USF Libraries
USF Digital Collections

Difesa della razza : scienza, documentazione, polemica, questionario

MISSING IMAGE

Material Information

Title:
Difesa della razza : scienza, documentazione, polemica, questionario
Physical Description:
Serial
Publisher:
Società anonima Istituto romano di arti grafiche di Tumminelli
Place of Publication:
Roma
Publication Date:
Frequency:
semimonthly
regular

Subjects

Subjects / Keywords:
Race relations -- Periodicals   ( lcsh )
Jews -- Periodicals -- Italy   ( lcsh )
Race relations -- Periodicals -- Italy   ( lcsh )
Genre:
periodical   ( marcgt )
serial   ( sobekcm )

Record Information

Source Institution:
University of South Florida Library
Holding Location:
University of South Florida
Rights Management:
All applicable rights reserved by the source institution and holding location.
Resource Identifier:
usfldc doi - D43-00020
usfldc handle - d43.20
System ID:
SFS0024306:00020


This item is only available as the following downloads:


Full Text
xml version 1.0 encoding UTF-8 standalone no
record xmlns http:www.loc.govMARC21slim
leader 00000nas 2200000Ka 4500
controlfield tag 008 121018u19381943it sr p p 0 b0ita
datafield ind1 8 ind2 024
subfield code a D43-00020
040
FHM
c FHM
049
FHM
0 245
Difesa della razza : scienza, documentazione, polemica, questionario.
n Vol. 2, no. 14 (May 20, 1939)
260
[Roma :
b Societa anonima Istituto romano di arti grafiche di Tumminelli],
May 20, 1939
650
Race relations
v Periodicals.
Jews
z Italy
Periodicals.
651
Italy
x Race relations
Periodicals.
1 773
t Difesa della razza : scienza, documentazione, polemica, questionario.
4 856
u http://digital.lib.usf.edu/?d43.20


xml version 1.0 encoding UTF-8 standalone no
mods:mods xmlns:mods http:www.loc.govmodsv3 xmlns:xsi http:www.w3.org2001XMLSchema-instance xsi:schemaLocation http:www.loc.govmodsv3mods-3-1.xsd
mods:relatedItem type host
mods:identifier issn 0000-0000mods:part
mods:detail volume mods:number 2issue 14series Year mods:caption 19391939Month May5Day 2020mods:originInfo mods:dateIssued iso8601 1939-05-20



PAGE 2

. ANNO Il N. 14 SOM.MA Rl 0 DOCUMENTAZIONE MARIO DE' BAGNI: CRISTO E I CRISTIANI NEL TALMUD; UN SERCITO GIUDAICO NEGLI STATI UNITI; IRMA MARIMPIETRI: RAZZA E ROMANITA' NELI.A POESIA DI ORAZIO; OSVALDO COSTANZI: TACITO E IL PROBLEMA DELLA RAZZA; M. C TENTONI: LA DONNA E LA FAMIGLIA NELLA CIVILTA' AUGUSTEA; UGO FUGAGNOLLO: LITIORIA, VIVAIO DELLA RAZZA; COME GLI EBREI CONSIDERANO LA DONNA NON EBREA. UMBERTO ANGEU: TIPO FISICO E MORALE DEI VERI E DEI FALSI ITALIANI; BABDUZZI: CATTOLICI E .GIUDEI IN FRANCIA; G. L1SOLA: LA FAVOLA DELL'EUROPEISMO E NARDO ITALIANO; ANTONIO PETBUCCI: VITALE PER LE RAZZE FECONDE; MALTHUS IN TEDRA. GUIDO LANDBA: PRECURSORI DEGLI STUDI IN ITALIA; EDMONDO VEBCELLESI: LA STATURA GLI ITALIANI; M ; BOBBETTI: ALBANESI D'ITAUA . PENSIERI DI LEOPARDI: LA RIVELAZIONE FONTE DI VITA E DI GRANDEZZA. QUESTIONARIO NIETZSCHE E L"IT ALIA; LA QUESTIONE CARDUC CIANA; CRICCA E POPOLO; PENSIERI SUGLI EBREI; GLI EBREI DI POLONIA; FRANKLIN E GLI EBREI ecc. ecc, I MANOSCRITTI ANCHE SE NON NON SI ECCO LA SEDE DELLA "DIFESA DELLA RAZZA" PIAZZA COLONNA -PORTICI DI VElO -ROMA (TELEFONI : 63737 -62880) TUTTA LA CORRISPONDENZA VA INVIATA A QUESTO INDIRIZZO

PAGE 3

.. /: ..:. -.:" ... : .-,,.; /_ un apprezzatissimo opuscolo del Notaio Guasti di Milano, do:l titolo e come si deve fare test$l,ento". sono poste in rilievo alcune che hanno un Pflesso importantissimo sugli interessi fo:miglio:ri e derivanti dallb disposizioni testamentarie. Riteniamo utile .riportarle chiara e integrale esposizione fattane dal Notaio G uasti: l) L'importo deHe assicurazioni sullo: vita, ma:turato colla morte del non fa parte del patrimonio ereditario. e .non si computo:, n per loJmctte quota per gli eredi, n per se vi sia leSione di legittima. n be:nelticic:il potr solta111to ssere tenuto a restituire ai che risultassero l' cnnmonto:re dei premi paga:ti dal testa:tore (art. 453 c. comm. e Circ. 30 nov. 1883, pag. 1207 Boll.. Uff. Demanio e Turc' n:ria dei omponenti la propria famiglia ._ amuie:sso in .detrazione del annuale. impoilibile ai fini della Imposta Complementre (art. 8 R. n . 30 bre 1933.-N. 3062); il he spesso i.l;nportare ii pclssaggio del u.na a:tegoria ad altrq. colpitCl der c:iliq\lota inlriot;e . _., t . '\ .. '.. :$SJ[ClJRM;] 3

PAGE 4

4 "'>; IL ---l'avamposto della stampa fascista LEGGERE IL TEVEBE diretto da Telesio lnterlandi non significa soltanto essere informati ma anche e soprattutto avere una guida l'unico settimanale letterario italiano in cui letteratura, arte e p o li tic a s'illuminano a vi c end a

PAGE 5

mang1ate \ ... rotato o1 owlo'aL Premaniltvl in *"po cor.tro l riscbl di .... Wrilcado ... tuct.ga-. CM. oli Shrelf. raf.. .. .. . il riso -salute Per combattere le malattie dell'inverno 'RoJU.a t: PRODOTTA INTERAMENTE IN ITAUA montecatini s1cww ed e/{icaa cottbw: INFLUENZA RAFFRE' DDORI NEVRALGIE REUMATISMI

PAGE 6

BANCO DI SICILIA ISTITUTO DI CREDITO DI DIRITTO PUBBLICO DIREZIONE GENERALE PALERMO CAPITALE L. 230.000.000 RISERVE L. 246.865.876,81 L'ISTITUTO RACCOGLIE DEPOSITI A RISPARMIO E IN C. C. FRUTTIFERO E COMPIE TUTTE LE OPERAZIONI DI BANCA FILIALI IN ITALIA ACIREALE ADRANO -AGIRA AGRIGENTO ALCAMO -ARAGONA -AVOLA ---CACCAMO CALTABELLOTTA -CALTAGmONE CALTANISSETTA-CAMMARATA-CAMPOBELLO DI LICATA-CANICAm-CANNETO UPARI-CARINI-CASTELBUONOCASTELVETRANO CASTROREALE -CATANIA CATTOLICA ERACLEA CEFALU' COMISO CORLEONE ENNA FIUME FRANCA VILLA FRANCOFORTE GANGI -GELA-GENOVA-GIARP.f.: --GRAMMICHELE-LENTINI -LEONFORTE-LERCARA-UCATA-LIPARI-MARSALA -MAZARA-MENFI-MESSINA-MILANO-MILAZZO-MILITELLO VAL DI CATANIA-MINEO -MI STRETTA -MODICA MONREALE -'-NARO NASO NICOSIA-NISCEMI-NOTO-PALAZZOLO ACREIDE-PALERMO-PALMA MONTECHIARO -PANTELLERIA-PARTANNA PARTINICO PATERNO' -PAm PETRALIA SOTTANA PIANA DEI GRECI PIAZZA ARMERINA -PORTO EMPEDOCLE-PRIZZI RACALMUTO RAGUSA RAMACCA-RANDAZZO-RAVANUSA-RIBERA-RIESI-RIPOSTO -ROMA-S. AGATA DI MILITELLO-SCIACCA SIRACUSA SORTINO -TAORMINA TEBMINI IMERESE-TORINO TRAPANI TRAPANI (Borgo Annuru:iata) TRIESTE TROINA VENEZIA VITTORIA VIZZINI FILIALI IN COLONIA E NEI POSSEDIMENTI TRIPOLI D'AFRICA -RODI -COO

PAGE 7

ANNO II -NUMERO 14 20 MAGGI9 1939-XVII ESCE IL 5 E IL 20 DI OGNI MESE UN NUMERO SEPARATO LIRE l ABBONAMENTO ANNUO LIRE 20 ABBONAMF.NTO SEMESTRALE 12 ES T E R o l L D O P P l O Direttore: TELESIO INTERLANDI Com itato di redazione: prof. dott. GUIDO LANDRA p nf. dott. LIDI O CIPRIANI -dott. LEONE FRANZI dtt. MARCELLO RICCI -dou. LINO BUSINCO Sg r etario di redazione: GIORGIO ALMIRANTE .. POLEUICA OIJESTIONARIO (VISITA DEL DUCE IN PIEMONTE)

PAGE 8

doettlltentaziotte CRISTO E l CRISTIANI N E l E' di imminente pubblicazione, nella collezione di volumi della "Diiesu della Razza", un libro intitolato Cristo e i cristiani nel Talm\ld ", che per la prima volta documenter. con il testo ebraico a fonte. l'incredibile nefandezza dei precetti taltm;dici. L'articolo che segue pu considerarsi un breve saggio del sensazionale e inedite ,,ontenuio del volume. Da diciannun: secoli almeno, qualunque latitudine, claico descril'c una singolare presso tutti i popoli coi quali contatto. E Ja parabola questa: i "''no in un paese qualsiasi, talvq '"'<-u.u" proiughi c tal"aitra perfino invitati, brevissimo tempo h si affermano c impongono, pur mantenendo .una ngicla segrcgazionc razziale nell'aihbicnte in cui vivono. ::--Jon passa molto, e tale ::Jfermazione si dimostra a poco a poco nociva cd ostile alla nazione che li ospita, la quale comincia ad opporvi una difesa cd t!Ila resistenza, contenuta generalmente s:Jllc prime da legislativi. p;otcttivi delle due parti. Questi provvedimenti, se permettono una convivenza pi o meno agitata c pi al,l'unka umana che abbia manteo meno lunga, accentuano per il dualinuto ancor oggi delle istituzioni esscnsmo fra la nazione ospitale c la comunit tcocratichc, raccogliendosi poco ebraica, la quale assume sempre p m compatta intorno alle' sinagoghe. l'aspetto sopraffattorc di uno stato nello quindi fondata che tra la Stato, fnch la situazione diventa intoll 'le attitudine dei i#JJdei contro i rabilc, c gli ebrei o vengono espulsi c le teo;mcsc, oppure il popolo insorge e li_'m,a:s-?J!. contenute l01; o libri religiosi sacra. Una terza alternativa, meno fre, sta il nesso che 'leg
PAGE 9

Le Tavole delkl Legge: aperte, chiuse e dentro l'astuccio. In Zohar (1, 25 b) troviamo infatti il precetto seguente. a fianc o ddla traduzione del quai il testo originale ebraico: 1 Coloro che cercano di far del bene ai cristiani non risorqercm.n:o nell'altra vita. l ... t"V ov Nel Talmud poi (Baba batra, 54 b) i diritti di propriet del cristiano sono cos considerati: 0:-1 E nell'I ore dca (157, 2) detto che: t:lrTtt' t:lN .N,rTtt' Tutti i beni del cristiano sono come il deserto: il primo. di noi che li. occupa ne padrone. Per poter uigannare i cristiani per messo ad un ebreo farsi passare per cristiano. Ed in Sccbuot haganot (6 d) indicato il modo di ingannare senza scrupoli di coscienza il 1 r cristiano: r,n ,N ,N ,N C,'M ,Nl:' Se il magistrato cristiano obbligher i giudei a giurare di non fuggire e di non far fuggire alcun ebreo dalla citt, i giudei stessi potranno giurare il falso. pensando fra s che non fuggiranno per oggi e non faranno fuggire alcuno per oggi. 9

PAGE 10

10 n giudeo Singer. J\'la il cnstiano non dev'essere solarnentedisprezzato, derubato ed inR"annato, ma deve esser addirittura sterminato: cos in Sefer or Istarl (180) si legge: ,,PV N"1tt'" ,!l ,,pvt, ;,,,M r"N MN ct,,V:1 re Dalla nascita, l'israelita deve cerc.are di svellere gli sterpi dalla vigna, cio sradicare ed estirpare i cristiani dalla terra, poich non pu essere data a Dio Benedetto maggior letizia che la di adoprarci a sterminare gli e:oipi ed i cristiani da questo mondo. E nel n o no libro d e lla quarta parte del Talmucl (Abuda ::;aro, 26 h) sta scritto: Il migliore dei cristiani deve essere ammazzato. Tale p r ecetto ric orre con insist enza nei libri rahhinici; in Scfcr or J sracl (177 h) tro-Z"\,"M ,.,on tN, r1,,rop n,roi'n Spegnendo la vita ed uccidendo il cristiano riuscirai gradito alla Maest Divina come colui che fa un'offerta d'incenso. E lo stesso precetto ritorna in una forma ancora pi crudek. \'asta e precisa n e l scguent< cii lVIaimonidc ( H ilcot Acum, X, 7), uno dci rabbini pi autore,oli. chiamato l'Aquila d e lle: S i : IOff"f.IU, passo che segnali amo alla meditazione eli tutti : tlosuuiti : '?v -,,oN ,:l,V ,N "N"1V Dove gli israeliti prevalgono colla forza, 0 proibito ad ognuno di noi lasciare un solo cristiano, anche se egli fosse rimasto per caso fra noi, o vi fosse di passaggio andando da una citt al l'altra per affari, poich non gli dobbiamo permettere nemmeno il pas saggio. L'odio contro Roma, di cm c spessissimo cu1no nei libri .giudaici, riassume c compendia f'l'' quello contro i cristiani, cd il delirio degli scrittori ebrei tale da preconizzare i l trionfo d Israele come possibile so l o dopo l a d e \'astazionc di Ro ma (Zc1or halltlnor, Scioftim): La nostra redenzione sorger appena Roma sia distrutta. Dai brni cenni c dalle citazivni riferite facile intendere c spiega re non so lo il mod o t h condursi clcgli ebrei, ma il pericolo rappresentato dalla permanenza fra noi d i individui che pr:1 ticano l'uni ca religione del mondo la quak prescrive l'odio al ge n ere umano non ebreo, cd m,; mora l e che in aperta opposizione a ll e l egg i italiane. Ed il perico lo tanto maggiore, cd esige tanta maggiore sorveglianza d a parte nostra. i1 l'insegnamento del Talmud n on so l o i.. lib ero, ma costituisce parte essenziale dci pro delle scuo l e rahb i nich c, l a pi alta delle quali, qui a R o m a. s u quindici materie di studi(). non meno di cinque dedicate al Tal m udismo. MARIO DE' BAGNI

PAGE 11

Un esercito negli Stati Uniti Lo fotografie riprodotte in questa pagina documentano la organi'zzazione, negli Stati Uniti, di un esercito .ebraico, chiamato Naj Juda. L'organizzatore, di cui si vede la fotografia in alto, Jo&eph Otmar. Hefter. Gli iscritti. dice il manifesto di propaganda. dovrebbero attraverso il Naj Juda organizzare un nuovo Stato, in una delle zone controllate dall'America. Avranno gli : s c ritti da organizzare tutto. dalla costruzione delle strade, al ser v izi o di polizia e di pattuglie e al regolare servizio militare. I v olontari avranno istruzioni per il servizio militare territoriale. e d'aviazione. Nel nuovo Stato ogni soldato avr una casa. quattro acri di terreno che sono sufficienti in conformit al programma del Naj Juda. The N A I JUDA movement now signing up dblcbodicd young m ( n dnd wome n w i iling to jo i n a JEWISH: ARMY ot SOLDIER-SETTLERS for s e rvce M w lnde.Pendeot .... ; in the Ame r i c an Jowish St.,t e Hemisph c r e .. w il! i n clude o p r.ninq up lrllo u l o<:.:up.f'd i.,,.; o r y : c ivjliut l i o n, policc .tnd bordor pdtrol duy i.HI1 roa d b uildtnq w ho P "'' phy
PAGE 12

Guerriero atino del IV sec. a. C. (sopra) -Legionario della fine della repubblica 12 RAZZA E NELLA V' certamente differenza fra l'assoluta intransigenza del vec.hio Catone e ""le con de( poeta Orazio. Basti ri _cotdare quanto dice Ckerone nel li bro I delle .. Titscttlanae DisPtttationes allorch ,, .parlando del tardo sviluppo che ebbe in -Roma : la poesia, ricorda come questa fss(} tenuta in poco conto dai conservatori, primo dei quali Catone, il quale fece olpa a Fulvio Nobiliore.' di aver condotto soco poeti nella provincia. In .realt Fulvio Nobiliore non condusse poeti nella provincia, ma un solo poeta : Ennio. Quel poetas messo al 'pluJ,"ale da c icci:one, che riporta: un giudizio di Catone, sta a dimostrare come quest'ltimo nutrisse disprcizo per i poeti.' E' ovvio dire che a quest'i e stremi non giunse Orazio, n poteva giungervi chi, come lui, si sent Sacerdote
PAGE 13

ROMANITA ti DI ORAZIO I secoli fecondi di colpa per prima sa inquinarono la razza e la casa : la rovina scaturita. da queste fonti si rivers sul la patria e sul popolo. La givan per tem po prende gusto ad imparare le danze joniche, dalla prima gioYinezza medita adulteri amori e fin d'ora s1 foggia: secondo le arti della seduzione Joniche sono dunque queste danze ve cos poco consone alla dignit dlla matrona romana. ed il tono con cui Orazio le nomina basta a far comprendere come dovessero essere invise a lui. I timori di Catone erano divenuti real t, l'esotismo e le mllezze elleniche avevano avvinto i romani, e contt:o quella perieolosa schiavit si rivoltava Orazio. Ma pi evidente l'identit di sentimen to ; allorch si tratti di difendere quelle che sono le tradizioni della razza,se s confronta un altro passQ dell'Orazione di Catone con altre strofe dell'Ode citata. Eocco quanto dice Catone sulle conse guenze del lusso sfrenato nel seno d!!lla famiglia: Infelice quel marito sia che accordi alla moglie d che gli domander sia che glielo neghi, mentre la vedr ricevere da un altro ci che egli stesso non le avr voluto concedere Quale sia il prezzo del dono Orazio: ... invitata di fronte a tutti, consape:Volc il marito, (va) sia che la chiami un merCante sia <;he la -chiami il navigante d'una nave che viene dalla Spagna, digo compratore di disonore :.. L'identit di concezione troppo evi dente perch abbia bisogno di essere dichiarata e, di fronte a tale identit, )tOn rimane che da fare una constatazione, la cui importanza incontestabile: le diver genze fra i due ,grandi romani sono pi. apparenti cbe reali, perch la verit sta: sia Orazio sia Catone furono romani c sentin;mo il bisogno di prendere posiiio ne contro quelle forze che dall'esterno e dall'interno tentavano di indebolire la for za romana. Orazio si scagli contro la corruzione di stjU1lpo greco entrata nelle famiglie, corruzione di cui il primo effetto fu la denatalit, che l'Augusto <:erc di combattere. con la Le:r ltdia dc ttwritandis ordi nibus, per mezzo della quale, come narra Guerriezv etrusco deliV-lllsec. a. C. (sopra) Gerriezv Iemale del VU-VI secolo a. C. 1.3

PAGE 14

Guerriera etrusco dell'VIII sec. a. C Svctonio: Ai celibatari uomini e donne impose ammende pi gravi e, per contra rio, decret premi per i coniugati c le fa miglie pi feconde. Approv ed esalt Orazio la legge dell'Augusto e neJ.Pimmor tale suo Car11ien saeculare formul voti perch la provvida legge raggiungesse gli effetti desiderati Un popolo numeroso: ecco ci che il poeta invoca per la grandezza di Roma ; ma non basta : necessario che il popolo venga educato secondo l' uso romano, per ch se vero che dai forti e dai buoni nascono i forti (Orazio Libro IV" -Carme 4"), pur vero Che per formare una maschia nazione necessario educare fortemente i giovani. In base a questo principio, alla educa zione greca, che egli riprova l dove dke (Libro III" Carme 24") : non sa il mal destro giovane star saldo sulla sella e ri fugge dalla caccia, assai esperto, sol che tu l'inviti, nel giuoco greco del -cerchio, o se preferisci, in quello dei dadi, vietato dalle leggi ; Orazio oppone la forte edu cazione romana (Libro III" Carme 4") : il giovinetto che vuole irrobustirsi nel l'aspra milizia, apprenda con lieto animo a sopportare le strettezze della povert, e persegua i Parti feroci. Il ricordo dei soldati di Crasso, che nel la sventurata battaglia di Carrhae si arresero ai Parti, non solo, ma osarono imparentarsi con essi, strapp al poeta, offeso nella sua dignit di romano, un grido di sdegno, in un carme di veramente epi-ca. solennit. E' in questo grido la dimostrazione del reale, convinto, orgoglio di razza orazia no, ed la prova che la lotta che abbia mo iniziata contro quelle potenze, occulte manifeste, che tentano di indebolire la nostra razza, non si iniziata oggi, non ci stata indicata da altri, ma il dovuto ritorno a quella dignit, che fu tradizione di Roma: Milesne Crassi coniuge barbara Turpis maritus vixit et hostium Pro, curia inversique mores consenuit socerorum in armis, Sub rege Medo Marsus et Apulus Anciliorum et nominis et togae Oblitus aetcrnaeque V estae, Incolumi J ove et urbe Roma? (Libro III" Carme 5") Guerriera campano-sannita del m sec. a .. c. Che press'a poco significa: Pot dunque .un soldato di Crasso vivere da tuf1Pe marito con una moglie barbara e invecchiare, oh cambiati costumi di Roma fra le armi di nemici, suoi nuovi parenti, un Marsicano, un Pugliese, di mentico sotto un. re Medo degli SoCUdi c del nome e della toga e dell'eterna Vesta essendo vivi Giove e Roma? IRMA MARIMPIETRI 14 Mosaico con CCDTO agricolo (a Bosc:eaz. pressa Orbe, m Svizzera)

PAGE 15

Tacito in::avide l'importanza del probiec:1a razziale con un'ampiezza veramente degna di attenzione. Comprese che il pro blema razziale non doveva limitarsi solamente all'elemento fisico, ma doveva .abbracciare anche quello religioso ed etico ; e ch e una delle cause della decadenza del 'lmpero era appunto la mescolanza delle ; enti che alterava fisicamente e moralmente i! tipo romano, rendendo cosi l'Impero meno ;aldo di fronte agli altri germi di dissolvi rr:ento e contro il pericolo delle invasioni barbariche. Anzi direi che, studiando Tacito sot: o questo nuovo punto di vista, si chiarirebbero alcuni aspetti della s .ua personalit di storico e si porrebbe in pi esatti limiti il concetto del sempre ricordato pessi:nismo tacitiano e della severit dei suoi giudizi . Gi nell'agricoltura, scrjtta nel 98; pone il problema della razza. E' noto che l'agricoltura fu scritta in lode del suocero che, tor nato dalla Britannia, perch richiamato da : ) omiziano, geio:so dela sua gloria, mor m i :;teriosamente, e pare, di veleno. Ora, due ::Junti essenziali sono da notare nella vita di Agricola, su uno dei quali tutti gli sto. oici sono d'accordo, ma nessuno ha fino ad ::>ra scorto l'intento di Tacito Lasciando star e se le lodi d i Tacito al Agi-i cola siano esagerate o meno, siano o no corrispondenti alla realt, ci che importa ::1! nostro argomento di porre in rilievo c:he Agricola viene presentato come il tipo -::u te nlico del romano, che dovrebbe essere : modello sul qaale forgiare i cittadini, s e .;i voglia salvo l'Impero. Anche se Agricola :Crittore preenta il suo ideale di tipo romano antico, :o me ammonimento, e modello a i Romani :!el suo tempo. In Agricola sono tutti i calisici, morali, polit i ci del vero romano, ; cu i tipo andava sempre p i scompa: -2ndo per colpa dei corrotti costumi, per la .cescolan z a delle genti, che alterava sempi la personalit fisica del romano, e ;)erci quella morale e politica. Ma un altro punto di capitale importanza .' il di s corso che egli mette in bocca a Calcapo degli insorti Caledoni. O cre det e voi forse che i romani siano nella .Juerra cosi valorosi come sono lascivi in :.cmpo di pace? Essi si fanno blli delle noc:tre discordie e le debolezze nemiche pre:oen!ano come gloria delle proprie truppe. i! loro esercito un'accozzaglia di' diversi popoli che tenuta assieme dalla prospeit e s i sfascer nell'avversit: a meno che ', e da questa eonstatazione trae coraggio. Un caledone ha' ca}:)ito che la foiza dell'esercito conSiste mente. nell'ombgeneit e sente essere pi forte poich pu constakue he . e5sa non esiSte nell'esercito dei Tramontava dunque l'orgoglio del c Civis ro:D).anus sum > che era T espressiolle pi chiara. 4ella dignit di razza d i Rom a la Barbaro prigioniero (rilievo dell'arco di Settimio Severo). 15

PAGE 16

Cavaliere romano del principio dell'et imperiale. quale ogni volta che era venuta a contatto con altri popoli li aveva trasformati, roma nizzati, non alterando il tipo del propdo cittadino, ma modificando quello che aveva reso soggetto? Ecco il timore di Tacito che, avendo chiara coscienza dei suoi tempi, non poteva non proiettarla nelle opere, e non poteva, perci, non essere ad un tempo storico ed ammonitore, ammonitore severo ed aspro, scorgendo che l'unica via della salvezza non era vista. N meno chiaro ci appare il problema di razza nella < Germania > che secondo lo archetipo Hersleldese aveva questo titolo: Corneli Taciti de origine et situ Germanorum Da questo titolo dell'operetta, secondo gli studiosi, si ricava che essa era, nell'intenzione dell'autore, un'esposizione geografica della Germania di allora. Il contenuto stesso dello scritto tacitiano, a pre scinderE! dal titolo, apparentemente geo grafico; ma se lo scopo di Tacito fosse stato solamente questo, pur essendo utilissimo, sarebbe stato in fondo non degno della grmdezza di quel grande storico. Il Mom. msen, che vede nella c ,Germania un la voro veramente geografico, esagera e svaluta cosi l'importanza dell'operetta, senza contare che deforma anche il carattere eminentemente storico di Tacito che non si sarebbe contentato di una semplice esposizione geografica, se non fosse stato certo che, pur non esplicitamente espresso, uno scope pi alto era visibile in tutti i capitoli della sua operetta, che apparve nel 98. Nel gennaio di quell'anno moriva Nervo mentre Traiano, eletto Imperatore, ancora rimaneva per qualche in Germania, dove si trovava dall'anno 93 come legato della provinCia Germanica Superiore. Certo pre. occupava non poco .1a:1i:no dei Romani il fatto che un Imperatore, eletto in sua aseenza, indugiasse tanto a tornare per pren. 16 dere possesso del comando. Si capiva benissimo che Traiano giudicava di somma ed urgente importanza le opere di fortificazione che apprestava sul Reno e sul Danubio poich posponeva ad esse ogni altra vit ed ogni altra considerazione Ora sebbene molti altri scrittori, ::r Ta cito, avessero scritto sul popolo germanico, tuttavia i Romani di allora poco ne conoscevano, e tanto pi se ne preoccupavano in quanto sapevano che in fondo le legioni romane non avevano mai domato del tutto .. q)lel popolo che ora appariva cosi minaccioso da preoccupai-e lo stesso Traiano, le cui opere di fortificazione potevano apparire anche una rinunzia ad una futura espansione dell' Impero. Il momento politico era dunque tale che sembrava necessario uno sctitto, "sia pur breve, come quello di Tacito, che facesse conoscere al popolo romano le vere condizioni e la natura di quello germanico. Se questo fu lo scopo immediato che Ta cito si prefisse nel comporre e nel pubblicare il suo opuscolo, non bisogna per credere, con alcuni studiosi, che esso fosse puramente informativo e si limitasse all'ef fetto da raggiungere in quel determinato momento. Ad un fine pi alto mir Tacito Volle anche in questa operetta mostrare H suo principio, che cio la prima forza dei popoli consiste nel mantenere sempre vive ed integre le proprie qualit fisiche ed etiche, primo e pi saldo cemento di unit e di concordia. Si aggiunga che per Tacito, che vivissimo aveva il senso della missione di Roma, il popolo germanico rappresentava un interesse vitale, che egli voleva mostrare, tanto pi che quello resisteva alla penetrazione I:Omana e ne ostacolava l'espan sione. Tuttavia il problema dei rapporti fra e Germani non sL riduceva sx. q\le!lo .militare, ma pi special-' mente a quello morale, e perci non solo era necessario che i Romani conoscessero i Germap.i, ma ancor pi necessario era che cercassero di rigenerare la propria virt, poich avevano vicino un pericolo quanto mai grave e urgente. E Tacito credette che nessun incitamento a rigenerarsi potesse essere pi forte che il mostrare le cause riposte onde .il popolo germanico potesse sere cosi forte da resistere all'infiltrazione dei Romani e costituire una seria minaccia dell'Impero. Ora una delle cause di quella robustezza Tacito ritrova nell'aver i Germani mantenuto integra la loro stirpe. Nel 4" Cap. egli dice testualmente: < ipse eorum opinionibus accedo, qui Germaniae populos aliis aliarum nationum conubiis infectos propriam et sinceram et tantum sui similem gentem exstitisse arbitrantur. Unde habitus quoque corporum, quamquam in tanto hominum numero, idem omnibus Se consideriamo che nei tempi di Tacito, la rilasciatezza dei costumi l'infiltrazione gi da tempo iniziatasl foggia orien tali, la mescolanza con elementi barbarici, tendevano a trasformare sempre pi i caratteri dei Romani, comprenderemo tutto il significato delle poche parole di Tacito, che nel suo laconico stile, rispecchiava la forza e la severit del proprio sentimento. Questa purezza della razza barbarica era ci che conservava l'alta e robusta corporatura; difatti, seguita Tacito < magna corpora et tantum ad impetum valida_ L'alta statura, del resto, notata anche da altri scrittori : Cesare dice: < ingenti magnitudine corporum Germanos ; e Floro: c sed illa immania corpora {'Gerinanorum) quo erant maiera, eo magis gladiis ferroque patuerunt Il problema della razza, dunque, per quanto riguardava il fisico, era da Tacito chiaramente posto, anche se non ampiamente svolto, il ch.e non avrebbe potuto fare per la proporzione fra le varie parti di uno scritto, in fondo molto breve, e per la sua stessa natura di scrittore che si compiaceva di pochi periodi ma nei quali l'intelligente lettore avrebbe saputo scorgere l'intimo pensiero dello scrittore. Ma Tacito nell'osservare l'integrit della razza germanica, colse anche l'importanza morale del pro blema e volle, parlando dei matrimoni, e per dirla con frase moderna, della politic a demografica, rivelare ai Romani un'altro causa della loro debolezza: la scarsa no scita dei figli, uno dei pi chiari indizi i della decadenza di un popolo. Nel cap_ XIX dice: < Numerum liberoru m finire aut quemquam ex adgnatis necare flagitium habetur, plusque ibi boni more s valent, quam alibi bonae leges Quel < finire va inteso nel preciso senso di limitare il numero dei figli, o coll'esporli appena nati, o col non farne nascere che un numero limitato; ed
PAGE 17

NELLA CIVIlT AUGUSTEA L'analisi critica della storia romana, nella quale disgraziatamentt: gli stranieri ci hanno preceduti, stata adoperata con poca bellt:volt:nza specie nello studio di uno dci periodi pi complessi di essa : l'Impero. Gli scrittori francesi ed inglesi, poco soddisfatti nell'amor pro prio nazionale di essere usciti dalla barbarie, per merito della poderosa opera colonizzatrice di Roma Imperiale, si sono seria mente affannati ad oscurare la gloria dei Cesari, giovandosi a ule uopo di ogni espediente . Di qui sorsero le famose storie romanzate sulle sregolatezze eli quest'et che tanto pascolo ha fornito alle fantasie malsane ,Jegli scrittori da strapazzo ed ai gusti equivoci delle folle troppo n ide di aromi acuti Che la depravazione, l'adulterio ed il rilassamento dei vipcoli f:uniliari fossero re lati, ,tmente diffusi, sin bila ultima et repub. hlicana, cosa da am: mettersi, non senza per le prudenti riserve, d1e il 'nostro buon sen;u e la nostra coscienz a storica ci suggeri;cono. Coll'Impero si anlluncia un profondo r innovamento non so-l o politico ma morale. Esso mettendo radice ;u di un suolo scon'alto da lunghe lotte c ancora umido del i.mgue di Cesare, vi (,l rifiorire tutto il sot: csuolo repubblicano ,)c:[ vecchio integro costume. I..a Repubblica, t utt'altro che morta, ritemprava attraverso l.t maest della pace romana inaugurata ,)a Augusto le sue abbattute energie. cana che ne aveva scossi e rilassati i vincoli. Come in tutte le epoche fervidamente costruttrici, I' uomo chiese alla donna la sua cooperazione. E come questa cooperazione dovesse svolgersi fu fissato da Augusto stesso, sia con precisi termini di legge, sia con l'esempio vivente di qu.dla che pi corrispose all 'idc:ale di' donna romana imperiale : Livia. . Nei primi anni del suo regno Augusto promulg in pieno accordo col senato le tre famose leggi : l) la Lex de maritandis ordinibm, con cui si costringevano i membr! dell'aristocrazia sposarsi ed a prolificare combattendo cosi il celibato e la sterilit; Il) la Lex Julia de che minacciava alla sposa infedele ed al suo com. p !ice l' esil i e Ja con.fisca: parziale delle sO. stanze, mentre obbliga" : va il inarit a denunciare Ja iea : ai nali, e quando questi non volesse o non potesse, obbligava il padre a portare r accusa, inoltre qualsiasi cittadino a farsi accusatore se il padre od marito non compissero il loro do vere; III) la Lex sNmptuaria con cui si cer cava di impedire il malo uso delle ric-chezze, il lusso delle famiglie aristocratiche. Prevalse sul principio la reazione conser .ttrice, colla restaurazione della famiglia Cjuale la parte sana del popolo romano la concepiva ancora malgrado le convulsioni del l'ultima et repubbli-L'abbigliamento d'una dama (rilievo del III sec. a. C.). Che tali leggi fossero osservate senza aluna eccezione ce lo pro va il fatto che lo stesso Augusto, tanto feliee come principe quanto sfortunato come padre. dov servirSene contro la 1iglia Giulia e la nipote Giulia Minore, la prima relegata nell' isola Pandataria, l'iltra nell'isola Tre miti a causa di una condotta sregolata ch egli rome padre e come principe non pot e non dov tolle rare 1'7

PAGE 18

IS Queste leggi additavano un tipo di perfezione femminile che era incarnato in Livia, moglie di Augusto. Infatti Livia rappre. S'entava l"ideaJe muliebre in tutta l'armonia delle qualit domesti che sia che fosse intenta a filar insieme alle ancelle, sia che sug. gerisse al marito consigli di prudenza e di magnanimit (l'episo dio di Cinna, nella versione di Seneca, ce ne d una esauriente dimostrazione) Fedele compagna 'di Augusto per lunghissimi anni, e sua consi. glira di carattere virile, bella anche nella vecchiaia, punto espan. siva coi familiari, ma piacevole pi che non fossero le antiche matrone espresse, in un'epoca, in cui i valori morali minaccia vano di essere travolti, la riaffermazione possente del vecchio ed integro costume familiare, che, operante in lei per fatale atavismo racchiudeva il segreto della perpetuit della razza romana. Sebbene in apparente contraddizione con la sua et, ella non rappresentava un esempio artificioso che le elucubrazioni retoriche di Augu'J sto avevan tentato di erigere a modello di ci che pi non esisteva, (come la malafede degli storici vorrebbe farci credere); Li. via, giova a ripeterlo, rappresentava il tipo romano genuino che trovava una miriade di altre rappresentanti in una miriade di altre famiglie popolari pi o meno oscure ma tutte conservatrici delle tradizioni II tedesco Friedlander in una poderosa opera storico-archeolo Usi e costumi di Roma Imperiale e precisamente nel ca l'elogio funebre presso i Romani ha rivendicato ad una pi degna il valore delle innumerevoli donne, che troppo per tramandare ai posteri un nome menarono oscura esistenza non lasciando altra traccia di s che delle pie. tu:mulari sulle quali i mariti vedovi hanno fatto delle loro vir un elogio semplice ed uniforme. Epitaffi che vantano la fedelt casalingo, la purezza dei costumi, la solerzia e la quadi buone allevatrici della prole ancora il Friedlander cpe nel tempio del dio Sancus si una statua di bronzo rappresentante Caia Cecilia di l'Bottega di un farmacista, o fabbrica di sapone. con Giunone saponaria (sopra).-Venditrice di pollami (rilievo marmoreo)

PAGE 19

Tarquinio Prisco ed accanto ad essa si conservavano, con cura gelosa, i fusi e la conoc chia di lei. Su testimo nianza dello storico latino Columella, il Frie dlander riferisce che Livia scortata dalle pi illustri matrone si recava a deporre ai piedi di quel simulacro delle offerte votive in o,:. casione di talune ricor renze annuali. Quella statua era additata alle donne come la rappresentaz i o n e dell'ideale femminile e pari a quel'idcale non furono solo le matrone del buon tempo antico, ma molte altre donne modellate su. quello stesso stampo, tra cui la storia ha vo. luto tramandato (e per ben altre ragioni) il nome di Livia. La bel la tradizione si perpe tua nei tempi imperiali perch Augusto la vol le riesumare in tutta la sua schiettezza, ci-Fazniglia romcma a mePIICl (sopra). Ara del coltellinaio L Comelio Atimeto (I secolo a. C.). cacciando indietro le correnti pervertitrici che minacciavano travolgerla. Non si deve inoltre dimenticare che la mentalit equilibrata dei Latini intuiva il supremo contenuto gioso della famiglia oltre a quello puramente materialistico. Roma innalz sull'altare della Patria la virt femminile guesta chiese la garanzia della sua esistenza, coll'affidare Vcstali la conservazione del fuoco sacro e col porre le divinit a tutela dello Sta:to e della Famiglia. Augusto, felice restauratore delle consuetudini ataviche, r i muovere quella minaccia, e non col solo rigorismo della de maritandis ordinibus ma con una rivalutazione totale problema sociale materno. Egli mostr come tutta la Nazione l 'esse considerare la maternit come suo valore coessenziale e (Ome puro c semplice espediente atto a garantire un certo demografico. Una processione fatta in onore degli. Dei, soleva "'.,,, .. ,_ non cos bella come lo spettacolo di un uomo e di una di molta prole quando si vedano con tutti i loro figli uniti u Una volta compreso quale centro energetico significasse ramr;u,., familiare nella politica di Augusto, possiamo proprio alle famiglie egli affid una missione civilizzatrice come completamento dell'opera ;;volta l nuclei di coloni che lasciavano la propria terra per in zone assoggettate da una preliminare azione ... vano col loro compatto assetto familiare, la produzione braccia per l'agricoltura e di nuovi soldati per la madre Cos la famiglia, la grande f311lliglia consacrata: basata su fermi criteri disciplinativi e sul sano cooperazione dei due sessi, assicur il trionfo Roma; assicur la perpetuazione della Razza trlll. lDc::uq dell'espansione e della conquista, per realizzare in lit del suo Essere.

PAGE 20

lUna riprov a del c arattere p!U ttpiCo dell a r a zza ebraica la ,sete di guadagno d a t a in modo inequivocab i le dalla recente statistic a sul numero degli ebrei provincie Ess a permette di stabi provincie eco n o micamente a ll' quelle provincie cip delle quali ghi centri a densa pop o lazione e tempo ricch e di commerci, . (Milano Roma Genova, Firenze, l a popolazione ebraica segni sime non solo ma come tali posti di v era preminenza nell'ambito economie commerciali ed immobil, Dall a stessa statisti c a si potuto come in altri centri di proporzioni pi limitate ed economicamente men o giati (Ferrara P i sa Ancona ecc.) il te ebraico raggiung a ugualmente cifre v ate. Ci sembrerebbe in contrasto coll co principio che ha in o g ni tempo l' a zione ed il pensiero della pro ge nie di M a poche e lo g iche considerazioni ficienti a spiegarci questo fenomeno come Pis a e come Ancona e cos citt capoluoghi, pur conservando ghi di alta importanza nell ambito nazion ale, in tempi relativamente recenti presentarono a ltrettanti cen tri mercantili n e ntissimi no n solo limitatamente aii Itali in Europa e nel mondo. Di conseguenza, come citt nelle quali naro affluiva pi copioso ch e altro ve, ed i fici giung e v a no a livelli assai ele v ati i non m a ncarono d accorr e rvi d a ogni parte e intanarvisi di soppiatto. Ne deri v come pre che da l a poco da ospiti malvisti e tol rati c o n piet e disprezzo essi divennero gli centratoci delle maggiori ricchezze locali e invisibili man o v r at?ri di q uei commerci Interi quartieri ospitarono solamente .. fami glie di mercanti, bottegai, e usurai ebrei. Non val sero a frenare \ la l o ro lenta m a \ formidabile penetrazione in ogni settore economico n i pro vvedimenti che di volt a in v olt a i r eggenti la cosa pubbl ica adottarono nei loro riguardi n l'odio d e lle popolazioni i t aliane sog gette alle l o ro egoistiche rnene. Il giudeo, sorta di tafano testardissimo sop. porta qualsiasi umiliazi o ne ma resiste, rimane .: Pur di cnse r vare il su o buc o egli s i attacca alle; cose appare n temente modeste, piccole i fic anti Poi c o n progressiva manovra, come il ragno con Ja mosca impigliata nella sua sil e rete, assorbe, attira, sugge quel p
PAGE 21

tunzione di rendita fondiaria. Solo da il giudeo provveder al governo della contadino, mai . Ecco perch, oltre a poche altre, vmoa di Littoria non si conta un solo abitante che non sia di pura e razz,, italiana. Il nessun contatto neppure il mondo ebraico fanno della giovanissima vincia che solo Mussolini poteva creare, che l'avevano inutilmente tentato Cesari e re e dittatori, sul territorio riscattato alla millenaria, uno dei vivai pi genuini e della nostra vitalissima razza. La felice convivenza di gente accorsa da ogni nostra regione, dal Stcllta, dalle Puglie al Piemonte, con la popolazione laziale-campana preesistente, favorito l'originarsi di mille e mille famiglie nelle quali presente la caratteristica genuin e fisiologicamente pi armoniosa della nostra sembrer improprio il termine se per la della provincia coincidente con l'agro resi dir che ivi esiste e funziona, gover. 'istituto della famiglia, un autentico vi quale la nostra razza attinge quotidia. magnifici e numerosi esemplari l'unico denominatore del lavoro conce attuat? con la saviezza romana che ispira atti del Capo, in un'atmosfera di co . sana e felice della quale luce la fede nobile missione, i rurali di Littoria, soldati quali si considerano, hanno pa!!Sbnei\t:e tradotto in atto il comandamento di accrescere e moltipli-numero. ed unica famiglia che all'inizio po -distesa dell Agro si fra in mille e mille altre famiglie degne delle alte tradizioni i italiani veneto ha condotto all'altare la colono laziale e la bruna sie olmlltam sposa al forte piemontese. Ita soprattuto, ed italiani nel sen-storico, i rurali accorsi profondere l'esperienza del alla terra nelle malaria e dai mi asmi mor. con i vincoli i giuste fratellanza derivante dalla scienziato questa poeti nostra unicit razziale campo di osservazione rif"V!IomlftP interessante, per italiano questa dimoP!lllilca .uc:ua sostanza spirituale della di un fenomeno di nella provinlapopre$t!nttata e che l' at. la sua giusti. 21

PAGE 22

ricco di Marsiglia, :n li t-= davant: la corte imperiale di Aix co:1t ro sue figlio, di cui vuoi fare annullare i l matrimonio contratto con una cattolica. Egli si appella contro un giudicato di prima istanza che gii ha dato torto : M Crmieux, suo avvocat o ha sviluppata questa tesi (" Gazet!e des Tribunaux 9 febbraio 1859) che il matrimo!lio Ira ebreo e cattolico: nullo come sacramento e per eonseguenza come contratto, non potendo il ministro del culto cattolico maritare un ebreo ed <.-:una cristiana perch tali matrimoni sono interdetti dalla legge religiosa degli israe liti ed anatematizzati dai canoni della Chiesa cattolica, ai termini della quale non pu essere accordata dispensa. M Crmieux si sbaglia in entrambi i casi sulla vera legge, e dalle due parti vi sono. degli esempi notevoli di dispensa. Per i cristiani l'impedimento di semplice diritto "ecclesiastico" e non di diritto naturale o divino. Non ancora molto che un celebre banchiere ebreo, sposato con una cattolica, ha ottenuto un favore di tal genere, ed anche Monsignor Vescovo di Marsiglia, che ha benedetta la sua unione. Per l'ebreo, Giuseppe, Ester, Mos si sposarono con degli stranieri. Ma se Crmieux parl del "Talmud" ha rcigione La legge talmudica non interdice il matrimonio tra ebreo e cristiano come una semplice mescolanza di culto: essa lo riprova e lo dichiara impossibile come un abominevole miscuglio di razze. Cahen padre, talmudista zelante, ha dichiarato in pieno tribunale, malgrado la sentenza che aveva gi convalidata l'unione di suo figlio, che giammai egli considerer come suoi i figli, che nasceranno da questo preteso matrimonio ". Il pubblico ministero lo ha severamente redarguito su ci, ma invano. Cahen padre la sua severa opinione, perch effettivamente, secon.do il "Talmud" ed t dottori pi autorizzati, i gojm non sono suscettibili di ricevere il legame coniugale .... Da questo principio essj deducono le seguenti conseguenze: 22 l. Il matrimonio trO ebreo e gojah, o tra goj ed ebrea nullo. 2 I frutti di una simile unione sono mamzerim ", bastardi e privi della capacit di unirsi con figli d'Israele. 3 Tutto ci che nasce da ebreo e da gojah deve essere considerato semplicemente come creatura della madre; essa non riguarda il padre. 4 La coabitazione, detta matrimoniale, di tutti i gojm indistintamente, non altro che un concubinaggio di due individui assolutamente liberi, come i bruti. 5. Un ebreo, che avesse relazioni colpevoli con una gojah maritata secondo la legge dei gcijm non commetterebbe affatto il peccato di adulterio. ,;----------....... -. Questo uno scritto, c:he Luigi Veuillot fece nel 1859, m .occasione d'una lite matrimoniale, e lo diamo ai noabi lettori, prendendolo dalla pubblicazione di H. Brand sulla morale sociale di Israele, Acquapendente, 1926, perc:h contiene le fonti Ila l99ge ebrea, e la ragione per la quale gli ebrej cOnsiderano la donna non ebrea una bestia inferiore al cane, il matrimonio fatto con essa un concubinato di bruti, e senza paternit i figli La ragione di tutto ci ben semplice: i gojm non appartengono alla specie umana, sono delle bestie, e quali bestie! I dottori della sinagoga insegnano con pro prie parole che il goj non vale il cane: il ccme pi stimato (" Schehac keleb nicb oad mimmennu "). Concedono al goj IJ rango dt1i'asino e del maiale. Sentite i due testi che i rabbini consul tano ordinariamente allorch debbono emet tere delle decisioni dottrinali. l. Mos majmonide, !a grande aquila .. della sinagoga, nel suo Trattato del Ma trimonio (Hilchot Isschuth, C IV. pqg. 15) scrive: -. 2 "Schoul'han arouch" 3. parte, C XLIV. pag. 8 : -Se qualcuno sposa una gojah. < cosa nulla, giacch i gojm non son o
PAGE 23

avuti da una moglie non ebrea. Per COilSeguenza l'accoppiamen to di un ebreo con una non ebrea costituisce delitto di bestialit. ed punito con la morte anche della bestia. secondo 11 TalmucL V, e secondo il giudi zio d'un rabbino. riferito dallo stesso Veuillot. in un paBSO, che qui non contenuto, ma che il lettore pu trovare nelle Melanges di Veuillot. W seri e vol. V ; ultime. note al Talmud . .r goj sposa .una israelita. del pari cosa nullci:t Queste decisioni sono basate su un gran :1umero di testi talmudici. Noi non abbiamo e h!:! l'imbarazzo della scGlta. "Talmud" trattato "Kidduschin fol. 56, ;erso: c Il figlio di chiunque non n a dare n a ricevere il legame coniugale (" kidluschin "), segue la condizioni'! pa'' tema. Tale il figlio di un nochrith (" na,, zarea cristiana ") :t. Commento di Majmonide su questo testo misnico: c Jahveh disse a proposi to della : : gojah: "Tu non darai la figlia dell'infedele a tuo figlio: giach l 'inledele svierebbe c. tuo figlio da me" (Deuter . VII 4). Da tale , testo risulta questo: tuo figlio nato da una israelita si chiama tuo figlio, mentre tuo figlio ncito da una gojah non con.; siderato tuo figlio, ma soltanto il figlio della gojah :. Questa spiegazione desunta dallo stesso de1 "Talmud" dove si insegna che d divieto di allearsi con le nazioni d i Ca::aan (" Deuter. .. VII, 3) deve intendersi con tutti i non ebrei dando il testo per mot ivo: il timore che l'israelita non sia sviato dal culto di Geova. E' divieto che Crmieux ha avuta la franchezza di addurre prima di tutto nel santuario della giustizia gojah ". "Talmud" trattato "Sola": -c Non. vi n vedovanza n divorzio per il goj :t. -Nota di Salomone Y arhhi: c I gojm sono c considerati delle bestie; e poich il matric monio non attaccherebbe fra queste, e.ssi c non hanno n vedovanza n divorzio :t. "Talmud" trattato "Yebamoth : -
PAGE 24

N el 1846, quattro studenti dell Univer sit di Padova Allori, Baruch, Cenni e d'Andrea rei confessi di cospirazione furono condannati al capestro. La grazia venne quando gi le corde erano attorno ai colli di quei ragazzi che, per l'et minore, se la cavarono con settimana di carcere duro Al solletico della corda, Baruch era svenuto; Cenni piangeva come un bambino; d'Andrea, ridotto un cencio, non capiva pi nulla; Allori aveva paura anche lui, grande paura, e di morire non gli facev a piacere ma si mordeva le l a bbra per non singhiozzare e pensava di gridare viva l'Italia prima dell'ultima stretta. Allori, figlio di contadini, anzi monta nari, benestanti del Trentina, studiava inge gneria e teologia; Barud1, figlio di un mercante israelita di Milano che si era fatto cattoli c o per prudenza, studiava legge e gi comi n ciava a firmarsi Baruchi o Bacucchi; Cenni, c h e aveva il padre medico a Pactov2 e dai tempi del nonno, che veramente SI chiamava Cohen non era pi di famiglia TIPO FISICO E C ebraica, studiava medtcina : d Andr ta, v e n e ziano studiava legge come Baruch : eri! senza saperlo bastardo di un Ebreo, Castel bolognesi e di una sartina di Chioggia che si facev a passare per sua zia Alle prime avvisaglie del '48, Allori, l'Ebreo manifesto clandestino e l'Ebreo ignaro girono da Venezia e veliero che portava veliero, per prendere m a Livorno; visita al piemontese, una medaglia caporale d'artiglieria. Cenni e d'Andrea res taro n o a perch avevano segreti ordini di cosphare ancora, ma i complotti di Carboneria li misero in rapporto con un socio livornese d i Baruch e guadagnarono assai nei fornimenti all'esercito piemontese. Fra il '49 e il 50, i quattro prima si ritrovarono di nuovo a Padova per termi nare gli studi e laurearsi, po( si sparpaglia rono. Allori aveva mangiato la foglia e non era pi, verso gli altri, il grande amico di una volta Anche gli Austriaci avevano mangiato la foglia sul conto di Allori e appena fu la ure ato lo esiliarono a Temesvar, in Ungheria Baruch, ormai decisamente Barucch, si mise a fare l'avvocato e il mercante fra Milano, Padova e Venezia, Cenn i cominci ad esercitare la medicina e, spal. leggiato dagli Ebrei della sua razza e dai Cattolici della sua religione, si avvi a divenire una celebrit della scienza. D'Andre a trov che sua zia aveva tanti amici, tanti buoni e caritatevoli amici fra gli Ebrei di ogni citt d'Italia, per cui le liti, le cause ed i contratti non gli mancavano mai. Tutti e quattro erano ancora e agivano da Carbonari, ma ognuno a suo modo : Allori cospirava per l'Italia con gli Ungheresi Bacucchi e Cenni lavoravano per T indipen denza ebraica parlando solo di quella ita liana, d'Andrea anelava alla libert italiana felice di ottenere cos libert anche agli Ebrei, tanto buoni con lui e sua madre. Venne il '59: Allori fugg da Temesvar si r1trov a tempo sui campi di LomEardia ed ebbe fortuna perch divenne questa volta nientemeno che sergente di artiglieria; Ba-cucchi rischi molto, guadagn ancora molti quattrini, e quando i Ghetti furono apert i ritorn a chiamarsi Baruch ed a frequentare la Sinagoga; Cenni era perfino sceso in piazza a battere le mani quando Vittori? Emanuele entr a Milano; d'Andrea, nmasto a Venezia, fu tagliato fuori e torn ad essere italiano solo nel '66. -A farla corta, dal '61 in poi, Allori non volle tornare ai monti del Trentino sotto l'Austria ed entr nel Genio Civile italiano: fece carriera normale e modesta perch aveva capito la Carboneria al servizi o dell'Ha-

PAGE 25

iea < l ma non capi\'a il contrario. Da q u and:J poi, in una riunione di patrioti ebbe a !ire che non per quello si' era voluta l'In l i pendenza, cadde in disgrazia, fu vilipeso t tartassato : lo mandarono per dieci anni a < n c ditare in Sardegna. Il colpo mortale, deiinitivo, io ebbe da Baruch; mentre questi, d a buop. amico, tentava di salvar! o e con le ,;,oine di persuaderlo, Allri he aveva lin ; :ua sciolta al buon uso italiano, ebbe l'im mtdenza di spifferargli che ormai la stella i'Cntagonale d'Italia non era che la stella ;J gonale d'Israele, debitamente circoncisa. Forse aveva un po' di ragion, altrimenti :wn si capirebbe come va che abbiamo rive i uta la stella pentagonale sui chep dei sol ,IJti bolscevichi, in Russia ed altrove. Baruch, Cenni, d'Andrea, talora torna: ano a rattristarsi quando pensavano a quel : natto Ji Allori : sarebbero stati lieti di far c :tpire anche a lui quanto era comodo il :1uovo Regno d'Italia, ma pi ci provavano c pi quello si inviperiva. Un caratteraccio 'roprio indomabile, affetto da mania di Non si poteva che !asciarlo .1ndare in rovina per conto suo. Intanto essi erano martiri dell'Indipen J cnza e reduci delle patrie battaglie; si trov perfino chi giurava di aver veduto C enni a Curtatone e Montanara, chi di aver .. c duto d'Andrea a Milazzo. Baruch nel o mmercio e nell'industria, Cenni nelle Fa o lt di Medicina, d'Andrea nelleCorti d'Appello e in Cassazione, facevano furore: 1 rcscarono molto e molto si arricchirono. Ecco l'epilogo di questa storiella, ma storie simili a questa si contano a migliai'!ed migliaia. In quel periodo di sessant'anni, ,1.1 Firenze capitale Roma fascista, molte t':uniglie di Italiani ver-i furono stroncate, m olte famiglie di Italiani falsi furono esalt.ltc, pronube la Sinagoga e le succursali. Di tipi come Allori ce n erano molti a c :uell'epoca: ebbero il torto, per l'orgoglio della loro modestia, di voler fare i Cincin n a ti, di andarsene raminghi ognuno per conto proprio e di lasciarsi prendere la m ano dai camorristi c dagli avventurieri Ci son voluti sessant'anni di pene perch oJ genio di Mussolini venisse il Fascismo ORALE I discendenti di Baruch hanno per primi e pi dirett a mente appestato il nostro Paese m a gl i altri mezzi Ebrei bastardi d Ebrei servi d'Ebrei sono stati i loro complici necessari : hanno tutti insieme deriso la virt suasa ven, m a hanno sos tituito la furberia alla coltivando e incoraggiando i vizi politi ci, facendo mafia e deprim e r e c reprimere chiun s ollcvarsi e sollevare l'Italia deg ne virt, ha creato, per e milioni d Italiani ili s i a no rimast e falsi c ond a nn ati a g r ado, per n a tur a bile. Sono, per me, Italiani veri quelli che hanno le qualit migliori di nostra razza, le qualit utili allo sviluppo dell Italia e del Fascismo; i falsi hann01 qualit che a quel fine sono, pi che inutili, nocive. Ora, se esistono in Italia degli Italiani che siano... Calmucchi (come risultato di antichi prudenti battesimi o di sessuali imprudenze) quegli Italiani vorranno e do vranno sempre viv ere ed agire da Caimuc chi perch altro non sono Creature sacre della Divina Provvidenza loro come noi, Caimucchi erano e Calmucch i rimangono : come Caimucchi, sono e restano Italiani falsi : nemmeno il Fascismo con tutta la migliore propaganda, pu mutarli in Italia ni veri e sinceri, come di un Negro anche il Fascismo non pu fare un Bianco PORTATORI DI BACILLI Le mig liaia di It a liani falsi c he s c i e n t i od incoscienti, si nascondono f ra noi sono p e ricolosi come i po rtatori d i bacilli, a n c h e

PAGE 26

perch con ogni probabilit non tendono a i gradini inferiori ma sempre a quelli su-periori. 1 La fortuna d'Italia esige che il Fascismo liberamente e trionfalmente prosperi, e c onduca a termine i suoi programmi pre s enti e futuri; di naturale conseguenza occ orre ch 'esso identifichi sempre meglio e c on certezza gli falsi da cui difen dersi e gli Italiani veri sui quali poter cont are fino all estremo limite. DATI ANAGRAFICI E ANTRO POLOGIC I Nel definire gli Italiani e scindere i veri dai falsi, tre sono gli elementi di giudizio : il car a tt e r e fisi co, il dato anagrafico, il carat tere morale. Quest'ultimo meno apparente di tutti ma pi decisivo. Per il carattere fisico, quando la pelle di un individuo nera, gialla o cuprea, cade ogni dubbio: quell'individuo non italiano. Quando la pelle rosea il dato anagrafico acquista valore in senso negativo, cio qua lora dimostri che l'individuo, per essere ad esempio di famiglia ebraica, non italiano; il dato anagrafico non per contro suffi ciente a provare, da solo, che un individuo sia italiano; pi del dato anagrafico vale, in tal caso ancora, il carattere fisico. Direi cio che fra gli individui a pelle rossa siano probabilmente italiani quelli che nel viso e nlla corporatura si avvicinano o corrispondono al tipo greco-romano e pi clifficilmente italiani quelli che pi se ne allontanano Per mia personale preferenza, pi che greco-romano, direi romano senz' altro. Col puro tipo della statuaria greca assunto a modello, avremo degli efebi, dei poeti (Vincenzo Monti), filosofi, esteti, opportu nisti ed anche stolidi, alti e flessuosi : aver ne qualcuno va bene, per la funzione di superuomini, ma che non siano troppi. TIPO ROMANO E GRECO-ROMANO Preferisco il tipo che prevale nella statuaria r o m a n a perch pi tenace, volitivo, con qui s t a tore, leale, virile, intransigente, basso e tarchiato, quadrato e maschio in tutta l'estensione del termine, cos come il greco pi ovale, pi femmineo. li romano ci dar anch'esso dei poeti, ma del genere Parini o Alfieri Con ci ammetto implicitamente che il viso lo specchio dell'anima, che al complessivo aspetto fisico di un uomo, carat teristico di una razza o di uno dei suoi rami, corrispondono nell'uomo stesso contenuti morali e intellettuali caratteristici di quella razza o di quel ramo Ci che si detto dell'uomo vale, ed ancor pi, per la donna. Al Fascismo occorrono donne prolifiche, tipo Romane dei tempi aurei, non donne tipo etra greca; donne al naturale, non artefatte e imbellet-26 tate all 'uso di Sodoma, Parigi e Hollywood; donne dalle chiome di color vero, italiane, non di falso colore britannico. Appunto perch, come dicevo poc' anzi, il dato anagrafico ha un certo valore solo in senso negativo ma ne ha ben poco in senso positivo, noi siamo autorizzati fier l'uomo come gi normalmente e ragione volmente per gli animali, a giudicare dal l'aspetto. Anche per i cavalli e i cani di razza esiste l'anagrafe; se domani, putacaso, un alle vatore vuoi dimostrarmi coi documenti ana grafici alla mano che un levriere di razza pura, ma dall'aspetto dell'animale 'facil mente scorgo che non ha i caratteri del levriere, posso ancora credere alla buona fede ma non all'autorit dell'anagrafe e non posso accettare per levriere un cane che non lo Debbo supporre cio che mentre in linea di diritto quell'animale figlio di levrieri, in linea di fatto uno dei suoi geni tori, o nonni o bisnonni (per un caso accidentale sfuggito all'allevatore) non era un levriere. Come ci difende l'anagrafe dai casi accidentali del genere che si verificano (e come ) anche tra gli uomini e le donne? AGIRE DA ITALIANI A noi, per il pieno trionfo del Fascismo, cio per il pl(; no trionfo de ll Italia, occorre avere certezza che determinati individui siano o non siano italiani, sapere se sono al caso di agire io non agire da Italiani. Specie quando aspirano a posizioni decisive e di responsabilit, che siano italiani di diritto non ce ne importa un bel niente, quel che conta che siano italiani di fatto. Ecco perch, pi dell'anagrafe, ha importanza il carattere morale, bench io creda che nella pluralit dei casi l'uno sia inti mamente collegato all'altro, cio che italia no sia e agisca da Italiano chi ha il fisico aspetto dell'Italiano. Allora ne deriva l'opportunit di svol gere un_' attiva campagna iconografica, per volgarizzare la pi diffusa conoscenza del tipo fisico italiano maschile e femminile, al molteplice scopo di indirizzare le prefe renze sessuali, di proteggere nella vita e nel lavoro il tipo italiano, a detrimento di quello non italiano, di selezionare insomma la razza e di fare, per quanto possibile, anche per l'uomo (animale grazioso e beni gno) un allevamento razionale, onde avere un prodotto italiano sempre pi puro, e per dere strada fac.endo o adibire a servizi infe riori i relitti non italiani, trattando loro come essi han trattato fino a ieri gli Italiani veri. NECESSIT DI l:JNA CAMPAGNA !CO NOGRAFICA La campagna iconografica tanto pi indispensabile dopo la prolungata tolle ranza di quelle aberrazioni artistiche, spacciate per modemismo, che ancora vanno per la maggiore e tolgono agli Ita liani l'abitudine di riconoscersi nei lineamenti nobili, specifici della razza. Nonostante quelle aberrazioni siamo ancora in tempo a precisare e riconoscere il tipo fi_ si co dell'Italiano; ben pi arduo sar -il definire e riconoscere il carattere morale pro prio dell'Italiano. Il prodotto quasi puro, fisico e morale lo abbiamo gi nelle classi contadine, meglio ancora nelle montanare un po meno in quelle operaie e cittadine, non sempr e facil e a trovare nelle classi borghesi; ap punto perch dalla costituzione del Regno fino al Fascismo gli Ebrei e i loro compli c i (per questo solo fatto sospetti di essere b a stardi d Ebreo), avevano conquistato una ad una tutte le posizioni dominanti, tenen. do e mettendo in disparte coloro che oltr e ad essere Italiani di nome lo erano anche di fatto. Per fortuna, oltre e al disopr a delle class i borghesi, abbiamo oggi le classi dirigenti del Fascismo; quelle che sono all'apice e hanno dimostrato la purezza del loro s a n gue con ci che han saputo fare; quelle che si gettarono nella mischia fin dall inizio quando vi era tutto da perdere, nulla d a guadagnare; quelle che non furono fasciste per VIVERE SUL Fascismo ma sempr e hanno saputo VIVERE IL Fascismo perch lo ave v ano nel sangue. Queste cl,assi dirigenti, oltre il moltissim o che hanno compiuto, non potevano fare n e i primi anni un completo repulisti, hann o dovuto chiudere molti occhi sino a che furono obbligate a socchiudeme uno per i l caso degli Ebrei al mille per mille, deg l i Ebrei talmudici, confessi e manifesti, cio di quelli dai quali pi facile difendersi. Le dassi borghesi, come razza, restano tut tavia inquinate, il Fascismo non lo ignor a e continua la sua marcia,' per agire a tempo debito : non si tratta di gettar via gli im puri, n di perseguitarli, ma di render e loro pan per focaccia, di fare a loro, figli di Italiani falsi, quel che i rispettivi genitor i han fatto in quei sessant'anni ai genitori ed ai figli degli Italiani veri. Si tratta di riprendere l'azione del Risorgimento, di far s che l'indipendenza non sia parola vana m a fatto reale, si tratta di restituire integra l'Italia agli Italiani dopo avere identific a t o e messo in disparte gli intrusi. Il Fascismo vuole gradualmente affron tare e risolvere il problema della purezza della razza in tutti gli strati della Nazion e; col tempo non si contenter pi dell'an a grafe, avr debito riguardo all'aspetto fi sico dell'individuo, ma sovratutto calcoler come gi calcola, il carattere morale del l'individuo, per scindere l'Italiano vero d a quello falso, mettere avanti y primo, sping ere indietro e d eliminare il secondo. La Rivoluzion e non finita, ma d a l punto di vista del costume, del carattere, delle distanze so ciali appena incominciata. UMBERTO ANGEU S l A M O AGLI IN I li

PAGE 27

JlJE R l l: OME OGGI CATTOLICI E GIUDEI IN FRANCIA In alcuno dei paesi cattolici d Europa, cattolicismo e giudaismo 'ono passati attraverso cos alterna vicenda di alleanza e di guerra _ome in Francia. Una esposizione anche sommaria di eventi cosl fortunosi e spesso contraddittori richiederebbe alquanto spazio; !imitiamoci pertanto ad una breve cronistoria. Dopo la conquista di sare sino alla fine del V s e colo,_la Gallia non che unr. terra latinizzata e la sua stori a si confonde con quella di Roma. Se dunque durante tale periodo vi dimorano dei giudei, essi vi sono in quanto c ittadini o protett romani e poco di loro si cura chi dirige il paese. Qualcuno vi man dato in esilio come Archelao figlio di Erode nell'anno 6 a Vienna e pi tardi un altro figlio dello stesso, a nome Erode Antipater, nell'anno 39 a-Lione per ordine di Caligola. 11 giudei nel territorio gallico ancora esiguo e tal fatto, unito all'ordine imposto dalle leggi romap.e, neutralizza il loro consueto proselitismo d'opposizione. La questione in se stessa affiora, allorquando la Gallia diventa la Francia pas sando dal dominio dei Goti a quello del Visigoti, a quello dei Franchi, mentre altri giudei vi affluiscono da paesi mediterranei. .Epoca merovingi.a Nell'epoca merovingia (420-75?) quanto perde Rooia Imperiale acquista la Chiesa Romana non senZa contrasto contro il paganesimo, sempre alleato del giudaismo, nel quale essa avverte gi il focolaio di resistenza alla sua missione. La Chiesa si difende col limitare ai .giudei i privilegi prima concessi dagli Imperatori pa gani; si preoccupa di impedire _he i giudei possano comandare ai cristiani, per cui H esclude dalle fwi%ioni di Stato anche umili, quale di guardiano de' carcerati; non ammette che essi abbiano schiavi cristiani. Nel concilio di Vannes (465), viene inter detto al clero, non solo di prendere pasti con giudei, ma altres di invitarli alla propria mensa essendoch i religiosi mangiano d'ogni t::osa presso i giudei, mentre questi non accettino cibi impuri" sl che i giudei hanno l'aria di fare la leggeai cristiani. Ma nel clero stesso non manca chi non dello stesso parere ed il Sidonio afferma che egli prova simpatia pei giUdet e che pure li amerebbe se non appartenessero ad una setta di ribelli; pr corrispondere col prefetto delle Gallie, Felice, si vale del giudeo Gozola e ne raccomanda un altro ad Eleuterio vescovo di Toumai. Nel 508 i Franchi condotti da Clodoveo l, assediano Arles il cui vescovo Cesario vorrebbe consegnare la citt al re cristiano; ma i Visigoti che la difendono sono alleati dei giudei che li incitano alla resistenza, quantunque la citt venga poi conquistata. Nel concilio di Epaone ( 517), si delibera che se un vescovo avesse man giato con un giudeo, non dovesse pi avere pace cristiana per un anno, mentre il semplice prete, colpevole della stessa trasgressione, dovesse essere bastonato. Un susseguente concilio di Epaone (533) conferma le stesse misure. Nel secondo concilio di Orleans (533) ed in quello di Clermont (535) e nel terzo di OrJeans (538) il clero si' scaglia con veemenza contro i matrimoni misti e minaccia di scomunicare chi li pratica; Iii_ magistratura viene inibita ai giudei. Nel sinodo di Orleans (541) si che nessunc pu avere diritto di ricondurre ad un proprietario giudeo uno schiavo cristiano; che i pro prietari giudei dovranno libe rare gli schiavi cristiani i quali Le vetnrte della. Cattedrale di Carmes-BilleHes. in Francia, su cui rappresentata ia profanazione dell'ostia da parte di un giudeo. pagheranno un riscatto, eccezion fatta per quelli convertiti al giu. daismo; se un giudeo affranca uno schiavo a condizione che una volta liberato professi il' culto giudaico, tale clausola si deve rite nere nulla Il concilio di ;Micon raccomanda ai cristiani di riscat tare gli schiavi presso i giudei, non solo per sottrarli ad uno sfrut. tamento espso, ma altresl per frenare il proselitismo religioso giu daico, per difendersi. dal quale si arriva ad interdire ai giudei anche il semplice i.n.grsso ai conventi e la conversazione coi religiosi senza testimoni. . _ Non possiamo quindi che ritenere ragionevole e giustificato Io zelo che i veseovi Virgilio di Arles (fine del VI secolo), Sulpicio di Bourges (V-VI secolo), di Marsiglia (stessa epca)

PAGE 28

spiegano per la conversione dei giudei alfine di lenire l'insidia del loro proselitismo. Anche in Borgogna la situazione creata dai giudei analoga a quella delle regioni meridionali di Francia dove sono pi numerosi Quando nel 585 il re Gontrando di Borgogna, fa solenne ingresso in Orlans, secondo il racconto del monaco Gregorio di Tours, una deputazione giudea viene ad arringarlo in ebraico e nel corso del festino il re manifesta il suo scontento per avere dovuto subire quell'apostrofe esclamando: Maledizione a questa nazione, cattiva; perfida, che non vive che d'astuzia. Essa mi prodiga oggi le pi calorose devozioni : Tutti i popoli -essa dice -'-ti dovrebbero adorare come signore ; ma tutto ci non che per impegnarmi a far ricostruire a spese pubbliche, la loro sinagoga, gi da tempo distrutta dai cristiani, cosa che non far giammai perch il Signbre me lo vieta E1,oea carolingia Durante il periodo cacolingio i giudei rafforzano le loro posi zioni, sia coll'incremento del numero sia coll'accaparramento di missioni autorevoli In tale epoca si forma un tipo di cqmmerciante detto rada nites da rhodaniensis cio abitante le rive del Rodano, che si dedica al commercio coll'Oriente valendosi del fatto che esso pu intendersi coi saraceni. Uno di essi a nome !sacco si offre a Carlorriagno per metterlo in relazione col Califfo di Bagdad, Haroun al Rachid. Il re franco si lascia persuadere a mostrarsi generoso verso i giudei; ne accetta la testimonianza nei giudizi e fissa una formula per i loro giuramenti; permette loro di impiegare mano d'opera cristiana a condizione che non debba lavorare la domeniC?.. Arturo Meyer, uno dei pi noti. esponenti del giudaismo francese. Gli succede Luigi il Buono, suo figlio, cl1e si mostra pure condi. scendente Per regolare le questioni coi giudei nomina un fiduciario che viene denominato magister judeorum Il liberalismo del re imbaldanzisce a tal punto i giudei che questi, come al solito, pas sano il segno. Il clero esprime il suo malcontento ed il vescovo di Lione, Agobardo, manifesta i suoi sentimenti in lettere dirette al re, agli ufficiali di .palazzo e all' arcivescov:o di Narbona delle quali la pi nota la prima, intitolata De insolentia judeorum In essa dice : I giudei si abbandonano ad una insolenza odiosa minacciandoci di ogni sorta di punizioni da parte dei delegati inca ricati di castigare i cristiani. Essi si vantano di esservi cari a causa dei loro patriarchi e di essere ricevuti da voi con favore e congedati con onore; essi pretendono che i vostri consiglieri siano irritati 28 contro di noi perch noi abbiamo proibito di bere del loro vino; e
PAGE 29

Testa della S Verqine (Parma). ; Studi o per la testa dell'Angelo della Vergine delle Rocce (Torino). JE JL A1Rl1f1E LoUa del drago e del leone (Firenze). 4[ 1 un ;t, cosa che si potrebbe dire in. torno a Leonardo, e alla quale, mi pare, nessuno finora ha pensato : l'aspetto che prese la sua fama, man mano che s'avan zava l'Ottocento, quando, sotto la spinta del movimento liberale, il Rinascimento italiano veniva riesaminato sotto una luce conforme maggiormente ad esso. Si inizi allora il mito di Leonardo europeo: non pi attribuendosi, a questa parola, il suo significato naturale, ed intendendosi sem plicemente con essa che il grande artista, 1taliano di razza, formatosi nel maggior fiore della civilt italiana, per le sue opere, famoso in tutta Europa; ma intendendosi al contrario che indipen entemente dalla sua patria, egli facesse parte d'una specie di fronte comune, il quale, al disopra delle nzioni, lottava per la luce contro l'oscurit, per la scienza con tro la fede, per la libert contro l'ordine tradizionale degli Stati. Leonardo divenne, per la letteratura liberale dell'Ottocento, quasi il compagno ideale di Erasmo di Lutero, di Socini. Se ne fece un misere dente o un protestante : non pi legato, come tale, al suo paese, ch era appunto l'Italia, e alla sua civilt, che era quella del Rinascimento italiano : ma devoto, se mai, al campo opposto, che era quello della Riforma, del libero esame dell'indi vidualismo e dell'illuminismo europei. Leonardo divenne l'uomo dell'interna zionale artistica e filosofica, sovrappostasi a tutti i paesi da Napoleone in poi ; e improbabile che a ci contribuisse il fatto che, dopo le razzie commesse in Italia dalle truppe francesi, nel 1796 e 97, a causa delle quali non poche opere del grande Fiorentino passarono in propriet di quella nazione la curiosit destata da tali opere, attirando l'attenzione sui disegni e sui manoscritti, inducesse, dietro un superficiale esame, a quella erronea tesi . Si credette dapprima che il suo amore per la natura, e il suo costante uso dell'espe rienza avessero qualcosa in comune col materialismo sviluppatosi da Hegel; poi, ritornato J'hegelismo, si cercarono tutti quegli accenni e quelle frasi, da cui si po tesse supporre una sua credenza nella ra gione, come principio di tutte le cose Assai 29

PAGE 30

Ritratto d'lsqbella d 'Este (Parigi ) forzata, anche pi dell'altra, appare questa ultima dedu zione: un Leonar do idealista sapremmo davvero immaginarcelo. Quando Leonardo scrisse nel Codice Atlantico : Nessun effetto in natura senza ragione, egli non affermava affatto, con questo, come gli idealisti vorreb hero f arci credere, che la natura sia tutta contenuta nel pensiero dell uomo, ma che, al contra-La Vergine delle Rocce' (Particolare), rio, un pensiero trascendente la regoli e la domini: La ragione. um:ma un mezzo, limitato, per Fare di Leonardo un antesignano dell'hegelismo una goffag. gine, pari a quella che si commessa, nello stesso intento, a proposito di Vico. E' l'ultima forma che s' voluta dare al mito di Leonardo. E' l'ultima violenza, per quanto pi sOttile, certo non meno grande di quella, per cui, ai tempi di Cavallotti, se ne fece addirittura un anticlericale; dimenticando il suo spirito, essenzialmente religioso, e Ja sua morte con tutt_i gli ordini di Santa Madre Chiesa, e ben disposto. come ci ha lasciato scri"tto il Parigi era stata, naturalmente, la prima fucina di questo Il frutto pi squisito e maturo vi era stato clto nel 1892 in quel famoso saggio di Paolo Va. lcry che, poi riesumato ed ampliato, h.1 fatto il giro di tutto il mondo. E' interessante, in quel saggio, persino h1 storpiatura con la quale viene ridotta ad usum Delphini cio al solito significato volunt.lrista ed immanentistico, la famosa frase. vergata nei codici: destinato rigore. Valry trascrive: obstinato rigore. Cancella cos la confessione tipica del grandc La Vergine delle Rocce (Particolare).

PAGE 31

La Vergine 'delle Rocce (Particolare). uomo, della sua fede in una missione rice. vuta che lo spingesse alla ricerca. Ma questo non che un indizio: ben altro si ricaYa dalla lettura di quel saggio; ove Leon:trdo viene trasformato in un essere imma. ginario, in un mostro, senza volto e senza c.:mozioni, la cui intelligenza, priva di stinlOli, subito ci appare inutile, quindi stupida, quindi il contrario di se stessa. Nulla d; pi sinistro di quest't,tomo tutto cervello, idcnto solo a contemplarsi. Il tipo perfetto ,kll'intellettuale <
PAGE 32

-scnvcv a c he pot r ebbe marsj vo 11iimdo E Ma non .... per ravevamo trovato pi volte, c6tj : Colombo, con Verrazzano, con i Caboto. E per noi un triste mondo quello, al c1uale. abbiamo dato centinaia di migliaia, milioni di uomini, che nel sud, come nel nord hanno lasciato invano la vita, nl duro, amaro lavoro dell'emigrato. Il nostro mtovo mondo dovevamo invece troyarlo l dove il console Lino J3albo aveva portato le aquile delle Legioni e tan ti secoli dopo Giustino de Jacobis con Mas-' saia la luce imperitura della carit di Cri sto, dalle rive del Mar Rosso e dell'Ocea no Indiano, alle leggendarie sorgenti del Nilo. Per troppo tempo la nostra canzo-32 noi c i dis p erdiamo : mondo .' };Ji>et. troppo tempo ;,:Or-a.-:quel disperderci de ve essere, . *** AI_. contrario di quanto accaduto per le masse emigranti anglosasson, i nostri emigranti non ban rio lasciato per anni, la terra nativa ditro la spirita di una perse cuzione politica o religiosa, n, a dire il vero, inseguendo la chimera dell'oro, causa e rovina delle colonie spagnole d'oltre oceano. Il .migratorio del popolo italiano non mai stato dunque una fuga dall'Egitto intrapresa al canto di versetti biblici, ma una ricerca di merca ti prima, di terre da lavorare dopo. Una necessit di espansione, cio, purtroppo mai regolata e indirizzata secondo preordinato disegno, fino a quella spien. dida sera del 2 ottobre '35. Non c'er a scritta pi bella che sventolasse sui piro. scafi di truppe durante l'impresa etiopica di quella che gridava al mondo : Noi s iamo gli emigranti di ieri *** Per i mercanti di schiavi dei secoli scor. si, nessun mercato era cos remoto da non potervi collocare la preda f at ta nella cac. eia all'uomo in Africa. Per molti anni nel. le miniere del Transvaal e della Rhodesi a lavoravano circa 40.000 coolies cinesi. Nel 1 9 07 essi dovettero essere rimpatriati ma le spese di viaggio d'a ndat a e ritorno erano state largamente compensate dal lavoro for. nito. Quando negli Stati Uniti v enne concess,t la libert (per modo Ji dire) ai negri. si svilupp una forte dom : 10da di la\'oratori a buon mercato. Si invent allora J a schiavit contrattuale per gli asiatici. Dur a nt e Ja guerra mondiale l'importazione di gia Ili -:-che era stata fatta cessare, ptr r agi oni politiche rifior. Nacque cos l a spint a verso il mare di quel miliard o di uomini di colore che irrompono con cre scente fervore verso la costa. Spinta che ha pro ced uto di pari passo col nascere <: lo svilupparsi del proletariato asiatico, men tre le terre domin a te d a l ca pitalismo democratico sono vuote e incolte Mentre la densit della popol a zion e degli Stati Uniti raggiunge a ppena un de c imo di quella della Germania e un paese c ome vasto dell'Europa, contiene solo 9 milioni di uomini, e l'Australia ; di Un quint o meno vasta dell'Europa, nutre solo 6 mi-lioni di a bitanti. Nelle repubbliche dell America Centrale e Meridionale c' a':cora spazio per cen tinaia di milioni di uomini : quasi vuote: s ono le spiagge orientali e meridional i dell'Oceano Pacifico, l'estremo occidente d e l l' America, la Nuova Zelanda ... Ma un numero enorme di navi da trasporto in disarmo, milioni di lavoratori europei sono disoccupati, in tutti gli stati industriali una quantit di macchine fer ma. Ecco le tragiche conseguenze dell 'or ganizzazione capitalistica del mondo che vieta ovunque agli uomini l'accesso allo spazio vitale considera merce la forza di

PAGE 33

JLJE lavoro. Divieto che quando non pu essere !olto di mezzo ragionevolmente, costringe di'impiego della forza da parte di chi ha il sacrosanto diritto alla vita per s e per propri figli. ** Pitt di cento anni addietro un certo Wa k dield intraprese in Inghilterra una carol agna detta per la colonizz azione siste !r,atica Propose cio di fissare per le terre ,iella Corona nelle colonie, un prezzo sufa costringere gli immigrant( sprov-1 isti di capitali a lavorare per anni a van t ;,ggio dei proprietari : terrieri, fin quando ",essero risparmiato abbastanza per crearsi una casa propria. Secondo Wakefield il prezzo sufficienk avrebbe dovuto indurre i capitalisti wglesi ad emigrare nelle colonie per di-. ventarvi ptoprietari di terre, poich ormai / non avrebbero fatto difetto persone dispo ste a sgobbare per poco salario Sempre in Inghilterra un altro tiZIO, detto Fairbridge, discepolo di Ceci! Rhodes propose di sb;ucare gli orfani della Bre t2gna sulle rive della pi grande Breta. gna, dove mancano coltivatori e donne di coltivatori e dove nessun uomo di braccia forti e di cuore saldo sofHe mancanza del pane quotidiano. Sorse cos una Societ pc:r l'emigrazione dei fanciulli che nel 1913 trasport 3 5 ragazzi e ragazze dagli otto ai dieci anni in u na scuola agricola fon data apposta a Pinjara, a sud di Perth, capitale dell'Australia dell'ovest. *** I lavoratori italiani nelle terre dell'Impero percepiscono un salario dall'Ente di che non deve nessun privato, che il foodo e le abitazioni sono in condizione di potervi immettere le famiglie, e dopo un/ ce rto numero di anni divengono proprietari, sOl-_ tanto per aver speso la loro energi..,.Qi lavoro. Di emigrazini di bambini non c' J>i-. sogno. Ne :nascono a bordo delle navi che i pionieri, ne na.Scono nelle citt nuove... le culle non sono vuote in Africa Orieri.tale. Da una parte qunque il diritto dell'oro, dall'altra quello della vita che chiama la vita. Ma il nuovo mondo sulle rive dell Ocea .no Indiano non assod>e, non pu assorbire, che lentamente questo prorompente fluire, ed ha un limite di satUrazione i.Qlposto dall'estensione; e possibilit di sfruttamento della terra. Un limite che sar: presto raggi.nto : I confini del nuovo mondo non sono ancora segnati, ch noo si possono segnare !Confini alla vita7 ANTONIO PETRUCCI S:J

PAGE 34

34 ( Tntto qu ello c h e rappr esenta. aume nt o quantitirtivo della Raz::.a uman. a spese della qualit. Ma lth us? N i en t e affatto ma il professar I. Jacono Direttore della C lini ca dell e Ma latti e Tropicali e S ubt rop i cali della R. Unuiversit di Napoli, che dall'alto dell a Ca ttedra, nella Prelezione al Corso Ufficiale dell'anno XVII, condanna definitivamente in se de biologica l a politica demografica e r azziale del Regilllle. La prelezione dal titolo i tumori maligni ai tr o pi ci s i tr ova int egral mente !pubblicata, per l 'e dificazione di coloro c he non h anno potuto asco ltaria dalla v iv a voce -dell illu s tre sc i e nziato n e l numero di ge nnaio 1939-XVII dell'Archivio Italia n o di Scienze Mediche Coloniali e di Parassitolo g ia. Ma da quali premesse partito il. prof. Jacono per g iun gere a tale con clu sione s i domanderanno, gius tam e nt e atterriti. i padri di numero sa prole? S e mplic emente da questa e l a riportiamo int eg ralmente c he in Inghi lt erra uno st udio a ccu ratissim o sul pr o bl e ma dei t zunori maligni ha m e sso in evide n za c h e al disotto dei 35 anni si trov o WL solo amma.lato che mzwre di cancro su 17000 individui. Come vede t e sorw cifr e imp r essionanti che fann o p ensa r e quasi ad urut. l egge biologica:
PAGE 35

se1enza l PRECURSORI DEGLI STUDI RAZZIALI IN ITALIA J::nrico Morselli c i rac co nt a che rO\'. anelo n e ll a biblioteca antropologica laiata nel dicembre 1914 l a Ettore R e : tlia, della scuola d i Mantegazza, ebb e for tun a di fare scopert a bibliografica valore veramente eccezionale. Si tra i d ell'ope ra postuma di Cesare Pala:;,; u n o dei pi geniali cultori di s tudi razz ial i c he l 'Ita li a ogg t possa vantare. per qu anto il s u o libro, pubblicato a cura d e i la famiglia e m ai me sso in co:mmerci o. s ia oggi quasi universalmente sco no sciuto. Scrive il Morselli c h e il Paladini n ac que a Milano n e l 1820 e s i laure a Pavi a i n legge: nel 1R48 cor:>e il ris c hi o cl i es-,;ere fucilato dalla poiiZia aus tri;:..ca: en trato poi nella carriera amministntiva ft.: pre f e tto in varie provinc ie. Ii libro trovato da Enrico Morsell: nell a biblioteca del R egu lia porta il titolo: Scritti postum i di Cesare Pa ladini. Parte I : Studi Etnograjici Mi l ano 1387. LE ORIGINI DELLE RAZZE UMANE SECONDO IL PALADINI IPERBOREI ;::: -........ FRISII "' ANGLI GIAlli l IBERI ( liONATl l AMERICANI

PAGE 36

Compongono il volume in 5ttte saggi nell'ordine segu l) Della formazione delle c ondo la dourina di Daru' in in n e colla nazionalit; 2) l ntorno all'ori(ine delle wiwne (frammento) ; 3) Considerazioni di matematica sull' aggruppamento e incrociamento della speci e ; 4) Saggio di classifcazione dei t1: pi e tnografici caucasei ; 5 ) Dell'unit nazionale della Grecia antica {frammento); 6) Del valore del principio di nazio nalit nell'epoca moderna; 7) Sulla nwggiore a nalogia che nel la famiglia delle lingLW Ariane collega fra loro il gruppo delle lingue e dei popoli Greci ed ftalici. Le conoscenze del Paladini sulla etno grafia dei tipi Arianoidi sono una impo nente dimostrazione -deila sua varia cul tura. Per quanto il Paladini possedesse una viva fede nel criterio Jii1guistico per la definizione e .la classificazione etnografica tuttavia riconosceva chiaramente che Le questioni di lingua sono distinte da q'uelle di razza e aggiungeva la hngua un fatto sociale e di educazione, la cui provenienza e diffusione deriva 1a vicende politiche e civili, e non si immej desinw con la persistenza della fisica di un popolo Interessante lo schema -delle origini umane presentato -dal Paladini secon-do un criterio preva:entemente monogeneti: co e indicato nella tabella riprodotta nel)a pagina precedente. In sostanza il Pala-clini finisce a distin guere tra i bianchi quattro razze che sa rebbero come l'idrogeno, l'ossigeno, il nitrogeno e il carbonio della chimica etnografica e -da lui deno" minate ris-pettivamente Gallica, Sirio-Ara ba Iberica e Bianca. Da questi quattro tipi mediante un si stema complicatissimo di costruzioni geo metriche il Paladini fa derivare nientemeno che trenta sottotipi. Il pi isolato dei sottotipi tlllenzionati dal Paladini vie-36 ne da lui definito col nome di Pelasgo o di Ariano meridionale l l P e las go scrive il Paladini per me raffigurato da i tipi di Cesar e e Napoleone; e lo chiamo cos percll. mi par che risponda meglio di altre de nominazioni usate a quella prima colo nizzazione civile, comune alla Grecia ed all'l talia che introdusse la i vilt Aria na in questi paesi... la schiaua Pelasga si pu dire la schiatta politica per eccellenza che subor&ina (individuo allo Sta to o almeno al Municipio, e la reli gione allo Swto. l ndustre e coloni::.::.atri-ce pu avere per emblema l'ape ... Interessanti sono anche le .des crizioni fatte dal Paladini -delle razze preistori-che dell'Europa. Passando a t utto un altro aspetto del problema razziale scrive Enrico Morselli: E' ammirabile che il Paladini c on ta precocit rispetto allo sviluppo del generale, abbia intravisto che intorno alla riprodue intorno agli effetti dell'ibridismo per mistura implicano nozioni e formole maternlj,j;le E' impossibile riassumere qui vazioni spesso acutissime del Pal sul problema dei meticci; basti accenn re che q colore della pelle, che a quei tempi considerato il pi tlllportan te car;lttere per ]a classificazione delle razze umane, viene considerato dal Pala clini meno. importante di altri caratteri pi intimi e rilevanti (caratteri spiri tuali?) che nelle -diverse razze sono bio logicamente associati alle differenze di colore. Per coloro poi che, ai sonni poltroni, hanno visto nel razzismo italiano un prodotto -d'importazione stra niera, possiamo !dire che Cesare Paladini, prefetto -del giovane Regno .d'Italia, po trebbe essere considerato un precursore nan solo del nostro razzismo ma anche di. quello tedes-co quando egli afferma serenamente: Siccome i tipi puri voglion si considerare esser qLWlli che hanno nwggior probabili.t di un armonico svi-luppo di tutte le loro jut-:'olt od almeno di un'attivit in determinatP. direzioni meglio servita dal cvmplP-ssi v o orga : nzsmo in confronto dei t-ipi mist i di cui pi recente la fornwzione c quindi m c no e sperimentata l'economia, cos pro babile che i tipi pun diano le individu<.tLit pi &istinte, alme1w in por::. ion e prevalente a quelle degli altri. Al che aggiunge Enrico Morselli: ... fermia moci al signifi cato storico della legge di probabilit foPmulata nel brano riferito e allora, prescindendo dalla sua e verit, !.lOn potremmo a meno dallo scorgervi una anticipazione degli studi ulteriori -di Woltmann e altri sulle personalit superiori. Ora curioso prosegue ingenua mente il Morselli -che proprio i pas s i della memoria che pi fortemen te meravigliarono e subirono le critiche deHa Commissione Accademica o Naturalment e Cesare Paladini non fu : affatto premiato ; nella relazione si riconosce vero che s i trattava di lavoro meditato, e, in molt e parti. atLraente e nuovo e che la men te del s uo autore, nudrita di molti e vari s tudi si mostra insieme molto acuta e .fin troppo' ferace ma purtroppo in que s ta grandiosa memoria ]a fantasia a s s urne parte non piccola e abbastanza singolare. La Commissione che neg il giusto r i conoscimento al lavoro originale e profondo' di CesaTe Pa:Iaini era compo s t a da Cesare Cant, dal Ceriani e da Gra Ascoli. relazione sul premio fu scritta di all'Ascoli. 1 GUIDO LANDR.A

PAGE 37

LA STATURA DEGLI ITALIANI Comunemente si attribuise lo svilupppo in statura a quel complesso di c a use, all'alimentazione, da cui dipende la robustezza degli i ndividui. Senza dubbio una vita stentata esercita sull'rganismo in generale una energica c funesta influenza, ma ormai assodato che i limiti dello sviluppo in statura sono severamente imposti da ragioni 5essu ali ed e tniche. Grande importanza ha poi, nello studio dello sviluppo in statura, l'et in base alla quale possiamo notare che gli aumenti maggiori si verifi cano prima nella donna (tra 11 e 14 anni) che nell uomo (tra 12 e 17 anni); ma mentre nella donna gli aumenti sono forti r fino .al 15. anno per poi decrescere o cessare del tutto, nell'uomo inv ece continuano molto attivi pro traendosi per un tempo generalmente pi lungo. li .Piemonte, con la )Lombardia quella region,e d'Italia in ci.IA le in flu e nze patologiche hanno maggiormente contribuito a modi1icare la sta t ura media ed infatti il gozzismo che molto frequente negli abi:tanti di questa regione accompagnato, almeno nelle provincie dove pi si riscontra tale anomalia, da una statura generalmente bassa In questa regione poss iamo distinguere due tipi etnici l di statura abbastanza ben distinti; la maggio r p a rte delle provincie ha una forte proporzione di stature alte la quale si mantiene molto elevata nelle provincie con poche stature ; basse, mentre diminuisc;e s e n s ibilmente in quelle che presentano molte stature basse A ltr e provincie presentano, invece, una scarsa proporzione di alte stature c t a le deficenza non pu essere attribuita soltanto ad influenze patolo gic he, sia perch troppo considerevole, sia perch come proporzione di basse stature perfettamente normale; quind i tali differenze dobbiamo piuttosto ritenerle dovute alla razza. T e nendo presento che tra. i due tipi non vi n vi pu essere un coilf inc ben definito, ma che ldall'uno si passa sensibilmente all'altro, riPQ.rto la statura media calcolata nelle principali provin cie del Piemonte ove :tccanto all'indice della statura sono posti anche i casi di gozzismo; i vi va osserva to che con il diminuire dell a statura media aumentano i casi d i gozzo: PROVINCIE Statura Casi proporzione per t :ooo media di gozzo Alessandria 165.75 7.6 Novara 165.58 9.9 Domodossola 165.03 79.9 Saluzzo .. 164.77 178.8 Cuneo 164.64 131.1 Susa 164.55 124.4 Pinerolo 163;57 116.9 Aosta 160.34 317.2 In Lombardia le differenze sono pi considerevoli che nel Piemonte, c d a nche qui si .riscontra il ,fenomeno che ad una forte proporzione di sta t ure b asse corrisponde quasi sempre un numero altrettanto forte di casi d i gozzo . PBOVIIICI B Statura Cui proporzione per 1000 media di gozzo Monza 166.13 27.8 Varese .165.32 32.4 Milano 165.21 56.3 Bergamo 165 47.0 Como 164.70 81.5 Lecco 164.42 141.3 Brescia 164 170.1 Sal 163.87 166 Crema 163.34 181.7 Sondrio 162.()7 262.7 .t., .l, Curve SE!riali della. statpra nel Regno e in alcune citt d1talia. 37

PAGE 38

Nel Veneto si nota una ,grande 'Wliformit di stature; in generale pre valgono individui ad alta s tatura ,e non si riscontra una qualsiasi: i nfluenza patol ogica degna Pi particolare rilievo; in Treviso la statura media di m. 166.75; seguono con l ievi differenze Udine '( 166 .73 ) Padov a ( 166.00), Vicenza ( 165. 7 0) mentre l a statura m en alta dell a regione offerta d a Belluno ( 16 4 .86) e R ovigo ( 164.46). L'Emilia una certa irregolarit di distribuzi one di div ers i gradi di stat ura e poich ,le influenze patologiche sono relativamente scarse, dob biamo considerare tali differenze di statura fra l e varie provincie, come un fenome n o del tutto etnico. Tuttavi a n o n si tratta di g r a ndi s balzi di stan11 c: preva le ntemente b asse n e ll e provincie o ccid e ntali dell' Emilia: (Pia cenza, Fiore nzuola, Borgo S. Donnino), preva lentemente alte nelle rimanent i prov incie. Riporto la statura media osservata nelle principali provincie: PROVINCIE Statura PROVINCIE Statura media media Rimini 165,54 Ferrara 164,80 Bologna 165,27 Borgotaro 164.35 Faenza 165.10 Borgo S. Donnine 163.92 Cesena 164.90 Pavullo 162.53 Forl 164.82 Vergato 162.27 Nella L iguri a da notarsi c h e la var ie t di statura a n ch e maggi ore pur mantenendo si in generale preva lentemente a lt a. Chiavari presenta le stature pi a l te di l a regione ( 166.99). Seguono\ poi Genova ( 165.92 ; Spe-Lia ( 165.-16 ) mentre Savona offre l e stature p i b asse ( 16 3.82) la T osc ana, contrariamente a quanto si detto della Liguria, presenta una distribuzio n e geografi ca di stature: mol t o rego lare. Possiamo d i stingue re, in questa come due p o li, intorno ai quali s i dispongo n o d u e differenti tipi di stature: uno rappresentato da Castelnuovo di Garfa gn ana, int o rn a l quale s i raggruppan o l e provinc i e che prese ntano un con ringente pi e levato di a l te stature; fanno per i circondari di Rocca S. Casciano, M assa e Pontremoli ove si notano s tatur e pi ba sse accompagnate d a un grande numero i casi di gozzo, il qual e conft:rmJ la pote n te influenza di questa endemt su l b. sta tura; l' altro po l o rappre s entato a Grosseto d ove l e stature sono le: p i ba sse di tutta l a r eg io ne PRO.VINCIE Statura Bassa Alta proporzione per 1000 media Castelnuovo Gariagnana 166. 25 3.42 307.47 Samminiato 165 .04 2.53 230 .20 Pisa 164.77 5.11 214.21 Arezzo 163,97 4.29 184.7'1 P ':l n tremoli . 163 .21 17. 59 167.42 Grosse to 162.55 9 08 135.50 Rocc a S Casciano 162.35 5.48 130.23 Nelle .Marche. neli'Umbria ; e nel L az i o le diffe r enze di statura non se n o mo l to stnsibili; nelle M arc h e, Pesaro, Urbino, Ancona sem br a a bb iano un o stesso tipo di stat ur a che varia tra i m et ri il,65 <:: 1 64 mentre quelli di M acNata, Ascoli e Fe rm o ha:n n o un tipo di statura molo pi basso. L'Um bria presenta un tipo di stat ur a assai s imile alla Tos c a n a meridio n a le, trann e Riet i e Terni ( dove le basse stature sono in una \Proporzio ne m olto co nsi derevo l e. Nel Lazio strana la bassa statura )che si: .riscontra a V i t erbo, mc:ntre Roma mo stra ind ubbi amente una preva l e n za di alte stature giac. e h l a st,nura media t: a quella delle circostanti prov incie: PROVINCIE Statura Bassa Alta proporzione per 100 media Pesaro 164.30 6 30 158 Urbino 164 7 148 Ancona 163.10 5.06 150.42 Macerata 162 9 114 Ascoli 162 17 99 Fenno 161 13 88 ROMA 164 Il 184 Viterbo 162.20 Il 117 L Abru zzo e il Molise non o ffrono particolari osservaz i on i ; Cittad ucale offre la media pi alta ( 1 64) mentre nelle altre provinci e la media di minuisce }gradatamente fino a portarsi, in I se rni a, a metri 1 59. Non cos avv i e n e nella Campania dov e le pro vinci e che hanno una maggiore percen tua le alte. \ Stature s i raggruppano con grande regolarit intorno .a No.po lt cbe ha te stature pi a lte di tu tta la regione. PROVINCIE Statura Bassa Alta percentuale per 1000 alta Napoli 164.67 9 145.06 Caserta 163 13 112.16 Castellamare 161.77 12.70 121.36 Benevento 161.07 12 90.87 Avellino 161 20.71 86.30 Salerno 160.90 18 20 86.05 Nelle PugHe i l 1primo posto, per una perc entuale maggi o re di alte stature, spetta a Lecce; qui va osservato cbe man man o che avanzi am o nel l'Itali a meridionale ed 'insulare, aumentano s traordin:uiamente le b asse stature e di parL passo aumentano le difficolt per rintracciarne l e cause. L'l l ucania e l a Cal abria jpresentano appunto questa caratteristica cbe dc. vesi attribuire al f atto che il tipo et ni co indigeno, specie della Lucania s t e mantenuto scevro.da immissioni ete rogen ee. statura Basse .Alte PROVINCIE media stature stature !Per 1000 perlOOO Cosenza 160.31 34.00 82 .79 Reggio 159.66 49.46 85.15 Catanzaro 159.19 54.06 68.91 Paola 159.01 53.11 61.36 Matera 158.29 59.22 54.51 Melfi . 157.85 67.61 49 L a Sici l ia mostra una grande va ri a bilit di s tatur a e dalla osservazion e della s t a ti sti ca c b e possia m o osserva r e c h e l e stature pi alte si riscontranq quasi escl u s i vamente nelle p rovinc i e litoran ee. statura Basse Alte PROVINCIE stature stature media perlOOO per 1ooo Palenno 163 26 10.45 171.08 Trapani 162.58 8.78 147.5 3 Siracusa 161.74 11.88 111.8 1 Cefal 161.32 22.79 1 07.62 Tennini 160.66 17.26 88.30 Caltanisetta 160 .15 21.52 75.4 4 Agrigento 159.78 30.49 72.4 1 Terranova 159 50 29.73 61.3 2 Mistretta 158.78 59.80 53.71 Ca distribuzione geografica della s t atura n ella Sardegna s i p otrebbe dir t uniform e se le \provinci e di Tempio e Lanusei n o n rappresentassero l'un.' statme m o l to pi alte rispet to a tu tte l e altre della inti e r a r egio ne; e L d tra le 'pi b asse dell'isol a. Quanto a lle altre provincie notiam o un a acccn tuata bassezza anche ad Igl es ias mentre un certo aument o invec e si riscun tra a Sassa ri ed Oz.ieri Nel complesso, come ripet o, si ha u na discrct.; un i formit di stature e ci devesi alla -perfetta conservazione n eg l i ;Jttu al. abitanti della Sard eg na de l tipo e tnic o :pr imitiv o. Ecco l e medie calcolate d a l li,< i sulla statura .dei Sardi: PROVINCIE Statura Stature Stature media basse alte Tempio Pausania 169.49 10.07 135.30 Ozieri 159.94 27.91 57.24 Sassari 159.83 30.95 60.94 Cagliari 159.46 17.82 61.95 Oristano 158.52 24.76 42.32 Iglesias 158.49 26 90 34.32 Lanusei 155.86 83 45 19.47 Dopo q uesto raprdo sguardo possiamo concludere che l a stat ur a degli italia!ni rappresentata, sempre che non intervengano p a rt ico lari m usc patologiche modificatri'ci, da due tipi ben differenziati : uno ; principalmente r iscontra bile r i n Italia settentrionale, di statura alta ed un altro, pro prio :dell'Itali!a merilcliooale ed insulare1 di statura meno a lta N on s i pensi per che d a un tipo si passi bruscamente all'altro, ilDa ci avv ie n e graJuaJ mente in grazia di stature \intermedie che molto presumibilmente sont' d J vute ad incroci inevi t a bilmente verificatisi tra due tipidi stat u ra div.:r EDMONPO VERCELLEST

PAGE 39

La recente unione dell'Albania all'Italia !l.l richiamato l'attenzione del mondo sulle J (tnde di questa antica terra e sui valorosi ,uoi abitanti. Dopo ch questo popolo guer r iero ebbe disperatamente difesa la sua patria dai mussulmani, anzich piegare al nerlco, prefer in gran parte emigrare verso lrdi pi tranquilli. Ma i rapporti tra il Reame di Napoli . gli Albanesi erano incominciati prima di Jucsti avvenimenti e cio nel 1416 quando l )c:metrio Reres, skiperota, ed i figli Giorc Basilio, erano stati di grande aiuto ad \lfonso d'Aragona nelle guerre di Sicilia Calabria Nel 1446 il .Reres a premio di ; ;l i aiuti, venne nominato capitano a guer.r delle Calabrie. Molti dei suoi commi-1 i toni si trovavano gi nel Rea!llle, e anzi-ht allontanarsene, si stabilirono in varie ruTe dandO origine a nuovi paesi o ripopolandone altri disabitati Si costituirono cos vere e propne coloilic albanesi nei paesi di Amato Andali araffa, Gizzeria, S. Nicola dell'Alto, Car I ai, Pellagorio, Vena, Mercedusa, tutte in i rovincia di Catanzaro e Casalnuovo in 1 no vincia di Reggio Calabria. Nel 1 453 avvenne una nsta immigr:i. nne di Coronei, cio di abitanti ,li C o -Ragazza albanese. rone (Morea) la quale mista albanesi e schia,oni, continu per tempo fino a tutto il secolo successivo. Risulta inoltre grande l'aiuto dagli Albanesi alla Repubblica di Durante la resistenza contro i cisivo era riusc-ito per Giorgio l'appoggio di re ragona, tosto ricambiato nella guerra tr.o i baroni e i villani ribelli, conciusasi a favore dell'aragonese. Il principe albanese ottenne in premio diversi feudi nelle Puglie: Trani, Siponto (odierna Manfredonia) e S. Giovanni Rotondo. Ma il v:1.loroso guerriero dovette ritornare a Croja. (od. Kruja) capitale del l'Albania per difenderla contro i Turchi: ma non pochi dei suoi rimasero nc:l reame di Napoli, ai quali si unirono altre 5000 persone inviate dal Castriota sotto il comando del nipote Carlo Stresio. Avvenuta per nel I 446 la morte di Scander-Beg, ed impadronitisi i Turchi di Scutari numerose colonie di Albanesi cer carono una riuon patria in Italia, e la inaggior parte nel reame di Nap_oli. . In Calabria essi ottennero dt stabiltrst in alcuni feudi di propriet del Principe Un guerriero della montaqJ:la.

PAGE 40

d1 Bisignano, di Casa Sanseverino, marito di Irene Castriota nipote dell'eroe. Furono cos numerose colonie che popo larono i paesi dj Castroregio, Civita Far. neto, Plataci, Fascineto Porcile, Lungro, S Basile, Firmo, Acquaformosa, S. Lorenzo del V allo, Santa Caterina Albanese Cervicati, Mongrassano, Serra di Leo, Cerzeto, S Giacomo di Cerzeto, Cavallerizzo S. Martino di Finita, Rota Greca, S Benedetto Ullano, S Sofia d'Epico, Falconara Albanese, Vaccarizzo Albanese, S Maria, Brindisi di Montagna, Barile, S. Paolo Albanese, S. Costantino Albanese; ed in Sicilia : Piana dei Greci, Mezzojuso, Contessa Entellina,_ Palazzo Adriano, ecc. In questi paesi gli Albanesi si manten nero per moltissimo tempo estranei alla popolazione indigena, temibili, rapinanti, sprezzanti d'ogni legge. Si garentivano la loro nuov a patria con ogni mezzo, fintanto che divennero un forte elemento di vita civile ed economica. cos ingenti danni perch venivano nume. rati, ove si trovavano di passaggio, e .le Universit dovevano rispondere dei : loro pagamenti fiscali. Tale stato di fatto produceva continue lamentele: nel 1509 l'Universit di Cosenza Ticorreva, a mezzo del Vicer, al So. perch gli Albanesi numerosissimi abitanti nelle Universit e asali .della Provincia, facevano multi arrobbi e chiedeva senza indugi di farli abitare in tifre murate. Il vicer D Ugo de Mancad a Quattro momenti della danza della morte che da secoli viene. eseguita dagli' AlbCIJlesi secondo formule immutabili. Sartano, S. Giorgio di Corigliano, in pro vincia di Cosenza; Caraffa, Carfizzi, Amato, Pellagorio Sambiase, S Nicola, Vena, Montespinello, Malapezza e Belvedere di Spinello, in provincia di Catanzaro; Casal nuovo e Pentedattilo in provincia di Reggio Calabria. Altre colonie si stabilirono negli Abruzzi in Abbadessa, Grottaminarda, Rotella, Petacoiato; nelle Puglie : Campomarino, Casal S. Giacomo, Chieuti, Greci, Caggia no; nella Lucania: Castelluccio, Rapolla, -lO Le principali industrie cui erano dediti, la pastorizia e l'agricoltura, davano soddi sfacente sostentamento : mantenuti origi nari i loro costu.1ni, la loro lingua, le abitudini nessun assimilamento essi ebbero mai con la razza calabrese, e d'altri luoghi Ma appunto perch pi numerosi che in altri luoghi, in Calabria, divennero fonte di perturbazione non lieve: moltissimi di loro anzich soggiornare in una localit, preferivano spostarsi dove maggiormente potevano trarre vantaggio: apportavano invece di stabilire provvedimenti radicali, rinvenne un ripiego he !ungi dall'attu tire il male, ne accrebbe straordinariamente le cagioni. Si fecero prammatiche, bandi, e si ordin che gli Albanesi non avessero potuto pi an<;lar a cavallo con selle, briglie sproni e senz cappello, e simili ridiv'olezze Questi contrassegni nori fecero che accrescere il dissidio. Peraltro qualche facoltoso Albanese aveva con sottomissione ottEnuto che non gli fosse applicato quello editto.

PAGE 41

Invece vi erano feudatari larghi di concessioni con gli Albanesi : a Caggiano, nelle Puglie, il barone esentava gli Albane-si dall'imposta del focatico, mentre a Rotella, negli Abruzzi, essi godevano pre rogative fiscali, e cos pure a Santa Sofia d'Epico, in Calabria. Il valore militare degli Albanesi, stabilitisi nei diversi comuni del Reame, non dir,.inu con l'andar de-l tempo anzi nel 1628 risulta che Re Filippo III inviava alcuni uomini d'arme, scelti fra quelli originari di Barile (colonia albanese della Lucania), al servizio della Corte di Milano, che li aveva richiesti, essendo giunta fin lass la fama del valore e della fedelt di quei prodi guerrieri. Papa Clemente XII (1730-40) che per parte materna avea sangue albanese, si adoper in modo larghissimo a favore della cultura di questo popolo, e nel palazzo della badia di S Benedetto Ullano, fond un Collegio detto ltalo-Greco-Corsini Que sta istituzione fu creata quando il Pontefice era quasi cieco, e mirava principalmente ad accogliere i migliori elementi delle nu merose colonie calabresi e di altre terre di Italia, nonch al ritorno in seno alla Chiesa, dei greco-scismatici. Oltre al cre il Vescovado halo Greco, con sede a S. Benedetto e con giu risdizione su tutti gli Albanesi Il primo presule fu Samuele Rodot (morto il l 7 40) il quale godeva dei titoli di Barone ed Abate di S. Benedetto. Il assurse rinomanza nazio nale ; vi fiorirono per mzzo secolo gli studi classici. Dopo l'espulsione dei gesuiti dal Regno (1765), i diplomati del Collegi0 erano preferiti a tutti gli altri negli Istituti d'istruzione, non solo, ma era consuetu dine (rimasta fino allo scorso secolo) che nell'Universit di Napoli non si faceva lo esam d'un candidato proveniente dal Collegio Corsini. Nel 1794 per disposizioni di Ferdinan do IV ed a petizione del Vescovo itala greco, moos. Francesco Bugliaci, il Collegio veniva trasferito a S. Demetrio, in quella antica abbazia. Ne rimasero cos in S. Benedetto solo il ricordo e due busti eretti a perpetua memoria del pontefice e del Vescovo Rodot Queste due opere d'arte si ammirano oggi nella parrocchiale chiesa di S. Benedetto. Sotto il busto di Clemente XII vi quest'iscrizione: CLEMENTI XII P. M. QVOD -APOSTOLICA PROVVIDENTIA ET EXIMIA LIBERALITATE -AD ALBANAM NA-L veglia rituale accanto alla salma di una donna Mirdita. Sul cadavere le donne hanno deposto vino. poJI!.i e grano, provviste per l'al di l. Un dignitario albanese. TlONEM C t \LABRI:\.E RFGIONE$ 1?\COLE::-\TEM GRAECO RITV .-\.. C Mi\IOR\':'.! DISCIPLINA ERUDIENDAM -SACRIAQ\' E INITIA..' DAM -SEMINAR!Vi.f EXCETATUM ATQ\T INSTRUCTVM --" PERPETVVM CONSTITVTVM AC PRAEFECTVM -A'l\"'\'0 CENSV IN VTRVSQYE COMMODVM ATIRIB\'TO -LOCUPLETAVERIT CVMULAVERIT NATIO IPSA TOT NOMINIBVS OBSTRICTA -PRINCiPI DE SE MEREI'-.'TISSIMO-PROCURANTE FELICE SAMVELE ROI.JOTA' ARCHIEPISCOPO BEROENSI -DELAT:\M PRAESVLIS DIGNITATEM PRIMUM ADEPTO -PERENNE GRATI ANIMI SIGNVM AC MONVMENTVM -P. AN. OOM. MDCCJO.."XVI. E sotto il busto del Vescovo quest'altra : FELICI SAMVEU RODOTA-;\RCHIEPISCOPO BEROENSI -PRIMO ITALO GRAECORVM ALBANENSIVM -COLLEGII IN NEAP. REGNO .PRAESIDENTI ---BARONI SANCTI BENEDICTI DE VLLANO -EX NOBILIBVS CORONAEIS QVOD DOCTRINA PRVDENTIA PROBITATE ...:_ PONTIFICIBVS PRINCIPIBVS CHA RVS -ID PRIMVS EFFECERIT VT PRO ITALO GRECA EXCOLENDA -IUVENTVTE PRO RITIBVS PROQVE IPSA DOCTRINA ILLIBATE -TUTANDIS PROPRIVS CONSTITVERETVR EPISCOPVS PECVLIARE ERIGERET\'R COLLEGIVM -A. SS. D. CLEMENTE XII PONT. MAX. -A SERENISS. CAROLO NEAP. REGE PLURIMIS PRIVILEGIIS AVCTA EXORNATA DE ORTHODOXA GRAECORVM GENTE -QUI DE OMNI CHRISTIANA REPVBUC.-1. --OPTIME MERITO -IN IPSO AETATIS FLORE -IN MEDIIS OPTIMARVM RERVM ADMINISTRATIONIBUS -HEV DOLOR EREPTO! MAVRITIVS FRATER AMBO MICHAELE ANGELO PATRE GENITI MOERENTIS P. VIX. AN. XLVII-OBIIT AN. D MOCCXL M. BORRETTI 41

PAGE 42

o lA RIVELAZlOM: ii . . . . :':?!ti '. .. -\!:; {' : -": --... ,.-' -. ;-.. : L esperienza conferma -che l uomo qual ridotto, . esser felice sodamente e durevolmente (quantopuo ; quaggi) se non in uno stato (ma veramente) che dia un corpo e una V(!rit alle illusioni, s 'e11za le., tionJ=.c' felicit, ma ch'essendo conosciute dalla ragione/ .qono pi parer vere all uomo come paiono agll .se non per la relazione e il fondamento e la realt pongano avere in un'altra vita, A questo effetfo anche le Religioni antiche, il Maomettismo, l e .genere, c tutte quelle opinioni che hanno da:to ; _polo o ad una sciet e indottala ad ope-rarc. __ Rife tutto quello che ho detto altrove della necessit di. sione per condurre alle azioni, c di una ] aspetto d illusione e di passion e Ec. che tutto sia nullo non conquce all'azione. che 'le cose sieno cose, non pu aver fondatricnt6 : se non se nell'idea e persuasione di un'altra deve persuadere: dunque bisogna che la religiqrtc sua da, c non si pu essere incli'lferenti cir-ca la ... e verit. Altrimeilti se la Religione si consider a -.com e una delle. altre illusioni, questa non sar pi'. e tanto ,)c altre illusioni, quanto questa, del loro fondamento, e non ci potranno .quindi ... v.uu" ... -. l'azion e durevo le alla perfezione, alla -la. Religion e si trova presso la culla di tutti_.-i perch gl imperi o stati fondati o consenratt religiose, sono distrutti dalla filosofia; denza di Roma' fu compagna della -ae ca
PAGE 43

qnestiona1io A. Biancorouo e C. Mandrloli di Roma hanno ;c ritto una lettera al marinaio VIttorio Bargonl, p e r dirgli che essi sono itietzschiani. Nietzsche un poeta tedesco, che non da oggi ; Jilascina gl'italiani. Li affascin specialmente n ell'epoca piccola dell'Italia. Ed proprio nell'epoca d'indebolimento dell'immaginazione naz ionale, che questa subisce l'immaginazione e a n z i la riflessione d'un genio non proprio. 2\la c h e c i siano ancora nietzschiani in Italia, ci ,;e m bra una faccenda archeologica. E che sia una faccenda anche di. Tules e Edmond Gon : ourt, come dicono Bi'ncorosso e Mandrioli, Accademia di Francia, se ne sei all'oscuro -cosa della quale a noi non ce ne niente un fatto veramente senile. Biancorosso e Mandrioli dicono che i tedeschi abbiano fatto di Nietzsche il loro profeta e che siano diventati potenti e rispettati. In verit i p rof eti li lasciamo agli ebrei, ma se anche i ted e s chi ne avessero uno, vuoi dire che dovremmo anche noi, avere lo stesso profeta? ?Ila insomma l'Italia esiste o finita da quando i ; apparso Nietzche? E non ci sarebbe un pezzett ino di profeta italiano, per gl'italiani, se prop r io state ancora ai profeti? Perch noi vogliamo sapere se c' un poeta dell'Italia. Dato che questa nazione ebbe l'infelice idea di nascere dalla lingua d'un poeta e che poeta significa creatore. Quali sono le persone effettivamente cattolic h e ? I deboli: i b;).mbini, incapaci di un proprio obiettivo ragionamento, le donne cosi di c o no i nostri due nicciani. Ora vorrei sapere, n o n dico San Tommaso, non dico Francesco Sa vcrio, ma a quale categoria appartengano D ante Raffaello, Michelangelo, Vico. A quale la cattolica immaginazione degl'italiani. Abbiano pazienza Biancorosso e Mandrioli e dobbiamo rimandarli a quanto abbiamo ris po sto con il Questionario precedente alla lettera de llo studente Dante Colombo di Milano, sotto i l titolo del parlare a vanvera. L 'universitario Giovanni Mastrolanni di C atanzaro ci ha scritto anch'egli a proposito della let t era di VIttorio Bargonl. Dice che la giovent .'o la pu, secondo il detto del Duce, accettare e violar e ii destino; la giovent pu etem..u-e le idee de i padri. E che in conseguenza non si possa ai limitare la libert di collaborare al no,;tro Questionario. E superfluo dire a Mastrojanni che siamo dello tes s o parere, che la lettera di Bargoni non la intendiamo alla lettera, dal momento che que,;te colonne si vanno affollando di giovani. Nes nn limite alla loro collaborazione, salvo s'int e nd e il costume della di.o;eussione, salvo s'intrnd c che non vogliamo l'eloquenza col ciuffo, il ,., z t o della polemica, che quello di 1ol c r ragione per forza, e quindi disprezzando per principio jJ contradittore e la verit. \ 'o 15liamo sentimento .d'onore. Questo sentimento cavalleresco il pi grande sentimento um a no E si vede sempre che un uomo contrasti nn nn altro. Si \ ede perci nella dis cussione. \dia quale bisogna entmre, come si entra in '' ' e asa. con -rispetto. Come puoi batterti con unnomose non hai stima della sua spada? Come puo i disprezzare un uomo, se non lo conosci? Il risp<:tt o il primo grado dell'intelligenza, la :ondizionedelcapire. Sbraitare, fare scenate, infott.u a r si, questo. non virile. Sopraffare la ve-rit, questo non virile. Sopraffare chi la professa, questo vile. Questa vilt ci Viene tUtta dalla rivoluzione francese. Questa rese plausibile la sopraffazione esercitata dall'interesse dei ceti, dell'oligarchia: sopraffazione degli uomini e sqpratutto dei patrimoni. Lo abbiamo visto: quella S?praffazione fu il polverino messo all'usurpazione della terra del popolo, il demanio e le terre comunali. E fu la condizione con la quale la cla$'5C mercantile stabili la sua oliaarchia, che di dosare il sostentamento dei e fin la vita degli stati, esasperando i bisogni materiali, cosi mettendo in cima a ogni altra cosa l'economia, facendo economica la societ, che stata una degenerazione nuova. Non per niente l'Italia, la Germania. la Spagna si tro' \ano fuori .. dell'oligarchia. Contro l'oligarchia. t!. una ragione di vita della civilt distruggerla. Ebbene, da quando queste colonne sono state aperte ai giovani, non uno ce n' stato, che si sia dimostrato propenso agli atteggiamenti, alle mosse, ai gesti del logoro costume parlamentare, Anzi ce n' stato uno solo: Augusto Leali di Pietrasanta (Lucca), il quale ci fece sapere di aver sentito commiserazione per quel povero pennaiolo, che scrisse non essere Carducci il no-l'Italia a Carducci o magai-i a Nietzsche. Ma le dell'Italia sono un tantino maggiQri di quelle che l'immaginano i solisti . Anche Giovanni Mastrojanni ei scrive, ma m tutt'altro modo, di Carducci, per "li dobbian;to dire che_ h tenuto conto di quanto Siamo andati scnvendo, non solo su Carducci, ma sulla, corrente umanistica e la formazione d _el_ mondo rivoluzione francese. Non possibile conto della poesia: carducciana, senza di quale mondo partecipa, e senza considerare che l'epoca carducciana q_uella in cui in Italia s'incontrarono il paganestmo pru:lamenl:a.re. l'eloquenza vittorughiana, la filologJa tedesca, compiendo quella devastazione dell'immaginazione nazionale, che alla superficie pi evidente si chiama rivolUzione parlamentare del 1876. Voglia Mastrojanni approfondire que5to puntO e trattarlo nuovamente, se crede. Gaetano Di Prima di l\lilano ci chiese anch'egli della questione carducciana, e anda lm vorremmo sapere se qualche spiega, zione non gli sia venuta da ci che qui si andato scrivendo s ugli ultimi due secoli di storia italiana. Danza indigena a Formosa. stra poeta; e ci fece sapere che l'Italia ebbe il yrivilegio di ricevere dignit di nazione dalla rivoluzione francese. certo che noi siamo molto lontani dal concetto questo polemista, e credo che se dobbiamo.la nostra dignit alla Francia, meglio non parlarne. Non parlarne dell'Italia. Di questo episodio, questo satellite della rivoluzione .Ma se insomma l'Italia l'intendiamo un fatterello un po' pi importante della rivoluzione francese ed anche un po' pi antico, il polemista ci vuoi tanto disprezzare? Se ne vada in Francia allora, se ne vada alla fonte, visto che siamo solo un rigagnolo: l trover la sua patria .Ma finch vive fra noi, ci lasci amare l'Italia a!I'taliana. E si convinca che non sono gl'improperi che ci faranno cambiare. Quanto a Carducci, i lettori conoscono il rispetto col quale se n' parlato. Anche se Carducci non rappresenta la pi autentica poesia italiana, anche se Carducci nella frattura poetica, che accadde, iii Italia, dopo Leopardi e Manzoni, e non fu soltanto poetica; se Carducci non Dante, non Loopardi: gli mancheremo per questo di rispetto, sione. ffetto? Solo i polemisti potranno ridurre Ettore Rals ci ha mandato da Catania il seguente scritto: 1) Lo Zibaldone l'humus dei canti, dite Voi, niente eia eccepire, per si guarda la pianta ed i frutti che d, pi che il terreno su cni, e da cu. i forse nata. Quindi si guardano i Canti non lo Zibaldone, questo pu spiegarci il processo attraverso il quale il Nostro arrivato alla conclusiotw che sono i Canti. Come di un codice, di una si studiano i lavori preparatori, i progetti; le relazione, ma la realt viva e vera, quale si cnnaetata nel legislatore, la legge pubblicata, dH! pu essere anche in molti punti lontana o contrastante con gli studi che hanno condotto alla sua formulazione. z\ Leopardi con Dante e la Nazione non c'entra niente, quindi il parlare di moda o voga, o attualit per l'uno, non porta come conseguenza !arlare di moda per gli altri. Del resto il periodo di voga, di massimo interesse del pubblico, J>
PAGE 44

n : lazioni fra immaginazione e ragione; Leopardi r pli se mai stato a .una tesi Vostra: la supenonta d e ll a munagmazto n e '"Ila ragion e; e che proprio sia la immaginazione a distinguere l'uomo dagli altri esse ri ; c h e le g r andi civilt si distinguono per l e opere irnma"inazione che non per quelle della ragwne, a n z i l'immaginazione f i popoli g r andi e la ragione li porta a rovina. Proposizione particolarmente importante per il problema della razza, pcrch vi sarebbero razze piit o meno imaginificheequindipi o meno grandi; con questo marchio si potrebbero distinb>ue r e razze pre destinate alla granezza o m e n o, e v i potrebbero esse r e mzzc fortemente ragionatri c i ma povere di immagi nazion e c quindi non capaci di gra nd ezza. . .. Ci posto \'i sc rivo queste brevi note co n l mtento di cercar e co l vostro aiuto l a verit. 3) Immaginaz ione e ragione non sono nettamente separabili, l 'unit l'uomo (a volere astrarre dalla volont e dalle a ltre forze vitali). Ora, l'unit pu comporsi sia con I / 2 e I/2 come con I /-t e 3/-t ecc. (seb b e n e questa sia una rappre sentazi o n e quantitativa imperfetta fatta s olo a scopo esemplificativo). Tutte queste combinazioni ci di cono che v i potr esse r e predomnuo dell'una facolt sull'altra al compimento di un'oper a, mai assenza dell'una e predominio assoluto dell'al t r a pcrch l'agente i. l'uom o c h e unitari o. Pesca grossa. nella Nuova Zelanda. 4) Se un uomo s i trova su di un col l e vedr tutt'intorno un panorama pi o meno vasto seco nd o la s u a forza visiva e i fattori est erni: nebbia, lu ce, ostacoli ecc., ma non conoscer perfettamente tutto il t e n e n o attorno; se si muover discendendo l a china comincer a conoscere pi precisamente il t erre n o, ma cont emporaneamente perder l a visione totale. Il primo potremmo chiama rlo stato di immaginazione, il secondo di ragion e. E come il nostro uomo n e l suo andare sbag lier strada, andr non secondo una retta ma spesso secondo una tortuosa, cos a n che la ragione spesso ci far deviare, sbagli are. Il primo potremmo chiamarlo stato di sintes i il secondo eli a nalisi Il genio colui c h e tale stato di sintesi possiede a l sommo grado, come n ell'esempio su citato sarebbe chi avesse vista superiore agli uomini normali, s da vedere pi chiaramente e pi lontano che g li altri. Q u ando parlo di ragione intendo ragionamenti s u fatti, c io scienza, non semplici costruzioni logiche, come le pure elucubrazioni filo s ofiche che sono aborti di creazioni immaginifiche. Ma b ne fissare che quando si vuole conosce r e, biso:, "'Ia lasciare lo stato di immaginazio n e. E naturalmente come l'uomo n e ll a visione panoramica del mondo dall'alto del suo colle si sente in uno stato superiore di dominatore, quando itivc ce si avvia alla valle perde quel dominio, dirci quasi si abbassa, pure n ecessario c h e cos sia. Cos l'uomo c h e vuoi conosce r e, perde l a sovranit dell'immaginazi<:>ne. se l'uomo doveva o n o lasctarc ti pnmo stato, se tale. a bbaudono f u atto di s u a volont o di volont superi ore, se il peccato eli superbia fu l'ave r voluto conoscere con mezzi suoi, cou la rag ione, c i che avrebbe conosciuto per i stinto, per l a s u a natura umana, non interessa. Il fatto certo c h e s i mise s u questa strada della ragione e che non pu pit Poi in fond o, questa povera bistrattata raeione se ci h a fatto cnare, se ci ba fatto soffrire, ha 'per anch e dato molte belle soddisfazioni: la radio e l'aeropla no, l a conoscenza clt Platone e dei bacteri; queste sono l e grandiose della ragione applicata a i f atti naturali. Se stamo discesi in questa fitta selva dell e conoscenze, dobbiamo pur spin ge r ei fino alla assoluta; s u questa via la scienza ancora at primi passi; piatire sui fasti d ella tmmag m az10ne inutile, il dado tratto. Grande il Mos dt Michelangelo, ma gTande anche l a Staz10 n c S. Paolo; potente l a visione dantesca, m a potente a n che la visione telescopica Se dallo sviluppo della ragione, n e soffre il sentimento, l'immaginazione, la f antasia, c h e ci possi amo fare? Sar triste, forse, ma : naturale e necessario. E per il Rinascimento Vi dico che se fu epoca di immaginazione, certo per che in questa epoca cominc iarono a sbocciare le prime gemme della sc ienza e proprio in quest'epoca, fior un uomo che ragion molto ed ancor oggi insegna a molti a ragionare: il .Machiavelli. Condudo 4uestc noterell di cendo c h e, se l'Italia fu grande n e l p01ssato per l e cune marn: vabili a c ui giunse nel campo d elle c reaz10m della fantasia, grande sar ancora nelle c reazioni d e ll a scie nza, basti citare un nome per tutti, il sommo :'llar co ni. Nell'isola Andaman (golfo del Bengala) la giovane sposa riceve in questo modo gli omaggi degli amici del marito, che le. testimoniano cos il loro affetto. 44 Caro Hais, c redo c h e n o n siano da confondere l e degli scienZ"iati con le appli caz ioni ma c redo sooratutto c h e le une e le altre n on potrebbero 'accadere, se nza immaginazione. l'immaginazione c h e fa scoprire a llo sc ien z iato unostato. di cose naturale, prima di sperimentarlo, prima d'averne conferma dall'esperienza Non co nos c o la storia d ella scienza, c non OC corre co noscerla su questo punto, perch vcrbialc la certezza c h e hanno gli scienztati d elle l o r o scoperte. Fatemi usc ire, c vi far vedere le carrozz e cammina r e senza cavalli diceva q uel carcerato del regno di Napoli. Il carcerato non fu fatto uscire. Ma sappiamo che Galile o Ferraris una notte fu svegliato dai suoi assistenti ansio s i di comunicar g li che la verit d 'una sua sco p erta era risulta t a con l'esperi mento. E disse c h e n o n era il caso di a gitars i c svegliarlo, essendo egli g i ben persuaso
  • non spediva C3 biogrammi? :\'on confondiamo l a civilt con !:l com
    PAGE 45

    Un corteo nuziale nel Senegal sotto sotto siamo persuasi che economico i a il fine dell'uomo. O tu credi che noi siamo :>i valorosi di' Braccio, Sforza, 'Piccinino, sol :.cr ch abbiamo le mitragliatrici? Allora non :eroismo l'importante,: ma la forza esplosiva. l : potremo maneggiarla, se saremo vigliacchi? :\on confondiamo l'uomo con i suoi strumenti. 1 ; : molto importante andare da a Nuova 1 o r e a in poche ore, ma questo viaggio un mezzo ,.,.,.raggiungere i fini dell'.uomo, molto impor:.lllte per l 'uomo; ma non fate che il fine dell uomo sia quello degli strumenti che adopera. C' un vasto poPQlo; <;omurie a tutte le nazioni, ile crede che i suoi 1i'ni siano le comunicazioni, trasporti, le comodit; il commercio insomii)a 1-: la borghesia. Vogliamo entrare ri1aggiormente nell'infatuazione borghese, invece d'incomin-. iarne a uscire? . Paragona, se vuoi, la scoperta di Righi al \ !osi! di Michelangelo; ma non la stazione-San i lo che uno strumento. Questo i:erve a qual-. ile cosa, il Mos non serve a niente. Per lughi u tui una forza iguota della natura, vide quel che. era Michehmgelo fece quel che non c'era. ;ucsta la differenza. La. questione. E questa pure la questione di Leopardi. O i s<'mbrn che invece ce ne siamo. allontanati? 1"' ti dovevo dire? Dobbiamo guardare la -ianta pi che il terreno, perci guardare i .mti pi dello Zibaldone, quindi badare agli n i c all'altro. Questo ti dovevo dire? E doman- r t i: perch allora dici i canti sl e _lo Zibaldone ' \'ogliamo rifiurci a una questione di paglietti, : orare s ulle -parole che diciamo. Io ti !to eletto 1 el che ti volevo dire, senr.a andare appresso : 1e parolette. E tu ora dicci che ne pe11si tu.. persuaditi che le nostre questioni, siano u pardi, Dante o Vico, siano Nietzsche. Car" c c i l'u)'Ilanesimo, il commercio o la borghesia, -no tutte connesse, sono anzi la stes.a questione. tf!'Viooa, 91 Jannini Pasquale Aniello, s _tudente, ci scrive L :llilano tra l'altro: 1 wlo opportuno che si determini quale dif' '' nza vi 9ia fra classe borghese e spirito bor... ,._,c. La classe, a mio avviso, > necessaria, i '' : ht' vediamo a che. cosa ridotta l'U. R.-S. S. ce la borghesia no& esiste e i .ceti sono: capi, "i'-rai. contadini; non solo, ma vediamo proprio lll'ultimo Soo uscire dalla dasse borghese. una ili era di letterati da Manzoni a Nievo, da Fo:.l!zaro a Verga, d Carducci a: d'Annunzio. l > ; hene un simile classe non credo sia del tutto
    PAGE 46

    L:o. borghesia bisogna !asciarla ai margini dello Stato, imponendole il monito del DUCE: r innovarsi o morire n. Nicola Monti Guarneri di :\rcevia (Ancona) c i ha scritto: :\'li permetto d 'interloquire sulle risposte comparse nel Questionario del n. 12 -circa il quesito proposto dall'operaio Tullio Ricci in merito all'uso del tu e del voi. Chi ha formulato la risposta, non ha esaurito l'argomento proposto dal Ricci, che si era chiesto -giustamente -se per avventura il voi non fosse altrettanto ridicolo quanto il lei. :VIa che il voi non risponda alla classica concezione romana del linguaggio, l'ha mostrato nella maniera pi evidente lo stesso autore della risposta al quesito del Ricci, l dove ha detto che l'eroica plebe romana diceva tu a l tribuna, al duce, all'imperatore, e che non l e passava affatto p e r il capo di adottare formule di distinzione. Se -ora --il romano plebeo, eroico conquistatore d e l mondo, diceva tu al divo Augusto come all'umile contadino, si pu sapere perch io plebeo e romano del tempo fascista, debbo usare il tu verso i simili plebei ed il voi verso ;;li altri? Se l'abolizione del lei promana dalla volont d 'incidere nel costume del popolo italiano, pcrch si ritorni a quella romana schiettezza di lin guaggio, che il primo indice dell'accorciamento in atto delle distanze sociali, in questo Cii'. Come si vede Mussolini non porta con queste dichiarazioni, nessun secchia d'acqua al mulino giudaico. Razze pure nel senso letterale e arcaico della parola non esistono pi, vero, ma esistono ci non di meno delle razze nettamente individuate nei loro caratteri somatici e morali. Quanto agli incroci, Mussolini li ammette purch siano "felici e anche in questo caso solo "spesso, non sempre si hanno liete conseguenze. :vlussolini continua: Ra:;za: que sto un sen ti mento, non una realt ; il 95% /; sen tim e nto" Anche 'qui i giudei non possono cantare vittoria. A parte le percentuali aggiunte dal giudeo Ludwig, rimane il fatto che la razza esiste sotto l'aspetto biologico e quello sentimentale. c10e spirituale: poich anche il sentimento una realt. Nella stessa pagina segue una nota polemica contro il razzismo nordico e si comprende perch esso partiva nei suoi luminari del secolo scorso da una svalutazione della razza italiana. "L'orgoglio nazionale non ha affatto bisogno dei "deliri di razza Si pu <:onfermarc. Deliri di razza, no (il delirio manicomialc). ma "co. sc ienza > di razza, si. Nei "Colloqui" era detto che l 'antisemitismo non esiste in Italia. Allora 1932. Ma da allora ad oggi sorto il semitismo nel mondo e in Italia. Che ci siano stati degli ebrei patrioti c fasci sti, verissimo, ma altrettanto vero che ci sono stati ebrei antitaliani e antifasciSti. Non fu pronunCiata dall'ebreo Treves 'la frase tremenda: il prossinio inverno non pi in trincea? Anche in questa. questione delle razze, vi nel pensiero di Mussolini, al disopra delle necessit tattiche di governo, una coerenza fondamentale ed quindi perfettamente inutile che gli ebrei italiani mandino a memoria la pagina 73 del libro di Emilio Ludwig, che si chiama viceversa Coen. Un bolzanino ama.nte di storia, ma non di farsi conoscere per nome, ci ha mandato da Bolzano la seguente traduzione d'un brano dell'opera Weltgcschichte del Dr. Weis {casa ed. Stvria, Graz, 1891) : Gli tlrei, pur vivendo, sono un popolo morto, e sebbene morti, continuano a vivere; Sono oppressi da tutti, eppure opprimono tutti; Sanguinano da mille ferite, e restano incolumi; Danza monqola. Sono taglieggiati, e signoreggiano la ricche > > t di tutti i popoli; Dirigono, senza frsene accorgere, la condo\ L di tutti i principi; Abitano in tutti i paesi e non posseggono tlll sola citt; Bench sparsi nel mondo, hanno la coesion di una roccia; Sono stati decimati dalle lo'tt e, .la fame, prigionia, c sopravvivono; Perci il loro intimo essere t i : straniero Il seniore Angelo Meloni della G. I. L. di Cllieti ci manda questo brano dell'opera di Jlon signor Geremia Bonomelli, vescovo di Cremona. intitolata Ges Cristo Dio Uomo, nel 1898: L'ebraismo era c i che si pu mai immaginare di pi ristretto ed esclusivo. Mos per salvarlo

    PAGE 47

    l l ,;, dia id o latria e conservare in esso. il dogma sul'remo monoteismo,. av.ea posto Ol{ni cura e h Jso larlo da tutti gh altn popoh. Tutto era ordinato a questo fifle, l eggi, cir' ,nci s ione, cerimonie, tempi o, ecc. Tutto c i h.: non e r a ebraico, a ll' ebreo i spirava orrore. .;, o vivea a s, legato a ll e s u e speranze ereditate ,J,,i Patri a r c hi, a ll a speranza del Messi a, che ""'eva u scire dal s u o se n o p e r la salvezza del .-c,Jo l s racl c, schiacciando gli a ltri popoli. Eque. t o prin c ipi o di separazion e assoluta d a tutti i I'"Jloli. Mos l'aveva fatto penetrare nelle viscere. d d l a nazione ebraica p e r guisa c h e non pot fonders i cogli altri. Gittato qua e l in Orien-dispcrso s u tutta la teJTa, esso sempre, .!l hc ogg i ebreo, cio separato dagli altri: esso ,.,n n per via di persuasione, n , .Ila forza: c l e pi terribili persecuzioni non r n no c h e accrescere il s u o isolamento: un ferro, a c c iaio, c h e pi lo battete c pi s i condensa i !l .;i ; una massa d'olio c h e gittata s ul mare r : t dall e onde divis a in mille parti, m a non la !"''rete m a i fond e r e coll'acqua. L 'ebreo un Cerimonia rituale in un'isola della Polinesia. ., a esclu s i v o c ripu! sho, irriducibi le: :ri della sua legge n o n c' c h e l'errore: tutto si ,, -rr i n gc a Mosl;, alla c ircon cis ione, a l tempio, al ,.,,,) l sradc : fuori d e l s u o sen o Beli a l l a maJ,.o!, i o u e : ne s suna comunicazion e tra l a luce, h in I s r a ele, e l e tenebre, c h e regnano fuori ,:, J, r aclc : i l s a c rilegio pi orribile l a <,;ccrabilc a ccomunar e i fig l i d'Abram o e 1 !di dl'llc Amato Chiazza c i h a mandato da Fium e que"'' s uccinto stato di servizio di i\lax Harden: l n l:cnnani a prima d e ll a g uerra, tra i padri dd oli s Ltlt ismo antinazionale, non va dimcntic;;i< l' e breo :\!:lx Hardcn, scrittore c li be llista rh, lu cc lel.)('rrimo n e ll a Germania g u g li elmina p v r un vcntennio q u a l e direttore d e lla m Ha g iud a ica "Zukunft >> che negli anni 1907 ,. a ll H arde n e a ll a combutta g iud aica per mntare una scandalosa campagna contro lo Stato Maggiore dell'esercito germanico e per. manate di fango s u numerosi ufficiali e f e d eli del Kaiser. Pii1 tardi, 5empre servendosi della sua rivista come di tma clava per attaccare c demolire quanto vi era in Germania di nazionalista e di altamente patriottico e schiettamente tedesco, Max Harden svolse un'accanitissima carr.pagna contro le istituzioni berlinesi, beffeggiando i ministri della difesa nazionale durante la guerra, ironizzando intorno alle mi-5ure di carattere bellico e sopratutto atteggiandosi a profeta e antiveggente delle sventure nazionali. Tra l'altro, l'Harden s i vant sempre di avere esattamente previsto il crollo d!!lla res i stenza tedesca e le conseguenze tristissime dell'armistizio preparato e voluto, si noti, proprio dai suoi amici giudei. Nel 191 9 finalmente, affrontato e percosso, l'Harden si ammal e mori, come dissero, di null'altro che di paura, c con lui cess di esistere la famigerata '' Zukunft che tanto male aveva arrecato alla Germania col suo v eleno. Da Ernesto Montagnari di abbiamo 1 icevuto questo brano della Storia d e ll a Polonia di Bernardo Zaydl e r (Firenze, Batte lli e Fig li, 183t}; La popolazion e ebr ea, p i numerosa i n Polonia che in qualunque altra parte d'Europa, ISOlata dagli altri abitanti di lingua, costumi, moralit, vestiario, occupazione, e avente una tendenza sempre pregiudizi.evole agli interessi della Nazione polacca, un vero one r e che gravita su popol o da otto seco li in poi; l a propagazion e per c ui va sempre d 1 stendendos 1 d luogo a serie rifl e ss ioni. Un l ettore c i h a mandato copia della dichia razion e di Beni amino Franldin :-iguardo agli ebrei c h e si trova agli atti della Conven z i o n e Costi t u z i o nale del r]S Perch essi sono dei vampiri: ed i vampiri non possono vivere a spalle di altri vampiri; ess i non possono vivere gli uni vicini agli altri. Possono vivera fr;-. i cristia ni ed altri c h e non app artengono alla loro razza Se non sono escl usi dagli Stati Uniti, dalla Costituzione, in m eno di cento anni essi si moltipli cheJ,O.nnO in ynesto paese in tal guisa che ci sopraffaranno e c i distruggeranno e cambie-ranno la nostra forma di Governo per cui noi Americani versammo il nostro sangue, sacrificammo l a nostra vita, l e nostre propriet e la libert person a ('. Se !:(li Ebrei non saranno esc lu si. dentro duecento anni i nostri figli do\Tanno !:worare n ei campi per nutrire gliEbrei mentre q u esti rimarranno ad amministrare stropi cc i andos i a llegramente le mani. lo Vi ammonisco. o Signori, s e Voi non csclu" dere t e g li Ebrei per sempre, i Vostri figli ed i fig li d e i Vostri fig li Vi mdediranno nelle loro tombe. I loro ideali non saranno quelli degli -\m ericani. anche se ess i vhTanno fra noi per d i cc i generazioni. Illop ardo non P"'-' cambiare :e sue macchie. G li Ebrei sono un danno per terra; se s i pern1etter loro di entrare essi m etteranno in periwlo le nostre istituzioni. Essi debbono esser e esclusi dall a Costituz ion e Nando Bertoloni c i h a mandato d a Apuania, :\l arina di Carrara, o uesta lettera, tratta dalla bibliogra1a storica della citt di Luni e dintorni, edita da Vincenzo Bona, sotto gli auspici della Hcale \ccademia di Scienze di Torino. S i tratta d'un'epistola scritta il 594 da Papa Gregorio all'arcivesco\o di Luni, la guale Per l e r elaz ion e di molti so t e nersi sern cnstiani clagli ebrei c h e v ivono nella citt di Luni; a q u a l c:ga mi pan c tanto p i acerba, quanto ) i travagliosa a ll a tua sofierenza. Bisognava per rispetto a ll a tua dignit, c l?e r a ll a r e lig;ion e di Cr isto, tu non nessun appig li o' alla supersti zione gi udaica, l.e anime se mplici. non tanto per m smuaz10 m quanto iX'r diritto di potest, non tratte sf'n'ir e. Onde t i pregbamo, o fratello. ..:be, a tenore delle SS. Leggi n egsun ebreo possa ritencrc alCun c ri stiano : ch f:C alcuni se n e trovano p r esso di loro, a q uesti Yalga l a libert in socco r s o di difesa seco m!o l a sanzwne delle l egt,ri. Quelli poi c h e so n o nelle di ess i sebbe n e anche loro, m ngore d e ll e le gg 1 sian liberi, non di m e n o perc b pi lungamente rimasero a coltivare l e l oro terre, com e obbligati all e condizioni del luogo. r estino a coltivar e campi che solevano c pag hi no ai .predetti in r endite; esegu iscano quanto 1 chntt1 prescn,ono intorno a i coloni o agli originai;: nulla di pi s i aggiunga ad ess 1 sopra quest onere. C h se qualcun di loro vorr c h e vadano o ,itcnerli al proprio serviZIO sappm vwla colla s u a temerit il diritto colonano. e col pre testo della lc ggc, il diritto del In tutte ques t e cose pertanto vogho che tu t 'impegni in modo ,Pa non d1vemre past?rc reo di lace r ato 6'Teggt', u c h e 1! poco zelo tt rcm1 a riprcnsihile presso di m e. Starnpatori: Societ Anonima Istituto Romano di Arti Grafiche Tumminelii & C_. -Largo Cavalleggeri 6 Roma

    PAGE 48

    . .