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Difesa della razza : scienza, documentazione, polemica, questionario

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Material Information

Title:
Difesa della razza : scienza, documentazione, polemica, questionario
Physical Description:
Serial
Publisher:
Società anonima Istituto romano di arti grafiche di Tumminelli
Place of Publication:
Roma
Publication Date:
Frequency:
semimonthly
regular

Subjects

Subjects / Keywords:
Race relations -- Periodicals   ( lcsh )
Jews -- Periodicals -- Italy   ( lcsh )
Race relations -- Periodicals -- Italy   ( lcsh )
Genre:
periodical   ( marcgt )
serial   ( sobekcm )

Record Information

Source Institution:
University of South Florida Library
Holding Location:
University of South Florida
Rights Management:
All applicable rights reserved by the source institution and holding location.
Resource Identifier:
usfldc doi - D43-00026
usfldc handle - d43.26
System ID:
SFS0024306:00026


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Difesa della razza : scienza, documentazione, polemica, questionario.
n Vol. 2, no. 20 (August 20, 1939)
260
[Roma :
b Societa anonima Istituto romano di arti grafiche di Tumminelli],
August 20, 1939
650
Race relations
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ANNO Il N. 20 SOMMARIO 20 AGOSTO XVII SCIENZA LIDIO CIPRIANI: STRANI USI D I UNA FORTE RAZZA DEL L IMPERO l GIANGERO' ; VINCENZO DE AGAZIO: ATTRAZIOnE MATRIMOHIALE E PUREZZA DI RA'ZZA; GIUSEPPE LUCIDI: TERRA E RAZZA; GUIDO LANDRA: S TUDIOSI AMERICANI D I PROBLEMI RAZZIALI. DOCUMENTAZIONE C GENCARELLI: L ALBANIA E IL SUO POPOLO; EUGENIO DE ALDISIO: GLI AINU ; GIOVANNI SAVELLI: SCRITTORI GIUDEI ARNOLDO ZWEIG. POLEMICA NICOLA MARCHITTO: GLI EBREI NELL AFRICA FRAN CESE; ANTONIO PETRUCCI: IL FALLIMENTO DELLA COLONIZZAZIONE INGLESE IN AFRICA; ARMANDO TOSTI: FORMAZIONE NEOGIUDAICA DELLA BORGHE SIA ; CARLO BARDUZZI: I GIUDEI E LE QUATTRO IN TERNAZIONALI; G. DELL'ISOLA: IL SEMITISMO E GLI STUDI CLASSICI; WILLI NIX: IL RAZIONALISMO CAR TBSIANO CONTRO LA CULTURA ANTICA. PENSIERI DI LEOPARDI: UOMO E NON FILOSOFO. QUESTIONARIO L ARISTO TELICO FASCIO DI ROMA; GERMANIA E ROMA ; PERCHE ROMA E UNA; L'ETA OMERICA ; LA VOCE D I SION ; CARDUCCI; IL PATTO DI LONDRA ecc. IL RAZZISMO IN LIBRERIA I MANOSCRITTI ANCHE SE NON. PUBBLICATI NON SI RESTITUISCONO GLI UFFICI DELLA "DIFESA DELLA RAZZA" SI TROVANO IN ROMA -PIAZZA COLONNA (PORTICI DI VElO) -TELEFONO 61131 -62880 ACQUE SALSOJODICHE ARSENICALI ACQUE SOLFOROSE ACQUE CLORURATO SODICHE ACQUE MAGNESIACHE MALATTIE CHE SI CURANO ALLA FRATTA Affezioni reumatiche croniche Artrite deformante -Sclatlche Hevrltl Malattie del ricambio (Gotta. urlcemla, obeslta, diabete) Malattie della felle (eczemi, prurlglnl, plodermltl. psorlasl, ecc.) Postum di traumi, di fratture, di distorsioni, perlostltl Esiti di varici e di flebiti Adeniti Llnfatlsmo Adenoidismo Affezioni cronlc:hedellevle respiratorie (escluse le forme tubercolari) -Asma bronc:hlale Catarri cronici dello stomaco a dall'Intestino-Enterocoliti Catarri cronici dal la via biliari a dalla castlfellaa Cirrosi epatica nel periodo Iniziale Affezioni croniche dell'apparato genitale della donna STAZIONI FERROVIARIE DI FORliMPOPOli O DI FORLI SUllA liNEA BOlOGNA-ANCONA Serv_!!io Auto da FOR_liMPOPOU: Servizio di Corriera da FORli, da CESENA e paesi vicini DIREZIONE SA.NITARIA E SCIENTIFICA: Prof. Dott. COME L DELLA R UNIVERSIT DI MILANO (Per informazioni rivolgersi alla Sede in Genova Corso A Podest. 2)

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de demain del Comandante Z ... e H. Moutchant del Maggiore A. TRIZZINO

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ANNO II -NUMERO 20 20 AGOSTO 1939 XVII .ESCE IL 5 E IL 20 DI OG.fU MESE UN NUMERO SEPARATO LIRE l ABBONAMENTO ANNUO LIRE 20 ABBONAMP.NTO SEMESTRALE, 12 ESTERO IL DOPPIO Direttore: TELESIO INTERLANDI Comitato di redazione: prof. dott. GIDO LANDRA pro{. dott. LIDI O CIPRIANI dott LEONE FRANZI dott. MARCELLO RICCI dott LINO BUSINCO Segretario di redazione: GIORGIO ALMIRANTE SCIENZlDOCUUENT!ZIONE POLEUIC! OUESTIONJ\RIO BERSAGLIERI ALLE GRANDI ESERCITAZIONI DELL'ANNO XVII

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STRANI USI DI UNA FORTE RAZZA DELL'IMPERO ]( vivono a nord-est di Gimma nell 'aspra zona montana confinante a est con l'Orno Bottego _:... il quale li separa dal Guragh e dal Cambatta -a nord col territorio di Saagi; a ovest con quel lo di }ero, Dannab, Gard e Baso; a sud con la regione del Garo. L area cos deli mitata d'una superficie approssimativa di 1200 chilometri quadrati e una lunghezza massima nord-sud di circa 160 chilometri fertilissima ed abitata fin verso i 3000 metri. L'accesso meno difficile ad essa da ovest, ove l'attenuarsi delle pendiei permette l ascesa all'altipiano di Fofa. Da ogni altro lato l'ingresso arduo, specialda est ove una di ripidi costo ni va a cadere sulla destra dell'Orno. Tale separazione geografica dalle genti circon vicine, Galla in gran parte mentre essi sono Sidama, contribu a dare ai Giange r l'aspetto di isola etnica sotto il quale oggi si presentano. Fino alla nostra conquista si arrivava a Fofa, capitale dei Gianger, con un mi gliaio di abitanti, per due mulattiere principali una delfe quali passava per Succur e Nub, l'altra per Kumhi e Dar At tualmente vi si giunge per una camionale che, a fondo naturale, percorri bile con qualunque tempo. Rari studiosi, per visitarono in ogni epoca i Gianger. Il primo Europeo recatosi fra essi il GeAntonio Fernandez che nel 1613 fu per alcuni giorni o s pite del loro re, ne studi le usanze e disse che ne hanno di cos straordinarie che io sar senza fallo criticato per descritte. Fra esse la castrazione unilaterale di cui sar trattato p avanti. Soltanto due secoli e mezzo dopo, un altro viaggiatore, il Borelli, cerc di visitare il Paese ma ne fu impedi1o dall'ostilit degli abitanti. Po che notizie dobbiamo al D'Abbadie e al Cecchi; posteriormente occorre giungere al Cerulli per avere un contributo notevo le all'illustrazione s cientifica dei Giange r. Su queste genti ho ricerche antropologiche ed etnograr"iclie durante una mia missione nell'Africa Orientale Italiana (dicembre 1938-maggio 1939). La trib ha un'entit numerica piuttosto r agguardevole: dal recente censimento italiano risulterebbe composta di 13 79 3 individui, divisi i'!! 7212 maschi e 6581 femmine . Chiamano s stessi Yemma men tre Yem il nome che danno alla regione e Y ems alla lingua che parlano. Giange r invece un dispregiativo galla che in amharico diviene zingher; in ambedue i casi col significato di scimmie Gli Y emma asseriscono di aver ricevuto qlJel nomignolo perch svelti come scim mie -Non ultima causa di tale eccezionaie agilit sarebbe il monorchidismo ar tificiale che anche oggi C()ntraddistingue una buona partedi essi, mentre i'n antico sembra essere stato generale ad eccezione di chi vantava nascita reale. Malsicure rimangono le origini del gruppo. Interessanti in proposito sorio le dichiarazioni del balabt Ghebremedn Ababoghib, di sangue reale. Con l'au silio di una geologia scritta egli asserisce che da diciassette generazioni la sua fa miglia domina nel Paese. Cap()slipite ne sarebbe stato un Tigrino presunto figlio del gran Salomone, chiamato Zaga, che giunto fra gli Yemma ne fu proclamato re. Con questo solo detto, per che da pa recchi secoli essi occupano il loro mo-;ta no rifugio. Per i secoli precedenti ogni informazione sfuma nella leggenda ancor pi delle affermazioni s Zaga: inven zione probabile dei preti copti per nobi litare la dinastia dei Gianger dandole un'origine analoga a quella dei Salomo nidi d'Abissinia. La leggenda, comun que, indizia l'antichit di un regno gian ger di ignota fondazione. Le ultime vicende di esso sono cono sciute. Meno di due generazioni addietro aveva ampiezza maggiore dell'attual e perch giungeva fino ad Abalt e al Pic colo Ghibi. Perd terreno per gli assalti islam.ici fino a cadere sotto il controll o tlel sultano Abbagifar di Gimma che in nome del Negus, gravemente depauper il Paese. La popolazione di questo si consider a composta di varie stirpi, in aggiunta ad alcune giudicate spregievoli come gli Yirfo, fabbri e i Fug, conciapelli e va sai. Non disprezzano invece il mestiere d i tessitore, a differenza delle popolazion i con cui sono a contatto. Un'importanz a

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tutta speciale per es s i ha la persona del re, che ritenuta divina, a somiglianza di quanto ritrovasi fra altre genti Sidama. Per questa particolare natura egli custo dito da una speciale guardia la quale cura che ogni suo atto avvenga secondo determinate e rigide prescrizioni. Perfino parti del suo corpo come l occhio la testa e la mano, o sue azioni quai il camminare e il mangiare, sono designate con parole speciali per distinzione dai comuni mortali. Applicare ad altri qualcuna di coteste parole considerato delitto di lesa maest e, un tempo, punito con la morte. Fino agli ultimi anni la nomina del re era accompagnata da sacrifici umani; cos pure il suo cadavere si deponeva sopra un uomo vivo disteso nella tomba. Non doveva uscire mai di giorno dalla capanna affinch il suo -sguardo non si incontrasse con quello dell'occhio-sole 'del Dio-Cielo e perch, dicono i Gianger, vietato a due soli di mostrarsi al mondo nel medesimo tempo -Ad ogni novilunio un uomo era sacrificato alla divi nit, sul monte Bor Ama, per la salute del re e affinch lo sguardo di questi non perdesse i poteri magici. Costumanze tanto barbare furono proibite dopo a conquista scioana e la conversione dei Gianger al Cristianesimo monofsita La tra sformazione, per, fu pi che altro nominale. Oggi, interrogati, ben pochi si dichiarano cristiani o musulmani, mentre la generalit ha conservato il suo antico paganesimo, affine a quello di altre popola zioni adoratrici come loro del Dio-Cielo. Il rispetto per il sovrano ha imposto fino ai nostri giorni l'estirpazione del testicolo sinistro e il taglio dei capezzoli in tutti gli uomini. L'operazione compiuta sui fanciulli, contemporaneamente, alla circoncisione, da un uomo della stirpe Yirfo o dei fabbri. Dal rito, che ha luogo al quarantesimo giorno dalla na scita, s ono esenti, ho detto gli individui di sangue reale. Per estirpare il te s ticolo si apre lo scroto a mezzo di cinque brevi tagli radiali partenti da un punto comu ne che corrisponde al polo inferiore del testicolo. La ferita poi lasciata richiu dere naturalmente. Al posto del paren chima testicolare escisso si forma col tempo una massa di tessuto connettivo, piut tosto mo1le al tatto, che conferisce apparenza di normalit al mutilato. Le cica trici -dei cinque tagli radiali e un leggero aYvallamento nel loro punto di incontro restano visibili fino alla pi tarda et. Pu essere accennato qui che nelle lambine verso i cinque anni si pratica l'infibulazione ma non in dipendenza del rispetto reale. L'interessante sopravvivenza fra i Gian ger di un costume tanto discusso, e ; ; ogni caso raro, come il monorchidismo rituale, merita delu c idazione. Al giorno d'oggi il fatto sembra ignorato da ogni altro gruppo umano non solo dell'Etiopia ma deli'Arica intera. Non cos nel pas sato. Oltre che della mia esperienza per sonale mi valgo, per affermarlo, di un accurato studio del Lagercrantz sulla dif fusione e presunta provenienza extraafricana dr) fenomeno stesso. Nella vec c hia etnografia fu famosa la controversia intorno al monorchidismo dei Boscimani e degli Ottentotti. Dopo alterne vicen-de si giunse alla quasi generale negazione del fenomeno. La disputa facile a riassumer si. Le prime zoni sull' uso di asportare un testicolo provennero dal Sud-Africa relativamente agli Ottentotti. La priorita della notizia s embra spettare al von Herbert, recatosi nel 1626 nella regione del Capo Secondo altro viaggiatore del 1639 Donne Gianger

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Tipo Gi
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ATTRAZIONE MATRIMONIALE terzo e via via sin quasi all'fL nito. Tutto il suo essere in comunicazione, dove facile, dove difficile, col mon. do esteriore e i punti di contatto non hanno cifra assegnabL Je .I fenomeni sociali di combinazione sono fenomeni di scelta, i quali guardati nelle loro manifestazioni' nume-. -rich8i mostrano di scostarsi sempre dalle. leggi d i probabilit, desunte dalla ipotesi di casi assegnabile. Rodollo Benini, a proposito dei fattori che contribuiscono alla coesione sociale, cosl si esprime nel suo piccolo aureo libro Principii di Demografia (Firenze, 1901) : Dalla semplice occasionale amicizia al partito politico o alla setta religiosa, zione letteraria o scientifica alla lega di resistenza o al club di divertimento, gli individui si scelgono, o senza scelta aderiscono istintivamente gli uni agli altri, in grazia di certe somiglianze di caratteri atte a destare simpatia; nel senso pi Jato della parola. Ora ci che tiene unita la societ il fatto he individu pu apJ?.Wtenere ad un tempo a tanti gruppi, quanti sono i caratteri fisici, mentali, sociali per cui si assomiglia ad altri individui e da altri si distingue. Giovane figurer tra i giovani, artista vivr nel mondo particolare degli artisti, credente simpatizzer con i fratelli di fede e os'l _via. Questi circoli si intersecano nel modo pi vario; ma quante volte arriviamo ad isolare qualcuno dei caratteri in questione, osserviamo all'interno di. ciascun gruppo come un sistema di relazioni eccezionalmente attive . Dentro il proprio gruppo i soggetti hanno coscienza di alcunch, da cui sono attratti; agiscono di conserva per gli interessi comuni, si limitano nei gu_ sti, custodiscono tradizioni loro proprie, ricercano la mutua compagnia, anche la compagnia per tutta la vita, che il matrimonio. Tra gli ,individui di un e quelli d )m altro queste relazioni non cessano gi, ma si rilassan, diminuiscono di frequenza. Dei nuclei par_ ;ti.col
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Coppia di OOAtadiai tedeschi Bisogna arrivare al 1931 per trovnre in un lavoro di Nicolaefl ampi elementi su tale problema, in parte nuovi, in parte riportati da Pearson, Rosinski Kretschmer. In Italia il primo ad occuparsi con dati originali di tale quistione stato IGenna, nel Congresso Internazionale per gli studi sulla popolazione tenutosi a Roma nel 1931. Subito dopo segul un lavoro di Ugg, e poi altri di Jucci e Amandola, Graffi-Benassi, Tomici, e Landau. In questi studi l'intensit della rassomiglianza fra marito e moglie misurata, per f caratteri metrici, col coe!lidente di correlazione r; Per la comprensione dei risultati cosl ottenuti, occqrre tener presente che questo coefficiente espresso in frazioni di unit e che pertanto il suo valore massimo pu essere uguale ad l), ci che per altro in prati'ca non si verifica mai. Tale coefficien te, poi, pu essere positivo o negativo a seconda che, aumentando o diminuendo il carattere metrico considerato in un coniuge, si verificano nell'altro coniuge variazioni nello stesso senso o in senso opposto. Io qui accenner solamente alla corr:elazione tra coniugi nei riguarli di solo alcni tra i pi importanti caratteri morfometrici razziali. Una delle pi forti rassomiglianze o attrazioni fra coniugi si ha per la statura: Boemi Grandi Russi UC21C1ini SiciliaJU SCIOUiM!i Polacchi Trapcmeei (Sicilia) Greci. Elmri ltatialli merid.. UogheNei lov. Ebrei IU88i Tedeachi Bulgari ln9leei Emilicmi 0.057 0.068 0.094 U18 0,123 0.138 0.139 0.141 o.ISO 0,169 0.174 0.226 0.254 0,273 o.280 0.305 La correlazione positiva, che, per quanto non molto forte, si riscontra in tutti i gruppi sopra elencati, dimostra che, nella massa, col variare della statura dei oqniugi di un sesso, tende a variare nello stesso senso la statura dei coniugi dell'altro sesso; esiste, IO cio, fra coniugi un'indubbia attrazione per la statura. Di notevole interesse l'esame della relazione fra coniugil nei riguardi dei caratteri di significato puramente razziale,. e fra questi in prima line l'indice cefalico, espressione della forma del contorno cranic:O oriz zonti:e, per cui si distinguono feste relativamente lunghe e teste relativamente larghe. In proposito si hanno questi dati: Boemi 0.080 Bulgari 0.055 Uc:raiui 0.048 Uagheresi slov. 0.012 Scozzesi 0.043 Polacchi 0.051 Greci 0.057 Emi1implesso non sembra azzardato ammettere in generale una correlazione positiva fra coniugi anche per l'indice cefalico, per quanto assai debole ed in ogni modo inferiore a quella della statura. Riguardo all'indice facciale, espressione della forma del contorno facciale, per cui si distinguono faccie relativamente lunghe e faccie relativamente larghe, si hanno questi dati:. Ebrei uc:raini Bulqari Uc:rcai (Sidlia) Gt'eCi Ruasi Tedeec:bi CcgUaresi (SardegDa) -0.038 +0.015 li.021 0.002 0.100 0,103 0.373 0.533 Si vede che l'indice facciale si comporta nei vari popoli presso a poco come l'indice. cefalico, tranne che vi sono meno coefficienti negatiyi e i Coefficienti positivi sono non solo pi numerosi, ma anche pi forti. I fattori di questa correlazione possono essere di natura estetica ed etnica. Giustamente Nicolaeff pensa che l'alto coefficieni . :r ,_.p ,u,.9 .. riv:elp:re . ;tendenza ad unii:Si .fra loro negli individui del tipo alpino ed uguale tendenza in quelli. del tipo: nordico, essendo la popolazione tedesca :esaminata in risultato della mescolanza di' questi due tipi. Fra i caratteri qualitativi che sorio stati studiati dal punto di vista che c'interessa, il colore. deL capelli presenta questi valori di cofficiente di correlazione tra coniugi : Boemi Ebrei Sicili hanno rivelato un processo nori indifferent:J di combinazioni matrimoniali fra individt di razza italica e individui di razza sem:tica. Il .pi delle volte stato il fattore eco nomico a determinare silfatte combinazioni. Opportunamente U Regime con la sua po litica razziale venuto perci ad CU'l'stan siffatto processo he, alterando la tendenz;x biologica; minacciava di inquinare la p u rezza della razza. VINCENZO DE AGAZI O

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l[;ua politica agraria, intesa 1r JE JHl JRl A come esaltazione di una vigo-r azza rurale, ha sempre guidato verso l a 1n,ass ima po-tenza le nazioni; queste decad-]V allorquando le popolatis-sime capitali, attirando ntro la cerchia sempre pi va s ta delle 1Rl A. z z A. mura, g li agricoltori, resero i campi d eserti: s pento il culto di Cerere, isterilita la potenza demo g rafica a n c he g li Imperi si dissolsero Fu eletto: Iddio ha cr eato la campagna, g li uomini hanno edificato le citt. L urbanesi mo venne definito. come il moto continuo di migrazione delle campagne alimentatore della forza economica e della tensione psic hica della citt. Si pu dire se nza tema di errore, che le campagne somministrano continuamente ossa, muscoli, nervi ce rvello alle grandi metropoli c he rapidamente tutt o consumano, rapidamente distruggono gli elementi che vi accorrono, come il fuoco della lampada brucia le al i -della incauta farfalla. E' il facile miraggio di beness ere che volge l e masse rurali ai grandi centri tanti illusi de stinati a perire lungo i margini asfaltati dell e citt, simili a p ecore che vanuo al macello attratte da un grano di sale. Tutti coloro che abban,donano i campi giunti nell e citt, fiduciosi di far fortuna, ben presto si trovano di front e alle enormi difficolt de:Ja vita cittadina, dove il diffic il e l a ricerca -di una occupazione per la commerciale ed induc he tortura il mondo in tiero. Giustamente il Gestri in un a sua interessantissima relazione al IX Congresso Nazionale del l'Associazione Nazionale Fasci sta per l'Igiene, notava che si forma cos nell e citt tentacolari un a massa irrequieta ed esasperala nelia quale fanno brecci a le teori e antireligiose ed massa di indi vidui so flerenti materia i mente e moralmente entro la quale trovano facilmente ricetta i de linquenti. i mestatori. i ribelli della societ, nei quali il v1zw, le malattie, la miseria produ cono e poi parsa di tutti i valori mora l i che seppure primitivi, la pi caratteristica della vi ta rurale. Sorge quindi e domina in e:
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za: la terra una madre che respinge inesorabilmente i figli che l'hanno abbandonata. L'Agricoltura, scrisse Arnal do Mu s solini interessa da sola tutta la vita di un popolo. La terra la s orgente prima della ricchezza; il lavoro agricolo offre la ricchezza pi certa la collaborazione pi schietta gli attributi pi stabili della tran quillit sociale. L'Agricoltura nata in seno alla piccola propriet, tiee at taccata alla campagna quella popolazione agricola che for ma e former pi solidamente in Italia il fulcro della sua po tenza economico-sociale. La piccola propriet coltiva trice costituisce una base ideale per le industrie nazionali, e non solo mantiene l'equilibrio tra popolazione urbana e popo lazione rurale, il che uno de g li obiettivi principali della solida politica demografica del Regime ma come notava il Travagli favorisce la natalit, per la precocit delle nozze, che per la fecondit innata dei rurali. Per nessuno com:e per il contadino i figli costituiscono fonte di ricchezza, poich ben s a che essi potranno aiutarlo n e i duri lavori campestri au mentare l'estensione dell avito podere essere il sostegno della sua tarda vecchiaia. Per esso il numero ric,hezza. Nulla meglio della fr e dda realt delle cifre pu s onvalidare tale as s erto. L'Ing hilterra nel 1815 aveva 18 milioni di abitanti, un secolo dopo 45; mentre alla prima di tali date aveva una ricchez za c alcolata in 45 miliardi di lire oro nel 1914 aveva una ricchezza di 450 miliardi circa. La popolazione della Francia pass nello stesso se c olo da 29 a : W milioni di abitanti, la sua ricchezza da 80 a 295 mi liardi Nel territorio dell'Impe ro Aus tro Ungarico viveva nel 1816 una popolazione di 24,8 milioni di individui, la cui ric c hezza fu autorevolmente cal c olata in 35-40 milioni di lire oro: s ullo s tesso territorio vive\ <' nei 19H una popolazione 12 di 68 milioni di individui con una ricchezz; calcolata a 490 miliardi. Nel complesso in que sti tre paesi, e nel secolo che abbiamo considerato la popo lazione sal da 75 a 155 milio ni, mentre la ricchezza sal da 75 a 1145 miliardi di lire oro. Mentre cio la popolazione aument da 1 1 e 2,2 la ric c hezza proporzionatamente au mentava da l a 6,9. Le teorie di Malthus notava ii in Legge e potenza del nume ro non poteva essere pi vio lentemente negata dai fatti ; poich le riserve di uomini sono pi preziose e necessarie al le Nazioni dei capitali. La civilt che fa dei campi un deserw una civilt suicida. Occorre quindi favorire la ruralizzazione e quella bonifica integrale che il Regime ha attuato, e va continuamente at tuando, onde combattere l'ur banesimo e le sue tragiche ri percussioni sull'individuo e sulla Razza, determinate dalle grandi malattie sociali come la sifilide, la t.b.c. e la blenorra gia ; che rigogliosamente vivifi cano nelle citt, e dai vari flagelli sociali come l'alcolismo, la prostituzione, la delinquen za specie la minorile. Le ultime statistiche sul pericolo venereo che si pu dire alimen tato quasi esclusivamente dalle citt, ci mostrano come sia necessario rinsaldare ed esaltare la famiglia, favorendone in tut ti i modi la ruralizzazione. La lotta condotta fin da oggi dal Fascismo per il ritorno alla terra, alla sana vita dei cam pi, un fattore essenziale di vittoria nella battaglia per il numero e la qul}lit dele futu re generazioni . A ragione scriveva il Trava gli in Ruralizzazione ed urba. nesimo che se il progresso industriale ha paralizzato nei centri urbani il sentimento morale ed ha provocato un ver o dissolvimento familiare, nella sana ed ubertosa vastit dei campi si rinsalda invece la fa. miglia, unica speranza di vita per le nazioni. Le famiglie si dissolvono n e l gorgo lurido delle citt; gli sposi preoccupati della vita aspra, laboriosa, difficile, distratti dall'esistenza tentacolare delle metropoli, cercano comunque di limitare addirittura la nascita dei figli, e poi ,;i staccano inesorabilmente l'uno dall'altro, perdono l'amore p e r il focolare domestico, mentr e prevale in essi il freddo eg oismo che si accentua con il trascorrere degli anni. Dall'egoismo, dall'inasp r mento, dagli inevitabili pat menti dalla visione continua dei beni vicini ma irraggiun;.;i bili, scaturisce una serie infi nita di mali sociali, tra i qual i il neomalthusianismo, l' abo r t o criminoso, l'infanticidio. I figli ed il culto sacro de!la famiglia, dalle cui radici si es tolle lo spirito antico de' l a stirpe, trovano nella vita ru :a le -la poesia pi santa e co, t i tuiscono la potenza pi fonni dabile della Razza. Nelle campagne non es: t e la ossessione delle esige?Jz e della vita urbana, e la ma. l r e contadina non trema come l a madre operaia e cittadina. a l pensiero di una infanzia :ri ste, malata, rinchiusa nei tu!':lfi e negli antri dei sobbor; hi. oppure esposta ed a tutti i pericoli della stnda. Dalla campagna sale il cD 110 prepotente della vita; e d Ila immensa e sana forza rtF che la nostra Razza tro w l e sue propaggini pi profond e ed ascose; da essa con l'impeto tumultuoso di una nuova on cezione di vita; s'innalzer a n che la morale forte e pura del la nuova Italia. GJVSEPPE LUCIDI

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STUDIOSI AMERICANI DI PROBLEMI RAZZIALI E' ormai divenuto quasi un luogo comune presso alcuni borghesi intellettuali raffermazione che gli studi razziali, oggi in auge in Italia e in Germania, non che avere una base scientifica abbiano il loro unico scopo nel servire di sostegno ad aziani di carattere politico. Per dissipare defi. oitivamente questi melanconici dubbi baster accennare brevemente al moda come sana coltivati gli studi razziali in una gran de democrazia, anzi nella grande demo crazia per eccellenza, gli Stati Uniti d' America. Citeremo cos autori recentissimi che non potranno certo essere accusati di simpatie politiche per gli stati totalitari ma che tuttavia dal punto di vista dottrinario, scientifico, ammettono i principii stessi che regolano in Italia e in Germania la politica di razza. Incominceremo dal decano degli antro pologi americani Franz Boas, il' quale arrivato al punto di affe-rmare recentemente che la scienza delle razze umane coincide con la storia dell societ umana. Diffe. risce dalla storia solo in quanto le sue inchieste non sono confinate ai periodi nei quali sono rimasti dei testi scritti ma si spinge molto pi indietro nella notte dei tempi. Nei tempi pi temoti non esistono do'linenti scritti di attivit individuali e quindi si fa la storia dell'umanit e non '!uella degli individui II Boas si occupato dei metodi di stu. dio per fare questa storia ?ella prima urna nit a incominciare da quello archeologico e passando poi a quello comparativo linPer il Boas la distribuzione geografica dtlla stessa cultura pu essre utiliz zata per la costruzione della dissemina zione e sviluppo culturale. Il Boas ha anche affrontato i problemi delle leggi dello sviluppo storico e delle conseguenze storiche. I tre grandi . problemi dell'antropologia sarebbero per il. Boas : l) la ricostruzione della storia umana ; 2) la determinazione dei tipi dei feno meni storici e il loro susseguirsi ; 3) la dinam.ica degli scambi. Questi problemi debbono essere affron tati nel dominio dei fenomeni biologici e sociali. Alla scuola del Boas appartiene il Nelsn che per si occupato specialmente della :.:.:..: ;; Famiglia di indiani del Braaile orieat
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.. UmcmJa o indiani Rospi dell'America meridionale (secondo una fotografia dell'album Damann) parte geologica del problema razziale, parte di enorme importanza dato che i resti umani sono stati rinvenuti in strati di grande antichit e che l'interpretazione del loro significato necessaria per spiegare il risul tato generale dello studio dell'origine e natura della loro cronologia. Per comodit del lettore non pratico di terminologia geologica riportiamo il seguente schema tratto dal Nelson sulle sin gole ere in cui si divide la storia della tc:rra: 1. Eozoico (vita primitiva) caratteriz zata da forme semplicissime di organismi; 2 Paleozoico (vita antica) caratter .izda molluschi, pesci e anfibi; 3 MeJozoico (vita media) caratteriz zata da numerosi natanti : rettili e prime forme di mammiferi e di uccelli; 4. Cenozoico (vita recente) caratte rizzata dall'evoluzione graduale degli uccelli e dei mammiferi; S PJirozoico (vita pensante) caratte rizzata specialmente dall'evoluzione delle nrie razze dell'uomo. Al Nelson si devono ancora studi sulle suddivisioni del pleistocene sulle morenc glaciali; sulla cronologia dell'alocene ... Indiano di una trib del Missuri Bazze Numero delle sottorazze Razze collaterali Numero delle sottorazze collaterali Forme speciali. Forme intermedie Ai n i I concetti generali di specie in rapporto a! problema delle razze umane stato trat. tato ancora dal Boas, e cos ancora quello ci ella selezione, dell'ambiente, dell'origine: della specie. Il fondamentale argomento dell' origint dell'uomo dell'umanit primitiva stato affrontato da James H. Mc. Gregor, e da lui esposto insieme con gli altri scritti citati nella Generai Antropology diretta dal Boas. In questa breve memoria il Mc. Gregor intende innanzi tutto ricordare i caratteri fisici dei tipi pi importanti dell'umanit estinta, specialmente di quelli che sono di stintamente pi primitivi che le razze moderne, secondariamente dimostrare le ever,. tuali relazioni tra il tronco umano e i branchi simiali. A titolo di curiosit noi riportiamo nella pagina seguente lo schema delle origini umane, quale risulterebbe dagli studi del Mc. Gregor. Come si vede da questo schema gli stu. diosi della democraticissima e ugualitar i l America fissano le separazioni tra una e l'altra delle razze umane attuali in un' epl; ca abbastanza remota... qualche cosa con' t un milione di anni A proposito poi del concetto di razLJ dal punto di vista biologico il Boas stes o tiene a distingtiere nettamente tra razze c tipi locali data la grande variabilit di qu ? sti ultimi In senso stretto il Boas defi r : sce razza un gruppo di origine comuct e di tipo stabile. Il Boas stato and c uno studioso dei problemi della mescola l za, dell'isolamento della domesticazior ?, dell'influenza delle ghiandole a secrezio e interna. Per la classficazione delle raz umane egli riporta quella del Von Eid tedt, che noi pure riproduciamo per J modit del lettore qui sopra. Interessanti sono le parole scritte u i Boas a proposito dell'eugenica: .. .l esperienza fatta sugli animali < 1 mestici ha mostrato la possibilit di p1J durre delle variet stabili con determin t i requisiti. Teoricamente possib l e trasformare lo stesso le societ umane. l c r quanto per questo ideale possa essere 'J gheggiato soltanto da alcuni estremisti 'c sta sempre il fatto che le buone qualit Ji una popolazione possono essere incor:.g giate favorendo la fertilit degli indivj :,,j sani e con la graduale eliminazione d i

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Negri de .Uongolide 3 4 lWelaneside Indianide 3 s Piguride Eskimi de Australide Khoisanide quelli tarati ; pi avanti per il Boas aggiunge che in questioni cos importanti non st tratta semplicemente di antropologia ma essenzialmente di etica sociale L'antropologia pu agire sulla costituzione e al cuni aspetti del funzionamento della so ciet. Essa pu mostrare quali individuali possano essere eliminate; ma la distribuzione generale delle forme patolpicbe nella popolazione non sar molto dificata. Soltanto le idee culturali prevalenti c!ecideranno qaello elle essa potr diventare Largo sviluppo stato dato dal Boas agli studi sul linguaggio. Per questo autore il linguaggio abbraccia i mezzi con i quali le esperienze sensoriali, emozionali, e voli zionali di un individuo sono espresse e in viate agli altri Il Boas ha cos passato in rassegna i mezzi di comunicazione tra ani mali, i problemi della fonetica, della gram matica, la storia delle lingue, le famiglie lin guistiche, le lingue miste, e infine la di stribuzione geografica dei linguaggi. Nel campo della preistoria americana \'a ricordata l'opera di N. C. Nelson, a lui dobbiamo il seguente sistema di classifica zione che pu servire ad indicare il metodo di lavoro degli americani Ogni rinvenimento viene catalogato in una delle seguenti liste nell 'ordine approssimativo ap presso indicato : I. -Rinvenirnent.i antichi monmnenta/i o fissi; generalmente trova! i alla SII perfice del s11olo. l) Ammassi di rifiuti trovati m caverne o presso rovine ecc.; 2) Pozzi per cibo, tesori, ecc.; 3) Focolari, pietre da fuoco, accampamenti, ecc. ; 4) Resti di case e villaggi, ecc.; 5) Resti di mezzi di locomozione; 6) Fornaci, fonderie, ecc. ; 7) Tombe, cimiteri, ecc.; 8) Giardini, campi ; 9) Lavori di scavi, sotterranei, mtmere, ecc.; 10) Fortificazioni, valli, piramidi, ecc. 11) Monumenti nega!itici, ecc.; 12) Petraglifi e pitture rupestri. li. -RinvenimenAi antichi ordinariamente ottenibili soltanto con SCat-' in de posi ti lhtfllrali e artificiali. l) Lavori di pietra scheggiata; 2) Lavori di legno; Famiglia di Eschimesi del Labrador Karaya (Sambioa) in ornamento di guerra 3) La\'Ori 4) Lavori Lavori Lavori 5) 6) di osso; di scaglia: di pelle; di vimini ; 7) Lavori di cerami ca: 8) Lavori di metallo lll. -Da dati si poss o n o o/11!1/ert: l/ti ti zie m molt.i aspe!li della t : ita mftlir(rle, co11 particolare rig11ardo alle arti e srie11ze preistoriche. l) Attivit manuali fondamentali: 2) Caccia c guerra; 3) Pesca con metodi diversi; 4) Viaggi ed esplorazioni per mare e terra. 5) Industria e commercio; 6) Conoscenze mediche; 7) Metodi di conservazione di oggetti \'an; 8) Produzione artificiale di cibo (agricoltura, allevamento); 9) Produzione di materiale da costru. z10ne; l O) Idee costruttive; 11) Idee estetiche ; 12) Idee religiose Questo schema della metodologia segu. ta in America sta ad indicare come lo dio delle razze umane vi sia concepito in 15

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Shiliako (abitante nelle reqioni artiche) TERNARIO EOCENE OLIGOCENE MIOCEN E oooooo iooooooo 2oooaooo nni 0t nn l Qnni maniera egregia, esorbita dal campo puramente biologico e poli tico e investe tutti i problemi della vita stessa dell'umanit. Per esempio il ruolo che hanno avuto nella storia dell'umanit le invenzioni e le scoperte a incominciare dalla prima scoperta del fuoco stato richiamato dal Boas a principH razziali Il Lowie ha poi stu. diato i mezzi di sussistenza nella vita dei popoli a incominciare dalle ferme di societ meno evoluta e procedendo poi per successive com. plicazioni fino alle forme pi complesse e differenziate. L organizzazione economica dei popoli primitivi stata esaminata da Ruth Bunzel considerando funzione fondamentale di ogni sistema eco. nomico il mantenimento di un certo equilibrio tra bisogni materiali e le potenzialit dell'ambiente. I problemi delle razze umane sotto l'aspetto della vita sociale sono stati studiati da Gladys A. Reichard, che molto, opportunamente premette nella discussione della societ umana organizzata la distinzione tra quello che naturale e quello che invece culturale Inte ressanti sono i suoi lavori sulla posizione della donna nella societ pri mitiva. Sullo studio delle forme del governo presso le trib primitive sono stati recati dei contributi da Julius. E Loips, che ha esaminato particolarmente la forma di governo dei popoli raccoglitori e caccia. tori quali gli Australiani, Boscimani, Vedda, Fuegini, passando poi allo studio della forma di governo degli Indii americani e delle pri mitive societ agricole e pastorali * I pochi esempi fin qui citati stanno a dimostrare come gli studi razziali siano ampiamente e appassionatamente trattati in America e comt quindi le bas i fondamentali di conoscenze dalle quali parte il razzism o costituiscono ormai delle verit universalmente accettate, anche al di H di ogni idea politica GUIDO LANDR A QUATERNARIO PLE15TOCENE fooooao annz' RECENTE EHI//( E/J'ro.scnmio) FARSI O l N/JOJ/0 NONIJO IHHIE PLATIRR/NE "L VEiffl/0 NONPO-SC/H#IE CATARRINE t:;I8130NE ORANq-OfJTAN (/OR/L LA iJOLO TAL (fAI ROOESIA 80..5/rON AIIJTRALOIOE NE6RO/Of 111rtl..llft BIANCO NON60LO/Ol.

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presenza di ebrei nei paesi euro pei nefasta, ancor di pi lo nei paesi africani, poich qui si trovano in presenza due razze: bianchi e-d indigeni. E' noto che l'ebreo non ama la vita disagiata ed i m es tieri semplici e sani come quelli agricoli, e pertanto anche nell'Africa egli sar i! commerciante, meglio il trafficante e lo speculatore. Questo traffico e questa specu lazione si svolgono allora quasi sempre a detrimento del prestigio di razza dei bian chi, specialmente quando questi, come avviene in tutte le colonie francesi, non si curano di difendersi, se non facilitano addirittura l'opera dissolutrice. La presenza tra bianchi ed indigeni di questo terzo elemento altamente dannosa anche per ch esso, per vivere e per ing.rassa re si alimenta alle fonti vive degli a Jtri elementi, da parassita che guasta il sang\le, poi ch sfrutta, nella sete di guadagno, le pi turpi passioni degli indigeni, con evidente alto danno per il prestigio razziale e con seguentemente per la potenza dei bianchi. Per esempio la pericolosa invasione in Algeria, Tunisia e Marocco della stampa immorale ed oscena proveniente dalla Francia agevolata, se non provocata, precisamente da elementi ebraici. Infatti i giornalai, 1 cartolai ecc. del Nordafrica francese sono quasi tutti (secondo alcuni : tutti) ebrei e trovano lucroso tale commercio. Acquistando a vii prezzo tutta la pro duzione deteriore delle librerie francesi, come libri osceni, riviste con illustrazioni marocchine che portano il Khmoth (pane tradizionale che si mangia il sabato) indecenti, cartoline immorali, le rivendo no poi con immenso guadagno agli in digeni, avidi di pascere la propria mente e di s aziare i propri occhi con tale pro. duzione. E' nota la profonda attrattiva che rappresenta la donna della razza supe-riore la bianca per qua.Junque uomo di colore, ed allora questi trova modo, nelle illu strazioni oscene e nella letteratura inde cente di soddisfare in parte ed in un certo qual modo i propri desideri. Naturalmente la v1sione replicata di illustrazioni in cui si mostra la bianca pi o meno svestita ed in atteggiamenti pi o meno seducen ti non pu che dargli una ben bassa idea delle donne bianche in generale e crede che esse tutte, o quasi, siano dedite alla vita corrotta e venale: con qual danno per il prestigio di razza .rispetto agli in. digeni evidente. Il disprezzo per le don ne bianche, acuito dal fatto che gli indi geni arabi e berberi per esempio sono gelosissimi delle loro donne che tengono spesso isolate, si riflette logicamente sui bianchi, loro mariti, padri, fratelli. Se la colpa maggiore di questo stato di cose dei francesi stessi, che stampano prima e permettono poi la diffusione di tale produzione immorale, non v'etando la almeno fuori della Francia, l'agente determinante che provoca e facilita l accessibilit di essa agli indigeni dunque l'ebreo, incurante di altro che non sia il guadagno e per niente preoccupato della dissoluzione che la sua. opera pu provocare e provoca. Di tutto ci il governo francese non si preoccupa, in tutt'a-ltra cure ed errori affaccendato. E poi perch intervenire? Do ve va a finire la libert democratica? E -in nome della fraternit perch gli indigeni nordafricani che hanno.. il diritto di combattere a fianco ai francsi non possono, come i fratelli francesi leggere ed ammirare giornali, riviste ed illustrazioni che ... allietano lo spirito? Cosa importa .la stampa immorale se si permette di peggio nei costumi e non esi ste affatto una legislazione ed una morale tutclatrici della razza? Ma se perfino 'ci dirannci orgogliosi i francesi alle bianche preferiamo talvolta le indigene, negre e mulattc in particolare, e le nostre donne non di .rado commettono folle per i vigorosi figli dell'Africa, a che pensare ad un fatto cos irrilevante, che dopo tutto agevola la parit e la fusione fra le razze, a tutto beneficio della Francia dai cento milioni di cittadini? Perci, dunque, ribadiamo, se la colpa della enorme diffusione della produzione pornografica francese degli ebrei, la col pa e l'onta di non far nulla per impedirlo, 17

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Il PI'IlSidente Doumerque stringe la mano ai notabili ebrei. di Marrakech, nel Marocco ma di incoraggiarla con la vita chssoluta c inclifferent e dei francesi. Ma gli ebrei non si arrestano a ci: cu rano anche nel N ordafrica francese la tratta eli bianche francesi -a bene ficio d e gli indigeni, giovandosi di los chi c ompi ici francesi. li giornalista parigino .'\. Londres, nel suo libro sensazionale La tratta delle bianche denunzi a vivi colori e con efficace documentazione l'ignobile traffico ed i metodi spaventosi di e sso per cui, con ogni arte e prepotenza, avviano creature, talvolta ignare ed in nocenti, incontro al peggiore e pi umi liante destino. Diremo incidentalmente che non solo nel Nordafri ca francese ma in Egitto, Turchia, Grecia, Sir.ia ecc . si svolge e prospera l'antinaturale traffico. Anche in tal caso, se gli ebrei hanno parte deter minante ed importante, la colpa e l'onta maggiore risale al governo francese, che rion provvede, ed ai non pochi figuri franc e si complici interessati : cos che si potuta costituire tutta una vastissima rete eli trafficanti di carne umana che agevo lano al massimo l'espatrio
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IL FALLIMENTO Gli scioperi della mano d'opera indigena c h t: : s verificano, con sempre maggiore frequenza in questi ultimi tempi, nell'Africa del Sud e in quella Orientale poste sotto il dominio britan nico, fanno pensare, non senza preoccupazione, all'avvenire della colonizzazione europea nel con ... tinente nero. Si pone, in altri termini, l'interrogativo, sul .)a crisi eventuale di un determinato sistema op pure della colonizzazione in genere. Un esame delle ragioni che hanno provocato i disordini in parola d motivo di ritenere che, per il momento almeno, non si tratta che del fallimento progressivo di un determinato sistema: quello britannico Fallimento di cui non troppo difficile ricercare le cause remote nell'origine stessa dell'espansione inglese e del sus .Seguente imperialismo creazione del giudeo Disraeli. Non bisogna dimenticare che gi alla fine dci XVIII secolo e nei primi anni del XIX i do minii coloniali offrivano all'Europa uno spctta .colo nient'affatto consolante. La Francia aveva perduto i pi bei possedi menti : Canad, India, Luisiana. Haiti. Del favoloso mondo posto In possesso 'della .Spagna non rimanevano che Cuba, le Filippine e pochi presidii senza valore. Nel 1821 l'immenso Brasile si separava dal Portogallo. L'Olanda, sconfitta durante le guerre navali .del XVIII secolo aveva dovuto cedere la pi gran parte delle sue terre coloniali agli inglesi e soltanto col trattato di Londra del 1814 po teva riavere l'arcipelago della Sonda. La stessa Inghilterra, malgrado la vittoria finale che la consacrava regina dei mari, non potc .. va dimenticare n la guerra d'indipendenza dc gli Stati Uniti, n gli enormi sacrifici che aveva dovuto per le sue ambizioni coloniali_ Ed proprio la trionfante Inghilterra quella che pu constatare pi degli altri quanto grande sia la sproporzione fra gli sforzi sostenuti e i risultati ottenuti. E' l'Inghilterra che cerca nella libert degli scambi una panacea ai suoi mali coloniali cd abolisce, nel 1849, l'Atto di Navigazione. Le colonie, dir Cobden non debbono es sere acquistate, che per il movimento commer ciale cui possono dar luogo. Di conseguenza la sua formula la seguente: Dare alle colonie un Governo proprio e mettere, al tempo stesso, a loro carico tutte le spese. negri che hanno disertato l'improbo e mal compensato lavoro cui sono sottoposti nelle colonie inglesi, vengono ricondotti ammanettali Per le colonie di popolamento europeo questa non era una grande innovazione ma ben dif ferente veniva ad essere la situazione e l'avveni re dei possedimenti dove la popolazione indigena predominava. Per diversi anni, questo mercantilismo d'ispi razione libero-scambista non fu che una faccia ta, Fatto inatteso nella storia dell'Inghilterra, il governo respinse delle annessioni che gli furono offerte. Ma l'esperienza del passato a vrcbbe dovuto insegnare agli inglesi che pi il commercio sa rebbe stato prospero, pi sarebbe apparsa in sopportabile l'intromissione della Metropoli. La colonizzazione inglese che per tanti aspet ti, era robust, portava con s la pena del mer cantilismo che l'aveva mossa sin dall'inizio e dal quale in fondo non s'era .mai allontanata. Non da mettere poi all'ultimo posto nel fallimento progressivo di quei sistemi la rude politica indigena esercitata in netta contraddizio. ne con l'autogoverno delle colonie c con i ridot tissimi quadri della burocrazia coloniale. Se qualche colono -il che da dimostrare ha qualche cosa da guadagnare con la scompar sa o l'estremo indebolimento delle razze locali, in quanto alla Metropoli, sicuro che ha m questo sempre da perdere. E difficile fare paragoni tra i cambiamenti apportati dalla penetrazione europea in Africa con quelli prodotti da pcnct r azioni anteriori (Camiti, Arabi, ecc.) tanto sono tra loro diffe renti per genere ed intensit. Le influenze straniere si esplicavano un tem po molto lentamente; si estendevano a regioni limitate del continente e passavano dei secoli prima che si estendessero su di un grande pa e se. Non v' invece oggi villaggio che non sia stato raggiunto dal processo di trasformazion e ed occorre tener presente che le civilt primor diali non sono adatte a resistere a simili attacchi. Un giorno il nero un paesano primitivo, l'indomani proletario in un'impresa europea. Oggi vive in n sistema di vita collettivista; dopo qualche anno di scuola si vuole da lui che sia capace di stare alla cassa di un magazzino di commercio. La civilt europea, con i suoi trionfi tecnici, troppo complicata e presuppone una s o mma di nozioni c di esperienze che l'africano non ha. La possibilit ch'egli viene ad acquistare di 19

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vivere, al di fuori della trib, una vita indivi duale alla quale non in alcun modo prepa rato lo porta a compiere eccessi perniciosi tanto pet lui che per la Potenza colonizzatrice. I centri di maggiori modilicazioni sono le cit t e le regioni industriali e, principalmente, i centri minerari dell'Mrica del Sud. Le miniere del Witwatergrand hanno occupato in questi ul timi anni una media di 200.000 indigeni. Sic come gli operai non lavorano che per un pe riodo determinato e quindi ritornano ai loro vii. Iaggi, ne viene di conseguenza un movimento migratorio continuo. Essi sono giovani che si sposeranno ben presto o sposati da poco. Le donne si trovano quindi per periodi pi o meno lunghi abbandonate a se stesse. Non raro il caso dell uomo che lascia la donna nell' imbarazzo. e non si occupa di lei che quando, dopo lungo attendere, ella ha stretto nuove re lazioni. Egli spera allora di ottenere dal nuovo marito un compenso per il danno subito. In conseguenza di questo stato di cose i cam pi non sono pi ben coltivati, il bestiame non curato, i bambini abbandonati In alcuni distretti dell'Mrica del Sud si conta lino al 50 per cento degli uomini continuamente assenti. Nel Basutoland, durante gli ultimi tren t'anni, il sessanta per cento degli uomini validi ha lavorato ogni anno nelle miniere. E' eviden te che simile stato di cose non favorevole ad un graduale sviluppo della vita sociale indige na e conduce fatalmente ad una diminuzione di nascite. Nei centri di lavoro gli uomini per con corde affermazione di tutti gli studiosi che si sono interessati del problema hanno appreso a g o dere di libert individuale di movimenti che nel villaggio non neppure pensabile e che minaccia di rompere tutti i legami dell'uni t comune. Hanno fatto l'abitudine a piaceri che nel vil laggio non possono pagarsi n, d'altronde, trovare dalle promesse deqli iMagqiatori. il neqro l
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tll totale delle risorse naturali del paese occu pato. E tra le risorse naturali annovera, non m primo luogo, anche le popolazioni indigene. *** Abbiamo sin qui descritto pressoch schematicamente, il processo araverso il quale l'indi geno delle colonie britanniche dell'Africa sta to costretto a passare Le conseguenze sono pi facili a narrarsi e formano oggetto di una cronaca pressoch quo tidiana Nei distretti sotto la severa influenza. britan nica si sono costituite organizzazioni, anche se non autorizzate, suscitate quasi senza volerlo dai dat c ri di lavoro europei e che sono natu ralmente in opposizione con la dominazione po litica ed economica del bianco. A capo di questi movimenti sono degli intel lettuali, quelli stessi che gli inglesi hanno pre scelto fra la massa ed educata in modo da far ne strumento della loro dominazione, ma pi addirittura dei bianchi, come afferma il missionario domenicano Oswin Magrath Gli aderenti sono proletari di colore. La loro debolezza consiste !)el fatto che i capi manca no spe s so delle qualit necessarie e fanno ap pello ai neri distaccati dll,lle trib. E' per que sto che spesso non hanno l'appoggio della mas sa della popolazione aborigena. N il Congresso Nazionale Africano, n l'Unione dei Lavo ratori dell'industria e del commercio dell'Afri ca, n l Unione dei Lavoratori dell'industria e del commercio dell'Africa, sono stati per sinoca, n o nostante i numerosi scioperi, capaci di apportare sostanziali miglioramenti alle condi zioni di vita degli indigeni. Lo stesso accade per il Congresso dell'Africa occidentale britannica. Non c' comunque dubbio che tutti questi movimenti contribuiscano a suscitare un senti m e nto di solidariet fra i neri, in netta opposi<.ione col mondo dei bianchi in genere. E la via aperta al comunismo che non ha tardato a calare in Africa, dal nord al sud in caccia di adepti Per quanto fra i neri i successi non siano stati finora strepitosi gli agitatori trovano tut tavia attenti ascoltatori Il comunismo predica una fraternit materiale che il cristianesimo non ha mai predicato e promette quello che non ha mai promesso nessun missionario : una completa uguaglianza sociale e politica. Sarebbe stran o che i proletari indigeni affamati dallo sfrenato. mercantilismo britannico non ascoltas sero questo nuovo vangelo. I capi politici e gli agitatori sindacali si sobbaccano nell'Afca del sud ad un compito veramente sinistro. Essi hanno rafforzato nei neri la coscienza di razza e mostrato loro che, nonostante la domi nazione bianca, sQno anco"ra una potenza capace di combattere con successo per i loro scopi se uniti. Lasciandosi andare ad un linguaggio esage rato, avanzando domande senza limiti e chiu dendo anche, se occorre, gli occhi dinanzi alla realt; gli agitatori riescono ad influenzare i icro ascoltatori ar
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E' fuori dubbio che, dalla fine del secolo XVIII, la borghesia c apitalista, industriale mercantile bancaria, s i rivela con tre caratteristiche attivit: a) Il prestito wl interesse penetra e signoreggia tuiti i rap porti economici, di l da ogni giustificazione di onest, di pre videnza, di utilit sociale. Chi ricorre al credito non meno di chi lo offre, concorrono a questo risultato. Ingenti operazioni di commercio ordinariamente si avviano e compiono con capi tali quasi esclusivamente attinti alle banche: l'industria mani fattrice, quanto spesso eccede in capitale fisso altrettanto assot tiglia il capitale circolante proprio, sostituendolo con quello preso a prestito con ciclo perenne, affrontando cos i pericoli e la servit del debito, per accrescere il profitto. b) La speculazJone avvolge tutta la ricchezza produttiva c improduttiva. Alla speculazione diretta sulle merci (irr natu ra), dominio della mercatura propriamente detta, a quella sulle masse metalliche monetarie e sui titoli cambiari,c.dominio dei banchieri, si aggiunge la speculazione che si esercita sopra valori di qualunque genere rappresentati da simboli trasferbili sul mercato: warranti rappresentanti delle merci deposi tate in magazzino; obbligazioni di societ industriali, mercan tili minerarie, di compagnie ferroviarie o di navigazione; di cartelle fondiarie, di costruzioni edilizie; titoli di prestiti di citt, comuni, enti morali; sopra tutto titoli del debito pubblico c) Finalmente nel seno della Borsa il monopolio si orga nizza, si erige e minaccia tutta la vita economica e sociale. Le masse monetate rappresentano pi prossimamente il capitale mobile formano il fondo di guarentigia e di conversione del c redito la leva di ogni ricerca di profitto; fra questo turbinio quin di il governo della Borsa passa in breve in mano dei pi forti depositari della ricchezza monetaria. Certo anche le prime formazioni capitalistiche, verso il XII e il XIII secolo, sono formazioni bancarie e mobiliari, ma giova osservare che nell'e conomia medioevale il danaro serve pochissimo, e solo per pareggiare le differenze degli scambi effettuati in natura per pagare le tasse ai signori, ai principi e alla Santa Sede. Il dana ro risponde in tal modo ad una necessit dello Stato; serve come segno della dipendenza dell'economia dal potere politico c s erve a mantenere quest'ultimo. La funzione del danaro ne Medio Evo, pi politica che economica; il prodotto in mar-dell'economia, ma o campo di azione fuori dell'eco nomia Onde, quando fra il cadere del XVI secolo e il sorgere del XVII, il capitale monetario, pur rimanendo sempre nella zona politica, si volge anche a quella economica, il turbinio di negoz i cosmopolitici si accentua in breve intorno alla Borsa e alla colonia israelitica di Amsterdam che riscuote l'attonita ammirazione dei contemporanei. Ma l pure la speculazione frenetica sopra i prezzi artificiosi delle spezierie coloniali fa la sua scandalosa comparsa per opera della Compagnia olandese delle Indie Orientali (1634), e si sbizzarrisce, sotto nuove e rovinose forme di aggiotaggio. Pi tardi, la bazza comincia in Francia dove, con decreto della Costituente del 28 gennaio 1790 sono riconosciuti i diritti di cittadini attivi agli israeliti del Mezzogiorno, noti con la deno minazione d'israeliti portoghesi, spagnoli e avignonesi; e con successivo decreto del 27 settembre 1791 proclamata solenne mente l'emancipazione di tutti i semiti abitanti della Francia senza distinzione di origine. E' vero che il regime dei girondini ostenta severit draconiane contro la Borsa che gi nelle mani degli Ebrei, ma in seguito, sotto la Montag!Ul, la borghesia orga nizzata nei Club, non solo regge le fila della politica di Francia ma ne sfrutta in segreto le distrette finanziarie; e fra il violent o oscillare dei valori pubblici in quel regime convulsivo, di mezz o ai repubblicani egualitari, traggono origine e si solevano no n poche delle odierne famiglie di rentiers. E cos la rendita dei beni ecclesiastici, i trapassi vertiginosi, le rovine dei _comprator i fra la crisi degli assegnati ( 1793) aumenta di appena cento mil a i proprietari del suolo: per converso, impingua tina serie d ; appaltatori alle aste pubbliche e di speculatori su beni fndi -. r ,C,I ,,,.. \io Q o e L'ebreo addita OOi1l compiacenza le fotografie deqli avi, carichi d'an):li. di. barbe e di gloria ... t'almudica Cos i maneggiatori della ricchezza mobile monetaria rima1 gono pressoch soli al disopra della ingente ecatombe che consuma durante la repubblica fino a Napoleone l. E cos d < vunque la parola spetta a coloro che son diventati oltrepoteu in Borsa, a coloro che il pubblico designa con il titolo di baro1.: della finanza, agli ebrei che hanno una esclusiva vocazione < fare i finanzieri,-' gli arrendatori, i feneratori, i rigattieri, i rive duglioli, una straordinaria attitudine agli affari e ai guadag n una cupidigia sfrenata e insaziabile, mediante la quale giungo r ad appropriarsi a non lungo andare le ricchezze dei popoli cl; li ospitano.

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Si forma proprio m quest odo quella borghesia neo-giudaica nata come una moltitu({ine d'insetti dal connubio fra i discendenti della trib di Giuda e il ceto degli affaristi (Ellero); quella borghesia che reca all'apogeo l'avidit del da naro, e contemporaneamente il regime parlamentare, che solleva di preferenza al potere i rappresentanti della ricchezza mobile modifica da cim.a a fondo la legislazione economica, in modo che la libert giuridica nelle sue molteplici e generali applica zioni giovi al prcponderante capitale, sanziona le leggi sulla libert dell'usura, sopra i titoli di credito, sulle societ anonime, .sulle banche, sulle borse, sui contratti aleatori ecc. che con uniformit quasi universale di principi informativi e d'influssi si accomunano in tutti i paesi di Europa, anzi della civilt occi dentale. E questo inquinamento a getto continuo, prodotto ge .nuino del giudaismo, raggiunge quasi sempre proporzioni allar manti. Ecco per esempio, quello che accaduto in Italia. Fino all'anteguerra, nei piccoli comuni rurali di tutta Italia assai difficile che l interesse vada oltre il lO %, e i mutui notevoli si contraggono ad interesse relativamente mite con garenzia ipote caria; solo pu riscontrarsi un'altezza di saggi d'interesse mag giore l dove vi anticipo di sementi o prestiti di derrate. Ma ben diversamente accade nelle citt dove l'usura ebraica rag giunge e, assai spesso, passa lo spaventoso interesse del 500 % nei piccoli mutui non garentiti, ed egualmente raggiunge e passa tal saggio in quelli garentiti da pegno. Simili metodi avevano importato fra noi gli lsraeliti che giun sero in Italia con il regno di Napoleone I. Ma un esempio, anche pi sorprendente, si ha in Rumenia dove, verso la fine del secolo XIX, gi ebrei si erano insinuati con il solito pretesto di contribuire all'industria e al commercio del paese. Infatti a Jassi, a Ploiesti, a Botosciani erano parecchie fabbriche fondate da ebrei; Galatz possedeva una grandiosa fabbrica a vapore per segare legna; Braila e Tucea distillerie di spirito che facevano esportazioni in Austria e in Italia; Focsciani concie di pellami, fabbriche di corda ecc. Ma il male era che il profitto non tornava a vantaggio del paese poich il danaro si collocava all'estero; i banchieri israeliti poi, per meglio arric chirsi, fecero per qualche anno una guerra accanita con l'agio ai biglietti ipotecari dello Stato causando uno scompiglio, una desolazi'one, una rovina tale da far temere pross imo il fa li imento dello Stato stesso. In una parola la Rumenia aveva pi di seicentomila ebrei, dei quali buona parte non naturalizzati ed il cui scopo era di vivere alle spalle degli altri: nelle grandi citt come nei pi umili villaggi, l'ebreo era presente, come un'arpia, sotto la forma di speculatore, di usuraio, di negoziante d'alcool, di panni o di carne umana. Tanto vero che l'art. 7 della Costituzione, fatica particolare di governi sedicenti liberali, restrinse pi tardi per gli lsraeliti il diritto di propriet di beni immobili -alle sole citt, rimanendo loro escluso qualsasi diritto di propriet di fondi: con altra legge sul commercio ambulante, fu tolto loro anche gran parte di lucro. Gli ebrei furono cacciati dalle campagne e dai centri rurali, e costretti a vivere in Ghetti: furono dichiarati stranieri non soggeui ad alcuna po tenza straniera. " Del resto, l'amoralismo ebraico non si limita al solo campo e si estende invece al campo politico, religioso eccetera. In pieno secolo XA, nel fascicolo dell'aprile-giugno 1914 nella Rivista di Storia per la Provincia di Alessandria, il ca nonico Don Gasparolo eminente storico e ricercatore delle Tre mesti figuri, in un cimitero polacco 23

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Giudeo Pc>lacco antiche memorie della s ua regione -ha potuto ripetere contro g li Ebrei, sia pure con qualche riserva e dubbio l antica accusa detl omicidio rituale. Inoltre; 1-mtgo il Medio : E-v&, quarffittWJae-profughi e reputati deicidi pure, posti in mezzo tra gli oppres sori e gli oppressi e per la loro stessa anomalia sottratti al s istema feudale e alla s ervit gli ebrei riuscirono ad evitare la milizia dei baroni e il l a voro dei coloni. E s enza sparg ere il s an g ue con i primi e il s udore con i s econdi vi v endo di usura e di ric ettazione sopravvivendo nei campi dopo la battaglia, o insinuandos i nei castelli e nei mercati, per comprare o prendere in pegno le spoglie dei cadaveri dei viandant e dei v illi c i s al varono tra mille umiliazioni e angherie e spuls ioni e strag i il taccuino e il Talmud. N di questo amoralis mo maneano prove nella s toria recentis s ima Nessuno ignora che gli lsraeliti hanno invaso da pi tempo la vita sociale, politica e amministrativa della Francia;. nel1914. rico_rdo d! aver letto, a questo proposito, un libro in cui Leone Daudet dimostrava, fra l'altro, che tutti i mulini di Parigi erano nelle mani d un ebreo tede s co il quale, in caso i guerra, poteva affamare la capitale. Per quanto riguarda l'esercito il periodico 24 L'U nivers l sralite del 30 ottobre 1908-, ehe hosotto gli occhi.-cita un discorso tenuto in Germania dal colonnello Gaedke dinanzi al l'Associazione per la difesa con tro il semitismo, in cui detto che nel 1883, in Francia, su un totale di 18.500 ufficiali, vi erano 721 ebrei. Alla vigilia della guerra mondiale, cio nel 1913, troviamo 3 Israeliti fra i tenenti generali 5 fra generali di brigata ( dun que in complesso, 8 generali) ; 14 fra i colonnelli ; 21 fra i tenenti colonnelli ; 68 fra i mag giori; 107 fra i capitani; 37 tra i medici militari; 20 fra gli ufficiali di commissariato. Inoltre molti Israeliti sono nelcorpo del genio navale e in altri servizi sussidiari della Marina. Ora ecco come gli Ebrei com pensano la Francia. Durante l a guerra nei Balcani, m1 telegram ma partito da Berlino il 23 novembre 1921 e indirizz!!tO agl i Israeliti di Salonicco, cos con cepito : l n s e guito ai pass i fatt i dagl' lsro e liti tedeschi in Salon co, il console della Germani a prender le misure necessarie pe r assicurare la loro protezione. Tal e protezione si estender eventua l mente agli ebrei G l i Israeliti tedeschi di Salonicco d o mandano dunque la protezio n e della Germania, e la Germania accorda la sua a g i i lsraeliti ottoman_i di tutto l'lmrro. Eppure fra i 70 .000 ebrei ,Ji Salonicco, neppure un decimo sono soggetti germanici mente venuti in questa citt e i _,j pi o meno considerati come st r t nieri, la cui dimora nell'OrieE'.e non sia ancora definitiva. h8 m a ; gioranza degl'lsraeliti d'Orient f o dovrebbe es sere fnncese 9i linguae di educazione : i gi cr nali ebrei di Salonicco scritti per due terzi in francese, l e scuole_ dove il francese lingua predominante, la lingua f n < t cese adoperata negli scambi commerciali d4Dostrano esse q t : e sta una verit. Pertanto, gli Ebrei hanno tradito la Francia nel 1912 ]Va erano forse diventati gli amici sinceri e onesti della German i : ? Non possibile nel rispondere a questa domanda, qu a t do si conoscono le parole gravi pronunziate non guar : : a Adolfo Hitler: Il Nazional-Socialismo deve far conoscere 1 nost'r.o popolo il suo vero nemico: l'Ebreo, e deve far in m o 1 o che la lotta da noi combattuta contro di lui, sia come una st e a annunziatrice dei tempi nuovi, una stella che guidi gli a i' r i popoli verso la via che essi debbono prendere-per la z a di un'umanit ariana militante-Ed pure possibile conc:u dere che l'amoralis mo ebraico, ieri come oggi, minaccia s1 n_ pre quelle nazioni che, come la Francia; si ostinano a non c h ,u dere le proprie frontiere a'l"l una razza, la cui reli g ione si r i : : s sume solamente ne_lla smania di invadere di assorbire, di minare e di possedere.

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Da quando Carlo Marx, o meglio Mordechai discendente di rabbini fond con Federico Engels c coll'altro giudeo Ferdinando Lassallc la prima internazionale. dalla quale germin la seconda dci social democratici, poi la terza dei bolscevichi ed infine la quarta dei trotskisti, il mondo ha pagato un favoloso tributo di sangue, di ricchezza distrutta, di energia sprecata a questi indemoniati pastori col solo risul t:to che essi attraverso le convulsioni so ciali scatenate, hanno intrakiato e quindi rallentato, il naturale processo evolutivo dell'umanit, legato al prodigioso svilup po della scienza fa quale ponendo a di sposizione dei popoli in copia sempre mag giore le risorse della natra, ne ha grandemente elevato il tenore di vita e molti plicato le possibilit culturali. INTERNAZIONALI I maggiori pensatori tedeschi del secolo scorso si trovarono d'accordo cogli ita lic.ni nel diagnosticare il male. scrisse:. Per quel popolo scaltro non ve do strada aperta; sin tanto che regna l'or dine non ha nulla da sperare. Schiller Io defin:. Una razza umana disprezzabi le ; Kant a sua volta: Sono tU1a nazione di commercianti la pi parte dei quali non eerca onore civile, ma vuoi riparare al perduto onore col vantaggio dell'! s .operchieria che esercita sul popolo in mez zo al quale vive; Hegel: Il mondo giu.... i ..... ,, .. ''"'A-"" .i .. : :, ... "" !;il; ..... ... :. ..... . .. r .-.. .'d"" ,. .. -.. : 1 : :.:' - '..;;_\::.- J, -: 1 .. : .. ... "-. :: ::, :..; .... .. "' ; r'" .:'.,-"La Patria in pericolo l", manifesto antibolscevico app
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"L'ebreo socialisteqgi/cmte DWegno.. antigiud
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La testata di un foglio satirico illegale, che usciva in Germania nel 1887 htzionarismo giudaico dai cui quadri t)oi scaturito il bolscevismo: Max Adler, Leo Arons, Adolf Bar, Otto Baucr, Heinrich Beer, Max Beer, Eduard Bernstcin, Hans Blok, Adolf Braun, Adolf Cohen, Max Cohcn-:Keuss, D. Davidow, Julius Deutsch, Leo Deutsch, S. Druker, Otto Ehrlich, Gustav Eckstein, l.udwig Frank, Kathe Gernsheimer, Ester Golde, J Hanauer, J. Hertz, Joseph Herz ftld, Rudolf Hilferding, Pau! Hirsch, Gustav Hoch, Max Josephsehn, Pius Jul mann, Sigmund Kaff Ernst Land, Pau! Louis, Zacharias Leder, Alexander Lips chutz, Rosa Luxemburg, Ludwig Mann J (an Martin, Hans Marckwald, Karl Marx, Ernst Meyer, Alfred Moglich, M. N achinsohn, E. N orden, Salomea Perlmf.!tter, W. foshanski, Eugen Prager, Charles Rappaport, N. Rjasanoff (Gol dnbach) Th. Rothstein, Siegfried Ro senfe ld, J. Sachse, Anna Schlesin .ger, There-se Schlesinger-ECkstein, Arthur Stadthager., A. M. Simons, E. Sonne mann, .T oseph Steiner, Georg Stiekloff, C. Thesing, Leo Trotski (Bronstein), Georg Weill, Ermann Weyl, Siegfried \Veinb e rg, Hermann Wendel, Emanuel Dionys Zinner. I germi del bolscevismo si andarono ordunque preparando in mezzo al giudai smo tedesco pi colto eli quello russo quantunque di gran lunga meno numero so; lo spirit0 scientifico tedesco confet:iva una virulenza speciale al giudaismo locale. Ma l'organismo nazionale russo offr una resistenza assai minore di quello tedesco a causa della enorme differenza qualita tiva che intercorre tra le due razze. Diminuite tali resistenze naturali in causa della guerra, esso scoppi si nell'uno che nell'altro paese, come una cisti batterica. La Germania colla sua formida bile volont ne ha. trionfato! La Rus sia ne tuttora consunta. Durante la grande guerra il giudaismo non risparmia ad alcun paese la sua azio ne deleteria, anzi moltiplica le sue agi tazioni (corruzione, spionaggio, sovverti rr.ento procedono d'accordo!); i governi tutti, senza eccezione, assillati dalla lotta che si svolge al fronte non seguono colla necessaria attenzione il ribollimentb in terno che il sovvertimento giudaico fomenta. Ogni paese presenta cos i noti casi di azioni proditori alle spalle del l'esercito. L Svizzera diventa il comodo quartier generale di questi nemici di ogni popolo e di ogni governo. A Ginevra ope rano i disfattisti rolandiani col satanico giudeo Stephan Zweig cantore in tre lin gue del disfattismo; a Zurigo v' Lenin con Kamenev e Zinoviev, come noto entrambi giudei, e vi sono pure dei giudei italiani che chiss come riescono a far la spola. Essi attendono appiattati in co modi alberghi che le forze di ogni na zione siano suffidentemente corrose per intervenire ad' jmporre la propria volont; non ostante i rigori delle censure v' ovunque una fioritura di periodici social <'.emocratici e dopo il 1917 filobolscevici. Versaglia non il trionfo della Franci::. ma del giudaismo che si dimostra ora a vent'anni di distanza. Gnvra ne il tempio. Ma il vertice della parabola raggiunto; lo sforzo immane. che i popoli vitali hanno durato, ha fatto scturire loro vene nuove energie che si sono trasformate in un salutare lavacro. Indietro non si torna pi nonostante le rab biose speranze d'Israele; si scelga ordun que un asilo dfinitivo, ma non mediter raneo, poich l'Europa, in un modo o nel l'altro, se ne dovr liberare; CARLO BARDUZZI 27

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.": r:: .": ,.. -"'" Jbisc. orrendo un giorno con un grecista di grido, che era in vena per par ticolari circostanze, di par lare pi del solito della propria attivit, lo sentii, a un certo punto, spinto dalla foga del discorso, uscire nella seguente af fermazione La cono scenza del greco egli disse ha per noi un van. taggio su quella del latino : la prima ci conduce ad una letteratura protenda e sensibile assai affine, per questo, al gusto dei moderni; la seconda, ad una letteratura troppo infarcita d'interessi pratici, troppo legata alla vita, e quindi lontana dal no stro gusto Se il mondo moderno, specialmente nell'ultimo secolo, si staccato dalle letterature antiche, la colpa di guesto deve attri buirsi soprattutto al latino. Rimasi un po' sorpreso da tale affermazione : ma ritornandoci in seguito con maggiore calma e ricollegan dola con altri discorsi, con altre letture, con altre affermazioni, nelle quali, prima e dopo, m'era capitato d imbattermi, mi resi conto che, quanto avevo ascoltatG una volta dal mio grecista, non costituiva un aso isolato : ma apparteneva ad un opinione diffusa, nella cerchia dei cultori degli studii classici. Una volta le cose si ponevano in altro modo: si s tudiava la letteratura greca, anche pi profondamente e pi amo rosamente di adesso : ma si amava vederla in un modo naturale cio appunto per cercarvi quella rispondenza con la nostra vita, quella consonanza coi nostri valori morali, che invece secondo l opinione accennata, costituirebbe un difetto. Si studiava il greco p e r poter leggere Omero, Pindaro, Eschilo, Sofocle Non era solo una ricerca di sensibilit, un bisogno esteticu. Ora, siamo al punto che questo viene considerato un difetto; sopratutto poi nella letteratura latina. Come ho detto in principio, l: questo anzi, l'argomento che statuirebbe, per essa, una pretesa inferiorit. Ora il bello c he, onde fondare questo argomento, si da alcuni dei moderni grecisti, creato questo equivoco : scam biando tra di loro lingua e nazione, si sono considerati greci tutti quegli scrittori che nell'antichit adoperavano il greco: senza pi guardare a quale razza e a quale terra appartenessero : se alla Grecia e alle isole, abitate da arii, o per esempio alla Siria abitata da semiti : che se ebbe scrittori di lingua greca non per questo di greci si pu per essa parlare. E' una moda di derivazione francese la quale, diffusa oggi dappertutto, ha soprattutto questo vantaggio : che, essendo dotati quegli antichi scrittori semi ti, di un carattere molto diverso da quello dei veri greci, ed essendo la loro letteratura affatto priva delle ispirazioni, eroiche e civili, proprie del carattere greco, ma tendendo invece ad un genere immagini fico, vuoto e spesso lezioso, oppure, in altri casi, aridamente logico : solo questo genere asiatico, una volta meno stimato, viene a tro varsi in piena consonanza con gli aspetti della odierna letteratura francese. La quale come si sa, per non piccola parte, nei nostr tempi, asiatica. Dunque, spostato, in questa direz i one l'interesse d e : grecisti; e condotti! i senza che se ne accorgessero proprio al punt e di vista che pi s'addice agli odierni francesi, era naturale poi come succede in tutti i movimenti, che questa spinta non conoscess r pi limiti, sicch dimenticando persino Omero, Pindaro, Eschik e Sofocle, tutti si concentrassero, per esempio, intorno al siriacr Meleagro; e invece delle battaglie, o delle gare d'Olimpia, ricercas s e ra gli amori del beli'Israelita descrivessero ietro le orme d : questo scrittore, i postriboli di Tiro e ci illuminassero sul fascio : particolare delle etere siriache. Una volta il filosofo loro preferit L era Platone; oggi, Epicuro; n esitano, tal uni d essi, a scrivere nelle loro riviste che l'edizione critica dei fran menti di Epicuro sar la pi grande gloria che possano attender s le lettere italiane. A tutte queste cose serve ad essi lo studio d E greco; od anche per farci conoscere se le ragazze di Cos avesser,pi attrattive di quelle di Biblo; le italiche delle egiziane; o quel l della Fenicia, delle alte e bionde donne dei Persi Questo, come si vede, un regalo della Francia; al quale nor

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Aristotele occorre dire ci che s'accompagna. Poich, questo travisamento della Grecia aria, questo ritorno degli istinti asiatici non evidente mente solo un portato francese. Contro di noi il colpo ancora pi diretto, perch vi si aggiunge l'altro motivo consueto: l'odio con tro Roma. Se si scpravvaluta Meleagro, se ne trae subito una con seguenza contro Virgilio. Se si esalta Epicuro naturale che ne risenta S. Tommaso. L'estetismo dei super raffinati francesi ed ebrei non pu essere che assai severo contro la solidit e l'umanit degli scrittori latini. Combattono, senza saperlo, anch'essi per il re di Prussia; non han!lo la bench minima idea delle responsabilit che si assumono. Immersi in una specie di nebbia estetica, mancano completamente di senso delle realt. In mezzo alle opere del mondo classico, il loro stato d'animo interamente romantico: d'un romanticismo dolcia. stro, lezioso, appiccicaticcio, noioso: che consiste nel cercare il sublime anche tra i rifiuti, e nell'essere sempre in attitudine di goditori Dinanzi a qualsiasi cosa essi si comportano come un collezionista d'altri tempi che scrutasse colla caramella sopra un quadro impressionista. Sono, in fondo, delle ottime persone: ma un gran guaio: che sciupano, accostarvisi, anche le opere pi belle; e intanto, per il loro mestiere, hanno a che fare proprio con le opere pi belle. La direzione semitica nella quale oggi sono trascinati, cio la loro predilezione per gli scrittori siriaci, greci solo in apparenza, ha per noi questo vantaggio: che li tiene, fino a un certo punto, lontani dai veri classici Ma intanto ci non toglie una confusione gravissima; perch, con questl predile. zione, diffondono una falsa idea della grecit, e allontanano molta gente dalle letterature antiche. Quanta maggiore critica, quanto maggiore discernimento s'aveva, in questo, una volta! Si partiva da una considerazione che, era, in fondo, razzista. Si guardino, anzi. tutto, i nostri pro genitori romani; che pure tanto conobbero, e predilessero, la letteratura greca Si guardi Cicerone. Egli non dimentic mai d'essere un romano; e volle, in quella letteratura, cercare quello, che pi si confacesse al carattere romano. Si ricordi ci che egli scrisse all'inizio delle Tusculane Si guardi Seneca, (spagnuolo, ma d'antica famiglia italica) e in generale, tutti gli stoici latini; si guardi Marco Aurelio. Chi che non avverte la grande differenza tra la loro dottrina, che pure portava il nome di stoica, e quella da cui in apparenza sembrava imitata? La quale d'altra parte, non era la creazione d'un greco, ma d'un autentico semita, cio di Zenone detto lo Stoico, che, figlio d erede di mer canti fenici, solo per caso, essendosi recato ad Atene, vi si inizi alla filosofia. Lo Stoicismo di Zenone aveva infatti la forma d\m immanentismo meccanico, privo di elevazione morale, che doveva riuscire necessarian1ente insopportabile al carattere ario : tanto che Panezio, un autentico greco, nato a Rodi e quindi di stirpe pro. babilmente dorica, lo modific profondamente: e vi introdusse una concezione delle cose non solo pi reale, ma sopratutto pi umana. Cicerone pot cos diventare il suo divulgatore; e far cono scere questa dottrina nel mondo romano. Ci mostra come i Romani sentissero la razza anche nella filo sofia; e come, sotto l'apparenza comune della lingua, sapessero ben distinguere l'orientale dal greco. Cosa che si ripet, nel nostro Cinquecento: quando, in tutti i trattati, in tutte le antologie, si separava rigorosamente ci che era appartenuto alla vera grecit, platonica ed aristotelica, da ci che invece sapeva, anche lontana.. mente, d'asianesimo. Alcuni falsamente affermano, oppure stoltamente dicono e simili, erano sempre i proemi che si face. vano precedere, a principii tolti della filosofia di Menippo di Gadara, o di Zenone lo Stoico Oggi si fa d'ogni erba un fascio; si parla di classici, solo perch si leggono 'autori, che adoperarono le lingue classiche; e si giunti a tal punto che lo studio del greco, che fu la lingua d'Omero, serve per presentarci, sotto veste este tica, la corruzione orientale o i veleni filosofici, che, venutici dal. l'Asia, infettarono il mondo antico. Questa, per i grecisti alla francese, sarebbe la grecit. Ma oggi che s' ritrovata l'Italia; che essa ci SL va di giorno in giorno rive lando : necessario, insieme a tutte le altre cose, che essa c'insegni anche a conoscere i classici. A conoscere, quindi, anche l'antica Grecia; come nei grandi tempi, la conobbe; e quale seppe trovar! a, affine a s stessa, nelle opere migliori. G. DEIJ.' ISOLA 29

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Il razionalisrno Mentre i fisici del tempo presente dimostrano che il mondo della fisica un artificio, l' ra naturalistica e meccanica l'interpreta co17j.e una trasformazione della natura, come una trasformazione della stessa nella lingua matematica. Essa crede di poter spiegare chia ramente per mezzo della fisica tutte le sue conoscenze. Da viene che qy,ell'ra abborda la ricerca della soluzione del sign.ic Jicato secondo la scienza naturale .el'opinione del JTIJQndo, le quali larga mente eccedono dal campo della fisica come da quello delle_, scienze naturali. La posizione uguale della coltura meccanica e della realt condusse all' errore distruttore di dichiarare il mondo meccanico mondo in se stesso. Tutte le illusioni _9ualitative non avevano in questa rappresentazione alcun posto, esse furorw spiegate come illusioni soggettive. In realt la costruzione ideale del mondo fu null'altro che una ardita costruziori del pensiero, Insomma la radiCale razionalizza zione della natura affondava nella meccanizzazione e nella tecnicizzac zio ne. La caratteristica dell'opinione del mondo nel 17" secolo sino al 19" ft 30 cartestan Pbblichiamo ben volentieri questo scritl:o, sebbene non sia di agevole lettura, perch il jo.ooata ed introdotta attraverso la filosofia di Descartes. Col suo Disoours de la methode egli apr la ridda dei suoi filosofici. Eman.and da una deter-minata spe culazione, ct>ndusse la scienza natu rale alla sua natura matematica ed alla concezione del mondo. Si era semplicemente ciechi ili fronte al fatto che al di l della scienza naturale vi era ancora un mondo dello spirito. La dittatura del Visibile e del Sen sibile conduceva al del ye__ggiore conio i cui .)_jetti noi t'utti abbiamo notii dopo l'ul#ma guerra. Cartesio, c'ome esso fu definitO dagli contro l liJtura vivente, contro la vivente figura urria--rm. La quale non si accorda con il suo pensiero, non adctitabile sua formula, iwn si lascia scomporre in. piccole parti, non si dissolve in atomi; cosa completa, unica, destinata ad un determinatO scopo su per fisico; dovuta a Dio. T! anima, secondo il significato to

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contro la cultura antica contributo che un camerata tedesco offre alla filosofia classica e cattolica mzstzco, nella formazione cartesiana della vita estranea al mondo, non ha n e ssun posto Il sistema si lascia ordinare in categoria; ci che non si pu ordinare in mode scientifico solo apparenza e sta fuori della realt naturalistica. Dell'anima rimane solo una Res cogitarzs null'altro che una fine m
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La puruzwne ricompensa e sbi goUimento. L'armonia dello spirito anima e del corpo, come la ammoniva Tomaso, la ric!W!de i.l nostro tempo, del quale vi sono particolari legami col tempo della scolastica; Tomaso annunci, come noi, la inte gra apparizione della figura umana. Non l'intelligenza la prodUttrice delle interruzioni sociali, bens la di sposizione della compagine ereditaria da cui l'io ottiene la capacit di pren dere partito L'intenzione ci che ci prova se ad un uomo mancano le basi etiche se vengono sviluppate, se degenerano o se appariscono solo rudimenti nella disposizione e non potranno essere sviluppate. Prima di tutto se il pensiero del' l'uomo, il suo volere ed aspirare, riuscito ad un fine trascendente, allora l'intenzione risveglia dalla pura disposizione la struttura morale. L'(J)Spettativa della vita, nata dal bisogno, preme ed aspira, riceve dal basso le sue prospettive, un'affatir cante e segreta rivolta contro tutti, distruggiJtrice della armonia, e di ci che si chiama ordine, con la tendenza alla catastrofica (KCuhahymen) in versione di valori: cos abbiamo da-1Janti a noi la dei conseguiti risentimenti negativi. Da tutto c, come ci ha dimostrate il bolscevismo, si i corpi estranei rivoluzionari e spirituali. Ci significa che questi uomini della distrutta e male usata persona lit, proseguono p mezzo della loro mutevole effettuazione meglio espres sa dal continuo cambio di principio, ed isolandosi e divenendo inadatti alla vita. Il continuo variare di valore per la sospensione dei sentimenti nel'l in, timo e la reazione dei sentimenti del mondo esteriore li conduce alla inca pacit sociale. Il Dr. Vieruskein ha cos espressa la formula di questa cognizione: Il sentimento dato attraverso la ricerca di concetti mora.li, etici e reli giosi, corrente basilare di se1iso di sposizionale il cui carattere reagisce al fascino della vita contro la sua ,.L tenore disposizione intellettuale, af fettiva e di volont dinamica, che esige una presa di partito ultraindi viduale, cio altruistica. Noi appunto e ci non dovremmo dimenticare, siamo solo una parte del bene e del male, della colpa o della espiazione portiamo in noi distruzione e vita. Persino dove noi diamo esecuzione alla punizione siamo in qualche mo do i puniti, poich siamo tutti i n-32 Le basi etiche dell'uomo sociale Morte dei primogeili.ti <:legli Egizi eli Haggad Pecca t o e punizione Abramo che benedice !sacco e congeda Agar ed tsmaele'' Diaegno di Haggad fetti dall' Originis Pecctum m0 lestati dal peccato ereditario. La-dinamica personale forma l'in. finita catena delle cattive disposizio/u ereditarie. La soluzione del problema degli avvenimenti spirituali, che noi cono. scia11w oggi chiara ed univoca, non proviene esclusivamente dagli ele. menti, ma bens dalla totale form(J. ::imu: 4ella per5Qftalit. Tomaso d'Aquino, cos si pu dire. rivive sempre e ci. conferma la e sat. tezza della sua co ncezione anima-vita se egli nella sua Quaestio dice : Sebbene il corpo 'non appartenga all'Essere dell' Anirrw., tuttavia l'essenza dell'anima ha un riferimento al corpo, in quanto suo, identico essenziale forma della vita, e cioi per defiriizione il corpo apparti e n e all'intimo dell'anima. Come il corpo or appartiene a i carattere dell'anima, di essere forma di un corpo, cos essa appartiene alla specie di una determinata anima ed ha riferimento a questo detennina10 corpo. (Quaestio disputationis spi ritualibus creaturis). l valori dell'asociale sono rotture di sentimenti di una condotta di vita disarmpnica, superficiale e convul s a ; ad essa manca il traguardo di una base etica di vera demarwzrone. In questo puiJ operare il m a l perch alla base della cattiva moss a ereditaria esso vince pi L'impulso del lJl(Jie, con la c apa cit di una forte reazione, viene .se m pre dall'esterno. Nell'uomo stesso data sol o la sensibilit, la quale perci pu es sere d lui diminuita, se egli dispoJ n e J.i determinate forze etiche di difesa; da questo viene senz' altro che l a reintegrazione dell'Uomo etico imp e r fetto e di conio asociale, non si .Ju per mezzo delle, sola p . m zwne. La punizione la violenta ; ro missione di una volont estran e e la quale condanna alla completa e s (TO priazione della personalit. Essa ha il solo compito di pr-e u rare l'ambiente di conoscenza d i far nascere la cognizione della co pa. Essa seziona il peccatore ed in.!ica a lui il suo falso modo di agir Essa segrega, in doppio rigu u d o una misura di protezione. La punizione da sola non cost ui sce forza che possa formare c n W mi; essa non pu essere per se s i 'ssa in grado di stabilire l' equilibri c in 'terno e di Teffetto. La punizione la consegu :!Zii della verit ferita. wn.IJ NIX

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ALBANI E IL SUO POPOLO "' l: l ., . e 1orse a pLu bella razza de l mondo" Vecchio Malissor _d'Albania JLammirazione per gli Albanesi di lord Byron non si limi t solo alla frase che ho riportato. Egli, nel 2 canto del Pellegrinaggio d'Aroldo, assicura di aver trovato, nella parte d'Albania fra Del vino e Libachabo, le pi belle donne che avesse giamn1ai visto, non solo per il loro viso perfetto, ma per la loro statura e il portamento. Tutti gli Albanesi, egli dice sono coraggiosi, rigorosac mente onesti e fedeli; sempre frugali, sono per e ccell e nza dei soldati resistenti alle pi grandi fatiche e alle maggiori privazioni. Incapaci di tradire, traggono sovente dalla loro origine una certa crudelt. Ed aggiunge che rest colpito dalla rassomiglianza fra gli Albanesi e gli Highlanders della Scozia, sia nell'aspetto che nei modi di vivere; presi entrambi in un ambiente montanaro e boschivo, che quasi uguale nelle due regioni. Quest'ultima osservazione del Byron non deve farci pensare che l'origine etnica possa essere la stessa. Gli Scoz zes i provengono dai popoli C elfici ma non altrettanto, con certezza pu dirsi degli Albanesi, per quanto il loro paese fosse sulla strada che la gente celta-ariana segu nella sua emigrazione dall'Asia in Eutopa, dove popol vastissime '""zone, nella sua parte centro-occi dentale. Gli Albanesi han conservato, con la loro lingua, pi pura la loro razza, ch e ben pi antica della emigrazione suddetta; essendo essi, non vi dubbio, gli unici discendenti della razza Pelasga. Questo popolo risiedeva gi..nella vasta regione che comprende. tutta la penisola balcanica a sud del Danubio, dal Mar Nero all'Egeo e all'Adriatico, raggiungendo anche le coste dell'Asia minore. Dobbi a mo porre a .circa quaranta secoli f a la presenza dei Pelasgi in questo vasto territorio. E d ell'es istenza di questo popolo ci assicurano Omero, Erodoto, Tucidide ed altri scrittori dell'antichit. Mentre attraverso vari documenti, noi sappiamo che l'emigrazione degli Elleni, Illirici e altre stirpi indo-eur o pee, di molto posteriore alla presenza dei Pelasgi Gli Elleni occuparono la zona pi a sud della penisola balcacanica; e gli Illiri le contrade che dall'Istria scendono al fiume : Dr{n ; e stendendosi poi sino a Venezia, e comprendono i Mcssapi della Puglia, i quali pare parlassero anche l'Albanese Per queste due occupazioni di territorio, i Pelasgi furono costretti a ritirarsi JJ:ella zona mediana della penisola, l'Albania, compr ese la Tes salia e la Macedonia. Assicurata l'antichissima esistenza di questo popolo pclasgo poteva esso, ad un certo momento della storia umana, scomparire del tutto? Non a credere, ma bisogna concludere nell unica ipotesi possi. bile che cio esso si confonda con il popolo e la stirpe albancst: odierna. Ove, per il costante, geloso isolam e nto delle razze vicine, e per la combattiva resistenza ad ogni giogo si son saputi c potuti conservare intatti i costumi, le tradizioni, la lingua c tutti i caratteri etnici. Omero, nell'Iliade chiam divina la razza pelasga, attribuendo ad essa insieme con tutti gli scrittori dell'antichit, tutte l e doti che si riscontrano nella razza albanese tuttora. Pelasgi erano Aiace cd Achille. All'era pclasga ris a le la consacrazione agli Dei dei monti dell Oiimpo. Gli cileni assimilarono tutta la leggenda eroica pelasga, e a testimonianza di Erodoto, ne derivarono i nomi della Deit, i quali tutti sono di chiarissima origine dalla lingua pelasgo albancse. ( Zea Giove da See = principio : Era Giunone da c r = aria: Teti da dt = mare: Atena Mincrva da -tenc = la prola: Cabiri = Saturno da Cha-biri = mangia i figli -Afrodite da afcr-dit = vicino alla luce: etc). Potremo riportare qui anche l'etimologia di tutta la nomcnclatura geografica dell 'antica Ellade per riscontrarvi l'assoluta di scendenza dall'albanese. Ma lo scritto diventerebbe lungo e mono tono: di essa si potr trattare nel discorrere della lingua c letteratura albanese Vogliamo. ricordare che i due fiumi tenuti nell' antichit,. co.mc rivi infernali, l'Acheronte e il Cocito (oggi Mauropotamo c Vuvas), sono due affluenti del l ago di Giannina, ove erano paurose voragini dell'Averno. Vicino era il tempio della foresta di Dodona, il primo che fosse dedicato a Giove: Zca o Javan figlio di Jafct per i Pclasgi. E poco pi gi, nei piani fertili e deliziosi di .Giannina, e rano collocati i Campi E lisi! Son tutte tradizioni pelasgichc tramandate agli Elleni c base di quella mitologia. Nella indagine su questioni etniche non vi miglior cbcu mento della lingua c nel nostro caso facile constatare che nessuna comunanza v' fra l Albanese e i vari dialetti elle nici e meno ancora con Io slavo, ch Serbi e Bulgari troppo pi tardi si sono installati nelle terre balcaniche. La parola Pelasga deriva dall'Albanes e plache ch e vuoi dire vecchia Citiamo una seconda etimologia di Pclasgi proveniente dalle du e radici albanesi: pieeli lijashti significanti generati nell'antichit, ovvero primitivi . In ogni caso apparisce che il nome 33

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Don.nia albanlll!le di .Gurit 34 era riato ad affermare l'annosa residenza di quel nucleo di genti in quel territorio, di fronte ai popoli che gradatamente, provenienti dall'Asia, si stabilivano nelle regioni circostanti. Noi conosciamo peraltro la nazione che ci interessa e che di scende, come abbiam visto, dalla stirpe pelasga, so.tto il nome pi giovane di Arberji o di Shkjipii. Come sono nate queste due denominazioni, di cui la prima corrisponde al nome italiano di Albania? Premettiamo che anteriormente al sesto secolo avanti Cristo la nazione Albanese comprendeva tre regni : l'Illiria ceu capitale a Scdra, l'Epiro con capitale a Giannina c la Mace donia, nelle regioni del fiume Vardar, con capitale a Pela. L'Epiro che si identifica con la bassa Albania, limitrofo a sud con la Grecia, pu aver dato, on una graduale trasformazione del nome, l'altro di Albania. Cio da Epiresi ad Apires e acl Arberesh che vuoi dire albanese. A meno che la denominazione Albania non tragga origine dalla sua qualit di paese montuoso, derivando dalla radice ariana alb che ha il vasto significato di alta cima bianca di neve. Il geografo Tolomeo, nel secondo secolo dell'era volgare, ricorda l'esistenza d'una. citt detta Albanopoli in quella parte dell' llliria che corrisponde all'Albania alta, e asserisce che quivi era un monte denominato Albanon; o Al bio n come scrive Strabonc. :Ma noi troviamo molte citt e paesi, in altre antiche nazioni che si distinguono -con un nome formato sulla radice alb. L'antica Britannia si chiamava Albian; la Scozia prendeva il nome di Albany; e Albania si chiamava anche la regione caucasica cor rispondente a parte dell'odierna Georgia. Come tante citt italichc ritraggono dalla radice alb; il loro nome. I latini pi volte han designato questi abitanti col nome di Arva = nites, e Io stesso han fatto i popoli limitrofi e gli stori-:i d'oriente da Tolomeo in poi. Peraltro i nomi di e Alba. nesi (Arberj e Arberesh) sono entrati--nell'uso comune a datare dal secolo XV. E' -bene -ripo-rtar-e -dtte -altre --efig ini -da-te --al--neme -de-lla -na.z-imw e dei suoi abitanti. r romani, giunti in quelle localit e trovata vi una. citt che aveva nome Alba (Albanopoli, ora Elbassan) a distinguerla dall'altra importante citt laziale di ugual nome, b dissero Alba nuova; o Alba-nia usando questo suffisso bizantino, cos come era stato fatto per la Romania. Altra origipe del nome Arbenij o Arbenia come anche dices : dialettalmente, pu derivare dall'interessante pianura della Arbeni posta fra Alessio e Durazzo. L'origine poi della denominazione di Shkjiperia data a quelh regione, donde proviene la parola Shkjiptar a distinguere quegl abitanti, va ricercata, secondo noi, nella radice Shkepten equi valente a folgore. Escludendo cos le etimologie derivanti d: nomi albanesi che traduconsi roccia o aquila; escludiamo quindi i significato di paese del-le rocce e l'altro di figli delle aquile. Seguiamo in questo il parere del pi grande letterato albanes del secolo scorso, Gerolamo de Rada. Ma d anche forza al nostro argomento il fatto che gli Elle11 chiamavano Kjeranuni gli abitanti dei monti della Chimera, questa parolaellena significa anche folgore. Ai monti della Chi mera rest il nome di Acrocerauni (monti della folgore). *** Coloro che da vicino, e a lungo hanno studiato i caratter esteriori, e le doti o i difetti. dell'anima di questo popolo, ciancio da Ippocrate, ci trasmettono le impressioni e i dati eh qui, nell'insieme, noi riassumiamo. Nell'Albania la statura media quella dell'individuo comun che si aggira intorno a m. 1,70. Il viso hanno ovale e colorite i capelli hanno neri, e portano baffi lunghi e sottili. Hanno ottim dentatra; gli occhi vivissimi, con sguardo sicuro e diritto. collo lungo, sul torace ben sviluppato e forte. Le gambe han n muscolose e sottili; il loro incedere marziale e quasi di orgoglio qualit che si rivela meglio nella forma con la quale esprimon i loro pensieri e i loro sentimenti, scandendo le parole con un certa solennit d'eloquio. L'osservatore, ha nell'insieme l'impre sione del vigore e dell'agilit, come quella della fiera e sprezzan t dignit della stirpe. L'Albanese non si separa mai dalle sue armi, e pu dirsi soldato fedele e coraggioso per eccellenza. Achille, sotto Tro 1 a v eva se co un nucleo di soldati albanesi. In .AJbania veniva r dutata la guardia personale scelta dal Sultano turco, e anche :

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altri sovrani orientali. L'Imperatore Napoleone, dopo .Ja sua campagna d'Egitto, vol le costituire un reggimento albanese, che si sciolse nel r814 E nel reame napoleo nico gi esisteva un reggimento Rea! Macedone composto d'Albanesi, con comandi dati soltanto m quella lingua. Le donne sono degne dei propri uomini. Esse godono di una costituzione robusta, resistente-a-Ile mala-ttie. Il loro bell'aspetto e la loro giovinezza si conservano pi a lungo che nei paesi limil rofi; mentre non vivono certo nell'ozio e fra gli agi. Esse dividono con gli uomi ni ogni_ sorta di privazioni e di pericoli, e fecondano col loro assiduo e duro lavoro le messi affidate al loro suo lo ferace. Come sono f.rugali nell'alimentazione sono semplici e pittoreschi nel loro vesti re, confezionando quasi tut to con la lana delle loro pe core ; ch -la pastorizia la massima occupazione di quel popolo. -Uomini e donne uniscono alla loro -bravura una grande franchezza. che non ho riscontrato nei popoli orienrali, particolarmente presso gli Elleni. Chi segnato dal loro odio c dalla loro vendetta ne avvisato anticipatamente ed condannato senza scampo . Specialmente per morale famigliare gli Albanesi sono perfetti ed esemplari, anche quelli di religione musulmana si limitano ad una so la moglie. La loro intelligenza, non logorata da una civilt pre-tenziosa e intensamente vissuta, prontissima, capace di aJfrontare ogni studio ogni cultura. Cos che chi ha preso la via degli stud'i ha saputo sempre eccellere in ogni ramo dt:l sapere e nei posti di comando. Ovunque gli Albanesi si trovino, dispersi dopo le invasioni, della loro patria, e volontariamente emigrati, preferiscono vivere isolati conservando per sempre fieramente intatti, nel cuore e nella mente, il pensiero della patria lontana, la propria lingua, i canti antihi, i propri costumi Quasi un secolo fa, quando moltissimi Albanesi, sparsi per l'Europa, l'Asia e l'America vollero raccogliersi spiritualmente intorno alla loro nazione, per sottrarla alla dominazione turca, gli affiliati firmavano con una frase a.lban!!Se Ghjaku ini ishprishur che pu tradursi letteralmente : il sangue albanese disperso ; o meglio nel suo senso: la nostra gente attende la sua unione Esistono paesi di origine albanese in Italia, nati da una immi -grazione antica di circa cinque secoli: eppure gli abitanti di tali -paesi han serbat intatta la lingua .come i costumi; come talupe doti morali della madre patria; e ci non astante i mille -Vari quotidiani contatti con le popolazioni limitrofe, che nulla hanno di albanese. Questa antica razza, sana, vi-gorosa, capace ad assimilare il Albanesi della Mirdizia sapere e ogni progresso, per essersi chiusa in s stessa, solo curante di difendere la propria indipendenza, ha subto una specie di arresto nel suo sviluppo verso la civilt, in quel periodo che dal medioevo va al secolo XV. *** Per chiudere questo primo sguardo alla nazione albanese voglia.mo accennare_ appena alle sue possibilit naturali ed eco nomiche. Il clima ottimo nelle zone di media ed elevata altitudine, solo qualche tratto presso le'coste soffre per la malaria. Sul piano vi sono pianure fertilissime e nelle colline si coltivano i cereali e il grantur.co ; vi vegeta anche rigoglioso l'olivo. Nell'alta Albania una estesa coltivazione di tabacco, e si esporta particoLarmente quello da fiuto. Molte e di grande importanza sono le foreste; particolarmente quelle dell'Iban, della Mirdizia, del Grammos e quelle della zona fra il Ma ti e l' Argen. Come; i fiumi e gli stagni sono r-icchi di pesce, le foreste abbondano di selvaggina per la quale si fa un'attiva esportazione di pelli : come si esporta pure molta lana. Delle scarse industrie minerarie <:itiamo l'estrazione del bitume e del petrolio; e le saline di Semeni, Arta, Cavala. Fra i giacimenti ricordiamo quelli di rame e di cromo. C. GENCARELU

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COtuando, r:ei tempi preistorici, una popolazione di origine austronese, proveniente dal sud, e, molto pi tardi, un'altra pro veniente dalla Corea, approdarono nelle isole dell'arcipelago giapponese mescolandosi e dando origine ai nipponici, vi trova rono un popolo di razza bianca, avente, come generalmente si ammette, affinit con gli Europei. Esso occupava quasi tutto il Giappone e la Siberia orientale, come lo dimostra la toponoma stica. Infatti, tutti i nomi non giapponesi dell'arcipelago sono di origine degli autoctoni, come Fuji (da fuchi: o fuji, fuoco sacro), Manka, in Karafuto, (da man, le baie e ka, estremit:) e cos pure Parato, in Siberia, (para, vasto e lo lago). Sono inoltre stati rinvenuti in Siberia crani che si attribuiscono a questo popolo. Il quale aveva raggunto quel grado di civilt, che chiamiamo et della pietra, quando le nuove popolazioni, a diverse ondate, approdarono nelle loro isole. Abitava in capanne circolari per met affondate nel suolo, delle quali sono state trovate tracce nelle parti meridionali del suo dominio; usava !ance con punte di pietra scheggiata, frecce con punta d'ossidiana, e l'arco semplice, non riflesso, simile a quelli di trib di Sachalin e del continente, e diverso da tutti quelli degli asiatici settentrionali; conosceva l'arte della ceramica (se ne sono rinvenuti frammenti) ed era, con molta probabilit, monoteista. Questo antico popolo difese strenuamente il suo territorio, tanto che i conquistatori dovettero, ad ogni avanzata verso il nord, costruire. trincee per difendersi da incursioni che molestavano la loro attivit agricola. Questa resistenza confermata: dai resti di quelle trincee, che si sono trovati, le quali erano costruite trasversalmente all'asse del Giappone; dai numerosi ac cenni della storia giapponese a guerre combattute contro di esso; dal fatto che fino all'ottavo secolo, cio fino a quando la parte 36 UNA RAZZA nord dell'isola Honsh (Hondo) non fu conquistata e unita pero, una cinta di mura e di castelli intorno ad Akita (sul mar del Giappone) e una trincea fortificata che, partendo da questa citt, raggiungeva il Pacifico, dovevano difendere le regioni di frontiera contro la sua bellicosit. Ma la resistenza fu vana, poi. ch fu respinto sempre pi a nord e, dopo la espulsione, in parte assorbito (esempio dato dai contadini giapponesi di alcuni distretti i cui caratteri somatici rivelano l'origine dei primi abita. tori dd paese). Il nome di questo popolo che si era diffuso nell'Estremo Oriente dalla pi remota antichit, : gli. uomini ch tale il significato, nel linguaggio' indigeno, del loro nome : Ain. Secondo il giudizio generalmente ammesso, sia dagli studiosi occidentali, sia da quelli giapponesi, gli Ain hanno affinit con gli Europei. La loro statura piccola. La pelle bianca, leggermente abbronzata; hanno una grande peluria che cresce abbondante su tutto il corpo; capelli neri, ondulati, pi nei vecchi e negli uomini che nei giovani e le donne. L'iride bruno (meno scuro dei Giapponesi e Mongolici e pi chiaro negli uomini che nelle donne). L'occhio manca della plica mongolica; lo sguardo caratteristico e profondo; gli archi sopraccigliari accentuati, ben forniti di ciglia. Il cranio largo e il cavo degli occhi piuttosto quadrangolare che rotondeggiante. Europeizzante, nella spor genza delle parti inferiori della faccia (gnatismo); scarso, se non del tutto privo di prognatismo negro e mongoloide, ha. per carai-

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Costumi tradizicnali qegli Ain tere mongoloide nella prominenza dei pomelli. II naso in media mezzanamente largo, con caratteri pseudo-negridi. Minim la carie dentaria che raggiunge un massimo di 12 per. cento. II loro incrocio coi conquistatori evidente nei caratteri della stessa massa giapponese, la quale, come noto, si divide, .in linea generale, anche ad un osservatore superficiale, in due tipi. L'uno pi robusto, pi piccolo, con caratteri nettamente mongo lici; l'altro, pur con evidenti caratteri mongolici, di statura un po' pi alta, forme slanciate e fisionomia europeizzante. Mentre si vorrebbe che questo tipo fosse il risultato di una naturale sele z ione sociale, (poieh si osserva maggiormente nell'aristocrazia, nelle classi pi alte, negli uomini di stato, nei generali) determinata dalle condizioni e dalle abitudini di vita; esso deve considerato, invece, dovuto aiia persistenza degli antichi substrati etnici precisamente degli Ain preistorici e di un tipo simile ai Cro-Magnon d'Europa, che abit anticamente il Giappone. Infatti, gli che dividono il popolo giapponese in patipi, fino a sette, riconoscono che alcuni di essi sono il risultato. della mongolizzazione dei tipi Ain preistorici. Gli Ain sono amabili, accoglienti, generosi. Parlano, oltre al loro linguaggio, anche il giapponese, poich nelle scuole proi bito l'insegnamento dell'ain, lingua isolata, pur se presenta ah cuni elementi comuni coi linguaggi delle popolazion i del basso Amur e con altre molto lontane, come l'esquimese. Gli Ain sono dediti particolarmente alla caccia dell'orso, la cui pelle barattano cn altri oggetti e, alla pesca, per la quale usano sia le barche giapponesi, sia le loro, fatte coi tronchi degli alberi. II loro abbigliamento ha somiglianze con quello giapponese e con quello degli abitanti dell' Amur. Per le cerimonie religiose e durante le feste, indossano vesti finemente lavorate e un berretto. Gli Ain sono molto religiosi, sentendo da per tutto la presenza di forze divine, e superstiziosi, come dimostrano in ogni circo stanza della vita; ma non -hanno un'idea ben definita della loro religione che una specie di animismo, poich attribuiscono vita e anima a tutto, e di politeismo;Credono ad una potenza suprema e adorano il fuoco, nel focolare domestico, che tutela, protegge e accompagna la fainiglia in ogni sua vicenda. Il loro culto molto semplice, e non hanno n sacerdoti n templi. Ogni capo di famiglia sacerdote, poich compi i riti tradizionali, ed ogni capanna un tempio. La quale rettangolare e di un sol vano, preceduto da un atrio, ed arredata. secondo regole fisse e co stanti. Al centro il il capo di famiglia, seduto per terra aJI'angolo nord-est, la faccia rivolta a sud, sacrifica e liba aJle divinit. L'angolo della capanna sacro e nessuno pu avvicinarvisi. QueJio nord-ovest serve al riposo, e spesso separato da una tenda. La porta prindpale si apre sulla diago nale ovest-est, e un'altra. porta a est. I pilastri della capanna sono affondati nel suolo, il tetto a piramide tronca, a quattro spioventi, con la paglia disposta a gradini. Gli Ain usano libare alle divinit con una birra di riso fer mentato (sake), contenuta in laccati, disposti lungo la parete nord della capanna: e tenendosi i baffi con un'indispensa bile spatola rettilinea. Gli Inao, che potrebbero farli considerare feticisti, sono ba\:. chette o bastoni consacrati, appuntiti ad una estremit per poter essere conficcati, e ricoperti, all'altra estremit, con truccio. 37'

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Madre Ain 3 S V e ne sono anche che hanno le braccia e un abozzo di naso c bocca, altri un teschio d'orso. l significato deli'Inao, al quale vengono rivolte preghiere dubbio. E' probabile che sia nell o stesso tempo un voto alla divinit, un intermediario tra, essa c la famiglia e una sua raffigurazione. Questo oggetto rituale ac compagna l' Ain quan s'allontana in barca, o viene piantato presso un malato o !).Ila ta lella capanna in caso di pidemia e in altre circo stanze. Of famiglia ha parecchi Inao, piantati in una specie di ara, che 'M trova fuori della capanna a levante. Tra le feste sacre e profane, caratte. ristic.!! quella annuale dell'orso Al centro di ogni villaggio vi sono gabbie destinate ad accogliere gli orsacchiotti catturati nelle montagne Il giorno della festa dopo i riti di prescrizione, gli Ain chiedono scusa .agli animali perch sono costretti ad ucciderli; ma devonO farlo affirtch gli spiriti degli orsacchiotti, i.tq:isi con le frecce ; va dano a dire alle d ivinit che il loro popolo fa il suo dovere e ch e aspetta la loro protezione. La carne quindi mangiata dalla comunit Semplici sono le cerimonie funebri. Il seppellimento fatto il giorno stesso della morte. Gli Ain di Karafuto seppelliscono i morti in bare a met affondate nel suolo, mentre quelli di Hokkaid li sotterrano profondamente, avvolti con stoffe. Col cadavere vengono inumati gli oggetti personali, che possono ser. virgli, come credono, anche nella nuova vita: Ma questi oggetti devono essere spezzati, per far uscire i loro spiriti, ch soltant o iri questo modo possono seguire il morto e servirlo. Col cada vere di una giovanetta viene inumato anche un pantalone d a uomo Gli Ain di Hokkaid piantano sulle tombe, una piccola colonna, avente alle volte simboli sessuali, secondo il sesso del morto. La esclusa da ogni rito tradizionale, deve presiedere ai funerali del marito. Se per cultura e civilt gli Ain sono primitivi e non hann o portato contributo a quelle dell Estremo Oriente, e se povero c il loro senso creativo; abbastanza svilppato hanno invece il senso decorativo, come si pu osservare : dalle loro vesti di ceri monia, finemente ricamate a grandi disegni bianchi o turchin i di motivi diversissimi, che ricordano quelli dei vasi cinesi anti chissimi, ed anche quelli che decoran manufatti nordamericani e altres i motivi ornamentali di trib di Sachalin e della Sibc ria. Anche i loro pugnali, dalle rozze lame di ferro lavorato sono scolpiti con ricercatezza all'impugnatura. I loro canti e inn i sono scarsi di valore poetico. Attualmente gli Ain sono poco pi di 16 mila, distribuiti nel l'isola di Karafuto (Sachalin), in alcuni villaggi di Hokkaid (Yezo) e, nelle Chishima (Kurili) Sono destinati a scomparir l del tutto per del secolare processo di assorbiment o nella massa dominante, mediante matrimoni coi Coreani imm i grati e coi Nipponici: incroci sempre pi numerosi, incoraggiar' dai Giapponesi i quali, dal secolo scorso, hanno popolato l'iso b di Hokkaid, ove sono attualmente, di fronte ai 15 mila Ain oltre tre milioni. D'altra parte le autorit promuovono anth< l'emigrazione interna verso Karafuto. Ma il fatale destino < L questa razza dovuto anche al fatto che gli Ainu sono minat; dali: alcool, attaccati dalla tubercolosi scarsamente prolifici . Del mistero della. loro origine e parentela con altri gruppi etni c i, si sono interessati eminenti studiosi scienziati e glottolog i come Chamberlain, Batchelor, ecc oltre, naturalmente a scieP ziati giapponesi, come Tori, Koganei, Kindaichi, Komada i qu a l hanno il primato negli studi relativi agli Ain. G r azie al Profe s sore Komada, esiste, presso l'Universit di Sapporo capitale < i Hokka.id, un museo etnografico ben doumentato su questa p o polazione che lentamente e fatalmente si spegne, e che rappr c senta, ome abbiamo rilevato, un gruppo somaticamente, linglli sticamente e culturalmente a parte, pur se s i voglia comprenderl nel cilo culturale totemico. I superstiti Ain subiscono inoJtr un a cont i nu a trasformazione del costume e della cultura al cont a t to civilizzat o r e dei Giapponesi. EUGENIO DE ALDISW

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Tra g li scrittori di pi so ttil e t c ndenzio s it cio al di l d e lle appa renze, pi l eg ati alle caratteristiche del fa r az za. da porre senz'altro Arno l do Z weig: il quale, fino a questi ultimi anIli, ha trovato l ettori e critici entusiasti un po' dovunque; e anche in Italia -s i tratta di valutazioni quas i recentissim e s tato co n si derato div e r so da g li altri autori giudaici. Diver sa mente dal pi turg ido e sco p e rto Stefano, l'autore di Amok. di Sovverti m e nto d e i sen s i e delle ce l ebri bio g rafie di poeti, politic i e m aes tri dell'a ni ma, da Me s mer a Freud, Arnoldo Zwe i g s i pone cos tantement e al riparo in una rete di so tti g liezz e c he oscillano tra l o squis ito e l'ac uto. Questo m e tod o ha fatto s che sorgesse a po co a poco h fama di europe o c h e per mo lti ni e ri. ancora pres soc h inscindibile dal nom e Zwei g : d e ll'europeo int eso come espressione r appresentati.va del l 'intellige nza e della civilt occidentale, n e l s uo equilibrio e n e lla s ua umanit, nella sua maturit di comprensione c di adattamento. In r ealt il meto do zweighiano, c onsiderato s otto una lu ce pi ri gorosa, s i palesa piuttos to uno strumento zi one c he di approfondi. mento. Lo sc rittore sembra 1111-zia re u o mini e cose con l o stesso sorriso so ttil e, eppure cor di a l e r eso a s u o t e mpo famo so dall e t a nt e foto grafie ap p a r se sui periodic i l e tt erari. In altri t e rmini, egli p a rte costantemente, o p a r e partire da una di com-Arnoldo Zweig prens ione : acc ostando s i alla realt uma n a, nella molteplicit degli aspetti, alle sit uazioni s torich e e s ociali ai no di morali e p s icolo g i c i con una duttilit di adattam e nto che sembrerebbe accorciare le di s tanze e situare naturalme nt e il problema o la cosa esaminata nella pi idonea messa a fuoco Process o s i direbbe, di c hia1ifi cazione: lo Zweig lancia tanti fili so ttili verso le passioni i se ntimenti le idee de g li uomini e li attira a s len tamente, co n dolcezza tra un brillio vi-Giudei in una strada di Lodz v ace di a c ute zze, di ironie e di deduzio11i morali, fino a giunge r e a qu e llo che prese ntato co me il nucl e o vero della s o s tanza umana. Attinto qu es to piano e g li trae a gevo lmente i ri sultati del g i oco, stabilendo tra que s tione e qu es ti one, l.ra s ituazione e s ituazione dei punti di coli tatto facendo cio rilevare c om e s otto l e impalcature ideolo g i c h e o poli ti c he viga una vi c inanza di elementa;i propri a tutti g li uomini . M a tutto ci c i d gi per int ero gii elementi atti a rove sciare il cos idd etto eu rop e i s mo c io il cosidde tto univ ersa li sm o d e llo Zw e i g. Sta di fatto c h e la s ua compre n s ione agisce v e r so d i r e z ioni egli si vo l ge c io intorno pe r sgombrare r egolarmente il t erre n o da qua l s ia s i id e a o da qualsiasi forza e cor rente, c h e comunqu e interfe ri sca co l s u o s i s tema i um a n i t : ,.vale a dire c h e restando immo bile al centro di 1111 ir:visibi!c cerc hio . ins inua in realt tra g li a spe tti dell e cose lamett e c riti c he Ut.!a dopo l'altra, co m e un pallido lanc iato r e di co lt e_lli. Que s t i aspetti d elle co se, in un modo o n ell'altro s i identifi ca no sempre co n l e co s truzioni politi c he, soc iali morali, ge rarchiche della civilt occidentale; lo Zwei g non muov e in alcun caso il s uo gioco se non per salvare de g li i s tinti e dell e iib ert umane c he, essendo tali in quanto t endono a s fuggire a f e rm e norme s uperiori; s i rivelano n e l loro sos tanzi a l e individualis mo edo ni s ta. Stringiamo a n co ra i t e rmini della 39

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Corda alla mano, gli' usur
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Il robivecchi se Jie va riore, i'assenza di un impulso che non sia ambiguamente polemico, fanno s che, laddove il coz2;o avrebbe dovuto essere pi violento -,----pensiamo appunto a La questione del sergente Grisha -=----la te ndenziosit si areni in una minuta re g i s trazione, a tinte a volt scientifiche, di c ause e di effetti: riprova decisa della dif ficolt di attingere altri mondi spirituali, di uno stacco soddisfatto di s, e in defidi un boi:ghesismo etico ed este tlco che esaurisce il mondo nel proprio circuito. .. ... L'umanit, si detto, ha in Zweig l_e c aratteristiche dell'umanitarismo; ma le sq uisitezze d'animo dei personaggi zwei g hiani sono sottolineate da un tipico eccess o di compiacimento. Siamo di fronte a s quisitezze adesive, a delicatezze che oscillano tra il raffinato e il morboso e che, trll'ducendosi in parole, originano a trnosf ere di pateticismo; e, in azioni, dnno luogo a scene di ambi g ua morbidit, in cui ogni tensione alla t ne scansata perch lo squisito possa scon-ere sul filo di seta di un soffice equ i ibrio. Questa raffniatezza ha pi di t m punto di contatto con la squisitezza mondana; la sottigliezza spirituale non si differenzia nettamente in dalla rnorbidit di usso . Accade cos che l'antagonism storia uomo s intrecci in contrasti di strano sapore: la furba: la ricerca delle causali della storia con le raffinatezze dei salotti, con le delicatezze esteticheggianti di creature d'eccezione. Contrasto troppo crudo perch non sorga il dubbio di un dilettantesimo, che tenderebbe alle gene ricit idelogiche e alle genericit sentimentali; e perch, soprattut!ci, non si intravveda la natura vera di queU s qui sitezze. Le quali, quando non sono va gheggiate dall'esterno, appaiono c1oe come la traduzione di un mondo interiore che si appaga della sensazione, o della sfumatura di sensaZ'ione, anzich spin gersi al sentimento; di un mondo in altri termini, limitato nella materialit. Serrato nel pateticismo di lusso, que. sto mondo ha il nemico nella realt esterna, che la scaltra furberia misura e attacca a suo modo. Basta osservare i momenti delle crisi drammatiche, o di passione, come sono sviluppati dallo Zweig . Il crescendo, au tentico, delle sensazioni, tradotto nelle parole, si protende verso tensioni spiri tuali che, quanto pi vorrebbero essere acute e genuine tanto pi si avvolgono nelle sottigliezze e nelle teatralit della retorica. Poi interviene una pausa, che diremmo di stanchezza fisica; e infatti la !'ensazione che reinsrge di reazione: gli antagonismi l'uomo e la donna si riappressano con un'adesivit molliccia che conduce al verbalismo tremulo del pate*o., 'all'ambigua. morbidit sentimentale. Ma, come il brio mondaneggiante ; in cui spessissimo ed efficacemente, si Jorma questo sentimentale, ri vela l edonism del fondo; il pateticismo e if pietismo morboso finiscono per. pa lesare oscuri grovigli. di radici. Spinti dalle reazioni che si sono ora dette, i protagonisti dello Zweig precipitano a due piedi in un sadismo di confessioni : rapide, ma sufficienti per far balenare spiragli di mondi melmosi, zone livide della coscienza; sbattuta fra le unghiate dell'egoismo e del sesso. Questi grevi soffi del fondo coesistono in Zweig senza disagio con gli aneliti a una morbida purezza; lo Zweig si conclude. e pacifica. giudaicamente in questa cont'aminatio senza soluJione, che simboleggia in de finitiva il carattere pi proprio della sua arte nel livellamento materialistico della formula. GIOVANNI SA VELLI Venditori ebrei di un ghetto polacco 41

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o -ch' amata e professata per natura quella che lo per sola filosofia, La virt fondata sulla filosofia non esist m fino a' tempi de' Gracchi. Virtuosi per filosofia non furono mai tanti, in Roma, quanti a' tempi de' Tibe ri, Caligola, Neroni, Domiziani. Trovrete nell'antica Roma dei Fabrizi (neinicissimi della filosofia, come si sa dal fatto di Cinea) dei Curii, ec. ma dei Catoni, dei Bruti stoic non li. troverete. Or b_ene giov a Roma la diffusione, l'introduzione della virt filosofica e per prip.cipii? La distruzione della v1rt operativa ed efficace, e quindi della grandezza di Roma. MORALIT o EGLI Il fatto sta cos e non s pu negare. La s'omfna della : moralit pratica era ed tanto maggiore presso,.., gli antichi, i pagani; i selvaggi che i i gl'inciviliti, la somma del _l'a morale teorica, e la definizione, an;iHsi e propagazione della. medesima maggiore ptesso quel!ti che presso quelli. E nella

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Jusik. studente armeno, che ha fatto il liceo al Collegio Armeno di Venezia, ci ha mandato da Milano questa importante lettera sul fondamento aristotelico di Roma e del Fascismo. jusik dice: Ho letto .con vivo interesse Giochetti .filosofici :. nel vstro ultimo numero,. riguardo lo scritto di. Cioli. Ho percorso rapidamente tutti i questionari della vostra rivista e ho notato. che era la prima volta che veniva sollevata la questione. La quale importantissima, e forse una delle pi importanti di tutte, quelle che concernono la formazione dello spirito della giovent: quella dell'insegnamento della filosofia negli istitti superiori, e specialmente dei principii che informano quest'insegnamento." Io sono armeno ed ho ltto il liceo al Armeno d V {il quale del resto parificcrto con quelli italiani). e non ho' quindi studiato filosofia in un istituto superiore del Regno, cio, non in quanto al programma, ma riguardo alla base, e sono perfettamente convinto che, a buon lume di logica, l'Unica filosofia accettabile quella aristotelica o se si preferisce, quella neoaristotelica: e che tutta la_ filoso'fia, da Cartesio in poi, ilon che il susseguirsi inesorabile d'una deviazione e d'un errore specifico. Voi avete in proposito ben chiarito Cartesio e tutto il suo razionalismo, ma non siete risaliti ai giorni nostri. Eppure-materialismo. e idealismo, Marx e Kant, Leibnitz e Bergson nascono proprio nivocamente da Cartesio e dal suo errore razibnalistico. Per ci, ripeto, non. avendo freqilentato un liceo italiano, non ho potuto constatare di fatto questa questione. Ma ho sempre avuto l'impressione che ai miei camerati italiani si insegnasse la storia della filosofia>, e non filosofia :.. Che si dicesse loro: c: questo Spinoza, e hd. detto questo e quest'altro; questo Heghel, e tale ia sua dottrina>, senza dir loro quale dottrina fosse errata. e quale giusta. In poche parqle, quale foeae la veritc!l. Ed io, nello studiare la dottriria politica e la mistica dl fascismo, ho notato che esisteva una profonda divergenza tra ,d,el Duce, per es.! e ,quello sul Clfale si plasmava la personalit dei miei e m i sono trovato a discutere con precchi di essi, e qucisi sempre essi harino dovuto. abdicare il loro credo fascista per pter sostenere aneora .la loro dottrina filosofica, pi o meno idealista, Io ragiono press'a poco cosi:, se la filosofia non ci impartisce \m'istruzione fondamntalmente etica, capace cio di distinguere il Bene dcl Male la Verit dall'Errore, e di fissare i termini in'tocccibili della realt, non pu esistere vera fede sia religiosa che politica. Se non ad avere la certezza assoluta di essete nel vero, e ci lascidino tentare dal pensiero che un po' di verit alberghi anche nelle argomentazioni di chi ragiona in maniera diametrale alla nostra, veniamo cr perdere quaisiasi forma di coscienza. Giungia:no a dire per esem pio: il socialismo, o il darwinismo, o l'internazionalismo arazzista sono errati, md potrebbe darsi fossero veri. E invece la dottrina fascista non ammette mezzi termini, totalitaria, e investe l'uomo e la sua vita esteriore ed interiore in tutte le sue -manifestazioni unitariamente. Ecco perch. il fa scismo, come Roma dalla quale nato, terno, mentre fugacissimo il comunismo che non richiede che l'adesione ideologica necessariamente legata a fattori relativistici-. Ed io dicevo ai miei amici italiani; voi negate l'esistenza d'una realt vivente .al di l'fori di voi, negate si possa ciffermat lei totale verit d'un fatto, dato che visto da voi si presenta in uria determinala maniera, e visto da un altro, .diyerso: come potete dunque essere fascisti, e cattolici, e razzisti, se il mondo esteriore (e 'per ci anche la raz za, il popolo, la Patria), non che un'illusione dei vostri sensi o una creazione del vostro pensiero? Vi pregherei di voler chiarire questa questione, non tanto per me, che son_ o convinto che la mia fede fascista e cattolica non pu coesistere accanto ad un idealismo pi o meno post-kantiano, ma perch dall'insegna. J;D.ento della filosofia dipende la costruzione della. mentalit e dello spirito dei giovani, perch dalla filosofia come la si insegna oggi non pu nascere che lo s cetticismo, che agH antipodi del nostro credo religioso e. politico. Vorrei sperare che bench straniero, mi concedeste ospitalit nella vostra rubrica, e vi dico di tener duro sulle vostre, sulle c: nostre> idee, perch da esse & di es.se si deve. formare la nuova giovent fascista. Cosi dice jusik. Egli appartiene alla civilt classica. Siamo lieti della sua collaborazione. Lo ringraziamo. Non il caso di preoccuparsi dell'insegnamento filosofico, se non perch capace di ammalare. Ricordiamoci di quello che diee Vico : che la sci)jenza di Platone era gi tutta piovuta nel petto di Omero. A che serve dunque l'insegnamento dei filosofi? Jusik aristotelico, perch ha nel sangue la civilt cla8sica. La natura lei ha guidato. Avrebbe potuto deviato dall'educazione? E' pi che Ci deve farci seriamente -pensare. Per la natUra magnanima e la ragione piccola. La natura .non un uccellino domestico da restare in gObbia. E' destinata a rompere le gcibbiette razionali. Ora, caro Jusik, ci .che vediamo risorgere dalle visceri dell'Italia, la natura magnanima, Questa guider, non lo stomaco gliasto e il fiato cattivo la cultura filosofica, ma la giovent italiana a ritrovare Aristotil. Mario GRJ88i ci ha mandato da Genova il seguente scritto, col quale esamina alcuni punti fondamentali della questione di razza e civilt mettendo a paragone i tedeschi e noi. Egll dioe : Per me -e non so se riesco a .vedere bene .,.... il razzismo italiano ha molti punti di contatto Con quello tedesco in quanto l'imo e l'altro esaltano il proprio sangUe fattore di civilt e di grandezza, ma non si identificano aP.Punto per la diffrente composizione delle due razze. E' noto, infatti, che pur vantando una co. mune origirie ariana,. Italiani e Te -deschi sno costituiti da mescoiC::inze diverse dei differenti ceppi arii e soprttutto 'di nordici-, dinaricr, alpini meqiterranei. Ma in Germania si tende a sopravvalutare l'elemento riordico -che si;' vorrebbe vantare puro ariano -mentre in Italia l!i.Oppon l'importanza storica di tizia civilt J;llillenaria determinata dal connubio nordico tnediten:c;meo. Ed Curioso notare come .nella .stessa Germania tale realt storia italiana non fu negata an. che se st. tentarono spiegazioni non sempre chiare. Gobmeau;. quando volle fissare in un quadro di gl'Qllde efficacia artistica uno di qui di splendore della civilt umana che sorio c]ppunto i rivelatori .delle grandi razze, descrisse il Rinascimento Italiano, e i suoi t,?er8onaggi _furono rola, Leonardo, Machiavel!il, Michelangiolo, Raffaello. E sulla sua traccia ribadirono concetti analoghi Chamberlai!i, Woltmann e un po' t utti i grandi divulgatori del razzismo. Questi: ultimi per -a mio parere so prc:vvcrlutarori contro o!lni evidenza l'in flusso nordico, mentre ben chiaro che i pi grandi italiclni rome del resto i pi grazidi tedeschi, hanno cartrtteri misti in cui prevale assai spesso il nordico mediterraneo. Si dovrebbe anzi precisare cile nessuna civilt prodotto esclusivo dei Norci. Gobineau, teste nori sospetto, ne il pi convinto assertore. Parlando della ci. vilt ellenica egli affermava che il Nord della Grecia (in prevalenza nordico) fom1 IMliDpil'e al meaogiomo i suoi aoldati migliori. i i pi numeroei ... ma artiBti. :Dieote scultori. aieDte pittori. orcdori, poeti, niente atoric:i oelbri. E concludeva precisando ilfatto universalmente noto che i grandi Grec;, fiorirono nel mezzOgiorno (nordico mediterraneo) e cio nella peni sola ellenica, al disptto della Beozia, mille isole .dell'Egeo,' nell'Asia Minore, in-Sicilia, neii'Iti:dia Meridionale. E trovava \Ula conferma di ci anche nei poemi omerici. Achil le, liglio del Re dei Mirmidoni, un Te3salo biondo e rappresenta il puro nordico, forte, coraggioso, dotato di tutte le virt guerriere, mentre Ulisse im iSolano itacense dalla. barba nera e dai capelli biondi, cio un nordico mediterraneo valoroso, ma anc?P astuto, intelligente, artista. Del resto l.a c vilt germanica. s'inizia con il contatto e con il connubio con genti mediterranee. Goethe, che il suo pi vasto genio, ha marCati influssi mediterranei. Certo la somiglianza delle due grandi. stirpi molto sensibile quando si esaminino caratteri fondamentali, l'indice cefalieo piuttosto che il colore dei capelli o de-. gli occhi pi facili a subit-e modificazioni ambientali. n Sergi giunge alla conclusione che le due razze non sarebbero che rami di

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Geeii Cristo schemitol dai giudei (particoklre). ffreaoo di. Giotto D&Ua Cappella degli ScrOvegni a Padova una stessa emtichissima stirpe E -le somiglianze persistono nell'a];)ito _mentale. La Divina Commedia e il Faust rappresentano forme tipiche pi alta poesia umana. Ed noto che Italia e iGermania produssero nei millenni condottieri .d'impero c:Ome Cesare, Carlo Magno, Mussolini, Hitler. Oggi si possono trovare concordanze esempio ne! concetto di nazione-legato pi all'jus. BCIIIlgUinia che all'jus loci o anche nella comune lotta antiebraica, che mira ad estirgare l'intemazionalismo rivoluzionario e la prepotenza dell'oro. Sono invece diversi i metodi! per la bonifica umana. In Germania si tende a sopprimere gli elementi gravemente tarati allo scopo di troncare l'ereditariet morbosa, in ItaHa si persegue il controllo dell'infanzia per correggere opportunamente i differenti biotipi secondo le possibilit fisiche e le naturali inclinazioni. Ma l'uno e l'altro siStema pi. che escludersi sembrano destinati ad incontrarsi e a fondersi. Anche nel. campo religioso il raz zismo fascista resta cattolico. Si :gotrebbeanzi dire che ha fatto ritrovare al popolo italiano la strada di Roma momEmtane-amen te smarrita; mentre il razzismo cialista approfondisce sempre pi il distac, co iniziato da Lutero. Ma per me vi ancora una differenza notevole e caratteristi:ca; In Germania U razzismo sale dall'esame !in: guistico, fisiologiCo, anatomico per giungere, at'averso la teoria della superiorit fisica e morale, alla formidabile realt nazionale, religiosae guerriera di Hitler; in Italia sentimento della stessa razza che ha-creato la J)otenza imperiale della Roma dei Cesari, l'universalit del Cattolicismo il Rinascimento. '"-: .l'A!- l VNWI, 1+U
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Lu strtrge innodenti (Giotto Cappella deqli a Padova) p!U facilmente compreso. Di conseguenza abolire tutte quelle parole accademiche, . scrivere oer cosi dire alla buona, sforzandosi al m-assimo nell'ambito del possibile di essere chiari anzi molto. chiari, di rei quasi elementari. Dando cosi modo a tutti di capire e ben ca'g.re tutte quelle questioni di massima fmportanza per il nostr
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!attuale e quindi barbara. I francesi vogliono per riflessione fare proprio ci che non hanno per natura. La loro natura morta da quando ha ripiegato nella riflessione della lingua latina. Non sono romani e hanno costruito un sistema razionale di riflessione romana, cominciando dalla loro linguc. La loro nazione quindi affidata alla ragione ed alla volont. Vogliono essere romani, secondo ragione. Sono perci fatti pi d'illuminata volont che di natura. Quindi intimamente politici e non naturali, che la lct loro barbarie. Essi parlano di Roma, in nome e dal punto di vista di Roma. Ma il punto di vista di Roma esiste in natura. E vivo e vivr linch durer il volgare latino. Noi s oli parliamo ancora la lingua del Lazio Quella stessa. Dalla quale nacquero il poema cattolico della nazione italiana e l'immaginazione di Giotto, Masaccio, Raffaello. Fin quando la parleremo, Dante e Michelangelo saranno vivi. Vivr Roma e il punto di vista romano. La nostra filosofia non sono dunque l'idealismo e lo s toricismo, ma soltanto quella della nostra lingua viva; e tu puoi considerare quale stortura sia stata per noi confondere gli uni e l'altra, che specialmente accaduto nel secondo cinquantennio dell'ottocento, e nei primi del novecento, coincidendo con la maggiore devastazione della nostra lingua e deviazione poetica. Lo studente-G B. Pacini ci ha scritto da Roma: A mio modesto parere, mi sembrx contro natura, pretendere .che il giovane, perch tale, sia subito in grado di agire senza curarsi di chi lo precedette. E saltare la giovent in questo senso credo, molto dannoso per la societ. Il gio vane normale e forse ancor pi se ben dotato, ricerca d'istinto negli anziani una guida ed ha per essi rispetto. Uno dei mezzi u sati in Russia, per scomj)aginare la societ stato quello di creare uno stato di rivolta dei giovani verso i vecchi cominciando nelle stesse famiglie. .._ Questa perniciosa tendenza di far credere al giovane che il mondo nasce con lui una delle tante mefitiche emanazioni dei r i Rabbi Josi con tanto di barba, che i ri spettosiss imi giovani alunni della stessa razza hanno il compito di diffondere, com-plice il borghes e, eterno Jilo -ebreo. In Germania appunto per distruggere questi pestileri lumi retorici prescritto ai giovani prima di entrare in circolazione, di sottomettersi ad una seria trafila di prove, Ira cui lavorare la terra e prestare il servizio militare. Stiano accorti quindi i nostri giovani connazionali, di non cadere in insidie decrepite quanto lo sono gli ebrei e la loro nefa sta mentalit di criminali. Invece di nicchiare e di filosofare all'ombra della Sinagoga, senza saperlo, si scaldino e Qx'endano forza dal nostro passato che glorioso e non vile come quello dei parassiti che troppo generosamente sopportiamo. Cosi scrive Pacini. Crediamo ch'egli abbia torto. Non la giovinezza l'et omericci? Chi pi capace d 'illusione, caro Pacini, di sentimento d'onore, d'interesse disinteressato? Chi pi naturalmente portato del giovane a fatti magnanimi? Quale et pi lontana dalla furberia, dall'arrivismo, dal correre alla posizione? Da queste depravazioni? I giovani, diceva Fichte, non sappiano che i loro maggiori si affannano appresso all'utilit. Perch i giovani sono per natura im-46 mun e poetici. Ci sono ragazzi depravati, per costituzione senile, e c' l'educazione borghese, che li deprava dall'infanzia; nia una cosa la giovinezza; della nvstra razza; e quanto all' e-ducazione borghese, noi ce ne siamo sb=zati. I nostri giovani sono educati alla militare, e questa educazione li mantiene a contatto della natura. r loro educatori sonci J'antic giovent delle squadre, gente. matura, sobria indurita, generosa. I giovani imparano ad all'atto pratico l'esperienza dei ;oro educatori, l'et, e soprattuto a capire che la vecchiaia non una questione di anni, ma di animo. Vecchi lattanti e gargoletti antichi non hanno niente da vedere con la giovent. Si capisce che i giovani siano insidiati dal filosofismo, dobbiamo capire che questo male penetrato nelle midolle della lingua, e cosi i giovani l'assorbono e senza saper! o possono avvelenarsi; se rion comprendiamo d non comprendiamo nemmeno la ragione' che gl'italiani siano insorti a squadre e abbiano ucciso la vecchiaia d 'Italia, quella crosta, che non possiamo chiamare altro che borghese; ma non c' da preoccuparsene. Sar proprio l'educazione naturale della giovent a fare che questa ritrovi con la natura l'immaginazione nazionale. Potete esser certi che sar questa giovent rale a ritrovare l'indole della lingua e soddisfare l'infinito nostro bisogno di immaginare e parlare italiano. Ed ora ascoltiamo qualche osservazione diretta d'un educatore della giovent: Bernardo BerteUo ci ha scritto da Bra (Cuneo) quanto segue: Bazzico tra i giovani" con funzioni di comando da quando ritornai sotto le armi per il servizio di prima nomina; da allora non ho pi smesso e anche oggi continuo con i miei compiti di Istruttore Premilitare, di Comandante G .I.L., di Inse-gnante ecc. Stare tra quei c lavati vi che sanno cosi. bene farti girare la testa; ma da cui spesso sprizzano fiammeggiando atti di limpidissima generosit, di assoluta dedizione e di squisita delicatezza, per me unci seconda natura alla quale non saprei rinunciare. Capirai quindi che io cerchi tutto quanto possa servirmi per andare loro incontro e in dirizzarli verso quell'unica strada che li porter ad essere, almeno spero, Italiani di Mussolini. Bene; dpp tu.tto questo, ti dico che erratissima la risposta che hai dato a Dario Manzini (ultimo numero). Che cosa ci sarebbe di speciale se li occupassi anche di spiritismo, religione, occultismo, etica ecc.'? Credi forse che. tutto questo non abbia nulla a che vedere con la difesa della razza? Non ti sei accorta quanta incomprensione esista tra certi giovani malgrado tutto quanto si fa per portarli a vivere in un ambiente superiore? E non pensi a tutti coloro che cercano cui appoggiarsi per combattere la battaglia che combatti tu stessa? Hai l'onore e l'one re di essere unica nel tuo genere, guardano a te moltissimi giovani e non pi giovani. Da te aspettano una parola di aiuto o di conforto per la buona guerra che dovr finire con lo sbes!iarcL con il purificarci da tutte le impurezze che si .sono accumulate sulla nostra personalit attraverso i secoli da Roma ad oggi, alla guisa dii certi orribili stucchi sulle bellissime strutture di una chiesa classica. Avevi in principio tre sole rubriche. Poi aggiungesti il questionario; ultimamente la libreria. Dovrai aumentare ancora, assumere anche maggiori' proporzioni. Come lcrai? Arran giati > Non ti mancheranno certamente i collaboratori che li aiuteranno a fare la luce intorno a te. Noi non possiamo darti la nostra collaborazione; noi aspettiamo il tuo aiuto. Aspettiamo : fa presto. Con l'occasione ti chiedo che cosa ne pensi d!. quei romanzucci, per bambini, che escono sotto forma eli fascicoli' con moltissime illustrazioni orripilanti e poche didascalie magari sgrammaticate ma non meno orripilanti deile illustrazioni. Mi pare tutta roba di gu3lo eccessivamente americano. Uno di questi romanzi mi venuto tra l e mani. Si intitola Ulcecia >, Ed. Anonim-::x Periodici Italiani Milano. In tre fascicoli s i svolgono le avventure di un giovane italia. no il quale riesce poi a sposare la belli;;sima Ulceda, figlia di un capo trib pellerossa e, naturalmente, pellerossa ella stessa. dalla testa ai Pi-edi. Si sposano secondo i l rito pellerossa. Me la .saluti tu la difesa della razza? Caro Bertello il nostro parere? te lo puoi immaginare. E quanto all'arrangiarci, ricor dati che no.i contiamo sulla collaborazione dei camerati, e sulla tua, che hai un bel campo d'osservazione e d 'esperienza, ed hai da dire cose sentite dal vero. Tieni per presente che di spiritismo, religione, occultismo ed. etica, noi non ci occupiamo, se non per qanto rientrano nella religione cattolica, e che non li .consideriamo altrimeni i che da cattolici. Licinio Glori cj ha mandato da Roma uno scritto del quale pubblichiamo la prima parte e anzi solo il 'grincipio, cio : Teorico della democrazia moderna, Ed gard Quinet,. in un capitolo delle sue .Rivoluzioni d'Italia, Iumeggia perc;h n e l Cinquecento l'Itcilia la. tomba dei Fran cesi... Quasi soltanto a loro s 'indirizzava quel nome di barbari, che almeno mezza Italia non rivolse mai agl'imperiali :1>. II per ch dal Quinet riferito all'incapacit Iran cese d comprendere l'inconquistabile na. zionalit italiana. In effetto .appunto dal Cinquecento che la politica anglo-francese, tesa a scindere la Germania da Roma, a fomentare il pro testantesimo e i pri.Ilcipati protestanti con tro i cattolici, a sfruttare i P.rimi per c:ibbat. tere tutta la Germania nella Guerra d e i Trent'anni e aSservire la Spagna e l'Italia, slorna, cori : Thomas Hobbes e Renato D e scartes, i filosofismi che, scomponendo l'uc mo in materia e spirito, ne inventano l a contrapposizione e i problemi irresolubili d i conciliare il materialismo e lo spiritualismo. tradotti socialmente in individualismo e col lettivismo; . La Germania di Federico II il Grande (1740-1786) studi questo complesso cultu rale anglo-francese, che si appellava illu miniamo, ma Federico II soleva ripetere: s e volessi castigare una mia provincia; la darei a governare a uno di tali Filosofi. Cosi principia lo scritto di Glori e cor riswnde a ci che abbiamo detto riguardc alla nazione francese. n se-guito un p::l troppo filosofico. Saremmo grati a Glori (" lieti di pubblicarlo s'egli volesse sriverlc. in modo pi familiare e comune, e voless e tener conto di ci che abbiamo detto di una tramontata filosofia tedesca, e che inten diamo quindi riferito anche a Kant. daUttU1i af.f-au Luigi Paasarelli. studente liceale, ci h c mandato da Albanova (Napoli) questo scritto: La Francese fu guidata "' sterzata da caporioni borghesi ed affaris i i

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. che s'erano venuti arricchendo ed impari.ginando merc quelle correnti letterarie. che mettevano capo all'Enciclopedia. Questi caporioni si adunarono nei famosi Clubs iniziando la loro opera mefitica tra il poP.olo, che semJ?.re un fanciullo. Parl di libert, di paradisiaca felicit, qualora ;;;i fosser recise le teste dei signori. Ii popolo .gpriva tanto d 'occhi a questo miraggio e .J>i:xrtecip alla Rivoluzione, cio alla detronazione di tutto ci ch'era autorit e tradizione quale strumento dei buoni affari della che dava ospitalit ad ogni straniera, onde anche ebraica. L'opera vandalica e sacrilega di costoro voglio documentare coll'a1.1torit dello sto rico Gaxotte, che ha dato una giusta staifilata alla Rivoluzione Francese. I Francesi con l loro cosmopolitismo girondino ed i piani di rivoluzione universale Vevano annunziato agli altri paesi che avrebbero portata la libert e questi ave vano interpretato ci nel senso che sarebbero state risP-ettate le franchigie, la pro .IJ!iet e le istituzioni. Niente di tutto ques t o La promessa libert non era che la dittatura straniera, gli assegnati, il ristagno del commercio, la prescrizione dei preti le requisizioni, i contributi forzati, l'esproprlaZione dei patrimoni nobiliari, la delazione, il saccheggio l E nel Belgio ecco che fecero : Sfondarono -questo il Gaxotte lo fa raccontare ad Arturo Chuquet ,...-le porte delle chiese, ruppero i reliquiari, dispersero le reliquie dei santi, violarono le tombe, saccheggiarono gli altari, involarono i registri battesimali. (Gli ufficiali manomisero le ostie, calpestandole sotto i piedi. I soldati, imbaC)JCcati in cap'Qe sacre, inscenavano buffonesche processioni. nella cattedrale, cantando oscene canzoni. E a Lione, -osannando a Chalier dio e martire della Rivoluzione, i inscenarono una ripugnante cerimonia che non che l'attestato della follia "diabolica che prese gli organizzatori, Fouch e : Collo! : n busto di Chalier innanzi continua Gaxotte -poi un asino coperto "con una cappa, portante sulla testa una mitra, e, attaccati alla coda, un crocefisso, la Bibbia ed il Vangelo; poi un manipolo di sanculotti con vasi sacri calici e cibori, rubati alle chiese e infine una folla di gen: te, che urlava: -r.' Abbasso gli aristocratici l Viva la Repubblica! Viva la ghigliottinai Fu bruciato il Vangelo, l'asino fu fatto bere in un calice sacro, e avrebbe dovuto mangiare anche le ostie, se una pioggia torren 'ziale non avesse interrotta la cerimonia. -:C' bisogno di commento? Caro Passarelli non c _ bisogno di' com. mento. C' solo da dire che le scimie di Fouch e compagnia le puoi trovare in Italia, dopo il 1870; in Russia, fra i bolscevichi; in !spagna fra i ros si sconfitti. E che a dare la caccia' a queste scimie stato il pOpolo italiano, adesso, come nel 1799. Aldo M questa recensione di un ebreo: c: Sem > a c'pere di un altro ebreo Israele Zangwill > ( I figli del Ghetto> e I del Ghetto>): recensione esaltante c l 'epopea del ritorno> dei figli di Israele che hanno tentato invano di evadere dal cerchio della loro razza> per ritornare pentiti (Il) in seno a quella religione e a quelle gloriose tradizioni (l!?). per risentirsi nuova-mente ebrei nell'anima e nello spirito (!!). Ve lo invio perch desidererei apprendere da Voi se si provveduto alfinch tutte le opere di questi ebrei siano messe all'indice della stampa italiana e se ne stata epurata completamente la nostra letteratura. Cosi scriveAldo Massa. Egli sia certo che in Italia l'autorit viva e vigile, che in Italia le leggi ci sono e si fanno rispettare. Una legge non la devi con siderare dalle infrazioni che se ne possano consumare, perch la legge fatta appunto per essere applicata ai suoi violatori; ma l'autorit la vita della legge; che di questo possi'amo essere ben certi, che in Italia !a legge ha la massima autorit, e raggiunge senza meno il suo fine L'universitario Pier Luigi Buttitto ci scrive tra l'altro da Palermo: Bisogna dunque distinguere, io cre do, un Carducci maggiore, poeta delia classicit e della fco;niglia, un Carducci minore ch ha mediocremente cantato il mondo borghese e anticlericale e perci mediocre in cui visse. Sullo stesso argomento ci hanno troppo estesamente scritto anche Pietro Piovcmi' da

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Napoli e DomeniCo Buono del Guf di Cosenza da Vico d'Aprignano. Ma dobbiamo dire che nessuno di questi camerati si reso conto di quanto abbiamo finora detto e soprattutto che essi non sono entrati nella questione. Bisogna entrarci poeticamente. E se questo non possibile, bisogna almeno cominciare col rendersi conto del cambiamento di fase poetica, che acade in Italia, dopo Leopardi, Manzni, e diciamo pure,_ Verga, e che cosa ebbe da vedere questo cambiamento con la filologia tedesca e il classicismo francese. Noemi Caporali. studentessa a Firenze, ci rimprovera cos : Non comprendo come non abbiate severamente confutato un libro come quello di Roberto -Mazzetti: Orientamenti antiebraici della vita, dell:o: cultura itallima, libro che di antiebraico ha soprattutto il titolo, mentre nella sostanza afferma : l) che la razza ebraica comprensibile in quanto venga subordinata all'anima ebraica; 2) che in Giacomo Leopardi l'antigiudaismo c' se ci si mette; 3) che in Europa non si pu fare distinzione fra ariani e semiti; 4) ch i giudei non sono rivoluzionari. Vi chiedo : non son queste tesi opposte alle vostre? Cara Camerata, va bene che ti chiami Caporali, ma qualche volta potresti aiutare i tuoi soldati. Spiega tu ai lettori che razza di orientamenti sono questi di Roberto Maz zetti. Livia Lattanzi ci ha scritto da Roma questa lettera: Fin dalfa nascita, i giudioli, assorbono dai congiunti e dalla Sinagoga con l'odio per il cristiano, norme tremendi.ssime per annientarlo. L'edu=zione della -4: nobile giovent israelita da secoli orientci:ta contro i nonebrei, mentre la nostra moderna e distaccandoci dalla parte . migliore della tradizione, ci spersonalizza e ci rende beatamente vulnerabili. Ed cos, perch lo spirito internazionale d'Israele si infiltrato delp'pertutto. Anche i giuochi infantili ne risentono. Conosco non pochi balilla che dal cinema giudeo-americano prendono lo spunto per divertirsi ai gangsters, agl'Indios e. che di preferPnza leggono giornaletti di genere < giallo in cui si narrano le cervellotiche imprese dei vari Dicks e Jjms. Sia in famiglia che in iscuola non si capito ancora la gravit che presenta l'ebraismo per la vita della Nazione e ci per leggerezza dovuta ad insufficienza di cognizioni in materia, se non addirittura per mancanza di senso d'italianit. Poich le leggi sul Razzismo sono venute in aiuto del popolo neri pi lecito brancolare nel buio come, con immenso danno, fecero le passate generazioni. Persistere nella crassa ignoranza borghese sull'argomento ebraico indegno del clima fascista, fervido e vibrante, in cui abbiamo la fortuna di vivere. A quando dunque la facolt di giudeologia che dia a tutti la possibilit di veder chiaro sul conto degli Ebrei? Che ci dica qualcosa sulla loro pretesa religione ? Che ci spieghi la loro deleteria secolare influenza sugli avvenimenti storici e sul costume dei popoli ariani? ecc. ecc. Mi pare sarebbe 48 tempo di permettere ai pi consapevoli e vo. lenterosi una simile adeguata geparazione per :eoter avere in breve, senza ulteriori in" dugi, dis'ppnilbili seri insegnanti . da inviarsi in tutte le scuole del Regno e dell'Impero. La frequenza di codesta. facolt dovrebbe inoltre per alcune carriere essere resa obbligatoria_ Siccome la Storia ha ampiamente dimostrato che i giudei hanno sempre eluso qualsiasi legge, non avremmo da temere per il futuro se si potesse ottenere che ogni italiano .fosse sistematicamente pronto a difendersi. Marina Cioli ci ha scritto dci. Roma sullo stesso argomento: Non si pu pretendere di essere pronti alla vita, se pur avendo studiqtci tanto si ignora o quasi, chi sono gli, ebrei. Poich spetta alla Scuola, di dare al ragazzo una preparazione sempre pi aderente alla realt, si spra che alle nuove generazioni come alle future, sin dalle classi elementari, non si trascuri di far. conoscere il vero volto degli ebrei e della loro nefasta influenza sulla storia, attraverso i millenni ad oggi. Si eviteranno cos i pi o meno laureati che malgrado le leggi razziste a sentire nominare i giudei, nel migliore dei ca1;i, ti guardano inebetiti. Sarebbe desiderabile che ogni insegnante che non sia un borghese, in attesa dei testi rinnovati leggesse lui. stesso e .facesse leggere in classe ai suoi scolari qusta rivista. Mi piacerebbe, se credete, di conoscere il vostro parere. E. Y. A. Torp ci ha scritto da tempo questa lettera, -che finalment siaino lietj di pubblicare. Ci fu spedita da Izmir e dice:. Leggo col maggiore interesse La Difesa del.la Razza-e non vi nascondo la mia meraviglia che in Italia cominciate solo adesso a conoscere gli ebrei. In Turchia, noi levantini, come quxlhe volta ci chiamate, li conosciamo da sempre, per averli costantemente trovati nelle p)'e fetture, nei municipi, nelle dogane, alle amministrazioni dello Stato, di banche, soprattutto di borse, ed altres nei consolati' e le ambasciate. Ma dalla proclamazione della repubblica, gli ebrei sono completamente spariti da tutti questi uffici, senza tamburi e trombe di Gee senza che i giornali ne abbiano fatto nemmen cenno, cosl in Turchia, come altrove Tuttavia si trattava di sudditi turchi aventi gli stessi diritti dei turchi: mussulmani Oltre a ci, gli era stato impedito di aon tcinarsi dCii e due anni fa, furono una notte svegliati e fatti uscire dai Dardanelli, senza dargli nemmeno il tmpo di vestirsi. Nessuno os protestare, e per vostra inaggior meraviglia, vi dico che il governo turco non ha fatto alcuna legge contro gli ebrei, eppure ha raggiunto pienamente lo scopo. Gli altri ebrei, pi della met, se ne sono andati silenziosamente, portandosi naturalmente i loro averi; e quelli rimasti occupano ancora buoni posti nel commercio e i mi gliori impieghi negli istituti stranieri, compresi quelli chiamati di diritto pubblico, nei quali essi non mancano d'essere sempre pi invadenti e insolenti, mentre una folla di giovani e di padri di famiglia, soprattutto della colonia italiana, che la pi numerosa e diseredata, resta senza pane. Si aggiunga, che non c' esempio d'un ebreo che dia impiego a un cristiano. Che ne pensate? Ma l'essenziale non questo e io non vi laccio il torto di credere che anche voi ignoriate Lo spirito profittato re dell'ebreo e l'indolenza fin anche stupida del cristian o in generale, specialmente altolocato. Vi fac. cio solo unci domanda: Perch la stampa mondiale ha fatto tanto chiasso per le misure prese dalla Germania e .dall'Italia, riguardo agli ebrei:; e invece non ha scritto una parola riguardo agli ebrei di Turchia? Io vi dico che la Turchia totalitaria pe1 questo, che se gli ebrei .di o d'altrove levare la pi 'piccola protesta, sarebbero totalilarictmente ridotti al silenzio per sempre. Perch in Turchia gli ebrei li conosciamo e n .on come da voi, che hanno potuto permetterai di prendere un nome come il vostro. ln Turchia, ogni turco conosce perfetta, mente. l'ebreo e non rischia di potersi sba. gliare, nemmeno dopo la recente legge che obbliga ogni turco a prendere. un (che egli finora non aveva avuto), e della ,quqle gli ebrei hanno subito approfittato, con la loro innata furberia. Si_pu dire la st&'Ssa cosa in Europa? E poi, che cos' q'uesto .voler distinguere da ebrei a ebrei? Non sono sempre e dacpertuci gli stessi? Confessate che voi non conoscete ancoro gli ebrei. Voi europei siete allo avanguardia del progresso, ma non detevi se, riguardo agli ebrei, voi siete an. cora d'una estrema ignorCl!lza, e il inale che voi siete testimoni, voi stessi, d'innumerevoli decretr d'espulsione degli ebre1 vostro paese e... della loro permanenza. Quarido ei si vuoi salvare dall'ebreo, u rimEidio uno: n vederlo, n relazione, n parlare con lui. Cosl intitolato un libro delle America Latina del 1919, che l'atitore, E. M S. Danero, pubblic in Buenos Aire" ccl pseudonimo di Tiberio Lolo. E. M. S. Danero. cedo ha mandato, e ci scritto che questa sua opera fci nianza ch'egli non si sbagli, perch il 'problema degli ebrei si a ggra vato in Argentina. Lo ringraziamo e lo invi tiam a collaborare. France.sco Ferrara, ordinc:lrio di dirit:o ci vile all'universit di Pisci, ci ha scriti -J: l Con sopresa leggo nel suo ottimo dico La difesa della Razza (n. 17 pa,. 351 iscritto ancora il mio nome d{ Ferrar.r fro gli i raeliti. La notizia stata gi da hmpl smerdita, come destituita d'ogni fondan:ento, e ncin giusto che si perpetui. Il mio -1ome di Ferrara appartiene ad una famiglia si ciliana d'antica origine, che non ha ,tulla che vedilre ex>n elementi israelitjci. che non ha nulla di comune !a citt nima. perch lo stemma della mia faniglio Fides Rara, da cui forss per Vlenuto Ferrara. MH-Col fascicolo n. 17, .pubblicammo u;: arti colo di \Giorgio Piceno sull'influenza ebrei nel campo del diritto, e fra i co' lal ratori ebrei del Foro Italiano, il carnGrato Piceno comprese anche Mazzini Akti, quale ci ha scritto rettificando e facendo un po' anche la storia della sud famiglicx, italiana e =ttolica. Il ctmerata Piceno si sbagliato e lo ha subito riconosciuto, e siamo grati a Mazzini Alati di averci mandato la rettifica, e dato modo di rimetteN le cose a posto.

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Col fascicolo n. 13, pagina 28, pubblicam: !Ilo il ritratto del capo degli Arussi ma il nome di questo capo non quello, noi allora dicemmo. Egli si; chiama invece Schech Ussein Sude. Gastone Raule ci scrisse da Padova che le immagini di donne italiane che pubblicammo col fascicolo dell'Asse non fossero abbastanza belle. Gli rispondemmo che della sua lehera ci piaceva il sentimento cav alleresco. Ha replicato che l'abbiamo IDesso in ridicolo e .fatto passare per cavalier servente. Caro Raule, cicisbei e cavalier serventi non hanno nulla di cavalleresco: QU.', Un diario che diventa una requisitoria del Sommi Picenardi; gi nel settembre 1919, Giorgio Sorel, a woposito del Patto di Londra scriveva Esaminando il testo del Trattato di Londra si resta colpiti lell e grandil differenze rilevabili nella redazion e delle diverse parti. Certi articoli sono stati evidentemente studiati a fondo da gente del mestiere, mentre certi altri, sembrano scritti sopra un-tavolino da giuoco, da gente allegra e stordita. L'art. 13 formulato, cosl vagamente, che viene fatto di chiederci, se per caso esso non ha servito a sostituime un altro pi esplicito, sul quale le parti non riuscivano ad accordarsi. Oggi si vede che i compenst coloniali c;;s. l)egnati all'Italia in Abissinia e nell'entrodella Tripolitania, sono piccolissimi -IO credo che il Sonnino sja skrto obbliqato a !'ubire la direzione di gente pi potente di lu1, la quale non comprendeva l'nport'cmza della questione, a cui l'art. 13 si rifa'riva Il famoso art. 15 in forza del quale il stato lasciato fuori dalla Conferenza della Pq:ce, .non meglio redatto. Anche qui non c dubb10 che poteri irresponsabili si sono sostituiti al Ministro responsabile. Non mancano motivi per credere, che la abbia avuto una gran parte nei negoziati del 1915. Essa doveva sperare che una guerra fra l'Italia e l 'Austria creasse .alla Santa Sede tali imbarazzi da rovinare definitivamente il Partito Cattolico >. O_ra,, sul Sonnino grava dunque la respons?bihta, per la_ omissione di esplicative geclse che ci garantissero acquisti colomah, m caso di vittoria, proporzionati al nostro sacrificio ed agli acquisti dei nostri all.eati, che ci garantissero Fiume che nel Patto invece venne assegnata, con' somma leggerezza alla Croazia, nonch la intangibilit della nostra riserva per qualsiasi evenienza dipendente dallo 'stato di guerra e la continuit de1 rifornimenti delle materie prime a prezzo di costo. Il era un vecchio uomo politico, scaltn:o m mille negozi. E' vero poco conoscitore degli uomini e delle loro passioni, (V. Giolitti: Memorie, Vol. l) ma con criterio sufficiente per wevedere quali. competizioni s1 sarebbero accese fra i vincitori in C:aso di vittoria. Previde, ma non prese provvedimenti adeguali. Per il secondo addebito, gli italiani dovrebbero, secondo vo(. continuare ad ignorare, solo perch il Sonnino fu interventista e Ministro dell'Italia in guerra: ora, se Interventismo sinonimo di rinnovamnto se l'intervento fu indiscutibilmente un m::,vimento necessario contro l'Impero Absburgico, non vedesi alcuna connessione col rispetto e la venerazione obbligatorie verso un uomo, che ogni pi benevola critica non pu fare a meno di definirlo continu:nore di quella politica d1 re-missivit di fronte allo straniero, che per pi anni da Cavour in poi e fatta una breve parentesi t!9r Crispi aveva tolto prestigio ed autorit all'Italia nella decisione dei grandi affari Leggansi le pagine di chi trov a lottare contro le conseguenze di quella fate remissivit (Alla difesa d'Italia a Versailles Silvio Crespii. Ma allora. perch ad altri, responsabilit che unicamente erano del Sonnino: lui in'censare, gli altri abbassare? Cercate di rispondere a questi molteplici interrogativi, troverete anche la chiave di molti misteri, che hanno oscurato in questo,. e nel secolo precedente la imparzialit della Storia. GJ1uliano Bianchi, studente di medicina a Pavia, ci ha scri1to da Milano: Ho letto nel Questionario del n 12 della vostra Rivista la lettera di due maltesi, pubblicata sotto H titolo Voronoff e nella mia qualit di studente in medicina sento il dovere di rettificare -almeno in parte -le opinioni i vi esposte a proposito. degli innesti di glandole della scimmia nell'uomo. Considerando co' n oggettivit i risultati di quegli esperimenti, che sembravano in un primo tempo dover rivoluzionare la fisiologia, si pu senz'altro di're che, al vaglio di una critica severa, l edificio scientifico costruilo dal Voronoff sia crollato e piuttosto miseramente. Infatti non stato assolutamente dimostrato l'attecchimento, anche temporaneo, degli elementi specifici dell'organo innestato. La conclusione che l'organo stesso sopravviva e continui a funzionare non ha quindi resistito. Con questo non si deve del tutto negarerisultati sperimentali del ricordato innesto in uomini gi vecchi: con.probabilit si ebbe una reale attenuazione dei segni della senilit. Ma l'eventuale effelto di questa cura, Si-deve esclusivamente ricercare opoterapica (l'opoterapia -come. noto 'una medicazione che impiega organi di animali, o i principi attivi da essi estratti, per rimediare alle insufficienze funzionali dell'_organismo umano) che si esercita sullo sviluppo dei caratteri sessuali secondari. Fu per notato da quanti ebbero la possiblit 'di esaminare a distanza di tempo gli individui traattati col metodo Voronoff che tali esseri, dopo la. scossa subita pe; l'azione dell'innesto, il quale sembrava loro un poco della perduta giovinezza, ritornavano in uno stato di senilit ancor pi rattristante. -Questo pu venire interpretato come un segno della potenza delle leggi naturali, le quali impediscono e stroncano le opposizioni umane. La natura umana ha insomma valide armi per di'fendere le sue qualit e i suoi attributi, anche contro il volere degli uomini. E la specie umana non venne certamente contaminata, in c:ilcuni suoi individui dal metodo Voronoff. Non si verificato clo -come credono i due maltesi della lettera -che una parte viva di un animale si integri col corpc umano La scienza seria e cristiana nelle sue attive ricerche 'in tutti i campi si propone -come giustamente osservano i due ricordati maltesi -di. aiutare l'umanit, senza mai essere di detrimento a quella peculiare dignit e natura, che distingue nettamente e senza equi'Voci l'uomo dalle specie animali. Per concludere: come le ricerche scientifiche. devono mirare al miglioramento mai alla degradazione della specie umana, cosi, nel campo pi particolare (ma di immensa importanza) delle razze, dovere delle leggi razziali di tutelare la conservazione e l'integrit del patrimonio etnico, impedendo le mescolanze, che avvengono a tutto danno della razza pi valida e intelligente. E la politica razziale in vigore appunto ""-quasi una legge naturale -nelle nazioni razzialmente migliori. Brutium il nome di una rivista, che :>i pubblica a Reggio Calabria. Il suo terzo fascicolo di quest'anno, nella rubrica intitolata echi e riverberi riproduce un ariicolo di M. Berretti sugli in Calabria; ma se i lettori volessero conoscere la wima edizione di questo articolo, non saprebbero dove pescarla. Eppure antico costume d 'ogni specie di studiosi e redattori quello di citare le fonti. Brutium l nome d'una antichissima civilt italica, e noi abbiamo un solo modo di mantener viva l'antica civilt italiana, una sola memoria, il costume 'lJ,.,Utic,o-dea' Cosi s'intitola un volumetto di poesie ci vili e guerriere di Don Atan
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C O D t e D U t O -Questa del Sottochiesa una chiara e sintetica esposizione della politica ratziale del Governo fascista. Esposizione sem plice, con intenti puramente divulgativi; perch indirizzata ai ragazzi delle scuole. Vale peral tro la pena di soffermarsi anche su opere del genere; perch di estrema importanza la vol garizzazione della politica razziale; anzi, si pu dire che la politica razziale non pu pinamente raggiungere tutte le sue finalit, tra le quali cccupa il primo posto J'instaurazione di una forte coscienza di razza, se i suoi principi non vengono sufficientemente divulgati tra il popo lo L'opera del Sottochiesa si compone di due parti : nella prima l'autore esamina i valori della razza i tali ca; nella seconda illustra le opere fa sciste per la razza. La prima parte storica e scientifica al tempo stesso : muove delle origini delle razze umane e dalla loro suddivisione, pas sa definizione degli ariani e alle loro vi cende pi antiche, si occupa delle genti italiche primitive, tratta dell'Italia romana, per concludere con un esame della carta del razzismo L scista, cio del manifesto del 14 luglio XVI. La seconda parte, cui sono di efficace sussi dio le illustrazioni, comprende i seguenti punti : il Fascismo e l'Impero; incremento demografic o e tutel della famiglia; assistenza, previdenza e tutela del lavoratore; sport e Dopolavoro ; l a politica razziale del Regime sul piano dell'1m. pero Interesse specifico -Gli studiosi del razzismo non troveranno in quest opera nulla d nuovo n di sensazionale ; ma potr essere utile a tutti ripercorrere, attraverso queste svelte paginette, i fondamentali problemi che si aff acciano a hiunque s'interessa della storia d ella razza italiana. Interesse generico -Chi voglia a v e re un'informazione sommaria sul nostro razzismo potr attingere utilmente a questa fome. Le illustrazioni non hanno speciale interesse ptr ch molto note. lL RAZZISMO ITALIANO GIUDICATO IN GERMANIA Il dott01' W erner A E-ke sul Westdeutscher BeobtUhter di Colonia, recen-sisce alc11ni libri moderni di dJ/tori italiani sulla razza (Giuseppe Maggiore, Paolo Orano, Niccol Giani e Gino Sottochiesa). Alla recensione premette la seguente introduzione: Durante il periodo di un anno da quando stato pubblicato il manifesto italiano sulla razza non solo lo Stato fascista ha applicato numerose misure per l'attuazione pratica dell idea razziale, ma si sono occupati del problema anche scienziati, uomini politici e personalit della vita pubblica. Qui per noi vogliamo !imitarci ad esaminare soltanto talune pubblicazioni le quali per non hanno un carattere scien tifico nel senso stretto della parola, ma sono piuttosto polemiche con gli avversri dell'idea razziale Passa ora ad esaminare l'opera di Giuseppe Maggiore,il quale pubblica articoli nella Critica Fascista del Ministro Bottai e nella sua recente opera Razza e Fascismo si dichiara partigiano dell idea razziale da un punto di vista generale della concezione mondiale Egli parla come politico e come fascista, aJ quale non basta la definizione biologica del concetto di razza come fu formulato dal mani festo compilato scienziati; egli perci sostiene la tesi che anche gli uomini politici abbiano il diritto, anzi il dovere, di! dedicarsi allo studio di questo argomento La politica non nuoce alla seriet scientifica; anzi, al contrario, essa calore alla sobria teoria fa della idea pura l'efficace ed agente realt. razza non un mito nel senso di Evola, bens in quello di Sorel, una una volont. Di Paold Orano cita il libro Inchiesta sulla razza, ed osserva che egli sviiuppa le idee gi contenute nel suo volume Gli Ebrei in Italia. Risulta dente dalla recente sua pubblicazione che l'idea razziale prosegue la sua talvolta ancora malsicura ed a tastoni, ma per lo pi con precisione e tezz a Sempre pii\ forte si fa strada la nozione che non si tratti di difendere razza come tradizione storica, come cultura o come Stato, JI".a come eredit sangue. Anche gli Italiani fra non molto noli si limiteranno pi a dire: L i: il nemico della civilt occidentale, dell'idea statale romana e dello spirit_ ropeo; ma diranno : Gli Ebrei sono contro la razza ariana, essi nostro sangue. Infine, a proposito di Giani e Sottochiesa cos si esprime : Vogliamo ora parci di un paio di pubblicazioni nuove, le quali vengono ricordate soltanto esse illustrano l'attuale stato della discussione intorno al problema della quadro dell'Italia fascista Nel suo opuscolo Perch siamo antisemiti? Giani risponde alla domanda perch il fascista debba essere antisemita quale si era gi acquistato un bel nome in Italia con la sua dottrina della fascista, ancor prima del manifesto sulle razze aveva patrocinato una chiara zione fra le due ideologie che dividono' l'Europa in due campi. Sottochiesa, il quale pure prima della pubblicazione del manifesto si era occupato del problema della razza italiana e di quella ebraica maschera d'Israele), sviluppa nel suo ultimo opuscolo Razza e l'Italia fascista i principi esposti nel suddetto manifesto ed illustra le misure pratiche dello Stato fascista nel campo dell'educazione della giovent sulla base del concetto razziale Sottochiesa uno dei collaboratori di Interlandi, editore della rivista DIFESA DELLA RAZZA. Direttore reaponaabile : TELESIO INTERLANDI Stampatori: Societ Anonima Istituto Romano di Arti Grafiche di Tumminelli & C -Largo Cavalleggeri 6 Roma

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L'ISTITUTO NAZIONALE DELLE ASSICURAZIONI !';i!jt; ti. 'tl tT ., SEMPIO PRATICO che. per maggiore. chiarezza. riferiamo ad un singolo individuo, se b bene. di regola, questa forma di assicurazione si applichi a interi aziendali: Ditta ha stabilito di collocare in quiescenza il personale al rag:r,!!-giungimento del 60 anno di et e d garantire agli impiegati indennit proporzionali per il caso di collocamento a riposo. di premoienza. di invalidit totale e di licenziamento. Se un impiegato si :-"trova ad avere all'atto della stipulazione del contratto assicurativo. L'ETA' DI ANNI 28. UN'ANZIANITA' DI S ERVIZIO DI ANNI 3 ED f UNO STIPENDIO DI L. 1.600 MENSILI. ne deriveranno, contro pagai." mento d up _premio cinnuo di L. 1.077.60. le seguenti prestazioni: "''!;-'-';!) Liquidazione per il caso di collocamento a riposo al 60 anno di et: . . . . . L. 56.000.-;,}2) Liquidazione in caso di premorienza ad esemp1o durante il 23" anno di servizio: . . . Liquidazione nel caso di invalidit ad esempio --durante il 18" anno di servizio: . . . !4) Liquidazione nel caso di licenziamento ad esempio nel corso dell'li" anno di assicurazione: . . 36.800.-28.800 11.853.60 1.> ,::TUTTA L'ORGANIZZAZIONE DELL'ISTITUTO NAZIONALE LLE ASSICURAZIONI SEMPRE PRONTA A DARE ED A FORNIRE INFORMAZIONI E PROGETTI E LA PREVIDENZA PER GLI IMPIEGATI PRIVATI

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. .... ... -\: 1, # ., . -... :::r'>' vola, facilitando nello . !'. ... stesso tempo H vostro ,. .. compito in cucina, con l. .:; un pi largo consumo di .. "'-:&. ,.1 ;: pesce. Preparato in cento ;;; :. modi dUferenti: in ... ,. _4!:Jr: .... . . -tr: . fritto, arrostilo, bollilo, con vr < \ : salse o senza, il pesce . sempre molto apprez-zcdo per il suo gusto squi : : GIORNALIERI DI PESCE ALI sito, la delicatezza della li. -', w ..... JI .. t .. .. ... l : .. MENTANO CONTINUAMENTE GLI . '. : -. suo carne e la sua facilis-. SPACCI. CUCINARE ---._ : .. t .. d. bl Il .;. .. CHIEDERE GRATUITAMENTE IL .;.., .. .!!: Slmc;t__ UJerl llla. pe .: RICETTARIO AL: : un alimento :::-, .. )1C'EN f.R.O_: : N A l l O N A L sanissimo ed ecoriomico. l PROPAGA N Q A ; .-lo> :-J .... P E S C E R E C A -::: .... . .. ?' :t \", '4 .... ... < ROMA VIA REGINA ELENA 68 -'' -"' TELEFON 85 201 .. . .lf; l!.:- i'f:"-.l!D. .. .... ' 't f)..iJ_ -.& _...,-_.. .. .. i .... -l