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Difesa della razza : scienza, documentazione, polemica, questionario

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Material Information

Title:
Difesa della razza : scienza, documentazione, polemica, questionario
Physical Description:
Serial
Publisher:
Società anonima Istituto romano di arti grafiche di Tumminelli
Place of Publication:
Roma
Publication Date:
Frequency:
semimonthly
regular

Subjects

Subjects / Keywords:
Race relations -- Periodicals   ( lcsh )
Jews -- Periodicals -- Italy   ( lcsh )
Race relations -- Periodicals -- Italy   ( lcsh )
Genre:
periodical   ( marcgt )
serial   ( sobekcm )

Record Information

Source Institution:
University of South Florida Library
Holding Location:
University of South Florida
Rights Management:
All applicable rights reserved by the source institution and holding location.
Resource Identifier:
usfldc doi - D43-00023
usfldc handle - d43.23
System ID:
SFS0024306:00023


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.\NNO .Il N. 17 SPEUIZ. IN ABB. POSTALE -5 LUGl.lO X VII Uomini siate, e non pecore matte, s che 'l Giudeo di voi tra voi non rida!" (Dante Paradi3o V} DIRETT'ORE TELESIO INTERLANDJ POLE:MICAOU.ESTIONJ\810 ;)6 pagine L'ombra giudaica sulla vita italiana

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. .... ANNO Il N. 17 s OMMARIO 5 LUGLiO XVII DOCUMENTAZIONE . S. PERTICONE: IL PROBLEMA DELLA RAZZA NEL SORGIMENTO; uMBERTO CARAMORE: LA BELLEZZA DELLA RAZZA ITALIANA; CARLO BARDUZZI: IL GIU DAISMO NELLA MUSICA. POLEMICA lA MANOMISSIONE. EBRAICA DELLA NAZIONE ITALIANA ROBERTO BRIGHENTI: LETTERATURA; G. DELL1SOLA: ARTE; GUIDO LANDRA: SCIENZA; GIORGIO ALMI RANTE: GIORNALISMO; ANTONIO PETRUCCI: CINE MA; FRANCESCO CALLARI: BANCA; GIORGIO PICE NO: DIRITTO; GIUSEPPE FORTEGUERRI: FINANZA. SCIENZA EDMONDO VERCELLESI: ALIMENTAZIONE DEGLI IT A LIANI; ALFONSO PETRUCCI: LA LOTTA CONTRO LA. MALARIA; BRUN DELLA MAGGIORE: LA PATOLOGIA CIRCOLATORIA NELLA RAZZA ITALIANA E NELLA EBRAICA; EMILIO VILLA: .LA LINGUA TOCARIA. PENSIERI DI LEOPARDI: IL POPOLO SENZA GENIO . QUESTIONARIO LATIFONDO SICILIANO; LA RESTAURAZIONE DEL POPOLO; CHI E' BORGHESE?; BOTTEGHE E ACCADE MIE; CHIESA E FASCIO; SOLUS AD SOLAM; IL SIGNOR LEI ecc. ecc. IL RAZZISMO IN LIBRERIA. I MANOSCRITTI ANCHE SE NON PUBBLICATI NON SI RESTITUISCONO .J 2

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ISTITUTO NAZIONALE DELLE ASSICURAZIONI ha ravvisato un sellare della difesa dalla razza scarsa mente esploralo e generalmente neglello, quello della medicina preventiva. Essendo tale sellare affine alla sua allivil industriale, l'Istituto si assunto come un suo dovere soCiale il compilo di far converger'! cori una assidua propaganda l'allenzione pubblica sulla medicina preventiva e di dimostrare con un'allrezzatura adeguata e con servizi gratuiti i benefici immensi della difesa della salute quando la salute ancora inlalla o i germi del male appena iniziano la loro azione. Sono cos sorti in molte citt italiane 3

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; l . ll,. o! o ... -i..: . AMYW/MIW 1. B. :=' .. . ..... SOCI.ETA" ANONIMA ISTITUTO. ROMANo' DI ARti GRAFICHE DI Gu meglio atirezzati Roma per la stampa rotocalcografica di settimanali illustrati, riviste,. TUMMINELLI, c d 'ai-te, eataloghi,mo nografie, calendari e altri lavori di stampa artistica a piccola e grande tiratura. STABILIMBln'J BD DmCI aoMA Pone. CcnooUeggen 6 telelaaJ SJ661 S2l03: VJa del St.tclano. 28 telfo.Do N J6J615 MILANO. IJaaza Carlo lrl:t 6 tlelono 2lS06

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ANNO II -NUMERO 17 5 LUGLIO 1939-XVII ESCE IL 5 E IL 20 Dl_OGNI MESE UN N UMEitO SEPARATO LIRE l ABBONAMENTO ANNUO LIRE 20 ABBONAMENTO SEMESTRALE 12 F. S T t : R Il l J, Il O p p J O Direttore: TELESIO INTERLANDI Comitato di redazione: prof. dott. GUIDO LANDRA prof. dott. LIDI O CIPRIANI dott. LEONE FRANZI dott. MARCELLO RICCI dott. LINO BUSINCO di reda?.ione: GIORGIO ALM IRANTE SCIENZA DOCUUENT!ZIONE POLEUICA OUESTIONJtRIO r '' ',. -='-""" !-_? ;. 'h .; ... ..:: o o o o -. -' . disegno di BEPI FABIANO

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d o e lltlte n tazi tte ,. IL PROBLEMI\ DELLI\ Rl\llf\ Il problema della razza, hi ben consideri, presenta due aspetti: n aspetto positivo, con l'affermazione del principio di nazionalit; un aspetto negativo, con la difesa di questo prin cipio contro gli attacchi, gli inquinamenti, le insidie, che ne osta colano pi o meno copertamente lo sviluppo e il po tenziamento . Durante tutto il perio do del nostro risorgimento nazionale, il primo aspetto del problema, che ne costituisce la fase di mera impostazione, si pu rilevare nettamente, da Romagnosi a Man-cini. Il primo costruisce la sua dottrina dell'etnicarchia su pre. messe evidentemente nazionali e, in questo senso, razziste. Il secondo svolge, dalla celebre prolusione torinese, 'il sistema giu ridicamente ompiuto dalla autonomia statuale sulla base del nuovo trionfan'te principio della nazionalit, che dall'arena politica si espande per tutti i piani della f!OStra vita spirituale, fino alla codificazione positiva. Dopo tre quarti di sec-lo, il problema, che ha avuto dal Risorgimento entra nella fase d ella soluzione, presenta .P .ahro suo aspetto, che abbiamo chiamato negativo : dopo l'affermazione, viene il potenziamento, la difesa di questo valore fondamentale, balzato al primo piano della storia nazio iurle. Dunque, nessuna frattura con la linea del risorgimento, ma continui-t processuale e sviluppo reale e concreto. Il Mancini, nella ricordata prolusione del 22 gennaio 1851, afferm che la espressione di una identit di origine e di sangue, un importante elemento costitutivo dell.a Nazione. E' sotto questo rapporto appunto che la Nazione pi ritrae d .ella Famiglia. Dopo 'la iniziativa di Linneo, la storia naturale del l'uomo divenuta argomento di profondi studi, grazie ai quali l'antropologia pu oggi dirsi in possesso di questa verit, che gli uomini vi ha una evidente pluralit di -razze Qual' la differenza che passa fra le razze? Qual' l'influenza di questo fattore sull'indole e sulla civilt dei popoli?? Sono questioni che il Mancini si propone, nella sua fondazione del diritto pub blic e che attraversano tntto lo svolgimento del pensiero ita liano : filosofia,' economia, diritto. Co)oro che vogliono caldeg giare la restaurazione del diritto delle genti -dice il Mancinisi devono convincere della necessit di profondar la mente anche negli studi di storia naturale dell'uomo, perch i inter-., nazionali possano nel canipo della scienza appoggiarsi alle basi pi sicure ed innegabili di fatto Il Mancini fermamente con vinto della dureyole perdstenza di certe propriet tra$1nessibili nella razza e che di certo informar debbono lo spirito na #onale Qui il nucleo di una vera e propria coscienza raz ziale; questo sostrato di se stesso, questo fondo di qualit fisiche e morali, che si hanno comuni coi proprii fratelli, che. l'uomo amar suole neUa razza onde na;,ce: ed questa pi analogia di sentirperiti e di tendenze, che compone un vinco/.() pi tenace fra gli inditrlui di una medesima in confronto di quelli che le sono estranei :t. Il principio, ammettiamo pure, non Nella stessa corrente del pensiero pubblicistico italiano, si pu risalire fino a Vico; e, fermandoci all'et del Risorgimento, a Romagnosi, come abbiamo detto. Dalla tesi roinagnosiana, il Cattaneo aveva ricavato la sua: dottrina della psicologia delle menti associate che un'anticipazione brillante della Voelkerpsychologie o psychologie dei; peuples :t, che ebbe tanti e illustri cultori in Germania e in Ftancia, da Steinthal Durkheim. Ma dove questo principio razziale opera potentemente, sul terreno politico in senso stretto, in quanto d la base incrol labil al programma nazionale dell'unit e dell'indipendenza. A ogni 'Popolo la sua terra e la sua libert E' la formula del '48, in ci che questo anno fatale portava di vivo e non peri turo. Per due generazioni, questo principio razziale si svolge in tutta la .ricchezza del suo contenuto positivo, sostenendo il gigan tesco sforzo della Nazione, della razza italiana, che lottava per la sua libert e per la sua unit : Il concorso, la solidariet, la simpatia di altri gruppi etnici si ricordi I.a presenza di polacchi, magiari, tedeschi nelle nostre file -era il riconosci mento del valore univer8ale della formula del nost:ro Risor gimento. L'ebraismo non diede e non poteva date alcun effettivo con. tributo alla lotta delle Non poteva sentire alcuna identi-t di ideali e di interessi coi popoli che sanguinavano per la conquista odi un bene che la razza ebraica aveva disconosciuto. Essa lottava per H dominio della terra, e non per il riscatto della dela sua terra. Essa mirava a una forma di dominio, in cui l'unit di eTa rimpiazzata da astratta unit di cultura e spirito: il dominio economico . E dove non pote'Va perseguire questo programma, mirava alla conquista del potere politico, attraverso la distruzione, preciSamente, di tutti j valori nazio nali e di ,razza. E cos la storia del razzismo entrata nella sila seconda rase; che quella, come abhiam detto, non pi della semplice affer mazione; nia della difesa in senso larghissimo: legale, politica, eugenica -,... dell'unit, della efficienza, della compattezza:, e quindi della capacit d'azione del nucleo nettamente definito ad individuaHt nazionale e un certo punto cio, la minaccia della dissoluzione irreparabile di questa unit, fatta dei valori della natura e della dvilt; non pot non essere !iv vertita. E la stessa indifferenza, la stessa inerzia dei nuclei esti'a nei non combattivi, fu anch'essa come una minaecia; L'azione deHo Stato, per la difesa di questi valori; ci si presenta dunque come la continuazione dell'opera svolta per l9: sua stessa costituzione: per l'unit e per l'indipendenza, che fu il compito razzi4le :t delle generazioni che ci hanno preceduto. . S.

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IL a bellezza della razza italiana inconfondibile per la regola rit dei tratti, 1' armonia anatomica, il. colore della pelle, dei capel li, 1' espressione del viso, la vivacit degli occhi. Per tali aratteri l'italiano costituisce un vero e proprio tipo, la sua bellezza non mai stata negata da alcuno, ed l'ideale plastico delle arti roma. na e italiana. Di questa prerogativa non vogliamo menare vanto, ma certo che madre natura ha reso la no&ra razza una delle pi perfette, per quanto perfetto possa essere l'uomo. La bellezza eserita una grande influenza sulla formazione del carattere. Le razze non si distinguono fra loro solo da tratti ma. teriali, ma anche da un complesso di usi, costumi, temperamento, inclinazioni, ecc., e noi vogliamo vedere l'influenza della bellezza su questo complesso. La soddisfazione che proviamo di non trovarci brutti influisce molto a mantenere elevato il nostro spirito. Se il giudizio che fac. ciamo del nostro fisico buono, ci sentiamo padroni di noi stessi, il nostro carattere si dispone alla fiducia, s'inclina alla giovialit, alla bont; rendendoci pi espansivi e fattivi. Se, al contrario, il giudizio cattivo, ci manca quella padronanza, il carattere si fa ombrosa, brusco, aspro, inclina alla tristezza, alla misantropia, cosi dannosa allo spirito e al corpo . L' attraenza delle qualit fisiche di una razza un coefficente non disprezzabile della sua felicit. Possedere una figura piacevole un mezzo infallibile di farci avvinare, permettendo cos agli altri di conoscerci ed apprezzare anche le nostre buone qualit, le atti tudini di cui possiamo esser dotati ; ed ognuno sa quanto tuttocci influisca allo sviluppo della vita di relazione. La bellezza il viso stesso della felicit ; e per questo la donna particolarmente mette ogni cura nel nascondere, mascherare il pi possibile le imperfezioni del corpo e specialmente del viso. Ella sa e ne ha sensibilit spiccata che la bellezza, la sua grazis, servono per affascinare l'uomo amato, e per dargli, .::on il profumo delle virt, la forza di lottare contro le avversit. Pen). molte, anzi troppe, male interpretando il gusto maschile, abbon dantemente dipinte, disgustano per la loro maschera grottesca, spesso inumana, e si tolgono volontariamente il pi bel carattere : della nostra donna : la naturalezza Noi amiamo la bellezza reale : e lanobilt e vivacit dell espressione, che sono proprie della no stra razza .' E se qualche volta opportuno correggere le imperfe . zioni che la natura o le malattie abbiano determinato, non con quegli artifici che si possa raggiungere Io scopo. L'Autore della natura la sorgente stessa della bellezza. La vita che il capolavoro della natura, bella specialmente nella giovi nezza e consiste nel vigore e nella buona salute. Le deformit le malattie, il dolore ispirano infelicit, una ist i ntiva ripugnanza, perch sono contrari alla legge della natura. Un essere umano quanto pi conforme al tipo della sua razza, tanto pi diviene attraente, per la sicurezza che ha di s, tanto pi spianata ha la strada della fortuna. La bruttezza, al contrario, deprime l'animo, per la sua disarmonia, mentre la bellezza il concerto delle pro porzioni e dell'ordine, e peri avviva lo spirito. Senza dubbio yi in questo mondo materiale, dietro queste impronte corporali, un modello: esiste insomma un principio CO stante di armonia, d'unit, nel quale noi ravv i siamo la nostra rana, ed un raggio della stessa div i nit L'amore e l'armonia ci sono dati dalla natura e dal suo sublime Autore. Da questi principi derivano la regolarit del corpo e la virt, l'armonia dell'anima. La discordanza e l'odio sono invece le sorgenti della bruttezza e del deforme, da cui derivano tutto il male e tutto il dolore. Vi sono, per quanto abbiamo rilevato, due sorta di bellena: l'una che riguarda l'anima, l'altra del corP.,O, e possono essere unite ; ma la bellezza del corpo ha il e qualche volta indispen sabile, di essere il meno per far conoscere la bellezza dell'anima. la quale, quasj sempre rimane nascosta in un corpo disgraziato. 7

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s Un corpo mal fatto -:-dice Buffon pu una bel l'anima>). Ma anche quando noi abbiamo scartato tutti i pregiu dizi, la bellezza del corpo viene sempre a dep6rre in favore dell' anima, e piace per se stessa. La natura ha prodigato alla razza italiana regolarit di fonne ed aspetto piacevole. Il sentimento di queste qualit corporali ha permesso illa nostra razza di formarsi un inestimabile patrimonio di bont, gentilezza, sensibilit, ardimento, coraggio, in armonia con le qualit fisiche. Ma questo tesoro atavico, del quale oggi pi mai andiamo fieri, c'impone il categorico dovere di conservare, migliorare il nostro fisico e mantenerci all'altezza della tradiziooe. La bellezza ha bisogno di cure costanti, essendo un bene che si perde facilmente, un fiore che l'aurora vede nascere, che accarezza il respiro del zeffiro, che i raggi del sole, ma che declina e pu perire. I nostri pi lontani nipoti ricorderanno quel che ha fatto il Regime per lo sviluppo fisico e morale della nostra giovent, ma necessario altresl che ciascuno faccia quanto la ginnastica, la medicina, l'igiene consigliano all'uomo e alle famiglie. Sopratutto una guida infallibile per mantenersi sani di corpo e di spi,rito la morale. I popoli che hanno dimenticato la morale e si comportano come se questa regola di vita non li riguardasse affatto, sono destinati a perire. Roma deve la sua decadenza al rilassamento dei costumi. Sotto i nostri occhi sono i segni precursori della decadenza d'altri popqli. Sono la loro debolezza fisica, la diminuzione delle nascite, il disgregamento della famiglia, nucleo della razza. Ci servano d'insegnamento UMBERTO CARAMORE

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NELLA N ,,1850, sotto lo pseudonimo di K.. FTeigedailk, Riccardo Wagner pubblicava nella, Neue Zeitschrift fur Musik di Lipsia uno scritto intitolato: il giudai_smo nella musica .. Esso veniva poi inserito in francese in un giornale di Brusselle nel 1369; tradotto in italiano era riportato nella Rivista Musicale Italiana solo nel 1897. Lo studio di <:apitale importanza per la. sua meravigliosa e geniale previg genza; andrebbe riprodotto per intero, ma pi ch -lo ce !o vieta, ne citeremo j. passi pi salienti. Scrive il sommo musicista: Noi non ab biamo bisogno di ehe l'arte moderna diventata essenzialmente israelita: un feno meno che colpisce ognuno e che cade sotto i Bisognerebbe rimontare troppo addietro nella storia della nostra arte se noi vole:;simo "piegare questo fenomeno. Ma se a noi importa, prima di ogni altra cosa, emanciparci dallo spirito del giudaismo, bisogna pure che consideri8illlo come cosa della pi alta importanza il renderei conto delle forze di cui disponiamo per la lotta. Queste forze non le attingeremo in una definizione astratta di questo fenomeno, ma nella conoscenza completa .della natura di quel sen timento innato e involontario, che si manifesta in. noi sotto fonna di una ripugnanza istintiva per l'elemento ebraico. Confessando francamente e studiando questa:_ ripugnanza -invincibile noi ci rendiamo conto di ci che noi odiUDo. nell'elemento israelita; ci che noi avremo ben conosciuto, potremo com battere; mostrando completamente ignudo que sto cattivo genio noi potremo gi sperare nella vittoria; poich esso non forte che allorquando nelle tenebre, delle quali noi stessi; umanitari pieni di bonomia, l'abbiamo ricoperto affinch il suo aspetto ci facesse minOr ribrezzo. L'ebreo, che ha il suo proprio Dio, ci col pisce gi nella vita ordinaria per il slUJ aspetto esteriore : a qualsiasi noi si appar: tenga, si trova nell'esteriore .dell'ebreo qualche cosa di straniero, 'che ci repugna sowanamente; non si vuole avere nulla in comune con un uomo che ha un tale aspetto. Ci stato sin qui derato una di3grazia per l'ebreo; ma ai nostri" giorni noi conosciamo che egli non sta peggio per questo; dopo i succe5Si che ha otte nuto, egli pu considerare come una distinzione la differenza che asiste tra .lui e noi! Senza occuparci morale che prodce que sto spiacevole fenomero naturale, noi Ci limi teremo a dire, a riguardo questa esteriorit non sar mai agli occhi nostri un che l'arte possa riprodu':re; l'arte 1U. .. Caricatura di Stauber (1851) Wagner

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quando vuole rappresentare ebrl!1, 'chiede nariamente modelli all'immaginazione nobili tando o sopprimendo tutti i ca ratteri distintivi dell'individuaiit ebra:ica Wagner ritiene che un ebreo non possa imper sonare un personaggio dell'antichit -dei tempi moderni sulla scena, senza che ci si possa esi mere dall'essere colpiti da ci che vi di scon veniente, anzi di ridicolo, in una simile rap presentazione. Ed aggiunge questa frase incisiva: Ma quello che v'ba di pi importante, di veramente significativo la consideraZ!ione dell'effetlto che l'ebreo produce in noi per mezzo ............. .. dd :;uo linguaggio. L'ebreo parla la lingua della twzione nella quale egli vive di generazione in gema egli la parla sempre da straniero. Con una considerazione di una forza &intetica lapidaria il genialissimo artista taglia corto nella discussione sull'attitudine degli ebrei per le arti figurative: Per cagione del loro modo parti colare di considerare le c<>se, gli ebrei non hanno mai potuto prodursi nelle arti plastiche. l loro occhi si sono sempre rivolti a cose pi pratiche, che non siano la bellezza e la signif azione mora:le delle forme. Non esiste, per quanto ci consti, alcuna opera d'architetto o di statuario eh reo; la.;;ciamo agli intenditori il giu dicare se esistono pittori -di razza ebrea che ab biano prodotto dell opere veramente origitwh; tuttavia probabile che questi artisti siano nelle arti plastiche ci che sono i compositori ebrei moderni nella musica. Noi ci occuperemo ora specialmente di questi ultimi musica i}. linguaggio della passione e l'ebreo ci diventa del tutto insopportabile quando trasforma in canto il suo linguaggio, il quale ai nostri occhi pu esprimere una anima zione ridicola; ma giammai una passione che ecciti la nostr::t simpatia. Tutto quello che ci ripugna nel suo esteriore e nel suo linguaggio, ci rivolta nel suo canto, a segno .da cOstringerci a fuggire, appena il colmo del ridicolo per tal produzione principia a tQccarci W agner poL decisamente Pin,terroga tivo se i' ebre' civiliizato poosa diventare a-rtista Offenbaeh '(oimoatizra pubblicata a Lipaia .:1876) <.-; .. : l !" ... espnme:questo' gustoso pargQrie : osservato la e l';i'ndiffereilza : che inostrimo sen.Za alcun :rite 'gn. gli ante musicale del 'loro. culto, comprendenLpereh jl cdmposi to!e._ebreo non si senta per nulla offso : quando vede :il-publ> li co del teatro maiiif estre .l me_desi:ID:e disposizioni; egli comprender_ che l'!iitista ebreo pu continuare .a lavorare ma-lgrado tali manifest.tZiorii; poich gli debbono apparir assa meno indecenti nel teatro che nella chiesa . W agz1er :D:on risparmia neppure Mendelssohn : Le opete di Mendls5ohn, di questo artista dotto: .di raro talento, ci forniscono la prova dell'i!I;IIpotenza del genere attuale dell'arte musi-.. cale, della nullit della nostra vita 'pubblica. 1 L'a8senz completa i sentimenti e bisogni artistici viene_ dimostrata colla maggiore evidenza dal successo ottenuto da questo cooilpositore .; . La. con cl usion del. vivacil;simo. Studio' wagneriano disommo ,interesse, speialmente ora che, si pu dire,-non v' angolo della terra in cui la questione giudaica non sollevi i pi appassionati commenti; afformnto salutare, questo, poich indizia che il mando, sia pure faticosa mente, tanto profonde. sono le radici del mal giudaico, va verso la salute; verso l'igiene spi rituale ch il Fascismo impone colla sua lotta, giustamente senza quartiere, verso il giudaismo : Chiunque indietreggia dinanzi a questo studio fatieoso, sia per difetto di naturale disposizione, sia perch non vuole riconoscere fatti. che do vrebbero fargli abbandonare la via indifferente nella quale egli rimasto coane privo di idee e di se1;1timenti, noi Io consideriamo quale preso dall'ebreite dell'arte. Con espressimo verismo l'artista rappresenta il nefasto potere dissolvente del giudaismo-: Quando l morte, che consuma l'interno di un corpo, _dive.nta manifesta, allora solo gli ele menti al di-fuori di esso soi:w abbastanza forti per impadronirs!me e. dissolverlo. Allora carne si decomp'one e produce la massa vivente dei vermi : ma chi considererebbe ancora, al suo aspetto; il corpo come fosse vivente? Lo spirito ha <'fiHsto corpo per congiungersi a ci che gli analogo, che la vita stessa: Non dunque che. nella vita reale che noi potremo trovare lo spirito dell'arie e non e conci ude : In queste manifestazioni artistiche, l'ebreo civilizzato, in r;onseguenza della sua po sizione speciale, non pu essere ispirato che da cose -comuni e triviali, pich tutto il suo istinto artistico, non gi un risultato necessario della natura, ma Un affare di lusso. In lui le mani- feo;tazioni artistiche dipendono da tale tal altro: capriccio, d!L questo-, o da quell'interesse estraneo all'arte; la produzione non mai in lui il frutto;. gi nel suO cadavere corroso dai vermi! Ognuno oramai conosce quanui parte abbia /avuto in mezzo al popolo l'arte sublime ed eroicadi Wagner nella preparazione spirituale ella rivol_uzione naziona:lsoci:alista. Noi italiani profondamente animiriamo ed abbiamo somma mente caro questo impareggiabile artista p_ieh di una ispirazione positiva, reale, assoluta. Poco gli importa quello che egli crea, purch si faci eia notare; egli non ha che una preoccupazione: quella della forma -E contesla vigvrosamente che il canto teli gio:;o ebraico abhia contenuto artistico: Chi non ha avuto occasione diconvincersi dell'as surdit ridicola del religioso degli ebrei, queHa confusione di suoni gutturali e stridenti che turba lo spirito e i sensi e che nessuna ca ricatura potrebbe esagerare?::.. Mentre osservando l'assenza di racoglimento e Ji spirituale pieui che caratterizza le funzioni lo sentiamo dei nostri, per quell'affetto sincero e colorito'/ per quella, comprensione, eh 'egli ebbe della spiritualita del nostro popolo. N_ell'i9entit del nemico da annientare, le due rivoluzini espri-mono l'identit, dell'origine spi _rituale: E p'oich la civih oocidentale per .. terzi almeno scaturita dal conplesso romanogermanico, prsecuzione Aella missione per essa-non solo un sacrosanto diritto ma uri imprescindibile . . '' .. :CABL BARDUZZI .. : ,.._

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LA' MANOMlSSlONE .EBRAICA DELLA NAZIONE' ITALIANA Che gli ebrei abbiano avuto il predolJl.inio delle cose riali cil abbiano dato indirizzo af,la cosiddetta eonomia anche in Italia, cosa naturalissima, perch gli ebrei sono stati non solo i principali autori della societ borgnese, in ogni conir
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' ... l.eoJle Feuchtwcmger 12

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S Jle l ProtocoHi. mo nel 1927. Senonch la caricatura, oltre che all'arte, fu diretta ai costumi : questo sin golare Parini non esita a trasformare Lucia in una Mim Bluette che esercita la professione presso una certa... donna Prassede, e Renzo nel perfetto tipo del becco contento che, la prima no tte di ma Lrimonio, cede la sposa al primo che capita. EgUalmente sensuale, ma di una sen sualit pi cerebrale ed esasperata, ci ap yolta. vi porteremo il 13

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;pare il romanzo di Alberto Mora via in Mor.avia cosa che non si nota in Da Verona-trionfano sempre disperzione ed incubo. L'indiffrenza ad ogni cosa e la passivit di fronte al yiz.io sono to di tutti i suoi personaggi : e tanto ne Gli indifferenti che nei cinque saggi de L'Imbroglio, l'ottusa inerzia del protagonista si .converte in azione solo ,pr l'improvvisa entrata in scena di n secondo personaggio (Elena de ne L'Avaro:., Amelia de Cherini ne L'Architetto, la pulzella ne L'Imbroglio ecc.) che imbroglia la passivit del protagonista e lo fa .agire: ne nasce tlqa crisi e di regola tutto si risolve nel-ramplesso. Anche Pitigrilli, da buop. giudeo, ridu ce nella sua produzione letteraria; ogni aspetto della vita sociale a una questione sessuale; ma, mentre Svevo e Mora via raggiungono l'arte, Pitigrilli rimane corr{pletamente fuori .dell'ambito di essa. La sua ironia quella stessa di certi umori sti e scrittori dozzinali della Germania pl:ehitleriana; essendo quindi di seconda :nia.no, rivela senza infingimenti la :propria funzione pratica. Cionondimeno la produzione di questo scrittore da bou levard deleteria quanto e pi di quella di uno Svevo o di un Mora via: quest'ultima influisce -.,... vero anche sugli svi I uppi della letteratura italiana oltre che sulle classi intellettuali; ma l'altra mina in compenso la corruzione nelle classi della societ meno elevate, vale a dire in un numero ben pi grande d'a nime. Ritornando alla narrativa ebraica (a quella cio che aspira o realizza l'arte), aggiungeremo che dal romanzo vasto ed architettonicamente equilibrato di ltalo Svevo, si arrivati, attraverso al roman zo breve di Moravia, alle novelle ultradi Terracini. La tendenza di Moravia, al racconto di una crisi s' fatta strada tra i giovanissimi: la no vella tende sempre pi a sostituire il ro manzo. Ma la frammentariet non la sola e nemmeno la pi notevole caratte ristica dell'ultima narrativa ebraica: tanto nei coetanei di Moravia, come Loria e Grego, che nei pi giovani Segre, Ter racini, ecc., il documento e la cronaca hanno del tutto soffocato -la fantasia. Non pi figurano negli scritti di questi ultimi quelle oasi di poesia che riscontriamo Jlella produzione ebraica prebellica. (Vo glio alludere, Iimitandomi ai soli scrit tori ebrei d'Italia e tacendo quindi di uno Zweig, ai bagliori di poesia -rari peraltro e nient'affatto dantescamente periodici come ebbe a dire Raffaello Fran chi di SeniliJt e al diffuso nella mno sca'dente produzione di Da Verona. Chi non ricorda, per esempio, 14 il finale di Mimi Bluette:.: :.?}. n ebreo_._;Altrz{ a:pote<>si zialmente IDfatti l'opeta r.az:i:a ehriia_ .. if ro:aumzo di" Arturo Loria. Nien,t'altro che del poveri Ab ram LeWis di Alfredo Segre. E' la esseri; in. preda ai' pi bassi istinti e quin-storia di un ebreo, Ahriun Lewfs, che, con di capaci, delle P. bsse azioni, sono poi la sua morale non :imperniata su al1::un i personaggi, delle novelle, dal sozzo principio trascendente, ingegnosmente caffettiere di <:;aff Arabo alla ragazsnodata, maneggevole e poco ingombrant: za di La parrucca che, stanca di -ri-come tutti gli oggetti a parecchi manere vergine, corre, tanto -per non. usi riesce, da povero disgraziato a di der tempo, a gettarsi nelle braccia di un ventare padrone. di quasi tutta una citt. vecchio, e si giustifica pens.ando che l'o-Privo di coscienza, 'che anzi egli ironicanest-non dia alcun pregio alla. donna; mente .definisce '!JI..tribunale interiore, dal muratore .morbosamente. assetato di illimtato per competenza e alla mano nudit muliebri di MuTatore stanco e per territorio che Iddio, giudice suprequel poveruomo del signor Muzio de La Ilio, aveva un bel giorno di creare_ scuola di ballo che, dopo essersi semper sbarazzarsi -del_ l'immenso ruolo di p re contentato di .avanzi per essere pi oouse che continuamente lo tediavano; il facile l'averli forse anche per la cogiudeo Lewis, trafficando in cocaina, iusc.ienza di ,non meritare di pi riesce gannando frmzionari, tradendo correlipoi, con mezzi bassi e pietosi, a-lega.rsi .:gionar e goym, finisce per trionfare con una ragazza di cui non degno ed tutto e su tutti. E' quindi chiaro che alla quale fa schifo. l'autore, circondando il suo eroe di .una Ed orli passiamo ad Adrian Grego aureola di trionfo, viene implicitamente e precisamente a quel suo romanzo Rea purifican:doli, i mezzi illemo Maun, avvocato il cui eroe un citi che attuano l'odio di razza e la sete tipico ebreo, malato di una frenesia di di veridetta degli ebrei. grandezza, di una ricerca del suo io di Vista cos l'opera narrativa di Grego cui trova brandelli in ogni storia eroica. e di Segre che, data la sua intonazione Orbene questo eroe i Grego, un bel gior-ed il suo significato quasi messianici, si no, per determinate circostanze, pensa che attua ancora-nella stesura '.'asta el ro. ogni ebreo -ad un certo momento della manzo; eccoci di nuove al genere di nar-sua vita s'accorga di avere fino allora rativa ebraica pi comune di questi ultimi perduto il suo tempo, copiando la vita anni : cio alla novella. Pi ancora che dei santi e degli eroi e decida di camin Loria, la tendenza di Moravia al rac-biare rotta per-la sua razza, conto di una crisi ha trovato eco nel odiando A questo punto critico... il giovanissimo Terracini: racconto di una giovane Maun pensa di essere arrivato : crisi >) infatti ogni novella di Fanta. sente infatti queSti pensieri, improv-smi alla festa. Vido Borghi di Ragazzo visi per lui, la chiave di tutta la sua vi-stanco e Giovanna di Fantasmi alla ta Difatti, mentre, prima del cambiafesta .-tanto per citare i protagonisti mento i rotta, aveva pensato di ricattare delle due prime novelle ,di questo libro la contessa Brel al solo scopo di poterne -sono esseri abulici, completamente prispos.are lui plebeo -la figlia, che in vi di e di energia, e quindi fondo gli piace; eccolo irivece, dopo la im.:apaci di uscire dal loro stato i iner-crisi e i-l capovolgimento di zia. Solo l'intervento di una seconda per compiere il ricatto al solo scopo di sona li fa agire, pr0;vocando una crisi diventare .ricco da un giorno all'altro n'ella loro passivit. Questa crisi per non unicamente per vendicarsi in una ora si risolve sempre nell'ampless-o, data l'imsola, di tutto Quanto alla contessina, potenza psich_ica -derpr.otagonista. Anche continuare a scriver le delle -lettere d'a-racconti di Te:rracini, sistematica more, baciarla di nascosto, cme prima, pinacoteca di ritratti psicologici da tratcome un ragazzo,. ora non pu pi. Spotato di psicopatologia, diffondono nell'a-sarla no, a nessun cO'Sto, mai, per nessun nimo del lettore un senso di pesante in-motivo. Sarebbe stata infatti questa, per cubo, di smarrimento e di melartconica .Remo Maun divenuto ebreo militante, una inerzia, implicitamente esaltando una vita soluzione assuroa, incompatibile con l'insessuale torbida e ragionante (il cosidetsorto odio di razza. Sarebbe stato un to soliloquio. interiore, regalatoci dal ricatto da borghese ... Ma pur dopo giudeo Freud!). questa rabbiosa vendetta sul destino che Crediaano poi ovvio .insistere su un fatgli incombe, l'.ebreo rimane sempre in to di cronaca letteraria, essendo il libro preda alla sua disperazione. Sar simile di Terr.acini uscito proprio collana a tutti gli alti;i. Una casa, una domi-a, delcreata da una delle pi significative rivi le idee fisse e monotone, dei figli a cui ste letterarie d'ltaHa: rivista che prende non sapr cosa insegnare Cos si chiuil tono specialmente dagli scrtti, sia cri de il. romanzo, con questa disperata negatici che creativi, -dei molti collaboratori. zione della famiglia, -che ben corona l'a" ebrei (Enrico Terracini, GianfrancoCon

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tini: Natalia Levi, Aldo Borlenghi;Aiberto Mravia, Ettore Levi, LOrenzo Monta.: no e che fino momen. to altro snizio 'non ha: potuto rendere all'Italia che quello di irretire giovani scrittori nostri nelle maglie di. una. lette ratUra a torio c europeo : (un'Europa che arriva sino all'America!). Lo scopo ideale di questa rivistA, ( che del resto anche nel suo aspetto materiale non che la 1:opia della rivista francese Msure'S ), implicitamente quell'O di. fare, -dell'ultima letteratura italiana d'ar te, -una provinia odi quella francese democratica e bolscevizzante. Ogni libro di Valery, Schlumberg, Charles Du Bos, Franz Kafka; Faulkner, Woolf, Cocteau, Huxley, Ren Clair, ecc. (senza contare i soliti richiami ai pi soliti Proust, Gide, Joyce) viene in essa portato rumorosa mente alla ribalta e magari anche tra dOtto e imitato, nel suo dato stilistico, da accaniti zelatori delle letterature stranire; i quali, equivocando sulla famigerata arte pura, la fanno portatrice di un ideale internazionale e nm universale. Voglio con questo dire che una come concepita da questi ebrei o ebreizzati, viene a negare implicitamente ogni ric chezza ideale delle tra-dizioni letterarie, contenendo quella che la loro aspira zione politica. Nell'arte ebraica, inoltre, il documento, la cronaca, l'analisi mor bosa e sostitui5cono comple tamente, come gi vedemmo, la fantasia: tale arte quindi proprio la negazione dell'arte pur-a. E non si venga dunque a parlare di su periorit della razza ebraica : essa, pur essendo ricchissima di ingegni, : nori ha mai avuto n eppure un genio che rappre senti realmente lo spirito umano nei' suoi massimi vertici. Che cosa mai rappresen tano Heine, Mann, Spinoza, Freud, Men delsshonn accanto a Goethe, Dante, Bau delaire, Manzoni, Kant, Galileo, Leonar do, Marconi, Verdi, Beethoven? La superiorit degli ariani indl.scuti hile. Ma specialmente noi italiani, figli dell'eterna Roma, abbiamo il dovere sa crosanto di difendere in ogni campo le nostre tradizioni dalla piovra giudaica. No.n si deve; per esempio, permettere che la nost-ra narrativa, che-avendo avuto un Manzoni e un Verga non si pu assolutamente definire povera di tradiziqni e di .caratteri propri, continui ad essere influenzata ed avviiitti da una schiera di maledetti. Beri scompaiano dunque dalla circolazione i' romanzi, le riviste e, in genere, tuHi gli scritti cbe, essendo di iit toriazio.ne semita, non siano in linea colle nostre tradizioni e con le sane direttive del Fascismo. ROBERTO BRIGHENTI DI 610 V ANNI GUARDUCC/ E veda fl . nuobo Sol la Piazza Grande di mutande. Piena di calzerotti e Frontespizio di un volumetto di P.oesie in gergo l :i

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Lei Genesi di Epstein Adamo

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"qual punto i provvedimenti per fespulsione degli ebrei daiT$ nostra scuola fossero necessarii, si vede in ispecial modo nel oompo dell'arte. : Nell'immediato dopoguerra, la scuola fu, purtroppo, la strada e il pretesto per operare in modo rapidissimo la 61la-dell'architettura La strada, perch allora vi si incanal un certo numero d'ebrei stranieri; il pretesto, perch la parola giovani :., sapientemente adoperata, divent in quel tempo, la leva per iscalzare e distruggere la tradizione nazionale. Verso il 1927 un pri-mo contingente di ebrei stranieri si laureav a in architettura. E fu allora che l'ebreo Uf!gherese Faludi, a Milano, e l'ebreo italiano Levi Montalcini, a To rino, coadiuvati da elementi .di altra provenienza costituirono i primi centri d'intensa diffusione del cos detto razionalismo: servendosi d'una nuova rivista d architettura, fondata allora dal l"ebreo Bonfiglioli, e nella quale, in seguito, tra i pi attivi propagandisti. doveva distinguersi l'ebreo Rogers Assecondando il giusto scontento che c'era in molti contro gli accaparramenti degli incarichi, spinsero a poco a poco la ma ssa in una direzione diversa da quella che essa realmente credeva di seguire. Desiderosa d'idealit, la impigliarono in una teoria, che fu creduta liberatrice, mentre non era che un mezzo per aggiogare l'architettura alle direttive ebraiche .. ... II movimento, perci, ebbe questa caratteristica. Serpeg giando, in principio, quasi esclusivamente tra i giovani fu trasfonnato in un'aperta rivolta, non solo contro l'arte dei pi anziani. ma soprattutto contro il carattere italiano del l'arte. Confondendosi per inesperienza, i pi anziani con la tradizione, si credette che le forme, in gran parte estranee da essi allora usate, quali, ad esempio, il baroochetto viennese fossero la tradizione. Ma quando si vide che questi stessi an ziani, impauriti della rivolta. non facevano nulla per oppor visi ci si conferm sempre pi nella legittimit di questa, e si perdette affatto ogni orientamento * Finirono con l'esservi coinvolti ugualmente gli uni non meno degli altri. Aoche tra gli anziani del resto l'elemento ebraico era stato presente. Vi si notava solo questa differenza: !'U gli uni agiva11o gli ebrei intellettuali. su gli altri l'interesse Gli ebrei che si ,annidavano in tutti i grossi affari dell'edilizia Yi avevano senza dubbio, la prima parte. Ma sintomatico. ;;opra tutti appare questo fatto: nel 1932 fu bandito il Con corso Falck. Falck era un ebreo, al quale faceva capo gran parte del commercio .del ferro nel nostro paese; e il 1932 .era l'arino in cui la propaganda per l'architettura razionale comin ciava ad attecchire, presso' larghe schiere dei nostri architetti Approfittando de) momento favorevole, egli lanci, CO!l questo concorso. l'idea, non ancora penetrata in Italia, che ogni ge nere di edifizii. e, prima di tutto quelli d'abitazione, dovessero cominciare ad essere costruiti in ferro, .... Infatti, se si riflette un momento, quelle -case sui trampoli e a : lunghe finestre orizzontali, ideate da Le Corbusier, e quegli edifizi i a gabbia o a forma di serra. immaginati da Gropiu s, che cos'altro erano se non modelli da diffondersi in tutto il mondo, perch, anche nell'architettura, divenisse il pi forte ed esteso possibile l'impiego. del ferro? Questa presentazione di modelli, adatti all'impiego di certi materiali, era, del resto un ritrovato divenuto da qualche tempo abituale nella propa ganda per forniture. Mendelssohn, T aut, Gropius, Le Cor busier, creando il razionalismo, non avevano fatto che esten dere quest'uso, al campo, ancora non abbastanza sfruttato, delle costruzioni edilizie ; in modo da permettere alla pluto crazia, detentrice del ferro, d'imporre il consumo di questo anche l dove, con vantaggio, se ne era fatto a meno. Perci .. Rabbino .. di ChQ9'all i modelli da loro inventati, con una intensa campagna. diffusi rapidissimamente in tutto il mondo; n difficile comprendere come: quando si pensi sotto quale influenza si tro vavano. e si trovano tuttora, circa i tre quarti della stampa ...... Ecco in nome di che cosa, si batteva in breccia la tradizione. togliendo ogni nobilt all'architettura; si rinnegava l'Italia. dichiarando morto il suo Rinascimento; si vitupera vano come passatisti :. quei pochissimi, che, non deflettendo d'un pollice, sapeva,no, con ci di custodire, in questo campo, i valori della razza. Tra es"i ci sia pennesso qui ricor dare i nome di Gustavo Giovannoni: che, ostinatissimo rsi stette finch gli fu possibile, in tutte le giurie, e quando non gli fu possibile, intensificando la sua dotta e nobile opera di storico dell'architettura: della quale. per trent'anni, attraverso l'incomposto _fluttuare delle mode. unica fu sempre la direttiva: la necessit per quest arte, di non i da Roma. Ora il distacco veniva richiesto in nome di semplici interessi materiali; dei quali incoscientemente la massa dei riovatori :. si rendeva l'interprete; e non sapeva neppure di chi fsser o que5ti interessi Mentre essa vociava di voler diventare moderna:, il ferro inutilmente importato, faceva scendere altrettanto oro nelle tasche della plutocrazia internazionale Ci che essa non vedeva lo vide, provvidenzialmente. il Regin1e : che, onde far cessare il giuoco, limit l'impiego del ferro nell'architettura. Ma altri gravi danni non erano, 'intanto, mancati di manife starsi. Prima di tutto la distruzione dell'artigianato edilizio. Intaglia tori e falegnami, dalle cui mani erano usciti, solo fino a pochi anni prima, i capitelli e le colonne del Vittoriano, i bugnati del 17

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. . Palazzo di Giustizia; e quei bei portoni Toinani in legno ni.assici, larghi e profonda mente sagoma ti ch'era un pia cere a vededi (oggi sostituiti, non si sa perch, da graticci di ferro, in uno stile da sina goga); tiratori a marteHo, che sapevano ancora fare. tante belle inferriate, che gli tetti volentieri adoperavano, ordinandole direttamente a loro, e non alle fabbriche, (le quali oggi lavorano il ferro solamente a stampai; e tutia una serie d'artigiani mi nori, attivi, intelligenti, orgo. gliosi del loro mestiere, e sen za cui, si rifletta bene, non sa rebbe stato neppure possibile il lavoro artistico dell'archi tetto, furono di colpo sacrifi. cati al miraggio de l'archi tettura del nostro tempo cio dell'architettura non pi architettura, ma semplicemente affare, macchina mrce, in sostanza, pretesto per rendere possibile agli ebrei., la fornitura dei materiali. N qui giusto tacere gli effetti del razionaiismo :., sull'artigianato dei piccoli paesi: preso anch'esso di mira con la propaganda per la casa rurale in serie: da co struirsi per esempio a Mila no, in pezzi smontabili, da trasportare poi in ferrovia. dovunque Ee ne il bi sogno. Anche qui l'andazzo stato del tutto fermato dal de creto, per la limitazione dei l'impiego del ferro: ma non bisogni. per questo, cullarsi nelle illusioni: la .propa ganda continua; e, se non vi si sta attenti, gitai a quanto an cora resta dei bravi muratori e tagliapietre, che sopravvivo no piccoli paesi Sarebbe ro costretti ad emigrare, o, L'operu.$1u i ripOdotta il "Messia" del giudeo Enrico Glicenstein. Circa le intem:i.oai deU'ar-'tiata, chiare ciel re&to a co!itempli questa. &cultura. di : concezione tipiCCDDeDte ebraicci. si trova un Mggua. gljo nella mensile di larael" (n. del 28 ottobre 1926). Lo riproduciamo in fac-simile.

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nella migliore ipotesi, ad impiegarsi, come manovali, nelle future fabbriche delle case smontabili. . . Certo, a giudicare da quanto -tuttora si legge, in alcune tra le riviste, si avrebbe l'impressione di vivere non in uno stato di cui, grazie alla chiaroveggenza del Duce, tra i primi caposaldi sono il .rispetto della propria razza, l'autarchia economica, e la rinascita dell'artigianato: ma in uno stato in cui la grande. industria non conosca alcun limite alle proprie escogitazioni. E' curioso che, pure non essendo questo vero in pratica, anzi essendo reso impossbile dalla vigilanza del Regime, quelle riviste si comportino come se i limiti non esistessero. Per esem pio, la rivita Domus pub.blica sempre articoli in cui si propugna la meccanizzazione della casa, e in cui il noto ingegnere Ciocca, gi collaboratore -di Quadrante, vede profeticamente il giomo in. cui le case d'Italia potranno essere tutte costruite da un'unica officina. Quod Deus avertat ci che proprio gli ebrei vorrebbero, e, visto che si re,:o loro impossibile di giungervi, perch permettere, ancora, che alcuno, sia pure inconsideratamente, ne parli? Perch lasciare, alla grande massa degli ignari, questa semenza d'illusioni? Insieme all'importazione, inutile e dannosa, del ferro, la distruzione dell'artigianato, e la perdita, con essa collegata, della architettura, sono state le conseguenze tangibili del ra zionalismo Conseguenze, naturalmente, per noi dannosissime, ed utili, come chiaro, soltanto agli ebrei. Essi, nel nostro paese, hanno agito dietro le orme di altri ebrei: la cui sede, in quel tempo, si trovava a Monaco. L, fin dal 1919 s'era organizzato il movimento: uscendo, tutto in una volta; da quegli stessi cer velli che avevano fatto la repubblica comunista di Monaco, poi, vista fallita la repubblica, avevano deciso di applicare il comunismo all'arte. E avevano formato, a questo scopo, il Gruppo di Novembre: cos chiamato, da loro stessi, perch Giulio Pcrscin Marco Chaqall Novembre-era stato il mese della rivolta in Russia, ed anche quello, per loro bellissimo, della sconfitta della Ger mania nella Grande Guerra. Costoro, prima di tutto, si erano rivolti all'arte pi pratica, cio all'architettura: avevano deciso d'industri.alizzarla: sia per corenza ai principii del capitalismo di stato, che richiede la meccanizzazione di tutte le attivit umane, sia soprattutto perch, in attesa che questo capitalismo potesse avverarsi, era intanto interesse della plutocrazia. ebraica che anche l'edilizia entrasse nella sfera del suo sfruttamento. Perci, da Monaco, avevano lanciato il razionalismo ; che, in poco pi di due anni, cio nel 1922, per opera della stampa ebraica era gi divenuto noto in tutto il mondo. Questa l'origine, ormai saldamente accertata, di quanto, da circa vent'anni, si l-isto nell'architettura. Quanto alle altre arti, chiaro che la pittura e la scultura hanno subto le ri percussioni dell'arte maggiore. Esse, non comportando inte ressi materiali, sono servite, pi he altro, come terreno dO\e svolgere un'azione sociale e politica: di demoralizzazione delle masse, e di propaganda dell'internazionalismo. Sono conosciuti i sistemi seguiti, nel campo di queste due arti, particolarmente nel nostro paese: esaltazione, incondizionata e continua, di alcuni tipi o modelli, che si proponevano come esempio agli altri; e costituzione di alcuni grilpp"i, formati dai cosiddetti giovani che erano, neanche a farlo apposta, o ebrei o loro seguaci. Sono conosciuti, anche, i quattro principali di questi gruppi: uno a Roma, uno a l\lilano, uno a Torino, e uno a Palermo, tutti tra loro collegati, che si sono oggi sciolti, in conseguenza dell'azione antiebraica del Regime. Ma non bisogna credere, -per questo, che la loro azione non continui, sia pure nell'ombra; n che essi abbiano smesso, del tutto, la loro azione pi
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'intern allsmo e appa i 11scie pura11 . l setto_ ... p delicati dRbilii!l . mento m nopolizzati dagli Teorie ru ttive Sterili ralismi

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(:: hi per poco conQ5ca la psicologia del popolo d'Israele sa come in essa, volta a volta, appaiano evidenti le caratteristiche proprie del tipo levarrtino e quelle proprie del tipo orientale o desertico. Se infatti consideriamo la partecipa zione degli ebrei all'attivit scientifica e didattica del paese che li ospita noi vediamo come essi si comportino quali veri levantini nell'occupare i settori pi deli cati dell'insegnamento, seguendo l'istinto irresistibile che li spinge a dominare spi ritualmente gli individui della razza vit tima, ma, una volta che abbiamo paraliz zato i gangli sensibili della vita intellet tuale di un altro popolo, non sanno por tare nessun serio contributo all' evoluzio ne del pensiero umano, data l'irrimedia bile sterilit del tipo desertico a cui an cora appartengono. Sarebbe troppo lungo riassumere su questa rivista quale stata la reale ma nomissione della scienza italiana da par te dei giudei ma non sar male ricordano ai troppo facili pietisti qualche dato e qualche cifra. Nel me.se di ottobre dell'Anno XVI Vita U ni.tJersitaria, organo ufficiale del l'Universit di Roma, pubblicava l'elenco preciso e autorizzato dei professori uni versitari che a termine del R. D. L. 5 set tembre XVI dovevano lasciare l'insegna mento perch appartenenti alla razza ebraica. Da questo elenco, che si riferiva uni c amente ai professori di ruolo, e non comprendeva quindi gli incari cati, i li beri docenti, e gli assistenti, appariva in pieno a qual grado fosse giunta : )'infil trazione giudaica nelle universit italiane. La vecchia e gloriosa universit di Bo logna poteva cos contare tra i suoi pro fes sori di ruolo ben undici giudei, e pre cismncnte l'ordinario .di diritto commer ciale, il fisiologo umano il professore di economia politica, quello di fisica teo rica. l'astronomo, i] matematico lo sto rico de1la filosofia, il pediatra, il geome tra, il professore di costruzioni idrauli che e qello di istituzioni di -diritto ro m a no. Seguivano le universit di due importantissimi con dieci giuei per ognuna e cio Milano con i professori di patologia generale veterinaria, di analisi matematica, di storia dell'arte, di clinica di diritto ecclesiastico, di fis iologia umana. di storia romana di s t a ti s tica, di glottologia e infine di chimica iJ; dustria:e, e Torino con i professori di filologia romana, .di storia medioevale, di geometria analitica di fisiologia umana. di anatomia umana, di storia romana, di diritto internazionale, di geometria ana li t ic a, di diritto ammini strativo e di ana li s i matematica. Al quarto posto veniva lo Studium Ur bi" con otto giudei nel suo corpo in 3 c -Magnus Hirschfeld. aposto l o della pseudo-scienza sessuale ebraica gnante e preci s amente c on il geografo e i professori di economia politica di po litica e c onomica di ebraic o di aTc heo logia italica di filosofia de) diritto, di geometria superiore e di meccanica ra zionale Passando poi a1Ie altre univer-sit ve diamo quella di Bari con un giudeo qua le ordinario di economia politica corpo rativa quella di Ca gliari con tre g iud e i, rispettivamente professori di archeologia d! storia, e di diritto commerciale quel la di Ferrara con un giudeo insegnante di diritto internazionale. A Firenze tanto l'univers it che il Rea le Istituto C. Alfieri avevano la loro bra a parte di professori eLrei e precisamen te l'ordinario di diritto amministrativo quello di istituzioni -di diritto privato, queiJo di diritto commerciale, quello di filosofi a m o r a le. qu e llo di letteratur a i taliana e que ll o inf i ne di le g islazione del l avoro. A Genova la f a colt di medicina era infestata .da tre g iudei e cio dal fisiolo go umano dal farmacologo e dal me dico legale. e le altre facolt da g li ordi nari di s tatisti ca di diritto pen a l e e di diritto civile ; a Modena erano g iudei l'anatomo p a tolo g o e il c himico g eneral e, e poi an cora il filo sof o del dir itto e l'ordinario di diritto penale ; a Napoli gli ordinari di bachi c ultura. di diritto am ministrativo, di filologia romanza. di di ritto marittimo ; a P ad o\ a erano gi udei l 'anato mico umano e poi i profess ori di diritto c o s tituz i o n al e di econ o m i a poli ti c a, di filo sofia d e l di ritto e di f is i c a s perimentale; a Palermo il fis iologo umano i! clinico med i co il fisico sperimentale. 21

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Un'antica via del ghetto di Roma (acquerello di Roesle r Fr.anz) l'dettrotecnico e infine lo straordinario di letteratura italiana; a Parma un altro clinico medico generale e poi i professori .et diritto commerciale, di filosofia del diritto e di diritto processuale. ()ualcuno potrebbe credere che alcune tipiche universit italiane molto frequen tate da studenti stranieri quali Pavia, Pe rugia e Pisa fossero immuni dalla peste giudaica ma, non era cosi. A Pavia la facolt -di medicina aveva come medico legale e come clinico pediatrico due giu dei e nelle altre facolt erano giudei i professori di storia -della filosofia e di geometria analitica. Perugia era deli ziata da tre giudei rispettivamente inse gnanti di microbiologia agraria, di chi mica farmaceutica e -di fisica; Pisa da cinque giudei dei quali tre nella facolt d medicina e cio l'anatomo patologo, l'ostetrico e il patologo generale, e nelle altre facolt dal chimico agrario e dal fisico teorico. ritto civile e wl professore di storia eco nomica. Rimandando il lettore desideroso di conoscere i nomi dei professori giudei agli elenchi a suo tempo pubblicati sul la stampa quotidiana, non sar male richiamare la sua attenzione su alcuni aspetti dell'infestazione giud aica nelle universit italiane, alla quale il Governo Fascista ha cos opportunamente e tempe stivamente rimediato. Innanzi tutto colpi sce la grande percentuale di medici, il che trova la sua ragione nel fatto che da lungo tempo i giudei hanno prediletto tale professione che pu essere esercitata in tutto il mondo e ben si adatta al loro elerno nomadismo. Un gran numero di giui si dedica vano ancora alle scienze fisico'lllatemati che, ma chi per poco consideri la loro attivit resta colpito dal predominio del puro cerebralismo e della tendenza alle teorie inconcludenti e distruttive rispet to alla serena ricerca sperimentale pro pria degli S<:ienziati ariani e spciaJ.men le dei nostri grandi italiani. Colpisce infine il fatto che molti giu dei si erano dedicati a-ll'insegnamento i materie economiche c politiche, cC)n l'e vidente intenzione, attraverso una suh-Trie5te, citt che, com' noto, tanto ha dovuto patire dalla tracotanza giudaica, contava nel suo ateneo ben quattro giu dei rispettivamente insegnanti di matema tica generale, di economia politica, di scienza delle finanze e di storia econo mica; le universit di Sassari, di Siena e di Venezia contavano ancora un giudeo per ogmma e cio un anatomico degli animali domestici, un professore di di-" Il profeta ", del giudeo nuova-yorkese Raskin 22

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dola propaganda, di -dei giovani allievi. Se il feitomeno del l'infiltrazione giudaka nelle universit italiane si presenta ora come il lato pi appariscente della manomissione operata dal popolo d'Israele ai danni della no stra cultura, non meno grave era il risul tato dell'infiltrazione giudaica negli al tri ordini di scuole. A solo titolo di esempio non sar ma lt> ri(:ordare che nei regi lieei ginnasi erano presenti ben tre presidi giudei. una mezza dozzina di professori di let tere italiane e latine, cinque o Bei inse gnanti di latino e greco, un'altra mezza dozzina di filosofi e storici, quattro ma tematici, nove naturalisti, dei quali due insegnanti a Roma, una dozzina abbon dante di professori di lingue straniere. una veutin11 di professori di materie let terarie nel corso superiore e una tren tina di professori delle stesse materie nei corsi inferiori. Non meno infiltrati dei regi licei gin nasi si presentavano gli istituti magistrali con cinque presidi giudei, e in media una mezza dozzina di giudei, rispettiva mente per le lettere italiane e storia, la filosofia e pedagogia, la matematica e fisica. un paio per le seienze naturali. 11 rabbino palestinese Jscicco Herzoq consulta il rotolo della Thora una dozzina abbondante per le materie letterarie, un'altra mezza dozzina per la lingua straniera e due o tre per il canto. Non molto allegra era la condizione dei licei scientifici con un preside giudeo e una quindicina di professori dagli in dubbi tratti semitici. Senza tema di esagerazione possiamo affermare che il danno recato dai giu dei alla cultura italiana stato enorme ed e!;So pu essere considerato sotto un duplice punto di vista. Da un punto di vista semplicemente negativo i giudei occupando numerosi ed importanti posti destinati agli italiani hanno impedito a molti studiosi non giudei di affermarsi e di portare il loro contributo alla scienza del nostro paese. Da un punto di vista positivo i giudei sono poi responsabili di avere deviato molte discipline dal loro vero scopo e di avere impedito la collabo razione degli studi alle necessit della \'ita politica. Sono i giudei che hanno tentato di tenere lontano sempre la ,;;cien za alla politiea e che hanno continuato a coltivare la vecchia illusione della per la scienza, della scienza in ternazionale e universalistica, che -uno tanti mezzi di cui si serve Israele nel ,:.uo piano di sterminio mondiale. GUIDO LANDRA 23

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Rivendita di giomali ebrei a Cracovia 11Milano, Torino, .Vene. zia, Modena, e Firenze vivono dell'o-. pinione fabbricata nei ghetti e .nelle sinagoghe. l giornali cos . sono tutt1, o poco m.eno, merce ebra)ca1 . _/ (La "Civilt Cattolica" li90) .. -p&to>l cte,;, ,& ,p,-. U1, J,tali,a nei po/.1..

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Dd giornalismo cme arma di propaganda politica gli ebrei intuirono l'impor tanza li n da quando, nei prinii ann i dell'Ottocento, di giornalismo politico vero proprio non v'erano tra noi che pochi saggi. Ed era naturale che cus fosse, p,;acch gli ebrei, usciti appena dai ghetti c circondati ancora dalla salulan: diffilknza che per secoli li a\cva quasi ovunCJlic segregati dal. popolo, scntinlllo il bi!'l'"gno di un'arma che consentisse loro di largamente il mal seme dci prinCipi dcll'Ottantanove, di operare nelle co scienze la massima confusione possibile ita tali principi c quelli che dovevano al vero Risorgimento d'Italia, di addivenire infine alla costituzione di quella Internazionale ebraica, che pi tardi Crmicux rcalir.zato, ma che fin dai primordi dell'Ottocento era 1:cllc aspirazioni di tutti i giudei ben pensanti N cl Congresso giudaico, tenutosi l'an no 1 8.t8 a Cracovia, al quale concorsero gli chrci pi ricchi del mondo, fu decre tato la notizia tratta da La CiYilt Cattolica:. {1&)0 -serie XlV -, ol. cd i. quindi insospcttabilc che i giudei si impadtonisscro dci pi potenti giornali d'Europa. Con questo mezzo dice lo statuto che fu in quciJ'..)ccasionc appromto la stella ebraica spander luce tutto il globo. Si traWwa dunque di un piano concer tato che nel 1848 a\cva d'altra parte gi avuto in Italia un principio ll'csecuzionc. 11 giornalismo ebraico in Italia stato creato dall'emancipazione,, scri,c Attilio :\Jilano in un informatissimo studio su Cn secolo di stampa ebraica in ltalia di Castello, 1938), c, da buon giu l\('o, aggiung<: a giustificazione del suo asserto che, una volta usciti gli ebrei dai ghetti, occorreva una voce che li richia masse alla vera essenza dell ebraismo, che il contatto con il mondo esterno minac ciava di menomare. Come si vede, il Mi htno tenta di rovesciare completamente la questione, prcscntandoci i giornali ebraici in Italia come intenti, fin dall'origine, ali un'opera di propaganda ebraica nella popolazione ebraica. La migliore ri sposta alle _argomentazioni del lvlilano data dai fatti, i quali ci dicono che, ac canto ad un gruppo di periodici di intc nssc esclusivamente ebraico c di portata esclusivamente filosofica c religiosa, sorben presto in Italia, per opera dei giudei, giornali di vera e propria propaganda. D'altra part, la distinzione fra i gior nali che possiamo definire di cultura ebraica e qudli di propaganda ebraica o sionistica, non tanto netta quanto po trebbe sembrare. Si tratta piuttosto di una c\oluzione, nella quale la cultura rappre senta la prima fase, la fase prudcnzialc, percorsa con fare guardingo dal giudai smo ancor non bene sicuro di s c non certo di aver addormentato il nemico; mentre la propaganda si sviluppa, insi diosa, arrogante, sfacciata addirittura, nella seconda fase, quando la scalata ai posti di comando un fatto compiuto. Eccovi subito un saggio dei tre stili della stampa giudaica in Italia -il prudcnziale, 'l'insidioso, -l'arrogalllc ffin-Io) 11 Pensiero isracliico (iondato a ch Ie nostre aifcrmazioinnon scnrmno Pitigliano nel I&J5 da Guglielmo Lattcs). campate. in ana. 11) Bibliothquc dc l'Hbraisnic ( foll-Abtanr Vita 1\lorpurgo fondava, ucl data a Lhorno da Elia Bcnamozcgh, 1862 a Trieste, il "'CorriC't"c israclitit:O .. nel _1_897). che visse fino al 1915. sotto il 'I2) L'Idea sionista (fondata da Carlo regime austriaco, era ambiente malfi do A. Conigliani a nel 1901). per i giudei : prosperare si poteva, parlare 13) Antologia ebraica (organo della poco. Ed ecco .come si cspnmcva, nel. proScuola rabbiniea di Livorno -19, Scuola rabbinica di Firenze, fondato Ecco, adesso, l'insidia, .atlrayerso lo nel 1904). siacciato manifcsto. . (.)c L'idea sioni-16) L'Eco siouista d'Italia (iondato nel stica :s>, iondata da C'arpi a.Milano i9o8 a Firenze da Aldo Sorani, Gino nel 1930. Ascoltate c dinrtitevi, giacch .Arias, Quinto Sinigaglia). mai l ibrido connubio ltalia-lsradc fu 17) La Settimana israclitica (fondat;1 a tentato con pi goffa c puerile presunFirenze nel 1910 da H. M.argulics, dirctzionc. Noi, ltalia c Israele vogliamo torc della .. Scuola rabbinica). uniti, nelle tcrrc c nei mari d'Oriente, c 'I8fli Gi"anc Israele(nato a )filano nei lontni centri -donmquc nel 1913 por opera di Gino Cc>rinaldi). un italiano, vogliamo che l'ebreo gli sia 19) II 11cssaggero israelitico (iondato fratello, donmquc un interesse ebraico, a Trieste nel 1913 dal rabbino H. P. \ 'Ogliamo che sia presente l'Italia amica. (:hajes). Noi siamo convinti di comunanza di vie, 20) lsrad (fondato a Firenze nel 1916 di coincidenza d'interessi, d'identit di c diretto da Dante Lattcs Alfonso Paragioni della storia. Nobilt di Scm c nocilici). bilt di Jafct, Italia c Israele saranno 21) Il Comune ebraico (supplemento di grandi c scgncran di s il sccol nuo,o. I:racl, nato nel 1920). La da dell'an enire loro, cd essi la hat-22) L'lsrael dei ragazzi (supplemento tcranno insieme. diretto da Oavid Ptato c poi da tm comi-Ed ceco l'arroganza: fl: Guai quando la tato di signore, presieduto da Gabriella sua pi assoluta libert di ,ivcrc il suo Falco Ravenna). sistema di ,ita, di disporre da s della sua 23) La Rassegna mensile di Jsracl (al,ita interna, viene menomata : Israele di-tro supplemento, fondato nel 1925). mostra quel che capace di fare, esso, 24) L'Idea sionistica (organo dci sionipopolo pacifico, quando toccato nell'essii rc,isionisti, fondato da Leone Carpi a senza stessa della sua vita c deve difcn-:\1 il:m nel 1930 ). dcrla. Lo seppe Antioco, lo seppe Tito, lo 25) Davar (fondato a : Milano nei 1932). seppe T raiano! (E' Alfonso Pacifici 26) La Comunit israelit\g_ (organo che scrive, sulla Rasscgua mensile di della Comunit di Roma, fondato nel Isracl, 1925, r). J932). * Prima di parlare pi particolarmente dci giornali ebraici sorti in Italia, ne dia mo adesso un elenco preciso, affinch il lettore possa subito rendersi conto della entit del problema. 1) L'educazione della femmina israclita (sorto a Venezia nel 1821 -ne usc un solo fascicolo). 2) La Rivista israclita (fondata a Par. ma da Cesare Rovighi nel 1825 continuata a Modena fino al 1848). 3) Il Giudaismo illustrato (fondato a Padova nel 1l48 da Samucl David Luz zatto). 4) L'Educatore israelta (fondato a Vercelli nel 1853 da Giuscpl>c Levi cd Esdra Pontremoli), continuato da: 5) Il Vessillo israelitico (fondato a Ca sale .Ylonferrato nel 1874 dal rabbino maggiore Flaminio Servi). 6) Il Corriere israelitico (fondato a Trieste riel 1862 da Abram Vita purgo). 7) L'[sraclita (nato a Livorno nel 1866 per opera di Leone Racah). 8) Il Romanziere israelitico (diretto a Livorno dal Gallichi; nel 1867 -non ne esistono. copie). 9) Il Novclliere israelitico (supple mento del Corriere israclitico, uscito a Trieste nel 1889) 27) La nostra bandiera (fondato a To rino nel 1934 da Ettore Ovazza e Dco dato Fo). Ai suddetti giornali vanno aggiunti .complet are la rassegna della stampa <:braica) q udii usciti nelle colonie c nCi possedimenti italiani e cio: I) Ha-Dardancl -1911). 2) Dcghel-Zion (Tripoli -192o-24). 3) Hith Orcruth (Tripoli -1922). 4) Il 1Iessaggero israclitico (Tripoli 1931). 5) El-Bolctin (Rodi -1928; 1934-36). A Tripoli companc inoltre, prima della conquista, nel 1909, un giornale ebraico scritto in italiano: L'Eco di T ripoli (direttore Gustavo Arbib, ebrei tutti i col laboratori). Tre periodici di argomento ebraico c scritti in i-taliano comparvero an eh:! a Corf : a) Cronica lsraclita (1861-63), diret tori M. D. Levi c Z. Nacamulli; b) La Famiglia israclitica (I&i-77), llirettorc G. Nacamulli; c) lvlos Antologia israelitica (18731885), direttore Giuseppe Levi. * Abbiamo detto che anche i giornali ebraici di argomento religioso c filosofico qulli cio che a prima vista parreb bero del tutto inoffensiYi nascondevano

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l ll!Sidia ddla propag-tenza coutcmporanea i una ,asta propaganda ehraica, ma le d un senso pi compito: in qanto. mentre l'ebraismo ufficiale faceva le Yistc di non accorgersi di quanto accadeva intorno a lui c di badare unicamente ai propri fini religiosi, l'ebraismo ufficioso c l'ebraismo in maschera liberale o patriottica addirittura, grazie a quel comodo alibi, lavoraYano tranquilli c indi5oturhati al sovycrtimcnto delle coscienze italiane . * Giornali di propaganda ebraica si p os-sono d efinire: Il v essi Ilo israclit ico '1>,j il Corriere lsraelico (col suo. supplemento, il N ovellierc ). La nostra banc La Comunit israelitica Ecco quel che dice del Vessillo Attilio 1vlilano, ndlo citato: Il V essili o lo specchio preciso di un. ebraismo che non a v eva aspi razionc altro che ad emergere nella vita pubblica. La qualit della fonte ci dispensa da ulteriori. commenti. Ed ecco quel <:hc il 1V1ilano .dice della Nostra bandi!. ra : Tende a ri'ntuzzare cou energia: ogni falsa interpretazione o denigrazione riguardante i seinimcntic l'opera dell'ebraismo i taliano. Come vedete, le due fasi sono anche in questo caso rispettate: dall'aspirazioilL' a impadronirsi della cos a pubblica, si passa all'arroganz a, all'cnogia. Gli chrci nou di-fettano di logica. * Pi numerosi sono s tati, m Italia. gl i organi ddla propaganda sionis ta. Il gi citato Corriere israclitico >> di,enne sionista, sotto gli auspic i di Dante Lattcs, a parti-re dal I8cJ6 Nel 1908 fu fondata a Firenze l'associazione ebraica Pro Cultura, che del sionismo fu subi to ieJTida propagandista; e sotto i suoi ausp ici nacc;,ue nd H)IO La Settimana israditica cui collaborarono Armando Sorani, David Prato, Elia S i\l'tom, Umberto C.assuto Alfonso Pacifici c Israele Zolli Sorse p oi, nella stessa cerchia, Jsracl con i suoi supplementi. A Milano. sorscm <.:Il Gi o Yan e Israele: L Idea s i. !\.Firenze, ancora, L'EcrJ sio Hista d'Italia Una Yera fioritura di organi osannanti al sionismo: alcuui dc i quali svolsero la loro opera in pieno H.t gune Fascista. Si sono preoccupati, almeno, gli assertori del sionismo italiano, di tentare un a conciliazione magari apparente, fra h: !ero aspirazioni giudaiche c i l nom;: d i Italiani che usurpavano c tuttora usurprl rclifcll!elltc /auto nilc dire che lo Stato Fascista apparcnlcmc11lc totalitario!), i pensieri e gli alti dLi pi dc:gli ebrei, snza quasi lasciare .. a questi pi, posto (o desiderio) per a l t ri pensieri cd altri att i .. Jn qticst'ultimo perio do, l'lsrac/ ha vist
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vido italiano e tale ho smpr. e agito. -Ma cqme vero Ebreo ch tale mi onoro pure di essete, assai prima che sorgesse il fascismo io ero sionista. Io vedo c -sento tutta la bellezza degli ideali del fascismo; ne. condivido-l'aspirazione a Yalori-zzarc sanamcnte tutte le migliori forze della nostra Italia, comprese quelle del proietariato. plr l'ascensione del .quale ho sempre simpatizzato. Ma mi sembra. mio z;h; o dolore di scorgere ltlta tendetr.>a fa scista ad at"Versare il sionismo. Per uincolarmi con un'accctta.zioue (ad accettare una carica municipale) occorrerebbe alla mia cosciew::a essere formalmente assicu rato che it fascismo mm a'ii'lierser ma fa-;:orinl il sionismo, eh. L'an il fascismo seui c per suo conto grandi affinistc spi rituali e simpatia. # * Abbiamo parlato dei giornali ebrei. Bisognerebbe ora parlare dei giornalisti ebrei che prestarono la loro opera in giornali non ebraici. Svolgeremo compiutamente l'argomcnto in altra occasione, acconten tandoci per ora di qualchecenno. :< Pu dirsi con verit -afferma la Ch,iltc Cattolica, nel numero gi citato -che quasi tutto il giornalismo liberaie d 'ogni grado, per diretto o per indiretto, manipolato da' giudei (l'affermazione si riferisce al 1890). Milano, Torino, Venezia, Modena, Bologna c Firenze vivono dell'opinione pubblica, fabbricata nei ghetti c nelle sinagoghe. I giornali cos detti officiosi sono tutti, o poco meno, merce ebraica, -venduta al Governo. parliamo di Roma, dove si stenta a imbattersi in un diario libcralesco, che non dipenda da Isra:ello. I pi letti, come la Riforma, la Tribuna, l'O pinionc, il il M es.Saggcro, la Capitale . il C a pila F raw-ssa., escono dal cervello de' figliuoli di cobbe Si pu peilsarc ad un'esagerazione po lemica della rivista clericale Ma ceco un passo tratto dall'opera di nn giudeo, Eliczer Ben David (Gli ebrei vita cnlwralc italiana). che collima in modo r,te con il prccedu,; :.: E i giornalisti (e brei) non mancano nemmeno : molti importanti quotidiani, ancor oggi esistenti, ebbero quali fonda-tori o direttori, dcgii chrci. L'opera loro si svlse specialmente drantc il periodo delicatissimo del Risorgimento c quello che immediatamente lo segu. Ricordiamo il garibaldino Edoar-. do Arbib, di Firenze, di'ettore della Ga .z:se t/a d el P o polo c della Li ber/ii; Atti-. Iio Lnzzatto. da Udi ne, della Ragioue c della Tribuua; Primo Levi, che diresse Elia Benamozeqh, decano del giornalismo ebraico in Italia la Riforma, e un patriota illustre (!J sappiamo qual conto si debba far d.gli illrutr.i patrioi e brei). Giacomo Dina, piemontese. direttore dell'O p in ion e, iterprctc della politica c del cantriani. r giornalisti ebreo-italiani sc mpr;: si di .stinscro per la loro illibatezza E l LRO SPIRITI LIBERALI. * Nella manomissione della cultt1ra della vita politica italina operata dagli ebrei, la scalata al giornalismo occupa tm posto di primissimo piano; ed perci abbiamo \'Olu to COS ampiamente ( se .'pure assai incompietamemc) documentar la, sacrificando spesso le considerazioni soggetti,c all'obbictti\a esposizione dei fatti c dci documenti. Soltanto da studi particolareggiati, che prospettino l'evolu zro ne della stampa italiana nei suoi vari pc riodi, o meglio soltanto dalla revisione intdlig<.>mc e coraggiosa, degli studi gi esistenti c /lllfi molto incompleti solto il-nostro riguardo -potr derivare una idea precisa deila subdola e il pi delle \olte dissimulata opera di propaganda compiuta: dai giornali. e dai giornalisti chre in Italia H. Margulies. dirttore della Sc.uola rabbinia di F'uenze e fondatore di diverai qioraali GIORGIO ALMIRANTE 27

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c Come hanno beue inseguato Colle, gli ebrei della pellieola, vomito "d'amore! . n qiudeo Carlo Laenunle f[linc un pazzo, Clinc Cline ha il gusto, l'arte, la fissazione del paradossa. E sia. -Lo dicono tutti. Co-mc si fa a non credetlo? Ma, ]asciamo stare la citazione su in alto prendiamone un'altra meno apodittica, pi esplicita, ragionata, quasi documentata. E<:cola qua : Osservate che tutti i film francesi, inglesi, americani, cio ebrei, sono in fii1itamente tendenziosi, sempre, dai pi benigni ai pi amaraJi ... dai pi storici ai pi idealisti ... Non esistono e non si diffondono che per la maggior gloria di Israele ... sotto diverse maschere : democrazia, ugua glianza di razze, odio dei pre giudizi nazionali abolizione dei privilegi, marcia del pro gresso, ecc ... l'armata delle panzane democratiche, insom ma ... il loro scopo preciso di abbr.1tire il goj sempre pi ... di portarlo il pi presto possi bile a rinnegare tutte. le sue tradizioni, i suoi disgraziati tab, le sue superstizioni le" sue religioni, a fargli abiurare insomma tutto il suo passato la sua razza, il proprio rit mo a vantaggio dell'ideale giu daico. Far nasce re in 1 lti con il film. il gusto irresistibil e ben p r esto per tutte le cose ebraiche ch e si comprano, della mctteria, del lusso, perch si fabbrichi cos lui stesso, l'Ariano, le ver_ghe per battersi c le cat e ne per imprigiona1si, che paghi, per colmo, cammin facendo, e con quale esorbitante sovrapprezzo tutto l'apparecchio del suo servaggio e del suo abbru timento. Certo CLine un pazzoide, c se scrivesse oggi di queste cose, con le nuove leggi anticon . gran neqri Gqiscono sullo schermo gioia di Blum, in gattabuia, ma se, dopo. aver letto quanto SOpra, si pensa al contenuto dei film che s' veduti le cose cam biano aspetto c non si pu dav vero dire che abbia proprio tutti i torti. Che il cinema sia nelle .mani degli ebrei, che gli ebrei ragionino apertamente o nel segreto dei loro io alla maniera,y ricordate?, del Ben rubi deJ Gog di Papini, non c' dub bio. E allora perch i principii ai quali la cinematografia in ternazionale c internazionalista si inspira e tante, troppe volte, inutilmente deplorati, denuncia ti, documentandone le_pernicio. se co nseguenze sullo spirito delle folle, non dovrebbero es sere dettati di proposito dagli ebrei, padroni dell'industria e del commercio della pellicola ? Si parla in generale, s'inten de. Poi c' la moda, il gusto dell'imitazione, la faciloneria della scimmiottatura, la fre nesia di battere la .strada gi percorsa per l'avidit di far quattrini, l'imbecillit, l'igno ranza, la cecit, l'amoralit del produttore non ebreo, che prov. vede a far dilagare quei principi i dove l'ebreo non arrivato o si trova in minoranza. V cdi il caso del" cinema ita liano per molti anni. Io non so i nomi degli ebrei che han battuto cassa nei ri dotti della cinematografia nostra. Qualcuno cc ne sar pu re. Ma non importa. Quel che importa lo spirito. il contenuto dei film girati da noi in tanti anni e specialmente in quel periodo che stato detto della rinascita, del risorgimen to, del riaffacciarsi alla luce dello schermo per la pellicola italiana, in quel periodo che va, press'a poco. dal 1930 al 1936. .. L. a miseria morale di quei film, a pensarci bene, fa vento, anche se si tengono presenti le eccezioni costituit e dai tentativi di Blasetti per dare un contenuto italiano a certe pellicole. A voler fare un elenco non avrei che a sfogliare la collezione del Tetere e l e critiche scritte allora e gli arti coli che mi fruttarono tante cordi'ali antipatie non ancora smentitesi, per mia personale edificazione e soddisfazion e Ma sart:bbc forse troppo l
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Due tipiche maschere ebraiche del cinema nord-americano: Sigfiied Arno e Kurt Gerron s pt:ttatori, specialmente in prodella cinematografia italiana (cito cos a caso) non affo vincla, quei film? Le proteste e d'allora c la gretta avidit di ghino nella quotidiana marea le critiche sono state tante che -alcuni industriali, 11011 hanno di un'esaltazione della vita fa divenuto banale enumerare consentito all'esperimento di cile a prezzo della rinuncia di le qulit amrali di quella proebraizzazione del ogni ideale di bont e di pu duzione cinema italiano quel successo rcz2:a, di una celebrazione del :\fa su due temi sopratutto che altrimenti non sarebbe forprimato dei sensi sull'iinelli h ; mno battuto gli ebrei della se' mancato ed al quale la reagenza, di un'apoteosi G ermania," anche se con mag- zione sarebbe stata pi lenta e zia sulla semplice bont. gior malagrazia di quelli di difficile. l nomi? Li sappiamo tutti ed :\merica: l'invito al lusso, alle * inutile ripeterli. Come sap-bcili fo rtune, ai' successi imRimangono, o per essere piamo quanto d'essi si beasse m a itati e alla dissolutezza del esatti rimanevano i film d'improprio quella categoria, cos costume Tra; amore e sensuapostazi"one che, doppiati, pasvasta, di pubblico che per de-li, tra sentimento cd erotisavano, possiamo anche dire ficienza di educazione e per sr;;o : nessuna differenza . Se triortfalmente, sui nostri sche.rdebolezza di carattere pro-n,; n fossero stati gli occhietti mi. Quando parlo dell'effetto prio la pi esposta a P"rcini e la goffaggine di Elsa deleterio di certi spettacoli, io i malefi<:i effetti. k.'rlini in fregola di dramma.:. penso specialmente alla provinChe dietro a quest'orgia di ti,_i t Mclodrcunma avrebbe eia," ch il cittadino, in genere pellicola ncgatrice di ogni va pnrtato nei pi lontani paesi pi smaliziato e scettico, offr )ore spirituale ci sia una turba della penisola la giustifi-caziominore presa. Il provindale infamelica di ebrei che ,ivono ne, l'ineluttabilit e quasi la vece per il genere stesso di vita incitando e solleticando i pi cs1ltazione dell'adulterio e del che conduce s'illude pi facilbassi istinti dell'umanit con su:cidio come l'arte dell'ebrea mente c pi facilmente casca un'abilit proprio il caso l'aveva portati pel in trappola in proporzione indi dire diabolica superfluo r e :to del mondo. versa all'et Immaginate il ra-dimostrare. E ci nonostapte chi potr gazzo, studentello in paese che Dai Mayer ai Goldwyn agli mai dire dell'effetto causato in passa i pomeriggi al cinema. Zanuck, lo stato maggiore e fin tante testoline di sccmette dalle Pensate alla ragazzetta che -la gli ultimi scagnozzi della cint:p(,pr ike, dalle 1:-istte, dalle pubert sospinge sulla <:bina matografia americana, gli ebrei c via dicendo? pericolosa desideli insodimperano dispotici. >:on si dice tutto questo pt!T disfatti e dci misteri attraenti. Quell'austero imbecill e dd i mralisti pi o meno bar-Ditemi ora, in coscienza, se colonnello Hayes li copre col bosi. Ma evidente he il tenavete un figlio o una figlia, che mantello ufficiale della centati\ o di strozzare sul crescere, cosa pu su quelle molli anisura, perch possano manometanzi sul rinascere, la cinema-mc in formazione l'esempio tere e falsare la sto'>ria, come togral.a italiarta; di sviarla e suggestivo della storia facile ha1ino fatto decine e decine di tra.-iarla, per traviare e sviare raccontata sullo schenno nella volte, esaltare Israele ( cumc il e la morale degli itapenombra della sala con una han fatto, ad esempio, coi lia11i, c stato ed in pieno:-Che immediatezza di rappresentaRothsclrild), propinare agli la colpa sia stata poi pi degli zione da far dimenticare che idioti cristiani, che uer di pi di Germania pronti a cefrutto d'invenzione c non pagano bene, il velend <,Iella bedrre i diritti per la copia dei piuttosto tm brano di vita vera stialc democrazia trionfante, l oro meschipi e amorali pro. e vissuta colto di sorpresa da e il sonnifero della lussuria. dotti o della scemenza dei proun operatore indiscreto? C' bisogno di dire che lo dutto ri italiani, questo pi Pensate a tutti i film ame-aver chiuso le porte difficile stabilire. L'a<:cordo cer-ricani che avete veduto e ditea questi tossici frutti dell'alto stato ammirevole e la cormi se non si possono colltare bero di Giuda stato un provrispo ndenza d'a.mQrosi sensi. . sulla punt delle dita quelli da vedimento in difesa dell'inte-C?s che c' d ringraziare il cui trarre un insegnaJ:Dento grit della razza? Stgnore se la povert di mez1.i sano, se le di ANTONIO PETRUCCI 'li giudeo Lubitsch 29

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C[hi studia le condizioni dell'Italia dal '70 ad oggi, al di sopra delle considerazioni di partito, non pu fare a meno di constatare che non sempre noi italiani siamo stati padroni in casa nostra. C' un periodo, che si pu limi tare ai primi trent'anni di questo secolo, nel quale l'Italia : stata gradualmente conquistata dagli ebrei: di fronte ad essi il nostro Paese, specialmente nell'immediato aniegueria. e_ nei primi cinque anni -dopo la Vittoria, si trovato in uno stato di vera e propria subordinazione; la dominazione giudaica allora : stata incon trastata. Il fenomeno della penetrazione giudaica in Italia di una gravit impressionante, assai pi grave di quanto si pensi comunemente. Le mire del giudaismo internazionale vanno dal dominio finanziario e dalla graduale distruzione delle industrie del paese, che invadono, lino al suo asservimento politico completo. Il potere degli ebrei in Italia era giunto a tal punto che sembrava una fatalit ineluttabile di fronte alla quale moltissimi pensavano forse inu. tile lottare, preferibile sottomettersi. Ma il Fa scismo sorto in tempo a difendere la integrit del nostro popolo ed oggi, che gli ebrei sono stati esclusi da ogni attivit nazionale di respon. sabilit, gl'italiani continuino lo stesso a diffidare degli ebrei e indagando lino a che punto la lue giudaica ha tentato di infettarli, consta tino la loro potente opera di penetrazione negli organismi nazionali raggiunta principalmente a mezzo delle banche. Vediamo un po' com avvenuto l'infeuda mento ddla economia italiana per opera degli ebrei, e prendiamo ad esempio l'azione della B:mc.r Commerciple fin dal suo sorgere Chi si adoperi'> alla fondazione di questo isti tuto bancario fu Francesco Crispi; ma se egli avesse potuto prevedere le conseguenze dd suo atto, animato da tanta fierezza italiana com'egli era, avrebbe soffocato in tempo la piovra giu daica che in esso si nascondeva. Il perch nac que questa nuova banca lo si pu dedurre dallo stesso volume dello statista siciliano : Que stioni internazionali (diario e documenti or dinati da T. Palamenghi-Crispi). Si era alla Tri. plice e la Francia, per punire l'Italia di e-ssersi alleata con la G<:rmania, colp di discredito il Consolidato e gli altri valori italiani quotati alla Borsa di Parigi. Allora F. Crispi pi volte in teress Bismarck per ottenere che l'Alta Banca germanica (l) intenenisse a favore dei valori italiani ostacolando e frenando la fiera campagna francese al ribasso. Ma poi che m>n serr.pre l'azione dei banchieri tedeschi riusc sollecita ed efficace quanto abbisognava, F. Crispi nel 1890 appoggi diplomaticamente la creazione dell'l.fli. Juto it.rli.r110 di credilo fonJi.Irio con il concorso di un Sindacato bancario tedesco e nel 1S94 favor in tutti i modi la fondazione della B.t1tc.r commerciule it.tli.rna con un capitale di soli 20 mtlioni pressoch interamente di ebrei. La clientela : il personale, gli uffici del Credito mohilimt formano il primo nucleo del nuovo isti tuto. Nel ftbbraiu 1895, pure con un capitale di 20 milioni e anch esso in prevalenza di ebrei, si costituisce, sulla organizzazione della vecchia Bmtc.t di Geuot!ci, il Credito itali,mo. Nei ri spettivi consigli di amministrazione predomina no, naturalmente, gli ebrei ; le direttive e gli statuti ricalcati su quelli delle banche c:bree-tedeschc di tipo misto. Ecco, all'ingrosso, l'atto di nascita ufficiale. Ma guardiamo pi a dentro il come e il perch ciel sorgere di questo nuovo istituto bancario. L'idea fu manifestata dal sig. Schw;1bach ( ebrto), capo della casa Bleischrocder (ebrea) all'ambasciatore conte Lanza c Crispi (2) ader (l) L'alta finanza della Germania di allora c;, tutta nelle mani degli ebrei. (2) Alla mente del Crispi, come a quella degh altri uomini politici del tempo, la gravit blema ebraico e dell'internazionale ebrmcu e ael suo pericolo non si era affacciato n1en crn.: m ente alla proposta. In soli Vt"O.ti anni il capitale iniziale della banca da 20 milioni pass a l ::>6 milioni Alla vigilia della guerra europea la Bttncll com-merciale, go vernata da tre ebrei (Weil, Jod e Toeplitz) gestiva denaro italiano per l'enorme sonuna di 800 milioni ,I tre ebrei nominati si erano divise le diverse mansioni baricarie, economiche e' politiche della banca sulla base di un pro. gramma ben studiato e definito : il controllo completo, assoluto, dell'economia italiana. Sono qutsti tre messeri che hanno tessuto la rete che si distesa su tutte: le industrie nazionali: Gli ita li ani che figuravano nel consiglw d'amministrazione della Balle.; ,ommerci.rle non erano altro che: uomini di paglia e teste di legno, a cominciare dal suo pre sidente sen. Cesare Mangili. Ma vediamo un poco <-f era diretta e amministrata:, :nu mericamente e qualitaji(ar:ncntc:. la Bc1nct1 commerci, l e iJaliant{ (allo scoppio guerra. europea) : Itaii.rni : l. dsar e senatore del Re: ho. Milanp; 2. Gaspare Finali, scnal(;'c ck l Regno, Roma; 3. Luigi Canzi, senatore del Regno, Milano; -l. Conte Giberto Borromeo, Mila no ; 5. Davide Consiglio, sena tore dd Regno, Napoli; 6. Con t t Zeffirino Faina, senatore dd Re gno, Perugia ; 7. Cesare Baldui no, Genova; 8. Marw Besso, (ebreo), pres d<:! le A uicu.-azioni generali. Venezia; 9. Luigi Mar. saglia, della C.r.rr1 L. di Torino; lO. Marchese Giovanni di Montagliari, Firenze; 11. Eu genio Pollone, Torino; 12 Conte Carlo Raggio, deputato al Parla mento, Genova ; 13. Conte Gero lamo Rossi, senatore del Regno. Genova ; 1-1-. Ignazio Florio della Ca1.1 I. e V. Florio di Palermo ; 15. Giusepp Sahadun (ebreo), Roma. S1ranieri : l. Sir Giulio Blu m, vice presidente dell'l. R. Prir. St,;bilimmlo .ruJiriaco di Credilo per il Commercio c I'InduJtri.r di Vi enna ; 2. Dott. Giulio Fre}', presidente della de Cr-dit Sui.r.re. Zurigo; 3. Giovanni Kaempf, presidente della B ,mk fuer H.tndel und JnduJirie. di Berlino (nonch nientemeno che presidente del Reichstag); 4. A,{olfo Klein, consigliere generak della Banw Anglo.flll.fii'IC.I di Vi enna; 5. Hugo .Marcus, direttore del Wiener B.rnknrcilt di Vienna: 6 Hans Schuster, am ministratore della Dresdner Rmk di Berlino ; 7. Dtltt. Paolo von Schmabach. della ditta S. Blei schroeder di Berlo no; 8 Edgardo Stern, della. Casa A I. Stem c C. di Parigi; 9. Giuseppe Enrico Thors, onsigliere di arnmi nistrazionc: della de Ptlri.< ;;; d..r P:J}J v.1.r di Parigi; lO. Turettini direttort generale della B.1nque de Pari et de.r P.J_rJ RIJ di Parigi; 11. Fra n. cesc o Urbig, gerente Jella Di .rconlo Ge.r. di Berlino: 12 Er Nathan Rothschild. fondatore della casa di Londra :n

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:na nno Wallich, cunsigliere di ainministraziun.d<:lla DeuJsche dt Berlino; 13 Max Winterfeldt, consigliere di aiT'.ministrazione dd la Berlmu Hande/J Ges. di Berlino; 14. Fe derico Zakn-Geigy, vice presidente ddlo Schuei. zcriicber B.:nkverein di Basilea; Emilio Odier, della ditta Lombard, Odie e C. di Gi nevra; 16. Orazio Finaly, direttore della de Pari.! el d es Pays Bas di Parigi; 17. Otta Joel; 18. Federico Weil. Quasi tutti ebrei. Quanti ebrei fra italiani e stranieri in quc:sto Cunsiglio d'amministrazione? Gli ebrei suno quelli che hanno competenza tecnica in materia di banca e di finanza e presiedono i posti di comandu e di mntrollo; i non ebrei suno in nmpetenti e hanno riservati i posti di minore tmpurtanza: hanno figura decorativa. Pt:r ia delle mansioni di maggir riliev> osserviamo che i consiglieri deleg.lti sono dm:: ebrei tedeschi: Joel e W e;-(; la vice-presidenza (: tc:nuta da altri tre ebrei: Wintcrfeld, Blum e Fn:y; i quali ultimi, per pudore ( 1), furono poi sostituiti da due vfnerandi nomi di italiani: i senatori Finali e Canzi. Allo SCIppiare della guerra ::uropea la nostra soggezione alla internazionale ebraica aumentava ;empre pi, e aumentava naturalmente col cct: ,cere dello strapotere della B.mcJ commercia/t:. Questa influenza decisiva e delc:teria su tutta h1 vita economica e politica italiana, per opera della internazionale ebraica venne documentata :n una serie: di articoli della Vila l.tliana e nel !ibru dd Preziosi : La Germania alla conquidt:ll"ltalia ( 191 e provoc: dtipo sei mesi di guerr;t, le improvvise dimi.ssioni dei consi glieri stratueri della B. C. appartenenti a zioni belligeranti. Trc:dici, su diciotto, si dimet tevano ; ma rimanevano i capi listi Joel, Weil c Toeplitz, gli esponenti maggiori e pi fattivi, tre uomini sui quali s'imperniav"' tutta l'azwn:: politiGt ed ::braica della B. C. Al dis<:pm anch;: del Il-person:: rima neva nelle loro mani il do minio ddle assemblee. Una idea sulla natura l'importanza dell:: v:uie industrie dominate dalla B,t/lctt camme,.. .-i darla r elenco seguente pubblicato da G Prezinsi nel libro gi citato. In tsso con b !ttttra C. sono distinte le aziende nelle quaii la Banca ha parte costitutiva: !1/(lfl.rllit tu.rili: Societil. italiana De Angeli per l'industria dei tessuti stampati Milano. Cownilicio Valle Seriana Gazzaniga. Maniiattura Fcsti Milano. C. :=otonificio Val d'Olona Ogna Candiani Arsizio. C. Manifattura Rossari e Varzi. C Cotnnificio Cova Milano. C. Societ ligure napoletana di filatur .t c tessj.-tura Napoli C. Cutonificio Valli di Lanzo Torino. C. Manifattura e stamperia lombarda Milano. C Cotonificio Valle di Susa ( Wild e Abcgg) Torino. C<)ton Turati Milano. C. Cotonificio Rolht Giuseppe fu Francesco Torino. C. Cotonificio Piemontese Mathi. C. Societ fabbricazione fez C. Scavia e C. Mortilra. C. Cotonificio Piemontese Mathi l ndNJ/I'e ,-himhhe. elellwJecniche, orf,alliche ed Jj/illi : Societ italiana pel carburo Ji calcio Roma. Societ gas di Roma (Anglo-Romana). C Fabbrica candele steariche di Mira C Societ italiana forni elettrici Roma Caricatura di Rothschild/(1840) C. Societ italiana per la fabbricazione dei pro dotti ctzotati t di altre sostanze per l'agricol tura Roma. C U;tiune italian;t fra consumatori e fabbrica tori di wncimi chimici Milano. C. Sucit:t italiana per T esplosivo Promethe Napoli. Societ generale per l'illuminazione Napoli. C. Societ anonima cartiere Pietru Miliani Fabriano. C. Carttt:rc.: di l5esozzo Milano. Societ italiana i lt:ttruchimica Rom, :. C Societ anonima genovese ghiaccio cd industrie affini Genova. C. Concerie italiane riunite.: Torino C. Amideria italiana Milano. C. Societ anonim;t iabbrica chimica Arentl la Palermo. C. Curisolt:um: Soci e t italiana per l'industri:t degli oli Mira C. Cotonificio Piemontese M,lthi. I 11d11Jtrie dimelllllri: C. MoLni alta Italia Genova. C. Societ mt:ridionale di macinazione Napuli, Distillerie itali> So(iet anonima ligure imprese cc>. struzioni. C. Quilrtiere industriale nord Mil.10o Milano C. Societ terreni industriali Tt>rretta Milano. C. Istituto case popolari ed economiche Milano. btituh> di stabili . Roma. Societ generale imrr.obiliarc di lavori d i utilit pubblica ed agricoht Roma !ndu.
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C. SQciet .cristallerie riunite Dusmert Paolil: lo NapOli. C. Cristalleria c vetreria veneziana "gi Fran chetti M11rano. Societ comfilerdale Milano Societa immobiliare lombardo-veneta. Soc;et commissionaria orientale. 'SoCiet commissionaria di esportazione. l ndustrit< dei forestieri: C. Compagnia italiana dei grandi alberghi Venezia. C. Societ anonima Fiuggi Roma. Societ 'terme di Agnano Napoli. Societtl elettrit:he: Societ Edison di elettiicit Milano. Societ romana trams omnibus Roma. C Unione italiana tramways elettrici Genova. C. Officine elettriche genovesi. Genova. C. le .idrauliche della Liguria C. Soc1eta Idroelettrica ligure Milano Societ elettrica Conti. A.E.G. Societ italiana Thomson-Houston di elettricit Milano. Societ elettrica Milani (gi Canali ftfilani) Verona. C. Societ elettrica della Sicilia orientale Milano. Societ elettrica dell'Adamello Milano. C. Societ adriatica di elettricit Venezia. Societ toscana per imprese elettriche F;. renze. C. Societ per lo sviluppo delle imprese elet triche in Italia, Milano (Cismon Brenta, Riviera di Ponente). C. Societ ligure toscana di elettricit Livorno. Unione esercizi elettrici Milano Societ napoletana per imprese elettriche -Napoli. Societ el'ettrica comense. A. Volta Como. C. Societ per l'utilizzazione delle forze idrauliche del Veneto (cellina) Venezia. C. Societ friulana di elettricit Udine. Societ telefonica alta Italia Milano C Societ generale elettrica pugliese Bari. Societ prealpina per imprese elettriche Varese. Societ idroelettrica della Valle d'Aosta Milano. Societ bolognese di elettricit Bologna. Societ per le forze idrauliche della Sila. C. Societ: imprese elettriche ed idrauliche del Tirso Livorno. Societ meridionale di elettricit Napoli. Tra le industrie che la Con1merciale aveva ag. gwgate al suo carro era anche quella giornalisti. ca: con un gruppo di metallurgici era padrona della Tribuna. Ma a documentare l'intricata ramificazione di influenze e di partecipazioni che la B. C. in specie e gli ebrei in genere avevano nel nostrJ organismo nazionale non basta l'elenco su ri portato; occorrono altri esempi. L'industria degli armamenti (siderurgica, me. meccanica), delicatissimo settore po htlco, era in mano della coalizione giudaica: gli Alli forni e auiaierie di Terni, la Wi.kers Terni, L'Ansa/do, .la Oder.o, la Orlando, la Societ siderurg:a di Sa11ona, gli Alli forni e miniere dell'Elba, /'Il va, la ligt'.re Altrettanto si pu dire per le societ elettri che : della Societ Mdira erano proprietarie ta .\fotor di Baden, la Banca di Gi nevra, la Societ per lo sril11ppo delle imprese in lt111it1, la Societ di Firenze (presied: dal sen. Mangili della Com merciale); della Societ della V alle del Tronto era proprietaria la Societ tedesca Lamayer, as sorbita poi dalla AllgefllH/Ie Elektrid1t11s Gese/1-uha:ft di Berlino, presieduta dall'ebreo thenau. LA CASSAFORTE "Pazienzal .. C questa, si dice sempre l'ultisa parolal (Caricatura pubblicata da C Psst .. .l :. all'epoca dell'affare Dreyfus). La. Soet ,generale di elelltit di Napoli era dalla Ban.ca Franu;-Suisse e perci sotto lmfluenza giUdaica; questa era esercitata pure sulla siciliana, per mezzo del gruppo ::uemens d1 Berlino; mentre la Societ d1 E!euricit della Sicilia .Orient.Jie era nelle mani della Commerd.Jie. Nel IV anno della sua fondazione in Ita lia la. B C. costitu a Milano la Sociel per lo JtJ1I11ppo delle imprese in Italia cos formata : Consiglio di ammin. presieduto da Otto Joel (ammin. deleg della B. C.) altri due consiglieri erano della B. C.; gene. rate l'ing. Pietro Fenoglio e vi apparteneva an che l'ing. Carlo Zander, esponente per l'Italia della Elektro di Zurigo, fondazione della A. E. G. di Berlino; vi appartenevano infine due senatori : I'Esterle e il Della Torre oltre a tre stranieri: I'Hamspohn il Gauchat e il Rathenau (ebrei) Dir. gen. l'ing Barberis E' impressionante l'esame delle partecipazio-. ni assunte dalla Societ stessa in altre imprese di produzione e distribuzione della energia elettrica. Eccone qui ; tppresso qualche esempio : La Soet generale dell' Adanullo era presieduta dal sen. Mangili, presidente della Comme,dale. La Societ di Erano nel Consiglio d'amministrazione : I'Esterle, lo Zan der ed il Barberis, consiglieri i primi due e direttore quest'ultimo della Societ per lo Slli INppo ... Insieme ad altri figura fra gli ammini stratori l'ing. Braida e ne direttore l'ing. Achille Gaggia. In questa Societ Adri111ka era interes sata la Elektro B11nk di Zurigo, rappresentata dal solito Zander; aveva una compartecipa,zione nella per l' 111ilizzazione delle forze i lkhe nel Veneto e aveva assorbito la Soet per le forze Cismon-Brenta : Vi troviamo ancora la gi citata Societ per l' 111ilizza_ zione delle forze nel Veneto con un Consiglio d'amministrazione formato dai soliti Volpi, Gaggia, l:larberis e Zander, Braida., Barbisio e Pitter Cinque di costoro sono pure nella Societ per gl'impi11nti elellrici delle Boite, in Valle del Cadore. Troviamo ancora la Societ .Jnonima di Elellridl Geren1ia G11amieri e come consigl_iet"i la del Guarniet"i, Gaggia c: Barbens. La Souet Friul1111a di elettricit e nel Consiglio d'amministrazione si trovavano Barberis, Covi e Pitter. La Societ Tre. t'I81
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L a legge ha eliminato anche dalle libere professioni gli ebrei, !imitandone l'attivit alla clientela ebraica. libere professioni, gli ebrei avevano finora goduto posizioni sproporzionate al numero e al merito. L'ebreo, pmfessioni,sta libero, si avvantaggiava non tanto per i propri meriti quanto perch

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    La Rassegna della Previdenza sociale, pubblicazione inensile dell'1st. Nazionale Fasista Infortuni faceva capo all'avv. Ottolenghi, gi dirigente del servizio le. gale dell'Istituto . . La Rivista del diritto privato, di-retta dal professore Mario Rotondi, avev un comitato scientifico cos posto: Wolf (Berlino), C. Vivante (Roma), G. Segre (Torino), Levi Ulmim (Parigi), F; Fen:ara (Pisa). La rhista del diritto finanziario contava nel comi tato scientifico: Seligman (New York), Blumstein (Berna)," Pugliese (Trieste), e la nota Rivista del diritto commerciale aveva per direttore C. Vivante. A questo quadro si aggiunga quello costituito dalla larga penetrazione dell'elemento giudaico magi stratura, penetrazione che in cert anni giunse a un punto tale che in quattro .delle sedici corti di appello, i massimi gradi erano occupa# da ebrei. Della pene trazione ebraica fa fede il fascicolo del 31 dicem bre 1938 del Foro Italiano che contiene l'indice som mario dell'annata. Nella prima parte riservata alle monografie, note e osservazic;mi, abbiamo : M. Alati, con una nota ad una sentenza del Tribunale -di Monza; Tu Ilio Ascarelli, con quattro note e osservazioni, segillto. a ruota da Alfredo Ascoli; seguono Ferrara, Forti, .. Montel, Rav, Sereno, per lasciare da parte quei nomi, come Rossi, Bianco, Di N()la, Greco, Vitale, Di Falco, ecc., comuni a ebrei e non ebrei . N il Foro .Italiano soltanto un'eccezione. Il MoIItere dei tribunali di Miiano, nel 1938, di 16 articoli ne pubblicava quattro -di ebrei e di trenta opere re censite cinque sono di autori ebrei. Osservasi in proposito esser lecito presumere che i dati si riferiscano al l o semestre 1938, ch nel secondo, la : campagna antigiudaca in atto dev aver avuto una qualche influenza: sulla penetrazione degli avvocati ebrei, nelle colonne della stampa forense e giuridica . Questa preminenza nel settore universitario, questa penetrazione nel settore delle pubblicazioni giuridiche, .. sua nella reale sih111zione profes L avvocato 1.6vy-Oulmann. del roro eli Parigi Discussione fra 'ebreL nel gicrrdllo Krassulky di Varsavia

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    el. mercato di Whitechapel. a Londra sionale degli ebrei. Gli ultimi" tre numeri del mario del Foro Italiano dell'anno 1938 pubbicarono circa 400 massime tratte da altrettante.sentenze, emesse dalla Corte Suprema, con l'indicazione dei nomi dei patroni delle parti. Di 400 ricorsi circa esaminati dal Supremo Collegio, in 52 si trovano avvocati dal nome tipicament ebraico (Luzzato, Cammeo, Rimini, Fano, Ferrra, Orvieto, Ottolenghi, Fo, Bolaffi, Asca relli, Olivetti, Tedeschi, Morpurgo, Segre, Sacerdote, Del Vecchio, Ascoli, Coen, Levi, Cagli ecc.) lasciando anche in questo caso da parte quei nomi che non sono sicuramente ebraici. L'indagine quindi, basata su un elemento, il nome, che la fa, se mai, peccare per difetto, d come risul tato che gli avvocati ebrei, figurano nel 1938 in una ottava parte delle liti esaminate dalla Cassazione. Altro che uno per mille! Il delicato campo del diritto, nel quale si interpretano ed applicano le leggi fasciste, non deve essere pi dominato dai grandi avvocati ebrei '>, che gi sorridenti abbozzano teorie a loro uso e consumo sulla natura giuridica della discrimuizione e van mor morando che manca la definizione giuridica -dell'ebreo, giocarellando sui primi articoli della legge sulla razza che secondo essi sarebbero tautologici. Gli avvocati, ha detto il Duce, sono una delle colonne del Regime. Se questa categoria di professionisti non ha oggi quella buona fama che merita, se non altro per gli uomini che in pace e in guerra ha fornito alla Rivo luzione e al -Regime, ci si deve sopralutto agli ebrei avvocati che, postisi in prima fila a fQrza di gomiti, hanno gettato, con la loro sinistra smania di guadagno, una triste nomea su tutta una categoria di liberi pro fessionisti, e l'accentramento nelle loro mani del lavoro professiQnale, ottimamente retribuito, hanno aumentato quella crisi della professione forense che essi, unici fra tutti gli avvocati d'Italia, non hanno sentito e non sentono, ma della quale hanno sino a ieri approfittato per dominare. GIORGIO PICENO D giudeo Bloch; Presidente della CortEo dei Conti di Pcnigi

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    "Determineremo una crisi economica con tutti i mezzi clandestini possibili e coll'aiuto dell'oro, che tutto n e Il e n o s tre m a n i. .. (Dai '' dei Savi di Slon

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    N o n sono pi i tempi in cui una potenza pi segreta de : a guesta ultima imperante aveva il potere di fare cambiare rotta ad u1; g_overno; .n i_ in', cui Sidney Sonnino, figlio di un ebreo anglo"-egi z1ano, arncch1-tos1 m Orumte, poteva menomare per ragioni settarie gl'inte ressi del cattolicesimo, e subordinare per ambizione quelli del popolo, che lo aveva ooorato. della propria fiducia, innalzato a.dignit e prestigio grandi, a quelli della. plutocrazia ebrah::a. Infatti, secondo l'art. 15 del Patto di Londra., stretto il 26 aprile 1915, la Gran Bretagna, la Russia, la Francia avrebbero dovuto appoggiare la opposizione, che. l'Italia avrebbe formulato, ad ogni progetto tendente ad introdurre un rappresentante della Santa Sede in tutti i negoziati per la Pace. Eppure a Londra, tranne un pTestito di 50 milioni di sterline, appen& sufficienti per la mobilitazione e le prime spese di guerra, non si stipul alcuna garanzia n per. le .materie prime, n per gli approvvigionamenti, n per i trasporti. L'Italia affront una guerra, .che doveva durare 4 anni e recare la conseguenza di 500.000 vite stroncate. con la leggerezza di chi fosse stato per compiere una sciuamuccia di frontiera; mentre si prendeva tanta cura di escludere il Santo Padre dalla eventuale Conferenza della Pace. secondo il livore ed il piano degli ehTei. Diceva il Cardinale Bellarmino: Non avvenne mai, che nemici di Cristo e della Chiesa non muovessero pur guerra al Papa (De Rom. Pont. praefactio). Grande e deplorevole incu ria delle cose d'Italia, quando non trascurabile scopo doveva essere la difesa della riserva aurea, nel momento che tutto l'Italia offriva e ben poco rice veva. Simili preoccupazioni non sfiorarono l'anima irrepren5ihile ed inte gerrima di Sonnino. L'Italia venne iugulata. Le casse dei banchieri ebrei si impinguarono, alcuni paesi di oltreoceano dopo la guerra ebbero crisi per sovrabbondanza di oro. Le ripercussioni di tale enorme errore s1 risent-ono ancora. .. .. Nel 1917 in Rue de Cadet a Parigi, vi fu una grande riunione ma:>3onica. Vi intervennero i maggiori ebrei italiani con a rapo Ernesto Nathan il Gran Maestro. In quella riunione, mentre fu deliberato di rafforzare l'azione comune, perch la Massoneria americana spingesse gli Stati Uniti all'inter vento in Europa, fu anche -deliberata, con il consenso {lei Venerabili Fratelli intervenuti, l'annessione di Trieste. di Fiume, della Dalmazia, alla J via. Trmnbic, Vesic, Pasic avevano gi compromesso l loro fornitore di guerra, Wilson sorriso tra i denti d'oro e dalle energiche strette di mano la vita economica del loro paese. Non deve quindi destare meraviglia che questi opponesse alle aspirazioni italiane, ci era gi nelle deliberazioni di Rue de Cadet, ratificate dai rinunziaLari israeliti italiani abbassatori della nostra bandiera, e d'alLra parte, era nell'interesse dell'alta banca ebraica, di cui Wilson era l'esponente, costituire in Europa il triangolo egemonico di Fiume. Danzica e Costantinopoli. Queste tre citt sarebbero divenute col tempo i tre piloni di sostegno della gran rete. che avrebbe dovuto avviluppare l'Europa. Se la storia ha preso un altro corso. non dipeso da quelle buone intenzioni! In The Good Judge:. di Fuller, leggesi una bella massima: 4: gli uomini hanno la pietra di paragone per saggiare l'oro, ma l'oro la pietra di para gone per saggiare gli uomini. Ora tale massima si applica perfettamente agli ebrei. In un giornale -cattolico, che si pubblicava nel 1920 sulle pendici fiesolane, troviamo queste coraggiose affermazioni: La no.:;tra vita indu striale agonizza oggi nelle mani di un ebreo autentico. certo Toeplitz, che fiancheggiato .da un ebreo triestino; almeno cos sembra, perfettamente tedc soo. certo Ehrefreund, ha in mano una vasta rete di intrighi di banche, ferrovie. Il Toepli-tz lavora per conto della Banca Tedesca di sconto Gesellscha.ft e quella Francese Dreyfus. La Banca di Sconto italiana e la Societ Ansaldo avvano .tentato di resistere agli assalti combinati dal Toe plitz, con la Banca Commerciale e la Banca Dreyfus, le cui propaggini pi forti sono i due gruppi deli'Ilva e del Secolo di Milano. ma dovettero cedere e scendere ad un comp1 ; omesso, fissato n pi n meno dallo stesso On. Nitti. compromesso andato tutto a danno del prestigio industriale italiano, t: all'opposto, tutto in favore
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    di operai di tutta .I'Europa Quanto. abbiamo detto dei ebrei e gli avvenimenti che si susseguirono nello. stesso anno 1920,' culminanti nella occupazione delle fabbriche:&, negli scioperi ripetizione: e in altri seri turbamenti, tanto della nostra economia, quanto della nostra finanza, sono una riprova esatta della veridicit dei protocolli: Gl'israeliti harmo avuto sempre maestria l'opinione pubblica, impadronendosi dei giornali, e i.inpedendo fossero ilhiminti tanti angoli oscuri e.vicoli tortuosi della loro esistenza individuale e sociale. Non per nulla nel protocollo XII dei Savi di Sion sc.ritto: Nessuna infor mazione giunger al pubblico senza prima essere stata da ni controllata. La letteratura e il giomalismo -sono le pi importanti forze educative e per questo motivo il nostro governo si accaparrer il maggior numero dei periodici 'Max Bondi, deputato socialista e milionario, controllava nel 1920: l' Avanti, il Giornale del Popolo, la Toscana di Livorno, il N uovo Giornale e la Nazione 1:li Firenze, la Tribuna :. odi Roma, il Cittadino di Genova, quest'ultimo, giornale cattolico. Accanto a lui l'in gegnere Pontremoli del Secolo di Milano, il Senator della Torre, Luigi Luzzatti, Treves e Modigliani costituivano l'orchestra dello stato maggiore ebraico nella stampa italiana. E' vero che il Fascismo, nel settore delle Banche, dopo la guerra Etiopic. ha preso misure difensive contro il ripetersi 1:li consimili situazioni, fra le quali, quella non trascurabile, anche se non diretta esclusivamente contro i) ceto ebraico, della creazione dell'ispettorato per la .difesa del : risparmio e per l'esercizio del credito. che impedisce la creazione d una circolazione fiduciaria insana, emana istruzioni in or1:line alla proporzione fra .Je 1:1iverse categorie di investimenti, ed elimina i dannosi effetti della concorrenza, per l'aecaparramento del risparmio nazionale. Ma occorreva un ulteriore passo, e questo stato fatto con l'arianiz zazone del settore bancario>>. Questo ha eliminato il pericolo. che col tempo il potere politico, come gi in passato, .diventasse 5Chiavo o mancipio t:t:lla onnipotente finanza internazionale. Sarebbe giovevole analizzare sotto tale profilo tanti fatti ed avvenimenti storici, per farsi un'idea del grande pericolo, che rappresenta .l'oro,. quan1:lo in un 'paese accentrato in mani poco scrupolose e sicure. Carlo V, questo m onarca che appare uno dei pi grandi monarchi, fu por tato al soglio Imperiale Germanico, per gli egoistici calcoli della famiglia Fugger, il cui capostipite era un tessitore tedesco, arricchitosi attraverso le infrazioni ai regolamenti corporativi e lo strozzinaggio. Questi banchieri senza scrupoli, distintisi fra le altre loro benemerenze nel mercato delle indulgenze, nella lotta intrapresa dagli Asburgo contro la libert e la co scienza tedesca. con la potenza del loro oro, giuocarono per fini personali un ruolo decisivo. Ancor nella Germania del sud, per alludere all'assenza :di scrupoli negli affari, s'usa la parola fuggern '> (Chamberlain, tmo II. pag. 1125, e seg. La genesi del XIX secolo). ..... Tuttavia i provvedimenti presi relativamente alla limitazione della pro priet fondiaria giudaica debbono farci considerare la necessit di sorvegliare la propriet mobilare ebraica. che grandissima e in taluni centri in proporzione di gran lunga superiore alla ricchezza mobiliare degl'italiani. Ultimamente molte ditte individuali ebraiche si sono trasformate in ano nime, si accentuato cio il pericoloso fenomeno della formazione fittizia delle anonime, pericoloso, perch costituisce una intenzionale limitazione o sottrazione del patrimonio privato, e quindi dei rischi dell'impresa, occul tando tale limitazione, sotto modelli giuridici non creati per tale finalit. Infatti. gli organi sociali e amministrativi di una socet fittizia, esterna mente considerati, sembrano intatti; ma altrettanto !non pu dirsi delle loro funzioni interne. che sono solo apparenti. Tale tipo di societ menoma la garanzia dei terzi. i quali prestano o fidano nell'illusione spesso di avere di fronte degli autentici amministratori, degli autentici sindaci e non degli uomini di paglia. Inoltre la Societ Anonima fittizia, d occasione alle pi larghe frodi fiscali. Gi il Duce ebbe a stigmatizzare, in suo discorso al Consiglio Nazionale delle Corporazioni, il l ottobre 1930, gli autori delle anonime fittizie: com plicano essi, disse, con le innumerevoli societ a catena, che sono tante ahre facce dello stesso prisma, coi consigli di amministrazione che essendo com posti di semplici piantoni non amministrano e non consigllano, 1coi bilanci allegri. con dividendi inventati... GIUSEPPE FQRTEGUEBRI

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    4[i,randissimc:t' l'importanza dell'alimentazione sull'andamento della vita sociale e della stessa civilt dei popoli: non v' dubbio che certi popoli sono superiori ad altri perch, tra le altre ragioni, mangiano meglio. I cibi, infatti, sono energie che s'immagazzinano nei nostri tessuti, e la fisiologia ha provato che esiste un rapporto costante tra l'alimentazione e lo sviluppo corporeo, lo sviluppo della forza e la quantit di lavoro che !'.uomo produce. n Pinard, nei suoi studi sulle puericultura ha riscontrato una stretta attinenza tra l'alimentazione e la robustezza e vitalit della razza; infatti, studiando 1500 nascite, ha trovato che le madri che avevano lavorato fino al giorno del i:xrrto e che si erano mal nutrite, generavano figli del. peso medio di grammi 3010, mentre quelle che avevano trascorso gli ultimi mesi di gravidanza negli ospizi ed erano state ben nutrite, avevano figli del peso medio di grammi 3290; e quelle infine, che da .tempo erano in eli. nica ed erano 'state nutrite a perfezione, generavano figli del peso medio di grammi 3366. Dal che risulta evidente che i figli sani e robusti sono la diretta risultante dell'ali. mentazione materna, come pure le razze forti e robuste sonC:, figlie dei popoli meglio alimentati. Il Voit ricerc qualche anno fa il consumo minimo di cibi necessario ad un individuo per ottenere una sufficiente nutrizione fisiologica, la razione giornaliera, in grammi, del minimo necessario di sostanze nutritive Ici seguente ; per il consumo per r assimilazione albumina qrassi amilacei 118 56 500 105 Ed infatti le ricerche di molti scienziati. hanno confermato che l dove l'alimentazione si mantiene nei limiti fissati dal Voit, si hanno corpi ben sviluppati, forti, sani e attivi; dove invece l'alimentazione si porta molto al disotto delle cifre del Voit si hanno corpi deboli e mal sviluppati. Si tenga presente per che ai lini dello sviluppo in statura, come ho gi detto parlando della statura degli Italiani, una insufficiente e cattiva alimentazione potr ostacolare e quindi ritardare lo sviluppo, ma i limiti di questo sono fis sati da leggi sessuali ed etniche. Esaminando la nutrizione delle varie classi sociali si nota che si consuma; indistintamente per ogni classe, una sufficiente quantit dL alimenti ma non altrettanto suffj .ciente risulta l'assimilazione. Infatti non basta introdurre in un organismo molto maleriale nutritivo, ma necessario che esse venga assimilato e se ci non s i verifica dobbiamo attribuirlo, prescindendo da cau.se di ordine patologi co, ad una cattiva pre-parazione o ad altre ragioni che rendono inutile il pasto. Generalmente s'incentra una irisufficiente assimilazione, dovuta principalmente se non esclusivamente, ad una cattiva preparazione dei cibi, nelle classi operaie e nei contadini. L'insufficenza dell'alimentazione, quindi. come pu contribuire potentemente a spiegarci perch le popolazioni di molte Nazioni d 'Europa (vedi Russia, Francia) siano socialmente inferiori ad altre pure dell'Europa (vedi Italia, Germania), ci mo stra anche come la vita produttiva italiana sia al diso: pra di quella di tutte le altre Nazioni appunto perch ligia al principio che l'energia al lavoro e la forza di lavoro sono Id conseguenza diretta del regime alimentare. Tale principio ben lo compresero i Romani quando davano cibo pi abbondante del solito agli schiavi allorch dovevano compiere lavori pi faticcsi ben lo comprese Napoleone quando diceva che il cuore del soldato era nello stomaco. Gli economisti quando sostengono che gli alti salari portano una maggiore produtti--n

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    La ricerca di sostanze tossiche nelle patate vit da parte dell'operaio, affermano il giusto perch essi si basano appunto sul fatto che l'operaio meglio pagato si nutre meglio e quindi dispone di maggior forza di lavoro. Del resto per convincerci dello to legame che intercorre tra alimentazione e forza di lavoro e di produttivit basta che ci guardiamo intorno per convincerci che gli uomini che mangiano meglio sono i pi attivi e i pi produttivi. In Italia non si mangiano ovunque gli stessi alimenti; il consumo della) carne, che la base di una buona nutrizione, maggiore nell'Italia del Nord che in quella del sud, sebbene la prov incia_ ove il consumo della carne maggiore sia il Lazio; segue poi la Lombardia mentre il minimo consumo di' carne si riscontra nella Basilicata e nelle Puglie. Il consumo. delle uova, che costituiscono una parte importantissima del nutrimento per la quantit di albumina che contengono, abbastapza uniforme in tutta la penisola, seppure una certa prevalenza, sia pure minima, non si riscontra nell'Italia settentrionale. Nel consumo del frumento non notiamo la stessa uniformit; nell'Italia centrale, in quella meridionale e nella Sicilia in particolare il consumo del frumento di gran t'unga superiore_ a quello dell'Italia del Nord, 42 e ei pu spiegarsi col prevalere in queste regioni' di pOpolazioni agricole nelle quali, come noto, il principale nutrimento costituito dal pane. Ricchi di sostapze albuminose sono i legumi ed alcuni come l e fave, i piselli, i fagiuoli, le lenticchie, ne contengono in quantit maggiore di alcune qualit di carni, come il vitello, il bue, il maiale; infatti mentre queste contengono da 154 (maiale) a 184 (bue) di albumina, le fave ed i fagiuoli ne contengono 242, i piselli 228, e le lenticchie 257. (Tavole di Konig). Il consumo dei legumi, sia freschi che secchi, al pari del frumento maggiore nell'Italia meridionale; tale maggior consumo sembra debba controbilanciare il minor consumo di carni che si riscontra in queste regioni. Tuttavia bisogna tener presente che l'equilibrio non viene ugualmente a stabilirsi, perch mentre gli alimenti animali vengono molto bene assimilati, non ugualmente bene vengono assimilati quelli vegetali perch. le parti nutritizie di questi sono contenute in pareti di' cellulosa difficili ad essere attaccate dai succhi digestivi, sicch molto spesso parte delle sostanze nutritfzie passand, avvolte nelle cellulosa, nel canale digerente e vengono espulse senza essere assimilate. Un'altra necessit-del nostro organismo quella del quale j>er il bisogno pi meno necessxrio sec:Ondo il genere delle alimentazioni; ebbene il consumo del sale maggiore nell'Italia meridio.nale che non nell'dita lta)ia; infatti mentre le alimentazioni prevalentemente a base. di carni hanno ineno bisogno di sale, quelle vegetali invece ne richiedono molto di pi e se ricordiamo che questo genere di alimentazione prevale nel meridione, possiamo facilmente renderei ragione del maggior cnsumo di sale. Dando un rapido sguardo alla nutrizione delle classi proletarie in alcune regioni, notiamo -che il contadino veneto nutre principalmente di p0lenta e fagiuoli raggiungendo, secondo gli studi del Celli, una media giornaliera di 87 grammi di sostanze. albuminose 64 di grassi e 561 di amilacei; il contadino emiliano si nu1re di polent, minestra e pane raggiungendo una media giornaliera di 100 grammi di sostanze albuminose, 56 di grassi e 598 di amilacei; l'operaio romano si nutre di cibi vari, principalmente di minestra, raggiungendo una media giornaliera di IlO grammi di sostanze albuminose, 41 di grassi e 544 di amilacei. Il contadino dell'Italia del Sud completa la sua nutrizione quotidiana con castagne e raggiunge una media giornaliera pi bassa di quelle sinora osservate : 98 gr. di sostanze albuminose, 56 di. grassi e 448 di amilacei; anche la media giornaliera di sostanze assimilate dall'operaio napoletano alquanto infriore e ci devesi al fatto che egli sostituisce parte albuminoidi digeribili nel cibo, con equivalenti di sostanze non azotate. Per concludere possiamo dire che in Italia il problema dell'ali.mentazione stato affrontato in pieno ed in pieno risolto, i pochi dati che abbiamo citato ne sono la pi limpida conferma, ma anche se non sero dati e statistiche si potrebbe ugualmente affermare che il popolo italiano nella sua sobriet pi che sufficientemente nutrito ed a ci deve di essere annoverato tra le razze forti e robuste. EDMONDO VERCELLESI

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    p :EJI, LA. La lo eontro Dlala JLa eostituisce uno problemi della pi grande importanza per i territori dell'Impero; importanza di natnra_razziale. sociale ed economica. Abbiamo illustrato in un precedente articolo il pericolo dell'infezione malarica per la sanit della razza e sarebbe inu tile ripetersi, ma il problema oltre che umanitario e genetico riveste un grande interesse economico e sociale. Poich l'economia dell'Impero dovr avere uno sviluppo essenzialmente agricolo il principale ostacolo che oSi oppone allo sfruttamento delle immense estensioni di terra in Etiopia costituito appt:mto dalla malaria, cos c,ome accaduto per tutte le colonizzazioni. Se per altre nazioni si trattava quasi esclusivamente di questione eeonomica, per noi ben maggiore quando si pensa che intendimento del Regime giungere gradatamente e .sia pure con le dovute cat1tele alla colonizzazione bianca, ossia al trasferimento in Etiopia non pi di imprenditori e lavoratori isolati ed abbandonati a se stessi. ma di forti gruppi di famiglie coloniche che dovranno formare in seguito nuclei sempre crescenti di po polazione metrqpolitana. Quindi il problema malarico assume ben diverso aspetto da quello che presentava sino a tempo addietro; oggi non pi il singolo operaio, che, nel caso di infezione malarica, poteva venir senz'altro rimpatriato, ma di intere famiglie che si -trasferiscono nell'Imper e non si pu quin di assolutamente pensare a seguire il sistema del rimpatrio. Per cui occorre affrontare e risolvere tempestivamente il problema sotto tutti gli aspetti. Se la mortalit .per malaria, grazie ai progressi realiizati dalla terapia, molto ridotta, non per questo deve esser tenuta in minor con to la valutazione dei danni prodotti dal paludismo che investe soprattutto l'efficienza del lavoratore. Statisti!c:he rigorosamente condotte in aziende agricole situate in localit malariche hcmno portato alla conclusione che la quantit di lavoro prodotta da un agricoltore che aveva sofferto di infezione malarica risulta mmore dal 30 al 40 per cento di quella prodotta .da. un agricoltore sano. A. (Pseudomyz) gambiae (Da A. M. Evans: A short illustrateci guide to the Anophelines ol Trop. and S. Africa, tav IL E poich il colono ha con s la famiglia risultano evidenti i danni morali cd economici che terrebbero dietro alla sua malattia. La salute della famiglia la sa-. Iute della razza. Perch i figli siano sani c possano affrontare la vita nel pieno pos sesso di tutte le capacit, bisogna che sia-. no concepiti da genitori sani. E' partendo da questo presupposto base e dalle altre considerazioni sopraesposte che hisogna vedere nella malaria un pe ricolo che pu incidere profondamente su patrimonio razziale. sociale ed economi co della Nazione: e pertanto la lotta contro questa malattia non deve essere frazionata, ma inquadrata in un piano organico che abbia per finalit non tanto la cura dei malarici, quanto, e soprattutto, 1a prevenzione dei sani. Questo appunto vuole significare l'isti tuzione del Servizio Antimalarico alle di pendenze del Governo Generale dell' A.O.I. che deve impartire le direttive tecniche e coordinare tutte le attivit nei territo)ri dell'Impero. Fra queste attivit delle pi importanti senza dubbio quella che deve svolgere l'Istituto di ?vlalariologia di Roma In seguito ad una convenzione stipulata col .l1Iinistcro dell'A. L l'Istituto di Malariologia ha in corso di impianto tre eentri di stu dio nei territori dell'I m pero e nulla esclude che in seguito questi possano essere aumentati a seconda delle esigenze locali e dello sdluppo del piano di colonizza zione in quanto bisogna tener presente che non basta s\olgere un' azion e pratica contro la malaria. come quaJcuno potrebbe supporre. Non sufficiente cio proteggere meccanicamente le abitazioni spandere larvi cidi sulle raccolte idriche e far eseguire. la profilassi chininica per impedire che l'infezione attecchisca il) una regione. Con questi mezzi diminuiremo senza dubbio la percentuale dei malarici, ma non riusciremo ad avere completamente ragione del paludismo. La bonifica dei terreni, la bonifica umana e lo studio degli anofeli trasmettitori costituiscono altrettanti caposaldi della lotta contro la malaria. 43

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    DISTRIBUZIONE DELLA MALARIA. NEL. liONDO Se la bonifica dei terreni pu in molti casi nell'Impero non essere economicamente conveniente, non aftrettanto pu dirsi della bonifica umana: gi preconizzata da Camillo Golgi. Il metodo pi razionale per prcvenir.c la malaria senza dubbio quello di impe-Capillari .del cervello pieni di parassiti de ila forma estivo.:autunnale dire la trasmissione del parassita dal ma larico alla zanzara. Ma questo che per Golgi e Koch e Gosio era soltanto un'aspi zione oggi una realt. Possediamo infatti il medicamento che sterilizzando il inalarico rende impossibi le I'infestazione dell'anofele. Jerace e Gio.vannola in un bellissimo la voro sull'azione sterilizzante della plasmo-44 china. sui gameti dei. malarigeni hanno potuto stabilire in modo incon testabile che gr. 0,02 di piasmochina sono sufficienti per privare con certezza i gameti della loro facolt di I:iproduzione, e questo in un periodo di 7 giorni. Quindi basta dare 2 centigrammi di pla5mochina per il -periodo della stagione epidemica a tutta la popolazione per annullare i ser-batoi d'infezione. ln qualche caso per la plasmochina, somministrata per un periodo di tempo, ha dato luogo a fenomeni tossici. Missiroli e Mosna sperimentando la <.: certuna '>, un nuovo prodotto appartenente alla serie della plasmochina, hanno dimostrato la possibilit pratica della bonifica umana. La certuna infinitamente meno tossica della plasmochina perch manifesta la sua efficacia nella dose corrispondente ad uri sesto di quella tollerata. . L'esperimento pratico di t>.Hssiroli e Mosna fu compiuto a Zapponeta (Foggia), paese..-di circa mille abitanti con malaria iperendemica. Il medicamento venne som minist'rato dal I" maggio al I 5 ottobre del 1937, ossia nel periodo in cui il numero. degli anofeli_ tale da assicurare la diffusione dei parassiti: ll trattamento vemie esteso a tutta la popolazione perch gli Autori hanno osservato ch praticamente impossibile trattare i soli portatori dei gametociti. Complessivamente fu sottoposto ad rimento il 90 per cento della popolazione scnza che si verificasse alcun fenomeno (
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    fcl.ismo; giusto il contra'rio vi pu essere .anofelisnio senza . L'imporlnza che va assumendo lo st-. di o d'lle zanzare per tutte pra,tiche che haimo questi insetti co11 la patologia: rende la neces. sit di non trasctirare il fattore anofeli co In qualsiasi .. di .lotta an malari. .. . Le carattristicl;te degli ambienti nei quali si sviluppano le h\rve e quindi i tipi di raO<:Olte idriche, la composizione e la temperatura dell'acqua e dell'atmosfera, la .fficdologia e le modificazioni biologiche delle .larve in rapporto all'ambiente, i dati sulla biologia e diffusione geografica delle spe ci anofeliche dell'Impero sono tutti-: problemi di grandissimo interesse perch direttamente in rapporto all'epidemiologia della malaria. . Per questo, uno dei pi impor tanti da affidare ai medici dell'Impero deve essere quello di stabilire l'inventario delle speci locali di Anofeli, di compilare la carta delle raccolte idri che larvigene, di creare in una parola la geografia ano felica Sino alla conquista le conoscenze sulla fauna anofelica dell'Abissinia erano man chevolissime, e pertanto da questo punto di vista si poteva considerare l'Etiopia quasi del tutto inesplorata. L'elenco pi completo che si possedeva era quello dello Scott, secondo cui le spe. ci anofeliche della regione etiopica erano in tutto cinque: l'A. mauritianus; A. -(Pseudomyz.) A. (Cellia) pha roensis; A. (Cellia) squamosus e A. (Myz.) deml!illcmi. Questo elenco era basato su ricerche condotte soltanto in due zone. Una di que ste era Bahrdar all'estremit sud del Lago Tana e l'ahra una zona circoscritta con centro Addis Abeba. Dopo tre anni le speci anofeliche ac certate in Etiopia sono, salvo errore; le seguenti: A. mauritiantls; A. (Pseudomyz.) gam biac; A. (Cellia) pharoe11sis; A. (Cellia) squa nw.sus; A. (Myz.) demcilloni; A. (Myz.) funestus; A. (Myz.) cincrcus; A. (Myz ) pretoricnsis; A. (Neomyz.) crystyi, A. (Myz.) ga.rnhomi; A. (Myz.) dthali. Ques ta lista potr natura-lmente aumen tare con l'intensificarsi delle ricerche. Di tiotevole importanza stata la scoperta dell'A. (Myz.) dthali che era considerata una specie non africana. Per la morfologia di queste speci si h;tno dati abbastanza completi. Invece poco si conosce delle caratteristiche bio logiche che hanno la maggiore importanza per l'epidemiologia malarica e per la lotta antianofelica. . Delle speci sopraelencate gli anofeli si curamente vettori di malaria sono l'A. gcunbiae; che rappresenta la specie africana pi largamente diffusa e pi temibile, e l'A. fu11estus. Per tutte le altre speci non possediamo ancora: dati ben chiari re lativamente all'importam;a patogena. Ri mane ancora .dunque un vastissimo campo ii ricerche che dovranno servire di base al di -proii:iasi ma:lar.ia: Per iiltra. questi studi necessario che i medici preparati c al corrente di tutte. le ricerche anteriori .e dei risultati acquisiti, L'opera di specializzati non pu b;1stare a colmare in breve tempo quella gr!-nde .macchia bianca che era .rap presentata dall'Abissinia nella carta lari ca del mondo. E' du:nque bile che i medici coloniali siano m zioni di poter determinareJe speci anofe. liebe e compiere studi ed esperimenti stt quelle il cui ciclo evolutivo e la cui bio.-. logia sono ancora ignor.ati. . Nell'insegnamet1to universitario l'ento mologia medica e la. malariologia non hanno quasi posto; lacuna potr benissimo essere rolmata dall'Accademia Coloniale che nel preprare i funzionari e i medici alla vita dell'Impero dovr tracciare il programma degli studi che debbono essere .cmpiuti e incoraggiar! i nel desiderio della: r cerca scientifica finch meglio sapendo possano meglio servire. ALFONSO PETRUCCI P;;,lpq splenica con pqrassiti inclusi nei fagociti Nei letti dei fiumi durante la stagione secoa e nelle anfrattuosit del terreno accidentato subito dopo le piogge, si formano delle pozze di acqua stagnanti che costituiscono l'ambiente ideale per lo sviluppo delle larve di anofele

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    Trasfusione :del sangue . )[ fattori della circolazione del sangue sono principalmente s ha netto della di alcune parti ( oltre il s angue) il cuore, le arterie, i ocapillari e le vene. La deli'uomo fino all'impossibilit di servirsi di un braccio o di buona efficienza funzionale dipende dalla forza .del onore e dalle una gamba, o di tutte e due. A reRdere gra. ve il fatto concorre difficolt che esso deve vincere nel suo lavoro: per ora noli in maniera indiscussa la sua incurabilit. A buon conto un am .dimostrata alcuna particolar elettivit di razza delle malattie malato in quest condizioni ha bisogno di lunghe degenze: il a c ute del cuore. Pi importante l'aspetto del disturbo cronico che wol dire uomini almeno hiservibili per mes } del lavoro del cuore nel nostro tema: infatti in molte condie per anni. . ziorri si riochiede una aumentata efficienza cardiaca, richiesta di Poco si s dei capillari e ci sono .. molte incertezze. lavoro aumentata che va a scapito delle energie di riserva del Le malattie "elle vene a prima vista sembrerebbero interessar!' cuore. Nell'israelita, essendoci una maggiore tendenza all' obe la razza degli ebrei meno delle altre, in quanto che sono j)[e sit minorata la possibilit di una buona efficienza funzionale ferenziali delle persone che debbono stare in -piedi e de} c uore, perch, eome sappiamo, negli ebrei si creano .molto: se pensiamo per che per il prodursi di alcune disfimlari diffieolt di circolazione. Se aggiungiamo che in questi sog. zioni d 'elle vene ha i:mportan.Za la diminuzione di na,certaJorza getti con notevole frequenza s i riscontra il diahete, ci rendiamo detta .a trgo che risulta dal buon funzionamento del conto come il cuore sia meno elastico alle necessit, dato che, cuore, -delle : .arterie e del movimento si vede che in come gli altri organi, anche esso rimane danneggiato nel suo persone a che ostacolano il moto, questa forza trofismo dal diabete. La pi facile arteriosclerosi nei semiti rendimin'uita e la funzionalit delle vene peggiorata. de molto meno elliciente il cuore perch se le sue arterie sono Insomma, i soggetti di razza ebrea pi di quelli dirazza ita menomate il cuore nutrito male Non solo: ma essendo freliallll' sono esposti ad alcune malattie: specialmente delle quente la arteriosclerosi in questi individui J il cuore sottoposto periferiche e del .-ricambio; questo fatto inoppugnabile un'al. ad nn maggior lavoro, perch ci vuole pi forza a far passare tra conseguenza della .diver-Sit. di razza; e da esso deriva un il sangue nei vasi in-duriti; e il facile aumento della pressione corollario, cio : sia per rgwni intrinseche alT: albero circoladel sangue negli ebrei rende pi difficile il buon funzionamento torio (soprattutto cuore, a.rterie periferiche) sia per ragioni del cuore . estrinseche all'albero -stesso (obesit, -diabete, ipertensi001e, ecc.) Per quello che riguarda le arterie dir che le malattie croui-l'israelita in di' minore efficienza rispettO al tipo che ( poich per le malattie acute pare non esistano differenze) italico. Infatti; sia:la condizione menomante unic a colpis c ono in maniera decisamente preferenziale gli ehrei rispet-0 plurima, i] soggetto in media sar in condizioni di to. agli altri popoli Qualunque sia il meccanismo di qeste madeJ.la circolazione nella rapida vita moderna: in poche parole Iattie di arterie, si yerificano sempre delle condizioni per le quali sar un individuo' al quale la vita IDOderna fa venire il fiatone. . . . . BRUNO DELLA MAGGIORE 46 (Del G.U.F di SieDa)

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    UNA NUOVA. PARLATA ARIA :NA eati allo della morfologia e dl restocario, _era che in questa lingua, che : tD.-. st preSentava ariana fino alla prima e,itknza, si attestava la presenza di un siste ma ''rbale con forme deponenti e passin in-r, proprio precisamente come nelle liu?ue. celtiche, e, soprattutto, nelle lingue 1tahche (osco, umbro, ecc.) e nel latino. Esempio, un po' banale ma chiarissimo : f uando si fara tin bilancjo consuntivo Questi ritrovamcnti specialmente amo " ha in latno )a forma pas- dei compiuti dalla: linguistica, e per noi italiani (oltre che per il freddo SJVa: amor <1: io son amato: .. ;lltissim _() le scienze fi. calcolo glottolglla subito c-_ soste 'nuto che questa : Al: me l'utiliziazion s_cintifla di questo ;a:-.. coniugazione. passi hngue :_una yolt.. sto. e impOrtantissimo materiale va in-r,. eia tina in. . _{e.c10e. finp -al conon sia ancora stata compiuta rizional-nd grup. o e delle mente -.e pr'oforidmente, firi() .. al punto :_ p .lingue :oquafl SODO ai permtterd : di _. ne, e non venute alla_ Juee. . strettamente' scieni:i'fich e'precise in no..,. oril!.'. la pena di farne iioni di pubblico dominio. Tutti itesti ri.:.. gtn; _tno:,_ Ne seguiva un :oenno scppertaOdi una lin-trovati furono pubblicati dagli studiosi E > .. qhe tutte le lingue nuova,. e che :riguarda Sieg e-W. Siegling (Tocharische s .che pas_sedevanoque molt ? da nostri-pi .intc* reste, Brlno, 1921), ma tuttavia non fu7 .. sta oeomugazione, < e i misteri. delle loStl' pi J::Ono resi e a una ristrett.'!. veiano .avre tra di lorita:n origini : e pift segrete .affinit -razcerchia di." arianisti e indiansti. . loro una affinit spc(l>cat;ia; una. Pieci an_ni : dopo, e nei ciafc Ma Zlne, premettiamo senz'a}tro, I)31, appariva i} lavoro esso dai due i bile .'clie:Jt in-e dotta: Fatta: na debita eccezione studiosi nella prefa-' . : . pi per 'le iscrizioni persiano-a.cliin:enidiche all'edizione di dentale (rppresentato dal celtico, dll'i:adi Dario .. di Serse, d.a mille arini:Ja testi, di una gram-)ico : e:,9al ltino) sia legato guistica arla:nistica, o non pro, .c alla famiglia pil orientale ; aveva ancora avuto mai la occasione 'di visi-ia; mentre, nel Jl tocario? Si comincia, pertanto; Ulll,l. SOrPresa cosl' sensazionale . : :. . frattempo, altri sti.t-. p:ns,re che quella deve .Si tratta, dunqu, di. ima 'liiigtia> ariana; diosi .'avevano reca. assolutamente ortginar.ia nelle iingile O _if1<:lOeuTOpa,_ tp.orta orltia,i di q\ias un to il loro contnbuto :rr1ane, e che si conservata soltanto in millem1io, e era. pi"lt'i i"ilel'"l''tir kestiin-di -e ,di .alcuni rami, e, precisamente, i orientale . l,Jna serie d( comdinazione dei dati :'ferici;. piute tra il :i90o e il I9I4da
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    IL POPOLO l' SENZA. GENIO. l i \.,. SiccolllC la -perfezione grau,aticcrle di u1!a 1 ngJta dalla ragiane e dal GENIO (la lingua francese perfetta : dalla parte della ragione, ma non di quella del genio) ella pu servire di scala per misurare il grado . : c del GENIO ne' -zarii popoli. (Con questa scala 11 geni.;;,;.: rancese sar trovato cos scarso e in cos basso in alto grado la ragione di quel popolo) Se per nott i i avessimo altri monumenti che attestassero il GENIO :. :. dc' Greci, la loro lingua pur basterebbe. (Lo stesso pdtremml : dire degl'italiani avuto riguardo alla proporzione de' tempi :. moderni, che non sono quelli del genio, coi tempi ailt:ichi). ; '. Quando 11110. lingua, parlando (cio nori di o pi frasi, di questa o quella finezza in particolare: ma: di.<.'.. tutte in grosso), insufficiente a rendere in le finezze di 1m' altra lingiw, egli utw prova simra .... popolo per c11i si traduce Ira lo spirito men (Che diremo dnque dello spirito dc' francesi dalla .parte .di;:'):. g enio? la cui lingua insufficiente a rendere le di una sola, ma di tutte le altre .lingu e ? Che la nci.ii?/J. abbia avuto mai, n sia p e r sua natura ad vetc veri ed onnipotenti, c grandemente sovrastanti al altri uomini, non -cosa dubbia per me, ec cetto pnc hi, come Descartes, ec. ed altri ta, qnali appartiene propriamente alla provincia del -.. . ., .. _:;_-... . O rl a quelle cose che )o distruggono_. cio alla scienza, 'cd ai vero, tanto pi nemico del genio, quanto pi profondo e riposto hench non iscaYato n scoperto, se non dal genio. Dico geni sviluppati, perch nascerne potr certo an-che in Francia, ma S\ilupparsi non gi, stante le circostanze sociali di quella nazione). LA LINGUA DELLA MEDIOCRIT La lingua francese propriamente, sotto ogni rapprto, p e r ogni verso, la lingua della mediocrit .. Ella non n sar mai la lingua della grandezza in .nessun genere, n della originalit. (Qual la lingua, tali sono sempre i sentimenti, e gli scrittori) E non per altra cag\one, ella oggi univer. sale; non per altra si adatta aH'intelligcnza, ;ed all'uso pratico de' forestieri d'ogni genere; non per altra si adat:a cos bene all'uso de' meno colti nazionali, ed b en parlata e sritta da quasi tutti i francesi; non per altra l'andamento, il tour di essa lingua preferito dalla gente comune; in tutte le lingue d'Europa, a quello della proprio lingua; non per altra una donna, un -cavaliere italiario mezzanamente colto, _che s imbae cade in dieci spropositi, non dico contro la purit, ma contro la gramatica, se nello scrivere e nel parlare s'im pegna in un periodo all'italiana, riesce faciLmente scampa da Qg. ni pericolo, usando .il periodo francese. Ec, ec. Vero periodo, andamento, genio, indole, spirito teva appartenere la lingua della ragione e della societ? N lingua francese sarebbe divenuta universale, e sarebbe stata cos celebrata ed esa ltata sopra tutte, se non nel secolo della me dio c crit cio della ragiqn, qual' il .nstro; n un tal secolo potrebbe preferi+e alcuria lingua alla francese, o alcun genio ed indol e di favella a quello della francese, anche nelle pro prie rispettive lingue. . Non accade qui passar dalla lingua alla. nazione (come suol e pur fare il filosofo), e dire che che lei ngua della mediocrit non pu essere la nazione delroriginalit ri della grandezza
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    . questionario Paolo Zrbano di Lentini (Siracusa) ci ha scritto: Il latifondo era possibile in Sicilia quando la popolazione rurale era poco numerosa. Ora che essa cresciuta occorre uno spazio vitale. L'evoh,Jziohe della massa rurale comporta sviluppo fisico creando .validi lavoratori e valorosi soldati, i quali formano una razza forte perch ben nutrita e ali"''' da sentimenti sani e morali. ::omporta sviluppo finanziario creando un forb numero di contribuenti che incrementano la ricchezza dello stato sia direttamente con le proprie imposte, sia indirettamente facendo risorgere l'Artigianato individuale che, mentre oggi agonizza, domani potr, lavorando e producendo, sopportare benissimo tas!;;e maggiori. Il latifondo invece d una produzione agricola scarsa, richiede un minimo impiego di giornate lavorative con paghe necessariamente basse, d allo stato un introito minimo di tasse. l passati governi erano i complici dei latifondisti che si mantenevano a galla dando larga diffusione alla corruttela e facendo perdere credito e pre-stigio allo stato. -Il Fascismo ha posto un argine al latifondo, lo ha costretto alla bonifica, 'lo ha indirizzato alle pi razionali colture. Il popolo che dal 1876 si era visto rapire e terre alle quali tende con sovrumano desiderio di lavoro e di possesso, ha seguito la politica agraria del Regime con ansia e consapevolezza. Bisogna per riconoscere che ancora il latifondo grava sulla :ita e l'esistenza del contado siciliano. Il Duce d le direttive, e i Suoi comandamenti devono essere applicati da Italiani di volt e di coscienza. Ci vogliono fascisti pri di cuore e di animo inflessibile, sordi al:
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    Lo scambio del sangue (da: Burdo Les Belges dans l'Afrique centrale, Brusselle, 1886). i :Se fosse cos molti di coloro che scrivono sulla vostra stessa rivista non avrebbero il diritto di dire ci che dicono, perch certa-. :inente avehdo un spirito borghese direbbero il falso. Mio padre impiegato; quin-. di borghese., io sono borghese, mcigari un buon borghese (siete sempre voi che parlate), e non posso pensare ed agire che da borghesuccio miope. Ci non toglie che mio padre, quantunque borghese, abbia combattuto in Libia e al Piave, conquistandosi una medaglia d'argento, che mio fratello sia andato volontario in !spagna, che io, modestia a parte, abbia l'anima meno i::>orghese di questo mondo. Se invece per i::>orghesi voi intendete qualche cosa di diverso' dai professionisti, :Potreste chiarirlo nelle vostre astruse risposte. Mi pare che riflettendoci un po' comprenderete voi stesso di aver affermato troppo e di aver offeso molte persone fascislissime, tra le quali il sottoscritto e molti molti altri. Vi prego quindi di pubblicare con le relative risposte queste mie opinioni, e con questo non voglio dke .che siano giuste; voglio appunto vedere quello che non ho compreso o ho capito male. Caro avanguardiste;;, tu borghese? tuo padre, gl'impiegati, i professionisti? Chi ti ha detto. queste sciocchezze? Dove le hai lette? Leggi almeno ci che ora diciamo al camerata Zrbano, a proposito della elevata questione da lui posta tanto elevatamente. Vedi di che si occupa, che sente Zrbano? Il popolo. Ecco uno. che non borghese, se vuoi un esempio. Certo, horghese sei anch_e tu, hi: e compagnia, se credi che l'Italia consista nel farti la posizione e l 'automobile. Borghesi gl'impiegati, se credono che ntalia consista nello stipendio e la carriera. Borghesi i professionisti, se pensano di dosare la vita del popolo. Se non sospettano quel che il p<:>polo possiede e quel che ad essi Dio ha negato o la societ ha corrotto Ma tu non li sei dato la pena di leggere niente di quanto abbiamo scri1tci della form=ione della classe borghese, della storia. di questa oligarchia. Credi che i borghesi. siano piovuti dal.cielo? Come li puoi capire, se non vedi come sono nati e cresciuti? Li vuoi andar cercando p e r la strada? Anche questo fare e li riconoscerili dalle faccie; se saprai chi cercare, di chi si tratta. Ora proprio tu che non .-ti sei compiaciuto di ascoltarci uri poco, entri nei discorsi dei tuoi camerali da tiacotante. Dici che abbiamo nominato lo spirito borghese a proposito e sproposito e detto che Manzoni e Niev'o siano borghesi e figli d i borghesio E che cerchiamo ci che non esiste, e che diamo risposie astruse e che offendiamo. Tuttoci Perch non sai-un'acca di ci che abbiamo detto? O perch ti puzza ancora la bocca di grammati<:.>I? Scrivi infatti : pare che voi andate cercando. Scrivi: i!Ilutile che cercate. invece di dire andiate e cerchiate. Hai tanta superbia perch c i sono operai che scrivono italiano e non hanno fatto il liceo Virgilio? Leggiti la vita dei-poeti, santi, dei grandissimi artisti, e cerca nel dizionario di Forcellirii che significa umile. Cerca di capire perch Virgilio e Dante _chiamarono umile l'Italia e perch umili erano i' giganti. Allora entrerai nelle case degli uomini e prenderai parte ai discorsi dei tuoi cainerati. Frances. co Sanai. ci-ha scritto da Roma : Sono un a ssiduo lettore della rivista ed h molto apprezzato g li articoli del signor Pensabene riguardo le arti. Sono uno del popolo, con una cultura fatta a pezzi e a bocconi, ma con tutto ci, vorrei richia. mare l'attenzione,. riel suddetto campo, in un punto, che credo sia di somma importanza. Nel Rinascimenio gli artisti venivano qua-. si tutti 'dal lavoro, dal popolo scaturi'Va quella linia meravigliosa, che diede v ita a tanti lavori imperituri. L'artigianato era il campo; anzi la scala per salire le vette dell'Cu-te. Gli artisti nostri di quell'epoca gloriosa venivano per lo pi dalle botteghe degli artigic;mi. Pittori e scultori di quei tempi, e tanto gli uni come gli altri erano anche architetti (e che architetti!) snza avei faito il corso superiore di architettura, lavoravano anche loro n e lle umili botteghe. La bottega dell'artista di quel tem}:)o, non era un ampio e profumato studio moderno, dove tappeti e divani di velluto fanno bella mostra, ma era spesso un angusto locale, certo non adatto per i ricevimenti, ma dove si disegnava, si dipingeva, si modellava, si scolpiva marmo, legno, si. fondeva il bronzo, ecc. ecc., insomma Vi si esercitava il duro mestiere artistico in tutti i suoi diversi a s p e tti. I ragazzi del popolo, che si sentivano portati per le arti, gi preparati facilmente trovavan dd allogarsi in codeste botteghe, do:ve vano e si' guadagnavano da vivere :lavo-r?Jldo per il maestro. Perci il campo artistico era aperto a tutti, senza distinzione di mezzi e di privilegi, permettendo. agli .artisti nati .di emergere, portati dalla. propria forzci interiore, mentre gli altri, non dotti, rimanevano dei buoni artefici. Si operaV:a, come si vede, in un modo molto naturcile, una. magnifica .sele zione. .Tale sistema dur anche nel Sei e Settecento; e bench questo. fosse un .periodo decadente, dovuto per lo pi alle tristi condizioni politiche ed econom,iche, tuttavia la nostra arte. fu sempre all'avanguardia; basti in krle epoca ricordare il Caravaggio, figlio -di muratore, il cui stile originalissimo si impose in tutta l'Europa. Ma al principio del secolo scorso vennero fuori le accademie per l'insegnamento ar:ustico, probabilmente scaturite dalla rivoluzione francese. Da allora questi istituti filrono e sono, oggi pi che .mai, a servitic, non pi del popolo, ma della borghe-. sia; :'InfCrtli come potrebbero i del popPlo frequentare queste scuole, qucindo di giorno sono costretti a guadagnarsi da vivere? Le accademie pullulano di figli e qi figlie di pap (poich qui vi le donne sono pi numerose) i quali dopo aver fatte corso di parecchi anni, senza preoccupazioni, allegramente, diventano (si badi bene) tutti artisti dal primo all'ultimo, con tanto di pateritel Quanti ne sfomano di costoro le accademie ogni amo? Centinaia su centinaia) Questi ormai d.ominano il campo artistico, .degenerandolo con l a !ore frivolezza e con i loro cerebralismL Essi non guardano p n a Roma n a Firenze ma a Parigi, donde aspettano tutt e le novit, dove vanno a ispirarsi Questi tali non conoscono, n il mestiere artistico, n la materia occorrente, anzi ne hanno un disprezzo come cosa bassa e vile. Il mestiere di scolpire il marmo, fondete il bron2;0, ecc. ecc. viene esercitato da una sottoclasse quasi sconosciuta e disprezzata, in via. di dissoluzione. perch quasi completamente assorbita e abbrutita dall'industrialismo. L'industrialismo ha pure assorbito e d e formato l'artigianato, distruggendo cosl quella base intermedia, dove il figlio del popolo trovcva quietamente da vivere e d a mangiare. Ora la necessit di vivere lo far cadere fatalmente in mezzo a quelle officine assordanti dove il lavoro non e pi piacere, ma tormento. Egli vedr pas sare invano i suoi anni migliori abbrutite e avvilito, a servizio ;:li quella rapace borghesia, che corrose le carni e l'anima della .nostra meravigliosa r=za. ia del,t' E' un piacere uno del popolo e avvedersi che soltanto dal popolo .ccinservato il criterio delle cose grandi. S i sono lette tante pagine sull'educazione artistico e dobbiamo riconoscere che France s co Sansi andato dritto alla. causa ,dell a d epravazione dell'arte senza perdere tempo. Caro Sansi, da quando sono stati i borghesi e l'industria a . preniersi cura dell'anima nostra na sola arte : diventata eccellente, l'arte dglv. affari, della quell e d e prav=ione i borghesi non si vergognano affatto. Vergognamoi per cortto nostro c h e i borghesi credettero di poter sottomettere agli affari la n=ione di Masaccio e Raf faello; Cerchiamo di capire l'imbroglio del-

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    l'arte, gli artisti dai ciarlatC:mi; e quando la provvidenza ci concede d'incontrare un vero artista, un poeta, cerchia.mo di amarlo, perch non sa fare carriera; non l'abbandoniamo, perch egli solo pos-. side la religione della civilt italiana, egli .solo capace di vivere del fine dell'opera sa e non della sua 'persona: ci che dev'essere un italiano. Da questa religione lo devi primamente riconoscere. Ed ora giacch hai ricordato gli scritti di Giuseppe .Pensabene, !io voglio ricordare il suo ultimo libro, intitolato La razza e la civilt (Un i o. ne Editoriale d 'Italia, Roma, XVII, 7). Leggilo e troverai nuova ragione di ci che ci hai scritto. e del pervertimento borghese dell'arte. Ti dico questo, perch tl posso miche testimoniare che Giuseppe Pensabene di quei pochi che vivono religiosamente. Non so quanti artisti o quanti ciarlatani gli hanno rimproverato questo e quel difetto. Chi non ne ha? Ma in fatto d 'arte la religione prima di tutto che conta. E la religione prima di tutto la vediamo nella vita. Leonildo T<1bacchi ci scrive da Udine: Sono un impiegato di banca ed appassionato lettore della Rivista. Ci che trovo di pi interessante il questionario che segnala il pensiero di giovani i n cerca di verit. Per noi,. Italiani tutto il problema della difesa della Razza mi pare che si possa svolgere entro questi due termini semplici e che il popolo ,senza tante filosofie gi conosce e pratica: Cattolicesimo e Fascismo. Per la Chiesa essenziale il risanamento spirituale e fisico dei popoli; essa la prima neile terre di missione a lare scuole, ospedali, ecc. ed a valorizzare i fattori morali ralfrenando e regolando gli istinti, impedendo di conseguenza il frammischiarsi e la decadenza delle razze. Nella Vostra Rivtsta per non sviluppate abbastanza il pensiero cattolico, e mi spiego: necessariamente sar un perletto Italiano colui che avr della vita un concetto cattolico e fascista; ora, perch certi giovani affascinati dal pensiero e da teorie razziste buone forse per altri paesi ed altri !JOpoli, sentano la bellezza e la potenza del cattolicesimo, invitate a collaborare qualche sacerdote o magari vescovo che sia al di sopra della insufficienza dei nostri parroci o insegnanti di religione e tratti della Religione i11 raporto al problema della educazione e difesa della Razza. Cosi sfatando i pregiudizi delle centinaia di studenii di cui accennava Dante Colombo, si pctr avere una idea del grandissimo valore civile della doftrina cattolica la quale unita e praticata con la dottrina fascista ci far raggiungere il fine che tutti agognarne, che quello di renderei fisica mente e moralmente migliori Cosi ci scrive Leonildo Tabacchi e certo e gli non si accorto che pi di un sacerdote gi ha collaborato alle nostre discuss ioni e che noi abbiamo fatto invHo e apert a la collaborazione ai sacerdoti. La prov videnza non mancher di mandarci il soc corso di qualche bel soldato della Chiesa. Aldo romano del Dopolavoro Macao c\ ha mandato un esuberante componimento inspiratoglt dalle schiere delle donne fasciste che percorsero via dell'Im pe r o il 28 maggio. Non lo possiamo pubbli-Tni la folta vegetazione del Bahr El-Ghazal care. 'sono una diecina di pagine. Ma non faremo a Spallacci il torto di dimenticar e l 'alletto e l'elvato .sentimento che gli hanno inspirato le belle donne d'Italia. Nicola Bux ci ha scritto da Bari : La prefazione scritta da Jolanda De Blasi al Solua ad Solcnn di d 'Annunzio, ha suscitato una serrata critica da parte dello Sgrinfia della rivista FRONTESPIZIO. E' fuori dubbio che la De Blasi, pubblicando questi ricordi dannunziani, ha fatto opera malefica se intesa nel senso morale, nulla nel senso della letteratura. Ci che sorprende come mai, nell'anno XVII dell'Era Mussoliniana, vengano alla luce si mili rimembranze, solo perch rappresentano un angolo della vita vissuta dal Poeta abbruzzese. Anzich presentare a noi g iovani un d'Annunzio puro, eroico, quale si addice alla nostra epoca, ci troviamo di fronte ad un maestro che vive in un continuo confe:ssato adulterio. Il d'Annunzio erotico sepolto, ed sacrilegio andarlo a turbare nella sepoltura. Quale sarebbe dunque questo bisogno di metterlo in luce proprio in un momento grande della nostra storia in cui l'Italia all'avanguardia di ogni movimento morale? Questa esaltazione dei sensi ancora quel borghesismo, quella mentalit ebraica e bolscevizzante, prettamente francese, che tanto male ha apportato agli italiani dal 1876 aio giorni nostri. Ma pi interessante il candido credersi, da parte della De Blasi, che ci costituisca una eredit spirituale c che appmtiene alla e che, conseguentemente c ricchezza di tutti :.. Se la storia fosse la gelosa custode e la conservatrice ossequiente di simili faccende, addio Roma l Noi giovani non abbiamo bisogno di stuzzicanti, di arte per l'arte, di eroismi erotici. Ne abbiamo gi troppo del peso della nostra carne. Certi esempi potevano far vir tuosi e ricchi tutti i buoni italiani anticlericali e radical-massoni del succitato periodo parlamentare; ma con gli italiani-di Mussolini, con noi giovani dell'epoca imperiale, c' poco da fare; non ci abbagliano le ricchezze delle grandi democrazie. Abbiamo Dio e il Duce e con ci sentiamo di ef'sere ricc h issimi. ( d a Sc;hweinlurth Nel cuore dell' Africa) Un'assiduo lettore, al quale l'anonimo non ripugna, ci ha scritto : Nel n 9 della Difesa della Razza, del 5 marzo X"vll, a ,pagina 40, titolo : Libert di pensiero e intolleranza ebraica: La scomunica di SpinoZG, S. Perticone si legge, fra l'altro, che sul principio del 1670, ad Amsterdam, veniva pubblicato il trattato di un anonimo, attribuito allo SpinoZG, dal titolo : Tractatus theologico-politico. E poicq non la prima volta che sulla Difesa si leggono brani o addirittura di latino o francese, si la notare che ci sconfortante, per coloro che masticano modestamente e soltanto il nostro idioma, specie quando dato di leggere argomenti interessanti, come quelli che tratta la Difesa. Lo scrivente, vostro assiduo ed appassioto lettore, che purtroppo non poliglotta, prega la Difesa, anche a nome di tutti i letto ri non poliglotti, -che forse sono. in numero maggiore' di quelli che conoscono il latino e i l francese, -d i voler porre fine, in qualunque modo, al suaccennato inconveniente, e mettere tutti in condizione di comprendere quanto la Difesa scrive, ai lini superiori di questa santa campagna antiebraica, la quale dev'essere totalitaria e sopratutto intesa dal popolo. Cos scrive il nostro anonimo assiduo e tuttavia vogliamo dirgli che ha ragione e cercheremo che siano tradotti i brani di lingua stroniera od anche latina, ma per questa dobbiamo fare qualche eccezione e non dobbiamo spaventarci se, non dico un brano, perch questo non mai a ccaduto, ma se incontriamo qualche parola dei nostri padri. Bisogna impararla. Una volta i contadini imparavano il laiino a via eli dire l'ufficio alla congregazione. E poi lo ritrovavano radicato nei loro dialetti; parlo, s 'intende, dei dialetti dell'Appennino, quelli degli antichissimi italici, che sono ancora .latinissimi. E il volgare che era se non latino? Bisogna persuadersi che gl'italiani hanno il latino nel sangue. E' una lingua materna. La Chiesa non ha fatto che mantenere questo materno contatto. Ora la gente sente meno il latino, e meno per conseguenza l'Ital i a perch s' allontanato dalla Chiesa, ed diventata tecnica e meccanica, la qual cosa all'anticamera della barbarie, r .on degli affetti civili. ;))

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    Il Dr. Nicola Monti ci ha scritto da Arcevia (Ancona): Si narra che una giovane fascista venne un giorno sorpresa dal padre mentre fumava tranquillamente una sigaretta. Redarguita severamente, la ragazza rispo. se che non era da considerarsi per nulla riprovevole il fatto che lei fumasse, poich poteva provare con dati incontestabili, che tra i tanti modi per difendere la razza, non ultimo era .il fumo, e nel dir ci preg il babbo di dare uno sguardo alla Difesa del-la Razza. Su di un'intera pagina grande -in piena evidenza :_ gli occhi stupiti del genitore videro una giovinetta bionda. aspirare dol -cemente una sigaretta. A fianco della figu-ra era scritto : Dal gustofine e delizioso. E sotto a leite1e cubitali; Sigaretta Mentola. padre di famiglia, vista e considerata l'autorit da cui promanava la propaganda del fumo, da allora non omise mai di raccomandare alla propria figliola d i accendere di tanto in tanto una sigaretta, e preoccupatissimo per la salute della sua prole, s'indebi,t pur di non far mancare Mentola alla sua creatura. Quest'ultima, inutile dirlo, crebbe forte e sana sino all'et di 30 anni, in cui ammal di petto e mor, nonostante tutta la nicotina aspirata sin da ragazza. Questo raccontino di Nicola Monti Guarnied azzeccato, e noi vogliamo dire al nostro lettore e collaboratore che ci siamo rifiutati di proseguire questa specie di pubblicit, non per la propaganda del fumo, ma perch si scelta una donna per rappresentare un fumatore. Gastone Raule, giovane fascista, ci ha scritto da Padova che il nostro fascicolo dedica1o alla Germania e all'Italia contiene bens riproduzione di bei tipi tedeschi, ma di non altrettanto belli italiani, perch egli dice che non abbiamo scelto il classico tipo f emminile aliano, e di questo specialmente s i duole. E' molto bello, italiano e cavalleresco il sentimento di questa gentile prole-. sta. Ci duole di non aver avuto le fotogra fie delle pi belle donne d 'Itali. La classica nstra bellezza specialmente quella delle campagne, la meno vicina all'obiettivo dei fotografi ed alla pubblicit. Bisogna andarla a scovare. E i cavalieri, quelli che amano la vera bellezza femminile, come Raule dovrebbero aiutarci. Ricci, che si dichiara bellissima col punto e ragazza italiana, con un altro punto esclamativo, ci ha scrit to da un paese indecf!rabile quanto segue: In nome delle bellissime nostre ragazze italiane, protestiamo per -il simpatico sci. miotto che avete messo di fronte alla bella ragazza tedesca! E' un'offesa alla nostra razza. Cara Adelina, io pure sono bellissimo. Sic4:'0me tu non me lo dici, io me lo dico da me. Quanto per allo scimiotto, mi fai dubitare che tu sia bellissima, e ti vorrei vedere: perch se quello uno scimiotto, tu che intendi per bella rag-azza, bella non diciamo bellissima, come diCi tu? Li hai questi occhi belli? E allora guarda, e cerca di vedere. Prima di tutto quella ragazza ha una natura nobile. Si vede dalla faccia ch'ella non sarebbe stata capace di far questione, se avessimo pubblicato )a tua fotografia. E' una faccia che a ogni vero Negro-dell' Afi:ioo occidentale in costumedi guerra (da: Raffenel -Viaggio n ell'Airica Occid. ) scultore piacerebbe di scolpire. Non vedi che Dio ci ha messo un po' di cuore a farla? -Guarda la fronte, l'attacco dei capelli. Anche il berretto, messo cos, va bene. E anche l'abito non ha niente della signoririetta.' Guarda che sopracciglie: come sono staccate e vanno verso la tempia. Gli occhi offesi dal sole, riono. Ti debbo dire che il naso, la gota, il mento, i denti, il sorriso, quel magnifico collo vanno proprio bene. Guarda il sorriso. Il sorriso di tutta la faccia. Non vedi l'anima di questa ragazza. Com', cordiale. E' una ragazza intrepida, una bellezza guerriera. Ma sai qual' il maggiore pregio di questa immagine? Che non c' ombra d'affettazione. In lei niente falso. E' .una donna schietta. Ha vita dentro se stessa. E tu cerca di vedere ci che gli occhi del tuo corpo non vedono. Tullio Ricci ci scrive da Roma, insistendo sull'argomento del lei, voi e tu, con una troppo lunga epistola: Egli _dice Ira l'altro: Ritornare al turomano semplice e schiet, to, quel tu che noi oggi sentiamo di poter -dare al Duce nostro quando, diventati folla in intima comunione di spiriti dialoghiamo con Lui (allora sentiamo di essere veramente roinani) . ma che non potremmo dare ad un qualunque commendatore o ad un qualunque sconosciuto senza, nella migliore iptesi! essere-tacciati di .eccessiva atroganza. Csl dice Ricd: Va bene, caro Ricci, e la colpa dl commendatore; m'a quanto -allo .sconosciuto nostra. Il costume ancora fatto di quella cretineria cortigiana, che vuole la presentazione fra gli uomini. Gli uomini diversamente pretendono di non 'conoscersi. Que-sta arroganza. NarciSo Moschini ci sc:Tive da Firenze: Permettetemi che arich'io dica la mia, a proposito della questione latta da Tullio Ricci nel questionario delN, 12 della Difesa c;l.ella Razza, e da NicolaMonti Guarnieri in quello del .N. 14 circa il tu if vod e il lei. ll lei importaziope straniera i bene sia stato tolto di mezzo. In quanto poi ai Romani, essi davano del tu al divo Augusto come all'umile contadino, perch i Romani -padavano la lingua latina. E -senza bisogno di; ricorrere agli antichi romani -anche oggi chi vuole parlare latino d del tu alla persona a cui rivolge il discorso, chiunque esso sia: Re, Imperatore, Ponteiice, nobile o plbeo. Ma noi ---, pur discendendo dai Romani -parliamo una lingua nostra che non propriamente la latina, sebbene derivi dalla latina. E' la lingua .di Dante, del Sacchetti, del Boccaccio,' del Machiavelli, ecc. E basta leggere uno scritto qualunque di questi e tanti altri scrittori di quell'epoca per trovare il tu e il voi usati da e ssi non a casaccio, ma chiaramen-te secondo la a cui rivolgevano. il discorso. Se-questi nostri grandi sono stati i veri artefici della nostra bella e armoniosa lin gua, se per mantenercela tale leggiamo e studiamo le loro _opere che ci sono state conservate, perch non dobbiamo accettare la cos come essi ce l'hanno r:latc.? E perch tirare in ballo : i Romani per l'uso del tu e del voi? E quei nostri sommi _uomini non erano meno Romani di noi; anzi, fierezza .romana sentissero in se stessi ce lo hanno dimo' strato ccin le loro azioni e nei loro scritti. Gli italiani di oggi devono usare il tu e il voi perch )'usarono quelli che della nostra lingua ne sono stati i padri e devono usarll come li usarono quelli. Quindi la questione del tu e del voi come stata prospettata nei due citati questio nari, mi pare non abbia ragione di essere. Piuttosto, non Vi pare ci:le l'ordine per l'abolizione del lei. sia rimasto lettera morta? Non vi pare che ci siano troppi iialiani che quasi si vergognano ad usare il voi. mentre non si vergognano per. niente ad usmlo quando parlano una lingua non nostra? Questa l'opinione di Meschini e l'auto rit ch'egli invoca grandissima, per i nostri classici scrittori presero 'l'uso del voi dal di corte e dallo societ, non dall'indole lingua, che li avrebbe con dotti al_ tu, e a quell'eg_uaglianza degli uo mini, che i romani fecero, per decreto della provvidenza, prima della venuta di Cristo, con la comunicazione degli auspici alla plebe, che uno dei fondamenti della gran -dezza di Roma e della civi,Jt cristiana. Voi sapete che Manzoni chiamava Giusti Geppino; ma pure, prima d'arrivare al tu, che imbarazzo quel lei ed anche quel_ voil Sentite questa lettera di Giuseppe Giusti, e chiudiam_o questcr discussione, cercando di obbedire all esigenze dl nuovo costume itoliano, ed-augurandoci che Ira gl'itali'ni non ci sia pi bisogno di per potersi rivolgere la parola; .:r;r gli italiani

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    si conoscano fra loro sol perch italiani ed . umani : si possano tutti fra loro X:xrlare col tu, avendo ciascuno gran sentimento della sua e dell'altrui dignit: si chiamino col tu a cagione dell'aumentato livello della dignit nazionale. Giusti dunque scriveva: Mio caro Manzoni. Quel Voi mi ha fatto un gran pro, perch davvero il signor Lei un signore sguaiatissimo messo Il apposta per imbrogliare_ un pover'uomo che vorrebbe andare per le lisce. me accade che il Lei 'mi tiene legato e quasi rattrappito nel cerchio delle frasche e delle gretterie grammaticali, e vorrei essere frustato se col Lei alla mano mi riesce di un. quinto dell'animo mio. Confesso per che sul punto di dare del voi a Voi, la penna mi si rivolta quasi tra le dita come s'annoda la lingua in bocca nel cimento di passare al tu coll'innamorata. ia q,u,fJ/.l.Uo.nf!l della. 'ltQ-2-IUA-f!l e' italiun.a. Oskar Ruth, studente tedesco dell'universit di Torino, ci ha mandato la seguente lettera: A proposito dela lettera dell'universitmio Attilo Rizzo (Il razzismo tedesco) nel numero 12, anno II, della. Vostra pregevolissima rivista, realizzo la mia intenzione, di parte-cipare alla dscussione, finora non osato, come straniero. E appunto tedesco. Ma devo subito affermarvi, che il razzismo italiano mostra in fatto pochissimo influsso della dottrina tedesca. Forse troppo poco. Senza dubbio ogni popolo deve adattare una verit ai propri bisogni. Ma tuttavia deve dialanare la verit originale. Mi spie-. go pi chiaramente: I fondamenti del razzismo sono oggi fuori di ogni discussione. Ci che il carattere d'un popolo non soltanto formato dall'ambiente, dalla storia ecc. ma da un altro principio biologico e spirituale: la razza. Due Weltauschannugen, come noi diciamo, si appoggiano su questa verit scientifica, il Fascismo, il Nazionalsocialismo. E a questo punto nasce il problema: Come mai accade, che io, sapendo la dottrina del razzismo tedesco, mi trovo dinanzi a quella del razzismo italiano come inar,zi a una cosa assolutamente nuova? Cio: Io non vedo pi o quasi -la verit comune. Ed ecco, che devo rispondere al camerata (perch anch'io sono studente) Rizzo: Hai ragione che bisogna conoscere il razzismo dell'altro paese -ma spiegando quello della Germania, fai subito questo sbaglio, ppure introduci quel concetto ita liano, io non riesco a capire. Dici che Hitier identifica nazione con razza, che sono del resto inscindibili. Si! In;.;cindibili, ma non identici! Voi parlate di razza nordica, mediterranea ecc. -ma anche di razza italiana. Sbaglio, se intendo questo secondo concetto come: popolo o nazione italiana? Altrimenti quei due concetti di razza mi incompatibiH. Noi altri tedeschi diciamo: Ci sono tali e tali razze ariane, di cui si compone il pQpolo tedesco. Un'altra questione che razza sta la pi adatta a certi compiti-. Lasciamola da parte. Ma tali sono le relazioni fra razza e nazione. E' vero, che' bisogna considerare la razza come fatto "biologico e spirituale. Ma mi pare che il razzismo i !aliano ponga l' accento. quasi totalmente sul secondo punto di vista. Non devo e non voglio criticare. Negro dell'Afrka occidentale :n costume di guerra (da: Rall e n e l -Viaggio nell' Africa O c ci d. ) Voglio soltanto accennare alle differenze -assai grandi -fra il razzismo tedesco e italiano. E ripeto che mi pare utile, che i due concetti si avvicinino -altrimenti non potremo mai dire, che la scienza possa provare -le nostre concezioni della vita dei popoli. O almeno: bisogna intendersi. E perci avrei una domanda. Come potreste spiegarmi il razzismo italiano, considerando, che sono tedesco e sono inliltrato di concetti molto diversi? Credo, che questo servirebbe anche per l'approfondimento della amicizia fra i no stri popoli, perch prima di tutta bisogna intendersi. Ed io potr diffondere la mia conoscenza della vita italiana nel mio paese, quando sar ritornato. Caro camerata Ruth, Voi non siete stroniero in Italia. Nessun connazionale di .Goethe stato mai straniero in Italia. Sapete quanto gl'italiani amino il poeta del secondo Fausto. Quanto l'Italia sia stata da lui amata. Capita. E ora abbiamo un destino comune da assolvere. Sapete che il nostro destino di finirla con le potenze mercanti e mettere il popolo in cima alle nazioni, alla vita del mondo. E' un destino cavalleresco. E' latta d'onore l'epoca della Germania e dell'Italia. Facciamola dunque sempre pi profonda questa nostra unione. Collaborate con noi. La vostra lettera ci ha fatto grande piacere. Vi preghiamo di continuare questa discussione. Voi dite che bisogna distinguere razza da nazione. E come si pu conoscere senza distinguere? Come avere concetto della razza, senza distinzione? Siamo con voi. Per vorrete riconoscere che la distinzione un momento. soltanto logico. Il concetto una conoscenza. Dobbiamo astrarre dalla nazione per ottenere il concetto di razza. Perch razza e nazione sono oggi una cosa sola. Parlo, s'intende, della razza o delle razze che formino una nazione. Dobbiamo cio astrarre dal vero essere della razza, e non da un particolare, ma da cosa essenziale; perch diventando nazione che le razze prendono corpo e anima, prendono con la lingua forma d 'immaginazione, che la fonte delle opere, cio della civilt; perch la civilt non formata tanto dal pensiero, quanto dalle opere ,come la civilt classica ci la chiaramente vedere. Per questo crediamo che le pi profonde ragioni della razza germanica le abbia detto Fichte. E per questo noi mettiamo l'accento, non sul secondo punto di vista come voi dite, ma sul fatto effetti vo e Lasciamo ai biologi d'indagare la parte naturale di questo fatto e non possiamo fare a meno di tenerne conto, ma la questione sale alle scienze morali, ed allora la forza interiore la questione della razza; e la forza interiore prende la sua prima forma con la parola, cos viene al mondo la forza d'una razza. Allora insomma sono Vico o Fichte che ci possono guidare. Non so se mi sono spiegato e se questo punto di vista vi potr sembrare fondato, ma contiamo sulla vostra collaborazione, per chiarire questo punto e vi ringraziamo. I nostri lettori sovente ci hanno domandato indi-cazione di libri riguardanti la questione di razza; spesso sono stati studenti che per i loro particolari lavori ci hanno domandato particolari indicazioni. Abbiamo risposto, come abbiamo potuto, cio incompletamente, perch d'un'opera bibliografica della nostra questione non esisteva neppure l'idea. r: continueremo a fare il possibile per corrispondere in qualche modo alle domande dei lettori. Ma oggi possiamo dare una buona notizia. La lacuna stata almeno in parte colmata. Una piccola parte. Ma importantissima. Quella dei libri di lingua italiana sugli ebrei di ebrei e non ebrei. E infatti ora stato pubblicato dall'eitore Cremonese di Roma il libro del cameraia Carlo Barduzzi dal titolo Bibliografia ebraica e giudaica in lingua italiana con aggiunta dei cognomi portati da giudei residenti nel Regno e Dodecaneso. Costa dieci lire. Contiene una introduzione alla questione ebraica dello stesso camerata Bar duzzi. L'indicazione completa del lrontespizio di mille e trentasei opere. Un elenco di 2332 cognomi d'ebrei, mentre l'elenco di Schaerl ne contiene soltanto 1650. Voi conoscete il camerata Barduzzi. Siete lettori dei suoi scritti. Non ho bisogno di dirvi ch'egli uno dei pi informati -conoscitori della questione ebraica. La conosce a tavolino e per esperienza fatta girando il mondo. In questo non facile e non breve lavoro egli ha messo -la sua vasta informazione e purezza di ccncetto e obiettivit e tenacia. E non ha terminato. Egli ci dar in questo campo altri notevoli aiuti. Perci lasciate ch'io Io ringrazi anche a nome vostro.

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    . -- 00soat _ ,. :0' : Questa rubrica compilata con. l'intendimento di offrire a quanti ili occupano di rauismo una serie di' utili seg'Jlalcaioni sui libri che si vaDDO pubblicando. La brevit e la schematici.t delle recensioni rispo:ndono appunto allo scopo di penaettere agli atudioai eli rendersi subito conto . del maggiore o minore intereaee delle singole. opere. ., Contenuto. H volu. me si divide in due par ti : organica la prima, che si estende per dieci capi toli illustranti i vari aspet. ti del problema razziale; frammentaria la seconda, perch composta di arti coli separatamente conce piti e talora vertenti su temi gi trattati in pre cedenza. Il razzismo di cui parla il Maggiore vuoi essere totalitario, cio non si limita alla biologia, ma si estende alla storia e alla pulitic.l. Qut:sta la caratteristica fondamentale, e anche il maggiore pregio del volume, che per tal via si risolve in una vasta revisione di va lori, oltrech scientifici, anche storici, politici o semplicemente umani, giac ch il razzismo non secondo l'Autore astratto materialismo, n astratto spiritualismo: ma conoscenza concreta, e perci sintetica e integrale, dell'uomo. l D t e re SI e S p e C lfl C O. Lo si pu dedurre dalla seguente definizione del razzismo: La valorizzazione della razza come forza politica e storica. Partendo da questo principio, il Maggiore apre agli studiosi vastissimi oriz zonti di indagine, di cui questo libro pu.'considerarsi una prima sommaria esplorazione. . Interesse generico. Sta dell 'esposizione, che riesce ad essere di elementare semplicit anche i problemi affrontati sono .;l. piuttosto complessi. (L. 14,-pp. 278, senza illustra?jom). :--------Contenuto. li volu me si apre con una prefa zione di Telesio lnterlan. di, il quale brevemente chiarisce l'importanza di opere intese, come questa, alla riscoperta della con. ti n uit razziale della sto ria d'Italia Lo studio di Pensabene si divide in dm: parti. La prima La borghesia e la raz za -si fonda princi palmente sulla considera zione che sarebbe presso chi: inutile comba tter e gli ebrei, quando si consentisse lla borghesia di soffocare: >U u cosmopoltismo, il genio del nostro popolo. La seconda parte s mhtola La razza nella vita sociale e riprende alcuni scritti gi da Pensabene pubblicati su Quadrivio hiteresse specifico L'opera costituisce uno dei pi seri tentativi di approfondire quella che pu chiamarsi la coscienza di razza, fino a farne il centro di una vastissima revisione di valori. lri tal senso, gli stu diosi troveranno in questo Jibretto UQ.' interpretazione al tempo stesso larga e profonda dei principii che presiedono al movimento razzista; e, attra verso illuminazioni di singolare forza polemica, apparii loro il disegno di una nuova civilt, veramente adeguata al genio del nostro popolo. Interesse ienerlco. Notevolissimo, giacch il libro non agli studiosi di razzismo in particolare, ma a quanti studiano i problemi dell'arte, della '.filosofia,-della letteratura, della politica, della storia, a quanti soprattutto si sforzano di riunirli sotto un unico denominatore quello di civilt (L. 7.-, pp. 119, senza il11utraziom) Co Dtelluto. Vuoi essere opera d'informazione; e si limita infatti ad esporre, con estrema superficialit, le t;lppe c gli aspetti della polirazziale italiana. In tal senso, pu dirsi che l'utili t del volume si compendia nell'appendice, nella quale vengono riportati i documen. ti principali e gli atti legisla. tivi relativi al razzismo fascista. Il resto un'introdu zione infarcita di luoghi comuni, scritta senza il mini mo intendimento scientifico e senza alcuna competenza sp. cifica. E' probabilmente in giusto rimproverare all'Au tore la mancanza di quello che l'Autore stesso non ha voluto mettere nel volume ; ma di cose superficiali sul razzismo se ne son lette troppe sulla stampa quotidia. na, perch ci s.ia bisogno di racroglieme anche in volume. csm 'n,llw ANTONio IAH%1 -. l( l Contenuto. E' un oper: singolarissima i cui Autori tentano una completa revisio ne della storia elJropea del l'ultimo serolo, muovendo da un principio finora pres soch trascurato dagli stori ci : che, cio, negli avveni menti, oltre al nesso logico di causa ed effetto, in gene re faciln.ente riscontrabile, v' un nessO oscuro e segre to, in base al quale essi ri spondono ad un vastissimo piano occulto, che di gene razione in generazione si va realizzando. La premessa senza dubbio interessante; ma i suoi sviluppi dimostrativi risentono molte volte, nel rorso dell'esposizione, della rigidit con cui la posizione ihiz.iale stata assunta A forza di voler far tutto rien trare nel loro sistema, gli Autori interpretano alcuni avvenimenti e movimenti i n maniera affatto inaccettabile. ----.;. .> .. _. -;.:, . : : -" I.IIUil ACAn . ' _, . IALIJMQ l n te resse specifico. Utile, per la consultazione, l'appendice, in cui la storia del nostro razzismo brevemente riassunta nei suoi atti ufficiali. Interesse generico. Molto scarso, data la superficialit della trat tazione e il della forma. (L. 12,-, pp. 269, Jelfza ill1mraziom). s .. :. r l .. - l_, ... o..ccuJ.T A ..... ...... .... Interesse speclflo. L'opera porta un notevole contributo agli studi sull'azione politica del giudaismo e della massoneria dalla Rivoluzione fran. cese ad oggi. lnter8Siegenerlco. Notevole, per l'indubbia suggestione che molte tr.t le ipotesi a\'anzate nel volme esercitano sul lettore. (L. 12,-, pp. 248, senza i/lustraziom). . l Direttore re8po:l18abile : TELESIO INTEBLAlfDI Stampatori: Societ Anonima Istituto Romano di Arti Grafiche di Tumminelli & C -Largo Cavalleggeri 6, Roma

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    il "TEVERE" l'avamposto della stampa fascista LEGGE RE 1TEVERE1 DIRETTO DA TELESIO INTERLANDI non significa soltanto essere informati ma anche e sopratutto avere una guida QUA D BIVIO E L'UNICO SETTIMANALE LETTERARIO ITALIANO IN CUI LETTERA TURA ARTE E POLITICA S'ILLUMINANO A VICENDA IN TUTTE LE EDICOLE


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    [Roma :
    b Societa anonima Istituto romano di arti grafiche di Tumminelli],
    July 5, 1939
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    Race relations
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    z Italy
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