USF Libraries
USF Digital Collections

Difesa della razza : scienza, documentazione, polemica, questionario

MISSING IMAGE

Material Information

Title:
Difesa della razza : scienza, documentazione, polemica, questionario
Physical Description:
Serial
Publisher:
Società anonima Istituto romano di arti grafiche di Tumminelli
Place of Publication:
Roma
Publication Date:
Frequency:
semimonthly
regular

Subjects

Subjects / Keywords:
Race relations -- Periodicals   ( lcsh )
Jews -- Periodicals -- Italy   ( lcsh )
Race relations -- Periodicals -- Italy   ( lcsh )
Genre:
periodical   ( marcgt )
serial   ( sobekcm )

Record Information

Source Institution:
University of South Florida Library
Holding Location:
University of South Florida
Rights Management:
All applicable rights reserved by the source institution and holding location.
Resource Identifier:
usfldc doi - D43-00033
usfldc handle - d43.33
System ID:
SFS0024306:00033


This item is only available as the following downloads:


Full Text
xml version 1.0 encoding UTF-8 standalone no
record xmlns http:www.loc.govMARC21slim
leader 00000nas 2200000Ka 4500
controlfield tag 008 121018u19381943it sr p p 0 b0ita
datafield ind1 8 ind2 024
subfield code a D43-00033
040
FHM
c FHM
049
FHM
0 245
Difesa della razza : scienza, documentazione, polemica, questionario.
n Vol. 3, no. 3 (December 5, 1939)
260
[Roma :
b Societa anonima Istituto romano di arti grafiche di Tumminelli],
December 5, 1939
650
Race relations
v Periodicals.
Jews
z Italy
Periodicals.
651
Italy
x Race relations
Periodicals.
1 773
t Difesa della razza : scienza, documentazione, polemica, questionario.
4 856
u http://digital.lib.usf.edu/?d43.33



PAGE 2

ANNO III N. 3 SOMMARIO 5 DICEMBRE XVIII DOCUMENTAZIONE ENNIO PORRINO: LA MUSICA NELLA TRADIZIONE DELLA NOSTRA RAZZA; GIULIO SILVESTRI: CON TINUITA RAZZIALE NELLE FAMIGLIE ROMANE. SCIENZA SILVESTRO BAGUONI: SCIENZA E RAZZA; LUIGI CASTALDI: EREDITA" DELLE ATTITUDINI PSICHI CHE; GUIDO LANDRA: GLI STUDI RAZZIALI IN UNGHERIA E IN BULGARIA. POLEMICA LIDIO CIPRIANI: RAZZE E METODI DI CONQUI STA; JOHANN V. LEERS: COM E' STATA PREPARA T A LA GUERRA. QUESTIONARIO RAZZA E POPOLO; LA RIVOLUZIONE MERCAN-TILE; LA SCUOLA DI ROMA; PIANO AD ACCUSARE; LO SPIRITO DI CARTAGINE, ecc. ecc. PENSIERI DI LEOPARDI I MANOSCRITTI ANCHE SE NON PUBBLICATI NON SI RESTITUISCONO GLI UFFICI DELLA "DIFESA DELLA RAZZA" SI TROVANO IN ROMA -PIAZZA COLONNA (PORTICI DI VElO) -TELEFONO 67737 -62880 "'"I :a:r;. :. ':-, _W / D ---.. .. _._,_,.-.o_-. .... .,.:I t L::j)'.-_::,_--\_;:_.I Dalle Guerres navales de demain del Comandante Z ... e H. M o n t c h a n t Prefazione del Maggiore A. TRIZZINO LA SENSAZIONALE RIVELAZIONE DEl PIANI D'ATTACCO DELLO STATO MAGGIORE FRANCESE CONTRO L'ITALIA

PAGE 3

. . ;: TIJTTI GLI AGJ'.NTl Dl'.LL'ISTITIJTO NA7.IONALJ'. Dl'.LLJ'. ASSICIJRA7.IONI soNO pRONTI A DARVI OGNIIJTILJ'.CHIA.RIMJ'.NTOcoNSIJLTATJ'.Lll'. VI coNVINCl'.RJ'.Tl'. CHJ'. IL GARANTIR!'. LA. Sl'.Rl'.NlT DI VITA VOSTRA l'. Dl'.I VOSTRI CARI t ANCHJ'. PRJ'.CISO DOVJ'.Rl'. DI oGNI BUON CITTADINO 3

PAGE 5

ANNO III -NUMERO 3 5 DICEMBRE 1939-XVIII ESCE IL 5 E IL 20 DI OG!'I/IMESE UN NUMEHO SEPAIIATO I .IIIE l AB-BONAMENTO ANNUO LIRE 20 ABBONAMI'NTO SEMESTRALE, 12 ESTERO IL OOI'PIO Direttore: TE LESI O INTERLANDI Comitato di redazione : pro f. dott. GUIDO LA N DR A prof. dott. LIDI O CIPRIANI dott. LEONE FRANZI dott MARCELLO RICCI -dott. LINO BUSINCO Segretario di redazione: "GIORGIO ALM IRANTE. . T: SCIENZA DOCUUENTAZIONE POLEMICA OUESTIONARIO

PAGE 6

JIP Il La vastit e l':importanza dei problemi politici ed economici del nostro secolo hannq .reso la vita umana tutt'altre che contemplativa e serena. L'urto d 'interessi, il fluttuare degli. avvenimenti, gl'interrogativi sempre nuovi di fronte ai quali continuamente veniamo a trovarci, hanno reso l'umanit di oggi pi dinamica, ma anche pi eccitabile, e f:)i irrequieta. Non sono concesse soste ed abbandoni, n fantasticheri<;;) nostalgiche. Urgono il tempo e gli avvenimenti, e gli uomini sono costretti a vigilare ed a vig, ilarsi per non essere in breve <
PAGE 7

p iti molt o lievemente n ell ombra, o che addirittura agonizzi t rovandosi i n contrast o con le necessit del moment o e con l o spi ri t o dei tempi. E p oich ques t o equivo c o molto d i ffuso, ne nasce una g r a v e incomprensione v e rso e g l i a r t isti ed una total e ignoranza di quei sani p rincipi che d o vrebbero essere alla bas e d i valuta?.ioni estetiche e di indi rizz i artis tic i Non qumdi in u tile d i tanto i n tanto che i musicologi e (quando questi non lo fann o) i m u sicisti sveg lino i dor m ie nt i e l i r ic hiamino all'amore per l'art e, ricord a n d o l o r c s o prattutt o cert e verit non mai abbast a nza te nute i n conc'derazJo n e. Oggi come non mai occorre una grande arte. E' necessaria, perch l a v u o l e l'umanit c h e nel f ondo dell' a nima anela sempre alle supreme bellezze ed alla b o n t (elementi essenzia li d i ogn i arte); necessaria p er c h ogni epoca s t orica affida alle opere dello spirito i l cm(to di farsi tramandare n ei s e c oli Ma un'arte grande non nasce se non v i una prepara z i one culturale e una chiara d i rettiva di m a rcia. N o n s i pu sperare di giung e r e a una mta s e s'imbo c can o vicoli ciechi. E e v1idente che sempre affidato ai singoli artisti ed alle lo ro opere il cmpito di risolvere i problemi della crea "Santa Cecilia": del Caravaggio t -' -.!., L'ARTE DI CASTA ABORTISCE L'ARTE D -ELL' U M ANITA CREA Da una lettera giovanile del DUCE

PAGE 8

" Suonatrice di liuto ": del Caravaggio zione artistica, ma anche vero che un sano nutrimento culturale ed una chiara coscienza delle tradizioni artistiche della propria razza sono necessari a chi dovr creare ed agli uomini che dovranno giudicare ed accogliere l'arte del loro tempo. Non sar quindi inutile insistere ancora una volta sul tema della musica nei rapporti con la razza, sia per ci che riflette il passato come per ci che riguarda l'avvenire. In genere l'a,rte musicale stata un po' in arretrato con gli storici, ma a me sembra che in questo nostro secolo tempestoso e drammatico la musica abbia invece seguito di pari passo gli eventi politici. Il periodo f:1 tormentato possiamo ormai considerarlo lontano: non tanto per gli anni trascorsi, quanto per la distanza spirituale che ce ne separa. Era l'epoca quella in cui all'estero, nella internazional.:o Parigi e nella Berlino non ancora Nazista, fiorivano tutte le mode pi strane e pi volubili; dove l'arte era divenuta la bisca dei pi eterogenei giocatori tra i quali trovavi l'uomo d 'ingegno e il volgare ciurmatore. Tutto un artifici o allucinante: gli estetismi pi esasperati si mischiavano alle false filosofie, le proclamate purit alle cacofonie cere b r ali. Si volevano dis lr\c:ggere gli eccessi dell'Ottocento, il letterario della musica romantica. e si creavano altr.; eccessi, a ltre letterature. Se qualche grande artista s i salv fu proprio per virt del suo personale talento e a dispetto del tempo e dell'aro biente in cui viveva. Questa babele artistica corrispondeva alla diffusion e delle teorie disgregatrici de.ll'internazionalismo, quando ai Suonatore di liuto ": del Caravaggio principi costruttori dell'umanit e della religione si sost i tuirono quelli demolitori di un ebraismo antisociale ed antiumano e quelli cor,ruttori dell'ateismo. Un po' in ritardo anche in Italia giunse l'eco di queste giostre artistiche, e cos, come sotto palLidi raggi di un sols invernale anche da noi maturarono i frutti di un'arte internazionale, che adesso, fortunatamente, sembra ormai sorpassata. La povert delle idee fu celata sotto i barbogli d i urti e dissonanze; le difficolt di costruzioni architettoniche fur ono eliminate proclamando a necessit una libert che era anarchia; fu definito volgare e oleografico tutto ci che nell'arte tendeva a una espressione per sfuggire alla necessit di esprimere l Ma poicli ci non sarebbe stato sufiiciente al consoli damento delle nuove tendenze, si cre un movimento d i stampa (specialmente nelle riviste) che ag in questi due sensi: l enunciare i postulati del nuovo, o meglio dei nuovi verbi dell'arte moderna e lanciare i rappres tivi confratelli stranieri; 2" neutralizzare l'influenza delle grandi opere dell'arte passata e di quelle di autori contemporanei che si tene vano sull' indirizzo di una musica tradizionale, se pur moderna. Ci fu veramente deleterio per nostra e per l'edu cazione del nostro pubb1ico. L'eccessiva insistenza nell'ese guire musiche di carattere estremista e soprattutto la pro paganda negativa contro opere antiche o contemporanee di vasta eco popolare gettarono la confusione-e lo smarrimento nei pubblici di tutta Italia, che cominciarono a d i sertare teatri e sale da concerto.

PAGE 9

" Concerto campestre ": del Giorgione Alle numerosissime forme sperimentali seguirono poi i cosiddetti I)itorni l Gli iconoclasti riappesero ai muri le loro sacre immagini! Gioacchino Rossi11, Vincenzo Bellini, Guseppe Verdi ebbero l'onore di essere ammessi a fianco (ma un po' pi in basso) dell'ebreo Schonberg e del suo allievo Alban Berg, n ei loro templi. E se Ve,rdi -per esempio fu riammesso, lo fu non tanto perch aveva scritto il Rigoletto, l'Aida o il F alstaff, ma soprattutto per I Due Foscari, I Masnadieri, S imon Boccanegra e (perch no?) Stiffelio e Obero Conte di S. (Questo Verdi pi interessante: dicev a no!) Diciamo pure francamente che in arte non v ritorno l> c os come non esiste il nuovo Ci soprattutto perch t roppo spesso il ritorno nasce da una imitazione di s chemi e di maniere antiche, e il nuovo ricercato attraverso i mezzi e la tecnica e non approfondendo nel c ontenuto espressivo. Ma un vantaggio tuttavia ha tratto la nostra pi recente arte musicale dai voluti ((ritorni; e cio sono state abban d onate certe posizioni insostenibili certi atteggiamenti sno b is tic i e internazionali. Si ritornati al senso della tonalit, de lla quadratura, della chiarezza, della eufonia, ossia a quelle che sono state le trad1zioni artistiche della nostra raz z a Si cos riconoscmto che la musica deve poter raggmngere il (( massimo rendimento con i mezzi pi semplici tornando ad essere ((comunicativa, espressiva. Ed ancora non pi (( europeismo od (( inte,rnazionalismo ma nazionalit ed universalit i n arte. La prima come condizione necessaria per la potenza e l'originalit del contenuto e della forma nella creazione; la seconda come riprova delle possibilit di commozione e di espansione inerenti all'opera gi creata. In una lettera giovanile il DUCE si esprimeva in questi termini : .. l'arte rivendica la sua essenza ogni qual volta si tenti comprimerla nelle vuote formule di Un rigidismo accademico. La !pOeSia ha: grandi affinit con la musica. In questa, cosa vi da capire? Nulla. Cosa ;vi da sentire? Tutto". E pi innanzi: "L'arte l'espressione della folla a lei si comunicano : -quali onidate nervose -i fremiti della moltitudine", L'arte di casta abortisce. L'arte dell'Umanit crea", Era quindi logico, anche per le sane qualit degli italiani, che la nostra arte, dopo il periodo di smarr:imento, dovuto soprattutto ad influenze straniere, ritornasse alle fonti che dettarono, per la nostra musica, quei saldi principi che la fecero gloniosa ed inconfondibile nei secoli 9

PAGE 10

Cantori al leggio [Gaffurio, Pratica musicae Venezia 1512] Cos ravviso, anche per questo nuovo atteggiamento, una contemporaneit di evoluzione tra l'arte di questo nostro secolo e il cammino storico degli eventi. Il Fascismo rinnova l'ordinamento interno, afferma i principi della razza a tutela a potenziamento dei caratteri fondamentali del nostro popolo; la musica italiana ta; nel campo artistico: le stesse premesse per il conseguimento delle Pialte mte. Si rinnovelli cos per la nost,ra Italia Fascista la gloria dei secoli scorsi, che videro l'incontrastata egemonia della musica italiana sul mondo Sin dai primcrdi del Cristianesimo l musica accompagn l'evoluzione dell'era novella che schiuse nuovi orizal pensiero nuovi ideali all'anima delle col lettivit. Nessuna arte pi della musica, rifuggente da ogni materialit, poteva aderire al nuovo movimento spirituale. Si spegnevano le' grida bacchiche i suoni delle orgie profane e nascevano i canti dei martiri e dei fedeli. Dall'oscurit delle catacombe sorgeva la luce di un'arte pura, nata da ispitazil':\ pi alte e profonde. Anche se non. si pu on certezza dire quale fosse i l caratterE:\ dei primi cantici cristiani, una cosa sicura ed anche significativa pe.r la ricerca di un. carattere fondamentale dell'arte italiana: che a differenza della musica greca prevalentemente sottomessa alle leggi metriche le t-Frati in coro [Incisione di Urs Grai, Statuta et Privilegia ordini s Canto Gregoriano carthusiensis Basilea 1510]. terarie, quella nuova si orientava deci samente verso forme sempre pi melodiche ed assolutamente vocali, giacch i primi cristiani rifuggivano dall'accompagnamento di strumenti che troppo ricordavano loro le pagane feste dei greci Questa vocalit' e melodicit costitu p o i il sottile, ma t f''1ace filo che un e carat. terizz l'arte nostra nel volger dei secoli e .dei periodi storici Attrave.rso l'ordinamento di S. Ambro gio, Vescovo di Milano, s giunse alla r i forma di Papa Gregorio Magno che, verso il VII secolo codific il nuovo cantc che fu detto gregoriano e istitu la Scholo Cantorum romana, la quale assolse p e r pi secoli il cmpito di conservare le pi antiche e pure tradizioni.

PAGE 11

Il canto gregoriano dall'Italia si diffuse in Inghilterra, i n Germania, in Francia, in tutta Europa opponendo l'unit spirituale di una sola musica codificata agli urti e alle profonde discrepanze derivanti dalle variet etniche dei popoli europei. I canti gregoricmi, 1intonali dal sacerdote, venivano ripresi dal coro, creando un primo elemento di dramma che, accentuato nel racconto della Passione e sviluppato in seg;Ji t o da altre forme di canto e di .recitazione, sfoci nel dmmma ed infine nelle Sacre rappresentazioni. Verso il Trecento fior in Firenze l' Ars Nova, che in contrasto con l' Ars antiqua. port un nuovo soffio di vita risolvendo problemi di mensuralit, trovando nuove espressioni e nuov i effetti e distaccandosi del tutto dall'arte sacra. Gente in maschera che esegue canti carnascialeschi. [Frontespizio d i Canzoni pe r andare in-maschera per camasciale ... Firenze 14 ... ) Organo e cantori. [Da Schlinck, Spiegel der Orgelmaker etc. Mainz 1511] !ic i di u n tecnicismo contrappunti stic o fine a se stesso, P a lestrina raggiunse la perfezione forma, la bellezza delle linee melodiche, la trasparenza delle voci e dela polifon ia. Non fu il pi moderno dei suoi contemporanei, e pure, riassommando i n s tutta una grande epoca, esercit grandissimo e decisivo influsso sull'arte religiosa e fu un antesignano, nel segno della grande tradizione Romana. A fianco della musica religiosa fioriva in Italia -ed anche questo nostro vanto -una musica profana di grande bellezza. Il Madrigale in ispecie trionf tra le altre ... ... Nel Quattrocento cominci a decadere l'Ars Nova e la musica italiana sub l'in flusso dei Fiamminghi che, attratti dallo splendore delle nostre corti principesche, s cesero. in Italia a fondare scuole e a im partire i loro insegnamenti. . u..r-:_ 1::::. tf''v ......... ., tar Ma il genio latino doveva ben presto riprendere il sopravvento ed, emancipandosi da correnti e indirizzi tor nare a dettare le leggi della bellezza, dell'armonia e dell'originalit. Mentre a Venezia i Gabrieli creano mi rabili opere sac,re e profane nelle quali l'elemento espressivo e drammatico prendeva maggior piede, il grande Palestrina a Roma, compie la sua riforma, che non f u di mezzi ma di espressione. Combattendo contro tutti _'gli aridi arte-r D ..... -I --..:: }:::-' \... ""I ":l !"7'. (il'!" ... ..-l=---'. . l\ ... l .. . '::!:---_...----':.r 7 J _,_ : __ .._, --. Pnma pagma dell'ediztone origmale degli "Eaaercizi per Gravicembal<:> di D. Scarlatti.

PAGE 12

forme minori (villanelle, villette, canzoni alla napoiilanu, frottole ecc.), avendo cultori celebri quali Claudio Monteverdi Carlo Gesualdo Principe di Venosa, ardito irinovatore, e Luca Marenzio detto il pi dolce cigno d'Italia : Ma questa nostra terra che fu sempre prodiga di genii e d;i. opere d'arte volle affiancare alla musica vocale quella strumentale che, sino al Cinquecento, era rimasta ad espletare cmpiti molto modesti. L'organo, per il quale nei primi tempi si era trascritta musica vocale, divenne lo strumento pi apprezzato, e per esso si venne formando uno stile particolare e odatto alle dello strumento: ricercati preludi intonazioni toccate e kmtasie . La scuola veneziana dtta legge anche fuori patria, mentre Girolamo F,rescobaldi, organista in San Pietro, rifulge per il suo puro stile italiano, ricco di equilibrio e di luminosit, Il liuto ha la: sua letteratura e i suoi autori (Vincenzo Galilei, F,rancesco da Milano e Simone Molinara). Molte d i composi. zioni furo no rivelate al nostro pubblico dalle magnifiche erborazioni orchestrali Antiche arie e Danze di Oorino Respighi. Il clavicembalo, e gl i altri strumenti affini, eb be,ro anch'essi i loro compositori fra i quali Dome nico Scarlatti, figlio d i Alessandro, napoletano che port per il mondo l a bellezza della sua arte. Il violino divenne i l principe degli strument i rendendo qelebri i liut a i italiani quali Gaspare d o Sal, Maggini, Amati, Guqmieri e il sommo An tonio Stradivario e l a schiera dei composi tor i Bononcini, Bassani, Vitali Torelli e Arcangelo Corelli del quale l' Ope,r a Quinta (sonata per vi a -;,,_Suc?,natori aJDbulant ": di G

PAGE 13

lino solo) ebbe diffusione .in tutta Europa divenendo opera di testo indispensabile per lo studio dello strumento. Le forme estreme ed antitetiche che erano nate (polifo. nica l'una, monodica l'altra) dovevano prima o poi incontrarsi per creare quello stile dal quale sorsero poi, per amplificazioni, le forme sinfoniche. L'inizio di questo trapasso lo troviamo nella Sonata a tre per due violini e violoncello Un: altra forma musicale ebbe nascita in Italia: il Concert che, coltivato dal Corelli stesso, ebbe in Vivaldi un riformatore e perfezionatore ed in V e.racini, T artini e Geminiani dei propagandisti che impe.rarono all'estero portando il verbo della Patria, sebbene spesso gli st.rCmieri si muovessero per venire da noi ad imparare l'arte della musica. La terminologia italiana adottata in tutti i paesi d'Europa a dimostrare la riconosciuta superio rit, ed Hindel compone concerti alla maniera di Corelli, e Bach si abbevera a Vivaldi. Tn Italia Boccherini e Sammartini creqrono nuove forme neL quartetto e nella sinfonia precorrendo i compositori stranieil; ed in Italia nacqe l' Oratorio prima di passwe in Germania, rendendo clebr il Carissimi, lo Leonardo Leo el Jommelli. Ma,-in questa fugace. rassegna, ai valori o,riginali della nostrd arte attrqverso i secoli, non si puo tacere dell'opera liric a che stata certamente la maggior gloria dell'qrte musicale italiana. "Un concerto di musica": dl Giorgione Lo spirit o del Rinascimento, individualista, esaltava la monodia in contrapposto alla polifonia, mentre l'Umanismo rievocavd la tragedia greca, nel desiderio di creare qualche forma d 'arte analoga alle grandi opere elleniche. Cos in Firenze, nel Palazzo di Giovanni Bardi, con le accese discussioni sulla musica drammatica, fu gettato il seme dell'ope,ra lirica, che ebbela sua prima realizzazione nella Dafne di Rinuccini con la musica di Iacopo Peri, rappresentata nel 1594. Claudio Monteverdi, arricchendo la forma melodrammatica della Camerata dei Bardi con nuovi elementi e con una maggior valOrizzazione dell 'orchestra, dette a questa forma artistica nuovo impulso: ; pi nutrito il recitativo, pi arioso ed espressivo. Nel 1637 a Venezia i teatri di musica furono aperti al pubblico, portando cos l'ope,ra dai ristretti circoli intellettuali a contatto del popolo. Ci valse ad orientare questa forma d 'arte verso nuovi orizzonti. Intanto il Cardjnale Mazzarino introdusse l'opera in Francia, dove il composito,re italiano Lulli divenne l'autore pi popolare. Cos la Germania sub nel campo melodrammatico l'influenza dei compositori Cavalli, Cesti Stefani, e gli stessi autori tedeschi imitavano le opere italiane. L'opera lirica che aveva imperato a Venezia pass a Napoli con Scarlatti, Pergolesi, Po.rpora, Piccinni, Paisiello, Cimarosa. 13

PAGE 14

tr&LLA "Pl\os&l\Pll"E" DI LuLI' 16SO . Nell 'Ottocento infi hrmament o dei _ne Rossmi, Bellin d Cosi l'opem mu,icali di pon.,etti e Vecdi ette il tipo d l a costttui il m mando. bcillamno nel smo a Mosca e la melodia all'E:99!0r vanto della n Con tanta e Puccini la pm mtem, mie e l'Italia t cada che alle no,tce !'pali nel mcontm,tala Ati e na,ional e la no,tca e dillicile intumco mondial e. agli pae'i e po"a 'ecvice _. oggi e di dom ;ce quale la e a voce d ll sempl o vita e l eternit ammonire che 1991, come per il p ani. so o dov-"' 1 assal o d e e o spmt o la l4 p o R R l Ennio Porrin N O naio 1910 h o, nato a Cagl" .. ma poi lrequentato gl' I Orl Ii 2 0 gen E N N l O m e nte ali anni si ded' studi classici o compos Icato es 1 maestri Mul IZione sotto la c 1 932 p resso il Re Dobici, diploma guida dei m Roma. Ha Conservatori o d' ndosi nel tnennio il lrequentato i h l l S Cecilie d O cor so d o tre p llorin o R l perlezionarn e r un mio a nnuale espt ghi, consegu tenute Due suoi i l migliore o il pre-ci terzo a tre voci fanciulli, b;,ncl rso Nazionale d o premiati n e l 1 928 tl o dal Gover l canti cer t' natorato d . e l 1931 l Ro .mc gul il a sua lirica T dal Gi o premiO nel C raccas coqse-Noll' ornale della D oncorso bandite t -apnle del 1933 omenic a eo, d1rett ... fu es tari n de To.e Molinari, la all'Augu N arascon uvertur e a ziOnale vincitrice del rar S Cecilia o dalla R A gusteo m occasione d l ccadernia aJ e XXV d Il poema s eii'Au -ael 1933 l mlonico "Sard ne d ic embre gutlo l'er l a composte l u ese egna (direttor e p dello stesso pnma ; o !t citt d'Ila! revttali) e in sanno a lO e ali egut!o . appresentanz est ero, e i m altre pbrogrammi F della u it ir. u rgo esllval r t a lana anno 1935 n ernazio l ne: l Canti dell no e d t Am r ono 0 Schio premiati al v t.u per l mustcale dei Concorso di l \ n o fu -Nel 1 935 l'A Ltttonah dell'a Corr:pos tzion e u n p remio ,ccademia Xl!. l Canti ddmcoraggiamento tcr gli assegn voct el! anno Xlii ono premiati e p i c -brc 1 936 al F e poi present.all C l Li! torio!: nezia, e d esttval lnter nel settcm-11 P esegurti in l naz aonale d omno a tre ciii. l V e -riche; un moltre ha com a d'Italia. s tra tra Concertino per posto varie ii-. scnzt o d .romba s!One di Ezechient l canti popola . e orche-dlcembre 1 936 eseg uita all' n "La vi marzo 1 937 ( (atrettore G ) Adnano nel citta d 'Jt ; d!Telto r e Ma U l a Napoh n oi Fiaba : s"'' e dell'estero; e in turno c in ltulia e per une a l l' Adriano ( d." per piccola o rch ester o; Noidel! IV R lfettore Mol' estro esegu r M assegn ma n) in ' l!Slcisl i e a Nazionale d l !'o?stero; T POI in altre c iti Sindacato .e' Cori Sarei a a Italia e 1 -tn dtv t pe a Per il Teatr erse citt d 'ltch sole ir. per il film E ente ha t e rminato' Guglie ime Attualmente l quatore J musiche segnamenlo l Porrino in il R. Cons dt Armoni a e Go cancato dell'm-del GUf di S presse e attende alle: r e per_ la tductaric tre atti (( r Re Dcomposlzione di e 'mustcale, moto l'opera astor i mentre u n opera i r . Gli Orazi m un atto per t ha gi ulliLivio. tratta dal! eatro di massQ e Storie -Nel 1937 1 d t Tito cato 1 Porrino per la m u per mvt d l partecip ali stca di Frane l o e l'lncari della_ p roduza Mostra, sul Meno temporane IOne musicale d ; n della citta, Il Porri l. . eg l autori con-d no mhne h l p ubblicista a svolto e sv l v i s t e ed ha sta nei giornali ge attivi t d t v e rsi C portec!poto l e nelle n-E' ongressi Naz qua e r e latore stato da tonah.. c: S Cecilia in R poco ele(to Accad orna. emaco :::::

PAGE 15

Roma -Arco di utano Quadrifronte CONTINUIT RAZZIALE NELLE FAMIGLIE ROMANE La caduta dell'Impero Rom a no d'Occidente coincide con la scomparsa dell' a ntiGl. aristocrazia latina. Nelle liste dei con s oli del ternpo di Romolo Augustolo non ricorrono ormai pi i bei nomi che per secoli hannq segnato le tappe di un cam mino fulgente di gloria Attorno ai: Cesa ri ormai da secoli il patriziato romano era sta to soppiantato da oscuri provinciali sa liti in alto talvolta per meriti militari pi s pesso per la maggiore adattabilit al carattere di Imperatori provinciali an c h 'essi o per altre cause non sempre elogiaqili. Specie nei periodi difficili che nell Impero non fu ono rari guando sul Palatino si a vvicendavano con rapidit di baleno c ondottieri militari innalzati e sbalzati dal trono dalla solubilit di eserciti mercenari c he vivevano in margine al mondo e d estranei guasi completamente alla sua comp:.tgine c i vile Ai romani r esta a il Se n a to e a ttra v erso il grande Istituto tram a n datosi inalterato nella sua struttura essi po terono mantenere unit all'immensa congui sta indipendentemente d a ll instabilit della autorit imperiale Questo fino a lla grand e dell'Impero in Occidentale e Orientale. Poi poco a poco a ltri popoli che pressav a no ai c onfini troppo vasti, le diverse cause troppe e collaboranti ad un fine unico di diss olvimento soprattutto l'e terogeneit dei popoli che componevano l'immenso aggregato sopraffecero la grande Razza e Roma per un momento parve somm ersa. Il primo grande c iclo era compiuto; ma gi da cingue secoli una Idea superiore che in Roma aveva posto la sua roccaforte garantiva di un nuovo e pi luminoso dominio del mondo Roma aveva iniziato la sua rinascita ancor prim a della cad uta senza soluzione di co ntinuit. Gli storici tardi e malignetti che da noi furono accolti come taumatur g hi pro prio in Italia proprio a Roma tenta rono dividere le sue epoche per a ttribuire la seconda a gente che con la prec ed ent e non aveva nessun rapporto di sangue Co me se un popolo fosse stato cancellato per sempre dalla storia Perfino genea logisti accreditati guanto poco guesta scienz a stata curata in Italia preferirono ta gliar corto sulle origini delle maggiori nuove famiglie attribuendone la discenden za o a personaggi immaginari sui guaii la critica sorvolava o a razze straniere Vera mente guest'ultimo fu vezzo che dur per tutto il Medioevo e si prolung fin guasi a ieri. Solo nel Rinascimento talune fami glie cercarono riconnettere le loro origini a genti romane. Hi

PAGE 16

che portano diversi cognomi n,el 500 un ramo della famiglia i Boezi cumulava cognomi di tre delle maggiori genti : Anici Manlii Torquati Di tale stirpe era il S e na tore Severino SOzio vittima di Teodorico. S. Gregorio Urbino, Galleria Nazionale fino a n01, spesso con loro stessi cognomi. Al tempo della deposizione di Romolo Augustolo gran deggiava nell'Urbe la Gens Anicia, d origine Italica molto antica e f a coltosa tanto che alle im mense rovine dei ripetuti saccheggi causa non uL tima dell'irrimediabile de cadere dell'aristo c razia pot salvare non solo se stessa ma contribuire al mantenimento delle citt e al fulgore dell'afferman tesi papato Il pi grande Papa del Medioevo Gre gorio Magno della Gens Anici a; della Gens Ani eia un altra immensa fi_ gura c ristiana "Benedetto da Norcia, fondatore del M a ben presto il c o g nome di questa gente scompare per ess ere sostituito dal titolo di Conti Tus c oJani ; e per altre 14 volte un Anicio sale alla c att e dra di Pietro. L'ultimo papa dei Tus c olani fu Innocenza XIII il nome era ormai tradizional e dopo Inno c enza III, l'Augusto della Chiesa nel 170 6 ; l'ultimo papa romano prima: dell'attal e Pio XII Nel secolo s c orso la gloriosa famiglia s 'esti"nse. Alme no secon-:: do i genealogisti della Consulta araldica i quali hanno il torto di c onsiderare le fa migfie solt a nto daf punto d i vist a nobi liare ; e l'attu al e legislazione nobiliare an zi, lo stesso concetto di nobilt. ereditat e c on la l egge salica dal Medioevo ben diverso da quello rom a no che aveva il solo titolo di patrizio per t/1 i i compo nenti della g ens La realt diversa ; ol tre ad un ramo insignito di nobilt esi stente in Tos c ana all'ufficio anagrafi c o del Govern a torato di Roma esistono da t i del 22 nove mbre scorso ben 2 672 Conti e d un'altra famiglia romana, i Ce s arini di c ui quasi certa l'ori g in e clas sica e che dovrebbe essersi estinta nel 1685, quasi trecent'anni fa esistono sempre in Roma 525 membri C os' e ra accaduto in realt ? 1r.e:nte questo: molte famiglie romane era no emigrate a Bisanzio al tempo della di v isione dell'Impero ; di molte a ltre s er a e s tinto il ramo principale n pi n meno di c ome accaduto re c entemente per talur.e m o d e rne, altre si ritirarono negl'im men s i pos s edimenti terrieri altre ancor a nei secoli c ambiarono riome. Ma indub biamente alle origini della seconda fase di Roma presidiarono genti romane, che a ttraverso c entinaia di fusioni son giunte Roma -Palazzo a punta di diamante 16 monachismo o c cidentale. Alberico Senatore l'antagonista di U go da Provenza figlio, fratello padre di Pontefici (S e rgio III, Giovanni XI e XII) un Anicio Da quest a g ente uscirono ben dieci grandi casati. Gli Anni, Acheni Pinci Petroni Massimi, Fausti, Boezi, Probi, Bassi e pi tardi i Conti Tuscolani, poi Conti d'Anagni e Se gni detti i Conti per antonomasia. In que sta grande gente era affluito il sangue mi. gli ore dell'aristocrazia romana tanto che a simiglianza di certe famiglie nobili D altra parte delle die c i famiglie uscit e dalla gens Ani c i a c redo che d'una sola Roma -Chiesa di S. Gregorio

PAGE 17

sw estinto il cognome poich non m riu scito trovare traccia n in Roma n fuori : gli Acheni. Ed facile comprendere tale sparizione nella difficolt d pronuncia che b storpiato tante parole I Pinci e i Petroni per esempio sonp com unissimi in Roma un po meno sono forse i Fausti, ma se n e nov e rano 62 membri; deg l stessi Boezi, chi lo crederebbe?, vi sono otto componenti, e i Bassi so n o 306. Un cenno a parte m e rit ano i M ass imi Famiglie di c o gnome usci r o no da guattro gen ti i Fabi la grande gens Fabia che s i reputava discendente di Ercole, come dire precedente a Romolo -i Valeri i Sergi la gente di Ca tilin a -e gli Anici. I pi remoti documenti medioevali s ui Massimi sono due lapidi sull'A venti no, una dell'891, rif e rentisi a t M ass imi Ani ci, un'altra pure no. nel Monas tero dei Santi Al ess io e Bonifac io del sec. X se nz a pi precise indi caz i o ni Nell tradizione della principale famiglia Massimi attualmente esistente, i Massimi detti popolarescamente delle colonne, dal loro palazzo al Co r so Vittorio, c h e Baldassarre Peruzzi cos tru i spi r andos i ai mcclelli della R o m a r epu bbli ca n a essi apparterebbero alla gens Fabia comungue indiscussa l' orig in e romana. A N a p o l eone c h e n egava tale possibilt uno dei M ass i m i a llor a a Parigi l anc i una rispost a ri masta memorabile: Non lo c r edo nean( h io Maest, ma n e lla nostra famiglia si l ice cos da a llor a Comungue a t tu almente, e dai dati pre cisati del Governatorato di Roma, vi son 58 6 per sone di guesto cognome. Un'altra grande f a mi gli di cui ormai n essuno mette pi in dubbio le origini romane guella degli Orsini ramo dei Boboni che complessivamente h a dato c ingue pi, 30 cardinali, 62 se na tori, l patri a r ca di Gerusalemme, l Gran Maes tro di Malta, oltre un a plei a de di p erso nalit minori In origine essa aveva l e case nel Foro Boario presso l'ar co di Giano Quadrifronte e secondo Marchet ti Longhi c h e ha particolarmente st udi a to l e origini degli Orsi n i avrebbe preso il primo nome di BoboQi dal luogo s te sso dell'abitazione. ma anc h e un altra ipo tesi potre bbe da r s i e cio c h e esso fosse u n o di guei contor c im e nti ta nto freguent! nel Medioevo d i Boezi ; pokh nel vo lume Antiqll;/,t/!1111 di Giorgio Fabric i o a pag. 21 si d i ce c he a l Jalllts Q11adrijrom si dav a il nome eli casa eli Boezio H nome di Orsini ven n e pi tard; e fu forse patronimico da tal Orso della fa miglia forse ebbe origine da u sp ia ce vole avve n tura toccata ad un b ambino delh Roma Palazzo Massimo delle Colonne Boezio -Roma, Palazz o Barberini famiglia presso il teatro di Pompeo sul gua l e gli Orsini e r a no fortificati Anic i n at osi il ragazzo ad un'or sa d i pi et r a c h: f aceva parte de ll a decorazion e dell'antico edific io l e cacc i una mano nelle fau c i spa lancate m a la ritra sse urlando c h una vi pera a nnid ata nel monumento l ave\a mor so. Da guel giorno sulla fascia c h e di\ide in due lo stemma di casa Orsini fu po sta l effig i e dei serpentello. Sempre secondo il Lon g hi a n che la ros a c he campeggia n ella prim a p a r t i z ione d o-Roma -ex chiesa Santa Maria in Grollapinta 17

PAGE 18

" Innocenzo che sogna S. Francesco: di Giotto di Bondone 1 e:tte ricordare il soggiorno nell a rocca sul te,ttro di Pompeo presso il campo di Flo ra, o r a de' Fiori. Lo scudo originale era a bande rosse e argento che rest a no nell a s e c onda partizione. Dal teatro di Pompeo, passarono a quello di Marcello, dopo che l' ebbe ro abbandonato i Savelli ma sull'in g r ess o elevarono in memoria le due orse di pi etra. Co mpl ess ivamente gli Orsini ro m ani -la casa ta estes issim a a nche all'e stero sono circa seice nto ( 599 ) Di orig ini pi a nti che degli Orsini l a famiglia roman : 1 dei Santacroce, purtroppo est inta nel ramo prin c ipale ma fiorente in rami distribuiti in tutta Italia I suoi palazzi bellissimi sorgono all'Are r.ul a ed una via l e dedicata co l nome ori gina rio di Publi c olis ed un a c hiesa: Santa Maria in Publicolis, gentilizia dei Santacroc e n.ella via omonima presso il noto palazzo a punta di diamante. Essi vantano dunque discendere da Valerio Publi c ola che successe a G. Bruto nel primo c onsolato quando que sto, per la parentel a dei Tarquini dov la sciare Roma; il cognome Santa c roce sarebbe dovuto ad un cavaliere della sens Publicola ,hc accompagn a Gerusalemme Sant'Elena 111.1drc di Costantino allorch questa si rec i n T e rrasanta alla ri ce r ca delle reliquie di c rinvenne fra l 'a ltro la Santa Croce. E h croce entr nello stemma diviso oro e rosso con l e due mezze croci di colori opposti a quello del campo. Anche i Cenci si dicono d origine romana usc iti da una gens Cintia o Cincis e d a Cintia; recano le mezze lune sullo scudo. Eb berq un papa nel s. X Giovanni X, e que to gi sufficiente a decretarne una bella antichit. Sta fatto che a Roma bench scarsamente rappresentati esistono tanto i Cincis che i Ci n c i (dalla gens Cinti a) che documentano la fondatezza dell 'ass erito B e nch meno numerosi di altre famiglie i Cen c i sono 286 e i Cencelli, che dovreb bero esserne un ramo cadetto, 39. Naturalmente non bisogna prendere per oro colato tutte le asserite discendenze ro mane sorte dopo il XVI secolo, ma per le precedenti attese le condizioni politiche piuttosto sfavorevpli a tale origine si pu ben essere fiduciosi Nel 1500 poi tutte le famiglie di una qualche distinzione discen devano almeno da un console; tipica la g enealogia dei Cesi che han fatto vagare i loro antenati dalla Grecia a Roma e da Roma in Gallia per stringer parentela con tutte le famiglie illustri delle diverse epoche sto riche; press a poco com'era accaduto prece dentemente nel Medioevo, quando dopo la morte di Desiderio, senza eredi, sorsero oltre cento famiglie che dimostravano la loro di scendenza diretta dall ultimo re d'Italia Anche Dante si diceva discendente dagli a ntichi romani e precisamente dagli Elisei, ramo dei Frangipane o F ra ngipani, nobilis s ima famiglia di cui ignoriamo l'originario cognome poich l'attua l e le fu imposto dal popolo per una di quelle distribuzioni di pane che nei periodi di carestia le case pa trizie largivano al popolo Bench s i a estin t a nel ramo prin c ipale da secoli vi sono pure lO persone cne hanno la prima forma del c ognome e H la seconda Gli Elisei sono 64. Alighieri a Roma non ve ne sono ben c h altre famiglie d'altro cognome si dicano discendenti dall'Ali g hiero. Naturalmente anche fuori Roma vi sono bmiglie che si d i chia r ano d'origine italica e sulle quali sarebbe interessante fare ri cerche; principalmente nelle c itt toscane e in Venezia Cos gli Strozzi di Firenze c he si dicono di famiglia proco nsolare, i Buondelmonte pure di Firenze che profes savano legg e romana, e questa della legge professata forse la pi attend ibil e dell e testimonianze in un periodo in cui ciascu no seguiva la propria legge nazionale e i tribunali giudicavano secondo l a legge ro mana, iongobarda e salica indifferent e mente Pure di Firenz e i Pazzi bench origin ari di Fiesole ; qui difatti esist la fami glia di L.r. M. Paccius e una di un Pacilius. Anzi i fiesoiani, per a\'er ospitato i Fiorentini d nran t e l e invasioni ed essere a queste pi v olte sfuggiti si dnno in massa p e r itali c i D a lla ge ns Pansia discenderebbero i Panciatichi di Pistoia che recano per embkma il cigno bianco dal collo nero c he Caio Vibio Pansia, i l maggiore dei Vibi aveYa ccmr insegna delle sue legioni Caio Vibi o mor in Bologn a per le ferite r iport ate nell a battagli a c he sostenne in favore di Ottavio c<..mtro Mar('Antonio e in questa c itt an cora nel 1300 era opinione radicatissima che i Pa n ciatichi fossero suoi discendenti A Roma vi sono solo 2 persone distac cate da Pistoia. L e f :tmiglie ve neziane meriterebbero in questo elenco un posto a parte. I Mogen ico di Venezia per esempio si dnno come discendenti della gente Cornelia i Condul mero s'asseriscono tribunizi i Giustiniani discendo no dalla Casa Angela Flavia che regn in Oriente; dubitare dell'antichit dei Tiepolo a Venezia quasi offesa pubbli ca e di fatto essi erano rappresentati a ll' elezione dei primo doge Paolo Lucio Anafesto nel 697; gli Orseolo furono fra i primi a ricoverarsi nelle isole alia discesa deii bar bari ; quello che interessa soprattutto he questi cognomi sono diffusissimi bastano per tutti i Giustiniani che a Roma sono 184 e lo sono finanche nelle isole dell'Egeo che furono a lungo sotto Venezia e in Dalmazia Campo di' studio vastissimo alla do;:umentazione sulla razza italica per chi ne avesse voglia e possibilit GIUUO SIL VESTRI

PAGE 19

sei enza E RAZZA Molte scienze hanno contribuito e contribuiscono coi loro metodi di indagine e coi loro risultati alla impostazione e alla soluzione del problema razziale. Possiamo aggiungere che nessuna scienza, vecchia e nuova, che abbia attinenza colla ricerca dei complessi e molteplici fatii che l'uomo nei suoi diversi lati di studio offre all'esame degli studiosi e degli artisti, estranea al problema della razza Se vero che nessuno oggetto di studio pi interessante allo spirito umano quanto l'uomo stesso, anche vero che forse nessun lato di studio dell'uomo cos attraente e importante quanto quello della razza, a cui ciascuno per legami profondissimi e indissolubili legato. Gli intimi e profondi sentimenti che ci legano nella compagine della famiglia e della patria, sono gli stessi che formano il nucleo centrale della nostra stirpe o razza. Delle diverse scienze che hanno i n ordine di tempo, e secondo il loro sviluppo storico, contribuito a far conosce.re e illustrare il problema razziale, furono innanzi tutto le scienze morfologiche, ossia ranatomia, nel senso tradizi cnale della parola, e la morfologia; come le stesse scienze, dopo il Rinascimento, furono le prime a fa r conoscere l a struttura del corpo umano. Parteciparono poi largamente le conoscenze etnologiche e geoantropog.rafiche, in quanto fornirono i documenti e i materiali di studio raccolti con diligenza e scrupolosit sempre maggiori, quali i moderni mezzi di indagine e d i raccolta harino permesso coi rapidi progressi. Tra i pionieri e i precursori della scienza della razza, troviamo infatti illustri mo.rfologi da un lato e illustri viaggiator i dall'altro. Nella raccolta dei vari dati, allo scopo di porre oraine in un materiale cos ricco di dati, come appunto si rivel sin. dall'inizio, un notevole contributo forn la statistica, d a parte del pi eminente cultore e fondatore di essa, il Que tlet, al quale dobbiamo anche una notevole msse di osservazioni, che hanno anche oggi valore non i ndifferente. Adolfo Quetlet (nato a Gand nel 1796, morto a Bruxe l -HALLER l! t

PAGE 20

:r. . '.-"tt ,., ;;, ; ) .. 1 1 . ..... .... :
PAGE 21

secondo la grandezza di loro statura eccezionale, tanto quelli di bassiss.ima che quelli di altissima, si trova che sono rarissimi e si possono situare agli estremi (a e A) della curva. Mano mano che ci allontaniamo da questi estremi, troviamo gli individui che vanno aumentando o diminuendo di statura, in numero relativamente maggiosino a giungere all'apice della curva (Mm) che rappresenta la media statura e il numero massimo degli in: dividui. A questo numero massimo di individui corrisponde il tipo medio di Quetlet. Molte obbiezioni sono state opposte a questa .dottrina, che non credo qui di ricordare. Preme invece rilevare che i dati utilizzati da Quetlet furono da lui tratti dalle misure della statura, e sviluppo del corpo umano del peso del corpo, della forma muscolare (dei .reni e della mano), .del ritmo respiratorio e cardiaco; ossia di dati alcuni morfologici e altri fisiologici, quali potevano es.sere raccolti a quei tempi su individui vivi Estese la sua indagine anche a individui di razze diverse, e non escluse dalla sua considerazione i dati segnalati dagli antichi pqpoli (egiziani, greci e .romani) e dagli artisti del tipo ideale delle 'proporzioni del corpo umano. In tale indagine fu pre.. '. ... Cc,nfrontando il disegno che rappresenta il suo Autoritratto (nelle! Biblioteca Reale di Torino) coi disegni che riguardano le proporzioni della testa umana (della R. Galleria dell'Accademia di Venezia, della Biblioteca Reale di Windsor, e di! Torino), si rileva non solo il metodo dell'analisi matematica geometrica delle varie parti del volto, i cui dali formano la base della ricostruzione dei rapporti delle diverse parti, ma dimostrano anche che queste meticolose e ripetute misure furono eseguite sul proprio volto (facendo astrazione dalle prolisse oppendil::i dei peli della barba e dei capelli). In ci Egli era ossequiente al precetto che .dett nel suo Trattato della Pittura. col quale fece la profonda osservazione psicologica che ogni pittore conosce e riproduce innanzi lutto (anche inconsapevolmente) le fattezze della propria persona. 21

PAGE 22

DARWIN ceduto in modo maravig lioso dal nostro Leonardo da Vinci. Prima di darsi alla carriera delle scienze, Ouetlet confessa .che i suoi sguardi erano rivolti alle belle arti che lo attrassero sempre allettando le sue ore di libert, e se non gli fu dato di coltivarle colla necessaria assiduit, non cess mai di s tudia,re con cura le dottrine che formarono i grandi del Rinascimento; come pure ebbe relazione con parecchi artisti del suo tempo. Parlando (nel capitolo 5 del libro I della Antropometria) sui limiti dell'arte e della sci enza. Quetlet espone molte considerazioni che possiam o d ir e vre ancora oggi, mettendo in rilievo la differenza che esi s te tra l'opera del fotografo (daguerrotipo) e il pit to re. Ma pi importanti sono le osservazioni che egli fa qurmdo tratta delle facolt psichiche e delle espressioni che il volto e il corpo, insieme c olla parola e colla voce, manifestano cos diversamente secondo le fisionomie e gli indi vidui. Il Quetlet, educato alla scuola delle scienze matematiche, e abituato alle misure strettamente morfologiche; stato anche i l primo a riconoscere che i caratteri dei var i individui, forse pi significat i vi della loro vita interiore, non possono misurarsi col solo sussidio delle scienze anato miche e morfologiche. Esse hanno bisogno non solo di essere integrate da; altre scienze capaci di metodi pi fini e pi profondi, di scrutare i fenomeni della vita, ma anche dal largo sussidio delle arti. Non si pu tuttavia negare che forse il massimo contributo s c ientifico al problema razziale, allo stato attuale, 22 fornito dalle scienze anatomica e morfologica, allo stesso modo che il maggiore contributo negli altri camp, i c:iella biologia dell'uomo e degli viventi stato apportato dall'anatomia e dalla mo.rfologia, nel senso pi ampio della parola. Basta ricordare: che i criteri delle diverse classificazioni delle razze umane, ancora riprodotte nei vari trattati, hanno per basi fondamentali i caratteri pi appariscenti della confo ,rmazione dello scheletro, specialmente del cranio, del colore della pelle e d ei capelli, della forma dei capelli e dei peli ecc. Un grandissimo contri buto in questo campo ci viene oggi dalle riproduzioni fotografiche dei vari popoli e razze, che certamente quando ben scelto, vagliato e ordinato, potr, insieme colla raccolta fonografica dei canti e dei linguaggi, dei costumi, degli abbigliamenti e delle vesti ecc. formare un documentario di curiosit e di attrazioni dei vari musei antropologici ed etnografici. Tutti questi materiali morfologici rappresentano utili documenti, quando siano integrati da dati sicuri non solo sulla loro provenienza, ma anche di tutte le diverse condi zioni di et, ecc. ossia di tutti i movimenti interiori o psichici dei quali esse sono l e espressioni esteriori. Come un esempio evidente della diversit che una stessa persona pu avere rappresentata solo nel volto secondo l'et e l'abbigliamento, il modo di portare la barba, valgono le riproduzioni fotografiche del grande fisiologo svizzero A Haller, e del grande naturalista inglese, C. Darwin.

PAGE 23

Come avvenuto per tutte le scienze biologiche, l'indagine. morfologica dei vari individui d i diverse razze non si deve limitare agli aspetti delle forme esterio.r;i, ma deve penetrare negli aspetti delle parti nascoste, ossia di tutti gli organi interni, dalla vita e dalla attivit dei quali provengono i movimenti, gli atteggia menti, le reazioni riflesse e volontarie, i sentimenti e le attivit pi elevate connesse coi sentimenti e colle attivit pi elevate dello spirito. Non esiste ancora (se si escludono alcuni ten tativi frammentari di qualche organo, come il cervello, esaminato nella sua massa e nelle sue circonvoluzioni) una anatomia e una morfologia degli organi interni delle diverse ,razze Ma ancora un'altra se mza; la medicina, nei suoi v an rami delle malattie e dell'igiene, delle difese organiche individuali contro l'invasione dei parassiti, l'aggressione d i animali velenosi, d i protozoi e microbi patogeni, che ha dimostrato e va di m: . : ando come le diverse razze umane si comportano in modo diverso, avendo acquistato alcune di esse particolari resistenze ed immunit a molte malattie, che sono o possono essere esiziali per nuovi immigrati. S i comprende coine quest o vasto problema della cosiddetta medicina coloniale pu assme.re una grande importanza per tutte le imprese di colonizzazione, quale ad es. incombe oggi all'Italia nel suo nuovo grandioso destino dell'Impero. In conclusione, p ossiamo affermare che nessuna scienza, come nessun campo artistico e cultu rale estraneo al vasto complesso problema della razza, appunto perch i membri di ogni razza sono uomi ni che si differenziano da quelli d i altra razza per caratteri morfologici anatom1c1 funzionali, morali, artis t i ci culturali d i l inguaggio, di adattamento alle particolari condizioni d i ambiente e di clima. Lo studio del problema razziale, come quello dell'uomo considerato in senio astratto (come si suol dire tipico), implica, investe e comprende tutte le manifestazioni fisiche e mo,rali dell'umanit. S i confonde quindi col p roblema dell'umanesimo, ma con un aspetto e uno scopo particolarmente attraente e interessante, in quanto prescinde dalla considerazione ideale ( e quindi artificiosa) dell'uomo tipico unico e medio, ma pone oggetto della sua indagine la realt obiettiva dei vari uomi ni e individui, che popolano e che hann; popolato la terra, riuscendo a dominare e sopravvive.re alle lott e imposte dalle dure condizioni di vita d i suggiorno e d i alimentazione dell 'ambiente, come dalle lotte imposte dalle razze v icine per i l domi nio dovuto alle proprie doti s u p e r iori Fis sare (identificandole opportunamente) queste d oti superiori, per r afforz a rle nei viventi d i oggi, rappresenta u n altro cmpi to che certamente il p i elevato, degli s tudi sci entifici razziali. SIL VESTRO BAGIJONI Direttore dell'Istituto di Fisiologia Umana della Regia Universit di Roma

PAGE 26

."-nche il Veduta di Firenze del 1500 patrimonio psichico dell'individuo non sfugge alla l egge generale dell'eredit biologica; esiste cio un'eredit psicologica cui nessuno pu sottrarsi o disubbidire. Essa si rivela certamente nelle qualit psichiche generali e comuni alla folla degli uomini; ma g li studiosi pi moderni sostengono che essa s i manifesta anche in peculiari abilit mentali acquisite fino alle abilit s uperiori. Nel 1869 il Galton raccolse una lista d'imparentati pittori, sc ultori musici, giuristi, letterati per quanto egli si proponesse il problema della erediti dell'alta intelligenza in generale pi che quello delle singole squisite doti intellettuali. Il De Cando Ile ( 1873) dimostr il trapasso del ta lento matematico nelle famiglie Bernouilli, Euler, Herschel; fu per prudente nel generalizzare questi esempi. Continuando su questa strada fu pi esplicito il Ribot ( 1887), il quale ricer cando l 'eredit dei talenti nelle famiglie afferm in pieno l'esistenza dell'eredit dell o spirito. Il Moebius (1901) ammise l'ereditariet dei talenti musicale e matematico, e riconobbe particolapnente ;nnato quello poetico. Il Kammerer (1912) am-

PAGE 27

mise la disposizione ereditaria alle doti musicali, acquisite con lo stu dio, con l'esercizio, e aggiunse come verosimile l'eredit delle attitudini manuali, tecniche, a suonare strumenti. Furono forti assertori rlell'eredit p s ichica superiore anche il P ears on, il Buccola, ecc. Tuttavia, per la verit, non mancarono contrasti al riconosci mento pieno di questi concetti tanto che tale dibattito ha fatto uno dei capitoli pi co mplessi ed importanti della Geneti ca Soprattutto il Weissma1u1 (1B92) e i suoi seg uaci s i opposero all'eredit p s i cologica; I'Odin ( 1895) contras t le a sse rzioni del Galton, al mass imo accordando al fattore e r editario la cooperazione col fattore ambientale, e concludendo con una s u a formula: il genio s ta pi nelle cose c he ne g li uomini. Negarono ogni forma di eredit p s ichica compresa perfino quella ge n e rale, il Pellacani e il Conklin; mentre altri, quali il Lugaro e il Patrizi, so no stati i nel in i ad ammettere una preparazione ereditaria del patrimonio p s ichico nelle linee generali. Ma una ricchi ssim a documentazione della pos sibilit di ered i tare le attitudini psichiche quella recata da G Pieraccini ( 1924 ; nella s ua podero s a opera: La Stirpe dei Medici di Cafaggiolo. Oltre ad un'acuta a dotta analisi p sicometrica della Famiglia Medici egli ha ricercato le leggi dell'eredit biolog ica in altre dodici antiche rinomate famiglie fiorentine: Al berti, Altoviti Corsini, Ginori, Guadagni, Niccolini Passe rini Pecori-Giraldi, Ri c a s oli, Firidolfi, Rucellai Strozzi, prendendo come punto di partenza per ogni famiglia il primo masc hio de ceduto attorno all'anno 1400 e seg uendo tutte le linee che da que sto stipite sono derivate, in lin e a maschile fino all'estinzione di ognuna di esse. facendone una minuziosa intere ssantissima di samina genealogica sto rico.biologica. Alcune di que s te famiglie han dimostrato chia ramente in tale analisi, un bilancio mentale composto di quelle doti c he so no pi proprie dei gruppi soc iali dominatori: la fie rezza l'orgoglio il co raggio il di sp rezzo della vita, una not evo le e ner gia volitiva; cos le famiglie Ricasoli e Firidolfi, nelle quali siffatte doti trapassarono inalterate per successive generazioni, e r e sis tettero lun ga ment e anche dopo il cambiamento di luogo di abitudini di rapporti s ociali, quando s'inurbarono, la scia ndo l e avite terre e cas tella. Invece altre di qu es te famiglie, quali : a N i cco lini, furono del tipo intell ettuale, operoso, morale; spe c ialmente nel particolare ramo dei Niccolini di scesi da Lapo di Gi o vanni per la linea di Messer Otto ed Agnolo s uo figlio fu tradizionale l'alto valore intellettuale, culturale, e tico, dando un ge ttito eccezionale di uomini psichicamente extramediani supe riori: il 43 ,69%, cifra addirittura meravig lio sa. Tra queste antiche famig lie fiorentine, considerate globalmente in tutti i loro rami, rifulge nell'analis i p s icometrica p e r per-Frenze Villa Reale della Petraia Ritorno trionfale delta spedizione contro i barbareschi ..

PAGE 28

2S centuale dei valori psichici, quella dei Medici, che appunto fu la dominatrice di Firenze e della Toscana; il 38,7-% dei suoi membri vissuti oltre il diciannovesimo anno furono psichica mente mediani e al disopra di essi si elevarono il 22,58% di paramediani superiori e il' 9,68% di superiori assoluti; mentre, per esempio, la famiglia rivale, gli Strozzi, ebbe 1'83,15% di maschi psichicamente mediani, ma solo il14,6l% di paramedia: \ ni superiori e nessuno di intelligenia superiore assoluta. Dai numerosissimi dati esaminati, il Pieraccini ha dedotto che ad una ereditariet. mentale globale, convive quella di specifiche forme spirituali, e l'una e l'altra si realizzano per aggruppamenti, che talvolta continuano in lunghe serie genealo giche. * L'obbiezione pi grave come ho accennato, e come fu particolarmente avanzata dal Pellacani, dal Conklin e da altri, che l'eredit psichica non !:iarebbe dovuta, in tutto o in parte, a veri e propri fatti ereditari, ma sarebbe alle dipendenze del l'ambiente, per una capacit di recettivit e reattivit personale all'ambiente famigliare e sociale, nel quale l'in dividuo si trova dalla nascita fino al completo sviluppo intellettuale e morale. La parte trasmissibile non andrebbe, secondo costoro, al di l degl'istinti; il resto non sarebbe ereditabile, e se rivive nei di scendenti accidentale favoreggiamc!lto dell'ambiente. All'influenza dell'ambiente e dell'educazione naturalmente non si pu negare importanza notevole, nella determinazione del ,e_a. trimonio psichico individuale; il complesso di ricordi, di abitudini, di pratiche, di esempi, di attivit famigliare e sociale, influisce certo sul particolare assetto cerebrale individuale. E chi volesse in pratica distiriguere le singole influenze dei due fattori organismo umano ed ambiente -nella formazione della di un individuo, urterebbe in gravi difficolt. Ma una quantit di esempi molto significativi pu trarsi dali-o stu dio dell'eredit delle tendenze, dei gusti, delle passioni, dei ta. lenti, della condotta morale, esempi che dimostrano come ess i possano ripetersi nelle linee genealogiche anche mutando le con dizioni ambientali. Un caso singolare questo, fra i tantissimi: Leone Daudet uno dei pi espliciti avversari dell'eredit psi co logica; eppure egli stesso offre un luminoso esempio di ere dit letteraria famigliare. Da Alfonso Daudet, che ebbe un fra tello Ernesto autore di romanzi e scritti storici e che aveva spo sato una scrittrice, nacquero il romanziere Luciano e Leone, il quale ultimo, quasi volesse sottrarsi a tli influenze, studi me dicina, ma fin anch'egli nelle lettere, sospintovi da questa ere dit parentale bilaterale; e quando il figliuolo Filippo per tra.

PAGE 29

ALBER0,6NAL061CO DJSCENDENT DEUA STI,RPE DEI .MEDICI DI CAFA6610LO. i AVERARDO 3 5 i fERDINANDO .,.._,1663 ...... 111! 1613-1131 i AniJa/1aPia Luisa 1661-1143 gicamente quindicenne (1923 ), fu trovato un quaderno di narraziom m prosa scritte dallo stesso Filippo. Interessantis s imo e lo studio delle particolari attitudini fami gliari alla pittura, alla mus ica all'oratoria, ecc. Il Patrizi (1912 ) s tudi pel primo il retaggio dell'eloquenza, e lo ammise come indubitabile. Il Pieraccini ha raccolto un censimento estesissimo nelle categorie degli artisti del disegno, studiando le genealogie e le biografie di ben 3553 italiani architetti pittori scultori e maestri d'arti bel le affini vissuti dal 1300 fin quasi al 1750 ; or bene ll75 di costoro sono risultati strettissimamente legati da Cosimo il Granduca Ferdinando Il Granduca Anna LPono/do 1616-1616 1611-1615 l NIA'f[/U llOH.INtiN/NCANOLA .JERIF PEllE 6ENFl'AZJCWI MI. llAJfO CAPETTD -l NVHEI?IARA81 LA .JUIJE PEllE 6E.NERA. ZIONI DFl PJ!l1H06ENITO. l F/61.J tJt O
PAGE 30

Vll. Alessandro De' Medici. raHiguratl nella Cena di S. fuso PSICOMETRCO DELLR STIRPB DBI e femniine,vis.suti oHre il annodiel iOO 5 UPE.JUORI AS.SOWTI 80 f!ARAMEDJMi! .SVPBRIOR) 'IO 60 .50 MEDIANI 40 30 20 PARAMIDIANI JNFB.RJORI fO 5 ASSOll!II o 30 6= 9.68% 14=22.59% 24=38.10% 6=9.&8% {00 90 80 '70 50 40 30 20 iO 5 o Cosimo e i suoi parenti raffigurati in una Sacra Famiqlia )pro imparentati, e questi gruppi vanno da s olo du artisti .per famiglia fino a sedici; 465 .di quesi i artis ti appartennero a fa miglie che ne hanno dato ciascuna cinque e pi. Sono poi da aggiungere le famiglie dei mu s ici fra le quali in Italia quelle di Gio vanni Pier luigi (detto il Pal. estrina ), dei Eu s oni Puccini, Bossi, ecc. ec. e con molti esempi stranieri, ch e fanno intendere come si possa ereditare oltre il sen o musical e e le capacit alla composizione originale e musicale anche l a disposizione tecnica all't :.;!'!cuzione della mu s ica s trumental e e vocale Il Galton trov che da genitori entrambi con i nclinazioni ar tistiche nascono il 64% figli con inclinazioni artistiche mentr e se uno solp dei genitori ha tale inclinazione essa s i -ritrova nel 39% dei figli. Tra gli individui cqn queste doti .solo il 21 per cento gli risult che .era nato da genitori che ne erano en. trambi privi. Altri esemp i possono trars i dall'analisi degli arti ti dramma tici dei lettera degli storici, e anche degli scienzi ati ; cos tro viamo nel passato e anche attualmente alcune famiglie con nu m'erosi pl'Of essori universitari. . Da queste indagini stato dedotto che l'eredit delle altitudini psichiche pi manifesta nella linea diretta che in quelle colla terali pi frequente in linea similare (c io conservandosi u gua li le attitudini psichiche, come da pittore a pittore, da mu s ico a musico) obbedisce alla legge della cmvergenzaa bilateral e parentale ( ossia maggiore se la carica ereditaria proviene dal le due famiglie ascendenti ), rivive in. essa la legge d ella s eri e (cio si esplica in aggruppamenti parentali) e vi rivive anch e la legge dell'attenuazione del carattere e viceversa del suo raf--forzamento nella serie. Questa trasmissione s i compie attraverso le donne nelle per rimane latente. E presumibile che a queste attitudini congenite o acquisite corrispondano peculia rit strutturali e clmiche degli elementi nervosi cerebrali

PAGE 31

Cranio di Giuliano di Pie ro De' Medici (visibili nella regione parietooccipi!ale sinistra i segni dei colpi d'arme che nel 1478 lo stesero morto in S. Ma-ria del Fiore). Cranio d Lorenzo il Magnifico. Capelli del Duca Alessandro Medici Cranio di Alessandro De' Medici (Norma !ateraie Piano alveolo condilieno) ad ogni modo un perfezionamento anatomico e fis iologico cerebrale v erso quella specil ca funzione. Se dunque cos I come pass a dai genito ri ai lgli la robusta o la d ebo le co s tituzione organica, la bellez za o la bruttezza del corpo, la salute o le malattie o la pre dispos izion e a -date malattie, trapassa no anche caratteri psichici ne trascende come consegu enza pratica che anche sotto ques to punto di vi s ta h a somma importanza la scelta matrimoniale. Que s ta non so l o tutela nella i sce ndenza la in te grit d e i caratteri psichici razziali e famigliari oltrech fisici, ma pu correggere l eventuale decadenza famigliare, eleva ndo anche p s ichicamente l a fig liolanza, e pu perfino intensificare nella prole l o sviluppo dell'intelligenza e di specifici gusti e talenti. Il Marro h a studiato i rapporti fra l 'et dei co niu g i e il valore psichico dei fig li ; s ono i matrimoni ne ll et g iovane seb bene non tra gio Y an i ss imi c h e oltre ad ass i curare una pi robu s ta costituzione ai fig li. producono in ques t i un mass im o di tem. p eramenti vivaci e di b uon a condotta, e un minimo d temp e ramenti tranquilli. m elancon ici e di ca ttiva condotta. e d assicurano un numero di fi g li intellige nti su p eriore a que ll o dato d a f!enitori di troppa avanzata et. LUIGI CAST ALDJ Prolessore della Facolt di Medicina e Chirurgia dell"Unversit d i Cagliari :u

PAGE 32

' 41J, JLJl S 1rlU]D, Jl ZJl Cume ricorda il Wellisch di Vienria suJrori gi n e antropo l og ica degli Ungheres i esistono attualmente due t e ndenze l a prima che consi dera g l i Ungheresi come un popolo completa mente mongol i de. la seconda che invece l o con sidera come un popo lo di o rigine a lpin a leggermente rr..ongoliato; di que sta opinione erano il Fischer e il Wollmann. Secondo il K ollari t s ( 1 924) l a popolazione at tuale de ll'Ungheria risu lterebbe d a una mesco lanza di e lementi baltici orientali, a lp ini e di narici con influenza levantina e mongolica Il Gi.inther ( 1926) cons id era i Magiari come un p o polo di origine balti co-o rientale e l egger m en te nordica e attualmente molto influenzato da sangu e a lp ino, dinarico e nordico. Il Mhely ( 1934) dell'opinione che no s trat o mongoloide, tartaro e ugrico, si sili im p os to a un pr e cedente s trato a lp ino levantino e n o rdi co. 11 Bartucz ( 1 93 5) ritiene ch e la razza domin ante negli antichi ungheresi f osse la mzza balt;ca bionda e insieme con essa una razza cau casico-mongolica conosc iut a p e r l o pi con iJ, t e rmin e di AJfold-Typus distinta pertanto dalla razza alpina. Il Bartucz ammette tuttavia cht sulla popo lazion e ungherese abbiano altres avuto influenza i tipi mongolide, turanide, ar menide, nordico, mediterraneo e dinarico. Secondo gli s tudi del Kollarits la percentl\jle delle varianti razzia l i cht h anno costituito il popolo ungherest risu lt erebbero cos distribuite: -Nordici 4 o/<. l o/c, Alpini 15 o/c, Baltici 35%, Dinarici 20 o/t:, Armenidi 20 o/1;, Mongolidi 5 o/c. Second o il Czekanowki ( 1930) invece le" percentuali sa r ebbero le segue n ti : Nor dici 21,2 %, Mediterranei 12 ,4 %, Armenidi 22, 6 per cento, Lapponoidi (Osteuropidi +Alpini) 38,7%, Asiatici 5 1 %." Il wellisch ritiene che nella popolazione un gherese g l i elementi asiatici Sibiride Armenide. Turanide e Lappide siano particolarmente diffusi neUa p o polazione della campa,gna m e ntre invece nelle citt sarebbero piuttosto rappre sen t ati gli elementi e uropei Alpini, Mediterra. nei, Dinarici e Nordici. La determinazione dei sopraddetti tipi raz ziali .fu fatta in passato essenzialmente con un criterio morfologico ma essa s tata attu;dmen te controllata sfruttando ampiamente il met odo siero l ogico. In base a queste recentissime ricerche risui terebbe che gli Ungheresi d e lle campagne presenterebbero la seguente composizione razziale: S bi ridi' 30 %, Armeni di 23 o/c, Turaoidi 18 /r, Osteuropidi 18%, Alpini 3 .% . Mediterranei 2 per cento, Dinarici 2 % Nordici 2 % Lappidi 2 %: Le percentua li invece per gli Ungheresi di Budapest sarebbero le seguenti : Sibiridi 1 O per cento, .Armenidi 10 '%, Turanidi 10
PAGE 33

nell a p e ni so la balcanic a attraver so le Alpi Dinariche. Verso il 1500 a. C. gli Illiri vennerQ dal Nord e occuparono l e coste dell'attuale Gre cia, Albania, M o nte'negr o, Bosnia Erzegovina e Serbia. Secondo l' o pini o n e della m aggio r e parte degli autori i Traci erano di origine nordica, prese ntavan o quindi st
PAGE 34

"L'avanzata su Gerusalemme": di James Mcbey RAZZE E METODI DI CONQUISTA 1 moti vi di 1'11Z2rt !OliO cert a m e nt e legati in na z i o n e g li a tt eggiaiiU!Illt pi d iH: J i : qu e ti j Jaci rimrwgono all' incirc r t g li J/i!JJi tlllr a erJo 1e e p ocbe .t mmo di ap p orti cap aci di dtaare l a pr e c e dent e J trllllllrct e tnic a Di con < ,i
PAGE 35

o --i : !_.,. l ---t-. i.'-""f""?'Y"'-"""'..,--___ ; __ _j____,..L =-l 1 l r l lo> ,i _; --, ---r-r---r -----"--!' i l l t ----1tr----; -.. ----. ; 1 l i i (1 . : 1' --i l

PAGE 36

li p erseg uitaron o come bestie malvagie. Pagin e t J irul e nt e furon o .rcri!le contro i Boscimani d a anticbi per il loro ifitito a pieg ar.ri ad rma m a ggiore civilt. 1\fa l a loro colpa so/. t a nt o un a more sco n fina/o per ltz libert e per lr1 v it a nel silen z io del deJerto fm /'accec an te b a g /iore delle Jabbie, in mezzo agli atzimali che d t millen ni costituiscono la loro preda. Una situa ::ione analoga, Jebbene non altretta1llo disperat.t, quello degli 1tltimi AuJtraliani. A lungo si potr eb be inoltre parlare delle atrocit nell' Aflul ::onia neli Orenoco nel Congo e in tante altre ,-e. gioni. Dalle relazioni dei viaggiatori che per primi poJ ero piede in terre mai toccate dalla civilt .ri deJumono i malanni che questa vi ha prodott o e lo .rtato di de so la z ion e determin a tol'i col tempo. ' r: >.'-:.-.) ..-r,-,_. .. l mtl ormai sicuro m! trono tiSIIrpato a dan e 110 {ii rma figlia di Viraragendra. La East Indian Company, r.oeram imte, aveva pteso
PAGE 37

che era g1a successo a Virar a gendra e si sarebbe poi verif icato per Virar ag ia : tristi anelli di una catena di pietosi crepuscoli e drammi atroci al!i a suscitare i peggiori sospetti! &n'altra visita a Lingara g i a fu / < ttttl da/tenente Connor nel 1819, vale a dire p ochi mesi tJvanti la morte del sovrano Questi fin nel sr1o qfltJ. ra ntacinq11esimo anno di e t in llner, trattenn e ili ostaggio uno d e i messi certo Kulpu11y Kamikara e di chiar ch e l o avrebbe restituito soltanto in cambi o dell a cugilltt fuggiasca e del marito di lei. Fu allora rh c i l got ,e mator e genera l e dell l ndia Lord liV. B en-tinck, d e cise, di occupare il Cm g. La g uura .ri conclus e incruent a in pochi g i o rni per l'in ettitu. dine del ragia a comand are i suoi u o mini. Il 6 aprile 1834, alle qu a /iro p ome ridiane, l a bandiera dei principi del Curg si ab b assava cos p e r sempr e s ul fro nte di Mercar a sostituit a da que lla In g l ese. Viraragia, f a tto pri g i o niero fin esul e comf gi d e llo in In g hilterra, do ve pur e mig raron o l e s u e ricche zze U na figlia del ragia, unica ered.:. sposattt ad 1111 u fjicia l e in g l ese Lo ndra, mori dopo aver part or it o L 'ufficia l e . n a ve d ovo si ecc/iss misterio same n te COli il figli o e l eredft D epos to il rag ia, il c o l onnello Fraser, c he avet a dirett o l 'occupazione cont o c i maggio r enti del Cur g p e rch esponessero sen za appren s i o ni o riJerve i l oro deside ri s ull a forma di amminisl r a zio n e da stabi l irsi p e r il g overno del Paese>>. L'un a nim e risposta annunzi il desideri o d i venire governati in futuro con l e stesse le ggi gi} adotta t e sui territori della Company I n conse guenza il colonnello Fr aser, con editto del -; maggio, dichi.1r anness a l a regione perch er, z desiderio del popolo eli venir e governato dall'Inghilterra! Il Curg divem1e c os ed tull o r t d o minio inglese. Con metodi di questo l I nghilt erra h z m ess o in s i eme, pu dirsi t11/fo il s u o impe r o N o n se nz a ragion e q11indi a d 1111 s u o u omo politico. Sir St afford Cripps, sf11gg di r ecente in 11r10 scritto la seguente fra se: D o p o ttt' er dat o appena un o .rg11a rd o alla st or i a imperiale b rit an nica sentirete vergog)t a di essere Inglesi. Quando mai a noi Italiani passerebb e p e r l
PAGE 38

, e programma e br eo p e r il domini o mondo si tro va il brano seguente: Stato non giu deo osi res i esse r e in g rado di indurr e la guerra. Ma s e i vi. aiutarlo e attaccarci, dobla conf/,a graz ione mondetto prima della g rand e guerra Ma questa g u e rra non distru sse dal punto di vista d egli ebn"i sta tal e dei non g izul ei. C erta conser v arono g rand e in politica econom ica e finan z i a ria o meno premimente i n diversi Stati e a n cora dom inano m ezzo dei p a rtit i plutod e mocratici, de lla f r a mrnassoneria e d elle socie t occulte la vi ta s piritual e; sono in poss esso d ella Pal est ina, i nfluiscon o in quasi tutti i g randi l mpe ri So ltan to il Giap p one si p o t sottra rr e all'ingerenza g iudaica n ei primi an ni d e l dopogu erra, g razi e a ll a sua unit si n go lar e di razza, di r e ligion e e con cezione di v ita quasi imp en e trabili a lla pr o paganda sg r eto latrice degli eb r ei. M a anc h e n egli S tati d'Europa -rr. u' '". di resistenza raz::.iale passa rono la nd e g u e rra ; la domina z ion e giudaic a ancora comple ta e assoluta; il non giudeo ancora si faceva non e r a completa m e nt e mac ellato. il rit o degli eb r e i ; era.da t e mer e sveg liasse e s i ri vo ltass e contro si compre nd e c h e l'idea di r in n oma ce llo d e lla gra nd e g u e rra si far r esto n ei c ircoli dirigenti del giu m o ndialc. Il 16 gennaio 1919 il g iornal e degli e br ei, Stati di America, J ewis h World sc ri sse: g iudai s mo int emazionale h,a costr etto a far e questa g u e rra non p e r ac r e un a grande massa di danaro ma scopo di c ominciar e per m ezzo di danar o una niwva guerra mondiale. scritto ri e braic i non hanno esitat o r e con colori sfrontati il giorno im.a so ttomission e dei goyim c h e il tempo ur gev a ; gi in ltaDuc e avet:a abbattuto il dominio dei frammassoni a v e v a distrutto come un se co ndo Tito il tempio di St;Ilomone del ser-

PAGE 39

pente verde, c 1/Ws lralo agl /ta.liwti la strada tica grande"::za. Era da temere che nascessero nuovi movimenti somiglianti negli altri Cos il poeta e politico Samuel Roth e il famoso scrittore lsrael Zangwill pubblicarono nel 1925 a Nuova York un libro Ora e per sempre (Now and for ever) che dedicarono al cancelliere dell'universit ebrai ca di Tel Aviv, /udah Leon Magnes. In questo libro dip.nsero 1a futura guerra, la guerra panebraica. In quegli anni l'influenz a degli ebrei in Cina aumentava gra dualmente. C'erano molti ebrei e criptp-ebrei f ramrnassoni e ci nesi americanizzati, nella Cuo-mintang, partito dirigente della Cina. l l giudeo inglese, Lord Sassoon (di una famiglia di mer canti di oppio, morto nel 1939, ministro del gabinetto di Sir Neville Chamberlain) si adoperava per lo scopo di organizzar it gli e brei lavoravano p e r la guerra. Ber nard Lecach e, fondator e d e lla Lica (Ligue internationale contre rantisemitisme), a Parigi ru e Cad et, nella casa del Grand e Oriente della frammassoneria) scrisse: Sarebbe necessario scr > ere un voluminoso libro per enumerare tutte l e azioni della Lica dal 1933 nella lotta contro Hitler. ma anche nel campo internazionale, contro il ra::::isnw Il capo dei sionisti r ev isionisti aggruppam e nto d e i sionisti pi militanti, Wladnir ]abotinski, dichiar nelle pagine del suo giornale: La lotta contro la Germania s i fa da tutte le ebraiche, in tutte le conferenze e congressi. da ogni 39

PAGE 40

giudeo del mondo. Gli inter ess i di Israele esigono la distruzione definitiva della Germania. Tutto il popolo tedesco un pericolo per noi. Eccetto il tempo di dominio giudaico nella Germania, que s to paese fu sempre retto da governi nemici d'Israele. Perci impossibile di ammettere che la Germania diventi potente, col g overno di oggi. E cosa molto interessante! lo scrittore Emil i o Luigi Cohn, gi nel 1937 annunci la guerra per l'anno 19 4 0 e si sbagli soltanto di s e i mesi . ; La conferen z a di Monaco parve distruggere le speranze, giu daich e La pace s e mbrava e sser e salvata. Ma i giude'i non cessa ; rono di ai z zare alla gu e rra. Tre giorni dopo Monaco, Winston C hur c hill si di c hiar n e mico c on v into di questo patto e richiese la pr e parazion e d e lla gu e rra Egli non giudeo, ma come gior nali sta pagato dal giud e o L ev yLawson ( Lord Burnham), egli amico intimo d e l giud e o Lord Melchett (recte: Alfre d Mond), d e i g iudeo Sieff, dir e ttor e di v ari giornali Churchill., ch e fu sempre amico d e l giuda i smo ha propagato la dichiara z ion e Bal f o ur c he diede la P a l e stina agli e brei e l'immigrazione dei g iud e i in l nghilt e rra La stampa britanni c a ricominci dopo i giorni di Monaco l'ai zz am e nto alla gu e rra. Non da meravigfiarsen e perch la maggioranz a di questi giornali posseduta o controllata da. gli e br ei. Il Daily Express (tiratura di 2.560.000 copie) appartiene al giudeo Ralph D Blumenjeld, il Daily Herald appartiene alla soc iet anonima Odhams Press, controllata dal giudeo Lord S outhwood (rect e : ebr e o l Salter Elias ) e dal giudeo lsra e l Mos e s Sieff, amico di Mr Eden, propagatore delle san z ioni contro l Italia e odiatore accanito del Duce. Lord Camrose, par e nt e dei Rothschild, ed il giudeo Moses Levy-Lawson pos sie dono il Daily Tel egraph, il giudeo I ord M elch e tt ( recte: Mond ) possied e il giornale Westminster Gazette -quasi tutta l a s tampa ingl ese dir e ttamente o indirettamente giudaica Il m e mbro del Parlamento Britannico, Sir Oswald Mosley, c o s tat n e lla primavera del 1939: Gli sciacalli della potenza finan z iaria d e i giudei cHiedono la guerra, gridano a voce alta. E questa stampa e sono qu e sti politici che disonorano il nome britannico e compromettono l 'e sistenza del popolo. L'occupa zione della Cecoslovacchia il nuovissimo pret e sto della stampa plutoatica, che prepara la guerra e scatena .un inferno da!. qual e sperano di arri v are alla catastrofe. Ma Sir Oswald Mosley oggi incarcerato dagli sbirri ebraici, che dominano il popolo inglese; la catastrofe va svolgendosi, e Hore Belisha ministro di guerra a Londra, discendente di oscuri ebrei del ghetto di Tangeri in Marocco, si van tava nel settembre 1939, pubblicamente, nei salotti di Londra, di aver saputo silurare la mediazione del Duce. E' necessario di cercare i responsabili di questa guerra? Non occorre: li conosciamo! Non il povero Tommy mobilitato dal giudeo Hore Belisha non i guerrieri di Francia, contadini ch e difendono i propri usura i, artigilmi ch e si battono per le rendite delle banch e ebraich e neanche questi Polacchi ingan nati dal colonnello B eck (che i Polacchi st e ssi denomina v ano il Gran Rice'!}itore di mance della Repubblica ); tutti questi non sono i responsabili. Anche le marionette della grande politica, le bambole della sinagoga, gli aiz z atori di professione, oggi pagati dai Lords della stampa, come erano nel tempo delle sanrzioni che significano essi per la grande, per la vera responsabilit? Dietro tutti que sti il vero responsabile si mostra, riso sata nico sulle labbra, il cervello talmudico pieno di odio contro i go yim contro il buon ordine del mondo, le mani cop e rt e di sangue: ecco Satana stesso: Israele! Nel piccolo monastero di Lehnin in Brandenburgo si tro vata nel secolo passato una profezia medioevale scritta da un monaco di strana profondit di pensieri, concludente colle pa role latine: lsrael nefandum scelus committit morte ex piandum ( Israele commette un sacrilegio scellerato che dev e essere pagato colla morte). Il Israele l'ha com messo; e l'espiazione deve venire. JOHANN v. I.EERS Professore dell'Universit di Jena

PAGE 41

o POESIA RAGIONEVOLE Ma quel ridurre che fa il Breine la poesia modern:t al solo patetico (distingu e telo pur quanto dal m:>. linconico c ome di sopra ho detto) quasi che il sublime, l'impehwso, l'esultante, il giubi lante (so ben e d 1 e an che la gioia pu essere patetica, ma non nei casi ch' i o dico) il grazioso disinvolto e insomm a quasi tutta l a poesia degli a nti c hi, l'epopea la lirica quando non sentimentale i cantici di trionfo le descrizioni delle ba t taglie i salmi di D avidde, le odi di Anacreonte ec. ec. ec. non fosse poesia o almeno ai moderni non paresse pi tale o a lmeno (non si sa poi perch quando non si ammettano le due cose precedenti) dai moderni non do vesse pi esser coltivata ; come non deve parere un a pazzia difficile a credere che sia caduta in testa d un . uomo savio? Dunque Virgilio non poeta altro c he nel qu a rto dell'Eneide e nell'episodio di Niso ed Eurialo, e che so io? non ci sar. pj altro che un sol o genere di poesia ? e in uno stesso con1poniinento non si dovr pi tenere a ltro che un tuono solo? (E dopo tutto questo ci rinfacciano la monotoni a delle favole ant i che). Ma c h e? abbiamo mutato natura affatto? non c' pi gio i a se non mezzo malinconica, non c' pi ira non c' pi grandezza e altezza di pensieri senza quel con dimento di patetico ec. ec.? (E se la poesia arte imi tativa e il suo fine il dilettare, n deve imitare una cosa ;ola n una sola cosa di let ta, ec. E in genere non par e c he il Breme faccia gran caso dell a natura e del fine della poesia che con siste in dilettare col mezzo dell a maraviglia prodotta dall'imitazione ec.). Ma queste son follie, di cui soverchio parlare A te ner dietro con diligenza ai ragionamenti del Brem e ci si s copre un a con traddizio ne nascosta m a realissima e fondament a l e cos del suo sistema come del romantico D a principio dice c he gli antichi credevano tutto e si. persuadevano di mill e pazzie c he l'ignoranza il timore i pregiudizi som ministr aYano allora gran materia alla loro J??e5ia, e non possono pi sommi nistr arne ai tempi nostri ; insomm:1 evidenteme nte par che venga a conchiudere che la poe sia nostr a bisogna che sia iagio ne v ole e in proporzion e coi lumi dell'et nostra e in fatti dice che ce la deb bono somministrare la religione, la filosofia, le leg gi di societ ec. ec. E cos dicono i romantici Ma se co s ecc o l'illusione sparita e se il poeta non pu illuder e non pi poeta e ufJa poesia rag ion evole, lo stess o c h e dire una bestia ragionevole ec. ec.

PAGE 42

questionario Giuseppe Martini. da Bressanone: Sono uno studente liceale di un Istituto della provincia di Bolzano. Da qualche tempo seguo con molto interesse la vostra rivista e trovo modo cosl di raflorzare e di rivedere certi giudizi e certe considerazioni s u avvenimenti, idee, teorie, personaggi e problemi sociali e razziali che mi sono venuto formando nell'ambito della scuola. Sono, come lo sono tutti i giovani della nuova Italia, fascista nell'anima dell'anima e italiano nel pi profondo del mio spirito. La terra di Dante, che mi dette i natali, ha riversato in me l'ardente patriottismo del Poeta e la lede in questa nuova Italia e nei pi alti destini del popolo italiano. E' per questo mio amore filiale verso la gran Madre, che io vidi con giubilo il Regime sorgere a difendere la nostra razza e salutai il comparire della vostra rivista e l'ho seguita nel suo cammino e nelle sue polemiche. La necessit di una politica razzista mi sembrata -ed ora vieppi mi rafforzo nella mia opinione -imprescindibile per un popolo forte, ed in essa ho veduto il segreto della potenza. Un popolo come il nostro deve fare il razzismo. Noi possiamo e vogliamo esser potenti; e per esser degni dell'Impero, bisogna essere forti ; forti nei muscoli e nello spirito, nella nostra forza interiore. La scuola deve essere aflrancata totalmente dai libri borghesi, come stata alfrancata dagli insegnanti ebrei. Bisogna essere decisamente antiborghesi anche e soprattutto nella scuola, e dare ai giovani l'esatta conoscenza del valore della nostra razza, dei moti e dei sentimenti che l'agitano, delle cause e delle ragioni di certi avvenimenti, incosciamente e colpevolmente travisati. Bisogna dare al giovane, specialmente nella scuola media, una educazione razzista; bisogna presentare un poeta, un pensatore, un artista in quanto italiano, facendo penetrare cii giovani il pensiero dei grandi che parlarono di una razza italiana, perch solo cos riusciranno ad indirizzare il giovane al culto dei valori della nostra razza ed a fargli comprendere quanto siano stati gretti e ciechi l'incondizionata ammirazione e il convenzionale servilismo per tutto ci che era straniero a scapito del genio italiano. B!sogna far comprendere al giovane che l'Italia ha avuto pensatori suoi, e che noi dobbiamo studiarli perch sono della nostra stessa razza, perch hanno i nostii stessi caratteri biologici e spirituali, perch, insomma, sono italiani e da italiani hanno pensato e scritto. Bisogna far capire ai giovani che ad essi che devono rivolgere principalmente le loro menti e di essi nutrirsi ed in essi vivere. Questo si pu fare nella scuola con libri, criteri e professori razzisti, cio decisamente antiborghesi. Il razzismo nella scuola necessario perch a scuola si forgia lo spirito e l'intelletto, perch dalla scuora usciranno gl'italiani. 4-2 Gli studenti devono comprendere che noi dobbiamo e vogliamo essere un popolo e per essere un popolo bisegna essere forti, nei muscoli, nello spirito e nella volont. E per esser forti occorre prima di tutto essere se stessi. Per questo bisogna difendere ogni valore biologico e interiore della nostra razza dalle ingerenze e dalle infiltrazioni d 'ogni elemento estraneo. Tutti devono comprendere la necessit e l'im'portanza della difesa della nostra razza, specialmente dalla mentalit ebraica e borghese. Noi abbiamo un Impero da difendere e da far prosperare, siamo una Nazione che ha in s la sua potenza; dobbiamo essere un popolo. Bisogna distinguere la nostra natura perch appunto dalla natura bisogna partire e considerare .la diversa origine degli individui e delle razze e la loro diversa formazione. Si vedr cos che non si pu essere uguali, perch le razze hanno caratteri e modi di agire, di vedere e sentire diversi e anche opposti. D'altra parte bisogna pure considerare che ogni stato ha i suoi interessi da salvaguardare, e che li possono insidiare le inclinazioni di popoli di razza diversa. E' per questo che abbiamo allontanato gli Ebrei. Dire invece che siamo nemici della natura e la vogliamo abolire voler distruggere la multilormit degli individui e dei popoli per ridurli in un piano di utopistico uguaglianza universale. Mi sembra che cos si ricadrebbe nell'Illuminismo del '700, il quale, infatti, postulava fra l'altro l'eguaglianza naturale degli individui e l'eguaglianza a priori dei popoli, che nettamente opposto alla concezione classica. Dobbiamo svegliare in noi il sentimento della razza, perch solo cos si potr for mare il popolo. Ed anche in questa opera mi sembra che possano, anzi debbano, dare il loro contributo i giovani di tutta Italia. Scendano gli studenti fra gli operai sporchi del fumo delle officine, della calce dei cantieri o del fango delle miniere, senza ROUre di sporcarsi il vestito o di imbrattarl"i le scarpe, scendano fra il popolo, osseJvir,u la sua vita, penetrino i suoi moti, i :;,1c.i stntimenti, le sue aspirazioni. E dopo coH;pieso come vive, pensa, e sente !"operai;), diffondano il razzismo fra il popolp, perch solo cos si fa il popolo italiano. I giovani devono .far comprendere alla massa operaia che il razzismo deve essere il suo modo di vita perch esso difende i suoi interessi, la sua vita e la sua famiglia dalle infiltrazioni malefiche; perch in esso il segreto della potenza, perch per mezzo di esso possiamo divenire un popolo e finirla con le divisioni di classe. Nello stesso tempo per bisogna far capire al popolo -che sempre stato religioso -che il razzismo non contro il cattolicesimo e che non un'utopistico polemica su valori razziali inesistenti o una esposizione di questioni che non potranno mai aver vita. Diventando popolare il raz-zismo sar il modo di vita dell'italiano cat tolico e fascista. Potremo cos dire un gior no: siamo un popolo solo, un a razza, un Impero. (A proposito di Impero, perch non iniziate nella vostra rivista. una documentazione sulla politica razziale coloniale del Fascismo? Potrebbe destare qualche interesse, specialmente se messa a confronto con quella di qualche altra nazione, come, per esempio, la Francia). Dando agli studenti un'educazione razzista e sviluppando nel pol:>olo la necessit di una politica razziale, manterremo la nostra razza pura, forte, sana, e potremo dire d'esser finalmente il popolo italiano, uno di lingua, d'armi e di pensiero, che i no stri grandi sognarono. Soprattutto al popolo per dobbiamo rivolgerei. Bisogna innalzarlo nella sua preparazione spirituale e perci andare a lui, frantumando tutte le borghesi divisioni di classe, affratellandoci tuili nella lotta per la difesa di noi stessi e della nostra civilt . Se vi sembra, come sembra a me, che questo sia razzismo, rivolgete per mezzo della vostra rivista, a tutti gli studenti e gli operai d 'Italia, la vostra parola. Molte voci e molte penne vi risponderanno e gli studenti d'Italia si metteranno all'opera. Svegliare nel popolo il sentimento dell'essere italiano, questo mi sembra il miglior succo dello scritto di. Martini. E questo il bisogno del nostro tempo, la ragione della difesa della razza. Svegliare un sentimento che dormiva, e al quale cantava la ninna nanna la cattiva educazione di additare agl'italiani l'imitazione d'altri popoli e darci l'ideale del sangue altrui. Di questa cupidit d'esser ibrido ci mand tempo fa da Comiso un singolare documento il camerata Giuseppe Scerbo. insegnante di storia, filosofia ed economia. Si tratta della dedica che nel 1905 A. R. Levi fece d'un suo libro al ministro guardasigilli Ronchetti.. Il libro s'intitolava: Come una nazione diventa grande. E parlava dell'Inghilterra. Ora nessuno pi di noi si rende conto dell'importanza di questa grande potenza e della necessit che ogni italiano debba comprenderla e possa amarla o nel caso combatterla. Capirla insomma come altro ca s. Ma A. R. Levi diceva di glorificare le facolt privilegiate e il valore di quel paese ad ammaestramento della nostra E dedicava il libro al Ronchetti, pe!ch di questo ammirava le stesse qua!it degli inglesi. A. R. Levi non era inglese. Ma neppure italiailo. Era ebreo, e proponeva alla gio \"0nt italiana l'imitazione degl'inglesi. Era ebree, e era professore, educatore di giovani italiani. Ma io non vi ho detto tutto. Dovete leggerla, dedica. Eccola. Considerate specialmente la seconda parte:

PAGE 43

Ho narrato, in un mio precedente lqvoro, la storia .delle lettere inglesi dalle oscure origini celtlhe ai nostri giorni. Ma poich l'Inghilterra, non solo il paese dei letterati e dei poeti, ma anche, e sopra tutto, la terra classica del progresso civile, poli tico, scientifico, economico e artistico, del lavoro intelligente e proficuo, della filantropia e del carattere, mi pare utile far conoscere ai giovani italiani tutto ci che pensarono e operarono -anche al di fuori della letteratura -i discendenti non degeneri di ,Elisabetta, la forte donna regale, i Sackville, l'integro moralista, di Walter Raleigh, l'ardito avventuriero, di Bacon, il filosofo eclettico, di Newton, il grandissimo scienziato, di Addison, il giornalista meraviglioso, di Pitt, l'insuperalo ministro, di Burke, l'oratore ciceroniano, d! Sa.ith, l'economista insigne, di Inigo Jones, l'architetto riformatore, di Ioshua Reynolds, i! rihattista psicologo, di Enrico Purcell, il music:sta sapiente e melodico, di Davide Gmrick, il genidrle interprete dei capolavori ella scena drammatica. La cm:cienza delle proprie facolt e del propr\c valore si compendia per gli inglesi :1el motto superbo: Rule Britannial Io, non inglese, che quelle facoltq privilegiate e quel valore indiscusso, intendo glorificare in questo libro, ad ammaestramento della giovent latina -assai pi intelligente che strenua e operosa -dico semplice:nente, ma con la pi profonda_convinzione di dire il vero: Anglia docet. E poich a :ne sembra che Ella, illustre signore, offra un nobile esempio del successo dovuto, appunto, a quell'ingegno versatile, a quella operosit e a q:uel coraggio morale che costituirono in ogni tempo le doti pi sin go,c;ri degli uomini di governo inglesi, al nome di Lei, e con animo schietto di amrnir<..tc..re, voglio raccomandare il mio nuovo v0i l>Ie, fidando che dalle vicende in esso !1a:rate e, insieme, dal vivo attraente esempio di Lei, signor ministro, i giovani ita liani si innamorino di ogni trionfo procurato. dal lavoro e dal carattere e, distogliendo gli occhi e l'animo dai falsi bagliori dell'orpello ingannatore, sappiano e vogliano sottrarsi alla parola tentatrice e mendace degli Dei falsi e bugiardi. Accolga, signor ministro, i sensi pi devoti e -cordiali della mia perfetta osservanza. Dario Fumagalli. da Roma: Perch Sottile suo articoletto sulle rivoluzioni francese e russa non ha tenuto conto del giudaismo? Della rivoluzione francese se ne parla :1ell'acutissima ed oltremodo interessante prefazione del De' Bagni al Il volume della biblioteca della Difesa della Razza, J, B. Pranaitis: Cristo e i cristiani' nel Talmud. La rivoluzione francese stata vittoria ebraica, borghese, mercantile ed il vero popolo di Francia sanguinosamente travolto si pu dire che quasi scomparso. Gli ebrei odierni a qualunque costo vogliono e tentano. di mantenere questa vittoria dci loro .padri. Frima ancora, l'Inghilterra per l'indole del suo p(>polo, 'si era fusa con l'ebraismo ed per questo che essa oggi si accanisce contro la Germanici. nel suo recente discorso apertamente ha detto: ... I nostri obiettivi non sono definiti da frontiere geografiche. A noi interessano le frontiere dello spirito. Questa non una guerra per una nuova carla geografica ma una guerra per ristabilire le condizioni di vita nazionali ed individuali anche per la Germania. Ma quanti di noi sanno che Hore Belisha ministro inglese della guerra giudeo e uno dei maggiori esponenti dell'ebraismo, il cui scopo supremo in questo momento di abbattere il governo nazista, l'unico che abbia seriamente combattuto gli ebrei? E che la Russia va liberandosi dagli ebrei? Cos scrive Fumagalli. Ed ecco una lettera di D. Arecco. venuta da Genova: Caro Sottile, nel considrare le due rivohzlc.ni, la francese e la russa, tu le vedi ide;c lcgicamenle agli antipodi, perch ti fermi soltanto alle apparenze, senza pensa: o che queste, generalmente, per non dire sempre, son fatte e messe innanzi pe: coprire la nuda realt! Leggi Cristo e i Cristiani nel Talmud di Pranaitis, I Protocolli dei Savi Anziani di Sion per la conquista del mondo di Prezio si, e L'Ebreo internazionale di Enrico Ford, il quale un commento abbastanza profondo dei Protocolli: pensa a chi veramente e unicamente giov la rivoluzione francese e a chi giov e continua a giovare la rivoluzione russa e dovrai concludere (astraendo dalle apparenze) che se le due rivoluzioni giovarono solo alla medesima razza (l'ebrea) e non al popolo, le due rivoluzioni non possono essere e non sono agli antipodi. i..a rivoluzione francese col dare alla raz:.;o suddetta i diritti di nazionalit permise agli ebrei di nascondersi e frammischiarsi cogli altri cittadini e compiere indii loro affari loschi in danno di tutte le noz;o:.alit che li hanno ospitati e che li r;-;;;_i ,Gno. La rivoluzione russa permise !ero d: stabilire col sistema capitalistico spinto fino alla barbarie e tutto a danno del popolo russo! Anche Giuseppe Grieco ha risposto a Sottile. Egli dice: Caro Sottile, permetti che dica anch'io due parole sulla questione da le sollevata, e non gi per vizio di polemica, ma perch tale questione di fondamentale importanza per una vera comprensione della comprensione tutt'altro che facilitata dagli attuali libri di testo. Anzitutto ti dico che non sono affatto d'accordo con te. Questo considerare la storia come una potenzct c ...... ulta -buona o cattiva non importa -che c.rdina gli avvenimenti secondo una sua ferrea logica conseguenziaria, questo considerare ciascun avvenimento come il portato naturale d'un altro che ne la causa, il quale poi a sua volta lo effetto d'un'altra causa, e cos via all'infinito, non ti sembra che sia proprio -bench sotto altro aspetto -quel maledetto idealisq1o dialettico che tanto combattiamo in filosofia e che, naturalmente, non possiamo far passare per la finestra della storia? O sei anche tu uno di quelli che credono al dogma dell'evoluzione dello Spirito? Se cosi, meglio non parlarne pi di Roma capitale del mondo e di una nostra missione di civilt tra i popoli. Illusioni! Se ogni avvenimento, per grande e straordinario che sia, non che il portato naturale dello Spirito che s'inquadra nella dialettica del divenire! Allora hai ragione tu e chiudiamo la discussione. Ma io questa
PAGE 44

pera d'arte di quel grande artista che il nostro Duce? Poni mente, infine, a quella che stata la consegna del Duce al Partito: andare verso il popolo, e comprenderai meglio che differenzet passi ira popolo e aristocrazia, cc.mprenderai cio che mentre il popolo la nazione nella sua totalit, l'aristocrazia non 'he una classe. E dicendo classe, mi par di aver detto tutto. G. Graniti da Genova: Seguo da parecchio tempo la Vostra rivista e ne ho veduto con piacere svolgersi gli argomenti fino alle attual i dispute del Questionario. Quest'ultimo certo la parie pi attraente del fascicolo, poich, oltrecch l'opinione dei diversi lettori, vi s i spri giona un tale effluvio di italianit sana, ch'io non riesco a troirarne l'uguale in al cun luogo altrove. Mi piace che la questione della razza non si dibatta pi in un campo strettamente biologico e anligiudaico, ma che si estenda pure .alla formazione d'uno s 'pirite italico, ereditato da Roma eterna, amatore della fantasia e della realt, amatore soprattutto. delle grandi realizzazioni. E non poteva prestarsi terreno pi adatto a questa rivoluzione degli spiriti, di quello creata in Italia dal Regime ed assimilato, per fortuna, da una buona parre di noi, di noi specialmente che siamo giovani. Poich bt:ne sappiate ch'io sono studente del primo anno di Ingegneria e provengo dal Liceo Class ico, che -nonostante l 'inquinamento borghese -fu per me palestra di' serie discipline classiche al seguito di Cicerone e, soprattutto, di Cesare e Virgilio. Amo l'Italia, la terra che mi nutre, e il suo cielo e il suo aere benefico di giardini incantati presso le rovine d'un tempo glo rioso. Ed amo perci anche gli iialiani, i veri e i falsi poich stimo che quest'ultimi abbiano soltanto smarrito la via di Roma c sa carit cristiana il ricondurveli. Per questo mi piace tanto questa Vostra rivista, che profuma cos della nostra terra, e il suo Questionario, vero Lkeo dell'italiano nuovo. Io vi sento l'anelito d'un popolo che vuoi liberarsi di cento pregiudizi malvagi, di veleni inoculatigli 'dal giudaismo e dall'internazionalismo, che vuoi correre la sua vita g loriosa; e a volte incespica ed erra per poi correggersi vicendevolmente, bonariamente; una lotta insomma meritevole del favore di tutti noi, che ci sentiamo italiani, che tendiamo le mani verso la Nike di" Grecia e di Roma, e che abbiamo tanta dolcezza, tanta audacia, e siamo fatti per essa. Cosl scrive Graniti. Egli ci promette inoltre uno s critto sulla razza e il lavoro. Attendiamo questo scritto, e l'esamineremo con tutto i'interesse. Luigi Viglia, da Napoli, ci ha mandato una protesta, diciamo cos, protestante, riguardo a ci che scrisse Giorgio Attili sui protestanti. Egli dice in sostanza che i protestanti italiani siano buoni italiani e servano la patria con amore e in silenzio. Sullo stesso argomento, Francesco Jemma, da Cittanova: Da molto tempo 'volevo intervenire; (ti seguo fin dal primo numero e non ti nascondo che percorro km. IO per comprarti) ma infinite cause mi trattennero. 44 Oggi, depongo ogni indugio. Vari collaboratori si sono interessati di protestanti e di protestantesimo. Questo argomento, interessandomi molto, mi spinge a farti alcune domande: Chi sono i protestanti? Che significa protestantesimo? Ve. ne sono protestanti italiani? Quanti sono? Cristiani evangelici e protestanti sono tutti una .cosa? Quale antitesi vi tra fascismo e protestantesimo? Un italiano pu essere protestante senza venire meno alla sua dignit d'italiano? Che relazione vi fra Protestantesimo e Razza? Vi nel protestantesimo qualche dottrina nettamente antitaliana? Nel n 22 (anno J]), lo zio di Giorgio At tili, indica al nipote con tristezza un prete protestante. Perch, povero zio, tutta quella tristezza alla vista di un reverendo protestante? Attili lancia accuse contro i protestanti (Zarbano non fa menu). Per no. n essere !acciaio di facilone necessario documentare le accuse Abbiam o bisogno di fatti e non di parole. Caro Zarbano e Aitili, buono cercare i nemici dell'Italia e del Fascismo, fare un po' di pulizia in certi angoli, il Duce lo vuole; per ricordiamoci che ci vuole coraggio e mettere carte. in, tavola con nome cognome e l'elenco delle accuse. \ Gli italiani vogliono. vedere in faccia, ad uno ad uno, questi protestanti, che secondo Zarbano gongolano infravedendo la caduta del Fascismo e secondo Attili si di-mostrano sempre tremendamente acidi con noi italiani per tutto .ci che italiano. (l protestanti di cui parlano. Atti! i e Zarbano sono italiani?) . Se veramente cos come dicono Attili e Zarbano che cosa si aitende a prendere provvedimenti? Fin a questo momento per mancano i documenti, e son quelli che ci vogliono per primo. Se non li s.; trovare n Attili, n Zarbano, perch non li trovi tu, cara Difesa della Razza? Se questi benedetti documenti mancano, necessario che i collaboratori si astengano dal parlare di protestanti e di protestantesimo. Bisogna colpire i rei, nm1 gl'innocenti. Il metodo Attili e Zarbano se l'accusa non fondata, porta confusione, suscita odio, senza alcun beneficio, e diventa strumento involontario d'ingiustizia contro una minoranza che ha bisogno di protezione e non di vilipendio. Cos scrive Jemma. Egli Viglia hanno fatto osservazioni non prive di fondamento e di opportunit. Perch pfendersela ccin i protestanti, se, pur professando una religione diversa da quella della maggior parte degli italiani, rispettano le leggi e amano la patria? Quanta gente non prolessa -anche senza saperlo -idee politiche del ceppo protestante? Ebbene, possiamo per questo escluderla .dal comune della nazione italiana? Non ci passa nemmeno per la testa. E se ci sono protestanti, che per avventura nn amino J'ordin9 della nazione italianq e manifestino un sentimento a quest'ordine contrario, non siamo noi, che dobbiamo occuparcene, e se ce ne occupassimo, causeremmo un disordine, perch usurperemmo l'ufficio dell'autorit, senza poterlo rlm'piazzare. Il nostro ufficio un altro e vuole che innanzi tutto alziamo le vele, perch sL tratia di guardare e comprendere il volto dell'Italia, ci che non si pui 'fare amarla, e amarla non si pu senza sangue, natura, nazione italiana. Se bastasse la testa, per essere italiani, Lutero sarebbe rimasto cattolico. E non avrebbe :cercate Dio con la ragione, ma con le visceri, con gli occhi, e l'avrebbe visto in Giotto, Masaccio, nostri massimi teologi, come Raf faello e Michelangelo. E' dunque un ufficio di natura, il nostro, non di ragione. Di 'pende da un affetto, non dall'utilit. Ed quest'affetto che ci la considerare italiana la religione cattolica, non la protestante; che ci fa amare e riconoscere italiani, quelli che hanno affetto d'italiani, l'affetto di Dante, Machiavelli, Gravina, Vico, Leopardi, Manzoni, Verga; non l'alletto di Lutero, Grazio, Puffendorf, Loke Cartesio, Kant, Hegel, Marx, Sorel. ecc. Considerate queste due genealogie, e capirete che la midolla italiana cattolica. Prendete i due capostipiti, e coniprende.rete i successori. Capirete che cos' l'Italia, che cosa l'Europa. Dante il padre della terza civilt del mondo. Lutero il .razionalista dj questa civilt, il capostipite della riflessione del Rinascimento, il fondatore della riflessione europea. Se volete capire l'italia, non dimenticate che ha seguito la sorte della Grecia ome rica. Se volete capire l'Europa, non. dimenticate ch'essa nata, come la Grecia morta: con la ragione. La decadenza greca fu la riflessione della Grecia america. AlJ'istesso modo, l'Europa nata dalla riflessione del Rinascimento. La Grecia decadde, per riflessione della propria civilt. L'Europa nacque per riflessione d'una ci. vilt, ch'essa non aveva creato. Non una nazione decaduta, l 'Europa, e non nemmeno una nazione; ma nata decadente. Simile alla Grecia celta, ma senza la forza d 'una stessa lingua, riflessiva anzi cominciando dalla riflessione della lingua Ialina, l'Europa una societ di mercanti e di commessi viaggiatori dellx cultura, perch la riflessione tira all'utile, e rimpiazza con la cultura la mancanza di persona. lit d'immaginazione linguistica. Commercio di materie e d 'idee. Una impresa mercantile. Questa l'Europa. Non lo vedete soito i vostri occhi che l 'ideale degl'imperi europei quello di dosare la sussistenza dei popoli, con il ricattO' delle cosiddette materie prime? Abbiamo gl'imperi della materia, e per l'impero della materia si fanno guerre, non per altro onore. 'Guerre per tener soggetti i popoli all-a materia. Quante non ha lavorato anche il Jaboremus protestante, non diciamo alla sconfitta dell'Invincibile Arm .ada, ma a costruire il patrimonio dei miliardari? Il patrimonio? Lo spirito cartaginese dgli europei. Di questo s i tratta. Non ve lo ha detto. Marx che la sostanza dell'umanit ha la stessa iniziale della paro!C:X materia? Chi meglio di lui ve lo poteva dire? Egli europeo. Egli ebreo, cio di sangue mercantile o semita, come i cartaginesi. .Ora, caro Jemma, certo che il Dio di Cartagine non cattolico, e che Cartagine una questione di vita e di morte per Roma. Luigi Stampacchia, da Roma: Leggo con piacere la vostra rivista. Specie dal giorno iri cui avete aggiunto il Questionario. E' stata una c .osa salutare. Grazie ad esso io ho chiarito rriolte cose nella mia mente. Io direi, per, che. 1a vostra dovrebbe essere l.tta di pi.

PAGE 45

Dovrebbe essere pi liffusa. Pochi dei miei compagni la leggono: La conciscorto solo di nome. Non la comprano e, quello. ch' peggio, qualcuno pur non conoscendola, ne parla male. Sciocchezze, sento dire da pi parti. E badate .bene che io sto in un ufficio ove gli impi'egati non si contano, tanti sono, e tuttavia difficile che he trovi uno che, a tutt'oggir abbia capito che cos a in fondo questo movimento di separazione nella che noi fcciamo dagli ebrei in specie, e dci tutte le altre razze in generale. E poi, se lo voglio dirvi ancora una cosci. 1::' lodevole la .condotta che voi seguite, parlare dei fafti di oggi, con b scorta dilla. nostra. storia e di quelli che sono cartteri ed esigenze particolari e eterne della 'hostra razza. E lodevole in quanto pochi gli ingenui per ci sono, sono anci;>ra abituali a parlare di tutto e di tutti a solo lume di naso, .con reminiscenze e sentito dire degli ultimi cinquant'anni, fino al '19, come se la vita di un popolo non avesse bisogno per esser capita, della scorta dei fatti di secoli e secoli. Perch, mi domC:Xndo, non si ancora pensato a indire presso i Dopolavoro, negli uffici, nelle sale, un ciclo di conferenze con lo scopo precipuo di chiarire, spiegare e perch no? giustificare a viva voce il nostro razzismo? I quotidiani italiani, fatta eccezione del Tevere e qualche altro, non mi pare che parlino abbastanza del !attore razza nella vita nostra. So benissimo che lo spazio poco, che oggi i giornali devono uscire, per economia, in edizione ridotta, so tutto questo, ripeto, ma non capisco com' che poi si trovi modo lo stesso di dedicare sui giornali mezzo foglio alla pubblicit e una intera colonna al pezzo letterario, pezzo di bravura, che lascia il tempo 'che trova. Cos scrive Stampacchia, e ha ragione, se si tratta soltanto di pezzo di bravura. Ma se si tratta di colonna scritta da vero e genuino scrittore, il miglior servizio che ii giornale possa rendere ai suoi lettod. Non dimentichiamo l'ufficio civile deila letteratura e della, lingua. Per averlo dimenticato, il pubblicismo ci fece imbarbarire. Dobbi-::tmo persuaderei che il cattivo scrivere avvelena la nazione. E' questa la maggiore responsabilit dei giornalisti. Il punto pi delicato del loro ufficio. In tutio essi possono sbagliare, ma non sono giornalisti, se sono cattivi scrittori. Il giornale eve essere scritto dalla prima ait'ultima riga, scritto da scrittori, che mantengano il popolo a contatto dell'indole viva della !ingaG, che vuol dire l'indole e il modo di co,1cepire deita nazione. Lasciar perdere le u: ticc.lesse e i filosofismi. E scrivere in lincomune, cominciando daita cronaca. G; B. Pacini; da Roma: Vorrei far osservare a Raule Gastone che alla scuola di Mussolini noi giovani dovremmo aver assorbito il romano senso della realt . Al lume di questo senso. non tarderai Gastone ad accorgerti che, troppo, il persistere del pestifero idealismo ngli studi e nella vita, porta a poco a poco la giovent a credere che il mondo crea' giorno per giorno. D'altra parte ti consiglio di leggere attentamente nel n. 283 del Tvere l'articolo: Veniamo al pratico di Umberto Angeli. Questo scritto altamente fascista ti aiute-r a .meglio discernere i fatti e a ineglio impostare la tua gi cos calda, fede, E allo scopo di meglio chiarire ie idee del nostro popolo, sarebbe augurabile che il suddetto ariicolo dell'Angeli venisse pubblicato anche sulla Difesa della Razza. Ugo Celano, da. Torino: Sulla Gazzetta del Popolo di oggi (n. 275) in seconda pagina, quinta colonna, leggo l'assoluzione iri Appello di certa Maria Domenica Testone di Roma, imputata di convivenza coniugale con un tripolino per il quale delitio di madamato era stata con. dannata dal Tribunale di Roma a un anno di reciusione. La difesa ha sostenuto la tesi (e la Corte d'Appello di Roma l'ha pienamente accolta) che il cittadino della Tripolitania, terra divenuta. provincia d'Italia, non possa essere ritenuto n equiparalo ad un suddito dellA.O.I. Che c'entra questo? Il nuovo delitto di madamato riguarda la difesa della razza e non l'equiparazione politica delle terre deita Tripolitania alle provincie del Regno d'Italia. Tripoli si trova in Africa; i tripolini appartengono alla iazza africana e la convivenza coniugale di una italiana con un tripolmo pu dare meticci con tutto quel che segue. E' chiaro? Ritenendo per che giuste ragioni devono aver prodotto il giudizio del Magistrato, pare necessario che tali ragioni siano fatte conoscere al grosso pubblico il quale resta disorientato e confuso quando pensa che sono vietati i matrimoni tra italiani ed ebrei discendenti per decine e decine di generazioni da ebrei italiani. Tanto pi che cos com' data la notizia, l'assoluzione della Testone pu interpretarsi come implicito riconoscimento di uno state coniugale illecito immorale e perci illegale. Cos scrive Celano. Ed certo che delle buone ragioni, come egli dice, debbono aver mosso la Corte, dato che le sentenze debbono essere legalmente motivate e che la giustizia non pu esser capricciosa. Ma si tratta di vedere se tali ragioni abbiano vero fondamento nella legge e siano di questa effettiva interpretazione. Su tale punto, che. dovr, crediamo, essere risolto dalla Cassazione, riceviamo quest'al tra lettera. Angelo Monti ci scrive infatti da Roma: Dalla cronaca giudiziaria de! Messaggero dei 19 nov. u. s apprendo una notizia sulla quale credo opportuno richiamare la vostra attenzione, pregandovi d'illuminare alcuni dubbi sorti a proposito. n Tribunale di Roma condannava, nel giugno scorso, una cittadina italiana per aver avuto relazioni d'indole coniugale con un tripolino. n suo avvocato, durante il ricorso in Appello, sosteneva che il fatto contestato non costituiva reato. Riteneva cio che il R. Decreto Legge 19 aprile 1937, per la tutela della razza, riguardi soltanto il cittadino italiano che abbia avuto relazioni d'indole coniugale con un suddito dell'A.O.I., o straniero, appartenente a. popolazione che abbia tradizioni, costumi e concetti giuridici e sociali, analoghi a queili dei sudditi dell'A.O.I. L'avvocato non faceva rentrare neil'ipotesi prevista dal decreto gli abitanti della Libia. Perci la Corte, accogliendo la tesi della difesa, assolveva l'imputata dal reato ascrittole. Nella cronaca si nota pure un riferimento ai provvedimenti legislativi del Governo, che concedono agli indigeni della Direttore responsabile : TELESIO INTERI.ANDI Libia la cittadinanza italiana speciale,' e i e Tripolitania, come ogni altro territorio dell'exocolonia mediterranea, diviene provincie del Regno d'Italia. Le ragioni storiche, culturali, politiche e geografiche di questi provvedimenti sonc gi note e .degne di esser inserite tra i pi :importanti, soprattutto per la loro singolari t, dell'opera legislativa fascista. Ma se ben interpreto, l'art. l del Decreto Legge 17 nov. 1938, n. 1728, riguardan te la profilassi famigliare per ctii vieta e dichiara nullo il matrimonio del cittadino italiano di razza ariana con persona appartenente ad altra razza, credo esser queste in contrasto con l'interpretazione data alle legge precedentemente accennata. Vi sarei grato se vorrete esprimere il v e siro parere interessante chiunque siasi imbattuto in questa notizia. 'Jt d,eltrN Sicch Celano ci domanda quali siano le ragioni del giudizio della Corte e Monti vuolsapere il nostro parere. Trattandosi di un fatto che, come dico= Monti, interessa chiunque ne abbia avut e notizia, e trattandosi d'interpretazione d i legge, cio d'una questione scientifica, non certo indiscreto parlarne, prima che la Cassazione si pronunzi, perch crediamo che un caso, come questo, non possa dirsi definitivamente deciso, se su di esso non si pronunzi la corte suprema, al cui ufficio compete di dare insindacabile e defini tivo indirizzo alla giurisprudenza nazionale. Ore noi non crediamo che del giudizio della Corte vi possano essere altre ragioni che il convincimento della maggioranza del collegio e i motivi della sentenza. S i pu sbagliare per convinzione. E perci le sentenze sono soggette a rimedio. Quanto al nostro parere, siamo d'accor do con l'interpretazione di Monti, la quale ci risulta coerente a l significato delle pare le della legge ed alla ragione della legge stessa. E in questo stesso senso leggemmo:o un commento del Tevere. intitolato: Una scandalosa sentenza da riformare. Tale commento diceva essere fine della legge la diiesa della purezza della razza italiena. e che tale fine non possa essere ostacolato da considerazioni storiche, geografiche, ecc.; tanto meno di cittadinanza, pri ma di tutto perch la cittadinanza non equi vale alla razza, e poi perch la cittadinanza dei libici una cittadinanza speciale, trattandosi appunto di cittadini d'una razza diversa dall'italiana. De l resto -diceva il Tevere -ecco u n e sempio lampante: g i' ebrei abitano nel n o s t ro stesso territorio: eppure l a legge li distingue da noi, chiamandoli: cittadini italia ni di razza ebraica. In conseguenza, agl'italiani, sono vietati i matrimoni con gli ebrei. Un altro esempio: agii u ffic i a i i t alk:ni i n t utti i territori dell I mper o v ietaic ii madamism o. Il criterio della razza, c h e un criterio biologico, regola, co m e n a tural e la questione sia del matrimonio che del c oncu b inato E agriguardo a ll a espressione complessiva deil a legge: Non si riflettute che quest o complesso m ir a evidentemente a due scopi: i mpedire l a mescolanza del sangue. e mantenere i l prestigi o del nostre popolo>.' Se questo il fine della legge, cer to che la legge deve raggiungere il sue fine, e che ingiusto ogni giudizio che glie l'impedisca. Stampatori: Societ Anonima Istituto Romano di Arti Grafiche di Tumminelli & C.-Citt Universitaria -Roma

PAGE 46

ANC MERC 1 ALIAN MI-LANO L 700.000.000 RISERVA L. VERSATO Al 30 APRIL

PAGE 47

C O STA Collaudato dal Ministero delle Comunicazioni -Ogni Radiobalilla, ha il relativo bollino di collaudo Tre valvole -Onde medie -Ricezione diurna della stazione pi prossima In favorevoli ricezione serale di alcune principali stazioni europee. Privo di reazione regolabile sull'aereo, quindi esente dai disturbi caratteristici degli apparecchi a reazione. L l R E TASSE RADIOFONICHE COMPRESE. ESCLUSO ABBONAMENTO ALLE RADIOAUDIZIONI VENDITA RATEALE CHIEDETELO Al MIGLIORI RIVENDITORI l-7

PAGE 48

In tutte le parti del mondo, attraverso una grande e perfetta organizzazione, giungono i prodotti petroliferi incessantemente perfezionati nei pi moderni laboratori e istituti di ricerche


xml version 1.0 encoding UTF-8 standalone no
mods:mods xmlns:mods http:www.loc.govmodsv3 xmlns:xsi http:www.w3.org2001XMLSchema-instance xsi:schemaLocation http:www.loc.govmodsv3mods-3-1.xsd
mods:relatedItem type host
mods:identifier issn 0000-0000mods:part
mods:detail volume mods:number 3issue 3series Year mods:caption 19391939Month December12Day 55mods:originInfo mods:dateIssued iso8601 1939-12-05