USF Libraries
USF Digital Collections

Difesa della razza : scienza, documentazione, polemica, questionario

MISSING IMAGE

Material Information

Title:
Difesa della razza : scienza, documentazione, polemica, questionario
Physical Description:
Serial
Publisher:
Società anonima Istituto romano di arti grafiche di Tumminelli
Place of Publication:
Roma
Publication Date:
Frequency:
semimonthly
regular

Subjects

Subjects / Keywords:
Race relations -- Periodicals   ( lcsh )
Jews -- Periodicals -- Italy   ( lcsh )
Race relations -- Periodicals -- Italy   ( lcsh )
Genre:
periodical   ( marcgt )
serial   ( sobekcm )

Record Information

Source Institution:
University of South Florida Library
Holding Location:
University of South Florida
Rights Management:
All applicable rights reserved by the source institution and holding location.
Resource Identifier:
usfldc doi - D43-00019
usfldc handle - d43.19
System ID:
SFS0024306:00019


This item is only available as the following downloads:


Full Text
xml version 1.0 encoding UTF-8 standalone no
record xmlns http:www.loc.govMARC21slim
leader 00000nas 2200000Ka 4500
controlfield tag 008 121018u19381943it sr p p 0 b0ita
datafield ind1 8 ind2 024
subfield code a D43-00019
040
FHM
c FHM
049
FHM
0 245
Difesa della razza : scienza, documentazione, polemica, questionario.
n Vol. 2, no. 13 (May 5, 1939)
260
[Roma :
b Societa anonima Istituto romano di arti grafiche di Tumminelli],
May 5, 1939
650
Race relations
v Periodicals.
Jews
z Italy
Periodicals.
651
Italy
x Race relations
Periodicals.
1 773
t Difesa della razza : scienza, documentazione, polemica, questionario.
4 856
u http://digital.lib.usf.edu/?d43.19



PAGE 1

Il :'4. 13 SPEDJZ. IN AllH. l'OSTALE 5 MAGGIO X'\'JI a Uomini siate, e non pecore matte, che 'l Giudeo di "oi tra "oi non rida!" DIRE_TTORE TELESIO INTERLANDI DEDICATO .ALL'IMPERO 64PAOINE YN.ALIRA l POLEUIC4 OUESTIONARIO

PAGE 2

, IL "TEVERE'' E L'AVAMPOSTO DELLA STAMPA FASCISTA leggere IL TEVERE" DIRETTO DA TELES/0 INTERLANDI non significa soltanto essere informati ma anche e soprattutto avere una guida ANNO Il N. 13 SOMMARIO 5 MAGGIO XVII SCIENZA MARTINO MARIO MORENO: LA POLITICA COLONIALE DELL'ITALIA FASCISTA; ANGELO PICCIOU: QUANDO L'INGHILTERRA VOLEVA ANNETTERSI GIBUTI; UBAL DO NIEDDU: COLONIZZAZIONE DI POPOLO; UNO BUSINCO: QUALE E' IL COMPITO DEI COLONIZZA TORI AFRICANI?; A. T.: LE TRE GUERRE DELL'OPPIO; GIUSEPPE LUCIDI: IL METICCIATO, MORTE DEGLI IMPERI; L. B.: SALUTE E LAVORO NELL'IMPERO; A. T .. EFFETTI DELLA DOMINAZIONE INGLESE IN EGITTO; ALFONSO PETRUCCI: LA LOTTA ANTIMALARICA NEL. L'IMPERO; G. L.: I GRUPPI SANGUIGNI DELLE GENTI DELL'IMPERO; GIUSTIZIA FRANCESE; BERLINDO GIAN NETTI: LA LEGISLAZIONE RAZZIALE DELL'IMPERO; LIDIO CIPRIANI: IN MISSIONE NEL 'GALLA SJDAMA; L'INDIA OPPRESSA. DOCUMENTAZIONE GUIDO LANDRA: STUDIOSI ITALIANI DELLE RAZZE AFRICANE; EDMONDO VERCELLESI: LE RAZZE DEL L'IMPERO; IRMA MARIMPIETRI: I PIONIERI DELL'IM PERO; LA FRANCIA IN JNDOCINA; EUO GASTEINER: LE RIVENDICAZJONI COLONIALI GERMANICHE; G. DELL'ISOLA: L'ARCHITETTURA E L'IMPERO. POLEMICA ANTONIO PETRUCCI: TRAMONTO DELL'IMPERI}I.LISMO DEMOCRATICO; A. TRIZZINO: AGONIA bELL'IMPERO FRANCESE; FRANCESCO CALLARI: I SI STEMI COLONIALI PORTOGHESI E OLANDESI; CARLO BARDUZZI: ANTI-IMPERIALISMO GIUDAICO. PENSIERI DI LEOPARDI: L'EROISMO E LA COGNIZIONE D'UN ALTRO MONDO. QUESTIONARIO DEL PARLARE A VANVERA; UMANESIMO E COMMERCIO; I CLASSICI E LA RIFORMA DELLA SClJOLA; MASTRO DON GESUALDO CARBONARO; SENTIMENTO DI RAZZA, ecc. ecc.

PAGE 3

ARRIVI GIORNALIERI DI PESCE ALI MENTANO CONTINUAMENTE GLI SPACCI. SAPPIATELO CUCINARE CHIEDERE GRATUITAMENTE IL COMPLETO RICETTARIO AL: CENTRO NAZIONALE PROPAGANDA PESCHERECCIA ROMA VIA REGINA ELENA 68 TELEFONO 485.201 Rendete pi saporita ed alleUante la vostra tavola, facilitando nello stesso tempo il vostro compito in cucina, con un pi largo consumo di pesce. Preparato in cento modi differenti: in bianco, frilio, arrostito, bollilo, con salse o senza, il pesce sempre molto apprezzato per il suo gusto squisito, la delicatezza della sua carne e la sua facilissima digeribilit. Il pe sce inoltre un alimento sanissimo ed economico. 3

PAGE 4

. . BANCO DI SIClL.IA . ISTITUTO DI REDITO DI D'IRITTO PUBBLICO L'ISTITUTO RACCOGLIE DEPOSITI A RISPARMIO E IN C. C. FRUTTIFERO E COMPIE TUTTE LE OPERAZIONI DI BANCA 1 . .

PAGE 5

SCIENZADOCUUENTAZIONE_ POLEUICA OUESTIONAWO-ANNO Il -NUMERO 13 5 MAGGIO 1939-XVII ESCE IL 5 E IL 20 DI OGNI ME,;t : UN NUMERO SEPARATO LIRE l ABBONAMENTO ANNUO LIRE 2 0 ABBONAIIF..NTO SEMESTRALE E S T E R O l t. D O P P l l> Direttore: TELESIO IN:TERLANDI Comitato di r edazione: prof. dott. GUIDO LANDRA prof. dott. LIDI O CIPRIANI dott LEONE FRANZI dott. MA.RCELLO RICCI dott. LINO BUSINCO Segretario di redazione: GIORGIO ALM I .RANTE E R (J D E D I C A T O

PAGE 6

]( .Jegisiauvi gi r:tdottali e quet/i in ist11dio per la difc?s.J delia razza nei/' Impero anzich essere ispirati ai disprezzo de/!'11omo di colore, mirano alia sua tutela e alla s11a elevazione, non sono destinati a suscitare sfavorevoli reazioni tra gli aborigeni delle nostre colonie, L'indigeno .non si adonta delia proibizione dei matrimonio col biamo. La legge musulmana, infatti, vreta il conn11bio fra il, Cristiano e la nrusulmana, e, p111' tollerando/o, dichiara ripro11evole quei/o fra il Mumimano e la donna d'altra religi011e. Gli abissini hanno ormai compreso che, n elia ;ma temporanea rmi011e con le indigene, I'E11ropeo vede quella forma di malrimonio che il loro diritto alito rizza, ma 1111 rapporto di concub.inato. Mruulmani, Crisliani, e Pagani sono lieti che la dignit di t1ita imposta cittadino metropolitano abbia limitato la prostit11zione delle in digene, condannata sia dalla legge religiosa che da quelli{ sociali, e che tante delle loro donne .non portino p ii di.ronore nella tribt e nei/a famiglia. Com/alano come il Fascismo educhi il b.anco a presentarsi non nei/a veste dello sfmttatore armato di curbasc che approfitta delia sua forza e delia sua maggiore intelligmza e mitura: ma in quella d'un uomo investito d'una missione : la sua superiorit non pesa, perh basala SII! suo prestigio morale. L'indigeno, che ha altissimo il semo delle gerarchie sociali, non -zede nuiia d'i11naturale nei/a separazione inlerposta fra lui e il bianco, in quanto questo tm_ capo, e, come tale, giusto che si tenga a distanza. Pi che nel tenere ai loro posto gli indigeni, l'azione dei governanti tro11a difficolt, in colonia, nei combattere quel i' eccessi11a tendenza alia familiarit che nell'indole benigna ed espansiva dei nostro popolo. L'indigeno, poi, razzista assai p. di noi. In Etiopia gli Amara so110 fieri delia loro lontana discendenza semitica e, orgogliosamente j(OnJC di avere raggiunto UllO Stadio di evoluzione, per q11anto basso, spiccatamente superiore a quello dei/e altre schialle, da questa loro superiorit etn.ica e culturale hanno /ratto un titolo per pretendere su di esse la signoria, tirannicamente esercitata in passa/o. l Galla, >Cusciti, puri, si contrappongono alla loro t'olta ai N'ilo tici e ai Sudanesi di razza considerandoli come creati espres samente per fai loro da schiavi. l Somali disting11ono accurata mente le categoliie dei di razza pura, provenie.nti, affer mano, dall'Arabia, e dei vas salii, di razza inferiore o mista. Cos vari altri aggregati etnici. Fra le tribr delia Cirenaica, che custodiscono con mra araldica i loro a/beni genealogici; v' netta separazione fra i Sadi, conquista tori, e i Marabtn, che solo ii dominio ha sollevati dalla loro condizione d'iloti. In tutta i' Africa settentrionale, 110nostante la azione amalgamatric dell'ls/am, permane il conflitto di razza! fra Arabi sem.iti e Berberi camiti. Gli indigeni non sono q11indi urlati dalle teorie razzistiche, che essi stessi seguono con accanimento. D'altra parte le varie stirpi d'Etiopia riconoscono assiomalicammte la superiorit della razza bianca, tanto vero che ognuna di esse cerca di nobilitarsi at/rib11endosi origini bianche. GiJ Abis sini ritengono ingiurioso i'appellati11o dJ nero, si comiderano bian chi o, 11111' al pir, rossi, e si affermano discendenti da Salo111one e dalla Regina di Saba. Alla loro tolta i Sidama fanno venire dal T.igrai, e, quindi, in ultima analisi, dall'Arabia, i loro capostipiti o i fondatori delle Iom dinaslie. Non basta: molti fra gli Abiss.ini e i Sidama cenano addirittura antenati europei, vantandosi di discendere dai Porto. gbe.ri in Eliopia con Cttoforo de Gama, fratello del gran de naviga/ore.

PAGE 7

COLONIALE CISTA T111ti i Cristiani d'Etiopia riconoscono l'apporto cultmale f:,illi!IO loro, con il dall'Occidente, e guardano con vene razione a Roma, donde vennero i 'Selle santi che, secondo la lor6. giografia, redensero il paese dal e dall'ignoranza. i MuSIIImani della Libia, pur vantandosi di la vera relig.io11e, attendono dall'Italia la luce del progresso. Per, se spontaneamente piega il capo davanti alla civilt europea, l'indigeno, come massa, non desidera essere avulso dal pro prio. ambiente. Diffida degli e11ropeizzati, che dall' occidenN pren dono pi fac.ilmente i vizi che non le t1irtr. Ci grato del nostro tipi'J d'istmzione, che mira a formare dei br1oni africani anzich dei calliti e presert'a e svil11ppa q11ei valori tradizionali ai qr1ali egli profondamente attaccato: favorendo, tra i Musulmani_. l'imegnamento dell'rabo e dei precetli della Scioria e fra i cristiani Abissinia quello dei gheez, lingue sacre della chiesa etiopica, e diffondendo e perjeziona11do gli altri idiomi locali, acfallto alla ling11a italiana, che reca loro, in forme adalle alle loro menti, nuove idee e nuove cognizio11i, tendenti sopral/111/o a do. tarli di quelle capacit manuali, e tecniche di mi smtono vivamen te la mancanza Lrmgi dal fissare i dominati 11elle loro condizioni altrtali di arre. tramento, la nostra politica di razza li elet a con quella gradualit che per ollenere risultati profondi, perch la civ.ilt, che abbraccia tutte le manifestazioni della vita, non si tra. pianta con quattro nozioni impartite da rma cattedra, ma fmtto di m1 lenlo processo. Qr1ando il soggetto ha raggiu1110 rmo stadio di maturit effettivo, il nostro regime non esita a darne riconoscimento. E' con temporanea ai decreti sulla razza, e Jn 11essun modo in contradi zione co11 essi, la deliberazione del Gra11 Consiglio Fascista che istituisce per i libici musulmani, gi da vari anni non pir sudJiti. ma cittadi11.i di minor dirillo, una forma di cittadinanza in tutto equi poi/ente a quella italiana. Voglio soffermarmi per qualche istante ad analizzare protvedimento, che illustra la saggezza del nostro Regime. I libici, vicini alla cultura europea per il retaggio ricevuto dalla civilt araba, possedevano gi in passato la facolt di aspirare, con il concorso di particolari requisiti, alla piena cittadinanza italiana. Ma q11esta facolt era illtiSoria, perch il co11seguimento di que sta posizione giuridica importava rin11nzia allo statuto personale, che tanta parte della religione musulmana: implicava, quindi, 1ma tera e propria abi11ra. Quasi nessun musulmano, pertanto, se ne era avtialso. Jm;ece, con il nuovo provvedimento, i .Musulma11i potranno divmtare citladini di pieno diritto consertando il propr.io statuto personale. Ci che i JU11Sulmani dell'Algeria 1 eclamano inutilmente da tanto tempo con proteste di stampa e tumulti di popolo, stato spon laneamenl mcordato dal Governo itafuno. D'altra parte il prov vedimento IlO/l Jrae seco 11n'ingerenza, da noi 11011 desiderala e dai Libici 11011 richiesta, nella vita politica italiana. So11o tramontati i tempi in mi le aspirazioni dei politicanti indigeni si appu11tavano nel sogno di discorsi tribunizi in rm Par/t1111mto /oro aperio. Gli /Jalia11i con l'esempio, infuso 11egli indigeni gli ideali del l obbedienza e dell'ordine, pir comoni alla loro tradizione poli tica, che 11011 ha mai conosci11to i regimi liberali, e che di auto rit I diritti della citladinanza speciale, eguali per dignit e natura a quelli degli Italiani, saranno esercitati nell'ainbito delle colonie: e si tradurranno principalmente in rm diretta partecipazione a corp01ativa che alla base del regime fa.rd.

PAGE 8

ste:, nel libero esercizio profes sionle, ili un maggiore. acceuo cariche e alle carriere; in -una pir larga collaborazione nel-,ampo amministrativo, nell' onore di srvwe nella milizia: il tutto nel quadro della disciplina fascista. La poLitica di razza del Regitiu Jii attua in colonia anche, e soprattutto, senso democra tico. La razza si afferma non sol tanto wn il suo prestigio, ma an. che con la s11a forza numerica. Le colonie non sono piN tenute com'! u11 lusso. costoso, o per ragioni strategiche, o, alla francese, come riserva di truppe_ per le guerre...d' EtJt'O pa, ma do!Ventano: tm va sto campo di -popolamento, dove la metro poli riversa l' ecceuo del la 111a popolazione, perch vi si Ma la colonizzazione bianfa 11011 sopptime e non sopraff gli indigeni. Essa concepita su 1111 piano di collaborazione Non li spogL;a dei loro beni, ma li chiama a lavorare insieme coi bianchi, ru/le vaste estemioni lasciate in. colte, apre al loro di braaia nuove zone e in q11el/e ri servate agli Italiani offre loro nuove possibilit di lavoro 11/love fonti di guadagno, strappando/i alla miseria e all'ozio, e edflcan do/i a sistemi perfezionati d'agri co/t/Ira e mestieri meno primitivi Conc/11dendo, la politica colo. niale italiana s'im pemia SII q11esli d11e princi pl : l) Affermazione e q11alitativa della razza italiana 2) Col/ab o r zzione a;n la razza indigena senza promisot. moltiplichi in prosperit, in Lavori eseguiti dalle Camicie Nere per il rio:ttamento dalla do da costituire un'Italia pi strada di circonvallazione di Harar, Seg11endo que.rti d11e priiuipi si giot,er da 11na parte, second() le l11minose es pressioni di rm i//11. mni soltanto territorial. mente, ma anche per -d'abitanti e ricchezze di mezzi eco-. Ilo miei. Le colonie diventano membra .vitali del ,-o,po della Patria. Il lontano Uoghe1 divetztJto u:z lembo della Romagna, e ne porta il nome, in cui riecheggia Roma, r1 ,mdore apulo l'onda lust1ale di rm n11ovo battesimo ai pingui campi del Cercer. Le provitzcie libiche, nel' accogLiere, per merito di S. E. Baibo, degno comimtatore di S. E. Volpi e $. E. De Bono, ventimila n11oti coloni, son diventJte provincie deJ Reguo. stre gioma/ista, S. E. Lessona agli indigni incoraggiando il forti ficani e il consolidarsi di 1111a raiza loro e lo svil11pparsi delle pi belle q11alit fi.riche e morali che allo staJo potenziale esistono, cosicch essi po.r.rcmo armonica. niente svolgersi, secondo le loro capacit, nrso pit alte forme t'ili, edivenire p,-eziosi collaboratori per il rofll!flle tantaggio. Dall'altra ii educheranno in ogni italiano in colonia, -ri110/gen. dosi, come V!lole S. E. AJtilio Temzzi, al mo spirito -le qt"1 lit necessarie per farne rm degno t essJ//ifero 4-eltlmpero. MARTINO MARIO MORENO Dir<"lto rr Gmer.1/e dc-gli /lfl"i Pr,/it d ti MfiJtrro rh/l' A/rir a /tali.ma Cavalcata dei cavalieri Aruasi in onore del Vioer. s

PAGE 9

QUANDO VOL.EV A. L!' INGHILTERRA A. N E T T R 8 I Capo tltlf Ufiicio St11tli tll Min ti d l' .Africa ltali"H 9 .<'

PAGE 10

di nazione in senso biologico, contro Ja mania teorizzatrice che ne fa invece un v agp prodotto di comunanze storiche, linguistiche e religiose. A tale concetto ci si deve riferire studiando il grande fenomeno della colOnizzazione giac ch esso appare storicamente in stretto rapporto. con la coscien za nazionale, cio razzista, dei colonizzatori: Qanto pi si rafforza questa coscienza tanto pi un popolo spinto a colonizzare; e il colonialismo conseguir un aspetto definito, elevan dosi a vero e proprio sistema, allorch quel popolo avr to il punto massimo dell'unit nazionale. II fenomeno colonizzazione deve essere perci riguardato come espressione della razza, come una delle pi importanti espressioni, poich si estrinseca in paesi lontani, fra genfi di versissime, rivelando lla inesorabile critica storica le capacit fisiologiche, intellettuali, spirituali, economiche, il prestigio e le ambizioni di grandezza di un popolo L'intimo nesso tra coscienza nazionale o razzista c attivit co lonizzatrice assume un profondo carattere di storicit quando si consideri in un quadro d'insieme la politica coloniale italiana dall'unificazione del regno ai nostri giorni; politica che, prima del Fascismo, non ebbe una continuit fattiva e tanto meno una evoluzione, ma particolari momenti, tristi o lieti, a seconda che venisse meno oppure rifiorisse il senso della dignit nazionale Ad onta dell'esordio, non intendiamo affatto sciorinare i pan ni spor<:hi di quel passato coloniale che su tutti i giornali ita liani stato in questi ultimi anni rievocato con esasperante monotonia da scrittori troppo preoccupatr di attribuire, per zelo politico, al passivo tutto quanto era stato realizzato prima del 1922 c all'attivo tutto il resto fino ad oggi. Pochissimi invero hanno intravisto nelle fortunose vicende della politica coloniale anteriore al Fascismo l'ansito della razza, di quell'itala gente dalle molte vite che cercava, sia pure a tentoni, una sua via oltre i mari dopo secoli di oscurantismo dovuto alla mancanza dell'unit nazionale. L'immagine di un'Italia ancora agli inizi del suo risorgimento politico, quasi pupilla in una Europa dif fidente e criccaiola, che tuttavia manovra un esercito a migliaia di chilometri di distanza fra genti e terre sconosciute, predomina nella nostra prima campagna africana. Dopo il disinganno di Tunisi d ell'8I e il rifiuto di intervenire in Egitto <:on l'Inghilterra nell'82, dopo t'occupazione di Massaua nell'85 e quella di Saati che suscit infine il risentimento del Negus Giovanni, quell'episodio di disperato valore senza spe-lO ----fu e quella globattagha combattuta in nome di tutta una civilt che fu Adua del '96 hanno per noi valo re di rinascita, non di arresto: spe cialmente oggi che il simbolo della patria stato riportato su Adua cd oltre, fino agli estremi confini delle terre dei Ncgus, suonerebbe, quasi spregevole per lo spirito del la razza il parlare ancora di un'I talia annientata in quegli anni lon tani nella sua intima dignit di nazione. Quel nostro corpo di spc dizione (lungi da noi ogni fanta sia letteraria) bene significa in vece che il dinamismo italico non si era spento sotto il servaggio straniero e che la razza aveva virt tutte sue, una parola sua, da far valere in Africa. E se le aspi razioni degli furoVecchia pista nei di Harar. no purtroppo esaudite con l'ordine di rimpatrio delle truppe decre tato proprio il 9 maggio (1896), data passata oggi a significare avvenimenti pi prestigiosi per l'Italia, la voce di Crispi, solitari a ed accorata, rimasta nel tempo a testimoniare l'idea profondamente virile del sacrificio di ogni interna ed esterna al buon nome della nazione, quando gli eventi lo impongano. Domi nato o meno da interessi mediterranei pi che coloniali, fautore,, non della spedizione eritrea, Crispi sent, ritornando per la se conda volta al potere, che il posto della gente italiana non p t eva essere che in quell' Afri<:a bagnata di tanto generoso sangue. Sicch sembra oggi che l'orgoglio della razza si fosse accentrato in lui. Del resto, gi dal 1889, in un suo discorso pronun ziato a Palermo si sente il vanto di aver efficacemente proY veduto all'istruzione italiana dei fanciulli residenti all'estero: Italia, si grida dalle sponde del Mediterraneo e si risponde: dai pi lolltani Oceani; fanciulli, a migliaia, benedicono nella nostra lingua questa Italia; domani, fatti uomini, saranno css1 altrettanti strumenti della nostra ricchezza. Non in tant:t esultanza Io stesso principio <:he avrebbe dovuto pi tardi indu r re il Fascismo a difendere la nazionalit dei fratelii di Tunisi : Quanta aderenza abbia il colonialismo italiano con la za nazionale poi dimostrato dagli anni che seguirono la prima fase della nostra espansione africana. Nel primo de<:ennio di questo secolo voci di fedelt nazionale, che erano state per lungo tempo soffocate dalla demagogia socialista, risorsero v1a via pi iorti dando aii'Italia un altro volto. Di questa trasfor

PAGE 11

Rettifilo al km. 44 della nuoYa stra: da Harar Dire Daua. m azione uno dei principali tefici il Corradini, iniziatore quella corr-ente di pensiero che, rinnegando l'immagine di una Itanon con rorp. lia modesta e casalinga, ricndu-L'avvenire afrieano ceva a pi virili concetti sui comdell'Italia certamente legato al-piti e sui destini della razz. la disponibilit di mano d'opera specie nel Certamente quel nazionalismo campo dell'agricoltura. A fare di quello italiano w non fu un partito; fu piuttosto un popolo colonizzatore, concorrano con le ottime doti spirituali una sentimento, una fede, una spearnza spiccata capacit di acclimatazione in Africa, fatta eccezione. che si fece strada, come dice il' per. le estreme regioni tropicali. Altrettanta. attitudie eostitu Volpe, accanto alla insofferenza e zionale di ordine climatico non invece posseduta .. da altri po. al tedio della vita politica, satura poli europei, manco a : dirlo, proprio da quelli che hanno avuto di schermaglie parlamentari e di finora l'esclusiva nella colonizzazione africana. Tipico il caso zuffe elettorali. Come noto il 'degli anglosassoni, che si trovano in Africa alquanto sfasati per culmine della propaganda naziol'alimentazione e devono partarsi un poco della loro casa per nalista, dopo il primo congresso vivere e sostenersi; quando non .ricorrano agli alcoolici per mo di Firenze nel 1910, fu la cambilitare le difese organiche con quale nocumento della salute pagna italo-turca. Richiamati dal facile immaginare. primo annuncio di guerra, Dato ci, l'africanismo italiano non poteva non ricevere dal no gli emigranti per vestire la divi. Fascismo un'importanza .razziale nel senso pi umano di questa . sa 'dei volontari. Dai principali por. parola. Di umanit c' richiesta a gran voce, in tutta la storia u lc_navt salpavano verso l'Africa portandosi la migliqr parte deldella colonizzazione, intessuta spesso di sangue e di stragi nelle la gtovcnt guerriera e con essa, l'entusiasmo vivo e spontaneo di varie parti del mondo. L'Italia, chiamata, come abbiamo detto, ad chi. intravedeva nella guerra una rivendicazione dell'orgoglio un grande compito, quello di colonizzare con le braccia dei suoi llaZt0!1ale. questo che richiama inevitabilmente gli . figli, razzialmente Stato pi vicino al senso ar?iCO della n e ntt afncant del 1935-36; quando, rafforzato in modo defincolonizzazione, se non altro perch il Fascismo trapi/.Ilta in AfriI iYo il senso dell'unit per merito del Fascismo, l'Italia si af-_ ca i coloni con tutte le famiglie, ammettendoli alla propriet dir_ etterma tra le pi grandi potenze coloniali con la conquista del-ta del fondo. l'Et iopia e la fondazione dell'Impero. Al climax di passione na-Certamente per una-parola nuova in Africa occorre, pur z wnale corrisponde il massimo sforzo finora compiuto oltremare. senza venire meno alle convinzioni scientifiche sull'inferiorit C os i fatti dimostrano la verit delle premesse sullo stretto biologica delle razze di colore, non ritenere questa inferiorit rapporto fra attivit colonizzatrice e coscienza nazionale, intefatalmente e irrimediabilmente trasmissibile nelle generazioni. 'a come coscienza di razza. Vedremo ora se il colonialismo, nelSulle cause della mancata civilt delle razze dicolore si sono l att uale clima politico, si elevato in Italia. a vero e proprio assunte talvolta posizioni molto nette: c' chi ammette.e chi ne;;ist c m a . ga addirittura la possibilit pr esse di portarsi efficacemente 'La risposta non pu essere che affermativa e non solo perla verso la civilt europea. Noi riteniamo contrario al buon senso considerazione, ormai divenuta elenietttare che ogni Stato coche un metodo di colonizzazione, una legislazione, un. ordinal o n izza a suo modo (non potendosi parlare di un metodo assomento amministrativo possano in colonia ispirarsi definitivaIuta oppure di determinati metodi di colonizzazione), ma anche mente all'-una o all'altra tendenza. Ci infatti contrasterebbe pie c soprattutto perch l'Italia ha indicato in Africa. vie mai prima namente con l'estrema dinamicit della politica coloniale. d 'oggi seguite, mediante una azione originale nd campo eco. Dalle leggi in vigore e in progetto per la difesa e per il pren o mico, morale e demografico. stigio della razza gli Italiani non traggono motivo di falso or-Quella italiana una colonizzazione di popolo. Lasciamo che goglio, ma di incitamento a _restare fedeli all'antico : ideale rogh studiosi siedano a tavolino per affermare che l'espansione rimano per cui i cittadini metropolitani rappresentavano; anche manc sempre in strettissima relazione con le possibilit di nelle pi lontane provitu:ie l'elemento coesivo e coordinatQre mto c di capitale della madre patria. Fra l'Italia proletaria e il verso l'Urbe di tutte le energie delle razze indigene, grazie ad m ondo plutocratico nnt abisso : noi colonizziamo con gli uomini, un primato morale basto sulla giustizia. UBALDO :.Il

PAGE 12

, J di una mescolanza totale fra i bianchi e gli indigeni dell'Africa, guardano specialmente alle Popol02;ioni arabe, in'sistendo in modo partiColare sulle loro elevate tradizioni. Quando si parla di arabi dell'Africa del Nord occorre tuttavia precisare che questo popalo ha perso, almeno nella sua massa, gran parte della sua purezza etnica. Molte sono state le commistioni con elementi nilotici, negri o negroidi, venuti tra loro per lavorare o condotti in schiavit. Tutti questi elementi eterogenei hanno alterato notevolmente la fisionomia razziale degli arabi, per cui, qualora si prescinda <:!alle classi pi elevate, resta sempre assai problematica la possibilit di assimilare individui razzialmente puri. Ma ci che ren.de praticamente assurda ogni pretesa di assimilazione verso il popolo arabo ...-meglio dire gruppo mussulmano l'esistenza in esso di quel formidabile elemento informatore 'della religione e della vita quotidiana che l'lslam. La lede islamica non infatti soltanto una credenza, ma un.complesso d i norme tradizionali, saldamen. te radicale nell'animo, che ispirano e dirigono rigidamente ogni azione della societ m ussulmana. Pu quindi, un mussulmano rinunziare a quanto gli di pi sacro per accettare leggi e costumi cosl nuovi e contrastanti? Evidentemente no. Ed in caso contraAo si andrebbe incontro ad un meticciato fisico e .morale dal e<>Jclc, certo, nessuno avrebbe da Non c d:t lwsi illusioni in questo campo: gli arabi che si allontanano dall'Islam sono eccezioni E' quindi assai pi pratico favorire ;o svuppo di questa popola zione entro i quadri della civilt mussulmana. Se per gli arabi vi nell'Jslam un elemento di prima importanza agli effetti della resistenza ad ogni. netta influenza europea, per i negri o negroidi e per le altre popola zioni meno civili questa condizione di resistenza rappresentata da una psicologia assolutamente particolare e diversa della nostra. Essi sono portati a considerare la realt sotto un aspetto mistico; avvenimenti di poco rilievo, episodi minimi assurgono nella loro mente a significati speciali cui danno un'importanza notevolissima. Assaf spesso Tipi di stregoni 12 un riio, un a danza che al occhio di europei appare com e cosa trascurabile o addirittura ridicola invece per essi un avvenimento profondamente sacro. In sostanza, mentre noi siamo portati ad inquadrare le impressioni entro il legame coordinatore della logica, questi popoli, s
PAGE 13

ha sempre assegnato alla razza pian ca. L'indigeno .-Jeve essere portato fuori dalle sue condi zioni di vita primitiva e dai malanni di questa. Molto spesso egli trascorre i suoi g iorni nella miseria di uno stato selvaggio che lo abbrutisce abbassandone la dignit umana a livelli bestiali. In primo luogo occorre venire in difesa di queste vite umane cosl esposte qi malanni -:Ielle malattie e della denutrizione. Quando ":I fianco del pioniere-eome ha fatto l'Italia in Africa orientale -marcia il dottore con la :assetta di medicinali, si fa nascere nel :indigeno un primo elemento. di ricono .cenza e di simpatia che faciliter l'ulteriore :o llaborazione. Portali gli indigeni a migliori condizioni :li vita, modificato in modo adeguato l'amsi pone il problema di quanto an;ora possa farsi in vantaggio della loro ele:azione. Uno dei punti pi delicati cosli = uilo dal problema educativo. In linea teorica potrebbe sembrare a prima vista che l'educazione debba essere impart : ta senza riserva. Ma se si considera che ;educazione, venendo ad incidere diretta'"ente nello spirito, entra subito in contatto ..:on gli elementi radicativi dalla tradizione c, dalle consuetudini, non si pu non rico r:oscere la delicatezza del problema. L'aver sottoposto gli indigeni a metodi ducalivi europei, secondo i canoni della ;;olitica di assimilazione, non ha mai port:Jto a risultati favorevoli Lord Curzon, riferendosi' agli indigeni che seguito i corsi superiori scriveva: Sono arrivisti furiosi, animati dall'odio pi polondo non solo contro gli inglesi, ma contro tutti gli europei, pronti a qualsiasi distruzione per soddisfare la loro vanit ec.asperata. Dal punto di vista politico gli agitatori di professione sono quelli che hanno fatto i loto studi in Inghilterra e che st ispirano ai principi della libert politica se nza essere riusciti a capirne le diff.icolt e a pesame le contraddizioni. Si affrettano a ri:olgere contro di noi quegli insegnamenti che hanno ricevuto da noi e che sono per e ss i malsani >. L 'educazione in sostanza pu esplicare V!ramente un compito di civilt non quando pratica brusche sostituzioni, ma quando in vece penetra nell'animo dell'indigeno e lo migliora senza allontanarlo dalle sue qua-lit peculiari. Il pericolo e l'inopportunit di una ducazione all'europea sono d'altra parte intesi dagli stessi indigeni di condizione elevata . Basta ricordare a questo proposito che al Congresso dell'Evoluzione culturale dei popoli coloniali tenuto a Parigi nel 1937 il P_rol Senghr, negro senegalese, ha pronunZiato una violenta requisitoria contro l'educazione europea praticata ai giovani afri-.. :. 13

PAGE 14

cani, educazione che ha avuto il solo risultato di disintegrare la famiglia, la trib e -la razza. * Vi infine il problema dell'assimilazione biologica. La fusione delle razze le pi diverse costituisce indubbiamente una delle conseguenze pi dannose della teoria as, siniilatrice. 11 nucleo della questione il seguente: deve considerarsi utile o dannosa la mescolanza di due diversi gruppi razziali? A questa domanda le risposte debbono venire da due scienze, la biologia e la storia. La biologia dir, sulla base dell'espe. rimento, a quali fenomeni d origine la unione dei due individui. razzialmente di versi. La storia, avendo registrato le marii festazioni di vita civile delle popolazioni originate da incroci, potr fornire utilissimi elementi per discernere se le nuove genti si siano o meno avvantaggiate dall'incrocio stesso Qundo si uniscono i due elementi germinali, maschile e femminile, perch la fusione possa compiersi regolarmente senza disturbi occorre che le due cellule siapo molto affini Occorre cio che l'intima struttura del gcmete maschil e di quello femminile sia armonicamente simile per entrambi. Quanto pi i due gameti si allontanano tra di loro per origine e quindi per costituzione tanto pi si determinano nel nuovo essere elementi eterogenei destinati a disorientarne lo sviluppo e la formazione. E poich gli esempi dimostrativi debbono .essere cercati nei punti opposti si constata, sull'esperimento zoologico, che mentre la unione di due esseri della medesima razza d origine a un nuovo elemento che ne ripete i caratteri, l'unione di due esseri asso. lutamente lontani tra di loro, come quelli di due specie diverse, fallisce modo pi completo in quanto si ha sterilit. Sul terreno biologico rimane quindi stabilita fermamente una prima, saldissinia verit: le condizioni migliori per una qualificazione ad ogni effetto normale, sono rappresentate dalla comunanza razziale dei genitori mentre le condizioni pi sfavorevoli, sono costituite da una completa discordanza raz-ziale di questi. Passiamo ora pi innanzi. Di ogni specie vi sono differenti razze e l'incrocio tra ele-14 Suooatori di flauto di Booqa (Galla Sidama). menti diversi di queste fecondo. Ma pilr essendoci la fecondit, gli esseri. nati da unioni di razze diverse risentono della rogeneit delle cellule germina!i. Essi cio si presentano forniti di un complesso di caratteri, un po' del genitore, un po' della gnitrice, che 'contribuiscono a formare un individuo razzialmente diverso da entrambi. A nessun allevatore verr mai in mente di incrociare un cavallo da tiro con uno da corsa oppure un pointer con un setter, un bracco o altro cane dalle caratteristiche ben definite, Resta quindi ancora dimostrato dalla. biologia che una razza in possesso di peculiari qualit le conserva con rlncrocio._ fra ele.menti razzialmente identici mentre le perde nell'incrocio fra elementi dissimili A questo proposito necessaria una ulte riore precisazione. Si legge spesso che dcii l incrocio di due razze diverse nasce un pro' dotto migliore. Ma migliore di che? Migliore almeno in apparenza, di quella delle due razze che nell'incrocio presentava qualit inferiori. E' quanto si vede ogni giorno nelle stazioni destinate ai miglioramnto zoote cnico. I-prodotti meglio riusC:iti sono superiori alla madre ma non mai-al padre. E questa un'altra realt biologica ben precisa: l'incrocio fra due razze diverse costituisce una perdita per la superiore ad un guadagno per l'inferiore. Tutti questi fatti ben constatati sul terreno biologico valgono, nc:rturalmente, anche per l'uomo, pure dispiacendo ci a molti pallidi e delicati cervelli di architettura medioevale. Chi poi si nutrito in modo pi o meno legale alle fonti degli immortali principi francesi cerca attraverso sofismi di ogni genere e i rcigionC:unenti pi curiosi, .di distruggere o sminuire la realt delfatto raz-. ziale. E tra le pi piacevoli va ricordato il pudico disdegno di coloro che il naso perch lo scienziato osa considerare l'uomo soggetto alle medesime leggi degli altri animali. A questo punto deve necessariamente intervenire la storia, con i suoi rilievi e le sue considerazioni critiche. Per !imitarci ai rapportf fra individui di razza bianca e quelli di colore si pu constatare agevolmente che ovunque _codeste fusioni si sono redizzate su larga scala, possibile const<;rtare la nascita di una popolazione nuova dalle qalit nettamente in feriori a quelle dei progenitori bianchi. Si realizza cio ariche qui il medesimo fenomeno che si osserv:ato negli animali; ; .<. ., -._ -.. :-, .,. ... Il pro!. Castellino iri un suo recente lavoro .ha dimostrato ampiamente allume di. atati -stiche inoppugrtabili che le nazioni popo. late prevaleplemente da meticci risultano in pieno inferiori a quelle di bianca. Si ritrovano in esse, in :Pi vaste. propor zioni, le qualit individuali ciel meticcio: instabilit, mutevolezza di indirizzi, leggerezza di propositi e di azione, incapacit organizzativa, disordine, impreciSione. In campo coloniale l'esperienza degli uomini che 'hanno. conosciuto l'Africa per lunghi Crnrii concorde ad mmettere l'inopportunit della fusione fr bii:mche e razze di colore. Le relazioni presentate nel 1923 dai' delegati francesi, portoghesi, olandesi e belgi all'Istituto Coloniale Internazionale di Bruxelles parlano concordemente in questo senso. Una nazione imperiale che desideri o CO munque incoraggi una politica di assimilazione biologi cci si prepara tina dj.scendenza di meticci che limitandosi al territbrio coloniale -avr perso le migliori qualit6: dei bianchi quelle pure idonee dei negri. Dal punto di vista sociale i danni non sono minori. Il meticcio infatti cosa orma i assodata -non sar accolto familiarmente tra i bianchi, come pure sar respinto dai negri. Gli si stabiliscono cosl irrimediabilmente gz ..
PAGE 15

Un non dimenticato esempio di cpme le potenze diHondano la civilt per le contrade del mcsndo, ci il offerto dal famoso episodio delle l!'e guerre, co siddette dell'oppio dal movente che. le suscit. Nell'India -che dominio inglese gl'ingleSi misero ad impiantare vaste col tivazioni di papavero, perch dal papavero -come si sa -v;ene estratto l'op pio. Gli affari prosperarono subito per la Compaqnia delle Indie ", tanto che il go-,emo inglese stim conveniente sostituirsi ad essa. Fu cosi che l'oppio divenne mo nopolio del govemo inglese: e inglesi. papayeri e oppio divennero una cosa s.ola. Non che in Cina non si conosceaae l'oppio. ma veniva adoperato lecitamente, soltanto come sostanza medicamentosa. Gli inglesi s'incaricarono di divulgarne e diHondeme l'uso, organizzi:mdo. con tutte le regole dell'arte, il traffico e il commercio dello stupefacente, e' rendendolo accessibile a tutte le case e a tutte le borse. Commercio floridissimo e soldi a paiate per gl'inglesi. Dall1ndia l'oppio veniva trasportato in Cina. Alcune cifre daranno, meglio della. parole, l'idea di come andava a gonfie vele l'aHare. Nel 1762 le casse d'oppio sbarcate in Cina erano state 200: cinque anni dopo, cio nel 1767, le casse furono 1000. Poich ogni cassa conteneva Kq. 62.5 di droga vuoi dire che .nel 1767 il quantitativo totale impor tato fu di Kg. 62.500. D crescendo diventa neql! anni successivi veramente pauroso. come si ricava dal seguente prospetto. Anno 1800-1801 Casse introdotte 3.947 4.891 6.720 8.045 1810-1811 1817 1820-1821 1830-1831 1837 ll.726 44.800 La cosa, come si vede, si faceva un po esagerata e allora il governo cinese stim necessario prendere qualche provvedimen,o. .1\lla fine del mese di maggio del 1839 fece distruggere nei magazzini di Canton, una quantit enorme di oppio che vi si trovava depositata, facendo gettare a mare le casse. In pi. il commissario imperiale inviato a Canton. IJn-Tsen-Ssii. proibl ai mercanti stranieri (vale a dire inglesi) di detenere oppio. OUIO .INTlODOTTO IN UNA. f'16& i8'1Z 2"8ocrooo soooooo Che fa l'Inghilterra che stata sempre alla difesa della .civilt. dell'autodecisione dei popoli. del rispetto altrui, saCI_ifi'candosi spesso per questi ideali? L 'Inghilterra trasporta i suoi confini dove erano i capannoni pieni di oppio -questa. di trasportare i confini Don. innovazione di oggi ..,.. dichiara gurra alla Cina. La guerra termin col trattato di Manchino del 26 agosto 1843 c:Ol..quale venne imposto alla Cina l'obbligo di aprire al trafflco inglese cinque .dei suoi porti: Canton. Amoy, Fu Cheu. Ning Po, Sciangai,. In pi venne imposta alla. Cina. per la cattiva condotta tenuta, un'indennit. E a complemento :di.tutto l'Inghilterra si prese l'isola di Hong-Koag. n commercio dell'oppio. che non era stato interrotto nemmeno durante la guerra. riprende Ooridiaaimo subito dopo di essa. Le cifre dic:Ono tutto. Anno 184041 1850-51 1855-66 lli72 introdotte 29.432 52.040 70.606 80.0110 Vuoi dire dunque che nel 1872 l'oppio introdotto dagli ilglesi in Cina fu nientemeno che 5.000.000 di chilogrammi: roba da addormentare tutta l' Asial Nel 1856 la Cina tent di reagire ancora una volta al losco sopruso britannico, ma 11nghilterra dichiara un'altra volta la. glierra alla Cma. A questa seccmda guerra partecipano anche Stati UDiti e Francia: ecco come noa c' mai nulla di nuovO sotto il sole! La gueira termiD.. si 'capisce. con la vittoria inglese. e fu firmato n trattato di Tientsin. D commercio dell'oppio riprende subito a prosperare di nuovo. n govemo cinese tenta per la lena volta di reagire. e il govemo inglese per la lena volta gli dichiara guerra. Questa volta gl'inglesi ne hanno abbastanza dei cinesi e per lmirlci pzestO devOstano il palaao imperiale -d'estate a pochi chilometri da Pechino. nel quale "deliberatamente" fu distrutta col fuoco la pi ricca collezione di libri. opere, documenti. gloriosa testimonianza della civiltb. cinese millenaria. La guerra termina col trattato di Chefoo' del 1876. L" autodecisione e la libert... dei paverl e dell'oppio ba trionfato: Nel. 1879 si registra un'importazioDe di 105.508 casse. vale a dire U.'l quantitativo di oppio di .6.594.250 chilogrammi: bastevole per addormentare per sempre -cio distruggere -parecchie generclzioni cinesi. Tutto ci sembra incredibile. inTece storia Incredibile il fatto che "gli inglesi sono attualmente estema-. mente commossi per il popoloc:iDese; A. T. 15

PAGE 16

M e ticcio del Venezuela Il problema deJia colonizzazione delle terre dell'Impero, senza dubh strettamente legato a quello del prestigio e della tutela della Raz Italiana. Contro il colonialismo europeo, mercantile, fatalmente cles nato a degenerare nel meticciato e nello sfruttamento economico dei poss dimenti d'oltremare, l'imperialismo ed il razzismo italiano in Africa presu p.one una maturit spirituale, una vitalit di stirpe particolare, in virt del la razza Italiana adempie la sua fatale missione ampliando il ragg a propria -esistenza spirituale e materiale nel mondo. ... Jllu'""'. placidamente ai cosiddetti immortali principii scaturiti dali Francese, supponendo perfette e definite le conquiste del! scienza : hiologica dell'epoca, fraintendendo l'asserzione dello stesso Darvi le izze umane non sono sufficientemente distinte per coesistere sen: fu:Sone -, ammettendo infine la propria impotenza davanti a-Ila compie sil:!}. della questione dei meticci ed al fatto compiuto scrive Eudemon- nel tempi passati vi furono alcuni studiosi che invocarono una soluzion giuridica per i meticci, un legale riconoscimento dei fenomeno anormal del concubinaggio, basato su alcuni risultati di studi e di osservazioni uni laterali nel settore della biologia riguardante il fenomeno degli incroc in genere. Risalendo l a storia delle grandi nazioni e delle maggiori civilt, si tro vano sempre alla loro radice' mescolanze con incroci di stirpi pi o men1 diverse, ma da ci non si deve arguire che dagli incroci sortano scmpn effetti benefici. Qui sta l'errore che molti commettono; in realt molt1 sono le fusioni di razza che avvengono nell'immenso crogiolo deH'umant ma solo poche tra esse ri.usdrono e ries>cono a costituire il punto cli par tenza per l'evoluzione di nuove razze. Infatti bench lo studio scicntificc degli incroci si sia potuto eseguire solo per determinati gruppi etnici sembra per che siano favorevoli, dal punw di tista biologico, quelli tra bianchi e polinesiani, tra bianchi ed indiani d'America, tTa bianchi ed ottcntotli. nettamente sfatorer:oli quelli tra bianchi e negri in generale, e tra bianchi e malesi. Ma conviene a questo punto chiarire e definire il concetto del l'incrocio, di cui tanto si parla e si parlato, ma di cui non si sono mai chia riti i termini. JP'JJZJlNJE Colonizzazione Inglese Stati Uniti Canad Antille . Honduras Britannico Guyana Inglese Colonizzazione Francese Guyana Francese 'l Martinlca. . . Guadalupe . . "1r1rUALJE IDI POPOLAZIONE ATTUALE 122.698.191 10.100.000 9.150.000 53.860 318.000 U.202 231&.000 267 .. 07 METICCI 302.300 108.102 1.000 5,170 7,300 2.3861 115.000 160 .300 P El Colonizzazione Portoghese . l 37.050.000 l 8 ,054:.000 l

PAGE 17

La scienza biologica moderna, dopo le ricerche di Mendel sulla ; i o n e dei caratteri ereditari, chiama ibridi mendeliani i prodotti dell'incrocio d 'individui della stessa specie e razza, che differiscono per un solo carat t c r P per cui tutte le feconol o una entit fondata, dalla mente umana, sull' apprezzamento delle dif. fmnze c he divid()no i gruppi di indwidui sottoposti alla osservazione, tolse ogni all'ibridismo per il riconoscimento della specie, tanto pi c h r l aluni fatti, supe' rficialmente osservati, sembravano conilire quale fosse il rapporto tra fisiologia e morfologia delle cellule ger i n a li degli ibridi. L f e condit completa si visto che coinoide con l'affinit gametica, o" i ' l'attitudine delle cellule germinali a sviluppare normalmente tutte le p arti di un organismo; la sterilit coincide con la amissia, che pu definirsi 'alt r;huto opposto alla affinit gametica. L i -te una amissia psichica, dovuta alla ripugnanza invincibile che una 'Pt r > ha l'altra, vi una amissia etica, derivante da costumi diversi forlllalmente, vi in natura una amissia meccanica, dovuta alla impossi hilit ; t rli penetrazione dei gel'IDi in uova provvedute di membrana troppo re ;i>ll'n l e o rivestite di guscio munito di apertura (micropilo) di. diametro inferi ore alle dimensioni deHo sperma stesso, fenomeno riscontrato in alcuni ricci :li mare. L d finit gametica assoluta concomitante alla maturrazione citologica delle cellule germinll'li; la sterilit totale o parziale degli ibridi ora c-aminata, in relazione con l'arresto pi o meno precoce el processo l 18 1r n tE cc n A 1r m NJEJL ( t oloni zzazione Spagnuola it s3lco l)nduras . ila tema la Jcaragua blam lllle zuela uador ru .. haguay. r guay r g e ntlna 16.500 .000 859.761 U..37.611 2.165.000 638.119 7.851.000 3.216 .000 2.000.000 6.1U.OOO 3.500.000 1.000 .000 2 050.000 12.500.000 9 .0la0.000 591.832 1.006.327 319.000 836.000 600.000 3.711.000 2 213 .600 1.120.000 600.000 18.500 270.500 (do 5 5 55, -70.-30, -50,-53 -52, -27,-30,-60.-51 -32,-60.-0.80-2,10 .. .l -:. . Bastardi ii Reoboth

PAGE 18

Bastardo dall'Africa del Nord-Ovest 18 .di maturazione, che si verifica a mano a mano che i plasmi specifici diveu tano pi differenti ed incompatibili. Sotto questo aspetto il Poli ha distinto gli ibridi in toconoti e steronoti; i primi operano la completa matura. ziorie delle cellule sessuali, cio producono nell'uno e nell'altro sesso ri prodotto, rispettivamente spermatozoi 'ed uova mature, fenomeno che non presentano i secondi. Generalmente si distinguono due categorie di inoroci: gli ibridi prodotti da specie .diverse, che sono sempre sterili, ed i 'TTJ-eticdi prodotti da due razze o variet diverse, che sono in genere sempre fecondi. I nomi volgari che, furono creati, specialmente nell'America Latina, per indicare gli ibridi fjra le va avviene di solito) sono in maggioranza dOIIIlinanti u;e'as a eo 0 i caratteri sfavorevoli, sfavorevole anche jiJ prodotto dell'incrocio, che resu'lta depauperato, dotato spesso di scarsa vit&lit, seppure la provvida ' natura non renda sterili tali unioni, vendicandosi di coloro che vogliono ' violentare le sue leggi. Concordi nell'ammettere minorate qualit fisiche nei bastardi, per alterato equilibrio endocrino, sono quasi tutta la maggioranza dei studiosi, il Da vemport, il Lundborg, il Myoln, il Tillighart. L'Arassaz, che ha particolar mente studiati i meticci brasiliani li ritiene gente senza energia fisica mora:le. La disarmonia fisica infatti si ripercuote in essi anche nel campo spiri tuale, poich la Scienza va sempre pi rivelando quali intime e profonde siano la relazioni tra il materiale e lo spirituaJe nel corpo umano. E questo tanto pi vale per i metiicci italo-abiSsini, che sembrano in parth::olar modo essere inferiori alle due razze progenitrici sia spiritualmente che biologi camente. In tali termini infatti si. esprimeva Mo:ns. CamHlo Carrara, gi Vescovo apostolico .dell'Eritrea, personalit che contava parecchi anni di vita coloniale passati a ;diretto contatto con questi infelici il meticcio in generale un essere debole, malaticcio, spesso rachitico con sviluppo intel lettun.le non eccessivo, cui si riunisce un precoce istinto di sensualit. *** difesa della ricordando che

PAGE 19

private. Questi lavoratori, nel periodo che va dal 1935 al priino semestre del 1937, provenivano dalle varie regioni d'Italia second queste cifre: Veneto Emilia Sicilia "Lombardia Campania Puglie Toscana Calabria Lazio Piemonte Abruzzi Molise Venezia Giulia Marche Liguria Sardegna Venezia Tridentina Lucania Umbria -. 39.422 29.806 24.013 19.522 12.183 10.186 8.404 8.260 7.245 5.525 4.423 4.184 4.136 < C 3.746 1.478 1.395 1.330 828 Prima della partenza per l'Africa orientale venivano praticate ad ognuno le vaccinaiioni destinate a conferire all'organismo una maggiore resistenza contro il pericolo di talune malattie infettive come il vaiolo, il tifo, il pciratifo ed il colera . n movimento dei lavoratori stato veramente imponente. Le cifre delle statistiche di morbosit e di mortalit sono state infatti cal-colate sui totali seguenti: 1935-XID: 61.807 lavoratori presenti 1936-XIV: 155.423 lavoratori presenti 1937-XV: 138.153 lavoratori presenti 1938-XVI (primo semestre): 58.343 Esaminando i dettagli pi importanti delle statistiche si trova riportata una mortalit per malaria che. si aggira intorno al 0,5 per mille Cifra di scarso rilievo, come pu constatarsi confrontandola. con quelle della Madrepatria. Naturalmente, come bene osserva 19

PAGE 20

il Casu, il confronto non pu stabilirsi con quelle fornite dall'Italia di oggi che attraverso l'imponente opera' delle bonifiche e l'azione continua e persistente della Direzione di Sanit Pubblica e dei Consorzi Antimalarici ha ridotto a cifre trascurabili la mortalit per questa malattia. 'se si prendono per i dati del Regno per gli anni 1887-89 si hanno 0,59 morti di malaria per mille abitanti, cifra che nel periodo 1889-901, quando venne diffusa la terapia chininica, discese a_ 0,41 per mille. In Africa si sono avute invece le seguenti cifre di mortalit per malaria: 1935-XID: 0.35 per mille 1936-XIV: 0,47 per mille 1937-XV: 0.75 per .mille 1938-XVI (primo semestre): 0,58 per mille In un complesso di 260.000 che hanno lavorato nei territori dell'Impero dl 1935 al primo semestre del 1938 si avuto : un totale di 230 operai deceduti per malaria. . Ben pi alta fu la mortalit che si verific nel 1916 fra i 123.394 sol; dati inglesi in Macedonia, quando decedettero per malaria 287 individui. Nel corpo di spedizione di 58.000 uomini inviati in Africa orientale morirono di malaria 263 individui nel breve spazio tra i Preparazione del terreno' per la semina. --somalia mesi di giugno e dicembre del 1916. Nel 1917 nello stesso tetritorio su 50.702 presenti si verific il decesso di 499 soldati, sempre per febbri malariche. La dissenteria che ha sempre rappresentato in Colonia una affe zione preoccupante ha dato nel triennio considerato una mortalit complessiva di 36 individui sui totale dei 260.000 lavoratori. Tifo e paratifo hanno dato 20 morti nel 1935, 42 nel 1936, 26 nel 1937 e 8 nel primo semestre del 1938. Cifre queste che appariranno irrisorie anche al profano il quale sa che si tratta di mCrlattie insorgenti molto spesso in forma epidemica e abbastanza facilmente contagiabili. Nel caso presente bisogna anche considerare la scarsa possibilit di poter prendere subito adeguate misure di profilassi per difendere le oomunit che vivono impegnate in lavori lontani dai centri che. non sempre. possono disporre di un adeguato approvvigionamento idrico. Per l'influenza e le sue complicazioni broncopolmonari si avuto nel periodo 1935-1938 un totale di 278 morti. Il tetano ha dato una mortalit di l nel 1935, 10 nel 1936, 6 nel 1937 l nel priino semestre del 1938. Anche qui le disposizioni che sono state impartite alle varie Ditte hanno permesso 'di far diminuire rapidamente la mor.talit, in conseguenza di una tempestiva applicazione dei sussidi terapeutici di cui oggi la Scienza dispone. I casi di mortalit per vaiuolo si limitano a 3 per tutto il periodo considerato. Merito qui della rivaccinazione che tanto 'pi alto quando si pensi che il vaiuolo una delle malattie pi diffuse nell'Africa. Un altro esempio di quanto possano valere le provvidenze proli. lattiche nei paesi africani viene in luce considerando la { per colpo di calore. Nel 1935 si_ ebbe un totale di 104 morti. ira tutti gli operai. Bast insistere sulla necessit e sull'obbligo di.portare in testa il casco coloniale perch questa mortalit discendesse a 48 nel 1936, a 25 nel 1937. Nel primo semestre del 1938, U 'tanto deprecato colpo di calore, elemento-di effetto nella letteratura gialla coloniale, terrore delle anime timorate, si verificato soltanto in un caso. Si tenga presente che questa evenienza si verifica durante gli sforzi fisici e se ne traggano le conseguenze per le doti veramente eccezionali che dimostra l'organismo degli italiani in Africa. Un'altra leggenda che va a relegarsi tra le fantasie dei 'libri di avventure l'insidia de serpenti e degli animali velenosi. Infatti in tutto il periodo considerato morto per morso di serpente soltanto un operaio al quale, per particolari condizioni, non poterono essere portati tempestivamente i sussidi terapetici. In questi ultimi tempi si era notato qualche caso di dermotifo, con accenno a diffusione. Il Governo, sempre tempestivamente provvido per la salute dei lavoratori, ha per provveduto ad inviare sul posto il prof. W e il, attualmente il pi grande specialista del mondo in materia, per organizzarvi la profilassi mediante il suo sistema di vaccinazione che in grado di assicurare la pi complet immunizzazione contro questa malattia. Concludendo su questa rassegna, dopo aver constatato che alla luce della statistica i lavoratori italiani,. in linea generale, dnno in Africa orientale una mortalit pari a quella del Regno, pu ben c;lirsi non solo che le qualit biologiche della nostra razza sono veramente al di sopra di quelle di ogni altra, .ma ancora che' l'Impero ha avuto dal Regime un'impostazione organizzativa. perfetta sotto ogni riguardo. . L'Africa orientale-questa un'Oltra prova-':un buon terreno. perfettamente idoneo all'attivit' del lavoratore italiano. Una sempre pi larga penetrazione demografica non mancher quindi di farne un sicuro elemento di ricchezza per l'Impero Fascista. L. B.

PAGE 21

EFFETTI DELLA DOMINAZIONE INGLESE IN EGITTO L'ARABO OPPRESSO: Ascolta, )ohn Bull. manda ci un'altra Commissione Reale per scoprire in che cosa consiste esattamente il disordine!" 1'11 luglio del 1882 la flotta inglese bombard Alessandria d'Eg-itto; l'Il settembre dello stesso anno le truppe inglesi entrarono al Cairo. Qualche significativo indice sui progressi apportati nella vita egiziana dagl'inglesi pu essere rintracciato nel libro "L'Egypte !ndipendant ", della collezione di studi sull'Islam, dove s.i legge che su una popo lozione di 14.800.000 anime. quanta e!a la ;'opolazione dell'Egitto nel 1927, soltanto !.385 000 sanno leggere e scrivere, il che v uoi dire che dopo oltre 45 anni di gestione britannica il 90 per cento della popolazione egiziana restava ancora analfabeta. Ma qui si vuo!e richiamare l'attenzione s u un curioso studio comparso nella Rivista Internazionale di Statistica "Metron ", vo-. lume VI. n. 3 4 del 1926. In esso Ren Mau nier, prole3Sore nella facolt di Diritto dell'Universit di Parigi, esamina il fenomeno del suicidio in.Egitto a partire dal 1887 fino a l 1918. L'autore dice di non essere sufficienti !. dati i.n possesso per spiegare le cause del fenomeno. ma fissa il dato fondamentale che il suicidio era, si pu dire completamente, sconosciuto prima del 1887. Fino alla fine del XIX secolo, il suicidio. severamente proibito e riprovato dal Co rano, si mantenne estremamente ra!o in The Free Press ") f887-f890 STATISTICHE DEl SUICIDI IN EGITTO 17 . L
PAGE 22

' JE notorio che la malaria la malattia pi estesa sulla superficie della Lerra. Risulta infatti da statistiche ufficiali che, ogni anno, da cinquecento a seicento milioni di individui sono aifetti da questo morbo, e forse le cifre che si riferiscono all'Aforica e aH' Asia, ove l'indagine e il controllo risultano ben pi difficili, sono aniCora al disotto della realt. L'importimza sociale della malaria dunque fuor di dubbio, e la prova pi evidente risulta dal fatto che nei paesi civili la .Jotta contro il paludismo stata assunta da tempo dalle .amministrazioni pubbliche che sole potevano assicurare i mezzi e la continuit di lavoro necessari per iniziare e portare a termine quel compless di provvedimenti che va dalla bonifica idraulica alla bonifica integrale. L'importanza del1e bonifiche per la lotta contro il paludismo sempre stata riconosciuta, anche nei tempi in cui non era nota l'etiologia della ma !aria (la scoperta del parassita malarico de 1889, e ancora pi recenti sono gli studi che hanno tdimosbrato essere l'. anofele il vettore del parassita) e noi troviamo i primi accenni ad opere di bonifica vere e proprie nel De re rustica di Catone il Censore in cui, dopo aver parlato di paludismo e insalubrit, raccomanda .di far def:luilre le acque super.ficiali e prosciugine gli stagni. Scipione Emiliano lasci legato il suo nome all'opera di bonifica d"elle Paludi Pontine per aver disseccato con macchine idrovore, le claustra ro roana, e portato cos a termine l'opera di prosciugamento iniziata da Cor nelio Cetego nel 160 a. C. Le bonifiche pr06Ciugamento hanno quindi anti ma soltanto con lo studio della biologia degli anofeli che si potuti al <;Oti-cetto della bnifica i iD.tgrale :. elie ha, come fiQe non soltanto > il proscirigamntC> dell . .t: e s9prat:tUttoJa razionale . -. . go1a dei terreni.. . . . > .. : : concetto dJJ.ll : :Legge : 30 .DiceDtbre 1923 : .e reso m con la Iegge:_s:ui. ineiltl per la bonif.ica mtegrale, ha teso -pilssibile la dell'Agro PontiJ:to che si .Che a:VVano <;:onS.oli e : Pontefici.; : .. . .. :. .. Ma nei climi sbttopoali; > e s<)pratut!o lij)preali; : carattenzzati : da periodi .di" siccit, le :oper di bonifica prosci1lgando i ; i danni. della siccit <:ori l'c>staeolare e che es,seniiBlle per. la mlaria; dimostrato anche in Itaiia dall bonifkhe .di OStia, F1ulnicino e Ma;)ca> : .' reS, loaJiti ch, 'IIDll.non coltivtite sero intensamente malariuh"e sino a pocJJ,i anni fa. Si era nell889,. ossia:. ancora molti anni prima della scoperta che la .ttasm'issione cmalara .avrien per.mt:zZo degli .. '.' . : .:. .: .: > < : .. : Gli errori del pl!ssato; 4,ovuti allabuna fede e aUa.mananza di: eogni<:;' zioni, sono frutto di. ammaestramento e forti del .:P!IS. . 8ato; siamo in grado di. non ripeterli in terra d,'EtiQpia... . ; .: .: : .. LQ. colonizzlzioiie italiaqa : dell'lmpero appena.,all'iiliZio e .. . studio; siamo in tempo qliindi .per impedi.ie l'eventuale e pII!sihile : di impiantre azieiide a gricole in looalit. :malariche, : ... . .; . '-.. . . .... . . .. . . . 'Che a'frica della ziati, ma tralasciDa.la genesidi indubbio; che-ilclim&, il regime delle e. la OSiituiione geologica, dertei:reno di .. molte zone dell'Impero favoriscano -copsiderevolmente: lo sviluwo degli : anofeli, ere.ando. eosLle condiZiOni. a!da:tte per fencJ.emi malarica. . . l'impero pe.r nstr!l : f ()rtuna, esiensioiu; e di . Che si p:u asserire; tema ieli SDJeiltite, che zone n:c:m l!llllarl.che .datte . alla colonizzazione : ljianca sono ben longi dal far dfettp e pQttanno assor-. bire una quariti.lJ\ . di. f!l:llliglie :priina che_-.ei presenti il probl._ di dover e.ompjete. opere bonifica in '' :: Per qU!'St<> no Studio profon.do e aocurato delle ni etiopiche dal punt9 epiderili.:>logko, climatico e: Pra'r8ssitologico: E' sopratutto sulla : bitJlo'giadegli anofeli che dovranno. inpirizzate le riceroheperCh not6 : gli"anofeJ.i .. fezlooe m&lari-. .. 22

PAGE 23

Jta per la visita sanitaria (ad Aucle, in Somalia). ProfilaiiSi antipestosa. Indigene in attesa della visita (a Barire, in Somalia) Le specie di anofeli etiopici erano infatti pochissimo o niente conosciut prima della conquista; in tre anni anche in questo campo molto si fatto, ma sarebbe assurdo pensare che una regione vastissima come l'Etiopia possa essere stata studiata, notornizzata e divisa in settori in un tempo cosi breve. La carta deH'anofelismo etiopico quindi non esiste aneora per la totalit del territorio, ma gi possediamo dati. precisi per molte regioni e criteri generali -che costituiscono una guida e urta base sicure. . . Il pToblema, se. h,a una notevole importanza scientifica, ne ha una pratica di natura vitale. La malaria malattia che mina l'integrit e la sanit della razza come forse poche a I.tre foliDle morbose. L'effetto che ha il paluismo sulla gravidanza ad esempio gravissimo, e molto spesso tale da provocare -l'intel'lUzione della gestazione . Laffont e Jahier da ricerche compiute in Funcia attribuiscono alla malaria 1'8% di aborti e il 29% di parti prematuri. Nel 1930 davano per l'Al geria le seguenti cifre: 14,2% -di aborti e 19% di parti prematuri. Si accertava cos quella tendenza della malaria che faceva dire a Pasquali nel 1884: la 'malaria sta al parto prematuro come la sifilide all'aborto:.. I Ca.si di malaria che hanno permesso alle malate di portare a termine la gravidanza, secondo le statistiche degli autori citati, darebbero la percentuale 1 del 37,1. Ma in questi casi notevole il fatto che il peso dei feti portali a t6I'IIline quasi sempre mferiore alla norma di un quinto circa. Oltre all'influire in modo cos dannoso sulLa gravidanza la maimia pu an-che trasmettersi dalla madre al feto, ed assumere pertanto nel neonato una forma congenita. Senza voler addentrarsi neH'elencazione dei casi particolari riassumeremo i risultati degli studi compiuti da Loffont e Fulconis. Per questi autori la trasmissione del parassita malarico dalla madre al feto esiste nel 4 % dei casi. Opinione confe:rmata dalla presenza del parassita nella madre, nel sangue della placenta, del cordone om belicale e nel neonato, senza per .che il passaggio sia costante ogni volta che la madre malarica. Se la malaria co ngenita ancora messa in dubbio da alcuni. tanto che si rendono ne ce."sa ri studi e confenne, non per in alcun modo discll5sa l'influenza g ravissima che l'infezio ne malarica ha sulla gravidanza. Il Re g ime Fascista, cos giustamente geloso della sanit
PAGE 24

Donna del Galla-Sidama Sotto il nome generico di Etiopi vennero pe r lungo tempo indicate popolazioni di tuUa l'immensa regione dell'Africa Orientale, c)le anche se di stirpi diverse, man mano si fonna rono c presero una fisionomia propria, in seguito a successive unioni con genti che, per civilt superiori, si imposero creando nuovi' aggregati. Poco o nulla si conosc di queste primitive popohzioni, delle quali gli scrittori greci e 'latini appresero e tramanda.rono solo i nomi generici, .indicanti pi che. altro il modo di vivere, o quello molto mutevole delle singole trib, oggi in parte scomparse, raggruppate o distrutte dal dilagare di altri popoli pi progrediti e pi forti. L'dlenco di tali denominazioni, potrebbe essere riferito a lungo senza che alcun costrutto di distri'buzione geografica di razze ne venisse fuori. ll Conti Rossini avanza l'ipotesi, basata su alcuni a"OCenni riscontrati in testi e monumenti egiziani della V Dinastia (anni 2750-2625 A. C. secondo lo Steindhorff) che esistesse in origine Una Tada popolazione di pigntei, che sarebbe stata sparsa non solo nell'ampia distesa di terre dell'Africa Orientale, ma anche in .Asia ed in Europa, e che sarebbe stata in seguito travolta e distrutta da altre razze fisicamente supe riori. DaHa alta valle del Nilo, per .naturale espansione o per pressione di razze mediterranee del Nord, dovette pure infil trarsi in queste regioni il tipo niloticp, che dette forse luogo a primitive fusioni con i pigme.i, creando una Tazza mista: della quale forse gli ultimi resti pi puri sono rimasti oggi i Cun ma ed i Bria. Questa parte dell'Africa, sembra fosse vagamente conosciuta dagli antichi Egiziani, che distinguevano le regioni pi interne, ossia quelle a sud dei loro paese, cht= potevano raggiungere risalendo la valle del Nilo i suoi amuenti, che essi indicavano carne Terra di Nehse o Nehese od: anche TeNa di Cusc da quelle cui si poteva accedere dal Mar Rosso, .e che erano indi cate con il nome di Terra di Punt o T o Neter cio Terra Divina. Numerose migrazioni in queste regioni vennero dunque come abbiamo detto dalla alta val.le del Nil, ed i sopravvenuti unen dosi alle popolazioni primitive avrebbero dato origine al tipo etiopico, che con ii tempo spingendosi verso il Sud, venne a differenziarsi in quattro grandi rami: I. --:-Cusoitli settentr.iorwli -dai quali sarebbero derivati i Bgia e le loro diramazioni. II. -Cusciti propriamenJ.e detiJi-rappresentati dagli Agau, che dalla loro sede originaria del Last e dello Uagh, si sareb bero diffusi fi.no al Gggiam, al Beghemeder, a] Quar nel Tigrai . l c . ;. DELLI .. D E l Tipo di guerriero Maacmql? (Galla.Sidama).

PAGE 25

' D portafucile del Residente di Bonqa (Galla-Sidama) .. Tipi di guerrieri Maacmgo (Gella-Sidairii. III. -C usciti meridiOnali rappresentati dai tte rami di., Somali, Galla, Daneali od Abar. iv. Cusciti rappreseillat(dai SidaTTUJ. -. __ Ol.flre che da _Nord vi debbono essere state molteplici immigrazioni sulle coste Eritree dall'Arabia, attravenio lo stretto eli ... Bab-el-Mandeb, che ancora prima che l'arte_ di naVigate conosciuta; poteva senza rischio eccessivo essere attraversato da-'? robusti nuotatori, che afforontavano il mare con l'ausilio di otri. .di pelie gonfiati assicurati alla vita. '' TuttOTa vive in Abissinia una leggenda secondo la quale enti. camente il paese f u governato per quattrocento anni da Am (in abissino c serpente :t), mostr eoorme 81 qulde le poj,ola. zioni OOveV8'DO ogni giarno fornire in offerta, vergini, cibi. bestiame. Se pur vero che ogni leggenda nasconda un fondo di verit, verisimile ammettere la leggenda di Arn sia Sorta dal pauroso ricordo di una dominaziori,e straniera esosa, che doveva_. sottoporre a duri tributi queste popolazioni. .. Quest_a sudditanza verso il Regno di Saba da parte delle po"-"' polazioni indigene oontinu fino a che questi immigrati cre sciuti .d 'llUJDerO, si rafforZarono con fusiom con i nativi; m questa nuova formazione sociale, sembra abbiano avuto .parte. preponderante g1li Habascit, origilari del SalUtrtn, dello Jemen --:, o del vicino distretto di Lohyah, dai quali il Pollera ritiene sia derivato il nOOJe di Abissinia. Maooa qualsiasi dato sicuro per stabilire qua!ndo ahbia avuto inizio, e fOSS la sede di questo regno; antichissime rovine in Nezbir, in Jeh, fanno : risalire tali date -al VI secolo Il C., e ci fanno sapere che in _: Enzat ed infine in A.ksm tale dinastia awebb; raggiunto i l culmine della sua potenza. : . < J>er la fertilit che presentano le terre dell'altipiano, gli immigrati trapiantarono su di esse l'agricoltura che : 'gi avevaiio :: praticato in Alfabia, e date le favorevoli condizioni si .moltipli-.. carono facilmente .in villaggi e citt herre oo-ganizurte alla difes!L Le popolazioni al coul!rario che si diffusero nella zona costiera : nel bassopiano nord occidentale, date le condizioni ambientali furono attx:atte a la pastorizia ed. a condurre vita riO::: inade, j>er la necessit di assicurare al bestiame acqua : da verata e paSCO'li al periodico variare delle stagioni piovose . Essi perci furono impossibilitati, come tuttora, a vivere gruppati se non per un brevissimo periodo dell'anno, quarido, cadute le pioggie, la terra si Ticopre di tma ricca vegetaziOne ed assicura sufficiente pasccdo a molte mandrie in una stessa zona; dopo di che essi debbono e frazion&rSi -pet . trovare sostentamento per il bestiame. . . .i'

PAGE 26

Gli Abissini inoltre nella loro t'l"adizione ammettono che una loro regina, Machedd od la biblica Regina di Saba, si sarebbe recata in Gerusalemme per visitarvi il Re Salomone, ritornand one i ncinta di colui che avrebbe dovuto essere il capo stipite della dinastia etiopica, Menelik I i! quale raggiunta la pu.bert si sarebbe recato a Gerusalemme per onorare i padre e che di ritorno, avrebbe pOitato con s una folta schiera di artigiani, e di armati, tratti dalle .Jodici trib di Israele; Mene lik provvide ad assegnare loro il comando di regioni e paesi e questi si moltiplicarono creando nuove famiglie e nuove stirpi. Questa la tradizione e la leggenda che riguarda le genti di Abissi!lia; Greci e Romani, come prima gli stessi Egiziani non dunque mai una precisa nozione delle caratteristiche antrop ologiche della razz,a etiopica, neanche quando schiavi africani a far parte del patrimonio domestico dei pi ricchi cittadini dell'Impero. Fu per primo Huxley e poi Deniker e Verneau che, verso la fine del secolo scorso al tipo razziale rappresentato dalle popo lazioni scure noni-orientale diedero nella letteratura antropologica la designazione di etiopico, tipo che il Mun zinger con pittoresca concisione definiva per colore, africano pt>r fisionomia caucasico. E' interessante rileva e come la scienza antropologica abbia tentato in questi ultimi tempi di ricercare l'origine razziale del le popolazioni dell'Africa Orientale con l 'est ensione della ri cerca dei gruppi sanguigni alle genti del nuovo impero colonia:e italiano. Gi nel 1926 il Winkel ( Ztschr. fiir Rassenphysiologie), ren t!eva noti i risultati di una serie 'Cii ricerche sui grurpi sangui gni da lui svolte in Etiopia Jiiuitandosi a riferire pochi dati, alcuna precisazione circa la provenienza esatta dei soggetti in esame (d'altra parte scarsi numericamente ammon tando a 400); e cio di aver ritrovato in essi il 42;75% di gruppo O, il 26, di gruppo A il 25,25% di gruppo B ed il 5,51Jn di gruppo AB. Tedeschi e Lorenzini (Giorn. it. di malattie esotiche. Rinnov. med. 1929-19301 in una prima !'erie di ricerche su 221 dui, ascari di provenienza est-africana originari dallo Jetnen Somalia, Tigrai. Amara, Galla e negri del Sudan e del Fezzan, constat un'alta percentuale di gruppo A negli Amara, minima nei negri (0.61 ed intermedia nelle altre popolazioni. Ricerche successive furono condotte dal Tedesc hi in collabo razione con il Lorenzini per riprovare eventualmente ]'ata per centuale del gruppo A. e per indagare a quale elemento etnico da attri buirsi tale notevole apporto di sangue A. Qu c;ti autori scrive il Chiodi. si ripromettevano altres di indagare se per mezzo dei gruppi sanguigni si potesse, In 1 m territorio caratterizzato da miscugli razziali come l'Etiopia, pervenire ad una distinzione di zone di infiltra zione etnica orientale ed occidentale, secondo i concetti di Hirsfeld Viola gi ammessi dal punto di vi s ta antropologico dal PHccioni Su 1::39 ascari eli prov e nienza varia (Eritrea. Amara, Tigrai, A Goggiant, Somalia! questi Autori ottennero un rapporto di B rli l ,38 co n O uguale al 44, 60o/c. Di questi gli Eritrei (53 com ple ssiv amente) presentarono tale r-apporto uguale ad 1.14 con gruppo O 47,01%, gli altri (86 in tutto provenienti da terri tori allora non in nostro dominio presentarono da parte loro il :-;ucldetto rapporto uguale ad 1 ,4 7 con O uguale a 43,02 G:i Amara (29 soggetti) avevano un rapporto tra A e B di L : lo. c on O uguale a 42,06, mentre i Goggiamesi (32 individui) 2, l o e un gruppo O di 43 75 per cui la differenz : a tra i due gruppi. come si \ede ohremodo notevole. Allo scopo poi di oltre che in base alla provenienza anche con ri-26 guardo alla religione, esaminarono separatamente diversi grup-pi di ascari. I -Un gruppo di ascari di origine CO'pta di oltre suddivisi come segue: Goggiam 35 Tigrai 15 Feggi 15 Addis Abeba 15 Sci lO Hast lO A In questo :primo gruppo essi ottennero un rapporto di di B 1 32, con un gruppo O uguale al 45%. Ii -Un secondo,gruppo di 50 ascari mussulmani, somali, A nei quali osservarono un rapporto -uguale a 1,29, con gruppo B O uguale al 7%. III -Un gruppo di 100 copti i dati dei quaii furono A di 1 ,56 per e 60% per l gruppo O. B IV --Un gruppo infine di 100 musulmani eritrei che pre A sentavano 1,56 per -e 60% per il gruppo O. B Pistoni inoltre nel Giornale Italiano di Clinica Tropicale (Maggio 1938) riferisce che su mille osservazioni compiute sui gruppi sanguigni delle popolazioni abissine dell'altipiano Eri treo parlanti il Tigrign, si ottennero i segm;nti risultati ; riferiti al per cento: o 53 A 22 B 17 AB 8 Analizzando questi dati l'Autore parlato ad ammettere ck in tali popolazioni la prevalenza del gruppo O, espressione di rarit di incroci in quanto che data la posizione montana deil a regione le invasioni sembra che abbiano poco influenzato tale razza. II gruppo A prevale wl gruppo B, questo ha analogia co1: quanto si verifica in Europa, il sangue di gruppo A non pu i dunque derivare altro che dal Nord o da Oriente, poich cn l tuali invasioni da Occidente e da Sud aVTebbero pO'rtato ti': contributo di sangue negro, che ha invece la percentuale del gruppo B quasi doppia di quello di gruppo A. Scarsa la percentuale di sangue di gruppo AB il che re h be a confermare la scarsit degli ibril]i, per cui si portai i ari ammettere che la razza Etiope ed in particolare J'Abissi11:' dell'ahi-pi a no Eritreo si possa ser logicamente ravvicinare alL: specie Homo Eurafricus; e pi alla variet mediterranea cl: alla africana, 'ipotesi che gi il Sergi aveva avanzata e so,tt n uta la quale verrebbe in tal modo ad eSse re convalida t Bench la scarsa conoscenza che abbiamo delle storiche delle regioni di provenienza degli individui in esan h non ci permetta trar re con sicurezza utili conci usioni nei rigua r eli. dei rapporti tra esse e le caratteris tiche razziali di ad ogni modo, sono lieto concludere con il Chiodi rHevand come tali ricerche anche !:'e pl"r pi punti forzatamente difetto ed incomplete sono incoraggianti ed interessanti5siine per i l o:" risultati. Un lavoro di revisiOne, di ricerca antropologica compiul" sistematicamente nelle terre dell 'Impero, si impol!e ed quindi da auspicarsi che i niziative in tal senso vengano per la ricerca dei gruppi sanguigni di tali popolazioni, paralk lamente alle altre indagini di antropologia fisica e di scien z ; t della razza. G. I..

PAGE 27

)a una commedia di Lenormand A l'ombre du mah)-riprendiamo la seguente .:c0na, in cui coloniale francese vividamente e -poich l'autore stesso francese -fedelmente ritratto. LE CORMIER (entrando) -Signore? .rlOUGE -Ordinate ad un soldato di prendere la sferza e di condurre il prigio niero, LE CORMlER (sdegnato) Ma voi sta-i e per .. ROUGE Certo. io sto per far punire quell'uomo, LE CORMIER --Signor Roug, non spetta me discutere le vostre azioni. --E' q uel che penso anch'io, GIUSTIZIA FBA_N(JESE LE CORMIER ---Tuttavia, siccome sono sicuro dell'innocenza di Maelik... (Roug sghignazza)... e siccome impossibile che voi non ne siate sicuro al pari di me, pro testo .. (guardando Prfaflles) ... dinnanzi a un testimonio. contro quello che sta per avvenire quil ROU:GE -Protestate, amico mio, ma trasmettete i miei ordini. L& CORMIER -Fatemi licenziare, se lo osate: non trasmetter ordini similil (Esce a sinistra). ROUGE (chiamando verso fuori) Moussal (A Prfailles): Avrete visto il durante la sua crisi, IL SOLDATO (comparendo in fondo e salutando) -Comandante? ROUGE Il tuo prigioniero, qui, subito. E non dimenticare la sferza. O (scoppiando in un'aperta risata) . (Esce). ROUGE la g'il che ci mandano. adesso, Dei frati predicatori col mantello bianco, dei Don Chisciotte con il casco PREFAILLES Allora, a stasera. Vado a riposanni fino all'ora di pranzo. (Esce e scompare lungo il sentiero). [Maelik 'viene trascinato da destra, ammanettato, soldato che porta una sferza]. ROUGE Avvicinati, MAELIK (calmissimo) Capo.,, Tu hai ricevuto il mio giuramento .. Tu conosci la mia innocenza ... E' venuto il giorno di cui mi parlavi? ROUGE -Quale giorno? MAELIK Si, lo sguardo dei bianchi mutato... E' spietato verso gli innocenti ... Io non comprendo questa nuova giustizia. ROUGE Tu non sei qui per discutere, n per comprendere. (Al soldato): Moussa: se tu non mi fai gridare quel cialtrone come un porco che si sgozza. guai a tel IL SOLDATO --Non ho paura, comandante, MAELIK -Capo, tu non sentirai da me n pianti n gemiti: io non sono come i negri, che si eccitano e cantano sotto la frusta. Ma voglio sapere la ragione del mio supplizio. Parla. Levagli il cmice

PAGE 28

. Balam BarasAhmed. Capo clegli Arussi di colonizz azione presso i democratici paesi; non concetto di colonizzazione fasCista .di masse, collettiva, avente a base e pemio la fami glia, ma concetto di colonizzazione il pi delle volte di accaparramento e di sfrut tamento, .di pochi avventurieri o di un esiguo numero di .tenaci lavoratori, ha portato questi paesi a disinteressarsi del rroblema capitale del meticciato. Quanto all'Italia il problema dei ineticci esistenti non si presenta come eccessiva mente grave, dato il non grande numero di essi, e in tal maniera, se pure questo problema potr interessare per :altri diver si aspetti politici, sociali, ed nche legi. slativi (es. cittadinanza, diritti pubblici), agli effetti del diritto penale, questo pro blema non presenta ovviamente alcun ca rattere di possibile retroattivit. Un primo accenno di legislazione sui meticci lo troviamo nel R. Decreto 27/6/ 1909. Tale decreto tuttavia, non and n:iai in vigore, come pure non and in vigore quel codice eritreo che considerava sudditi italiani i figli di ignoti nati in colonia, an che quando i caratteri soinatici potessero far presumere l'esclusione di uno dei ge nitori di razza italiana, e che ammetteva la possibilit per il meticcio del consegui mento della cittadinanza italiana, in base' all'artiolo 7 del Codi-ce Civile italiano. La creaz1one dell'Impero, dava pi va ste proporzioni' al problema e in vista del l'enorme afflusso di elementi metropolitani in colonia, fu creata la legge organica dell'Impero A.O.I. La legge organi-ca, eliminava un peri colo e che cio meticci figli di suddita e di padre bianco giuridicamente ignoto fos sero riconosciuti cittadini affermando il principio che essi dovevano restare suddi ti, -ma non eliminava il pericolo del rico nos'cimeilto del meticcio, (art. 29) della le gittimazione, e tanto meno il peri-colo del meticciato. Per quello che riguarda il passato, mol ti meticci erano rmai cittadini, perch B"uridicamente ri<;onosciuti e legittimati, 98. Al lavoro in un cantiere di Harar ma era all'avvenire che bisognava guar dare e con apprensione. Esiste ancora appunto il' pericolo del ri conoscimento (art . 29) e ,della legittima zione. Esiste quest'ultima in quanto, pur non essendo possibile in applicazione del l'articolo 198 del Codice Civile, la legitti mazione per susseguente matrimonio, tuttavia possibile per decreto reale la le. gittimazione di un figlio nato fra bianco e suddita. Il Regio decreto legge 19 aprile 1937-XV, n. 88o, infine, opportuno ma non cisivo, emanato dal Governo Fascista, e che stabilis.ce sanzioni penali da uno a cinque anni di reclusione per il cittadino italiano che tenga relazione d'indole co niugale con persona suddita dell' A.O.I. o siniilari, nato sicuramente in vista di una energica difesa della razza. Ma bene precisare, opportuno ma non decisivo, in quanto i matrimoni misti, sfuggivano ancora in base a questo decre to ad ogni proibizione. Rimane pure esclu so dalla proibizione il caso di matrimonio, in quanto la relazione ministeriale, nella quale si legge essersi voluto colpire con una sanzione penale i rapporti di concu binato che abbiano c quasi l'apparenza di un connubio :t'non permette dare alla for mula relazione d'indole coniugale un si gnificato che andrebbe oltre il pensiero del legislatore. Permanente Senatoriale per la convrsione dd decreti legge). Ci voleva il recente Regio D. Legge 17 novembre I9J8-XVII, n. 1728 per porre la parola fine anche alla possibilit del matrimonio misto. Ma non eravamo ancora alla integrale realizzazione di una totalitaria difesa della unit della o razza sia dal punto di vista sostanziale, sia da:l punto di. vista politico, in quanto questi ultimi due decreti pur vietando il matrimonio e pur stabiiendo sanzioni penali per i bianchi rei di onoo binato, in verit lasciavano sempre libero il campo al sorgere del meticciato, : al meno da contatto momentaneo, e' quel che peggio, al riconoscimento del meticcio . Era stato eliminato un pericolo -con _questi decreti, quello del matrimonio; jl pericolo del meticciato illegale e del riconoscimento non poteva essere eliminat che attraverso una pi ferma politca pro tettiva . Sul terreno legislativo non era vamo quindi ancora alla parola fine. I rapporti occasionali non bastano ad incriminare chi li contrae ... diceva Ja re lazione 'alla legge del 19 aprile 1937; ei ancora evidentemente eravamo fermi su ucsti termini. .qmpletare le disposizioni bisognava, in. a_uanto il non punire la creaiine. del.me ticciato e ai meticci offrire la possibi-

PAGE 29

lit di essere legittimati e di avere la cit tadinanza, significava sempre nonostante il rigore della legge, la creazione del meticcio La risoluzione doveva essere radicale se si voleva che avesse gli effetti desiderati; rigettare invece i meticci senza attenuante di sorta, quali esseri anormali e fuori da qualsiasi giustificazione umana e giuridica, sicuramente, in accordo con le san. zioni penali, avrebbe servito acl eliminarne la creazione. Quanto fosse necessario un simile com Jktamcnto legislativo, ci ammonisce an che una sentenza del 13 gennaio 1938, del Tribunale di Addis Abeba, che in appli cazione del R.D.L. 19 aprile 1937, n. 88o, stabilisce che il delitto di madamato si ha nel concorso di tutti gli elementi, che c aratterizzano la societ coniugale, e cio nell'unione sessuale e costante e nella ,, affectio maritalis 1>. Ci poteva essere niente di pi assurdo? Da i rapporti oc casionati non bastano ad incriminare chi li contrae ... a questa sentenza il passo ,ra logico s, ma pericoloso. Il disegno di legge del 15 marzo 1939-XVII, ora all'esame delle Commissioni le gislative della Camera dei Fasci e delle Corporazioni e del Senato, affronta in tutta la sua complessit e vastit il problema di introdurre nella nostra legislazione pe nale un nuovo istituto e cio il reato del la lesione del prestigio di razza di fronte ai nativi dell'A.O I. in vista di una totale regolameritazione giuridica del problema dei meticci. H disegno di legge, pi che contenere una elencazione di reati specifici commina pi severe sanzioni, quando per l circo stanze particolari in cui i reati vengono ccmmessi sono da considerarsf lesivi del prestigio di razza. E anzitutto stabilisce in via generale l'aumento della pena fino ad un quarto per i fatti gi previsti come reati, quando essi vengano commessi dal cittadino nelle anzidette circostanze. Quanto al problema dei meticci, il pro getto attuale non solo aumenta la pena prevista pr tale reato, quando si tratta di matrimonio, stabilendo che sia punite con la reclusione da uno a sei anni, ma stabilisce le ammende per i ministri de! Culto e per gli ufficiali di Stato civile, che trasgrediseano al divieto di compiere le pubblicazioni, celebrare e trascrivere il matrimonio, e ammette infine apertura di riservata inchiesta per attertare la paternit. dei meticci presumibilmente concepiti dopo l'entrata in vigore del R. D. anzi detto, al fine di poter perseguire penal mente il genitore cittadino. L sanzione penale prevista co.:Oe con seguenza della creazione del metia:io, attraverso la ricerca della paternit, e il nuovo concetto di lesione del prestigio di razza tra cui lecito ricercare ogni con tatto momentaneo con indigeni, eliminano cos i lamentati inconvenienti della crea zione e della possibilit di creazione dei meticci. Le nuove norme particOlar inoltre per regolare la posizione dei meticci allo stu dio ci daranno un completamento giuridi co del problema sotto tutti i punti di vista (tra cui, lecito sperare, quelli della legittimazione, art. 198 del Codice Civi le, e del riconoscimento come BERLINDO GIANNEm I componenti il Tribunale del buon costume di Bocoqgi (Galla-Sidama)

PAGE 30

][ membri della missione, Prof. Lidio Ci iJriani e Sig. Giuseppe Cei, si imbarcarono a :Napoli il 30 dicembre 1938-XVII sul pi roscafo Crispi c sbarcarono a Massaua il i gennaio I939-XVII. Raggiunsero il giorno stcS:.
PAGE 31

L!) INDIA. OPPRESSA Ho studiato il mistero della finanza indiana e sono arrivalo alla conclusione che se continuiamo a sfrut tare il paese con gli stessi sistemi, gli abitanti ricorre :anno presto o tardi al cannibalismo. perch. uvendo altro nutrimento. non potranno far altro : !ivorarsi Ira loro. H W. Scr J V 't:I! itird Stc:ri-: 1 (k:l!'occur K Jz io&!(: ;ng)::c i n La dominazione inglese sull'India costituisce ll sidi Governo pi basso e pi immorale del mondo: lo sfruttamento di 'lna Nazione da parte di un'altra, ( V H. Rutheford Modern ndia -pag_ 77). Cipayes va sempre pi. La linfa vifdtif di questa immensa molti-!udine sj inaridisce tamenle sotto il nostro: dominio. ( H. M. Hyr;dT.a:-. Bar:..: Caricatura francese pubblicata al tempo della guerra anglo boera. in cui si dimostra che tutti i fornitori dell'armata inglese parenti del Primo Ministro Chamberlain. s , l'annessio:Je dei territori confinanti uno degli scopi dell'armata \nana: se il mantenimento del potere in Asia desiderabile. questi s copi ci sono imposti per lini imperialistici, i quali. per lo meno, seno di vantaggio tanto all'Inghilterra quanto all'India medesima. Dopo l'Inghilterra, l'India fornisce il pi numeroso e -paga la maggior parte delle spese della forza militare totale dell'Impero britannico, Il vantaggio di simili armate comune all'Impero, ma il pi chiaro profitto per l'Inghilterra. Perch dunque l'Inghilterra non sopporta una parte di quest'aumento di spese. derivante da un'armata mantenuta nell'interesse dell'Impero? capacity qf India) Le carestie dell'India divengono pi dure c pi frequenti; la mise n a agricola si aggravata; le popolazioni rurali si sono d isperatamente indebitate, il loro scoraggiamento pi profondo ... Il sistemC{ che consiste nell'accrescere sempre pi il valore delle terre non stato modificato. La tassa sul sale. bench leggermente diminuita, spoglia ancora i pi poveri, La fame. e le epidemie che n e ri sultano, si estendono sopra una superficie in continuo aumento. Il ryot .... del Deccan sempre il contadino pi povero dell'unive rso. Nulla mutato nel sistema finanziario, nulla nei metodi economiCi che favoriscono la speculazone e il commercio inglese. a detrimento delle industrie indigene. Quello che era male 25 anni fa, peggio oggi. In ogni caso, la medesima rapina dei viveri si elle!:;;a a:_ profitto di bocche stnmiere, La carestia e la peste sono fatti le statistiche ufficiaH non 'i)Osono-far scomparire.

PAGE 32

STUDIDSJ RAZZA J Tipo di Somalo (Brava) '' \ 4[ hi consulta la letteratura dt Ita gica italiana colpito dal numev ignorati.' .',t ramente note\ole di libri, ;, e In questo prp niamo note riguardanti lo studio razziale deie ? attenzione del contributi italisni allo popolazioni africane. Questi lavor pos \ delle razie ni clhersi campi in cui sono costituire sempre una oggi si distingono 1ze antropologiche, fonte di notizie per chi voglia a-pprofonNel campo della antropometria ricorderemo a dire la sua cultura in materia di proble-.. m d'esempio gli studi di Sergio Sergi, ripresi da Vin mi razziali coloniali. Purtroppo anche in '\: cenzo celebre statua dell'Afro questo campo, non abbastanza cono. 'dite di Cirene. In questi esaminate nusciuto quanto gli studi razziali colQniali merose questioni relati,e a1la proporzione del corpo debbano all'opera del genio italiano. nelle popolazioni dell'Africa S e ttentrionale. RiguardaLibri memorie note, di autori italiani no invece pi propriamente le popolazioni dell'Africa per lo pi pubblicati in forma strettaOrientale le ricerche con(lotte da Nello Puccioni sulla mente scientifica e s u riviste a limitata antropometria dei Somali e quella dei Baria e Cunama diffusione, sfuggono alla gran massa Colui poi che volesse approfondire i complicati pro dei lettori anche studiosi, e servono inblemi del significato polifletico delle differenze stnitvece di base a opere di autori stranieri, turali nell'arto inferiore dei bianchi e dei negri, domeglio lanciate e nelle quali vengono vi-ebbe consultare i la, ori di G. L. Sera. Naturalmente spesso riportati co .f!le i risultati nella antropolostca italiana s ono partico-. : . ... che (Hararino)

PAGE 33

OZIO Ile :TALI ANI I E iiCAN! Guerriero somalo ogiche. Ricorderemo Sergi, sui crani degli che conside rato come il lavoro pi argomento. Per chi volSse approfondire le i relative ai rapporti tra la stirpe mediterrarj 'ea e 1 pretesi negroidi delle grotte liguri, saranno utili sempre le memorie del Giuffrida-Ruggeri, al quale dobbiamo ancora qual che bel contributo alla craniologia degli egiziani antichi. Di maggiore interesSe per chi voglia poi riferirsi a sul vivente, sono quelli condotti sulla parte fac ciale dello scheletro. Ricorderemo quindi le osserva zioni compiute da Giuseppe Sergi sul fenomeno del gnatismo e sul metodo per determinarlo, e le ricerche di Giovanni Marro per lo studio del profilo della faccia e sua applicazione ad una centuria di crani egiziani antichi. per lo studio delle_razze africane della morfologia delle ossa ne le gnificalo delle pyriformis. Sulla : dibola 50no ila .. ticoroar.Si i lavori dello Zoja, del .Balli; di Gi.t;eppe Sergi, e del P uccioni. Lo ,Udio della pelle organi ad acqui6ta una particolaTe importanza nel caso delle razze africane. Anche in questo campo gli studiosi ita liani hanno raccolto importanti contri buti. Si va cos dagli studi di Fabio Fras setto sull'albinismo parziale ereditario nei negri, alle ricerche del Falco sulle figu re papillari dei polpastrelli delle dit nei Libici, a quelle del sabatini sulle figure

PAGE 34

noi ripor tiamo --a puro titolo di storia i due schemi presentati tla Giuseppe Sergi ri spettivamente nel 1908 e nel 1911. Nello schema pi antico Giuseppe Sergi parla di un genere particolare (da ricor darsi che questo Autore aderiva alla teoria dell'origine poligenetica dell'umanit) proprio dell'Africa, e da lui chiamato Homo Afer. Questo genere poi dovrebbe essere suddiviso nelle specie e variet in dicate nella tabella A Nello schema invece pi recnte ( 1911) Giuseppe abbar.dona il tennim. Homo Afer per indieare il genere e im piega invece il termine Notanthropu, (Uomo originario del mezzogiorno) che suddivide nel modo indicato nella Tabella B. Giuseppe Sergi stesso nel compilare questa classificazione aveva chiara l'idea di compiere opera del tutto provvi s oria, come del resto lo prova il f alto che vi portasse notevoli modificazioni nel bre ve spazio di quattro anni. Vincenzo Giuffrida-Ruggeri nel 1913 present una classificazione delle razze umane in cui si p.roponeva di rinnovare l'opera del Sergi. Ma appare evidente che, all'infuori dei cambia.nienti di ter minoloaia questa classificazione di Giuf-o frida-Ruggeri non ha presentato nes!'u-na novit. :i.J: l ,. l l Rouaoeurz,tricn,s H ... H. Af'rlcanlllt.vaa. n. DiavlcUcos: nu. H. PoJyneslanus vnt; Jl. Todas -atnu ,.-r. H <\.ustralta'nu" ,nr. H. vnr. Hoiuo. A.Cer geu. P-l Ilo ano Jl, :u ,a r. SJJCC. J ecc. \ Jygmaaeus ntricus SJJCc. Pyguaneus ocanicus spec. Passando ad altri italiani che si sono occupati della classificazione delle razze africane bisogna ricordare il Bo-narelli e Henato Biasutti. Nel campo della etnografia ed etno logia africana sono molto noti gli studi e le ricerche di Raffaele Corso e di Hemtto Boccassino. Del primo ci lilnitere mo ad accennare ai lavori sul matriar cato dei Cunama, sull'etnografia giuri dica, attraver:>o lo studio dei proverbi abissini, sulla distribuzione geografica del costume africano della presentazione pubblica di prove della purezza della sposa e infine sul significato del rito della posizione ramicchiata nell'etnografia africana. I pi recenti contributi allo de!lc razze africane si 'debbono a Lidio Ci-Siamo sicuri poi che un importante contributo allo studio delle razze dell'Impero sar recato dalla missione bio' logica Zavattari, che da 'POCo partita per le incsplorate regioni del Sagau. Orno, e nella quale la raccolta dei dati antropologici ed etnografici stata affitlata a :Marcello Ricci; Da quanto abbiamo esposto appare evidente che gli studi razziali coloniali hanno in Italia una lunga tradizione, che lU stare brillantemente alla pari con quella delle altre .grandi nazioni coloIliali. Poich, per ovvie ragioni, era qui impossibile riassumere in maniera coroplc ta il contributo dt>gl i !"tudiosi italiani ai TABELLA R \ NOT _.\1\':TIIROPUS, GEN. Xot. euru(iicnnus SJcc. Xot " fricanus uu.diterraneu;o Jlbyeu01, 1!4Ub\. aegyptia.-.us , indoilannl!l nf'ricuM ,at. dravlclicuM ''ar. australianu;o var. polyDt'>SiBIIUI'i TJl'l". tocla ain11 '\'Kr. afr ;. ,,u .. niger. vnr. syhestais Yur: urrieu8 ,ar. libycus v1u. ibtitlu Xot. af'eraustrRIIs IIIJ>er. ., ,. lumillli vaa. Xof: Pyr:maeul!l doJhobontorpbnsspe.-. Yot. P;nrmacnl!l brar.bymorphns Ntlec melanel!i1Pmiil1!4 nu. priani che, com' noto, ha compiuto una prima spedizione (marzo 1927 ottobre 1927) nel Sud Africa con principale obiettivo lo Zululand e il Beciuanaland, una seconda (novembre 1928 -aprile 1930) nel Mozambico, Rhodesia e Unione Sud-Africana. una terza (maggio !nOgennaio 1931) attraverso tutto il contiafricno, dal Capo al Cairo, con principale obbiettivo il Congo: una quarta (agosto 1932 gennaio 1933) nel Fezzn, una quinta (febbraio marzo 1933) sempre nel Fezzn, una sesta (di cembre 1936-maggio 1937) nell'A. O. I.. una settima infine (dicembre 1937 apri le 1938) nell'Etiopia settentrionale. problemi delle razze africane, siamo sta ti costretti a trascurare nomi illustri e lavori importanti. Ma, nostro unico scopo stato quel1o i rivendicare un'altra priorit italiana in un campo del sapere, generalmente poco noto. Va da s dunque che resta sempre pi come sia assurdo dire che l'I talia abbia imitato qualcuno o qualche cosa nel problema razziale, sia che que!>lo venga esaminato nell'insieme, sia che \cnga preso in consi-derazione nei suoi uEpetti particolari, quale in questo caso il problema coloniale. GUIDO LANDRA

PAGE 35

Manilio parla degli Etiopi co me di una grande macchia nera distesa sull'erbe: Aethiopes maculanl orbem lenebrisque liguranl perfuscas hominum gentes (Astr. VL 721-722). Tuttavia anche allora era noto che queste genti non erano tutte uguali ed Ero doto ne faceva gi la distinzione in Etiopia orientale a capelli lisci ed occidentale a capelli lanosi. Etnicamente l'Etiope non precisabile; la mancanza di e splorazioni storiche rende oscurissimo il pi antico passato dell 'Etiopia di cUi l'Abissinia, che linguaggio comune usata per indicare tutta l'Etiopia, in s e n s o proprio deve intendersi co m e parte settentrionale, e s clu dendone quindi le regioni dei Galla dei Sidama e dei Somali, essendo state queste aggregate oll'lmpero da Menelic. 11. tipo Negro assai diffuso nella parte Ovest dell'Africa O r ientale Italiana, esso. distinto nei due sotlotipi Bantu e Ni lo tico Il sollotipo Bantu rappre:;enla l'estremit Est di una zona etnica che arriva ad o vest sino a l N iger e all'Atlantico, i suoi rappresentanti si trovano principalmente nell'Uollega e lungo il Baro, nel bas:>o Giuba e lungo !'U ebi Scebeli, diffusi nel territorio compreso ira questi due fiumi dove ebbero il predominio ante rio rmenle alle altre razze. l Nilolici che hanno dalo un c ospicuo apporlo agli incroci nel Ghimirr e nel Cffa, popol a no principalmente il Nord del l'Etiopi a tra Gasc e Seti!, con il no me di Baria e Cunarna. Rispetto al colore della p elle a b b i a m o dal nord al sud del! i iopi a una singolare gr:Jdazi;'!e che ; a dal bruno pallido del N orci ctl nero ebano del Sud. Queste \ivNse gradazioni d ella pigmen-!azione dell'epidermide degli E tiopi sono 'dovute certamente allo incrocio dell'elemento nero indigeno con le popolazioni bianche immigrate e provenienti principalmente dalla penisola arabica; ques te ult ime in origine dovet-. tero essere di carnagione bianca _come pure bianco doveva essere i: colorito delle popolazioni' dell'antico Egitto; ed ancor oggi gli arabi yemeniti si dicono bianchi sebbene il colore delia loro pelle non risponda pi a tale enunciae Per maggior e chiarezza riporto un piccol o prospetto delle princ ipali razz e omettendo per ovvie r a gioni, i loro sottotipi. 1:!@1) -E ; questo n popolo d i p...:: tori che sarebbe derivato dalle trib pi meridionali dei B l emrnii; come tutte le popola zion i nomadi erano facili a spostarsi in cerca di j>ascoli migliori ma furono arrestati dalla potenza del regno di Aksum che, pur mantenendo buoni rapporti con le popolazi o ni del Nord, non pot e v a permettere una avanzata di queste genti sull'altipiano ove le popolazioni, dedite soprattutto all'agricolturci avrebbero ricevuio un serio danno dalle mandrie Stanziatisi dunque nella parte Nord -occidentale del. l' E tiopi a sono dediti oggi principalment e all'allevamento del bestiame, ma per mancanza di foraggere e di prati artificiali, il bestiame vive brado sui pascoli naturali per c ui in generale magr o La lingua di questo popolo il begia che. tende per ad essere sopraffatto dal tigr_ I Begia, come la maggior parte delle popolazioni eritree, sono m u ssulmani ed amano collegarsi ai primi mussulmani venuti in E tiopi a I delitti di sangue, omi--. 33

PAGE 36

Al mercato indigeno di Dire-Daua 36 Cidi e lesioni gi'aVi, : provocano; nali 'ed in. Sidaiii.a dell'bino, esi!T per unacorisutudine omune in pcirkmo linguaggi diversi'md' i tutta l'Etiopia, la vendetta che pi diffusi sono l'"tiolam9''; p(I< viene esercitata o dai pxrenti o lato nelle due. rive dell'OI!i ,'.ed dai compagni di gruppo cui la 'il "caffino", Hanno q1lasi': : tlltti vittima appxrtiene; :Possibile un viso largo, fronte convessa, per la composizione che gene-naso cmuso e labbra turgide, ralmente eonsiste nei pagamento dentatura breve. ma robu11ta. J: di una di danaro O di un questa una popolazione sedencerto numero di capi di bestiame. taria, assai .primitN due milioni Sogliono essere divisi in Sidama cinquecentomila circa: Le loro oriorientali, occidentali, settentrio-gin! sono mlto vaghe; alcuni

PAGE 37

Portatrici di .acqua. al lago Aiamaio (Harar) . che sia. it immigrato clCd. Sud e lallo Zan-: zibi::tr; altii mvece, basandosi soprattutto sui dati linguistici, sostengono che i Galla, i Somali e i Dancali hanno un'origine co mune e provengono dall'Africa equatoriale; ma evidentemente un popolo immigrato dall'Arabia nel I o II secolo d C. n loro carattere bellicoso per normalmente sono .ospitali e amici. Uso antichissimo presso i Galla la vendetta del sangue. che si riscontra anche tra gli antichi abitanti dell'Arabia. Come religione i Galla adorano principalmente la natura avendo un'idee: molto vaga della divinit. Antropologicamente que-sto popolo molto interessante; ha il cranio ovale, senza esagerate sporgenze, e ricoperto da una fitta capigliatura nera, genercilmente tendente al liscio; gli occhi sono tagliati a mandorla con sopracciglia nerissime. La pelle generalmente bruna con sfumature olivastre, ma nelle .regioni molto calde di un bruno lucido che tende al. marrone. La statura piuttosto alta ed il corpo nel complesso ben proporiio nato. La conquista scioana dei territori galla ha reso questa popolazione non perfettamente uni forme nell'aspetto fisico, avvicL nandosi, alcuni tipi, agli Abis sini. Menelik impose il suo. giogo ai Galla con la conquista di Borana, iniziata nel 1882 e terminata nel 1896. 'Le cerimonie nuziali dei Galla sono molto pittoresche: la fidanzata accompagnata dagli amici in casa dello sposo e dopo l'incontro .lo sposo. uccide un montone in rito propiziatore degli dei, quindi raccoglie il sangue della vittima nel palmo della mano e con esso imbratta il petto e il piede destro della sposa, quindi la propria fronte, il palo centrale della capanna ed i lati della porta. t questo un sacro giuramento di matrimonio: indissolubile che viene celebrato quando stato pagato il prezzo convenuto per la sposa. La poligamia sebbene esistente tra i Galla non viene generalmente praticata. In tutto l'altipiano i Galla sono ritenuti ottimi medici e traggono i loro medicamenti da un gran numero di piante medicinali delle quali conservano gelosamente il segreto. Sono particolarmente dediti all'agricoltura e ot timi coltivatori. .... iMJfi;bl -Un altro importante gruppo quello dei Dancali che abitano la regione che confina al Nord col Golfo di Ara feli, ad Est con il Mar Rosso ed a Sud col Golfo di Tagiura. I Dancali sono in genere di statura superiore alla media, magri ma muscolosi, SOnO nOI!ladi e praticano la pastorizia. Amano ornarsi di orecchini e di monili che sono in relazione al valore guerriero per chi li porta. La po-_ polazione divisa versi gruppi, fra cui i principali &Ono: gli Assoimar, dal colore della pelle rossastro, che invasero !e regioni da loro attualmente abitate,. circa 500 anni fa, sovrapponendosi agli Adoimar, i quali rappresentano gli ultimi discendenti di una imlfli-" grazione araba avvenuta nei remoti tempi. Hlijf;!f;i -I Cunama con i Baria sono classificati tra i negri nilotici e sono quindi una razza negroide la cui origine molto incerta. Queste popolCrzioni fanno-parte della colonia Eritrea e tra Baria e Cunama vi una evidentissima affinit somatica. Sono prevalentemente pastori e agricoltori e la loro statura raggiunge e spesso supera i metri 1,82. Il loro tipo fisico ricorda il tipo dei Galla sebbene ne dif feriscano per la foima della fronte. La donna. presso i Cunama ha un carattere d'inferiorit rispetto all'uomo . NEGRI BANTU' Abbiamo gi. vis!o o\ e principalmente si trovi questo tipo ; essi-raggiungono con i Negri nilotici circa il milione; I Negri Bant 'livono in uno stato molto primitivo e si dedicano principalmente alla caccia che fanno con arco e freccie; queste ultime se vengono usate. contro le fiere hanno la punta avvelenata. Presso gii Eile, che popolano la Somalia meridionale, la caccid si fa in gronde, e dura mesi ed anche un anno. l cacciatori spesso si riuniscono in associazioni, se cosl si pu dire, e si dicono birin (''legati") e la battuta indetta dall'Arganti, capo dello hirin. La selvaggina catturata vien divisa secondo norme pre cise: il leone e il leopardo spettano all'Arganti; la carne delle antilopi viene distribuita in modo che le parti migliori spettano ai Cqpi e le altre vengono suddivise fra i cacciatori secondo il loro merito nello hirin. Le pelli degli animali spettano all'ucci-. sore, ma nelle grandi battute vengono riunite vendute ed il ricavato suddiviso equamente: tra i cacciatori. Da queste osservazioni risulta che dopo il tipo Etiope settentrionale, la razza pi elevata quella dei Galla. La difesa naturale costituita dall'altipiano etiopico per molli secoli ha formato un baluardo contro l'invadenza del progresso e della civilt e non ha permesso alle po polazioni finitime una notevole influenza etnica Infine osserviamo che i gruppi ed egiziani non hanno potuto avere un sensibile influsso fisico sulle popolazioni indigene . rimanendo invece fra i principali gruppi da noi citati con quelle sfumature che sono comuni a tutti i sudditi dell'Impero etiopico. EDMONDO VEftCEJ.I.F.SJ

PAGE 38

l PIONIERI La conquista dell'Abissinia campiuta dall'Italia nel 1936 pu giustamente considerarsi il coronamento d'i una lunga e gloriosa tradizione di viaggiatori, pionieri, cd esploratori che ,a prezzo -di sacrifici innumerevoli, hanno, fin dai tempi remoti, dato agli Italiani il diritto di estendersi ver.so una terra, resa sacra dal loro sangue. Aprono la serie delle esplO'razioni verso l'oriente africano, ne) Medioevo, due Genovesi: Ugolino e Vadino Vivaldi che nel 1291, come narra .un cronista contem poi'aneo coeperunt facere quod aliquis usque n une facere minime attemptavit ; l'intrepido viaggio che nessuno prima di loro ha tentato di fare quello di cercare per I'AilantiP-o la via delle Indie, mediante la circumnavigazione dell'Africa. E' un tentativo grandioso, d'ati i tempi, quello .di spingersi in mari sconosciuti per cercare la via marittima delle Indie; il tentativo fall, ch la piccola spedizione disparve nell'Oceano, n pi si ebbero notizie di essa, e nesuna traccia pot trovare di lei Sorleone Vivaldi, figlio di Ugolino, partito a'lla ricerca del padre. Ma l eroico tentativo dei Vivaldi non rimase senza frutto; esso apre la via ad una serie di spedizioni per la ricerca .della via marittima delle Indie, spedizioni che hanno inoltre il merito grandissimo di permettere una conoscenza meno confusa del conti nente nero, intorno al quale fin qui si erano avute di sapore prettamente leggendario. II merito primo di queste spedizioni spetta dunque agli Italiani, sulle traccie dei quali 'Correranno poi Spagnoli, Portoghesi e Inglesi, tutti apportando grande contributo alla conoscenza di terre ancora ignote . Solo due secoli dopo l'eroico tentativo dei fratelli Vivaldi, Vasc1> ode Gama riusc a raggiungere, per la via dell'Atlantico, quell Indie tanto a lungo cercate. Ma il periodo aureo dell'esplorazione Italiana nella parte orientale Jfi' l '' La prima seduta del "Comitato per l'esplorar i dell'Africa presieduta dal principe Umberto aRt nel 1877 (dis. di D. Paolucci) Carlo P laqgia al Cairo fa 1

PAGE 39

tende. : Ila spedizione in Africa. espos t a n e l p:J:!o Livor !1rima dell'imbarco di Manini e Cecchi Iotogralia del Borio!e:w .:.:fj-.rtf .:.,..., ... IMPERO Ad accre5cere fascino a questa figura quasi asetica concorre il fatto che la sua coscienza di appartenere ad una razza superiore non gli imped di con acume intlligente ailla vita delle popolazioni dei luoghi cbe andava esplorando. Basterebbe leggere qualche pagina solamente delle sue memorie -(G. Chiarini Memorie pubblicate dalla Societ Geografica Italiana 1879) per vedere con quanto amore egli studiasse gli usi, de possibilit, ed i gusti delle popolazioni indigene. Riporto qui un periodo delle citate memorie, che, da solo, basterebbe a dimostrare quell'interessamento di .cui ho parlato; un interessamento gentile, di chi pur non volendosi confondere con i negri p:ur tuttavia sia capace di amarli, di chi infine, pur non volendoli considerare alla propria altezza, non acconsentirebbe mai a fame mercato, mercato infame, con tanto ardore combattuto da. Ull altro nostro pioniere: Romolo Gessi, il Garibaldi d'Mrica: :, La musica diletta moltissimo queste popolazioni, di mo-do che, quando si vederli incantati ed attoniti bastava che 'mi mettessi a zufolare, _n era a dire che andassero via, ch anzi quando i cessava,mi pregavano di ricominciare. Ci non per tanto i pastori di quei paesi non hanno saputo ancora fare u n fischiett o qualunque . Ben presto gli esploratori cominciano a sentire che l'azine dell'Itia nell'Africa. orientale :non pu liml.tarsi_a spedizioni di scienziati ed esploratori. I sacrifici di tanti martiri della scienza e della civilt chiedono che un premio pi gran-de coro-ni l'impresa; una coscienza coloniale si va formando, tanto che cos scrive nel 1879 all'amico Ballarini, Pellegrino Matteucci_:
PAGE 40

La Franeia i1 -Passa di qui, qualche volta, un ispettore del lavoro? Oh, ci sono dei funzionari che usurpano questo titolo. nel bi-lancio indocinese. Nessuno li vede. D'altra parte, si fa in modo da renderli il meno fastidiosi che si pu. Non difficile. Sentite, mi ricordo la fine di y.n dialogo, avvenuto in occasione di una visita di Varenne, l'ex-governatore, in una piantagione nella quale allora mi trovavo. C'erano l, al lavoro, delle ragazze che non avevano l'et legale, "Hum! sembrano giovanissime, .queste!". "Non vero? non si direbbe mai che hanno sedici anni! Ma non c' bisoqno ch io vi rammenti, signor governatore, quanto questa razza precoce Si rise molto, dopo la partenza del corteo ... (Luc Durtain: Dieux blancs, hommes jaunes Ed. Flammarion, Paris, 1930) . pagoda indoc:iDese 40 Ne88una .. legislazione sociaie alleggerisce !a tremenda ]aticci deflavoratori: nessun riposo settimanale: le giomate d'assenza o di malattia non sono pagate: iD caso di disgra zia. nessuna pensione, ma unicamente le indennitb. accordate parsimoniosamente e .soltanto se l'incidente non deriva dall'imprudenza o dall'indisciplina dell'operaio: i lavohanno diritto a una razione giomaliera di. un. chilo di riso. il cui prezzo vieJ).e oguf mese trattenuto 11ul loro alarlo, salario che pagato il 21 di ciascun mese per il mese per esempio il 21 novembre per iJ, mese d'ottobre. In modo che quei' disgraziati non abbiano la tentazione di fuggire. Nesun alloggio indipendente: nei centri di sfruttamento .la societb. affitta aglj arruolatori di operai, delle capaDDe di paglia che quelli ubaffittano a e dove i lavoratori sono a dispetto delle pi elementari leggi d'igiene e d'umanitc\. Si dice che es1sta in Indocina un ispettorato <:lei lavoro. Esto mi sembra del tutto impotente. Che. cosa1 potrebbe fare, d'altronde, dal momento che non pu app(,ggiarai su alcuna legge? (Andre Viollis: Indochine S. O. S . Ed. \Gallim_ard, Paris. 1938").

PAGE 41

lndoe Servizio medico? Derisorio! Un medic_ o viene due volte alla settimana a paBBare la rivista alla piantagione. All'infuori di quei giorni. egli sostituito da infermieri indigeni: personale di mediocre valore. Po che ore di medico alla settimana per quattromila uomini! E sono quasi tutti malati: molti eililitici o tubercolosi, la maggior parte terribilmente malarici. Ho sotto gli cchi i risultati di un esame del sangue, praticato .:.n una serie di squa dre di lavoratori indigeni. Di fro:o:1te a qualche risposta negativa, quanti "gametae malariae ", "schizontes malariae" o "schizontes precocee "l Alcune piantagioni, nel periodo del dissodamento, perdono :n un anno fino a un te!ZO dei loro lavoratori Conformemente alle istruzioni del Diret tore della Regia, ho l'onore di preqarvi di voler secondare gli sforzi del mio servizio per stabilire nuovi spacci di alcool e di oppio. A questo scopo, mi permeflo di in dirizziuvi una lieta di spacci che si potrebbero installare nei diversi villaggi menzionati, la maggior parte dei quali sono total mente privi di alcool e di oppio.. La vostra i nfluenza preponderante potrebbe felice mente fare intendere a certj piccoli mer canti indigeni i vantaggi che ne ritrar rebbero;;. (Stralciato dalla circolare di un R.:!sidente francese in Indodna).
PAGE 42

lE RIVENDICAZIONI GERMANICHE Il furto di tutte le colonie della Germania sopraffatta fu san zionato con l'Articolo 119 del famoso trattato di Versaglia nel 1919; 11on solamente lo Stato tedesco fu costretto ad una rinuncia alle colonie possedute, ma anche tutta la propriet dei cittadini germanici nelle colonie, formata in decenni con fati coso lavoro, veniva confiscata. Anzitutto occorre dire che la Germania non aveva rubato questi territori a nessuno; per decenni societ commerciali vi hanno esplicato una penetrazione pacifica, e ci vollero grandi sforzi per trovare Ja necessaria comprensione per le Colonie nei Governanti del mondo borghese della Ger.mania di anteguerra. Nel 1884. fece il pri'mo passo di una politica coloniale, ma, in generale, solamente nel 1900 si pu parlare di una pi energica azione politica ed economica per lo sviluppo delle co lonie tedesche. : germanica, a Windhuk, nell'Africa Occidentale I territori che erano tutti privi dei pi elementari mezzi di co municazione sono stati coltivati con grande zelo, e nel 1912 vi erano oltre 400 imprese con un capitale di 506 milioni di marchi d'oro. Nei tristi tempi del dopoguerra la Germania di Versagiia non poteva far valere i suoi diritti, ma il Terzo Reich ha su bito rivolto la debita attenzione alla questione coloniale. In par ticolar modo il Generale von Epp si dedica al problema delle Colonie e numerose scuole ed istituti preparano attualmente la giovent tedesca per i compiti, che l'avvenire porter in modo o nell'altro. Le colonie pi importanti reclamate da Hitler sono: L'Africa orientale (Deutsch-Ost-Africa) con 834.000 Kmq. e 267.000 abitanti; L'Africa occidentale (Deutsch-SuedwestAfrica) con 969.000 Kmq. e 5 milioni di abitanti; Ruanda-U rundi con 53.000 l(.mq. e 3.300.000 abitanti; Camerztn con 517.000 Kmq. e 3 milioni di abitanti, ed in fine il Togo con 86.000 Kmq. ed un milione di abitanti. Questa restituzione non dovuta soltanto a ragioni di elemen tare giustizia e di prestigio ma avvalorata dal fatto che in Germania vivono oggi 130 persone per ogni chilometro qua drato, e quindi assolutamente necessario che questo processo di super affollamento possa essere cambiato da una poli tica coloniale. La Germania diventata il classico popolo senza spazio ed uno dei capolavori pi commoventi della letteratura tedesca (il Volk ohne Raum di H. Grimm) d un quadro impressio. nante del perch questa mancanza di terra sia la causa principale di tutto H malessere. Quanti milioni di tedeschi hanno dovuto emigrare negli ultimi decenni? -Dal 1890 in poi si pu dire che ogni anno espatriarono circa 150.000 tedeschi dalla Germania, per cercar lavoro in paesi stranieri. Ma oltre i:! problema demografico vi quello delle materie prime. La ben nota qualit d'organizzazione delia Germania nazista potrebbe trasformare le antiche colonie in tal J;Ilaniera che una notevole parte delle materie prime, occorrenti per l'in-La piazza Biamcrrk. a Tanqa, nell'Africa Occidentale dipendenza economica ed industriale, potrebbero essere tro v atenelle proprie colonie. I disperati raggiri con i quali gli uomini di stato in Inghilterra e Francia cercano alterare il vero aspetto del problema coloniale tedesco non sono inte gralmente; tutti i tentativi d'i diffamazione sono smentiti dal grande lavoro culturale che la Germania d'anteguerra ha svolto nelle proprie colonie con grandi spese. Ii popolo tedesco pu essere sicuro che l riverrd-icazioni coloniali del Reich trovano da noi una comprensione e u n appoggio integrale. ELIO GASTEINER Da alcuni nostri amici studiosi tedeschi apprendiamo che gli scritti di Be:rgman e di Hauer, inclusi in lina bibliografia raz :i:iale -del resto non completa n definitiva neppure nel giu dizio del compilatore ..... pubblicata nel n. del 20 marzo 1939 di questa rivista, non hanno rapporto con la politica razziale del nazionalsocialismo e potrebbero perci dare qi lettori ilaliani una visione falsa dello scopo e delle finalit della poUtica razziale germanica, Di ci vogliamo avvertire i nostri lettori perch ne il dovuto conto, trattandosi di un giudizio tedesco sul conto di pubblicazioni tedesche e perci appunto attendibile.

PAGE 43

Possedimenti frcme8ai. Le antiche colonie tedesche in Africa e l territo rl tedeschi dell'Oceania posti sotto mandato r .. -. ._._, i Mari- ,.. c. l i . ... o .... : i l' -\ \. ....... --1.111111 mmmn:iu. --FRANCIA. UNIONE .. { MANDAn L ..... i GIAPPONES l f"" 1 MANDAT I : J IMGLESI ........ --. .. ,. \ .... l -....

PAGE 44

L'ARCH '. E L' Si 1:011truisi:e la ea.a. Littoria d.i \I principio della litoranea libica, nura petrosa della Marmarica, l dove essa tocca l'Egitto, stanno, isolati, una colonna e una casa. La colonna indica il termine della strada, la casa, a due piani ,un posto di guardia. Una porta e qualche finestra si aprono nei muri bian chissimi. Per chilometri e chilometri non un ripa ro, non un palmo d'ombra, nella vasta pianura. Il primo abitato che s'incontra, ritornando verso occidente, diviso in due parti: per gli Italiani e per gli indigeni. Le -case sono tutte a uno o a due piani, con rade finestre e coperture a terrazzi. Cos a Tobruk, cos per tutta la Marmarica: dove il riverbero del grande piano, che s'interna indefinitamente, ha gi tutta l'afa del deserto. Per un lunghissimo tratto, solo posti di guardia e case can toniere accompagnano la strada; ma quando le colline della Cirenaica cominciano ad innalzarsi e, cambiando interamente il paesaggio, la campagne gi .appaiono rivestite di verde, e, dalla sommit delle valli, che sboccano con varie insenature fino al mare, si vedono discendere i i boschi, e tra essi qua e l, non infrequenti i ruscelli, allora, sui ripiani pi ampi, sulle dorsali pi aperte, s'incontrano, abbastanza fitti i Sono le colonie agt;icole, tutte di Italiani, che a poco a poco, nell'ultimo quinquennio, erano state inviate a ripopolare queste parti. Trovandovi un clima ed una qualit della terra non diversi che in Italia, non -diverso,. anche, vi hanno iniziato il modo d'abitare: poich i villaggi, -costruiti per loro, ben poco si differenziano da quelli che avrebbero potuto sorgere in Sicilia, in Campania, e persino in Toscana. Ca5olari lindi ed aperti, con quakhe portico ad arcate, e con quakhe loggia; con ampiezza e con numero di finestre adatti al pi temperato clima mediterraneo: nulla di troppo ombrato, di chiuso, di desertico, come s'era visto in Marmarica. Pur nella stessa forma d'insieme, semplice e nostrale, si sente, nei due t1pi di abita zione; la differenza delle due regioni. Un cambiamento inverso si trova uscendo dalla Cirenaic:;. ed entrando nella regione delle Sirti. L ricomincia il deserto, non petroso, ma sabbioso Ritornano per lunghissimo tratto, le case cantoniere ad accomp.ngnare, esse -sole, la strada. Tra le dtme e le pianure, che si succedono interminabilmente, i loro cubi bianchi spuntano di tanto in tanto ad accentuare, col loro chiuso aspetto, l'aspetto africano del paesaggio. Que5to dura fino a Misurata, -dove risorge, a poco a poco, la collina; riap paiono i seminati ed i -chiusi; qua e l i muri ed i pozzi dnno, sempre pi spesso, gli indizii d'un abitato frequente. Sono.. gli stran.i pozzi arabi, con i sostegni per la nota, fatti di due muri a triangolo; ma pure vanno divenendo frequenti le fat torie e le ville, lla queste parti spesso molto ampie, dei coloni it. aliani. Anche negli abi-tati, non manca mai, nuovo di zecca, 44 un bel quartiere nostro, con la sua trattoria e col suo albergo, che, a dire il vero, non sono difettati, anche nei tratti pi solitari, per tutta la. strada. Un'osservazione d'insieme si pu fare su questa architettura minore. Vi si dimostra, prIIDa di tutto, buon sei:rso. Vi si ri&petta il tipo della casa italiana; intatto, dove il clima lo rende possibile; ma con le 'llecessarie modifiche dove il clima div!lnta. invece, africano. In tal caso si accresce l'uso dei cortili e si diminuiscono le finestre e le logge. Ma non si indulge all,.t mode, non si ll credito alle teorie; la tradizione cio l'espe rienza, si prende come guida. Alquanto diverso il caso deH'architettura maggiore. Essa si trova nelle citt, ed quella degli edifizi pubblici: palazzi del Governo, case del Fascio, chiese e teatri. Essa deve avere un valore simbolico, tanto pi importante in colonia in quanto vi deve significare, con la sua presenza, la presenza della nw tropoli. Ci nella metropoli, un'architettura mo numentale. Anzi, se essere dotata di questa, importante per una nazione, tanto pi lo quando questa nazione possiede un impero. Allora lliviene per essa maggiormente necessario ri cercare, nell'architettura, le caratteristiche sue. Quanto pi il dominio d'una nazione diviene vasto, tanto pi forte, chiara, definita, deve apparire la fsonomia di essa. Fino a che Roma non comp l'impero, non ebbe architettura propria; quando, invece, fo : rmato l'impero, cominci a cou;;
PAGE 45

poletniea "'-o_ ... ,_, .. a . a di. lo . Il'! Il p1u ant1co e pnm1t1vo degh essen or-,. '' ,., ganici che stende intorno i suoi pseudopo-' . di gelatinosi non spinto dalla fame, ma l -dal desiderio.di impadronirsi delle cose, di i a le volont costitu-. ,_ et sc.ono la stessa essenza della VIta. Avver-tJ te Schopenhauer che i componenti della ttt -dta inorganica del regno min:rale, sin e dai pi infimi gradi di aggettivazione so. no !>tati realizzati dalla volont e subito --si sono messi in guerra tra di loro, eia- scuno d'essi pretendendo di conquistare, secondo le leggi della causalit la pi gran somma possibile di materia che si trovava alla sua portata Su questo primordiale istinto di espan. sione, che pu portare al massimo bene come al massimo male, ma che s'identifi'; ca comunqu: col principio motore dei'.. l'essere per cui, in una parola, l'alterna\ tiva che si pone ad ogni individuo \ diviene: crescere o sparire, ogni filo. \ sofia stata costretta a fondare le sue \ basi. Da quelle che rifiutano la vita intesa come fenomeno biopsichico in \ quanto limitazione forzata di una parte eterna -a favore dell'altra -peri tura e marcescibile-appunto per un pi vasto desid:rio di una pi sublime espansione, fino alla ,-olont di potenza di Nietzsche, La stessa teologia cristiana non pianta ben salde le sue radici sul principio dello spirito di prin cipato? Quando Hobbes rico noscev'l eh.! appena terminano.. i c'.esideti l'uomo incapace \ di vivere per cui Goethe \ c, in certo senso con lui, giun-'. gendo all'assurdo, gli scienti\ sti americani hanno potuto \ affermare che non si muo-1 re che volontariamente -intendeva precisamente che \ nell'istinto che chiameremo l imperialistico si deve ri : \ cercare non solo la ragio-:\ ne della vita, ma conse-_, guentemnte ogni possi\ bilit di progresso. -_. \ Solo l'ipotesi impe-. -. \. rialistica dell'esistenza \ rende plausibile la con:-, 7' '\ tinuit di progresso -.. che turba un p Dur-{. ma di cui '':. egli presente tutta \ via il principio : le tappe che percorre l'umanit sono

PAGE 46

Gli ai aparliscono le donne di un Marabutto (disegno ripreso da "Le Tau du monde, 1889). nerate l'una dall'altra. Si comprende che i progressi realizzati'. acl una determinata epoca.. rendono possibili nuovi progressi, ma in che li predeterminano? Sono un punto di partenza, ma cos' che ci spinge acl andare oltre? ammettere una tendenza interna che spinge l'umani t a sorpassare i risultati acquisiti, sia per realizzarsi completamente, sia per rag giungere la felicit:.. Una metafisica imperialista pi coerente di quella di Nietzsche potrebbe. trovare certo in psicologia delle presunzioni sufficienti a "fare accettare questo postulato : l'essere si po11e innanzi tutto .come desi derio di potere. E' stato Rousseau, sognatore egualita rio, a gettare, senza forse volerlo, le basi dell'imperialismo democratico quando ha scritto che "esseTe l'unico padrone del l'Universo sarebbe la pretensione segreta di ogni essere civile Emanazione diretta della vita, l'imperia lismo resta legato alle forme e forse an che alle leggi biologiche. Mentre in Rous seau per si ferma all'origine individuale e sotto il mantello egualitario esaspera una volta di pi l'homo homini lupus, iri Rhodes come in Gobirieau si basa ri conoscimento che l'espansione individua le non pu essere perfetta che nei quadri i un'organizzazione potente. Mentre la forma primordiale dell'impe rialismo e la pi grossolana e antiecono mica si riassume nel gusto della distru zione (guardate i bambini non ancora ra ziocinanti cosa fanno appena hanno un giocattolo), la pi perfezionata, o meglio razionale, espressione dell'imperialismo, per quanto pi avido e ardente quella industriale. E' l'imperialismo cui allude Proudhon quando descrive le fasi dell'organizzazion(; conquistatrice che si evolve dal diritto della forza a quello economico, in cui la forza semplicemente inviluppata, perch !'industria pacifica se qualche volta un'e ?:: 46 purazionc della guerra resta pur sempre e . comunque un prolungamento di quella. Gobineau dice del popol americano (memento a Roosevelt) che la sua na tura ragionevole e amica delle fanne legali gli ha fatto trovare mille sotterfugi per conciliare il grido deWequit con il grido pi imperioso ancora di una rapa cit senza limiti Ad un periodo di franca ayidit senza frc no, sopravviene-cos nell'Individuo come nella mas,sa una fase di ritiro nel corso della quale gli ambiziosi si accomoderan no all'ordinario quotidiano della mediocrit: Ma qusta fase, diciamo di depressio ne, pu essere seguita da ula terza o ta lora da pi, prudentemcnte progressiva. La storia della conquista dell'Impero da parte degli inglesi, insegni. Ma quel che troppo spesso si dimentica che un popolo, al di uri qualunque individuo, per quanto l'istinto della con servazione lo trattenga, giunge inesorabil mente ad una fase in cui terminano i de sideri e diviene quinai, come s' detto, in capace di vivere, dato che per vita abbia mo voluto intendere desiderio continuo di espansione e di progresso. Giunge un momento cio in cui la con quista passa nelle inani di altri, del pil forte, sia una forza bruta od una forza morale, passa, in una parola, nelle mani del pi giovjne * Che la politica coloniale sia la forma, forse pi evidente, ddle teildenze impe rialistiche dei popoli non occorre certo dimostrare. Nel modo stesso, attraverso il quale i popoli sono venuti in possesso del le loro colonie, e dall'ammiistrazione di queste si possono riconoscere le loro par ticolari e precipue tendenze domin\lnti, e soprattutto 'quella concezione della vita che comunemente noi chiamiamo, iri una parola, civilt alla quale informano, come wta mta ultima ed ideale da raggiungere, la Joro attivit. Conflitto cii abitudini e di idee; :::inch quando non conflitto armto; la eolbni:Z. zazione giustappone, e comunque oppane, due societ, de dvilt, due concezioni dall'esistenza in generale molto differenti tra di loro. E' questa coristataziot;J.e. che ...:._ in periodi, come s' visto, di .c depres sione ha suscitato appassionati dibat. titi non soltanto sull'opporttmit, ma sulla legittimit della Nel XVIIIo secolo, ad Diderot inclinava a giudicare illecita la dOmina zione dei bianchi e le forme schiaviste della colonizzazione anteriore. Nel'seoolo XIXO il largo. delle imprese: _co. Joniali ha avuto avversari di ogni orP,ine, che si .possono r:aggruppare sotto.il nome di anticolonialisti. . La colonizzazione un fatto economico e politiCo al tempo stesso. Come fatto econOmico ha avuto dei sostenitori e dei denigratori. C' stato chi ha_.affer. mato che non sincera se non confessa apertamente i suoi Scopi economkr: e se non perde mai

  • PAGE 47

    digeni conservano l?essenzia1e delle .loro originarie istituzioni e vengono associati, per mezzo dei loro capi, all'azione gover nativa. *. Il temperamento nazionale degli Stati colonizzatori quello che segna la pi p1 o fonda impronta nella politica coloniale. E' questo che determina la scelta tra i sistemi o li modifica secondo i propri gusti. Il principale scopo della colonizzazione tritannica e rimane infatti quello utili u,rio. Madariaga -il famigerato Madariaga -non aveva torto quando affermava che l'impero britannico si sviluppa come una grande impresa commerciale nella quale cgni territorio adempie ad un compito de rnito a seconda del clima c della situa zione geografica, ed in cui ogni razza as solve determinati incarichi a seconda del sangue e dello sviluppo Scrive Hardy: al di fuori di questa regola vitle niente soluzioni teoriche e vasti piani preconcetti: un empirismo riso luto che varia fino all'impossibile le for mule del comando, una flessibilit a tutta prO\'a, che suggerisce, a seconda dei bi sogni del momento, un'attitudine oppreso le _2i ampie concessioni. Nessun >cntimento: n tenerezza, n odio, uno uguale orrore delle debolezze e delle durc.-zze un orgoglio tranquj.llo che riposa sulla coscienza di una superiorit indiscutihile e che mantiee naturalmente le distanze tra chi ordina e chi eseguisce. Parimenti una solida indifferenza nei ri "uardi delle idee e dei costumi locali, una singolare facilit ad accontentarsi della amministrazione indiretta, lo sdegno del l'avvicinamento 'urriano e dell'irradiazione morale. L'origine rhodesiana di questa organiz zazione imperiale ne spiega forse meglio l'essenza di quanto non possa farlo un'ac (tirata indagine sul processo storico. Ogni imperialismo si fonda sul misti<:ismo in quanto almeno la convinzione di "n'alleanza con la divinit quella che sostiene ed incita al di l della soddisfaimmediata dei bisogni di un popolo. .'alleanza con la divinit -o la convin iione d'essa, per essere precisi Ceci! 1\hodes la raggiunse a ventitr anni nel 1877, quando nel Kimberley andava con ducendo sullo stesso pi31IO le sue specuinioni industriali e quelle filosofiche. L'esistenza di Dio fu. il suo punto di ;
    PAGE 48

    ti mondiali perch soltanto la consuma zione giustifica la produzione che egli sogna di monopolizzare a beneficio dei suoi ccmpatriottL Ridurre -le nazioni protezioniste alla condizione di clienti forzati di Albione, significa per lui ricondurle ai buon senso e, per otte!)ere questo risuJ tato, il dovere dell'Inghilterra di assumere la responsabilit dei paesi non civili, come la Persia, l'America del Sud, il Portogallo, la Spagna. Si sente che, a buon bisogno l 'autore allungherebbe, volentieri, l'elenco. Nei fatti la campagna sud africana e la liddite dei cannoni di Lord Roberts hanno un po' compromesso il buon nome di questo imperialismo civilizzatore. II sognatore d'una pace anglo-sassone pi vasta di quella romana aveva dovuto riconoscere che la guerra ancora la legge suprema di questo mondo imperfetto e che, dopo essere stata la condizione ne cessaria dell'egemonia sassone nel mondo, non tarderebbe a rinascere sotto una qua lunque forma, tra i partecipanti della Federazione mondiale, come ne diede nel diciannovesimo secolo, memorabile esem pio l'America del nord. * Se la politica coloniale britannica un esempio sotto un certo aspetto mirabile di opposizione colalboratrice che ha assicurato sinora la durata e l'accrescimento dell'Impero divenuto la forma per eccellenza della vita inglese i Domini britannici, ereditando questo realismo hanno per portato alla situazione di vero e proprio complesso quella coscienza di superiorit razziali dimostrata dagli iilgle s i Cosicch la politica dei Domini nei riguardi delle popolazioni indigene stata sinora riassunta da una sola parola: sterminio. Nel Canad gli indiani superstiti non sono pi di centomila, confinati in speciali riserve. In Australia soltanto negli ultimi anni che i missionari sono riusciti a far impiantare dei servizi sanitari per gli indigeni Alcolismo, miseria e abbrutimento sono la sintesi della situa zione dei neri australiani. Nell'Africa au-. strale la Native Land Act del 1913 con -danna alla fame i contadini indigeni con finati in limiti territoriali esigui La Nuova Zeland ha, dopo la guerra, '.dottato dei umani nei riguardi dei nativi. La colonizzazione anglo sassone in breve ha avuto ed ha di mira soltanto uno scopo economico, nettamente definito e perseguito con ogni mezzo. Non eccessi vamente diversi sono i metodi coloniali degli olandesi uomini d'affari, positivi e c a lcolatori, generalmente orientati verso i benefizi tangibili. Nell e loro colonie come in ogni altra loro attivit, hanno messo a servizio dei loro interessi quella leggendaria testardaggine e quei doni di me todo sviluppati e fortifie<\ti in loro da una secolare lotta contro la natura. Non si pu negare che la politica del ptofitto netto applicata a Giava nella prima met del secolo XIX" abbia dato soiprendenti risultati economici. Sono sta. ti gli olandesi a dare l'esempio di una colonizzazione scientifica, del tutto tesa 4S all'aumento delle risorse naturali attraver" so un paziente studio del dima e del suo lo, la sostituzione delle colture razionali a quelle estensive e, specialmente, attraverso una rigorosa, per non dire ferrea, regolamentazione del lavoro dgli indigeni. Ma, a partire dal 1854, gran parte del l'opinione pubblica metropolitana, solleva ta da una campagna condotta da V an Hoe veli, da Van De Putte, da Multauli, domanda ed ottiene l'abolizione del lavoro forzato e ei monopoli statali, un minimo di interessamento a favore delle condizio ni materiali e morali degli indigeni. Verso il 1875 la politica del profitto netto:.> ufficialmente .scomparsa dando luogo d una prudente e .sagace politica di torato che tiene presenti le necessit degli indigeni senza trascurare quelle della me tropoli. Gli affari africani del r Leopoldo II furono accolti dai belgi (;On una certa in: differenza. Essi non s'avvidero, si pu di re, di possedere un impero coloniale che quando una campagna, non del tutto disinteressata (bisogna ricordare che gli ingle si non perdonano a nessuno di possedere qualche lembo di terra) mise in causa non soltanto gli agenti di re Leopoldo, ma il loro onore nazionale. Di qui la trasformazione dello Stato indipendente del Cong in colonia sottoposta al controllo del Parlamento. Per ridurre il profitto economico delle compagnie commerciali occorse un non breve periodo durante il quale baglio ri di sangue (suscitati dallo scandalo svelato da sir Roger Casement e abilmente sfruttato dagli inglesi che qualche anno dopo dovevano fucilarlo per avere tentato di ridare la libert all'Irlanda) osses sionarono quasi i belgi. Per avere un'idea delle attuali tendenze di quel popolo basti ricordare le parole pronunciate nel 1933 dall 'allora Duca di Brabante, oggi Leo poldo III, in Senato. Egli rimprover in quel discorso ai sistemi coloniali di aver basa-to la messa in valore esclusivament e su imprese europee e di non aver considerato la popolazione indigena che un mezzo di produzione. Al tempo stesso la colonizzazione belga, fin nella sua forma di maggiore generosit, si guarda per bene dal cadere nell'equi v oco del; l assimilazione. * Assimilazione, centralizzazione uniformit, sono le conseguenze delle tende nze coloniali francesi che riposano sulla particolarit, tutta francese, di legiferare in astratto, facendo rientrare i fatti in preor dinati schemi teorici. Le genti di colore banchettano ai pranzi celtici alla Renan, dopo le a t rocit dell'Indocina e dell 'Algeria. Dopo lo sterminio, il confino in zone esigu e il contrario: l'assimilazione. Assimilare dice Littr convertire in simile : la civilt assimila i popoli differenti. Senza preoccupazioni di razza, di ambienti, di adattamento, forze che determinano la so ciet, i francesi con leggi, regolamenti e ogni mezzo, hanno cereato di strappare gli indigeni al loro mondo. Assimilazione amministrativa, giudiziaria, fondiaria, sco. lastiCa, politica ecc. La stupidit (che ; cos la definisce un colonialista francese,. il Vignon) in due tempi. Dopo la c la logica, l'autorit della legge, pare il sentimento, perch il francese ama essere sentimentale o, come si. dice cer. cando le doti spiccatamente nazionli, socievole, eminentemente socievole .. E' co. s che accanto alla brutalit del colono nei riguardi dell'indigeno, si constata la bo11t familiare, l'intervento affettuoso dello stesso e in genere dell'amministrazione per la massa. Nello stesso tempo -l'opera di assimila zione impaziente, ininterrotta, crudele: 1871, naturalizzazione in blocco, con un tratto di penna, di tutti i giudici indigeni; 1873, legge sulla costituzione della propriet immobiliare; r88o ,estensione smisurata del te!rit'orio demaniale 1882, istituzione dello stato civile; r889, sosti tuzione dei giudici francesi ai cadi; 1905, separazione delle Chiese dallo Stato; 1912, coscrizione militare ... E si potrebbe continuare fino ai giorni nostri, fno cio agli uomini di colore nel Governo della Terza Repubblica. * L'imperialismo dei popoli europei, ogg1 ancora, nonostante tutto, i pi vitali e progrediti del mondo non ha lasciato si pu dire angolo del pianeta senza averlo penetrato e temporaneamente o definitivamente legato al proprio destino. II sogno di Rhodes non' si pu dire che sia stato sempre e sltanto una maschera per tutti gli inglesi, come la follia eguaJitaria dei francesi .una scusa pi o mc no comoda. Se oggi una crisi mina alle basi i due imperi aelle democrazie proprio perch -ridotto l'imperialismo alla sua pi avida espressione di diritto economico c spogliato quindi di ogni motivo e impulsc. ideale, divenuto questo niente pi eh.: una retorica immagine da agitarsi inv a no nelle assemblee internazionali ...:... le. crisi che attraversa l'Europa ideologic a II fallimento dei sistemi coloniali i n glese e francese dovuto al falliment
    PAGE 49

    Ha caduta di I, e dopo il trattato di Vienna del l ii 15, il dominio coloniale francese rest circoscritto in tutto a poche isole delie A!meriche e dell'Africa e ad alcuni esigui terri tori nell'India. Precisamente, rimasero in mano a!la Francia la Martinica. e I' Arcipelago di Guadalupa (Guadalupa propriamente detta o Bassa Terra, Grande Terra, Maria Galante, Piccola Terra, Desiriades, San Bartolomeo, San Martino) nel Mar delle Antille; la Guiana; l'isola di Reunion in Africa; Chandemagor, Yanaon, Karikal, Mah, ;Pondichery, in India; S Pierre e Miquelon; e Gore di fronte a Dakar Dal 1815 al 1870 ad esso fu aggiunta l'Algeria, che la Francia occup nel 1830 prendendo a Pretesto che il Bey di Algeri :n eva percosso con uno scacciarn(>sche il console francese. Poi Les Marquises, T abiti e ;l'uamotou in Oceania nei 1842; la CoLincina nel 1862 in Indocina; la Cambogia pure in Indocina nei 1863; e la Nuova Caledonia Inoltre la Francia aveva messo piede nel 1844 nel Gabon, a Obock nella Somalia nel 1862, e sul1a costa della Guinea nel 1863. Dopo il 1870, la Francia occupa successivamente la Tunisia nel 1881, con la scusa dei Crumiri che avevano sconfinato in Algeria. Poi l'Annam e il Tonchino (neU Indocina) nel 1881 1885; le isole SottO-Vento (nel 1888); Gibuti nel 1884; Madagascar nel l i e nel 1907 inizia I' occupazione del Marocco. Progressiva mente estende anche il dominio nelle terre dell'Africa OccidenLIIe ed Equatoriale Con quello che ha ricevuto alla fine della guerr .t mondiale, il dominio coloniale francese, oggi, nelle varie parti ,Je:I mondo, si estende su oltre 12 milioni di chilometri quadrati di te rra complessivamente, secondo il seguente prospetto: Algeria Tunisia Marocco Sahara Algerino IN AFRICA Africa Occidentale Francese (Senegal, Mauritania, Guinea francese. Costa d'A vorio, Dahomey, Sudan francese, Alto Volta, Territorio del Niger) Togo . Africa Equatoriale francese Camerum >> )) 575.511 125.130 415.000 1.830.000 4.800.000 52.000 2.370.000 431.320 Madagascar Runion Isole del Sud (Kuerguelen. San Paolo, Amsterdam) Somalia IN ASIA Siria e Libano Territorio di Cbeik-Said Indie francesi Indoc:ina e Kuang-ceu IN OCEANIA Nuova Caledonia, isole circostanti e dipendenze; Nuove Ebridi: Isola Tahiti con dipendenze IN AMERICA Guadalupa e dipendenze Saint Pierre e Miquelon. Martinica Guaiana 609.750 2.400 )) 3.514 22.000 )} 200.000 1.622 513 700.842 34.651 1.780 240 985 90.000 Totale km2 12.267.258 In che condizioni vive questo vastissimo impero? Che cosa fa la Francia per la valorizzazione di queste terre soggette, mentre essa stessa si consuma di anemia demografica. e le sue nascite sono passate da 32,5 per ogni mille nd 1815, a 12,1 nel1918? Quali energie la razza fnuicese in grado .di trasfondere a questo enorme dominio che le gravita attorno? Ogni personale apprezzamento potrebbe essere ritenuto parti giano o interessato ; ogni considerazione tendenziosa. Bisogna lasciar parlare un francese stesso; uno degli uooni pi autorevoli e competenti che la Francia conti in materia, cio C. A. Le Neveu, direttore della Q11inzaine Coloniale, la quale organo ufficiale dell Unione Coloniale Francese. Egli ha scritto nella Rivista un articolo che ha suscitato profonda eco e che s'intitola S.O.S., col grido, cio, del naufragio. In eSso si legge quanto segue: Da 49

    PAGE 50

    Un negro incivilito alla maniera democratica. tutte le parti angosciosi. appelli si levano per i nostri possessi di oltremare che la crisi, a poco a poco, riduce in condizioni che diventano pericolose per l'equilibrio economico, politico, sociale. La questione si aggrava tutti i giorni fino a doversi porre qesto brutale quesito : Vogliamo o no conservare le nostre colonie? facciamoci illusioni; se noi vogliamo abbandonare i nostri territori d'oltremare, quali essi siano, coloro che li prenderanno sono H, pronti. Gi essi ci hanno fatto pi che delle offerte : minacce. La pressione costante e se la Metropoli, l'elettore o il parlamentare ovvero il Governo stimano che le nostre colonie sono un peso troppo grave, essi non avranno che l'imbarazzo della scelta per sbarazzarsene. Ma che non si abusi : l'abbandono mate riale e finanziario delle nostre colonie equivale all'abbandono morale. Delle due cose l'una : o la .Metropoli tratter le sue colo nie come si conviene o essa dar un nuovo motivo e molto forte a quelli che proclamano _la Francia incapace. di metterle in valore. E' di qt1esto abbandono mateniale e morale che oggi siamo col. pevoli. La Francia d'oltremare non la FraD.cia, e ogni giorno si constata una nuova indifferenza, per non dire un nuovo disa. more per delle terre delle quali non si sa dire altro che sono una delle principali forze del paese. Quando si trattava .di reclutue dei soldati per difendere territorio della Metropoli, l' opiil.one pubblica non era cos difficile . Noi apprendiamo che il governo ha l'intenzione fare votare una legge, per_ cos dire in l?ianco, per essere autorizzato . ad andare in SOCCOrso dei dipartimenti e dei comuni in di. sinistro. Le colonie franesi_sono sirziilraje ma no1i ci so_c.corsi per esse.,E quando si domanda j.m pr stito di" 75 milioni per salvare che .rappresentano 13 -nillici11i di Uomini, vi rispondono: non c' denaro: Ed : ecco che cosa aggiunge. l'autorevolissimo articoli* francese sUllo stato ,delle tei;_re dell a sua patria: Att11almente uomini trfuolono di fmlle in Africa e iti Asia sotto la bandiera francese. Per Sc:ain. pare alla morte esSi emigrno in territorio straniero. Domani voi vorrete farne dei soldati, ma essi non saranno pi l, e quelli che restano saranno in uno stato .fisico e. morale che sar meglio non far loro indossare l'uniforme. Metropoli incosci(mie 'e it1grata! L'opinione pubblica non sa niente e :niente si fa per remlerla edotta. Preoccupata dai suoi problemi quOtidiani che sono gravi, essa lascia scavare abissi L'autorevole direttore dell'autorevolis .sima Q11nzaine Coloniale francese, cos testua.I.oiente La iJt11azione detle colonie francesi tragica C' inoltre la teStimonianza di un personaggio ufficiale. Un governatore generale dell'Africa Occidentale francese-che la parte pi estesa del dominio d'oltremare della Franda-Merlin, nel misurato linguaggio che la carica gl'impone, sintetizza lo di semiabbandono delle terre da lui amministrate in que sto significativo raffronto. Nell'Africa Occidentale francese egli dice-nel 1914 il servizio doganale era affidato a 248 unit, oggid non se ne hanno che 181. Il migliaio di amministratori e di agenti dei servizi civili che l' A.O.F. contava nel 1914, oggid si ridotto di 200 persone; di amministratori, cio di diretti rap . presentanti" dell'autorit sovrana ed esecutori di tutti gq uffici di natura amministrativa non se ne ha che uno : nel SenesaL con 2000 km2 e per 18.000 abitanti; in Guinea per 3700 : km2 e 25.000 abitanti; nel Sudan pec5700 km2 e 32.000 abitanti; nella Costa d'Avorio per 500 km2 e 25.000 abitanti; 'nel" per 2500 km2 e 19.000 abitanti; nell'Alto Volta per kma-8000 e 66.000 abitanti Ma per Io meno superficillle il giudizio -<:he si d da alcuni, per cui si" vorrbbe spiegare questo di cose nelle colonie francesi come generato da disinteresse, disamore crescente da parte della Metropoli, da sperequazioni nelle assegnazioni dei bilanci ; per cui tutto' si rimetterebbe a posto se ricrescessero in Francia amore, intereSse e fondi per le terre d' oltrC!DW"e. Le cause ci di a5soluta evidenza sono. _pi profonde. Vanno ricercate nel declino in cui caduta la razza: francese. Declino che ha via via e poi del tutto prosciugate le energie creatrici all'esterno della Francia. Gli uomini. travaSano--diciamo cos -del ter ritorio nazionale quando hanno superato una data tensioe -interna :ma se il governatore Merlin fa il quadro che abbiamo riferito, egli perch_la FranCia non solo non possiede coloni e operai da mandare a fecondare il suo impero, ma non ha pi per esso nemmeno "amministratori in numero sufficiente. Le energie prorompono all'.estemo di Ida un terto limite di saturazione interna; le attivit Caricatura pubblicata nel 1905 dal periodico francese ""L' AssieHe au beurre in &e9U,Jto alla notizia che a Brazzaville due funzionari francesi, per distrarsi:. avevano fatto saltare. un negro con la dinamite. La dicitura della vigneHa era cosi Coms ci ai diverte in colonia l Viva la repubblica! ". di un si manifestano all'esterno sul: la premessa e sulla base di rigoglio e dt vitalit interna. Ora, la razza francese ha perduto queste capacit. Se la: Francia, in una crescente tragica abdicazione, cede 30

    PAGE 51

    continuamente a stranieri prima di tutto ad ebrei -la gestione e il controllo di larghe zone della sua vita nazionale stessa, logico che questa Francia non ha pi nulla da dare e da trasfondere alle terre esterne che trattiene. Se nell'in terno della Francia aumentano i vuoti (75 abitanti per chilometr quadrato, di fronte a 150 in Italia e 140 in Gerunania) come si' pu pretendere che essa colmi quelli delle terre che gestisce? Se le cam pagne abbandonate della Francia vengono espropriate dalle razze che la circondano, come si pu sperare che la francese provveda alla valorizzazione delle terre d oltremare? Lo stato in cui versano le colonie francesi ebbe notevole ripercussione nel Conv egno Volta che si tenne a Roma dal 14 al 20 novenibre del 1932 anno XI. Mar. c el Olivier governatore generale, pre s idente della Compagnia Generale Tran satlantica, ex governatore del Sudan fran cese e del Madagascar, commissario generale dell'Esposizione Coloniale Interna zionale di Parigi, membro dell'Istituto C oloniale Internazionale -si present a Jetto Convegno a perorare, con un discorso quasi patetico, la costruzione di un unico degli Europei contrQ le razze di colre frementi di impazienza. Come si vede, siamo alle solite : in Europa la Francia invent la 5olidariet \europea e cose del genere vedendo approssi marsi l'ora in cui deve scontare il fio delle sue malefatte; lo !Stesso fa per le colonie. Dopo tutto, ci vuole una bella dose di disinvoltura per parlare di fremiti e d 'impazienza delle razze di colore quando s i responsabili' di quello .di cui r e s ponsabile la Francia. La Francia affid .. .;: :_ .. tm buona parte della sua difesa a coloniali durante l a guerra mondiale; Senegalesi, M a dasch e ni, Somali, Algerini, Indocinesi ecc. vennero sbarcati in Europa, armati e istruiti nell uso delle armi dal 1914 al 1918 ; milioni di uomini di colore vengono tenuti sottomano nel proposito di farli partecipare alla mischia al primo bagliore d'incendio E' forse strano, dopo tutto ci, che questi uomini di colore avvertano dei fremiti e assaporino delle impkienze-? La Francia ha lanciato uomini di colore contro bianchi, ha. fatto accampare gli uomini di colore nelle citt dei bianchi, ba fatto conoscere a:gli uomini di colore le feroci discordie europee. La massima parte della perdita di prestigio del bianco per colpa della politica coloniale francese. Suprema disinvoltura! Ora la Francia pretenderebbe la solidariet europea in favore del tenimento del suo dominio coloniale. minato dalle fondamenta. Ogni cosa ba il suo ciclo; ogni impero ha certamente la sua evoluzione, la sua stagione e la sua storica. Fece il suo tempo e scomparve l'impero absburgico : da mille indizi appare che francese abbia fatto il stio. Supremo indizio, fra tutti, quello della devastazione della razza francsee, massimo fenomeno storico del nostro tempo A. TRJZZINO Una negra inc:i.vilita H alla maniera democratica.

    PAGE 52

    Fra i van SIStemi di colonizzazione, si avvicinano pi fra loro quelli degli antichi : tutti a carattere commerciale e raramente a carattere espansionistico. Dall'inizio del l' et moderna in avanti, ogni nazione, in diretta dipendenza alla natura, alle tradi zioni, al grado di civilt raggiunto, ai pro pri costumi civili e politici non che alle tendenze religiose ed economiche, ha un proprio sistema coloniale. In ordine di tempo le colonie porto ghesi sono state le prime a formarsi, ma i portoghesi non hanno mai capito la colonia come territorio da valorizzare e l'han no sempre ritenuto un territorio da sfrut tare. Se oggi l'Impero coloniale portoghese uno dei pi vasti, abbracciando un'area di 2.079.576 kmq. con una popolazione di 8.245.163 abitanti, da immaginarsi che cosa era nel sec. XVI estendendosi dal Brasile alla Cina. Allora l'affermarsi del l'Inghilterra e dell'Olanda nei porti afri cani e in India lo fecero quasi improvvi samente decadere. Nel 1598 gli Olandesi s'impadronirono di Sumatra e nel 1665 delle isole Ceylon. Intanto Bombay, assegnata come dote alla figlia di Giovanni IV, passava (1668) alla Compagnia inglese delle Indie e Calcutta seguiva poco dopo la medesima sorte. Nel 1820 il Portogallo perdeva il Brasile, e ben se lo meritava perch mai intravide n a scoperta avvenuta per opera di V asco de Gama nel 1500, n dopo -le immense possibilit del nuovo mondo. Forse il tanto deside rato e combattuto possesso della via delle Indie lo allontan da realizzazioni pi precise, certo il Brasile aveva bisogno d'esser presidiato e colonizzato demograficamente. Costume del Sennaar (Africa Orie111tale). Ma il Portogallo con il suo piccolo numero di abitanti e con il suo esiguo territorio non poteva essere (e non lo pu nemmeno oggi) una potenza a tensione demografica. La prima conquista coloniale portoghese si deve a motivi di ordine politico, militare e religioso: la lotta coi Mori. Re Gio vanni I, nel 1415, conquista Ceuta e il Marocco. La prima occupazione in Africa quindi una continuazione della guerra con i Mori ed connessa ai viaggi che dovevano condurre alle grandi scoperte. Il figlio cadetto di Giovanni I, Enrico detto i1 Navigatore, con lo scopo di combattere gli infedeli e di imporre la reli gione di Cristo, continua le conquiste del padre. Il possesso delle nuove terre si realizzava piantandovi i padrao e !asciandovi quel vettovagliamento .rin deposito che po tesse servire al rifornimento delle susseguenti spedizioni. Quindi, primo e rudi mentale sfruttamento fu quello di fondarvi delle fattorie e di donare i terreni o le concessioni di commercio ad alcune Com pagnie privilegiate. In un primo periodo domin ii punto di vista economico, il mercantilismo, la speculazione, l'accaparramento del commer cio estero. Leroy-Beaulieu scrive: A que sta espansione continua che li port all' estremit del mondo, i Portoghesi erano spinti da uno spirito di avventura che avevano acquistato nelle guerre perpetue contro i Mori; da un'avidit mercantile suscitata dalla prosperit di Venezia, o in gran parte da uno spirito di propaganda cristiana che si trova in tutte le imprese dei tempi di fervore religioso. Quindi non l'eccesso di popolazione, n il bisogno Costume del Fazold (Africa Orientale) . o il desiderio di fondare oltre i mari una nuova patria, n la ricerca di sbocchi al commercio all'industria locali furono le ragioni che li spinsero a occupare nuove terre, bensl la necessit di avere del punti di approvvigionamento difesi e di crearsi una rete di empori. Lo sfruttamento delle colonie portoghesi fu fonte di arricchimento monetario, non di valorizzazione agricola; awnent i traffici il cui monopolio era del Sovrano. Con dotta errata fu, poi, quella di lasciare che i compratori di tutta Europa venissero direttamente ad acquistare a LisbOna i pro dotti che corrunerciavano i Portoghesi, sl che loro guadagnavano anche sui tributi e le dogane. Per altro lasciavano il commercio di riesportazione e di commissione guasi totalmente in mano agli Olandesi. Avvenne per che, all'atto dell'unione fra Portogallo e Spagna, sotto Filippo II nel 1590, e alla conseguente chiusura del porto di Lisbona agli Olan desi (1592) ch'erano in guerra con gli Spagnoli, quelli si videro obbligati di cercarsi i prodotti portoghesi, che prima espor. tavano quasi in monopolio, nei porti di or"igine. Allora gli Olandesi attaccarono subito le colonie portoghesi conquistando parte dell'Angola (Loanda) e le isole di San Tommaso e Principe (1637). Nel1640 gli Inglesi si stabiliscono nei possessi orien tali portoghesi. Dopo il 1870 Ja politica coloniale portoghese muta partito e da lineare si fa estensiva o territoriale, ma senza grandi risultati. Essendo le sue colonie situate nella zona dei tropici, molto inospitale per la razza Nobildonna araba sul cammello. nel Sahara.

    PAGE 53

    bianca, il Portogallo si limit a sfruttarle col commercio delle preziose, con la tratta degli schiavi ; e oggi con i guadagni sulle coltivazioni a grande rendi mento, coi proventi delle mercedi degli emigrati che vanno a lavorare nelle miniere inglesi, col fare da corridoio alla valorizzazione coloniale altrui. * La colonia di valorizzazione non e m-tesa nemmeno dall'Olanda il cui dcminio coloniale sessanta volte pi grande del territorio nazionale, e sette volte pi grande come popolazione. Anche l'Olanda come il Portogallo mette le sue colonie a base degli scambi commerciali. senza mandarvi contributi di coloni. Unico esempio di colonizzazione stata quella dei Boeri nell' Mrica Australe. Gi trattando del Portogallo abbiamo avuto occasione di accennare pi volte all'Olanda, che intimamente legata a quella storia coloniale; infatti tramontata la colo nizzazione portoghese subentra ad essa quella olandese che a sua volta volger alla fine quando Cromwell dar inizio alla po litica coloniale inglese. Le tradizioni coloniali olandesi rimontano al sec. XVI, perch prima di allora l'attuale arcipelago della Sonda (con Giava e Madura, Swnatra, Rian e Bangha, Borneo) .era abitato da Indocinesi, Arabi, Indiani e frazionato in tanti piccoli state relli. Primi ad approdare furono i Porto ghesi, poi gli Spagnoli quindi gli Olandesi (nel 1593) che s'impadronirono degli stabilimenti commerciali di Giava e li affidarono alla compagnia delle Indie Orien tali. Nel 1611 edificarono Batavia raco-Tuareg di Rhat (Africa Settentrionale). Neqriero che uccide i suoi schiavi (dall' Ultimo giornale di Livingstone l. gliendo il monopolio di tutti i prodotti dell'arcipelago. Per due secoli essi vi ri masero indisturbati; ma quando, nel 1811, gl'Inglesi vi apparvero, la lotta fu accani ta e dur cinque anni, cos che nel 1816, conclusa la pace, l'Olanda soppresse la compagnia e pose le isole sotto il diretto dominio di Re Guglielmo. Nel 1824, in seguito alla cessione di Malacca e di una piccola parte dell'isola di Borneo, Suma tra e Borneo furono restituite dall'Inghil terra che le aveva tenute in pegno. *** Prendendo a scuola Venezia e Genova spostatasi la navigazione da mediterra nea ad oceanica l'Olanda si lancia sulla ,;ia delle Indie. Prima impresa : conquista l'arcipelago della Sonda, come abbiamo detto sopra. Secondo atto : entra in re lazione con i Cinesi e occupa Formosa. Terzo, attacca l'India propriamente detta, togliendo ai Portoghesi molti stabilimenti; Quarto : va nel Brasile e muove ancora guerra ai Portoghesi. Quinto : giunge a Pemambuco, nella Guiana, occupa alcune delle piccole Antille e fonda Nuova Am sterdam (che poi, in mano degli Inglesi, diventer Nuova York). Sesto : si stanzia in Africa al Capo di Buona Speranza e !uri. go la costa della Baia della Tavola. L'attuale struttura economica (poich essenzialmente economica) coloniale olandese si basa sull'agricoltura, europea e in digena; sulla pesca delle perle, sulla sil \'cultura, sui prodotti minerari. FRANCESCO CALLARI

    PAGE 54

    . ., . -----' _!fjj-_ _.J JP!ich doverosa norma darsi ragione, Ce5ari contro quella dei Papi, contro sin dove sia concesso dall'odierna visione quella di Mussolini. Laddove esso pe scientifica di ogni fenomeno di natura e netrato al vivo nel sangue, nel costume poich anche quello giudaico intinianell'abito mentale di un popolo, gli ha mente connesso colla natura che ha creato conferito quasi un istinto centrifugo, taluni .animali vegetali e minerali bene quale si avverte nel popolo inglese che fci .all'esi s tenza della specie umana e non sa che a malapena tenere avvinte al tal'altri nocivi cos ci dobbiamo chiedete tronco . Dall' epoca dantesca risalendo ai giorni nostri presente
  • d'inganno >. Poco pi tardi Pietro Pinamonti ne l 169 4 pubblica La sinagoga disingan nata ricalcando i concetti piena coecienza che hanno i giooei del male operare contro i cardini sociali. Si giunge poi all'opera valoro s a di Giuseppe Sessa che il giudaismo nella sua espressione economica, giuri

    PAGE 55

    nperialismo giudaico dica, politica. Formidabile la requisito ria del Sessa; verso la fine del suo Tra ctatus redatto per lo pi in latino, in elude questo significativo sonetto: Gi dieci e sette etadi in gran sventura, o popolo infelice, involto gemi, c percosso dal Cielo, oim non temi anzi in faccia al castigo il cor s'indura. L'orribile medusa l'empia usura, che ti rende insensato ai mali estremi, e fa che in pene il Punitor non temi, fatta in le la perfidia ornai naturn. Se allor che incensi al Yitel d'or porgesti, ti fu con la sua polve il cor purgato; or luce all'alma il tuo vii fango appresti. E se cotanto usureggiar t grato : Deh adora il Redentor, che gi uccidesti, <' si:t la tua fortuna il tuo peccato. Vincenzo Rossi nel 1816 rileva che la emancipazione dei giudei nuoce alla so ciet, che non sar mai a qualunque even to tranquilla colla novella incorporazio ne; nuoce alla sicurezza dei Principi Cri stiani il cui governo viene dalle massime ebraiche considerato come il pi detesta bile; nuoce a tutti i seguaci della Reli gione di Cristo, i quali rimanendo cos vieppi vincolati colla popolazione ebrea, si troveranno maggiormente e5posti ai pericoli Ji quell'odio mortale, che gli Ebrei potranno talora nascondere, ma non potranno cancellare giammai Poco pi tardi Francesco Gambini si pone il quesito: Posta la libert -di culto, i giudei, .come giudei, possono essi c onfondersi indistintamente con altri membri dell'umana famiglia, nell'unit c ollettiva di un corpo politico? Al che risponde che gi gli ebraisti della fine del XVII seeolo e del vrincipio del XVIII quali il Bartolocci, i due Buxdorf, ed al tri, furono generalmente d'opinione che l'indole giudaica nn poteva conciliarsi col comun diritto politico e civile. Nella opera L'ebreo possidente il concetto dell'assoluta insociabilit ed inconfondibilit del giudeo la cui natura .dispersione permanente e dista<:co dagli altri popoli in mezzo a cui viye. E il Gambini nell'osservare che i giudei eman cipati da Napoleone sono divenuti anti napoleonici ammonisre: Con tutto ci non sarebbe forse da consigliarsi ai giudei una gran confidenza nella stabilit
    PAGE 56

    o . ..... i'-'. : -. : . . . .. -L' ER. O _ISMO E. -duCe, anzi. eqUivale, a una. sufficiente e :giusta ..t-i, n pi .n meno: conviene sociale. D'altra parte 05Sef-.. /::. ? . . vate che nessun popolo ai di qua. della dvi!ti media, iessiVt'.{'{ .. coGNIZIONE civilt .med.il!-Le Siet o barbare assolutamente, o c9foite e ALTRO M O N D:Cl:. ::':7 <=t=.:J:t . . . . . ... "" ... ,r eccessivamente incivilite e ragionevoli (ccime , : :\_ .. che gl'individUl) non mai Cristiane. .[ QUesta tutta la perfettibilit dell'ulica e 'i altro che Ora 1a Religione confonde appunto la no. : ogni etO$m.(), sacrifi%io, virt, di ogni illnsooe d8.l.la, "li stra ragione, gli mostra la sua insufficieon, la corruttela che "' natura oello Stato primitivo, o sviluppatasi natUralmente ,1 :ha intrOdotto nell'uomo, e l'impossibilit ch'ella ha di. . stato di gni illusooe che fOQDa. la. sOstail%a. lli-:-.f!l. ;, i tarci : ed ecco la della ragione. Perch queste cose giooe della vita, e Ch'essendo ispinla dalla. ntra. .; ... ;,! !:/ .l'uomo non le avrebbe conosiute nel suo stato primitivo, ttla.: dal Cristianesimo. . ., prevaluta la ragione, egli non pu maggior pc:T(e: . perfezion Iagiooe relatiya. a iJi _.zione che di conoscere e il de!J: ragione; la rapi:J'I?e non pu esser perfetta non relativ!-all'altra . .:'I.-La perfezione della ragione con$iste a richiamar I'uofn qQ.arito i vita. Perch quel .richiaoiarci. ch'ella Fi possibile suo stato na.ttn"ale;. ritorno alle illusioni patwali, essendo Uo. richiamo fatto daJJa/:tJBi:one, ;/H diante quella ragione stesSa .be ha corr*o non pu altro che persuasiQo'e di esse H: il suo fooda.mcnto m : .. questa mep. ch'esse son conosciute, come ci torneremmo, 'se non cipetsua ,i;. pi equivalere allo sbtO naturale, n dessimo di nuovo 'che fossero vere? Un ritorno l!.,i,i_.: : __ nostra perfezione primitiva, ri quindi procurarci': non ragionato, ma solamente volontario, non che , . Cit che ci. destinat. rigurdo . vano, istabile e quello .. molernj. fil9506 !1 { la miglior c'9Qdiiione ch l'uomo .: sensisti, che, cercando a d rip.rendere le '.illusioni :1'i la Religione faVorisce infinitamente ia natura, : . perdute, ci niescono, al pi, e del J;e5to pas-il/i iri parecchi a.ltri hioghi, stabilisce /.': sano la. nella. freddeiza, ; i.rillifetalZa e . Dopo la ch'eran proprie degli uomini antichi o pi :' perta.nro, tomaie alle illusiru, cio 1 1 appaga la nostra coll'idei : .ripeisuaderane, se non conoscendo.che son veie. ver e /i l'eroismo, d, vita, corpo; ragione e fondamnto : a se DOn rispetto a .Dio un'altra Rispettp a):>io ch' !,1 quelle illusioni che costitUiscono lo stato di -;il-. la virt, la. bellezza : ec. la virt .,.,?7.8. e non pi felice stato dell'uomo Scia,Ie e corrOtto insailabiltliente: fantasma, oome nell'ordine ;delle cose create : Rispetti> ai; lpl'altr a / stato dove si concede tanto alla natura, quanto compatibile vita, dove la sper.uu:a sad reali nata, la e : pre-. colla societ. Osservate infatti che Io stato .di un,,popolo .C[j. -, miato ec., doVe iQSOOllJla le illusioni non 1/ f stiano precisamente lo stato di un popolo mezzanamente : ma realt. Dunque la. perfezioo della dvile. Vita, .attivit, piaceri della vita domestica, roSOl(), come yita, perch perfe. l .fizi, amor pubblico, fedelt privata e pubbliOI: degl'iqdiviCJ u L;.,: . ziooe a questa. vita dipende dalla. ptri.ezione e delle nazioni; virt e privare, : .. i; . : : ,, .

    PAGE 57

    q nestiottaiio Giuseppe Grleoo di Vico Equense ci scrive: Molte cose interessanti si sono gi scritte sul l'esteromania che informa ancora il pensiero e la vita di molti italiani, specialmente borghesi. Si son criticati l'eccessivo divismo e il novellume ,;traniero di tanti settimanali italiani cosiddetti di novelle e variet, si parlato delle troppe traduzioni straniere di opere di scarso valore letterario, della musica straniera, specialmente jazzistica, che impera tuttora nelle nostre orchestre orche5trine, si son criticate tante cose; forse troppe, ma nessuno finora ha afirontato questo problema nella sua vera essenza. Perch secondo me il problema un altro, ben pi alto e pi l'rofondo. Un problema che investe non questo o quel particolare, ma tutta la .vita sia spirituale '1e materiale; un problema di stile, _che !li potrebbe definire' tutto in questa proposizione: '"ssere o non essere fascisti. Perch essere fascisti non vuol dire solo possedere una tessera, ma "vere un modo di concepire la vita, possedere 11110 stile. Da quanto sopra consegue che chi ,-era mente fascista non pu essere affetto da ne&=,;nna pi o meno larvata forma di esteromania, :.1 trimenti si al polo opposto, cio non si fa,, isti. Per costoro il problema deve porsi in l<'rmini chiari, senza ,posRibilit di equivoci. !-::;sere fascisti vuol dire in primo luogo essere "' stessi, cio uomini che hanno una Pa1ria e >n andavano a Parigi ad apprendere le ultime novit in fatto di arte, ma venivano a Roma a n>cditare e a studiare sulle opere immortali ddl'arte greca e romana; quando i nostri arti't i erano la voce schietta e immediata della nostra razza e della nostra immaginazione, allora la nostra arte rifulgeva unica al mondo d'una grandezza non mai f'guagliata finora, ed eranmo universali, perch eravamo profonda mente italiani. Poi le dominazioni straniere, nn pi le .. mode. che -importarono tri noi, olfnscarono la luce della nostra razza e ci mettrmmo anche noi, contro il nostro genio, a filo sofare. Divenimmo razionali, imbelli, in una parola: borghesi. Invano tal uni nostri grandi, elle ricordarono ai dominatori immemori la grandezza e l'inestinguibilit della nostra razza, clw pur un giorno avrebbe .dovU.to risvegliarsi e d i dominata diventare dominatrice, invano, dicr., taluni nostri grandi alzarono la voce ontro questa servit spirituale a loro pi odiosa ancnra di quella materiale; nessuno li ascoltava: Hnnasero voci inascoltate nel deserto gozzovidella borghesia. Ma la fiaccola. del nostro non si mai spenta. . le noi, in questa rinascita della razza italiana, l ahlnamo raccolta, per realizzare nel nome della Patn;t un'Italia forte ,13 potente, rispettata e temuta, e per vendicare, se necessario, le offese reca te dalla tracotanza straniera . Ciunti a questo punt, conviene parlare del n>orgnnento italiano. solo ci che aveva l'etichetta stranieraZ Mse .. noi stessi non ..eravamo .ita1,iani .che .di .Dome, e spesso neanche di questo! Noi non ci addentreremo in un'analisi storica sia pur' breve di questo movimento, che a cc:isi breve distanza di anni, ha gi, quasi assuilta la fisionomia d'un. mi1:9. Ci ci Porterebbe tropp loDtano esulerebbe da quello che l'assunto di questo scritto. IP.remo solo, riservando ad altra occasione il dimostrarlo esaurientemente, che stato appunto durante questo movimento, ma specialmente alla sna quasi completa coronazione vittorioSa, .nel 1876, anno dell'avvento delle sinistre al-potere, che siamo stati maggior. mente traditi. Traditi in .tutti i nostri ideali, da tutti, ma specialmente dalla nostra assunta allora al potere. Ma col rifiorire del senso e dell'orgoglio' di razza, tale stato di cose stato capovolto. Noi .. vogliamo essere e siamo solo italiani Resta una: . categ?fia cJre non vuoi-sapere di aDi. nearsx con no1 .. Peggw per essa, non le daremo. tregua: :fino alla sua completa estinzione. D'allora, fino all'avvento del fascismo, siamo :f-a .d-et Muw-. stati tutto: borghesi, democratici, idealisti, Amaldo Corrieri di Livorno ci ha scritto del positiviSti e via degenerando, ma non italiani Risorgimelito, facendo questioni, sn1l quali Sembrava che avessimo perduto.-ccetto sem-. richiamiamo particolarmente 'dei pre quei nostri grandi inascoltati, il senso della nostri lettori. razza. Eravamo divenuti gli schiavi della cultura Corrieri dice: e della moda straniera, .stavo per dire parigina. Quello del Risorgimento un argonlento Che meraviglia, allora, se da .noi era pregiato tanto importante qnanto delicato. rive-

    PAGE 58

    -derlo dal nostro punto di vista. Voi lo avete inquadiato in modo dai soliti libri di testo e avete distinto. tre periodi: fino al '48 il primo, d'ispirazione francese, culminante nel tentativo di pochi di far la Rivoluzione Francese in Italia. Italiano il secondo che realizz l'unit e s'interrompe con la Rivoluzione parlamentare del '76 che inizia il terzo che il tradimento borghese del Risorgimento. Ci giusto; ma non che un principio; e credo che siate stati troppo rigorosamente conseguenti nel tirare le conclusioni. Pu darsi che una fatsa educazione ci abbia reso incapaci di giudicare serenamente un argomento cosi com plesso e delicato; che una reverenza e un amore male inteso, pei nostri martiri non ci consenta di studiare freddamente il loro pensiero e la loro azione; certo che il Risorgimento per noi sacro; pi che storia mito; e resta in noi quale l'abbiamo appreso da quelli che furono fino ad oggi i nostri li br i. Gi una critica che fu chiamata anti-nazio nale volle vedere nella Rivoluzione Francese e nell'opera di Napoleone la molla e l'origine prima del nostro riscatto; del ridestarsi della coscienza nazionale nelle masse popolari cui Napoleone insegn a portar le armi (per la Francia); e taluno ha considerato i disastri dell'invasione francese un salutare insegnamento per noi. C' indubbiamente alcunch di vero in queste due proposizioni ; ma si respinta la tesi dell'origine francese del nostro Risorgimento e ci si richiamati perci al nostro Settecento; a Vico, Giannone, Genovesi, Denina, Muratori, Filangeri, Verri, Galeani-Napione, Alfieri. In essi l'idea nazionale ebbe, fin dal '700, i suoi assertori. Poi venne 1'89 con le sue illusioni, le sue violenze, le sue libert; quelli che i libri di testo chiaman patriotti e voi borghesi, imbroccaron la strada della Rivoluzione francese, e furon per fare dell'Italia un feudo della Francia. Mi pare tuttavia azzardato condannare in blocco il periodo fino al '48; in cui i borghesi aprivano la strada al nemico, combattevano nelle file francesi contro il popolo d'Italia ch'essi chiamaron plebe e popolaccio Vediamo pi da vicino questo periodo. Dal '48, trattato di Aquisgrana, al '789, pe riodo di tranquillit e di riforme; si svolge in Italia una letteratura liberale, pi o meno, soltanto nelle forme; sostanzialmente nostra; le idee deil'enciclopedia attecchiscon poco in Italia e il popolo rimane indifferente. Nel '96 l'invasione francese dell'Italia trova pochi entusiasti. La proclamazione della Cispadana dopo la rivolta di Reggio del 30 agosto, e quella della Cisalpina il 12 giugno del '97, danno _corpo all'illu sione dei patriotti he accorrono esultanti nella nuova repubblica, mentre il popolino si ribell a Venezia (Pasque Veronesi) e aGenova. d notare la disinvoltura dei testi bor ghesi che esaltan prima come patriotti e rampognan poi come forsennati q ne' pochi che vogliono fare di Genova e Venezia repubbliche francesi e abbattono le tradizionali istituzioni e i regni dell'antica potenza. E fin qui potremmo, per rimetter le cose a posto, invertire le parti; chiamar patriotta il popolino; plebaglia i patriotti. Ma gi nel '99 questa sistemazione semplicistica non pi possibile. Dal 21 gennaio il popolino resiste per tre giorni ai patriotti '' e ai Francesi che tent:1n di abbattere i Borboni. E la situazione, invertite le parti, si ripete, questa volta in tutta Italia, con la Reazione dell'anno stesso. Il popolo d la caccia ai patTiotti e ai francesi e accoglie i Russi del Suvarov e gli Inglesi di Nelson. Ora se non lecito gratificare di lazzaroni e di plebaglia il popolo che insorge contr-o lo straniero in difesa delle tradizioni e della religione (il popolino combatteva al di" Viva Maria), non neppur lecito chiamar borghesi Carac ciolo e Pagano e Cirillo e Fonseca. E poi il Foscolo che pur combatt e "fu ferito alla Trebbia e poi i letterati, artisti. poeti che confluirono nella Cisalpina prima, nella Repubblica e nel Regno d'Italia poi. Certo non si pu farlo "a cuor leggero Popolo e Patriotti combatteron per qualcosa che ne n era Italia; qnesti servirono inconsapevol-mente la causa francese; quello insorse nel '99 com'era insorto di volta in volta nei lunghi secoli del dominio straniero, dai Vespri a Perasso, per quel risveglio quasi inconsapevole dell'antica virt e trovar la vitalit inesausta di questa stirpe. Ci vorranno pi tardi Vittorio Emanuele e Garibaldi per ridestar questo popolo; per fare come voleva il V erri, di questi Toscani, Liguri, Veneziani, Napoletani gli Italiani. Ci vorr poi, dopo il '76, Mussolini. Il popolo rimase assente, fino al '48. La Carboneria e le altre sette, fallirono, com'era fallita l'impresa francese nel '99. Le sette, derivato della Massoneria, espressione del Razionalismo e della Rivoluzione, non misero radici profonde in Italia dove il popolo, checch si vada vociando d'anticlericalismo e di laicismo, rimase cattolico. Illuminismo, laicismo, anticlericalismo, libe rismo restaron sempre alla .superficie. La storia del nostro Risorgimento fatta spesso guardando dal di sopra questa superficie mutevole. Il popolo saldo e solido al fondo; e il popolo innalzer la bandiera tricolore soltanto dopo averVi posto lo stemma sabaudo con la bianca croce. Anche questo un punto da rivedere. certo che i patriotti delle sette sbagliarono ancora dei suoi s'eran gi convertiti alla monarchia. Egli il maggior responsabile del tentativo dei '48. Ora dovete spiegarvi; non !imitarvi a un giudizio che pu essere ed giusto, ma insufli: ciente. Io penso che non si debba lasciar pendere quel giudizio, quella condanna sull'opera sulla figura di Mazzini. I tentativi del '48 passi falsi; ma leciti. Colpa ci fu pi tardi, nel '76 quando si torn su quei passi, si tradl il passato e l'avvenire d'Italia, si fece in Italia la Rivoluzione Francese. E mi si permetta di ripetere per Daniele Manin quello che ho detto per Mazzirii. Son rimasto sorpreso nel sapere !l!lanin ebreo; ma non son d'accordo con voi nelle conclusioni da trame. Dire che, essendo Manin giudo, non possibile accettare il suo operato scevro da secondi fini partigianeria e leggerezza. Non si pu pretendere di smentire in base a un falso assioma insulso, i sentimenti e le opinioni di tutti quelli che onorarono e onorano Manin al pari degli altri nostri grandi. Daniele Manin resta, deve restare, se si fanno le cose con seriet, quello che stato per noi e per i nstri padri; resta padre di Venezia finch non si abbiano prove o almeno indicazioni che dimostrino la verit o rendano legittimo sospetto. L'aratura in una concessione della Somalia metodi; ma gi l'esperienza aveva insegnato; e, dopo il 'zo, i patriotti lavorarono,disorganiz zati, ma tenaci,, per una causa Italiana; nnflusso francese non pi immediato; la tinta liberale pi incerta; e i pa1.riotti che troviamo a capo delle .cospirazioni successive alla Restaurazione non possono esser chiamati borghesi. Che poi accanto ad essi lavorassero per i propri fini ebrei e borghesi, non stupisce, anzi perfettamente comprensibile. Ma che per cansa loro si debba condannare tutto il periodo susseguente alla Restaurazione non mi pare giusto. Santorre di Santarosa, che pure sparse invano il sangue del popolo, non borghese. Le cospira zioni posteriori al '31 e la rivoluzione del '48 son dovute alla predicazione Mazziniana. Fu illusione, fu stoltef:za, se volete, come illusione e stoltezza furono tentativi Mazziniani che per poco non rovinarono l'opera di Cavour nel decennio. Ma credete che i Mazzini, i Ruffini, i Bandiera, i Mameli e gli innumeri altri che per l'idea mazziniana combatterono pensassero davvero a far la Rivoluzione Francese in Italia; potete chiamarli borghesi? Anche se non seppero o non vollero. mettersi agli ordini del Re che aveva innalzato i loro colori; e lo lasciaron solo quando scese ancora in e s'ostinarono come il Mazzini nell'idea che era stata per loro anima, vita, quando l'Italia s'incamminava per un'altra via verso un altro destino? credette in quei giorni nella Repubi:llica e s'ostin a credervi quando molti Connesso con le questioni trattate da Grirco. e specialmente da Corrieri, ci che ci scm e Camillo Cataldi di Colle V al d 'Elsa. Cataldi dice: Mi si domanda che ne penso di tutto ci clicavete scritto in risposta alla mia lettera, cnn: prima di tutto aprire gli occhi alla giovent italiana che cresce educata e convinta dai libri di storia che certamente furono scritti da borg!ll'oi e perci si inocula nella mente questo germe dele-terio borghese. Occorre cio con nuovi documenti riformarl' gli attuali manuali storici e sostituirli con altri pi veri, che forse daranno molte delusioni a molti studenti ma offriranno una nuova storia italiana, e scevra di ogni traccia borghese nrl ebrea e, come dite voi, gli eroi puri del Riso; gimento non a"Tanno niente da tmere ma rifuigeranno di luce pi eroicamente italiana. Si spera che, con la nuova riforma della scuola italiana, si debba provvedere anche alla zione dei libri di storia e di filosofia dai quali maggiormente emana il fetore del borghesi,;mo e del filofrancesismo. questo che io ho ha rispondere; di ringra ziarvi per avermi aperti gli occhi dinanzi a q w: sto argomento e di aprirli in avvenire a tantJ altri studenti, che crescono educati borghest' mente, ed anc.he in attuali momenti in cui l'Italia

    PAGE 59

    pe r diversit di idee politiche e sociali, lontana dalla nazione francese, aspicano e sognano un ritorno all'antica fratellanza, all'antica schiavit. Si rinnovi la storia posteriore alla rivoluzione francese, si estirpi questa mala erba,che cresce, s i a pure all'oscuro e sempre intristendosi, in mezzo al popolo italiano: gli elementi impuri e bastardi di una razza o si puri1icano o non sono degni di appartenere ad essa e devono essere esp ulsi. Questa in nome della razza e del popolo italiano spetta a !J.Oi a compierla, a noi l'onore di dare ancor pi, a noi fascisti ed ital iani l'orgoglio di esser tali. Uobbiamo dunque cambiare i libri di testo. \o n forse questa la principale riforma scola,lica italiana? Cambiarli in senso italiano. Ma 'iuanto a Manin, non c' nulla da cambiare, c ondo C or r ieri. Eppure, se cambiamo l'indirizzo scolastico e dell'educazione italiana in un senso tutto italiano, dobbiamo credere che <:t mbier anche ognigiudizio particolare. Cam-k r e l'indirizzo vuoi dire cambiare l'indirizzo fr.>Hccse. Vuoi dire porre al fine dei nostri studi ,. I e lla nostra stessa esistenza l'Italia, non la ri . : .Juzione francese, tantomeno l'ulteriore sviht! po di questa. E vuoi dire credere all'Italia. L :1o n basta. Vuoi dire essere dell'Italia. Aver '" Wi italiane. Esser fatti di carne italiana. Di eu. re Cosi l'Italia una questione di -razza L r t a l i a? La civilt. Perch l'italiano allora lo r' noscerai dall'essere abbastanza pazzo da .,., l e re che una sola la civilt, una, singolare l:c bssica, e che sua. Finisce questa piccola qt:Aionc patriottica di tirar le patrie al mulino ''' tpeo. La civilt l patria. E ne conosciamo llll:t sola, il Rinascimento, perch nulla nato ' !il'> il sole, che abbia patuto spostarla. Non ne ."' b 1 un'altra, ecco la questione, e il mondo ancora del Rinascimento, l avora su quello. E :11csto lavoro l'equivoco che ci h a messo contl\ t l{oma, senza farcene nemmeno accorgere rc'""n ciando dall'umanesimo. \ n n ti fidare di questa parola. L'umanesimo 1111 rnodo di sostituire al giudizio romano di n te, il giudizio della decadenza greca. Questa i Lt lib ert reclamata dall'umanesimo. L'umant, imo sono Erasmo e Lutero. L 'umanesimo sonr. l'illuminismo greco, la libert della ragione, l'b;11n e. Sono le forz e con cui lo spirito accadenuc o francese non ci fece accorgere di fare del da ico il classicismo e il classicistico e di spo s t ar" i l punto di vista roma no, di metterei d a un ; litro punto di vista, l 'europeo. L 'Europa principi con l'uinanesimo, diversa .da Roma. L'umanesimo sono Cartesio, l'illuminismo, il giusnaturalismo, la rivoluzione, con cui la Francia accentr a s l'Europa. Spost la patria del mondo, senza poteme spostare la civilt, senza aver fatto l'altra civilt, ma fondando invece un sistema di civilizzazione, di cultura. Le nuove nazioni d'Europa non svilupparono tanto l'immaginazione delle loro lingue, quanto la riflessione del latino. Perci furono fin dal nascere decadenti, e trovarono il fatto loro nella decadenza greca. Questa la loro essenza razionale e romantica, volta cio pi all'essere e diventare, che al fare, pill al movimento che alla creazione. E si sa che quando l'essere e il pensare diventano il fine dell'uomo, lo diventa altresi la societ, e le co5e materiali e decorative che alla societ convergono, quando il 1ine dell'uomo tutto societ. Perci la nascita dell'Europa corrisponde con lo sviluppo di societ mercantile, che a farla breve, volle il dominio, e lo cerc, impadronendosi dei mezzi di sussistenza di tutta l'umanit, ricattando la vita dei popoli, dosando fin la vita dei re, prima d'aver fatto la rivoluzione. Questa l'origine di quel potere sinistro, che si chiama borghesia. una classe di mercanti che pu dominare il mondo, fondandosi sullo scarso prodotto, e sul movimento delle merci. Non agricola. nemica dell'agricoltura, percb questa fa vivere il popolo. Vuole l'intero dominio della ricchezza. mobile, e vuole che i bisogni dei popoli siano alla merc del suo doonio. Perci vuole le terre. Per dommarle, non per coltivarle. Per dominare la dose del prodotto. Perci vuole l'industria. Quando i signori, per condizioni di vita crea t e dagli stessi m ercanti, ebber o urgente e stragrande bisogno di quel denaro, di cui i signori di terre non avevano mai avuto bisogno; i borghesi fecero il colpo. Diventarono padroni dei feudi . padroni del feudo demaniale, ch'era terra del popolo, padroni delle terre comunali. ch'erano terre del popolo con una seri e di usurpazioni che furono dette abusi feudali e che ebbero come consegnenza che il popolo fu .ridotto servo della gleba, oppure fu sc acciato dalle sedi, ove d a secoli seppelliva i suoi morti, spinto verso l e citt, a formar le corti dei miracoli, se il nuovo padrone aveva deciso di fare delle terre di caccia, oppure pascolo, perch, senza quas1 opera d 'uomo, poteva allevare masse di bestiame. Questa usurpazione era accaduta, quando.la borghesi a con la rivoluzione mise il rino sulla usurpa zione ste.'iSa, e l a fece legale. Con l'eversione dei feudi, la borg hesi a si dichiar p adrona del m a le acquistato. e il popolo p erdette senza alcun compenso i suoi diritti alla t erra demaniale del feudo e alle terre comunali, avendo gi da tempo perduta di fatto l'lJna e le altre. difficile iu:unaginare violenza pi ipocrita rivoluzione francese. Ed impossibile cercare nella storia un potere di origine pi vile del potere borghese. Il nuovo, il moderno tUtto qui. che i mercanti prendono per la prima volta l'effettivo dominio. che la societ sia considerata un generale commercio intellettuale e materiale. Quale altro concetto aveva l'umanesimo? Questo il principio nuovo. Il commercio insomma. Vecchio quanto i fenici. Che alla decadenza greca aveva fatto le sue massime prove. L'impero d'Alessandro era stato un impero di mercanti. Di mercanti e di giomalisti, come si direbbe oggi. Di propaganda e cultura insomma. L'ellenismo era ci che oggi chiamiamo univer-salismo e cosmopolitismo. Gli ebrei sono i pi antichi veicoli d'una siffatta organizzazione, e nel medio evo, gli autori, non meno degli altri mercanti, dell'accentramento della ricchezza mobile." del dominio dell'oro. La loro stessa capacit in ogni senso commerciale li condusse al movimento europeo. Essi, non meno dei borghesi, sono gli autori della rivoluzione francese, gli autori della libert, di quello statuto personale. non nazionale, he fa di ogni uomo un veicolo di merci e di notizie. Borghesi ed ebrei formarono lo stesso sistema. Furono gli uni e gli altri gli stessi europei. Gli uni e gli altri riflessivi. Di origine riflessiva. Gli ebrei, per avere abbandonato l'uso popolare della loro lingna; gli europei, per essere nati dalla riflessione del latino. Furono insieme gli autori e promotori del movimento, della dialettica, come si chiama la scienza del movimentO. certo che la creazione non deriva dalla dialettica, come Dante non deriva dal dantismo: Ed certo che se anche da Dante si possa tirare il dantismo, da questo non verr mai fuori la Divina Commedia. Perch ogni opera ha );'rincipio suo ed iniotabile. Col movimento, ebrei e borghesi, alias europei, misero tutto in movimento, in dialettica, anche il Rina!cimento Fecero il dantismo, raffaellismo, romanticismo, come il comunismo, socialismo nazionalismo, nietzschianismo, sorelismo, ecc. Voglio dire che con la rivoluzione l'arte politica prese per la prima volta in considerazione le tendenze; all'istesso modo la poetica, con il romanticismo. E le prese in considerazione, non all'atto pratico, che sarebbe stato vano, ma con due specie di 5cienza. la dialettica e l'estetica le quali entrambe alla considerazione delle opere, che sono l'oggetto di tutte le arti, banno preferito la considerazione del tendere e parteg-giare. Noi ci siamo tanto abituati ai partiti, che questi non ci fanno ridere, perch se.un operaio dice di essere comunista, noi non ci aspettiamo che egli faccia una comune, n egli sogna di doverla fare. E se un letterato dice di essere simbolista, non affatto perch abbia in animo un poema simbolico Anzi egli si occupa soltanto di scrivere delle opere altrui. Ha preso un partit o poetico, sebbene non debba fare alcuna opera. E a nessuno d i noi viene in mente ch'egli f a ccia cosa r idicola. Tantomeno che s i possa trattare d'una scostumatezza, diciamo pure di una immoralit. Perfino la tua segretaria ti dir di essere surrealista, e tu penserai: quanto colta questa ragazza. Se si potesse sfrondare e mandare al macero quanto ogui giorno stampato per pubbliCare t endenze e opinioni, riguardo al fare, di persone, che le cose di cui parlano non fanno e non si propongono di fare; poche pagine e pochissimi libri rin1arrebbero Se potessimo mandare al macero gli atti dei partiti politici e quei resoconti del parteggiare, che sono i verbali d tutti i parlamenti, forse ci a ccorgeremmo che anche le leggi le deve fare c h i le sa fare. Sappiamo benissimo che la Commedia la f ece Dante e il regn o d'Italia Cavour, e che ogni opera vuole un autore; tuttavia non tanto alle opere che badiamo, quanto al movimento. L'agire e il pensare c 'interessano pi del fare e n e banno preso il posto. D a ci deriva

    PAGE 60

    che giudichiamo gli uomini rion dal risultato dell'opera loro, ma dal movimento delle loro idee. Da ci deriva l'ideismo da cui siamo invasati, da cui rimasta imbastardita una lingua, come la nostra. Da ci deriva l'astrazione, riflessione e decadenza d'una lingua, come l'italiana. Perch noi pure, noi stessi ci siamo infilati appresso al movimento di riflessione euro pea, siamo entrati in quel meccanismo di movimento logico, con l'ardore di neofiti snaturati, e non abbiamo fatto altro che mettere tutto l'entusiasmo a tradire noi stessi. Perch l'Europa esiste, ha la sua ragion d'es sere, altro da noi, e non pu servire a noi. Serve a s stessa. Non a Roma. Mettere il proprio entusiasmo al movimento europeo non accorgersi di tradire noi stessi. Perch certo l'entusiasmo e l'impulso giovane non ce ne fanno accorgere. E anche adesso che la saracinesca abbassata tra noi e 'i mercanti, le democrazie plutocratiche, come sono bruttamente ma giustamente chiamate;-anche adesso non ci rendiamo conto che questa la questione italiana, che l'I talia arrivata al dunque; perch invece i mercanti credono che si tratti di una crisi; passata la quale, rincomincer il movimento dei buoni affari materiali e intellettuali. Ci giunta a proposito una lettera scritta, vedi combinazione, con una carta intestata di cables, codes: Benttey's second, ecc. Si riferisce nientemeno all'argomento della razza e del cattolicesimo, di cui al nostro numero due di quest'anno. Ce la manda lo studente Dante Colombo di Milano. Questa lettera dice: Il detto articolo mi capit fra le mani alcun tempo dopo della data di pubblicazione del numero suddetto. L'impulso, nelleggerlo, era di stringere violentemente la mano all'avanguar-dista che vi invi la lettera. Io sono studente di scienze politiche all'Uni versit Cattolica: mi hanno allevato all'Istituto Gonzaga di Milno. Io odio profondamente il Cristianesimo. Io sono fascista tanto quanto forse un uomo dei tempi eroici del fascismo non era. Amo il fascismo perch iml7.ione violenta di attivit in clima di bellezza eroica. Ho fatto una inchiesta tra centinaia di giovani. Siamo tutti, capitelo, Nietzschiani, Carducciani, Mus soliniani, e seguaci del D'Annunzio eroico . Non ci tirate fuori le vostre tiritere concilia tive, le vostre omelie salmodianti. Voi siete un ancorato al passato, come ogni non-fascista. 60 Razzisti biologici! Razzisti cattolici! Biologici un como, cattolici affatto. Noi siamo la giovent gagliarda che adora un solo Dio: la Bellezza eroica e disinteressata, che segue un solo pastore, pastore formidabile e bellissimo, pastore che sconvolge le gniggie dei popoli: Benito Mussolini. La Razza per noi la Razza: un mito di bellezza: non un concetto stillato e postillato e condizionato. Siamo la Razza che attua la nuova bel lezza del vivere. Volete onori, volete gli agi? No: vogliamo la bellezza eroica. Se scuotete il capo non capite un'acca, prigioniero della vostra logica, che non comprende la fiamma. Onorate quei cani in sottana nera, partoriti da Israele, nutriti di sangue di schiavo, luridi sorci che rodono l'interno del formaggio senza scalfirne lasuperficie. (Qui ci sono alcune platea/i ingiurie per Cristo giudeo che nemmeno un giudeo oserebbe prommciare fuori di casa). Voi dite Dante cattolico: Dante era un ere tico, follemente innamorato dell'idea politica in1periale. La sua religione era un mezzo di impero come lo fu nel Machiavelli. Egli era un despota che organizzava il cielo e la terra sotto la Legge. Cristiano Dante? Lui superbo, avaro; crudele, lussurioso, inflessibile? Cristiano questo accanito flagellatore? Si, cristiano come un Savonarola! Questi fogli brevi mi coattano a restringere il pnsiero. Non sprecher altre parole: solo ascoltate questo monito: Il mondo si accorger della giovent italiana. Mussolini sconvolge gli Stati d'Europa con la sua Idea di Bellezza nazionale. Noi sconvolgeremo le co scienze e le menti. Ed ora sorridete e stracciate il foglio. Mi sembrate il frate di Sa.lamanca che ride della figura di Colombo nel celebre quadro (Si premette che il cognome Colombo co gnome di famiglie ebraiche, e lo si trova nel famoso elenco del cognomi ebraici di Schaerf). In queste colonne, abbiamo pubblicato scritti del Duce, riguardo alla religione. E non si tratta solo di scritti, ma tra le grandissime opere che il Duce ha dato all'Italia, c' la Concilia zione, che ci ha fatto uscire dalla piccolezza del 1870, ci ha restituito il tempo interiore, l'armonia; ha rinnovato la compagine invisibile, potenziato il lato profondo del popolo italiano . E noi che non possiamo dare all'Italia altro che parole, crediamo che il migliore affetto che possiamo dare al Capo della nazione italiana, sia di essere umili, di non invocarlo a soccorso delle nostre tracotanze epistolari. Di nominrlo a proposito. Di non nominarlo invano. Perci Dante Colombo dica per conto.suo che Dante era eretico; e bestemmi Cristo, per conto suo. Ci mancherebbe altro. E se proprio non gli ripugna, cerchi di non dimenticare che la Divina Commedia cattolica nelle visceri e che da Giotto a Michelangelo, tu$ iinmagi: nazione dantesca e cattolica. E che noi non siamo la razza che attua la nuova bellezza del vivere, perch essendo una razza che ha messo al. mondo la sola nazione classica vivente, noi non consideriamo gli atti l'agire e l'attuare, come li possono i chassidisti del ghetto di Polonia, i luterani, i giansenisti, gli egheliani, gl'idealisti, cio una specie di fine divino della volont. E che la nostra non la bellezza del villere. Ma del fare. Questa la differenza tra noi e te, gl'italiani e gli altri, Roma e l'Europa. Tu sei contemporaneo .di quelli che la notte del 13 luglio 188I, gridavano a fiume Il papa porco, e a ponte Sant'Angelo, volevano gettare nel Tevere la carogna di Pio IX, com'essi la chiamavano. E gli somigli anche perch quelli non gettarono al fiume la spoglia del pontefice. Sei coqtemporaneo di quelli che schiaffeggiarono i preti che portavano il viatico ai moribondi e portavano il Santissimo in processione, con differenza che tu non li schiaffeggi, e quelli lo fecero. Ma anche a te piac dire: Decapitaro, Emmanuel Ka11t, Iddio, Massimiliano Robespierre, il re. ... .......... .................... Cavalca intorno all'avt>l tuo, VoUero, Il diletto di Dio Guglielmo Re Via l'aspersorio, Prete, e il tuo metrof ........ .............. ....... . Gitt la tonaca lW:artin Lutero: Gitta i tuoi vincoli, Uman pensiero ... .e. cab/es, codes, Bentley's second, universit cattolica, istituto Gonzaga. Un diletto parlamentare. L'acqua corrente tra il dire e il fare. Anche Pia tone voleva mettere i filosofi a capo della repu iJblica, e in comune le donne. Ma non lo fece. Il pensiero per se stesso sofistico. Ma Platone fece il Critone, visit il paese dlle anime, ce lo descrisse. Non si prese tanto diletto, soltanto per farci assistere alla sua tracotanza, che invece non ci ha mai fatto nemmeno scorgere. Tu invece non ci fai vedere altro, solo per scrivere una lettera. Tu non hai mai visto un uomo far cose terri bili. Non dirle. Farle. Tu non sei stato in guerra. Tu non sai che chi ha animo di fare quel che pensa, non lo dice, non lo promette. Lo fa. Ma voglio dire che tu sei ancora al parlamentare del I88o, e che 'devi aggiornarti, se vuoi andare appresso alla dialettica dell'uma nesimo, perch la dialettica come la moda. il progresso, invecchia presto. Tu sei giovane, e vai ancora vestito alla Felice Cavallotti. Vedi, questa un'altra differenza fra noi e gli altrj. La Divina Commedia non progredisce mai. E eterna come l'Iliade. L'umanesimo va avanti ogni momento. una psicologia. Una scienn storica. E sai chi l'ha portata pi. avanti dr:l I88o e d i Felice Cavallotti? Felice Cavallotll? Pi avanti di Hegel e Marx e SoreL Un italiano. Un abruzzese, se lo vuoi sapere. Leggi a.Imeno le opere di questo italiano. E saprai quanta strada si fatta. Quanto antiquato il tuo figt< rino. Leggi almeno queste opere, se propno vuoi rimanere da quella parte, che non l'I_h. lia. Ma se vuoi non considerarci proprio se invece di disprezzare vuoi compiacert i. ,h rispettare, che la prima condizione del capire, considera che noi non vogliamo fare altro eh: capire che cosa siamo, che cos' l'Italia, e leggJ, considera quello che diciamo, comincia con leggerti questa lettera d'un nolitro collabora tore sulla sorte dei classici,-che somiglia alla sorte dell'Italia, e facci sapere che ne pensi.

    PAGE 61

    Il nostro collaboratore, Giuseppe Pensabene, c i manda la seguente lettera: Nulla pi ridicolo, quando ci penso, e nulla pi doloroso, della sorte da lungo tempo riservata alla lettura dei classici in Italia. Per r'!assici, intendo naturalmente i nostri, latini e italiani. Da molti di noi vengono riveriti, rria da lontano, studiati e non conosciuti; e, quando '!ualcuno ne parla, con lo stesso tono con cui potrebbe parlame uno straniero, desideroso .ti mostrare delle eonoscenze -enciclopediche. Fenomeno veramente curioso, di un pop<>lo stac.:a to da s stesso, che, a un certo punto della sua ,;t o ria, ha dimenticato la sua lingua, ed ha cominciato a parlame un'altra; sicch imbattutosi un nei suoi progenitori, non stato pi in di comprenderli; e, pur continuando a triimtare loro qualche ossequio, non stato pi capace di rendersene davvero ragione. S'era detto gi nella nostra Rivista il tempo i n c ui questo distacco avvenuto. avvenuto c io nel Seicento, quando il modo di considerare ,.gni cosa, e perci anche le cose dell'Italia, essando di essere il nostro, cio quello del Rina c imento, s' convertito, per noi, nel modo fran. se. Massima disgrazia che possa capitare a 'l!l popolo: per cui, pur rimanendo material' :tcnte lo stesso, s' visto togliere i propri pen. wri, cd il modo di esprimerli quasi un sordo;::uto che, essendo stato una volta padrone d ia parola, ha dovuto poi contentarsi d'un -istema artificiale, con cui sa di non poter comu--:i c are interamente. Ora. appunto il modo francese di sentire c .:; esprimerci che ci impedisce di riconoscere me cosa nostra i classici. Proprio a questo dob i a mo se essi, oggi, sono per noi divenuti oggetto I l ri!lcssione, cio di filologia odi moda lette,.l ria; se, in altri termini, da essi nato il classi ismo N Virgilio per Dante, n Livio per :M:ac-hiavdli portavano al classicismo : erano, al > lltr a rio la parola pi viva, la guida pi sicura ;,i potessero naturalmente affidarsi. Erano, i1somma, ci che il padre per i figli, inquanto. h avevano anzitutto questo requisito: essere .:ello stesso sangue. La conseguenza di tutto questo grave. Da iii di due secoli la letteratura italiana e, pi :1 ge nerale, il modo italiano di vedere le cose, stato interamente deviato. Siamo ormai al :unto che non sappiamo pi leggere i nostri pi : ra ndi scrittori. Cio li leggiamo con occhi fran >i, tedeschi o, ci ch' peggio, ebrei. Dobbiamo : di questo, cercare, in tutti i modi, :i rimediarvi. Per prima cosa, farlo, al pi presto, .1pire nelle scuole. Ed ispirarvi la persuasione h c assurdo voler continuare a sottoporre gli rittori latini e italiani ai nostri ragazzi, dando :,,ro d eg li occhiali stranieri: per esempio, il nzionalismo grammaticale e filologico lo sto:i ismo h eg eliano, e l 'estetismo; mentre urc ntc, al contrario, riprendere, come una volta l'" i s uggerito, i buoni metodi nostri, tramanda: :vi dal Rinascimenoo. e che, per quanto insi. i i:tti, duravano ancora al tempo di Leopardi, '1e stato appunto per questo, l'ultimo grande T itlore italiano. Dopo di lui, come tu sai, ;wialmente per opera di De Sanctis, la malattia ominciata a diventare gravissima. l classic i italiani debbono leggersi alla maniera H : diana: ceco un punto essenziale della riforma + Ila scuola. Cio, non alla maniera estetica, , .. ,. : mtologie, ma alla maniera oggettiva: me,:,.llltc ampie c dirette letture, che mettono : zitutto a contatto i giovani con la vita ed i (Il li che quegli scrittori volevano rappresentare. Tornando ora alle questioni trattate da Arnaldo Corrieri, chiaro che sia cosa del tutto S!lp,rflua andar cercando il tenebroso e il doppio fnndo nella condotta comune ad ebrei e patrioti, ; e dt eb rei patrioti, come Manin. Il fatto che D taglio deUcr c:ann.cr da zucchero, in una piantagione della Somalia essi anche senza volerlo lavorarono per una causa che non era quella di Roma, ma la negazione di Roma, anche dopo la Restaurazione. Essi in fatti parlavano di unit d'Italia, come parlavano dell'unit; filosofica, e come se l'.unit italiana non fosse esistita almeno dal tempo di Dante. Anzi era proprio quella l'unit che non volevano. L 'unit d'immaginazione. Essi lavoravano per l'unit patriottica e la creazione della patria europea delle patrie. Furono la forza centrifuga di Roma. E se vuoi vedere i fondo delle cospirazioni patriottiche successive alla Restaurazione, caro Corrieri, leggi Verga, questo autore grandissimo, tantoppi grande quantoppi tenuto in sordina dalla pubblicit borghese. La forza poetica di 1\lastro Don Gesualdo di Giovanni Verga dovuta al fatto che questo libro una storia degl'italiani, un grande capitolo di quella storia, che elasse dirigente e programmi scolastici riuscirono a tenerci nascosta, e che dev'essere ancora scritta, dev'essere ancora incominciata a insegnare ai ragazzi, che continuano ad apprendere la storia dei galantuoinini, a formarsi su quella, a conoscere il lato francese degli avvenimenti italiani, a staccarsi sempre pi dalla natura, che il modo come fummo avviati a farci borghe5i Verga ci fa vedere tra l'altro il problema della terra, dopo la Restaurazione, che tutto restaur, tranne i diritti del popolo, quali erano prima dell'eversione feudale; perch con la Restaurazione, lo spirito reazionario della. rivoluzione. borghese prese anche i governi, preoccupati ora non pi del popolo, che era stato l'onore della politica dei re, ma della quiete. Verga ci fa vedere il problema della terra, dopo l'eversione dei feudi, fatta dai galantuomini del regno di Napoli, durante la dominazione napoleonica, togliendo terra al popolo, mette!ldola alla merc del denaro, come aveva voluto l'onore borghese, come, difendendo il popolo, non aveva fino allora voluto Ferdinando IV. Essendo l'usurpazione il fatto plausibile, il nocciolo, il. principio della dialettica borghese; naturale che alle monarchie popolari si debba sputare in faccia anche se i decreti borbonici ebbero lo stesso' scopo, parlarono l. stessa non solo dei toscani, ma dei discorsi di Cavour, dei decreti, trattati e delle leggi del decennio piemontese; e se ti viene da piangere, nel toccare con mano, che un paese come l'Italia distrutto la sua tradizione popolare, per diventare una colonia della mezza calzetta europea. Verga dunque descrive un avvenimento circa dell'anno r82o cio l'asta delle terre comunali d'un,. paese siciliano. Le comunali erano terre dei villani, quelle che il Borbone aveva difeso dalle continue lisurpazioni dei .galantuomini, come laggi si chiamavano i borghesi, finch francesi e galantuomini non si erano impadroniti del regno, e con l'eversione, non avevano sancito la cosiddetta propriet libera, per cui feudi, demani, universit, tutte le terre, caddero, ed anzi restarono in mano di paglietti c mercanti Le terre comunali di cui parla Verga, se le godeva il barone Zacco, pagando la lnstra di un canone, coltivandole, come pu coltivare chi non agricoltore. Una sera che era indetta l'asta, cio la periodica formalit, con cui le terre venivano aggiudicate al baron fottuto; l'arricchito Mastro Don Gesualdo volle concorrere. Volle cio che si facesse una vera asta. Il barone, sebbene squattrinato, entr in gara, e alla fine dovette cedere al portafogli di Mastro Don Gesualdo, col cuore pieno di odio. A quel cambiamento, successe una ribellione di villani, una sommossa. Dobbiamo essere tutti uguali -gridavano i contadini. L'uguaglianza dei villani, si sa, era quella d'avere la teqa. E qualcuno soffiava segretamente nel fuoco. -Ora vogliono le terre del comune disse il canonico Lupi a Don Gesualdo -e domani vorranno le vostre e le mie. -Appunto! Bisogna aiutarsi -rispose Don Gesualdo -per non andare in fondo al cesto. Bisogna tenersi a galla, se non vogliamo che i villani si servano con le sue mani. E per tenersi a galla, deeisero di assecondare i villani, prendere la direzione della sommossa, portarla oltre la questione vera e scottante, e per far questo si fecero carbonari. La notte stessa andarono alla riunione dei carbonari, la vendita, come simbolicamente era chiamata. Ci andarono il notaio, il farmacista, il medico, il barone Zacco, il canonico Lupi, 1\fastrlo Don Gesualdo, tutti i galantuomini del paese. Le sorprese, le scene, le tacite meraviglie, nel rico noscersi, trevarsi l tutti riuniti, come se si fossero data la voce. Il movimento dei vjllani era ormai nelle loro mani. L'indomani, se mal non ricordo, giunse una compagnia di soldati. A rapporto dal capitano andarono naturalmente i galantuomini. Essi furono i pacificatori, i salvatori del paese. La tempesta pass. Era servita a persuadere i galantuomini che la rivalit. 61

    PAGE 62

    di Zacco e Gesualdo era cosa meno importante del fatto, che le terre fossero restate in mano d'unodei galantuomini, perch era il principio, che bisognava far dimenticare, quello che le terre comunali fossero del popolo. Il principio? Il diritto antichissimo. Ma in fatto di diritti del popolo altro che le terre riconosceva la Carboneria. Tutti i diritti possibili e immaginabili, cominciando dalla sovranit. Ma la terra? Le terre comunali volevano dire il focolare, il caldaia di rame, le salsiccie alle stanghe della cucina, la salute dei figli, il rosario, le immagini sacre, le letture di Rutilio, il sentimento d'onore e la pazzia dei paladini. Sciocchezze. Il popolo doveva prepararsi a diventare un altro, pensare agl'infiniti diritti naturali, intanto servire la gleba, aspettando di essere un giorno cacciat? dal suo stesso paese, costretto a cercare per 11 mondo la sussistenza. Anche i contadini nissi, che almeno mangiavano a crepapelle, non seppero in nessun tempo che significhi fame,_ e so gnavano, sdraiati sulle stufe, accanto alle Icone; dovevano aspettare che un giorno la dialettica borghese li mitragliasse nelle loro per fare il piano quinquennale. E certo che i carbonari congiuravano per iare, come dicevano, l'Italia; continuavano l'opera dei patrioti, e da mazziniani, continuarono a congiurare, anche dopo il 1849; ma a parte che non conclusero nulla, e dovettero cedere il campo ad altri, salvo acl impadronirsi del regno d'Italia, dopo che quegli altri erano rius_citi a costituirlo; si tratta che del loro congiUrare faceva parte il pi gran popolo che si possa immaginare, meno che il popolo vero. Passarelli Luigi ci ha scritto da un paese della provincia di Napoli, tra l'altro: Per noi, razza italiana significa quello spirito, quell'impulso interiore che ci attacca all'Italia, quella forza oscura che ci incatena al patrio suolo; che ci distrae al suono della lingua italiana in terra straniera; che ci conduce al fronte qualunque sia il nemico e quindi anche se appartenente al nostro stesso _gruppo sanguigno -. Ess::t quella coscienza c comprensione di noi. italiani e che .il sentimento ci fa immedesimare col valore eroico, artistico, ideale italiano, qualunque sia l'epoca d'esso valore. E se si voglia foreste, coperto di palma e mangiatore di scimmie (Caffa) Il Ghebbi di Dire-Daua Direttore responsabile : TELESIO INTERLANDl cercare l'orif;(ine di questa macchina intma, di questa misteriosa cosa che sussulta limitatamente relativa alla famiglia, alla concittadi nanza, alla nazione -che tutto insieme si chiama patria bisogna evocare tutto il tempo secolare, millenario, con la sua folta ed incommensurabile barba, che ci ha preceduto, portando alla luce i primi, rudimentali clementi di educazione, le primarie formazioni della coscienza e sapere quindi l'essenza di quell'intimo impulso per cui distinguiamo il fratello, il concittadino, il connazionale. Pietro Piovanl, avanguardista del liceo Sannazzaro di Napoli, ci ha scritto che bisognerebbe educare il sentimento di razza degli operai, nel cantiere e nei" dopolavoro, e degli studenti, nella scuola e nella G. I. L., aggiungendo: Gioverebbe anche liberare la scuola italiana da ci che essa ha ancora diborghese, e salvaguardarla da alcuni insegnanti di religione, che svolgono una inesplicabile quanto deleteria .propaganda contraria al sentimento di razza, ricordando a costoro che la dignit di razza non offende affatto il Vangelo, il quale, se vero c:he predica l'eguaglianza degli uomini, contiene anche un capitolo che naiTa come Ges scacciasse i mercanti dal tempio. Oltre quindi a svolgere un'attiva educazione con opuscoli, conversazioni interessanti, con la radio, con il cinema (inserire ad esempio in ogni film L. U C. E. documentazioni dei danni provocati dagli ebrei, dal meticciato ecc.), c' ancora bisogno di liberare da ogni ostacolo il cammino necessariamente trionfale del razzismo italiano e faseista. Giuseppina Matteani di Marostica ci ha fra l'altro scritto: Il solo nome Italiano per me il pi alto titolo di nobilt ed in questo nome comune tutte le classi scompaiono; ma le caratteristiche d'una razza pi facilmente si trovano nella classe che meno venuta al contatto con individui o idee d'altra nazione e questa classe certamente il popolo Gioberti ha detto: Italiani, ricordatevi che siete nati principi destinati a regnare spiritualmente nel mondo Lessi da bambina questa frase e da allora ho sempre considerato ogni Italiano nobile perch appartenente a questa nobilissima stirpe della quale sono fiera di far pure io parte. Volevo anzi domandarvi, a proposito, perch il Gioberti, che pure potrebbe essere considerato un precursore del razzismo. non mai stato nominato in questa rivista. Io non conoscevo Leopardi quale voi lo prrsentate, sebbene lo amassi, Vico lo conosce\'o pochissimo; ma ora ho cominciato a studiarlo. l\11 piacerebbe sapere il vostro giudizio su i\Iachiavelli che ho sempre considerato come uno dei pi caratteristicamente Italiani tra gli autori del '500. Vorrei scrivere molte altre cose ma temo di far risultare un letterone troppo lungo, ad ogni modo permettete che io come figlia d'Italia, mandi un saluto fraterno nobile e veramente latina figlia di FranCia Elena, la cui lettera mi ha fortemente commosso ed inorgoglita. A Giuseppina doi,>biamo dire quando ci ha scritto, non aveva ancora letto 1l nostro numero undici, che si apre con un arti colo di Fortunato Matarrese, proprio riguardo a Gioberti. E nulla dobbiamo aggiungere riguard o a Macl!iavelli, artista, scrittore, italiano gemunissimo. .. Ma quanto ad Elena, c' una novit. Eleu;; prigioniera, e ci ha scritto. Elena figlia di Flovo e di Roma, com'ella ora si qualifica, ci ha scritto da Parigi una breve lettera, che dice: Illustre fratello. Non posso scrivere; souo a mezzo prigioniera della famiglia antifrancese; non ho letto la rivista dopo quella della mia lettera. Sempre rimarr fedele a Roma ed al Duce. Viva l'Impero e sempre Alal. StampatorbSociet Anonima Istituto Romano di Arti Grafiche di Tumminelli & C. -Largo Cavalleggeri 6, Roma

    PAGE 63

    EEII SERVIZI MARITTIMI ITALIANI PARTENZE DEL MES-E A M E R l C H E "l T A L l A SOC. NAV." NORD AMERICA RIK da Oenou t Cannrs. 3 Mau. da N apoli ... 4 Magg. IATURMIA da Trieste .. : 4 !111 N :t?')!: -: 7 ,\; .. da Palem10 . 8 Mag. COIIII DI IAYOIA da Naptlli . 17. Magx. da OtnnvR t Cannes 18 .Maa. RIK dA Otnnva e Cannrs 2.t Mau. do Npoli 25 Magg. YUI.CAIIIA da .Trlrsl .... 25 Magg. .. . . ::::: SUD AMERICA PRIMCIPIIIA CMOYAJIIIA CENTRO AMERICA NORD e SUD PACIFICO .IAI.TO tNt,rd Pacific:o1 da Trirstc: e Vmczia . 2 Mag(. da Napoli .. .. .. 6 Magg. da l.ivomo .... 7 Magg. da Omova 9 d /olarsiflio ... IO Magg. OIIADO (Sud Pacifico) da Ornova -. 12 Magg, da Marsiglia .. 13 Magg. da Oennva ...... 4 Magg. CIWIIA (Nord Pacifico! da Napoli .... . -6 Magg. CONTI HAIIDI da Trieste e Vmczia 30 Mligg. da Ocnm'R e CannC"S Il MarQ'. da . 3 Oiug. o:,::.r:llona o 11 Magr. da Livom., . o 4 Oiug. da Trintc -t: Spalato . 20 Milp. da Genova b OiuE. da Na1lnli o 22 M1gg. da Ma.r$ig1i1 7 Oiug. Servizi Commerciali Nord, Sud, Centro America -Nord e Sud Pacifico Indie Or.cidentali Messico ASIA. -AFRICA AUSTRALIA "LLOYD TIIISTINO" INDIA-CINA COliTI ftRDI da Trieste t Vtnci:ia lO Mag:r. d H1 indisi .. t l Magg. COliTI .IAIICAMAMO da Ocnova. ... 31 M11gg. dR Napoli . l Oiug. SUD AFRICA CAaltiA tAfrica Ocddtnlle' da Ocunva lb Magg. da M;trsiglia 18 Mag. TIMAYO 1.1ndala via Sucz ritorno \'ia Oihilterr11 da Trieste .. o o 23 IA.aJO!. da fiume ... 24 Map. da Venezia o 26 Magx. rh !h indisi .. '28 Magg. da Messina .. 2Q Mau. da Catania . 30 Mqg. PIRLA landatA ,-ia Olhalterra ritorno via Sucz1 d" 0t"nova 30 Magg. AUSTRALIA ISQUILIMO da Oenov;t .. . 5 Magg. dn i.lvomo. o 6. da N:tiKlli ... 8 Magg. dn Mt''iSina e 9 AFRICA ORIENTALE Nepoli Massaua Asseb --da Napoli .. ...... 2 Magg. PO da N.1poli o o 9 Magg. AIIMO da NotJMlli . 16 Mag1. --da NaJMll i . . .... 23 Trieste Messeua Gibuti li ALIA da Tricslc da da f.fiiii1C da Hrindisi UIIAMIA Il .. 13 Magg. ........ U M"':JJ:. ... IS da TriC'"jtc . 26 MaJ.!)!. d n 27 M,.gg, da IJar . o ....... 29 Mal.'g. da Krindisi o_,, .. -s: 29 Mau. Genova Africe Orientale R. cIIPI (Cbisilnaio da Genova .. o o 3 Maggo C-(Oibuli) da Ocno\'1 .10 M:tl"'J!. da NaJ)Oii ..... Il M:lgg. L. DA YUICI 1Chisimaio) dn OcnO\"ot 17 G. MADIIII tChisimaioJ da Oen0\'3. .. o 11 '' Servizi Commerciali Asie-Airice..Austrelie (Celculle, Seigon, ln!lie Olandesi, Golfo Persico, A. O. r.) . DI ITALIA l LO Y D TRIESTINO 6ENOVA TRIESTE MAGGIO 1939 XVIt MEDITERRANEO ORIENTALE ADRIATICA SOC. NA.,-.'" EGITTO MAIICO POLO da T riesi-t: c b -t: 20 Mau. da Brindisi 7 e 21 M.aJi!g. -UIAUMMI da Clt'l1u,a 13 Maatg. d.-t Napoli 1-1 Magg. IIP.IA da tiC'IItJ\'a Xl Maxe-. da Napoh ........ 28 no Oenma. 7 e 21 Magg. d,a Napoli o o 8 e 22 Magg. CAlmA da TririteeVearsia 13f'Xl M..agg. da fiume ........ J.f 28 Mau-. da Brindisi ; o. t 29 Magg. 0111-MI da 10 e 24 d, Boui .. e 25 da Brindisi ..... 12 e 26 Mag&o CIPRO PALESTINA OAUlaA da Trit."'Ste 3 e 17 Maa-.::. Ila Rrintti!ii.i . f' 18 PAIDTIU RO D l da Gt"unva . 7 e 21 Ma)lg. da Napoli 8 22 Magg. da TriesleeVenezia 13e27 Magg. da. fiumr .. 14e28Ma_g,:.,. da Brindisi o 1Sr29 Oli IMAM l da Vtnrzia .. IO e 24 Magg. da Bari .. Jl e 25 Magg. da Briudisi 12 c 2:6 Magg. GRECIA E TURCHIA da Trieste Vrurzia 5 e 19 M..agg. 7e_21 M..agg. QUIRIIIAU da Trirslr to c-24 MaJig. dn Brindisi .Il r 2:5 Magr. anA DI aal ....... 31 Magg. da Go:nova 14 :18 Magg. da Brindisi ..... o 1 Oiug. da Napoli o 15 e. 19 Magg. LINEE PER LA DALIAZIA ED IL LEJAITE .RYIZI COIIEIICIALI: LEYAITE-IAIIERO MEDITERR. OCC ..:NORD EUROPA TIRRINIA -SOC. NAV." PR YRIPOLI o PIR CAGLIARlo da O
    PAGE 64

    LISTI


    xml version 1.0 encoding UTF-8 standalone no
    mods:mods xmlns:mods http:www.loc.govmodsv3 xmlns:xsi http:www.w3.org2001XMLSchema-instance xsi:schemaLocation http:www.loc.govmodsv3mods-3-1.xsd
    mods:relatedItem type host
    mods:identifier issn 0000-0000mods:part
    mods:detail volume mods:number 2issue 13series Year mods:caption 19391939Month May5Day 55mods:originInfo mods:dateIssued iso8601 1939-05-05