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Difesa della razza : scienza, documentazione, polemica, questionario

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Material Information

Title:
Difesa della razza : scienza, documentazione, polemica, questionario
Physical Description:
Serial
Publisher:
Società anonima Istituto romano di arti grafiche di Tumminelli
Place of Publication:
Roma
Publication Date:
Frequency:
semimonthly
regular

Subjects

Subjects / Keywords:
Race relations -- Periodicals   ( lcsh )
Jews -- Periodicals -- Italy   ( lcsh )
Race relations -- Periodicals -- Italy   ( lcsh )
Genre:
periodical   ( marcgt )
serial   ( sobekcm )

Record Information

Source Institution:
University of South Florida Library
Holding Location:
University of South Florida
Rights Management:
All applicable rights reserved by the source institution and holding location.
Resource Identifier:
usfldc doi - D43-00028
usfldc handle - d43.28
System ID:
SFS0024306:00028


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Difesa della razza : scienza, documentazione, polemica, questionario.
n Vol. 2, no. 22 (September 20, 1939)
260
[Roma :
b Societa anonima Istituto romano di arti grafiche di Tumminelli],
September 20, 1939
650
Race relations
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Jews
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ANNO Il N. 22 SOMMARIO 20 SETTEMBRE XVII POLEMICA ARMANDO TOSTI: L 'IRRELIGIONE DEL GIUDAISMO 30RGHESE: ALESSANDRO AUGUSTO MONTI: IL PRO BLEMA DE! NOMI EBRAICI; CARLO ALBERTO MASINI : RITI EBRAICI_ SCIENZA G DELL'ISOLA: INQUINAMENTO LEV ANTINO DELLA FILOSOFIA CLASSICA; CLAUDIO CALOSSO: I FALASCIA, EBREI DI ETIOPIA ; GINO LUPI: EBREI IN RCMAN : A DOCUMENTAZIONE MARIO BORRETTI: UN SANTO ANTISEMITA : NILO D .A. ROSSANO ; GUIDO LANDRA: CARATTERI RAZZIALI DELLA RAZZA SVEDESE. QUESTIONARIO l LA BORGHESIA E ROMA; FILOSOFIA ED EDUCAZIONE ; ROMA E I PROTESTANTI ; CIVILTA' E DECADENZA; ITALIA POPOLARE ; LA CLASSE SPIRITUALE ; GLI EBREI NEL CONFLITTO ecc. ecc. PENSIERI DI LEOPARDI: IL TORMENTO DELLA GERMANIA I MANOSCRITTI ANCHE SE NON PUBBLICATI NON SI RESTITUISCONO GLI UFFICI 11ELLA ''DIFESA DELLA RAZZA" SI TROVANO IN ROMA -PIAZZA COLONNA : !PORTICI DI VElO) -TELEFONO 61131 -62880 il "TEVERE" l'avamposto della stampa fascista LEGGERE r--IL DIRETTO DA TELESIO INTERLANDJ non significa soltanto essere informati ma anche e sopratutto avere una guida QUA D BIVIO E L'UNICO SETTIMANALE LETTERARIO ITALIANO IN CUI LETTERA TURA ARTE E POLITICA S'IlLUMINANO A VICENDA IN TUTTE LE EDICOLE

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Collaudato dal Ministero delle Comunicazioni -Ogni Radiobalilla, ha il relativo bollino di collaudo -T re valvole -Onde medie -Ricezione diurna della stazione pi prossima In condizioni favorevoli ricezione serale di alcune principali stazioni europee. Privo di reazione regolabile sull'aereo, quindi esente dai disturbi caratteristi c i d egli appare c c h i a re az i o n e. lcoSTA LIRE l TASSE RADIOFONICHE COMPRESE. ESCLUSO ABBONAMENTO ALLE RADIOAUDIZIONI VENDITA RATEALE CHIEDETELO Al MIGLIORI RIVENDITORI

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LA POLIZZA DOTALIZIA DELL'ISTITUTO NAZIONALE DELLE ASSICURAZIONI Chi . i propri figlioli trascura .eli ad riuscire pcrticolaimente utile nef momento in cUi sentircinno il, dovere di: formarsi, a lo r volta, una fan:iiglia propria. Hispon(:le : c:(talf s ,: ?i et, se \.wmo, .ed;iilrci'if30 "':arino d;.':et; se: doml.a .. ':c '/,'.:..;_: \ .. - . . . l --.. .; .,.. . _.,.,._._;. :, : < -,_ . TUTTA L'ORGANIZZAZIONE DELL'ISTITUTO NAZIONALE DELLE ASSICURAZIONI SEMPRE PRONTA A DARE A CHIUNQUE NE FACCIA RICHIESTA CHIARIMENTI E CONSIGLI

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ANNO II -NUMERO 22 20 SETTEMBRE 1939 XVII ESCE IL 5 E IL 20 DI OGNI JIIESE UN NUMEitO SEPARATO LIRE l AB DON AMENTO ANNUO LIRE 20 SEMESTRALE > 12 ESTE.RO IL DOPPIO Direttore: TELESIO INTERLANDI C o mitato di redazione: prof . dott. GUIDO LANDRA prof. dott. LI DI'O CIPRIANI dott. LEONE FRANZI ott. MARCELLO RICC l dott. LINO BUSINCO S egretario di redazione: GIORGIO ALM IRANTE SCIENZADOCUUENTAZIONE POLEUICA OUESTIONJ\RIO

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polentiea del g"i ndais1no borghes Verso il 1380, uno studioso italiano, RafT a e le Mariano, scn veva queste gravi parole. : Dell'attitudine degli ebrei nelle quereligiose, noi ltal iani sappiamo qualcosa... Sciagurata mente gran parte della stampa periodica in Italia nelle mani loro ; e gli ebrei politi c i non sono pochi e non sempre i migliori. E bisogna vederli con quanta presunzione ed anoganza p.ulano di Cattolicismo e di Cristianesimo e di ci che io Stato fare nelle sue relazioni con la religione. Sembrano maestri eli dommatica, di morale e di storia 'Cristiana! Una cosa sola sta loro a cuore, cd che lo Stato proclami di non aver nessuna religione, di essere religiosamente indifferente, e lasci religione, cattolicismo, chiese a loro stesse, considerandole come semplici e private a ss ociazioni >>. Ma non mi sembra inesatto o parados sale asserire che l'indifferenza, lo scetticismo beffardo o nega tivo propugnati dagli ebrei nei riguardi della religione, della coltura c moralit .Jelle societ cristiane, deriva in gran parte dal fatto d1e la razza ebraica non mai riuscita a cogliere ad assimilare e apprezzare nell'intimit del loro spirito, delle idealit essenzialmente e saldamente religiose. Sta di fatto che la tradizione religiosa di Israele in Mos neL profeti, nei messianisti, assume uno spiccato carattere sociale e terreno: la giustizia, il benessere l'eguaglianza fra i figli di I s raele devono realizzarsi in questo mondo, su questa terra, nella Gerusalemme terrestre, nella citt degli uomini, non del_ mondo di l nella Gerusalemme celeste nella Citt di Dio; lo spirito ignorato dagli ebrei, e con lo spirito l immortalit Nello stesso decalogo il premio promesso a coloro che onore ranno il padre e la madre, tutto consiste in una lunga vita, n vi nel Pentateuco alcun passo c he accenni alla remunera zione dell e anime dei giusti in un'altra vita. I fedeli credono (li confuta re tutta la costante tradizion e deH'antichit ebraica opponendo un brano di Tacito, ove lo scrittore latino dice gli ebrei ritengono immortali le anime dei morti in guerra per gustizia (Ht.or. libr. V, 5), ma invero cosa singolaris3ima opporre le parole di Tacito all'esplicito ed eloquente silenzi!) d e i codici religiosi dei popolo d'Israele . (erto non impossibile che ai tempi d'i Tacito gli ebrei, o molti fra essi, credessero alla vita futura ; il commercio con gli altri popoli aveva pur finilo col far prevalere fra gli lsraeliti molte credenze estranee alla dottrina mosaica, ma l'essere ancora esistita ai' tempi di Ge s una setta sacerdotale, la quale negava l'immortalit, cosa che mi pare possa ben provare l'antichit di quella dottrina Per fino il Bossuet ne conviene: questa verit (la felicit eterna), -scrive il vescovo di Meanx -facem s poco un domma uni-vusale Jet popolo antico, che i Saddu cei. s enza ri-cono scf:'rLL non solo erano ammessi nella Sinagoga ma ancora innalzati al sacerdozio Ora tolti i dogmi fondamentali della spiritualit di Dio e dell 'immortalit dell'anima della religione giudaica altro non rimane che la parte cerimoniale, piena di superstizioni e di pratiche assurde. E del rP.sto, basta risalire all'anteguerra per constatare specialmente in Francia. la scomprsa di ogni sentj mento r e ligioso fra i se miti Leggendo i giornali ebraici , j vede che la soddisfazione per certi trionfi dei giu dai smo ;. amareggiata dalla previsione di una rapida e irrimediahile dec ; ; denza. E l'inquietudine pi che giustificata conquiste d i Sciacalli l

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r ul quei periodici menano s gran vanto, compiono a-detrimento della religione: penetrando da tutto, mescplandosi c on gli scettici e con i liberi pensatpri, gli lsraeliti si vanno taccando dalla loro religione perfino, spesso, la ripudiano. Dell'antic spirito d'lsrele non resta loro che l'ap p e tito insaziabile per le soddisfzioni d'amor prop rio e per le ric chezze. Vi sono ebrei da per tutto, ma la religione ehraica 11011 pi, per COS dire, da nessuna parte. Cos in un sermone tenuto nel 1900, il rabbino di Nizza \ Meiss, si iamenla che molti ebrei colti \ivano in una -pecie di nichilismo reiigioso ; sconfessando in pari tempo i loro ecchi compagni di fede ... Vi sono perfino degli Israeliti eh(' mbrarw an!mati da un vero odio per la fede del Sinai ... 1>. E in un articolo dal titoloUn cri d'alarme gli Archives /sra.lites del n l febbraio 1909 constatano malin<,onicallientc che c: il giusi allontana da lsiaele in Francia Lo giornale denuncia l'indifferenza dei Crhru juifs si duole ddlu mancanza di biblioteche ebraiche (2 gennaio 1909 e JO ,fiCI!m bre 1908), e 1leplora il fatto che ormai, per la maggioranza degli ebrei il Decalogo pu t!!ll!ere sottituito daJia ... Dichiara zione dei Diritti dell'Uomo (4 giugno 1908J. Inoltre iu uno studio che fu o15pitato dalla NineteenJh Cnilur,-arul After Id febbraio 19l:t j) signor Eugenio Tnemier domanda:,., gli lsraeliti non ;;ono pi .DegUaci di una religione eh. cos sono tssi 1lunque? E c Una razza, una .emplicc razza, che mira a mescolarsi con le altre razu del mondo. specialmente con qu('lla Ma una razza ha sempre un temperamento proprio e UU ulinto cbe )a IIHU mere una Junzione spec mi:Miome ;;aa-rdozio e morak ma in :lifDiO n>aJi.:tit:o. qualt> diriUo ed a,,,a,..,riaa d i tvndurn e _;Wemare jJ mondo matffiaJ. mente e polila:amnde. lettietauziont dtlJ'onJinametilo del ,o;i ridxl:' tllll :101-aallWl a j dd la Jara anaonu tuhH
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ed egoisticamente ambiziosa e avida: impotente a reprimere il proprio esclusivismo, quell'ideale prevarica e finisce col risol versi nella speranza, che all'Ebraismo riservata una universale dominazione terrena. * .. Come poi naturale, l'irreligione ebraica doveva dare nuovo impulso anche allo scettidsmo borghese. E' noto che, durante il secolo XVIII, la borghesia insorse contro i principii morali e civili del Cristianesimo, propugnati dalla Chiesa nell'et di mezz. Epper, anche senza ricorrere ad anacronistiche ed esagerate apologie dell'evO' medio, si deve pur notare la flagrante opposizione che vi fra l'ordine s6cialc svoltosi nell'et medioevale e il sistema borghese. Quell, cltP. facendo discendere l'autorit da {)io, germina tutte le libert e un'eguaglianza virtuale, che la libert non comprime, ma avva lora, e si traduce nella rappresentanza di tutte le classi nel governo; questo, che presumendo di erigere sopra la iibert l'autorit collettiva, tende per logica irresistibile a far trion fare l'una o l'altra forma di assolutismo, di trono o di mag gioranze parlamentari. L la solidariet fra le varie class i sociali, cetneutata -da mutui servigi consacrati dal dovere: qu separazione profonda di cla5si accampate l'una contro l'altra. L una -economia eretta sul iavoro e volta ad assicurare il diffuso benessere dei consumatori e a:d aiutare la graduale ele vazione dei piccoli e dei deboli; qui un sistema di rapport i economici che s iincardina sul capitale e si atteggia all'incre mento indefinito dei profitti deile classi soprastanti, con la depressione del ceto medio operoso e delle moltitudini labo riose, e con tutti quei procedimenti irrefrenati e incentratori che vennero a contrassegnare (con vocabolo rispondente all J idea) l'economia capitalistica. Nell'insieme, da un lato un or dine complesso di relazioni! civili, al sommo delle quali splen -. ':ty;:dono, anche fra le nebbie e le tempeste delle vicende storich e v-"-'. ., le ragioni intangibili dello spirito; da un altro un sistema il ; .-' rapporti che riproduce la fisonomia del pi laido paganesimo -! ' Si pu dunque facilmente immaginare quale magnifico contr i huto doveva apportare l'ebraismo al regime borghese. Gi in u : libro pubblicato a Lipsiw nell9ll e che suscit le ire di tutl i rabbini del tempo, il Sambart stabil delle analogie fra le id e < fondamentali della religione ebraica e quelle del apitalisri10. dimostr l'influenza, favorevole che il training religioso dei st" mita ha nella ricera dei fini terrestri, puramente economi e : II Somb .art rilev sopra tutto che due della religion ebraica sostengono egualmente il capitalismo: t'idea della ricon pensa e la razionalizzazione della vita, poich il primo di ques: elementi sanziona l'idea del guadagno, mentre l'altro costituis c la migliore scuola del razionalismo economico. Inoltre, a tut! questo si deve aggiungere che la religione degli ebrei ha acce!' tuato la loro qualt di stranieri fra i popoli, e ha reso agevo i lo sviluppo di un diritto delle genti favorevole all'acquisto ( i ricchezze materiali. Ora se borghe.'ie, eome dice l'Eilero, colui, che di1:etl< mente o indirettamente, manifestamente o larvatamente esercii.ogni specie di mercantanz:ia ... E in un senso pi largo, chiunq 1 giunto a una certa agiatezza; -dandosi come a peculiare occu pazione. e non per le stringenti nece s sit del vivere, ai pred e lii

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c 'ercizi lucrosi, se borghesi in un pi intimo senso sonQ tutti coloro, che non conservano e ricercano gli averi per le ,-,mplid occorrenze della vita, pei cornmodi e piaceri plausibili, p e i nobili diletti e conforti, tra cui massimo il beneficare ma . ,di averi pegli averi; e non veggono altro, che questo nel mondo, J:l altro fine dnno alla propria esistenza, che il tesoreggiare diviene sempre pi chiaro che la borghesia capitalistica ha ap '" proprio dal giudaismo a considerare la richezza come il -ulo elemento necessario nella vita. Ma il possesso di straboc dlevoli ricchezze pu anche oggi non essere fonte n segno di ;:tnit morale e di virile potenza. Non accade rammentare anchP. 1 111a volta lo spettacolo della Francia, cio
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ivli occorso {)i recente in A Orie-ntale. di do\cr come esperto in simili mterit render testimonianza circa l'armif di un camerata al quall', per colpa del cognome compreso nel iamoso elenco dello Schacrf, il Fascio non a 1ev rinnovato la tessera Dimostrare l'erron n o n mi riusc difficil e poich il ps e udo-ebrc o di famiglia J>llrizia, ricevuta da secoli nell'Ordine di :\-!alta c appartenente a) ambiente l 'aticano; -non poteva confondersi coi Giudii i, di ugual nome che da altict!;nti secoli bott eg a in Ghetto. senza. e1idcnte mcnte che fra le due fa riliglic . esista una qualsiasi affinit di sangue. Ma so di casi analoghi in cui gli m tcrcssati gente di condizione sociale pi modesta, privi di docum e nti genealogici c araldici pr01 anti la purezza della loro agn; tzione. han dovuto lottare e penare non poco per farsi riconosc e re quali sono nalm e nte italiani di razz i t non m e ti cci o 1iwrruni. Ai fini soprattutto dclrindividuazione c <.le ll'isolamcnto pro.filattico e igienico e hl" dobbiamo proporci di fermamente imporre ai troppi tollerati elementi giudaici cu i l e leggi razziali del Regim e conselltono la permanenza in SNl alla comunit il pr.o blema d e i nomi in ordine di urgem;a, ii prim<; for5(' da considerare. Basta infatti percorrere il pi rccent elenc o dei .cognomi portati dai nostri circoncisi quello, intendo. aggiornato a cura del Hanluzzi, pi esatto e pi comr)h : to .. di quello dello Schaerf -per constatare su bito com e non solamente !(lcuni fra i co gnomi no strani pi diffusi (Bianchi. c Rossi ad esempio) .ma molti antichi rici casati nohiliari siano stati rubati r usurpati da ebrei sich adesso gono promiscuamt.'nte usati da Italiani di buona e pura stirpe ariana e da dtl ghetto c della Sinagoga. Cito -per segnalare solo i pi t ipici sessantuno cognomi, tutti ef:identememc cristiani ed arianissimi, complici te-leggi del tempo democratico. hanno servitoe servono di a giudei, con quanta noia e danno pa t!roni lcgittirrfi ( Ci"o di qualche -d, famiglie italiane. non importa o horghesi) facile Albini, A ngli, Anglini, Arditi, #ilraccni, Bassi Beliedetti_ Biti,nclti, Bimt hini: Bisogni, Bologna Bntni, LBrullclli, Cmncri11i, .Ca-nlaii; Colo,nbo;.":Cu lo11na, Conti C ontini; Corsi Costa ; : nstar.tini,: De Angel-i, D c Rossi, Dt1hmtc, Evangelisti; Galli Gasperi1zi, Gcinelli. Gim :anellZ., Gradenigo, Gri!'stltt ; Grassini Gi azia,;i Gttglielmi, nara. March e tti Marini, Mariotii, Matt, i. Mazzola, Jlr/a;;zole ni, lv! ori, Moro, Mqroni. 1\"avarra. Neri, Olivieri Paee ; Paolt, Punlltc, Pictri, Rommo, Rosselli .. S e -rena, Volpi, Zaccaria... Lista, come ho accennato, sommaia ,d i ncompleta, ma che basta a indicare e a porre in la. gravit del rriak c le sue conseguenze. NQn ccorre, .difatti, dilungarsi i.lcoFlmeilti per mostrate rassurdo di umi' pr 111iscuit In virt della quale Colonna, Cristoforo Colombo e Lucia:o Manara, il Doge Gradenigo e il Ca t dir,:,! Moroni, Pasquale Paoli e il Sarito An<;, nio Zaccaria, potrebbero esser> fatti p<, sare per ebrei e, quindi, gabellati cbm c . glorie giudaiche. E ho gi detto in pri:J cipio dei Bianchi, Rossi, eccetera, :ni comunissirili nel medio : ce t : : nche fra chi non conta, 111ella prop a ascendenza, alcun Weiss e Ro \ male italianizzato. Di queste usurpazioni -furti q.taE:j. cati e falsi veri propri incoraggi:.il dal liberalismo, e valori del sangue, della famiglia, i dc<:a tradizione .:.._ non : giusto che soffr;,;o tanti buoni Italiani, solo .perch un ,,.: giorno qualche sfacciato ebre() ha: r i : ,,_ nuto comodo procurarsf lo schrmo di ;;n

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q ome rispettabile e non. conproniettente. primitivo qundo se ne conservi vile ccin prenomi cattolici, greco-romani u E stata prospettata, <:Oine rimedio l o ritrovi memoria, sia premettendo al nordici, restandone ristretta la facolt di m ale una ll virt della . nuovo, cOli! e parte i ntegrante, una aggiun-.. sca a quelli che si nel v ccquale gli Ariani, afflitti. da un cognome ta clie valga a caratterizzarlo Ad esem c chi, Testamento . : e b r aico siano ammessi a mutarlo, per pio ISraele, e pertanto: Con queste provvidenze -si otterr, nlla c 1 itarc equivoci. Fr.aelrromiscui sono tutti, di regola, di origine tUJO <:he: invece di permettere agli che tra i due campi si crei una_ ::o11a di cri s tiana e che sare bbe ingiusto Ariani onorrii .:_ figli discriminati ombra, propizia alle evasio n i. .. c t oso c illogico .chiedere a hi li porta, di un matrimonu mis.to di assumere D'ltra parte importante, per lo stesso eh t e mpo immemorabile e con pieno senz'altm ii cognom materno (cosa <:he prestigio della legislazione razzis 'ta. del di smetterli ad un tratto, solo pernon escluso possa riuscir sgradita ai RegiJV,e ch'essa sia congegnata e applicata che l'abuso fattone Ebrei ha parenti e agli omonimi di pu.ro sangue in tal modo da : non riuscir tuto appannare l;ant'fca specchiatezza, ariano) sian coniati per. loro cognomi satoria e molesta per quei v'cchi : n e ll'opinione dei non informati . affatto nuo1; i . che ne devono attendere. : l'efficace .tutela-: Provvedimento giusto sar. ebbe quello Infine, e per escludere._anche l'ombra de! prprio buon diritto, a lungo e impum verso: obbligare gli ebrei a reridere il -di uri dubbio le rispettive pertinnze nemeni:e manomesso e schernito dalla nJa!tolto e a deporre l maschera di cui dovrebbe esser >t' ietato ai genitori scaltra nequizia dei figli di Assuero. s; son vestiti ; sia ,iipn! ndendo il proprio ebrei di iscrivere i figlioli allo Stato Ci-A. A . MONTI DELLA CORTE Il

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"Interrogato Israele, figlio di Samuelc Che dica la Yerit rispose : che nella settimana di sua Pasqua ... trovandosi con Mos, Salnuele, Ang-elo, Tobia c Mohar, nella Sinagoga, {!d cs5cndo gi finiti gli uffizi, fu detto fra di loro che non v 'era modo di far le focacce, le quali si mangiano nel loro giorno solenne... E ci pcrch nessuna av va del sangue di un fanciullo cristiano (et hoc, quia. I!C11lo ha-be ba t dc sangu in c pzteri cristiani) ... E cos fu deciso di dare cento ducati a chiunque consegnasse un fa nciullci cristiano, dal quale si potesse estrarre il sangue come sopra (dc qua cxtrahef1ti san-guis ttt supra ) ... Cos parlano gli atti autentici del pro-cesso del Beato Simonciiio da Trento, ucciso dagli ebrei il 24 marzo deli'
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Andrea Oxner, bambino di 3 anni, ucciso dagli ebrei il 12 luglio 1462 a Rim. pr_esso Innsbruk . P ari gi, -cd riprodotto nell'opera di : A" Cos Williai:n; fanciullo di 12 anni, fjorini e dissanguato ; nel ucciso ucis nel III4 a Norwich in Inghilt.erra; . a innsbniclc ktdrea di poi beati. Riccai:do e San Rodberto sono immo1ati f" t . xca o ... c hille Laurent: Rlation historique .des d faires de 1840 jusq' e!! <842 )), Paris, Gaume 1846; tradotto an che in italiano pressoch a Parigi nel II79 e nel II8J, S. Domenico Pochi anni prima: per simili dlitti, l de Val crocifissQ a Saragozza nel 1250, tre per le' altre.'e J>en n l'ebreo Buschoff che veni).e assolto. Il processo, svoltosi a Cleve, fu pen) disturbato dall'intervento di centinaia di ebl'ei stranieri, che intimo rirono con ]a i testimoni e i giurati. Chi avesse curiosit di seguime lo svolgimento pu un ampio resoconto nell'Osservatore CaUolico del 1892, mesi dal marzo al luglio. M a i delitti rituali non si lmilano ai tre accennati. L'orribile catena, il primo anello della quaJe si trova ad Imni, paese della Siria, / dove nell'anno 425 un fanciullo cristiano fu crocifisso dai giudei, continua inin terrotta per i secolii cori una regolarit impressionante. Son per lo pi. bambini che cadono vittini, e uccisi e dis s anguati. di 4 anni cmprato dagli ebrei per 3 .alla cacciata degli ebrei da quei -. ... -Trr)po lungo c doloroSo continuare l'ornile eleneo; non c'. seoolo, n un paeSe dell'Europa o : dell'Oriente mediterraneo; che sia immune da simili delitti. In Italia, oltre del Beato Simoncino, debbono essere segnalate altre due uccisioni rituali, entrambe aVvenute nel 148o, rispettivamente a Treviso e a Motta di Livenza (forse si ?"atta del lo stesso caso?) c il rapimento, a\.Yenuto l a Torino nel 1829, dell a moglie dj Anto-nio Gervalone, commerciante, che per iu salvata dall'intervento del marito-."e della polizia. Nel solo Ottocento gli assassinii o i tentati assassinii a scpo attribuiti agli ebrei raggiungono trentin; qua:;i tutti nell'Europa orientale (Ungheria, Polonia, Romania); 13

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Dopo ui ci non pi lecito meravigliarsi, o peggio per le popt:lari che insanguinarono i ghetti del me icvo, per i progrooms che tuttora periodicamente minacciano le comunit israeIitc dell'Europa orientale. Uno solo dei delitti di cui sopra, compiuto a sangue freddo c col complicato rituaie erli qllaic fino a pochi mesi or sonv, nella stessi! Roma, s sgozzavano gli animali destinati alla cucina cascr sarebbe sufficiente a giustificare cento impetuose sommosse anane. Ma su tali argomenti fatta la 1 1 congiura del silenzio dopo gli ebrei, con la potenza deiJ'oro., si imr;a
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INOUINAMENl LEVANTINO DELLA FILOSOFIA CLASSICA l Greci avevano dimenticato, da secoli, le opere di Aristo. te le. Non cominciarono a conscerle che quando i Romani si dedicarono alla filosofia. Silla port a la biblioteca d'Apdlicone, in cui se ne trovavano gli originali; e, avendo per. messo, a tutti quelli che lo desideravano, di farne delle copie, ,\ndronico di Rodi, venutonc in possesso, le ordin, \i aggiunse sommarii, e le con molta cura. Ma oltre a questa ini. ziativa, senza la quale nulla pi rimarrebbe del grandissimo flo"'fo, ci rivela maggiormente l'attrazione, che doveva .,,, ;imanere costante nel nostro popolo, per il suo modo di ; '''Cre, fu il fatto che i Romani, primi tra tutti gli antichi, :c conobbero il pregio. Come osserva Strabone, furono essi a rinnovarne lo studio. I che in Grecia credevano di derivare da lui, c che invece, se ne erano molto allontanati, conobbero, solo allora, la sua vera dottrina. Perch Aristotele non era stato capito in Grecia:? invece, ebbe, fino da principio, il suo vero seguito in Italia? dentemente, per il carattere distinto delle due razze. La. greca dovuto sempre cedere ad una sua innata. esuberanza, per cui il desiderio del divino, l'aveva spinta o ad abbassarlo fino a lla natura, o a negare questa. Perci, il riconoscimento della Hrit, le era stato sempre difficile. Itwece, nella razza italiana, comune a tutti, il senso rilevato e preciso della natura e, al tempo stesso, del divino, separato da essa, e dal quale ha origine. La verit, in tutti i tem.pi, ha trovato da noi meno ostacoli; ed era necessario che Aristotele, 1\mico dei Greci il quale, per iorza d'intelletto, vi si era accostato, fosse il filosofo dell Italia. Del resto si rifletta un momento : i Romani, cos nobili e, al tempo stesso, cos realisti, che, soli, tra tutti i popoli antichi avevano un cos equilibJ;"ato possesso della religiosit della pratica, non erano, per natura, ci che, nella dottrina, Aristot,lc insegnava dovesse essere l'uomo? Furono sopraffatti, Yt:m, per qualche tempo, lla un'ondata della filosofia greca pi sca dente; ma anche questa, e in particolare lo stoicismo 'enne da loro, quanto pi fosse possibile, migliorata; e quando co. minci. acl esserci da,'vero una filosofia romana, quando cio Roma, unificato intorno a s il cristianesimo, distrutte le eresi<: (che non erano, se ,non un riapparire, in forma diversa, delle filosofie greche peggiori), giunse, anche nelle dottrine, ad affermare interamente se stessa, diede, a sua piena manifestazione, la pi vera di tutte: la filosofia di S. Tommaso. Questo, a grandissime linee, fu il comportamento dei Greci e dei Romani dinanzi alla verit; ma, per vedere meglio, qua n. to, in generale, la razza, per certe sue affezioni, possa contri. 15

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Diogene il Cinico(Museo Capitolino Roma) lmire a offuscarla, utile ricordare alcuni fatti dell. decadenza della filosofia greca. Contemporaneo di Aristotele fu, come tutti sanno, il cin,ico Diogene. Questi era di Sinope, colonia greca dell'Asia Minore. Ma non era, assai probabilmente, un greco. Aveva una profonda antipatia per tutto ci che restasse della Grecia aria. n suo continuo sarcasmo, non era che un assalto a tutto ci cui essa, fino allora, aveva creduto. Era un sarca smo, fatto non per correggere,. ma per distruggere: scopo sol tanto a se stesso. Odiava, per conseguenza, f'latone; il quale l'a'\'eva soprannominato: Socrate in delirio. Era, insomma, nel carattere, un vero levantino; ed probabilissimo che fosse di questa razza la quale doveva avere molti rappresentanti a Sinope. D'altronde, levantini furono i suoi pi famosi seguaci. nippo, di Gadara in Fenicia, venduto come schiavo, e riscat tatosi, era andato, da giovane, a stabilirsi a Te be; ed ottenu. tivi il titolo e i diritti di cittadino, s'era dato all'usura, ed aveva ammassato, con s degno mezzo, una ricchezza immensa. Dopo tuttoci, e per colmo di scherno, faceva il filosofo cinico. Ecco come Luciano, nei Dialoghi dei morti lo fa descrivere da Diogene: Costui un vecchio calvo, che porta un mantello tutto buchi, aperto a tutti i venti, e reso ridicolamente diverso dalle liste d'ogni colore, da cui rappezzato. Ride sempre, e schernisce, il pi delle volte, i falsi filosofi Levantino fu pure uno scrittore, non di professione filosofo, Luciano di Samosata in Siria, le cui operette ed i cui dialoghi sono tutti imbevuti di 16 sptnto cinico; ed echeggiano come una sinistra risata contro tutta la civilt antica. Ride di Omero, ride di Socratc, ride di Alessandro, ride di Scipione, ride di Annibale, fide persino, senza nulla compr:cn. derne, di S . Ignazio, che, sotto Traiano, aveva subito eroi camente il supplizio delle belve. Scrittore brillante ma fatuo, giunge, nelle sue fantasie, sino all'esuberante ed al gonfio: ha, insomma, quelle stesse caratteristiche che distinguono oggi tanti scrittori ebrei, anch'essi creduti brillanti, ma in fondo mono. toni ed animati dallo stesso odio contro il mondo ario. La filosofia cinica fu. nella sua sostanza, l cv antina; ma non meno t'altra, che le fu compagna, nella deviazione che successe ad Aristotele. Dico la filosofia stoica. fondata dai due levantini: Zenone di Cizio, nell'isola di Cipro, e Crisippo di Soli, in Ci. licia. Su Zenone il giudizio pi profondo fu forse quello dell'italiano Giov.enale. Questi aveva un gran fiuto della natura degli uomini; ed in una delle sue satire (XIII, r2r), disse che. nella sola tonaca, egli differiva da Diogene. Era, infatti, egual mente, tt distruttore; solo, a differenza dell'altro, aveva biso gno d'ammantare, questo suo fondamentale istinto, di ragiona menti filosofici. La natura era, per lui, il principio costitutivo di tutti gli esseri, la causa universale, la ragione, la lgge; Dio medesimo. Abbassava sulla _-terra quel principio che Platone aveva collocato nel cielo. Annullava, irteramente, l'opera di Platone; e, nel suo odio di asiatico, per questo genio della Grecia aria, non potendogli perdonare la sua nobilt, e quel tendere all'alto, che veniva dalla razza, oltre ai sofismi, come la sua dottrina dell'evidenza (ripetuta, poi, da Cartesio), non risparmiava neppure le ingiurie pi volgari. Non occorre dire come questo panteismo sia stato in tutti i tempi (anche quando non rosse apertamente confessato) la filo. sofia dei levaritini. E' un motivo che ,;riene dalla razza : la quale, come disse Goethe (che ebbe modo di osservarla nei moderni ebrei) ha una tendenza spiccata per tutto ci che terrestre e momentaneQ (Schopenauer, che conosceva gli ebrei, fece pure questa osservazione). Viene a mancare per conseguenza, ogni criterio di verit: non essendo, questa, superiore al mondu, ma dipendendo dai rapporti o dalle successioni, sempre vari;,. bili, tra le cose. Ne che il rag:onare si riduce ad m;:, vuota dialettica, ad tma sequela di sofismi, privi di qtialsia-i valore. Fu il pi costante rimprovero mosso dagli antichi Zenone . Carneade, per combattere i suoi libri, diceva di dowr prendere, prima, una buona dose di ellboro, onde schiarir; la mente .. Cicerone se ne burl, pi d'una volta, nelle T1lsc;.lane. Seneca, che pure passava, per stoico, ne rise volentieri, non si astenne dal deplorarne i pericoli. Ma quello che si spinse a un punto massimo di impudenza l l'altro stoico levantino, Crisippo Aveva scritto un numero pr digioso di opere, di cui Diogene Laerzio ci ha conservato i titoli; ma esse non dovevano essergli costate molto lav01 giacch non si faceva scrupolo di copiare quelle degli alt i. Aveva inserito la M c dea d'Euripide in una delle sue opere; ! il grammatico Apollodoro dice che non gli sarebbe rimao 1 quasi nulla, se gli si togliesse quanto non era suo. La ricer a della verit non era la cosa che pi gli importasse; tutto il > 1 studio consisteva nell'avviluppare gli avversarii in argomc 1 capziosi come questo : Ci che tu dici passa per la tua bocc tu dici la parola carretta dunque una carretta passa per t tua bocca Oppure-: Ci che in Megara, non in Atene: sono uomini in Megara, dunque non ve ne sono in Ate n. '' Oppure ancora: Voi avete ci che: non avete perduto; voi n a avete perduto le corna, dunque avete le corna. E cos a di seguito. Sembra incredibile che in un'et in cui esistevano le op e di Aristotele, ci si potesse perdere in simili sciocchezze. a la Grecia non era pi la Grecia; e le opere del suo pi grat e filosofo giacevano nell'oblo. Solo l'Italia, alcuni secoli r. tardi, doveva risuscitarle.

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La conquista dell'Impero, se ha pro. r,r:ato direttamente la manifestazione del l'' o blema dal punto divista soc iale e giuridico quantunque la genesi
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l'epoca medioevale, ad est del lago Tana, fino al Tigrai. Assistiamo quindi ad un processo non dissimile da quello acca : duto in Europa: gli ebrei pur conser vando i caratteri di razza, s i avvicinano ai popoli che li ospitano, imparandone la lingua e i costumi. Cert o in uil paese quale l'Etiopia, dove lp Holgimento s tor ico si comp i e in mod ,) b ei 1 .diverso dal nos tro anche le gra:dazimi del processo s uddetto saranno sta t e differenti. La dei Fal HiJ i l'amarica CO' inunemente detta, alterata da tracc'e visibili ss irne di linguag gi) Agau il che fa p e n s are che in seno alle tr i b Agau, oc-c upimti gi il Semien poi disperse nel resto d'Eti()pia, debba r i cercarsi la loro prima storii. Una riprova dell antichit dei Falscia ci offerta anche < dal fatto che la loro religione rimasti! quella 0riginaria e che essi non conoscono n la Mishn, n il Talmud, n il rituale prescritto da libri; ma seguono tradizioni particolari non s c ritte. Ed han no ricevuto i libri sari e la Torah in lingua Genez non sapendo l'Ebraico Ma ci che li di s tingue l'innato orgoglio di razza, la coscienza di appartenere alla setta d Ishrahel e di esser diversi dal rimanente degli uomini. di certe pratiche s n o cos dello shabat he iniziare prima delle quindi c i e l e che protraggono fino a r o tnito di sabato, delle preghiere h e recitate in giorni stabiliti c i n appositamente designate; d"'"''"'"."'"' Ilei testo biblico, del .lie della celebrazione delle sol r H i -: Pesach, Shavugnoth : C Alcune piccole differenze di :to dovute aUa lontana emigra z : , w razza inselvJltichit tra l e ; n dei Falscia conserva ::na i nflessibile di purezza: non < Jl

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tanto sono vietati i rapporti di ogni c o n i popoli vicini, ma anche il \ tatto. I villaggi dei Falscia c o ndati da siepi, che vietano a gli impuri ; gli ebrei, CoSersj avvicinati per una necessit siasi ad un goj devono, prima s ere riammessi nella comunit, ad una speciale cerimonia di zione L'intransigenza dei Falscia fino a non mangiare che il cibo stessi ammannito, non usare che d'l essi acceso. Nulla quindi di strano che abissini abbiano fatto a questo truso una guerra ad oltranza, espellerlo; e dobbiamo lamentare la man canza dj documenti di questa antica di lotta

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    ([ hi si reca nella RomMt -a nordica, e in parti colar modo nel Mara.mures, 11ella Bucovina e nella Bessarabia, rimane col pito nell osservare, nei paesi pi remoti e tma di i>11divid1li dall'aspetto caratteristico, simili a stormi di corvi. SoOSS0110 neppure COncepire quali danni ziali possa pr-odwrre tma 'lJera e propria a . Nei Principati Danubiani, prwna del 1700 i1tdividtti isolati, negozi .a.Mi o medici; a m-erosi introdussero invece in quel secolo al seguito dei greci Fana rioti a wi za Turchia affidava la carica hospodari di Moldavia e Valacchia. Furono mediatori ; mercmrti di cereali e di bestiame, osti, esttori di imposte i:-rud eli e necessari ai go vernatori che ave1 1a.no bisogno di dena ro; per lega.Zizza.re la

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    loro postzwne si misero sp esso sotto la protezione dei /ati, ogmtiw dei qmZli, per abbattere maggiormente la Turchia gi rendere pi importante di fron te ai rivali la sua autorit, cercava di aumenta._re il numero dei propri protetti e di a .ccrescen (quello francese in modo particolare) l e .wc scarse rendite. Ma la vera, grande immigrazio-ne s verific dal 1830 in poi. Diffondendosi iC movimento 1mitario, essi si aiteggiaro no a liberali e masson. i, a sfruttare la nu.ova situazione e ad 1111padmnirsi del paese cun l'aiuto dei loro potenti correligio-;,ari europei. Infa-tti, ctea tosi lo stato. romeno unito ed indip en dente, qttando ;:.-l 1866 si vat costituzione (v. !. P. Prtmdeni -Porunca Vremii, :22-I-38) itenne a Bucarest il sign -or Crmieux, fiL'sidente dell'Alleanza Jsrael.itica Universale con argomenti itimi.dJori in ttna tasca e la promessa di wt ptestito nell'altra, i' ,. imporre la concessione dei diritti di cittadi nanza agli ebrei ; -:identi 11. ei te:rritori rmeni La Roma nia resistette ma il r ;zgresso di del 1878, volentemCinte incitato da Disra.eli da tutta la diplomazia giudaica, cerc nuotamente intporla. ;1 la ten(l cia he le ve-niva da una triste esperienza, la Ro
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    Noi sappiamo c)!e le genti ebree orientali sono natttralmente prolifiche, sappiamo pure quante e quanto nwmerose invasioni esse hatllll() fatto in Romania durante e dopo la guerra, e non possiamo non restare meravigliati da una constatazione cos assurd. Tanto pi che il gior.nale Porunca Vremii di Bucarest m sm suo censimento ne enumera ben due milioni e tromilai! Il fatto assurdo, ma spiegabibissimo per chi conosce l'in. dole e il sistema giudaico. Pur inalterati i suoi camtteri fisici e morali, l'ebreo dttttile, versatile, sa piegarsi in apparenza aUe "sanze de l paese in etti vive, per infiltrarsi se>nza che gli altri se ne a'l!';fedano dove il suo interesse lo spinge; pn impadronirsi della vita stessa del paeo$e che lo ospita e d.mneggiare a suo profitto chi l'ha aiutato. Cos, non pochi israeliti, approfittatndo della confusio-ne pro. dalla invasione a'ltstro-bulgaro-tedesca del 1916, e della clispasione od incendio di archivi di istituzioni od archivi pubblici, si crearono falsi doettmenti personali e di studio, laur ' dtplvmi specialmente in medici-na e in chimica, e, con somma impudenza, sostituiro-no i loro cognomi facilmente riconoscibili, con cognomi di pura marca rome-na, spesso appartenenti a fami!Jlie illustri, persino prmcip.esche! Altri con la cormzione riu.cirono ad ottenere falsi docume-nti di identit. N el solo partimento del Maramures, Ottaviml.o Goga, ministro degli in terni nel 1921, avendo incaricato un genercde di accertare eli questi docmn.enti fossero abusivi, ne scopr nie-ntemeno che 63.000, tutti appartenenti a.d ebrei polacchi. Altri ancora, adattando tm sistetna zarista in uso. in Ressa. mbia, si fecero iscrivere in luogo di romeni morti o : dispersi, di cui fraudolentemente assunsero i diritti, e col numero diven. uero talmente arditi he ttno di essi, provenitmte dalla Russia, abusivamente entrato e qttindi espulso, rittsc a rientrare, d farsi regolarmente iscrivere tra i cittadini romeni, e poi, non ancom wntcnto, intenM persino querekT, aUe; autorit pei da-n-ni sofferti. l nuovi vemtti; per lo pi si stabili-rono nelle campagne, apri t 'ono osterie, n -on tanto per avvelenare i paesani coi loro pessimi beveraggi, quanto per costringere i contadini (face1ido loro prestiti da usurai) a cedere le terre che da poco possedevano in virt della riforma di re Ferdinando. Cosi la piccola pro priet ferriera creata pel p:rogresso della classe agricola rolir. cna, passO/Va nelle mani di questi stranieri, e non gi perh essi inte ndessero di sfmttarla direttamente, dato che l/ebreo tzon fu e non sar nwi contadino, ma perch a loro passasse tutta fa rendita. AUri elwei si fecero cedere l'ppalto dei pr trarne il massimo rendimento; fino .alla-distruzione del patrimonio forestale. N ella stessa Bucarest, romeno che aveva osato tooefe :u: grande caff-pasticceria, fu preso nella rete dagli stroizi.ni ebrei che lo a chiudere. Un grande industriale, col prc. testo che era antisemita, f.u !JoicoHato dalla comunit israelitic,: e a sten.to rittsc a salvarsi. (Porunca Vreinii, Un tal. Elek Kohn, sotto il falro nome di Alexiu eser c# il monopolio della : vendita delle immaginri sacre t:: degli abiti religiosi; senza regolare permesso, e questq commerciq cJz,, in manv di .1m ebreo, ha anche il sapore della beffa, e.ra pw esercitato da altri. numeroSi gtdei nellO. stessa Bucarest, u Cernauti, a fasi, (l,d Arad Porunca Vremii; 12-1-1938). La stessa i1npudenza beffarda nim certamente anche qu.! gmppo di giudei che si impqdron dell'iinpresa della macefl,. zione a Bucarest e fece uccidere la maggior parte del bestimr sec01ul.o il rito ebi:a:o, costringendo cos la popolazione n -stiana a -n.utrirsi di carne cuscer. Il monopolio dei commetcio interno ed estero dei 'cereali i.: da essi accaparrato, e i contadini. (la grande nwggiorO>nsa del popoiazione romena) si videro costrett-i a vendere a prezzi ;, r.isori i loro prodotti che erno immagazzinati ed esportati day ebrei con.. enormi gtmdagni. A Braila (Tara Noastra, ; una societ di dei cereali diretta gai zia-no Leop.Old Rosenber, es.icarrettiere al porto e disertore guerra, e condotta da impiegati i'n maggiora-nza ebrei, spoglia< i cristiani, per l pi contad-ini e quando tra avvocq.ti ebrei lavoratori ro-meni sorgeva "ttn gcilizil,kno m(l fabeta si presentava con testimo-ni falsi e .il misero. cristia1 perdeva il processo che aveva intentato Quohr.do, durante il breve governo Goga, elwei si vide ; osteggiati e smascherati, furono spei:ialme'f}te i de,l c01mnercio cerealicolo che boic-oitarono .'la vita economi del paese, e minaccia-ndo c# n.on acqttista;e pi;, prod,atti e

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    GheHo di Bucarest: Mercante d 'abiti priv are di i/l"ta i contadini, approfiHarOJio delle circoslaRZe per obbligarli JJ, ceckr alle loro esoSe richieste. Cos per il ftWfWPolW di vtindit deUe. beoonde alcooliclu, per lo ileU niniere e dei pozzi di petrolio; per le. imprese cinnicaiioni. Gli ebrei iatentando. una causa basat su antichi diritti a -daluto dello. staJo pei mzzo di mcati. e magistrati correliginari; riu.sciiono Dd avere tutte le imjwtse dei trasporti dello Bztcovina, Mldtivia settentrionale e dello Bessarabia. (Ponuica 22-x-JS). U-n pr.ef!ominio ebraico si -ebbe nel comp o JwofessiOtwle. Abbiamo 'listo cume molli siano riusciti, ttd caos segttito alla #Jvtione austro-tedesca, ad autolmlrearsi. Cmne queU'Av-rum (Tara Noastra,_ genri;. JS) er-mer_ciJJio ambulant,e che, ; divenuto covalire deUa loggia ffUJSSOflica, apri, coi stioi iUeciti gi1adagni, 1cn 11eguzio di francoboUi, col fltnne e col titolo entrambi:falsi di Amold laslowilz, dottore in filo.sofia! Ma danno peggiore JH"dCu.rarono i taisi 1/}Ccialisti per la maggior parte, i farmacisti ( il: 70 per !), i prufs sori medi e Gli stessi stridenti elLJ facoU di medicina di Biu:arest--si. soUevaro,. o c011tr il prof: Fr: los. Reiner e i Suoi biei. Qoesto proftssor che nessuno sapeva _.U 'dQv_e n fume -sifsse oHeflf!#! la cattedra \di a Ian;:[acenddsi: tro'llare a letto, iii a}bergo, il_ del \ dopo aver fa-tto aspeitare pii-tre' quarti d;_ora la c(}inmissi011e p'erch c era trotto ; e facerJ.osi (aMW seguente, silteriori ftmlllJlil, se. 110n l'appoggio ifiuaai.co-massonico (Porunca v : remii, I-z.JS). Al Plttecnial di Bucarest L'ebreo nist Alxiso,_, fJice-diret tore, Suscit trotte. tli e coiu;ghi, concttdendo di/Jlmni iUegali, proteSt vaM [ier l'4fitonomia dei Pol.itecaico. Ilie Radulescti (Porunca Vremii, a questo profH?Silo scrive: c Gli trei hanno fatto 4ell'au.tonomia wn sistema per coprit;.e zG loro fnatletmza e -la oro di deflarO. l. fkgnu/Dio di k Cflllllj,lie u...on.6 e n aak teggiore Jfer fa fllllo a .aeizD ddla. slllaJ!tl. Gli ebrei si di ..olle ca# ftlilriri e difflun-o ia ltlllo il f.'at:M, adle SCIIOk, ... klfnahml. .sollilacnlle i&.. 'II!OTUU a tnltlerJaJ ltJraogTU.p, de corroaJ!ere r..-. -iei kttori, abbattere i f!Ulori ..orali. di.#dlkre il diqrnZo In" la rettihllliite e f0Jiesl4, distr.ggere co. firoaia. e cptm ed ogrti fede. Tsltii giDrwala ti d d qlldli clw /tlrfRtnJOIIO Jnlb6li.ca_, t-"01111 cmaJ>roti dagli ebrei e trdttJ ebretl f a B1101rut la Sbliri,. di-ta tfd Sariodar tfalftltllic.o de la via lnJft'IIJ (irmria dellasorte !J tfa 1tJICJ _--.gi.u ..naCDioSII tfdbl. Y ergte f-iDi cO.-: .senvfa. i 1tJICJ "gcohJre clt.WorloddssD.. FGCefiJIIflo Jltlrle di (JIIUID -slaJio. i gioruli Adevarol, Lupia. Dimineata. soHrcisi lhll gtm&ao Goga., e il gtn!.erao liberale era coslreftO a .....,e-were mi JIUlrciJJ.tU!de -licclletto .sollltdi ter df/erttkre qaotidimti rossi tfaJlo stU!JfiO tki /ltJTiili sioN1i --Adrian Canclea (wdi UniRrsul 218..1-JS) il IIOie delrebreo AbruJUJ Elias Kewller .. rrdattore tlell'Adnarul e dEIIB Dimineal!a, ilnriato qeciDle ia RassiD_. agewle sot1ielico, che uerciiiiJftl. lo qiOJUJggio c0t1ro l'esercito nnaeao e fli#amtmz i arfi.coli ci c:lu! la RtnaJilia la _di ,;;. P-clt. i giorllllli, -fwgg ia RassitJ.. Fajpue.Calosi "(alias HOttigrfim.ia.).-tfinllore .UU. fwggito Parigi, si lkHe a t:OJWV-e .di m' rw il Jltn1entll ,-o_no clte gli lm'nlr-regoi.Jo la cilludi.itaam. {Foranea Vn:mii, 9--1-19]8). n totolo 'OftiCKO attraWrso filate .slo:_ ricu dolorose e tliflcili_, Ilo ..ilo Jlid .swo aurlltere ati -fDrlllc -di faldlU.o, argMio e 6onario l. nalil mgli ebrei. -saie tli -Ili e trUwrin. dae atdianuJ q11esm raux: ila hltti i te.fi e ia h&Ui i ,_,glai-Eccou olanri : c Ha lo looslu -di giatho cio _,. #'ftiSIJ elle egli abrogli; c giH. ro coe giluko cio il f!!.J1.so; Celino cm ric cioli .:., sJ9orco ; c aoa si pii essue ehrri--e ltflili wello stesso tem ./HJ li>; c tpUUIIlo gli elnri dDlla .ielilwra ciO mai, l'ercl gli ebrei. JIOII ltmwmzao i amt#i l Moldtn."i eire llaiuw ri.slo i loro ter l"ac-; cattJrraerato e r...nm.. esercitati -dDi. gidei aJlsli 4oliG. PolDrrio, ltaao qtresto tldto: c Dmt'-e i il gM!.eo colla.-Rebecca, corae se fossero Jlt1..sSIIli il fwoco o la aJJJGlletlll:._-T wlti trouerlli TPit>i e 'Wri cL; tfi#JjllgOtto .uglio di iaterr Jlo.-gme la ff!Jo_mle ddrmeo ori.erdak. -GINOWPI

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    doenmeJttazioJte B n dui grande ed i n e spugnabile s otto il domini o g reco posta a non molta distanz a da!L capitale bruzia, nacque tr il 905910 Nilo. Si vuole c he s ia s tato deila pi nobil e famiglia del luogo : Ma lena la quale ancor oggi esiste. Nilo dimostr s in da fan ciullo vocazione a!.la vi t a solitaria e de vot a : era animato da s entimenti austeri che meravigliavano in un'epoc a in cui molti erano i falsi profeti ed eremiti. Fu a c colto nell'ordine basiilano: v es tiva u n ruv ido s acco inte ss uto di pelo di capra e s i Titirava a macerarsj e meditare in una oltre le niura della grec a citt calabra. In quella solitudine s crisse valen do s i di una tavoletta di legno spalmata :!i cera e con l'aiuto dello s ti .)o g ran numero di libri Nilo fu sempre per innata umilt ali e no dall'aocttare uffici ed onori : an c h e queHo di egumeno cio abate dei cenob i che andava fondando; ma pago della s u a opera tornava aUa sua solitudine dicen do di non essere altro 'Che un rozzo e d ignorante monaco. Rifiut l'ufficio di ar civescovo di Rossano e per sfuggire ai concittadini che sempre lo tediavano co n promes s e terrene si ritir nel cenobio di San Mi c hele a Valle lucio che avea avu t o in dono dall' Atbate di Montecassino Vi stette oltre quindic i anni, ed u n giorno s i incammin a piedi, verso Rom a : s i ferm a Gaeta e nel monas tero di S e 1 Incontro di S Nilo con l 'Im,peratore Ottone' a Gaeta (Do m e nichino-Gro tt a f e rr a t a). SOPRA: Particolare del quadro

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    .eri, s'incontr con Ottone Hl di Ger.: m a ,:'! pres o il cammirio, NHo non si rec c Jma, ma si ferm a Tuscolo (Fra" < i1 in una localit detta Grottafer-::a ove un tempo sorgeva la "illa di !arco Tullio Cicerone. Ottenne quella T ra del feudatario, conte Gregorio, ed dific una chiesa basiliana, intitolata a -:., Quell'umile chiesa s'ingrand nel corso .:,;i s ecoli, diventando famosa in tutto il m o ndo. S. Nilo ne fu il primo abate, e : 1 quella pace i:omana, chiuse gli occhi dia luce, nell'anno 1005. Durante le sue peregrina2:ioni, S. Nilo r bbe sempre a che fare con gli ebrei, i n verit abbastanza numerosi in alcuni iuoghi della Calabria. In ogni occasione e g l i non tralasci di bollare i giudei e mpi sciagurati ed infedeli: sono le ue testuali parole. Nel 955 trovandosi in Bisignano, !losso borgo della provincia di Cosenza., n, cui numerosi erano gli ebrei, seppe un cristiano mosso a cupidigia da ,ilcuni beni trasportati con un asino da nn ebreo, lo avea ucciso e derubato. Non potendosi rintracciare l'assassino, 1 e nne arrestato il suocero, perch fosse c onsegnato in mano ai giudei i quali >rcondo le barbare leggi dell'epoca dovevano crocifiggerlo. Il apprese il misfatto dalla bocca dei parenti del pregiUerive che per sette ebrei si uccida un cristiano In conseguenza o gli ebrei diano altre sei dei lo.ro, per es sere uccisi in compenso di quell'uno, che dovrebbe venir crocifisso, o se al postutto voi credete di contravvenire a quanto stato s bene disposto dalla legge, si con segni ai giudei, perch sia crocifisso il latore stesso ,), non solo ma che con le sue stes s e mani s i sarebbe apprestata la croce. I giudici allora mossi dal magnanimo ascendente del Santo e dalla prontezza del latore liberarono il suocero dell'uccisore ed il messo, tra le furibonde proteste degli ebrei Un altro episodio si svolse in Ros s ano, quando il Santo vi soggiornava che era infermo. Un ebreo di nome Dnnolo, reputato a!'sai studioso ed esperto nell'arte sani taria gi conosciuto dal Santo, voleva prescrivergli una medicina per ristabilire il fisico del vegliardo, indebolito a lun ghi digiuni e macerazioni. Vantava con la facile loquela deHa sua razza i pregi portentosi di quel rimedio, che avrebbe certo prolungato la vita dell'infermo Il Santo comprese il fine dell'astuto giudeo, e gli rispose con un verso ebraico : Meglio confidare nel Signore che con fidare nell'uomo :. (Sal. C'XVII) Un altro ebreo che era con Dnnolo, intimidito dall aspetto del vegliardo, gli chiese che avesse parlato di Dio. Il Santo rispose che non appena fosse ri s tabilito 1i avrebbe condotti entrambi al s uo eremo, e gli avrebbe spiegato le leggi cristiane; ma gli ebrei si schemii rono affermando che non avrebbero abiu rato la religione, perch temevano pi di ogni altra cosa di essere scacciati dalJa sinagoga e lapidati. Nilo li scacci e profetizz che come i maggiori loro morirono per infedelt, perch amarono la gloria degli uommt. pi che la gloria di Dio; cos sarebbe stato per i loro s uocessori. Anche 'J.a maledizione di quel santo dura ancora. MABIO BORREn'I

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    Gli studi ra'zziali in Svezia vantanr. una nobili ssi ma tradizione. E' stato difatti s\'cde s c Amkrs Rctzius (1796-IS(io), lo scopritore dell'indice ceialico c il pio niere dell a mod e rn a a ntropometria. i\ttualmen tc l a Sv e zia possiede un lsti t uto :"tatal e ptr la Biologia Razziale fon;.tata a sua volta originata dalla razza eli Aurignac, che sembni sia immigTata in Europa dall'Asia. *** Secondo l'Hansen, l'uomo sarebbe a-rri -vato i ti Scandinavia al t e mpo del mare eli ghiaccio. Durante qu e sto periodo, ii Baltico a vrebbe formato. una speCie lago semigelato e la Penisola Scandinava sarebbe stata unita alla Germania del Nord da una lista eli .terra. Permangono di questo lontano periodo tre important i posti di rinvenimeti preistorici in Danimarca, e rinvcnimenti simili, effettuati in Svezia, mostrano che questo paese era gi abitato in quei tempi lontani. Alla fin e di questo periodo un'a depression e della terra permise che si stabilisse t)na comunicazione tra il lago Ancylus e il mare del Nord. E' noto come dagli antropolvgi siano generalmente ripartite le razze d 'Etirora in un tipo nordico, un tipo baltico Ti'J)i !apponi

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    .,:,nt:t<: un tipo <: medit<:rran e o ;;, u n ::"' ; tlpin <: tlll tipo dinarico ;, . \ c ''" : t questi tipi nd ddk nazioni .d i c hl' d c :l' anc he .:ssc rc consitkr;.w . : ipo '. hpponoidc :: abitano la l.orn patria ap ,in t:tti vanwmc d a i t t:mpi nt:o1itici . :.: :t d ir.: da t.> t to o nmcmih armi. .:t p. :\dia storia qucso .. ,!( ( >lato riJrdato ptr ht prima voi !:t Tacito H t: Ila Germani<> con il nome {uio n e s I p o poli tcntonici c h e in se:ro o'ollo passati in :::\'l::r.i;t uann di a :;sai a qu<:llo S\'l '(kse . [,; ,Jlt n nella parte pi ::; ;cgion e Yin::\ano i Lapp oni tin dai p r eistorici. E sse ndosi btesa in se. la d ominazio ne anche a ; .. ,.,,.j orientali del Baltico la pop o lasi'Cdesc don lt e subire notcYolmcn, : ,tJm: nr.a della rana ., baltica oricn-l .:ontribuirono alla diffusione di t ipo in soprattutto k :11i. o11i finnich e i11iziatc \e r so gli ultimi k! s ecolo X\'[ < :durate per t u t ta la m dd s ecolo X V l I. : 1111plcs,u la nazione svec k se ri,ul, ; .. parzialmcnil modifica ta dal punto h\:t rar.zia lc c attualmente la pm ele\ata percentuale di JlldiYidui appartenenti al tipo nordico che non qualsiasi altro popolo della terra. Gli studi sulla razza ,< baltica orientale o in altri termini sugli indi\idui biondi brachicefali (non dolicocefali come i nordici\ hanno anno inizio n e l r8io con le ricerche dc! Virshow c di G. Rctzius. li Retzius chiam questo tipo tavastla ndsk, dalla regione della Finlandia dlli'C si pn.!scllta\a pi difiuso. In seguito 1':\rbo c il Larsa studiarono la diffusione di que :-to medesimo tipo in ScandinaYia. Da principio un gran numero di antropologi interpretarono il tipo biondo hrachicdalo come il risultato di una mescolanza tra la razza nordica e le rar.zc brachicefale Tipo baltico orientale brune. }la l'Arbo riusc a dimostrare che il brachicdalo biondo il discendente del l 'antica razza a cranio largo c certfJ diffusa lungo le coste del mare del nord ai tempi neolitici. Attualmente questa razza distribuita in varie parti della Scandinavia, sia allo stato puro che allo stato di mescolanza. Un gran numero. di'rkerche stato poi compiuto per stt;diaie le rclar.ioni tra la razr.a nordica c la Fazza prci storit:a. eietta di Cro-:\-lagnon E' noto come 1l carattere pi importante di questa razza sia l'accentuata dolicocefalia .unita ad una faccia molto larga. Secondo gli studiosi svedesi. al con\rario dell'opinione dei Paudler -questa 27

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    'tazza preistorica sarebbe stata in realt il risultato di una mescolanza di razze dolicocefale a faccia alta e stretta con razze bra.chicefale a faccia larga c bassa, probabilmente una mescolanza dci due tipi nordico c baltico-orientak Per lo studio della distribuzione dci 1ipi razziali nella popolazione svedese sono stati considerati come tipi nordici relativamente puri gli individui dai capelli l)londi, la statura superiore a 168 cm. c l'indice cefalico sotto 78. Sono stati in vece considerati come tipi baltico-orientali rdativamente puri gli individui dalla statura ai 173 cm. e dall'indice ce falico superiore a Ss. N cll'intero regno di Svezia gli indivi dui di puro tipo nordico sarebbero sempre secondo le statistiche ufficiali sve desi nella percentuale del 30,8 per centn; quelli del tipo nordico misto nella perctntuale del 27,1 per cento; quelli del tipo puro baltico-orientale nella percentuale dcll'8,7 per cento c i tipi scuri, non meglio definiti, nella percentuale del 25,1 per cento. Il tipo !appone non stato preso .in particolare considerazione ma proba bile che esso sia compreso, specie nelle regioni pi settentrionali, nei tipi scuri. 11 tipo nordico puro raggiunge il mas simo della sua distribuzione geografica nell'arca centrale orientale della Svezia, comprendente Orchro, Vastmanlancls, Ga yJeborgs. Esso raggiunge il minimo nella zona eli N orrbottens e di \Vasterhottens. Le principali arce di diffusione del tipo baltico-orientale si trovano nel sud della Svezi a, nelle zone di Blekinge c in alcune regioni del nord. L'area dei !apponi, com' noto, essen zialmente settentrionale. Dal confronto dci caratteri antropolo gici della Svezia con quelli degli altri paesi nordici appare che la statura dei coscritti generalmente pi alta che altrove; lo stesso vale per le misure del tronco c delle estremit. La frequenza degli occhi scuri in Sve zia molto bassa, soltanto la Norvegia orientale, l'Irlanda e l'isola di Runo pre sentano valori pi bassi ancora. L'indice cefalico in Svezia appare pi basso che nelle altre regioni nordiche, l'in dice facciale invece si presenta relativamente alto. Le misure assolute della testa appaiono identiche a quelle degli altri stati del Nord. L'osservazione di varie carte stabilite sulla distribuzione dei caratteri razziali quali la statura, il colore degli occhi e la forma della testa dimostrano l'esistenza di una particolareJ zona nella Scandinavia, detta area Kernel della razza nordica. Questa zona, dove si presenta particolarmente puro il tipo nordico, corrisponde alla 'parte centrale e eostiero -orientale della penisola scandinava. GUJDOLANDRA

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    questionario Giuseppe Grieco ci scrive da Vico Equense: Da mol -ti, specialmente all'estero, si an ciato i n questi ultimi tempi accreditando la. favola. d 'una pretesa antitesi tra razzismo e religione, con lo ;;copo evidente di if)torb dare !c acque d'una chiarezza adamantina e inequivocabile del razzi sm o italiano. E qui bene sottolineare fortemente questo aggettivo <> le cose nella loro vera luce e d i afferrarne il significato. di p\asmame e compendere l'essenza; colui che possiede .. una personalit ed un carattere, che i!il'fine risolvere i suoi problemi nella Certo, la natura tutto, e nula si pu con tro di essa. Ma v( sono _particolari abiti me n. tali che imprigionano la natura in gabbie ben piu robuste di quelle alle quali accenEssa si liberer, prima o poi, ma perch non favorirla. incepparla, non elimi nare i focolai d'infezione, come si la in tanti altri campi, infrangendo decisamente quelle sbarre? Spirroza dannoso quanto Bergson, .quanto Tzara, e non star ad argomentare su ci, anche perc:h trovo che Dell'Isola iri Giudaismo in cattedra (Difesa della Razza anno Il, n. 19) ha trattato molto bene il problema, l'ha egregiamente impostalo e additato la maniera migliore per risolverlo Perch desiderabilissimo che filosofia vo glia dire una buona volta verit e ncr

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    . cgal:londaggio cerebralistico. Certo, l'in.:., gnamento filosofico capace di farci am, : ma quello errato, non il vero: non .:;..,dc che cadremo ammalati studiando Sar, ;r. :Ti!:t".c.lc: ottimo. Il popolo -ii cui male ( c bene?) stato quello di essere stato lascio'.o :-.cel l'abbandono e nell'ignoranza meno viziato dall'aria scettica e intemazionalisbca respirata a lungo dalle cosidelte peBOoe colte, ed quindi pi, atto a comprendere ed amare la verit. Questa m i sembro -in fatti la caratteristica nobil e ed essenziale della vostra rivista: una voce ferma e serena della verit. Sarebbe desiderabile cbe essa ai diffoo.. desse in mezzo a questo grande popolo italiano cooperando all'opera intrapresa dai per elevarlo fisicamente e spiritualmente e fQf'g!i sentire l'orqoglio della nostra razza. Ora se ci necessario per il popolo, credo che non lo sarc meno per la studentesca. Fino a pochi anni addietro ero un operaio, oggi sono alllstituto Magistrale Lupi, credo di ea1J-er timru;1o un or.A.?!'a:? Patria: ccn altri .:trumenti di IIT;oro e ccr. una maggior-; re11pon::abili! Tut!{r;ia do:;vo ccnfE-fsare eh..; mcii!: i!lulfion ( o ideali?i wno crollale eh.<; r:;i k :ntano dalla lfcuol a con u: 1 certo MnBC d'amarezza e d'insoddisfazione. Perch? Oh, non 70rrei iare un torto alla nootr,;s zcuo b che tan!e cure ba ricevut o da parte de! m a =r l a Lettera cl>..e plOJJme-r l o spirito ? Molto dipo:;nde dagl'irau:oqnan ti. Dag ii qutori. Questo mi venne i n meni.. facile; :w1 gi07ani prestkrmo la m=ima !iducia m Ji. bri ;; agi'inu;gr..anti: le lo;o idee Zc:l'I"A pe-; 7ere e E per DM ooil i::: arta aicuni eze:npi py-a!!ci.. !.ili:; l.Wmigliano, Mm-cm l..am=na... Tre aa.:tori cne, "bbene 1.WO ltOio ma ebreo. n= dj a7er-e id!;e perlename:ne ila!iane. hof.ecwori che zii poe <:rociani; ci il D e S:m!i$ fl e i! lofomj .gfj.llno =me l a ptil Gita e:;;pr-w:me o ali M giunta fui citi= itano;: ri sbzano m Lutero un parto del ICI, e la z:ie lla ma!rice dei IW.orgi.mento l!J ideclisla e=. Om qiJ
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    la solita rara eccezione che nulla modifica, questa gente si dimostra sempre tremendamente acida con noi italiani per tutto ci che italiano. I protestanti, in linea di massima, sono alleati naturali della massoneria e degli ebrei e per conseguenza dei nostri nemici. &'Uf4e,a,i, e-Paolo Zarbano. da Lentini: Chi sono contenti come una pasqua in questi giorni di calma atteb--r sono i borghes i che intravedono la caduta del Fasci s mo per abolire le leggi sociali. affiancati dai protestanti che ricevono l'imbeccata. Devo dire che il popolo di Sicilia sa che il Duce lavorQ per il popold e, se deve insorgere, insorger come un sol uomo con tro i borghesi e contro i nemici delle leggi sociali: del Fascismo. Casimiro Danilowicz. da Torino: Conosci te stesso, disse il filosofo greco. Non c miglior documento che l'opinione di un uomo sulla propria: razza. Tale le studio che risale a dieci anni fa, di un sociologo ebreo, se non mi sbaglio anche rabbino, Kadmi Gohen. Sono esattamente dieci anni fa che Kad mi Cohen pubblicava il suo libro, scritto in francese, sotto il titolo Nomades, essai sur l'ame juive Paris 1929, Alcan. Il solo ti tolo tutto 'un programma. Kadrni Cohen ritiene che il semita, e l'ebreo in portico: !are, fu sempre un nomade. Partendo da questo punto di vista, Kadmi Cohen la il paragone trd la psicologia dei pepoli agri coli e i nomadi, sempre in movimento per cercare nuovi pascoli per bestiame, o spinti cia un bisogno di cambiare sede. Questa sua analisi serve per definire, come dice egli stesso, i tratti psicologici principali del popolo ebreo. E bisogna dire che KadmLCohen la compie con obiettivit. scrutando l'anima del suo popolo senza misericordia. Anzitutto Kadmi 'Cohen stabilisce che gli ebrei sono e furono sempre un popolo nomade. Ora la terra a chi la coltiva insegna l'amore del lavoro; l'ebreo nomade invece pigro, disposto al lavoro spirituale, ma non al lavoro manuale. La cultura della terra spinge al ragionamento logico: il semila incoerente nella sua vita privata; e lo fu sempre nella sua storia. La terra crea e cristallizza nell'uomo il sentimento della propriet: l'ebreo comuriista, ma ama possedere ed molto interessato. Il possesso della terra rende l'uomo conservatore: l'e breo rivoluzionario nato, pieno di passioni violente, ma tuttavia possiede un grande senso di solidariet con i suoi, pure molto propenso all'anarchia. all'insubordinazione ed all'indisciplina. Queste poche righe dnno dell'ebreo il pi tipico ed ampio ritratto psicologico, tan to pi caratteristico perch descritto da U!"l ebreo, colto e noto, che d'altra parte un difensore accanito di tutte le rivendicazioni politiche e sociali del suo poP,Olo Non si pu dire che queste parole facciano una caricatura dell'ebreo: noto che nessuno pi crudele nell'apprezzare i di:fetti della razza ebrea, degli ebrei stessi; basta leggere gli aneddoti e le. barzellette ebree per essere ampiamente convinti. Ma qui si tratta di uno studio scientifico e possiamo fidarci completamente allo spi rito di analisi con il quale Kadmi tCohen procede alla dissezione dell'anima ebrea. 32 Passando allo studio della cosidetta ci;.. vilt semitica, Kadrni Gohen ammette che l'ebreo abbia poco. contribuito alla civilt politica, non essendo mai riuscito a creare un suo. stato stabile. L'arabo invece sempre rimasto sul suo suoo ed ha crealo un impero immenso con una imponente civilt fino al crollo della potenza araba -in !spagna. L'arabo. pure no.made nella sua terra rimane sempre nei suoi confini. L'ebreo un parassita degli altri. La prova di fissarlo sulla terra, fine prefisso dal sionismo, ha dato un mezzo milione di iscritti al partito sionista sulla totalit di 17 miloni di ebrei sparsi nel mondo. Ma dal tempo della dispersione biblica, l'ebreo rimasto sempre estraneo. al gruppo etnico nel mezzo del quale vive. e con lui molti altri studiosi, attribuiscono questa impermeabilit sociale l> dell'ebreo alla sua religione. Effettivamente vi sono arabi catto lici protestanti, ed anche mussulmani che si completamente fusi con la popolazione dell'ambiente in cui vivono. L'ebreo rimane nel corpo sociale di un dato po poJo sempre come un corpo estraneo. Dal punto di vista religioso ,bisogna an, che osservare che l'ebreo prende _sempre (come dice Mazel) una attitudine aggres-_ si va:. verso tutte le altre religioni e rimane un intemazionalista, dirigendo con fervore tutte le istituzioni od organizzazioni di carattere internazionale, avverse al nacome per esempio la framassoneria che completamente nelle mani ebree. Bismark ha detto: Picchiate un ebreo e sentirete gridare in tutti gli angoli del mondo. E queste parole dnno la prova della grande solidariet degli ebrei in tut to il mondo. Ma la caratterisiica pi curiosa data da Kadrni. ,Cohen dell'ebreo racchiusa indirettamente nella sua cipologia l> della persona del Cristo, rilevata con giusta e severa critica da Enrico Maiel; che ha scritto uno studio dell'opera di Kadm!Cohen. Quest'ultimo, parlando del Cristo, dice testualmente: Quale gioia infinita, sovrumana, divina, di essere sulla cima che domina l'universo al di l del bene e del male al disopra della ragione pratica o pura, di essere l'Uomo, di essere se stesso uguale a Dio, che lotta. con lui, che l'assorbe. Ora Mazel, con grande ragione,-fa osservare che queste parole in nessun modo possono essere applicate n alla persona del Cristo n alla sua missione ma sono un'apoteosi dell'ebreo e del suo' ideale di dominazione. E trova che questa definizione offre una visione tremenda del desiderio intimo del popolo ebreo che vuole essere uguale a Dio, trovarsi sulla cima dell'universo, al di l el bene e del male, sopra tutta la ragione. Ma dove Kadrni-Cohen rende un cattivo servizio agli ebrei, scoprendo una verit,. parlando della situazione degli ebrei' negli Stati Uniti dell'America del Nord. KadmiCohen rimprovera agli americani di non voler capire che quel paese deve essere una specie di condpminio ebreo americano ed attacca aspramente gli americani perch hanno un desiderio violento, intenso, morboso di creare una razza americana ci che contro gli interessi ebrei. Roosevelt, il grande difensore donchisciottesco degli ebrei, farebbe bene a leggere e meditare il libro di Kadmi-Cohen che, scritto dieci anni fa, dunque prima della lotta; universale contro gli ebrei, porta in s i migliori argomenti per quelli che desiderano sbarazzare le loro nazioni dagli importuni parassiti. Casimiro Danilow:cz non si certo sbagliato riguardo alla importanza di questa testimonianza di Kadnii-Cohen, sol che questa risente di errori prOpri dello spirito ebreo. Non basta dire che gli ebrei non abbiano contribuito alla civilt poiitica, si tratta di sapere se abbino contribuito alla pura e semplice civilt o : non piuttosto alla cultura e alla civilizzazione. Civilt, civilizzazione, cultura: su questi punti e sulla loro differenza abbiamo troppo insistito, per doverlo fare ancora. E quanto al possesso della terra, che rende l'uomo conservatore, anche q1.1esto pregiudizio della rivoluzione francese. Non il possesso di proprietario, ma l"agricoltura. il contatto con la natura mantengono viva la parte naturale e creativa dell'uomo, l'immaginazione, e queL la tradizione, che tutt'altro dalla riflessione filosofica e dalla cosiddetta. cultura. e che consiste nella lingua viva, senza della quale non c' creazione. Altro che conser vatori. Questo dell'i!Jlmaginazione il pun to fondamentale, per capire l'ebreo, capire che la ioro debolezza originaria tutta; di immaginazione, e che. essi hanno del tutto abbandonato l'immaginazione, abbandonando la loro lingua comune. E questa pure la ragione dello sviluppo della loro facolt razionale e d'analisi, che si sviluppa in tutti i popoli decadenti. ;Gli ebrei non hanno mai avuto l'et dell'immaginazione. Sono nati decadenti, non si sono mai fatti giovani. La dispersione e l'abbandono delia lingua .comune hanno accentuato la loro facolt ecadente. Essi infatti, trovano il regnc loro, nel paese della scienza applicata. come l'America, e nell'umanesimo commerciale inglese e francese. Che la ragione tiri all'utile, e sia l'intelligenza della materia. cosa anche questa, ormai familiare ai nostri iettori, e ai lettori dei pensieri di Leopardi. Antonio Coltellesi, da Roma: Sono il solito lettore pignolo e per questo mio difetto, spero non mi manderai al dia volo. Avrei qualche cosetta da dire su l'ul Lmo numero della tua bella Rivista. a) Vorrei sapere se quei tali L. Sdar Seughor F. Huizinga che vengono citati nell'articolo: Il negro e la crisi della civil t, di Ant. Petrucci, siano ebrei come il di-segnatore Chagall. b) Perch il tuo articolista Giov. Savel li si ostina a parlare di scrittori ebrei esaminandoli da un punto P,i vista ebraico e cor. i metodi analitici dll'estetica ebraica? c) L'articolo di Frane. Scardaoni 1 mol to importante invece. bello, chiaro e ben scritto. Per c' un sol punto suscettibile alla mia modestissima critica. Cio quando lo scrittore dice di aver visto una; bella; italiana insieme ad un negro. Questa bianco anche ammettendo fosse una ballerina del variet. non doveva ignorare le; leggi razzi ste, ed allora bisognava che Scaraoni agisse sul posto, anzich di un tal fatte farne una cosa accademica. a) L. Sdar Seughor un negre. F. Huizinga ch olandese, non sappiamo se sia ebreo, ci che non risulta 'nemmeno al nostro articolista, Antonio Petrucci. b) Che Savelli si ostini a parlar degli ebrei esaminandone le opere letterarie d a un punto di vista ebraico non ci sembrG esalto. E' certo che. anche Savelli sento

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    oncora di analisi estetica; ma quale seri!. tore non ne sente? Chi se ne interamente "pogliato? Non dimenticate che con l'estetic a ci hanno educati tutti quanti siamo? E tutti cerchiamo 1di ritrovtJre il modo ita liano di considerare un'opera d'arte, torniam o alla scuola di Leopardi, la 'pi dantesca e nazionale. Non dobbiamo cercare solo di s oglierci l'un l'altro in fallo ma aiu,tarci a r.cn caderci. E tu, caro Coltellesi, invece di fme un appunto generico a Savelli dicci "" come andavano. considerate le da ;:Jvelli esaminate, facci un'osservazione :Jrticolarissima e .positiva, su questo pun.. Anche una sola. Hai sentito puzza di :::lisi estetica. Be-nissimo E' un bel segno. approfondisci r questa sensazione. Caro Coltellesi, quello che un uomo fare, in una data circostanza, lo sa -. 0: i solo. Il camerata Scardaoni sa bene -r;1e doveva comportarsi nel fatto della italiana. Tu ti saresti comportato ersamente? Non lo metto in dubbio. Ma i n iziative si prendono all'atto pratico, e :l s ono materia di consiglio. Solo sotto mmi. sono materia di comando. Eppure .. e cuzione del comando rimessa tutta :._ tua iniziativa. E nessun vero comanqe s) metter a fare il suggeritore. In,n a l 'agire non si promette e non si --:a Non c'! nessuna parola che post ituirvisi. Ricordati che i veri soldati rim croverano poco, agiscono invece di rim::;ro:;erare. E dnno senza parlar e n richiamare l 'attenzione su di se. Quest o f a parte del carattere virile Raule Gastone, da Padova: Se mt permesso vorrei dire qualcosa a llo studente Pacini a proposito della sua le ttera apparsa sull'ultimo numero di que;ta rivista: La scuola fascista non ha la erniciosa tendenza di far credere al giovane che il mondo nasce con Si sbagl iu. Non si cerca di nascondere il passato ma il misero e striminzito passato del '900. Il nostro vero passato dal quale abbiamo veramente molto da quel l o di Roma. Ci mancherebbe altro! Nostri maestri quegl'infrolliti dell'!talietta def po po lo scimmia! A noi giovani l'onore di fare a grandezza futura. Abbiamo la scuola di M ussolini e non Ci occorre di pi. La nostra non presunzione, coscienza della grandezza passata e futura, il sacro sdegno contro i vili che fecero la naz ione vile. Cerca di comprendere la subiim e bellezza del nostro ideale. I fumi pestifeTi salgono dalla societ di cui vorresti fossimo gli scolari, da quella societi che se :Jvessimo ascoltata non avremmo fatto le g ue rre d'Africa e Spagna e che oggL (anche oggi purtroppo) col fiato mozzo dalla co"a della nuova giovinezza grida: Bastc:i quando ligli stesso, cominciando dall'antichit, pas: : m do per il medio evo, attraversa il mo ue rno arriva ai nostri giorni, per celebrare, La SibiUa Cumana (Domenichino -Roma, Galleria Capitolina) da Scipione a D'Annunzio tutti i patrizi e aristocratici. Se Sottile sia patriozio o aristocratico, non lo vogliamo sapere. Noi qui parliamo dell'Italia. E se l'Italia plebea, non ce ne importa niente dell'aristocrazia. Ora Sottile vorr considerare che tutta plebea fu la forza che fece la grandezza di Roma. E che, se Roma fosse stata patrizia, sarebbe rimasta una citt del Lazio. Dalla fondazione di Roma alla legge Petelia, per quattrocentodieciannove anni. corse fra i romani H diritto eroico, dice Vico e dice che il giusto punto della romana felicit coincise con la comunicazione degli auspici alla plebe, le vittorie cartaginesi, la fondazione delJ'iompero. E che la plebe combatt per lini veramente magnanimi. La quale guadagn gli auspici dei patrizi eon l'eroismo, perch gli dei nacquero nel suo animo. Questa conquista plebea fu tutta la forza d 'espansione romana. Che cosa fu l'impero, se non la rottura della crosta aristocratica, operata da Cesare? Roma nacque monarchica, cio plebea, e i patrizi sof focarono la monarchia. La repubblica una lunga guerra plF>bea che impedisce all'aristocrazia di soffocare il destino di Roma, non senza che la crosta ciceroniana lo metta in pericolo di morte, al tempo di Cesare. Nata monarchica, Roma torna con l'impero alla monarchia, per quell'impulso plebeo, che fu tutta la ragione della sua civilt. Se vuoi vedere una Roma tutta patrizia. senatoria, considera quella del qui nto secolo cristiano. Roma allora aveva completamente perduto l'energia della sua civilt popolare. Era fante aristocratica e altrettanto cretina. Riceveva imperatore un suonatore di lira dalle mani di Alarico. I plebei si chiamavano Pordaca, Semicupe, Statario; passavano il tempo al bordello e a Circo Massimo: perisce Roma, se quel cavallo perde, dicevano. Erano diventati signorini. E che altro se non volgare, come la sua lingua, la nascita della nazione italiana. dell'immaginazione del Rinascimento? Si vede caro Sottile, che tu non segui queste nosti-e pagine; perch ci costringi a iipetere cose sulle quali credevamo ormai non si dovesse ritornare. E perch Virgilio e Dante chiamarono umile l'Italia? Qual' il senso omerico della civilt classica? La civilt? Le aristocrazie fanno civilizzazione e cultura. La civilt un'altra cosa. Anche se questo punto, abbiamo discorso abbastanza. Ma se dobbiamo ritomarci, siamo qui caro Sottile. Perch necessario come il pane che gl'italiani non perdano il senso dell'Italia, per colpa delle idee deca_denti di cui ci nutriamo ancora. Nessun'alt r a vergogna toccata all'Italia, se non questa, di passare a far parte di una cultura, una civilizzazione. Quanto ci abbiano contribuito le smanie aristocratiche, lo te-stimonia la formazione della borghesia, dal seicento ai giorni nostri. E' tutta una fregola di mezza calzetta aristocratica, durata qu
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    s e conos ci un vero p a t rizio, non lo s e n tirai mai professare aristocrazia. Specialmente s e un so!dato. L 'aristocrazia solo la mezza calzetta a professarla. E.' special r!'lente dal tempo d ella rivoluzione francese, che la mezza calzetta va in !regola di aristocrazia. e cerca almeno un surrogato d e l blasone, in ogni campo. Credi, un :neschino spettacolo il costume uscito dalla rivoluzione francese. Tutti parlano; si parlano addoss o, per incontinenza d'urina. Tutti togliono essere quello che non sono. Crea r e con la pubblicit, ci che non come i n America. Credi una debolezza di reni C om e l'onest, di nobilt, chi ce l'ha, n o n n e parla. Il sergente ManJredo Pillon, cannoniere f Afric a. ci scrive da Dire Daua ch'egli ha : otto la t enda un'edizione di Carducci e d ic e c h e il vale della terza Italia se 'l' pigli ata col clero, come Dante. Caro Pillon, fai b e n e ad avere con te. Carducci; ma do v r.;. >li ave rci anche Dante. Ci ti farebbe v eder chiaro questo: che Dante era cat!o li co, c Carducci no. E che la terza Italia un'inven zione piuttos to p iccola; che l'Ita lia una sola, ed quella di Dante. La terz a Italia stata inventata. quando si v o l uto c ollocare l'Italia nel sistema di cui t u r a e civilizzaz io n e della rivoluzione irances e L 'Italia di Dante, quella di LeopG..-di quella d el volgare era una faccenda troppo grande, p e r essere ridotta a la parte del baritono nella civiliz zozio n e europea. C i voleva ia terza Italia. O r-p ur e c re di' anche tu che noi siamo nati n e l 1848 o n e l 1860 o nel '70? :fu Ciro Cocconcelli, studente lice.ale, ci s cri v e d a S Ilaria d 'Enza (Reggio Emilia) che seguendo questi nos tri di s corsi, ha notat o ch e p ur convenendo essere la borghesia una classe spirituale, si faccia spesso -:le borghes e un tipo convenzionale, antie r o i c o pantofolaio, carrierista, ecc. Ma caro Coc c onceiiJi tu non d e vi aver seguito tutti i nos tri discorsi sul borghese. Noi crediamo ques t a classe molto pi s ini s tra, nociva e in trapr endente; autrice di quella trasfo rma z i o n e d ella civilt in civilizzazione e cultura e co mmercio materiale e intellettuale, cr le pos siamo chiamare imbastardimento dell'ltaliCl. Quant o a chiamarla spirituale, chiamacela, se li p iace. perch spirituale la t endenza borghes e. spirituale s i chiama ques to process o di razionalizzazione della ci vilt; ma allora intendiamoci bene s ul significato della parola spirituale, sulla fortuna eretica, ch e ha avuto la parola spi rituale. E quanto al significato di classe, e i classe dominante e cosiddetta dirigente, e d i aristocrazia: crediamo di aver det to abbastanza e intanto li rimandiamo a ci che riguarda la questione latta da Luigi Sottile. Pier Luiqj Frosini, -da Pisa: Sono uno studente, lettore assiduo della vostra Rivista, e pi ancora del questionario che essa contiene. Sono soddisfatto di vedre che stroncate senza piet coloro che, abituati a un frasario scolastico e pseudo-filosofico, rendono i loro discorsi montagne per forma e topolini per con tunuto. C' una questione che vorrei chiarire, e .:he, presa in esame da qualcuno dei vostri lettori, a me sembra n o n sia s tata portata alla soluzione g iusta. Sia .che andiamo al bar o al cinematografo, oppure che apriamo la radio, la musica che ci tempesta le orecchie di note stridule e senza armonia, quella jazz. La udiamo da. tutte le parli, e i falsi intenditori. avendo lasciato di lodare, per l'attuale politica razziale, i c9mpositori negri, si affannano a decantare i loro imitatori nostrani. Ora vediamo dunque, al lume della ragione donde proviene questa musica. La sa origine tutt'altro che oscura: nata Ira i negri. Infatti, ascoltiamo una danza negra e una composizione jazz, ben poca differenza vi. notiamo. La verit : questa che il negro, imparate le nozioni musicali,. incapace di capire la vera musica, improvvisa sugli strumenti che ha imparato a suonare, quei ritmi conosce e che sgorgano dal suo istinto pri mi i ivo. Lo stesso negro rivestito all'europea trion fa oggi in tutte le capitali e principalmente nell'America, dove questa sorta di dis sonanze divenuta il simbolo della vantata d inamicit americana. In Italia il jazz 1 a fatto progress i e i giovani gag borghe si cappello in cima alla te sta e colletto alto un palmo, si bea -no di questa musica che essi chiamano la v era espressione della modernit. R i assumendo: Il jazz pura manifestazione d e ll istinto e non fa che eccitare i SE'nsi COn )e SUe n o te melense O infuriate. A noi eredi della tradizione musicale pi g rande pu. p iacere questa m usi ca che non si pu nemmeno chiamar tale? ""e.e Sergb d'Alba, da Roma: Ora che il conflitto voluto dai giudei in atto, ora che sono in atto ie menzogne e i mezzi per _allargarlo, ora che gli orrori dei giudei polacchi s i moltiplicano, bisogna pur dire che la nostra stampa (se si eccettua il Tevere) non ci illum i ni abba s tanzCI sugli ebrei, in questo conflitto. Perch si deve continuare ad ignorare o a non smascherare i veri colpevoli di tutti i conflitti? Peri::h il popolo non deve sapere chi sono coloro che hanno interess e a far ucciere? E l 'ultima ripresa d 'attivit dell'or Ufficio voci cii pretto marca ebraica. ben in teso. De Milato Salvatore. guardia d i Finanza, ci s cr ive da Avigliana (Torino) che ad una guardia di finanza, un carbiniere, un soldato, possa accadere d'innamorarsi d 'una ragazza e di scoprire d 'es:;ersi innamorato di un'ebrea, soltanto a relazione inoltrata. Co si fa a domandare a una ragazza di che razza nei tempo stesso che le si domanda amore? Egli d ice. E aggiunge che questo equivoco non potrebbe accadere, se le donne ebree portassero il cosiddetto segno diacritico. Ugo Celano ci scrive da Torino una lunga lettera descrivendoci le dannose conse guenze morali e materiali che derivano a famiglie italiane, dalle intime relazioni che uomini italiani possano coltivare con donne ebree, concubine o mantenute. lettore ci scrive che la maggior parte delle persone di servizio degli ebrei -siano ancora italiane e che questo stato di cose si prolunghi per via di certificati medicii non giustificali. Francesco S. Zappi ci scrive da fa cendo vot i che nei nuovi programmi di educazione nazionale entri a far parte l'insegnamento della questione ebraica. 'Jt &eq.io. e. 1110 i Ugo Paoletti, da Roma: Il Belgio ha proibito l'ingresso eli tutti i settimanali e giornali francesi, seg:1o evi -dente che si accorto della propaganda giudaica. Noi tuttora continuiamo a vdere i nos. tr i borghesi e le loro signore leggere i l Temps; Vague et similia, de.i '&.alfa2-u Emma Bellini da Roma: Nella vetrina eli un negozio di librl, a Ginistra di piazza Colonna, giorni fa h c v isto esposti libri per bara b l n i editi dallo Casa Bemporad, intitolati: Appartenente ad una collezione dei capolavori stranieri tradotti per la giovent italiana. N eanchs a lario. a'ppos ta, ad onta di tutt e le vor;ir e campagne, figuravano in questa collezion e un libro di E Moln a r ebre o unghe r e s e: l ragazzi d i via Paal, ed uri altro d i A LichIl piccoio re, fatto alla soiit:J maniera ebraica c ome s i vede dalla illustrazione della copertina. A/..e44Ufit. H'l!i/.J.ti,co. Aldo Pormiggiani, da Bologna: Molt i lettori della DifeEa della Razz a fra i quali il s otto s critto, gradirebbe descrizione della figura di copertina, com e avviene in altre pubblicazioni d e l genere Ci sarebbe molto utile poich non !u!ti sono all'altezza di poter conoscere i! significato della figura. A tale propos ito anzi, s : gradirebbe conoscere il nome e il signifi calo d ella stella a sei punte e del cande labro a sette. b raccia, e se possibile intr attenere i l lettore, con una apposita rubr ic a sulle usanze e riti ebraici. Caro Pormiggiani Non devi essere c nessuna altezza, e non devi cercare n es sun strano e riposto significato. Le imm a gini delle copertine sono quello son c Quello che vogiono essere. Se non si fan no capire, vuoi dire che non sono ben r i c scite. Dicci qual' che non hai capito; e n e non mancheremo d i descrivertela, spie g.::E tela. ecc. Per fidali della tua intelligenze mettiti bene in t e s t a che l 'intellig.enza fatta per capire, non per parlare tantoppit trattandosi d'immagi ni. Quanto alla stella a sei punte e al co r delabro a sette braccia, sono decrepi r ciarpane mistico, fatto per storcere la les t r e l'umore delle razze, .sane; ma s e propri e ne vuoi-avere un'idea, sono aggeggi del tempio di Salomone, come del masso n ; co, e ogni. specie di rituale te li spiegher oppure una di quelle orribili pappardel! sulla magia, scritte dg Elilas Levi, che vendono anche alle bancarelle. Aldo Borlenghi, da Viareggio: Leggo solamente oggi l'articolo a firm e Roberto Brighe n ti, uscito nel fascicolo l della Difesa della Razza, nel quale io ver, go dichiarato ebreo. Tale affermazione no;. \ vera:: io non sono ebreo. e non-ho parent o ascendenti ebrei. Cosl scrive Aldo Borlenghi, e noi non a b biamo ragione di contestare quanto e g i : dice, soltanto osserviamo che Borlenghi f ,, parte dell'elenco dei cognomi ebrei. Direttore responsabile : TELESIO INTERLANDI Stampatori: Societ Anonima Istituto Romano di Arti Grafiche di Tumminelli & C. -Citt Universitaria -Roma

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    .ANC. MERCI\tf ..... l ALIAN MILANO-l L ______ _____J

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    Guerres .-!iavale.'! de. demain .. Comandante Z . e H. Mntch-ant del ., -A. TRIZZlNQ