei conventi. Nel Medio Evo, apertosi verso il mille il periodo del lavoro industriale c del com mercio, le esigenze delle categorie produt tive si rendono pi manifeste. Ma non pu dirsi che gli organi statali divengano sen sibili innanzi a questi nuovi problemi. Sono perci gli stessi lavoratori che provvedono ad organizzarsi in societ per la prestazione di soccorso specialmente durante le malattie. A Genova a Venezia, ad Amalfi a Firenze ed in molti altri centri d'Italia sor gono istituti vari che provvedono al ricov e ro ed alla cura del lavoratore mala to, contribuendo talvolta anche a rifpn derlo, sia pure in tenue misura, del man c at o guadagno. Nel celebre statuto di Elisabetta d'Inghilterra pubblicato il 19 dicembre 1001 vengono fissate disposizioni perch il lavoratore valido poso;a avere il suo lavoro, mentre per gli invalidi determinato un soccorso fisso. Questa legge .e le altre pi dettagliate pubblicate in Francia dopo la rivoluzione del 1789 sono sostanzial mente incomplete e mancando un legame unitario fondamentale perdono rapida mente di efficacia. Nel secolo XIX politici, sociologi, an tropologi e biologi portano per diverse vie un contributo di idee nuove al problema dell'asslstenza al lavoratore. Nuovi siste-t a

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mi e nuoYi ideali r.endono spesso contrastanti le proposte per una soluzione inte. grale. TI dopoguerra riduce ir probl!!ma alle se linee essenziali. AI fuoco delle trincee SO n e cadute tutte l e acuit, tutti i pleona s mi inutili buttati entro il c .ampo di di scussione Clalla retoric.< dei demagoghi. Nel pe .nsiero del Duce, sino dagli inizi s ; trova strettamente collegato il concetto dinamico dci lavoratore considerato come demento essenziale del complesso etni<:0 della N azione. Nel nostro quadro razziale il lavoratore occupa uno dei settori pi importanti. Non soltanto -e qui il punt0 notevole come fattore economico, come semplice mezzo di produzione, ma anche c sovrattutto pcrch nel lavoratore si assomma un complesso di -caratteri particolarmente tipici Sono questi la sobriet consona alh
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l LAVQRAT NEI .. PARADI DEMOCRAt (.f!iu uomim lulnno ereditato ed alimentato gli istinti dominanti il preistorico regno animale; Li hanno talvolta migliorati ma li hanno anche molto spesso pervertiti; la prima forma di ragionamento rappresentata dal sentimento dell'egoismo: mors tua vita mea. Contrasti parigini Al primo piano -come avverte la targa l'incoraggiamento prog-resso -Sulle scale, i. senza-tetto. che non hanno trovato accoglienza nell'asilo notturno. Ma con lo svilupparsi della ragione accanto all'egoismo si pone. l'altruismo che rappresenta la rivelazione pi avanzata della coscienz a umana: l'uomo portato a soccorrere l'uomo, agendo non pi in forza dell'istinto ma in forza della ragione che lo sospinge a beneficare ed a soccorrere, p e r godere di quell'intima soddisfazione spirituale che nasce dall'aver ptaticato del bene ai propri similt. Lo spirito di piet e di solidariet umana assume la forma di assistenza con il sorgere del Cristianesimo; la Chiesa infatti che n e i tempi pi remoti; tra l'infitrire delle epidemie, trasforma i suoi conventi in ospedali e raccoglie i fanciulli orfani e abbandonati; e quando Enrico V I I I capo della Chiesa anglicana, dispone la soppressione degli ordini religiosi e la confisca dei loro beni, egli apre 111za spaventosa voragine nel campo dell'assistenza sociale che cerca invano di riempire lo Statuco di Elisabetta del 1601. Ma le attivit sociali dello Stato, relative all'assistenza del lavoratore, sono prodotto della moderna civilt e sono propriamente il r isultato di una integrale concezione dei compiti che lo Stato deve svolgere per lo sviluppo fisico e spirituale delle presenti e future generazioni. Quindi solatnente nei primi decenni del secolo XX, sotto l'influsso delle nuove dottrine biologiche, antropologiche, economiche e sociali, venutesi sviluppando nel corso del secolo X IX, che l'assistenza al lavoracore assume un carattere di primissima importanza, per cui le classi lavoratrici non devono essere assistite unicam ente per un semplice principio di solidariet umana, ma soprattutto per impedire un indebolimento fisico e morale della razza e promuovere nel contempo lo sviluppo delle nuove generazioni, la f ormazione ed il miglioramento degli elementi utilizzabili dalla Nazione; ed infine difendere la collettivit dagli elementi passivi e parassiti. Non sono mancate in tutti gli Stati civili iniziative per la soluz i one del complesso problema della tutela e dell'assistenza al lavorat ore, ma seppure portate sul tavolo di discussione non possiamo affermare che ovunque abbiano trovata una pratica applicazione; f eoreticamente si sono notati principi ed indirizzi giustissimi, ma Nazioni hanno risolto il problemtiJ Ben poche e tr,a queste Il pnmo posto spetta all'Italia. L 'assistenza alla maternit ed all'infanzia un problema sociale interessa molte classi lavoratrici, notorio infatti il grandisSimo numero di donne che esplicano le pi svariate attivit in seno ad aziende, indu.Strie uffici, ecc. -essa presenta molti aspetti che non possono essere esclusivamenie risolti con provvedimenti iriquadrati nella politica demografica del Paese, col combattere, la mortalit infantile ed il regresso delle nascite, ma tutta intessuta di principi morali che sono corona indispensabile a tutti i mezzi terapeutici ed a tutte le risorse scientifiche. In Francia, ad esempio, si creduto preservare dai perniciosi effetti della miseria, dello sconforto e dei maltrattamenti, donne nub.ili o vedove o infedeli ed abbandonate che si trovino in stato di gravidanza, istituendo degli asili per gestanti nei quali le donne accolte, principalmente operaie; non sono tenute a rivelare la loro identit; e si ha la pretesa di tenerle al sicuro da ogni indiscrezione, facendo cbbligo al personale addetto a tali asili, di mantenere il pi assoluto segreto. L'assistenza in questi asili gratuita per non appena le puerpere si avviano alla normalit, vengono adibite ai lavori pi svariati: nuova forma cosi di carit pelosa! Parigi dispone di due Istituti di questo genere: uno il Refuge ouvrier Pauline Roland 111' altro l'Asilo Miche/et Ora tali f.orme di assistenza consacrano la legittimit della disonest e l'annullamento di ogni principio morale, rappresentando un continuo incitamento al male ed alla degenerazione. In Francia poi le autorit pretendono di aver considerevolemnte migliorato le condizioni di vita dei lavoratori, mentre la realt, per disgrazia del lavoratore francese, tutt'altra. Gli alloggi degli operai; salvo rare eccezioni, sono dei pi miserabili ed assolutamente atltigienici: un letto, un tavolo, poche sedie, in un unico locale che serve da camera da letto, da camera da pranzo, da cucina, d gabinetto. Cosi pure! le statistiche delle remunerazioni alle classi lavoratrici segnano un notevole aumento dei salari; ma non si crede opportuno aggiungere quale sia stata l'evoluzione dei prezzi delle de"ate nello stesso periodo di tempo. I prezzi degli articoli di abbigliamento sono elevatissimi ed assolutamente inaccessibili per il modesto lavoratore, che tuttavia viene segnalato per il grande decoro personale (!17). Delle assicurazioni sociali beneficiano solo pochi fortunati e l'assistenza medica al lavoratore in alcuni distretti della Francia assolutamente sconosciuta. Le condizioni di lavoro (igiene e disciplina) sono tra le peggiori di Europa, per la disciplina basti ricordare i continui scioperi id occupazioni delle jabbNche. lo non credo che si il caso di aggiungere altroj prch, dati questi precedenti, la situazione vera del lavoratore francese facilmente prevedibile. 13

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Per tornare al tema dell'assistenza alla maternit ed infanzia, sarebbe bene non parlare di quella propinata dalle autorit sovietiche alle Lavoratrici ed ai Loro figli. La posizione giuridica della donna nell'V R. S. S. non ispirata a cnteri di umana solidariet per elevare La donna alla divina funzione della maternit, bens, distolta dalle sue naturali funzioni familiari, allontanata dai -culti tradizionali, senz a religione e senza famiglia, essa considerata solo per L'apporro che potrebbe arrecare alla ricostruzione sociale. Il matrimonio sovietico non comporta obblighi di fedelt e di coabitazione: la donna volendo, muta alcova, marito e figliolanza! Non meno misera la situazione de/fanciullo: nel1921 dei 25 milioni di uomini rimasti senza cibo, otto milioni erano ragazzi senza tetto (Relazione della Dietkomissiya al Comitato Centrale Esewtivo Panrussn del 25 dicembre 1921). Nelle classi lavoratrici la donna considerata, dal punto di vista delle possibilit e della produzione, alla stessa stregua dell'uomo, ed a quesco proposito W Citrin, Segretario generale della Trade Union, osserva: ... ho visio sulla strada donne scalpellare le pietre: esse lavoravano con l'identica vigoria degli uomini < Noi radicalisfi inglesi pensiamo che le donne non debbano essere sfruttate in lavori malsani e p ericolosi. Si vedono dappertutto donne scavare fossati, laForare da t errazzi eri, calarsi n elle fogne, condurre tram, costruire stradt ferrate compiendo lo s tesso lavoro che gli uomini l) Le donne e d i ragazzi s o n o ocwpati nei lavori pi duri e faticosi, gli orari non sono rispettati e d i n alami s t abilimenti le ore lavorative vengono l elferalme i t e raddoppiate senza che p ertanto venga corrisposto un adeguato compenso e smz a che l e autorit si preoccupino di impedire urz simil e abuso. A questo proposito la << Za Industrializ a:;im del 17 marz o del 193 7 scrive: Nonostante che il lavoro straordinrio sia stato a bolito n ella-fabbric a di Karkov, pure i dirigenti trattwgono operaie e d impiegati, anche minori, fino a 24 ore al giomo, la stessa guardirzna del magazzino, Archipova, incinta di 7 mesi sfata obbligata al lavoro straordinario, e soltanto dopo lunghe suppliche stata autorizzata ad andar via, solamente dopo sette ore di lavoro supplementare* Casi consimili sono all'ordine del ed il giomale sovietico Trud l) d e l 20 f ebbraio 1937, riporta la seguente lettera di una operaia che mostra molto eloquentemente coine i provvedimenti Legislativi p e r l'assistema alle Lavoratrici, specie se in stato interessante: e d ai fanciulli, in realt restano Lettera morta: < ai quali tutto Lecito tutto permesso; non La minima forma di assistenza igienica e sanitaria, non il pi piccolo aiuto morale e materiale. Tutto si svolge in un egoismo ripugnante. Ma non si creda che in materia di assistenza sanitaria, La deficenza si riscontri solamente nei confronti dell'elemento operaio o impiegazizio, non meno triste la sorte di ogni bisognoso che bussi alla pona di un ospedale. Questa volta La Pravda del 3 Luglio 1938 che denuncia l'inumano comportamento dei compagni medici >. < sia veramente cono.scwta in tutti i Paesi civzli, perclz altrimenti come spiegare il modo di vivere cos bestiale e primitivo di certa gente? Oppure bisogna ammettere che costorp non avendo mai provato il benessere ne ignorino perfettamente l'esistenza: in una piccola camera di m 6;4 per 5 vivono gli operai dell'officina per la fabbricazione delle lamiere di ferro di Kouibichev. Sono dodici; tuttt in questa stanza: sette di essi dormono su letti primitivi, gli altri sul paPimento. Questo pavimento si lava una volta la settimana. I letti non si fanno mai. L 'acqua corrente non esiste, essa portata da Lontano l) (Voliskaia Kommouna, n. 97, 27 maggw 1936). La Pravda del 4 aprile 1937 riporta Le medesime considerazioni sulle condizioni di vita e sugli alloggi degli operai dell'officina Stan-\ Una via di Cuba, di' kolit l) situata alla periferia di Mosca. <
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offcina e funzionari, .perch i permessi -che dovrebbero essere dati ai lavoratori, vengono invece rilasciati agli gradi . (Pravda del Komsomol. n. 93, 1937) . . Non parliamo poi delle Assicurazioni sociali zl cui pagamento delle indennit non versato, come nel nostro Paese, in proporzione del grado d'infermit, dell'invaliditi o dell'et ma solo gli insigmti di qualche decorazione hanno il diritto, in caso di malattia, ad assegni pari al salario normalmente percepito, tutti gli altri lmoratori ricevono un assegno in proporzione m.nima della Loro paga ordinaria; ed in caso d'infortunio o malattia diventa problematico anche il ricovero all'ospedale questi; a Mosca ad esempio, sono fomiti di un numero di letti in proporzione del 6 3 per 1000 abitanti! -Questa f la triste condizione del lavoratore russo: mancanza. di assstenza in cas" di disoccupazi(lne, mancanza di assistenza sanitaria in caso ,t'infortunio o malattia, mancanza di assistenza alle madri ed ai figli, e come conseguenza della negazione di ogni print'ipw d 'igiene, il dilagare delle epidemie che decimano le popola zioni e che favoriscono ogni genere di depravazione e di abbruti-mento morale e materiale. La miseria ha sempre rappresentato il pi sinistro dei mali sociali e dal punto di vista patologico fome di malattie, di deperimento : J r ganico, di anomalie fisiche e psichirhe, di decadimento morale; 1arii jallori contribuiscono alla miseria, principalmente la vecchiaia abbandonata, i matrimoni infelici, l'alcoolismo, i cattivi costumi ed altre 111/merose cause di indole morale. L'Inghilterra che conta numerose ,,.ganizzazioni ospedaliere ed assistenziali, ha citt che presentano i111ieri quartieri popolati da modesti lavoratori che vivono in uno stato di indigenza pietoso ed in un sudiciume ripugnante. In un ,;mile stato vivono migliaia di operai e di modesti artigiani senza c h e qualcuno si preoccupi seriamente del Loro stato; le associazioni d e i Lavoratori risultano praticamente. inuti.14-esse. forniscono un'as.s i stenza limitatissima che nel sampo sanitario del tutto insignificante: l'operaio soffre la fame con tutte le conseguenze generate dal ed insufficiente nutrimento. In questa classe le malattie infettcve mietono vittime in modo davvero impressionante e la Sanit Pubblica tenta invano di arginare queste calamit prendendo deci-sioni draconiane. . Nelle altre categorie di lavoratori, per quanto la loro condizione gi migliore della precedente, si riscontra principalmente la vera pcaga sociale: la disoccupazioni!, che provoca interminabili-cortei nelle vie e nelle piazze di uomini abbrutiti dalla miseria e di donne che levano alto i loro bambini sudici e mal coperti. opere assistenziali per la tutela della maternit ed infanzia comspondono sussidi di corrvalescenza alle puerpere quando vi sono fondi oppur le)Iccoleono per un breve_ periodo negli -asili materni quando v.i sono post1, ma ne 'le une n gli altri 'Mno in gradiJ di fornire aiuti nep11.ure ad un terzo delle bisognose, mentre due buoni rarame11te possono procurarsi fassistenza di una ltvtria di un medico, ma .pi spesso vengono asSistite da infermiere visate la cui competenza in proposito normalmente non supera quelgrado di buonsenso comune a tutti gli uomini. In Olanda e nei paesi Scandinavi le classi lavoratrici, operaia. ih specie, souo pervenute ad uno stato di benessere; di dignit e di istruzione che un tempo era appannaggro esclu#vli del. ceto benestimte;la crisi mondiale delJ929 ha offerto l'occasione a questi paesi di gere una sistematica assistenza sociale che nel campo igienico-sani-'' t ari o una pi perfette .. Nazioni coscienti queste che hanno alla base di ogni principio morale un incondizionato altrui.mo merc il quale anche wlla pi umile casa giunge il conforto della assistenza e l'opera del medico veramente volta a intendimenti squisitamente sociali. Le condizioni generali delle classi lavoratrici sono in stretto ;apporto con il prevalere o meno della classe proletaria; dopo f ln:ghilterra (16 %) seguono subito gli Stati Uniti ove il prolttqjiatQ. rappresenta il 61 % della popolazione. Le tristi condizioni di questa classe. _sociale sono ormai troppo note per essere ulteriormenl! illustrate, tuttavia bene ricordare che negli Stati Uniti un milione. e duecentomila persone errano senza e senza pr.otezioue, che i disoccupati ammontano a IO mtlioni, che i vagabondi sono il dell'intiera popolazione e la solaNew York ha ilJ5% dei cittodinl che praticano il vagabondaggio ed in alcuni quartieri il bisogno e la degradazione umana si spingono ai-Livelli pi bassi . Eppure gli Americm1i si vantano di essere i meglio attrezzati nel campo dell' assistenza! pu darsi, ma le cifre che abbiamo riportato' C'inducono necessariamente a non dar credito a tali affermazioni. Forse chi! il possedere lusuose. cliniche ed immensi ospedali signifiCa che la poprJlazione abbia tutta l'assistenza simitaria voluta? Il l.us$o una frmn a come un'altra per sperperare del danaro, mentre sappiamt! benissimo che sul malato esso non fa colpo; quello che egli cerca nel medim, L'umanizzazione della sua professione ed il conforto chi viene dalla speranza di una pronta guarigione, e dagli altri f assistenza necessaria alle sue conditftini; tutto questp, ptr il malato, un diritto acquisito il. momento stesso in cui il suo stato diventava aniJrmale. li resto non conta. Prr limitarci all'assistenza sanitaria praticata al lavoratore, bi'ivgna innanzitutto premettere che le classi lavoratrici, per ragioni economiche, fissano principalmente le loro dimore alla periferia se non addirtttura fuori della citt?i; ora si verifica questo sintomatico fenomeno: mentre nei centri cittadini il lavoratore, pi o meno .assistito, alla periferia e fuori di essa il lavoratore ri17Ullll! perfeltamente isolato, per cui in caso di bisogno urgente deve spesso .fare chilometri e chilometri alla ricerca affannosa di un medico e, trovato che lo abbia, non detto che questi possa sempre immediatamente accorrere. Ed allora la decantata assistenza dov'? Ancora: tra i provvedimenti di indole sociale l'America suole antloverare anche la lotta contro falcoolismo resasi necessaria per fabuso. che veniva fatto di bevande alcooliche specie negli elementi operai .4 .tutto questo non vi sarebbe stato niente da eccepire se i fini fossero stati conformi ai principi suggeriti dall'igiene, mentre universalmente cono . 'lo che il proibizionismo rappresent il cozzo di interessi economici di fortissimi gruppi finanziari antagonisti, cozzo reso possibile dalla complicit del Governo e dei rappresentanti della legge: non uno sceriffo in tutti gli Stati Uniti che non fosse stato comprato! L' alcopl seguit 'ad avvelenare cittadini di ogni ceto e categoria. Nei periodi di gran caldo non raro vedere, nelle regioni pi assolate dell'America, bambini, e non solo questi, seminudi, sdraiati sui marciapiedi delle strade in cerca di un piccolissimo naturalmente si tratta di ragazzi per lo. pi figli di modesti lavoratori le disponib.ilit dei qualz non consentono di concedere ai propri figlt anche un brevissimo periodo di villegiatura. Ora, se f Anierica all'avanguardia(!!!) per ogni-forma di assistenza, non -provvede all'istituzione di Colonie marine o montane come da' gran tempo ha gi fatto l'Italia? Su questo tono ed in questo tema si potrebbero scrivere volumi intieri, ma noi ci limitiamo a constatare con la massima soddisfazione che sempre e ancora fItalia .quella che ha dato il contributo massimo al benessere cittild.ino, ton ogni -jorina. di assistenza e che nel campo igienico-sanitario Essa ha raggiunto mete mai conosciute in nessuna Nazione .del mondo. EDMONDO VERCEitESI

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][ l sole sorge alle sei in punto sulla baiadi Archico, dopo un'alba di pochi minuti. Gli uomini l'hanno preceduto. Sulla banchina di Massaua il moyimen to non ancora affannoso, ma i primi au tocarri avanzano gi verso i magazzini, le: corde gemono sotto gli argani, mentre dalle murate della prima nave che attracca facce insonnolite si sporgono a curioFa caldo e l'aria salata. Nel bassopiano il sole insegue la prima scia di. polvere rossa che una colonna, partita a notte dall'altipiano, si lascia dietro. Nei cantieri stata suonata la sveglia c c' fila alle docce. Alle sei e qualche minuto il primo raggio saettando tra i monti giunto sull'altipiano mentre dal campanile della cattedrale d'Asmara par tono i primi rintocchi. Strade pulite e vuo te .Le finestre dei palazzotti novecento e delle villette anteguerra sono ancora chiuse. Fa fresco e qualche indigeno passa via scalpiociando accosto ai muri con lo sciamma tirato sulla testa. Il sole allaga la distesa monotona, som merge Decamer, Adi Caieh, Senaf, Adigrat. A PassO Toselli in cima all' Alagi le sentinelle si danno il cambio. A Quoram 18 ero fecondata c' ancor:t lii nebbia azzurrina venuta su dalla fossa dancala . Ma nella piana di Combolci, per. le paludi di Borchenn, dopo Dessi, ancora quasi buio. Gli spacci disseminati sui mille chilometri della Strada della Vittoria hanno spalancato le porte e riscaldato il caff per gli autisti di passaggio. I primi operai scendono dagli autocarri, appoggiano i fucili alle prode e danno di mano ai badili. Lavorano per la salita di Debra Sina, lavorano al Passo Mus-solini in cima al Termaber. La prima mina scoppia col primo raggio di sole. I mulini macinano ghiaia, le betoniere avviano i primi rivoli fangosi di cemento, a Scian, i rulli compressori avanzano sbuf fando e conducenti si sporgono, riparando gli occhi con la mano, per DOn investire i neri Che Yan spruzZando bitume sul pietrisco. Cos sulla strada di Gimma, di l da Addis Abeba addor mentata, su quella di Lechemti, su quella di Neghelli, su quella di Gondar ... :N"elle foreste di Bonga e di Sciasciamanna i primi tronchi sega ti vengono gi con un tonfo sordo e un gran frusciare di foglie. E' per loro l'ultimo sole quello che improvviso folgora tra il folto. Alle sei e un quarto, in fondo alla vallata del Bottego, il sole gi arrivato dopo aver salutato, di l dall'Equatore, le pigre acque del Giuba. Le sirene di Harar han ato il primo segnale insieme al canto del n:mezzin sul minareto. Ad Asba Littorio come a Olett i coloni hanno Yeduto nelle

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dal lavoro. il istante il sorgere del giorno, hanno attaccato gli zeb agli itratri, c via per i campi. I pescatori di Mogadiscio stanno rientrando. All e sei e mezzo il sole splende su tutto l'Impero Un'altra giornata di lavoro cominciata in un nuovo mondo .:hc nasce. *** \Il' inizio del 1937 i nazionali residenti in Addis Abeba eran 1508, al primo luglio dei 1938: 25.147. Una statistica di pochi addietro segnala che gli abitanti della capitale dell'Impero h anno superato i 30 mila. . La stessa cifra, su per: gi, degli operai che a dicembre del 936, cominciarono ad affluire nei cantieri oltre il Mareb per la costruzione, che oggi volge a termine, dei 3510 chilometri di strade (I). I 453 cantieri, 453 centri di vita italiana nella sconfinata terra ; f ricana hanno tutti la loro Etoria. Storia che quella, s, del 11i di mezzo milione di quintali di cemento e dei tre milioni ;li :netri cubi di pietrame che mani callose Jtan fatto divenir>: ,;t r ade c ponti e muretti, ma anche storia della penetrazione, i nesorabile in un territorio quasi del tutto sconosciuto fra genti p rimitiY e e qualche volta ostili storia di sacrifiei quotidiani, di ,nore c di &anguc. Quando il periodo di lavoro era pi intenso accanto ai 72.50Q n azi : mali 54 000 indigeni, attratti dall'esempio e dal desiderio di g-uadagno hanno dato di mano a pala e picco, hanno appreso, senza l'sscn i costretti, a lavorare. E questo risultato spirituale forse d i magg iore importanza della stessa titanica impresa condotta a termine da quel lavoratore italianO Che sotto tutti i cieli ha piegato la_ scbieria a la terra, tante volte ingrata. *** In tutta l'Africa l'uomo, indigeno, nori che un cooperatore nel lavoro della tei-. ra. II peso principale caricato sulla na. L'uomo s, come diciamo noi, conta:. dino, ma fino ad un certo punto. L'uomo specie nell' Afric pastore e guerriero. L'uomo libero, s'ntend. Ai la'-. vori agricoli hanno sempre atteso le don;. ne e coloro che fino a poco terilp ad-' dietro, cio fintanto che Tafari si chiamava il Leone di Giuda, erano schiavi. In qualche regione, popoli considerti di razza inferiore, come i Sidama e i Giam, Giam ad esempio, si sono dedicati e si dedicano con passione . Ci ronferma che in generale il negt'!) ,l'abissino, ricordiamo, e con questO mine indichiamo ama,ra e scioani, non negro) coltivatore e che, a:_ seconda del clima e delle condizioni del suolo, coltiva pi o meno bene. Egli, ad esempio, stima neces_sario, an.. zi iDdispensabile, bmciare la. steppa e la boscaglia non soltanto per liberare la tc:i-:ra dall'intrigo di erbe e tronchi inutili, ma specialmente per Consegen., z di sistema SOD() la distruzione 19

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della foresta, la minore protezione contro i venti, l'essiccamento del terreno, (al sud del Sahara e nel sud Africa il deserto avanza infatti), la mancanza d'om bra, il deterioramento della qualit del suolo. In modo particolare questo sistema dei periodici incendi impedisce una coltivazio ne razionale e intensiva. Ma bisogna considerare che l'a fricaar. non sente il bisogno di una coltivazione intensi\a. Basti pensare alle sue condizio ni generali di vita e al fatto che un'im mensa striscia di altipiano dell'altezza mc dia di 1200 metri, la cui estensione pari ai due terzi dell'Europa, che ha clima temperato c terreno propizio, abitata da soli ::?5 milioni di uomini, mentre secondo i calcoli di alcuni studiosi come il Cor hach ne p:nrehhc .:;ou. E' quindi naturalmente difficile com-in cere l'indigeno a migliorare la coltivazioJ:c, o almeno questo richiede del tempo c insieme impone di far nascere nell'in digeno dei bisogni per la cui soddisfazione egli sia costretto a vendere l'eccedenza della produzione. Ma la produzione deve essere anche -per potcrsi conveniente mente esportare -migliorata per quan to riguarda la qualit. Per giungerc a questo ci sono due mez zi. Il primo quello adottato dagli olan desi c dagli inglesi e che si risolve, senza troppi eufemismi, nel lavoro forzato di mano d'opera indigena nella concessione c sotto la direzione e la sorveglianza del bianco. Il secondo sistema quello che stiamo applicando nell'Impero, e che un sistema educativo, basato essenzialmente sull'esempio. II bianco non sorveglia soltanto. ma lavora egli stesso, non impian ta l'azienda capitalistica, 1na quella coo perativa. Le centinaia eli famiglie di italiani che ormai lavorano a Oletta, in Puglia e in Romagna d'Etiopia e che costituiscon i primi nuclei eli colonizzzione demogra fica hann di specifico, anche se non nelle loro dirette finalit, il compito di educare l'indigeno acl un pi intelligente sfruttamento della terra, perch in un do mani pi o meno imminente questi pos sa a sua volta convincere cd avviare al tri indigeni. Ben pi difficile sara mvece giungere in hrevc ad un miglioramento zootccnico, per la natura stessa e il modo di pensare dei pastori. Si sa che il bestiame fu in trodotto in Africa dai Camiti che con dussero i greggi nelle loro migrazioni vcr-l'ovest lungo i limiti meridionali del Sahara c lungo la costa orientale. :Ma il bestiame che si alleva in Africa non ha un grande valore economico. Fornisce poco latte e la carne non delia mi gliore qualit. Presso le trib che non so no dedite all'agricoltura anche a motivo della scarsa fertilit del suolo il latte c talvolta anche il burro costituiscono elementi essenziali dell'alimentazione. Ci nonostante come osserva giustamente il \V estermann non il valore e.:onomico del bestiame che occupa il primo posto nella mente dell'indigeno. L'obbiet tivo dell'allevatore non il peso della carne, n la quantit del latte. Non c' alcuna ragione pcrch sia <:os dal momento <:hc Io scopo non di abbattere il bestiame c al momento della vendita la quantit che decide, non la qualit. L'allevatore fa piuttosto caso alla forma delle corna e al colore del mantello. Data questa concezione. comune in fon. do al somalo allevatore eli capre c di camdii, come all'amara o all'arussi allev<:
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Gli uomini sono stati gli ultimi e sem pre pronti a -rifuggire da prestazioni che comportassero una fatica fisica. Deboli in genere per costituzione e per mancanza di allenamento non reggevano e non reg gono ad uno sforzo prolungato, o ad una continuit di lavoro ugtta k E' noto che ai primi lavori della strada :Vf assaua-Asmara furono adibiti gli indiJ!cni, tita sia le condizionl di clima (dato che si iecer. o scendere intorno a Massaua abitanti dell'altipiano) sia la lentezza ,l'in capacit c le continte fughe dai cantieri, convinsero all'impiego su vasta scala di nostri operai affiancati in qualche tratto d:: y :meni ti. La flutttiazione numeriCa nella presenza degli indigeni ai cantit:ri dei lavori stradali, coincidente con i periodi di la\'ori o di riposo stagionale nelle coltivazioni, h:t dimostrato la verit dell'asserto che per il nero il lavoro salarjato deve essere con siderato com e un'occupazione secondaria, allo stesso modo che le fughe dai t icri del bassopiano orientale della necessit di non allontanare, se per necessit militari, il nativo dal ambiente naturale. E' cos che, teilcndo po i !Jrcscnt e la mentalit infantile del nero, si riusciti aci avere quei 54 mila lavoratori da affiancare, in dati momenti e condizioni agli oper a i nazionali. *** La colonizzazione europea quella che h a dominato il mondo da-I 1815 al 1914 -la colonizzazione capitalistica sta chiu. dendo il suo bilancio con un clamoroso i allim e nto. Movimenti di natura e d'inte resse vari si manifestano un., po' ovunque, debbono essere considerati come i pro dromi di un sollevamento in massa. E' il fallimento del sistema di sfruttament o coloniale instaurto e portato al suo massimo. La colonizzazione entra in una nuova fase. . L'espansione cap i talistica deve cedere il passo alla colonizzazione del lavoro. Non pi il denaro, sotto forma di cre dito anonimo che pu avviare alla soluzione dei problemi della colonizzazione, ma la forza morale del lavoro. Mentre il movimento migratorio verso il Far \Vest resta nella storia, come il tipico esempio del nomadismo moderno s peculatore e profittatore, intimamente e braico, la lerita e paziente colonizzazione demografica dell'Impero segna i prhni passi i un mondo e di una civilt nuon che n e ll'Africa, come gi sulle coste del :Vlediterraneo, ricerca non un campo di s fruttamento, ma lo c spazio vitale:.. l lavoratori caduti al loro posto sulle s trae dell'Impero hanno consacrato col s angue i l nuovo mondo che sorge, ed hail no col sangue pagato la vita e l'avvenire dei figli. ANTONIO PETRUCCI Mentre d onna lavo ra. il neqro pro v vede alla caccia o vigila d all'alto i pro pri campi.

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l'ACCLIMATAZIONE D L'influenza del clima sulla salute dell'uomo uno degli argomenti pi discussi dalla scienza, e da tempo immemorabile; Ippo crate nel suo Trattato sull'aria, acqua e terra aveva gi segnalata l'importanza dello studio del clima e dei mutamenti di stagione per chiunque volesse occuparsi della scienza medica con seriet. di intenti Scienziati di tutte le epoche. hanno riconosciuto e considerato l'influenza di esso nella fisiologia e patologia ,umana; recentissime acquisizioni della scienza ci permettono di valutare tutte le riper cussioni che elementi e fattori climatici esercitano sull'uomo. Ma appunto :nella valutazione di tali effetti che, fino ai nostri giorni) si esagerato; tralasciando V etruvio che due mila anni or sono scriveva che quae a frigidis regionibus corpora traduntur in calidas non possunt durare (coloro che si trasferiscono dalle regioni fredde nelle zone calde non possono resistere a lungo), senza dubbio l'esagerazione, se non l'ignoranza, che faceva scri;;re al Lind ogni colpo di piccone dato dagli E11rope.i 11ei paesi caldi rm colpo di piccone per la loro fossa ed al Duvivier, tra gicamente, l'acclimazione 11011 che tJna lrmga meditazio11e morte l L'acclimatazione infatti non deve oosiderarsi, come ammetteva il Rubner, l'adattamento passivo dell'organismo alle mutate condizioni ambientali, ma qualche cosa di diverso, poich no11 adaJtammto ma lotta, lo sforzo dell'organismo nell'adattarSi ad un clima differente da quello in cui esso nato, ed abituato a vivere. Il clima infatti ammette Jacono non dobbiamo definirlo come la resultante dei calcoli compiuti dal meteorologo, n .yalutarlo solo in dipendenza del semplice rapporto che intercede tra la totalit dei fenomeni meteorici e la salute dell'uomo, ma considerarlo invece come costituito da tutte le influenze ambientaJi non solo patogene, ma psicologiche. Esso deve essere inteso come un complesso di fattori svariati, specialmente ai tropici dove l'uomo bianco, lontano dalla patria ed a contatto con popoli primitivi, di razza, di lingua, di religione e di costumi diversi, va incontro a 'Stati di !abilit ed ipersensibilit prima e di depressione poi, su cui in modo pi deleterio infine i fattori metereologici. Il problema del clima e dell'acclimatazione del lavoratore nelle zone tropicali dell'Impero oggi in Italia argomento di attualit; Effetti del clima suu energia de n "omo;. .. cos co me risultano dal lavoro nelle aziende industriali: (da: C..teU_ cmi Clima'

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le: mutate condizioni di esistenze delle nazioni civili hanno pro, o"cato un irresistibile movimento di espansione in par. ticolar modo coloniale; il problema dell'acclimatazione assume in tal modo un particolare e squisito carattere nazionale e da scientifico si trasfonna in politico: la sua impostazione va fatta quindi su basi di realismo, va sfrondata di tutte quelle esagerazioni, di tutti quei pregiudizi pseudoscieotifici, addenteilati alle varie tendenze scolastiche che hanno spesso contribuito .1 conferire al clima tropicale un tenebroso aspetto di invincibile inclemenza. Oggi eliminata dalla patologia dei paesi caldi l'anemia tropicale, che per tanti banni ha costituito il maggior spauracchio per l'accli matazione della razza bianca; riconosciuta l'origine infettiva delle febbri climatiche dei vecchi trattati di medicina esotica, chiarita la genesi dei disturbi mentali e nervosi che si osservano in colonia, il problema dell'acclimatazione si presenta sotto un aspetto completamente diverso e con maggiore probabilit di soluzione, anche i n rapporto alle progredite condizioni di igiene. Prima che questa ultima venisse applicata e fosse pi che individuale, sociale, la mortalit degli europei in colonia era elevatissima, e se si osserYano i primi periodi di occupazione delle principali colonie, si pu essere preoccupati nel trovare cifre annuali che variano dal ()Q al 200 0/00 come si nota dall'annesso schema: COlONIA Periodi Mortalit annuale per 1 000 eurOPei Seneg-al. . o . 1819-1855 106 Giava . . . 1819-1828 170 Indie Olandesi . . 1800-1836 84 Con cincin a . . . 1861-1862 101 Tonchino . . . 1855 256 Algeria . . . 1840-1849 63 Camerun . . . 1890-1895 112 Alrica Occ. Tedesoa o . 1894-1895 89 Ma in questi ultimi tempi si visto chiaramente che il clima non influisce tanto sull'organismo come fattore patogeno, che come coefficente di insalubrit in quanto permette o favorisce la vita di microbi parassiti od animali trasmettitori di malattia; esercita uno su le funzioni del nostro corpo ma questa una azione non mortale, passeggera e neutralizzabile con adatto tenore di ;ita Per meglio comprendere la funzione del clima nella complessit delle cause che determinano l'insalubrit dei paesi caldi, bisogna notare che esso, prescindendo dagli ele-menti psicologici, a cui ci riferivamo sopra, provoca in un primo tempo un'esaltazione funzionale di tutto l'organismo dando la impressione illusoria e fugace -di una maggiore energia, di una aumentata attivit. eccitamento che Si esplica non solo sulle funzioni organiche ma anche su quelle psichiche. Ad esso per ben presto fa seguito una sensazione di rilasciamento, di depressione, che dura finch l'organismo non si adattato io modo stabile alle nuove condizioni ambientali Tutto ci porta ad un notevole pe rturbamento dell'organismo che si trova perci diminui.to nei suoi normali poteri di resistenza alle cause morbose, in stato cio di maggiore recettivit ille malattie. Se consideriamo inoltre le varie componenti, io stretto rapporto tra di loro, che costituiscono il clima, e precisamente il fattore metereologico, notiamo che principalmente dobbiamo analizzare il grado di temperatura ed il contenuto di ttmidit de/J'atmo,fera, elementi i quali agiscono sul fattore uomo non solo direttamente, influenzando le sue funzioni organiche (apparecchio digerente, arcolatorio, glandola a secrezione interna) ma anche indirettamente favorendo o rendendo possibile lo sviluppo di parassiti, o di germi patogeni Il vero clima tropicale scrive Jacono in un suo recente ed interessante studio ha una costante temperatura elevata (!ra 20 e 30) ed un eccessivo grado di umidit relativa (intorno 80%), condizioni che sono dannose al perfetto fenomeno della termo regolazione del corpo umano. L'uomo come omeotermo, possiede sensibili e perfetti centri nervosi che tendono a mantenere la temperatura corJ>Qrea ad un livello costante di 3 7o gradi circa. La produzione del calore si verifica in dipendenza dei fenomeni vitali dei processi ossidativi e del lavoro museo.

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lare; la dispersione invece si compie particolarmente attraverso la cute e parzialmente attraverso i polmoni. Il corpo umano perci vive in una specie di equilibrio Jer.mico, che varia in rapporto all'ambiente, trasferendosi un individuo in ambiente a temperatura pi elevata, r organismo difende il suo equilibrio diminuendo la produzione endogena di calore, ed aumentando invece la dispersione. Istintivamente perci si diminusce il lavoro muscolare, (si avreb be secondo quanto ammette Bottazzi, una diminuzione del metabo lismo basale); e si cercherebbe di neutralizzare l'eccessivo calore con l'uso di bevande gelate, di bagni freddi, mentre l'organi smo si difenderebbe con la sudorazione, e con la pigmentazione cutanea. La colorazione scura, la tinlare/Ja, come si dice comunemente, che il bianco assume nei climi caldi una delle funzioni protettive contro l'irradiazione solare della pi grande importanza, in quanto assorbe i raggi rossi ed infrarossi che sono la parte calorifica dello spettro solare, impedendo la loro penetrazione nei tessuti profondi, da cui la denominazione di filtro cutaneo, di ombrello dell'epidermide. Pigmenti del tipo melaninico che si trovano nello strato basale dell'epidermide adempiono la funzione di assorbire i raggi luminosi senza rifletterli; la melanina vi si trova sotto forma di granuli molto grossi (possono raggiungere le dimensioni di O,') micron), che si trovano nel protoplasma e non nel nucleo e circondano quest'ultimo a modo di cappuccio. La pgmentazione, la capacit di oscurare, diciamo cos, i propri tegumenti varia da razza a razza, da individuo ad individuo; a questa capacit corrisponde entro certi limiti la possibilit di acclimatazione nei paesi caldi. Essa oltre che impedire, come abbiamo detto, la penetrazione dei raggi calorifici nei tessuti profondi, determina un accumulo di calore negli strati superficiali del derma e di conseguenza i riflessi nervosi che si scaricano attraverso il simpatico, che determinano la sudorazione Perch la pelle infatti disperda pi calore bisogna che sia pi riscaldata, che aumenti cio la vascolarizzazione, e sia pi permea bile, cio meglio conduttrice del calore. Quando la temperatura ambientale supera i 3 7" centigradi, mezzo di raffreddamento la sottrazione alla cute di calore mediante l'evaporazione di acqua che sotto forma di sudore bagna la super fice cutanea, infatti con la sudorazione e l'evaporazione del sudore viene a crearsi tra la cute e l'aria ambientale uno strato di freddo con cui la pelle sta a contatto diretto. Nella lotta contro il caldo l'organismo pu, come abbiamo detto, ridurre al minimo la termogenesi, la produzione cio del calore fino al limite del ricambio basale ( 1600 calorie giornaliere); non potendo discendere al disotto aumenter la termoregolazione fisica, con aumento della termodispersione, sia attraverso la pelle che attraverso le mucose Allo stadio medio di riposo l'uomo evapora in media nelle 24 ore attraverso le varie vie 1100 grammi di acqua, corrispon denti a 640 calorie. Ma anche la sudorazione non dovr oltrepassare determinati limiti in quanto con il sudore sono eliminate grandi quantit di sali soprattutto di calcio, e la sudorazione continua ed eccessiva che si osserva ai tropici pu determinare a causa della demineraliz zazione che essa determina alterazioni del sistema nervoso, poich l'equilibrio elettrolitico calcio-potassio del sangue si altera, deter minando ipereccitabilit del sistema nervoso vegetativo e conse guenti turbe digestive, endocrine, circolatorie. A tali squilibri deve essere imputata la anormale distribuzione della massa sanguigna in quanto prevalendo in superfice nel cir colo cutaneo, scarseggia nella rete vasale profonda; da cui defi. ciente funzionalit dello stomaco, dell'intestino che si trasforma in sindromi, dispeptiche, ed in diminuita resistenza dell'apparec chio gastroenterico ai fattori morbigeni ed alle infezioni. Ma nel complesso problema dell'acclimatazione un'altra com ponente ha un ruolo di primaria importanza, ed questo il fat-24 tore igiene, la cui efficacia nella diminuzione della morbilit e della mortalit dimostrata dalla storia di tutte le colonie. *** La nostra Africa Orientale, pur estendendosi dall'equatore alla linea isotemnica l 7Q, e quindi secondo la classificazione astrono. mica si estenderebbe in un clima prevalentemente tropicale, data la sua conformazione orografica, la sua vicinanza agli oceani, e lo spirare : dei monsoni e degli alisei, ha un clima che subisce pro. fonda mutazione da zona a zona, ed anche in una stessa localit da stagione a stagione, dal giorno alla notte, il che pu essere considerato come una sequela di stimoli a tonalit diverse, che esercitano un benefico influsso sull'organismo, sulle sue funzioni metaboliche, fisiche, psichiche. Se nelle vicinanze delle coste abbiamo un clima equatoriale e in alcune regioni dell'interno un clima strettamente tropicale, vi sono da considerare gli immensi altopiani in cui prevalgono condizioni climatiche molto affini a quelle delle nostre zone tempe rate, e senza che l'effetto della depressione barometrica diminuisca l'efficienza lavorativa del nostro operaio Come giustamente ammetteva Jacono possiamo affermare che l'attivit agraria la pi idonea a risolvere il problema della colonizzazione italiana dell'Africa; e che le varie culture agrarie possono essere sviluppate in rapporto alla svariata morfologia del suolo che si presenta oltremodo fertile. Essa infatti legher il colono alla sua terra, a differenza dello sfruttamento delle risorse minerarie che pur rappresentando il movente per una rapida e imponente inunigrazione, sar in genere una colonizzazione tempo ranea di sfruttamento, destinata ad esaurirsi. Inoltre bisogna considerare che, come abbiamo sopra fatto presente, per acclimatazione dobbiamo intendere l'attiva reazione dell'organismo umano a determinare e realizzare nuove correlazioni funzionali e sociali e nuovi riflessi condizionali. Noi parliamo infatti di acclimatazione quando il clima non esercita pi funzione di stimolo sull'organismo umano, e quando si stabiliscono nuovi riflessi, i cosiddettiriflessi condizionati di Paulow a cui sono stretta mente legate le nuove abitudini ed il nuovo tenore di vita. Tali condizioni si verificano con facilit sugli altopiani, ove, come dicevamo, si presentano condizioni favorevolissime per una colonizzazione di lavoratori italiani e precisamente come auspicava lo Jacono di lavoratori della terra. Nei bassopiani che rappresentano una minuscola zona dell'llmpero dove non giunge l'azione dei monsoni, il lavoro del lavoratore italiano non potr in genere raggiungere quella efficienza e continuit che caratterizzano il suo alto rendimento poich il lavorio di termoregolazione imposto all'organismo dal caldo eccessivo riduce in gran parte la capacit lavorativa del. l'individuo Con tutto ci vi sono esempi di lavoratori che immigrati nei bassopiani vi trovano favorevoli condizioni oltre che di vita, di lavoro, come di famiglie italiane che vi si sono acclimatate anche dal punto di vista demografico. Nel programma di acclimatazione della razza italiana in A. 0., occorre non trascu!are il fattore sanitario, poich tale questione non ha solamente aspetto ed interesse individuale, ma anche un valore sociale, in quanto riguarda la possibilit di una colonizzazione permanente per la nostra razza, senza che la questione demografica e la salute collettiva ne siano danneggiate. Occorre perci inviare sugli altipiani tra gli Italiani non ne fanno difetto uomini con cuore e polmoni sani e resistenti, individui che abbia no la possibilit fisica di affrontare gli scarti climatici e barometrici determinati dall'altitudine e dalle oscillazioni della tempera tura in modo da costituire i primi nuclei razziali, la cui sicura acclimatazione influisca sulle generazioni successive. Non alcuna difficolt di acclimatazione nel roccioso Ternbien, nell'arido bassopiano occidentale, nella infuocata Dancalia, nelle verdi e ridenti piaghe dell' Ascianghi o dei Grandi Laghi per questa sana e forte razza italiana, pioniera e colonizzatrice in ogni tempo, da secoli ormai temprata ad acclimatarsi nelle zone pi diverse della terra. GIUSEPPE LUCIDI

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uasi sette milioni di disoccupati, una miseria indescrivibile, !orte religiose e politiche, un popolo esaurito, ecco l'eredit che la r1voluzione nazionale germanica trov nel 1933. Il miracolo che 1 n al grado ci riusd a salvare una delle pi antiche civilt europee, pu essere concepito nella forma di due forze agenti : razza e lavoro. Sebbene gli studi su tutti gli argomenti del razzismo fossero gi molto progrediti prima del conflitto mondiale, ci voleva questa grande catastrofe per richiamare l'attenzione delle grandi masse sull'importanza primaria della razza come causa di ogni manife. umana. Mentre il comunismo, sia sotto la veste di un sobillamento della massa bastarda e del basso mondo, sia sotto la veste intellettualoide di ideologie e di lotte anticristiane, imperversava sul paese esaurito, molti propugnatori di una rinascita del popolo germanico trovarono delle direttive ed insegnamenti precisi nell' antropologia politica e negli orientamenti eugenici, gi noti ai popoli classici nell'antichit . Quando il primo tentativo di abbattere il mostro marxista era fallito e Hitler stesso era incarcerato in una fortezza, egli poteva in un'opera d'indole sociologico.razziale di altissimo valore, orientando in seguito le sue dottrine alle direttive ivi con tenute. Un nuovo concetto del lavoro sostitu le ideologie marxiste e diede al lavoratore il senso esatto del valore del proprio lavoro Lo Stato nazionale deve prendere una posizione fondamenta!. mente diversa di fronte al concetto del Esso la romper con l'assurda abitudine di disprezzare l'attivit fisica. Apprezzer l'individuo non dal genere del suo lavoro, ma dalla farnia e dalla bont dell'opera fornita. Le diversit accentuate tra le classi sociali furono uno degli ostacoli pi difficili per l'opera di risnamento del Reich, e prio il nuovo concetto di lavoro ha aiutato assai a superare delle difficolt quasi insormontabili. Di fronte al visibile tramonto numerico del popolo germanico l'appello al sangue comune non fu vano. La disperata lotta delle sane contro l'ondata internazionale di una pseudocultura degenerata fece risentire nuovamente quelle caratteristiche psicolo. giche, che nn sono frutto d'istruzione o di impostazione arbitraria ma che sono dovute a delle eredit psichiche innate che chiamiamo l'affermazione spirituale razzista. L'Istituzione del Servizio del lavoro fu il primo passo per sottrarre i giovani disOccupati dall'avvilimento dell'ozio. Attualmente questa b-tituzione diventata uno dei pi brillanti mezzi di addestramento politico, fisico e sociologico dei giovani tedeschi i quali devono acquistare senza alcuna distinzione d'origi ne il diritto di poter diventare Reichsbuerger attraverso una prestazione della propria mano d'opera per dei lavori di pubblica utilit. Nei pochi anni di esistenza, questo esercito del lavoro ha conqstato alla patria intere pwvincie, strappate alle paludi, alle montagne ed al mare. 25.

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Ma non si trattava: solamente di le ricchezze del pro prio suolo, ma di curare parallelamente i due pi stringenti pr'oquello della esagerata iridustrializzaziom: e quello dell'agricoltura . . L'industria fece spopolare le terre e ridusse le pi sane stirpi a dei proletari senza patria, mentre l'agriColtura era quasi total. mente nelle mani della pi bassa speculazione e dell'affarismo delle citt. Solamente decisioni radicalissime pote v ano ottenere un cambia mento in questo stato di E cos sono le prime leggi defla nuova Germania quelle riguardanti la Razza e quelle del Conta dinato ( Erbohofgesetz ). Le leggi razziali non specificano un determinato gruppo tipologico, ma escludono dalla parit di diritti (e di matrimonio) gli estranei ai gruppi etnicamente !edeschi. Oltre a questa prima separazione ve ne un'altra che riguarda anche le razze storicamente tedesche -t:... . : ::' ..... Tutte le affette tace Che . all "'dis en. denza, ciO individi cim nlla,ttie ereditrie; di merite'.e'd.egenerati, imbastarditi con razze lontane ed ereditariamente cri minali sono privati dei comuni !iiritti ;.af. finch l'opera : della rinascita gei:mari ica sia s u di wia generazione sana di corpd e di' inerite . Progressivamente si comincia rono a ritirare dai centri indust r iali tutte quelle famigiie che '. dimostravano maggir inclina z ione per .la vita dei tampi ; : e rurali vengimo, rmania, cncesai stemmi genti zi come quelli qui riprodotti. Ii Contadinato stesso ha subto un totale rinnovamento i :_cui effetti non possono essere ailcor a valutati.' Fare il coti.tdino non pi un ine5tiere, ma una rriissione : 'Pei: -questo si sono sottratte le terre nella maniera'pi r dicale alla speculazione : le terre non sona -pir vendibili e divisibili ; proprietario pu essere soltanto chi colpva } e : s11e terr e Tramonta il latifondismo, e si combatte il malessere -economico di questo to, perch nessuna tenuta pu ave re meno di 25 ha .; gli espropriati ottengno delle terre nuove nelle bonifiche, dove sorgono centinaia di nuovi villaggi, il Servizio del lavoro pre-. para le condizioni elementari per questi nuovi coloni, che forman o un vero ceto autonomo nel Reich. L'effetto pratico di questa Selezione razzista si gi dimostrato. Oltre ai vantaggi per l'autarchia alimentare il Contadinato germanico fu sempre ii creatre di un proprio stile di vita, che oltre che negli usi si specialmente nlle costruzioni e nelle arti dove si vede una assoluta indipendenza da ogni influenz a da parte delle culture delle citt. Anzi, la rigenerazione architetto nica delle citt proviene in Germania proprio dagli iri_ dirizzi esteti c i

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della cultura rusticana. Solamente nelle grandi realizzazioni del Regime manifesta una certa preferenza per orientamenti un po' g recizzanti. Un opera di rigenerazione sarebbe destinata al fallimento se non inquadrasse anche le donne. L'uomo crea la cultura, la donna invece la rappresenta. I sorprendenti risultati del Servizio del lavoro che in forma r istretta esisteva gi da molti anni anche per le ragazze volenterose, s i sono estesi quest'anno a tutta la generazione femminile Si pu facilmente comprendere quale rivoluzione comporti un simile tentativo, dato che le ragazze delle famiglie altolocate debbono prestare la loro mano d'opera per tutti i compiti che vengono loro assegnati. S'intende che una particolar cura si .d allo insedelle basi razziali ed eugeniche, nonch ad una adeguata dncazione fisica, perch la donna latrice delle qualit razziali c da essa dipende l'avvenire del proprio popolo Naturalmente tutte le schiavit della moda spariscono ben presto, per .far posto ad un altro entusiasmo ed a c ompiti pi importanti. Cosl si creata una efficacissima barriera contro tutte le infiltrazioni velenose che attraverso il film, la letteratura leggera e gli usi deformano l'affermazione del proprio innato stile di vita. Molta cura si d
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Una assurda favola diffusa dai giudei vorrebbe fare apparire la Chiesa di Roma come la nemica della ricchezza c l'esaltatrice pella miseria. Per dare quakhc apparenza di !giustificazione a tale assurdit, ebrei ed cbraizzanti invocano poi alcuni passaggi dei testi sacri, nei quali si condanna non certo la ricchezza in s, ma solo !l cattivo uso e lo smodato more di essa, c sono esaltate invece tanto la composta saggezza "di chi sappia economizzare, conten tandosi del necessario, quanto l'obbligo della carit c dell'assi. stenza verso i bisognosi. Siamo quindi ben lontni dall'esaltazione della miseria che renderebbe del resto impossibile l'esercizio di qualunque carit c la \ ita medesima -c siamo inveee in presenza della pi saregola sociale ;poich l'uso moderato cd onesto della ricfondamentale che tale concezione oper fin dal suo apparire, in un periodo particolarmente fortunoso e .complesso, proprio quan do il mondo pagano crollava e gli succedeva quello cristiano, mentre la saggezza cd il benessere antico parevano destinati a scomparire per sempre, e nelle campagne c citt devastate dalle invasioni barbariche, intorno agli acquedotti diroccati, la rovina, la miseria c l'ozio dilagavano, ed il Paese sembraY:t piegare sotto la sventura, la fame c l'ignoranza. l\Ia su tanta desolazione, al principio del VI secolo, sorge l'au. stera figura di S. Benedetto, discendente da purissima e nobilis sima razza nostra, che tutto pervaso della verit che tanto ci sublima '> fondando pei secoli la sua Regola, vede la sola salvezza nel la voro ne stabilisce le tre funzioni fondamentali: coltivare b A. Una dimostrazione di operai parigini davanti al Teatro dell'Opera. nel 1789. Un tumulto fra operai e datori di lavoro. ad Abbeville, nel 1790 JE4[40.1LU. XX\VJIJ[][ chczza c l'csercizi0 della amorevole carit costituiscono le mi. gliori c pi sicure norme onosciute finora per una retta distri buzione dci beni di questo mondo . tanto poco poi la Chiesa Romana nemica della ricchezza, che essa, oltre a dettare le norme per distribuirla equamente, fu la prima a riconoscernc la fonte, esaltando, insegnando e promo vendo il lavoro non solo, ma ponendo addirittura fra i peccati mortali la pigrizia, .cio il non-lavoro. E' dunque sopra una concezione cattolica c romana che il lavoro fu stabilmente promosso cd avvalorato, ed sulla base di essa che fu possibile costruire tutte le ricchezze materiali ::morali che gli Italiani prima, c poi gli altri popoli cristiani sep pero produrre. La del lavoro voluta dal Cattolicesimo Romano ebbe infatti cos tangibili e liete conseguenze, da permettere a chi la praticava e la pratica, c cio ad una quarta parte appena dell'umanit, d'essere non solo la pi civile, ma di produrre ricchezze in quantit tale da superare di molto il com plesso di quelle fornite da tutto il resto degli uomini. E che non vi sia dubbio sull'efficienza della concezione italiana c cattolica del lavoro dimostrato altres dalla trasformazione terra. conservare con ogni cura la gi acquisita, e prc parare le menti a nuove conquiste del sapere. Questo realzzatorc non traccia ai suoi disccptili programmi minuziosi, poich l'opera da compiere immensa, : lascia invece che gerarchicamente, liberamente cd italianamcnt(' essa sia svolta dalla genialit di ognuno c di tutti i suoi seguaci. San Benedetto impone loro soltanto di Jayorare la terra, sono i discepoli che s danno a prosciugare le paludi, a scavar e i canali, ad arare i campi, a sistemare i boschi, a rendere insom ma bella e fertile la desolata campagna loro affidata. Impone pOi ai discepoli stessi di scrivere og11i giorno, ed i mo nac con assiduo lavoro copieranno c preserveranno le opere dei classici per i secoli, salvandole dalla distruzione c dall"oblio. Ed impone loro finalmente la lettura, che si svolger sulla ope re trascritte e che si trasformer presto in insegnamento. I monasteri cos istituiti crescono a poco a poco a centinaia c non diventano affatto eremi silenziosi e contemplativi all'orien tale, ma centri di lavoro c di creazione di ricchezza, centri d i 'civilt, a cui gli uomini desiderosi di azione, di benessere e di pac< affluiscono c che popolano di case i dintorni, fino a moltipli-

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l t l k.: f i Yillaggi cd a trasformarli in citt, mentre dai monaci il popolo impara la virile gioia dello sforzo tenace e della vita >perosa. La creazione del lavoro e della ricchezza che ne deriva, come 1l< J l'intendiamo, quindi opera essenzialmente italiana e cattolica, come italiana c cattolica la concezione del risparmio c dd c;tpitale, potenziatore del lavoro, e che esso stesso lavoro : tccumulato c lavoro potenziale insieme. Ora, tutta l'organizzazione bancaria, integratrice indispensabile di ogni attivit produttiva, fu creata di sana pianta dai Frati .\lincri guidati da Bernardino da Siena c principalmente dal genio di Bernardino da Feltre, il quale la fece sorgere nello spazio di pochi decenni vitale c perfetta, dopo a.ver eliminato dalla so c iet del tempo i danni spaventosi c secolari dell'usura ebraica, c he infcriva sulla ricchezza c sulla produzione del Paese. Bernardino da Feltre, il piccolo frate votato per s alla po. 1 crt francescana, immagin c realizz infatti il portentoso mccdella banca moderna nella sua funzione fondamentale, che permette la laboriosa raccolta del piccolo risparmio c dei de p ositi per convertirli in prestiti opportunamente garantiti all'ini.
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Fu l'assalto ebraico che va sotto il nom e di rivo luzione francese, per mezzo della quale gli e .bri emancipati e fatti ttg'nali agli altri cittadini, si impadronirono delle leve di comando del lavoro e della banca, guidati solo dal loro selvaggio istinto di rapina e di livore contro il resto dell'umanit. Per impadronirsi pi agevolmente di tali leve, i primi colpi furono diretti a d e molire l 'organizzazione corporativa. La forza delle antiche corporazioni avrebbe opposto infatti all'intraprendenza giudaica un argine insuperabile, poich in esse .:si steva tanto un equilibri o di rapporti fra i possessori del capital e e i lavoratori, quanto un controllo di questi rapporti e dell'attivit ec onomica dei gruppi stessi da parte dello Stato. La distruzione delle" corporazioni ebbe invece per effetto di lasciare sparse fra le loro ro v ine tutte le singole attivit produt tive isolate e disgregate, e quindi facile preda dell'ingorcligia ebraica. che di tale disordine si fece un instrumentum regni. 11 lavoro allora, avulso dal controllo dello Stato per oltre un secolo, fu avvilito come se fosse retaggio eli un gregge di schiavi, che l'assurdo e bieco mito ebraico-socialista rendeva infelici c: riottosi. Per poco che una concezione italiana non fosse intervenuta, per poco -cio che il Fascismo avesse tardato, le condizioni del lavoro e della societ sarebbero precipitate in un caos non diverso da quelio del VI secolo ed in una miseria non minore di quella della Russia sovietico-ebraica attuale. I crolli si annunziavano infatti anche nella nostra compagine nazionale come spaventosi: sconquassata ed infrollita l'ossatura dello Stato, i'ozio ebraico degli scioperi a ripetizione infieriva contro il lavoro, c la miseria che derivava da tali follie esasperava le richieste assurde di salari impossibili, astutamente sug g crite dai demagoghi ebrei: alla v igilia dell'occupazione delle fabbriche nel 1919 erano stati domandati infatti aume nti di paghe per l'importo di un miliardo c mezzo all'anno ad officine i cui so \'i vale\'ano meno di tre miliardi ed il Gov ern o 1tti non aveva troYato da ridire in proposito Era quindi indispensabile ristabilire il valore, la dignit c l'at mosfera sociale del lavoro ,e perch esso potesse svolgersi e pro sperare, era indispensabile non solo liberarlo dalla fungaia ebraica od ebraizzante che lo soffocava, ma inquaclrarne le forze. L'originalit e l'universalit della soluzione fascista consistett-2 appunto nell'aver consicler;tto il lavoro com.e un dovere. sociale tutelato dallo Stato, nell'aver conciliato gli interessi eli classe creando la solidariet fra tutti i fattori' della produzione, e nell'aver s'oprattutto impostato ed iniziato un movimento storico il quale, bloccando l!!_ forze centrifughe della disgregazione scatc. nate dal libcralismo giudaiCo, suscita e rafforza le forze centri pete dell'organizzazione sociale e le orienta verso Io Stato. Secondo la sa.na traclizione italiana, Benito Mussolini crcu quindi non solo una societ corporativ. a di produttori capace di svolgere ia sua attivit economica dentro Io Stato,: ma in tale societ regol anche i rapporti di valore etico, nel senso di una superiore solidariet e di una superiore giustizia. E noi vediamo da Lui ricreata e riaffermata sotto nuove geniali forme la concezione italiana del valor e non solo economico, ma etico e politico del. lavoro. MAIDO DE' BAGNI

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I popoli semiti sono, notortmente, dalle loro o rigini popoli nomadi provenienti dall'Arabia e infocala, affacciatisi dal Golfo Persico a/Id J)fesopotamia verdeggiante e ferace nel corso del q11arto millennio. avanli Cl"islo. Nonostante i trascorsi sessanta secoli, essi con.!"ervano q11asi inalterale, pi che le caraJJeristi cbe JOmatiche, q11elle. psichiche dell'uomo nato ,. acclima/alo in quel mare di terra avara, prod11cente erbetla asciulla arbusti stecchiti, se_rpi, JJeiJacci e la rara opulenza dell'oasi dal t erde fronzuto e dai dolci grappoli. Del ceppo dei popoli umili fa parte Israele, eJJo pure dunque p o polo nomade; e il no ma dimw che gli turbina nel sangue ha generato l a dispora che, dal greco, s i gnifica dissemina ;iorJe. Non sono molli invero q11e_sti seimila a nni per cancellare l'impronta incisa al profondo da chiss quanti m'illenni precedenti; le / rasformazioni della natura si misurano su cifre ben maggiori! Se poi, durante queJio lasso di 1empo, che a noi tu/tori dell'al/imo sembra un brano d'eternit, s'aggiunge la diffidenza in cui 1111 meschino fanaJismo ha incapsulato un pugno di uomini sino a fargli perdere il senso della proporzione col resto dell'urnttnit, sboccia sponlanea la spiegazi()11e dell'anormale fenomeno del g iudaismo. Il nom ade semita viveva di pastori z i a; il benessere d ei gruppi familiari si calco-dal numero dei greggi. Quando dall' Arabia sbocca in Mesopotamia, esso ba i primi C()11talli cogli a ltri popoli cbe l e sorgent i di vita traggono di prefer enza dall a cultur a d e l terreno, ed proprio /} che ha principio l'inimicizi a che il tempo non colm e r. Lo s pirit o fj conservaz ione uman a si appe llato 1 due sistemi antitelici dettali dalle corJ. di;:ioni d 'am biente. Il 110made non do. (Be t\ il' o ) nnOJ1%letL manda a/Ja terra straricca di calore, ma povera di umida linfa, pi di quanto essa non d; lo spazio noiz difetta, quindi egli si sposta. Ma l'uomo che vit e nelle piane ubertose, o sui momi avvolti dal manto ospitale di una prof)f)ida vegetazione, non si sente fratello di quell'altro; se questi arfdo, affocalo, egocentrico, malerialista, irre quieto sceJJico e per tullo questo insieme, crudele, il primo che ha p/asTTiaJo l'animo alla tisione della conciliante serenit della praleria della silente solennit della foresta, del maestoso sviluppo del fiume, del fresco irrompere del torrente prodigo, credenle, idealista, esteta, eclellico, ollimista e per tullo questo insieme amoroso per la terra madre e pei .ruoi consimili Il sole, padre sole, ha forgiato questa ferrea barriera arcigna che ebbe importanza capitale nella storia; l dove la sua forza creatrice stata lanto veemente da fugare la linfa benefica, ha arroventalo colla terra e col cielo il corpo e lo spirito, fomentando lussuria e fanalismo, rilullanza allo sforz? muscolare, esacerbtizione di quello cerebrale. Se il giudeo si vuol giustificare, dia colpa dei mali che lo arrovellano, al caso avverso che lo fece oriundo da una terra saccheggiata da eccessivo calore e che ne ha /alto un saccheggialore di professione; r uomo pur sempre figlio della natura. ,Se il giudeo JT vuo i red;,nere si accenda di li mpido a mor e Anonimo: due finariz.ieii "(Napoli). per la immortale bellezza deia terra feconda ed onesta; l trover guarigione per lo spirito di; s orientato e per il corpo esausto. Dal il giudeo h a Jralto la nota avventane : al lavoro fruco; eglr non rt fugge da occupazioni avvilenti purch non comportino un dispendio di muscolare; ma poich nel contempo avido di potere e di godimento, per ogni angolo e con ogni mezzo si d alla caccia del bene maleriale espreno dall'oro; ne esalta la potenza ind4ellibile, lo_ vuole suo protellore sua arma, s11a speranza ; sua legge. Tra gli Assiri, i Babilonesi, gli Egizi, l'uomo del deserto si serte di questa leva preferita e quando gli fa difetto, profetizza zionali teofanie e scoperte di tesori .rpirituali e catastrofi incommensurabili per chi non lo segue. Il primo personaggio eminente della .rtoria aRtica ebraica, Giuseppe, come si afferma presso il Faraone? Come interprete dei sogni dl mo naria. ma altres come consigliere e provveditore avendo in pugno la vita del paes diviene potentissimo; rivestito solennemente delle insegne del grado; riceve il sigillo del Faraone; sale sul cocchio regale; insomma Giuuppe si afferma con d che oggi si chiamerebbe una riuscita operazione finanziaria. Tomaso Mann, dell a stessa t"azza, con du e t olumi, Il giovane Giuseppe:& e Giuseppe in Egillo ha posto fedele impgno nel raffigurare in Giuseppe il primigenio classico della razza, le orme del quale hanno calcalo i giudei d ogni taglio, dei secoli susu guenti. Tomaso Mann, col fratello En-. rico ed il figlio Nicola costituiscon una trib d'l.sraele s1ile novecento e se non montano sul faraonico cocchio doralo, con una ben congegnala -.r.ao di s. due s.._ (Lo :lldrcrJ:

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zione sono riusciti dei pari a stabilmente la propria esistenza e a tempo perso tJelle gazzette cos dette. imparziali, !irano oro: sco p i sulla fine apocalittica del mondo fasrisl a Ma non ,seguiva forse Giuseppe l'esempio d e l padre mo Giacobbe? Questi figlio di Ist m o che quasi centenario, mentre sessantttci11qrmw e era la consorte Rebecca, mise al mo"lido i gemelli Esa e Giacobbe; vero che anche padre Abramo proprio quando toccava il centesimo anno, come si apprende dalla Geneji, ebbe in dono da Sara, che gi era ilt et decrepit> significa pure soppianJ a r e moralnzente qua/cu1zo, cos il nome de{ .secol1 dogenito signific del pari egli so p pi a n/a>> e d infatti sostitu il fratello nella primog enJuw. Esa jo11d la trib degli Edo11iti che a b iJava la st eppa a sud del Mar Morto ed ot e sempu ; s econdo la Genesi, s i vit eva dell a propri , spada>>; mentre Giacobbe, dal qu a le d eriv l Jrib d e gli lsraeliti, prefer la past o rizia e i l v it 'et quie to sott o la tenda. Sull'es e mpi o illus tre e vener a to di Giacobb e s i attaglia /'.ar t e d e l v ivere giudaico e cio d e l soppiantare qu a lcuno .ruoi diritti . aggiunge peraltro la Genesi che Esa! re. a Giacobbe la primogenitura, t o mando sfinito dalla fame, a l v edere 1111 ;,>;.,.,.Ji -,/,,,t rh,iP che il frat ello s i er a p r epaGiacobbe, coll'aiut o d t'Ila camuffato al padr e rieco Esa lo be1zedisse qrt,de Giacobbe temendo l ir a dei maneggiava l a altra contrada facesse /ordesideroso di mostr.ne le numerose greg g i mo dei padri. Esa, dice la Gomi ed inviasse don a ti1 i al e la notte pr e cedenl< con 11no spirito,-non t'l'rio .Ji cambiare il d i di Israel che i n ebr a icu Ji-Dio poich av eva conre.ro uomini ed at eva pret,air o >>. rimasto lsrael che ancor e cogli uomini m a di colui che
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ili /111/i i citando i( la loro aliivit tom.wne a dire. mmto italiano, le i empre per men! o rei i gioso o esso b,t desiderai{} degli uomi11i Jempre ma.ggiori tili gli lllli di ,,;,elle 11011 illustri gente !1111: 1

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.JL jn,tera opera del Regime, dal 28 ottobre 1922 ad oggi, gi in nuce nei discorsi e negli scritti e negli articoli di iMusso!IDi. prima del suo avvento al potere. In particolare tutta la dot trina politica e sociale del Fascismo sintetiz zata nel discorso che Mussolini tenne nel marw 1919 agli operai di Dalmine. In qna intervista conet'ssa al Giornale d'Italia il 17 aprile 1920, egli precis : Noi vogliamo il popolo grande moralmente ed econorni.ca.mente in una grande Nazione; non con la dittatura di quattro po liticanti da bottega che si lavora per le-masse operaie. Ed ecco sorgere l'edifii:io: la sera del 21 aprile 1927-V, che segna una grande data ndla storia del Fascismo e nella vita dei popoli, Gran Consiglio riunito a Palazz Chigi approva il testo della Carta del Lavoro, proclamata dal Duce docwnento fondamentale della Rivoluzione, atto di volont e di fede con il quale Regime delle Camicie Nere di mostrava che tutte le forze della produzione sono conciliabili tra di loro e che solo a questa condizione esse sono feconde. .f.a C. d L. il massimo documento atti nente alla politica dello Stato ( dich. 1-10), alla sua funzione corporativa nel campo sociale (di chiarazioni 26-30). Trenta dichiarazioni, trenta paragrafi di una concisione, di una semplicit, di una accessibilit massime; e pure, in codesti trenta punti, l'ossatUra della costituzione po litico-sociale che organizza il popolo italiano, che partendo dal riconoscimento giuridico dei Sindacati giunge alla odierna Camera dei Fasci e delle Corporazioni. Vi sono gl'insegnamenti di una r.ompleta dottrina morale, gli schemi di wi intero sistema poEtico, i principi di un compiuto ordinamento giuridico e costituzionale, l'intimo spirito di Una. rivoluzione sociale. Vi diChiarato che gli uomini non sono uguali soltanto di fronte alla legge, il che un punto di partenza; ma sono uguali soprattutto di fronte al lavoro; e questo un punto d'arrivo, di valore u.D.iversale che supera il Contratto so. ciale del Rousseau e il Manifesto comunista di Marx ed Engels, con tutti i loro piccoli de rivati liberalisti o socialisti. < la libera dei salari, salari proporzionali alle esigenze fammari ; assistenza e previdenza; educazio.l).e spirituale; morale ed artistica; : istru zione professionale e tecnica. E i titoli' dei de creti legge e i nomi degli istituti creati : a pori i in atto sono: discipliiia per la domanda e .J'offerta di lavoro, uffici . di collocamento gt:nerale, disciplina per l'assunzione al lavoro degli in validi e orfani di guerra, disciplini sull"'orario del lavoro e sul riposo domenicale e festivo protezione, :giene e sicUrezza del lavoro, assi curazione contro gli infortUni sul lavoro e con tro l'invalidit e la ve-Cchiaia, assicurazione per la tutela della maternit e dell'infanzia; casse mutue malattie ; mutue professiorulli e. mutue agrarie, assi.curazione per la disoccupaZione in volontaria, opera nazionale dopolavoro, steJ.la al merito del lavoro, istituto nazfonale di previ

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sOCiale norme suia dist:ii buzione ciel lavoro e sul cllocamento, norme sulla migrazione interna e sull'emigrazione, ri chiamo dei lavoratori italiani residenti all'estero. Di .fronte alla clamorosa banCa:rotta del liberalismo economico, dve il capitalismo rivolto ad uno sfruttamento criminoso der lavoro e vigono le del lavoro-merce e del lavoratore macchina, il corporativismo fascista ri. /lette il travaglio di un mondo che aspira al\!! universale giustizia economica. La sintesi corpo rativa dell'attivit politica dell'Italia mussoli niana nel sun valore sociale fu sintetizzata dal Duce nel discorso tenuto al Consiglio nazionale delle Corporazioni il 14 novembre 1933-XII: Vorrei ril;hiamare la vostra attenzione su quanto detto come obbiettivo: il benessere del Popolo Italiano. E' necessario che, a un certo m.onlento, questi Istituti, che noi abbiamo creato, siano senl!iti e avvertiti direttamente dalle masse come strwnenti, attraverso i quali queste masse migliorano il loro livello di :vita. Bisogna che, a un certo momento, l'operaio, al lavoratore della terra, pOssa dire a se stesso e dire ai suoi: se io oggi sto effettivamente me glio, lo si deve agli Istituti che la Rivoluzione Fascista ha creato. In tutte le Societ nazionali c' la miseria ine-Wtabile, c' un'aliquota di gente che vive ai margini della Societ; di essa si occupano speciali Istituzin i. Viceversa, quello che deve angustiare il nostro spirito la mise r ia degli uomini sani e validi, che ceocano, af . fannosamente e invano, il lavoro. Ma noi dobbiamo volere che g}i operai italiani -i quali c'interessano nella loro qualit di italiani, di operai e di fascisti sentano che noi non creiamo degl:i Jstituti, soltanto per dar forma ai nostri schemi dottrinarii, ma creiamo degli Istituti che -devono ditre, a un certo momento, dei risultati positivi, concreti, pratici e tangibili E qua.ilto gl'Istituti profeSsionali, assistenziali, previdenziaii e mutuallstici abbiano dato ':il la v oratore, affiancati dalla poderosa organizzazio ne s:indacale, a tutti stato possibile veder : in venti anni di Fascismo. Le esigenze del po polo lavOiatore sono state quasi. tutte risolte. L'organizzazione dei Jil.voratori ha potuto rea Iizzare il grandioso miglioramento delle condi zioni dei salari in grazia ad un incremento ge nerale del reddito naziooale che con l'au mento delle rimunerazini opeiaie apportava anche un awnento di rendite, profitti, risparmi e capitale accumUlato. Sono recml!issime le deliberazioni del Comitato corpomtivo centrale sulla revnsione dei salari e degli stipendi, voluta dal Duce per un sempre migliore tenore di vita delle masse la voratrici, sulle nuove provvidenze nel ampo delle assicurazioni infortunistiche e sulla riforma della sociale L'entit economica della revisione dei salari pu racchiudersi in queste cifre : 7 milioni di cittadini ne god'anno i benefici (comprendendo in essi i tre milioni mezzo dl addetti all'in dustria e all'artigianato, i due milioni di brac cianti e salariati fissi dell'agricoltura e i vari addetti al commercio, al credito, ;J.i. trasporti e agli studi professionali) ; otre un miliardo di lire comporteranno gli aumenti. Raggiunta perequazione fra guadagni e bi.sogili si venuti ad un equilibrio fra. salari e pcezzj. e Ja. Cii-. stribuziooe del reddito nazionale stitta coS mOdificata Srripre a favore delle categorie voratrid. . La politica si;JCiale del Fascismo pef .la : l!tf ; tela dei lavoratori, coincide con l'azione per la sanit della -razza. .Gi la stessa noZione :ael: salario, nel sindacalismo fascista, ha un cbiJW, -cai'attere etico perch dietro r indiv.iduQ st:i1' unit famliiare che .il substrato della Nazitxte. Il benessere della famiglia e la sua dia ci che conta per lo . . A scopo esemplilicativo baster elencare che a doverci ripetere) le provvidenze che direttamente mirano alla dfesa
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4[ 40, JL JE 10, S 1F1Rl1U'Jr'Jr AN 40, JL. 40-JPJti Alcuni anni or sono, alla Conferenza Economica internazionale di Ginevra, il delegato Sovietico Ossinschi, interrogato sulla durata media della giornata di Lmoro in Russia, rispose senza scomporsi: sette ore e cinquantasette minuti. Questa strepitosa frazione dei cinquantasette minuti parve per un momento dar veste di indiscutibilit all'atfermazione, tanto pi che L 'Ossinschi, oltre ch delegato alla conferenza, era anche Direttore del Servizio Statistico dei Senonch alwni congressisti ebbero L'indelicatezza di chiedere all'oratore come tosse stata calcolata La cifra da Lui citata. Ed allora, il Direttore della Statistica Sovietica si fece molto meno affermativo, balbett qualche circonlocuzione, s'impappin c messo alle strette disse che avrebbe telegrafato in proposito a Mosca. N Mosca parve saperne pi di Lui, perch nicchi un bel pezzo e quando dopo ripetute sollecitazioni si fece viva fin per ammettere che La media delle sette ore e cinquantasette minuti era stata ottenuta... includendo nel numero degli operai in servizio quello dei disoccupati temporanei. Erano state quindi addizionate Le giornate troppo Lunghe e quelle ... troppo corte, e dividendole per il numero degli operai -disoccupati compresi -i Soviet erano arrivati ad una 36 cifra presentabile si, ma che era ben fungi dal rappresentare la realt russa! Quest'episodio d un'idea della seriet delle statistiche sovietiche, Le quali cercano non di rivelare, ma dt nascondere La spaventosa realt del dominio ebraico sui Lavoratori di quel disgraziato paese! Il lavoro sovietico da escludere infatti che una massa di denutriti, viventi in catapecchte sordide dove ognuno di Loro dispone di uno spazio di poco maggiore a quello che occuper nella bara, possa dare un rendimento normale, ma sintomatico che nulla sia stato fatto dalle autorit sovietiche per migliorare le condizioni di vtta dei Lavoratori e che i soli provvedimenti presi mirino unicamente a spremere da quella disgraziata massa di paria fin l'ultima goccia di sudore e di fatica. Per compensare la cattiva qualit ed il pessimo rendimento del lavoro i soli metodi adottati dai dirigenti sovietici furono infatti La soppressione dei riposi ed il cosidetto < stacanovismo >> ossia due forme di sfruttamento a sangue dei lavoratori, La prima delle quali comportava La soppressione di tre ,leste su quattro. Pi atroce ancora fu quella tragica trutfa per intensificare Lo sfruttamento dei Lavo-ratori, La quale prese il nome dallo Stacanov, ma che fu in realt organizzata, manipolata e gonfiata attraverso una sinistra pubblicit dagli alti papaveri ebrei. Lo "Stacanoviamo" Qualche dato e qualche confronto poco noto daranno un'idea del < trucco Stacanov >>. Nella mi-niera russa del Doniez, il Lavoro di ogni operaio non rendeva in media pi di sette tonnellate di carbone al giorno, mentre nelle miniere tedesche -quella della Ruhr per esempio -La resa oscillava fra IO e !7 tonnellate giornaliere. Un bel giorno -il 31 agosto !935 -radio, gazzette e conferenzieri annunziarono fino agli estremi confini dell' V. R. S. S. che un operaio russo aveva abbattuto non sette, n dieci, n diciassette, ma addirittura cento tonnellate di carbone in Ufl solo giorno. Ritratti, interviste, ditfustne di stampati e ... Stacanov Lasci il lavoro di minatore per dedicarsi a quello di conferenziere! La verit sui risultati ottenuti da Stacanov era che il primato da lui stabilito era stato ottenuto in condizioni specialissime e dopo lunga preparazione da parte dei suoi superiori e compari, e la riprova la si ebbe nel fatto che l'aumento di produzione verificatosi sull'esempio di Stacanov e nella stessa

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11 r,a polizia. disperde a Detroit (U. S. A.) gli scioperanti ---2) i disoccupati londineai hanno escogitato questo sistere per paralizzare U traffico e per attirare l'atteazi.one delk autorit sulle loro miserie -3) Un disoccupato londines.;; tenta di penetrare nella dimora del Primo Ministro. miniera dove ave11a Lavorato fu di appena 7 %, e cio La produzione rimase ancora di gran lunga inferiore non solo a quella stacanoviana, ma a quella ordinaria della Rullr. Un'altra riprova fu data dai primati successivi a quello di Stacanov, che fu battuto di otto lunghezze nello spazio di pochi mesi da altri minatori desiderosi di diventare conferenzieri. Tali primati furono infatti i se-guenti: Bobcov ........ 159 tonnellate Issacenco ...... 201 fl Artiucov ...... 536 )) Borissov .... 800 }) L'enunciazione sola di queste quantit di carbone che sarebbero state abbattute da wz solo operaio in mz solo giorno -cento tonnellate all'ora, quasi due tonnellate al minuto!-basta per stabilime L'assurdit e la ed del resto quanto il popolo ha fi'}tto per comprendere anche in Russia, dove ctrcolano numerosissimi i sarcasmi in proposito. Lo Stacanovismo serv per agli ebrei, secondo ho detto in principio, come una frusta sugli infelici lavoratori russi, ai quali 11eniva richiesto uno sforzo impossibile, per nuocere loro e sfruttar/i a sangue, come vuole il Talmud. Paghe operaie L'affamamento sistematico degli operai poi praticato dai salari. La. paga operaia media a Mosca, secondo dati sovietici, era nel 1935 di 149 rubli e 30 copec al mese, e dati pi attendibili la facevano aggirare intorno a 130 rubli Su questo salario medio gravano poi le tasse, i prestiti obbligatori -costituiti da quindici giorni di paga per i salari pi bassi e da un mese e pi per gli altri -le quote del partito, del delle assicurazioni sociali, dell'aviazione, dei dirigibili e del soccorso rosso, Le sottoscrizwni volon tarie di solidanet internazionale, ecc., assorbenti complessivamente un buon venti per cento delle paghe stesse. Di passaggio, sar bene avvertire che le assicurazioni sociali, L'assistenza alle malattie, le pensioni .per la vecchiaia e /[villeggiature sono del tutto illusorie, e che solo la ritenuta reale ed effettiva. Nell934, su 24 milioni di lavoratori, quelli che andarono In villeggiatura (dove fra parentesi ebbero un trattamento miserando) furono solo 181.0007 ossia il 7,5 per mille, un operaio ogni 137 l L'operaio russo percepisce quindi in media una paga netta di poco superiore ai cento rubli mensili, il potere d'acquisto dei quali pu essere definito dal costo dei principali articoli di consumo, come sarebbero il pane bianco, che sz vende al prezzo di 7;50 rubli al chilo, la carne a 12 rubli ed il burro a 20 rubli al chilo. Al che da Cll{giungere che il costo di un paio di scarpe e di 150 rubli, quello di un vestito di lana di 800 rubli, mentre l'affitto di una camua non miJbiliata costa 50 rubli al mese! I prezzi suddefti sono poi nella pratica aumentatz dalla scarsezza degli articoli, la quale obbliga spesso d'andare a cercarli nella citt vicina, o di comperarli al mercato clandestuzo. S che confrontando le paghe ed i prezzi citati nor1 da stupire se ad lvanovo-Vosnessensc, durante un clamoroso sciopero di quelle officine tessili, al quale avevan tenuto mano centinaia di comunisti, la sola rit,endicazwne degli scioperanti fosse: Abbiamo fame!. Al che fu naturalmente risposto con la fucilazione di alcuni troschisti E tutto ricominci come prima. Queste Le condizioni del lavoratore in Rus;. sia sotto il bolcevismo ebraiCQ. Proviamo ora a cambtar paese ed ed andiamo verso Parigi, anzi proprio in quegli ambtenti della gran moda, esaltati 37

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dalla letteratura spicciola giudaizzante,. e chetante borghesuccie di provincia sognano ancora. Lo. "Sweating System,, Vedremo allora, dietro L'apparato sontuoso dei grandi sarti giudei, dietro gli specchi e Le Luci e Le orchestre che incorniciano il coro delle indossatrici, nascondersi tutto uno spaventoso sfruttamento, che corrode migliaia di givani vite con un Lavoro ed una rimunerazione estenuanti. -Non parlo delle operaie che nelle soffitte e negli ambienti peggio aereati e pi angusti delle grandi. sartorie Lavorano con orari pazzeschi e forzati, e con salari modestis-. simi per soddisfare i capricci momentanei delle ricche clienti: quante operaie sono ancora esseri favoriti in confronto di tutte Le altre artigiane che in tuguri miserabili; ghesi non hanno vantato. i prezii eccezionali degli abiti jatti, quelle confezioni a buon mercato che non si trovano da noi 1>, e che pure arricchiscono tanto i < che faranno La fortuna delle ditte giudaiche. Queste artigiane ricevono dalle ditte i materialz grezzi, Le stoffe, i velluti, Le piume, i feltri, in una specie di prestito controllatissimo, ed il Loro compenso non solo non garantito, ma ha due alternative soie: qello di essere minimo o nullo. IL dovere di queste pol'ere creature di foggiare i materiali ricevuti nel miglior m(ldo, dz trovare fa nuova Linea di un abito o di un mantello1 di un cappello; e di realizzarla. Dalla Loro mente, dal Loro gusto e dalle Loro mani uscir. il prootipo di quei modelli che saranno rivenduti ai sarti di tutto il mondo. Ma il compenso che esse ne miranno sar irrisorio; spesso su quattro o cinque modelli presentati, appena uno accettato e pagato poche decine di franchi, e se avviene che nessuno dei modelli stessi, costati notti di Lavoro, abbia il gradimento del principale, La poveretta pe1de non solo tutta La sua fatica, ma anche il rliritto a prelevare aitri matena!1 m prestito, e quindi a procurarsi altro Lavoro. Nel caso pi favorevole poi, "Le scarse decine d franchi compensano per sempre la < ... In un altro campo Limitrofo, quello delle (j confezioni 1>, quante volte le piccole bor-forniture, per il 50 % come margine di utile all'emporio e solo per il 5 %, ossia pertma ventesima parte, a pagare gli artigianz o le artigiane che Lo confezionavano! Queste sono La <
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FAS DEl R Restauratore della forza e della dignit della Nazione, valorizzatore tenace delle fonti vive della grandezza della .;lirpe il Fascismo, fin dagli inizi della ,;ua azion e rivoluzionaria, volgeva le sue c ure alla terra e a coloro che per essa v i v ono ai forti agricoltori custodi fetomli defla purezza della razza, presidio 'icuro delle fortune della Patria, in pace e in guerra. La progressiva industrializzazione della sebbene assai pi limitata di q u e l c h e non fo3s altrove, aveva fatto quasi dim e nticare ai governanti di un lPmpo l'esi s tenza dell'agricoltura. Meglio organizzate, pi clamorose, soprattutto pi mina c ciose in tempo di !ud eletto r ali l e m a sse cittadine attiravano tutta l'att e nzione dei Governi. Ai lavoratori dei campi non restava che la dura risorsa del l'emigrazione, mentre gli economisti cal colavano compiaciuti l'ammontare delle rime.;se degli emigranti che contribuivano a consentire all'ltaiia di comprare al l'Estero quel pane che la sua terra come la battaglia e la vittoria del grano hanno dimostrato poteva produrre. Ma la fede mancava Perch la terra d'Italia potesse dar pane per tutti i suoi figli, occorreva anzitutto credere che qu esto potesse avvenire, credere nela possibilit di prosciugare le paludi e vin cere la malaria, credere soprattutto nelle virt della razza. Ed il Fascismo ha cre duto nella terra e nei suoi figli, ed questa semplice verit che spiega i mi racoli compiuti. La fede del Fascismo e del suo Duce nelle virt della terra e dei suoi figli costi!uisce la prima e maggiore tutela del Regime in favore dei lavoratori dei campi. CO'desta fede ha restituito ai lavo rator dei campi -:oltre che il dovuto prestigio )a serenit e la sicurezza con nesse ad una elevata coscienza della propria funzione sociale Senza codesta fede, mediante un'azione politica che si fosse basata su criteri di opportunit, non sa rebbero state raggiunte le odierne avan zatissime posizioni sulla strada di un effettivo, realistico elevamento delle con dizioni di vita morale e materiale della popolazione lavoratrice agricola: avan zatissime posizioni raggiunte attraverso le forme dirette ed indirette di valorizza zione e di potenziamento dell'agricoltura, ed attraverso la bonifica integrale, la redenzione delle terre malariche, attra verso la costruzione di case sane per il popolo, attraverso la colonizzazione de mografica, attraverso la lotta contro l'ur banesimo. Anche la restaurazione fascista dei principi religiosi e morali, la difesa della famiglia, la lotta senza quartiere contro teorie e pratiche dissolvitrici si sono ri solte in una elevatissima forma di valo rizzazione e di tutela della gente dei campi, perch hanno contribuito a restituire ad essa che nella Patria, nella religione e nella famiglia non aveva cessato di eredere fierezza e prestigio. E questa restituzione di fierezza e di pre stigio sul piano della difesa integrale della popolazione agriola non ha 39

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meno valore della bonifica integrale, della redenzione delle zone malariche, della colonizzazione demografica della lotta contro l'urbanesimo. Scendendo al settore delle forme di tu tela previdcnziale ed assistenziale, il Fa .,cismo mentre orientava la coscienza nazionale a riconoscere nella terra la fonte prima di ogni ricchezza, e nei la Yoratori della t erra energie di primo piano tra le forze produttive della Na zione mentre riu s civa ad aumentare per essi le di lavoro ed a migliorare le condizioni per lo svolgimento del lavoro ,;te3;:o, mentre elevava il tenore di vita de: la gente dei campi -ha altres raggiun!o, in favore di essa, posizioni di avanguardia nel campo della previdenza e delraf'si,;tenza. Invero il lavoratore agri olo, inquadrato nelle proprie OrganizzaSindacai i. conscio della sua dignit di produttore. ha potuto conseguire grado a. gra do altraver5o disposizioni di legge o per aceordi -:;'applicazione, per s e per la sua famiglia di quelle forme di previdenza e di assistenza che il Regime ha creato e potenziandole su nuove basi e con spirito nuovo -per tutta la popolazione lavoratrice. . I lavoratori agricoli oggi usufrmscono di una vasta azione di difesa previdenziale: sono assicurati contro gli infor tuni sul lavoro agricolo, presso le Casse Mutue infortuni agricoli, raccolte in Fe derazione Nazionale; contro l'invalidit. la vecchiaia. la tubercolosi e le donne luvoratrici dei. campi anche per la ma ternit presso l'Istituto della Previ denza Sociale: contro tutte le malattie, infine attraverso le Casse Mutue di ma lattia, riunite anche esse in Federazione Nazionale. Le assicurazioni obbligatorie contro la. tubercolosi e per la maternit, nonch l'assistenza mutualistica di ma lattia sono estese anche alle categorie co-loniche e mezzadrili. I lavoratori agricoli fruiscono altres degli a5segni familiari con i quali il Itegime viene incontro alle famiglie bene .:lette dai figli --oltre che dei prestiti matrimoniali e di tutto quel complesso di assistenze morali e materiali che tro vano la loro estrinsecazione nelle Orga nizzazioni del Partito. Le Mutue di malattia che raccol gono pi di 5 milioni di iscritti hanno assistito nello scono anno 645 mila avoratori, con una spesa di 85 mi lioni di lire; i ricoverati a carico delle stesse Mutue sono stati 54 mila, con pi di 900 mila giornate di degenza. Dall'agosto 1937 -epoca della esten s ione degli assegni familiari ai lavoratori dell'agricoltura al 31 dicembre 1938, gli assegni ad essi erogati ammontano a L. 137 248.061; oltre 313 mila capi famiglia ne hanno usufruito Gli assegni di parto ed aborto concessi nel solo 1938 alle donne dei campi assi curate per la maternit sono stati pi di 90 mila, per un importo che si avvicina ai 10 milioni di lire. Delle 550 mila pensioni di invalidit e di vec<:hiaia attualmente in corso di pagamento, delle WO mila persone assistite dall'assicura zione obbligatori.a per la tuberco}I>Si, .no tevolissiina la parte che si riferisce a lavoratori agricoli, come cospicuo l'am montare delle indennit erogate per in fortuni sul lavoro agricolo. La tutela previdenziale dei lavoratori dei campi sar ben presto ancora pi completa ed effdente per virt della grande riforma della Previdenza Socia le, voluta dal Duce in coincidenza con la celebrazione del primo Ventennale del Fascismo. La riforma -oltre a d ade guare le prestazioni di ordine economico al costo della vita e ad accentuarne la graduazione in proporzione ai carichi fa miliari -completa il ciclo della tutela previdenziale, con la istituzione di pen sioni a favore delle vedove e degli orfani degli assicurati o pensionati e con la creazione di una nuova assicurazione ob hligaJoria, quella per la nuzialit l e la n a talit. Quest'ultima tuteler il nucleo fa miliare, base dello Stato, sia all'atto -della sua formazione mediante la conces !'ione di assegni di nuzialit ai lavoratori assicurati e alle figlie -sia nel mo mento del suo accrescimento, attraverso la concessione di assegni di natalit. Per la gente dei campi nel cuore delia quale l'attaccamento alla famiglia ra dicato e profondo questo vigoroso passo innanzi sulla strada della tutela previdenzialc del nucleo familiare costi tuir nuova ragione di serenit e di gra titudine al Duce. PAOLO TRIZ

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JL.II/is Bouis apre un suo studio, comparso , i Journal de Statistique, para?,onando i ; Francia all'antica Bisanzio. < Ci si riJurla cim tristezza -egli scrive atranI i ca Bisanzio, dove, mentre le mura crol!mano sotto (co/p( d'ariete dell'assediante. si discl!teva di cose oziose e oottili d: cui 1<1 posterit rwn ha conservato che brutti ricordi > Il raffronto di notevole propriet rei efficacia. Ognuno vede a quali perdif tmpo, e diversivi c giocondit si concede la Francia mentre il pi grave flagello-la tisia demograficasi abbatte su di essa e mentre le sue mura crollano falda a falda. Prendiamo come esempio la Francia; che c -per cos dire -la nazione bandiera Ira quelle democratiche, per far risaltare gli uspetti e le conseguenze di un fenomeno {Jrcttamente democratico; perch dalle democrazie lasciato libero di manifestarsi nella sua maggiore intensit: l'esodo rurale. Il imvmeno che abbiamo detto. si sviluppa secondo le seguenti due fasi consecutive: l) abbandono della montagna e delle campagne da parte dei ceti rurali, e conprogressiva della popolazione nei ccntn commerciali e industriali 2) declino della popolazidne stessa a causa di ci. dalla montagna, in Francia; si lwmw 1 seguenti spaventosi dati, raccolti dal nostro lstttuto di Economia Agraria. Rispetto al 1861. la popolazione montana francese risultavo diminuita come segue nel 1911, cio dooo 50 armi: nella Alta Savoia; del19,4 nell' lsrl'; de/29,5% nella Savoia; dCL29.6 nelle Alpi Altr, e nientemeno che del31,9 '%nelle Basse Alpi .<< Su queste pendici estreme delle Alpi Marittime -aggim!ge la relazione del nostro lstitnto Nazionale di Economia Agraria a pascoli radi, rupestri, con pastorizia transumante degli ovini, ad economia poverissima, l'esodo poi continuo e completo; cosicclz i loro circondari, dal 1831 al 1921, si calcola abbiano perduto 64 000 abitanti, ed alcuni comum, come quello di Beadumont, l'83 % della popolazione e quello di Crmset il 100 per cento, venendo cos cancellato dal novero dei comuni francesi Sembrerebbe incredibile! Ma la relazione aggiunge: <
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POPOLAZIONE RURALE 68,9% 62,6 x 59,/% 4-8,8.% 41,6% _t P O P O l AZ l O N E URBANA 4-0,9,% 4-lt-,2% 5"2% 52,4-X 3/JI/o 3'l4-/( 24,4-% j_ j_ _l _L _j_ f 846 t872 t 8 9 t f 9 00 i 9 f i 1 9 3 j t936 riodo che va all'incirca dal 1850 fino al 1930. La cifra che risulta segnata in ogni dipartimento, indica il numero di abitanti rurali da ciascuno perduto per ogni 100 di essi. L'imponenza, poi, del movimento della popolazione francese dalla campagna verso La citt risulta, nella sua impressionante entit dalle cifre della tabella A illu-strate dal grafico n. 2. L'abbandono incessante e in massa della campagna ha prodotto in Francta due conseguenze. L'una: dtminuzione contmua delle colture, com' Logico; L'altra: declino progressivo della natalit. Del primo, per quanto si riferisce ai cereali, si hanno i dati riportati nella T ab. B (Le cifre indicano ettarl) La vtgna -riferisce Louis Bouis -La wi superficie toccava il suo massimo verso il 1875 con 2.500.000 ettari; ha perduto i due quintt del suo spazio cadendo a 1.500.000 ettari nel 1930. La sua produzione. discesa da una media annua di 63 milioni di ettolitri_ nel decennio 1865-1875, ai 50 m ili o n i circa di Per La canapa e il lino La diminuzione e stata disastrosa: il Lino, La eu i coltivazione praticata soprattutto nel Nord, ha perduto tl terzo della sua superficie; la canapa quasi scomparsa, e La sua scomparsa stata delle pi dannose per il popoLamento delle nostre campagne, perch era sparsa in tutto il suolo della Francia, e ciascun abitante dei villeggi fi'ancest ne pos-TABELLA B 1875 1913 1930 PERDITE Grano o o 6.947.000 6.542.000 5.343.000 1.134.000 Segala ..... 1.894.000 !.176.000 760.000 1.604.000 Orzo ....... 1.044.000 760.000 750.000 294.000 Grano nero 700.000 500.000 340.000 360.000 42 TABELLA C CANAPA LINO 1840 176.000.000 98.000.000 1870 95.000.000 79.000.000 1903-1910 17.000.000 30.000.000 1922 5.200.000 18.000.000 1930 4.500.000 35.000.000 sedeva un appezzamento)). La sua produzione permett(Va ad ogni famiglia di occuparsi della filatura durante le Lunghe Lze della cattiva stagione. Per le coltivazioni della canapa e del lino si sono avute le diminuzioni indicate nella Tabella C (le cifre indicano ettari) Similmente avvenuto per i bozzoli, per allevamento dei cavalli e dell'altro bestiame. Le capre, che nel 1870 ammontavano a 30 milioni di capi, non raggiungono .che i 10.000.000, perch ne sono scomparse pi di 20.000.000. Tutto diminuisce: aumenta soltanto L'allevamento dei bovini clic da 14.788.000 di capi quanti erano nel.l913 sono saliti a 15.830.000 nel 1933. Ci evidentemente si spiega con L'aumento della superficie a pascolo, per L'abbandono della coltivazione.

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L'altro risuitato del progressivo r------------------------------ghesimento della popolazione francese, della decadenza rurale di essa, lo troviamo-come abbiamo detto-,. nel declino demografico. Nel grafico n. 3 sono indicate le perdite-com:plesszve di abitanti che hanno subito i dipartimenti della Francia fino al 1926. Sono cifre veramente tragiche! Che cosa si pu attendere pi dalla razza francese quando in un sol dipartimento, quello di Lot-etGaronne, si registrata una perdita di 176;000 abitanti su 347.000, vale a dire il 51 % della popolazione totale? Che cosa pu presumere pi un paese, una razza, che senza un moto di reazione, senza un cenno di r i scossa, subisce falcidie. di questo genere: 77.000 abitanti, su 133.000 (51 %) nelle Alpi Basse; 166.000 su 44,1.000 (37 %) nell'Ome, 104.000 su 381.000 nell' lonne? DIMINUZIONI DELLA POPOlAZIONE RURAli FRAMU5( f1NO. All730 (LE CIFRE RAPPRESENTANO IL PERCENTO DELLA POPOLAZIONE) Il declino pauroso della natalit universalmente noto perch sia necessario rzportare czjre su di esso. Ci limitiamo, perci, a quelle degli ultimi anni nei quali, dopo la totale estizione del residuo di eccedenza di nati sui morti, si aperta la fase dell'annientamento completo della razza francese: l e bare che superano le culle. TABELLA. D Dlfferaau:a ANNI NASCITE MORTI (ID + o ) tra aortl e Dasdte 1930 7 4 9 953 648. 866 lJI/11/NIJZION/ .._ _. AUHENT/ 1931 7 33. 90 9 6 79 .114 1932 722.37 1 6 59 777 LE CIFRE INDitANO LE PERDITE "UilALI 1933 678 700 660.439 1934 6 77 878 63 4 0 7 3 1935 640 .5 2 7 658 .3 7 9 1936 630 .059 PERDITE SUBITE DAl DIPARTIME.HTI FINO Al t9U. 642 .139 1937 616 863 628.603 Le grandi democrazie muoiono di morte naturale, per estinzione interna. Nell'ultimo numero di questa Rivista abbiamo dimos trato, cifre ineccepibili e inoppugnabili alla mano, che la Francia -democratica per eccellenza tra le potenze democratiche nmz potrebbe oggi chiamare alle armi, in ::oso di guerra, wz numero di uomini superiore ai 3.700 000 circa. Da s la Francia ridotta quindi al rango delle minori p o tenze europee. Le grandi democrazie si sono fatte bor'!./lesi, urbane, sedentarie, egoiste: hanno rifiutato di abitare la terra, il vuoto che si nrodotto nella terra le inghiottir. Su di esse rigogliano le razze vitali, che lianno reso santo il lavoro, prima di tutto 1 / lavoro dei campi. 19 t 9 30 f 9 3 1 i 9 5 2 t 9 3 3 t 9 34 1 9 3 5 i 9 3 6 t 9 3 7 fT l : T l r--. i? m1 : .. t 1\ !te lflro i :."'':) (i] . . : ... mJ . "), r c} / n !l( V ; . ' =\ rj . Ibi l l;< :' l . l t . 1 J t .. o/ : j -,_ NATI l'l'fORTI 749" 955 NATI ,,,O .. TI 735"-909 U9"tf4 /VA T l ,HORTI un7f ut777 NATI >l/tORTI 61&"700 "0'459 N.ATII'J'f
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in una tare, polmoni forzata, una spi a espira dua, an-;!.': ? : l espira respidell' aria capacit vitale ]( l modo di comportarsi diverso delle differenti razze umane dinanzi al fenomeno del lavoro potr essere interpretato ade guatamente solo quando vaste e sistema tiche indagini ci avranno chiarito i punti essenziali dell'antropologia fisiologica. Non sar per inutile richiamare l'attenzione su alcuni fatti messi in evidenza da noti studiosi dell'antropologia. Il Millot, occupandosi dei problemi della dinamica e della forza muscolare, ha scritto che dato che esistono delle differenze ana tomiche nel sistema muscolare delle di verse razze logico ammettere che delle differenze correlative nella dinamica ab biano potuto essere i:nesse in evidenza. Molto spesso anzi queste differenze dinamiche possono superare quelle morfologiche, potendo due muscoli apparire mor fol9gicamente simili e contrarsi in maniera differente. Inoltre, intervengono nella dina mica, variazioni razziali nella struttura delle articolazioni. Il Conte di Gobineau attribuiva alta razza ariana una preminenza muscolare su tutte le altre. Il Millot riconosce che un grande numero di osservazioni appogge rebbe questa tesi, resterebbe tuttavia difficile stabilire una classificazione dinamo metrica tra bianchi, negri e polinesiani. Si pu d'altra parte constatar e che gli indigeJli di America sono meno forti e che soprattutto esistono delle razze muscolar mente deboli quali gli Egiziani (fellahs dell'oasi di Kargh) gli Indu e gli Jndonesiani. L antropologo Hrdlicka, un ceko, da lungo tempo emigrato in America, ha rac colto i risultati dei suoi studi nella seguente tabella, in cui la pressione e la trazione sono state misurate in chilogrammi per mezzo del dinamometro di Mathieu. Pressione Pressione RAZZA della della Tra-mano mano zione destra sinistra Bianchi U.S.A. 45 37 27 Negri, u.s.A: 41.5 38.6 30 Indiani U.S.A. 40 34 25 Fellahs di Kargh 34 31 22 Interessanti sono i fatti ricordati dallo stesso Millot per quanto riguarda la capa cit vitale. Nella quantit d'aria che pos-di riserva costituisce la (Hutchinson) Ora stato notato che, comparando soggetti di razz
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LAV esperienza appare vacillante continuamente tra l indifferenza c la depressione senza speranza. E. Fischer ha scritto dei negri che non sono intelligenti nel senso proprio della parola, e soprattutto sono sprovvisti del potere di creazione mntale. Poveri di immaginazione non hanno potuto svilup pare un'arte originale n elaborare dei miti popolari. In complesso il negro aina vivtrc incurante dell'avvenire, alla gior natall Il Ferguson attribuisce ai negri man canza di riflessione, deficenza di tenacia, di spirito di iniziativa, e di ambizione, con inclinazione a contentarsi dei successi mo mentanei. Secondo l'unanime opinione degli uffi ciali americani durante la grande guerra i soldati negri si mostrarono generalmente ubbidienti agli ordini, ma privi di inizia tiva c incapaci di assumere posizioni di responsabilit. l risultati di vaste inchieste eseguite con !l metodo dei testi mentali su 93.973 re clute bianche e su 18.891 reclute di colore nell'esercito americano, sono riuniti nella seguente tabella che sta a provare la di versa percentuale di individui di differente intelligenza nei bianchi e nei negri : A=c ... .. l c ........ c ----1 --. ----alAMI MI -Hllll eH! brH J i:gri si alw lUlQ .,stalo di -. A indiscusso parere degli antropologi, le razze mongoliche, soprattutto quelle dell'estremo orinte, superano grande mente i negri per attitudine a diversi tipi di lavoro. Presso queste razze l agricoltura e l'artigianatn hanno raggiunto spesso una notevole evoluzion .e. La cultura del Celeste impero e l'esistenza della Cina quale stato organizzato parlano in maniera chiara sull'alto grado sociale cui possono pervenire le razze mongoliche. D'altra parte razze affini alle mongoliche hanno temperamento passivo, in un certo sllSo pi un carattere femminile che maschile.', Molto differenti dalla razza negra e mongola si presentano le razze orientalide e levantina. che costi.:. tuirono la base antropologic.
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o LA RIVELAZION E IL DISINGAN FILOSOFIC La descrizione che fa Mos del paradiso terrestre che i piaceri destinati all'uomo naturale in questa vita; piaceri di questa vita, materiali, sensibili e corporali, per tanto la felicit. Oltracci Dio pose Adamo in (JaraiiJ.i.soi:\;.:oluptatis 111 OPERARETUR et custodiret illum que, sebbcn l'uomo fu condannato dopo il peccato a la,,olrai:-:lllc terra trcll'opera d1: esso, e scacciato dal di volutt, 111 opcrarclur terratn de qua sumptus intendere a Jayorarla con sudore, e con terra. il contesto della Genesi, e non che la avanti il peccato, e la sua felicit dovesse COnS1tSt4ere contemplazione cd essere inattiva, ossia senza oper.e e . pazioni corporali ed esterne, c piacere di queste opefe;--.u-" '''''. fatti chi non vede che l'uomo corrotto, ossia oggi, ha molto pi bisogni degli altri viventi, ostacoli a proccurarsi il necessario, e quindi ha molto pi fatica per la sua conservazione? Fatica di,._:,,_ ,.,. ... . : comau'data dalla ragione c dala necessit, ma -.. natura: fatica non piacevole ecc. Laddove gli con poca fatica, e quasi nessuno st-nto, si procaeciano ii . sognevole; non lavorano la terra, n questa produce : spinas et tribulos, cio nQn contrasta ai loro desideri; somministra loro il spontaneamente; ed essi. colgono e non seminano. Intendo parlare di del quale si pascano. Del vestire, l'uomo abbisogna nello stato presente, essi no, ma nascono vestiti qalla natura. La SQ-_ ci et primitiva qual usata anche dagli .animali; il razion cino primitivo, ossia il principio di cognizione comune a tutti gli esse ri c apaci di scelta, erano d e stinati a supplire ai biso gni dell'uomo. La societ quel 1a ragione qual ridotta,_, accresce s misurata rilente questi bisogni : il mezzo di servire ai bisogni e di estinguerli, divenuto padre, e fonte perenne e abbondantissima di bisogni. I bisogni 'naturali dell'uomo sarebbero pochissimi, come quelli degli altri ani: mali; ma la societ e la ragione aumentano il numero e .la misura de' suoi bisogni eccessivamente. Questa fra' bisogni naturali, e sociali o fattizi, e non pertanto i'nevitabi li nel nostro stato, formava il fondamento della setta Ci nica, la quale si prefiggeva di mostrare col fatto, di qua,nto poco abbisogni l'uomo naturalmente. Vedi l'epitaffio di Dio gene nel Laerzio. L'uomo fu dunque veramente condannato alla fatica, c fatica di stento; vi fu condannato a differenza degli altri animali ; ed essendovi stato condannato sotto l'aspetto che ho esposto, non ne segue che la sua vita innanzi l a corruzione dovesse essere inattiva, cio dovesse contenere meno attivit ed occupazione fisica, di quello che ne contenga la vita degli altri animali. Se la Religione ha poi divinizzato la ragione e il sapere; da to la preferenza allo spirito sopra: i sensi ; fatto consistere la perfezione dell'uomo nella ragione a differenza dei c in somma dato alla ragione il primato nell uomo sopra la natura: tutto ci non si oppone al mio sistema. L'uomo era cor rotto, cio, come ho dimostrato, la ragione aveva preso il di sopra sulla natura: e quindi l'uomo era divenuto sociale; quin di l uomo era divenuto infelice, perch, prevalendo la ragione,' la sua natura primitiva era alterata e guasta, ed egli era de caduto dalla sua perfezione primigenia, .}a quale consi steva in altro che nella sua essenza o pr!Jpria e primordiale. Da questo stato di corruzione, l'esperienza pro va

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l ., ;j, l i l c h e l'uomu non pu tornare indietro senza un miracolo: lo pro va anche la Tagione, perch quello che si imparato non s i dimentica. Infatti la storia dell'uomo non presenta altro che 11n passaggio continuo da un grado di ciyilt ad un altro, poi all' eccesso di civilt, e finalmente alla barbarie, e poi da capo. B arbarie, s'intende, di corruzione, non gi stato primitivo assolut a mente e naturale, giacch questo non sarebbe barbarie. Ma l a storia. non ci presenta mai l'uomo in questo stato preciso. Bens ci dimostra che l'uomo tal quale ridotto non pu godere maggior felicit che in. uno stato di civilt media, dove prevalga la natura, quanto compatibile colla sua ragione gi radicata in un posto pi alto del primitivo. Questo stato. non il naturale assolulo, ma quello stabilito appresso a poco d a lla religione, come dir poi. Lo stato naturale assoluto non p o te v a dunque tornare senza un miraclo. n discorso de mi ra coli, sopraumano, e .non,entra in filosofia. Perch dunque. l'u o mo .corrotto com', non abbia mai ricuperato n sia per ricuperare lo stato puramente naturale, e la felicit di cui go dono tutti gli altri esseri, rimane, colla detta ragione, spie g ato in filosofia. In religione anche meglio; perch Dio in p e na del peccato, avendo condannato l'uomo all'infelicit della corruzione derivata da esso peccato, non voleva n doveva f are questo miracolo. Volendo mostrargli da sua misericordia, e dare al suo stato una perfezione compatibil e colla sua condanna, cio colla sua infelicit; non restava altro che perfezionare la sua ragione, cie quella parte che aveva prevaluto immutabilmente nell'uomo per la stia disubbidienza, e con ci c ausata la sua corruzione. La perfezion d ella ragione non la perfezione dell 'uomo assolutamente, ma bens dell uomo tal qual dopo la corruzione. Perch la perfezione di un essere non altro che l'intiera confomiit colla sua essenza primig e nia. Ora l'essenza primigenia dell'uomo supppneva e conteneva l'ubbidienza della ragione, in somma tutto, l opposto della p erfezione della ragione. Que$ta perfezione dunque non 'poteva essere la sua felicit in questa vita; non essendo la perfezione dell'ente. Non poteva dunque se non formare la sua felicit in un'altra. vita, dove la natura dell' nte in certo modo si cambiasse. La ragione (massime relativamente all'altra vita) non pu essere perfezionata se non dalla rivelazion e. Fu dun que necessario che Dio all uomo la. sua origine, e i suoi destini; quei destini che avrebbe conseguiti rimanendo n e llo stato naturale, e gli -avre bb e conseguiti insiem e colla fe licit terren a. Laddove il Cristianesimo chi:J.ma beato chi piange, predica i patimc.nti, li rende utili e necessari ; in una parola suppone essenzialmente l 'infelicit di questa ..... vita, per conseguenza naturale d egli a{ldotti principii. da questi segue ancora che la maggior felicit possibil e d e ll'uomo in quest a vita, ossia il maggior conforto possibile, e il pi vero ed intero, all'infelicit naturale la religione. Perch (riassumendo il discorso) la .perfezione primitiva o umana assolutamente e quindi la felicit naturale e quindi la felicit temporale, im_ possibile aJ.l'uomo la corruzione. La ragione, autrice d i esS avendo prev.luto per sempre, il miglior grado -dell'uomo la perfezione di essa ragione, che forma oggi la sua parte principale. I:.a perfezione della ragione nn -ci>ndurre se .non alla felicit di un'altra vita. Quindi, senza ci, la_ perfezion -della ragione e della C
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questionario afta 'l.-CUJ42-W.. Jean Jacques Detabiau ci ha mandato da S. l
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leggano i Y81prl Letterari, edizione di Quadrivlo, uscita questi giorni in Roma. Luigi Chiarini e Rodolfo Jacuzio Ristori hanno fatto una scelta di pagine dei pi grandi scrittori italiani, riguardo alla Francia ed ai francesL Telesio Interlandi vi ha premesso un avviso e ssendo quello tra i nostri contemporanei che "pazientemente, con abnegazione, s' guadagnato l'odio dei Francesi e se ne fregia come d'una distinzione: tanto convinto d e lla urgente necessit di sopprimere in noi la Francia, prima d'esser costretti a sopprimerla fuori di noi Alfonao Sterpellone studente del Liceo :\I amiani di Roma, ci ha scritto le seguenti osse rvazioni: All'Universitario Fagiani che vi scriveva s ulla religione di Giacomo Leopardi, avete risposto che, pubblicando un ben ordinato p e n s iero di tale Scrittore sulla religione, avreste presto mostrato quali erano le sue idee Io non m o studio In una lettera del Padre, Monaldo l.o o pa rdi, al Ranieri si legge: 1 Una vo(ta alla < t:'l di circa 14 anni soggiacque al travaglio s crupoli, e tanto esageratamente che telll ,a d i camminare per non mettere il piede '''l'm l a c roce nella congiunzione dei mattoni \-,nltav a molto volentieri le Sante Messe, tanto :, rep ut a r s i felice il giorno in cui ne aveva potuto a, c o lta r e d i pi. >.'om pose abbozzi di Inni Sacri, ma essi furono d , ali specialmente all'ondata di neocattoli' ;11no prodotta dall'apparizione degli Inni di A Manzoni. Ma col passare degli anni, "i n ciando e sviluppandosi in Lui le soffe r,nzc fis iche e morali, G Leopardi giunse ad 11n pro fondo pessimismo. Il concetto di dolore, -i'rtsso in maniera assoluta e irreparabile dal l o.o pa rdi, non trova posto nella concezione Criche pone come conforto al dolore la fl'dt e l a vi s ione del premio eterno. Ed il pessiJJJ><>Ho tanto e vidente in Leopardi, sia che J.,, come uomo che come artista ,. >ilos ofo (pi quello che questo, per) da non !'llt<'rsi confondere col cattolicesimo. Basta, a nprova d i quanto ho detto, leggere le poesie ed 1 d i questo Grande, che onora la nostra pntt-nte e millenaria razza. l'osi scriv e Alfonso Sterpellone, e noi doblu.1r no ringraziarlo di questa assennata lettera, s oltant o lo preghiamo di non mettere il carro d av anti ai buoi, per quanto riguarda il cosidtlt tto pe ssimismo di Leopardi, come non ce lo voglra mo m ettere noi C h e direbbe Sterpelloni se ora noi ciaffretta ssrm o a spiattellargli qualche idea sul cosid detto p essimismo di Leopardi? A noi non piace nemmeno la parola pessimismo, e crediamo che per quanti 1111111 adoperiamo, non riusciamo per q u esta via ad avvicinarci a Leopardi. :P. pessimrs m o il luogo pi comune dei lettori di Leop a nh. Qualcuno gi ha detto quanta vitalit e forza ed energia sia nel cosiddetto pessimismo di LeopardL Ma ora non vogliaino cominciare dai giudizi anche noi. Abbiamo appena cominciato a leggere Leopardi. Andiamo avanti. Cerchiamo di ascoltare: In seguito vedremo quel che ne avremo ricavato. Soltanto invitiaiUO SterpeUone a leggere attentamente il pensiero leopardiano che oggi pubblichiamo. Veda Sterpellone se non ci trova qualche cosa che possa fargli un p modificare l'idea il dolore di Leopardi non abbia posto nella concezione cristiana. Per esempio, le osservazioni sulla felicit, la ragione, la Rivelazione. Siamo con te, caro Sterpellone, eh enon bisogna adattare gli autori alle esigenze dei tempi; ma tutti i grandi italiani si adattano all'Italia, in qualunque momento. Ecco il punto. Si tratta di non adattarli alla rivoluzione francese al socialismo, alle fesserie. Questa non un'esigenza della critica moderna. un'esigenza italiana. Della critica moderna noi dobbiamo fregarcene. Fregarcene sopratutto della parola critica. Critica e critica moderna sono servite soltanto a spossessare l'Italia dei suoi giudizi italiani. Diciamo pure romani. Roma ebbe un concetto romano della Grecia. Dante e Petrarca ebbero un concetto romano dell'Italia. Classico Questo stesso concetto vivo in noi con V ico e Leopardi. Si pu dire sommariainente che il concetto omerico del Inondo classico. Fondato sull'immaginazione e la lingna Che cosa ha cambiato il giudizio romano, glie ne ha sostituito un altro? Da che dipeso che De Sanctis non abbia capito il cinquecento? Abbia avuto della letteratura italiana un concetto tanto diverso da Leopardi? E che cos' questo ritorno a Leopardi, se non ritorno all'Italia, al giudizio di_ Dante? Credi davvero che ci sia qualcuno che possa giudicare la letteratura meglio di Dante? Fino al cinquecento, noi sappiamo quel che siaiUO e quello che vogliamo. Dopo il cinquecento, continuiamo a saperlo C?" Gravina, Vico Leopardi. Lo sappiamo benissinio fino all'ottocento. Ma intanto che andato succedendo, che il giudizio italiano, il giudizio di Dante viene obliato? Entra in giuoco la riflessione delle letterature success ive al Rinascimento. Il classicismo e il classicistico della nazione accademica, la Francia, in luogo del classico Questo viene piuttosto ripensato e concepito all'alessandrina, alla filosofa, per teoremi. La filosofia della ra gione sopraff quella dell'immaginazione. un'ottima filosofia per autorizzare ad occuparsi di poesia quelli che non sono poeti, per creare la societ letteraria, la miniera delle formule, il giornalismo un'ottima filosofia per quelli che parlano una lingua pi o meno riflessa del latino. un'ottima filosofia per l'ingegneria politica e letteraria. Ma la perdizione d i un popolo che parla ancora il volgare del Lazio, che ha la sua antica immaginazione, nonostante tutto quello che ha fatto per filosofarla e imbastardirla. Entrammo noi pure in quella riflessione, in quell'ombra di noi stessi. Finimmo di essere classici, per diventare culturali. Cessammo di guardare il mondo alla romana. Ci mettemmo gli occhiali riformatori della rivoluzione francese. Credemmo alla critica e al moderno, e che si potesse veder meglio di come vedevano gli occhi di Dante. Credemmo al progresso degli occhiali filosofic i. Che si potesse giudicar meglio Senza accorgerci che ci spostavamo, che sposta vamo il punto di vista, che guardavamo l'Italia dal punto di vista degli altri Ora si tratta di riacquistare il nostro punto di vista, di guardare, come un tempo, all'italiana. Di tornare all'Italia, tornando ai veri ita liani. Non gi per adattarli al nostro tempo, farne una dialettica, l'ultimo figurino ; ma perch l'Italia quella che non una moda . Lo studente Emato Boocltto di Roma ci scrive: A chi segue attentamente le varie opinioni espresse nel vostro e nostro Questionario, non pu essere sfuggita una questione che a prima vista pu sembrare di lieve importanza, ma che in realt tutt'altro che trascurabile. Si tratta del come dobbiamo pensare intorno a Carducci. Dico che non di_poca entit per due ragioni: 1) perch CarduCCI stato fino a pochi giorni f il nostro poeta, quindi a noi caro p i d'ogni altro; 2) perch dalla soluzione della questione intorno a Carducci dipende la soluzione di IUOlte altre questioni ad essa similL Cosi, adesempio, nna volta risoluta questa, automaticamente si risolver la medesima intorno a Pascoli ed a D 'Annunzio. Essendo adunque la cosa tutt'altro che definitivamente risoluta permettete che anche io esprima sulla nostra carissima rivista il mio punto di vista, sperando di contribuire in tal modo alla costruzione di qualche cosa di reale e di utile per il razzismo italiano. Riassumendo le varie opinioni espresse gi dai precedenti, ecco ci& che si vuoi sapere: Carducci da considerarsi borghese e quindi da mettersi al bando dal razzismo italiano, come qualcuno s'inclina a pensare, o veramente Egli uno dei nostri grandi, prodotto genuino della razza italiana, che innalzandosi al disopra del borghesismo, ha incarnato lo spirito tradizionale italiano fino al punto da poter essere additato alla considerazione ed all'imitazione delle future generazioni della razza italiana? La divisione delle opinioni inclinanti a parteggiare per l'una o l'altra posizione, proviene, a mio parere, dalla mancata soluzione a tre premesse necessarie per affrontare e risolvere qualsiasi problema di tal genere. Cio : !)determinazione dei caratteri specifici del borghese in Ita lia; 2) determinazione dei costitutivi essenziali del tipo _razzista italiano; 3) possibilit di coesistenza nello stesso individuo e del borghese e del tipo razzista italiano. Determinati infatti tutti questi caratteri spe. cifici per risolvere qualsiasi problema del genere baster applicarli nel caso particolare per deter-. minarne la presenza ovvero l'assenza, e a seconda di queste, giudicare. del posto che pu spettare all'individuo in esame nel razzismo italiano. pertanto in questa direzione che io vorrei invitare i miei camerati a indirizzare i loro studi e le loro prossime ricerche. Bisogna pur riconoscere che la risposta al primo quesito incontra difficolt non lievi : noi siamo nati da borghesi siamo vissuti per molti anni da borghesi tra i borghesi, siamo stati educati da borghesi ed ancora oggi viviamo in mezzo alla borghesia. Da ci proviene la grande difficolt di saper distinguere adeguatamente quello che in noi frutto della borghesia, da quello che la vita ordinaria della societ. Tuttavia una volta aperta la strada si potr pervenire almeno a determinare i caratteri generici ed ordinarii del borghese: non sar poco Pi facile e pi bella sarebbe la seconda questione nella quale apparirebbe come l'Italia fascista sa trovare e ricalcare la via dei suoi Grandi. A coloro che ancora c i guardano cn diffidenza possiamo rispondere con le parole del Duce: il razzismo italiano non imitazione n plagio di nessun altro razzismo al mondo, il solo pensarlo assurdo. L 'Italia fascista non copia, crea: n movimento razzista. italiano non pu essere studiato n interpretato in funzione di altri movimenti simili: esso autentica crea zione del popolo italiano. Alla sua base non vi la dialettica astrusa e nebulosa di altri popoli, ma il buon senso l'equilibrio, la ragionevolezza, doti innate nella nostra razza. Tra il razzismo italiano cosi inteso e la reli gione del popolo italiano chiaro che non pu esservi n concepirsi antitesi alcuna: chi pensa altrimenti manifesta chiaramente di non aver compreso questo movimento. Il razzismo italiano autarchia, ed anche in questo possiamo essere autarchici: il popolo italiano non ha bisogno n di Lutero n di Renan, n di Hegel n di Marx, n di alcun altro degli ebrei internazionali di prima o dopo la rivoluzione francese. Esso ha le gesta dei suoi figli, ha le creazioni dei suoi geni, ha le produzioni artistiche e letterarie dei suoi grandi, ha la religione dei suoi Padri gloriosi: questo il suo patrimonio spirituale che intende difendere, coltivare, aumentare. 4:9

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Ci premesso si potrebbe dire che in tal modo il razzismo italiano tien -conto nella sua conce zione di due fatton, e di realta_ innegabili ed inoppugnabili: il corpo e l'anima, la materia e lo spirito: dul' campi nei quali Si svolge la vita fisica e morale, l'attivit' materiale e spirituale della razza italiana. Cosi .mentre da una parte si le doti fisiche, le propriet somatiche nostra!Je, dall'altra si provvede alla. educazione del genio creatore italiano. In tal modo il razzismo italiano coltiva e tramanda ai posteri il duplice patrimnio della no5tra.razza:. il patrimonio. materiale, sintesi di tutte le propriet. e perfezioni peculiari aquistate lungo il corso della sua millenaria il-patri-. monio spiritule, l'inl!ieme delle pi alte manifestazioni dello spirito in tutti i rami delle di verse attivit umane. Cosi stabiliti i costitutivi essenziali del razzisino italiano, appare chiaramente quali siano i requisiti. nel caso lare per appartenere alla razza italiana. Non basta infatti che nelle arterie fluisca il puro sangue italiano con le propriet biologiche spe ciali della nostra raZza, per essere considerato tipo raziale, ma soprattutto aver_ l'animo italiano, coincidenza: pi o meno_ accentuata con i grandi della razza. L'essere spirituale deve sentirsi imparentato e quasi in conti nuazione della loro esistenza: essi saran.tto la nostra mta, unirei a l()I'() ed uguagliarli sar. il nostro sospiro e termineremo col superarli spingendo inrui.nzi l'open,. da essi iniziata. Cosi la nostra razza si svolger nel tempo in un dina mismo sempre creatore che la far a-\ranzare verso nuove conquiste in una eterna primavera. Poste in tal modo le pietre basilari del razzismo italiano esse costituiranno la _prova del fuoco di ogni grande, di ognuno che si vorr imporre alla stima-ed alla imitazione della raz_za taliana. La discriminazione dei grandi, dei sommi nel 5enso razziale dai solo apparentemente grandi, s'imporr con una evidenza schiac ciante. Ci posto si risponder anche facilmente aJ terzo quesito sopra accennato: come non possibile la coesistenza di due cose che a vicenda si espellono, cosi non possibile la coesistenza nello stesso individuo del borghese e del tipo razziale: i due termini antitetici si escludono a vicenda. Ritornando ora all'inizio della questione dalla quale apparentemente ci siamo tanto distac cati, potremo facilmente risolvere ci che cer cavamo, che cosa cio dobbiamo sentire di Carducci. egli un grande realmente appartenente alla nostra razza, prodotto genuino del nostro popolo, rampollo sbocciato in continuit della grandezza e della tradizione italiana? Che Carducci sia appirtenuto alla razza : biologicamente italiana non potr. negato, ma che egli abbia avuto inoltre un animo italiano nel senso gi. esposto tutt'altro che incon testabile. Nonostante infatti lo studio assiduo e l'ammirazione dei nostri sommi vati fortemente sentita'nelsuo CUOre, egli rlmasto fuori della grandezza e della tradizione italiana. Che cosa avrebbero detto al cantore di Satana' il cantore dei beati regni, l'autore delle Rime, e perfino il poeta della ginestra che perseguitato da un fato contro il quale cosi sovente si rivolta, tutta via non manca inai nelle sue lettere ai suoi cari di scoprire il suo animo cristiano e cattolico? Per ooncludere diremo_ che se oggi m Italia per intendiamo colui che vive e intende V!.vere la sua vita ordinara, quotidiana in conformit ai principi della rivoluzione fran cese, animato dallo stesso spirito di disprezzo e di derisione per tutto ci che vi di pi 'sacro e quindi di pi caro al cuore del popolo italiano, io credo che non sia difficile mettere tra i bor ghesi nche il cantore della Chiesa di Polenta e simultaneamente_ del ca Ira, perch, come di sopra si detto, non possibile che lo stesso individuo possa nello stesso tempo. es$6re ascritto tra i borghesi ed essere considerato come tipo rappreSentativo della nostra razza. Cosi scrive Boccitto. E un lettore che non ha avuto il'coi:-aggio di sottoscriversi altrimenti che con le iniziali G. G. ci :na mandato la lettera seguente: A propsito di Carducci, debbo far notare: :iO Carducci: fu .un poicb. i 'Come Gi-ini rictda; Carduct diSSe: iillora: appartenne a: 11uella categoria di per i . iiiiSi, o cittadini; peroccli: ini ipif6b'iit quali altro il dire d altro il fare. ailt:Or lecito non Nel 1859. quando i _suoi anzi d.8, Lui;.ottimo,massimo,si pre, la guerra, prese moglie; nel 1866, quando. la,, de@ i e gli auspici, com"tl. i'aon patria chiam volta, egli rimase &, BolO:. pure i nostri maggion dei comuni, 11!-i. .usavano gna esaurendo tutto il suo amor patrio nelle gli antichi-nostri di _Roma la _grande e 4i discussioni delle .loggie massoniche Coil quale la bella.-, ecc . diritto poteva poi cantare: La, nostra patria E Graziani commenta: . vile? -In mezzo -all'ateismo vanitosamente. impe-li mito Carducci deve essere riveduto. Non rante mezzo secolo addietro, questo .non: era intese la grandezza cristiana e un Dio da borghesi, n da Giacobini, 'n da lica e cant troppo. spesso. arcadicamente, il frolli qualunque; bensl. il Dio tricolore. Per dirla con: una frase mussoliniana, avvertito dalla grande anima italia che, col stette dietro. Ie. persiane. sanglie e con l'erosmo aveva ritrovato le "ic Ho studiato Carducci e ai1Ulljro molta della dell vittoria e della gloria sua produzione artistica. ma anche i grandi Tutto-bene, _caro Graziani, ma non era Iddio qualche volta bisogna toglierli dal piedistallo e dei comuni italiani, che era della Chiesa. Santi-guardarli da vicino, negli occhi. . glia va a Giove ottimo m.assimo. E insomma Seguo la polemica su Razza e c'era voluto l'Inno a Satana e l' Io cui nell'animo Vi mander in seguito qualche cosa anche sq siede che tutto" muore e mu!>i: per sempre . questo. argomento che di grande importanza. per approdare a divinit., che non quella Sono d'accordo con lo studenti Corrieri che di Dante, Ratlaello; Michelangelo: Non. quella la Rivista si alzata di tono. Questa la via di cui discorre Leopardi. . . maestra: E giacch ci siamo, che ve n:e pare c'li quel Vi sar grato se vorret pubblicare questa dire in repubblica buona. di quel prendere i breve nota. cominciamenti e gli auspici, di qulla .Roma {a Vogliate scusare, per ora, l'anonimo e abbiate grande e Grecia la bella? Che ve ne pare dico saluti fascisti e auguri per la Rivista. del nostro volgare finit in quelle affe ttazioni? A questa lettera di lettore anonimo dobbiamo rispondere che quando si professano opinioni che possono ferire le opinioni e gli affetti di altri lett_ori e collaboratori, bisogna 5ottoscriverele proprie, con nome e cognme. DiverSa.mente non si ha ragione di prendersela con. quelli che se ne stanno dietro .Je persiane. Bisogna allora s'tarsene dietro le persiane, perch peg gio che starei di tirare il SlS$0 e nascondere la mano. .. Ci diciamo, perch l'opinione di qu_esto nimo non priva di fondamento, sebbene priva -di coraggio. Carducci ba tanto rugato, tanto. rimproverato i vili, senza avere riSchiato nulla durante la guerra .mossa dal Piemonte al colosso austriaco. Ma per fare questa osservazione, bisogna esserne degni. Bisogna non solo aver fatto qualche cosa, dimostrato all'atto pratico d'esser pronti a morire per l'Italia; ma-almeno parlare a viso scoperto. Diversamente che costume. il nostro? Ci sono tanti critici di poesia e di arte, che non sanno dove stiano di casa il sentimento poetico e l'immaginazione. Noi combattiamo questi diritti dell'uomo alla letteratura. Invece dei diritti, vogliamo sentire un p di grazia. Similmente vogliamo costume; per parlare del costume di Carqucci. Cristo disse: giudi care. E noi ci preoccupiamo tanto non di giudici.re, ma di colpre un bersaglio. certo che la eloquenza di Carducci tale; che ti fa venir voglia di domandareall'autore: ma tu che bai fatto?. Senonch dobbiamo pure avere carit coi poeti. E la prima carit di non pretendere da essi pi della poesia, che il massimo dono di -Dio. Che altro vuoi -pretendere da un poeta pi della poesia? Che altro pu augurarsi l'ItaliiL.piJ della poesia? Quale altra grandezza maggiore della. poesia? Nessuno ha. potuto fare all'Italia dono maggiore della Divina Commedia. Si tratta dunque 4i vedere qual dono ci abbia fatto Carducci. Della sua poesia dobbiamo in sostanza dire quel che dice Boccitto. Se tu con sideri quanto. Carducci somigli ai giacobini, -puoi -farti un'idea di ci che la sua poesi,a per l'Italia. Se tu pensi di quanto romanesimo _erano fatti i furenti raziocini dei repubblicani di Francia, puoi comprendere il punto_ di vista di Carducci e giudicare Se il punto di vista dell'Italia. Bisogna che i nostri collaboratori considerino questo punto essenziale della struttura .poetica carduccia:na; se vogliono contribuire a chiarire la questione carduceiana. Felice Graziani, universitario di Roma, ci scrive che vuoi ricordare ai suoi cameiati, a proposito dell'ateismo di Carducci, un'affascinante pagina carducciana sull'idea diyina, qual' quella che si. trova nel discorso pronUnciato dal poeta nel 1894, alla repubblica di San Marino, intitolato Ubertas Perpetua. Giuseppe Grleco di. Vico ci manda il seguente scritto: A pi riprese noi giovani abbiamo chiesto un'accentuazione del tono poleDlico della Vo stra rivista, ma invano. Intanto VQi riservate tanta parte del Vostro Questionario a un lungo scritto di Artuto Grifo. Premetto, a scanso di equivoci, che su molte cose sono d'accordo con Grifo. Ma non cosi che va impostata la que stione. Cartesiana o no, forse meno borghese la borghesia? Borghese o no, forse meno ebreo l'ebreo? Rispondete a queste domande. Per me io sarei pronto -ma non_ lo faccio, rassicuratevi -a scrivere almeno quanto Grifo .. sulle questioni borghese ed ebraica, ,ma dal punto di vista di cui sopra. Intanto. vorrei farVi una proposta. Voi dite di cercare il pen siero dei giovani, _di quei giovani che imperso nano l'ideale fascista d'un'Italia che tragga la sua aspirazione dal patrimonio incomparabile della nostra tradizione, ebbene, perch non dedicate una pagina -una sola pagina -della parte polemica della Vostra rivista alla colla borazione dei giovani? Potreste anche, per dare una ce$ unit agli scritti che-vi perverrebbero, indicare Voi stesso i temi a mano a mano che verrebbero esauriti. Si chiarirebbero Cosi noltc cose. Soi?ratutto si saprebbe veramente qual'i il pensiero giovani su tanti e cosi dibattuti problemi. . inutile farsi illusioni: la borghesia non com prender. mai lei spirito che informa il concetto del razzismo. Per essa il razzismo resta e rester sempre un fatto materiale, stavo per ((_ire bio logico, e mai una difesa spirituale intesa a prr servare da contaminazioni straniere il patri-monio Sa.cro della nostra razza e quindi anche del nostro genio classico. Tutt'al pi. conceder: ad esso i titoli d'una specie tutt'affatto nuo\'a di scivinismo e d'un nuovo modo per risolvere -brutalmente l'annosa questione ebraica. il punto principale: il borghese confonde facl inente il razzismo con l'antiebraismo che non che un lato, forse pi appariScente na affatto unico, di esso. Infatti, se il. razzismo s1 riducesse soltanto alla lotta antiebraica, sarebbt certamente una gran cosa, non sarebbe quel grandioso mqvimento spirituale che vuoi essere Ma cosi non Il popolo quello sano non guasto da nessuna forma di esterofilia -lo ha compreso fin dl primo momento. e per questo l'ba seguito. Perch il popolo, seppurc spesso inconsciamente, il .pi valido del razzismo. Ci si spiega quando si pens che il popolo, salvo rare eccezioni, stato pre razzista; La borghesia ri. Questa la
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Quanto ctO vero, Jo .sJ pu? da questo fatto: il voglio diie' popolo nel senso che 1 romam davano alla parola questo J>Opolo di e di C?ntadini, angariato e .tanto yihpeso da1 governi che hanno goverlll!.ta l''ltalia fino all'avvento del fascisni o, questa oame da lavoro gettata sui mercati .esteri per le ric chezze dei plutocrati internazionali, pur nel).e sofferenze e nelle umiliazioni d'ima vita difficile tra gente quasi sempre ostile, non ha mai dimenticato la Patria. Dovunque, nelle campagne come nelle citt,. appena banno potuto, questi jjgli d'Italia non d'altro rei che ce':'C8re sul suolo straniero quel pane che la Patria gli negava, si sono raccolti insieme e hanno costruito lei p i ccoli focolai d'italianit. Si sono sposati tra loro. Hanno insegnato ai figli la lingua della Patria. E quando hanno potuto, sono tornati in Italia a godersi il frutto del loro duro lavoro. O uesta si che fedelt alla Patria e alla Razza. 'Che cosa ha fatto invece la borghesia? Arricchitasi alle spalle del popolo, forte della. sua influenza nella finanza e nella stampa e alleata cogli ebrei, conquist il potere. Per quarant'anni stata la dominatrice assoluta della vita politica italiana: quarant'anni di storia che non ci fanno onore sotto nessun punto di vista. stata essa a soffocare il genio italiano di Francesco Crispi. stata essa che ci ha fatto servi della cultura e della politica francese Che pi? essa, ora, che opponendosi al razz ismo, cerca di ostacolare l'ascesa del popolo italiano, che ha finalmente, sotto l'impulso Y ivificatore della Rivoluzione Fascista, ritrovato se stesso. Eppure tutto ci, come ho gi detto al princ ipio di questo scritto, perfettamente naturale. l .a borghesia non mai stata n n nazionale. Il suo credo sono stati e saranno .-empre gl'immortali principi dell'89. Essa uni w rsalistica, cartesiana, idealista, positivista, immanentista, tutto stato e tutto pu <"n italiani. la moda, per forza di Cose francese . Credete voi che tutto ci non abbia infinito sul suo carattere e sl suo spirito? A queste ilifluenze deve aggiungersi la oi.ncata prepaiazione morale, il mancato' indirizzo alla missione della famiglia, il mancato: insegnamento della. sna funzione nazionale Non &O se ci sia gi stato notato: blmbin'a, la nostra donna non ha letture a lei paiticolar-. mente adatte, giovinetta, ne ha 1:roppe, ma nessuna conveniente: legge set!imanali di ciilema e di moda, romanzi polizieschi o d'amoreil solito amore concepito alla -he non fanno che sviarla .dalla sua unica e vera missione: la maternit; la fanlo sdrucciolare in una mala morale e la. diSita.li.aniiza.nO del -tutto. necessario che la nostra donna sia italiana, pi taliana di noi, che pi di noi senta l'orgogli!) di razza, pi di noi sia patriota, piil di noiabbia fede cattolica e fascista Invece dimo--stra di essere afletta.anch'essa dale carrierismo . Se la donna, prima educatrice de' futUri ta4ini. rimarr borghese, il nostro popolo sai sempre borghese. E andando di questo passo. non ci troveremo noi domani peggio che la Francia di oggi. pochi e borghesi, egoisti cio e discordi? No, noi non ci troveremo cOsi perch il Fascismo continuer la c politica deU -famigli.ao e la c (:3.Dl.pagna demografica con indirizzo spirituale, che meglio si addice al movimento razzista. 8argonl VIttOrio, marinaio, ci scrive: In qtia.nto al vostro questionario io, gioVan marinaio, vi dico che amo imniensamente quella lotta contro il borghesismo e l'anticattolicesimo, ma vorrei pregarvi di non stampare lettere di giovinetti troppo entusiasti di Nietzsche e compagnia. L'esistenza di tali idee tra la giovent com prensibilissima poich furono in molti di noi Ma perch recarle sulle pagine dei giornali, Ja-cendo pensare ad nn vero mOvimento e ponendo, ad ogni modo, altri giovani in questo pericolo? Le loro idee fanno ridere, sebbene questo sia un ridere di noi stessi che la pensammo come loro Io non so come fanno n come facevo a considerarmi vero fascista, dal momento che la pensavo in fatto di religione come Marx. E poi perch sprecare tanto fiato per darla ad intendere a questi simpatici ragazZi Dite loro di crescere ancora nn pochettino e di entrare. nella vera vita che non fatta di caffelatte con biscottini imburrati, n di cuscini di pinma e sorrisi di mamma. La loro tempra forte e voli-. tiva e alcuni anni di vita li faranno diventare dei veri fascisti' e cattolici Perch non chiauiarla cafoneria? Perch non chiamar cafonate queile che formano l'esterofillil.? Perch non incominciare a chiamare strac. cioni e nostri elegantorii esterofili, come i napoletani chiamarono i primi pidoCchi della borghesia,' che s'erano messo la giamberga e la bavarola? -. Ubaldo BartOiettl di Napoli, pilota militare, mutilato di prima categoria, com'egli si qualifica, aggiungendo che il suo nome noli <;onta, e che .ha sottoscritto per non essere un anonimo, ci scrive tra l'altro: -che a:t>bi.alno, per seeoli; imperato e dettato leggi al' mondo, che vantiamo ccisl grande civilt, che con pittura, scultura, architettura, musica, lirica, con tutte le nostre arti abbiiun,o suscitato l'ammirazione el'emula.zione, dobbiam sentire, vedere e subire e attorucoli;

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ballerinette e musicanti d'orchestrina scimmiottare sui palcoscenici e altri luoghi pubblici ed anche innanzi ai microfoni della radio. Noi che abbiamo una lingua ricca, cos melodiosa, non dobbiamo voler udire su certe bocche il gorgoglio di vocaboli non nostri, che danno, a chi li pronunzia, beandosi del suono che ne esce, l'aspetto st"upi!lo di animali prossimi al letargo e che prod\!_cono in quei pappagalli che ascoltano ed approvano altrettanto stupida ammirazione. Dobbiamo fare a meno di certe insegne di negozio quando possono essere espresse con parole italiane. Franco Tarchi, insegnante, di Milano, desidera che sia pubblicata la seguente sua risposta allo scritto di Giuseppe Grieco, che pubblicammo tempo f. A questa risposta noi avremmo qualche osservazione da fare, ma aspettiamo che la possa fare lo stesso Tarchi, considerando ci che siamo andati dicendo sulle filosofie Ed ecco ci che Franco Tarcl ci scrive: Mi rivolgo a te giovane operaio e non credo che ti abbia a rincrescere se uso un cameratesco e fasci stissimo tu nel rispondere, anche se non richiesto, alla tua lettera. Senza aver studiato filosofia anzi odiandola, hai esposto una brillantissima teoria filosofica L 'Italia ha bisogno di uomini d 'azione, vero, infatti Il Fascismo azione e non filosofia. Il Duce nel discorso di Udine del 20 settembre 1922 affermava Non sono i programmi che mancano all'Italia. Sono gli uomini e la volont La nostra Patria era allora l'Italietta servile verso le grandi potenze appunto perch vi erano al governo uomini di parole e non uomini attivi. Perch divenisse la grande Italia odierna occorse la Marcia su Roma: un atto di potenza e di volont, accorsero la guerra d'Africa e la resi stenza alle sanzioni. Come avremmo potuto compiere questa gigantesca impresa in A.O. se ci fossimo fermati a filosofare sulle difficolt, sulle nostre possibilit di resistenza ad un lungo assedio di j2 stati? Dopo un lungo ragio-, namento e discussioni ancor pi tediose avremmo forse concluso; come molti borghesi parolai ed infatuati di filosofia scettica e pessinsta, cio ebraica, soste n endo la impossibilit nostra contro tale coalizione. Ma al governo d'Italia un Uomo d'azione e il popolo compi con uno sforzo di volont la veramente romana guerra per l'Impero. Il popolo italiano non ha problemi da sviscerare, ma agisce: prende il fucile e va volontario, dona l'oro e le fedi alla Patria, se necessario stringe qualche buco della cintura, ma avanza. Quelli che vedono il popolo italiano agitato da sentimenti e problemi filosofici non l 'hanno mai accostato, si sono tenuti in disparte e sono i borghesi questi, coloro che mai andranno volontari. Ma non attribuire questi sentimenti agli studenti, anch'essi sono giovani d'azione, anche essi hanno lasciato i loro studi, come gli operai il loro lavoro, per imbracciare-il fucile ed agire da veri fascisti. Se purtroppo qualcuno di essi non comprende il popolo e lo intende come tu dici, se parla troppo e non agisce, non fargliene una colpa, ma piuttosto prenditela con gl'insegnanti che hanno loro istillato queste insulse idee, che hanno reso borghese il loro modo di ragionare rinchiudendolo in schemi razionalistici e filosofici, ignorando ci che la giovinezza: azione. Contro questi professori che dovrebbero aggiungersi ai docenti ebrei eliminati, occorrerebbe ancora usare l'olio di ricino che risclarirebbero loro le idee offuscate ed annebbiate. dalle teorie di Spinoza e Marx, Freud, ed Einstin che non per nulla sono ebrei, o di Rousseau che col suo Contratto sociale poneva il germe dell' emancipazione giudaica. Vedi quindi che queste ultime propaggini dell'ebraismo, pi terribili e temibili perch nascoste da un nome ariano ed anche da una discendenza ariana, siano imputabili di molti errori e pregiudizi della giovent studentesca. Ma sappi anche che questa reagisce ormai e che anzi concorre ad abbattere ogni velleit delle sinagoghe di dominare larvatamente ancora nella scuola fascista, opponendosi alle parole dei professori quando questi dimostrino idee contrarie alla concezione del popolo italiano. Condannare bisogna con essi tutte le false dottririe filosofiche, per non da condannarsi in blocco la ragione, senza di essa, non si pu agire, non si pu costruire. grande il lavoratore che costruisce, ma pi grande ancora colui che con la mente ha prevista la costruzione e l'ha guiaata. Cosi fu grande merito. e gloria del popolo italiano l'aver materialmer.te resistito alle sanzioni, conquistato l'Impero, ma pi grande ancora l'opera della mente del Duce che ha previsto e diretto ogni cosa. Ognuno occupa il suo posto nello .stato: tu operaio offri l'opera dei tuoi muscoli, io insegnante elementare educo i ragazzi italiani e fascisti, i tuoi ed i mfei superiori dirigono e coordinano Ja nostra opera e quella di tutti gli italiani dei quali ognuno contribuisce con l 'adempimento del suo piccolo o grande compito a formare la grandezza della nazione. Quanto all'inesistenza di antitesi tra religione e razza nulla vi da opporre perch, insieme all'azione, la Religione Cattolica una delle qualit prerogative della nostra razza figlia di quella Roma onde Cristo Romano ed essa stessa ha, in tutti i tempi con i suoi canoni radiati i giudei proibendo loro di convivere con i cattolici ed acquistare propriet immobiliari (bolla 14-luglio 1555 Cum nimis absurdum), di avere domestici, schiavi e balie cattoliche; di essere occupati nei pubblici impieghi, e stabilendo la scomunica per i cristiani che si facessero curare da medici ebrei (canoni 38-43 del Concilio di Bezieres) Infine il 21 marzo 1928 una decisione del S. Uffizio aboliva la societ Amici d'Israele e minacciava di scomunica ogni scritto che avesse lo scopo di mantenere queste abbominevoli amicizie. Non credo si debba aggiungere altro a dimostrare che anche la Religione Cattolica ha visto negli ebrei i dissolutori di ogni ordine e specialmente delle nazioni stabilendo cosi dei principi razzistici. Tulllo Ricci, operaio dell'istituto Ramazzini di Roma, ci scrive: Premetto che sono un operaio e che di conseguenza la mia cultura modestissima. Desidero farti qualche domanda ed esprimere, se me lo permetti, un mio modestissimo parere. Io ti leggo con assiduit e molte belle cose ho da Te imparate, ora Tu hai affermato essere noi quei romani che non conoscevano altro che il tu e che davano del tu a Cesare, questo provoca la mia domanda; io desidererei sapere con precisione perch il lei sia un errore e ridicolo; io ho un vago sentore di ci, ma non son buono a rispondere quando me lo domandano; so per es. che lei derivazione di ella e che ella M il torto di indirizzarsi non alla persona cui si rivolge, bensi alla signoria di questa persona. tutto qui? Io crcclo vi siano altri solidi argomenti per dimostrare che lei sia un errore. Ed ora esprimo il mio parere modestissimo: io credo sia ridicolo anche il voi. Perch dobbiamo indirizzarci a una persona come questa fosse multipla? Se i romani adoperavano solo il tu, perch non facciamo altretanto anche noi? Io credo si possa parlare con rispetto e mantenere le distanze anche parlando e scrivendo col tu, adoperando cio un Tu con T maiuscola. Ho torto? Ti sar molto grato se vorrai rispondermi. Caro Ricci, la migliore risposta riguardo all'uso del lei che ti d sinceramente fastidio ed che si tratta di un'affettazione ridicola. Fidati di ci che veramente senti e non andar cercando altre ragioni. E quanto al tu, sii certo che possiamo dire tu all'Imperatore, senza offenderlo, dandogli anzi la consolazione d'incominciare a sentire d'avere un popolo, non una societ di cretinetti. La plebe romana, la pi eroica accolta di uomini che abbia mai visto il sole; la plebe romana, che fece e compi al tempo stesso l'opera dell'uguaglianza umana e dell'impero romano; la plebe romana, senza la quale Roma sarebbe rimasta patrizia, sarebbe rimasta senatoria, non sarebbe diventata la patria del mondo; la plebe romana diceva tu al tribuno, al duce, all'imperatore, e non le passava per il capo che ci volesse la lettera maiuscola. Se i plebei di Roma la pensavano cosi ci possiamo fidare, caro Ricci. Non t i pare? C. G. Fonnosa e G Cauchl-lnglott Ph. C ci hanno scritto da Floriana (Malta) tra l'altro quanto segue: I matrimoni fra razze diverse -ed in special modo il matrimonio con razze inferiori produce delle creature moralmente e fisicamente deficienti: questo stato .comprovato pienamente dalla scienza moderna, ma ciononostante i figli nati da simili matrimonii restano delle creature umane e conservano tutte le virt c le doti di tutti gli altri uomini: doti e virt, si cap sce, che hanno una forma di espressione differente e di alcuni gradi minori di quelli che si trovano in una creatura umana di razza pura ed omogenea. In poche parole sono dei bastardi, dei mezza casta, dei deficienti, ma creature umane. Per questo non si potrebbe assolutamente dire della creatura umana che ha subito l'innesto delle glandole della scimmia. Saranno ancora pi infelici le creature portate al mondo da persone innestate col sistema Voronoff: se questo dovesse avvenire si avr la pi orrida c macabra caricatura dell'umanit e della razza aria in special modo. Qualcuno potr portare innanzi l'obiezione che la terapia moderna ha trovato di grande giovamento servirsi del regno animale come di quello vegetale. Eliminiamo l 'ultimo, cio il regno vegetale, poi a scanso dell'altra obiezione ci preveniamo col dire che finora la scienza, quella seria e cristiana, si valsa di questo mc todo per aiutare l'umanit c per alleviarle i suoi dolori e le sue sofferenze; ma ben differente praticare sostanze animali per le vie orali o le vie sanguigne, dal farne innesto, che signi fica mettere nel corpo umano una parte viva di un'animale, la quale poi si integra col corpo umano. Questa parte animale non pu non conservare, e per ci trasmettere nel corp o umano e nella di lui prole, il funzionamento brutale e animalesco donde viene e dove nacqU< e crebbe. Questo deve necessariamente cre ar< uno squilibrio nelle altre parti del corpo umano nemo dat quod non habet Per finire bisogna anche osservare che il sistema Voronoff -come tante altre teorie create da ebrei -bench praticato da lui, nou ha mai dato finora i risultati che il bombastico reclame ba dato a sperare.-Inoltre i l metodo Voronoff non stato accettato l mondo scientifico benpensante. Infatti agli In validi di Parigi il Voronofi stato fischiato ed ha finanche dovuto abbandonare il luogo p t'r ripararsi dalle mele e dai pomodori fracidi Mentre a Londra alcune Decency Societies delle societ puritane di decenza -han n<> fatto la pressione possibile sulle autoritit per far sl che queste rendessero a Voronoff i l pi difficile possibile, il di lui soggiorno nella capitale inglese. Questo l'agire di due nazioni democratichl'. dove la difesa della razza, specialmente in Fran eia, non ha importanza, ma dove al contrari" viene osteggiata nel modo pi duro e caparbi" e questo per merito degli ebrei e del grand< stuolo di ebraizzati. vero che l'Italia tanto sicura. di s che h" lasciato libero a circolare indisturbatamente l< stesso Trotsky, ma il caso Voronoff molt o differente e merita una speciale attenzione pcr ch potrebbe anche arrivare a creare qn cert o proselitismo. Sarebbe perci molto in regola con le correnti politiche e filosofiche che l'Italia ha creato ,. sviluppato in questi anni duri e gloriosi d .. Fascismo, di far fare il bagaglio a questo ebre o e di indicargli le frontiere. Avr per il momento la Palestina dove potr fare quanti innesti vuole ai figli di Sion e forse riuscir in questo modo a dare a quelli la giovinezza di cui hanno tanto bisogno.

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Dall'altra parte quest'affare dell'innesto delle ghiandole delle scimmie puzza troppo di disfattismo israelita e sembra unaltro anello nella catena di sabotaggio della razza ariana a cui gli ebrei tanto lavorano. Per vostra informazione siamo dei maltesi che hanno rotto diverse lancie in pro dell'Italia. rUqti, Esiste sentimento di razza fra le popola. zioni dell'impero italiano d'Etiopia? A questa domanda rispondono le seguenti brevi osserva zioni di Pietro Parenzan, professore dell'Universit di Napoli. Egli dice: Per chi crede che il razzismo sia un argomento artificioso, prodotto dalle tensioni poli t ico-sociali attuali, sarebbe utile ricordare che s i tratta invece di un fenomeno naturale, esistente da quando esistono gli esseri viventi, fenomeno che ha avuta tutta un'evoluzione basata sulle leggi naturali che governano il mondo vivente; fenomeno che invece subi qual.:il c regressione qua e l, fra i popoli pi civili attribuibile alle nevitabili aberrazioni nel campo di talune manifestazioni sociali, fortunatamente transitorie, che, per fortuna la natura tende sempre a riportare nell'orbita delle sue incomparabili leggi Difatti senza ricordare il pur esistente razlismo spontaneo nei varii gruppi faunistici, n>glio citare alcuni fatti che ho avuta l'occa ;ionc di notare durante le mie peregrinazioni fra gli indigeni dell'A.C. In generale, le trib che si attribuiscono una l'rta nobilt, sia per superiorit mentale che 1 er tradizioni guerriere od altro, manifestano ddirittura una ripugnanza per ogni contatto o n genti di trib inferiori. In Somalia esistono 'il' Ile cabile talmente distinte fra di loro. da ,, ere una storia propria, attraverso i secoli. In i u cs tc cabile difficilmente sono tollerati inqui,J.mJCnti con rappresentanti di altre cabile vi-ine, e fra i membri l'accordo regna perfetto, e i:dfetto tale che si considerano tutti fratelli w l sen;;o da noi considerato nell'ambito della singola. Il somalo della costa spinge il suo sentimento '" z zista al punto di sentire ripugnanza per una iJC!la donna di razza inferiore, e non intende di :o .-ere relazioni con essa neanche a solo titolo di priccio momentaneo. Cosi una netta separa: !Cmc stata mantenuta fra gli Amhara e i '.:dia, i primi considerandosi eletti. C ii Uollama, che popolano il ricco territorio a '' .rd-ovest del lago Regina Margherita, per :;.:mtenersi puri e non confondersi con altre
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mente di Celle Ligure, emigrato in Francia a Cahors per ragioni di commercio, dove si spos e dove nacque il Tribuno. Prima di scrivere questa mia ho voluto sincerarmi dai n ipoti qui residenti, sull'origine della madre che era francese. di nome i\Iassabi ed era religiosissima come il marito, tanto che il figlio Leone fu educato in un collegio di Gesuiti. Che in seguito, Leone Gambetta sia divenuto massone e anticlericale non lo nego affatto, anzi giusto che lo confermi; del resto, questa era un poco la moda del Grandi del tempo. Chiamarlo ebreo, per inesatto e ingiusto, il cognome Gambetta cognome prettamente ligure e specialmente di Celle Ligure. dove ancor oggi sono numerose le famiglie di tal nome e tutte ariane e cattolicht'. Con la speranza di presto legger e una Vostra smentita, Leonardo Ramognino ci chiede dunque una smentita. }la noi lo preghiamo di leggere La France .fuivtJ di Drummont. Cos anch'egli apprender che Leone Gambetta era ebreo. 1'\oi pure crediamo che la famiglia Gambetta sia italiana non ebrea. Ma per quanto ci risulta, era ebrea Jvladdalcua Gra zia madre di Leone Gambetta. Un lettore che si sottoscrive Fra Lorenzo e si qualifica terziario francescano, ci scrive: Permettete al sottoscritto terziario francescano di poter dare, nella vostra pregiata Rivista, una simbolica legnata contro il vespaio teologico sorto sulla tanto discussa missione d'Israele nel mondo. Sono certo che l'argomento svolto servir utilmente ad orintare ii prossimo verso la definitiva soluzione del problema della Razza. Il segnale di Dio (Vedi S. Matteo 24-32) Il fico maledetto rappresenta il popolo di Israele colpito dalla divina giustizia pel suo deicidio e rappresenta altres tutta l'umanit peccatrice. Che il fico sia stato disseccato fino alla radice -come disse l 'apostolo S Pietro -non c dubbio alcuno, altro che non ammissibile che anch'essa sia andata interamente distrutta, alaltrimenti d 'Israele non rimarrebbe oggi nemmeno l'ombra del ricordo. Ammesso quindi che una parte della radice abbia riprodotto, non pi realmente, ma idealmente il fico maledetto, questo allora si presenter alla nostra mente come il simbolo di due realt differenti, sebbene affini tra di loro, cio del popolo ebreo in primo luogo fino alla distruzione di Gerusalemme e -poscia. dell'intera umanit peccatrice. In altri termini: sparito Israele come unit nazionale non si pu affermare che sia sparita con esso l 'umanit di cui nello stesso tempo il genitore ed il rampollo, perci bisogna considerare l'albero sotto due aspetti a figure diverse rappresentando esse l'Umanit in Israele e Israele nell'Umanit o meglio ancora, adoperando le stesse parole divine, la generazione eterna. Ci stabilito si comprende bene come il cosidetto popolo eletto costituisca insieme a tutti gli altri popoli della terra il fico simbolico indicato da Ges. Se poi Israele dimostra di essere ancora una specie di nazione in vita, ci avviene(e non potr mai avvenire 'diversamente data la esplicita interdizione divina) in una forma diremo cosi diaspmica, ma non pi omogenea com'era al tempo di Tito imperatore. Non si tratta quindi per noi di dover osservare due alberi distinti ma soltanto di dover meditare, circa lo svolgimento della lotta tra il male ed il bene sul fico doppiamente simbolico, ergo, sul popolo d'Israele, sottoposto successivamente a due condizioni storiche di vita oltremodo significative ed allarmanti. Nostro Signore poi col paragonare l' albero germogliante all'avvicinarsi dell'estate, non ha .inteso certo di ripetersi in quanto i fattacci che precederanno la fine del mondo saranno pi che sufficienti a indicare l'approssimarsi di quella fine; soltanto ha voluto completare il suo insegnamento coll'attirare la nostra atten-zione sul fenomeno ebraico; unico vero mezza. capace di farci distinguere la causa del male dai suoi effetti. In altre parole: perch potessimo senza distrarci, rilevare e comprendere le azioni e reazioni prodotte dall'infezione ebraica nel corpo sociale. D'altra parte non si pu supporre che il popolo ebreo sia stato preso soltanto a modello di peccatori e della loro fine, altrimenti Nostro S ignore non avrebbe accennato ad una nuova attivit del simbolico albero, ci che vuoi dire che bisogna il monito divino sotto du,; aspetti diversi c cio(: uno positivo che riguarda la conve rsion e g enerale dei peccatori, e l'altro negativo che riguarda la distruzione del regno malvagio. li primo a spetto vien dato dallo sradica mento, d a l trapianto, dalla pota tura ccc., c he secondo l'inte-r pretazione delle parabole evangeliche operate alla pianta dallo stesso Ges l U omo Dio risorto in veste di ortolano, come lo vide S .ta :'lladdatena il giorno della resurrezione-ci che dimostra a sufficienza la imperiosa necessit del divino lavoro per curare, sfrondare c tagliare le parti annullate o inutili del simbolico lco onde s i produca il suo completo risanamento e si ottenga alla fine un s olo ovile ed un solo pastore. L'aspetto negativo invece viene segnalato dalle foglie ammalate del fico che appariranno sempre alla luce della Verit con le stimmate dell'infezione o depravazione giudaica. Dalla colorazione delle foglie (s'intende dalla pi o meno malvagia natura delle opere mondane di marca ebraica, come sarebbero ad esempio: il capitalismo, la massoneria, il comunismo, l'ateismo, la societ delle nazioni ecc ecc.) potremo verificare l'avvicinarsi lento o rapido dell'ora fatale che culminer con la maturazione del frutto del pecato: l'Anticristo. Costui, notisi bene, anche se potr essere un individuo di razza ariana sar sempre per un figlio spirituale d'Israele. La missione di questo infame popolo dunque, c quella di covare e di partorire un giorno la pietra dello scandalo universale, altro che Messia! Perci plaudo con tutto il cuore alla energica campagna intrapresa da codesta pregiata Rivista contro tutto ci che sa di giudeo nonostante i piagnistei e i sofismi dottrinari di certa gente intesa pi a preservarsi la pancia per i fichi che ad assolvere il proprio dovere verso Dio e v erso gli uomini. Michele Santangelo di Roma ci manda la seguente traduzione del capitolo XXXIV del Genesi percb sia dedicata alla piet e all'ipocrisia degli americani, riguardo agli ebrei, ed anche a quello che fu definito il pietismo dei nostri borghesi: I) Dina, figliuola di Lia usc di casa per vedere le donne di quella citt. 2) E avendola veduta Sichem, figliuolo di Hemor Heveo, signore di quella terra, se ne innamor: la rapi e giacque con lei, abusando della vergine. 3) Per lei si arrovent la sua anima e con carezze consol l'afflitta. 4) E andato da suo padre Hemor, disse : Prendimi questa fanciulla per moglie. 5) Giacobbe, informato di ci mentre i figliuoli erano assenti e occupati a pascere le pecore si tacque, finch quelli non furono tornati. ... 6) Quando Hemor, padre di Sichem, usci P.,'r parlare a Giacobbe, 7) ecco che i suoi figli tornavano dalla campagna e udito quello che era avvenuto, furono molto sdegnati perch Sichem aveva agito contanta ignominia contro Israele ed aveva com messo una turpe azione violando la figlia di Giacobbe. 8) Allora Hemor parl ad essi: L'anima di Sichem, mio figlio, ormai congiunta a vostra figlia: dategliela in moglie: 9) e uniamoci con scambievoli matrimoni: dateci le vostre figlie e sposate le nostre fan ciulle; Io) e abitate con noi: vostra la terra, lavorate, commerciate e possedetela. II) Aggiunse lo stesso Sichem al padre ed ai fratelli di lei: accontentatemi e vi dar quanto voi crederete; I2) aumentate il prezzo maritale, chiedetedoni e vi dar volentieri quanto chiederete purch mi diate in moglie questa fanciulla. 13) A Sichem ed a suo padre risposero con frode i figli di Giacobbe, inferociti per la viola zione della sorella: 14) Non possiamo accontentarvi, n dare la nostra sorella ad un uomo incirconciso: perch noi riteniamo ci cosa illecita e abominevole; I5) tuttavia potremmo fare alleanza, alla condizione che vi facciate simile a noi, circoncidendo tra voi tutti i maschi: 16) allora scambieremo le vostre e le nostre figlie: e abiteremo con voi e faremo un popolo solo: 17) che se poi non vorrete circoncidervi prenderemo la nostra fanciulla e ci ritireremo. 18) Piacque la loro offerta a Hemor e a Sichem suo figlio : 19) n il giovine differii' esecuzione di quanto era stato richiesto: infatti ardeva della fanciulla ed egli era il beneamato in tutta la famiglia di suo padre. 20) Entrati nella porta della citt parlarono al popolo: 21) Questi uomini sono gente pacifica c vogliono abitare con noi: trafficheranno nell a contrada e lavoreranno la terra che, spaziosa e vasta com', ha bisogno di coloni: sposeremo le loro fanciulle e daremo loro le nostre figlie 2 2 ) C' un solo ostacolo per un bene si grande che circoncidiamo i nostri mas chi, imitando il loro rito. 23) E saranno nostre le loro ricchezze, gli armenti e ogni loro avere: condiscendiamo sol o in questo, e abitando insieme, faremo un popolr solo. 24) Acconsentirono tutti circoncidendo tutti i maschi. 25) Ed ecco che nel terzo giorno, quando il dolore delle ferite molto acuto, i due figli d i Giacobbe Simeone e Levi, fratelli di Dina, ar mati di spada entrarono amichevolmente nella citt e uccisi tutti i maschi, 26) trucidarono Hemor e Sichem e liber a rono la loro sorella Dina dalla casa di Sichem 27) E quando questi furono usciti, irruppero sulle vittime gli altri figli di Giacobbe e spoglia rono la citt per vendicare lo stupro. 28) Razziarono le loro pecore, gli armenti. gli asini e distrussero quanto era nelle case e nei campi; 29) e trassero anche schiavi i loro fanciulli c le loro donne. Il prossimo nuntero elle uscir il ii maggio sar interamente dedicato : AI p soBLEMI DELL'IMPERO e rieeltezza avr un'ampiezza e una tipografica verantente eccezionali Direttore responsabile : TELESIO INTERLANDI Stampatori: Societ Anonima Istituto Romano di Arti Grafiche di Tumminelli & C. Largo Cavalleggeri 6, Roma

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Con la collaborazione delle Confederazioni Fasciste dei Lavoratori l'Istituto Nazionale delle Assicurazioni ha creato la" POLIZZA XXI APRILE", che ha avuto l'altG consenso del Duce. Tale polizza integra le cospicue maggiorazioni assicurazioni obbligatorie di imminente applicazione, con prestazioni in capitali e in caso di morte immatura. prestazioni che le dette assicurazioni obbligatorie non possono offrire. Contiene inoltre le seguenti particolarissime clausole rivolte alla classe operaia: l) "sospensione temporanea del pagamento del premio", finora limitata ai casi di disoccupazione o di servizio militare. anche in caso di infermit, derivante da infortunio o malattia; 2) liquidazione anticipata di una met del capik:de fissato in polizza", oltre all'esonero dal pagamento dei premi P.9r l'altra met, se l'assicurato, dopo la: stipulazione del contratto, venga ad avere sei figli viventi; 3) liquidazione anticipata di una met del capitale segnato in polizz. con diriHo a: d incassare l'altra met al pi tardi dopo cinque anni dal pagamento della prima (anche se nel fra:Hempo la polizza non fosse venuta a scadenza. n fosse intervenuta la: morte dell'assicurato) nel caso in cui si verifichi l'invalidit totale prevista: dalle condizioni generali del contratto. E ci fermo restando l'esonero dal pagmento dei premi riferentisi alla parte della somma assicurata che rimane in vigore; 4) "abolizione del costo di polizza". Centinaia e centinaia di datori di lavoro. consci del valore sociale di questa forma assicurativa. hanno cooperato e cooperano nel modo pi efficace a: diffonderla. concorrendo in varia: forma e misura nel pagamento dei premi ". oltre ad assumersi l'incarico delle trattenute delle quote dei premi stessi.

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Persino gU 1 taeehiui si so. messi In scio) ro a Parigi; 1 comnnistafri cese arringa 1 sCaccendati;1 Londra seloj rano gli istt J tori; ti in Madrid; prl 1 della rlvoluz ne di Fra, n l

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uua ditnostraw lione di seiopehnti sJagnoli, pl'ima della ri\olnzione CaJaugiro;ta; 1111 Jl'UPI)O di eoiuuuhii parigicomunisti ranccsi si bpiauo all' efllgie del giudeo Ium: di motr:uione di Parigi.

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NCENE DI VITA P.t.RIGINA. (lhto::rafit Jrtst nei quartitri poHri di l"arigi t l'ilnlltc dal lolunw Puri!il edUo.re Flauunarioa)


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Difesa della razza : scienza, documentazione, polemica, questionario.
n Vol. 2, no. 12 (April 20, 1939)
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[Roma :
b Societa anonima Istituto romano di arti grafiche di Tumminelli],
April 20, 1939
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v Periodicals.
Jews
z Italy
Periodicals.
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Italy
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Periodicals.
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t Difesa della razza : scienza, documentazione, polemica, questionario.
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