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Difesa della razza : scienza, documentazione, polemica, questionario

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Material Information

Title:
Difesa della razza : scienza, documentazione, polemica, questionario
Physical Description:
Serial
Publisher:
Società anonima Istituto romano di arti grafiche di Tumminelli
Place of Publication:
Roma
Publication Date:
Frequency:
semimonthly
regular

Subjects

Subjects / Keywords:
Race relations -- Periodicals   ( lcsh )
Jews -- Periodicals -- Italy   ( lcsh )
Race relations -- Periodicals -- Italy   ( lcsh )
Genre:
periodical   ( marcgt )
serial   ( sobekcm )

Record Information

Source Institution:
University of South Florida Library
Holding Location:
University of South Florida
Rights Management:
All applicable rights reserved by the source institution and holding location.
Resource Identifier:
usfldc doi - D43-00035
usfldc handle - d43.35
System ID:
SFS0024306:00035


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"'lll=' IZIIc-.-. --l--C]AJOOLOSASSONo= ----.miiiiCAMI)OIAYI l:=JGRAMDI RUSSI S1li--[::JUCRAM o --CUHI aAft IIIDat.
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2 -ANC . MERC l AliAN Il A N O ._. 700.000.000 RISERVA l. E VERSATO Al 30 APRI(

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-.., Guerres navales de demain del Comandante Z .... e H . Mon tchan t Prefazione del Maggiore A. TRIZZINO 3

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_LA POLIZZA PRO FAMILIA CHE IL DUCE HA CONSEGNATO ALLE. r88 COPPIE PROLIFICHE Durant& il recente raduno in Roma delle coppie prolifiche di oqni provincia d'Italia. scelte fra i lavoratori dell'industria, il Duce ba distribuitO' a ciascuna di esse. come nel decorso anno, una speciale polizza dell'Istituto Nazionale delle Assicurazioni per _la somma di lire mille. denominata. per le sue caratteristiche. POLIZZA PRO FAMILIA Tali polizze completamente liberate sono state intestate ciascuna a favore dell'ultimo nato di ogni singola coppia. Avuto presente che; la "POUZZA PRO FAMILIA semplicissima nella sua form .a, ha per scopo di apprestare ai figliuoli una somma. anche se modesta. per il giorno in contrarranno matrimonio. cii sembra opportuno illustrarla con un ESEMPIO PRATICO Un padre vuole assicurare nella forma su accennata. con controassicurazione. e per la somma di L. 1000 un suo bimbo di anni due. A tale scopo corrisponde una volta tanto, un premio unico di L. 394.25. Se il figliuolO: &pO'Ber prima del: suo trentacinquesimo anno di et, l'Istituto gli pagher la somma di L. 1.000
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ANNO III NUMERO 5 5 GENNAIO 1940 -XVIII ESCE IL 5 E IL 20 DI OGNI MESE UN N V MERO SEPARATO LIRE l ABBONAMENTO ANNUO LIRE 20 ABBONAMENTO SEMESTRALE 12 ESTERO IL D -OPPIO Direttore: TE LESI O INTERLANDI C omitato di redazione: prof. dott. GUIDO LANDRA prof. dott. LIDI O CIPRIANI dott. LEONE FRANZI d ott. MARCELLO RICCI dott. LINO BUSINCO Segretario di redazione: GIORGIO ALM IRANTE SOMMARIO S
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rduo e complesso si presenta il problema dell'insegnamento della pohtica della razza nel Centro di preparazione politica per i giovani. E noto infatti che fino al giorno in cui l'Italia non si proclamata francamente razzista, la nostra borghesi a in tellettuale aveva completamente igno. roto che ci potessero essere de.i problemi razziali. Perfino l'esistenza di razze umane era discussa e messa i n dubbio, e gli studi razziali erano limi tata prerogativa di un circolo molto limitato di scienziati che, dopo ave.re lavorato per lunghi 'anni sugli schemi d ella teoria dell'evoluzione e _della filosofia positivista restava estraneo, s a lvo qualche eccezione, alla vita_ politica. Noi pertanto, approfittando del fatto ch e il corso di politica della razza biennale, dedicheremo il primo anno alla di ,quei pri ncipi t .eorici fondamentali che sono necessari p e r la comprensione dei vari aspetti d e lla politica razziale. chia.ro tale co:oncetto ad allievi che per lo pi sono quasi de T tutto digiuni di nozioni b i ologiche. Noi riteniamo tuttavia che questo apparente difetto d'origine in realt non s i a tale, dato che le nostre scuole antropologiche harino finora posseduto sul concetto di rzza idee spesso er,rate, e che quindi riuscir a noi pi facile costruire su una tabula ,rasa anz ich su t.in edificio vecchioe pieno di: crepe. Il secondo convegno sa,r dedicato ai problemi dell'origine dell'uomo e della storia razziale dell'umanit. Passeremo pertanto in rivista le -principali teorie vecchi e e recenti su questi argomenti. e ci soffermeremo particola.rmente a mettere in evidenza gli stretti legami che legano la storia dell'umanit e delle civilt umane alla Nel secondo anno invece affronte-r em o in pieno le conseg"!lenze pratiche c he da tali principi debbono riamente derivare. ll corso si svolg,r sotto forma c o nvegni: venti per' il primo v e nti per il secondo. Il primo convegno del primo anno quindi per oggetto la discussion de i coric tto di razza, Chi per poco s i sia occupato della questione comp render come sia difficile il rendere storia delle razze che tali civilt hannc creato. Nel terzo convegno discuteremo come si 'distinguono le razze u mane. Partendo dai dati puramente modo logici della vecchia antropologia, passeremo a quelli fisiologici e patologici della moderna biologia delle razze umane, e poi a quelli psicologici della psicologia razziale. Ma accanto a questi elementi che tutti possiaxno chiamare biologici, ter ;remo presenti in una v isione di sin tesi i dati spirituali con cui l'etnolo gia ci insegna essere differenti gli uoriimi e le loro Il quarto convegno sar dedicato alla discussiop.e delle classificazioni delle razze umane attuali. Lo studio delle razze dell 'Europa former ggetto del quinto convegno. I singoli gruppi etnici saranno strati non solo dal punt di vista de. scrittivo ma soprattutto da quello psicologico Il sesto convegno sar dedicato _:le razze dell'Africa Condotto sull e stesse linee del preservir ad illuminare i gio; vani su un complesso di p.roblemi re lativi ai. popoli del continente nero che assumono un'enorme importanza -pe'? una potenza colonizzatrice com' l'Italia . Il settimo convegno, dedicato alle razze dell Asia, e condotto nelle stesse linee dei precedenti, sar;I particolarmente dedicat o alle razze del v i c i n o Oriente che tanta i nfluen z a hann c

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avuto nella storia dell'umanit e della civilt. Nell'ottavo convegno, che sar uno dei pi importanti del corso, sar discusso a fondo il concetto di razza italiana. Concetto che, com' noto, pur essendo basato anche su dati biolo gici, non si identifica affatto con il concetto di razza adottato dagli antropologi ad indicare una variet sistematica. Avremo cu,ra in questo convegno di ricordare ogni dato che si riferisca all'origine delle genti in Italia e in pari tempo di riassumere quanto si conosce sull'antropologia: della popolazione attuale dell'Italia. Nel nono convegno ci dedicheremo ail"csame dello stato attuale delle s '-' dell'Africa Italiana. Esame che av,r ad un tempo stesso carattere antropologico, etnologico e politico e che si presenter straordinariamente dif ficile e complesso, sol che si pensi alla differente posizione gerarchica nella scala dell'umanit delle nostre popolazioni native. ll decimo convegno come oggetto la discussione delle basi fondamentali della dottrina dell'ereditariet. Fissate tali basi, nell'undicesimo convegno cercheremo di riassumere i risultati pi recenti delle ricerche condotte sull'eredit dei caratteri logici, fisiologici e patologici delle razze umane. IJ dodicesimo convegno sar infine dedicato a quello che l'aspetto pi impcr!ante della dottrina dell'ereditariet, quello che riguarda l'eredit delle qualit morali, delle attitudini psichiche, delle doti spirituali. Come si comprende facilmente tale convegno, investendo in primo un complesso di problemi biologici, filo sofici e religiosi, destinato a riuScire uno dei pi interessanti del corso. Nel tredicesimo convegno riassumeremo i risultati pi importanti relativi al problema degli inc,roci razziali. Dalla discussione riuscir evidente le: dimostrazione dell'esistenza non gi di razze dominanti o meno nell'incro cio, ma semplicemente di caratteri razziali che si comportano come dominanti o come recessivi. Nel quattordicesimo convegno approfondiremo la questione del meticciato. Dopo discusso il risultato delle pi note ricerche st.. tipici esempi di meticci, cercheremo di mettere in evidenza l'importanza politica di. tali conoscenze e infine passeremo in rivista in rapida sintesi il problema del meticciato dei vari. continenti. Nel quindicesimo convegno tenteremo la discussione di uno dei pi comproblemi razziali: quello della ,reciproca influenza dell:ereditariet e dell'ambiente. E' evidente difatti che se l'ambiente non avesse nessuna possibilit di in fluenza nella formazione e nell' evolu zione della razza, noi dovremmo cadere in un cieco determinismo che ci impedirebbe anche soltanto di potere concepire una qual.$iasi modificazione della ,razza con la nostra volont; da altra parte se noi veniamo a negare l'influenza dei fattori e,reditari, neghiamo la esistenza stessa della razza. Oggetto pertanto di questo convegno sar di trovare un giusto equilibrio nella importanza che il razzismo fascista attribuisce ai due concetti di eredit e di ambiente. Nel sedicesimo convegno esamineremo la posizione dei giudei dal punto di vista razziale cercando di mettere in chiaro le caratteristiche morfologi ch, fisiologiche, patologiche, psicologiche e spirituali. Nel diciassettesimo convegno passeremo in rassegna la storia degli Ebrei prima della dispersione. Nel diciottesimo convegno esamineremo invece la storia dei giudei dopo la dispersione seguendoli nel loro eterno errare di terra in terra. Nel diciannovesimo convegno esamineremo la distribuzione attuale dei giudei nel mondo e infine nel ventesimo convegno discuteremo sotto il pi ampio punto di vista possibile, la vita dei giudei in Italia.

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I convegni del primo anno presenteranno quindi un aspetto essenzialmente propedei.ltico: in essi cercheremo di preparare gli allievi alla comprensione dell'aspetto pi propriamente politico del problema .razziale che former invece oggetto dei convegni del secondo anno. Il primo convegno difatti del secondo anno sar destinato alla discus sione del concetto di razza in rapporto con quello di popolo e di nazionalit. Nel secondo convegno tenteremo invece di stabilire saldamente il princi pio della razza quale creat.rice della cultura. Naturalmente tale principio riuscir evidente dal paragone delle singole razze e delle civilt crate da esse. II cmplesso e delicato problema dei r a pporti tra .razza e religione, sar affrontato nel terzo convegno e nel quarto invece quello dei rapporti tra razza ed arte. Con la preparazione dei convegni precedenti potremo finalmente discutere nel quinto convegno la questione della disuguaglianza delle razze umane. Nel sesto convegno ci dedicheremo all'esame delle teorie filosofiche razziali alle quali si devono le basi ideolog icf\e dei fondamenti del XIX secolo e del mito del XX secolo. Nel settimo convegno quindi potremo .ricordare gli inizi della politica raz ziale in Europa, dai primi movi m enti antisemiti a quelli di tinta pi s piccatamente razzista e per la comprensione di essi esamineremo nell'ot ta v o convegno la posizione antirazzi-. s t a del mondo demoliberale e della b-xghesia giudaizzata ed intemazio ra i z zata. Nel nono convegno discuteremo il problema demografico ed eugenetico ne i suoi vqri aspetti, mettendo in chiaro l'opera rivoluzionaria compiuta d all 'Italia fascista in questo campo. Nel decimo convegno esamineremo a fondo e una volta per tutte il razz i s mo tedesco nel suo triplice aspetto s c ientifico, filoso{ico e politico, affinch possa essere meglio compresa la perfetta originalit del nostro. Al razzismo italiano sqr dedicato l undicesimo convegno (data l'importanza della questione probabilmente a ltri convegni saranno dedicxti allo s tesso argomento). La politica della razza in Italia sar esaminata nelle sue fasi successive e sar dato un ampio sviluppo alla trattazione della legislazione razziale italiana. Nel dodicesimo convegno &sarrneremo invece la politica della razza negli altri paesi, avendo cura di mettere in chiaro il travolgente affermarsi dell'idea razziale.nel nostro secolo e le lotte che essa deve ovunque so-stenere. Nel tredicesimo convegno ci dedicheremo alla discussione della politica razzista e antirazzista delle potenze coloniali e nel quatto.rdicesimo tratteremo a fondo i vari problemi relativi alla difesa della razza nell'Impero L'influenza dei giudei nella vita economica e politica sar esaminata e discussa nel quindicesimo convegno. Il sedicesimo sar dedicato all'esame dell'influenza giudaica nella vita culturale. Nel diciassettesimo convegno cercheremo di mettere in luce i legami potenti ed occulti tra il giudaismo e la borghesia. Nel diciottesimo passeremo in rassegna le varie fasi della lotta antigiudaica in Italia e all'estero e infine nel diciannovesimo convegno discuteremo i risultati della soluzione del problema giudaico in Italia e nel mondo. Il corso biennale di politica della razza culminer con un convegno nel quale verranno esaminate e discusse le conseguenze del travolgente affermarsi-dell'idea razziale fascista. Su questa rivista, che stata e rimane l'organo di punta del razzismo fascista, saranno ogni volta mente riassunte le discussioni dei convegni di politica della razza che si svolgeranno nel Centro di prepara zione politica per i giovani. GUIDO LANDRA lnaequanle di Politica deUa Raua nel Centro di Preparazione Politica per i Giovani 9

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LE VITTORIE OLIMPICHE DI PITAGORA, SOCRATE E PLA TO. NE -IL NUOTO: SPORT PREFERITO DI CESARE E AUGUSTO IO MENTO -L .B. A L .BERTI SALTATORE COLL'ASTA CELLINI E T ASSO SCHERMI-TORI IL PETRARCA ALPINISTA

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l uw ndo ellenico clll : l'euritlllia da ogni fonte c impront di ,-:;a cos il pensiero filosofico. co nte l 'arte metrica, la plastica. i l ritmo della danza, ci a (fascina t uttur;t coi suoi cent o c cento e letti spiriti. coesis t e nti armoncamt:nt<.:, espressioni di un cliYino equilibrio. con stupendi corpi. S'allontanano nell'oscuro cammino Ycrso il tramonto l e civilt s i sgr eto lan o gl'impai, ma la fantasia del popolo po e tic a conservatrice dei ricordi, mai coprir con la cenere dell'oblio. Ptagora, Socratc 1 Platone, incoronati d 'o livo ai giuochi olim pici tra il corso dell !\lieo e il collt: di Cronos. Culto r e appassionato degli ese rcizi fisic i Piragora, il filosofo del numero c (!ell'ar monia, l eg il suo nome alla XL VITI Olimpiade, per le sue qualit eli. pugilatore. c fu s fecondo d esempio e tanto caldo assertore del potenziamento d e l corpo, che l'italica Crotone, dO\-e fond la sua scuola. c arp b e n sette corone a Olimpia. N d e ve s i co nsid erare min o r e l'esaltazione dell e Yirt agonali dell'antica Ellade, eli qu e lla dei Giuochi Mondiali del tempo nostro. La con s id e razione nella qual e erano tenute le Oli mpiadi n e lla vita del m o ndo greco era s a lt a che, all'annuncio dell imminent e c ontes a le guerre a\cvano tregua su tutto il s u o lo della Patria. E t1on solo l e celebrazioni dei Giuochi dettero lu ogo ad una nuova cronologia, sbbene la fama dei vincitori fu tanta ch e gli storici, come Senofonte e Pausania, anzich il numero del l'Olimpiade diceYano soltanto il nom e dei trio n fa tori dell e g _arc. I vincitori erano cel ebrati come eroi c i carmi, c he i giovani concittadini cantavano in loro onore, erano composti da poeti insign. Gli epi nici di Bacchilide c in particolar modo di Pindaro, pi preziosi al dir d'Orazio -.-di cento statue, sono espressioni altissime della lirica corale greca. Basti aggiungere che gli Ateniesi consideravano i vincitori dei !ud degni del pi grande onore, che cittadino potesse desiderare, di essere cio mantenuti a Yta dallo Stato nel Pritaneo. E alla luce di questi fatti, che compre n diamo perc'h Socrate ascrivesse a sua gloria di essere stato, pi che filosofo, battente a Potidea, e Delio, ad Anfipoli, campione di Olmpa; perch Platone, du e volte trionfatore ai Giuochi Olimpici chiamasse mutilati coloro che coltivavano solo la mente; e non ci stupiremo perci se Sofocle frequentava le palestre e dirigeva i cori, se C!eante l'austero alunno di Zenone, amava con egual trasporto l 'agonistica e le pi eccelse manifestazioni dello spirito; se Euripide, autore d sct-l lottatori (galleria degli Uffizi)

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tanta tragedie, fu maestro in un ginnasio c classificato sette volte primo nei ludi nazionali; n ci meraviglieremo che Cri sippo fosse imbattibile neg-li agoni e acuto liialettico nelle discussioni, che in fine Fidia, al cui genio si devono il Partnone e la statua d'oro c avorio di Giove olim pico, e Prassitele, che dette vita all'Hern1es, simbolo dell'agilit e della grazia, fossero cresciuti nella palestra avessero combattuto nudi in tutti i giuochi del Gin nasio. Ma l'Ellade non muore. La fiaccola che perennemente arde tra i ruderi d'Olimpia sar risollevata da Roma Il Circo Massimo il Colosseo, le innumerevoli Terme abbaglianti di statue e di marmi attestano ancora eloquentemente quanto Roma do vette della sua gloria all'educazione virile della propria giovent. N la troppo usata e spressione panem et circenses deve farci dimenticare i Collegia juvenum di Augusto, attrezzate associazioni sporti ve permeate di spirito patrio, ai quali le legioni attingevano i conquistatori del mondo. Ecco nel periodo aureo della Repubbli ca, Catone il Censore esperto agonista, e cco il vecchio Uticense educare il figlio nel lancio del giavellotto e giuocare egli 12 ; stesso al pallone, ne l tempo che copriva altissimi uffici. Di Cicerone si sa che, avendo da gio vane esile collo e petto angusto, riusc in due anni di palestra, a far vasto il torace e a temprare il corpo. Svetonio, nel De vita Caesanon, trattando dell'ecc ezio!1ale destrezza di Cesare nel nuoto in quell'e sercizio che gli salv la vita ad Alessandria, chiosa con questa epigrafica massima: Melius natare quam notare. Augusto trascur l'equitazione per colti vare la sferistica ed noto ch'egli attraversava .armato di tutto punto il Tevere e insegnava il nuoto ai nipoti, facepdo suo il detto: Nequ litteras didicit nec natare Virgilio, nel V dell'Eneide, il lbro epico delio sport romano, mostra come si eser citayano e si foggiavano; fra l e audaci e e i per.igli degli antichi ludi, i giovani. La storia ci ha tramandato con l'epiteto di cursore quel Papirio che soggiog i Sanniti, per la velocit del suo piede, che era tale da adombra,re la stessa fama del capitano. Caduto l Impero, declina con la civilt il I.a caccja ai volatili, il nuoto, la corsa

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c ult o d e gli es e rcizi fisici. La storia dell'e duc az i o ne del corpo cos strettamente_ n ess a a lla storia di tutta quanta la vita, c h e l a sorte della cltura fisica. sale di s c e nde s e cond o l'affermarsi o il d ecadere d e lla civilt. TI C ristianesimo a bbandona ogni cura c h e n o n sia rivolt allo s pirito. II cilicio i l dig iuno, l' e stasi macerano nel Me di o E vo il corpo dell uomo. L et dell 'ass olu to domini o d ell' id e a religiosa, l'et d e lla Sco l asti c a c d e l Feudalesimo era ben lontana dal c o ncepir e la ginnastica parte. int egrante d ell'educa z ione intell e ttual e c morale L a sk e sis qu e lla che per l 'atleta greco _era t ese rcitazione fisica nell imminenz a di un ago n e indic ora ( curios a dell e parol e!) martoriamento d e l corpo L a s ce t i s mo s 'accampa da padrone nel pOsto ove aveva sfavillato l'atletica Il g usto naturale dell a vita torna col L u o mo nuovo allora si getta con ardore < L s tudi a re, a riviver e la vita di Atene e di R o m a I diritti del corpo saranno riscattati si res taure ranno l a virt antica e il dominio d ella volont. affr es c h i di Giulio Romano a Mantova. II Verge rio, il Vegio, Vittorino da Fel. t r e prima, poi I Al berti, il Pi_ ccolomini il C as tiglione il Bini, il Bardi, lo Scaino il M ercuriali son lutti rivolti a esaltare la forza del corpo e dello spirito I giuochi spor.tivi ritornano popolari. A Firenze, in primavera, si assiste alle feste d e l Calendimaggio si pratica in Piazza Santa Croce il piede-pal_la il moderno calcio gio c o che -fa proseliti tra persone d ogn i ceto: Lo'renzo DuGa Cosimo II, Granduca di Toscana, altri nobili fioren'tini che saliranno la Cattedra di San Pietro, Giulio ed Alessandro de' Me d ici Clemente VII,. Urbano VIII, non di sdegnarono di cimentarsi in questo giuoco tipicamente italiano. Venezia indice regate, tra l'entusiasmo iel popolo, che, come sempre parteggia, nell' indtare l' imbarcazione favorita. I nuotatori della Serenissima anelano al giorno dello sposalizio det' mare :. per tuffarsi alla ricerca dell'anello gettat in acqua qal Doge. E le prove ginniche, c le forze d'Ercole la sfida ollettiva fra le dei Nicoletti e dei Castellani, non sono che aspetti dell'emulazione popolare. Ed i corpi degli atleti sorretti dal miraggio della vittoria, che
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g11a: c eco Si e na, ch e ci ha tramandato l'entusiasmo con cut l e foll e seguivano la Corsa del Pali io; e Milano orgogliosa dei s uoi lottatori. G cnO\ a forte eli balestrieri valenti c Pisa, Prato, Grhino. L'idea della h c n cfic a influenza d e lle discipline fisich e sull'in t e lli ge n za, sul c os tum e g i p e n et ra t a nelle coscienze. Lcon Battis ta : \lhc.:ni. il Vitntl i., italiano il letterato, il p edagogi sta, nun pas s ato a noi sol o con la fama d 'esser stato di grande.: vita intellettuale, ma di lui ricordiamo l'energia fis ica la d estrezza in ogni giuoco. Un suo anonimo biografo racconta che non aYea: chi nel salto dell'asta lo vincesse e che usaYa la palla la corsa, la lotta, la danza, ccc. Leonardo da Vinci ardito cavaliere, uomo fortissimo. Eccel lenti schermitori, Benvenuto Cellini e Torquato Tasso. Gran di poeti artisti, p ensatori hanno saput o plasmarsi un'armonia d'anima e corpo. Byron, cavaliere e nuotatore impareggiabile compie prodezzc -sportive che stupiscono; Shelley nutrir una i one indicibile per la vela c finir col l'affidare tragicamenll: sua Yita ai gorghi. Goethe il titano d e lla poesia! ted e sca fu atleta eclettico dopo ess e r riuscit o a far dc, iarc il cammino d e lla Natura, che l'aveva aYviato v e rso un'adolescenza debole. cd eccitabile. Fu entusias ta del nuoto dell'alpinismo; travers a piedi l'Alsazia, nutr particolare trasporto per il pattinaggi. Vittorio Alfieri sent come ben pochi il fascino degli esercizi fisici c coltiv l'ippica con tale ardore da asserire che prefc riYa scr.ivere le sue tragedie in scuderia. L e one Tolstoi s'agguerr nelle steppe, lanciando a sfrenato galoppo i pi irrequieti destrieri. Garihaldi fu animatore instancabil e del tiro a segno come B e ttino Ricasoli Pionieri d eccezione ha pure l'alpinismo. Il cantore di Laura, scalatore del V c.:ntoux, il fisiologo Humbolcl. irrequieto esplora-Canova: il puqilatore Creuqante Canova: il puqilatore Damosseno torc delle cim e andine, hanno segnato il passo al Duca degli Abruzzi che tocc la vetta del Sant'Elia c del Ruvcnzori, a Pio XI,' che prima di ascendere i sommi gradi della Chiesa scal il Monte Bianco, il Mom iso il Gran Paradiso c le Dolomiti. Ogni branca dello sport ha i suoi poeti, i suoi artisti, e i suoi p ensa tori. Alfredo Oriani, Olinto Gucrrini, Edmondo De Amicis, Scipi o Sighelc cercano un diversivo salutare sul cavallo d'acciaio. Fusinato rammenter le partite giuocate al pilllone, Gzzano esalter il ginnasta, Puccini sar capace di passare dalle aeree trame. delle sue opere al rombo del motore, d'Annunzio non conoscer limiti aL suo campo dell'azione c innalzer strofe ai signori del Cielo del Mare e della Terra. Ma se l'Italia, fin da-l Quq.ttrocento, afferm per bocca elci suoi pedagogisti e fisiologi la necessit di porre l'educazione fisica al primo piano della vita particolarmente giovanile aYYC r timento che riecheggcr in Montaignc, Rabelais, Bacone, Lochr, Russeau, Pestalozzi, Spenccr, per !imitarmi agli esponenti pi significativi ; dovranno trascorrere anni ed anni prima che la ginnastica torni con tutti gli onori nella scuola c le gare spor tive divengano parte integrante della cosCienza nazionale. In Italia dovremo attendere l'avvento del Fascismo per ve d e r crollare i parrucconi intelligenti e malati. Un movimento giovane eli corpo e di spirito comprese subito la bellezza c i benefici nazionali dell educazione fisica. E per questo lo Stato fascista ha' ritenuto suo dovere l'armoniosa educazione guerriera e civile della giovent. L'Italia mussoliniana compatta, disciplinata, creatrice guerriera, imperiale fedele ':! intende sempre restar fedele al principio che l'Aula Magna dei nostri glor. iosi Atenei debba esser lo stadio. NEVIO MATTEINI

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... IN.I Donne Tirma. piattello. . con --m --... -.. tU,-Hm ........ Da sinistra a d estra: un tipo Amara. un tipo Conso. tre tipi Somali. a Magi. t

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ci territori del Commissariato di Magi spartiacque dei gran di bacini della foce dell' Omo Bottego, dell' Acobo e del Sac chi, all'estremo ovest etiopicov1vono strane popolazioni, che dimostrano la mancanza di uniformit razziale dell'ex Impero negussita. Su un totale di circa 24 mila abitanti si riscontrano ben 16 differenti tipi raz ziali di cui 7 di recente immigrazione e 9 afltoctoni cos distribuiti: A) Razze di recente immigrazione \ 1) Amara ..... 1500 2) Ghimira ..... 1500 1 3) Galla-Caffini. . 900 l 4) Somali . . . 300 5) Conso . . . 250 6) Eritrei. . . . 150 7) Sidamo 150 Questi gruppi razziali sono essenzial mente concentrati nelle zone di altipiani, intorno ai nuclei principali dei centri abi tati. Gli Amara prevalentemente in Magi -emigrarono intorno a 60. anni fa, durante la loro conquista della zona, e mantennero fino alla nostra occupazione i poteri politici ed amministrativi. I Ghi mira, attualmente nella zona di Gorei all'estremo nord della zona di Magi sconfinarono dirca 20 anni fa, dalla limi trofa zona di Scioaghimira ed apparten gono al grande tipo di razze alto-cuscite: molto probabilmente prodotti di incrocio tra i Galla del Kaffa e i Sidamo Le al tre aliquote sono essenzialmente in rappor to al movimento immigratorio, successtvo a lla nostra occupazione (1937). la presenza delle popolazioni nilote, rag gruppate al punto 2" della tabella sopra riportata. Esistono stretti vincoli di paren tela tra le nostre popolazioni di confine e quelle indigene dei territori inglesi : T11rcana. D',tltra parte }a JleJsa posizione geogra fica spiega La t'at-iet di incroci di queste popolazioni di confine, e fa ritenere come anche in base a criteri razziali oltre che di pascoli -Le attuali zone di questo no stro confine andrebbero riportate, per 1111a fascia di almeno 100 chilometri all'intemo dei domini inglesi. Dal punto di vista topografico ancora da osservare come queste ultime popolazioru: ( niloti ed affini) vivono prevalente men te in bassipiani, lungo i fiumi Bottego, Sacchi e affluenti di sinistra dell'alto Acobo Le popolazioni immigrate nel territorio di Magi sono state gi sufficientemente il lustrate da altri studiosi, perci noi ne dia mo soltanto qualche fotografia e solo per paragonarle agli Sciangalla. Queste ultime si possono differenziare in due principali gruppi etnici: Sciangall.1 e Niloti (e loro incroci). Ambedue i grup pi che sono perfettamente dissimili come tipi razziali presentano delle suddivi. sioni. Gli Sciangalla si distinguono in Tiscian a e Magi. Questi ultimi presentano una se parazione, di solo int eresse politico : Magi-Curi e Magi-Gagi (i due gruppi che si contendevano il potere politico prima dell'occupazione Amarica). Tutte le razze autoctone della zon;l di Magi sono pagane Gli Sciangalla adorano la luna, alla quale tributano onori di danz e l 1) Alto cusciti ) 1) Tisciana l 2) Magi .. 4000 8000 B) Razze autoctone , i ,:g 2) Niloti 5 (incroci) l 0 \ 3) Zilmamo 4) Tirma .. 5) Tid ... 1500 2500 1000 l o c Ili .. "c;I:::J iii 1-) 6) Caro 7) Galeb 8) Bume. 9) Nomadi 300 1500 500 250 I Tisciana occupano la zona nord del Commissariato (residenza di Sci ascia); i Magi la zona centrale d Altipiano (resi denza di Magi); i Zilmamo, Tirma e Tid la parte occidentale del Commissariato (re sidenza di Zilmamo, T irma e T id); i Ga leb e gli affini Caro, Bume, i Niloti nomadi la parte meridionale del Com missariato (residenza di Kalam). Tale distribuzione geografica di estremo inte resse, in rapporto ai tipi razziali: coinci dendo la zona sud ed occidentale del Com missariato di Magi con i confini dei domini inglesi del Kenia e della parte meridionale del Sudan. Si ha, in tale zona di confine, 16 1n ogni periodo di luna piena. I Nilor: sono, invece, praticamente atei: solo i Ga leb, durante la prima lunazione di luglio, sogliono compiere razzie di donne nei ter ritori limitrofi di oltre confine, precedute da uccisioni, essendo per i giovani che van no a nozze indispensabile compiere u n fat to di sangue per dimostrare virilit. Le caratteristiche somatiche degli SCiangalla sono le seguenti : colore nero scuro, capelli crespi, naso camuso, con radice schiacciata e pinne molto divaricate, altezza med:ia 1,70, costituzione robustissima. Le donne, che sono molto sfruttate per le la vorazioni agricole e per i lavori domestici, sono un poco pi basse degli uomini. Que sti ultimi mentre tra le trib Tisciam. sono prevalentemente gtierrieri (tanto che mai la dominazione amarica era riuscita domarli completamente) nelle trib Magi sono prevalentemente agricoltori e pastori e di temperamento remissivo. Magi al tempo della dominazione negussita, era centro di reclutamento di schiavi come lo dimostrava il controllo in merito cser citato da un ufficio di schiavit, retto dal Consolato Inglese di Magi (attualmente inesistente). Caratteristiche speciali degli Sciangalht sono: un largo foro al lobo inferiore di entrambe le orecchie in tutti e due i sessi ; la presenza di beliissimi tatuaggi nelle donne, di un tipo del tutto speciale. Il ta tuaggio viene eseguito mediante punte d! ferro arroventate, che lasciano una cicatrice in rilievo a forma di un piccolo fagiolo o di una striscia sottilissima. Numerosissimc cicatrici sono raggruppate in disegni di tipo geometrico e curvilineo sia nelle porzioni laterali delle braccia, come sulle spalle, fino alle anche e sul petto, fino a met delle mammelle. Questi tatuaggi formano un in sieme a rilievo di effetto veramente bello. che non deturpano affatto le persone che li portano. Tra le pi strane usanze dei Magi da ricordare il fatto che essi lasciano i morti appesi ad una trave delle loro abi tazioni che i vivi abbandonano dopo la morte : cos che con l'andare del tempo, i tukul-tomba, abbandonati a se stessi, fini scono per cadere seppellendo nelle loro rr.acerie i resti del morto. Altro notevole particolare il tipo di costruzione Sciangalla: i tukul sono di forma conica, esterna mente rivestiti di paglia di taff fino al li vello del terreno, all'interno la (prevalentemente a base di sterco di bue) t\ com p/eta sia verso l'alto, sia sul pavi mento Tali abitazioni presentano tma slre/1 ; unica di ingres_ro, tutte orientate in senso contrario della direzione dei venti dominanti (sud-est correnti ascensionali dalle piane dell'Orno e del lago Rodolfo) Abitazioni in cui vivono anche gli animali t che risultano, per la loro perfetta chiu sura, molto calde, anche perch isolate dal terreno da uno strato di circa un metro di grossi sassi. Il gruppo Nilotico delle popolazioni di Magi non tipo razziale puro ma dall incrocio di originarie trib nilote con Sciangalla, per i Zilmamo, Tirma e Tid, e con Sidamo per i Galeb, Caro, Bume Esi stono circa 250 niloti puri, che sono no madi, proprio nella zona di confine verso il bacino dell' Acobo. Le caratteristiche so matiche dei Zilmamo sono molto affini a quelle degli Sciangalla, i Tirma molto me no, i Tid meno ancora. Questi ultimi hanno caratteri di quasi purezza. Nel complesso su centinaia di osservazioni da noi eseguite ecco le caratteristiche essenziali comuni a

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t utti i primi tre tipi sopra menzionati : cos tituzione longilinea molto alta (media 1,80, le donne sempre pi basse degli uo mini) colorito nero ebano labbra tumide s porgenti grossissime, naso con radice pi schiacciata che non gli Sciangalla ma le pinne nasali sono meno divaricate. Quelio c he differenzia nettamente i Tirma dalle a ltre due trib affini la presenza di uno s tranissimo uso, tra le donne che portano un piattello al labbro inferiore. Recente mente stato affermato, dal Mbchi che tale abitudine era invalsa tra i Tirma per dimostrare la loro fecondit, attraverso l'esempio dell'enorme elasticit dei tessuti del labbro. Questa ipotesi assolutamente errata: precise e dirette informazioni ol tre che il comune buon senso fanno, in vece, sicuramente ritenere che l'uso del piat t e /lo serviva alle donne Tirma esclllsivam nte per DETURPARSI. Come gi stato riferito pi sopra, Magi era un centro di reclutamento di schiavi e soprattutto di anche i Tirma erano oggetto delle cupide mire dei negrieri Amara. Non po tevano, in tali condizioni, allettare i com-Tipi di Galeb pratori di schiavi. Anche le Tirma ed i lo ro maschi usano spesso per-forarsi i lobi delle orecchie, come gli Sciangalla Tutte le trib nilotiche della zona di Magi, e cos anche i Tirma, non possiedono abita zioni stabili : ma le spostano a mano a mano che un terreno sfruttato Tali abi tazioni sono assolutamente primitive co struite sotto l'ombra di grossi alberi tropi cali e sono costituite da legna e paglia sol tanto, senza nessuna amalgama terPosa. Tra le usanze pi caratteristiche dei Tirma Tid e Zilmamo da ricordare la lotta col ba stone veram ente eccezionale per destrezza e forza, ed un tipo speciale di fantasia cantata che non trova uguali in altre zone dell'Impero. I Niloti Galeb con i loro sottogruppi del Bume e del Caro hanno affinit lievi con i T irma; ma si differenziano essenzial per la loro robustezza. I Galeb, pme essendo longilinei con gigantesca corpo. ratura, in media m. 1,90, hanno il torace molto sviluppato e robusto mentre gli arti sono l11nghissimi, con una evidente spro porzione relativa alla lunghezza del torace . Riappare nei Galeb e sottogruppi la ciel naso del tipo Sciangalla, sempre a base schiacciata ma con le pinne molto diva ricate. I capelli crespi dei Galeb sono pettinati (se cos si pu dire) in una foggia speciale a picoli serpentelli, ingrassati, che fanno ri cordare la test a della Gorgona Medusa di mitica memoria. I Galeb vivono solo di pesca e di caccia. Tutti i Niloti sono completamente ignu di, solo le donne usano portare pelli di vi tello, quando si recano nei centri di nostra occupazione. Gli Sciangalla, che erano anche comple tamente nudi al tempo della nostra occu pazione, attualmente sono tutti ricoperti con i tradizionali costumi Amara. Il progresso di queste popolazioni ra pidissimo. Gi i Tirma, gli irriducibili Tisciana, ed i Galeb stessi accorrono fiduciosi dai nostri funzionari di Governo e n!! se guono amorevolmente le direttive. L'opera medica, tra queste genti primitive stata ed attivissima ALBERTO LOMBARDI 17

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a tendenza a voler semplificar e arbitrariamente la realt delle co se pu portare a degli orientamenti del tutto erronei. Non sempre la semplicit sicuro deila verit; questo vale particolarmente per la psicologia razziale nell a quale la giusta gerarchia
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l'uno o l'altro motivo, le sorti storiche di questa razza segnalano ben presto l'avvenuta modificazione nella composizione tipologica di questo popolo. In un esempio pratico sia spiegato un simile processo. La popolazione della Grecia aveva ricevuto n clk ondate nordiche degli Elleni un nuo vo elemento razziale per eu{ la storia greca per un mezzo millennio divent l'era d'oro dell'umanit. Sopraffatti in materia d e mografica dalle popolazioni pelasgiche sottomesse e dai levantini, i greculi del tempo dell'Imperatore Augusto erano di v entati una ra,zza di assai pi modesta l c vatu,ra. Le grandi doti spirituali dc gli Elleni elevati non diventarono di co mune propriet di tutta la nazione ma rimanevano sempre legate ad un determin a te tipo antropologico del loro popolo. l!; fatti tutta questa. specifica forma di ci vilt che si usa denominare il patriarcato (p. es. fra gli Elleni, Romani, Germani c cc.) corrisponde allo stile psichico di un determinato tipo, mentic un altro aspetto m e ntale il matriarcato del Mediterraneo pure una espression e mentale di un de t erminato tipo razziale, (p. es. tra i Locri, Etruschi, Iberici, Picti, ccc.). Se si osserva l a storia medioevale delle grandi razze in Europa, ad es quella spagnola, italiana, francese c germanica si rimane colpiti d e lla grande rassomiglianza tipologica de gli uomini pi illustri dei vari secoli. Lo stesso si deve dire dell'aristocrazia '.li sangue e delle persone che, date le loro particolari doti, meritano di essere consi d erate comequesta. Il che dimostra che \ i un intimo rapporto tra la psiche c la f orma del corpo; gi Goethe disse che il viso di una persona esprime tutto ci che s i possa pensare di essa. Attraverso ques ta specie di fisiognomica si va verso l e caratteristiche della psicolog i a razziale. Il s u o scopo di con oscc1e /.'essenza lo S'i-'Iuppo cd i cambiame11ti delle espressioni psiclliclle dci 'l'ari ti pi razziali. S'intenda h c ne che le differenze che hanno quelle c inque o sci sottovariazioni tipologiche delle razze europee consistono non in form e gi sviluppate, b e ns solamente in una l lisp n sizion c per uno stile particolarmente pro prio. Se una persona pu vivere in un ambiente ed in circostanze che le ptr m e ttono di sviluppare tutte le disposizioni p s ichiche secondo la propria legge innata, e ssa ci d l impressione di particolare armoniosit c di uniformit di carattere. S e a questa unit si aggiunge pure un corpo che anch'esso possa esprimere l e mani tes t a zioni psichiche nella forma pi corrispondente ad esse, una cos fatta persona immaginata come di razza pura Il m ezzo pi elementare per vedere come tutti sanno qualcosa del rapporto tra il fistco c la psiche, lo offrono gli annunci pubblicitari ; ma in special modo i giornali umoristici. t/-o,m ']e ma.e-ea P,Q,iroto.qiw 'lta2;?;iate-Ben diversi sono i lineamenti, se si vuole raffigurare il tipo dell'uomo eroico, il tipo del condottiero ed aristocratico, oppure la mediocre mentalit del grasso borghese, del tipo avve11turiero oppure d e lla p e rso nificazione della perfidia, dell'ignoranza o della bonomia. Naturalmente occorre dire che queste intime disposizioni di un proprio stile spirituale sono fortemente alterabili a causa delle influenze da parte dell'ambiente. La educazione e la istruzione, le usanze e tradizioni gli usi e costumi tendono continua mente ad alterare la propria affermazione del carattere e dell'individualit. Esistono dei complessi psichici di nazione, altri sot togruppi sono le mentalit regionalistiche. Poi vi sono inoltre delle speciali forme dt>lia psiche dovute al ceto sociale ed al Anche l 'et porta con s dei determinati aspetti comuni. Dal punto di vista dell'educazione gli orientamenti di carattere corrispondenti alla propria innata disposizione sono un convincente c travolgente mezzo di educa zione personale di grande importanza che la pedagogia ha finora completamente tra-. scurato. Forse il problema pi importante della psicologia razziale sta nel campo del matrimonio. Quante infelicit, quante vite rassegnate e quanta insoddisfazione potrebbero assere evitate se il problema della perfetta identicit dello stile dell'anima (il che automaticamente implica anche ii pi possibile una identicit del tipo fisico) fos se la condizione primaria per la contrazione di una unione perfetta. Soltanto cos potr essere realizzato l antico consiglio persiano non devi procrearti solamente in avanti, ma soprattutto pi verso in alto; cd a questo ti serva il giardino del matrimonio I risultati posi ti d della psicologia razziale saranno in s eguito riassunti per i vari tipi delle razze d 'Europa. EUO GASTEINER

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Un generale in ricognizione: .. Salvo errore. ecco la pianura (caricatura frances e pubbl ic::rta durante la guerra anglo-boera) l FALSI "RIFORMISTI" -L'AVVENTURA DI CHURCHILL -l RESPONSABILI DEL TRAGICO CONFLITTO m i ebrei 4 Cf,eorges Batault, in un suo recente volume: lsraiil con/re l e s N ations (Paris, Beauchesne, 1939), ha riordato mediante quali intrighi la finanza ebraica riusc a provocare, cinquant'anni or sono, lo scoppio della guerra a n glo-boera A proposito della scoperta, avvenuta nel 1885, delle miniere d oro del Transvaal, egli scrive: Vi fu allora, nell'Africa del Sud, una vera e propria invasione di giudei, provenienti, in gran parte, dalla Germania. I boeri, agricoltori e contadini, nu trendo un istintiva e legittima diffidenza verso quei cercatori d'oro, avventurieri e finanzieri d'ogni risma, si sforzarono di !imitarne l'influenza e di ostacolarne i piani Si ebbe allora un primo esempio di quanto doveva accadere durante il conflitto italo-etiopico, quando gli ebrei riuscirono < f mobilitare contro il popolo italiano sia la Societ delle Nazioni che l'Ammiragliato, sia il p.utito conservatore che il laburista. Persino Conan Doyle e Rudyard Kip1ing (che trascorse l'in verno del 1896-97 nel Sud Africa e accompagn nel 1900 l'eser cito inglese, da corrispondente di guerra), dimostrarono di essere sinceramente convinti che lo spirito d'indipendenza dei coloni olan desi rappresentasse un grave pericolq_ per l'Impero britannico Anche Wiston Churchill divenuto poi il maggior esponente degli interessi ebraici nel Regno Unito, sostenne la necessit del l'intervento, partecip alle operazioni militari, fu fatto prigioniero dai boer i, ma riusc a fuggire, nonostante una, taglia di 25 sterline posta sul suo capo. s i salvi chi p u (caricatura f rancese pubblicata durante l a guerra anglo -boera) 20

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la uer Ecco brevemente come si svolsero i fatti. L'immigrazione di innumerevoli ebrei di varia ongme, ma m gran parte naturalizzati inglesi, non riusc, come abbiamo nato molto gradita ai boeri, che, mantenendosi estranei all'enorme movimento di capitali causato dall'affluenza di tanti forestieri, ten tarono di porre un argine all'invadenza eccessiva dei nuovi v enuti c on tasse gravose e provvedimenti amministrativi D 'a ltra parte gli ebrei che dirigevano le molte imprese sorte nel frattempo per lo sfruttamento delle miniere, cominciarono a pretendere, secondo il loro costume, i1 riconoscimento di veri pr i vilegi, in nome dei principi di eguaglianza e libert Sopra tutto (a ci istigati dall'Alto Commissario inglese dell a Colonia del Capo, sir Alfred Milner) dopo aver costituito un partito detto dei riformisti cercarono di ottenere la piena cit tadinanza della Repubblica transvaaliana, ossia tutti quei diritti politici che fino allora erano stati negati agli stranieri (uitlanders). Fra g li amministratori ebrei delle miniere sud africane, due maggiormente si distinsero nel provocare il conflitto a loro esclu sivo vantaggio: Alfredo Beit a Londra e Lione! Phillips nell'A frica Australe. Il 16 giugno 1894 quest'ultimo scnveva a l primo : Mio caro Beit, n a turalmente ci che noi sti a mo per intraprendere deve essere ese g uito intermediari ... Occorrer spendere una forte somm a per assicurarci il favore del Parl ame nto ... tuttavia biso g n a ram-generale: "Guarda, \Ula montagna!" (caricatura francese pubblicata durante la guerra anglo-boera) LA CONQUISTA DEL MONOPOLIO DEl DIAMANTI L' .AFRICA DEL SUD CONTROLLATA DAGLI EBREI Ceci! Rhodes: "Il denaro, il sangue degli altri" (caricatura francese pubblicata durante la guerra anglo-boera) 21

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mentare che le sovvenzioni elettorali sono considerate, da leggi recenti, come un reato; la faccenda dovr quindi essere trattata con precauzione. All'in sa puta del Presidente del Governo del Capo, Cecil Rhodes, e quindi anche del Governo inglese, venne fornito al dottor Jame son, amministratore dei territori della Compagnia Britannica del Sud Africa, il den a ro occorrente per la formazione di un corp armato di 800 uomini della Poiizia a c avallo, destinato ad assalire di s orpresa Johannesburg, partendo dalla Rhodesia, ed a prestare man forte ai riformisti che nel frattempo sarebbero insorti. I rivoltosi avrebbero in seguito marciato su Pretoria, capitale dei Transvaal, per dichiararvi decaduto il governo boero. Ma contempor:meamente il governo boero fu avvertito dai prin c ipali promotori della congiura, che qualche cosa si stava prepa rando a suo danno L'impresa del dott. Jameson, iniziatasi il 29 dicembre 1895, fall perci miseramente : dopo breve ma vivace c ombattimento gli uomini di truppa furono fatti prigionieri c c onsegnati alle autorit inglesi del Capo di Buona Speranza, le quali, istruito rapidamente un processo, ii rimi sero ben presto in libert Il dott. Jameson, catturato il 2 gennaio 1896 a Doornkop e c ondannato a morte, venne dal vecchio Presidente della Repubblica, Stefano Giovanni Paolo Kreuger. Ma la notizia che la colonna guidata da Jameson era gi penetrat
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f { 0 domandato giorni fu ad un amico qutmti ebrei crede che sia .nd, arrivati in .-:lrgeuthza in questi 1tltimi te-mpi. Molti ce ntamcnte mi ha risposto, ma non s aprei din:i nc.ssuna cifrct precisa: arrivano, subi to compa ri che li aiutauo li istradano, li mettono a posto, si prdotzo ttella grande 111etropoli e _, fuggono cos ad ogni controllo. Pensate ad ogni modo clu? da tu .tti i piroscafi dall'Europa, oft.o o l diec-i al mese, ne sbarcano cmt inaia; c che storia dura da un paio d'an -ni. Sembr per u -11 momento che le autorit vo/.es'sero ll!etferc un e chr:11dere finalmente-le porte ai poco graditi ospiJi, ma poi le cose continuarono come pri ma, peggio di prima; c! quelli che non riescono a sbarcare di -rettamente cz Bwmos Aires, trovano poi infinitCI strade a.ttrafron ; ticra orientale def.l'Uru.g1wy e del Paragua'y, per entrare ugual mento z Arge-ntima Molti comincia110 ad allarm-arsi, molti protst(mo,-C011imerci, industrie e fi nanze passano 11elle ma ni dei g iudei forestieri, ma nessuno riesce a far niente! pc.:r arrestare la 1valanga che si p recipita suUe -rhc dc l Pl
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Donne di Lima Visione notturna del centro di Buenos Aires. .Zc pn;mc sue "<' itti.me; il perseguitato di -nu.-ovo a ca.s((! sua, si fa-bbricato la forte;:;za, guai a chi lo .focca; c' tutta una di fratelli di. mzza che lo aiuta, !ch.e lo tie n su, che gl'im-segna 1:llinguagg io co-nvem.z1:01wle per far fot'tuna nel Su.da.merica Il fotestiero timido che mostrava le -piaghe deUa sua miseria orm
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Ji.ppure, qnaLcuHo mi ha ricordato in questi giomi che fin dal 1896 mz argell ti I!O, i.f. celebre psichiatra !. M. Ramos Mejia, h
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Un quadro di Gallen-Kallela, maestro della pittura monumentale finlandese 30

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a Finlandia un proc,fotto stor. ico, nato di forza propria ; non una improvvisazione politica incubata al Congresso di V ersag-lia: N e i tem pi dei tempi, i Finni vennero, comegli antenati nostri, dall'Asia, e nel cammino verso il settentrione lasciarono indietro, ai Turchi, ai Magiari e agli ni, molte genti del sangue loro. Prem4ti dagli Slavi, ed entrati nell'ultimo paese : ove oggi risiedono, spinsero avanti i Lapponi e li _onfinarono ali! estremo limite nordico. Maremma era quell'ultimo paese, che sa rebbe stato forse insalubre se il. clima rigido non avesse impedito le fermenta zioni pestifere che ammorbano le acque dei climi caldi. Giunse l'uomo finnico e chi sa come cauto dovette avventurl!-rsi di terra ferma in terra ferma, e di ghiaccio in ghiaccio; che lotte immani dovette sostenere per vivere nei lunghi inverni, c che lotte maggiori per non sm 'arrirsi a ogni disgelo. Ch, con gli anni, l'acqua non rimase pi immota fra terra e terra, ma di grado in grado che pi fitta e rigogliosa e forte cresceva la ve getazione sulle isole basse, attorno attorno l'acqua trovo le vie c;!' uscita; e di mano in mano che l'assidua opera dell'uomo prese a guidarla, essa pi attiva co minci a circolare, prima incerta e poi sicura, ed infine iin petuosa, di lago in lago, fino al mare. Pensiamo alla vita dell'uomo, durante i secoli che furono in quella regione sen z a montagne, senza declivi s ulla immensit della palude, sotto la im mensit delle foreste, per sei mesi quasi sempre di giorno, per sei mesi quasi sempre di notte; pensiamo alla vita sua, c resciuta e trasformata col crescere e il tras formarsi della sua terra; comprende remo allora chi siano i Finlandesi e quel che possano divenire, assai pi di quel c he potremmo comprenderlo indagando le Contadinelle dell'intemo della Finlandia (al centro): Un delle guardie civiche. o;igini della lor. lingua e la prosapia dell e nazioni che hanno contribuito a formarne il sangue ed il carattere. N el XII secolo, non prima, cominci a la storia scritta di Finandia, con do minazione, la religione cristiana e la ci vilt, portate dalla Svezia. Da allora fino ad oggi fu una serie continua di guerre contro gli Svedesi o contro i Russi per gli Svedesi o per i Russi, -nel suolo patrio in Germania ed altrove, gi fino ai Balcani. Il Finlandese grande naviga tore, assiduo contadino animoso guerriero: come il Romano e l'Ardito, com batte a ferro freddo, maneggia con gusto il p1wkko nazionale, una specie di col tellaccio malese the esige nell'uso il pi stretto corpo a corpo e grande cuore. Ha una lingua sonora e melodiosa che non ha nulla da fare con lo Slav o n col Germanico, una lingua ricca di vocali: il nome di Finlandia un'imposizione sve dese; i Finn i chiamano dolcemente nella loro lingua, il paese loro ; Sumni e la nazione chiamano S14omalais ft, gente
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Pescatori }apponi mare.: cd in ogni porto, che siano soldati egregi lo dice la storia; che siano conta dini c come siano contadini inv e ce be ne dirlo agli Italiani. Il settanta per cento della popolazione finnica dedito all'agricoltura. Sopra un territorio di quasi un terzo pi vasto dell'Italia, nove decimi del quale terra ferma e un decimo acqua di lago e fiume, abitano tre milioni e mezzo scarsi di uo mini. Gli agricoltori vivono e fanno vive il pa ese sopra due milioni di ettari di terra, per il clima ingrata, ma ben colti vata; e un milione di praterie naturali; coltivano segala e patate per gli uomini, foraggi per le bestie, sono grandi produttori di burro, e poic'h il sessantacinque per cento della Finlandia terreno fore sta le grandi tagliatori di boschi, esportatori di legname e cellulosa. I pescatori contribuiscono ad alimentare il paese coi 32 prodotti ittici di largo consumo quanto i latticini. In quel freddo viene facilmente il desiderio dell'alcole e i Finlandesi avrebbero tendenza di farne uso cd abuso; ma quando occorre, come in questi momenti, le autorit tagliano corto c il popolo si adatta. I rurali finlandesi fanno grande impiego di macchine agricole, di fertiliz zanti chimici, con razionali bonifiche, con metodi perfetti di allevamento del bestiame, con la trasmissione a distanza della f(lrza elettrica per dare energia alle mac chine ed agli impianti dell'industria agraria cd alimentare. Hanno profondo lo spirito di associazione, che si sviluppa nei fiorenti consorzi agricoli. Ogni casa di contadino una villa, co moda e linda, spesso col telefono c la radio; analfabetismo non se ne conosc e ; i figli dei rurali vanno a scuola fino al ginnasio il liceo e l'universit;. poi hanno per massimo ideale di tornare alla terra : salvo e ccezioni di a -ssoluta necessit non si urbanizzano. Hanno citt moderne ordinate, ri10numentali Di fronte ai popoli che si credono grandi per av e r case di cinquanta niani ed oltre, o perch hanno un impero quale non tramonta il sole o perch in cinquant'anni hanno saputo scimmiotta re alla perfezione la civilt meccanica europea pu esser lecito lodare un pic colo popolo che l1a saputo vincere la natura avversa nelle peggiori condizioni di clima e di struttura geografica e che -rimasto in schiavit politica fino alla grande guerra, senza mai commuovere il con certo europeo come certi popolucci di nostra conoscenza riuscito in pochi anni ad organizzarsi una s.ua vita paesana, esemplare. I Finnici sono prolifici come tutte l e razze contadine, in campagna sulla bas e dei dieci figli; ma le troppe guerre, l e terribili carestie. (una volta con mortalit numerosa), le epidemie regalate dai Russi la difficolt di nutrirsi abbastanza su quel la terra ed i_n quel clima, l'emigrazione, la mancanza di sole che favorisce la tisi polmonare, i rischi della navigazione in un mare infido c temp estoso hanno mietuto vite innumerevoli, sopra tutto quando la Finlandia dipendeva. dalla Svezia e dalla Russia Perci, a malgrado della demografia operante, la popolazion e rimane scarsa. Vi sono pochi Ebrei in Finlandia e quei pochi, l'istinto pi che la decisione finnica. riesce a chiudere in un Ghetto morale, a distanza, ben pi sprangato di qu a lsiasi G'hetto materiale; per cui gli Ebrei non hanno potuto e non possono agire in Finlandia s e cot1do il costume loro. li Finlandese ospitale, signorilmente ospitale; ac cols e prima i nichilisti e d i bolscevichi Stalin compreso, come }lUi gli zaristi, per sola umanit e corte sia, non per ideali democratici come la Svizzera, non per calcoli politici com e la Francia. I Finlan-Ragazza finnica

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tksi hanno ancora tra loro dci comunisti ..: hanno dei mormOra tori; quando occorre, non dnno loro tempo di far male c tranquillamente li chiudono in guardiola. L'aristocrazia in Finlandia di antica c r ea zione svedese: il Finnico non e ari:;tocratico, nobil e, cd nobile pcrch contadino: nel suo paese e quando va in .!.!iro per il mondo, ha pi riguardi c atte n zioni per la gente umile che per quella d'importanza. Il Finnico non servile, n10dcsto; non untuoso, gentile; non arrogante, fiero. Quando il turista finlandese viene in Italia, c ci viene sempre quando pu non :viaggia come un baule, n o n gira a scappa e fuggi, si tratti:n e e si indugia, guarda ed osserva, ammira ed annota 1ede e capisce ; non ammira s?ltanto i monumenti e i pan orami, ammira a nche il popolo nostro e lo dice volentieri, dice sopra tutto che in ogni Italiano, anche di umile condizi011e, si vede il signore di v ecc hi a razza, signore di fervido inge g no; non dice mai qu esto dei popoli che si credono i padroni della Terra. l! Finnico ignora il nepoti s mo e l istituto delle raccomandazioni, in genere di scntpnlosa onest, di profonda rettitudine; pur e sse ndo animoso e t e rribil e nell'ira, abi t u almente freddo e compassato. L'ultima pro va del fuoco l'ebbe nel 1917-18 quando
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Donna tanguta 34 La grande Russia si presenta razzialmcntc come un conglomerato di popolazioni varie e a gradi molto diversi di civilt Ci d eve essere tenuto presente, per giudicare dell'attivit dei singoli gruppi e: quindi del contributo ch e ciascuno pu dare alla societ. Ri J cv iamo dal Dc Marchi e da altri autori qualche notizia sull'o rigin e di questi popoli. Le popolazioni originarie erano i Fitmi a nord, nella zona delle foreste c della tundra, i Turcomongoli a sud, nella zona dell e stepp e e dei deserti: per larghe estensioni questi ultimi rimangono ancora i popoli dominanti bench a densit molto diradata. Si tratta dunqu e di popoli di razza gialla, essi complessivamente sono pi di 20 mi lioni di cui I di Turcomongoli. I Finni sono divisi in trib ed hanno un grado di civilt a ffatt o primitiva (Lapponi della penisola di Kola, Samoiedi fino al J e ni s sei, oltre una moltitudine di trib minori nelle foreste dei Monti Ur. ali e del Kama). Essi, a contatto con la civilt occidental e sono suscettibili di una civilt elevata, come avvenne d ei Finlandesi c d e i Livi (Livonia) e degli Estoni. I Turcomongoli possono distinguersi in due principali gruppi : i T ongusi della Siberia Orientale, cui appartengono i Buriati dei dintorni del Lago Baikal c i Calmucchi a nord del Caspio; i Turco-Tar tar i, cui appartengono i Kirghisi (circa 4 milioni), gli Usbeki (altri 4 milioni), i Tartari (poco meno c!i 3 milioni) : questi ultimi dominarono per lungo tempo buona parte del territorio russo finch fu rono ridotti all'obbedienza dagli Zar. Mentre i popoli primitivi settentrionali vivono quasi esclusivamen te di pesca e di caccia, quelli meridionali fanno prevalentemente la vita di pastori nomadi e solo nelle oasi c nelle zone premontane del l'Asia Centrale sono di\ enuti popoli sedentari, dediti all'agricoltura,

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Gruppo di operai I'I1Ni JRtlUSSJIA anche per infiltrazione di popoli iran ici della Persia c dell'Afganistan. Ma a cc anto a questi popoli di razza mongolica e a civilt e\iden tementc arretrata, vi sono popoli di razza bianca c con civilt in confronto ben superiore se pur essa non. pu sempre paragonarsi a qu e lla dei popoli occidentali europei. Vogliamo riferirei a lla gran massa degli slavi viventi nel vasto t erritorio dell'U R.S.S., popoli tutti sedentari e dediti all 'agricoltura ( in assoluta prevalenza) all'artigianato, all'industria, alle professioni: sono questi i discen denti degli ariani bianchi, di razza indo-europea, gi sedentari e col tivato ri che prima dell 'era cristiana arrivarono n e l t erritorio russ o divisi in tre popoli: lituani, polacchi e russi. Questi ultimi, molto numerosi, disseminati su una condizioni di ambiente molto di ve rse c con grande municazioni si scissero in tre gruppi : al nord-ovest, nel terreno ril e glaciale presso iL Baltico si i Russo-Bia.nchi ; a oves t, nella regione a lo ess e a steppa i Piccoli Russi od U che subirono l'influ enza della civilt bizantina; infine, nell'Alti p Centrale, i Grandi Russi ch e rappresentano il gruppo central e compatto e pi numeroso. Approssimativamente si pu ritenere ch e il loro numero sia di milioni di Gra11di Russi 32 milioni di Piccoli Russi e meno di 5 mi lioni di Russi Bi4tr.chi. I Russi costituiscono circa il 75 % della po polazione dell'U.R.S.S. Il diverso ambiente nel quale vennero a trovarsi questi' popoli slavi influ indubbiament e sul diverso sviluppo economico politico e del ca rattere di ciascuno di essi. I Russi Bianchi, che furono spesso sottomessi ad invasioni rimasero anche per la povert del suolo da essi occupato, costituito in gran parte da terreni sterili e paludosi, i pi poveri ed i pi arretrati. Vecchio mongolo 33

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Essi si assomigliano molto all'aspetto alle popolazioni baltiche per il colorito pallido c i capelli biondi. I Piccoli Russi o Ucraini, dominatori dell'aperta stcppa e della regione fertilis sima del loess, subirono, prima di tutti, le influenze della eivilt bizantina e mediterranea, che lungo il corso del Dniester si apriva una via di espansione religiosa e commerciale verso nord, e costi tuiscono quindi la nazione Ucraina, la quale comprende, oltre l'Ucraina dell'U.R. S S., parte dell 'ex territorio polacco c ce coslovacco e parte della Romania. Il po polo ucraino vivace ed .inte lligente alle correnti nuove. Gli Ucraini sono di statura superiore alla media, molti hanno colorito bruno e capelli neri. I Grandi Russi vivono nella Russia Cen trale c Settentrionale in gran parte ancora a foresta e nella Siberia Occidentale: essi sono quasi isolati dall'occidente ed in pi intimo contatto con l 'Oriente,, conservano pi immuni i caratteri di popolo slavo; fa talistico, sognatore, nelle id e e politiche e religiose. All'aspetto si presentano di statura media o piccola, corporatura tozza, colorito chiaro e capelli biondo slavato. I Cosacchi sono russi fuggiti nel Medio Evo alle tirannie polacche o moscovite e rifugiatisi nelle pianure deserte della Rus sia meridionale C che vennero SUC:CeSSivamcntc utilizzati come truppe di frontiera contro i Tartari. Quelli del basso Dniester erano Ucraini, quelli del Don erano Grandi Russi Essi condussero vita indipendente fintanto che gli Zar riuscirono a dominarli e a fare di essi gli strumenti pi fedeli ed efficaci di dominio c di espansione: la conquista -prima, la colonizzazione poi della Siberia principalmente opera -loro. Essi del resto hanno sempre costituito una specie di -casta militare Hamio. aspetto pi vivace dei russi veri e propri, molti sono alti, magri con corporatura slanciata, tratti salienti. In complesso i popoli del ceppo Indo Europeo su menzionati sono valutati a circa 120 milioni e formano pi dell'So% della popolazione dell'UR.S.S. Ma a que sti sono da aggiungersi pi di 4 milioni e mezzo di iranici in prevalenza armeni e georgiani: Un gruppo molto numeroso e particolarmente compatto in alcuni centri costi. tuito dagli Ebrei (circa 3 mi lioni) che so no fra i pi attivi intermediari commer ciali, vivendo qui, come altrove, soprattut-.' to di speculazioni_ Essi erano per confinati in alcune regioni dalle quali non potevano uscire (territorio giudeo) e nelle quali si moltiplicarooo nonostante le fre quenti reazioni dei governi e della popo lazione slava. Sappiamo quale parte essi hanno avuto nella rivoluzione russa per la loro opera disgregatrice e come abbiano costituito, specie nei primordi del regime sovietico, quasi in prevalenza i quadri dei dirigenti. La Russia un paese di grandi ricchez:te c di grandi risorscma soltanto in parte 3G Siberlano sfruttato. Malgrado i miglioramenti tccni i attuati dal governo sovietico, in realt l'economia russa si presenta come se si trovasse in un periodo dj transizione. La poplazione russa, prevalentemente rurale (83,3% del totale) molto diffusa, essendo poco numerose le citt con pi di so.ooo abitanti. La maggior parte delle citt sorgono in riva ai fiumi. Maggior dettaglio dell'occupazione della popolazione per regioni si rileva dal pre sente specchietto : o l! of .a c o .. .. :l ;: ... .. .: :c c: "' R. s. F. s. R. 83.1 3.4 2.0 1.2 Ucraina . . 83.9 3.5 -1.3 RuNia Bianca 91.3 1.2 2.1 1.1 Trcmscaucaaia . 72.8 3.2 3.4 2.4 UabeJDatan e Tagikiatcm 84.1 0.8 4.9 1.9 Turkmeniatan 84 ---Le condizioni di clima sono assai r evoli nella Russia Centrale e specialmen te nella zona della terra nera, alla coltiva zione del frumento, Contadino della

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Cacciatore siberiano iri costume estivo La principale ricchezza vegetale nella zona russo-siberiana la foresta, che ne ricopre tutta la zona settentrionale. Tale sovrabbondanza spiega lo sciupio che se ne fa e, per la difficolt del traporto, il suo basso rendimento commerciale ed in dustriale. Colture molto estese sono anche quelle delle patate e della barbabietola da zuccher o. La grande estensione della steppa deter mina naturalmente una corrispondente estensione della vita pastorale e un bestiame molto numeroso. La Russia inoltre ricchissima di pro dotti minerali specialmente di petrolio, ma solo in parte minima messo in valore. La disseminazion e della popolazione, in gran parte runtle, e la difficolt delle co municazioni, imp ed, nei secoli scorsi, il formarsi di una grande industria: si svi lupp invece l'industria domestica, che for. ma ancora oggi una. delle principali fonti di produzione. L'industria domstica si estende su tutte le regioni coltivate, per<:h la scarsa rendita agraria non basta a sup plire ai bisogni e l e m entari della vita, e la lunga durata del periodo freddo a nord imTipo yakuto pedisce i lavori"all allerto e costringe al lungo soggiorno a casa. li carattere del lavoro dipende in parte dalla specie della natura ci. rcost'ante: nelle regioni boscose prevalgno i lavori di legno, in quelle del la pastorizia i lavori di pelle. Ii sorgere negli ultimi decenni e il ra pido sviluppo preso dall'industria, sorretta da capitali in grande parte stranieri co minciava gi a farsi risentire, prima della guerra. La grande industria cominci a sorgere si opu dire nel 188o, dove era facile disponibilit di mano d'opera, ossia nei centri pi al;>itati, che sono general mente anche nodi di facile comunicazione, e dove era disponibilit di materia prima. La produzione industriale russa era, in passa to, incoraggiata oltre c he dalJa neces sit di consumo che si rendeva sempre pi indipendente dall'estero, anche dall'estendersi del suo possesso in Siberia e dalla vicinanza di paesi molto arretrati come la P e rsia, l'Afganistan, la Cina, do ve e ssa trovava un mercato nuovo e 9-uasi esclus;vo. E' naturale ora dom a ndarsi qua-le parte cipazione Yi sia da parte delle varie razze popolanti il vasto territorio dell'U.R.S.S. nello -sfruttamento e nella valorizzazione delle sue ricchezze. Al primo piano si trovano, per quanto si pu del resto dedurre dal genere di vita e di occupazione, gli indo-europei, ad un secondo Jliano i poP_Oii d_i origine mon golica. Malgrado la livellazione dottrinale del regime bolscevio, per cui si riconoscono agli appartenenti alle varie razze gli stessidiritti, la preponderanza dei bianchi rimasta quella che era, per ragioni che r.on possono soltanto riferirsi al loro numero.-ma bens alle loro capacit ed atti tudini. Nei primi periodi rivoluzionari vi erano molte infiltrazioni di elementi esotici: .gli israeliti tra l'a ltro ebbero una preponderanza che pu dirsi si sia conservata fino a ieri. Ma man mano che si procede avan ti, ad un osservatore attento appare evi dente il ritorno della prepondernza slava, a riana, in tutte le forme di vita sociale, politica ed economica. Pur predi<:andosi la uguaglianza razziale appare la tendenza ad e scludere ci che non russo. I grandi capi militari sono russi. E con iii ritorno della slavizzazione, ,pur essendo <:ambiate bandiera e istit uzioni la vecchia politica russa riprende la sua espansione fatalmen te come sotto il vecchio regime. E fra gli stessi bianch lo slavo rimane prevalentemente rurale e invece J'jmmigrato tedesco dimostra pur sempre !:tna maggior attitudine J;ler il lavoro meccanico ed industriale. Da parte sua poi l'israelita, dopo l'ascesa sua nel campo politico nef quale riuscito a distruggere ma non a costruire, ingolfandosi come sempre sen za risultato nelle considerazioni teoriche rimasto quello che era, con le sue qu;.lit ataviche di speculatore, causidico, cerebrale. s. L. 37

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L'on. Giolitti, Luzzatti e i capi gruppo pi in vista hanno dato una sola designCI%ione: l'on. Sonnino (caricatura apparsa su Monsignor Perrelli" di Napoli il 7-12-1909). 1/l'ini:::io del 1914, in seguito ad a/.cunc a-ntisemite di ,,,ssww impor/a n z a di f rontc al graue problema e braico, c he la l e llera di Ione! L C Bratianu qui riprodotta defi. niscc trcf.lc sue liJICC pri .npali, gli ebrei di Romania i11ondaro110 la stampa europea cd am e ricana con le lo ro /.am.cnte/c nazionali-l giorIW!i di varii paesi asserviti all'ebrai-s-mo 111a.ssonico, si ri7: olscro all>Ora al correli gionario Luigi Luzzatti pe r l 'impor/a. n za p o liti .ca cltc affinch ller-.;enissc a difesa dci pov e r i ebrei d i Romania. Luigi Luzzatti rispose subito al/.'appcllo c compil mra protesta per la quale le jir111c dci pi grandi uomini di Stato di quel t cmp>O i ll Europa c n e ll'Am e rica d e l Nord : C !mcn cc au p e r la Francia Lloyd Gcorgo per /{!. Gran Bretagna, il Principe di Biilow per la Gc mumia, l'ex-presidente, Teodoro Roosevc/.t, p(JJ,r l'America, ccc. in quella protesta si uccusa : va di inci v ilt il rome-no, si affermava elle in q u e l paes e 11011 libert di scien z a c di c oscie.nza c che gli ultimi d 'Europa eremo in Romania, c con minacce si chiederono /.e attivit di frttti i paesi, non solo la IWII ebbe seguitoJ 111<1 non fu pii risoUevatO che l'idea umauitaria non deve serv ire a coprire interessi c osJno politi a n.ti'n.azionali, che le grand.i potenze stesse dnno esem pio di gelosa cura per gli i n.teressi dei loro paesi, c che la. Romadeve la S!la ittdipendenza soltanto alle sue forze .c srta aggi11mge:) Nessun pr{)b[ema potrebbe com portare wn i11tervento o 1ma sol1tzi{)ne perclr i' problemi poli tici o social1. si pongono in g11i Stato i11

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modo dherso c soUanto le solttzi'Oni date da. orgaui llazio .nali in piena coscienza di causa., possouv risolverli defiuiti'l.cmrt1nte. La qucstiO'ne clegU ebrei i.n Romania 1111 problema di ordine purame1rtc i nterno. C o/oro che cercano di darle rm altro ca rattcn:, ;110'11 fcl'IIIIO ciro porre in cvidenza le solidariet cosmopolite che esistono oltre i limiti c gli interessi dello Stato: questa te11deuza potrebbe far altro che compromettere l'opaa. di coloro che desiderano la fusione completa dcg/ i ebrei colla soc iet romcma. Autorizzato dal tono cordiale della vostra lettera, m( pcruu:tto dr: molto a miche1olme11te; che voi non potete giudicare .in 11ltinU1 istanza una ca.u.sa. la cui v era riesce difficile
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Luzzatti: Questo il mio progret e, Signor Luzzatti, l 'e spressione dcl la mia. alta stima-e dei miei s e ntime11ti di amicizia . Ione) I. C. Bratianu A parte l ipotesi a quei tempi accreditata, ora evidentemente assurda, di una! possibile assimilazione degl i ebrei col popolo romeno, questa lettera at1ch oggi pu. lsegna rci m ol te cose. 'Non si pu 11ega-rc che Lu.zzatti, essendo a capo del go uern.o d'l tal i a, cerc di colpire la dignit della R0111(111a, contro gli st es si interessi dell l talia mettendo in pericolo la tradizionale amicizia dal/d Romania. Durante il peri-odo trm, agliato de/1.1.1 sua 'formazioue que[, popolo ci teti ne come 1m alto modello e ric0110bbt1 per i/. primo il Regno d Italia. Il qual e a. sua volta -respinse proposta del la Francia di Napoleone; 111 che pensa"''a. di i -ndurre l'Austria a cederci la V e nezia, ricompensm1do/a col tcito consenso aU.' occ1tpazione dei Principati Romeni. Ma il Luz. zatti, per l'interesse dei suoi correligionari ; non esit a compronw. ttere i buoni rapporti fra i due Stati e f ece dare 1t-1w le z i :o11e di patriottismo alla nostra Nazione che non n e ha m.ai avnto bisog11o. E' necessario qu indi che anche i11 Romania -s-i sa-ppi'
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L' U M A D ELLA.-E LE :ciN Un'altra svista del Breme ( e i suoi dove Pa:!aqdo dice che la natura vita, ch !a poesia si compiace io conosca di essere, e qui si questa sorgente della non guardare nessuna csi' buir enso a co.[ e-. pofsibili fo'rme, in avvivare mezzo d'idee.' -. ... : -... non solo ht;, ziaJmente Io ,;uole, -e ,.., ., fSiffl1a VitJe af: o cose, se non umaria, e che questo dar 4li. inanimati, agli Dei, e fino ai Pt:Qpri affetti ... e forme e affetti umani, cos .,. __ per levar gli questo vizio ; ., si avvede che i) suppr vita per inahimate, dalla nostt:a, ripugpa iii :. al nostro istinto e alla nostra natura; che appuntino a quello si_ gusto che si chiama gotico, che si .. il non deve sesuir fisica (posto pur che la {gione anu cose che, non vivono, wia dilla'. che uguale, e cos diseorrete natura e l'istiot, e che tace da questo istinto, il r<>'ll!llll.r.' se ragione e .. .. vallo sarebbe allora ragionevole; dalizzi di quel che dirf e a; la figura e gli affetti'
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questionario Paolo Guidotti. da Bologna: Gli scrittori del Risorgimento vedevano l a nostra resurrezione solo nel consolidamento d 'un cos'lume, d 'una letteratura e di un'arte genuinamente' italiani: quanto pi gl'istrumenti della cultura son' intimi e connaturati ad una sb"'rpe tanto pi ella suole essere atta a... farli vivi. [Gioberti]. Il .depauperamento spirituale era vi s to come dir.etta conseguenza della nostra mimetizzcizione esterofila: no non eravamo piu nulla qu&ndo diventammo a vicenda ot francesi or tedeschi ora inglesi. [V. Cuoco]. La mania per le coa estere. scriv.eva V. Cuoco, prima avvilisce indi ammiserisce. fint;rlmente ruina una nazione spegnendo in le ogni amore per le cose sue. Per ques to V. Gioberti, rivolgendosi agl'Italiani, li i'ifnoniva di riscuotere s stessi da forestierume. non solo nelle cose gravi. ma anco nelle leg.gere. che in opera di mutazioni morali la somma del tutto. E tutto in quel mirabile sillogismo che nulla pu esservi di vivo se non prorompente dalla vita nostrana, formula la dottrina delle spontaneit nazionali per la quale, essendo il sentimento l'anima delle lettere e di tutte le arti che si riferis .cono alla facolt fantastica e rampollando dalla tempra personale dei particolari uomini e delle razze, le let tere e le arti belle debbono esprimere l'individualit dEtgli autori e del popolo a cui epsi appartengono. Perci l'imitazione straniera funesta componimenti di tal' ge. nere. perch spegne l'inventiva nella sua fonte; ed tanto pi nociva a noi italiani. quanto. che l'ammirabile natura pelasgica essendo pi feconda... euritmica, dialettica di tutte. noi no11 possiamo ridurci ligi e copisti degli altri popoli senza restringere e disseccare quella vena ubertosa. [Gioberti: Prolegomeni]. / .' Perci quella tendenza che indulge aJie maniere d'oltralpe, fu considerata sempre dai nostri scrittori nazionali una vergognosa abdicazione delle nostre innate esigenze interiori, le quali, sole, sviluppandosi, avrebbero dovuto dare l'impronta della razza a tutta la nostra vita. E grande lo sdegno contio quella frivola man1a per le maniere degli esteri, che produce nella sua genesi, che .va da un paio di forbici d'un sarto alle speculazioni sociali e filosofiche, un gran male alla vita nazionale. In Napoli. lamentava V. Cuoco, un sartore non aape?a cucire un abito se il cliMgno non fosse venuto da Londra o da Parigi. Ci, che par. rebbe banale, ha addentella1i che nessuno. pu negare: dalla .imitazione delle vesti si passa a quella del costume e delle maniere, indi alla imitazione delle lingue, l'imitazione delle lingue porta seco quella delle opinioni. E con quest'ultima entriamo propriamente nel carattere che .definisce ogni naZione corrotta. L'imitazione delle lingue, anche nella semplice adozione .di monosillabi, come 42 l'imbastqrdimento della razza: una 'parola straniera nel nostro vocabolario ha la stes sa funzione di .sgrega. trice di cento mulatti nella nostra vita sociale. N il concetto nuovo. V. Gioberti, dopo aver dichiarato che la superiorit dell'Europa sull'Asia pr.oviere dalla sua unit dominante. della razza che bianca, giapetica e pertinente al ramo degli Indopelasghi. afferma che l'unit della schiatta s'impronta nel suo ,verbo. Sicch la purezza della lingua non si ri duce a un. a pura questione filqlogica, come l purezza razziale non s'esaurisce nel problema biologico, e 'la conservazione dei costumi e delle tradizioni proprie non si identifica in un atteggiamento sentimentale al passato: ma si tratta di fatti ben pi profondi e vitali, che originanq e ravvivano il nostro genio nazionale distinguendolo per dignit di pensiero e di vita dagli altri Dal sentimento di razza. che V. Gioberti possiede e della quale .d una completa e chiara definizione nei Prolegomni del primato .morale e civile degli Italiani, quando scrive: ogni razza.;. la specie "COmpendiata coi vincoli di una origine e consanguineit oomune, di Un vivere unan'ime e di una favlla simile o conforme; scaturisce quella sua profonda fede d'avvalorare ogni nostra minima nifestazione spirituale contro qualsiasi in filtrazione o nostalgia esterofila. La favella poi essendo lo specchio dei caratteri mo. rali ed intellettuali d'un popolo, chi la tra 'scura o la disprezza pur con. l'adozione di una semplice parola estera anche per fini pubblicitari non pu essere veramente libero. n aver cara l'indipendenza e la libert della patria. Poich la parola non una banale vibrazione d'aria ma in stretta ed intima unione coi pensieri, onde. dir col Gioberti, adoperando le sue medesime parole, gli uni tanto valgono quanto la espression. che li (dal che segue che le parole non son pur parole. ma eziandio cose). Quell'indegno-costume di parlare e scriver, in lingua forestiera ch'era un terribile / vezzo del pri!Ilo Ottocento, olire che arguire una rara mediocrit d'ingegno (io non mi ricordo d'aver oonoaci'uto un poli glotta filogallo. che non losse eziandio un pappagallo) altresl basso e vile. n cin guettio forestiero un carattere, notato dal Cuoco e dal Balbo e dal Gioberti e da mille altri, comurie ai popoli ch'e scadono e si accostano alla rovina, come all'et di risorgimento proprio il rifiorire della fi. !elogia nazionale. Come la letteratura e l'arte in genere debbono aver riflesso, per essere vive, la impronta della razza nella quale sorgono, cosl il costume che V. Cuoco chiama c: spi rito publico .,, c!eve essere un riflesso della propria individualit razziale. .. Virgilio credeva di non definire il popolo romano se non univa al titolo di c: padrone di tutt le cose> anche l'altro di gente c: togata>: Romanos rerum dominos gentemque togatam. Quando i romani, scrive V. Cuoco, minciarono a corrompersi e si most rava ; ... in teatro tunicati, palliati. tutto insomn;c fuorch togati, Augusto richiam loro i l verso virgiliano e cio la loro individualit etnica. E difatti onde incominci la COI'l'\l zione di Roma? Non dalle grandi cose ma dalle picciolissime. S'i.Jlcominci a voler vestire alla greca. pettinarsi alla greca, Por lare alla greca: omnia graece, cum sit tur. pis magis nescire latine. [V. Cuoco]. I parrucchieri, i sarti, i prima delle masse barbariche, iniziarono la disgregazione. Se per noi l'imitazione la morte, per gli altri popoli' l'abbeverarsi alle nostre fQnti sta1a la vita, poich, dir col Gioberti, l'Italia accoppia in s medesima i contrari ed assorbe il doppio rivo classico e cri stiano pi ampio e comprensivo-d'gni al tro. Se quest'ordine si rivolge e si vuol Jar camminare il mondo a rovescio consigliando 'all stirpe creatrice di farsi imita. trice, forza che tutto vada alla peggjo. [Gioberti: ProLegomeni]. Fu un vizio degli italiani anteporre al'oro nazionale il piom bo forestiero, e fu il loro disqrientamen.t spirituale, ma quando .si richiamarono alle voci della propria razza fu la gloria. Le so'prastrutture, le mimetizzazioni soffocano l'anima: per questo' S Bettinelli esaltava la vita inglese, ch'era riuscita, dal" le vesti alla letteratura, a trionfare della Francia; un tempo rivale e allora sua di scepola, e chiamava la maggiore vittoria inglese quella d'aver reso tributario del suo gusto quello dominatore di lei. Chi si tuffa nel forestierume non riuscir che un essere anfibio. Tale la pena cui la severa natura impone ai violatori e ai rinnegatori della spontaneit della razza, per noi, questa ... come ogni altra semente fuor di sua region fa mala pruova Mario Barba, studente di giurispruden:za, da Napoli: Sono un fervente lettore della. vostra Rivista fin dalla sua fondazione e, come sm pre, ho scorso con particolare inte.resse la vivida ed operosa rubrica del questionario nel numero del 5 dicembre. Sotto il titolo, strano in verit, c: lo spirito di Cartagine >, ho letto una vostra risposta a Jemma e Viglia che vi hanno scritto per ch fosse chiarita, nei vostri fogli, l'opinione che voi ed. i vostri collaboratori avete dei protestcinti, v .erso i quali .Giorgio Attili non. stato molto c: dolce di sale >. E vi dico subito, francamente, .che questo vostro scritto mi ha spiacevolmente colpito. In esso contrapponete il razionalismo europeo e protestante allo spiritualismo italiano e cattolico . E fin qui la posizione, si pu dire ancora, relativamente, chiara. Ma la oscurit diventa fitta allorch proseguendo estendete i temfini della vostra contrapposi zione, facendo osservare che < J'iqeale. degli

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Veduta interna della casa di Pansa restaurata a Pompei irn.peri europei quello di dosare la sus sistenza dei popoli con il ricatto delle co siddette materie prime :.; e ancora che c abbiamo gli imperi della materia e per l'im pero della materia si fanno guerre, non per a ltro onore. Che diamine c 'entra tutto questo con la quistione dei protestanti italiani? E poi, parlate chiaro! Invece di <"im peri generici dite com' : Inghilterra e Francia, ed allora vi avvedrete che avete detto c oligar.chia ebraica:. ci che spie-ga ogni gesto di tali nazioni,; senza bisogno di ricorrere nientemeno che; a Cartagine ed a i suoi numi] Cartagine non stato il peggior male di Roma, c questione di vita o di morte :. come dite voi. Da che cosa, se non dal cimento vittorioso maggiormente nata. la gloria di Roma? E poi perch, quando parlate dell'Europa la identificate sempre con c una so. ciet6: di mercanti ecc. ? Dite piuttosto il nome vero di quei mercanti e non dimenticate che Europa vuoi dire pure, anzi principalmente, ora; Italia, Germania, Ungheria ecc., se vero che una qualsiasi entit si pu distinguere col nome delle sue p(:uti migliori, come l'impero latino si sempre chiamato c Roma. In Itxlia non v' quistione di religioni n vedo come si possa scantonare mentre si parla di razza. La religione culto dello spirito come lo il patrimonio razziale e perci va trattata con rispetto ed attenzione. E il protestante italiano, veramente italiano va esente da confronti facili e da estensioni eccessive. Questo vi dico per semplice desiderio di chiarezza da buon cattolico e da fervido fascista e vi sarei grato se voleste occuparvi meglio della cosa. Mario Barba ci ha scritto col piglio di chi vuole una buona volta mettere a posto i nostri errori, e finisce col chie.derci se vogliamo occuparci meglio dell'argomento. Ma avrebbe potuto occuparsene un pechino meglio anche lui, cominciando col tener conto di ci che siamo andati finora dicndc, senza costringerci a ritornare sui no stri ssi, come dobbiamo fare troppo spesso. Se ne avesse tenuto conto, crediamo che avrebbe dovuto ,spiegarci come mai l'Europa consistq nell'Italia, Germania, Spagna, Ungheria, ecc. Questa una bella unione di popoli, che di tirannia europea hanno fatto esperienza; ma non basta a capire l'Europa, sopratutto la differenza tra Italia ed Europa. Perch se vuoi anche tu che entriamo nell'umanesimo europeo, che anzi ci ritorniamo soggetti, come siamo stati per tre secoli, invece di uscime una volta per sempre; allora spegniamo i lumi e buona notte. Vedi, l'Europa fini di essere italiana; col tramontare della massima opera. germanica. Nulla pi grande stato .fatto dalla forza gemanica, dell'epopea carolingia e dell'impero di Carlo Magno. La sola forza originale dell'Europa, quando prese vera forma, uni all'inipero l'autorit del genere umano, Roma. Questa forma cattolica la forma della pi grande opera finora compiuta da popoli germanici. Questa sj:>ecie Qi Europa omerica fu sull'autorita di Roma. Era Roma la sua anima. 'Quando la forza genuina dell'Europa hci cstruito un'opera grande, l'ha fatta per quant'era possibile nuova e romana. A n\ano i mano che quest'opera si perduta, la Germania si ristretta, ed nata quell'Europa, della quale alla fine vediamo il volto nemico di Roma, con Lutero. Lutero ed Erasmo sono i pionieri dell'umanesimo europeo. Lutero il pri mo a ferire l'autorit del genere umano, in nome della ragione. L'Europa nasce nemica di Roma. L'umanesimo italiano, che veramente s i chiamava _umanit, fu il filtro europeo della filosofia greca. Lutero, Cartesio i giusna turalisti Kant, Hegel, Marx dissero nulla che non foss e gi stato. detto dalla. Grecia filosofa e .sono la genealogia degli umanisti" europei. Greci in tutto, tranne ari stotelici. L 'Europa dunque nacque come la Grecia mori, cio filosofa La filosofia uccise la Grecia omerica, e la Grecia mori filosofa, come invece l'Eu-ropa nata. E dall'Europa venuta fuori la stessa societ della. decadenza greca, una societ illuminata, colta, decorativa di mercanti. L'europea, come la societ della decadenza greca e romana, e ccime le societ sacerdotali arcaiche, ha preso forma d'oligarchia mercantile. : Da quando l'uomo ha comiJlesso il peccato della ragione, tale stata la forma della sua societ, avara, come .la vecchiaia. n peccato originale non altro che la vecchiaia dell'uomo, e la sua morte. L 'ordine. di questa vecchiaia, non altro che la teoc-azia dei popoli mercanti, i fenici, i cartaginesi, gli Sono semiti i grandi iniziati della torazia mei-caritile, i maestri di veg:hfria di tutti i popoli della terra. Uscito vecchio dal paradiso terrestre rare :voite e tardi l'uomo ritrov ia sta-4.8

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gione. Ritrov )a giovinezza nella Grecia omerica. La ritrov a Roma. Era forse un impero mercantile Roma? O forse Cartagine avrebbe potuto essa costruire quella civilt, che si chiama romana? Come si fa a non capire che ,Roma e Cartagine erano due concezioni, due modi opposti di vivere? E come finirono Grecia e Roma, se non levantine e mercanti? E a quale societ, a quale concetto di vita fece breccia la caduta di Roma, se non a quello, ch'essa aveva debellato, per costruire la societ romana? Si chiamava cartaginese, era il simbolo di tutti i suoi simili, e significava sopralutto il contrario di Roma. A quel modo di vivere la fine di Roma apr le porte dell'occidente. Che significa l'espansione medievale dell'usura, se non si comprende ci? L'usura la maniera pi grossolana, il primo grado dell'accerchiamento materiale dell'uomo e dei po.J20ii. L'Europa era gi piena di vocazione cartaginese, quando la decadenza greca prevalse a dar forma alla sua societ. Se vi diciamo che con la fine di Roma, risorse Cartagine, non diciamo cosa esatta, perch la Chiesa e l'Impero le tennero testa. Ma se vi diciamo ch'essa mise radici e si con s olid, con la sconfitta dell'Invincibile Armata, e la vittoria del laboremus protestante, non ve lo diciamo per metafora, ma per dire il significato di questo fatto. E non ve lo voglio dire io, ve lo faccio dire da un italiano, che nel 1878 scrisse la Tirannia Borghese un'opera che ogni italiano dovrebbe leggere. Si chiamava Pietro Ellero. Egli dunque scrisse: La pi illustre naziofl d 'Europa governa un ampio impero, come una fattoria, e gli altri suoi possedimenti, come scali. N considera i suoi rapporti con al Ire contrade, se non nei riguardi mercantili e queste-se non quali piazze del suo traffico cartaginese. Tratta cristiani e maomettani alla medesima stregua: sacrifica anche gli uni agli altri: soggioga, domina e baratta i popoli, cui non inebria, non addormenta e non avvelena. Livia Lat1anzi. da Roma: Almeno per la memoria dei nostri caduti d'Africa, non si dovrebbe ignorare che la Finlandia uno di quei tanti staterelli attaccati alla carretta dell'Inghilterra; e che, quattro anni or sono, aiut a dar corpo e forza al tentativo anglo-giudeo-sassone di affamarci con le sanzioni. E contribul a far si che una indispensabile nostra occupazione coloniale in Etiopia, si trasformasse in una aspra guerra, da cui molti italiani non tornarono. Il fallo poi che la Francia, prontamente ha tirato le somme delle smancerie di pochi smemorati nostrani e sui suoi giornali si stampato: che volontari italiani non sarebbero mancati per battersi in difesa della Finlandia e della civilt del pane e burro! Enzo Cataqna. da Avellino: Teodoro Mommsen dichiarava il suo stupore per non aver scoperto alcuna traccia di elementi preistorici in questa Italia, che per la sua posizione fa supporre essere stata abitata in epoche R remote che non il nord e l'occidente d'Europa, dove invece sono venuti alla luce numerosi avanzi 44 di queste lontanissime epoche dell'umanit. Nella nostra penisola, in verit, non mancano reliquie delle pi antiche epoche di popolamenlo, ma anche se mancassero, non dovremmo meravigliarcene perch le vicende e le trasformazioni sul nostro suolo mantennero un ritmo veloce ed incessante, mentre nell'Europa centrale ed occidentale ci fu tempo pe: le stratificazioni. Comunque, come gi abbiamo detto, testimonianze della preistoria italica non mancano, e certamente altre ne verranno alla luce ora che quesio genere di studi venuto ad inneslarsi utilmente alla politica. Ormai esiste una dotta letteratura intorno alla )?reisloria di alcune regioni classiche italiane, ampiamente illustrale sotto questo riguardo, come, per esempio, il Lazio, le Pug)je, la Sicilia, )a Liguria, ma maggior fortuna sarebbe se tutte le provincie italiane potessero contribuire all'incremento di questi studi e di queste ricerche intorno alle popolazioni primitive della nostra terra. La provincia di Avellino, per esempio, non pu vantare ingenti ritrovamen!i archeologici, n scoperte sensazionali, ma qualche scoperta occasionale avvenuta ci autorizza a sperare che qualche cosa di pi importante pur potr venire alla luce. Alludo alla scoperta fatta alcuni anni or sono da certi contadini presso le fiumane di Gesualdo, di cui s'interess vivamente qualche studioso, la cui curiosit. fu attirata soprattutto dagli oggetti rinvenuti, che con le loro caratteristiche indicavano chiarame.nle la loro natura e la loro epoca. Si trattava, infatti, di un sepolcreto ad inumazione dell'et neolitica. Come si sa, tutte le razze _umane sono passate per quattro et, che hanno preso nome dalla materia adoperata per foggiare armi ed utensili: et paleolitica (ossia della pietra rozza), et neolitica (o pietra lavorata). et del bronzo, et del ferro. S 'intende da s che i vari popoli non han-. no attraversato contemporaneamente queste quattro fasi, ma in epoche diverse. Cosl. per esempio, la preistoria della Grecia si aggira fino al 1000 a C quella d'Itali::I giunge fino alla fondazione di Roma, mentre quella di Francia e di Germania si prolunga lino a poco tempo prima della nascita di Cristo. Gli scheletri presi, adunque, in esame erano dell'et neolitica. A questa conclusione si era portati non solo dal genere di oggetti tro vati nella sepoltura, ma anche dalle carptteristiche della sepoltura stessa. Infatti noi sappiamo che solo nell'et del bronzo s'inizi l'uso di non seppellire i cadaveri (inumazione), ma di bruciarli e di conservarne le .ceneri in apposile urne (incinerazione); e gli scheletri trovati presso le fiumane erano appunto affondati nel suolo senza coperchi e collocali nella tipica giacitura, che le popolazioni meridionali solevano dare ai morti, mettendoli seduti. Gli scheletri avevano inoltre tutti la faccia rivolta verso oriente forse a causa di qualche rito religioso, come ugualmente a qualche superstizione si deve attribuire la collocazione accanto ad ogni mor to di Ire o quattro ciottoli di calcare ben levigato. I popoli primitivi d'Italia si mantennero molto a lungo fedeli al rito .dell'inumazione e solo quando fu completa l'invasione delle razze ariane provenienti dal nord della penisola, si diffuse l'altro costume dell'incinerazione. I due riti corrispondevano in fatti a concezioni religiose differenti. Bru ciando i cadaveri, si mandavano a vivere gli spiriti chiss dove; seppellendoli nel seno della madre terra, cio l donde viene ogni. cosa e dove tutto ritorna, a contatto con gli dei inferi, si assicurava ad ess! la miglior vita. E poich quest'altra esistenza non era se non una continuazione di quella terrena, occorreva adoperare molta cura nel seppellimento, dando al morto la posizione pi comoda e tutti gli oggetti che gli erano stati cari in vita, perch nella nuova sede non avesse a sentirne la mancanza. Urio degli scheletri, di cui abbiamo innanzi parlato, aveva, infatti, a portata della mano destra, un bellissimo pugnale di selce levigata a tre faccette, della lunghezza di oltre diciannove centimetri e .della larghezza massima, all'impugnatura, di tre, quattro centimetri; e a sinistra un vaso di terra malamente cotta. A questo proposito I'Hulsen, parlando delle scoperte preistoriche laziali, dice: Quanto ai cadaveri inumati, questi erano semplicemente deposti jn fosse oblunghe... Le of ferte funerarie sono assai semplici. I vasi foggiati a mano r.on sono stati sottoposti che ad una cottura assai imperfetta :. ( Le forum romanum:. Roma 1906, pag. 224). Si misurarono qnche due crani, usciti intatti, e che sembravano essere fra i pi grandi, e le circonferenze massime furono rispettivamente di 50 e 51 cm. Uomini brachicefali, adunque, dovettero abitare in epoche preistoriche queste nostre contrade e se il tipo di oggi prevalente nell'Irpinia mesocefalo piuttosto che brachicefalo, si deve pensare che gli Irpini, che soggiogarono le popolazioni neolitiche di questa regione, erano nella massima parte dolicocefali e modificarono il tipo preistorico; lo stesso risultato, insomma, che conseguirono i Liguri e i veterani di Augusto, tutti prevalentemente dolicocefali, sulle popolazioni indigene brachicefale in mezzo alle quali migrarono. E che gli Irpini fossero in prevalenza dolicocefali, ce lo confermano i vari studi sui Sanniti, della quale famiglia facevano parte i primi abitanti di questa regione. Carlo Cumano ci ha s critto da Feltre riguardo alla musica negra, dicendo fra l 'altro: Purtroppo il male assai esteso, e sempre pi va estendendosi, specie tra i ragazzi. Urge dunque combatterlo, prendendo lascisticarnente di petto l'organizzazione d i propaganda giudaica e gli interessi botteqai che vi sono connessi. I nostri compositori ritornino per i ballabili e le canzoni alla tradizione; gli editori e gli incisori di dischi rifiutino le scimmiottature nostrali dei modelli negri. Ci dovrebbe pensare anche J'E.I.A.R.,che influisce sull'educazione e il gusto del pubblico italiano. Le proteste dei radioascoltatori non sono mancate: basta consultare la collezione del Radiocorriere degli anni '34'35 (se la memoria non ci tradisce) dove esse furono pubblicate, assieme con le Jet !ere degli infatuati di musica negra. I quali gratificavano dell'epiteto di pantofolari noialtri, che non si arrivava a comprendere il dolore abissale dei negri:. (questa fra se m' rimasta impressa). Le proteste dunque ci furono; ma J'E.I.A .R. o per discu tibile spirito d'imparzialit, o per altro, continua a trasmettere musica sincopata, pen sondo cosl di soddisfare tutti i gusti. All a stessa stregua e con lo stesso spirito d im parzialit dovrebbero i farmacisti mettere l'eroina o la cocaina a disposizione dei rammolliti.

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Oltre poi alla musica, anche le parole :ie lle canzoni dovrebbero essere oggetto di .:xttento esame; e credo cos di completare : l pensiero del camerata Giorgio Attili, le .:ui osservazioni non potrebbero essere pi giuste. Che le parole delle canzoni siano gene sceme, cosa pacifica, ma non :::essiamo metterei in pace con la scemenLe canzoni dell'Era Fascista non devono 'ssere sdolcinate, ma virili, quando canta:10 l'amore, la passione o che so io. Bisogna :inirla una buona volta con la nostalgia, i a gelosia. la malinconia. e con la bimba dagli occhi blu, che vive laggi fra i bamb e non ritorna pi come speravi tu... Ri::nasugli d'un romanticismo stantio. e borche la a pugni con la realt solare :iella vita Italiana. Cos scrive Cumana. Sullo stesso argomento, ci scrive anche Gottardo Valentini, da Genova, mandando:i una lettera troppo lunga, per lo spazio :li queste pagine, e per un argomento, che a bbiamo ormai trattato abbastanza. Gottardo Valentini dice che la musica :nessicana sia musica di peoni e non d'eb rei. E che i cori a tre voci in falsetto non s iano messicani, ma dei cauboi degli Stati l.Jniti. Aggiunge essere errato reputare brea la musica ritmica (ed io non so che :osa intenda ritmica Valentini, mi por di capire la negra, e vorrei chiedere come mai questa abbia usurpato la definizione di ::itmica); ma che gli ebrei se ne siano fatti : ommercianti. Ringraziamo Gottardo Valentini, ma doboiamo osservargli che quando il gusto del l 'arte segue la moda, e tutte quelle manie, con la moda sono connesse, non si t ratta pi di gusto dell'arte, ma di gusto .>ociale. E dobbiamo ricordargli che la moda la forza d 'attrazione dei popoli meno ar :isti, una vera e propria facolt politica. :J uella politica, che chiamiamo tutta politi:c, perch non deriva da ragioni profonde . :;li anglo-sassoni sono riusciti a dare im, : r onta ai popoli latini, con la moda. E se ]l italiani hanno subito, mettiamo, l'impron c ; della moda anglo-sassone, vuoi dire -,iente altro che erano indeboliti. Avevano c io perduto quella tutta loro facolt i dare impronta agli altri, non con la moda, n o n con il gusto di societ; ma con l'epica e l'immaginazione e le opere d'arte (non l e musichette, balletti, le tazzine di crema). Valentini dice che erroneamente sia chiamata borghese la gente che preferisce la musica elettrizzante, perch questa gente, specie a Milano, sarebbe l'elemento vitale moderno, che in Italia pi a contatto col mondo progressista. Ma questa gente, caro Valentini, forma una grossa societ di tutte le nazioni. Ed quella che l'ha ricevuta, l'impronta. Non l 'ha data. E' con questa gente che si stanno spersonalizzando le nazioni. Fra questa } ente Si trova il poliglotta pappagallo, che iiceva Gioberti. Leggi quel che ha scritto Paolo Guidotti, sul modo di diventare bas tardi, e vedi se puoj trame qualche con siderazione riguardo alle mode musicali. Igino Toth ci ha mandato da Zara un saggio .sull'aristocrazia, che assorbirebbe da s olo gran parte dello spazio riservato alle nostre discussioni. Toth dice. che dal popolo sorgono gli eroi e i protagonisti, e che questi figli del popolo eccllono sugli altri; ma tuttocci a no-stra parere, non ha da vedere con l'aristocrazia, perch il guaio dell'aristocrazia quando poca gent.e, eccellente o non, di venia una classe e sottomette il popolo. Toth dice che popolo ed aristocrazia siano la medesima cosa, e se fosse cosl la rivoluzione francese non avrebbe coniato la cosiddetta aristocrazia moderna, chiamata classa dirigente, che non ha nulla del popolo, e che, come si vide in Italia e in Spagna, stava distruggendo la nazione. Toth dice che borghesi e plebei siano agli antipodi dell'aristocrazia, e invece i borghesi non hanno nulla di plebeo, sono tutta classe, societ, e non natura. E sono ci che costituisce la moderna aristoc-azia, perch certo la classe borghese, che esercita il dominio, nella generalit delle nazioni del globo, dosandone !::x sussistenza e i beni materiali. Aggiunge Toth che borghesi, plebei, israeliti, ebrei e giudei siano tutti della stessa natura. Ora invece israeliti, ebrei e giudei sono gente staccata dalla terra e tutta formazione .sociale. Sono essi lo spirito della classe borghese, che o'pprime i continenti, e che il nostro Ellero chiamava appunto una classe di formazione giudaica. E' trist che noi ci siamo tanto allontanati da Dante, per quattro fisime aristocra-tiche, e che andiamo 'cercando la nazione, dove muore, invece di cercarla nel volgo, che la sorgente naturale del popolo e il solo corpo d'uomini capace di stupore epico. Ma come si fa a dimenticare l'esempio di Roma? Se Roma fosse rimasta una citt aristocratica non avrebbe ordinato il mondo. Senza una plebe eroica, l'impero non sarebbe stato fatto. Ficchiamoci una buona volta in mente e cerchiamo di capire ci che Vico dice, cio che la grandezza di Roma fu fatta con la comunicazione degli auspici alla plebe. Luigi Terzoni, da Milano: Nel 1857 esattamente ottantun'anno avanti che si iniziasse la pubblicazione della Vostra Rivista, Francesco De Sanctis scriveva: La storia d'Italia, durante una parte del medioevo, fu la storia di questi suoi conquistatori. Venne poi il tempo della libert e della coltura. Si f guerra ai castelli le citt s( ordinarono a popolo, non si pieg il capo nemmeno all'Imperatore. Or questa gente che si vendicava in libert era non il goto, non il saracino, non il L'arco di Adriano in Atene

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ro,ormanno e non il longobardo, era la gent e conquistata, il popolo italian o che avea coscienza di s attraverso 'a tante Fatto notabile. I galli diventarc:10 franchi; i brettoni, anglosassoni; gli gnuoli furono profondamente trasformati dagli arabi; gl'Italiani rimasero Italiani. E quando, dopo lunga e silenziosa servit, acquistarono la signora di s e stessi, quando, sparsasi una certa coltura nel paese, poterono dare una forma ai loro sentimenti, non cercarono l e loro tradizioni in tempi ne; quali trovavano le orme degli stranieri in casa loro, ma valicarono rapidamente l'et di mezzo, che essi consideravano come e! di oppressione di tenebre e di barbarie, e corsero diritto alla storia romana, come a loro propria storia -(Saggi critici XXIX D ell 'argomento della Divina Com mediai>). T e rzor.i, con questo brano, chiude un s u o elogio di De Sanctis, che non possiamo pubblicare, perch troppo esteso, e non i caso di pubblicare, perch superfluo, in quanto non tiene conto della questione desanctisiana, la questione a cui ha dato luogo l 'opera di De Sanctis, per quanto riguarda il Cinquecento, della quale Terzoni non dice una parola. De Sanctis fu il primo allievo della scuol a egheliana di Napoli, e concep un disegno idealistico della storia della letteratura iialiana. Egli inaugur quelle discussioni di !ilosofia dell'arte, che soltant o Benedetto Croce ha portato a maturit, perch De Sanctis l e lasci veramente acerbe, come quella di formi-e contenuto, che un po' come la queslione dell'uovo e della gallina, nella letteratura, in cui questione di lingua e di iinguaggio, specialmente nella formazione del linguaggio italiano, di cui bisogna trovare la chiave nel Cinquecento. De Sanctis port il cosiddetto spirito nuovo n ella letteratura, e in sostanza si allontan dalla strada di Vico e di Leopardi, !a qual e stiamo invece faticosamente riprendendo. Non quindi che noi diciamo male di Garibaldi com e pensa Terzoni, ma che ci rendiamo conto di quella decadenza poetica, incominciata in Italia, dopo l'apogeo di Leopardi e dei Promessi Sposi, e cerchiamo di capire perch l 'opera di Verga sia appars a secondaria, per esempio, invece di essere sentita a l centro deJI'immaginazione i taliana. Fra pochi mesi Terzoni potr leggere una nuova storia della letteratura italiana, che pubblicher M cndadori, a quel che ci ri sulta: E da que l poco che ne possiamo sapere, crediamo che Terzoni vi trover molti giudizi difformi dai giudizi di De Sanctis e persino di Croce. Ebbene autore di questa storia Francesco Flora, e d io non conosco persone che nutrono maggiore reverenza di Flora per i due autori italiani. Che significa ci? Significa che l'affetto non consiste nel cercare di essere una copia dei nostri maestri, cosa fastidiosissima per gli stessi maestri; ma che dobbiamo cercare di andar e avanti per conto nostro. E Terzoni che mostra reVnHlza per Croce, dovrebbe esser e persuaso di ques to che un precetto crociano. Il meglio che possono fare i maestri, d 'insegnerei a studiare. Quelli c h e vogliono fabbricare allievi a loro so-miglianza, non sono maestri ma imbecilli. E gli allievi che vivono per soffiare nel cannello del maestro, cercano di fare carriera, con le umaie debolezze. E' vano dunque paragonar De Sanctis a Socrate, caro Terzoni. e chiamarlo maestro, con la maiuscola, e ricordarci che fu ispiratore di patrioti, ministro d 'educazione, e persino governatore d 'Avellino. Tutto questo rion ci fa uscire dal generico, da cui abbiamo massimamente bisogno di uscire. Si tratta di capire l 'opera di De Sanctis, secondo il bisogno del nostro tempo, non per restare ancora a De Sanctis. Giuseppe Fratini, da Castelnuovo Sabbioni (Arezzo): Credo che l'articcio che v i invio con la presente abbia un certo interesse e deside rerei sapere che cos a ne pensi Claudio Ccrlosso di cui ho letto: L'Unit Mediterranea nel numero dl 20 Ottobre della Di-fesa della Razza. L 'articolo, inviatoci da Fratini e che ha tagliato da non sappiamo qua1e giornale, es]::one il tentativo fatto circa cento anni la da padre Camillo Tarquini, di spiegare il mistero della 'lingua etrusca, per mezzo della lingua ebrea. In fatti, fra i tanti tentatiVi di penetrare nella lingua etrusca, c' anche questo di padre Tarquini, uno studio non pubblicato ed ignoto. E' inutile ri\a.re la storia di questi tentativi di spiegare una lingua, di cui sono rimdsti documenti insuf-. ficientt : Il mistero della lingua non il mi stero della nazione etrusca, che fu tanta parte della monarchia romana. A noi basta l'arte etrusca, e basta il fondo etrusco dell'arte toscana del Rinascimento, per sape' e che non si tratta di sangue semitico. A noi bas t a il paragone di quelle immagini, Ma l'incredibile che la cupidigia d'esser semita prenda un giornale italiano, proprio quando gli studi germanici sulla razza a quilina hanno tro -vato un vastissimo documentario nella scultura dei etruschi. 'Eugenio Fischer ha tra l'altro scritto: Dopo settimane di continui colloqui con Etru schi di marmo, di alabastro, di terracotta, e di travertino, vedo quegli uomini divenire un'altra volta viventi. Vedo la loro razza camminare in carne ed ossa davanti a me. A che pro stancarmi gli occhi. con le gure d elle tombe e dei musei, affaticarmi a disegnarle e a descriverle, a Chiusi, a Volter ra, a Tarquinia, quando-mescolar mi al popolo che stava su)-piazzale d'una chiesa, o sedeva in una qualunque oste ria, per ritrovare quegli stessi Etruschi, vivi e parlanti dinanzi a me? N ci era l 'ef fetto dell'aver pensato per qualche tempo sempre allo stesso tipo di razza e de'es serm e lo continuamente raffigurato cogli occhi della mente, ma era una nuda osservazio;,e, che resisteva a ogni critica. Del resto, a noi basta rimandare i let tori al nostro decimo fascicolo dell'anno secondo, che contiene .uno scritto di G De ll Isola sulla razza aquilina. Ma non possiamo fare a meno di considerare che ques to a noi ignoto giornale italiano, vo lendo trattare d'una questione fondamentale della civilt italiana, qual' la razza degli etruschi, sia andato a rip-escare. Ul') inedito tentativo lingUi s tico di un secolo fa, invece di comunicare ai suoi lettori il risultato degli studi d'uno dei maggiori an !Cpcloghi del mondo. d/ un mwio.M.'f-W. Giorqina Pinelli. da Roma: Alcuni giorni addietro ho avuto la fortuna di ascoltare una interessante predica di un padre missionario. Egli ha esortato noi cristiani a star lontano dagli ebrei, perch questi ci fanno perdere la vera Fede. Il padre ha inoltre aggiunto che fra cri stiani si deve essere pi solidali, ed cosa stolta farsi attrarre dallo splendore dei negozi ebrei e prelerirli ai nostri, sebben"t pi modesti. ---------------------.. --------------Direttore responsabile : TELESIO INTERLANDI Stampatori: Societ Anonima Istituto Romano di Arti Grafiche di Tumminelli & C -Citt Universitaria -Roma

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Collaudato dal Ministero deUe Comuniazioni -Ogni Radioba lilla, ha il relativo bollino di collaudo -T re valvole -Onde medie -Ricezione diurna della stazi,.one pi prossima In condizioni favorevoli ricezione serale di alcune principali stazioni_ europee. Privo di reazione regolabile sull'aereo, quindi esente dai disturbi caratter i s t i c i d e g l i a p p a re c c h i a re a z i o n e C O STA L l R E TASSE RADIOFONICHE COMPRESE. ESCLUSO ABBONAMENTO ALLE RADIOA.UDIZIONI .VENDITA RATEALE CHIEDETElO Al MIGliORI RIVENDITOR


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Difesa della razza : scienza, documentazione, polemica, questionario.
n Vol. 3, no. 5 (January 5, 1940)
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[Roma :
b Societa anonima Istituto romano di arti grafiche di Tumminelli],
January 5, 1940
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v Periodicals.
Jews
z Italy
Periodicals.
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Italy
x Race relations
Periodicals.
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t Difesa della razza : scienza, documentazione, polemica, questionario.
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