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Difesa della razza : scienza, documentazione, polemica, questionario

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Material Information

Title:
Difesa della razza : scienza, documentazione, polemica, questionario
Physical Description:
Serial
Publisher:
Società anonima Istituto romano di arti grafiche di Tumminelli
Place of Publication:
Roma
Publication Date:
Frequency:
semimonthly
regular

Subjects

Subjects / Keywords:
Race relations -- Periodicals   ( lcsh )
Jews -- Periodicals -- Italy   ( lcsh )
Race relations -- Periodicals -- Italy   ( lcsh )
Genre:
periodical   ( marcgt )
serial   ( sobekcm )

Record Information

Source Institution:
University of South Florida Library
Holding Location:
University of South Florida
Rights Management:
All applicable rights reserved by the source institution and holding location.
Resource Identifier:
usfldc doi - D43-00038
usfldc handle - d43.38
System ID:
SFS0024306:00038


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Full Text

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ANC o MERC l ALIAN _M Il A N O ..... -. t----------.;____..J i ,-<

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rLat fWJit it . Collaudato dal Ministero delle Comunicazioni -Ogni Radiobalilla, ha il relativo bollino di collaudo Tre valvole -Onde' medie -Ricezione diurna della stazione pi prossima _In condizioni favorevoli r icezione serale d i a l c u n e p r i n c i p a l i sta z i o n i e u r e Privo di reazione regolabile sull'aereo, quindi esente dai disturbi caratteristici degli apparecchi a reaztone:. C O STA L l R E T ASSE RADIOFONICHE COMPRESE. ESCLUSO ABBONAMENTO ALLE RADIOAUDIZIONI VENDITA RATEALE CHIEDETELO Al MIGLIORI RIVENDITO'RI 3

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BIBLIOTECA RAZZIALE ITALIANA ;".tolfi:Ot f IElESIO IHIERLAHDI 1.1010 CIPRIANI GUIDO LAHORA l) TILISIO IHTEILAHDI C cuo:ro J url l) l a P l A H A l T l S ( ,,,,, . r .,. ..,r l-l)LIDIO CIPIIAHI t ... .. 41 GIOVAHHI PIIZIOSI C r n r l ,,u ,d.'"' ,., w" \)!'!' .. ''" f <; ..... ., 5tA.aOSIHBIRG Il mlo de l XX Sec 61 H S CHAMURLAIH l rl,. l X I X )t""<:t! 7tl. DI GOBIHIAU Sogg ... Il GIACOMO l'ltoln e rturopi'J H>og .. re scehe d o tliJI 91GAMIIHI Il problemo d eii&CtllodflO: zo g iudol co i n l urc p o 101 A l A TI C H lA a l H l 1U P A H O M Z l 1211LWAGH1a Glr Ebrei nello mu sico 131 K. f IC. G Q H T H l a G l i (brel 14) L C H l A a l H l R:ouz& e C ine mlllogrofo 151 GIUSIPPI PIH5t.UHI lozzo e Archile l t uro PIIIINJl IMPERA OVUNQUE QUALE RIMEDIO SOVRANO CONTRO LE MALATTIE DA RAFFREDDAMENTO IL NOME ASPIRINA GAHAI\TISCE LA GENUINIT DI UN PHEPAHATO CHE RIUNISCE Il'\ S ASSOLUT .\ PUREZZA, INNOCUIT E SICUH .\ EFFICACIA. LA COSTANTE BONTA DELLE COMPRESSE DI ASPIHI!\A HA !<'ATTO MEHI'rARE A QUESTO P H O D O T T O L A Q U A L l l<' l C A DI CALMADOLORI MO!\DIALE G\OVANN\ pREZIOSI il "TEVERE" l'avamposto della stampa fascista LEGGERE DIRETTO DA TELES/0 INTERLANDI non significa soltanto essere informati ma anche e sopratutto avere una guida

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ANNO III -NUMERO 8 20 FEBBRAIO 1940-XVIII ESC E IL 5 E IL 20 DI OG:''il MESI; UN NUMEIIO SJ-:I'AIIATO LIRE l AIIBONAMENTO ANNUO LlltE 20 AllllONAMI'NTO SUIESTRALE" 12 ESTERO IL DOPPIO Prettore: TELESIO INTERLANDI Comita to di redazione: prof. dott. GUIDO LANDRA l',."r. dott. LIDI O CIPRIANI-dott. LEONE FRANZI d o tt. MARCELLO RICC l dott. LINO BUSINCO di redazione: GIORGIO ALM.IRANTE \:\:\0 III Xa /lj 20 EUIUtAIO 19<10-XVIII SOMMA :WOARDO ZAVATTARI: AMBIENTE E CARATTERI RAZZI [l. LI; ALBERTO Lv1D"'n'--. N OSO GRAFIA DEL LIMMU E DEL MAGI; GUIDO LANDRA: IL CONVEGNO SUL C ON CETTO RAZZA. P O I. E JI I t_: .. G DELL'ISOLA; LA VERA STORIA DI ROMA; J. EVOLA: GLI EBREI E LA MATEMATICA. O O C U JI E N 'I' ."-Z l O X LORENZO ROCCHI: RAZZISMO NEL NO RD-AMERICA; FERRUCCIO FERRONI : IL LISCIO DELL E GIUDEE; ALDO MODICA; LA SCRITTURA E L A RAZZA !T ALI CA QUES'I'ION .<\.RIO LA SAPIENZA VOLGARE ; RIFLESSIONE IDEALISTICA; AUTARCHIA; LA NAZIONE E LA LINGUA, ecc. PENSIERI DI LEOPARDI: NATURALEZZA DELL'ARTE. l MANOSCRJnl AHCHB SE NON PUBB.ICATI NON SI REmTtnSCONO '':l UFFICI DELLA ''DIFESA DELLA RAZZA" TROVANO IN ROMA -PIAZZA COLONNA (PORTICI DI VElO -TELEFONO 67737-628801 SCIENZA DOCUUENT!ZIONE POLEUICJl OUESTIONJ\810

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Lacinia. ad Aqriqento Il tempio di (;iunone --------::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::. -aeeaeaeaeeeeeeaeeeaeeaeeeeeeeeaeeeaeeaea .. ee .. aeaaaaaaee ........ = ......... GIIII ---- .. :: .. .. otttl ---e .. aeeeeeaeaeaaeeeeaeeaaeeeee eaeaaa .. aeeeeaaaeeaeeeeeeaaee eeeeaeeeeHaH..... e aHaeeeeC!UII --o .. .. .. :::.. aQttt --: .... ... e! .. ................................................................ ........................................ ..--..................................................................................................... ---"': .. .. .. ----1 .. ----:::::::::::::::::;;:::::::!!!!t. . . -...... 1 !!!!! ........ ----6

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[ siste una necessit inf angibile e perentoria che lega fra di loro organismi e ambiente; domina nel mondo una fatalit, impiicita nella natura stessa del vivente, che impone una categorica e assiomatica rispondenza fra essere e fattori naturali : vige una condizione, espres-sione dell'essenza stessa della vita, che fissa in maniera inequivoca. bile e assoluta i rapporti di subordinata dipendenza, che tengono ,trcttamente congiunti gli organismi, sia fra di loro, sia con tutti ,,Ji innumerevoli componenti ambientali. Tr e aspetti pertanto di una unica e inscindibile legge biologica, h e r e gola e regge il ritmo dei viventi; tre corollari di uno stesso princ ipio che sta alla radice del fenomeno vita; tre espressioni d i uno stesso meraviglioso e smisurato processo, che, per essere la necessaria seque:1za di eventi sempre incalzantisi e continua m ente superati costretto, onde il suo normale svolgimento si compia, a perseguire un cammino gi inequivocabilmente tracciato c dal quale non pu in alcun modo deviare La storia della successione, attraverso ai vari periodi geologici, ,Ici s orgere e dello scomparire di immense flore e di faune gig:tntesche, ne la riprova pi luminosa e pi piena; la storia del l u omo, indagata dai suoi pi oscuri primordi, attraverso allo e:voh ersi delle strutture anatomiche e delle forze sociali, fino ai tcn;pi preistorici e storici, e i raffronti fra quanto l'indagine pa kontologica ci rivela e l'osservazione antropologica ed etnografica Panorama groenlandese 7

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sulle popolazioni pi pnm1t1ve Cl msegna, ci mostrano un per fetto parallelismo fra mutamenti ambientali e trasformazioni umane, c i di ono che l'uomo, quando esce dalla sua selvaggia caverna, dalla sua dimora poco dissimile da quella dei bruti e passa in c ampo aperto a costruirsi la casa e a iniziare una vita gi ele mentar!"nente sociale, subito ingentilisce le sue forme corporee e affi1p le sue manifestazioni mentali, subito si modella sulle con tin ge nze c he il nuovo ambiente gli impone subito si inquadra nelle nuove associazioni, in contatto delle quali si viene a trovare Queste rivelazioni che la storia dell'uomo ci documenta e ci svela ci ven gono, del resto, quotidianamente confermate dallo s tudio delle condizioni di vita delle genti di tutti i paesi. Il mondo fisico e il mondo dei viventi plasmano e definiscono a se cond a della latitudine della configurazione dei continenti della estensione dei mari a seconda del rilievo montano o del corso s dei fiwni, a seconda delle differenti biocenosi vegetali c delle diverse asso c iazioni animali, ambienti profondamente difformi. Ghiacciaio, montagna, rete fluviale, pianura, mare, desert o sono l'estinsecazione della costituzione geologica della supedice terrestre; foresta, bosco, sa vana, tundra, steppa, prateria sono altrettante espressioni delle biocenosi vegetali, biocenosi innestate sulla configurazione fisica del terreno, espressioni anzi imprescin. dibili di questo ; giacch una formazione vegetale sussiste, wl o trova condizioni adatte alla sua esistenza solo se i componenti !it:J. logici, idrici, climatologici, le permettono di poter nascere, ere scere c svilupparsi, le concedono di potere resistere alle condizioni di potere iniziare e conchiudere l'intie.co suo ciclo 1 i tale Conseguentemente su questi quadri cos polimorfi e complessi su queste formazioni cos differenti, l'uomo deve mJdellare le sue forme corporee e le sue attivit c erebrali, onde 12 vita, di cui deve g odere, risponda a tutte le possibilit c he l e vengono offerte. 0 E allora l'uomo diviene agricoltore, cacciatore, pastore; diviene navig a tore, nomade artigiano; diviene pacifico o diviene g u t r riero a seconda delle impellenti necessit di procurarsi il sosten. tamento la protezione la difesa; diventa il creatore di un gr a n mo\ imento spirituale di una stup enda costruzione culturale op. pu:-e permane od anche prec ipita nella pi squallida e pi oscun Tale l'esordio della specie umana tale la vita c he i suo i componenti hanno battuto, gli uni a tappe celeri, gli altri a tap p e lente; tappe per certuni cos tarde e lente da far s che il l o r J cammino si sia ormai del tutto arrestato da far s che siano orn u i condannati a venir soverchiati da quelli, che le tappe hanno bru. ciato. Sorte, alla quale sono pur troppo votate alcune popolazi oni molto primitive e profondamente arretrate, che il dilagare di altre genti pi evolute e l'incalzare dell.a civilt, che d'ogni parte le cir. conda e le preme, stanno portando alla distruzione c ompleta Gli Ai.Jstraliani, i Vedda e i Dravida dell'India Meridiona lt t di Ceylan gli Aihno del Giappone e i Boscimani dell'Africa Cc:n. trale sono i r appresentanti nei vari continenti di queste pop ob zioni a destino segnato, popolazioni che per la loro inferio r i t somatica, intellettuale e sociale per la loro impossibilit a mode!. !arsi sulle nuove contingenze che si vanno creando, sono incap a c i di tenere testa alla invadenza e alla prepotenza dei pi forti e dci pi agguerriti, sono ben lontane dal sapersi guardare dall'ins i dia invisibile e mortale, nella quale la razza bianca, senza tregu a e quasi senza apparire li sta sempre pi irretendo, quell'insi dia che in tempi non molto lontani ha distrutto Amerindi e Tas m a niani, ha ridotto e sempre pi sta riducendo, Hawaiani, M a o r i e molte delle molte g enti che popolano quella sterminata costei. !azione di isole che concorrono a formare Polrnesia e Malesi a Tale stata adunque la genesi delle varie razze e delle l oiO innumeri stirpi, che nelle loro strutture anatomiche e nelle loro attivit funzionali, nelle loro manifestazioni intellettive e nt i l e forme sociali rispecchiano la loro origine e le loro parentel e Cos ogni c ontinente ogni grande terra ha espresso dal ; u o seno un suo proprio tipo di razza, ciascuna frazionatasi in tante stirpi distinte, quante sono quelle che i vari ambienti hanno r i chies'to ; razze che hanno ciascuna caratteristiche morfologid1 t e psicologiche profondamente diverse; cos profonde anzi e cos manifeste da farne come altrettanti piccoli mondi nettamente :ra di loro distinti e che tali debbono assolutamente restare E che cos sia e che solo cos debba essere, lo comandan o le leggi biologiche che governano e fissano il complesso meccani s;no della trasmissione dei caratteri parentali; lo dimostra l'es p tri. mento del meticciato, c he messo in atto un poco dovunque l u mostrato in indubbia maniera la sua incapacit a risponder e 1 quella che avrebbe dovuto essere la sua funzione essenziale. Secondo la concezione corrente, il meticcio dovrebbe inf:,tti rispondere al postulato fondamentale di rappresentare un tipo intermedio fra uomo bianco e uomo di colore; un tipo m e c li9

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L'abbcuia di Mulbekh adatto alle nuove esigenze, che con la colonizzazione intensiva si \cmno profilando un tipo che possiede da un lato le qualit intellettive e fattive del bianco, e dall'altro le qualit fisiche dell'uomo eli colore. Se non che questa premessa, scaturita da un ragionamento troppo aprioristico e oltremodo semplicista, non trova in pratica realizzazione verona. II meticcio non assorruna mai i caratteri migliori dei due. ceppi dai quali deriva; giacch la mescolanza e la sovrapposizione dei caratteri dei genitori hanno luogo i n maniera incontroUabile e parecchio difforme; di guisa che sfuggono quasi sempre a quei principi basilari, che la genetica sperimentale ha ormai decisamente fissato. Si direbbe anzi che nel meticcio si esaltino piuttosto le qualit negative delle due razze dalle quali deriva; l'inferiorit della razza di colore non viene co perta n sopraffatta dalla superiorit della razza europea, ma sempre affiora in tutte le sue pi tipiche e caratteristiche forme; la sperata resistenza fisica, diviene una !abilit anche maggiore ; la risultante un uomo d1e non risponde alla finalit per la quale era stato creato. Questo sotto l'aspetto pi strettamente biologico; che se poi il problema viene portato nel campo etico e politico, allora ancora maggiore risalta tutta la gravit del meticciato Con l'ammissione del meticciato sorge infatti, conseguenza logica e immediata, una e quiparazione fra razza dominante e razza dominata; si determina una abdicazione completa da parte del bianco alla sua superiorit razziale e alla sua posizione di gerarchia superiore; si profila una totale svalutazione di quello che il principio etico e po litico c he sempre deve guidare il bianco che vive fra genti di altro colore quello cio della perfetta discriminazione della assoluta separazione, della totale dominazione. Che il meticcio rappresenti una entit etnica inferiore rispetto alla razza bianca e non migliori quella di colore, dimostrato da un numero ormai cos alto di casi da non richiedere invero molte esemplificazioni per venir confermato; baster solo ricor qare tanto per avere un dato di riferlmento obbiettivo, il caso dei cos detti bastardi di Rehoboth, cio dei meticci nati dall'in crocio dei coloni olandesi dell'Africa australe con le donne otten totte isolatisi dopo il 1870 in quel lontano paese. Ora questi Rehobothi non solo non costituiscono, una entit etnica stabilizzata o in via di stabilizzazione, ma mppresentano piuttosto un a pseudorazza estremamente oscillante e tendente alla demeticizzazione, vale a dire ad una progressiva scomparsa. Ma la demeticizzazione un processo estremamente lento e in certo; il ritorno a i ceppi puri si attua con grande difficolt e attraverso ad un lasso molto lungo di tempo, anche se si ripristi nano i connubi con l'uno dei due ceppi soltanto, i caratteri dell' a l tro permangono pur sempre presenti, ora manifesti ed ora latenti, di guisa che qualcuno di e;si sempre ricompare anche in generazioni lontane. 9

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Il tempro di Bel, a Palmira Ogni goccia di sangue di c olore che entra nel sangue di noi bian c hi ci nuoce gravemente, ci nuoce irreparabilmente ci nuoce in tale e tanta maniera, che non mai abbastanza sar deprecata la perpetuazione del meticciato Onde un popolo colonizzatore deve porre a sua legge fonda ment a le una ca tegorica e assoluta intransigenza di fronte al metic c iato deve impedire in ogni maniera la c reazione di questi indi vidui, c he rim angono esseri inferiori in confronto del bianco c he re s tano essePi che hanno tradito la loro razza in confronto del l'uomo di colore. Questa del resto la posizione netta, c ategorica, precisa che il Governo fascist a h a assunto fino dal primo giorno della fon dazione dell'Impero posizione inequivocabile e assoluta, che men tre salvaguarda la dignit la purezza della nostra razza salva g uarda altres l'integrit delle popolazioni di colore, popolazioni che debbono essere tenute nella c onsiderazione maggiore giacch senza di quella la valorizzazione delle nuove terre non potr mai essere integralmente compiuta giacch l'uomo di colore deve pur sempre restare la forza basilare sulla quale debbono far leva il legisl at ore quanto il colono. I quali : legislatore e colono, non dovranno mai ignorare che la plasti c it dell'uomo di colore di gran lunga inferiore a quella poss ed uta dal bianco. lO L a razza bianca e la nostra razza italiana in maniera magg i or. mente spiccata, nel c orso di qualche millennio di civilt, dive. nut a altamente pl a smabile, si resa c apace di trasferirsi in am bienti profondamente diversi e di non venire da ci fortemente colpita. La nostra gente attraverso al travaglio di una vita com. plessa avventurosa, dinamica attraverso all azione formatrice Jel nostro ambiente cos vario e cos polimorfo, attraverso alle molte vicende di cui stata spettatrice o attore di v enuta capace delle pi disparate imprese, atta a vivere tanto sotto il sole del tro. pico tanto fra i ghiacci delle regioni subpolari, capace di m o difi car e il suo r itmo di lavoro e di vita, capace insomm a d i adattarsi a tutte le c ontingenze che le vengono imposte. I popoli di colore sono assai meno plastici e assai meno pasSI bili di adattamento; quanto pi si discende verso le razze primi. ti ve, tanto pi questa plasticit si va riducendo; le razze inft. riori sono destinate a venire sopraffatte le altre non hanno questo triste destino, ma non debbono per essere sospinte oltr e i loro limiti estremi. Un popolo nomade non si trasformer n u i in sedentario, un popolo della foresta non diventer mai abitat<1rr della sa vana; un popolo navigatore non si tramuter mai in p.t store; nessuno di questi si potr ml!i acconciare ad assum: r: quella forma sociale, che spesso il bianco si illude di fare abbracciare.

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Quanto avvenuto e sta avvenendo nell'Africa equatoriale fran_., s e ne la pi tragica ed eloquente riprova I 500 chilometri : ell.t ferrovia Congo.Oceano sono ancora oggi grondanti di sant;ur:; sta scritto a Brazzaville che quella ferrovia C()stata un ogni chilometro e un nero per ogni traversina; spal'e ntosa ecatombe! Ecatombe non provocata soltanto da malattie o da infortuni, ma soprattutto determinata dalla assolGta incapacit che certe popolazioni hnno di lontane dal loro paese. Spo polata ormai la regione ostiera, spinti dalla necessit di avere braccia per condurre a termine !'-immane lavoro i francesi ..anda c rono con la forza a reclutare gJ.i uomini dell'interno li strapparono alle loro foreste, ai loro fiumi, ai loro monti e H porta rono, veri convogli di schiavi accatastati come mandrie nelle stil'e dei piccoli battelli fluviali, divenute altrettante fornaci, affastellati come balle di merci sul tetto dei piccoli schifi donde i d ogni scossone dello scafo qualcuno, sbalzato in acqua, diveniva pasto di coccodnlli, li portaJ:Ono lungo la nuova via che si stava a ppr estando e l quegli infelici si lasciavan' morire di malinconia, di esasperazione, di nostalgia. Con una rassegnazione fatalistic a il gabonese il congolese, il sudanese, si accasciava sulla terra, sordo al richiamo, anche della frusta, si abbandonava sotto un albero con negli occhi la visione della sua foresta lontana, della sua capanna sulla r iva del fiume, della sua donna che aveva s(iato che moriva, moriva perch voleva morire, moriva perch non poteva trasformarsi in quello che i suoi carqefici avrebbero voluto che divenisse, perch non poteva vivere come gli altri lo wle 1 ano far vivere, perch non poteva acconciarsi ad un lavoro cbt non era il suo ; perch insom.rila era straniato dalla sua terra n tlla quale era nato e sempre era vissuto. E c ome i congolesi cos morirono i 2500 annamiti portati a rinforzo delle ormai decimate e stremate genti locali, cos mori rono quegli / asiatici trasferiti di tanto lontano,e solo 200 torna rono a casa a raccontare la barbMa impresa dei loro civili padroni Tragedia immane questa delle co}onizzazioni dell Africa equa toriale francese! Tragedia orrenda che in un quarto di secolo h a ridotto di un terzo la popolazione di quello sconfinato paese Tra gedia che i saggi dell Ufficio Internazionale del Lavoro di Gine vra hanno trasformato in una farsa macabra, attraverso a quel codic del lavoro forzato in cut non si sa, se si debba pi mirare l'iru:oscienza delittuosa di chi lo ha stabilito, o il ributtante cinismo di hi, sapendo come in certe contrade d'Africa vanno le wse, si dilettato a fare sfoggio di un turpe pietismo atto solo ad illudere gli ignoranti e le coorti di quelle isteriche donne che si cornn1Uovono e implorano per la salute della scimmia o del pappagallo ma che di fronte alle sciagure dell uomo si accon tentano di norma di un congresso di un discorso o tutt'al pi di un qualche di carta E' questa la differenza profonda che separa l'uomo bianco dall'uomo di colore ; abisso incolmato ed incolmabile, l'ambiente ha cristallizzato l'uomo di colore, il quale al di fuori della sua terra o non pu vivere, q se v ive, vive a disagio > vive come uno straniero come un intruso vve come una incrostazione, che si abbarbicata, ma che non ha messo radici come un incrostazione su i:ui affiora pur sempre quel fondo primordiale qual patrimo nio di qualit: inferiori che rendono i neri oltremodo sensibili Jilla tubercolosi e all'alcole, che conducono i neri a prorompere in ll:t tent a ti, in 1"ibellioni, in atti violenti contro la razza in mezzo alla quale conducono la v ita straniati e lontani dalla terra nella quale sono nati; e aJla quale dovrebbero essere fatti tornare. EDOARDO ZAVATTARI Il

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DEL LIMMU E DEL MAGI Il Commissariato di Saca c omprende il territorio del Limmu Eunaria e del Nonno Merdasa Due terzi dei suoi confini sono delimitati da fiumi : a Sud ed Ovest il Didessa e suoi affluenti, a Nord e NordEst il Ghibbi Dorenni (ramo iniziale del l'Orno Bottega). Tutta la zona centrale del territorio tagliata dal Ghibbi Eunaria, che nei suoi due terzi inferiori scorre in una ampia pianura. Quest.t disposizione orografica esercita gra nd e influenza sulla nosografia e clima tologi J della zona Le piane dei fiumi prin cip:tli, Dilessa, Dorenni e Ghibbi Eunaria ( eh..: si elevano ad una media di m. 1200) sono molto calde nella stagione asciutta, in c ontrasto col fresco delle pendici mon tane c he ne delimitano i displuvi Durante le grandi pioggie, parti molto estese di queste piane sono invase da acque alluvio nali, t i grandi stagni, che ne derivano, tar dano a prosciugarsi, specie lungo alcuni mearrdri del Ghibbi Eunaria, all'altezza di Saca e del Didessa all'altezza dei distrett i bassi di Coma. Le piane dei fiumi perci, oltre a deter. minare un regime di umidit relativa, nelle prime ore del mattino, anche nella stagione asciutta, sono la causa principale delle due pi gravi malattie ende'iniche di quella zona: la malaria per l'uomo e la tripanoso miasi per gli equini. La riprova di questa constatazione stata trovata nel fatto che le abitazioni degli in digeni salvo casi eccezionali, collegati al pascolo lungo i fiumi nella stagione secca sono tutte in zone alte e sempre ad al meno 150.200 metri sul livello deifiumi Questo fenomeno pi accentuato nei luoghi ove, dopo le pioggie, si hanno ri stagni di acque. Tra le popolazioni indi.. gene era quindi gi chiaro -prima della nostra occupazione -il rapporto tra ma lattie infettive (da loro genericamente de. nominate Golf) e il regime delle acque fluviali

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E inutile dire che sin dalla prima nostra occupazione, fu pronto ed efficace l'inter \ t nto dei sanitari, militari prima e civili poi, per la profilassi e terapia antimalarica Nel 1938, di 100.000 indigeni, ne furono sottoposti a profilassi circa 45.000: cio tutti quelli abitanti tra i 1350 e 1700 metri La percentuale degli indigeni infetti da malaria risult del 3 5 % nel 193 7, del 2 0 % nel 1938. E poich gli anofeli di queste zone hanno una scarsa tendenza a risalire i versanti montani tutte le sedi di Residenza che sono ad altezza non inferiore dei 1700 metri (Saca.Aiga) (Coma e Cossa: 2200) (Occ: 2.400), ossia tutti i centri abitati da nazionali, sono immuni da malaria. I pochi casi (otto) di malaria, riscon trati a Saca, nl 1938, erano recidive di vecchi malarici tutti militari ed operai che avevano operato nella zona dell'Orno Bottego. La profilassi per quei nazionali (militari e civili), e per quelle truppe in d i g ene costretti dal servizio a spostarsi nelle zone del bassopiano dei fiumi, ha dato sempre risultati positivi al cento per cento. L a profilassi era eseguita con Chinino e Atebrin. * L a profilassi tra gli indigeni delle zone pi basse fu potuta eseguire solo con Chi nino. Questo fatto, la probabile presenza di forma recidivante, il difficile controllo della re-ale esecuzione delle norme profilattiche spiegano l'alta percentuale (20 %) di forme malariche, nonostante la profilassi che nel I938 fece regredire per 3 / 7 i casi dell'anno p recedente. L'indice splenico ossia dell'ingrossamento ,li milza delle popolazioni indigene abi tanti la fascia dai 1300 ai l 700 metri, fu trovato, in media, del 45 o/o pi elevato nei bambini .Il tipo di parassita malarico costantemente accertato fu il plasmadium \'IVaX. Poich le zone dei fiumi specie quelle del Ghibbi Eunaria sono a coltivazione intensiva di carattere sub-tropicale e poich sono perennemente ricche di acqua, fu su. bito prospettata la necessit di una bonifica, che alla nostra ingegneria idraulica si presenta abbastanza facile. Gli studi sono in corso ed il fatto che nella piana dell'Euoaria siano gi fiorenti c oncessioni nazionali tra cui quella del Duca di Addis Abeba --lascia sperare che presto molte famiglie italiane potranno fe. c ondare quelle terre straordinariamente feconde Le condizioni climatiche del Com m issariato di Saca sono nel complesso ottime. Anche se la zona compresa nella gra nde fascia delle massime pioggie, la umi dit poco rilevante, e la costruzione di <.Ise coloniche adatte permetter un regime di vita elevato dal punto di vista climatico u J igienico. Il massimo di temperatura Un caso di nanismo (si noti la sproporzione fra la testa e il corpo) 13

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Gomari. nosM}Jf. !se' CARTA N. l (ore 1 4 del 21 dicembre 1938) a Saca fu d i 32,5. La media generale intorno ai 20 gradi. Tra le popolazioni nazionali n ess un caso di malattie infettive a carattere tropicale. Tra le popolazioni indi ge ne oltre la malaria predominano : la sifilide (30 % ) ; la blenorragia (20 % ) ; la filari osi (elefantiasi) 5 %; il tracoma 3%; la tubercolosi (prevalentemente ossea) 2 % (specie nella razza di Coma) Nella cartina n l sono indicate le prin cipali malattie tropicali e la loro distribu z ione geografica n e l Commissariato di Saca Le malattie congiuntivali sono relativamente frequenti : l O % delle visite di am bulatorio specie nei bambini -e sono dovute alla scarsa pulizia Le oftalmo.ble norree dei neonati molto frequenti e di dif. fici l e profilassi data la invincibile ostilit degli indigeni all'assistenza medica delle partorienti. Pochi casi di piede di Madura. Le ulcere tropicali, pi frequenti nei bambini si aggirano sul l O % dei malati di ambulatorio. Molte diffuse l a scabbia (circa il 40 % della popolazione ne affetta) e le pulci penetranti 14 Queste ultime hanno contribuito alla scarsa casistica di malattie c ontratte da ita. lia ni Le malattie cudiache legate al tismo articolare cronico furono accertate in media nel 2 o/c: dei malati, in ambulato. rio. Quelle dipendenti da lue, intorno al. 1'1,5 per 100. Nel novembre-dicembre 1938, n ti di. stretti pi bassi della residenza di Coma, l nella parte nord-orientale della residenu d i Saca, si verific un'epidemia di meningit t cerebro-spinale. Nessun caso tra i nazio. nali. Tra gl'indigeni delle zone colpit e si ebbe una morbilit di circa il 60 % con mortalit del 15 %-li Commissariato dei Magi e Sciuro con circa 25.000 indigeni, per 5 / 6 delimitat o da grandi fiumi, prevalentemente scorrent: in bassopiani : ad Est, l'Omo Bottega ( al. tezza media m 800); a Nord ed Ovest, dal. l" A co bo e suoi affluenti; a Sud dal fiume Maurizio Sacchi. Quest'ultimo, dopo aver attraversato l'altipiano di Magi, da cui sorge, sbocca nel Lago Rodolfo, come l'Orno Bottega. Solo i due terzi inferiori dei Sac. chi sono pianeggianti e malarici La parte centrale ed occidentale del Com. missariato formata : a Nord, dalle catene di Masci-Sciascia e Giaba-Gorei; al centro, dal massiccio di Magi ; ad Oveste, dalla catena del Tirma e dai Monti Tid; Naid a e Tomadur. I due primi sistemi di altipi ani sono molto alti (2500-2000 m. in medi a ) il terzo medio alti piano ( 1800-1 500 in media). Tutta la parte meridionale del Commissariato in bassopiano Queste condizioni geografiche e la di. stribuzione etnografica rendono oltremodo l aria la distribuzione nosografi ca, illus t rata Jalla cartina n. 2. Basti considerare che i Galeb-abitanti tra le foci dell'Orno Bottego e del Sacchi sono le sole popolazioni d eli Etiopia occidentale che vivano permanentemente in Cos le genti Tirma, che vivono

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111 1neJio altipiano, non trovano riscontro per il costume del piattello alle labbra a ltre popolazioni etiopiche. Ne l complesso c' grande differenza no. sogra fica tra altipiano e bassopiano que. st'u ltimo essendo funestato dalla malaria e dall'a mebiasi per l'uomo; dalla tripanosorniasi per gli equini. Ma nel medio altipiano, oltre a focolai ;adissimi di lebbr a, compare, tra le popolazioni Tirma, con 1111a dijj11sione dell' o // anta per cento, la jra111boe.ria. Tra gli Sciangalla dell'altipiano di MasciSciasci a e Magi sono inve ce frequentissime le malattie reumatiche -dovute al clima freddo ed umido. Tra le quali abbiamo potuto accertare, nelle visite di ambulatorio, una med ia del 40 % di malattie ca rdiache d 1 orig ine non luetica Rari i casi di malaria in generale contratti dai cacciatori di leo. p;trd i elefanti e bufali, nelle battute ch essi :.1nno a fare al bassopiano deli'Omo B ct te g o 1 r a le popolazioni di bassopiano -oltre a m i s poradici di elefantiasi da filaria nsd.u rna -frequentissime l a mala ri a troJ W ,;le e l'a mebi asi. prima, in tutti i casi osservata, fu dia. W'r:cticata microscopicamente del tipo di ('
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Nel recente convegno di politica della _razza che ha avuto luogo al Centro di Pre parazione Politica stato discusso da un punto di vista generale il concetto di razza. l camerata Bottari ha esaminato l'evolu zione del concetto di razza negli scritti del Duce Il concetto di razza nel pensiero del Duce -ha detto Bottari risulta atl'esame di un elemento formale che l'aspetto funzionale della politica e di un elemento sostanziale che il conte nuto necessario o il fondamento universale e positivo del suo pensiero. Inoltre storicamente il concetto di razza si manifesta inizialmente sotto forma di intuizione e in maniera positiva e concreta poi ... Dalla lettura degli scritti appare una sconfinata certezza nel fatto che il Fascismo, inteso nella sua portata la civilt ia parola nuova del secolo Questa proie. zione nel futuro non pu essere I' espres sione di una pura visione medianica o del l'esame di fatti contingenti ma di un altra certezza, che proprio qui riafferma il suo contenuto universale ; che la certezza che il movimento fascista trova le sue radici in qualche cosa di pi profondo che non sia la nazione e che proprio la razza ... Ho chiamato la prima fase di intqjzione \ La parola che adopero non deve dare luogo ad equivoci e tengo a sottolineare che at. 16 tribuiscO" alla parola intuizione il signi ficato di non caotica, 1lla de cisamente orientata, espressa nella formu la l'immediatezza lello spirito con la re alt" II caroerat; ha quindi con gran de chiarezza ricordato le varie fasi dell'evo. luzione del concetto di razza negli scritti del Duce, mettendo in evidenza l'idea d<;:IIa possibilit di influire sulla razza; e poi ancora l'elemento soggettivo del sentimento che accanto alia identit delle origini serve a determinare la razza stessa. Per cui la razza potrebbe quasi definirsi come un ag gregato
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fu portato sul pmno politico quando se n e rese necessarta e improrogabile l'attua zione. E' necessario per prima pre. cisa re sotto che aspetto il problema raz z i ale pu essere considerato Esso pu essere oggetto di studio scientifico orgoglio e sentimento di razza, patrimonio e volont J i potenziamento e di salute collettiva, for. za di espansione, t sia valutazione oggettiva del sistema o un'istintiva ma non meno significativa repulsione ad accoglierlo integralmente, the mi spinge a metterne in evidenza un fondo materialistico-determinista Bastano i risultati della seducente indagine del Ro senberg a confermare una rigida dipenden za o per lo meno una circoscritta interdi pendenza tra sangue e anima, tra razza e storia, cultura, arte, scienza, ecc. ? O non si tratta invece di un legame tendenziale, di una correlazione che non domina altri eventuali fattori interferenti su tali entit? ... Ma il punto debole, il vero tallone d AchiL le di tutto il sistema risiede, secondo me, nell'avere dogmaticamente composto il tra dizionale dualismo tra materia e spirito ... E un la comune conoscenza filosofica riconosce una certa dipendenza dei va!ori dell anima dai fattori naturali. Si impone allora il problema dell'individuazione del limite e dei rapporti di tale legame E' questo il presuppsto fondamentale che bisogna superare ai fini di una esatta impostazione e soluzione del problema raz ziale Del resto la steSsa intuizione, con fortata da qualche osservazione, ci sugge risce che al di l della contrapposizione dei sangui e delle razze, ci. dev essere pure un quid comune che imprime un signifiunisono ad espn;ssioni della nostra anima. Il camerata Marana ha quindi esposto sinteticamente e criticamente il pensiero di Rosenberg di fronte a lle idee di stato, popolo razza e di fronte alla Cristia. nesimo. Inaccettabile a priori mi sembra la interpretazione che il Rosenber g J del Cri. stianesimo Questo nostro Cattolicesimo che solo a Roma trov i moti v i s torici della sua affermazione nel mondo ancora una gloria di questa Italia concordataria e fa scista. Occupandosi pi propriamente del l'aspetto scientifico del concetto di razza il camerata De Siervo ha detto : Quando si parla di razza, cio di gruppi di uomini non ci si pu riferire a gruppi i cui indi vidui presentano nella stessa misura e con eguale frequenza gli stessi caratteri, ma ci si deve riferire a gruppi in cui quelle c a ratteristiche abbiano, passando da individuo ad individuo un certo grado di variabilit. Quello che comunque evidente che per razza s'intende un gruppo di esseri umani che si distinguono dagli altri per una o pi differenze fisiche .:. Distintivo di una razza non sar per -YU solo carattere, il che potrebbe portare a dividere in pi gruppi gente della stessa razza o viceversa raggruppare assieme gente di razza diversa, ma un complesso di tratti somatici compenetrati assieme e che presen tano una variabilit limitata Il camerata Roddi ha esaminato invece i reciproci rapporti tra i concetti di razza e di etnia A questo riguardo Roddi -ha cos

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Gli allievi del Centro di preparazione politica si esercitano alla lotta delle teori e del Montandon: Egli (il Montandon) infatti nello s p iegare l'origi n e e l'evoluzione dell'uma ni t d:t un primitivo stad io di cultura embrional e, di -:tl01e non nec essar iamen te uniforme, nu equiva lente, in alc un e p:trti della te rra deriv:tnte dall'apparizione cntemporanea del l' uomo sul globo. in pi punti d i questo. Dopo t :lle appari z ione si sono avuti degli s 1 i luppi delle et ni e umane secondo corrtnti c icli che. Lo sviluppo si \ enuto cr e:tnclo non d a un punto centrale di que ste !-cgioni, nH su tutte le lor o are e in un modo pres s o ch uniforme. Egli enumera 1 2 ,t:r:tndi c i c l i cuYtur al i corrispondenti acl alnctlantc tappe d ell'umanit. D:t una forembrional e ologenetic a c quindi di c aratt e re p :uassitari o s i sar ebbe s v iluppa ta pr i m a una ci1 ilt ta snuniana, l o c al i zz a t:t in alcu ni punti dell'Au stralia e d a que sta s:.rcbbe deriva ta una c i vilt a u s t r aloide. g e n c r:tlc per tutta l Australi a e cos l'i :t vi a fino ad :trri1a r e al 12" c i c l o c h e CJuello m oderno o di c ivili zzazio n e propria mente d e llo D:tll'esame ora fatto delle nrie t eo rie si d ed u ce il concetto di et ni a. E' etni a un determin.t t o gruppo umano c h e s i dif f e renzia dagli a l tri in base ad una prop;:i:t d etermina ta r azz a lingua, tradizione, cultura, stori a, ccc. Di qui s i deduc e l h e il co n cetto Ji etni a superior e c compr e nsivo di quello d i razz a in quanto comprende degli e l e m e n t i c h e questo non rac c h iud e Il c o n cetto di razza se c ondo il nostro autore esse n zia lm ente fisic o a n tropologico so m at i c o. Ma bisogna aggiungere che a n c h e i l co n cetto di razza proprio del h IS scienza politica ra c chiuso da CJuc llo di etnia. Il co n cetto politico di razza c h e com' noto, compre nde anc h e l' e lemento spiri tu a l e. meno ampio d i quello di etnia p erc h l' ele m ento spiritua l e suo non deve essere confuso co n quello proprio dell' etnia di g r a n i unga pi ampio. c h e quello s tori c o linguistico, ecc.. Il ca m e r :tta Montanari, discutendo anc h'egli, da un punto di Yista g e n e r a le il co n cetto di razz a ha co ncluso : Abbiamo vis to co m e l e r azze dell'anti c hi t siano m eno definite e d ifferenziate dell e attuali; da c i deriva c h e guardando il proble m a dall'alto, la razza pura pi hcccnda d e ll 'avvenire che del passato. Vi sono a .utori che arrivano a sostenere che le razze fis id1e n as cono a causa delle formazioni nazionali, soc iali c politi c h e. In questa affermazione vi qualche cosa di vero. Se qualcuno ha detto che razza equinle ad ereditariet passando ad un nuovo dcter. minismo, quello razziale; se ltri hanno parlato di un ritorno alle o rigini pure dell a razza, da ritrovarsi nella notte dci tempi, noi rispondiamo che giusta l a difesa d c i caratteri razziali del nostro popol o l ]u ali oggi sono, m a altrettanto doveroso g uidare la r az z a s ulla strada di un costante e progress ivo pote n ziamento. Nel co n cetto italiano di razza accanto all'elemento ere ditari o. costante nel tempo, esiste un elemento variabile, sul quafe.' pu imprimersi la volont e lo spirito informatore d e l Fa sc i smo. Ed in questa formaz ion e in questa In c essante c h e Ya ricercata la perenne italit della razza italiana, che si dimos tra a n cora di evoluzione, men-tre molte altre ra zze hanno dimostrato d.1 tempo di esse r e stabilizzate c in via di c o s tante e continua decadenza Oltre i sopradetti. a ltri came r a ti ,H Centro h anno portato il !ero c o nrributo ali:: disc u ss ion e s ul concetto di r azza Alla l oro oper a accenneremo in un prossimo arti c olo. Rit eniamo per util e a l n o st ro r iportarl' l e seguenti conclusioni sul co n cetto di r a n del ca merata '1\hrana, c h e hanno trovate> d g e nerale consenso degli a ltri a lli ev i : I) Nel conce tt o di r azza mnfl11i.rcull po raz z ia le. 3 ) T.1l e t:OJJL'etlo si affemJtl SII 1111 pi.;. 110 an lr o p o logiw, bio l ogico, p.rricologir11. p o meno e r edit ario mirante alla illcl i t idllazione est erio r e della r n za: m a si ,.f. ferm a p11re .r1t 1111 pi mo pil .r piril 11ale sfr,. rico, mlt11ra le. r el.igi oso, filos o fico. fingili .rtico, politic o err t end e nt e a fis.ra r e C t trtllt e n i interi ori dell a 4 ) Si alli/Il e/l e p it cbe 1111 r,zpporlo ch lt'l'lllinistico di Ctl.f!lt tlitc o di i n t erdip e ! den z c t 1111 .rem plictJ l e g ame fra q11esli d11, a sp e tti Si impom dllll(jlle la necess it J strtbilir e i l imi!; e11/r o i fj!ICI!i tftlest o 11es.rr si e .rpliu rigid 11JJell/e e o ltr e i q11ali jJJI!; r.ffem ursi 1111:1 f elld eJJZtl p sp irit11ali. .rtir: 1 .hl < OIJt'ello 0 1 1 e troVI; p osto i i / a lt ure l ol oll lt. i11 jorz,1 de l q11ale l a razz.; p rb e 1/J imm11tabi l e di fallo Ji prf:'.renl i co11/e JIIU qllotidiana conq11ist a GUIDO LANDRA

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P er la grande importanza che ha soprattutto la s toria nel formare l e nuove generazioni e per i1 posto emi nente che occupa in ogni ordine di scuole, non c' dubbio che la massima attenzione -deve essere dedicata soprattutto al suo insegnamento. Non infatti, con cepi!.,i!e che i principii che lo regolaVano durante le et ro mantica e democratica possano valere adesso. Indizio pressoch inf a llibil e della persistenza di tali princip ii il po sto c h e ri serbato alla storia di Roma. Tutti sa-rmo che il roman ticismo, nato fuori d'Italia, fece il primo aperto teritativo di diminuirla; tentativo c he di sceso tra noi vi ebbe seguaci, anche tra i patrioLti, c h e non s'a<::co r sero della contrad-dizione, e si sc hi erar.ono con tro l'Italia nel ca mpo della s toria pur difen d endola va l orosame nt e in quello delle armi. Non potr mai di menticare l 'impressio ne ri cevuta molti anni or so no dalla lettura di alc un e pa gine d'uil libro, c h e del resto so tto altri rispetti pieno di alto interesse: voglio dire dei Miei ricordi di Massimo D'Azeglio: nel quale, appunto, s otto l influenza prevalente del g iudizio romantico, l'autore non si pot trattenere .dal segu irlo per quanto riguan:la la storia di Roma. Bisogna tener presente c he l 'ossatura d e ll inse gn am ento, in tutte l e scuole dipen.-lenti dallo Stato, fu al pari di ogni altra cosa, is tituita col so rgere del nuovo Regno. Romantica, come era ine v itabile era la preparazione di quelli che ne avevano il compito; basta pensare, per tutti al De Sanctis. A ci si aggiunse c he, ve nuta al pot ere, nel 1876, la sinistra democra tica, l invad e nza dei principii stranieri conobbe pi limite Ora, tutto questo, do veva avere ne cessar iamente un influ sso sull'in seg nam e nto d ella storia; e l'ebbe infatti, oltre che nell e direttive e n e i g iudizii so prattutto ne l modo con c ui i programmi furono impostati. Dato c h e Roma agli o cchi dei romantici era un valore, pi che da combattere, da considerare morto e da t e n ere in co nt q so lo d'una curiosit d'archivio (la nota imma g in e della cener e latina, prima ancora d 'essere a ccolta dai n os tri baud elairiani, era nella coscienza dei vittorhughiani di allora) ;n:e venne c he dovendo s i archiviare Roma, le fu sce lto nei programmi d e ll e sc uole medie proprio quel po s to nel quale potesse m eg lio esse r e dimenticata. Fu cio collocata in modo c h e l'intell e tto d e i g iovani non ancora suffic ientemente desto, non pote sse pienamente comprenderla; mentre le prime forze d e ll a m en t e risveg liata (cosa che s uole verificarsi poco prima o poco dopo d e l diciottes imo anno) furono ri se rvate ad un argo m ento infinitamente pi caro ai romantici e ai democra tici allora incari cati d i s tituire i prog rammi. In altr' i termini: la s toria romana fu circoscritta nel limbo della quinta g inna s iale; mentre ;a storia d'Europa fu di s tri-_. .. buita per tutti i tre anni d e l li ceo: COl'\ i vantagg i e g li onori di questa c ollocazione. In cui non so lo per il maggiore sviluppo degli allievi, cessa d 'esse re u11 eserciziO e co min c i a ad impegnare la loro curiosit; ma s'av vantag g ia anche di pi co lti e s perimentati maestri c he proprio n e l liceo s ono n e l pi Yero senso dlla parola g li orientatori e i forgiatori dell e coscienze d e i g iovani . Solo n e liceo infatti s i comincia a disc ut e re; n asco no quelle animate, n e lle quali maes tro e d ali ievo collaborano intorno ad un argomento, lo affrontano, lo esauriscono, e tracce profonde ne restano neH'ani mo di tutti Intanto questo g ran g io v am e nto fu tolto dai programmi giusto alla storia di Roma: che pure dovrebbe stare a l centro dell'edu ca zione d'ogni italiano; e che dov rebbe essere il termine da cui far deri vare ed a cui tutto quanto accadde di poi. 20

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S'immagini un'Italia senza Roma: a che cosa si ridurrebbe'? Che significato avrebbe avuto ; nel Medioevo e nel Rinascimento; e che significato oggi? Se non se ne senti s se, nella continuit l'esistenza e nell'esistenza pr secoli, la
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22 Quadriqhe in logica la della razza . Questo co ns itderare d e i popoli; questo guardarla indipendentemente dal tempo; que sto fermarsi sopra un'et significativa, non se la pi antica; questo trascurarne altre; perch decadute o dall'influenza di popoli estranei, infatti il modo con cui .il razzismo considera la storia Ed anche quello con cui tutti i grandi. popoli coscienti di loro stessi sempre spon taneamente considerata. Dunque . proponiamo la storia 'rmana per le due ultim e classi del li ceo Delle q 'uali, in una dovr essere obbiettivap1enle e dettagliatamente raccontata; nell'altra, discussa in con le condizioni e le azioni odierne dell'Italia: rilevandon e gli aspetti somiglianti. Per esempio, rilevare l'enorme concen tramento .di fo rza che costitu per Roma all'inizio delle guerre puniche la sua popolazione di piccoli _proprietari, che colti vavano loro stessi la terra, e che all'occorrenza sapevano divenire soldati; e confrontarlo con la politica agraria del Fasc i s mo Individuare in quel fatto il fattore massimo dell'antica e pronostiarvi ugualmente il predominio italiano. Poi riconoscere come il formarsi d'l.!na p!utocrazia a Roma, e il conseguente declinare della piccola propriet agraria fosse la causa della caduta dell'Impero. Constatare come questo fatto gi fosse evidente alla fine della seconda guerra puica: e che a quel terppo si deve far r isalire il principio della lentJ caduta. I primi imperatori, come gi i Gracchi, tentarono ma troppo tardi, di arginarla : confiscando le terre, d istribuendol'e aj soldati, cercando iri questo modo di ricostituire l'antica po polazione laboriosa, tradizionale, prolifica attaccata al suolo ; l'osta:colo plutocratico non era pi sormontabile; tempo

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assimo ( : i costruzione -di E Forti). di Traiano la partita poteva gi considerarsi perduta. Le cam pagne rimanevano pressoch de serte; gli eserciti salvo gli ufficiali non si pi in Italia. Un secolo dopo, quando anche gli ufficiali cessarono di essere Teclutati in l'Im-pero praticamente fin. Un altro oggetto singolarmente utile di confronti, potrebbe esse re la direzione che impose la geografia, al costituirsi della ,;ignoria mediterranea. Allora, come oggi le prime teste di ponte furono la costa illirica, e la costa africana. Poi seg u la in Macedonia e in Africa. La via Egnazia, dall'Adriatico all Egeo, apr l'accesso all'Asia. Un altro confronto ancora potrebbe f11rsi: sul terreno dell'economia: osservando c ome il cadere del sistema autarchico, leg!lto alla piccola pro prie t agraria, e il sostitui-rsi, al suo posto, dell'economia me diterra nea, cio del libero s cambio facesse precipitare allora d i colpo il prezzo del grano, e provoca sse in tal modo il rapido abban dono delle campag11e con tutte le conseguen;ze suesposte; e come d:altra oggi la politica autarchica, promossa dal Fasc i s mo incoraggiando la produzione agraria; abbia po s to rim e dio alle due piaghe grvissime dell'emigrazione e dell'urbanesimo . Tutti questi e molti altri argomnti s i potrebbero insegnando storia romana, ai ragazzi della terza liceale; ma non altrettanti, n con uguale profitto a quelli della quinta classe del ginnasio. Unico ostacolo stato; finora il suaccennato storicistico; il quale si potrebbe per a'nche togliere di mezzo; e stabilire ufficialmente nelle scu()le criteri razzisti per l'insegnamento della storia. G. DEll'ISOLA 23.

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C r tm fatto abbastanza e s fesso rile vato ruel lo de/La grande percentuale d1 ebret fra 1 modemt cultori delle jcienze matematiche. Di soliM, non si .ra che pensare in proposito. La polemica antisemita qui sem bra incontrme un ostacolo preciso. La matematica gode in falli la fama di la scienza .oggettiva e astratta per eccellenza. Che significato pu aver dunque parlare, in questo campo, di t'azza? E cothe indiwduare sensatamente, qui. un lato sovversivo del rebraismo? S embra un'ardua i m presa qualora ci si voglia mante nere giusti ed imparziali Naturalmente, nel problema che qui si pon e 1wn entran o in questione le pr ofess i o ni access. orie dei matematici ebrei cio quel che essi possono fare nel loro non esser soltanto dei matematici. nella politica o nella cultura. I sentimenti antifascisti e violente mente sionisti e antiassimilazionisti del matematico Alberto Ein stein sono ad. esempio, noti: ma sl deve pur riconoscere che tali sen timenti non s.ono conseguenze delle sue teorie, cio dal lato per il quale Eisten ha acquistato una renomea mon diale. Noi1 sar male, in questa occasione prevenir!/ i'eq111voa:, pr o pri o ai termine relatit J ismo Persone; che non hanno una precisa competenza in proposito credono d.i poter tra-rre da ci un incenjivo per la polemica antisemita. Certo, la teoria einstei nial;a haf esercitato involontariamente un influsso deleterio altra. verso la l designazione: teoria della relativit : per tal via, il profano 1 ha creduto che la stessa scienza andasse a confermare il relativismo la negazione di g ni punto saldo di riferimento, il caos dei va lori e dell e visua li insomJ.ma quello s{ato d' aninw in o : demo: al quale l'o pera d ebrei in altri domini ha tanto coJttr.i buito. E p p m e non cM: la teoria einsteini'ana non considera la relativit' pi generalizzata neb n7ondo dei fenommi fiisicr che per melterv riparo; con le cosiddette fotmllle di trasformazione essa offre d modo di venire a degli invariant i cio ad un a determina zione di tali fenomeni completamente indipendente dalla 1elativit dei punti di riferimento. Ci riesce all'Einstein quqnto egli distrugge ogni riferimento sensibile, in q11anto egli costmisce 11na fisica assol11tamente astratta matematico-algebrica ove non restano pii che numeri equazion.i, integrali e differenziali, insomma mti della pi ratefatta .rtrato sfera

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cerebrale e dove non vi pit alcun punto di appoggio pe1 una rappresentazione sensibile per delle immagini per qualcosa che rifletta il mondo in cui viviamo. Super-matematizzazione della fisica Questo lo specificum in Einsteilz : ma anche ld specificum di tutta la corrente moderna dei matematici ebre.i, e. qui jj ha il punto in cui si pu abbordare l'argomento su accemurto e comprendere che cosa significa que!ta inclinazione ebraica per la matematica astratta. Come in tanti altri casi, bisogna rifarJ.i alle origini. Se non partiamo dalla persuasione, che il mondo attuale quello di una baraonda di valori, non solo ma anche di 111i ibridismo spiritu(lle che la.ra ben scarse possibilit a chi cerchi valori e significati allo stato puro sar sempre difficile trovar la via per veder chiaro nei massimi problemi del leff!PD nostro. L'inclinazlione alla matematica degli ebrei proc ede -sia pure alla stregua di una precisa secolari:::zazione da almni tratti essenziali della wsione della vita che l ebreo fin dai te m p i antichi ebbe in proprio; ma q11esta v i sione, a Sila volta 11011 si pu comprenderla bene se in pari tempo non .1bb.;amo il smso di quella che le o p posta, cio il .renso dell 'an tica visione ariana dell'esistenza Quest '11ltima aveva due basi fondamentali: l idea di cosmos e l'idea di solarit. N e/l antico termine ario ellenico di cosmos ( d qual e fa riscontro l'es pressione indo-aria di rta) si es prim e rma concezione organica del mondo e della vi ta la vita come ordine, come legge 11aturale e insieme non si tratta natu ralmente, di paJJteismp ma dell intuizione di nessi profond i e di corrispondenze taAi d a dare 4ti ogni cosa e ad ogni forma di vita ttn significato superiore, rm significato di simbolo talvolta perfiizo di rito L'antico ariano l'{ O n conosceva dttalismi di/aceratori. Pr:r qttesto il s11o p 'alto ideale fu quello olimpico vale a dire quello di una sov,a1maturalit --ci si perdoni il giuoco di p a r ole quasi -natrJrale, espressione suprema della sintesi e dell a corrispondenza di d11e mondi. Dal che procede in via naltlrale il secondo tratto caralteristo quello della solarit L'11omo ario si sentiva congi11i:zto con la forza primordiale delle cose: egli t 'ivez' a sltaneamente d11e 'I.'ie o. per dir meglio la v ita e la S/1 -pen, ita, sia il mondo che il supermondo -l'uperkosmia -senza che ci fosse m o ti l'o. di contrasto e d; tragedia: appunt o

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2.6 ... Il "Punch ", rivista umoristica londinese. cosi rappresentava nel perch in lui i con/atti no;J erano interrotti; perrh .!o J}tnt o 111 lui era potenza e il divino non 11n aldil da raggiungere w11' t/1111 evasione ma il centro stesso della sua vita pir profonda: dond e quel carattere di esser principio a s e di natura radianle e centrale, in mi consiste app11111o secondo l'analogia presentata dalla natura la solarit Se 1ioi ora passiamo alla visione del mondo prop11ia ai popoli J<'niiti a11tichi, e poi particolarmente agli ebrei, che essa h.: invece come caratteristica la distr11zio11e della sintesi ariana fra i! mondo e il supermondo, fra la vita e ci che su peri ore? alla vi/a. Al primo piano sta tm dualismo che talvolta as.rutlle tratti addi 1 -ittura brutali e distmgge completamente og1li calma interi o r ( ogni equilibrio, ogni chiarezza di visione. Il corpa quhiivime la came radJce di peccato inconciliabile colz lo s pirito l/ mondo non pi ordine, cosmos, alctmch d.i sco.nsacrato : la realt p11ra materialit, e la spiritualit in correlazione si f,; q11alcosa di irreale, di trascendente in senso calliv. L'uomo div iene la crea/11ra e lo s pirito essendole divenlllo estraneo, egli appare come q11alcosa di passivo, come rma natura lunare perch1 : rome la Irma, dovunqtte abbia 1111a luce la trae da 11n principio che c ad e di lui. E' cos che l'anima ebraica osciller perennemenl<' fra la maledizione di 11n crasso materialismQ e di una rozza senmalit e r anelito veno la redenzione e l'irraggitmgibile san tit Ma gi le forme IJOil ebraiche, ma pi generalmente semi. fiche dell'antico mondo ci mostra11o analoghe dissociaz i oni distmttrici Si pu accennare all'Assiria e alla Calde a ed proprio la seconda che P"? darci il bandolo pe11 venire al pio blema di _cui qui vogliamo propriamente ocmparci Nel ciclo assiro, q11ale la mitologia corrispondente lo r ispecchia. abbiamo da tma parte razze e di viti/i di tipo vi.olento, bmtal mente sensuale cmdele e bellicoso, dall'altra 111ia s pirtualit che culmina in femminili, alle quali i primi finiscono co11 l'esser Sflbordinati e che appartengono alla famiglia delle Donn e regali afro ditiche delle grandi Dee della nat11ra. Vanament e .ri

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Soddisfatti e ben pasciuti, si diStinguono facilmente tra di essi i giudei. olimpico e celeste quello di .rolare e sovrannatljrate: E in relazione in ci. ecco ch Il tipo pi civilt Aipicame1zte semitiche non pitt com e in q11elle attiane, 1'11omo t egale bem l'uomo sacerdoiale . Q!teS!a cadtJra di /ivel/o, COnJeg11enza de/dtialisnto si' r ifle tte nello spirito :caratteristico de/l'antic.a civilt cafdaica e in erj,, d ad 1m tipo speciale di scienza che il P!ecjso ante :
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lllltt connessione fr,t la natura e il sovra..remibile, fra la tit.t e l o spirito, una scienza che ha l'o p posta premessa di 1111a bmta natura opposta a e relazioni di tipo astratto senza vita, di carattere prima lunare-astronomico, poi lunare. matematico, prima di lunari armonie panteisticEe, poi per .recolarizzazione e laizzaz .ione unher.ra/istico-l'azionale. E' da questo ceppo che procede direttamente la tradizione della ma/ematica ebraica, testimoniando dtmque di una dissoluzione de/e. teria di una negazione precisa dell' anPo ideale a-riano e solare. E' significalivo del resto, che gi il Prtagonismo, nel quale nota a lttlti l 'importanza che aveva l'elemento matematico presso ad un significa/J.it'o l'i!ievd dato al se.rso femminile. fu co-nsiderato dagA' antichi come un fenomeno non-ellenico come un ;-it orno allo spirito di quella civilt pelasgico-asiatica. che fu tipica pe) A1editenmzeo preariano E' dunque significativo che Roma con J apetiole del suo p profondo principio informatore, mise i Pitagori bando: egualmente significati t'o che il pitagorismo in Italia ebbe la maggior diffusione fra i popoli in mi prevaleva l'elemento pelasgico fra i Sabel/i e in razze e citt dell'Italia me ridionale. Il Pitagorismo. in altre parole. cercava di 1av;ivare 1111 substrato etnico preromano che Roma quale e-s ponente di 1i'l> e determiniJiico che nella sua rompiutezza rappresenta una antitesi all'attitu dine solare q11ale mai la storia della mlt11ra ne present di simile Per venire da q11este antiche manifestazioili dello spirito ehraico ai m od emi ebrei cultori delle scienze matematiche posi. tn e non vi che da tener conto -di UJ1 processo di laicizzazione e rli secolarizzazione che caralterizza lo sviluppo ulteriore della <"iti!tt occidentale. Ma, naturalmente, entro la mutata forma lo .rp.:rito antico s!ISsiste. La teoria dell'Einstein rappresenta, comt gi .ri accennato il caso-limite j della t}isso/uzione della fisic t nella matematica dell' a.rtrazione pura di 11n conoscere che per 2S esser certo, si in 1m mondo di entit algebriche del tli/fr 1 l!differenie ai dati concreti dell'esperienza sensibile -e, di pr.:, saggio, si p11 rilevare che la teot1ia eimteiniana ha potuto svil11 p. parsi grazie alla riforma del cal-colo infitlitesima/e operata da 11/7 altro ebreo, il Lew.Civita, cos come di nuovo un Ebreo, il Weyll, q l{ ello che / 'ha 1dte1iormente wi/11 p pata. Ma la corrispondenza si fa anche pit visibile per poco che si avvicini a/l'rnbito spemlativo : noi q Ili vediamo /'ebraismo t'i partirsi in due colonne che wrrispondono, esattamente a/ due eleinenti del dualismo ebraico. prodotto di dissociazione dell'antica sintesi solare ariana. Cos mentre noi troviamo deg!.i ebrei fra i capi-scuola dei/e modem< esaltazi oni della vita, dell'rrazionale, del dit'e11ire, dell'inconscio e dell'istinto onnipotente da Jjergson a Simmel e a Freud-: dal/' a/ii-a troviamo ebrei di 11na seconda w/onna, la quale ba t h le di 1111 razionalismo astratto e perfino di un nuovo plano. 11ismo matematico. A quest'11ltimo riguardo particolarment e significativa la cosiddetta swda di Marburgo, che ha avuto per mas. simi espoilenti due -ebrei, Ermanno Cohn ed E. Se la filosofia kantiana si era sforzata di ricondurre a de/ concetti asf1atJi aprioristici /,: condizione di ogni esperienza possibile sia intem.; che estema, questa sm.ola sostituisce al conretto il nmnero1 al/(: ;dee apriatiche kantiane le algebriche; wme organo, essa .:wrebbe un pensiero puro, che 1111t1. origine assol11ta, e che, senz a nessun rapporto con la sensazione e le immagini sensibili, trae d.; s, dal principio de/l'infinitesimo, tutta la scienza matematica t matematico-naturale, in questi termini rndendo wnto di tutti princip .1iti concetti e problemi della pre cedente filosofia Si t'ed f d11nque con quale persistenza, mutatis mutandis, si sia conserval a la t1adiiione in parola attraverso i secoli. Volendo a delle ta/utazioni, evidente che ee siaw difficili se -ci si pone dal ptmto di t1ista della cultura modema, cix equivale esatiamen/e al punto di vista del caos. E' invece nec n sari riferirsi a qtJelle tradizioni primordiali, a quelle antitesi pri mordiali di talori, a mi abbiamo accennato e da mi traggono il loro senso termini wme. solare, lunare, ecc.: cosa, nat/1-ralmente now facile, per ogni spirito evoluto e critico {[, oggi. Uno spirito di tal genere on .Ili rende conto che il pro gresso ha condotto l'Occide1ite s11 di una china, ove, il} sede d.; forme sono appar concezioni molto simili a quelh scatmite dall'anima della razza ebraica @e sta (mai la ragione precisa per la quale l'ebraismo ha potuto azer tanta presa nel/,1 civilt modema: esso ha tmvato il terreno virtualmente preparat r da tm protesso involutivo, tanto che gli rimcito facilissimo innl!stars.; e spinger rapidamente fino a conclusioni estreme ci rh t gi t'aci/lava e non era pi puro E' per questo che ogni s pirifr moderno se v.oglia esser anche giusto, si trot'a spsso imb ; razza/o dinanzi ad alwni aspetti della polemica antiebraica: iJ; cert.' campi, il lato astratto e teorico predomina egli tem e che 11011 si possa colpire l'ebreo senza colpire anche s medesim o e pregiudicare il significato e il valore di discipline. che non sonr, pure e .rempii creazio!A; ebraiche. Questo timore giustificato: solo che qui si tratta di un falso sstesso La perdita di colitatto Wll ci che fil tradizione ariana, ideale ariano del cotwHer t e dell agire modo ariano di considerare H significato della vi t,; e dell'uomo, 1ende incapaci di radicalismo e ch-iude in 1m labi. rinto, da c11i difficilmente si potrebbero trarre i ptmti di riferi mento per 1rna loua a fondo Ci che abbiamo detto circa la ma tematica eb1aica, cilca le sue origini circa la dissociaz.ione spiri uale che a q11este stesse si coilega, po11 forse gi valer<' come 1111 esempio ed esset motivo d). 11tiJi Si p1J considerare, in ogni campo, / ebreo come l'esponente de/l'estremism.; di 1ma decadenza. Se l'ebreo ci ndicher dunq11e il pericolo eh, da combattere d'urgenza, in pari tempo ci indicher dunq11e ancbt la direzione in c11i avvenuta una deviazione i nei piente de/l' an;m a ariana, da eliminare con 11n'azione interna, con 1111a rettifica zione che p1everr nuove cadute e .immunizzer dal virus. t EVOLA

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DOCU MENTA. ZIO NE In una dimostrazi!one studentesca contro la barbara legge di Lynch fu appesO q:d un lampione. in una citt. degli Stati Uniti'; questo lugubre e significativo fantoccio. Ma il linciagqio tutt'Ora in viqore. nell'America del Nord. RAZZISMO NEL NORD-AMERICA presidente del Consiglio Federale delle chiese cristiane degli Stati Uniti (a destra) si. fa fotografare assieme al rabbino Cyrus Adler. presidente del seminario teologico ebraico d'America.

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.'\nche l 'America cl Nor, la tollerante -: liberissima America del r\ord, fa la sua politica razziale, se pure si pu chiamare cos una politica che vorrebbe arrivare ad ottenere una certa unit etnica. e tica e dirci quasi fisiologica di un determinato consesso umano, cio di un popolo che non mai esistito altro che di nome, in quanto abitatore di un nuovo paese, la cui tazza indige na ridotta alla schiavit del c;:rnp o di concentramento. La tollerante c liberissima i\mcric;t del i\ord n10lc ;l\crc anche la razza americana. cio vuole ;l\ crc tUla popolazione con e;datlL-ri distinti, una popolazione sua che clementi morali, sociali c fisic: di questa nuo:a terra. E non solo li espri ma nel costume, nell'adattamento c affe zione alla terra di Colombo, ma nell e qualit intrinseche, nella iormazione etica, tH:IIa costituzione fisiologica. Sicch vor. r chb_ fondere in un tutto i vari .raggruppamenti di pop o lazione bianca -prefer endo per, come dimostrano le sue leggi sulla immigrazione, quelli di origine an. g-lo-s
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L'e10oca dello schiavismo rappresentata da manifesti. del 1829. in cui si annuncia la vendita di schiavi d 'ambo i sessi; e ancor pi della popo-l a r e figura dello "zio Toro", che, attraverso il libro della Beecher-Stowe, fu il segnacolo della lotta per gli a ntischiavistL In basso. i negri attuali d'America cele-brano il )oro delirante carnevale. 31

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Il rabbino David S. Savitz di Nuova York. si occupa a tempo perso anche della distribuzione. dei gelati. : rlandcSl'. c d;t lutnani Tcrk.;chi c Olandc;;i, in maggioranza p r.,,nicnti da -ill.tggi '-' p erci la'"rar)ri d c i campi. Gli clementi formanti rptl'l : ;: to colonie eraIlo intrapn ndt' nl\:, ;.cria. di vero e Jroprio carattere <:>lo11izzatorc: sono i pio ni e ri. IH>ll v nglicmCJ cont'atti c che cumpion o essi m cclc :oint' tutti i lavori n e r:cssa ri pn la fa m ig-l ia c per la comunit. Sono insomma c en:atr.ri di lavoro, pi che c:; fortuna. i\1 cc n t raril! dell e ultime cin<1uc c o l o nie. stabili: c ; i n e lle terre m cridio. nali. c h e era nn io1 male da ricchi piantatori, nr-1 \Jn o 1 ., :\Iondo al sol o inli nt o di sfnilt:trc CJL H Ila terra ,-ergine. non gi con il prnp n i > diretto lavoro, ma facendo la\'orarc g l i altri. Talch quando 1;on trova rnllJ ni :t 1oratori. incominciaruno l a importa; i )lle dci negri dalle coste atlantich e dcll'/\ir i c a. Questi piantatori sono dunque 1 1cn responsabili clelln !'c hia1ismo llc"l.:rn < hanno portato quell'inquinamento d i t.:fllorc che d i magg10r: )-:rattacapi ai bia11c hi del Nuovo l'l'fondo. La geme fonn:tn lc l e colonie del meridion e era i11 mas>ima parte aristocratica e c
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'. d l>ro contributo alla immigraziont: ,rrtt ricana di questa epoca. E portandovi .... ; r.rll le sue tare o le sue qualit origi' 'c.. .-nnribuiscono nell'assieme a modifi . ; :. J l:r la terza volta l'agglomerato di r : c rambicnte sociale e culturale degli .xi U niti. L cifre di questo terzo periodo d'immi_ dimostrano. cme i nuovi g.rossi : : :r< ingenti stiano per sopraffare tutte 1.: 1 i c immigrazioni. Difttti si passa dai rii' l'c-r cento di immigrazione nordica contro il 2 per cento di immigrazione latino ;laYa, n e l r86o-r87o. al 22 per cento nord ica contro l'So p e r cento latino.slava, ne! rqiO-It)20. Si sono invertite le parti. Il puritancsimo e la cultura inglese non posso no resistere a questa pressione, eh. m inaccia di sommergerli. c approfittando che ( nuovi immigrati sono in maggior;rn z a pi che altro avventurieri o poveri .:ia ,oli m a le organizzati, incolti senza p o s sibilit di di fesa od offesa sociale ini z r a n o la loro repressione. riuscendo abi! n r e nte a mantenere sia pure con qualch e contrasto il predominio del potere. Ed ecco primo passo di qu esta azione di difes a le ferree leggi sulla immigrazione. La chiusura della paratia della fiu n ana ch e aumenta c va aumentando giorno p e r giorno, serve intanto ad evitare un im m e diato peggio ma ridio stesso tempo pone, sia pure senza intenzione, il pro-lduna di razza. * l:lloccata l'immigrazione, si tratta va eli l'limina r e o assimilare gli eterogenei: h ;.;e nte eli colore e gli stranie ri. n problema ; g-ross issimo oltre agli stranieri :di'e p o ca della emanazione delle leggi erann calcolati circa 40 milioni ci wno Jllalcosa come 15 milini eli negri, che L"ontinuano a prolificarc come sorci. L'e s p ulsione in massa non pos s ibil e, sopratl utt o per r agioni. economiche, ch gli ulti mi arri, ati sono quelli adibiti ai molti serI izi non sempre dignitosi c ai molti lavori d i fatica, che i nativi di vecchia origine nm vogliono iare. Si allora studiato c t a studiando il problema della assimila Che praticamente d o ,-rcbbc signiliear e que s to : prendere tutti questi popoli ,. fonth:rli in un unico crogiuolo, per cola:, p o i una mistura che dovrebbe a ve re r ; "atteri etici c vorrebbero a-nche, que ti allegri pu .ritani. fisiologici-del prote. 't a nte simo anglo-sassone. Le prime esperienze hanno dimo strato e h c non per tutti neeessaria la stessa 1cmperatura eli fusione c che pi spesso rl grado di fusione di un soggetto per un ;tltro il m ezzo di netta separazione. Cosic e h m entre i duri protestanti JJOrdici di ,cngono presto materia omogenea cn J'as me, i duttili giudei non si fondono e rimangono sempre cosa eterogenea; c solo di giudei gli Stati Uniti cl' America ne hanno parecchi milioni Di qui crisi di assimilazione c lotta eli : :.zza c i conseguenti tentativi puritani di ,l i t i ca razziale. nittsciranno questi tentatiYi acl appro. ,,re a qualche cosa? Cio il popolo amc" !C111) rester anglo-sassone c prote ,. !' l k ? LORENZO ROCCHI una coppia pessimamente assortita: il panciuto giudeo e i estle amencanma Max 'Samuelc Untenneye>r e il rabbino Wise. !r<> santoni del giudaismo nord-americano. 33

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Ritratto dell'Arioskl da disegno del Twano per l'edizione del 1532 del "Furioso"

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Lti" iodi.hutd dall' Aio>lo al mgilio Annibale Maleguc&o 11011 subito in Jividuabile con 1111 numero : pu essere a ,-aonda dell'edizione, l a t e rza la quinta o la t:.rta: nel Tortoli che mr le opere del P.oe. 1:1 p e r il Barbera (Commedie e satire di L. A tli1110tate da Giovanni Tortoli -Firwze l856) la prima. e per tale cmche 11oi la riconosceremo. L' argo mento. confrontato con gli altri (hl! l'Ariosto tratt tre/le Satire, con !111 sig illo di originalit inconfon dibile pu. r(' 1 ijace ndosi a p osizio ni e atleggiamenti naziani, certamente quello che riveste carattere di maggiore attualit ; e p e r esso il componimento potrebbe es.rere definito 1111 vero e proprio trailato dell'arte di prell:ler moglie Messer Lodoviw non e bbe m og lie e lo Jice .rt1bito nella introduzione, r iconoscendo ;ma sua condizione di i11_feriorit morale: Saggi consigli di un poeta sul matrimonio D I'M. LO-DO V l CO A IliO STO N V O V A M li : N T O N SOMMA J;)ILICEN TIA CO R R.ETTE. Ir frontespizio dell'edizione .delle Satire" . non ho moglie, dice al mgmo, Ma fui di parer sempre, e c os derto L ho pi volte, che senza moglie a lato Non pu n te uomo in bontade esser p erfeno. E11tra subito nei consigli pratici, che .rono tm docmnenlo della sua profonda co noscenza de/l' animo 1111/allO, e delle s itua zioni sociali che dalle passioni derivano, .tv11to rigr1ardo ailanto delicato argomento. In primo dice l'Ariosto bisogna spo. sarsi finch si nel pieno tigore delle pro. prie forze perch chi a l/end e l'et avan zala Di s presume e spera far gran cose ; Si sganna poi che al paragon si stringe Ma fossero finiti qui gli inconvenienti.' L e spose in questo caso, lrovano sempre ljllalmno che si fa in loro soccorso Non voglion rimaner per le spose Nel danno sempre; .ci mano adiutrice, Che sovviene alle pover bisogn ose Gli ebrei del '500 speculavano sut belletti 11 Mauriziano dei Malaquzzi a Reqqio, cllmora preJerita dell'Ariosto

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Dosso Dossi Ritratto di Alfonso d'Este (qalleria e stense di Modenal. e se questo q11alcuno, per tma strana coni binazione non .Iii facesse sulla scena, state p11r certi che la gente mfYrmorer 11gual. mente, come se ci fosse ed ii danno non sar meno grave. L'osservazione si prolunga, si et eva e p11rifica quasi del clima di per. sona/e toccando di tma t"onseg11enza gra vissima che possono avere i mattvmoni con tratti fuor della giusta et: i figli. Figli in tenera et e padre vecchio: come potr il genitore avere la coscienza tranquilla? Aver bambini in wl/a Ed esser di sua et giunto ai confini E non aver chi dupo s or mostri La via del bene, e non li fraudi e uncini. Aiglia d11nque moglie dice e non fare come certi che ora sono sepolti nelle chiese e nei chiostri che mai s'ammogliarono per non aver figlioli e per non mandar diviso il patrimonio, 11omini che non fecero a s11o tempo il passo e che mettendo al mm1do dei bastardi, fatti ai fin pusil/a 'litni e bugiardi, finirono con lo sposar t i//ane e serve. A questo p11nto ii Poeta viene ripreso dallo scmpolo sulla legittimit del s11o par. fare, dato che egli moglie non ha, ma con 1!11 riuscito paragone cancei/a ogni d11bbio: non hai t11 veduto, dice al Cllf!.no, che tra Dosso Dossi . Ritratto di: Ercole I d'Este (galleria estense di Modena). due che gioca110, 11110 che stia a z.:dtl ' spesso meglio del pi espet'to dei !;! 'n<: tori come si debba condurre la E continua con sensatissimo .co11Jig l i , se non vuoi essere tratto in inganno prn : dendo moglie studiati prima di cono.rc,r bene la famiglia dalla quale la donna prr viene : 11ecessario al tuo onore, ch S'in cavalli, s'in buoi, s'in bestie tali Guardiam l e razze, che faremo in questi, Che son fallaci pi ch'altri animali? Di vacca nascer cerva non vedesti, N mai colomba d'aquila; n figlia Di madre infame, di costumi onesti. e q11anto alla dote non cercar chi sia p i ricca, non cercar chi ti porti titoli e pro fumi e nobilt dJ parentado che zino alla tua condizione, e ci per 11n m o tivo semplicissimo, pf?l ch allora, ad dir hi/imcio familiare : Ol difficil sar, se non ha venti Donne poi dietro e staffieri e un ragazzo Che le sciorini il cui, tu la conrenri. Vorr una nana, un buffoncello, un pazw. E compagni da tavola e da giuoco ; Che tutto il d la tengano in sollazzo. Come si deve aver dunque l'occhio agi: averi? B;sogn:J che le condizioni economi.

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u 1ien o preJJ' a poco ug11ali perch la mo fio: no11 sia portata a cambiare ;r costume :.; 11t a della famiglia e pi del grado aver J., roda lunga. Quanto alla be/lezZd che non .ria tale da dare nell'occhio a tutti: eviterai i pericoli che possono derivare da 1111 corteggiamento ontinuo, pe_rch, dice il (/Igino al cugino, non devi farti soverch.' i llusion i s11lla resistenza di tma bella don n a : o prima o poi finirebbe col cedere. Bmtta allora?. Ma nemmeno per sogno : Non la tor brutta, che: torcesti insieme Perpet ua no!a ... Intelligente deve eJJere, 1he non dorma con gli occhi aperti ; poi, b /'esser sciocca pit_. D'ogni altra ria deformit, deforma. L'et della donna altro elemento imf'ortantsimo alla riuscita di un buon matrimonio; il poeta d anche qui rm consisul qtJale hon sappiam o chi non p o convenire; la donna deve eJJere pit gio11ane del marito, e ptecisamente quant o 11gli anni Di dieci o di dodici, se f a i Per mio consiglio, sia di r e minore, Di pare, o di pi et non la ror mai : Perch passando, come fa, il migliore Tempo e i begli anni in lor prima ch e in n o i Ti p a rra vecchia, essendo anco tu in fiore. Lo sposo dovrebbe avere trent'anni ; la d onna, altra qualit importante tema s Dio, ma no11 ascolti pii di 11na Messa il giomo. n .ri confessi pit d'una vo lt a /'.i/1/10. V o g l io che si contenti della faccia Di o le diede, e lassi il bi an co e il rosso .. 111/t'l'eJJantissime e sferzaiJti le osserva, ,Ili ,-h e il Poeta fa Sfili' 11so dei belletti ,,!!:1 l oro pre parazione e s11l com merci o "> .!<' faceva. Gli ebrei preparano 1 belletti, servendosi della saliva delle loro donne, e ne vie n e cosa ripug11ante: Se sapesse Erculan dove le a bbi a Pon qu a ndo bacia Lidia, avria pi a schivo, Che se b a ciasse un cui marcio di scabbia No n sa clie l liscio fatto col salivo Delle Giudee che l v endon; n con tempr e Di muschio a ncor p e rde l'odor cattivo. No n sa che con la merd a si distempre Di circoncisi Jor bambini il grasso D 'o rride serpi, che in pastur a han sempre e cvntinua ancora : Il solimato e gli altri un t i rtb:lldi Di che ad uso del viso e mp ion gli armari Fan che si tosto i l iso l o r s'aff. lldi. In conclusione l a-m oglie d otre bbe seguire le poche e non la volgat frotta e pit rhe di belletti essere preocm,11.11a e .rapere rosa sia del filo e della tela do tta N e lla sewnda patte d,!/:. ; Satir : l / 'Ario.rto consiglia come ,hbhd tr a tf,tr e Alfonso di Ferrara e Laura Dianti (quadro del T izicrno, nel Louvre).
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38 A A -1 . Evoluzione dell'A mediterrano:-1) Egeo cretese: 2) fenicio: 3) greco arcaico: 4) Etrusco: 5) .Umbro; 6) Osco; 7) F.aliscio: 8) Messapio; 9) Latino Prisco; IO) Romano. Profilo di Cesare. Segni alfabetici Osci (antico italico). l sino a 9) da sinistra a destra: A. B. C, D. E. F. Z. H. I. Profilo minoico dalla Tomba di Haghia Triada. Il runico nordico e il runico ti co. Da sinistra a destra: runico norc:ij co: H ed F: Runico gotico: H e p ; Tipo runico n fenicio corsivo destrorso e sini-' strorso. Da l a 3: A. D gamma (G). Scrittura punica che come primitiva della fenicia mostra ten::: denza al corsivo destrorso. Da l a 3: A. K. T. Tipo punico-fenicio. Evoluzione del fenicio nella scrit. tura ebraica dell'Esodo (formci sa-' maritana) a caratteri ampollosi che ricordano l'unciale. Da sinistra a destra: A e H. Ebraico corsivo moderno. Tipo di rabbino. CC?rsivo latino del I e ll sec. d. sto (forma decadentistica). Da Sinistra a d )stra: A. A, X In C.G.K,I. Profilo di Cicerone.

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/\nc h e la scrittura un e lemento rinlato r e del carattere elci popoli. Poic h le inrme alfabetiche nascono per naturale' cl'oluzion dalle forme pittografiche, c ne so no, senza dubbio, la sintesi, ogni pup0k, nel sintetizzare in segno alfabetico c iascun simbolo, fa s entire il proprio ca ra tt ere c le proprie concezioni soc i a li ed universali, in m odo riconoscibile. E in tutti quei casi n e i quali un popolo abbia adottato segni alfabetici eli altro popolo, pure si ha un adattamento di qu e g li stes s i seg ni <: quindi una sc rittura personale. TI manifestarsi della personalit attraHrso l a sc rittura anche fenomeno in di\ icluale, ma poich nell e forme di scrittura dei popoli s i rivelano i fondamenti cardinali del carattere elci singoli. io mi i ermcr al fattore collctti\o che, politica m e nt e il pi importante. Come l'arte. l a sc rittura rappresenta un popo l o, n e ll o stadio in cui questo h a for mato c fissato il proprio carattere. Se tale carattere, per \ icissitudini sto r iche c bio logich e volge a declinare, l'arte n e trad uc e il turbamento, m e ntre la scrittura. c he maggiormente risente l a disciplin a e la fede lt alle leggi antich e . c on i s u oi segni. un richiamo alle antiche virt, sic c h i popoli possono in essa ritro\are la rigidezza degli avi. Ma quando l'in v o lu z i o nc s i fissata. c di s e colo in seco l o s i ia pi profonda, allo r a anche l a sc rittura degenera c traduce l'agonia della razza. P u anche av\enirc che una maniera di scrivere. importata da popoli a caratter e diverso, e d a carattere in fcriore, a dulte ri l a forma primiti\a c d il tcrc del popolo, che l'abbia adottata. Non certo faci l e stabili r e il grado di tal e i nfluenza quando insieme con la scrittura. pen et r a n o altre u sa n ze a questa corre la t i\e; comunque la forma di una detennin a ta scrittura. esercitando un'azione m o r ale. sia per l'atteggiamento fisico che per q u e llo psichico, che essa comporta, pu :!nc h e S \ ilupparc in chi l'adotta cleviazio. n; del carattere alquanto vicine a quelle d c i popoli donde l'uso prO\ienc. Cio: l a a du lt e razion e d ella scritttt r a. per estero filia concorre alla decadenza di certe c i ilt. Onde fa parte della diiesa r:tzzia l e di un popolo, ben definito nazionalment e, la reazione ad adottar e forme di scrittura che non gli siano natura li soprattutto (jua n do tali forti1e provengano da civilt inf criQr. alla sua o da razza div ersa. La storia della scrittura dimostra che o gni popolo s d l a scrittura che sente. mentre s u o l e modific a r e, a seconda del proprio carattere, l e forme di scrittura importata. Infatti, come s i constatata una razzialit dei gruppi sanguigni, ed una fondamenta l e r eazione, diversa da razza a razza, n e l campo della patologia; La scrittura un e(emento rive(atore dd carattere dei popoH 39

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c o m e n differ en te potere rcattivo nel l 'ordine psichico c spirituale (a parte la razzialit um o r a l c c biochimica c h e vi s i co nn ette), donde la div ersit, da tipo e tipo antropico, d e lla sostan za nervosa; cos dovr ri sultare una razzialit ottica, se verr fatta una cla ssi ficazi o n e, su basi antropologiche, della fisionomia d e lle sfrangiaturc, che il n ervo ottico pu presentare n e l campo della retina, la quale pres i ede all a funzione visiva. E dalla quale dip e nd e c h e le razze si diano una scrittura ad esse confacente, e che il perono c.t rattere, oggi, della razzaitalica, l ddbono essere difese da ogni imbasrard t mento che possa l e dere, insieme con l a integrit di questo elemento razziale, au. che il carattere c la salute elci singo li Infatti il tipo fisiologico robusto e r e s ist entc degli A rii meridionali; la l oro forte pigmentazione retinica, la ccce:.?:ionale acutezza visiva, ch e sin dai tempi primitivi, una vera arma di guerra e di pace c cos pure la innata dirittura cor porea, sintomo di armonia dello scheletro, unita allo intero equilibrio fisiologic o eli alla formula razziale armonica_ e biochimica, ci c'hc produce una facolt di sintesi, nei piani dello spirito, a volte p e r s ino ec cessiva : sono tutti elementi ch e mentre han potuto condizionare quel tip o alfabetico descritto, a -loro volta, dal m c cle simo sono stati sorretti. Una recentissima monografia (Vedi C ucco -Profilassi visiva, Ed. Palumbo I939), dopo aver dimostrata l'influenza clelia scrittura corsiva, e gotica, sul pro pagarsi della miopia c di altri vizii oculari. in vo a l'abolizione del corsivo e d i tutte l e altre scritture non latine, per l'uso pubblico e per l'uso individuale, e ci so stiene con argomenti. clinici oftalmologici c fisiolo gi ci, richiama1idosi anche a tutt a la letteratura medica, e rilevando il dan no che viene inferto da questi tipi d i scrittura all'integrit offensiva e difcn siYa della razza. Psicologicamente i o credo che abbia Yal r e apprezzabile il fatto di adottare un. tip o eli scrittura piuttosto che un'altra (notare la scrittura di tipo italico, a lim pidi segni concisamente volitivi, con alcu ne letter e latinamente staccate, del Duce). Perch, se vero che una nazione abbi a potuto riconoscere s stessa, in un c e rt o senso, n e lla scrittura che si data; pu. inversame nte, tralignare, se si adagi a lungo in un tipo di scrittura che non lr conrazziale. Ora il corsivo, p e r il latino, come per l 'antico egeo e per l' antico italico o una forma degenerativa, comodistica, subentrante alla vigile e rude autclisciplina d e i prischi, o una traduzione s e mitic a c ri e ntale, moll e. commercializzante, d e i primitivi segni diritti. Le linee alfabeti ch e egeo-italiche si trasformano in segni corsivi pi m o lli e pi compl e ssi nell an tico fenicio, n e l punico, nel paleoebraico c n e l samaritano, evolvendo n e lla c o mplicatezza e d uncialit gotica quas i dell'ebra ico e p erde ndosi poi n ell'intrigo o rnamentale. d ecorativistico del semitico arabo (V. Faulmann Das Buch d e r S chrift). I se mitici concepiscono o la scrittura corsiva o qu e lla ornata: il cunei form e diritto, ma pletorico e barbarico, de gli Assiri anche nel qu adro, cos il m oa hita. Ed c'hiaro altres com e il ceppo razziale, da cui originano gli odinn: e brei sai stato sin dalla antichissima a d)z ione d e i segni alfabetici di .natura ege0

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ital ica, agli antipodi del ceppo ario m e diterraneo, per temperamento c per caratter e fisico-psichico. La scrittura accomodan. te o complessa per i scmiti, sintomo razzia l e di carattere curvilineo, di men t alit interessata, di scnsualismo molle c d indugiante, di tendenza nomade ple w rica, ipcrnutritivistica, antigiuridica, pa radossa le di abnorme sv iluppo dell'ana lis i c eli debolissima facolt di s in tesi di > pirito dcformatorc c dissolvente sia dci a l ori -importati, sia di quelli patrimoniali d e lla razza medesima. Il latino scmiunciale ed il gotico (amb e du e eli tipo semitico), in un altro p:: riodo storico vanno a corrompere, sotto l'influenza cristiano-ebraica, il primitivo runico d e gli arii del nord c della media E uropa (germanici scandinavi, sassoni, i rlandesi) s che i primitivi seg ni vigo r osi e chiari delle nmc, che h anno, per rJue i popoli, l o stesso senso che noi abb i amo dato ai segni cgco italici, si 'tra s formano, nelle complicanze oricntalizz anti della scrittura gotica antica, diritta c corsi va, c dnno a questi arii, nel me tiio evo, una scrittura c h e non la loro L' per la quale i loro occhi non sono fatti (oggi l e statistiche dnno alto grado di m iopia tra g li arii della settentrional e media Europa) e neppure il loro terc eli popoli agricolog u errie r : Ma, al principio dell'Impero, i Psano quasi d i nascosto per la cor t k nza, e le rapide note, -il corsi vo, in segni negligenti. Influenze che si pronunciano sempre t nn ia m o n e l I sec. d. C., raffigurante il Moses Maimo a Cordova intorno al mille. l'espressione del linee antropologi raffronto col disedella scrittura emrauoa# sottostante. corsi\ o c qu e lle di (Daci a Il sec. d. C.), la legatura di du e, di ro l e tt e re corsive. la scrittu-ra latina, tro Yia classica c d epigrafica semsino al IV c III sec a. C. Le li, forse sotto inflti cnza see quelle debolmente corsive ap nel II sec d C. .Ma i Ycri corsivi sono gallici del IV sec. d C. e d o, smprc per via della diffusione Cristianesimo c d e lle lettere ebraiche continente europeo, nella scrittura minuscola tatina, irlandese ed anglosassone, sino a culminare nel corsvo latino vene ziano. forma oggi particolarmente nota e d usata. O r a poich la pm antica scrittura ita lica, la picena (Apuli) da c ui nata l a etrusca (c da questa la umbra e la osca, come hanno sc ri tto D e voto c Ducati) diritta, c cos la latina, s ino ai t e mpi in cui Roma si mante nne pura da influ e nz e barbariche, e poich l 'Italia di oggi ha ritrovato nell antichissimo genio della razza la sua ragione di pot enza e di pri mato, non in alcun modo giustificabi l e n indiv idu a lm ente n pubblicamente, la scrittura corsiva, ornata, a calligrafia molle e deco r ativa. o a caratteri opulenti, complicati goticheggianti al l'in g l e se alla france se, od alla tede sca che comunque tradis cono lo spir it c della lingua cd offu scano la romanit ch' nostra sostanza. Nel rinato Impero di Roma anche la scrittura deve essere Yalore intrinseco di razza. ALDO MODICA

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-. .. " o NATURALEZ Non solamente bisogna che il poeta pinga a perfezione la natura, ma anche e dipinga con naturalezza, anzi tura chi non la imita con naturalezza. che senza naturalezza la dipinge, dietro a quegli oggetti, che ....... ._, / senta, e ce li fa anche vedere e ...... ,.,.,. ...... .. ma dopo infinito stento suo (cosi pagina per farci vedere ,. fa vedere in una terzina) e con na tiii.acia eh' efficacia; presto :' molto p iacevole, perch non sa .( e con qu_ el aggirarsi diligenza, e la diligenza nei poeti contraria alla naturalezza. Quello che nei poeti dee parer di ve. dere, oltre gli oggetti imitati una bella negli. genza, e questa quella che vediamo negli antichi maestri di questa necessarissima e sostanziale arte, questa quella che vediamo nell 'Ariosto, Petrarca e ... questa quella che pur troppo manca anche a1 migliori e classici tra i moderni, questa quella che col sentimentale e col sistema del Breme, e nelle poesie moderne de' francesi, non si ottiene, e poi non si ottiene; ch questo stesso sentimentale sco-pre una certa diligenza ec. scopre insomma il poeta che parla ec In Ovidio si vede in somma che vuoi dipingere e far quello che colle parole cos dif ficile, mostrar la figura ec. e si vede che ci si mette; in Dante no: pare che voglia raccontare e far quello che colle parole facile ed l'uso ordinario delle parole, e dipinge squisitamente, e tuttavia non si vede che ci si metta, non indica questa cir costanziola e quell'altra, e alzat a la matw e .la stringeva e si volta1 1 a 1111 tantino e che so io, (-coi$! : : fanno i romantici descrittori,. e in genere quest( :---poeti descrittivi frar:cesi o inglesi, cos anche c l ec. tant? in voga-ultimamente) inso.mma in.--u L -... la negligenza, in Ovidio no: : __ ......

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questionario ia. Giuseppe Grieco. da Vico Equense (Napoli): Altra volta, s u ques t e colonne, ho espress o la mia poca simpatia per la critica in genere e ho proposto di liberarcene una v olta per sempre. L'osservazione sar potuta sembrare esagerala, tanto pi che fra i critici in questione io ponevo anche De Sancti s. Come? s i sar forse demandato qualche lettore -bandire De San cti s ? E perch? Non ha egli capito cos bene la nostra letteratura? Ma un'altra domanda, e di ben altra importanza, s i sar affacciata ancora alla coscienza del mio ipotetico lettore: Come dobbiamo fare, allora, per capire un'opera d'arte se De Sanctis non va pi? Eppure cos mio buon lettore. Noi non possiamo fermarci a De Sanctis, a Croce, all'analisi estetica; alla questione di forma e contenuto che, come stato detto, r a ssomigli a molto da vicino ella questione dell'uovo e della gallina. Noi dobbiamo andare avanti. E andare avanti pu voler anche ritorncre. per esempio. a Vico e a Leopardi, perch l'arte l'opposto della moda, l'eterno di fronte al contingente. Ditemi, non sono forse pi moderni Omero, Virgilio, Dante, Leopardi, che i loro c ritici? La poesia, infatti e qui io voglio parlare solo di poesia l'eterna giovinezza. mentre la critica mette le rughe, si ammala, muore. Che meraviglia allora. se De Sanctis e compagni passano, e Dante resta? Ma veniamo al conreto. La poesia, l'immagine, la parola non sono espressioni astratte del pensiero, ma cose sem;ibili, slavo per dire palpabili. Se io dico, infatti. donna. questa parola legata inscindibilmente a una figura femminile, fa tutt'uno con essa. La poesia perci non l'espres sione pi o meno esteticamente perfetta di certi sentimenti e di certi fatti, che bisogna rintracciare -e da ci deriva la necessit e la boria della critica -ma, essa stessa quei fatti e quei sentimenti che vivono in quella tale forma, che loro unica. e vera realt. Oltre non c' nulla. Non ci pu esser e nulla. Sono pure illusioni di certi dotti becchini della poesia quelle presunte scoperte della vera Beatrice, o Laura, o Sil via, o che s o ioi illusioni spiegabili col fatto che. essi dotti, come nola giustamente G. B. Vico, e ci ch'essi sanno, vogliono che sia antico quanto che il mondo. La Beatrice di Dante, quella vera e reale, solo l'angelica immortale creatura della Vita Nuova e della Divina Commedia e nes s una luce pu ricevere dalla mortaie figlia di Folco Partinari, perch il vero poeta non un passivo imitatore della natura ma un creatore nel pieno senso della pprola. L 'astratto, il metafisica, il pensiero cosiddetto puro nulla hanno a vedere con la poesia. La poesia una realt compiuta, viva, corpulenta, che parla ai sensi e al cuore e li ferisce l 'immaginazione. La poesia la fonte del fare, voglio dire il fare classico. quello che ha creato la Grecia america, l'Impero di Roma, il Rinascimento, in altri termini, la civilt. La poesia, infine, una grazia. Se non la possiedi non la potrai mai acquistare. Diceva G. B. Vico che .con studio e perseveranza tutto si pu diventare, poeti no, perch la poetica una facolt naturale, le altre nascono dalla ri flessione. E questo il punto miei cari cri tici e filosofi dell'arte. Avete voi una natura poetica? No. E allora come -.rolete comprendere la poesia? Coi lumi della ragione? Ma la ragione non V i pu servire, perch la poesia non razionale per essenza. Analizzare una poesia lo stesso che anatomizzare un corpo vivente: la si uccide. Ne hai tutti i particolari, ma inerti, freddi, ghiacciati dal gelo della morte. Insomma bisogna abituarci a considerare la poesia come una cosa vivente, che contiene in s tutta la sua realt, senza sostrati metafisici pi c meno nascosti. Non che non debba contenere anch 'essa la sua particolare visione del mondo diciamola pre la grande parola, la sua flosofia. Sapientissimo era Dante, e tutta la sua opera pervasa della sua sapienza. Ma una sapienza tutta cuore e immaginazione, quella che noi diciamo la sapienza poetica, e che ebbe la sua prima grande fioritura nella Grecia america. E la sapienza del volgo, quella che crea le nazioni e la civilt, la nostra sapienza. Tutta volgare, nel senso Fttnciull o con o c a d a oriqinale di Boeth o s (Museo nazionale romano). dantesco della parola, deve essere infatti la nostra sapienza. Come la lingua. Voglio dire la nostra nazione. Perch, checch si dica in contrario, la lingua principalmente che forma le nazioni, nella lingua che si manifesta principalmente il costume, cio il modo d 'immaginare e di fare di un popolo L'Italia, infatti, allora per l a prima volta divenne nazione, quando dal l'Alpi alla Sicilia si parl la lingua di Ennio; lo ridivenne la seconda volta, quando fu unificata dal volgare di Dante. Considerare dunque la poesia come una realt vivente -mettiamo come un. a donna -e giudicarla come tale, questo deve essere il nostro metodo. E non poi il pi difficile. Basta avere un po' di cuore e d'lmIl fascista universitario Salvatore Eliseo. da Salerno: Una nuova polemica si accesa nel vostro Questionario, a proposito della apologia d; Pozzo in favore della verniciatu r a culturalistica internazionalistica (secondo l'indole ebraica) e sterile e riflessiva (secondo la natura dell'Euro"pa). In ogni modo io non voglio polemizzare con Pozzo, che nato ed educato in un'epoca politicamente infelice, in cui imperavano gli immortali principii col culto del libero pensiero e deil'Ateismo. Cos pure dicasi di Terzoni, ammiratore di De Sanctis e di Croce. Altrettanto di Croce stesso, che il suo ingegno ha dedicato a problemi di erudizione, a disquisizioni di filosofi stranieri di razza e di diverse tradizioni; ad inventare schemi ir,t ellettuali per imprigionarvi la realt fluente della vita e della storia, che del resto sfugge ad ogni manipolazione razionalistica. Come diverso Mussolini, che vive e lavora col suo popolo per la costruzione di un superbo edificio. Attualmente, oltre a giocare una grandissima partita politica, dirige la battaglia dell 'autarchia, l a quale deve dare l 'indipendenza economica ed una sempre maggiore potenza al popolo italiano. Perciq gregari e capo sono impegnati in un'aspra lotta, fatta di sacrifici individuali, di organizzazioni, di capacit ecniche. Opera che r ichiede acuta intelligenza e passione, essa assolve tutte le nostre energie e si colora di un carattere epico, che ci r icorda la Grecia e Roma eroica. C' tempo per le riflessioni erudite? No. Si lavora, si combatte e si muore per dare la vittoria alla patria. Pertanto io non mi meraviglio di una educazione assimiata al tempo che l'Italia era V'assalla, ma mi meraviglio di quei giovani. che non hanno ancora compreso l'insegnamento di DiJesa della Razza. A quei camerali in buona fede, come p e r es. Pistoni e tanti altri, non ancora spogli dei vecchi presupposti culturali, voglio ricordare soltanto questo: esistono differenze di natura. Il leone forte e coraggioso per nascita diverso dalla iena, che divorc-43

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cadaveri. Vi sono uomini di grande talento e vi sono uomini gaglioffi. Vi sono pure popoli costruttori, lavoratori e guerrieri, dal seno dei quali esce un gran numero di artisti, di condottieri e di santi, e vi sono popoli che valgono molto meno. Brilla fra tutte le razze il nostro antico ceppo classico, di sempre fortissima vitalit. Dice Difesa della Razza, per comprovare la decadenza delle altre razze eurpee, che l 'Europa nacque come la Grecia finl, cio coh la riflessione dei filosofi e della cultura in genere. E Pistoni sostiene che si nasce una volta sola e l'Europa nata in Grecia, perci adesso siamo tutti vecchi ed impossibile fare a meno del culturalismo e ritornare ai tempi eroici. Qui l'errore gravissimo. Perch dimentica. che Grecia, Roma, Italia sono la razza classica, mentre l'Europa : formata da altre razze. La frase di Difesa della Razza va interpretata, per maggiore chiarezza, cos: La Grecia, allor ch il ceppo classico fu corrotto dalle in filtrazioni della razza Jevantina disgregatrice con la sua cultura internazionalistica, perdette lo slancio creatore, la forza combattiva ed espansiva, divent una accademia di filosofanti ed eruditi, si trasform nel mondo ellenistico. Pi sfortunata di Roma la Grecia vide dissipare il sangue perch le innumeri invasioni soverchjarono la sua scarsa popolazione. L 'Europa invece nata alla civilt, gi in f e tta, con lo stesso male e le stesse caratteristiche che la Grecia manifest solo nella sua decadenza. t questo perch l'Europa non possiede il sangue del ceppo class ico, n perci lo spirito eroico ed il genio artistico nella stessa misura del popolo italiano. IJ ceppo classico puro ha sempre avuto una fortissima vitalit (militare, politica, artistica) ed sempre stato giovane. S' manifestato a Sparla, Atene, Roma monarchica consolare Roma cattolica (Roma Imperiale decadde perch la cittadinanza concessa a tutti i popoli dell'immenso impero Ieee sfuggire le redini politiche di mano ai Romani, sicch l'Impero si imbarbar e decadde), nei Comuni italiani, nelle Repub, bliche Marinare, nel nostro Rinascimento. Si oscurato nel 600 e 700 J:ierch il predominio politico di popoli stranieri ha compresso il genio nazionale, danaogli una vernice fore stiera; ritornato a splendere al tempo del Risorgimento, s' oscurato paurosamente s ui primi decenni del Regno di Italia, per riapparire pi vigoroso che mai con la guerra mondiale e col Fascismo. Benintes o per che sui periodi' di oscuramento, dovuti alla decadenza politica, la quale comportava importazione di idee e costumi estranei al genio nazionale, vi sono sempre s tate le eccezioni dei grandi spiriti, che hanno dimostrato la vitalit d ella razza ed hanno mantenuto il collegamento con la tradizione. Mi piace aggiungere che se il class ico disdegna l'erudizione ed il formalismo logico e rifles s ivo per preferire il genio -artis tico, tuttavia ama la saggezza realistica e c o struttiva di Aristotele, il quale sa leggere n ella natura; vede di Platone l'utopia irrealizzabile; si compiace di Cicerone reali!':tico ed eclettiCo, che non si astrae, studios.;, solitario, da ci che lo circonda, ma vive n ella sua repubblica, facendo l'oratore e l'uomo politico; ama S Tommaso,. il quale sistem il patrimonio spirituale lella Chies a Cattolica. con quelle qualit tutte classiche dell'equilibrio; ma ammira soprattutto Giambattista Vico che ha saputo leggere n ella storia dell'immaginazione. 44 Per concruuaere, la coscienza razziale di -possedere sangue dassico, deve suscitare il .senso di una grande responsabilit storica e deve essere di sprone alla vita eroica e costruttiva. Carlo Mannucci, da Roma: Sono un vostro lettore ed ho seguito con grande interesse soprattutto il dibattito sulla lilosolia, da: voi promosso per disintossicare il pensiero italiano. Non sono particolarmente versato in lilosolia, per s o quanto possa pregidicare nella vita dei singoli e della Nazione la diffusione di errata lilosofia. Specie quando sia proprio )a Scuola a somministrarla. Su Quadrivio ho letto in questi giorni l'articolo Ancora sulla nuova Scuola di F Porliri, in cui si parla della via da seguire per la sana formazione della giovent nostra; ed esso veramente confortante. In questo stesso numero di Quadrivio (n. 13) c' un altro articolo dall'allettante titolo
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La Chimera. da un bronzo del museo etrusco ed egizio di Firenze ch e vuoi dire capacit di fare, e fare non ; i pu senza immaginare. Sono niente altro che epoche di incom pr ensione della civilt, le epoche della riiiessione, perch la civilt, non la civilizza zio n e ma la civilt, fatta di opere, come la america, la romana, il Rinascimento. l filosofi non possono che bestemmiare la :razia d i Dio, che la grazia di creare qualche cosa Domenico Fornelli, da Biella: Rispondo alle vostre obiezioni fatte ri guardo alla mia lettera sull'idealismo. I sensi che mi dicono? M'avvertono. che esiste un'obbligazione transitoria: l a vita materiale. Ma questa avventura della carne, che anima nel mio cervello i motivi p e r un idealis -mo chiaro. La materialit, soverchia il nostro spirito, solo quando si \ uo l esser bestie e ci effetti,;amente accad e nelle affermazioni dei sensi (certe volte si ha coscienza dell'azione, certe altre essa perde ogni personalit per divenire istinto) na allontanate queste verit, che Locke aswnse a principio d'idea, si ritorna a pensare, ed il pensiero fa riiomare ail'idealismo. Ho m enzionato Croce, e voi avete oppos!o Vic o. Ma non si forse Croce mosso d alla filoso fia vichiana? Ho nominato Schopenahuer e voi oppone s te Leopardi. Ma non venne, forse, Scho p enahue r chiamato il Leopardi della filo sofia? E se Leopardi esplic il suo pessim is mo con una vena di stupenda arte let teraria, Schopenahuer il pessimismo suo lo v oll e immortalato con una dialettica strin-gente, con una vera e sibizione di pensiero puro. E se Leopardi, pens al suicidio (ed anche piuttosto sriamente) Schopenahuer non l 'ammise poich la volont intima, essenza dello spirito umano, insopprimibile. Riguardo a quanto scrive il camerata Grieco s u Roma e l'Idealismo ho da fare alcune obiezioni. Grieco scrive Il Fascismo, pena la morte immediata di esso si stema filosofico non viene ad essere altro che un fenomeno del processo storico del lo Spirito, al pari, per esempio, della Rivoluzione russa. Ma che rimane, allora. del Fascismo nato nelle trincee, sul Carso ... ecc.?. Ora, dico io quel Fascismo che Grieco afferma essere un fenomeno dello Spirito il Fascismo-Idea; il Fas cismo-concezione. Come, Idea, s 'avvalora enormemente del suo fermento eroico e delle sue attivit guerrie re. Il Fascismo nato sul Carso, forgiato nel l a lo tt a temprato in !spagna, non che il ponte materializzato che congiunge le due grandi sponde per una evoluzione sociale: teoria e applicazione ai popoli. Il Fascismo ero ico delle guerre ulti m e la sintesi che l 'Idea volle per l a permeazione di essa nella coll ettivit, prima, italiana, poi umana, e di conseguenza mondial e. Ed il Grieco, allude alle R ivoluzioni, significandole uguali al Fascismo, poich tut te fenomeni del processo storico dello spirito. Tutte le R ivo lu zioni, affermo io, sono fenomeni dello Spirito ma giammai: esse potranno essere veramente e d essenzialmente uguali. Nella Rivoluzione francese, inglese, americana, l'individuo concepito come fonte di diritti, nel Fascismo, esso non solo fon te d i diritti ma soggetto di doveri, e cito Mussolini: Tutto librai o i n un mondo sorretto dalle forze morali e responsabili dello Spirito Il Fascismo ha confutato l 'individualismo egoista di queste Rivoluzio n i ove si fabbric il pane per i e menti ambiziose. Con fut il .collettivismo della Rivoluzione russa, ove si cerc di rendere troppo esteriore il legame tra gli individui negando ad essi i sentimenti delle propriet s piri tuali. L'equazione, dunque, idealismo-Fascismo esiste ed vera. Esiste inquantoch i l Fascismo ha l'ass illo di educare, prima cosa, lo Spirito. Nel Fascismo l'individuo considerato cent ro delle sue attivit funz ionali. L 'indi v iduo non fine a se stesso; le sue attivit sono realt rette da imponderate leggi incoscienti e senza determinate qualit specifiche. Esso non retto dalla digarchia d i leggi cieche, ma ri sponde ad una legge riposta in se stesso, dalla quale dipende l a realt attiva e dinamica: realt che conchiude con la scorta d e ll 'idealis mo, la sintesi. dell'avvenimento. L 'individuo fascista soggetto, i n modo conhario, alle leggi propugnate dal posi iivism o ottoceniesco, il quale con Comte in Francia. Darwi n e Spencer in Britannia ed Ardig in Italia volle reagire all'indirizzo ::::tetafis ico che allora stava prendendo la filosofia. Costoro resero estrinseche a ll'individuo le leggi che lo governano. Mentre invece la dottrina del FasCismo afferma che le leggi sono incorporate nella realt spirituale, essend o fattrici di essa nell'individuo e di pendenti dalla volont di e .sso. E per questa nuova delineazione della realt spirituale attiva (idealismo conciso)

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che la cultura a ssume il valore d 'un dovere. Tutte le sue forme; Arte, Religione, Scien za, capacita..>1o a rendere questa realt nello stess o tempo che formidabilmente attiva; fattrice del valore collettivo del popolo, il quale s'avvantaggia della cons-istenza d 'ogni individuo, per affermare la sua P.Otenza. n valore dell'educazione, che appresta sulla base dello sviluppo organico dell'in dividuo, il terreno per una res a razionale dello Spirito; resa che mantiene la capacit di essere un organo vero dello Stato, non il flaccido adepto d'un'idea. Mi son dilungalq per dimostrare, contra. riamente a quanto asserisce Grieco, che l'equazione idealismo-Fascismo esiste ed vera. Affermato ci ne ri salta che l'idealismo una verit, che dev'essere sentito e conosciuto dai giovani. Ed il Fas ci smo diventa un Fas ci smo idealistico, a cui non ci s i rassegna, come la Grieco, ma a cui si fieri di appartenere, poich si conosce l'importanza dei suoi postulati. L'idealismo rimasto reale nell'essenza della concezione Mu83oliniana. Vivace palpitante realt dei giorni nos tri, in cui si raggiungono le pi alte vette; dei giorni futuri in cui s i raggiung-er l'apogeo, superato il quale, essa entrer come partecipe dei canoni universali di vita, a dirigere. il mondo nelle sue aW.vit s o ciali. ..et ,n().W Caro Fornelli, perch la vita materiale un'obbligazione transitoria? Che vuoi d ire? Spiegati chiaramente. Vuoi dire che il nostro regno non di questo mondo? E perch dici avventura della carne? Ti pare un' a vventura della carne l'Iliade? La Divina Commedia? P erch non chiedi a un volto dipinto da Raffaello la ragione della nostra esistenza? Perch non cerchi all'arte, che ti s'pieghi quello clie tu domandi solo alla ri fle s sione. Non ti sembra che noi. al mondo ci stiamo per fare qualche cosa? Che que s to il mistero, questa la grazia di Dio? Non ti preoccupare tanio di s v elare il misiero, se un mistero, quando di comprendere la grazia, che le opere dell'uomo ti fa vedere. Che cos' che ha fatto la civilt. L 'Iliade e l e opere dell'immaginazione america. L'epica di Ennio e l'immaginazione romana. Le opere dell'immaginazione volgare di Dante, del Rinascimento, la nostra et ame rica. Guarda ques te opere. Ascoltale. Nulla pi grande ha creato l'uomo. Dove altro vuoi dunque andare a cercare l 'uomo? Guarda l 'architettura. Non ti fa pensare alla politica? Somiglia alla politica e te la fa vedere meglio di tutti i trattati. Che le ne importa che il fascismo sia un'idea, una sintesi, una concezione, un f enomeno dello spirito, un ponte materializzato, un confutatore di false dottrine? Ques to modo di essere e pensare, non di fare. E una riflessione, un mod di chiudere definizioni, metafore, una mitolo-gia della ragione. A noi interessa che il fascismo sia invece un fare. Sia un lascio d 'uomini di buona volont, che l'ha fatta finita coi modi di e s sere e agitare e pensare, che impedivano il fare agli uomini capaci di creare le ope r e necessarie all'Italia. A noi interess a che questo fascio nazionale d'italiani l'abbia fatta finita col tendere e parteggiare e mettere in dialettica J'!talia. Finita coi partiti, con la dialettica dell'opinare. E abbia dato a Mussolini il modo di creare l'opera sua. Perch anche la politica un'arte. Anche l'opera politica vuole un autore. Questa la scoperta italiana del fascio. Questo il nuovo. Questo l'uscire dalla dialettica della decadenza europea; Dalla Babele dei partiti. Ti pare che il partito di Dante, chiamalo dantismo, se vuoi, potrebbe servir' a fare la Divina Commedia? Stiamo dunque alle opere. Consideriamc l'architettura costruita da questo autore. Guarda il disegno della potenza italiana, guarda i particolari dell'opera. E allora, se proprio t'interesser di darl)e qualche definizione, almeno sarai pi esatto e non andrai a finire nel gratuito e incontrollabile. Ma sopratutto il fare t'ispiri al fare, non alle definizioni. Rocco Sannizzo. da Santa Maria di Ni scemi (Caltanissetta); Inizio con una domanda: Chi il popolo? Discendente da avi contadini, figlio di genitori operai sono stato anch'io lino a pochi anni addietro, essendo ora passato al ramo della studio. Ho avuto in tal modo il privilegio di vivere in mezzo a tutti e tre gli ordini umani, rurale, operaio. e _diciamo. cosi intellettuale. Credo quindi di poter parlare per esperienza, come dicono i no s tr i buoni padri. Ho cercato con ansia d'individuare il popolo, il vero popolo italiano, in cui potessi scorgere i nobili caratteri della nostra razza. Perch non dirlo? Ho creduto di scorger!o nei lavoratori, specialmente della terra, non fosse altro per la sincerit, .sobriet, religione o alletto, che ti esprimono anche da un balzo degli occhi. Ne .ero tanto convinto e appassionato che per poco non credetti di aver cessato ormai i appartenere al popolo. Ma non era possibile. Io gradivo spesso (ad onta di idiote critiche) di stare in mezzo a esso e chi non ha un'anima popolare, volgare, non pu comprendere e amare il popolo. Allora mi convi.psi che non era questione di ceto, ma di natura. Ma dunque la natura si pu perdere? Su questo punto vorrei parlare solo dei gio vani e ai giovani. Sl, in quanto a me, credo che la natura si pu perdere, ma anche che si pu riacquistare (non facilmente e d 'un colpo, s'intende). Guardate Martini, Grieco e poi l 'ormai famoso studente di Milano col suo degno collega ed eroe idealista. Solo contrasti d'idee? Certamente no, ma bisogna ammettere che ci sono ancora molti giovani (e ci fa molto pena oggi, in Italia) deviati (snaturati, li chiamerei io) che aspirarlO a una vita comoda, aristocratica, senza morale e atea, borghese in una parola, anche se mascherata indegnamente da frasi di eroismo e di religiosit. Parlo specialmente dei giovani letterati e intellettualoidi, perch -veramente dobbiamo riconoscerlo -a scuola s' trovato spesso l'ambiente adatto (le cause son note) per distruggere, volontariamente o non, la no--------------------------Direttore responsabile : TELESIO INTERLANDI stra natura spiccatamente popolare, cio umilmente patriottica e cattolica. E' necessario che la riprendiamo. Come sempre il Duce, anima schiettamente popolare, ci sar di guida, poich bisogna convincersi che noi siamo l'Italia di domani e che, se avrem raggiunto questa unit di natura e di spiriti, possiamo essere sicuri di aver compiuto un'opera fondame n tale per i destini della nostra Patria. Ed ora un quesito. Nel Questionario del N. 6 sono stato colpito dalle vostre parole seguenti: Dante fece la lingua italiana con i dialetti. Con la musica degli umili di tutta la penisola. Se non. ho compreso male, a scuola ci stato insegnato molto diffemnte (come noto, a scuola ci si preoccupa di far sentire gli amorosi lamenti del Petrarca, o del Magnifico, o qualche poetessa del '500, piuttosto che far leggere, direttamente e senza critica estetica, le c'pere pi utili a tutti). Ci stato detto pressappoco cos: Dante 'credette, nel suo De Vulqari eloquentia, che la lingua volgare italiana risultasse dalla composizione degli elementi pi nobili dei .vari dialetti. Ma ci errato, poich una lingua sorge da un dialetto particolare. Per noi il fiorentino. Quanto a m e credo che ci in parte sia vero; infatti non inaccettabile la vostra tesi, che farebbe pensare a una origine quasi artificiale della nostra lingua? Se la parola nasce dall'immaginazione, naturale Dante. r1on poteva servirsi che della sua. E giusto per amlj'lettere che Dante arricchi il suo-dialetto con gli elementi pi illustri degli altri dialetti italiani, che avevano avvinto la sua immaginazione. Convinto della importanz a di tale questione anche ai lini della nostra unit etnica -si ricordi che il Duce ha ribadito anche recentemente, che !a Nazione la lingua -attendo da Voi, che scipete pi di noi giovani, ulteriori chiarimenti. 'Jt iflfA/.JJ/1,91 Sannizzo cerchi l ri sposta in Dante. Il volgare, diceva Dante, somiglia a quel. le azioni italiane nobilissime, che non l sono proprie di nessuna citt d'Italia. ma comuni a tutte, e si fa sentire pi in una che in altra, come la semplicissima sostanza divina, pi nell'uomo che nel bruto, pi nell'animale che nelle piante, in ques te pi che nelle miniere, e pi nelle miniere che nel fuoco, e nel fuoco pi che nella terra. E quella semplicissima quantit, che uno, pi si sente nel dispari che nel pari; quel semplicissimo colore, che bianco, lo vedi pi nel citrino che nel verde. Abbiamo dunque trovato quello che cercavamo, e lo chiamiamo illustre, cardinale, aulico, e cortigiano volgare del latino, perch sembra di nessuna ed di tutte le citt, col quale tutti i volgari municipali debbono essere comparati. Illustre, aggiungeva, perch illumina e ri splende; cardinale, perch il cardine e il padre di tutte le parlate volgari; aulico, perch dell'aula comune del regno; che non abbiamo; cortigiano, perch misurato e pesato alla eccellentissima corte d'Italia, della quale esiste il grazioso lume, se non il principe. Stampatori: Societ Anonima Istituto Romano di Arti Grafiche di Tumminelli & C.-Cit Universitaria -Roma 46

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L'Istituto Nazionale delle Assicurazioni per rendere agevole a tutti i cittadini l 'acquisto dei nuovi Buoni Novennali del .Tesoro 5 %. ha creato speciali polizze che consentono il pagamento rateale. Tali polizze sono in forma ordinaria e in forma <
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n Vol. 3, no. 8 (February 20, 1940)
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[Roma :
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February 20, 1940
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Race relations
v Periodicals.
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651
Italy
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1 773
t Difesa della razza : scienza, documentazione, polemica, questionario.
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