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Difesa della razza : scienza, documentazione, polemica, questionario

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Material Information

Title:
Difesa della razza : scienza, documentazione, polemica, questionario
Physical Description:
Serial
Publisher:
Società anonima Istituto romano di arti grafiche di Tumminelli
Place of Publication:
Roma
Publication Date:
Frequency:
semimonthly
regular

Subjects

Subjects / Keywords:
Race relations -- Periodicals   ( lcsh )
Jews -- Periodicals -- Italy   ( lcsh )
Race relations -- Periodicals -- Italy   ( lcsh )
Genre:
periodical   ( marcgt )
serial   ( sobekcm )

Record Information

Source Institution:
University of South Florida Library
Holding Location:
University of South Florida
Rights Management:
All applicable rights reserved by the source institution and holding location.
Resource Identifier:
usfldc doi - D43-00037
usfldc handle - d43.37
System ID:
SFS0024306:00037


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Full Text

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le IOrmldablll somme pagate DALL'ISTITUTO NAZIONALE DELLE .ASSICURAZIONI Al SUOI ASSICURA TI Uno degli indici pi dimostrativi della potenza finamiana cie iJ'l:; tituto N a zionale delle Assicurazioni costituito dalle gigantesche somme che l'Ente ha pagato ai suoi assicurati o ai loro aventi diritto dal 1912, anno della suo fondazione, al 31 dicembre 1989 Si tratta -in cifra tonda di LIRE. QUATTRO MILIARDI E 686 MILIONI cos suddivise: per sinistri e riscatti per scadenze per rendite vitalizie L. 2.1aSO.OOO.OOO L. 1.500.000.000 L. 736.000.000 Se poi consideriamo che le somme pagate dall'Istituto ai suoi assicurati nal suo primo decennio di vita (1912-1921) ascendono ad un totale di 243 milioni di lire e che quelle corrisposte negli ultimi dodici anni (1928-193.9) arhmon tano a 3 miliardi e 844 milioni di lire, dobbiamo dedurne che lo sviluppo finanziario dell'Ente stato, in un breve giro" di anni, cosi grande, da. non trovare forse riscontro in nessun'altra Azienda di carattere fiduciario od industriale. E superfluo aggiungere che l'Istituto Nazionale delle Assicura zioni effettua sempre il pagamento delle somme dovute ai suoi assicurati IN DENARO CONTANTE fatta eccezione dei casi, nei quali sia espressamente convenuto in polizza che il versamento deve avvenire in determinati Titoli. Ma se rappresentano un sicuro indice di potenza. le colossali somme pagate dall'Istituto ai propri assicurati fino al 31 dicembre 1939, non lo sono meno ,Je sue ingenti attivit patrimoniali, che, alla stessa data, superavano i MILIARDI E MEZZO DI LIRE ponendo il grande Ente di Stato ALLA TESTA DI TUTTE LE IMPRESE ASSICURATRICI DELL'EUROPA CONTINENTALE Basta l'enunciazione di queste poche cifre per convincere i previdenti c ittadini ad affidrre i loro risparmi all'Istitllto Nazionale delle A ssicurazioni, le cui polizze godono della PARTECIPAZIONE AGLI UTILI E DELLA GARANZIA DELLO STATO NON ESITATE A FARE RICHIESTA DI UNA POLIZZA A6LI A6EHTI DEL GRANDE ENTE, l QUALI VI SU66ERIRANNO LA FORMA ASSICURATIVA PI CONVENIENTE PER VOI E PER l VOSTRI PI6LI. 06HI FAMIGLIA DEVE POSSEDERE ALMENO UNA POLIZZA DELL'ISTITUTO. COS ARCHE IN QUESTO CA'MPO. L'ITALIA POTR AFFERMARE. CON OR606LIO, DI A YER RA861UHTO UN &BARDE PRIMATO

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FA RM. PAOLO ZARBANO BREVI CENNI DI tJ Manuale adatto a tutti gli studenti .delle Scuole Medie e a tutte le persone colte che vogliono imparare bene la Chimica e la Mineralogia. Contiene tutti gli argomenti richiesti agli Esami di Stato dalle Commissioni pi esigenti; redatto secondo i pro'grammi ministeriali un. libro che in sole 150 pagine prmette agli studenti di presentarsi agli esami di licenza liceale, d'Istituto Tecnico, magistrale sicuri della promozione. Libro scritto da un raz zista italiano per gli ITALIANI di virt e di genio, rappresenta una affermazione dei valori indistruttibili della RAZZA ITALIANA -PER LE ORDINAZIONI RIVOLGERSI DIRETTAMENTE ALL'AUTOR,E FABM. ZABBAHO PAOLO -VIA .DIAZ H. 3 -LENTINI (SIRACUSA) CHE DIETRO RIMESSA DI LIRE DODICI Vl'SPEDIR FRANCO DI PORTO IL VOLUME IN TUTTE Lf CITTA DEL REGNO BIBLIOTECA RAZZIALE ITALIANA 111011 IHESIO IMiftlUDI fl\ 1 c.... ... .... "' ..... ''-'. .. ,., ...... 41 OIOYAIOIOI I'RUIOII C l ,. ,. f'! IJA.ROIIIOIIIG IJ IMO del lX S.C l i
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ANNO III -NUMERO 7 5 FEBBRAIO 194-0. XVIII ESCE IL 5 E IL 20 DI OGNI MESE UN NUMERO SEPARATO LIRE l ABBO"NAMENTO ANNUO LIRE 20 ABBONAMP .NTO SEMESTRALE 12 ESTERO IL DOPPIO Direttore: TELESIO. INTERLANDI C omitato di redazione : pro f. dott. GUIDO LA N DR A p rof. dott. LIDI O CIPRIANI dott. LEONE FRANZI dott MARCELLO RICCI dott. LINO BUSINCO Segretario di redazione: ALM IRANTE ANNO IU N. 7 li Jo'EBBRAIO 19,10-Xl'lll SOMMARIO S
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somatologico caratteristico, il cui press'a poco il confine della lingua. quanto riferisce il Moschen del confine somatologico rimase assai dubbioso e solo la riscontrate in certe parti della alla convi.nzione che nell'oriente confine somatologico segue della lingua stingueva dal Tirolo per una maggiore minore frequenza di bianchi, com e a i due prospetti .seguenti:

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-JflAZ ZJlALJE TIPO III1IJIDO TIPO IBUIIO TIPI Nlm DlJtrettl scolutlcl e o ftj es e o i a .e ... a del TrelltlDo u: IC m :m g-o e'ii .. aS s c a; l ... .a ... .. Trento (citt) 201 13,77 743 50,89 5I6 35.34 2400 Rovereto (citt) 86 8,65 476 47.94 43I 43.41 953 Trento (campagna) 1756 12,21 38o7 26,49 8813 61,30 I4376 Rovereto (campagna) 938 12,59 2070 27 o79 4442 59.62 745 Riva 333 10,19 g68 29,63 1966 oo,I8 3267 Tione . 700 I2,83 16]8 J0,77 30]6 5&,.39 5454 Cles 895 20,39 226g 26.]5 5445 63,25 86og Borgo 779 20,86 2 33.65 3979 55.48 7171 Primiero 256 II ,81 625 59.36 2I68 Cavalese 347 9,31 1282 34.39 2099 56.31 3728 629I 12,51 16331 29,87 32054 5 8,62 54636 Il prospetto seguente ricavato dai dati raccolti per cura dell'I. R. Commissione Centrale di statistica di Vienna c riguarda t utti i distretti scolastici un tempo compresi nel Tirolo: cE PIIICIITUAI.I Dlstret1lscala-Il o o il l i! li ii i! stlcl del Tirolo g'Z !! -=:& ... Reutte 21g8 19,6g 18,6g 61,62 33.4 3I ,o 35.6 52,4 46.4 Frus t 2493 18,37 58,88 31,2 33.9 33.7 44.6 55,0 Landeck. 3243 19,70 56 ,99 34o3 32 ,o 44.9 54.8 Meran 5377 16,77 59,23 30,4 35 ,I 34 44 0 55.4 Bozen (citt) u6r I9,38 J0,33 50,29 31 38.9 29,0 38,o 61,4 Bozen (campagna) 7336 IJ ,2I 30,87 55.92 23.4 42 33. 5 38,9 61 ,l Kofstein 3450 19,18 20,37 00,45 3I ,I 3!,5 37o5 48.3 5I.7 1\itz bhel 2536 Il ,55 I8,97 6g,
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TRENTO TRENTO INDICE CEFALICO 11111111 OlTRE,}Jo-oLTRE 8tJ.Z :::::::: 9L' 10 '' ,, -.,o ,, ,, ,, .,(,0 ln-r-11 T"T"T""III ,..,..,1111 ,, 5 "BRACHIC..EFALI PER.CEHTO ---ALTE STATURE SUPERIORI A 1, 69 .,, 12 mn,,3o,35, Le cartine riprodotte a destra e a sinistra graficamente i dati riportati nel l'articolo; al centro pubblichiamo (riprendendola dal Pull) una carta schematica dell' Alto Adige, che dimostra come anche linguisticamente l'Ampezzano abbia caratteri di schietta e assoluta ilalianit. ---- .. l

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ITALIANI t I,', 10,, LADINO

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li s eg uente prospetto difatti, ricavato da l Mo chen, s ufficie n te a ch iarir e qu e s to conc etto : PEBCINTUALB LocalltA o o = o"' .,.a = .S ... ... A lla Au s lri a :!8 ,18 24,20 5 7.6:! Sa li l>urgh csc . 14 25.50 6o ,09 Carinzia 17, 07 29,.)0 53.43 rniol n 15,99 25,6o 58,41 ori zia 15 ,07 ]2,80 52 ,IJ Trics l 15,23 28,go 55.87 I s tria. 16 ,0 9 29,80 54 ,II Dalmazia r6,5o 29 ,0 0 54.50 Trcntino Il ,51 2<),87 58,61 Ampezzo 9.74 24,9'l 63.34 Tirolo 15.52 'l4,2 2 6o,:!6 Vornrlbcrg 14.35 27 .50 58,55 Baviera 20,]6 2I ,IO .)8 >54 Svizz rn T l ,10 25.70 6],:!0 m s i ve d e chiaramente da quest a t abella, l a perce n t u a h : dci bio ndi n ell'A mp ezza no la pi bassa di t u tte. M a qu ello c h e riu scir a ncora pi so r p r e nd ente i l c onfrontarla c o n la m edia della p r ce ntu a l de l tipo biondo tra g l i Italiani m e dia general e c h e d a Ridolfi Livi in base ai ri s ultati di un a c o l ossa l e inchi esta u 400 oo o militari stata f issata a 9,274 % c noi ora o s n r v i amo la p e rc en tual e dei brachic e fali n e i I'A mp'zzano l a travia mo che s upera gli 83,5 %, cifra l egger mente up e ri o r a quella c he si presenta tra i Trentini, ma c o munqu inferi o r e a q u ella ri l evata, se cond o il Pull tra g l i a ll o ren i della zona di B ru n i co e di Bressan o n e Per quanto poi riguarda l a statura nell'Amp ezza n o, n e cessari o rifar i ad un a v cc h i a memoria de l Mosc h e n s ull a statur dei Tren t ini confro nta ta con quella d e i Tiroles i e de g li Italiani delle P r ov in ce c n cte. L ombarde c Piem o n tes i Il m at rial e di c ui di s p o neva il io era dato per il Tre.nti n o il Tirol o dali mi sure d ei coscritti d e l 18 90, p ubblicat e dal Tald t in urta n o ta presentata alla oc iet antropo l ogica di Vi nn a. I l Mosc h c n h a riunit o in due tabelle (A e B) i num e ri pcrc e n l t!al i d e lle s tatur p e r q u ello che rigua rd a i l Tren'tino e il Tirolo, l i n un a terza tabella (C) i num e ri perceflt u a l i per il Veneto, l a Lombardia c i l Piemonte. lO Tabella A -HUMEBO PBBcEHT. DBLIJ;I STATURE ----= -c ,..,e -c f:! Distretti giudiziari ou r:::= ou li a 'Ce> ... ., i a. ..... ...... Cl C :!:;i -u u .., 17 ; 59 57.87 24.54 r8,9 6 56 ,55 24.49 Lavis .... I J 14 61,71 25 ,rs Tre nto Mezzolombardo 2 I ,8 4 6o,92 17 ,24 Civezz ano .. 1 5 89 ,66 ,82 17 ,29 Pergine ... 9,28 53.24 37.48 Cembra 2 5 .51 62,25 12,24 Vezzano 22,39 58,og 19.52 ) citt . 27 27 51.95 20,78 ( campagn a 17 57 62,79 19 ;64 F o l garia 1 2 .so. 5 I ,25 36,25 Nogareto ; .. rg,6g 59.59 20,72 Mari 28,63 58 .rs 13,22 A)a 2 0 ,20 6o,6p. 1 9 20 l Riva -2 0 ,28 2 0 ,27 5 9 45 Riva Arco 28,86 56, 19 14 95 Ledro I9 ,56 58.69 21 l Tione 2 2 ,24 57 .09 20,67 ? .Condino, 2 7 ,69 54.62 17,6g Tio n e Stenico 2 5 32 54 43 20,25 Cl es 17,81 6 2 ,9:! 20,27 C l es Fondo 22,5 8 58,o6 19,36 Ma l 20, 05 57,18 .. 22,77 \ Borg o 20,72 55 .3&. 2],90 Borgo Levico 17.48 54,2 0 2 8,]2 Stri g n o r6,og 59.94 2J,97 Prim,. rn Primie.ro 18,99 59,] 0 ,71 Caval ese 14.09 6],0 5 22 ; 86 Fassa 19,67 6.1,48 r8 ,85 Come osse rvava giustamente il .Mosche n, le co n dizioni d e l b .statu r a nel T r e ntin o sono intermedi e a quelle che s i osse r van o nel Ven eto d a u n a parte e nella Lombardia e ne l P i em onte dall'altra e diffe ris c ono da que ll e -constatate nel Tirol o per un a fre qu e nza pi che doppia de ll e basse stature. e una assa. i minore propo r zione di stature alte Ma se invece di g uardare a l T r e n tino nel suo comp l ess o c onsi d e riamo partitamente l a statura nei diversi su oi distretti vediamo che l a p r o porzione delle alte stature maggio r e nella par te o r iental e ch e n!!ll a o cc identa l e Ritornando a ll 'Amp ez zano ]a s u a italianit r azzia l e dim o s t rata an cora dal fatto c h e n ell'ep c a romana f u abitato d a

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: stici costumj locali Tabella B =l IIUMERI PDC. DILLI -;,!! ..... =-a DISTRETTI SJUDIZIIRl Inferiori comprese mc= tra 160 c'"' a 160 cm. e 169 cm. l{cutte Rcuttc : --. 8 ,56 53.43 ( Trus t . 9.53 4 9 ,21 Trust: t Silz 8,15 48,50 i Lande k . 13,18 54.95 Landek Nandeis I2,JI 6o,oo Ried 12,15 52.33 l v[eran 7.00 52,50 Glurns 17,95 58,55 :'Il e ra n Lana .. II ,54 53.85 Passaier II ,40 44.30 Schlanders 76 ,8-t 6o,21 ) Bozen citt II ,II 51.39 Bozen campagna IO ,:?.4 54.82 I\:altern . r8,26 56.52 Boze n Kastelruth 12,50 52 .09 K lausen II ,59 50,00 Neumarkt .zr ,r8 52,55 Sarnthal 4 49.21 1\uf stem Kufstein 5,31 48 .33 l -Rattenberg 3,15 44,26 l l itzbrihcl} Hitzlbrihel j,6o 47,20 l Hopfgarte n 4.52 45.80 ( Schnvaz 8,57 46.45 Schnvaz l Frigen 8 ,53 4.J, 96 Zell 20,09 44.29 '""' h m ckl Innsbruck citt. .),9 2 53 26 Tnnsbruck campagna 8 ,48 53 ,8 1 Hall 20,48 49,82 Miedevr 8,33 52,6g Steinach . 5,64 6 2 ; 91 Telfs 8 ,r6 47.97 Brixen 8,92 50,22 Brixen. Sterzino 6,87 43,12 l Bruneck 6,92 55.34 Enneberg 8,03 50,89 Bruneck Tanfus 8.34 58.32 ' e lsberg 8,JJ 54.49 Lienz 6,18 45.36 Lic n z Sillian 5,88 56,30 Winchinh-Matrei .),51 46.45 \ Ampezzo 3,03 54.55. Ampezzt l Livinallongo r6,2r 6o,82 STATURE superiori a 169 cm. 38,or 41 ,26 43 ,Jj 31 ,87 27 ,6g 35.52 40,50 23,50 34.61 440 22,95 37.50 34.94 2j,22 35.41 38,41 26,27 46,03 46.36 j2,59 4 7 2 0 49.6 & 45 ,02 46.51 45.62 40,82 37 .71 39,70 39.58 31 ,45 43.87 40 ,8 6 50,01 37.74 41 ,o8 33 37 ,!8 -48.46 37,82 48,04 42,42 22,97 Tabella 4 48.30 14.59 .) A lessandria 25,29 57,28 17,36 Cuneo 26,78 j6,93 17,96 P i emonte Novara .. 27.78 56 ,85 17,34 Torino 29 ;rz 55.29 15,54 una va riet eletta dal Pull della nostra razza. Vediamo ancora nella carta epigrafica dell'Itali a indicat!l a Livin a llong o un a epigrafe veneta. L'A mpezzano e ra ancora compreso n e l Municipio Romano d c i Cat abrini. D a l p un to di vista linguist ico nell'Ampezzano nell'epoca prc la tina si parlava, a qtanto illustra l a carta del Pull una lin g ua c e ltica. . Interessante ancora notre c o me n"dii_-_caTt-de11' 1ta1ia dia l et. tale di Dante TAmpe'zzaJio . s)a : coinpr es :ridia M-arc hia Trivi s i ana. N e lla carfapi d ila : riso1\iiin_e-: di: .iJ.Ie. in fnzionc di articol o ppbbficata ancora dal Full noi vdim o l a zona di Ampezzo nettamente separata dalle zone dove si parlava il tedesco. Da quanto abbiamo espost o appare con piena evidenza la per fetta italianit non solo linguistica ma razziale-dell'Ampe zzano. Italianit che ha trQv.ato la sua concrete. manifestazione nella totalitaria opzioi1 per l'Italia dell'Ampezzano, avvenuta in se guito ai rec enti acordi per il trasferimento in Germania delle popolazioni allogene deH'Alto Adige. GUIDO, LANDRA

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Lo sport femminile Quello c h e n i t qua n t o l' u m aP 1 u t a re o Cl 1nsegna lppocrate e Galeno 12 N el campo della medicina social e non esiste, io cred?, argome nto pi discusso dello sport f e mminile. In Italia, fino all'avv e nto del R e gime fa scista, il parere d e lla maggioranza, non esclusi i medici, era decisamente contrario. Si affermava allora che la donna, per la sua costituzione fisica, per ie sue fun zioni nella vita sociale, ma pi di tutto per le sue particolari peculiarit fisiologiche (mestruazione, gravidanza), non fosse adatta agli esercizi sportivi, e che questi dovessero esser lasciati agli uomini, sol tanto a quelli pi robusti e resistenti. Lo sport femminile antico quanto la uw.anit. Ne troviamo esempi nella mitolo. gia classica (Diana cacciatrice, Atamante, ecc. ) e nei Poemi omerii. Cos dalla sto .ria eg iziana, sappiamo che lo sport femminil e era, non solo molto coltivato, ma che le donne praticavano anche ese rcizi non meno violenti di quelli dei guerrieri. Pure violento e non adatto al fisico fem minile era lo sport delle donne delle anti-; che civilt Minoica e Micenea Sono di quei tempi le Amazzoni, e se la loro reale esistenza dubbia o per lo meno le loro imprese esagerate, il mito per ci mostra la mentalit di quei popoli che nessuno sforzo fisico giudicavano impossibil e per una donna. Saranrto i Greci per i primi a compren dere il vero fine dello sport femminile e a darne esatto orientamento. Da Plutarco noi sappiamo che il sommo legislatore spartano, Licurgo, aveva elev ato a grande importanza l'educazione fisica femminile e prescriveva c'he le donne c specie le gio vinette si dedicassero alla corsa, al lancio del disco e del giavellotto ai salti, per rafforzare il corpo, perch, cos dice Plutarco, solo in un corpo forte mente pro speroso poteva germogliare e prosperare un frutto forte e sano. Anche il grande atenies. e Solone fu decisamente favorevole alla educazione fiska delle donne, applicata con metodo ed intelligenza, e la regol con le sue leggi. Ed erano Gn; ci quegli illustri medici, Ippocrate e Galeno, che furono i primi a comprendere il benefico effetto dello sport anche in certe mabttie costituzio nali e nella debolezza di costituzione ed a consigliarlo anche alle donne. Scarsa importanza ebbero invece gli sport femminili presso i Romani Ci sembra strano, dato l'alto grado di civilt dei nostri illustri antenati, c trova spiegazione nella considerazione in cui era allora tenuta la donna s e mpre lontana dalle cose pubbliche e dedicata alla yita domestica. Ma la di questo grande popolo, cattive abitudini, le case ampie sti giardini il vivere all'aperto r zarono fino a un certo punto la canza di attivit sportiva delJe donne. Epoca di completo di ogni attivit fisica femminile e maschile fu il Medioevo. E' : solo verso i primi del 18oo che lo sport femminile viene ripreso in con si, derazione anche dai medici e non, a dire il vero, per opera di Italiani. Primi fu rono i tedeschi Eisleser, Angelstein Scmidt, poi gli Inglesi e gli Americani. In Italia verso la met dell'8oo vi. fu rono alcuni pionieri dell'educazione fi sica femminile, primi due illustri fisio. logi, Pagliani e Mosso, i quali insiste vano sulla ne<:essit della ginnastica fem minile, non di forza, ma di agilit e gra zia ; ginnastica priva di eccessi, atta ad irrobustire il corpo e di armonizzarn e i movim e nti. La voce di questi pionieri fu per pco ascoltata, e mentre all'estero, spe cie in Germania e in Inghilterra e in America, lo sport femminile andava prendendo rapidamente piede, e si vede vano, senza che si gridasse allo scan dalo le donne scendere nei campi sportivi 'in calzoncini corti, da noi mille pudori, consuetudini sociali e un governo e ccessivamente conservatore ne ritardarono la diffusione. E' solo con l'avvento del Governo fa scista che allo sport femminile si dato il valore che esso merita, non com e pretesa femminista ma come mezzo
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l'interessamento del Redello sport femminile provvedimento preso dal Consiglio il 17 ottobre VIII: Il Gran Consiglio del Fascismo d mandato al Presidente del C.O.N.I. di rivedere l'attivit sportiva femminile e di fissarne, in accordo con le Federazioni competenti e con la Federazione dei Me. dici Sportivi, il campo e i limiti di attiv it, fermo restando c'he deve essere ev i tato quanto possa distogliere l a donna dalla sua mission e fondamentale : la Ma ternit. Cos oggi in Italia lo sport femminile 1ta non minore importanza c maggiore r azionalit che negli altri paesi. Lo stanno a dimostrare i successi r ipo"rtati da a tlete italiane in campo : internazionale. come Ja vittoria della Valla nell e time Olimpiadi, e"'della Testoni e della Lokar,. i n altri recnti' confronti. e I benefici effetti dell sport sull'orga nismo ufl\llno sono orm noti e provati. Ricordiamo solo che esso ha in primo luogo influenza sullo sviluppo dei musco li, non di un singolo gruppo musco l are, come in un operaio che compie sem pre lo stesso lavoro, ma di tutti i muscoli del corpo, che reagiscono al lavoro spor ti\o, aumentando di volume e di forza con t rattile. Il tessuto osseo, specie durante lo s viluppo, viene a risentire sommamente de lla influenza del 1avoro muscolare : mu s coli robusti, in quello stato di semicon trattura involontaria che chiamata tono muscolare, impediscono alle ossa di crescer e anormalm ente, di torcersi, piegarsi, c fanno s ch e il tessuto scheletrico venga acl avere sviluppo regolare ed armonioso. Ancora gli sport, specie alcuni, producono dila tazione della gabbia toracica ed una maggior espansione e ventilazi one polmo nare, un irrobustimento del cuore e del cir. colo, un aumento di funzione dell'emunto rio renalc Lo sport attiva il ricambio, cio fac ilita la distruzione delle cellule de i vari tessuti e la di cellule Lo sport sport adaUi f e m m i n i l e n e Il lt a l i a Fascista-Gli Non perdere di alla donna vista la maternit nuove, pi vitali e pm attive: da CIO au,. mento dell'appetito c senso di benessere ge nerale. Aggiungi il bneficio della vita all'aria aperta, sotto la luc e del sole che fonte' di sal u te, e in fine, quella benefica stanch ezza, che la fatica sportiva produce, che ci fa dormire senza bisogno di cal manti. Se lo sport 'ha dunque tutti questi salutari effetti, che ormai ognuno riconosce, perch non dovrebbero giovarsene le don ne, che ancor pi degli uomini hanno ne cessit di armonico sviluppo, pr l a bel lezza e per la maternit? Le donne deboli con muscolatura ipoto nica, le donne che fanno vita sedentaria sono proprio quelle che vanno soggette al l e maggiori difficolt nel partorire. Spes so troviamo in esse bacini viziati, cattivi atteggiamenti dell'utero e durante la gravidanza, disturbi come vomito, deperimen to, ecc. Nel parto, atonia d e ll'utero. Tutte cause queste che possono mett e re in serio pericolo la vita della madre e quella del feto. Si affermava (ja molti avversar i dello sport femminile, che nei tempi passati, in cui le donne erano lontane dagli esercizi fisici, gli uomini nascessero lo stesso e forse pi robusti d'ora. Ma in quei tempi non c 'erano i vizi d oggi, cos diffusi anche tra il sesso femminile (alcole, tabacco, droghe, vita notturna, ecc.). Si viveva secondo natura, le donne facevano anch'esse i loro lavori, che richiedevano pi moto, pi vita al!laria libera di oggi. Se non ci fosse lo sport nella classe delle studel1tesse, delle professioniste, delle im piegate, e anche delle operaie (solo le contadine possono venir escluse), tutte queste donne finirebbero per intristire in una vita sedentaria, chiusa, in salubre. La vita moderna esige da noi un'attivit fisica dottissima; nelle fabbriche per esempio, i progressi della tecnica, la divisione del la voro, non lasciano che minimi ed uguali movimenti da compiere. Noi percorriamo lunghissimi tratti di strada ogni giorno, ma con l'auto o il tram; noi abbiamo cas e altissime, ma spesso munite di ascensore. Oggi insomma, specie nelle grandi citt, noi adoperiam o moltissimo i nostri nervi pochissimo i nostri muscoli (Scaglione). Certo non tutti gli sport sono ugualmente adatti ai due sessi e a tutte le et; il ma se'h io pi robusto, pi museo--. loso, pi adatto quindi a esercizi violenti e :f.aticosi; d'altra parte la donna deve essere sempre elegante e gentile, perci a lei si adattano gli sport che in tutte le manifestazioni racchiudano grazia, Clasti cit agilit. Sarebbe infatti pessimo spet-. 13

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tacol o veder l e donne fare la boxe, la t a o il solleva ment o d c i p es i S p o rt adatti c consigliabili alle d o nne s on o la ginnastica l egge r a, gli ese rcizi a corp o lib e ro il lancio d e l disco c d e l gia vcll o tto l e corse di brev e tratto, la s c herm a, ii nuoto il tennis l o ski, il ca n ottaggio Fra i giuochi, so l o la n es t m co n s igliahile; gli a ltri, s pecie cal7 c i o c rugby, no. Anche ri g uard o all'et, bisog na p orre delle limitazi oni allo sport femminile, altrimenti ri sc hi a m o di ottene r(' l'opp osto di quanto ci pre figgi a mo c cio un dann o fis i co. S tabilito ci s u cui vi o rmai gnerale co nsen so, c i o che l o s port razi o nalm e nte praticato ha benefico influsso anche s ulla donna, sia nell 'et d ello sv ilupp o, sia n e l l'd adulta ; vedi a m o com e dev o n o comportars i k d o nn e durante la funzi ont m c s t rualc riguardo all'educazione fisica. Su qu es t o a r go m e nt o esis t o n o num e r os i ssimc puhblica"zioni eli ostetrici di valore specie d c i pa es i n o rdici Ma in que s ti ultimi t e mpi anche in Italia so n o s tati fatti m o lti s tudi sull'argo ment o cd inchieste in so c i e t s portive femminili Ora pr cssoc h dn tutti gli oste trici ri conosciuto che I o spo rt razi o nal e abbia a ncht s ulla funzione mestruale, come sullr altre funzi oni organiche, una benefica influenza, in primo lu ogo per il miglio ram e nt o ddlo stato di nutrizione c di sanguificazione ch e e sso produce in secondo lu ogo p e r l e m od ificazi oni circolatorie che pr ovo ca, modificazi oni che s i ripercuoto n o anche s ulla circolazione degli organi pd1 ici, la quale causa, se anormale, elci pi div e r s i disturbi mestruali Dove esi s t o n o invece i pareri pi difformi s ulla qui s ti o nc se la donna deve o n o continuare la s ua attivit sportiva durant e la fun z ion e mestruale. Numerosi autt>ri specie nordici, riferiscono i benefici l'fletti degli esercizi sportivi praticati in p e riodo mestruale : donne con mestruar.ioni d o lorose, eccess i ve o s carse antici-14 pate o ritardate, avrebbero visto, median te Io sport, continuato durante la zione migliorare o scomparire i loro disturbi; mentre rarissime sarebbero le donn e con mestruazioni normali, che abbiano subito disturbi mestruali, per aver fatto Io sport, n e l periodo di mestruazione. Gli autori italiani hanno invece in genere notato, in bas e alle loro inchieste che, tre lo sport praticato con periodo di ri. poso in epoca mestruale, pu ave re sp es so, nelle donne con irregolarit mestruali, benefica influenza; gli ese rcizi fisici un po forti le gare, durante il mestruo, ab biano una dccisiv.a influenza dannosa sulle succ essive mestruazioni. Questa div e r s it di parere che in gener e esiste fra i nostri autori ed i nordici n o n essendo da m ette rsi in dubbio la serie t d egli studi e dell e osse rvazi o ni, sia degli uni sia degli altri, va induhbiam entc ric er. c;,ta in una diversit di razza Per le d o nn e nordiche, ipoovariche p o co femminili con alte percentuali di s terili, potr benissimo non dare alcun disturbo l'attivit sportiva n o rmale, praticata durante la mestruazione; ma per la c ost ituzione delle nostre donne, forti e feconde, tale normal e atti vit n o n assolutamente consigliabile. A questa c o nclusi o n e portato l o S cagli o ne in ha se alle sue ricerch e rife rite a l con g re sso di Perugia del 1933, congresso del la So ciet Italiana di Ostetricia e Gin e c o logia in cui furon o discussi a mpiam e nt e da vari autori argomenti di questo genere. Sport particolarm ente dannosi durante la m est ruazione so no gli s ki, i salti, le corse ad os tac o li. il nuoto ma specie l 'e quitazione sport que s t ultim o non mai c o n sigliabilc a lle donne. A nche a soggetti abituati c robusti dunque oppo rtuno se non abolire del tutto almeno notevolm ente. ridurre J'atti1 it sportiva: in periodo m estruale, c assoluta mente evitare le gare. Anche se noto ch e qualche famosa atleta abbia vinto bel. gare m entre e ra m estruata, tale ec. cczionc non vale a contraddire una lunga esperi e nza, la quale ha anch e accertato che quasi tutte l e donne vanno soggette praticando lo sport in periodo mestruale, alla cosiddetta albuminuria da fatica. Riguardo all'esercizio fisico della donna incinta vi sono opinioni disparate, it) par ticolare sulla spee c i limit,i dell'eserci zio ma in generale favorevoli Lo sport razionale senza sforzi c senza eccessi. un po limitato rispetto ad altri periodi, non solo oon dannoso, ma de cisamente favorevole nel senso che migliora le condizioni generali, diminuisce gli stati tossici rinforza la. muscolatura addominale, ccc . E' peraltro pericoloso alle donne ch e abbiano particolare facilit di abortire, fare, nei primi due-tre mesi di gravidanza (epoca in cui gli aborti, per lo scarso attaccamento dell uovo, sono pi frequenti), certi esercizi, come salti ski, equitazione, ecc Sorpassati i primi 2-3 mesi la donna gravida pu c deve fare esercizi sportivi, p e r la loro utilit al normale andamento d e lla gravidanza e del parto, Possono es sere permessi il nuoto, il canottaggio, l e brevi corse in piano; utilissima la gin nastica a corpo libero c agli attrezzi. Nei periodi avanzati di gravidanza, in cui il volume dell'addome impedisce una vera attivit. sportiva, opportuno consi gliare passeggiate all 'aria libera, possibil. mente in montagna, esercizi; di voga, gin nastica da camera Cosi facendo i muscoli utcrini c addominali si manterranno in uno stato di tonicit che sar di grande aiuto nello svolgersi del parto. E anche la donna matura, la donn
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POLEMICA SUPREMI DELLA RAZZA ARIANA he11do, nu,l primo dci nostri. a.rll:coli su 'Difesa della Razza (n. 5 dell'Anno Il) esposti i criteri generali per wz ra.: = ismu totalita rio, cio considera<11tc mm. solo l'aspetto corjJO IIICI anche quello anima,, c, poi, qu ello spi-ri to ; ouen. do, in un aUro articolo (n. 6); p&rlato dei Umili del :razzi' suzo biologvco o razzi,rmo di primo gmdo e della part e posi. ti'i.a ch e in. e.sso pu ave1e lu razz Dome m -1'.to ; cssetzdo ilif in e passati: ad vndicare il senso de/. razzismo di secondo grado, o ps1'c m1tropologia. considetatJ tc la razza com a11i. uza (n. 7) ora, ne/.lo sviluppo de[. nostro dobbiamo tra Ifa-re de[Ul come problO.ma propriamente; spiri tuak. c io deUa razza dello spirito, e qu-indi entrare neU'ord e deUa. < 'sionc del 1n.olldo e dc;i valori ptimordia.li pTlopri a./. cic/.o di yra>ndi civilif, espressioni di ra.zu di ugual ceppo. La. premessa dunq-ue, c h e anche i l cosfdd1J(ttv mondo dei su{'mmi -c,'(/lori lungi dall'esser di unn inform' c ltnit esso stesso diffet:enziatp e secondo differenze che, riguardando il n.uc/.eo pi ilntimo dell'ess.are umano, a ppaiono itl fondo pi i rriduc.ibi.Z.i che 11.()1Jl. q u ellc che il -razzismo di prilln.o grado pu i11di7idu.are in fisici, fisiologici od anche carallcrioOlogici Ta.li differrenzi
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Giove di Otricoli origi1111ria degli: Arii. c {n / oro opposiciOna, cosl. pur l'i ui oia.si on e-ra la porta attrave rso la qrwle si entrava a far fXr;r ( di fatto della grm1de famiglin aria-L 'wzi'asion,e dct c rmina'!J la s ec onda nasdta c r eava il dvija :., cio iJ, tlino fttgace, per la giustificazio-ne del qrtal e occorrer rinviare il lettore alla documentaziotW raccolta ni:llc naJ'tre op e re. 'Solo che qui abbiamo iin: vi-sta t'orginaric l e forme a .nteorio-ri. ad oy.ni successiva alterazione I 11 breve : la. tradizione nella quale a vedcr

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l arigi n e c Oo.sc di 1-e civilt arie. In n11 urticol.o ci proponiamo di esporre 'Le ragio-ni dell'asst#pri o nc di que sta ipotesi Due aspct.U f ondametntali ha la spihwlit aria: qu e llo olim pico (da conside-rcwsi pi origi.ttMio) e -q1u:Uo eroico. fuow sQlarc, luce, chialt'eisa, glo-ria, 'llt"rilit c e lest e sono moti1 i ricorre -ti-tt: in ftttte le lmtichc tradizioni e tn tutte l figura.ziotti simboli.che e mitolgiche deg/ i Arii. Per elemento a.rio siam o Lcgi-ttnamrnt e po-rfa. ti a considera-re queN.o che, n e[l cmn -po d c U o s pirito c poi. nel cam-po deUc razze e dei va ri elc men ; ti d ww o rga nizzazio-ne soct'ak ; incorpora attal.ogiwm entc lo stess o signi. fica.to, che il sole -lta. nella tmfura. Q u.esto significato doppio : c ome si detto otJnp ico da. u.ll lato,. er oico d/l'altro. Fin n e ll'epoca classica, l'oscuro rico rdo del.fa. origt:naria sede iperborea .foce associar e l'idea d et gior no art-ico quasi senza. Testa di Apollo citaredo notte aue ft:gnre diviltc del ciclo origi1wrio della / cg_qclldaria et d e ll o ro ch-e si p em.saron. o a ncor fii vivc1111:, snUa. base dunque, de{-l'i'de a di mia luc e i m1m,tbi te di 1111a luce c h e n o n n mose o tra. monto. E Apollo, il d io ipcrborco dci ecpti u n l i d e U Eli.ade (Dorir: e Ach e i) hp, l\w ttam c ntc questi caratteri. N o n co-m-e H elios, il sole ;11cf/a: sua legg e ora. d,: ascesa c ora di di-scesa, 111a \ il Sole :in s, com e l a 1Wi f ura domin.atricc c d im m uta bile della Jntra Luce. Qtte,fo /.'aspe tto oli-mpico dc/./u solarit : 1ma spccia. natttral e S.O"v-ram!Ofuralit., 11110. spiri tua. litil calma e domii/tc arie. E d signNimfi'l'O c h e Eracle, P1'olo!ipo eroico,., dc/l .'E / /ad e aria, se-c01tdo u n '!rito, tra e l'a.U.oro, co11 cui si com1111110 gli eroi 'l-"ifforiosi, proprio dalla Terra degli fpc rb o r c i che lo trasposizione milolog i .ca. d e lla patria nordica. p ri.mordialc di quc/Jat crra clw nc/1o Z e nd-Avcsta chiamata airy,an c m-vcjo. c i o seme delh i ra. zza a ri'a c vi co, nccpita com e ww del/r. sedi dello livaren, cio delhi g loricr divw pmpr( a sia ul/c ua. fur c solari e/te ai c ai 1 : incitod di quella -nrzza. Per !al vrh, a/J,a spiritualit aria pl'im ordi
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sono aiCJmc cspressimli tipiche dclte pi antiche tradi. zioni (Kanika, 74 e, 104; atapatha, III, ix, r 14; XIII, ii, 6 10). Celo.ste la mia stirpe, c vo1 pure ('l o i di) lo sapete l'eco c h e p e rman e jiM a-i misteri rfici. Il rapporto di questa supemmanit o S11perrazza col sovrasensibil-e 110n aveva a che fare con praghie rc sentimenti e d effusioni devote. Esso si in. essenziaf.mentc n e l rito, concepito, qt1e sto, com e una secca operazione reale oggettiva e detenninante S1ttle forze s egre t e d e ll e cose. Come ai pri 1mi Romani, cos anche ai primi Indogerm re.. Le forme. primordiali delle civilt a.ric s e mbran o aver i gnorata la s e parazi i:l divino, devesi considera re affatto estrmie_a. allo spirito aria originario. Qu es to speciale caratte,c sacra./c dell'idea ari
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1t:rbio frsico. Tu tto ci, pontato in forme di stile -zirif.c, chiaro, temprato. L'aria ha il pincerc d c U'indipendc1t:-tl c dcUa diffC"cnza, ha per ogtti p romiscu i t,; tiza c i non gli impe disce di o bbedire virilm on tc, d,: riconosere tm capo, di aver l"orgogli o di s(!r--Vt rlo secondo 1111 l egame "liberamente sta b i lito guer-riero, irreducibile aU'it ttcrcss e, a tutto ci c h e si pu. ven. d c r c c co m prare c, in gc41ere volger_c in t ermini dz: gretto v atttaggio -ma anche i .rre ducibit.c a tutto ci che nutori.t a stra # a e npc r_wnalc. E' cos che s enza co'Stitui r e aLnma chiesa o comzmqu,; o rgcmizzarsi, fra gli antichi Arii suprcnu.r seppe eserci tare una a-ss.oluta autorit tmicmn cntc. p et i>l suo pre stig io, p e r la sua razza i"' senso SJ/. pcrilore; cos c h e sorse a 1ita il rcgnc feiuJa [ e c, di l e sso, il concetto di ordine com e unit ascetico-gucrri.cra sup erfeuda/. c c sup e rna z ional c, rif/ct.tentc itz un ce rto sc nso l 'id-en steisa ar-1.1 dC'/hz razza d ello spitilo Bhakti dicevano gi,i arii fides dicevano i R.om.a.ni; fides, trust, treuc-si ripeter nel Medioevo, c n ello fe delt c neMa 1'1!'rit, 01!'iie ro menzognll c n eltonta, non nC'/. peccato o nella virt -nn Wolfram von Esclzc llbach tdich.er il principio di 11na distinzione mc.tafisi.ca d egli esse ri Ct del loro uUratcrrcno: Se n e ll e st es se comunit reli._qi. os e mithriache il principio di ftatcmit tnz carattere ben diverso da qu e llo semitico-11Wridi.q1zah : n'sentendo soprattutto deP/a solidariet di soldati impe gnatz: in mw comtme i"nprcsa (miles l'!Ta il nome di tm grado dcll iniziazi"ouc mithriaca) giil gli A rii dell' a ntica P e rsia, fino all 'epow d i .4 / es sadro, conoscevano facolt di dedicare .non pure J c loro p erso n e C' l e loro azioni, ma : loro stessi pe-nsieri ai Capi, concepiti com e nature pi che tt11w.ne dall o hvaren; dalla gloria o fuoco celeste de/ .hz razza aria I/. co-ntegno grave c auste>ro, scev-ro di misticiStllO, diffidente ogni abba nd o no dell'anima, che fu p-ropn:O ai rapporti del patcr ro ma no con l e sue diui111: t c wn la sua gente, ha gli stessi traJti dell'a Mico rituale dorico-acheo e dalla tenuto 1cgalc c domz;natricc del brhman o casta soia re de/ primo pcrioclo vdico o degli atharvan madzei: e tutte le istituzioni d c i popoli arii dell e orig ini riflettono questo sp i .rzlto. N cl complesso, possiamo dtmque d i re c he un classicismo dell'azione e dei do:minio, un amore per la chiarezza, per la differenza e per la personalit, u ideal e della divinit e della superumanit eroica, insieme ad un e thos d e lla fe delt, dell 'onore c della v erit (Meglio uccid e r e c h e ml' ntirc a caratterizzare la spiritualit di razza aria. A nche m .emJo come riferimento qu esti punti pi clze sclzc ma tici, possibile1 considerare l e vicende dci popoli con fttt"altro sg uardo che non secondo quello, s1norto c piatto iiclla cosi dd e tta i-ndagi nc : possibile scoprire ci che, nell e "l'arie ci1'ilt., hz o hz rieme rgen za di forze c di tradizioni appartcnenfi a/ l'armiti e ci che, ll'iCcc, da cons iderarsi come a/.terazi .one, attcmtazionc o deformazimtc. do v uta ad influssi c di razze c caste -inf e riori Se hz storia non dc-zc essere cosa da museo, ma esercitare una ao n c for mutricc, fornire un ori e1ttnmc11to, dire parole vi-zte alle forze c h e oggi lottmw per u;,t 1niglior e futuro, d uopo CCIIdurla con a/.tri critcn:, atti ad articolarla, di.ycip/.i11(1.r/a, farla di1cnir di tW-111ica c d-ram-nwtica in funzione dell e forze, d e ll e 1 cr it del/.c fanne di spiritualit. C011dizio11ale dalle vari!c razze. Cercar poi, i11 pa rticolare, di approfondiff e proprio ncUa sua origit zarict la visione aria del mondo e d e llo spiri : to tutt' altr o c he ttnrcdommare, in esso, di un uomo nuovo, di un tipo IlOrdico-aria. J. EVOLA Satiro in riposo

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L popolauono do ll Lihio '"P'" di poco i 900.000 obi.,mi ,. i r; t di essi son o anche 29.325 isr'!el iti. Gli ebrei costituisco n o p.: nanto una parte rilevante della popolazione libica e d interessante esaminarne l e caratteristiche, g li usi c i costumi. Com e giunsero in Libia gli ebr ei? L a loro prese nza cos in Libia come in tutta l'Africa Settentrionale risale in parte a tempi antichi, in parte a t empi pi Yici ni o anch e moderni. r\J. cnni gruppi passarono in Cire n aica a l tempo dei Tolome i (terzo c secondo secol o a. C.), altri seguirono a i primi dalla Palestina, dopo l a p e rsecuzio n e di Antioco Epifania ( 1 74164 a. C.) ed altri poi durante l'Impero di Vespasiano, allorch dehdl e disperse gli ebre i nella guerra mossa contro di loro. Cos all'epoca ddfa prima conquista araba (7" secolo d. C.) gli ebroi erano gi diffusi in tutta l 'Africa d e l Nord e d a\evano due diverse origini: ebre i semiti e giudaizzati r primi prove!liYa n o dalla Circnflica e dai gruppi che avevan o emig rato sotto i Tolomei c sotto V cspasiano. I secondi erano pro b abilmente berberi per origine, essendos i il giudaismo pro pagato nell'antichit tra eli questi. Gli elementi giudaizzati andaro n o per diminuendo di numero con la progressiva conversione all'isia. mi s m o d e i berbe ri. Gli ebrei semiti invece crebbero di nume r o anche perch ri cc \ettero l'apporto di gruppi c h e passarono n e ll':\ frica d e l Nord dalla Spagna e dalle Baleari dopo l'espulsione degli arabi Gli ebre i della Libia, che raggiungmo qnasi l e _)O.ooo untla, \'iYon o preYakntemc.'nte in Tripolitania l' ,-,g n atamcntc a Tripoli O\'<', su poco pi eli tlo.ooo ahit;ut ti pa. r c sian o tj.OOO. :\Itri c e ntri cle lfa Tripolitania on vivott<'> .L!li eb r ei son o :\lisurata, Jcfre n, S lit t : n. Zauia c ?vlscllata. In Cirenaica gli ebrei son o molto di m e n o. 11 nucleo princip ale ,\ : t Bc n g asi O \ C n 11<' so n o alcune mig-liaia e il resto si tro\a a l krna, a Tohruk, tra Circ n c <' ;\larsa-Susa c altrme. Ci c h e pi ci i nteressa degli ehrci d e lla .Lihia so n o i loro usi r costumi c per illustrarli docunHntariament.: attin g iamo a l \'Olnllll' dd rabbino di Tripoli M. Cohvn: Gli tbrci i11 Libia tradotto annotal o da 1vl. Morcn u, YOlumc che fa p a r t e della collezione di opere c di monngra f i e a cura del Minis tero delle Col oni<' (Sinuacat o !tal1 a n o ani gratiche edito r e, Roma s. cl.). Il rrarn informaz i o ni dal lihro d( un giudco libico prova della spassionatczza dell'indag-ine: l a tc,;i imonianza del rabbino Coh e n non pu essere infatti infirmata. t }nindi, allorch trarrem o ri iic a Tri-Ragazze ebree di Tripoli

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Rabbino di Tripoli nel 1921 poli il primo matrinumio rnistEJ (tra un chrco c u11a cnstmna), il Cohln in una corrispondenza ad i.m giornale eb ra-ico di Londra sc ri veva che la citt tutta in f erme nto, perch l sroelc .flula cotJitiiiinata! (opera citata, pagg. It-12). Com(! ogn un vede anche in Libia l'ebreo si ritiene superiore a tutt.e l e razz e c si crede conlamimllo dal contatto con i cristiani! L'ehrco libic o poi superstizioso, di una superstiziosit igno rante c caratteri st ica, che con f e rma come egli sia un e lemento negativo. Lasciamo parlare il Co h e n : GJi. ebrei credono pure candida mente nel malocchio, negli spi riti, nei geni, negli scongiuri e negli amuleti, come gli altri abitanti del pa ese. Ad ogni eve nto si rivolgono all'incantatore ( !). per farsi scrivere amuleti e talismani, avendo egli potest sui geni m e diante i suoi scongiuri c s11 ffumigi propiziatori. In questo gli e brei sembrano quasi idolatri nel monotei smo. In questi tempi per s' omin"ciato a in t rotlurrc il costume di fars i curare dai medici naturali ... Ma contro l 'epilessia c l'ossession e varrebbe soltanto l'opera degli incantatori (op. cit. pag. 19). C' hisogrio di commenti? Parlando della festa eb raica d e l sabato il .Cohcn ci fa sapere -conw anc h e in Libia i giudei tendano ad accaparrare tutti i com m erci con sottili arti usuraie: c Tutti gli ebrei dalla sera del sabato a lla s e r a suHa dQmenica sospe ndono il commercio c l 'i n dustria. Durante la sospensione del traffico israelita resta for zata mente sospso, tranne che per i generi di prima necessit anche quello musulmano. Perch gli ebrei sono pi abili e pi versati nel commerciare: alle volte vendono per poco prezzo per attirare gli altre volte perch prevedono un ri hassLI n e lla merce, talvolta anche vendono in perdita per farsi una numeros a clientela E guadagnando un po' di qua un po' di 1:\ mcNo11o asSt'llk! fror di quattri11i (op. cit pag. 51). Dunque anche in Libia l' eb reo l'avida sanguisuga d e ll' e co nomi a del paese. Parlando della nascita e ddla circoncisione il Cohen ci d particolari interessanti, tra. cui rileviamo questo : c Le levatrici esercitano la loro arte senza alcun diploma ... Dopo l'occupazione italiana il Governo proib alle levatrici non diplomate di esercitare; ma la dispos-izione del governo non venne attuata:. (op. cit. p. 127). Capite? Si tratta, n pi n meno, che di disobbedienza civile e di persistenza in una crimi.nosa e dannosa usanza! CirCa. la circoncisione il Cohen dice come : c il padre, avvolto egli pure nel tallit, avvicina i.l fanciullo, colli l'occhio piangente, ma col cuore ridente: impietosito per la tenera creatura dt o Ho giMni offerta alW m u.tla::ione, lieto che venga adempiuto il primo precetto che il patriarca Abramo ricevette all'et di 99 anni. (op. cit p. 130). Non insistiamo sulla barbarie di questo fondamentale uso ebraico della circoncisione. Ma un'altra prova di barbarie gli e brei ce l 'offrono nel modo come educano, o almeno educavano. i loro fanciulli: a suon di nerbate! Una volta i maestri battevano i ragazzi in un modo inu. mano, tanto che questi .Ii temevano pi d'ogni altra pers011a ai mondo... II maestro regolava la punizione secondo la sensibilit del fanciullo : ma non mancava mai una buona dose di basto nate, applicata al -colpevole messo ai ceppi. : I ceppi erano fatti cos : un pezzo rli legno di ci
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Ragazze ebree di Tripoli E lasciamo ormai stare il libro del Cohen che ha costituito un efficace documento degli usi e c ost umi degli ebrei libi c i e diciamo qualcosa sulle loro caratteristiche sociali Gli eb r e i libici presentano' il tipo ebraico comune c vivono in comunit separate come rcligiOJ1e e com e Yita. Mai accade che un 'ebrea sposi un arabo e se ci avvenisse sarebbe perduta per i suoi ed i suoi figli sarebbero consid erat i di sangue estraneo. Gli e brei libici espli cano la loro attivit nel commercio, n elle 1ndustric, nelle manifatture. Molti passano la giornata in hot teguccic, esercitando il mestiere dell'artigiano o d e l mcrciaiuolo, ma anche in magazzini ricchi c provvisti. Gli arabi di-sprezzano g li ebrei anche se sono costretti a nconoscerc le loro specia li doti nella vit a commerciale ed economica. II Corso, da cui traiamo alcune di notizie, ci riferisct: pure come in pa ssato l a condizion e politica e morale degli e brei libici fos:;e delle pi umilianti tra i dell'Africa se t tentrionale ; era loro proibito di scrivere e di parlare l'arabo n o n esse ndo giudicati degni di intendere il Corano, di montare sopra cavalli (potevano andare soltanto sopra muli o asini), di accostarsi ai pozzi allorch un turco stava per dissetarsi, di v est ire di altro colore fuorch di nero, cio d e l c o lore disprezzat o dai m:usulma ni Di pi agli israeliti erano riservati mesti e ri c gli uffici p1u vili e abbominevoli come quelli del b eoc hino, del boia e simi l i L'Italia, sempre generosa, ha fatto molto per migliorare le condizioni degli ebrei libici e non ha ultimam e nte preso contro i essi provvedimenti analog:hi a quelli sa nciti per gli ebrei metropolitani. E logico peraltro ch e, se gli ebrei' libici t enteranno di darci f as tidio in modo sensibile, saranno anch'essi durame nte. ma gin stamcntc colpi ti. NICOLA MARCHITTO Commerciante ebreo della Cirenaica 23

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t/U d c i rw;; i p e r rumuni c ur. : ut ulln ruturi di tutto il rrwrulu certe ulli tu od u spim::.ioni porti co /uri della ria u d!ll'inte rrw::.iunale ciJraic u la C(}.lluman::a tipicu rrwnlt tbraico -r:ubali s ti cu di rlcc orure l't:rli o ggf'lli u cun al cwu S t 'g lli caraliNis tici r:iuP dei 5imbuli, pi o mt nn fluii a luru oppure ni M'Ilari dt 'Jualr;]ll' c ulllrult mila segrrtu. Fra l e v ari t il d i simili segllu lu:.iuni, il l r:untuw fJrt sla as.mi lwn1 / 'uirh I''IIt' in 111/lu il 11U;11du, t){' rei ti gli t lur i rnas.wni, se llf' S t 'fl u11o pt r /1 luru c omunit'a::.iu11i ai luru rollul,urrLiuri p,i da 111111i. r un simboli a s lu/llll/1 '1/lt i!llt'rl'ulati "f'fJ/Ifl llll'flll 'tt l e per f IHO or/ 11 puru s t upu rlcc nrutirn, indicu11u i luru urdi11i l' d iJit lt ri. U 110 d ci pi finti .1i mlmli l L'ol/Jtru rh1 rupprt'St'lllttl u di varir qtwlit. 1 ioi l'A ll1tro d ella pienza l quel lo dt l pumdi. w ron l nalu ) fu Quercia (dovr s i gu!i('(t s i prolcti:.;a). 1'.'/c(/(:ia 1 1tirpr rrwss nnica.). Un altro simf,olo la ligum rl'un uo111o nudo s in pit :rli .imhuln ma g ie<' di o rigin e itali c a Gli 1'/Jrei. che stu l s.w st: uppropriarw fu ruba altrui. intrurltM H 'fO fiDi ft, ltPlla u f11111JI' pr1'.
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pro d otf.a n elLa rtwni e ra poic h spe ss o t punta rivoltu i n a lto e d allo ru ,ign i j ica c h e i n wsso-ni com.u.ndarw in pieno quella da./<1 cos a sulla quale stella rappre;;;,uala libri, at v isi t e a trali, ecc ). Se in vece la puntu ri1 o lt u in basso e l e due co dt in allo, allo ra si gnifica c h e il la1v r o ebraco-massonico si svolge an co ra in sordw. Nelle pubblica::.ioru: la s t eli{ nwssunic a e s p e s so anc h e a ccoppt: ata in due o d in tre Se !t s t elle so no dtte. c i c h e a ssai r aro. c i' signijicite r eblw c h e la p crsu'rw o d a::.ienda. so lt o nn' in.chie slu rnas s orticrt. L {! t.re so n o gcn.e ralm. e nl e disposft a p i ra.rnid e Se lUla ha l a purtla riuoltu a d es tra l'altra a sinistra. c la t.c r::.a in alto, c i sigru:j:a c h e il guvemo contrullalu dai massoni, o composto da m as s oni. Se la pirwnle rovesciata u sinistm sip;nifichetcbbc ch e c' i n qu.d luo[!,O (don d etto simbolo slato pubblic at o) una l u lt a pi o m e n o ape rta contro i n o n m assoni. Se la piramide rovcscl:ata a dt!Sira s i p u'jicherebbe c h e il peri colo pa ss a/.o. Se l e tre st.elle m.assonic ht sono piu::.::.a/t t linea con la pu:nJ.a rivo!t-tt i n alto signi f iclwrebbe c lw rwn bisogna a ccordare n essun aiuto finan::iari o al pat'8<' anc h e s e i g ior.noli ru parlano. S e invece sono pa::.::.all ori::.::.onttt.lmt 'fllr' co n la punt a rivolta in bas so sip;nif: htn l>be c h e s i pu a ccordare l'aiuto finafl::.iario essendo garanti t o il pa gamtfit o tf, / capi tu!t dalle risvrse natu .rali tl e l paese. Dal pu.nto d i vi.sta la slt' !la flws .wn: a c h e sempre r ipro tlot!a anf'!tt n elle logge s p ess o co n al centro u11 C s i gnifica pun: fa C l'iniziale di COG, e tb: g !tim.cl la l e tteru t'hrai c u c on i{ valo r e di 3, cio ripP l N' t il 1 '11-iurt cinque tre volte fornwndo c o s ln <'i fra 555 c!te l 'ti contrapposta alla l ; !llcru d e l R ei ja.n 666 Rinu.wr:. fatt a l a d e trn::. JIIt' fa cifra l l l. cio l, tre cefltmli massonic o -ebraic h e c iii' comtwdatt. o il m ondo, l e qnali 11e l 1 89 0 emnu a Churles lort, N a poli e B e rlir w t controllavano [,, 77 pro-. vince triangohui. Sia pu. r e a ccenna t o c h e f o rn u uzd o calmlisticamente la somma d elle l ette r e rh f[,. parole: Il Gran;!t Orin1 t e ri .m!ta pure la cifra 555 Corn e si ve d e c i sono varie pos.sibilit di s i gnific a.ti e d p e r ci as.sa i inte rr:ssunt.t di l e n : f i ca.re tutta una s e ri e eli franco b olli. u sciti r m i vari St,ati d e l nwndo, dal 1 80U in poi, e nei quali s i ritrovano questi simboli. Cos il s emplice /ranc o b ollo a cquis ta un valore strano, e c i ra cconta l e 5eg rr!l e aspirazioni e lotte p e r il d o m.iniu del mondo. Ecco u n e l e n c o di quas i tu tll : i /ranco boli i di questo g e n e r e c h e sar p e r c h e cotwscono b e rte gli avvenimenti s t o r ic i dei paesi m enzionati, uM vera rivela zione. u.rw chiave p e r d elucidare dive rsi mistni.

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1909 francobollo con alemma 6 rapp r enontalo I l Trono di Davide, noi contro la otolla ebraica a sei punte A i q uattro anooli piccole pi ramidi, altro ofmbolo della masaonorfa oolzfana. 1919, fa stolla a sci punto ripetuta, nell'angolo sperioi'e volle. 1930, francobollo qell'incoronazione, lipiea nel centro la stele che funge da faro, a destra la stella a sei punte, con sovrapposto il triangolo druidico, simbolo d 'una sella a r.gli cana. ARGENTI N/. 1858 uno dal pi lnlerossanli franco b o lli nimbolici. Rappresenta un uomo, od Il nole (ragoi dietro la testa) cio il Solo dell'Avvenire ocial marxiota, Il mondo in forma di uovo, mozzo acuro e mozzo chlro, e due mani conoiunto la fratellanza univornalo. dunque c h o s i 1922 il doll'lnvadon;.a dello propaoanda maoconlca o bolscevica. Tipico il simbolo della Fenico il !.minata dalla stella massonico-bol ccovica, cho dovrebbe riportare a r.uova vita questo paese. Evidente t.lOnto si vuoi dimonlicare Il moss a ero doli Arm oni. 'costituito il l egame massonico fra il mondo vecchio e quello nuovo. 1928, la parte sinistra riproduce il sole, c h e anche uno dei simboli della massone ria, il borrello della rivoluzione francese, le mani. 1935, ripet e il solito sole nel fondo e sulle bandiere, come le man' i della lratella:nza universale. BERMUDA 1920 a sinistra la spada massonica, a destra il martello (mazza) nell' a : to di ballare i colpi rituali. Sopra due stelle a cinque punte. AUSTRIA 1916 Trtanoolo volto in oi, con fiam me do! solo o borqo d 'una corda. Stonillco: la 'massone: sia per con qutslare malerlalmonle l'Austria (allora ora vietata) ed essa looata con la catena dei masson i interna :tionan. 1919 n e l fondo il sole con ragi, un uomo oiovano con il grembiule pianta il nu!>vo albero. Tipico simbolo del massone, che pianta la nuova Austria voluta e conq uistata dai massoni. AFR:CA SUO 1926. l 'Albero della Sapienza con i frutti. 1926. Triangolo vello in su, con donna-BELGIO 1935. cenl,no rio del Congo Belga, con stella massonica con lo dolo 1 885 1917, nel centro simboli massonici e dei rosacroce, ai lati le due colonne, che."sono nelle logge massonic he, chiamale Jachin c Boaz. e che si riferiscono al culto delia vita D unque vari simboli della creazione. CECOSLOVACCHIA 1935. rappresenta il massonico (tenda) piramidi e nel fondo alberi luja laJoero ael!a vna1. COSTARICA 1932 tricmgolo rivolto in su, contiene allri d isegni a tr iangolo, e nel centro un cerchio con la Quercia. Simboli di buon futuro, cooperazione per migliorare. Eva e ncora. I massoni segnalanr' che hanno buone speranze, elle cor.lrollano anche l a vile intelle lluale. BOLIVIA 1938 triangolo volto in su, in cim a i < 1865, timbri per ricevuta di ritorno Trattasi puro di simboli ebraico-massonici. La Stella mas so nica con negli angoli la cifr a 5. cio duo volto 5 5 5 disposta per le duo parti del mondo. Il cerchio ce:Jtralo che significa il Mondo, tie n e r mattoni >> della costruzione massonica. R pu significare si a rl Resch che significa la testa doi Dio Reilan, come la lettera ebra 1;c l'uomo, cio il controllo intellettu ale L 'altr o bollo tione la corona di q uer eia oq alloro che spesso si vede ne! quadri massonici, posta sopra ur:a colonna, e nel centro 1' A c o n 7 cerchi cio l'inizio (Alla) d el'a perfezione. la lettera ebraica A l e; : h significa pure l'y.omo cio com e ;L .. dissi il massone.

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C l N A 2 "Sun Yat Sen il primo Iran: o:Oollo cinese con due stelle masso-1che, emesso in commemorazione e::a r ivoluzione, creata e sorretta a : m assoni, fino ad oggi. Sun Yat apparteneva alla massoneria incese chiamata <>, c quella anglo-americana. 2 Yuan Shi Kai altro personagic importante della rivoluzione cinese dei settori cinesi, or. identici simbOli 6 o> massonica e la propaganda. massonica. francobollo aviazione con massonica-marxista, il pe. della propaganda Komintern. FILIPPINE 1 l _ _., .1899, triangolo rivolto in su, il sole e tre stelle di cui quella in cima colla punta in su, le altre due con la punta rovesciata in gi. In quell'anno queste isole del Re cattolico di Spagna, furono cedute all'America massonical l a libert tiene un seguito USato per molte CO lonie possedimenti e mandati, come in Cina nel 1902, e a Pori Said nel .1927. roits de l'Homme (Diritti dell'uoo); [ u poi creata l'zsociazione tiICatn ente ebraica, Lega per i Di. Ili dell'Uomo della quale sono a d i rigenti: Emile Kahn, Odette en B loch, Georges Boris amico l Blum S Grumbach tutti ebrei, ndasc >sh Questo francobollo 1938, Somalia Francese, cio Gibuti. sormontata da un triangolo massonico. Chiara allusione ai massoni che questa colonia deve rimanere in loro possesso! GERMANIA 1919. tre, francobolli di Weimar dove fu creata la nuova Germania : i simboli sono chiarissimi : dal vecchio tronco cresce la nuova quercia, con que stelle volte in gi, poi si svilupper la nuova forte quercia, nella sua base il simbolo del .Lingam (vita), segue il terzo con un massone che porta le pietre per la ricostruzione e la cazzuola. 1920. Danzica con due sovrastampi gliature, un con la stella masso-sul cubo massonico, il cerchio for mato da una catena, la catena d 'ei massoni che aiuteranno l a rivo l u zione armata v edi Juctl e nlca cio Danzica ebraico-massonico. ebrai c a dominio 1922, bisogna rovesciare il francobollo, allora la forma il simbolo (astrologico) di Venere. Rimettendo il francobollo nella pasicione normale, Venere rovesciata, cio verr il contrario di castit Difatti nel 1922 la German-ia era inondata d i propaganda ebraia pornografica di dissoluzione g enerale. deila nuova COilOorazione dopa la guerra c(el 1912. 1934. francobollo assistenziale, con la Pitia di Dello, che rappresenta anche la Eva-Serpente e l 'alber o della sapienza. l T A L l A 1911. con serpente massonico e massone che ==olpisce Si chiamavano anche Cavalieri del Martello. INGHILTERRA 1929, figura del Re contornato dalla catena massonica. 1925, serie di varie ditte, quasi esclusivamente ebraiche come le: Coen, Abrader, Piperno Reinach, Tagliacozzo, De Monte l, T an tal.

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LETTONIA 1918 . rJ" . :nonr:1o (!Sier o ) -:o n JTC': l1r .. !;onu:l nel centro con IJV l hC -Jn,.\Jo :l'IOG:.tJniCO l!"l!Orno. J_ .. J :I Z IOnf mateontc a l .. J !"Ht'l l't'Jnr,. .! 19'21. ristampato 1927 . 1 :;-::! ::en :-c .. .... (: '!Ctdle 7re ::".""J :-11spos:e .:J ;<: :'' ': 11:: n-:J:c .:r:: LIBERIA 1 906 aver n 1 francobolli cnn stelle n:O'lBOniCO con s r-1 9 23. ;:ella due yolte rrpcl"ta, e due 'Jolte ripetuta l a c atena massonaca, .''Jn,..;!O O:'riVCtO da dr...;9 1 925 r..rod'l!ione di stemmt provinClCii. con simboit et rosacroce. 1926. simboli Identici. Ul3 3 : stella marxista con sole ; propa ganda Kominteru fra la giovent. 1 933 Indie Olandesi, Opera dello Cnsi. , (Cnsis Wer) con nel centro: il triangolo sbarr a to G!i uno con solamente li sole e attorno la catena (stilizza1a) con nodi, l'altro il sol e sopra H monte: e cro ce di Andrea, simboli dei Rosa croce. POLONIA 1915 ed1 zione speciale dJ Varsavia, con simboio delle colonne Jach in e Boaz, e dtago (Le viatan?) La P olonia lotta e c h iede l'aiut o per poll!rsi costituire li bera nazi o ne. ebrei contro!lano attraverso : la crisi economica 1933 s telia ebraica con !omba. 1936 r ianolo ri vGlto m su. in onore d eli' Accademia j che cosl conferma esser asse o!a propaganda ebta!co-masst 1883. francoboll o del sole co n stampig1iatura del tnangolo l col o sole.

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RUSSIA ( l 1 CF-{ ;::;: l .,9 : 9 ? \a L.___ ____ i l b. Armata Nord)) con squadra e l -:)i inasson ici e repubblicani, 0 le truppe aiutate dalla masso.: inglese contro quello ruSse "':! dall'altra massoneria. ; .:...:: i massone scolpis..e :,etr a s i noti il grembiulino. nero, e la corda-catena. [ .. C a ucaso,> stella .con nel cen. i-:J. corda-catena con nodi. con :.;:-e stella se.mplice. -' ,, Caucaso' l> steila moscovi to__ -, con monte e sole ;:,l :Ht. hol l o del si mboli massonici. 1 ] .... :c Goyc. La propaganda rnas.ca. segnala le dire!live del Ko Valore 5 (Buen viae) an_;._, al diavolo 1), c1o arriva la l .. zione e, vi scaccia. Valore 25. trago Leviaton porta via il Re. 1922. serie speciale' : ( ella Fame ) } edizione per richiamare l 'aiuto della massoneria univercSa! e per dare grano alla Russia. Si osservi nel valore 2 i l cerchio che rappresenta i1 mondo con in basso i tr e punti (piramid.e rivolta in gi) e le spighe. Nel valore 4 l a si ella massonico-rnoscovitc, le moni congiunte e le spighe del grano. 1927, <ores a i raggi d e l l cerchi O corda. massonica, la s tella nvol!a a dest!"a. 1931. dopo lcr con!er.onzc balcantca, l a nuove quercia! 1933 (lzmir) i giovani turchi > sorreggono la stella massonica. Sono lianchegg>ati dalle due sol ite colonr.e Jachin e Boa!. sene Bela Kun l> Karl con i n basso piccole Stelle massoniche. perch relativamente pco aiutato dalla massoneria. Valore 80 Engels I notissimo massone ha l e stelle m alto e b,.,.. grandi. Va lore 6 0 Martinovics ebreo. con l e pi piccole. perch e r a meno imr;ort1nte. Valor:e 75, Dzs a con ste!le con le punte verso )'esterno. Valore 45 Peroli senza stelle. 1915 gli ebrei trollano la Turchia. 1921. sole uell"avvantre e s t ella mas sonico. 1935. congresso maSsonico delle suf lragette, con simbolo del sole t> d<>ll"eauaqlianz a n A I mondo NUOVA ZELANDA 1935 s i r.oh per il giubJieo
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Uno st udio esaurie nte sulla formazione c i caratteri di razza del popolo giappo n ese sarebbe interessante e .. richiederebb e molto spazio. Ci accontenteremo quindi di ,edere quali sono state le razze che hanno concorso alla formazione del popolo giap. ponese, poich come noto esso non una razza originaria. ma il risultato della mescolanza di diverse razze fusesi n e l dell Impero dei Sol Levante, con-una predominanza quasi assoluta dell'e l eme nto mongolico, come dimostra, fra l'a ltro il tipo di fisionomia pi frequente, con la plica mongolica Ma poich questa f usione risulta compiuta, secondo molti s tudiosi, nl 18oo a. C. e perfezionata tra q uell'epoca e il 300 a. C., si pu parlare non soltanto di popolo, ma di razza giap pones e con propri caratteri somatici, pro p rio sangue e, soprattutto, con un a propria unit, nello spirito c neila conc e zione della vita. I primi abitatori dell'arcipelago giap pones-e furono gli Ain, P9polo di razza aria, la cui provenienza rimane uno dei problemi pi discussi. Aggiunge remo che tracce antichissime di vita umana in pone possono rimontare alla pi recente et della pietra, cio verso il 10.000 a. e che Io scheletro umano pi antico trovato in territorio di civilt giapponese quello denominato Sine.ca11. thropo trovato nella Cina del nord. Si sa anche ch e vi furono popolazioni preistoriche s imili a quelle cro-magnoJJ.. d 'Europa, e che parte degli indigeni' Ain venne assorbita dai conquistatori lasciando in essi i propri caratteri somatici. Ma le caratteristiche soma ti che europee che si riscontrano in molti giapponesi non sono dovute es clu sivamente alrassorbimento degli indigeni bianchi Ain, ma anche ad im!nigrati cau; casici dalla Cina in diverse epo che. E stata. accertata l'esistenza nel po polo giapponese di lineamenti di razza caucasica, e l'influenza di questa razza si riscontra oggi nei line ame nti di molti giap ponesi, nella forma degli occhi e del naso. Infatti, le ricerche antropologiche sullo odierno popolo nipponico hanno il s e guente risultato: nella popolazione, la for. ma degli occhi tagliati come quelli dci mongoli del 43 per cento, come quelli dei mongoli-europei del 27 per cento e del 34 per cento come quelli degli europei. E questo si spiega dai fatto che verso la fine dell' e poca primitiva giapponese e il prin cipio di quella storica continentale in Cina in S ib eria, e in altre regioni asiatiche, vi vevano razze caucasich e isolate o miste con raz7.e mongole-turanichc Verso ouella

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Fanciulla giapponese l 'JlUCa, di razze canca i h e immigrarono nel Giappone insieme a d una grande invasion e tra i caucasici c i mnngolia, ,cnn c forse sul continente opJ lll't: n e l l;iapp o n c St(ss o dopo l'immig-ra z iottc. :--:ci Giappontsi poi, so no anche lillt 'amcnti c hctcisti. La ra z za g-iapponese risu l ta come ah hia mo dcitn, dalla fusione di cJin : r s i p o poli immig-rati n ell' arcipelag-o. Queste migraz iuni a,.,, ntH: ro tra il die c imila c il due. mila a .. Ira il 1 880 c il JOO
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enominatore i Tungusi. Ma oltre l'unit di sangtie, bisogna considerare. che la ci\ilt nipponica ha forme proprie che se possono trovare affinit nei vicino conti-per ovvie Tagioni, formano n e ll 'in s ieme ed anche nei particolari, una civilt perfettamente individuata e nettamente superiore alle civilt vicine. Bisogna ancora sottolineare la unit spirituale del popolo giapponese, nazionalmente omoge. neo pi di qualsiasi altro popolo. Quello c he, oltre al sangue e alla civilt, bisogna tener presente, appunto quella unit spi r ituale che si esprime in modo particolare nella concezione della vita. Per Giapponesi la fede al di sopra d i ogni scienza, per cui pur non rifiutando, a nzi sviluppando, specie in questi ultimi decenni, gli studi scientifici anche sulla raz za e sulla loro origine; i Giapponesi sono convinti di appartenere fin dal princ ipio tutti ad una stessa razza ed essere d e llo stesso sangue. Si credono discendenti d i Dio e dell'Imperatore. Questa fede ha permesso al popolo g-iap ponese di raggiungere piena unit, non o o lo di sangue, ma soprattutto di spirito, ed u n'alta civilt, perfettamente assimilatrice d e lle civilt occidentali, unit e civilt, che conducono il Giappone a una grande fun z ione politica nella storia del mondo e ad Js solvere un compit civilizzatore nel Oriente. EUGENIO DE ALDISIO n Giappone moderno: via di Osa1ca. la pi grande citt indus.triale nippop.ica.

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L :::1 pianeggiante, compresa l.ra 1 due grandi archi montuosi, i Carpazi e i monti di Boemia, che scende a forma di corridoio, pu considerarsi -dice il De Marchi u n 'unit geogralica nonostante i molti conirasti etnici e culturali delle popolazioni. L 'unit di questa regione costiiuita dalla grande linea fluviale del Danubio. La grande pianura, ha rappresentato nel l a storia, un campo di riunione e di arre s to delle grandi trasmigrazioni di popoli dell'oriente. Dalla Balcania, per la via del Danubio, dai l.requenti e facili valichi dei Carpazi, dal corridoio che separa i Carpazi dai Su cieli, si rovesciarono, per secoli e secoli orde slave, inongole, turche; queste erano successe gi ad altre orde tedesche, gote, che avevano piima invaso il territorio e che ormai s'erano assestate e in parte cristianizzate e romanizzale negli stati occidctali. I rimasti finirono alla loro volta per chiudere valichi a nuove ondate, determinando anche un rigurgitci in senso oppos to. Cos la Marca Orientale (Austria tede sca) fu istituita da Carlo Magno a difesa del corridoio fra le Alpi Austriache e la Selva Boema, al cui imbocco sorse Vienna, per arrestare l'invasione vara e magiara. Nel secolo X i Germani ripresero un moto di riconquisla dell'Europa Centrale invasa dagli Slavi, rioccupando. allrave'rso i passi dell a Selva Boema, dei Fichtelgebirge e deg li Erzgebirge, parte della Boemia e della Moravia. La pianura doveva per ancora sopportare nei secoli successivi la invasione mongola e poi la turca che venne a spezzarsi definitivamente nel 1683 innanzi alle mura di Vienna. Per i caratteri delle popolazioni, in gran Re Arpad e suoi guerrieri invadono l'Ungheria \\. StlcRH'\C\0 gt;\: a t l ctlos C-::co sto v o '' t 6\.li..G\R\ 0\\ J;. l ):arie di ongme orientale, per la sua posizione e per la grande via fluviale del Danubio, la regione poteva considemrsi un tramite tra l'occidente e l'oriente. Ecco. perch gli elementi etnici che la abitano, sia d i razza originaria, sia ibridi, presentano fra loro una grande variet. La natura prevalentemente pianeggiante della regione ha .facilitato )e comunicazioni fra le. sue varie parti e -il dominio. nel passato, d 'una di esse. l'Austria, sulle altre. Anche dentro i confini naturali di ciascuna parte esiste per sempre una grande di popoli rimasti inassimilati gli uni agli altri: questa eterogeneit, che appare evidente anche al semplice turista, o!lre un campo interessante allo studioso. l vari popoli erano abbastanza distinti in nuclei raccolti: Tedeschi ad ovest. nell'ex Austria; Slavi del Sud (Croati e Sloveni) a mezzogiorno; Ungheresi nel .centro; Romeni ed Ungheresi ancora ad est, nella Transilvania; Slavi del nord (slovacchi, moravi, cechi) a nord; Tedeschi a nord-ovest. Ma evidentemente la mancanza di confini naturali ben determinati fra i vari gruppi la convivenza e i rapporti politici e commerciali avevano determinalo coll 'andar dei secoli, nelle zone di contatto, una mescolanza che rendeva difficile una nella sepa razione politica. Inoltre gruppi abbastanza compatti di .::tlcune nazionalit si erano insediati in mezzo a gruppi di nazionalit differente, come Ungheresi e Tedeschi tra i Romeni della Transilvania. Questo fallo contribui a mantener vivo il sentimento dell'individualit nazionale di ciascun gruppo e le gelosie Ira gruppo e gruppo (sentimento e gelosie che la politica dei gruppi dominanti fortemente inacerbiva); d 'altra parte, ogni qual volta veniva decisa una separazione, si rendeva quasi impossibile il

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36 trac ciare confini etnici ben definiti e che non lasciassero gruppi allogeni, anche numerosi in ciascuno degli sta ti d i nuova for mazione La pi sacrificata, con il trattato di Ver sailles, sia sotto il riguardo d i rzza, sia sottq il riguardo economico, fu l'Ungheria che, oltre le isole magiare in T ransilvani a e zone' di popolazione mista con tedeschi e austriaci. slavi e romeni, perdette a nord una larga striscia riconosciuta magiara, per assicurare il possesso di vie ferroviarie allaRomania e alla ex-Cecoslovacchia e per dare a questa un certo confine e una parte del Danubio e del suo affluente. I recenti avvenimenti hanno j n parte modificato la situazione sfavorevole dell'Ungheria, con le restituzione dei territori ungheresi gi appal'ten e nti alla Cecoslovacchia, ma importanti gruppi ungheresi rimangono tuttora in Romania ed anche in Jugoslavia. Comunque Ungheria ed Austria, dopo Versailles, risultarono etnicamente abbastanza omogenee mentre la Cecoslovacchia era per m eno di 2./l slava, contenendo {l 38% d i allogeni (tedeschi 28%. magiari 7 % ruteni 3 % ) non senza considerare che una differenza notevole di lingua, di cOstumi e di grado di civilt deve cn!mettersi anche Ira cechi e slovacchi ed anche fra questi ed i ruteni. La popolazione della regione carpalil!'odanub iana -distribuita con densit assai varic;I Prima dell a guerra mondiale toccava i 164 abitanti per kmq. nella Bassa Austria densit dovuta in gran parte al centro d i Vienna che superava i due mi lio ni; in Boe m i a i 124; in Moravia i 112; mentre in Un gheria scendeva a 61; i n Carinzia a 30 e nelle regioni alpine a numeri assai pi bassi. In generale la wpolazione -rimasta abbastanza diffusa, essendo le cit tC:. che superano i 100.000 abitanti.-La diversa. struttura e la diversa ori;i. ne geologica dei territori spiegano_ per n territorio dell'_ex-Cecoslovacchia (dobbiamo riferirei alle condizioni anteriori agli avvenimenti del 1938) la diversit caratteristica della economia agricola nelle varie parti della regione. L'agricoltura assai progredita in Boemia e alimenta anche industrie assai produttive come lo zuccherificio, la fabbrica della birra, ecc. In corrispondenza alla diversa. natura dei terreni e ll'alto grado di educazione della popolazione agricola, nella Boemi a l'agricoltura ha carattere intensivo, mentre questo carattere si 6:ter.ua nella Moravia e molto pi nella Slovar.<.hiQ, che ha un'economia prevalentemente boschiva e pastorale e dove le col ture si limitano ai fond i delle vall_i, ai ter razzi, ai pianori delle montagne. Dal punto di vista della ricchezza minerruia, le varie parli della reg.ione presentano differenze notevoli, corrispondenti alla diversa natura geologica dei terreni. Le industrie della Boemia e della Moravia (molto diminuite dopo la cessione dei territori dei Sudetj alla Germania) sono tuttavia c:mcora sviluppate_ specie quelle di sfruttamento dei. prodotti agricoli (zucchero, malto, birra, alcole, ecc.). La presenza del carbone e del fe .rro cre una grande industria siderurgica in parte ridtta .dalle cessioni territoriali del 1938. La presenza di argille e caolino d alimento a fabbriche di laterizi e di porcellane artistiche di lama mondiale. to stesso dicasi dei vetri. La ricchezza del legname -alimenta migliaia di segheri e e di fabbriche di cellulo:;;.a. Nel la Boemia e nella Moravia era sviluppata da secoli l'industria casalinga della lana e del lino .. -Il territorio dell'ex-Austria, i-n gran parte alpino, ha predominanti le produzioni vegetali alpine, foreste, prati e pascoli. E' ric co di ferro, possedendo la Stiria e la Carinzia alcuni dei' pi. fruttiferi giacimenti di Europa. E invece povero.di carbone. Non manca n rame. Nell'Austria prebellica, di povera agricoltura, si era sviluppata consid(:revolmente l'industria, che trovava largo mercqlo, specialmente in Ungheria e nei paesi balcanici: tra le industrie .predominanti erano le siderurgiche, le meccani 'che e le tessili. La grande pianura centrale della regione carpatico-boemo-danubiana, che apparteneva quasi totalmente all'Ungheria, ayeva i caratteri della steppa, ra quale patria naturale dei cereali: si :;piega perci come specialmente la cerealicoltura siasi este!ja sulla grande piana, e -come l'Ungheria, data anche la non grande densit di P-OPolazione sia un mercato esportatore, anzi il primo mercato di frumento e di fanne di Europa. Nei terreni sabbiosi e in quelli vulcanici dell'Ungheria assai diffusa la vite, lo stesso dicasi del tabacco. L'Ungheria, e in generale la -piadanubiana, pu considerarsi un gran
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v a degli stati ciroostanti. La piana ungherese si presta magnifica mente all'allevamento, specie del cavallo e del montone. L'Ungheria ha iniportanti giacimenti di lignite e di altri minerali. Lo smembramento dell'impero Austro-Ungatioo dal punto di vista economioo ha rappresentato la rottura di un equilibrio giovevole alle varie p(:rrti dell'impero stesso: altro equilibrio dovr per neces sit di cose ristabilirsi col tempo. * Prima delle guerre balcaniche la Romania aveva una ben definita unit geografica a pie' dei Carpazi orientali e delle Alpi Tran silvane, zona costituita sovratutto_ da pianura alluvionale appog_ giata all'orlo collinoso del grande arco di monti. n limite esterno della regione era delimitato-in quasi tutta la sua estensione, a sud dal corso del Basso dalle Porte di Ferro al mare, e ad est dal corso del fiume Pruth suo affluente di sinistra. Dopo le guerre balcaniche la Romania si era aggregata anche la Dobrugia, larga zona di territorio povero a destra del fiume, nel suo tratto inferiore, fra esso e il Mar Nero, e dopo la grande guerra mondiale si estese non solo ad est, aggregandosi la Bessarabia e la Bcovina, lino al fiume Dniester, ma anche ad ovest, su tutta la Transilvania e parte del Banato e della pianura ungherese. Cos sorta la grande Romania (Romania Mare) con un territorio pi che doppio del precedente. E' interessante la conservazione della lingua latina su una cos vo&ta isola qual' la Romania, di tradizione e cultura prevalentemente slave, e di razza in gran parte slava. Dopo l'enorme ingran dil'P&nto conseguente ai: trattati di pace, che aggregarono alla Romania gruppi di popolazione. magiara, tedesca, serba, ucraina, la situazione certo molto cambiata, ma la nazionalit romena conserva tuttora la prevalenza (oltre il 75%, secondo le statistiche ro mene): parte della Transilvania era prima popolata di ro meni sotto il dominio austro-ungarico. Pi precisamente si riscontra al centro, nella regione montuosa, un fortissimo nucleo di magiari ed intorno, quasi a circondarlo, numerosi elementi romeni. La Roma-Tipi di popolazioni rivierasche del Danubio e del Mar Nero in Romania. niq; si presenta oggi pi che mai come un immenso cam\:x> di interessanti osservazioni razziali, in quanto in villaggi vicini, talvolta in uno .stesso villaggio, vivono pcipolazioni di razza assolutamente diveo;a, lingua e costumi e religioni diverse. La popolazione distribuita abbastanza uniformemente nelle varie regioni dello stato: tranne che nella Dobrugia, dove, la densit del 311 % e la Bucovina, dove tocca quasi l 'BO% essa oscilla tra i 50 % e i 70 % Non sono numerosi gli agglomerati cittadini. (Buca-rest ho: oltre 600.000 abitanti). l caratteri naturali delle varie parti della Romania e le sue condizioni qemograliche e politiche dnno ragione .delle condizioni economiche attuali e della possibilit in a.vvenire. Un quarto iel paese bosco, rari. sono i prati e i pascoli, ed oltre i 4/10 del territbrio (<-ome l'Italia) terreno seminato. La maggior ricchez -za costituita dai minerali e specialmente dal petrolio Scarso lo sviluppo industriale. La mancanza di censimenti regolari non consente di stabilire, con sufficiente approssimazione; la popolazione complessiva della re gione balcanica: si J?.U tuttavia ritenere che essa sia di cir'ca 25 Illilioni di Qbitanti, dei quali 13 spettano alla Jugoslavia. La region'a bclcanica contiene una gran miscela di popoli etnica mente diversi, ciascuno vanta una storia, della quale l'isolament9 dei "gruppi ha mantenuto tenacemente la memoria, e che per ciascuno fondamento di "grandi aspirazioni nazionali. Escluse la Grecia e 1a Dalmazia, che per la loro posizione isolata rimasero quasi estranee alle grandi trasmigrazioni, la regione balcanica fu dominata dalla grande via Belgrado-Costantinopoli, sulla quale si rove-

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;r.. arcn o a pi ripres e molte trasmigrazioni. l Roman i con la loro sapienza erano riu:;ci t i a dominare e far opera di coesione, im p r i mendo il suggello della latinit alle pc;. polazioni che abitavano Ja regione balca n ic a fra l e quali i tipi pi primiti v i che anc ora s i con servano, pare stano l'illirico e l 'albanese (che secondo alcuni anch'ess o i llirico) Sul tramonto della potenza im p eriale romana, quando incominciarono le invasioni barbar iche, m o lti legionari e co loni romani o rornanizzati, poterono sottrar si allo s t e rm i n io, rifugiandos i nelle valli pi r emote nei bacini is olati, nelle regio ni m ontuos e pi e l evale fuor della strada maes t r a della Moravia. Cos i s i costituirono i nuclei dei c Cutzo-Vallacchi, affini ai Romeni ( secondo alcuni, i Vallacchi sono la r.leasa cosa dei Rom e ni) che s i conservano tuttora spar s i e i solati in mezzo agli altri popoli, dall'Albania alla Romania, e il compless o del quali nella zona montuosa del Pindo. Secondo l 'opi n io n e pi comune, Ira il IV e d il VI secolo, successero le immigrazioni del Celti, Goti, Unni, e d Avari, ma poi s i di s tese s u tutti alla lin e del sesto secolo la grande mare a slava, che invase da nord, o c h e arrivando in una r egione orograficamenle cosi frazionata e fondendosi con gruppi e tni ci cos i diversi, fin\ col differenziar s i per costumi, diale tti occupazioni. D a allora non s i cos titul mai nella region e balcanica una potenza tanto forte da rico otruire una coscienza unitaria: n il governo bizantino, n glt effimeri dominii bulgaro e serbo, n finalmente il governo turco che dur lungamente -riuscirono a costituire una nazione sola fra le tante n l l rpi sovrappostes i o mescolatesi, ma non fuse fra di loro. Un altro elemento dissocialor e si aggiunse: la divers a fede religiosa. Infatti erano ri sultate col tempo me scolanze d i gru'ppi cattolici, ortodossi, mus sulmani c h e finirono per stabilire differen-ze anche entro stirpi omogenee, come per esempi o nel popolo albanese -in parte rnossulmano e in parte ortodosso il quale peraltro il popolo etnicamente pi puro. L 'accentuarsi del nazionalismo e quin d i la mancanza di aVvicinamento tra popo lo e popolo furono anche dovuti al fatto che ogni gruppo etnico e culturale ha un forte nucleo centrale com1=atto molto attivo, che esercita una vivace azione di propaganda verso gli altri gruppj simili razzial mente. D 'altra parte s i anche verificato i l cas o di miscele razziali che hanno finito per acquistare una propria individualit e q t:indi rivendicare as'pirazioni di nazione, come dei Macedoni, che poi in realt sono c::stituiti da elementi bulgari, serbi, greci e d albanesi. La costituzione imposta dai tra1tali di pace, ha dato vita a due stati predominanti, Jugoslavia e Grecia, l'uno dominante la regione dell'altipiano centrale, l'altro dominante il mare Egeo, che ne lo sbocco naturale. Il carattere quasi esclusivamente agrico lo che la popolazione della regione balcan ica tuttora conserva dimostrato dal piccolo numero dei centri urbani, e dalla non grande impor)anza demografica anche dei maggiori. Dei 13 milioni che costituiscono_la popolazione della Jugoslavia: 1.02 5.000 sono sloveni; 2.700.000 croati; 6.100 000 serbi; 210.000 bulgari e macedoni; 530.000 tedeschi; 472.000 magiari; 442 000 albanesi; 199.000 romeni e aruni. Altre migliaia sono da contarsi tra italiani, boemi, turchi e zingari. La popolazione greca invece abbastanza omogenea essendo gli elementi allogeni (albanesi, apomuni, slavi) quasi completamente grecizzati, specialmente dopo lo scambio delle popolazioni turche di Tracia colle popolazioni greche di Anatoli. In Bulgaria l'BO% di veri bulgari, quali per altro in origine erano un popolo mongolico forte mente slavizzato. Passiamo ora ad esaminare molto brevemente la struttura economica dei vari stati. In Jugoslavia la vegetazione rispecchia. le condizioni di clima e di terreno: le colture si sono adattate ad esse. L 'allevamen to del bestiame d'esportazione offre una notevole fonte di guadagno, con il quale la Jugoslavia salda in parte le sue importazioni. Nelle regioni pi elevate prevale il bosco. L 'antichit del massiccio centrale e tracico spiega la presenza di miniere d'oroe d'argento in Boemia. La grande ricchezza mineraria non ha per potuto finora essere messa in valore e dar vita alla grande industria, per la mancanza quasi assoluta di carbon fossile e scarsit di capitali. Le condizioni dell'Albania sono 'Poco favorevoli all'agricoltura; grandi sono invece le zone di paludi costiere. Coltivazioni favorevoli sono l'ulivo ed il mais. Sono stati iniziati da tempo i Javon per l'estrazione del petrolio. Molte sono le risorse min'erarie. Nella Grecia le condizioni sono poco favorevoli all'agricoltura. Per la sostituzione delle popolazioni. greche dell'Anatolia, gi abbastanza agricole e commerciali, etile popolazioni turche, ha valorizzato le condizioni agricole. Molto sviluppata la pastorizia ovina. Lo sviluppo industriale della Grecia ostacolato dalla mancanza di carbon fossile e di possibilit idroelettriche. La Grecia ha una marina relativamente assai forte; essa occupa l'ottavo posto fra il tonnellaggio degli stati europei. Nella Bulgaria si trovano pianure. molto fertili, quale quella deila Marilza e dell'Erghen (Tracia). L'economia bulgara poggia essenzialmente sull'agricoltura: circa il 95 % delle es'portaziohi sono costituite da prodotti agricoli. Due quinti della superficie del territorio nazionale messo a coltura, un decimo a prato o pascolo, il rest improduttivo. Mancano i capitali per la grande coltivazione e per l'industria.-S.L

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Alla ricerca dei diamanti, nel Matto Grosso Cercatori di diamanti ..... 1 40 11 proble"?a della quale mente s1 presenta n e l Hras1le h a precedenti storici abbastanza lontani. E' noto infatti cpme i .Por"i togh e si scopertolo nel ISOO con Pedro Alves Cabrai e fatton e un pos sedimento della corona di .. Braganza, dopo non molti decenni cominciarono a dirigersi in rilevanti masse verso la scon finata colonia della croce dei sud ; attratti dalle s ue illimitate possibilit economiche pi ancora che dal suo grande avv.eriir c politico. Questa vasta corrente migratoria, .intensificatasi nella seconda met dei secolo XVII, determin di per s sola il venire in. di due razze, la bianca, rappresentata dai Portoghesi, e l'india, composta degli abitatori autoctoni del Brasile, creando. di conseguenza -p er la prima vo lt a -un problema della razza. Tale problema era personificato da un a popo l azione meticcia, nata dall unione el. l' e f e mento bianco con quello color rame per designare i cui componenti v' anche u.na parola speciale: cab6clo Second o una statistica brasiliana del su un a popolaz i one totale allora calcolata a circa 20 milioni vi sarebbe stato un rapporto del 32 per cento di popolazione cab6cla Cifra imponente, come si vede, e che in certo modo sh1pisce chi non conosca l e regioni equatoriali del Brasile. Tuttavia, in sede di problemi razziali le cifre di per s sole non hanno un significato del tutto decisivo. Infatti i c c.ab6clos del Brasilt vivono quasi esclusivamente intorno al. l'equatore, in modo che il problema raz ziale da essi rappresentato rimane Jocaliz-

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zaw a una parte del paese che -anche ; tilo stato attuale del suo sYiluJ)po ha u na importanza rclatiYamentc secondaria. Inoltre il' cabclo diversamente dal : mulatto meticcio originato dall'incrocio d ell'elemento bianco con quello negro, tcn. d..-a v.ivcrc scparatamcnte, attaccato com" ; tiJa sua semplice vita c alla sua splendida natura equatoriale, poco curandosi, come fa inn:cc il mulatto, di mescolarsi al bianco. di impossessarsi della sua cultura, per tcn. tar c di fiancheggiarlo e anche di soppian. tarlo. Lo stesso discorso, con anche maggiore evidenza, vale per gli indi puri che del resto sono ormai irrcparabiln\entc des tinati a sparire -i quali si _tcngono rac colti in certe zone ben determinate del nord del Brasile ed evitano quasi ogni c:.:on. tatto con i bianchi. Man mano che questi ) brsiliani, non conoscevano una parola di portoghese e non avevano mai se ntito nominare Rio dc Janeiro. U n pro blema razziale relativo alla contiguit. i n certe regioni del Brasile, dell'clemente b i a nco con quello color rame, c all'csistcn. z a di un vasto mcticciato cabclo c si >1<:\ a dunque da molto tempo cd esiste tult
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Danza di una trib del centro del BrCUiile (da c: D 'Orbigny -Viaggio pittoresco nelle due Americhe>). c hc da un punto di ista slrcttamcnte scie ntifico Ma, per ragioni di comple tezz a, dobbiamo pur ricercare c hi sia da ritenersi responsabile 9cll'apparizionc di tale mcticciato, come anche di quello c: ca hbclo ,. gi ricordato. Secondo una statistH:a relativa allo stato d e lla situazio n e dcmogra fica brasiliana a lla fine del XV Ili seco lo, vi erano allora, s u una popolazione di circa J.248.ooo animc, 221.000 mulatti, il che vuoi dire una proporzione del 14.69 per cento Ora, non v' dubbio che quella popolazione mu latta era stata messa al mondo dai soli Portoghes i : in fatti i bianchi di altra na ziona lit non posero piede in Brasile che in seg uito, c particolarmente le due altre correnti migratoric che concorsero a formarc l'odierno comples so c tnH:o brasiliano -l'italiana c l a germanica cio non si manifcstar0110 che molto dopo. Per contro, la sta ti s tica del t&)o gi citata dava, su una popolazione comples s iva di circa 20 milioni una quota di mu latti va lutata a l 15 per cento. Come si vede, in circa un seco lo l' i ndic e percentuale non era sensibi lm ente cambiato, rispetto alla produzione-. di mulatti, per il sopraggiungere delle nuove razze colonizzatrici. Occorre poi ricordare che in Brasile fatto di comuni ss ima osservazione come gli Italiani siano estremamente restii a me s colarsi con l elemento di colore -fatto che in gran parte spiega l 'ost ilit, d'altra parte rimasta allo stato di pio desiderio, c he quest'ultimo ebbe per noi durante l a campagna eliopica c i Tede sc hi, oltre a tale tendenza ugualmen t e accentuata, s i siano stabi liti soprattutto negli stati di Paran c Santa Catharma, nel sud del Brasile, sfuggiti dai negri a causa dd clima troppo freddo per loro Infatti si ha qui una percentuale di bianchi del 90 per cento, che si riduce a meno del 30 per cento nello stato di Bahia, taratterizzato dal clima subequatoriale. Abbiamo finora considerato la situa zione razziale brasiliana soltanto in rdazionc alle sue determinanti demografiche. Occorre tuttavia riferire qui alcuni fatti pur essendo di ordine storico-politico c non strettamente demografico, non mancarono di esercitare la pi indiscutibile influe nza Il primo di essi la fine della tratta degli schiavi, vcrificatasi nel r8so. Tale pr:ovvcdimcnto fu originato dalla sugge stione -allora potentemente esercitata in tutto il mondo -dcll'umanitarismo dell'Ottantanovc c dagli echi dell'agitazione antischiavista negli Stati Uniti, agitazione che non molti anni dopo doveva esser causa -almeno ufficialmente-. -della lotta armata insorta fra la Confederazione degli Stati del nord c quella degli Stati del sud. 51 ebbe in Brasile, anche, una non trascurabile l etteratura antischiavista, di cui vivono ancora oggi il nome di Castro Alves, per il bel c Poema dos escravos -., e qu e llo di Coelho Netto, di cui un ro manzo, c Il re negro ,. noto anche da noi. La fine della tratta degli schiavi ebbe, sul momento, conseguenze benefiche dal punto di vista razziale. Infatti, dalle 6o.ooo un -it negre importate nel 1834, cadute a 16.000 nel rB41, si pass a sole 700 unit nel 1852 Ci significa va l'arresto dell'incremento artificiale per immigrazione della popola zione negra, incremento che, sommato a quello naturale per riproduzione, fortis simo in quasi tutte le razze africane, avrebbe potuto nel giro di qualche de cennio mettere in pericolo lo stesso carattere c bianco di parecchi stati del Brasile. Materialmente la fine della tratta degli sChiavi fu dunque utilissima per le sorti razziali del paese, in quanto contribu a determinare tra l 'e lemento negro e quello bianco un equilibrio numericamente sta bile, che in seguito doveva essere variato, ancora a ben e ficio dei bianchi, per il sopraggiunge re delle imponenti falangi di immigranti e uropei Se questo fu l'effetto pratico che ebbe la fine della tratta degli schiavi, le determinanti di essa erano per, come abbiamo ricordato, di ordine del tutto diverso. Non siaveva occhio alla situazione e all 'avvenire razziale del Brasile, ma quasi esclusivamente a conside razioni umanitarie e a ideali filosofici del tutto secondari dal nostro punto di vista. Ci spiega come, non molti anni dopo la rinedella tratta, che all 'osservatore super ficiale potrebbe apparire un atto saggio c a nche -. sotto l 'aspetto della politica raz. ziale, fu comme sso un errore gravissimo, pregno delle pi pericolose conseguenze : quello cio dell abolizione c abrupto d e lla schiavit, cui accenneremo tra breve Questi due momenti fine della tratta c abolizione della schiavit capitali nella storia razziale del Brasile, furono tuttavia intramezzati da un atto, che avrebbe fatto meglio sperare. Infatti l'imperatore Dom Pedro II, sotto la pres sione della crescente propaganda antischia. ista del partito liberale alla quale egli stesso non era sordo sia per il suo buon carattere sia per la preoccupazione politica di mettere il Brasile nella scia ideo logica degli Stati Uniti, che di recente si erano posti con l'abolizione della schiavit all'ordine del giorno della storia san zion nel 1871 la famosa c lei do ventre livre ,., cio legge del ventre libero. Il titolo pittores co della legge indica chiaramente il suo contenuto: sarebbero stati liberi i figli che, a pa_rtire dalla promulgazione della legge, fossero nati dal grem. ho di una donna schiava. La legge del 1871 era senza dubbio un capolavoro politico ed economico: poich da una parte prevedeva l'abolizione della schiavit, da attuarsi gradualmente per il lento ma fatale scomparire dell'attuale po polazione schiava, non sostituita in tale condizione dai suoi discendenti ; dall'altra salvaguardava gli interessi dell'economia brasiliana, allora di carattere quasi es clusivamente agricolo e fondata quasi interamente sul lavoro degli schiavi. Ma, non molti anni dopo, gli effetti benefici della c lei do ventre livre dovevano essere improvvisamente annullati da quello che abbiamo definito un gra, is simo errore politico: l'abolizione c ex abrupto della schiavit. L'imperatore Dom Pedro II, buono ma debole era in Europa; il liberalismo toccava in Brasile i limiti della demagogia. Spinta dal suo idealismo e pressata dalla violenta campagna liberale, la reggente Isabella firm il 13 maggio r888 la legge che decretava l'abolizione immediata della schiavit. In virt di essa bianchi, neri, ramati e colori intermedi erano posti di punto in bianco nella stessa situazione giuridica. Non staremo a spendere molte parole per giustificare il giudizio dato sopra di questo atto: infatti, oltre a produrre sfavorevoli ripercussioni nel campo cono mico, esso ebbe, sul terreno politico, il gravissimo torto di avere volontariamente determinato un'ambigua e pericolosa parit giuridica tra l'elemento bianco e quello negro, gi prima materialmente troppo vicini. La legg del r888 pu dunque considerarsi l'acme raggiunto dal dramma raz ziale del Brasile. Ci sembra che le linee del suo svolgimento, che abbiamo cercato di tracciare, possano utilmente servirei di presupposto storico per il giorno in cui porteremo forse lo sguardo sull'attuale problema razziale brasiliano. ROBERTO RANIEBI

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questionario Goffredo Piatoni, da Milano : M i era sembrato di capi r e che tu condannas si tutta la filo sofia, e tu mi hai s p i e g a to c h e condannavi solo certa lilo n o f i a > I o parlavo della necessit di una fil o s ofia :1uova, una filosofia che potesse far parte c.le!la personalit d e l poeta, e tu m i parli di una f i lo sofia che tenga conto d ella natura e d ell'imma g inazione. Parlia mo entrambi della s t e s s a c o sa, e i l nos tro appare nt e di saccordo d erivava solamente da ques t o : che m entre i o u sando il termi n o f i l o s ofia avevo davanti alla mente una cert a f i losofia (forse pensavo anche al poe t a Pla ton e ) n o n c o n siderando neppure co m e tale quell' altra arida e a stratta, tu invece a v evi present e solame nt e quest'ultima. L o s t esso equivo c o in cui a volte s i cade p arlando p e r esempio, di letteratura> Ma c' un'altra question e cui tu accenni, ch e egualme nt e mi sta a cuore, sulla quale m i n embro di non andare d 'accordo con te m e n tr e a ncor a il d isaccordo potrebbe derivare d a l non intende r ei s ui nomi. Che cos a tu i n t endi p e r p opolo e per aristocrazia? Prima di tutto, p e r m e, sono entrambi concetti a s tratti ma, s e ci possibile, il c o n c e tto di popolo ancora pi a stratto di quello di aristocrazia. L 'aristocrazia o dov r e b b e esse r e e per lo m eno stata, una classe c h e comanda, un governo, cio u n organi smo c h e s i esprime o s i e spres Ro -ricordiamo c i l' etimologia mentre il popol o sono tutti e nessuno, un'entit m:tratta, in s i eme s e m e nt e e t e rr eno che con s erva la semente e che pu prender e c o n s i s t e nza s o lo cessando di esser e popolo ; cio attrave r s o una minoranza eletta che io c h iamo aristocrazia. lo v edo la storia c o m e un continuo s usseguirs i di aristocraz ie, i o quali divengono ieratiche, come tu d i ci, e f ormalistiche, proprio quando d 'aristocrazi a conservano solame nt e il nome, ma non s o n o pi tali avendo per s a l'intrinseca forza e s opralutto forza morale -che l o ha porta t e al comando. Si formalizzan o conserv a n o riti s i sforzano di cons ervar e un prestigio c h e in effe tti non conservan o pi avendo p erduta ogni forza attiva. Qui di seguito li vorr anche esporre una mia idea cos l appe n a abbozzata, ed alla quale, p e r ora. non s o attribuire altro va l o r e che non sia un valore sentimentale o, meglio -poi c h so c h e anche a t e la pa ro l a piace -poe tic o. E una idea sorta d all'immaginazio n e e come tale mi cara. P 'l r questa idea il conce tto d i aristocrazia vien e a coincide r e con il concetto di razza, d1 razz a dominante. Prima per vorrei cor r egge r e un e rr o r e nel quale mi sembra che tu sia caduto. Mi ici che le epoche classi c h e sono popolari, come potevano essere le m onarc hi e americhe. come fu Roma ecc. ; m a quale era questo popolo di Grecia e d 1 Roma? Dimentichi che questo popolo. in efff'tti era una aristocrazia, perch al di s o t : o di questo popolo, che partecipava al comando, vi erano gli schiavi. E molto facile, giudicando il passcrlo dimenticarci proprio di uno dei fenomeni pi importanti, come quello della schiavit; ed allora tutte .... le idee che se ne fanno discendere vengono ad essere errate. Da chi era composta la massa degli schiavi? Da appartenenti a popolazioni vinte, appartenenti ad altr e razze. Il popolo di cui tu mi parli apparteneva inv ece alla razza dominante. Tu mi potresti dire che attualmente la schiavit stata abolita, che il popolo diventato una unit e che quindi tutto -se cosl posso esprimermi -una aristocrazia. Ma io non andrei d'accordo con te. Non voglio dire che la schiavit non sia -mai stata abolita, mentre tuttavia un paradosso che si potrebbe s o stenere. Guardiamo alla schiavit abolita pi di recente, quella dei negri in America. Se in America tu accennassi solamente alla parola razzismo, che non la certamente comodo agli ebrei che tengono i posti d i comando, scan dalizzeresti ogni animo pi o meno ben nato, ma sono proprio quegli stessi ebrei antirazzisti i quali ponqono cos feroci bar ri ere Ira i negri e loro. Ma saliamo a un concetto pi comprensivo della schiavit, cosideriamo schiavo chi non soggetto pieno di diritti, e potre sti giurare che in tutto il mondo tutte le persone siano soggetti pieni di diritto? Anche se lo sono a parole, lo sono poi in pratica laddove la moderna arma di comando -la pi potente di tutte e che quella economica? -Dove leggevo che, non ricordo in quale paese d'America, liberati gli schiavi, avevano fatto in modo di indebitorii tanto da porli in condizioni di soggezione maggiore? Ma voglio fare un passo ancora p1u avanti, vogli o uscire dal paradosso, e porti un quesito. Una legge eguale per tutti effettivamente per tutti eguale? Non parlo qui dei modi nei quali una legg e possa e ssere applicata, ma d e l modo nel quale possa esser e sentita. P e r uno, una determinata legge pu non rappresentare una imposizione, i n quanto che coincide con le sue convinzioni morali, per altri sl, e ti cito, a mo' d'esempio, una legge che proibisca l'usura. E certo che se una simile legge stata promulgata, coloro che hanno dettata una simile legge avranno una moralit uguale a quella di chi l'aveva gi n ella propria coscienza e diversa da chi l'accetta solo come irnposizion e si sente nei suoi presunti diritti limitati. Uno, i n certo qual modo, partecipa al comando, l'altro lo subisce e ne schiavo. Io ti dir, e d ecco qui in parte la mia idea cui accennavo, che coloro che hanno una medesima morale appartengono ad una stessa razza. Ag g iunger, completando la mia idea, che il diritto la morale di una razza dominante, di una aristocrazia, imposta agli altri. Cosl. forse favolosamente, come a noi piace, vedo la storia. S e la morale come forma, come categoria, universale, i contenuti variano da popolo a popolo, da razza a razza. Un giorno una minoranza. razzialmente distinta, che ha coscienza di una propria moralit attiva, mediante un colpo di forza, invasione dall'esterno o r ivoluzione interna, assume il comando ed impone la propria moralit, sotto forma di diritto, a coloro che sono razzialmente da lei distinti e crea una aristocrazia (vedi i patres roma: ni, vedi l'aristocrazia feudale, d'origine germanica, ecc. ). Viene il giorno in cui questa aristocrazia perde la propria intrinseca moralit attiva, diviene semplice casta ecc. e si trascina al comando sino a che o giunge dall'esterno un nuovo popolo che possiede questa moralit o nell'interno stesso uomini di altra razza, che hanno assunto coscienza della loro moralit, non .riescono a sovrapporsi; e cos via. Fino a che s i parla di dominatori ch e vengono dall'esterno il mio 'concetto m i sembra, non richiede altre delucida;oni. mentre delucidazioni occorrono per spi.ega re le rivoluzioni interne, i mutamenti inter. n i di aristocrazie. Io parto dal presuppo. sto, che mi sembra scientificamente dimo strabile, che tutte le moderne nazioni, m e glio: tutti i moderni stati, siano composti da gruppi pi o meno razzialmente distinti e che pur senza invasioni dall'esterno la composizione razziale di un popolo conti nuamente Si modifichi. Per le leggi men deliane le razze primitive, non astante gl i incroci, si riproducono continuamente, e fattori economici e morali fanno sl che inen lre in .un gruppo razziale decrescono le nascite in altri gruppi aumentino. Per l o pi le nascite decrescono nei gruppi ch e sono al comando e appunto quando hanno p erso o stanno perdendo 'intrinseca forz a (morale) che al comando le ha portale. Sarebbe ora che interrompessi questo di scorso gi troppo. lungo. Voglio solo r i spondere a un'altra possibile abbiezione. Mi potresti dire che la mia idea del susseguirsi di aristocrazi e trova la sua smentita proprio nella storia la quale ci mostra Ul'l: susseguirsi di differenti forme di g o v erno. lo ti dir come non si debba form a li zzarci (scusa la brutta parola) sui nomi Prim a di tutto dobbiamo guardare l intri n seca sostanza dei governi e non credere a i loro nomi storici, in secondo luogo io non intendo per governo e aristocrazia ch i formalmente comanda, ma chi comanda so slanzialmente, pur riconoscendo che questa scissione Ira forma e sostanza sia il male peggiore che a un po'polo possa accadere. Nel parlamentarismo, per esempio, questa scissione esiste. L'aristocrazia che coman da quella che dietro le quinte, l 'alta finanza, la plutocrazia. Il parlamentari smo e le altre forme cosi dette democra tiche sono sempre coincise con la mancan za in una delle razze autoctone di una mo ralit attiva, preponderante; hanno sempre permesso il !arvale dominio da parte d i razze straniere, e, recentemente, il domini o -vera invasione seppur maschercrla e non accompagnata da azioni belliche -ebrai co. Non occorre che io aggiunga che non ho voluto limitare il problema al fattor e giuridico, quando ho posto il parallelo morale-diritto. Comandare per me sempre imporre una morale e questa non la si impone solo con le leggi, ma con le a rti con i costumi e persino con le mode. Ritornando al punto di partenza mi sem bra che Si possa dire che non si trcrlt a di combattere le aristocrazie, ma di crear-

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:ce nuo v e v ive, attive, che esprimano la r.ostra morale; che certo nostro popolo, c:nne conservatore della moralit antica ,eliana la semente da la nuova ari , :ccrazia deve il popolo il vivaio cella nostra razza. Combattiamo le vecchie aristocrazie non aristocrazie. ma perch vecchie, perc 'J debosciate, perch hanno perso l'intrinseca loro forza morale, perch sono diven:ot e formalistiche e ieratiche, perch non '1anno mai avuto od hanno persa quella .-norale che apP?n za, come dimostra la maggiore di tutte filos ofie, la greca, la quale noi non fao c'a m o altro che rimasticare, senza poterla d'un grado. Al tempo di Socra,. gi splendeva la filosofia. E moriva la G recia. L o stesso dobbiamo dire della distinzione :i' e t u vuoi fare da aristocrazia ad aristoe:n ia. Sono l'una e l'altra ruine della dec:de nza, aspe_ tti funebri e delle societ arc
  • a una politica d'aristocrazia, se ti piace , ,,est a parola; ma una politica che sarebbe r i esatto chiamare di ceii patrimoniali, :i a vventura patrimoniale congiunta alla po:::i ca? Ma un po' di carit per noi, che abi iamo altra origine. Non solo ce l'abbiamo, ::w la vogliamo ritrovare, e condurre a tutti oli e ffetti. L'Europa nata riflessiva, il che vuoi :!ire lirica e filosofa. Noi siamo nati dal, e pica. O mero cre la prima pcitria del mondo, c o municando agli uomini la lingua greca, cio parlando all'immaginazione, e creando i l primo comune umano. E possibile ;edere chiaramente che america fu l'immacosi dell'arte come dell'ordine u mano, dopo Omero. E che la sorgente di immaginazione era la lingua. E che g;i uo mini parlavano, secondo l'immaginaz:one d'Omero, e facevano, come parlavano. che Omero scoprl Ci che chiamiamo CJazionale, vale a dire un modo comune di parlare e fare. Si deve alla sua immagiCJazione la nascita dell'uomo comune e se !l m ondo fu ordinato a uno. Questo il fatto nuovo, creato da Omero. societ arcaiche mancava invece il se nso dell'uomo comune. E la poesia era l ah me nto della lingua sacra, che distin gueva sacerdoti e cavalieri da tutti gli altri. Vedi che invece il pi profondo accento la poesia l 'ha scoperto, quando ha parlato la lingua di tutti, quando ha reso comune a tutti il campo dell'immaginazione. Dalla lingua comune nata la nazione classica e un modo comune d 'immaginare e fare, in ogni campo, e cosl in quello politico, con la monarchia, che si pu definire l ordine d 'un popolo con un sol capo. E la parte viva dell'opera di Dante, che viva in noi, con la lingua, che ancora parliamo, qual', se non il volgare? Vol gare il poema dell'epopea cattolica, e il volgare ci ha dato la scoperta della nazione italiana, cio la lingua di' tutti i volghi d 'Italia. la lingua degli umili n volgare non altro che la forma profonda della nazione italiana. Non ti sembra dunque improprio rinchiudere in una prigione aristocratica il genio italiano? Non ti sembra di teorizzare i vizi e il piccolo dell'umanit? Io li dico ispirati alla poesia grande, diciamo pure il suo nome, alla poesia epica, anche per la politica, perch nessun'altra cosa ha saputo dare grandezza all'umanit, nessuna esiste maggiore creatrice politica. Capisco che molli dubbi ti assaliranno, con infinite obiezioni, e io non pretendo d 'averti gi persuas o ma parliamone, p e r ch necessario alla nostra civilt. Giacomo Recusani; da Martignana Pc (Cremona): Il concetto di razza biologico e storico. Nel primo elemento -l'etnologia -la dottrina razzista trova la sua ragion d 'essere; nel secondo -la storia -la sua _dimostrazione. Ma l'uno e l 'altro si integrano a v icenda, sono indivisibili. L'antropologia afferma la differenza formale della materia, della carne, dei corpi; la storia, creata dagli umani e dal destino, proclama la virt, la grandezza e la miseria dello spirito. Fatti non foste a viver come bruti Ma per seguire virtute e conoscenza ecco il motto pi verace del razzismo italiano poich ne rivela la mi ssione. Il razzismo non soltanto scienza, ma anche missione; infatti il suo obietto nella definizione di anima: principium intellectivum quod est actus primus corporis physici organici. ( popoli nei millenni manifestarono le lo ro qualit immortali. Dal fondo dei secoli risalgono le leggende, ricordi di razze perdute o memorie dei progenitori di popoli viventi. Si riconosce l'accento del sangue, il volto degli avi. Poich l'eredit l'assioma del razzismo. Essa procede in un mutevole avvicendarsi di fisionomie Conserva i caratteri primi, inalterabili ed inconsunti, del sangue e dello spirito, i quali costituiscono la persona, accordo tramandantesi da padre in figlio in rapporti vari nelle parvenze, identici nella sostanza. 'Anima armonia del vivente: in una indefinibile differenza di relazioni, l'intelligenza ed il senso partecipano alla vita. La pnma; libera da leggi fisiche in unit assoluta e accidentale con il secondo, incatenato dalla causa, nel cerchio della propria libert, responsabile di volere e d i operare; coartata e frenata dagli impedimenti della natura e della materia. L'eredit e la causalit sono dunque le premesse della dottrina razzista. Contemplando l'anima, cosi come fu definita da S. Tommaso d'Aquino, forma sostanziale intellettiva del corpo vegetativo, si giustificano le gradaz ioni, i cicli delle i fenomeni dell'essere. l biologi stud1ano i corpi, interpretano la genesi, la vita e la morte della carne, ma non spingono l'indagine nel campo dell'anima, alla ricerca delle cause ultime, della qualit. Solo muovendo dalla sapienza dell'Aquinate, si tiene conto dell'an ima, e a un tempo, e del corpo. La storia dall'antichit a i temp! nostri ci illum ina. Nella civilt mediterranea s i agitarono tre razze: la Greca, l'EbraicaLev.Jntina la Romana. I caratteri della prima s o no' in Omero, Platone ed Ari s totile ; della seconda nella _Bibbia e n e l culto magico; della terza, in Virgilio e d in Cesare. La tradizione guerriera illumina l 'et antica. Rilulge nell'Iliade e nell'Odisseo l'espansione della razza greca cantata con classica vena; nei dialoghl filo sofici la virt eleva l'ideale. L'anima greca rill e tte il suo des tino. Socrate ha la voce di un saggio. che conosce gli dei. In Platone l'apoteosi dell'anima. Aristotile costrui sce la piramide del pensiero antico. Accanto si sviluppa la strana s ort e del popolo ebreo. La Bibbia rappresenta il lo r o tipo. Dalla genesi la tragedia echeggia nel cuore, il pianto ha lasciato un raro documento di maledizione. D alla sapienza ebraica sono rampollati i commenti rabbinici del Talmud: la degenerazione d i una razza condannata, che ignora l a resurrezio ne. Balena sempre sulla m iseria la spada dell'Arcangelo del Paradiso perduto. Le -leggende dell'origine, che sono di t u tti i po poli si animano di un cupo serv aggio, s ot to un Dio terribile; l'umamt non s offre strazio maggiore per il suo des tino smar rito. Ben diverse sono le trogedi e di Eschilo e la tribolazione di Pr ometeo, incatenato sul Caucas o, poich esaltano la tensione eroica, la pi bella potenza dell 'ariano, pur svolgendo eguale motiv o. [' una sinfonia guerriera l 'audacia di P rometeo mentre il lamento straziante di Giobbe, s ul l etamaio, rispecchia una carne abbattuta. immagine dell'anima sconvolta dal terror e Tuttavia i profeti c ondo tti eri sono inva satj dal fuoco della l o r o missione, scon volti dalla fatica di guidare una razza greve, piegata alla bestialit d e ll oro. Patiscono il peso della Legge, inci s a tra i ful mini ed attendono il gio rn o, in cui il vecchio Testamento si tr amuter in libert. Allora chi afferrer uscir dalla servit ebrea. Saulo sulla via di Damasco conserver, de'pc la rivelazione, la medesima maschera: il nas o ricurvo, le gambe storte, piccolo e sparuto, ma diverr Paolo. E' l'anima che doma la materia, in lui, ma il popolo intiero dnnega questa libert, schiavo d e l denaro e d e l l'odio, cieco fra gli uomini di buona volon t. Continua ad adorare la maledizione del sup sangue. Affini ad esso sono i levantini, per i culti misteriosi della Madre Cibele, dal ceppo della tradizione lunare e della magia nera. Fiaccheranno j romani col veleno della corruzione, alla lancia del guerriero si sostituir il tirso della baccante. Roma, allarga l'orizzonte, prepara i tem p i nuovi. Nasce nella guerra e con la guerra. Ne ha il senso religioso. Vi affina lo spirito, vi nobilita il sangue. Torna alla terra con l'aratro e la spada. La purezza del carattere si rinnova di guerra in guerra fino al momento cruciale. Sorge Cesare. l'emblema della razza. Gli artisti dell'et aurea, Virgilio Orazio, Livio tramandano ai posteri lo spirito della Romanit. Dopa di

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    essi, tranne poche eccezioni, gli epigoni giungono dai limiti dell'Impero, nel tramon to dei valori razziali, finch un barbaro, Caracalla, le d il colpo di grazia con il suo editto equivoco. Attraverso gli istituti giuridici si pu seguire, a passo a passo, la vicenda della razza romana. Il Diritto !"impronta della razza nella storia, le lotte che Roma sostenne per il ius civitatis sono di carattere etnico, come quella annibalica. Solo nella decadenza in cui la carne e lo spirito erano corros i dalle piaghe asiatiche, s e l eva la voce di Tacito. il primo di IP.nsor e d ella razza. Ques to di Giacomo Recusani solo un brano d un suo lunghissimo scritto. Vedremo se i n seguito potremo p ubblicame un altro brano; ma come si pu chiedere tant o spazio a ques te colonne? Rinnoviamo la raccomandazione della concisione a tutti quelli che vogliono partecipare alle no!ltre discussioni. Bastano poche pagine per dir e cose importantissime. E !"abbondanza d elle parole non pu far e altro che togliere importanza alle cose veramente importanti. "Ed supe rfluo ripetere che !"abbondanza un vizio morale proprio di quell'eloquen za. che chiamiamo avvocatesca. Cogliamo questa occasione per pregare i nostri collaboratori di lasciare in pace !"eloquenza. L'eloquenza ha bisogno d'uno svilupi:x> che ques te colonne non consentono. T &nde a p e r suadere gli altri, e noi non dobbiamo che persuadere noi stessi. Risente d e llo spappolamento d 'un'epoca parlamentare e curiale, che consideriamo tramontata per sempre. Similmente un altro vizio dobbiamo scan sare. il filosofis mo eloquente. Questo un altro modo di dir parole superflue. Un'altra abbondanza. Quando volete parlare di raz za, non incominciate col dire: il concetto di razza ecc. ecc. --ma ditemi che cosa volete d ire della razza. Ci penser il lei t o r o a far si un concetto di que llo che dite, o a capire il vos tro concetto. Questo vo1er rendere e spresse le forme logiche e far vedere il traliccio del discorso un'altra grossolanit del perduto accento della lingua viva. Andate al mercato, cer cote di ritrovare Ira il popolo !"accento della lin gua, propone tevi di rifare illu s tre il volgare, c om e I e e e Dante, e ritroveremo l"ltalia. Concis ion e, dunque, e accento popolare. Dobbiamo vergognarci di usare una sola parola superflua e di usare una lingua da intenditori, ipocrita, come quella degli uguri. E un'altra cosa: troppe maiuscole. nomi comuni s i scrivono con la minuscola. Giulio De Anqelia, da Roma: Mario Barba studente di giurisprudenza in Napoli, dissente vivamente da come al <:uni camerali pensano dei protestanti. E per servirmi delle sue parole rimasto c spiacevolmente colpito:. _dal fatto che voi obbiate contrapposto c il razionalismo europeo e protestante allo spiritualismo italiano e cattolico :.. E soggiunge che c la religione culto dello spirito come lo il patrimonio razziale e perci va trattato con rispetto ed attenzione. Ed il protestante italiano veramente italiano va esente da confronti fa cili e da e stensioni eccessive:.. IU Conchiude dicendo che tutto ci viene da lui osservato c per semplice desiderio di chiarezza da buon cattolico e da fervido fascista:.. Questi suoi sentimenti sono ammirevoli e non c' da dubitare delle sue intenzioni, ma impossibile non fargli questa semplicissima domanda: che cosa significa protestantesimo? -Significa quell'atteggiamento di una parte della comunit cristiana che ad un certo momento ha voluto staccarsi da Roma, anzi che ha dichiarato la pi aspra e tenace guerra alle idee ed agli insegnamenti della civilt di Roma. Significa l'atteggiamento di quei paesi d'Europa e prima di tutti l'Inghilterra, che da tre secoli presumono di poter sostituire la civilt creata dalla Chiesa e dal Rinascimento. Significa infine quella parte della cristianit che spezzando l'unit della Chiesa ed indebolendo la resistenza contro tutte le forze negative e distruttive, si allontanata in questo modo dalla stessa parola di Cristo, ed infine, come in Inghilterra, giunta all'aperta alleanza con la pi\1 temibile di quelle forze, cio !"ebraismo. Furono j protestanti inglesi, che da Crom well in poi, prendendo lo spunto da quel ritorno al Vecchio Testamento. predicato gi da Lutero, fecero del loro paese la migliore piattaforma per Ici coalizione mondiale con tro Roma. Essere protestanti anche se di nazionalit italiana significa cooperare sia pure solo in ispirito alla distruzione del mondo romano e della forma che il cattolicesimo ne ha oggi conservato, opera evidentemente contraria all'Italia, al Fascismo e a quella rinascita classica nella quale soltanto possiamo vedere l 'avvenire del nostro popolo. Non credo dunque come il camerata Ma rio Barba che tutto ci possa condliarsi come egli sembra pensare, con la qualit di buon cattolico e di buon fascista. Cosi scrive De Angelis: Sullo stesso argomento, torna Francesco lemma, che ci ha scritto da Cittanova (Reggio Calabria), insistendo dal suo punto d1 vista, ma dimenticando che le ossa dei b nazione italiana furono fatte con l'e J.:Opea cattolica, da Dante a Michelangelo. Bisogna che lemma consideri che cosa significhi per noi cattolico, che cosa protestante per 9l'inglesi e generalmente per l'Europa. Ma che non cerchi questo significato nell'economia o nelle dottrine politiche, ma nel diverso concetto della vita, diverso dal cattolico, in cui consiste ancora, all'atto pratico, il protestantesimo. Bisogna che lemma si decida a considerare se la societ, quale nata dalle rivoluzioni inglesi ed europee, non gli possa ricordare altre societ, per quanto antichis s ime, come per esempio, ripetiamo, la cartaginese. E si decida a cercare il significato di quell'alternativa, che diceva: o Roma o Cartagine. Gli sembra forse indifferente che scomparisse Cartagine e Roma vincesse? Non gli sembra questo il trionfo d 'un diverso modo di vivere, diverso dal cartaginese? E le rivoluzioni hanno riedificato Roma o Cartagine? Roma era un matriarcato mercantile o invece ebbe la spina dorsale nell'eroismo e nella comunicazione degli auspici alla plebe? E che differenza c' Ira una societ latta d 'eroismo plebeo e un'altra fondata nel commercio? Claudio Carocci. da Temi: Sono uno studente liceale. Leggo la rivi-sta fin dal primo numero e ho bisog:1::: d i espJ"imere la mia assoluta gratitudine -1: nucleo di coloro che sulle sue pagine vcn no scrivendo tutto ci che mi ha aiutmo e mi aiuta ad uscire dallo sbandamento culturale/ in cui noi tutti Ci troviamo. Vo. glio sperare che sia accaduto lo stesso fa t to a molti molti altri camerati oltre a quelli che sul Questionario hanno esposto la lor o adesione. Ho detto voglio sperare perch sono costretto a concludere un po' amara. mente che nel mio ambiente non ho trovato chi condividesse pienamente le v o stre, nostre idee; anzi pi che idee, lo nostra coscienza di italiani. Ho discuss o molto con tutti, .conclusione: i meno inte:. ligenti sorridono, i pi elevati, imbevuti d i tutto quel farraginoso bagaglio in c4i l o spirito attuale della massa degli intellet tuali di oggi ha trasformato i programm1 di insegnamento, si accaniscono in punii di vista particolari, e con un linguaggio da eclettici computano, secondo loro, s e / condo me arretrano di fronte dlle questiom i capisaldi delle nostre convinzioni. Potete voi stessi scorgere esempi di questo !in guaggio in molte lettere che pubblicate. Confesso che molte volte son rimasto sco raggiato. Il male sta non tanto nel fatto st es. so, quanto in quello che il popolo sano no n ragiona che mezzo di quella opinione che appunto controllata dai cosidetti .intellettuali. Ma in fondo la massa non s i contamina. Pu dire quel ch non capisce pu anche agire in conseguenza ma co n serva intatte le sue energie. L'operaio il contadino ragiona s qualche volta con l a mente altrui, ma la sua famiglia cresce d i UT! elemento all'anno. Quindi verso g l i studenti di oggi da cui proverranno i dir i genti di domani che deve concentrarsi i i maggiore sforzo di persuasione. Hitler in Mein Kampf avverte la potenza che p u avere una propaganda ben condotta. Si r : spender: non si pu parlare di propagan da a riguardo di una cosa cos viva, cosi santa quale la formazione di una coscien za come deve essere quella di noi italiani. ma quel che si vorrebbe insegnare non questa coscienza, che non si pu insegnare ma i punti di partenza di questa. La scuol a non basta, il fine della scuola di in se gnare a vivere, ma per far ci occorron o docenti, padri che sappiano educare ligil italiani, e non siano imbevuti di quello spirito che voi avete spesso individuato e ci avete additato. Occorre quindi propa ganda. Molto, mollissimo la la m a non basta. Credo che tutti i cain9rati c h come me da voi imparano, sicrpo pront; a qualsiasi sforzo. Vogliamo che gli Itali a ni sappiano chi siamo e chi siamo stai!, conoscano i nemici e sappiano neutrali : zare le scorie. Il sacerdote Carlo Borgatella, da Torin o : Sono sacerdote e titolare d'una cattedr a di storia e filosofia in un liceo parilicat o di qui. Assiduo lettore della Vostra Rivist o di cui posseggo l'intera collezione, nonch 8 propagandista della medesima in mezzo e t miei alunni ed ex
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    !."li:!. :::lla fine del Questionario, leggo che _:.r. d r e:J Re y di Torino lamenta che in Chie. :: ora non oda tanto la parola evangelica dei domenicali, quanto le requisi:or ie al razzismo. Poich anch'io, ogni do r::eni c -:r, l a c cio qui il mio sermone domeni cale n e l vangelo del giorno, dinanzi ad un oubblico piuttosto numeroso ed attento, cui i nculco '=ore e la fedelt a Dio alla Chies:> cattolica e alla Patria, vorrei pregare il signor Rey a voler precisare il luogo e la ciata esalt a dei sermoni incriminati e, possi b ilmente, citare le parole precise, da lui uit e Non vorrei che sopra di me e sopra 71w l t i ssimi miei confratelli gravasse un'in" J5t a accusa. Mat:eo Mureddu. da Roma: Fra vecchi miei appunti, ho test rintracc:ato un foglietto sul quale trascrissi. or q.Ja!che anno, queste asserzioni del giudeo direttore del defunto periodico "Le Grandi et o m e il quale naturalmente non esit a u b blicarle: La Patria quell'insieme di persone -' e non hai nemmeno il piacere di conosce-oc e che ti fucilano alla schiena se non ti : . : ucddere per loro. La Patria una pache serv e a mandare le pecore al ma :.l o per far gli interessi dei pastori che mno a casa>. L'eroismo giova soltanto a brillare :;li occhi delle donne>. -4: La famiglia una formula bugiarda, .::,., copre le pi basse speculazioni; ... la c -,, ; a un luogo chiuso e coperto, ove si :; mgia e qualche volta non si paga pen:-:)ne L 'amicizia un'avventura incidentale, c :.1e una conoscenza fatta in tram >. Non far mai benefici a nessuno; ri :c dati che i benefici si espiano. Se qual :. no ti domanda l'indicazione di una via, t ., in d irizza!o alla parte opposta: s e ti chi e J0 l'ora, digli quaranta minuti di meno, c:'.; gl i fai perdere l'omnibus > -4: Odia il tuo prossimo come ami te :-:osso; e non dimenticare che la vendetta : una meravigliosa valvola di sicurezza r c r i l nostro dolore. Se qualcuno ti offenno n perdonare; ossia fingi di perdonare, .1fiin ch la vendetta lo colpisca insospettata i n pieno .. >. Enrico Cavalli ci ha mandato da Milano ''lesta descrizione dj .Luigi Barzini, tratta c i:r un'antologia del 1910: D i popoloso non Vi resta che il Mellah, il coatto degli ebrei, cinto anch'esso <::; mura fortificate. Quando la Fez Nuova '" fondata c sotto l'influenza di un astro pro. ; ;zi o e di un'ora benedetta e felice>, il Sultano merenita Y'akub ben-Adb-El-Hak le; cos tretto a creare, proprio attiguo al Dar flMakhzen, un quartiere per 'gli ebrei, che, per la Fez Vecchia, soffrivano pec::Jd ici massacri. Da allora, 'in compenso della difesa, essi hanno dovuto rinunziare Ji!' e guaglianza, coprirsi di un berretto ner e vestire un "gellaba nero, calzare bab:--u c ce nere, denudare i piedi passando a. ::Jti alle moschee, hanno dovuto conside. :re delitto l'andare a cavallo, il portare or: l'uscire do'po l'ora del Moghrib, il mot:;:si fuori del "Mellah" nei giorni di fe -sta maome-ttana, hanno dovuto pagare speciali tributi. Anche oggi queste leggi sono_ in vigore, e spesso il linciaggio la pena che tocca ai trasgressori. In tempi di torbidi e di rivolte, gli .ebrei sono stati assa liti anche al "Mellah :. Un senso di paura grava sempre un po' su questo recinto, vi l'oppressione d'un assalto che non si pu respingere, il sentimento che proverebbe un inerme fra nemici armati. Ad ogni vittoria delle truppe sceriffian,e sono gli ebrei i primi a correre sventolando bandiere, suonando pifferi e gridando: c: Gloria al nostro Signore! > La loro salvezza legata al potere del -Sultano. Queste condizioni non contribuiscono a conferire loio un carattere eroico. n "Mellah stato pi volte saccheg g iato in tempi recenti dalle violenti soldatesche shrard che v ivono acCQinpate in un grande fortilizio a Nord d i Fez El Gelid. Il Sultano attuale ha provveduto mettendo il Mellah sotto la giurisdizione dello stesso "kaid" degli shrard di modo che ora-sono gli assalitori tradi zionali che custodiscono e difendono il quar tiere ebreo, che fu loro preda. Essi sono responsabili della sua salvezza. Il provvedi mento d'una saggezza ttllta marocchina. Adesso gli ebrei si sentono pi sicuri nel loro alveare, dove fermentano affari e s u diciume. Le -case del "Mellah ", dipinte d 'azzurro, mettono una nota gaia nell'arcigna delle antiche muraglie merlate; s i alzano per tre, quattro piani, si sovrappongono capricciosamente, si fanno scorgere da lontano quas i vogliano occhieggiare al di sopra delle mura. per le piccole fines-tre, verso la valle. Stretta da secoli negli stessi confini la popolazione crescendo ha dovuto cercare in altezza lo spazio che mancava in estensione. Le strade sono strtte come fenditure, sporche come fogne, ingombre da una folla oscura -che fa dimenticare di essere al Marocco dove la folla bianca -sordida, umile, sorridente. Non avete fatto dieci passi che gi una moltitudine di mani avide e sporche si sono stese verso di voi offrendo e chiedendo. Vi s entite gridare: -Signore, guardat, sono le perle del kaid Kellat ridotto alla miseria, dieci duros e sono vostre! -Cambiate moneta, signore, vi pago il trenta per cento sulla moneta di Spagna! -Un pugnale, regalo del Sultano Mulei EI-Hassan, compratelo! -Soccorrete un povero! Qualche arabo s'interna per i vicoli dall'acciottolato viscido, e scompare in !averne dove pu bere d i nascosto liquori fermentati che l! Corano vieta al' fedeli. Le donne. dal viso coperto:il collo nudo, ornata la testa da una specie di mitra di seta, vociano sulle porte delle case. Negli angoli soleggiati, vecchi dal volto grifagno, con il capo coperto da un fazzoletto annodato sotto al mento alla guisa delle nostre campagnuole, conversano seduti in terra. Certe bambine hanno sui capelli un c fazzoletto>-annodato: segno che sono maritate. Esse g iuocano con i loro piccoli sposi, silenziosamente, con quella gravit precoce che nell'infanzia di certe vecchie razze. Fausto d'Ortona. da Caserta: .-Quello degli ebrei e della razza in ge-DireHore reaponaahile : TELESIO INTEilLANDI nere, un problema che stato sentito dai buoni italiani e i n un modo originale. E verit incontrastabile d i esi: stenza resta l'essere italiani e non altro. Ma brevemente ora vedremo quale foss e la condizione degli Ebrei in quegli stati e tra quei popoli, che oggi s i erigono a protettori della umanit, non chiamati, e si affratellano coi semiti. Da quando, ai tempi di Tito, gli ebrei si dispersero. furono quasi sempre incapaci di possedere beni immobili ed unico mezzo di sussistenza loro lasciato, o monopolizzato, fu il commercio, col quale si arricchirono; ma molte cose inumane conobbero le stanze di tortura di Riccardo, che ebbe addirittura venduti gli ebrei dal fratello Enrico III. ut quos rex excoriaverat, comes eviscerarei (Matteo Paris ), e quella di Giovanni di Inghilterra, che una volta cav ad un g iudeo di York otto denti per mille marchi d 'argento. Peggiore era la situazione degli ebrei in Francia, ove furono persino confiscati i beni di quelli che s i convertivano al cattolice simo. Se ne ha conoscenza dall'editto di Boville, che abrog tale consuetudine il 4 aprile 1333. E' dimostrativo i fatto che il signor d i Lacretelle afferm davanti alla corte d i Nancy in una vana difesa di alcuni ebrei: c: In una parola nulla nella legge che l i escluda. -Essi non sarebbero dunque r e spinti che come ebrei. in odi o alla loro nazione, alla loro religione. Ma che mai sono glf ebrei di fronte a noi? Poich conviene che siano a noi uniti da qualche rapporto, a meno che non s i abbassino al di sotto dell'umanit, che non se ne facciano e s seri privi del nome generico comune agli altri popoli > Tale era la convinzione dei frances i di allora. Per essi ebrei non erano n ci t tadini, n borghesi, ma diavoli, e si c e rc di affamarli. Un giurista francese, cos i s i esprime: c: invano e sclamano gli ebrei che sia ingiusto ed inumano costringere i loro figli unici, i primogeniti, gli eredi, ad allontanarsi dai tetti che li han vi s ti nascere > . E non bisogna dimenticare che due volt e furono cacciati in massa dalla Francia, la prima volta dal regno di Filippo il Lungo, nel 1318, ed una seconda volta nel XVIII secolo, dalle isole francesi del nuovo continente, dove opprimevano i lavoratori della terra. Sono queste le nazioni sentimentali di oggi, ma evidentemente da quei tempi e s s e dovettero cominciare ad impietosirsi dei lamenti di coccodrillo e a porgere o recchio agli insegnamenti della u sura. Huiusmodi cessiones ( Melchior Goldast che prova) nulli magistratus, notarii. scribae conscribunt o ; alioquin de olliciis et Honoribus (Il l dejiciantur; caeteri ideo ausuri, carcere et aliis modis puniantur. E il buon alunno super il maestro presentando ai creditori ricevute false in prova del proprio adempimento! Le costituzioni del Re di Sardegna del 1770, in vigore nel P iemonte, nella contea di Nizza e nella Savoia, sono illuminate dal buon sens o della politica di isolamento. Le leggi del libro ottavo, dedicato interamente agli ebrei, li obbligavano ad abitare in quartieri separati (ghetti), non vietavano loro di esercitare i m,isteri purch sottovoce, e proibivano l'acquisto di immobili e di alcuni altri beni. Stampatori: Societ ,Anonima Istituto Romano di Arti Grafiche di Tumminelli & C.-Citt Universitaria -Roma 17


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    b Societa anonima Istituto romano di arti grafiche di Tumminelli],
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