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Difesa della razza : scienza, documentazione, polemica, questionario

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Material Information

Title:
Difesa della razza : scienza, documentazione, polemica, questionario
Physical Description:
Serial
Publisher:
Società anonima Istituto romano di arti grafiche di Tumminelli
Place of Publication:
Roma
Publication Date:
Frequency:
semimonthly
regular

Subjects

Subjects / Keywords:
Race relations -- Periodicals   ( lcsh )
Jews -- Periodicals -- Italy   ( lcsh )
Race relations -- Periodicals -- Italy   ( lcsh )
Genre:
periodical   ( marcgt )
serial   ( sobekcm )

Record Information

Source Institution:
University of South Florida Library
Holding Location:
University of South Florida
Rights Management:
All applicable rights reserved by the source institution and holding location.
Resource Identifier:
usfldc doi - D43-00030
usfldc handle - d43.30
System ID:
SFS0024306:00030


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Difesa della razza : scienza, documentazione, polemica, questionario.
n Vol. 2, no. 24 (October 20, 1939)
260
[Roma :
b Societa anonima Istituto romano di arti grafiche di Tumminelli],
October 20, 1939
650
Race relations
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Jews
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Periodicals.
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Italy
x Race relations
Periodicals.
1 773
t Difesa della razza : scienza, documentazione, polemica, questionario.
4 856
u http://digital.lib.usf.edu/?d43.30



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INTERLANDI

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2 ANNO IIN 24 SOMM:ARio 20 OTTOBRE X VII DOCUMENTAZIONE A. TRIZZINO: DALLA TERRA ALLA RAZZA; CLAUDIO CALOSSO: L UNITA MEDITERRANEA: J. EVO LA: LA RAZZA E LA GUERRA SCIENZA GUIDO LANDRA: LA RAZZA DEI BORGHESI; FE!iDI NANDO LOITREDO: POLITICA DELLA FAMIGLIA E DELLA RAZZA; ALFONSO PETRUCCI: IL DEMONE DELLA SESSUAUTA' G. DELL' ISOLA : IL VOLTO GIUDALCO DELL'UMANESIMO MODERNO; a. petr. : TRA LA FORCA E L'ALCOVA; PAOLO NULLO: IL CELIBATO MORTE DEI POPOLI -R ITI EBRA I CI. QUESTIONARIO LA PROFEZIA DI ALFIERI; PATRIZI E POPOLO; ARTE POLITICA E DIO; GLI EBREI NEGLI STATI UNITI; STRIA DELLA RAZZA ARI A ; ecc. ecc. PENSIERI DI LEOPARDI I MANOSCRITTI ANCHE SE NON PUBBLICATI NON SI RESTITUISCONO GLI UFFICI DELLA "DIFESA DELLA BAZZA" SI TROVANO IN ROMA -PIAZZA COLONNA (PORTICI DI VElO) -TELEFONO 67737 -62880 uscito il N. 1 di Contiene la cronaca politica, diplomatica, militare, eco':1-omica della guerra che si sta c 'om.batteudo, raccontata da seri t tori specialisti i n o g n i m a t e r i a Costituir un primo racconto cronoiogico 'e storit>o degli a''venim.enti che si svolgono oggi nel m.ondo, cos da darne nn quadro organico, docum.entato e com.pleto Illustrazioni, f"otogr aCi e,_ carte geografiche e topografiche, e cartine dimostrative in ogni nnmer o SOTTO GLI DEL l'tiJNISTERO DELLA CULTURA POPOLARE PUBBLICAZIONE SETTIMANALE DI 16-24 PAGINE CON COPERTINA A COLORI UOSTA UNA LIRA '1, 1 Jl Jl l X l _.J l_\ E D I T O R I R O :Jl .I\.. tJITT. UNIVERSITARIA.

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Collaudato da l Ministero delle ni Ogni Radiobalilla, ha il relativo bollino di collaudo T re. valvole Onde medie Ri-.. cezione diurna_ della stazione pi prossima In condizioni favorevoli ricezione. serale .di a lcune principali stazioni. europee. C O s T A P rivo d i re az i o n e re g o l a b i l e su Il'-aereo, quindi esente qai disturbi" cara"tteristici degli appar.echi a reazione. L l R E TASSE RADIOFONICHE COMPRESE. ESCLUSO ABBO.NAMENTO ALLE RADIOAUDIZIONI .VENDITA RATE.ALE CHIEDET.ElO-.Al MIGliORI RIVENDI.TORI

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' . jr' ... . fi'-. ;IBANC . GOMMERCI L,, __ l & : ' ITALIAN l : .. M l L A N O 700.000.000 RISERVA L. l TE VERSATO AL 30 APRILE

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. A:NNO-H NUMERO 24 20 OTTOBRE 1939. XYII ESCE IL S E IL 20 DJ OGNI MESE UN NUMERO SEPARATO LIRE l ABBONAMENTO -ANNUO LIRE 20 B B o N KM J<-NTo !!EMfiS!I!RALE-a 12 ES T E R o l L ... D O P p l O TELESIO INTERLANDI Comitato di redazione: prof. dott. GUIDO LANDRA prof. dott. Lilll.O ,CIPRIANI -dott. LEONE FRANZI !ott. MARCELLO RICC l dott. LINO 1tUSINCQ-. Segretario di redazione: GIORGIO ALM IRANTE. SCIENZ!DOCUUENDZIONE PotEMrel--&t-JES-TI9N-4WO. . . . IL PROSSIMO NUMERO CONTERRA ESCLUSIVAMENTE SCRITTI DI RAZZISTI. STRANIERI . pi illustri studiosi di dottrine ta.zziali hanno accettato di collao rare alla "Difesa della Razza .La r i vista pubblicher pagine inedite dL s1r.aordinario interesse, e tutte . . } e notizie .relative agli eccezionali. c ollaboratori; una. int:r:_oduzione espii-. cativa servir di guida al lettore poco i nformato degli sviluppi mondiali delle d ottrine razziali. Il fascicolo, vivamente a tteso all'estero, costituir la pi alta dell' intere.sse che .il k azzismo italiano suscita in ogni paese. Il semplice elenco dei collaboratori con_fermer. questa asserzione. PRENOTA TE IL. FASCICOLO DAL VOSTRO ABITUALE .: RIVEN DITORE OPPURE DIRETTAMENTE ALLA SEDE DELLA RIVISTA . .

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,, f' l Popolano di Sicilia ... ' Verso la campagna .,, -.. l LA Con la costruzione di case coloniche che sta per iniziare in questi giorni, si avvia a scomparire dalle campagne siciliane il paggharu Meglio di ogni. descrizione, la fotografia dice cosa sia questa specie di capanna, fatta di paglia (da cui il nome). o ginestra o frasche, a forma di cuneo, e con una sola apertura cos stretta e bassa che occorre far arco con la schiena per potervi passare. Paglia, ginestra o strame per giaciglio; una pentola sospesa a un cavo che pende dal vertice, per questa l'abitazione rurale del contadino siciliano, e non altro s'incontra percorrendo le immense distese. del. latifondo siciliano per ore ed ore. Alla sera del sabato -e quando la distanza comunque lo consenta, di tutti gli altri giorni lavorativi della settimana 'caratteristico il rito.rno dei contadini siciliani dalla terra in lunghe teorie. Col saccuni in spalla ripieno di erbe mangerecce e qualche frutto secondo la stagione, e sopra il' farsetto, e sopra ancora la zappa, e spesso un fascio di legna quanto possono a fatica' po,rtarne, al; declino del sole essi s'incamminano alla volta del paese. Chi ha bestie, le carica di vertula (bisaccia) con provviste pi abbondanti, di pi legna, perfino dello stesso aratro, e quando pu anche di qualche bella pietra che ingrossi il cumulo vicino alla porta di casa, e che servir per rappezzare a suo tempo la casa stessa, o fab brica;re la nuova al figlio. Cos, ad ogni imbrunire le campagne siciliane tornano a spopolarsi (il sabato sera com-. . : Popolana di Agrigento

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pletamente), e le case dei paesi ritornano a rigurgitare di g ente. Il contadino siciliano quasi celebra questo ritorno al mi sero focol. Secondo ',po : una stanza simile, coperta di tegole, solaio, al quale accede pe.r una piccola scala in legno, e sttovi un con una sola. materasso ripiena di paglia; poche .. d ie; un tavolo (buffetto); una brocca, un catino, una ,.ntola, una padella, uno scolatoio (sculapasta) in terra.. ta, una scopa. Terzo tipo: una stanza con solaio in per lo pagliera; sotto, uno o due letti, e qualche -! ...... t . n pastore Portatrice d'anfora divisione per una cameretta, per il solito forno e la immancabile greppia. Quarto tipo di casa contadinesca siciliana: pavimentato con i soli ti mattoni rossi il suolo; meno penosa la divisione della stanzetta ,che in due: la maggiore per i genitori, la minore pei figli; un armadio di legno incassato in una parete; due tavoli, qualche stoviglia e qualche bicchiere, tazza ecc. Non manca la cucina, con il forno, il fornello, la greppia, ed nche una piecolei: botte; in un orticello il concime. Questo tipo di casa da contadino, piccolo proprietario:.. Come si vede si tratta sempre di un solo vano che, a seconda se provvisto o no di pavimento, o di solaio o di finestre, o di tramezzi divisori, e di pi o meno utensili domestici, costituisce la diversa gradazione di abitazioni del contadino siciliano, fino al cosiddetto piccolo proprietario incluso. Abituri, dunque, non case, con allogati la greppia dell'asino e i letti delle pe,rsone insieme. Da essi al pagghiaru con una forma di pane nella bisaccia all'alba, e viceversa al tram. onto, tutti i giorni, attraverso chilometri di strada ./J.t' > > Casa d'abitazione ;;;; (

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Si decanta spesso la frugalit del contadino siciliano; nuto addirittura c0rri.e pu rilevar5i .dale ma bisogna anche intendersi sul significato di questo suo :seguenti citre risultate dll'ultima delle. tante inchieste eccesso di virt. In Inghilterra e in Germania il consumo parlamenta,ri che a suo tempo si facevcino, e rekxtive alla annuale della ca.rne viene calcolato sulla base di circa partecipazione .direttm del ceto rurale siciliano alla terra SO chil6grammi a testa. In Sicilia, invece, si aggira intorno ai 16-17 chilogrammi pro-capite: Se si tiene conto inoltre del consumo logicamente di gran lungo: maggiore dlle grandi citt (Palermo, Messina, Catania, Trapani, ecc. ecc. ) si vede a che cosa deve ridursi presso le ma.Sse rurali siciliane il consumo della carne, riservato -per norma generale -alle grandi occasioni e alle feste solenni. Per cui difficile scorgere dove finiscano i ,pregi della frugalit e della parsimonia e comincino invece gli effetti dell'indigenza qggravata, che da secoli il sistema latifondi stico profonde nel ceto rurale della Sicilia. Sistema pervePopolana di Sicilia lat eadoaa Rapporto tra l'eaten-PBOVIKCI.B Bloae totllle del laU-totlllt dat laU foadl e l'aataaalone foadl, lA attart dalterrttort del Comu a l la CDI .BI tronno Caltanissetta 134.807 41,7% .' Catania 149.74.9 30,7% Girgenti 90.436 31;2% Messina 50.394 18,9% Palermo . 170.732 35% Siracusa 76.316 22,9% 45.293 20,2% Ma in questa sede interessa piuttosto v ede,re che riper cussioni le condizioni latifondistiche della terra in Sicilia abbiano potuto avere sulla nostra razza e quale minaccia continuassero ad esercitare su di essa. Perch, evidentemente, -le recenti grandiose proyvidenze in favore dell a Sicilia volute dal Duce s'inquadrano prima di tutto -'--al di soprd di ogni altra considerazione di ordine eenomic o e sociale -nel radicale inovimEmto da Lui promosso per la difesa e l'avvenire della nostra Razza. Alla quale senz a dubbio nuoceva l'esodo spaventoso. Si tenga presente ch e la popolazione siciliana residente all'estero nel 1881 era di sole 5 .975 unit;, nel 1907 -vale: : a dire dopo appena 25 anni;-era gi salita a 273.307 unit; e nel 1.9124-cio dopo altri' 16 anni -a 1.580.507. Nel periodo che va dal 1901 al 1925, 5.000.000 d'Italiani lasciarono la Patria; n 2 rimpatriarono, _invece, 3.000.000; ma 1.800.000 non torna rono pi. Pi della met di questi non ritomcrli circ a 950.000-furono Siciliani Ma non soltanto la quantit era la <
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una sOfferenza secolare, che mai aveva suscitato soli dariet, mai promosso un movimento di sollecitudine dal di fuori, e.concludeva con l'amarezza della rassegnazione: chi soffre!.. e perch unit? Il malcontento male tra nsitorio che spesso si esaurisce nell'esplosione; ma la sfiduci a -quando ad. esso subentra inaridisce ed es s icca in profondit con lentezza inesorabile, sebbene quasi impercettibilmente, le sorgenti pi feconde dell 'essere umano. Chi avrebbe mai dato un focolare migliore, una vita pi propria? Rassegnarsi a partire, a lavorare dci schiavi per decenni, lontano, a servire tutti i padroni, era d'uopo: cercare altrove quello che inutilmente si era sperato. Al t rove si prosciugavano mari con il loro lavoro, si abbat-Casa rurale di contadini siciliani levano montagne, si scavavano fiumi di dissodavano con tinenti; in Sicilia non c'era nulla da fare di tutto questo per redimere il suolo. L'anima di padre Carmelo non era pi partecipe della vita comune della sua razz: come tralcio essiccato e caduto dal ceppn. Padre Ca,rmelo era il sintoJ;no : di una coesione nina(...::iata d'infralimento, di una compagine che perdeva lievito. Che cosa fu fattq, da padre Carmelo in Poi, per andare incontro allo stato di estremo bisogno della Sicilia, per la risoluzione del suo problema supremo, per risanare il malessere p r ofondo della sua popolazione, per rinsaldare con ci la compagine della razza? Quello di cui la Sicilia veramente non si pu lamentare sono le inchieste, di tutti ,. S chizzo proapettico delle case coloniche che saranno costruite in Sicilia nell'Anno xvm. (Ent e d i Colonizzazione del Latifondo Siciliano) 9

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i colori, di uomini' di tutti i calibri. Le commissioni andavano e venivano; volumi a pi tomi fiorivano da tutti gli angoli; dissertazioni elucubrate risonavano da un capo all'altro della Penisola; parole e parole a fiumi, nei comizi elettorali, in Parlamento, dalle cattedre. Ma il pagghiaru nessuno lo rimuoveva, e la delusione dlagava sempre pi, e il torpo.re sfiduciato della Sicilia si faceva sempre pi grave. Si arriv perfino a dimostrare che il latifondo costituisse qualcosa di fatale, connesso alle condizioni fisiche e climatologiche della Sicilia: come dire, la condanna in eterno al doore delle popolazioni agricole siciliane. Si aggiunsero le diffamazioni pi turpi, e in questo -bisogna riconosce.rlo -brillarono soprattutto gli ebrei: come quel Lombroso, che spiegava scientificamente le esplsioni del disagio siciliano, attribuendole ad azione di miscuglio di razze, come se da oltre dieci secoli la miscela siciliana fosse meno pura di quella delle altre regioni della Penisola; come quegli altri due -Sonnino e Franchetti -i quali per guarire i mali della Sicilia presc.rivevano di escludere i Siciliani dall'amministrazione dell'Isola, diagnosticando che i ::?iciliani di ogni classe e d'ogni ceto, meno eccezioni individuali, sono ugualmente incapaci d'intendere il concetto di diritto nel modo medesimo che s'intende in uno Stato del tipo moderno. Ma al popolo siciliano giunsero parole nuove e di ben altro genere, il 5 maggio dell'A. II, dalla Torre Pisano di Palermo: Conosco i molto antichi e per molto tempo inappagati bisogni! So quello che vi occorre. Potrei numerare i paesi ed i comuni che non hanno strade. che non hanno acqua: non ignoro la desolazione del latifondo. n mi sconosciuta la tragedia oscura della soUara E il popolo siciliano vide finalmente riconosciuto n suo compito: Le energie dello Stato saranno d'ora innanzi con maggiore intensit convogliate verso di voi, PERCHE' LA SICILIA RAPPRESENTA IL CENTRO GEOGRAFICO DELL' IMPERO. (discorso del Duce a Palermo il 29 agosto XVI). E del suo massimo problema sentl parlare corrie mai aveva sentito fino ad allora, come non sperava nemmeno di potere sentirne parlare: n latifondo siciliano. quantunque oggi sia stato spogliato dei suoi reliquati feudali dalla politica fascista, sar liquidato dal villaggio rurale, il giorno in cui il villaggio rurale avr l'acqua e la strada. E vide finalmente dischiudersi davanti ai suoi occhi l'avvenire che aveva a lungo invidiato. ad altri popqli: I contadini siciliani, come i contadini di tutte le parti del mondo, saranno lieti di vive.r sulla terra che essi lavorano. Finir la coltura estensiva. la vOstra terra potr nubire il doppio della popolazione che oggi conta. PERCHE' LA SICILIA DEVE DIVENTARE E DIVENTERA' UNA DELLE PID' FERTllJ CONTRADE DELLA TERRA. Le corde. allentatesi, di colpo sono tornate a tendersi; l'anima della Sicilia ritornata a pulsare potentemente col cuore dell'Uomo che l'ha compresa e abbracciata. Oggi l'esecuzione della grande opera, annunciata e preparata, ha avuto inizio. Essa ha posto preminente nel grandioso movimento per la difesa e il potenzi amento della Razza; perch ne fonde la compagine in un unico crogiuolo dalle Alpi al Lilibeo ne salda la coesione e ne vivifica la solidariet. Di l dagli effetti economici e so ciali, nel suo riflesso e contenuto razziale che si misura essenzialmente la redenzione. della terra siciliana. A. .... -. :. ::: .. Una via di paese IO

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Circa i popoli Italici, che abitarono la penisola prima della domina zione romana, c sulla razza a cui appartennero, si so. no format-e, spe cialmente nel seco lo scorso, serie di idee, che per lo pi non tennero .nes. sun conto dei ritrovati archeologi ci, antropologici e glottologici, ma seguirono a grandi linee le antiche teo_ rie etnografiche, basate sulla distribuzione delle lin gue, quale era concepita dai nBogrammatici, che preferivano ignorare i fatti discor danti, piuttosto che infirmare le loro dottrine. Vogliamo dunque fermare il corso delle ide-e su tali fatti discordanti, metter li in luce e veder-ne a fondo il valore ; verr certo l'epoca in cui tutto il materiale rac colto verr rielabora:to, dando luogo ad una teoria esatta circa la provenienza della nostra razza. E' opinione universalmente diffusa che l'Italia preromana, abitata in tempi pri mitivi da uomini delle caverne e da terramaricoli, fosse stata soggetta a imasioni simili a grandi ondate di popoli diversi, che si abbattevano sulla penisola, per la sciar tracce a .Joro volta sommerse da nuove ondate. Cinque grandi elementi etnici sovrapposero in ordine cronolo gico : ad un precedente sustrato ligure sue. cesse una colonizzazione latino-umbra, giung-ente da nord-est, la quale si aggiu dic la supremazia nel paese, seguita a poca distanza da una greca; alle prime tre si aggiunse un'invasione celtica prove niente per via di terra dal nord-ovest e finalmente una etrusca venuta d'oltremare: Gli etnologi, mentre hanno ravvisato neiCelti, nei Greci e negli Umbrolatini gente di origine indoeuropea, assegnarono dapprima i Liguri e gli Etruschi a razza di versa, dando luogo a due deduzioni ugual mente errate: 1a prima civilizzazione d'Italia dovuta a genti -non Arie; dato che queste vessero raggiWito un grado supe: riore di civilt, gli invasori Indoeuropet sarebbero scesi da barbari d'istruttori. -Le moderne concezioni della storia ci portano prendere posizione contro la trita teoria degli spostamenti dei popoli c delle grandi invasioni, cos com'era stata imaginata. Gli spostamenti etnici (l'esem pio dei secoli III, IV e V d. C. ce lo in segna), avvengono sempre in misura minima; le genti invaditrici costituiscono una percentuale trascurabile della rzza a cui appartengono, ed anche se riescono ad affermarsi con le armi in un pase nuovo, il loro destino la fusione con l'elemento indigeno o l'espulsione. Possono esistere delle eccezioni, ma si devono guardare caso per caso al lume di una valutazione prudente: i territori che si adattano agli invasori, o sono spopolati, o dotati di una civilt negativa; comunque l'am bient-e, l clima, ]a lingua; costumi reagiscono -in profonditsugli invasori stessi. Baster che io citi le migliaia di Eruli, Ostrogoti, Longobardi, Franchi, Tedeschi assorbiti dalla nostra popolazione senza il menomo senso di malessere, per .renderei persuasi del fatto. Vi sono Poi gli inassimilabili, ma co storo costituiscono una casta separata che non partecipa agli scopi del paese che li ospita ; vere isole. parassitar.ie, rappresen_ n

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; .. ;\ ,})EL-O JY:I(LICO 2/:ft{O/'(.ENTO tate nel loro tipo pi perfetto dal feno meno giudaico. La razza 11011 si. pu spostare: potr tutt'al pi imporre da ti costumi e particolari valori, che vivranno -soltanto se troveranno un ambiente si mile a quello da cui sono stati prodotti. E' errore credere che popoli dell'Europa c-rientale od asiatici si siano mossi un gtorno, radunati in numero immenso, con formazioni ben stabilite, per occupare le regioni del centro e del sud europeo. Anche senza negare il valore storico delle inva sioni prototaliche e medioevali, dobbiamo ridurle. in termini pi concreti e non as segnare loro un valore sproporzionato. Il primo concetto che d'uopo demolire la favola dell'indoeuropeismo, ettwl.ogicam.ente parlando, che tende a mettere sullo stesso piano di origine Indiani, Persiani, Russi, Tedeschi, Inglesi, Francesi, Italiani, Greci, solo per citare le princi pal popolazioni. L'aggettivo indoeuro peo si applica ad una nozione linguisti ca, non etnica. Contro tale smania di fra tellanza indoeuropea, rivendichiamo l'ipo tesi una stretta unit mediterranea dal punto di vista razziale, diversa dai Cami tosemiti, ed affine per lingua e caratteri biologici ai popoli del (:entro e del nordeu. ropa, la quale non scese, ma popolava ab antiquo -il bacino del Mediterra neo, sparsa dalla Spagna ai I-idi del Mar ::"Il" ero e dalle Alpi al deserto libico. Mo-12 .,.. vimenti interni, sppiamo di qual por tata, si dovettero verificare nel seno di essa, ma ci non ci autorizza a credere ciecamente nelle umanit erranti e can tanti, singola.re fenomeno che permetteva allo storico, allorquando mancavano i documenti per stabilire l'improvvisa compar sa di uita data stirpe sulla del mon do, di giustifiiarne la genesi con voli li rico-fantastici. Cos, per ritornare alle condizioni etni. che dell'Italia preromana, ci che si imagina come un'armonica successione di stirpi, non altro che un avvicendamento storico dei rappresentanti di un'unica raz za, che, con altri territori, popolava pure l'Italia, e qui i mezzi di differen ziazione. I documenti che ci rimangono per te stimoniare ci sono pochi, ma possono offrire sufficiente garanzia. I SICULI. I primi rivelatori della raz za italica cio i primi a lasciare men zione di s nella storia protoitalica, furo no i Si culi, secondo il Ribezzo Indoeu. ropei italici la qual derinizione conforta la nostra precedente persuasione. Il ma teriale epigrafico minimo. Alcune iscrizioni, come quelle famose di Centuripe, riflettono forme avvicinabili ad altri dialetti itali'Ci: ad es. MARU, acco stabile all'umbro MARO = maggiorente vedi .il greco moros; cosi pure le forme: STAINAM, DUROM, VELHOM ripeto . no accusativi singolari di temi in .A ed in O. Italici sono pure alcuni formativi desi nenziali, come quelli in LO, riscontrabile ir: SICU-LI ed in RUTU-LI. Lo stesso Dionisio di Alicarna.sso repi.tta i Siculi in. digeni d'Italia e riporta questa tradizione 1n I, 9 e II, 1 delle. sue Antichit." Impo. n ente poi la toponomastica, tanto poco indagata, che molte volte porta con s te stimonianze di un'antichissima civilt. Ba. sta che io accenni al nome di ALBA ed ai suoi derivati che numerosissimi ricorrono in tutta Italia : dalla mitica Alba Longa, ai monti ed al lago Albano, al fiume Al buia, al monte Alburno, ad Alba sul Tanaro, al fiume Alba in Sicilia, e pi a nord alla tt1ib ligure degli Albici, ad Alba del Rodano, ad Albiana di Corsica, ad Alba nella Spagna Betica, fino ai nomi deformati latinamente: Alpi, da A1bia (2) ( orttlai a(:certato che il sostantivo alba in lingua sicula significasse altura); ed italianamente : Ventimiglia (da Alba In timilium.}, per renderei conto della presen za dei Siculi in tutta la pen:sola. I LIGURI. Ai .Siculi vanno aggiunti come appartenenti alla stessa razza i Liguri, abitatori della valle del Po, coloro che det tero il nome ai laghi ed al fiume nostro maggiore, Bodinco, alle grandi catene di montagne : Albia = alture, Appenninus = crinale del monre; alle caratteristiche fisiche della regione: Rugia = torrente, Balma = caverna. Le indagini linguistiche c\ portano a stabilire non solo una stretta parentela tra Liguri e Siculi, ma anche una vera c propria identit; siamo insomma in pre senza dello stesso popolo, che ha. avuto sedi diverse e sviluppi differenti. Gli stessi suffissi desinenzidi in LO propri dei dia letti i tal ici e del Siculo, si ripetono amplia ti nel Ligure in AL, ALO, ELO (es.: Va laun-AL, Rup-ELO; forse alla stessa origine va anche ricondotto il nome lati nizzato di V ere-ELLA E, notoriamente de. signata come citt dei Liguri ). Ma l'at tivit civile dei Siculoliguri non si limit all'Italia; essi dovevano popolare; per quanto ci attestano le iscrizioni e le tra dizioni, i territori bagnati dal Mediterra neo d'Occidente e for-se dovevano avere diramazioni verso i Carpazi. Gi Esiodo d fa cenno d'essi e dopo di lui Filiato, in Dionisio di Alicarnasso I, 22, 4, ce li attesta in Sicilia, Avieno (Ora maritima), invece, anche sul Mare del Nord. I SARDI. E nori paia fuori luogo parlare della presenza dei Siculoliguri pure in Sardegna, o se non proprio d'essi, almeno di: schiatta loro affine. Ritrovati ar cheologici e linguistici (3), sebbene scarsi. ci possono rendere sufficientemente certi di ipotesi. I Sardi dovevano coi, Si culi e forse coi Liguri occupare la Libia, prima. di passare nelle isole mediterranee, e della loro esistenza possiamo essere cer. ti, se Max M iiller ci parla di Scirtani o Scia.rdani, truppe mercenarie, che ancora al principio del secolo XVI a. C. servi vano i Faraoni. Del resto il fatto commentato da incisioni e dipinti egizi. A quale famiglia debba-nsi assegnare le

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lingue loro per incerto; anzi alcuni glottologi son d'accordo nel reputare il Sicuo iv.erso dal Ligure; noi siamo contrari a queste affermazioni c ,ci atteniamo a quanto al:>biamo esposto, osservando che i risultati raggiunti ncl;l'interpretazione del L-igure si basano sopra tutto su iscrizioni leponziache, fortemente galliciz zate, ci che pu aver indotto gli studios; a postularne la differenza dal Siculo. un altro problema non mno interes sante 'ci offre il suffisso desinenziale ESCO, ASCO, che, secondo il Flechia, nella toponomastica dell'Italia padana, si ripete oltre duecentocinquanta volte, dila gando nell'Italia centrale e meridionale. GLI ETRUSCHI. II fatto ci permette di passare all'investigazione di un quarto misterioso popolo abitatore della penisola, giunto a grande potenza, verso il VII-VI secolo a. C.: .]'Etrusco. Gi il citato Dio nis io (I, 26-30) Io reput indigeno d'Italia, ed afferm che gli Etruschi non cran Pelasgi, n Lidi, non avendo la stessa lingua, n gli stessi costumi. Essi si autochiama vano Raseni da un loro capo cd i Romam li dicevano Etruschi: L'origine di quest'ul timo nome ci pare essere umbra. Nelle ta\"''lc di Guhlj)o se ne trova l'originale: 1 \.NV)f q V "1 che i Latini trascrissero con: TURSKUM; ora secondo Erodoto ( f, 94), gli Etruschi sbarcarono presso gli Umbri, venendo in Lidia, e gli Umbri det tero loro il nome suddetto. Nelle tavole Tkuvine pi recenti, TVRSKUM TV:3KUM, il che rivela chiara la genesi del suf fisso SCO, riconducibile quindi non 'oltanto ai Siculoliguri, ma anche agli Umbri, ci che prova che qualcosa di comune tra loro dovette esi-stere. Ma gli Etruschi devono essere reputati indigeni secondo Dionisio, o immigrati secondo Erodoto ? Le attuali correnti sono decisamente fa mrevoli alla versione di questo ultimo e hasano le loro preferenze sulla grande au t nrit del padre della storia e su critiche mosse a Dionisio con un certo vantaggio; la posizione viene poi consolidata da indag-ini linguistiche ed archeologiche. Per si possono notare alcuni fatti discordanti : Erodoto raccoglieva le tradizioni di cn entrava in possesso senza alcuna valu tazione scientifica; almassimo si serviva della versione pi accreditata; -le critiche mosSe a Dionisio non in f lTL'ssano i punti vitali delle SUe asserzioni, ma soltanto alcuni tentativi di dimo strazione della verit: d'esse; --le indagini linguistiche non sono finora approdate a. risultati soddisfacenti c forse non approderanno mai, fino alla scoperta di un monumento bilingue; l pode rosi studi del Corssen, falliti, del Martha, dello Skutsch e dello Herbig non hanno condotto ad altro se non a ripetere l'as serzione di Dionisio: di nessun altro po polo la stessa lingua. Allo stato presente delle ricerche, pos siamo offrire due liste di prove : l'una assegna l'Etrusco a ceppo linguistico non i tal i co (le voci A TI CLAN PUlA SEC = mater, filius, uxor, filia, nemmeno lonta namente .riconducibili ai dialetti italici, il : genitivus genitivi :. ed il dativo in SI non ritrovabili nelle grammatiche umbre c latine), l'altra riconosce qualche legame (le desinenze femminili in A, IA, il geni tivo in S, alcune forme verbali in CE, l'enclitica q. N sono da trascurarsi gli studi del nostro Trombetti, che ha rilevato una forte affinit dell'Etrusco con I'lndoeuropeo (specie per i nominativi in S i suffissi personali del verbo, certe forme verbali in U e certi imperativi in TH), e con il Caucasico ed altre lingue dell'Asia minore. Nel prssirrio numero : GJO_BGI ''L', E t h n t::e-:: i . Il Battaglia tra Egwani e Sardi, Pelasgi e Teucri Ma questo non basta per giurare senz'altro sulla provenienza lidia degli Etruschi ; pu darsi che presso di essi si sieno mantenuti inalterati certi caratteri lingui stici, che tutt'al pi deporrebbero in fa. vore della nostra tesi ciri:a un'unit me diterranea. N dimentichiamo la sentenza del Bii cheler finora il pi assennato in materia, che riuscito a dimostrare come la vicinanza di due possenti tronchi linguistici, come l'Etrusco ed il Latino, debba aver generato dei notevoli influssi reciproci, per concludere infine per il carattere in doeuropeo dell'Etrusco. Se poi ci rivolgiamo alla tradizione stes sa Tirrena, sappiamo che I}lai gli Etruschi raccontarono di esser venuti da qualche altro luogo, quantunque l'emigrazione di un intero popolo per via marittima doves se esser tale da tener desta per lungo tem po la memoria di tanta impresa nella mente dei tardi nepoti. Nessun canto epico, nessuna iscrizione, nessuna leggenda tipicamente etrusca d ricorda menomamente tale fatto; anzi i T usci stessi credevano in buona fede di essere indigeni d'Italia. Per dare quindi un'esatta interpretazione dell'etnologia mediterranea, dobbiamo imaginare un grande canovaccio su cui, con lo stesso filo, si tessono diversi disegni: quindi, genesi uguale; ma diver. genza nella localizzazione delie diverse fa miglie di un'unica stirpe. Potrei con minore materiale continuare nella citazione dei Sanniti, Bruzi, Lucani, ecc., per dimostrare la loro iden tit d'origine. Mi basta per concludere, riassumendo rapidamente i risultati ottenuti: a) contro Jc teorie etnologiche delle grandi invasioni nordiche, che avrebbero arrecato luce di civilt all'Italia, rivendi chiamo l'originalit civile della penisola, dovuta a gente di razza mediterranea, diversa dalle stirpi camitosemitiche. b) contro una pluralit di razze dovuta ai grandi spostamenti migratori ve rificatisi in Italia, affermiamo un'unit razzi.alc, che si stendeva, oltrech in Italia, dalla Spagna alla Libia, alle Alpi, ai Carpazi. c) contro una diversit di stirpi signoreggiatrici volta a volta d'Italia, am. mettiamo una variet di popoli etnicamen te riconducibili alla razza su accennata. CLAUDIO CALOSSO 13

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" Soldato italia11o ": dell'inglese Glyn Philpct degli o s tacoli pi seri che una formulazione puramente biologica della dottrina della razza incontra, costituito dal fatto, che le razze non decadono e tramontano solo per via d'in crocio e di contaminazione del sangue. Altrettanto positivi sono i casi, in cui alcune razze degenerano e volgono verso la fine a causa di un processo -per dir cosi -di estinzione interria, senza l'intervento di fattori esterni. Cosa che, sul piano pura mente biologico, potrebbe trovar riscontro in quelle enigma tiche variazioni interne (idiovariazioni) che la scienza si trovata costretta a constatare presso alle variazioni per incrocio (mistovariazioni) come cause parimenti efficienti di mutazione di una eredit Di questii fatti non ci si potr mai rendere pienamente conto se non s'integra la concezione biologica della razza con quel c razzismo di secondo e di terzo grado su cui noi abbiamo ripetutamente avuto occasione di parlare in questa stessa sede. Solo quando si considera la razza, esistente non soltanto nel corpo, ma anche nell'anima e nello spirito. da intendersi-ani-l" ma e come forze pi profonde, metabiologiche, che nella totalit organica del. l'ente umano stanno a condizionare la stessa compagine fisica e fisio-psichica-solo quando si assunto questo punto di Vista eminentemente tradizionale si pu penetra re in tutti i suoi aspetti il mistero della decadenza delle razze. Ci si pu allora der conto che, come nel singolo individuo l'abdicazione e il c()llasso interno, la ces sazione di ogni tensione morale e il pa s sivo abbandonarsi possono a poco a poc o tradursi in un vero e proprio crollo fisico o paralizzare risorse organiche naturali al trimenti efficienti di fronte ad ogni minac cia avvertita dal corpo del pari sviluppi del genere possono realizzarsi sul piano di quelle pi grandi entit, che sono le razze umane nella ;loro vita, nello spazio e n e l tempo. E l'accenno, ora fatto, di risorse organiche quando la tension e interna morale e spil'ituale -di un singolo viene meno, pu anzi permetterei di considerare meno semplicisticamente e meno materialisticamente lo stesso caso dell e ahemzioni razziali dovute a mescolanza a contaminazione. Questo caso, infatti, non di rado pu essere analogo a quanto accade nelle infe. zioni. E' noto infatti, che i bacteri, i mi crobi, non sono sempre causa fatale, uni voca del male: a che, attraverso il contagi o il morbo si sviluppi, ocorre una cert a maggiore o minore, predisposizione Lo sta to d'integrit, di perfetta tonicit dell 'or ganismo condiziona, a sua volta, questa p re disposizione, mentre a sua volta, su d molto influisce il fattore spirituale ia c presenza, o m.eno, di tutto l'essere a se stesso, l'intrep1dezza interna invece dd l'angoscia, ecc. In conformit di que:;ta analogia si pu pensare che, affinch g l i incroci abbiano davvero un esito fatalm t>J te, inesorabilmente degenerativo per una razza senza eccezione, occorre che questa, razza, gi in mia certa misura, sia interior mente lesa, sia decaduta rispetto alla sua originaria tensione. Quando una razza si ridotta ad un insieme di automatismi atavici, i quali poi rappresentano la sopravvivenza di. quel cile essa originariamente era, allora basta un urto, una lesione, una semplice azione dall'esterno per farla precipitare, per sfigurarla e denaturarla. Essa, in tal caso, non si comporta come un corpo elastico pronto a reagire e a riprendere la sua forma originaria dopo l'urto (semprecb s'intende questo non oltrepassi certi limiti e non si trasformi in una sollecitazione permanente!. bens come un corpo rigido, anelastico, che subisce passivamente l'impronta dell'azione esterna. Sulla base di queste considerazioni si possono distinguere due compiti pratici del razzismo. Il primo lo si potrebbe dire Ji difesa passiva. Si tratta, cio, di metter la razza al dparo di tutte le azioni esterne (incroci, forme inadatte di vita e di eu l tura, ecc.) che potrebbero rappresentare, per essa, un incenti v o

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di crisi, di mutazione e di snaturamento. Il secondo l'ompilo invece quello di resistenza auiva, e consiste nel iidurre ad un minimo la predisposizione della razza alla degenerazione, cio il terreno in cui essa pu esser passivamente esposta all'azione esterna. Questo compito equivale essenzialmente ad esaltare :. la razza interna; a far s che essa non venga mai meno alla sua !ntima tensione, che, come controparte della sua integrit fisica, aJ.l'interno della razza vi sia. qualcosa, come un fuoco indoma bile irreducibile, desideroso sempre di nuova materia per divampare, di nuo':i ostacoH che lo sfidino e lo costringano alla riaffermazione. .-. Questo secondo compito evidentemente pi arduo del primo, perch caso per caso esso pu esigere soluzioni diverse e.perch per esso poco giovano misure esterne, generali e materiali. Si tratt di vincere l'inerzia dello spirito, quella forza di gravit che vigente nell'interiorit umana 'DOn meno che nel mondo. fisico esteriore e l si traduce appunto nell'inclinazione all'ab bandono, al lasciarsi vivere :., al seguir sempre la linea di minor resistenza. Ma, purtroppo, pel singolo come per larazza,_per vincere questo pei:colo occorre un punto d'appoggio -la ca.pait di agire direttamente, di tenersi sempre al vertice dell'onda per un'i.nterna iniziativa che senza stimoli sempre si .-" La prima ora ", d1 Orazio Amato

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rinnova non pu corrispondere che ad una dotazione eccezionale, nn pu esser ragionevolmente richiesta come un dato normae. Come dicevamo, a che la tensione, divenuta latente, si ridesti prima che sia troppo tardi e subentrino i processi deJ.I'auloma tizzazione della razza, occorre un ostacolo, una prova, quasi una sfida. E' allora che avviene la crisi e la decisione: col modo del loro reagire, le potenze pi profonde, metabiologiche della raz za dimostrano allora se esse sono state pi forti delle contin genze e dei destini di un certo periodo di storia. Nel caso della reazione positiva, nuove potenzialit vitali vanno, dal profondo, a risaturare il circuito Tazziale. Un nuovo ciclo ascendente s'ini zia, per quella razza. In certi casi, perfino possibile che proprio l'incrocio na turalmente, mantenuto ,in limiti ben precisi assolva una fun zione del genere. Ci noto nella zootecnica. La 4: razza pura :., in certe specie animali, il risultato sia della preservazione del l'eredit' che di un sapiente incrocio. Noi non siamo del parere del Chamberlain, che inclinava ad estendere una veduta del genere alle razze superiori dell'umanit. Tuttavia, un fatto ben provato che in certe famiglie aristocratiche, le quali, can la loro legge del sangue lungo i secoli sono )'unico campo speri mentale finora avuto dal razzismo nella storia, alcuni incroci hanno appunto avuto la virt di prevenire l'imbastardimento per estinzione o degenerazione interna. Qui lo sottoliniamo si tratta di una prova, non di una regola. Di una prova, anzi, che pu anche significare una sfida pericolosa al sangue. Ma il pericolo ridesta. Dinanzi all'elemento eterogeneo introdotto dal l'mcrocio il nucleo omogeneo chiamato a riaffermarsi, a ridurre a s ci che estra.neo, ad esercitare di fronte ad esso la parte che ha il dominante di fronte al recessivo nel cam po delle leggi di Mendel. Se la reazione positiva. il risultato .:;: " : 'o " .. .: ; -: : .... :. un risveglio. Il ceppo, che sembrava esausto ed esaurito, si rav_ viva. Ma se gi troppo si era scesi, o se l'eterogeneit, eccessiva, la prova fallisce, ed il rapido e definitivo tramonto. Ma il pi alto strumento di risveglio interno della razza la lotta, e la guerra sua pi alta espressione. Che il pacifismo e l'umanitarismo siano fenomeni solidali all'internazionalismo, alla democrazia, al cosmopolitismo e a1 liberalismo, cosa af fatto logica :__ lo stesso istinto antirazzista presente negli uni si riflette e conferma negli, altri. La volont di livellamento sub razziale, insita nell'internazionalismo trova nell'umanitarismo pacifista il suo alleato, incaricato ad impedire che la prova eroicao vada a guastare il giuoco, galvanizzando le forze super stiti di popoli razzialmente non ancor del tutto sradicati. E' per cosa singolare -per quanto significativa nei riguardi degli errori a cui pu condurre una impostazione unilateralmente bio logica del problema razzista -che la teoria razzista delle sele_ zioni a rovescio, quale fu espressa, ad esempio, dal Vacher De Lapouge, partecipa, in una certa misura, di quella stessa incom prensione circa ci che la guerra pu significare positivamente per la razza, nutrita, qui per a ragion veduta, dal democrati smo internazionalista. Infatti con questa tcl>ria si suppone che guerra si risolva in una eliminazione progressiva dei mi gliori, degli esponenti della razza ancora pura dei vari popoli, facilitando cos una involuzione Veduta unilaterale: perch considera solo quel che nello scamparire di alcuni va per.duto, non quel che i"n ben pi vasta misura in altri si desta attraverso l'esperienza della guerra e che altrimenti, mai si sarebbe destato. 1Cosa ancor pi evidente, se poi non consideriamo le guerre anti'Che, le quali in gra.n parte furono combattute da lites mentre gli strati pi bassi da esse erano risparmiati, bens, le guerre moderne, che impegnano La tempesta ", di Nicola Grigoresco

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intere nazioni armate e che iiwltre nel loro carattere di totalitariet, in vestono le forze non solo fisiche ma anche' morali e spirituali, d combattenti e di non combattenti L'ebreo Ludwig andato in 'escande scenze per un articolo, uscito in um rivista militare tedesca. nel quale si mettevano in rilievo le possibilit di selezione relative perfino ai bombar damenti aerei, ove la -prova del san!!'Ue freddo, dell'immediata, lucida dell'istinto d'orientamento opposto ad ogni impuso bruto e confuso, non pu non risolversi in una discriminazione decisiva per co loro che hanno la massima proba bilit di scampare e di sopravvivere. Lo scandalo dell'ebreo umanitario Ludwig, che pur si fatto banditore bellicoso della nuova Santa Alleanza contro il Fascismo, non pu nulla contro quel che di giusto vi perfino in considerazioni del genere. Se la prossima guerra mondiale sar una guerra totale essa significhe r anche una prova totale:. delle f orze razziali superstiti del mondo .noderno. Certo, gli uni crollernno l dove gli altri si , con la solidariet, l'unit di 1le5tino e di olocausto ad essa propria. Grado per grado, questa es perienza prevalentemente naturalistica si purifica, si dignifica, si rende luminosa: fino a giungere alla forma pi alta, che corrisponde alla concezione ariana della guerra come lotta santa :.,'e della vittoria e del trionfo come un culmine, avente identico valore di quelli clelia santit e dell'iniziazione e, infine, della morte in campo come mors triumphalis, come superamento non rettorico, ma effettivo, .della morte. A vendo accennato a tutti questi punti in nariiera sommaria ma, speriamolo, sufficientemente intelligibile, ci proponiamo di trattar) i partitamente in alcuni scritti che faranno seguito al pre; sente e che dunque considereranno specificamente le variet del l'esperienza eroica in funzione della razza e poi la visione della guerra propria, particolarmente, alla tradizione nordico-aria e ario-romana. J. EVOLA 17

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Il Dio egizio Bea ", simbolo della borghesia Chi consulta la bibliografia fran. cese resta spesso colpito dalla grande ana-logia esi stente tra le descri zioni che quegli autori ci dnno del tipo razziale da essi chiamato con termini vari e non sappiamo fino a che punto giustifi cati di Alpin '>, Cel tique:., con quel particolare t i p o psicologico e mo rale che in Italia detto tipo borghese Cos leggiamo a pag. 60 e segg., del libro V ers un racisme fraru;ai.s di Ren Gontier la seguente illustrazione che si applica ottimamente ai borghesi, sol che il lettore abbia l'accortezza di sostituire il termine alpin :. con quello di borghese ... L'aspetto morale che m i sembra di stinguere meglio l' al p in dagli altri bianchi e che spiega tutti gli aspetti del suo carattere come spesso i suoi pros simi parenti di razza gialla, il suo positivismo Osservate il suo viso: quello che colpisce innanzi tutto l'espressione po sitiva e astuta ... Meno sensuale dell'uomo mediterraneo, meno sensuale perfino del nordico, l' atpin si. affeziona alle cose piuttosto per la loro utilit per il pia cere che esse possono procurargli. La forma mediocre del positivismo alpin l'attaccamento limitato ai beni tempo rali. Impiegato, uomo di affari, intellet tuale, o anche artista o poeta, ch'egli sia di nascita elevata o di condizione modesta, l' alpin resta sempre un borghese:.. Previdente formica, gli necessaria la sua casa, il suo giardino, la sua posizione, la sua borsa ben gonfia, le sue rendite per l'avvenire, e tutto questo non tanto per goderne quanto per nori mancare di niente ... Egli non ama uscire dal quadro delle sue abitudini. Ha realmente i tratti servili con i quali De Lapouge e Giinther si sono compiaciuti di' dipingerlo? Senza dubbio le altre razze bianche sono pi dominatrici. Gi ai tempi della pietra levigata l' alpin non attaccava mai i suoi nemici; egli si trincerava nei suoi villaggi, costruiti su palafitte e su delle colline e si teneva sulla difensiva ... l' al p in, ha invaso la pubblica ammini strazione per la quale dimostra una ten-Il baciamano: tipica espressione borghese IS denza naturale, perch un posto sicuro, con una pensione alla fine ... D'altra parte egli non si dato soltanto all'amministra zione pubblica ma ... positivo, cio a datto alla realt delle cose, egli pieghevoe come la vita stessa, e astuto dovunque regni l'astuzia. E' -un commerciante fuori classe, un imbroglione emerito, un avvocato di prim'ordine. Egli non mai ingannato, ma se l'intende a meraviglia a ingannare, a fare prendere le finzioni per delle real t. Egli ha, il genio dell'inganno. Questo si vede dal suo sguar:do maligno di vec chia volpe. Non bisogna quindi sorprenderei se il regime il dominio eletto dell' alpin il suo vero elemento natu rale, come l'acqua per il pesce ... se fa il bene lo fa per una di abitudine piuttosto che per convinzione e delicatezza; ignora il tormento in terno, egli poco tormentato dai rimorsi e dagli scrupoli; se non imbrigliato dalla religione egli passa se non all'immoralit, nell'amara lismo che consiste nel non afferrare e comprendere le frontiere che separano il bene dal male. Spesso cinico ... L'ono re gli sembra una cosa un po' ridicola. La forma bassa dell'orgoglio alpin la presunzione alla piattezza ... Venerando il successo, una volta arriva to, esige di essere Egli stima in tal caso che i rapporti umani si ridu cano Ili quelli di padroni e di servi :.. Sulla psicologia di questo tipo scrisse a lungo il Vacher De Lapouge nel suo

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libro L' Aryen apparso nel 1899. Questo Autore ebbe cura -di mettere in particolare rilievo il servilismo proprio del tipo, cos a pag. 233 affermava: E' lo shiavo perfetto, il servo ideale, il s oggetto modello, e nelle Repubbliche c ome la nostra, il cittadino pi ben vi sto perch tollera ogni abuso :. ; e a pa g ina 238: E' un fatto grave che gi a i nostri giorni questi individui siano deg l i schiavi nati, alla ricerca di padroni q ua ndo li hanno perduti .. E' un fatto molto grave che ovunque essi esistono, v ivono sotto il dominio degli Ariani e in difetto di questi sono sotto quello degli Ebrei :.. Pi avanti, a pagina 467, il Vacher De L a pou g e ha messo chiaramente in evidenza c ome i borghesi siano realmente domin a ti dal Giudaismo : Nel Continente il regime plutocratico impli1:herebbe na t uralrqente l'avvento prossimo di una possentt; oligarchia giudaica. Nessun altro elemento possiede una tale proporzione di uomini abili a raccogliere dei milioni e a seminare intorno la corruzione In torn o a noi il giudeo non ha rivali nel l 'a rte di utilizzare il lavoro del brachi c efalo (borghese) e di concentrare le sue e c onomie. In un regime in cui la sola disuguaglianza ricevuta quella della f o rtuna il Giudeo naturalmente chiamato a prendere il primo posto, e la forte o rg anizzazione che fa d'Israele uno Stato nello Stato potr permettergli di elimi nare dalla classe : dominante tutti gli altri elementi nella misura che riterr necessario:.. Hotman, BoulainvHie e Brzard hanno chiaramente espresso l'opinione che gli uomini che formavano il terzo Stato, in altri termini i borghesi, avessero un determinato tipo razzile, diverso da quel lo <:he aveva fatto grande e gloriosa la Francia. Montlosier addirittura dell'o pinione che la Rivoluzione francese sia stata una specie di rivincita di una razza rispetto ad un'altra. Il Gontier scrive che : senza dubbio questo modo di con sroerare la storia non assolutamente privo di fondamento:. e lo stesso Mon tandon, cosi cauto nei suoi giu-dizi, aggiunge che : < pu anche darsi che ci sia qualche cosa di giusto in questo apprez zamento dei fatti storici :.. D'altra parte che ci sia stata realmente nel corso della storia una sostituzione della popolazione francese nel senso soprain dicato, sembrerebbe dimostrato dagli stu di compiuti dallo stesso Vacher De Lapouge. Il Medio-Evo scrive questo Autore caratterizzato dallo sviluppo gra-duale -dei brachi<:efali, salvo che per l'Inghilterra e le penisole iberi<:a e ita lica ... Di secolo in secolo la proporzione .dei brachicefali aumentata e le loro aree di ripartizione diventeranno sempre pi grandi e tendenti a riunirsi... Questa sostituzione rapida di una razza all'altra, senza invasion i, senza combattimenti, per mezzo soltanto di una insuperabile tudine al s ervilismo, certamente un pro blema di storia sociale dei pi importanti e dei pi facil i a risolversi. I cimi teri el Medioevo e dei tempi moderni sono in numero infinito, le ossa sono in buono stato ... :. Nell'Aneyron la serie urbana del Me dio Evo conta 25 crani di Roder compresi tra 75 e 84, media degli uomini 78,7 e delle donne 79,9 Una serie rural di Santa Radegonda ha per indice 78,6. Questa media con fermata dalla dolicocefalia dei crani di altri cimiteri a n eyronnesi del Medio-evo Prima del XII secolo la brachicefalia non era rappresentata che da una mino ranza di individui. Nell'Hrault, il Tam. il Tam-et-Garonne, il Gard, le serie del Medio-evo sono sempre al di sotto di 80. L'indice varia invece oggi tra 82 e 86. A Parigi la marcia dell'indice la se guente: Saint Marcel IV e VIII secolo, 77,6, Saint-Germain-des-Prs, VIII se colo, 78,4, Cit XII secolo 79,1. L'c: ele mento alpinus raro di princip i o, arri-. Frivole:n:a e vacuitb. della vita bo19hese 19

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vando alla fine nel Medio-evo elimina rapidamente l'elemento Eu ropeaus A parte questi studi del De La pouge, il Ranke ha potuto consta tare un fenomeno analogo nelle s erie craniche di Lindau in Bavie ra. La percentuale .degli indici comparata a quella delle epoche anteriore e posteriore d: Reihengrliber Ossari bava di Baviera Lindau resi moderni Dollcocelall u 32 l MeuUcelall ltlt 36 16 Bracblcelall n 32 <3 Commentando questi risultati il De Lapouge ha scritto : 4: Il la voro del Ranke mostra con una rara precisione il processo di eli minazione dell'Uomo Europaeus a tutto beneficio della razza se .rvile Il. De Lapouge ci ha ancora perfettamente individualizzato un tipico aspetto del borghese l dove fa il confronto tra l'Ariano e il brachicefalo ; anche qui baster s ostituire la parola brachice falo con quella' borghese Per: la sua maniera aggres s i v a di concepire la solidariet, l'Ariano possiede una superiorit schiaccian:1! sulle altre razze e sopra i b1 ch i cefali in particolare L'Ariano ama mettersi avanti il brachi cefalo a restare indietro La solidariet del primo simile a quella della muta di cani che caccia il cinghiale ... ; la soli dariet del secondo quella della truppa d i montoni dove ognuno cerca di nascondersi dietro il suo vicino e conta su di lui per pass are non visto nel momento d e l pericolo Con la prima solidriet si v a lontano perch quelli che cadono non ftrmano gli altri, con la seconda la re si s tenza dura finch i meno vili, quelli che osano restare in prima fila, non sono s compar s i. Una volta caduti viene lo sban damento, il si salvi chi pu, il mas sacro o la servit, bassamente e sornio namente accettata. La solidariet del bra chicefalo, quando gli capita di essere ag gres s ivo, quella delia massa unita con tro i capi, degli imbecilli contro gli in t e lligenti, dei vili contro quelli che vogliono marciare, il colpo partito dalla folla di cui ne5suno responsabile, la pers e c uzione ipocrita e legale contro la qual e non permesso di protestare. Pi avanti lo stesso autore cos parla della razza che ha il predominio in Francia: La razza vigorosa e di carattere grande estinta. II brachicefalo d!!i nostri giorni non ha nulla di comune con l'Ariano del Medio-Evo e della Rinascenza. Esso pecca per serv ilismo, mancanza di carattere e virilit. E la stessa cultura inconsi deratamente continuata, (ornisce oggi n borghese pantofolaio dei detriti d'intellettuali dei critici dei decadenti, dei pauros i degli evirati dei nevropatici, ma nes s un vero uomo Pi avanti ancora polemizzando con co loro che intendono di difendere il tipo cos ben individuato del borghese il De Lapouge scrive: Se il brachicefalo in telligente esso accumula idee piuttosto che fabbricarne; se pacifico soltanto perch manca di ardimento ma non d i desiderio del bene altrui: il lucro lo ten ma il pericolo lo fa riflettere .-Un altro tipico carattere borghese ha mes;;o in evidenza il De Lapouge con la cosiddetta : Legge d'Emigrazione che dice: In una popolazione in via di dis sociazione per spostamento, l'elemento meno brachicefalo che emigra di pi ; il che spiega la perfetta antitesi, sempre constatata, tra spirito borghese e spirito coloniali Generalmente come scrive il De Lapo uge le popolazioni coloniali formate per migrazione sono meno bra chicefale di queJ.le dei paesi d'origine In Algeria 234 sogg etti di origine f ran cese hanno dato un indice medio di 79,2. Se si esclude il caso di mescolanze, 174 individui discendenti da coloni francesi hanno dato un indice di 80,9. inferiore di due unit alla media di 83 L'indice degli italiani stabiliti in Algeria di circjl 78, mentre la media dell'Italia di 82,6. Lajard ha ottenuto su 50 crani di del le Isole Ca-narie un indice di 74,5, Olorh d per indice medio degli spa gnoli 76,4. A di questa diversa tendenza a spostarsi o meno che si osserva in seno ad una data popolazione, il De Lapouge av verte che la tendenza allo sposta mento rappresenta una selezione solo se volontaria e se lo spo _sta. inento suppone una certa dose di ardimento e di spirito di avventura. Bisogna dunque distin guere due categorie di individui che emigrano: quelli che lo fanno per il loro carattere intrapren dente e quelli che lo fanno per imitazione o perch costretti. Come si vede, la descrizione psicologica e morale che ci hanno fatto questi autori corrisponde a .del tipo che in Italia chia miamo tipo borghese Per ev itare ogni equivoco bene subito affermare come la denominazione di alpin questo tipo dagli autori francesi, ci pare completamente ingiustif cata, dato che nella regione geo grafica alpina vivono i tipi raz ziali pi diversi, tra i quali quelli italiani che sono perfettamente agli antipodi delle descrizioni sopra riportate. Cos anche dop o quello che stato scritto in questa rivista sulla que stione delia brachicefalia e della doli cocefalia, ci pare inutile ricordare al lettore come la brachicefalia possa avere la pi differente origine (razziale costituzionale, ecc ) per cui sarebbe assur do riferire la de s crizione dal D e Lapouge ai brachicefali in genere. Resta omunque sempre molto interc:;il constatare come nella patria das sica dell borghesia, in Francia, il t ipt borghese sia stato ottimamente individua to da alcuni studiosi e distinto perfetla mente dal resto della popolazione del Paes e. E poich le qualit proprie del !Jorghese ; si presentanQ sempre in un a determinata maniera. gli autori francesi sono arrivati al punto di attribuirle sen z 'altro ad una razza speciale, che come quella giudaica non ha una patria defi nita ma internazionale e vive da pa rassita sulle altre razze . La borghesia perfettament e es tranea e contraria all'anima e allo spirito della razza .italiana, e poich nel definire la razza i caratteri psicologici e spirituali hanno almeno lo stesso valore di quelli morfologici, il lettore sar d'accordo nel rico1oscere come sia giu s tificato questo modo di considerare i borghesi c ome apj>n:!:tenenti ad una razza diversa dalla ncsh a GUIDOlLANDRA

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POLITICA DELLAFAMI E DELLA RA a ciascun aspetta dell'azione politica Orr i una sokt e chiar.a denominazione: la politica estera si c hiama solta':ta estera e qu_ ella interna solt.anta politica u tlerna; cost come lmterven:lo det pubblici poteri nel setta re . conomico si chiamn soltanto politica economica e quello che :111 luogo nel settore finanziario non pu avere altra denomi n u;;me all'infuori di quella di politiror finanziaria. . Non pu dirsi altrettanta per il complesso delle forme di 111/erve nto che hanno ad oggetto la popolazione. Anzich una sola troviamo in questa rose> moltissime denomina::ioni, cia ..c una delle quali si. di.stacca dalle altre non soltanto ver Jiumo significata letterale delle parole, m a anche perch c or' i s ponde ad un diverso modo di concepire i. presupposti e l fin i dell'azione politica. Per cui, se per gli altri aspetti dell'a:::.iot!<' politic_a l'esistenza di una sola denoinina:::.ione dimostra che il d is accordo pu sorgere soltanto ne i riguardi del metodo per i che si riferisce alla popolazione l'eventual-e disaccordo ,ou inve s tir e il fatto politico in tutta la sua intere zz a . fJoliti c a demografica il nome che pi comunemente si d ,,/ l' insieme delle misure che ui stata adotta nei confronti della ;JOpolazione. Ma si usa anche dire, assai spesso: politica della !'Opoluzione. All'estero poi troviamo a dottate con grande freanche altre denominazioni, che in l taNa sono usate sol 'tnt o dagli studiosi o che vengono citate anche da altri al solo : m p o d ripudiarle. All' estero dunqu" accanto a chi parla di p oli tica demografica e di politica della popola:::.iom! v anche ,/ti parla di controllo delle nascite e quindi di intervento dci ;.uh!Jli ci poteri inteso ad attuare il principio della limit.a zion e -it l e nascite. Lnitazione che, a seconda dei vari pareri, dovrebbe 111(/iri:::.zarsi a tre diversi scopi nascendone, quindi, altre tre di;,rsc e tichett e dell azione politica : conseguire l'optimum demo :uujico, oppure stabili:::.:::.are la popolazione al suo attuale livello ttumr.r ico, oppure ridurre in sen.so assoluto l entit numerica .!ri f a popolazione. !in po' dappertut to s' poi e si usa. tuttora u n'altra pa 1 1a: c ug e nica, che, esprimendo certi determinati intenti nei 1 i.!: t! a r di della popolazione. rende ,:mplicita un corrispondente in,f' ri ::; o dell' azionJe politica. l Ji denomina z ioni, dunque. ce n i n abbondanza: principali wcondari e, n1>strane e strani e r e. E fin qu i il danno non .!JiJe ass ai grave, sebbene chiamar e ogni cosa con un solo no -1 1'' <' sempre con quello sJ. molto utile, specialmente qllando, Jll'r indicare un'azione politica anche. il nome contribuisce con lu s uu al ra. ggiungimento del fine Mu qui il danno deriva in primo luogo dal fatto che a cia-8CLIIta d e nomina z ione corn'sponde un modo diverso di ve dere il problema. quindi un contenuto diverso. Si fa prest.o a conu tttcerse ne. NPI su.o s1:gnifi.cata lettrale la locu z ione: politica d e mogra f i c a 1wn ha Se, ittjatti, la parola demografia nlient.e esprime il concetto di desizione, di studio del popolo .. La fami'glia Eugenio Hermoso o della popola z ion e in senso lato, l'aggettivo demografia 11011 potrebbe logicamente afldare unito alla parola politica, ch e e sprime il concetto di a d on e svolta dallo Stata Bisogna quind i riferirs i all acce z ione c omun e, pu r la quale la p o liti c a demogra fi c a i( comples s o d elle misure adottate dai pubblici pote ri allo scopo di incoragg iare la nu:::.ialit e sopratutta la natalit. l n fatti la denomina:;ione politica demografica u.sata in modo pr e cipuo in quei paesi e in quei periodi 11ei quali i poier pubblici, impressionati dal regresso delle nJasci te, hanno con centrat.o la loro attenzion e e i loro sforzi su questa aspetta della dinamica della popola z ione c ercando con ogni mezzo di mu larne. l e prospettive sempr e p i preoccupanti. Cio nel concetta di politica demografi c a il saggio di nalalit posto in prnis sinw piano per effeuo del sovrastante incubo della denatalit. Ne consegue che le varie co1teezioni teoriche e le varie misure 21

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. .: concrete polarizzate terso Wi fine d iato : e il .. avvenne nella fase intermedia della civilt ellenica, si regresso delle nascite e poi realizzare di nuovo un andamento: giunse a concepire come forma ideale una citt ordinata in modo flSCenden,e nella CUrta delta IUltalit. Questa preminenza del che la sua popolazione non aumentasse n n nel sintomo sulla. causa determiM, in certo modo, una supremazia complesso, n nelle singole classi sociali. del fine sul mezzo; la volont impellen.k di. influire in. senso Nella conezwne popolazionistica inoderna, Qltre gli accennati positivo su/, saggio di natalit non lascia il iempo indispensabile .motivi di tlifferenzi&ione rispeito alla politica demwr;rafica, si per una ricerca delle cause mediat o recondite del regresso delle possono rilevate: la mancanza di una vera ricerca e considera. 11<-ISCite; costringe invece ad aggredire le determinanti immediate ZWne di tutte, anch.e l pi Jeierminanti del feno'meno del fenomeno demografico, con misure che si ritengono alte a demografico nel suo aspetto quantitatioo; cio anche nella con. neutralizzare quelle negative. E' ovvio che nel concetto di plicezione popolazionistica c', sebbene meno accentuatti, una netta tica demografica. si possano far rieutrare anche misure ispirate propensione il fatto ultimo, verso gli ultimi termini di da una maggiore ampiezza di ini.enti; per il carattere diflerenquella serie di azioni e reazioni che imprimono alla eurva della ziale del/.a concezione demograjicQ si esprime proprio nella prenatalit un determinato andamento piuttosto he un altro. In minenza data all'aspetto quantJitativo; preminenza che, a sua secondo luogo, l'atteggUzmento popolazionistico trascura alcuni volta, si spiega in considerazione dell'andamento presentato in aspetti del fenomeno demografico che non possonO moderna. un certo periodo dalla curva d natalit. mente essere trascurati, come il caso dei problemi d'ordine bio. Le JffNOle-: polirica defla popolazione, quanto al significato logico, santari(J ed anhe economico.-sociale riguardanti la:po-letterale, non possono causare nessuna perplessit. Tutte le forme polazione. . dell'intervento statale che abbiano ad oggetto i fenomeni derno. Con il controllo delle n6scite si passa a concezioni che molto grafici possono pacificamente essere comprese in quella locu. si differen'Ziano da quelle alle quali #n qui s' fatto cenno. zione. Teoricamente anch.e il colilrollo delle nnscite una forma Controllare vuol dire sottoporre la procreazione ad un giudi-di politica della popolazione. Quest'ampiezza da un zio di convenienza. Quando tale giudizio di convenienza si lato un pregio, ma d4 un altro lato un difetto; un pregio ispira a finalit collettive-o che, pur eoiticidendo con firlalit perch pu permettere lo sviluppo di uiza concezione ampia e dei singoli, si presume siano anche collettive -il controllo quindi orgailica dell'intertento dello Stato nel settore dei jenodelle nascite acquista rilevanza politica, acquista il carattere meni demografici. E' un difeuo perch insita in essa la nuissi di indirizzo dell'aziOne politica nei riguardi del fenomeno dema variabilit nel contertp,to e quindi nei presupposti e negli mografioo . Si potrebbe obiettare che in questi termini si ragiona intenti dell'azione politica. Cio le parole: politica della popo: per ipotesi, non essendovi nessuno Stato che abbia assunto espii lazio ne, non esprimono alcun indirizzo, non dicono ad esempio citamente fra gli indirizzi dell'aziOne politica qello del con se l'intervento ha di mira fini quantitativi piuttosto che fini qua trello delle nascite. Ma a tale obiezione si potrebbe ris[KN!deer litativi e tanto men chiariscono scopo quantitativo si debba TWn solo che esiste uno stato ch.e pone fra i pt;Jstulati principali intendere nel senso dell'incoraggiamento o in quello della limidel suo intervento nel campo demografico la diffusione della tazion delle nascite oppure se l'intento qualitativo ,sia premiconoscenza dei sistemi per il controllo dell nascite, ma c/e la nente o secondario rispetto a quello quanttativo. stessa accondiscendenza verso la diffusione della propaganda Sebbene non si parli di politica popolazionistica, pure l'agper il oontrolJJo delle nascite pu bastare-data la preminente geuivo popolaiionistico usato spesso per qualificare l'azione importanza del fatto,r demografico ---l a qualificare l'indirizzo dello Stato nel settore demografico. Si dice, ad esempio, che un potitico come favorevole al controllo stesso. certo provvedimento ha intenti popolazihnistici. In particolare Se prescindiamo dalla geriesi del controllo delle Mscite (neocon questo aggettivo si vuole precisare che il fine perseguito malthusianesimo) e del SIW antecedente (malth.usianesimo), che consiste nell'incremento numerico della popolazione. L'atteggiaco'! maggiore esatt.ezza si potrebbe chiamare: limitazione delle mento popolazionistico parrebbe quindi coincidere con quello rvascite, e se trascuriamo le determinanti strettamente individua. della politica. demografica. Invece vi fra i due una. sensibile listiche, egoistf.che dei limiti posti alla procreazione, troviamv differenza. La politica demografica persegue l'{ncremento delle che al controllo delle nascite si attribuiscono due intenti: fin nascite sotto l'incubo del loro regresso, mentre la politica, per tento quaPilativo e l'intento quantitativo. cos dire, popolazionisl!ica inquadra l'incremento delle nascite in In armonia con l'intento qualitativo i genitori debbon. contro/ una concezione politica pi ampia, libera ; da preoccupazioni lare la procreazione aff{nch, tenuto conto delle determinanti clemografiche negative e ispirata da una volont di espansione, biologiche e delle possibilit economiche, si abbia una discen da un senso di esuberanza, da un c# affermazione. Per denza sana e bene allevata. Si noti che il carattere preventivo questo, mentre la politica demografica ha. gli aspetti tipiCi d pi apparente che sostamiale: per qaRtO riguarda le deter-lulte le cose faq,e all'ultimo momento, senza la necessaria calma minanti biologiche la vera prevenzione /Wn consiste e la necessaria preparazione e con l'intento di. combattere il sulla prqcreazione ma sui genitori, nef senso di renderli atti ad superficiale rritJ. cfte pirdegli altri S impone ed allarma, avere UTU.l discendenza sana oppure di evitare il loro matrimon la. politica popoJ. =ionistica ancor pi che una politica, un se no_n d garanzie circa tale : discendenz'!; per quant( modo di vedere il fenomeno demografico, quindi un atteggiariguarda le determinanti economiche la vera prevenzine .. nou mento ch.e non ha caratteri di emergenz, ma pemiea invece consiste nel ridurre il numero dei figli affinch il reddito no" in tempo e con ampie;.;;;,Q, l'azione politica Mi settori che inte. sia insufficiente al loro allevamento, ma. consiste nel porre il: ressano la popolazione. Ne deriva che l'intervento, anzic_h diessere forme di ripartizione dei redditi tali da adegare la pote n rigersi soltanto alle 'fasi ultime dei che de_termirutno zialit di ciascuna famiglia Ol.le sue di l'andamento delle nascite, pu operare pi precocemente e quindi consumo. pi efficacemente. Si dice, ad esempio, che il mercantilismo ebbe .Sotto l'aspetto quantit'aeivo il delle nascite pu per un atteggio-mento popolazionistico, intendendosi che il concetto seguire tre intenti: il conseguimento clell' optinium :. derrwgru del massimo incremento demografico si inqoodra in quell'assiefico, la della popolazione allivello da essa rag me di principi di. politica economica cui si d appunto il nome giunto in un determinato mmento, la riduzione vera : e propriu di mercantilismk>. Come si dice che di fronte ai fenomeni demodella entit numerica della popotazione. -. . . grafici Roma ebbe un atteggiamento popolazionistico, nel senso .La teoria dell' optimum ::t demografico sostiene resistenza d i ch.e Roma, in armonia con la sua concezione espansionistica ed un punto di equilibrio fra t' entit numerica della popolazioni' imperialistica, consider costantemente come fatto necessario e l'attrezzatura produttiva (capitali e progresso tecnico), tah e benefico l'incremento della popolazione, all'opposto di quanto . da garantire il benessere Questo benessen

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individuale dovr.ebbe vcilutarsi in funzione terior di vita cio dovrebbe avere un contertuto piuttosto materialistico: il sintomo definitivo dovebbe es:j.ere costituito dall'elevamento della durata media della vita. . Il controllo delle nascite con l'intento di determinare la stabi lizzazione della popolazione allivello da essa raggiunto fa parte i?tegra .n'te dei postulati della svedese. In Svezia, infatti, l mtervento nel settore demografico ha questo scopo immediato: far s che il sag8io netto di riproduzione sia pari all'unit, cio che ciascuna generazione si riproduca nell'identica entit nume rica, e quindi la popolazione totale non aum.enti n diminuisca. E tale intervento si intende comeguire mediante due ordini di misure: il primo rivolto a diffondere nel modo pi ampio la conoscenza dei sistemi di limitazione delle nascite, e quindi a s?ttoporre la in tu_tte le categorie sociali, alla pi hbera volontaneta; ll secondo nvolto a modificare la situazione economica e l'atteggiamento psicologico delle famiglie in modo da i11durle a desiderare quel numero medio di figli che gamn tisca la riproduzione esatta delle varie generazioni. La riduzione vera e propria dell'entit numerica della popo la z ione avrebbe l'intento di restaurare l'equilibrio fra popolazio ni e mezzi di sussistenza, eventualmeTle turbato dall'eccedenza della primo, sui secondi. Questo atteggiamento rispetto al feno meno demografico ha rilevanza nella politica interna di alcuni Stati nei quali In condiscendenza o l'in,differenza dei pubblici poteri di fronte ad una propaganda che diffonde il controllo delle nascite sostenendo l'esistenza di uno stato di smJrapopo lazione, sostanzialmente coincide con una politica denatalitaria. :VIa tale atteggiamento fa parte anche di una forma lata. di politica estera, nel senso che la propaganda per la limitazione delle nascite svolta . nei paesi densamente popolati e poveri di risorse, ad opera o sotto l'influsso di persone od istituzioni ap partenenti a paesi meno densamente popolati e pi ricchi di risorse, ha spesso lo scopo di attenuare la minaccia operata .1ui secondi dalla pressione demografica dei primi. Il controllo delle nascite, ispirato sia da intenti qualitativi r:he da inlenti quantitativi si distingue dagli altri indirizzi poli ti ci nel settore demografico per il/atto che in esso le questioni r iguarda.nti le cause ed i mezzi si pu quasi dire che non esi s tano, le prime essendo normalmente trascurate e le secpnde! pwztualizzandosi nello strumento materiale atto ad impedile lu procreazione. l fini dell'eugenica in parte coincidonO: poli.ti,.a della razza. Ancora altri presupposti, altri mezzi, altri intenti? Ancora altri motivi di confusi
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Ceramica Lenci (disegno di Vacchetti) w:cessaria, perch se la scienza pu attardarsi a trovare identit 1 a definire genere specie e sottospecie, a distinguere swldistinguere, a dividere e a conciliare, la politica ha bisogno r/i t eder chiaro nelle cose, ha bisogtJ di .un indirizzo preciso supralutto deve di11UJstrare di veder chiaro e di avere un'indiri:.;;o preciso. Cosa particolarmente necessaria quando si ha a che fare con una razza che tende per istinto alla sintesi, alla coaenz a all'equilibrio, alla chiarezza. *** Vediamo intanto, alla luce dei principii del F ascis11UJ, in ordi ne ai fini individuali e collettivi, che cosa accettabile e che cosa non accettabile nel contenuto delle varie forme dell'intervento politico nei T'iguardi della popolazione. Della polilica de11UJgrafica l'intento di reagire al regresso delle nascite va accettato, ma non quella preminenza del firie rispetto al mezzo, dell'a z ione sulle oouse ultime rispetto all'azione mlle cause pi remote, dell'aspetto quantiuuivo rispetto a quello 'lualitativo, dell'aspetto materiale rispetto a quello spirituale, che rlerit1a da un'atteggiamento di pavidit, di contingenza, di su perficialit, i nconciliabile con il Fascis11UJ, che non si contenta di r;,eagire, ma agisce, che non u.so a reprimere ma a prevenire. che non trascura la qual'it se pure guarda alla quantit, che, so prattutto, mai antepone la materia allo spirito. Dell'indirizzo popolazionistico sono condivi.se dal Fascismo la visione ottimistica dell'avvenire (in ordine al rapporto : sussi stenze-popolazione) la subordinazione dell'interesse individuale a quello collettivo, la volont di impero che in esso in.sita. Per il Fascismo, che ha presenti i doveri e le possibilit di uno Stato moderno, non pu ammettere che la mancanza di ade guate misure concomitanti faccia s che il perseguimento del fine 24

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bi n> ", di Maria Caaatt :zccentu'Llam. enle quantitativo abbia luogo senza rigU4rdo ai mezzi, oppure a scapito dtJle esigenze qualitative, o che sw causa di disagio economico e quindi wcde. Del controlw delle nascite con intenti qualilativi il Fascismo fa giustizia sommaria. Prima di tutto perch il Fascismo, semmai, non reprime ma pre viene. Poi per c h il controlW delle nascite ;wza volta sanzionato per W scopo qualit.ativo W sarebbe in pratic4 per qualunque altro. scopo, quindi lo sarebbe soprattutto ai fini di quella limitazione che, per essere la tjuintessenza del l' egoismo, della pavidit, della sfiducia nello Suao, con l'etica fascista con trasta nel mod.o pi netto. Egualmente inamn,zssibile per il Fascismo il colltrolw delle nascite con intenti quantativi. Con la concezione imperialistica dello Stato non compa tibile l'UJ.ea di un limite alla procreazione; in particolare non cpmpatibile soltanto l'idea di un controlw che tenda a ridurre l'entit numerica della popo lazione, ma incompatibile anche quella di un controllo che voglia stabiliz zare tale entit, oppure fissarla i n rapporto all'organizzazione produttiva perch il Fascismo capovolge il processo d'impiego dei fattori produttivi, cio all'uomo, soggett.o dell'economia, adegua il capitale e in genere, l'organizza zione produttiva al contrario di quanto prescrive l'economia liberale; e per ch, in ogni caso il t ascismo non ammette che il benessere individuale, cal colato in funz i one materi(llistica ciO il cosidetto tenor di vita possa essere il metro per la valutazione della felicit umana; e se per un ci fosse ammissibile ipotesi assurd(l si tratterebbe sempre del benesser e dei viventi in un certo momento, do di un criterio irrilevante di fronte c1gli Disegni di A. Dall'Oca Bianca

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interessi della Nazwne che vive in eteriUJ._ Come gi accen nato, le varie teorie c!J,e discendono principio del controllo delle nascite sorw principalmente sostenute in quei paesi nei quali accanto a molta ricchezza so n poche persone a goderla, per cui conviene dire ai paesi vicini, dove la situazione l'opposta, che per star meglio occorre fare TneiUJ figlioli. Dell'eugenica il Fascismo fa sli!O il principio del rafforzamento della razza, ma entro quei limiti e con quei mezzi che Mn con trastano con la sua concezione della perso11J(J.lit umana. Cos, ad esempio, Mn ammette la sterilizzazione coattiva. Per, se da un lato il Fascismo Mn fa degenerare la cura della salute fisica del popolo in una specie di 'allevamento di tipi umani eletti e selenonati, d'altro canto le determinanti biologiche dei feMmeni demografici sono per esso cos rilevanti da reit.dere necessario sostituire il concetto di popolazione con quello di razza. **" Scartati gli elementi inaccettabili delle varie accezioni dellcz politica che ha per oggetto la popolazione, che cosa rimane? Nell'ordine degli intenti: l'abolizione di qualunque motivo, im mediato o mediato, che possa inrlurre ad una volontaria limita zione delle nascite {e questo gi un fine in se stesso,_ perch in s stesso, come vizio incompatibile con la coscienza fascista, va eliminato il controllo della procreazione; il rafforzamento della efficienza fisica della popolazione, considerata come razza, anche agli effetti dell'eUminazion:e delle cause di sterilit o di scarsa feeondit; il massimo incremento demografico possibile. Nell'ordine dei mezzi: l'uso contemporaneo, armonico e soprat tutto preventivo di misure di contenuto spirituale e di misure di contenuto ecoiUJmico, le secorule concepite sempre su un piano subordinato rispetto alle prime; l'intervento igienico, sanitario e biologico, ma contenutQ entro limiti tali da evitare qualuque affronto alla personalit umana. Per qualificare in modo veramente compiuto l'azione di inter vento nel campo demografico occorre ancora considerare due elementi: la religione e la famiglia. Le misure politiche riguardanti i feMmeni demografici non possono M n essere in armonia con l'atteggiamento assunto dal Fascismo di fronte alla religione cattolica. E poich la reli gione cattolica prevede con la massima completezza tutti gli aspetti, tutti i problemi della vita matrimoniale, e a ciascun aspetto o problema fa corrispondere precetti assolutamente ine. quivocabili, necessario che la poliDica ne tenga tonto nel fis sare le sue forme di intervento nel settore demografico. Del resto, fra lo Stato e la religione nel punto essenziale l'accordo com pleto. Pur movendo da diverse premesse e mirando a diversi finl., sia lo Stato che la religione intendoiUJ che la procreazione abbia luogo senza nessun ostacolo fraudolento: per la religione cattolica il primo fine sebbene non il solo del matrimo nio il figlio; Mn potrebbe lo Stato ragionare altrimenti; sol tanto, la religione ammette l'astinenza, cosa che la politica M n prevede; ma il diverso atteggiamento deriva dal fatto che in potere dello Stato e non della religione far s che tutti i .!!Wtivi d'ordine fisiologico e d'ordine ecoiUJmico che potrebbero consi gliare l'astinenza siaiUJ, nei limiti di quanto umanamente ps-sibile, eliminati. La religione cattolica comprende iMltre precisi precetti, dei quali la politica deve tenere conto, in ordine alla intangibilit dell'integrit fisica dell'uomo: la sterilizzazione .(volOntaria o coattiva) di regola Mn 1consentita, essa pu soltanto essere 26 la conseguenza inet?itabile di intevento. rivolto ad eliminare il male che minaccia di iiwrte l'intero Anche. se per altri motivi non si dovesse concludere che l'in crementO della natalit possibile solo attraverso il rafforza mento spirituale e materiale _dell'istituto familiare, la politica del Fascismo nei rigUardi della popolazione dovrebbe sempre tenere contO dell'import{lnza preminente della famiglia. Nella storia del popolo italiaM i periodi di maggiore elfi_ cienza dell'istituto familiare coincidoM con!Juelli di massimo splendore politico -o li precedono immediatamente. E nelle fasidi dec(lenza i tesori pi. preziosi della Mstra civilt vengoM gelosa.mente cornservat nella famiglia: quasi una forma di auto difesa contro la contaminazione straniera. La organica refrat tariet del popolo italiaiUJ ad accettare gli estremismi individua listici probabilmente dovuta all'influenza della famiglia. Il senso sociale insito nellu. famiglia; cos come lo concepisce il popolo italiaM, contribu certo ad impedire da noi la diffusione della Rif-orma; permeata di individualism-o. Lo stesso senso della famiglia hm contrastato a lungo e tenacemente la diffusione del controllo delle nascite: sirDtomatico il fatto che da Mi_ malthu sianesimo e neomalthusianesimo nella scienza abbiaiUJ avuto ben poca fortu-na, abbiaiUJ anzj trovato il pi spess l'apia e vivace opposizione dei massimi pensatori, mentre all'estero, in questo settore, la pratica stata o tuttora confortata assai di fre quente dal consenso scientifico. Di tutte le forme di rivolta con tro la situazione sociale determinata dallo sviluppo della mo derna economia produttiva, le correnti pi rappresentative del popolo italiaM avevano accettato quella che; in genere, meno minaccia i valori spirituali e fra essi la famiglia: cio il sin dacalismo; del sindacalismo mostravano di condivi.Jere la. concezione soreliana, la pi riguardosa, anzi, sotto certi aspetti, lq. pi restauratrice dell'istiiuto familiare. -Lo spirito, il senso della famiglia appare come un carattere e preminente del popolo italiaM; cos permanente e cos preminente da doversi vedere addirittura in esso una caratteristica, stabilmente acquisita, della Mstra razza. E questo fatto deve necessariamente influire sull'intervento politico nei riguardi della popolazione. Abbiamo cos precisato, per esclusione e per integrazione, gli elementi e i limiti fondamentali di quella che pu essere la politica del Fascismo nel settore demografico. Se ripe_nsiamo a quei limiti e a quegli elementi vediamo che essi definiscoiUJ un complesso di misure costituenti' n pi n. meiUJ che il Corpo essenziale della politica della famiglia e della politica della razza; la politica della famiglia raccogliendo e giustifiCando principalmente tutte quelle misure che tendoiUJ ad influire sulle determinanti pi prossime della procreazione, la politica della razz giustificando ed attuando queila concezione preventiva ed organica e quella visione imperialistica che de1JOIUJ distinguere anche in questo settore l'intervento del Fascismo. Nella formula: politica della famiglia e della razza, sarebbe dunque realizzato il pieM superarn.ento. della confusione cau sata dalla molteplicit delle deMminazioni e dalla contradittoriet delle misure di intervento. Ma Mn sar insito proprio in questa -nuova formula il motivo un dissidio pi grave ed insanabile? Non appariraniUJ ass lutamente inconciliabili_: le esigenze d'ordine spirituale conna turate alla politica della famiglia coTb quelle d'ordine biologico connaturate alla politica della razza? La gelosa autonomia di gruppo insita n.el concetto di famiglia con la preminenza del fattore collettivo insito nel concetto di razza? Non .sorgeranno, oltre queste, delle miMri ma pur innegabili Cause di attrito 'f hi prossimo articolo ci proponiamo di dimostrare che tali timori soiUJ ingiustificati e che esistoiUJ invece cos preminenti motivi di identificazione e di integrazione da rendere la politica della famiglia e della razza un complesso armonico di prindpii di intenti: la forma veramente fascista dell'intervento statale nel settore demografico. FERDINANDO LOFFREDO'

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' .Sigmund. Freud JE morto a londra il professar Sigmund Freud, il giudeo che pretese, o meglio volle dare a intendere, di aver creato un edificio dottrinario che servisse d'inter. pretazione a tutta la vita psichica. Secondo Freud infatti la psicanalisi : l) un me. todo di investigazione di quei processi psi chici che in altro modo sarebbero appena accessibili ; 2) un metodo di cura per quelle alterazioni nervose che si basano su tali processi; 3)' una serie di vedute psicologi. che desunte pe la stessa via, che gradata. mente si uniscono per formare una nuova disciplina scientifica. Questa dottrina dovrebbe svelarci non solo i pi profondi misteri della psiche, ma anche le pi alte manifestazioni del l'umanit nella :Religione, nella Morale, nell'Arte, nella Storia e nel Mito. la pretensione di spiegare tutte le ma. nifestazioni della psiche potrebbe meravi. gliare chi non tenesse presente che nell'in cosciente degli ebrei -per motivi che il Cristoforo Colombo dell'Incosciente (come lo definl Oscar Pfister) non ha in dagati ,--sono sempre stati presenti e in. fluenti due tendenze rivelatrici: la prede stinazione messianica e il mito della torre di Babele. Freud, come Einstein in un altro campo, ha voluto essere appunto il Messia di una scienza nuova, che desse spiegazione di tutti i fenomeni coscienti e incoscienti della psiche, e immagin costruire un edificio che arrivasse sino al Cielo e addirittura vi si sostituisse. Ma da quali basi sostenuto un simile edificio? Il punto di partenza della psianalisi stato quello dei fenomeni isterici. Fin dal. I' antichit l'isterismo ha attirato la u:io, sit e l'attenzione sia dei profani che degli studiosi. lasciando da parte le innumere voli teorie e tenendo conto degli speciali caratteri delle manifestazioni isteriche si pu definire l'isterismo come una nevrosi basata su di una costituzione ano mala nervosa e psichica, congenita od ac-MORTE DELL'ULTIMO ILLUSIONISTA Il demone della sessualit quisita, e contrassegnata da reazioni ec. cessive e abnoxmi agli stimoli psico.emo tivi e da obbiettivazioni di rappresenta zioni mentali di alterazioni in ogni terri torio somatico ed in ogni funzione. Si possono avere disturbi a carico della sensibilit; (perdita della sensibilit tatti le e di quella dolorifica, anestesie parziali della vista e dell'udito, iperestesie tattili e dolorifiche, ecc.), disturbi a carico dei movimenti, e soprattutto le paralisi. le con. tratture sono anche frequenti : le braccia, le mani, le gambe assumono posizioni anor mali e le conservano a lungo. l'esagera. zione dei riflessi e la crisi convulsiva (at. tacco isterico) figurano pure tra i disturbi motori. Meno frequenti i disturbi a carico degli organi della vita vegetativa. Infine vanno ricordati i disturbi delle funzioni psichiche pi complesse. Amnesie parziali e nettamente circoscritte, sdoppia' mento della personalit, gravi abulie, ecc. Nessun disturbo si rileva invece a ca. rico delle funzioni intellettive. I fenomeni isterici hanno in genere la prerogativa di insorgere in modo brusco, di persistere un tempo pi o meno lungo e scomparire senza lasciare alcuna traccia. Che origine hanno i fenomeni isterici? Spetta alla scuola francese (Charcot, Moreau de Tours, Pitres, Janet, Sollier, ecc. ) la scoperta che nella crisi isterica agisce molto spesso il ricordo di un av venimento che caus forte impressione sul malato; nella crisi questo ricordo riappare e deve essere considerato come la causa perturbatrice. Bernheim e Babinski, i capi della cosi detta Scuola di Nancy trovano un ca. rattere comune ai fenomeni isterici nel fatto di essere sensibili alla persuasione e per questo li chiamarono pitiaci. Fretid segul alla Salpetrire le lezioni di Charcot sull'isterismo e studi anche i me. todi ipnotici di Bemheim a Ebbe cos modo di rendersi conto e di conoscere a fondo indirizzi della psichiatria francese. Tornato a Vienna entr in relazione col dttor Breuer che gli rese noto un sing\) lare caso occorsogli. Ad una giov : me na che presentava gravi sintomi isterici \pa. ralisi motorie, alterazioni della sensibilit visiva e volitiva, fobie) L Breuer che cono. sceva i metodi della psichiatria francese Contrattura istero-traumalica applic la cura ipnotica, ripetendo du.rante l'ipnosi le parole pronunciate poco prima dall'ammalata, sperando cosl di provocare una specie di confessione. Infatti la ma lata cominci a fare raccnti inaspettati e il Breuer accert con stupore che i tomi isterici sparivano senza pi tornare quando si riusciva a risvegliare con piena chiareua il ricordo della causa che li ave va determinati ed insieme evocare anche lo stato affettivo ad esso concomitante, pur, ch l'ammalato esponesse l'avvenimento nel modo pi completo ed esprimesse con parole lo stato affettivo Pertanto l'ipnosi riuscendo a rievocare i motivi dei sintomi isterici toglieva loro la forza perturbatrice. Il Breuer chiam me. todo catartico il suo sistema psicoterapeu tico. Unitamente a Breuer, Freud pubblic nel 1893 il saggio Sul meccanismo psi. chico dei fenomeni isterici, dove adott l'idea di Charcot sull'influenza dei traumi psichici nella etiologia delle nevrosi. Nel 1895 apparve l'altro saggio in col. laborazione Studi sull'isterismo, in cui i due medici emettevano l'ipotesi della ca-

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tarsi, ed erano esposti alcuni punti di notevole interesse. Si affermava cosl che non tutta la vita psichica s'identifica con la coscienza, e che sentiment"i, ricordi e ragionamenti delrincosciente trovano fatica a risalire alla soglia della coscienza. In seguito Breuer si distacc dall'amico e Freud al posto dell'ipnosi introdusse il metodo della libera e spontanea asso_ oaz10ne ottenuta dai pazienti ed ana-lizzata dal medico secondo una> tecnica speciale. Il concetto di vita psichica incosciente non era una novit all'epoca di Freud e gi William James, Wundt, Ribot, Morton gersi e addirittura a scomparire perch per la psicanalisi non este pit libert di con dotta. La libert del volere non sarebbe pi che un'illusione dovuta al fatto che sfuggono alla coscienza le cause determi nanti le nostre azioni. Il pronome neutro tedesco dell'io L'Es designa secondo Freud il princi. pio o la forza da cui pramanano t11tte le attivit psichiche incoscienti . Ma poich queste attivit debbono essere state una volta coscienti Freud le considera come fase infantile della vita psichica, che in seguito divenuta incosciente. Questa la tesi ori ginaria, ma poi, all'incosciente individuale, Restringimento concentrico del campo visivo in un'isterica l' Re31ringimento elicoidale del camp:> visivo in un cas:> di isterismo Prince Janet e altri ne avevano riconosciuto e sottolineato l'importanza. Secondo Dwelshauvers si chiamano incoscienti i fatti psichici che influenzano }., nostra vita mentale senza far parte di ci di cui noi .ci rendiamo conto in noi stessi, nella nostra coscienza. Per Freud le attivit psichiche incoscienti spiegano e danno origine a tutte quasi tutte le funzioni coscienti della psiche. Vi quindi nella nostra vita un determinismo estesissimo. Molti degli atti che crediamo ispirati a motivi logici e quindi volonta ri non sarebbero che effetto di bisogni, istinti, impulsi incoscienti. Il campo d'azio ne della volont verrebbe cosl a restrin-2S ossia ai processi costitutivi dell'esperienza infantile dell'individuo, Freud aggiunse anche un incosciente pi primitivo, costi tuzionale, comune a tutti gli individui. Quindi l'incosciente sarebbe composto da un lato di istinti primordiali della specie e disposizioni familiari dell'intelligenza e del carattere, dall'altro della parte indi viduale delle esperienze infantili e della vita successiva (bisogni, desideri, emozioni represse e rappresentazioni con esse colle gate; abitudini acquisite, ricordi allo stato latente, giudizi e ragionamenti automatiz zati). I desideri non soddisfatti, che non sfogati n svalutati, verrebbero respinti nel. -l'incosciente conservando la loro energia sconvolgitrice_. L' di spingere il deside rio nell'incosciente, conservandogli la sua potenza perturbatrice, viene detto dal Freud rimozione (in tedesco V erdrangung) e costi tuisce uno dei concetti base della psicanalisi. La rimozione, a differenza dell'inib. zione volontaria, si svolge senza che il sog getto ne abbia coscienza e pertanto significa : l. che vi un desiderio potente un istinto energico che vorrebbe essere sod. disfatto; 2. che un ostacolo ne impedisce la soddisfazione : cio che il desiderio o l'istinto entra in conflitto con qualche altra forza antagonistica che si oppone alla sua soddisfazione; 3. che perci esso stato represso ma non svalutato, e mentre trascina seco tutte le rappresentazioni che lo accompagnavano, impedendone la reviviscenz.a sotto torma di ricordo, preme con rafforzata energia per ottenere soddisfa zione, alterando la condotta del soggetto e provocando i vari sintomi patologici in cui s'incorpora la malattia. La forza antagonistica contro cui urtano gli istinti e i desideri sarebbe costituita dall'insieme delle norme etico-sociali, dei pregiudizi, delle convenzioni e degli ideali che sono al disopra di noi. Freud ha deno minato questo insieme Su per-I o per mar care il suo carattere impersonale al di fuori della coscienza che esige la repreSsione de. gli istinti e impedisce il loro risalire alla _soglia della coscienza. Tra queste due forze incoscienti l'Io quello che dovrebbe essere la nostra personalit cosciente non fa che regi strare e avvertire le fasi e i risultati di questa lotta, assiste passivamente all'urto e al predominio alterno di forze che gli sono estranee e sconosciute. Quindi per Freud la coscienza ha valore soltanto come epifenomeno e la volont non pu sotttarsi ad un rigido determinismo. Platone l'Es e il Super.Jo aveva messo, come guida e arbitra la ragione, Freud scatena l'incosciente e pretende anla libert del volere . *** Com abbiamo esposto l'incosciente sa-rebbe dunque costituito in gran parte dai desieri non soddisfatti che, rimossi, con servano la loro forza perturbatrice e sono poi causa di sintomi patologici. La pi gran parte di questi desideri risalirebbe al periodo dell'infanzia e poich per la psicanalisi I' evoluzione dei processi psichici retta dal principio del piacere nella vita psichica dell'adulto cercherebbero di ottenere soddisfazioni i desideri rimossi nel periodo infantile. Secondo la psicanalisi l'attivit psichica ha come scopo di evitare il dolore e di conseguire il massimo piacere possibile. Poich non tutti gli impulsi raggiungo no lo stesso grado di evoluzione, n potrebbero essere ugualmente soddisfatti, essi cercano una soddisfazione indiretta e

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sostitutiva mediante i sintomi morbosi e accade quindi che tale soddisfazione provoca invece dispiacere Ogni dispiacere morboso sarebbe pertanto u11 piacere che provaJo come tale Il termine libido des igna tutti j : deside. ri, bisogni, aspirazioni tendenti alla soddisfazione dell'istinto sessuale. Libido sa." rebbe il bisogno di provare sensazioni pia cevoli prese per le stesse, qualunque sia il mezzo per procuiarsele e qualunque sia -il fine dell'atto necessario per ottenerle. Avendo la dottrina psicanalitica affer. mato che i sintomi isterici rappresentano la soddisfazione indiretta dei desideri rimossi ndl'incosciente, risaleodo questi des ided al priodo dell'infanzia e tenuto presente il fine edonistico attribuito alla psi che che Freud pet dare un insieme -logico alle sue concezioni dovesse creare un erotismo infantile per dare una base a tutto il suo sistema. Infatti nell'Introduzione alia psicanalisi: egli-afferma che tutte le inclinazioni per verse radicano nell'infanzia, che i bambini ne hanno tutte le disposizioni e le metton o in pratiCa. nella misura corrispondente alla loro immaturit, dunque; in breve, che la sessualit perversa non altro se non la sessualit infantile ingrandita e scomposta nei suoi singoli stimoli La sessualit infantile va intesa nel >enso che il bambino proverebbe senti. menti ed emozioni, compirebbe gesti ed atti, corrispondenti ai sentimenti, emozioni, gesti ed atti che nell'adulto banao propriamente carattere sessuale. L evoluzione della sessualit, sempre s. condo la psicanalisi, si dividerebbe all'in-circa in quattro periodi principali : I. Periodo pre genitale, dalla nascita .fin verso i 3 anni compiuti (periodo della prima infanzia, diviso in due fasi: predominio della zona orale; organizzazione sadicO-anale); II. Periodo della formazione dei rom pieni familiari, tra cui ba massima importanza il complesso di Edipo, da 3 a 6 anni circa (periodo della seconda in fanzia); m: -Periodo di iaJenza della libido, dai 6 anni fino alla pubert (epoca della f:mciullezza} . IV. Periodo genitale, dalla crisi pu-berale in poi. . Poich non nostra intenzione fare -Jella pornografia, di tutta la pretesa sess u a lit infantile accenneremo soltanto ai famosi complessi'. Prendendo a simbolo il mito greco il complesso di Narciso vuole rappre sentare nella psicanalisi l'intreccio di stati affettivi egocentrici ed autoerotici (fase sadico-anale) che sarebbero la conseguenza d e l trauma psicbico del divezzamento. Il bambino cercherebbe in se stesso un compenso alla negata soddisfazine e a Pompei -Casa di Luc:rezio -F;onlone: NARCISO quello che a lui sembra U? diminuito af attribuisce al fanciullo perverse fetto della madre. innate o inclinazioni malvagie, e ritiene L'assurdit di tale teoria talmente evi-che l'animo del fanciullo non sia spensiedente che non ha bisogno di dimostra. rato e sereno, ma turbato da conflitti, agi-zioni. tato dalla lotta tra il desiderio e la norma, La libido, che in questo periodo era es-commosso dal sentimento di colpa. senzialmente autoerotica dai 3 ai 6. 7 anni Col crescere dell'et l'influsso dei' geni. si sposta sopra un'altra persona. Ora Freud tori diverrebbe indiretto. Le proibizioni e sostiene che .la scelta avviene nella cerle rinunzie che prima venivano al fanciullo chia della famiglia e pi precisamente af: dal padre, ora gli vengono imposte da ferma che la persona amata il genitore una voce interiore che continua e sostitudell'altro sesso. Le relazioni affettive del sce quella patema; nel gergo psicanalitico figlio verso il padre sarebbero poi compii. il figlio ha introiettfiJo il padre, ne ha catis5ime. L'amore per la madre generefatto una parte di s. Cosl s'inizierebbe la rebbe gelosia e rancore verso il padre. formazione dd Super-Io che con le con-Si arriva cosl in potenza all'assassinio venzioni e i costumi sociali fo.tmerebbe in del padre e all incesto della madre cio seguito la coscienza morale. al complesso di Edipo Accanto alla La coscienza morale per la psicanalisi ostilit verso il padre per anche a.m. non sarebbe che l'autorit dd padre (il mirazione per la sua forza e la sua sa-. timore-amore per lui) assimilata dal figlio pienza e quindi l'atteggiamento affettivo con un processQ dLinteriorizzazione. sarebbe ambivalente. costituito di amore e A questo processo il Freud d il nome di odio, di gelo_sia e di devozione, di am-di identificazione mirazione e di timore. Lasciando a parte la mostruosit di simile teoria che ha l'errore originario di voler il normale dal patologico, ci basti avere il concetto che si fa la psi. canalisi ddla psiche infantile; concetto pessimistico in duplice senso : in quanto Per la psicanalisi uno dei segni pi evidenti della vita dell'incosciente il sogno che rappresenta l'insieme dei desi. deri e degli istinti rimssi in cerca di uno Quello che vi di pi personale 29

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Tipi diversi di anestef.ia isterica. La sensibilit diminuita nelle reqioni punteggiate; in quelle nere manca del tutto e spontaneo si rivelerebbe nel sogno con la pi grande schiettezza. Quindi i sogni avrebbero il significato di realizzare i desideri e primo, se non unico fra tutti, l'aspirazione al piecere. La libido sceglie i suoi oggetti senza venir frenata, preferisce tra questi i pi proibiti. Siccome in realt questo non avviene, o per lo meno non risulta che la mag. gioranza dei sogni sia costituita da desi deri e istinti facenti parte della libido, la psicanalisi ha inventato la censm a. La censura del sogno sarebbe esercitata dalle tendenze inibitrici (Super-Io);; esse rimoverebbero e ricaccerebbet:o nell'inca_ >dente gli istinti e le rappresentazioni connesse. La pressione inibitrice sarebbe per attenuata in modo che qualche cosa sfug. girebbe alla censura. E cosl il sogno risul terebbe da un compromesso
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istinti, funzionante nel s en s o della finalit, un indifferentismo morale che nel migliore dei casi fa dell'uomo, dell'individuo vi. vente, un impeccabile automa. Ci pu avere buone conseguenze se l'interessato se ne trova bene. Ma ha conseguenze cata. strofiche quando il trasferimento l'ultima positiva prestazione dei sentimenti che il paziente poteva fornire valendosi delle poche forze vitali che ancora gli restavano al. r inizio dei. a cura; adesso si trova psichi. camente rovinato, e solo in piccolo numero di casi, in cui sussistono grandi riserve psi. c hiche, si pu calcolare dopo un'operazione tanto terribile, su una spontanea rigenerazione delle forze spirito. Lo stesso Freud ha paragonato l'effetto della terapia psicoanalitica ad un intervento chirurgico; pu andar bene, ma pu anc he andar male >>; il solo vantaggio della psicanalisi sulla chiru rgia sar quello di non far morire i suoi clienti; ma tutt'al pi di procurar loro una nevrosi artifi. ciale (E' Freud che scrive cos). Ora un siffatto sistema di cura un po' troppo simile all'omeopatia e presenta troppi rischi. Questo a prescindere dal fatto che non si pu assolutamente ammettere che le sindromi isteriche, cOme altre sindromi psiconevrotiche, derivino dalla repressione nell'incosciente di tendenze ses. suali perverse. Basti. notare che vi sono isterici con teci. denze sessuali perverse affatto represse e che ad ogni modo, solo in una parte degli isterici si pu pensare ad una genesi emO:. tiva sessuale:;. Che poi le impressioni emozionanti, sessuali o non sessuali, debbano essere sepolte nell'incosciente perch acquistino potere isterogeno per lo meno inve. rosimile. Moltissimi isterici ricordano benissimo l'emozione che provoc la prima cri s i; e talvolta proprio il ricordo. di essa che d la spinta a nuove crisi e che, per sistendo, mantiene il malato in orgasmo; mentre l'affondarsi del ricordo nell'incosciente apporta lo scomparire delle mani f estazioni isteriche. Le nevrosi di gilerra e da infortuni sul lavoro sono nettamente dimostrative al ri. guardo. * Al tempo nostro la psicoterapia si pre-come un resto di magia in un mndo razionalizzato. Il psichiatra moderno un mago in un mondo senza Dio. Egli do. vrebbe essere solo un mediatore che indirizza il ma:Iato dall'amore che esige, al. l'amore che dona; -ma mediatore di c h i? Non esiste una concezione etica e religiosa in nome della quale il psichiatra parli. .. Non pu esistere perch la psicanalisi ha dtstrutto ogni valore per so. stituirvi quello del piacere. Nell'opera della sua vecchiaia L'avve nire di un'illusione Sigmund Freud pro. fess una totale irreligiosit e predisse un'epoca in cui l'umanit avr rinunziato ad ogni religione, come ad un'illusione in fantile : rivelando cos, senza riguardo e senza compromesso, il suo vero volto. Che il volto della razza ebraica in tutti i tempi. Non esiste scrittore, filofoso e magari matematico, giudeo che non abbia cercato attraverso la sua opera, sapien temente camuffata, di demolire tutto quel}o che c' di superiore e spirituale nelle aspi razioni e nelle credenze dell'umanit. La psicanalisi non sfugge a questa regola. Sorta col pretesto di trovare un nuovo metodo di cura di alcune nevrosi in realt si limit soltanto ad avvilire, disprez. zare e distruggere. Lo spirito dei tempi pemise a Freud di enunciare ripugnanti teorie circa la essenza della sessualit e delle perversioni sessuali giungenti. ai bambino e al lattante. Gli permise di scrivere che nel complesso di Edipo si trova al tempo stesso l'origine della religione, della morale, della societ e dell'arte, e ci in pieno accordo coi dati della psicoanalisi che vede in questo complesso il nucleo di tutte le neurosi La religione non per lui che una forma di neurosi ossessiva. Ora le reli gioni dell'umanit debbono essere consi. derate come dei deliri collettivi Non esiste nessuna forma di morale, laica o reiigiosa, per la psicanalisi. L'uomo, scnve Freud, per natura un edonista : soltanto la felicit pu essere lo scopo della sna vita, e nessun altro. La felicit un problema di economia libidi. nosa individuale. La religione intralcia la risoluzione di questo problema e quindi' deve essere spazzata via. Una simile concezione naturalmente non poteva non trovare vasti consensi e soprat. tutto nei paesi scandinavi e anglo-sassoni. Innumerevoli sono stati pertanto i disce. poli di Freud e pi baldanzosi del maestro. Naturalmente gli ebrei sono in prima linea nel seguire Freud e basta scorrere i nomi degli epigoni della psicanalisi per rendersene conto. Sigmund Freud ha: fatto precedere il suo saggio L'interpretazione dei sognt dal motto che si pu applicare a tutta la sua opera: Flectere si nequearu superos, Acheronta movebo. In questo motto veramente la sintesi della sua opera, unilaterale, intollerante, che ha messo in moto e in fermento un mondo sotterraneo di cupidigie e di nudi istinti. Opera che vuole suscitare solo una influenza negativa, distruttrice, sui valori della nostra vilt, perch tale il suo assunto. In conformit con la psicanalisi nel pratico lavoro terapeutico la regione dell'incosciente appare soio pi come un campo di rovine, come un luogo di deposito di tutte le immondizie dello spirito. La religione sessualit sublimata, e il Padre Celeste una sublimazione del padre ter restre. L'unico principio positivo la ricerca del piacere. Questa la dottrina dell'ebreo Freud, nuova solo come forma, dell'eterna lottl del mondo sotterraneo contro quello della luce. Dottrina che poteva trovare il plauso soltanto da una razza di bastardi e furo. reggiare in una. societ io cui, spente tutte le aspirazioni dello spirito, la vita si svol. gesse tra due poli: il bordello e il comio, passando attraverso la Borsa. ALFONSO PETRUCCI Dispositivo per la misura del tempO! di associazic.ae 31

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IL VOLTO GIUDAICO DELl Cartesio sono sempre dinanzi a questo passo della Repub J!ica di Platone: Ci che d la verit alle cose conosciu.te e la forza a chi conosce, dici che il bene, e consideralo come lct causa della conoscenza e della verit; cosicch, essendo la colWscen:;a e la verit entrambe belle, se penserav che quello sia ancora pi bello, penserai giustamente Ho sempre c'recluto che stia in queste parole, il certo, e non mutabile, fondamento della civilt. Se non si fosse riconosciuto che, ai vertice di tutte le cose, domina assolutamente il bene; se iJ principio dell'uguaglianza del bene e del avesse potuto prevalere, (sia per i gravi errori, impliciti nelle filosofie della decadenza, sia, soprattutto; per il diffondersi dell'eresia manichea), e se il crstianesimo ro mano, per mille anni, noli li avesse esclusi dall'Europa, non si sarebbe, certwnente, usciti dalla barbarie. Oggi l'Europa insidiata dal medesimo pericolo: per effetto della stessa influenza. Sono gli Ebrei a diffom:lere il rovinoso sentimento, radicato nella loro anima, della parit assoluta del bene e del male. Sia che, come alcuni pensano, ci dipenda dalla loro origine nomade, che, per il continuo mutare, avrebbe loro tolto il senso d'ogni stabilit e d'ogni certezza, sia he, com' pi probabile, ci' sia dovuto ad una imperfezione originaria, Jegata alla razza, certo ch .sempre mancata loro l'idea, .propria alla civilt classica e cristiana, d'una subordi-32 nazione del male rispetto al bene, e d'una giustificazione del male, solo come mezzo, come passaggio temporaneo; onde pervenire al bene Per loro, anzi, si tratta addirittura di ci: visto che -la lotta tra l'uno e !'.altro incerta, sempre pi sicuro venire a patti con quello dalla cui vittoria vi sempre da temere, La loro religione, in fondo, non che il patto col dinone cattivo: al quale, al. di l di ogni superiore giustizia, non chiedono altra cosa .che il -proprio vantaggio. Quale enorme differenza dalla religione dei Cristiani: i quali, invece, chiedono, non il proprio vantaggio, ma il bene: che si trova infinitamente ai di sopra di tutti gli interessi! La stessa differenza delle religioni, vi necessariamente, tra le filosofie: non essendo, queste, che pal lidi riflessi, o strumenti delle religioni, da cui sono derivate. In qual modo, alla filosofia cristiima, che riconosce come massim,o .principio il bene, si andata sostituendo, da tre secoli, in alcune nazioni d'Europa, precisamente !'altra, che non vede, tra il bene e il male, nessuna gera'l'chia? l'Il qual modo, per dirla breve, l'idealismo dialettico ha potuto prendere tanto pie; de in Europa? Per due strade che, in apparenza, sembrano dima che risalgono, in realt, alla medesima origine. L'una fu la riesumazione, fatta da Cartesio, del razionalismo imma nentista dei due filosofi levantini Zenone e Crisippo: senza che tralasciasse quasi nessuna delle loro dottrine, cio quella sog. gettiva dell'assenso, e, meno ancora, quella dell'evidenza, che di venne famosa sotto il nuovo titolo, delle idee chiare e distinte.. L'altra fu la riesumazione degli stessi, Zenone e Crisippo, fatta ancora .una volta, dall'ebreo Spinoza: il quale, spinto da una tabe razionalistica, anche pi profonda di quella cartesiana, perch gli veniva dalla razza, servendosi -d'un apparato addirittura matematico, di teoremi, di dimostrazioni, di commi, (pro prio come l'avrebbe adoperato Crisippo), giunse alla tesi mas sima che .Cartesio, legato ancara da vincoli col Cristianesimo, non aveva osato enunciare: quella dell'identit della cosa pen sante con la cosa estesa Il penso, dunque sono di Cartesio, era, in confronto, un'enunciazione timida. In queste due preposizioni c'era gi. per intero, ci che oggi si chiama idealismo. Tutto ci notissimo: ma una cosa risulta contemporanea mente chiara. Zenone e Crisippo, ai quali s'ispir il/ fqmcese Cartesio, erano levantini. Sui medesimi, con maggiori:} rpgione, volle fondarsi Spinoza, sentendosi un loro affine nell,a razza. C' di pi: si sa che egli prediligeva i neoplatonici, sul tipo del levantino Procio, e Je stte cabalistiche ebraiche dell'alto me dioevo; nei cui pensieri trovava (anche se non fosse aperta mente denunziata) quella stessa commistione della cosa pen sante e della cosa estesa e perci anche di Dio e del mondo, dei bene e del male, dell'uomo e deUa natura, alla quale voleva

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JMANESIMO MODERNO" razionalmente pervenire. Dal che risulta che l'idealismo, gi virtualmente contenuto nel suo sistema, non fu che il concentrar si, nella: mente di lui, d.i tutte le pi va:rie correnti, ebraiche e levantine, delle quali, alcune, pervenutegli per il tramite di Cartesio. dir: ma senza la critica della ragione, istituita da Kant, e senza lo storicismo di Hegel (che non erano ebrei) l 'idealismo non sarebbe ci che precisamente oggi. Certamente: ma d'altra parte pure molto chiaro, se si riflette : un momento, che volta stabilita l'identit della mente col mondo (che fu l'opera maggiore di Spinoza) tutti altri non erano che semplici coroHarii. Risoluzioni, o ca l colazioni, di formule gi impiantate. Ad alcune di esse lo stesso Spinoza aveva dato, del resto, tutto il loro svolgimento Per esempio: nel principio che la virt equivale alla forza, e che perci :ogni azione d'un uomo forte sempre moralmente giustificata; principio il quale assai prima che in Nietzsche, si trova nell' Etica e nel Trattato teologico politico :.. Se il filosofo ebreo non giunse, apertamente a parecchie tra le conclusioni di Hegel, fu forse perch gliene manc material mente il tempo (mor, come noto, a soli 44 anni). D'altronde, la sua influenza si era molto diffusa non solo nell'Olanda nativa, ma, in generale, in tutti i paesi germanici. Persino principi, come l'Elettore di Sassonia, ne fu rono attratti. L'influenza ebraica, riegli ultimi tre secoli, molto s' fatta sentire sulla filosofia tedesca. Ecco, che cosa dice, a questo propo sito, proprio un tedesco, Raimondo Schmidt, parlando dell'influenza degli ebrei sul suo paese: Purtroppo avvenuto che lo spirito ebraic; s' sviluppato a dismisura nella nostra filosofia, e ci ha avuto per conseguenza che lutti i suoi reali val.ori sono stati incessante mente distrutti, solo che non fossero di natura razionalistica, e che, in luogo di sintesi costrutthe, capaci di rispecchiare lo spirito tedesco, sorta una immensa piccola letteratlfra, ana litica, scettica, distruttiva, che si t-anto allonlanaia dal nostro. originario m.odo di pensare, che nessuno di noi D caoace di. costruire primitivi Jondame;,i :.. -Guardiamo Kant, aggiunge pi oltre: egli aveva delle note fondamentali che non erano e braiche: egli parlava di onore, di dovere, di c onoscenza, di costume. Eppure questi senti menti furono sopraffatti da una veste raziona listica, che ne svis la natura. Si trasforma rono immediatamente in critica:.. D'altronde, potrebbe darsi sintomo maggiore di questo? I primi kantiani, o come amarono chiamarsi i primi critici :., furono ebrei : Marco llerz, Lazaro Ben David, Moses Mendelsohn. Poi, nel secondo Ottocento, vi fu la lunga serie dei no-kantiani : Cohen, Liebmann, Cassirer, Simmel, Husserl, Falcken berg, Joel, Scheler, anch'essi ebrei. Gli studi su.Kant sono rimasti, fino ad oggi, in Germa nia, un monopolio ebraico. Lo stesso avve nuto per Hegel. (Per il quale, aggiungiamo noi, potremo trovare, anche in Italia, esempi Erasmo Parigi: Museo Nazionale simili: e non solo nel campo filosofico, ma in altri che molto ne dipendono per esempio, queHo della critica letteraria). Comunque, questo imponente seguito, che dura fino ad oggi, mostra quale rispondenza le filosofie di Kant e di Hegel, sia per la loro origine; sia per loro veste, rigidamente razionali stica, abbiano trovat.o nell'anima ebraica. Accanto, infatti, al primo fondamentale motivo, che quest'ani_ ma ha portato al moderno idealismo, cio quello, cos sicura mente -'distruttivo, dell'uguaglianza del bene e -del male, il se condo, non meno distruttivo -etato il principio della assoluta sufficienza della r11gione. La ragione superiore a tutto, anche alla realt: la quale, non ha, per conseguenza in se .stessa, nulla di necessario: pu essere, indifferentemente, riconosciuta o negata, in seguito a dei ragionamenti logici. Fu una delle carat teristiche asiatiche ;affiorate pi spesso, in tutto il corso della filosofia greca, dagli eleati sino agli stoici, ed alla quale si infor marono sopratutto i sofsti, tanto che Protagora pot dire che

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il mondo non esiste, o, se esiste, non pu essere co nosciuto. Ci che esiste unicamente il pensiero. Oggi i kantiani e gli hege liani su per gi la medesima cosa; ma, come il vivo senso della natura,. che avevano i gre ci. e che dimostrarono cos chiaramente nell'arte, non :tvrebbe potuto essere offuscato, senza una fortissima ;nfiltrazione levantina, che trasform di fatto, neg;i ultimi secoli, la loro civiit, e della quale Ari stotele non fu che l'ultimo e pi geniale oppositore: cos, nel tempo oggi chia mato moderno, Kant ed Hegel non sarebbero po tuti giungere allo stesso paradosso di Protagora, senza. che la percezione immediata del reale, ed il concetto di sostanza, che stanno alla base della na turale, e perci veritiera, cognizione delle cose, fos sero stati confusi, e a poco a poco sopraffatti, dal sempre pi invadente razionalismo ebraico. Voltaire_ Parigi: Museo Nazionale neoplatonici avevano g1a fortemente compromesso. Portando ancora oltre la tendenza astrattistica e ra zionalistica della sua raz. za, ridusse il mondo a un sistema di relazioni. Ci che venne.dopo non fu che una conseguenza. Ma quello che ora qu importa notare, quello che pi inte ressa, ai fini di una chiari ficazione, indispensabile a noi italiani sopratutto questo : come mai questa corrente eretica, dovuta ad una infihrazione orientale, e che, ai suoi tempi. fu sempre nettamente respin ta da quegli scrittori, co me Vico, che pi si atte nessero alla tradizione italiana, si potuta oggi confondere nientemeno che col Rinascimento? Come mai, quando si par. la della filosofia di Pico. Pomponazzi, Vanini, Cam panella, Bruno, si aggiun ge la qualifica pomposa di filosofia del Rinascimento? Questo, infatti, l'uso. seguito ormai da un pezzo. nelle storie della filosofia, che si scrivono in Italia; L'opera comincio dal Rinascimento. Ma non che coincidesse in alcun modo con questo: anzi gli fu, quant'altra mai, opposta. Qui sta, preci !amente, l'equivoco. Il Riuascimento fu un portato italiano: quindi, per natura, classir:o e cattolico: mentre quella lenta opera di disgregazione della realt, e {li vanificazione della sostanza, ai danni della meravigliosa filosofia di San Tommaso, cominci quando, alla met del Quattrocento, una forte ondata di asianesimo penetr, in Italia, attraverso due vie: i sistemi neoplatonici di Plotino, Porfirio e Proclo, fattivi conoscere dai dotti greci, emigrati da Costantinopoli, e sopratutto la Cabala, che i due ebrei Jochanan Ben lzsak, e Mitridate, insegnarono al giovane Pico. La Cabala era la 1dottrina d'una setta che serpeggiava tra gli ebrei sino dal IX secolo (pure senza fare parte dell'ortodossia talmudica) e che, con la filosofia dei neoplatonici, della quale era fortemente impregnata, aveva questo di comune: conside rava il mondo non come creazione, rilevata e distinta, ma. come continua emanazione. di Dio. La realt, in questo modo, veniva a dissolversi In .una nebbia mistica, che confondeva i lineamenti delle cose, e queste, perduto .il loro carattere :di sostal!za, diveni vano apparenze, sotto cui si nascondeva, unica realt; lo spifito. insomma, tendeva a diventare spirito: passo, gi evidente, verso l'idealismo. L!l Chiesa avvert, fiero da quel momerito, il pericolo: e condann alcune delle dottrine di Pico. La Cabala e i neoplatonid Tiaffiorarono in seguito, in tutto il Rinascimento, e insieme a motivG. stoici ed epicurei, pure allora riesumati, ori ginarono tutta una serie di ttetici, dichiarati o nascosti,' da Era smo a Pomponazzi, da V anini a Campanella, a Socini a Bruno, il quale, appunto, partendo dall'indistinzione cabalistica tra spi rito e riatura, credette di poter identificare Dio nella infinit de gli spazii, rivelata aliora, dalle nuove ricerche astronomiche. II Lempo .per l'ebreo Spinoza era interamente maturo. Egli diede il colpo decisivo a quel concetto di sostanza, che la Cabala e le quali sembrano non essere ispirate ad altro se non al bi sogno di dimostrare, che tutta la filosofia, daile sue origini fino ad oggi, tende necessariamente all'idealismo. Ora, sappiamo bene che cosa sia l'idealismo. Oggi l'ultima moda di chiamarlo umanesimo ; appunto per consacrare quella insidiosa confusione co] Rinascimento. Anzi il termine : .umanesimo modern9 Che significa, in sostanza, la riduzione d'ogni cosa all'uomo, anzi alla sua ragione, e la negazione, la pi completa di ogni oggetto, sensibile o trascendente; e quindi di ogni verit. Ne volete un esempio? Ecco come un compilatore dell'enciclopedia Treccani, parlando d'uno scrittore antico (se v'interessa saperlo, il pseudo Longino) parla dell'arte e della natura: Il comune concetto della poesia come mimesi come rappresentazione naturalistica della realt, superato abbastan za decisamente; in luogo della mimesi si delinea la fanta sia la quale in rapporto, non gi con una presunta realt esterna, bens ccm l' anima del poeta Vi raccomando quel comune concetto quel supera mento quella presunta realt esterna e quell' anima messa tra virgolette; come se fosse una stoltezza parlarne. Il peggio che dell'umanesimo moderno si parla da tempo nelle aule delle nostre scuole: sottolineando 1con questo termine sempre. la ste8sa merce idealistica. Quanto ci possa corrispondere ad un modo italiano di sentire, non occorre 'spendere del tempo a cnfuta.do. G. DELL'ISOLA N el prossimo numer!) : -.. -toD.OLPO. FREBJK8 Della letteratura tedesca' s u 'll,a r a.:z z a" ,,-.

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Un'accusa viene lanciata a politica razziale ed quella Certamente ch. e questa non si pu chiamare politica raiziale. di approfondire le divisioni fra gli uomini venendo cosl ad in-Un francese che stato professore .in un collegio in Peonsylfirmare quei principii di carit di cui il cristianesimo dovrebbe vania ha scritto: avere informato la sostanza di ogni progresso civile. Passeggiate per Parigi con un americano; il pi liberale e Accusa che raggiunge la calunnia per quanto riguarda l'opera progressista che sia. Egli non potr fare a meno di rivoltarsi ogni di colonizzazione che l'Italia compie in Africa e che dimostra .. volta he incontrer un nero e una bianca sottobraccio e dir: come, anche in questo campo, il ne ignorata danmetur venga ecco una cosa che non si tollererebbe al mio paese. volentieri lasciato da parte per avventare sentenze senza por caso Il professore francese chiama questo : pregiudizio. Dunque non alla trave che grava sui giudici improvvisati. c' scampo: o la forca o l'alcova. Non si vuole cio riconoscere il valore di una politica di difesa La forca porta alla schiavit, l'alcova all'assimilazione e do-della razza che tende a mantenere distinto quel che Dio stesso ha vrebbe, per essere logica portare all'autogoverno. voluto cosl visibilmente distinto e si confonde la carit con la Ma a questo proposito gli intellettuali egualitaristi citano promiscuit, il senso di um;lnit con il livellamento al minimo co-l'esempio delle Filippine. mune depof11inatore, i doveri della civilizzazione con gli amplessi Nell'ottobre del 1913 un protetto del Presidente Wilsoo, il della madama. governatore Francis Burton Harrisson, sbarca a Manilla con un E non si fa caso, da parte degli intellettuali dell'egualitarismo, programma semplicissimo: le Filippine ai filippini. I funzionari che non' una serena e franca politica razziale il pericolo, ma quel bianchi vengono licenziati senza preavviso e da un momento pregiudizio di J.:azza inconfessato che permette l'asservimento di all'altro le attivit tutte del paese passano nelle mani degli indigeni. masse di bianchi entro i confini d'uno stesso paese. Un articolo della Far Eastern Review di Sciangai cos riassume L'esempio degli Stati Uniti troppo noto per insisterei. quello che accadde: . Ed anche noto, se pur sommariamente, il tenore di vita e le Si comportaro.no (i filippini) come un bambino che riceve in condizioni di. forzata inferiorit morale in cui sono costretti a regalo una bambola : grida, risa f: pianti di gioia, baci e carezze. vivere, quello stesso paese, i negri che vi si trovano ospiti forzati. Si divertirono a culliula, ad addormentarla poi la trascinarono in * giro e la bastonarono; la misero infine in pezzi e gettarono ai La storia del negro americano cominciata in quel 1619, allor. quattro venti la crusca. e gli stracci di cui era imbottita. .. ch il comandante di una nave olandese che aveva approdato a Avvenne cio che le banche emisero biglietti che non erano Jamestown nella Virginia, scambi una ventina di schiavi negri garantid da nessuna riserva, che in ferrovia tutti viaggiavano contro qualche balla; di cotone e un po' di viveri. Ma non ter-senza pagare il biglietto, che gli amici di coloro che erano aL minata con lo sbarco dell'ultimo carico di avoio nero a Savarinh;--potere crediti colossali sproporzionati all'importanza delle nel 1859 (il trinomio ottantanovesco era la divisa gloriosa degli loro imprese e via dicendo. americani allora come oggi). Quest'allegra aritmetica ebbe risultati fulminei : fallimento Se \'ero che la lettura della Capanna delio zio T ()!Tl totale e a prima vista irrimediabile. stata la causa di una lunga e s:mguinosa guerra civile si rimane Un po' da per tutto scoppiarono ribellioni contro i tirannelli imbarazzati oggi nel vedere che nessun americano, nordista o locali. Le epidemie fecero stragi nelle isole e la mortalit su dista che sia, se la senta di prendere le armi al leggere la no-giunse cifre senza precedenti. tizia chei Percy Irwin e Isaac Mims, due operai negri, hanno su. la n?mina _del generale. Wood, avvenuta nel 1921 e bto la pena di morte per, essere stati dichiarati rei del furto dr segwta da energid_te per fine al caos. cinquanta centesimi di dollaro. Nanche questa e pohtlca razztale. Nessun americano si commosso quando le statistiche hanno * segnalato che in un anno la polizia di Harlem, senza la minima In un libro recente il professore specialista d studi provocazione da invocare a difes'a, ha ucciso cinque negri fra i bioenergeti-segnah>.va una certa legge d'irritabilit, proprie_ quali un ragazzo diciottenne; quando tre ragazzi acusati di un t fondamentale degli esseri in lotta perpetua contro le forze che furto di 38 centesimi sono stati battuti e condannati per un totale li circondano. Per gli essere umani, viventi in gruppo, questa legge complessivo di 90 anni di prigione: 28 mesi d prigione per si manifesta con le guerre, rinnovantesi senza tregua fra vicini. ogni centesimo. Queste guerre erano senza cause come senza scopo perch le Gli americani si sono commossi perch i mercanti di carne trib non avevano-non c' bisogno di dirl()-dissidi di politica umana avevano rubato nelle contrade africane dei neri e ne ave-estera, n desiderio di acquisti territoriali. Approfittavano per batvano fatto degli schiavi, ma questi schiavi essi li han trattati tersi della pi piccola questione: diritto di raccolta, di caccia, di come bestie da soma quand'erano docili e come bestie selvagge pesca, di pastura ecc. quando osavano rivoltarsi, hanno insegnato loro l'uso dell'alcool. Come spiegarle, queste guerre fra trib primitive. delle droghe, del giuoco d'azzardo, la prostituzione e la mendicit, Bisognerebbe domandarsi quali sono stati i fermenti che hanno hanno ioro inOa.ilato la tubercolosi e la sifilide, ne hanno linciati agito, nell'epoca relativamente recente in cui le razze esisteVano pit di quatlt'lmzila dal 1900 ad oggi. allo stato di nebulose in modo da produrre quei caratteri diffe. Dicono gli americani che il linciaggio per terribile. che sia renziali e dar loro non soltanto una fisionomia propria, ma quel una necessit per la protezione della donna bianca. Infatti nel particolare dinamismo che fa si che ogni razza abbia in s la spe-1917 (tanto per citare una cifra) a Nuova York duecentotrenta ranza di divenire una grande nazione a condizione di distilzg11em persone furono accusate di stupro, ma nonostante che i negri della da tutte le altre per la lingua, le istituzioni ecc. citt assommino a 2 5 0.000, non uno di loro dovette rispondere Un istinto infallibile insegnerebbe quindi ai primitivi che la loro di quest'imputazione. esistenza di un popolo dipende da un cotpo sano in un animo sano e che la loro razza e le loro istituzioni morali non sono al sicuro Dalle inchieste compiute sui linciaggi risultato in compenso se si lasciano trascinare al meticqato. che molte delle vittime erano accusate di aver risposto con. mso-. lenza ad un bianco. Ecco la base naturale di una politica razziale. A.PETR

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s pu affonru"e ron una ce"a ,;eu. rczza -che se all'inizio degli imperi troviamo una famiglia, allo sparire di essi ci viene incontro uno scapolo. Non sa rebbe privo di interesse tracciare la storia della decadenza dell'istituto famiglia re, specialmente per determinare le ragioni che conducono al celibato -que sta piaga. delle nazioni e degli imperi -, in vista di accertare una delle cause pi importanti della decadenza di un popolo al comando. Il destino dei popoli ha in pugno i celibi come un'arma, e quando cr'ede giunto i.J momento per avviare una stirpe verso la china e il precipizio libera i suoi strumenti che rodono a poco a poco un popolo come la fillossera la vite Antica maschera del parauita Difficilmente si sbaglierebbe identifican do la storia del celibato in Roma con quella della sua decadenza. E' appena cre dibile anzi che l'Impero possa essersi for mato in un periodo nel quale infierivano le piaghe del divorzio e del celibato, e bisogna pensare che il fenomeno fosse precipuo della class dirigente, e che il popolo romano ne fosse immune. Ben in teso, celibe altrettanto colui che si spo sa a cinquant'anni e il maltusiano ammo gliato, chi tradisce, in sostanza, la fami glia. Di questo tradimento alla famiglia, che poi si risolve nel tradimento alla propria stirpe, gli antichi avevano orrore. Tutte le origini delJe societ umane sono piene di questo orrore del celibato. *** Alla base della famiglia primitiva uno strano miscuglio di sangue e di supersti zione che tiene uniti i singoli membri e li distingue da quelli di altre societ fa miliari. Pure, crediamo che, assai pi del vincolo religioso e non ostante i numero sissimi riti tramandatici dai testi, sia sta to il vincolo del sangue quello che ca. ratterizzava gli appartenenti ad una fa miglia. La religione del sangue delle su perstizioni bisogna cer-carla in uno dei pri mi e pi profondi fenomeni che abbia col pito e sbigottito l'uomo: -la morte. Il concetto che gli antichissimi avevano della morte assai diverso da quello che si formato in tempi -storici relativamente recenti a noi. Una trasformazione. Il morto continuava a vivere in un'altra vita, conservando i bisogni essenziali he Io te nevano legato al mondo terreno. Di qui le offerte di focacce e di bevande, gli oggetti di vestiario posti neU'urna, e i gioielli al le femmine e i giocattoli ai bimbi. Non a dire che tali pie deposizioni avessero carattere semplicemente -simbolico, poich recenti ritrovamenti archeologici hanno messo in luce dei canali scavati dalla superfide della terra dritti gi nel sepolcro a testimoniare il vivo uso che i de funti avrebbero dovuto fare degli olo causti. Per conservarsi tali tributi nella fi ducia che soltanto il morto onorato e frequentato dai parenti aveva felice vita nel l'al di l, oscura e triste il trascurato -, era necessario provvedersi durante l'esi stenza una generosa discendenza e tenerla stretta. intorno al culto dell avo. c Oh paesclama Oreste dinanzi al cadavere di Agamennone, nelle Coefore di Eschilo, finch io sar vivo tu accoglierai banchetti sontuosi, ma quando io sar morto non avrai pi la tua porzione delle aga pi funebri di cui i morti si alimentano > Il celibato era dunque un delitto, un de. litto perpetrato verso il proprio sangue e i propri morti. Dalle innumerevoli citazioni nei moltis simi testi rimastici di riti funebri, di leg gi, di consuetudini gentilizie, dovremmo argomentare che l'umanit abbia per mil : ]enni conservato questo orrore del celiba to. Almeno fino quando lo sforzo di astrazione mentale ha creato gli dei. Ep per, se dopo la creazione degli dei vale a dire dopo la crzione di una vera re ligione, la quale aveva le proprie divinit oetonie e stigie, funebri in una parola, che servivano al culto dei defunti n pi n meno come le divinit celesti se'rvivano aJ_ l'augurio per i vivi, se dopo tutto ci di ciamo, il culto dei Mani si a lungo e prQfondamente conservato nelle tradizioni di famiglia, quale altro vincolo se non quello del sangue rimaneva a tenere congiunti i vivi ai propri morti e a continuarne la discendenza? La vita serviva a rendere dolce e benefica la morte. Per la tema che i sacri fici non fossero fatti con quella purezza d'intenti, con la sollecitudine e l'affettuosit necessarie, gli estranei ne erano ri gorosamente respinti, anzi, il loro inter vento rendeva nullo il sacrificio e solo i consanguinei potevano compierlo con sod disfazione dell'estinto. Innumerevoli sono le citazioni greche che attestano l'uso delle tombe di famiglia nelle quali era proibito dalla legge sep pellire estranei. Solone vieta assolutamente l'inumazione se non di consanguinei (Cfr. Cicerone: De Legibus, II, 26). An. che i romani avevano leggi consimili e l'uso delle tombe famigliari. Sangumis eadem habere mon14menta maiorum, iisde1n uti sacris, sepulcra habere commsmia : i consangu'mei debbono avere gli stessi monumenti degli antenati compiere gli stessi riti, avere gli s t essi sepolcri. (Cic.: De Off.). Avere numerosi figli, con la sicurezza di numerosi .nipoti significava assiCurarsi una vita beatamente eterna. II celibe era un essere inutile quindi, un traditore della famiglia, un traditore dei propri morti : quel che c' di pi repugnante. Questo vincolo di sangue esclusivo in una societ famigliare; che dapprincipio era soltanto rivolto ad onorare gli estinti, si trasfonn a poco a poco e divenne il neces sario perpetuarsi di una gente, di una stirpe. Alla famiglia, alla trib, alla gente infatti non pote-yano appartenere altro che uomini dello stesso sangue o nati nell'am bito famigliare, e tutto dovevasi sacrificare a questo vincolo, fosse anche la sal vezza della patria. Come doveva essere 'V'vo questo senti mento, se in piena guerra Anniba]ica un Fabio, allora comandante dell'esercito, la scia il campo a Minucio suo sottoposto e

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torna a Roma soltanto per assistere alla cerimonia annuale della gente Fabia. Pi tardi, in Pieno periodo di ascesa dell'Im pero, il poeta Properzio si riterr dispo sto a morir celibe piuttosto udite -di creare figli che possano essergli strappati per i trionfi della patria. Perch offrire i miei figli ai trionfi della patria? dal sangue mio non usciranno soldati :. (P.roperzio: E'tegie, II, 7). Come mai in uno spazio di tempo relativamente breve tanta diversit di sentimento? Cicerone, che net 'SUO De Legibus rife risce le antichissime leggi di Roma, di<:e di averne conosciuta una la quale proi biva assolutamente il celibato (De Legibus, III, 2). Altrettanto d'Aiicarc nasso. Per altro, la prima affermazione di una certa importanza e che--sanziona il celibato la troviamo abbastanza presto nella let:teratura romana: ricordiamoci della lunga tirata in onore e lode del zi t dlone che fa il personaggio di Periplecomeno nel Miles Gloriosus di Plauto. Ma qui &i pu pensare che l'arma della sati ra in mano a un poeta di tal fatta servisse, come sempre avviene, per una vera e propria correzione dei costumi. Purtroppo il fior fiore della lirica latina domto a poeti celibi. Valga per tuttitl'esempio di Orazio, oscapolone imperterrito, che riusc ad eludere anche le severissime leg gi di Augusto sul matrimonio e la figlio1\mza. Tutti i richiami ai costumi dei maggiori, il rimpiant, l'invito alla prisca s antit delle usanze e delle credenze che l e ggiamo nei poeti romani, Virgilio com preso, sono aS>Sai pi retorica che convinzione; aspirazione platonica invece di pr a tica di vita. Dei poeti latini ;n sostanza si potrebbe dire, senza tema di com prenderli troppo alla leggera, che erano n omini i quali predicavano .bene e razzo i a vano male. Che il celibato fosSe considerato un delitto soltanto in vista della mancata di s cendenza attestato dalla facolt di diYorzio in caso di sterilit della moglie. Gellio ci conserva la memoria di que) CarYilio Ruga che inizia per primo nella sto ria di Roma la interminabile serie dei divorzi. Uoino nat di nobilissima fami glia, Carvilio Ruga divorzi dalla moglie perch non aveva potuto avere dei fi gliuoli con lei. Non ostante egli amasse moltissimo la consorte dov rinunciare a lei per Ja steSsa sacramentale pronunciata all'atto del matrimonio nella quale era detto che egli la sposava al solo Gli sposi della Torre Eiffel di Giovcumi Hugo scopo della discendenza. Questo assicurar_ si la continuit del proprio sangue assu meva delle forme addirittura incestuose presso antiche popolazioni asiatiche dove, in un matrimonio sterile per colpa del marito,. la donna era obbligata a darsi al di lui fratello o ad un suo parente pur di continuare la famiglia. Qui il vincolo as sume aspetti che non esitiamo a chiamare innaturali, ma che non testimoniano meno della stretta fedelt di sangue in quei lQntani tempi. Tale costume, che oggi non pu a meno di repugnare all'uomo mo derno, addirittura sancito dalle Ieggj di Atene e da quelle di Sparta (Piutarco: Salone, 20. Licurgo, 15). Non ostante il parere di autorevolissim : storici i quali dnno a queste costumanze valore assolutamente religioso e attribui scono loro significato, specialmente per quanto si riferisce aUa prosecuzione del culto della famiglia, noi crediamo invece che le ragioni debbano ricerarsi in un vincolo assai pi sentito negli anrichissi mi tempi che non nei nostri; quando pi viva era negli uomini la coscienza di do versi perpetuare Per compiere l'immane fatica loro commessa, e foRe anc. he quella di continuare un proprio tipo, un in dividuo famigliare che spiccasse nettamente tra le altre agglomerazioni per peculiarit fisiche oHre che per rituaJi. Assicu rarsi una discendenza legittima significava obbedire non solo alle leggi generali della natura, ma a quelle prticolari e n).lo-. ve che la natura stessa sembrava essersi imposte con la cre.azione del geriere umano. Non inutile, oggi che una saggia po litica demografica tutela la conservazione della famiglia nello Stato e tenta di impedire energicamente ii triste dilagare del celibato, tornare con la memoria alle u sanze degli antichi popli -che rappresentano la culla della nostra civilt. PAOLO NOIJ.O 37

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L'ebreo convertito Algranati. che si nascondeva sotto il pseudonimo di Bocca d'Adria. si rese famoso verso. il finire del secolo scorso per. un romanzo intitolato: Nella trib di Giuda", nel quale. da buon conoscitore, egli metteva in luce gli aspetti. pi reconditi e ripugnanti dell'cmima ebraica, svelando riti e usap.ze su cui i giudei hanno sempre mantenuto il pi rigoroso segreto, Le pagine di Bocca d'Adria qui riprodotte 110no tratte per l'appunto dal romanzo citato (pagg, 225-256 "passium ") e costituiscono una documentazione circostanziata e impreeaionante del rito del sangue che in tutti i tempi (la documentazione ha inizio dal V sec. d. C.) gli ebrei sono stati accusati di compiere, D romanzo di Bocca d'Adria, pubblicato a puntate sul Mulo ". giomale fondato dall' Algranati per combattere l'" Asino ", organo giudeo-massonico, provoc a suo tempo enorme Poi. la solita abilissima propaganda ebraica lo fece sparire dalla circolazione; e la solita stampa asservita agli ebrei si guard bene dal farne menzione. E' opportuno, dunque, conoscerlo e farlo conoscere. 425. A Imm (fra Aleppo e Antiochia). Farn:iullo cristiano crocifisso dai Giudei. -(Btwonii, Ann. numero 49). I Giudei comperano dei cri-stiani e ili uccidono. (Baron. n. 14). 1071. A Blois (M onumenta historica Ger maniae: S criptorum, vol. VI, pag. 520 ). Un bambino crocifisso, poi buttato nel fiume. Il Conte Teobldo fa bruciare gli Ebrei colpevoli. 111-t. A Norwich, in Inghilterra (BoUan disti, vol. III di Marzo, 588 : e M onumenta ibid.). Guglielmo fanciullo di dodici an- ni, attirato in una casa ebrea e col straziato fino a dissanguamento totale. 1160. A Glocester (Monumenta, ibid .). Gli Ebrei crocifiggono un bambino. 1179. A Parigi (Bollandist, ibid.: pag. 591). Il fanciullo Riccardo viene immolato nel Castello di' Pontoise il Gioved San. to, ed onorato come Santo a Parigi. 1181. A Parigi (Pagi, aU"anno 1181, n. 15 e BoUand., 25 Marzo, p. San Rod berto, fanciullo, vien ucciso dagli .Ebrei Ycrso le f.este di Pasqua. -Morte di una .giovinetta uccisa dagli 1225. A Monaco. Una donna vende un fanciullo il quale ucciso e dissnguato. (Michelbeek, di Fresinga, II, p. 94)-1235. 1 Dicmbre. A Erfurt. Uccisione rituale di un bambino. (Desportez, p. 66). 1235. A N o;wich. I Giudei rubano un fam:iullo per crocifiggerlo nelle feste di Pasqua. (Huillard BroUes, Grande Cronique, III, 86). 1236. Presso ad Hagcnau (Richeri, Acta Senonensia: lfomt m., XXV, p. 324 ed al trove). Tre fanciulli di sette anni sono

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immolati dagli Ebrei in odio di Ges Cristo. 1239. A Londra. Omicidio rituale commesso segretamente dai Giudei. (Malleo di Parigi, Cronaca, IV, 433). 1244. A Londra (Baronia, n. 42, sopra quell'anno). Un fanciullo cristiano viene martirizzato dagli Ebrei; e si venera nel la Chiesa di San Paolo. 1250. In Aragona (Giovanni da Lent, De P scudo .M essiis, p. 33). Un fanciullo di sette amii viene crocifisso presso la Pasqua ebraica. 1250. Saragozza. Crocifissione di San Domenico de Val. (Blanca.s, Arag. CommCIIt. ). 1250? A Orsona (Castiglia). Un rabbino uccide un fanciullo cristiano nella propria casa. (Dcsportez, 68). 1255. A Lincoln (Bolland, vol. VI di lu glio, p. 494). Ugo, fanci!}lJo rubato dagli ebrei, viene nutrito fino al giorno del sa crifizio. Molti Ebrei convengono da varie parti dell'Inghilterra, e lo crocifiggono. 1257. A Londra (Cluverio, Epitome hist., p. 541). Un fanciullo cristiano immolato. 1260. A Welssemburg. (Amwl. Colmar. M()>fi.Uim., XVII, 191). Un fanciullo ucciso dagli ebrei. 1824. A Beyrouth (Desportez, 89). Uc cisione rituale 'dell'interprete Fatallah Sayeg. 1827. A Varsavia (Chiarini, Teoria del Giudaismo volume I p. 35: abitante e pro fessore in V.arsavia). Scompare un bam bino cristiano nell'occasione della pasqua ebraica. 1829. A Torino. I Giudei rapiscono la moglie del signor Antonio Gervalone ne goziante di Torino. Passeggiando questi una sera con sua moglie presso il ghetto, la lasci un momento per trattenersi con a ltri. La moglie rece qualche passo innanzi sola, ed in un istante si vide circondata d a Ebrei e portata in un androne oscuro, donde fu calata in un sotterraneo. Col spogliatala fino alla cintura due rabbini c on libri in rriano le dissero: sei morra. M a il marito intanto cercava sua moglie. Entrato coi soldati nel ghetto, si trov il s otterraneo e la moglie ancor viva. Pare c he l'oro ebreo seppe soffocare anche que. s t'affare ... Il negoziante d\ Chatillon di Aosta, dove egli ora (1840) risiede. La moglie Giulietta, nata Bonnier morta, come vi dissi a voce. La figlia maritata a] signor Monta, negoziante a Torino. (Lettera del barone di Kalte, ufficiale Nel prossimo numero: D. o E 'V B l E s DE DEEKEI.JNGEN '' L 'eterna ebraica questione e la sua soluzione" U bambino di Monaco la cui morte provoc il massacro degli ebrei nel 1285 (Bavaria sacra, stampa di Sadler) prussiano in Al<:ppo, al Coll'Isole di Francia). 1831. A-.Pietroburgo. (Amblagen der Suden, Leipzig 1864). Assassinio del figlio d'un sutt'ufficiale. I giudei sono deportati in avendo i giudei sentenziato che il fanciullo fu assassinato per scopo ri tuale. 1 8 3 9 A Damasco (Processo di. Damasco, 1840, presso il P: 3_01). _Alla do gana si scopre una bottlgha d1 sangue portata da un ebreo. Cos narrata la cosa dal Conte Susazannet: c Un anno fa (1839) giunse qui in dogan_a: una che un Ebreo veniva a cluedere. Gh st dice di aprirla. Egli rifiuta; offre cento, poi duecento, poi trecento, po1 m1lte ed infine diecimila piastre (2500 fran chi). p doganiere non cede, apre egli stesso la cassa, e vi .trova una bottigli a di sangue. Interrogato, l'Ebreo risponde che lcro hanno l'uso di conservare il sangue dei loro gran rabbini, ed altri personaggi importall'lli ::t. 1853-1854 (Circa). Strigonia (Unghe ria). I Giudei traggono in una cantina: una serva cristiana e, fattale una rerita al capo, le traggono sangue; salvata quasi per miracolo. (Lettera di un sacerdote alla c Civilt Cattolica, quaderno 798, 3 lett., p. 740). 1 875. Zboro (compartimento di Saroch). Nella casa n. 165, C. poco prima della fase dell'espiazione parecchi Giudei .tentano di uccider la sedicenne Anna Zamba, serva del giudeo Horowitz. Muore in causa dello spavento nell'aprile dell'anno se guente. (Desporlez, 94). 39

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Uccisione di bambino da parte degli ebrei nel 1345 a Monaco 1877. Izlacs (compartimentale di Bihar), Gius e ppe Clcra vende i suoi due ncpoti, Teresa Szabo e Pietro Szabo, ai Giudei, che li uccidono. (/bid.). 1879. (comp di Zemp11n). Ucci sione rituale. (lbid., 93). 1879. Piros (comp. di Batsch-Bodroghcr). La quindiccnnc Lidi Sipos, serva del giu. cieo Grossman, da lui uccisa il 15 Ottobrc; se ne ritrova dissanguato il cada vere. (Jbid., 95). 1879. Budapest. La giovane Teresa Ville, serva a Budapest in via del Re, nel quartiere Giudeo, addormentata con apposita bevanda pochi giorni prima del Purim, non si sveglia che ottanta ore dopo. Allo svegliarsi, si trova cos debole da poter a stento levarsi, e ne ha orribilmente indo lenzite tutte le membra. Nell'esaminare il proprio corpo, ella trov, nella parte su periore del braccio destro, sopra la coscia sinistra, e al ventre al disopra dell'om bellico, alcune ferite circolari rosse, simili a chiazze di sangue, in mezzo alle quali si scorgeva un piccolo foro. La giovane sospett che durante il sonno, i giudei le avessero sottratto una quantit considere vole di sangue c lasci tosto il servizio (Dcsportcz, p. 95). 1879. Kontais (Caucasia) Sara di sci an ni, uccisa e dissanguata da quattro Giu dei. (Univcrs 5 aprile, 1879). Negli ann 1878, 79, So, 81 a Stein-AmAnger, precisamente prima di Pasqua, scompaiono quattro fanciulle; non se ne ritrova mai il cadavere. (Onody, Tisza Es::lar, passim ). 1880. Comorn. Uccisione rituale. (Dc sportcz, 93). 1880. Smirne. Una lettera dice che alcuni anni prima fu rapito un fanciullo, appartenente a una delle primarie fami glie greche della citt.; era prossima la Pasqua giudea; quattro giorni dopo se ne ritrov il cadavere sulla spiaggia del mare, perc dc mille d'pingle. (Som. mossa del popolo; massacro di 6oo giu dei. Lettera da Costantinopoli al Mcmitcur dc Rome, 15 detto). 188 1 Ad Alessandria d'Egitto, l'assassi nio del giovane greco Fornarachi, di cui si occuparono tutti i giornali del I88II882. Il cadavere fu trovato dissanguato, simile a statua di cera. La famiglia Baruch ebrea, fu carcerata e processata prima in Egitto e poi in Grecia, donde la famiglia Fornarachi. Grandi tumulti con. tro gli Ebrei nelle principali citt di Egitto. Esiste la fotografia del cadavere del bambino tutto inciso e punzecchiato. 1881. Calarasi (Valacchia). Processo con. tro Giudei, accusati di aver preso del sangue da una giovinetta cristiana. (Univers. lsra.elit.c. I nov., 1881). 1881. Lutscha (Galizia). Francesca Mnich polacca, uccisa dall'oste Mos Rit ter, da sua moglie Gittel e dal contadino Marcello Stochlinski. I rei, tre volte con. annati, sono graziati dall'imperatore. (Optt.scolo di Clcmc ntc Vi'clor, c Osserva. torc Ca#., 31 marzo, 92). 1 8 82. 1" Aprile. Tisza.. Ezlar (Ungheria). Assassinio notissimo della quattordicennc Ester Solymosy. 1882. Balata, ghetto di Costantinopoli. Fanciullo tratto in una casa Giudea, don pi di venti testimoni lo videro entrare; i! giorno dopo se ne ritrova il cadavere. (Lett. da Costantinopoli, 8 giugno 1883 al Monitcur dc Rome, 15 detto). 1882. Galata. Rapimento di un fanciullo ; l'avv. Serociios chiede invano giustizia: gli Ebrei depositano una somma di denaro per una pensione alla madre del fanciullo rapito!! (/bid.). 1884. Gerusalemme. Nella settimana santa colto di buon mattino un Giudeo, men. tre frettolosamente portava seco un fan. ciullo rapito. (Lctt. Coserc, segr. del Patriarcato lat., a !l'f. lmbcrt-Gottr beyrc, 14 giugno l886). 1885. Mit-Kamar (Egitto). Assassinio di un giovane copto per la pasqua giudea (Desportcz, p. 98). 1888. Breslavia. Il candidato rabbino Bernstein incontra un fanciullo cristiano : con carezze e dolci lo trascina a casa sua Quivi spoglia il fanciullo e col coltello rituale gti fa alcune incisioni nelle parti genitali e ne raccoglie il sangue che ne cola, in fogli di carta sugante. Al bambinC' che piangeva : Sta buono; bimbo. andava dicendo, io non voglio farti del male, solo un pachino di sangue Bern stein fu querelato dal padre della vittima; i giudici, dietro perizia, ammisero il fatto; il candidato rabbino non sapendo pi come difendersi fin per dire: In quel mo. mento sar stato pazzo! Bernstcin fu con dannato. E questa storia contempora nea, non di secoli fa. (Desportez, 244 Paasch). 1890. Damasco. Uccisione rituale di En. rico Abdelnour. (Paasch, 290). 1891. 29 Giugno, Xanten. Il mol Bn schoff scanna il fanciullo Giovanni Hcg" mann.

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l l l i l i 'i l ;i' 'l l l o J ,,, A..,. N ....... ATUR, . :-. : -... 4_>_._::-_-->---NELLA'PoEsA . : . __ , .. --., :\_._ -_. ... ---... :---:' '.: ... in leggere tore; n. 91, le Osservazini di Lodovio di Breme/ -: { sopra la poesia :moderl).a o _mo. chiamare, ::e perch ci veduto che pu e io per mia natura non'?. sono ; anche sopra 'le cose creaute . d nella mente le risposte che a si possono e debbono fare, peJ: mia -. . Vuole lo. scrittor (come tutti l:'romiintici) .clie :Ja'->:.:. ,. poesia -si ch'e<._egli :: -:chiama patetico e pi c;omunemente si -f .. :, bi!ii e noi potremm -chiamare sens itmta). ,Or._dun que bisogn eccitare questo patetico, questa profon dit di sentimento rtei'. qui, com' "'' ... .. ,, r ,.,:_;;. : ., ;;.; consister la somma arte del poeta. E qui dove il Breme e tutti quanti i romantici e i chateaubrian-.. disti ec. ec. scappano di strada. Che cosa che eccita questi sentimenti negli uomini? La natura, purissima, tal qual', tal quale la vedevano gli an. tichi: le circostanze, naturali. non prcurate mica a bella posta, ma spontaneamente: qell'al. bero, quell'uccello, quel canto, quella selva, quel morite, tutto da per se, senz'artifizio; e senza che questo monte sappia in nessunissimo modo di dover eccitare questi sentimenti, n altri ci ag giunga, H posSa nessun'arte ee . ec. In somma questi oggetti, insomma la natura da per se e per propria forza insita in lei, e non tolta in prestito da nessuna cosa, sveglia qesti sentimenti. Ora che facevano gli antichi? cos semplicissiinamente la natura, e -quegJ.il oggetti e quelle circostanze che svegliano per propria forza questi sentimenti, e H sapevano dipingere e imitare in ma niera che noi li vediam!) questi' Ste9S oggetti nei versi loro, cio, ci p 'are di vederli. pr quan.to posSibile ... : quali so 'no in natur, e perch m natur ci destano .... -.... quei sentimenti, anche dipinti e imitati con tanta per: fezione ce li destano egualmente, tanto pi che il .. poeta ha scelti gli ?ggetti, gli ha posti nel loro vero e sua ci ha preparati a ricevenie quel'. dvech 4t. natura', e gli ggetti di qua lunque specie sono confsi in vederli spes sissiino non ci si bada, ( cade :)a gran facolt del le arti imitative di I are per lo straordinar io modo in cui presentano gli vale a dire cos imitati, che si corisidrino nella poesia, doVech nella realt non si e se ne traggano .' quelle riflessioni ec . ec. e nella: realt per esser comuni non somministnvano ec . ec. come il Gra vma nella Poetici,.) e bisOgia poi perch produeano quei. tali sentimenti' andarli a prendere pe) loro verso : ed ecco ottenuto dagli antichi, il' grand'effetto, he domandano i ed otte mito iri modo che ci rapiscono sublimano e c'immergono in Uf:l mare di dolcezza, e tutte le et e tutti i secoli e tUtti. i grandi uomini e poeti che sor venuti dopo loro ne sono ., t-

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questionario Pietra Piovani da Napoli: -Se chiaro il concetto mussoliniano di difesa "potenziamento. miglioramento della razza italiana non lo meno il concetto antiborghese; 'che pu essere considerato s otto diversi aspetti; nel pensiero e riella politica del Capo. C' nel periodo pre-bellico, una classe plutocratica neutralista e disperatamente pacifista :1> (v. discorso del.' 13-12-1914), formata. dal mondo della banca e dell'industria. E contro questa, naturalmente, che si scaglia il Mussolini dell'intervento. E poich borghese il sustrato di quel parlamento che stava fra la guerra irredentista P. la pavida neutralit, cio fra il popolo '.l l a borghesia, e che impedl prima. ritard poi l'intervento facendone subordinare il moiivo economico-militare a quello politico causa prima; forse, delle post-belliche ingiustizie alleate ed associate, la concezione antiborghese del Duce si svolge an-tiparlamen t are. Ma il genio. mussoliniano non si arena in concetti statici passa all'azione: il Parlamento si. la Rivoh.izione arriva alle sue . Tuttavia della vecchia Italia c;lemolita qualche residuo ancora mostra." fra gli spiragli della persiana, il suo vero volto, temto di internazionalismo, vecchia maschera di amicizia e fraieilanza." La reazione rapida, sicura fulminea. La parola mussoliniana indica i moralmente borghesi i giudei di sistema, se non di razza i meticci spirituali La lotta ideale incomincia. L'o.rdine, fascisticamente "inesorabile, ci v :ene come sempre, dalle labbra del Duce: RIPULIRE GLI ANGOLINI Domenico Mattic.li insegnante elementa-r e, da Milano: Sono attratto particolarmente da quei vo stri scritti che riguardano l 'influenza malefica che la rivoluzione francese ha avuto nella nostra patria, e mi domando il moti vo per cui non abbiate mai menzionatb Alfieri e Foscolo, che non furono certamente amanti n della Rivoluzione n delle conseguenze da essa :r::ortate. Alfieri e Foscolo difatti vissuti nell'epoca dei dirit. ti deii'Uomo danno molti spunti a uria di scussione :che, specialmente in questi gior ni, farebbe bene a certe menti intorpidite. Perch non far conoscere lo sdegno dei nostri poeti causato da soperchieria che la Rivoluzione commise in nome della libert? Oh che differenza fra la libert predicata nelle tragedie, e la libert messa in atto dalla rivoluzione francese! Le forze del popolo venivano spese unicamente per il potenziamento" di una classe gretta ed egoista, che sostituiva i prin cipi economici a quelli umani: la borghesia. Il popolo veniva aizzato contro lutismo politico dei Borboni ed intanto, in nome della libert, la borghesia si acaparravci la ricchezza. Nasceva cosi l'Asso lutismo dell'ora. ., Il popolo, urlando, ossisteva oaia decapitazione dei componenti il clero e la. nobilt e non comprendeva che a questi ceti sociali ne veniva sostituito uno' ben pi roce ed ingordo che, a tempo opportuno, lo avrebbe spogliato degli effimeri diritti ac-quistai( . Intanto la borghesia, per Ici momentanea miseria della plebe, e per mascherare il fine a ciii tendeva predicava at popolo principi utopistici. Tutte quest prodezza vide il nostro Al fieri e constatando la dolorosa impotenza dell'Itd!ia dinanzi ad esse, in una sua poesia. profetizza la nostra rivincita. Il Foscolo dapprima illusosi, quando vide la patria prcossa e spogliata, quando vide mercanteggiare per avidit un popolo, sfo. g il suo rammarico in quel suo romanzo epistolare dal titolo: Ultime lettere di Iaco-Po Ortis. . Fra le-' ipocrisie che la rivoluzione Iran" cese procur ai popoli, la principale sta to certamente il socialismo_ che ai. vctlori c"; : 1 .. 1 .. zy-el nu!Pero : EUGEXIO FISJHE.a spirituaH dell'uomo, concepiti cristianamen. te contrappose la materiaiit deli'homo oeconomicus. Se il Cristianesimo alleviava i mali della terra colla promessa di un mondo miglio re, il socialismo scientifico predicato da fanatici, prometteva il Pciradiso iri terra, che avrebbe ingrassato il proletario. Questo significava che nell'uomo c' solo il corpo e che bisogna ritenere falsa la massima del Vangelo che die :\lcn vivere l'uomo di solo pane. La massima di Carlo Marx: Tutto l'insieme dei fatti sociali non che l'insieme dei fatti economici messa in atto La ita italiana soffri a causa di questi principi. Ora il Fascismo avvera la pro. fezia di Alfieri Luigi Sottile da Caltan:issetta: Vi ringrazio della cortese risposta: dissentiamo molto; tuttavia la vostra cortesia mi obbliga. Se mi permetto di rispondervi, non ve lo assicuro. per fregola di polemica -ch la plemica, intesa in questo senso, cosa sommamente borghese e .la _,..co 'si cercher d'essere brevissimo. e sopratu'tto, qualunque si ci lc::I vos .ira non v'im-portuner pi su questo punto. Vr dir ora semplicemente che non mi avete convinto e ci perch invece di on. i fatti s'torici da me portati innanzi, ne avete portati innanzi altri che, con. trqriarnente a quel che pensate,' nan confu. tano i miei. .Sopratutto perch io non ho mai pensC:Xto a negare il popolo: ci mancherebbe altrol! Ho semplicemente detto che il popolo,. per -compiere grandi cose ha bisogno di capi: ed ho ricordato che spessissimo questi capi sono stati -e -sono -dei patrizi. Patrizi, intendiamoci, che valgano personalmente, prima di tutto] In loro la tradizione. la gloria degli avi, la nobilt.del sari. gue devono essere sprone a far bene e me glio, non a dormire sugli allori e ad ariic cirsi i baffi] . . Verissimo quel che di te voi : a volt l'ari-. stocrazia ha avuto pagine brutte; ma non per amor di Diol La storia Il a darmi. ragione l Scpratutto.' io non parlavo .certo dell'aristocrazia della Roma del quil'\to secolo del-l'Era Cristiana: quella rientra nel. mio con cetto di nobilt degenerata, ;quindi di non Pi nobilt. che, in Roma ed l'aristo. crazia f a volte repubblicana, ma anche qui non generalizziamo . Un fenomeno pu pur atteggiarsi nel corso del temi:>o in vari mo di: occorre che ne traiamo le, leggi fonda-mentali. Se in Roma l'aristocrazia fu repubblicana ir certe epocne -ci non toglie che r fondatori dell'Impero Romano -Cesare ed Au gsto furono patrizi -ed una volta realizzato il !oro programa furono larghi di rispet to e di simpatia verso la nobilt. Neg o poi recisamente. assolutamente che, negli ultimi dodici secoli almeno, l'aristocrazia sia stata antimonarchical Ma se tutto il contrario! S la base, la difese: della Monarchia! Chi difese il Re nell'89 d infauc sta memoria? In questi ultimi ISO travagiiatissimi anni di storia per chi J'aristocrazici, quando ha anora la possibilit di parlare, se non per la Monarchia? Quelli dell'89, da vof cosl giustamente stigmatizzati, iniziarono' la loro lotta contro la nobilt, passarono poi .ad attaccare la Monarchia e distrussero ogni principio d'ordine e d'autorit, cio di civilt. Vedete, sono cosl d'accordo con voi nel combattere 1'89, d i mali che ne che mi spiace davvero essere in -dissidio su quesfaltro punto che discutiamo,. m'addolora addirittura, anzi, il fatto che avete paragonato le mie idee, forse non molto diffuse in questi tempi, ma purissime e sincere, con la mezza calzetta borghese che tanto sdegno. Ma forse il nostro dissidio minore di quel che non paia. Mi permetto di unirvi un articoletto che riguarda proprio la rivoluzione deii'8S ed i suoi fatali sviluppi, che forse chiarir meglio le mie idee .,-pur senza svolgerle del tutto -ma rion voglio essere accusato di lungaggine.

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. :\iatu;,.,a _.f?l Caro Sottile, l borghesia, pi libera e della nobilt port alle estrecce conseguenze e perci reJbblicane, lo spirito dell I nobili ono massacrati, perch i borghesi' vole-'no ad essi succedere. Vole-vano? Erano .. ''" succeduti, nel dominio delle terre e ;rsino nell'esercizio della giurisdizione '"!e, la quale, affidata un tempo. al senti n lo d'onore, coi borghesi non segui altro .J]:O, che quello di ridt,me iJ. popolo fem; '''"' servo della gleba. oppure dargli la ::ccia, come alle fiere, per spopolare le .. ,." e poter! e i:idurre a pascolo o a bandi-ii caccia, a materia d speculazione o di :1go dei ricchi mercanti La rivoluzione :acese non accadde nel ma era anca accadendo dal XVI Il 1789 --; per mettere il polverino del sangue a ::.dle usurpazioni. F1,1 niente altro che una ;zione alla politica popolare .dei re: >.ando la borghesia vide le monarchie ''<'ndere di petto il gi costituito dominio :.: 'rcantile, cio la terra messa alla merc -l denaro; allora senti che il ::c:o edificio sarebbe crollato. Scaten la ri'1 :-luzione, per render lo legale, consolidarlo c non perderlo i'lon !asciarli impressionare da quei co. rti !'ani ch;e morirono dicendo viva il re. Pensa :rcvece alla continua guerra dovuta fare dai :c. della francese e di tutte le monarchie "' nobili. per domarne lo strapotere, conso:idare la monarchia creando l'unit. nazioc,ale, dm che prima ha ucciso il Re ed .i Nobili, uccide i cadaveri, suprema follia! : Si lanciano anatemi allei memoria di Mirabeau, si profanano le. tombe dei sovrani raccolte nel silenzio di S: Dionigi. Non bastai Ora la volta dei c nuovi idoli :t Carlotta Corday, la giustiziere di Mara!, una repubblicana convinta:. Danton uc-'43

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ciso dal suo compagno di lotte e d'ideali. Ed inEne, ecco la volta di Robespierre; anche ia sua testa cade sotto la mannaia dela < .Libert;), N qui ci si ferma: a loro volta i Termidoriani saranno schiacciati dal 18 brumaio e Na}:oleone da Waterloo. Cose nole notissime, ma che bene ri-cordare. Vediamo ora quel che succede in Russic; al principio del XX Secolo: anche qui la vecchia classe in sfacelo, anche qui non s1 crede pi a nulla, che non sia il proprio piacere del momento, malsano e turbfnoso. E guardate, anche nelle piccole cose, nei )::articolari, o in quelli che cosi sembrano, la storia si ripete: Nicola e la Zarina si sono straniati dall'aristocrazia, cos come. Luigi e Maria Antonietta; le prime calunnie sanguinose contro i sovrani partono dal c loro mondo da quella cerchia di persone che pi dovre'bbe amarli e difenderli. Anche in Russia profonde disuguaglianze: un uomo pu fare frustare un altro uomo, solo perch il primo discende da Boiari o da favorili di Caterina n. mentre ali antenati del secondo furono gleba ignota. Fatalmente s'apre l'abisso: anche qui sono i moderati, i menscevichi, 'che si impadroniscono del potere e rivendicano un. !ero programma di dignit umana. Ma, come avvenne 'in terra di Francia 130 anni. prima. gli avvenimenti ingoiano i loro autori. Anche qui l'estremismo pi rosso, il bolscevismo che trionfa, sanguinosamente; ed il fango ribelle: stupri, torture, stragi non mai sazie. E' l' ora di Lenin; poi, alla sua morte, quella di Stalin. La beffarda storia si ripete: compagni di ieri si scannano a vicenda. e Stalin, nuovo Robesp!erre, (forse privo degli idealismi del primo) manda dinanzi ai plotoni della Ghepeu i vcchi compagni Siamo a questo punto: fin dove si ripeter la storia? E' sciocco fare i profeti: piuttosto bene meditare sull'avvenuto: negli avvenimenti esterni, csl, grosso modo le rivoluzioni si somigliano. Dico grosso perch non cstante i !ere sadismi, i sanculotti del '93 se(:}:ero combattere e vincere a Valmy e a Jemmappes ed affrontarono e. S, mancato il senso del popolo. Pensa che que-sta intelligente Europa ;1n ha senso d i vita plebea. Questo il suo lato cretino. Ed ora, una sola osservazione, Non parlare di Tillot, a proposito di. Tanucci. Non continuiamo a 'confondere una verit, chE non riesc:e ancora a .venire in luce. E noli continuiamo a rendere servigi. Olia borghesia. Tillot non ha niente da vedere con Ta. nucci. Pompeo Neri e Tanucci furono l'cmma delle pi popolari e classiche mon::trchie del settecento. la toscana. e la napoletana. I fondatori della scuola italiana. E della politica delle monarchie tutte. La rivcluzione francese fu reazione, cosi alla politica dei re come alla scuola italiana, l'aveva Ma. purtroppo i nostri slu d1 sno ancora molto lontmii dal farci vedere una verit ovvia come questa. Raffaele Sala da Roma: Ho letto un c'omunicato col q uale si an nunzio una riunione di autorit della Scuc Ia, allo scopo di. definire i nuovi program mi scolastici; in detta riunione. s'annunzic che saranno fatte due comunicazioni una per stabilire il di tradizione' do.' sica, l'altra per stabilire i rapporti di es:;: c con l' umanesimo moderno Ora che cosa codesto moderno? cWt Giovanni Bruni Santini da Roma: Ora che .la tanto questione de:l'insegnam.;nto venuta in discussione, spera che sia risolta prontamente. Intanto si parla d 'introdurre_ nella scuola anche la musica, ci si augura che que:;ta non venga trattata come il disegno e come le restanti materie: cio in maniera idealista. Infatti l'insegnamento del disegno, fino ra. e quel che pi curioso proprio nello scuole elementari, impartito insinuando ai giovani il principio Hegeliano che la realt non esiste in se stessa ma nostra creazione, incitandoli ad abbandonarsi a qualsiasi sgorbio o capriccio venga loro in mente. Oppure imponendo loro dei temi solutamente sproporzionati alla loro possibi-

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Iit. Mentre, disegno aon pu. farsi tdijim.ertti ch. e mettendo l'allievo iirianzi, materialmenti; cid un oggetto ed invitandolo a ritrarlo nel miglior inodo possibile. da s che C:uesta manierx che J'unic;a che .mondo mndo per prendere' a1disegnare, non, pu essere se' guitd da chi parte dal principio che 'la realt non. esisl\ in se mx nostr,creazione. Basterebbe questo. solo .esempio per dimostrare ci quale profonda sto'rtta sono sottopqsti i rqgazzi dai loro primi anni, dai criteri ,l'edag:ogici derivati .dall'idea-liEmi:J. La inusicci; sig. i)ure iri apparenza; si presla ancor. di pi :r quest'a evasione idea listica dalla. realt. E' facile qindi comprendere :Ja ragaz.zLcosl educati verigan fuori giovani sofisticf o sradicati, e quel che peggio, rtisti portati a tutt!! le aberrazioni; . d!;!ll'espressionisriio; che tutti aggi ccinstatno. . : Io credo che per il bene sia individuale che nazionale, concentrare l'insegnxmento 'n pochi, QUnti sia: .Id miglior :osa E le cose pi essenziali secondo me sarebbero: l. Insegnare a leggere e scrivere 2. Insegnare che cos' e cosa gi e]:)rel Andrea De Cristofari da Roma: Sul Giornale d'italia' del 23 settembre .1pparso un articolo di Riccardo Miceli; in-:i tolctto: Estetica e Filologia. Secondo la tesi dell'articolista bisogna :are la preferenza alla filologia perch. a uo dire tutti 'i grandi del passato nqn wrebbero. niente a che fare con noi e noi ;;on potren1inci intenderli se n:on attraverso metodi pazienti e minuziosi di .quella di .iciplina. Ora, a pane. die la filologia l'estetica .-,on n l'una n l'altra (es,;endo attivit eminentemente non italiane, storcendo esse invei::e di chiarirlo il no. o la forza la ragione d'essere della Ndtemente nri italiane >, mostrari.do con ci d'ignorare che la filologia nqcque da noi nel sec: XV auspice Lorenzo V alla e la critica ebbe come il Foscolo, e quale maestro insuperatci e in. superabile Francesco DE! Sanctis Quanto alla tesi da me. essa precisamente il rovescio di quella che u De Crisfofari mi attribuisce. Io difendo la filologia, e non l'estetica; e non propugno quindi il c solito storicismo idealistico>. Dico. solt:mto: l'arte va studiata e intesa in relazione al tenpo in cui nac::qe, non in st? e per s come. p'uro fenomeno di crea zione, secondo ki invece l'idealista Con ci si che noi si possa "cono-. scere e cimare Le6nrdo o Dante, ma Si. ritiene che Leonardo e Dante siano pienamente intelligibili e valutabili solo in concreto, mediatamente la storia. In. che cosa . JX>i, la mia tesi pecchi di ebraismo, non so vedere. Lungi dallo c stac care la nostra giovent> dalia tradizione e dalla storia, io rivendico e la storia e la ttadizione, contro i creazionismi della dialettica idealista. D'altronde il mio contraddittore (a meno che ncin voglia sostener_e che quando !2iove la colpa dei giudei) dovrebbe dimostrare che la .filologia o l'estetica invece d'essere invenzione ariana, sono entrambe creazione ebraica Questa : stata la risposla di Micei. Dopo averla letta, non possiamo .fare a .meno di dire che 'siamo ci' accordo con .De Cristofari. ed inutile dirne la ragione; dato che gli argomenti addotti da Miceli sono da tempo stati esaminati e discussi, e i nostri lettori li conosono. .:;one. Si .tratta insomma del solito stori: l\ ....... l . ,.,. .a . "'".LI .I10Ai '11 :ismo idelista che fa consistere la vita VAMV&NWI"N al tanto in un perenne divenire e distrugge 'uttoci che :vi di bello e di solido per O:mero Rados, da Trieste: .ostituirvila illusione del cosidetto Nuovo>. Avete risposto a G. Ricci che le parole D'altronde, se si deve credere. alla .tesi fatte a tavolino siano bastarde, perch im-iell'articoliskx l'anima di Cesare. o di ban-poetiche. Approvo I.a vostra risposta. Per, e sarebbe diversa dalla mi chiedo, che bisogno c'era di creare un ' un termine bastardo, triste di un'epoca. per noi di servit morale, .. L'usarlo pu darsi sia' c ima vecchia, tradizione italiana '> non meno pessini.a QE!r. di molte altre .. ch persistono nella. nostra borghesia 'ostintamente irifranciosata .. Dunque, ragioni nazionali satebbe meglio c::he overturc riP9sdsse i!t pace .. Carlct Bavelli. studente imiversitaria, dc: Milano: Una lettera pubblicata nel questionric del numro 22 del 20 settembre, ha stato. particolarmente la mia attenzione.' Approvo pienamente quando: Pier Luigi Frosini da Pisa scrive sulla musfc. negra. Disgraziatamente egli ha cc)mpltamente ragione, poich uno dei ptoivedimenti razziali ha Qroibito la musiC di autori ebrei e, mi sembra,-anche quellcr di autori. :;tranieri, (almeno pet quanto riguarda la' musica da .ballo) jdzz e sincopato predominano ancora in c:jualsiaSi locale pubblico ed alla radio. Pr sta _musica. infatti ancora itxlidni' ( italiane) vcinno in sollucchero, accompagnandone quello 'che essi hiamc:ino ritmo con la voce; il fischietto, i piedi. Csl per opera di autori italiani; o ch aln!eno si proclamano taii,. la music ebraicO"negra cacciata dalla pc;>rta. rientrata d:la. fi-. nestra. Eppure non questa la musica apprezzata dal vero popolo' italiano: avete mai ciscoltqtQ le trsmissioni Radio Sociale. o quelle dedicate ai marinai o quelle della Radio Rurale? Ebbene mai ho udito .che operai o marinai o contadini, chiedessero di riudire cjualUna di siffcitte :melodie ir ritatrici di nervi, guastatrici di. orcie, perverti triei del. gusto e del vero sentimen Jo musicale. .Giorgio Attili, da Roma, sullo stesso ar: gomento: Frosini ha risolle.vato la questione. della musica. Ed io ggiungo che bisogna stere su questa materia coine su tutte le altre. fino a che non avremo disintossicato

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l 'Italia dai tossici borghesi-ebreo-protes!anti. Questo il dovere di noi giovani c;li Mus solini Tornando alla musica, alcuni mesi la tutti i giornali annunziarono che la. musica ebraica sarebbe stata soppressa dalla radio. In realt vi fu una diminuzione di opere di autori ebraici ma essendo stata a qucm t c pare tale disposizione alla lettera rimasta ancora molta musica che pur non essendo di autori ebraid (come il Frosini ha notato) sempre dello stesso tipo, che oggi per l'occasione denominata r itmica E insomma sempre lo stesso strazio di 'musica negra introdotta dagli ebrei in Europa e divenuta insostituibile per la borghesia che specie quella di Milano chiama >. Inoltre vi un altro genere di musica a iudaica, quella cosiddetta messicana. La quale dagli annunziati provvedimenti rimasta addirittura immune e tuttora dobbiamo essere afflitti dalle' stesse voci na o d'incerta virilit, come se fossimo in un qualunque paese democratico. Il bello c:he con questa maniera sdil inquita di can-. t a r e si eseguono non sol o le mes ma anche le stesse canzoni popoari italiane con. relativi cori a tre voci in f al s e tt o E s s e vengono in tal modo interamen te svisate e con quale edificazione del nostro popolo facile immaginare. Certo che non ci potrebbe essere una maniera pi sottile ed efficace per far per d ere al nostro popolo il suo vero carattere cosi naturalmente e sanamente musicale. Giuseppe De Sanctis, volontario doganale da Palermo: Vi' prego di aj lettori della ri v ista, il volume da poco edito da Sansni di F irenze, opera di F Gaeta, dal titolo Che cosa la Massoneria>. Il libro in oggetto, come dice lo stesso t itolo, spiega il vero essere della Massoneria, la sua organizzazione e essa sia uno dei tanti strumenti di cui l'ebraismo si per assoggettare i creduli goj ai lini del suo predominio mondiale. E' una opera molto interessante e che ha il grande ptegio di essere stata scritta nel 1915, quando, cio, la questione della razza, che sempre esistita nella coscienza degli ita lia ni non era giunta allo sta. to attuale e quando ad Israele non era stata ancora tol t a la maschera Approfitto de'Ila presente per pregl'e i v ostri collaboratori di spiegare in parentesi il significato delle parole scie n ti fiche n modo da riuscire pi comprendibili e non obbligare chi legge alla 'consultazione del vocabolario, dove, spesso, neppure si trov:mo. Alc:este Parlai, ci ha spedito da Roma ri tagli di giornali che parlano dell'apostolo e studioso della P.Sicalanisi, e ci ha scritto : Freud stato dannoso tanto quanto Bela Kun, e come questo apparteneva alla razza ebraica. Al solito quasi tutti i giornali hanno omesso di dire che era ebreo. cfJti, .. s.6.'WW 'l..tati.. Uniti Alberto Ginelli studente liceale da Mi !ano: Tolte da una rivista americana sono ques te riproduzioni di manifesti e disegni entiebraici. Ci si accorge anche negli Stati N el pru.-;.-;i m o 1111 mero: l ( o . \ l 'l(' ( F ;a s _.. i s 111 t) e aa. t. et 1 e Uniti del pericolo rappresentato dall'invadenza ebraica nei posti di responsabilit della nazione, nel governo, nell'industria, nel commercio e sPecialmente .nel cinema. potente mezzo di propaganda che negli Stati Uniti quasi totalmente in mani giu-daiche Caro Ginelli, ti ringraziamo. Le riproduzioni che c i hai mandato, sono. entrate a far parte del nostro archivi . a'ftti q,U Antonio Coltellesi. da Roma: : Poich stato con amQia documentazione storica; assodato che l'ebreo per natura e tradizione in nettissimo contrasto e addirittura in lotta con il nostro intelletto che E! classico; considerato inoltre che la posizione del giudeo rispetto alla societ ariana quelia di nomade-paraSsita, l'opera dell' artista ebreo, sia questo letterato, musicista, p i ttore ecc. non sar mai un'ope ra d'arte essendo i giudei privi del senso del bello e del buono avendo invece essi spiccatissimo il senso' talmudico dell' artifi cioso e del sofistico. Nell'esaminare le opere ebraiche, quel che pu interessare, secondo me, sar il grado di divergenza di esse dal nostro mondo classico Ci credo si possa' fare un lin. ,guaggio semplice. Di quanto sono andato dicendo sono con vintissimo e non sar facile farmi cambiare opinione. Luigi Arcangeli ci ha mandato da Roma u n brano sull'origine della razza aria, trat to da un'opera di Carlo Garnier dell'Istituto di Francia, apparsa un cinquant'anni fa, fatta tradurre dal Corriere della Sera, per i suoi abbonati, alla fine del secolo scorso. Arcangeli promette di mandarcene la parte che riguarda l'occupazione europea degli ani .. i costumi. ecc. Lo ringrazia mo Ed ora ecco il brano: La storia della razza ariana sta tutta nella celebre predizione che No diresse al suo figliolo preferito: Jafet si allarghi; che abiti sotto le tende d i Sem e Cam, sia il suo servo>. L'entrata degli Arii o Giafetiti, (chiamati cosi perch discendenti di Jafet) sulla scena della storia d'una importanza capitale; il pi grande avvenimento, il pi fecondo di conseguenza, quello che ha pi contribuito allo. sviluppo dell'umanit; poi ch il punto di partenza di ogni progresso. Per quanto !ungi si possa risalire alla ricerca delle origini della razza ariana, questa si trova stabilita all'Ovest della regione -----.. ---DireHore responsabile : TELESIO INTERL,!'.NDI centrale del .continente. asiatlo, divisa. in trib agricole e guerriere, sulle grandi pia nure ahe traversano l'Jasarto e l'Osso o Oxus il Syr-Daria e l'Amu-Daria dei no: siri, addossate all'alta steppa di Pamir, il Tetto o Corona del Mondo. Gli antichi la chiamavano Aria o Ariana. Il suolo si innaL za in terrazze successive dalfe basse pianu. re del nord, a pchi metri sul livello del Ca. spio, alle grandi spianate del Sud-Est che raggiungono altezze enor,mt ; Tale il paese nel quale ha vissuto per ,secoli e secoli, nei primi tempi della storiCIJ. la stirpe inteJ. ligente degli Arii ed in mezzo al quale ess a ha latto la sua lent e solida educazione. Uscita dall<;t sua patria d 'origine ha em. pito il mondo di monumenti durevoli dell a sua civilt. Da molto tempo, dopo i lavori pubblicati nel secolo scorso da un filologo francese Auquetil-Duperron, ci si era accorii che tutti i popoli storici sorti dalla stirpe ariana, che si fossero stabiliti in Asia o 'nell'Indostan o il caso avesse spinti lino n'elle regioni pi lontane d'Europa -parlavano tutti lingue della stessa natuta, derivate da sorgen t e comune. Un dotto tedesco, Max Miiller mostr con precisione verso la fine del secolo scorso qual'era l' irripqrtanza dei lavori di lingu i -stica. Egli, osservava: come le lingue. neo-l atine, il francese, lo spagnolo e l'itanano, ci fanno risalire all'idioma dei pastori italici i quali si stabilirono sulle sette colline di Roma; cosi lo studio comparato delle lin gue arian ci fa risaiire. ad un'epoca pi primitiva della lingua quando i primi pa dri, gli lnd i Persi i Greci, i Romani gli Alemanni, gli Slavi,' i Celti, abitavano assieme nello stesso recinto e sotto lo s te sso tetto es li Arii stabiliti sul p i alto terrapie no dell'Asia centrale, parlavano una ling ua che non era ancora n il san scrito n il greco, n il latino, n il francese, n. l'alemanno ma conteneva il germedi tutti que sii diaietti. Un erudito ginevrino il Pictet, ha. potuto ricomporre il quadro completo dello s tato sociale della stirpe ariana verso il ternp che ha preceduto la sua dispersione; vah a dire .circa 3 000 anni a C Il Guf di Catania ha bandito un. con v<-. gno nazionale di studi verghiani, con d tema: caratteri e valori di razza nell'oper ,:, di Giovanni Verga e dei maggiori scrittor, siciliani. Il convegno avr luogo il 24 ., 25 ottobre corrente alla 'chiusura del1e celebrazioni siciliane: e vi pOrteciperanno Guf d'Italia, con le stesse norme dei Li; toriali. Vi sar una commissione che giu dicher e far la graduatoria delle rela zioni, che avranno pr oggetto l'opera e k figura di Giovanni Verga o anche d'altn. scrittore siciliano. Al Guf vincitore sar date. una targa di marmo simile a quella ch
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L': ISTITUTO NAZIONALE DELLE ASSICURAZIONI o '! e la tutela della giovent mediante la La "POLIZZA DELLA G. LL. e aderente m pieno allo sviluppo di vita del giovinetto; come lo dimostrano le CONCESSIONI ECCEZIONALI: l o) abbuono in'. determinate circostanze di a s'emestralit di pr.emio qua-lora l'assicurato abbia ottenuto, in esame di Stato e a primo scrutinio, a votazione noo inferiore ad 8 ;'10 per ciascuna materia: :2o) sospensione dal dei premi per. un semestre qualora l'assicurato sia costretto a ripetere l'anno. scolastico per mancata classihc. azione in dipendenza di malatt!a. La "POLIZZA DELLA G. I. L. gode inoltre delle seguenti facilitazioni : a). -Liquidazione del valore. di riscatto dopo soli anni qualora, venendo a mancare il contraente, la famiglia trovi nell'impossibilit di continuare il pagadei premi: b) riduzione del costo di polizza da L. 5 a L. 3: c) -abbuono totale di tale costo "Polizze della G. I. L. successive alla prima stipulate nella stessa fan;tiglia. Ma l'Istituto ha voluto recentemente aggiungere nella Polizza dell'a G. l. L. una prestazione supplementare, in alla quale, s i a pure con alcune limitazioni e mediante il pagamento di un modesto soprapremio, qualora il venga a mancare durante il corso de contratto, nessun premio piu dovuto all'Istituto, che, per contro, corrisponder, all'epoca stabilita . l' intero capitale assicurato. Ricordiamo che la "Polizza della G. I. L. segni:' il giovinetto hno al momento in cui egli former una famiglia. Lo incoraggia anzi a sollecitare questo momento, concedendo: l'anticipo di un anno della scadenza del 'contratto qualora l'assicurato contragga matrimonio e l'anticipo di un biennio della scadnza stessa, nel caso che dal matrimonio l'assicurato abbia almeno un figlio prima della scadenza del contratto. Queste due facilitazioni sono subordinate alla condizione che il matrimonio avvenga prima del del 25o anno di et. PER INFORMAZIONI E CHIARIMENTI RIVOLGERSI ALLE AGENZIE DELL'ISTITUTO NAZIONALE DELLE ASSICURAZIONI

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Dal}e Guerr_es de demain. del Comandante Z ... e H. l\f o n t c h a n l . .. Prefazi.one el l'RIZZINO


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