USF Libraries
USF Digital Collections

Difesa della razza : scienza, documentazione, polemica, questionario

MISSING IMAGE

Material Information

Title:
Difesa della razza : scienza, documentazione, polemica, questionario
Physical Description:
Serial
Publisher:
Società anonima Istituto romano di arti grafiche di Tumminelli
Place of Publication:
Roma
Publication Date:
Frequency:
semimonthly
regular

Subjects

Subjects / Keywords:
Race relations -- Periodicals   ( lcsh )
Jews -- Periodicals -- Italy   ( lcsh )
Race relations -- Periodicals -- Italy   ( lcsh )
Genre:
periodical   ( marcgt )
serial   ( sobekcm )

Record Information

Source Institution:
University of South Florida Library
Holding Location:
University of South Florida
Rights Management:
All applicable rights reserved by the source institution and holding location.
Resource Identifier:
usfldc doi - D43-00022
usfldc handle - d43.22
System ID:
SFS0024306:00022


This item is only available as the following downloads:


Full Text

PAGE 1

SCIENZ!DOCUUENT4ZIONE POLEUIC! OUESTIONJ\810

PAGE 2

.. 2 .-. ANNO II -N. 16 SO-MMARIO 20 GIUGNO XVII POLEMICA GIORGIO MONTAHDON: LA SOLUZIONE DEL PROBLEMA EBRAICO; FRANCESCO SCABDAONI: L'INSO LENZA GIUDAICA PROTETI A DALLA LEGGE; WILLI NIX: EREDITARIETA' E LIBERTA' MORALE. SCIENZA GUIDO LANDBA:-GLI STUDI RAZZIALI NELL'EUROPA BALCANICA; VINCENZO DE AGAZIO: GLI ULTIMI NO MADI; A lfBIZZINO: DECLINO DI UNA RAZZA. PENSIEII DI LEOPARDI: VERIT A' DELLA RELIGIONE CRISTIANA. DOCUMENTAZIONE LA FABBRICA DEI MERCANTI; G. GASPABI: EBREI NEL TRENTINO; GIORGIO PICENO: EBREI E FRAN. CESI IN ANCONA; UMBERTO SORITI: GLI EBREI IN ANCONA; CESARE ZlJMAGLINI: GLI STROZZINI DI VERCELLI; FORTUNATO MATARBESE: GLI EBREI IN PUGLIA; PAOLO GUIDOTTI: BOLLE PONTIFICIE CONTRO GLI EBREI; SALVATORE COSTANZA: GLI ETERNI NEMICI DI ROMA; PIETRO FICAI-VELTBONI: USURAI GIUDEI A CORTONA. QUESTIONARIO FILOSOFIA E DCADENZA; UN'ALTRA SPECE DI ESPERANTO; UMANITA' CLASSICA E CATTOLICA; LA DONNA; ITALIANI ED EBREI IN AMERICA; RAPSO-DIE MUSSOLINIANE cc. ec. IL RAZZISMO IN LIBRERIA. l MANOSCRITTI ANCHE SE NON PUBBLICATI NON SI RESTITUISCONO \

PAGE 3

La Dichiarazione XXVI della Carta del Lavoro dice: "La previdnza un'alta manifestazione del principio di colla borazione. Il datore di lavoro e il prestatore d'opera devono proporzionalmente concorrere agli oneri di essa". L' Istituto Nazionale delle Assicurazioni ispirandosi a questi principi fonda mentali. ba adottato svariate forme assicurative convenienti e pratiche non soltanto per i prestatori d'opera, ma anche per i datori di lavoro, coma quella detta DEIJ.' IMPIEGO PRIVATO '', di cui diamo \m esempio pratico che, per maggiore chiarezza. riferiamo ad un singolo individuo, sebbene, di regola. questa-forma di assicurazione si applichi a interi gruppi aziendali : Una Ditta ba stabilito di collocare m quiescenza il personale ai raggiungi mento del 60. anno di et e di g.arcmtire. agli indpnpjtlr pcoporzio nali per il caso di collocamento a riposo, di premorienza. di invalidit totale e di licenziamento. Se un impiegato si trova ad avere all'atto della stipula zione del contratto assicurativo, L'ETA' DI ANNI 28, UN'ANZIANITA' DI SERVIZIO DI ANNI 3 ED UNO STIPENDIO DI L. 1.600 MENSILL ne derive ranno, contro pag
PAGE 4

. ARRIVI GIORNALIERI DI PESCE ALI MENTANO CONTINUAMENTE GLI SPACCI. SAPPIATELO CUCINARE CHIEDERE GRATUITAMENTE Il COMPLETO RICETTARIO AL: CENTRO NAZIONALE P R O P A G A N D A PESCHERECCIA ROMA VIA REGINA ELENA 68 .__._ TELEFONO 485.201 Rendete pi saporita ed allettante la vostra ta-. vola, facilitando nello stesso tempo il vostro compito in cucina, con un pi larqo consumo di pesce. Preparato in cento modi differenti: in bianco, fritto, arrostito, bollito, con sase o senza, il pesce sempre molto apprezzato per il suo qusto squisito, la delicatezza della sua carne e la sua facilissima digeribilit. Il pe-. sce inoltre un alimento sanissimo ed economico.

PAGE 5

ANNO II -NUMERO 16 20 GIUGNO 1939 XVII ESCE IL 5 E IL 20 DI OCI'Il MESE UN NUMERO SEPARATO LIRE l ABBONAMENTO ANNUO LIRE 20 ABBONAHP..NTO SEMESTRALE 12 ESTERO IL DOPPIO Direttore: TELESIO INTERLANDI Comitato di redazione: prof. dott. GUIDO LANDRA prof. dott. LIDI O CIPRIANI dott. LEONE FRANZI dott MARCELLO RICCI dott. LINO BUSINCO Segretario di redazione: GIORGIO ALM IRANTE SCIENZA.DOCUUENT4ZIONE POLENIC4 OUESTIONJ\810 DIFESA DEL PRESTIGIO DELLA BAZZA Dal nuovo testo del disegno di legge sulle sanzioni pe naU iD difesa del presUglo della razza di fronte al sudditi dell'Africa ItaUana (testo cbe in questi giorni la Commissione legislaUva chiamata ad esaminare) stralclamo alcuni del pi importanti paragrafi: ART. l. -Lesione del prestigio della razza. Agli effetti della presente legge circostanza lesiva del prestigio di razza l'avere il cittadino commesso un fatto abusando della sua qualit di appartenente alla razza it!Iliana. o venendo meno ai rloveri che da tale appartenenza gli derivano di fronte ai nativi cosi da sminuire ai loro occhi la figura morale degli italiani. Agli effetti della stessa legge circostanza lesiva del prestigio della razza italiana l'avere il nativo commesso il fatto con l'intenzione di offendere il cittadino nella sua qualit di apJ:art;nente .aJla rczza italiana o comunque in odio alla razza italiana. ART. 3. -Aumento della pena per reato commesso dal cittadino in circostanze lesive del prestigio della razza. -D cittc:tdino che commette un reato in circostanze lesive del prestigio di razza punito con la pena stabilita per il reato, aumentata fino a un quarto. ART. 4. -Reati in presenza di nativi. -D cittadino che commette un reato in presenza di nativo dell'Africa Italiana punito con la pena stabilita per il reato, aumentata fino ad un terzo q\KDldo tale circostanza implichi lesione del prestigio di razza. ART. IO. -Relazioni di indole coniugale.-D cittadino che tenga relazione di indole coniugale con nativo dell'Africa Italiana punito con la reclusione da l a 5 anni. ART. 11. Inchiesta relativa ai. meticci. -D Procuratore del Re. al quale consti l'esistenza di un meticcio, figlio naturale presumibilmente concepito dopo l'entrata in vigore del R. D. L. 19 aprile 1937-XV n. 880, deve procedere ad una riservata inchiesta per accertare se esso sia nato da relazione punita ai sensi dell'articolo precedente. ART. 12. -Frequenza abituale in luoghi riservati ai nativi. -D cittadiDo che in territori dell'Africa Italiana frequenti abitualmente luoghi aperti al pubblico riservati a nativi, punito con l'arresto fino a 6 mesi o con l'ammenda fino a lire 2000. ART. 13.-Lavoro o impiego e prestazione d'opera manuale. -D cittadino che nei territori dell'Africa Italiana, senza autorizzazione scritta generale o speciale del Governatore, accetti da nativo lavoro a carattere continuativo o impiego, ovvero svolga a favore dello stesso prestazione d'opera a carattere manuclle, punito con l'ammenda fino a lire 5000. ART. 18. -Meticci. -Con separate norme sar regolata la posizione d41 nati da genitori di cui uno cittadino italiano o parificato e l'altro nativo od assjmilato.-

PAGE 6

polttJtiea Miniatura di un codice ebraioo (dal cod. De Rossi 265). _, ..,., li Ebrei semhra che agisca'infine, per_ farsi comprendere pi facilno, come se desiderassero' mente, bisognerebbe chiamare tutt'in una che la loro azione sciale volta etnismo e razzismo, nei paesi fa-(individuale o d'insieme) poscisti, dicevo, si chiama razza ci che poi tesse svilupparsi anonimachiamiamo etna e;_ quando si tienea premente, siiza che la loro cisare i due sensi della parola si personalit, etnica o razziadice, in quei paesi, razza etnica per .dire _ le, fosse svelata al pubblico.etna, e razza antropologica per razza nel Lo scJpo Ji-queste pagine non di scrusenso proprio. La ragione di questa ter-tare i motivi, personali o generali, che minoJqgia, nei paesi fascisti, che la pa-li spingono a questo; -La prima questione rola razza conosciuta da tutti, mentre da porre in"vece: qual' II tipo ebraico? che la parola etna ignorata dalla massa. D'altra parte, non si tratta di rispon-Ma evidente che ci pu creare confu dere, fondandosi sopra ragioni di senti'-' sioni; per evitarle, definiiimo subito che mento. Studiato secondo le norme etncos' l'etnia. logiche, il fenomeno si. presenta subito L'etna il gruppo naturale d'uomini, con una certa complessit, per dmo'tale quale riconosciuto dai suoi membri strarsi poi molto semplice, quando se c di suoi vicini. Da che cosa determi. sia clto il meccanismo. nata l'etnia? Da tutti, dico tutti i .cara t: Qui, una parentesi per definire le teri, che si possono raggruppare sotto parole: cinque voci, cio: Che cos' la razza ? Che cos' l' etna ? il fisico, La parola .razza si applica, o dovrebbe la lingua, applicarsi, ,e continua,almeno per la mag-la religione, gioranza degli etnologi e degli antropo-i' costumi, logi, ad applicarsi, a un gruppo umano la mentalit; definito rmicamente dai suoi caitteri fi-sici 0 somatici. Ma oggi, _nei paesi quest'ultima, che apPartiene ai costumi sti, -per sempljficare, chiameremo .paesi' nelle sue. applicazioni, ma che dipende, fasCisti quelli che, conformemente all'ahinella sua essenza; come il .s.ecolarelorc)> fisico, s che il quinto punto, la mentalit, volta c1o che ess 1 ch1a:mano razztsmo, ma si congiunge, $otto .certi aspetti, al primo, ch bisognebbe etnismo e cio.al fisico; --I gruppi che hanno una funzione nell:: storia sono prima di tutto le etnie e hnazioni ; in generale le razze, nel sens(! antropologico, non hanno una funzionl' primordiale, ma possono averne una considerevole come fattori, di un'etna, poi ch l.a maggioranza o i pril}-cipali membr d'un'etn.' possono essere caratteristici come: razza, rispetto ai membri d'un'altr;: etna.-Ox:a l'etna ebraica un gruppo definito a tutti insieme i cinque faftori indicatJ come costituent d'un'etria. Si senfe qual che volta dire: Quel tale non ebreo. -perch non va alla sinagoga :. ; oppun' : perch non mangia il Kasher Pl!rchi: ,uno non sia davvero .ebreo bisogna ch non lo sia fisicamente, che non parli l'ebraico o lo yiddish, che non solo non pratichi la re ligione ebraica, ma che ne abbia adottato un'altr_a, che non frequenti alcuna comunit ebraica, che non abbia la mentalit ebraica. Bisogna confessare che di tutti quelli che discendono da quel sangue, ben pochi soddisfano all'insieme delle suddette fiehieste,e poich.le regole non son fatte per -i.-casi eccezionali, l'etna ebraiCa. pu e deve esser :'considerata: come un'entit dfinita proprio dalla spmma dd fattori che costituiscono l'etria, molto pi definita di altre che .si distinguono dallr -etnie vicine !iqiO per uno O due 4ei fattori Onde sottolineare che

PAGE 7

l'etnia accanto ai fattori lingui stici e culturali, ha un aspetto, una ma schera fisica particolare, la si potr qua lificare col nome di etna 1'azsiale. Per quel che riguarda la questione so matica, si giunge alla condusione se guente. Quelli -che dicono: Non esiste una razza ebraica oppure : -Gli Ebrei costituiscono -non una razza, giuocano sulle parole. Certo, esiste prima di tutto un'etnia ebraica: l'etnia ebraica ha rappresentato una parte nella storia. St pur1 anche dire, dal punto di vista an tropologico: "Non esiste una razza ebraica nel senso che l'insieme dei caratteri gmdaici non sufficiente per mettere que sto tipo in parallelo con altri, ai quali stata conferita la dignit razziale. Ma se non vi razza ebraica in tal senso, vi un tipo razziale ebraico, che permette, in un grande numero di casi, di ri-conoscere gli Ebrei dal loro fisico. Occorre darne degli esempi? Andrea Maurois (Herzog) nella letteratura, Leone Blum nella politica, sono individui nei quali si mo:;trano, nella maniera pi netta, i caratteri che abbiamo menzionati altrove. Per ritornare alla questione ddl'etnismo, quale si manifesta nella pratica, certo, qualunque sia la parte che vi rap presenta l'elemento razziale, che, a fianco di questo elemento, altri fattori debbono essere considerati, e, nella maggior parte dei casi, divengono anche prcponderanti. Senza dubbio, quelli che fondano certe tendenze sociali e politiche sull'apparte nenza ad un gruppo umano, hanno, al l'inizio, voluto fare del razzismo. Ben presto, 'hanno dovuto riconoscere che il razzismo era impossibile. Essi hanno fatto allora dell'etnismo, continuando a chiamarlo razzismo. Anche in Germania, l appartenenza al germanesimo non si ri conosce pi dai soli caratteri somatici, ma anche dai caratteri psichici e linguistici, che non appartengono pi al dominio della razza, ma a quello dell'etnia. Il razzismo in Germania, quale dovrebbe essere se veramente al suo nome, ;tato cond;mnato da un gran pezzo, cio da quando le indagini hanno rivelato un numero d'individui nordici, infinitamente meno grande di quello che si credeva. Per t ale motivo le carte razziali pubblicate { dal 1887 al 1896) dall'etnologo francese Deniker, lasciavano la Germania in bianco, mentre vi si presentavano dati precisi rler i piccoli paesi, come il Portogallo, la Finlandia o la Bulgaria. D'altronde, se in Germania si coltiva l'etnismo, vi si favo risce, come elemento somatico, l'elemento : 10rdico, cio il tipo biondo con gli occhi azzurri. Ma vi un'altra etnia che, molto prima della Germania, ha messo in opera l"etnismo o il razzismo, come si dice co munemente, ed la comunit ebraica : anzi si pu dire che proprio l'etnismo ebraico, accuratamente mantenuto dagli ebrei, la base stessa della questione ebraica. Senza essere, per questo o per quell'al tro fattore, cos lontano da noi come gli appartenenti ad altre etnie (l'ebreo, per la. maschera, pi vicino a noi del negro, per la lingua, pi vicino a noi del basco, per la religipne pi a noi d'un se-guace di ; Con fu cio; per la sua cucina Kasber pi vicino a noi _
PAGE 8

alcune migliaia di senza patria, privi di carte personali, senza ptx1a che le quattro potenze confinanti con la Svizzera, non facevano pi rientrare nel loro territorio (non erano, si osservi., in maggioranza ebrei, ma zingari). Ir Governo sviz zero, infine, devette decidersi ad adottare una soluzione, e confer loro la nazionalit svizzera, disperdendoli in tutto il territorio (faccio osservare che la nazionalit svizzera fa appartenere il naturaliz zato, non gi all'insieme del paese, come in Francia, ma un comune particolare). Se fosse esistito un paese dove questi senza patria avessero potuto essere av viati, questa soluzione di ripiego non sa rebbe stata adottata. La Francia si trova nello stesso caso oggi, con i rifugiati. che le giungono da tutte le parti. Se esistesse uno stato ebrai co, con una sovranit ebraica, non vi sa rebbe niente di pi facile che dirigervi i rifugiati, per terra o per mare. Il Partito popolare francese (partito di Doriot) ha gi proposto, con ragione, la rvoca del decreto Crmieux per l'Africa Settentrionale. Se il provvedlmento fosse adottato, . la popolazione potrebbe averne un sollievo solo se una buona parte, s\a-di -11:." .-'=-recalcitranti, sia d'indesiderabili, sia & quelli che lo desiderassero essi stessi, pOtesse essere allontanata. E che avverrebbe domani (perch no?) se unprovvedimento simi,le fosse preso anche in Francia? Poi, per uscire dalla Francia, non sarebbe pure facilitata la Germania, nel suo sfor zo di liberazione, se esistesse uno stato ebraico? E' chiaro che questo stato ebraico do vrebbe essere sovrano, in modo da poter avere legazioni e consolati all'estero, da ui dipenderebbero gli ebrei che conH miassero a vivere fuori del loro paese, e in modo da poter fornire costoro di passaporti ebraici; poich soltanto in questo modo sarebbe possibile agli stati occidentali di pro_edere a snazionalizzazioni in massa. t ASSIMILAZIOHE EYEHrrDALE DE&LI EBBEI Se un ebreo rifiuta d'assimilarsi, va be nissimo! Se un governo toglie la nazionalit agli ebrei, come la Germania, va ugualmente bene. Io diCo soltanto : se si vuole permettere l'assimilazione in certi casi, bisogna allora che essa sia reale e che si applichino i mezzi che permettono di renderla reale . Riprendiamo i cinque fattori da cui costituita un'etnia. E' chiaro che se si vuoi raggiungere un'assimilazione reale, bisogna agire sopra ciascuno di questi cinque fattori. Bisogna dunque richiedere da quelli che desiderano realmente d'assi milarsi: a) un distacco completo da tutti gli altri ebrei, con l'abbandono della .lingua e di tutti i costumi ebraici; b) la rinunzia a contrarre matrimonio con ebrei, in tutti i gradi, oramai, della genealogia. Qui si vede quanto poco adatto l'esempio di Majorca. Si sono ptesi degli ebrei, che in principio si ha avuto il torto di voler convertire per forza, poi si lasciato che si moltiplicas sero tra di loro. Bisogna, invece, proce. dere come negli allevamenti. Se di due genitori X ed Y, si vuole, nella succes sione, rinunziare alle caratteristiche fisi che e mentali di Y, ogni figlio dovr ac coppiarsi con un individuo solo della razza di X. Tutte le variet si cancellano alla lunga, mediante l'applicazione di questo processo. L'ebreo che non potesse trovare un congiunto non ebreo, non si spose ,rebbe; c) la rinunzia alla religione ebraica. Leggendo questa propsta, pubblicata a cura del c Centro d'esame delle nuove ten-denze :t, di Bruxelles, quel vecchio libe rale che il sociologo Enrico Mazel, fece un salto, e mi disse che io risvegliavo l'intolleranza religiosa. Ora, questo prov vedimento non implicherebbe per nulla un atto di proselitismo. Quando il Governo italiano ha proibito qualunque tentativo per influenzare le credenze religiose de gli ebrei, i due principali) organi del raz zismo in Italia, riproducendo a 200 mila copie le tesi da me enunziate a Bruxelles, hanno sottolineato ciascuno il passo sulla religione, per metterlo in evidenza. Vi forse con tradizione? Niente affatto .Mai un ebreo dovr essere obbligato a cambiare la sua religione, ma un ebreo che non ha cambiat o religione, qualunque sia quella che possa adottare, non si pu considerare assimilato. Perch? Perch delle dieci grandi religioni (cattolicesimo; pro testantesimo, ortodossia, islamismo, bra manesimo, buddismo, conf.ucianismo, taoi smo, shintoismo ), la religione ebraica la sola che corrisponde ad un'etnia e' che ignorata dalle altre etnie, ili. rnodo che nessun'altra religione caratteristica di un':etnia, e che, per lasciare l'etnia ebraica, bisogna anche abbandonare la reli gione ebraica. Non entreremo in considerazioni se condarie. Per riassumere, ripeteremo che il grido Morte agli ebrei:. non risolve la questione. La sua soluzione dipende da un certo numero di provvedimenti bene calcolati si puo differire nei loro par ticolari poi, una volta decisi, rigida mente, brutalmente applicati. Allora, allora soltanto saremo in grado di dire, con efficacia, agli .ebrei : c Ciascuno a casa l sua.:. GIORGIO MONTANDON

PAGE 9

A N T l R A z z l s M o FRANCESE L'INSOLENZA GIUDAICA PROTETTA DALLA LEGGE Mentre la situa%.ione europea va oscillando fra le possibilit della e i pericoli della guerra : tener sempre d'occhio. oltre le decisioni dei governi e i giuochi parlamentari delle nazioni democratiche, l'azione sorda, implacabile della internazionale giudaica: che regola tutto nel vasto tentativo di accerchiamento antitotalitario. Molti risultati politici che sembreranno mostruosi al lume della logica pi elementare, in realt saranno age volmente spiegat i dalle necessit {)ell; ebraismo .inlt'erante il quale per conservare le sue at tuali posizioni nel mondo, si servir di tutti i mezzi e non esiter a provocare le catastrofi pi spa ventevoli. Esistono a questo riguardo alcuni segni rivelatori di una gi gantesca e minuzisa organizzazione la quale non si riferisce soltanto alla politica 1 e, ma anche alla politica interna dei disgraziati p o p o l i soggetti alla tiran nia g i u d a i c a Si di resurrezione e di purifica2ione, hanno corrispOsto in vari paesi mo. vimenti contro gli ebrei. in misura e con caratteri pi o meno di versi. Quasi dappertutto si cercato di chiudere Je porte alle cor renti emigratorie di questi eterni randagi ; ma il pericolo di disintegrazione da essi costituito in alcune nazioni dove erano radicati gi da vecchia data ha cominciato ad essere com preso dalle masse con una certa precisione G parso assai grave agli elementi, se non proprio miste riosi certo ben nasco sti nell'ombra, i quali dirigono in questo momento l'ebraismo universale e che pel trionfo dei loro prin cipi e dei loro inte ressi si stanno adope rando perch abbia luogo una nuova grande guerra. Essi sono corsi ai ripari e in alcuni paesi pi direttamente mano. vrati dall'ebraismo hanno provocato delle misure di non dubbio significato. fa del tutto perch queSti popoli cui si appreso il culto della cosl detta li bert restino incate nati e pi schiavi che mai degli ebrei e perch ogni indicazione o rivelazione sull'azione e le responsabilit ebraiche sia per essi impos sibile. Alla politica razzista delle nazioni totalitarie, la quale stata e:ssc:tttialmente Uno dei kmti fogli aatifa.ciati di Parigi, tnr le mcmi di UDO dei tcmti giudei pioYUti a Parigi E' sulla base di queste considerazioni che debbono essere interpretati i nuovi decreti-legge presi in Francia poche setti mane or sono, quan do vigeva ancora il regime dei pieni po teri, ad istigazione dei ministri ebrei Mandel e Zay, per modificare la legge sulla stampa nel sen. so di proteggere da ogni eventuale attacco le comunit giu. daiche e con esse lo spirito d'Israele che domina sempre pi 9

PAGE 10

potentemente la Terza Repubblica. Per di questi decreti gli DETERMINATA, AVRA' AVUTO W SCOPO DI ECC/T ARE articoli 32 e 33 deUa legge del 29 luglio sulla di stampa L'ODIO FRA CITT AD/N/ O AB/T ANTr. sono completati nel Sf>guente : . Queste gravi modificazioni alla legge sulla tant9 !Vantata libert AU'articolo 32, per cui di1famazione commessa pri-.di stampa io 'Franoa' hanno una impressione enorme vati punita con la prigione da 5 a 6 mesi ooo. una col .e .:non ..poc.Jle .mWoai. Ma -non "C -sui niente cfa t art : gli mu1ta da '25 franChi a 2000 o con una.sola delle due ebrei, a favore dei quali Hlecreti-legge, come si vede aggiunto: (4. La diffam4%ione comiimst.t con .gli .stessi mezzi 11erso sono.. stati es<;lusivatnente decisi, 5aranno ormai protetti contro i 1111 di persone non d;signate daJrart. 31 della !presente 'gionialie i centri diprol'!lganda anti-semita, in verit assai !>ene legge, ma che apprtetigono PER LA LORO ORIGINE A UNA organizzati_ a Parigi, la cui azione potrebbe avere ripercussioni RAZZA o A UNA REUGIONE DETERMINATA, st#' p11ni1t.t piuttosto gravi nell'opinione pubblica, proprio mentre il giudaismo con la .prigione '4a un mese ad Wtl armo-e :con 11na m11lta da 500 cerca di per la difesa
PAGE 11

pi grossolano : gli abitanti sono gli-ebrei stranieri, ed dunque a favore di essi che si imbavaglia la stampa francese. Ci sta a provare non solo il carattere internazionale di queste misure filosemite, ma an che il loro scopo essenziale che con siste in una affermazione generale e particolarmente arrogante dello spirito d'Israele. Abbiamo detto che la nuova leg ge sulla stampa stata soprattutto voluta da due ministri ebrei, Man. del e Zay. Questo dettaglio ha la sua importanza, non soltanto per ch conferma in modo troppo pre. ciso come l'universalismo giudaico agisca comodamente attraverso il governo di Parigi, ma anche perch fornisce una nuova dimostrazione del grado di rovinosa decadenza cui giunta la democrazia francese, sia nel campo politico che in quello morale. Mandel, imparentato coi Rothschild, l'ebreo multimilio nario amico di Mosca, fautore accanito della guerra antitotalitaria, la quale dovrebbe provocare l'an nientamento di tutte le nazioni e il trionfo della rivoluzione mondiale. Jean Zay, ministro dell'educazione nazionale, cui il paese affida per l"appunto la formazione della COSCienza dei giovani e la sah'aguar Jia dei valori morali, l'autore di quell'osceno brano poetico sulla bandiera >>, di cui tutti parlano e che vale la pena l'occasione propizia di riprodurre per intero (traducendolo, naturalmente, fin Jove ce lo permette la decenza) : "Incatenata, va bene: imbavagliata, Ya meglio" (caricatura pubblicata da "La Fran ce encbaine ",organo antiNmita di Parigi). Sono un milione e mezzo coloro che sono morti per <.Juesta porcheria ..... Un milione e mezzo nel mio paese, quindici milioni in tutti paesi. Un milione e mezzo di .uomini morti. Mio Dio! ... Un milione e mezzo di uomini morti per questa porcheria tricolore ..... Un milione e mezzo di uomini morti, ciascuno dei quali aveva una madre, dei bambini, una casa, una vita, una speranza, un cuore ..... Che cosa questo straccio per il quale sono morti? Un milione e mezzo di morti. Mio Dio; un milione e mezzo di morti per questa porcheria, un milione e mezzo sventrati, sbra nati, annientati nel concime di un campo di battaglia, un milione e mezzo che. noi non udiremo pi. Giammai, che i loro amori non rivedranno pi. Giammai, un milione e mezzo imputriditi in qualche cimitero, senza casse .e senza preghiere ..... Non vedete voi come essi erano belli, risoluti, felici di vivere, come i loro sguardi splendevano, come le loro donne li amavano? Essi non sono pi che del putridume ..... Per questo immondo piccolo cencio! Terribile pezzo di stoffa inchiodato alla tua asta, 10 ti odio ferocemente; s, ti odio nell'anima, ti odio per tutta la miseria che tu rappresenti, per il sangue fresco, il sangue umano dagli odori aspri, che sprizz sotto le tue pieghe, io ti odio in nome degli scheletri... .. Essi un milione e mezzo ..... Io ti odio per tutti coloro che ti salutano; io ti odio a causa dei lecca-c. .. dei co ... e delle p ... che trascinano nel fango il loro cappello dinanzi alla tua ombra; io odio in te tutta la vecchia op pressione secolare, il Dio bestiale, la sfida agli uomini che noi non sappiamo essere; io odio i tuoi sudici colori, il rosso del loro sangue, l'azzurro che tu rubasti al cielo, il bianco livido dei tuoi rimorsi ... Lasciami, ignobile simbolo, piangere solo, piangere a grandi singhiozzi, il milione e mezzo di giovani che sono morti, e non dimenticare, malgrado i tuoi generali, il tuo ferro dorato e le tue vittorie, che tu per me appartieni alla razza ,-ile dei netta-c ... Questo 'documento del furore giudaico non ha bisogno di commenti. Notiamo tuttavia: quel jamais, assai simbolico, non fosse che per 1.ma ragione di assonanza, nel linguaggio della Francia antica e moderna e sempre internazionalizzata; quel sangue umano, fresco e dagli odori aspri nel quale, col pretesto di compiangerlo, sguazza l' imaginazione assetata dell'ebreo; e quel l' odio ripetutamente espresso il quale la rivelazione di uno stato d'animo costante. Ma dove l'autore spiega tutto nella frase gli uomini che noi non sappiamo essere Il dissidio fra le due razze appare qui fatale. Ora in Francia succede che mentre un ebreo pu insultare cos turpemente la bandiera nazionale, le nuove leggi condannano severamente chi osasse, sia pure nel modo pi lieve, insultare gli ebrei. FRANCESCO SCARDAONI Il

PAGE 12

EBEDITABIET. E LIBERT JIOBALE Tu sei costretto a pensare cos, non puoi pensare diversamente da quel che sei:. (Fichte). II signtfcato reale di queste parole ci apre la v.4a al problema del!'creditariet. Nel rinnovamento storico-spirituale dei nostri giomi si vuoi ttenere che l'eredit del nostro piu prezioso pa trimonio spirituale sia rivolta sistematicamente al suo fine si raggiunga cos un'effettiva riorganizzazione e ricomposirione di quelle che sonc le nostre attitudini spirituali. Rmnendo, amaigamando insieme degli elementi ereditari sani, che si integrano a vicenda, si vuoi trame un'umanit la quale abbia ljUalit superiori. Si d grande importanza alla conservazione degli elementi originari della razza, che, come fattori di civilt, vanno guidati nelle giuste vie, perch si possa rendere libero tutto ci che vita creativa. Ci si ingegna a separare questi elementi, qJ.Iesto nostro patri-' monio spirituale da-lla scorie nppresentata dall'eredit di materia ;nalata. I ris,Jitati delle indagini sull'ereditariet richiedono perci una soluzione ed univoca sul valore da darsi alle pi intime facolt spirituali i.n quc!;tO completo rinnovamento della personalita umana. Con ci il problema dei rapporti fra Anima e Corpo posto su nuove oasi e richiede una soluzione reale, che scaturisca dalla nostra intima vita spirituale. Werner Schollgen nel suo scritto Ereditariet e libert rale:. ci ha indicato quak sia l'essenza della libert morale ed ha dimostrato che la forza attiva dello spirito il principio for mativo dell'uomo. Vediamo cos che le leggi ereditarie non devono rappresentare il trionfo definitivo delle indagini meccaniche ed analitiche e comprendiamo del pari quale grav pericolo sia per la nostra vita spirituale l'attribuire eccessivo valore alle esigenze geobiologiche nel problema razziale. Schollgen prende lo spunto da Nietzsche, la cui affannosa ricerca di una perfetta immagine umana -culmina nell'esclamazione: E' un corpo pi elevato che ti devi procurare! :. e Nietz sche si strugge dal desiderio di raggiungere questa perfetta appa renza umana e muore con questo suo desiderio. Quale rappresentante dell'unit spirituale SchOllgen innanzi agli occhi la concezione antropologica del Aquinate. .... ct pone grande Esistono infatti dei rapporti assai stretti fra l'odierno proble ma dell'ereditariet c la concezione dell'Aquinate, i_l quale con molta intuizione e chiarezza ha visto e dimostrato qual sia la perietta immagine dell'uomo. Schollgen afferma che bisogna avere sempre presenti i due elementi che compongono l'esistenza umana e che di conseguenza il voler dominare arbitrariamente la scienza della natura pu essere d'ostacolo a che si raggiunga la meta desiderata. E' neces sario, infatti, conformarsi al contenuto reale ed alla forma natu rale dell'oggetto, su cui si fanno le ricerche. Certo un corpo malato pu impedire l'attivit dell'anima, l'armonia fra corpo ed anima pu esserne pregiudicata, ma in ultima analisi, quello che pi di tutto conta e in ogni caso la sanit dell'anima, h sanitas animae, come dice Tommaso d'Aquino. L'uomo possiede in confronto degli animali il libe:ro arbitrio, che nCln condizionato materialmente; esso un'espressione dello 12 spirito, il quale rappresenta nell'uomo il prinCipio formativo l creativo. Per questa ragione Schollgen Tichiede che in ogni nostro sforzo, in ogni nostra aspirazione ci sia un riesame da parte del nostro spirito. Per lui la libert. morale un fatto primitivo che non ha bisogno di essere dimostrato. .. La libert del volere ... il fattore morale dell'anima, che deter mina coscientemente tutt le nostre decisioni. La libert morale, come pure l'agire sotto l'impulso di una volont libera, il dono migliore che l'uomo abbia avuto da Dio. In virt soltanto della nostra pi intima vita spirituale siamo in grado di distinguere il bene e il male, mentre invece le mi gliori disposizioni naturali a nulla valgono senza la facolt di distinguere e di volere. La libert non cos senz'altro un fatto naturale, essa piut. tosto un'attitudine spirituale. Schollgen dice: c Essa, in ultima analisi, non altro che la possibilit e l'alto dovere di sottoporre le nostre azioni all'esame dello spirito e di agire sotto la sua guida, la possibilit per l'uomo di uniformare la propria vita a quegli ideali che risplendono nel nostro animo di luce preziosa c non conoscono limiti di tempo :.. Questo, applicato al problema dell'ereditariet, null'altro significa se non che occorre inserire la soluzione del problema stesso nel ordine e grado della nuova antropologia. Riconosciamo alla fine dell'opera di Schollgen che l'uomo, no nostante tutti i suoi sforzi e le sue fatiche, soggetto ad influss: soprannaturali. Vogliamo formare non una superumanit, ma un'umanit perfetta. La. responsabilit di queste nostre ricerche, di questi nostri sforzi va sempre riferita ad una realt soprannaturale come Dio. Da noi stessi possiamo fare ben poco. Dio non tutto nel sangue, tutto nella terra, tutto nel popolo, ma parla a noi con la loro voce :.. Anche rioi possiamo accettare queste .parole e tradur le nel lin guaggio del Cristianesimo. Esse dicono: c Dio. al di sopra di noi, ma mediante la sua grazia egli potente in noi :.. Egli si manifesta a tutti i popoli nella loro natura e nella loro essenza, esprime i suoi pensieri valendosi della lingua e della mentalit di quel popolo, col quale vuole comunicare. E' Dio che ha creato le basi della vita popolare; Dio che ha creato la variet delle razze e dei popoli ed ha affidato a ciascuno la sua missione. L'amore Divino aleggia su tutti noi ed attivo in noi stessi; quando esso lontano da noi, noi siamo malati c scontenti e allora seminiamo odio. Inconsapevolmente attingiamo tutti alle fonti eterne, anche laddove si rinnega Dio. L'intenso e puro desiderio che dalla giovinezza si eleva verso di noi, ci obbliga nel pi profondo non ci .permess di portarle incontro l'incomprensione; dobbiamo darle esempio di una vita santa e attivamente cristiana. I contrasti esterni non ci dimostrano ancor nulla; l'affinit, la fratellanza interna, che non pu essere eliminata, ci avvicina di pi alla comprensione. Chi di noi perfetto? E' gi una grazia se d consentito di camminar e per sicuri .. sentieri. Noi dimostreremo sempre comprensione, dove vedremo sincerit e verit, perch l sorgono i nostri doveri. WDJJ NlX

PAGE 13

11 ottttlllJt tttzi tte JLJ\. F 1\.BBRit:l\. DJEI MERt:ANTI Sulla vita degli ebrei negli antichi stati d'l talia, diamo ai rwstri lettori un altro gruppo di scritti, dai qooli risulta i che anche da rwi il popolo disperso rwn altra occupazione ebbe per secoli che succhiare sangue e accuTTWl.are oro. E risu.lta al culmine di si/fatta operazione, cos bene ne avevarw -insegnato l'arte da poter finalmente anche in l talia far massa coi borghesi e insieme con essi e con l'ausilio del l'esercito della rivolu zione francese, far fronte al popolo ar mato e insorto. Dobbiamo franca mente dire che ci che diamo ai lettori sopra questo secondo punto non ancora nemme no una compilazione. l nostri collaboraton non ci hanno messe completamente al cor rente nemmeno di quanto risulta dallf cronache, dalle narra ::ioni degli storici, pet e s empio quella di An tonio lobi, nella st.o ria della Toscarw. con tutf.o che lobi storces s e U muso che i popo lani a Siena avessero fatto la pelle a g hesi ed ebre i Le ide degli aulori non contano. Ora dobbiamo raccogliere fatti, conoscere gli avvenimenti. Ma appunto per le idee degli autori, rwn bastarw le narrazion i per conoscere tutta la verit. Bisogna andare negli archivi, grattare tuUe le carte specialmente della fine del seUecento. Chi vorr fare la v aro? Chi avr compreso che l'Italia s' accinta a costruire un altro edificio. Chi ama ci che l'Italia costruisce; chi non rim piange la prigione del popoJo, vuole distrutta per sempre. Luz::atti disse mi pare in che gli ebrei avevorw s alvato il mondo nel medio evo. Voleva dire la ricchezza. Il mondo l'oro. Quedo il concetto di tutte le decadenze, comin ciando dalla greca. E non altro che l'.organizzazione di questo c oncetto la seconda decadenza di Roma, quella incominciata con Lutero e l'umanesimo di Erasmo, culminata con la crudelt tnercantile degl'inglesi e la rivoluz;.'one francese. In quel perio do la vecchiaia del mondo Jt!ce ossa delle cartilagini dell'uomo economico. S'impadrpn. delle arti, come si chiamavano le indust.rie. per dosare a un il prodotto e il bisogrw, e fin la vita dei re. Cacci il popolo dalle sue terre nelle corti dei mi racoli. Fece econQmica la ragione di stato. l l commercio lettuale e materiale, la societ e il decorativo di classe scopo della vita. Diventarono cose disperate l'onore, il popolo, la poesia, la lingua comune. Avemmo l'ideismo, l'affettazio ne, la lingua di stta. Nacquero quelli che ci a v rebbero insegnato il greco e la l i rica riflessiva con De Musset e l'alessandrino della Sorbona. Fu sepolto il punto di vista di Ro ma Dante, Petrarca? Che ne sanno del mon do classico. Doman dalo a Mommasen e all'ac cademia france se Se non se i al e ssa n d rino non sei n ac cademico n patrwta. Altro che Roma. In g les i e francesi edu c arano il popolo sc im mia nei loro e Mi pae si degli altri Padre s piritual e l'uomo eo no m ico Que s to p i te can.tropo dire ss e la scu{)/a la poesia la banca. E sua l'inizia zione scozzes e della societ moderrw., la costrzcione del tem pio di Salomone. Chi nan ha porlilt{) un :mattone alla fabbrica d e i tnercanti, alz i la mano. E il popolo? Perch non fini solamente il punto ,li vislil di Romn, fin il popolo. E se 'non avessimo perduto questo, non avremmo l.a Lingua. l'im.magina=ione, il punto di vi sta di Roma. L organizzazione dei patrimoni e dei dosatori della vita altrui ci cost l'una e l'altra cosa. Il popolo, questo povero ragaz=o s'abbia la legislazione sociale, dicevano i dosatori. Ma come potr somigliare al volgare di Dante essere la nazione, se vogliamo proteggerlo, dosarlo, mettergli i l cataplasmo, con quell'ipocri:;w con la quale i pi. crudeli inglesi sono sempre stali teneri con. i cani? La nazione il popolo. La fonte dell'im maginazione, della lingua il popolo. Il corpo e l'anima dell'/. t.alia. Il suo fine. Non la fabbrica dei tnercanti. Questa la de cisione dell'l talia, della Germania, che il fine la nazione cio il popolo. Questa dev'essere della Spagna. Il popolo ha finito di fare la guard!a ai patrimoni, sostiene la na zioM, non il peso delle classi, della materia. Questa la for..a nuova che demolir la fabbrica dei mercanti. 13

PAGE 14

D rabbiDo Sapinka. ct.Da dillaati.a dei -1)_ L ... enda. . Quando Vespasiano e .Tito dispersero gli ebrei, dopo la distruzione di ._Gerusalemme, per tutto l'impero e spectalmente ai confini, una notevole colonia di essi si sarebbe stanziata: pure neUa Tridentina (Rendena, Gardena), OVf> avreb bero formato delle libere comunit e si 6arebbero affermati per molto tempo con la loro religione e con i loro liberi prin. cipi. Gli attuali conti Kiinigl von Ehrenburg (Casteldarne) sarebbero, secondo il Semi-Gotba (191 2), i discendenti di famiglia principesca giudaica. La supposizione di stanziamenti giudaici in qualche localit trent.ina durante l'et romana osarebbe confermata dalla che Carlo Magno avrebbe vinto al campo denominato dal suo nome, presso Madonna di Campiglio, i locali principi giudaici e avrebbe regalato le loro terre, le Giudica rie, al Vescovo di Bressanone. Nella sa di S. Stefano di Carisolo in Val Ren dena si trova ua scritta che rammenta tale leggenda, e di cui si dice che si tratti tuttavia di una vendetta dei pittori Asche. nis per .lo scarso compenso avuto in cam bio della loro opera. Anche nella chiesa di S. Vigilio di Pinzolo, purre nella Rendena, si trova un dipinto raffigurante CarIe e i principi che gli fanno omaggi, il cui originale si sarebbe trovato nel eastello di Stenico, e che starebbe in connessione con tale racconto. Queste notizie devono essere accolte con la riserva che il carattere essenzialmente agricolo della maggior parte dei rende nesi e gardenesi, e del ceto da cui essi hanno avuto origine, se inurbati, la pi sicura garanzia della loro purezza ariana, posto il fatto che gli ebrei e gli ebraizzati odiano e disprezzano, eome hanno sempre fatto, sia la terra, sia chi la lavora. Anche l'arianit dei conti Kiinigl (da Kiihn, coraggioso) sembra fuori dubbio. (Pi pre cise informazioni in proposito possono trovare, oltre che nel Semi-Gotba, che particolarmente importante per la cono. scenZa. della giudaica .nella nobilt trentina, anche nei lavori del Loremi, del Bolognini; del Tait ecc. sulla storia trentina). 2) Storia Pno al 1475. La presenza di ebrei nella Venezia Tridentina attestata per la prima volta dal.Jo statuto di Bolzano redatto nella seconda met del 1300, il quale contiene delle mi. sure preventive contro di essi, che erano stati incolpati d'aver causata la peste del 1J49 Molti vi giunsero quando il duca Sigismondo del Tirolo, avendo sperperato il patrimonio del Padre Federico, ne chia m molti da Lienz e li protesse per aver ne denaro, cosa per cui fini coi.J'immise rire e perdere la contea, che dovette cedere all'Imperatore Massimiliano I in cam bio di una La loro presenza sul principio del '400 a Trento, centro di transito importantissimo (centinaia di veicoli e di passeggeri passavanp in quei tempi giornalmente -per la cittia diretti verso l'Italia oppure la Germania), risulta da un privilegio di Ulrico III Vescovo di Bres-Munkatllch. ,----------------------.. sanone che ne fa cenno ; ma direttamente 14 ne parla soltanto un atto emanato il 3 settembre 1440 dal vescovo di Trento, Alessandro di Mazovia, col qwue certo Peter von Rido viene CQndannato al pa. gamento di irtteressi all' breo !sacco che av.eva ottenuto l'jus possendi exercere t:suras in episcopatu Da tale sentenza ri sulta pure che l'interesse legale che gli ebrei potevano riscuotere a Trento era del 25% (un grosso mensile per ducato che equivaleva, nel 1440, a 48 grossi). La loro posizione giuridica nella citt era proba bilmente a giudizio del Me nestrina (c Tridentum :., 1903, pag. 3()6), da privilegi concessi di volta in volta. Fra v'era anche il diritto di cittadinanza, ossia di godere c di tutti i diritti e statuti quali cittadini :., che era stato loro accordato .dal duca Sigismondo del Tirolo, come appare dagli atti relativi a una :ontesa sollevata _da essi nel 1450 contro i consoli della citt che essi accu sarono di aver loro imposto degli oneri eccessivamente gravosi. Anche il vescovo di Trento concesse toro larghi favori in cambio di corrispon denti benefici per le casse episcopali. Un Tomaso Ricius (Ritius, Rizius), ebreo epi scopale che godeva cio la protezione del vescovo -, al tempo del vescovo Hin derbach pagava un'imposta di 1000 du cati all'anno, somma che costituiva la massima entrata della curia. Nel t46c), lo stesso vescovo concesse all'ebreo Samuele e alla sua famiglia, accanto al diritto di dimora a Trento e nel principato, la pro tezione vescovile, inoltre facolt di com n ; erciare, di prestare ad interesse e di te nere banco di pegno. COn tutto ci gli ebrei godevano a Trento, in confronto dei cittadini, di una situazione di vero e proprio privilegio, perch: 1) protetti dal principe locale ; 2) protetti dal duea regio. naie ; 3) autorizzati a esercitare l'usura

PAGE 15

che era vietata ai cristiani; 4) equiparati a questi nei diritti in forza della cittadi nanza ottenuta; 5) uniti fra loro e con gli ebrei degli altri paesi sulla base di vincoli di sangue e di religione onde essi formavano nel seno della popolazione lo cale un nucleo compatto, un cuneo nel tronco ariano, wia cittadella nella citt appoggiata alle altre cittadelle ebraiche sparse negli ospitali centri ariani del tempo . Che questo stato di cose, che costituiva un vero e proprio affronto alla cittadinan za trentina, non potesse a lungo durare, era inevitabile. A precipitare la sitwlzione sopravvennero le prediche di S. Bernardino e l'uccisione rituale del piccolo Simone Unverdorben compiuta dagli ebrei il gio vedl santo del 1475 Vivevano allora nella citt una trentina di ebrei distribuiti in tre famiglie i cui capi erano rispettivamente Samuele e Angelo, che esercitavano l'usura tenendo banco di pegni, e Tobia che faceva il me dico. Tali famiglie erano originarie, ri spettivamente, di Norimberga, Verona, Magdeburgo. La loro condizione di privi legio, la loro insuiabj}it e il loro paras sitismo avevano creato malumore e de terminato qualche individuale reazione. Fra Bernardino esort dal pergamo la popolazione a non comunicare con essi, e accus Tobia e Brunetta, faemina eiusdem gentis vaferrima, di entrare nelle case e d: ingerirsi nelle questioni dei cristiani. Egli c:Stese l'accusa anche ai principi e a tutti coloro che li difendevano, ai quali ebbe a rispondere: c Quanti. mali v'apparti questa vosfra brava gente voi non lo sapete; Dia non la Pasqua che costoro vi daranno un segno della loro bonI loro beni oltrpa.ssavano i 20.000 fiorini renani, somma in ricavata dalla oonfisca e vendita del loro patrimo-. nio. Quando si pensi che il valore d( acquisto del fiorino t"emino equivaleva all'incir ca a 200 lire attuali (un cavallo aveva il valore di 16-18 facile calcolare che la loro ricchezza prassitariamente accumulata era, per testa, infinitamente maggiore della media di ogni singolo cristiano, e precisamente nella proporzione di cirea 15 a I. Ed : altrettanto facile quanto dissanguatore fosse anche a Trento il parassitismo ebrai co. Dal processo riguardante il beato Si mone pure trapelato come "l'usura esercitata specialmente dall'ebreo Samuele verso i debitori cristiani fosse spitata. 3) La leggerict. di San Slmonlno Avvenne che la sera del 23 marzo 1475 scomparve un bambino di nome Simone Lonferdom dell'et di 29 mesi. Fra Bernardino accus senz'altro gli ebrei d'averlo rapito e ucciso secondo il rito giudaico. c Quanti fanciulli, egli predicava -credete voi sian morti per la mano di que sti sceJierati, quali poi li loro padri, et madri han stimato si sian affogati, ovvero per qualche altro accidente smarriti ? :.. Il vescovo Hinderbach, che da prima si era mostrato assai scettico dinpanzi a tale accusa, istitu il processo che si concluse con la condanna a morte di ben 15 ebrei. Se tale processo avesse riguardato dei cri stumi, esso avrebbe avuto scarse ripercus sioni fuori del Trentino e nessuno dubite rebbe dell'onest dei giudici; ma poich esso riguardava gli ebrei, tutto il mondo di aJlora, dal papa all'imperatore, fu mes so in moto dalla solidariet e dall'oro giu daico, ci che ebbe tuttavia per effetto di porre pi che mai in luce i veri caratteri del giudaismo, e che questo fonnava uno stato nello e sopra lo stato. Ora che ia storia ha definitivamente fatto luce sulla questione degli assassini rituali dei bam bini commessi dai giudei in odio ai cri stiani e per liberarsi dai peccati, in obbe dienza al principio che il sangue di una vittima innocente assorbe i peccati di chi compie il sacrificio, anche l'assassinio ri tuale di Trento non pu pi essere messo in dubbio per il semplice fatto della sua stranezza, in contrasto con i risultati stes s: del processo. Quello che il padre Bene detto Benelli e il sacerdote Giuseppe Divina hanno dimostrato per quest'unico ca so di Trento, altri l'banno dimostrato per centinaia di casi. In un'opera classica sul l'argomento (c L'uccisione rituale presso i giudei :., Swiatoslaw, Belgrado e Stiirmer Verlag, Norimberga) lo studioso Eugen Erwin Brandt ha storicamente dimostrato l'autenticit di ben 332 assassini del genere compiuti dai giudei. Ecco i fatti. Dopo il rapimento del pic colo Simone i sospetti della popolazione indussero le autorit a procedere a una perquisizione nella casa dell'ebreo Samue le. La perquisizione riusc vana. Il sospetto popolare rixnase tuttavia cos vivo che molti cittadini si diedero il turno a far la guardia intorno alla casa degli ebrei, nel timore che essi tentassero di liberarsi dell;. testimonianza della supposta uccisione. Ed. ecco che nel pomeriggio della domenica di Pasqua gli ebrei stessi denunciarono al Podest il ritrovamento del cadavere D I'Cihhino AscbeDGZi.. della dinaatia. di Sopbet.

PAGE 16

nel canale del Fossato che passava nella cantina della casa di Samuele. (Nell'Enci clopedia Italiana, sotto la voce Antisemitismo :., detto che il ritrovamento sa rebbe stato fatto lungo l'Adige :. !). Dal l'esame del cadavere ftto separatamente da due medici giurati e pi tardi dall'au topsia, risult che il bambino era morto non per affogamento, ma in seguito a tortcre delle quali rimanevano le tracce san guinanti. Una apposita commissione, la quale fece un accurato sopraluogo, ebbe d'altro canto a costatare che il corpo non poteva essere stato trasportato dalla cor. rente nella casa dell'ebreo Samuele, data di palafitte che lo avrebbero trattenuto al punto in cui il canale nella casa dell'ebreo. 'Interrogati a uno a uno, gli ebrei dettero del fatto versioni che si contraddiceva no. Ma quando, dopO sser stati separata mente incarcerati, furono sottoposti a tor tura, perch confessassero la verit, fini rono col dare, in molti ea.si anche libera mente, delle risposte talmen te circostanzia te, nel riferire sia: quanto sapevano, sia quanto non sapevano, e nel far luce su fatti dei quali gli inquisitori non avevano nemmeno il pi lontano sospetto, che i giudici non poterono sottrarsi al dovere d1 pronunciare le pi dure condanne, come fecero. 4) Storie del 1475 al nostri giorni. Con l'anno tragioo dell'uccisione del bambino Simone si conclude in gran parte la storia degli ebrei nel Trentino. II ve scovo Hinderbach li bandi dalla citt e dal distretto, e limit a tre giorni il giorno degli ebrei di passaggio, i quali do vevano pagare un dazio corrispondente a quello dovuto per l'importazione di un maiale. Nelle successive Costituzioni Si nodali del vescovo Bernardo Oesi e in quelle del Vescovo Lodovico Madruzzo (1593) venne stabilito che essi dovevano portare il segno per distinguersi dai cri.:. stiani, e rimettere gli interessi per pre stiti fatti a cristiani. Essi si ingegnavano tuttavia di eludere tali proVvedimenti ro me risulta dalla supplica degli del quartiere di S. Pietro ai consoli nella quale detto che gli ebrei c banditi da questa citt, non solo vi si fennino pi c pi giorni burlando qualche volta tal de creto con l'assentarsi per un giorno dalla citt, et poi ritornarvi, anzi vi habbino anco quasi contratto domicilio pigliando in questo nostro quartiere stantie e affitto e: portando anche per la dtt. armi d'ogni sorte, et andando (seguitati et ai:compa gnati da altre persone forestiere) per la citt di giorno et notte ancora a far de chiassi et insolenze:.. Nel 1638 il bando degli ebrei era quasi caduto in dimenti canza, tanto che il 27 ottobre di quell'an no il vescovo Carlo Emanuele Madruzzo .lo rinnov con un nuovo proclama. via gli ebrei seppro ancora eludere le leggi c stante che la malizia dei medesimi era giunta a tal grado di ocultare in diversi modi il suddetto segno prescrittogli, sando cosi oculti ed incogniti impune mente :., come si legge nel bando do dal capitolo vesc:ovik il Io settembre .. .--r 16 1725 ripubblica:to nel 1731. L'ultimo i>ando altr lioraio m Trento, certo Aniocontro gli ebrei si ebbe a Trento un cin,. nio Alaati Padovan, fu pure editore di. quantennio pi tardi per opera dell'ultimo opuscoli contenenti atti del Concilio si principe di Trento, Pietro Vigilio. servi della, stessa stamperia rivana. (V. Tale stato di cose ebbe fine nel 18o3 :n c Della stampa nel prineipato di Trento seguito aUa secolarizzazione del del Sac. Giov. Bampi, Trento, Tipografia to vescovile di Trento. G. Marietti, 1883). Nel stesso tempo altri ebrei invece riCentri ove si trovavano nuclei notevoli solsero il problema della loro permanenza di ebrei nel Trentino furono anche Rovenel Trentino con la conversione e col reto, Pergine, Borgo di Valsugana, Stricontemporaneo acquisto, da parte di gno ecc. A Rovereto esisteva wi vero e cuni di essi, di un titolo nobiliare per :nezproprio ghetto. A essi tennero zo della elargizione di forti somme di secoli XVI e XVII banco di pegno, denaro: essi cambiarono cio caSta,. paszi di commestibili; e monopc?lizzarono ia sando dall'ebraismo all'aristoi:razia. Per finania loCale, provocando ool. loro esoso riconoscerli : utile consultare il citato parassitismo la teazione delle Semi-Gotha, libro orniai quasi introvabi' che pi volte ricorsero per difesa e per le, avendolo gli ebrei comprato in massa, chiederne l'espulsione alle autorit e al come han fatto a suo tempo dei Proto: v:escov,. e che il 26 aprile 1590 fondarono colli e di altri scritti del genere (Kyffhiu-esse stesse un istituto di pegni, e il 1615 ser-Verlag, Moriaco, 1912). Gli attuali di. un Morite di Piet per sOttrarsi all'usura scendenti di ebrei Convertiti, nel In. una supplica (riprodotta in '700, nel Trentino, non in realt c Memoria di Pergine p. 96-97, del P. elle un filo assai tenue di sangue beduinoAlessandrini, pubblicata a Borgo di V alsunelle loro vegana nel 1890), rivolta dal sindaco di Per ne. Tillmudicamente nulla pi che il ncime gioe al coadiutore del ves&>vo nel 1625 gli che li ha affiliati alla Chiesa, documen. ebrei son accusati, fra l'altro, c di tenir tandone l'origine giudaica, dato che per delle balie cristiane,, c di vendere a cri-l' ebraismo la paternit crtta poco per ia stiani robe inangiative e botega discendenza. A noi invece essi troppo come di olio, sale, smalzo, froinagio, spesso manifestano la loro pur lieve :m-simili :., c di pigliar ad affitto da cristiapronta giudaica, talora segnata anche nel ni fondi arativi et vigneti e quelli far loro volto, sebbene per il loro caraUere coltivar et cavarne gli frutti che due di spurio siano respinti dall'ebraismo. essi hanno c :. ciascuno una gioUna notev.ole importanza nella storia devane cristiana, che durante il carnevale gli ebrei nel Trentino ebbe Riva, ove essi andavano in maschera c su le sale a i>alar comparvero provenendo dal nord e con le cristiane che in tutti i modi ii-rono nel '5oo una fiorente colonia che avespregiavano la religione di Cristo, che c si va anche una propria sinagoga. Il vescovo fanno pagar l'interesse di 18 per 100 :. (c Hinderbach vi istitu un banco di pegno il 36 per cento ai forestieri). Traffico e nel 1490 per sottrarre gli abitanti alla loro usura con cui dissanguare le popolazioni, usura. Il vescovo Bernardino Clesio disprezzo dei costumi locali e insidia al-ferm invece i privilegi loro concessi le donne cristiane erano anche allora l'atta repubblica veneta. Il fatto pi carattetivit degli ebrei. ristico che essi vi fondarono nel 1558. Negli ultimi decenni del dominio ab-una tipografia ebraica. L'Italia, culla sburgico gli ebrei, che nel 1848 : avvano della tipografia ebraica, ebbe nel secolo ottenuto il diritto di possedere terreni c XVI parecchie stamperie ebraiche a Bostabili nell'impero austro-ungarico, con Iogna, Cremona, Ferrara, Genova,' Mantogravi conseguenze per i proprietari ariani, va, Riva, Sabbionetta e V ene.Zia :.. possedevano le pi solide posizioni econoCosi comincia lo studio sugli c Annali delmiche. Si ricordano i Mantel, (nella cui la tipografia ebraica di Riva di Trento casa in via Roma si trovava anche la :odel Dr. E. Cannoly (Frankfurt a. m.; ro casa di preghiera :. che i Trentini G. Hess, 1868). . chiamavano c casa del brontolon :. ), i Il privilegio per l'impianto della tipoWeinstein, gli Eiserischiitz, e a Riva, : grafia di Riva fu concesso dal ; principe Witzmann, proprietari di due alberghi, e vescovo Cristoforo Madruzzo. L'editQre dei quali un, Max, faceva la spia. Dudella maggior parte delle opere ebraiche rante la guerra lasci cattiva fama l'ebreo uscite da quella stamperia, 34 in tutto Kapper, che barattava alimentari e surro(consultabili nella biblioteca di Trento), fu gati dell'imperiale esercito con ori e pre l'ebreo Giuseppe Otolengo (nominato anziosi di cui alleggeriva la popolazione eche Ottolinghi, Oetling), rabbino saurita e affamata. tedesco, rettore scolastico in Cremona e Tutti costoro s'allontanarono alla fine uno dei diVulgatori del talniudismo in della gU'emi. e al lorQ postO vennero a lia. Il proprietario della tipografia fu l'e-Trento molti ebrei regnicoli commercianti. breo Marcaria, figlio di Davide, e impiegati bancari, e ne vennero anche per dieo a .Riva; egli scrisse l prefazione la ricostruzione delle terre danneggite. a ciascuna delle opere pubblicate e anche Dopo l'avvento di Hitler, stt&ero dalla un libro dal titolo c lbronot :.. Dalla stessa Germania e dall'Austria molti ebrei a venstamperla, che frattanto era tuttavia forse dere stoffe eludendo le leggi fiscali. Ma passata in propriet ariana, uscirono ora questi son quasi tutti scmparsi: che molte opere in latino, e precisamente Il centro dell'ebraismo trentino Mera-57 opusooli relativ al Concilio di Trento no dove si trova da pi generazioni l'unie perfino gli atti completi del Concilio, dei ca sinagoga con rabbino della regione quali fu editore certo Giovanni Battista trentina. . Bozzola da Brescia, libraio in Trento; Un : : ,, GASPABI ""':": '.:

PAGE 17

JE JHI 1Rt JE Jl JE 1F1RtXNCJES1l JlN 'ANCO-N A Al primo rumore che giunse di Francia, alia fine del settecento, gli ebrei dello Stato della Chiesa drizza rono gli .La Santa Sede li aveva tenuti per secoli in continua segreg.azione, se pure con alternative di tolleranza. . Gli. ebrei .sentivano ancora gli effetti di quelia ferrea legislazione, che, nata con il primo anno di pontificato di Papa Braschi (Editto su gli ebrei del 1775) li teneva segregati lai resto della popolazione. L'insofferenza era grandissima specie in quelle due citt dello Stato della Chiesa, Ancon e Roma, dove vivevano i nuclei pi ninerosi. Il desidef.io. di prendersi una rivincita contro il Capo della Cattolicit, il nemico pi acerriJ;no dell'ebraismo nei secoli, e la simpatia dimostrata nel sei e settecento dai Rabbini di tutta. Europa verso le idee nuove, che sole potevano scalzare le fondamenta di quella societ che aveva sempre tento da s lontani gli ebrei, come essere nocivi, pericolosi e tocchi della maledizione divi na, fece gli .-.eb'rei in Italia attivissimi partigiani dei frariesi. . . Nel 1793; a Roma;. Ugo Basville; agente dei giaco bini francesi, organizza il primo sommovimento popolare e spiega la bandiera rossa bianca e blu. Mal gliene incoglie, il popolo dopo averlo ucciso, si d alla caccia dei francesi che la truppa pontificia a stento proteg ge. Ma i giudei avevano scoperto troppo presto il loro giuoco e mostrato la loro solidale simpatia per lo straniero. AI Ghetto qualche gruppo di popolani riesce a entrare; una bottega devastata. La polizia pontificia sopraggiunta esegue qualche perquisizione e qualche arresto e scopre in casa di un giudeo migliaia di coc carde francesi pronte per essere distri):nrite nella even tualit che colpo preparato dal Basviile fosse riuscito. Pio VI di fronte a queste. e altre prove che della rivoluzione gli agenti pi pericolosi erano gli ebrei, richiam tutte le autorit dell.o Stato alla rigorosa os servimza dell'Editto del 1775. Quando, poi, il popolo di Roma apprese che l'ebreo giacobino Pereira aveva costretto Gabelle a togliersi. dal petto la Croce. pastorale durante una seduta della Convenzione, si lev di nuovo tumultuando contro i giudei, che rin chiu!?isi in ghetto, vi restarono alcuni giorni pavidi sotto la grotezione .della polizia papale. Altre manifestazi'nr antifrancesi ed. antigiudaiche (il popolo ilniva nell'odio le due stirpi a lui straniere) si ebbero a Roma 'alla della esecuzione di Lui gi XVI avendo in quell'occasione alcuni ebrei manife stato il proprio compiaimeiito. Ne(l796 i }i'rancesi. scendono in Italia e dopo la breve parentesi dell'armistizio di Bologna, nei febbraio giun gono in Ancona: La Citt picena :aveva nelle sue mura un forte nucleo di ebrei dediti ai commerci, ricchissimi, fra i quali le Ebreo dell' .Afgcmistan. :i7'

PAGE 18

18 idee nuove di FranCia contavat:to i pi n11merosi pro-'-'! _____ _Mentre gli ebrei, che iwevano pi volte inanife-Diverse le et. e i costumi: Jdentico il tipo aomatico degli ebrei. la loro per i frances i chiudevano nel i marinai e facchini del P<>rto chiedevano alla di muovere in armi contr lo straniero. : Avuta poi notizia che qualche ufficiale francese tra'.v estit era gi entrato nella citt.per facilitare l'entrata J l gros5o delle truppe, e aveva trova_ to rifugio nel Ghet_il popolo sollevatosi mosse verso l' Astagno, dove sorgeva il quartiere dei giudei, e ci vollero l'opera per suasiva degli anziani e le forze di.polizia ad un massacro .. L'ingresso dei francesi in Ancona fu salutato. con giubilo dagli ebrei. Sugli spalti della citta<;lella, episodio oscuro, che ci tramandato d a l dia-rista Leoni, tre soldati dei quali ignoriamo il nome, nativi' del contado di Ancona, si batterono soli contro una colonna di fran cesi e caddero trafitti da cento colpi. Un altro soldato, di guardia al forte di San Pri-miano nonvolle dersi ai francesi, ma rsistette, si batt in lotta impari, !asciandoci la vita: Con la Pace di Tolentino, compiut le spogliazioni alla Santa Casa di ,Lpreto, e al Monte dei pegni di Ancona, i franeesi se ne dovevano andare e la citt doveva tornare al ma scrive il. Leoni: ":gli is.iaeliti che deUe libert gi avevano abuso per com piere le lorO vendette non lo vole11ano Tre ebrei inoltre, Sanson Costantini, -Ezechia Morpurgo e David Morpurgo, eran stati chiamati dai francesi a far parte : della Municipalit, e alcurii, con grandi contrasti sia pure (contrasti verificatisi anche a Roma) erano riusciti a farsi nominare ufficiali della Guardia Civica. Per. questo gli ebrei di Ancona inscenarono manife stazioni di simpatia ai francesi, oltraggiarono le statue dei pontefici, e alzarono tra la generale indifferenza gli alberi della libert, mentre le truppe straniere, sui forti tenevano in soggezione la citt, con le miccie dei can:IOni accese. Fu in quei tempi che per istigazione dei tre anziani ebrei, la Municipalit viet le livree, ordin che si scal pellasserQ gli stemmi nobiliari, e impose l'uso qi un sol titolo, quello di I rivolgimenti seguiti aila invasione francese furono ai giudei di grasse speculazioni. In Ancona, specularono sul corso forzoso della moneta della repub blica effimera, e guadagnarono largamente fornendo per conto della Municipalit viveri agli invasori, e traffica rono sui -proventi delle depredazioni di chiese e con venti. Scrive il Doubnov che gli ebrei avrebbero pagato qualunque prezzo il piacere d'assistere aJla umiliazio ne del loro nemico secolare rappresentato da-l clero cattolico. Avendo . confiscato i beni del Papa e dei cardinali e degli ordini religiosi, in gran parte, i fran cesi li vendettero agli incanti e gli acquirenti soprat tutto' furono ebrei I quali, in quella occasione, acqui. starono agl'incanti e fecero commercio di oggetti di culto cristiano. Partiti i francesi, il popolo ricord solamente la sim patia con la quale i giudei a lui sempre invisi avevano accolto lo straniero, e quanto larghi di notizie e di aiuti fossero stati verso il nemico di Roma. Perci, quando furono rimesse in vigore le disposizioni di Pio VI, sia pure con un certo spirito di tolleranza, non ebbe rimpianti per i tempi della liber:t de li E a Roma, Pasquino, quando si _deline una attenuaztone po ; :litka di segregazione, che per secoli la Chiesa, Sla. pure \ con intransigenza pi o meno rigi(}a, aveva prattcato, c:ant: ..: :-=';'-.": Fior di mughetto fapa Leane diventato Hwtto ce chiude l'osteria e allarga il Ghetto. .... GIORGIO PICENO

PAGE 19

Studei11 di teolo!lia di un'Univer&itll ebrai. ca: della Polonia. Ancona Porta e campa'nile d.i San Ciriaco Non striloo;. die sue n dire. : -gli .astahl],ini i:ilAncma fino dai tempi dell'linilero Ro:mimo,". quf.ndo si pensi che' m specie dopo la distruzione di. Gerusalemme; erano gi ili pi paesi d'Italia. Forse non sarebbe neppure strano pensare, per c:giOOe dei commerci antichissimi di Ancona con l'Oriente, .anche priina dell !lmpero Blcuni. ebrei fossero venuti a stabilirsi m questa Pel le ci flllino sapere che solo dal se;. XIV si trovlino. in Ancona alcune famiglie di ebrei. poi ili sic11ro he nell'anilo1348.siaccrebbe il numero di questi, sia pen;m; venuti spon. taneamentd dalla Genilania, ove erano accusati di an:elenare le acque e pcn-ci autori dellil .terribile pestilenza, che allora ammorbava l'Europa, e scacciati da quell terra, sia operch chiamati dai signori Malatesti, i quali avendo .in qnel tempo occUJ)ue Ancoilll, e trovatala quasi deserta -per la grande morta:lit e .per molti vollero ripopolarla. Cos, dalle me morie posteriori esistenti, possiamo dedurre che vissero in mezzo agli altri cittadini, possedimenti stabili, e praiarono ogni sorta di commer. cio, venendo, restando a loro agio -nella citt, senza alcuna restrizione, distinti solo da-gli altri per il culto. A tale riguardo si ricorda che; .nel vicolo del Gm:1.0, vicino alla Chiesa di Rocco, esisteVa una. loro senola, ehe fu quindi demolita, come ap. pare dall'istrumento del 14-3-1505; esistente nell'archivio dell'Universit israelitica di Anecina, a preghiera della confraternit della detta a{iesa, perch -il suono delle preci ebraiche turbava quelle della cristiana. Perii nel medesimo teml?o la Confraternit di S. Rocco dovette ricompensare gli ebrei delle spese sostenute per comprare una casa dalla famiglia Fer-retti e costruirvi la Sinagoga. .... Ma all'inizio del secolo XV, secondo si \amenta nella costituzione di Martino V, i frati mendicanti ed anche altri ordini nelle loro pre diche .e nelle confessioni, proibivano severamente ai cristiani ogni con : tatto con gli' ebr(!i, ai quali inoltre volevano fosse negata l'acqwi e il fuoco. E tanto fcero che spesso il popolo leva.asi contro di loro ingiu. riandoli. battendoli, e trascinandoli perfino nelle Chiese ad assistere. ai divini nffizi, ed 1l volte anche hattemmd9li. Infatti nel 1427 il popolo e il Setui.to anconetano, infervorati dallo zelo religioso di frate Giacomo dei Minori, detto della Marca, ne seguirono il consiglio e si separarono in tutto E si stabili c'he essi non potessero in alcun modo e per alcun motivo, abitare in-alcun11 parte della citt, vicino ad alcuna casa di cristiani, ma solo nella Via dd Giudei, ossia nella Vf! del Bagno, cos detta per il luogo ivi -destinato alle abluzioni mensili ed alle purificazioni delle donne ebree, che si estendeva dalla Chiesa di S. Nicola a S. Agostino; e noto ol noine di Ghetto, che pi tardi ebbe diversi confini. Fino dai 1785 comprese la via -degli Speziali, fino alla Cloaca, che poi seguitava con !la via Capodimonte fino alla Casa Candelar; la via del Traffi.:o anticamente detta Pescheria, dte racchiudeva il vicolo delle Azimelle; la via dei Banchieri ,che fu l'antica via del Macello, la via Bagno fino allo spiazzetto, e il vicolo del Goz;zo o delle prostitute ora in gran parte demolite a rinnovate. Ciascun capo di v.ia che dava sulla citt era chiuso da un portone con un particolare custode che chiudeva a sera ed apriva il mattino. Queste vie, come gran parte delle case, erano sudicie e male illuminate. n Senato stesso decret che gli uomini ebrei por tasSero sul petto bene visibile un distintivo, che consisteva in un gran disco di seta color giello (signum nnius o rotundum ed magnum, coloris gialli); pena -25 ducati d'oro ili tmsgressori per ciascuno e per ciascuna voli& da esigersi c de faeto > dagli ufficiali del Comune, che avevano per loro un terzo della pena. Erano dispensati dal distintivo per soli due gior ni, gli ebrei forestieri; e le dolllW} per essere riconosciute dalle cristiane, dovevano portare continuamente, e sotto la medesima pna, i cerchietti agli orecchi. . Nel 1429, merc la clemenza di Papa Martino V ebbero delle agev!lla godettero un certo -periodo di reP.ie. Nonostante ci iu Ancona vennro mantenute tutte le distinzioni che separavano gli ebrei dai cri-19

PAGE 20

stiani, tanto che il loro odio e la loro avversione Verso i cristiani Si. rse Guai, in quell'6po&, se wi ebreo avesS Salito le: molto palese. . . . lAimunale per parlare :co1. o coi suoi ulliciidf' Non :'Pteyan11 In questo tempO, repubbliche e pri.ncipi 'inVitando gli ebrei nei Joro nemmeno chiamarli o frJi chiamare per fa1:li scendere a parlare coit stati, scacciandoli, carezzandoli e battendoli, non feero traffica di. loro nella loggia o nel cortile di 'detto palazzo, pena 25 dtieati d'ol'9. Ne cavarono denaro in occasione .di careStie, di pestilenze e di guerre, . Una sticessiva ordinanza dioe che: c niun ebreo maschio o queste ultime quasi sempiet pr(M)(l8te da eSsi. . dall'ora terza del gioved santo infno alla nona incltisiva : de! sabato E' anche vero che spesso essi abusarono dell Iarglaezze. avute, e molti santo, poilsa :Q&cire di Casa ed andare per la citt; e nemmlo teJter le furono giustamente . : . . Porte e Je finestre salvo il Cllio di Parl ovvero di 'ineendio; Nell'anno 1494 furono autorizzati c con bene ordinate regole:. ad aprire pena ai ciontranentori dei due preetti venticinque libre di anoonitani un Monte di Piet. n Leoni scriss che c ae angherie e ie truffe che essi. piccoli, (l'anconitano piccol era; pari ad un soldo. e meZzo dell'antica commettevano obbligarono il Senato a proceSsarli dopO tre &noi dalla moneta italiana)' .per ciaseooo e .per ciaseuna 'volta; da applicarsi. dal istituzione del Monte, condannandoli a pagare 1000 ducati d'oro . Ma Comune; e facolt a chiunque di accusarli. col prenio di una' met 'della questo M-onte, por e5sendo usuraio al cento per cento, ed in barba c01jdanna e eon !4'greto ,de}raccusa.>,. leggi e alle pene; seguit a funzionare, spogliando i cittadini bisognosi Ai iributi pagati in _Ancona dagli ebrei, si ilggi.ingev$ il Contributo di ogni loro avere, fino al 1547, quando fu definitivamente chioso. alle spese dei :giuochi d'Agone e in ove fin dal,1465 * Paolo II aveva introdottO l'uso che alcuni giovani ebrei, il. primo lilned Segue la dei e delle Il Cor.siglio del carnevale c oorressero il .a eSsi destinato, nel' CarSo del popolo il 5 Maggio 1498 decretava che m, ogni anno, i.l. giorno di Pasqua roma-no, mentre i Fattori della Universit, coi' .Rabbini accompagnati da si celebrassero i giuocai della Balestra e che il vincitore. avesse in molti ebrei,. precedevano a piedi. la cavalC!lta dei MagiStrati della itt -una d'argento dei 'Peso di una libbra e che : quesia coppa Venisse fino al Campidoglio, oVe rendeVano .. ai medesimi certi atti di ossequio. pagata dagli ebrei della citt. . Spendevano in ci pi di 300 scudi all'anno. ... . .., Nel 1524 il Senato ordin che tutti glUsraeliti pQrtassero un berretto Questa usam.a durper pi di due sec:Oli, fiD.cb Clemente IX con giaUo. Ma quattro imni dopo (7-2-1528) Io. stesso Senato SOSJ!ese il de, Clutrografo del c considerata la pOca convenienza" prOviene creto. perch essi contribuirono a tener lontano il''Ptlricolo di una occpa. dal vedersi co'rrere detti ebrei, ed i,l pocO decoro che ne risulta nei zione da parte dei franceSi a Roma per liberare VII opri strati, che cavalcano per: la citta nel corsO, pr:eceduti dai medesimi:.; gioniero dei tedeschi (1527-28). . . . . . sospendeva detta usanZa, _.per quella di ,rendere ossequio Forse per qusti nuovi favori che gli ebrei gOdevano in Ancona, o, inCampidoglio i MagistrBt roouirii, di fare _ogni anno all'inizio del in generale, .perch il. servaggio loro fos5e diventato pii mite qui che al. meS di gennaio c il Deposito del Popolo .romano di sendi 300.:.. trove, nel 1539, cacci8ti dal Ducato di Urbino e dal Reame _Napoletano, Alessandro VII, avendo il .10 iu,gli!l .1659 deretato che gli ebrei non moltissime famiglie si fermarono nella citt tante, che si dovette tenessero botteghe, fondachi, magazzeni .e. rimesse fuori' del ghetto :., il ghetto e Costruire altre due Sinagoghe. e vietato c assolutamente il. velider:Vi e .. negoZiarvi, qullid'anche ci fosst E questo certo il loro periodo migliore, per quanto avverSo per gli permesso dai Vescovi, tenerle : aperte, n : pemottarvi, n' te\iervi ca n-anconetani. i quali, dopo aver perduto la libert (1532) dovettero subre gressi coi n cogli ebrei medesimi:.; vietava inoltre il per. la tirannia del Cardinale Accolti, troppo diverso dall'Albornorzo. Ma sanottare fuori del ghetto :t dove ciascuno doveva ritirarsi non pi tardi di pendo in quali misere era caduta la popolazione anconitana, un'ora :di notte, e la mattina non pOteva usci me prima del giorno. fatto, Papa Paolo III concesse :!& franchigia del porto a Turchi, ebrei, e altri sotto pena di SO. scudi o di ir(l tratti di corda in pubblico agli uomini e infedeli, per risoievare un pO': il commercio ch era andato morendo in della frusta alle donne. quell'ultimo periodo. OrdirU> anche che gli ebrei non fossero costretti a Rchinruate furono dunqtie le antic;b restrizioni, sia per il vivere, sin portare il c: siman :t (signo). Ma la citata bolla c i giudeizzanti por.per H loro commercio. tug'hesi abitanti in Ancona convennero col Magistrato di detta citt in Pio vi il 5 aprile 1775 ayeva pubblicato la proibizi9ne agli ebrei di alcune convenzioni e capitoli, che presentati pOi a Giulio III successore commerciare C!li cristiani. Nonostante ci, arrogandosi essi la 'libert di Paolo III, furono da Jui confermati con Breve in data ,: di prendere; dai cristiani lezioni di musica El ballo-:. e c con sfrontatezza agevolazioni che' furono per ben presto :revocate da Paolo IV giovanile facendosi lecito di andare a gotll-re nei pubblici cafi fuori d.,) Questo Pap. a, foooso, ed al dire del Ciavarlni, iracondo, fece pagare ghetto:.; fra Tommaso l.Orenzoni Matteutti dell'ordine dei preilicatori, agli ebrei anconitani le ooove larghezze, e . pentito del Breve rilaseiato Inquisitore Generale della Marca anconitana e Delegato Speciale della il 28 settembre del suo primo anno di pontilcato, in favore del 'loro Apostolica contro d'erc;tica pravit >, i.I 14 ottobre 1785, facendo commercio in Ancona, col quale si autorizzavB!Ilo i medesimi a portare; .uso della sua solita clemenza, ordina c proibisce, ed. cola loro merce in tutto lo Pontificio, il 12 luglio 1555 pubblic manda, clie nessun ebreo abbia ardire di -prendere da cristiani lezioni ordine che fosse nuovamente. chi]JSo il ghetto e che qUestO avesse un di veruna sorta d'istrumento sia da corda che da fiato, e molto meno solo ingresso ed una sola 1115cita,_ che portassero il segno nel cppello, che quelle di ballo aCcompagnato o no ol suono del violino, n in .ghetto avessero. una So-la Sinagoga: dandogli 10 giorni di tempo per la vendiia n -fuori di ghetto, ed altres di non arbitrarsi di fare uso dell'opera delle merci; degli stabili urbani e rustici, sei mesi. Non potessero avere dei cristiani specialmente ne i giorni di sabato e in quelli festivi del n no triei, n servi o eerve c;ristiane; -n libri dei banchi e mercantini cristianesimo nelle cose servli domestiche; sotto pena di scudi 500 d'oro:.. latini o ita-liani: sola mercatura di 'cenci (sola arte strazzariae seu cenOltre a ci proib an_che il giuoco nei caff e richiam l'osservanza com-ciariae); niuno studio di scienZe, l!lllvo la medicina, da non esercitarsi pleta dei. regolamenti cOnfermati nel 1775 e S}iecialment .in segno giall<> per sebbene richiesti o pregati, verso i cristiani: che facessero i mesi da pOrtarsi dagli uomini in ogni luogo e in ogni teinpo, dentro e fuori di giorni 30, e non _pOtessero n tenere, n vendere, .fin dopo 18 mesi del ghetto; e m tutti i luoghi abitati, c sopra il cappello ben cucito soprn compiuti, i pegni ricevuti in c;a.uzione. e sotto la falda, senza lcun velo o fascia se non in caso che .non fos!le Nel medesimo anno un altra bolla di Paolo IV richiam una dispo5i: dello colore>, e dalle donne . In queste .tre donata una c scrivania:. d'argento di cirea once 40, con zucchero in pani, citt li volle chiusi nei ghetti, rigorosamente le antiche dicioccolato, cannella, garofani, canditi, caff di levante, in tutto libre 76, uno zecchino all'anticamera uno sudo alla sala. &posizioni. UMBERTO SOBITI

PAGE 21

CLI STR . Per tu tto 11 Medioevo e il la proibi ai fe9eli dj prestar danaro, beneficio, con la for. mula_ c non parit :.;' cio ii denaro non figlia ; ne abbian!:). 11,-t : ricordo nel sermone xxxv di e .vir tuoso Fiorentina, che fu Franco Sacchetti, l dove dieS! che '_prestar 'fiQriri.i cento e riivenie centodieci questo non oosten tamento di natura, ma : per non Jicito -Dani:e pose gli usurai ner cerchio settimo, girone terzo dei viplenti oontro l'ane t1mana, nipOte di Dio. Tanto rigore morale non aveva pr alcuil potere contro i figli d;lsraele. : provenienti spe cialfitente dalla Spagna, essi entravano nelle. ricche citt d'Italia, a impiantare hanchi, cautelandosi Q>n speciali convenzioni. e Un est(mpio di convenzione municipale con Giudei e soprat tutto delia avidit e catela di tali bancli.iri in UI1l pergamena inedita del l446 dlla Civ:ica Biblioteca "di. Vercelli In un latitl di forme popolari e barbariche si narra in tale pQb.blica scrit .tura che add 18 febbra io dell'anno del Si,. gnore 1446. si radun al suono della campana, secondo il solito e con gli usati procedimenti, il COnsiglio dei del (:Omune di Vercelli, a richiesta del nobile e specchiato cittadino capitano della Citfadella e luogotenente del Podest, tersi fermare in Vercelli per dieci .anni, godere i diritti dei cittadini Cristiani e di essere esenti da ogn'onere fiscale e gi-avaine civile,. esSe.re sicuri dai danni della guerra, e di ottenere licenza di impiantare un banco di prestiti a pegno, e non sola fede di carte o di strumenti, con l'interesse di denari dieci mensili per agili fiorino, cio dl 333% annuo per i prestiti fatti ai cittadini, e a piacere per gli abi tanti del contado l Parve. al-Comune ben fatto e utile per la Citt che detti c Judeij si.ve Ebrei fossero accolti ed esentati da ogni tassa sia sulle persone che sulle cose, mentre si esminavano le loro richieste. In adunanza del 2 marzo 1446, in assenza di Angelo e Abran10, rappresenta,_ti dal Margaria, i nobili Vercellesi EnriCo de Momo, Giacomo : Tizzoni, Manfredo de Cagnoli, Cristofano de Salotno ni, Enrico de Mosso, Antonio de Margaria:, Antonio de V assalii, da Cacagli, ::Sollino Bolla, Giacomo di Magliano, Franceschino de Leria, -Ludovico de Cagnoli, Andrea dell;L Serrata, Bartolomeo de Leria, famiglie non tutte estinte, stabilirono in nome del Comune di Vercelli di accogliere provvisoriamente i due Giudei, munendoli di saivaron
PAGE 22

;:: Ebreo della Palestina :-sere trattHn giudizio i):l tali autrit .OCctcsia. stica-.o pot''il. p !er co se riguardanti la fede cattoc .. iic.a:; .tratti iii giudiz!o : per. ,,i a)'er . cura: di rispettare : prima di "tutto le. condizioni della ; il Comune assu.ineva la loro difesa e protezion e, Per dici anni rrio : eseittati dal. pagamento di tasse 'e: . imp oste di quaJiinque .genere, "tra,nne daii e nessun ufficiale poteva metter li in prigione o molestarli o far pignorar i 10ro beni. Accolti con tanto. fav9re .. e privilegio,. gli Ehrei .si itnpegnavano ad. aprire' un banco di prestiti, con l'interesse : di nove denari, ossia "di un quarto per ogni fi<;>rino al mese, cio del-300 "a.ll'a.lno. I prestiti dovevno essere restituiti in oro o in moneta; 'secondo come eran stati fatti, per :somme inferiori a due ducati, che si potevano rendr'"m .. moneta corrente della Citt. J due Ebrei potevano ricevere i pegno cose di provenienza furtiva e non erano farn: restituzio11 .a:I legittimo se non dopo il .pagamento dei interesse, e venivano cos ad ih certo qual modo 1egaimente il tnestiere' di ricet tatori. Era ,data libert ai 'forestieri di. introdur-re senza: paga mento di dazio merci e derrate per impegnarle al banco Ebraico. I Giudei avevano facolt di prendere in affitto due ci."se per abitazioJJe, .e per impintare il banco, di' servirsi di nutriti c garzoni 'cristiani, ma non di farli oahitar sotto Io stesso tetto '(certo fosse. impedita _mesc<>,Ianz11-_ di" razza); poteyano accoglire-ospiti altri Ebrei senza pregiudizio della Citt, edottenevano un campo per seppellire. i loro morti, e per tale bisogna fu scelto il campo che gi usavano .gli altri Giudei. Non ave vano licenza di .. andarsene dalla Citt prima dei prescritti dieci anni, senza a ve t adempiuto le prescrizioni e pubblicazioni di leg ge, in modo d1e i cittadini potessero riscattar i pegni. Trascorso un anno e un mese dalla data del prestito/potevano teriere per s o vendere Je cose non riscattate; se per incendio furto o violenza venivano a perdere i pegni, non erano. considerati re sponsabili ; se invece li smarrivano per. colpa evidente o negli genza, dovevano-pagare una volta e mezzo il valore di quanto Ii avevano stimati. In caso di controversia, faceva fede quanto era scritto nei loro libri, riconosciuti fonte di prova, e quanto essi avessero giurato .:secondo -la loro ,rligione innanzi al magi strato. A. petto di tanti benefici, soltanto si obbligavai:J,o prestare alla Citt fino a fiorini cento o pi secondo. il bisogno gratis per sei mesi, o cl soli_to interesse pr altri sei mesi, ed in caso di non restituzione, dovevano concedere altri dieci giorni di tem po al Comune, prima di poterne pignorar hl. propriet . Il tutto con la garanzia personale di uomini facoltosi e di specchiata onest della citt di Vercelli. I( eontratto venne stipuhlto in di pubblica serittura. nel Broletto del Comune dal cancel Iiere imperiale Giacomo de Raspis alla presenza degli Ebrei e di vari cittadin,i testimoni. Liberi da ogni gravame, sotto la siCura della Croce del Coinune,.'di Vercelli, iniziarono i Giu dei il loro mestiere di strozzini e quasi autorizzati ricettatori di reftirtiva. . . se tali piovre fossero bene amate dalle laboriose popolazioni dell'agro Ver:cellese, il cui sangue si er!-spar.so in tante guerre, ed ora era succhiato dagli usurai, lo dice un ordine del Comune in data 2 novembre 1548; col quale i Giudei, clie tenevano banco di .usra ed avevano eliminato con .contratti municipali la con correnza di banchieri cristiani, furono espulsi dalla Citt e dal distretto. . Cacciati una. volta, tornavano poi pi numerosi ad impinguarsi, traendo. profitto dalle condizioni incerte del Governo e dalle difficolt del credito. Nel luglio del IS65, vennero in Vercelli tali Joseph :de Hieyria e Isach de Sacerdoti, Ebrei di origine Spagnola, i. quali, -pagando scudi nove. furono esentati da ogni tassa. per dieci anni ed acqui starono il diritto di .tenere esclusivo di usura traen'ho un soldo pr lira al n1ese, cio il 6o per <:ento all'.anno. E si noti che il credito era allora in Italia sviluppato, e i .banchierf Fiorentini prestavano denaro a pi onestp e certamente ininore met di. quello imposto.ll.lla poveragente di yercdli dai due .. ebrei spagnuoli. CESARE ZUMAGLINI

PAGE 23

IL SOGGIORNO PREFERITO ALLUSIONI ORAZIAHE Le provincie pugliesi appaiono soggiorno preferito dei figli d'Israele fin dal tempo delle :loro prime emigrazioni verso i paesi occidentali sottomessi al dominio di Roma. Fra le altre cause che favorirono il loro stanziamento in quei luoghi non va dimenticata l'importanza del porto di Brindisi, allora scalo principale del traffico con l'Oriente. E' dalla citt adri_atica che si partiva quella via Appia, per mezzo della quBtle, attraverso la Terra d'Otranto, la Puglia, il Sannio e la Campania, si perveniva nella capitale dell'Impero. Accadeva assai spsso che nuclei di ebrei, diretti verso l'Urbe, si fermassero invece nelle terre suddette, allettati dalla fertilt del suolo e dalla floridezza de1 paesi. Si aggiungano i prigionieri di guerra mandativi a coltivare i vasti poderi dei latifondisti romani. Se vogliamo prestar fede allo Josiffon o Pseudo Giuseppe, dobbiamo ritenere che l'imperatore Tito, dopo l'espugna. zione e distruzione di Gerusalemme, ordinasse a circa cinquemila prigionieri ebrei di prendere stabile dimora a Taranto, Brindisi, Otranto, Gallipoli ed altre importanti citt litoranee della penisola salentina. Nella zona interna. i centri di maggiore affiuenza dei giudei pare che siano stati Oria e Venosa, quest'ultima situata a cavaliere tra l'Apulia e la Lucania. Della prima si possono leggere interessanti notizie nella cronaca di Achimaaz, il quale fa risalire ai prigionieri palestiniani l'origine della comunit giudaica di Oria, sa patria. La remota antichit della colonia di Venosa attestata invece dalla scoperta odi numerose iscrizioni ebraiche, specialmente funerarie. Le frequenti a-llusioni di Orazio alle ridicole. usanze e ai riti suprstiziosi dei circoncisi potrebbero essere una conferm'i; si pu infatti supporre che il grande poeta facesse la loro prima conOscenza sin dal tempo della sua fanciullezza, quando, come egli stesso raconta, il padre lo conduceva per le vie del paese additandogli gli esemplari viventi del bene e del male. Nel secolo IV dell'ra volgare gli ebrei erano molto diffusi in ogni parte della Puglia e deHa Terra d'Otranto, fomentatori, come sempre, di disordine e confusione. Pietro Giannone, appoggiandosi su autorevoli testimonianze, che ai tempi odi Onorio la Puglia e la Calabria (l'antica Terra di Otranto) erano infestate odai Giudei, i quali, licenziosamente vivendo, di non -poca: confusione eran cagione, e non picco l detrimento da essi s1 c:C.tel. del MoDte iD Paglia (XID .. c.) l PRIGIONIERI DI TITO FOMENTATORI DI DISORDINI 23

PAGE 24

Caric:crtwu ruua del cpudeo Badek recava alla: n ricoD.dttC al rispetto delle leggi e delle istituzioni spetra a d'Italia, uomo aSsai religioso; nei quale l'abbommio verso quella pari al suo amore per. la religione cristiana, al punto di meritar e la stim!i di S. Agostino; pubbliCamente manifestatagli nella ded.ka dl trattato De vita beata :.. TeOdoro nm si limit a stroncare i loro abusi e a faccaie la loro ma, per oryiar'e ad altri mali, :per loro ogni via di. nuocere in avvenire, indusse l'imperatore ad. emanare una spe ciale Costituzione antisemita, ovverosia quel complesso di disposizioni restrittive che furono raocolte nel Codice sotto H generale De /udaeis e che lo storico e giurista meridionale esalta come un modello del genere perch ocon esse fu repressa la loro insolenza e a ben dura condizione gli sottoposero :t (lstoria Civile del Regno di Napoli Lib. II, ll). Durante la dominazione dei Goti, l'invadenza degli lsraeliti in Itali a s rifece attiva e perniciosa, agevolata dai gravi $convolgimenti dovuti alle invasioni barbariche e all'amusso di elementi esotici, fra i quali riusciva a-d essi facile mescolarsi e svolgere il sotterraneo Iavoro di erosione d ella compagine E' certo che essi avevano esteso floro tentacoli nei centri pi importanti del meZzogiorno, se a Napoli; come si legge in Procopio (De bello gotico, l, 8), erano riusciti nientemeno cl: a monopolizzar e i servizi di approvVigionamento dei viveri di prima neeessit, tanto che, quando il generale Belisario cinse di assedio la citt partenopea, gli abitanti esitarono dapprima ad organizzare la difesa -per paura_ di essere affa mati dai giudei, e si cecisero alla resistenza solo dopo aver ottenuto -l'assicurazione che nulla ad essi sarebbe venuto a Episodio di per st sufficiente a dimostrarci quale fosse lo stato d'animo 4elle popolazioni verso quella gente straniera, ritenuta capace di ogni perfidia. Nei secoli successivi a;l VI, le colonie ebraiche continuarono a svilupparsi in tutte le Puglie, sebbene le sagge disposizioni giustinianee da una parJ:e, la vigilanza dell'autorit ecclesiastica dall'altra, limitassero di molto il campo della loro azione Nei secoli VIJ.I e IX verso il Salento che si dirigono le maggiori correnti di penetrazione giudaica; ci l si ciramano nelle zone contennini, entrano .in relazione di affari con l'impero bizantino, con gli stati arabi, coi q uali eseicitano il comnercio degli schiavi, e con popolazioni indigene. Nel secolo XI numeroSi giudei, cacciati dalla Spagna, si riversarono in queste terre, :chiamati cai confratelli, ed nella stessa epoca che s forman o l e Giudecche ci Monopoli, Giovinazzo, Bari, Molfetta, Trani, Barletta, cio pi industriose citt P.uglia, allora in pieno d1 vita. . . Tra il secoJ XI e XII, in quel risveglio generale '
PAGE 25

favori e La di a de Il t: pi fiorenti, per un mutuo all'imperatore, ricevette ;ompenso quattro sinagoghe, di .cui la maggiore fu aperta al culto nel 1247. ?rofittarono d_i di. fav?re per chiamare dagli dm paesi di Europa molti correhg10nan, talche ali avvento degli Angioini ;ul Trono di Napoli, i seguaci della Sinagoga in tutto il territorio del regno !rano di numero, arbitri in diversi lu. oghi dll a vita eeonoO:.ica, Jrganizzati quasi. dovunque in associazioni' potentissime che miravano a 10praffare gli elementi locali. . . La Chie5a riprese il tema delle convrsioni ; gi tentato in altre poche con poco successo, e ;n ci fu coadiuvata dalle popolazioni e da m a nobile schiera di predieatori i quali furono inviati in tutt le contrade lei regno a pi-edica re, spesso in ebr.aico, ... contra iudaeos ". Gli Angioini, i quali dovevano l loro fortuna aila Chiesa, assecondarono n un primo mmento e affiancarono i' opera del clero, promettendo ai ueo t i ogn i sorta di privilegi. coine l'esenzione da speciali tributi e balzelli, dal pagamento di mutui' straordinarii imposti a tutti i cittadin( 1bbien ti, premi in denaro ed imnnmit di altro genere Q uest i vairtaggi erano troppo cospicui per non adescare la insaziabile ngordigia dei seguaci del Talmud; sicch da principio furono cos repen ine e numerose le conversioni al Cristianesimo che la loro stssa frequenza lov ette destare ogni sospetto 611Ha sineerit dei sentimenti ispiratori. N d solo 1294 furoro esentati dai pesi fiscali circ 1300 convertiti, dei 1uali 72 a Bui, 172 a Taranto, 310 a Trani, 75 a Manfredonia, 33 a Troi a, 10 a Foggia, 2 a San Severo, 34 a Casalnuovo, 6 a Gravina. N vi manc :hi, c on sfrontato cinismo, volle mercanteggiate la propria conversione, : o m t> fu il caso di un maestro di una delle Sinagoghe di rrani, il qull'le si fece assicurare l'assegno di sei once di oro in premio Iella sua convrsione e con l'impegno di convertire altri confratelli. Ben >re,;to per si vide quale era stato il vero movente che aveva spinto la magparte di essi a rinnegare il Dio Jav. Dopo essersi sottratti per un certo empo agli obblighi del fisco, dopo essersi assicurati i pi lauti compensi vantaggi comineiarono a far ritorno alla S i nagoga. Sotto il regno di Gio ranna I, i casi di apostasia divennero cos numerosi che l'inquisizione fu co ;tre!la ad inasprire i 'SUOi rigori e Fra. Marchesino da Monopoli eso.rt nel 131. ; la Regina comminare pene severiss ime contro i neofiti che osassero :iahhracciare la fede avita. Relapsi in pristin.um errorem maculanl fidem ;i in un documento del tempo, e quelle parole, nella. loro sobria effi :aci:, sintetizzano limpidamente il sentimento dei cristiani di fronte a tanta C a rlo II.e Roberto d'Angi si illusero di poter eliminare le cause di uu ;eco lare, dissidio, stabilendo di fondere nelle rispettive "platee' : risliani ed ebrei e permettendo a questi ultimi di parteci pare 1lramministrazione delle Universit, affinch la -consuetudine della comune vita amministrativa dissipasse vi& via ogni motivo di. reciproca diffidenza Qur ,to provvedimento, com'era da se and a genio agli uni, i ncontr la riprovazione e la sonla ostilit degli altri. cittadini r puloblici funzionari si coalizzarono fra loro per contrastare c on tutti i mezzi l'ingt>renza. di che essi sentivano divers i per origine, istinti, modi di vita. sentimenti, negli organi aniministrativi del paese. Le ragioni dell'odio e dei petti verso gli ebrei; anzich diminuire, trovarono nuovo alimento; in t u tte le. citt dove esistevano gruppi di neofiti si determinarono confitti che ,;convolsero il pacifico ribno di quelle laboriose popolazioni. Invano furono rivolte ist,anze al Re perch revocasse tali ordinanze; egli si ostin in llll atteggiamento che voleva sembrare $pirato a equit e giustizia e si risoheva invece in una causa di attriti e di agitazioni continue con grave preg iudizio della ecc)noniia e della tranquillit del Regno Molti paesi, esaspe rati d a uno stat di cOse 'che era dhenuto intollerabile, si a tumulto e dettero t,ma eaccia senza qua..Uere cum fwtibw seu lign.is et armis ai paras siti e sfruttatori della poveraglia urbana. A Trani, Bari, i centri prinipali delle Pugli, scoppiarono violente sommosse ant1g1uda1che, che finirono qua8i downque coi massacro l'espulsione degli ebrei. Alc uni storici ]atnentano gli ai quali si ahbandoll;arono allora le pOpolari; ma. bisognerebbe ignorare le Vesszioni, .le i sopru cui erano andate soggete, per trovare eccessive quelle L'usura, esenitata dagli nella.maitiera pi esosa, aveva dtssanguato e gettato famiglie. Caric:oatula tac:G del giudeo Sinqer. 25.

PAGE 26

., ;'' )7 :-. Ebreo galiziano 26 Nei prifiti del1300 la di Terlizzi era all.a ;merc' dei. neofiti di : Tranj per un:d.ehito che da.300 once era salitJ fiho ad in una cedoia der registri Angioini, alla dta del'7 gennaio 1317, si legge che i di Terlizzi prendevano spesso .ad interesse dai gi-udei di Trani; sotto J'opbligp del vincolo sacramentale di rimborsare le somme rpi gli interessi; i venivmo riscossi con tanta umanit da .condurli ad ecdidium paupertatis. Pi grave e .drammatico il_:caso di Molfetta, la operoSa cittadina marinara, dediti!, alla psca e a;} piccolo Messa alle strette dagli ebrei di Tr.ani, .di Bari e di 1'4olfetta stessa, invoca .}'intervento del Re che viene. urgentemente in suo soccoi:so contro le pretese eccessive dei creditori. Non yr questo diminuiSce l'oppressione; numerosi cittadini sono cOstretti a contrarre mutui con i neofiti di 'Frani eseroitanti l'usura cond.annata dal la Chiesa e dalle Leggi del Regno; ma il peso degli interessi esorbitanti li impoverisce a tal punto che non si trovano pi in gr.do di p'agar le impste regolari n tanto meno di provvedere al proprio sostentamento. Alcuni paesi. sono ridotti in condizione da non poter assolvere ai loro. obblighi verso il Re perch sunt sub usuris .indaeorum astriocti. . -Questi ultimi si rifiutano di accordare moratorie, non accettano transazioni di sorta, non concedono nessuna agevolazione; sordi ad ogni voce di piet, insensibili a;lle miserie altrui, esigono l'integrale pagamento dei loro crediti nel termine perentorio da essi fissto. Le carceri rigurgiotano di debitori cri stiani, insolventi. Lo stesso Re, non ostruite :}a sua buona disposizione verso gli israeliti, di fronte al malcontento fra le popolazioni costretto ad emanare proV\!'edimenti per infrenare le speculazioni. usuraie. Ma in gener.ale la politica di Roberto verso di essi fu molto 1tollerante e non ebbe altro effetto che quello di inacerbire l'avversione ed il disprezzo antisemita delle . . Ancora pi _benevoli furono i suoi successori; specie Ladislao e Giovanna II. Il primo permise loro di dare denaro a prestito al tasso del 40 per cento, la seconda lo elev fino al 45 per cento. E' in questo periodo che essi, ottenuta ia conferma dei vec<'hi privjlegi, strappatone dei nuovi, si dedicarono ai mestieri pi lucrosi accumulando ingenti riserve di denaro, allargando sempre pi la sfera della loro influenza e ereando quegli .squilibri economici e sociali che provocavano le inevitabili esplo.sioni del rancore popolare, come quella che si verific a Tar.anto nel 1411. La notizia con segnata in un diploma reale dell'Archivio di Stato di Lecce, tratto alla luce e illustrato non molti anni f da alcuni cultori di storia meridionale. A Ta ranto, dai primordi del secolo XV; .}a colonia ebraica era notevole per il numero e per l'attivit dei suo componenti. Sebbene separati m-aterialmente e moralmente dal resto :degli abitanti (erano raccolti nel ghetto e portavano coone contrassegno la iudeca tincta, uno straccio di roba rossa), si erano tuttavia assicurati enormi ricchezze ed avevano finito per far causa comune con la nobilt ai danni del popolo. Pare che si fossero specializzati nei lavori di fortificazione, .di cui mediante l'intrigo e Ja corruzione, riuscivano spesso ad ottenere l'appalto. QuaDJdo Ladislao, .per aver dichiarata la guerra al Pon tefice, fu da questo scomunicato e privato dell'investitura del Regno di Napo li, temendo un attacco da parte del pretendente Luigi II d'Angi alla piazza forte di Taranto, invi l'ordine a Gabriele Capitignano, milite e capitano della citt, uomo superbo ed inviso al popolo, di armare alcune galee per la difesa del porto. L'armamento fu affidato ad un gruppo di neofiti, ci che dovette ferire l'amor proprio e il sentimento di lealismo dei tarentini. Ma quello che fece traboccare il sacco fu il contenuto disumano e sprezzante tenuto dagli ebrei verso gli operai e i marinai. Venuti con questi ultimi a diverbio, tra scesero a parole bassamente ingiuriose contro di essi e contro universit intera senza risparmiare nei loro attacchi nemmeno i ,pi degrii e onorati cittadini. La notizia di quelle contumelie si propag in un baleno fra il popolo, il quale, senza alcun illldugio, corse ad al'IIlal,'S e fece irruzione nel ghetto, seminando la strage ed il terrore. Gabriele .Capitignano, mi i stava molto a cuore la sorte degli ebrei, interyen ne prontamente per sedare il tumulto ed evitare il peggio, :ma la folla, eccita ta vieppi tdalla sua presenza, gli si lanci addosso, lo linci e non lo abbandon se non quando lo vide a terr II Re, ricop.osciuti giusti imotivi deUo sdegno popolare, accord generale a:mnistia a tutti coloro che avevano preso parte alla sommossa, li prosciolse da qualunque pena, cancellan:do qualsiasi ont di infami.!l a favore di tutti, anche se ritenuti autori dei crimini; e volle he fossero riabilitati nel loJ;O onore, nella loro fama e in tutti i loro beni. .. FORTUNATO MA T ARREsE

PAGE 27

' -ll vfk p o n\\"'' JL.a prima bolla pontificia ri' guardante gli ebrei fu emanata da Onorio III nel 1217. Quella bolla improntata ex christianae pietatis mansuetudine '> tenta di frenare il movi mento antisemita sorto per vari motivi, negli animi dei cristianL Ma quel medesimo pontefice quattro arini appr<;sso, dov ette SICr. ivere una nuova lettera apostolica per troncare l'arrogan za dei giudei. Cum igitur non solum sit impium, ve rum etiam : abusi vum, ut iudaei tacite insole scere permittantur ... ordina ch'essi siano contraddistinti per mezzo di un abito particolare ed esclusi da ogni pubblico ufficio. Gregorio IX nel 1233 poich i. giudei, ingrati dei favori e dimentichi dei benefici, alla be nevolenza rispondono col di. sprezzo (ingrati gratiae ac be neficiorum obliti, nobis pro gratia contumeliam exibent), com mettendo nefandezze tali quae non solum dicere sed etiam est nefarium cogita, re, proibisce loro di assumere alle proprie dipendenze personale cristiano e comanda basandosi anche sul Concilio Toletano, ch'essi in ogni provincia cristiana ed in ogni tempo siano contrassegna ti dagli altri per foggia particola"re di vestito (ut Judaei ... omni tempore et in omni chri stianorum provincia qualitate habitus ab aliis distinguantun ). Innocenzo IV il 9 maggio 1244, in una bolla indirizzata charissimo .in Christo filio il lus .tri regi Franciae -.1 dopo aver accennato alle enormit perpetrate dai giudei, enormit che sono di stupore per chi le ode e d'orrore per chi le riferisce, (quae stupori audientibus et referentibus sunt horrori) ed aver elogiato il Cancelliere di Parigi d'aver dato alle fiamme il Talmud, nel nome di Ges Cristo prega e supplica quel re di bruciare per totum regnum tutti gli empi libri dei giudei rinnova contro essi il divieto di Onorio III e di Gregorio IX di tenere alle proprie dipendenze uomini e donne di relig-ione cristiana. Clemente IV in una sua lettera del 26 1267 richiama i Frati Predicatori ed i Frati Minori a vigilare su quelli che giudaiz?.ano e ad essere se-veri con questi ricorrendo anche, se fosse necessario, al po tere civile (Invocato ad hoc, si opus fuerit, auxilio brachii sae cularis). Nicol III nell'anno 1278 scrive una lettera appassionata dilecto filio priori provinciali fratrum ordinis Praedicatorum -in Lombardia, nella qua le, pur dichiandosi conscio della perfidia giudaica lo esorta a predicare ovunque la parola di Cristo anche ai g i udei. Nicol IV con bolla d e l 1 289 minaccia severissime pene contro quei giudei che, per motivi particolari e contingenti pas sano al cristianesimo per poi ritornare ad ... priorem perfidiam. Giovanni XXI nella bolla in dirizzata inquisitoribus hae reticae pravitatis per regnum Franciae constitutis nel 1317 ordina che contro quei giudei che, passati alla Chiesa Catto lica, ritornano all'antica ceci t e che per sfuggire agli in quisitori e per evitare la condanna dei propri delitti si riparano nell'asilo di una chiesa, (ut vestras manus effugiant et suorum scelerum vitent iudi cium utilionis, ad ecdesiam con fugiun t ) si proceda ugualmente con rigore Urbano V con bolla del 1367 tenta di frenare l'odio antisemita che sorgeva ovunque. Martino V nel 1425 in una sua lettera apostolica dopo aver enumerato alcuni delitti degli ebrei tra i quali quello di comperare cristiani per venderli a prezzi mostruosi ai saraceni, (personas utriusque sexus, quoquat possunt emunt, et emptas Saracenis etiam pro decuplo pluri quam eas emerunt pretio crudeliter v endunt ac exactis simas mercantias de eis fa <:iunt) li obbliga a portare sul l'abito un segno particolare a f finch siano conosciuti per tali dagli altri Chi non obbedir dovr perdere incondiz i onata mente tutti i propri beni ( res et bo n a sua omnia in qu i bu-

PAGE 28

scumque et ubicumque ac qui busvis pondere et numero et mensura consista t, prorsus amittat ... ). Eugenio IV 1'8 agosto 1442 emana una bolla che separa in un modo categorico tutta la vita e l'attivit dei giudei dalla vita e dalla attivit dei cristia ni. Infatti in quella bolla :omanda ai cristiani di non mangiare o bere coi giudei, di rion invitarli alla propria tavola, di non abitate con essi o con essi bagnarsi e di non -ricevere da essi alcuna medicina. Voleva quel Pontefice <;be questi ordini si estendessero anche nel futuro: Necnon sancimus, statui-. mus et ordinamus... quod dein ceps perpetuis futuris temporihus christi.ani cum iudaeis co medere aut bibere, seu ipsos ad convivia admittere, vel eis co habitare, aut cum ipsis balnea re, vel ab cis infirmitatis aut debelitatis seu alioquacumque tempore, medicinam... recipere non debeant Questa medesima bolla pon. tificia esclude in maniera cate gorica tutti gli ebrei dall'eser cizio di ogni ufficio pubblico e li obbliga a portare sul pro prio abito segni particolari. Callis.to III il 28 maggio 1456 conferm la bolla di Euge-nio IV. .Pio II con bolla del 1459 ob bliga gli ebrei dimoranti a Be nevento ad deferendum .cer tum signum affinch .i cristia ni, riconoscendoli,. non avesse ro alcuna relazione con ess-i .. Paolo IV con bolla del 14 luglio 1555 considerando essere assurdo ed inconveniente che i giudei, che la propria. malvagi-t condarm a perpetua schia vit, col .pretesto che la piet cristiana li a._ccoglie, e sopporta la loro coabitazione, siano cos ingrati ai cristiani da render loro per beneficio disprezzo, e da tentare contro di essi, in luogo della sottomissione cui debbono, di vendicare la supremazia, ( cum. nimis absurdum et inconveniens existat ut iudaei, quos propria culpa perpetuae servituti submisit, sub praetextu quod pietas christiana illos re ceptet et eorum cohabitationem substineat, christianis adeo sint ingrati, ut, cis pro gratia, con tumeliam reddant, et in eos, pro servitte, quam illis debent, do minatum vendicare procurent) ed avendo conosciuto che tanto in Roma quanto nelle citt pi fiorenti dello Stato Pontificio gli abitavano senza alcun segno che li contradistinguesse dai cristiani, che compc,avano e possetlevano beni immobili ..: che tenevano alle loro dipen denze personale cristiano, ordi n loro abitare in luogo appartato a cui si accedesse per un solo ingresso e da cui si uscisse per una sola porta, proibendo di pssedere in una medesima citt pi di una sola sinagoga. Le altre sinagoghe dovevano essere saccheggiate e distrutte, i beni immobili ven duti secondo quelle modalit che sarebbero state fissate dai magistrati. Ordin inltre che i giudei, affinch come tali da tutti fossero conosciuti, doves sero portare ben in vista, i ma .schi un berretto e' le donne un altro segno evidente di color grigio chiaro affinch in nessun modo potessero rimaner nasco sti e sconosciuti (ut pro iuda. eis dignoscautur, masculi bire tum, foeminae vero aliud s gnum patens ita ut nullo modo celari aut abscondi possint. glauci coloris, palam deferrc teneantur, adstricti sint). Proib loro inoltre di tener al le proprie dipendenze personale cristiano, e comand che non presumessero di giuocare o di mangiare o di avere familiare conversazione coi cristiani (cum ipsis christianis luderc aut comedere vel familiarita tem seu conversationem haoerc nullatenus praesumant). Ordin infine che nei con. tratti coi cristiani dove::;sero sotto pena di millit, senirsi della lingua latina o della ita liana e che non potessero esser chiamati domini cio signo ri, nemmeno a pauperibus christianis :.. . Lo stesso Pontefice con bolla del 23 marzo 1556 stabilisce i gravosi contributi finanziari che gli ebrei dovevano versare allo Stato della Chiesa. La bolla del 27 febbraio 1562 di Pio IV mitig le dispqsizioni paoline contro gli ebrei permet tendo ad essi di deporre aci viaggi il birretum nigrum di tener beni stabili sino al va lore di1500 ducati d'oro, (usquc ad valorem mille et quingento. rum ducatorum auri}, di parlare, 'Sotto certe condizioni, coi cristiani, he per non avreb bero potuto tenere a loro ser vizio, di vendere anche i pegni ricevuti dai cristiani solo dopo 18 mesi dacch fossero stati consegnati ed infine, affinch non commettessero frodi e so prusi, comand. che ro la lingua italiana negli atti commerciali o finanziari coi cristiani.

PAGE 29

.J?io V oon del 19 1.556 approva ed aggiorna le rigqardanti gli e. brei dettate da Paolo IV nella bolla c Cum nimis absurdum :.. In essa il papa stabilisce che il cbir retuin:. che dovevan por. tare i giudei per contrassegno fosse c gialdo :. ( declaramus ditum colorm esse, qui vulgo gialdo dicitur).. Lo stesso Pontefice con bolla del 19 gennaio 1567 dichiara che essendo venuto a cono5cenza che alCuni 'eorei detenevano contro le. disposizioni della bolla di Paolo IV beni stabili o : vevano sott fallaci apparenze e falsi contratti passati questi beni so'tto un nome cristiano, e che per tener meglio nasc.Osta la propria astuzia con apparenti pagamenti o avuta semplice mente promessa del prezzo o parte di esso, erano creare immaginari t: fittizi ven ditori ed altre truffe di siffatta spcie, volendo ovviare a ci (Sicut nobis nuper innotuit, quidam hebraei... bona stabilia, contra tenoreni dictae consti tutionis, detinere vel illa sub variis coloribus ac palliatis contractibus, in christianos si mulate transferre satagerunt ac quotidie satagnut; inter durnque, ut magis corum ver sutia tegatur, sub apparenti, solutione pretii, vel fide de j:>retio (h) abita aut eius parte, immaginarios cori fingere et alia facere so liti sunt . ) dichiara di alienare ogni propriet immobiliare che risulti .. sotto nome ebraico c false vendite e simulati pasSa.ggi, sia coperta da nO'tni cristiani; .'Il 26 febbraio 1559 Pio V nel suo quarto anno di pontifi cato fu costretto emanare una terza bolla contro gli ebrei i:i velando appieno, con parole caustiche, le loro nefandezze e le vessazioni e i pericoli dai quali i popoli dello Stato Pon tificio eran oppressi per opera loro. Quella gente, perduto il sa cerdozio, scacciata dalla propria terra, da 'tanti secoli vagante pel mondo; odiata, esposta al disonore di tanti ol traggi, si ridotta ad ogni in fame attivit non diversamente che vilissimi schiavi. {Amissc namque sacerdotio, propriis de siecta sedibus ... terrarum orbem tot iam saeculis pererrans invisa, probiis contumeorimibus obiecta, foedas et infames qua;;que artes ... baud secus quam vilissima mancipia, cogitur attrectare). Infatti, continua sempre quel L'ebreo. come si vede. all'ultimo I)C)Sto pontefice, per tralasciare tanti coi quali gH ebrei in ogni tempo distrussero i i>eni dei cristiani che si trova vano in bisogno, pensiamo esser evidente che siano ricetta tori e complici di ladri e di assassini quelli che si sforzano di sopprimere o di passare a terzi o di trasformare comple tamente, affinch non vengano riconosciute, tutte quelle cose profane o consacrate al culto divino, rubate da quelli c Nam, ut tam multa usura rum genera omittamus quibus hebraei egentium christian
PAGE 30

GLI-ETElliJ N EICI .. ; D (. ... ll O :JIA .... : ',". E' con la f;ancese gli ebrei di Europa si z::tei diritti politici e civili ai cittadini delle nazioni, tra le -quali avevano yissuto da seoli come stranieri, e forti della loro .duplice del loro programma d'in. filtrazione e disgregazione, s'innalzarono con ogni mezzo a uffici direttivi. In Italia gli ebrei del Regno di Sardegna otteilero la conipleta emancipazione nel 1849 e conseguentemente gli ebrei tdelle altre regioni, che si. andarno annet tendo al Regno d'Ita-lia. Da quel giorno iJ problema ebraico, sentito sempre in tutta la legislazione precedente, fu in Italia dimenticato e ignorato, gli ebrei pronti ad approfittare -delle mutate-la nazione italiana lasciata indifesa contro un nemic divenuto pi forte. . . . Con la rinascita della sua potenza, la razza italiana settica per propria espe rienza, d'ogni sp ecie di principi franco-bolscevichi, fatto il bilancio dei danni arre. cati al suo sviluppo dal giudaismo massonico, conmnista e antifascista, che e w stesso _che aveva infeudato l'Italia al sistema della potenza francese, ha deciso di sottrarre l'Italia all'influenza ebraica, di sottrarre la sua civilt alla distruzione semi tica, comedel resto aveva fatto-per tanti secoli. . .. Fatta eccezione periodo delle dominazioni barbariche di Todorico e dei Goti, sovvertitori della romanit, gli ebrei in Italia non hanno avuto mai parit di diritti e sono stati considerati sempre stranieri. Nel 1215 lnnocenzo III, fra le altre disposizioni contro gli ebrei, fece stabilire dal Concilio Lateranense che essi portassero un distintivo; che li facesse riconoscere alla vista, e riconfel"'ll il divieto che si con cristiani e assumessero servi cristiani. . . . Nel 1321 Giovanni XXI fece distruggere tutte le copie del Ta:Imud esistenti nel suo stato. . Nel 1492 un decreto espulse gli ebrei dai domini aragonesi e quindi dovettero abbandonare anche la Sicilia e la Sardegna: Nel 1541 Cado V espulse dal Regno di Napoli le comunit ebraiche, che si erano largamente accresciute coi profughi della Spagna . Con la Controriforma si rinnovarono nello Stato Pontificio bolle tendenti a li. mitare ogni iniziativa culturale dell'elemento ebraico: Giuli III decret nuova mente la distruzione del Talmud e ne proib la lettura; Paolo IV ordin una rigo rosa applicazione di tutte le leggi canoniche riguardanti gli ebrei; on Pio V la sorveglianza della loro .attivit e la osservanza delle leggi a loro carico si fecero pi rigorose, fnch, nl 1569, non fu decretata la loro espulsione dallo Stato Pontificio. Nel 1597 l'espulsione fu decretata anche nel .Ducato di Milano ... Pericolosi in mano agli ebrei si dimostrarono, co-me risulta evidente da queste dispqsizioni, quegli stessi privilegi concessi di volta in volta, cos che non si parl mai di ac cordar loro .un'anche parziale emancipazione. Caduti i privilegi, dati dai re barbari, furono applicate agli ebrei tutte le restri . zioni giustinianee, che tendevano a }.mpedire ogni loro : interferenza. A parte l'odio religioso del popolo, che trova un riscontro ufficialenel Diritto Canonico, gli ebrei, usurai e parassiti, furono sempre considerati forestieri da tener d'occhio, e come tali soggetti alle limitazioni che precludvano loro i diritti dei cittadini. Gli ebrei erano esclusi infatti dai pubblici uffici; oltre a non poter essere eletti giudici, non potevano esercitare la avvocatura, testimoniare contro i cristiani, tenere scuole. Erano esclusi dalla vita pubblica, per non citare bolle, decreti e Statuti, che ne limitavano l'attivit privata. Ad essi era inoltre proibito ogni intimo contatto coi cristiani, do con gl'ita. liani, tanto nello stato pontificio quanto negli altri . Fin dagl'imperatori Valentiniano e Teodosio erano proibiti i matrinonii : misti : tra ebrei e cristiani. Oltre a ci era vietato agli ebrei di convivere {COn -cristiani, di ricevere eredit da cristiani, di assumere la tutela di mino.renni cristiani, ecc. Considerati come stranieri, cui veniva concessa I.a libert di commerciare e di arricchirsi con l usu'l'a, venivano negati agli ebrei quei dirit.ti per i quali essi potes sero aoche minimamente influire sul popolo .italiano e difesa, era os la razza e la civilt da corruzione. SALVATORE COSTANzA 30,-Sc.nant stnnieti -li h i d :a t Il t t i ;:li St:ati ituliuni lA t ll"tst aizion i :,: i u s t i n i n .a1u t --

PAGE 31

io di Stato di Firenze vengo"no consr\rati gli Stal11ta Corto-nae Antiqua (la Corythum Virgiliana) del 1325 nei quali sono riprodotte le leggi e gli ordina. menti dettati dai reggitori del Comune In detti Statuti si fa menzione di Ire lat:u!e/li pei cambiatoci piazzati ai piedi del palazzo comunale in Cortona e si riportano precisi regolamenti che stabilivano il modo di controllare il cambio e fissavano i tassi per il frutto legale. Si contemplano inoltre 1e pene per i cambiatori usurai e queste nei soli casi che avessero percepito il doppio della ve1a sorte cio dell allora onestissimo frutto legale che si elevava nientemeno che al venti per cento annuo. Conseguentemente gli imprestatoci che dalla loro misera clien tela avessero preteso un frutto superiore al quaranta per cento, sarebbero stati multati con una ammenda di lire cento e sottoposti alle pene canoniche. Per quante ricerche abbiamo fatte non ci dato conoscere da chi fosse all'inizio esercitato il prestito, ma facilmente si pu arguire che anche in Cortona tale concessione fosse stata fatta, come in altri comuni, ad ebrei. A conferma del nostro asserto twviamo nei rogiti d ser U guccione di Lando una memoria nella quale si riferisce che un giudeo, tal Deodato, non meglio specfi. cato, il l" settembre 1404 aveva accettato in pegno, per prestito concesso, oggetti sacri d'argento del peso di once 46, e alcuni parati eCclesiastici riccamente ricamati, che il vescovo monsignor Giuliano Testi aveva donato ad una chiesa. Tale accettazione violava le disposizioni statutarie che vieta vano nel modo il pi rigoroso di accettare in pegno oggetti destinati al culto cristiano. Sotto il Principato di Aloigi Battista Ca-. sali, con cogito del 12 giugno 1405 e con inizio dal 15 luglio, viene accordato a due ebrei di Citt di Castello per il periodo di anni 25 il diritto d esercitare il prestito CoitoD.u Piaua del Comune nella terra -di Cortona solo contro pegno d mobili con un interesse annuo del trenta per cento ; tale privilegio ne successi esteso ad un terzo ebreo. Alla concessione dell'esercizio del prestito era abbinato l'esonero per i cambiatoci dal portare sul vestito il segno obbligatorio per gli israeliti, costituito da un O di stoffa gialla alto circa 15 centimetri, che doveva essere cucito in modo visibile sulle spalle. Da un rogito di ser Angelo di Meo si ri. leva come gli ebrei si gabassero anche degli stessi Statuta: infatti risulta che il giudeo Dattalo, lino dei detentori di tavolello dt Catl\bio, ad onta di ogni inibizione; acqui. st per 16 fiorini una casa con orto in Cortona nel terziere di S. Vincenzo e pi precisamente sulla piazza dello Spirito Santo. La ingordigia di quei cambiatoci dovette essere tanto smisurata che si attirarono l'odio della popolazione, e contro gli imebrei che avevano fortissimammte robbati e h1ghannati, C011Sflmati e disfatti gli h11omini di Cortona, insorsero i delegati del Comune che rappresentarono ai Fioren(cui Cortona fu venduta nel 411 per 60 fiorini a Ladislao di Napoli, al quale si era arreso nel 1409 l'ultimo dei Casali, il perfido Luigi) come il prefato giudeo Dattalo molte migliaia de lire e moita rob. ba usurpata, .: J desfatti molti huomini co11tra o1ine debito de rasgio11e, e contra Dio e la gjustitia, e tutto d no cessa de fa.-ce pigliare e rischuotal"e, perch s'appros sima el fine del suo tempo Ne f11 inpite le presgione de quelli che ve so1Jo, e molti per detta ch.ugione ne sono partiti di l, e molti Ile statmo 11iischosi per temenza de non esser messi i11 presgione s per loro potJert e mseria, e s perch contra a onne de bito de rasgione rischuote da loro 11sura de_.l'us!IM e debiti paghati. Il giudo Dattalo avuto sentore del reclamo avanzato contro di lui onne d cum festindnza rischuote a fa gravere i predttti, e npn lassa loro rachogliare 11 fiato. Non abbiamo ritrovato alcun cenno o docUmento nel quale si faccia menzione della meno del reclamo da parte de1 F10rentm1, ma sta di fatto che scaduto H termine del venticinq1,1ennio di conces. siope, questa non fu rinnovata dato che 'futlnle_:_tjchezze e ampli patrimoni della _ nostra picciola patria hanno e_t in tutto dssrte .le nefandissime usure .dgli }?sti in e i._pa-.. dront e gi possessort dj quelle. : :_ . IL giudeo Dattalo, ben def.irito uno di 'l'!ell1 rabbiosi cani, che il nostro sangue h!"mo _suuh_iato e succhiano nel lungo pe-. r1odo 1n cu1 ebbe a godere della concessione doyefte avere ben impinguato il suo forziere se, come si rileva dal suo testa : mento, rogito da ser Angelo ai Meo, lascio eredi universali i tre figli maschi, legando _300 fiorini a ciascuna delle tre figlie e la abitazione ed il vitt alla vedova. Forse preso da un inusitato rimorso delle angherie colllqlesse leg 50 fiorini in opere di piet. . Con la fine di Dattalo cess in Cortona l'usura e venne istituito il Monte Pio tut tora esistente. PIETRO FICAI-VELTRONI 31

PAGE 32

se1enza STUDl BAlCANICA Coltivatori boemi in costume festivo 32 Abbiamo avuto spesso occaSione. di accennare su questa rivi,sta al :.contributo recato alla conoscenza delle razze umane da parte di studiosi italiani, tedeschi, francesi, inglesi, americani ; non sar per forse inutile accennare agli studi razziali compiuti negli stati dell'Europa centrale e balcanica. I primi la:vori antropologici in lingua ungherese come ricorda Lajos Bartucz, direttore dell'istituto antropologico e del museo etnografico di Budapest -si deve no a Gyorgy Fejer e sono apparsi circa 130 anni fa, ma sono stati due medici ad occuparsi dal 1875 di studi razziali in Un gheria : Samn Scheiber e J6zsef Lenhossk. Nel 1876 si tenne a Budapest il primo congresso internazionale di antropologia e dt preistoria e nel 1881 fu creata la cat tedra di antropologia in quella universit. Ad essa fu chiamato il famoso Aurl v. Torok, allora professore di Anatomia e Fisiolcgia nell'universit di Kolozsvar. Il v. Torok per pi di trent'anni lavor, seguendo l'indirizzo della scuola francese del Brcca . Egli studi particolarmente la antropologia descrittiva, l'antropologia sociale, criminale. Contempo. raneamente diede ampio sviluppo alle ri cerche di psicologia e cur la raccolta di una grande quantit di materiale schele trico; raccolto in nunierosi scavi compiuti in Ungheria e atto alla docwnentazione della storia razziale dei Magiari. Il v. To rok, durante la sua vita pot cosl riunire insieme pi di 1000 scheletri completi e pi di 10.000 crani, appartenenti a diverse epoche e a diverse localit della patria niagiara. Numerosi contributi all'antropologia furono recati da due anatomici : Mih3.ly Lenhossk e Zsigmond T6th e dallo zoologo Lajos v. Aurl V. Torok famoso per un ten tativo di riforma del metodo craniologico

PAGE 33

. compiuto quasi a dal Brodars. Studi particobn _da Sergi in Ita. sulla P'>P?lazi01:1e attuale della Jugoslavia lia. Negli ultimi il lavoro del !OflO stati compiuti dal Mals e dallo .'v. Tot'Ok continuato dai suoi scoSkerlj. n .Petrovic ha invece seguito so; lari, prima da Kiroly Papay e da Janos prattutto l'indirizzo etnografico . --. .Jank6, e. in_ seguito da Lajos Bartucz._ Que L'antropologia in Jugoslavia si po-. sto studioso dal 1920 ha potuto Com.ple-tuta_ .sviluppare negli ultimi tempi appog-O:re la raccolta iniziata dal v. TOrok con giandosi agli istituti di 'igiene e sfruttando Un& oollezione di 4000 'aani e sc:b,e-. l'ampio materiale umano fornito dalle tetri" delle di1ferenti e civilt del. _,scuole, le societ $portive e Sokol. : ,_ l'Ungheria. L'autenticitl storica del maGli studiosi jugoslavi,. quali teriale raccolto dal Bartucz, che comprende chiamo i migliori successi, hanno una tutti tipi degli antenati dei moderni Un. ga visione del problema razziale e accanto gheresi, fa del lllUlleO di Bwkpest uno all'antropologia fisica sviluppano con pas-dei pi ricchi del mondo. sione i problemi della psicologia, soiolo-Questa ricca collezione permette da una gia ed eugenica. parte di rispondere a infinite questioni di Per la sua posizione centrale nella pe carattere scientifico e dall'altra di soddinisola balcanica e per le sue numerose sfare al pi alto antropologico relazioni avute in passato con l'Europa e nazionale dell'Ungheria, quello di docul'Asia, la Bulgaria costituisce un campo mentare nei secoli la propria nobilt raz. immenso per gli studi razziali. Si comziale. prende quindi come in passato numerosi Gli studi razziali in Jugoslavia hanno studiosi stranieri l'abbiano scelta per le una storia pi recente che non in Ungheloro indagini. Ma doveroso ricordare ria. Esiste per gi una sezione antropocome un comitato nazionale sia sorto_ fiO. logica presso la societ di Sociologia. a_ dal 1896 per sviluppare gli studi razziali Zagabria e una sezione di antropologia, in Bulgaria; F stato cosl che sotto la di-genealogia ed eugenica a Lubiana. Si comrezione dell'antropologo bulgro Watdf prende quindi come in questo primo pe--come ricorda Otr. Seisow -sono state riodo si notino nella letteratura antropocompiute dai medici militari estese inchielogica relativa alla Jugoslavia numerosi stt: antropologiche sopra migliaia di soldati lavori compiuti da e di Il Drontschilofl, invece. segu1 Come ricorda B. Skerlj, una parte della particolarmente l'indirizzo tipologico on Jugoslavia, e specialmente la Slovenia e ricerche sia sul vivente che sugli scheletri, il Banato della Sava in Croazia, partidelle regioni sud-occidentli. Ricerche 'sui nota per la ricchezza in mate-. gruppi sanguigni sono state poi compiute riale fossile. Basti accennare all'uomo fos-dal Ganeff, 'dal Seisoff e dal Zontscheff. sile di Krapina e ai grandi lavori di scavo Un grosso lavoro sulla psicologia del SaOIIilltore eli c:omamucr (c:olllUme sa

PAGE 34

Costumi militari atezeai. popolo bulgaro stato scritto dallo Stra. anatpmia razziale. Per quanto riguarda la schimirotf. organizzazione degli studi razziali in Gre. Particolarmente sviluppate in questi ul. -il Kwnaris ricorda che dal 1924 esiste timi anni sono state le ricerche di igiene una Societ antropologica ellenica e razziale. che i lavori degli Studiosi greci vengono La preistoria ellenica ba avuto come cuispesso riuniti nella Revue anthropolotori il KetaJ,Dopulos e l'Oekonomos. Gli gique . studi etnologici sono stati coltivati soprat. Lo studio delle razze umane in Romatutto dall' Amantos. L'antropologia pro-nia stato impostato ---: a quanto riferi-priamente detta stata nOtevolmente svisce il Facloaru secondo concetti della luppata dall'opera di J. Koumaris, al quale antropologia totalitaria o Ganzheitsandobbiamo queste notizie Sligli studi raz. tropologie degli autori tedeschi. ziali ellenici. Il Kownaris h portato no-le prime ricerche per merito di M. S. tevoli contributi particola,nnente nel came N. S. Minovici sono state indirizzate po della preistoria, studio dell'ereditariet, particolarmente ai problemi dell'antropolobiologia rzziale. gia criminale e legale. I primi lavori era-Sulla psicologia razziale numerose ricerniometrici di autori romeni sono qQelli che sono state compiute dal Voreas e dal compiuti dal Domici dopo la gueua nella Sakellarion. Una sezione antropologica au---Dobrugia e quelli sui crani romeni e untonoma si sviluppata presso la facolt gheresi compiuti dal Papilian. L'etnogragiuridica di Atene per merito del Gardikas fia romena ha avuto tra i suoi primi cuie del Georgiadis. Una ricca collezione di tori il Vuia, direttore del museo etnograossa antiche visibile nel museo di Eracleia fico di Guj (Koloszvas). Un particolare (Creta) .Attualmente si stanno sviluppando sviluppo stato dato in questi ultimi anni in Grecia gli stdi di antropometria e di agli studi. di eugeoica per merito dell'istituto igienico e igienico sociale della ste55a. dtt. Il Moldovan ha cosl propugnato tempo la necessit di. leggi igienico-raz ziali. Per lo sviluppo dei problemi con. nessi all'igiene della razza stata costi tuita dal 1926 una sezione eugenica presso la grande societ culturale transilvana e dal 1927 apparso uno spe--ciale periodico Buletinul Eugenie Biopolitic Dal 1935 esiste poi a Bucarest una Societ reale per r eugenica e lo stUdio delI' ereditariet >) alla quale : stato preposto il . -, Ricerche particolari sopra i gruppi sanguigni dei Romeni sono state condotte dal Popovici e dal Mannila. Passando agli studi razziali nel territo. rio dell'ex-repubblica cecoslovacca, non sar inutile ricordare come al Matiegka e al Niederle si debbano ricerChe osteome triche sul tipo slavo antia::t. .Al Matiegka si aebbono ancora numerosi altri studi per la soluzione del problema della formazione del tipo antropologico Grandi inchieste sulla distribuzione del colore degli occhi e dei capelli sono state compiute dalla statistica e sono state cipubblicate recentemente in ceko con nu merosi perfezionamenti .Accanto ai Ceki i Tedeschi della Boemia e Moravia hanno studiato con passione i problemi razziali che li interessavano mag. gionnente. Ricordiamo cosl le ricerche an tropologiche nella regione Sudeti com piute dal Brandt e dal Grosser, e gli studi razziali del Pandler .A Bruno il Suk ha portato a termine interessanti ricerche di patologia razziale e in.6ne lo Jansky pu essere considerato quale fondatore della scienza dei gruppi sanguigni in Boemia .Anche la Slovacchia ba avuto i suoi appassionati agli studi raziia.li, come per esmpio il Frankenberger di Presburgo, al quale le suesposte notizie. Il lettore desideroso di maggiori noti zie potr consultare lo Zeitschrift fiir Rassenkunde diretto dal V. Eickstedt, comunque la rapida visione panoramica da noi data allo sviluppo degli studi razziali negli stati dell'Europa centrale e balca. nica sufficiente per permettere di constatare come la necessit di approfondire questi problemi sia universalmente sentita un po' ovunque Gli studi razziali, -com' noto, costituiscono le basi per una poli tica di razza, e in alcuni dei paesi, ai quali abbiamo accennato, gi esiste, in grado maggiore o minore, un orientamento verso il razzismo. Possiamo quindi in un pros simo avvenire, una nuova fase per il raZzismO, non pi soltanto ibiliano e tedesco, ma europeo, naturalmente con a,dattamenti ai diversi ambienti. GUIDO LANDBA

PAGE 35

GLI ULTIMI Il dr. Rutfke, Direttore dell'Ufficio Razza del Reich, ha presentato, al secondo convegno dei giuristi italiani e tedeschi che ha avuto luogo a Vienna nel mese di marzo, la relazione tedesca sui prin cipi informativi e di definizione del pro blema delia razza, riassumendo con tale notevole atto il punto di vista tedesco sul complesso problema scientifico-giu ridico e pratico. La relazione comprende una precisa zione di concetti, le concezioni giuridichi: socialnazionaliste, le misure legislative. Dopo aver affermato che non c' nel problema della razza nessuna regola ge nerale valida per tutti i popoli, e nep pure in seno a uno stesso popolo una soluzione universalmente valida per tutte le misure necessarie alla difesa della razza, osserva che mentre per gli ebrei il Reich pot subito procedere con mi sure legislative, di fronte agli zingari, invece, si rende necessaria una preven tiva precisazione del loro statuto perso nale. Gli zingari., i nomadi dell'et con temporanea e dei paesi civili, dall'in certa origine asiatica, sparsi in Europa un po' dovunque e ancora ass ai poco noti, sono in Germania circa 40.. su per gi quanti in Italia numerosi nei pa es i nubiana, ma cost it u elemento tamento terriero, cio di un insediamento vero e proprio. Non mai transumanza derivata da una economia pastorale o rurale qua lunque, ma seminomadismo irregolare, vagabondaggio disoroinato. Ma se gli zingari dividono con gli ebrei questa originale prerogativa di as-Madre gitana

PAGE 36

aenteismo per tutto ci che lavoro agri colo, una onda diversit intima si ontrapj)(me e che oltre distiriguerli nei: tamente li separa in due complessi psi cologici opposti. L'ebreo e lo zingaro hanno in vero qualcosa di molto differente l'uno dal l'altro nel principio che dirige la loro na. L'uno: avidit di guadagno e di ric chezza, presunZione di popolo eletto, una legge, principii di purezza di razza. dog mi, tradizioni. L'altro: un ideale di liber t primitiva. un bisogno di sfogo e di movimento, la spinta di un passato non di dottrine, di leggi e di ma di sola natura. L'uno, un popolo che ammassa per dominare; l'altro che mendica per vivere. Se gli ebrei hanno dimostrato per secoli una grande forza di reazione agli ambienti diversissimi che hanno cercato -di assimilarli, gli zingali ha.nno resistito senza alcuno sfoggio ai tenativi europei, e, di viva repulsione da parte del le popolazioni fra cui vivono, sono aneor oggi 'Pieni di nmlit,. padroni asSoluti della purezza e dei caratteri della stirpe *** L'etnografia tzigana pervasa da mo tivi conduttori precisi, che ritroviamo cOstanti; e mentre gli ebrei nelle manife stazioni pi istintive come nelle tradizio ni si conservano ragioriatori circonvoluti -e ogni loro espressione sboccia allora o asservibi a una legge, a un principio stirpe o a un fine imme diato .....;.. gli Zingari, tutt'al contrario, deriyano la propria tristezza e la propria malinconia direttamente dalla natura e dal loro comportamento-. Fra gli oggetti .dell'etnografia izigana due sono assolubQDente principali _:. Tipo gitaa.o (CordoYG) uno a particolare valore etnologi. co per la ricerca delle origini dell'attuale loro sistema di nm: il comune paiolo di rame, simbolo di fraternit e di unione presso popolazioni nomadi dell'Asia. cos come il foc.olare presso quasi tutte le popolazioni sedeilane. La storia di tutte le genti turche allo smto dinomadismo ricorda con frequen za il paiolo e il suo significato lico. Mentre i famosi conduttori di orsi che ballano per le piazze dei paesi, o le ditrici di fiori, o i lucidatori di scarpe vanno scomparendo in ogni paese, la categoria dei c calderai :. inve ce tuttora in piena attivit di lavoro in tutti i paesi dove gli zingari sono in numero considerevole. Veccblci ziilgara (Fraac:la) E' nessario gi-an pardel.Ja loro attivit ha per oggetto la la vorazione di memlli (ferrai, maniscal chi, stagnari, etc.), ma queste attivit so no materialmente, cio economicamente e storicamente, subordinate a un'altra pi elevam, pi ricca, ni maggior fascino : la lavorazione del rame. La tradizione tanto profondamente radicaa che lo zingaro cerchi l'oro e riesca a fabbricarlo, non che una prova del fascino dle su di lui hanno i metalli in genere e il rame in particolare. L'altro oggetto intorno al quale con verge met delle espressioni della via quotidiana sia individuale che sociale de, gli zingari, e che perci assurge a elemen to di significato etnologico, il violino. E' famosa l'attitudine iimam,. unica al di _questa razza per la musica. che si" caratterizza soprattutto nell'uso che fan no. del anche pell!lone che non conoscono affatto le note, molto spesso ragatzi senza educazione e senza ordine. Se gli zingari comiDciano a sonre una canzone ben difficilmente riescono a fi. nirla; divagano, si perdono senza volere, istintivamente, in una neniA senza fi.ne. Specialmente i ragazzi fi,n dalla prima et amano la ltlusica e i loro inseparabili violiirl, cos difusi in tal une contrade dell'Europa danubiana, che trattano con una disinvoltura e una cura che stupisco no, e che suonano in ogni occasione, pre intooati a motivi di profonda melanconia e di tristezza: .. VJNCENZO DE AGAZIO Madre 9{tll:llCI (Boemia)

PAGE 37

, al o A u. fsA 34ANN1 tA .DA 55 AMMl tN ... DECLINO DI UNA RAZZA Sul declino della razza francese esiste una letteratura completa, in tutte le lin gue. Il fenomeno che, del resto, pu e..<>sere ritenuto il pi interessante del nostro tempo, perch si riflette su un impero che per estensione il secondo del mondo stato infatti sviscerato dentro e fuori di Francia, in tutti i suoi aspetti, da sociologi. economisti. uomini della politica e delle arm.i. esperti di stati-tt stjca, ecc. Quasi resta poco o nulla di nuovo ormai da aggiungere, dopo la con statazione che nessun indice., anche mi nimo, di arresto si delinea, e che la de cadenza segue il suo COTso con ,-ibno che, per le stesse leggi del fenomeno, si far sempre pi accelerato con tendenza allo zero. Qui si vuole dar conto delle prospeUive demografiche della Francia che sono state calcolate, in ba3e a dali e con pro cedimenlo rigorosamente scientifici, da un eminente competente, francese stesso, di autorit universalmente riconosciuta. Si tratta del signor Sauvy, _alto lio alla StaiUtique GM.ral de France, specialista di stUdi in questo campo, alta mente apprezzati per la loro seriet d'im postazione di deduzioni. Invitato dall'Alli.ance Natiorude Conlre la DpopulatWn -dal cui bollettino mensile sono tratti molti dei dati che qui si riportano -il Sauvy formul una prima che fino al 1985 si manlengtJIIO costanti i tassi di fecondit delle donne e di mortalit complessiva, che si 5ono avuti in Francia nell935, in ciascun gruppo di et. (Non si tiene conto dei movimenti di emigrazione e d'immigra zione ch e sono imprevedibili). 'n base alla suddetta ipotesi. di costanza, cio, nella fecondit e nella mortalit allivello del 1935, nei 50 anni suc cessivi il calcolo d i seguenti risultati, presi di 5 in 5 anni: A N N l IIASCITB MORTI ICCBIIO POPOLA-DILLI IIOBTI ZIONB 1935 638.000 658.000 20.000 41.426.000 1940 565.000 668.0O 103.000 41.139.000 1945 572.000 684.000 112.000 40.583.000 1950 591.000 695.000 104.000 40.042.000 1955 594.000 700.000 106.000 39.521.000 1960 571.000 701.000 130.000 38.926.000 1965 523.000 701.(100 178.000 38.166.000 1970 506 000 702.000 196.000 37.235.000 1975 498.000 701.000 203.000 36.237.000 1980 493.000 690.000 197.000 35.237.000 1985 468.000 675.000 207.000 34.231.000 Ed ecco come via via cambierebbe corrispondentemente la composizione della popolazione secondo l'et: BTA 1935 19'5 1965 1985 -Ocr 4 CIIU 3.280.000 2 601.000 2 .536.000 2.231.000 5 Cl 14 ,. 6.969.000 5.883.000 5 .248.000 4:469.000 15 a 19 ,. 1.983.000 3 .329.000 2.553.000 2.264.1100 20a29 ,. 6.588.000 5.361.000 4.978.000 4.814.000 30 a 39 ,. 6.503.000 6.248.000 5.940.000 "-159.000 40 a 49 ,. 5.276.000 6.050.000 4.740.000 4.391.000 50 a 59 :t 4.765.000 4 .678.000 5.137.000 4.881.000 60a69 :t 3.605.000 3.766.000 4.236.000 3.364.000 70 a 79 :t 1.957.000 2.09'1.000 2.165.000 2.340.000 80. pi ,. 500.000 570.000 633.000 718.000 37

PAGE 38

"t) .. 'n 'O :t "" .. "' N') l'l') O) Oli 0\ 0\ ...... ..... ...... --"" ..... -' ....... :;t,8(Y()OO 160" Ammesso, dunque, che fecondit e mor talit si mantengano invariate dal 1935 in poi si avrebbero i seguenti risultati: Ma l'ipotesi della costanza del tasso di fecondit risponde a criterio favore-l) Che l'eccedenza delle morti sulle nascite raggiungerebbe ll2.000 unit. nel 1945 178.000 nel1965, 207.000 nell985. 2 ) Che in 50 anni la popolazione francese dovrebbe diminuire di 7.000.000 circa di abit.anti. 3) Che nello stesso periodo N numao di ragazzi di et minore ai 15 anni diminuir di 3.500.000 circa; cio in ra-gione del 34 %. 4) Che in 30 anni il numero dei vecchi dai 60 anni in su aumenter di quasi Wl milione, cio del 16 % A H H l 1935 1940 1945 1950 1955 1960 1965 1970 1975 1980 1985 NASCITE MOlTI 638.000 658.000 523 000 611.000 475 000 601.000 452.000 595.000 407.000 585.000 349.000 578.000 280.000 572.000 229.000 568 .000 190.000 566 000 155 000 565.000 127.000 556.000 vole di valutazione; infatti le francesi sono continuate a decrescere dal 1935 in poi; e da 638.000 quante fuin queJI'anno sono pasSate a 616.000 nel 1937 (non si conoscono i dati defi nitivi per il 1938, ma segnano un'ulte riore abbassamento). E allora il Sauvy ha formulato un'ipotesi pi obiettiv; questa: che nei 50 armi sriccessivi ;u 1935 la fecondit in ciascun gruppo di et con tinui a decrescere secondo .vl ritmo che stato registrato nl periodo dal 1930 al 1935, durante il quale il numero delle nascite diminuito di no.ooo. unit, passando-in soli 5 anni-da 748.000 a 638 .000; e che anche la mortalit continui a decrescere secondo il ritmo che si avuto in ciascun gruppo di et dal J 925 al 1935, in cui scesa da 707.000 a 658.000 mor_ti. In base a questa seconda ipotesi il cal colo d i seguenti risultati: BCCBSSO POPOLA-MOlTI ZIONB 20 000 41.426.000 88.000 41.249.000 126 000 40.?02 000 143.000 40.048.000 178.000 39.276.000 229.000 38.283.000 292.000 37.006.000 339. 000 35.447 000 376. 000 33.685.000 410.000 31.734.000 429.000 29.645 000 .--------------------------------------------8S 3aoooooo-2soooooo N{.L 4865 41oooooo-44oooooo Ntl J93 8 ; 4oooo-ooo -sroooooo i950

PAGE 39

E la. della popolazione francese si modificherebbe secondo il s guente speechio : l ANNI 193!1 1911!1 196!1 198!1 O a 4 GDDi 3.280.000 2.340.000 1.544:000 702.000 5 (l 14 6.976.000 5.877.000 3.854.000 1.874.000 15 a 19 1.982.000 3.340.000 2.153.000 1.230.000 20a29 6.588.000 5.386.000 4.840.000 3.279.000 30 a 39 6.503.000 6.296.000 6.169.000 4.035.000 4G a 49 5.275.000 6.118.000 4.977.000 4.573.000 50 a 59 4.766.000 4.732.000 5.462.000 5.513.000 60 a 69 3.605.000 3.833.000 4.603.000 3.964.000 70 a 79 1.957.000 2.162.000 2.495.000 3.115.000 80a99 :. 500.000 618.000 909.000 1.360.000 Il che sta, dunque, a dire che secondo l'ipotesi pi probabile, in Francia: produrranno nel campo della previdenza sociale, calcolando che diminuir di circa uu quarto il numero dei lavoratori con. tribuenti alle assicurazioni sociali, men-l) L'eccedenza delle morti sulle nascite raggiunger la cifra delle 126.000 nel 1945; 292 nel 1965; 429.000 nel 1985. 2) Entro fanno 1985 la po polazione d i m i nuir comples&i vamente di dodici milioni di abilan-' ti, riducendo&i, da quella che oggi, a circa 29.500.000. 3) Durante lo stesso periodo il numero dei ragazzi -di et inferiore ai 15 anni diminuir di circa 7.600.000 unit, vale a dire ili circa il 74 % 4) Il numero dei vcchi, di et dai 60 anni in su, aumenter in 30 anni di circa due milioni, vale a dire del 32 % Il Sauvy, da. BILANCIO D'H06RAfiCO D'l A-NNI -. /9j6 1937 tre aumenter di circa il 40 % quello dei pensionati. In luogo di un pensionato ogni 4 lavoratori, si avr un pensionato ogni 2 lavoratori. Prima di arrivare a questo, conclude il Sauvy, sar ben dif ficile equilibrare gl'introiti con le spese. *** Bisogna, per, riconoscere che non mancano i dipartimenti che anticipano i tempi. Per esempio, la fecondit delle pa rigine era gi nel 1935 al livello di quello che essa sar nel 1955 per tutte 1e francesi. Del resto quello che scien tificamente si prospetta per le sorti del-la razza francese, nel cinquantennio che va dal 1935 al 1985, non -che con tinuazione ed epilogo della situazione precedente. Qui vale il confronto, e per termini di paragone si prendaquesto progrc:ssivo aumento dei vec chi, e diminuzione dei giovani nella popolazione fran cese, trae aD.che le inevitabili .con seguenze che si S
PAGE 40

NUMt.lO Dtll' c:Nt:l t931---6'lMANlA 1'4f3'000 ITAliA. ''2"000 fRANUl 6i6'000 IK6HilT,lP.A. 724"000 f866 t880 t&90 t900 4910 t9JO f930 t940 t950 496i Italia e Francia. Nel i865 la eia contava 38.000.000 di abitanti, l'Ita. lia soltanto 25.000.000. Dal 1865 adoggi la popolazione francese aUJ)lenta soltanto di 3.000.000 circa e passa a 41.000.000. Nello stesso ciclo di 73 anni la po polazione italiana aumenta invece d} 19.000.000 di unit e passa, cos, da 25 a 44 milioni. Il distanziamento aumen ter sempre pi di anno in anno, e gi nel 1950 si pu prevedere una differenza in pi di 11.0 UOMlNI DO NN t. UOMINI DONNb UOMlMI

PAGE 41

i o VERIT E L L A .. ,_ R _EL I G I O N E -kiSTIANA < '. {/ ..... cbine :gli" aniOla,IJ; :per altro con quel di pi .. .. nostra 's"peie," .eausa organi della favella. Anch gli o : mno :. societ, proporzionatamente alla ; pi degli altti, perch :-pi. si Questo fenomeno si. . :-,,. ':l>uQ spiegat"e .<:o l la diVersit dell'organizza ci d somma fa, cODj e anChe delle immaginazioni determinate '(non : e questo in tutti-i viventi-: essna() favola J.e ide assolutamente . innat. Dove clte la Religione avendo iJ:segnato ateuomo .la diversa organizzazione interna; verit che realizzano le credenze necessarie alla sua felicit, oom '.delc:ervello eC.. Ma da questa spiegazione si potr!!bbe st>lo non iflsegna, o suppone le altre verit, ma anzi, come : coiJcbudere he : uomo in vece d'essere il primo de-ho qetto di sopra, e come prq.va non sistema resta intatto." Frattanto osserver che il cri-. mise n casa contraria alla destinaz;ione dell'uQ_mo. Dunque stianesimo, kgandosi col mio sistema pu supplire a spiegare era meno .atta. ila gloria di Dio, secondo quella parte della natura delle cose che nel mio sistema resta . ; i -suoi-: giudizi. Altrimnti Dio ayrebbe permesso un intatta, ovvero oscura e difficile. I. L'origine del mondo e qual il p e ccato, senz motivo : a\o.-tebbe dell'uomo, che medinte il Cristianesimo resta spiegata colla : Volare.-e glastare l'ordine da. lui senza. mocreazine. II. Col Cristianesimo resta spiegato perch l'uomo tivo.; e non fatto il meglio ma il peggto. siacor.i facile a per.dere il suo stato primitivo,-e non si trovi, Osi'.il Cristianesimo aiuta il mio s:mpien4one _lc:: s pu dir, popOlo n ndividuo che perfettamente conservi ... lagune nelle cose dove non amva iJ_nostro questo stato, ch'io predico pel solo perfetto, felice, destinato. e di pi l'appoggia app_ansce gli, e suo: laddove tutti gli altri appres so a .. dal. sapraddctto, massime dalla espos!Zlone d1 quet Iuol?l della poco (escluse alcune eaitse accidental_i, e provenienti per '. G_enes.i, c;tuali. du:nostl"C\. pi dall'uomo ) conservano il loro pnmo stato. (Sebbene SI reJigtosa dal punto pnncipale del nno e10 che potrebbero forse addurre parecchi e5cmpi di nizini che cop : ; : I'i nfelicit _o./J'-servano quasi interamente lo stato naturale, e ne sono : dalla cogruztone e -
PAGE 42

qttestionario Giuseppe Coniglio ci ha scritto da Cerda (Termini Imerese) quanto segue: Ho pi volte letto, nella Difesa della Razza, giudizi negativi intorno alla filosofia che si riassommano in questo: La filosofia si sviluppa in epoca di decadenza, quando al fare succede il pensare, all'immaginare il riflettere. Si svolge in epoca di decadenza? Allora, per provare la verit dell'assunto, facciamo il conto. Per la Grecia la cosa si pu dare per provata: quando si .costruirono i grandi sistemi platonico-aristo telici la grandezza ateniese volgeva all'occaso. Ma la filosofia cristiana quand' che si svilupp? Forse tempo di decadenza del cristianesimo quello nel quale esso senti il bisogno di darsi una sistemazione critica, organica, filosofica; attingendo il vertice con S. Agostino e S. Tommaso? Forse venne allora meno la forza e la vitalit del sentimento e della fede, allora che si volle compiere matura riflessione sul nucleo religioso del messaggio cristiano ? Io osservo che la filosofia francese tocca il suo acme con Cartesio, nel '6oo, proprio al tempo del massimo rigoglio della nazione francese. Allora la Francia associa, allo splendore politico del primo tempo di Luigi XIV, il suo pi grande svolgimento artistico e culturale e filosofico. Altro che decadenza l Si pu ugualmente osservare che la grande filosofia tedesca coincide, tra il '700 e l' '8oo, con un'et di grandezza di quella nazione. Il tempo di Kant e di Hegel anche il tempo di Klopstock, di Schiller, di Goethe, di Lessing ed il periodo nel quale Fichte indirizza i suoi Discorsi alla nazione tedesca e avvia per la sua parte quel movimento nazionale che doveva culminare nella i.J.staurazione del Reich. Ma come si fa a sostenere che Kant ed Hegel siano, in fondo, decadenti, rappresentanti di una deca denza? Del resto da osservare che il tempo della nostra ripresa filosofica (dopo il buio della lunga soggezione) con Galluppi, Rosmini e Gioberti, anche quello della nostra rinascita nazionale. Inoltre io dico che filosofare tanto necessa rio quanto fare, e volere assegnare prevalenza all'uno sull'altro una superficialit. Io uomo esprimo ugualmente fondamentali esigenze del mio spirito quando a'gisco e quando rifletto sul mio agire per poi tornare a operare con la con sapevolezza critica che ho intanto acquistato. Per altro, vi dichiaro che apprezzo in molte parti la battaglia che voi state combattendo, ma credo che alcune vostre affermazioni non abbiano se non un caduco valore polemico. Vi sarei grato se voleste dare pubblica risposta alle mie osservazioni. Per la Grecia va bene. E "per Roma non lo Ditelo francamente. Ditemi se Cesare non dovette rompere la crosta ciceroniana, salvare Roma dalla classe colta, ricondurla alla sua vocazione popolare e monarchica. Ditemi se nacque filosofa o se invece non mori, quando lo divenne. E veniamo al cristianesimo. La religione cristiana colse il suo presagio in Aristotile e Platone; perch era una religione, la vera religione. La, religio1;1e. E perch le filosofie invece non sono altro che cattive religioni o religioni approssimative. Sant'Agostino e Tommaso fecero il sistema della ver filosofia, il. cattolico: fecero cio la religione. Questa la differenza che corre fra essi e tutti i filosofi. E la santit. Credi forse che la vera filosofia dipenda dai concetti della trascende1;1za, immanenza, ecc.? Dipende dall'affetto. E l'affetto della vera filo sofia si chiama santit. Solo l'affetto ti pu fare grande. E solo l'affetto vero, e secondo la sua grandezza, ti conduce alla verit. Considera Socrate. Come puoi conosere Dio se non lo ami? Le filosofie sono religioni approssimative, secondo il grado dei loro affetti, secondo la grandezza degli affetti. Un filosofo tanto pros simo alla vera filosofia, quanto prossimo all'eroismo dei santi. Non amare Dio e avvalersi della facolt di pensarlo, questa la presunzione delle cattive religioni, che chiamiamo filosofie. Questa la mancanza d'umilt dei cervelli senz'affetto, l'arroganza di mettere a sistema Dio e gli uomini. Di mettere l'umanit in luogo di Dio, diviniz zarla, che il nocciolo della filosofia luterana. Ed ebraica: la cassidista, quella dei talmudisti. O credi "che a caso gli ebrei abbiano puntato su Lutero, nella loro lotta al cattolicesimo, a Roma? E sulla carta della rivoluzione francese ? Kant, Hegel, Marx ci hanno fatto vedere la radice luterana di Cartesio, i giusnaturalisti, la rivoluzione francese. Si tratt di cambiare l'asse del mondo. Cambiare il punto di vista romano. Ecco di che si tratta. ., Ti sembra una grande opera quella dei filo sofi tedeschi? E perch metti con essi anche Goethe? Goethe la Germania. I filosofi te deschi invece misero l'Europa in dialettica. Fecero della rivoluzione francese il divenire europeo. Lavorarono a portare a Pm:igi il punto di vista di Roma. E a condurre la Germania alla sconfitta. Non lavorarono per la Germania di cui parlava Fichte, ma fecero della stessa Germania quella Germania di secondo grado, che, per Fichte, era la Francia. La Germania di Fichte solo la poesia la poteva fare, perch solo la poesia non si sbaglia nel lavorare per il proprio genio. I filosofi lavorarono per una Gerdi riflesso e posero la Germania sullo stesso terreno della Francia. Fichte considera la Francja una specie di Germania di secondo grado, perch la Francia non port avanti il principio germanico, di cui era fatta, ma si arrese alla riflessione del latino, d'un'immaginazione non sua, che la mancanza di libert di quest;l. nazione, il suo cercarla per raziocinio, non possedendola per immagina zione. Cio non possedendo la propria persona, la propria nazione. Perch la libert non una faccenda giuridica. Ma libero chi e possiede s stesso. In fatti, non stata la poesia a fare la Francia. La Francia non nata da un poema, come l'Italia. Non fu la canzone d'Orlando a formare laFrancia. E Giovanna d'Arco non divent poema, immaginazione francese: bensi letteratura e costume. A fare la Francia furono l'accademia, il teatro, l'amministrazione regia, il vocabola rio. E una magnifica opera d'ingegneria questa nazione. Il meglio che possano fare ragione e volont. Una nazione pensata. Una nazione per eccellenza filosofa. riflessivo il suo principio: Perci la Francia decadente. Questo il suo modci di essere. Non nata dall'epica, perci non classica. Essa infatti ed il suo spirito accademico hanno tradotto il classico nel classicismo. Dell'imma ginazione classica hanno fatto un'idea. Dell'umanit hanno fatto umanesimo, dell'umanesimo hanno fatto commercio. n commercio mate-. riale e intellettuale, ressere cio, la societ diventato lo scopo di questa nazione. -' Mettere allo scOpo di tutta l'umanit il com mercio stata la missione sua. Mettere riel divenire del commercio intellettuale e materiale i popoli: spersonalizzarli, razionalizzarli, e metterli nel movimento di quest..a dialettica: stata faccenda della razionalit francese, di Cartesio, dei giusnaturalisti, non meno che degli ebrei: e dei filosofi tedeschi, con lo sviluppo del concetto rivoluzionario: essi sono stati i legislatori della dialettica rivoluzionaria, essi misero davvero tutta l'Europa in dialettica. E ci cascammo anche noi. Ma il regno d'Italia non lo fecero i filosofi. Ci cascammo anche noi, e la repubblica francese d'Italia naufrag nel 1849 Il regno d'Italia non fu fatto dai filosofi. Ma a regola d'arte. Perci ebbe un autore. Uno solo. Cavour. Uno solo, come ogni opera. ome ogni opera, anche i regni vogliono un autore. E la filosofia non c'entra. I filosofi non sanno fare i regni. Se vuoi capire a che cosa possa assomigliare il regno d'Italia pensa ai Promessi Sposi, se hai larghezza d'idee. Se vuoi cercare a chi possa somigliare Cavour, pensa a Manzoni. Se vuoi capire questa somiglianza, leggi i di scorsi di Cavour riguardo alla Chiesa. E ricorda quant'ebbe da vedere con la vita e l'opera di Cavour il bisogno d'avere l'assoluzione ii). punto di morte. Questa la nostra risposta. Perdon
PAGE 43

,.:. .. dall'immaginazione del volgare. Come la Grecia nacque dall'immaginazione dei canti omerici. Dobbiamo riacquistare il nostro volgare, no continuarlo a perdere, e a rinchiuderei sempre pi nella lingua delle sette, che stata tutta la ragione d 'ogni nostra piccolezza Le stte banno il cuore piccolo, come la ragione: specialmente le filosofiche. Il cuore della nazione lo possiede il popolo. Si fa vedere con la lingua e la poesia. Non lo posseggono le stte, che sono razionali, non volgari; tendono all'aristocrazia, perch sono impoetiche. Voi Grifo lo conoscete Avete letto le sue osservaor:ioni a Cartesio, alla borghesia. Si tratta d 'una persona intelligente. Ed ancor pi significativo il pericolo che proprio l'intelligenza possa farsi accartocciare dal linguaggio astratto. Ed ora state a sentire. Grifo dunque dice: Essenziale premessa ad un esame di ci che sia la cultura italiana o qualsiasi altra cultura storicamente formatasi l'esame del concetto d i cultura. O forse sarebbe pi preciso dire la ricerca di tale concetto che superando l'empiricit si ponga come principio pregiudiziale per la intellegibilit dei fatti. frequente la distinzione che s i fa tra cultura e civilt. Taluno pone tra di esse lo stesso rapporto che tra la coltivazione della terra, periodo preparatorio, ricettivo, passivo, e la germinazione, periodo conclusivo fruttifero, attiv o Per malgrado tale periodo venga p a ssivo si potrebbe immediatamente osservare che esso l'essenziale condizione perch si abbia il frutto. Anche il Croce in Cultura c v i ta morale posto.sullo stesso punto di vista che si prepone la cultura al fare, afferma che un popolo che s i a diviso dall'orbe, il quale in ventasse di nuovo per suo conto il fucile a pietra non solo farebbe cosa inutile, ma non avrebbe con ci il modo di resistere agli altri popoli possessori di fucili ben altrimenti perfetti Altri al contrario afferma che la cultura non altro che la sterile r i mugin a z ione d i c i che il concreto costruire. E invero essa h a pur l'apparenza di un lavorio di riflession e critica, stori o g rafica, filosofica che non essendo per questo rispetto n arte, n storia viva, n scienza, sembra debba risolversi in una vuota e sercitazione inutile, \Ia si intravede subito quale carattere empirico in questo caso avrebbe l'utilit, e come non sia ancora l'essenza della cultura. Altri ancora afferma che cultura non scienza, cio dottrina e conoscenza di una determinata specie di rapporti fenomenici, ma qualcosa di superficialmente riassuntivo, come una visione panoramica del sapere umano vista dalla cima di un monte. il sog getto, e i cui dettagl i sono tanto meno chiari quanto meno se ne ha una conoscenza particolare e specifica Quindi la cultura cosi intesa si contrapporrebbe alla sc ienza vera e propria, alla vera conoscenza c io perdendo cosi gran parte del suo valore di elemento intrinseco della prassi in cui come vedremo si estrinseca. Infine c' chi dice che la cultura conoscenza prevalentemente filosofica, interpretativa della storia e delle opere umane, quindi separata dalle scienze matematiche, fisiche e naturali. Grandi difficolt sorgono per delimitare questi due campi che nemmeno iri astratto sono distinti. Infatti nell'unit della persona tutti gli elementi nozionali sono organicamente connessi Tutte queste impressioni che si hanno o possono avere della cultura, e che io definisco impressioni perch le ritengo idee precritiche del concetto di cultura, hanno un fondo di vero, un qualche motivo che le giustifica, una specie di legittimit parziale; mentre vi sono dci motivi che ne negano l'assolutezza di validit. Non si pu negare che la cultura sia pit\ o meno consaputa condizione per lo slancio dal passato al futuro, per non ricominciare ogni volta la vita dalle sue origini, la vita dico dell'umanit, oltre che quella dell'individuo; n che essa sia anche riflessione sul passato; n che sia per altro aspetto sintesi. unitaria delle nozioni organizzate dal soggetto umano ; n che sia nel suo significato profondo un'intP.rpreta7.ione del mondo storico, umano, e delle sue opere. Ma non sono questi diversi aspetti di una medesima attivit spirituale, la quale emerge dalla sua storia e riflette su di essa, unifica i dati molteplici e interpreta i motivi? nCCP.SSario perci come direbbe il Vico -ragionare dei particolari per as.'liomi o sien massime cio andare al di l dei particolari sino ai principii Bisogna cio risalire all'esame del processo conoscitivo e vedere in che rapporto esso sta con il fatto cultura onde appunto in ordine alla realt spirituale che universale stabilire il concetto assolutamente valido di cultura. La conoscenza empiricamente si intende come la ricettiva passivit della mente che si informa della cosa. Un successivo esame critico conclude affermando che la mente nella sua forma ci d tutto il valore Infine riconoscendosi come essenziale dello stesso conoscere il riferimento all'essere, si mette in evidenza l'elemento trascendentale dell'attivit conoscitiva, come il determinante di essa, in quanto valore di trascendenza immanente al conoscere. Ecc Caro Grifo, ti abbiamo sempre accolto a braccia aperte, tua la nostra capanna, come diceva la buona ospitalit. E tu ora ci entri in casa con questo Parli latinorum, non ti fai capire, sei misterios o, mortifichi noi pove ri contadini. Che ti abbiamo fatto? Quale pu essere una determinata specie di rapporti fenomenici ? Fainomai significa, se non mi sbaglio, l'apparire: fenomeno, apparizione, prodigio illusione, avvenimento, fatto naturale. Tu vuoi studiare un rapporto di feno meni? Un rapporto matematico o un'altra r e la zione? Si tratta di fenomeni fisici? Spie:;ati con qualche esempio. Gli elementi nazionali? Cio del con o sce r e? E dov e hai pescato questo nozionale? Quant' brutto e ostico. Non ti basta nozione ? E l 'assolutez7.a di validit che si!{nifica? l'assoluto valore? Perch torci il collo alle parole? Sono la nostra patria. Abbi un po' di car it. La mente nella sua forma ci d tutto il valore? Con la sua forma. E strumento, non luogo. Con la sua forma, quantit, qualit, modo, relazione ecc ., ci fa comprendere il significato del discorso Perch dici valore? Abbiamo detto sempre significato Essenziale del conoscere il riferimento all'essere: che significa? Riferimento al soggetto o all'oggetto? Con questo riferimento, si mette in evidenza --'diCi -l'elemento trascendentale dell'attivit conoscitiva, come il detenninante di essa in quanto valore di trascendenza al conoscere. Perch dici elemento trascendentale? Ci sono forse altri elementi d'altra specie? No. Tu stesso dici che questo il determinante del conoscere. E parli di conoscenza, non d'altra cosa. La elemento dunque non c'entra. Tu parli di trascendenza del conoscere; perch l'attivit conoscitiva non altro che il conoscere, si tratta .due superflue parole, in luogo di una necessana. Sicch il riferimento all'essere mette in evideD.Za; il cnoscere trascendentale. Questo voleVI d1re E allora superfluo aggiungere che la trascendenza sia determinante del conoscere, prima di tutto perch inesatto, poi perch superfluo. Inesatto, perch se trascendentale il modo di essere, la natura del conoscere ; non ne la causa. Superfluo, perch quello che volevi dire che la conoscenza sia trascendentale. Sicch il riferimento all' essere mette in evidenza che la conoscen1.a trascendentale. Questo avresti voluto dire. -E aggiungi: in quanto valore di trascendenza immanente al conoscere In quanto valore : q ueste sono tre parole inutili. Dal momento che parli di trascendenza, questa ci ch e c v ale quell o ch e vale. Immanente al co n o sc e r e ? Vuoi dire che <: propria del conoscere insita. inesl come dice vano i latini. Perch v a i a s co va re l'immanente? Vuoi farci vedere lo stravede r c d'una trascendenza immanente? Sicch: La conoscenza trascendentale, perch la trascendenza propri a del conoscere Non questo c he volevi dire? E questo tu di c i perch riconoscendosi come essenziale del c o noscere il riferime nto all esser e si mette in evi d e nza l a trascendcnza Allora vuoi d ir e che l 'esse r e il so g getto? colui che conosce .Ma ci pu e sser e altro conoscere che
PAGE 44

Sicch tu hai scritto: Riconoscendosi come essenziale dello stesso conoscere il riferimento all'essere, si mette in evidenza l'elemento trascendentale dell'attivit conoscitiva, come il determinante di essa, in quanto valore di trscendenza immanente al conoscere. E invece credo che tu avresti voluto dire semplicemente che la conoscenza trascenda. Ma se lo avessi detto ti saresti accorto che la conoscenza conosce le cose, non trascende. Che conoscere conoscere. Non trascendere. Dio trascende. Perch non lo possiamo conoscere. Caro Grifo, mi sono fermato alle prime righe della seconda delle tue quattro facciate e mezzo. Puoi immaginare se non si potrebbe continuare, avendone voglia. Voglia? E la vergogna dove la metti? Che brutto esempio abbiamo dato. Non vogliamo beghe personali, non vogliamo polemicherie, ed eccoci a spulciare le parolette di Grifo. I vizi tirano al vizio, sono affetti del piccolo. Non vogliamo beghe e questa l'abbiamo fatta, per la stima che abbiamo di Grifo, per l'esperienza ch'egli dimostr con i precedenti scritti. Nessuno senza peccato e la maggior parte di noi ha balbettato i linguaggi astratti d'una epoca dura a morire: se n' liberato faticosamente. Bisogna liberarsene. Liberarsi da nn modo di eludere il franco parlare, d'ingannare se Stessi e gli altri. Considera le maggiori opere degli scrittori di scienze morali. Considera la piaga di questo linguaggio, quanto profonda. Considera lo sforzo anche del maggiore scrittore di queste scienze. Leggi una sua pagina del 1905. Leggine una del 1935. Che progresso e conquista di chiarezza, di linguaggio comune. Tutti abbiamo bisogno di riconquistare la patria lingua, caro Grifo. Scrivi quello che vuoi dirci, in modo comune. Il pensiero, la riflessione, l'astrazione non hanno lingua propria. La prendono in prestito dall'immaginazione, cominciando dalla parola idea, che vuoi dire visione. E l'immaginazione la prende dai sensi. Le parole troppo.astratte sono cadaveri. Non sentono il significato, perch sono remote dal sensibile. Perci finiscono col formare una lingua di setta, la lingua pi lontana che ci possa essere dalla poesia e dal popolo, perch la pi lontana dall'immaginazione nazionale, dalla patria. Giuseppe Grleco di Vico Equense ci scrive tra l'altro: l'azione stessa, il popolo, che richiedono un capo: il capo. Come dicevano i famigerati lazzaroni napoletani -che erano popolo, cio Italia -contro i borghesi importatori della rivoluzione francese e dei suoi dogmi: A lbMo senza ';-ad ice coppola senJ!a testa Napoli repubblica non resta. Napoli non rest repubblica, perch nulla durevole si pu fare senza il popolo, peggio ancora, contro il popolo. Cosi dice Grieco, ma dedica troppa parte del suo scritto a rispondere alle osservazioni che gli furono fatte da Franco Tarchl. Non manca per di annunziarci un altro suo scritto, col quale, lasciando stare il torto e la ragione delle discussioni personali, siamo certi che Grieco alzer le vele. Edoardo Pressenda, tenente di vascello, ci ha scritto da Sapri (Salerno): Premetto che sono uomo di mare elemento del quale sempre diffido e per tal motivo ho acquistato, al par dei miei camerati, una vernice di diffidenza su tante cose che ci capitano sotto gli occhi. Nelle argomentazioni che i liceisti ed avan-guardisti _di ogni parte d'Italia vanno esponendo nel questionario su teorie filosofiche-religiose, affiorano spesso negazioni sulla veridicit dogmatica della religione cattolica, manifestazioni materialistiche che richiedono una preparazione assai profonda non ancora alla portata di un semplice liceista. Sorge allora il dubbio (a parte il caso di qualche precocit sempre ammissibile) che alle volte tali questioni siano pilotate di sottomano da menti non aduse e ri piegabili all'alto concetto filoSofico-religioso dell'etica fascista. Ogni tanto spunta qualche cicca volteriana ed enciclopedista, vengono a gall3. quei luoghi comuni aspirati dal mistico nirvana di qualche pozzo nero massonico; i soliti mezzi con i quali il demoliberalismo giudaico-massonico alimentava l'antagonismo (in illo tempore) fra partito e partito, la faziosit sovvertitrice di ogni ordine sociale e lo scompiglio negli animi che rimanevano divisi. Oso dire e questo mi si perdoni, che tale una formula di propaganda subdola per coloro che ancora celatamente svengono davanti alla statua della dea Ragione e non sanno o non vogliono vivere nel clima fascista nel quale forgiata tanta nobile, gagliarda giovent. Innegabile il diritto di sapere ci che a lei rimane dubbioso. Ma allora perch perdersi in vane quisquiglie filosofiche religiose? Perch fare ritorno a certe tenebre del passato, mentre la luce del Fascismo illumina il cammino? Ha fonti sicure nelle quali attingere e dissetare l'anima, e se per mera curiosit spigolasse nella Tomistica di S. Agostino, quante sgradevoli sorprese si risparmierebbe l Io sono un vagabondo del mare, un capitano marittimo che in circa cinque lustri di vita sugli oceani venuto a contatto di paesi, genti e costumi diversi e spesso agli antipodi fra loro. Per questo motivo, noi naviganti, consideriamo quasi sempre la vita dal lato pratico; mai ci siamo imbarcati nei palloni volanti di talune filosofie od abbiamo vagato nel tenebrume della ragione con lanterne spente nelle mani. Viviamo una vita in comune, a contatto perenne del nostro piccolo popolo marinaro, del quale siamo profondi conoscitori psicologici e nella sua grande semplicit troviamo spesso la spiega zione di amletici dubbi che fanno chinare la fronte a tanti cari camerati. Dividiamo gioie, dolori, pericoli e l'alea della morte. Spesso preghiamo nella tempesta. Crediamo fermamente, perch se Dio non ci fosse nemmeno noi ci saremmo. Ho sempre amato la giovent. In mezzo ad essa respiro l'ossigeno della vita ritornando indietro negli anni pi belli. Quindi oso dire ai camerati liceisti: lasciate un po' i vostri tomi filosofici e sia pur momentaneamente fondetevi, senza vieti preconcetti, col nostro caro popolo e troverete in esso la chiara spiegazione di quanto tortura le vostre anime. Nelle sue spontanee manifestazioni e nel mite suo animo vi un misticismo che cnquista e convince. Correndo dietro a certe chimere filosofiche, a pervertitrici negazioni religiose, si perde il tempo anzich utilizzarlo. La giovent che si educa al clima di Roma, figlia di quella del Carso e del Piave, sdegnosamente deve gere ci che non corrisponde all'etica religiosa dello Stato Fascista che fin dall'inizio della sua gloriosa ascesa ha rimesso in onore l'educazione religiosa della giovent secondo la prassi cattolica e non secondo lo stato ateo. Ripeto: certe precoci .manifestazioni di smo non sono alle volte spontanee, ma .il riflesso di vecchi rimpianti di seconda mano in giovani menti per deviarle e tenerle scisse. Agli anonimi assertori dell'ateismo: rassegnatevi, diremo; ma la parola rassegnazione si dice al malato per il quale non vi pi speranza. Padre Davide Secondo della Missione Domenicana d'Oriente ci ha mandato dall'Al" sancak Katolik Kilisesi di Izmir (Turchia) un'altra sua lettera, e nel pnbblicarla, vogliamo ripetergli che la sua parola ed il suo consiglio sono da noi continuamente attesi. Egli ha preso nel migliore e pi alto modo questa nostra discus sione, e noi abbiamo bisogno che un uomo della sua religione ed esperienza, un soldato della Chiesa, ci assista, parli alla nostra inesperienza, ascolti i nostri e i discorsi dei nostri collabora tori. Padre Poratti dice: Dalla lettera di Dante Colombo (crudele ironia dei nomi) cui deste subito una prima efficace risposta, permettete che io tragga alcune conclusioni: 1) innegabile il beneficio che viene alla chiarificazione degli stati d'animo e al progressivo affermarsi della verit dalla libera polemica promossa da Difesa della Razza, massime quando, di mezzo, in cima e alla fine di essa, si trovano una rettitudine a tutta prova e una cosi vasta e sicura esperienza come le vostre. Non questo l'encomio borghesissimo di prammatica, ma il riconoscimento caldo e leale d'un camerata. Se non che un dilemma tira fuori le sue corna: esporre in vetrina, sotto gli sguardi dei discreti .e degli indiscreti, certe piaghe orripilanti di anime, anzich rispedirle, per direttissimo, cosi come arrivano, alle sale di chirurgia, costituisce un vantaggio o un inconveniente? 2) Le due !ettere (quella prima dell'avanguardista e quest'altra del neo Dante) rivelano quanta parte della nostra giovent sia fuor di strada prima ancora d'essersi messa in viaggio e quanto perci necessiti di una chiaia e ferma educazione, incentrata nel Cattolicesimo, conosciuto e vissuto nella sua genuina interezza. Come vi possano essere, oggi, italiani che concepiscano e sognino pur anche di attuare una nostra grandezza eroica imperiale fuori del binomio dantesco::Giustizia e Pietro, Aquila e Croce, Cesare e Pietro, non vi sembra un enigma? 3) Ad onta di tutto, mai come oggi, si deve aver fede negli spiriti generosi e insofferenti di mediocrit della nostra giovinezza del campi, delle officine e degli Atenei. E metto, a ragion veduta, tra gli ultimi i giovani della scienza, della letteratura e della cultura; non perch non apprezzi, com' di dovere, coteste cose, ma perch, d'accordo con Voi, sono convinto ch'esse appunto son quelle che hanno ucciso o almeno avvelenato il buon senso, il genio na"Ziouale, la nostra Humanitas classica-cattolica. A Voi i miei pi fervidi Alal! Un lettore, che si sottoscritto Arri Go, ci ha mandato da Cossato (Vercelli) la seguente lettera: Premetto che sono un operaio senza troppa istruzione: leggo con passione e mi sforzo di capire la V ostra bella rivista che trovo attraente, istruttiva, piacevole; doti queste rarissime a trovarsi insieme nella maggior parte dei libri e nella quasi totalit delle riviste. Ho letto nel n. 13 la lettera indirizzatavi dallo studente Colombo di Milano e sinceramente vi confesso preferire la mia ignoranza all'istruzione profonda dello stesso. Credo che l'inchiesta fatta dal suddetto fra le centinaia di studenti, sia uguale a quella di quel giornalista francese (di cui scrisse tempo fa il PoPolo d'Italia) in Milano, per trovare persone francofili .. Per conto mio ho provato ad interrogare alcuni miei compagni di lavoro (non centinaia perch ho altro da fare) in merito a quanto pensa il Colombo, e sebbene ignoranti quanto me, mi hanno dato delle risposte ben pi sagge di quelle riferite dallo studente di Milano.

PAGE 45

Io credo che chi odia il Cristianesimo e non lo riconO!!Ce, odia e non riconosce la civilt, e quindi non pu essere che una bestia e un essere irragionevole. L'asserire e il dirsi fascista superiore a quelli dei tempi eroici, sarei curioso di sapere su che basi fondato. Io lavoro con le mani, e quindi certi pensieri e certe riflessioni profonde e filosofiche non le so fare, ma assicuro che se non avessi la fede che mi soStiene, che mi sorregge nelle inevitabili contrariet dell'esistenza, sono sicuro che non s i potrebbe sopportare il mini.no sacrificio. Chi vissuto, dalla nascita ad oggi, negli agi e nella tranquillit facendo quel piccolo sforzo quotidiano per imparare scienza o arte, n 0 n pu atteggiarsi e permettersi di dire tante corbellerie. Il dir.e Dante eretico mi fa pensare che non si sia capaci, non dico di capire, ma semplicemente di leggere la Divina Commedia. Le per, sone che parlano troppo saranno le prime a cedere, alla prima contrariet, perch lo spirito che deve domare la materia, cosi ha detto .il Duce. Vorrei dare un consiglio al camerata fascista: studi un po' di catechismo. Ed ho finito, ma vorrei che, se non tutte, almeno qualcuna delle mie parole giungesse a mezzo della Vostra rivista fino allo studente di Milano, ma forse chiedo troppo e quindi Vi prego di scusare il mio ardire per questa richiesta e per il tempo che vi ho fatto perdere nel leggere la presente. Confermo per che domani in caso di lotta i primi a rispondere presente saranno quelli che parlano poco e quelli che sanno ubbidire umilmente cd in silenzio, e solo questi sapranno veramente adoperare le mani e la lingua, non per dire bestemmie, ma per adoprare il moschetto e dire avanti per il Re e il Duce. Llclo Burllnl del nucleo universitario fascista .di Capodistria ci ha mandato un'efficace lettera, riguardo a nicciani ed eretici, di dieci facciate: troppo lunga. Preghiamo il camerata Budini di trattare argon1enti pi brevi. La stes5a raccomandazione facciamo a tutti i collaboratori. Con due o tre pagine si pu dire moltissimo. Serrare. Scartare il superfluo, le parole inutili. Tralasciare le minuzie, le beghe, il tu ed io, la ragione e il torto. Guardare alto, con qualunque argomento; parlare dell'Italia. La lettera dello studente Colombo dispiaciuta a tutti i collaboratori che ce ne hanno sc.ritto, e ne hanno scritto con affetto d'italiani, come Mazzina Rossi di Forli, Francesco Valentino, studente del liceo Giannone di Caserta, Pietro Vasile e Giuseppe Zanella dell'ufficio !'tampa del Fascio di Malnate (Varese ), Luigi Salari di Genova, Domenico Mattloll, insegnante elementare di Milano, Guerrino Trarln di Trieste, ecc. Lasciamo stare. Non ci sembra che sia da insistere su questo caso. I nostri collaboratori ci mandino altri S(Titti. E non occorre ringraziarli d 'una solidariet che il nostro comune affetto dell'Italia. Piuttosto diciamo qualche cosa a un .altro nicciano, l'avanguardista Giambattista Savolni della seconda classe del liceo scientifico di Vicenza. Egli a un certo punto del suo non breve di scorso nicciano, prorompe: E allora io Vi domando: come e dove e quando combatt il Leo:pardi la borghesia? Rivendic all'Italia la civilt del mondo? Scosse gl'Italiani ad essere 'pi realisti? E con che ragione allora lo chiamate l'ultimo grande scrittore italiano? Caro Savoini, se non ami Leopardi, che ci possi.a.ID.o fare? L'affetto, come il coraggio, uno non se lo pu dare. E senza affetto, come puoi capire Leopardi? Cerca di leggerlo Se ami il punto di vista di Roma, quello classico, di Dante. io credo : che amerai anche Leopardi. Ma se ami il punto di vista opPosto, l'umanesimo di Erasmo e Lutero, il co mmercio intllettuale e materiale della dialettica, ecc. allora certo che non puoi Elelcmli aulla riva del lago Ciad (da Barth-Viaggi e IICOperte amare Leopardi. Questi affetti .sono questione di natura e nazione. Non di ragionamento. A meno che per tu non ci sia cascato, come nn salame, cpntro il tuo stesso affetto. Allora leggi Leopardi, pu darsi che tu stesso ti accorga della tiJa vera natura, del tuo vero affetto, e ti ricreda. La poesia e la patria nessun ragionamento te le pu insegnare. Il fascista universitario, Gaetano Abela, ci ha scritto da Niscemi {Caltanissetta) quanto segue: Finora non avevo mai letto una sola pagina Difesa ckl/a Razza, perch sempre sono part1to dal preconcetto che cento riviste non valgono un buon libro. Modo errato di pensare in verit, di cui solo ora mi correggo; imi?erdonabile se ancora vi persistessi dopo aver letto il n 14 del vostro quindicinale. Scorrendo il Questionario, subito ho avuto la sensazione di trovarmi in un campo ove i giovani -portando le loro idee a cozzare in .ordine sparso, vario, confuso, per organizzarle ad unit dopo che gli argomenti, attraverso confutazioni e polemiche, sono stati sminuzzati cd esaminati sotto ogni riguardo -hanno modo di partecipare intensamente ai problemi che interessano la vita attiva della Nazione. Ma non solo per manifestarVi la mia trascurabile ammirazione che Vi scrivo, bens per porVi in evidenza un mio punto di vista che spero \'oi terrete in considerazione. La razza noi la difendiamo in due modi contemporaneamente: epurandola dagli elementi eterogenei, migliorandola in seno a s stessa. Pertanto manifesto che condizione necessaria affinch il problema venga risolto che questi due punb siano difesi nello stesso tempo, che insomma si avanzi non alla spicciolata, ma in iinea. Avviene questo? Indiscusso che si mar<;i bene per quanto riguarda la distinzione degli italiani dai non italiani, ma credo che di oari passo, sebbene con maggiori sforzi, si de.bba fare difesa fisica e morale dell'italiano, per quanto riguarda la donna. La nostra donna, oggi, tende ad imitare quella di Francia, d 'Inghilterra e d'America. Questo significa che la sua fibra s' indebolita ed quindi esposta a tralignare e corrompers. Il Vostro. quindicinale combatte la corruzione, ci mostra la donna nei periodi in cui seppe esser madre, quando cio ella ebbe maggior coscienza di :;. Ma non basta: in questi casi il richiamo all'antico, se non viene alternato alla sferzata viva per il presente, non pu avere effetti concreti; almeno a mio parere. Io credo che bisognerelibe rinfacciare il male, senza ricorrere a perifrasi, per guarirlo, e dopo, avendo avuto questo coraggio avremo fatto anche un passo verso la formazione del carattere e del costume. Caro Abela, ti ringraziamo e ci duole che ti siano sfuggiti tntti i precedenti scritti sulla donna, dai quali avresti appreso che i nostri e noi non facciamo perifrasi e dicl3mo pane al pane, anche per quanto riguarda le manie delle donne. Pensa piutto.sto che le maniache sono una minomnza, anche se si ved9no pi delle altre, e che le donne del popolo italiano sono tutte magnifiche, e fanrio innamorare. Quando le maniache avranno capito ci, vorranno ritrovare il perduto accento del popolo. ?IIa perch ci accada, bisogna che davvero il nostro affetto sia per le donne del popolo, cerchi queste, e lasci scodinzolare le maniache. Un lettore, che si sottoscrive ticlnese che ama Il Duce e l'Italia, ci manda da Lugano questa lettera: Attivissimo ed entusiasta lettore della Vostra rivista La Difesa d ella Razz a fin dalla pubblicazione del primo numero, mi permetto sottoscrivere pienamente all'artic olo pubblicato nel Questionario del n. 12 del ::o aprile A XVII, intitolato Italiani d' o ltre confint. Vi sarei molto grato, e con me molti miei compagni ticinesi non permeati da quell'odio stolto, contro tutto ci che italiano, se vorreste avere la gentilezza di dedicare, se non addirittura un numero intiero almeno alcuni articoli all'italianit del cantone Ticino e dei suoi abitanti e far capire una buona volta a certa gente che la civilt di cui gode il nostro paese sempre. venuta da Roma immortale e che le maggiori opere di cui pu vantarsi il Ticino sono dovute agl i emigranti ltallanl, cosi spesso derisi e sfruttati da gente che ora si permette di denigrare e calunniare tutto ci che ci viene da oltre confine. Questi signori che si dicono difensori della democrazia e che si fanno paladini della tanto decantata libert sono sempre pronti a stroncare qualsiasi discorso che si tenti di fare in favore dell'Italia ed ora siamo giunti a un punto che non si pu pi parlare liberamente in pubblic o senza essere trattati da fascisti e traditori del Ticino. Per fortuna che questi individui non ci fanno paura perch sappiamo che l a fifa che li fa parlare e noi ce ne freghiamo solennemente. Come il mio compatriotta di Lugano chiedo scusa di non poter firmare il mio scritto perch

PAGE 46

in questo libero paese, simbolo della libert, a dire :.erte verit si arrischiano molti fastidi e grossi guai. Cosi scrive il nostro lettore ticinese, lo ringraziamo, e sia certo che non cesseremo di occuparci del Ticino e della romanit del Ticino. Ma alla sua lettera egli ha aggiunto un foglio, per farci a parte questa domanda, e averne pubblica Cio: a chi dovrei indirizzare una denuncta di contrabbando di valuta? Far questa denuncia certamente opera di buon italiano a difesa dell'Italia. Noi possiamo anche dirvi che la denuncia dovete mandarla al questore di Varese, a quanto ci risulta. Ma dob:biamo anche aggiungere che queste domande non sono da rivolgere a noi. Il nostro ufficio quello di difendere la civilt dell'Italia, vale a dire la civilt, ed ognuno cerca di esercitare l'ufficio che ama; senza dire che esercitando l'altrui si pu sbagliare. Luigi Scala, presidente dell'ordine dei Figli d'Italia in America, ci ha scritto la seguente lettera dagli Stati Uniti: ovvio clie all'estero, e specialmente negli Stati Uniti, da dove scrivo, dove quasi la totalit degli italiani hanno assunto la cittadinanza americana, le leggi italiane sulla protezione ed esaltazione della nostra razza possano avere semplicemente un valore, diremo cosi, di raccomandazione, od in qualche misura di guida agli italiani nei loro rapporti con gli ebrei e con gli ebrei onorari. Ma se facile definire od accertare un ebreo; non altrettanto facile circoscrivere od additare un ebreo onorario. Di questi ce ne sono anche fra gli italiani; qualcuno dei quali .fa l'italiano con gli italiani, l'ebreo con gli ebrei; un giuoco di equilibrio in cui entra il sentimento ed il tornaconto; quest'ultimo, di solito, prevalente. A noi la questione ebraica interessa principalmente perch le manovre aperte ed occulte di tale razza e dei suoi sostenitori sono dirette contro l'Italia. che noi sentiamo il dovere di difendere in seno all'opinione pubblica di questo paese. Molti di noi, pur essendo pienamente consci dei nostri doveri verso gli Stati Uniti, doveri che intendiamo assolvere, siamo pure gelosi del buon nome e delle fortune di questa Italia risorta a nuova vita, alla quale ci sentiamo debitori per il maggiore rispetto che gode la nostra gente emigrata, qui ed altrove. Ed allora nascono delle situazioni incerte, talora penose, nelle quali vorremmo comportarci in modo che la nostra condotta, entro l'ambito dei nostri doveri di cittadinanza, non suoni disaccordo e tantD meno disapprovazione di talune direttive fondamentali dell'Italia imperiale. Se per esempio, c' un ricco italiano, il quale, avendo sposata un'ebrea, e avuto dei figli, qualcuno dei quali egli fa unire con persona anche prettamente giudaica, con rito giudaico; ma questo italiano contribuisce ad iniziati.ve italiane e parimenti, e forse con maggior larghezza, ad iniziative ebraiche, quale dovrebbe essere l'atteggiamento della nostra comunit rispetto a questo tale; possiamo noi rendergli onore come ad un autentico esponente d' ita-lianit? E potrei io, per esempio, se fossi un ex uffi ciale dell'esercito italiano, oppure agente consolare d'Italia, espormi a delle censure se andassi a congratulare e lodare pubblicamente quale esponente di vera italianit, in pubbliche cerimonie, l'individuo di cui sopra, al quale non si pu negare il merito di avere fatto fortuna? Questo che un caso che pu accadere in questa o quella comunit, mi spinge a scriver Vi per conoscere, se non sia indiscreto, il Vostro pensiero; onde assegnarci una certa linea di oondotta che non induca in confusione la massa emigrata, la vera non pu essere sti46 racchiata a seconda di questa o di quella convenienza. Cosl ci ha scritto Luigi Scala e noi gli rispondiamo che la norma di separazione e non con fusione degli ebrei con gli italiani norma di difesa della nazione italiana, cosi in Italia, come all'estero: una norma assoluta d'ogni vero italiano, un imperativo della coscienza nazionale. dal quale 'ormai si debbono riconoscere gl'italiani, dal quale si riconosce l'affetto nazionale degli emigrati. Nel dare questa norma agntaliani, la legge italiana stata chiara e giusta, ed arrivata fin dove l'equit le ha consentito di giungere. Andare oltre. l'equit, e peggio, piegarsi al denaro, una immoralit che nessun italiano pu compiere, che voglia chiamarsi italiano, tantoppi se vive all'estero . Abbiamo lo stesso dovere, gl'italiani d'Italia e gli emigrati. Tutti dobbiamo compiere lo stesso dovere, dovunque. Ognuno deve capire di servire l'Italia, nel non s stesso Ognuno deve badare a compiere il dover suo. Far sacrifici, per adempierlo. Farne amor di patria. Ma obbedire, .pi che giudicare. Dare esempio, per indirizzare gli altri. Farlo pagando di persona. Aver fede che cosi facendo sar cosa di grande dignit e rispetto quest'altra necessit di servire l'Italia. La casa editrice Alburnus Publlshlng Com pany di New Y ork ci ha mandato una raccolta di poesie del poeta italiano, Beniamino Aquaro Deodati, intitolata Rapsodie Mussoliniane, pubblicata a cura del Gruppo Legionri A. O. I. dell'Associazione Italiani all'Estero, con. una presentazione di Giacomo A Bonavita. Beniamino Aquaro Deodati di Ottati, provincia di Salerno. Vive a New York dal 1904. Fa il medico. Sogna e canta l'Italia. La gloria d'Italia. Mandiamo un affettuoso saluto al cuore di questo emigrato. A SCANSO D'EQUIVOCO. D Piof. Igino Jacono ci manda da Napoli la seguente lettera : Nel numero 14 della Difesa della Razza leggo un articolo di commento alla mia prelezione al Corso Ufficiale di Clinica delle Malattie Tropicali e Subtropicali, in cui vengono rilevate talune mie frasi giudicate come non consoni alle direttive fasciste e come dirette a criticare l'Organizzazione Sanitaria dell'Africa Orientale. La prima fase della mia pubblicazione faceva parte di una questione riguardante esclusivamente la diffusione dei tumori ai tropici. In Inghilterra scritto nella mia lezione -uno studio accuratissimo sul problema dei tumori maligni ha messo in evidenza che al di sotto dei 35 anni si trova un solo ammalato che muore di cancro su 17.000 individui, mentre aJ di sopra del 35 anni si ha un ammalato che muore di cancro su ogni 350 Individui. Come vedete sono cifre impressionanti che fanno pensare quasi ad una legge biologica: tutto quello che rappresenta aumento quantitativo della razza umana a spese della qualit. Il Dott. W. Mayo, noto grande chirurgo americano, condivide le conclusioni delle statistiche Inglesi e fa rilevare che, polohi nel paesi civili la durata media della vita, merci le previdenze sanitarie ed Il mlgDoramento Igienico del popoli, i salita da 42 a 58 anni, vi sarebbe un maggior numero di persone che raggiungono l'et del cancro . Essendo stata omessa in Difesa della Ra.ua la citazione dei periodi sopra sottosegnati, non appariva Chiaro che l'aumento quantita. tivo della razza umana riguardava il prolunga-mento della vita umana al di l dei 35 anni e la frequenza maggiore dei tUmori
PAGE 47

Questa zubria:r compilata COD l'iDteDdimeDto di offrire a quanti ai occ:upcmo di rauiamo una aerie di utili aegnalazioai sui libri che ai Tcmno pubbliccmdo. La e la acbematic:it deUe rec:eaaioa.i riapcmdooo appunto allo aoopo di permettere agli atudio8i di renderai subito CODto del maggiore o miDore delle. smgole opere. Contenuto L'Autore esamina rapidamente il problema dei meticci sotto i di versi suoi aspetti : antropologico, morale, dale, politico. La tesi su cui si fonda il libro che il meticciato, prima ancora di essere un danno per la societ e un pe. ricolo per lo Stato, un gravissimo male per la razza, in quanto i metic ci sono esseri fisic.unente inferiori. !.'Autore con clude parlando della lotta contro il meticciato nel nostro Impero; ed auspicando che ancor pi radicali provvedimenti vengano deliberati al riguardo. lntare111 IPIClflco Gli studiosi di razzismo potranno trovare in que sto vol.ume molte intecessanti citazioni dei pi noti scienziati di tutto il mondo sul problema del meticciato. Si desidererebbe talvolta dall'Autore un pi meditato u5o delle varie fonti; ma il materiale raccolto indub biamente notevole e di per se stesso probativo. Interessa generico L'opera si legge volentieri ed ha soprattutto il pre gio della chiarezza. A lettura ultimata, si ha del problema un'idea abbastanza precisa, anche se certi suoi aspetti sono stati appena sfiorati e di certi altri si sono avuti troppo superficiali ragguagli. Contenuto Il t,itolo trae in inganno, poich al termine razzismo l'Autore d un si gni1icato troppo comprensivo, fino ad includere in esso tutta la prassi politica del III Reich. Si tratta dunque di un'opera politica.; e di medio. crissimo respiro; l'Autore si limita infatti a riprodurre pa. recchi brani del Mein Kampf, interpretando alla loro luce gli avvenimenti intemaziona. li di questi ultimi anni. Inu tile dire che l'interpretazione fortemente tendenziosa. Interesse speclllo. Per i razzisti, nessuno. liltaressa generico .Assai mediocre, trattandosi di una stiracchiata ripetizione di co. ---. --------EDMOND VERMEIL LE RACISME ALLEMAND Euoi de miJe au poinf C.....,. do r Aclvo/;l llltNAND SORI.OT se e ridette sulla stampa q uotidiana francese. Vi si leggono afferma zioni, nella loro malafede addirittura sorprendenti, come la seguente : Il Regime nazista assai pi vicino al bolscevismo di quel che non lo sia il Regime francese Non mancano naturalmente le previsioni apocalittiche alla De Kerilw. Del razzismo e deit politica italiana in genere l'Autore non parla espressamente; ma IC'Vidente il -suo desiderio. di mettere in discussione la solidit dell'Asse. . . Contenuto Pi che li mitarsi a definire i carat teri della razza italiana, come sembrerebbe dal ti tolo, l'Autore si propone di studiare a fondo il concetio di razza. Egli ne d un'interpretazione, se non completamente originale, perlomeno 'ar dita, limitando assai il valore dei fattori fisici e mettendo in primo i fattori spirituali o en dogeni. Concetto che si avvicina a quello di etna del Montandon, ma ne esaspera uno degli aspetti. Da notare pure, nella prima parte del volume, la grande im portanza che l'Autore attribuisce al fattore ambiente, tanto da farne 'la de terminante del!e variet tipologiche che si riscontrano in ogni razza La seconda parte, ove si parla iella raz.'l:a italiana, risente di una certa confu sione fra scienza, .storia e cultura in genere. Interesse specifico La prima parte, per quanto molte affermazioni appaiano discutibili, pu interessare quanti desiderano passare dalla tratta zione superficiale del razzismo ad una sua 6.losofica interpretazione. Nella seconda parte interessano le notizie su indagini etnologiche in Italia. 1Dter818e generico Abbastanza notevole per coloro che vogliano inqua drare le proprie nozioni di razzismo nella loro cuJtura storica e filosofica. POUR SAUVER _LA RACE FRANAISE Pltnt 3 ... 150 Contenuto E' un dispera to appello di ua francese co. scien.te della rovina a cui la razza va incontro. Ma quan do dal grido d'allarme il La. fon passa all'elencazione dei rimedi, si sente che egli ha subto l'influsso di ua ambiente inguaribilmente tara to. Infatti l'Autore sembra non supporre nemmeno cbe il problema demografico va affrontato e risolto in primo luogo nel campo morale espi. rituale, attraverso ua energico risanamento dei costumi ; e si limita ad invocare la concessione di sussidi, di. premi di nuzialit e natalit ecc. ecc. Interesse specifico. Pos sono interessare, a scopo po lemico, le numerose citazioni statistiche che dimostra .no la gravit della cris i de mografica francese. Interessa generico Assai scarso, data la superficialit della trat tazione e l'insopportabile pedanteria della forma. E' da notare il seguente passo, che riguarda la Tunisia: Le naturalizzazioni degli italiani sono state 'fatte con un'assoluta mancanza di !giudizio e con lo scopo di arrivare al pi presto possibile alla superiorit numerica della colonia francese nei confronti di quella italiana. Abbiamo ottenuto dei pretesi francesi; e la maggior parte di loro disprezza profondamente la Francia Direttore reapoDBCibile : TELESIO lNTEBLANDI Stam.patori: Anonima Istituto Romano eU Arti Grafiche eU Tumminelll & C. Largo Cavalleggeri 6, Roma


xml version 1.0 encoding UTF-8 standalone no
record xmlns http:www.loc.govMARC21slim
leader 00000nas 2200000Ka 4500
controlfield tag 008 121018u19381943it sr p p 0 b0ita
datafield ind1 8 ind2 024
subfield code a D43-00022
040
FHM
c FHM
049
FHM
0 245
Difesa della razza : scienza, documentazione, polemica, questionario.
n Vol. 2, no. 16 (June 20, 1939)
260
[Roma :
b Societa anonima Istituto romano di arti grafiche di Tumminelli],
June 20, 1939
650
Race relations
v Periodicals.
Jews
z Italy
Periodicals.
651
Italy
x Race relations
Periodicals.
1 773
t Difesa della razza : scienza, documentazione, polemica, questionario.
4 856
u http://digital.lib.usf.edu/?d43.22


xml version 1.0 encoding UTF-8 standalone no
mods:mods xmlns:mods http:www.loc.govmodsv3 xmlns:xsi http:www.w3.org2001XMLSchema-instance xsi:schemaLocation http:www.loc.govmodsv3mods-3-1.xsd
mods:relatedItem type host
mods:identifier issn 0000-0000mods:part
mods:detail volume mods:number 2issue 16series Year mods:caption 19391939Month June6Day 2020mods:originInfo mods:dateIssued iso8601 1939-06-20