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Difesa della razza : scienza, documentazione, polemica, questionario

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Material Information

Title:
Difesa della razza : scienza, documentazione, polemica, questionario
Physical Description:
Serial
Publisher:
Società anonima Istituto romano di arti grafiche di Tumminelli
Place of Publication:
Roma
Publication Date:
Frequency:
semimonthly
regular

Subjects

Subjects / Keywords:
Race relations -- Periodicals   ( lcsh )
Jews -- Periodicals -- Italy   ( lcsh )
Race relations -- Periodicals -- Italy   ( lcsh )
Genre:
periodical   ( marcgt )
serial   ( sobekcm )

Record Information

Source Institution:
University of South Florida Library
Holding Location:
University of South Florida
Rights Management:
All applicable rights reserved by the source institution and holding location.
Resource Identifier:
usfldc doi - D43-00041
usfldc handle - d43.41
System ID:
SFS0024306:00041


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Difesa della razza : scienza, documentazione, polemica, questionario.
n Vol. 3, no. 11 (April 5, 1940)
260
[Roma :
b Societa anonima Istituto romano di arti grafiche di Tumminelli],
April 5, 1940
650
Race relations
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Jews
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" Uomini siate, e non pecore matte, s che 'l Giudeo di voi tra voi non rida!" (Dante JI'J SCIENZ!DOCUUENTAZIONE IRETTORE TE.LESIO INTERLAN.DI P01EUIC:4UESTION4RIO L. l

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AN N O I I I -N. l l SOMMARIO 5 APRILE XVIII SCIENZA GIORGIO MONTANDON: TRAPIANTI ETNICI; ALFREDO CUCCO : FECON D I T A DEI POPOLI ANTICH I ; GUIDO LANDRA: GLI STU D I RAZZIALI A BO LC.GNA; E GA STEINER : L O R D INAME! T O DELL A NATUR A UMANA. POLEMICA LORENZO BALLANTI: VOLT A!R E E GLI EBREI; G. DEL L'ISOLA: DELL'ITA LIA NEL ME D I OEVO; T. SALVOTTI: I GIUDEI IN CINA. DOCUMENTAZIONE RENZO SERTORI SALIS: DIFESA LEGISLATIVA DELLA RAZZA ; PAOLO EMILIO GIUSTI: I PRIMI RAZZISTI. QUESTIONARIO IL !789 DELL A CRITICA; CRITICA E DECADENZA; CRISI D ELLA S O CiET A' BORGHESE ; MISCELLANEA, ecc. ecc. PENSIERI DI LEOPARDI: DELL'ADOTTARE PAROLE S TRA NIERE. I MANOSCRITTI ANCHE SE NON PUBBLICA TI NON SI RESTITUISCONO GLI UFFICI DELLA "DIFESA DELLA RAZZA" SI TROVANO IN ROMA -PIAZZA COLONNA !PORTICI DI VEIOI -TELEFONO 67737 -62880 il "TEVERE" l'avamposto della stampa fascista LEGGERE DIRETTO DA TELESIO I NTERLANDJ non significa soltanto essere informati ma anche e sopratutto avere una guida

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l l l ISTITUTO DI DIRITTO PUBBLICO Il pi antico organismo bancario della Sicilia e uno dei pi antichi del mondo FONDI PAJRIMONIALI: "8 9 M ILI o N l RISPARMI, CONTI CORRENTI, VAGLIA E FEDI DI CREDITO: CIRCA 2 MILIARDI E MEZZO L'ISTITUTO RACCOGLIE DEPOSITI A RISPARMIO E IN CONTO CORRENTE FRUTTIFERO E COMPIE TUTTE LE OPERAZIONI DI BANCA

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NO III -NUMERO ll APRILE 1940-XVIII C E l L 5 E l L :! O D l O G N l ES E N NUMERO SEPARATO LIRE l IIBONAMENTO ANNU O LIRE 20 n l:! T E R U l l Il Cl P l' l U Direttore: TE LESI O INTERLAN DI Comi tato di redazione: prof. dott. GUIDO LANDRA prof. dott. LIDI O CIPRIANI-dott. LEONE FRANZI dott. MARCELLO RICCI dott LINO BUSINCO Segretario di r edazione: GIORGIO ALMIRANTE SCIENZADOCUUENT!ZIONE POLEUIC4 OUESTIONARIO NEL PROSSIMO FASUIUOLO iniziererno la pubblicazione di un VIAGGIO RAZZIAL PER L'ITALIA Le vicende razziali di tutte le provincie i t a l i a n e d e l i n e a t e p e r l a p r i 1n a v o l t a : UII panoranta che, dalla razza, si este11 der alla liitgnistica, alla_ geologia, alla storia, alla lettetatnra. arte Nel fascicolo la prima puntata:

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Quando, a guerra finita, vrr il momento. di stabilire le nuove frontiere, l'esemp_io del trapianto etnico dell'Allo Adige -operato da Mussolini in piena pace-non dovr essere per$0 di.. Vl$la E stata annunziata l'evacuazione in Germania della: popolazione di lingua tedesca abitante l'Alto Adige o Tirolo meridionale .. Gli uomin;i d'oggi ne hanno viste tante. e di tutti i colori, che il cara! tere mostruoso di questo provvedimento non li ha troppo impressionati .. J. DELEBECQUE (da I'Action Fra:naise del 1 6 l uglio 1939 prima edizione). Il testo che abbiamo qui sopra riprodotto dimostra quanto alcuni spiriti si ribellino tuttora, relativamente ai problemi etna-razziali attuali, di fronte a soluzioni che non sono quelle a cui il loro modo abituale di pensare li aveva preparati. Dovrebbe tuttavia sernbra.re normale che problemi qualitativarnente e quantitativarnente nuovi, secondo i tempi e i luoghi, richiedano nuove soluzioni. Ora, !e questioni etniche non si presentano oggi come si presentcivano ieri e non si pongono in Occidente allo stesso modo che in Oriente (assumendo quest'ultimo termine in un senso del tutto relativo). Si detto un tempo che il Francese era un uomo che ignorava la geografia. Attualmente, questa defimzwne costituirebbe una calunnia dei miei compatrioti; ma si pu tuttavia affermare nettamente che il Francese un uomo che ignora i problemi etnici. Come potrebbe essere diversamente, dal momento che tutti i giornalisti, quasi tutti coloro che debbono istruire la giovane generazione, infine gli stessi uomini di Governo, ignorano e vogliono ignorare quale sia la differenza fra una nazione, un'etnia e una razza? Un ex Ministro non ci diceva forse che non c'e.ra, alla Carnera,. un solo deputato capac e di servirsi con conoscenza d i causa d e lle nozioni relative a tali concet ti? E inutil e dilungarci qui nuova mente ( r i nviamo i lettori alla Difes a della Razza del l novembre 1939 ) sulla diff e r e n z a che si deve stabilire fra la razza antropolo gica e la razza etnica, detta anche etnia o etnarazza, poich le vicende storiche dei gruppi umani hanno influito molt o maggio rm ente sulle etna-razze che sulle razze antropologiche. Ora, se le etna-razze non hanno che un'importanza limitata nell 'Europa occidentale, in rapporto alle na-Bimbo profugo dalla Finlanclia accolto in Svezia.

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tll'i conf'tonfi dci clti l.itunui. d ,. i Il o t nt o U o r n i c d i IC n s s i ----Limiti c h lle ====Frontie r e d ella Polonia n e l (;Il l!'
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zioni, poich esiste persino una nazione dal lungo passato -la Sviz zera -senza una etna-razza propria e formata do: frammenti di etna-razze diverse, la situazione cambia nell'Europa centro-orientale. Le sovrapposizioni di popoli e lamolteplicit delle isole razziali sono caratteristiche della geografia etnica di quella .regione, mentre i sentimenti etnici di ciascuno di quei gruppi sono esacerbati e noi sappiamo l'enorme importanza di quel caos razziale nello svolgimento dei cruenti scontri attuali. Gli antagonismi etnici sono dunque molto meno vivi in Occidente che in Oriente. Tuttavia, senza che la pub: blica opinione se ne sia accorta, senza nemmeno che, in Francia, il chiaroveggente Maurras ne abbia fatta parola, c una questione etnica dell' Occidente che ha esercitato un in flusso indiretto e sotterraneo ma importante, sullo scatenarsi dei conflitti etnici dell'Europa orientale (l'affare austriaco non essendo stato un con flitto etnico). C i si ricorda della parte .recitata da Lord Runciman ll'inizio dell'affar. dei Sudeti: egli era stato inviato dal Governo britannico con il bene-stare del Governo cecoslovacco, per giudicare ifatti d e visu et de auditu. Ci si rico.rda anche della facilit relativa con Ja quale egli previde un ricongiungimento del territorio dei Sudeti lla Germania -attitudine d i cui molti si stupirono. Ci si ricorda infine dell'accettazione, in sostanza facilmente ottenuta ed egualmente stupefacente, da parte di Chamber lain, a Monaco, di quel ricongiungimento. Gli 4lglesi sono 9I1 g.rande popolo. CaJ)iter loro di donformtlrsi ad un assi oJila mentre tutto -l'impero tace al riguardo. Cosl, senza che il principio ne sia stato ma! diffuso ai quattro venti, essi hanno costruito il Joro impero in confo.rmit della regola che permette le colonie di popolamento esteriormente ai due anell-i desertici del globo, vale a dire nelle regi oni temperate, e che ingiunge di cercare le colonie di sfruttamento (come l'India) interiormente a questi due anelli, vale a di.re nelle regioni tropicali (bisogna notare tuttavia che, siccome la altitudine corregge gli effetti della latitudine, una_ regione tropicale come l'Abissinia pu anche diventare perfettamente una colonia di popolamento).

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.L> ....... E' in modoaltrettanto che festano per terra. che 'calpestano gli Inglesi renQ.evano conto di una.: {quest'amore W altra :parte ass.ai pi c o s a relativciriiente ai Sudeti'. forte presso' le popolazioni ccidenAutorizzare il ricongi\mgimento dei tali che presse:> Je orientali, e di ci S u deti alla Germania. su una base molti non si rendono conto). Si pu e tnica. -si9nificava legittiinfe la sempre. sognare una sOCiet pacifica c ontinuazioife dell'unione dell'Ulster ._ in seno alla quale gli uoiruni vivran..: (Irlanda all'Inghilterra su no fianco ci senza animosit, un a base tnica analoga. Ci n()n quali che siano le loro particolarit_ so:r mai strto sostenuto : ufficial. razziali ed Basrsi attualmn te ma J,er-mente su questa eventualit, significa s : J a s i che questa copsiderazione ha appoggiarsj s).ll_ vuoto. C e del rest pes ato coscientemente o incon-un _punfo che dimenticano coloro che scme volmente -sui motivi invoooti dicono : E inamrnissipile che si e 'l e 'wese. Perch pro. da a .un uomo di ahbdndonare la sua prin delle questiorii etniche l'imporsi terra ; essi dimenticqno che dovrebspesso i ncongapyoh ;nente _agli attori be in primo : luogo del pri;r:n,a che essi. si ren. bile che un uomo s stabilisse in un demo conto dei motivi che 1i facevano paese straniero prete:idnao cqnser agire. vare, per i suoi discendenti, lei. sua fi.bbiamo date> quest'esempio per etnicit d'un tempo, e che egli r ifiu di!:,ostrare l'im:portanza p rive-__ tasse di 'fondersi nella nuova etnia in s ii.
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Ma bisogna precisamente che questi trapianti vengano operati in confor m it di talune regole (*} La prima condizione di un trapianto onesto e salutare che esso si r e alizzi in piena pace. Da questo punto di v is ta. il trapianto delle popolazioni greche dell'Asia Minore in Grecia e d e lle popolazioni turche d e lla G r e ci a i n Turchi a dopo la g u erra greco-turca del 1921 (il primo g r ande trap i a nt o d ell'epoca modern a ) non pu essere assunto a mo d ello p erch la fuga delle popolaz i o ni g r eche, che in seguito furono ave v a avuto inizio i n pie n o g u erra. e d a vv ennero pietos e miserie. Ma, malgrado i massacri e lo :.v o lger s i cat a cli smico del fenom eno, il ris ult a t o n e fu c os felice che tutte l e particol a r i t detest a bili n e fur ono p rest o dime nticat e di fro nt e all effetto ottenuto. E' abbas t anza i s truttiv o no tare l e tappe attra v e rso l e quali passat o il giornali s t a c h e abbiamo cita t o in p rincipi o per l a s u a in d i g nazi o n e. N e ll'Action Franaise del 5 agosto. 1939, s i passa. dalla pura indi g nazi o n e. a llo s tu pore: L a rapidi t dell'e v o lu z i o n e dei r a pporti l.ra q uest i d u e e x n emic i e r editari [Gre c i a e Tur chia]. uno d e i f e n o m eni pi c uriosi e pi i s truttivi della storia cont e mporanea Il 13 novembre, cql i sembra cominciare a comp r e n dere; p ur e intitolando il s u o articolo Com e delle bestie e gli non pu p i g r eco d e i g r eci: Phocas Cosm c t a t os, c h e h a con s a crato, nella r i vist o L'Esprit intemational. un articol o rno lto int e ressante all a collabornz i o n c g reco-tur c a n e i Balcani, del i niscc l o scambi o d elle minoranze fra i due paesi com e l'operazione che, c lirnin ando l a causa prima delle loro :riZioni, h a condotto dapprima al ri n vvi c in a m e nt o, in seguit o all' inte sa, c infin e all' all eanz a ... L a causa n o n for s e gi compresa in via di principio? L 'operazione chirurg)ca un esemp io cosl classico del male che conduce al bene, che ci si vergogna di doverlo -ricordare. Ma possibile dare un esempio di trapianto operato in piena pace? Non c' bisogno di cercar molto lontano, quando si discute di questo argomento in Italia. L'esempio paradigma di un trasferimento pacifico di popolazioni, trasferimento che soddisfa anche gli altri desiderata di cui dobbiamo far menzione, sar ormai quello che, sotto l'egida d i M ussolini e per opera della sua saggezza preveggente, si svolto l'anno scorso, sulla frontiera nord-orientale del paese, con la popolazione etnicamente tedesca del Ti rolo italiano. Il poco rumore che ha sollevato l'operazione esso stesso la prova che il meccanismo ha fun zionato secondo le modalit di un ingranaggio bene ingrassato. Abbiamo detto or ora che, oltre alla sua esecuzione i n piena pace, il trapianto doveva soddisfare ad altri desiderata. Non possiamo fare a meno qui di citare la curiosa proposta cui arrivato Jacques Angel. il quale, in un'opera intitolata Geographie des frontires (Parigi, 1938) preconizza frontiere dinamiche, < < plastiche Se ci sono frontiere che sarebbero s u s cettibili di provocare delle guerre, c i accadrebbe in primo luogo per s imili frontiere-caucci. Perci, una proposta del genere non pu che essere respinte. Una frontiera, il cui scopo d'essere stabile, pacifica, deve essere non dinamica, ma statico, cio fissa e solida. Bisogner dunque che essa si appoggi, s e possibi le, su un ostacolo topografico naturale, perch anche il pubblico prova soddis fazione e sicurezza nel vedere, sulla ca.rta, che la frontiera s e gue confini tracciati dalla natura e armoniosamente inquadranti l'organi s mo nazionale. Un mare, come l'Egeo fra G.reci e Turchi, il conf;ne idea le Ma quando le due etnie da separare stanno sul medesimo blocco di A nostro avviso, sebbene ci siano casi difficili da definire, la so-luzione deve, il possibile, atte-nersi a questa : in montagna, sono le creste delimiteranno, in bi verit, in pcipc)!OJlC>nl diverse non si rive di un tarsempre le creste pianura, di con-. tro la linea di separazione de1 bac ; ni non corrisponde spesso a null a etnicamente, mentre i ccrsi d 'acqua sono un ostacolo ben visibile, spesso militarmente importante (il Remo!) ; e se ci sono citt a cavallo di un fiume, il che naturale quando esse fanno parte di uno stesso paese, ce ne sono altre, lungo le .rive di un fiume (Strasburgo, Omsk) o del mare, che si sentono perfettamente a posto in questa situazione. C' bisogno di dire che la frontiera ::iel Tirolo fra l'Italia e la Germania soddisfa ora in modo assoluto a queste condizioni geografiche? Una volta trovata e accettata di comune accordo la frontiera naturale, sarebbe tentare Dio, nello stato attuale degli spiriti; c assumersi una pesante responsabiiit di fronte alle generazioni future, il non adattare la frontiera etnica e il non procedere ai trapianti necessari per soddisfare a questo adattamento. Questo stato ottenuto, di comune acordo, fra i due 'licini Germania e Italia. Siamo oggi in piena guarra. Quando verr il momento di regolare le nuove frontiere, l'esempio del Tirolo non dovr essere perso di vista. Non lo fin d 'ora. Parlando del recente trattato di Mosca, molti giornali hanno annunciato, quasi con consolazione, che esso non prevedeva trasfer imenti d i popolazioni. Ma il trattato r:.on aveva bisogno di prevederlil I bravi e saggi Finlandesi delle terre che ora passano in altre mani, fanno spontaneamente i bagagli e raggiungono i oro fratelli nella loro patri a divenuta pi angusta. Essi s tessi effettuano, per quanto dolore possano provarne. il loro trapianto. GIORGIO MONT ANDON Professore di etnoloqia alla Scuola di antropologia di Parigi ( ) Ci permettiamo di ricordare che nel 1916 pubblicammo un opuscolo, intitolato: Frontiere nazionali, Determinazione obbiettiva delle primordiali necessane ad ottenere una pace durevole >, preconizzando un piano generale di trapianti da una parte e dall'altra de!:e frontiere; specialmente in Boem1a e Pruss' a orientale,

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Un tratto del Vallo di Adriano che, ai limiti della Scozia, attesta nei secoli l'espansione di cui fu capace il popolo romano. Nell'antichissima Sicilia come ci apprende Eraclide Sira-nit dedicate a Persefone, dea d ella ferti;it durante le quali c u sano -s i celebravano f es t e coreografiche in onore di Devenivano consumate focacce di p a ne azzimo, foggiat e a forma metra e di Kora, d ee d ella fecondit. Il rito culminava nella di organi sessuali f emminili, particolarmente 111 u s o ad pn;panizione di grandi fo cacce gin<>comorfe dette p .;ol c h e A grige nto l e mvano portate in process ion e in omaggio al ;e d ee ., * Nel sirac usano la voce milu sop rav vive nza di jWol, Sono noti ed o gg i spesso e d a propos ito ri cordati i riti di an co ra. (Cfr. Columba, Arch. Storico s i c XVIII, 1 888). Atene ed i mi s teri di Eleu s i ce l ebrati in onore d e lla dea Cerere. 'li c ulto di D emetra e Kora, analoga m e nt e a qu e llo p reesi-nata da Cibe l e, fig lia d e lla T e rra. simbolo di ferac it e di do->'l ente a uto c tono d e lla dea lblaia. rav v i sava in qu es t e d e it i vizio!3i ni""ccolti. ,.;imboii d e lla ge nerazione. A ques t e ce l eb r az i o ni c h e a nda v an o :;otto il n o m e di T es m o-lnfatti ad Ibla Gereatis -l'odierna Patern, ov e n e ll a c on forie partecipavano soltanto donne n a t e da legittim e noz ze e !rada Salin e ll e a n co r a un vulcano di a solfatarae ra l egi ttim a m e nt e c oniu g ate1 ad esaltazione del matrimonio, della Yivo il culto t ellurico deila dea lblaja, pro f e ttri ce della f eco nf econdit, dei sani cos tumi dit della terra; e ques to c ulto id ea lm ente vi c ino a l s u ccessivo Culminavano i riti nel c ult o apologe tico d elle madri, s ull e c ulto elle ni c o di Afrodite genitrice o della f econdit. quali sce nd eva l a ben e dizion e propiziatrice le lla d e a. L 'appe;lativo ge reati s dato alla ci tt e d alla d ea va ri-In una delle f as i pi plastic h e della ceiebrazione, avve niv a conn ess o e tim olog i camente alla voce antica yEppa, u:;ata d a i la c on s acrazion e degli organi della ge n e razione, c on la depo-5culi (od ierna garra) per s i g nifi ca r e gli o r gani ge nitali sizio n e del se m e n ell' alvo d ella futura madre. analoga a qu e ll a maschili e f emminili e quindi il mito d e ll a proc r eaz ion e dei se mi n e ll e 1 i scl' ri d Ila t erra. duplice rito' d ella natura La s t essa vice s i ri t rova infatti ge n eratrice. L e T esmo f o ri e e rano es nel c ulto di Afrodite. In L!fl ca311 se nzialm e nt e agri co l e e d e m og rafi c h e o r ig inari a m e nte gerea ti s in quanto venivano s olennizzat e in s tato niente altro c h e l'a ppeii::J o n o r e della fami g li a d e ll in cre - l Livo ge n eratrice d e lla a ntica eli m e nto della prole, d e lla sanit del Yinit iblea. (Cfr. Oiace ri, Cu l ti l' co tu m e della vit a georg i ca d ella miti n ella Stori a d ell'antica Si c i t erra. O gg i s i res ta pen s osi di n anzi a lia E d Battiato Catan ia 1 911). ques t a mi,;t e rio s a analog ia s e nl'ta Tra i culti miti ::!el l' an tica Si n e ll 'antichit tra l a madre e l a t erra l'il ia vann ricrdale l e so l e n ri guardo alla ge nerazione Il

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trainate (;nr i u l u a ttir;a c l a d 1 i,t man i un ce rto int e r e,;su m cnto a ll 'e u ge n etic a ,. al l 'inc r ellH'nto d el11o g r ufi o i\ S p u r tu. le l egg i I"' I ",J" fr anCJ inton ati J< 1 '01111' SI'IIIJH(; dl' l'll!it:nw i cos tumi c ;,OpralluliiJ 1 ,.:cn titne nti d e l a;le n cecssit d e mo g rafi c he. quando pi non lo furono. :'f'g u l a ) 1 do11111' a;;pcttavan o il primo c oniu ga l e, '1.;tit du IICIIIIII t' n ell'o:; c urit. c do 1 eva n o fino a quando IIIJII l ll t s s tro raggiunto l a m a t e r n it l < rin1ust u JII' OI'l'r hi ult la ri s post a data d a Gor;.!OIIU, mo g li e d i l.1oni du. 1 1 ljll('ll a stra11ie r a c h e s i lliCr'-lvi;.;liav a eltc l e riHIIIl' >op u rtan e Oilla i H i a .;scr o agl i tHJmini : Pcrd1; no i flllrt lllll', a J d,ialllll l a prnog:tti, a di p e r l'l'l':trli! l i 1 nrg u pn pri1n o ['Sf';IISl' i f'Piihi dui p uhhli1i uff ici c d 1111111 dlt' la11t" ad Atene q u an t o a Cori nt o i l'e lihi 111 pu teo:'cr o :11 n sol1 nni A dint>stran l'"llll' t'quanto fo ss e condanna l o il 111: 1 tr imonio inl'tn ndo. J ,as l i ricordare c h e a Sparla i coniug i [l'l' i l i e r a n o olddi g ati ad ac't'l'llarc l a e osiddella p c rmula. 1 al c a olin c h e la tlll>g lit doqva unirs i t Oli un a ltr o u o mo Entr a t a di Costanzo Cloro a Londra (m edag lict d'or o del Tesoro d; Arra sl. Ma una 1 era e propria l eg i slazione d e mo grafica s i profila a g li a lbori d e lla H omanit. H omo l o il matrimonio co n se n s ual e monogamico, co m batt l adulte rio e d il div o rzio a tut e l a d e l focolare domes ti co. L e f a m ose Tabulae Ce n soriae di Servio Tullio faceva n o o bbli go a i ce n sori di controllare il movime nto demografico. Furio Ca mill o, vinc itore di Bre nn o, ispirandosi ad una oc u l a ta p ol iti c a d e mografi ca, costrinse g li scapoli ad unirs i in m atrimo ni o co n l e vedove d e i caduti. F u in seg uit o s tabilita un a impos t a s ul ce libat o chiamata ae.s uxorium. Ccs:trc pro mul g l e prime leggi c h e esonerarono dale im po s t e i g e nitori di quattro fig li, se di Homa, di c inqu e, se abitanti in It a lia di se i fig li s e residenti nelle p rovince. Co n ia L e x a graria d e Camp a n o dividendo s tabil c h e l e t erre d ella Campania fo sse t o divi se tra l e famiglie nume r ose. Co n ce sse in oltre a ll e lnalto n e, c h e avesse r o avuto tre fi g li i diritti d e ll e Ves t a li e viet alle donne, c h e a quarantacinquc a nni foo>ser o a n co ra nubili eli portare g ioi e lli e d'andare in l e tti ga. Segu la l egge Appia ma i s uoi ri sultati furono pres soc h \'ani

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L 'imperatore Nena promulg leggi per intens ifi ca r e il ritorno delle iui scite: a sseg n sessanta milioni di ses t e rzi alla co lo!1izzazione interna, ma non attinse c h e vantaggi e ffimeri. La legisazione demografic a s i svilupp con Traiano, co n Marco Aurelio e c on Mass imo Severo; s i perfe zion !'otto Augu:>to con la Lex Julia e la Lex Julia d e adulteriis E il concetto che i spir Augus to a chiedere a Virgilio il poema georgico fu certamente quello che in scindibilmente accomuna la famiglia e la terra. Successivamente, quando l e leggi ed i costumi co min cia rono ad allentars i, e per influsso orientale, le pratic he anticoncezionali sempre pi si diffuse ro l'edific io imperiale co min c i a ce d e re e cominci la fatale di sintegrazione: d enatalit e -deca denza si dettero paurosamente la mano. La diminuzione della popolazione per il regre sso dell e na sc ite cominci ad accentuars i v e rso l'anno 164. a. C. Tibe rio Gracco avendo constatato durante un viagg io, che Ya:>ti territori d'Italia erano de se rti fu indotto a d elaborare la nota riforma. agraria e indubbiamente la spartizione d e l: e t erre ebbe una notevole ripercu:> sione demografica. Senonch. attratti dagii allettamenti d ella metropoli, gli abitatori dei campi di sertavano a !orme le campagne. Una scena dell'Iliade: Achille che medica Patroclo (dalla c :.ppa d i Sosias. Museo ii B e rlino). Rivi ve oggi l 'ammonimento di Plinio: Latifundia padlc r(; l ta.liam. Ma co m e s tato notato il latifondo non sarebbe mai arri\'ato a grandi e cos desolate es ten s ioni se il ceto d e i contadini non s i fo sse sempre pi diradato, tras fer endos i 11elle c itt in ce rca di piaceri. L 'imperatore P ertinace nel 193 s i s ino n permette re a ognuno d 'impossessars i in tutta Italia e d anche nelle provillce, dei campi non co ltivati e deserti, anche se fo sse ro appartenuti all'imperatore: chiunque li avesse coltivati, li avrebbe avuti in proprie t Adriano arriv al punto, in fatto di provvi d enze demog ra fiche. da sancire un condono ai criminali -anche p e r reati c h e f osscro s tati padri di numerosa prole Ma era troppo tardi pcrch potesse reagire l'organi s mo into;: s icato e cad e nte. La ruina era ormai il risultato d clh disgr ega zion e d ei cos tumi e d e ll intell e tt o de cade nt e. Ai tempi di Se ne ca la corruzione, favorita dal divorzio, era tale che l e matrone contavano g li anni dal numero d e i loro mariti anzi c h e d e i conso li. Il prog r esso d e l mal e pi tardi a tal e seg n o c he S. Girolamo n arra d 'una donna che era s tata mo g lie di venti-su barche jn

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Il porto romano di Ostia (da: <.: Braun. Urbium praecipuarum libe r -Colonia, 1581). Seggio votivo consacrato a Bacco. All inizio del terzo sec olo Roma non a\ c\ a pi di un milione di abitanti. Ai tempi ai Severo s i ridus se ro a 600 mila. Un po' a lla volta le vie s i vuotarono le case e gli edifici pubblici rimasero disabitati. Dopo che la capitale dell'impero fu trasferita a Bisanzio la popolazione di Roma scese a 200 mila abitanti. I rimasugli della vecchia popolazione s i ammassarono nei quartieri traste veri ni a Campo Marzio e attorno a S. Pietro. Dice a que sto proposito Marconcini (La paura della prole, S. J.T Ed Torino 1930): Si ripete la storia di Gre cia? Nel IV :'ec olo a. C. essa to ccava gl i apogei della civilt, ma poi che i c o nduttori del s uo pensiero ebbero preconizzato la sterilit come un rimedio alle inquietudini per l avvenire l e nta e ine sorabile prese a distendersi tale carestia d'uomini che nel secondo seco lo. non avendo pi gente da opporre con efficacia di re sis tenza alle legioni romane, ce dette a queste il s uo dominio e l a s ua indip e nd enza. Non diversamente accadde di Roma, quando la g randezza p o liti ca, l'arricchim e nto sulle prede dei vinti, la inconsiderata beatitudine del vivere materialistico l 'irris ione s ottile delle cose di r e li gione, tol se ro al popolo dominatore quelle virt di rude v ita -di seriss imo amore a liberi ordinamenti ed a labori osa a ttivit infin e di riverenzial e timore degli Dei che gli a\' eva n o dato lo sce llro del mondo. L 'eg oistico spirito d e l go dimento, fruttificato dalla stessa eccess i va prosperit e dalle sorprendenti fortune militari non t ardarono a minare l e basi naturali e nece ssa rie dello stato g iun ge ndo alla follia di esaltare il piace r e per il piacere, di bruciare incensi al nuovo idolo della famiglia infecnda per \'Oiont di s t erilit, distrutto l antico culto della famiglia, gene ro s a datrice di fi g li perennanti la venerazione degli dei protet tori dei dome s tici fuo chi. (Confr. anche E Pais. Storia in t e rna di Roma ). ALFREDO -CUCCO

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GLI. STUDI RAZZIALI A BOLOGNA numeri di ques ta rivi s ta ah.. i .t nH avuto ;;pesso occasione di ricordare i J>lt'cur;;ori drg li studi razziali in Italia C rediamo ora do,eroso richiamare l'att e nzion e del lettore su un ce n tro di s tudi razziaii italiano, l'Istituto di Antropologia Gen erale ed Applicata della H Univers ii di Bologna. L in segnamento dell'antropologia nella Universit di Bologna ebbe inizio nel ]3/:lO con un incarico affidato a Ser-gi, che poi si trasfer a H.oma. Ma uro \'E'l'O sviluppo autonomo di una scuola antropologica bolognese ha inizio soltanto n e l 1904 con l'insegnamento di Fabio Frasse tto. Rimandando il lettore desideroso di maggiori notizie sulla scuola antropolobolognese a quanto abbiamo scritto n el nostro volume Antropologia, riteniamo necessario accennare qui alla po-LA SCUOLA AN TROPO LOGICA BOLOGNESE liedrica e va s ta opera di F abio Fras s e tt o che ha saputo fare d e ll 'Istituto a lui a f fidato un v e ro t:entro propulso r e eli ri cerche nei \ ari campi d el l 'antropolog ia. in epoca anc h e non tanto l ontana quardo in Italia re gnava quas i generale l o sce t ti c i s mo sugli s tudi c h e avevano p e r mira l a conoscenza d e ll'uomo e d e ll e razz e umane. E molto interessante considerare la denominazione: Istituto di Antropologia Generale e Applicata. In ques t a d e norni r.azione era insito il s ignificato c h e l'antropologia non una scie nza soltanto t eo ri c a co m e molti pretendono ma anehe una s c ienz a n cca di appli cazioni pra ti c h e. L)stituto di Uoio gna co mprencl e una aula p e r lezioni. 1111 mu seo cliclatti co e d una ri cca biblioteca. U na quindicina di ;unhienti tra grandi e pi ccoli so n o de s tinati a ll 'Antropometria H a r li o logia e Bio m etria. L 'Istituto d e l S.A.S. il nuovo Comi tato i nt ernaziona l e creato da Fabio Fras s etto p e r l 'unificaz ione d e i m e todi e l a sintes i di Antropolog ia, Eugenica e Biom etria e del Centro Biom etrico p e r la racco lt a e l a comparazione dei poligoni linomiali Il mu seo di antropologia c on t i e n e o it r e 3 000 crani, circ a 100 sch e letri ( d e i quali partico larment e importanti que lli c h e si riferi sco no a f e ti e bambini). Esi s t e anch e il nu c l eo p e r la creazione di un mn;;eo di Etnografia. c h e g i ot-LA RICOSTRUZIONE DEL CRANIO DI DANTE Una sala antropometrica, il laboratorio per le esercitazioni. il gabinetto-di radiologia, il museo didattico, dell'Istituto antropologico di Bologna.

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l tr1111: il U JII:->Cihll dd el!rclariu del ParriiiJ Starar: c. c dw F a l,irJ a 1 e 1 a r llllf"l: pil i r rn t a nt a pa .;,IOIH: r rorn p e l .a llllllllrll"rf"l"ldi ,.,ono ;,Late le a tti1 it p a ,.,Jidr da F a l 1 in p e r d a r e iw : rrnr: nt .. allr 1arir branc h e : l ell'antroJII,J.,;!i a. l'urlroppo 111oltP di l(llt'stt' inizi a Ili 11"11 lta rtllo J!"lulo n alizzars i in picno .J;.,ioo l11 ;,pirilanle A li g hi c ri. llopo ric:r:r c h e !'d a ccurati o :-ami cumpiuti per hen l :2 anni ui ri l u tti le maschere r i busti messi in co n f r lllln ul cranio l'g li ha pubblicato una lltOIIIIIIIC tllal e nHliiOI!rufia dal titol o Ua n -1 i.< (),,SII. li s nltutu J'i, onografia dante:::c a d e l l11llu appros:;imnti1 n il Frussctt o co n ce p d d i .setlo. L'azion e del Comitato c he (> di:::ciplinata da uno spec ial e re go lamento_ h a p e r fiue di vagliare e coordinare tutt e l e propos t e c he gli l't : n go no inviate p e r ra ccog li e rl e in un Co d e x Anthropolug i c u s di c ui curer in seguito l adozi o n e e l a diffu s ione 1111 Boll ettino quadrilingue (S. A. S.), primo e d uni co del genere, il Comitato svo_lge da cinque anni la sua a zion e ( di consulcJtza, r e d sione, coordinamento e unifi caz ion e d e i metodi) al fine di abolire quella arbitrarie t e CJUella in-Testa di una statua di Kamak (Egitto) conferenza d e l Fras,;etlo. Confe r e nza c h e m ettev a finalm ente il punto final e s u tante di cerie un t empo rliflu se s ul tipo razzial e d e l nostro mass im o poeta. Il grande antro p o lo go Eu g e ni o Fi,;c: h e r. co n il qua l e parlammo della ebbe molto a lo dare lo s turlio d e l ['ra sse tto e in ha se ad elhe nuovi lumi p e r inv es tigare il proble ma d e ll o ri g ine rlegli Etrusc hi Da uolac;i aur.ora r.h e la s t e:;sa confe r e nza auspic i rliv e r,;i Enti r.ulturali germanici. fu ripe tut a in altre citt tedesche e su ecompletezza di criteri che oggi sussistono nelle indagini antropometriche ed eugene tich e a tutto svantaggio eli queste due branche della Biolog ia. Chi per poco s i s ia occupato di tat s tudi comprende la necessit assoluta di questa standardizzazio11e atta acl evitare errori e confusioni. Come si vede l'attivit del Frassetto ha sempre avuto chiaro a problemi di vitale interess e nazionale ed internazionale.

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Dobbiamo ancora ad una memoranda relazio n e di Fabio t'rasse tt o se il H D e cre t o 17 g em1aio 1 935 h a dichiarato ia zona di :'vlonte Beri co zo n a lllOIHime n t a le. s torico nazionate Y O I endo c h e fos::.e particolannenle additata alla \ enera zione deg li Italiani In zona uella quale s vol se l a prima battaglia de l Ri sorgimento n azionale. e in c ui il sangue d'ogni parte della peni sola fu \ ersa t o p e r la cau s a dell'Indipendenza e dell'Unit d 'Italia Difatti fn il Frasa stabilire c h e g li avanzi scheletrici rinv enuti a Villa Guiccioli a Vicenza ap partenc\ano alle salme di due combat t e nti (un austriaco e uno. d e i nostri g io \ anissimi Yolontari ) caduti nella b?.tta glia d e l lO g iu g no 1 848. Di importanza pi tecnica s t a ta la c reazi e ss e r e rea! izzato porterebbe d e i con tri b uti imm e n s i a ll a conoscenza antropologica della razza italia na. Quanti h an n o studiato antropologia in Italia conosc ono i volumi d e ll e L ez ioni di Antropologia d e l Frasse tto Qu e ,;ta opera c u"titui sce un t entati\ o di o r ganizzare l in seg n a m e nto d cll'Antropo logia co1i c rit e ri p ersonali e del tutt o nuovi. In lutti g li argomenti trattati il Frasse tt o si preoccupa sempre d 'impostare la ques tion e n e i s uoi termini preci;:i . e prospettati i problemi nuo\ i c h e n e sc a-Antica maschera del Per. di Bologna di un Centro Biometrico per la ra cco lta e la comparazione dei poligoni binomiali. Bicordiamo ora una IniZiativa rlel f di grande importanza per il proh l e ma dei meti cc i. Nel settembre del 19 3 7 eg li costitu in A smara un, Comitato per la istituzione di un Centro Antropolog i c o per l A. O. l. Aveva preparato intanto un Questionario per lo studio d ei me ticci s u basi strettamente scientifiche. L'iniziati va per sfortunate circostanze, turisco no 5 u gge ri sce il modo di studiarli, portando cos spes s o nu ovi contributi originali c h e potrehhe ro costituire altrettante pubblica zioni a parte. Questa opera s tata giudicala degna di stare accanto a qu e lla class i ca de l Topinard e ha riportato il pi lu s in g hi e ro dei s u ccessi, co me dimostra anch e il fatto c h e n e e saurita l a seconda e dizione. Numerose ri ce r c h e d e l Frass e tt o si riferiscono alla morfolog ia del cranio in generale Cos molto 11ote sono quelle s ull e suture f ontanelle c ;;opran nume rari d e l crani o e d e La fa cc ia. Lo studio g ene!'i d e ll e suture soprannu merari e cons id erate nei \ ari stacli d e llo >'\ iluppo o nto ge neti co d e l c rani o d e l l' Uo mo. d e i Primati e di altri mammife ri ha co n dotto il a formulare un a hgge seco nd o l a qu a l e ogni sutura prannumeraria dev e co u,-id e rar;.i co m e il limite fra due o pi centri di ossificazwn e Un altro not e \ o l e co ntributo ,-tat o poi re cato dal allo studio d elle for m e d e l cranio umano inizi a t o da Giu seppe S e r g i. Sono del 1 90 -1. l e prime projJO s te del Frass elto ri g u ardanti io ,;tudi o dell e forme se r g ian e p e r e \ itare l'indec i i o n e n e ll 'appre zzamento di indec i s i o n e don1ta a Ila mancanza d e l m e toclu Se r g i di i s tru z ioni prec i se circa l 'o ri entamento da dare al cranio U n altro importante capitoio di antro pologia c he ,-tat o approfondito dal Frasse lto qu ello c h e ri g uarda l e forme cranic h e degli antropoidi; sullo qu es to punto di \ i s ta l 'antropo l ogo di B o lo g na s t a t o anc he co n s iclerat o ii primatolog o d 'Ita lia. l l Frassetto ha anche JHopo s to un nuo vo m e todo mate mati co per la d e tern: inazion e delle forme cranio umano e delle c urv e cranir: h e in genere. Abbiamo ricordato gii c om e l a figura del Frassett.o ecce ll e ,-oprattutto n e l campo d ella metodolog ia antropolog i c a e de:la biometria. A lui dohhiamo divers i strume nti per l e misure ani ropome t ri c h e e craniomelri c h e quali Llll c r an i osta t o Llll compasso v erticale a hranche scorrevo! i un prognatometro t o tal e c parzia l e per l e misure del m ascellare, Llll antropome tro trime t rico co11 movim e nti mnltipl i un apparecchio ;;te r eoproie tt o re. Di grand e importanza pratica sono g li s tudi di antropometria. somatolog ia e co sti tuzi onalis m o. di antropologia p a t o l o g ica e di antropolog ia criminale. Al Frassetto dohhiamo circa du ece nt o pubblicazioni sc i e ntifi c h e de;(e quali se ll e riguardano l 'antropologi a general e. una ventina s i riferiscouo a questioni va rie. pi di sessanta ri guardano la meto rlologia e la t ecn i ca, e l e altre abbracciano i pi di sparati campi deil antropolog ia dall'etnologica alla pat o logi c a. dalla s o matolog i ca alla crimina: e. La scuola. di Bolo g na pu quindi de g nament e figurare accanto a que ll e di Fi renze e di Roma nella storia d ell'antroJ'O io g ia it a liana, s ia per il suo sviluppo autonomo e original e s ia p e r il s uo gran de contributo recato alla sc ienza; c la figura di Fabio Frassetto trova il s uo po s to accanto a quelle di Paolo Manteg azza c di Giuseppe Sergi, tra i g ralldi precursori del razzi s mo italiano. GUIDO LANDRA 17

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d i tulti i popoli civ ili d opo l a guerra mondiale segn d, una mo1im cnrata e Y ol u z i o n c spi ri t u a le. Allora il vo l to d e l :omin c io a s ubi re un t<:mpestoso ca mbi a mento. Gli idoli c i eca m e n te adorati, l e scic n::c natura./i, la tofitica, aycvatJO d imostrato t utta l a l o r o vanit e con i s istc mi sciellLi i ici e filosofi ci, fondati s ul mate ria!" La. macchin a il nostr o D io. Tale g e n e r azioni La c.atastrofc f e ce sb ia d ire quegl' o rifiorimento dcil e for ze detronizzate caratteri zz l i nizio a era; scopp iaroiw lotte ideo logiche, re l igiose so ciali c ttta evo lu zione della vecchia Europa sembr una disp e rata ricerca d' nto. L e agitazi o n i a t eistiche, a -nticri-tiam: ucc u l ti s t ichc Y m algrado l a div e r sa ; apparenza, erano s in-tomo c h e negli nomini fi a l'attaccamento materi alist ic o I l c rpttscolo del! l sc i e n zc pi ortodosse h a L t yorito la formazio ne d i un' aiLra de l m v ndo. c h e attualmente sta concretandosi. Cos l a vecchia fisica diYc ntata un mucchio di r ov ine, l e leggi d ella natura, finora 1 ill'nutc asso lu te. s i so n o i nvece dim ostrate statistiche, l a bi o logi a um a n a h a dont to ck1arsi dalk tracce psico-c himi c he. Anch e l a ps ic o logi a, finora spe rimentale, si ori enta 1 e r so il riscoprime nto dell'anim a Ed successa un a ri1 o lu zio nc anch e dc i co n cetti dello spazio e de l tempo. Finalmente si profi l a l a r e d e nzion e dello spirito um a n o dalle caten e di tllt iatalisnto deterministico, che h a sopp r esso la Y c r a libert .\fcnt r e periscono q u elle co n cez i o n i c h e formaro no l'orgoglio della capacit umana, s i '0 p rogr essivamente all'etica del m o ndo mate ri al e (!"iiiiiiH III Cif:::a ), qudl a ctd.>mo nclo di Yino (la trasc en.dcn:::a). T n questa Yoragi n c di c 1 olllz i o ni caduta co me una fiamm a l'idea razzis t a, diYcntata rapidamen te di a ltissima imp orta nz a. lnizia lm c n te il razz ism o fu qualificato un dc riYa to dell'antropologia razionalist ica, c pe rci t r o 1 in i specie t r a i tco loghi, un a comp r c 1 1 s ibil c a n crsionc. :\nennc che t u tti i senzafede si aggrappasse r o alle id ee della razza c creassero un della ra::::::n c perfi n o un surrogato eli del sang11c

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Quest; a m onti so n o elci n ostri giorni :: ancora es t i t i Je l Llll tico di so r. di ne, s icch l' ombra del filosofo ebreo S pin oza stata e J c ata a d ivini zzare e r et icamente l' esse r e umano Occorr e dunque mettere o rdin :: con. c epire o n to logicam e n te co n scgul' n zc de l fatt o r e ,
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Esiste una gerarchia dei corpi e delle anime razionale delle cose e l'ordin e delle loro strutture, concepisce c idee ed analoeie, realt :7late riali e sovrannaturali fino a Dio. E fulo allo spirito si estende la sfera dell'uomo naturale. V) La grazia divina pu co nc e d e r e all' uomo una certa partecipazione alla ita sovrannatural e, ma l a natura dell'uomo non contiene questa facolt in se stessa, c non la pu n em meno pretendere, ma poss i e de un a natural e capacit (potentia obed i e ntialis). d i o bbedirlc . Bisogner anch e d e finir e l a parola natura: se intesa opposta allo spirito al lora l a natura compre,nd e tutte l e s f e re gerarchiche fino allo spirito. Se l a s'int e nde opposta al soprannaturale, allo r a conti e n e anch e il m o nd o d e ll o spirito, cio ttitto ci ch e d ell' uomo natural e *** Tutte l e categori e citate so n o soggette a ben d e finit e limitazi o ni 1) Ciascun a sfera ha leggi particolarmente proprie all a sua struttura ed al suo carattere. Q ueste sfere so no essenz i a lm ente l'utra daU'altra c non sono d e rivate o evolute l 'una dall 'altra. Cos ad es. la vita o.rganica -non materia, la vita ps i ch ica n o n vita organica .ed ancor meno spirito. Contro questa imp o rtante cognizione peccano tutti i s ist e mi filosofico-scicn til1ci con la tendenza a se mplificar e fino all'estremo monism o (Spinoza). l fanatici della 111Ufcria, d ella vit al!:t, dello spirito, vedono tutti soltanto 1111a de l le g radazioni esistenti, negando o trascurando indebitamente l e altre. l n questo modo s i arriYa acl accentuate unilateralit, m a ai nostri giorni si pu a nch e o sse r va r e un a l t ro g ran errore, che comm ettono tutti coloro che: co nsiderano due sfer e distinte. co m e se queste fossero un a so la, c dimenticano l a thn: r sit del l e leggi propric c caratteri st ich e di ciascuna di esse (*) 2 ) Lc g r a d azioni nell u o m o c nella natura non formano una semplic e somma. ma sono in r a pp orto stmtturalc gerarchico tra di loro. Ess' sono distinguibili. ma n o n realmente sc parahili. Dal della materia fino a ll'altezza dello s piri to !
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poi e11t i Se diamo uno sguardo ai mi gliori scrittori antichi e moder ni, nostri e f orastieri che han no parlato degli ebrei, non ve n'e uno che non metta in guardia dal pericolo che essi rappresentano in mezzo alle altre nazioni. Tra tali scrittori emerge Voltaire. Riunendo quanto scritto qua e l ne1le sue opere in proposito, vi sarebbe da fa re un volume del massimo in teresse. Non solo, ma l'autore durissimo verso gli ebrei. Si attribuita tale durezza al fatto che un ebreo allegger Voltaire di parecchie migliaia di lire. Ma se il fatto della spo liazion e vero crediamo che sarebbe pochezza d animo im-Ebreo del '700. maginare dovuto a risentimen to il giudizio di cos grande ,ocrittore. invece da supporre che si sia preso p re testo da un tal fatto per mettere in cattiva luce gli di sugli ebrei, e fari i credere effetto dell'odio e non gi una spontanea manifestazione della persuasione dell autore, dettata da amore della 1 erit. In una mente eletta come quella del Voltaire non pu trovare posto il meschino ripicco e Io scopo di su tutta la razza ebraica la cattiva azi one ricevuta da un ebreo. Del resto lo scrittore cos strettamente attaccato alla storia, quando parla degli ebrei, da escludere c h e abbia avuto nell'animo altro sentimento ch quello di esporre la verit. Egli ritiene che gli ebrei fossero in origine un'.orda di arabi beduini, he errarono lun go tempo tra l e rocce del monte Libano cd i vivendo un po' del loro brigantaggio, un po' in schiavit (l). Ebbero i primi rudimenti d'istruzioi1e sotto la dominazione c a Idea e mai per tutto il tempo che v.ssero in territorio proprio ebbero barlume di civ ilt. Noi non troviamo, scrive Voltaire, tra essi n uu poeta ( il Cantico dei Cantici ed altri canti provato non essere opera dei re ai quali vengono attribuiti) n uno s torico n uno scultore n uno s cienziato qualsiasi. Perfino i c o struttori della casa di David e del Tempio furono fatti an dare da Tiro. Il libro di Giob be di uu arabo che viveva nei tempi precedenti a quelli nei quali noi collochiamo Mo s, e dagli ebrei dovette essere tra:dotto dall'arabo. In esso detto -c he Elifar, uno degl in terlocutori, era di Teman, an tica citt araba; Baldad era di Suez, altra citt -dell'Arabia, Sofar era di Naamath, contra da d'Arabia ancor pi orien tale (2). E un singolare esempio del la s tupidit umana, dice Vol taire, riguardare, come abbiamo fatto noi per tanto Ebreo del '700 l. A. Houdon, 21

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l 'lllfHI, gli br i un a n az ion e c h e abbia in segnato tullo all'altr na z i on i Eviden temen te tulli i r eg ni d e ll Asia erano floridi ss imi U\'anli c h e l 'o rda vagabonda deg l i a rnbi e h iurnat i 'h re i pos e d es e Ult ca ntucc i o di te r ra 1 rOJ riu prima h nvc se una c itt l e l egg i e d un a r l i ione s tabile. i ch quando s i vedo n o antich i riti tut antica op ini one s t ah ilitu in E g itt o o i n Asia e presso rli ehrci. hcn naturale i l pensurr c h e il pi cco l o popolo. i g non111t rozzo. 11e<>al o alle arti abbia copiat o o m h n potu t o dalla n azio n e antica, florida, indu s tri osu. piullo l o c h e quc t a da quello (3). Volt a i r e i la infi n iti pla g i omntess i d .agli ebre i tra c ui la s t oriu di Giu s ppe hreo e l a mo g l ie d i Putif ar. c h e l a storia di lppolit o e di Fed r a. di B e ll ero fonte e di te n o h ea. d'Ebro di Domasippe di Tclamon e e di Periu'a, di Mirtillo e di lppodamia. di Pel eo e d i Demrnett a. Fu un popo l o barbaro f e ro ce com e dimo s tra tra gli a lt ri il f a tt o d ella di trn z ion e dei f.anane i dei quuli n(i chrei 3 \T \ a n o o c up a t o il te rrit orio. i n rin g raziam e nt o di esse r e s tati co n se r vati 111 vita quando erano s tati loro sc hiavi e d 'aver ricevuta ospitalit e anche s tretto patti di pacifica conv ivenza con essi; distruzione es tesa ai bambini poppanti e p erfino alle bes ti e. La strage dei settanta figli di G e deon e, prosegue Voltaire, co mm essa dal loro fratello Abimelech, uno dei numeros i fratricidi c he s i tro va no ad ogni pas so nella storia degli eb rei e c h e non hanno scu s a veruna ma d ebbo no far c on siderare g.li eflrer-il popolo pi feroce ed imbecille in s iem e c h e abbia ca lcato e d in sang uinat o la terra (4) Circa la pote nza territoriale di un tal popolo, Voltaire riferisce quanto scrive S. Girolamo, nell'anno 414 "dell'era volgare, nella lettera a Gargano, e c h e quanto appresso: Tutto il dominio de gli ebrei sulla terra promessa non s i es t e nde va che da Dan a Ber sabea, vale a dire lo spazi o di miglia di lunghezza: la Scrittura non ne d di pi a David-ed -a Salomone: circa la larg hezza non s i contano che quarantasei mi g li a da Gioppe al nostro piccolo borgo di Bethleem dopo il quale non s i trova che uno s paventoso de se rto. Maria Antonietta e suoi bimbi (quadro di Elisabetta L e Brun, n el l5i! di Versaglia).

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La vera potenza territoriale de g li eb rei, per la I{Liale e s s i furono tentati di tener te s ta a Rom a -ner u ltima rivolta che port alla di s truzion e di Ge ru a l e mme, ha origine da Erode, che Voltaire di ce as s ai p i grande del leggendario re Da v id e c he non era e b reo ma idumeo da poc o convertito a lla reli g ion e di Mos La c onqui s ta della Palestina non fu grande impresa q uando s i pen s i che quasi ogni citt di tale regione formava un regno (es. quello dei s ichemiti ) e c he molte citt cananee ac c ol s ero gli ebrei c ome ospiti e che gli ebrei s'impadronirono di quell e c itt con l in g a nno e c on lo sterminio degli abitanti come abbiamo d e tto Valga tra gli altri l 'ese mpio d e i sichemiti che : n evano abbracciato la religione ebrea, e che furono t rucidati mentre giacevano con la febbre che d agli a dulti la circoncisione. Erode comprese che nessuna forza al mondo poteva resis tere ai romani ed ag in conseguenza Pot ottenere da Antonio il trono degli Assamonei dopo la rlec apitazione -dell'ultimo re di quella stirpe, Antigono. L o s te sso Antonio l 'aiut a v incere il re arabo, Areta. F a tto re, I;:rode parteggi prima per Antonio e poi, 11uando la fortuna volse a questo le spalle, per Otta r ia no come prima aveva parteggiato per Bruto e Cassio e voltate loro le spalle, quando le speranze repub b lic ane erano state infrante a Filippi. E cos pt d 'assai ingrandire il mes chino regno di Giuda con i d o ni avuti dai romani, come ad es. la Traconide. I ,ucce ssori che passarono il loro tempo pi a Roma a d accarezzare gli imperatori ch e nel loro re g no s e-La presa della Bastiglia. il 14 luglio 1789. Presunto ritratto di Voltaire (di Pier Leone Ghezzi, nella P i nacoteca Vaticano). guirono la med es ima politica c pot e ron o unc o r pi ingrandirs i merc la generosit d e i romani. Per quanto poi ri guarda l a vita degli ebre i ii1 m ezzo alle altre nazioni, in parte trapiantativi s i durante l a occupazione del loro t erritorio e la di s truzione di G e ru s alemme ma nella parte per e migrazione spontanea avanti tale di s tru z i o n e. e ss e ndo scopo indi s pen s abile del loro piano poi itico vi\ e rc in mezzo agli altri popoli, p e r g iun gere, occupato il pot e r e al do minio del mondo a m ezzo della loro se tta int erna zionale Voltaire di ce c h e vog liano fare un tutto co n i citLadini dell e nazi o ni dai quali s ono o s pitati per man g iar se li me g lio appunto come f ece ro con i e nna n e i e quindi vog lian o e ss e re ri guardati come g li altri cittadini ed avere g li s t e s s i diritti e che corrisponda a tal e piano l'av e r e s s i propugnato le ma s s im e d e lla u g ua g lianza e d e lla fratellanza universa le. E racconta a proposito d eg li e brei la favola se guente: Una ti g re, a v ida di s tra g i inco ntr un branco di pecore che prese ro la fu ga : l e raggiunse e di sse loro: figlie mie voi credete c he io non vi ami ma avete torto; il vostro belato c he odio, ma io amo le vos tre persone e v i ho care fino al punto che voglio fare di voi la mia s te ss a carne; io m i unisc o c on voi per mezzo della carne e del sa ngu e Beo.ro l uno e mangio l'altra per incorporarvi in me: giudicate se s i pu amare pi intimamente (5). LORENZO BALLANTI (l) M langes XIII, Giosu -pag. 199 (2) Diz. fil. Giohhe. (3) Diz. fil. Adamo. (4) Giudic i 212 in nota. (5) Mlung:-: s a Varbnrton. 23

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I MASOCHISTI DELLA CULTURA TENTANO DI IGNORARE L'INFLU-ENZA DELL'ITALIA FORMAZIONE SULLA DELLA EUROPEA C I V I LT MEDIEVALE Se l'intento di svaluta re, di nascondere, persino di cancellare la parte avilla dall' It alia n ella s l o ritt dei mondo antico t'o s e z t;dente negli storici stranieri si pensi .-he wsa ,.; si pu attendere da l oro per i tempi 1:ei quali l ltttlia parve che realmente pertle.rse ogni s11premazitt. Allora nei loro discorsi, il .Jflo nome comincia a non piti t'Oli/ pari re. Dietro queilo generico di "lmpNo o a nch e di Romania : (tl.f a l o 1111<1 volta dagli scrillori del IV seco l o ed oggi rim e sso in voga dai francesi per esempio dal Gr nier) s'inlende 1111 insieme di paesi rarro l! i intorno ttl Mediterraneo e che non aveva110 p 11111/a o quasi 11111/tt <1 vedere con Roma, ma Ira ,j quali ogni funzione di v ila e d ogni spinta di riviltc eran o risertltJ/e so/ t a nfo a due, la Gallia e la Siria. P er la Galli a si soprazn a ful a il /enlativo sepa r athla di Poslmno cercando di vedervi, p c he 111/a ne.cessit degli esercili locali, di darsi 1111 rapo che ne dirigesse l a difesa contro l e inva.ri oni germaniche quasi il pri m o allo costiuAivo d'una nazione premi nente Ira le a ltr e che fino allora avevano compos t o l Impero Vi si t ede in a ltri ler-

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mini, l o spodestamelllo di R.ollltt e la S!ta Sllrression5' ass11111a, fino da fjlle/ IIJome,t o dal/a nazio11e gal/ira. E nepp;tre solt allto nella difeSa e l/egli e serciti. llla ci che anrhe p es.Tgerato. nelle arti e nella civilt o-e ando il mito d'tm'ane e d ttn.; poe.ria l.
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,, parlare dell'origine btthilone.re del Pantheon, o di qilella .rill:ttca del Colo.r.reo. o di palestinese, o arabica, o armnltl. o peni,ma di ti/Ile le p ti pie h e forme dell'architel/1/r,t di Roma. Q11e.rta, in fondo. .rtata rido/l,t n111111. SenztJ or,z, ripigliare tale q11estione r. r tltrt .rimifi, l'iene, per, na_tllr;r/e di o.rsert1ttre che se fronce.ri. t!brl'i. o 11omini come lo Szlfygow.rky, nato nei pae.ri hanno .rentito. per loro ragioni, morali t politiche. il bi.rogno di .rolletwle, 1111 bisogno opposto .'1/rc/Jbc tlnt llto e1.rere .re11tito da noi. Cosa, p11rlroppo, che speJJrl n1111 t\ .ttten!lt.t. Vedendo in si/fatte Jesi solo la nrnit,. il co.riddello proxresso deg/.; st11di ltt m t tggior p(//'ft de'i no.rtri non .rolo le hanno accolte, ma t i hanno me.r.ro .mrhe tm r11rio.ro e11t11.riasmo. Q11e.rto ha pre.ro tilil'lllt t dqJi .upell .rinistri: 1111a .rpecie di tllc/JOcbi.rmo, Jolto contro /c1 nostra storict. Il misfttlfo st,zto rolllfllt'.r.ro roprttlfflllo negli ambienti emditi; ed ha ;.,111to le me r perot.r.rioni fuori. Lt cance/l,t z irmt dell'Italia drzl s11o r,mgo nella storia .rollecita/,1 e promo.r.ra '''' t111ti co.rloro anche dove llltln lJJe o,f!,11i sta/a reJtt nalflr,zlmenle definilit.'tl J dMe lfll < tlche :tppiglio l'i fosse. Il l'enir meno della premine nZtt p o litica sl
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c o lti. appe u a vemrtJ11 i a c o nt a /l o si com; er ti r o11o. Il t e rr eno di qHesli dHe g r andi jaffi, 1.1 se p arazio u e dai Semiti e la coJwersi one d egli A1 fu l 1lta /ia. Un'altra osse r vaz i o ue s'impone a quest o p r o posito: l a cadu ta dell' /m p e ro, avvenuta di fatto alla fine del Il secolo (sebben e iJ. 110111e e l e apparenze rim a uesser o ancora) por t come 1111 grande rim esco lio nelle razze : non fan/o sotto la forma di migr ttZiOIA;, ch e furono invece, 1/um e ric a lllenle 111olto limitate quanto di re p e llffllo iu l ert:e nto di individui d'altre t azze nell a di r ez ione dello Stato. Ragion e per mi dopo j'oco te m p o lo Stato, anche e steriorme n t e t'ad de. E sarebbe caduta, con esso La n;viit,, ed una confusione inestricabi/e s are bb e sorta, tra mstflmi, idee sentimenti f o nda mentalmente dit1er.ri. e quella sopra tutt e gravi ssima. e in iutti i tempi e siz; a le li' Eu r o p a tra Arii e Semiti, ove la Chiesa stabi lita in Italia 11011 .ri fosse colle quat.it orga nizzatrici proprie dei Latini dimostrata capace fino d a l primo momento di opporvisi: cosA i tuendo 11110 Stato anzich politico solo dell e c.os enze ma nel quale la confusione J/0/1 fosse r e sa possibile. La lotta contm le e1 esi e (ne lla massim a parte asiatiche), l a l o tta contro gli e brei, la lotta cpntro Bisan zio, furono i mezzi con mi l a Chiesa sttfv energ icamente l Europ a raggmp pando la ;m\tltr a volla intomo a l cen tro latino, d a l Raffaello: La vittoria di San Leone IV sui :Saraceni (Vaticano) p e ricol o g r avJsimo di un' al tr a invasioue r/Siat;ca,-t'e rt o pit g ra[le di q u eLla che m olAi secoli innanzi, prim a lt1 Grecia e p oi R o ma, atwt:ano scongittralo con l e armi. Non sfato forse ancora illmtrato a hbasl allza il s igni fica t o delle eresie, 11o n .rolo per la minaccia. c h e p o rf rtva n o a ll'tmit della Ch iesa ma anche p e r l e i dee asi atic he, distmlfit J e o decadenti, t'he av r e bb e r o introdo tt e in Eu r o pa. Si p en.r, per esempio, a que ll e dei 11/tm h ei, cbe affermat Jt{no l u guaglia n za d e l bene e d e l m a le, a. degli gno.r !l;, c b e me.rt'ol,rvan o r az i o n alimJ.O e magia, filosofmo e miti o ri en t a li e ridu ceva n o l a r e li gione a d un cullo esoterico. da l q11a l e cio dovessero esse r e esc ftts e le folle. Il 'loro affermarsi sare.bbe .rlalo 1111 dali/IO a ilre/1(111/o per l a religione ch e pe1 l a niv ilt. I n gene r a le l a condann a di og ni .r pirit o sofistico, 1'tJZiocin ante, lr o p fio sottilmeul e dia / e l! i co, manlemrla fin o d ai primi t empi_. con inm111tato ri gore dalla Chiesa, fa sem pre pemare a que ll a s leJsa .robriel e .ranilt r oma n a p e r mi f ante t J o ite it Senato e t J Lami d e i 'primi i m perttl o ri espellendo d all'Ita li a i filosofi cercar o n o di rfende d a d aJI' inri pient e ill'f!Inament o asialico Si p e n ii p e r esempio a l car a lt e r e d e i g r ande Gregoo(). ri.rofflli;to, falli vo f e rm o e l o si p a r agoni alle in finile disqui.rizioni ch e allignavano contem p o r a nea111ente a Bisan z io. Egli s les.ro, p11;,ma-d'es.rere p a pa vi aveva ri.rierlfiiO COli/e !rp orr i sar io ( oggi si dir ebbe 111m zio ) ; ed aveva avu t o modo, auche su tale .rogge tt o di f o m7!tl a r e giudiz i che si trova n o qua e l nelle Sile l e tt e re. Ed pure pieno di significa/ o il fallo c h e l o .rcisma delia Chiesa di Cos t a ntin o p o li. ttf prinpio d ell'VIII seco l o .regu da pre.r.r.(} il d e finiti vo o ri entalizza r s i di que lla 'citt e il disuso d e l lat i n o che avvenn e quando l e g randi f amiglie gi ven11te da R oma

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Coradino ascolta la lettura della sua sentenza (quadro di Egisto Sarri nella R. Galleria Antica e Moderna di Firenze) SOTTO: Stefano Usai: La cacciata da Firenze del Duca d'Atene (Palazzo Pitti). si conlinciarono ad estirtguere o a perder e f a loro influenza .W trasformavano al tempo s tesso fa pittura e l' arrhrteftltra, e La tradizio ne. ancora romana di S. Sofia 1 1 eniva grave mente al terata Contemporaneamente gli arabi conquistata gran p a rte dell Impero, erano gi p adroni di quasi 111/to il Mediter t aneo. F11 qrtesto momento d/ massim a espansione dei Semiti scelto dalla Chiesa di C ostant.ino poli p er staccarsi definitivamente da q11elfa di R oma La quale ciononperranto, _riprese il s11o com pit o Gi 1111ifi e t s, per mezzo deLLe missioni gt'an parte dei pop o li arii d'Eu ropa ora li dJresse nella comrme difesa. Ftt al te m p o s tesso, difesa della religi one e della razza. l d11e rompiti si confondevano. Erano in reai_t, la medesima cosa. Solo a l/ra verso gli Arii, e prima di tutto que/ti dell Italia il Cttiane s imo aveva potuto af fermarsi difendersi, divenire universale. Se qllelli fossero stati sommersi, e con essi la Chiesa che cosa sarebbe av venuto? Con mezza Italia e con la stessa Roma in peri colo, fu c once pita allora e messa J atto, l 'o pera pir geniale : la fo11dazio11e del Sacto R omano 1111 pero Era la c omacrazione 'poli tira dell'unit cristiana era la sottomissione dichiarata alla legge e alla morale cristiana, dei popol i arii; unit sotto rm solo potere. Fu cos vinto, in modo definitivo, l'ultimo grande assali o dll' Oriente ; e ftt cos as.soito 1111' altra volta il compito che i l desti11o aveva assegnato all'Italia. G. DELL'ISOLA

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f(,li eh r ei arrivarono in Cina nei tempi pi remoti, molti anni prima ch e l' Impe ratore Tito ave sse distrutto il tempio di Geru11al cmme. [' una delle favole a benefieio t:f,raieo, eh c gli eh rei s i s iano nel mondo "o larn cnte dop9 che le truppe di Horna 1hbero distrutto il cen tro politico della Pale s tina, cio di quella zona che fom1mtava insidie e rivolte contro l'lmJH'ro Homano. La di vari nuc l ei ebrai ci. ru: ll e div erse zone dell'Asia e -:Jell'Estrrmo Oriente data invece dal t empo dell& rcsidl'nza di I s ra e l e in Babilonia Dalla Bahi:onia gli ebrei s ueces;;iva Hlt'rrte i irradiarono, lun go le carovanie re comme r ciali, verso le zone del Volga, mare Cas pio rnar Nero Persia, Turc he:-;t a n In queste zone, ci fu verso il 6 7 d. Cr. un vasto impero ehraico co n un imperatore e br eo c h e s i fa ceva chiama :e 1\ar.un e di cui ia capitale era !ti/. Sotto Ct'ILf!, Clum furono so ttom essi. t. paril'f :iparorro alle varie g ue rre c h e dal Ebre o cinese. Turchcstan c dalla Persia venivano por lat e un po dovunque ; spec ialment e part eciparono alle s p ed izioni in Cina. Infin e qu esti ehrei si divisero in due gruppi, i Kum.ichi ed i !Vogai. Una parte di questi c hiama pure Dag-Sciugutlari r Ehrei elci Monti t e quest'ultimi hann o <'flltscrvn to f i no ad oggi ancora tutti i riti nntichi rlegii ebrei Essi vivono fra le montagne se lvagg e 1kl Cnucu,;o e h a nno un Capo Habbino dtr e hiuman o Cltacham-Basu il quale hu la suu rr:!idenzn a Derbent. Que s to ( :huc hurn -Bast. vie n e dato alle com unit C'hraichc dal centro eb rai co di Costnntinopoli oppure se possibile dallu stessa Gcru> (Die ]uden in der W eltl che la pi antica co munit ebraica in Cina documentata so tto l'imperatore Ming-Ti della dinastia degli Han nel 58 76 d. Cr. Altre fonti cinesi mei1zionano gli ebrei fin nel. V sec. come pure nota una immigrazione ebraica, proveniente dall'India sotto la dinastia degli Sung (960-1126) e pochi anni dopo, sempre via mare, arrivarono in Cina degli ebrei provenienti da Ch.orassan in Persia. Questi ebrei nuovi arrivati si stabilirono in Shantung, Ning-Po Nanking, Peking, Hang-Cho-Foo, Amoy, e Kan-Tshu Il centro religioso era a Kai-F eng-Fu o Piennang ( 400 miglia a sud di Pechino) nella provincia Honan, dove docmen tabile una sinagoga dell'ann!> 1163 Il padre Gesuita Gozani visit nell'anno 1704-qusta sinagoga che per era re-Ebreo se.phardim. s taurala e che conteneva J.!na Jscnztone del seg ente tenore : Per quanto riguarda la ebraica, il nostro primo antenato Ada mo la nostra religione fu fondata Abraamo, poi venne Mos, che ci trasmise le sacre scritture. Ai tempi della dinastia Han (25-221 d. Cr.) questa religione fu introdotta in Cina ... Quelli che adorano Idoli e immagini come Dei pregano va namente a dei fantasmi senz'anima ( vuoti) ma q1,1elli che considerano e seguono la Scrittura conoscono l'origine di tutte le cose. Le sacre Scritture e la Sapienza Eterna si integrano e completano, esse spiegano e rendono chiaro, da che cosa e come fu creato l'uomo. Tutti,quanti con fe ssa no que s ta rC:igione aspirano opere e dete s tano il peccato . Presso diver s e scuole rabbiniche euro pee pure noto un antico manoscritto cinese, scritto 2800 anni addietro, e nel quale si menzionano : No Abraamo, Mos e la storia di Giu seppe e dei suoi fratelli.

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Un altro documento menziona c h e gii eb rei arrivarono nel 224 d C r. dalld Persia in Cin a, co m e pure viene menzio nata n e l 12 H ( i l a prese nza de g li ebrei da parte di :\larc o Polo. Secondo lt> dichiarazioni de i s i g nor d 'Escay rac Je Lauture fu nel 1617 che arriv in Europa la prima notizia c he a n co ra ci fo ssero delle comunit ebraiche in C ina. e cio attraverso il ben noto padre ges uita Matteo Ricci Nel seco lo XVIII fece una visita alle comunit ebraiche ci nesi il padre Alexi. c ome pure i padri Gozani. Gaubel Cibo e Domengo e cop iarono varie iscrizioni dalle sinagoghe. Queste prime annotazioni andarono in seguito perse, per f urono ricopiate dal padre Gambit. Verso la fine del secolo XViii questi gesuiti stamparono le Lettr e s difiantes nelle quali :-:ono contenute queste prime e precise annotazioni sulle antiche co munit degli eb rei in Cina. Questi ebrei sarebbero col tempo anch e p e r vari matrimoni n o n so lo diventati Ebreo montanaro del Caucaso. g ialli di colorito, ma anche in altre sem bianze ed usi simili ai nativi c ine s i. Secondo le notizie dei gesuiti, gli e brei sarebbero arrivati in Cina, come g i s i disse, s otto la dinastia degli Han, ed allora e rano composti di 70 famiglie o me g lio gruppi, che portavano il medesimo nome. Molti di questi furono assorbiti dal popo:o cinese, altri passa rono c ome n e l Cau c a s o, aii'Is lam. Va per notato, che il passaggio di relig ione cio dalla ebraica all'lslam, non ha por/4to gli ebrei a negar e la loro razza poich spec ialmente nel Caucaso q uesti ebrei-islamici co n il ro sa rio 111 mano, qffermano sempre ancora, che fa nno parte del popolo ebreo. Il Rituale ebraico de g li antichi ebrei c inesi, u g uale a quello poco noto oriun rlo dalla Persia e lo s tretto l egame con l a Persia viene pure confermato da no tizi e sc ritt e in persiano in libri trovati in Cina. (.luesti libri, o vengono n e lle biblioteche di Cambridg e. Oxford. Cincinnati Union Co l lege.l, e altro\ e Fra qu es ti so n o ese m plari d e l P e ntateu c o s uddi v is o in 5 3 c a pitoli. Il libro dell e preghi e r e d eg li e brei contie n e parti d e lla M isclma. n w ne ssun rife rirn en./.() a l T alnwd. Dunque in Cina. come nell 'Etiopia. il Talmud era ignoto. li sabato viene s trett amen t e osservat o Samaritano. PERICOLOSA PROPAGANDA EBRAICA lN GIAPPONE Ebreo aschenazim. e l e cos tumanze sono con formi a qu elle d el Giudaismo rabbinico; al contrario la luna nuova viene o sse rvata co m e f es ta intera. Stando cos l e cose l e organizzazioni int ernaz ionali ebraiche, pen sa rono ben presto a non la sc iar s ommergere questi loro antichi nuclei ma an z i di ed u ca rli n e llo s pirito talmudico e di collaborare con e s si. serven do s i della lqro espenenza c conoscenza del paese cine se D a parte ebraica il primo a tentare un co ll ega m e nto co n gli ebrei cinesi fu il Capo Rabbino di Londra /saak Niel() il quale si mise a contatto n e l 1760 con g li ebrei-c ine s i di Kai-F e n gFu. Anch e i noti teolo g i c ri s tiani ed ebraisti R enjamin Kennicott e Olof G. Tychs e n si interessarono d e l destino di que s ti eb r e i * Nel1794. fu l u c omunit d i Sheart I s rael di Nuova York c h e indirizz un a l e ttera agli ebre i g ialli in Cina. Nel 1815 so no altri e brei in g lesi c h e t en tano un collega mento e n e l LS44 il Console di Geru sa l e mme. Finn. che sc rive una l e tter a agi i e h r e i di Kai Feng-Fu. Ma la ri s po s ta arrin1 solamente dopo 26 anni. e d in qu es ta g li ebrei g ialli d eplorano la d eca d e nza delia co munit l 'es tin g u e r s i dell e tradizioni eb rai c he. Solamente una donna di anni e ra ancora a cono sce nza d e ll 'e braico l a s ina goga casca a pezzi ... e con la g rim e agli Ebreo dello Yemen. occhi potg iamo l in ce n so e preg hiamo c he la no stra religione rifiorisca Que sti ebrei dall a s p e tto mon go lo v i vo no partico l a rm e nte n ella zona fra P e chino e Scianghai; KaiFeng-Fu distante da Scianghai 500 Km e la sin a g oga in KaiFen gFu di ces i s ia la copia dell anti co tempio di Geru sa l emme, l e mura e ra no coperte di antiche i sc rizioni c inesi ebraiche, le ultim e ruine di questa s ina goga furono di s trutte n e l 1866. Que s ti ebrei gia lli venerano parti colar m en t e il libro di Ee r c he e ss i chiamano lpetha mama (la g rand e m a dre). I rotoli della Thor s ono se nza punti e vir g ole poi c h -affermano ess i Dio d e tt u M os con tal e ce lerit c h e egli non eb b e il tempo di m ette rli Una di que s t e Th o r antica di 400 a nni II sec ondo ce ntro a 1/a.ng -Ciww un altro centro di circa 25 mila ebre i a Canton, dov e la s inagoga in -mezzo ai l'ac qu a po s ta s u tre piccol e navi. e dow g li e brei prima di entrare nella ,;ina goga prendono un bagno n e l fiume; 1111 m ezzo 33

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J>ICI"IIJ e pra ti co per obbligarli a \ nc h e ques ti ebrei u s a n o i yari nas tri lcfilin come pure usan o l a circo n c i s io1 ,._ ma non n e l giorno. b e n s l;; 1n:nte dopo 1111 La circonci sione i .Jt:t t a Mila. il r a l 1hinu c hi a m a to /1111 n/ah. Il nome per ebr eo oi-Tak, 'J'J>IIre Co-Gu. m entre g li ebrei g i a lli fra rli l11ro s i r-hi a m a n o : l1an C !tin C !tian. ,\l'fe rmano a n c h e di i :"cguaci d lla r elig i o n e Tic nt schu e d a Yolt e pre n .t :,n o il n o m e di Tiau-Kin-Kiau oppure J'i w-Kim-C hiassvtc Ambedue i n o mi Setta di qu e ll i c h e strappa no i t<:ndini !dalla ca rn P de?:li animali da ll!all!!iare l uiG7 l'ebreo germanico Lie b e r l l t lln di Pechino i sili> Kai-Fe n g-Fu e l a prese nz a di 500 di que"ti l.r e i gialli. ,\!tre ricerche furono fatt e da p a rt e d e l 1 r Dr. Smith, di Hon g-Kong, ma 1 : 1900 c h e Yie n e fonda t a a Scian g h a i la Societ p e r l'Inc r e m ento c Rinuscit.a f ,uli Fbrei Cinesi. Essa o tt enne n el 1 902 il r i lln o \ o d a p a rt e d e l G o ernu d e i l>iritti degli Ebrei Cinesi. e poi istru 11dla propria sc u o l a Talmudic a due ebrei r i r11:.;j e h e in ,;eguito a mae:>tri r a l lini p e r que;li di Kai-Fe ng-Fu l J o p o l' a nn o 1920 rinasce la vechia Soc i e t ebraic a di Scian;!hai ,;utl o il nuovo nome di S u cid p e r !11 fi/,:ra:.i o n c de{{li El>rei C in esi. societ c lw dopo il 1.925 ebbe :;ov e nzi)lli da parte d e i F ondi di Propagan da Ebraica americani. Specialmen t e "e n e int e r ess il giudeo 1 S. Oko biblio t eca rio della Ht hrt u; U ni o n Colltgc a (i n cinnati il quale aveva 11e l 1924 partecipato ad un a s pedizi o n e eli in C in a. Nel 1936. il 22 ottobre. l' elnaico T/w Sll'ntwl annunc ia c h e grandi quantitati v i di libri ebraic i e mate rial e di propaganda sono s tati inviati a Kicw. Sci.anghai, .Vtw Dtlhi c Tokio da parte della Unio:1 uj A merica n Hth r e u Congrcga ti o n s in C int'inn a ti as "o c iazi o n e della propaganda draica l'u fondata nel W7:-{ e ha la se d e in qu e: l a c itt n e l O Merchants Uuilding; l'ndie m o pres id e nt e :;i chiama H G. Goldn111n. "egr e t a rio G Z epin. :::on o g li in caricati d e llo studio d ella ebraica. studio che \ i e n e "volto at286 comunit-sez i o ni E int e re:::sant e notare. da qu es t e re:a zioni ame ri cane. che sebbe n e per tanti an ni g li ebrei in C ina s i fossero n e i costu mi rli vit a e n e l v es tir;;i e n e i c ibi molto as:::imilati ai c in esi. t a nt' vero che l e d o nnt degli ebre i pers in o fa sciavano i loro pit>di a;la ci n ese ciio nonost a nt e i C'arath'ri dell a razz a eloraica rifiorivano s t>mprt> a inten a lli regolari. IJata la va s tit dell'Impero Cinese e d il r elativamente minimo numero deg li ebrei in Cina. fino ad oggi co l non si conosce ancora il problema ebraico. Per i Cines i c' solame nt e la differe nz a fra bianc hi e gialli, cosicch s i afferma c h e in Cina c i so no anche g en erali ebrei. ammirag li impiegati superiori dt>llo stato e p e r sino mandarini ebrei. Per, co me gi afferm il ;;ioni s ta HerzL i l problema ebraico nascer per la Cina, quando m o lti ebr e i saranno l ad imadere la vita economica. comme rcial e e d industriale, c i c h e s ta s ucc e dt>ndo ora d opo l'immigrazione dal ] 9:H\ e specialm ente 19:)9, in poi. Di ques to dare m o notizie pi prec i se nella Il parte di qu es to artico lo. = .,::. Parallelamente alla prima immigrazion e ebraica in Cina. circa 2000 anni a-:1di c tro. s i s \ olta a nch e un'infiltrazione di e l e m e nti ebraic i n e l Giappone. Di questa parla J Kreppel nel s uo iihro: ]uden ar1rl ]udc nturn 'von H eule r Eh r e i e d ebraismo d'oggi ) come "egue: Nella zona di Yumato esistono due antic hi pae:>i. che portano il nome di Cose/ w n e Jl-1 P /las c h e Il senso etimologi co di qu es ti nomi. nessuno capace d i spiegar! o in Giappone, giacch ;;uno r:>Lranei alla l in gua giapponese. Secondo una antic a leggen<.la ci fu nel III un'immigrazione. di una trib i gnota, c he arriv nel Giappone con qualc h e centinaio di i quali s'occuparono della coltivazione della seta. Questa trib, quando nell'anno 471 fu fatto un ce n simento ayeva gi ] 8.670 anime e do, e ques ta trib per primo s i accamp og g i c un tempio che porta il nome di Tenda di Davide. Davanti al portone ci so no due che rappresentano un leon e e d un unicorno. I Giapponesi chiamano ques te bestie i cani di Budda, presso i cinesi s i chiamano leoni persiani, ci che dimostra che si ri cordano ancora da. do\' e sono venuti. In ques ta trih' c' una leggenda la quale racconta cl1e il r.apo fu trovato in una casse tta nuotando sopra l'acqua. Oggi ques ta trib porta il nome di Ch.a.d.a. Il Prof. Saki dell'univers it d i Tokio dichiara che il s i gnificato di questo nome uguale a quello de:la parola ebraic a Davide c io l'amato. N ella citt U mmo.sa s ta in una piazza, c h e una del i e pi antiche di questa trib Chada. una fontana del XVI secolo circ a e nella quale incisa in pietra la paro: a fsra e l. Un paese vicino ad Usn masa si chiama Kando-a-mozi ci che sig nifica Guardare il fiume -torlino di ri so E' particolarmente interessante la analogia con la festa ebraica Pessach. L a trib Chada arriv dalla Core a

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do e a Piang-}ang dicesi abbia fondata una 11n i\ ers it che porta il nome di l pulii n Scritto con g li ideogrammi ci n esi. dic e il Prof. Anasaki dell'Universit di To ki o. detto nome u guale aii'Ejraim "hraico. Ora c i sono nel Giappone anche d eg li c hrei immigrati i quali arri,arono n el periodo della g uerra 191-!l 918 n e l Giappone. Quando fuggirono dalle zone ru s ques ti s i stabilirono anzitutto a Yokolwnw. A Yoknhama. c anche una sina;!Oga. Una comunit anziana c pure a .Vagawk;; he compMta da ebrei polacc hi e lituani i quali furono fatti prigionieri durante la guerra russo-giappo ne se. \lolti di questi s i :
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a r ece nt e c o tituzione di un c omitato ,..ci n l i fic o p e r lo s tudio de l diritto raz in Ita' l ia pu av e r s u sc itato ins i eme c ol naturale intere s e per l'iniziati n qualche u rio s it o addirittura qual elle sorpresa fra coloro che s ono abituali ai troppo fa c ili sonni e p e rci ai bru s c hi risvegli. Vo g l io dire c he c i s on o .. -fra g li s tudio s i di questioni s ociali n ncora ce rti angolini oda ripulire Un o di qu esti mi s mbra appunto relativo al l u no stra l eg i s lazione razzial e, c h e al c u ni rit e n e vano ( o rit e n g ono ) c h e, se non nddirillura ave se fatto il s uo t empo, al meno ave se compiuto la propria mi s e f ossc per cos dire fa cce nda fi nita L e n os tr e l egg i razziali fond a m e ntaji co m e s i a, s i ra ggruppavano, fino a po.: c hi m e i or s ono intorno a quell e di s po c h e di sce nd eva no tutt e in pi o m n o lar ga mi ura, dalle deliberazioni d l Grun o n i g lio d e l Fa c i mo d e l 6 ttobre XVI : cio r e lativ e a i provvedi m nli p r I n difesa d e lla raz za italiana in "' n e ral e. per l a difesa d ella razza n Ila c uoi a fa i la nei confronti degli br i strnie ri. p r la modifi caz ione d e l l o t a tuto del P N.F. per il c on ae do dei milita ri di razza eb rai ca, p e r i limiti di proprie t immobiliare e di attivit indu trial e e ommerciale d e i illadini ila l i a n i di razza bra i ca oltre, benin t es o. u ll e norm e per la difesa d ella razza nell'Impe ro. Questo primo blocco di norme, a parte quelle rel ative all'Africa .Oriental e lta. liana, hanno tutle una data che corre in esecuzione appunto alle deliberazioni del Gran Con s i g lio -fra la fine de ll'anno XVI e il principio ile ll'anno XVII. E quando, di l a poco ne l g ennaio 1939 pure in esecuzione d'una del i berazion e del Gran Con s iglio, fu emanata una leg ge per l'aggregazione delle quattro pro vincie libi c he al territorio del Regno e la concessione ai libici mu ssulmani di una cittadinanza italiana s pecja l e col mantenimento dello s tatuto pers ona l e e s ucce ss orio is lamico s e a ne ss uno sfuggi l alto s i g nificato politico della riforma a molti s fu gg invece quello raz ziale. Comunque f o se, i s oliti quietisti e amanti della vita facile credettero c h e In que & tione razzial e fosse, almeno da un punto di vista le g is lativo e nei riguardi degli ebrei affatto ri s olta. Vennero in vece, fra il g iu g no e il luglio d!!l1939 XVII un secondo blocco di norme: la fondamental e leg ge 29 giugno n 1004, sul_la difesa d e l pres tigio di razza di front e ai nati v i dell 'A frica Italiana e la l egge della s te ssa data, n 1054, sulla di sc ipina delle profess ioni dei cittadini ita liani di razza ebraica. Ma bench la prima s i estendesse a tutto il no s tro terri torio africano e pertanto anche alla Libia (il che non era avvenuto per le prece denti norme razziali coloniali ), e ss a non fu considerata c he come la con s guenza giuridi c O di razz .. a < n azione .. popo l o

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spirituale di quelle norme che erano sta te emanate nell]mpero per evitare la procreazione di ibridi, e quanto alla se conda, essa pure non fu considerata come una nece ssaria conseguenza delle precedenti leg g i relative alla condizione degli ebrei e ai1Zi, il che si permet teva a questi ultimi che esercitassero l e professioni nei confronti degli appartenenti alla loro razza o, se s i trattas se dei cosiddetti discriminati anche nei fronti dei concittadini di razza italiana venne inte rpretato da qualche incorreg gibile ritardatario come un temperamento dovuto for se a res"ipisce nza. Intanto, il 13 luglio apparivano altre due l egg i, quella n 1024, sulla commissione (o co s iddetto tribunale) della razza, e l'altra, 11. 1055, s ulle di s po s izioni testamentarie e sulla disciplina dei cognomi de g li ebrei. Tuttoci dimo strava che la questione, neppure dal punto di vista le g i s lativo non era affatto s opita ma se mpli ce men te questo: che, e manat e le norme fonda mentali, ia elaborazione delle leg g i non essendo un improvvi saz ione ma un por tato d e ll esperienza doveva nece ssa ria mente e n1aggiormente dovr nell 'av vnire assumere un ritmo lento. I re ce nti provvedim e nti relativi ai meticci dell'Africa Italiana, deliberati in seg uito all'ultimo. Consiglio dei Ministri. ne dovevano essere una nuova e pi chiara conferma. Nessun compromesso, n ess una resipiscenza: dalla fase di formazione delie leggi s i era passa ti sem plicem en t e e s i s ta passando tuttora, a quella d e ll'applicazione, cio del perfezionamento. che pu importare, attrave.rso l 'es p e rien za e il s ug g erimento continuo e quasi drammatico della g iuri s prud e n za, una modifica delle norm e non g i un'abdi ca zione dei principii Fin qui i rapporti di razza s i era no fonda l i s u una preme ssa arbitraria, che il loro m et ro dov esse esse re quello del -diritto europeo e delle c-osiddette potenz e Tracce di que s to assunto si ebbero in ogni campo del diritto a incomin ciare da quello in ternazionale, dove s i credette di trasfor mare qualunque rapporto di fatto fra po tenz e civili e a ggreg ati barbari o se mi barbati in un rapporto g iuridico Da que s ta co n cez ione s ulla quale pot influi re naturalmente la tend e nza univer s ali s tica e razionalistica della rivoluzione francese -sors e il s i s t e ma descritLivo dell'etnolo g ia giuridica (per esempio ne1la ce lebre opera del Post), in cui il -diritto d e lle singo l e razze non era s tudia to in relazione alle lo ro e s igenze m a da un punto di vi s ta comparativo cio eu ro p eo. Lo s te sso f e nomeno si verificava del resto n e : rapporto della m o ral e co l diritto: cos, nell'imposizione di certi l i miti a l ric ono sc im ento di istituzioni in digene africane od a s iati c h e ( il cos idd e t to limite dell'ordin e pubblico, poi defini to co loniale ) si part da una moral e uni

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1 .:rsa l e che non pote v a evidentemente esi'llr!r e esse ndo razzialmente ed etno : ogica menle par:ando, una con tra:ldizione in l r : rm ini L'importanza d i queiit a os s e r vaz i o n e ;;randi ss ima n e l ca mp o d e l diritto e d e lla politi c a co loni a l e c ome per ese mpio nella 1 :exata. quaes tio dell a c onvenienza o meno di co difi ca r e l e c on s u e tudini indi ge ne Fra g l i svantagg i c h e tale codificazione comport a gli s tudi osi citano ( v e d i ad ese mpio i l So l us}, oltre al l a cris t allizzazione della co n s u e tudin e imp ed ita a s viluppars i a c on t atto d ella civ ilt l a inev itabile t end e nza per cos dire, d elle norm e g iuridic h e indi ge n e in un o sc-h e m a quel l o d e l diritto europeo inadatto a una men t a lit tant o diver sa. q u a nt o quella d elle razz e africane od a !li n t i c he. F.:' pt'r c i c 1 id ente c h e s o ltanto uno s tudi o razzial e d e l le con s uetudini roort quindi comparativo c s ogge tti v o, m a am b ienta l e c oggett i vo, potre bb e ovviare all'acce nnat o i n co nveni e nt e Ma n cll' mhit o de l diritto po s itivo ita liano all u dottrina e a ll a g iuri sprudenza s pellano com p iti h e n pi pre c i s i e vorre i dire ur ge nti U n prim o punto qu e llo rclut i v o alla defi niz ione d e l c onc etto giurid ico di razz a. qual e anc h e p oco tempo fa s i discuss o al congresso in terregionale univers itario del GUF di Mi l ano. Occorre chiarire tale c oncetto c on riferimen to al c ontenuto se non ri guardo alla razza italiana quanto meno aila ariana: tanto maggiore se ne se nte il bi s o g no quanto pi infatti s i potrebbe s up porre esi s tent e in que s ta materia un diva rio fra il co ncetto g iuridico e quello antropo lo gico. s e vero so tto que st'ultimo punto di v i s ta che molti ancora s o s ten g ono la non identificabilit di caratteri, a tti a di s tinguere gli ebrei dalle razze indo-europee Il conce tto giuridico di raz za ariana co n ce pito finora s oltanto ne ga ti va m e nt e in confronto cio di altre razze det erminate: occorre, soprattutto a fini matrimoniali. determinarlo anche in mani e ra po s itiva ed univoca compito che non deve spettare al le g islatore, ma pi opportunam e nte all interprete. Dal fin qui d e tto risulta c he to cc her a l nuovo 'diritto razziale stabilire anche il rapporto fra i co ncetti di razza nazio n e e popolo. Si e quival g ono essi? Quan t o al co nc e tto di nazione ci s i pu accor dare n e l co n cepl r:o come la razza stori c am e nt e intesa con cui s i pone in rilievo l'in suffic i e nza della tradizionale conce zion e meramente s piritll i le o cultura:e della nazionalit, per cui quest'ultima -per adoperare i termini del Renan con s isterebbe nel desiderio di sentift'i u niti; o in a;tri termini il che lo ste sso, occorre indagare quale sia l'influsso dei motivi etnici nella determinazione di tale se ntimento Riguardo al concetto di popolo sar da domandars i se ad esso estranea o meno a razza: la nuova con dizione giuridica degli ebrei nel Regno sembrerebbe far propendere per una ri s posta ne g ativa mentre d'altro lato, la politica e la le g is lazione imperiale per cui s i tende attraverso la concessione di pi ampi statuti ai sudditi o ad alcuni s udditi africani (per esempio i mussul mani libici) ad allargare la cittadinanza dello stato pur dando ad essa diversa ampiezza a seconda delle razze pu far pensare che, con questa cittadinanza adi e ctitia, come stata chiamata dal Viilari, anche i sudditi vengano a far parte del popolo italiano come uno degli ele menti che con il territorio e a potesti> d'impero formano l ente giuridico dello ::.lato-impero. Nello studio delle fonti del diritto, l 'elemento razziale importer una revisione dei rapporti fra legge e consuetudine. Si ritiene comunemente che nella concezione della stato totalitario soltanto la prima debba avere diritto di incoato in omag gio alla sovrani t :'via, come nel Medio Evo le e spressioni giuridiche particolari dei nostri Comuni, innestandosi sul ceppo del diritto romano giustinianeo produsun diritto nostro, perch delia nostra razza cos a dire, prescindendo a maggior ragione dal diritto africano, per sua natura razziale che la consuetud i ne o l'u s o corrisponde a un esigenza sociale difficilment e sopprimibile senza danno Nei principii generali della scienza giu ridi c a v anno inoltre riveduti i rapporti fra il diritto e le altre scienze. Gi qual c uno come il Baccigalupi ha posto in rilievo come la netta separazione fra mo rale e diritto oppure fra politica e diritto sia s tata s olennizzata oltre misura, com e il trionfo del tecnicismo giuridico. E' ben vero invece che si tratta di un problema di limiti o di proporzioni, non di assoluta, cieca separazione, poich il diritto in comprensibile se nza la luce interiore d ella politica. Lo s te;;so a dirs i dei rapporti fra diritto e s toria nel se n so che la dogmatica g iuridica pi che sulla strada in s egnat n dal filo so fo dovr costruire secondo l a traccia indicatale dallo s tori co. Nell'in fluenza della tradizion e in ques to pro cess o facilmente ris contrabiie la forza psicologica della razza. Ri sorge, co l 'diritto f ascis ta la particolarit del diritto da nazione a nazion e : s olo certi principii s ono 1 :omani od uni versa li le norme e i s in g oli i s tituti na-

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-.t L'uscita della guarnigione di Uordi-Mill,-in zionali ossia razziali. La condanna, oggi tanto diffusa, del concetto di negozio giuridico, come artificiosa costruzione inadeguata alla realt, o la recente morte del progetto di un codice itala-francese delle obbligazioni non sono altro che la dimostrazione che il pensiero giuridico europeo era giunto a un eccessivo concettualismo e contro i quali ha reagito lo spirito realistico della no stra razza. Nelle singole branche della sc ienza ridica facile scorgere il posto serbato al razzista. Nel diritto_ internazionale ad ese mpio l'insufficienza del sistema co mune per l'assenza della sanzione coattiva ha mostrato l 'inanit. del principio dell'uguaglianza degli stati agli effetti del mantenimento dell'equilibrio. Il principio rlell'autorit delle nazioni evidente mente fondato su principii razziali -dovrebbe delineare le pos sibilit di ren dere efficiente la norma internazionale (trattato o consuetudine) appunto me diante la creazione, non gi dell'arbitro o del g iudice ma dello stato o degli stati forti, in grado di esprime"re la coa zione della norma da tutti accettata D'altra parte che le affinit di razza pos sa no far studiare la possibilit di nuovi aggruppamenti internazionali (stati nordici, balcanici ecc.) diretti a mantenere certi atteggiamenti per esempio di neu tralit, una circostanza influente s ul diritto internazionale. Le stesse pretes e partizioni co ntinentali di qu es to diritto hanno ongme anche in parte razziale: cos la dottrina di Monroe cos la neutralit americana. c h e ormai un c ompiuto s istema giuridico. in c ui al motivo principalmente economico s i aggiun ge l'imperialismo degli Stati Uniti che, come tutti g li imperialismi ha alla base un or goglio di razza e una certa mi s tica na zionale. Nel diritto costituzionale co m e in quel lo corporativo o in quello amministrativo, il principio della capacit giuridica diret. tamente proporzionale alla razza della persona fi s ica principio ormai acquisito e che s olo va sc ientificamente di sc ipi i nato; ma la capacit giuridica razzialmenle determinata anche nell'mbito dello stesH> diritto privato per esempio quanto alla propriet. Ma ancora l'originalit del diritto co stituzionale fa sc ista attuante non pi una netta divisione dei poteri ma una divi sio ne di funzioni o m eg lio una separazio ne di poteri nell'unica s up e riore attivit di governo, un'e s i ge nza visibilmente razziale Pi evidente la tra cc ia della razza nel nuovo diritto penal e A prescindere da nuovi sviluppi le g is lativi in se n s o gene tico, co me riguardo ad altri eventuali provvedimenti nei reati contro la s tirp e, certo r es tando s ul t e rreno d e jure condito -che nuovi delitti son que i li del co si ddetto ma damato o madamismo e del la lesione del presti g io di razza originali t assoluta della dottrina fa s cista Quanto al dirillo co lonial e infine non pi es istendo una contrapposizione fru Regno e colonia, ma piuttosto esse ndosi generata la tendenza a una unificazionE' degli istituti ge nerali, collegala a una di versificazione in quelli partico lari si sente la nece ss it di' una nuom dogmatica. nel se nso di un diritto fa s cista d'oltre mare. Tale nuova do g mati c a b asata in una scala ge rarchica ::lei t erritori e d e lle con dizioni giuridiche dell e pop o lazioni. im porta una modifi ca cle lle tradizion a li concezioni circa la natura del dirillo de:lo s tato sul territorio metropolitano e s ul c oloniale, appunto in se n s o unitario; im porta anche una nuo\ a concezion e d e l :a cittadinanza e della s udditanz a non pi contrapposte, bens co m e due f accie di un solo i s tituto, c h e consen t e g i di fatt o di verse (e t eo ri c amente infinite) gradaz ioni intermedi e Da que s to rapido e s ame d e ll 'as p e tto razziale della nuova sc ienza g iuridi ca ita liana e del nuovo diritto po s itiv o ri s ult a soprattutto una cosa: c h e il dirillo imperiale checch s i possa dire sulla sua co nfi g urazion e scie ntifica s i ide ntifi ca c ol diritto razziale fa sc i s ta, in quell insi e me di princi pii e di norme c h e, riferenti s i tanto al H eg no quanto all'Africa Italia na, quanto ad ogni altro territorio s ogget t o all'Italia, tanto al diritto pubblico quanto al diritto privato, compongono in una superiore armonia g iuridica l a vita soc iale della nuova Italia. RENZO SERTOLI SALIS :m

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rcdiamo opportuno di questi giomi, n e' qu.ali vecchie utopie della spec ie di que lla rid ia Sot'ie t rlell e Nazioni, scmhran ri a ffiorare con un' insistenza che ha del morboso t11/a. superfici> deLla cosc i enza mondiale, offrire a qwest.a la testuale testinwnianza di CfUIULIII, in. materia, p e n s a sse ro i conduttori d e i JPOpoli l'rt,w i quali la presun::.ion e co ntro gli l'esclu s ione dei m:(ltrinwni alieni t la prati c a dt:ltendogamia e ran talmente radical e n egli animi o meglio, ,,.l/e nnimc. da costituire una l ro seconda natura ch' es clzuievc' la necessit di dispo i::.ioni d i 'diritt o p osit.ivo in pr o p os ito almeno fino ai t empi d ella loro d e cadenza : Sicclt co testr presunzio ne, esclusio n e e prati c a so no pacific h e e tostanti d.alla tene l,ro s u no tte della preisto ria fin o all'alba luminosa, cristiana, di Costa ntin.o ch e t/ otwtlr proibir a s u o f iglio di s posar e fig lie di principi del Settentrio ne se n z a fam.a n f t d c so lo f ece n e l c a so tli B e rta figlia d 'Ugone, re !Fitalia p erch stinwu a la l e alt e d il r e d ei Fran chi e p e rch V go n e e ra disc e ndente dire tto di Car l o mu g n o Ci rlzwlr di non p oter dar ILOtiz d ei Caldei. antichissimo tra popoli della T e rra n un so lo seco ndo il Vico, ma anc h : e secondo ogni eviden::.a ( la sua r eligione astrono' mi a jet p n w r e '' qualc h e pro ssimit alla Cr ea::.ior1e); n degli Etruschi, allo spirito dti qrmli l r:gnurcm za della Lingu a ci preclude L ac ce sso ma d e i quali il prov ato mono t (i.ww prove r e bb P L'ori g in e primordiale. Ma f:cco quanto ai, Bramani, arw, i d ella valle del Clmg e dicorr.o l e leggi ili Man: Q zii' l reg11.0, dove i uclra so n o molto nume rosi e ch' infesta to dagli atei c privo tl 'abiwnti b en nati prest o p e ris ce Qzwnto agir: Egi:ii Erodoto c i assi cu ra c h e clispr ezza.va no gli. stranieri ed era.no tu rr,i all'adozione de' cos twrt i g r eci e d i qualunque altra n.azion e E soggiun.ge: Q n st.o sentime nto tm L o r o universale: chiamano barbari tutti q u elli, che pctrlan lin grw di11ersa da l oro. Cre d o no all'es istenza d 'un popolo, e l etto: ess i sono i soli u.omi lli. c l u : gli tl i a .11uwo; essi soLi infatti so no uomi11i ( rom e t), m entre tutti gli altri sono asiati i 11 gri, o libii, ma non 110mini. Agli stran i e ri t i e tato e ntrar nel pa e s e e, p e r l'esi g n::.c der: tra.J fici su n o st.abil iti Lu.og h i speciaLI:: gli stess i Elle ni. che commer ci.an loro. so1w confinati n ella c itt di Naucratis E slat.o tro11at o un pilastro di pi.etra. ris n l e n te a' t empi di U se r lese Il/ ( int.onw al l 30 a C . il qzwle r e a un' in.scri ziorlle intimante a tu.tti gli stranieri di non olt. r e pas s arc l / ronti e r d Il' Egitto. ecl l!.' rodoto ancora c i asserisce che l e tmppe joni.e e cctri e di P
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Aleasa.ndro Magno fa trascinare il cadavere d.i Betis, difensore di Gaza (da un manoscritto della Biblioteca Nazionale di Parigi). . interamente n dovrai pattuire aJ.cuna convenzione con loro, n nwstrar loro compas sione veruna. N contrarrai rwzze con loro o darai la tua figlia all.cro figlio, o la lor figlia prenderai per il tuo figliuolo. Perch essi distornerebbero il tuo figlio dal se guirmi e servirebbero altri di, sicch fira del Signore si volgerebbe contro te e t i distru ggerebbe immantinenti. Perch tu sei il popolo sacro al Signore Iddio: il Signo,.e Iddio tuo ti scelse per essere il suo proprio popolo, sopra tu.tti gli altri popoli che sono su la faccia della T erra Gli Elleni, essi pure, nel loro periodo pi sano era1w altretta nto ostili aUo straniero ed all'uomo di /Ulscita vile. Teogn.ide. il poeta di Megara, rivolgendosi al JTatello Cynw, dice: Noi, Cyrno, andiamo in cerca di cavalli d'asini e di montom: di btwna rti:Zttr-pBr_... ch possano darci una progeTJ-ie simile ad essi Ma l'uomo bennato non rifiuta la figlia d'un 1narrano purch gli porti u/Ul. grossa dote. N vi donna che non consentirebbe di doventar la moglie d'un lestofante, se questi fosse ricco e ch e non preferir e bbe la ricchezza all'onest. La ricchezza t utto quel che la gente /w in conto: l'u.cmo ben nato trova 1noglie nella casa del lestofa .nl-e; questi, nella casa dell'uomo beruwt.c La ricc!,ezza mescola le razze E ancnra, sempre ind irizzandosi al fratello: Che nessurw vada mai all'estero nella speran::.a ,[i guadagnar qua lcosa! Quando rimpal-ria, non pi lo stesso uomo:.. Le parole di Teognide inl-orno a Megara nel VI secolo erarw applica bili all'Atene del V: Il sangue dei rwstri cittadini s' corrotl.c dal momento che il buono e il ca/livo si sorw mescolati Gi ":el l Jl secolo Aristotele elice con gravit: Gli schiavi lwnno talora il corpo degli uomini liberi, talora l'anifiUl . Per i patrizi romani i plebei, tra. i quali erarw molti stranieri e schiavi liberati di plebei, eran non solo una casta spregevle, ma profana. L'amm-etterli a qua.lunque privilegio equivaleva O-' port.ar ingiuria agli di dei Padri La giurisprudenza roma .na. vietava il matrimonio d'un cittadino con ww. m.etcca c nei giorni della libert e della -.-t irt., nn serwtore avrebbe considerato disdicevole maritare UIUI figlia ad un re. An.or me::.::.o secolo prifiUl di Cristo la faf/Ul di Marco Antonio fu inso z zata dalla SU(t unione con un.a vedova egizia ; nonostante ella fosse discendente da una lunga l'ineaJ di re. E 79 l'opinione e la censura popolare costrinsero l'imperatore Tito' a sepa rarsi dal suo grande amore: l'ebrea Berenice. Se dunque tre secoli dopo, l'imperatore Costantino permette a suo figlio di sposare una straniera perch in quei tempi i R01nani avevan cessato ffesser Romani; cos come i Greci dell'epoca ellenistictt avevarw cessato di essere Elleni ... E questo dal tempo di Alessandro qua1ulo, a Susa, il re macedor1e aveva sposato Statira, figlia di Dario, e il suO compagno d'armi Efesto, ne conduceva in moglie la sorella; e dieci mila ufficiali della guardia, seguendo l'esempio dei capi, s'erano' fidanzati a vedove asia.tiche. E' dunque per lo meno improprio parlare di una decadenza romana e d'una deca denza akniese, dacch gli uomini d quella decadenza non erarw pi n ateniesi n romani ma s un miscuglio etnico, dove il sangue originariO rwn era pi che un residuo. PAOLO EMIIJO GIUSTI

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o gcre alla nostra lin gua o per ar(icchirla o cc. si prendano dal latino c dal tedesco (.'C chiamando quelle buone e e queste barbare, perch quelle no assai pi spesso e. facilmente cort"tl'1ntC1ohn dell lingua nostra, e le lasciano la sua bianza nativa e Ja sua grazia ec. ma queste manifestissimamente e sonvengo no 1e fanno l a barbarie, e se son molte gulilXIliUI;J>'J native, e la venust e grazia prQpria e lingua E questa sconvenienu' si semplici parole, com' chiaro; vengono da un'a.l tra fonte Jaddove sono venlre da u.n'altm fonte, e: SSdld j-,._ potrebbero mescolare senza sconvenienza . Ed :eco Ja: ._ t, ---A,-.--.. cagi one del diritto, e delle diverse conseguenze ,._ si devono dedurre dalla fratellanza dalla figliolanza. Quello poi : che ho detto dele va inteso e molto pi intensamente delle corrompono pi e sconvengono pi ; avendo : faccia : pii) 1 manifestamente straniera e dissimile. E che sia pedanteria e cieca venerazione dell'antichit Y-_ede chiaro.da questo che non solo non na stiamo le parole greche, quantu nque la ne prendess_
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qnestionatio M. Neri. da Roma: Il camercita Giuseppe Grieco ha tenuto, nell'ultimo numero della vostra rivista, una lunga dissertazione la cui sostanza, in poche parole, mi pare sia ques ta: dobbiamo abolire la critica. Grieco sostiene di avere altra volta espresso la sua poca simpatia per la critica e mostra di avere una considerevole opinione di se stesso. se gli sembra che il suo modesto parere abbia tanta importanza. Quanto a me mi permetto di iar l)otare che i gusti e .le simpatie personali non possono influire che assai poco sulle grandi correnti del pensiero umano d i qualit superiore. Buttiamo tutto a marel grida allegramente il nostro camerata, e mostra di volere app"oggiare queste sue tendenze iconoclaste con una distinzione assolutamente falsa tra poesia e ragione. Omero Omero, e va bene; ma noi accettiamo Omero qual', solo perch vediamo in lui la genuina rappresent=ione della sua epoca, un'e'poca ancora infantile e barbara; perch sappiamo che la sua poesia la spontanea espressione di un popolo talmente .fatto che non poteva rivelarsi i n altra maniera. L'niade l'anima di un popolo in via di formazione, e in essa tro viamo tutte le grandi passioni delle gnti fanciulle, con le loro grandezze e le loro crudelt, con i oro eroismi e la loro barbarie Se la scena dell'addio fra Ettore e Andromaca ci commuove, l'episodio dei prigionieri immolati sulla tomba di Patroclo non ci pu far concludere che un popolo in cui si celebravano in tal maniera i funerali degli eroi fosse gi interamente civile. Perch noi sappiamo -e voi stessi dovete ammetterlo se, come pare, siete cristiano -che la vera e pi alta civilt si t r ova solo nell'ideale cristiano. Ma questa un'altra questione. lo intendevo dimostrare che se Omero, nella sua semplicit e anzi appunto per essa si pu. chiamare un gran poeta, sarebbe assurdo che un poeta di oggi, ignorando tutto il cammino percorso dal pensiero umano in tanti secoli, pensasse di creare un'opera d'arte senza tener conto delle nuove esigenze che sono andate maturando appunto nel pensiero umano. La poesia un dono naturale, e in ques to sono d 'accordo col camerata Grieco, ma ci non significa che essa debba sgorgare dalla fantasia del poeta con la stessa facilit con cui l'improvvisatore di stomelli suile piazze declama le sue strofe a rima obbligata. Non possibile ignorare che tutti i pi grandi poeti hanno fatto della ricerca dell'espressione un lavoro assiduo e tormentoso, un lavoro -questa proprio la parola -critico. Grieco, che pare disprezzi l 'altissima funzione della critica, non ti -ene conto che ogni vero poeta anzitutto il critico di se stesso; e che Leopardi non sedeva a tavolino per scrivere le sue poesie gi di-!ilato, ma consumava parecchi fogli prima d i trovare un verso che gli sembrasse esprimere bene la sua idea. Grieco, che disprezza la cultura, non tiene conto che Leopardi era imbevuo di cultura. Io non dico che la cultura sia del tutto necessaria a un poeta, ma il pensiero, il senso critico, questo sl che gli necessario. Non v' opera d 'arte senza studio. Per la poesia ancora ingenua e primitiva di cui parlavo prima, un'altra cosa; ma l'arte di oggi non pu fare a meno di essere compenetrata di pensiero. Imbarbarire trascurar e le pi gloriose conquiste spirito umano, sarebbe un suicidio, non una partenza verso un destino eroico. La poesia non s i fermata ad Omero n la filosofia ad Ar is totel e: lo spirito umano continuamente si evolve, nuove esigenze si vanno formando. L 'intelligenza ha i suoi diritti, e il suo massimo dovere quello di conoscere sempre meglio se stessa. Io non affermo ci in favore di un arido intellettualis mo, e so bene perch molti di voi sono ostili all'idea di cultura. Questa parola ha finito per assumere un tono equivoco, perch nella cri s i del pensiero moderno essa ha rappresentato troppo spesso la tendenza dello scetticismo che sa un po' d : tutto e non crede in nulla. Ma ci fu la degenerazione dei suoi veri scopi, imputabile alla debolezza umana e alla confusione caotica in cui si venne a trovare al principio del secolo. La vera intelligenza, nella critica, trova invece modo di esplicare il suo intento nobilissimo, di far luce sempre pi s u tutto ci che umano. E per questo non pu arrestarsi a un genere di poesia o a un dato sistema f ilosofico, n o n pu fissarsi in Omere o in Ari st ot e le, n, all'opposto, in Baudelaire o jn Bergson; deve trascendere continuame nt e se stessa, seguendo quegli intenti d i universalit che -anche secondo l'ideale cristiano -sono il fine ultimo dell'uomo, e a cui concordemente, devono concorrere arte, azioni e pensiero. Quanto all'avere una considerevole idea di se stesso, Neri non s i preoccupa d'altro che di contrapporre la sua all'opinione di Grieco, e invece desideriamo che le questioni siano trattate obiettivamente, e preghiamo Neri di las c iare da parte queste esibizioni da lottatori polemici, e -il loro costume piuttosto goffo Quanto al sen s o critico di cui ogni poeta fornito, questo sen s o non ha niente da vedere con la ques tion e della critica, tantomeno con la funzione della critica, come la chiama Neri. Siamo costretti a ripetere per la centesima volta una considerazione di Vico, che cio la sapienza di Platone fosse gi tutta piovuta nel petto di Omero. Se Neri se ne fosse ricordato, non ci avrebbe costre tto a ritornare ad una que-stione esaurita, e non avrebbe parlato, n dell'infantile e barbaro dell'Iliade, n della semplicit di Ornero. Neri dimostra di non avere neppure il sospetto che Omero sia il pi grande e compiuto artista che sia mai esistito s otto la cappa del sole. E che l 'Iliade sia i l pi grande e compiuto e maturo poema dell 'umanit. Esso maggiore dell'Eneide, i'Eneide maggiore della Commedia. Questi tre sono 1 mass tmt poemt dell'umanit, dai quali tutti i successi v i si staccano per molte lunghezze. E questi tre sono l e massime opere che l'uomo abbia finora compiuto. E non abbiamo speranza che possa eguagliarle mai pi, dal momento che finora se n' soltanto allontanato, s i anda t o con tinuamente allontanando dalla perfezi one d i quelle. Nulla dunque pi perletto possediamo, e Neri che parla d 'ideale, nel senso d'una aspirazione umana, deve invece considerare che ques ti poemi sono l'ideale artistico del l 'umanit, e che tale ideale consiste, non in una aspirazione, ma in opere. Non nel futuro, ma consiste in una perfezione poetica del passato. Non nel concetto d 'una perlezione, che non sappiamo qual sia, ma nella particolare perfezione di quelle opere. Neri che parla di gloriose conquiste dello spirito umano, consideri che quelle tr e opere sono esse l e nostre pi gloriose conquis te perch, dopo di esse, non abbiamo fatto altro che conquis t e minori. Egli dice che la vera e pi alta civilt s i trovi solo n ell'ideale cristiano. No caro Neri Si trova nelle ope r e cristiane. L'errore tutto qui. Lascia l'ideal e ai filo s ofi che non sanno fare nulla. C e rca le opere'. che hanno formato la civilt cristiana. Cerca la Divina Commedia, che il poema cristiano. E se proprio sei in fregola d 'ideale, cercalo nelle opere; almeno sapremo a che cosa il tuo ideale si riferisce. E lascia stare le conquis t e dello s'pirite, sono conquiste soggettive, cominciano dalla coscienza e fini scono in essa. Non creano opere. Sono frutto della rifles sione, del pens iero, e il non serve per creare. Il pensiero riflette, non la. Riflettere e non fare, questo pure l'uffi cio della critica. Un ufficio s t e rile, perch non serve all'arte. All'arte occorre l'intelletto naturale, quello che chiamiamo immaginazione. E' questo intelletto che al tempo stesso forma e giudica l'opera sua. Il pensiero avulso dall'intelletto naturale lo possiamo trovare nelle decadenze arcaiche e nelle decadenze colte, quando la sorgente del fare si seccata. Allora la ragione s'illude di rimpiangere l';inmaginazione. Allora tutti parlano di arte, dal momento che nessuno la sa pi fare. L'arte una grazia, ma la ragiona ne fa legge uguale per tutti, nei momenti di decadenza. E allora che la poesia cade in mano alla pi sottile, cavillosa e faziosa ragioneria della mezza calzelta imperante.

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Atene -Una colonna deU'olimpeium. c(?Uu delta oieMi, Aldo Spinelli, da Milano: devo questo mio volume pr debito di r iconoscenza. Se lo leggerai avrai modo di compendere quanto si avvicinano i tuoi ideali ai miei P. sopratulto quanto abbiano potuto su di me i tuoi principii, le tue conc ezioni e la tua dottrina. Vorr e i avere da te un giudizio schietto e sereno. L a g iustificazione del mio libro sar s o ltanto la mia lede nell'Italia e nel Fascio. C i potrebbe bastare. Gradisci l'omaggio e dammi il tuo parere e il tuo consiglio. Cosl Spinelli ci ha scritte, ::1andandoci il suo libro, intitolato: La crisi della societ. borghese (Edizioni Lcr Picena, Macerata, XVIII pagine 293, lire 13) con una dedica, riferita a quesle nostre di scussioni, alle quali Spinelli dice di do;ere tanta nuova lede e riconoscenza. Dobbia:no dunque e::;s e re ben lieti che queste nostre discus s i o n i abbiano potuto aiutare Spinelli a farE: i l suo lavoro. E siamo per consegenza obbligati a fare uno strappo alla regola e parlare una volta tanto d 'un libro, per quanto brevemente. Prima di tutto ci rallegriamo che .Spinelli non abbia seguito q;.tel gergo filosofante, che pareva diven t a t o d 'obbligo, nel trattare le scienze morali. S p inelli ha cercalo di C:sprimersi per qum. to gli stato possibile in lingua comune, '" questo il principale merito intrinseco dd suo libro, perch cosi egli riuscito a dtre quel che voleva dire, o a farcelo cap ir e r: perch quest il solo modo di non dire cugie, n di eludere l'impegno di dire qucich e cosa. Chi parla come Dio l'ha fatto h a -:nal che cosa da dirti. Chi la fa troppo di!Hci e invece chi di solito non ha capito che n:ole, e nel miglior caso, chi in buona f nde t i :nbroglia, neri sapendo d 'imbrogliare ar.c-s e stesso. E poich Aldo Spinelli s i per la strada buona, capir da se che lo scrivere sempre opera d 'arte, quclunqu e sia la materia che s i tratta. Si pP.r s uader per esperienza che la profondit n o n altro che perfezione e p r e ci sione artistica, e che si tratta di rend e r e lo scritto essenziale, e ins o stituibile, in ogni par ola. Quando avr fatto interamente questa esperienza, vedr chiaro che una par te di questo suo libro rimasta allo stato d i m a teria, cio superflua oppure non ha p reso forma. Gli vogliamo pur e d ir e i l capitolo, che ci &embra migliore quello intitt>lato L'Occidente, dal quoh risulta in modo ab!::>astanza evidente i l pincipio mercantile e decadente della societ europea. Similm ente dal capito l o :;uccessivo risulta essere anche il socialismo nints altro che una faccenda borghes e. Ma non mancheremo di osservargli che non s i o} del tutto liberato della fisima dialettica del progress o, e se. non fos s e ancora u n po' impeciato di soc iologia, avrebbe loEc : a t o da parte la questione d e ll 'aris tocrazi a anzi accorto che questa n o:1 a l t ro che il peso d e ll a m ateria, sopportm o da tutte le soci et in declino, e c!le l e borghesia non altro che il pes o r:wte r i aJr. dell'aristocrazia moderna. Anche Giuseppina Summo c i ha mandato un s u o libro. Gli ebrei in Puglia dall'Xi al XVI secolo (Bari, C res. ; w 193 9 pagine 120-XXVIIl ) E' uno s tu d io :n .Jl o serio uno studio d'archivio, cor reda; o d : bibliografia e d ocume nti. Ora non vogliamo estendere la nostra discussion e a i libri, m a nemmeno man care di ringraziare G i useppina Summo, e rallegrarci del suo cont ributo alla que-stione della razza. E ringraziamo altre.; Mario Borretti d 'averci mandato il suo Viaggio di Carlo V in Calabria (Grafiche La S icilia; Messina, XVIII pag. il). E Armandc Melone del suo Bazza (Roma, Rossi, 1939, p. 71, i1re 5 In fine, Paolo Zrbano, che voi conoscete, ci ha mandato un suo libro di chimica e mineralogia, di cui lo r.ngraziamo, ma che con la razza 11a dc: vedere r;iuttos !o da potete immaginare. d' PAJ.O.tuuo.niUioo. Pietro BlDalru. da Roma: La vostra Rivista ha pubblicato nel numero del 20 febbraio, parte elle discussioni sul concetto di razza> svoltesi fra gli allievi del Centro dj preparazione P .Olitica. Siccorr{e la questione della razza interessa lutti gli italiani soprattutto quelli ve. ri, potete immaginare con quanta attenzione se ne seguono gli sviluppi. Non per oziose obiezioni ma solo per desiderio di chiarezza, mi permetto di rilevare che in ispecie le conclusioni dell'allievo Marana, per quanto eleganti nella loro sintesi, non. soddisfano. Mi sembra che con una certa abilit dialettica si voglia in sede razza, introdurre alcunch d 'evoluzionistico. E per sottrarsi alla rigidit della materia, di cui l'allievo pare molto preoccu.ato, si cade in un voluntarismo spiritualistico, incappando appunto per diletto d'impostazione nel meccanicismo. Occorre parlare di razza con pi spontaneit per raggiungere precisione maggiore. Se ad un movimento istintivo, quale il razzismo nostro, si vuole dar veste dotta, il che non sarebbe proprio necessario, si badi a non sv'isare un fatto cosi importante in omaggio a presupposti idealistici di cui ancora non ci si sbarazzati. Perch con questo volunlarismo finiremo col concludere che con la volont anche un ebreo pu diventare ariano! Il Fascista Universitario, scultore Edoardo Di Rosario, da Salerno: Pare a me che venendo a trattare la materia anlroJ:ologica, diciamo cosl. nel suo carattere etnico-biologico, meslicata con colori o impastata di creta da artisti attrav-..rso i secoli, potremmo vedere quale fu la nostra origine di conservazione fisica e spirituale. Poich l'attimo, il lampo di genio comprende sempre elementi gi prees i stenti, .la figura umana partorita dall'artista sar quella che egli vede nella realt. Quindi, un artista che appartiene ad una razza mediocre, non potr mai far nascere tipi migliori di quelli a cui esso stesso appartiene. Ora, gli elementi che concorrono alla formazione del bello umano, sono: una statura che dia a ciascun membro la possibilit d e llo sviluppa ad esso conveniente,' poi la proporzione di ciascun membro secondo determinati rapporti. Ed in fine nella testa e nel volto .dove ha preCipua sede l'intelligenza, che si riunisce in una me.raviglios a sintesi, la bellezza di tutta la figura umana. Alla bellezza pertanto del volto, concorrono in misura diversa la conformazione del crano, la forma del volto, la disposizione dei capelli, una giusta brevit della

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Atene -D Partenone 'riato dal tempio di Atena Nike fronte, la forma e il colore degii occhi, il profilo del naso, la conformazione della bocca, del mento, delle orecchie e la carnagione del volto. La bocca pi che istrumento di nutrizione un organo della parola che l'immagine del pensiero. Nel frontone occidentale del tempio d 'Egina gli asiatici sono distinti per il berre tto frigio : l'artista greco guard solamente i segni ideali. Si deve venire alla scultura della colonna Traiar.a per vedere l'espressa diversit del tipo romano da quello dacie. E' nel ritratto che si incontra la linea della nostra razza, del nostro carattere. E il ritratto romano erede embrionale d e l ritratto veristico etrusco dell'Aule Metello. I romani furono conquistatori di vita e nella vita terrena vedevano lo ragione della loro esistenza: perci essi crearono una grande arte originale, introducendvi anche un elemento ignoto all'arte greca: il popolo l! Romano ritraeva il suo volto, il vo lto d f un popolo, di una fede. Po i l'arte sj esaurisce, e intacca il nostro spir i to la prevalenza di violente, rudi s tirpi del settentrione. Ma queste _manifestazioni d 'arte in pieno marasma si cuociono da r.oi i n un sono crogiuolo. La bizantina ivenuta da noi meno rigida, l'espressione r o:n anica pi gentile, il gotico irto, pi plas-.::o, l'umanit cristiana ha trionfato col Ri t :
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Rl)g ir.:1 nelle guerre del Risorgimento, gli c:l; koi valdesi di Demo e del Montenero, i ttJ l d en i combattenti in A. O. e in Spagna. Il camerata Argenton si faccia un viaggio r.elle valli Valdes i conti sulle lapidi delle case municipali i morti per la patria, cerchi nej bollettini militari le medaglie d'oro, d 'argento e di bronzo al valer militare assegnale a valdesi; faccia per qualche tempo la durissima vita d e i montanari valdesi, !!colt e vigili e italk:nissime ai confini; e torni no gli basta il cuore, a chiedere che i fedelisr.imi di Cas a Savoia, i combattenti di ogni ora siano dichiarati forestieri al pari degli ebrei e li chiuda pure nei ghetti. Ma c Qualcuno pi su a cui i valdesi guardano con fiducia; Uno che, nel '29, ha s o s tituito la parola tollerati con la parola ammeui; Uno che sa. Finch c Lui vivaddio, chi a i batte per l'Italia, chi compie il suo dovere di cittadino, chi non si sogna n eppure. di negare la grandezza di Roma, chi serba fede a qualunque cos to al suo Dio !J alla sua Patria, quello sicuro che non v err dichiaralo straniero nella sua terra. E poi, il camerata Argenteo potrebbe tentare di conoscerli i protestanti, quelli veri, e sentire come parlano, come sentono, come pensano, come agiscono: ch voi ne dite di cotte e di crude sul loro conto, ed osai non rispondono: prova di disciplina fa scista anche questa, in tempi in cui tutti gli Italiani sono impegnati in ben altri probl emi. E saprebbe allora che il credo valdese, il credo apos tolico, parola per parola, virgola per virgola, anche il suo credo. Il r esto discussione, che lascia il tempo che trova. Comunque, dei forse ottantamila valdesi c-h e ci sono in Italia, la grande massa, costituita da contadini, operai, artigiani, ignora che ci sia un Medio Evo, un Rinascimento, un protestantesimo antiromano. Serve in umilt la sua lede, il suo Re il suo Duce. In quanto agli intellettuali, sarebbe interessante vedere quanti di essi siano pi antiromani degli intellettuali cattolici; credo che si arriverebbe a risultati per lo meno curiosi. Che ne direste di una statistica d i cattolici ex massoni? Al camerata Guido Fanelli mi sia con" enlito far notare, a proposito del suo avventista, che Vi sono pazzi in tutte le categ o rie sociali e in tutte le religioni: ma, se ho buona memoria, il discorso che riferisce ( b mia patria il mondo) l'abbiamo ri<.:-Jcc'ato in gola noi squadristi, con sacro::cmlo manganellate, a fior di cattolici apo.no lici romani, a cominciare da Miglipli e compagni: e che perci ce la prendiamo c o n tutti i cattolici italiani? Conclusione: sereni. e siate giusti. N o n siamo responsabili, noi italiani prote:;lant. di quello che fanno o dicono i protostanti inglesi o americani o tedeschi contro l 'Italia o contro Roma, cosi come gli i t aliani cattolici non erano responsabili di quanto hanno fatto, contro l'Italia o contro la romanit, il cattolicissimo Francesco Giuseppe o la cattolicissima Francia. Nel campo strettamente teologico, si potr anche discutere; nel campo della vita pratica gli italiani protestanti sono cittadini degni di ogni ris(:'Otto; e chi li conosce personalmente lo sa. Cosi scrive Balma. Egli ha ragione. E noi alziamo il braccio alla memoria dei valdesi e di tutti i protestanti co_duti per l'Italia. ---------.. -----Chi pu negare che anche fra i protestanti ci siano stati, ci siano tuttora magnifici iialiani? E' una cosa risaputa, che nesr.uno pu mettere in dubbio. E' cosi certa e risaputa, com'i! certo che non solo fra i cattolici, ma anche fra i protestanti pot annidarsi il veleno dell'Italia. Dunque, ci sono i bt:oni e i cattivi. Ma la questione non questa. La questione della razza questione di civilt, e ci ha ?nessi al caso di studiare il carattere della nostra civilt, e di riconoscere una volta per sempre che questo carattere cattolico. Ci innegabile, e siamo sicuri che lo stesso camerata Balma le riconoscer. E' innegabile e cosa non indiffeorente, della quale Balma non potr fare a meno di vedere le profonde conseguenze. Lo studente Domenico Fornelli ci ha mandato da Biella un suo scritto sull'arte mcidemo. Lo preghiamo di abbreviare e semplificare al massimo tale scritto, riducendolo a poche prGposizioni essenziali, e cos ridotto, saremo ben lieti di farlo conoscere ai collaboratori di queste discussioni. Giuseppe Pellegrino, da Milazzo (Messina). sulla donna, dice, tra l'altro: Bisognerebbe sapere che ne pensino le Giovani Italiane, le quali sono meno biricchine delle francesi, meno forti delle anglosassoni, meno spavalde delle slave. Il querulo sentimentale del chiaro di luna svanito, per !asciarci vedere il meglio della donna, che non la virago, perch la grazia non si cGncilia con la rudezza virile. O. Spada di Alfedena ci ha scritto che ogli non possa essere tacciato di pielismo, avendo scritto dodici anni fa un libro intitolato Perch la Francia odia 11talia, e avendo dedicato un capitolo di tale libro alla massoneria, anzi agli ebrei; ma che le leggi sulla discrezione di razza, che egli dichiara sapienlissime, non ci autorizzino a rinnegare il contributo dato all scienza dagli ebrei: Ringraziamo Spada di averci scritto e mandato il suo libro, per gli dobbiamo dire che se l'umanit fosse tutta e sola non ci sarebbero popoli, non ci sarebbero nazioni, n razze. E se egli ha seguito queste discussioni, egli stesso pu aggiungere che non ci sarebbe stata mai civilt, ma solo civilizzazione. f\Jon tanto la scienza, che ci possa far capire la differenza di razza, quanto l immagi:lare e parlare e fare. E l'immaginare, parlare e fare ci stanno pi a cuore della scienza, non perch ci facciano meglio vedere la differenza di razza. ma perch sono ci, senza di cui la civilt non sarebbe mai nata. G. B. Angeletti ci manda da Milano un ritaglio di rivista, dedicato a Morse, inventore dell'alfabeto telegrafico, e scritto con quell'affettazione ed esaltazione progressista, propria degli organi della mezza calzetta. Vi si dice che Morse .. rimasto e rimarr nei secoli. E che cosa allora si direbbe, se si trattasse di Michelangelo? Nulla, perch della vero grandezza e dell'Italia, chi scrive per la mezza calzetta, non parla. G. B. Angeletti, a tal proposito, ci scrive, tra l'altro: Dinttore reaponaabile : TELESIO INTEBLANDI Bisogna fare attenzione alla puoblicazione d[ queste storiette del progresso, dovute EJlecialmente alfa mania enciclopedica dei giornali di variet. ln tali storie!le suole generalmente corieludere la Qersuasione che il progresso sia quello dovuto all'ingegno ebraico. Eccovene un esempio, a proposito di Morse. Marco Feliciani. da Roma: Si chiesto da molti su qpesta rivista. che cosa significa la parola borghese. Ma c bisogno di tante spiegazioni? Ecco intanto un esempio pratico. In qualche giornale di Roma stato denunziato che qualcuno dei tanti faccendieri architetti ha messo gli occhi sopra quella zona piena di monumenti e di ricordi che si stende tra il Campidoglio ed il Palatino per fabbricarvi uno di qui mostruosi edilizi di stile Venendo dal Foro e guardan<:1-o la Basilica Giulia tra la Casa dei Cesari ed il Tempio di Satumo si vedrebbe cos quale sfondo un orribile edifizio. Ecco dunque i borghesi. Non Roma ad essi importa, bens gli affari. Giambattista Volta ci ha scritto da Zelarino (Venezia) che ora noi abbjamo il compito di ridestare tutte le tradizioni romane, che la nostra passivit di qualche secolo ha lasciato dimenticare, e sopraffare dai nemici.,di Boma. L'insegnante Andrea Grieco ci ha mandato da Vico Equense (Napoli) uno scritto sull'idealismo. Egli dice in sostanza che l'idealismo non possieda un mondo obiettivo, n principi, riguardo al vero ed al bene. Gaetano Barone ci ha scritto da Niscemi (Caltanissetta) di Giovanni Verga e della Sicilia rappresentata da Verga. Egli dice che nei Malavoglia non manchino personaggi d'animo nobile, come padron 'Ntoni, Mena, Alessio, come insomma il pOpolano di Sicilia, che se fosse stato istruito, sarebbe stato pi utile alla patria, pi utile dei borghesi. Va bene, caro Barone, ma non temi che l cosiddetta istruzione avrebbe fatto un borghese anche del popolano? Mario Caporilli da Genova ci scrive che mentre stampa, radio e cinema siano ccipaci di fare tutto il bene ed anche tutto il male possibile al popolo, si dimostrino stranamente inanimati riguardo alla questione della razza. Biagio Ruggiero ci ha scritto da Napoli, auspicando un ritorno positivo alla natura, ben diverso dal positivismo borghese. Un corpo sano -egli dice -quando possiede una mente sana. Aurelio Palcazi, studente liceale, ci ha scritto da Bari che Einstein non sia un filosofo, e non vada considerato per filosofo, e che la sua fisica non abbia tolto valore a qu'el!a di Galilei, md solo servito a stu-diare particolari problemi successivi. Annibale Versumo ci ha scritto da Moncalieri riguardo alla donna sportiva. Egli sostiene che questa sia il prototipo della donna borghese, perch prima di tutto nemica del matrimonio. Aldo Sentieri ci ha scritto da Trieste fra l'altro che lo sport abitui la donna alla promiscuit e alteri in lei il sentimento di pudicizia. BETTIFICA Nel fascicolo del l'Wuatrcaione 11 pag. Il do.,..,.._ .. bldiccrta co-"Al-cmcbo" non "tor.allo" de' Medie!. Stampalori: Societ Anonima Romano di Arti Grafiche di Tumminelli & C. Citt Universitaria -Roma 46

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CONTINUA L'EMISSIONE DELLE DELL'ISTITUTO NAZIONALE DELLE ASSICURAZIONI ABBINATE Al COSPICUI PREMI RISERVATI AGLI ASSICURATI La sottoscri zio n e ai Buoni del Tesoro 1 9-l9 si chiusa-con brillantissimi risultati-il 29 lcbbraio u. Molti cittadini non h anno potuto per ragi oni varie, i l pi d e lle volte indipendenti dalla loro vol o nt, parte c ipare, nei termini e nelle f orme stabili t i dalla Legge 4 Febbraio 1940 :\. XVIII, a questa grande c patriottica operazione finanziaria Non devono impens ierirsi p e rch l e loro adesi o ni posso no essere ancora raccolte dall'Istituto Nazionale delle As s icnrazion; co l mezzo di due speciali polizze ; l'una" ordinaria" e l'altra" popolare" Ecco l e caratter i s ti c he di tali poli zze : POliZZA. ,:: '. :_-1./1:asslcurando dve sottoporsi: visita medla, ., ; a:_meno che Il capitale della polizia sl!l limitato P.OLIZZA -POPOLARE -r l'assicurando non sottoporsi a visita me L.-_ tj.OOO. ; ,-. . ::ia ha la durata di e quindi le :z hl polizza, che a taglio unico di o tto anni e l '", dovute daU:asslcurato sono otto .. premi da trlmestralmente annualmente ; ' ., . .. durante questo periodo, quindi In trentadue ; ati a ,pcillm saranno coilegatl hfutl rate ; -;: 8cinl del teaoro Novennalf s % <1949 premi > . ,_ ;' ciorrispondentl clasoun:o valore nomlnle di 3 .. alla polizz" sar ;raaaegnato dall Istituto un -' ,:L -:-Bupnl del tliovennaii :S%'-I949 ; e c.-si a ,;olt4tr nu.:.s% 1949: e,.c;ena .n. '' >' .. # ..... 1:'-; < :,. ...... \ -'( . "-:t . -...... J spimudosi ai nob-ili princi pii dc!la co!labora ion e fasci s t a, almni datori d i la v oro hamzo volu t o c h e t l!tti i l oro dipendenti figurassero fra i partecipanti alla n u ova grande gara del risparmio 1Hzdonale ed a tale sco bo ha.m r o s celto la f orma offre n do s p ontaneamc ute il pit't.la rg 1 con tribut o (znmr z iario. S eg riafir11110 or:gi, A TITOLO D'O N OR E la Ditt a Ge s t:onr Grani e C. di R oma, c h e ha defiberul di a ss e g nr!r c ad og n i suo d i p endc r :l c -quale premio di lavoro -un p o !i:;za popo lar" di L. 500 abbinata, come sopra de s cri tto alla s otto scriz ion e d ci Duoni Novcu-1wli del Tesoro 5 % r 9 4 9, i111pegnandosi a pagare {i110 a s caden za. i premi do vuti a ll'Is t i tuto Nazional e dr/l e A ss i cura;i
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... Collaudato dal Ministero delle Comunicazioni -Ogni Radiobolilla ha il .. relativ bollino di collaudo -T re valvole -Onde medie Ricezione diurna della staz 'ione pi pross im ln condizioni i ricezk)ne sera le di alcune princi.pali stazio.ni europee. P r i v o d ( re az i o n e re g o l a b i l e su Il' a -ere 6, q u i n d i e s e n t e d a i d i s t u r b i c a r a t t e ristici degli apparecchi a reazione. C O S T A . L l R E T ASSE RADIO FONICHE COMPRESE. ESCLUSO ABBONAMENTO ALLE RADIOAUDIZIONI VENDITA RATEALE . C H l E D E T E L O A l M I G L l OR l R l V E N D l'T OR l