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Difesa della razza : scienza, documentazione, polemica, questionario

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Material Information

Title:
Difesa della razza : scienza, documentazione, polemica, questionario
Physical Description:
Serial
Publisher:
Società anonima Istituto romano di arti grafiche di Tumminelli
Place of Publication:
Roma
Publication Date:
Frequency:
semimonthly
regular

Subjects

Subjects / Keywords:
Race relations -- Periodicals   ( lcsh )
Jews -- Periodicals -- Italy   ( lcsh )
Race relations -- Periodicals -- Italy   ( lcsh )
Genre:
periodical   ( marcgt )
serial   ( sobekcm )

Record Information

Source Institution:
University of South Florida Library
Holding Location:
University of South Florida
Rights Management:
All applicable rights reserved by the source institution and holding location.
Resource Identifier:
usfldc doi - D43-00039
usfldc handle - d43.39
System ID:
SFS0024306:00039


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\fiE\ l' non 1,.: \ T\ZIO:\E ltti.EIIN' \ O l J:STIU\ \IliO L. t

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2 t!IV( SVLE al ber9hi turistict funivie e1trlere il "TEVERE" l'avamposto della stampa fascista LEGGERE I . -l ITEVEREI DIRETTO DA TELESIO INTERLANDJ non significa soltanto esser e informati rna anche e sopratutto avere una guida BANCO DI SICILIA ISTITUTO DI. DIRITTO PUBBLICO Il pi antico organismo bancario della Sicilia e uno dei pi antichi del mondo L. ISTITUTO RACCOGLIE DEPOSITI A RISPARMIO E IN CONTO CORRENTE FRUTTIFERO E COMPIE TUTTE LE OPERAZIONI DI BANCA

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Collaudato dal Ministero delle Comunicazioni -Ogni Radiobalilla, ha il relativo bollino di collaudo -T re valvole -Onde medie -Ricezione diurna della stazione pi prossima l n c o n d i z i o n i fa v o re v o l i r i c e z i o n e se r a l e di alcune principali stazioni europee. Privo di reazione regolabile sull'aereo, quindi esente dai disturbi caratteristici degli apparecchi a reazione. C O STA L l R E -T ASSE RADIO FONICHE COMPRESE. ESCLUSO ABBONAMENTO ALLE RADIOAUDIZIONi VENDITA RATEALE CHIEDETELO Al MIGLIORI RIVENDITORI 3

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50[1ETA' ITALIANA' ERNESTO BREDA MILRND

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ANNO III -NUMERO 9 5 MARZO 1940-XVIII ESCE IL 5 E IL 20 DI OGNI MESE UN NUMERO SEPARATO LIRE l ABBONAMENTO ANNUO LIRE 20 ADDONAMP.NTO SEMESTRALE 12 ESTERO IL DOI'PIO Direttore: TELESIO INTERLANDI C omitato di redazione: prof. dott. GUIDO LAN DR A p r of. dott. LIDI O CIPRIA].'III -dott. LEONE FRANZI d o tt. MARCELLO RICCI dott. LINO BUSINCO S e gretario di redazione: GIORGIO ALM IRANTE SCIENZ!DOCUUENT!ZIONE POLEUICA OUESTIONARIO

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'U'n soldato della "grande Francia" 6 1939, Jean GirauGenerale_ france Informaziohi, pronunci 'alloczione la cui importanza de-riva dal fatte che essa' defirusce .il punto di vista ufficiale sul prblema delle razze e su quello dell'etnia francese. Lasciamo kx parola a Jean Girau-doux: La Francia non una nella sua terra, nella sua razza. Questo paese fatto di minoranze La Nazione francese la pi sorprendente dimostrazione del prinCipio che il mi. scuglio delle razze pi differenziate, abbandonate al caso delle invasioni pi diverse, installatesi du,rante epoche distanziate fra loro dai secoli, forma un insieme pi qualificato di una razza unica, per trovare nella loro in tegrit; e nella loro umanit gli attri buti e i valori dello Stato civile . Tenendo conto delle origini. c' tanta distanza un Alvergnate e un Basco, un Limosino e un Bretone, quanta ve n' fra uno Spagnolo e uno J ?Jg!'o, _un Ostrogoto e .1m Gall; m a con il fio.rire dell'innesto, tutte le no zioni del cuore, :-rutnTnflessi dell'uomo ci del cittadino sono nel nostro paese identicamente gli stessi. Il nostro periodo di conquista non stato che la ricerca di uri equilibrio finalmente raggiunto ... Abbimo conquistato una parte dlle Fiandre perch la Francia ha bisogno di una parte delle Fiandre per essere l a Francia. Abbiamo annesso il Bearne se, perch la Francia non sussiste-rebbe, senza l'intero Bearnese. Ma . per contro, qualsiasi mutilazione di territorio divien p grave per noi che Per un paese di razza e d 'anima uniformi La prima constatazione che. deriva da queste parole che la vecchi a tesi, secondo cui i Francesi sarebbero i discendenti dei Galli e deriverebbe da questa comunanza la loro unit, sembrq abbandonata. Essa presentava in verit. dei punti assai deboli, perch notorio che notevoli frazioni del popolo frncese, i Corsi, pr non citar che un esempio significativo, hanno origini tutt o differenti E oggi che la dottriria uffi ciale professa la-Francia una Nazione di 110 milioni di abanti, cui i due terzi sono negri, seinit i

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ranze In rane1a o gialli : occorreva trovare un'altra spiegazione della sua unit. Girauloux ha cercat_o di farlo. Egli definisce la Francia non come una famiglia npturale, ma come un'impresa. sistematica di snazionalizzazione, che deriva il-suo sviluppo dalla distruzione dei popoli o dei frammenti di popoli stranieri che con la forza vengono riuniti al suo territorio. Egli esalta il meticciato e il soffocamento delle tradizioni etniche proprie a ci,ascun gruppo di Francesi perch se ogni Francese :restasse fedle alla lingua, ai costumi e alle tra-. dizioni dei suoi avi, la Francia cesserebbe di esistere. Mai prima d'ora, ci sembra, era stata cos ingenuamente ammessa l'incompatibilit che esiste fra il principio stesso 4ello Stato francese e la grande tendenza moderno dei popoli. a: coltivare la loro portico-krre eredit razziale. Quanto alla pretesa di Giraudoux che la Francia avrebbe attualmente raggiunto il suo equilibrio n seguito ad ingrandimenti precedenti" e per cos dire ragionati, essa ha pi{J meriti poetici che La Bretagna non divenuta francese che nel 1532 Strasburgo nel 1681, Nizza nel 1860, il Marocco nel 1910 .La Francia sapeva forse sentiva forse, prima di ciascuna di queste date, di non essere ancora la Francia? E oggi che essa parla d'annette.rSi la terra tedesca del Reno, sta forse per scoprire di aver vissuto ven-. ti anni senza accorgersi di essere incompleta? La logica non l'attributo del Commissorio francese per le Informazioni Egli dice che i Francesi, una volta ben riusciti e bene amalgamati, non che un cuore, e, pi oltre, che Francia non ha n una razza n 'aniina uniformi Tuttavia quest'ultima considerazio-dovuta ad una penna governativa, l'espressione della ve,rit Una rapida 'occhiata retrospettiva sulla formazione etnica della Francia lo con.ferma. Non si sa nulla di certo sulle pop:). lazioni primitive della Francia, se non che esse erano molto dense, si dedicavano all'agricoltura in comune e che potevano verosimilmente" essere ientificate con i Liguri e, verso il sudovest, con gli Iberi L'invasione .:\' o .. d t .. Il d .. o Il o i Il 'autia dttisanatntc. o 1 1 o.,. t i : cht t i 1 i d i c i i l t d i tt .. c or i -;:;i 11 i c t n i t h t. d h t l'.,. a "'tcuia. di\ptsa lin;:;na 7

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s Tipo bCJBCO celtica che cominci se t secoli prima di Cristo, sommerse queste popolazio n i primitive, senza peraltro farle scomparire. Risult da questa sovrapposizione il popolo detto Gallo, nel quale l'elemento celtico doveva esse,re predominante a nord, e abbastanza debole a mezzogiorno, addirittura inesistente fra la Garonna e i Pirenei In seguito alle vittorie di Cesare, sei secoli di occupazione romana fecero sparire ogni traccia del celtismo. I Galli divennero Gallo-Romani, subendo specialmente riel sud-est, la Provincia, il Narbonese, un'intensa colonizzazione italica. Allora, a partire dal V secolo, cominciarono le grandi migrazioni barbariche, che roves ciarono sul futuro suolo francese popoii inte.ri Franchi, Alemanni, Burgundi, Visigoti per via di terra, Sass oni, Scandinavi, Bretoni per via di mare. Le incursioni profonde di Arabi nel sud della Francia, a partire dall'ottvo secolo non faranno o,rmai che accentuare la differenza fondamentale che sempre pi si crea tra la Francia a nord della Loira e quella a sud della Loira, sottomesse, l'una alle influenZE: nordiche e l'altra alle influenze mediter,ranee. Si vede, sulla cartina che pubblichiamo, il limite delle lingue d'cc, ch e si collegano alle lingue latine meri dionali e delle lingue d'ai!. che la fonetica collega all'antico gallico; vi s i vedr la fossa storica della Loira, a sud della quale l'influenza tedesca specie quella dei Visigoti non seppe conservarsi. Abbiamo materializzatc schematicamente questa grande fron tiera di culture con una linea ne.r a A sud della linea, regna il diritto romano scritto, sono le provincie con siderate straniere dell'antico reame che avevano il loro .regime fiscale. A nord, si sviluppa il diritto consutudi na,rio, e il re di Parigi regna senza restrizioni sulle provincie con pieno diritto. A nord, il cavallo lavora i campi di grano, a sud, le vacche la vo.rano le culture magre. A nord, si beve birra e cedro; a sud, vino. D c una parte ci sono case col tetto a p puntito, grandi villaggi agricoli o fat torie isolate; a sud predomina il vi laggio di tipo urbano con i tetti roma ni. Il nord e il sud si oppongono in tutti i modi, come il contadino al cit tadino, il soldato al procuratore, il .ro manticismo al razionalismo, il tip c biondo al tipo bruno. E questa oppo Tipo alpino-lapponoide (il deputato Archimbaud) Un ebreo di Francia: Silvain Lvy, Presidente dell'Alleanz a Israelitica Universale.

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1 2 3 IB BAHA BR.fTA6NA ALTA 8R.ETAC1NA MARCA 8R.ETONE f/://1 POPOLM-ftN/OfiJANCO (ALEMANNI, []]]]. LINuUA-D'OC 1 WffTHOEK 2 tTNIA NfER.LANDEJE 1 PROYIN(/.4 NIZZ.ir E fAVOlA (i) PAESI BASSI 2 BREIZ (BRfTA6NA) 3 ALZA.ZIA LORENA-4 PAESE BA-SCO 5 CATALOGNA 6 CORSICA NIZZA 5AVOIA -fTTTTI A-ANTICAMENTe D'DC E/3E.R fCOM _,..-,LIMITE IJELLELIA'uUED'O( E D'O/L LLi..UJ B FRANCO PROVENZALE I+OVA ANTICHE COLONIE &RE CHE ----1 NUClfl PIUMITIVI uALLI f li6UIU.Crll APPORTI STORICI s-ECONDARI (AR.ABI,fBRfl) Lf IHHI6'RAZIONI CONUMPORANEE (fiAHMINErlti,ITALIANI,SP.t.6+JOLI,BfRifflNE
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sizione ancora pi pronunciata se, per rappresentare il nord si prende la Fiandra o l'Alsazia, pu.ri paesi germanici, o la Bretagna terra celtica come l'Irlanda, e per rappresentare il sud, Nizza o la Corsica, che nulla distingue dal resto dell'Italia. Tuttavia la centralizzazione amministrativa e linguistica non si esercitata invano pe.r secoli, e soprattutto dopo la Rivoluzione, contro il .genio delle provincie. E' un fatto che lo Francia media, dove le influenze contrarie si incontrano e si fondono, ha prodotto con i secoli un tipo intermedio, che non n del nord n del sud; n gallo, n tedesco, n latino, corrie lo provano il suo folklore senza o,rigini lontane e le sue arti popolari prettamente prese in prestito dalla civilt delle citt e delle corti L, fra Le Mans e Digione, Reims e Clersi senza dubbio realizzata la sintesi di cui parla Giraudoux. L vivono individui che sono Francesi i n tutta la forza del te rmi ne, per i quali la nozione di razza, con tutto ci che ess a comporta di potenziale culturale, incomprensibile Ma tutt'attorno, ad ovest, a nord, ad est, nel mezzogiorno, continuane. a vivere vaste popolaz ioni che l'unitari smo francese non ha ancora livellate e che per la maggior parte sane rimaste attaccatissime alle parti cola. rit che la religione dell'Impero francese unificato chiede loro di sacrificare. Da ci deriva senza dubbio la contraddizione di Giraudoux che parla del cuore identico presso tutti i Francesi, e della loro anima diffe-IO Sopra: La tradizionale: festa bretone del vischio sacro -Sotto : Una sfilata di costum i bretoni, cr Perros-Guinec. rente. Bisogna sapere di quali Francesi si parla; perch la Francia ha essa pure. le sue minoranze. In primo luogo, ad ovest, v' la Bretagna, ove la met dei tre milioni d'ab2::...'1ti continuano a pa,rlare celtico malgrado l'implacabile oppressione linguistica. A nord, il gruppo FiandraArtois, di pura etnia franca e sassone, di cui tutta una parte parla fiammingo. Ad est, l'Alsazia-Lorena, di lingua, tradizione popolare e cultura tedesca, cio in tutto ci.rca quattro milioni di tedeschi. A sud-ovest, i Baschi che attraverso i Pirenei tendono la mano ai loro fra telli di Spagna. A sud, i Catalani di Pe.rpignano. A sud-est i Nizzardi e i Corsi. Nessuno di questi. popoli disposto ad abbandonare di buona voglia le sue carotleristiche nazionali, e i pi vigorosi ira essi, i Bretoni e gli Alsaziani e Lorenesi, resistono aspramente al sistema tanto decantato da Giraudoux, che non porta loro che i disordini e l'abbassamento del vaLore umano, i rancori e le sofferenze che accompagnano sempre e dovunque i e imprese di snazionalizzazione. Nelle provincie meno caratterizzate ma tuttavia fiere della loro persona lit, come la Normandia, la France Contea, la Provenza, l'ostilit alla dot trina del meticciato e alle abitudin : della centralizzazione, per essere m e no viva, non meno generalizzata. In una parola, se l'unit frances e esiste indiscutibilmente in una cert e misura, bisogna riconoscere che ess e il ,risultato di un'azione politica b a sata sulla forza e che essa incontrc. serie resistenze. L'opposizione fra P a rigi "e la provincia, ben conosciuta d a gli stranieri, esprime una verit prc fonda. Quando Daladier dice che il un movimento di giustizia la Franci c .ritrova i suoi figli egli fa una d i screta allusione ai numerosi Alsazi ni, Lorenesi e Bretoni che ha dovut ( gettare in prigione, affinch nessunc ombra veli il quadro idillico dell'uni t francese abbozzato dal signor G i raudoux. OIJER MORDREl

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D giudeo Lanclsberg. che fu Ministro della Giustizia nella Germania di Weimar. la Bibbia era la sola fonte storica per riconoscere l origine e lo sviluppo del popolo ebreo, tutti gli sbagli ed errori della Scrittura, in quanto agli eventi storici, dominavano anche nella scienza. Nel s ecolo passato a nche gli eruditi credevano ancora che gli ebrei fossero il pi anti c o popolo del mondo dal quale il mo noteismo si fosse diffuso alle altri nazioni e che a paragone delle altre nazioni del_ l'Oriente antico, gli ebrei avessero la pre c edenza di et, di fede e quasi di civilt. Questa teoria semplice fu scossa per la prima v olta dagli scavi di Babilonia Si vide che non soltanto molti salmi sono tra. duzioni di inni babilonici, ma anche il dec alogo di Mos fu riconosciuto come una tr a duzione abbreviat a della legge del re Hammurabi. Pi si esplora v a l'antica civilt di Babilonia, pi si faceva chiaro il Il giudeo R. Radek. che fu propagandista bolscevico a Berlino. . fatto che gli ebrei mancavano di originalit che paragonato allo sviluppo di Babilonia, anche il regno di Davide e di Salomone faceva l'impressione di essere provinciale arretrato retrivo e semi-barbarico. Per la prima volta cos gli eruditi dubitarono che un tal popolo, in taJ modo dipendente dal le altri nazioni vicine, in ogni sfera della vita civile, fosse in vero tanto importante nella vita spirituale, quanto pretendeva lui stesso. Le discussioni su questo tema del J'interdipendenza di Babilonia e d'Israele, conosciute coine di spute Babel-Bibbia destarono negli ultimi anni del secolo scor so l'attenzione di tutto il mondo erudito. Gi dalla spedizione di Napoleone in Egitto, gli eruditi avevano cominciato a de cifrare i geroglifici egiziani; ma soltanto negli ultimi decenri:I del secolo scorso, la vita, la letteratura e la religione degli egi ziani furono abbastanza esplorate per com paratie alle altre civilt. Nelle scritture ed iscrizioni egiziane, erano anche menzionati gli ebrei ma come un popolo fra molti altri e non sempre in un modo molto lusin. ghiero Si scopriva inoltre che i salmi, le storie ebraiche, encomiate ed ammirate, come ispirazioni del genio d'Israele, non e r ano che pi o meno esatte di inni solari degli Egiziani e che la dipen denza culturale degli ebrei dall'Egitto era ancora pi grande di quella da Babilonia. Ma quando gli scavi rivelatori inesorabili di ogni leggenda storica cominciarono nella Palestina stessa, fu scoperto anche il pas sato del popolo ebreo Il primo aoitante della Palestin a fu un primitivo rassomigliante molto all'uomo di Neandertal dell'Europa Centrale, cacciatore del tipo dei negri australiani Quest'uomo era sparito gi nel quinto millennio prei storico Una scarsa popolazione del tipo mediterraneo a cranio lungo si trovata poi alla riva del Mediterraneo. Nel quarto mil lennio a. Cc., una migrazione di genti del tipo mediterraneo e nordico c ominci nel l'Occidente del Mediterraneo : prima _la Spagna e l'Africa Settentrionale si copriro no di dolmen (tavole di pietre) e di tumuli dello stesso tipo che si conosce anche nell'Europa Settentrionale. I tipi biondi, che si trovano ancora fra gl'indigeni del 'I'Algeria, Tunisia e Libia, discendono da questa grande migrazione preistorica di po poli settentrionali e non dai Vandali, trib germanica non numerosa, che fu vinta e dispersa dai bizantini nel sesto secolo dell' era cristiana Ma questo grande movimen. to del quarto millennio a Cr., pervenne anche alle coste della Palestina; del 3 500 a Cr., nei dintorni di Ghezer e di Gerusa lemme, si sono trovate cremazioni, una forma di sepoltura tipicamente europea e sconosciuta dall antico Oriente; si sono tro. vati anche tumuli e grandi circoli di pietre. Questo strato di popolazione mediterraneO nordica non era numerosa, i figli di Ena-Mendicante 1 co, menzionati anche dalla Bibbia, erano probabilmente gli ultimi discendenti di questa infiltrazione, ,che lasci alla penisola arabica anche le prime scritture alfabetiche come l' alfabeto sinaitico trovato da Flin. ders-Petrie, e gli alfabeti dell'Arabia meri dionale che mostrano una rassomiglianz a sorprendente coi primi segni della Spagna c col tipo delle scrittUre dell'Italia pre i storica. Alla met del terzo millennio si pu trovare una nuova immigrazione in Pale stina, questa volta non proveniente dall'Oc cidente e dalle coste del Mediterraneo, ma daii'interno dell'Arabia. Questa nuova popolazione era pi o meno di razza orientale, di cranio lungo anch'essa, ma ben distinta dal tipo mediterraneo. Questa nuo va popolazione occup tutta la Palestina, si sovrappose alla popolazione della p rima migrazione, formando le trib dei Canaaniti, popolo rassomigliante agli Arabi (:!'oggi, suoi affipi Dal 2500 al 1500, la Palestina, pi coperta di selve e boschi, pi acquosa e pi fertile d oggi, era divisa in molti piccoli stati, dominati da citt centrali, ben orga nizzate, ogni stato con il suo re o melech ed il suo Dio o baal Quasi tutti questi stati furono pi o meno influenzati dall'E gitto. I primi Indogermani, uomini appar tenenti al popolo dei Mitanni, gruppo affi-

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:1t agli Indi, e residente nell'Iraq occiden ::tle, si erano spinti nella Palestina, dove di c::ssi erano proprietari di castelli, piccoli re di citt o anche cavalieri preda c ori, come ci dinlostrano le relazioni dei .-assalii palestinesi col re dell'Egitto, sovra:JO di quelle contrade. La maggioranza della ;1opolazione era dei Canaaniti, parlante una l ingua semitica, appartenente alla razza r ientale, oggi rappresentata dal tipo puro ,!egli Arabi, con alcune infiltrazioni di raz a armeriica, mediterranea e nordica (secon J o la classificazione di H. F. K. Giinther) Degli ebrei non c'era nulla non esi : tevano ancora. Nelle lettere d' Amarna, scritte verso il 1 soo a. Cr., relazioni dei vassalli palestinesi d re dell'Egitto e cqrrispondenza della Cor. t e reale degli Hittiti col farao ( recte : ? a r. o Casa Grande ) egiziano, sono ;nenzionati anche gli Habiri : Gli Ha biri devastano tutti i paesi del re (lettere d'Amaroa Nr. 285,5) e il paese di Sichem t: caduto nelle mani degli Habiri (lettre d'Amama Nr. 290,5) Chi erano questi ;( Habiri ? Nella Babilonia si sono trovati Habiri mercei:mari, nel tempo dei re Ham. murabi e Rim-Sin; nella lip.gtia egiziana pi t ardi la parola apr significava: nari, ma anche plebaglia vagabonda Da dove vennero : questi ha biri ebrei ? Certo che non si trattava di beduini, __ perch il cammello, cavalcatura significante e tipica delle trib beduine, non mai men. zionato nelle descrizioni della Palestina dagli ebrei; se questi fossero stati beduini del deserto, si sarebbero serviti cammello per rompere la resistenza d ella popo lazione residente, come fanno i beduini del tempo moderno. Ma nel tempo antico esi stevano come esistono oggi trib di poveri pecorai nei dintorni del golfo di Acaba, nel paese di Edom : apparte nevano gli habiri _ad essi ? Certo Edom chiamato Fratello d'Israele nella tradi. zione della Bibbia; probabilmente gruppi di questi peco 'rai erranti hanno partecipato alla formazione del popolo d'Israele, ma anche di certo non ne formarono la mag gioranza Tutta la tradizione d'Israele non rimanda ad Edom, ma a Babilonia; Abramo stesso emigr dalla citt di Ur nella Caldea Ci che sappiamo della priola civilizzazione delle trib d'Israele sembra essere d'origine egiziana e babilonica, ma primitivo e retrivo. La storia della creazione del mondo e molti tratti della vita religiosa e sociale potrebbero essere influenzati da Babilonia e dall'E gitto, ma non dalla classe erudita, bens dalla plebaglia di queste metropoli dell'an tico Oriente Erano gli Habiri.ebrei (non si mai dubitato di ci che queste due parole siano sinonime) forse uomini di aste basse, cacciati via per qualsisia causa come nell India e nell'antico Oriente i re energici di allora avevano espulso malfattori o plebaglia ? Donde vennero? Le relazioni degli scrit tori, indipendenti dalla Bibbia e in parte pi antichi della sua compilazione defini tiva, ci raccontano particolari del soggiorno delle trib ebraiche nell'Egitto. L ebreo Flavio Josepho, nella sua opera Sull'et del popolo giudeo, scritta pochi anni dopo la distruzione di Gerusalemme da parte dell'imperatore Tito, ne cita tre e polemizza amaramente con essi. Egli cita primo l'Egiziano Manetho, uomo che probabilmente possedeva buone tradi zioni storiche di alta et, e ci ha dato un capitolo della storia giudaica, second() la conoscenza degli Egiziani : Il Manetho c'in. forma che una volta trib venute dal deser. to invasero l'Egitto, vinsero i principi, devastarono crudelmente le citt e rovescia rono i templi Queste trib dominarono sull'Egitto per molto tempo e furono cacdate dopo una lunga guerra. Molto pi tardi un re d'Egitto si decise ad epurare il paese dai lebbrosi ed altra gente macchiata Il re fece trasportare tutta questa gente alle cave di pietre Dopo che molto tempo .si erano arrabattati nelle cave di pietre, il re cedendo alle loro preghie(e, ?.ggiudic ad essi la citt di Auaris. Venuti a questa 'citt, luogo adatto per una ribel lione, elessero capo un prete della citt di Hieropolis, chiamato Osarsifo e giurarono di ubbidirgli in ogni caso. Quest'uomo ema. D giudeo Mattia Erzberger, che fu Ministro delle Finanze del Reich. n come prima legge di non adorare gli dei e di non riguardare gli animali che gli Egiziani tenevano sacri ma di ammazzarli e mangiarli tutti, poi di obbligarsi soltant ai membri di questa congiura. Avendo dato tali e molte altre leggi opposte ai costumi degli Egiziani ... cominci la guerra contro il re dell Egitto ... questo prete passando alla folla cambi il nome e si chiam Moyses Poi Manetho racconta come questa gente si riun alle trib espulse dall'Egitto Un certo chairemon, scr ittore dd primo secolo d. Cr che viveva in Alessandria d'E. gitt() e scriveva in greco, ci racconta la stessa storia, soltanto con modificazioni insignifi canti. Un altro scrittore antic citato da Fia vio Josepho, chiamato Lysimacho, riferisce la storia nel modo seguente : Bocchoris, re d'Egitto invi una legazione all'oracolo del Dio Amrnone ,,-per chiedere a lui D giudeo Warburg, banchiere, che fece par. te della delegazione tedesca a Versaglia.

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Ii giudeo Erich Muhsam. uno dei principali artefici della repubblica rivoluzionaria di Monaco di Baviera, nell'immediato dopoguerra. dt c i che avrebbe dovuto fare contro la sterilit dei campi. Il Dio prescrisse di epu. rare i templi dagli uomini empii e nefasti ... Ricevuto l'oracolo, il re c on voc i preti ed ordin di cacciare i nefasti e di darli a i guerrieri, che li conducessero nel deserto. In un comizio, i conda nnati si consigliarono sulla loro situazio ne. Il giorno dopo, un certo Moyses li esor t ad a nd are avanti fin. ch non fossero giunti in contrade abitate, e a non amare nessuno, n mai consigliare cosa buona agli uomini, ma sempre la pi catti va, e distruggere i templi ed altari delle altre nazioni Approvato questo cons iglio, marciarono attraverso il deserto. Dopo mol te privazioni, arrivarono in un paese fertile, dov e torturarono gli uomini, derubarono e bruciarono i templi Cos giUnsero a l paese che oggi si ch iama Giudea ... Di spe c ia\e import anza per la nostra ric erca l a relazione d'uno scrittore, che conoscenza, onest ed obiettivit fanno degno di ogni fiducia. Il romano L. Cornelio Tacito ben seppe dare relazioni obiettive anche dei nemici della sua nazione Egli, c he fece una descrizione delle trib germa niche a questo tempo g i avversar ie del. 14 l'Impero Romano, con tanta intelligenza c quasi senza lasciarsi influenz are dai senti menti soggettivi nella sua opera Germa nia merita anche completa fiducia per ci che ci racconta, secondo fonti scono sciute da noi che egli ancora conosceva sulla storia e l'origine degli ebrei Nelle sue Storie (li b. V, l), Tacito scrisse: La maggioranza degli storici d'accor do che nel tempo d'una epidemia che pro duceva eruzioni dei corpi, il re Bocchoris si diresse a l tempio di Dio Ammone. Alla s ua preghier a d un rimedio, fu consigliato di epurare il regno e di espellere questa gente, p erch odiosa agli Dei Cos, riunita, questa plebaglia, raccolta qua e l fu la sciata nel deserto. Alla folla ab bandonata e piangente, un certo Moyses, uno degli esuli, aveva consigliato di non aver fiducia n degli Dei n degli uomini, ma di affidarsi a lui, quale capo inviato da Dio. Per assi curarsi della fiducia del popolo anche per _il futuro, Moyses introdusse nuovi costumi, come non ce n'erano presso gli altri popoli. Per essi santo tuttocci che per noi empio e ad essi permesso tuttocci che a noi proibito.. Ed ogni cattivo uomo reca tasse e tributi, per cui i giudei son o potenti, e sprezza la sua propria religion t e patria. I giudei si aiutano l'una l'altro, in tal modo, come da nemici odiano tutto il rimanente genere umano ... Chiunque passa alla loro stta, osserva questo uso, e la pri ma cosa che impara il disprezzo degli Dei il rinunziare alla patria, il rinnegare geni tori, figli, fratelli Gli scavi fatti nella Palestina ci dimo strano che l'irruzione delle trib d'Israel e fu una catastrofe per la civilizzazione di questo pa se. Le pietre parlano ancora chiaramente. Si pu ve dere dagli scavi di Tell Hezi (l'antic a Lachis), Tell es Safi Tell Zakarije, Ghezer Taanek, Megiddo, Geri. co, Samaria, Sichem, Tell el Balata Ain Sems e Gerusalemme, fatti dagli archeolo g i inglesi, francesi, italiani e tedeschi, che s i trovano grandi citt del tipo canaanitico, sot_ to lo strato israele-giud a ico, in molti casi grandi mucchi di macerie bruciate divido n o l uno strato dall'altro. La conquista dell e c itt deve essere stata congiunta con gran d i devastazioni Dal punto di vista della civi lizzazione, l a c onquista della Palestina d a parte degli ebrei, fu una decadenza impro v visa e senza nuovo sviluppo. Questo si pu dimostrare facilmente comparando la pro duzione ceram ica dei Canaaniti con quel h degli israeliti ; sempre la fabbricazione pre. israelitica pi fine, di miglior gusto. t pi bella di queste forme primitive, goff e c brutte, fatte dagli israeliti Ma non furon o barbari crudi, c he pi tardi abbiano sapu t o crea re una nuova civilizzazione, sulle rovin e di quella che avevano distrutta ; per tu tt o il tempo che gli ebrt:i dominawno la Pal e st ina, non si trova l a minima b e llezz a com parabile a quella delle civilt mediterran e t di questo tempo, non il minimo progress o non la pi modesta arte, neanche nel tempio di Gerusalemme, che fu costruito soltan t c c oll aiuto di legnaiuoli stranieri di Tiro Sidone, ed era non meno barbarico e g offe c di cattivo gusto di tutta la vita del popo k g iudeo come ci mostrano i risultati de g l scavi, con un 'accura tezza inesorabile. :E: s e m pre la stessa cosa: mancanza completa d originalit di bellezza di gusto artisti c o Ci che si trova rassomi g lia alle forme d : vita delle pi basse classi di Babilonia dell'Egitto; gli scavi non si oppon goncalla dottrina degli scrittori Egiziani, Gre L e Romani, alla relazione di Tacito, che g l ebrei discendono dai pi disprezzati str a ( dell'Egitto antico Nelle saghe, leggende e fiabe, i popo l rivelano la loro anima, i loro ideali, la pro messa della loro grandezza futura, dip i n gono negli eroi lo spirito della loro stori a Vediamo dunque gli eroi del popolo giu daico, secondo la tradizione della Bibb i:; Abramo vend sua Sarah, una volt: a un re egiziano, un'altra a un re Abim e le c h, denominandola sua sorella, e int a scando il prezzo di nozze dai re ingannat<

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. --cosa poco onesta anche nell' anti o Orien_ tt, e nel tempo moderno, dal punto di vista d' un procuratore energico, caso indubitabile d i lenocinio recidivo (1. Mos. 12, 11.20 e l. Mos. 20 1-18) Probabilmente piaceva molto agli ebrei Si vede chiaramente che per esempio la storia di Virginia, uccisa da :;u o padre, per proteggere l'onore femminile, mai potrebbe essere giudaica ariana, r o mana, incomprensibile allo spirito di c1uesti patriarchi che vendono le mogli! Il patri arca Giacobbe cominci, secondo la B ibbia, con un affare di usura contro il fratello Esau, derubandolo del suo diritto d i primogenitura, approfittando della fame c de lla predilezione del fratello per le lenucc hie nessun giudice giudicherebbe varid o un contratto in tal modo contra bonos m ores come quello storico-leggendario d i Giacobbe con Esau Poi Giacobbe ingan. i1a anche il vecchio padre !sacco, malizio U nente carpendo la benedizione dell'ago n izzan te (l. Mos 27, 1-14). Pastore a trvizio di Laban il truffatore defrauda ]a "1a gg ior parte del gregge di Laban. La modi Giacobbe Ra c hel, agg ranfi i penati i'or o di suo p:rdre ; Gi a cobbe nas c ose le ose rubate e quindi si fa colpevole di d cettazione (1. Mos 31, 19-35). Gi an i a no Giacobbe p a rtecip all'incendio tenOito e compiuto dai suoi fig liuoli contro l a :t t di Sichem (l. Mos 34). Guardato non punto di vista della santit, che gli ebrei c mpre hanno pretesa per lui, ma dal punto :! v ist a della legge penale di ogni onesto o po lo quest'eroe della storia ebraica, il . tr i arca Giacobbe risulta usur a io truffa:Jre, manutengolo e complice d omicidio Jtt a l a vita di questo patriarca del popolo e tto in verit una c a tena di att i cr imi . d i ogni pro c uratore lo annoverebbe tra i CJi ottimi clienti R i s ulta inoltre che la criminalit di que famiglia a umenta ad ogni ge nerazione : xamo non fu che lenone re cid i vo, l s acc o ; fatto soltanto un d i l e nocinio G i aco bbe, nella sua lun ga v ita, c om :e tte usura, ing anno e frode ricettazion e e .trteci pazione agli atti criminali dei suoi : : gli, Sim,:one e Levi, che sono assassini 1 Mos, 34 ) e degli altri figli, c he sono ',Jr i Non occorre esaminare a nche gli atti iminali commessi da Giuseppe, in Egitto: d t a l a tradizione degli ebrei stessi rivela e classe, gli str ati sociali, che formarono ;,. t rib ebraiche degli Habiri devasta Jr i della Palestina nel decimoquarto se Dlo ava nti Cristo. Gli scavi, la tradizione degli scrittori ::1ssici non-giudei la tradizione propria 'e gli e brei, lo spirito dei miti sono d'accor : o, l' en igma del popolo eletto chia r i t o : questo popolo deriva da trib abiette c s trati vili dell' a ntico Egitto cacciati da un farao energico. JOHANN V. LEERS Ebrei all'scita di una sinagoqa, col manlf!llo rituale Un. ebreo nella sinagoqa di Vilno

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4Le' UIAiii1ESIIAO la n ecess it di riportare la storia romana al ceni ro dell 'e du ca zione dei g iovani c di insegnarla. quindi, nell e ::;cuole m e di e superiori. to g li endola dalle inferiori. ove era ,;tata rele ga t a dai prog r a mmi (fatti nel periodo romantico e democ ratico) c i c h e ora appare non meno urgen t e di rived ere pro fond a m e nte i l modo di narrarla. Oltre ai du e punti essenziali, a i qua\i avevo gi accennato, cio da una parte l a sostituzione a ll a cos idd e tta critica, della narrazione epica degli antic hi ca nti atti pi d'ogn i altra cos a a ri specchiare il se ntim e nto d e l t em po e. dall' altra il ma ggior pes o da dars i a l carattere popolare e d a grario d e ll o s tato romano, fattore principa li ss imo d ella s ua forza vi so no altri du e punti, n o n meno essenziali e n o n m e no trascurati, c io: primo la funzione c h e ebbe, a Roma, il govemo m onarc hi co, anzitutt o, d e i re. poi deg li imjJ eratori, c h e tute larono, rli frnnlt> all'aris t oc razia f ondiaria, o plutocratica, g li inte r ess i del l a ma ss a dei piccoli proprietari agri co li ; se co ndo l 'importanza vitale c he ebbe. per la difesa e p e r l a du r a t a d e ll 'Impe ro la preminenza d el l 'Italia: t a nt o c h e, quando fin l 'Impe ro p e r la prima vo lt a, co minci a sc ind e r si. Il mi seo n osc im e nto. danero in c r edi bil e, di ques ti ultimi du e punti. anche og g i che l 'es i s tenza di un forte pote r e centrale, co n int e nti antiplutoc r atic i, e d una p o liti ca di affermazione na ziona l c apporti esse n zia li d e l Fascismo, dovuto sempre a l fatt o c h e mal grado tutto, il g iudizio preva l ente s ull a s toria romana. p e r sino n elle sc uole an cora que ll o stranie ro. Ab biamo co m p l e ta m e nt e dimenticato c h e esi:; te un a tradizion e n o s tra luc idis s im a c h e s'inizia co l Machiavelli e s i chiude col V ico: d a lla quale, tutto c i c h e appartiene a que ll a s toria s tat o int e r a m ente esam in ato soppesato, g iuli cato n o n co n a nim o da p e danti o da criti c i, ma da uomini es p e rti fondamente. per diretta es p e ri enza dell e co se politic h e e giridi c h e e d atti. quindi. a veder e tutto co n occhi realistici, n e l s u o lato vero e d umano. c h e appunto inte r essa n ella s toria. A c h e c' da a gg iun ge r e c h e que i grandi uomini erano it a liani: cio chiamati pi d'ogni altro ad amare e a comprendere l e cose d e l loro popolo, a par;ame a lui s tesso e a comunica,._ g li e n c l' a more e la compre n s ion e. Proprio que5ti scrittori vid e r o p e r i primi l e cose al l e qual i ho sopra accennato. Per non tli m e nticar!' e n e sarebbe bastalo seguirli. Fu la perdita d ella civilt d e l Hin asc irn e nt o, cominc i a ta a l t e mp o di Vico, c h e c i f ece a n c h e s marrire l a strada. Dond e la contraddizione. c h e appare orm a i cos strident e. l h un ca nto un re g im e popola r e e nazional e che risponde fina lm en t e a ll a vera indole del popolo it a li a no ; e dall' a lt ro un a u; Sarcofago cor ;cene

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Particolare di un affresco del Ghirlandaio in S Mcirict Novella, a Firenze, rappresentante quattro umanisti: il Poliziano. il Ficino. il Landino e Gentile de' Becchi. 17

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Effige di Tito Livio premessa alle Deche di Tito Livio volgari ", edite a Venezia nel 1535. Frontespizio del Virgilio della Biblioteca Ambrosiana, gi posseduto dal Petrarca. IS interpretazione della storia, arzi della massima storia che que s to popolo abbia m ai avuta, cio tlella storia romana, che s i dit :ebhe persino rivolta contro il suo Regime. N pi, n meno. Consideriamo, infatti, il terzo dei quattro punti, che sopra h o enumerati. Cio: ftinzione popolare dei re e dei primi imp e ratori, contro il prepotere dell'aristocrazia foi1diaria e della plutocrazia. Vediamo che cosa se ne pensa, l dove le opi nioni non restano opinioni ma sono destinate ad e ssere larga. ment e diffu se, e formare la coscienza, l 'ossatura dei giovani. Dico cio, nelle scuole. Apriamo, a caso, uno dei tanti libri di testo ancora col in u so Eccone uno, che s'intitola: Storia e Civilt dei Romani per il ginnasio superiore, Torino, Societ editrice internazionale. Guardian1ovi il periodo pi caratteristico di tutti: quello d i Augusto. E' noto il culto c h e il Fascismo ha risuscitato intorno ai grande imperatore, che dopo due seco li di lenta demolizion e di quelle che erano s tate le basi della potenza italica, la reli gione la famiglia, il culto dei campi, l'ese rcizio delle armi. la piccola propriet agraria, fce tutto quanto era in suo pot e r e per rico stituirle: mettendo definitivamente a freno gli interessi opposti, c he ne avevano causato ia perdita. E' superfluo ricor dare le forme, pers ino tangibili, di ques ta predilezione fa sc ista: il posto dedicatogli nella Mostra della romanit, la lib e razion e d e l s uo mau so leo dalle case che l'attorniavano, la rico st r.uzion e e la s i s t emazio ne d e ll 'Ara della Pace. Ora tuttoci pare no n abbia avuto : nessuna influenza sul libro, ammannito, anco r a oggi. per i nostri ginnasi, dalla Societ editrice internazionale. Nel quale Augusto, e il governo da lui fondato, e vid e ntement e non trovano grazia. L uomo infatti, vi dipinto esclusivamente come 1a s tuto ed ego ista : p e r queste s u e qualit avrebbe ottenuto il s ucce sso. Non per la buona causa, che gli era suggerita da un profondo amore della s ua razza e della sua terra. Tutto era per lui atteggiamento. Contro l e tendenze ellenistiche e separatiste di An tonio si att e ggi ad assertore dell'unit nazionale romana y, (pag. 1461. Si atteggi anche, a re stauratore della religion e e a riformatore dei costumi (pag. 153). Fece servirf' l et tere ai propri scopi le rese strumento delle sue riforme e ban ditrici d e lle sue lodi Perci la letteratura pi religiosa e morale in apparenza, ma in fondo meno sincera ed adul a trice; alcuni generi caddero di p e r s, come l' e loquenza c h t v ive solo n e lla libert ( pa g. 154) (E' tipico che ques t ultim o brano s ia qui riportato da un 'opera del Ramorino, filologo del'et romantica e democratica, in cui tali erano appunto i giu--. dizi su Ila storia romana.) Dopo tutto ques to il libro, per, !io n spiega come Augusto riuscisse a conservare il potere, tra n quillo e riverito,dal trentatrees imo fino al settanteseesimo ann o della sua et; e a tras metter! o per vari s ecoli, ai suoi successori L 'unica s piegazion e c he tenta r es ta in fondo, questa : dopo sessant'anni di g u erre civili era sentit o il biso g no di pace (pag. 150). La ra g ione vera, ragion e sos tanzial e c he era s tata compres a nel Rinascim en to da IVIachiavelli a V i co, e che, soprattutto oggi appare della pi grande attualit. vi s tata me ssa invece interam en te i n sordina. Un solo accenno, molto indiretto, presentato a questo modo: Con la vittoria di Azio, Ottaviano, ... jorte dell appoggio m o rale d e l popolo c dell'esercito ... restava unico padrone d ell u s tato romano. No n una parola -sull e ragioni di quell'appoggi o : cio della que s tione della terra, dell 'anarchia plutocratica, d e lunghissimo contrasto c he risaliva ai Gracchi. Si insiste sol o sull' unico padrone, c he tra parentesi, un errore, perch i n governare uno s tato significa esserne il padrone, n que s t o poteva dirs i certamente di Augusto. Ecco, dunque, in qual nio d o la qu es tion e massima dello s tato fomano, che era s tata ri solta prima dai r e, poi dai tribuni (rendendo possibile, per tre se-

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c oli, il meraviglioso periodo, del tutto popolare, delle conqui s te), poi, corrotti i tribuni e decadta l'agricoltura, per. ancor, a fattibile, dai triumviri e dagli imperatori,viene q uesto libro, presentata ai nostri ragazzi. Un a:tro accenno, avanti, serve, ancora meglio, a dissimularla; e a sviare le verso una affatto inopportuna. Dic e: Nelle re nnero stai;Jilite nuove col?:J)ie di veterani. per diffonde r e c ittadinan=a romana per dare sviluppo al:'agricoltura, e l ro ro alla plebe oziosa (pag. 153 ) Ora, che cosa que l diffondere la cittadinanza romana? Il libro lo spiega anche troppo chiaramente: e non ad altro, s 1 pu dire, ro lto, in tutte le pagine s eguenti. S'affaccia cos il quarto punto al pr incipio, dovrebbe es s ere dedicata ogg i scrivono di storia romana soprattutto per le pun to c io della preminenza dell'Italia sul. resto d ell' l e del dissolversi di questo quando quella ad un tr meno : Il nostro libro, edito dalla Societ edi tric e inn>tzunale mostra delle idee co s coerenti, costantemente ripetute da f pensare che s i s ia isp abba;; tanz a s ignificativo d ella :ma ditta Eccone qui poco prima aveva detto : per diffondere la c it mana : ora spiega : Gi Cesare aveva inte s o dare g iore unit all'organis mo politico romano, fo :di s variati elementi etnici c he lo componevano, ed ;.a n do la civilt romana coll'ellenistica; Augusto ;;t'oper grandiosa ( pa g )53). Vi raccomando il po i rn generale l'attribuire ad Au g usto un Ull.t::llUI;!\llt:: ('h be, anzi che combatt sempre: tanto che il s ignificato e la f>rza della sua azion e politica: : :Per 1 inse Antonio; a questo s i ispir tutta la sua opera di r tr uttore dello s tato e di legi slatore. Perch attribuirgli un tenzione che non ebbe? La cosa pars a 11nche ha compilato il libro. che ha dovuto (Sopra) Botticelli: Pallade e il Centauro. umani. 'Btico simbolo dell' equ,ilibrio fra il corpo e lo api n'lo (Sotto): L9renzo il Magnifico nel casino' di S. Marco ammira il di Michelangelo (quadro di OttaVio Vannini, in Palazzo Pitti) :

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con questa aggiunta contraddittoria: a vantaggio dell'elemento nazionale romano. Dipinto, in ques to modo Augusto contro l a verit storica, g i come un primo fautore del cos mopolitism e della confu sione delle razze, e definito come grandi oso tale suo preteso intento non difficile immaginare ci che viene in seguito Ricompare quel L. Homo, di cui qvevo accennato, sempre a proposito di questo libro, parlando dei primi cinque seco li della storia romana. Sembra che alle opere eli costui s ia s tata devoluta una speci e d esclusiva dell'insegnamento della storia romana nelle nostre scuole. Eccone infatti un'altra: Les isti tutions politiques romaines: de la Cit a l'Eta t, da cui, nel. nostro libro, si riportano, ora, numerosi brani. E', come si vede, uno scrittore di lingua francese ; di razza non .Sappiamo quale. Comunque ne citiamo un .brano naturalmente qui ripor(pag. 178) che pu servire a farsene sufficientemente un'idea: 'Cos, alle due formule possibilz:, la formula romana di Augusto, la formula g r eco-orientale di Cesare e di Antonio, corrispondono due seri e d'imperatori: g l i imperqtori lib e rali, preoccupati soprattutto della questione politica, che vivran no di buon accordo col Senato rispellera nno i suoi privilegi e ri tard eranno, finch potranno, la scomparsa del vecchio concetto della ci tt: Augusto Tiberio V e spasiano, Traiano, Anton.ino, Marco Aurelio, Alessandro Severo, saranno i principali rappre sentanti di questa politica.; g li imperatori autoritari, spiriti mo derni, sensibili soprattutto ai bisogni amministrativi dell'Im pero. c h e m i r eranno all'assolutismo, svilupperanno la centrali;;zazione, e abbatteranno, senza riguardi, i vestigi del pas.wto I vestigi del passato ed i privilegi sono, naturalmeute, quella preminenza dell'Italia nell'Impero, che Augusto, Tiberio, Vespasiano, al contrario di Claudio, Domiziano, Adriano, Set timio Severo, avevano voluto tenacemente difendere. Ma c' dell'altro. A pagina 180 (sempre L. Homo): Augu sto ave v a affettato di mantenere questa condizione privilegiata dell'Italia. Pi oltre: Fino dall'alto impero queste diverse prerogative furono battute in breccia dal potere imperiale A pagina 181 (Sempre L. Homo}: Vero filelleno fu Adriano; e la sua simpatia si estendeva ai Greci s uoi contemporanei : m e n tre i nobili d Italia affett,avano di riservare la loro alle grandi figure dei secoli passati. Ma i compilatori del libro non s i con t entano so lo di citare. Riportano tali opinioni a piene mani nel loro testo Per esempio (pag. 183.): La popolazione and aumentando notevol mente: tutto ci fu possibile per le progressive estensioni d e l diritto di cittadinanza, il quaie contribu potenLemenLe a dare unit morale e politica allo stato romano ... Ci era naturale da quando g li stessi imperatori non furono pi scelLi nella nobilt romana, ma, dopo Nerone, nella borghesia, cd in tutte le parti dell'l m pero. Nello s tes so modo modo alle cariche dello stato salirono cittadini di tutto l'Impero, finch il predominio romano-italico nello stato scomparve. Questa insieme alla sempre pi spiccata c perfezionata unit mediterranea (pag. 184), sembra, a chi ha compilato il libro, il _pi felice risultato della storia di Roma. G. DELL'ISOLA Lct stamperia di Bernardo Cennini (quadro di Tito Lessi, nella Galleria d'arte moderna a Roma).

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d c n .111 e 11 t a z i 11 ,._ . ... Ctttrmtttttn Secondo il Ratzcl, agl'inizi della loro i Germani ci appaiono molto pi ad ricntc delle loro sedi attuali, dove en--1 r arono dopo averne cacciato i Celti. Fin c l .,,. principio trovia1.110 i G:erm
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: iell e ultime annessioni cd occupazio ni st pti rit enere grosso modo che la popola l ione tedesca n e i territori attualmente oc c upati dalla Germania ammonti a circa 77 milioni. Tedes chi fuori del territorio della patria, anche d o p o l e r e c e nti annes sioni v e ,,' ancora tlll po dappertutto. l A occidente se ne trovano n e i territori di confine dell'Olanda c del Belgio: in qu es t'ultim o stato assommano a circa 90 mila distribuiti nell a prm incia di Liegi c Lussemburgo b e lga ad Eupre c Malmcdy. rappresentando poco pi dell'Io/c della popolazi o ne b e lga Etnica. m e nte desca la popo la zione del Lussemburgo e cos i pure gran parte della popolazione deL l Alsazia-Loreua in t erritorio francese. Quest'ultim a .assomma a circa 1.,500.000. Tedesca la grande maggioranza (2 mil ioni 82.) 000, cio il 72'/c) d e lla popolaZIOne S \ 1 zzera. A 22{).,500 persone ammonta. come da recente ce n s iment o la popolazione di lin g ua t cdts c a in territorio italiano : quantit;! assolutamente trascurabile rispetto alla mas sa de lla nostra p opo lazione, c che in parte. al pi t a rdi nrso la fine del 194 0 a s ua scelta, dovr abbandonare 1! nostro territorio. secondo gli accordi itala_ ted esc hi. ponendo fine ad ogni question e ((nica, fra i du e grancJi,.-s. taii confinanti. Occorre prese n't.:: che grandissima p;.rtc di que s t a popolazione parlava in origine ladin o o italiano c so l o pi tardi fu t( deschiz zata con l'in filtrarsi di clementi I J antr es i sces i da oltr'alpe. :\ oriente, t e deschi si troyano nelle rcbaltiche, d ei quali. per recenti ac<'or"di, stato iniz iato gi il ritorno n e l tlr rito rio metro p o li tano Numerosi tede sch i si tronwano n e i centri mag_giori dell Estonia, il 3,6'/c in Lettonia (d i cui 2/3 a Rig-a) c il 4 % in Lituania. prim a della Dnne inqlesi del servizio cessione del territorio di Memcl. B e n pi numerosi di quan to non apparissero dalle statistiohe ufficiali sono i teleschi nei ter_ ritori gi appartenenti alla Cecos l ovacch ia c in quelli ora occupati dalla Polonia : per l a pr.ima, da -dette stati stic h e risultavano in numero di 3-664.000 (i tedeschi costituiscono quasi l a totalit della popolazione della Sles ia e si trovano sparsi un po dappertutto, specie nell e zone minera ri e), per la seconda in numero di 1.040.000. SeiTiprc secondo dati ufficiali si reputa che i tedesc hi siano pi di 550.000 (6,9%) in Ungh eria, 506.0CJO (J,6'Yc) in _Jugoslavia. 76o.oo o ( 4 2 '/c) in Romania, c in fine I mi_ l ione 239.000 ( o,84%) nel territorio dell'U. R.. S. S. Di qu este .ultime coloni e prevalenti mo tivi sono stati il, bisogn o di emigrare da t errito rio povero d'agricoltura, come era una volta la Germania, c l'alettamento e l e offerte di Principi I t e deschi r esiden t i in Russia. v i fnr in gran parte chiamati d a Caterina l I : se n e trovano nell'-Ucraina, presso Odessa, nel corso del Dnicpc r c presso il .Mar d'Azof. c poi it nuclei molto compatti n elle regioni del corso m e di o del Volga. L 'emigrazione in Ungheria, o per meglio dir nei territori g i appartenenti ; tll' U n g h e ria avvenne per c o lonizzazion e, dopo l' esp ul s ione dci Tur-. chi I t ede schi resid e nti in R o m ania sono Sassoni e Svevi : immigraro no in Tran-. silvania nei secoli XII c xiii, chiamativi dai sov rani ungheresi; pi tardi, n e l se colo XVIII, gli Svevi immigrarono nel Banato: a ltri tedeschi si trovano in Bucovina e Bcssarabia. I tedeschi della Jugos l av i a si trovano spec ialmente nella S l ovenia c Voivodina. Molto in te r essante constatar e che do po tanti anni, ques t i immigrati abbiano cons e rvato co;tumi, lingua e religione : vi sono villaggi lu tc r a ni vi lla ggi calvinisti e villaggi cattolici. l matrimoni gcneralmenavvengono soltanto fra gl i appartenenti alla stessa religione oltrech alla stessa razza. Fin qui abb iam o parlato dci tedeschi re_ side n ti in Europa; m a si pensi che i tede schi (od ori ginari t e deschi) r es id enti negl i Stati Uniti sono circa il 18% di qu ella pupo lazi o ne. Il rapido sviluppo della poplazion e clel Ia Germania dovuto, oltre a ll a forte na talit di questo popolo, al costituirsi dell a grande industria, ch e non solo arrest i l movimento migratorio vcrs. o l'America ma richiam in patria molti emigranti. L a densit media, ch e nel 1871 era di j6 abi w nti per Kq., nel 1910 era di 124, c nel r919, pur dopo gravi perdite causate dal l a guerra, di I 25 : essa poi varia da r e gione a r e gione, facendosi sentire soprattutto l'azione attrattiva delle regioni minerarie e d elle grandi citt. Nella regione citrboni fera sale a 1500, m entre n e lle lan de del N \V. sccnde a 25. L e citt a popo lazione olt r e i 100 000 abitanti, ch e nel 1871 erano soltanto 8 in tutto l 'impero. on circa 2 milioni di popolazione com pi essiva, nel r910 e r a no 48 .con quasi LJ milioni e dopo l e mutilazioni subite, tantu ad ovest che acl est, erano bens ridotte a 43. m
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L'industriosit degli a scientifici di ugni coltura. ti: cmciin ) h'fiino. JJ:are il ,tcrrno. d ov i: clima lo permette 11e1Ja zona occidcntaJ), w produttive_, tanto da ramente sopperire al ;\fa l
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l'opolazioni CLhichc ahitanu tuttora la )'iti'lt: nord-occidl'nta le della Scozia, una p;t!tc dell'Inghilterra c l'o ccidente dell'.lr. l;nda; sono i Gaelici. i Callcsi e gli Irici. Don: i dnl' elementi. germanico c celtico. si sono potuti man\elll: re distinti. di stinti sono pure i caratteri lsici e morali. .Il celta piccolo. tozzo. con capelli cd oc c hi scuri, Yi1acc, spiritoso, poco rifkssiYO. Il germano pi a l to. di chiaro. Liondo. ri fkss ii'!J, t: t lal'l'. l)l)n i due elcmLnti si sono fu si, sort;, uua razza misra. che ha k qualit e i difetti d e lle due r: rigi n a ril. Il prototipo d ell'ingks" -quale cndalla tradizion, popolare rappresentato da 1111 uomu alto. sn ello. niu. scnlnsll. cnn tL:sta piuttosto allungata. peli<: chi;,ra. occhi grigi. capelli castani, andatura impc:ltira compassata. cumportatnenlo fkmntatico, tradizionale in abitudi ni. m o lt o cnntpreso di se sll'sso, c con un appetito i"Jrmidahik. \ questi caratteri non si av1 i cinano gli irlandesi dello Stato Lihnll. i fjl!al i piut-tosto hanno le carattcr;sti c he d e i celti, sahn nella parte settentrionale. I'UlstLT. non appartenente allo Stato Lihero, la quak in prevalenza abitala da intmig-rati ingiL si. Quanto all'ingksc. c h e diremo classico stnza tog-licq.,:li k s ue httnnc qualit di tnarinaiJ c LthhricatLe, occorrL notare eh, ogni sua attiYit dominata rb egoismo c freddo calcolo. L 'inglese. di. cc t n li a modo di s peculare su tutli. c di manon;tr e abilmente: n e l labirinto delle s u e l eggi c con suetudini. che riua imporrl' in quasi tutte IL: piazze cotnnH:rciali. . Guerre. conquiste, accordi internazionali. politica (molt o spesso in
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allegra .Inghilt erra (Merry old England), ricca di biade c di ortaggi, ma col crescere della popolazione la produzione non fu pi s uffici ente e cominci l'emigrazione: sorsero cos numerose colonie agricole, specialmente n e l Canad c nell'Australia. L .lnghiltcrra pcn:i non d cl?. imporre il suo 'monopolio c molti paesi. ridotti s u oi satelliti. In condizioni molt o diverse dall'Inghilterra l r r!ancla. La produzione di quei paese prevalente mente agricola; i prodotti agricoli costituiscono l'unico ccspitl' cl esportazione. Tuttavia l e condizioni a g ricol e sono inferiori a quelle dell'Inghilte-rra. L'I rlancla non ha carbone, non ha altre materie; deve importarle. E' un pae se povro. C i spiega la forte emigrazione irlandese 1crso l'America. Le industrie so no piuttosto sviluppate n e lla parte d ell'frlanda che ancora sotto la sovranit in. glese, c i o ncll'Ulster. SILVIO LANDRA 25

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Martirio del fanciullo Simonino da Ttento (da una xllogralia di Vohlgernuth). Una delle suggestive ed ormai uniche :olografie della Classense di Ravenna mi d occasione di rievocare un fatto criminoso, che ebbe nei suoi tempi la pi clamorosa eco come il pi efferato delitto ebraico ed origin una sua propria letteratura. E' la storia secondo alcuni, la hggenda secondo altri, del beato Simonino da Trento. La rozza xilografa, unica superstite del s uo genere, si ricollega a quella Ir. sse infinita d'immagini, che sul marlire trenlino furono popolarissime ed ovunque diff\Jse. Come ebbe a notare Corrado Hicci, la rappresentazione grafica quanl mai efficace Il fanciullo, nudo, fissa to a mo' di crocefisso, su una tavola ver ti ca l e ed ha attorno quattro bruuf ceffi di giudei che l o torturano:
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4C1Hl1E ( ._.) Ji martirio del beat9 Simonino in un clmelo della xilografia italiana medievale: una dellefamose stampe j;,opolari della Classense di Ravenna. Educato a vedere nel cristiano l'usurpatore di beni propri e la causa delle sue disgrazie asserisce il corrispondente della Civilt Cattolica il giudeo odia per coscienza per devozione, per insegna mento rabbinlco, l'umanit: e quando osserva la sua legge con rigre mistico naturalmente portato all'odio pi ac ceso, fomentato dal Talmud e dai rabbini, che predicano essere fratello del giudeo soltanto il giudeo e tutti gli altri ne mici. :Il Talmud non obbliga, naturalmente ad uccidere i cristiani, ma ne d per cos dire la licenza; e la feccia giu daica, cio i pi fanaticamente religiosi, i pi colti, ha dimostrato -come comprovano tanti fatti e processi di aver pochi scrupoli. Quando, poi, sar venuto il Messa, l'ebreo comander il popolo cristiano e guai a chi non si far giudeo c non si irconcider! Sui riti ebraici del sangue, che formano una lunga catena, ha gi scritto su queste pagine (Il, n. 22, pagg. 12-14) Carlo Alberto M asini; ed stato pure pubblicato un elenco documentario di uccisioni di cristiani redatto da Rocca d :Adria. l'ebreo convertito Algranati, per il suo romanzo Nella trib di Giuda Ma il martirio di Simonino va ricordato p artico l a rmen te. Parecchi e famosi sono gli assassini di fanciulli cristiani, di cui la storia ci ha trasmesso mlrnoiia. Ma il pi nefando, seguito da un processo clamorosissimo, quello commesso in Trento il 24 marzo -1475 che ebbe vittima un bambino di circa due anni e mezzo ora venerato col nome di Beato Simonino. Ne parlano a ungo, illustrando fatti e circostanze i Bo!lai1disti negli Ata Sanctorum e una copia del processo, procurata da fra Battista de' Giudici (gi vescovo di Ventimiglia, Amalfi e Ptrasso) si conserva nell'archivio segreto della Santa Sede del Vaticano (ivi trasferita dagli archivi di Castel Sant'Angelo, ove trova vasi al tempo di Benedetto XIV ) mentre le carte originali, rimaste a Trento sino all'et nap. oleonica, furono portate nella biblioteca Palatina di Vienna. Del lungo e laborioso processo dette per primo una relazione ampia e dettagliata la Civilt Cattolica nel 1881 alle cui pagine ora mi riferisco. Sull'assassinio nessun dubbio o conte stazione. 'Tanto pi che sul le condizioni del misero corpicino fece un'accurata indagine un medico tra i pi reputati del tempo, Gian Mattia 'fiberino, le cui conclusioni vennero riferite dai Bollandlsti._ La sparizione del fanciullo, ad opera del medico ebreo Tobia, si verific il ved della Settimana Santa del 1475. Le ricerche fatte dai genitori e daile autorit anche nelle case dei giudei non 27

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rero ::d e u n rsito. rapitori, spaventati per e indagini e per l a sorveglianza a c ui i g iud e i ve n i v a no so ttoposti, pensarono di di sfars i d e l cadave r e, gettandolo in una )oaca l e ca ntine. Fin se ro, poi, di ritrovato l porl a t ovi dalle accj u e correnti, e fese ro ess i s tc;;si l a d enunc ia. Yla i l f a n c iull o non e ra m o rto per an!Jegam e nt o c h il s u o co rp o era coperto di f e rit e. c h e ehrei s ubito interrogati, s i al Tannarono a dimostrare pro dott e da corros ion e di verm i e d a altro Le loro ri:'po s l e e d im b ro gliate costrin .-
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AMBIENTE NATURALE E (Co11tinuazione dal numero precedente) Ele mento fisico che ha inciso formidabilmeme sulla storia delle m ti del nostro emisfero stato il Sah a ra, questa entit geografica JS caratteristica e os eccezionale che sintetizza n e lla acc entua i one pi palese e pi fortemente marcata, quanto di pi desertico ,1ssiste sulla superficie terrestre che supera per la g raQdiosit e Ja ;tgicit del suo squallore ogni altro deserto del nostro pianeta iuesto deserto c ome dall'Oceano Atlantico g iunge attraverso a lta l'Africa, fino al Golfo Persi c o e alle frontiere dell Iran, ha n presso ai territori c he gli stanno all'intorno un'impronta cos : p i e a e cos unitaria da far s che l'Africa settentrionale Arabia icsopot a mia, Palestina, Siria "J;ransgiordania, tutte abbiano una 11ie.r i.mica ed uniforme, un a facies arida, brulla sabbiosa, una 1< ie.r mono c rona a e monotona una faries squallida e dura. Rimasti nella loro terra gli arabi hanno conservato le loro carat r istiche SO!l)atiche psichiche -frutto di quella modellatura hanno ::a nte nuto tutta la fierezza della loro anima superba, a nelante : liillimita to e all'infinito; migrati fra a ltre genti gli ebrei hanno r dute molte di quelle che erano le loro caratteristiche primordiali; 1 n no di converso sempre esaltato le qualit introspettive, gi loro .1trimonio iniziale le hanno affinate, ne hanno fatto la loro arma l.t loro forza hanno spinto fino all estremo queste loro qualit le hanno sfrpttate in ogni manier a e in o g ni momento adattan.J i e modincandole, mascherandole, a seconda delle contingenze llllanenti; ma nel fondo dell 'a nimo loro pur sempre rimasta ,ucll' origine desertica e nomade rimasto quel substrato, inco icnte o cosciente, c he li porta a peregrinare nel mondo, ad .;g rapparsi a tutto ci c he d'intorno si offre, cos c ome nel de: r to, animale e uorrio si aggrappano ad un ciutfo d erba o ad ogn i .,a rno palmizio rimasta quell origine desertica che li porta a :11ella forma di ostilit profondamnte radicata, anche se abilmente 'iss imulata, contro tutto quanto intorno li preme c he ne ha fatto .Ila gente ribelle a quella r:he la disciplina e la reale sottornis ;ione, ne ha fatto una gente formidabilmente sovver titrice e di .1 r u gg itrice, ne ha. fatto i vessilliferi di mo\: imenti politici colossali, hc non sono se non il riflesso proiettato nel mondo, dell antico IOm ;tde costretto a vivere sedentario, costretto a soggiacere a l egg i hc non sono le sue e alle quai la vita del cteserto mai lo ,;H:v a adusatc Ecco il grande dramma del popolo ebreo, profondo, immutabile, insanabile, il dramina che sta al fondo della loro esistenza e c he i ha posti nell'alternativa nella quale sempre si sono dibattuti e

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sotto immensa variet di' colori, di forme, d i espressioni,_ della vita tutta avvolta dalla calda luce del nostro cielo luminoso . -:.. ... e ters, tutta Vibrante del calore del sole che esprime dalLi terra.-la lm_ fa : che scorre e rende turgiqe le _gemme, i fiori le frutta ; tu_tta avviv ata dall'azzurro del .9le le l'alito c aldo dell'Africa violenta e selvaggia sffio magico dell oriente pregno di_:misticism
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l'It a lia ed i re; na con voluto affermare che si tratti di entit etniche solo hanno voluto che esist no s emplci .. pienamente rispondenti al principio della corporee e ambientali; semplici dif sono l'espressione del plastic it della specie . sono rifuse nella pro-biopsichica razza : italiana. il terreno rotto, elevato clrtinuament diverso, esprime nella sua modetJatura e var.ia, { I possente travaglio di p ofonde attivit endogene, di som roovimenti, di lotte gigantesche e ; i F Fitroo delle acque qei fiumi che sembra additi la necessit di')eguirne la corsa verso le piane ubertos7'; il movimento irrequiet;, perenne, possente del mare;.' tlie sintetizza e del mutevole dell'inca!-. zante deU' ignqto, provocano m!ll' s sere umano un profondo senso di dinamismo, di necessit: di vincere gli ostacoli di dominare con la propria forza le forze deiia natura, 'di scrutarne tutti gli aspetti ; di vedere sempre pi lontano, determinano umano il bisogno di foggiarsi un corpo ed una mente modellati su questo piano d bellezza di movimento, di forza. Tale appunto l'Italiano, saldo e ferrigno come le sue mon tagne, v<:>litivo e ardito come le cime che svettano verso il c!elo . a rdimentoso e animoso di nuove vie come gli additano il corso dei fiumi e degli orizzonti del suo mare plastic delle sue .. capacit intellettive e fa,ttive come rich, iedono a.spetti naturali cos mutevoli e duttile come gli imp<>ngono le neces : . s it della sua deve svqlgere ora sul monte, ora sul piano, ora fra le nev!, ed.;ora ;: : ." Donde quelle carattenstlche perfettamet'e-. tlptch_e'-
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letteratura antropologica la po s izione della razza etiopica stata varia. mente considerata. Per Blumenbach variet etiopica fu tc: rmine impiegato per indicare tutte le razze dell'Africa. II Deniker riserv in vece il termine di etiopico unicamente ad indicare una razza dai capelli ricci, dal naso sottile, dalla pelle bruna, dalla sta tura alta, pi vicina in un certo senso agli australiani, ai davidiani e agli assiri che non ai veri e propri negri. II Miiller distinse invece i popoli del l'Etiopia in semiti e camiti. La forma dei caplli della razza etiopiea ha richiamato da lungo tempo l'attenzione degli studiosi, essa difatti si prese nta arricciata e intermedia tra la forma ondulata degli arapi e quella crespa dei veri negri. D'altra parte la forma allun ga ta e ovale della faccia, la forma stret ta del naso contribuiscono ad allontana re gli Etiopi dagli altri negri. II Giinther c os ha parlato di una razza hamitica Lo stesso carattere aveva colpito l'at tenzione di Giuseppe Sergi che aveva de s critto i capelli del gruppo da lui detto 34 FOTOGRAFIE DI T -IPI, SOMAIJ GLI ETIOPI I risu1tati di un'inchiesta di Eugenio Fischer abissino come neri ondulati o anche crespi, ma mai a spirale La costanza di questa osservazione ha portato Eugenio Fischer a fare alcune consider-azioni sulla razza etiopica che riteniamo utile riferire. Questo autore nel_la sua monumentale ricerca sui bastardi di Rehoboth aveva potuto osservare che in essi non esisteva pi la forma liscia d.ei capelli paterni (olandesi) n qella fortemente spirale dei capelli materni ( ottentotti) bens una forma intermedia arricciata Egli pertanto parl dapprima di due fattori ereditari distinti. Uno' pro prio della forma arricciata ed uno di spirale. In seguito torn su que sta que st ione e concluse affermando che nell'eredit
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FOTOGRAFIE DI TJPI soMAIJ O UNA ,RAZZA? uro complesso di osservazioni e di considuazioni permetta di constatare nel po etnio dei Danada e in quello dei Tebra dei fnomeni di remote mescolan z e e di pi recenti incroci. Ora l'affermazione di autorevoli autori secondo cui l' ulotrichia (fonila spirale del apello) dominante sulla cimatotrichia (forma on d ulata) si mostra inesatta, > e noi ammettiamo che tutti i caratteri della vera ulotrichia sono dominanti. In e ffelli noi vediamo che nelle mescolanze di migri e di mediterranei il caratte r e della finezza e dell'indice di ppiattimento basso, caratteristici dell'ulotrico; s ono dominanti in quelli antagonistici del c imatotrico, mentre viceversa quello del l a lunghezza cimatotrica si comporta c hiaramente come dominante; che sia p roprio cos lo dimostra il fatto che tut t o lungo la zona di contatto fra bianchi 1 l1escnlanze antiche e recenti rivelate dalla fornut dei capelli e negri le genti abbiano appunto capelli lunghi sottili e molto arricciatr (esempio: Papuani, ecc.) mentre in. vece popolazioni che abbiano i caratte ri opposti non ne esistono affatto. Pur- troppo vi sono de g \i antropologi i quali applicano ciecamente i v ecchi schemi tra s curando ogni spregiudicata osservaziont; personale; costoro poich vedono nel lo schem!l di Martin messo come ulotri co tanto il tipo lanoso quanto quello molto arricciato con grande naturalezza -parlano di una dominanza uiotrica senza affatto curarsi di vedere qurito di realmente ulotrico domini e quanto non domini affatto. Ma per dimostrare come realmente nella ereditariet della forma del capello non si tratti di un solo fat tore ma di molteplici, e come il fenome no _della dominanza del fattore h i nghez. za su quello cortezza, e di quello finez za e indice di appiattimento basso sugli opposti grossezza e indice alto sia gene rale e non si riferisca soltanto al caso da me esaminato di mescolanza di negri co n mediterranei, voglio ricordare come recentemente lsrael Castellanos abbia os servato a Cuba come la splendida capi gliatura delle donne cubane si deve ap-punto al fatto che alla lunghezza della primitiva linotrichia dei cibuney si combinata la finezza e l ondulazione FOTOGRAFIE DI BASTARDI DI REHOBOTH

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l chiara nota di un ridotto indice di ap; >iattimento) portato dai conquistadores e schiavi africani. Appoggio a que sti miei concetti appare anche la inchiesta condotta da Yun-Knei-Tai sugli in croci di Cine s i ed Europee; questo autor:; ha trovato negli incroci il capello lungo del cinese ma notevolmente pi sot tile. Anche in questo caso chi ama gli sc hemi facili parla di una doniinanza li notrica. in tutto paragonabile alla prete s a : dominanza ulotrica, ma anche in que s to cs o s i tratta di affermazioni as sai grossolane. Torna ndo ora agli s tudi del Fischer i ca mpioni di capelli di bastardi del Sud Africa s ono molto s imili a quelli dei somali presi in con s iderazione. La forma dunque, d e i cape li i in termedia nelle genti etiopiche tra quella dei negri e quella dei bianchi starebbe quindi a dimo strare che a stretto rigore non si pu parlare. di una razza etio pica ma di un comp le sso -di incroci di vario grado tra razze negre e razze s emitiche Qualcuno potrebbe ora obbiettare che lo s tudio del capello non suffic iente a definire una r a z z a ma a que sto punto pos s iamo ricordare q u a n t o abbiamo s c r i t t o riel 1936 Per quello che si riferisce alla morfologia del capello in generale s i pu affermare che il diametro medio delle eliche, unito alla media del diametro trasver s o massimo e alla media dell'indice di appiattimento, pos s ono benissimo a definire un dato gruppo et nico non s olo ma anche a mettere in evi denza in s eno ad esso dei sottogruppi o anche semp li cemente degli individui che prese ntano tracce di incrocio . Con piena ragione quindi Eugenio Fi scher, riferendo s i alla forma dei capelli dell e )Opolazioni dell'Africa Orientale parla di me sc olanza. D'altra parte h larg hezza del naso lo spessore dell e labbra, la larghezza del bacino. la prog natia 36 la forma della testa intermedi fra quella delle razze mediterranea e orientale da una parte e negra dall'altra sono forti appoggi per considerare gli Etiopi, pi che come ima razza pura, come il ri s ul tato di pi o meno remote mes co lanze. Ma c' qualche cosa d'altro che parla in favore di que s ta ipotesi ed l'elevata statura delle genti etiopiche, in confronto con le genti mediterranee-orientali da una parte e le popolazioni negroidi di hassa -.-Tipo somalo o media statura dall'altra. Com' noto di fatti l elevata statura si osserva spesso negli incroci con il cosiddetto fenomeno del lussureggiamento Possiamo ancora aggiungere che alcuni tratti particolari della fisonomia delle genti etiopiche si spiegano facilmente con le leggi dell'ereditariet. Cos noto che nell'incrocio fra una razza c on riaso alto e sottile e una razza con naso largo, domina la forma di naso sottile, mentre nell'incrocio tra una razza con labbra spesse ed un'altra on labbra sottili dominano le labbra spesse La generalit delle popolazioni dell' Af.rica Orientale presenta la forma sottile del naso, sempre l nei confronti con quell a dei veri negri unita alla forma gros>'a delle labbra. Ora sarebbe assai difficile spiegare altrimenti che come conseguen za di uno incrocio razziale questa com binazione. Si osservino ancora le unite fotografi e di Somali, che dalla maggioranza de gli autori sono descritti come appartenenti alla razza etiopica confrontandole con quelle dei bastardi di Rehoboth. -E' indubbio che le :;omiglianze sono molto forti p er quanto forse nei Somali sia da o sse r varsi una maggiore armonizzazione nei particolari mici Questo d'altr a parte f acilment e spiegabile tenend o presente che la m e scolanza ha avut o inizio molto temp o prima per la forma zione dei Somali che non per quella dei bastardi di Reho both, e il num e ro di incroci tra <'ssi avvenuto infinita mente maggiore. Quell che val e per i si potrebbe ripetere p er i Galla, per gli Abi s sini, i Dancali ecc Presso tutte le popolazioni dell'Africa Orientale; siano esse semitiche o ca mitiche, s empr e presente l'influenza del sanglie negro. Possiamo quindi concludere che poco esatto parlare di una razza etiopica>> Daltra parte ci ripromettiarrw di tor nare su questo argomento in prossimi articoli nei quali vedremo come ad analoga conclusione si possa arrivare pre nd e n do in conslerazione altri caratteri mor fologici quali ad esempw la form a cramca. Le os s ervazioni e le deduzioni del grande Eugenio Fi:o. 1 e r coincidono quin di con quanto avevamo scritto nel 193 o quando, in base allo studio macroscopico e microscopico del capello, mettevamo in evidenza Jiversi fenomeni di mescolanze nelle popolazioni Jella Libia. GUIDO LANDRA

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STUDIOSO DI PROBLEMI RAZZIALI .

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N"on sembri fuor di luogo, in pieno ierYOr c di restaurazione dei valori autentici della nostra razza, rievocare una delle fi gurc che pi nobilmcn.te ne impersonarono il genio cd illustrare la modernit della sua concezione sulla famiglia veicolo deL la tnostra tradizione c garanzia dell'avve. m re. Poche personalit infatti, come l'architctt
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Una finestra del Palazzo Rucellai, a Firenze { dell' Alberti). L i bile del sangue e da una profonda soli d ariet di sentili1enti, di interessi e di. fini c o muni: Presupposto da cui egli muo:: e nella esposizione della sua tesi che %11 bisogna considerare il connubio come '111 ;ttto ciecamente istintivo, poich in es. v opera una aTcana volont razionale la : uale comanda la compagnia dell'uomo e donJla sia per arripliare .la gene r a zione, sia per nutrire e conservare i a ati N e consegue che si devono giudicare r aviati non coloro i quali, congiungen d osi in matrimonio, adempiono i voti e le l e ggi della natura e di Dio, ma quelli al ':ontrario che, ribel_land{)si ai santi nodi di l mene, mostrano di a'-ere in poco pregio il i itolo pi alto' di cui si possa onorare un uomo, quello di padre. -li libertinaggio e il celibato sono per tal ;nodo delle forme di aberrazione morale, i n quanto l'uomo dalle vie se g nate daJ.la Provvidenza per assicurare la c ontinuit e lo sviluppo della specie umana. Perci il grande toscano, prima di adl!entrarsi nell' _esame particolareggiato dei l'ari elementi che costituiscono la famiglia di trattare dei doveri e qelle funzioni L a porta del tempio Malateatiano di che incomb9no ai singoli componenti, pro nunzia la pi severa e radicale condanna degli erotismi senza conseguenza, indivi duando nello sterile egoi5mo e nello sfre. nato edonismo le cause prime della rilttt tanza che sentono i giovani per la vita matrimonia-le Fra questi egli infatti distingue la categoria di coloro i quali trovano troppo gravosa la responsabilit di provvedere ai bi sogni di pi esseri e la ca tegoria di quelli pei quali il giogo matrimoniale significa la perdita della libert c della licenza di vi. vere. Alla vilt degli uni e a.Jla febbre di godegli altri egli contrappone l'esempio dei maggiori, i quali sempre considerarono la copia dei figli come un se gno di predilezione divina e trovarono neL la loro tenacia, nella loro industria, .nella loro morigera.tezza nella loro abnegazio ne, .Je necessarie per costituirsi .un cospicuo patrimonio, che seppero aumen-= tare n i periodi normali e preservare dal la dispersione nei momenti calamitosi. E' merito innegabile dell' Alberti, che pu_ re o11on manc di riconoscere adeguata importanza all'attivit economica (a lui risale, per esempio il conce.tto del .risparmio, qua,le del capo di una azienda

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eli saper tcsaurizzare il tempo merc una razionale distribuzione e un saggio impie go di esso), l'avere escluso ogni influenza del fattor-e economico nel problema demografico, da lui considerato problema es senzialmente morale, di costumi, eli dig;ni t, di coscienza etica e, suprattutto, di su hordinazione ad un ordine superiore uma no c sociale. Di qui il valore preminente attribuito all'educazione dei giovani, intor_ no a cui ci ha lasciato pensieri e massime auree, che fanno di lui uno dei pi insign pcdagogisti di tutti i tempi. Egli sostimc per tutti i grandi .italiani educatisi alla scuola della tradizione classica e cattolica, una casa senza discendenti l'ombra di una speranza man cata, la delusione di una promessa non mantenuta. Sono i figli che dnno. il lor o contenuto etico ad una istituzione che ri. marrebbe, altrimenti, forma vuota e ste rile e fallirebbe alla sua precipua missi o ne. Ossequente ai dettami della religion e cattolic a, l'Alberti von'. ebbe che si richiamassero in vita le principali norme demo grafiche adottate dai nostri maggiori; e s se non gli paiono affatto inconciliabili col dogma della indissolubilit e della natur a sacramental-e del matrimonio sancita dal la Chif'sa. Era le .antiche consuetudini l o cvo lis sima r .eputa quella di trihuta re par ticolari onori e concedere segni di disti n zione ai capi di famiglie numerose e circondare di disistima coloro che si rifi-uta no di accrescere lo Stato di nuovi citt a elmi. E' perfettamente legittimo egli dichiara, anticipando un postulato che iic e nr la sua piena realizzazione pratica d a l Regime fascista, che fruiscano maggio r di ritti coloro i quali pi contribuiscono a la potenza di uno Stato; percii egli pr o tJOne di i!'\ttuire dei premi per i ]ladri d : famiglia e di pr_ ef.e.rire nella dire. zione c k gli u.ffici civ ili e politici quelli che vantano. un maggior numero di figli N' manco sar utile ancora ... con simili pr c mi onora.r-c molto i pa{ri c nei luoghi d o mestici e pubblici preporre -chi abbia pi figliuoli Ma ancora pi radicale si m o stra il pensiero del nostro autore l d01 c egli suggerisce ai genitori di loro eredit quei figli i quali, giunti in e t ragionevole, non si decidono a contrarr< matrimonio. Giover forse ancora sfor za r e i nost;i minori in simili m 'odi: c o mandino i padri ne' loro testamenti : s, tu al .tempo ragionevole fuggirai d'ave t essere erede. (Della Famiglia pag. 127). Premesso e dimostrat o che la causa prima e lo s-copo assoluto d e t connubio quello che i Romani esprime' ano nella celebre formula rituale: quaerenclorum liberoi-um causa, l'Al berti affer.

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ma che siffatto criterio deve prevalere nella scelta. della moglie. Pcrtwto i re.
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o .. noi eh ci piace p i ...... che quello di .

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questionario. eU G. Dell'Isola, da Roma: Acciaio, foglio d'ordini dei Fasci di Com; attimento di Terni. pubblica uno scritto, :o! quale A Presenzini Mattoli ribadisce, con argomenti suoi, i punti che tu vai da ;.' mpo opportunamente trattando. Questo scritt o affronta la questione della cos iddett::I cultura. Assaltare il latifondo ,;.-,ila cultura democratica e borghese: ecco .. titolo dell'articolo. Troppa cultura: spequella che si esercita nel campo _;,o rico; bisogna finirla con quella cultura c' :e rinnega la profonda verit di quanto 'sse una volta il Duce, che cio il nostro tiestino di popolo ci inchiodi alla storia dj !'>ma. Bisogna finirla con quella cultura : -r cui <1: la ricognizione dei moti segreti, : o fondi e propri dello spirito italiano, si ,._;l ettua non dall'interno, non dall'Italia, ma condo le esigenze politiche delle dottrin e ,,,mocratiche. Ecco, .soggiunge A Presen'Ji, ;I caso del Risorgimento. In troppe ) rie, correnti tuttora per le mani dei gi0 ni, o che si affollano nelle biblioteche, nostro Risorgimento ancora inevitabil-:n te agganciato all'illuminismo." alla ri j uzione francese, e all'invasione delle q::pe francesi in Italia, le quali cose in > me avrebbero risuscitato un popolo di -:rti per condurlo alla vita. Quindi l'lta--' vera e viva sarebbe quella dei cosid-. t ti nov_atori, vess illileri dei principii della onde rivoluzione, e l'Italia spuria, quella .] popolo ad essa nemico, definito sic e t lpliciter insensibile, abbrutilo, inetto, e, : dirla con le parole stesse d'un nostro .. i tlo re. fedele alla sua miseria. come un v 0 ro ai suoi pidocchi. :::ontinua A. Presenzini: come si pretese, i l XVIII e XIX secolo, di rifare .l'Italia : l a forr:na illuministica, s i insis tito e s i : i s le lino alla nausea, nella pretesa di : .--e la nostra s 'torio sulle lesi e gli in tee s i della demoC:razia. Ed appunto, forse, : tal e 'motivo, che molti dei nostri circoli l lurali hanno mostrato fino all'ultimo, una Jgustosa incomprensionG della Rivolu-... one fascista ed un irritante ed inglorio:;o llo di sospetto contro lo spirito fascista. .. e va :>empre pi ccuratamente scrollandi doaso e borghesia. I n fine. svolge ampie e interessanti esser ,zioni, sulla Riforma, sull'Illuminismo, su' illuministi italiani, e dimostra con pa ie dell'Algarolti, del Verri, e persino del . 1 ret ti, non illuminista, il poco dignitoso sto . di sottomissione ai francesi in cui essi si ':>Vavono. Ecco ci che, per esempio, Algarotti scriv a a Villiers: "ruun paese. valoroso si F > or mio. rende ai nostri. quanto la felic e .. l a patria. un'immagine dell'antica Roma"; s inoltre> ai francesi si ha ricorso per ogni n ateria di studio. essi soli si leggono, ad ea>i si ha fede ". Alessandro Verri giud\cava -che "l'entusi asmo per la virt non sia roba italiana"; Ba retti: gli italiani sono tanto al di sotto de i francesi in fatto di lettere quanto i marocchini lo sono degli italiani"; e aitresl: "noi siamo nani. essi giganti"; e Cesarotti: la biblioteca degli uomini e delle donne non era che francese ". ... L'autore acce;.na poi. ad alcuni dei c: patriotti del ed aggiunge che la cosiddetta rivoluzione si servi in Italia di armi straniere, oltre che di idee' straniere. Importante poi il. testo che egli riferi sce d'un dccumento firmato a Nizza il 5 ottobre 1 -891. da Felice Cavalletti, per la democrazia italiana. ed Enrio Cemuschi, per la democrazia francese: "Se. per caso. il cattivo governo, la misefta in Italia finis_ sero col mettere in rivolta le popolazioni, i rappresentanti della democrazia francese si impegnano di aiutare il movimento. con qualsiasi mezzo. per alimentarlo efficacemente ed indirizzarlo allo scopo comune : A nasconderei tutto questo ha servito linoggi la cosiddetta cultura. Che tuttora: per la sua fondamentale ignoranza dell'It a lia, una fonte gravissima di equivoci. Ci appunto quellq che, fin dall'inizio, ti sei adoperato tan. to per chiarire. ia /Pietro Piovani. da Napoli: Poich la inia polemica col camerata Grieco stata trasferita dalle colonne di Quadrivio a quelle della Difesa della R=za, permettetemi di intervenire. Anche questa volta non per difendere il deleterio idealismo, che purtroppo ha permeato la filosofia e la scuola italiana, a!.lontanC:m dole dalla loro tradizione classica, e in particolare, latina e cattolica, ma per precisare un punto gi -discusso. Anzi, per non attribuire all'idealismo un eccessivo valore, desidererei che la discussione fosse circoscritta in un campo puramente filosofico, affinch essa. sorta per affrettare il crollo di un s istema gi pericolante, nel clima spirituale italiano, non dia invece al sistema stess' o parvenza di una vitalii ormai perduta. Sono. pienamente d 'accordo con Grieco per quanto riguarda la paternit dell'ideal ismo dialettico; seguendo il ragionamento quasi sillogis iico ammetto anche che l'Ita li a fas cista possa esser .considerat, idealisticatnente, momento p i o meno effimero del divenire storico, na ritengo assolutamente insostenibile la conseguenza tratta dall'equazione: idealismo = Fascismo. Tutta l'errata maniera idealistica di osservare l a storia e, con essa, il Fascismo, pu anche giustificarsi, nelle radici dell'errore, in quanto l'idealismo guarda la storia politica allo stesso modo della storia della filosofia. Infatti da Car.tesio a Croce ii p ensiero filosofico tutio uno svolgimento logico ri spetto alle premesse, errato rispetto all'atontanarci dai vertici raggiunti. da Aristotele: fase discendente, dunqUe, pensiero con s chei:ni pi o meno razionali, senza genio, senza poetica originalit; filosofia lontana e allontanantesi da quell'Aristotele che pur contiene in s tutta la vera. filo sofia] L'id ealismo tralascia-quindi, in filosofia il pensiro vero, sublime cheo: si perde nelle altezze infinite e non negli arzigogoli delje teorie create a tavolino e, in isteria, prescinde .dai fattori che pure fanno la storia: Popoo e Genio. Ma veniamo al nocciolo della questione. Poich l'ideaHsmo pretende di ipotecare la vita, passata presente e futura, ed anzi si pu identificare con la vita stessa senz'altro lecito porre l'equazione: ide,ali: S!IlO = Fascismo. Illecito invece ricavare da questa equ=ione la conseguenza che p:>ich 4: per l'idealismo i suoi lontani precursori bisogna ricercarli fra gli eretici del .Rinascimento, cos, e non altrimenti, deve essei-e per il Fascismo> . Mi spiego: Seguendo lo stesso metodo poniamo l 'equazione: idealismo = Impero romano. Pu ora Grieco dimostrarmi che i precursori dell'Impero Romano sono da ricercarsi fra gli eretici rinascimentali? La dimostrazione trover delle difficolt anche di caraitere. cronologico. E se, per ragioni di chiarezza, vogliamo porre anche l'eguaglianza: Fascismo = Im pero romano (equazione questa che, fortunatamente, esce dall'ambito del sofisma per rientrare in quello dela realt politica e spirituale) l 'afferm=ione di Grieco risul-ter, come ho detto, insostenibile. Non volendo ora morire come mor la Grecia e come nacque l'Europa, di filosofia cio, pongo fine alla mia dissertaz-ione che non ha altro scopo che quello di porre un necessari o puntino sull'i. Caro Piovani, che cosa sono diventati il Fascio e Roma? E l'idealismo? Quantit? Non te ne'_vergogni di fare questa. piccola .aritmetica delle cose che pi ti dovrebbero stare a cuore? Questa la barbarie della cultura. E umoristici i barbari colti. Essi lasciano di mietere, per venirci a dire una spiritosaggine -non diciamo poi una barzelletta e farci vedere quanto sottili siano le loro confutazioni, quanto matematico il loro solisteggiare. Che ce ne importa del tucr polemizzare con Grieco? Che cosa dei tuoi pensierini? Di te e Grieco a noi non importa niente. A noi interessano le questioni 'che trattiamo, perch riguardano l 'Italia . Non noi. N il nostro aver ragione o torto. La questione che abbia ragione l 'Italia. E ce l'ha perch esiste. Sicch l'imt-?rlante sapere che cos' e com' l'Italia, perch ignorando ci; l'Italia che per. te finisce di esistere, anche se le sopravvi. \'Ono i nostri .pensierini cretini e tissimi e spiritosi e coltissimi. E che cos' e com' l'Italia, -lo potrai sapere pi dalle tue v.isceri, che dai tuoi ragionamentini, perch l 'Italia prima di tutto nazione. Esiste in natura. E la natura non la potrai capite che con la natura. Se stai al cogito ergo sum e credi che dell'Italia esista solo a pensiero: buona notte. Hai detto che l'idealismo prescinda dal ::Jcpo!o, prescinda dal genio, che lo stes, so. nai detto la cosa pi importante che ci sia da dire sull'idealismo, e l'hai buttata l, in un a.TJgolo, E 'eco gli scherzi' del -ta

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e matematichezzare e concetIJdizzare o ideizzare e fare gli s piritosi: r .erde di vista il concludente, e s i v a appcesso alle cose inconcludenti. L 'idealismo prescinde dal popolo, dal gen io del popolo, dalla nazione, dal modo c i o di parlare e conce p i r e e fare. Perch non ci spieghi questo pun to? Sei invt!ato a spiegarci che significa che l 'idealismo prescindo dal g enio e che cos a ne deriva riguardo alla civilt. Sei quindi anche pregat o di s piegarci che coso dobbi a m o intendere per ci v ilt. E se esiste l a civi l t, e o chi appartiene, e perch Anc h e Angelo Menti ci ha mandato da Roma una sua p olemica con G i u seppe Grie co, riguardo a D e Sanctis. Non la pubb lichiamo p e rch a n o i D e Sanctis interess a p i d i Gri e c o, e l a lettera di Monti non r i guarda la question e desanctisiana. Coc a Monti noi n o n siamo qui per dir rr c:!e a i De Sanctis, ma per capirlo, e non pos.;;..;;;.: c capirlo, s e non teniamo conto 1ueshoni a cui ha dato luogo la sua l etteraria, come, per esempio, quella riguardante il cinquecento, che fondamentale Alla comprensione di tali questioni debbono servire anche le considerazioni d'arte poetica di Leopardi, che siamo andati pubblicando. Quelli che studiano De Sanctis, cerchino anche con l 'aiuto di Leopardi, di capire il diverso orientamento letterario di De Sanctis, e le conseguenze, che ne. sono derivate. S e inve c e di approfondire una questione nazionale valissima, pensiamo solo a batt e rci per o contro De Sanctis, resteremo sempre allo s tesso punto. P e r c i caro Monti comincia con leggerti le considerazioni di Leopardi, che abbiamo pubblicato tutte, riguardo alle idee di Lodovico di Breme. Cos partendo dalla questione romantica, ti aprirai tu la strada, sentirai il bisogno d i appagare altre curio s it, e finirai t u stesso col venirci a parlare della questione desanctisiana. Enzo Catagna. da Schio (Vicenza): Poich qui s i parla di Cicerone, diciamo subito che, quando Virgilio incarner nel pius Aeneas h il tipo ideale del romano, cittadino del nuovo impero creato da Augus to il quale realizza la sua vita pubblica e privata nel pi religioso rispetto d elle leggi divine e d umane, il filosofo di Arpino avr gi delineato nei tre libri Sui Doveri:+ il cittadino integrale dalla coscienza morale e dalla pratica quotidiana informate alle pi salde leggi della giustizia e dell'onest. Il primo pi noto in virt d ella poesia, ma il secondo non men degno di essere conosciuto per gli insegnamenti che ne possiamo trarre e anche, diciamo pure, per un interesse attuale, in quanto non possiamo fare a meno di notare che molti dei pi importanti principii enunciati da Cicerone sono ancora presenti n ella coscienza delle generazioni del tempo r.ostro rico s truito, per virt del Fascismo, in m ez.zo al dilagare di torbide idee sovvertitrici sulle basi della pi schietta romanit. La quale, significando ideali e .leggi naturali fusi in un armonioso tutto che solo pu: ) darci le norme della vera vita, che non soltanto cielo o soltanto terra; bensl l'uno e l 'altra insieme, ci permette di ritornare ad e ssa, in qualunque tempo, ogni qualvolta i l nostro spirito viene sconvolto e minacciato di distruzione da idee opposte alla serena e realistico visione dei destini del mondo, particolare alla nostra razza. Compi lo di questo scritto : dunque, quello di mettere in rilievo i principii basilari s u cui Cicerone fonda il progresso della vita sociale dei tempi suoi e su cui, aggiungiamo noi, dovranno pur sempre poggiare i pi elevati e civili sistemi di umana convivenza, poich la visione romana del mondo stata sempre improntata, attrav e r s o i secoli, ad uno spirito solare, reali s tico ed incapace di lasciarsi sedurre da nebu!ose e perniciose utopie. Appunto alla natura della sua razza ubbidl Cicerone, n e ll e sposizione del suo pensiero. Proclamato che la vita attiva superir a quella speculativa e che perci nella gerarchia dei valori morali il primo posto spetta all'azione virtutis enim lau3 in actione consisti! -egli passa ad illustrare le norme che devono guidare ogni buon cittadino nell'esercizio della propria attivit. La legge che l'utilit individuale non pu essere tenuta distinta dall'utilit altrui avvertita dal filosofo in cerca dell'onesto e sulle mosse di conciliare l'utile e l'onesto, o ssia per una questione morale, ma in seguito trasformata con l'evidente certezza che questa verit si estende anche al benessere materiale della societ, A un certo punto, infatti, troviamo: Questa qui, sopra tutte deve essere la norma regolatrice di tutti: identificare l'utilit del singolo con l'utilit. generale, tenendo presente che se ciascuno trarr a forza a suo vantaggio l'utilit che di tutti, l'armonia della societ dovr necessariamente dissolversi E che Cicerone fos s e con-Jinto della reale resistenza di un interesse collettivo superiori agl'interessi individuali, ce lo dimostra il fatto che eg\i nell'enunciare le norme da osservare, per ben comportarsi nell'eserciz i o dell'attivit politica, specifica chiaramente che l'uomo di governo deve aver sempre di mira il benessere generale e non quello di una sola parte della citt" Dinanzi ai suoi occhi rivivevano, infatti, altra verso gran parte della letteratura classica greca (Aristofane, Tucidide, Senofonte, Lisio) e le lotte accanite dei in Atene al tempo della democrazia, mentre il ricordo delle giostre oratorie tra Demostene e i suoi avversarii, oltre che l'esperienza degli anni suoi in cui scoppiavano nella democratica Roma non solo seditiones, ma anche pestife ra bella civilia, lo confermavano nell' opinione che i partiti sono mali che devono essere evitati, se si vuole assicurare tranquillit e prosperit alla vita della nazione . Perci in un'epoca, in cui egli non vedeva che pochissimi apparire sinceramente pensosi di tutta quanta la patria di fronte ai moltissimi che facevano traffico del potere politico per il solo scopo di soddisfare allq propria ambizione e ai personali interessi, augurava l'avvento di un tipo di cittadino di serio e forte carattere, il quale, degno di rivestire le pi alte cariche, s i fosse industriale di evitare nell'esercizio delle sue attivit tutti i mali della democrazia, dedicandosi allo stato, senza dar la caccia a poteri e a ricchezze, e di esso tutelando tutto quanto il regime in un modo siffatto da provvedere ai bisogni di tutti (De Officiis I, 25) Nell'opera ciceroniana il riferimento alla necessit della difesa dell'utile generale costante ed anzi porta per il logico sviluppo delle idee alla confutazione di quell'assurdo sociale che il comunismo, aequatio bonorum. da C .cerone sti ma:o una rovina, della quale non possibile imaginare una pi funesta Il nostro, infatti, afferma che un uomo d i stato deve soprattutto badare che c :ascu no conservi i suoi beni e che per nessu:, pubblico dereto si attenti alla propriet d e i cittadini perch gli S1ati e le citt s on o state fondate appunto p erch cias cu no possa conservare la sua propriet, ut sua tenerentur (De Of!icii s Il, 21 ). Del resto, il sen s o della propriet era una diretta cense guenza della concezione romana della so ci et, che vedeva nella famiglia la c e llul a prima dello stato. La famiglia il principio della citl e quasi il campo di semina ch e d v ita agli stati:, i quali non sono altro in definitiva, che il risultato di una propagazione e moltiplicazione di s tirpi, la cu i l egge di sviluppo da Cicerone cos l indi cala: Giacch la tendenza per natura c o mune a tutti gli esseri animati sentire l 'irresistibile istinto della procreazione, l o prima forma di societ riposta nell'accop piamento stesso, la seconda nella frate l lanza dei figli donde viene l 'unit di fam i glia, per essere questa, a sua volta, seguit o dalle relazioni che avvincono i fratelli a i fratelli, e poi quelle che legano i cugini germani e i secondi cugini, i quali, n on potendo essere pi contenuti in una sola cas a se ne vanno in altre case, come in oltrepante colonie, per dar .luogo ad altr i connubi ed altre parentele, il cui vasto aggregato costituisce appunto la nazione:. La quale nel senso pi ampio della defi nizione ciceroniana, caratterizzata dalle comunit di razza (Gens proprie sanguini s coniunctio). di lingua, di storia, di tradizione, le quali ultime poi trc;>vcmo la pi sicura garanzia della loro conservazion e nella comuncmza delle cerimonie religios e che si celebrano in seno alle famiglie. L o s t a to, dunque, partiva dalla famiglia e assurgendo ai pi alti valori dello s pirito. alla famiglia ritornava, determinato dai seguenti principii ri spetto del d i ritto di n o tura, dei diritti di famigli a e di nazio n a lit; ri spetto per gli interessi individuali e collettivi; rispetto della morale pubblica e privata; ris(:etto del fattore religioso, stimato come la sola f6rza capace di perpetuare l e tradizioni della patria, alla quale dovute il sommo dell'amore e della devozione. Amati sono genitor'i, amati i figli i p a renti, i famigliari; ma la patria abbraccia e comprende sola gli affetti di tutti Perci quale buon cittadino potrebbe e si !are a rischiare la propria vita per la salute della patria? A questo punto Cicerone si lascia trasportare dalla piena dei sentimenti e nel libero sfogo della passione lascio cadere una dolorosa allusione al presente. Ma tosto si riprende, ch il suo sguardo e il suo cuore sono protesi verso il pi vasto orizzonte degli indistruttibili principii ch e devono servire di base alla vita di ogni umana societ. Per questo ampio respiro di umanit n oi oggi, a distanza di venti secoli, possiamo leggerlo come un'opera classica, non, s in tende, da filologi o da eruditi, ma da gente appassionata per i vivi problemi dello spi rito. E ancora pi importante apparir ai nos tri occhi il De Officiis, se si pensa che in esso il Cristianesimo la romanit fecero il loro primo incontro. Il Cristianesimo, infat ti, al suo sorgere, quando sembr' condan nare tutto il passato e la tradizione antica, tenne per s la massima opera dell'Arpinate. e un santo, Ambrogio, vescovo di Milano, dovendo comporre un trattato dei doveri per la gente di Chiesa, non trov di meglio

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cii& ricalcr.Ire, mutando solo il necessario, ::grande modello ciceroniano Questo incont ro era stato possibile perch. la dottrina sociale crist:ana e quella roman::I avevano attinto ambedue alle radici della legge naturale. sapienza eter.na che regge il mondo, e alla quale dovranno pur sempre informarsi tutte le possibili civilt del futuro. se vorranno essere cosln!t.trici e non distrutt ric i La propriet un'istituzione romana, ma iQmana la propriet dell'assoluto dominio, r omana 'la propiet di dominio pubblico, c erch Roma giunta fino a djchiarare massimo interesse che non fosse il uoprietario a poter disporre della cosa sua. Quindi non si pu dire come diceva Cice: vne. che Roma dovesse soprattutto badare che ciascuno conservasse il suo e le leggi :10n menomassero la propriet dei proprie' o ri. Questa piuttosto era la tendenza della c lasse dei colti e possidenti ciceroniani. Di .:;uel!a crosta ciceronana, non ce ne dimen: i chiamo che Cesare dovette rompere, se .alle restituire Roma al suo dest'no. Era. .:;uella di Cicerone, una bella morale di clas_;e la morale dei patrimoni. Era la malattia J i Roma. La malattia, che minava Roma, e _he in fine la uccise. Lo vediamo al quinto c,colo cristiano, che Roma mor di questa n alattia, cio qumdo tutto il suo scopo di ennero duemila famiglie coltissime. e ric hissime, quahdo Roma non serv ad altro :be al ralfinamento e ai patrimoni di due,Jila famiglie. Allora Roma ebbe imperatore i e lle mani di Alarico un suonatore di lira. \ !ora era finalmente diventata tanto colta altrettanto cretina. Aldo A. Ruina. da Roma: Ho assistite. dico assistito, a un ballo --otturno. Un'orchestra da ballo che tutto o iJ:i e lracassc strazia le orecchie con ,,usi .ca sincopata, Sianorinette e bellimbusti. inebriati dal? ra-notturna, dalla luce, dai profumi. : ::Jlla mu:;ica, 'danzano. o almeno essi cre onc. Quelle mosse lascive. quell'abbariJOn o complet o quelle strette. quello struda;e di camicie inamidate e di sete mi :anno infastidito e mi son domandato se ,uella mollezza di una razza virile. Sallus'tio dice che per disonorare uno i onna Romana basta dirle in faccia saltar ice. Orazio mise questi bolli' lascivi tra le trpitudini. Ovidio chiam il ballo lo scoJlio ove la morale naufraga. Ed fnfine .Ci ha parole severissime nell'orazione : h e pronunci in difesa di Mureno: un H omano non suole danzare n in private o ngreghe n in rumorose veglie, a meno : h e non sia pazzo od ubriaco Cos Ci scrive Ruino. Analogamente, Gaatone Varese, fascista " Cristiana Avventista Via S Gallo 2 (ango lo Via Guelfa). Ingresso libero, ore 18.
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un po' esaltato ma fondamentalmente buono di carattere. Mi popos e l'acquis to di un opuscolo PJO missioni avventiste. Alla mia sorpresa, mi dichiar che s i era conv e rtito all'avventismo (che roba ?) con. vinto della bont del suo proposito e che fra giorni avrebbe il battesimo, que llo v e ro. La sofferenza mia in quella sera non vi s o dire. Non sono un polemista n la mia modesta cultura m i d arm i s uf f icientemente appuntate p e r controbattere argomenti di carattere religios o. tuttavia gli ricordai Dante e gli altri grandi che d ella R eligione Cattolica avevano fatto base di ogni loro attivit senza per questo trovare nel binomio R eligione e Patria alcuna incompatibilit, anzi. Che infine rinnegando l a Religione dei nos tri Padri era un rinnegare la Patria. Volete sapere la risposta? Eccola tale e quale: Ma la mia Patria i l mondo, se ho voluto mangiare ho dovuto imbarcarmi anche su navi non italiane, sono stato anche in Groenlandia. La Patria, l'Italia a me non ha fruttato nulla. -E tua madre i tuoi fratelli, i tuoi morti? -Invece che a Firenze potrebbero vivere a Chicago, e per i morti ormai .. Credetemi, non cenai, ed ho porato in cuore e porto tuttora un dispiacere per il tracollo di s giovane energia. Quanti no s tri giovani potrebbero incappare in simile disastroso stato d'animo demolitore d'ogni sentimento di nazionalit? Ci che hanno esposto Zarban, Attili ed infine cos i bene ed a proposito Fabrizi sono convinto risponda a verit e per mio conto ve ne ho data la proya. Non perseguitare no, ma vigilare e molto attentamente delle svariate conventicole suddivisioni e sottospecie la fonte. Il tipografo Emilio Arqenton, da Padova: A proposito del problema dei protestanti in Italia, questione che la vostra rivi sta dibatte da diversi numeri, mi piace osservare che se l'integrit razziale del p0polo italiano s i mantenne pura attraverso i secoli, questo s i deve, come pure giustamente fu da voi sostenuto, in massima parte. alla sua unit religiosa e diciamo pure cattolica. E la riforma fu antiromana. Ora la questione dei protestanti pare nuova e c chi contro e chi a favore, mentre gi nel 1534 la repubblica di Venezia affront il poblema e lo risolse definendo i protestanti forestieri :o al pari degli ebrei. degli schiavoni e tedeschi, secondo quanto s i pu leggere nei Capitoli della ricondotta degli ebrei di Venezia e dello stato pubblico dei Pinelli. stampatori ducali del 1777. Dicono infatti tali Capitoli come fu i stituita la speciale magistratura degli Inquisitori sopra gli ebrei, autorit inquisloria e disciplinare sugli ebrei, considerati come 4: fores tieri. al paro dei greci, de protestanti anche quando. furono costituiti in speciale corporazione od .universit. Il loro patto di condotta o dimora (degli ebrei, protestanti, schiavoni ecc. ) rinnovavasi, con approvazione del Senato ogni cinque anni e come fore s tieri erano esclusi dall'esercitare le arti e dal possedimento d 'immobili (eccezione fatta per gli stabili degli ebrei destinati a loro abitazione , vol. l, Mon mer. Leggi, ti prego quanto stato scri tto da pag. 38 a pag. 47 sotto i titolo : Gli Ebrei. Non ti pare che tuttocci sia in a p er. ta contraddizione con quanto s t a t o via via pubblicato nella tua interessante rivi sta circa il popolo d'I sraele? Se cos come s i pu spiegare il f atte che siano emanate leggi precise, p erch g l i ebrei non insegnino pi ai nostri g i ovani e non servano quindi loro di e sempio seguire, e s i trovi poi sempre chi ne fa cci a la glorificazione nei nostri testi di s t o ria? Amedeo Tron ci ha scritto da facendoci parech' e domande. Ecco le ste, dalle quali il lettore potr far s i u ne idea anche dei quesiti: l) Senza dubbio buon sistema in I ta. lia quello dei matrimoni tra individui aro partenenti a regioni divers e nulla p e r di ostacolo a sposare donne della s te ssa citt o regione. Il pericolo dell'endogamia e siste soltanto nei p !ccoli villaggi, speciE s e montni e i s.olati durante i lunghi m esi d'inverno. 2) Nei matrimoni tra individui di razze affini, come Italiani, Tedeschi, Francesi, si pu parlare di dominanza dell'eleme nto italiano o di quello e stero; ma dopo ire generazioni possiamo' dire che l'influen za straniera sia in gran parte scomparsa. A sconsigliare il matrimonio tra individui di razze affini ma di diversa nazione, centri buiscono pi che considerazioni di indole biologica, considerazioni politiche e nazionali. 3) La differenza di carattere tra gli A mericani del Nord e gli Inglesi ha la causa profonda nelle differenze di razz o tra gli uni e gli altri. 4) Senza dubbio gli Americani del N o d (purch di origine ariana) sono di razza giovane riguardo agli Inglesi. E n o.: si pu negare che le condizioni di ambien<'influiscano notevolmente sul loro caratter 5) E' senz'altro da escludere che la me scolanza con g li indigeni d'America abb i n potuto recare un qualsias i giovamento a g;, immigrati europei; quindi l'audacia degl Americani deve essere piuttosto ricercaL nella loro razza nordica. 6) Non scientificamente dimostra \ che i maschi prendano pi dalla madre le femmine pi dal padre. 7) E' molto difficile, a meno di uno s t.i dio genealogico completo, potere stabilir in una famiglia che si spostata in vari.: regioni d 'Italia, se essa sia da considerare pi lombarda che veneziana, o toscana p i che veneziana. 8) E' indifferente la regione d'origir.r delle spose, purch esistano attrazione sec suole e armonia di carattere fra i coniugi. cose differenti individualmente pi che re gionalmente. 9) Per accertare se un proprio antenat. sia stato o no ebreo opportuno esaminar e i registri della comunit israelita del t e r ritorio in cui l'antenato visse. IO) Buona storia della civilt antica L'Italia Antica di Peride Ducati (Mo n d dori). __ TELE_ S I O __ Stampatori: Societ Anonima Istituto Romano di Arti Grafiche d Ttfinminelli & C.-Citt Universitaria -Roma


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[Roma :
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March 5, 1940
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Italy
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