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Difesa della razza : scienza, documentazione, polemica, questionario

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Material Information

Title:
Difesa della razza : scienza, documentazione, polemica, questionario
Physical Description:
Serial
Publisher:
Società anonima Istituto romano di arti grafiche di Tumminelli
Place of Publication:
Roma
Publication Date:
Frequency:
semimonthly
regular

Subjects

Subjects / Keywords:
Race relations -- Periodicals   ( lcsh )
Jews -- Periodicals -- Italy   ( lcsh )
Race relations -- Periodicals -- Italy   ( lcsh )
Genre:
periodical   ( marcgt )
serial   ( sobekcm )

Record Information

Source Institution:
University of South Florida Library
Holding Location:
University of South Florida
Rights Management:
All applicable rights reserved by the source institution and holding location.
Resource Identifier:
usfldc doi - D43-00042
usfldc handle - d43.42
System ID:
SFS0024306:00042


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A O III N. 12 SPEDIZ. IN ABB. POSTALE -20 APRILE XVIII Uomini site, e non pecore s che 'l Giudeo di voi tra voi non rida!" (Dante Poradi110 Yl D IRETTORE TELESIO INTERLANDI POLEUICAOUESTIONJ\810

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ANNO III N. 12 DOCUMENT GIORGIO ALMIRANTE: VIAGGIO RJI.ZZIALE L 'ITALIA; LITTORIA E L AGRO PONTINO : PTemeaaa; Razza e volont; La nuova razza dell'Agro redento; L'ambiente; La razza dell'Agro nel pauato; Gli ebrei e l'Agro Pontino. POLEMICA f. EVOLA : LE RAZZE E IL MITO DELLE ORIGINI D I ROMA ; G. DELL'ISOLA: LE DUE RINASCENZE. / ENZO CAVALLARO : LA -, .. SCIENZA GiOVANNI VERGA; GUIDOJANDRA:. STUDIO RAZ Z I ALE DEL LE I MPRO NTE DIGiTl\L.L . .OUiSTIONA RIQ LA l DELL IMBASTARDIRE CISM.I MANOSCRITTI ANCHE SE NON PUBBLICA TI e e e r o v e b l u sta. o ce econom1c, a MODElli DA STUDIO E D A VIAGGIO e PRODUZIONE DELLA SOCIETA ANONIMA SERIO M l L A H O CONCESSIONARI PER IL LAZIO F.LLI SPALMACH -ROMA -VIA FLAVIA, 4 TELEFONI NUMERI 43.977 -487.310

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.t Collaudato dal Ministero delle Comunicazioni -Ogni Radiobalilla, h? il relativo bollino di collaudo Tre valvole -Onde medie -Ricezione diurna della stazione pi prossim In condizioni favorevoli ricezione serale di alcune principali stazioni europee. Privo di reazione regola bile sull'aereo, quindi esente dai disturbi caratte-r i s t i c i d e g l i a p p a r e c c h i a re az 1 o n e c O S T A L l R E T ASSE RADIOFONICHE COMPRESE. ESCLUSO ABBONAMENTO ALLE RADIOAUDIZIONI VENDITA RATEALE

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l'avamposto della stampa fascista LEGGERE IL TEVERE diretto da Telesio lnterlandi non significa soltanto essere informati ma anche e soprattutto avere una l'unico settimanale letterario i tali ano in cui letteratura, arte e p o li t ica s'illuminano a vi ce n da

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ANNO III -NUMERO 12 20 A .PRILE 1940-XVIII ESCE IL S E IL 20 DI OGI'!I MESE UN NUMERO SEPARATO LIRE l ABBONAMENTO ANNUO LIRE 20 ABBONAMENTO SEMESTRALE 12 ESTERO IL DOPPIO Direttore: TELESIO INTERLANDI Comitato di redazione: prof. dott. GUIDO LANDRA prof. dott. LIDI O CIPRIANI o dott LEONE FRANZI dott MARCELLO RICCI o dott. LINO BUSINCO Segretario di GIORG:::O ALM IRANTE SCIENZADOCUUENT4ZIONE POLEUIC4 OUESTIONJ\810

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Italia stata descritta sotto i pi diversi aspetti e nelle pi l svariate forme; manca, peralTro, a tuJt'oggi, una descrizione completa del nostro paese do! punto di vista razziale. Dire che il viaggio razziale che si inizia in questo fascicolo sia destinato a col mare la lacuna, sarebbe eccessiva presunzione. La materia tanto vasta e, da.molti punti di vista, ancora cos vergine, da far tremare le vene e i p olsi, nonch ad una sola persono, anche ad un'intera commissione di s tudiosi. Il nostro tentativo va dunque inteso alla luce e nel quadro dello scopo fondamentale di questa rivista, che la volgarizzazione della dottrina razziale. Stabilito questo principio e fissati cos i limiti del nostro lavoro, ?ss o poteva essere da noi affrontato in due modi: indagando i l passato razziale di ogni centro italiano e traendone, per semplice deduzione, una appros simativa conoscenza del presente; ten endo d'occhio i l presente e s9rvendosi delle nozioni relative al passato per illuminarne qualche aspetto. Ciascuno dei due metodi offriva attwttive e inonvenienti; ma la loro com p l ementariet era cos evidente, che abbiamo ritenuto che la soluzione migliore consistesse nell'accoppiarli. Aila visione diretta uniremo dunque la consultazione sistematica delle fonIl relative ai scoli scorsi; e passato e presente si integreranno, in una ricerca quanto pi possibile unitaria e comprensiva. Unitaria, perch alla base di tutta la nostra indagine sta l'incontrovertib;le postulato dell'unit della razza italiana. Tale unit, come noto, si andata formando attraverso gli evi, e d press'a poco stabile da un mil le nnio a questa parte; sarebbe quindi rid icolo negare l'importanza delle vi c issitudini razziali della penisola nelle et pi antiche, o trascurarne lo studi o, in omaggio all'unit; ma sarebbe fuor di luogo e, quel che pi ::onta, luor del vero, far perno -nel viaggiare l'Italia con occhio di razzisti sopra differenziazioni che non vanno a l di l della superficie. La nostra ricerca sar cmche comp r ensiva, in quanto tender ad interp r etare i fattori razziali nella loro p i vasta accezione; e si occuper di s t o ria, di letteratura, di atte, di poli t ica, di economia, di scienze sociali e naturali, pur nei ragionevoli limiti imp osti dalla chiarezza e, in non ultima a nalisi, dallo spazio.

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.RAZZ VOlONT Il razzismo /1 l gi bell'e la dal dieci 15 luglio dormienti, e in questo il commento ai provvedimenti sistematica dei concetti del in l talia vi sia chiarissima ed PIIl sar e bbe u11 faltore qucmto pi utta fittizw esalta z ione :ione delle' raz za. nascono e per la sua che i nostri filosofi e hanno -a torto del 15 lu glio, secondo n eva di a posta autoriz z azione a pros egui r e ro vecchie teorie e a conce sulla razza solo in quant-O suddette convalidcmdole no? di ortodossI. ppo inolt-0 accresecondo cui La volont T eo ria tanto pi perch maschera sotto sostanziale debilitaSorw evidenti i razza-volonte il male int e so spiritualis rottame di nn' et na uJrogata, si ostifW ad delle nuove idee. In u.na solida f poteva finalmente smante'llare le ultime ; nw i difensori dello .tpiriU> puro oiati al contraUacco e con le loro arti sottili lwnrw gettare la confusione nel campo avverso. La raz z a ha dovuto adattarsi a passar sotto le forche caudine dello spirilo. entrala a far pqrte del cogitabile, si.. inquadrate& tra le categorie del pensi-ero, e si finalment.e semi identificata co11 la t ; olont. lo non sono itcdiano p erch il mio sangue e il sangue dei miei avi. la mia cultura e la cultura dei mie L avi.. w mia stori a e la storia dei miei avi lo vog liono; ma pcrch lo voglio w, semplicem e nte; perch la mia t : olont crea la ntia razza, come l a mia fan/asia potrebbe creare un mito; il ch e ignificci, che se volessi non essere italiatw lo potrei, e che se IWtt italiano volessi e sserlo lo potrei eguctlm e nle; il che in parole povere. c/J.e se un ebreo vuole diL e ntare ila>.. fiano lo pu anche lui, giacch sempre agli ebrei pare strano -si ua a finire.

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. immediata ne l.a perce::.ione v ani, so praltutto dei giovanissimi. m e glio. che nasce giacch in questa il barlume dell'anttc.. I coloni sanno morte soltanto l'hanno letto ragazzi ne hanno una nozione confusa e tra qualche generazione se ne parler come una l e ggenda, al::ando le spalle in d'incredulit L'Agro oggi per i suci abitatori sinonimo di c i coloni. gli dnno il volte stesso della loro volont di e di perpetursi. Un fenomeno di t olont collettiva si parti. Ed ecro la l volont ch e riaf fiora ecco f equi minacciarldo di falsare le imlagilni sul presente razziale della pro v incia c h e Mu:ssolini h.a dato fcilmente La volont ha ra, n e l forgi.are la nuova ra.z::.a, la. qu"in.tesche va na.scendo n ell' Agro. Ma si tratta un Uorno, e non di quella degli uomini. S di Mussolini. che s i sostituito al Jato, alla granxli for::.e ch e agiscono sulla stcria degli uomini COlli m e morabili d eci sioni, il destino di masse imponenti d italiani. Il f e nom eno c h e si svolge a Lit toria va svolgendosi anche su pi larga scala e ll forma meno facilm e nt e p e rcepibil e perch pi diffusa in tutta Italia ovltn qu e il Fa.scismo ha fatto sentire la sua voc e e ha ,:njluito SIJ.lle oc c upazioni degli uomini, sul loro caratter e mlle loro idea lit., sulla loro e duca z ion e fi ;ica. e spiritual e e quindi p e r un l e nto di cui gi possibi! cog li e r e n e i gio v aniss imi: fasi an c h e sulle& razza. Littoria il vessillo di u n che, a u,spice Mussolini investe tutta l Italia fin ond e radici; p e r questo razzialm en.te come poli v uoi cono s c e r e l'Italia nuova dcl e in prinw luo gO' il miracolo di Littoria.

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RAZZA la genere dicono mai io i coma noi : noi famiglia, e figli, molti figli in una .casa cC?lovedere il bambi ? vi chiede. Uno dei cinque che o dei sette pei campi, o dei latte o quattro Perch ,il singQ abolito ma poiun podere di Ponti54 (dicesi cin frutto di quattro tratta di un primato un forestierC?, non luogo: i figli questa e forte gente, li semina come il grano. Questo straordinario incremento demo grafico Littoria al primo posto, in Italia, per il quoziente di natalit sposta naturalmente l'interesse del razzi sta dal presente a,.ll'avvenire. La nuova razza dei:l'Agro Redento non quella che attualmente lo coltiva, mil quella che adesso vi nasce e fra qualche lustro lo oopoler. Gli attuali coloni in im certo senso ::si _sono gi r-innovati --razzialmente ; GioYcm;..;me ac:hermitrici della G. I. L. di Littoria

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ELL'AG c ora ta nto I bimbi mvece vateli quando r anghi delle Pa r tito : marciano come { n e l loro pas&o il senso avvenuta. Li direste discesi dai limitano l'Agro, come le genti a lbori della storia lo popo vicinan z a di Roma noli li' von o coll 'aria )a romanit. II p r oblema della r azza 'dell' dento dunqe un problema n ir e A quali caratteristiche m o ra){ ri s ponderanno zioni? Quando segujr,e_ UJ1 !l Reparti armati. Dla.chlli e femminili. della G. L L. di LiHoria

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Mte e tempi dell .. giorno fulgido: fi9rino del c:oatume di Littoria. l CUi c:o1ori ono il nero e l'CD!Iurro le genti dell'Agro-Un Littoria d'Etiopia posizione primo perio : quello del all'ambiente, della messa delle colt ure del faticoso disto, .degli esperim enti rion sem i e fortunati. Le coltivazioni o avviate, il benessere sicuro la sensazione precisa di per la vita propria e per un'altissima a questi ragazzi, comprendere mente sanissima. Al collegano fattori materiali tale importanza. La fin d'ora assicurata della mafaria, non zarsi; le condizioni della terra sempre migliori, quant pi le saranno progredite e i coloni saranno entrati in 'effettivo possesso dei terreni; l'assistenza sanitaria sar sempre meglio perfezionata; e infine l 'educazione fa scista, soprattutto attraverso l'opera IIObilissima della Gil, far sempre mg giormente sentire il suo benefico influsso. La seconda domanda relativa alla dei il caso di uqa famiglia baudia, in cui due ragazze

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razza dell' Agro v a in miglioramento: Fattor i spose a due gi'ovani di Felice ce Ilo. M 7':1o frequenti sono i matrimoni fra veneti e romagnoli e fra ro rriagnoli e popolazioni autoctone. Ma nei centri urbani dell'Agro il processo di rapidissimo e i numerosi meridionali (calabresi, siciliani, caro' pani) immigrati tendono a i settentrionali. Il processo --dunque in viene favorito dalla di queste ,!>'altra nere verr risolto di .queste poi azione. fcitmti a e i figli sQ.occhi . mente su capitale capovol sizioni, il attiva fapo so no sufterra; i figli trovare altri poco la che di destino ; risorto tempi e in ne siamo L'espans Agro potr -due di il retwLepini e degli Au soni, scarsa mente popolata s i presta a numero15e colture; poi fatalmente verso l'Impero. Sar un giorno fulgido per l'Italia, que.llo in cui sar fondato l'Ente LitLoria d'Etiopia. Gettato cos uno s guardo s ull'avvenire, studiamo rapidamente le caratteristiche del presente. Nell'Agro RedentO" vivono attualment e circa 60. mila abitanti, i quattro quinti dei quali sono coloni e risiedono nelle case coloniche distribuite nei 65'.496 ettari bonificati; gli altrj Fanciulla dell'Agro nel costume tradiaionale / 18

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11ono impiegati commercianti operai, e vivono nei centri urbani. La provenienza dci coloni chiarita dalla segu ente ta bella: rru\ lncia cll Jlfii\'OI:Dztl fuuu . TaEVI!I o UmsE I'AIIOVA LITTORIA Rovaco \ICENZA \EROSA \F.!IIEZIA F1111Jl :\LTI!f. l'lUI \"l TcnA I.I 4u 340 11,5 Jo8 10,5 276 9 2 9 1 10,0 233 7 22!:1 N l:VJ 7-4 j X 2 7 .!.; 1,1 l !tJU l.
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La malaria definitivamente debellata ;, :.L.\ D (Su 100 abitanti) ANNO V Al ore del mi-nimo % di casi 1930 1931 1932 1933 1934 1935 1936 1937 1938 1939 -sciare posti precedentemente tenuti per a nni. E' questo un indice di elevazione w ciale e spirituale e in f.n dei conti, razziale, che non va trascurato. .. La lingua segue le vicende. della razza e le riflette nei suoi mutamenti. E' tlun que interessante rilevare quali incrosta zioni si vadano formando, per effetto della nuova vita e della promiscuit, sul 0.58 Luglio. 1.20 Luglio -0,68 Ottobre 1,00 Agosto 4,90 0,30 Luglio. 3,50 O,OS5 Aprile. O,.of.of 0,066 Luglio. 0,26 0,001 Agosto. 0,20 0,001 0,08 0,000 fondo dialettale dei gruppi ch e popolano l'Agro Mettiamo in p l eta s tica. minazioni di un gna ; del mal con s iglio ; te ; piscina della tomba ; gnaf ; fuga degli ebrei ; pantani Caronte; femmina morta ; e al loro po s to s i s ono in s ediati sereni toponimi italiani: Littoria, Aprilia, Pomezia, Pontinia, Sabaudia, Borgo Grappa. Borgo Pasubio ecc. Per quel che riguarda pi propriamente i dialetti da notare innanzitutto che la cadenza delle parlate si va trasformando. I veneti assimilano rapidamente la cadenza laziale, e troncano le parole all'uso romano. Ho parlato con un colono di Treviso, il quale, dopo avermi detto, nel veneto pi puro: M so' trevisan ha soggiunto un Non posso cap di indubbia origine romanesca. A questo ste s so ordine di mesco lanze dialettali va attribuito l'affermarsi, nell'Agro, di fraseologie curiose. Cos, in luogo del veneto IlO ghe x e e tlel cor rispondente i. omano nun ce sta trionfa attualmente un ina s pettato no ghe slE Cos i coloni settentrionali si sono avvezzati al mo' romano; e dal manco per niente usatissimo nel La zio hanno tratto un curioso manco pe nente Cos infine vene i e romagnoli sono ahituati a chiamare podere la loro casa, mentre tale termine non co munemente usato nelle terre d'origine. .. .. la rapida indagine !mente abira l'Agro. sulle condizioni sa -malaria, che sempre ........... vcale. Qui veramente fre, conversando con settentrione il quale, pri re nell Agro era stato in e vi aveva contratta l'infezione due anni di residenza presso avevano completamente ri che esempio pi significa salutari riflessi razziali della sJa possibile trovare. l ti

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Cinto da molto mor, che bosea giace E ... d 'In au alpestre poqgio vidL E nel cui mezzo un nereqgiante fumo D 'lnfra un bosco dJ querce al ciel ai valve E Ulisse che parla, nel X canto dell'Odissea. L 'isola che egli descrive si chiama nel poema omerico Eea ed seconda le concordi teslimonianze di tutta l 'antichit, il Circeo, ove albergava l 'ammaliatrice che trasformava gli uomini in belve; la terr a da cui l'eterno navigcitore p roveniva era Le strlgonia, ovvero i cui antichissimi abitanli ignoravano evidentemente i doveri d ell' o spitalit, tanto vero che maasacrarono quasi lutti i compagni d e l l'Eroe. L'autorit di Omero, in materia geografica, forte; e tutti g)j antichi accreditano la versione secondo la quale J'emerolone dell' Agro Pontino sarebbe un fenomeno relativamente recente, e le paludi trarrebbero origine proprio dall'inegual e IPOTESI GI che avrebbe profascia margi, conca interna, acque dela ver-Stra-delle paludi ponlin e contrasta con leggenda molto accreditata nele anche nei tempi moderni; straordinari a fertilit dell'Agro G li storici asseripoi le paludi ten-L' AM scienziato, iritul la difficolt e cerc di superarla con un iantasioso stratagemma: nel 316 a. C -egli dice (Nat. Hist ; III, 5) in Italia un miracolo, i n sesi form a palude pqntina. luogo, cio, jn quell'anno, del suolo, e le acque che li n o cid allora, geologico post dall ,paludi. a questo punto rifarsi alla to'po -Alla denominazione di 4: Agro :1> si attribuiscono diverse origini. nel ; De verborum. signilicatione :. che Pontino viene dalla citt di Pon ed l'ipotesi mno attendibile: Plinio Slrabone, fanno derivare Pontina pontua, mare, riferendosi alla-descriomerica del Circeo circondato' da ogni parte dai flutti. Ma Visioni di tempo: l' aapco e -malsano lavoro neDa fa:nqbiglia ]

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ENTE in 'continuo eser; e vien fatto di debbano reci' e che impienti bo-, dai Volsci stessi, o, pi 5at>ilrneJlte, dagli Etruschi, abbiano lo, per qualche secolo,' restituir fiorie fecondit a tutto l'Agro; e che poi, delle continue guerre, la malaria ripreso il sopravvento. Visi oni d i un tempo: l a strada deila Me zza luna. nel pantano di Quartaccio L 'Agro Pontino costituisce una fasci co. stiera di 750 chilometri quadrati, fia i monti Lepini, i colli AIQani e il Tirreno. Alla fine del Terziario e al principi-o del Quaternario, la pianura si presentava come un golfo poco profondo, dal quale il Circeo emerge_va come un'isola. Nel Quaternario, per effetto di movimenti di sollevamento, pi accentuati nella zona litoranea, il golfo divenne. unct laguna. l n seguito l'aspetto della regione dovette pi voite mutare, in tenpi preistorici e storici 'per effetto di oscillazioni. La zona altuale si.' pu dividere in tre parti: a) fascia litoranea, da Torre Astura a Terracina: caratterizzctta da lunghi cordoni di dune recenti" (tumoleti!, che separano il mare. dai laghi costieri, di Fogliano, di Paola, dei Monaci, di Caprolac. Erano probabilmente insenature dell'antico golfo; b) zona alle spalle dei laghi, costituita da sabbie marnose o calcaree. Prima' della bonifica, era ricoperta dalla caratteristica mcchia di tipo mediterraneo, con querce e lestre (radure erbose); \ ci zona interna, ia palude e pro-pria. Qui l'antico golfo aveva la massima profondit. L 'aspetto della regione nelle et di mezzo pu essere ricostruito attraverso l'osservazione delle carte geografiche. Di queste la pi antica la < Tabula Peutingeriana >, che risale al IV sec. d . C., in cui non compaiono n paludi, n laghi, segno che a quell'epoca la zona malarica non dovevct essere molto estesa. Nelle carte nautiche medievali appare soltanto il tracciato della costa. Nelle carte del secolo XI ap'pare invece un grande lago interno, nel quale si gettano due fiumi, mentre altri due sfociano nel mare." a settentrione del Circeo. C os, per esempio, nella Tavolct 'nuova dell'Italia di Enrico Mar' tello, ontehuta in un codice della geografia di Tolome o. La prima carta particolare del Lazio risale al 1556 e s'intitola
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LA DELL'AG NEL PASS in n g rezza lqu a l e rn n rio a n Nella n ecropoli di Caracupa, p s uno lrovu te t o mb e d e ll'et del ro g li Ili ::Jenza addurre ve n uli dali' Africa. i s tin g u e r e fra l e l poss ibil e c h e s i s ppi e tni c i di origine f e nic e ro es sere a ttribuili per r o Ma il nom e di Sezze vien dio d e i P e la sg i c io d e i pi la s tessa Terracina s i pen s a ai T y dalle p e ndi c i del Tauro; oppure f o nd a t a c ome f ondaro n o Capu a S e condo la co mune tradizione, pnnu c ivilizzatori del/Agro i poi d ai Romani. Ma Arturo teoria, attribuendo il primo in e l Latini, assieme agli Ausoni Apic i agli Enotri, agli lta li co.>li i gen ti a ri e c h e vennero n ella p e ni Agro in e t m o lto antica; e d a l oro 1-a fondazione di S u ess a Pome lia. ll' inizi o del VI sec. avanti Cristo, g li c h e aveva cos tituilo il loro confine c o n l e ge larono Pome lia e s i spinsero fino a Ca pu a f o T errac in a. La tradizion e conferma ques t ip otesi. p o i c h pone l a prima dis tru z ion e di Pome lia so lto il regno di Tarquinio il up e rbo. c h e co m e not o, rapprese nta la domi nazione etrusca in Rom a Agli Etrus chi dovrebbero essere atlrillUile l e prime opere di drenagg io di c ui ancora oggi s i r;jJJvengono l e vesti g ia Gli brus chi h a nno infalli fama di ottimi b ficalori; e a n c h e in Toscana s i trovano di s imili la do v uti a qu ei popolo il fondo etnico d ella r eg ione lutin o. fino all' in vas ion e dei Vol sc i \ 1..' l s ( l l \ Vol sc i calarono nell 'Agro al principiO d e l V sec. avanti Cris to e bellico s ::Jsimi non tardarono a s ollomellere le pacifiche genti latin e. C irca la provenienza dei Volsci, c' discus s ione. li D e Sanctis l i fa derivare dai Liguri; il Pais suppone che fo ssero di sangu e ill'irico. al p a ri dei Veneti degli Iapigi, dei IS P e li gni. Ma la maggior parte de g i s torici attribuis cono loro origine puramente italica con affinit maggiore al gruppo de g li mbri. e lin g ui s ti ca conferma ques t'ipotesi. Infatti c' rimaione in lin g ua \ olsca: la
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g r a dualm e nte l Un apporto Galli pericolo s a Quanti romana? II mor t e di Al eistoria epoca repubblicana, l a r azza e a v venne senza eccessive difficolt coloni .romani con i latini e i vols ci. rio potrebbe essere s tato quello dei lo li sconfiggesse e disperdesse 'le che i Romani ne abbiano poter comunque influire sulla iale possono, poi, per ragioni o s taggi e schiavi di Cartagine che nv'"'"(1'"" anche modo di ordirvi una dell Agro ai tempi della potenza l, 341) sostiene che alia territorio soggetto a Roma c om 'la chilometri quadrati, con una milione d'abitanti cui vanno gli stranieri. Il BianchiQi giudica troppo e l ev ata que s ta s ebbene essa non s i discosti dai dati calc o lati d al De Sanctis e da quelli del primo censimento romano. Le lunghe guerre fra Roml:l_ni e Volsci diminuirono di molto la primitiva popolazione dell'Agro; e Roma non ebbe tempo di rin sanguare quelle terre con i benefici effetti della colonizzazi o n e, perch le guerre civili fra Mario e Silla seminarono nuove e pi s paventose stragi. Mario fece tra l'altro, lutti i cittadini di Anzio, e Silla distrusse Satrico Sicch si p c r e d e re s ia pure con qualche wttenuazione a Tito Livio quando dice c he al tempo -d'Augusto vi rimaneva appena uno scars o s e m e n z aio di soldati Oltre ai soldati vi abitavano le famigli e d eg li s chiavi dei latifondisti romani. II progres sivo abbandono delle terre in mano agli schiavi influ senza dubbio sul'la loro dec adenza demografica e agricola; e anche s e s i vuole atte n ua re s econdo quanto consiglia il Bianchini il s i g nificato della 'val s e d e i s oldati prog etto fu id e ato il cors o inferiore del collettore d e lle acqu e della Terrac ina. L'intento di Cesare era di potessero abitare ...:.__ dic e P ; uta rc o c oltori E qu es ta ha dimo stra c h e g i Cesare a v e va intuito sfu g g e c he s oltanto Mussolini ha la nec ess it d ella bonifica umana. Au c ontro vers o dell'Art e p oe tica d'Orazio il programma di Cesare. Ma lo s tesso satira V del libro primo, dimo stra il le avventuro s e vicend e di un v comprendere che le p e r d id e r e g ia c do ma la ma latifondo pochi ss imo preg io quando. i n nica promessa: Ti dar un con l 'aria di dire: Ti le -epigrammi, XI, ep. Quante volte s ono sorv eg iate e la s elva Gallinaria Lib. l Sat. 3) si .paludi pontine, all' epoca del poeta erano infestate dai 19

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Del tutto spopolato, peraltro, l'Agro non fu mai l'Impero romano rimase in piedi. A oriente del lago di Paola sor gono rovine, sinora note col nome di Palazzo di Lucullo, ma "I>Uite dal Lugli (Forma ltaliae :n l) ad una grande villa tuttavia, la palude si era talmente estesa, che era divenuta impraticabile, e Terracina, priva di i con Roma fu assegnata alla Campania. Il mdiole porte. io-evo il fondo non Jovette i\'\ l : D l O l. V U i alterazioni. La malaria, s e da una parte mieteva altra costituiva una terribile difesa contro qualsiasi in Ci fu qualche sbarco dj Saraceni sul litorale, tanto. c h e g li abitanti di San Felice Circeo fuggirono terrorizzati, menI r e la ;ocalit di Foro Appio_ fu distrutta; ma i Saraceni assal .Lavano preda vano c ripartivano; n v'era ragione che si fermassero in co s inospitale regione. Vi si dovettero invece stabilire alc uni nuclei di Goti e di Longobardi, come risulta da documenti di e t pi tarda. Cos per esempio una tratta del tempo di InnoIII, atte s ta che q uel pontefice compr da Filippo, Barc Al druda, di nazione !O'Jlgobarda, la terza parte di Nel 1001 Daoferio, eminentissimo console e duca e conte a, don ai c oniugi Leotardo e Franca (ai'tri tipici gohardi) trenta buche per la pesca ele anguille, site no di Co v in.gugu (la dimora dei Longobardi in. quei dovuto es s ere lunga e abbastanza diffusa, se s uo influsso sulla toponomas-tica) a 15 miglia circa di buche per la pesca fu fatta, nel 10ll, ad legrini (De antiquitatibus Capuae ) at tanle perch l' A g ro fa c ompren flusso razziale. La pot e va dure volmente s tanziarsi dell A g ro durante il medio \ am e nt e i ce ntri c o s tieri ed eran ime rnaii iJCII'epoca, cio in uua s c e ndevano gi dai monti i del resto a v v e nne per tutta l' epoca zona detta camp' i baraccamparono. Al cui ri la malaria neli Agro Rodai punto di vi s ta ra'zS. Agostino ,pel male che, ot micidia ; e Vi.: Un importante tentativo di bonifica f e\'O, s otto l'aus picio di Teodorico C ec ilia De c io il quale c hiese una p e r s e i s uoi di s cendenti Ne parla l II, 32-33) e <:e n ricordo l rum ( X 6850-51 ) che toglievano loro l'abitua le palude. Si giun s e fino al sabota g delle paludi forarono l e mentre gli abitanti di Pipenw. o la riva dell'Amaseno, Jwr monastero di Fossa Nuova i lavori -:li bonifica. Tradizionali giochi delle genti dell'Agro. praticati da secoli. Una moneta impeciata su una padella o immersa in u:1 tinello di vino: bisogna afferrarla con la bocca. senza aiutarsi con le mani

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L E R E A L l l Z AZ l O N I [) E L L. (). N. l:. N E L L. A R O P l N T I N() 1932 1933 1934 1935 1936 1937 1938 Poderi in atto Ha. Dotazione bestiame bovino No Produzione granaria Q li. Produzione bietole da c otone Qli. e n n e s peso un r uro n o not ev o li Terracina. M a hnnif1 c a um ana 1 11tu. Tutll a via, i ,. pi l a rdi da Pi .la! l e se tt emila ,. rontemporan r r o mi s erahili. Tra i q u a dri. il dd l )a tini: u n e c h e una c i o tol a rotta. no s tro a s sunto e num bonificare l A g ro. E di Pio VI, p e r c h qu es to P a buon fine l 'impres a n o n dim c n i terreni bonifi c ati fo sse ro da ti in di contadini. Ma il Papa mor tr
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22 Di un interessante episodio storico. rivela come gli ebrei abbiano farla da padroni anche nell'Agro si occupata gi. la Difesa della nel n. 5 dell'Anno n. con un Filippo Macrl. Vale qui la pena di ne una parte, per completare il le vicende razziali dell'Agro Pontino Nei primi anni dell'ottocento gli ebrei g :andi centri capitalistici d 'Europa meditarono la conquista dell'Agro Romano, e quindi anche del patrimonio dalla Santa Sede. S i tratta d'un audacissima dell'artiglio ebraico, d imenticata. Lei semplice pontificio, dopo il 1815, non p e r la banca di Giuda una ci e nte: n: sarebbe stato facile pres papa ad usura. Per tanto si ricorse espediente di filantropia, J'ol!erta di sei milioni di scudi per lctx dell'Agro Romano. I patii, proposti nel 1828, noti da po-=he persone, furono rivelati dal Monaldo Leopardi. l i non piccolo padre del grande niente affatto propenso alle astrazioni, ten!Va saldo alla realt, e sapeva giudicate co:1 dignit qi cittadino. L'offerta di quel denaro recava firme di cristiani, ma Monaldo Leopardi era bene informato, come risulta un suo opuscolo stampato nel 1829: Stato Pontificio -egli dice -he sottc tanti rapporti felice, Io sarebbe mol to i pi se due gravissimi ostacoli non si oponessero al suo pi grande prosperamente: Le campagne fertili e vastissime delle Provincie meridionali giacciono incolte por:::h scarse di abitatori, mentre in altre Provincie il po:Polo sovrabbonda snumeratamente; e vive nella povert: non trova suolo bastante sopra di cui possa impiegare il proprio lavoro. Dopo, aver considerato condizione di 4: enfiteusi perpetua> con canone tenui n i mo aumentabile solo di 1/5 i n capo a 50 anni, che rendeva nulla l'app_,arente f ac::itazione dal tasso al 4lf2 per. cento e r o deva la i' gravezza> globale esorbita L !e. osservava: 4: lo credo che .queste p-opo siz:oni ancorch dimostrino una apparenza usinghevole, siano in so11tania fatali, e ri tengo fermamente che il Sovrano prude ; :e e saggio non sar mai per ammetterle; pctrebbe essere che molti sedotti dal pr i !1:o fallace aspetto sapessero poco buon gro -1c

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R O PONTINO dello averle respinte: Mi pare non sia alieno dell'ufficio d i e di suddito affezionato e lebrevemente ad esame di esse permetta ad nel loro verace aspetto. possessori reale o fittizio, lati, estendono la sino agli angoli pi remoti deila Societ, e dal Trono alla capcmna, dal Foro all' Alta_re, tutto oggimai obbedisce ala Sinagoga perch tutti, 'l'uno o nell'altro modo, 'siamo debitori figlioli d 'Israello. L'oro ond'era formato scettro infranto di Giuda, si converti to in catene che avvincono l' intiera cristianTt, e dobb iamo ragionevolmente temere che li sei rr:ilioni di scudi esibitici siano una frazione di quello scettro. Sar dunque possibile andando una sera al riposo sudditi onoratr e lieti del Papa, dobbiamo risve gliarci degradati e v ili mancipii .di Giuda? possibile che il P ontefice sommo dei diventi in qualche modo il Min ; satellite de' figli prevaricati d i sommo Pontefice aderendo al vender alla mede-del proprio trono parole seguivano altre Ghetto di Giudei die dello Stato pa-se abborrire ques to j:ro-getto, e sar sempre persuaso che il solo rischio di vedere in qualche modo diminuita indipendenza nazionale, e di v e d e r e i o Enfiteuta e Padrona perpetua del della Chiesa, deve consigliarne deciso e il pi costante rifiuto. Io che il Regno di Pio VIII non verr con questa vergogna, e che pigliando appunto l'occasione e lo impulso da questo progetto straniero, il Governo Pontificio preparer fin d'ora i mezzi opportuni per operare con le sol e forze nazionali un tanto augurato miglioramento. S e il Governo ci aprir i suoi analoghi divisamenti, e se promuover alcun poco lo slancio del nostro pensare, scriveremo, e progetteremo noi stessi, pi o meno bene, intorno a ques te materie e infine dimostreremo che colle nostre forze, e col nostro ingegno possiamo provvedere al nostro prosperamen lo senza il periglioso socorso dello straniero. Bensl la societ progettante per avere suscitati auesti utilissimi pensieri, avr sempre acquistato un diritto alla nostra riconoscenza. 23

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26 Vita .ti Rouwlo (l. S f Plutarco scnve: Roma non avreb be potuto assurgere a tanta potenza se non avesse avuto in qualc he mo do origine divina tale da offrire, agii occhi degli uomini qualcosa di grande e di ine splicabile. Lo stesso ripete Cicerone (Nat. D eor., IL 3 81, pas sando poi (Har. r esp. IX 19j a considerare la t;ivi t romana c ome quella, che per sapienza sacra super ogni altra ge nt e o nazione: omnes gentes nationisque superav imu.s P e r i romani prischi: Sallustio (Cat, 12) ha l'esp res s ione : reli[!,iosis8i m i nwrtales. J n vece. ancor oggi per molte perso ne serie e per molte menti critic he tutto ci fantasia o s uperstizione. I fatti l a s o l a c osa c he per esse contano. Le tra-dizioni mitiche de g li an ti chi n on hanno alcun valore, ovvero ne hanno s olo in quanto si suppone c h e, qua e l sia no riflessi confusi di avvenimenti rea l i, vale a dire materialmente s torici Vi in ci, un equifondamental e c h e pur s tato g i denunciato in una certa su ra. dal nos tro V ; ico, poi dallo Schelli ng ancor pi reci m e nte dal Bachofen e infine dalla pi recente scuoTa di in-rpretazione metafisica del mito ancor oggi da noi cos poco no s ci uta ( Gunon W. F. Otto. A ltheim Kerenyi ecc.). Se n do tutti questi sc rittori. le tradizio ni mitiche non so no n zi01;i arbitrarie pi o meno sul piano poetico e fantastico, deformazioni e trasposiz ioni di elementi s torici. Specie nel delle origini, s tato giustamente rilevato c he il siro l eggenda, sia pure in forma drammatizzata, rappreeffe ttivam e nte e veramente la storia dei primordi di nazione. ma la storia non di vicende svo lte s i materialmenie Ila terra, bens dei processi spirituali che han portato alla accanto agli altri popoli, di una ge nte nuova e dversa ess i per cultura e civilt: la storia, per cos dire, del peo prenatale di essa E ancora: Le ggenda e storia so no Ila ment e conn esse; la prima procede per interiorazione e per via di ima g ini la ser::o nd a per este riorizzazion e in fatti ed aventi; qu e lle l e ima g ini, so no il ri s ult ato di forze formativ e viventi que sti, i vengono cootdinati dal pensiero umano ; l s i trasportati da forze formatrici: qua v' premeditato coordinamento di fatti. Ma i a le g g e nd a l invisihile della storia e la radi ce della storia; non poesia, anzi realt pi vasta della storia s te ss a. I fili del de s tino di un popolo, c he si di snodano v i s ibilmente nei modi pi vari n eJ.lo sV'iluppo s torico d e sso risalgono agli impulsi, alle s fere c reatrici co n c ui sono legati gli eroi delle sue leg g e nd e In via partico lare il Bachofen aveva rilevato che proprio n e l punto in c ui una testimonianza per esser riconosciuta mitrica, viene ad esse r respinta dalla s toria mate rial e proprio in quel punto es s a una testimonianza positiva dell'animo di un popolo. E' cos c h e uno s tudio dell e tradizioni miti c h e, fatto co n nuovi c riteri. pu condurci ad interessanti co n c luSIoni dallo s tes s o punto di vista di un razzismo non esaurentes i nell a s petto mat e riale dei s uoi problemi, ma volgentesi anche alla realt int e riore della r azza In oc c asio n e dell'attuale ricorre nza del Natale di Roma vo glia mo e s e mplificare questo m e todo interpre tati v o applicandolo appunt o all' esege s i del mit o delle no st r e origini. L e le gge nde relativ e alla na s c it a di Roma co nd e n sa no una quantit tale di e l eme nti s u s ce ttibil i a riall acciars i a sig nifi cati ge n erali dell e c ivilt e d elle mitologie di ceppo ario. c h e per a n a lizzarl i e c h ia rirl i a d e g uatam e nt e occorre r eb b e un 'opera spec ial e. Noi qui non accen n eremo. dunqu e c h e a qualche t e ma fra quelli pi noti: l a na sci t a mira co l osa il tema de i salvati dall e ac-

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. . LE RAZZE E IL MITO .nELLE. ORIGINI DI ROMA -.

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Ara d'Ostia, con scene delle origini di Roma (Museo delle Terme, Roma) quc :r>, d e l 4: lupo :l) dell all,cro d e lln coppia d c i gem e Il i. Il mito d ell'unione di 1111 dio co11 una donna mortale n el pre;;tnte di i\larte !"un H eu Sih ia. uni o ne da c ui nascono H o m o l o c H c m o ricorri' in qua:"i alla nn,.C'ita di noi di, ini Z c u s P Latona ge n e r a no A pollo. Zeus c A ltmen e :,:. Le ragioni analogiche e, quindi, il significato nascosto di tai e simbolo s i posso no chiarire come segu e : le acque. tradizionalme nt e han sempre raffi gurato la corrente del

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temp o, c i o l' e l e m ento-base .:!elia -ita m o rt a le. in!"tahil e co nt i n pass i o n a le fuggent e Preso dalle ac qu e o capac e di .;Lar sulle a c qu e. di non affonda r e n elle ae qut> -wggent c o pa,.;si o nal e fuggent e Pres o dalle a cque e d alle ac qu e tras p o r t a t o l'uo m o d eb ol e. Sahato d a ll e a cque o capace di !'! a r e s ull e acque di n o n affondare nelle a cque il vegge nt e o !"e r oe. !"asce ta o i l pro f e ta. Ne l mito d e ll e o ri gin. i r o m a n e qut>s t o simbo l o a dunque a contro;;eg n a r e di nuo \ o r e i e m ento divino d e i f o ndat o ri di H o m a, l a l o r o di g nit. per d i r c o s .;ov r a nn alurale I ge m e lli tro v a n rifug i o presso al fico Bumina l e v e n go n 1111trit i d a un a Lupa. Gi il nome Hum inal Y'nti c n e l'idea -di nutrire: l'attributo di Ruminus. rife rit o a G i o e. n ell"a nt ica lin gua l a tin a a l lu de v a all a s u a qualit di nulrito r e d i di o c h e d nutrime nto. M a ques to l a s p e tto pi el e m e nt a r e d e l .;i m i Jo l o L'albero in ge n e r e nell e p i a nti c h e trad i zio ni d t ll e razze a ri e simbo l o d ella vita u n iv e rsal e l 'albe r o d ei m o nd o o allwro cosmico: c se in f o rm a di fico c h e s i prese n t a tlella leggend a d e ll e o ri gi ni r o m a n e. pro p r i o co m e fico in dico l'albero a sluwl/a -n e ll a tra-cli z i o n e i1Hlo-aria v i e n e r afligu r a t o capovolto, ad esprime r e c h e i e ,;u e radic i in allo n e i ci e li Quanto all'ide a di un mi 5 ti co nutrimento rla t o dall'alle r o. un t e m a ri corren ti ss imo: mito di Gi a di E r ac l e di Odi n o di Gilgame;;h ecc Naturalm e nt e a ,oeconda d e ll e r az z e e d e llo spirito loro. ques t o t ema presenta din r se v a ri a n ti. S i sa c h e n e l m i to ebra i co c o g ;i c r e e nutrirsi d all'allw r o p e r r endc r::ni ..-a n o s p ess o a ssoc iat e : {ykos c h e in g r eco u o l dire lupo. in m o d o analogo di l y k. lu ce M a es i s t o n o anc h e fi guraz i o ni d e i lupo co m e un anima l e infe ro come una forza oscur. li Lupo c i appa r e p e r c i n e l doppio asp e tt o. simbo l o di una natura f e r oce e se lvaggia e di una n atura, inv ece luminos a Qu e.;t a dn alit ri scontrabilc n ella pre i storia non so l o e ll e ni co -m e diterra n e a m a anc h e ce lti c a e n o rd ica. Infatti d a un a p arte n e l c ttlt o nordico-ce lti c o e d elfico il lupo s i co nn e tt e v a ad Ap o l i o c i o al dio iperho r eo n ordico ario, c on cepito simultaneamen t e co m e di o solare d e ll'et aurea e d a Virg ili o s i gnifit:a tiv a m ente alla :;t ess a g r andezza romana. Fi g li d e l lupo, s u qu es t a b ase fu u n a d enominazione p e r stirpi g u errie r e e d eroi c h e d'o ri g in e nor.dicogerma ni c a d enominaz ion e c h e p ermas e f i n o a ll'epoc a d e i Goti e d e ll'epope a nibelung ica. Ma. d 'altra part e. n ell' Edda l' et del Lupo ha il s i g nifi ca t o di un a e t oscura. contrassegna l'epoca d ello scate n a m enlo di forz e selvagg i e e d e l e m e nt a ri qnas i d e ll e pote nz e d e l caos, contro l e forze l i e roi di,ini :<>, o A se n. Ora, q u esta du a li t poss i a mo b e n riferirla a n c h e a l principio c h e l a legg enda d e ll e o ri gini, h a nutrito i du e ge mel li inquantoc h la vediamo rifle tte r s i n e l l a s t essa natura di v al e a dire n ella dualit antagonis tica di H o m o l o e R e m o, qual e ci ri sulta dal mito. Com e g li altri g i acce nn a ti cos pure Ara Casali, con scene delle oriqini di Roma (Museo V a t ic., Roma)

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il lt: ula di 111c unir'rJ pri11r;cp1 o da eui diffe r e nzi a u n a anlit e i raffi g ur a t a d a ll' anta;.-oni s m u d i du e frat e ll i o ;!t:rnelli fJ. in rl<'rP. di 1111a oppia. l o s i rit r o\ a i n m olle tra dizioni. : 110!1 di rado in rclazil)ll(' a nwn!Pnli partico larmen t e i p e r l e 1Jr igi11! di rrcw da r a c i \ ilt r a u a o r e ligion e Hieord c r e m o s o l o c h e ) r. ;, IIC IL.u rtica tradizion e e gizia c Sci u ; w L1 e fratPIIi d r :lla tahJita c on ce p iti ccJrne g e m P lli c l 'rrn o i11ca rna la pot enw l u minosa d e l l' altro 1111 prinr.ipi o c r1ro. g icll!' d a utr o p o l o g i c hc. h a gi m a gg i o ri po ss i hilit se interro g a an c h e il 111ito r I n l r gge ndn per trarre clem e nti c h e int e g rin o i di'Ila rirer c u in a l tri d o mini E Jlut urulmc n l r pn n : nir c u t anto g n n nnc h c dec-ide r s i a lrn c .. ciarc inqu a dram e nti g e n e rali dr i rari dell'un tica romana clc rnndo. nd c:'r'm pio \ 'Uri s n itt. r ri. prohn J>ilr l'h t ,;or i ali e d i t 'll" l a dcll'unlicu H u m a 1111 nh s tr n l u raz ?.in le. m o nti f Ju/utirw e A r entino. Il Palatino co m e si s a il monte d i Hom o lo. l A >enlin o que: l o di Rem o Ora. secon do l'antica tradizion e italic a Palatino Ercole avrebbe in co ntrato il buon re E \andro ( c h e f onde r s ull o s te ss o Palatino u n t e mp io a ll a dea Victo ria } dopo aver uc c is o Ca co, figlio del dio pela5 g i co l pre -ariano r del fuoco sotterraneo: ed Ercole nel la ca \ erna di Cac u \'nt o e d u cc iso posta n ell'Aventino, innalza un altare a l di o o limpi co. di cu i l'all ea to. secondo il mito elle ni co. Ricercatori, co m e il Pigan iol sono dell 'o pinione che que s t o duello fra Ercole e Caco-con la corrispondente oppos izi o n e di Palatino e Aventino -potrebbe essere una trascrizione miti c a della l o tta sos tenuta da ceppi di razze opposte. La l egge nda milica d e ll e origini di Roma dunque satura di significati profondi. I l trionfo -di Romolo, la morte di Remo la chiave del la genesi na s costa della romanit -ed il primo epi sodio di una drammatica lotta esteriore e interiore, spirituale, sociale e razziale in parte cono s ciuta, in parte racchiusa in simboli an cora muti o in avvenimenti non ancora penetrati secon do il loro lato pi essen ziale -quasi diremmo: sec ondo la loro terza di mensione Attraverso questa lotta secolare Rom a s ors e gradatamente e si af f erm nel mondo come maIn quc,.;to t; in tne,-,.;nntc e,;u min a r c l a r ea ziorlf' fr a i due princ ipii di cui n hhi n m o o r urn c h e H nmo l o c Hrnw p D lr c h hnn be n l e fig ura zin 11 imhnlidre. l 'On dut Un altro lato dell"Ara Casali. con scene delle origini di Roma (Mus e o Vaticano. Roma) nifest az io n e trionfale di un princ ipio di luce e di or din e, di una etica e di una visione della vita che, ndle s u e f o rm e originarie e in corrotte, -testimonianza di spirito ario. E si sa quale seco ndo la tradizione pi diffusa, l' e pilogo della leggenda dell e origini: l'apoteos i di Romolo Ro molo divinificato, restitui to dalla terra al cielo dopo c he per mezzo del fuoco folgorante fu distrutta la parte mortal e del corpo di lui Anche in ci non si tratta n di f an ta s ia n di poesia n di rettori c a. Mo tivi analoghi ricorrono nel l e tr a dizi oni di tutti i po poli s econdo una uniformit c he dovrebbe indurre al l a rifl essione Anche nei ri guardi di R o molo il mito cont ien e una fede e una c e r t e z z a spirituale: il senso di una realt che svin co l a ta dall a persona e dal :>imb o l o. n o n fu una volta, ma :"ar s empre, e sempre assi s ter, n e lln s ua gran dez za di l dalla s toria, la razza c h e s appia rievocare il J. EVOLA a o

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RINAS Espugnazione del castello d Empoli di G. Vasari (Palzzo Vecchio -Sala dl Clemente VII, Firenze)

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fi.i 1830 a tutto ii primo trentenni o di qu es t o seco l o un a dell e cose pi \ isib ili nel campo de g li studi storic i fu. in francia e perci anche in altri paesi. l'improvviso. es ub erante rifiorir e di :Studi b i zantini. Il dedicarvisi una n e ce3s it. una moda. un a tteggi amen t o a l quale n ess un f i lolo go c h e cercasse di e m e r gere riusciva a :Sottrarsi \la non tu. come potrebbe credersi un alteggia mento imparzial e Non s i studiava Bi s anzio s olo per co no scerla: s i voleva r i \ alutarla: Alla filolo g ia s i ac compag na rono la storia, la c ritica letteraria. la c ritica d'arte; e poi. allargandosi il movim e nto. anche l'arte e la l etteratura: c h e vi ce r carono dell e i spirazioni, e ten tarono. p e r alcuni dece nni. pers ino delle . n esumazwm. E' s tato detto. non a torto, c he ques to movimento. stranamente contrastante c ol g iudizio che fino a quel tempo era pre \al s o in Europa dalle Crociate alla met dell'Ottoce nto. si alimentasse dell 'aria decadente di fino s ecolo, che s'era dif fu s a dopo il Secondo Impero; quando era naturale c he si prediligesse nel pasci che sembrava avervi magg iori so mi g lianze ; ma ad una cosa non si pos ta fino ad oggi attenzione: che cio co lui c he pi di tutti contribu in Francia a que s ta cos accentuata re staurazione bizantina, fu un filolog o e storico ebreo. Tale infatti, era Carlo Diehl; che, in nume ro s i ss im e opere, s i studi di esaltare per la prima volta i valori, di qu e llo c he era s tato sempre tenuto come un periodo di disgregazione politica, mo ra l e e c ivile. Si erano viste fino allora n e l bizantinis mo le co nseguenze a cui pu condurre la repress ione di ogni im pul so lo ca le la distruzi o ne di ogni energia spontanea, s otto il pe so di un a onnipotente burocrazia: in somma lutti i dunni d un governo estraneo e perci indifferente alle razze governale. Si era detto che tuttoci dipendeva dal modo a s iati co di c on cepire lo stato: c he. dal III secolo in poi, p e r l'infiltrazione l evantina e balcanica nelle alte gerar c hi e, aveva cambiato interamente la faccia del l 'Impero Romano. Si era detto questo ; e s i era aggiunto c he unica conseguenza poteva esserile f come di fatto fu) o la s u ccess iva sc i ss ione di tutte le parti an cora giqvani e capaci di vita propria. o la morte di quelle che non erano abba s tanza forti o si sentivano troppo sorve g liate per potersi staccare. Ora lo sto ri c o ebreo Diehl, sorvolando s u lutto. ce r c di creare artificialmente il mito di una grande Bis anzio Cosa cui evide nt e mente lo spingeva l'oscuro ideale co s mo politico e dispotic o. proprio della s ua r&.zza, che v edeva pienamente alluato c ol, ed anche la vaga per Tintoretto: Il Doge da Ponte offre a Venezia l'omaggio delle citt conquistate (Palazzo Ducale, Venezia)

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Jacopo Marcello prende Gallipo agli Arag.oneai (Tintoretto nella sala del .Maggior Cor: Siglio del 'Palazzo Ducale di Venezia) Palma il Giovane: Andrea Gritti riprende Padova agii alleati di Cambray (Sala del Maggior Consiglio del Palazzo Ducale, Venezia)

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!"Or ien te c h e na scos ta nel sangue Ji qual s ia s i ehreo. pure quando non ne abl,ia pi e nament e cosc i e nza A c i bi s o g na agg iun ge r e il f atto c he a Bis anzio di e bre i ne viveva no molti ss imi e c he qu e l l a in ge nerale fu un'P.t d'or o per essi: p a ragonabile per ricch e zza e p e r pot e nza, fon ; e s o l o a lla no stra. Era quindi nuturalc c h e nel c inquan t e nni o d e lla fioritura ebraic a c io n eg li a1111i tra il 1 880 e il 193 0 in c ui tant e corr e nti lett e r arie, artistic he, filo sofic he. caddero nelle l oro mani. la c o c ivilt bizantina fo ss e improvvi m essa a l po s to d'onore. Verifit:ato!!i c i in Francia e anche ne g li amI Jie nti d e lla filologia germanica (allora quas i per int e ro nelle mani degli ebrei) e ra inev ita bi le che alcuni nostri ambienti eruditi p i facili a la sciars i influenzare, cadessero in quella infatuazione. Co s a c h e, da noi port a strane conseguenze. Da una parte c'era la t endenza, tradizio nale n e l no s tro pae se, a la questione bizantina come una que s tion e di indipendenza delle nostre forze nazio nali, ve nute in s o gg ezione fino -dal III se co lo (s ia pure sempre so tto la lu stra dell'Impero). dagli uomini e dalle idee dell 'Oriente; e ad indicare come no stra prima Rina5 ce nza indizio ed anche premessa di quella avvenuta di poi, oltre all'aspra lott E s o s tenuta dalla Chie s a i moti di liberazione delle no s tre regioni. quali per esempio la Sardegna e la Si ci l ia, e delle noo:tre citt marinare. come Napoli, Amalfi Gaeta. Venezia . Si v e deva, in quei moti il primo ripullu. lare d ella natura, cio della razza dopo la secolare de co mpo s izione di un apparato opprimente e fittizio. Spio da questa ro vina, qua e l tra le pietre, poteva rinas cere, a cespugli. l a vita. Lo s tato, troppo dimentico degli s pontanei s entimenti del l"uomo doveva a ss istere non solo alla s ua ma anche alla dissoluzione e quasi alla distruzione delle citt perch dal J i ucleo pi semplice e indistruttibile, cio l a fami g lia, risorgessero nuo-e citt, e poi. a poco a po co nuo,.-i stati: fonda ti. questa volta, sopra un terreno naturale. In tal modo era p.osta in Italia la questione bizantina; prima che la nuova corrente, franc ese ed ebraica . c r la presentasse addirittura sotto opposto E s i assi strttc allora al curioso spe ttacolo di certi nostri eruditi tutti preoccupati di aggiornarsi, e pronti ma gari ad eccedere. pure di mostrare. in qualsiasi modo, il loro zelo. Rinunzia rono a tt:tto: prima d'ogni cosa agli in dizii importantissimi d'una nostra prima Rimiscenza manifestatasi seco li prima dell 'altra, c he va comunemente sotto talr nome. Mentre questa. come tutti sa nno. fu la: liberazione dell'Italia dalla influen za delle razze del se tt en trion e (coll'ab b s ndono del gotico, e colla riconquista dell'arte e della letteratura antiche. quella era stata il pi netto ed ripudio dell'infiltrazione levantina. che com inciata' almeno fino da i II c mantenutasi s otto forme statali se mp re pi opprimenti, aveva potuto essere estir pata, colla loro estrema decomposizione. cio solo nell'VIII seco!o. Due, dunque, erano state le s ucce ss iv e H in asce me dell'Italia: l 'una contro l'Oriente. c h e, dopo l'oscura fermenta ione di qualche seco lo, era sboccata ne romani co e si era chiusa co l Duecento !"altra. contro il Settentrione. che si c hiusa co l Cinquecento. e l'altra ma!1ife s tazioni g enuine ess enziali e quin di si m il i della noo:tra razza. Mai era soppressa del tutto la vitalit di questa: neanche nei periodi in apparenza fJ tri s ti. La continuit non era stata mai interrotta. CostatRzione di cui s u perfluo illustrarne l'importnza. Eppurr non occorre dirlo: obbedendo alle in fluenze e alle suggestioni che ho detto ci. non importato nulla ai nostri eru diti. Hanno ripetuto, pressoch alla let tera ci che, intorno al bizantiiii s mo. stato loro suggerito da france.5i x l a ebrei; e l'hanno, quel che peggio ino:egna : o anche neile scuole. G. DEIJ.'ISOLA G. Vaaari: La roHa di Montemurlo (Palazzo Vecchio -Sala di Cosimo I, Firenze)

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G iovanni V e 1'9a quando ai ri tiro nella sua Catania L a cntiCa l ette rari a d i quest ultimo 1 c11l en nio h a fatto una pond e rata e d at t e nta valuta z io ne dell 'opera e della figu ra di Giov anni Ver g a. L'arte e l'uomo h anno trovato esege ti dotati della nec es s aria prepa ra z ione e dell'amore neces s a ri o p e r compre nd e r e il mondo di un po e t a. M a se nza dubbio l op e r a di V e r g a m eri1 n di esse r e ancora pi penetrata per e h(: d a essa sc aturi s c e un c arattere ita li c o q u as i sc olpito n e lla pi e t r a. U n indiriz z o n u ov o s tat o dato propri o i n questo se n s o a g li s tudi ve r g hiani co11 I n celebraz ione dei Grandi S i c iliani An zic h andar dietro alle futili qui s tioni d e l veri s m o o d e l naturali.smo alla Zola o d alla Flaub er t s i s ono polari z zate le disc u s s i oni de i g iovani attorno ai c a ra tt e r i e valori della razza n ell'opera del V e r g a s econdo una in,'lv a imposi azio nc fatta da Ale ss andro Pavolini: Ver ga pu essere c on s iderato un prec ur s ore de ll 'etica fa sc i s t a pe rch s i a vvic ina g r a n d e m e nt e al popolo. Il c ontenuto ra z ziale che i veri cono s c itori dell arte verg biana non debbono t r o va r e fati cos o rint r acci a re, m e rita di esse r e qui pros p e tt a to Ve;ga c i sempre app a r s o un cara t t e r e deciso c h e non s ubisce influenza di a mbiente e d i moda perch la sua perso nalit ha radice nella tradizione della civil t no s tra. Il ca rattere di razza in lui pre dominante anche nelle manife:Stazioni c he denotano il suo pensiero politico L Italia, che Verga sente di v ersa dall e a ltr e nazioni nella sua mente compless o etnico e di razza. In un periodo in cui g li ambienti letterari oltre che politici erano impregnati d'internazionalismo, il uo s tr o s o s tenne il valore dell a patria, cui rivolge un amore dogmatico. Credo il patriottismo egli rispose ad una inchiesta promo ssa da una rivista f r a nce;;e non s olo utile ma nec ess ario fincb le nazioni saranno composte di uomini e non di filosofi umanitari Sino a ll av v ento del g iorno s erafico in cui i l s entimento umanitario la solidariet tra g li individui ed il rispetto dei diritti al trui s iano divenuti coscienza, credo sia bene e doveroso non solo tenere cara l idea della patria, ma anche asciutt e l e Atteso questa concezione della patria e il s entimento nazionale del suo pensie ro la difesa e l'assistenza alle ma-sse un a s petto della dignit nazionale. Questo altero senso della razza si ma nifesta in un cruccio segreto dinanzi al fenomeno emigratorio, che veniva guar dato con simpatia ed incoraggiato
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, [e re responsabili come sorgente di ric c hezza . Verga invece considera l'as petto e tico del problema e vi sc orge il di s capito : Iella compagine nazionale: il popolo ita liano non deve esser posto alla merc de lle mano v re dell'imperialismo econo mico. E per la celebrazinoe del centenario della indipendenza dell'Argentina egli si rifiut di collaborare ad un fascicolo co1umemorativo italiano, osservan-do: A me piange il cuore quan-do vedo tanto g iovane 5-angue nostro disperdersi e tan te feconde energie italiane concorrere alla prosperit di altri paesi. Lo s tesso atteggiamento Verga mantiene nelle con s iderazioni politiche europee, pe r cui si augura. una decisa e diritta politica che al popolo italiano dia il posto c he c ompete alla sua c ivilt. Il narratore s iciliano fu sensibilissimo eventi del la sua terra, dal Risorgimento alla prima guerra d' Mrica e dal conflitto con la Turchia alla conflagrazione mondial e. Anche nel suo acceso antiregionali s mo s i vede il suo sentimento di razza Sem bre rebbe impossibile che uno scrittore c os profondamente legato alla sua terra possa poi manifestarsi tanto nazionale in po litica. L'Italia una di sangue e di ci-_.._ Pascoli sfndo dell'Etna vilt. Sono s i g nifcat ve le sue parole a Napoleone Colaianni, che aveva fondato un giornale il cui programma era nel ti t o lo : l sola : questo nome a m e i sola nissimo e sicilianissimo suona troppo re g ionale troppo chiuso per questa gran patria ital -iana. La razza oltre che negli atti e nei pen s ieri dell' uomo s i vede nelle opere -:lei narratore. La s icilianit c he forma il te s!:.Uto, la cadenza, l'architettura lineare, la luminosit trasparente dell 'arte verghia na. d a questa un'impronta mediterra nea, un sangue classico. Come not Luigi Pirandello, la si nt es i del mondo verghiano nel prove rbio di padron 'Ntoni: Ad ogni uc ce llo suo ni do bello Cos il focolare dome s tico appare il centro delle sue crea zioni come la famiglia nella realt soc iale del popolo italico la cellula. Fin dalle sue prime opere, la casa una suprema aspirazione e ad essa guarda con accorata no s talgia Enrico Lanti di Eva ed Erminia di Tigre R e al e sospira la calma delle do mestich pareti c ui ritorna purificato il marito. Il focolare la fedelt religiosa il se ntimento dell'onore, ed consacrato

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Pescatore di tonno -di Favignana clalle donne c he ne so no il sim bolo. P e n sate a Maruzza la Lon ga dei .Malavog lia a Bian c a Trao ed alla s tes s a Diodat a di Mastro-don Gesualdo ad Erminia di Tig r e R e ale ecco la razza, nelle donne italiane I l mito della roba non poi altro c h e un diiatars i Jell'amor e della ca sa, e un bisogno di e dificare dal quale scaturisce un s enso combattivo, che fa r e anche contro il fal.>. i anche il valore educativo ll'opera verghiana che infonoperosit instancabile per pieqare il d es tino. al pari dei Malavog lia ch e non s i s tancano di tentare la ri cos tru zione della Casa del Nespolo L'opera di Verga co ntien e p e r ci il carattere e la volont della razza m ed it e rranea. Qu e l tipo di pe sca tore c he lo scrittore sic iliano ha realizzato con tanta potenza in Padron Ntoni, pos s iede tutta l esperienza e la formazione morale della razza mediterranea che attra verso i millenni si costruita una sua norma di vita inconfondihile, una reli gione della vita, che non solo nelle ma nifestazioni, ma in una profonda tendenza dell'animo. Il sentimento del'onest della giustizia costituiscono la forza che d luce meridiana a questa razza di antichi dominatori. Verga appunto riesce a rapprsentare questa superiorit dell'uomo mediterra neo, e proprio nel popolo, che meglio ha potuto conservare il s uo carattere. Pa dron 'N toni, quando l'avvocato Sci p ioni g li s uggerisce di non preoccuparsi del debito dei .lupini poich la Casa del Ne s polo non pu e ssere toccata, essendo do tale in sorge, contro l 'appiglio legale con l a sua coscienza onesta : -E' tero i lu,pini c e li ha dati, e biwgna pagar/i Non c?era ch e dire. Adesso che l avvocat o non era pi l bisognava pagarli.

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l 'a dro n 'N toni scrollando il capo borbot t
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Anche un profano pu cogliere la demtll di queste impronte digitali STUDIO RAZZIALE DELLE IMPRONTE DIGITALI polpastrelli delle dita dell'uonH presentano dei rilievi dell'epidermide Sceparali da s olchi. In corrispondenza di ques t e crestoline l e papille dermiche l'i accoppiano a formare due serie ricoperte dali 'epidermide; nella parte pi alta delle c re stoline shoccano le ghiandol e s u.Joripare Quest e linee si dispongono in modo da formare dei s istemi delli fi g ure tattili. perch in corri s pondenza delle papille vi sono vasi capillari e ter minazioni nervo se, in relazione con le funzioni di se nso. Data la grande variabilit delle linee 1'1.:pillari ques t e vengono utilizzate dalla Polizia sc ientifica per ricavare le impronte digitali utili per la identifi cazio u e dei delinquenti. A questo punto vien fatto di domanclarci: esistono variazioni delle impronte digitali nelle razze umane? ln altri ter mini. quali tipi di figure papillari predominano 111 una razza e quali in un 'altra? E' merito di un medico-legale, il Fa;co, l' ave r e compiuto pi di vent'anni or sono una ricerca, rimasta cla ss ica. nella qualr s tato s tabilito i-n maniera irrefutabile che l e razze umalle differiscono l'una dal l 'altra anche nelle impronte digitale. In que.;ta ricerca il Falco confront le fig ure papillari di tre gruppi di due c en t ocinquanta in-dividui ciascuno, ap partenea Jii ri s pettivamente al tipo arabo, al l ; p o h e rlwro e a l tipo negro. co11 quelle di 1111 gruppo di italiani della ToP e r procedere al suo s tudio il Falco le figme papillari in venluno tipi differenti. ai quali dette un simbolo I tipi fondamentali. dei quali r iproduciamo l e figure so no il tipo ad l:trco. il tipo an s a a poche lin ee e a molte li11ee. il tipo a racchetta i tipi a doppio d e lla Le figure ad arco sono pi frequenti a c he a eslra in tutti e quattro i gruppi. so n o nella _totalit pi frequenti n e i n egri. seguono per la frequenza g li italiani, g li arabi e i berberi. Le figure radiali sono pi frequenti a destra che a sinistra nei quattro gruppi; nel pollice sono molto pi frequenti nei berberi, arabi e negri che negli italiani c nelle altre dita si comportano varia-mente nei diversi tipi. Le figure ad an sa ulnare, compo:::te da poche linee sono pi frequenti nei negri. quelle a molte linee Yariano nelle diverse dita: per esempio m : gl i italiani sono pi frequenti nel polli ce, mentre nell'indice non vi sono grandi differenze. Le figure chi u se ulnari sono meno frequenti nei negri, per ordine di frequenza gli italiani, i berberi e gli arabi. Le figur e bidelta, con piccola doppia voluta nel nucleo della figura rivolt e verso il lato ulnare si comportano diversamente dalle figure bidelta a grande doppia voluta, rivolte verso lo s tesso lato: e tale differenza notevole nelle dita pollice ed indice: m;J pollice, mentre le prime sono pi frequenti nei negri, l e seconde sono pi frequenti negli italiani; nell'indice avviene perfettamente l'in verso. Anche le figure a racchetta come quelle bidella ad asse diritto presentano note voli differenze razziali. Da queste indagini il Falco pot cludere che le figure dei polpastrelli delle dita si trasformano seg uendo la evolu zione delle razze; ci dimostrato dalla maggiore frequenza dei tipi primitivi di figure nella razza negra rispetto alle al tre. Que.;La trasformazione non avviene con lo s tes s o decorso in tutte le dita; si pu difatti dire che il dito anulare quello in c ui pi lentamente che nelle altre dita avviene la trasformazione. Da questi interessanti risultati del Fal co possiamo quindi concludere che, accanto agli altri caratteri morfologici me glio noti che servono a distinguere una r a zza dall'altra. uno ve n', quello dell e figure papillari dei polpastrelli, sul qual e sarebbe necessario richiamare l'attenzion e egli studiosi, specialmente per la sua gran
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cerca notevoli contributi non solo nel campo teorio ma anche in quello pratico. Nelle donne sono pi frequenti i tipi di figure primitivi come gli archi e le anse ulnari a poche linee; negli uomini so no pi frequenti i tipi pi evoluti come le figure ad ansa radiale, le figure chiuse bidelta ulnari e radiali. Il Falco aggiunge che nelle donne sono pi fre quenti che negli uomini le simmetrie di tipo di figure in dita omonime. Le os3er vazioni ed i confronti fatti permettono di concludere che anche le figure papillari dei polpas trelli delle dita concorrono J. dimostrare che la donna morfologica mente un tipo pi primitivo dell'uomo In seguito ad un'altra grande ricerca sulla evoluzione delle figure papillari delle dita nell uomo il Falco ha concluso che la figura primitiva da cui ori g inano tutte le a l tre figure papillari l'arco s ia esso tondo sia triangolare semplice o triangolare a tripode. Questo tipo di figura scrive il Falco primitivo perch si riscontra nelle scimmie, come hanno osservato varii cultori della ma teria. Da questa figura che segna il capo stipite delle fig ure dei polpastrelli delle dita nell'uomo si originano per se rie di trasformazioni evolutive le altre figure papillari. I tipi che vengono successiva mente dopo l'arco sono: l) l'ansa ulnare a poche .linee; 2 ) l'ansa radiale a poche linee; 3) l'ansa uncinata; 4) il cerchio centrale unico. Dall'ansa ulnare e' r adiale a poche linee si pass a alla stessa figura a molte linee. Le anse ulnari e radiali a molte linee s i tr:asformano successiva mente seguendo due vie diverse. Da una parte s i va attraverso alle figure a dop pia an s a o composte, incomplete alle fig ure a doppia ansa class ica completa; figure queste a due delta che, a seco nda dell'ansa da cui si originano, sono anche esse ulnari e radiali. Dall'altra parte si va. attravers o le figure a racchetta. alle figure bidelta che a seconda dell'ansa da cui si originano. s ono ulnari e ra diali. Dall'ansa uncinata si va attraverso l'ansa rifle ss a quasi sempre s i dev e all'aumento numerico delle linee ad ansa uncinata. alla figura tridelta Questa fi. gura tridelta costituita da un terzo si st ema di rappresentato da una bi s accia che poggia o a cavaliere di un arco, o a cavaliere di un'ans a. Que s te figure tridelta, rare, sono anche esse ra diali ed ulnari. Dal cerchio centrale unico si va alla figura cipollare, che quando ha raggiunto il suo completo sviluppo non che una figura bidelta, la quale si distingue tlalle altre figure per esse re s immetrica nei caratteri generali (non nel modo come s i sviluppa la linea spirale esterna del terzo sistema di lince) Evoluzione delle figure papillari dei polpaatrelli delle dita dell'uomo e per avere il terzo sis tema di linc e per fettamente chiuso dai due altri s i s temi. basilare e marginale. Possiamo distingue re le figure papillari dei polpas trelli delle dita in due grandi categorie: in tipi nel vero se nso della parola ed in figur e di pass aggio. Sono figure di passaggio le figure ad ansa a poche linee le figure a racchetta l ansa un c inata ed il cerchio centrale unico. Sono tipi di figura nel vero senso d e lla parola gli archi, le an se a molte linee alunari e radiali, le figure hidelta le figure composte, le figure chiuse bidelta diritte o simmetriche. Una altra divisione delle figur e papillari in figure silffimetriche e figur e assimmetriche Le figure simmetriche sono primitive evolute le altre. Sono figure simmetriche pri mitive l'arco e la figura bidelta diritta cipollare; sono figure a ss immetriche ev()lute le anse ul nari e radiali; le figure bidelta ulnari e radiali, le figure bidelta com poste a doppia ansa, le figure trid elta I tipi di figura pi frequenti nell'uomo sono le anse ulnari e radiali e le figure bidelta a.ssimmetriche ulnari c radiali. Di questi due tipi di figura sono pi f requenti le ulnari che le radiali; ma tal e fre qu enza non uguale per tutt e l e dita ; anzi le fig ure radiali s ono pi freq u enti dtlle ulnari n e l dito indic e, mentre diminuisco no molti ss imo nel dito medio per diventare rare neJ.le altre dita anumignolo e pollice. Tenendo conto dei risultati ottenuti nello studio del modo di comportarsi dei vari tipi di figure papillari, nella razza n e ra e ca u casica, e nei due sessi, s i pu co n cludere che fra il tipo ulnare e il tipo radial e delle figure p e r quanto riguarda il ca rattere di evoluzion e debba dars i la pre-. ferenza alle figur e radiali Queste idee del Falco sulla evoluzi()ne deJ,Ie figure papillari dei polpastrelli del le dita s ono sintetizzate n ello s c h e m a c h e riproduciamo. Quanto abbiamo es posto c i s e mbra sufficiente per richiamare l'attenzion e del lettore sull'importanza che pu avere lo studio delle impronte digitali-per aumen tare le nostre conoscenze sui caratteri morfologici che servono a di s tingere le razze umane. GUIDO LANDRA 41

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o DELL'IMBASTARDIRE LA LINGUA -. COL TECNICISMO Al contrario per eli noi la lingua n n fa una difficolt al mondo di pogliare la lin ba gr ca condo i suoi bisoa i e in questi ultimi t mpi e n' empiuta e strahoc.ch volm n te, onde gi fanno dizionari delle paro l fran i derivate dal greco, c sa altro c Il rata eh g uasta quella lingua orrendaqaente ( om gua ta inu gnam nte la no tra la barbari mun ima di que te t sse parol greclte ma im l modero pigliandole non da} greco ma dal fran colla ste sa quantunqu i piu neppur sappiano che siano int rament greche ma l abbiano per pure frani, com d pota, demagogo, anarchi crazia l per tutti gli scrittori di scienze la dal greco onde non 'c' scienza, anzi nppure arte, mestiere, rettorica, gramatica ec. cbe n?n sia piena di greco, e perfino nel __ suo nome e in quello delle sue parli non sia intieramente greca, le parole greche essendo necessariamente -di quel sembiante che siamo soliti' di vedere nelle dagli scienziati, danno (e d arebbero-a qualunque lingua e daranno a .IJ: ita-< liana se dalla france se saranno trasPortate sta: ne1la nostra) di tec,;,ii. cismo (per usare una di queste belle _parole) e di geometrico e di matematico e di scietfic( V .che ischeletrisce la riducendola in l}'lodo ad angoli e perch non c' cosa pi nemica : della c}le l'arida le tglie tutta .. la natur alezza e la navet e popolarit (onde nasce la bellezza) e la grazia e la venust, e .-. priet, ed anche forza e ;ohustezza ed efficacia mancando ques\a a}. linguag gio tecnico che non fa' forza col ljngua ggio, "ma ' con quello che dalle parole. cl sigQi: ficato loro e coll'argoment e ragi:one, o col concettp spiegato f con ess. ..

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ia Giuseppe -Grieco; .dalla scuola allievi uf ' ciaJ i e sottufliciali d'artiglieri a di Tripoli: Questa volta voglio parlare del cinque: e nio, di questa vecchia questione del cinJUecento. Voglio parlarne second ii nostro. ;oncetto che identiiicci la nazione nella lin'JilO e che l'opera d 'arte da arti.:ta cio coriie una casa viva, palpitante, ma di andare verso il popolo :., per fondersi con esso e renders i sempre pi degni dei des tini d'Italia e potremo eseguire i comandamenti del Duce dimostrando di averne assimilato, con la lettera, anche la sostanza. Sono della clas5 e 1879 (vi piace l'eufemismo?) e da circa 40 anni giro il mondo, non come operaio ma da lavoratore che ha potuto ammirare le opere degli umili un po: d a per tutto e d h a avuto ragione di sentirsi o rgoglioso p e r 'quanto il popolo ha fatto a l di l dei confini anch e quando non era sorretto da un governo capace d i p ro-tegge rio. Cos ci ha scritto Angelori. Acclusa alla sua lettera, gli ci ha inoltre mandato una sua os'servazione, riguardo alle n o s tre discussioni, e nel pubblicarla, non possiamo fare a meno di manda r e un aff ettuoso s a l u t o a questo italianO. che vive in Cina e pensa all'Italia, e dirgli che non ci siamo dimenticali del lavoro degli italiani all'estero e che ricever quanto prime il fascicolo che a questo argomento dedicammo, il 5 dicembre XVIL Giusep-pe Anqeloni dunque ci dice: Giuseppe Martini a pag. 42 d e l N 3 d el 5 dicembre 1939 ad un certo punto scrive: Scend a n o gli studenti fra gli operai sporchi di fumo d elle officin e della calce dei cantie ri e del fango delle miniere, senz a paura d i sporcarsi il vestito e d i imbrattarsi le scarpe, scendano fra il popolo, o s servino la sua vita, p enetrino i soi moti, i suoi sentimenti, )e sue aspirazioni. E dopo avere comp:-eso come vive pensa e sente l'operaio diffondiamo il razzi s mo fra il p o polo, prch solo cos -si fa il popolo ita-ilano No caro ragazzo, n n con questi concetti ultraborghesi che farai il popolo italiano, il qual e gi fatto da un pezzo e da un pezzo ha capito il concettc di razza Se avessi v i a g g i a to ed avessi veduto nel Congo nell'alta vall e d e l Nilo, in A si a Minore, in lndo-China, in Eussia >::ulle ferrovie o ne. Ile mini e r e con qua n to e ntusias mo i ncs tri lavoratori, che per tutto il mondo hanno sparso i tesori d ella l o r o i nt elligente e probo a ttivit, accoglievano il connazionale e l o s alutavano s ol c h e avessero potuto riconos cerlci nell a cor s a di un treno o di un battello fluv iale, non parleresti della necessit s c endere fra gli oper.a i Se avessi udito d ire della res i s t enza dei no stri rnura: ori d i Aigues M ortes, massacrati a furor e di popolo dai compagni di Fronda; se p e nsassi alle Little Italy delle metropoli americane, agli Italiani di Tuni si, ai pescat ori di Gabes rifugiatis i a Zuara per vivere in territorio italiano; se sap essi che all'e)::oca dei r ivol e tti d 'oro )1, quando il l<>iancio nazionale sommava appena a tr e miliardi, le rimesse d egli emigranti ammontavano ad un miliardo circa, v edresti che il nostro popolo ha sempre alta l'idea della raz.za e d ella patria. Non il popolo che deves i fare:, bns la borghesia:, non ancora scompars a n e l -l'anno XVIII e dura a morire, che -deves i disfare s e tu, che sei ancora un fanciullo, parli di discendere . Ma domana ad Interlandi di pubblicare la li sta delle c'pere costruite nel mondo dai nostri operai, la l ista delle affermazioni dei nostri artigiani ed artisti, dei nostri navigaleri, dei nostrj maestri i musica e cantanti, quasi tutti usciti dal popolo, e poi, sgomento, vedrai che non si tratta di di scendere, ma di salire. E da quale mai superba altezza vorresti discendere?

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Salire; innalzarsi dal concetto della inferio rit d e l lavo r o manuale di fronte al lavoro intollettualo tuttora riservat o quest' ul timo, a pochi privi legiati figli di famiglia c h e pur e evitando i calli alle mani, non sanno spesso dare il minimo contributo al buon nome nazionale. Non cosi gli scavatori di canali o di miniar e, gl'innalzatori di dighe, i costruttori di strade, ponti, monume nti per i quali il nome italiano, anche se talvolta odiato, anche so talvolta disprezzalo ingiustamente, andal o famoso n e l mondo, quando l'Italia ufficiale non poteva o n o n vol eva curarsene. E noltanto quando conoscerai quali tesori di attivit, di intelligenza e di amore patrio sono n e l lavorator e italiano, invece di discendere potrai salir e allo vello e cooperare alla creazione di quella nazione genuina che tutti i lavorat ori. tutti debbono noslituire alla borghos;a, che dovr ben ncomparire. Ecco por c h la Riv o lu zio n e prosegue. Giulio Dolci p r o fessore di l e lleralura italiana a ll 'Universit del Bras ile: I n un articol o, pubblicat o da Roberto Raniori nella vostra ballagliera rivi sta, i l 5 f ebbraio 1940 XVIII. s ul Problema nuziale brasiliano. dello che scopritore del Bra s ile sia s t a to Pedro Alv e s Cabrai. Ci inesallo e sulla natura di tale inesallezza mi permetto d i richiamare l'allenzione di voi, c h e difendete la razza italiana non solo nelle sue qualit fis i c h e ma specialmente n elle s u o entit morali e d intellettuali e n e c e lebrale giu stamente l e conquiste. Dopo l e ricerche di Varuhagen, Vignaud, Humboldt e dopo il lavoro d i Alberto Magnag hi (Amerigo Vespucci. Roma 1924) e le pagine dotte e insieme appassionate che Francesco Pettinati ha n Partenone di Atene. visto da occidente d edicato alla questione nel vol. O Elemento italiano na formacao do Brasil (S 'an Paulo, 1939, cap. Il) non si possono avere pi dubbi, specie dagli italiani, sullo scopritor o e il rivelatore del Brasile, che fu l 'italiano Amerigo Vespucci. Il Cabrai, viaggiando dietro la scia di Colombo alla ricerca dell'Asia, si incontr nella terra brasiliana, a sud del Capo S. Agos tino, tra il 22 aprile e il 3 maggio 1500 : dopo di che continu il suo viaggio in direzione a Oriente. Non esplor il paese, non lo conobbe, non capi l 'importanza di que l suo fortuito incontro. Ma prima d e l Cabrai, tra le molte spedizioni spagnole e portoghesi che avevano seguito la scoperta di Colombo, una aveva gi toccato e d esplorato le coste nord del Brasile, quella dello spagnolo Hajeda che aveva suo cosmografo e pilota il Vespucci. E nolo che, raggiunto, il 13 giugno 1439, In foc e d e l rio delle Amazzoni, i due non ar.daron o pi d'accordo, e mentre lo spagnolo dirigeva la sua nave verso le Antill e il fiorentino, rimas to a capo di parte dP.ll flotta, penetrava n e l Rio, lo navigava p e r 100 miglia, ed e splorava poi la costa dell 'America meridionale dal Capo S. Rocco al G a llo di Maracaibo. Ritornato in Spagna il Vespucci non nascose l e sue impressioni, e l e comunic a corrispondenti ed amici, specialmente a Fir enze Nel Portogallo la notizia della scoperla del Cabrai giunse quando gi s i era di!fu s a quella del viaggio, diciamo, cosi spagnolo. Desiderio di ricchezza. gelosie nazionali guidarono allora la decisione dei due regni alla ricerca di nuove terre, e anche si rifl ellerono sulla divulgazione e la fama degli scopritori: i Portoghesi diminuirono l'importanza delle spedizioni spagnole e gli spagnoli quelle dei portoghesi: i l che nocque allora e poi alla valutazione s torica e obbiettivo delle imprese, specie se quest e furono fatte con l'aiuto di stranieri. cio d i italiani. Sta di fatto per che, decisasi dal Portogallo un'altra spedizione, e affidatas i questa, come pare, a D. Nuno Manuel (dico pare, perch i nomi dei presunti capi sono diversi e nessuno certo). Manuel cer.c del Vespucci .che era allora a Siviglia e lo volle a tutti i costi con s (dr. I. Martius dos Santos, Historia de Santos, S. Paulo 1937, p. 28). In effetto il c'po della spedizione riuscl i l Vespucci, non solo per.ch, come scrisse Jao Ribeiro, il Manuel era un perfetto ignorante di cose marinare, ma perch l'unica documentazione storica e scieniilica della spedizione fu fatta dal Ve-. spucci e il suo nome l'unico 'certo e discutibile d quelli che la diressero. La spedizione, partita il 13 maggio 1501 dalle foce del Tago, toc.c il Capo S. Agostino il 28 agosto. Sotto la guida del fiorentino che, arrivato il 21 otfobre al Rio delle Vergini, tenne in mano il continente, tutta la costa del Brasile fu esplorala. S i deve al Vespucci, come dice il Diccionario Hist. e Geogr. del Brasile, organizzato dall'1st. Ist. e Geog. delBrasile (vol. I, 767) la denominazione dei punti principali della costa:. Capo S. Rocco (battezzato. cos il 16 agosto 1501) Capo S. Agostino (28 agos lo 1501 ). Rio S. Francesco ( 4 ott. 150 l). Balia de Todos o s (!" nov. 1501) Capo S Thom (21 clic. 1501), Rio de Janeiro (l" gennaio 1502). S Sebastiano 20 gennaio). S Vincenzo (22 genn.), fino a Cananor, che l'odierna Cananes, ultimo punto della costa stabilito e descritto dal Vespucci. Il viaggio, che rivel veramente il Brasile al mondo fu questo. Mi duole di non pier riportare qui la famosa lettera con cui il Vespucci descrisse a Lorenzo di Pier Francesco Medici i luoghi redenti -e che fu pubblicata a Lisbona fin dal 1538 -(lettera bellissima, in cui lo scienziato si unisce al poeta nel rappresentare tante nuove meraviglie, e le possibilit di sfruttamento dell'immensa regione) per dimostrare, anche con questo mezzo come la

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s coperta del Brasile non debba esclusivamente esser legata al caso del Cabrai. ma debba essere considerata come glorioso e cosciente risultato della geniale ed eroica volont del fiorentino che fin da ragazzo, dietro all'avventura dantesca di Ulisse, aveva sogrito di fare anche lui un folle volo oltre le colonne a i Ercole. Eugenio Parente. da San Candido {Bol zano): Premetto che solo poco tempo fa mi cap it fra le mani, per caso, Difesa della Razza, ed avendola trovata interessantissima, ne divenni assiduq lettore, acquistando anche tutte le .copie arretrate. Anch'io trovo utilissimo il Questionario poich d modo di chiarire meglio le idee. Avendo terminato poco tempo fa di prendere visione di tutte le copie arretrate vorr e i chiedervi alcune delucidazioni e spero vorrete concedere anche a me un. pachino di spazio nel Questionario, rispondendo a lle seguenti domande: Riguardo alla rivoluzione francese, di cui t a nto si detto su D d. R., non credete che, a prescindere dalle stravaganze e nefandezza a cui s( pervenne ad opera di forsennati ed incoscienti, sia da riconos c erle qualche merito, e precisamente que l l o di aver abbattuto il dispotismo e spazzato vi a la cosiddetta teoria teocratica per c ui a l capo dello stato il potere promane r ebbe d irettamente da Dio, dall'Ente Sup remo, senza tene r conto della volont d e l popolo? Riguardo alla risposta a Mario Caporilli (Questionar io del n 23 --anno II d. R.) ad un certo punto d i te: piuttos to perch considerare che il' primo atto dell'occupazione stata la spartizione dei latifondi? Ecco il vero Ma la s ;::artizione dei latifondi, cio l'eliminazione Atene -I Propilei dei grandi proprietari terrieri, non faceva parte anche del programma del bolscevismo leniniano? Riguardo ai cognomi mi associo di cuore a Giovanni Pesaro {Questionario del n. 4 anno III D. d R.) e ad altri .che hanno trattato dello s tesso argomento, tanto pit'i che il c ognome ch'io porto, cio Pare nt e, fra quelli c h e Monti della Corte cita quali cognomi portat i da ebrei, quantunque s i tratti di cognomi arianissimi (n. 22 -anno Il D. d. R.). Che i Parente siano tutt'altro che ebrei si dimostra facilmente dato il gran numero di ecclesiastici che portano tale nome. Tanto per fare un esempio cito il Rettore di Propaganda Fide in Roma che q un Monsigno r Parente. .. Secondo il mio modesto parere trovo ottima la vostra idea di pubblicare la riproduzione delle sculture e dei dipinti dei nos iri sommi artisti. Spero persisterete in tale pubblicazione che oltre ad essere indica tissima in una rivi sta d e l g enere, in quanto b tali opere s i possono ammirare i campioni dell'itala gente, d modo i n oltre ad un gran numero di p e rsone che non pos sono permettersi il lusso di visitare musei e galle ri e di ammirare per lo m eno l e riproduzioni d e i capolavori di Raffae llo, Tiziano, L eonardo, Miche langelo, C orreggio e di tutta la nume ro s a schie r a d e i sommi arti st; che con l e loro opere hanno immortala to l'Italia. ...Parente ha creduto di rivolgerei anch e una domanda p riv a d 'ogni sentimento religioso s e cio Cristo, considerandone la sua umanit, non d ebba essere considerato ebreo. Questa domanda l'abbiamo cancel lata, perch non intendiamo a scoltarla. Se Dio h a voluto c h e il R e d entore nas cesse fra coloro che sono voluti res\ar fuori d ella grazia di Dio, cosa di cui il cuo r e pu farci sentire la grandezza, ma non s pi e garcela la ragione. n fine divino pu essere sentito, capito, scrutato, in s il e nzi o ma ogni d e finizion e c e lo rimpiccolirebb e Possibile che non riusciamo a tacere? Che dobbiamo dir tutto quello c h e ci passa per l a mente ? Parente rilegga l e puntate d i quel non breve p e n s iero di Leopardi sulla r eligione cri stiana, c h e p ubblicam mo, e cerchi di comprendere la r e li g i o n e e l a profondit di quel comando, che Dio n o n sia nominato invano. Ma credo che Pare nt e debba rilegge r e altresl quanto s iamo andati pubblicando sulla rivoluzione francese, e che ril egge n dolo trover l a risposta alla questione d e l dis p otismo. Sebbene tutte tranne l'Italiana l e societ europee abbiano avuto o ri gine aristocratica e dis p o tica; sebbe n e tutte siano state -tranne l 'Italiana -prive di vita popolare; certo che con la rivoluzione francese esse sono passat e a un dispoti smo m ercantile, d e l quale n o n c'e r a stata l 'ide a fino alla rivoluzione inglese. E s iccome la rivoluzione francese al s u o sbocco :10n ha fatto che dare al contine nt e la for ma del dispotismo inglese, t empo che pr endiamo l e mosne d a questo per capire r:he le societ europee, con la costituzione oorlamenta re. si mi sero alla m e rc d elle classi riccl}J?. cio degl'interessi materiali. L aeosi11uzione inglese, c h e fu il m o d ello artificialmente ricalcato d i tutt e l e costituzio n i successiv e, non che una tr egua, il patto di tr egua d 'una guerr a combattuta dalla monarchia, dai ri c chi, e gli arricchiti, cio lordi e comuni. Come dalla guerra, cos i dalla tr egua, rimas e esclu s o e sch 'acciato il popolo. E come in Inghilterra, cos: nei paes i c h e l'adottarono la costituzione inglese, e il parlamento, il suo organo essenziale, ad altro non servirono c h e a dif endere i patrimoni e a far pagare l e ta:;se alla povera gente.

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Altro dunque che teocrazia e volont di popolo. Lascia da parte, caro Parente, le ciarpe di questa retorica di mercanti, e prega Dio che ci facci a assistere -alla fine di que:1to dominio dell'Europa. Quanto al bolf : c e vi smo d i Lenin. rigumdo allo terra, esf!O d erivava, come il sociali'lmo, da una e:>asperazione del m etcdo cgp!tali: ;tico. e d ella terra un'impresa del genere d i quella d<:l piano quinquennale, un'impresa di ingegneri, di br::Iccia nli & macchine, condotta secondo quell a barbarw tecnica. il nocciolo d e l cosiddetto cr lc Jdop: c h c, ritard di alcuni anni l 'atd.-:ll'unil della Patria. Le sue ved l :<::. l e : :u.: div e r g e nz e da Cavour cercar-::;r di rr.!n a r e i piani del realismo patJ._i : ;co. Con i o n o n nego la grandezza di e n eanc h e voglio sminuirne il val o rt: : : l o r ico i\nlicipai0Te, solto molti punti di vi,.l l d e l F or :cismo. io l o ammiro; educolor o d ,lla gio v<'nl io lo amo; forgiatore di cmalle n. io l o maestro. guida d e i popolo Italiano M c t l a HJ::ada di G'lriba ld i sfugge ben prc3 t o o Mazzini per portarsi a s o stenere l'ideal e d.: l real i::mo patriottico. Non t o rse, ;,;t cricam e nl e conferm a lo che, a poco a poco, anche i nrazziniani pi ferventi
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LE PROBABILIT 1 DI SOPRAVVIVENZA E LA NECESSIT D ELL' AS-SICURAZIONE VITA Per quanto il cumulo del risparmio destinat6 alrassicurqzione sulla vita umana. risulti in Italia grandemente accresciute in questi ultimi anni, esso tuttavia ben !ungi dall'aver. raggiunto quelle mte che darebbero un'onesta tranquillit economi: ca' a tutte. le famiglie italiane. Forse trop. 'pi pdri,di fc;unigliq :hon riflettono alla fre .' quenza. della mrlalit, che incide nei pe, riodl pi' redditizi per 'il lavoro umano, qufAdi a l' r ischio che essi corrono. di non arrivare' in tempo a provvedere. come avrebber> voluto, all'avvenire dei propri Bisegria .richiamarli clla realt, come ;' l a.la seguen'te tabella, che indica le so. oravvivemze su ogni mille maschi al ter. 'dei: .dieCi anni successivi ai singoli ; di_ t2x in essa indicati: ... \ j -' Et .. j ::Anni-25 Anni. 30 ',Amii 35 ..'--Anni 40 Aimi 45 Anni 50 s ti ogni mille m a oc h i risultano sopravviventi al termine del di l O anni 955 Individui 949 Individui 939 Individui 924 Individui 900 Individui 8!'2 Individui l i , ... . r ; .. E s alle. cifre di sopravvivenza so-. quelle corrispondenti di -mortali:\_t, la temella sottostante, che, .con determinatezza, ci pone da. vanti 'alla reqlt: . i' ... Et iniziale .. ;; , .. . ". Ao 30 .-'\&ini 3 sc: ;40 : <_:c: :;. --Si; ogni mille -t1lSCh lll.UOionc nel periodo di dieci anni SUCCCSSlV.J 45 Individui 51 Individui 61 Individui 76 Ind.iYidui 100 Individui 138 Individui--Con quale : nezzo s pu riparare al dan. no economico derivante dalla morte prematura di un padre di famiglia? Soltanto con !'csscurazone sulla vita e c io con 1uella forma di rsprm e -::he prevede e copre il grave rischio, in quals;as mo-. mento esso si verifichi L'ISTITUTO NAZIONAIJE DELLE ASSICURAZIONI le cu j:;olizze sono garantit e .anche dall Stat o e godono inoltre del beneficio d i parteci-pare agli utili annuali dell: Azienda, offre ai previdenti svariatissime f orme assicurative i n modo che ogni categoria d i .cittadini fra ess" e quella che pi pc.r !Jr';u, .. conviene. ESEMPIO Un p r ofessionista di anni 30 ammogliaio e ha_ gi due figli in tenerissima et; guadagna bene, ma tuttavia a ssillato dal pensiero di poter venire a manca,e orima di aver potuto accumulare un capltale a favore della sua compagna e dei suoi bimbi. Per sottrarsi a quest'ansia che turberebbe la tranquillit della sua v ita; stipula con l'Istituto un contratto per CENTOMILA LIRE nella lenna m1sta ) con durala di .anni 25 impegnandosi a corrispondere un pre mio annuo di L. 3.350, che si riduce a L. 3.!4!i p"'r l a partecipazione agii utili. Al t e rm ine del 25. anno ritirer egli stesso, s e i n vita, il capitale assicurato, ma se per s v entur a venisse a mancare anche e n tr o il primo anno di contralto, i .suoi cari in con.&l;!.n!i l'intera smrria assicurata di L 100.000> '> Continua l'emisslone delle polizze ordinarie e popolari dell'Istituto Nazionale delle Assicurazioni collegate ai buoni del Tesoro 19't0. l vistosi premi sono riservati agli Assicurati

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POPOLARI l Fino a non molto tempo addietro la :r;>revidenza GSSiclirativa e la valida protezione che ne deriva per l'individ1,1o e per la famiglia, costituivano un privilegio di coloro che godevano di un certo economico. Oggi, per l'opera altamente sociale svolta dall'Istituto Nazionale delle Assicurazioni, mediante le ASSICURAZIONI POPO-LAR I tale tutelatrice ed 1 essenziale forma previdenziale res facile anche ai ceti meno abbienti, e cio a tutte le categorie di perch la polizza popolare costa -poco e perch essa, oltre alle caratteristiche comuni a tutte le assicurazioni sulla vita, altre importantissime ne chiude, rivolte particolarmente a vantaggio delle categorie su accennate. Elenchiamo le principali: -D. PAGAMENTO DEL PREMIO SI EFFETTUA IN QUOTE MINIME MENSD.I di L. 5, 10, 15, ecc.; NEL CASO DI MORTE DOVUTA AD INFORTUNIO, ESCLUSA OGNI CONCAUSA, ai beneficiari viene pagato non soltanto il capitale assicurato, ma anche altro capitale di pari importo; -NEL CASO DI SERVIZIO MIUTARE O DI DISOCCUPAZIONE: consentita la sospensione dal pagamento dei premi fino un biennio; -NEL CASO DI NUMEROSA PROLE e precisamente quando l'assicurato venga; ad avere sei figli viventi dopo la stipulazione del contratto. concesso l'esonero, completo dal pagamento dei -NEL CASO DI INVALIDITA' TOTALE. qualora l'assicurato si trovi nelle condizioni previste 'dalle clausole contrattuali del pari concesso l'esonero completo dal pagamento dei premi. Devesi poi aggiungere che gli assicurati con la polizza popoiwe godono anche del beneficio di partecipare agli utili annuali dell'Istituto; il che si risolve. a conclusione del contratto, in un vantaggio economico molto A meglio la pratica dei benefici sopra elenca;ti. riportiamo tre esempi. L ISTITUTO NAZIONALE DELLE ASSICURAZIONI VI PREGA DI ACCOGLIERE CON AMICIZIA ED ASCOLTARE CON ATTENZIONE l SUOI AGENTI PRODUTTORI, NE AVRETE BENEFICIO


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[Roma :
b Societa anonima Istituto romano di arti grafiche di Tumminelli],
April 20, 1940
650
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Italy
x Race relations
Periodicals.
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