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Difesa della razza : scienza, documentazione, polemica, questionario

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Material Information

Title:
Difesa della razza : scienza, documentazione, polemica, questionario
Physical Description:
Serial
Publisher:
Società anonima Istituto romano di arti grafiche di Tumminelli
Place of Publication:
Roma
Publication Date:
Frequency:
semimonthly
regular

Subjects

Subjects / Keywords:
Race relations -- Periodicals   ( lcsh )
Jews -- Periodicals -- Italy   ( lcsh )
Race relations -- Periodicals -- Italy   ( lcsh )
Genre:
periodical   ( marcgt )
serial   ( sobekcm )

Record Information

Source Institution:
University of South Florida Library
Holding Location:
University of South Florida
Rights Management:
All applicable rights reserved by the source institution and holding location.
Resource Identifier:
usfldc doi - D43-00025
usfldc handle - d43.25
System ID:
SFS0024306:00025


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Difesa della razza : scienza, documentazione, polemica, questionario.
n Vol. 2, no. 19 (August 5, 1939)
260
[Roma :
b Societa anonima Istituto romano di arti grafiche di Tumminelli],
August 5, 1939
650
Race relations
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Jews
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Periodicals.
651
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x Race relations
Periodicals.
1 773
t Difesa della razza : scienza, documentazione, polemica, questionario.
4 856
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ANNO Il N. 19 5 AGOSTO XVII T. I.: PREMESSA. LA CON,SEGNA DI MUSSOLINI: raccolta completa delle frasi sulla razza contenute negli Scritti e Discorsi del Duce. SCIENZA GUIDO LANDRA: VARIANTI RAZZIALI DEL POPOLO )UGOSLA VO; EDMONDO VERCELLESI: RAZZA E SPORT. POLEMICA G. DELL'ISOLA: IL GIUDAISMO IN CATTEDRA; C. A. CREMONINI : GLI EBREi CONTRO LA SPAGNA. DOCUMENTAZIONE CARLO BARDUZZI: EBREI IN POLONIA; T RAFTOPU LOS: L'ETERNA ELLADE; GINO LUPI: RAZZA E CIVILTA' DEI PERSIANI ; SILVIO LANDRA: RAZZA E OCCUPAZIONI PROFESSIONALI. QUESTIONARIO LATIFONDO; ARTE BORGHESE; FILOSOFIA E DECA D ENZA ; CARDUCCI; IL GHETTO IN VISIBILE, ecc: ecc. PENSIERI DI LEOPARDI: SIATE ITALIANI. A QUESTO NUMERO ALLEGATO UN FASCICOLO DI OTTO PAGINE COMPRENDENTE GLI INDICI PER AUTORI E PER MATERIE DEL PRIMO ANNO DELLA RIVISTA I MANOSCRITTI ANCHE SE NON PUBBLICA TI NON SI RESTITUISCONO GLI UFFICI DELLA "DIFESA DELLA RAZZA" SI TRJVANO iN ROMA -PIAZZA COLONNA . '?< . ... .. ' (PORTICI DI VElO, -TELEFORO ff7m -62880 BANCA CAPITALE L. 700.000.000 INTERAMENTE VERSATO RISERVA L. 155.000.000 AL 30 APRILE 1939-XVII

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ANNO II NUMERO 19 5 AGOSTO 1939 XVII ESCE IL 5 .E IL 20 DI OGNI MESE UN NUMER{> SEPARATO LIRE l ABBONAMENTO ANNUO LIRE 20 ABBONAMI\NTO SEMESTRALE 12 ESTERO IL DOPPIO Direttore: T.ELESIO INTERLANDI Comitato di redazione : p.-of. dott. GUIDO LA N DR A prof. dott. LIDI O .CIPRIANI dott. LEONE FRANZI dott. MARCELLO RICCI dott. LINO BUSINCO Segretario di redazione: GIORGIO ALMIRANTE SCIENZA DOCUUENT!ZIONE POLEUIC! OUESTIONJlRIO i questa rivista, che compie oggi un anno di vita ed allinea venti quattro fascicoli folti di pi che mille pagine, hanno parlato e parlano tutti in Italia e moltissimi oltre i confini. L'apologo del padre, il figlio e l'asino sarebbe la pagina celebrativa pi acconcia. All'estero gli stu diosi la elogiano, gli ebrei la vilipendono, gli antifascisti la denigrano. Ma in Italia? Come si ricorder, la rivista ebbe un successo iniziale strepitoso; la tiratura sal vertiginosamente, fu smentita l'asserzione circa l'indifferenza degli Italiani ai problemi razziali, fu necessario ristampare ogni quindicina le co pie non preventivate; poi la tiratura si stabilizz ad un livello che sorprendente. Ma il giudizio dei lettori vario. Contentarli tutti sarebbe come prendere a modello il padre dell'apologo. C' il professore che trova la rivista poco scientifica e vorrebbe pi cromo somi, e c' la signorina che la vorrebbe pi di variet ; c' chi. la vuole meno illustrata e chi vuole le pagine a colori; c' chi vorrebbe, oramai seppellire la questione degli ebrei e chi ci affligge con incitamenti all'azione; l c' chiede meno scienza e pi polemica e chi alla parte polemica p re-3

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ferirebbe tutta documentazione. L'apologo insegna qual conto bisogna fare di tanti discordi pareri; e dunque. la rivista co11:tinuer ad 'quello che vale a dire un fascicolo di divulgazione scientifica, di documenta-' zione preziosa, di polemica vivace. I lettori continueranno a trovare nel. l'ultima sezione della rivista cordiale ed intelligente ospitalit, chiarimenti, precisazioni e orientamenti; e quella periodica e contir:z,ua revisione di concetti e di cognizioni che risultata pi che utile, necessaria. La politica razziale ha avuto le sue leggi; queste leggi non sono soltanto lettera, ma spirito. Esse diventano costume dell'Italiano nuovo. La nostra rivista lo strumento di questa evoluzione. Noi dobbiamo chiarire le posi zioni razziali che hanno provocato la legislazione razziale, e darne la giu stificazione scientifica e storica. Non opera d'un giorno. L'interesse dei lettori c', addirittura imbarazzante; spetta a noi non deluderlo, appagarlo. Correva l'annO 1885 (cinquantaquattro anni or sono!) e si discuteva in Italia di questioni di razza, con particolare ttenzione agli ebrei. <
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NEGLI SCRITTI DISCORSI DEL D U con : t

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6 IL dolore ci percuote ma non .. ci abbatte. Ci forgia. Qui sl. rivela la nobilt della nostra stirpe; Tutta l'Italia oggi un cuore solo. Tutto si riduce alla nostra qualit fondamentale e gloriosa di italiai (" L'OUerta ", 2 novembre 1917, S. e D . vol. I. pag. 276). Dobbiamo avere l'orgoglio della nostra razza e della nostra storia. (Secondo discorso di Trieste, 16 febbraio 1921, S. D . Vol. n. paq. 150) In cinquant'anrii di vita, l'Italia ha realizzato progressi meravigliosi. Prima di tutto c'e di fatto: ed la vitalit della nostra stirpe, della nostra razza. Ci-sono .delle nazioni cha ogni anno devono compulsare con u!!a C$rta preoccupazione i ,registri stato civile, perch, o signori, appuntq in questo disquilibrio che si" producono le grandi crisi dei popoli, e voi sapete a chi alludo. Ma l'Italia non ha di queste preoccupazioni. L'Italia faceva 27.000.000 .-di abitanti nel 1870; ne ha so.poo.ooo adesso: 40.000.000 nella penisola, ed il blocco pi. omogeneo che ci sia in Europa. Perch, a paragone del blocco boemo, ad esempio, dove 5.000.000 di czechi governano 7.000.000 di altra razza, l'Italia non ha che 180.000 tedeschi nell'Alto Adige, immigrati in casa nostra; non ha che 360.000 slavi immigrati in casa nostra; mentre tutto il resto un blocco unico e compatto. E accanto a questi 40.000.000 in Italia, ce ne sono 10.000.000 chej hanno straripato in tutti i continenti, oltre tutti glii ceani: 700.000 italiani sono a Nuova York, 400.000 nello Stato di San Paolo, dove la lingua di stato. dovr divenire la lingua italiana, 900.000 nella Repubblica Argentina, 120:000 in Tunisia, quella Tunisia alla quale rinunciammo fu un momento di rp.inchioneria colossale; quella Tunisia che abbiamo .riconqustato attraverso l'opera meravigliosa dei coloni siciliani che: i vi hanno. trasportato le loro tende, che oggi lavorano per la reggenza francese, ma che molto probabilmente lavoreranno domani la reggenza italiana. ... Primo pilastro fondamentale dell'azione fascista Pltalianit, cio: noi siamo orgogliosi di essere italiani, noi intendiamo, anche andando in Siberia, di gridare ad alta voce: "Siamo italiani". Ora noi rivendichiamo l'onore di essere italiani, perch nell" nostra penisola, meravigliosa e adorabile,. bench ci siano degli abitatori non sempre adorabili, si svolta la storia pi prodigiosa e meravigliosa del genere umano. (Discorso di Trieste, 20 settembre 1920. S D., vol. D, paqg. 95-96 e 100).

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Cme nato attorno al'quale cosl vasto strepito di passioni, di simpatie, di. odii, di rancori e di incomprensione? Non nato soltanto dalla mia mente. o dal mio cuore: non nato soltanto da quella riunione che .nel marzo 1919 noi tenemnio in una piccola sala di Milano. E' nato da un profondo perenne bisogno di questa nostra;' stirpe ariana e mediterranea, che ad un dato momento si: sentita minacciata nelle ragioni essenziali, nella esistenza da una tragica follia: e da una favola mitica che oggi crolla a pezzi nel luogo stesso ove nata ... Ci si contendevano i termini sacri della patria, e c'erano in ltali dei democratici, la cui de:tnocrazia consiste nel fare l'imperialismo per gli altri e nel riimegarlo per noi, che ci lanciavano questa stolta accusa, semplicemente perch intendevamo che il confine d'Italia al nord dovesse essere il Brennero, dove sar fin che ci sar il sangue di un italiano in! Italia. Intendevamo che il confine orientale fosse al Nevoso, perch l sono i naturali, giusti confini! della Patria e perch non eravamo sordi alla passione di Fiume e perch portavamo nel cuore lo spasimo dei fratelli della Dalmazia, perch infine sentivamo vivi e vitali quei vincoli di razza che non ci legano soltanto agli italiani da Zara a Ragusa ed a Cattaro, ma che ci legano anche agli italiani del Canton Ticino, anche a quegli italiani che non v:ogliono pi a quelli di Corsica, a quelli che sono al di l dell'Oceano, a questa grande famiglia di 50 milioni di uomini che noi vogliamo unificare in uno stesso orgoglio di razza. {Discorso di Bologna, 3 aprile 1921, S. D. vol. n, pag, 156 e 157). Il Fascismo si preoccupi de! problema della razza; i Fascisti devono preoccuparsi della salute ella razza con la quale. si fa la storia. {Discorso all'Augusteo, 7novembre 192L S. e D. Vol. n. pag. 202). Celebrare il Natale di Roma significa celebrare il nostro tipo di civilt, significa esaltare la nostra storia e la nostra razza, significa poggiare fermamente sul passato per meglio slanciarsi verso l'aVv-enire>. {"Passato e Avvenire", 21 aprile 1922. S. e D. Vol. n. paq. 227). 7

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L' eclissi della nostra stirpe si" nel 1915 e tutte le vrt .. sopite, ma non spente, della raz-. za balzano al primo pino e ci dnno la vittoria immortale. (Alle Medaglie d'Oro, 8 gennaio 1923. S. e D., Vol. lli. pag. 47). Io dichiaro che priina di amare i francesi, gli inglesi, gli ottentatti amo gli italiani, amo Cio ccoro che sono ..della mia stessa razza, parlano la rrtia stessa lingua, che hqnno i miei costumi, he hanno la mia medesima storia>>. (Agli operai del Poligrafico, 28 gennaio 1929, S. e D . Vol. m. pag. 50). Tra i popoli, nonostante e predicazioni, nonostante gli idealismi, rispettabili, ci seno dei dati di fatto che si chiamano razza, he si chiamano sviluppo, che si chicimano grandezza e decadenza. dei popoli e che conducono a dei contrasti, i quali spesso si risolvono attraverso la forza delle armi., (Per le convenzioni di Washington, 6 febbraio 1923, S. e D .. Vol. m. pag. 54). Roma testimonianza e docu" mento imperituro della vitalit della nostra razza (Alla nuova sede dei -mutilati, Il marzo 1923, S. e D .. Vol. lll. pag. 86). Il problema dell'espansione italiana nel mondo un problema di vita o di morte per la razza italiana>>. (ll dell'emigrazione, 2 aprile 1923, S. e D . vol. m. pag, 98). Vorrei, o signori, richiamare la vostra attenzione sul prodigio di questo rinnovarsi della nostra razza, che balza in piedi, alFannunzio del cimento, si batte e vince] (L'Orifiamma del Nstro azzurro, 21 aprile 1923, S. e D . vol. lll. paq. 103). N or{ .ci che fiorisce e quas1 id si>ecte di primo:. verd; de ila ;razza, destinato a rimanere: -Io sappiamo; ma sappiamo cmche che talun( capovolgimenti. "spi.rituO:li: lasciano. traCce profonde . Lasciano agli imbelli o ai purissimi. il compito e la noia di sulla sincerit del patriottismo rurale. Siam.o appena agli inizi di un nuovo periodo della storia italiana. (Il Fascismo ai Rurali, 2s maggio 1922. S. e D., Vol. D, pag. 2 89). ... Io sento tutto il fermento potentissimo di vita che agita la _nuova generazione della stirpe italiana .Voi certamente avrete meditato qualche volta su questo che. si potrebbe chiamare UQ' prodigio nella storia del gen.ere umano: non si fa della retoricci se si dice. eh! il popolo italiano il popolo immortale che trova una primavera per .le sue speranze, per la sua passione; per la sua grandezza . (Il problema emigrazione, 2 aprile 1923, S. e D .. Vol. m, pag. 98)

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Voi.siete.dei virgulti sul:>erbi di questa. razza italiana che era grnde quando gl 'altri non erano ancora nati, di questa razza. itiliana che ha datej tre volte la sua civilt mondo attonito o rimbarbc:Irito, di questa, razza italiana che noi vogliamo p.rendere, sagomcire: forgiare per tutte le bCrttaglie necessarie nella disciplina, nel lavoro, nella fede (Al popolo di Saseari, 11 giu911o 1923, S. e D., vol. m, paq. 159). Al di sopra delle' volont singole ed individuali, c' ormai. in e in. potenza una magnifica volont collettiva : una volont collettiva di tutto il popOlo italiano che oggi compatto, solidale, omogeneo, attorno, al .in quanto il Fascismo rappresenta il prOdigio della razza italiana :he s ritrova, si riscatta, che vuole esse.re grande (Al popolo di Piacenza, 18 giu9110 1923, S. e D., vol." m, paq. 168). .;:.:
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La nostra lotta non erq. diretta con b-o 'dr sommo mai di tributare l'attestato della nostra. pil) e . ineom. mensurabile devozione. Non erO; diretta contro la Monarchia, la quale_: ha gloriosamente incarnato la tradizione della nostra razza della nostra: Nazione . ... Roma il segno della nostra stirpe; Roma pu essere senza l'Italia, ma l'Italia; non pu essere senza Roma:... << Il nostro destino di popolo ci inchioda alla storia di Roma. Noi prendemmo Roma per purificare ; redimere ed innalzare l ; Italia, e terremo Roma solidamente finch il riostro compito non sar total. mente compiuto. E state tranquilli, o cittadini, state tranquilli, voi legionari delle Camicie Nere, che l'opera sar continuatai sari continuata con una:' tenacia fredda, oseref dire matematica e scientifica. Noi marceremo con passo sicuro e romano verso le mete infallibili >> Portiamo nello spirito il sogno che fermenta anche nele nostre anime: noi vogliamo forgiare la grande, la superba, la maestosa Italia del nostro sogno, dei nostri poeti dei nostri guerrieri, dei nostri martiri. Qualche volta io vedo questa Italia nella sua singolare, divfua espressione geografica; la vedCi costellata delle sue citt meravigliose la vedo recinto dal sud quadruplice mare, la vedo popolata di un popolo sempre pi numeroso, laborioso e gagliardo che cerca le strade della sua espansione nel mondo. Salutate questa; Italia, questa divina nostra terr a protetta da tutti gli lddii Salutatela voi, o uomini dalla pien(J virilit, salutatela voi, vecchi che avete vissuto e avete ben, spesa la vostra v ita, salutatelci: voi o donne che portate nel grembo il mistero delle generazioni che furono e di quelle che saranno; salutatela voi, o adolescenti che vi affacciate alla vita con occhi e con puro. Salutiamo insieme e gridiamo insieme: Viva, Viva; Viva l'ltalia1 lO (Celebrazione della Marcla su Roma, 30 ottobre 1923, S. e D. vo-m. pag. 234, 235, 238 e 239) . Gli chele razze bagnate dal Mediterraneo hanno germi inesauribili di vitalit. (Rispc;ata Primo De Rivera, 22 novembre 1923. S e D vol m. pag. 2_76). ... Non ci vergogniamo pi di essere italiani : abbiamo l' orgo-. glio! Abbiamo l'orgoglio, o concit tadini, di essere: italiani e di appartenere a questo popolo, che ha trenta secoli di civilt, che era grande qando l non erano ancora nati: questo popolo, che ha dato per ben tre volte aJ mondo attonito il sigillo della sua potente civilt ; questo popolo che oggi vive composto, disciplinat, nato, ha un'esperienza storica di incalcolabil e valore, perch si tratta di scegliere fra le teorie brumose, antivitali,. antistoriche e il nostro quadrato romano spi rit o latino che si rende conto di tutta la realt, che affronta la vita come un combat timento e che disposto a morire quando l'idea chiama e la grande campana della storia batte. (Al popolo di Catania, 11 maqqio 1924. S. e D . vol. IV. pagg. 122-123).

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Se. domani ci fosse un altro Goverrio .Pi comodo, pi tran quillot e pi liberale, io credo che questa veechia e giovane razza italiana ''esprimerebbe im nuovo Fascismo:.. (La politica intema al S8a.ato, 5 dicembre 1924. S. e D., vol. IV, peiA]. 418). Il moto interventista che dilagava nelle piazze ... rispondeva a un bisogno incoercibile della nostra razza (D venticinquemlio di Regno di Vittorio Emanuele m, 6 giugno 1925, S. e D . vol. V, paq. 104). Capace di miracolo stata, in ogni tempo, questa nostra razza i t oli an a che mi appare ognora, quando io ne faccio oggetto del le mie meditazioni, un prodigio singolare della storia umana :.. (Al V Congresso Aqrioolo Nazionale Co loai11le, 15 aprile 1926, S e D., vol. V; pag. 322). Qualcuno, in altri tempi, ha affermato che lo Stato non veva preoccuparsi della salute fisica del popolo. Anche qui doveva valere il manchesteriano "lasciar fare, lasciar cor,rere ". Questa una teoria suicida. E' evidente che, in uno Stato bene ordinato, la cura. della salute fisica del popolo, deve essere al primo posto ... Bisogna quindi vigilare seriamente sul destino della razza, bisogna curare la razza, a cominciare dalla maternit e dall'in fanzia::.. (D discorso dell' AaC8108ione, 26 maggio 1927. S. e D .. vol. VI. pagg. 39, 41. 42). Il piano della bonifica integrale gigantesco... E la terra riscattata e, con la terra gli uo mini, con gli uomini la razza. (Al Gran Rapporllo del Fascismo, 14 aet. tembre 1929, S. e D., vol. VU, pagg. 128 e 129). Genovesi, voi appartenete ad una razza che io amo, una razza asprigna, di poche parole, ma di propositi tenaci, una razza che ha fatto la sua fortuna in condizioni difficilissime, che ha osato, che ha varcato i mari e gli oceani; una razza non di semplici mercanti e di semplici trafficanti, r.azza che ha dato eroismi sublimi in tutte le et, che ha conquistato gli oceani con Colombo, ed ha dato una passione formidabile alla nuova Italia con Mazzini, che ha dato con Ma meli il poeta della repubblica romana e con Balilla, la giovinezza che spezza l'oppressione dello straniero :.. (24 maggio a Genova 1926, S. e D . vol. V, pag. 342) Il

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Qu.ando mm m Italia si vide una unit morale pm profonda? For5e quando i'Italia era divisa: fra dieci rissanti partiti e alcune pi o meno internazionali massonerie? Quando mai, ih Italia, si vide un Regime cos ansioso, comej il nostro, delle sorti del popolo? Io vorrei invitarvi a diffidare di coloro che parlano un linguaggio troppo involuto ed ermetico, di coloro) che hanno sintomatiche ".tolleranze in un'epoca di ferro come .l'attuale, che hanno l'aria di scoprire a ogni istante le pi lapalissiane verit. Non vorrei che si trattasse di gentei fascista per errore, stanca di questa nostra Italia ordinata e severa, e forse nostalgica dell'Italia gesticolatrice, chiacchierona, superficiale, carnevcilesca che i nostri amici d'oltr'Alpe, restati all'Italia del sono "desolati" ohim, li non trovar pi. (Al Grcm Rapporto del 14 set. tembre 1929, S. e D.. vol. VIii. pagi-. De 128, 129. 143 144). I debbono insistere perch la vita si svolga in forma pi razionale. Ci saraimq allora meno malattie in giro, meno tubercolosi, meno ancro, un minor numero di indebolimenti che sono i risultati di una vita che, essendo diventata, nel ciclo dell'att\lale civilt con..: temporanea, estremamente .pi movimentata e dinamica, ha bisogno di1 compensi di altra natra, altrimenti. non tiene. Tutto quello che voi farete _nel vostro campo_ per cibituare gli italiani al moto, all'ari libera, alla ginnastica ed anche allo sport, sar. ottimo non solo dal' punto di vista fisico, ma dal punto di Vista morale, pe:rch gli uomini che sono forti; sono anche saggi) e sono indotti a non mai. abusare delle loro forze come lo seno invece i deboli, i vinti, quelli che qualche volta hanno la rudelt della loro debolezza ::.. 12 (" Diacono ai medici ", 28 geJm(lio 1932, S. e D . vol. VIII. pagg. 21, 22), Lx preparaZione della nostra gio:;,ent .fatta per re .la raiza: .. e .darle.le'. attitudini al self control al di di (Meaaaggf. a1 popolo cmieric:CIID., 1 -giu9110 1931, S. e D., vol. W, pag, 278) . La pace con onore e .con giustiip la pace romana,. quella che domin nei secoli dell'Impero. di cui vedete qui attorno le midabili vestigia. Pace conforme al carattere e al .. .tem.peramento della nostra razza e -mediterranea, che voglio di-:-__ ... nanzi a voi, perch la razza che_ ha dato al mondo, fra i mille -altri, Cesare, Dante, Michelange lo, Napoleone. Razza antica e forte di creatori e di costruttori, determinata ed uruversale ad uri tempo, che ha dato tre volte nei secoli e dar ancora le parole che il mondo inquieto e confuso attende. (Alle Camicie Nere 23 ottobre 1933, S. e D., vol. VIII. pag. 250) Chi vi ha visto sfilare ha avuta la profonda e quasi plastica impressione della nuova razza che ii Fascismo sta virilmente foggiando e temprando per ogni competizione :.. (Agll Atleti d1kia, 28 ottobre 1934, S. e D .. vol . IX. pag. 141). Mai come-in questa epoca storica il popolo italiano ha rivelato le qualit del suo spi'rito e la potenza del suo carattere. Ed con tro questo popolo al quale l'umanit deve talune delle sue pi grandi conquiste ed contro questo_ Popolo di poeti, di artisti, di santi, di navigatori, di trasmigratori, contro questo popolo che si osa parlare di sanzioni (D diBCOftlo della inobilitaziODe, 2 otto. bre 1935, S e D .. vol. IX .. pag. 220).

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Siete voi che rappresentate la razza nel suo significato pi profondo ed immutabile. Voi non fate i matrimoni misti; i vostri amori non escono dalla cerchiq del villaggio o tutto al pi della provincia. E quindi, quando arrivano le grandi crisi dei popoli, voi non avete dei problemi familiari da ri!"olvere. E' anche per questo, non soltanto per questo, che io vi addito alla profonda gratitudine di tutta la Nazione (Ai bonificatori, 26 ottobre 1935, S e D . vol. IX, pag. 222). Questo saluto va a tutti i ru rali italiani, a tutti i contadini d'Italia, a tutti coloro che lavorano la terra e che, per questo fatto mi sono particolarmente vi cini. Poich la terra e la razza sono inscindibili e attraverso la terra si fa la storia della razza e la razza domina e sviluppa e feconda la terra (Ai fedeli della terra, 3 maggio 1396. S. e D vol. X, paq. 87). Hanno diritto all'Impero i po poli fecondi, quelli che hanno l'orgoglio e la volont di propagare la loro razza sulla faccia della terra, i popoli virili nel senso pi strettamente letterale della parola. (Al popolo di Lucania, 27 agosto 1936. S e D vol. X, JXI9 163). Sappiate ed ognuno sappia che anche nella questione della razza noi tireremo diritto. Dire che il Fascismo ha imitato qualcuno o qualcosa semplicemente assurdo. (Ai qraduati Avanguardisti, 30 luglio 1938). La parola d'ordine questa: entro alcuni decenni, tutti i rurali italiani devono avere una casa vasta sand dove le generazioni contadine possano vivere e durare nei secoli, come base sicura e. immutabile della razza ... L'Italia ha il privilegio di essere la nazione pi nettamente individuata d: punto di vista geografico. La pi compattamente omogenea dal punto di vista etnico, lingistico, morale . La potenza militare dello Stato, l'avvenire e la sicurezza della nazione sono legati al problema demografico, assillante in tutti i paesi di razza bianca e anche nel nostro. Bisogna riaffermare ancora una volta e nella maniera pi perentoria e non sar l'ultima, che condizione insostituibile del primato il numero. Senza di questo tUtto decade e crolla e muore. La giornata della Madre e del Fanciullo, Jet tassa sul celibato e la sua condanna morale, salvo i casi nei quali giustificato, lo sfollamento delle citt, la bonifica rurale, l'Opera della Maternit e Infanzia, le colonie marine e montane, l'educazione fisica, le organizzazioni giovanili, le leggi sull'igiene, tutto concorre alla difesa della razza ". ("Sintesi del Regime", 18 mano 1934. S. e D . Vol. IX. pagg. 35, 39 e 40) 13

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.... Tipo razziale Erico (Basno-Erzegovina). otto gli auspici dell'Istituto d'Igiene di Lubiana il noto antropologo jugoslavo B. Skerlj ha con:wiuto negli ultimi anni estese ricerche che sono atte a darci una idea abbastanza esatta della composizio pe razzialf! del popolo jugoslavo. In queste indagini l'autore ha adottato una nomenclatura particolare e ha intro dotto alle comuni classificazioni razziali alcune modificazioni, per cui necessario riassumere brevemente il criterio che lo ha guidato. Egli ha diviso innanzitutto le varianti razziali che possono trovarsi in Jugosla via in tre gruppi e cio: a) Gruppo Di notaurico, b) Gruppo Eurasico, c) Gruppo Eurafricano. II gruppo Dinotaurico comprendereb be la razza dinarica, la razza savide, e la razza norica. La razza dinarica de scritta dallo Skerlj corrisponde al tipo dinarico gi noto dai tempi di Laponge ; su di essa inutile soffermarsi La razza savide corrisponderebbe in vece, grossa modo, al tipo nordjugoslavo o alpino pannonico di altri autori. Si avvicina molto al tipo dinarico; tut tavia ne differisce per una statura: alquanto minore, il cranio ancora pi brachi cefalo, le estremit in relazione al tronco ancora pi lunghe che nei 'liinarici veri, il colore degli occhi non per scuro 14 sei e V A1Rt1lA.N'JrJl come nei dinarici nia tende piuttosto al grigio e talora all'azzurro. II colore dei capelli pi chiaro che nei dinarici. La razza corrisponde invece al tipo detto da Lebzelter dinarico biondo. L'aspetto della faccia simile a quello dei dinarici ma pi addolcito, la forma della testa tende all'ovale e l'indice cefa lico ai limiti della vera brachicefalia. L'occipitale, che nei dinarici appiat tito ; qui invece piuttosto arrotondato II corpo nell'insieme pi snello che nei 'liinarici; il colore degli occhi chia ro grigio nelle donne, azzurro negli uo-razza alparmenide il 'gruppo eurasico pre senterebbe la razza pannonide. Come statura questa si avvicina al tipo precedente ma si presenta pi appesantita specie nelle donne. La lunghezza delle gambe e delle braccia sarebbe alquanto maggio r e la forma del capo brachicefala, i capelli piuttosto chiari. ...... La razza baltica, che apparti ene. an cora a questo gruppo, corrisponde al tipo detto comunemente baltico orientale. Presenta affinit con la razza precedente -:.; < Le nrzze principali deUa Jugoavia. mini, il coore dei capelli biondo stoppa o anche rossastro. II viso appare spesso coperto di efelidi. Passando al gruppo detto dallo Skerlj eurasico, questo presenterebbe innanzi tutto una razza detta alparmenide. Que sta razza avrebbe cos dei tratti comuni al tipo alpino e a quello armenide. La statura piuttosto piccola, il capo ro tondo, brachicefalo, il naso di for.ma va-. ria, dalla concava alla convessa. Il tron co largo con bacino ampio. Il colore della pelle dei capelli, e de gli occhi piuttesto scuro. Accanto alla mente descritta ; s e ne differenzia tuttavia per una statura alquanto maggiore negli uomini e niinore nelle donne II capo iperbrachicefalo, la formll della faccia rotonda, il. naso diritto o concavo, il co lore degli occhi grigio o azzurro, il colore dei capelli molto biondo in tutte le gradazioni dal colore stoppa al rossastro. Passando al terzo gruppo razziale descritto dallo Skerlj e da lui detto eura fiicano, questo comprenderebbe innanzi tutto la razza mediterranea o pelasgica. caratterizzata dalla statura piccola, doli cocefalia colorito scuro.

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1RtA.ZZ1lA.1L1l JJlU 41J, 40-S'1L A. V 40, Accanto alla razza mediterranea viene descritta un'altra razza detta atlantide ca ratterizzata da una statura alquanto mag giore che nella precedente e da qualche altro particolare. Nel gruppo eurafricano l'autore jugoslavo comprende ancora la razza nordica, che corrisponde a quella che comunell\ente descritta dagli altri autori, la razza flica e dalica e infine due altre razze poco note: la vistulide e la skandide. La vistul ide presenterebbe una statura piuttosto bassa, una forma del capo e della faccia piuttosto allungata, gli occhi grigi, i capelli biondi In com-E' tipica per la zona costiera la grande percentuale di individui di razza atlanti de affine quindi alla mediterranea, per la zona alpina la razza savide per la pianura la razza alparmeni-de e infine per la zona centrale la razza dinarica. *** In complesso la zona centrale si presen terebbe come la pi omogenea dal punto d: vista razziale mentre invece nelle altre zone si possono trovare molti elementi di razze accessorie. Cos sono caratteristi pe; la zona alpina accanto ai suidi, i noridi. baltidi e nordidi; per la zona di pianura Le rane acoeeaorie della Juqoelcnia. plesso caratteri Simili al:a razza nordica ma ridotti di scala. La razza skandide presenta capo doli ceride, faccia ovale allungata, naso di ritto, occhi scuri e capelli biondi. Secon() lo Skerlj le razze tipiche della Jugoslavia sarebbero la dinarica, la sa vide e l'alparmenide, che. nell'insieme co stituirebbero il 55% del tipo maschile e circa il 50% del tipo femminile. *** Il terzo gruppo con la razza nordica, mediterranide, vistulide e _skandide co stituirebbe insieme circa 1'8% del resto. accanto agli al parmenidi i pannonidi, noridi e baltidi. La zona centrale invece presenta come ahbiamo detto quasi assoluta predominanza di dinaridi. La zona costiera presenta accanto agli atlantidi, mediterranei e vistulidi, i dinaridi che sono comuni del resto a tutta la Jugoslavia. Apparirebbe quindi dimostrato da questi studi dello Skerlj che l'unit raz ziale della Jugoslavia sarebbe mente data dal trinomio delle razze di narica, alparmenide e savide. Tipo rozziale Eneqovinico. In base al risultato di queste ricerche stato possibile compilare due carte di no tevole interesse per lo studioso di problemi razziali, La prima carta presenta la distribuziont delle tre razze tipiche della Jugoslavia. e della razza atlantide che sarebbe propria della razza costiera. La seconda carta presenta im ece la di stribuzione delle razze accessorie. Come appare evidente dall'es ame di queste due carte la zona centrale la pi pura con assoluta prevalenza di elementi dinarici e alparmenidi, d'altra parte, anche la zona dove le razze accessorie so no quasi del tutto mancanti. Le razze periferiche si presentano in vece meno omogenee soprattutto la regio ne alpina dove predomina a popolazione di lingua slovena. Molto eterogenea si presenta anche una ampia zona del sud della Serbia c alquan to meno la zona orientale e una parte della pianura pannonica. Molto eterogenea si .presenta anche la zona costiera. il che facilmente Poco comprensibile invece il fatto che lo Skerlj ritiene 'Ili aver messo in evi denza circa la forte percentuale di nor didi nella zona costiera, percentuale assai simile a quella che si osserva nella re gione alpina. li>

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dinarico biondo (Serbia Orientale). l veri tipi dinaridi s'incomincerebbero a trovare venendo dal mare solo nelle zone montuose pi elevate. L'osservazione delle due carte mostra quindi chiaro com(l in Jugoslavia le dif ferenze ambientali e quelle razziali vadano di pari passo. Appare poi anche evidente come esista nel centro della Jugoslavia una zona di dinaridi autoctoni, che occupavano la re g!one prima ancora dell'apparire degli Slavi. Le serie craniche di Glasinac e altre an tiche serie craniche bosniache, studiate dal Weisbach, fanno pensare agli antichi illiri, ed anche interessante ricordare come altri studi abbiano dirnpstrato come gli elementi mediterranei venuti in passato in contatto con quelli siano stati rapidamente brachicefal izzati. Del resto anche gli studi del Lebzelter concordano nel ritenere preslava l'esisten za del tipo dinarco in Jugoslavia. A risultati analoghi a quelli dello Skerlj giunto il Males, dell'Istituto Centrale d'Igiene di Belgrado. Questo autore ha distinto nella popola zione della Jugoslavia i seguenti gruppi razziali: l) Nordico; 2) Dinarico; 3) Mediterraneo ; 4) Osteuropide. II gruppo razziale nordico sarebbe per il Male5, scarsamente rappresentato in Jugoslavia e quasi esclusi vamente nelle regioni set tentrionali. Di grandissima impor tanza invece per la compo sizione attuale della popo lazione jugoslava stato il gruppo razziale dinarico. Il gruppo razziale dinarico sarebbe a sua volta suddiviso, secondo il Males in due tipi dinaridi e in un tipo dinaride. Dinaridi sarebbero il tipo razziale dinarico e il tipo razziale erzegovinico. Il tipo razziale dinarico fu gi ,descritto nel 1595 da fra' Serafino Razzi come tipo dalmata ed -analoga Tipo dell'Erz.eqovUi.a. descrizione 1774 da Fortis. fu padre fatta nel Alberto II tipo razziale erzegovi nico corrisponderebbe a quel tipo che lo Sherly ha descritto con il nome di razza savide. Dinaride invece per il Males un tipo dinarico di complessione chiara e di statura alqua.nto minore. UNA RETTIFICA DEL SEN. FALCK Nel n. 17 (anno ll) della "Difesa delltt Razza", a pag. 17, stato pubblicato che il sen. Falck appartiene alla razz ebraica. Dobbiamo adesso precisare che, sebbene il cognome Falck sia efiettivamente port
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]p) . er coloro che non lo sapessero esiste anche una, medicina sportiva che ha lo scopo fondamentale di concorrere ad allevare sana e robusta la nuova gene razione. La sua importanza veramente grande se si pensa che molte defor mazioni 'fisiche vengono in buona parte eliminate con una appropriata forma di ginnastica e che corpi gracili e poco sviluppati e quindi soggetti ad ogni genere di malattie, aumentando le loro possibilit muscolari aumentano anche la capacit reattiva dell'organismo al male; le funzioni divengono pi regolari e l'individuo si avvia rapidamente alla normalit. Anche questa una forma di razzismo che il Fascismo pratica su larga scala da 17 anni, basti in proposito ricordare le numerose istituzioni che fanno capo alla G.I.L. ed ai Dopolavoro, nonch la mattutina lezione radiofonica di ginnastica; alla quale non sempre viene data dagli ascoltatori, la giusta importanza eppure, dal genere degli esercizi suggeriti, si pu affermare che si tratta di una vera e propria lezione di medicina sportiva. In linea generale possiamo dire che data la grande capacit funzionale di adattamento dei nostri tessuti, sempre che non vi siano gravi deficienze fisiche o particolari condizioni patologiche, lo sport possibile per tutti i giovani con indiscusso profitto _del loro sviluppo; tenendo presente per che una elevata prestazione sportiva non si pu raggiun gere a volont, ma richiesta una specifica predisposizione che interessa tanto il temperamento caratterologico quanto il lato fisico-meccanico. Per il lato fisico-meccanico hanno grande importanza la statura e la corporatura mentre per il primo necessaria la velocit d'intuizione e lo spirito agonistico; i lan ciatori, i saltatori, i corridori di InJedio; percorso sono alti in media m. 1,76 e mentre i lanciatori sono pesanti i salta tori e corridori sono e svelti; i ginnasti, i lottatori e corridori di lungo percorso, sono in generale piccoli ma i lottatori sono pesanti mentre i corridori sono leggeri. Per quanto: con-

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cerne l'ampiezza delle spalle noi troviamo spalle larghe nei ginnasti e lanciatori in essi, tranne che nei ginnasti, ampia anche la cintura dell'anca: nei calciatori la cintura <{ell'anca ampia mentre le spalle generalmente sono normali .. Ora appare evidente che mentre alcuni dei caratteri riscontrati possono spiegarsi .fisicamente, altri non possono ritenersi carat teri accidentali, ma specifici ed intimamente connessi alla costi tuzione ; e ci provato dal fatto che quei generi di sport, ad esempio, che vengono vinti da individui alti e pesanti sono un incontrastato dominio dei Paesi con individui di alta statura; e quando nei paesi con individui di bassa statura, si riscontrano vittorie per tali generi di sport, questi vincitori sono per il loro paese eccezionalmente alti e non inferiori agli altri nelle restanti misure Nella pratica sportiva stato dimostrato che per raggiun gere una buona prestazione corporea, anche specifica, ne ces saria prima una buona educazione generale del fisico. Agli individui a corporatura snella vengono generalmente raccoman dati esercizi che in generale vengono eseguiti da individui robusti: per lo sviluppo muscolare indicata la ginnastica agli attrezzi, la lotta, il canottaggio, il nuoto che deve particolar. m:ente raccomandarsi agli individui magri perch, secondo Stiihmer, i nuotatori sotto lo stimolo dell'acqua fred da acqui stano un pannicolo adiposo. Per lo sviluppo in lunghezza sono particolarmente indicati gli stimoli ad urti intermittenti delle ossa lunghe, quindi gli esercizi di salto e di sono pi indicati .di quelli di atletica di forza. Nei giovani leptosomi = gracile uwJUX = corpo) anche indicata la lotta essa dai giovani non viene eseguita come prestazione di forza ma come esercizio di velocit, abilit, prontezza e coraggio. : : ha pure lo sport ai fini del portamento; in fatti-.. un ttivo portamento del corpo per rilasciatezza della muscci'latura ; generalmente scompare con il rafforzamento di questa; e .. parlando del portamento di una persona sottintenquello un essere normale cio sviluppato nelle giuste 18 proporzioni giacch intuitivo che il portamento di una per sona grassa sar ben differente da quello di una .magra; lo stesso si pu dire, per un obeso, per un nano, per un gigante ecc. Varie sono le cause che determinano un cattivo portamento del corpo: una stretta attinenza esiste tra le attivit giornalmente ei:!plicate dall'individuo: lo studente, come l'impiegato ed in generale tutti coloro che trasorrono una gran parte della giornata curvi su di un tavolo, mostrano una ten denza pi o meno spiccata ad esser curvi anche quando cam minano. Viceversa come differente da essi il portamento di un militare! L'uso continuo

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    IL Sfogliando un giorno in una nczia nei 1586, e curata, per chi Ottaviano Mirandola, e scorrendo per le abbond quali, come detto nella prefazione, si contengono in tutta. la poesia latina: mi sono imbattuto in alcuni versi d1 Boezio, tratti dal De -consolatione philosophiae cos belli, che sono stati per. me una rivelazione, e mi hanno indotto ad alcuni pensieri sul modo di considerare la storia di tutta quella poesia. Ecco, alcuni dei versi : O fondatore della. sfera steUata, Che fermo :sul tuo c temo soglio Volgi il cielo con rapido giro, Tu ncll'im.:en1o che disperde le foglie Stringi il giorno m ind11gio pi breve, Poi qua.ndo fervida venuta l'estate Agili segni le ore della notte. La. tua forza regola vari'a-mente l'anno: Cosicch, dopo che il soffio di Borca le ha to/.tc, Riconduce Zefiro ogni volta le fronde, E di quei semi che -Arturo ha. gi uisti., Sirio brucia le messi gi alte. Niente, sciolto dall'a.ntica, legge, Lascia l'opera. della sua stagione. I pensieri che mi venivano, sulla storia della poesia latina, leggendo questo ed altri brani di Boezio, erano precisamente questi: noi ignoriamo -la storia della poesia latina; o piuttosto: essa ci stata interamente falsata; sia, in principio, dalla filo logia, che, per ragioni puramente grammaticali, ce l'ha arbitrariamente ristretta; sia, ancora di pi, dallo storicismo che, siste mando a forza i poeti e le opere, nelle sue successioni, o, come esso dice, nella dialettica del divenire impedisce di conos<:erli effettivamente. In altri termini, nel nostro Cinquecento, quando non c'erano n. i filologi n gli idealisti, e le nostre cose Jetterarie si giudicavano naturalmente, si pensava che la poesia, es sendo legata ad un popolo, vive finch questo popolo vive, e peJ'ICi si sapeva che il romano Boezio, poeta del secolo, ,. Questi mf venivano e vi si aggiun-geva pure un altro: qu distruttore, del giudizio che in tutto il Rinascime lettere latine, stato il preeon<:etto, venuto su col De is, e sviluppatosi poi coll'Estetica, che la poesia didascalica, non possa essere, in nessun caso, poesia! Fu la condanna a morte della intera, o quasi, poesia dell'Italia, dai tempi d'Augusto sino ai primi del .J'Ottocento; condanna che eseguimmo colle nostre mani, serven doci di ordigni stranieri, ed alla quale, a un certo punto, non pot sfuggire neppure Dante : Tidotto' dal Croce nella maniera che tutti sanno. Non v' dubbio che, in gran parte, vi abbia contribuito appunto il divieto che impone l'Estetica di considerare come poetico, ogni_ <:omponimento che narri, o esponga, o spieghi, o descriva; anche se nel farlo, sappia far rivivere nel lettore la vita della natura, o sappia, com' il caso della poesia di Boezio, guidarlo fino alle sfere pi alte. Avarizia della generosit, come esclamava un grande satirico; stupidit dell'intelligenza come dovremmo dire noi. Ma, accanto a tali pensieri, che mi sorgevano dinanzi ai versi di Boezio, veniva a poco a poco un altro, che mi colpiva non meno, anzi mi induceva a fermarmi di pi. Pensavo: questo, fino a tutto il Rinascimento. fu il libro che nessuno studente italiano era in diritto d'ignoraTe; questo il libro dal quale certamente Dante apprese, per la prima volta, il senso della parola filosofia. Quale alto e poetico senso; quale guida dritta e certissima La filo sofia, allora, nelle scuole, non era una materia :. : n, come oggi dicono gli idealisti (che non si .limitano ISOlo, come vedremo, a dirlo), -la successione, sempre in moto, dei diversi sistemi. Per gli idealisti la filosofia lo stesso che la storia della filosofia: nessun principio sicuro, nessuno stabile riferimento <:he permetta d'innalzarsi: un'alternativa continua di affermazioni, di cui nessuna vera, se non in rapporto a quella che l'abbia immedia-19

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    Enrico Be19son tamcntc preceduta. E' vero solo tuttoci he nuovo: questo l'unico criterio della verit; dimodoch nessun principio potendo rimanere con saldezza, tanto vale allora presentare, tutto in una, volta, quelli che fino ad oggi si sono pensati, sullo stesso piano, c disponendoli s t condo la loro successiOne. E da un punto di vista simile, gli idealisti oggi guardano la filosofia; n come sopra ho detto, si limitano solo a guardarla, ma, quel che peggio, la insegnano; c, quel che di gran lunga assai peggio, non la insegnano solo agli adulti, nelle comunicazioni ac<:ademiche, ma sono riusciti a introdurla obbligatoriamente nell e scuole; dove tutti i ragazzi italiani, fino dalla pi tenera et, vengono addestrati a questo modo. Ora, si rifletta un momento. Sul' libro di Boezio si avviavano tempo di Dante, i giovani alla filosofia: sopra un libro, cio che, ad un'alta bellezza, ad una chiara ispirazione, univa un ori.cntamento sicuro, c una certezza assoluta. Donde veniva questa certezza? fedelt, no a molti, ma ad un solo punto di vista: quello della civilta romana e cristiana. Dalla. scelta di. una via, che era la sola naturale: nella quale i -giovani si avviavano utilmente, perch sentivano che era quella della loro razza c della loro civilt. 0ion tutte le filosofie1 ma la filosofia, non i pen sieri di tutti i tempi, buoni e cattivi, utili ed inutili, confacenti c non confacenti, resi sacri solo dalla. loro appartenenza al divenire storico: ma un pensiero unico, ben fermo, ben definito, ben alto : sorto dalla profonda natura del proprio popolo. Cosa si pu pretendere da uno studente delle scuole medie, messo contemporaneamente dinanzi ad Aristotil e e a Spinoza, a S. Tommaso d'Aquino e ad Hume, a Vico e ad Hegd, a Ga lileo e ad Einstein, senza che la parola di un libro o di-un mae stro, scelga per lui in modo opporttUlO, cio in modo {;he la scelta possa essergli proficna? Ma non si tratta di scelta, mi pare eli s.;ntir dire, a quest o punto, gli idealisti; non si tratta preminenza: S. Tommaso c Spinoza, Galileo cd Einstein, sono, per noi, neccssarii l'uno all'altro; poich fanno parte ugualmente tlcl divenire sto rico. Ii gioyane, n del resto alcun altro, ha il diritto di :;cc gliere. Egli deve solo contemplare la storia: che l'unica verit: ma presa in tutto il suo svolgersi, non in ogni singola affermazione Non c' n il bene n il male, n il gitisto n l'ingiusto, n il ve.ro n il falso, ma solo la storia, che percio la sola vc.rit, c, insieme, la filosofia. Ma allora, si pu subito rispondere, non vale assolutamente la pena di insegnare ai giovani questa filosofia; anzi bisogna evitare di farlo, per non abituarli ad una scuola di sofistica e di scetticismo. In che cosa differivano, infatti, da questo, gli antichi sofi sti? Con quale di-20 ritto si pu chieder-e di essere tenuti pi da conto di loro, e si" pu diffondere il proprio insegnamento, non solo tra i pi adulti, come essi facevano, ma anche tra i pi giovani, rome sono ai nostri giorni quelli che frequentano le scuole, chiamate medie? Pu essere stimato ancora. possibile che in una cos piena scita nazionale in una -cos forte rifioritura del carattere, qual' qtiella che, in ti modi, si va promovendo in Italia, si debbano vedere, nei libri scritti per i ragqzzi, idee affatto distruttive; quali quell. dell'ebreo Spinoza, esposte .per filo e per segno, senza un'ombra di commento, che possa indicare un giudizio, un di stacco, da dell'autore? Vi'Co, plat?nico e c:istiano,. accanto a Spinoza, giudeo ed ateo, Gahleo, dasstco e cnstt ano, insieme ad Einstein, relativista e giudeo, tutti; italiani ed ebrei; italiani ed inglesi, italiani e francesi, ugualmente sullo piano, senza distinzione, senz a punto di vista, solo con l'umco criterio dell'appartenenza al divenire? Ed ecco intanto, un esempio tangibile : un libro di filosofia in uso, negli ultimi anni, per i Licei : dal t.itolo : Il. blema della Scienza nella storia del Penstero (Ftrenze, ediZione Le Monnier, 1930). In mezzo al fluttuare storicistico di cui ho accennato, in cui i concetti pi essenziali per l'umanit, come Dio, la morale, la natura:, c quindi, -gi gi, la razza, la fami glia, la nazione, la iegge, sono abbandonati, senza alcun punto fermo al va e vieni delle dottrine pi disparate; in mezzo a questo' selvaggio, pazzesco fluttuare, ecco come sono a dei giovani i a cui et va dai quindici ai diciotto anm, i tre punti forse pi nevralgici di tutta la storia della filosofia! i tr.: punti in cui la civilt dell'Italia c: dell'Eurol?a, ;per {a talmente impigliata, ha corso e corre i suot pm gl'avt pencoh. Essi sono il panteismo, o per meglio dire ateismo, dell'ebreo Spi noza l'intuizionismo dell'ebreo Bergson, e il relativismo psei.tdo sciedtifico dell'ebreo Einstein: i tre che stanno, uno al principio e g'li altri alla fine, del periodo, speriamo il pi acuto, della degenerazione moderna. Ecco, intanto, come presentato Spi noza (vol. II, cap. VIII, pag. 53 e segg.): .L olandese Sptnoza ha .un culto per a 1agion e, cartesianamentc come conoscetlza. chiara e distinta, cqmc sa.pcr e che nella matematica ha la sua farma tipica di esplicazione. E' il metodo geom,ctrico ch"e egli applic rigidamente al suo capotavoro fisico c morale, l 'Etica. QueUa forma di ragionamento, frec!_da e rigida nella sua imprsotwJit, per lw: la meglio adatta alla natura del suo sog getto e del suo fine, che la. determinazione d'u1t o rdi n e sa.lc: nta;1lifcsiazione d'una Necessit i mpersonale, d'un pri116pio da cui ogni resid1'0 d antropomorfismo bmtdito. n mondO umano, col giuoco dcUe sue passioni ri entr a in questa catena, cd studiato con la stessa fredda con CHi. si stu diano le lince, gli angoli, i corpi; cd inolt re non lasciata aletma possibilit p er lma fede clic ammetta altro Dio all'iltfltOri di N ecc ssitli natttraJ.e. M a appunto si !fatta impassibi/ .it fredda nella contemplazione dell'ordine necessario della Natura si cot1verte in amore pe1 Dio ... Q1tella contt!mplaziane delba Naturct non d tanto il s e nso oscuro, bens l'apprensione lmninosa dell'assoluto, la coscienza di formare ttna co.w sola con l'essere eterno c infinito ... I alc p otente affiato m istico, da cui 2 p eruasa l'opera sua., distingue il 11aturalismo spinozmo da quello di H obbes, soll eva ndolo ... in una sfera d01x ai pi alti dello spirito da. ta possibilit di pieno riconoscimento. Rivive nella dottri na lo spirito religioso che i11fO"ma. tutta la storia del popolo eb1eo, di wi egli fu fig/ io. E a dare a questo spirito religioso la espressione e l.a fo rnra rigorosa.menie immam:11tistica e pant eistica1 che propria di l1d, contribui.rcono sia l'antico stoicismo, per cui Spinoza ebbe gmnde ammi m.zione, sia il neoplatonismo ebmico medioevale, di cui ebbe conoscenza profonda, sia -inji1.c il natltralismo rel-igioso del nostro Risorgi mciLto, c. lminm : ? nel sistema di Brt
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    . assunto come loro metodo oidattico .. E si capisce: Spinza {per essi, tutto. E' lui che haJ stabilito rontatti, tra l'immanentismo
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    Propagandisti giudei Conclusasi vittoriosamente, per le armi nazionali, la -pi grande guerra civile che la Spagna ricordi, il Generale Franco, in concessa il 15 maggio 1939 eciale de Il Popolo d'Italia, Noi in Jul.itlnlu risolto prima di tutti gli a tri popoli il problema ebraico. Da noi l11 questione ebraica non c'. L'hanno li quidata i nostri padri. Gli ebrei conver titi. diventarono, allora, i cattolici pi fa natici ... Per il sangue resta ... Fra i primi apostoli e i martiri e i generosi combat tenti del movimento nazionale non vi sono discendenti di ebrei .... Viceversa nel cam po rosso vi erano, fra i dirigenti, parec chi discendenti di ebrei. :Molti dirigenti ebrei vi sono llllche Stati pi accanitamente hanno combattuto la Spa. gna nazionale :.. * Il movimento liberatore dei nazionali ebbe inizio, come noto, il: 18 luglio 1936 e gi dopo soli tre giorni, il 21 lu glio, il quotidiano Le Populaire, organo personale -del giudeo Leon Blum, allora Capo del Governo francese;. non esitava a 'Prendere apertamente posizione in fa vore dei rossi. Nell'agosto, accogliendo una proposta dello stesso Leon .Blum --:-che agiva in .. piena malafede, avendo gi autorizzato in Francia l'arruolamento di: volontari e l'invio di aeroplani al governo antifasci sta del Frente Popular :. le Potenze eu ropee dichiaravano la loro neutralit nei riguardi del conflitto che la Spagna.

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    Frattanto il segretario particolare di Leon Bltim, Blumel -in collaborazione con il Segretario della Federazione Socialista dell' Aude, Monte!, con il Sindaco di Cerbre, Cruzel, e con Ma.ssardy, rap presentante fabbrica di automobili c: Matford :. e proprietario della c: Pur fina :., societ per la vendita dei pet roli provvedeva ad organizzare i rifornimenti per la Repubblica Spagnola. La c: Societ des Petroles du Langue doc :., nella quale Blum era fortemente interessato, costituiva a tale sc6po in genti depositi di benzina nei pressi di Aragonet e del Perthus. Le vendite as sumevano ben presto uno sviluppo tale, che in una sola seUimar.a, nella prima vera del 1937, oltre un milione di litri di benzina della c: Languedoc :. passava no il confine presso Le Boulon. Ma il Governo di Madrid, appena ini ziate le ostilit, aveva anche stipulato un trattato segreto di alleanza con la R\lssia, per il tramite dell'Ambasciatore Rosem berg (l'ebreo lsrlshn), ritenuto l'orga nizzatore della famosa rivolta comunista di Amburgo nell'autunno dell923 e gi noto !Come agente del a Dan zica, in Cina ed a Parigi. Mediante questo trattato l'U.R.S.S. si era impegnata a fornire uomini, anni e munizioni alla Spagna rossa, contro ver samento di 500 milioni di pesetas oro, prelevate dalle riserve della Banca di Spagna e spedite a Odessa con-navi so vietiche. Promotori del gigantesco affare furono gli israeliti Adler, Fuchs,LoTi, Zibrow-, n g-uerriero qiudeo 2S

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    sky, Kotys e Wall, aiutati dai numerosi correligionari che la Russia aveva .inviati in Spagna per provocarvi lo scop pio della rivoluzione bolscevica o che erano fuggiti -dalla Germania, .dopo l'av vento i Hitler al potere, e nella penisola iberica avevano trovato asilo ed !liuto. Fra gli agitatori ebrei, operanti in ter ra spagnola agli ordini del Komintern, si distinsero Bela Kun ed il cognato di Stalin, Heinz Neumann, lo scrittore Ilia Ehrenbourg, Margherita Nelken, Wron sky, Artadel, Stillermann, Primakoff, Schapiro, Samnel Fratkin, Friedlander ed il famoso Generale Kleber (Larz Fakete), un giudeo di origine ungherese, che par tecip all'assassinio della famiglia impe riale russa e nel novembre del 1936 ottenne, sul fronte di Madrid, il comando della prima Brigata Internazionale. Tre giudei (Litvinoff, Kagan e Maiski, ora Ambasciatore a Londra) rappresenta vano nel frattempo la Russia in seno al Comitato ili non intervento, mentre a Pa rigi altri figli -del ghetto, in maggioranza fuorusciti tedeschi, fungevano da propa gandisti e intermediari del Governo ma drileno, offrendo apertamente ingenti somnie ai giornali francesi, affinch in viassero redattori nel territorio rosso, per compiervi favorevoli inchieste. n laburista inglese Attlee, assieme ai caporioni della Spagna rossa, saluta col pugno chiuso le truppe si avviano alla disfatta A Lon-dra il Daily Express, il Daily Telegraph ed altri giornali asserviti alla finanza ebraica, iniziavano una spudorata campagna di menzogiie contro Franco ed i suoi amici, riuscendo ad impedire la pubblicazione in lingua inglese del volume Arena Spagnola di William Fosse Ceci] Gerahty, contenente preziose rivel,azioni circa l'attivit giudaica in fa vore dei rossi. In tutto il m\ndo la parola d'oroine per gli ebrei era di collaborare segretamente o palesemente alla difesa del Go-. verno di Mardrid. Nelle prime settimane del gennaio 1937, a Londra, la Ditta ebraica Wedel vendeva alla Spagna rossa merci varie per un importo di oltre venti milioni, pa-. gati anticipatamente. II 15 aprile 1937, a Parigi, si costi tuiva la Societ Anonima France Navi gation con un capitale iniziale di un milione di franchi ed una flotta .di circa 20 piroscafi. Favorendo le pretese dei ca ricatori del porto di Marsiglia, il giudeo Dreyfus riusc ad ottenere, dai partiti estremisti francesi, che buona parte. dei trasporti marittimi per la Spagna repub blicana fosse affidata a questa Compa gnia. A Gdynia, in PoJonia, affiuivano, per imbarcate, tutte le forniture cecoslovacche. La Societ Bandera, costituita da ebrei polacchi e olande si, dirigeva questo traffico. *** Un piccolo concerto militare in onore di Attlee, in visita a Madrid. durante l'oppressiml.e dei rossi La causa della librt spagnola la causa della libert ebraica dichiarava intanto pubblicamente a New Y ork il figlio del rabbino Wise (cfr. Waslvington Post del 31 mag gio 1938); ma in che cosa dovesse consistere tale libert ebraica lo abbiamo appreso dalla seguente let-24 tera, trovata a Barcellona, fra le carte di Negrin, nel suo lussuoso appartamento al n. 82 del Paseo de Gracia : Ambasciata di Spagna a Parigi Il Segretario Generale I. V./AR Oggetto: Offerta falla llalla Dilla Lipchily e Gutwir!h, di Amberes, per l'acquisto di gioielli e pietre preziose. Eccellentissimo signore, i signori LouviChe e W eil Gouachaux si sono presentati a questa Amasciata con una .lettera del sig. 'Longuet, per ottenere precise informazioni in merito ad un'offerta avanzata dalla Dita I:ipchity e Gutwirlh per l'acquisto dal Governo 'della Repubblica di una parte del 'tesoro artistico, particolarmente dei gioielli e delle pietre preziose che, secondo le affermzionf di quelli che ne li.anno parlato alla suddetta Ditta, f1 Governo disposto a vendere. l signon Louviche e W eil Coudchaux rappresentano un importante-gruppo belga, finanziato dalla Banca d Amsterdam per un capitale di 2 miliardi di franchi (2.000.000.000 fr.) e, qualora l'offerta fosse accolta, sono diswsii a recarsi a Bar-. cellona. L' Ambsciatore di Spagna Marcellino Pascua: All'Eccel.mo Ministro delle Finanze BARCELLONA Inutile aggiungere che trattasi di ditte ebraiche. La libert che stava tanto a cuore al figlio del rabbino Wise -ed ai suoi corre ligionari di ogni paese era perCi quella di trafficare in gioielli e oggetti preziosi rubati nelle Chiese e nei Musei di Spagna o strappati con la violenza a povere vittime innocenti... era la libert di torburare migliaia di spagnoli nelle oriibili celle costruite a Barcellona .dalla Ceka, su pro getto dell'ebreo Alfonso Lorenz, detto l'c architetto della morte lenta :. ... era la libert di precipitare l'Europa ed il mondo intero nella y()Vina e realizzare, a-d un tempo, le proprie vendette ed i pi turpi gua-dagni. CARLO ALBERTO CBEMONINI

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    tl o e 11111 e 11 t az i o 11 e -: E 8 R E l l N p Q L O N l A NEL 1930 18 .. -t825 !I!Ill t850 !00000 1111111 t880 200000 100000 1 o o o o EBREI El t900 EBREI EBREI IN POLONIA Quali sono le cause per le quali la Polonia si tanto insensatamente allon tanata dalla linea di condotta che le era stata lasciata quale testamento politico da Pilsudsky e le aveva concesso quasi un ventennio di tranquilla ascesa? L'eroe dell'indipendenza polacca aveva vagheg giato un'intesa polacco-ucraina favQrita da tanti secoli di storia in comune, dalla stessa origine razziale, dalla affinit lin guistica, dalla necessit di -riparare as sieme alla debolezza difensiva delle fron tiere con un accresciniento ni numero che mettesse in rispetto le vicine potenze tedesca e russa. Pilsudsky e Petliura sino dal tempo che questi era a capo dell'Ucraina indipendente e di poi quando era esule a Parigi, avevano prospettato di addivenire ad un accordo collaborativo tra i Jue Paesi. Il progetto sollev le pi vive apprensioni da parte dei Sovieti ,che decisero soppressione di Petliura, na turalmente in quella terra di Francia che si presta. egregiamente a tal genere di de litti politici perpetrati dai bolscevichi come lo hanno dimostrat9 il ratto dei genenili Kutiepoff e Miller. Petliura ven ne assassinato a tradimento a Parigi il 25 maggio 1926 dall'orologiaio giudeo Samuele Schwarzard, che poi per l'inter vento del famigerato avvocato Enrico Torrs, ad un tempo legale del'Amba sciata Sovietica, fu scandalosamente assolto. *** Se infatti la Polonia avesse sostenuto l'opportunit e la necessit della libera zione dell'Ucraina, non solo avrebbe meglio stabilizzata la situaziono interna essendoch nei suoi confini vivono pi di sei milioni di ucraini, ma le aspira-, zioni polacco-ucraine avrebbero sicura mente trovato comprensione presso le Po tenze legate dal Patto Anticomintern. In caso di collasso dell'U.R.S.S. uno Stato polacco-ucraino avrebbe conseguito otti mi sbocchi sul Mar Nero cogli attrezzati ed ospitali porti di Odessa, Nikolajev, Kerson, Taganrok. Ma il governo polacco si lasciato invischiare nella trama del giudaismo inter. nazionale, ad illustrare la quale diamo una rapida occhiata alla situazione del giudaismo in Polonia attingendo i dati anzitutto dal magnific stul.io edito l'an no scorso in Germania dal dott. PeterHeinz Seraphim sul giudaismo nell'Europa Orientale, nonch dai risultati del censimento ufficiale resi noti dall'Istituto di Statistica Polacco e dai quali ricaviamo interessanti notizie a riguardo delle occu pazioni professionali, ed infine da una pubblicazione uscita a del Con gresso giudaico mondiale tenutosi a Ginevra nel 1928 e che riguarda la situa zione economica delle minoranze giudai che nei vari Stati. Secondo il censimento ufficiale del 1931 i giudei in Polonia erano 3.113.933 cio il 9,75 per cento della popolazione calcolata in 31.915.779. Neppur l'un per cento di essi era dedito all'agricoltura, ma poich la Polonia uno Stato emi nentemente agricolo ne deriva evidente la tragedia del suo popolo e della sua economia che concentrata in gran parte in mani giudee stata subordinata ad agenti politici esterni. Il Seraphim ha compiuto un accurato studio sull'origine delle correnti giudai che che hanno fatto della Polonia, dell'Ucraina, dell'Ungheria, della Romania e degii Stati Baltici la loro sede predi letta in Europa.

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    Ebreo del ghetto di Vilna giudei arrivarono al cuore della Polonia da due direzioni diverse e cio dalla Germania e dal Mediterraneo attra verso i Dardanelli. Numericamente fu pi importante la prima migrazione; dalla Polonia, in epoca s us s eguente si diffu s ero in Ungheria in Romania, in Russia mentre una parte varcava l'oceano e co stituiva il nucleo pi grosso dell'immi grazione giudaica negli Stati Uniti. L'au mento della popolazione giudaica nell'Europa Orientale stato dal 1825 al 1900 assai notevole ma non s uperiore alla me dia di accrescimento della popolazione s lava che essendo in gran parte dedita all'agricoltura era assai prolifica. Se le condizioni economiche di tale popolazio ne sono andate lentamente progredendo si sono invece vertiginosamente accresciu te quelle della popolazione giudaica. Dai dati del censimento del 1931, sopra ci tato, rileviamo che 1.313 342 giudei era no dediti al'industria e cio il 42.17 per 26 cento del loro numero totale; 1 140.532 al commercio, al. credito, all'assicurazio ne vale a dire il 36,62 per cento; alle comunicazioni ed ai traspor ti, e perci il 4,64 per cento; 72.620 al l'insegnamento scolastico e universitario; 60.856 alle varie branche della medicina e dell'assistenza sociale ed in pi 8918 erano medici condotti; infine 2748 erano addetti al giornalismo. Dunque in Polo nia pi che altrove approfittando del bas so livello sociale della maggioranza del popolo polacco, si sono lanciati all'ar rembaggio di tutte le posizioni migliori e per cos dire decisive nell'andamento di uno Stato. Un rilievo statistico della di stribuzione dei giudei nel 1930 su tutto il territorio della Repubblica dimostra la loro agglomerazione nei grandi centri ed altre due carte molto eloquentemente attestano che dal 1900 al 1930 la mi grazione giudaica dai piccoli centri verso i grandi si accentuata, cosicch a Varsavia i giudei sono ora il 31 per cento della popolazione, e a Lodz il 33,5. Per esaminare l'evoluzione dell'incre. mento di potere del giudaismo occorre rifarci ai primi anni della costituzione dello Stato Polacco. All'interno delle frontiere attuali, la Polonia nel 1921 annoverava 27.177.000 abitanti; nel 1931 essi erano cresciuti a 32.107.000; nel1937 erario 34.200.000 e si calcola superino ora i 35 miloni. Secondo i risultati del censimento del 9 dicembre del 1931 la ripartizione secondo la lingua materna era la seguente: 21.993.400 polacchi cio il 68,9 per cento; 4.444.000 ucrai!li vale a dire il 13,9 per cento 2.732,600 giudei cio 1'8,6 per cento; 989.000 russi bianchi pari al 3,1 per cento ed infine 741.000 tedeschi pari al 2,3 per cento. La percentuale della popolazione urbana tra le maggiori nazionalit era la seguente : TABELLA A 1921 1931 Giudei . 75,1 76,5 Polacchi 22,7 27,0 Ucraini e russi bianchi 7,1 7,2 Tedeschi 24,0 25,8 Nelle citt abitano dunque i tre quar ti della popolazione giudaica la quale nel 1921 era calcolata in indi vidui, nel 1931 in 3.135.000 nel 1936 in 3.250.000. Dalla fondazione della Repubblica Polacca non ostaute la forte emigrazione verso le due Americhe, la Francia, l'Inghilterra e Colonie l'aumen to di popolazione giudaica si aggira sul mezzo milione. Ebreo galiziano

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    . La sua distribuzione quella che ri: sulta dalla tabella C, secondo i dati del censimento 1931, nelle varie .provincie. Da questa tabella si constata che nelle provinde gi ex:geriiUlniche la' per centuale assai bassa in causa del mag gior livello culturale del popolo te:le-. sco' in confronto di quello polacco il che impediva ai giudi di accaparrarsi posi zioni di privilegio; 'tuttavia anche in Germania, come' lo ha dimostrato la Ri. voluzione Nazionalsocialista, essi erano riusciti ad infiltrarsi ovunque senza otte nere per la preminenza acquisita in Polonia. Diamo ora la percentuale dei giudei nelle citt di pi che centomila abitanti: TABELLA B Varsavia Lodz Lwow. Poznan Cracovia Vilno Katovice Czenstochowa Lublino . i f 30,1 33,5 31,9 0,6 25,8 28,2 4,5 21,9 34,7 Tra queste nove eitt Lublino tiene il primato; la media del 27,0 per cento. Vi sono poi sette citt Bialystok, Radom, Kielce, Wloclawek, Piotrkow, Przemysl che noverano da 50 a 10.000 abitanti, .. JJelle quali la media della popolazione giudea del 32,8 per cento. Vi infine 'Jna citt, Rowno, che ha meno di 50.000 abitanti, ed in cui la media sale niente meno che al 56 per cento. Queste cifre dnno in riassunto il quadro della situazione economico-indu striale della Polonia cos_tretta a collaborare col giudaismo e quindi mancipia Ebreo di Wisznia . Varsavia citt Lodz Lublino Bialystok Lwow Kielce . Polesia Volinia Stanislawow Varsavia Pr.v. Vilno . Tarnopol Novogrodek Cracovia Slesia -. Pomerania . . Poznan Ebreo del ghetto di Vilna TABELLA C Popolazione totale Gin dei Percentnale -1.171.898 352.659 30.1 2.632.010 378.495 14,-t. 2.464.396 314.340 12,o 1.643.844 197.365 12,0 3.127.409 342.405 10,9 2.935.697 317.020 10;8 1.131.039 113.988 10,1 2.085.574 207.792 10,0 1.480.285 139.746 9,4 2.529.228 219.114 8,7 1.275.939 110.796 8,7 1.600.406 134.117 8,3 1.057.147 82.872 7,8 2.297.802 173.618 7,6 1.295.027 18.938 1,5 1.080.138 1.663 0,2 2.106.500 4.249 0,2 27

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    Ebreo del ghetto di Vilna delle stte internazionali. Nella Citt di Varsavia nel 1931 occupati nell'industria 70.574 giudei e 158.616 non giudei; tra i primi 29.348 lavoravano per proprio conto, 3.506 erano impiegati, 31.260' operai. Per i non giudei invece 33.088 lavoravano per proprio conto, 14,905 erano impiegati e 106.530 operai. La percentuale dunque di proprietari di era assai pi alta presso i giu dei che presso i non giudei. :Ma nel censimento polacco si nota una particolarit che si riscontrata anche nel nostro censimento del 1931. Vi cio una percentuale di giudei maschi che non accusa alcuna occupazione; sono 4unque elementi che da se stessi si di-Ebreo di Cracovia Ebreo di Lodz chiarano parassiti, poich vivono del frutto del' lavoro altrui senza dedicarsi ad alcuna specifica occupazione. Riferiamo era testualmente q!Janto scritto nell'opera su citata La situazione economica dei giudei nel mondo a pag. 273: II numero degl_i operai giudei nell'industria aumenta senza posa quan tunque lentamente e non senza conflitti cogli operai non giudei. Nel 1929 a Czen. stochowa in 14 imprese metallurgiche giudaiche con un totale di 874 operai non si .contavano che 167 giudei (19,2 per cento). Nel 1936 si avevano, nelle 14 imprese sum:menzionate; pi altre sei, un totale di 1.987 operai di cui' 484 giudei (24,4 per cento) a Bialystok i fabbri-Ebreo della Polonia settentrionale canti di tessili sono tutti senza eccezione giudei; tra i tessitori gli operai giudei costituiscono il 50 per cento, percentuale che non ha variato da 31 anni; infatti hel 1905 una lotta accanita si era scatenata tra operai giudei e non giudei, pre tendendo questi ultimi di interdire primi l'accesso ai mestieri meccanici. In cnseguenza di questa controversia sort l'accordo -del 50 per cento che tuttora in vigore. Sino a tanto che vissuto Pilsudsky, laPolonia ha svolto una politica di librio ed il grande prestigio del -capo l1a valso a frenare' i movimenti di sinistra, sempre manovrati da giudei. -CARLO BARDUZZI Ebreo del ghetto di Vilna

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    . L'Acropoli di Atene. vistci dall'Olympeium_ .,.,-. tMgedia, unit Q.' animo e di spirito, e queirta uni.t degl;in'\Tasori nella nostra eterna della. razza gr,eea ", eli Gino ;Lupi, da .: tanto i:eal che sarebbe .tr-oppo difficile .Ellade, non sarebbe stato tollerato dalle : noi pubblicato nel:fczsci.colo del 20 opiuttosto impossibile <:ercare d'inf.ran-armate vittoriose e dalle p<>p<>lazioni :geauaio, un cittterono c slavizzare:. .. : l'esame dell'evoluzione etnologica dell'El.: -c bulgarizzare la parte setten-N el del. 26 gerinaio XYII,con la de, se questo eSoaiile fatto col prisma trionale dell'Ellade di allora, compresa in studio intit?lato la. Tragedia. dell_a della storia o dell'antrop<>logia o della un gran triangolo, da Belgrado a Sofia e Razza. Greca, trattato_:n. _biologia; ma cred9_che se .si vogliano a Costanza; ma:del .resto; compres<> le vasto dell'-c:voluzione ... -tirar conclusioni, queste debbano tener provincie nazionali di Romelia e Tracia del pop<>lo ellenico, arnvando, dopo una conto dell'insieme degli elementi e sopratle p<>polazioni greche erano rapida esposizione .storica a questa con. tutto essere subordinate allo studio dello compatte, e son vissute prospere e fiorenti clusjone: c .che la razza spirito e l'anima della. razza, criteri fino ai nostri giorni, che l'incursione del scomparsa. E' rimasta -la lmgua tuttaVla .. senzi.ali della sua origine. famoso principio di nazionalit ha creato bench notevolmente trasformata da el eMi permetto dunque di trattare a uno nuove sventure. menti turchi, italiani ecc., soprattutto a uno i pi importanti argomenti di Gino II. -Le denominazioni d'origine. slava zie -all'influenza superiore della. chiesa Lupi e osserv'are quanto segue: citate da Gino Lupi, non sono il risultato ortodoss-a: E per' giungere a tale. conclu-.. I. -lLsesto secolo cristiano non dette delle conquiste o dello stabilirsi di slavi o sione G; Lupi si basato sulleip.cursioni luogo almeno secondo le fonti cono-bulgari in Ellade. Quei toponimi .s'incon' .sJaye, bulgare ecc., che secondo lui sciute:....... al costituirsi d'alcun impero sla-trano nel).e regioni montagnose pi set ,bero 'avuto per dieho la c slavizzazin,e .-vo esteso dai Carpazi. .l Capo Matapan. tentrionali dell'occidente greco, dovuti al :'e :& di l'Ellade. :-Si ebbero incursioni di Bulgari, e Avari linguaggio di pochi nomadi d'origine sla : Credo Gmo Lupi, anche per le fonti .. fino ac, Salonicco, .ma furono ricacciate va, dediti alla pastorizia; i quali penetra-' da lui stess citate, si .sia lasciato influen-.. tutte e non Jsciarono altra traccia che. ronopacificamente in quel territono, verso .. ,tre unicamente da autori slavi o slavo. il e la devastazione. il sesto secolo, col permesso del governo_ .fili che con le loro COOOUSiOI;l.. miravano Jl dcimo secolo ricorda un'assai forte .imperiale ellenico. Essendo stati sempre a interessi politici de passato. C' in -fatti : invasion'e fino all'Istmo dei Bulgai:'i di una debole minoranza, e muovendosi tra unyoluminoso lavoro d'altri .autori greci Samuele (990), maattresi la lro disfatta il settentrione e l'Epiro, non erano in gra-e la reale de_i g.reci a :spercheiq, pr opera 'di Nkeforo t);rado e non si sognavano di alterare il ca-attraverso j secoh e fino a l]OI: a queste. no;. e dopo qualche anno; il loro stenni-rattere etnico _d'un p<>polo. compatto e susorgenti inesautibili .. dato. attingere gli nio fatto dall'imperatore Basilio Blga., periore. : indisctitibili che consento:qo 'di. roctno, alla battaglia di Clidio (Mac'edo-III. Similmente non dato ricono<:onsiderare Ia'-tesi,della enia). Pi tardi, l'attivit dello zar bulgaro seere un cat:p.biamento d( carattere et:I.ico dell'assorbimento .un mito degno di Caloianni si limit al settentrione dell'El. dell'Ellade, per influenza di razze occi politici sorpassati: :::. : : :; :, lade la Tra.i:ia orientale. dep.tali. Prima di-tutto gli occidentali non L'evoluzione e della .razza ; E' evidente che tutt quelle incursioni occuparono tutta 'l':Jillade e inoltre i si elleniCa. attraverso i periodi felci e av: &iave_ o bulgare; con tutto lo strzio delle gnori feudali o i .soldati veneziani costi versi .'della :sua storia, ha: avuto fino ai pop<>lazioni elleniche, fur.ono ributtate tuirono gli uni dop gli altri delle debo-uqstti' carattere .di_ una grande dalle forze imperiali elleniche; mentre lo Jissime plinoranze, le cui discendenze ... r. ---29

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    D leone di Cheronea rono presto assimilate e assorbite da un popolo di dolci costumi, di cultura e fede solida. Se vogliamo riferirei all'entrata de gli albanesi nell'EIIade, fuori discussione ch'essi siansi mescolati col popolo greco; ma da tale mescolanza non deriv alcun cambiamento di razza, perch essi appar tengono al tipo illiro-dinari-co che fin dal l'c\ntichit pi d'una volta s' imparentato con le altre razze elleniche. Non esiste forse una opinione ben radicata secondo la quale la razza dorica il risultato di un'unione d'cileni e illirici? IV. -Dobbiamo dunque considerare in contestabile il fatto -che la dominazione ottomana trov masse compatte e nume rose di popolazioni di razza greca in tutta l'EIIade, dalle isole ionie alle coste del l'Asia Minore e dall'isola di Creta alla Macedonia c alla Romelia orientale, pro vincie e frontiere naturali dell'ellenismo .. V. Quanto alla lingua, aedo molto ardita l'opinione di Gino Lupi, ch'essa sia stata trasformata da elementi italiani, turchi, ecc. Non si pu dire trasformata una lingua sol pere h accetta alcune parole e modi 30 Nessuna lingua vivente s e potuta soi:trarre a questi prestiti <:he sono piuttosto un cambio di parole o espressioni dovuto alle relazioni pa-cihche d an<:he nemiche dei popoli. Gli esempi sono numerosissimi e non occorre citarli. La lingua greca moderna nata dalla a-ntka con una lunga evoluzion:: ed la naturale tappa della lingua parlata da una razza che attraverso tutte le epoche ha conservato fino ai giorni nos.tri la stessa nit e di spirito. E' appunto l'evoluzione della lingua greca una prova incontestabile dell'immor talit della razza ellenica. Gino Lupi a torto conclude che sia morta la razza e rimasta la lingua. Quando una razza muo re, la sua lingua non pu continuare a vivere, a svolgersi. La lingua legata strettamente con la vita! d'un popolo; e la lingua r,reca non s' sviluppata fra gli ales!>andrini o gli slavizzati del Danubio, o gl'islamizzati dell'Anatolia o i latiniz zati della. Magna. Grecia d'uil tempo. Essi son o morti per sempre la lingua con essi. La lingua greca ha v issuto per -in bocca d'un popolo vivo della stessa ori. gin e gli stessi bisogni di cultura. VI. Abbiamo dunque dovuto respingere qualsiasi idea d'un cambiamrito del carattereetnologico dell'Ellade ; gli ele mer\ti stori_ci, i toponimi, la linguistica : provano d'accordo la sopravvivenza della razza nonostante gli uragani che ha _dovuto attraversare. Se ora esaminiamo la parte antropologica e biologica della questione, le conclusioni non sono contrarie all'attardo delle altre prov-e, per quanto il contributo di queste due scienze alla GUestione delle razze non sia del tutto in <:iscutibile. Secondo le opere di Pittard, I.1cniker, Coumris c la Carta di Ripley, il greco moderno appartiene per la mag_ gior pa rte ai tipi mediterraneo, illiro-di narico, c con minore fondamento, ibero inslare. Nel greco moderno; l'elemento Spartcr semita-aslatlCO O slavo manca Oppure in infime minoranze isolate e vi\e separato e non pi numeroso in Ellade -che altrove in Europa. Ma soprattutto la realt della razza il miglior modo di precisare i suoi legami col passato. Le qualit del greco moderno sono in grandissima armonia con quelle t!gli antenati, ed esaminandone punti principali della loro espressione non si pu non riconoscere una sorprendente rentela: con la razza. del glorioso passato. E se si pensa che queste qualit abbiano potuto sopravvivere e perpetuarsi durante l<. vita in comu11e con popoli, tanto feroci conquistatori, quanto inferiori; bisogna riconosce.rle inerenti 3JI'origine del popolo ellenico c legate al sangue cd allo spirito dei creatori della vera civilt. Il greco sempr stato costruttore, creatore, colonizzatore rnetodic, grande marinaio e commerciante: queste sono le sue qualit dovunque e per tutta la sua vita millenaria. E lo vediamo adoprade a soddisfare i bisogni .pskhici e spirituali, ci c)ldo distingue subito e fino ai giorni -iw.stri dai suoi rivali semiti e levantini.

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    Non l'uomo lel l'!ICruJli infin.itum: le colonie, il commercio, la vita marittima, egli le fa servire allo scopo della sua citt e pi tardi e salWLre la sua razza dominata. Cambia il denaro col piombo, durante le lotte della libert, e tutta l'attivit materiale dominata, dall'ordine interiore d'una vita libera, che possa soddisfare i suoi bisogni spirituali, intellet tuali, artistici; Ii suo amore della libert dunque cos intenso ch'egli non esita e non ha mai esitato a subirne tutti i sacrifici materiali. Le Termopoli, Salamina o Missolungi ecc., sono non solo gloriosi fatti d'armi, ma momenti storici nei quali vive inaltera.to lo stesso spirito dell'eterna Ellade: la for za morale d'una cultura superiore contro la superiorit materiale. La lotta per o!a bert senza condizioni, senza scetticismo, ula del Taigeto Slnza considerazioni materiali, ma con un solo scopo: conservare la fede, le lettere, le arti; questa trinit pagana od ortodossa ma puramente ellenica, sotto la cui luce la razza non ha mai cessato d'andare avanti. La vita spirituale greca sempre solida c pura. La fede del greco la sorgente alla quale egli attinge le forze della resi stenza c del progresso. Essa gli d il co raggio di ricominciare, quando l'opera dci padri fatta rovine da un mondo barbaro l' ingrato. Gli dei sono. suoi consiglieri in pace ed alleati in gtierra. E' la croce, quando diventa il suo simbolo sacro, a guidarlo sia alla pace sia alla guerra della libert. La religione ortodossa, pu-rificata pre stissimo c assai prima che altrove, d'ogni influenza di spirito giudaico e spoglia di tendenze internazionaliste, strettamente legata con la vita della .razza ellenica. La ortodossia greca basata nella tradizione e-Jlenica, respinge fieramente e con forza ogni influenza dannosa alla nazione. I suoi preti, avendo ereditato la pompa degli imperatori elleni, sono veri capi politici. Preservano le nobili tradizioni e al mo mento opportuno guidano il popolo a com battere. La chiesa ortodossa non ha mai ceduto, il suo enorme potere dovuto alla coesione della razza da essa disciplinata, le ha permesso di .raggiungere il suo fine. Pu essere ch'essa sia stata piegata, ma non senza lotta continua e con i colpi si multanei d'un laicismo orientale c un ma terialismo occidentale; ma sul suo terreno ha sospinto una nazione libera, forte e feconda. Non vedo pagina di questo maestoso svolgimento dell'ellenismo che non sia il luminata dallo spirito di questa eterna El lade; e. bisogna essere figli di questa El ladc, delle sue razze, le sue montagne. le sue pianure e i suoi mari per poter essere guidati ed obbedire al suo spirito. Contro l'opinione di Gino Lupi, comin ciando dal titolo del suo scrit!o, io non vedo alcuna tragedia nella razza greca : ma un'interminabile epopea cantata dai canti omerici, dai canti religiosi bizantini, dai canti popolari, tappe d'un'evoluzione Lontinua e creazioni d'una razza della stessa aui:Ua, l'ellenica. Coaklilino di Sparla :Molto sangue stato certamente nrsato durante la lunga evoluzione della vita ellenica; ma non si t ritta d'una tragedia: il sangue versato per la libert c la conservazione d'una cultura superiore, un onore, un ordine superiore della ci vitas o della Croce. Capisco che non si possa ,-edere nell'El lade moderna tutta a gloria del passato, ma si possono sentire molte espressioni delle stesse qualit della razza. Lo sforzo di riparare il danno e le rovine delle guerre liberatrici. il concentrarsi di tutti i g-reci d'oltrerrlare sulle terre libere e lo stabilirvisi industriosamente, l'enorme sforzo di cancellare tutte le tracce d'un cattivo vicinato, sono opere vive espressive della tendenza della razza, le quali non .possono consentire agli studiosi della sua origine di concludere in modo tanto facil mente sfavorevole. Per comprendere la Grecia, soprat tutto necessario liberarsi dalla stretta del materialismo, che ha preso il posto di un'altra concezione della vita, insegnata appunto dalla Grecia. T. RAFTOPOULOS 31

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    ](l territorio che ha vre so oggi ufficialmente il nom e di Iran corrisponde fisicam ente all incirca, ma non gi per caratteri antropici ed topografici, alla parte centrale d e ll 'antico impero persiano. Il centro c il sud del paese, culla e fulcro dei J'antica civilt persiana, dove abbondavano le citt popolose non solo nell epoca antica, ma anche nel pi recente medioevo (baste rebbe ricordare la fastosa Sciraz, la citt dei giardini, delle rose c degli usignoli, magniiicata dai poeti tra cui eccelse il grande Hafiz) non sono che nn vasto deserto in cui una scarsa popo lazione di pastori nomadi si raccoglie nei rari luoghi provvisti d'acqua. Come la Libia, granaio di Roma, ha perduto nei secoli il suo manto verde per l'abbandono e la trascurat ezza .del regime delle acque, cos questa regione, divenuta arida, non ha che rari centri abitati di aspetto primitivo e prevalentemente turco. Gli abitanti, 9 per chilometro quadrato, secondo le statistiche rese difficili dal nomadismo, sono in gran .parte accentrati nel nord dove un clima pi felice ha fatto sorgere quaJche citt di carattere europeo e da dove parte oggi, sotto la guida del nuovo sovrano, che per ricollegarsi ai ricordi dell'antica potenza sas sanide ha assunto il titolo di Sci Pehlevi, il movimento di rinascita; ma la popolazione che qui si formata non_haormai pi alcun legame di razza con gli antichi persiani e potr solo creare una civilt nuova di imitazione europea, ben distinta da quella, ormai definitivamente scomparsa, degli antichi abitatori del paese, artisti raffinati e I Persiani avevano corpo slanciato, lineamenti fini ed allungati con fronte alta, e ne abbiamo testimonianza da numerosi bassorilievi; g.li abitanti attuali dell'Iran, specialmente nel nord, hanno lincamentr marcati, viso largo e forme tozze : ci fa su bito pensare ad una grande calata di genti provenienti dal Turkestan. Completamente perduto poi l'aspetto di antica nazione agricola con nobilt locale e colta, di spirito morale e sociale elevato, di modo che quel popolo che ha chiamato se stesso airya in opposizione ai semiti della vallata mesopota mica e ai turani delle steppe d'Oltrecaspio, con un vocabolo dal significato originario di buono, nobile; quel popolo che ha avuto con Zarathustra una religione superiore per concetti spirituali c c che possedette una tradizione linguistica cos salda da tramandarla sino ad oggi, riuscendo a varie riprese a trasformare gli invasori colla sua civilt, si trova attualmente nella condizione di dover tutto rifare da capo. La spiegazione di questo fenomeno storico evidente. 32 Gli scarsi di scendcnti rimasti nel nord, frutto spesso di incroci, c gli altri del centro e del sud non hanno avuto n la pos sibilit, n la forza di conservare una tradizione di civilt c di cultura, sommersi come furono da ondate sempre pi paurose di invasori. In quanto ai miseri Ghebri che-riducendosi fra i monti in regioni desertiche inaccessibili hanno potuto conservare la religione del fuoco e le tradizioni avite essi stanno gradatamente scomparendo. Eppure la P.ersia nel sesto secolo av. C. ha creato un immenso impero e ha saputo organizzarlo stt basi sociali. Tutta la storia degli Achemenidi, daJl'umanissimo Ciro a Cambise, che soggioga l'Egitto, da Dario d'Istaspe a Serse, ad Artascrse, storia di predominio ariano su i semiti c i camiti. L'impero persiano achemenide non aveva nulla da invidiare ai civilissimi greci n per cultura, n per capacit politica organizzatrice, e quando, dopo la fugace conquista di Alessandro, alla morte di lui, divenne uno dei dominii dei diadochi, e quando colla dinastia degli Arsa cidi appartenent-e al' popolo dei nordici Parti, dominatori ma non invasori, l'impero persiano estese di nuovo il suo dominio dal Caspio al golfo Persico, bench la cultura greca esercitasse una certa influenza, non penetr in profondit e ben presto scomparve sopraffatta dalla prevalente civilt locale. Bast che (nella lotta secolare contro Roma, sostituitasi alla Grecia in questo eterno contrasto tra l'Oi'iente e l'Occidente) le provincie del sud acquistassero nuova energia,__perch Ardasdr, persiano di Persepoli, nel 226 d. C. si sollevasse abbatten do il dominio degli Arsacidi stranieri e fondando la nuova dinastia dei .sassanidi che risvegli in ogni campo la tradizione uazionale iranica. Si vant discendent-e da Sasan, della stirpe degJi Achemenidi, c come questi fond uno stato autocratico c diede impulso alla religione nazionale mazdaica. La casta sacer dotale dei Magi fu protetta daHo Stato eo ebbe grande potenza e persino influenza morale sui popoli vicini ; uno di essi, il mago Mani, fondando l'eresia del manich e ismo, dove fondeva la ?ottrina di Cristo agli insegnamenti di Zarathustra, ostacol gravemente lo sviluppo del Cristianesimo in Oriente e in Africa. Anche il mithraismo, altra derivazione del pensiero iranico, che riusc a propagarsi potentemente in tutto l'impero romano, a lungo contes-e il primato al Cristianesimo. Il gran Cosroe, nel VI sec., seg.n l'apice della potenza sassanide ; si svilupp allora dall'antica una nuova lingua, il che fu strumento di una lertcratura ricca di leggende c di racconti eroici e romanzeschi.

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    in gran parte distrutta dagli Arab_i. Ma quest'impero tanto forte da resistere a Roma e a Bisanzio, questa civilt ariana sugli al topiani orientali, decadde poco dopo e rapidamente per corru zione interna, e dopo una serie 9i disfatte sanguinose, fin per essere soggiogata dagli Arabi. Parve aJ momento che questa invasione di un popolo fana tico dovesse sommergere completamente l civilt dei Persiani; come aveva fatto Ornar ad Alessandria, cos in Persia tutti gli scritti vennero bruciati, la Teiigione mazdaica fu ancor pi cru delmente perseguitata del giudaismo e del .cristianesimo, e fu i-mposto il Corano che si dovette imparare in arabo essendone proibita la: traduzione. P.er due secoli documenti ed opre letterarie vennero scritti in Arabo, ma si trattava di una poesia cor tigiana ignota al popolo, cosicch quando ne.l 900 la lingua na zionale rifior col persiano moderno, che pur introducendo nu merosi termini arabi nel lessico, mantenne inalterata la struttura niorfologica i ranica, la civilt persiana ebbe ben presto ragione degli invasori poco numerosi. Alla met del sec. VIII. il califfato ommiade venne distrutto dagli Abbassidi etnicamente arabi, ma ispirato a uno spirito na zionale persiano e cir<;ondato da una corte di ministri e letterati persiani. La vecchia nobilt iranica che si sentiva soffocare dalla. gretta mentalit semita mussulmana, ricominci ad esaltare le antiche gloriose memorie degli avi, sempre gelosamente conservate, ed ebbero inizio nel nord e nell'est dell 'Iran quelJe brevi fantasmagoriche dominazioni di principi che solo di nome riconoscevano l'autorit del califfo di Bagdad Si trattava, per lo pi, di sovrani di razza turcomanna, entrati in Persia a piccole squadr e e che avevano inizi ato la loro storia come mercenari, come soldatacci o briganti. Le generazioni successive di questi principi, trasformate completamente daJla civilt locale ancora forte e che: anzi era in un momento di magnifico risveglio, governarono con spirito e carattere persiano e si ebbe un periodo di grandioso svilupp letterario in qJi rifior la lingua nazionale. E pi di una volta si vide il figlio del conquistatore che coi libri delle biblioteche aveva fatto strame pei >Suoi cavalJi, racco gliere religiosamente le reliquie dei grandi poeti e curarne l'e dizione con dotto commento Per due secoli dominarono ii varie parti dei paese i Tahiridi, i Saffaridi, i Samanidi e altre dinastie turano-altaiche, ma fra tutti questi sovrani sfarzosi ed effimeri, si distinse per potenza, permunificenza e per durata il grande Mahmud di Ghazna fi. glio di uno schiavo pagano tart aro, guardia del corpo di un avventuriero ribelle. Fece grandi conquiste in Persia e in India, e a lui, mussulmano di conversione recente e dubbia, il califfo imbelle e pavi do concesse il titolo di Pro tenore della Fede. Ma breve fu questo splendore : i deboli -successori non sep pero far fronte ai turchi Selgiucidi che st.rariparono nel paese tutto saccheggiando e devastando, finch il Califfo non ebbe riconosciuto come suo vicario il barbaro Togrul nominandolo Colonna della Fede e facendolo suo genero . Colla venuta dei Selgiucidi le cose cominciano a modificarsi : non si tratta pi di piccole bande facilmente assimilabili ma di grosse truppe, che dopo violenze e massacri si fondevano con le popolazioni autoctone modiiicandone la compagine razziale. Ancora una volta per questa vecchia razza ariana bench vinta e indebdlita per le stragi e gli incroci, ebbe la forza di imporre la sua cultura at vincitori, ancora una volta i successoi'i di una dinastia barbara fondata colle stragi crearono uno stato ci v ile c potente con sviluppo artistico ed economico non comune Baster ricordare il splendido dell'illustre Melik Sci, che soprattutto per opera del suo ministro persiano Nizam-ul-Mulk, diede grande impulso alle opere pubbliche, all agricoltura, alle industrie, alle lettere, alle scienze, alla beneficenza. Ma anch'essi subirono il destino comune : la dinastia decadde e si spense col. l'ultimo principe che mor combattendo coi versi di Firdusi sul-le labbra. Poi di nuovo la Persia fu sminuzzata in tanti staterelli retti da avventurieri di ogni origine contraddistinti dal titolo turco di ata-beg, finch si inizi il periodo tristissimo delle grandi in vasioni mongoliche Orde di barbari pagani, condotti da Gengiz-Khan, scesero dal le regioni del Khvarezm e dell Osso tutto bruciando, saccheg giando, massacrando. Province intere furono rase al suolo, il Corano fu calpestato dagli zoccoli dei cavalli e parve che la vita ; civile della Persia dovesse sparire, sommersa dalla fiumana de vastatrice. Invece ebbe ancora la forza di fare subire il suo influsso civi-le al feroce Hulagu, il distruttore degli Assassini, che in Wl primo tempo aveva massacrato l'ultimo califfo a Bag dad, compiendovi tali stragi da riempire le acque del Tigri di cadaveri e di opere d'arte. Nell'ultimo periodo della sua vita divenuto generoso mecenate, protesse artisti e scienziati e cos si comportarono pure i suoi successori che rimasero un pezzo in decisi fra il Vangelo e il Corano, finch Ghazan si decise per

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    CoStumi dei Persiani, 111el sec. XIX l'islam coi suoi centomila tartari, deter-minando cos la loro com pleta fusione nella massa persiana. E quando anche questi epigoni vennero a meno la Persia si disgreg, avvenne sul corpo strazito delle sue provincie la pi tremenda calata che la storia ricordi: Tamerlano scendendo da Kascgar percorse tutto l'Iran colle sue schiere innumerev()li di Tartari e colle sue carneficine orrende lasciava dietro di s vere colline di teste umane; nella sola Is'pahan fece decapitare ben settantamila persone (138o). "I suoi uffi-ciali--scrive il Malcolm nella sua Storia della Persia invece di sigiUo, impressero sui .loro decreti una mano rossa, giusta l'usanza tartara, che notava il modo con cui questi dominii erano stati conseguiti e quello con cui si voleva fossero governati E ancora i suoi successori parvero assumere dalla Persia una norma civile di governo, ma ormai l'antico popolo iqmico disfatto e dissanguato dalle grandi stragi a conseguenza delle continue invasioni non aveva pi energia e forza di sviluppo e veniva nan manq sostituito da una nuova mista di turchi tartari e mongoli. Distrutta o quasi la razza, spento lo spirito persiano animatore di una civilt dalle molte vite, dopo tanti se coli di splendore, la letteratura decadde e la poesia, che ne era l'espressione pi alta, tacque per sempre. Si inizi poi un forte processo di turchizzazione {;be and accelerandosi soprattutto nelle regioni occupate da dinastie turche di con dizione sociale arretrata, che abbassarono il livello di vita del paese. Questo fatto prova chiaramente che la ra'zza iranica SJ?en-34 . r-_.. "'!' ti o esaurita; non .aveva pi la { :" come pi vlte aveva fatt in passato, e quando; nel .. sangue i successori di Tamerlan,. tra l vari'e dinastie turc.o : marine emerse quella dei Safav. idi o Sofi, .'la nuova che essi esplicarono non eb:t>e pi caratteri persiani, ma' turchi. Ismail, fondatore di questa: stirpe, che regn per pi di due secoli (1502-1736), prese il titolo di sd, introdusse io sciismo come religione di stato e raccolse sulla propria persona ogni auturit politica, religiosa e morale; per anche durante il regno del pi illustre di questa famiglia : Abbas il Grande (1587-I629), gtli elementi etnici turchi furono-i solo attivi nella vita dell11, nazione. Quando la pontenza dei Sof cominci a declinare la Persia fu nuovamente. devastata, nel 1722, dal capo afgano Mir Mahmud, che irr:ompendo coi suoi guerrieri semibarbari dall'Oriente, la fece precipitare nell'anar. chia sanguinosa. Il capo turco Nadir, so stenendo gli ulti-mi Sof ormai imbelli, ripristin per breve tem po ordine e potenza, finch, dop(> lunghe lotte, turchi Cagiari riuscirono a dominare con crudelt terribile e raffinata. Con questa dinastia che govern fino al 1925, finiamo questa breve rassegna storica di un popolo {;he prodig generosamente la sua civilt ai dominatori. . Quindi la .storia ci dimostra pi di qualsiasi astratto ragiona merito, lo stretto d eganie esistente tra razza e civilt . e come non sia possibile mantenere questa anche se a caratteri forti e se colari come la persiana, : quando quRa decade e scompare. GINO LUPI Costumi dei Persiani,. nel sec. XIX

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    RAZZA e occupazioni professionali Un modo di giudicare della diversit dell'apporto economico a razza a razza pu essere offerto dallo studio sulle occupa, zioni della popolazione lavoratrice nelle diverse parti del mondo presso ogrii paese. Al predominio e pi ancora all'esclusivismo in alcune occu pazioni piuttosto che in altre, corrisponde un diverso grado di civilt razziale. Vi sono forme di occupazioni che corrispon dono ad uno stato di civilt primordiale ed altre ad uno stato A'Vnzatissimo, dimostrando rispettivamente la stazionariet di alcuni popoli e il progresso

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    ampie regioni, in gran parte montuos!'l, desertiche, steppose del continente, isolate dalle grandi distanze e da un ocean() im. meriso, rimane, in generale, ad un livella di civilt molto pi basso e ci non per difetto di attitudini, come lo dimostra lo statO' di una civilt agricola cui pervenuta e le altzze rag. giunte in alcune manifestazioni del pensiero. La razza nera, refrattaria ad. un .alto sviluppo intellettuale; d per i lavoratori ideali per le colture delle regioni caldo,umi de, come quelle della canna da zucchero, del cotone, del tabacco. Ci spiega la vergogna della schiavit nera; che devast per se-coli le popolazioni africane La razza gialla la pi resistente a tutti i d imi ed ambienti, la razza bianca meno resistente ai climi ed Uniformi. La razza negra, pi soggetta a tutte le malattie infettive, ha su hto ormai tale selezione che la pi resistente ai climi tropicali. Vi sono delle qualit razziali congenite ed altre che si atte nuano e si modificano. Non si pu negare che l'ambiente e il diverso tenor di vita possono modificare alcuni caratteri, ma fino ad un certo punto. Un esame dettagliato degli eu ropei di civilt a: i:iana ha senza dubbio notevole interesse, in quanto in suo confronto l'apporto economico degli .altri popoli appartenenti agli altri gruppi della razza bianca (indiani, semiti ecc.) molto pi modesto. Senza confronto in tutto favore poi l'apporto degli rispetto alle popolazioni di razza gialla e di. razza nera . * Parlando particolarmente dell'Europa cominceremo dai po poli comunemente conosciuti sotto la denominazione di Latini. -'; . 36 Notiamo che nel :parlare di popoli latini noi -ci siamo attenuti, unicamente per comodit e semplicit di esposizione, alle sioni abituali fondate pi su criteri Unguistici, storici e usuali, che su razziali. Se si dovesse tener conto di questi ultimi non si potrepbe per la Francia! parlare esclusivamente di latini, essendo nel centro prevalenti i celti e nel nord e ad oriente .prevalenti elementi; germanici, al. sud elementi liguri: Con mag gior tali riserve razziali vanno fatte per i romeni. I Romeni risultano da un misto di slavi e dei discendenti degli antichi coloni romani. L'eterogeneit razziale aumentata dopo la grande guerra con l'inclusione di vasti territori abita!i da magiari. oda slavi e da tedeschi. .. Considerando economicamente a parte i romeni (che p resen un'economia prevalentemente agricola e pi simile a quella dei .popoli slavi), i popoli latmi hanno dal 38 al 57% della loro gente attiva occupata nell'agricoltura e dal 24 al 34% occupata nell'industria. In confronto fra: i latini, si presentano con o mag giore caratteristica agricola i popoli della penisola iberica e della penisola italiana che i francesi. lq Francia la percentuale di popolazione attiva addetta alle industrie ed ai com,merci supera complessivamente quella ad detta ali'agricoltura; cosa che nn invece per la Spagna, il Portogallo e l'Italia. Ci peraltro ha tin valore relativo, i.n quanto, malgrado il crescente spopolamento delle campagne francesi, dovuto all'urbanesimo e alla denatalit spopola mento solo in parte compensato -
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    lazioni e di territorio in confronto a quella degli altri germa nici, anche a volere tenere presenti soltanto gli anglo-sassoni e i. tedeschi della vecchia Germania. Osserviamo ora fuori di queste constatazioni l'Irlanda (che geograficamente trovasi nell'orbita dei popoli germanici): gli Irlandesi, i quali sono dei celti, hanno in confronto un'econo mia a carattere agricolo: nell'agricoltura impiegata pi della met della popolazione. E veniamo ai popoli Pi che di popoli qui occorrerebbe parlare di Stati. Vogliamo alludere al Belgio ed alla Svizzera, ove vivono distinte popolazioni di razza latina e di razza germanica;, latini secondo il concetto corrente sono infatti i francesi e i ticinesi, germanici sono i tedeschi e i fiam minghi. Il Belgio ha caratteristiche pi simili a quelle della Germania per quanto riguarda le occupazioni della popolazione lavoratrice: infatti questa per la massima parte occupata nelle in dustrie ( 47% circa) e poco nell'agricoltura (15,2%), una buona percentuale (18%) impiegata nel commercio: complessi vamente fra industria e commercio si trovano occupati i 2j:: della popolazione. La Svizzera ha circa il 61% della popolazione attiva impie gata in varie forme di produzione: industrie degli orologi c degli strumenti di precisione, industrie meccaniche, industrie tessili, industrie elettrometallurgiche ed elettrochimiche, indu strie grafiche ed alimentari ed industria forestiera. Tuttavia lo sfruttamento delle terre produttive molto intenso. I popoli slavi presentano in genere un'assoluta prevalenza nelle occupazioni agricole ( 40-83,3% ), una modesta partecipa zione nelle industrie e una pi ch modesta partecipazione nei commerci. Presentano al massimo queste caratteristiche, i russi i quali per 1'83% sono occupati nell'agricoltura, per il 5,3% nelle industrie ed appena per 1'1,3% nei commerci. Fanno eccezione alla norma i cecoslovacchi che pur dnno una"'notevole partecipazione alle industrie (36,8%) e una buona partecipazione ai commerci (10%). Notiamo che i dati riferen tesi alla ex-Cecoslovacchia sono anteriori alle modificazioni politiche e territoriali del 1938-39. Indubbiamente nella partecipa zione alle professioni industriali molto contribuisce la popola zione di razza tedesca che prima era considerata unitamente a quella slava della ex-Cecoslovacchia. Come accennavamo innanzi, i romeni hanno un'economia si mile a quella dei popoli slavi. In effetti nei romeni, che gi in parte si possono considerare come slavi latinizzati, sono fram misti molto altri elementi etnici di razza" diversa. Gli elleni, pur essendo come origine di razza e civilt ariana, costituiscono un gruppo a s. Razzialmerite essi ora sono molto frammisti all'elemento levantip.o. La loro economia prevalente mente agricola e commerciale. Infatti la popolazione percen tualmente cos distribuita per professioni: agricoltura 61%, commerci 13%, industrie 17%. Notiamo che l'attivit dei greci commercialmente 13i esplica molto fuori della madre patria: un po' dappertutto, in Asia, in Africa. In genere questi greci espa triati sono dediti al piccolo commercio e alla navigazione. Anche i popoli di origine mongolica che abitano l'Europa Ungheresi, Finlandesi e assimilati -hanno un'economia pre valentemente agricola, ma si trovano prima degli slavi per la partecipazione alle occupazioni industriali. Circa la partecipazione degli ebrei abitanti in Europa all'at tivit economica, possiamo affermare senza tema di sbagliare che essi presentano un'attivit di speculatori e non un'attivit costruttrice, un'attivit del tutto ebrea al di fuori degli interessi dei paesi nei quali vivono. Essi sono e rimangono refrattari ali' assimilazione. "** Molto interessante sarebbe ora esaminare la partecipazione, distinta per professioni, degli Europei od originari Europei fuori del nostro continente: ci riserviamo di farlo in altro articolo. Prima di finire dobbiamo far preseate che gli elementi stati stici di cui ci siamo serviti per il ,nostro esame, sono tratti da varie pubblicazioni e che nella loro rilevazione ed elaborazione originaria questi elementi molto probabilmente sono stati tratti con criteri differenti. Tuttavia essi, ci sembrano sufficienti per un'indicazione generale ed approssimativa. Sll.V!O LANDRA 37

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    o rezza, si pti. te fare ::in lngtfa . Dico italiana di. e ta. si :il di que-sta Cos :dll'hldole deo che .,. .. .. . . . oggi E': troppo che non si_.. : .. ; pu .' in;;. 'lingua italiana, e ,. :-all'inolc::'-:-che parole E' l : gemral def francese in Euro deve :ed'.ha mutata l'indole di tutte .le lin. . . gue. ... : . :. . \. .. che nelle voci. E'in t'utt E:ropa si travagla : le lingue e alla ',; . ... l '. il'lzionale. Ma. invano : Nelle parole ch' n meno .im nell'indole ch' .. il tutto, { mpossfb ile, ;e: l-ipigia : H suo iUlliari} (che siamo pi al straniera,

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    questionario Zrbcmo di Lentini (Siracusa) ci ha scritto: . Con lieto animo ho letto su tutti i giornQ!i la tanto_ attesa notizia: il via all'attacco contro il latifondo siciliano ordinato con infles sibile energia dal. DUCE, promotore di tutte le pi sante battaglie, La nostra battagliera rivista pu menare il vanto di aver colpito giusto nella noterella del questionario :. in cui si" diede ospitalit al mio scritto Latifondo siciliano:.. Abbiate unita alla mia la voce possente del popolo siciliano, la cui commozione arriva alle lagrime, nel gri:iare alto neb cieli il pi po-tente W il DUCE! Aldo Bergonzoni ci scrive da Bologna: Seguo col pi vivo .interesse la vostra Rivista fin gi dal primo numero. Sono con vinto che la lotta avete intrapreso con tro la borghesia sia una tappa importante che bisogna raggiungere. Ormai mi sembrano sufficienti i numeri de-. dicati .fino all'ultimo fascicolo per dimostrare al lettore la compattezza della nostra razza sia antropologicamente che biologicamente: e negarle tale valore sarebbe una o:uestione di pura igiloranza. Cosl i prossimi numeri dovrebbero essere dedicati alla evoluzione del pensiero e dell'azione della nostra razza nelle tappe pi salienti della storia, e quindi il fattore deci sivo, dopo la dimostrazione della parte pi scientmca, sar dello spirito. E questa Rivista porter il popolo al punto di essere orgoglioso di appartenere alla grande fa-miglia. Vivono e prosperano fra noi, striscianti come serpi, dal viso bonario e umanitario, pronti in qualche momento a criticare la grande opera intrapresa dal nostro Duce, e ad inquadrarSi faticosamente senza entusiasmo nei giorni solenni della Patria: i borghesi. Anche nel campo dello spirito hanno le loro tende e vorrei .che fosse capito il male che arrecano ancora questi apparentio italiani nel campo delle Arti figurative. Basta guardare una loro opera per intravedere quanto amore essi abbiano per gli artisti stranieri, ebraici e francesi in genere. Combattere questi insoddisfatti, questi diffidenti. questa negazione che avvelena gli artisti di buona volont. Per anni ed armi abbiamo sopportato le loro brutture ed ora che la razza ritorna alla grandezza dobbiamo distruggerli se voglia mo che ritorni autoctona come la sentirono i nostri padri. Bisogna dall'arte tutto ci che ha fetore di intemazionalismo, cubismo, pi<:assismo, di freudismo ed altre negazioni. Con tanta forza di rinascita per gli eventi che viviamo dobbiamo avere il coraggio di bandirli dalle Organizzazioni Fasciste per meglio individuarli e per il bene che ne avrebbe l'Arte nostra per assurgere alla grandezza che fu. Da molti anni il popolo non ama pii) le Mostre d'Arte stancatosj. di questi degeneratoti. Sono troppi quegli artisti che hanno creato sulla falsa riga del genio ebraico e straniero.
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    Aldo Corsini c\ scrive da non sappiamo quale paese: Nel n .17, anno II, nell'articolo La manomissione ebraica nella nazione italiana > tra l'altro avet scritto : < .Se ci venite a fare l'analisi estetica e psicologica, non ci parlerete degli ebrei! da italiani, ma vi metterete sullo stesso loro terreno, e noi ci capiremo poco ,, Quale indirizzo dovremo s .eguire noi che non conosciamo che De Santis e Momiglia-. no? Carducci, forse? Perch non scendete sul terreno .pratico, citandoCi magari un esempio? In una paiola; come si fa l'a cri tica ad un'opera d 'arte? . Scusatemi, se vi annoio ma devo fcrrvi' altre domande. Perch nel Questioncirio non usate sempre un linguaggio comprensibile? Perch quello stiole che contrario al nostro e vero classico? Vogliamo. dar fuoco alla grammaticq:? Ditemi francamente; tanti itdianf, tanti operi non intellettuali che cosa. capiscono delle vostre. risposte? Ve lo 'stele mai domandato? Un ultima domanda; i:Jerch non date pili spazio al problema>.quarito .mai interessante,. -4&. della manomissione ebraica della letteratura italiana? Caro Corsini, spiegat con ciualche esempio, quando parli di stH e di grammatica, e non .. restare .sulle generali; perch certo non sei n un saputello di n vuoi darli. .. le arie tra:otanii dell.a noStra inconcitssc;x mezza calzetta; anzi credianio che tu sappia bene quello che dici, anche.quando jxirli dimanomissione della letteratura; visto c;:he fra. gli autori che ti hanno formato c' Momigliano. Ora ti preghicmo di rifcirli un i>o' a Leopardi. J;: vedel'e che differenza c' tra Leopardi e 'D Sanctis, riguardo al concetto della letteratura italiana,. e particoiarmente al Cinquecento, che la chiave di. tutto . E persuaditi, persurditene dalle. lettere, Che abbiamo pubblicato, che gli operai hanno dimostrato di capire anche la lette=ratura.. E perch non dovrebbero. Capirla glio di noi, se hanno salvato .l'intelligenza dalle storture scolastiche? . ,Ail. Sono. rimasto senza parole davanti a questa frase, ma ho pensato che non questo il miglior modo di accordcire Fascismo con Cattolicesimo. E voi che ne dite? Caro Girelli che ne diciamo? Che un cattivo prete, che semina zizzani a fra Ici giovent del suo .paese. Ma t u cevi domandargli se l'Iliade, la Divina Commedia, il Partenone, le Stanze di Raffaello, la basilica di San Pietro siano stati fatti da negri b da ebrei, e se queste razze abbiano mai fatto nulla di simile E devi costringerlo. a riconoscere che n la civilt omerica, n .la romana, n la cattolica, le abbiano fatte negri e giudei. Se dopo ci egli non confesser:t d i avere inl;egilato cosa contraria al vero, non te ne curare, perch .non spetta. a te giudicare i doveri dei tuoi insegnanti'. c&iua Un pilota della. 121 squadriglia, il qale ci chiede elle non lo riominiamo, ci .h mandato dal cim:po di. Centoj::e)le Sud un foglio del cosiddetto g iall o economico, contenent e' .una C'Osidc;!.etta novella, della quale :egli ci ha cn i'lapis indicato-vari pqi e parle; e cl ba scritt .

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    . A t ogni sulla comprensione di '!ma,. e molte giovani cosiddette scrittrici italiane, sui buoni sentimenti di donna, ma-dre, ecc: : : . .: .. Non ti sembrr ci sia poco da stare cie-gri?l Altro ch combattere gli sCrittori stra-nieii. ll seguit a te. . . .,.-, Caro .cam.er<:rta, noi .non avevamo nemmen l'idea eli fogli di questa specie, e devi perdonare! se non abbiamo ]a frza di farlettura .Ecco, basta leggere che la pianura romagnola sia fra Loreto e Reccinati, per capire che .debba. essere una cosa poco onesta .anche nel rimanente E' carta da gettare. Ma sii crto che la dignit dei no stri editori non potr a meno di s .entire alla fine che questi residui di cattiva dige-_ stione non si atampano. Marco Lenrzi ci. h scritto da che un giornalista francese, parlarido di esploratori d'Africa; .dica che gl'italiani non abbiano fatto nulla in questo campo, e perci non abbiano alcun diritto di colonizzare l'Africa. Caro Lenzi, i francesi sanno mentire. E' la loro virt, e i loro giornali ne hanno saputo fare, un ufficio nazionale. E' carta sporca anche questa, nemica. dell'Italia; non. pi nemica Per di q1,1ella segnalataci dal pi lota. di Centocelle. Siamo circondati di f::dsari e mercanti : tantoppi dobbiamo esser fedeli alla nstra dignit. Valeria Bartoli. giovane e riostra assidua lettrice, com'ella si professa, ci ha scritto da Roma : Grazie all'opera dei vosiri valenti scrittori ho potuto formarmi idee chiarissime sulla questione_ebraica. Da molto tempo le.ggo con interesse,_ questa ut!le rivista che la Difesa della Razza e leggo 4: Quadrivio ,; ed ll Sul N. 121 di questo ultimo, in terza pagina, comparve un bellissimo ar-. ticolo intitolato: n segno In esso il vostro redattore de' Bagni riteneva, con ragione, necessaria ]a pratica distinzione degli ebrei da nOi italiani. Tale scritto ha dato molto da pensare sia a me che a diversi miei conoscenti, tutti abbiamo trovato pi che sensata: per la difesa della nostra razza l'applica:Zione di questo segno ssia l'obbligo agli ebrei di portare un bracciale giallo od aiiro di stintivo. Infatti ci molto importante perch il governo fascista, eliminando gli ebrei dell'esercito, dalle scuole e dagli impieghi pubblici, ci difende soltanto In parte da questi parassiti. Ma sui tram, nei caff, sui. treni, negli alberghi, teatri, case, botteghe, cinema, ovunque insomma si mescolati con estranei, come tener lontani giudei? Non si pu ogl')i _attimo aguzzare la vista e tendere gli orecchi per cogliere dalle fisionomie o dall'accento -Ie caratteristiche giudaiche delle persone ch ci circondano con cui talvolta si costretti a parlare. Ad Ostia, pet dirne una, di tipi prettamente ebr:ci ce, n' moltissimi fra noi Cristiani. l bambini, gli adolescenti, _cosl pronti. ad attaccar dicon chiunqu, chi me li da indesiderate Poi per quanto si abbia n certo '!_stinto nel saper distinguere da un insieme di sfuma:tur l'ebreo dal connazionale, si pu sempre Sbagliare e l.a: tzza si -avrebbe soltanto col bracciale giallo od analogo' segnci discriminante. Credo alla meglio di ave r spiegato ci che ho in mente e p(>ich so d'interpretare l'opinione di n:i'olti, spero. che l'idea del se, italiana fondato bensl nel fatto che essi gilo diacritico, proposto dal de' Bagni, sia appartengono ad uria razza diversa da presa in seria consiqerazione. dalle, autorit quell a ariana, ma tale elemento non cer-competenti. Come pure per l'integrit del n la causa' determinante n la costume srebbe: opporttno giungere ad causa :Principale. degli ebrei dalla Andando a ritrOso ne secoli non dillinostra: vita. Il loro ghetto mentale deve di cile come spesso raZze (iiverse nuovo esser reso Visibile, non deve pi re-no vissute in perfett a armonia .nello stesso stare confuso e nasrosto fra noi ital!ai, cO-. territorio creando tipi etnici superi ori Non me dalla rivoluzione francese questi figli creao. sia necessario illustrare tale afferma-di Giuda ottennero, per dissanguarci e dizione. con esempi stqrici. sperderci. La raZZa itdiaria nobilissima, Ritengo invece Che i motfvi principali, che non porta odio c f 1ie.ssuno solamente in cahanno fatto sorgere e risolvere il problema sa propria ha il. diritto di d ifendersi. degli ebrei m. Italia, r i s iedano nel fatto che questi non haruiq _voluto fondersi, farsi as-: sorbire dagli elementi ariani, anzi hanno voluto sovrcipPonrl, mantenere una supre, ma:zici e rende. rsi' e stranei .allo spir ito ita -. Salvo Lcmdin. s tudente universitario; cf ha lian.o anzi ostili alle aspirazioni der popolo scritto da Roma: italiano: Questi 'sono i motivi fondamentali permetto indirizzarvt ,la _presente per . he ha:rolo det. ermincrto ii reente' mo.viiiien esprimervi la mia modesta opinime sulla to antigiudaico el Fascismo, dico recent e rilariief con _cui i gimcili e parlieolarmente perch. non progx:amma del Fascismo .La difesa dellci Bazz.a conducono la cam-risolvere "un problema ebraico in Italia. Ma. p(;xgna antigiudaica. Mi ha spintQ a ci so. sorto il Prc>blema, il Duc e ha tagliato n e tpratuttol artlcolo < Letteraturcr> apparao nel. c io il nodo gorruano: gli ebrei si erano r esi N. Ii della Difesa della BiaDa . > insopportabili dopo la loro manifestata so.. n p roblema. della esclusione. degli. ebrei. lid
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    Tutto questo approvato e compreso da ogni fascista. Ma perch fare delle. comparazioni tra gli uominiillustri ariani e quelli ebraici? Per dimostrare che il genio ebraico non raggiunge mai le cime sublimi di quello ariano e da ci trarre l'illazione che la razza ebraica inferiore quella ariana? Mi si presenta una domanda: Con quale metro si misura !"altezza del genio nei vari campi della scienza e dl'!ll'arte? Questo indirizzo giornalistico -.deplorevole perch infantile e gretto e perch ottiene effetti opposti a quelli desiderati. Il genio, a qualsiasi razza appartengtr, ariano, ebraico, negro o mongolo va sempre rispettato per il contributo che esso di al progresso umano. -La campagna antigiudaica cosi condotta disgusta ogni buon lascista ed inoltre essa pro:voca una reazione nella mente del popolo, il quale tende cosi a sopravalutare il genio ebraico e a contrapporlo a quello ariano. Questa una constatazione che ho potuto fare chiaccherando e leggendo giornali con gente ariana : il lettore viene nauseato da tali confronti puerili. Bisogna ter.er conto della-reazione, della forza uguale e contraria, legge fisica ma anche sciale, che provoca ogni azione' contraria allo spirito del popolo. Perch non si limitano _gli articoli antigiudaici, come spesso lodevolmente vien fatto da codesta rivista, ai mali ebraici dovuti all'accaparramento dei migliori posti ottenuti con la solidariet tra gli elementi ebrai. ci, alla conseguente soffocazione del popolo italiano, allo spirito 'antipatriottico che gli ebrei hanno mostrato in certe circostanze storiche, ecc. Solo cosi si pu fare una cosa grata agli italiani, ma il troppo storpia e produce una reZione. Caro Landin, sicch il male : che gli ebrei. si accaparrino i migliori posti: dobbiamo combatterli perch ci fanl).o concorrenza; combatterli per aver noi i posti. Ed ora interroga il tuo animo e dicci francamente se non senti alcuna vergogna di ci ch" hai scritto. Sei un buon ragazzo, non ci nascondi, ma c( apri il cuore, e hai il sangue avvelenato dall'aria che respiri. Credi sul serio che la politica d'una grande civilt abbialo scopo dei posti? O vogliamo fare la rivoluzione per farci la posizione, come Danton e compagnia? Questa la piega giudaica della rivoluzione francese, Perci giudaica la borghesia. Se non esistesse altro documento della necessit di sottrarre la 1;1azione italian::x all'influenza ebrea, basterebbe la tua lettera. Tu stesso dici che gli ebrei siansi conservati ebrei, ed abbiano voluto svrapporsi cdla nazione italiana: e che altro hanno fatto in tutti i paesi del mondo? E allora ch dici che razze diverse siano vissute in armonia nello stesso territorio creando uominL superiori?' Questo falso e tu devi dirci chi te lo ha detto. Ma che significa? Se anche fosse vero in generale, sarebbe falso riguardo agli ebrei. ll'u stesso lo' dici. E la questione che fai quella degli ebrei. Il genio va sempre rispettato? Appunto. E invece quello ebraico ha contaminato gli altri, a principiare dal nostro. E tu ce lo documenti. Come si misura il genio? Dalla civilt. L'ebrea riflessiva; .clericale, La r.ostra la classica. E la vogliamo difendere dalla contaminazione, dall'imbastardimento: vogliamo riacquistame la purezza. I motivi che hanno messo l'Italia C:on le spalle al muro, costretta a difendersi dagli ebrei non significano altro che -il nodo vento al pettine, e che era tempo. In fine, ti preghiamo di fare il tuo dovere. Devi dirci quali razze diverse siano vissute in perfetta armonia nello stesso ter ritorio, creando tipi etnici superiori, come tu dici,, con questa orribile terminologia, che sta soffocando la lingua italiana. il"nom'e della madre. rebbe dunque unpurissimo ariano, !ihe'C:cimbi oggi 'Inprovvisament nome, sospetto di essere appunto un meticcio? TI-provvedimento, cosi, rischierebbe di esporre le famiglie puramente italiane, che sua intenzione di tutelare davanti all reputazione pubblica, proprio al pericblo' da cui le .e J)OOteggere. A proposito. dello scritto di Forteguerri sulla finanza, che pubblicammo col fascicolo N. 17, Enotrio FrCIIIlchi ci ha scritto da Pe-J4 IIIJuunnAiln d,i, ('..ntUif..tU.flfi, rugia, dicendo che Sonnino foss uomo in-1"""1"""'""""' tegro e superiore alle slte, e che volle Ecco che ci scrive un lettore, che si: l'< intervento l); ma su questo punto dobbia-sottoscyitto: una famiglia ita-liana: mo dire che egli ed un altro ministro fuIn merito al divisato provvedimento, che rono autori di quel patto d'intervento, del vuole autorizzare e facilitare ai portatori "' quale abbiamo abbastanza pa'rlato, e sul di nomi posseduti da ebrei il mutamento quale non occorre ritornare. del proprio nome: l'autorev>le Rivista: da' Franchi aggiunge che escludendo il Papci Voi diretta, che tanti titoli s conquistata dale trattative di pace, 'abbia ononel campo di tutti i problemi della difesa -rato la Chiesa, onsiderandola una P<>tenza della razza e delle famiglie italiane,' fareb-soltanto spirituale; ma noi crediamo che si be bene a farsi portavoce delle seguenti possa servire la Chiesa, soltanto col sen-considerazi_oni, ispirate al pi evidente buon timento cattolico, questo sentimento non senso. era certo di Sonnino. Anche Lutero voleva N ori gi le famiglie ariane e italiani'Ssime onorare la Chiesa, e ognuno pu. dire se. portatrici di tali nomi dovrebbero cambiarli, l'abbia onorata. bensi obbligate a cambiarli dovrebbero In fine, questo nostro lettore aggiunge che sere propri:o le famiglie ebraiche che se Sonnino volle impedire che la Santa Sede li -sono indebitamente appropriati. Risulta c.esse fatto oggetto di discussione interna-infatti che s,toricamente, tra le molteplici zionale i suoi rapporti col regno _d'Italia; ma fonti da cui le. famiglie italittne attinsero in ahora dica la verit, e non parli di onorare origine le. loro denominazioni, furono anche Ici Chiesa. -come tutti sanno -le fonti toponomasti-I:' allora si tratta di vedere se' la preocche (nomi. di citt, locali1, ecc.) quelle pa-di Sonnino era nata dalla tronimiche (l'infinita serie dei nomi col di dotta del Pontefice, ed era legittima; oppure o coi de ecc.) le fonti coloristiche -Ci Neri se era invece degli affetti del-ecc.); cosicch portatrici di tali nomi sqno lo stesso Sonnino. . ora un numero stragrand,e di fdmiglie italiane. Ora si domanda: -giusto appOrtare un simile turbamento e disordine, cosi sentimentale come pratico, a tante famiglie arianissime e italianisshne; tengono giustamente al loro nome onorato, !asciandone invece tranquillo e indisturbato il godimento proprio agli intrusi: che, se mai, lo hanno -loro usurpato? Non sarebbe pi, giusto obbligare invece proprio questi ultimi o decisamente a mutarlo (cosa che essi fanno con proverbiale facilit) in un nome tipicamente ebreo, ovvero ad aggiungervi un distintivo che non lasci al.cun dubbio sul loro 'essere? E' questo il metodo che stato seguito in Germania, dove, mentre sarebbe stato gra--ve e impossibi'le far Cambiar nome, per 'esempio alle centomila famiglie tedeschis-sime Milller, solo perch questo nome stato usurpato da_ molte fa'miglie ebraiche, si sono senz'altro obbligati-indistintamElnte tutti gli ebrei, ad aggiungere alle loro de-: nominaziorii personali un Israel ) se ma-schio, e una Sara ) se femmina. In Italia potrebbe _essere seguito altro metodo pi direttamente riguardante il cognome, fino a quello di farlo loro _addirittura mutare; non per certo quello di autoi:izzare a mutarlo proprio le famiglie italiane che hanno tante ragioni per tenerci, e che non vi rinuncerebbero senza uno str(xppo alle loro carni stesse. Vi poi, fra l'altro,' un'altra considera--zione,tolta questa-dal provvedimento stesso da cui abbiamo preso le. mosse, la quale renderebbe ancor pi doloroso, oltrech incine e dannoso, il mutamento del nome alle famiglie itali:ane. Ed che il provvdimento a mutai-lo i meticci di .padre ebreo, DireHore responsabile: TELESIO INTERLANDI Egidio Favi ha da Fiuggi la seguente lettera al nosttb Direttore : Leggo nella Difesa della Razza un articolo a firma Giuseppe Fonteguerri, il quale, parlando di giornali controllati da Max Bendi nel 1920, incorso -certo involontariamente in un errore che Vi pregherei cortesemente rettificare. Senza voler parlare del N uovo Giornale che non apparteneva allora Cxlla mia gestione, devo nettamente smentire che il sig. Max Bendi abbia mai avuto rapporti -con La Nazione l). Questo giornale, almeno negli ultimi anni che mi appartien, ha costantemente beneficiato soltanto del c controllo dei propri i lettori. Spero che anche a Voi che precisamente verso -il 1920 foste fra i redattori pi valorosi e geniali della Nazione,, sia rimasta questa impressione. Vi ringrazio -affettuosamente. -' Gianfranco Contini -ha seri tto da DomodoS:Sola : . Vedo solo oggi, per amichevole segncda-, zione; l'articolo a fimia Roberto Brighenti, .' uscito nel fascicolo 17, del 5 luglio si::orso, della Difesa; -della RaDa, nel quale, a : pp. 14-5, io vengo dichiarato .ebreo. Td affermaZione assolutamente contrai:ia a,._ verit, poich n io sono ebreo ne' ho parenti o ascendenti per quanto remoti che mi risultino ebrei. Stampatori: Societ Anoniilq Istituto Romano di Arti di Tumminelli & C. -largo 6,

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    LA: POLIZZA DEL RURALE DELL'ISTITUTO NAZIONALE DELLE ASSICURAZIONI L'lstituto Nazionale delle Assicurazioni, inquadrando in modo sempre pi perfetto la sua attivit nel l'ordinamento corporativo dello Stato, ha creato in questi ultimi anni diverse nuove forme assicurative ed ha perfezionato' molte di quelle gi in uso, nel preciso intento non soltanto di rendere agevole per tutti indistintamente il compiere un tto di pre videnza, ma di istituire, caso per caso, speciali clausole contrattuali rivolte a tutelare le singole categorie di cittadini nei peculiari rischi cui esse vanno soggette. Cosi L'Istituto ha creato la .POLIZZA DEL RURALE che oltre ai grandi benefici, comuni a tutte le forme di assicurazione sulla vita, contiene anche condizioni eccezionalissime, ad esclusivo favore de gli agricoltori. Nel richiamare l'attenzione di tutti 1 'LAVORATORI AGRICOLI sul valore delle clausole su esposte, li invitiamo a richiedere la '' Polizza del Rurale" che un ve ro contratto di garanzia del loro lavoro, dlla loro vecchiaia, e del benessere delle proprie famiglie . TUTTA L'ORGANIZZAZIONE DELL'iSTITUTO NAZ. DELLE ASSICURAZIONI li SEMPRE PRONTA A DARE, A cHIUNQUE NE FACCIA RICHIESTA, CHIARTME NTI E C O NSIGLI

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    Allegato al N, 24 de La DileliCl della llcuza del. :W ottobre XVIII. ANNO XVII E. F. ANNO XVIII E. F. INDICI PER AUTORI E PER MATERIE DEGLI ARTICOLI PUBBLICATI IN UN ANNO Gli indici per autori e per materie, a conclusione del secondo anno di vita de "La Difesa della Razza", affermano il largo contributo che la Rivista, fondata per volere del Duce con l'intento di illustrare la politica razziale, ha dato all'opera del Regime nei diversi settori del suo programma. Scienza, documentazione, polemica, questionario, ritrovano in questi elenchi gli argomenti pi adatti alla volgarizzazione dei principi fondamentali del razziSf!o italiano e gli elementi utili alla conoscenza "delle altre razze.

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    INDICE PER A.UTORI ABELW. -della Renania. A. IIJ, r.. w. ACHRAFIAN JUSIK -Gli AnnellL A. III, n. 6. AICHEL O. Le pieghe delle palpebre nelle razze umane. A. III, n. 10. ALMIRANTE GIORGIO -Viaggio per l'Italia : Littoria e l' Agro Pontino. A. I, n 12. Viaggio rcnziale per l'Italia: Arilia. A. III, n. 13. Viaggio razziale per l'Itcdia : Carbonia. A. III, n. 14, ANGELI UMBERTO -La razza finnica. A. III, n. S. ANONIMO Riti ebraici. A. II, n. 24. BACCIGALUPI MARIO I delitti. contro il prestigio della razza. A. 111, n. 4. BAGLIO N! SIL VESTRO -Arte e razza. A. III, n. 3. Scienza e razza. A. III, n. 2. Continuit della razza. A. 111, n. 4. BALLANTI LORENZO -Voltaire e gli ebrei. A. III, n. 11. BARDUZZI CARLO -Ebrei in Polonia. A. II, n. 19. I giudei e le quattro internazionali. A. II, n. 20. Vicende giudaiche nellci Britannia Medioevale. A. II, n. 21. Invenzioni giudei : l'Alta magia. A. Il, n. 23. La soluzione della questione giudaica: n Madagascar. A. III, n. 16. (PER ALFABETICO) Il giudaiamo nella Balcania. A. III, n 17. Giudei ed Arabi nella Spagna medioevale. A. Ili, n. 17. Rue Cadet. A. III, n. 18. BERNUCCI GIORGIO L. -L'elemento rurale della razza italiana. A. II, n. 23. BIANCINI BRUNO -Come si foggi la maschera popolare del giudeo. A II, n. 21. Riti e superstizioni degli ebrei. A III, n 2. BOBICH GJIKA Ai margini -del deserto siriaco Il Gebel e i Drusi. A. III, n. l S BO:..LE'TI MARCELLO Lo sport femminile e la salute della razza. A. III, n. 7. BOLOGNESI CESARE -La borghesia nelle frasi di Alfredo Oriani. A III, n 2 BOLTHO HOHENBACH A. -Negri ameri cani ed africani in Liberia. A. III, n l 7. SORRETTI MARIO -Un santo antisemita: Nilo da Rossano. A. II, n. 22. EOSNY : AK SULTANO -Ammaestramenu del razzismo italiano agl ungheresi. A lll, n. l. CALOSSO CLAUDIO -I falascia, ebrei di Etiopia. A. Il, n 22. L'unit mediterranea. A. Il, n. 24. CASTALDI LUIGI Eredit delle attitudini psichiche. A. III, n. 3. CAVALLERO ENZO La voce della razza in Giovanni Verga. A. III, n. 12. CIOLI M. Santi della razza italiana: San Bernardino da Feltre. A Il, n. 23. Ili CIPRIANI LIDIO -Strani di una forte razza dell'Impero : I Giangero. A. II. n. 20. Razze e metodi di conquista. A. III, n. 3. CLAUS LUDOVICO FERDINANDO -L'anima della razza. A. m, n. l. Non si pu parlare ragionevolmente della razza. A. III, n lS. COCCHIARA GIUSEPPE -Tradizioni natalizie della nostra razza. A. III, n 4. CREMOLIHI C. A. Gli ebrei contro la Spagna. A. 11, n. 19. Gli ebrei e la guerra angloboera. A. III, n. S. CUCCO ALFREDO -Fecondit dei popoli antichi. A. III, n. I l. DANESI GINO Il lavoro e la razza. A !I l n. 16. DA VENPORT e STEGGERDA -Mulatti di Giamaica. A. III, n l O DE AGAZIO ViNCENZO -Attrazione matrimoniale e purezza della razza. A. Il, n 20. DE ALDISIO EUGENIO -Gli Ain. A Il. n 20. La razza giapponese. A. III, n 7 DE BAGNI MARIO Trasteverini contro ebrei e francesi. A 11, n 21. DE COCCI DANILO -La terra e la razza in Germania. A. II, n. 23 DE GIGLIO A. M li giudaismo e l'impero romano. A, II, n 23. n giudaismo fomentatore del protestantesimo. A. Iii. n 17.

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    DELL'ISOLA G. -D giudaismo in cattedra. A. II n. 19. Il semi'tismo e gli studi. classici. A. II, n. 20. La filosofia e la razza. A II, n. 21. Inquinamento levantinci della filosofia classica. A. II, n. 22. Parallelo tra Zenone e Spinoza. A. II, n 23. Il volto giudaico dell'umanesimo moderno. A. II, n. 24. Storia italiana dal punto di vista ila!iano. A. III, n. 4. Influssi ebraici sulla storiograf:ia romana. A. III, n. 6. Ritornare all'umanesimo. A. III, n 9 Funzione dell'Italia nel Medioevo. A. III, n. 11. Le due rinascenze. A III, n. I2 Storia italiana per gli italiani. A 1JI, n. 14. La rinascenza degli ebrei. A III, n 13. Guerra popolare. A III, n. 16. DE VRIES DE HEEKELI!:JGEN H. -L'eterna questione. ebraica e la sua soluzione. A. III, n l DE ZUANI ETTORE Ebrei in Argentina. A. III n. S. EVOLA J La razza e la 'guerra. A II, n. 24. Due eroismi. A. III, n. 2 La razza e la guerra. A III n 4. La dottrina romana della vittoria. A. III, n 6. Supremi valori della razza ariana. A. III, rt. 7. razze e il mito delle origini di Roma. A III, n. 12. La mistica della razza in Roma antica. A. III, n. 14. La gloria della gente aria. A. III, n. 15 . FISCHER EUGENIO La realt della razza. A. III , n I. I bastardi di Rehoboth. A III, n. 10. I meticci della Polinesia. A III, n. IO. ,V' FREKS RODOLFO -Della tede-. scc_z sulla razza. A. III n l. G. L. -La propaganda razziale del Reich. A III, n. 16. Gli studi di patologia ereditaria in Ger .. mania. A III, n. 17.' Gli stud sull'eredit in Germania: il metodo dei gemelli. A III, n. .. GASTEINER EUO Psicologia razziale. A. III. n. S L 'ordinamento della natura umana. A. III n 11. :, GENCARELLI C. L'Albania e il suo popolo. A II, n. 20. GHID N I GIAN MARIA Il cncro ereditario? A. III, n.' 18. GIUSTI PAOLO EMILIO I primi razzisti. A. III n. Il. Processo formati>vo della razza. A. III, ri.. 13. Razze e religioni. A III, n. 15. GURRIERI AGOSTINO -Ariani e semiti nel Mediterraneo. A. III, n. 6 Politica razziale di Ferdinando d' Aragona. A. III, l'l 17. GURRIERI OTTORINO L'architettura e il popolo ebraico. A . Ili, n 6 Il primato della razza italiana nelle con quiste dell'ingegno. A III, n. 17. HAUSCHILD R. Gli incroci negro-cinesi. A III, n 10. BRUNO Razza e mala. ttie infe_ttive. A II 21. Razza e malaria. A III, n 2 KOUMARIS G!OVANNI G. -La politica della razza in Italia e nel mondo. A. III, n l. LANDRA GUIDO Varianti razziali del popolo jugoslavo A. II n 19 Studiosi americani di problemi razziali. A II, !1 20. Razza e nazionalit in Romania, A. ii, n 21. Caratteri razziali della razza svedese. A II, n 22. IV > 'J. Studi razziali A. I, n 23. . 'La rci.zza dei borghesi. A. II, n 24. A. III, n 1,. Gli studi razziali in Ungheria e in Bulgaria. A. III; n 3 L'uomo fossile. A. III, n 4 l.a dottrina della razza nel centro di prepolitica dei A. III, n. 5. . . Bibliografia razziale. A. III, n. 6 Italanit razziale dell'Ampezzano; A. III, n 7. Gli Etiopi sono una razza ? A. III n. 9. Studi italiani sul meticciato. A III, n IO. Gli studi razziali a Bologna. A. III!-n. 11. Studio razziale delle impronte digitc;xli. A. III, n 12. < \ 'l Studi razziali i n Transilvania. A. III, n. 1 4 Studi di mescolanza etniche della popolazione." A. III, n. lS. Il mondo delle razze eroiche. A III, n. 16. Due anni di razzismo in Italia. A. III, n 17. L'Antropologia nel quadro della po!iti'ca della razz. A. III. n I B. LANDRA SILVI O Razze e occupazioni professionali. A. II, n I 9. Razze e professioni nei paesi extraeuropei. A. II, n 21. LEERS J OHANN -Come stata preparata la guerra. A. Ili, n. 3. Origiai del popolo ebreo. A III, n 9 LEONORI C ECINA A. Razzismo e arte africana: l'arte etiopica e le sue possii-bilit. A. III, n . 1 8. .r LOFFREDO F E RDINA NDO poJica della famiglia e della razza. A Il, n 24. Politica della famiglia e della razza. A III, n. 2. Il simboio pi alto. A III, n. 4. LOMBARDI ALBERT O -Mosaico di razze nel comniissariato dei Magi. A III, n. 5 LUCIDI GIUSEPPE -Terra e razza. A. Il, n. 20.

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    LUPI GINO Razza a ci'rilt del Persiani. A. Il, n. 19. Ebrei in Romania. A. Il, n. 22. Il Ministro degli ebrei. A lll, n. 5, N1ARCHIORI GIOVANNI -Propaganda eu- genica. A. lll, n. 18. MARCHITTO NICOLA -Gli ebrei nell'AlTica francese. A Il, n. 20. Ebrei in Libia. A. lll, n. 7 MASINI CARLO ALBERTO Riti ebraici. A. II, n. 22. FORTUNATO L. B. Alberti. studioso dj problemi razziali. A. III, n 9. Francia nemica. A. lll, n 13. Demografia ed euqenica di Tommaao Campanella. A III, n 15. MATTEINI NEVIO -La tradizione dei giochi classici e la salute della razza. A. III, n. 5. MIDULLA CARMELO -Bonifica umana. A. III, n 14. M!NOVIC NICOLA Fascismo creatore. A 111, n l. MONTAN DON GIORGIO L'Ethnie putaine. A. III, n. l. Trapianti etnici. A. 111, n Il. MONTI ALESSANDRO AUGUSTO -Ii problema dei nomi ebraici. A II, n. 22. MORDREL OLIER -Le minoranze in cia. A. Ill, n. 9 NIEDDU UBALDO -Motivi razziali del teatro di poesia. A. III, n. 16. NULLO PAOLO -li celibato, morte dei popoli. A. II, n 24. Rcnza e storiu. A III, n 4 Razza e storia. A. III, n 6. O. G. -Usurai ed ebrei nella repubblica di San Marino. A. 111, n.' 17. PENSABENE GIUSEPPE -Spontaneit e lfv.ellamento nella storia dell1talia. A. Il, n 17. PETRI ALDO Tra la forca l'alcova. A. II, n .. 24. Un' nemico dell'usura ebraica : U beato Cherubino da Spoleto. A. III, n. 17. PETRUCCI ANTONIO Il fallimento della colonizzazione inqlese in Africa. A. II, n 20. Ii neqro la crisi della civilt. A. Il n 21. Il sentimento eroico della vita. A. Il n 23. PETRUCCI ALFONSO -Il demone della sessualit. A. II, n. 24. PORFIRI FERNANDO -S. Tommaso e gli ebrei. A. III, n. 14. PORRINO ENNIO -La musica nella tradi. zione della nostra razza. A. III, n. 3 \ RAFTOPULOS L'Eterna Ellade. A. I l. n. 19. RANIERI ROBERTO -Il problema razziale brasiliano. A III, n. 7. REDANO UGO -Dottrina italiana della razza. A. III, n. 2 S L. Ideologie sovversive fra gli indigeni del Sud Africa. A Il, n. 23. La razza Russia. A. III, n. 5. Razze nei Balcani. A. 111, n. 7 Germania e Inghilterra. A. III, n 9 SAL VOTTI TROILO -Fatti e misfatti di un giudeo. A I!I n. 21. Capi Sionisti. A. Il, n. 23. Ii giudaismo nei francobolli. A. III, n. 7. I giudei in Cina. A. III, n. l I. I giudei in Cina. A. 111, n. 13. L'antiebraismo in Italia attraverso i secoli. A. 111. n l B SANT ARELLI ENZO -Purezza italiana della gente picena. A II, n 21. SAVELLI GIOVANNI Scrittori giudei: Arnoldo Zweig. A. Il, n. 21. Jacob Wasserman. A. III, n. 21. Corsica italiana -Sintesi razziale. A. III, n 15. 1 SCARDAONI FRANCESCO l disgregatori. A II, n. 21. SCHAEUBLE F. -n meticciato nell'America del Sud. A. III, n. 10. SKERLI BOZO Rapporti di razza fra Jugoslavia e Italia. A. III, n. l SERTORI SALIS RENZO -Difesa legislativa della razza. A. III n. Il. SERVOLINI LUIGI -n martirio di San Simenino. A. III, n. 9. SILVESTRI GIULIO Continuit razziale nelle famiglie romane. A. I!I n. 3. SOTTOCHIESA GINO Leonardo pittore razzista. A III, n. 6 TAo Y. K -Incroci fra cinesi ed europee A. II!. n; IO. TEODORI CARLO -La casa e la razza. A. III, n. 5. TYSZKIEWICZ LADISLAO -Le cause del razzismo italiano. A 111, n l. TOSTI ARMA ND O Formazione neogiudaica della borghesia. A Il, n 20. L'irreligione del giudaismo borghese. A Il, n. 22. TRIZZINO AHTONIO -Prospettive demografiche. A. Ill, n. 21. Dalla terra alla razza. A Il, n. 24. Riflessi razziali della colonizzazione della Libia. A !!I, n 2 Storia di un giudeo marocchiao. A. III, n 6. TURLI PASQUALE -L'eredit nell'emofilia. A !l, n. 18. VERCELLESI Ed mo n do -Razza e sport. A Il, n. 19. VILU NIX li razionalismo cartesiano contro la cultura antica. A 11. n 20. Fichte e lo spirito della rivoluzione fTancese. A Il n. 23. Eredit e destino. A. III, n 13. ZAVATTARI EDOARDO -Ambiente naturale e caratteri razziali. A. 111, n. 9

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    l 'NOI CE. PER M.A TERIE RAZZISMO FASCISTA CIVIlT E ASPETTI POLITICO-SOCIALI -DEL RAZZISMO BAGLIONI S!LVESTRO Anno III, n. no III, n. 4 .. BERNUCCI GIORGIO L. .-Anno II, n. 23. BOLLETTI MARCELLO -Anno III, n. 7. CAVALLARO E. -Anno ID. n. 12. COCCHIARA G. -Anno III, n. 4. DELL'ISOLA G. -Anno III, n. 4; Anno III. n. 14; Anno ID, n. 16; Anno m, n. 19; Anno III, n . 20. EVOLA J. Anno II, n. 24; Alino m, n. 4. LANDRA GUIDO Anno m; n. 5. LOFFREDO FERDINANDO-Anno II, n. 24; Anno III, n. 2; Anno m. n. LUCIDI G. -Anno II, n. 20. NIEDDU UBALDO -Anno III, n. 16. PETRUCCI ANTONIO : Anno Il. n. 23. PRRINO E. -Anno ID, n. 3. SOTTOCHIESA GINO -Anno m, n. 6. TEODORI CARLO Anno III, n. 5. VERCELLESI EDMONDO Anno II. n. 19. . L E G I s L A Z I O N E RAZZI A L'E DANESI' GINO -Anno III, n. 16. SERTORI SAUS RENZO -Anno Ilf, n. 11 DIFESA DELLA RAZZA NELL'IMPERO CALOSSO CLAUDIO -Anno II, n. 22; Anno III, n. 20. CIPRIANI LIDIO -Anno II. n. 20. MARCHITTO NICOLA -Anno III, n. 7. TRIZZINO A. -Anno m, n. 2 GIUDAISMO ANTICHIT BARDUZZI CARLO -Anno II. n. 23. BIANCINI BRUNO Anno m, n. 2. DE GIGLIO A. M. Anno II, n. 23. DELL' ISOLA G. -Anno Il, n. 20; Anno III, n. 6. GURRIERI OTTORINO -Anno III, n. -6. GURRIERI AGOSTINO Anno III. n. 6. i.EERS fOHANN V. -Anno III, n. 9. MASINI CARLO Anno II, n. 22. SCARDAONI FRANCESCO Anno II. n. 21. SERVOUN! LUIGI Anno m. n. 9. MEDIO:-EVO E R I N AS.CIME.NTO BARDUZZI C. -Anno m, n. 16. GURRIERI AGOSTINO -_III, n. 17. DE GIGLIO A. M. -Anno III, n. 17; GURRIERI OTTORINO -Anno III, n._ 17. EPOCA MODERNA E CONTEMPORANEA BALLANTI LORENZO -Anno III; n. 11. BARDUZZI CARLO -Anno II, n. 20; Aruio m. n. 16; Anno III. n. 18; Anno III, n. 19. BIANCINI BRUNO -Aimo Il, n. 21. CAVALLARO ENZO --Anno ID. n. 20. CREMONISI G. A. -Anno ID, n. 5. DELL'ISOLA G. -Anno II, n. 19; Anno Il, n._24.. . DE VRIES H. DE HEEKELINGEN -Anno m. n. l. FERRINI FERRUCCIO m, n. B. LA SORSA SAVERIO Anno ID. n. 20. VI LEERS JOHANN V. -Anno m, n. 3. LUPI GINO -Anno UI, n. 5. MONTI ALESSANDRO AUGUSTO -Anno 11, n. 22. SALVOTTI T. -Anno II. n. 23; Anno III. n. 7. SA VELLI GIOVANNI -Anno II, n. 20; Anno Il, n. 21 SOTTOCHIESA GINO Anno III. n. 19. TOSTI ARMANDO -'Anno Il, n. 20; Anno II, n. 22. TRIZZINO A. -Anno m. n. 6.

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    s E TEORICI DEL RA-ZZI S lMO FREERKS RODOLFO -Anno m. n. l. GIUSTI EMILIO PAOLO -Anno m. n. 11. LANDRA GUIDO Anno D, n. 20; Anno D, n. 23; Anno m, n. 3; Anno 3, n. 5; m: n. 6; Anno m, n. S; in. n. lO; Anno m. n. 14: Anno m, n. 16; 'Anno m, n. 17; ADno m, n. lS; .Anno m. n. 19:. Anno m, MA T ARRESE FORTUNATO -Anno m, n. 9. A N T R O P O L O G -I A BIOLOGIA, PALEONT O L O G I A, E C C. AICHEL O . Anno m. n. 10. BACC!GALUPPI MARIO -Anno m, n. 4. BAGLION! SIL VESTRO -Anno m, n. 4. BOLLETTI MARCELLO -Anno m, n. 7. BOLOGNESI CESARE -Anno m. n. 3. BOSNYAK GAETANO -Anno m. n. l. CALOSSO CLAUDIO -Anno D. n. 24. CASTALDI LUIGI -Anno m. n. 3. CIOLI M. Anno D, n. 23. CIPRIANI LIDIO -Anno m, n. 3. CLAUSS LODOVICO FERDINANDO -An-no m. n. l; Anno m, n. 15. DANESI GINO -Anno m. n. 16. DE AGAZIO VINCENZO -Anno D, n. 20. DE COCCI DANILO -Anno D n. 23. DELL'ISOLA G -Anno m, n. 12: Anno m. n. 13. QUESTIONARIO ARTE -Anno n. n. 19: Anno D, n. 20: Anno D. n. 21: Anno D, n. 23: Anno D. n. 24; Anno m. n. 10: Anlio m. n. lS. BORGHESIA -Anno D, n. 19: Anno D, n. 21; Anno II. n. 22: Anno II ; n. 23; Anno m. n. 9; Anno m, n. 11: Anno m, n. 15. CIVILTA -Anno D, n. 22; Anno D, n. 24: Am1o m, n. 5; Anno m. n. 6: Anno m. n. 7; Anno m. n. S; Anno m n. 9; Anno m. n. 15, Anno m. n. 19. EBRAISMO_ Anno II. n. 19: Anno U, n. 20: Anno D, D. 21; Anno n. n. 22: Anno m. n. 2: Anno m. n, 13. c I E z EVOLA J Anno m. n. 4: Alino m. n. 6 FJSCHER EUGENIO -Anno m, n. I. GASTEINER ELIO -Amio DI, n. 5: Anno m. n. 11. GURRIERI AGOSTINO Anno m, n. 6. GURRIERI OTTORINO Anno m. n. 17. IMBASCIATI BRUNO -Amo n. n. 21: An-no III, n. 2. --KOUMARIS GIOVANNI G. -Anno m, n. l. LANDRA GUIDO Anno D, n, 24: Anno m. n. 4: Anno m. n. 16: Anno m. n. 19: Anno m. n. 20. LANDRA SILVIO -Anno U, n. 19; Anno n. n. 23: LEERS JOHANN V. -Anno m, n. 3. MATTEJNI NEVIO-Anno m. n. 5. MIDULLA CARMELO -Anno m. n. 14. MINOV!CH NICOLA -Anno m. n. l. MONT ANDON GIORGIO -Anno m. n. l: NIX W!LLI Anno U. n. 20: Anno U, n. 23; Anno DI. n. 11. NULLO PAOLO-Anno U. n. 24: Anno m. n. 4; Anno m, n. 6. PETRI ALDO Anno m. n. 17. G E O G R A F I A .. R A Z Z I A L E ALMIRANTE GIORGIO Anno m, n. 12: Anno m, n. 13: Anno m, n. 14 ABEL V. -Anno m, n. 6. ACHRAFIAN IUSIK -Anno m. n. 6. ANGELI UMBERTO -Anno m. n. 5. BARDUZZI CARLO -Anno D. n. 19. BOBICH GIJKA -Anno m, n. 15. BOLTHO HOHEMBACH Anno m, n. lS. CAVALLARO V. -Anno m, n 20. DAVENPQRT E. STEGGERDA -Anno m. n. 10. DE ALDISIO EUGENIO -Anno U, n. 19: .Anno m, n. 7. FISCHER E -Anno m, n. 10. H'AUSCHILD R. Anno m. n. 10. LANDRA GUIDO -Anno D, n. 19: Aimo n. n. 22: Anno m. n. 7; Anno m, n. 9. LANDRA SILVIO -Anno n. n 19; Anno m. n. 7. LOMBARDI ALBERTO -Anno m n. 5: Anno m, n. S. PETRUCCI AU'ONSO -Anno .JI, n. 24. PORRINO ENNIO -Anno m. n. 3. REDANO UGO -Anno m. n. l. / LUPI GINO -Anno D, n. 19: Anno D, n. 22. SKERLI BOZO -Anno m. n. l. SOTTOCHIESA GINO Anno m. n. 6. TOSTI -Anno m. n. 19. TYSKIEWICZ LADISLAO -Anno m, n. l. Anno m, n. 9. TRIZZINO A. Anno II. n. 21: Anno D. n. 24. ZAVATTARI EDOARDO Anno m. n. S ; FILOSOFIA -Anno U, n. 19; Anno D. n. 20: Anno n, 21: Anno m. n. 4: Anno m n. 9. LINGUAGGIO Anno IU, n. 20; Anno D. n. 22: Anno U, n. 24; Anno m. n. 4. Anno m. n. S. POES I A -Anno II, n. 21: Anno m. n. 2: Anno m. n. 14. RAZZA -Anno D n. 20; Anno D, n. 23: Anno m, n. 3: Anno m, n. 5: Anno m. n. 6: Anno m. n. 7: Anno m. n. 11: Anno l!I, n. 13_ : Anno m, n. lS. RELIGIONE -Anno BI. n 6: Anno m. n. 7: Anno m, n. 15. RISORGIMENTO -Anno m n. 12. l 'Il MILOTAY ISTVAN -Anno m. n. 20. PETRUCCI ANTONIO Anno D, n. 19. RANIERI BERTO -Arino m. n. 7. ROCCHI LORENZO -Anno m. n. S. SA VELLI GIOVANNI -Anno m, n. 15. SCHAEUBLE F. Anno m. n. 10. T AO l. K. -Anno m. n. 10. VISIBA F. P. Anno m, n. 19. PENSIERI DI LEOPARDI ARTE E ARTIFIZIO -Anno m, n. 2: Anno m. n. 6: Anno m. n. 7: Anno m, n. S: Anno m. n. 9: Anno D, n. 20; Anno m. n. 5. CARATTERI DEL LINGUAGGI O Anno D n. 23, Anno m, n. lO; Anno m n. 11: Anno m. n. 12. COSTUMI E DIFETTI DELLE NAZIONI -Anno D n 19; Anno D, n. 21; Anno D, n. 22: ,Ann;, m, n. 15: Anno m. n. 16. POESIA -Anno U, n. 24: Anno m, n. 3: Anno m. n. 4. -RELIGIONE -Anno m. n. 1S. NATURA-Anno m. n 14: Anno m. n. 17: Anno m, n. 19.


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