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Difesa della razza : scienza, documentazione, polemica, questionario

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Material Information

Title:
Difesa della razza : scienza, documentazione, polemica, questionario
Physical Description:
Serial
Publisher:
Società anonima Istituto romano di arti grafiche di Tumminelli
Place of Publication:
Roma
Publication Date:
Frequency:
semimonthly
regular

Subjects

Subjects / Keywords:
Race relations -- Periodicals   ( lcsh )
Jews -- Periodicals -- Italy   ( lcsh )
Race relations -- Periodicals -- Italy   ( lcsh )
Genre:
periodical   ( marcgt )
serial   ( sobekcm )

Record Information

Source Institution:
University of South Florida Library
Holding Location:
University of South Florida
Rights Management:
All applicable rights reserved by the source institution and holding location.
Resource Identifier:
usfldc doi - D43-00024
usfldc handle - d43.24
System ID:
SFS0024306:00024


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Difesa della razza : scienza, documentazione, polemica, questionario.
n Vol. 2, no. 18 (July 20, 1939)
260
[Roma :
b Societa anonima Istituto romano di arti grafiche di Tumminelli],
July 20, 1939
650
Race relations
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ANNO Il N. 18 SPEUIZ. I N ABB. POSTALE -20 L UGLIO XVII ... \ vornrnr srate, e non pecore matte, s che 'l Giudeo di voi tra voi non (Dante Parado VJ SCIENZA DOCUUENTJ\ZIONE D IRE T T oR E T E L Es I o l N T E R L A N D l POLEUICA. OUESTIONJ\810

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ANNO Il N. 18 SOMMARIO 20 LUGLIO XVII SCIENZA A TRIZZINO: LA MINO RANZA ITALIANA N FRM,i CIA; GINO SOTTOCHIESA: LA RAZZA ITALIANA NELLA PREISTORIA; ETTORE DE ZUANI: PROBLEMI RAZZIALI NELL 'AMERICA LATINA; GUIDO LANDRA: GLI STUDI RAZZIALI IN POLONIA E IN RUSSIA POLEMICA I. EVOLA: PSICOLOGIA CRIMINALE EBRAICA; T. SALVOTTI: l GIUDEI CONTRO ROMA; PAOLO RUBIU: SARDI CONTRO FRANCESI DOCUMENTAZIONE GIORGIO ALMIRANTE: UN PA'J'RIOT A EBREO GIUSEPPE REVERE; RICCARDO MICELI: UNA MANOVRA. GIUDAICA CONTRO VINCENZO GIOBERTI; CE SARE ZUMAGLINI: CONFLITTI DI RAZZA NELL'ANTICA ARTE EGJZIAN A; PASCAL PASCALI: MAOMETTO E GLI EBREI; CLAUDIO CALOSSO: LA CARTA DJ HE REFORD. QUESTIONARIO -IL VELTRO DANTE S CO; LO STATO ETICO DEI MERCANTI; FICHTE; NAPOLEONE; IL TALMUD; AUTORITA E LIBRI DI TESTO ecc. ecc. PENSIERI DI LEOPARDI: SANGUE E GSNIO DELLA RAZZA. IL RAZZISMO IN LIBRERIA. I MANOSCRITTI ANCHE SE NON PUBBLICA TI NON SI RESTITUISCONO SOCIET ITALIANA PER LE STRADE FERRA TE MERIDIONALI sOCIET ANONIMA x">:'Y'w "v"..'VO< IN FIRENZE .... ;-::-... -. _.... =-<., ... --':. :.: ': .... ;. MMORTIZZATO L.

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ARRIVI GIORNALIERI DI PESCE ALI MENTANO CONTINUAMENTE GLI SPACCI. SAPPIATELO CUCINARE CHIEDERE GRATUITAMENTE IL COMPLETO RICETTARIO AL: CENTRO NAZIONALE P R O P A G A N D A PESCHERECCIA ROMA VIA REGINA ELENA 08 TELEFONO 185.201 Rendete pi saporita ed allettante la vostra tavola, facilitando nello stesso tempo il vostro compito in cucina, con un pi larqo consumo di pesc e. Preparato in cento modi differenti: in bianco, fritto, arrostito, bollito, con salse o senza, il pesce sempre molto apprezzato per il qusto squisito, la delicatezza della sua carne e la sua facilissima digeribilit. Il pesce inoltre un alimento sanissimo ed economico. :-s

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ANNO II -NUMERO 18 20 LUGLIO 1939 -XVII ES<.: E l L 5 E l L 2 O D l O G N l M ES E UN SEl'AllATO LIRE l AUUONAMENTO ANNUO LIRE 20 SEMI!:STRALE" 12 ESTEIIO I L DOP.I'IO D i rettore: TE LESI O INTERLANDI Comilato di redazione: prof. dott. GUIDO LANDRA prof. dott. LIDI O CIPRIANI' dott. LEONE FRANZI dott. MARCELLO RICCI dott. LINO BUSIN.CO -...':i" ::r r P. t nr i o d i r e d a z i o n e : G I O R G 1 O A L M l R A N T E SCIENZADOCUUENT!ZIONE POLEUIC! OUESTION4RIO /iDll ITALIANI NELLA FRANCIA MERIDIONALE UNA "MINORANZA" CHE UNA MAGGIORANZA (vedere l'articolo nelle pagine seguenti)

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seieJtza JLA 111r JlN Il f e n o m e n o d ella p e n etrazio n e itali ana in Francia h a raggiun-. t o tal e e spansion e numerica, e tal e importanza e conomica e so cial e da assume r e ormai aspetto e rifle ssi d'ordine politico e int e rnazi o nal e Al confine occid e ntal e d ell'Italia, in continuit territoriale con ess a si formata una vera e propria minoranza nazional e italiana, dentro i confini politici della Francia; minoranza, ch e ha fisonomia etnica evidentissima, e che in modo altrettanto e vid e nte pon e ormai il problema della sua protezione. r es o acuto dall e p e rs e cuzioni sempre ma,ggiori di cui fatta oggetto Una grossa corre nte cl' Italiani si riversa da d ecenni nell 'altro \ e rs
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NUMERO DEGLI ITALIANI IN CIASCUN gli aano troppo poco numerosi troppo pu\ c ri <.: furse u11 po troppo intraprende nti . S i pens al l o r a agl 'Italiani E in base a dati c cifre, l 'ondata di vita p ortata dagl i italiani la rivalorizzazionc dci b eni c delle cos e che si ebbe dopo il loro arrivo, in tutta un a r e gi o n e desolata c s qu a llid a per J 'es ti n z ione lenta c l esodo c ontinuo d e lla popolazione indi gena. !VIa il dato essenz i ale c h e conferi sce a ll 'impres a dcgl'lta liani in Franci a il caratte r e di un'autentica g r a ndiosa opera eli co l on iz zazio nc il seguent e : ess i s i so n o fissati alla t erra, l hanno acq uistata c on ri sparmi portati dall'Italia, o acc umul ati g r a nell o a granello s ul posto e n e so no d ivenuti pro prietari. Oppure l'hanno presa in affitto a grandi dist ese. L' Enqutc sur l es trcmgers dans / 'agricolture, fatta eseguire dal M in istrc clr l'Agric o l ture f rancese n e l 1925, ha rilevato spcc ificatamente, dipartimento per dipartimento, quanti erano in qu e ll 'ann o i pro pri etari di 'terre, o affitta iu o li e mezzadri itali a ni in Franci a, c o n g li ettari di t erra da essi pos se duti o coltivati. Riportiamo l e cifr e che riguardano i 30 dip a r t im enti m eridionali (Y. Tob. !Il). Per quanto veramente enorme possa apparire l a qu antit eli terra francese che in mano degl'italiani, bisogn a te ner p r ese nti c h e i dati riportati sono de l 1927 : cio, di circa I 2 a nni fa. Da allora ad oggi il trapasso, o esproprio o cessione. continuato, ed ha c ertamente c notevolm ente aumentato il suo vo lum e, pe r ch persistono, anz i vi e ppi s i aggravano, le cau se che lo h an n o inizialm e nte determinato. C he entit avr oggi? Q u a n ta t.crra di Francia intestata agl'Ttaliani come riconosci u t i l q;ittimi proprietari? Ma l ecito chied e rsi se effettiYam ente son o sol o qu e lli c h e abbiamn visto g l I taliani nei tre n ta dipartimenti clelia Francia m e ridionale. Qui entrano in sce n a i cosidde tti naturalizzat i E un qu es it o s i po ne: qudl n d i sape r e se tu tto c i che \ a sot t o T .-\. U E L 1, .-\. l J l Proprietari DIPARTIMENTI T erra poss. Numero in ettari e ar e ALPI MARITTIME 2.588 1.567.39 BASSE ALPI 324 1.731.70 ALTE ALPI 144 285.80 SAVOIA 299 540.40 ALTA SAVOIA 209 311.32 BOCCHE DEL RODANO 1.122 4.925.47 VAUCLUSE 375 760.00 CROME 40 150.67 ISRE 186 744.01 AIN 81 632.71 GARD 205 433.20 ARDCHE 11 19.25 LO IRA 57 73. 21 RODANO 18 32.06 HERAULT 251 244.81 SAONE ET LO IRE 5 108.77 AUDE 86 78.00 VAR 3.284 5,070.59 ALTA GARONNE 721 5.684.74 PUY DE DOME 14 22.00 TARN 3 17.62 TARN ET GARONNE 851 4.280.00 LOT ET GARONNE 1.832 8.984.28 LOZRE --ALTA LOIRA --LOT 29 233.71 CANTAL -AVEYRON -CORRZE 3 0.50 GERS 1.046 10.589.90 Affittaiuoli e mezzadri Ter r a coltivata Numero in ettari e are 5.937 3.225.11 238 1.554.60 142 392.34 186 294.34 118 43.04 1.143 4.910.42 510 1.389.00 67 389.00 133 500.24 93 206.30 142 1.194.60 21 42.22 11 173.00 34 51.28 29 115,30 29 2 1.00 42 389.25 1.966 6 .909.51 2.741 14.188.22 32 193.00 658 3 .307.92 1 361 12.267.00 2.749 12.456.94 1 35.00 -5.20 278 1.808.11 --9 109.00 39 142.85 2.493 17.675.36 7

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i nomi di sangue razza patria terra madre tradizioni, lingua, origini, ecc., se tutto ci, dunque, reste rebbe cancellato definitivamente e soppresso col mettere una firma in calce ad un foglio di carta bollata. L'esperimento che con duce la Francia sembra cos mostruoso, enorme cd assurdo, da richiedere non una, ma centomila conferme prima di poter affermare che col metodo delle naturalizzazioni in massa, per la prima volta introdotto nel mondo dalla Repubblica francese, o con qualsiasi altra brutale imposizione si giunga veramente a sep pellire e sopprimere i valori eterni clell'umanit quelli in cui l'uomo ha sempre creduto, fondato la sua vita c la ragione di essa c per essi lott ato. Come si eletto, mancano ancora i risultati del cesimento del 1936. Bisogna, dunque, limitarsi, anche per i a quelli del 1931. Li riportiamo accanto ai risultati del censimento del 1926, ,perch si veda chiaro quale seriet debba, in ionclo, essere attribuita acl un'operazione che ha tutta l'aria eli esse r e nient'altro che una forzosa iscrizione nei registri dell'anagrafe francese (v. Tabella IV). Il totale, dunque, d'Italiani naturalizz{lti, che nel 1926 era stato (Omplessivamente, p e r i 30 dipartimenti, di 46.480 unit, risult di 73.021 nel 1931; vale a dire ch e in soli 5 anni si avuto un aumento eli ben 270.000 unit. Non di !rinuncia in massa alla Patria evidentemente si tratta, ma di doloroso espediente, puramente formale, imposto da dure necessit di vita. Accanto alla massa d 'Italiani .ch e figurano ufficialmente italiani, e onesto e giu,;to contare anche quest'altro contingente eli essi debbono far finta eli fare i francesi. Ludovic Nauclcau, nel suo libro la France se rcgardc, d una pittoresca immagine a proposito eli assimilazione. Se in tlll caff al ]atte egli scriv e si continua a versare latte senza aggiungne caff, succede per forza che: il miscuglio, chiamaro. peT la circo,tanza caff a l latte, non ha pi il gtisto n eli caff, n di l atte. N avr le qualit stimolanti del caff, n il valore nut ritivo d e l latte: soggiunge Wlocevski. L' assimilazione il grande eq uiv oco sul quale specula la Francia. Ma chi dovrebbe assimilare gl'Italiani? f1 misto di stra-s SVIZZUA :' .. -,,_ DIPARTIMENTI ALPI MARITTIME BASSE ALPI ALTE ALPI SAVOIA ALTA SAVOIA BOCCHE DEL RODANO VAUCLUSE DRO ME ISRE AIN GARD ARDCHE LO IRA RODANO HERAULT SAONE ET LOIRE AUDE VAR ALTA GARONNE PUV DE DOME TARN TARN ET GARONNE LOT ET GARONNE LOZERE ALTA LOIRA LOT CANTAL AVEYRON CORRZE GERS nieri eli tutti i colori e dj tutte le origini e lingue, che vivono accanto a loro in dpartements, arrondissements, villes, villages della Francia? Oppure i francesi, figli eli padre nato all'eskro residente in Francia, o di padre nato in Fran'cia da genitori 5tranieri, secondo la complicata legislazione francese? Perch la storia non data da ieri; ma da circa un secolo che il miscuglio si fa smpre pi eterogeneo, secondo l'immagine del Naudeau. L'assimilazione non che assorbimento di un organismo pi debole da parte eli un altro pi forte. Quale compagine razziale pi forte di quella ita liana, nelle citt e nelle campa.gne del sud della Francia? Come si pu parlare pi eli assimilazione quand'o in un paese -Blanquefort nel Gers si arriva ad avere 70 Italiani su 127 abitanti? E nel circondario di Nizza la: popolazio ne italiana del 47%; in quello di Grasse, del 52%? U problema ormai posto : n cgarlo inutile, continuare la violenza contro di esso peggio Dentro i confini politici della Francia, a immediato contatto dell' I t alia, si '1/Cnuta a formare una ;< mi1iu-mnza nazionale italiana che come mi.Jwranza va cousidcrata dal punto di '1fa del diritto c delle convenzioni in-ITALIANI NATURALIZZATI CENS. 1926 CENS. 1931 8.361 18.290 461 735 267 429 816 1 511 451 825 20.240 23.892 849 1.833 367 482 1.673 4.167 552 1.110 563 868 94 201 376 526 2.007 3.792 1.477 1.669 142 213 146 226 7.154 11.968 108 249 92 246 50 135 22 105 48 147 16 18 25 46 13 26 13 35 44 62 14 40 39 175 tc-rnazionali nonch degli obblighi '1J erso di essa da parte dello stato che la contiene. Violenze c coerciz1:oni e pers ewzioui C011-tro di essa, non risolvono nul/.a dal lato etnico e razziale. Si avvnato quello che era nel pensiero del Duce fin dal 1923: la pacifica espans ione morale cd economica della Patria Italiana A. TRJZZINO

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][l classico e memorabile motto del Duce: E' l'aratro che traccia il solo rrw la spada che lo difende affonda le sue radici e le ragioni del suo sapiente significato nella storia pi remota della nostra razza, cio addirittura nella preistoria. Questa nostra divina Italia -diis sacra -reca sul blasone della sua storia e deila sua gloria il duplice e irrscindi bile emblema dell'arme e dell'aratro, della guerra e .J.ell'agric!>ltura, e innalza qt!esto suo fiammeggia r nte emblema, al di sopra dei secoli e dei popoli, con mano fer.ma e pura, 'glorificando se e la gente a esaltazione e ad ammoni mento. E' la perenne e interminabile teoLa scoperta, dovuta alla sapie,nte e minuziosa cura de prof. Giovanni Marro scienziato di sicura fama, direttore dell'Istituto di Antropologia della R. Universit di Torino viene in sostanza a sfatare la leggenda che facessero presso di noi difetto :molte fra le pi espressive operosit dell'uomo preistorico, come se primitive genti della Penisola -e in ispecie quelle deLle zone alpine -non avessero posseduto e non presentassero i contrassegni di una ci'Vilt, che invece, sempre secondo quella ingiusta leggenda creata a nostro danno, sarebbero di esclusiva spettanza d'altri popoli. Le esplorazioni e le scoperte del prof. :Vlarro -illustrate con una serie di ar pratico e simbolico, capanne per abita zioni ed anche rper a;tri usi (molte delle quali su pali o su pilastri in muratura), utensili agricoli ecc.: il tutto rappresentante un'arte in genere, e una ritrattistica in particolare, di geniale fattura, e ripwducente al pari di una de s crizione letteraria -il tipo regionale di un'epoca lontana: et che, 'Secondo lo scopritore, deve risalire sicuramente alla preistoria, certamente al primo periodo dell'et del ferro, e, forse, anche al periodo ante rio re. Sta di fatto che tali incisioni ru pestri denotano una civilt in perfetta armonia con le risultanze dello studio geofisico della regione
  • ndamentali fattori del lavoro agricolo.

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    Oltremodo significativa la pre:;enza dell"aratro sj. pensi che siamo neli et del f er. ro! -s egno evidente che si era giunti gi ad una grande rivoluzione nel l'agricoltura e cio il tramonto della \ an g a come solo ed esclusivo s trumento di lavorazione della terra. Ora ecc o la desc rizion e c h e il prof. Marro fa del c arro e dell aratro incisi s ull e pareti roccio s e della Valcamon i ca. Il c arro: Il carro a quattro ruote rli cui una ( la posteriore di quasi com pl e tam en t e ora pars a p e r e ro s ion e della roccia. Ad g iun g e il timon e dopo esse r si biforca t o .1ll' a ltezza degli arti post e riori degli an imali in du e altri tratti pi sotti li ( l a lun g hezza della parte indi\'i sa di cm. 12): questi du e tratti che inter ce ttan o un a n go lo ; di 55", s i interrompono dopo sei cm. circa ed un terzo tratto tra5 \ e r sale ( ai nos tri occhi verticale co me i l giogo) e :press o a poco eguale ad essi ic lunghezza -li riunisce. Resta cos Jel imitato un triangolo equilatero, il cui lato posteriore pu immaginars i co s ti tuire l'asse delle ruote anteriori del car ro, che per appaiono semplicemente tangenti ad e ss o Si av rebbe per tal modo qui presente qulla particolarit di for mazione nell attrezzo (destinata a dare s olj.dit all'attacco del timone coll'asse delle ruote anteriori! quale s i riscontra, talvolt & ancora oggid nei carri delle nos tre campagne e che corrisponde, in rea lt. ad un tipo primitivo. E l'aratro: L'aratro ancora pi ru. dimentalmente s tilizzato. o per meglio IO Statuetta di et primitiva (Mentone) rinvenuta in Valcamonica: ;, enotinaz" Guerriero in danza bellica '(incisione rinvenuta in Valcarnonica) dire schematizzato, poich insieme ai due tratti raffiguranti il giogo ed il null'altro compare di esso ecctto un terzo tratto pure rettilineo che Ci s i pro speHa evidentemente per il voonere. In fatti, tale tratto retilli'rieo, lungo cinque centimetri, si diparte inferiormente dalia porzione posteriore del timone e si dirio-e in bass o ed in avanti formando col desimo un angolo acuto, di 35", aperto anteriormente. Il timone qui notevol mente p i lungo che nel carro (venti sette cm. circa) sorpaS'Sando cos di mol to il corpo dei due buoi, secondo giu s tezza di criterio; e nel terzo posteriore si s olleva un po' dalla orizzontale al quanto pi marcatamente nell'ultimo tratto di cinque cm., -dopo l'impianto del vomere. Questo timone termina posterior mente con un estremit libera come !' .estremit inferiore del vomere Grande importanza assumono po.i i di seg ni delle costruzioni per abitazione o per u si speciali-per difesa per vedetta, per la conservaziolle .dei prodotti agri coli, per il bestiame ecc. -soprattutto quefle del ti' po palafitticolo cio quelle ,;olleva t e od appoggia t e sopra fasci tli p a li u s u pilastri. Qu es te s i raggruppano talora in p a r ecc hi e per dare la visine di uri 1illa gg i o pa.lafitti co lo, qualche \'olta .ran' ivato d a una fauna acquatica. Si ha cos un quadro, s ia pure rudimentale dell'edilizia preistorica di quelle regioni con costruzioni c he si rotonde quadrate, rettangolari, puligonjtli co n tetti s pioventi o anche a cupola, o i a sottili e slanciate, ora basse e larghe. Di que s ta civilt d 'imp;-: : nta I'acustre le incisioni n.ipestri di VatcallHJllica met tono in luce molti tipi d'oggetti d'uso pratico e rituale, e di armi, nonch nu merose scene dal soggetto assai disparato: agri'Cole pasto.rali, venatorie, guer. t : esche, di lotta, di religiose ecc. : e tutte hanno il loro valore storico per ch documentano usi e costumi di quelle l0ntanissime genti. E' in sostanza l do cumentazione di una vita idillica e pa storale, di fervida operosit frammezzata da manifestazioni bellicose. La spa:da che difende il solco, tracciato dall'aratro. Illustrando que s te sue scoper te, giustamente il prof. Marro osserva: Dovunque vi s.ia della terra da fecondare col sudore umano e colle sementi, dovunque vi siano zolle da ben di rado vediamo mancare l'affermazione della nostra razza; quasi sempre l ve diamo spiegata tutta la pass ione del no s tro contadino che in breve volgere di tempo trasforma la nuova sede di ele zione, come in un lembo della sua Patria: in un'oasi -di italianit per s e per la propria famiglia, e per butti coloro che v:i. sopraggiungono. L'amore per l'agricoltura ha profon, de radici nella preisto r!a presso la razza italiana, insieme con l'ainore per le armi; anzi abbiamo affer mato, sulla di una documentazione originale, che tali tdue passioni sono s tate fi11 d'allora intimamente collegate s ul nostro substrato spirituale. Dove si vede concluderemo noi che i caratteri psichici de:Ja nostra razza hanno secoli e secoli di vita, se balzano eloquenti fin :dalla preistoria per giun gere fino a noi, int;1tti e meravigliosi GINO SOTTOCHIESA

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    PROBLEMI RAZZIALI NELL'AMERICA LATINA Dio ha fatto il bianco e il nero, il diavolo ha fatto ii me ti ccio Ques to proverbio l 'ho sentito per la prima volta da un amico ci l eno, uomo politico e scrittore, un paio d'anni fa. \Ili trovavo i n quell'epoca a Santiago, fra le Ande e il Pacifico l 'Argentina e il Cile; l'Argentina perch all'arrivo dei conqui statori il territorio era press och de se rto e le poche trib di indigen:i a poco a poco s i dispersero e 'S ritirarono nell'interno, verso l e montagne e nelle foreste ; il < Cile perch gli Araucani, fieri ssi mi e bellicosi, si op po se ro con tanta violenza agli Spagnoli, che per con quistan1e il paese s i dovet te ammazzarli quasi tutti Neg li altri paesi inve ce del r in t e rno e d e ll e co s te del Pacific o dove gl' indi gen i non opposero alcuna r esi e acco l sero anzi ami c h e \ o lm en t e g li Spagnoli {Francesco Pizarro con quitutto l'immen s o impero (!egli In c as con soli cento cinquanta cavalieri, in una battaglia in cui non fu sparsa neanche una goccia di sangue bianco) la fa c il e co nqui s ta ebbe pi tardi l e pi g: r a v i co n seguenze. _1 rrwri ca c apta si potrebbe dire j e rum ctorem cep it e ... il bianco non s olo di \ en ne color del cuoio. del r a m e s udi cio. del pan bima prese anche tutti i \ i z i degrindigeni; l o stes ,-o parlar s pagnol o era una e t iche tta fal s a ; dietro spun tava semp r e la mentalit de l discendente degli In c a s. razza imbelle e pac io s a _,nlrorlo de ; fallime nto e g 1 a quasi moribonda fin da; tempo del rarrivo degli Spagnoli. e l'amico scrittore, Jenaro Prieto. un cileno ,dj schietta origine latina (un suo romanzo, Il :>ocio stato tradotto anch e in italiano) era tornato da poco da Roma dov e tra l'altro ave \ a t enuto una conferenza per dimostrare la necess it che un nuovo Co lombo tor nasse a scoprire l 'America; p e r c h diceva, se continuiamo di questo passo, co n una involuzione anzi ch con una evoluzione raz ziale, il m e ti cciato ci rovi na e l 'America che ancor2 \ ogliamo chiamar latina \ a in malora. Qualcuno inorridiva al sentir queste teo; ic. ques t e t et r e previsiolli. ma .lenaro Prieto in s i tenent duro. Il t o rt o degli S pa gnoli al tempo d ella conquista. diceva non ,;lato tanto di ammazzar g l i indios, quanto di s posarst co n l e loro donne. Debol ezza della gente ibe ri c a. san guigna e pass iona l e : i wldati spagnoli non badavano ai co lore; J-larliti i n av \ entura, ,;enza troppi p o l i e co u un a di sc reta dos e di spirito hrigant esco. cercavano che avveu tura. e se n e lle nozze co n l e donne indige ne tro,aIndios meticci del V enezuela E pPggio accadde quando vano facile benessere e vita comoda. non si preoccupavano d'altro. E' vero del re s to che per molto tempo non ebbero altre donne; prima che la Spagna s i de cidesse a mandare in Ame rica fanciulle nubili per i suoi soldati, passarono n10lti anni; e intanto le nuove terre conqui state s erano andate popolando di meticci. creature del diavolo, e la diJesa della latinit veniva affidata a gente dal sangue misto, guasta e corrotta. Se l 'indo infatti, nel suo clima e i vennero forn}ando al temp o { I e ll e g r andi corre nti migratorie europee, il m e ti cc iato resisteva co m e un tumore mali g no Vedete ora qu e l che accade in ce rti pae::;i del Sudamerica: pericolose correnti comuniste, guerra so rda alla latinit; s i cerca 11

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    Palatitta e inctiqeno della Colombia Donne della trib dei Carim (Brasile ) 12 di aflermare la superiorit dell'indio sul hianco, :si dice aper tamente ch'esso rappresenta non gi il passato ma l'avvenire. si vuoi cancellare l'espressione America latina :. per costituirla con l'altra lndo-America :., si risuscitano anche i miti delle primitive religini incaiche per contrapporli alla Bibbia e ai Vangeli ( Viracocha, cio l'antica divinit degli lncas ho letto recntemente in un libro che ho trovato nel Per superiore a Jehova, perch mentre questi ha fatto l'uomo di fango, quello lo fabbric addirittura di pietra '> ), si vuoi dar battaglia insomma alla nostra ci vilt in nome di un nazionali smo che vorrebbe rimettere in onore gli antichi ordinamenti sociali, a tipo comunista, degli lncas. In tutti tquesti movimenti, naturalmente, l'indio non ha nulla a che vedere: l'indio dorme, l'indio mastica la coca, l'indio muore; il meticcio che si ribella, che nega la civilt dei bianchi; salta fuori il diavolo del proverbio ricordato dal mio amico cileno; e il meticcio \istruito peggio del meticcio incolto; s i serve della cultura che ha male assimilato come di un'arma di ribellione; il sel vaggio che ha imparato a leggere e a scrivere, che entrato nel nostro mondo, ;ma ancora tutto di l, calato coi suoi istinti feroci nella razza inferiore dalla quale l'incrocio l'ha tratto fuori a forza. Alcuni si sono gi accorti del pericolo e si difendono; l'A rgentina e il Cile in particolar modo che sono i paesi pi latini del Sudamerica; ma in altri ha gi ,vinto il numero e non possibile opporre alcuna resistenza; in molti paesi delle co s te del Pacifico e dell'interno del continente la popolazione metic cia supera di gran lunga quella bianca. Difficile aver dati statistir.i precisi, ma s1 pu tuttavia calcolare tche nell'America central e Pitture e d i ul

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    e rnt:ridiunale dal Hio Bra v o mes:Hcanu alla Terra dt:l Fuoco. una popolazion e totale di c irca novanta milioni c i ,;iano se tte milioni di indio.s, dieci o dodi c i milioni di negri fra il Bra s ile e le Antille e circa venti milioni di meticci ; la popo la zioile bianca si aggira intorno ai quaranta miioni non ugual mente distribuita, ma accentrata n e :Je grandi citt costiere del Brasile dell'Argentina e del Cile Il meticciato che una eccezione nell America del norJ. invece la regola dell Ameri c a del s ud ; i venti milioni di n egri e i nove di mulatti I dei Nordamerica, in s eriti nei cento milioni di bianchi formano una popolazione mi sta ma non meti cc ia: :;ono due mondi div e r s i e divi.si ; per i mulatti valgono l e s tesse l egg i dei ne g ri ; nel Sudamerica inve ce il libero intercarnbio matrimoniale tende ad unificare la popolazion e co l sa n gue t: non so ltanto co n la economia e la politica ; ma il meticcio ha co min c iato ormai ad alzar la voce e a farla da padrone ; s i parla, come di cev o, di rinas c im e nto culturale indigeno autoc tono; ma pi peri c ol oso il fatto c h e ldietro questa a s ,;urda pretes a di ritornare all' antico alle mo s truosit azte c h e o al tetro orientalismo incaico s i na sco nde una pericolosi ss ima propaganda protestante e comunis ta Difficile parlar di razza nell'America del s ud che s tata :::em p re chiamata la terra di lutti ; ma poi ch essa ha avuto la s ua forza la s ua ricchezza e la s ua grandezz a dalle correnti mi g ra t o rie europee, e i:n particolar modo italiane, pi che m a i n ecessa rio che ora s i difenda dall e in s idie e rdai vel e ni del meti c eia to per salvare alme no lo sp irit o della latinit e d e l callo con c ui appar;;a n e lla s tori a ETTORE DE ZUANI Indigenj della trib dei Boro (bacino del R io delle Amazzoni\ 13

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    Montanaro polacco 14 Mjnti studi ripresero a fiorire. Tanto l a di Leopoli che qu ella di Cracovia Fip r e sero l a l o ro antica attivit; a Varsavia l'Is tituto 1li antropolog ia della soc iet d elle scienze divenne pres t o un impottw nte centro di studi sotto la direz ione r{e l Mydlarski. A Varsa via ancara s i andavano or g anizzando du e altri importanti centri di .rice rca qu e llo diretto dal Loth con indirizzo prevale nte m e nt e morfolog ico-anatomico, e quelb specializzato p e r i proble mi g rudai c i e con personale diretto dalla Lipiec. Centri minori sorsero a Posen e a Wilno. Sare bbe tr oppo lungo qui riassullllere il complesso dell'attivit a'!lllropol()gica polacca, .baster richiamare l att e nzione s u alcuni capitoli moderniss imi degli ludi razzi a i. qua l i qu e l l i relativi alla f,-iolo g ia.

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    Contadine polacche e sociologia delle razze. che hanno a1 uto in Polonia un particolare sv iluppo. Ne l campo de: lo s tudio dei tipi co ::;tituzionali e della f-isiologia razziale interessante n "otare come s p esso g li autori polacchi abbiano tentato di id entifi care i tipi costituzionali con quelli' razziali. Cos per esempio il Mydlarski in s e g uito a numeros e inchiest e s ulle rec lllte e a ll 'osservazione delle cor relazioni tra altezza corporea e indici ce fali co. f acciale, e na sa l e, ha ritenuto di poter identifi care il tipo a s tenico con individui -di razza nordic a e di naTica il tipo atletico con la razza subnordica e preslava, e j nfine i l tipo picnico. con la razza lapponoi, de. Ma i lavori di altri autori pol acc hi hanno mostrato come non s ia po ss ibil e affatto id e ntifi ca r e l a cos tituzion e c on la raz?Ja e come inv ec e in o gni razza s i debbano di s tin g uere differ e nti tipi co s t i tuzionali. L antr-opolo gia : deLio sport ha avu t o c ome s uo cultore pres so l'accademia di e du ca zion e fis i c a lo S tojanowski, e l 'antropologia d e ll e reclute g iudaiche il Baczyn s ki. Le differenze fisiologiche di razza (dimensione del c uore, frequenza del polso, gruppo s an gu i gno forza musco lare, ecc.) ; s ono tate indagate dal Mycllarskl a Zakopane. Le ricerche compiute dal-io autor-e s ui gruppi s anguigll! di 11.588 reclute ha mostrato il 4-1,4-7{-di gruppo A il ; B l t:;( di gruppo O il 17,3% di gruppo A e infine 1"8, 1 % di gruppo AB. Per il rappo11to tra gruppo A e gruppo B la Polonia occupa quindi una posi zione intermedia tra l'Europa occidentale e quella orien tal e Pas sando agii studi di psicologia razziale in t eressa nte notare come lo Stojanowski abbia potuto di s tin g uere in un gruppo -di 461 allievi di una scuola milit>me diversi tipi p s icolo g i ci q "uante sono l e varianti razziali polacche. Il Ro sinski a questo proposi'to ha potuto affermare che il tipo nordic o ra1)pre se nta per la Polonia un buon elemento organizzatore, differentissima invece la psicolo g ia degli elen_1e nti pre,-Ja,i ed alpini. Molto imp or-Contadino d ella Grande Russia Hi

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    tante per la c ono sc enza delle variazioni razzial i in s eno alle classi s ociali s ono i ri sultati degli s tudi del Rosinski s tesso e d e l Czekanow ski; la tabelia riprodotta in que s ta pagina mostra appunto come so no di s tribuiti n ella popolazione di Na s iel s k i tipi razziali a seconda dell ori g in e nobil e o co ntadina. Non pos s iamo t erminare il n ostro ra p ido es am e degli s tudi razziali in Polonia se nza accennare a quello c he uno dei pi impoTtanti problemi dell'antropo lo g ia razzi a l e polacca. II problema cio di e i a re una esatta posizione s istem a tic a al tipo detto dagli a utori polacchi s ub nordico e c h e c ostitui sce la r g a parte della popolazione della Pol onia, di tip o c hiaro e brachicefalo Lo Stotyhwo sos tiene he questo ele mento da lui rcletto H()mo fanobrachv kephalus t osteuropide ) costituisca la i ) a se razziale della Polonia e debba essere con siderato a s. Il Czekanow s ki invece de ll'opinione che gli biondi e brachicefali s iano il pTodotto della m e scolanza della razza nordic a con altri eJe: me n ti e che quinrcli la Polonia debb a e5-sere co n s iderata in d e finitiva com e una terra razzialmente nordica. Le pi r ece nti notizie s ull o s tato de g li s tudi razziali nell'Unione Sovietica s i de vono a Lidio Cipriani che ebbe modo nel 1932 .di visitare quegli is tituti sc i entifici. Ne i primi anni dopo la Rivoluzione og ge tt o principale degli a!"llropologi russi fl! di inda ga re le condizioni di vita ma-N O BILl 1930 NORDICI 34,78 SUBNORDICI ;--. 22,61 MEDITERRANEI 22,60 ARMENOIDI 16,09 LAPPONOIDI 3,91 PRESLAVI -ALPINI -terial e dei vari popoli c he compo n gono i mo sa i co razzial e d ella Ru ss ia: Centinaia lavori s ono poi appars i con l o scopo spec iale di se rvire d i e l emento alla pro paga nda antireligiosa; l e piccol e repub b li c h e nazionali hanno natura lm e n te a p poggiato g li s tudi razziali d a l pur 1 to c: i vi-sta nazionalistico, e non sono cos m an ca ti antropologi tungusi, o s tiac c hi, s amo jedi !apponi, jakuti ecc. Fra i ri sultati pi importanti de gli sca v i compiuti nell'Unione Sovietica. s ono da r icordarsi il rinvenimento di numeros e sta tu ette .di pietra femminili co n evi den t i 5eg ni di s t eatop i g ia. Per quanto ri guarda i s uh strati etn ici della popol azion e russ a nella preistoTia interessante l eggere quanto ha scritto nel 1936 il Bas ch na kol": Passiamo .ora a trattare d e l l a Russia d'Europa. In ogni temp o l a natura del : paese aveva creato un limit e naturale c he coi ncideva approssimativainenk c on il 50 di latitudine: al nord le f or e ste impenetrabili, al s ud di ques t a li n e a, la s teppa, v a sta come il mare. In generale prima dell'arriva mo to t ardivo delo Slavo che pare non sia uscito dal s uo torpore s ui bordi del Pripet c h e al principio dell'era volgare, il
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    CONTADINI > 1929 1930 1934 1_,91 29,90 54,7 21,11 21,11 -31,41 31,41 17,2 14,07 1:4,07 0,0 3,52 3,52 18,8 -----Nero, stato -un pre-ariano di tipo par ticolare la cui natura non pu essere compresa che ;studiando le sue relazioni con i popoli del Caucaso. Noi dobbiamo quindi affrontare la questione sotto due aspetti: a) l 'influen za del substrato preariano sugli lrani che giungono nel paese verso il 1500 a. C., b ) l'influenza di questo medesimo strato primordiale sul protoslavo che appare verso il 4-50 a. C. ma che resta inerte al meno per un migliaio d'anni dopo quest& data. Notiamo subito che lo stato inerte e amorfo non affatto un ostacolo per : l.a po ss ibilit di una profonda im pron'ta e tnica derivante dal iSubstra to primordiale ... in queste condizioni non c' da meravigliarsi se esista una intensit graduale di questo misterioso elemento preslavo e preariano che si pu osservare nell e vene del popolo russo, partendo da Kief o da Boltava, traversando il Kouban e arrivando fino a Vladicaucaso. Supponiamo che il subst rato preariano sia nella percentuale del 2 o 3% sulle rive del Dniepre esso salir a l lO % nella popolazione russa dei Cosacchi del Kou ban, e arrivati sui bor, di del Terek, voi avrete la sensaz ion e di vivere in un am hien1e in cui esista almeno il 20 % di S
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    d o e 11m e 11 t az i 011 e UN "PATRIOTA" EBREO V i una gravissima lacuna n e ll e nostre cognizioni sull'attivit. deg li ebre i in Italia. Per oltre un secolo, dai pri mi anni dell'Ott; e nc omio non troppo accorto, poich tende ad esaltare contempo r aneamente, nel Rever e, l' ebreo e l 'italiano; e s 'i ngarbuglia maledettam e nte, come dimostra la seguente frase : Il R e v ere port n e l f a ll o d e lla indipendenza italiana la nota ebraica, la sua spiccatamente isrelita Adunque, l'indipendenza italiana non fu che il ['atto, vale a dire l'occasione che alla psich e i sraelita. d e l Reve re forn la possibilit di manifestarsi; o, in altri termini, il ,
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    guente sonetto, da lui intitolato L'ar co di Tito e pubblicato nel volum e Osiride nel 1879 quando neppure lontanam e nte in Italia si parlava di sionismo e di risveglio nazional e ebraico.: Tito Vespaai.an l L'infame clade Che La pontificai Solima av.erse E di mestizia secolar coverse De' miei maggiori l'ilari contrade Sull'arco tuo che poco c1elo invade Mostra le nUle trib .serve e disperse; Ma un altro arco su quello il volo aderse Che per furor di tempi mai non cade Gli l'arco del pensier che vince i marmi I bronzi sfiaa e l sino. a mo Si le:v .a. A quel Dio che 'ai dolor sacrava un: figlio; L'arco trionfator del bieco esi.qlio Che alla mia schiatta ministrava l'anni Onde or le secolmi onte d.isqreva. Ecco un saggio di patriottismo, ma la patria di Revere la Pal esti n a, non l'Italia; la capit ale Solima, non Roma. Anzi, l'Italia e Roma fanno l a parte se COS l ec it o dire i n questo caso -dell'Anticristo; sono i l bene individuato ostaco l o che si frappone a ll e aspirazioni patriottiche del poeta; sono i simboli d ella tirannia e de ll 'o ppressione di contro al desiderio di libert dei g iu dei R oma, in .sostanza, il centro dell'odio ebraico, del l'odio di tutti i seco li, che n e ll'Urbe :imp eria.lc combatte il prin c ipio disciplinatore e l egis lator e del mondo antico, __ e n e ll'Urbe cattolica il principio uniticatore del mondo medievale e moler.no. I versi di q u es to preteso patriota giudeo, che ad un .tratto tutto dimenfica della N azione in cui vive e di cui apparentemente condiv id e l e idealit, e impreca con l a vo c e aspra <: arrogante dcJl a sua razza -contro Roma; questi pessimi ma significativi versi so n o una indiretta conferma della sente n za de l Talmud: La nostra redenzione so r ger n o n appena Roma sia distrutta: Si potre bbe peraltro pensare ch e quanto del Rev e r e sc rive l a Rassegna m ensi l e 'd'Israel appunto perc h scritt n e ll intento di magnificare l a sua fed e eb r ai c a, prospetti in maniera unilatentle e perci sfavor evo l e, 1la sua figura Ricorriam o quindi ai. tes ti stess i del Rev ere; e vediamo quali clementi di giudizio si 1)0ssono trarre da un rapido studio della vita, d ell' indo l e, delle ope r e di lui. L 'eterno p roscritto, vien definit o dai biografi il Revere per le s u e continu e peregrinazioni; e "' chi non es ita per tal mo tivo, di paragona rio al "Fosco lo. V cd i amo dunque i moti v i di talun e fra que ste percgrinazioni. N cl 1849 -scri ve A l be r to R6ndani nella b i og r afia premessa alle Opere Comp l e t e de l Nostro, biografia, si noti, scritta in t o n o encomiastico -il R eve re e r a a Venezia, ma tribu na e loqu e nte e inquieto, disturbava Manin, i l qual e l o espu l se dalla citt, p r ov vedendo per con tutte l e precauzi oni possibi l i alla sicurezza d e ll'amico perch non cad esse n e ll e mani degl i A u st riaci La notizia di singo lare importanza, pcrch dipinge, di fronte all'eb r eo Manin, abile c accorto politico, l'ebr e o Re\"ere, r eso inqieto e troppo compromettente dal torbido int e llcttualismo che germoglia negli individui della s ua razza quando l e faccende prati.che non l i assorbono interamente. Dopo aver soggiornato per qualch e tempo a Roma, i l Revere si t rasfer a Torino; ma n el 1855 -prosegue il R6nd ani sospetto di cospirazione repubblicana fu mandato dall'Azegli o a confino a S u sa Qualche tempo dopo l o troviamo a Genova. Sponta neo trasferimento? Cos farebbe credere i l De Gubernatis, che scrive: Per vivere f u costretto a rivolgersi a l cowm e rcio e ridursi a Genova > > Ma il R6n clani corregge: Veramente, credo che a Genov a fosse, con garbo, mandato da l Governo in sieme con a ltri patrioti u n po' pe-ricolosi per irrequietezza di temp eramento Ad ogni modo, in qu e lla t ratt affari, non propri o di commercio ma di banca, per incaric o d' un suo fra tello banchi e r e a Trieste; c lo fece con quella ocu l a t ezza ch'e bbi a notare in lui in varie circostanze, a s s i stito anc h e da una certa -Festa della ftlatellanza davanti all'Arco dli' Trionfo sulla piazza dell'Etoile a Parigi, il 20 aprile 1848 (da -tma litografia dell'epoca) 19

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    pratica, fatta n e lla citt natale da giovinetto presso la Casa Morpurgo * Dell'indole del Revere ci d preziosi ragguagli lo stesso R6n dani. li pessimismo il disfattismo, la tetra ironia in una pa. rola, le not e fonda_mentali dell'anima ebraica ne costituiscono i caratteri dominanti. II Revere -scrive il biografo ve de la sventura anche dov e non e dove c', la studia, l'adora, l'astrae con tetra po tenza lir.ica )) ; c rip ortando un giudizio di Giuseppe Torelli: Mi sono avveduto che egli era perseguitato da un terribile nemico; e questo nemico Io aveva dentro di s medesimo. (r) Questo per il pessimismo. Quanto al disfattismo, lo stesso R6ndani c onfessa che come accusatore d e' suoi tempi il Revere eccede la misura ; c aggiunge che egli maneggia da vero 1/'tal,trc d'armrs la lama tremendamente affilata dell'ironia. AI disprezzo degli uomini s i accompagna il dispn:zzo delle cose sacre, l'incapacit di una vera fede: Non s'ha a domandare a quest'uomo se eb r eo, pagano, cristiano. Egli fuori d'ogni chiesa. Il tipico ateismo ebraico che si atteggia, come sempre, a disinvolto eclettismo. * Esaminiamo ora gli scritti del R evere. N cl so n etto citato dalla Rassegna di Israc-1 )) abbiamo riscon trato l 'odio contro la Roma elci Cesari; ma ancor pi aspri accenti il Revere trova contro la Roma cattolica. Ecco la ch i:tsa di un sonetto intitolato Il Cristo: Dal tuo trono d"obbrobri al vecchio mondo Minacciasti m orendo, e l'ira ebrea Vit1ima ti sacr sovra il Calvario. Or confitto e oppressor duri un. secondo Supplizio, e in mezzo ad altra turba rea, Carnefice ti vuole il tuo vicario. (2) Ove l'insult o si con grossolana vee m e nza. ancor pi contro il Figlio di Oio che contro la Chiesa N La sta. Ecco una. torva pittura della Roma papale: Folgoreqgia la scure tra le cl:liavi; Il barchetto di di sangue tinto, E sangue ed oro la sua ciurma grida. Cosi se' concio da' tuoi servi pravi; Cosi l'Inferno ha la tua Roma vinto. Il Redentor mutando in omicida. (3) Ed ecco un singolare riassunto di Storia Sacra, che vorreQbl' esse r e 1ronico e non che disgustosamente cinico: Gli: antichi ebrei. se non mente la ston"a. In riVICI del Giordmpra e vende Ebber beghe persin col Padre Eterno, Che non sape-ndo pi come acchetarli. A maestro die' loro il proprio figlio. Ma fecer di tant'uom pur malgoverno, E pare che oggid voglia imitarli La nuova Chiesa con peggior consiglio. (4 Le prose del Revere valgono i versi, non soltanto per la loro letteraria mediocrit, ma per la costante loro ispirazione ebraica. Patriottismo?. Per me tengo -scrive il Nostro -che alcuni abbiano tutta la 'Patria nella cucina, e ripongano ne' tegami e nelle cazzeruole i loro pi profondi Egli perci che gli Italiani am'ano le frittate>) (S) Orgoglio nazionale? Nulla r egge al paragone del vero-abbietta il Revere -:sicch mi pare che converrebbe, spogli d'og1i i orgoglio nazional e (o internazional-ismo, riconosci le tue e braich e radici). confe-ssare da per noi la nostra gramezza, anzich udirce la rimprol'erare Yillanamcnt r (]allo straniero. {6) II Congresso di Vienna (da un disegnc di G B. Isaby) 20

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    I membri della Conferenza per. la Pace tenulasi all' Aja neL 1899 Religione? Fede? Certe cose .non le mi fanno caldo n ircddo -confessa il giudeo -. l'de ne sto nudo e crudo come nacqui e credo che sarti e foggie si somiglino da per tutto, e passino di moda col ,correre dei tc.mpi (7) Tra le prose del Revere la pi interessante, ai nostri fini, il proemio al volume di versi Osiride ove del problema ebraico l auto.re parla espressamente e lungamente, immaginando un dialogo con iMos, un Mos che discende dall'alto suo scranno e non disdegna di disptar di politica come un ebreucolo del ghetto di Varsavia. Varrebbe la pena
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    lUNA E' questo il caso n ella sto ri a del 110stro Ri sorgimento' -di una cri cca g iudaica sed i ce nte cattolica c h e co n abil e manovra ce r c, nel 1848, d'aggirare Vin cenzo
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    Jl 40,101 JE JRt 'JrJl a stratto, ai Jini d 'un vasto progello g iudai co Voi pensatediceva il d'Eichsthal che Roma abbia assorbito e oltrepas sato in s l'opera dei Greci e degli Ebrei. lo non lo credo_ La met orientale del mondo sentir sempre che essa deve la s ua iriiziazione, non a Roma ma alla Grecia .. e l 'una e l'altra met del mondo sentiranno sempre che esse devono l insegnamento e ia fondazione d e ll'unit umana non all 'Italia, o alla Grecia ma al la Palestina. Cos il bravo g iudeo c h e s i e ra fatto catto li co, metl.eva s ubito da parte quello ci1e del cattolicesimo caratteri s tica precipua: la Romanit! 11 signo r d'Ei ch sthal mostra va c ic non pure d'esser e in m
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    24 potenza e vasti t.i dell'Impero raonico, ai tempi del suo massim:; splenore, si estendeva fino alla Perlestina, alla Libia, alla Nubia e all'Etc-1 pia, restano visibili testimonianze .r:<.. l l'arte di quel miste,rioso popolo. Le raffigurazioni egizie confermano la biblica tadiz!one della schiavit d'Egitto, che tanto ricordo di dolore lasci nella storia di Israele, e pongono netta la di-stinzione non solo razziale, ma anche gerarchica dei popoli che obbedivano ai sovrani di Memfi e di Tebe. Le figure elegantissime delle tombe ,regali della XVIII dinastia ci presentano i faraoni come appartenenti a una razza alta dolicocefala, dall'occhio caratteristico e dall'espressione intelligente. Si vedano ad esempio i crani femminili del 1300 avanti Cristo, nella cui figurazione non si deve vedere alcuna intenzione satirica, t,rattandosi di ritratti imperiali, o il nobile volto di Ramesse II, che estese largamente i confini dell'impero o il ritratto virile dalla testa a cupola e dalle labbra volitive come quelle di un latino. Confrontando tali figure, in cui rifulge la nobilt di una razza superiore con quelle dei popoli vinti si nota una diffe,renza di tratti, che spiega la grandezza di un popolo e le ragioni del suo dominio, mentre rende manifesto che nel corso dei millenni si sono conservate intatte le caratteristiche pi appa-L'Jqg,os Ebes (Benihasan; Tomba n. 3) Amenhotpe U e kx sucr 1 0

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    l'" f, 'r ( [ t ,, lTebe; Tombe private n. 93 ) Suonatrice (Tebe; Tornbprivate n. 93) riscenti che distinguono ancora ogg1 le razze. Gli Etiopi e i Nubiani schiavi suscitano interesse nell'artista per la novit dei lo,ro costumi e la stranezza delle danze e dei riti e gli Asiatici per le difficolt incontrate nel sottometter-li e poi per .la corruzione dei costumi. Caratteristici pi degli altri i connazio nali del casto Giuseppe si presentano con la loro espressione co,rrotta e decadente, k:on il grande naso e le labbra tumide e gli artisti li effigiano con sommo piacere accanto agli altri po poli tributari. Qualche volta i pittori schizzano vicini i profili dei vari popo-li sottomessi, in modo che risaltano i caratteri di ogni razza sottomessa all'im pero di Memfi o di Tebe. Asiatici, Negri, Libici sfilano e si prostrano raone, testimoniando la suprema .. un popolo che non tien tanto . Negri quanto i Giudei cui non :'l-: teva di banchettare in presenza d gi-zi o i celebrare i loro riti, ; bominevoli (Bibbia Genesi cap. 4 -Questa salda coscienza razziale pe .. _.,.: t se al popolo dei Faraoni di trionfare t[ con l'integrit dei costumi e delle l che con la forza delle armi sui vicini .:ds Mediterraneo e di fondare il pi anitt:
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    MAOMETTO E A : i momento della nostra presa di pos1z1one nel problema -razza, 1la stampa estera antifascista si domandata se le che l'Italia, colla sua politica filoislamic aveva gua da g nato nel mondo musulma.no, avrebbero sub ito una contra z ione. Malgrado le molte prove di attaccamento offerte all'Italia dalle popolazioni musulmane in seguito ai provvedimenti adot tati dal Governo Fascista a loro favore quella stessa stampa ha 'preso spunto dagli avvenimenti .d'Albania, dove la religione mus ulmarna preponderante, per riproporsi il solito maligno quesito. Prima di narrare alcuni avvenimenti che storicamente stanno a dimostrare ii conto im cui Maometto tenne gli Ebrei, e le d ec is ioni che prese a loro Tiguardo bene premettere che se Arabi e Ebrei appartengono allo s tesso ceppo semita, esistono tra le loro razze rdiff erenze e di ss idi originari, a ss olutamente incolmabili. Se non accertato che la differenziazione di razza possa esc lu s ivamente indul1Si dalla fisionomia linguistica dei gruppi, pure, tra i vari elementi forniti dallo. sviluppo storico e civile, quelli glottologici vanno tenuti in primo conto. Il problema circoscritto al ceppo semitico, va studiato non so lo so tto l'aspetto dei linguagg i rparlati nelle varie epoche dai popoli appartenenti a questa razza, ma anche comparativa ment e, es tendendo cio l'indagine ai linguaggi di altri gruppi etnici s i siano trovati in contatto o in rapporto di qualche importanza con essa. Questo studio esula dal nos-tro compito. Baster quindi per noi riferirs i alle conclusioni ,degli specialisti e pi precisamente alla mota classificazione, semplice e razionale a un tempo, delle lingue del mon do, fatta dal Trombetti, nella quale il Gruppo Camito-Semitico, settimo nel quadro dei linguaggi umani appare ripartito come nel g rafico che prese ntiamo in queste pagine. * Poss iamo dunque dire che linguisticamente il gruppo semi tico c he non che una S'Uddivisione del gruppo camito-semitico, presenta cirnque grandi diramazioni: l'assiro babilonese, l'aramaico (comprendente la lingua letteraria siriaca), il cananec, l'arabo e 'l'etiopico. Queste diramazioni corrispondono esatta mente alla distinzione delle schiatte etnicamente considerate colla che: a) la razza assiro babilonese stata sommersa dalla ara maica e :quindi .Un gruppo etnico presentemente scomparso; b) che gli aramei, dopo la conquista mu s ulmana, hanno per duto quasi interamente il loro linguaggio, adottando l'arabico; c) la Ji.ngua araba diventata il linguaggio comune, oltre che dei siriani (nome generico delle attuali schiatte aramaiche), anche di moltissime ,altre popolazioni, specie camitiche, come g li egiziani e gli abitanti del Nord Africa; dJ la lingua ebraica, dopo esser morta, i! risorta per sforzo artificiale come lingua della razza; 26 e) .Je popolazioni etiopiche risultano dalia sovrappos!Zlone di immigrati semitici (Sud pi evoluti e civili sulle masse di una ppolazione camitica, specia lm ente Agau della Abissinia; il linguaggio che ne semitico, ma i dialetti attualmente viventi hanno riportato in luce sia nel les sico che nella grammatica, molti elementi del fo ndo camitico che era stato quasi completamente coperto dal predominio dei civilizzatori Dal presentato risulta chiaramente che mentre gli ebrei fanno parte del sohogruppo cananeo, che con quello arameo costituisce la suddivisione settentrionale del grande gruppo semi tico, gli arabi quasi da soli, costituiscono un intiero gruppo: quello meridionale. All'alba i dei! a storia 1 d' Ara!bia, tra le trib arabe del sud della penisola che si dicevano arabi puri e quelle del nord e del centro <:he erano dette degli Arabizzati e che si reputavano da Ismaele, la distinzione era netta. Ci non toglie che fin dall'epoca dell'idolatria. prima .della predicazione mao mettana, gli arabi non abbiano attinto largamente ai miti e alle leggende ebraiche come quello della Pietra Nera, un aereolite caduto dal cielo, e quello della sorgente Zam Zam scaturita miracolosamente nel deserto per le preghiere di A ga r scacciata da Abramo ed errante col figlio lsmaele moribondo di s ete. Il coi}tatto con gl'i ebrei e poi con i cristiani, non influenz gli .arabi nel senso di attrarli verso quelle religioni, ma l'in fluenz nell'indebolimento del loro sentimento religios o preparandoli a quel monoteismo che doveva poi divenir e la linfa della loro vita.

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    Se si deve parlare : di infllllenze, queste sono quelle che gli eb rei hanno subto dagli ararbi. Nello Higaz a esempio, nume rose coloiiie ebraiche si erano completamente arabizzate; e pur g odendo formalmente dei diritti loro c once ss i dalla religione musulmana, erano in una po s izione di sos tanziale inferiorit e vepivano adibiti a quei serv izi e mestieri che gli arabi di, sp rez?:ano e reputano poco d eco rosi II proselitis mo is lamico s tato un fenomeno d 'im!Je riali srn o g u erriero e l'Islam nato e s i affermato potenziamento dello spirito della raz z a ara:ba; fu quindi naturale che s i verifi casse !' : urto fra Maometto e il razzi s mo ebraico Approfittando. di una ri ssa sorta 'fra i mu sulmani e la trib ebraica dei Qaynug, Maometto li assedia ;nella fortezza li cos trin ge alla re sa li caccia .via con le loro famiglie e confisca i lo r o beni. Durante l'asse dio di Medina da parte dei Qurays, po c o manc che gli ebrei, con il loro contegno equivoco, non -provocassero la resa della citt. La condotta del Profeta contro di ess i fu spietata: Tisparmiate le donne e i bambini, 'fece decapitare tutti gli uomini. D 'allora la lotta contro le trib ebraiche e sopratutto contro quelle costituite da ebrei sc onfitti ed esi liati, proced senza treg'ua alimentata dalla predicazione s ino al g iorno in c ui il Profeta nof\ o cc up militarmente f territori d elle c olonie ebraiche di Fadak e di Haybar, s tabilendo v i coloni g li ebrei c on l'obbligo di devolv e r e o gni anno ai vincitori la m e t del racco lto Il Corano proclama vero l'ug ua g lianza di tutti i c r e denti di fronte a Dio ma Maometto approfitta di o g ni ; occasione per biasimare gli ebrei e per additarli ai s uoi seg ua c i 'COme il so lo e uni co nemi co. Arabo dello Y emen ----ACCA DIC O--------------------------------------A;;siro N T RIONA L [ --------------1 FP.I I C I O P t ii11 C O f\l c \biliCO Etr iCO b blo c o C A NA NEO -------tt E 8 RA1[0 --------1 F.:t ,,, o t .ollllUCltCO t: rabh1n1r.:n l ARABIC O MEniDIONAI.E -----1 ORIENTALE------t r-N ORD ARA B ICO fieli l O CC IDENl A L E --t H 'S''" s 11.1110 E ; r. l!\0 1 r polino l u ni si n o /dg crino 1.1;; oc c hino 1 Mineo SUD ARABI C O ----------------11 M ahri solcotr.l ---------------11 T 1gr 1 T tgr : u [ sl'l [ l I O P ICO (I PII) .. ETIOPICO------of f A m:lrrco ETIOPICO ----------------!J Gtn3gh e j C:al:\1

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    . Capo arabo dell'Africa settentrionale 28 Nella V Surata al 16" versetto detto: E, mentre essi hanno violato il loro patto, Noi li abbiamo maledetti e Noi abbiamo induriti i loro cuori. Essi hanno stor nato dal loro senso le parole; Non cessare di cercare e di conoscere la loro perfidia: vi sono pochi che fanno eccezione; al versetto 40" : In quanto a coloro, che sono :infedeli, se tutto quello che sta sulla terra fosse loro ed altrettanto ancora, e che con ci essi offrissero un riscatto per il castigo de giorno della resur rezione, esso non potrebbe .essere accettato da parte loro; ad ( riservato) ti n castigo doloroso ; al versetto 41 : Essi vorranno uscire dal fuoco, ma essi non ne usciranno imperciocch ad essi ( riservato) un castigo eterno ; e a] versetto 45" ... essi cambiano le ,parole dal loro posto Queste parole si riferiscono al versetto sedicesimo nel quale il Profeta acc
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    LA CARTA DI HEREFORD I ca rmi omerici dimostrano g i un in t e r esse e tno g rafico s p ec i e per quanto concerne : l e popolazioni p erifer i c h e pensate come esseri merav i g li o s i Il mondo. cos c m mnag inato da Omero ris.pecchia in ultima analisi la concezione mono genetica della s uperfici e terrestre com 'e r a intes a dai popoli del i bacino del Mediter r a neo dalla Magna Grec ia all'Asia Occi dentale e financo all'India, intorno al se c olo X a. C. La terra un gran de c on tinente discoide s ituato nel mezzo di un a corrente circolare, l'Oceano che da ogni p a rte lo bagna e racchiud e Sulle rive dell'Oceano s ono poi i Cmmeri, avvolti da nebbi a eterna, popolo infelice dalle cui re gioni s i accede agii Inferi; al Sud stanno invece i Lotofagi i mangiatori del fiore della dimenticanza ed i Pigmei. Anche la stessa Odis sea ricca secondo il Drerup, di miti astrali e terrestri e di saghe ;marinare, la cui origine da ricercarsi nella imagino s a feracit rituale dei : popoli Egei eredi delle leg gende asianiche e po ssess ori di un patrimonio di esperienze loro particolari, c he permettevano la finzion e duratma di un mo ndo magico concretato pi tardi in mirabili fantasmi di poe s ia. Pure l 'Eneide virgiliana doviziosa di s imili argomenti, e c i parla di popoli feroci e mostruo s i della g ent e d elle Arpi e dei Ciclopi, g i tra ttati n ell' Odi s s e o dei mostri ser vitori di Vul c ano di S c i ll a e Cariddi so l o per citare i fatti pi Ma s e l anti c hit fu d e dita in partico lar modo a tali finzioni cui diedero g r an de importanza Plinio e So l ino l e po c a regina in propo s ito riman e an cora il Me dioevo, ch e per particolari c ondizioni so c iali c ivili e c ultura l i ri u s cito ad or ga niz zare tutta la materia caotica tramandata dall anti c hit in un quadro pie no di atrocit e di orro ri i quali trovar ono un a spinta a ll a coordinazione sopra tutto attraverso la se te delle scoperte geog rafich e e l a brama a divenir del mondo esp e rto Tra tanto c oncorso di e l eme nti in c ui g li studio si non videro altro se non il prodotto dell'i g nor anza ge ografica o la neces s it di dare un' interpre tazione a certi fenomeni fis i c i o la c o s truzione di menti alterate s i delin ea seb b ene confu sa mente un fatto di cap itale importanza: il lconcetto di una civ ilt e di una ra z z a s up e riore che si trovano da ogni l a t o circondate da un mondo ig noto. c olmo di pericoli e popolato ; da gent e orril ile cui 29

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    quas i sempre afiidata la distruzione del mondo. Implicitamente vengono cos raf forzati i valori di razza, esaltati i fattori della grandezza civile per poter organiz zare non solo la resistenza contro proba bili invasioni, ma anche il eve ntuale al contrattacco. Certo, ad un esaJllle particolareggiato, ogni mito preso a s, salvo forse pochi di grande respiro sfugge alla legge gene rale, trattando solo di un dato fatto e so !lermandosi sull'aspetto pi importante di esso. Ma qualora noi possiamo venire in possesso di un documento geo grafico, che tratti in generale dei fatti su riferiti allora la realt ci fa certi del l'esistenza intrinseca, presso ogni popolo, dei valori Tazzistici, che, coscientemente o no, agiscono come .difesa e perpetua zione della razza. Un documento 1 di tale tipo, e certo tra i .'pi curiosi, esiste: la carta di Here f orci, stesa nel secolo XIII da Riccardo di HaJ.dingham Il geografo inglese esi occupa qui di una quantit di problemi, specialmente etnografici, derivando gran parte delle nozioni dai Collectanea rerum memorabilium : di C. Giulio Solino. L: carta rivela l'interesse del tempo per questi quesiti interesse adattato anche allo spi rito i:maginifico dell'ambiente. Le illustrazioni fantasiose di cui il do c umento corredato dnno un'idea 30 abbastanza chiara della deformazione a cui l'immaginazione sottoponeva gli abi tanti del mondo ignoto. Della Carta offrirr solo il frammento pi interessante, in specie quello che riguarda l'India e le regioni limitrofe. In alto, rappresentata la larga fascia dell'Oceano, ove si getta, con drue lun ghissime braccia, il fiume Gange (e Riccardo riporta qui le parole di Solino in LII, 7), il quale racchiude alla propria sinistra, contro il monte Caucaso, una re gione :di solitudini: qui vivono gli Schiapodi o Monosceli. Sono mostri dotati di un solo, immenso piede, che ad un tempo serviva loro per correre veloeissimlllllente ed anche per riparar d'al sole. Immedia tamente sotto sono rappresentate le sor. genti del Gange; le popolazioni che le abitano sono descritte ancora con le pa role di Solino: Gangis fontes qui acco lunt... odore vivunt pomorum silve strium ... ut olfactu alantur. Quod si taetriorem spiritum forte traxerint, exanimari eos certum est (Sol. Lll; 30) (3).A destra, ai piedi di una catena, che Riccardo designa col semplice nome di mon ti dell'India, sono rappresentati i famosi Pigmei, quelli stessi che Ornero pone ad Ovest dell'Egitto e che, in un passo delJ"Jliade (III, 3-7), ci descrive eternamen te in lotta con le battagliere gru, dal far del mattino. Solino li fa venire da regioni poste ai confini della Tracia, e precisa mente da una citt detta Gerania, donde vennero cacciati dalle gru: celebrant quondam urbem Geraniam (Cathizon vocant barbari) unde a gruibus Pygmaeo s ferunt pulso:s (Sol. X, 11). Poco distanti da costoro, oltre il corso di due fiumi gemelli e nelle vicinanze del Paradiso Terrestre, imaginato come un'isola sor gente dall'Oceano ed a cui centro ger mina l'albero della vita contemporanea mente con lo zampillare delle acque dei quattro fiumi biblici, popolano la contrada altri mostri: i Cinocefali, di cui parlano Ctesia e Plinio. Qui appunto ci troviamo m presenza di un fatto reale bra:rnutato nel suo va lore intimo dalla leggenda. Plinio li descrive come uomini dalla testa di cane, privi di favella, muniti di artigli, color fosco la pelle; abitano i monti dell'India fino all'lndo, ma non sono del tutto ignoranti delle abitudini civili, intendendo essi la lingua indiana e mantenendo rapporti con i popoli de:Ja vallata gange tica. Oscar Pesche), che parecchie decine di anni fa ha pubblicato un erudito la voro sui concetti geografici del Medioevo, afferma di poter riconoscere nei pretesi Cinocefali, un tpopolo di stirpe diversa da quella Aria, tale da distinguersi nella lingua e costumi dai dominatori dell'India settentrionale. Del resto anche il

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    W e ule o ss erva che oggigiorno molti gruppi etnici di colore m o lto pi sc uro s ono nella peni sola; e d noto a butti come g li Arii s ieno s tati i ri g idi prati canti di una dottrina 1 di casta te s a a salvaguardare la purezza della razza da o g ni confusione. E non -paia esagerata t a l e po s zzwne dal :momento c he anche Gr eci e Latini erano so liti seppellire sotto il di s prezzo i popoli che appartenevano a d altre s tirpi co n l'ruppellativo di bmbari c i o bal bettanti incapaci di parlare l a lin gua degli uomini civili. Notevole poi l'acce nno c h e vien f a tto della Pandaea gens, governata so ltan to da donn e, di cui dic e So lino: a f e min.i.; regitur, cui reg inam prnum ad sig nant H e r culis filiam {So l -LII, 15). In altra parte d ella carta di Hereford pure rammentata una var iazion e d e i \1ono sceli: so no individui muniti qouesta volta di enorme labb-ro a m o' di om brello, per riparars i dai raggi del s ole N so no obliati g li Antropofagi {So l -XV, 4) e la ritrazion e de i popoli vento s i (sunt qui cervicibu s car ent e t in hume ri s hab en t oculos; sunt qui s il vest r es, hirti corpora canin d e ntibus, stridore tcrrifico -LII, 3 2), di c ui anco ra n e l 15 10, Sebastiano Miinster in una s u a o p era di s i serve parlandoci dei Lemi po.polo c h e non ha testa, ma c h e d o tato di na so, di bo cca e di occhi nel mezzo del petto, confortando il s uo dire con un'inc is ione rappresentante un Cinocefalo, uno Schiapod o, un Lemio uz; mo s tro con un s olo occhio nel centro della fronte ed un esse re bi ce falo con le mani gi unt e E co ncludiamo questa rapida rassegna osserva ndo come, accanto ad ogni istinto c bisogno di idealizzazione proprio di qualsiasi uomo ne esista uno particolare, r ea l e e d innato, che s pinge l'uomo civile a sentirs i superiore all e razze c he lo circonda no a difend e r s i da esse ed a do minare; e tale atteggiamento ci te s timo nia dal profondo dei t empi t e n e bro s i il patrimonio dei miti e dell e favole e d ella fant as ia degli avz. CLAUDIO CALOSSO Note al te3to ; (lj C. J. Soli n i C oll ectanea r e rum m e mor a bi :.um. Berolini 1864 (2) Gli lperbore i ... razza f e li ciss im a ... abitan te dunque l'Europa. Si cre d e c h e presso loro skno i cardini del mondo, il c or s o estrem o delle si(Ile ed un semestre int ero di luce ... Selve e bo>chi sacri sono le loro case. L e pian te gio rno per giorno somministrano il vitto. Non c onoscon la discordia; le mal a ttie non li tormentano (3) Coloro c he apitano il paese donde sca tu ri sce il Gang e vivono d e l profumo delle frutta selva tiche ... e s oltanto con l' asp irarlo si nutrono. Perch, se p e r caso asp ir asse ro un aroma pit forte ce rto c he ess i mor i r e bb e ro s ull' a tto Note alle illustrazioni: N l -Framment o d eJia carta d i HereforJ di Riccardo di H a ldin g ham secolo XITI (da J omard). Il f ramme nt o ritrae i n alto ed a s inistra le r egioni Indiane circondate dall Oceano, in basso l a Medi a. N. 2 Lotta de i P i g mei con tro le grn (da Olao Magno) N 3 Particol ari d e lla carta di H er e ford: a) cinocefali armati d' asc io.; b) var iazione di ::\{ono sce li Mo s tro dot a t o di labbro t a nto g rand e da pot e rlo u sare quale Jifesa contro il sole. (Le illustrn;oni tutt e sona riprodott e nell 'op e r a : E s plo razione d e l b t e rra di C. Weul e l. Questo disegno, riprodotto in copertina, fa parte. come gli altri c h e illustrano l'art.ic:Jolc, della "Carta di Hereford" e, con l'efficace e sintetica fantasia medievale. rappresenta la mostruosit degli ibridi 31

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    PSICOLOGIA 32 CRIMINALE Qu1 noi vogliamo .considerare lo svlluppo clelIa conc e zione ebraica del delitto. N elia colle zione L'Ebraismo n e ll e sci enze giuridiche ( Deutscher Rechts-Verlag, Berlin) uscito r ecentemente un saggio magistrale d e l dott. M. Mikorey s ull' Ebraismo nelba psl cologia c riminale che nel proposito, ci d i mi gliori punti eh riferimento, tanto che qui crediamo interessante darne un hrev e ragg uaglio Come pre messa deve valere la constatazione, che all'Ebraismo, in fatto eli moral e e e h visio n e del mondo, propria una pre cisa ripresa della nota dottrin a d e lla doppi a Ycrit, c, m vero, non per vemre a capo eli a ntinomi e sco la st ich e, bens p e r dci precisi scopi tattici. [nfatti cosa a t utti nota che mentre l'ebraismo predica, p e r i non ebrei, il vangelo d ella democrazia, dell'eguaglianza, della parit dei diritti, d ell'antirazzi s mo, d ell'intcrnazionalis mo, ri serva per se st es so tutt'altre verit : p e r i conti propri l' ebraismo professa invece il pi rigoroso es clusivismo razzista c nazion a li'Sta, non intende p e r nulla confonde rsi con l a comu nit dei popoli ariani e, in una forma o nell'altra, non dimentica l'antica promessa d e l dominio universale del popolo e letto sull'in sieme delle altre genti. L'accennat a finalit tattica di questa duplicit, secondo la polemica antisemita, b e n evidente: m entre l'una morale quella interna destinata a rafforzare e preservare la razza ebraica, l'altra, qu e lla predicata ai gentili ai g o im, ha lo scopo di spianare le vie ad Israele, di propiziare un ambiente disarticolato e liv e llato, ove la libert>> e l eguaglianza d e i diritti serviranno solo come mezzi per svolgere indisturbatamente un'azione volta all 'egemonia e al dominio d e l popolo eletto : cos com e lo mostra in m odo lampante l'esempio' della ebraizzazione ad oltranza delle nazioni democratiche, dei popoli ch e continuano commuoventem ente a bruciare dell'incenso sugli altari degli immortali principii Questa s tessa congiuntura si pal esa se condo l'analisi del Mikorey i--n ell'ambito stes so
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    Le giudee comuniste Annie Progribskn e Frer Jackson. arrestate in Svezia per attivit terroristicc :\ci riguardi di lsradc la concezione tradizionale ebraica del delitto quanto mai rigida e formalistica. Ir delitto assume sen;:'altro 'il carattere d 'infrazione della legge divina. Qui non si indugia in nessuna analisi psicologica, non si procede in distin;:ioni, come quelle di dolus, culpa, ecc., non si indagano i moventi c: l e circostanze e le attenuanti: resta il fatto bruto, che provoca i a collera di contro il colpevole; contro questi il potere della comunit ebraica deve prontamente procedere, reagire con un castigo e una pena, per la quale il criterio predominante procede dallo ius talionis, in tutta la sua unilate.rale rigidit. Queste concezioni sono proprie non so lo all'Ebraismo antico, ma anche all'ebraismo della Diaspora, ove esse hanno fortemente contribuito al sussistere dell 'unit c della solidariet della razza ebraica nella dispersione. Questa rigida concezione del diritto c del delitto ha! preservato la comunit ebraica contro ogni ten denza che avrebbe potuto essere erosiva per il suo specifico modo di vita. La legge dell'Ebraismo nella Diaspora, cio il Talmud, ;: Yero che finisce in una casuistica di una comple.>sit quasi inimaginabile: ma facile persuadersi che dovunque questa casuistica si riferisca soltanto a lla vita della comunit: ebraica, essa sempre conclude nel riconoscimento di un assoluto, rigo.roso Lliritto della Legge che difende se stessa, non avendo nessm1a sensibilit per i retroscena individuali e psicologici del delitto, g iacch il delitto esclusivamente assunto nel suo aspetto positi\' 0 e oggetti,o di fatto, che mette in pericolo la vita c la realt e !'"unit della comunit ebraica, tenuta insiC'llle. nella sua dispersione, unicamente Legge. Ebbene, se noi ora veniamo alle teorie giuri e giustificare il colpevole, i suoi moventi il suo destino. E quel diritto dello Stato di difendersi, cos dichiaratamente ricono sciuto nel riferimento alla comunit ebraica, ecco che, se riferito ai popoli e alle civilt non. ebraiche in cui Israele si trova come o spite, viene. descritto come una vera bestia nera, qualcosa di arbitrario c di inumano e di bruto, contro cui si mobilizzano tutti gli argomenti psicologici e scntimentalistici e tutti gli accer tamenti di una presunta 4: scienza Si ripete, dunqu e, esattamente, la tattica generale della doppia verit. TI Mikorey mette in evidenza questo punto con una rapida analisi delle principali interpretazioni della psicologia -criminale fatte da ebrei nei tempi moderni, nei tempi dell'emancipazione. Esse concordano tutte nel relativizzare il delitto e nel porre una specie di veto al diritto sovrano dello Stato di difendersi e punire: c lo scopo inconfessato. secondo j.J Mikorey. lo si ha nelle note parole di Goethe: Questo pop o l o asmto n o n n ; d e aperta che una sola via : tinch sussista un ord ine es so non ha nulla da sperare > L analisi si mtzta con le dottrine dell' eb reo italiano Cesare Lombroso, il quale, nelle sue lettere, non fece nessun mistero sull'avversione profonda da lui nutrita contro il Medioevo, contro i metodi di una disciplina violenta che opp rime lo spirito logico innato Il suo compito in realt. stato di mobilitare la scienza naturale contro il diritto classico. Una adeguata indagine antropologica e biologica s incarica, qui, di relativizzare il concetto di imputabilit, inquantoch secondo Lombroso, la delinquenza una qualit di razza I delinquenti costituiscono una variet biologica a s, residuo di quel che tutta l'umanit sarebbe stata in t e mpi primordiali. Un puro atavismo biologica mente condizionato agisce nel delinqu e nt e : su tale base al diritto dello Statv di reagire si va a togli e re qualsiasi carattere etico o politico. Esso deve dar luogo a procedimenti tecnici c ridursi ad un capitolo dell'igiene social e Il determinismo atavico del delinquente nato va a rclativizzarc c a d is-etici zzare l a colpa, il delitto. Se non si giunge \'ero, fino a simpatizza r e umanitariamentc col delinquente com e g li e brei marxisti. con questa teoria si viene gi a sottrarre ogni fondamento al diritto dello Stato di intervenire e punire c quindi a minare in.sensi bilm e nte questo stesso diritto. li Mikorey inclina a credere che il fatto che l a dotrrina )ambrosiana, dopo un rapido succesSD pas s n ell' ombra c n o n fu sostenuta dagli ambienti intonati all o ste sso sp irit o di essa, sia dovuto a ragioni di opportunit. Fu g iudicat o peric o l oso l'attirare l'attenzione s ui rapporti interce d en ti fra c erte disposizioni criminali e certe qualit di una razz a sui g c11c ris in un periodo, in cui in Europa si affacciavano l e prime tendenze razziste c antisemite col D c Gobineau e con i s uoi seg u a ci. Si mantenne l obbiettivo, vale a dire, il dcsautorare il t ipo m ed ievale di di ritto, ma si scelsero altri mezzi. Ci si volse dunque n e lla dirc. zio n c d ella c osid dett a s cuola di criminol ogia sociale, avente per base ricerche statistiche e p e r sbocco la seguente ,eduta: la delinquenza un fato statistico. I singoli sono come atomi ripresi nel dinamismo quasi fisico d c i processi wciali, e col loro urtarsi c interferire realizzano d elle uni -formit s tatistich e. attuante si imp e r so nalmente. Esistono cosi dci percento :-> eli criminalit c o m e tm fatto impersonale eli malattia sociale che dc-;x realiz z arsi : quali siano gli indi v idui che lo realizzeranno, cosa indifferente: se non gli uni saranno gli altri. Per cui, ecco che di mto, o il delitto perde ogni carattere morale c, in corrispondenza a ci ceco ch e l o stesso accade per la reazione dello Stato eli fronte ad e sso. La respon sabilit, a poco a poco viene spostat a dall'individuo come sog g etto efico aHa collettivit e, qui s\ u otata. attraverso interpre tazioni deterministiche. E questo il punto di partenza per tutta una serie di vedute p ervertitrici. 33

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    Al noto assioma, carattenshco per questa scuola, in cui le teorie dell'ebreo Aschaffenburg hanno avuto una parte importante : Tout le mondc est cou.pable except le c-rimzel fanno riscontro l e rcquisitorie delle staffette letterarie dell'ebraismo, specia lizzate in processi contro l e ingiustizie sociali e le conven zioni e le menzogne della civilt. Ricordc.remo il detto dell 'ebreo Werfel: Non l'assassino, ma J'assa .ssinato colpevole e, in pi romanzi come Il caso Mattritius dell'ebreo Wassermann c Il Processo dell'ebreo Kafka. N c l primo vi l 'attacco a pieno contro quel tipo rigido c formalistico di giustizia, che inv e ce esatto riscontro della conc ezione tradizionale ebraicotalmuclica di essa. N cl secondo, con l e tinte pi morbosamente sugge stiv e eli un racconto simbolico si descrive la giustizi a come Questa ebrea americana, implicata in un complotto sembra lieta di farsi condurre in carcere un m eccanismo inc omprens ibile e imp ersonale che, p e r una co l pa eli c ui egli n o n si rende il menomo conto e che egli ignora fino a l mom e nt o d ell'esecuzione, schiaccia i l singolo. Noi cos ci vediamo insensibilm e nte portati sulla stess a dire z i o n e s ulla quale s i sv o l to l 'attacco ebraico-marxista contro la co nc ez ione tradi zionale della storia c della societ. Qui una presunta sc i enza smaschera s e stessa c .tradisce le sue tendenzialit puramente politiche La statistica applicata, ora, alia storia, n e i t ermini di materialismo storico sbocca nelle mani dei teo rici ebraici d e l s ocialismo in un pathos ,rivoluzionario e nei miti dell a lotta di cla s s e c della dittatura del proletariato. Le riforme s ociali che le prcc e( lenti scuole n eutre volevano sostituire all'interpretazione etica del diritto qui assumono la forma di demagogia rivoluzionaria, di incitamento alla rivolta e a ll a lotta eli class e per la distruzione delle supcrstrutturc della societ borgh e s e c per l 'organizzazione socialistico-pro letari a dell'umanit, soluzione miracolistica d'ogni male e d'ogni miseria .Su que s to sfondo, sorge il mito eroico proletario, pronto a cir. condarc l a figura del delinquente con l'aureola del martire. II delin-34: quentc insorge coiltro un ordinamento sociale condaimato, anticip a, per cos dir e, .in picco l o, la rivoluzione mondiale . Se l a propriet un furto il furto pu ben essere: considerato come una ardita anticipazione deJI'idealc comunistico. Cos il delin qt\ente si trasforma in un precursore eroico della futura dittatura del proletariato. Da un altro punto di vista i delinquenti ap pa iono, in questa ideologia giudaica, l e vittime infelici dell a societ capitalistica, spinte alla disperazione da.l IJisogno c clall;-t miseria poi st roncate da una presunta giustizia che obbedisc e agli interessi della classe sfruttatrice. Cos dalla t eoria si passc. a lla pratica di una propaganda demagogica intesa ad attaccan: all e sue radici i l diritto c l'integrit dello Stato. li delitto clivien\ : una accusa inesorabile contro la' societ borghese c un a luce precorritrice della rivoluzione mondiale. Cos la dottrina ebraica del delitto si t rasfonna improvvisamente in una granata a man o nella lotta di classe del proletariato contro l'ordine dci popoli non ebraici. Acl una ta l e offensiva deve aggiungersi quella che. in mod> pi silenzioso c di nuovo, sotto paluclamcnti scientifici e oggettivi l'ebraismo ha condotto attraverso nuove forme di psi cologia, che sono la psicologia individuale (lndi7 idualpsychologic) dell' Adler c la psicanalisi di Freud, entrambi ebrei, come ebre i sono la gran, parte di coloro ch e li seguono e che ne ap plicano i metodi. L 'attacco, qtti, s i svolge in una zona profonda, n e i reces si intimi dell'anima. E lo scopo l a demorali zzazion e sistemati ca, J'inoculamento eli suggestipni atte a facilitare un colla s so etico c spirituale definitivo nell'uomo moderno g i co s corroso da tanti processi di decadenza. e di matc rializzo.zionc Secondo ii punto speciale ch e qui stiamo considerando, il i V ikorey ril e va giustamente che sia alla teoria dell Adler ch e
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    disciplina ebraica g i l'analis i d e ll 'anima ha i tratti di un'analisi del delinquente Al principio sta il d elitto. -pu esserne la parola d 'ordine. Il parricidio 'o l 'incesto con la madr c sarebbero l e due forze motrici fondamentali della vita psichica c tutto l o sviluppo della Jlersona altro non sarebbe ch e un elaborare in modo vari o tali n o bili tendenze. Gi a d un'et d i tre o qttattr'anni, com e n o to, secondo la psicanalisi il bambino -ogni bambino -sa r e bb e inna m orato scssualmcnte della madre e odierebbe il padre c o m e ri v al e. L id e a del parrir idio dominerebbe la sua anima infantile, tanto da temere di csscF scoperto e ev:irato per castigo dal padre. Q u es to il famoso complesso di Edipo ch e ha p e r consegu e nz a immediata il C O mpl esso d el.J'cvirazione L e bambine della s tessa et h anno invece d a c ombattere col c o mpl es so di Elettra. Al timo r e di esse r evirato, nutrito dal bambino inc e stu oso, qui fa riscontro il comples so d'invidia p e r l' o rgan o m asc.i !ik (Pcnisncid) che, secondo queste t eo rie scientifiche, p u causa di gravi delitti perfino in una e t senil e. Per arricchire con un altro tratto questo delicato idillio di c o mplessi d a famiglia mode ll o, Freud ha sviluppato n e l 1924 nel mod o seguente l e v edute suaccennate: Il complesso eli Edip o o ffr al bambino due possibilit di soddisfacimcnto, una attiva e l'altra passiva, c c io: sostitui. rsi a l padr e per aver con la madre gli stessi rapporti sessua'li -c o n il che presto il padre vicn c onsiderato com e un ostacolo; ovvero id entificars i all a madre per lasciars i amare dal padre, t anto da r ende r superflu a la madre Co l che l 'incesto va a la scia r e uno spazio hbero alla stessa p ederastia. Circa la teoria d e l d elitto che da tali vedute procede, i 1 F r e ud ric onduce in via generale, il delitto a d c i complessi eli Edipo m a l dige riti. Tali compless i portano con s un se nso inde finito e intollerabile di colpa (avente, peraltro, nessuna. r e la z ion e con una coscienza morale, derivando invece da s p e ciali atavismi). U n tale sentimento preesistente di colpa conduce pi tardi gli infdici al delitto, di nuovo, per una specie di c orto circuito che scarica la tensione, ogni volta che non si ri e sc e a trovar la v ia ad una soluzione interna offerta da tipi vari di n evrosi. L a nevrosi c la delinquenza sono dunque fenomeni equivalenti, entrambi in egual mi sura meccanici e determinati dall'inco n sc io sulla base di c omples si formativi c stabilitisi fin dalla prima infanz ia e quindi fu o r da ogni intervento della personalit. Ma il l ato pi stupefacente di questa t eoria sta nel" fatto, che il delitto rappresenta una soluzione, epper voluto, unicamente perch d. modo al delinquente di ottenere un castigo, destinato a Jib e r a rl o d a l sentimento di colpa in lui prccsistcnte e privo di qu a l s iasi causa positiva. La sanzione penale, il castigo, !ung i dal prevenire l' atto delittuoso, proprio quel che eccita il delinquente a tale att o. Il capovolgimento di ogni dato del buon sen so non potr e bb e esser pi completo: il castigo n o n l a conseguenza d e l delitto, ma v ice ve r sa, il delitto conseguenza d e l castigo; il sentimento eli colpa non l a conseguenz a del delitto, m a il d elitto una consegue n za di un preesistcnte sentimento di co lp a. Q uesta l a scoperta d ella sc i e n za psicanalitica, la. J a rvat a istanza c ontro i l diritto sovrano d ello Stato a punire per abbastanza chia r a : la sanzi o n e penale n o n fa che andar incontro al bisogn o di essere punito d e l delinquente tormentato. dai s u oi complessi. A b o l e uclo il castigo, il delinquente sa r ebbe costretto a sparire c o m e tal e c a t rasforma r s i in un m odo o n ell'al t r o, in tlll nevrotic o inoffensivo. Con una tal e e legan te conclusione -commenta il Mikorey l a psicanalisi strappa in modo o rigin alissi m o la spada dalla m a n o della gi usti z i a li castigo in g iu sto, irragio nevol e c nocivo : quod e-rat d e iJI.onstrandmn Da tutto ci ri sulta ad ognuno chiara ]a tendenza c h e s i cel a in quc.stc vari e forme eb raic he di far l a sci e nza ad u so d e l goim; ev id ente infatti che accettar e s imili verit altro n on s i g nifica che propi z iarc il pi pernicioso disfattismo spirituale e m o r a l e c, c o n p r e testi vari, narcotizzare l a se n s ibilit etica c giuridica. fino ad una incapacit quasi completa di .reazione. Ma, c o m e di ccvamo, d i queste gl i Ebrei fanno generosa m ente dono al non Ebr eo ; per se stessi ess i ris e r va no umilme11te i resti di qu elle vedute tradizionali b arba r e che, p e r puro amor d e l prossimo, negli altri v orrebbero veder superate eia vedute scientifiche, e piene di umana compre n s ion e. Basta avere infatti una qualche familiarit con lo stile del Kalwl, clcll e comunit ebraich anche nelle loro forme pi es t eriori e accessibili, p e r rende rsi conto d e l punto, in cui il rigoris m o e il crudo positi-vismo giuridi-co dell 'antica Legge vi siano ancor oggi mantenute. Chi vuoi esser prudente fino ai'l'ultimo pu ricondurre a cause varie,. accidentali e storiche e a due strati diversi dell'Ebraismo questa
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    J( 11 una antica traduzione del Talmud. e dita verso il 1698 presso Joh. Herbadt a Lipsia, si trovano i segue nti brani. an ti-romani. i quali certamente non marH:i.lno di chiarezza: CAPITOLO XVII. PAG. 106-108: Come il Messia degli Ebrei si co.mporkr con i Cristiani e Pagani. Che i Romani e Roma s iano tenuti per edomiti lo vediamo dal libro di via ggi del rabbino Beniamino. come pure i:lel rahbino Salomone. Quale sar poi il des tin o di qrresta c itt (Roma) lo vediamo dal l ibro del r abbi no Bechai. che cos sc rive: Una grande nuvola per sei me::;i ;;ani Homa e causer c he tutto c he di Homa, uomini, bestiame, argento e oro. frutto e frumento come qualsiasi mine ra le, diventer cattivo e pessimo. (Be,.hai I l Cap. e Fol. 53). E un altro sc risse: Tutte l e tribola zioni c h e Dio mand agli egizii le mander anc h e sop ra g li edomiti (romani). Ed i l rabbino Abba scrive: Nel l'Egitt o regnava nebbia ed osc urit, ma nella !_!,rande ci tt di Roma re gne r il vuoto e il deserto (Bechai foL 46). Non dunqu e da oggi che il gi ud eo me dita la distruzione di Roma, r ea di aver il regno ebrai co. come pure e \ idente c he dai t emp i pi remoti la Sinag o g a inseg na al popolo eb raico che e s s o ha il diritto di dominare il mon-do. G i ustamente Osman-Bey. n e l suo volu mello: Gli eb r ei alla conquta del m on do. s tampat o nel 1 880 osserva a pagiru 2::\: La co nqui s ta della Giudea fatta t! ai Romani .ebbe per e ff e tto di dare un impu I so decisivo all'aggressione cosmo-poi ila degli ebrei. d re i111 a :;ero allora le provincie orientali ed occidentali dell'im pero. Perci la politica romana s'ingann di g ro sso. quando diresse le proprie armi contro un punto la cui distruzione non offendeva in alcun modo la potenza israelita. Siccome gli f!brei cam biato un punto per un principio che co stiluiw la loro base, era questo principio che i Romani avrebbero .dovuto cercar di : distruggere. E ci che Tito fece di struggendo Gerusalemme, non fu altro che rov escia r e il solo ostacolo il qual e po teva ancora i mpedire agli ebrei di gettar si audacemente sulle altre razze. Da quel l'istante, quel popolo -divenne per sem pre so rdo alla parola di patria ed alle tradizioni mosaiche. e si mise all'opera p e r com p ie r e la conquista del nwndo col principio dell interesse. Vediamo cos an che n e l Medio Evo e 11el Riila scimen to. epoca in cui g li Stati Italiani erano ricchi e prosperi, Venezia, Gmova. Firenze. invas e ebrei. A Gtnttg. ltnbtplt 1--w. ard-_&t.,. aearCentrai Palk Weat SABBATH sERVICES Frt. Eve.,. 1 :80 S.i.> )foro .. 10:11 Temurow, SundaJ' OeL llrd, u _lt:a R ABBI NEWMAN wm Preaeh on. ."CAB A GOOD WAR'STOP. HinE!" Next. M:aurlce Sehw.arts ci! .. Tbree ctu-. ___ n. . ! ....... . .-JI n rabbino Newmann predicher sul tema: PUO' UNA .. BUONA GUERRA ., FERMARE HITLER? Con questo eloquent-2 bigiietto d'invito i giudei di una citt degli Stati Uniti sono convocati il,. Sinagoga nulla ser virono restrizioni c regulamcnl i speciali, come vediamo a Firenze dove gli ebrei arrivarono J1el 1 430 e furono nel 1439 contenuti al massimo di 70. ai quali si concesse nel 1471 d'aprire cltw banchi di prestito E gi nel 1495 i presti ti avevano fruttato ai giu-dei un util e di ll milioni di fiorir& aoro. Sicch il po polo dis sanguato cominci a tumultuare. minacciare s trage, e la Signoria cma n un bando che cacci -da Firenze e dai contado g li ebrei. I quali riapparvero a Livorno dove i primi giud e i erano arri vati verso il 1600, fondando una Sina goga nel 1603, e dove verso il 1700 eraiW circa 8000, dediti al commercio de!la seta. lana. sapone, corallo, e all'edizione di libri ebraici. L 'importanza -di Livorno, punto di part enza dell'infiltrazione degli ebrei n e ll e soc iet segrete patriottiche italiane, fu gi st gna lata con un articolo di que s ta rivista, fascicolo del 20 novembre. pa gin e 21-23. Si parl allora dell'attivit politica J e l Piccolo Tigre e particolarme nte del Nubiu.s, che invi nel 1822 un'importan t e relazione -della sua attivit in Rmna a l giude o Klauss, prussiano, la quale, come si pu verificare dal libro: L 'Eglisc R o main.e e n /ace de la Rvolution, pag n l. termina cos: Bene spesso ci avete det t o di venirci in aiuto, quando il vuoto fos se fatto sentire nel portafog li Qut>st'ora adesso giunta a Roma. Altre prove si possono trovare nei re g istri -della Prefettura di Livorno special mente quelli spettanti ali'Auditoria t o di Buon Governo posteriori al 1814 cio i re g is tri che vanno dal n II al XXV, clw oggi sono nell'Archivio s tori co cittarlino li vornese C'erano allora a Livorno due centri Ji riunioni segrete, uno dal liquorista Giws1 in via del Giardino (rapporto del Bar ge llo 8-12-1814) e l'altro presso certo Ca spero Terrazzi, il primo pi l ega to ai na poleonisti, il secondo spec ialm e nt e a llt tte carbonare. In un re s o conto dell'auditor Serafini. il 22 maggio 1 8 15. ri s ulta che furono

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    L'apoteosi di John Bull celebrata dagli ebrei alla Borsa di Nuova-York, mentre in ogni parte del mondo i popoli inermi pagano il fio dell'imperialismo giudeo-britannico (caricatura p ubblicata dal 4: Lif e > di NuovaYork ) ccmpilate dal Bargello li s t e di congiurati, base ai tapporti del Bargello del 14-, l 9 e 20 aprile ( re g VII) ; da un elen c o di questo registro risulta pure c he g li e brei erarw partigia ni d e i franc esi e della prinx:ipessa Elisa. Ver s o il 1821, giunsero a Livorno emissari di societ segrete di altre parti d Italia, i quali nelle adunanze mas so niche non so lo ebbero buona accoglienza, ma nan faticarono molto a cambiare ques ti mas so ni in adepti delle stte carbonare. I moti in Spagna e a Napoli nel 1820 non avevano la sciato indiffe rt'nte un certo Lorenzo Leoni (ebreo) abitante a Livorno, il quale era in corrispondenza con un certo Gregorio Marchettini, che chiamava anche Riego mentre egli s te ss o si faceva chiamare Quiroga. Era altrs collegato con certi Luig i Menechelli e Rubino, condannati per ragioni politiche nel Non erano soli, ma risult come si ve de dal rapporto del BargeiJo 2. 6 lug lio e 2 agos to reg. VII: c h e nelle case dei consoli inglese e ame ricano l urw compromesso come masson e, l'altro gi noto perch avve r so alla r e staum:.ion e fin dal 1814 si tratta va con tinuame n te di cose politiche e n e l s enso favorevole ai lib e r a li. E l 'Auditore segnal il 10 s et tembre 1820 ( re g . XXIII n. 283 ) al Pre si dente : ... e tra gli ebrei giungevano p e r t empo l e pi segrete rwtizi e poli.tich e e correvano ed erano letti avidamente i principali giornali di Europa, probabilmente a scopo puramente commerciale, ma con sospetto di molti c he questa c u riosit fosse animata da spirito di parti to e che vi fossero dei ritrovi per comu nicarseli Qu es te s egnalazioni erano originate da documenti trovati ve r s o il 23-25 luglio del 1820 presso certi ebrei, componenti una disciolta soc iet di franchi-massoni, e da fogli sovversivi rinvenuti perfino nell 'atrio del palazzo del Gov ernatore c on il di segno di un mart ello e l'abbre \ iature Cu .ri ; mentr e n ell'atrio del c om mi ssariato dell'in t e rno fu il 27 lu g lio 1 8 20 una nota dei cent ri dell e s tte In una sop r aca rta s u c ui era sc ritto a grandi caratteri s tampatelli C.D. Po, si c0nten eva un fog lio c on la seg uente nota sc ritt a a stampateUo e c on l'e mblema di una bandiera c e lest.e, rossa e n era: Congi.ura E ca pi dei N B. Carbonari: Corsi 62 Pisani: Napoli 34 Puglie si Joseph; Ebr e i 44 Colonna G es.; Svise ri 11 Costa Don Pau l ; Ma rt es i 1 3 D rodi Loren zo; Livorn o A ler as i Lorenzo ; Pi5a 1 8 Don c hi Gius.; Firenze 8 Rico Ar\ d rea ; Sardi 28 Sapei s Louis; Genova 36 P:nelli Mich ele: Porto vecc hio 83 Giulia ni Salien ; Lucca 1 4 Cantini Giovanni; Triest e 19 P Et ienne: Francia 22 Deri J0 seph; Milano .. ( due parole inintel ligibili ) Le loggie ma sson ich nel 1814 e rano due una di c ri s tiani l'altra di ebrei la quale s i raduna\a n e lla villa di certo Fran c o in una loralit c hiamata C rimea. 37

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    Sebbene sciolte nel 1315. gli adepti si riunivano nella villa L'lrenzi, dove poi furono arrestati, assieme con altri, gli ebrei Leon Perez e Giacomo Funaro. In seg uito subirono processo Miche Abram Roques, Felice Coen, Levy l'Ain e un tale Ottolengo, che in via degli Ebrei aveva una trattoria, nella qua;e avveni\ ano riunioni segrete. Con il Levy erano c ompromessi Gabriello de Pax, aiuto della cancelleria i s raelita, Leon Perez, l V[ontalcino Spizzichino, tutti ebrei. Leon P e rez c Gabriello de Pax eraHO s tati gi puniti nel ] 817. coll'esilio, ; .. per parteci pazione a riunioni Maz z ini, un giorno del 1864 parlando drli'ebreo Manin afferrri .Ji dissentire (H lui dicendo che Manin fondava, ma ga ri -senza volerlo, tutt una sc;Jola oppor tuni s ta materialista che minacciava di sof focare tutto nella culla. Vog liate comprendermi ben e, disse Maziini. Non all'Italia materiale che io t e ngo : al l' a nima dell'Italia, alla sua mi ss ione nel mo11do alla sua grandezza morale a;]a s ua funzione Teligiosa nell manit in una parola alla s ua edcazfone, che 10 p e n'8o. Nelle i s truzioni date da Nubiu s, Pic colo Tigre ed altri, sempre s i insisteva s pecialmente nei periodo dal 1822 al 1835, nella nece ss it di di s tru gge re la fed e nel clero la moralit nella .fami g lia e di accaparrars i la giovent, orga nizzmJdola s otto la direzione d e lle s tte. E tutto c i fu ben abilmente orga nizzato co n risultati tutt'altro che tra sc urabili. Lo v e diamo anche da opere scritte nei 1875 d a Don Bernardo Ne g roui, sace rdote regolare bolognese, come pure dagli arti co li di De Camille, nel ]ournal de Flor en.ze, e del Zanetti nel Conservator e In tali s critti si parla non solo delle aberrazioni gianseniste .-dei preti e dila ga ta anche nei conventi, ma del comu ni smo, facente ca-po, tra l altre, alla setta d e l P e trolio che aveva per g li adepti le seg uenti parodie di preghiere e litanie. LITANIE DEL PETROLIO Liquore brillante, elixir d amore sciampug na degli oppressi nettare della cana g lia, appaga la nostra sete. OHo di roc ca, purifica noi Fiamm a dell'avveni r e, c hiarifica noi. B a ndi e ra della Comune, guidi! noi. Precurs ore d e lla rivoluzione, uni sc i noi'. Arma dei di sa rmati, fortifica noi. Colonn a di affrancamento, s o stie ni noi. Sa lute d eg li abban(l banchiere e factotum, e diresse s' bene gli affari dei gioVI! ne Hilhami, che bastarono tre anni per fargli fai:e bancarotta. Cos stando le cose lsmaif Pa-sci nel 1875 aveva per l'ennesima volta le casse vuote ed ur gente bi s ogno di danaro. Enrico Oppen heim, suo banchiere ebraico, non volle fargli credito, e allora lsmail Pasci of fr alla Francia, che gi possedeva met delle azioni dl canale del Suez l'altra met da lui posseduta. Di questa offerta Oppenheim inform subito Lione] Roth schiLd, a Londra il quale si precipit dal Prill-10 Mi11istro il giudeo Disraeli. ed insieme andarono subito dalla Regina Vittoria. L'acquisto delle azioni fu deciso immediatamente, Rothschild si as s unse di sborsare ..il prezzo cio cento milioni, per 177.602 azioni che il Chediv irritato dell'avarizia e lentezza francese vendette infatti il 26 settembre 1875. all'Inghilterra. Le azioni 11llora valevano 500 franchi l una e l'Inghilterra comper la s ua parte per 4.076.622 di sterline. E ora si c on s ideri che nell937 l 'Inghilterra ha ri cev uto il dividendo di 2 milioni di s ter Ene. Un solo anno. Quanto da; 1875? E si consi.deri che l'Italia ha pagato nel ]9::37 175 milioni i1 suo diritto di pas saggio. Il dividendo di ciascuna azione fu nel. 1932 di lire 510 nel 1936 di lire 600. nel 19:37 di lire 820: e il valore nominaie. di 250 franchi oro oggi sa lito verso i 25.000 franchi. mentre i 32 della societ dei Canale di Suez ogni anno ricevono ciascuno al meno 400.000 franchi Rammentiamo per. ci il discorso tenuto a Roma 1 8 dicem 'bre 1918 dall ebreo sionista Dante Lattes che la Palestina non meno importante dell'Albania ... La sicurezza delle vie me dite rranee e delle colonie africane del Mar Rosso non interesse soltanto inma an. che italiano T. SALVOTTI

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    La flotta francese attacca Cagliari nel febbraio 1793 (Siampa dei Museo Civico di Cagiiari) ][ Sardi c omin ciarono a c ono sce re a s l ealt d e i fran c e s i nel sec olo undecimo qua ndo d es idero s i dell'irdipende nza n e a ccett aroi10 l 'alleanza contro l impe g no di aiuti p e r 1wn cad e re la potente dominazione arag onese. Erano s tati i francesi a s olle c itarn e l'aLl e anza. la :ettitudin e e il valor e dei g iudici d'Arbore a :Vla :poich il Du c a d'An g i. invec e di aiuti manda\ a s oltanto promes se il giovane fratello di Eleonora d'Arborea tagli corto e radunato di domenica il popo;o d a v anti alla Catt edrale di Santa Maria proclam: come l'all e anza con Carlo d'An g i era stata stretta apertamente e pubhlicamente. co s apertamente e pubblicamente tutti doveYa'no a ss i s tere alla re v o c a di Da allora i Sardi sopportarono il c ontatto c on g li Spag noli c onvissero s enz affetto ma re s pinsero c on o dio ogni tentativo d" o cc upazione dei france si. Truppe francesi sbarcarono s ulla co s ta s ett entrionale dell'isoa nel l52: erano b e n e equipag giate e ben c omandate da un valoroso italiano rinnegato Renzo Urbino da Ceri. Erano
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    l'impresa uno sbarco ne!l'is ola. Non erano soldataglie, ma truppe regolari, capita nate dal Duca d'Harcourt. Il Duca d'Harcourt con la sua brava truppa sbarc nel la c o s t a occidentale, alla s piaggia d'Oristano, l'antico baluardo sardo d Arborea, e s accheggi atrocemente la citt da guarnigione spag nola che oppose debole resi s tenza. Lusingato dal primo faci:e s uccesso il capitano francese pa ssava oltre co l tentativo di spingersi nell'interno per consolidare la conquista. Ma n e diedero l annuncio i baroni sardi. La voce della occupazione fr_ ancese corse e s i propag nelle valli fra le go le dei monti e come impe tuo s e le acque del Tirso, cos g li uomini delle montagne si riversarono armati alla piana di Oristano. --' l'ti AI .. A C O\-'-' T A Nella citt si erano costi tuiti corpi volontari di cannonieri che si addestravano in esercizi quotidiani, i proprietari domandavano che lo stesso Governo avesse fissato l'entit del loro contributo, tutti i sardi offrivano il lo ro braccio canti popolari avevano propagato l'inquie tudine e la minaccia i pelliti barbaricini scendevano dalle montagne con i ;oro cavalli e le provviste armati di fu cile, e nel corpo la forza di bastare ulw per cinquanta francesi. Inutilmente la flotta bombardava la citt, che rispon_ deva vivacemente e non segni di stanchezza, n un francese osava sbarcarvi. Intanto nella spiaggia di Quartu, punta di fianco -sulla citt, i francesi sbarcarono nella notte, prima un mi gliaio e poi altri, circa 4 mi la, e si divisero in due co lorme. Eppure la regione era sotto l'alto dominio spagn oo, t: quindi ai sardi avrebbe po tuto non interessare il cambio della guardia! Ma verso gli spagnoli i sardi non s entiva no avver s ione; verso i fran cesi s perch li considera vano alleati .::lei corsari. Lo s torico .Giu seppe Manno ci ri ferisce anzi episodi meravi g lio s i di que s ta spontanea cors a alle armi degli abitanti, c6'me ordinati si strinsero intorno ai loro capi, e attac-La gallina francese cova; ma. inquinata com' la razza dal meticciato fisico e spirituale, dalle uova fanno capolin.:> ebrei. massoni comunisti (caricatura apparsa sullo Sturmer I sardi avevano arretrato, si erano divisi in nuclei pic coii gruppi erano appiattati fra le siepi. Questi sar-di au dacissimi divisero e spezzettarono le colonne dei f ran cesi, li circondarono, li co strinsero al combattimento, e aiutati dallo scompiglio e dalla fuga alla quale si erano abbandonati, ne fecero di Norimberga) ca rono con tanto impeto travolgente le truppe francesi, che s tavolta mostravano bravura e re s is tenza, obbligandole tut tavia a ripiegare verso il mare. Il Duca d Harcourt, battuto e sconsolato abbandonare l 'impresa e ripartirsene; da allora, fino all'epoca !JOn si videro pi francesi sulla {:OSta sarda. l g u e rrieri sar di ritornarono alla quiete dei loro focoiari, a 1 i vere fati cos amente coltivando le aride terre. Ma l unit spi rituale del popolo non sar: spezzata anche se nel lungo periodo eli pa ce riprenderanno gli abituali odi e rancori, anche quando Donna Lucia Delitala cru dele !lmazzone senza debolezze fem minili. fucile a tracolia e capelli al vento, correr di paese in pae se a far le s ue vendette seminando sgomento e indignazione. ... Ecco la !lotta fran cese comandata dall'ammiraglio Truquet all'attacco di Cagliari nel febbraio 1793. Le navi sono schierate tra il go lf o di Cagliari e il golfo di Quartu; sc hieramento in forze e di intimidimento, perch mentre si bombarder la citt p e r dei giorni, la ciui'IJJa di 4 mila uomini sbarcher suila di Quartu per prendere di ; fianco la citt. Ma g li animi dei sardi sono preparati. Avevano sentito par lare della rivoluzione france s e e avevano provato avversione e di s gusto -di quegli ecces si; da qualche mese il navi g lio frannelle coste dell'isola il punto di -sbarco. e nel popolo na orto spontaneo i; bisog;;o di prepararsi alla dife sa. -10 stra ge. Il 26 dello stesso mese 'la flotta repubblicana con a bordo i s uoi poveri resti, ri v olgeva le vele verso il largo e riparava nl golfo di Palmas. dove il gallo ammiraglio Truquet lanciava ai sardi un inutile proclama che non produsse alcun effetto. Cos miseramente s i chiudeva l'ultima s pedizione della Repubblica francese in Sardegna. * .. I sardi che nella vita interna erano abituati a coltivare ran cori e vendette, tutte le volte che si presentata la minaccia d'invasione francese hanno sentito come un fascino la voce dell'ado che li chiamava a raccolta, e cavalcando fra burroni e sterpi si sono precipitati sulle citt minacciate come s el vaggi a ricacciare il nemico: s elvaggio il braccio e il grido di guerra, ma nobile il cuore che li armava a difendere la propria terra e respingere l'abbraccio dei francesi che per e ss i avevano nome d'intemperanti e volgari. Quasi stranamente singolare quest'avversione dei sardi, nella luminosa storia guerriera dell'isola, vergine nell 'immunit dai francesi, e che trova la sua ragione nell;avere creduto al valore della propria razza ripudiando uomini e i-dee che avessero germi rivoluzionari o di pretesa fratellanza universale. Diffidenza armata contro i francesi e contro gli ebrei: la valorosa e guerriera nobilt sarda e la numerosissima schiera di patriotti non contano un ebreo . Spirito semplice e conservatore quelio dei sardi: sono con lenii della loro romanit sabauda e la difendono. PAOLO RUBIU

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    l l. o ,SANGUE E GENIO DELLA SPAGNA .:. Finalmente la Spagna non ma i iritieramente sogge t tata e da mori (a differenza della Grecia) estirp e scacci affatto gli stranie(i dat suo serio E non solo gli stranieri, ma con essi la !or fede, lingua letteratura, costumi e tutto. E non solo tutto questo ma eziandio il sangue e il genere straniero che non mai potutosi mescolare col nazionle, tutto intero quasi fu finalmente rigettato fuoJ i dalla nazione restando questa cos. puramente spagnuola di sangue (parlando senza guardare alle minuzie) come l'olio resta puro quando si separa da quaiche liquore a cui non siasi mai punto commisto (E vogfia Dio che anche in quest a ultima parte la storia de' greci rispetto a maomettani ..sia conforme a quella spagnuoli com'dia nel resto, e come i -_g'reci oggi procurano) Laddove nella Gilllia i Franchi sempre regnarono e spento il nO@e StesSO de' naziqnai.i, e nel ioro proprio, e confu .si_ con essi ancora .regnano sicch, quanto al sa.ng_qe, pu dir se quella na. sia piuttosto Gallese o Franca, alla refi. gione Gallese, quanto ai costumi e alla lingua parte GalleSe (cio latina) parte beO.ch l'indigeni? prevalga ma non quanto in !spagna Della storia moderna di della sua tenacis sima fede e superstizione, onde quanto alla religione ancora, si pu dire oggid n pi n meno qual fu quando scacci i mori, e qual fu prima de' mori e dello stesso Maometto, e qual fu la Cristianit generalment e ne' bassi tempi, a differenza di tutte l'altre moderne na.Zioni cristiane, e anche non cristiane; della mirabile antichit per cos -dir, di carattere da lei mostrata negli ultimi t empi, non accade parlare essendo cose assai note. *** La lingua spagnuola gi c onformissima all' i taliana per indole (oltre all'estrinseco) quanto possa esser lin gua a lingua. Ma pi conforme sarebbe se ella fosse stata egualmente coltivata, .formata e perfezionata, cio avesse avuto ugual numero e variet e capacit di scrit tori che ebbe l'italiana. Dalla piega che ella prese effet. ti vam ente si raccoglie che quando avesse progredito l a forma e l'indole che avrebbe avuta in uno stato di per. fezione non sarebbe stata punto diversa dall'italiana ; alla quale per conseguenza la lingua spagnuola sarebbe stata tanto pi conforme che ora per la maggior con. formit di grado e di perfezione, perch ora la mag. giore, anzi forse unica differenza che passi tra il genio o piuttosto la forma intrinseca di queste due lingue si che l'una molto meno formata e perfezionata del l'altra e anche men ricca il d1e con la copia degli scrit tori e delle materie non sarebbe stato

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    questionario Paolo Zrbano di Lentini (Siracusa) ci scrive: Un capo prima di sorgere esiste nel cuore popolare. Ogni grande rivolgimento sociale stato impersonato sempre da un animoso condottiero che ha fatto rifulgere tutte le doti della Razza. Il dopoguerra stato un tremendo avvicendarsi di capi, portati dalla marea travolgente e inesorabile della co scienza popolare. Sono per rimasti al governo solo pochi capi che oggi formano un tutto inscindibile con la Nazione. Mussolini ha riverberato sul Popolo il suo amor patrio, la sua fede nella collaborazione, il prestigio dell'autorit dello Stato Etico. La coscienza popolare sente la necessit improrogabile dello Stato Etico. Il Popolo non va dietro a fantasmi d'irreali utopie, ha un senso pratico capace di sviscerare d'un colpo solo ogni opera legislativa e leggervi dentro il movente morale di chi !"ha generata. E' cosi che il Popolo sente il Capo, per divina opera d'immaginazione che lo accomuna ad esso e imprime un senso religios o alla missione della nostra esistenza. Si avvera cosi il grande comandamento di Cristo: Amatevi gli uni gli altri :1>. Il Capo comunica col Popolo per mezzo del Governo, ma ogni grande capo ha una maniera personalissima di dirigere e far funzionare la macchina governativa. Lo Stato Etico si avvia a passi da gigante verso la sistemazione totalitaria della moralit in ogni branca del Governo. Il Capo dello Stato Etico fu divinato da Dante nei due mirabili versi dell'Inferno : Questi non ciber terra n pelt ro. ma sapienza e amore e virtute Questo significa in volgare contemporaneo : Il Capo dello Stato Etico non sar un proprietario, n un banchiere, ma un valoroso saggio, amante del suo Popolo. Benissimo, caro Zrbano; per ti voglio dire che la parola stato non mi piace n con la maiuscola n con la minuscola. Se n e riempiva la bocca la vecchia e defur_ta scuola tedesca, !"operaia filosofa della ri voluzione francese, che fece tanta parte della nostra tristissima educazione francoluterana. Un tempo dicevamo repubbli::a d'ogni reggimento, a principiare dalla monarchia. Stato ha un significato tutto poli tico, anzi sottintende la parola politico. E sottintende altresl quella presunzione barissima della rivoluzione francese, che pone lo stato politico sopra ogni altra cosa, che stato naturalmente il miglior modo di metterlo nel fango. Stato etico poi una definizione inventata dalla filosofia dei mercanti. Tu sai che questa filosofia, incominciata con Cartesio, si chiama nel suo ultimo complessivo aspetto idealismo. E sarebbe meglio dire ideis mo, definizionismo, c cc. ecc. Sono stati gl"idealisti a mettere l'accento sul'etico. E se ti renderai conto del congegno della societ uscita dalla rivo luzione francese, vedrai altresl agevolmen-42 t e che idealismo ed etico e far buoni affan formano la pasta e per cosi dire il tessuto organico di quella societ. Se la nostra sorte dovesse dipendere dallo stato etico e dalle belle definizioni saremmo spacciati. Tu stesso dici che un grande capo ha un modo suo di governare. E che insomma il fatto che il capo sia religioso. Se il capo fosse un banchiere, un affarista, un proprietario, benestante, sii certo che le definizioni sarebbero tutte a posto. Ma tu non ti saresti potuto ricordare del Veltro di Dante. E' la religione di Mussolini che ti ci ha fatto pensare; che Mussolini vive del fine dell'opera sua, come l 'artista. Ed. incredibile quanto siamo lontani dal ricordarci che la nostra la nazione degli artisti. Lo vedi nello stento che mettiamo a capire che cos' borghesia. Basta leggersi la vita degli .artisti e dei santi per capire il contrario di borghese; basta leggere la vita dei nostri artisii per capire che cos' italiano, e perch contro natura essere borghesi. E noi che non s;iamo artisti? Voi che non siete artisti non ci rompete le scatole con le vostre pancie. Quando le illusioni che !"uomo mette nel fine dell'opera sua e che sono la religione dell'arte, avranno ripreso il loro valore nazionale, allora le illusioni che i borghesi mettono nell'automobile, nella carriera, e nella societ, finiranno di essere illusioni e non potranno pi esaltare il borghese, e questa degenerazione della razza finir di esistere, perch ogni uomo naturalmente prender pi gusto a costruire un aratro, una carrozza, che a frequentare i ristoranli di moda e il bar di donna Coccodrilla. Mentre invece il borghese con l'ingegno e anche col denaro degli altri fa costr.uire vomeri e carrozze e fa cavare miniere, senza altro gusto, che !"utile. Altro che il fine dell'opera sua l Il suo fine il vivere, la vita, com'egli dice. Essere qualcuno : questa una frase borghese. Un pretunquanquero. Quanti ce n 'erano in Italia. Giuseppe Grieco di Vico Equens e -:i ha scritto: Vi esprimo, bench in ritardo, la mia piena solidariet riguardo alla questione dello studente Dante Colombo di Milano. E in un'altra questione ancora non posso fare a meno di esprimervi, pi che il mio plauso, la mia gratitudine, voglio dire sulla questione dell'abbrutimento filosofico della lingua italiana. Benissimo l Le vostre parole a Grifo avrei voluto scriverle io. Ma non lasciate cadere questa questione. Ritornateci sopra ancora. Fino alla noia. Perch ormai tempo che i filosofi d'Italia discendano dai loro castelli di nuvole. Che parlino chiaro, italiano. Si facciano capire, che il nostro genio. Quanto poi alla mia lettera precedente che voi avete detto di non poter pubblicare perch bisogna abolire il tu ed io, le questioni personali, non sarei Giuseppe Grieco, se vi dicessi che tale decisione mi abbia fatto piacere. Tuttavia, comprendendo il 'vostro punto di vista, non posso fare a meno di approvarvi. Per ad una cesa spero che tale lettera abbia servito, vogio dire a convincervi che quando parlo di qualche cosa, e specie se ne parlo male, io non parlo mai a vanvera o per preconcetll che il modo democratico. Ed ora venicnno alla poesia. Premessa dedicata ai poeti di ieri di oggi e di domani : io non chiedo ai poeti -parlo naturalmente dei. poeti impropriamente detti patriottici, perch ogni vero poeta sempre patriottico -di essere degli eroi, cio di dimostrare all'atto pratico di saper veramente combattere morire per quella Patria che fanno oggetto dei loro canii e per la quale vorrebbero che tutti fossero pronti a versare il loro sangue. lo non chiedo tanto, sebbene un poeta che sappia fare anche questo e ce ne sono stati -sarebbe per me l'ideale. A me basta solo la loro poesia. Essa "un dono cos grande che si pu, anzi si deve perdonare tutto a chi ci lq questo dono divino. Perci un assurdo tacciare di borghese un poeta. Un poeta non mai borghese. Non lo sar mai. Il poeta un dono di Dio. Ascoltarlo bisogna, cercar di comprenderlo, e soprattutto, rispettarlo, perch egli soffre tanto pi dei piccoli uomini -borghesi -che con un po' di cultura e una grande sciocca presunzione nel cervello, s i atteggiano a criiici dei poeti, essi che non sapranno mai scrivere una poesia. E sono borghesi questi. Borghesi fradici. Anche se fanno professione di antiborghesismo. Cosi mi accaduto di sentir tacciare di borghese Carducci. Borghese il poeta delle Odi barbare, e delle Rime nuove? Borghese colui che ad onta di tutto resta sempre un poeta? E c hi son o, di grazia, gli antiborghesi? E dico questo io che non amo Carducci, io che non credo -ma un giorno ci t10 creduto ed stata una grande delusione -alla favola di Carducci poeta della nuova Italia. Ma io amo la verit. Carducci non il nostro poeta. E sta bene. La sua Italia non la nostra. Fra lui e noi c' un abisso, quello stesso che separa l'Italia della fine dell'Ottocento da quella di oggi. Profondissimo abisso. Ma per questo io non mai che Carducci sia stato un borghese. Anche se egli credette pi alla patria europea che alla patria italiana, anche se fu cantore di Parigi e della Rivoluzione Francese. Perch poi un poeta_ non infallibile, anzi direi che pi soggetto a sbagliare dei piccoli uomini che non compiranno mai in tutta la loro vita -misera vita -un solo atto di audacia. E non credete che l'audacia consista solo nello sfidare la morte in battaglia o in qualsiasi atto di valore. Anche a essere poeta ci vuole audacia. Fede. Essere poeta vuoi dire credere nella dea pi misteriosa e pi traditrice che spss o -troppo spesso -dopo averti incan-. lato per anni: interi, dopo averti preso !a giovinezza, alfine ti lascia solo e disilluso ad aspettare la morte. Ma torniamo a Carducci, voglio dire alla sua poesia, che quello che interessa: E questo un punto che mettere in chiaro, perch molti, troppi, sembra che lo. dimentichino. A costoro io porrei una do-

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    manda : Parlerestevoi, ancora, tanto di Carducci, se non avesse scritto quelle poesie che tutti sappiamo? Parlereste voi di Dante se non avesse scritto la Divina Commedia? Dunque ozioso ed inutile l'andare a spulciare tra vecchie carte fngiallite dal tempo, vita morte e miracoli di un poeta per trarnr, il suo vero ritratto. Se abbiamo la sua pcesia .Di questa soltanto conviene parlare. Sempre. E non se ne parla mai troppo. Perch sempre viva ed attuale, finch viva la Patria. Cos, parlando di Carducci o di qualsiasi altro poeta, io non vi dir niente della sua vita: Niente. Parler invece della loro poesia. E non da critico, ma da poeta e da italiano, che il modo di comprendere. Ic, per s.abilire se un poeta o non un'autentica espressione. del nostro genio nazionale, laccio cos: prima leggo le sue opere, possibilmente senza commento, e poi mi" domando: si sente, nella voce di questo poeta, la voce del popolo? Il suo cuore batte con lo stesso ritmo del cuore del nostro popolo? Questo e non altro io chiedo alla poesia. Per comprendere, non per giudicare. E :ni basta. Se ho torto lapidatemi pure, ma prima leggete Dante, Leopardi, Foscolo, i homessi: Sposi, per fare qualche nome. E leggiamo pure Carducci adesso e siamo sinceri, non lasciamoci turbare n da preconcetti n dalla maga dello stile di questa poesia. Interroghiamo il nostro cuore che comprende meglio del nostro cervello, se questione dt poesia. Grande poeta questo selvaggio> professore d'ater.eo l Ma, Dio, copie si sente in lui l'Italietta democratica, anticlericale, parolaia, del 1876, e la politica delle mani nette e del piede di casa, e gl'immortali principi del 1789. E Roma, dov' Roma, la nostra Patria, la Patria della civilt? Se ne parla tanto ma tu non la riconosci pi, la superba culla dei Cesari e dei Papi, in questa Rometta imbelle che riceve l'imbeccata da Parigi:, in questa Rometta che si adatta a seguire il movimento del progresso universale, essa sorta per dettar legge ai popoli. E intanto i figli del popolo il sangue d 'Italia -sono gettati come una merce qualunque sui mercati esteri assetati di braccia da lavoro, e borghesi ed ebrei guazzano a Monte:i torio e parlano di rivoletti d'oro. che scorrono verso la Patria. D'oro? Di sangue. E Carducci canta : .. Roma pi non trionfa. Pi non trionfa, poi che un galileo di rosse chiome il Campidoglio ascese, gittolle in braccio una sua Croce, e disse : Portala e servi. E sulle piazze e sulle strade d'Italia i nuovi giacobini prendono a schiaffi i preti e in nome della libert, impediscono loro di portare il Viatico ai moribondi. Si toglie perfino Cristo al popolo che gi si aveva spogliato di tutto. Cristo, pere h volle nascer povero ed essere uno del popolo, perch non seppe odiare nessuno, neppure i suoi crocifissori e predic la legge dell'amore; Cristo, il nemico dei borghesi: e degli ebrei, artefici della Rivoluzione Francese, inventori del progresso economico, del benessere universle e di tutte le altre m;nchionerie democratiche. Perch poi borghesi ed ebrei ce l'hanno sempre avuto con Cri sto, il biondo Galileo fa loro paura oggi come allora. Ed per questo che ogni qual volta, nel volgere dei secoli, essi riescono a prendere il sopravvento sul popolo, risuona, carico di odio, il loro sinistro crucifige l Tale l'Italia di allora. E Carducci fu il suo poeta, che non. seppe vedere, nonostante il suo sincero e grande. amore per l'Italia e per Roma, il v 'ero, eterno volto di esse. Troppo guard a Parigi ed alla sua Rivoluzione, per cui smarr il punto di vista di Dante, vale o dire il punto di vista dell'Italia, di Roma. Questo smarrimento pareva un merito moderno allora, quando cantavamo: Decapitare, Emmanuel Kant, Iddio, Massimiliano Robespierre, il Re, Concludendo: poeta Carducci, ma di un'Italia che non pi la nostra Italia, voglio dire l'Italietta democratica, giacobineggiante del 1876 Perci noi, pur ammirando la sua poesia, se vogliamo ritrovare noi stessi e il nostro genio, andiamo ad abbeverarci ad altre fonti pi genuine, pi pure. E per prima cosa ritorniamo a Dante. Dante, il padre dell'Italia, se per Italia intendiamo la Patria iella civilt e della poesia. M. Cioli ci scrive: Perch negli istituti superiori ancora si continua con la filosofia di Kant e di Hegel? Il pensiero di questi illosoli mi pare sia nettamente in contrasto con la nostra natura e con la nostra religione. Mi ricorder sempre un episodietto di qualche anno addie tro fra il professore di filosofia ed uno scolaro mio compagno liceale, che ora credo sia diventato sacerdote. Questo ragazzo di natura sveglia ed intelligente veramente nostrano, non era affatto persuaso della storiella che la realt esiste in quanto che noi esistiamo e cessi quando noi stessi cessiamo. E su questo punto .intavol una nita discussione col professore, dicendo che a questo modo si forzava con un giuoco dialettico la verit, e non si lasci allatto convincere dal superiore. Ed aveva ben ragione! Perci occorrerebbe un poco di coerenza. Il crocefisso nelle aule ed insieme Kant ammannito dalle cattedre un controsenso. Speriamo che presto le idee si chiariranno e che l'Italia a poco a poco ri trovi completamente se stessa. (Museo di Dora Accordi, studentessa liceale Ci ha scritto da Bologna, tra l'altro: Fichte, che mi pare voi esaltiate tanto come aiore dei di Pietre Uboldi (ed. Hoepli), portata , il cui calendario dei programmi viene pubblicato sull a rivista di biosolia < Ali del Pensiero (Piazza della Conciliazione, 5 Milan o) Caro Manzini, tutte queste importantissime opere noi non le abbi=o lette. Non le conosci=o affatto E neppure sappiamo che cosa sia Astro. Hanno da vedere con l 'Ita lia? Tu che le hai lette, parlacene, se davvero sono importanti. E se lo sai, dicci che cos' quest'Astro. Perch non tutto possiamo fare noi, lanlomeno sapere, ed opportuno che i lettori ci aiutino, anzi necessario e dobbi=o contare sulla loro collabo;azione. Ora conti=o sulla tua. Arturo Grifo ci ha scritto da Genova: Mi rendo conto delle tue confessioni di umilt, e sorvolo sulle obiezioni che la confermcino. Mi rendo conto della differenza tra la mia maniera di scrivere e la tua, e sorvolo sul tuo pudico rossore. Mi si conferma la convinzione che deii'immaginazio-43

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    Giulio Cesare (Museo .Barracco Roma) ne tu abbia un'idea alquanto strema, e mi sorge il dubbio che tu non abbia mai letto n la Summa n il Paradiso. Nulla di strano, se tu non dessi a divedere diversamente. Comunque piantiamola l! L e mie parole non contano; le tue ancor di meno. Quello che conta al di sopra di me e quindi di te. Leggi la Summa. e il Paradiso, e capirai perch di meno e per'ch quindi Caro Grifo, sicch: prima Dante, poi tu, e appresso noi mortali. Ma Dante l'inventore del volgare. Per te invece l'immaginazione della lingua volgare un'idea strana. E la questione che lo scrivere astruso non un modo d'ingannare i lettori, ma te s tesso. E' vero o non vero? E la verit non una questione d'amor proprio. Ma d 'onore. Non un puntiglio. Vittorio Bertozzi, fascista universitario, ci scrive da Urbino: Come molti altri camerati seguo anch'io con vivo interesse tutte le questioni trattate nel Questionario della vostra Rivista, e in modo particolare quelle riguardanti le malefatte perpetrate in ogni tempo contro di noi dalla Repubblica della Seminatrice di Roty nemica naturale dell'Italia come diceva quel volpone di Bismark. Vi di'r quindi, pregandovi -se lo riterr ete opportuno -di pubblicarlo, ci che io pens o della eredit di Roma. l beati francesi proclamano a ogni pi s ospinto la loro jelice .Repubblica, con una facilit sbalorditiva e ignorante: figlia primogenita di Roma (sic); erede universale della millenaria civilt di Roma (sic); e figlia prediletta delia Chiesa (si c e sempre sic); per tacere degli altri titoli, non meno risonanti. Queste asserzioni sono fatte e sostenute da corrispondenti dei fogli parigini e da collaboratori della celebre Revue de deux mondes Segno evidente delle conseguenze delle guarnigioni senegalesi. Va bene. ch.e la Francia la nazionedelle truffe celebri, ma quesia di dar per morta civilt per dichiararsene erede universale, mi sembra sorpassi di molte e molte spanne le varie Hanau, Oustric, Stawiski, Gaston Levy, Natan ecc. Io dico che non c mai stata eredit, poich anzitutto si sarebbe dovuto registrare il decesso del de cuius cio di Roma Eterna, maestra di civilt alle genti, e poi l'eredit presuppone degli eredi ed io non vedo -quali sarebbero stati. Non esquindi mai constatata la morte del de cuius >, ogni di'ritto di eredit da ri tenersi privo di qualsiasi fondamento. Mi si potr obiettare: e il 476? Ma il 476 non la data di morte della civilt di Roma bensl di un organi'smo politico. Il 476 pu essere considerato come l'inizio di una crisi, del resto naturalissima, come il tratto discendente della parabola, come i pi asserjscono; ma non mai la fine della ci\ilt. A (:7Jplificare il mio concetto citer un periodo di Oriani: Mcr l'! taHa, indietreggiando dalla avangu:...rdi c l t :Ell a civilt, copre la propria ritirata. cci lanciare Colombo alla scoperta dell'America e Galileo a quella del Cielo: co:> dopo aver dato al mondo l'unit romana e cristiana, vi aggiunge quella geografica e l'universalit planetaria. Possi 'amo quindi dire ad alta voce che la civilt di Roma non conosce soluzione di continuit, una nel mondo e ineguagliabile, perpetuantesi rinnovata nel clima eroico del Fascio. Credo sia tempo di finirla con questa eredit ... mai ereditata. Ma chi ha inventato questa favola? Indubbiamente chi vi trovava il proprio tornaconto. Il Duce hel discorso agli squadristi del marzo scorso, dette un tremendo colpo di magHe a questa stolta costruzione di parentele. Ma non basta, bisogna che la vostra Rivista faccia universalmente conoscere che Roma, anche nei suoi brutti momenti, .non scese mai tanto da con barbari (leggi Galli); e che la sede della sua antica civilt 'sempre stata, sar in eterno nel suo luogo di origine. La Francia figlia prediletta della Chiesa cattolica apostolica romana. Essa incredula, giacobina e bolscevica. Essa che ha saccheggiato le chiese, che ha ghigliottinato i preti, essa che ha scacciato Dio dall'altare per parvi la Dea Ragione; essa che ha sostituito alla lede di Dio la lede della Forza; essa che ha combattuto insomma con sadismo la religione di Pietro, sua madre! Questa delle parentele, della ere.dit forse una faccenda da specialisti? Nella vostra Rivista non stata mai trattata. Perch? Cos scrive Bertozzi, e noi lo ringraziamo di aver trattato una questione, alla quale non s 'era ancora direttamente accennato, e che soltanto possiamo dir necessariamente compresa da ci che s i amo "oodati dicendo di Roma e della Chiesa, e del tentatiyo francese e luterano di cambiare il punto di vista di Roma. Renzo Tozzini c i ha scritto da Borgomanero (Novara): A riguardo della Francia trascrivo un brano delle ultime lettere di Jacopo Ortis di Ugo Foscolo; un libro che molti dovreb-. bero _leggere. Moltissimi intanto si fidano mil giovane eroe nato di sangue ilaliano; nato "dove si parla il nostro idioma. lo da un animo basso e crudele, non m'aspetter mai cosa utile, ed alta per noi. Che importa ch'abbia il ire. mito del leone, se ha la mente volpina, e ne compiace? Sl basso e crudele -n gli epiteti sono esagerati. E che non h egli venduto Venezia con aperta e generosa fe rocia? Selim l, che Ieee scannare sul Nilo trentamila guerrieri circassi arresisi alla sua lede, e Nadir. Schah, che nel nostro secolo trucid trecentomila indiani, sono pi atroci, bensl meno spregevoli. Vidi con gli occhi miei una costituzione democratica pcstillata dal giovane eroe, postillata da mano sua, e mandata da Passeriano a Venezia perch s'accettasse: e il trattato di Campoformio era gi da pi firmato e ratiHcato; e Venezia era trafficata; e la fiducia c;lle l'Eroe nutriva in noi tUili ha riempito l'ITALIA di prescrizioni, d'emigrazioni e esiIii. Non accuso la ragione di STATO che vende come branco di. pecore le nazioni; cos fu sempre, e cosl sar, piango la PATRIA MIA che mi fu tolta, e il modo ancor m 'offende. Nacque Italiano, e soccorrer un giorno alla nostra PATRIA, altr: sei creda. Alfredo Andreini ci scrive da Lucca: Ogni sera al tetmine della mia giornata di oltre undici ore di lavoro, con il capo scarico ed intontito dal sonno e dalla stan chezza, strappo qualche arella al ripos:::; per studi'cchiare un po', e la tua belle rivista occupa il primo posto durante questo frugale pasto dello spirito. Sono tentato a prendere la penna per congratularmi teco per quanto vai facendo con essa per l o difesa della razza, per pregarti pure d i permettermi di esprimo;re qualche mia m c desta idea sull'argomento. Siimi generoso nel giu"dicarmi e perdonami che approfitto subito di quanto hai risposto a TullioRicc i riguardo al tu a cui aderisco come vedi con entusiasmo. La cosa che pi mi colpisce la larga ospitalit che tu concedi al pubblico di ogni classe -nel Questionario che cos ha modo di dire ci che pensa intorno a questo problema cht: tutti tanto interessa e fors e di tante idee qualcuno uscir fuori degno di essere tenuta presente per l'impostamentc di questa battaglia. Se vero che chi bene comincia alla met dell'opera, tu sei prcprio un pezzo avanti, perch hai scelto questo metodo saggio e opportunissimo che rende inoltre il popolo in qualche modo compartecipe dei suoi atti e lo abitua o riflettere. Plaudo dunque al sistema senzc riserve; senonch a me sembra di essere coi temi del Questionario alquanto iuon d 'argomento e per il resto troppo in margine: con tua licenza mi permetto di esternarti i! mio punto di vista: Credo io che il lato per cos dire spiri tuale della questione dei valori della razzo, (cultura, educazione, sentimento, arte ecc.) che plasmano quella tal lortna _mentis che con i vari frutti del genio, (se non gi per _se stessa) emana i diversi gradi di civilt secondo .la sua potenzialit, sia piutfostc, un effetto di quella intellettiva dovuta al grado di elev=ione biologico (e psichica) nella evoluzione della specie e per tanto di secondaria importanza di fronte ai valori biologici che ne sono in definitiva _la prima causa.

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    E' a mio avviso a questi che devesi mani'era preponderante, ma non eslusiva, dpre la nostra attivit di difesa, pr non S _C?ltant
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    Talmud all'Antico Testamento per 11 quale li segnalo il Prof. Gesuita P. Giuseppe Golia versatissimo in materia che sono certo non si rifiuter se tu lo pregherai perch gi nel 1930 predicando il quaresimale nel Duomo di Lucca. si mise in pubblico urio per un tema simile con un giornale allora diretto da ebrei. Caro Andreini, tu parli ancora di razzismo che ha valicato le Alpi e che vuoi distruggere il cristianesimo. Tutto quello che siamo andati dicendo, stato dunque fatica sprecata? Non l'hai letto? Potevamo essere pi chiari? Siamo noi che abbiamo detto che la vera guerra al cristianesimo, la vera sintesi ebrea sia il Talmud. E non ci siamo limitati a dirlo. Il secondo volume della biblioteca della Difesa della Razztl stato dedicato al Talmud. Il primo, lo sai, fu quello Contra Judaeos di Telesio Interlandi. Il secondo, eccolo: I. B. Pranaitis, Criato e i cristiani nel TALMUD, edizione coi testi ebraici a fronte ed una introduzione di Mario De' Bagni, traduzione di R. B., Biblioteca della Difesa della Razza, Tumminelli & C., Roma, Milano, lire trenta. Ti ringraziamo di averci segnalato il valorosissimo padre Giuseppe Golia, ma anche s u questo punto tu dimostri di non aver letto l'appello da noi fatto ai sacerdoti, perch ci diano il loro aiuto, e di ignorare con quanta soddisfazione abbiamo pubblicato scritti di sacerdoti. L'invito che abbiamo fatto ai soldati della Chiesa, ora lo rivolgiamo anche ed in particolare a padre Golia, e dobbiamo credere ch'egli lo accoglier. Soltanto, caro Andreini facci il favore di rinunciare a due pregiud,izi, che non fanno onore a nessun italiano, quello cio che la nostra questione di razza abbia avuto bisogno di valicare le Alpi, e quello che sia nemica di Cristo. Il primo pregiudizio di tutti quelli che non hanno mai saputo che l'Italia e la Chiesa sono la stessa civilt. Il secondo di quelli che non sanno capire che se fossimo davvero contro Cristo, saremmo con gli ebrei. Che non hanno mai capito niente dell'attivit ebraica. E specialmente ch'essa stata sempre rivolta, com e oggi, e in questo momento, e sar, finch avr fiato, contro Roma. Lo studente Galileo Barbiretti ci ha scritto da Salerno, .Ira l'altro, quanto segue: Se e mie conoscenze storiche non sono troppo arbitrarie, a me sembra che anche la stess a Chiesa non sia mai stata molto bene" vola verso gli Ebrer. Sono gli unici ai quali con infinite cautele, del resto giustissime, somministra il Battesimo dopo anni di prova e di insegnamento. Questo oggi! Ed allora perch dovrebbe esistere un incrinamento tra la Chiesa e lo Stato? Se poi questo dissidio sia sorto per l e misure prese dal Governo. s u altre questioni ed altri punti pure riguardanti' la difesa della nostra Razza, vorrei pregare costoro che parlano (non intendo per niente ergermi contro l'autorit della Chiesa, di cui sono figlio obbediente ed affezionato), vorrei pregarli di capire bene quale sia il nostro punto di partenza e quali i mezzi con cui s i sta compiendo questa difesa. Tusa Vincenzo. fascista universitario, d ha mandato da Catania uno scritto, che non abbiamo pctuto finora pubblicare per ragione cii spazio, e del quale per opportuno che i nostri lettori conoscano almeno questo brano: L'Omelia rivolta dal Vescovo di Cremona ai suoi fedeli in occasione della festivit dell'Epifania, Omeha che raccomanderei a tutti di leggere perch .credo che costituisca un punto fermo nella questione, dice: Ges Cristo venne a redimere tutta l'umanit, ma non venne a sopprimere la diversit di razza: venne a richiamdre tutti gli uomini a una comunanza di fede, di giustizia, di amore, dei destini ultramondani kxcendoii tutti figli di Dio e legandoli con un vincolo soprannaturale di grazia. Ma il popolo ebreo fu quello che, attendendo nel suo nazionalismo imperialista un Messia di grandezza politica, fin col disprezzare il figlio di Dio, che venne a salvare l'umanit. Cristo vuoi corrggere il difetto, ma il popolo ebreo tien duro e quindi su di esso cade la maledizione di Dio. Ogni volta poi, continua l'Omelia, che questo popolo pare divenuto potente in mezzo alle altre nazioni' ecco che si scatena la bufera Il Vescovo nella sua Omelia continua negando che la Chiesa abbia protetto gli ebrei, ma ammettendo che quando qualche volta un ebreo si converte, ii che -credo io -succede molto raramente, la Chiesa non pu non considerarlo cristiano. Pur tuttavia la Chiesa niente ha detto, niente ha fatto per difendere il giudaismo. E conclude dicendo che non disconoscendo mai la Chiesa il diritto agli Stati di limitare o di impedire l'influenza economica, sociale e morale degli ebrei, quando questa tornasse dannosa alla tranquillit e al benessere della nala Chiesa ha condannato, senza nessuna preoccupazione pclitica, una dottrina che nega i dogmi fondamentali della Fede. Un lettore, che si chiama Raciti. ci ha scritto da Roma: Sor.o un iiglio del popolo, appassionato lettore della Difesa, e anch'io voglio dire la mia umile parola. Per me l'ebreo l'essere pi crudele della natura. Egli, dopo aver condotto CRISTO sul Golgota e l'inchiodato Dio vivo in croce, ha errato per il mondo, seminando la discordia fra i popoli, a cui ha succhiato il sangue, istigandoli in ogni epoca alla guerra, da cui egli sempre uscito vincitore, senza combattere. Nessun figlio d'Israele ha mai tradito la sua legge. E se qualche volta atti furono compiuti da qualcuno di essi, non fu certamente spinto da amor patrio o idealii italiana, ma da interessi ebraici, cos come li difenderebbe oggi e domani, se si trattasse di abbattere il suo pi grande nemico: il Fascismo. Altro che patrioti! Dall'ebreo nulla la nostra Patria pu attendersi ed ora. come sempre, fra i nemici, in primissima linea sta l'ebreo in agguato, colla sua arma insidiosa ed invisibile, pronto a colpire alle spalle. Contro i senza patria, i traditori, i nemici, nessuna attenuante; bisogna essere inesorabili, giustamente, romanamente, cattolicamente inesorabili. Gridino le grandi democrazie occidentali. Il loro un grido sepolcrale. Esse vedono gi un'Italia epurata dall'ebreo, libera e unita, forte, come non fu mai nel passato. Emilio Argenton ci scrive da Padova, mandandoci, fra l'altro, un brano delle Memorie d'un Ottuagenario d'lppolito Nievo, e domandandoci se fu la convivenza con gli ebrei a fare di Nievo un Salvatore Anastasio, studente, ci ha mandato un lungo scritto da Napoli, volendo che torniamo sulla questione di Manin, in Direttore responsabile : TELESIO INTERLANDI base a ci che ne dice Alfonso Manaresi, col suo libro di testo: Storia Contemporanea per. i licei classici. Nessun figlio d'Israele ho mai tradito l a sua legge, dice Raciti. Crediamo che Raciti sia andato pi c fondo, con poche parole. Ma ecco un'altra lettera, sulla stes<>a que stione. La possiamo intitolare: E' del camerata Giuseppe Pensabene: Di'ce: Ho seguito la interessante discussione, che si svolta sulla rivista, intorno alla parte avuta dagli ebrei nel nostro risorgi mento; ed ho constatato con sorpresa come, malgrado le esaurienti risposte date nei questionario, parecchi, anzi troppo (e, quei che pi sorprende, giovani), proprio ci tengono a che le cose rimangano ancora confuse; proprio ci credono alla esattezza di giudizio dei loro libri di testo, o di quant'altro nel liceo o nelle altre scuole, forma la prima ossatura per la" conoscenza dello nostra storia. Questa lede nei tes.ti sarebbe molto da approvare, e dimostrerebbe un sano persistere del principio d'autorit, anche nei libri, al quale sarebbe cosa ottima che la giovent ritornasse, se non si riflettesse che questa abitudine, presuppone naturalmente, una condizione: che i libri siano sicuri, cio i loro giudizi rispondano a verit; e wpratutto, i loro awori seguano ii punto di vista della civilt italiana. Ora noi sappiamo quando, da chi, e con che idea, stata scritta L::: storia del risorgimento. E' una storia tutta scritta da liberali che vedevano negli avvenimenti ci che maggiormente li riguardava: dunque, come potevano preoccuparsi di mettere in luce i l fatto che uno dei loro, che poteva essere Manin, fosse, per esempio, un ebreo, quando era stata proprio la dottrina liberale, o distruggere tutte le barriere, tra ebrei eci italiani; e come, per di pi, potevano render chiaro ai loro lettori l'abisso di principii, d i scopi, di interessi, che doveva separqre, maigrado l'azione in apparenza comune, ur. patriotta italiano, che pensava alla grandezza e all'avvenire del suo popolo, e un liberale ebreo, che non faceva che obbedire, anche attraverso il risorgimento dell'Italia, considerato, come un episodio, al piano mondiale della dominazione ebraica? Che cos'era, per questi ebrei italiani, lo lotta che essi sostenevano, se non il mezzo di combattere la Chiesa, ed anche l'Austria, odiata come potenza cattolica, e, sopratutto. di' impadronirsi (come poi di fatto avvennej del nuovo Stato che sarebbe sorto? Ora, poteva dire tutto ci uno scrittore liberale? Si saprebbe mai pretendere giustamente che lo dicesse, o che semplicemente lo sentisse? Certo che no; ragion per cui, vano cercare in uno di essi, un giudi'zio veramente obiettivo sull'argomento che qui si discute. Dunque, nessuno dei libri in cui s'insegna ancora nelle nostre scuole la storia del risorgimento risponde al bisogno; dunque, occorre cambiare i libri, che fino a oggi, fanno autorit ai nostri giovani; dunque, per non scuotere in loro i'! sano principic d'autorit, per cuj essi debbono aver lede, prima di tutto, a quanto viene insegnato dai loro maestri, bisogna mettere i lo ro maestri nella condizione di istruirli ben0 : sottraendo quei libri di testo che non :i spendono a qu.ella visione, verament" liana della nostra storia, alla quale, do;:-.r settant'anni, ci ha orientati oggi, n '< prima volta, il Fascismo. Stampatori: Societ Anonima Istituto Romano eli Arti Grafiche di Tumminelli & C. -Largo Cavalleggeri 6, Roma

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    Contenuto.-11 libw compone di due parti: nella pri. ma Guido Landra parla delle classificazioni delk razze umane c degli studi razziali nella bibliografia antropologica italiana; m :ll>. .-::."'., LA. RAZZAE .LE ARTI FIGURA11YE t:RF..VO,n:SE ROJid '0'11 Contenuto. -r_,, ,cupo d i quest o libro di mostrare l'esistenza di un a vera pittura italiana ma lgrado !t: numerose ten d e n ze internazionalistich e ch e troppo incoraggiate, la soffoca: no, e di affermare il s u o diritto di ave r e, essa so l a, cittadinanza nel campo della nostra arte, appunto perch essa soltanto ita. lian a e perci capace di avveni re. Il volume si riferisce dunqu.: alle recent i polemiche s ull'arte e si volge contro il nocciolo del!<: p o ltmiche s t esse, cio contro l a tra spo s izione di termini -dagli uni combattuta, dagli altri cons a pemlmem e o inconsapevolmente sostenuta -per cui il contrapp osto n u:ione-an! iflazione viene se mpre masche rato dall'altro paJ J d l u .. t t'e nir e oppure uccademi,t. Si tratta di stabilire in primo luogo che l'arte d ella n os tra razza l'arte ddla nusua tradizione; e in secondo luogo si t r att a di f i ssare il valore della tradizione, intendendo la non come rigida 1 1 bbed ienza a schemi prdise tramontati, ma come rifiorire del mn J o c!riJ.ric o cio compiuto. pieno, profondo, di accostarsi alla natura, d i r i crearla, di viverne l'eterna gio v10ezza. Questo l'intento del volume. e i'Autore l o raggiunge attra undici orevi e vivaci studi, in cui dal sig nifica to dell'arte di RaffaeL lo e di Tiziano si passa all'influenza dell'eur .,p e ismo alla rinascita dei L pittura <: della scu ltura italiana, :ti nefasti infiu s s i dell'ebraismo s ull'art<: Interesse specifico. Sebbene in app"r t nza l'interesse del volume vt:r ta esclusivamente su problemi arti stici, in rea lt gli s tudios: del r azzi s m o vi troveranno preziose indicazioni sui p i profondi aspetti della dottrina ra zzi ale e sulle sue conseguenze d'ordinE' s tetico < : spirituale. Interesse generico. Troppo r e centi ._, e1o gli echi della polemic. a rtistica :oerchC, ai lettori non interessi approf., :lirsi in materia.

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    -. .... ICU IOH -'-Come noto l'Istituto Nazionale delle Assicurazioni ha adottato svariate forme assicurative convenienti e pratiche lion soltanto per i prestcitori d'opera. ma anche per i datori di lavoro, come quella detta DELL'IMPIEGO PRIVATO ", di cui diamo un ESF-MPIO PRATICO che. per maggiore chiarezza. riferiamo ad un singolo individuo, sebbene, di regola. questa forma di assicurazione si applichi a interi gruppi aziendali : "Una Ditta ha stabilito di collocare in quiescei}Za il personale al rag" giungimento del so anno di et" e d garantire agli impiegati inden.. nit proporzionali per il caso di collocamento a riposo. di premo" rienza. di invalidit totale e di licenziamento. Se un impiegato si "trova ad avere all'atto della stipulazione lel contratto assicurativo. "L'ETA' DI ANNI 28. UN'PNZIANITA' DI SERVIZIO DI ANNI 3 ED "UNO STIPENDIO DI L.l.SOO MENSLI, ne derivranno, contro pag mento di un premio -annuo di L 1.077.SO. le seguenti l) Liquidazione per il caso di collocamento a al so anno di et: . . . . . L. SS.OOO.-2) Liquidazione in caso di premrienza ad esemp10 durante il 23" anno di servizio: . . . 3S.800,-3) Liquidazione nel caso di invalidit ad esempio durante il 18" anno di servizio: . . . 28.800.-4) Liquidazione nel caso di licenziamento ad esampio nel corso dell'H" anno di assicurazione: . . 11.853.SO TUTTA L'ORGANIZZAZIONE DELL'ISTITUTO NAZIONALE DELLE ASSICURAZIONI SEMPRE PJIONTA A DARE CHIARIMENTI ED A FORNmE INFORMAZIONI E PROGETTI PE ," l t: .