USF Libraries
USF Digital Collections

Difesa della razza : scienza, documentazione, polemica, questionario

MISSING IMAGE

Material Information

Title:
Difesa della razza : scienza, documentazione, polemica, questionario
Physical Description:
Serial
Publisher:
Società anonima Istituto romano di arti grafiche di Tumminelli
Place of Publication:
Roma
Publication Date:
Frequency:
semimonthly
regular

Subjects

Subjects / Keywords:
Race relations -- Periodicals   ( lcsh )
Jews -- Periodicals -- Italy   ( lcsh )
Race relations -- Periodicals -- Italy   ( lcsh )
Genre:
periodical   ( marcgt )
serial   ( sobekcm )

Record Information

Source Institution:
University of South Florida Library
Holding Location:
University of South Florida
Rights Management:
All applicable rights reserved by the source institution and holding location.
Resource Identifier:
usfldc doi - D43-00032
usfldc handle - d43.32
System ID:
SFS0024306:00032


This item is only available as the following downloads:


Full Text
xml version 1.0 encoding UTF-8 standalone no
mods:mods xmlns:mods http:www.loc.govmodsv3 xmlns:xsi http:www.w3.org2001XMLSchema-instance xsi:schemaLocation http:www.loc.govmodsv3mods-3-1.xsd
mods:relatedItem type host
mods:identifier issn 0000-0000mods:part
mods:detail volume mods:number 3issue 2series Year mods:caption 19391939Month November11Day 2020mods:originInfo mods:dateIssued iso8601 1939-11-20


xml version 1.0 encoding UTF-8 standalone no
record xmlns http:www.loc.govMARC21slim
leader 00000nas 2200000Ka 4500
controlfield tag 008 121018u19381943it sr p p 0 b0ita
datafield ind1 8 ind2 024
subfield code a D43-00032
040
FHM
c FHM
049
FHM
0 245
Difesa della razza : scienza, documentazione, polemica, questionario.
n Vol. 3, no. 2 (November 20, 1939)
260
[Roma :
b Societa anonima Istituto romano di arti grafiche di Tumminelli],
November 20, 1939
650
Race relations
v Periodicals.
Jews
z Italy
Periodicals.
651
Italy
x Race relations
Periodicals.
1 773
t Difesa della razza : scienza, documentazione, polemica, questionario.
4 856
u http://digital.lib.usf.edu/?d43.32



PAGE 2

ANNO III -N. 2 SOMMARIO 20 NOVEMBRE XVIII DOCUMENTAZIONE SILVESTRO BAGLIONI: A RTE E R AZZA; UGO REDANO' : DOT T RIN A I T A LIANA DELLA RAZZA; J EVOLA: DUE EROISMI. SCIENZA A. TRIZZINO : RIF L ESSI R AZ ZIALI DELLA COLONIZZA ZIONE DEL L A LIBIA; FERDINANDO LOFFREDO: PO LITICA DELLA FAMIGLIA E DEUA RAZZA ; BRUNO IMBASCIAT!: RAZZE E MALARIA. POLEMICA CESARE BOLOGNESI: LA BO RGHE SIA NELL E F RASI DI ALFREDO ORIANI; BRUNO BIANCINI: RITI E SUPERSTI Z I ONI DEGLI E BREI. QUESTIONARIO POESIA E VOLGO; L A VIA DELL I M MAGI NAZIONE; ELOGIO DELLA FILOSOFIA; LA RADIO NELLE SC U O LE; UN ERRO R E D I FEDE, ecc. PENSIERI DI LEOPARDI I MANOSCRITTI ANCHE SE NON PUBBLICATI NON SI RESTITUISCONO GLI UFFICI DELLA "DIFESA DELLA RAZZA" SI TROVANO IN ROMA -.PIAZZA COLONNA !PORTICI DI VEIOl -TELEFONO 67737 -62880 Dall e Guerres navalse de demain del Comandant e Z ... e H. M o n t c h a n t Prefazione del Maggior e A. TRIZZINO LA SENSAZIONALE RIVELAZIONE DEl PIANI D'ATTACCO DELLO STATO MAGGIORE. FRANCESE CONTRO L'ITALIA

PAGE 3

Collaudato dal Ministero delle Comunicazioni -Ogni Radiobalilla, ha il relativo bollino di collaudo -T re valvole -Onde medie -Ricezione diurna della stazione pi prossima In condizioni favorevoli ricezione serale di alcune principali stazioni europee. Privo di reazione regola bile sull'aereo, quindi -esent-e dai disturbi caratteristici degli apparecchi a reazione. C O S T A L l R E -TASSE RADIOFONICHE COMPRESE. ESCLUSO ABBONAMENTO ALLE RADIOAUDIZIONI VENDITA 'RATEALE CHIEDETELO Al MIGLIORI RIVENDITORI

PAGE 4

, 4 :MILANO 700.000.000 TE VERS:ATO RISERVA L l Al 30 APRILE .000

PAGE 5

ANNO III -NUMERO 2 20 NOVEMBRE 1939-XVII l ESC t; IL 5 E IL 20 DI OGNI MESE. UN NUMEIIO SEPAIIATO LIIIE l A lfBO N AMENTO A N N U O L Ili E 20 ABIIONAM!'NTO SEMESTIIALE, 12 ESTEIIO IL DOPPIO Direttore: TELESIO INTERLANDI Comitat di r e dazione: prof. dott. GUIDO LANDRA prof. dott. LIDI O CIPRIANI dott. LEONE FRANZI dott. MARCELLO RJCC I dott. LINO BUSINCO Segretario di redazio n e : GIORGIO ALM IRANTE t Il faseieolo J)re !-e e d e n t e d e Il a ( .. ... -... l ttna.Ie hanno ili u-.. .,.,... t .t i se i e n zia t i wf.stranieri, ha so itato eltortne ntetesse. La ratota stata o asi r a d d o )) ata. Uontinna a perveitite chieste, e in tnero eeeezio l e h e sciENZA DOCUUENT!ZIONE POLEUIC4 OUESTIONJ\810 SCIENZ..tlO POLEuiC.,. CIJ 1

PAGE 6

do enJJteJI t az i o 11 e 1m n 1l1L \VIE 1f1Rt 4() 111 4[), ILU 40 Tra i carai.Le ri etnic i JHLI ; mp ortanti e s a l i e11ti di tlll pop o lo e di un a nazi o11c o l tre qu e l i i fisici e morfolog i c i l c h e di ordinario di c o no po co an tro p o l og i ci l, certame nt e ec cellono quelli p s i c hi c i e s jii rituali. d e i fjua li l e mani f es tazioni 1 n quanto l e forme pi espress iv e d e i sentime nti. sono i documenti pi pregevo li e per alc un e a rti an c h e i pi durai uri e s i g nifi c ativi. "Minerva che respinge Marie": d e l Tinloretto delle passate, eoll'inL e qto di rintracciare i carat teri etnic i spirituali s ingol e nazioni e razze f econdissimo di risultati. Per un altro lato (che iG gi da pi d 'un ventennio c e rcai di dimostrare) le arti figurative hanno pure diretta attine nz a c ol problema d e Ila razza Esse posso nn agire co m e un efficace fattor e e ugeni co, da contribuire potentemente al mante ni m e nto e a l raJTorz a m e nt o dei caratteri di no stra stirpe. Le sublimi figurazioni de ll a madre co l fig lio che ci derivano dalla Religione Cristiana. formano s i pu dire l a parte pi numeros a certamente pi bella. dell e creazioni dei no stri pi Tutte l e a rti adempiono a qu es to sco po e in tutti i prodotti artis ti c i. della paro l a. de ; l in g uaggi o del ca nt o d ella mu s ica. d e ll a scn ltura. dell a pittura, dell'archit ettura, degli orr!a m c nti del corpo del l a c asa, d elle c itt si rivelano i caratteri pi tipici della civilt, della fis ion o mia spirituale di ogni razza e di ogni popolo. D e i popoli antichi c scomparsi che lasciarono luminose orme ( h loro esis t e n za e civilt i do cumenti pi espressivi ed eloquenti s i trovano n e i monumenti di pietra, di bronzo, di terra co tta. dei ruderi d e ll e c itt del l e vill e e delle case, ma p d elle tombe da loro dedicate a l culto defunti. grandi pittori e scultori, passati e moderni. La figurazione e la rappresentazione dei bambini, cos cara a Raffae llo, e c o s nobilmente tradotta in mi ll e forme e parvenze nell'op e r a del Se rp otta se nza dimenticare i putti dei grandi scultori del rina .. sc im ento fiorentino del Ti z iano d e l B e rnini ecc .. s t a a dimo strare come profondamente pu essere int eso l 'amore dei bambini e come esso s i presenti nelle forme pi a lte e sentite del-U no studio particolareggiato di tutti questi insign prodotti l'arte. SILVESTRO BAGliONI Ii Professar! Sdvestro Bag1ioni, Diretto re d9l J'I s h tuto di Flslc.lo;;ia Umana della Regia Umversit di Roma. nato a Picen o (Ascoli Piceno) il 30 dicembc 1 376 laureatosi in Meicm::r e Chirurgicr. la' Regia Universit :ii Roma nel luglio 1902, h a svolto la attivit di fervido ri cc:-catore e d i efficace insegnante successivamente nei labc-:-cdori ed istituti di F siologic d e ll e Unive r s it d i Roma, f ena, Gottinga (Germana), Napoli, S assari, Pavia, R oma. Ottenuta la libera docenza p r esso l'Ateneo Napoletano nel 1905. p romosso professore straor dinario a Sassari cer co n c oroo ( 1 9 13). chiama to od unanimil dalla fac:>lt medica di Pavia alla cattedra di Fisiologia di quella Regia Universil nel ISI 7, fu nel 1918 c!-iiam a to d ai!a Facolt me:dica d1 Roma a succe d e r e all'illustre Luigi Luciani, c h e n e l 1893 era stato chiamato da a succedere all'altro grande fisiologo iacopo Moleschott. I campi scientifici nei quali il Baglioni ha rac co lt o grandissima messe d i nc.tevoli risultat1, pubblicati i n pi di 200 not e e memorie in ccdodici ed atti d1 Regi e Ac:cademie nazionali ed s ono la Fisiologia Comparata, la Fisioloqi-:J Generale del s i stema nerveo cen:rale, del cuore, d ella meccanica respiratoria, dell'alimentaz i one, degli orgcni di se n!:io, della psicofisiologia, della fis iologia della musica e del linguaggio (fonetica sperimentale). c h e lo hanno reso nolo cll'Italia e d all'e s lero. Dotato di facila e persuasiva. facondia, r e putato uno dei migliori insegnanti della facolt medica di Roma; animatd dal vivo desiderio di approfondire i problemi pi importanti della sua vas:a e complessa disciplina. ha saputo circondarsi di un numercso stuol o di evoti allievi, dei quali alcuni ricoprono gi con decoro cattedre universitarie o rivestono cariche direllive d i grande importanza. !Jna c articolar e nota della mentalit e dell' opera Baglioni sta nel fatto ch e egli, oltrec h rivolgere l'atten zio n e e perseguire speri mentalmente i numerosi problerrli fisiolo gici dal punto di vista teorico e strettamente scientifico a cui ri volse in modo speciale !"a t tivit n e i pnmi armi della sua carrie r a scientifica attratto e s i occuf:ato l';! si occupa con costante fervore d; problemi di fisiologia applicata a lle art! e di fisiologia pratica. contribuendo alla soluzione d'importanti p:s-obleml della vita umana e sociale moderna, come pure d iff onde ndo le nozioni p i sicure e pi giuste nel campo dello Medicina e dell'Igiene sociale, dell'attivit spor tiva, dell'olimentazione. Notevole il suo contributo d i se vero scienziato alla soluzione ed alla difesa d'importanti problemi a lim entari del popolo. Apprezzatissimo :;lato i l suo con tributo nel Congress o Internazionale tecnico-scientifico di panificazione (Roma, 24 giugn o 1932} e pi importante ancora il suo contributo nel III Congresso Internazionale della Vite e del Vin o ( 21-3I ottobre I932) nel quale egli fu il relatore del tema Il vino nel--l'igiene e n ella terapi a medica )). L e conclusioni ottennero unanime co nsenso, da essere designato come Presidente del Internazionale dei medici per la d if e s a dell'uva e : del v in c N da dimenticare la su a opera nel campo ell'Eugoonetica come Presidente della Societ Italiana di Eugenica; f in d a l !926 nei suoi principii d 'Eugenica fu il primo ad opporr e severi argomenti alla dottrina del controllo delle nascite E' l'autore d i ((Alimentazi o n e Umana ) ) {in colJOibcrazione con L uigi Luciani). Milano, 1918; Udito "' Voce Rom a 1925; '' Elementi d i Fisiologia Umano ,; Roma, 1929. Fondatore e Dire ttor e di Fisioloaia e Medicina (R oma. 1930 e seguenti); gi della Regia Accademi a Medica di Roma per un triennio; Membro del Cor.siglio Superiore di Sanit per tre periodi succes sivi; ex Deputato al Pariamento (XXV Legi s latura, circoscrizione A sce-li -Macerala); Membro del Consigli o Nazionale del le Corporazioni; Membro del Consiglio Nazionale delle Ricer che; gi Socio corrispondente della Regia Accademia d e i Lincei; M &mbro dell'!mporiale Accademia tedesca dei naturalis ti di Halle ( Leopoldina, Nalollna, ecc.); C'olonnelo Medico della riserva; Consol e Medico Ispettore alle dipendenze del Comando G e nerale; gi Ccmmissario Ministeriale del Sindacato Nazionale Fascista dei Farmac i sti; Membro della Commissione della Farmacopea ufficiale; Membro dello Commissione Centrale Con::;ultiva per l'aP.plicazione della legge sul e specialit medi cinali.

PAGE 7

" VANITA' DI PAOLO VERONESE 7

PAGE 8

"La Maddalena": d e l Bernini L e arti decorative possono compiere opera euge ni ca, co l fis :
PAGE 9

.. Sacra c onversazicne ": di dono, per moltissimi caratteri di somiglianza, ai t1p1 etmc1 regionali delle persone e degli individui oggi ancor viventi nelle regioni e nelle citt, ove essi vissero ed operarono. Il tipo di bellezza femminile caratteristico delle donne del Cor r eggio e dei s uoi seguaci si pu ancora, a un occhio vi gile e attento, ri co no scer nei tipi de H e donne parmigiane; il magnifico tipo di donna quasi giunonica, con tutte le graz i e del colore, in carnato da Ti=iano da Paolo da Tiepolo non forse l'apoteos i del caratteristico tipo femminile che ancor oggi irradia di sua bellezza il mondo veneto ? l vago tipo delle donne raffaellesche ben ricorda nelle forme del corpo e ne1 tratti del vi so la mite bellezza delle donne umbro-pice ne. E le belle graziose, argute, figure femminili di c ui ha popolato i soffitti delle pi belle chiese di Napoli. l'Abat e Ciccio Solimena e i suoi seguaci, non sono forse l e graz i e ca ratteristiche delle bellezze muliebri napoletane? Si pu ripetere lo stesso per i tipi di bellezza mas c hile. E con ma ggior evidenza questa considerazione rivela la g iustezza del fatto se confrontiamo i tipi di bellezza vagheggiati e fis sati nelle tele e nelle opere dei grandi artisti stranieri. I pittori spagnoli dal Velasque= al Goya, ai pi moderni, celebrano le bellezze castigliane; e i pittori francesi del '700 e '800 ci fanno conoscere le aggraziate bellezze francesi, e ancor pi evi denti so no le opulenze delle bellezze feminee delle donne fiammin g he nei dipinti del Rube ns e dei successori, le particolari doti fisiche e i tratti caratteristici dei tipi antropologici de gli olandesi, dei tedeschi degli inglesi e degli slavi. n e ll e opere dei rispettivi maestri. Al biologo e al sociologo fa c ile spiegare questa trasmis sione e continuit dei tipi etni{;i nell'opera individuale d ei diversi maestri; poich sono i caratteri ereditari della prole che trasmettendosi dai genitori ai figli, fissano ques ta continuit mate riale e funzionale. chiaro che i viventi di oggi di una regione 9

PAGE 10

Putti del Serpotla ( l c iiu 1 (quando non ha ill\ asioni o violente m escolanze c on a1tra s t irpe) debbano presentare sostanzialme nt e g li .;te ss i c:araltcr i fisici dei loro antenati; co m e anche chiaro che nell avv enire i loro procreati debbano mantenere e presentare q ue:;ti stessi caralteri. meraviglia. quindi, che l e bellezze fissate nei dipinti d e i no .;t;i grandi maestri rasso mi g lino fortemente alle bellezzto c h e nella nostra vita quotidiana noi stessi vediamo e va gheggiamo. Ma l' o pera dei grandi maestri non s i limita so lo a que:-ta p a r ticolare azione di ftssit; agendo sulla fantasia e s ull o spirito degli ammiratori e degli studio s i delle loro opere, affina il loro cu lt o per il loro particolare tipo di belezza di modo c h e questi nella scelta della loro sposa e della loro donna, sce gl ieranno quel tipo di bellezza che loro sorride nella memoria e nella fantasia accesa dall'opera d'arte. E sicco m e i figli c h e nasceranno da ques ta coppia avranno car atte ri di co i genitori. cos noi vediamo perpetuarsi speciali tipi di bel l e zza la perenne azione benefica, che possiamo dite di ver a eugen i ca, dell e opere d'arte a patto c h e qu este siano conosciute e ammirate. Il culto e l'amore delle opere dei no stri grandi maestri deve essere quindi favorito anche in ri guardo da que s t a azione del mi glioramento e dell'e levazion e di no stra stirpC'. c o s co m e il nostro Regime, per volere d e l Duce, ha disposto per far s cle in tutti i modi s i arricchisca il popolo rli quest:i t:l crata cu ltura artistica. Se, come universalmente noto l'indagine storica s uil ini zio e lo sviluppo d e ll e opere a rtisti c he ispirate ai gene! i ci, del e u lto dei fig i i e della maternit, ci porta ai mollum c n ti !a sc iati c i dai primi popoli mediterranei, specialmente italici ed ellenici. a n c he ;'indagine s torica dei pensatori e sc rit tori pi profondi sulla p s icolo g ia dei sentimenti ge neti c i c; por!. l ai !ilo:;ot pi g rand i deii'Eilade: Socrale e Platnne. IO Nd dialogo, forse pi profondo e amniirato, il Simposion v Co ll' ; ito o deli 'Amore./'latone natra l a dottrina di Socrule sul la genes i e s ul s i g nificat o morale e pratic
PAGE 11

menti a favore clelia dottrina euge111ca fisiops i co lo g ica qui s viluppata. :::Jcrate a Diotima di Mantinea ii merito di avr che l' es3enza natural e dell'Amore i:'l.o 'Ev 'l.(X),tTJ k(X[ kx'ti 't6 r,w 1.1 'l. k 'l.: Y.ct 't .:t 'YI 1 'fn'l.Y(I os s w n e ll a traduzione' lati na del Fie i n o, est partu.s p11lchro la.m sccunflurn animam. quam st:cundum. co r pus. e in quella italiana di Acri, partorimento n e llo b e lle zza sia in maniera cor porale: spirituale E poich Sacra/t n on comprendeva. Diotima s pi e gava llru.ch Acri): Il m edell 'uomo e della donna sgra\ a m e nl o. ge11erazione: e l a gravidanza e la generazione n el v iv e nt e mortale co s a divina e immortale. Ma non s i pun generare in que l c h' disare disarmonio:;o a tullo c i c h' di, in o il brullo. i l b e llo armonioso. Adunque l a bellezza aiut a la generazione; ella fa d a Par c a. da Lu c in a Non eredo c h e s i meglio dimos trare quale po tent.e molla s i a o po,sa e. :'rre I n scel t a amorosa nel m i gliora m ento e,;tetico dellu r azza Nello dialogo ( po ('O pi sotto :1. quanto h o ei tato) Plutone attribuisce a Socrale un altro profondo pens iero, ch' una f e li c i ssima intuizione della moderna dottrina del metabolismo e el ricambio materiale. co m e pure dell'evoluzione tanto somatica che spirituale; della necessit della morte degli individui. e della possibilit di divenire immortali, s o ltanto merc l a proc reazion e di figl i sani e migliori. '" S Cecilia '": del Raffaello

PAGE 12

DOTTRINA l TALI Primo luogo comune per i tanti che, nei diversi paesi del mondo si occupano d-ell'argomento razza, quello di attribuire l'affermazione originaria di questo concettc a un francese: il conte Giuseppe di Gobineau, il quale dimostr, nel suo ormai famoso. Es sai sur l'inegalit de::; umane che per via di una sua propria unit di stiche somatiche e di qualit psicologiche si distingue da ogni altro consimile gruppo, e produce sempre, di nuovo, individui simili il sangue dunque dichiarato il prcduttore plastico di tutti gli individui appartenenti alla stessa razza, il primo garante delle sue qualit. pi genuine le quali si manifestano in quel complesso di fenomeni: psichici, morali, culturali, artistici, religiosi che costi-races humaines l'irriducibile, fondamentale d i versit delle razze che popolano la terra, stabilendo nel sangue il fa t !ore principale; non sole per la conformazione soma!ica e fisiognomica. ma anche per il prestigio di ogni comunit razziale. Il Gobineau stabil inoltre servendosi di esperienze storico-biologiche, cha lo molteplicit originaria delle razze obbedisce a un principio, a una !egge che non sopportc:: menomazioni: la mescolanza delle .razze infatti inquina la razza ed causa indiscutibile de! suo decadimento. Su questa prima base s orta tutta la fioritura successiva delle dottrin: razziste che ha trovato in Germania la pi entusiastica ade;:;ione; in sieme a un sistematico sviluppo, sempre s u terreno spiccatamen: e biolo gico. Fu proprio un ammiraglio inglese: Sir Houston Stewart Chamberlai n (per naturalizzato tedesco) che, nei primi del XX secolo introdusse i n Germania la dottrina della razza, e ad esso in fatti si rif, come prima sua fonte, il pensiero VINCRNZO tuiscono la civilt di un popolo. DEL Conferma ultima, su terreno sperimentale, di questa dottrina biologica PRIMATo MoMLE ;.,. . -. .. della razza, sarebbe la fa mosa teoria mendeliana, formulata ve:rso ]a met del secolo scorso, la qua le stabil, irrefragabilmente, attraverso esperienze di laboratorio i l h itleriano, salutandolo come autentica g'loria nazionale. Tutta una schiera di scienziati: biologi, fisiologi, etnologi, sociolcgi e perfino storici e filosofi, si sono dati in Germania ed altrove a sviluppare le premesse del Chamberlain, costruendo una dottrina della razza su basi nettamente bioloaiche individuandone l'ultima espressione nel principio d;l sangue. Nomi come quelli del Merkenschlage.r, del Clauss, Rosemberg, Bergmann, Hauer fino al Giinter, che il teorico principe del razzismo germanico, costituiscono lo stato maggiore di queste teorie, le quali sul cennatc fondamento, pervengono alla definizione finale, della razza data dai caposcuola in questi termini: << Razza un gruppo 12 principio dell'invariabilit della razza. Mendel, servendosi d i attenti processi sperimen tali, specialmente nei campo botanico, avevc potuto assodare infatti come le caratteristiche originarie, per ogni specie, di un organismo v i vente, resistano a ogni tentativo che dall'esterne tenti introdurre delle variazioni, mantenente i n definitiva i propri carat teri. Se facciamo, aci esempio, riprodurre ur. individuo, attraverso une serie di ibridazioni, i suoi caratteri originali, dop o una serie di riproduzioni, anzich scomparire d e l tutto, finiscono pe.r npresentarsi di nuovo, :vittoriosa mente, nei prodotti delle discendenze, con la loro purezza originaria. Quanto a dire,. che la specie difende la sua conformazione ongmaria, le frontiere dell a sua forma contro ogni contaminazione esterna. Gli esperimenti del Mendel furono consacrati successivamente nel!:: d>ttrina ufficiale dai contributi del tedesco Correns, dell'olandese De Vries e dell'austriaco Tchermak, i quali for nirono tutta l'impalcatura teorica per la giustificazione b io logica della razza; da questo momento medici, biologici !:naturalisti divennero i patroni del feudo socioiogico, t ro vando facile presa nei sociologi ed etnologici del iempc

PAGE 13

A DELLA RAZZA quetto f"tui-a gli ochi di urpa e del VINCENZO GIOBERTI y eggo le altre n(l.zioni .attonite e poi ligie e devote, ricevere da lei per .un moto i pfincip_ i .del vero, la for:ma: d.el bello, e la norma del bene operar:e e sentir altamente.

PAGE 14

!' (. Una pagina delle Miscellanee di Vin. : enzo Gioberti. 1Hiblloteca C.itia 4i TMiDnl. j.rw \J'f-la J.; uno. fi,.t,'?,.._. tj{tl' .... .al'",.""' ... ry ... .-.t t.i)J -"' 1unr; t . J ..... ,... .... t ,, r-:;t;-j : .,, ;.;/i:,k ,t.. .. ...:/.,., -v' l .. .. 'hu., "U#o ... t.t-tt;_. rL ,f!,.,, . ti.).. ju"""'. [o) rfJ; dfr" gli [L..,; l' ,.J; ... _,., '"""it, ... ,.,,u( Juta -rur,J i e p t.\'--:.h c.J. oi'Pt.t rl; IJIV. rJi ... G /C(t4 ( .. ... J...L(.._, ,J.hl{, .. .._,. v'./-f... 1" '-'1-...t [ J.. eli; l.f .) 'Il l,.....rtJ;> t,, Pry; J..J-.... o.Jf. t r """' .:.. 4a.U1.. ,:,, '""..,...J'"'c. r.,. .... l. r-" i'/.J-...... S t' J.:c k4z1L.. ;/...,J.t'l.tc ,.._":"": J u/"r-. ,J../1o;r... l..Jb, ... .,. ,..Jlc. .. : ;,IC; ... ;{.t; tLJ .... 41. cl.. ,..u. 1"'sl .... t -.1.. ,...ti ..... .... rw" ,." ... c .l..c. J. .. uell:., .. ..... ,( :Jh.L'n..o: / 1 dc./o.Jt; : 1>."-t ,, .. u.,.._,. .. r .t. ,J... .... r .. : ,........, ___ .J.. ,JI ... ;t ... J.L che, sott o l'influenza alla loro volta delle filosofie positi vistiche e materialistiche, subirono in pieno la suggestione della dottrina biologica, e affermarono e ritennero di pr"iY vare che tutto il mondo sociale, psicologico e culturale dell'uomo, con le sue civilt, dovesse riportarsi al puro principio biologico del sangue. Quel che strano in tutto questo, che, proprio Mendel, il qufe era tutt'altro che un positivista o un materialista, ma un religioso professante, dell'ordine agostiniano, era stato ben lungi dal volere attribuire un significato materialistico alla sua scoperta. Mendel, in contrapposto alla interpretazione meccanicista della scienza del suo tempo la quale sottoponeva la generazione delle specie al determinismo dell'ambiente esteriore, concep i suoi esperimenti come la prova della realt di un atto spontaneo, quasi di libert e di autodeterminazione da parte della specie, onde il tipo originario tende o riprodursi. resistendo alle contaminazioni, nela suo primitiva e schietta natura. Contro l'evoluzionismo meccanicista Mendel ritenne dunque di provare la presenza di un'azione sopraimatu.rale ohe chiude i cancelli di ogni singola specie, non permettendo che un tipo originariamente creato dalla Divinit venga tur:bato da incroci e artificiali ibridazioni. E con ci. accanto alla precisazione del fatto biologico, sorge, si profila, a lle basi stesse di quello, un problema di tutt'altra natura: provcrla cos sperimentalmente, l'individualit della razza basta il solo criterio biologico, e in fondo materiali_ s tic o : del sangue, per intendere il problema essenziale dello J..l /;( ,J.,-')o'.J.f J.l1 . -,.,."17 ..., Jlo,.JoJ"-t :;-..,A ,..,/. -.f./u,.j., .. ..... r'-... a ...: .... ,.u .J-.... ,.... ....... . 5 i! l f;"u' ....u.. ,....: 1J,I._k J. t"'S,.,uJ .... "I; .... .;:J;. ....h .. J c ..... t .. ..t; cl. c-J LuuL .,Jj' .,... ., 1 ....... r.,, .L ... . t' r,;....L, ........ .. .... C'4.;f.' ,,' r..,_ut'; t J""-.t;_ 9t .. /.P.,.., ... cJ... lilyu,J.... "l\ Pc...._.J..,:. .,.........._ 1'-....... J '..,,.....J:.. ,_ J.,'""""' 1 un )'-''"_"', "' .... "/'f"'"' l ..t t. < ,. f ..J.. }l.;.J.. -J.-: r J ... ).,.;t;, .. c,' ,.,.._."; l r--r' /(.4,J, D,.4 _, t .. spede, o non piuttosto l'inviolabilit dei confini dell o specie annunzia un'individualit pi profonda, in un or dine. spirituale'? Perch le razze umane, per esempio, vivono e si svilup'pano s, come entit-biologiche ma anche e pi pro fondamente vero che ciascuna di esse agisce non sol o come organismo, come oggetto. ma anche e soprattutb come soggetto di storia: E' la razza che fa la storia ebbe ad affermare gi6, lapidariamente, Mussolini. Quant o a dire ch' e la storia, la creazione delle civilt che mettono in gioco i pi alti valori umani, non si lascia cos semplicemente ridurre a un complesso di fatti biologici a u n gioco di cellule e di tessuti, anche se implica, e chi l o nega?, un insieme di elementi biologici, che entrano come componenti minimi di una vita immensamente pi .compl _essa e pi grande, che da s soli non riusciranno mai a spiega.re . La dottrina italiana della razza non nega, ma invera e porta su un piano assai pi .alto la nozion ristrettament e scientifica della individualit biologica della razza, affe r mando che la razza umana, cs come .l'uomo, corpo e d anima, sangue e spirito indissolubilmente congiunti nell G vibrante concretezza -del fatto sto.rico. della vita storica ir. cui si realizza il genio della nazione: Questa dottrina, oggi portata alla sua pi alta espres sione, non nata oggi, e neppur ieri ; .le sue scatu-rigini prime affondano nel XVII secolo, _nel pi puro t er reno italiano: fu una nostra gloria, Giambattista Vico i:

PAGE 15

iondatore della filo sofia della storia a parlare, per la prima volta di quel mondo storico delle Nazioni in cui ciascun popolo va celebrando, storicamente, la propra vita. La nazione cio l'unit vivente di una razza che si concreta e si definisce nella comunit del sangue, della lingua, dei costumi e dei riti, nei civili monumenti, nella poesia, nella religione, per svolgersi, attraverso corsi e ricorsi, in quella storia ideale eterna. ave corrono in tempo, le sto.rie delle singole Nazioni, che sono i popoli, le razze etnicamente e storicamente cos definite ciascuna nel tipo della sua civilt. Idea ripresa e sviluppata anche pi poderosamente da un altro nostro Grande del secolo scorso, che del Vico in questo campo s i confessava continuatore: Vincenzo Gioberti. L 'idea di un Primato morale. e civile, che Egli riconosce-all'Italia rispetto alle altre Nazioni d'Europa e dl mondo, trova, la ragion prima del suo essere e il fon d amento di tutto il suo. sviluppo appunto su questo principi o della razza, he Egli deriva dal Vico informandone le opere sue fondamentali: il Primato (1842) e il Rinno vamento ( 1851), e che d efinisce nei suoi caratteri etnici intellettuali e morali mettendola in correlazione con l'ambiente geografico in cui ogni popolo trova la culla sua prima. Cos per esempi:J scriveva Egli nel Rinnova mento, elencando i titoli d el primato italiano, add! tondo subito dopo la pastur a geografic a del Paese 11 p rimo titolo della missione civile che spetta al popo lo italiano, nella schiatta. L'embriotrofo o tuorlo dell'uovo chiamavasi dai latini vite llium ... La voce.. si collega con l'emblema e col nome primitivo d Italia, che 1.n origine fu detta Vitellia, e d ebbe per simbolo il vitel !o, il bue, il toro, che idoleg gia in genere l'energia pri:nitiva e la virt creatrice de; co p cli giapetici; ... in partico-1are d'9i Pelasgi, nobilissime ra mpollo della famiglia in do-germanica, e tronco principale dei rami ellenici ed !\a lici L'Italia la Nazione ge ni tric e e quasi il << vitellium o embrione dell' E uropa moderna e quindi la pi viri le ... per cui Dcinte scriveva che pi dolce natura simboleggiando e pi fort e in sostenendo, e pi sottile in acquistando, n fu n fia che lo latina E confortava lo sua concezione della sti rpe citando il passo di Iso cre te relativo alle virt in trinseche del sangue appar ten enti alle razze umane in stretta connessione con la terr a che le nutre: al modo che noi vediamo negli altri luog hi generarsi dove una dove un'altra qualit di frutti, di erbe e di animali propri di quella capitale terra 9 molto eccellente fra quelle che nascono nelle altre parti cos allo stesso modo i l nostro terreno ha virt di produrre nutrire uomini non solo di natura attivissima alle arti ed opere della vita, mq di :::ingoiare disposizione inoltre per rispetto alla virilit dell'animo e alla virt; passo, osservava il Gioberti che s i adatta in modo mirabile Olia nostra razza tanto pi che gli attici si attenevano ancor pi direttamente degli altri greci al sangue pelasgico Ma questo concetto geografico, etnico e biologico viene elaborato dal Gioberti assai pi in profondo e connesso con quelle forze ideali che regolano il gioc o dei processi vitali medesimi, sottomessi a quella teleologia misteriosa la quale conduce tutti gli ordini della creazione. Cos egli infatti si era espresso nel Primato > > toccando la delicata questione: Quell'organica compagnia d 'uo mini che Nazione si appella, une forza mista e soggetta al corso dinamico del Creato : il qual corso consiste nel successivo sgomitolarsi delle forze finite, per cui le loro potenze si vanno attuando a poco a poco ed estrinsecando, finch dalla implicazione primitiva siano giunte all'.=splicazione finale che quanto dire dai rozzi principii' della ):Uerizic alla perfezione dell'et ferma. Ci che accade l

PAGE 16

a gli individui incontra pure alle Nazioni; le quali nascendo. portano inchiusi virtualr.1ente nel proprio seme tutti i loro fati succedentisi di mano in mano, secondo che la potenza assando i n atto, l'avvenire retroguarda e s'inviscei-a nel presente, mentre il passato pronostica e s'infptura; onde na.sce la continuit piena e l'equabile andare del moto dinamico Donde la conseguenza che ogni Nazione, oltre a ritro varsi nei caratteri fisici della razza, si ritrova, anche. pi inhmamente, nello spirito che la anima, nel suo genio: Ii genio nazionale -afferma egli con splendida sintesi nel Primato la natura d un popolo, come la tempra dell'ingegno e dell'animo e la complessione del coro sono la natura dell'individuo. E questo genio nazionale fa tutt'uno con l'individualit biologica e spirtual'? d un popolo, individualit che si afferma in contrapposte. e in concorrenza col geni o e la civilt delle altre Nazioni, recando innanzi tutto quel carattere d i autonomia che s esprime nelle pi alte manifestazioni della vita d un popolo: Nel giro delle Nazioni, detto nel primo volume del Primato ogni organica aggregazione di uomini, che abbia un essere e una personalit sua propria, autonoma, cio indipendente per ci che spetta agli ordini poltic: del suo reggimento nte.riore; ci nonostante, se manca delle verit religiose e scientifiche, delle lettere, delle arti e degli altri beni civili ella costretta a riceverl dc coloro che l posseggono. Quel popolo che sia primo in tutte le parti de !la civilt, o almeno nelle pi importanti, a abbia l'ufficio di tramandarle a coloro che ne difettano, % aut onomo per eccellenza nel corpo delle Nazioni. Cos, nell'idea del Gioberti si definiva e si precisava il concetto di Nazione inaugurato dal Vico; dove bene notare che questo termine assume un significato alquanto diverso da quello spiccatamente politico che appare ai giorni nostri, per denotare invece una comunit di sangue e di destino nell'evoluzione sto.rica dei popoli. La N a zione del Vico non altro che la razza, la stirpe. la schiatta del Gioberti, il quale riprende e .definisce, portandola a pi completo svolgimento la dottrina del suo grande predecessore. Nell 'uno e nell'altro le due conce zioni della nazione, biologica e spirituale, si incontrano per avviarsi e trovare la loro messa a fuoco in quella visione finalistica, teleologca, della storia che assegna a ogni popolo una civilt propria da realizzare, produrre. sviluppare nel quadro di quella storia ideale eterna entro la quale corrono in tempo le storie delle singole vale a dire i singoli popoli, incubatori e produt tori di storia . E come dai caratteri fisici e morali di u n individuo attentamente considerato possibile in certo qual modo prevedere lo sviluppo del suo destino; cos mirando ai caratteri propri di un popolo, di urio stirpe di una Nazione, possibile trame gli auspici per la stori a che l'attende. Sulla base, precisamente, di questi carat teri il Gioberti fo,rmulava il suo profetico vaticinio p e r l'Italia; mettendolo in relazione ai mirabili frutti che l a nostra stirpe ha gi dato altre volte, nella storia del mondo, parlando con la sicura certezza di chi, anche in tristi tempi, ha la visione limpida del futuro. d quel Pri mato morale e civile che l'Italia chiamata dalla Provvidenza a esercitare svolgendo una ideale funzione equi libratrice scaturente e dal genio 'della razza e dalla posi zione geografica del Paese. L'acuto sguardo del Gioberti traeva dunque il suo vati cinio dai ca.ratteri, fisici e morali, di sangue e d i s pirit o della nostra razza; ma soprattutto morali. Perch di l dalle caratteristiche onde il corpo si impronta e che i n dubbiamente giocano come strumento in ogni formazione spirituale, di individuo o di gruppi, pu.r necessario tene Heclo e ven::o di medaglie coniate in onore di Vincenzo Gioberti

PAGE 17

presente per chi qualche cosa voglia intendere della vita stori .ca di un popolo ci che nessuna osservazione di. laboratorio, nessun procedimento sperimantle di riprodu-. zioni, incroci ed ibradazioni di specie, potr mai darci: quella funzione storica che ogni popolo chiamato ad assolvere nell'intero processo della storia, quell'attivit responsabile, consapevole e pur carica di' .destino, r cu1 popoli e individui definiscono la loro e rivelano il lo.ro significato ultimo, la; loro vita profonda. Gli accanni fatti sopra bastano per arrivare a una prima conclusione; e cio, che l'Italia ha una-dottrina sua della razza, la quale fu concepita e formulata con assoluta priorit e indipendenza di pensiero dci quelle elaborate, in seguito, dagli altri popoli. E ad una applicazione pratica che discende direttamente da questa conclusione scientifica: bene. che noi ci rendiamo conto, oggi che la dottrina non solo, ma anche la prassi .razzistica entrata nella sua fase acuta, della funzione che questo concetto, tutto italiano. della razza, vivificato dalla storia, pu svolgere nel gioco delle forze politiche internazionali: sappiamolo mantenere nella sua di _l da facili empirismi .scientifici o astratte improvvisazioni speculative. Maschera di Vincenzo Gioberti Per noi italiani la razza innanzi tutto, sul piano biolo gico, una questione di sangue, pe;rch un medesimo sangue corre per tutte le vene della nostra stirpe feconda; ma prima ancora, nell'ordine ideab, nell'essenza stessa che condiziona, rende possibile e costituisce l'unit dei processo, una forza storica operante, una propulsiva realt spirituale che svolge la sua parte nell'arengo delle com petizioni sempre pi formidabili di questa et nostra. Le quali si decidono, non tanto sul metro di valori bio l ogici, economici o altrimenti materiali su cui pur fanno leva, quanto piuttosto su quelle fondamentali capacit di organizzazione e di resistenza, di coraggi o, di pensiero e di creazione che contrassegnano il genio di ciascune razza, portatrice dei propri valori, la quqle, cs come vol lero i fati, con fatica e con sangue, con volont e :3acri ficio va nei secoli foggiando il proprio tipo di civilt nella storia del mondo. U G O REDAN Si laure in legge a Palermo nel 1915: in filcscfia, a Roma, nel 1919, dopo aver peso parte ai,a guerra itala austriaca, con due campagne. La sua attivit nel campo della filosofia si inizia con uno studio sullo spirilualismo cristiano in S Pao!o (L 'idea dello spirit o in S Paok, Roma 192!) e una critica soggettivismo attualistico (La crisi dell'idealismo attuale. Roma, !922), Cui tenne die!rc un'elaborcrzione sistematica, costruttiva, delle sue idee attraverso una serie di lavori mincri. lino allo definizione del proprio orientamento, spiritualistico e di valore, nel lavoro: Prime IL.1ee di una iiloso!ic! della vita, pubblicate; a Firence nel 1934. Dal 1927 insegna filc,sotia (corso pareggiato) presso la Universit di Rom-:I. N<>l campo delle scienze giuridiche e politiche, si dedicc::to allo studio e allo sviluppo dell'idea fascista fin dai primi anni. sostenendola in scritti e in Congressi i n Italia e all'e siero (Roma. Congresso filosc!ico del 1926-IV: Primi presupposti per la nuova dottrina del dirilto pubblico; Prega, Il concetto fascista della democrazia; Congresso di Prega, 1934; tra gli scrilti: Realt e vita dello Stato, Stato giuridico e Stato etico. La Etato etico, Sviluppo del principio corporativo nel-l'ordine costituzionale dello Stato). e ins<>gnando, presso la Facolt di Scienze politiche dell'Universi!:l di Roma, dal 1927 al 1931, doltrina generale dello Stato. Dal 1935 cura, insieme con-altri studiosi, la Collezione nazionale delle Opere di V. Gioberti (Il primato, D<>gli errori filosofici di Rosmini) e la Collez. naz. delle opare di A Rosmini (Introduzione alla filosofia). Opere principali: L'idea dello spirito in S Paolo, Roma, 1921. -La crisi dell'idealismo attuale, Roma, 1922. Lo Statq etico, Firenze, 1928. -La scienza degli antichi, Milano, 1928. -La legge del Gran Consiglio nell'evoluzione giuridica der regime, Roma, 1929. Lezioni di dottrina generale dello Stato, Roma, 1929 -Sviluppo del principio corpcrativo nell'ordine costituzionale dello Stato, Roma, 1930. Storia dell<> dottrine politiche, Roma, 1932 (Premio Musso lini). -Recenti indirizzi del pensiero lilosoficc tedesco, Roma, 1933. -Prime linee di una filosofia della vita, Firenze, 1934. -Come si pone il pro-blema religioso, Roma, 1934. Il prab1ema morale, Roma, 1935 -Da Galileo o Descartes, Roma, 1937 -Arte creatrice, Milano, 1939. 17

PAGE 18

c enda elementare, imper:;onal e a-umana, come una vicenda d i forz e scatenate, :;u ss i s tere nella quale non poss ibile che ride sta n do s i come esseri fatti d i s tinti assoluti, lucidi quanto rabili quasi ind.ipendenti dalle persone. Son ques te forze c h e portano inna nzi tali giovani, che Ii fanno affermare dove altri sarebbero stati s pezzatj o avrebbero impazzito o aHehhero preferito la sorte dei di se rto .ri e dei vili: ma, oltre questo, ne ss un e ntu s ia s mo ne ss un ideale, ne ssuna luce. A suggellare in m o do morbosa ment e sugg estivo la terribile anonimit di ques t a vicenda, ove il s in golo non conta pi nulla, il Remarque fa finir e il libro con la fine dell'unico giovane, del gruppo originario. c h e era scampato, il quale muore quasi alla soglia dell"armi s tizio. in, un giorno cos calmo, c he i comunicati s i limita rono alla frase: Nulia di nuovo s ul fronte occidentale. A JJart e il fatto c he l'autore di questo libro stato effettiva rilenle un combattente, sarebbe difficile affermare che process i d e l ge n e re s iano solo da romanzo senza riscontro con la realt. li di s fatti s mo del libro, il s uo lato insidioso e deleterio :;La piuttos to in ci: ne ; ridurre tutta la guerra, vale a dire, tutt e l e po ss ibilit d e ll 'es perienza della guerra. ad un solo aspetto reale s ma particolare di essa; in realt, qui si tratta s lo dell 'es ito negativo eli una prova, che per da altri pui esse r s up erata anche positivamente. Un punto importante t e n e r fermo: la te s i antiborghese. Fin qui, si pu esser perfino d'accordo co n H.emarque. La guerra agisce come una catars i c.;om e una purifi c azione : ignis esse nliae. Belle paro:e, bei sen timenti voli retorici miti e parole d'ordine, umanitaris. mo e patriottis mo parolaio son spazzati via, spazzata via la pi e co la p e r so na con l'illus ione della sua importanza e della sua utilit. Tutto c i troppo poco Ci si trova di fronte a forze pure E per re s i s t ere. bisogna ricle starsi egualmente come forze pure intimamente connesse con la profondit razza: di m e nti cando il proprio io, la propria vita. Ma ecco che proprio qui s affacciano le due possibilit opposte: fatte sal tare le superstrutture della razza del limbo, dell'uomo borg he se, s emispento; due vie sono parimenti aperte: il supP. ram e nto dell' umano col passaggio nel sub-umano, ovvero col passaggio n e l super-umano. Nell'un caso si ridesta la Nell'altro l'eroe nel se nso vero, nel senso sacrale e trad-izionale:. n ell'uno s i ricle s ta la razza eli natura e nell'altro si rides ta del 1870 ": di G. Fattori Partenza d e l mo

PAGE 19

la superrazza Il Hemarque non c h e la prima 5oluzione Qualche anno fa uscito anche in una traduzion e italiana un'opera d'i Ren Quinton: Massime sulla guerra. Essa rap-. presenta' un'altra te stimonianza assai s ingolare. Otto volt e ferito ne lla guerra mondiale, ripetutamente co n l e pi ambite decorazioni,. il Quinton pu evidentemente aspirare aila ge n e rica qualifica di eroe. Ma c he s i g nifi c ati ha v i s s uto questo eroe nella guen:a? Il libro in qui s tion e la ri spos ta La guerra concepi la e g iustificata dal Quinton biologicamente, in st rella dipendenza dagli i s tinti del i a s p ec ie e d ella se le c zion e naturale Alc une citazioni: Vi sono alla base di o g ni essere, due moventi: quel lo egoistico che lo spinge a conservare la propria vita e quello altruis tico c he lo porta a dimen tic!lr si. a s acrifi cars i per un fine naturale eh e egli i gnora e che s i identifica al profitto della specie. Cos il debole, nei mo mento del servi g i o della s pecie attacca il frat:llo pi potente, se nza prudenza, senza ragioni, sen z a s p e rare n emme n o di v in ce re. Il g enio della specie g li comanda di attaccare e di giuo carsi la vita. II masc hio e ia femmina so no cre ati pel se r vigio della spec ie I mas chi sono organizzati per lottare fra loro (in vista della se lezione sessuale) L a guerra il loro s tato naturale, c ome per l a femmina l 'ordin:; s a c ro di concepi re e poi di allevare. Dond e que s ta singo ure co n ce zione dell'eroismo: L'eroe non agi sce p e r dovere. ma per amore (da intendersi: in f unziorie ai i s tinti di razza c he fan capo alla funzione s essuale). In guerra l'uomo non pi uomo, egli non pi c he il maschio ... La guerra un capitolo dell'amore i masc hi della s te ssa specie si inebriano nello s trazi a r s i a vicenda. L'ebrezza della guerra una ebre zza d'amore. Strumento della s p ec ie, della razza del corpo in uno sc a tenamento primordiale. s econd o Quinton l'eroe. non ha perci nulla di s ublime, non diver sa mente della madre eroicaehe s i precipita in un in c endio p e r salvare il proprio bambino: sono il maschio e la femmina nati . Per precisare il :i vello in cui seguendo tale via s i va a finire ; citeremo questi altri passi del Quinton : Ogni ideale un pre testo per u ccidere. L'odio la cosa pi importante della vita. I s aggi che non odiano. pi sono maturi per la s teri! it e per la morte. Tu non devi cap. ire i popoli (nem i ci), ma levi odiarli. Pi .l'uomo s i e leva. pi c re sce il s uo odio per

PAGE 20

l" uomo. La natura non ha affatto <.;reato i maschi e i popoli a l"he s i amassero. La gioia di .far male all'avversario costitui relbe uno degli elementi esse nziali dell'eroe. Nella vita so ciale non vi souci che dei dov eri artificiali. La guerra ne libera l uomo e lo re s tituisc e agli istinti primitivi. Nell'inquadramento evoluzionistio-biologico di una rae veduta, tali i s tii1ti sono essenzialmente in f unzi(!ne di razza di specie. Come sarebbe ine;;atto considerare il Hemarque so lo co me un di s fatti s ta per partito preso, cos sarebbe ine s atto considerare il Quintou co me un combattente che, nel punto di esprimere teoricamente le sue esperienze. cade \ 'ittima della famigerata teoria della lotta come se lezion e naturale della specie. Vi di pi. Vi sia pure con vari tratti di caricatura e di uniiateralezza il segno di una vita r ea le. Effettivamente, dalla. pecora pu :;ur ge re il leone proprio in questo se n so L'uomo si ridesta, riprende contatto con forz e profonde della vita e della razza. da c ui si era estraniato. ma per non essere niente pi che ma sc hio e. al massimo. c he magnifi ca bestia da preda Nell'ordine di razze di natura c i pu esser normale e i fenomeni. con c ui esperienze del genere son suscettibili ad act:ompagnarsi solidariet d'orda, unit di destino, ecc. -po::;s ono p e rfino sortire un'effetto salutare. rianimatore, per uu dato gmppo etnico organizzato. Ma dal punto di vista di chi g i appartenne ad una r azza dello spirito c i non pu e..;ser che l a prova del fuo co ri so lta s i in una caduta. La catarsi. l'escrescenza borg hese Qperata dalla guerra, qui mett e a nutlo rron ci c h e superiore all'ideale della perso nalit. nra c i c he gli inferiore, segnan do il punto limite de il' ili vu; uzione clelia razza dello :>J)irito in quella del corpo. Per u;;;are i termini delle antiche tradizioni arie, ci pitr-yna la via di c hi si di ss olve nelle oscure forze ancestrali, non rlf.m-nlrw. ;a via degli dei. ora l'altra possihilit,. il ca:io, c io in cui l 'es peri e nza d ella guerra si risolva in una restaurazione, in un ri:;v eg lio della razza dello sp irito o superrazza. Abbiamo gia d ello qual e ,-ia, n e lla superrazza, il rapporto normale fra l'ele m e nto biolo g i c o e quello s u per-biologico, se s i preferisce: fra l'elem e nt o vitale e quello propriame nte spiritu ale. Il primo cieYe val e re c ome uno strumento per la manifestazione e ,-ione del ,-ec ondo. Avendo questo punto di riferimento. s i pu racchiudere in un a formula assai :=:emplice ci che o ccorre, .per la oluzion e l' es perienza eroica e in genere. l'e s pcrienza del rischio, del combattimento, i:lella tensione anuuaic deve costituire per il singolo uno di quelle culminazioni irotc .. riori, nelle quali l 'estrema intensit della vita (elemento hi v logico ) si risolve e quasi c11povolge in un pi-che l'ila felemento super-biologico). Insomma, un liberarsi ascendendo dal vincolo dell'iridividualit, l 'assumere lo scatenamento del lato pi profondo del proprio essere come strumento di una s pecie di estasi attiva, non significante sprofondamento, ma tra sfigurazione della personalit e, con essa di lutto ci che visione lucida. azione precis a comando. dominazione. Momenti simili, simili culminazioni dell'esperienza eroica non solo non escludono, ma anzi esigono tutto quel che nella guerra ha carattere elementare. distruttivo, quasi potremmo dire lcllurco: proprio quel che per la piccola individuai it e per i 1 picco lo io, per l 'imbelle intellettualista o per l'umanitaris ta sen timentale ha carattere esiziale, deprecabile, deleterio p e r ; valori umani appare qui aver invece valore spirituale. P e r fino la morte la morte in campo s i fa a tale stregua testimonianza di vita, donde la concezione romana della mor trumphalis e queila nordica della \Valhalla co me se de di un.r immortalit esclusivamente ri servata agli eroi Ma vi di pi: assurizioni di tal genere dell'esperienza eroica semhrann possedere una efficacia quas i magica: sono trionfi interio r i c he possono detern:(inare la vittoria anche materiale e sono un:1 s pecie di evoazione di forze divine intimame nte le gate all : t tradizione e alla razza dello spirito di una data s tirpt. Ond' che a Roma nel rito del trionfo, il duce vincitore an ::lava a rivestire le insegne stesse della divinit capitolina. Gi da quest i accenni il lettore pu presentire che quanl diciamo non una nostra teoria'>, una pos izione o interpro tazione filosofica da noi escogitata. Questa dottrina dell'eroi s m come culminazione ;;aerale e quasi magica, ques ta concezio r mistica ascetica del combattere e dello s tes"'o vincere han n, una tradizione preci s issima oggi dimenticata, ma ampiarnenl do cumentata nelle testimonianze delle civilt antiche. e mas,:; mamente di qu e lle ariane. E' per questo c he in un articolo. ci proporremo appunto di esprimere g li s te ss i s i gnif cali facendo parlare miti e s imbol i e riti antichi, romani indogermanici; cosa che varr anche a rendere pi chiaro q11 c he. per ora. abbiamo dovuto ncce;.;sariamente e:;porre in f orn ,;intetica e generale. J. EVOL,: .. Cavalleggeri in vedetta": di G. Fattori

PAGE 21

I ntorno al fenomeno dslle tro o tra continenti, sono fiorite molteplici teorie Ebbe credito la teoria cosiddetta del preadattamento ICunot). Migrerebbero cio, da un !uogo o paese, gli ele menti congenitamente differenziati dall'autentico prodotto del luogo, ed essi si porterebbero automaticamente-quas i per invisibile fenomeno di richiamo -l dove esistono compagini a caratteri affini Si tratterebbe, in sostanza, d i q uesto: alcune popolazioni della terra andrebbero succhiando e assorbendo da altre gli elementi similari. In questa guisa le fisonomie etniche e razziali di ciascuna andrebbero accentuandosi meglio e sempre pi; ma pe.r un processo eli selezione spontanea generata da interscambio di elementi tra di loro Chi, come noi, del fenomeno delle migrazioni possiede a conoscenza diretta, per avere fatto eli esso personale esperienza, sa anche quanto eli balordo sia in tutto ci I contadini della Sicilia, del Veneto, delle Puglie e del Pie monte, come eli tutte le altre regioni d'Italia, che partivano, differenziati; d Ffi!i delle pi pura pasta, Carne della viva carne del ceppo. Del resto come mai avverrebbe allora -cosa strana_ che nel mondo, r:;er esempio, non esistono mai <
PAGE 24

migrazione aumenterebbe in esse il numero delle nascitE e diminuirebbe, invece, quello delle morti; s che succederebbe come un ristabilimento continuo di equilibrio a dati live lli S i pu anche giustificare che Americani trovassero interesse a propugnare simili idee; ma nei fatti non s i vede S'.l quale fondamento essi possano basarsi. In particolare non si vede per quale misterioso motivo oggi la popolaz io n e ufficiale dell'Italia non dovrebbe aggirarsi intorno ai 55 milioni se lO milioni d 'Italiani non fossero fuori dalle ALLA PARTENZA sue terre. Ci sarebbero state. forse -secondo l . zione americana -lO milioni d i nascite in meno o di" morti i n pi, o dell'une e l'altre sommate insieme? Si ebbe, poi, la teoria della valvola . Questa d i mrca europea;' e almeno in Italia ha avuto per mass. imi cultori gli ebrei. Le .migrazioni .avrebbero funzionato d a valvole di sicurezza e da correttivo. Quanta gente non andav.a in estasi per la. valvola, descrivendo i vantaggi meravigliosi che avrebbero apportato la linfa che defluiva, e i rivoletti d 'oro che in sua vece affluivano? Si arriv all'incoerenza suprema di esaltar. e e giustificaTe l'emigrazione mentre, invece, si ostacolava e condannava l'espansione coloniale. Si pu alcolare che il fenomeno migratorio italiano cominci a svilupparsi a partire dal 1876. Orbene da quella data l'Italia ha dovuto fare finora tre guerre (libica, etiopica, mondiale) per r isolv ere parte dei suoi problemi interni e internazionali; il ciclo delle sue massime realizzazioni in tutt i i campi coincide con le spranghe cheil Fascismo ha messo alla valvola. Segno evidente che la teoria della valvola non era che mirabo!ante favola con la quale l'intemazionalismo narcotizzava la vita italiana. Ed eccoci, infirie, alla teoria cosiddetta del live lla mento, secondo la quale gli scambi voluminosi d i popo lm:ioni, tra stati e continenti, dovrebbero agire i n guisa da livellare progressivamente l'umano genere, tanto dal lato sociale, quanto da quello antropologico. Cos che -al limite -logicamente si dovrebbe arrivare col tempo a un tipo l!nico di essere sulla terra, risultante dal fondersi e rifonde.rsi continuo delle diverse specie tra loro Nessuno, poi, sa dove sia la documentazione che questo possa essere avvenuto nel P<:msato ; mentre il poco che per il passato si suole asserire a riguardo, talmente privo di qualsiasi elemento di controllo da appartenere al regnb della p:ura congettura, se non addrittura della fantasia. Per cui conviene attenersi ai fatti conosciuti, per i quali si possiedono elementi certi e conoscenza di fatti controllati. Non esistono statistiche ufficiali sul movimento migratorio dall'Italia fino al 1876 Ma comunemente si ritiene che gl'Italiani residenti all'Estero alla data del 1871 dovevano probabilmente aggirarsi intorno a 270 mila unit i n tutto. Si valuta inoltre che negli anni successivi al 1871, fino al 1876, siano emigrati dall'Italia in media 100 mila persone all'anno. Le statistiche ufficiali datano, invece, dall'anno 1876, a partire dal quale l'emigrazione italiana comincia anche a prendere vera e propria fisonom i a d i correnti che. si riversavano in varie parti del mondo e che di anno in anno aumentavano di volume. Il culmine fu tc:;cato nel 1913 in cui espatri, tutta una volta, l a qw> IN NA

PAGE 25

rantesima parte circa della popolaZione tot a le dell'Italia: vale a dire 873.000 persone in un anno solo. Gli Stati Uniti tengono il primo posto nelle destinazioni dell'e mig.razione italiana, e in 55 anni circa -dal 18?6 .al 1930 -ricevettero complessivamente 5 .059.000 persone; segue la Francia, con 3 .150.000; poi "l'Argentina, con 2.386.000; il Brasile con 1.320.000; la Svizzera, con 1.577.000; e infine la Germania, con 1.242.000 Molti rimpatriarono; e si valuta che il numero degl'Italiani rimasti fuori delle' terre della Patria alld fine del 1930 abbi a superato complessivamente i 6 milioni. Occor.re evidentemente aggiun gere le nascite e sottrarre le morti avutsi dal 1876 in poi ; s che non: si "lontani dal verd stimando a non meno di lO milioni gl'Italiani di sangue che si trovano al di l dai limiti politici dell'Italia e dei suoi territori . Sono forse venuti fuori dei Francesi dagl'Italiani emi grati da decenni in Francia,' e dalla loro progenie? Se cos fosse sarebbero superflui e oziosi i problemi che in Francia si pongono studiosi e uomini responsabili. << Non si pu pensare senza terrore scr.ive J. Pluyette, nel suo libro Les doctrines des races et la slection de l'immigration en France -al caso di conflitto con i nostri v icini del Sud-Est, quando si trova stazionante, tra le Alpi e il Rodano, una massa omogenea di 400.000 Italiani. La presenza di tanti Italiani nelle province di frontiera con l'Italia non fatta pe. r distendere le relazi oni franco-italiane: scrive inO ltre Stephane Wlocevski, nel suo libro L 'installation des Itcliens en France. E perch mai preoccupcrrs i tanto, quando si della bont della teoria del livellamento del preadattamento dell' assimilazione e di altri facili rimedi del genere? E lo stesso Wiocevski che ancora scrive, sempre riferendosi alla situazione nelle regioni clla Francia d 'immigrazione italiana: La massa del popolo appartiene ad un' altra razza -:-all'immigrazione italiana. E C. Mauco-scienziato d i talento e pe,rsonaggio di grande notoriet fa questa acuta diagnosi nella quale veramente. pu dirsi che si specchi l'in sopprimibile essenza del problema. Che una questione interessante pi da vicino gl'immigrati venga all'ordine del giorno -scrive il Mauco nel suo trattato Les trangers en F;rane -, che essi siano commossi dalla politica italiana o dall'amministrzione francese, immediatame-nte l'eterogeneit umana si rivela. sotto forma di malessere, di un'ondata d 'inquietudine che si distende su tutta la regione. Se dall'Europa, poi, lo sguardo si protende di l dall'Oceano, lo stato dei fqtti non muta e il problema conserva inalte.rati i suoi termini Quei grossi quartie r i t i p ici dett i Pi ccol e lt a l i e a Ne w York, Chicago, Sa!: fran c i scc, F iladelfi a ecc. n o n costituis cono cittadelle e tm:ces nelle quali la. Razza italiana istintivamente fa massa i n u n altrettanto istintivo e irresistibile bisogno d i preservarsi e differenziarsi? Fo,rse vengono fuori Americani dagl' It a liani emigrcrti.. nel Continente Nuovo? Anch e nella q ualific a co!ltinuano a essere italo-americani ,italaargentini, italocileni italo-uruguayani italo. brasiliani". E nel doppio. nome manifestamente impli c ito i l riconoscimento' dell'origine e del sangue c h e si tramandano e mai si sopprimono, per legge fat a le coi rife -ALL'ARRIVO

PAGE 26

n focolare a l Prima volla cceso a r i mento, insieme, alle regioni nel cui tessuto politico, economico e sociale detti italiani di sangue si trovano inclus, sempre perfettamente differenziati -dai soggetti cinconvicini, e a netta fisonomia propria. A chi percorra le rive del Mediterraneo dato constatare ;questa costante tendenza dell'elemento italiano, che vi s i trova sparso, a raggrupparsi a s, in nuclei distinti: nuclei che anche all'esame pi superficiale si rivelano quali cellule di un organismo da cui si trovano provvisoriamente distaccti, ma che all'organismo perennemente si riallacciano e con esso e di esso vivono. Uno dei primi provvedimenti del Governo Nazionale per la difesa della Razza deve essere, dunque, visto in quello che rimonta ai primi mesi del 1927, col quale vennero di colpo capovolte concezi0ni da lungo tempo imperanti, secondo le quali tmt'o pi alto era il numero dei cittadini che emigravano, maggiore era il vantaggio che ne1veniva all Italia. La politica iei massimo potenziamento demo grafico non p oteva andare disgiunta dall'altra intesa alia conservazione intatta d isponibile e compatta della massa etnica. La morale democratica, che coincide -in definitiva -con la morale di razze numericamente e qualiti-vamente in declino o insufficientemente definite, presume legittimo l'esercizio della yiolenza -pi o meno mascherata, pi o meno edulcorata-sulle falde. etnich.e di qualsiasi compagine che si trovi sotto giurisdizime. ln contrapposto, la nuova politica dell'emigrazione instaurata dall'Italia dal 1927 costituisce disconoscimento del diritto presunto dalla Democrazia, col dare atto storico a quelli della Razza. 28 Parallelamente alla nuova politica dell'emigrazior;:; i:la inizio -per logica conseguenza -:-quella di popolamento delle ter,re italiane di oltremare",. La legge sul popolamento demografico della Libia del 7 giugno 1928; il relativo regolamento ministeriale del 30 luglio successiv.o. Il principio dalla legge nettamente precisato nell'articolo l 0 dal quale traspariscono le prime linee di un grandioso programma al quale l'Italia di Mussolini si acingeva a consacrare forze e volont. Esso dice: I terreni di patrimoni o demaniale in Tripolitania e Cirenaica vengono concessi per l'avvaloramento agricolo destinato al popolarrtento delle terre con famiglie di contadini italiani ... Maddalen::I Razza, Beda Littoria, Luigi di Savoia, Berta, Breveglieri, Bianchi, Oliveti, Giordani, Gioda, Crispi, Bd"racca, Ballisti, Oberdan, d'Annunzio,. Mameli, Filzi, Sauro, Marconi, Gari baldi, Corradini, Tazzoli, Pietro Micca: sono i nomi ai quali s 'intestano i villaggi che gi popolano una profonda fascia costiera della Libia. L 'Italia chiama cos i soi grandi figii a testimonianza di un'ope.ra gigantesca che arra sicura del suo destin'o imperiale e di cui la Storia del mondo non portava finora nemmeno tracce. Un nuovo mondo sorger col tempo attrave.rso la colonizzazione diretta: scritto in una monografia distribuita ai coloni della prima migrazione. Milleottocento famiglie di contadini salparono per la Libia all'inizio del XVII anno dell'E F. Altre 1600 famiglie vi i sono sbarcate in questi giorni. Il nuovo Mondo sar quello in cui la Razza italiana, non pi dispersa, ma una e compatta, potent nel numero, nello spirito e nei mezzi, occupe.r il posto che per il suo le spetta. A. TRIZZINO

PAGE 27

e e POLI TIC .e. La polit ica della ra:.::a esprime un iruliri:.:.o la cui attuazione, in una form a esplicita ed ene rgica, ha avuto luogo proprio men tre era in corso la trasformazione della politica demografica .in politica della famiglia. Questa con comi tanza ha certo con tribuito a suo tempo a in ri salto i pretesi nwtivi di contrasto fra, la politica della razza e la politica della fami glia. l n fatti oggi non solo dalo constatare che il processo di consolidamento della politi ca della .famiglia contin ualo ma anche po ssibi l e rilevare come la r ealt abbia dimostrato inesistenti i pericoli che mohi temevano fossero connessi a quei motivi di contrasto Un esa m e dei punti sui quali la politica della fami g lia e la politicrr della razza si trovano p erfettamente d'accordo e dei punii sui quali il loro atteggiamento k identifica addirittura pu cominc iar e a chiarire quei dubbi e a dissipare quei tinwri. Perfetto l'accordo fra la politica della famiglia e la poli tica della razza nel ripudio delle demografica e popo lazionistica entrambe polarizzale t e rso il fine quantitativo, con nessuno o scarso interessamento nei riguardi dei me:.zi. Lo stesso si dica per quanto si rife risce al cont rollo dell e nascite. La concezio n e fascista della famiglia non ammette il controllo qualunque ne sia il fine perch esso proibito dalla r e ligion e cattolica ed appare anch e in cont rasto con la conce zione tradi:ionale italiana dell'istituto familiare. A s ua vo lta la c once:ione fascista della ra:;:;a non ammette il co. ntroll o perch non giustifica l 'intento quantitativo su quello qualitativo: visto il singolo come tdividuo di una razza la politica pu porre in allo altri me zzi, preventivi, che m e ntre evitano che i l fine qualita-"Il bacio della madre ":.Eugenio Carrire

PAGE 28

tiL u s i a u swpit o di qudlu quantitath u suno p w ri'fwllo-'i dei p reccl ti c att o li ci in nwle riu eli procrea:;ion e A mag giur rag i o n e raccordo fru p olitica d ella famig li a e politica dell a ra::.::.11 comple t o !Wl ripudiart al cuni d e gH int enti e dei mez:;i eh(' caru ll e r iz:;ano r e u ge ni ca. l n a s p c ll i pi parti co la ri la conre r gen:;a d eg li inte nt i s i tra-. .;f or m a ru!diritlura in identifica z ion e La nect:$$II di libe rar e la famig l ia italiana dalle d e fonnu:;ioni. ll!IOmulic dalle soaapposi:;ioni di origine esot1:c a t qu indi di rt'$ /ituir e ris tit.ut o familia r e ad unu purez::.u di co n torni e di co nt en u t o c h e siu espress ion e vera. comprova ta dai d ella m:;:;u i t alia na un p ostulato comune alla politica r e lla f a mi[:lia r a lla po l iti c a d e lla ra:;:;a. L autarchia spritua/. 1111 fallur e decis i w di ri s anam ento d e lla famiglia e della ra:;za. .'Ve/ 1 w ri orlu. purtroppo non hrerl'. di manc ata autar chia s piritua l e furonu gett ati i germi patogeni d ell'is titu.to familinre; 1 muli da ess i prodotti. e ch e oggi occorr'e curare si chiamano: Laici::.za:::ione d e l matrimonio, irrision e della f e d e lt coniug ale. ab oli::.ion e d ella ge rar c hia familiare ecc Anch e n e i ri g uardi : d e lla purez:::a raz:;ial e l a puliticu d e lla jami,e)ia e la politic a d ella ra:;::.u sostanzia l m en t e c on c urdallu : l'apparte n e n z a dei coning i ad una st e ssa raz:;a m eg lio un com: alla razza italiana condizio n e essenz ial e d e lla purc:;:;u della ru:;:;a anche fattore de c isi w d e lla s anit. d e lft, s e r e ni t. d ell'orgoglio familiare. Con l'ideale di una c oncepii
PAGE 29

wppurttuw rifletter< c h e il t u.lt.u del passato e d e lla lrwliz iun e nelle singo l e famiglie -in e s s o co 1npr eso il ristwu cullo dei morti c h e la f ebbrile v ita moderna rend e sernpr(' pi sonwwrio -;-arricchisce il to1w spirituale d e lla famiglia. la sospinge ver so m e l e sempre pi e l eva l e. cont ribnis ce a salvarla ne i momenti in cui potre lif H : d eg radarsi e quindi s i ri solve anche in un rafforz am ento della raz::.a. La .ra::.za sana se lo la famig lia e la famiglia sana se l o la raz z a Ecco c h e lt mis ure in t ese 11 p ote n z iare l 'e Jjicien::. 1 fisica della razz a sono al t empo s tesso misure di politica della ra::.::.a e misure di p olitica dr !/ a famiglia; comprese qu : e lle c h e pi specialment e influisco/W sulla fertilit familiare : lotta contro ln diffus ion e d elle malattie t:ener ee. preve n z ion e d ella sterilit, assist en::.a alle madri: pac h in un ambie nte n e l qua i e la f e rtilif: familiare motiv o di orgoglio la di ve r gogna la capacit d e i ge nitori di avere ww sana disce ndenza dive nta p e r essi un bi.wgrw primario. La lo/la contro l 'a borto v olontario e que lla co ntro la natulit illPgittna se r eali::.::.ak n e lla forma preventiv a--ci.o m e dm.t e la e limina::.ion e d elle c aus e prime d ell'uno e dell' altra sorw due COntributi preziosi a/l'operci. rfi restaurazion e s pirtuaf p d ella famiglia t ? all:a zio ne di rafforzamento d e lla fisi c a della razza. Anche nei ri guardi d e lla donna la politica d e lla famiglJ e quella della ra::.z a prese ntano una accentua tissima con.vergeflza di int e nti. L 'e nwncipa::.ion e f emminUe, come con traria agli inter essi della famiglia contraria agli inte r ess i della razza. L'int elle t tualismo r cg uaglian::.a professionale, la lib e rt sess uale l'impudici::.ia. la promiscu.it., lo s port mascoliniz::.ano la donna quindi n e r lucono l'at.titudint' a ( l e sse r e una buona r egg itri c 1 n metter a , No h. elle VJ.e della tpareee t o n un . er hn}tetlire il con weneraztone p l ooborto. "', rodurre -o P PPocrate. (Manoscritto vaticano del secolo X II) Putto del Serpotta col Fascio Littorio del dom estico e Ullft madff Ji Ulllt jigliulan::.a 11/W/au.-t c s ana. Qu ello s tato c h e i m e d ic i c h muno c h e d e r i t:a dal j r e qu e nt e t:ive r promisc u u d i u omini e ,f o ,uu : ridu ce ndo ii s an o impuls o sess ual e in s i e m e al rles id, ? riu d ella c a srt e fi gli, u.n dun n o graz:e siu p e r la razza eh(' per l u fami g lia Politi c a d e lla razzu e p o liti c a d e lla famig lia l oglion u quindi c h e la donna s ia donna so ltant o : p erfettame nt e pre pa mtu a gli altissimi compiti cui il s uo s pirit o c il s u o co rp o son< c hiamali Souo l'asp e t to politico cos co m e il fatto pupola::.io n e s risul n e lla politica d e lla famiglia e d e lla razza il fatt o ecu numico risolve nella politic a corporatiw. C e sisten::.a di un u politi c a co rp orativa anzi pre m ess a esscn::.iale p e r la so/u:;io nl' d e i problemi di o rdin e economico conness i alla tutela delhi fu mig lia e d e lla raz::.a: se n z a il prin c ipio corporali vo non s ar e bb e lo g i c am e nt e ammissibile l'a.-p e tto economico d e lla p o litica d e llo ra::.za; m entre da tal e princ ipio di scende la gi u sti ficazi o n e d ; quelle m o difica z i o ni n e lla organi::.z a:ion e economica e di que i pro cess i di r e distribu::.ion e d e lla ri cc h ezzu c h e hanno l o sco p o da. un lat o di conse ntir e l'esplica::.i o n e di una multifo rm e alli v it pubblic a vo lta al rafforzam ent.o d e lla ra::.za e. dal(,J!tr di r eali::.::.are la p e r e qua zio ne dei r e dditi in r elazione a,L,li un eri familiari. E come sono d a cc ordo nel ri co n osce r e n el /'r inci pi u r. n el(organi::.::.azione co rp orativa la so luzion e di qu t-lle lon. esig en::.e, cos la politica d e lla famiglia e la p o liti c a d e lla ra::.::.1. sono e gualmente d accordo nel d1: c hiarar e l'assoluta insuffi cienza allo scopo della l eg isla::.ion e sociale Man c a infatti i;, quest 'ultinw qu e l concetto organic o d e l c orpo sociale n e l q!J.alt s i inquadrano il co n ce tto di famiglia e quello di raz za. La !Pgisla::.ion e social e un compromesso e la f.u. t e la d e lla ra;::11 ( della famiglia sono cose troppo irnportanti p e rch s i possan p r r.e{{ui r e con s ist emi compromisso ri. :u

PAGE 30

... ,.,. . oneri lilf \ '1 '11'1\UI/1111\1 "'" _, .... - ......... .,. Oltre questi principali. anc h e altri a spetti c om.pro vww lo cu11rer gen::.u u /"id entit d,: intt !nti della p olitic a dtdlu famip,!i : t e d ellu politic a d ella ru::.::.a In sintes i s i puiJ rlirl' che l'armoni: i'Ompl e ta c h e se .sullo certi rapporti ri sono alcu.r1c difje ren;;e proprio per e sse che si giustific a l'u.nio11e in LITI sellar. : ullico delf'u::.i o n e politica: 11ella politica d ella famiglia < della ra::.::.a l'de rw.:nt o famiglia il pericolo del prendere dcl l"asrcllo colfett u e f'e lenl('iltu m::.::u c t ila il p e ri colo del f"''ralcn particolare. d i I_!.Tllf!f!O. .r. Sen::.a darne ur. a d e fini::.ione ch e .mreblw lung a e che si puu rJ,durre da!fc considcta::.i oni sin qui s t : olt.t, acc1 :nnianw wl alcune finalit camtteristiclw della pofitit:a di'Ila famiglia ,. della ru :;:;a. Nella r e strwru::.iorw dell'istituto familiure s i do v r cuncepin la famiglia co m e tramite neceswrio 1 d ollinw dell'increnwnlti quantilatl:o c del miglioramento qualitativ o della ra;;::.a: ,. d: tale nzlor('; dovr .wpra/lutto a cquistare coscie n::.u fu jarniglia. Occorrer dare alla famig lia una < 'Osc n::.a raz;;iale inkgra t.ricc tl ella sua c o s ci enza relig io s a e rw::.i o nalt A tale scopo la scien::.a dere approfondire l fa politica d e t e divulgare i l'((ri aspetti del rapporto: famiglia-razz a Di ques t o rapporto un aspello preminente quello che riguardu la donna. e quindi lu sua maggiore o minore pre para:.ione alle fu!!zioni di madre Ad esempio le corwsr: cn::e d 'ordine ignicu ,. sanitario so n o in m edia bassissime ntdh mwlri m odtnw. anl'h in quelle c h e p o sseggono un corredo d i s c r et o di studi: eppure quelle corwsce nze sono pre :.io s e per la tutela d elfu ra:.::.a. A Ifa foll-a contro le pi. gra-vi rnulattie rrtancano. que lf,. allea/P f o r midabili h e sareblll' ro l e pwl_ron e di .w fossan m e n o i gnoranti in mate ria P e r cui la politic a d ella famig lia e della m:.::.u esige c h e n ell'mhito di una soluzione integrale l' coraggios a del problema d ella istru::.ione fmminile r i entri anche quale/t misura c h e pone fa donna ---con l e s u e r:orws<' < 'rtz e igien!z, e sunita rie -in grado di tutelure e J J i f f!,fi l a ra:.:.a. Nell'ordine economico la fusione d e lla politic a della famiglia e d ella p olitic a d ella ra::.::.a in un unico a s p e ll o d ella a::.iurf(' politic a poru an cor meglio in rilin: o la n etes sit di inl<'nwnir,. con un o ri entamento con una discipf ina dei g u s ti. tal< da incoragr,iafl quei c o u Htmi clw s i ri solvono iu un s o s tan ziale z : antag g io p e r la famig l i a c p e r lu ra:;:;a e da scoraggiare inzec e que i consumi clu p e r la famig lia e per la ra zz a v s i ri.whono in Uli riann o u in uu inutile .>preco di rlanaro. La p e fl qcw::.ionc dci redditi in r e la z i o n u a g h oneri familiari sard1 b e resa molto pi efficac e se si diffondessero t:z: gusti pi ra::.iorwli ---nel SI'Tt.iu ora ac cennatori gaardu, ad esempio. aff'alne nta::.iune ai-f'ubita::.iorw. a!l'ahbigfiamenlu. alle z arie f orme di sragu: hasta pemure alla che pussa fm il lus. w l 'il ln ntssen. j r-1 rappare n::.a c f a wstan::.a, fra i cibi nutrientiI050 ma di pocu durata ,, qw: f l o so h r i o nw sullo e COSI 1'((1. Fril questi a spetti a c ct'nna/.i scegl i e rul oli a c aso -rf eldella politica d ella famiglia t de//r; razza 1 ; o g liarn o r i <'ordarne uno e/w ha importanza: quel In sanitario. l n un ambiente nel quale fu n'tu e corwrnica acquJ sla camttcre corporativo e nel quale fa popolu::.inrw l'sta come ? ra z::.a, l'attiuit sanitaria svolta dallo Swto d t' r e supe rare rwt tarn e nte. deve al!handurwre del tutti i limiti t : h e c s.1a ebbe n ello Stato liberale per 1:1 quale l' a.rnhienl e e conornic u un lilil ru cwnpo di fnua il popolo un a ss i eme di inrli ridui.

PAGE 31

Il ricono scime nto politico d e lla ra:.:.a con lo c on ce zione privatisticu della fun z ione d e l m e dico Nt:ilo s t'ilup po delle forme sociali di ( assist e nza vera c propria : e previdenz a s ociale) implicito il ri c ono sc imento d i quella incompatibilit. Oc c orre proced e r e innan z i. L' della politlca d e lla razza fa s c h e l'impossibilit in c ui s i tro v a la famigli povera di ricorrere. p e r il proprio fi glio, alLe wn: pi perfe tte che in un certo momento La scien:.a offre twn siu pi un fatto di importanza familiare nu1 u.n fatto di importanza collettiva. Nell'rnbito di una urgani:.zaziune d e l genere di qu e l c he qui si au s pica v i sarebhe anche il v antaggio di rend e n pi frequ e nte n e l medico un af.legg iam e nlo c he nel s i s t e ma at tuale difficile prett?ndne: qut?!l'atteggiam e nto per il quale egli ve de sollanto gli ttaes s i df'lla famiglia d e lla razza , tras c ur i quelli d ell'indiv iduo. La jJOiitic a d elLa famiglia e d e lla ra:.:.a l' espress ion e tlfJl came nl e fascis ta dell'int e rv e nto dei pubblic i pote ri n e i ri gua rdi dei fenomeni d emografici. Essa elimina l e incertezze terminolu gic h e co nne sse ai titoli che definiscono altr e form e di intervento n e l campo della popolazione ed elimina anch e i dubbi d eri vanti dalla contraddittoriet delle misur e s p eci fich e compre se in tali forme. l due e l e m e nti c he n e so no par te integrant e la famig lia e la razza an:.ich sc inderl"a in due asp etti c ontra s t a nti la r e ndono completa e d armonica, so no anzi un a garan:.ia di e quilibrio e di mis ura A rlottar e co rr e nt e m e nte questa nuot: a d enomina:.ione s ar ebbe assai utile po ic h ess a esprim e un indirizzo originale, pr rciso e so prattuUo. tipicam e nt e italian o. FERDINANDO LOFFREDO

PAGE 32

.. ), .... Acquitrini formati da del Niger (Alta Guinea): __ ,. ., .,. ....... ;l; ..... ':. .... -"":' rifugi per larv e di zanza!e anofeliclj e L a IJttest iune rlc /l i nllllllll ii!. "' 'iu della r e -1 jmlluriett di mz::I all o mulur ia. ruppr c se nt a un pr o l e m u du nun ha aru;ura rug;nnw una d cfi. nitira soluzione. Gi /Jou di n. cir c a 6 0 anni ja c ht : cer te ra::e tllllall ( s uno rioe/Lt: alla malaria C e /li i m ca n e l s u o tmllat u di malariologL c onclud.et:a d 1 c s e e sist e munit p c r d ete rmina te mulaui. e ( piruplu .mw.ne tra razza n e ra e bian ca. a n c h e s e la p ercentuale dei neri colpiti s i a eli 1111 t e rzo superiore u quella d ei bianchi. P i stoni, stu.cli andu ,jcuni elementi d e l sangue n c gli. indigeni e ritrei (Ghinda, Munsura) conclude 1!/fe.rrwmdo anche co n confronti cl.inici fisti tuirsi in t a l i individui. d,: un'inununit d v rhata pi da elem,enli d i tessuti ed organi del nostw organismo. ch e dal sangue. Alt ri studiosi 5 1,s1 e ngono che la ra;;za pu avere una not evole i'mportanza se as soc iata all' et. lnfalli ,,tulo constatalo (Joyeux e t c.) ch e r Europeo che arriva in paesi malarici tropi. i : ali inieuatu, qualunque sia la sua et L'in 1hge no se dentario pre sente rebbe intece r e a zio ni diver se a seconda delf et o della mzza. l fanciJJlli appartenenti a razze bian c he ber b e re set11itiche dell'Africa del Nord o dell 'Eu r v pa orientale prtJsent ano un ingrossamento ben niur ca to della milza che, nella maggioranza dei. ntsi. 1itorna nollfllale alla pube rt (Tuuavia 'la

PAGE 33

malaria """ d e finitivam ente guarita e pu per . azioni analog h e Tuttav ia i parassiti malur: i .
PAGE 34

c e rt o s e n s o r ip e t e r e o ce r ca r e di rived e r e il g i udiz i o c h e vie n e d a t o d e i primi ricc hi di qua nto di passion e r c ma n z i di Alfre do Ori:mi: g iov e v ol e invece c on statare c om e in al c un e pagin e d e l s uo pri m o lun g o r o m a nzo M e m oriv Inut i l i -n e l cari. UC( d ella parte --e g li es a m ini, cO!l amoro s o appa:;s i onato s tudio c h e fa p r esentire g i il futuro, l' a s p etto d e ll e class i ;;oci ali quali s i prese nt a van o in R (ana s ul finir e d e l go verno pontificio c riti cando l'aris t o crazia mor e n t e. d e lint>and o co n i go r e il popolo c h e g li s embrava rin n ova r e l a ple b e d e l ba,s o i mpero, cadent e c om e il p o tere t emporale m a .soprattutto di s prezza nd o i a h or j!hes ia C c mi nc i a infa tti a pa r lare di qu es t a d i t c nd o : ... prov a vo un f o rt e dis g ust o p e r la bor g hesi a Vietar Hu.go sc r i v e : c h e il dir e a un o b o r g h ese wle un insult o e ha rag ion e Bisog na c on osce r e qua nt o s i nasconda di g r e tt o, di a.lbagio so, di p e tt ego l o d i tri via l e irr questo motto bor g h ese comf' s o g li a no u s ar/ o gene ralm en t e gli artisti p e r comprende r e il d e tto d e l p oe t a francese. Del re:;tu, a n c h e a l p itt s u,:.erfc i a l e es a m e, l' ope r a gio v arti l e appare a n imata ua u n viva c e c ontras t o alla r ealt borgh e se del t empo e pre parandos i ;;d a l c un e i s i oni e p rec i se atTe rm az i oni d ella Rivol t a idea l e egli s criv e co n felic e i n tuiz i one. c h e n o n s i tratta d i na sc ita ma di s entime nto di c a s ta ma di g u st i d i araldic a ; ma di educ az ione, no n l a sc iand o ; i t ut ta i a tra,;cinare dal d e s i d e ri o di d e finir e la borg hesia, agl! iungen do : Cic e r o n e int e rro g ato s ulla b ellezz a rispond ev a non pot e rsen e dar e c h e una d efinit ion e n e gati v a ; cos d e lla borgh e sia Ironic o e s u pe r bo il quadrc d e l borg h e s e r o m a no L u borg h e s i a di ce Ori a n i : n e l mondo galant e r e ca v a una ridicola affe tta z ione delle manie r e nobili Bisogna v a v eder e nei ricevimenti, e qualch e volta mi c i sono tro v ato ch e ost e nta z ion e d 'inchini, ch e cort e e sig e -l wno l e s i g nor e d elle quali l a m o dista fa ceva s p ess m e rito co n quanto :livore si s cagliavano frizzi e s insinua v ano calunnie 'contro l e pi not e d o m i lUltri c i d elle sal e prin cipesc h r con qu a nta in v idia i gio v anotti parla v an o d e i -balli patri zii, c c on w i pq chi umme s sit i rte racc ontavano g li e p i .wdi e n e comrnenla HliW gli sple ndori. Biso gnava os se roor e quanta grf'lt ezz a s i c ongiu a que l lu s s o in sole nte tutta que lla trit ialit pre t e nziosa di p e tt e gol ezz i quello s piar s i conti nuo que llo s parlar e di tutto e di tutti, p e r int ende r e l ironia che Vie tar Hu g o m e tt e n e lla parola : borgh ese ... Quant e v olt e io. c h e pure sono ri vo lnz iouario p e r i s tinto u sce ndo da simili co mbriccol e lw es cla mato indispe llit.o: v i v a l'aristocra z ia C on Io animo in un ca p:tol o d e ll 'A/ d i l Alfre d o Ori a ni affr o n ta ccnte m voraneame nt e il pro bl ema d ella bor g hesi a e que llo d ella citt d i vro vin c i ; f c h e f ondo h anno molti punti di con t atto : delrn mhi e nt e prcvinc i a l e -e prec isa m ente d e n s o que s to y o Jum e m a l e d esc rizi o ni s o n o f a tt e c on ribe llion e e quasi r e puls.ion e L i n izio d ell'esame un Una citt di pro vinc ia una donna borgh e s e . in amb edue la m e desima disgusto s a dife tto s it una pic colezz a di forma rat trappit a dalla rachitide, una v ita inanime, una ma sc h e ra d irn p e rtin e nt e v nitiJ sopra un' anima sc h e rzosam e nt e imbecille. Inso mma p e r OI'iani l a d o nn a h o rl!hese -e i n fondo natura lm ente l a bor g h e s e non c h e __ il aborto d e lla no s tra civilt il c apola v oro del no s tro buon senso cristiano e d e lla nostra sa ggez za e conomica d e l l

PAGE 35

ti e a jilosofisrrw l ibe rale e delle rivoluzioni medievali e f -ancesi Ed e c co la ar.uta, t ormentata, intelligente, tal volta tropp;, ,:Gttile, d.e c)!li f a dd la donna borghese: Quando una donna abbastanza ricca per esse r e o:.iosa e colta per non essere brutale; quando la sua grazia arriva a contraffare l'dega nza e il suo a camuffarsi da i.deu; quan do la sua mente parla di ideali e il suo cuore di sentimenti, camt .un so rdo di musica e un giornalista di arte; quando si esta s ia con paradisiacn facilit in contempl:.ioni morali spesso co lo' rate di tinte romantiche e nega sen:.a comprendere tuUe le ari stocra:.-ie d:intellello e di cuore, o ammettendole le dileggia; quando insudicia calia ham del huon senso tutte le belle:.:.e della, poesia; quando. i SU.() i Fizi e l e sue virt rassomigliano u vizi e virt come la carogna di un leone u un l eo ne. quando la sua am:ma v ibra sotto le dita dell'amore, come una co rda di bucato ai colpi di uno dei pali che lo sostengono; quando il suo intelietto generoso quanto la bilancia di un mercant e ... questa donna una borghese Dal dettaglio passa ad una e. notando <;Iella pro,in c ia ,olo i difetti, 'c rive: ... veramente sarebbe difficile dire di che cosa viva una citt di provincia spesso senza iudustria n commercio n unive rsit: oziosi pa ele:.ione, operai troppo spesso oziosi p er necessit m.e rciai che si nutrono dei bisogni di questi e dei pro dotti di altri paesi in nessuno nemmeno il du.hbio che la 1 ita Alfredo Oriani rlebha essere una marcia ascensionale che fuori della c1lla si v i w c si cammini rlat: z :ero; ma se odono la musica d e lla m a r cia si mellvno spiritosamente alla finestra Si pu ob:ettarc c h e il mo do d ei romauzi di Oriani sia !Jor g h e,;e e c h e ie parole di G. H a propc5ito di Al di l :;i po ssono estendere a lutti i ti p ende nd \ auo della tine,;tra fra l'apertura delle i ritratti d elle ,.:tagioni g uardano annoiati dalle pareti i mobili d'acajou. e la gt .>te muove pt:rtnncmentc nel ciclc monotono delle abitudini, co'l una tale ll:J.Ilf rli e e <'he rim. 1""',ione t.! i n na e que.-t a :>terile ed affannata del:a ,i provinciale >'itnbolo J,.lla tragica rt'riodicit del la yita in g i ndnta dal Ori:mi co n l'occhi o assent i' t>d attllnito, c h e creer l'incanto dell e :-cene Ji Vorlice e di Gelosia. 'lelltJt Carrl:irci :-e!ta con }C" ligure dei ttmpo d' A.nnunzi o hlanJi,censi dei ormai stanco. Oriani tenta d i p e r 'eguitar!o ,. rli ccn il la anima. Cos appro frttHif -ndo l"e:::_ dei rotnanzi :;;, :::e!lte }:opposizione ideal e de]l"autore a; ""''; in que,.to particolarnu.nte l'Oriani P un ribelle. ;tel l a ;;ua ea;:i.tw d e ll:t "cciet ottccente"ca. E non bi;;ogut muaYi)!iJr.i dd :;uo ali'immoralit :, il quale nwle >'igni tic:lr,. ;;oprat!utto rilu llione alla m or:ditit borghe>e amante delle virt facili mu]it> ri co modi". :'it>lla n cwlla Viola d i con qumat pi proanalizzJ commenta la caduta dell'arisl,;ia a,eva fatto con l':tri s tcrazitL E d elinendn la diHr;;it delle cl:t:s i commenti!: ... l'aristocra:.i.a non ama e non la. t:ora, la borghesia lavora e non ama la. plebe a e lavora ... pere/t l'arist.(Jcra::.ia .morta, la borghrsia moribonda la plebe giownc. c ha danz n ti u s lUI. avz : entre

PAGE 36

D i p inl!c nd o la "oc 1 e ta co1ite mp o r a n ea, se mln a quasi coiHla nn a r e la v it tJ r i a h or;..:hese d e ll'89 : ... abb iamo d egli uffic iali che si arrl.wlan o p e r tr e nta scudi al mese ; d e i d e putati c h e s p ec ulano sul loro mandato ; d e i con s i glie ri comunali, c h e sorw camo rr ; d e i saloni . c h e paiono s ale d o s p e dale, d ove s i racc olgono tutt e l e an e mie del corp o e l e ti s i d ell'a nima Tutta, i a la h o r:-:h es i a a\ e v a aYuto una funzi o n e n e l R isorgime nt c, mn nn u f uuzi one qu a:;i co mpl e tament e n P;..:a tiv a lnfatt1 e lo a fierma n e cap. I de l l ibro VIII d e lla L u tta poli t i c a in --d opo i risultati d e l "tiO, un a politi ca m o d e rat a s'impo n e v a al' Ita l ia. p e r n on p e rd e r e in m cs"e rivo luzi o n arie, ma sc a rsamente p o liti c h e il f r utt o d i unn i c!i e d i m a rtiri o B iso;..:nava c h e r i s t into rivoluzio: n nno :'i ar. co n JaF .. ;e col mc.nar r h i c o per J : afTr,rz:.tre il gove rno italiano di . / ri v olu z ionari. indi s p e n sabili alle prime v ittorie d ive nla N/IlO '.adesso d' impa cc io e di p e ri colo Solo L a borgh e sia di e tr o la sco rta in fallibil e d eg l i int eressi nwte riuli p o t e z a e n trand o n e lla ri vo lu z ione, a sso darn e la base c regolari::arrz c il gool'rn.u l s uoi istinti comme r c ial i e d indu s triali a v r e bb ero mirub ilrn.Nll c asseco ndato d m o t o di unific az i o n e n elle l egg i ; l"abitud i n e d e l l' o rdin e a n ti ca i n e ssa. a v r e bb e c r e ato la nuo va. di_ciplina p o liti ca: la s ua c hiar ovegge nza finan z iaria a v r e bb e per messo n e lla n ecess it di un nuovo imme n s o d e bito il m e no di s a s tr o .'fp eserc i:.io di s p ese. P e r la bor g h e sia az, r e bb e v oluto na turalme nt e arri cchirvisi. Il c ont e th Ca vour lo compres e mira b ilrn cnfl.'. !.a su a prima p o l i ti c a int erna fu di se du z ion e ai b org hesi c di di rivolu:ionari. P e r pa s sar e dalla ri volu:.ion e alla o r ganizza:io n c era d uopo a cc o g li e r e n e l goFe rno il m aggio r nume r o dei pi forti int eressi: l' ese r c ito do v r e bb e fun :ionare com e un c r ogiuo l o a ssi m i la/.or e p e r le diffe r e n ze morali d e ll e m ri e pro r in c i e di s ciplinando ia tradi z ional e z : n s ubordina g h esi e di o stilit ai ri voluz ionari Per pa s sar e dalla ri volut escarne ntc, arre bb c f o rnit o un altro e s e r c ito d 'impieg ati pi m o bil i m eg li o ad e r e nt e al g o ve rno p e r c h cointe r e s s ato v i c om e in una a:i e nda c onun e rciol c Da questi du e corpi bis ogna v a tutti i ril'olu:io rwri c h e p e r al tezz a d 'inge gno o pu r e:z a dz. c arat t e r e o riott os it di s entime n t o non si con ve rtis se ro a lla m o nar c hia: o a ques ti irr ec on c iliabili inflig g e r e que l di s pre:.:o c h e t u/l e l e soci et hanno p e r i propri sc arti Il moto di condf!nsazion e intorno alla m o nar c hia riusc poderosam e nte Ecco l a funzion e po s it iva so lt a nto pe r la s ua n cgu tivit e mate ri a l e J e lla bor g h e3iu: ess:J n o n na f atto l a ri v olu z ion e itali a n a p e r c h ,;c a n c h e i rivoluzion a ri i sono nati p e r a gire hanno d on1to r i nneJ!arnt i p rin cq>ll e J u scrne . _II s u o t enta_ tiv o d i in ; i>ch iare il go \'erno co n i s uoi is tinti facendo gli fra l ahro, l a d'Af r ica p e r il so lit o e ricon osciuto pri n : cof10mic o. ma n o n politi c o l e coloni e !'el,!na no nn u,;cita n e l odanc1o s t a tal e, h : 1 r es o n e c e!'sana t.na nu ova r eazio n e rivolu z i onaria Il prol:l emu d c ila ritorna -p e r tronn e il s u o giudizio pi e quo p111 m aturo [HU c ompl eto dal lato i't c ri co, filosofico, po l itico n elle p ag in e d e lla Rimlta id eale. S to r i came nte-co m e Alfre d o Oria n i esamina n d capo_ VI d ella p urte J : Trwnfo f degmcl'l zi o n e indus triale:-l'a s c e n s ion e c la caJuta co l seco nd o impero napole oni c o d e ll a non l uscano dubbi; purtroppo !>ILI c h e fii caduta S I tratta d1 d e l!rad az:o u e p o i c h m entre prima dalla ;.:r ossa schina dei borghesi e r an o u > c it e figure di c ui il t e mpo sentiv a il b isog no, u o po l e m e dio cri t rium>ero e gu a lm e nt e e inutilme nt e a rappre:"entarla. Tut.ta la s ua n obilt int e ri o r e si era cons umata n ello s for: u 'delle g u e rr e na z ionali e n e lla c onquista d e lla lib e rt: la sua v ita ingigantita dall e fortun e d ell' industrialismo non seppe man t e n e r s i pari cd grand e compito traendo dal proprio fondo un nuo v o ide ale. Tutte l e ari s to craz i e dalla Gr ec ia a Roma dal m e dioe v o al tinascime nto c rearono am mirabil i tipi ... La b o r in vece v olle istantan eame nt e g odere; l a sua lar g h e::.a n e l gutare al popolo. i pril'il cg i s t e ssi p e i quali gove rna va., a.nzi c h d e ri v ar e da una ge n eros it ri ve l una d e bol ezz a e saur e ndo in qu e st 'opera tutto lo sforz o d e lla piccola borgh e sia c ontro l grand e : ques ta g io vando si di po c h e tradizioni d i magg'iore col tura e di una inn eg abil e supe riorit dello spirito t endeva. a for mar s i in ari st o c razia que lla, r o sa dall' idia infe rior e n e ll'aninw e n e lla v ita. s i ge tt alla t e sta d ella. moltitu.d i n e p e r in se g nar/ e l e prime r ivo lt e,' av v e l e nandol e tutt e l e c oncupis ccn:c. N e ssuna d elle du e aveva u.n solido cont e nut o di cla s s e e si seTItiva resp o nsabile dinanzi a lla id e alit d e lla s toria .. E a llora n infra ng e ndo tutto queHo c h e e r a r iu scita a c o struire o c h e av e va e r eJitato. c ol m e dio c r e sco p o di c on servare, e q u es t o n o n s ol o i n Italia, ma iu tutta l'Euro p a, c h e >emhra immi serir,.i s ull a fine d e l se co l o XIX. !\fa e r:; ;ci o i m ece la d e lla lwr!!h es;: L CESARE BOLOGNESl

PAGE 37

L "'" c;tuak ch ;1 g;udoo ;nd"" i sinagoga una s p e ci e di asciugatoio co i fiocthi negli angoli d e tto tal t. Il t a l t viene prima baciato nel mezzo poi a lzato sulla testa, infine posto sull e s pall e I rabbini invece, in segno di di s tinzione, o tengono s empre sul c -apo . A l ta/.t sono aggiunti due f'rontal-i, uno al braccio sinistro; l'altro a ll'altezza della fronte. l! f r ontal e del braccio, chiamato t e filn, c ons i st e in una pergame n a conte n ente quattro c itazi o ni biblich e foderata con un pezzo di cuoio n e r o a forma di c a ppelletto, da. cui esce una cinghietta di cuoio a nch 'e ssa che se r ve a legar e il tef r 'l in al braccio. A nch e l 'altro frontale con s iste in n a p ergamena con qua ttro ci ta zio ni bib l iche. per di formato quadro, c o m e q u ad r a l a f o d e r a di cuoio c o n c u i 'ie ne avvolto, prima di essere legat. o al l' altezza del capo Il rahbirio Mos Maimo nide nel suo libr o d etto H ajad prescriv.:: c h e i motti s ian o s e r i t ti s ulla pergamena con inchiostro fatto di galla: se una sol a lettera fosse scritta co n inch iostro di al t r o co lore, il tai t n e sar e bb e -profanato. Bisogna po i che le. l e tt e r e s i a n o staccate 39

PAGE 38

Propinazione Immolazione Introspezione l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l I l i l 'una dall'altra, siano scritte con la mano destr a e i quella parte della pergamena, c h e era a lla carne dell'a nimale. Occorre inoltre che i conciatori d icano all'inizio del loro lavoro: questa carta-pe cora serve per fare i frontali, poich se la pergamena fosse stata con c iata per a l tri fini i irontali n on avrebb e ro valore eli rito. G u ai infine se il con c ia to r e un cristiano e se l a pergamena cleriYa da animal e immondo. Pregare se nz a i frontali stimato dai giudei osservanti un grave peccato. I iron. tali sono oggetto di cu l to quasi id o latric o Essi so n o custoditi in borse foderate pi 1 olte g i acc h se pe r disgrazia un gi u deo li ia c ad e re a tern1 e g li deve digiunare a l m e no per un g iorno intero, a sua mortif ,ca zion e per qu e sto s egno infausto. L e donne in sinagoga usano in ve c e l e 1 es ti comuni seco nd o il costume del l o r o p a e s e Procura n o di t e n e r sempr e coperto i l capo con un a c uffia od anch e con c apel li pos ticci poich i veri capelli non debbono essere v eduti dagli u omini a pena di es ,;e r e dopo l a m orte, strangolate dalle l o r o rre cce. n ell'Interno. LA SCElTA DEl CIBI E n o to c h e i g iud ei osservanti sono estr e m a m ente scrupol osi nella scelta dei c ibi poic h molti ani m ali, primo dci qu a l i il s uino sono agli ebrei proibiti dalla L e g ge, com e s i pu veder e dal Levitico (c. 1 1) e da l D euteron om i o (c. 14). I gi ud ei s'astengono pure da l grasso di _carni bovine e ovine e da qualsiasi sangu e di animale. Pe-r non ingerire la mimma parte di sa n g u e loro costumanza scannar e l a b e stia con un rito assai cr. uclele rito .ch e perci stato eli recente vietato. Lo. scannatore elet t o scioch e s, dev' esse r e s c e lt o e approvato dal rabbino, e amm e sso soltanto dopo il pi m e tico l oso esa m e II coltello da scannare dev'essere affi!;,t o alla perfezione, e d prescrizione dei rabbini c h e ne sia provato il filo con l'a nnlare prima dell'nccisiOJle. Se l 'animal e non scannato in m odo rituale, g li ebre i l o chiamatio m01't-icin.um, c non s i ciban o eli que ll a carne, r itenen do l in fetta. Scannato l'animale, lo sc ioch es esamina a ttentam ente l e interiora e se viene. trovato. in esse q a l che difetto, l a carne chiamata nebela h cio cadaverica, ed proibito m a n giarla. Nell'Esodo, a l c. 23 vieta Iddio ai g iu dei di cucinare il capretto col latte p ropri a madre: non c oq u<;s haedu m cum lacte matris s uae I giudei interprc.tano queste parole, intendendo per capretto l a c arne in generale e pe r latte il formaggio, per c ui i rabbini v .ietano che si mangi l a carne prima del formaggio. Anch e su l vino i giudei hanno molte s up erst i z i oni. Se non stato fatto da eb r e i od anche se qualche non giudeo lo avesse so l o toccato, vie n e chiamato v-ino n esoc h c i o off erto agli idoli, e molti rifiutano eli h e rl o In quanto al pane, l e donne g iud ee c h e lo impastano, usano cavare un pezzetto eli pasta e gettarl o nel fuoco, dic e ndo dalab, e temono d i morir e, in caso eli trasgression e a ta l e pre cetto. G

PAGE 39

-l l l l l l l l l l 1 1 l l l l l l l l l l l l 1 1 B I N O COMPIE I RlTI PRESCRITTI DAI COSTUMI EBRAICI PER LA MACELLAZIONE L'i ntrospezione continua Meditazione n sacrifici o comp iuto l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l l IL SONNO E SOGNI Quando i giudei si coricano, secondo le prescrizioni dei rabbini, non dovrebbero tenere i letti col capo dall'Oriente all'Oc cidente, bens da Aquilone a Mezzogiorno. Il Talmud insegna (trattato Bearacht, Capitolo :l ro) che un giudeo che sta set te notti senza sognare nulla, empio e scellerato. I giudei si dnno gran da iarc, nell'in. terpretazione dei sogni. N ello stesso trattato Bearacht, molti rabbini si diffondono per lunghe pagine sul significato dei sogm. Se un giudeo fa un sogno infausto, gli prescritto il digiuno per il giorno se guente. Se tale sogno avviene d'estate, durante il riposo pomeridiano, il digiuno obbligatorio fino al giorno seguente, n pu rompersi prima della stessa ora in cui s' sognato .. Gli ebrei osservanti usano, dopo una notte apportatrice di brutti sogni, recitare. la seguente formula stamQata in vari ri tuali giudaici: Signore io sono tuo, e i miei sogni sono tuoi Ho sognato un so gno. e non so che cosa sia Tanto ch'io abbia sognato per me, quanto che altri ab biano per me sognato, se i sogni sono buoni, corroborali, come i sogni di Giu seppe il casto; e se hanno bisogno di me dicina, medicali, come medicasti le acque amare per le mani di Mos nostro mae stro, che sia in gloria. E come sanasti le acque di Gerico per le mani di Eliseo; e come Naaman dalla lebbra; c come Ezechia dall'infermit; e come convertisti la maledizione di Balaam dal male in bene: cos comeni miei sogni in bene. e in benedizione:>. E' noto che ai giudei non permesso digiunare in giorno di sabato. Per cagio ne dei sogni, tale digiuno per consen tito, c in tal caso, obbligo del giudeo digiunare pure la domenica, in penitenza del digiuno del sabato precedente. Il rabbino Josef Caro, in un suo libro intitolato Sulchan1zaruh, di cui molti si senono per norma dell'osservanza della Legge, essendo un estratto di tutto il Talmud, dice testualmente: E' lecito digiunare nel sabato per causa del s
PAGE 40

'i ART E PSICOLOGICA INVECCHIAMENTO DELL'ANIMO t"h <..ne;, c 1uando guc::.ti patti 1miLl\ano cos i a natUra, e pna imit :uc. td hanno imitata gli antichi onde una s imilitudine d'Omero semp!!rissim.t senza spasimi e senza svenimenti e un'ode d Ana(feonte, _vi destano una folla di fantasie t vi riempiono ia mente e ii cuore senza paragone pi che ctnto mila versi sentimentali; perch gui, i parla la ;:utura; _:-. e qui parla il poeta : e non si avvedono che appunto questo -grand' ideale dei tempi nostri guesto conoscere cos ..:r:::. :: .. :--:-. -.. ; ,t:mc d c uor nostro gucsto a n al izzarn e prtvedern e. d istinguerne uno ad uno tl)tti i pi minuti affetti, qu e sr'art insomm a psicolo g ica dis tr ugge l'illusione senu cu i ncn c i sa r poesia in semp1terno. dis t rug g e la gra nd e zz r cltl l ':mimo e delle azioni c he menrre i' uomo (preso in grande) si ali emana da gul la puerizia in cu 1 tut w sin:.;c l are e meravi g lios o, in n1i i'immaginazione par che non conini, da lju elb puerizia che cos era propria del m ondo a tempo dgli a ntichi com' propria di c i asGm uomo :1: suo t emPG, pe rd e la C !Pacit.. di esser sedotro, dive n ta ar tificio s o e n;alizioso. non pi palpit are per una cos a c h e rcno sce 'ana, ode tra l e branche: della rag ione -:: s;:: an c he pai pi m (perchi Il otor 1/0J/rr; 11011 c.1ngiato ma /,1 ,;;eJ!I e .rofa ) gu est a b e n tdetLl m u1te gii va a r icorda re: i stcreti d i guesto palpito, e svanisce ogn 'ispirazione, .i V:1-ogni poesia; e n on si andono c he s' perduto .il iin t : ilaggio della e c h e qutsto se n t imentale non (: altro c h e J'invec c hiam t n w ic iLinJmo nostro, c non c i p?r net te pi d i p
PAGE 41

questionario Ur.11a. 11-w. p,o-a.ta. eU "J. rl. Alla collaborazione degli scienziati europei della razza dobbiamo aggiungere questa lettera dello scriHore George Sylvester Viereck di New York .. Egli ci ha scritto: Vi ringrazio della v .ostra gentile lettera. Io non mi considero un esperto in cose di razza e sono desolato che le mie opinioni non coincidano con le vostre. Dichiarai le mie idee sul. problema ebraico in una rivista chiamata Today's Challenge delle quale mi prendo la libert d'inviarvi una copia. Vorrete notare che io sugge r!sco una triplice soluzione del problema: l) Gli ebrei di razza e gli ebrei assi .. milati, i quali si considerano ebrei e non Cibbiano nazionalit, dovrebbero andare in Palestina ed essere considerati stranieri in tutti gli altri stati. 2) Gli ebrei assimilabili J:;Otrebbero trovare asilo in Russia .. 3) Gli ebrei che sono assimilabili e che sono stati assimilati e vogliono essere assimilati, dovrebbero essere assorbiti dalle de mocrazie occidentali e dalle loro colonie. 4) L'intero problema dovrebbe essere risolto da una commissione internazionale, r:;ossibilmente sotto la presidenza dell'ex Re d'Inghilterra e dell'ex Presidente degli Stati Uniti, Herbert Hoover. '.Eo e ootq,o-Giuseppe Grieco, da Vico Equense: Lasciate che vi esprima la mia delusione nel constatare che Ira tanti che collaborano al Questionario, nessuno ha saputo ancora parlare di Leopardi da un punto di ;ista poetico o quanto meno italiano, nessuno che abbia affrontato la questione del Cinquecento, raffrontando i testi antitetici del Leopardi e del De Sanctis. Eppure bast a aprire lo Zibaldone e la Storia della letteratura italiana per capire la questione che poi la questione di tutta la ostra etteratura. Possibile che nessuno l'abbia iatto? Allora vuoi dire che il Vostro invito caduto nel vuoto? lo non ci so credere. Io ho fiducia nella giovent studiosa del Lit t orio. Perch alirimenti sarebbe meglio non ;;arlarne pi della poesia. E noi ne dobbiamo parlare. Noi ne parleremo. Perch !'Italia senza poesia io non la so concepire .. Perch l'Italia senza poesia non pu esisiere. Perci, tanto per cominciare, questa volta io voglio parlare di poesia, solo di ;::cesia, nient'altro che di poesia. Al diav olo borghesi e filosofanti. Io voglio par lare solo per i poeti e per quelli che sanno ancora comprendere ed amare il miracolo della poesia. Perch bisogna amare, ardentemente amare la poesia per ccmprEilnderla. Se no, non ne capisci un cav olo. Tutte le estetiche di questo mondo non ti faranno comprendere quattro versi di Leopardi, il divino Leopardi. Anzi, a pro;::osito di Leopardi, voglio ricordare il suo J:ensiero espresso un po' dovunque nello Zibaldone, che la vera poesia non pu es Eele com>:resa che dai veri poeti. Non dai critici -dunque. Si chiamino essi De Sanctis o Momigliano o che so io. Per ragionamento non si arriver mai a Dante. Ma come pu, di grazia, un piccolo critico in casellare Dante nel suo sistema senza ri durlo alle sue minime proporzioni, senza snaturarlo? Da ci la necessit di libererei della critica J:;i o meno estetica come anche del cosiddetto storicismo dei manuali di filosofia. Noi la dobbiamo finire una buona volta di guardare i nostri grandi clas sici attraverso i miopi occhi dei critici. Leggerli all'italiana dobbiamo, voglio dire da poeti. O che non la patria della poesia la nostra? Io, per esempio, -e lo dico apertamente anche a costo di far arrossire la mia modestia -quando voglio leggere uno dei nostri grandi poeti, me ne vado tutto solo col mio poeta per la campagna solitaria dove non c' rischio d'incontrare la prosaica pancia d'un qualunque borghese. (Quanti ce ne sono per le strade di cit t! ) Tutt'al pi J:Osso incontrare la maschia figura di qualche contadino o la schietta bellezza di qualche giovane contadina. E a proposito di donne io voglio dire che raramente in citt ne ho incontrate cos belle. E la semplicit dove la metti? E la naturalezza? Queste giovani contadine tu ie riconosci subito della nostra terra, vale a dire della nostra razza. E ti fanno innamorare solo con un sorr!so, non ii dnno del lei e sono umili, come la nostra terra, e non conoscono Malthus n letteratura demo-ebraica dell'Otto-Novecento. Ma le .altre, le cittadine? le istruite? (stavo per dire le borghesi). Quelle a cui se domandi di Leopardi ti rispondono presso a poco cos: Oh, il poeta del dolore! Ma cos malato e infelice, poverino, che poteva cantare?. Io invece ho sentito degli autentici contadini e degli autentici operai che nelle eire libere avevano potuto leggere un po' di Leopardi, parlarmi di lui come si parla solo dei santi. E non mi facevano questione di pessimismo e di dolore, n mi facevano l'analisi estetica di ci che avevano letto, per grazia di Dio! Quale dimostrazione pi chiara dell'italianit della poesia -gran dissima poesia -di Leopardi? Ed ecco anche dimostrato chiaramente il concetto di immaginazione -ed anche di poesia -volgare, che a Grifo sembrava, chi sa perch, strano. Poesia volgare, cio poesia del popolo, del quale esprime i sentimenti pi profondi e pi vivi; poesia che colpifce direttamente l'immaginazione di questo fanccullo --sospeso tra il mistero della n;:.;scita e quello della morte -che J'uodivma creatura, che porta impresso nella pupilla il marchio di Dio. Ora -t;;co:mdo un. problema di scwt tante attualit -si pu dire altrettante della lirica mderna, cosiddetta ermetica? !..:; -e si badi bene che io non faccio c;.uestione di forma, ogni poeta essendo per !'!",e di esprimersi in quella forma che, crede pi consona al suo genio -ho !<:r. lato di portare anche questa poesia ne! popolo, ma ho dovuto purtroppo constatarE l'inanit dei miei sforzi tanto tenaci quante disinteressati, anzi disinteressatissimi. Que sto popolo che mi aveva dato segni non dubbi di sar.:er ancora comprendere Dante. dinanzi a questa J:Oesia restava freddo, in sensibile. Anzi sembrava domandarmi: o perch mi ammanniscl questa robac. .ck:'( Non mi conosci abbastanza? O che questo? E l'Italia dov'? Ed .. da molti studenti di mia conoscenze: ho avuto le stesse risposte. E si ha c:nil coraggio di gabellare questa poe sia per italiana e fascista? La grande massa del popolo !ontar.a. anzi lontanissima, anzi addirittura agli or. tij:odi della congrega degli ermetici. E qu..:;ndo un movimento, sia ietterario, non ha dietro di s il popolo cosa morte. un vuoto fantasma che presto s i dileguer senza lasciar traccia dure';ole nella r.azione. Luigi Stampacchia, da Roma: Ho letto la tua risposta ad Amedeo Tron. '"i, rrei che mi dessi tu un consiglio. b l"!on so come fare J:er leggere tutti qu.o: iib:i c!":.(: tu ici di cercare. Sono un piegato e ho moglie e un figlio P e r ccm p;l.lle qualche volta il Tevere, quando c e il grassetto di lnterlandi; una volla la se: limana Quadrivio. e ogni quindici giom: la Razza, devo fare sacrifici. Come fare pe' comprare libri? I libri costano troppo. Ora dico, voi pubblicate articoli su Vico, su (;u:;,co, ne >:ariate spesso; perch di que ,;li ue e di qualche altro, secondo il vostro criterio, non pubblicate, come fate per lo Zibaldone, dei pezzi originali? O meglio che io non compri pi niente, non compri pi la Razza, n Quadrivio. il Te vere e ogni tanto compri, invece, un be! libro di quelli che tu consigli ad Amedeo Tron? Ma 1:.! dici che la cultura non conta la cultura degli enciclopedisti, non la' Civiit, perch dovrei allora comprarli? Ma che forse i libri di Cuoco, di Vico, quello i P. Ducati hanno qualcosa di comune con i poemi omerici giustamente, come tu ciici, "poeoi d'immaginazione? ia da cteft' immaqiMtCMUO.flllf!l Stampacchia ci fa una domanda, alla quale abbiamo, in sostanza, altre volte risposto. Noi non amiamo la cultura, perch questa per eccellenza il frutto della decadenza. Quando volete rendervi conto di ci, ricordatevi del detto di Vico, che cio la sapienza di Platone era gi tutta piovuta nel petto di Omero. In quel modo, cio nel cuore del poeta, e di ogni specie di crea tar&, la sapienza una virt implicita della creazione. Ma quando diventa esplicita di-

PAGE 42

sciplina del sapere, sterile, non serve al fare. Quando la sapienza di Platone non. era a:1cora nata, perch era soltanto tutta cuore -:lrnerico, la Grecia fu grandissima. Cre opere al cui paragone possono stare solamente quelle del nostro Rinascimento. Cre il pi grande poema dell'umanit. Cre H volgare greco. Cre la prima patria del mondo. Non solo fece parlare greco fino e lle colonne d'Ercole, ma col volgare greco, cre quel modo d 'immaginare e fare, da c ui nacquero tutte le opere della civilt greca. Quella u la prima civilt classica. Abbiam o gi avuto occasione di ricordare che le arti e in generale il fare derivano -dalla lingua. La lingua il primo modo di concepire e fare d'una nazione. Di dar corpo alle immagini. Le arti fanno pla:;tiche e v isive le immagini della lin gua. Questa e le arti belle ci fanno senlir e e vedere la musica interiore d'una na-. zione. Ma la lingua non solo il seme delle e rti belle. E ssa racchiude il totale modo d conce;:..;;e e fare d 'una nazione. Es s a d fC!::1ct al costume. E quando abbiamo detto il costume, abbiamo deito tutto il campo dell'agire. Quindi anche il modo d i vivere e agire frutto dell'immaginazione. Quando invece la sapienza si separa dal clo r e dell'uomo e diventa una disciplina, accade quel che accadde anche col pi poetico dei filosofi Non ci propose Platone di metter e in comune le donne, in una rer:ubblica governala dai filosofi? Ecco una re J::ubbli..:a che non ebbe mai uso, come diceva Vico Mai costume. Eppure Platone e d ii S O maestro furono virtuosissimi. la filosofia e moriva la Grecia. Perci non s era mai tanto parlato d i virt, quanto se ne parl allora. Perch la virt e r e fini;([, v i furono eroi della virt, come S:.;cro te. :.c filosofia crea il problema morale della v i r t .J, il. dramma del pensiero-azione; ma la vFr.::t virt un modo d i vivere, nato prima della filosofia. La virt filosofica vuole insegnerei ad agir e, senza t ener conto che la virt sono g l i dei, che nascono nel nostro cuore. Con sidera i'azione un dettato della coscienza morale, senza tener conto che il motivo dell'azione immaginativo. Perci moralista e ineroica, anche se arriva all'eroismo d t Socr ate. E un eroismo aristoatico, quello d i Socrete, a differenza dell'omerico, che volgar e e comunicativo. Questo crea le virt r:azionali, partendo dall'immaginazione; l e tragedie della moralit, in tempi di decadenza. T;.;ttc.cci perch la ragione comprende v r.cn r-u fare. lkn pu crear opere e non pu nem !!". (no la maestra dell'agire, sebbene s'occupi tanto della virt. Se ne occupa tanto che, senza nozione di ci che spetta all'immaginazione, tende a ridurre il mondo a un modo di essere e di pensare. A pensare un modo di essere ed a volerlo mettere in atto. Le pi grandi tragedie, e la pi grande di tutte, la rivoluzione francese, derivarono dal voler mettere in atto il pensato; perch la ragion riscalda la volont, crea i rm:iocini attivi e furenti, ed all'alto pra:ico che c i fa vedere la sua impotenza. Quando cvremo capito questo, finiremo di prendere a modello di vita la decadenz a greca, come hanno fatto le 1;1azioni filcsofe dell'Europa; e capiremo anche per dr l 'Europa nata decadente. 44 Ed ora che posso rispondere a Stampccchia? Che Vico e Cuoco ci servono a -tener conto dell'immaginazione. E che l 'archeologia di Ducati ci fa apprezzare i p1u msigni monumenti dell'immaginazione antica. So! che dell'immaginazione non basta tenerne conto, per rifl .essione. Se l'immaginazione ci serve solo a riflettere, ci aiuta poco. Ma l'immaginazine parla alla natura, perch essa stessa natura. Per occorre che noi abbiamo natura, per sentire il suo discorso. E l'aver natura non dipende dai diritti dell'uomo. E una grazia. L'abbiamo noi questa grazia? Le opere del Rinascimento dicono che l'abbiamo. Ma san passati pi di Ire secoli. Secoli di decadenza. Eppure ora siamo rinati. Non abbiamo cambialo natura, non abbiamo preso quelic degli europei, che pure ha minacc:mo per tre secoli di assimilarci. Ci deve elsHe dunque una vena sotterranea, che ha alin.entato la radice del nostro essere Cc:1siderate che noi parliamo ancora il vol,we latino. Studiate le vicende della no -5:ra lir:.gua, e ritroverete in ess a le vicende stesse della nostra nazione, la storia del nc:&!:-c modo di concepire e fare. Cercatevi i nostri recenti difetti, per capire la capacit che o r a ci occorre. Questa non la pi difficile strada, per studiare la storia; ma coduta in desuetudine. E pi facile, comodo, sbrigativo, andar cercando idee, concetti e raziocini perch ci siamo assuefatii a questa specie di ricerche. Dobbiamo invece ritrovare la via dell'immaginazione, che quella della grandezza. Cominciamo dalla letteratura. Cominciamo a capire un'opera poetica dalla sua lingua. Comincino a dar l'esempio i nostri collaboratori. Prendano per guida Vico e Leoparcti, e vedranno che cosa si deve cercare nel linguaggio. .s4 a.e-'1-CJ.e, ea (do oo#a Arri Go ci comunica che il suo vero nome Arrigo Goi. scrivendoci, fra l'altro, da Cossato: Approfitto della cortesia e della chiarezza con cui rispondete a vari quesiti e domande, per chiedervi una spiegazione, che spero non vorrete negar:mi. Ripeto che sono alquanto ignorante, e quindi non vi meravigliereie della cosa che vi chiedo. D 'altra parte giusto che per apprendere qualche cosa, debba avere delle spiegazioni, chiare, facili comprensibii. Ho notato che, da qualche tempo, nel questionario dei!a vostra rivista, vi sono vari lettori che scrivono, spiegano, discutono pi o meno chiaramente, di filosofia. Visto che per questa, tanti s e la prendono a cuore e calda, vorrei sapere anch'i o che cosa la filosofia, se serve nella vita, se serve al progresso, alla civilt, alla storia, e pi che altro al benessere della Patria e quel che interessi alla difes a della razza. Vi possibile. rispondere succintamente a tutte ci? Da quel poco che ho capito, mi pare che' nelle scuole non si insegni la filosofia con ordine, ma si anticipi a questa, l'insegnamento del pensiero delle teorie e delle tesi dei vari filosofi e la storia di essa filosofia. Questo a mio parere non giusto (non so nulla di filosofia eppure ritengo gi di fare apprezzamenti; espongo semplicemente il mio modo di. pensare e Vi prego di scusarmi). perch errato far 'palese allo studente il pensiero di Tizio o Caio prima d 'insegnare quello che questa filosofia. Cosl scrive Goi. S'egli vuoi sapere che cose e a che serve la filosofia, e insomma, che ne pensiamo, rion ha da leggere aitro che la ri sposta, che abbiamo dato a Stampacchia e quant'altro siamo finora andati E se vuoi sentire anche, l'altra campana stia ad ascoltare ci che: adesso gli dir6 Alberto Pozzo. dellA, f-ito-a.o#a Alberto Pozzo, da Novara: Seguo da tempo questa rivista. Quando ne vedo un nuovo fascicolo, mi istruisco prima cogi articoli dei normali collab0 rotori; poi, con interesse tutto speciale, passo a leggere il Questionario. Ed di questo che desidero parlare. Dico subito che il vedere tanta giovent studiosa dar prova di vero amore per i problemi dello spirito cosa che grandemente consola. E s e, cimentandosi in questo are r.go, molti si stancheranno e resteranno per via, in assai maggior numero che se ogni possibilit di cimento fosse mancata, saranno coloro che in queste prime armi avranno sentito nettamente sorgere nel loro intimo la vera vocazione allo studio della filosofia. E questo un gran bene. Attenti per che io dico: studio della filo sofia e non studio della storia della filosofia. Si conosce la storia della filosofia quando si sa citare, nelle sue grandi linee e senza lradirlo, il pensiero di quei filo sofi che hanno determinato, volta a volta, nuo vi orientamenti delle idee umane. Si sa d i filosofia soltanto dopo che, per essersi n u triti delle opere di quei filosofi ed averle una dopo l 'altra, ben digerite, si riuscit i a farsi come una propria filosofia. Che sar magari, pi o meno quella di Tizio o d i Caio ma che, per essere passata con al tr e al ben preparato vaglio del nos tro particolare intelletto, avr pur sempre que l tanto di personale carattere che perme t t e di dirla nostra. Dico ques to perch, pur ammirando l a baldanza e la foga con cui gli occasiona i collaboratori della rivista saliano in campo non vedo come a: venti anni si possano esprimere recise sentenze di liberazione o di condanna, di Platone o di Aristotele, d i Epicuro o di Zenone, dei tomisti o dei cartesiani, di Spinoza, di Kant e gi gi s i n o a Einstein, il quale ultimo non credo pra ticasse filosofia. Non conosco che un solo caso di matu rit filosofica giovanile: quella dello Scho penhauer che a 26 anni pubblicava la sua grande opera: Di e W el t als W il! e un d Vorstellung._ Ma a quell'epoca della sua vita egli civeva gi studiato a fondo, sui testi originali greci e latini, tutti i filo sof i dell'antichit classica; Descartes e Male branche, Spinoza e Leibnitz che subito seguirono: indi i pre-kantiani Locke, Berkeley, Hume, e poi, riga pr riga, il sommo Kant. Non dico che questa sia la ricetta p e r diventar tutti filosofi : credo che filosofo pri ma si debba nascere e poi si possa dive n iare. A Schopenhauer la ricetta riuscita presso altri, anche sommi, pu non riuscire. Cito ad esempio Goethe il quale alla suCJ Weltanschauung non giunse certamente per questa via, perch egli stesso racconta, in Dichtung und Wahrheit .come, per quan to era dato a lui di comprenderle, tutte l e filosofie gli sembrassero ugualmente buene: da filosofo nato, egli giunse alla sua particolare visione del mondo per vie sue proprie. Ma per ognuno essa vale almeno per quel tanto che occorre a metterlo in

PAGE 43

coiidizioni di onestamente .giudicare dei problemi dello spirito. Si riJ:.orta Aristotele su quel trono da la moderna filosofia iniziata dal De scartes l 'aveva fatto scendere dopo quasi due millenni di regno: egli era veramente Colui che sovrq gli altri com'aquila vola. S1 bandisce St;i ,inoza dal consorzio civile tanto che a me. par di sentir riecheggiare quello Scialar qJe, nella sinagoga di Am squillava al popolo eletto l'ostrac;sr.J.o dalla c6munit ebraica di un perce>lso e perverti'cre fabbricante di occhiali, ;en e metaforici. Ed a cominciare dal De ; carles, gi gi sino a Hegel, pare che c i1essuno possa :;alvarsi -G. Bruno una seconda volta -se non G. B \.iic.o. A i dieci comandamenti proprio il caso di aggiungerne un altro: Xl: non esage-1 are.. E sopra ogni cosa non esagerare n e! tono di inimicizia quc;nC:o s i par!a d t coloro da cui si dissente, anche se si d i ssente a ragion pi veduta di quanto so :e nti volte non appaia. Si pu s dissentire dd meccanicismo del Descartes, ma come non riconoscere a co::t ui il merito di aver rotto per primo quella Jreve cappa di piombo che la Scolm;tica sneva allora su iulte le meningi umane? Filosofia voleva c: essendo basata che s u un'ipotesi, man. c-: d1 ogni certezza che essa corrispond:::1 alla realt delle cose anche nello stess o mondo fisico. Non v' quindi nulla che au torizza a servirsi della teoria della relativit corr.e di arma contro la metafisica del tempo e dello spazio. Ma eli questo ed altro -di cui non credo si possa far respcn
PAGE 44

Ma carne mirare e colpire giusto occorre una adeguata preparazione, cos necessario che i giovani si preparino seriamente anche per questi ludi culturali per cui sembrano sentire tanta attrazione. Jt te-myw. della Siamo grati ad Alberto Pozzo di questa clacida e chiara difesa della filo sofia. Per a lui va r icordato il suo undecimo comandamento. Il paio dei grandi ebre. scacciati dal tempio dei farisei? Ecco. vedete. questo considerare Ges Cristo un grande ebreo e un sar filoso fico, ma privo di alletto. quell'affetto che s i chiama religione e ci dice che Cristo divino. Ora quell'affetto ha creato una civilt la terza civilt del mondo. il RinaMa la filo sofia che ha creato? Noi oggi s i a .mo a parlar di queste cose, :::erc h nel 1637 videro la luce i Discorsi del Metodo; ma che successo dal seicent o, diciamo pure dalla riforma protes t a n te? E nata e d cresciuta la filosofia europa. Ha prodotto una civilt? Questo il punto, caro Pozz o Un punto decisivo r:;er capire che cos' l'Europa. Che cos' inv&ce l'ltaiia Che cosa inter.diamo civilt? E l'Europa la civilt o una sua rifles sione? E che vuoi dire la riflessione civilt? Demandalo alla d cadenza greca. Q u ella l'epoca dei grandi filosofi. La filosofia. come l'arte. un bisogno :lei temJ:o. Quando l'uomo ha esaurito la forza interiore, che ci vuole per immagi r ,are e creare. allora r ifle t te. Questo il della filosofia e della decadenza. Fiatone e Ari s t o!ile ebbero campo di con siderare le pi grandi opere dell'uomo, per::i fu cos grande l a loro filosofia, ed assamma ancora tutte le filo sofie successive. Perci furono anche i pimi filosofi dell'immaginazione e d e l fare poetico e politico, e possiamo dire i soli, perch la riflessione europe e comincia cos: Dai giornali s i apprende che :1elle scuole elementari sar messa la radio. Non so se si a ancora il signor Salvucci a s crivere, ma certo che lo scri 'Jente dimostra di non aver mai sentito par k u e di scuola e l e m entare e di non aver !noi ]:.or la to con un bambino delle scuole da almeno 5 o 6 anni, cio dal :<>.mr:o in cui l a radio nelle scuole cos C.:iiiusa che non s i pu concepire un ragaz>. E queste parol potrebbero togliere ogni timore. a chiunque; ch sono italiani. amanti della scuola italiana. quelli che le hanno scritt e e nulla hanno a che fare con l'ebraismo morale o fisico. Ad ogni modo invito lo sfiduciat o che raccomanda la rigoros a selezione nei radio-programmi delle scuol e ele sioni. All'inizio dell'anno scolastico, come da ti di vista. vengono destinati alle trasmismentari ad ascoltare la prima radio-trasmissione dell'anno XVIII. Credo che vorr poi cono_scere i volum101 li delle radio-trasmissioni e allora si render conto che tiguardo alla radio scolastica giunto molto lardi con certi consigli. S.: buoni consigli potr dare quando sar giunto a comprendere quel che la radio scolastica di oggi, I'E.R.R. ne far tesor o come fa tesoro della collaborazione di tuttcJ la famiglia magistrale italiana. Cos risponde .la camerata Marang elli alla lettera, che ci era stata inviata d:J Roma da Tito Floriani. La Nlarangelli parla per diretta esperi en za ed -superfluo aggiungere alla sua calorosa e particolarissima testi monianza. Per quanto ri sulta, certo che i ero grammi della radio sono anno per elaborati da un ufficio e da una commi:;. sione dell'Educazione Nazionale. E di a uc-. sta commissione fanno parte esperti d e l'insegnamento e delegati del P.N.F.e dei la G.I.L l programmi sono elaborati ic. modo che collimino con le materie d 'in s0 gnamento. La musica quella degli patriottici e dei canti della Rivoluzi o r,c tramandati cos alle pi giovani generoz i0 ni. Quest'anno saranno inoltre date m u>:che di Donizetti, Rossini. V rdi. scelte 1" modo adatto al sentimento di cos asccltatori. In fine, l'esecuzione dei pr o grammi affidata a un ente. che dipe;; de dal Ministro Segretario del Partito. Ut4 eltlWe. d i M. Cioli, da Roma: Un giornale del cl e ro, approfittando d't:,, errore materiale, contenuto nel mio orik lo s u Bernardino da Feltre, trae motivo v : che la lotta agli ebr ei, n ecesson-_, ai tempi del Beato. non lo sia pi cg Ora io domando se ia lotta che gli ebe f c.nn o ancora alla Chiesa sia meno pe: colosa di quella che conducevano una ve : ta. Certamente no, perch dall'illumini sr:cc. in poi l'opera di disgregazione cattolic o stata condotta da ebrei e massoni in m o :. continuo e progressivo, e purtroppo, coi p>: v isibili risultati. Cos scrive Cioii. Ma la sua domanda superflua, quel giornale ha gi ri sposto d i essere d c l a parte degli ebrei, anche se santi e b ee, ti sono stati dalla parte oppos ta. Ed una ritorsione. Cicli non deve d : mandare. Deve ri spondere. Rispondere .-', un errore, e d o b b iamo rispondern e a ncic r. o i. Dire che ricorre l'anniversario della mc-c te d i Bernardino da Feltre, quando ric orr e invece la nascita, un errore, che chi se: ve di ques to argomento non deve commctere. perch respon sabile dell'esattez7.' d i ci che dice. Certo la nascita. sostiiui t. a: :1 morte, non cambia un'acca alla ragi o n e di quello scritto. N la data di nasci:: dei santi e dei beati motivo dello le d-: che abbiamo in essi. O della lede che no avuto i cristiani di tutti i tempi. E an: tutta epica la storia del sentimento cri stic: no. Ma noi non siamo n epici n pov er> di spirito. E non per noi il regno dei cie li. Noi siamo invece colti. La cultura e l o cronologia custodiranno la tua lede. S e tu avessi detto non essere nella guerra a g!: ebrei la verit della fede di B ernardino, d k r agione avrebbe avuto di spararti il f ucil e puntato della cronologia? E se avessi detto che Cristo era dalla parte dei capitalisti7 Che dio Inglese? Che il tomismo ideali sta? Non si tratta dunque di errore mat e riale, ma di questione della vera fede. Stampatori: Societ Ano::tima Istituto Romano di Arti Grafiche di Tumminelli & C. -Citt Un iversitaria -Roma

PAGE 45

\ I\SS1CURAZ10N1 Troppo spesso l'uomo. che l'artefice di tutto ci che di grande si crea e si costruisce per una sempre pi alta e perfetta civilt, trascura se stesso; non riflette che il suo fisic o si logora col tempo e che molti morbi lo insidiano. Non pensa. cio. ad esercitare un controllo sulla sua salute per evitare il male o per combatterlo tempestivamente. L'Is ti tuto Nazionale delle Assicurazioni. con la sua lunga esperienza. esercitata particolar-mente attraverso una costante osservazione s u di migliaia di suoi assicurati. ha rileV>ato da tempo la grave incuria e si determinato creare una speciale e vasta S organizzazione sanitaria atta a propagandare la pratica della llol"oir:!V'Lw.e l IJ JPJntiEVJEN1rU\V l \ ., ,, \ N con vantaggo della sanit della razza e con riflessi benefici sul conseguente prolungo- ...... s mento della vita. o n o cos sorti per opera dell'Istituto, nelle diverse regioni italiane, t .. numerosi i \ 'lriRUl attrezzati secondo 1 pi moderm dettami della scienza e diretti da valenti medici e lY- specialisti. . Roma, Tonno, Bolzano, Padova, Trento, Venezta, Tneste, Bologna, Ancona, Napoh, Mes-sina, Palermo, Caghari hanno gi in eser cizio quesh Centri. Li avranno fra breve Genova, Firenze, Bari, Tripoli ecc. ecc. Oltre a questi Centri funzionano pure dei Sub Centri Sanitari e numerosi Consultori. JIBJENJEJFJ[C[H offre questa Organizzazione, che diventer sempre pi estesa, agli asstcurati dell'Istituto? Z.._ -. E . .pal. eco 1 pnnct 1: .. Visite mediche periodiche gratuite per il controllo della salute a tutti indistintamente gli assicurati; e Concessione di un buono di visita meica gratuita O
PAGE 46

In tutte le parti del in_ondo, attraverso una grande e perfetta organiuazione, giungono l prodetti petroliferi incessantemente parfezio_pati nei pi modetni laboratori e istituti di ricerche