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Difesa della razza : scienza, documentazione, polemica, questionario

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Material Information

Title:
Difesa della razza : scienza, documentazione, polemica, questionario
Physical Description:
Serial
Publisher:
Società anonima Istituto romano di arti grafiche di Tumminelli
Place of Publication:
Roma
Publication Date:
Frequency:
semimonthly
regular

Subjects

Subjects / Keywords:
Race relations -- Periodicals   ( lcsh )
Jews -- Periodicals -- Italy   ( lcsh )
Race relations -- Periodicals -- Italy   ( lcsh )
Genre:
periodical   ( marcgt )
serial   ( sobekcm )

Record Information

Source Institution:
University of South Florida Library
Holding Location:
University of South Florida
Rights Management:
All applicable rights reserved by the source institution and holding location.
Resource Identifier:
usfldc doi - D43-00027
usfldc handle - d43.27
System ID:
SFS0024306:00027


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Difesa della razza : scienza, documentazione, polemica, questionario.
n Vol. 2, no. 21 (September 5, 1939)
260
[Roma :
b Societa anonima Istituto romano di arti grafiche di Tumminelli],
September 5, 1939
650
Race relations
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SCIENZA DOCUUENTAZIONE POLEUIC! OUESTIONJ\810

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ANNO II -N. 21 SOMMARIO 5 SETTEMBRE XVII SCIENZA A. !RIZZINO: PROSPETTIVE DEMOGRAFICHE; GUIDO LANDRA: RAZZA E NAZON ALITA' IN ROMANIA; ENZO PUREZZA ITALICA. DELLA GENTE PICENA; BRUNO IMBASCIATI: RAZZA E MALATTIC INFETTIVE POLEMICA FRANCESCO SCARDAONI: I DISGREGATORI; GIOVAN NI SAVELLI: JACOB WASSERMANN; T. SALVOTTI : FAL TI E MISFATTI Di UN GIUDEO; ANTONIO PETRUCCi: IL NEGRO E LA CRISi DELLA CIVILTA'; G. DELL ISOLA: LA FILOSOFIA E LA RAZZA. DOCUMENTAZIONE. MARIO DE BAGNI: TRASTEVERINI CONTRO EBREI E F RANCESI ; CARLO BARDUZZI: VICENDE GIUDAICHE NELLA BRITANNIA MEDiOEVALE: BRUNO BIANCINI: COME SI FOGGIO' L A MASCHERA POPOLARE DEL GIUDEO; SILVIO LANDRA: RAZZE E PROFESSIONI NEI PAESI EXTRA-EUROPEI. QUESTIONARIO DOGMI DEL DUCE ; RITORNO AL CLASSICO; L'ESTE TICA; GIORDANO BRUNO; RINASCIMENTO E TRA SCENDENZA; POPOLO E BORGHESI; PRETI EROICI; IL TALMUD; CIRCOLO DI CULTURA EBRAICA; RAZZA ARABA ecc. ecc. PENSIERI DI LEOPARDI : INGLESI f, FRANCESI. -IL RAZZISMO IN LIBRERIA I MANOSCRITTI ANCHE SE NON PUBBLJCAT I NON SI RESTITUIS(:ONO GLI UFFICI DELLA "DIFESA DELLA RAZZA" SI TROVANO IN ROMA -PIAZZA COLONNA (PORTICI DI VElO) -TELEFONO 67737 -62880 . . . . .. . . . -.. -.. .. .... ,. . RIV S. A. OFFICINE DI VIllAR PEROSA-TORINO REGISTRATORI DI CASSA PER TUTTE LE AZIENDE ------... PICCOLE DIMENSIONI LINEA ELEGANTE AZIONAMENTO ELETTRICO DIVERSI TOTAUztAT-ORI TASTO RIPETITORE RISULTATI STAMPATI 2 ANNI DI GARANZIA

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:o. ( .. . : J 3

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l . . ... .-' .. , Guerres navales de demain .. . del Comandante Z ... e H. Montcbant Prefazione del Maggiore A. TRIZZINO

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ANNO IlNUMERO 21 5 SETTEMBRE 1939-XVII ESCE IL 5 E IL 20-DI OC;JIIl MESE UN NUMERO SEPARATO LIRE l -ABBONAMENTO ANNUO LIRE 20 ABBONAMENTO SEMESTRALE 12 ESTERO l. L DOPPIO Direttore: TELESIO INTERLANDI Comitato di redazione: pJ;of. dott. GUIDO LANDRA prof. dott. LIDI O CIPRIANI dott. LEONE FRANZI dott. MARCELLO RICCI dott. LINO BUSINCO Segretario di redazione: GIORGIO ALM IRANTE . l 18l : . . ... : ... POLEMICA OUESTIONAWO .. L'articolo di A. Trlzzlno che pubbllct,lamo nelle pagine s .. guentl documenta Il formld.;bllelncremento dmogra Ileo Italiano .. DI tale Incremento conseguenza un corrispondente aumento del potenzlal bellico dell'Italia. (Facciamo notare che, calcolando approssimativamente il potenziale bellico italiano nel 1870, si tenuto conio non soltanto del numero degli abitanti, ma anche dei diversi sistemi di reclutamento e di addestramento militare).

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numero tlel 20 giugno scorso di questa rivista, sono state riportate le prospettive demografiche della Francia per il pe riodo di 50 anni che va dal 1935 al 1985, desunte dallo studio di un 1'\0to specialista della materia, il signor Sauvy, alto fun zionario alla Statistique Gnral de France. Egli fece, anzitutto. l'ipotesi che durante il cinquantennio anzidetto si mantengano invariati gl'indici di fecondit delle donne, e di mortalit com plessiva in ciascun gruppo di et, allivello che si ebbe nel1935; e in base a rigoroso, laborioso, lungo calcolo molto apprez zato nelle sfere competenti ricav che nel 1985 la Francia dovrebbe venire a trovar.;i con una popolazione di abitanti. Detta ipotesi sembr allo stesso Sauvy molto ottimistica tenuto conto che la fec6ndit della donna in reg resso ininterrotto; ed infatti ha continuato a decrescere negli anni posteriori al 1935 in cui fu fatto il calcolo. E allora ammise una seconda ipotesi : che il tasso di fecondit delle donne francesi continui a diminuire in oias_ cun gruppo di et secondo il ritmo registrato nel quinquennio 1930-1935; e che anche La mortalit, in cio.scun gruppo di et, decresca secondo il ritmo del lrt questo secondo caso trov cne la popolazione francese nel 1985 dovrebbe risultare di 29.645.000 persooe. Si voluto, ora, formulare le prospettive demografiche della popolazione italian8., per un periodo uguale di 50 anni: par tendo, cio, dal 1938 per arrivarre al 1988. L'ipotesi dalla quale s i partiti la seguente, che se _mbra pienamente legittima : cio. che /.a politica del Regime nei cinqiJIJiua anni successivi all'A n no X V Il mantenga invariati i risultati che si sono avuti in questi primi 17 anni dal SlU! avvento. Infatti, partendo dall' Anno I (1922) i dati statistici ella popolazione italiana dentro confini attuali, sono stati i seguenti: ANNI l POPOLAZIONE ANNI POPOLAZIONE ------1922 38.370.000 1930 41.069.000 1923 38.639.000 1 9 3 1 41. 41 o o o 192 4 38.929.000 1932 41.755.000 1925 39.296.000 1933 42;101.000 1926 39.628.000 1934 42.45_3.000 1927. 40.001.000 1935 1928 40.392.000 1936 43.151.000 1929 40. 706;000 1937 43.'504.000 1938 43.979.000 G 1988 DELLA RAZZA ITALIANA ...

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Dall'esame approfondito di detti risultati si constata un andamento coerente, e si pu
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.. : : .. l, f'}-1 J' : 4o l,;;: --l-... : ... -.. . :{' -,. ... :: .. Con m e n si indicano due date annuali qualunque; e con Pm e Pn i valori rispettivi della popolazione a quelle date. .. .' La formula introdotta e la sua trasformazione in: 2303 K=---n-m .(Log Pn -Log J>m) '-. l l Poich dopo un tempo infinitamente piccolo, l'aumento della popolazione fulJzione del suo ammontare preso per base (Pm), di un certo coefficiente K, e della durata del tempuscolo con sidernto (n-m.), la legge della variazione della popolazione espressa dalia seguente formula: l Pn Pm e K (n-m) permettono di calcolare la popolazione futura conoscendone l'in cremento logaritmico, o di dedurre dai dati statistici dei .. menti l'incremento logaritmico medio a1muale di una data popolazione. (e: base logaritmica naturale). Per gli Anni dal l al XVII de l Regime ( 1938) si ha: l i a D, a p Log p i l 1922 l 38.370.000 7,58399 l 5 l 1927 40.001.000 7,60207 l 6 ' 1933 42.101.000 7,62429 l 5 l 43.979.000 l i 1938 l 7,64325 Nei 50 Anni successivi al XVII (cio fino al LXVII del Regime) si deduce dalla formula: l ,. d K ofoo (Log Pn -Log Pm) 0,01808 8,33 0,02222 8,53 0,01896 8,73 .. l K Log Ps Log o+ 460 ,517 6 o}oo. 0,20 0,20 l

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. 1938. i'_ 8 ,93 1943 .. -. -.. 9,13 1 9 4 8 :'. .. 9,33 l9 5 t 5 9,53' 1958 l 5 9,73 1 9 6 3 f 9,93 1 9 6 8 t _: 10, 1. 3 197'3 l 10,33 1978 5 1983.-f 10,53 . . t 10,73 1988 l ; .;.! K/48015t7 !-... --.. .. ... ; . POPOLAZIONE: -.... .:L:oil P .. -.. .:.-. : -_ 7 643 .. 2 s _. . :. 4 3 919 o" o o o,o-1939 --_ : >_. ._ _._ -.:.--: . . .. -. .-.: 45.988.00_ 0 -o, o' 1 9 8 3 --_: . .. 0,_020 26 0,020_ 6 9. o, 2 1 1 3 : o, o 21 56 0 0 2 200 0,02243 o, o 2 2 8 7 0,02330 7 :682_47 -: _. : : .- 4 ..... _."l ""' -. : ... 50.434.000 . ., 7,_7 4 4 5 5 .:_s __ s . s 3 2.-oo_;o_, 1 : ? 7 6 6 11 -.. _.. -.. .5 a 5 9 o o o .7,78811 7 81 4 7,83341 7, 8 56 7 1 -' -.-. . 6 -1.391.000 -64.645.0.00 68.142.000 '71.898."000 Nell' Anno LXVII dell' Era la popolazione italiana si aggirer intorno a 72.000.000 di abitanti entro gli attuali confini J .A.TRIZZINO -' . : : ..... -. 'fCJ38 1943 .1948 1953 1958. 1963 f968 {973 1978 .. 1988-1 N n A U A .f!111TKJO .f8'1S6'00f' !i0l14"(}(}f) 58'jSJrJ()() 64"4451JIJI) 6814to0f! 1 . l / PIANI .. . .. --. . __,__ ---, . -. . --. -. . .,. .; l. .Y :. . l '1940 '194.5. 1950 1960.--. .t'f-9.65,... 197tf._: :FRANCIA 4t.uiY!fHJ 4mnKio _,f(J1()2TK)() IIJOiarKKJ Jn"/6'000 : .. .. -. -. - . -9-

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Il dr. J. Fcoaru deWUniversit di Cluj (Klausenburg) ha recentemente con dotto a termine una serie di studi intesi a chiarire i rapporti esistenti tra razza e nazioRalit, da una parte, e razza e condizione sociale dall'altra. Questi studi assumono tanta maggiore importanza Ha&lonellt Totale abitanti Romen i . Ungheresi Tedeschi . Giudei Ruteni . Russi . . . Bulgari. . Tartari, ecc. . Tzigani . A lt r i . . IO quando si pensa che realmente in Ro mania esiste UJI problema delle mino ranze etniche, minoTaliZe etniche che secondo i dati ufficiai romeni, pub blicti nella Guida Economica della Romania -sarehbero indicate in per. centuale dallo specchietto seguente: Paese Intero Pop.urbane Pop. rurale 18 .052.897 3.632.178 14.420.718 100,0 100,0 100,0 72 0 58,7 75, 3 7, 9 11,2 7 1 4,1 5,3 l 3,8 4, 0 13; 6 1 6 3,2 1,5 3,7 . 2, 3 3,4 2,0 2,0 1,2 2 2 1 6 1,2 1,7 1 ,5 1 l 1 1 5 1,4 2,8 1 1 Contadine della Bucovina Come si vede da questo specchietto la popolazione rurale prevaltmtemente romeri a, mentre nelle citt pren: lente la popolazio ne allogen, ad ecce zione delle citt della vecchia Romania, dove l'elemento romeno ancora in mag. gioranza. Il criterio che servito per .stab.ilire le sovra riportate stato essenzialmente linguistico, all'infue.ri che per i giudei; dal punto di vista confeS sionale invece la popolazione romena sempre secondo le statistiche ufficiali sarebbe ripartita, secondo la tabella che qlii appresso riportiamo. .. Le due tabelle che pubblichiamo si pos sono prestare a molte interessanti consi derazioni sui rapporti tra nazionalit e religione; cos per esempio noi possiamo dire che i Romeni sono iri prevalenza di religione greco-ortodo5sa o greco-catto lica, e gli UnghereSi di religione cattolica o calvinista o unitarista, e i te deschi di religione lutcrana, e i turchi di religione maomettana, e i giudei natu ralmente di religione giudaica; ma a noi

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_Totale Greco-ortodossi Greco-cattolici Cattolici Giudei Calvinisti Luterani Maomettani Unitaristi Battisti, ecc. Altri preme soprattutto mettere in evidenza come le sopraddette nazionalit siano dif ferenti le une dalle altre non solo per. lin_gua e per religione, ma anche dal punto di vista antropologico, razziale; a questo proposito, come abbiamo accennato in prinCipio, riferiremo sugli importantis simi risultati degli studi del Fcoaru. -Il materiale di cui si servito questo studioso era costituito complessivamente da circa 1290 pemone, delle quali-424 contadini romeni e 866 studenti dell'Uni versit di Cluj (Klausenburg). Gli studenti appartene\ran() a -differenti nazio nalit pre.cisamente 466 erano Romeni, 244-Ungheresi, 63 Tedeschi e 95 Giudei. Il Fcoaru per il suo studio si ser. vito della. nomenclatura adottata dal V Eickstedt e dal Wellisch co]l le rela tive abbreviazioni, che noi 1-iportiamo per comodit del lettore: A D l\1 = Or p = Mo= Ne x = N = Da = o = Alpino Dinari co Mediterraneo Orientali-de--Preasiatico ( levantino) Mo-ngolide Negride _ . Atlantide (Atianto-Mediterraneo) Nordico Dalico (flico) Osteuropide L' Autor ha poi considerato come indi vidui di tipo razziale puro quelli che p re sentavano tutte _le sei caratteristiche che servono per la diagnosi razziale, -il metodo del V. Eickstedt, tip!che (cio la statura, gli indizi cefalico, faciale e nasale, il colore 'dei capelli e degli o-cchi). Accanto agli individui di tipo razziale puro il Fcoaru ha consi derato anche quelli che presentavaiw solo alcuni pi detti caratteri tipici della razza presa in considerazione.-. Kiassumendo i risultati di queste os servazioni e mettendo insieme tanto gli Paese Intero Pop. urtt.-Pop. rurale 100,0 100,0 100,0 72,6 60,9 75,6 7,9 4,6 8,7 i:! 6,8 10,4 5,9 ...... 14,3 1,6 3,9 4,9 3,7 : 2,2 2,6 211 s : 1,0 t' ,.:;.;. 1;0 1,0 .: ;-:;.?: OA 0,3 0,4 0,3 o, l 0,4 0,7 0,9 ; ... 0,6 .. : : .... : ... .' Pastori romem Il

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individui dal tipo razziale assolutailente puro, quanto quelli che a tale tipo si av. vicmano, noi otteniamo l seguente taRazza Contadini : Studenti Romeni Romeni A 53 32 D 29 48 M 193 166 Or 26 38 p -2 M o l l Ne -x 38 81 N 48 72 Da 8 2 o 28 22 .. Totale individui esaminati 424 464 bella che appunto' ad indicare la di stribuzione dei differenti tipi : razziali nelle nazionalit i::onsiderat : Studenti Studenti Studenti Ungheresi Tedeschi Giudei 17 2 4 28 8 17 .. 51 6 23 21 l 4 2 l 22 3 -l --. 41 14 6 60 25 16 3 2 l .. 17 4 ' 2 .244 63 95 Costumi della. Buc:ovina 12 di questa tabella, ai:u;:h<' se stabilita su un. numero relativamente ristretto .. di mostra mente ogni gruppo etn,ico sia dif ferente dall'altro non solo pr. linga e per religione ma tllit;pe dal punto di vista dell'intima struttura . '. : cosiche minante nei CC)Dtdini che stu. denti romeni quello mediterraneo; : ac cimto a qesto e\emento p re. vale presso i contadini romeni l'elemento lpino e presso gli nordico e l'atlahto-mediterraneQ. :.:: .. .. Negli studentj ungheresi vediamo pre valere i) tipo nordico e ecant ad .. esso il e il dinaric6. : .' . : Presso i Tedeschi. prevale in quasi il tip nordico; presso gli studentj giudeivediam infine il tipQ. pii:asiatico o lev8J)tino, presente negli altri' gruppi, r.aggiungere 'la cifra di 22. Ora il tipo preasiat!co stato dalla fiviggi.or parte degli come conip oriente razziale ess enziale dei Giudei,: ed .'interessante psser vare .conie l'infiltrazione pi:esiatica preSente negli studenti di tutte' le naziona' assente nei contadini, che evidentemrite :'j l t,.iruppo etnico romeno -allo pi' puro. :.: : Qu&ta nella :>truttura"i.az zial.e delle singole ci appare anpora pi !!e noi' mettiamo a il d i iridividui appartenenti a var. ianti . raiziali di alta statura (2} . Varianti raiali di statura '(l) : A ; M, Mo; Or, O, P: . . Varianti:-.r'azzial( di alta ( 2): n,x, .N,na:. .. Questo ; confronto risulta hiaro . dal l' esain della tabella che : pi sotto. ,.,: Appare quindi dall'osservllzione di detta tabella come presf!O Romeni. e i Giudei previllgono le vai-iaDti r&,zii li statUra e pre5so gli e i Tedeschi ) .nve (soprattutto _que sti ultimi) le. varianti razziali di lt& sta tura: Naturahnetite':' ariche . a differenza -sc. illl per a : d i gruppo : etilico gli studenti i:omtmi sono pi alt dei contadini della stessa nazio nalit. . . Ugualmente il ponfr.onto tra ifnui:ner o degli in dividui appartneriti a :vlirian t di' e dui appartei(lnti a: complessione : cura .pria. alla: conclu che .i' singoli'gr'iippi etnici esami nl!-ti differisC:ono nofi solo p _er e per religione .' ma anch _:per saiigue. . Varia.itii rzziali : di complessiCme scu ra (l); ,D, M, Mo, Or; P ; x: Varianti razziali di complessione chi a .ra .<2)': N, O, Da,,

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!c:ontadlnl Romeni Studenti Romeni Studenti Ungheresi Stude n t i Te deschi Studenti Giudei (l) 300 . (l) 261 (l) 112 (l) 14 (l) 5 5 (2} 123. (2) 203 --(2) 139 (2) 49 (2) 40 !Contadini Romeni Studenti Romeni Studenti Ungheresi StudentiTedeschl Studenti Giudei (l} 339 (l ) 368 (l) 164 ( l) 32 (1)-76 (2) 84 (2) 96 (2) "L'osservazione di quest'ultima tabella mostra come soltanto presso gli individui appartenenti alla minoranza tedesca le va. rianti razziali di complessione chiara ab biano la stessa importanza di quelle scure mentre viceversa presso tutte le altre nazionalit prevalgono le varianti razziali scure. . A parte la ist. ribuzione dlle varianti razziali nei gruppi etnici il Fcoaru ha studiato la distribuzione delle varianti razziali nelle condizioni sociali. Egli pertanto ha. diviso gi studenti a se-. conda delle condizioni economiche delle rispettive famiglie nelle seguenti cinque 2 3 80 (2) 31 (2) 1 9 categorie: l. Categoria: molto povera, entrata annua 10.000 Lei; 2; Categoria: povera, entrata annua, 10.000-50.000 Lei; 3. Categoria : media, entrata annua, 50.000-100.000 Lei; 4. Categoria: : ricca, ntrata annua, 100.000-500.000 Lei. 5. Categoria: molto ricca, entrata annua, 500.000-1.000.000 Lei. Le varianti razziali degli studenti ro meni distribuite a seconda delle condi zioni economiche presentata dalla guente tabella: 4 s H. Individui R a x x a categoria categoria categoria categoria esaminati M o -l x 2 20 N l 17 D 2 50 M l lO A -12 Or 2 12 o --p -l Da -2 T o l a l e 8 125 Come si vede chiaramente da questa tabella non tutte le varianti razziali sono distribuite ugualmente nelle differenti ca tegorie sociali; del resto che esista una Yariazione del tipo razziale, indipendente 2 3 --l 36 23. 81 40 14 72 27 9 48 84 31 166 17 5 32 17 7 38 7 3 22 l -2 --2 229 92 464 nazionalit, lo mostra cori evidenza la seguente tabella, nella quale sono stati considerati collettivamente tutti g;i studenti, indipendentemente d a ll a nazionalit a cui appartengono : 4 5 Razxa categoria categoria categoria categoria Humero x 3 31 62 46 142 Ne --l -l N 2 43 88 40 173 Or 2 15 34 13 64 p l 6 15 5 27 M 4 71 122 49 246 A l 17 29 8 55 D 4 35 42 20 101 o l 21 16 7 45 Da -4 4 -8 M o -2 2 -4 Totale 18 245 415 188 866 Filatric::'e ro mena (quadro di N. Griqonee.co) .: Arrivati a questo punto ci pare di avere sufficientemente chiarito al lettore quali strtti rapporti uniscano da una parte la razza alla nazionalit. _dall'altra la razza alla condizione sociale. Questi studi, come ripetiamo, assumono una particolare importanza per quei paesi dove vivono compatte minoranze etniche, le qu&li presentano quindi di verse dalla popolazione prevalente non solo per lingua e per religione, ma anche per sangue. . Rimandando il lettore, desideroso di maggiori notizie sull'argomento, al lavoro dello studioso romeno apparso recente mente sullo Zeitschrift fiir Rassenkun de noi terminiamo questo articolo, inteso a chiarire i rapporti tra concetto di e concetto di popolo e nazione, ri cordando come giustamente il punto 3 del manifesto razziale del 24 luglio XVI, af fermasse: Il concetto di razza concetto pura mente biologico. Esso quindi basato su altre considerazioni che non i concetti di popolo e di nazione, fondati essenzial mente su considerazioni storiche, lingui stiche e religiose. Per alla base delle dif ferenze i popolo e di nazione stanno delle differenze di razza. Se gli Italiani sono differenti dai Francesi, dai Tede. 8chi, dai Turchi, dai Greci, ecc., non solo perch essi hanno una lingua di versa, ma perch la costituzione razziale di questi popoli diversa. Sono state proporzioni diverse di razze differenti che da tempo molto antico i diversi popoli, sia che una rzza _abbia il dominio assoluto sulle altre, sia che tutte risultino fuse armooicamente, sia, infine, che persistano ancora inassimilate una ulle altre le diverse razze :t. GUIDO LANDRA 13

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Asooli Piceno Porta Tufilla JFra le popolazioni Italiane pi pure ed attive sono i Piceni, oggi detti Marchigiani dalla denominazione straniera della loro Hegione. Popolo ltalico del gruppo Osco-Umbro, sottomesso da Roma gi nel terzo secolo a. C., una volta romanizzato, sia per una certa fortuna nelle vice'nde storiche, sia per le sue stesse qualit, seppe di fatto sfuggire al dominatore ed evitare contatti con lo straniero, favorito in questo dalla posizione e dalla morfo logia del suo paese, la regione adriatica, he andava primiera mente dall'Esino al Teramano compreso, ben difesa dagli Appennini: perci rimase razzialmente puro. Ch infatti profit tando delle guerre tra Bizantini e Longobardi, fin d'allora raccolto intorno a Vescovi ed Abbazie, fece in modo che il suo territorio fosse un poco risparmiato, e rimase nella maggior parte libero e dagli uni, che possedendo Ravenna e la Pento poli gravitavano su di esso dal Nord e gli precludevano il mare, e dagli altri che premevano alle sue spalle da Spoleto. Molto probabilmente i Piceni discendono, come i Sabini, dagli Umbri; infatti essi si diffusero nella regione scendendo dai monti, cosicch per ultimo giunsero al mare. Narra ap punto la leggenda che questo popolo guidato nelle nuove sedi da un Picus (Picchio) 8i chiam Piceno dette tal nome alla sua futura patria. Per le popolazioni a sud del Tronto si distaccarono gradatamente dal grosso: essi furono i Praettutii (Pretuzi) che poi daranno nome agli Abruzzi con Capitale lnteramnia (Teramo). diversi dai Piceni etnicamente per i comi e p el dialetto, e loro nemici. l-t REZZA ITA! Intanto a nord del Tronto, fino all'Esimo, estendevasi l'Ager Picenu.s abitato dai veri Piceni. Cos si delinea subito questo naturale processo: i Piceni si ritirarono a sud; a questo movimento corrisponder pi tardi. con l'impero e le invasioni barbariche, un progressivo esten dersi verso il nord; ma gi prima che vi giungessero i Romani. a Pesaro e Novilara si erano stabiliti nuclei di popolazione Picena inframettendosi ai Galli Senoni e agli Umbri che poi saranno assimilati. (Oggi minima la differenza fra le carat teristiche somatiche delle due provincie del nord e quelle delle due del sud. Anzi questa rientra in quel fenomeno offerto dai caratteri successivamente diversi delle provincie Emiliano Adriatiche). Anche i confini politici del Piceno andarono lentamente spo standosi, seguendo e precedendo, sempre favorendo il relativo spostarsi ed affermarsi della popolazione. Dalla regione Au gustea (V) che comprendeva oltre all'ager Picenus anche l'age'r Praettutianus, si passa, dopo un lunghissimo periodo di smem bramento, al Piceno di Paolo Diacono (VIII Sec.), non molto differente dalle attuali Marche. Tal nome comparso sullo scor cio dello Xl Sec., prevalse quando la Marca di Ancona com prese quasi tutta l'odierna regione e fu ufficialmente confer mato solo nelle Constitutiones Marchiae Anconitanae ema nate dal Cardinale Egidio D'Albornoz, nel parlamento tli Fano del 1357. I confini attuali delle Marche sono nelle loro linee essenziali quelli allora stabiliti e corrispondono a quelli etnico-linguistici. Il popolo Piceno agricoltore e guerriero come tutti i popoli ltalici, nonostante il lento cambiar di sede e l'ingiustificato mutamento di nome, ha conservato con l'antico sangue. immu tate le sue attitudini e tendenze e le suP. caratteristiche spiri tuali. Molto attaccato alla sua terra, geloso del suo stess( lavoro e solo in questo fiducioso, doveva necessariamente aven un grande amore all'indipendenza che seppe difendere sempn con atavico spirito guerresco e tenace fierezza: con questo spi rito combatt per la libert di Ancona assediata dall' Arcivr scovo di Magonza, Stamura, una tra le pi fulgide eroine ltalichl. Con questo spirito -primo in Italia-'fra Giacomo di Montt prandone insorse contro la tirannica usura degli Ebrei. E tutt. la gente Picena scatt tra le prime cacciando lo straniero i1 quel 1799 che il primo vero grande e spontaneo movimen! collettivo degli Italiani Che il suo antico spirito combattivo non si sia esaurito, m al contrario, sia stato tramandato e trasmesso col sangue, l dicono i due nomi di Labieno e Corridoni, che uniscono d1! et tanto lontane in un unico concetto di continuit. Un popolo cos silenziosamente lavoratore ed eroico, gelo, quanto fiero del suo, non poteva abbandonare le occupazio1 primitive ed insieme gli usi tradizionali. Ancor oggi. come < tempi della sua indipendenza, come ai floridi tempi di Augu:;l e di Traiano, eminentemente contadino. E se le statistiche dicono solo che d la maggior percentuale del Regno di pop' !azione sparsa e dedita all'agricoltura, noi sappiamo anche prerogative di agricoltore che lo distinguono: zelo e passion intelligenza e tenacia. Le popolazioni costiere conservano le antiche belle trar zioni marinaresche pescherecce e commerciali pi no nell'et Traianea e nel Medioevo, specie in Ancona, con! buendo a mantenere contatti e suscitare legami con la Dalmaz i E ci pare che per mantenersi sempre cos uguale a se ste debba essere ben forte.

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:A DELLA GENTE PICENA Oggi il costume popolare -per dire il vero usato meno, e solo nelle vecchie feste. Indipendentemente da questo l'c..hito spirituale ed immagina tivo delle genti Picene rimasto sempre lo stesso: i contadini e i pastori (che non mancano sui monti) tengono in gran conto l'ospite, indice di uno spirito quasi patriarcale. E certe feste ligiose, certi riti, certe usanze hanno conservato tracce delle antiche tradizioni sabel\iche e dei culti agrari indigeni pre-cri stiani. Espressioni tipiche dell'anima Picena, piena di religioso misticismo, come quella Umbra, e di poesia sono le canzoni a batocco della mietitura, le leggende ancor vive di Totila scpnfitto e uccisoa Tagina, sull'Appennino Umbr:oMarchigiano, e di Cecco D'Ascoli; la festa della Venuta :. nella qilale tutte le campagne celebrano con grandi fuochi l'arrivo, dal mare, della Casa della Madonna di Loreto. Ma oltre. a questo, che colore e poesia insieme, i Piceni eseguono norme di -diritto e morale proprio che vengono dalla loro. natura e la rispecchiano: sono smplici, spontanee e, quel che pi conta, nostre, nostrissime. Il popolo Piceno siienzioso e modesto; forse perci poco conosciuto. La sua stessa fierezza tacita, chiusa,. calma, ma rion meno dignitosa e sicura. Il suo carattere non mai troppo allegro, soltanto sereno e ci d l'impressione che tal popolo sia pieno di buon senso, calcolatore delle gioie come delle fatiche; Tutti questi caratteri etici si riconnettono al suo tipo fisico : statura media ma svelta, capelli e occhi castani, taJora neri e scuri, fronte ampia, pi larga che alta, densa di pensieri ma sempre serena. Lo sguardo calmo e profondo, la fronte decisa ed il profilo volitivo --il naso diritto, le labbra appena ser rate, la mandibola robusta e il mento armonioso esprimono la forza di quella tempra e tutta la sua intima italicit. Ma di pi: il Piceno, contrariamente a quanto potrebbe ere dersi dopo conosciuto il suo valore, del resto per nulla eccezio nale, e veduto come non abbia svolto una propria politica indi pendente, e non sia perci stato attore di grande storia; ha dato alla razza madre uomini illustri e alcuni dei maggiori genii Italici: Gentile da Fabriano, Bramante, Raffaello, Alberigo Gen tili, Rossini e. il grandissimo Leopardi. Tutti nomi che parlano. Per questo popolo non ebbe, come si vede, causa le condizioni politico-sociali, simultanee fioriture di grandi in un dato campo n uno svolgimento suo di pensiero, arte, civilt continuantesi attraverso i tempi, come altre genti Italiane ebbero dal 200 in poi. E' questo il popolo lavoratore, fecon,do, tenace, silenzioso; popolo geniale e Romano, popolo puro di sangu e di spirito, italianissimo per pensiero e costume; questo il popolo che abi tando il Piceno, essendo di stirpe e caratteri Piceni, dovremmo chiamare Piceno. ENZO SANTARELU Cec:co. d'Ascoli che fa una Jzione (quadro di Giulio CantalametiiScr. nella Pinacoteca comunale di Ascoli Piceno). 14i

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RAZZE E MALATTIE INFETTIVE Il problema dei. rapporti tra razza umana malattie infettive e da infestione, ossia malattie causate da parassiti viventi (invisibili, micro scopici e macrosi:opici) ha interessato sin dai tempi pi remoti i mediCi e i biologi. In questa stessa Rivista sltri articolisti hanno gi trattato con una certa ampiezza: la qUe stione della razza l-imana, fattore di -predispo sizione 0 di refrattariet alle malattie costitu zionali c diatesiche; jn queste note vogliamo invece soffermarci particolarmente sopra il fat tore di predisposizione o di refrattariet orga nica di razza alle malattie trasmissibili per con tagio diretto o indiretto, fattore discussa e da taluni anche totalmente negato, che merita la pi seria considerazione degli studiosi. Com' noto, la presenza e la penetr11zione di parassiti patogeni nel eorpo degli animali o ddl'uomo, non sono cause suffici;;nti per lo svi luppo di una malattia infettiva; determinare questa occorre un altro .fattore non trieno in:tc portante: 1 la predispasizione, che, al eontra.rio dell'immunit, la capacit che 'Un organismo possiede .od acquista, di. ammalare .di una de terminata malOJttia infettiva. La la risultante di molti altri fattori secondari quali: il sociale, -l'et, il sesso, la stagion, il' clima, l'alimentazione e, alcuni; la razza. non tutti gli studiosi riconoscono nella .razza un fattore -di predisposizione specifico alle malattie infettive, e quelli; che non lo riconoscono, spiegano il prevalere di una malattia tra. gli individui di una razza pjuttosto che tra quelli di. un'altra, o con fattori geocliinatici o con una serie di ragioni a i:cessorie Tra queste Je diverse condizioni di vita e abitudini, !'ali..-xieiita zione differente, 'Io stato delle abitazioni, la scarsa pulizia persona le, la d'igiene individuale e collettiva, ecc. ATtr{ escludono la possibilit che tali fattori ambientali 'POssano, anche col tempo, produrre .. na vera e propria predisposizione orgaii.ica ereditaria attraverso le generazioni,. soprattutto se sono sottratte, anche per breve tem p o, alle originarie condizioni ambientali. Firiot ha sostenuto che la. patologia norr fa cia in ralt distinzioni di rnzzli; tutte le razze in fondo sono soggette, egli ha detto, alle stesse lotte dell'organi-smo cori tro le malattie, poich non si tratta di qualit umane innate; bens di condizioni acquisite e mutabili. Altri siudiosi invece,ti-a cui il De Gilixa, non negano del tutto la opos5ibilit, ; per certe malattie, di una immunit di raZZe. anche im ditaria, ma ritengono che si tratti soltanto di. un'immunit relativa, da non potersi considevero. attdbuto congenito perenne. l/immuni di razza cio, sarebbe solo appa rt-nte, perch legata a determin-ati fattori a.mjlientali che avendo potuto agire in mod11 con tinuo e protratto per molte geerazioni, slirehbei-o stati capaci di conferire, a seconda' casi; o predispo5iZione a crte ma lattie infettive; A tale riguardo, come legge generale, SO$tengono che l'immunit, per Ima data ma lattia, possa a'V\Ienii'e pe'r una cernita naturale che elimina gli ndividui meno resiStenti e con' ferva i pi adatti. Altri studiosi infine, anche indipendentemente dai fattori ambientali e in epoc .politicamente non sospettabile, hanno ammesso, almeno pr un certo numero di infetti-re, che la razza sia vera e propria e fl'lcondizionata 1'8" gione di predispo5izioue organica.A nostro modesto parere il problema va con-16 siderato sotto differenti punti di vis.ta, vaglian do i fatti caso per caso. Cs -ps&lamo ritenre giustificate le teorie dei negativisti assoluti, al lorch s osservi, tra gli altri, il aso della scarlattina che le. statistiche dnno pi diffusa tra i popoli del Nord Europa. Evidentemente qui non si tratta n :dj uha maggiore predi sposizione degli a,nglo-gerinanici e nemmeno di una maggiore dei bianchi del ceppo ma. piuttosto di.: un fattore runhientale: il. clima. La predisposiziene : dei pfinii' certo una cosa del tutto labile, transi tona. e con molta probabilit. nemmeno ere Oitariu .-. Anrora pi numerosi sono gli esempi che rendono giU.stificabili le teorie di immunit o di predisposizione ereditaria : di razza, suilicien costante "anche per un certo nuinero di generazioni, ma tuttavia sempre relativa, operch esclusivamente : legata all'azione di un complesso di bttoti ambientali, che hanno potuto agire insieme per un periodo di tempo. 'fipic() a questo -propOsito, il caso degli ebrei di fronte. alla tubercolosi ed in genere di fronte alle malattie infettive. Gli: ei:Jrd infatti, per la loro nou,. avversione Iii lavori agricoli e per le secolari misure 1-estrittive d'ordine gioso e politico, banno condotto, di 60lito, Vita nettamente urbana, accentrndosi; _specie in tempi' pi. remoti, in quartie chiusi, affollati. In tal modo ha11no nc;m una niaggiore robustezza COmJ,>lessiva, ma per ce.trllt naturale,. una ben accertabile. imtirnnit relativa di razza. . Ed. eccoci infiie alle. te di coloro eli-, per certi casi, ammettono,_ nella ra:i;za resistenZa ,un vero e? assoluto fattore di l. sostemtdr di ,teoria incomin_cilm0 ,Iii loro discussione 'parten-do dal fatto \ acer. tato .in-. natura, ch razze 'divirse {Iella specie .ali!rue, sono eensibjli jn viio gr11do alla-StesSi! infezione j;perimentale. Cosi. 1 topi 'grigi ,d{chiavica sono insensibili all'infezione carbonchiOsa mentre ne sono sensibilissimi i topollni bianch: che non sono altro he :Ima variet albina dei primi (Azzi) Ma. anche : nel campo delle infeZioni -natu' rali possiamo ricordare j casQ dei giovani buche sono meno facilmente ttibercolizzabili dei comuni vitelli; i caso dei po .rc1 dell'Y shire che sono pi -resistenti degli altri al mai i:osso dei suini. (LustigRolld(miGaleotti), H caso delle vacche a pelo Tosso delle altre all'infezione (Hvento). _-:Ricordiamo pu. re l'esempio classico dei mon toni ed algerini, i. prinii snsibili carbonchio; i secortdi refrattari (Bordet). Del resto Io .stesso Borde t ,. pur non avendo l'i ntenziork di arrivare a conclusioni razziali 'del 'tipo sopraesposto, il 'Primo a ritenere in tesi generale si deve ammettere che le specie viventi, ai)Che relativamente vicine, si disti'clguo no non solo .per i caratteri app;uenti d; aspetto di conformazione, ma anche per molte delicate ed intime della loro costituzion fisico:ehimia :.. E; SCDipre-aordet, Ci dice che tr i cartteri. aggt:ei!siV.i propi): di 1.1n gernne, da una parte e l'a;rmatu.r. protettrice della spe cie da-ll'altra, eSiste una Cl)rrelazione strettissima. Ma . anche. uscendo dal, campo P,mimente teorico, esistono fatti assai. proba.tivi. di una organica -di razza intesa in senso' a.ssoliitp cio legata". a' ca: rntteristiche anlitoniotisiologiche delle diver5e .razze e non a fattori Tali, ad esemplQ, le. o_ssrvazicini fatte per trup pe razzialmente miste, poste. nelle stesse condizii ambientali, in climi nuovL.i;ler uti i singoli Tali ancora le stti-6pche : comparate fatte in America e. in Austra lia, .StatiStiche che .acquistano Uil.. particolare sfgnificato, non tarit0 per gli indigeni, quaiao per gl'immigrati; sia bia*hi, neri e guli . E, nell'ancora incerto n.eci:anisino dd feno meni immunitari, la pigmentazione, la cdsthuzi one e la funzione della cute nelle razze di colore,. devono av:ere un'impot1anza per la nostra questione. Gli studf fattha tale proposito sono ancora pochi, nia. interessap tissimL Anche da altre ragioni, sempre lega, te ai xatteri della razza, ma non i:onsistenti .j;n mec CI1nismi immunitari veri e .pr o pri; pu dipendere la maggiore o minore morliilit; Tale il cs() di quelle malattie che vengono eausate-ila parassiti trasmessi per mezzo di vettori arihnati, come le zanzare le mos : che . . Questi : isetti infatti; pi ancora dei . micror. predisposizion pur essa snb!lrdina Ili alk biologia del dittero ( Gardenghi); La p.riicolm sensibilit. all'infezione .' ainarilli6a <,d.ella raZza. bmnca jn razze di colore, tro vere h be !lila_ soddisfacente secondo MBichorix e Simond, neHe esperieme .da condotte; nelle quali constatare chl' h Stegomya si. ttl\Cit ui bianchi; mentre n:iostr!i ripugnanza '!)et Iii..' pe!J .. del negro, Anzi il De Giaxa ,cb,e, tra 1 bianch ; sarebbero pi disposti gli. iingJassoiii, (qual. come rioto; sono a cte meno pigmlltlita dt i mediterranei, farebbe P.ensar atesse_ condizioni iutrbienta:li (Bo. un!n, . Invece -la. Glossina piJlpalis; la mosc11: che tr smette )o speciale prtozoo .(uri tripansom _. J : della malattia ilei .sonno; sembra essere guida a principalmente dal colore, poic'h ssa -d l'il P' essione d preferire la :Pelle dci: nej(ri: . .. 't !li P a mai, potr ancora discuterSi, in; alet: ,, cast, quale possa .ii e Ja: f.unzio dell'organismo pi. direttame:rite legatj fesa o alla predis'posizione : Con questo. sia u per sempre ben lontani dal volere stabil -e anche per il rimarieQte iii questo grosso e r lficik problema, che tuttO !;ia chiaro ed acr t-tabile. .. . La questione .ancora cos complesila, c ,e osserviulioni altri :studf estesi e 1 j?;orosi, p otranno, in molti casi, sovvrtire so i< ed iu.iove. . B RUNO IMBASCIJl

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JD opo oltry un armo di politica raz;;i ale, e mentre una legislazione ormai com:pleta assicura la razza da ogni pe ricolo di inquinamento, ci-sembra che, restando nel campo puro e semplice delIH discussione e perci anhe della propa ganda, alcune idee possano\ essere per fezionate, sia sulla base dell'esperienza che su quella di una pi accurata inda gine Tutto ci per esempio che stato fteCiso per difendere la nazione dal pe ricolo giudaico si fatto rientrare nelle misure razziali e si -detto che il proble ma dei semiti non costituiva che un aspetto di quello generale della razza. Non diciamo che qui sia stata fatta una confusione; dal punto di vista della legge e perci dello Stato la questione non poteva essere posta diversamente; ma da quello morale occorre fare una distinzione. Noi diciamo ora che il razzismo una cosa e l'antisemitismo un'altra. Difen dendo la razza da ogni pericolo di fram mischiamento con altre razze, e perci nnche da quello con gli ebrei, non ci rendiamo esattamente conto della minac cia che il movimento giudaico costitul'Ce per tutte le nazioni ariane; d'altra part un'azione antisemita, la quale pi che di difesa deve essere di combatti mento, ci allontana dal concetto fisico e morale della salvaguardia razziale. Quella parte stessa della legislazione che si riferisce particolarmente agli ebrei e che ha dovuto, per la difesa della nazione, limitare la posizione da essi occupata uonch le possibilit delle loro varie for me di attivit, ci aiuta a precisare il si gnificato d questa distinzione da noi af fermata. Si detto, assai giustameute, che il problema razziale ha una base essenzial mente biologica. Ora bisogna riconosce re che gli ebrei non costituiscono per le altre razzze un periclo biologico. Essi non si frammischiano; da 4000 anni so no rimasti ci che essi erano, attraverso tutti i climi, tutti gli eventi della storia, tutti i continenti. Se si fossero frammi schiati sarebbero stati assorbiti come tan ti altri elementi; sarebbero entrati a far parte di quelle scorie che ogni nazione, in proporzioni pi o meno sensibili, si porta nel proprio sangue. Sarebbero scomparsi. Ma gli ebrei non sono scom parsi. Essi esistono presso tutti i popoli non allo stato di fusione, ma in quello di sospensione Essi costituiscono in termine chimico una emulsione. Nel Tal mud detto: Israele fu paragonato al l'olivo nella sacra scrittura. TuLLi i liqui di mescolati si confondono fra loro; solo l'olio non si confonde con gli altri liquidi. Cos Israele non si confonde tra le nazioni del mondo Il che vuoi dire che l'elemento ebraico s'infiltra nella compagine dei vari po poli e poich mantiene contatti di soli dariet assolute e fatali fra tutte le sue infiltrazioni effettua un'azione di disgre gamento presso tutti questi popoli. Tutto cw vuoi -dire anche che mentre ogni al tra ra7.za costituisce un pericolo per --:-:-::-....... quella ariana quanto si pu frammi schiare con essa, quella ebraica costi tuisce un pericolo in quanto non vuole frammischiarsi. La nostra azione di difesa nell'uno e nell'altro caso non pu essere la stessa. Bisogna dunque tenere conto innanzi tutto di questa spaventosa, ignobile. atroce menzogna che regola tutta l'azio ne degli ebrei nei riguardi delle altre razze: essi praticano da 4000 anni un razzismo che stato definito esa sperato (ed ancora dir troppo poco), e predicano l'antirazzismo presso tutti gli altri popoli. Bisogna aggiungere che questo loro razzismo deve es!'ere 1 7

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. rato con ammirazione e riconosciuto me la dimostrazione di una. immenM, te mibile potenza. Ci detto continuare a preci sare la nostra -distinzione Noi dicia mo dunque che le. nazioni di razza aria na, sotto il punto di vista puramente bio logico, corrono il pi grave rischio, e speciahnente quelle mediterranee, dal frammischiamento coi negroidi. Abbia mo visto poco tempo fa passeggiare per le vie della capitale una. iagazza bianca al braccio di un negro . Lei era bellissi ma; bionda, alta, elegante. Lui a p parte neva all specie pi pericolosa; quella cio dei negri europeizzati, con camicia candida, cravatta sgargiante, eapelli un ti, pettinati a pecorelle. Non sappiamo quali fossero i rapporti fra questo negro e questa italiana. Ma unq spettacolo di tale genere, assai frequente m Francia dove costituisce mia prova di qeila ro vinosa decadenza che attraversano col 'la razza e la nazione, insopportabile in casa nostra. 18 Questo episodio ci nel vero campo delhi difesa della rzza. In base d. essd noi possiamo ammettere m in odo definitivo il seguente prjncipio : .Tutte le razze inferiori tetulotio a framnii schiarsi con le razze superiori quando si realizza, equivale nient'altro che ad un annientamento: le razze inferiori infatti mescolate con quelle supe ri'ori non migliorano meriomamente e per_ dono il Joro princip"ium ituUviduatio>n:is; quelle supenori invece cadono dis solvimento e muoiono. Nel punto primo della dichiarazione degli. studiosi fasei stj pubblicato l'anno scorso sut problema della razza detto che affermare -i::he eSis\ono le umane non vot dire a priori che esiStono razze umane spe riori o inferiori>. Ci permettiamo notare che venuto il momento di precisare meglio questo punto e di dire che ci so no delle razze che hanno reato l_ ci vilt del mondo e altre .. che le hanno Se guite a pi o meno grande distanza. La responsabilit delle une dinanzi alla ria non ugtiale a quella delle altre. Ci tanto pi importante in materia di difesa razziale, in qanto le razze riori, come s' notato pi sopra, ten. dono a raggiungere quelle superiori, non gi nel campo e spi rituale .. ma sohanto col mezzo assai pi facile del frammisch!amnto biologi(:o. Gli ebrei si considerano razza supe riorie a 'tutt. e le altre, si proclamano a polJolo eletto>, e non vogliono frammischiarai. . Le razze, concludendo, muoion.o in tre modi : l) per decadenza spontanea; 2) per frammischiamento; 3) peich uccise da forze estranee. Il primo caso si verifica quando ha luogo la contrazione il f u sione 'di razze diverse annienta differen ziazioni nobilisSime prodotte da n i di 'di di ccinquiste : il terzo ad opera esclusiva : dell'azion e giudaica. Quest'ultjma per arrivare a i s uo scopo si serve di tutti i mezzi, i quali vanno dalla rivluzione comunista a i la univ ersale-; _ma si serve deiptiil d;ue modi, cio del d e perimento demografico ; che si s f orza di provocare con manovre_ odi vado gene r e ie 'quali .si svolgono sul piano morle e su quell materiale; e della fs i one d el. le razze. Quest'ultilno il punto che e ve essere .considerato cori particolare a : tenzione. Gli ebrei cio; come t tti p o sono aver notato mettendosi in contatt o con 'le lQrO idee e specialmente giu d i cando la loro di qesti. 1 d timi sono antirazzisti _per f;cellenza: Per cos facendo non intend J no deterinitwtrre il fram'mischiainento del la propria nizza cori quella ariana; c: uciderebbe quest'ultima, ma uccider l:>e anche la loro. Essi voglionc> : semp i i cemente produrre la degli arni coi negroidi. Solo facendo i:OS arri1 e rebbero all'annientamento delle razze od periori e all'asservimento di tutti i p poli alla mafia di Israele come han:tO dichiarato apertamente i "Protocoll i i> dei Savi anzian.i di Sion. .... Ai tre perico{suindicati bisogna C ( n trapporre: demografica qu e la razziale e quella: antisemita. Ma quesf;rl tima deve syolgers> sopra tin piano
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\i,olando sul filo di gomma di una ... ilitiL spettacolosa, Jacob Wassermann :;'i ua nei grovigli pi tortuosi della viia c della psicologia sociale, piazza le H l<" n>nto;;e appunto l dove i crocicchi l ramutano in labirinto. Le sfumature, i ,ottintesi le formule a doppio e tri piir:e fondo del dialogo sociale, hanno per lui il ritmo di respiro della spontaneit. Tutte le reti che secoli di convenzione hanno infittito intorno alla genuinit della natura umana, sono per il Wassermann la trama

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    Ir.raele ZangWill. uno dei pilastri del -aionismo vare, in uno scrittore, un cos completo annullamento, cio una cos completa fu sione, con il ritmo della convenzione so ciale. Come altri, in momenti di felicit, crea il proprio mito lirico, il Wasser mann si protende verso il mito della socialit quotidiana : con un .sommovimento, con un brulichio di scatti, con una ade sivit di partecipazione, che sembrereb bero a momenti sfiorare qualcOsa come un sadismo dei nervi e dell'intelligenza. Perch appunto i sottintesi e i traboc chett,i d ella convenzione, le sottigliezze dei compromessi, le levigatezze verbali attraverso cui balena e si nasconde l'in sidia di una passione o di un pensiero, paiono dare pieno sfogo a tal uni elementi, contrastanti e complementari, che, cos 20 rivelati, si palesano del tempera mento del Wassermann. Ci riferiamo alla scaltra acutezza dell'intelligenza e alla tensione del vitalismo; all'ansia odi sa persi consapevolmente presente al centro di un mondo straniero e all'ironia. guar dinga del controllo e dello stacco: notivi che, fondendosi o men tre -seguono il ritmo della vit!l. sociale, esprimono di questa vita le pi sottili sinuosit e gli aspetti pi ambigui, per giungere freudianamente al torbido fondo psicologico Il W assermann muove e ri muove le quinte, cacciato nel labirinto dei fondali tra la ribalta e il retroscena: ride aperto, in tutto pago, odi questo gioco di specchi, ch tende a concludere il mondo in due convenzioni : quella SO eiale; spietata ed egoista, e quefla freu diana, che spiegherebbe l'altra con le mo . tiva:zioni melmse della libido originaria. Si tratta di momnti centrali, di.Ssolvitori, la cui insidia costituita dal fatto che il Wassermann trasmette a essi l'imme diatezza della sua tensione, sostenendoli con una fitta trama di rispondenze tra scena e scena, tra motivo e motivo. Egli nega implicitamente rappresentando: le sue tensioni, le sue raffinatezze, i suoi scatti si risolvono nella negazione pura e semplice. *** Cos asserragliato nel circolo VIZioso del materiale, lo scrittore gira a ton d o su s stesso per ritroyarsi solo in un desert di apparenze; e allora agisce di spinta a cui si accennato pi sopra: I diversi elementi che giungevano a un grado di fusione nella sociale, si scindono e s i sviluppano smgolarmente: cio il Was passa dalla rappresentazio n e alla negazione ragionata. Alle sce n e tessute a colpi odi spillo, alla sottile abilit dialoghi e delle descrizioni, succe .dono d'improVviso, con un passaggio a prima vista sconertante, pagine e capi t oli di tutt'altro tono: il dialogo sfogo, arringa e concione; i persona ggi si tramutano in simboli ideologici; la sconfina comme n t o apertamente polemico contro la soCiet e l'uomo sociale . E' un mutamento di piani, che in definitiva scopr.e, persino sageratamente, i retroscena Interiori del w assermann : lo scrittore, senza saper! o . preso nel suo medesimo gioco d i specchi. In realt -la deduzione agevole t'in1pulso polemico alle radici del .primo e del W assermann. Il ;uo polo costantemente il inondo str. aniero; l'impulso .si accende e si concreta, t r a guizzi e sussulti, al momento del c oh tatto con na div-ersa vita organizz d a ; si dilata e disperde subito dopo, pass a 1 d o oltre, in altri sussulti. contro quella :ita in non riuscito a trovare il suo centro. L'eccesso di tensione si ri Lre rebbe dunque, sostanza, dato dr. u n doppio rimblzo : dal proiettarsi del! im pulso verso la societ occidentale, seP!ita e vista riel meccanismo esteriore e 10n n Ila dinamica dello spirito, e, ma w ato l'innesto, dal ritorno al punto di orif'!ne. Gioco di contraccolpi, proprio del peramento ebreo ; gioco che il W a.:;er mann scopre per spaccato dall'inte ; n o : diciamo l'incapacit giudea all'aut m o mia costruttiva, politica, morale, soc.Jie ; la fata'lit del legame giudaico con societ organizzate, superiori, che con temporaneamente si guatano e si ne pnu Siamo -di fronte a un ovvio femmini huw di razza, in cui la spiegazione delL at centuazioni e delle scaltezze, intuit i t!

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    : ; ,zionali. del w assermann; della sua :30 ,.;,tlit; del suo decentramento ideologico. Ne consegue che i libri pi orgailici tlt-1 Wassermann sono quelli che come Il caso 111 auritius ...:..... tt 'l dono a disegnare l a curva della sua parabola, dall'io alla "ociet e contro di essa, facendo appunto perno sul termine fisso societ int<>rno al quale si coordinano i motivi dd lo scrittore. Allontanate questo perno; albandonate il Wassermann, dopo tale l'"perienza, al suo commento, alla sua polemica e alle sue ideologie, e la stessa narrativa si scompagina. Pen iamo a esempio a Gli ebrei di Zirndorf, in cui episodi e figure si accavallano e ,j sovrappongono, in una successi.:me di \ icende che procede tra eccezionali alti c bassi di tonalit: mondo che si ampli liea materialmente sotto una spinta cen trifuga ed ha, appunto, l'aridit dell'ag. grcgato materiale. Ogni motivo, svilup pandosi per s stesso, condotto alle e,;treme accentuazioni: l'ironia diviene l'intelligenza psicologica fredianesimo puro e tecnica della nevrosi; l'adesivit convenzione romantica. E in fine la negazi
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    FATTI E MISFATTI JL d r<:cenlc inaugurazione del l'Esposil"''(' \'londiale a l\uo\a York. come pun le elezioni comunali del 1937. hann(l !"atto parlare moltissimo di Fiorello La Guardia. dal nome quasi italiano, e che i n vece non lo n di nome, n di oririne e meno ancora di razza. Le famiglie La Guardia sono oriunde c:ella Spagna, ed il non affatto italiano, ma tipicamente lo. Quasi sempre si tratta di famiglie ebree, roppure di origine ebrea, oriunde dalla c itt spagnola La Guardia situata n:rso l'oceano Atlantico, alle foci del fiume !\lino. Prov. di Galizia, vicino al nmfine del Portogallo. ()uaudo nel ](JOO, clopo le ni razziali, molti ebrei fuggirono dalla Spagna, e molti per salvare la pelle si fecero c:attolici, anche questa famiglia di t h rei La Guardia. fattasi marrana e fug l!ita poi in Italia, si stabil in Sicilia e poi. uelle Puglic; mentre un ramo della fumiglia si stahil in provincia di Firenze dove ancora esiste. Va anche teuuto presente, che quando 11e l 1937 Fiorello La Guardia fu rielelto "indaco di N uova Y qrk, i seguaci di La Guardia nell'U. R .S.S. affermavano sui loro giornali, che i suoi antenati era'llo Hus s i, mentre i marxisti della Spagna vantavano a squarciagold una sua origi:Je harcellonese (La Vita Italiana, DiC'('mbre 1937). Secondo il patriottico settimanale amt'ricano Social }ustic e -del 5 giu 19 :19, ed il massonico B'nai B 'rith ,\/ uga=ine del 1934, pag. l 59, Fiorello H enrico La Guardia nato l'l l dicem!qe 1882 a Nuova York da fu Achille, 22 ateo. c corm:Lti::;ta di una banda t llil itarL, c da fu Tre ne Coen-Luzzall i. p i ebrea. Sempre secondo il Social del 5 giugno 19:19 e il Wtckruj di Nuo\ a Y ork del dicembre del l l fu "epolta nel nitP ''"'' Fiorello La: Guardia froternizza con i negri ... Sua ;;orella. :;po;;atasi a Budapest, ha il nome di Gemma Glick e conduce, secondo il massonico-ebraico B'nai B 'rith Magu:ine, \'ta attivissima nella comunit ebraica . Ma a Fiorello le cose non andarono cos li:c:cie, poich gi allora era di carattere violento e di sentimenti marxisti, e Cl):' ebbe m1 giorno del 1906 la poco politica idea d'insultare sulla pubblica un Arci-Duchessa d'Austria, e fu dimes:>o dal servizio consolare arneri ca:Jo. Hitornato nel 1907 a Nuova York, fu interprete presso l'Ufficio di Immigrazione nell'isola di Ellis lsland, detta l'isola delle lagrime, e in certi ambienti equi yoci si cre gi allora -delle simpatie e protezioni, perch favoriva l'immigrazio!le clandestina degli ebrei. Di pari passo frequentava una scuola :
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    ... e non disdegna di far c;:,n loro. t pass (come molti ebrei anche in Eu ropa) ad una scuola d'aviazione, Siccome sapeva l'italiano, fu assegnaLo al fronte italiano, dove per vol po chissimo, e quelle rare volte solamente in qualit di osservatore e per lanciare manifestini dietro le linee austriache. Particolari atti di valore: zero! Fu dunque in un primo momento un mistero. come mai ebbe ben presto .]a promozione a capitano, e subito dopo, la promozione a maggiore. Ma anche questo mistero ora rive lato ( Socia.l /ustice, del Father Coughlin, 5 giugno 1939, pag. 3) poich in segui to si seppe, che la sua vera ccupazione, era quelia d agente segreto, e che come fu inviato, nella primavera del 1918, a Barcellona dove contrabband qualche cosa, che aveva il valore di un milione e mezzo di dollari, poi verso I 0 met del 1918, carico di oro, fu mandato in Svizzera, con ordini specialissimi af fidatigli da parte dell'Army Military /n tclligence americano. In Svizzera, da buon giudeo, Fiorello La Guardia non ebbe difficolt ad incon trarsi con i rivoluzionari ungheresi e di concretare con questi il piano per la Ri voluzione Ungherese, che doveva scoppiare il 31 ottobre 1918. Il primo pro getto di questi marxisti, per non fun zion a perfezione, comunque il tempo, lu miseria delle popolazioni ungheresi nel dopo guerra, ed anzitutto il danaro profuso da Fiorello, come anche i 12 midi rubli inviati da Lenin, portarono U 20 marzo 1919, alla dittatura bolscetvica del Bela-K_un-Coen Aaron, che dur DI UN GIUDEO 133 giorni, c fu un vero inferno c un'or gia di sangue. Cos si spiega anche, come affermato nella Highland Post del 4 settembre 1936, che la moglie di Fiorello La Guardia una strettissima parente di Bela Kun-Coen, che aveva sulla coseienza non i massacri e le crudelt commesse allora in Ungheria, ma anche centinaia di altri attentati e rivolte un po' ovun que per il mondo, ed anzitutto la rivo luzione rnarxista in Spagna. Hilornato dunque, nel 1918, nuova mente a Nuova York, Fiorello La Guar dia non pot trattenersi dal raccontare le storie pi strabilianti sul suo altiseimo ,-al ore militare. E cos ottenne di entra re nel Congresso (cio nella Consulta Municipale di Nuova York). Nel 1933, Fiorello La Guardia fu elet to sindaco di Nuova Y ork. Data d'allora la sua amicizia con il Dio negro, che si fa chiamare FaJ./wr Divine ed il quale si crede invaso dallo spirito di ... /ehova (sic!), come gi segnalato in La Vita Italiana del settembre 1937. pag. 353. e del maggio 1939, pag. 646, e poi an anche nella rivista The New Yorker del 13 giugno 1936. Risulta che Fiorello spesso andava a fare visita a questo negro Father Divine, nella sua residenza degli Angeli Neri, e che a lui chiedeva consigli. Risulta pure dai settimanali del Father Divine, come il T/w Spoken Word, che arrivano perfino in Svizzera, che Fiorello esalta Lcnin, il marxismo, il Komintern ed pure amico di ]ames Ford, capo dei comuni-. sti di Harlem. Trattasi della medesima sezione di ne gri, che il 17 agosto 1935 organizz ma nifestazioni anti-italiane, di 20 mila ne gri, in favore dell'Abissinia, nelle quali gli oratori affermavano, che il Dio Je hova (sic) avrebbe punito gli italiani ... Sempre nel 1933 La Guardia conse gn pure e fuoruscito antifa scista Modigliani. 10.000 dollari, per la lotta contro il Fascismo. Gi allora vari giornali esteri, e La Vita ltaliarw, riportarono che Fiorello La Guardia fu sostenuto nelle elezioni del 19:1:), come anche nel 193i, perch

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    " E dopo il pa111to '' favoriva g li ebrei, i quali lo aiutavano anche in con s iderazione che sua madre ( "J"U .stata una pia ebrea, molto attiva La New York Herald Tribune dell'3 luglio 1937 riferiva poi che il sindaco di Nuova York, La Guardia aveva di chiarato in un discorso tenuto a 1.500. delegati massoni dell'lndepcndent Ordre brith Abraham che numerosi canoni del la nuova legge industriale americana detta N.A.R., concordavano con le leggi ebraiche! Ottenuta co s, per tutte queste mene e amicizie nel 1937 la rielezione a Sin daco, Fiorello si diede da fare per mos lrarsi g rato verso i suoi protettori ebrei c comuni s ti. Cos lo troviamo Vice-Presidente della f\'on Sectarian Anti Na::i Boycott League registrata sotto il N 327270, con sede principale a Nuova York, 20 West 4 7 Street. Ci sono naturalmente anche molte se zioni di questa associazione, la quale dall'autunno del 1938, boicotta anche tutto quanto iascista. Una delle principali sezioni quella di Hollywood, che mand molti denari. armi ed autoambulanze ai marxisti di Spagna. Non mancano naturalmente .i soliti collaboratori, tutti amiconi .Qi Firello, come. il Ptf. ,Alberto Einstein, il qule nel novembre 1918 -cmandava a se'ile i gruppi deiJ coirmnisti he gliayano la popolazione ed -il p ar tecip nel 1927 a Brusselle, cQme uno dei principali delega:ti, alla conferenza internazionale co munista, nella quale fu costituita la Lega Contro l'Imperialismo. Altri collaboratori. intimissirii sono i Barch, Brandeis, Frankfurter, ir rabbi no Stephen Harry Bridge$, i due fratelli Mann, Thomas Heinrich (ebrei) c il giudeo Emil. Ludwig-Coen, il.._ predia l?urgen.za di una terr.ibile guerra contro gli Stati dell'Asse Fiorello La Guardia, fu uno dei primi r.he ebbero la medag'lia al merito ebraico GottheiLMedaJ, che poi fu datl:! a M Do .nald J ames, alla notissiina Dorothy Thompson, e a Roosevelt Contemporaneamente la ebrea Susan Brandeis fu nominata J'espert:!l dirigenk per l'educazione Non dev e dunqu meravigliai se le scuole di Nuova. Y ork le teorie comuniste c favorite anche in._onsiderazione che Fiorello La Guardia -sostenuto ,dalia Labour Party. Meno ancora fa merl!vigli a i non SO'lO COnstatare la propaganda CO munista fra i negri, ma (li vdere il L a Guardia consegnare il de (;reto di nomir.a .1 gi:udice (anche dei bianchi) alla negra Jone Bolin. Queste antifasciste degli S. U. A . sono mituralme:nte mche le gate a doppio filo, a5sien con il lo r o capoccia Fiorello La Guardi, conqueile Particolarmente vanno menzio nate .le banche cmuniste : Nya Banch en, iretta e fondata da Olof Aschberg, a Stoccolma, dve c' uno dei pri11 c-ipali uffici del Komintem, il W. E. B. trasferitosi cost da poco da Prigi, tre l'altro ufficio di Praga, il M. E. J3 a Copenaghen. Ma il legame principale c' con qt.e l li della L. I. C A. (Lega contro l'a . ti semistismo) 'diretta da Leache, e qu rlla dei Diritti dell Uomo, am.bedue a P :ri gi, e nella Presidenza di queste fg :ua naturalmente anche il Fiorello La G:ar dia, accanto agli altri. ebrei:. Lecad1e, Bnes, Bloch Leon Blum, Cain!pin hi. S. F reund e il Campolonghi e tant i al tri il Victor Gollancz del Left e quelli PEN Club compresi'. Ma anche in America dopo la co:ag giosa e vastissima propaganda. info 1 ma tiva svolta dalla Dillings, -da Ed m ,.ond son, Pelley e specialmente dal 'fn :her Coughlin, la verit su questi vampir i ;u queste termiti corrosive delle ven nazionali, ogni giorno si fa semp r e pi strada. T. SALVCTTI

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    JC anim.:i negra permeabile, il corQuali sono le conseguenze di quest'app o dei negro, a tutte le sollecitazioni del porto? m ondo esterno, fino ai ritmi apparentemen. Tra i sintomi pi gnivt". di una profon-Le impercettibili da cDisi della civilt umana si d'accorpo L'affermazione di L. Sdar Sengbor il oggi nel mettere in prim linea un generale qu ale vuoi difendere ed esaltare l'apporto indebolimento del raziocinio, una superfi. dell'uomo nero al nu ovo mondo il). elacialit della massa nel comportarsi di fronte borazione. ai problemi spirituali, al tempo stesso che Ammettiamo dunque che vi sia -e in essa rimane preda di improvvisi accessi di colare nella letteratura e l'arte in generale L'artista nero -ci rifacciamo seh1prc alla tesi del, che abbiamo ragione di ritenere egJ.i pure un nero meno pittore che scultore, meno disegnatore che modellatore, e lavora segliendo la materia pi concreta: il legno. Si serve poco dei colori :._ che nel caso usa assoluti : bianco, nero, rosso sono i colori dell'Africa certo senso l' esemoio dell'America, e in (o collettiva. Lo studio qualche caso della consentono di della psicologia del popolo americano lo ammetterlo '---n apporto dei neri alratha ripetutamente e validamente dimostrato si serve soprattutto delle linee, delle su perfici, dei volumi. -. tuale cosiddetta civilt. L'apporto del nero al. nuovo mondo ame. E stato notato pi volte che : il nero rica.no certo indiscutibile. sensibile alle parole e alle idee, sebbene lo La suggestibilit visiva sempre pronta sia singolarmente alle qualit sensuali del. afferma-. t Hui2linga _:. il punto in cui la parola, alle qualit spirituali, non -ia pubolicit affrra l'uomo moderno e lo lettuali delle idee. Questo dJ'impressione colpisce nel lato debole del giudicare. che il nero sia facilmente assimilabile, Appunto perch in una determinata so. quand' soprattutto li che assimila.-ciet l'emotivit ba il sopravvento sul ra. A d-irla in breve tratta di una sensiziociaio e l'allenamento ad un'attitudine bilit emotiva che spinge ad un'attitudine attiva di comunione impedise che il sogattiva di comunione al punto il nero getto sia in condizioni di indipendenza d non pu immaginare l'oggetto differente fronte all'oggetto. dalui nella sua essenza impercettibile e gli Di qui la faoilit di confusione tra il attribuisce quindi una sensibilit, una vo. giuoco e la cosa seria, l'infantilismo di lont, un'anima d'uomo, ma di uomo nero. certe sociali. Il paese in cui ;Non grossolano, si pu meglio studiare il puerilismo na-r un animismo come comunemente lo si zionale in tutte le sue forme precisa il mtende, ma piuttosto un antropopsichismo. citato storico olandese le innocenti e Questa la tesi del Senghor che da essa persino attraenti, di fianco alle delittuose conclude come l'apporto del nero in relison gli Stati Uniti. ad esempio, sia la facolt di perce-Non vogJ.iamo insistere . p1re il soprannaturale nel naturale, il senso * dei trascendente e l'abbandono attivo che L'apporto neri al mondo dal vente-abbandono d'amore simo secolo si tradotto in modo partiMa, poich la sua arte tende all'esposizi.cne essenziale dell'oggetto l'oppo s to di realismo soggettivo. L dove molti non hanno voluto vedere che incapacit di ma. ni o incapacit di osservare il reale, c' in. vece volont, almerio coseienza di ordine, megl-io: di subordinazione Il nostro scrittore non troppo 9rigiri7t. le in questa ehe, piuttosto di una sponta nea documentazione di oeri, un tentativo d'interpretazion di bianchi. Ma lasciamo andare. Quel che c' di pi tipico nella scultura dei neri il ritmo, fatto di un tema che si oppone ad un tema fratello, come l'aspi razione all'espirazione, e che si riprende. E' cos che il ritmo agisce su quello che v' di meno intellettuale in noi dispotica mente, per farci penetrare nella spiritualit dell'oggetto e quest'attitudine di abban dono che nostra essa stessa ritmica Questo dunque l'apporto del nero all'ar te del nuovo mondo, del ventesimo secolo cio. Non forse stato fruttifero? La mo derna arte francese, o internazionalistica,

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    26 che fa lo stesso, non ha fotse rifuggito dalla riprOduzione a mzzo di im. magini naturali pretenden
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    trovar qualche cos da pensare, mdPtre quest'arte esclude-il pensiero. Si possono accampare domande perch quest sia fadto cos e quell'altro cos. La risposta il perch non esiste risposta. ne c' bene u.n mistero, come una mistica d!Lute, e c' un'arte con un. potere magiao che si comunica non alla ragione, ma a quel tutto impreciso per il quale disponiamo di scarsi concetti>>.. *** Il nero non ha forse ragione d'andare del suo apporto al' mondo iicM? -j Soltanto che non al nuovo, com'egli cj:Xxle, ma alla crisi di un mondo gi veccbio che sta crollando . ANTONIO PETRUCCI tollurno parigino I negri iinciviliti e
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    LA FILOSOFI In sostanza, i grecisti, hanno preso 9ggi questo atteggia. mento: non considerano pi la filosofia greca coine la consi deravano i nostri antenati romani; quali anche quando rie fossero grandemente mantenevano sempre un riserbo, una scelta, resi necessari1 dalle indolidiverse dei due popoli. Prenevano ci che sentivano loro confacente; respingevano ci che stimavano contrario. E ci non solamente'; (come ho avuto gi occasione d'accennare) .per la parte di quella filosofia, cpe, parendo greca nella lingua, app. artene\ra in realt a nazion ilon ma anche perle opere stessa g-ecia arra.Chi, pi di Cicerone, fu un entusiasta della Jlosofia di quest'ultima'? Eppure, ecco come ne introdusse lo studio, nel primo libro delle E' stata sempre mia opinione che i nostri sero, per proprio conto, ogni cosa con pi sapienza che i Greci; che rendessero migliori le dottrine, che avevano accettate -da quelli in quanto le avevano ritenute degne d'un ulteriore lavoro. : Poich i costumi e le istituzioni della vita, i valori della calla e della famiglia noi li tuteliam o, n realt, meglio e con maggiore ampiezza; quanto ; poi, alla repubblica i nostri antichi la rego: larono con leggi ed stituzioni assai migliori : Che dir delle _' cose militari? Nelle quali i nostri molto sono sta,ti valenti, sia per -il coraggio, sia, ancora di pi, per ladisciplina. Certo, quelle qualit, che hanno avute non dalle lettere, ma dalla natura, non sono da paragonarsi, n con le greche n con quelle di nessun altro popolo . Cos, con molta chiarezza, Cieerone; dalle cui par9le, come si vede, sorge anche il concetto, ripreso poi dal Leopardi e svi luppato nello Zibaldone, che ci che viene dalla natura, non pu essere dato dal raziocinio, e il risultato di sempre infinitamente inferiore. Ma, tornando al punto iniziale, cio l'at teggiamento indifferente dei nostri grecisti, e la loro incapacit di riserbo dinanzi ai prodotii di quella filosofia, di qualunque specie essi fossero; e confrontandolo col femio e naturale atteg giamento dello scrittore latino, oltre a notare la differenza, c' -da aggiungere un'altra considerazione. Il lavoro fatto dai nostri antenati;, la scelta involontaria e continua, operata sopra una civilt e un carattere, affini-ma distinti; l'acquisto di ci che si confaceva, il ripudio di ci per cui si sentiva, avversione; tutta l'esperienza accumulatasi per il diretto e vivo contatto dei popoli; esperienza prolungatasi nel medioevo, rivivificatasi nel rinasci mento per il nuovo, improvviso rifiorire degli studii del mondo antico; questo modo, tipicamente italiano, di conoscere e di giudicare la Grecia, oggi dai grecisti, stato interamente dimen ticato. Essi giudicano in qualsiasi altro modo, anzich col nostro: e, mettendosi necessariamente contro natura, non ne rica vano buoni risultati. Ecco, per cominciare, un esempio. Erastata sempre tradizione_ italiana, fare dei filosofi greci due categorie. Nell'una si met tevano Talete, Anassagora, Platone, Aristotele; nell'altra Seno. fane, Parmenide, Empedocle, Leucippo, Democrito, Diagora, Epicuro, Strtone, Zenone lo stoico. L'uria era considerata, ora pi ora meno, da accettarsi; l'altra, pref!SOcch sempre da respin gersL Per esempio, Cicerone, se non aveva potuto aderire in modo diretto a Platone e ad Aristotele, pure ne aveva accolto le dottrine, attraverso il sistema eclettico di Antioco -d'Ascalona; ed aveva, d'altra parte, respinto severamente Epictiro. Seneca, per quanto figuri come stoico, non solo (come si vede in tanti passi delle sue tragedie), aveva avuto chiara l'idea aristotelica di Dio, unico, superiore al mondo, e motore di tutte le cose ma aveva profondamente disistimato Zenone, il fondatore dello

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    Epicuro E LA RAZZA Boezio era stato un puro aristotelico. E' supernuo parlare di tutta la patristica cattolica; che s'era formata, in maniera mirabile, sui modo di sentire latino. Ed superfluo, infine, parlare di S. Tommaso, di Dante, e, ultimi tempi, ci Vieo, che sopra Aristotele la sua lotta contro l'invasione cartesiana in Italia. Vico not subito che questa fortuna di Cartesio, implicava, in sostanza; i risorgere, improvviso, innaturale, della filosofia d'Epicro : Estraneissima alla nostra tradizione, ed in generale, a tutto :'occidente cattolico, dopo circa duemila anni di bando, Gassendi l'aveva riesumata in un libro pubblicato a Lione, nel 1647 ; dopodich era. divenuta un sostegno della nuova filosofia il nascente ra.ziomllismo e materialismo francese Era, dunque, la :'tessa antitesi che riappariva, ora, sotto un'altra forma: la che era stata chara, fino dai tempi pi antichi, tra l'una e l'altra categoria di filosofi, l'una sempre accetta ail'ltalia, l'altJ;"a da eSSI! costantemente respinta. Ora, la categoria respinta, la categoria peggiore, che risultava da uno scarto iniziato fino dai tempi di Cicerone, si presentava, un'altra volta, in vesti francesi. Anche da un'altra parte, era stato fatto un simile lavoro: l'ebreo Spinoza aveva rimesso a nuovo Zenone, e, con lui, tutto il peggiore stoicismo. Insomma da queste due parti; dalla Francia e dagli ebrei, l'Italia sedeva allora distrutto il suo lungo lavoro di revisione. ;\lon mi sembra inutile, a questo punto, una breve OS3ervazione. L'Italia e la Grecia ebbero, nella filosofia, diverso comportamento: l'una, fu pi ferma nei mantenere la verit, una volta scoperta; l'altra, meno ferma; l'una, pot perci creare una dottrina, che oggi conta duemila anni di vita; l'altra, sebbene a \esse avuto Aristotele, iniziatore di questa dottrina, non la comprese, la dimentic subito, e sostitu, al suo posto, Zenone ed Epicuro. Ci significa che le due razze, per quanto simili, erano, fino dall'antichit, notevolmente distinte: l'una era pi atta a conservare la verit, l'altra, m.eno atta'. Ma ci non impli ca, come alcuni credono, che esistano tante verit, quante, razze. La verit una: per tutti i popoli e per tutte le razze. Negarlo, ;;orebbe cadere in quel relativismo, che, appunto la dottrina del la razza, s' proposta di combattere. La di,ersit delle razze porta perci, la diversit delle atti tudini, ma non delle cose, che fondamentalmente esistono, e r'he. in grado maggiore o minore, possono essere conosciute da tutti. Dalla diversit delle attitudini che sono predestinate in ogni razza, derivano le divet:>e civilt. Quela della Grecia diffe riva, come s' detto. dalla italica, per la sua incostanza Jinanzi al vero: che la port improvvisamente ad una caduta, la cui gravit pu constatarsi in Epicuro. Nulla di pi sinistro della sua polemica contro il primo Aristotele La su vittoria segn la fine d'ogni verit. Ecco che cosa dice di lui Cicerone: Rivolgiamoci ad Epicuro: egli ci dir che un dolore, per quanto piccolo, sempre un male mag giore del!a pi grande vergogna (Tusculane,. libro secondo, capitolo dodicesimo). E pi oltre, (libro terzo, capitolo dicias settesimo): Dice Epicuro che felice colui, il quale gode dei piaceri presenti, e pensa che ne godr, o in tutta o nella maggior parte della sua vita, senza che alcun dolore intervenga: o, se intervenga e sia fortissimo, che sar breve; se pi prolungato, che conterr pi di piacere che di male. Pensando a questo sar felice, specialmente se si contenter dei beni gi ricevuti, e non avr timore, n della morte, n degli .J')ei G. DELL'ISOLA 29

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    che il Direttorio e gli emissari francesi spie garono nel perseguitare, insidiare ed offendere deli:heratamcmte, insistentemente Pio VI, contro ogni patto stabilito e contro la mitezza e la buona volont che il Pontefice si affannava a dimo strare, tale da non trovar giustificazione in nessuna ragione politica confessabile. C' _per un fatto fondamentale, avvenuto all'inizio del ponti ficato e finora assai poco onoto, che e permette di individuare il movente ooculto e reale di tante infamie non solo ma che spiega altres la singolare partecipazione deHe comu rlit israelitiche a tutte le turbolenze repubblicaneggianti del tempo. Pio VI, assumendo il pontificato nel1775, s'era trovato infatti a dover risolvere il problema di una disastrosa invadenza ebrai; ca in ogni ordine-di attivit'-dalle :pi losche alle maggiori -della vita romana. L'estrema gravit della situazione e le ripercussioni profonde che il prepotere ebraico aveva allora sulla morale, la religione e l'economia pubblica erano tali che il" Pontefice, la bont e la mitezza del quale erano proverbiali dov decidere misure severissime, che vennero concretate e definito in un Editto sopra gli Ebrei, accurat81Illente e laboriosamente redatto nei primi del pontificato, e promulgato il 5 aprile 1775. Con tale editto vero documento di saggezza e di dottri na .:.... veniva richiamata sistematicamente in vigore tutta la legislazione anteriore, tanto per separare nett8!1Dente gli ebrei dai cittadini, quanto e soprattuto per le disposizioni relative alla soppressione dei testi rabbi.lid, ossia del Talmud. Queste ultime specialmente venivano a colpire il nucleo essen ziale della
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    zioJte Nel tentativo di sommossa del Basseville, nel '93, la parte cipazione ebraica si dimostr subito cos sfacciata, che la bona ria polizia pontificia si vide costretta ad arginarne le velleit arrestando i maggiori rabbini, fortemente compromessi. E per oLLeneme la libert, la comunit ebraica dovette sborsare cento mila scudi. Tutti gli agenti francesi erano poi in contatto con ebrei romani, presso i quali furono scoperti depositi interi di coccarde e di libelli. Pi trdi, nel '96, l'occupazione delle Legazioni di Bologna e di Ferrara avviene dietro precise istruzioni del Direttorio, di chiara ispirazione ebraica, le quali raccomandavano di c: castigare il Papa ed il suo Sacro Collegio pei loro, Brevi 'im-becilli.. N le provocazioni fmncesi cessano nemmeno dopo la pace di Tolentino, firmata nel febbraio del '97, ma si fanno anzi pi frequenti ed intense. Ed da ricordare che, proprio per il Trattato di Tolentino ; Pio VI aveva rinunciato a qualunque alleanza contraria alla Francia, ne aveva riconosciuto il dominio sulle due legazioni gi toltegli e su quella di Romagna, oltre che su Avignone ed il Venassino, e s'era obbligato per di pi a consegnare denari ed op.ere d'arte a gusto dei periti francesi. Queste dolorose perdite non avevano affatto disarmato l'inso lenza franco-ebraica, n avevano impedito, come ho detto; che i SOIJ>rusi riprell!essero, e lo si vide subito durante l'esecuzione del trattato stesso. Incaricato de.lle esazioni, o pi precisamente, Commissario Generale per le finanze e le contribuzioni della Fran cese presso l'esercito d'Italia era stato infatti nominato un ebreo, l'Haller, il quale dopo aver ritirato quanto era stato mi nutamente stabilito dai periti francesi a termini degli articoli 12, 15 e 16 del Trattato, ebbe l'impudenza di rifiutare al ban chiere Torlonia una qualunque ricevuta a saldo, col pretesto che mancavano al pareggio dei conti-altri due milioni di lire ed un certo numero d'oggettipreziosi... E davant-i alla sol"presa che gliene manifestava il Torlonia, I'Haller rispose con talmudico cinismo che non aveva difficolt a riconoscere come il suo impiego lo costringesse a fare l'as sassino di strada, ma che era contento di non poter agire altri menti!-L'episodio, riferito dall'Abate G. A. Sala, diligentissimo an notatore quotidiano delle vicende di quegli anni infausti, si accompagn ben presto con altre turbolenze non meno signi ficative. Emissari del Direttorio arrivavano infatti continua mente a Roona per democratizzare il popolo, che non ne voleva sapere. Tre settimane appena dopo la firma del Trattato di Tolentino il 15 marzo '97 si ha gi un primo tentativo di sommossa organizzato dai franco-ebrei e che fallisce all'ostilit popolare. Nel giugno dello stesso anno; alla vigilia di San Pietro, una formidabile esplosione avviene presso Castel Sant'Angelo, .ed uccide una ventina di persone fra cui un bambino, che aveva dato fuoco alla miccia. Ed da notare cge se l'esplosione fosse avvenuta la sera, quando trentamila persone erano riunite per veder la girandola, le vittime sarebbero state pi numerose e la confusione generata dal disastro sarel;>be servita ai francesi per proclamare la repubblica. In luglio, circola dovunque una memoria affermante che il governo papale una forma sorpassata-e che il popolo deve scuoterne il giogo. Al primo d'agosto, la polizia pontificia scopre un complotto e ne arrf'Sta l'ispiratore ebreo AscareHi, con altri tre suoi correligionari... -31

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    Il palazzo Corsini alla Lungara, sede dell'Ambasciata di Francia N l'offensiva contro Pio VI si fermava del resto alle porte tli Boma, dove giungevano Ja Ancona continuamente ebrei e libelli. A Milano poi, il Serbelloni aveva trasmesso al Diretto rio locale un piano particolareggiato del. Direttorio di Parigi per distruggere l'autorit del Papa, pia'l1o nel quale figuravano diffamazioni pubbliche irrcredibili e di netta ispirazione ebraica. Come a Milano, cos in tutta la Lombardia,. nel Veneto, a Genova, a Mc>dena e nelle Legazioni pontificie,. i Francesi erano riusciti solo a raccogliere intorno a s i peggiori elementi e soprattutto erano spalleggiati regolarmente dai giudei, ed ogni azione era polarizzata intorno all odio contro il Papa e con tro Roma. Chi ebbe per subito e sempre la sensazione precisa che tutto il male proveniva dagli ebrei fu il buon popolo di Roma, e principalmente i Trasteverini che troviamo in prima fila a c ontrobattere o g ni turbolenza, ad imporre ai giudei di portare il berretto giallo anche dentro il ghetto dopo la sommossa del Basseville; ad assaltare il ghetto stesso dopo il supplizio di Luigi XVI, ed a ricacciare, come vedremo, costantemente in gola ai giudei al grido di Viva Maria! Viva il Papa! le ipocrite invocazioni loro alla libert ed alla repubblica. In quegli anni di dolore, i Trasteverini dettero la misura della nobilt della loro razza e lasciarono sul buio del tempo una scia luminosa di valore e di saggezza. Ad intensificare i disordini intanto, il Direttorio aveva no minato ambasciatore a Roma il fratello del Generale Buonaparte Giuseppe il quale scelse come sede l 'appartato Palazzo Corsini alla Lungara, e cominci ad assoldare tutti gli e gli spostati, nominandoli consulenti dell'Ambasciala dando loro come capi diretti alcuni specialisti di rivoluzioni, fra cui il Du phot, fidanzato di Paolina Buona parte, il quale aveva operato brillantemente a Genova. Questo singolare tipo .di avventuriero spavaldo, appena sce s o a Palazzo Corsini', si mise a distribuire denari e coccarde e decise di sollevare il popolo per il 27 dicembre. Un centinaio fra ebrei e malviventi, canvocati da lui, fu riu nito a banchetto a Villa Medici, e verso sera scese per Capo le Case, sgolandosi iarati i dimostranti, ma esce allora da Palazzo Corsini il Duphot che con altri ufficiali francesi si pone alla testa del suoi ebrei e manigoldi con attitudini di sfida. Un sergente di cavalleria, Amadei, gli ordina di ringuainare la spada, Duphot non obbedisce, e l'altro gli spara al petto. abbattendolo . II ferito, aflidato al Parroco di Santa Dorotea muore poco dopo presso la Porta Settimiana, mentre i limo stranti si sbandano: l'ambasciatore ritorna a Palazzo Corsini dalla '}>arte dei giardini e, furente, uccide il primo che gli ca : pita. Poi, SOildO a qualunque spiegaziane, chiede i suoi cavalli per abbandonare Roma . II tumulto in cui mor il Duphot diede alla Francia il_ mo tivo tanto sospirat per dichiarare la guerra al Papa .. Il generale Berthier mosse subito da Ancona ed ai primi di febbraio era alle porte dell'Urbe, dove entrava il 15 dello stesso mese, dopo che gli ebrei avevano avuto cura di affiggere in Campo Vaccino un proclama di trecento cittadini romani per il qua:e si dichiarava decaduto il Governo Pontificio e si esaltavano i diritti del Popolo Che l'entrata ,dei francesi con la prigionia e l'esilio di Pio VI fosse un trionfo esclusivamente ebraico si vide bene da quanto avvenne nella Repubblica Romana, e principalmente dal pri mo atto del nuovo governo, per il quale veniva abrogato l'Ed-itto sopra gli ebrei del Pontefice ed erano emancipati gli ebrei stessi. Il testo di tale significalivo documento fu il seguente: Considerando che secondo i principii .sanzion:ati dall' aUr; costituzionale della Repubblica Romana le leggi d.ebbono e s sere comuni ed eguali per tutti i c.ittadini romani, viene dec_re tata la legge seguente: Gli ebrei che riuniscono in s tutte. le condizioni per l'otteni mento del diritto di cittadinanza romana devono essere soggetti << unicamente a.lle leggi comuni per tutti i citta.dini della Repu.b blica Romana. Per conseguenza tu. tte le leggi e le disposbion i che riguarddnO gli ebrei sono d ora innanzi nulle e sen z a effetto Alla sera del primo giomo della loro repubblica, gli ebrei riempirono le strade della citt senza portare il segno.fino allora imposto: nel ghetto, illuminato a festa, fu eretto l'albero della libert davanti alla Sinagoga, ed intorno si tennero orazioni in fiammate, nelle quali il cittadino Antonio Pacifici allo invitto Dio di Abramo e di Giacobbe che aveva redento g li ebrei dalla lunga schiaviJt di un Faraone tiramw. Nei giorni successivi poi, i deliri vendicativi ebraici si sca tenarono con la carattristica intensit propria di un popolo senza nervi. Nel Circolo Costituzionale, allora fu for mulata infatti la proposta di imporre ai preti uno stigma sulla fronte, di trasforunare la Bsilica di S. Bartolomeo i:n una ca serma od in un teatro, oppure anche in un granaio a favore

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    dci poveri E vi _fu la proposta di trasformare il ghetto in dimora per gli ecclesiastici ... L'entrata poi ,degli -ebrei nella guardia nazionale port, tra gli altri, il giudeo Baraffael a caracollar;e su un cavallo'del Principe Borghese da vanti ai suoi correligionari, insignito del grado di maggiore. Ma il colmo fu poi raggiunto con la nomina di Ezechiele Murpurgo a Senatore Ro mano, accanto al Duca Cesarini! Ancra nei primissimi 'giorni del nuovo governo, i giudei si recarono in massa a Monte Cavallo, per una dimostrazione al Generale Berthier, con bandiere ed a suon di trombette. Fra uno sbandieramento e l'altro, la manifestazione stava per diventare anche un ottimo affare, poich ni giudei intraprendenti avevano gi iniziato trattative per comperare le c arrozze di gala ed altri oggetti del palazzo pontificio; ma fu interrotta dal sopr(lggiungere .dei bravi traste verini, i quali portavano con s nm le bandiere e le coccarde straniere, n le ebraiche, ma nume rosissime le Croci, segno della loro fede. L'improvvisa e decisa entrata dei Trasteverini in quella dimostrazione gett lo sco!Dpiglio fra i giudei, che invocarono l'aiuto dei. fum:ionari francesi. Ma questi .. avevano-,appena l hontespi' zi dell' "edil. sopra gli ebrei di Pio Sesto. accennato a strappar dalle mani dei T';.asteverini le Croci, che i stessi, dopo aver bastonato quanti ebrei si trovavano vicini, si riversarono iI citt e gridando: Viva Maria! Viva il Papa! fecero per irrompere in ghetto. La Guar-dia Civile e le truppe francesi dovettero faticare non poco per difendere gli ebrei che, dopo lA. leZione ricevuta, lascia rono per qualche tempo a citt tranquilla e tornarono a rinta narsi nel ghetto; dove si dettero a costituire una nuova legione della guardia nazionale, interamente composta di giudei, per sostituire un'uniforme allo sciamanno ed imperversare ancora sul Paese sgomento Ma presto vene il risveglio. Il Regno di Napoli era entrato nella coalizione antifrancese e la s-pedizione napoletana tolse di mezzo la repubblica. Il Sala annota in quei giorni, sotto la data del 2 Ottobre: Questa mattina una truppa di Popolo ha estratto dal Palaz zo Vaticano il busto di Bruto che serv per la festa patriottica del primo Vendemmiale, lo ha collocato sopra un carrettino e l'ha portato in giro per la citt, facendolo vedere anco agli Ebrei sulla porta del ghetto. In ultimo lo ha gettato nel Tevere. Ebrei hanno consegnato le armi. Tenevano essi nascosti niente IJTieno di 600 fucili, che in tempo della Repubblica ven nero loro concessi come decisi Patriotti. Si mostrano tutti mor tificati, e si dichiarano pronti ad ubbidire a qualsivogl ia comando MAmO DE' BAGM

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    VICEnDE GIUDAICHE nELl Una per .. -.... :: ... -.... :.: ... ... ... ------d e Il' m p o s s i b i l i t nuova prova l per. gli ebrei di assimilarsi gli di gli ebrei arta n t Studenti ebrei in una (da .. Ulm. 1483) Dalla del giudaismo in Gran Bretagna> di Moses Margaliouth pubblicata a Londra nel 1851 in tre volumi ed alla quale pi o meno si sono rife rite opere 1n argomento apparse pi tar. di, si apprendono circostanze, che per la loro simiglianza a quanto si veri-. ficalo in paesi di diversa origine e cultura, aggiungono ulteriori elementi wo. batori a ci che dovrebbe essere da lungo tempo assiomatico, ma-che purtroppo non lo ancora anche presso popoli che si ritengono depositari di un'alta cultura quale quello britannico. Determinare cio il giudaismo reazioni pressocch uguali presso tutti i popo;i degni di tal nome, le quali conducono inevitabilmente al suo allontanamento dal paese: avere l'infezione psichica giudaica un andamento non. dissimile da quello di una malattia endemica organica per venefico inlossicamenlo; avere i giudei piena coscienza di questa loro facolt tossica, si che ne fanno uso ci detrimento della compci:gine urna. na alla stessa guisa di taluni animali che usano del veleno a scopo offensivo; avere gli crtisli pi disparati rappresentato, sin da tempi remoti, il giudaismo sotto forma di un serpe, il che trova rispondenza nella realt essendoch il giudeo letterato uccide col veleno della propria-penna, mentre quello finanziere stritola colla forza del suo denaro. Vi sono poi animali di tal natura che in :presenza di essi, come soggiogati da una forza magnetica, si lasciano senza reazione. fulminare dal veleno o soffocare dalle spire Abbiamo altra volta illustrato come i giudei in poco pi di due secoli, dal 1182 al 1394, siano stati cacciati ben cinque volte dalla Francia, Dalla Gran Bretagna pressappoco nella stessa epoca ne furono es'pulsidue volte e se qui vi le relazioni di popolo non hanno raggiunto il furore di quelle verificatesi in Francia ci si deve solo al mino!" numero di. essi essendo il paese meno ricco ed ospitale. E' considerato probabile che i primi giudei vi siano pervenuti dalla Spagna marittima assieme ai Fenici i quali pas. sale le Colonne d'Ercole ne bordeggiavano le coste gi ai tempi di Davide e di Salomone; noto che !sacco New. ton, scrivendo della storia del suo paese, ha detto: Coi Fenici venne una sorta di gente versata nei misteri religiosi '>. Erodoto chiama le isole britanniche col nome di Cassileridi" cio isole dello stagno. Strabone si serve del nome Bretanik > che non che la corruzione dell'ebraico barat-anach che ha lo stesso significato di Cassiteridi Il primo nucleoimportante per, sbar. calo nell'arcipelago solo dopo la conquista di Giulio Cesare. ll giudeo Josephon Ben Gorion, parla di un editto di Giulio Cesare che garantiva la liber. t ai giudei dalle coste, dal mare indiano sino al territorio britannico e di un altro analogo di Cesare Augusto, che

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    BRITRnniR mEDIOEVALE indicato pure nel cale!ldario gjudaico inglese. Nei vecchi annali della Gran Breia 'Jna i giudei sono menzi'onati sovrath.tto a causa di usura, dii estorsioni" di ucci';ioni rituali di fanciulli e con5eguenti persecuzioni e massacri. n r Whitglaff. (833), sconfitto da Egbert, si rifugia nell'abbazia di Croyland e per "iconoscenza conferma alla stessa il possesso ddutte le. terre .e dominii che e erario stati accordati das uoi prede :essori e da fedeli cristiani o 9iudei; ci :1arra Ingulphus nella Storia dell'Ab:,.,azia di Croyland :.. PRIMA CACCIATA-AHHO 1020 Essa avviene sotto il regno di CanUto i l Grande,. come ci apprende il Lindo nel calendario giudaico. li fatto confermato dal il quale aggiunge ch e non tutti i giudeilasciarono il s uolo britannico e che una pCrrte vi ritorna rono dopo .Ja conquista normanna. Quanto ai contrasti di natura religiosa, che harino. sempre acompagnato la loro presenza iri qualsiasi pese, .. gi nel 740 l'arcivescovo di York, Elbrigth, aveva interdetto ad ogni cristiano di ospitare, di trafficare, di prendere pasti con giudei e arizi tutto di assistere alle loro cerimonie reli9iose. Ma se sil1o al nono secolo questi semiti erano considerati specialmente a causa del loro e del 'loro astrol ogismo, specialmente quale oggetto di curiosit, dci.P!O l'avvento di Guglielmo il Conquistatore, cominciano ad appa rire i primi gruppi mercantili provenienti dd Rouen; i quali si fanno ben presto odiare per la rapacit nell'accappararsi il commercio minuto, con che ammassato denaro passano all\1sura, profes sione p,i com.oda e cosi remunerativa i n virt degli inieressi sbalorditivi, da consentire in breve il possesso delle propriet fondiarie date in garanzia. Dunque anche_. in Britannia come in Francia le reaiioni. esplose nel popolo hanno le solite tre cause fondamenkdi proselitisrno religioso usura, mal s tume. A tenore delle citate, questi prestatori di danaro alla settimana, in meno di trenfarini hanno sottratto ai Sassoni buona parte delle lro propriet fondiarie; colonie imPc>rtcinti sono sorte. a Bristol, Y ork, Lincoln, Nr'Wich, cosic. c h all'civvnlo al trono di Riccatdo Cuor di Le'one sono gi ventimila tra una popolazior{e di neppure tre milioni. Nella successione. dei regnanti, ve ne sono di avversi e di tolleranti che pur riconoscendo il fastidio, cercano di tarlo a proprio profitto. Co$t Guglielmo il Rosso convoca a Londra riunioni di vescovi e di: rabbini per trovare una linea d'intesa; diffida dei giudei si che obbliga quelli che si son convertili a far ritorno ali C[ oro religione, mentre accetta prestiti di denaro da quelli che vi sono rimasti fedeli; lascia le sedi ecclesia-La storia di due e di movimentate e s pulsi o n i interi di secoli lo t te soprus e di Rcrqazzi ebrei (da una pubblioa&ione lllatDk-;;-tedeaca) stiche vacanti il pi a lungo possibile per toccarne i copiosi benefiCi, meritte P:er trarne il massimo ne affidq l'amministrazione a giudei. Sotto il regno di: Enrico I essi anche U proselitismo religioso e Joffred, abate di Croyland, organizza missioni per opporvisi in con-. correnza qile scuole cristiane, ne posseggono di proprie a Cambridge, a Y ork a Lincoln a Nor wich, !=X Oxford, nelle quali insegnano scienze matematiche, giuridiche, storia 'dei popol( e delle religioni e J'immancciliile astrOlogia. Un 'antica medaglia trovata a York nel XIX secolo porta motti ebraiCi e simboli astr. onomici; le rilcchezze che hann'o rapinato, suscitano ira furibonda e ne. conseguono i soliti eccidi. Nel 1144 si; ha la prima notizia di un sacrificio rituale. in persona di un f .anciullo. Il fatto criminoso desta immensa impressione; sui racconti che ne han fatto le cronache A. Jessop e M. R. James scrissero nel secolo scorso c La vita e i miracoli di San Guglielmo dl Norwich :. sulla base dei quali il giovinetto stato santificato se non ancora canonizzato ufficialmente. Il monaco Tomaso di Monmouth nel 1171; i n un manoscritto, descrive i particolari del crimine orrendo. Un altro delitto rituale di. cui vittima un fi:mciullo a nome Aroldo si verifica il 18 marzo 1168; del pari. nel 1181 un fanciullo chiamato Roberto stato crocifisso a Bury-StEdmundus; i medici giudei sono 'intanto accusati di stregoneria e di arti cabalistiche. n primo atto di Riccardo l Cuor di Leone (1189-1199) di proibire ai giudei! di avvicinarsi al palazzo durante la. cerimonia dell'incoronazione. Quasi tutto il regno di questo sovrano contrassegnato da torbidi tra popolo e giudei; questi non sono che pqche migliaia, pur tuttavia sufficienti a tenere di continuo occupati di s la corte e le cronache. I torbidii finiscono sovente iri eccidi; a Lynn sono i giudei stessi che dnno il segnale, rincorrendo uno di esai convertitosi; per metlerlo a morte. A York il popolo accecato dall'odio ne massacra pi di millecinquecento. Al ritorno dalla sua cattivit, Riccardo decide di i s tituire lo c Sacchiere dei giudei:. una sorte di corte di giustizia chiamata anche c Camera della stella:. (Star chamber), presso la quale ciascun giudeo deve fare dichiarazione completa di quant possiede e che deve tenere copia di ogni atto di c:Ompra-vendita prestito al quale un giudeo abbia preso parte. Ci trova riscontro in recenti provvedimenti del governo Fascista circa le propriet possedute da giudei e dimostra che anche in. quel lontano dodicesimo secolo emergeva. la necessit. di avere es-atta nozione di esse. : G io.vanni Senia Terra, succeduto sul trono al fratello Riccardo Cuor di Leone, principe felino e 'sanguinario, si vuole acquistare le simpatie del mondo giudaico a presiedere il quale chiama il gran rabbino di Londra Giacobbe; riconosce il poter. e dei rabbini quali giudici nelle vertenze tra correligionari, mentre le controversie tra giudei e cristiani vuole siano giudicate da un tribunale speciale cui partecipa un collegio di giudei che prestano giuramento su di un rotolo di pergamena su cui sono scritti i cinque libri del Pentateuco; il re .per, si fa pagare questi -privilegi con

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    una somma di quattro mila. marchi d:oro (ogni marco corrisponde a circa tredici scellini). SECONDA CACCIATA-ANNO 1290 Anche in Inghilterra, sotto il regno di Enri co III (1216-1272) viene adottato il segno distintivo consistente in due larghe-striscia di pergamena bianca da portare sul petto, cio ben visibili. tanto un certo numero di giudei oriEmta li riesce a -sbarcare. in Inghilterra ben. ch male accolti dla popolazione. Per permettere alla spugna di gonfiarsi a misura che la mano reale la preme, verso la met del regno di Enrico Ili che dura 56 anni, un atto del Parlamento autorizza i giudei a praticare l'usura; questa astuta tolleranza non che temporanea poich il re, nel suo ventisettesimo anno di regno d'accordo colle autorit ecclesiastiche che dnno prova di grande severit, eniaria un decreto co) quale essi sono messi a par. te dalla popolazione; parecchie citt co. me New-Castel, Derby, Southampton, Wycomb, Newburry ottengono dal re di non accettarli e d.i allontanare quelli che gi ci sono. Verso la fine del regno, poich i beni fondiari dei giudei prendono proporzioni allarmanti. il re pub-36 Ebrei sul (antica stampa). .AnW IlA do!Uu6imo ucolo 6l unUu" '" "'"' . rH JUI UIIO -CJU' t6tGCc" ScoDBarazione dell'oiltia (antica stampa): :: blica un. editto col. quale' inibisce c: i giudei di acquistare e di conservare re libere, limitando le propriet alle c se che essi .abitano, mentre' il 24 lugl 1 del suo 54 annt> di regno inteidi s ogni rapport o domestico tr cristiani 'J giudei. Edoard> I suo successore (1273-13 0 J ancora pi rigoroso; all'atto che c.:sume il potere egli vaglia le accuse :i magla, di falsa d i fabb cazione di atti illegali di delitti riiuc:. ; si scrivono dei Commei-:ttari sui loro pr. gldi z i religi osi, SUl\a loro usura, S \ l'avarizia, sui procedimenti spietati c i essi usano verso coloro che slno inc paci di rimborsare. il prc::;tat L'odio del popolo diventa di giornO giorno _pi incontenibile; si domanda': loro .espulsione; l'Il maggio 1287 tu l i giudei d lr).ghilterra vengono in w r sola notte imprigionati; ma o t t _engor--' poi di essere r ilasciati contro il pag . mento di. 20.000 libbre d'argento. Infine nell290 il re promulga l'edi' ; d'espulsione. Si ritiene che da 15 a ;3 mila siano stati i giudei' che barino sciato l'Inghilterra; ma lo stesso Mos s Margaliouth n,ella Storia f!reisata, n:: .1 manca di osservare che qualche IE; gliaio c' rimast o

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    Prima di entrare nella Commedia dell'Arte>, cio nel nostro popolare del Cinque e Seicento e nel teatro, il giudeo era gi apparso nella letteratura volgare e nella poepopolare del XIV e XV. secolo da cui; appunto, i comic.i delr te lo. trassero. _ Infatti, nel NovellinQ (novella 73) e nel Decamerone ( Gior r; novella III) il tipo gi tratteggiato, ed anche in alcune Sacchetti. canzonette che il popolarissimo cantastorie Giulio Croce (l'autore del Bertol4o) dette alla luce nella seconda del Cinqecento; volgarizzarono .poi ancor pi _questa gura .J>Ja fisionomia fu prontamente raccolta negJi nari del teatro -istrioriico. ;iHI rapim e nto e dei bambini/la cerimonia della cir-e i riti della sinagoga, l'esercizio dell'usura e quello rivendugliolo e del rigattiere, furono le principali fra del tipo giudaico> che rion tard a divenire una 'vera e propria maschera:., munita 'di. un. dialetto o, meglio, di i un gergo speciale. .. Di3tale gergo ci d una colorita idea Giulio Cesre Croce . canzoaetta : Rissa tremenda fra Maroocai e Badariai, con .. '"v colatione e mlfsica,_fatta da loro in segno di pace tratta di un c'fialogo di oltre. cento versi ottonari fra due M ardo cai e Badanai iquali leticano per un papero. ll d i essi, Mardocai, chiam!l gli amici in aiuto: f' Trattenil messer Abram, Aiutetem Balam, Nn rrumcher messer Elia, Soccorit mesM!rTobui, --opQfd-'(llll8rici:il1 Dove siii Beniamin? :n giudeo . . V enit via messer l sac; .. Currit qua 'messer Sid-Tach; '' . __ < 11'J\re _tinO caminetserAbsalan. ((lo _::a Non temi.t Salamon, Da_._ B_ .. o _ "_-.. de 1.1 1\ _rte-e d l _::a Caminet me.sser Amos, la m._ R ma 1 . q u d ,.::a_ .. t i) o Stet in dret messer.Nathan. U V enit via messer No Scampet via messer Mos. Cinquant'anni' fa, Olindo Guerrini, in su Giulio CesareCroce, giustamente notava,_ parlando della citata canzonetta, come l dialetto strapazzato eol quale Croce fa par-. lare i suoi ebrei, fosse conservato, con la tenacit della loro razza, dai giudei dimoranti a Bologna. 3 7

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    . ;;.; :; r-. rh ___ l:. r... . k i ',.(_ /' .. ; .. '!.1. : -. .. ;;;; ., -:-. .. ,. f __._ .... _. .,. _. ..... ,t,'. !., ,. . ., ' ',. -... t .... ::-t ,. : ._.1,,:., t ... ..... : 3S 1? ; Tipo del ghetto .r. . . h. .. -;, . .J' La lite fra. giudei per. un papero argomento ripreso dal Croce in un'altra sua canzonetta : Scaramuccia grandissima occorsa nuovamente nella Citt d'Ancona," fra due ebrei per un'ocha, dove fra morti, e feriti,. uno restato guercio, et l'aaro senza naso Anche questa canzone piena de.! disprezzo che fin d'allora si nutriva comunemente contro i giudei. E cos si dica pure del Ragionamento fra due ..... da Zan Fritada et il figliuolo del Fortunato poste in luce)), stampato a Pesaro nel 1588 e dell'Amphiparnaso, commedia. armonica di Orazio Vecchi ove, oltre l'esercizio dell'usura e i riti del Sabato, colpita la Iitigiosit rumorosa propria degli ebrei. Ques.to tipo giudaico non tard, come abbiamo detto, ad entrare negli scenari'> della commedia dell'arte da dove l'Are tino lo pesc per giovarsene in due delle sue commedi: il Marescalco e la ortigiana. Con ragione, perci, il Klein nel suo Geschichte des DraTTVI S, IV, ltalienische Drama, osserva che il tipo ebraico usto dal l' Aretino il capostipite di tutti i giudei da commedia che ven-. nero dopo: a patto, naturalmente che s'intenda parlare. del solo teatro regolare, poich, cme abbiamo visto, l'Aretino non invent dal nulla il tipo dell'ebreo, ma semplicemente lo trasse dall'oscurit, contribuendo efficacemente al suo successivo sviluppo. .... Le del bolognese (svolte in ambiente mar chigiano}, la famosa scena dell' Amphiparnaso del Vecchi, da Modena, e il RagionB:mento di Zan Fritada stampato in Pesaro, fanno subito balzare evidente il fatto che il tipo, la maschera teatrale dll'ebreo, di .cui discorrendo, ha avuto -se non la sua invenzione, certo la sua determinazione definitiva nell'ultimo venticinquennio de1 Cinquecento in quella stessa regione che fu il semenzaio dei saltimbanchi, dei buffoni e degl'i strioni fondatori della gloriosa Commedia 'dell'Arte: la regioni, cio, di l dagli Appenni_ui, e principalmente, il dominio ferrarese ed il Veneto, con parte degli Stati della Chiesa: in una parola: il territorio fra Venezia e Ancona . E non forse casualmente che Venezia, Bologna, Madena ed Ancona fossero importanti centri ebraici, poich quel tipo e la satira di cui era il motivo non potevano sorgere e svilupparsi h.e in centri ove viveva ilnanumerosa comunit giudaica. Questa tradizione continua nel Seicento in un ci scenario della raccolta veneta del Museo Correr: Le rwzze degli Ebr_ei; e, alla fine di quello stesso secolo, in una commediuol del Bonicelli : Il Pantalone Bullo, la quale ha una serie di scene che rjcordano quelle dell'Amphiparnaso: Pantalone, di Francatrippa. che va in ghetto .ad offrire, in cambio di danari, alcune strazze a Bedana e Menacai, giudei. . Ma in un'altra .parte d'Italia il tipo dell'ebreo doveva, dal Seicent in poi, avere presenza forse maggiore: a Roma; pure gi esisteva una numerosa e fiorente co:ngregazione ebraica . Gi il fatto che e citate commedie il Marescalco e la Cortigiana siano d'ambiente romano assai rivelatore In Roma, poi, dal Seicento in avanti il tipo del giudeo assume un interease speciale: entra nello scenar.o, nelia commedia ridi colosa, e d origine a una speciale e distinta composizione co. .,..,L __ Roma, collegata l periodo carnevalesco:. ia nelia commedia dell'arte, i giudei non sern-nt.Yja:r,,,.: e ci fra un diluvio di di smorfie e di confusione. Nel gergo dello scenario questa ;,uua .... "' si chiamava il lazzo della circoncisione" ed era nome abbastanza espressivo * Ma torniamo alle giudiate:f>. E' Emilio Re che c'informa. Di Carnevale, una decina di

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    grossi popollliu iw.Jivrio' .Uno, H della. in affitto un carto 4a aliro, e dipingev!l a colori un paio di : scene da adattarvi sopra : quilttro ,. quattro Jiestr .wi'fondale rappresentante un teno dell'opera:._; quarto tagliava in un orto qilalche froilda di lauro da adornare . il . palco improvvisato; e. cos via ... . Nei Co,mrit4rj yolgar: p(JJsia si dice della ( giudiata ). . : . . . . :; .. Molto delle zingaresch4'l s'a5somiglian alle qulie popolari rappresentazioni che_ soglion {are nel Caq}eys,le i Rioni di Roma: sopra: .carri_ u :ra.ti da quali iii chiamano gju diate. in esse non si tratta d'altro Che di contraffare e schernire gli EbreUn istianjssinle guiSe, ora impican:doile per l a gola, ora ed ora . faccende S()no di ogni'_ sorta: di e verseiti. tagliati tutti col ronio d'ogni sorta : di lingliaggi corrotti. e storpiati e mescolati .. irisie!Ji, :n hi!nno _altro_ ordhte che di condutsi con l unghissiriia cantileril!.: di scioch personaggi allo. c olo, b1u'la che si fa al' suppost() si a n eh' esSe e ; in _vlie itte p articolai-i del vlgo e l accompagnin;nent O tali non SOno a tutt o il rea_to: : : pre si _o o the. sia, infmit popolo. si tiran'' appresSo t;;-: con estremo gociinlnto e riso s'ascoltano ._:_: ,, :.: : Alcuni' titoli dt queste:_ eioquentemente ci rive lano cori qu .al ariiino si mettesse fn burletta c La zingara gh1dia finto eh,eo .. cat o ; Le due roiSettiimilr .sch-ernito et il giudiQ frustaio . :. Nella la; : c giu4iata _:. cominci a decadere : .al tempo in e1,1j papa av:eva le COI;Se degH: 'ehieh che tanto dilettaviino .i plebei Traste ver e Fino al giudiata :. 'del_ : :che -:niversalmente si nutriva a Roma vei:so i gil!_dei che. i papi s'erano frattanto affrettati li. m ghno : . Attori di Ha:bima .

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    L'inqrano:qqio di UJl pozzo siriano JL della maggiore 6 minore partecipazione a questa piuttosto che a -que!la occupazione professionale in-relazione alle. va __ rie razze cui .appartengono gli uomini, d occasione a rilievi interessanti che tono di fissare anche sotto questo' aSpetto caratteristiche dei raggruppamenti etnici. In Europa i powli germanici presentano." in confronto degli altri popoli. uria lort.e prevalenza nelle ocupcizioni industriali; gli : slavi e i turanici una fortissima, quasi esclu_ siva, partecipazione alle occupazioni agricole; i popoli. latini, pur essendo molto dediti all'agricoltura, presentano, in confron to degli. slavi e dei turailici, una pi larga 'partedpazibne alle occupaZioni ldustriali e commerciali (l). . .. Allo scopo di un quadro pi vasto interessa conoscere come si presenta la situa:tione fuori dell'Europa. Per poter considerare bene tale situazione e per rimdersene conto occorre che il lettore tenga presente nell'esame che :mdremo facendo se si traita di regioni o paesi nei qua_ li l'elemento bianco, oriundo europeo, pie. valente (come si verifica in America ed in Australia), o si tratta di e paesi, siano essi indipendenti politicamente dall'Europa o colonie e dominii, dove l'elemento Giovane tessitore di Ba:gdad 4 0 JRtAZZJE 1 Caffettiere turo:> europeo in minoranza. bceorre poi anche tener presente in alcuni ambienti l'elemento bianco si ; pi meno, con l'elemento indigeno ed in altri si mCII)tiene nettamente distinto con tendenza anzi cid aceentuare le distin:tioni. E comincic:Uno dai paesi extri:xeuropei ove l'elemento bianeo pr'evaleii.te su quello indigeno. .. .. .. . Un campo interessante di osservazioni offerto dall'America Settentrionale. Gli anglo-sassoni costituiscono ancora l'elemento etcnico prevalente in questa vasta regione per quanto in aleune parte del Ca-. nd si trovi !'elemento latino rappresentato dai francesi, e negli Stati Uniti si trovino; pi ancora che nel Canad., molt{ elemimti etnici non :mglo-sassonL . Soltanto il 61% della popol_ tzione bianca e il 55% delk.t p6polazi6ne totale degh Stati Uniti si pu considerare composto di cani al cento per. cento. Secondo 11 censimento del 1920, su 105.711.000 di abi.tanti degli: Stati Uniti, i bianchi eran<> 94.821.000 (cio 8!P%l e i neri 10.463.000 (cio 9,9%). Dei bianchi soltanto 54.422.000 erano nati negli Stati Uni .da genitori ameri'canl. 36.400 . 000 erano 'direttamente o iridireitamen. te d 'origine straniera;. 15.695 000 avevano padre e madre straniera e 6 922.000 avevano o padre o madre straniera. Considerata dal punto di vistci etnico l'im.. migrazione ha, nel corso_ degli anni, -notevol. mente cambiato, .giusto quanto si pu rilevare dal" seguente prospetto: IMMIG.NE IMMIG.NE NORDICA SLAVD-LAnNA 98,4% . 1,6% 1870-80 91,6% 8.4'% 1880-90 80,2% 19,8 % 1890-900 48,4% 51.6% 1900-910 23,3% 76.7% 1910-20 22,8% 7.7.2% li Questa immigrazione, molto dive.rsa. come origine etniCa, ha. cert.o mcidili.catO negli ul _tilni anni le primitive caratteristiche dei co. Ioni americani.' Di tale situazione ,Bisono allarmati glD auieri(J!Dli puri; i quli in v o-. cando e proclamando lei superlorita degli anglo-sassoni, e ii pericolo di un inquinamento della rai:i:a da parte di elementi diver si, sono riusciti,-pri:Dia a limitar, poi ad impee;llie l 'immigrazione .latino-slava. Le regioni dove l'elemento originario an g}O"Sassone americano si pi puro (a parte la presenza di negrj che vivo. rio seP.arati dalla popolazione bianca) e che si presentano j:>ertanto pi autentica-. mente CIIlericane e protestanti, 'sono quellE: del sud e del Invece nlle re Filatrice m eGaimmerci (21.3%) cl:J.e ne,_ l'agri'coltura (22 ,2%). 11. Canad presenta c< me popolazione, una. maggiore pcn;tecip c zione (35%) in confronto degli Stati Uni

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    X'JriRA -IEUIRCDPIEII ,!l'agricoltura e minore nelle industrie 5',{), Tenuto tuttavia conto della gran ,colazione degli Stati Uniti si pu dedurre anche in America, l dove prevale l'e nento etnico germanico:. (tale da conierare l'anglo-sassone), conservano, co. in Europa, le caratteristicht;l di una .Jgior partecipazione della popolazione industrie ed ai commerci che all'agrilmra. '/ olendo distinguere professionalmente gli itanti degli Stati Uniti in relazione alla o origine razziale, si rileva che in gere attualmente il vero amerieano di erigianglo-sassone si. specializza, si limita alle: wnizzazione capitalistica della produzio. Le attivit accessorie o complementari :ono lasciate alle razze straniere ed anche ale esotiche, le quali tendono a monopoJiz. queste attivit e a stabilirsi come ai margini dell'impianto. L'americano -dice d Siegfried ha: il genio industriale nel :;0nso pi largo della parola, mentre lo strailiero conserva le i:rttitdini dL coltivatore e ;_artigiano. Secondo il censimento del 1920 gli americani di origine anglo-sassone rappresentano una proporzione di circa: il 50% dedita a 1avoril produttivi: essi sono in maggioranza nelle professioni !il:erali, neg;i uffici pubblici nel commercio, nei trasporti nei mestieri qualificati della grande indu;tria. Nelle mi niere, invece, ,gli a:meril:xmi di origine straniera sono in maggio,ranza (56%). nei servizi domestici in grande maggioranza (70%). La mano P,'opera nelle industrie estrattive, manifatturiere agricole, quasi tutta di persone venute dall'-estero. L'americanosfugge alla_ v oro rude della schiena curva (bacie bendar). Esiste cos negli Stati Uniti una specie di gerarchia etnica deB mestieri e delle occupazioni, in alto alla quale sta l'americano anglo-sassone e in basso stanno gli slavi, gli orientali e i popoli di colore. Gli irlandesi, i tedeschi, gli italiani si trovano in mezzo, perch si sono gi elevati, colla seconda o terza generazione, nella scala della gerarchia delle occupazioni. * I latini predominano soprattutto nell'America Centrale e Meridionale, pi o meno puri o misti con gli elementi indigeni. Purtroppo mancano statistiche, analoghe a quel_ le sopra riportate, per il Nord America per scendere in maggiori dettagli, ma non erniamo di' sbagliare -rilevando indirettamente da altri dati -nell'affermare che i RQpoli latini dell'America sono in confronto dei germanici, molto pi dediti all'agricoltura e meno alle industrie e ai commerci. Quindi anche qui, nei riguardi dei latini stabiliti in America ed in confronto con i germanici, emergono caratteristiche analoghe a quelle che si notano per il continente Europeo. Un paese caratteristico dal punto di vista etnologico il Messico, in cui il 53% della popolazione composto da meticci, il 30% da indiani e appena il 16% da bianchi. Lo stato di turbolenza del Messico ben notorio per 'dimostrare pi che mai le fatali conseguenze del meticciato. Il 63% della: popolazione dedito all'agricoltura, 1'11,4% alle industrie (che sono nelle mani dei nord-americani) ed il 4,9% ai commerci. Bench il Brasile abbia molte ri-. sorse minerarie, le basi della sua economia si fondano sull'agticolturc;;, alla quale dedita la maggioranza della popolazione di cui il 44<,{-. composta di bianchi e il 32,3% di meticci. L'Argentino:; che ha quasi la totalit della popola zione bianca, per eccellenza un paese agricolo-pastorizio: tuttavia la popolazione rurale rappresenta appena il 40% del totale: circa 1/3 della popolazione totale abita nelle grandi citt. Il Cile il paese dell'America del Sud che presenta la maggiore omogeneit etnica, es-Pithre di teesuti. in Cina sendo composta la sua popolazione, nella grande da oriundi spagnoli: presenta la caratteristica che circa la met della sua popolazione urbana, l'altra met dedita all'agricoltura. * Non si pu parlare per l'America di un apporto economico degli indiani, date le condizioni in cui sono rimasti ed il loro rela. livo esiguo numero. I cosiddetti civilizzati si occupano quasi esclusivamente di agricoltura, gli altri vivono ancora' del prodotto della caccia e della: pesca. L'apporto econo. mico esclusivamente dato dai bianchi, anglo-sassoni. o latini che essi siano. * Nell'Australia predomina in modo assoluto la popolazione bianca (anglo-sassone). gli indigeni essendo ridottissimi. Mancano stati. stiche precise della ripartizione per occupazioni della popolazione bianca. Ecco ora qualche dato pi particolareggiato e distinto relativctmente all'Australia e alla Nuova Zelanda. In Australia il 96% della popolazione di razza bianca, in grandissima prevalenza di elementi britannici; vi sono moltr asiatici Tessitrice di Kan Sou, in C in a ':Il

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    . Stoviglie dell'antida Amerida (mUGeO etuogrcmc:o di. Berlillo) (cines i ed indiani) ed appenci il 0 9'#. dj indigeni. Il paese rico di molte .materie prime e perci notevole parte della sua popolazione dedita .ci! commercio (una buoria met dell a ppolazion australiana urbana); altra parte, pure notevole, dedita oll'allevomtmto del bestiame: che, per i suoL vari prodotti; costituisce uno' del cespiti pi. cospicui del. paese. Nella' Nuova Zelanda, abitata anch'essa in massjma P.Crte da bri. tannici, ma ove l'elemento indigeno molto pi importante come. numero, l'agri'colturo svilupp(ztissima : ccilc;o!asi che il 75% della popolazione sia dedita all'agricoltura e all'allevamento del bestiame. A questo punto dopo aver. parlato dell'America e dell'Australia, nelle qucil.t l'eleinen. lo bianco prevalente come quantit sulla popolazione indigena, Pa-ssiamo a par !are dell'Asia e dell'Africa. dove invece il bianco. si trova .in condizioni quantitcitive d'inferiorit. .... In Asia gli europei, fra cui prevalgono co. me quantit gli elementi germaniCi sassoni ed olandesi) in confronto dei 'latini (francesi e portoghesi), sono principalmente occ.upati riell' aniministrazi'on, nei commerd e nelle industrie e .ci sja che essi si' tro vino in territorio di dominio o coloniale, sia che si trovino in. territori indipendenti. Le popolazioni asiatiche, pur avendo rag. .giunto nel passato 'un alto grado di civilt ad un certo punto sono' rimaste :-ad' eccezione dei giapponesi ....:. staZionarie. Esse nella massima parte sono alcune nomadi anche se abitanti l'interno del .vasto territorio. Soltanto nei centri vicino :al mare e ai fiumi pulsct Una maggiore attivit, apportata speCialmente dagli europei' e dai giapponesi : Perci non da meraviglicirsi come le popolazioni asiatiche viventi in uno stato di civilt quasi patriarcale o con un'organizzazione feudale ormai sorpassata da tni.po sul continente st siano trova. te in Condizioni d'inferiorit. di fronte ai miovi venuti, europei prima e giapponeSi poi Gli indigeni dell'Asia, siano essi di rcizza bianca (arabi od indiani) o di. raZza mongolica, sono prevalentemente, anzi ciuasi talmente ccupati nell'agricoltura (in Cina 1'88%, 1'89%) e nella pastorizia e forniscono poi la mano d'pera' aglf europei. Fanno ecezione; frci I mongolici; i giappo: nesi, che pur essendo molto dediti all'agri coltura (quasi met dellq papolaziorie). han. no d'altra. parte anche. molto svi.h{ppati i commerci e } inustrie tanto da costituire per queste ultime una concorrenzq agli eiuopeh da aggiunger e che l'estensione e la penetrazione del domiriio giapponese in Asia, in territori ricchi di materie prime :non ancora sfruttati, cori corrono .nel futuro a s:Vilppare : sempre pi "nel .giapponese le carotteristihe di pOpolo industriale com" merCiale (2) . In A fri1=a i pianchi; -'-sicino di origine ger. manica o lcrtin(francesi, ila. liarii portoghesi e spagnoli)':...:. !'lvolgonb un' a ttivit piutto&to commerciale d industriale. oltre a il.lella amministriliva e pro Gli -'-sicin camiti, se. miti o n .egri ;_ a seeonda del loro. grado diverso di civilizzazione sno quasi scludediti all'cigrlcolt;..ra; allei pciSto rizia ed alla. c .ac9ia e Iorliscono inoltre la d 'opera per le ci:l!vazioni e per le . : . .-. .' Ci. non eseludeche vi siariq europei, .i:>er esempi o come i boeri neUci Uriiooe dell'Afri ca Mepd.qnale e gli i talicini in Tunisia, ti piuttosto cill'agricoltura. . Allo scopa U esm.'pio e di .maggir de{, taglio parleremo tuttavia della sitilazion particolare di due stati .ctiiC<:ii, per metter e .in evidenza come a determinate ocupazioni corrispondono anche .diverse condizioni di razza. Un esempio tipico .di. coesiste.nza. nel. t torio di elementi .razziali vari cl offE:rlo dal. l'Unione dell'Africa Meridionale, domiriio bri. tannico che comprende la Colonia del CcipO Il TrarisvaC, lo Stxto Libero il mandato dell'Africa del Sud-Ove.st. 11'68% della. popolazione indigenCI (cairi, zul, .'ttentotti. ec.) un. po men del 30% di pei (inglesi, boeri discendenti. dcti vecchi lorii olandesi e tedeschi). -completC:ue il rimanente, sono. da un ritimero notevole di m 1sti (fra> cui molto noti i'bastardi discendenti dall'unione fra coloni desi e donne ottentotte) e di asiatici in mag. giorania indiani e poi arabi 11 malesi. Fra gli abitanti di' origine eu:r:O}':)ea il 57% di olandesi sud afrionde d'ci:Jtrl Parte un sviluppO minera. rio : impartc:Intissimo : tengaai presente che il 40'*; del prOdotto mondiale dell'oro esiratto dal terriforio e ben il 50% .della produzione dicnp.aritifera: lar. gamnte hii.Jiiegata. la mCD\o: indi. Con. questa sommaria e raPida rassegna dbbiamo voluto dare wl quadro. delle rela zioni che esistono fuori nel binomio 'qzza e Lo spazio necessari a mente er 'amaclssificar gli indiemi) o giua: In Asia, a pCdne la ecceziope rcipp r e sentcita dcii gi.Cippc)nesi, che st trovxl)o ormai in uno stato. di CiviH pari a quello dei bianChi o oriundl tro v iamo di ironie a 'cirina superiori a degli degli aitri i:ontin e n t i anche se. quste" cOndiz i oni nn sono cosl progredi'te rispHo allei :noder. na civilti:i eurpea o oriundo eui:Opect meccanicc{ e diriam 1 :a ; SILVIO LANDRA . dettagli. a riguardo 'dei. jx>po!i europei. rimandiamo il lettore Cil'arlicolo '.' Razzc. ed occupazioni professloncrli" dello stesso. aut o ra, pubblieato nella n0stra .del 5 agosto. (2) Ecco la distribuzione 'perc'l!ntuale pro:e.s sioni' neJ 'Giappone: agricoltura . 50 3%; mdus:n a 1 9 . 5%; commercio e trasporti .20.2%: altre aL:;o .rie 20%

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    qttestionaiio Pietro Piovani Ci ha. seri tto da Napoli : Mi avete rubto l'idea: da te.mpo andavo spigolando con cura gli scritti e discorsi del Duce per toccare con mario la genesi del razzismo nel pensiero di Mussolini; per vedere come tutte le accuse boighesi riguardanti l'improvvisazione della nostra politica d i razza fossero false quanto vme; e la m i a entusiastica meraviglia stata ben grande quando ad ogni P.i sospinto ho trovato frasi che esaltavano la razza italica e dicevano. quanto .necessario fosse il suo potenziamehto. Ma dell'avermi preceduto yi sono grato, perch nessuno meglio di voi avrebbe potuto fissare i dogmi del Capo. Tuttavia non crediate d'aver fatto opera completa, cosl come n io n altri avrebbe potuto farla, anzitutto perch leggendo c Scri t ti e discorsi> l'oratoria mussoliniana tr asj:>orta i n mocio da .non consentire minu ziose ricerche. Trovandomi lontano da ca sa, non ho dinanzi a me i testi; per posso affermare che nel c D iario di guerra >, ad esempio, se non erro, vi sono altri brani riguardanti l'eroismo della razza italiana. E se meglio aveste ricercato nei giornali e nel Pcpolo d1talia, avreste trovato un bra. no, iri cui appare evidente che gi nel 1919 il pericolo giudaico era stato avvertito dal Duce. Cosl dice Piovani, e prosegue: Vi voglio adesso dire quanto sia piaciuto a noi giovani l'articolo c Giudaismo in cattedra> di G Dell'Isola, apparso nel N. 19 della Rivista: infatti finora avevate spesso parlato dei deleteri effetti della borghesia e del giudaismo nella scuola italiana; ma, tranne qualche lettera del vostro attivo collaboratore Pensabene, circa i libri di testo, non avevate mai messo il dito sul vivo della piaga. Dell'Isola invece l'ha fatto e bene. Noi ragazzi del 1922, che portiQn;o vivo in noi il seme della Rivoluzione, sentiamo qualche volta nelle nostre aule, intorno ai nostrj banchi intorno a noi, una plumbea afa spirituale, che ci soffoca e opprime; il nostro s'Qirito combattivo si ribella, ma spes. s o invano: la scuola italiana stata fino a ieri avvinta ad ideologie che, se pure sono state fiaccate dal Fascismo, non sono del tutto debellate. La Rivoluzione ha potu to agire celermente al governo e fra il popolo, ma nella scuola il suo effetto stato, J;:er forza di cose, pi lento, per quanto una efficace trasformazione vi sia stata e pi pro. fonda s i fa-. n clima dell'odierna, didamo cosl evoluz ione scolastica, deve essere necessaria:nen te influenzato dal razzismo. Per forgia re l'Italiano nuovo necessario potenziare il valore della razza ed eliminare (non ripudiare) i prodotti dell'intelligenza di altre razze, spesso negativamente efficaci sempre inefficaci! ai fini dell'educazione 'italiana. E una volta eliminato tutto ci che a noi estraneo, di cui baster darci nozio ni puramente informative, bisogna anche tpglie r e viCf kiscrstiamEihte qell" .:che. a .ci che ci estraneo improntato: c io la borghesia, qel modo di pensare sche matizzato, a forza aifondato nella carreg, giata del relativo; quel voler soffocare l'as. soluto ; .quello .sulla. filologia e sulla grammatica tari.to da oscurare ogni bellezza classica; quella .critica razionale ed idiota; tutto un modo di fare che nori italkmo. Noi abbiamo l'origmalt e la. maturit insieme, ci che classic:o; noi sentiamo vibrare nella poesia, nella. prosa, sia latina che italiana, la voce della natura, .!:!.el la \oro del popolo, l'eroismo; sono gli nei che infarciscono delle loro fal4;e no zioni 1 nostri libri e la. nostra scU.ola che non safmo .ragionare, he sono cistili, volenti o nolenti, al nostro dassico. '1Mub Lo studente liceale, V"mceDK Miccol.i. ci ha sc.ritto da CagiCui : Nel N. 19, anno II della Vostra pregiata Rivista: G. Dell'Isola, nel suo articolo Il giudaismo in cattedra.> riporta alcuni brani d'un. testo scolasticO di filosofia; desidero sapere se E . Paolo Lamanna -autore di tale 1ibro e chiss perch non nominato dal Dell'Isola -s i a ebreo o no. !.'articolo di. G. Dell'Isola mostra chiaramente come viene insegnata ai ragazzi la filosofia, senza critiCa e discernimento del bene dal male, giungendo a volte a scuotere e disorientarne la coscienza e la fede -Per citare un altro esempio .. del libro del Lamanna dir che al pensiero del. Risorgi mento italiane dedica la miseria di due pa;ginette e mezza. Ed ora v invito ad osservare quali erano le opere filosofiche prescritte dai Vecchi pro. grammi ministeriali. Di ?!atone n lO; di. Aristotele 3 ; di-autori latini 3; di S Agosti-no 3; di S. Anselmo l ; di S. Tom maso 2. Di auto.ri moderni, le seguenti: D i autori ebrei 3 opere; di 15 autori stranieri 27; di 11 autori italiani 19. Da questi lib.ri andavano scelti quelli che i giovani dovevano studiare, e si s a che le opere italiane non eremo propri le piu studiate. -Ora, come pu un giovane italiano formarsi italianamente la coscienza, fra questo puzzo di cerebralismo straniero? Avete rimproverato Salvo Lmidiri per l e sue parole SJJ.l genio ebraico; questo niente! Che direte d'un professore che, i n ccmipagna razziale, s i permette di parlare d : Bergson non solo m a di aggiu11ger che il. Bergson una di quelle ligure inlstiche, supe.riori, di fronte alle quali miseria ogni considerazione di casta, nazionalit o razza? Perch i giovani si. formino degnamente sulliciente ed ancor pi necessario che essi studino unicamente opere di Italiani, conformi alla nostra nazione. Desidero ora fare qualche considerazione sullo studio della storia. Tale studio comli1eia in terza. elementare e com incia in un davvero infelice;.: si parla subito del frazionament o poRtico d 'Italia nel 1848, a fanciulli che devono invece abituarsi a vivere nel clima impe.riale anche nello studio, oltre che nell'istruzione della G. I. L Io credo che s i p(>trebbe studiare cosl: dopo le .premesse geografiche,i con cetti .di razza, nazione, stato (svolti, natu-. ralmente, secondo le capacit dei fanciulli) .forma di_ governo d'Italia, e finalmente, par: tendo dal. 1900; ini zio del glo.rioslssimo Regno di S. M. Vittorio Emanuele DI, g i ungere ai. giorni nostri di dignit e forza imperiale data all'Italia dal Due. Del resto, la storia :sempre studiata solo. per imbottire il cranio e prepararlo all' e s a me; e ci in parte !Pustificc:ito dal numero date e fatti che noli interessano la. no stra storia e che pute si devono studiare. .La storia invece dev'essere s tudiata non come fine cr se ste8sc:i n' intento scientifico. Ma per mostrare la grandezza della Nazione Italiana; grande-anche in tempo di disunione poHtica (ed anche tempo di finirla di dire c cq abbiamo le tasche gonfie di tale parola); e per esaltare,. s .ull'esempio luminoso dei nos'ri maggiori, i! nostro amor pat.rio e la consapevolezza della supe.riorit della nostra tazza, e per darci il cer:to piesagi9 di sempre magg i ori glorie avvnire. . Del resto tali mie parole non-hanno pi ragione di essere eol soprav'venire dei prO: grammi. che saranno assegnati .quest'anno scolastico; ma serv.ono per capire il pas sato della nostra edueazione. li fascista universitario, Ch b Ba telli, ci ha mandato da Firenze questo i m portante scritto : Desidero esporvi alcune : ccmsicer vzioni sull'articolo Il g \udaismo in eattedra (nu. mero 19, PP. 19-21 ) in cui G iuseppe Del l'Isola delinea elliccemente il contra sto tra la concezione classica e italiana della iHoso. lia, e , onde t giovani aVranno ( una guida .diritta e certissima>, c un o rien t cmento sicuro. e una certezza assoluia > sc egli e n

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    Anton Salvo D'Antonio: Particolare. della predella. che si eotJServa nella sac:reStia della Cb.iesa .di S. BeaedeHo (a La Notabile). do un'unia via; c la sola naturale: quella dela civilt romana e cristiana::.. Credo ):!er -ed ecco una prima osservazione -che il crit$l"io pi: giusto per valutcae una dottrina filosofica sia non la suq ri. spondenza, o meno, alla mentalit della ilo:;J<:l razza, o allo spirito della civilt italiana ma la sua maggior o minore veridicitc. =>ce io sono, come sono, un cattolico convinto, dell'ebreo Dav.id, se possano eventualmente apparire non del tutto in accordo con la mente della mia razza Ma quello che pi interessa com; ho detto in principio l'argomento centrale dell'articolo in questione, e ci.o c Filosofia e Scuola:.. Nella prima del suo scritto il Del l 'Isola, contrapponendo il c giudizio che in tutto il Rinascimento si aveva delle lettere latine> alla concezione estetica idealista, critica; il preconcetto vano venuto su col De Sanctis::. e teorizzato dai'Croce, secondo cui c la poesia didascalica ::., e in genere ogni componimento che narri .o esponga, 0 spieghi, o descriva ... nn essere, in nessun caso. poesia >, preconcetto che fu condanna a morte della. poesia del-l'Italia, da Augusto ai primi dell'Ottocento::., e viene quindi alla questione che P.i a lui -ed a noi -sta a cuore. Egli prospetta lucidamente la conceji:ione storicistica che della filosofia hanno gl'idealisti, secondo cui la storia della filosofia s'identifica con la -filosofia, che concepita come la successione, sempre in mot6, dei diversi sistemi:. in c un'alternativa continua di affermazioni di cui Q.essuna vera se nbn in rapporto ci quella che !"abbia immediatamente preceduta; ... l'unico criterio di verit::. e perci questo, c che vero tutto ci che nuovo :., onde converr presentare i vari sistemi filo sofici c ponendoli sullo stesso piano, disponendoli secondo la loro successione > ed inquadrandoli pi o meno arbitrariamente nella cosiddetta c dialetticO: del divenire :.. Dopo questa giustissima col)siderazione l"articolista osserva, non meno giustamente, che gl'idealisti non solo si J?.CISCOno di simili teorie,. ma le divulgano, e c non si limitano:. ad insegnarle. c agli adulti, nelle comunicazioni accademiche, ma sono riusciti ad introdurle obbligatoriamente nelle scuole ::.; dopo di che, a dimostrare i' pericoli di un simile indirizzo dato ai giovani in una c materia > cosi delicata -ch tale, una materia, oggi la filosofia nelle scuole, come bene osserva il Dell'Isola -'-egli cita due passi del c Problema della Scienza nella Storia del Pensiero>, del pro!. L. (il vs. collaboratore non vuoi dirne il nome ed io seguir il suo esempio), passi riferentisi a Spinoza e a Bergson, E qui comincian le dolenti-note. Tralascio il fatto che un libro -specie di argomento filosofico -non pu essere giu-. diato da una pagina o due; sorvolo ugualmente sulla poca esattezza di certe affermazioni a proposito dei due brani riportati (non vero che la filosofia di SP.inoza presentata senza alcuna riserva; vi si accenna al c punto debole dello spinozismo > che in breve l'inconcepibilit di qualsiasi in un :rlstema in cui domina la pi ferrea necessit; e analogamente nei riguar. di del Bergson si mette in guardia il lettore, come vuole il Dell'Isola, che dal suo c intu. zionismo esula qualunque considerazione dell'aspetto pi propriamente etico e religioso della realt e della vita::.; inoltre per poter accusare l'incriminata esposizione della filosofia spinoziana di c parzialit::. bisognerebbe provare che. come stato insinuato, > dello stesso Spinoza non un capolavoro; cosa molto difficile); trascuro tutto ci perch non mia intenzione prender di proposito la difesa di quel libro; a questo penser l'autore, se creder che ne valga la pena. Io invece vorrei rivolgere una domanda al vostro articolista. Se egli si accorto che c gl'idealisti sono riusciti ad introdurre obbligatoriamente nelle scuole> la loro filosofia, perch non se l' presa con questi, anzich scagliarsi contro un libro di testo? Egli ha fatto il nome di divrsi seguaci di questo indirizzo: -Kant, Hegel, Croce: per onest di scrittore avrebbe dovuto citare anche Gentile tanto pi che proprio a questo P,erulatre' si deve soprattutto il caratttye idealistico dell'insegnamento della filoscJia (e non soltanto della filosofia). Dell'Isola sa, non dovrebbe meravigliarsi, che progiamllla _di_ Filosofia per il liceo classico del '36 (cio anteriore all'odierna riform di cui attendiamo. l'opera risanatrice anche in questo campo): vi solennemente affermato che eia trattazione storica > della filosofia deve essere principalmente c diretta al fine di approfondire la genesi delle singole dottrine ed i loro rapporti reciproci, metteno cio in rilievo che la successione storica lo stesso sviluppo del pensiero ::.. Non questa la pi bella applicazione di quel principio storicistico, per cui unica verit la storia, presa c non in ogni sL'lgola ), ma c in tutto i! suo svolgersi >, per cui c vero tutto ci che nuovo > ecc., contro cui si scagliava il Dell'Isola con tanto giusto calore? Ecco ancora come sf accenna, nel sulloda. to programma, ad alcune correnti del pensiero greco: c La ricerca di un elemento unitario universale come causa prima nel pen-

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    siero greco presofistico. Impossibilit di trovare tale causa prima Ira gli elementi co stitutivi della natura. n delineGrili della. dialettica di esaere e di divenire. Primi tentativi di sintesi fra .sere e divenire :., ecc. ; e meglio ancora poco dopo: (?l) com piuta (poveraccio!) da Socrate). Grandissima davvero l'importanza data in quel vecchio programma al < panlogismo di Spinoza, (una parola che svela da sola tutta una mentalit: < Spinoza, come egregiamente nota il Dell'Isola, per gl'ideaJisti, tutto: lui che ha stabilito contatti tra l'immanentismo ebraicoeil razioncisnio. cartesiano, per cui, dopo due secoli, pot tioDJa Heg.el >); e non minore quella attribuita all'idealismo moderno e contemporaneo (c: la concezione dialettica nei gJQDdi filoa!oti dell'iealsmo p6st-kantiano > ecc). Come ho detto, o come credo di aver dimostrato, fali programmi non lasciaVano, a un'insegnante che si accingeva a scrivere un "libro di testo per le scuole, alcuna facolt di scelta (altro che libert di pen siero!); egli erci costretto ad accettare c: il metodo idealista del divenire storico > come lo chiama il Dell'Isola, se voleva vedere il suo libro entrare nelle scuole. Per questo non si dovrebbe cadere daiIe nuvole, dicevo, quando si trova un libro di testo che presenta .Spnoza, o Bergson, o chi volete < senza una parola di riserVa che metta sull'avviso> (dato e non. concesso' che, nel caso particolare, che il. Dell 'Isola porta ad esempio, ci sia vero), ma piuttosto doloroso per il passato siano stati in vigore pr.ogrammi di tal latta. Volete un altro Si consideri, come presentato Spinozq nella c: Storia della Filosofia edita dalla S.E.I. (ho davantj a me una ristampa, in conformit dei vecchi programmi), opera di un autore di tendenze chiarcmiente cattoliche (credo anzi si tratti addirittura di un sacerdote), e quindi non sospettabile di idealismo: anche qui si trovare l'attitudine molto benevola e il c: tono addirittura elogiativo verso l'autore dell' (p; 224) Le c: ri!;erve > e i , che seguono immediatamente questo passo, sono, anche qui, brevissimi, per quanto energici e inequivocabili. Avrebbe potuto, domando io, l'autore dare un'impronta pi c:mpia mente e decisamente cristiana alla sua opera? Lo civrebbe potuto ma sarebbe in corso nel rischio, di vedere il suo libro non accolto in nessuna scuola. Conclusione: il Dell'Isola, per esporre la sue giustissime obiezioni all'insegnamento della filosofia .. ha scelto capro espiatorio il primo libro di testo che gli capitato Ira le mani. Con ci ha pers9 di vista l'origine della I nuovi programmi ora determinernno una fioritura di. nuovi testi, o almeno un aggiornamento e una revisione integrale dei gi perd in questo momento, sarebbe di grande jnteresse discutere la que. .stione della !ilosofia nella Scuola, come ha cominciato a fare -in forma, a mio pqrere, non del tutto adeguata -il Dell 'Isola. Un ritorno allei piu santa tradizione nostra, che la clasaica e la c:'attolica. im mancabile: il vostro giornale l'ha propugna. la con calore, autorit e tenacia nel campo letterario e artistico, e sarebbe bene che con :Pari energia e dottrina lo predicasse anche sul terreno filosofico, continuando & completando l'opera intrapresa. Ugualmente auspicabile che i giovani siano messi in guardia contro certe dottrine sovvertitrici e che essi possano avere un punto d 'appoggio e Wl filo conduttore attraverso alle. pi dispa!\"lte teorie a cui si trovano davanti nello studio della Storia della Filosofia, se non si vuole offrir loro uno dei pi grandi incentivi allo scetticiamo. Il rimedio migliore sar, come suggerisce il Dell'Isola, un ritorno allo studio amp,io e profondo della no stra filosofia c: la sola naturale, l'unica immune dalla contaminazione .ebraica, e perci la p i sana>; studio che rivolga< l'attenzione e l'amore dei giovani solo a pochi: m grandi mastri di filosofia dell'Italia: Aristotele e S Tommaso :.. Come ve-dete concordo pienamente con voi. tuttaVia rn; sembra una soluzione troppO radicale vole ; abolire dai libri dej i1ostri ragazzi tutto l'ideolismo, e con esso Spinoza, Berkele y Hobbes ecc.: non si" dimentichi che per po ter disprezzare e ripudiare .le teorie a n o i nemiche, occorre anzitutto conoscerle: sol o se, conosciute, le .avremo coscientement e rifiutate, potremo esserne immuni e aver le certezza di restar tali; Io credo che se s i' dar veramente nella nostra scuola ur. ene-rg ico orientamento classico. ad ogni di. sciplina. se si re-alizzer una pi stretta col. laborazione e integrazione fra: l'insegnamento della Filosofia e della Religione. la Filosofia potr assolvere il suo com pite nella scuola pur restando (come in evi. labile) una materia, e pur trattando anche con le dovute c: riserve > e con che loro spetta,.clir Spinoza, d i Bergson d idealiSUIO ecc.; anche in questo sono sos t ar : zialmente d'accordo col Dell'Isola. Antonio Pierantoni ci scrive da A vez za::c la seguente lettera: Leggo con piacere nel n 1 9 di quest'anno della Vostra bella Rivista, un magnifico ar ticolo d i giudaismo in di G Del l'Isola, in cui Egli coraggiosamente cittacc c la moderna Estetica. Vorrei pregarVi .di fare indagini, s e ci vi sembri per riscontrare se i fondatori della moderna critica d'arte d ella pura visibilit, per le arti visive, (quella che fa fuggire i lettori e fallire gli editori), cio: Konrad Fi&dler, 1841-1895: AaoU Hilde brand, 1847-1921: Hcm.s von Maree 1837. 1887. non siano, j:>er caso, stati ebrei; la loro scuola mi d un for tissimo s e ntor; di c: giudaismo. in cattedra :. (e se non rano ebrei, meritavano di esserlo). Frcuu:eaoo Valentino, studente, c i h : scritto da Caserta: Assiduo lettore, .malgrado qualche volo consiglio in contrario, della vostra : ivi sta, mi sono soliermato nel 'n. 19 sull'art i colo di G. Dell'Isola intitolato
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    e non da incomprensione o protervia, Chiesa di" Roma. El mundo es poco :t era stata la frase di Cristoforo Colombo alla .viQilia di sco prire il nuovo mondo. E Bruno, travolgendo l a concezione tolemaica, superando anche quella copernicana. agli occhi dgli uomini del Rinascimento la visione meravigliosa dei mondi ilfiniti e, !ungi dal rassegnarsi all'inazione, pur riconoscendo la p ropria incapacit a rciggiungere il vero, cio la conoscenza del tutto, si abbandona a l suo < eroico furore :t, in cui si afferma in pieno l'umano valore, in cui si concret a quella che l'e8senza dello spirito umano: l'azione; mentre SpinOtZO, dop<) ave;e, c: more geometrico-:., dimostrata l'Eti c a si rifugia nell'< amor Dei intellectualis U; nell'uomo latino affascinat o dalla gloria nuova': rinascimntale, l'a ffermazione suprema della nostra granl'inesausta asprazione alla conquis ta del vero, l'ansia perenne e sempre in soddisfatta di appagare il nostro spirito; qui ::eli uomo della sinagoga, ciii e no da ogni impotente a drizzar l'ali verso mete 3ublimi il calcolo freddo, il muto razio.;inio, cui socCorrono la pedanteria propria, dei giudei e la pertinace insistenza nel voI e r e ad ogni costo fare qucrlcosa anche se :ton risponde alle intime dello api tito. Ed questa la ragione per cui ogni cos a che sia il parlo di lina mente giudaica debba assolutamente mancare di spontae di vita; e -per CUi il giudeo mai pot: essere creatore, artista e poeta. Ma tor!1iarno a Bruno. Io credo che, dopo aver es aminat o anche con la maggiore imparziali t l 'opera sua, prescindendo anche da q u elli che possono essere i fattori esterni, cio ::; d ire la ritrattazione',delle proprie dot-I :,:ne fieramente U supplizio del rogo nessuno studio-50 d t hlosotia sta senza ammira:ione per qu,esto pensatore meravigliOso che ben hmgi: dal voler sninuire con la sua dott rin a la concezione dJJ.a divinit, quale era definita nei dom. chiesastici, ma che invece di potenziarld, nella speranza ; uprema che la Chies.a, conquistata dalla :1 uova concezione, abbi giunto con Bru:Jo al suo glorioso epilogo e aver esaula sua funzione. Resti dunque Bruno :1elle nostre scuole, e non a semplice titolo d t c curiosit del )XIBSato :. . La sua conquista, l'affermazione cio dell'infinita inesaurib ile attivit del nostro spirito 'perenne:nente teso a f99giu,ngere;t"irraggiungibile v ero trover nel Fichte e nei romantici facile accoglienza: il che ci prova che, dal P un t o di vista filosofico nonch letterario, il Romanticismo poteva .benissimo sorgere in E invero non comprendiamo in che sen. so ti Dell"lsola abbia voluto fare dell'ideali-un proc:totto giudaico. Sarebbe nostro vi. v1ssuno desiderio, giacchi ha parlato di imnecessit che i giovani siano illu,. minati su queste delicate questioni, che egli stesso o qualche altro al p,osto suo ritorJ;lasse_ e lo svolges;e-con maggiore ampiezza. lCant, sopra tUtti gli altri, attende di' essere toccato con meno leg. gerezza. Il nostro collaboratore Giuaeppit DeU'llola. cco _che cosa risponde a .. -queste lettre, che ng.uardano il suo scritto sull'insegnamento della filosofia: Sono pienamente d"accordo su quanto si afferma, cosl bene, in una di esse che la verit e una. e sta al disopra di 'tutte le razze; ma necessario aggiungere che la razza_ che vi si di pi accostata. la nostra, che l'ha saputa esporre nella pi alta di tutte le filosofie : la filosofia di Tommaso. Quanto a ci che lo stesso camerata dice, parlandO del testo di filosofia del Lache cio, in tale testo, venga messo m luce e condannato, in modo comprensibile agli allievi il lato distruttivo di certe dottrine; posso, dir91i' -avendO il libro sotto gli occhi che io stesso per quanto mi ci provi. non riesco ad accorgermi di alcuna condanna: non vedo altro. a proposito degli ebrei, Spinoza e Berg59n, che una esposizione, piuttosto elogiativa delle loro dOt-trine. Un altro camerata, domanda se i -tre fon datori, come egli dice, della moderna critica d'arte, Fiedler Hildebrand, e von Moares siano stati ebrei. Gli rispondO subito che le loro dottrine sono certamente ebraiche; e ci ha pi importanza del loro atto di nascita. Tanto pi se si tratta di ariani, le loro opere sono un esempio del t:<""{ondO male che l'influenza ebraica ha recato alla civilt. All'ultima di queste lettere, che parla di Bruno, rispondO sem}::licemente che essa mi sembra concepita in modo storicistico : In fatti vi si esalta Bruno e vi si esalta contemix;raneamente, la Chiesa, vi si giustifica, nuova ncessaria esigenza, il panteismo, e vi si giUstifica ugualmente la premura della Chiesa di difendere la dottrina della trascendenza. Tutto viene posto in di 'pendenza del momento storico, quindi anche la verit, che in se stessa non esiste, e varia secondO i tempi, proprio come pen sano gli idealisti. Inoltre, non riesco a comprendere come l'autore della lettera -veda in Bruno, per usare le sue parole. d'espressione pi completa dell'uomo del Rinascimento :.. n Rinascimento italiano non fu panteista (per quanto gli idealisti, da un pezzo, senza fondamento lo affermino); esso -non fu rappresentato, perci dai filosofi del tipo di Bruno i quali non rappresentano ci che propriamente italiano, ma, se mai. filosofie decadenti, sulle quali, da lunga z:1ano s"era sentita rinfluenza delle sette immanentistiche ebraiche. Una di queste, dienuta famosa, fu quella dei chassidisti, che era tutta fondata su quell'esaltazione dell"umano valore:. e su quella c essenza dello spirito umano:., di cui parla l'autore della lettera. n vero Rinascimento italiano era ben h:ngi da tutto questo. Investigava la natura, in cui l'uomo sente l'opera di Dio, ma che non si confonde con Dio : l'infinit della natura non l'infinit di Lui, come pensava enoneamente Bruno; e tanto meno l"uom, esaltando l'< el'l;)ico furore:., J)tW nella indagine di questa infinit, identificarsi conDio. Da. parle nostra vogliamo dire al camerata Valentino di 'non indUlgere troppp all'eloquenza deile parole superflue, e .SPeriamo ch'egli non se ne abbia a male, non richiami gli ambasciatori, e rompa le relazioni. come ha fatto Grifo; perch volemmo fargli vedere che il suo scrivere era un modo di eludere il pensiero. Dobbiamo essere abbastanza umili da ric:onoscere be la cattiva filosofia ci ha allontanati dalla esattezza della lingua italkma la cxdtiYa fi1oao. fia e la cattiva letteratura;' e da Wlerci aiutare gli uni e gli altri a correggerci di questa vera e propria e massima calamit naziooa. le. Uno che maltratta la propria lingua. YUO( dire che imbarbarito. Questo DOD il oerto Valentino a di dirlo. 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    pure si la .trascinare da un'eloquenza, che abitua ar generico, e a non sentire la sponsabilit dello scrivere, Per esempio, egli 'dice he Bruno rappresenti per noi l'espres: sione .. pi completa e .insieme eroica del. l'uomo del Rinascimento. Ora questo diventato un modo-generalissimo di dire. E ch significa? Che Bruno l'uomo pi completo ed eroico del Binasciment ; Vede dunque Valentino che a dire esattamente le cose' entra in campo laresponsabilit. Il Rinascimen.. to un'epoca grandissima, e Valentino stesso ci avrebbe pensato due volte ; se ne aves. se dovuto nominare capo assoluto Giordano Bruno Marina Cioli ci ha scritto da Roma: Leggo con piacere c-'che vi ha scrj.tto Jusik, A difesa della giovent italiana devo dire, che non cost profondo l'adattarsi di essa all. a filosofia idealista. Questa filosofia msegna che l'Italia comincia. dal 1870 col regno d Italia, ci per coerenza colle idee sullo stato, di Hegel, negando la secolare precedente esistenza dell'Italia stessa.. -' L'hegelismo adottato dagli idealisti ita liani ha distrutto il senso della realt ohbiettiva e quindi della certezza, e in morti giovani ha creato una malsana mentalit relativistica e scettica su tutti i valori della Nazione ed anche su certi valori della vita morale. li.. Fascismo prima di tutto certezza nei valori del popolo italiano ed evidente che in netta. contraddizione con la filosofia idealista. Perci certo-chw qusta non po-tr, come per il passato, formare la struttura di qualsiasi insegnamento e degli stessi me. iodi pedagogici delle scuole elementari. E non c' dubbio che il Fascismo metter a posto questa faccenda. Antonio Coltellesi ci ha scritto da Roma : Con particolare riferimento alla tabella a pagina 16 N. 20 del vostro periodico, ci si attarda ancora, mi pare sulla faccenda dell'uomo che deriva dalla scimmia. Ci non che una forma di storicismo ap. plicato alle scienze naturali e per giunta di un assai brutto e deprimente storicisl;!lo che tutti sanno che servito dopo Darwin per avvilire la coscienza dell'Europa. Questo darwinismo pi o meno riformato in fondo stato ed tuttora uno dei cavalli di battaglia del comunismo e del socialismo; che cosa pu averci a che fare con la difesa della' razza? Tanto pi che. difesa della razza, m mmagino significhi distinzione Ira le razze e non confusione oppure derivazione dell'una dal. i'altra sotto il pretesto storicistico, Non comprendete che tutto ci indebolisce ir.vece di rafforzare la bella campagna che ,-oi lotza orientatrice, oggi pi che pi!o ancora una certa categoria d'individu i necessaria' nella lotta contro ebrei e bor-che a mio parere sono. i pi' borghesi . ghei. D'altronde il popolo non un fatto .' Voglio O:lludere a certi industriali che 3i arbitrario, ma un insieme reale di spirito : mercivigliano e p1'81ldono aota. (rinfacciando e corpo esistente da immemorabili, magari la cosa alla prima occasione). se ve. con particolarissimi immutabili qualit dono un loro operaio al' cinema (III posti) d:Ivlo ad esso una sua speciale fisionomia; alla domenica, fumando magari una sigadi eui bisogna-tener conto. Per. noi Italiani, retta con il bocchino d'orG avuta in. i'egalo l'Arte, rappresenta la 'alta espressione che dnno peso e commentano 'se un loro di: del nostro modo di sentice e abbiamo sein-wndente ha. putacaso, una bicicletta liampre nutrito disprezzo per la tutt'altro che manie che osservano con invidia ;un. loro nobile visione economica del mondo diffusa fare due centri al loto ber -dagli anglo-sassoni e dagli ebrei; che sta. saglio con una. Ura. durante la lesta: del ta tanto diffusa anche tra noi, Non si pu paese, mentre essi azzeccano un colpe negare, perci, CPF. soprattutto attraverso s'pendendo diecine di lire. lo che risaltanc;> Non ci .sono pi borghesi di quelle mogli le msuperab1ll flillssune doti della nostra e figlie d'industriali che si scandalizzano razza, e che il nostro orgoglio _d'Italiani si vedendo un'operaia' ben vestita, pulita, ed rafforza Converrebbe caso mcn estendere elegante, recarsi a Messa alla domenica e in tutti gl'istituti l'insegnamento poi passeggiare per la stessa. via e vicino di questa eccezioncile materia, a patto per ad esse. . che cessi una buona volta e per sempre il E tutto ci perch? metodo storicistico. Cosi si contribuirebbe E non comprendono i aignomi che 'la bi-efficacemente ad abbassare la mentalit uti. cicletta o il vestito sono forse frutto di sacr i litaria, vacuamente e presun-fici? E non capiscono, ch quel settimanale l ebrOlSmo, la opdivertimento, vuoi per. il lavo-pnme la v1ta della nostra bella Naz1one e rotore, sollievo, riposo e c:fistrazione la Scuola. forse continue ed incessanti preoccupazioni? ... .. J.n n. -.1.-,.1 E' bene che anche i ricchi si mettano in linea e finiscano di; considerare l'opera i o Aldo Corsiai ci ha scritto da Terni: . Anzitutt i miei ringraziamenti per. la squi. sila gentilezza che ha informato la Vostra risposta ai miei quesiti. 'l'enter oggi di meglio circa le domand.& ri.voltevi in precedenza fn letteratura qual processo di critica deve essere seguito: quello chiamato sto rico o quello estetico? O ve n' uno-nostror Messi di fronte ad un'opera d'arte a qua-. le indirizzo critico dobbiamo attenerci? A proposj.to del genio. Esiste un genio ita liano, francese, tedesco ecc. o piuttosto n genio supera la nazione? Quando un'opera sa viver in qualunque epoca storica e respirare l'aria di qualsiasi continente non si di:ce che opera d'arte? In questo caso ha imPortanza che il Creatore l'Artefice sia figlio di questa o di que: st'altra nazione? Non mi condannate se ho bestemmiato,. piuttosto illuminatemi. P S. Nel N. 19 num. 2 abbiamo avuto la lieta sorpresa di un indice per autori e materie degli articoli pubblicati nel primo anno. Perch non riservate anche Voi un nu mero del Questionarip ad un riepilogo di tutti i problemi gi discussi? Caro Corsini, la patria dell'artista ha que-' sta importanza, che Omero, Virgilio, Dante sono della patria classica. e che_ questa pure la patria dell'arte. Cerca di convin certi di questo, che non ci sono opere maggiori di quelle di Omero, Virgilio, Dante. E per capirle, non andar cercando dii seguire un processo, come dicono gl'idealisti. vinciti che il metodo storico o l'estetico non servono per capire, ma per dar modo anche ai borghesi di occuparsi di arte. D'arte debbono occ;uparsene quelli. che se ne intendi un'altra razza. _,, In questo consiste, il continuo, incessante operare del Regime. Andare incontro al popolo, perch dal popolo che vengono gli eroi, nel popolo che nascono e maturano le grandi opere. FeUce Andreis ci ha scritto da Milano fra l'altro: Padre Romualdo Giuliani, CCJ})pellano degli arditi nella Grande Guerra, caduto in A. O. 1., e decorato di medaglia d'oro al V. M.; mentre compiva il suo dovere di sacerdote, uno dei pi recenti; ma se andiamo indietro, nella guerra mondiale, quan. ti sono i preti che partiti volontari per il fronte, guadagnarono medaglie al V M.? Quanti caddero colpiti dal piombo nemico? A Milano abbiamo Mons. Gilardi, Rettore della Biblioteca Ambrosiana, U quale pi volte decorato al V. M. Aggiungi quel. Cappellano trentina, Don Alberto squadrista, decorato della Marcia su Roma, che appena ritornato dai camPi di battaglia della Somalia, parU no vamente volontario per la Spagna, visse l a vita di guerra coiLegionari italiani, gli statci assegnata. la medaglia d'argento a l V. M. con la seguente motivazione: lrreiento nella Grande Guerra, cappe! lano militare di una grande unit, gi di stintos nella battaglia dell'Ebrei ha prodi i;a to generosamente la sua opera di sacerdcte e di soldato anche in quella di Catalogne. In una cruenta e difficile giornata ccc:se nel combattimento fra i reprti pi provati, rimanendo per tutta la durata dell'azi\:;ne eretto tra il fuoco a rincuorare e benedir<> i Legionari lanciati in reiterati attacchi. Livia LaHcmsi ci ha scritto da Roma : Ho sentito dire che abbineranno l'insegnamento della Storia dell'Arte > ad altre cattedre. Se ci sar attuato, verr certamente diminuita a scapito degli scolari, l'importan.. za della materia che meglio delle altre, met. te in rilievo, la nostra splendida civilt e ci 'aiuta a ben comprenderla. dono e intendersi d'arte questione di natura, non di ragionamento. Segui l' QI}imo tuo, se sei artista, ed educalo con l'esempio dei grandi.. Magnifico esempilo di spirito di sacrili d o di assoluta dedizione al dovere di profondo sentimento di carit Trascurare, anzi.ch sviluppare l'innato amore del bello del nostro popolo mi sembra, favorirne l'imborghesimento. Attenuare questo senso poetico disperdere la nostra 48 Arri Go, il quale non si. decide a dirci .il suo vero nome, ci ha scritto da Cossato (Vercelli) : Da vari tempo si scrive contro lo spirito borghese che ormai dovrebbe essere morto in tutti i veri fascisti. nessuno per ha col-. D. ci ha scitto.da Roma : Ad Alfredo Andreini! da Lucca, "Segna! m t e ii.' secondo volume della biblioteca dt>ila Difesa della Razza : J B. Prcinaitis, Crist o e i cristiani nel Talmud. Ed io ho letto il libro la prefazione del de' Bagni veramente straordinaria. A lettura. finita l'impressi one

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    : e ho profonda. Penso C ogni i'tJiaDo : leggere qUeSt libro. ti cui scopo di mettere in luce la ebraiea, per aiutare la Cri$!iana e difendersi. Tutti gli ariani dovreb bero sapere una buona parte cile religione dei giudei non che una vasta az;;sO. ciazione c:li delinquenza. Ed mai pericoloso per noi italiani aVer a che fare con loro. Per tale ragione condivid pienam ente il parere di Valeria Bartoli cio sono anch.'io per la c: netta -sep_arazidne :t degli E brei dalla nostra vitg _quotidiana. il cui stile o d ierno lo esige a'ncor pi dei tempi passati. Si deve .riparare senza ritardo ad uno dei d r J nni Colossali arrecatoci dalla rivoluzione fr : mese, in virt della quale gli ebrei si re-s,r o inviaibilil Ma a proposito dei ianni della' alcuni mesi fc;x-lessi un articolo l::a 1ato da un certo Guamieri,Ventimiglia, i,; c ui fra l'altro si diceva che la rivoluzione losdsta la continuazion e in meglio .di q u ella francese . Ed a questa se sono da irr,p utarsi errori _gravi; non bisogna di.seono. :;c:e re il grande merito. di aver abbatt\.ltO i n ivilegi del Questo c3s urdo perch il Fasismo. stato Ta-n:o:. : :it uzione del principio dii autoriti e la rivofrancese stata la distruzione .di autorit concentrata nella persona de l re e l'abbandono del P.Otere dello Stato : n mano cilla demagOgia, E poi. tutti sanno h e la rivoluzione francese stata latta d agli e brei. EnnalllU.I invece di }XII'er contra. rio. E gli ci ha scritto dcc Milan una lettera di otto paragrafi per farCi conoscere il suo dis senso da Valri un'aiira lettera, che M di Etiopia alla qUestione di razza, nel trritorio di quel nostro dominio. E diamo di uore un 6clltito a Giuseppe Fabbri.

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    Contenuto. Lungo le pi alten1e vicende di popoli e di civilt, attrave r s o ricostruzioni ed immani disgregazioni. in un indefinito cielo di divenire, Roma stata sempre u n punto fermo nel tempo. Per uomini, per condottieri, per mistici, essa st a ta semp r e ima rocc a di paragoni sicuri, un pun to di partenza e un pwito di arrivo, dopo cui v aleva la pe n a di vivere la vi. ta oltre l a vita stessa, per tendere a un piano di seren a immortalit. Nel secolo ventesimo, un condot.. tiero ha rimesso in luce que. sta verit s o vrumana. Egli to rnat o a Ro ma, riconoscen dola nell' o r d itura segreta deL la sua potenza, tessuta di rit mi im m u t abili e di significati pi che mai vivi; e da Roma si rivo lt o all'Italia, a l Me-. diterraneo, all'Occide nte>". ......... aca..,.. .. Il contenuto e l ci quest'opera risultano chiari dalla Queste parole dell'Autore illustrano il contenuto del volume, che ha l'indiscutibile pregio di n o n riferirsi ai razzismo in generale, m al nostm razzismo, in quaiu la romanit ne costituisce il fondamento. De ll a romanit Scaligero investiga t u tti gli aspetti, passando da lla storia all'al) tropo prefazione con cui ess a viene presentata ai lettori dal c amer a t a Barduzzi. Ne riportiamo u n passo: logia, all'etnologia, alla letteratum, alla E' u n o studi o accuratissimo; e se c Scopo di questo prinw saggio di bibliogra-fia ebraica e giudaica in-erente le opere apparse dal quindicesimo secolo ai nostri giorni in lin gua italiana, che pur essendo opera di compila. zione ha richiesto ricerch6 tal volta laboriose, stato tli raccogliere quante pi possibili indica zioni sulle predette, cos da facili.tar.e il com pilo agli s t udiosi della questione giudaica. Ho pertanto classificato solo quelle ppere sulquali mi P. stato attingere dati rien.li. Ve n' qualcun'altra degna di nota, indicata sommariamente in altri scritti, per precisare i cui dati bibliogra /ici, mi sar rio condurre ricerche complementari, forse di 1 esito non .prossimo a causa della rarit degli esemplari dovuta. o al tempo trascorso, o al_. l'esiguo numero di copie che no furono tirate, o alla cura che i gW.dei hanno posto nel togliere dalla circolazione quelle opere che r,en. devano evidente la parte da essi avuta negli avvenimenti mondiali. Ilo compreso n.ella elencazione scritti che a t.utta prima possono sembrare non avere diretta attinenza colla questione; un attento esame, tuttavia, dimostra che la loro lettura indispensabile per chi voglia darsi spiegazione di fatti storici dalfapparenza oscu r a o determi nati da formule che si sono dimostrate in con. rrasto col/, leggi della evoluzione sociale. La pi parte degli autori m,enzionati di razza giudaica; per facilitarne l'individuaziane ho aggiu.nto in appendice un elenco di cognm i portati da famiglie giudaiche residenti nel Re. gno e nel Dodecan6So. Come fonti mi sono gio. t : ato di un primo elenco pubblicato dallo Schnerf nel 1930 ed ho indicato altri cognomi ricorrenti in riviste periodiche dal 1850 in qua, tra le quali: Il vessi'llo israelitico; Il corriere israeliti'co; L'educatore israelitico; L'antologia ebraica ; la rivista mensile Israel; la rivista set tillwnale blrael; Davar; L'Idea sionistica; La nostra bandiera ed altre>. BuDtei v.-Kdtetlerl. si p u discutere sulla veridicit d i certe i(Jotcsi; date peraltro c o me ipotesi, non si pu 11on apprezzare il craggio del ricer -. calore, che non teme, anzi. affronta le vi suali pi ampie e le pi approfondite i n : dagini. lntere888 IPICiflco -Agli studios i d el razz ismo inte r esseram;t o sopmttutto i capitoli sulle origini della r azza italiana e sull'antigiudaismo come antima.terialismo. lnlensse generico. -E ; buona opera di cultura g e nerale, accessibile a tutti, malgrado qua lc he o scurit di !in guaggio. : Or. Ro !rstd)altung bn aus litm iffenttl6ten i!ebtn aud) ben .Jt e. t f) b t 1 i u b t n getroffen . aud) im aUgemeinen bie tn 2tn lien nid)t l)On bet grunblegenben :mat mie in iD :mat boc_l) ber Cfinflu{J bes 2ubentums auf ben Untl)etft tiiten unb bamit auf bie mJifjentd)aft unb auf bi e ftubierenbe 2ugenb tel)t {tat.f.. 21!s beton.bere :mat bie bt!Jentge mJiifentd)aft, nus ber bie fut etne mett unb i!ebensantd)auung :metben miiifen tel)t {tatl l)On 2uben beetn" fluut baneben 'aud) bie ffield)id)tsmiqenfd)aft, bi e Jtunftgefd)id)tsmiifentd)aft; bi e i!tteratut ..... ------------:miifentd)aft; bie neuen .Veft bn ausgeaetd)neten ttn lienifd)en ,i!a bifein Il c West d eutscher Beobachter di (.Verausgebet Xelefto. Colo ni a riporta l'articolo c Giudai befd)iiftigt iid) '' ffitunbtl)pen bes JUbtld)en pubblic a tonel fascicolo 19 (Anno Il) :Denfen5 fiil)tt ber 5 P t n o a a d ell a Di f e sa d e lla ed in tg f D n unb Cf i n {t e i n auf. Cft QUllh) cui l'au t o r e dopo. a v ere severamente f\ett bie i!el)ren bielet 2uben unb au g i udicato l'influss o g iu daico nel bem 6d)lu5, ba5. trot} aU_er d Il fil fi im etne aertetenbe c am p o e a oso a pro p o n e come un.b beJtruftil)e mJidung l)On tf}nen llU5ge m ode lli di studio agli Ita liani Aristo gangen fri niimlid) bie Uuflofung aUet ti le e San T o mmaso. ed)ten fiit 'ben mentd)Ud)en ffieilt uner1etl Questa p r esa di posizione del ilifbaren' mJede in fusissimo periodico osserva il {teUungen. 5pinoaa, lo fag_t bSU bwola, ::t giornale ..:.._ riveste u n grande signi ?ca!o per le scuole e l'Univer,it 1oft l)at mit teiner ,i!eb..enspl)tlo I talian e aUe. mette unte! ben H -quotidiano tedesco constala l)ltgtn !lfpeft ber fhe5e1! s oddi sf a zi o ne che gli ebrei sono ben i!eben5 ile{teUt, unb Cf!nftetn eliminati dalle-eattedre italiane c s1 mJelt ber 3al)len un.b ttotJenl)et.,ll ntne augura che lo stess o avvenga pure telatio au mad)en l)ttludJt. negli altri paesi -del mondo. DireHore respoDSatiile : TELESIO INTEBJ..AMDI Stampatori: Societ Anonima Istituto R o mano di Arti Grafiche di Tumminell.-i&_C __ -. _R_o_m_a_

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    ARRIVI GIORNALIERI DI PESCE ALI MENTANO CONTINUAMENTE GLI SPACCI. SAPPIATELO CUCINARE CHIEDERE GRATUITAMENTE Il COMPLETO RICETTARIO Al: CENTRO NAZIONALE P R O P A G A N D A P E S C H E R E C C -l A ROMA VIA REGINA ELENA 08 ..---TELEFONO 485.291 Rendete pi saporita ed allettante la vostra tavola, facilitando nello stesso tempo il vostro compito in cucina, con un pi larqo consumo di pesce. Preparato in cento modi differenti: in bianco, fritto, arrostito, bollito, con salse o senza, il pesce sempre molto apprezzato per il suo qusto squisito, la delicatezza della sua carne e la sua facilissima diqeribilit. Il pesce inoltre un alimento snissiino ed economico.

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    l DELL' IS_TITUTO NAZIONALE DELLE A SSICURAZIO N I . f L'Istituto Nazionale delle AssicuraziQni, inquadran ... do in modo sempre pi prfetto la sua attivit neldello ha creato in qu esti ultimi anni diverse nuove forme assicurative ed ha perfezionato molte di quelle gi in uso, nel preciso intento nori soltanto di rendere agevole per tutti indistintamente il compiere un' atto di pre videnza, ma di istituire, caso per caso, speciali clausole contrattuali rivolte tut-elare le singole categorie di ,' cittadini nei peculiari cui esse v anno soggette Cos L'Istituto ha creato la .POLIZZA DEL RDRLE che oltre ai grandi benefici, comuni a tlltte le forme di assicurazione sulla vita, conti ne condizioni ad esclusivo de. gli agricoltori.: Nel di tutti i . l LAVORATORI-AGRIC-OLI sul vlore delle clausole su esposte, li invitiamo a richiedere la Polizza del Rurale che un ve ro contratto d i garanzia dd loro lavoro, vecchiaia, e del. benessere delle pro prie famiglie; TUTTA L'ORGANIZZAZION E NAZ. D E LLE ASSICURAZIONI t SEMPRE PRONTA A DARE, A CHiuz\rQ.pE NE FACiA RICHiESTA; C.HIARIMENT C ONSI GLI l