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Difesa della razza : scienza, documentazione, polemica, questionario

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Material Information

Title:
Difesa della razza : scienza, documentazione, polemica, questionario
Physical Description:
Serial
Publisher:
Società anonima Istituto romano di arti grafiche di Tumminelli
Place of Publication:
Roma
Publication Date:
Frequency:
semimonthly
regular

Subjects

Subjects / Keywords:
Race relations -- Periodicals   ( lcsh )
Jews -- Periodicals -- Italy   ( lcsh )
Race relations -- Periodicals -- Italy   ( lcsh )
Genre:
periodical   ( marcgt )
serial   ( sobekcm )

Record Information

Source Institution:
University of South Florida Library
Holding Location:
University of South Florida
Rights Management:
All applicable rights reserved by the source institution and holding location.
Resource Identifier:
usfldc doi - D43-00043
usfldc handle - d43.43
System ID:
SFS0024306:00043


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Difesa della razza : scienza, documentazione, polemica, questionario.
n Vol. 3, no. 14 (May 20, 1940)
260
[Roma :
b Societa anonima Istituto romano di arti grafiche di Tumminelli],
May 20, 1940
650
Race relations
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'1 -;titutn :\ a z inn;llc dC' l k : \ s .-;i<'lll':t:t i un i. t L !l H :1 hhinnll' p i l \ o ltl' d in o-,tr:lto h: 1 pcr-,t"gniht cn,tantcnwnte. in qw,.,t'ul1 i111<1 dc<' t 'lllli". il fil Il' :iltissillHJ di 1k1'1' s(' lllj)l't' piI ensione per un anno al massimo del pagamento del premio, purch la polizza sia in vigore da almeno diciotto mesi, qualora, per calamit o avversit atmosferiche, la quantit di uno dei prodotti piI importanti dell'Azienda agricola, alla quale l' assicurato a!>pa r tiene, risulti, per dichiarazione del Capo del R. Ispettorato Provinciale Agrario, l'idotta almeno del .)<>".. rispetto alla quantit media normale. Tale concessione l'innovabile. 2. Liquidazione immediata di un quarto del capitale, purch la !)Oiizza sia in vigore da almeno tre anni, fermi restando tutti gli obblighi contrattuali per la parte di capitale che rimane in vigore, qualora per calamit o avver sit.J atmosferiche, il complesso globale di tutti i prodotti pi importanti dell'Azienda agricola, alla quale l'assicurato appartiene, risulti, per dichiarazione del Capo del R. Ispettorato Provinciale Agrario, ridotto almeno del '"'';,. rispetto alla media conseguita nella zona nell'ultimo quinquennio. Tale facilitazione pu essere concessa una sola volta per ciascun contratto. Esonero definitivo dall'obbligo del pagamento del premio, fermi restando per l'Istituto tutti gli impegni derivanti dalla polizza, purch questa sia in vigore da almeno tre anni, qualora l'Azienda agricola, alla quale l'assicurato a!>partiene, a bbi a ottenuto Il pr imo premio nel Concorso annuale provinciale del grano e dell'Azienda Agraria o in quello d e l grano turco oppure in quello della Fondazione Nazionale dei Fedeli alla T erra Arnaldo Mussolini Si <'ontano gi n 111ig li n i n gli ngri cultori e h< h nnno : Hkrit-o n <[11('!-,(:l !'on11a di cd n l rig11ardo :I l <,c:il<: , Il fascis ta [,orrnz o Ollil'tiardini. d opo m cn' imitalo i suoi coloni dt lla Fa/tori11 di Pog{!.iano (Jlonli'spcrloli) a partecipare (/(1 111111 ri1111ionf' di 'Jiro'Jill{!.llltrlll fll'l fu POI,/ 7//, 1 DE[, R U HA LK ha rholto Iom di'l/t parolr c/11 111a ilo 110 d i < 's.w' J I' r icordalr t' segnalate. J<:gli /w rl etto: ,, J:sscnr/ o stato i11;itato or/ rtnfil'iprm l'illlporto d c !JJI't'illio di assic11rrr.:iollc }Il' i soli coloni al'rlitori. 11011 111i st11fo di l'sdurlt -1'1' i coloni dl'l;itor i d a i ;onfrt!!.{!.i rlclla 'Jin Tidnc a. pac/11\ ho fulto rli /11/fn rwr awzolare i contadini rll'i n 'tori a rlivf'nin Nl'rlitori. /llllC] I CI'IJ. st' m s i massario.l'intcm somwa tlm uta per ii]HIIIO l/1111 0 fiN tnfll' Il' funriglir illdistintllllll'nh' t 111 i r imhorsaunno qtlfllltfo potron11o I colo11 i inlt' I T I 'I!IIIi soltosais st m f11lfi. illlmtdtfrlllll'llfl' 111111 P oli. ::o di'l Hnroll' ". TUTTI GLI AGENTI DELL'ISTITUTO NAZIONALE DELLE ASSICURAZIONI SONO PRONTI A DARVI OGNI UTILE CHIARIMENTO. CONSULTATELI E INDUBBIAMENTE VI CONVINCERETE CHE IL GARANTIRE L .A SERENIT DI VlT A VOSTRA E DEI VO$TR1 CARI ANCHE UN PRECISO DOVERE DI OGNI BUON CITTADINO

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l L BANCA DI INTERESSE NAZIONALE SOCIET ANONIMA CAPITALE INTERAMENTE V E R SA T O L. soo.ooo.ooo RISERVA L 120.418.272 SEDE SOCIALE: GENOVA MILANO D I RE ZIO N E C ENTR ALlE OGNI OPERAZIONE E SERVIZIO DI BANCA

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Dir _..._ --C omitato di redazione: prof. dott. GUIDO LANDRA prof. dott LIDlO CIPRIANI dott. LEONE FRANZI dott MARCELLO RICCI dott. LINO BUSINCO Segretario di redazione: 'GIORG!O ALM IRANTE

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Fanc:iulla orante (Bronzo antico. Pompei) LA MIST1 La lrtterutura m:.:;ista non /w mancato di metter in nliet:o tutto c c:hc nelfantica romanit testimonia dell"hnpurtan:.a gi a qull tempo attribuif(t al sangue, alla stirpe, alla origine e alla discen. d1nza. ,r[ /w anche smlte varie indagini intese a ritrovare nella rU/II(Ulit relemento e i{ li1po Urio O nordico-urio e U seguirnc if destino. Pf'r vt degli interessi predominanti nel raz:.ism.o nio derno e della natura stf'ssa det suoi ori:.zonti. questa ricerca si per quasi sempre concentraUt su elemf'nti in fondo esteriori e subordinati: cos e.ua si portata sui pia noi del diritto c del costumA: unfico. su l'f'rlf' tradizioni gentilizie. sulle testinwnian::,c dirci/c u indire/l, r,fati" <', assai pi di rado. si irwltralu 1wl dominio di certi culti e di certi miti fra t pi noti t'i pi diffusi. t'' curioso che, per quanto sappiamo, si siu inztrr quci. sistematicumcnlt' trascurata una ser di fonti che nei riguardo dei suptriori della dottri'na ife/la ra:.za, presentano uno significato e sono riccamente documentate. La ragiulll' di r it .1/a nel predominare. del pregiudi:.io -in qut sta st!de gi da IlOr ripetutamenf.t> accusalo -proprio al consle rare cu11w frmtasie. im11wginazion.i, supersti:ioni c, insomma, COS( poco st'Tt' c trw:curabili l"insieme di ci che nell'antichit rom.un(( eb/Jt' un carattere txtra-ruzi-onale e propriamente lradizion(tle. Per tal via ww gran parte dell"antico mondo romano aspet/(1 an. cora di esser esplorato e questa esplora:.ione. st condotta Jendo i r.iusti principii e l'adeguaU1 qualificazione, destinal a dare dei risultati preziosi, IWII per ultimo proprio nei r:iguardi di 1111a rn.Hnza anche spirituale,, religio:;u delle forze della razza. l lari. i prfwti, i mani, i genii familiari. gli eroi archegeti e cos L"u suno rw:inni be11 note a. chiunque abbia fatto studi a.rll'lw solo elementari di antica storia romana. Ma nole a ch1 titulo'( Quasi cumt degli equivalenti delle cose morte e mute clw consernnw nti musei, co11w dei residui rerbali di un mondo ciii' si "'nte cstrallr'o e<< rnorto tanto da [asciarci indifferenti. a meno che. per qnulche rap;ione tecnica t' accademica. non si sia cqstrl'lti u far dq,li speciali di fonti e di t di li/t'l'c/ cultura, c'o[ risulhtto cii una brant munugraft. Intcgl'arc trili truu:ic, fino 11 tmr da "-'-H' demenlt' sufficienti a farci intelt dere dei signifir:ati e rlfl/c forularnent.uli dell'(tnlica tUIWnitt romww e. in grnere. urio-mediterranea. un compito e/w, salz;u l'ccezioni non l'iene affatto sentito. Eppure pro prio qui si incuntrnebbe la pi precisa e significatica professiont m::ista di fede di Roma antica, professione di fede non filosojuta t' ristretta a qualunque ambiente colto, mu viva e agente nel11' tradboni pi originarie, pi diffuse. pi rispettate. L1 nozioni gi ucannall' di lari. penali, eroi, ecc. sono in huonu misura interdipendenti. Per varie vie, esse si rife risco/IO tu/.lc all'antica. consapevolezza romana. delle forze misti che del sangut l' dd/a m::a, alla stirpe, cia, consideraJn non nel suo aspetto corporeo e biologico, ma. altres nel .mv metafisica e in!'isibile. ma non per questo tmscendcnte > nel ristretto significato dualistico venuto a prevalere per tale lcrmw. t:indhiduo singolo, atomico. sradicato, iwn esiste -quwulo egli suppone un essere a s, s'illude nel nwdo pi pie toso, ch suo egli non pu chiamare nemmeno l'ultimo dei processi organici che condi:.ionanu la slut vita e la sua. coscienza finita. Il ::Jngolo parte dr: un gruppo. di una stirpe o gente E' park di una unit organica, il cui reicolo pi immediato il (' che si estende sia nella spazio. sia nel tempo. Questa unit no11 naturalistica >. non determi:nata c chiamata a t'/{t urricamente dai processi 11aturali. biologici e fisiologici. Tali pro ctssi rw costituisco/lo piut.tosto H lat.o f'Steriore. hi condizione rrcctssaria ma 11011 sufficiente. Vi u.rw t'/{1 > della vita, forza mistica dtl sWlf!W' P 1iflltt gente. Essa sussiste di l dalle forze

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Una supplicante (Scultura antica, P inacoteca di Palazzo Barberini) d i nlll d e i s ingoli c h e J n essa, alla morle, s i dissol v orw u c h e da ... -;,-;a atlra v rrso IIUOI-'e nasc ite s ono donat e : quindi vit a e mor : i;;qu c locu s luog o c h e ricompr ende v ita e mort e e c h e p e r ci sta d i l dalltuw c dall'altra. M ant e n e r e l tfl. c ontatto v i v o c ontintw e profond o c on questa j or:.11 pr o fonda d e lla ra:;zu la f o rma pi e intpr c sci:mliIJi/e d1. di r e ligiosit IXJsc e condi:ion e di ogni altra 1 prin c ipali cano ni del, ct.lrilto familiar e ne sotw cons e gu en:e o ap pllCII:;i o ni perfino m i riguardi della terra c h e essa stcs m comt lo l.cslimonia la no z ion e d e l genius loci mant ie ne rela :.iuni m)sttrio w c misti c he col sangue e la for z a originaria ,/t l/a s tirpt v gen s c h e la possi e d e e v i v i v e Guardando t erso le urig ini s i lw il sen-so eli un mistero -vi i l mito o di ess e r i t t 'fiUti clnll alto o d1l uomini giunJ.i a disumani zz arsi :., a la loro v ita dalla loro p e rsona e a c o s tituirla cos com e l n forw supe riml iv idtull e d i lUI. c eppo di un sangue. d i una c ht vedr l lui la sua origin e Come ideale, si ha !w tul l c : o ntaUo e una adtgua:.iona p erfet.ta del singolo ro n qu e.do pot e r e da poter significare p e r lui l'apot e o s i cio la con quist a d el pri v il e gio d e ll'immortalit e da conferirgli il diritto di c onsid e rar s i ) tlir e ttam e nle figlio in s e nso superior e 1 l e ll' e nt e d ell
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qui si anch-_ del potere real e che agisce dietro alla genera : ion e jisica nell'unione dei sessi. gignendo gnius appellatur, Ce11sorino, de die nat 3) p e r cui il/etto nu:iale e bb e anch e nom e di lectu5 genialis (leuo d e l genio) e ogni offesa alla sacrit del IIWtrimonio patrizio e al sangue venite considerato come zw d e litto anzitu l/o di fronte al genius della stirpe. Gli scrittori antichi riferirono genius non solo a geno genere _generare), nw anche alt=erbo ge ro cosa che per essere inesatta cti mologicament.e;non meno significativa. nei rigunrdi dell'idea che si aveva dell'ente in parola. Con questo rctvvic uun ento viene m.esso infatti in luce la p e rsunsione che la jor:a costituente l'orig in e mist ica di u.n dato sangue e la matrice eli og ni genera :ione permane come una prese.nza nel gruppo corrispondente c ;n via d1: principio regola, dirige e sostiene la v ita dei singoli (cfr. Hartung Die Religion der Romer l 32). La nostra lingua ha ancora il termine geniale ma per des1:gnare una cosa affatto diversa, anzi opposta a.Lla pi antica concezione. L'indi t iduo geniale, .nell accezione comune, pi o me110 que llo c l w hv: venta che ha delle trovate su : bas e anarcoide, di sordinata, individualistica. Nell'mbtica concezione la genialit non poteva invece esser concepita che come una speciale ispirazione o illumiJnazJone che il singolo J.ruivd non in, quanto tale ma essenzialmente in relazione alla sun razza e al suo san. gue, al genius, all'elemento divino della sua gens e della tradizio ne della gens. La. presenza del genio, del lare o de; pe1wti nel gruppo, a cui corrispondeva, era sensibiliz z ata e simbolizzata dal fuoco, dalla fiamma sac;ra, che doveva ardere ininterrottamente nel centro delle case patrizie, nel tempio posto nell'atrium, luogo ove il pater familias celebrava i riti e in cui si raccoglieva no i v ari componenrti del gruppo domestico o gntilizio ad esempio, per i pasti, i quali avevano essi stessi, nell'antica vita romana e ariana, un significato rituale Ad esempio, una parte degli< ali menti veniva riservata al dio del fuoco domestico, per far ricor dare l'U1nit vita che ad esso conneUet>a i; singoli unit di vita e unit, anche, di destino. In certi aspeui, infatti, il genius, oltre ad essere il principio clid determina i fondamentali dei singoli indivixlui venienti alla luce sotto il suo segno, fu con cepito anche come il princi!pw direttore dei siwi atti pi impor tanti e pi decisivi, come ci che lo assiste e lo guida, per cos dire, da dietro le quinte della sua coscienza finita divenendo la ragione ubtima del destino, sia buono, sia cattivo, che gli riser vato. cos che successivamente questq ente dell'andco culto razziale romnno deUe luogo a figurazioni popolari, che per consertxlJIU) ben poco del significato originario: possiamo ad esempio ricordare l'innegabile relazione del genius con la co 'nr cezione popolare cristiana degli angeli custodi o dell'angelo buono e di quello ca.Uivo, imagini queste, divenute affatto mito. logiche e prive della essenziale e concreta relazian,e col sangue e con le forze mistiche della razza. Dato il nesso intimw esistente fra il singolo e il lare, il genio, e, in genere, con la divinit simbolizzata dal fuoco sacro di un dato ceppo, e dato il caraUere vivo, presente e agente supposto in una tale divinit si spiegano le peculiarit del culto antJco. Questo ente del fuoco apparivd.. il naturale intermediario fra il mondo umano e l'ordine sovrannaturale. Partenxlo dall'idea del l'unit, realizzata nel sangue e nella razza, del singolo con una forza che, come il genio o il lare, era gi pi che fisica, l'uomo antico fu conJvinto della possibilit reale di influire, appunto per questa via, sul proprio destino e di far s che alle sue forze ed azioni fosse d'ausilio una influenza trascendente che, attra Ferso il nus/ero del sangue e della razza cui si apparteneva, riti s peciali dovevano propiziare . e nobilitare. E' un carmtere spe cifico del culto delle pi antiche soc'iet arie il suo antiuniver wlismo. L'uomo antico non sl rivolgeva ad un Dio in generale, Dio di tutti gli uomini e di tutte le razze, al Dio della sua s tirpe anzi della sua gente e della sua famiglia. E viceversa: w/o i rnembri del gruppo, che vi corrispondeva, potevano legit Particolare del rilievo d eli" Ara Pacis di Augusto

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timanu:fll.e ;, !)(}Cure la di vi nit del fuoco c pt nsure, Certo non si deL e generuli:.:.ure e pens are, che di quest o si trul chf' i Loro riti fo$Ser o efficaci. E fucile. qui pronunciar e giwli:.i tosse in ogni caso Le tradi:.ioni ricomprese dall 'a ntico mondo ru? gat i vi e cunu: qu e lla di politei s mo :. ; ronwno sano pi1 r:urie e complesse di quel che finora si sia supdifficill? clriarht? ciii di cui. nel mondo antico, a tale riguardo posto Conu: etn icam e nt e, cos anche spiritualment.e influenze ditrattava; p e re/t il senMI dell'untica rf Ligiolu: amluto. in sev erse si incontrarono nella Ronw pi antica. Alcune si riferimli di coflting e n:.a, quasi interumP.nte perduto. Ci Limitianw ad :;colLO effettivam,ente a form e inferiori di culto-infe riori o per twcrfware u. due punti. appartenere ad un s ubstrat.o etnico' non-ariano ovvero per rap A giustifica.re l'ant ico culto gentili:.io-ru:.:iule urio t ? romano prese ntare form e inwlutit: e e nwte riuli:zzale di culli pi r : i turziluU(J UI1LI. veduta ge r a r c hi ca In un ese r ci t o. non c i s i antichi. eU origine ariana e pi particolarm e nte atlantico-occi rit olgt? dir e ttam e nl,.. al c upn bens. alla gerarchia rla dcnJale. Ci mle anc h e per il culto relativo all-e ,forze mistiche t:tli _anc l}:5_f!g_ifj!!_ ll.() c he ess a o (!.[i !!_el della rf}:z:a e della famiglia che in alcuni casi e in l'ftmt'Uti ad e.ua pi r : icini. pos.WllO metterP in ordine fa COSa. a/cane fusi /w tral/. diciamo COS. < cr epuscolar(, -ron :11:." hi .wgno di. ris ulir r pi in alto. Del pari. l"amn w li-Prr un ,; guardo a un Loro ctonico 4: in/ero, predominante Dio non una ragioru p e r P.scludne ogni int e rm ediu ri o r$pdto a qudlo. inJOIUJlu ifwece, _q._i 'EI!_lesti e superter-, P''' condannar e un rif e rini.entu alle for:.P. contestare c1uniet7ff1Iggiorimtero-iTlii-= rlw ud una gtn/A' o razza .sono p i vicinr t .wtw in una casi fu pi tradi:.ionc fu presente a Ronw e che nel suo unit c()lu ; r eltL di d est ino (' di vJw. Celso Pvoclu:r proprio l'arsviluppo Ronw seppe rellijicare e purificare in misura tut ge rar c hico contro l'a ccusa di politeismo dai cri t'altro clu: trascurabile le tradiz_1bni di ve rse che essa si era: tro-rilemndo, p e r c h e chi trihut.u obbediP.nzu ad una valtL a comprendere. Cos di contro ai miti i quali ; nel riferire autorit del egat a al governo di UTLil provin cia lu. tributa ;m-il culto dei lari ad Acca. Larcnta al re plebeo Servio Tullio e pli citu m c nt e CL[ governo ce ntrale, mcntr1 c !tJ pr e tcrul e rivolgersi e all'elemento sabino rinw -nd-ano ad un aspetto inferiore abbia mltwrto t diretfam e nte ad esso, oltre ad esser impertinente, pu nw gU elementi < eroici del culto dei e dei penati, e tali ;,. nncreto, ugirP in modo wwrc hico. E eire La r01nanil oltre elementi essumono sempre pi riUevo nell'avvicinarsi: all 'e poca 111 nd:i particolari gentili:.i. r<: 01wsce .sse aflche culti pi genedell'impero. Si v uole che lo stesso termine l-are venga ckt. l-rt:li. {J(Iralleli all univef!lalit a cui la citt e terna gradatamente l' e trusca lar, parola che vuol dire ca-po o principe, epper ch.e si (ltvavu., he1a noto e ri.sulta anch e sul piano di entit, come foss e riferito a capi e duci, come Porsenna e Tolumnio Una gli lari o genii :., p e r c h si e bbe anche una concezione tradi z ione diffusissima fra gli antichi per la quale baster rinuzio nalc d e i lu.ri, p. es., l dovt?. si tribut un culto ai lares mi-cordare V arrone (ling lat., IX, 38, 61) identifica i lari agli o s! !XLrl d ei lares pubi ici. o ci si r i fer alla forut mi-eroi, ru:l senso greco di semi-dei di uomini che han tra.scesa st.ica della stirpe imperiale, tli semi-dei che han fondata la la natura e sono stati fatti partecipi della indistruggibilit degli citt swbililo L'impero universale, o .si introdusse l 'i d e a di Olimpici, cosa che rende esatta, nwlgrado la sua generalizzawnio o demmu: universale ::ione, l'idea del Mommsen, per il quale ogni gens avrebbe avuto /11 .secorulo Luogo, l'uonw ant}co, tmdizionale, 1wn riduceva ii suo eroe, principia della stirpe che si t>enerava appunto culto ad UTW semplice disposi:.ion e sentimentale e per lui il rito nella persona del lar familiaris. 11011 tra utw vuota cerirnonia. A che il rapporto fra il nwrulo Con ci viene in rUievo il lat.o sovrannaturale e regale UI'IUUIO e quello di vw fo.sse reale ed e fficace egli pensar ; a che dell'antico culto delle forze mistiche del sangue. N questo t.,isln,ero dell e pr ecise cona di dover la vito, che egli bilit negaliva, tellurica del post-mortem, quella di tuz4 .supponeva pr esen te :. nel corpo ma alla quale egli specie di sopravvivenza spenta e notturna in un mondo infero, uttribuirx1 gi cu.ratteri superindividuali e supernaturalstici, vema si u.fferma l'idea pi alta, che la nwrle il principio di una collcP.pita come il tramil,e pi diretto e pi positivo per superi-ore esistenza, mettorw appunto in relazione il morto, a r.is alire ti c i c he alla vita superiore. La razza come razza dello cui esse. so1w indicate col fare a l' eroe :. della sua gen:te . spirito, e m perci un mlore r eL/!,io:;o, conteneva un sacramento Dall altro lato, come gi si accennato, la romanit seppe uni-t'rtl adombraw da una magia :., e ci per corLSidera:.io11i, .H t>ersalizzare la nozione del lare, estendendola alla forza centrale dtr;t ben n1conmce rlo a l9ro 11wdo positiv e e realistiche dominatrice della romanit Noi troviamo perci delle inser-IL gium.mnrltJ sul genius nell'antichit romana st faceva toc :.ioni dedicate al lar victor, al lar martis et pacis e infine ai m ntlmi il ce ntro della fronte. e il culto del genius stesso non lares Augusti. Si gi in un mbiJa, in cui rw.n. si tratta pi 1'm privo di rtdazion( con quello della Fides, person.ifkazion e della ra:.:.a come gens e nucleo fami-liare, ma come stirpe e codt ll.(l t > irt, t'.5senzialm e nte aria e virile, della fedelt e della munit poli'ticu. Anche dietro razza cos concepita fu pre lealt (cfr. S(!rvio. Ecl., VI. 3, Aen. ///, 607). Il d ett aglio relasentita una forza divina, una entit mistica, ronnessa ai destini ti l'O al del giummCTrl.o per ogni competente. assai inte. di guerra. di vittoria e di pace trionfale -lar victor lar martis per cll riporta il genius e le e ntiu ad esse affini al et pacis -e connessa, infine, al genio, al principio ge-ncmcns al principio imt..fleuuale e v iril e della t-'ila gerarchicarutore dei dominatori, Cesari, al lar Augusti. mNrte sopraorclwto sia all'a .nITUJ che alle forze puramente cor Cott ci sa-remmo portati p traltare un argomento gi cltverso puree: non puiJ' esser un caso che il luogo attribuito dalla trache la conce=ione ariana della fortuna e del destino:. dizion e rattta11(1 lll men s -il ce ntro della fronte sia que llo ...dei capi. delle ciu e delle nazioni, Su ci; ci proponiamo di c he 11e lla tradizione indo-aria viene sen:'altro a.ssegnato alla dire nel prossimo articolo. Per ora, crediamo di aver messo for:.a di c virilit tra5c e ndente :. e al cosiddetto centro del co-suf ficicntemente in luce il significato delle figurazioni! mitiche e mmtdo -ijna-cakra. Gi con o i si allonl-a.na il sospetto che dei culti propri alle anliche stirpi romane, ove i.nequivocabil. nel culw familiare romano, se non proprio di personificazioni mente visse la. cosdenza del sangue e della razza e d-ove la relisi trallas.Jt' di una di tolemismo i l tolem non: fu un fatJ.ore di evasione e di universalismo, ma co esse ndo entit del di una trib di selvaggi.. apstitu il cemento pi saldo delle unit di gente e di stirpe. Il miparenlato all e for:.e del regno animale. Vediamo invece che il stero de[ sangue fu _cen'lralf4. dell'amica spiritualit ro mondo antico romtuw dava agli dei della razza e del gruppo fa nwna e trascurar/o significa condannarsi a& una comprensione 11JJ'ii(Jfe dei fratti effettivamente sovrannoturali. l mente, mens superficiale e profana degli a.spetti pi tangt"bili, noti e cele-0 nou t y".Vs essend.o concepito nelfantichit mediterranea apbrati del diritto del costume e dell'etica della societ antica. punto come il pri r;ci.pio .Jovrannoturol.e e solare:. dell'UfHTio. J, EVOLA IO

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on R De c reto 30 settembre 1938-:XVI, n. 1652, pub blic a to in supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale del 29 ottobre 1938-XVII, 242 vengono divisi gli insegnamenti per conseguire una laurea, presso una de terminat a facolt universitaria, in fondamentali e com plementari Per la laurea in medi c ina e chirurgia figura, fra gli altri inse.gn amc:nti c omplem enta ri, la scienza dell ortogenesi Che cosa la scienza dell'orto genesi? C chi oos s4 esprime onde tentarne una definizione: la scienza dell'ortogenesi si occupa dello studio della c rescenza fis ica, morale ed intellettuale dalla nascita sino al c ompletamento dello sviluppo organico e si occupa di tutte le pos sib11i dev1azioni del c orpo e dello spirito sotto l'influsso di fattori ereditari ed ambientali, allo scopo di correggere e normalizzare, quindi la s c ienza d e lla umana! Lasciando da parte questo tentativo di definizione che ci fa rimanere perplessi di fronte ad una crescenza fisica, morale ed intellettuale e possibili deviazioni del corpo e dello spirito non potendo noi c oncepire l ubi comistam della crescenza morale cd intellettuale c l'ubi consistam delle deviazioni dello spirito, a meno che non s i voglia alludere: 1 lla realt della psicogenesi ed alla ed un abile coltivatore e delle semenze di buona qualit, cos nell'educazione la natura fisica corrispone al suolo il maestro all'agricoltore, i precetti e gli insegnamenti alle Come non concepibile, seq:mdo Plutarco, un coltivatore che non co nosca le qualit del terreno in cui deve gettare i semi che de vono germogliare rigogliosamente cos non concepibile un edu catore che ignori di quali capacit fisiologiche e di quali poten zialit psichiche disponga il terreno organico del fanciullo cos particolare e diverso in ogni fase della crescenza cos differente per ogni soggetto educando. Soddisfattissima sa r anche l'anim a errabonda del frate Tommaso Campanella, che tante cose scever e scrisse a tale proposito nel '500, in Civitas solis oggi t anto dimenticata ... Non famigerata eugenita di certi eugenisti; niente utopie di creare discendenze migliori con incroci di razze lontane o di sele zionare i generatori pi adatti ed escludere i meno adatti per il m i glioramento della razza, ma la pratica di prendere l'essere umano sotto il controllo scientifico sin dal momento del concepimento (orto genesi postc oncezionale e pre-natale) e di tutelarne e cor reggerne lo sviluppo sin dai primi giorni della nascita (ortogenesi post-natale). Niente sistema realt della neuropsichiatria infan tile, c on tutta la gamma delle anor malit c anomalie della psiche, cosl brillantemente studiate dal Sante De Sanctis e che ha dato a questo grande ed autentico scienziato la pos s ibilit di tracciare vie nuove e d indiscutibilmente redditizie alla psic ologia sperimentale, vediamo cosa ne pensa della scienza deiJ or togcnesi chi di tale scienza con-La scienza dell'ortogenesi mira alla formazione regolare, sana ed armonica degli uomini stereotipato dell' allevamento dei bambini I bambini sono differenti l'uno dall'altro, hanno differenti esigenze alimentari, differenti esi genze di cure fisiche e chimiche, di irrobustimento e di normalizzazio ne. Le pratiche di medicina preven tiva, secondo il creatore della scienza dell'ortogenesi, sono state rese sterili perch sono state trascurate le differenze individuali e le neces-Rinnovare la medicina sociale s ider ato il c reatore. Premesso c he il bambino e l'adolescente devono essere al c entro di tutti i problemi che riguardano la tutela da parte dello Stato del ben e ssere dei cittadini e della potenza reale della nazione; ricordato il quadruplice aspetto della forza di una nazione veramente civile le quattro mete, le quattro grandezze nec essarie nessuna esclusa, e i quattro ideali perch i fanciuiJi, c ontrollati continuamente dalla scienza e sorretti e corretti dai grandi mezzi della normalizzazione medica ed igienica nella fase di formazione progressiva della loro fabbrica corporea spirituale, diventino lavoratori selezionati, soldati coraggiosi ed intelligenti, uomini c donne fecondi per la solidit della famiglia e per la lon ge vit della razza, ecco sorgere la scienza del/'ortogenesi Ortogenesi vuoi dire formazione regolare, sana ed armonica degli uomini quindi la scienza dell' ortogenni quella so enza r he mir a a lla sana ed armonica degli uomini lndiscutibilmente la dea Igea soddisfatta ma quegli igienisti moderni, c he h a nno limitato la loro igiene alla scienza che ha per obietto la (Onserva zione della salute difendendola solo dalle of f ese mic robi c he e trascurando gli insegnamenti del vecchio pro fessore Luigi P a gliani, primo direttore di sanit del Regno ai tempi di Crispi e primo in Italia a ricordare ad cd educatori, fin dal 1872 l'importanza c dello sviluppo degli uomini per una sana e redditi21ia 1giene nazionale ed indivi duale, quegli igienisti moderni in massima parte presi da un esa gerato esogeoismo fortemente alimentato dagli Istituti sierote rapici e vaccinogeni, non dovranno sentirsi per molto soddisfatti Col sorgere di questa nuova ma pur vecchia scienza, soddi sfattissima sar per l'anima di Platone il quale sentenziava che a c quist a ndo miglior complessione di corpo, serva questa all'uso di una buona mente, e l'anim a di Plutarco, il quale ultimo, da buon filosofo del tempo antico, riepilogando il pensiero dei 6Josofi greci affermava nella sua opera L'educazione dei fanciulli che c ome nell'agricoltura bisogna scegliere un terreno buono 12 sit particolari di ogni bambino, secondo la sua costituzione ; perch insomma non stata tenuta nella debita considerazione un'altra scienza da lui portata oggi ad una pratica attuazione e da lui anche creata : la scienza dei biotipi o biotipologia. ., Sembra probabile che la biotipologia figurer anche al pi pre sto fra le materie complementar i per la laurea in medicina, a fianco del nuovissimo insegnamento della medicina p,.eventiva dei lavo ratori e psicotecnica, inserito fra la gi esistente medicina del la voro e la gi esistente psicologia, non pi sperimentale La scienza dei biotipi, permettendo una individualizzazione delle varie modalit di crescenza ha consentito la creazione di questa speciale s c ienza dell'ortogenesi, che per detta individualizzazione viene a costituire una orto genes i individualizzata! Questa nuova sc-ienza, per chi non lo sapesse, reca il nuovo me todo di alleval!l1ento umano come il solo capace di garantire alla famiglia ed allo Stato risultati correttivi e formativi che molte volte hanno veramente del miracoloso, e non si ferma alla sorve gl ianza dell'aumento di peso della statura e dell'accrescimento di alcuni apparati del c orpo come lo scheletro, i muscoli, il sangue, I' apparato sessuale, ma va oltre, raggiunge la personalit umana, ne studia il temperamento neuroghiandolare, lo sviluppo della co scienza, la sfera del carattere morale e la sfera intellettiva Ortogenesi, dunque, non solo individualizzata, ma tmitaria e to talitaria rivolta ai quattro lati della personalit del fanciullo : struttura del corpo composizione umorale del corpo, soprattutto ghiandolare ed ormonica, carattere, intelligenza. Con questa nuova ortogenesi, niente massicismo, erculeismo, atletismo, ma armonia, normalit, equilibrio; niente egoismo o falsa bont o ipocrisia o vanit eccessiva o sete di ricchezza ma uomini santi, altruisti, morali al massimo, perch non pervertiti nel giusto senso dei normali rapporti etici inter-umani Civitas so/is in piena attuazione e l'errabondo spirito del frate Tommaso Campanella si riaffaccia alla ribalta della storia por tato nelle ali della scienza dell'ortogenesi e pu oggi, dopo quat-

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e cos secoJj, trover allievi intelli ge u ze po li eJric he, all'arte dell'alle v amento umano che s or g era nno nella civilt. italica fascista; allora la scienza dell'ortoa p p a rir com e l'arte di fare uomini t o tali e J armonici c l a c r t b.tsc del h m edicina preventiva A ll.t s c i cnz:t dt:ll'ortog e nc s i spette r ebbe, secondo il c reatore di la dei qtultro gr.mdi problemi : quel)o della tludlo del lavoratore quello della donna quello delb r .tzza E cco c1uindi la necessit di tenere tale insegnamento non ai medi c i ma pure agli edu c atori cd alle madri colte; medici. e ducatori. m a dri 1rinomio della divina missione che dot'l' ripla-'' 11'1' g li 1/0IIIilli, <'O ilfl!pili f o l pecfalo ori g inale. ma falli per riHtllltl r.ri d 1 t a l e reta g gi o p e11o10 m erci-1 1 l o r o t l ol o nt e l'ni111o d e l/t1 .rri e11z .1. p e r dil t>/1/,tre d eg11i d e l loro dit'i11o creatore E cos d1e l orto g enesi diventa anche una scienza c he ha del mis til : o c c he sarebbe degna delle c ontemplazioni degli asceti del mt:dio no. Ess a non deYe soltanto mirare alla formazione resan a cd armoni c a degli uomini ma deve liberare gli uo mini dal [XXC ato originale per farli degni di Dio! Nobilissimo sarebbe in Yerit l'intento di fare un uomo degno di Dio, se si rius c isse davvero a liberarlo dal peccato originale, e se per rea ltzzarc tale lod e vole intento ... non si doYesse ricorrere all'ormone cd alla g hi.mdola e quindi all'uso di preparati opoterapici pluri _ghiandol:ui. Se noi. attra\'crso un decennale l:t\ oro di propaganda, come sta a dimostrare quello c he abbiamo scritto nella rivista di Scienze a ppli c : ltc all'eJucazione fisica e giovanile negli anni 1930-31 c nelle nostre numero s e pubblicazioni non ci fossimo occupati della salute e dell'assistenza dei giovani, apprezzando nelle giuste pro por z ioni le idee e le opere di quanti in Italia hanno studiato e tentato di risolvere il problema della bonifica umana, forse avrem mo c onsiderato come una perdooabile vanit accademica il lirismo .\sc cti c o che pervade la nuova scienza dell'ortogenesi e la sua en iatica esubcranz : t non c i aHebbe affatto commosso. Ma la passione per l'unico grande problema d'importanza sol ..t ciale, quale quello di dare e conservare robustezza, vigore e sa lute alla grande massa della giovinezza fascista per farne dei maifici soldati e degli ottimi lavoratori, ci ha talmente attanagliati fatuati, conquistati ed ha dinamizzato il nostro cervello a tal che oggi, al sorgere di questo nuovo verbo scientifico, che la pretesa di creare intelligenze, e che figura fra gli insegna. sia pure a tipo complementare per il conseguimento della in m e dicina senti a mo il dovere di schierarci contro le esa ani e la storpiatur a medico-accademica dei problemi social i mezzi atti a risolverli e riteniamo consono ai tempi il suggeii -nsorvere-problemi di tiie-porfafa: una -.,;sione pre c isa dei problemi stessi e guardare l'wnanit vero volto. In Italia su 42 milioni di abitanti si calcolano in 600 mila coloro che non producono per malattia o per e granno sulla pubblica beneficienza; 33 milioni a p a popolazione attiva, come dimostrato a meravigli a censimento 1936 riportato dall' Annuario statistico itali a no 1939 ; su 14 milioni di giovani, poi dai 6 ai 18 anni si c alcolano in poco pi di un 15 o 20 mila i gracili, i paramorfici e gli abbisognevoli di cure opoterapiche. Soltanto l'uno per mille -da un calcolo preciso, pu considerarsi ahbisognevole di un tal e di orto genesi individualizzata; il resto e cio 999, ha bi-Ji refezione, di sole di giochi, di canti, di gioie! Le intelligenze poi e specialmente in Italia a nostro modo di pensare non hanno affatto bisogno di ortogenesi individualizzat a unitaria (! totalitaria. Forse il creatore della scienza dell'ortogenesi che deve aver raccolto elle esperienze potrebbe fornire dei dati pi concreti e pi pr .isi e soprattutto pi convincenti in codesta delicata ma teria? l Fino noi continueremo a c redere che ne cure opoter apic h e n alcun trattamento ortogenetico, siano capaci di mo dificar e o di creare delle intelligenze e che non esistono metodi, per guanto !usi ghieri possano presentarsi, atti a sostituirsi a quell:: generazione spontanea dell'intelligenza che sancita dalla stori a in tutti i tempi ed in tutti i paesi. Del resto se cos non fosse bisognerebbe capovolgere tutto il sistema morale che sostiene la societ Altro che peccato originale! ! Se quello che abbiamo potuto apprendere dal nuovissimo trat tato mstituisce il principio e i metodi di questa nuova scienz a dell'ortcgmesi, anzitutto ci meravigliamo perch essa figuri insegnamento complementare nelle facolt di medicina delle Uni \'ersit del Regno, O\' C ancora non ha figurato l'insegnamento dell'antropologia, detenuto dalle facoltit di Scienze naturali. Ci chiediamo poi perch questa scienza, data la sua particolar<: importanza se resa scena da alcune esagerazioni; pcich essa vuole investire problemi sociali di grande valore per l'umanit anzich figurare fra gli insegnamenti complementari nella facolt di medicina, me l'insegnamento della patologia medica, della cli nica, della igiene della semeiotica e di altre materie fondamen tali sufficiente ad aprire alla mente dell'allievo i vasti orizzont i della natura umana vivente nella sua evoluzione e negli stati di malattia e di. anormalit fisica e psichica, non figuri invece fr.t gli insegnamenti fondamentali delle facolt di pedagogia e dell t facolt di scienze politiche e sociali per il conseguimento dell a relativa laurea. E' proprio fra gli insegnamenti fondamentali di queste facolt dove due parti del trinomio, maestro e madre, potranno pi fa cilmente attingere per lo espletamento delle loro particolari fua zioni, che non solo la parte, e cio la scienza dell'ortogenesi, m t il tutto e cio la medicina sociale, potrebbe e dovrebbe: figurare La Medicina Sociale, c hiamata oggi Medicina Corporativa o Me dicina Politica, secondo le tendenze, le quali per non infirman o la vera qualifica di sociale a questa importante branca della medi cina, poich essa trova nella sociologia la sua autentica base ed i l

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suo particolare fondamento; il tronco di questi vari rami di spe cializzazione; rappresenta il tutto, che bene si a conoscere, ad apprezzare nel suo reale significato ed a valorizzare nella sua giusta misura, se si vuoi pensare sul serio alla risoluzione dei prOblemi sociali riguardanti la salute, la vigoria e la bonifica della nostra razza. Ma per la risoluzione di cosi importanti problemi sociali non basta valorizzare la Medicia Sociale limitandosi d inserirla fra le materie di insegnamento complementare o fondmentale nelle f acolt universitarie, occorre valorizzarla creando una coscienza medico-sociale a medici, organizzatori, educatori ed uomini poli tici ; occorre valorizzarla colla creazione di un grande Istituto da dedicare non alla sola biotipologia ed ortogenesi ma allo studio di tutti i grandi problemi a sfondo medico-sociale e dei mezzi affi ; \ risolverli. . Il problema della bonifica uinana; a nostro giudizio, potr con siderarsi in via di risoluzione solo quando si comincer ad affron tare sul serio e senza interferenze professionali o mire cliniche personalistiche lo studio di tutti i flagelli sociali, nessuno escluso, dalla tubercolosi alle disfunzioni glandolari e quando sar realiz zata con spirito verament fascista 1a messa in atto di quei mezzi capaci: di combatterli e di vincerli. A tal proposito ci piace ricordare quanto noi scrivemmo nel dicembre 1933 a commento di alcune proposte per risolvere i problemi dell'assistenza e dell'educazione del popolo in nome del Fascismo e della Medicina Sociale espresse da un mode. sto ma intelligente e colto medico condotto in un suo libro dal titolo Lo Stato allevatore e che noi qualificammo ardite. Questo medico condotto, convinto che la miseria la grande causa di tutte le cause nosologiche individuali e sociali e che, come tale, dovrebbe essere la prima ad essere prdsa di mira; convinto che la medicina f!lSCista non pu e non fermarsi ad una pura c semplice constatazione negativa e tanto meno deve avere per la miseria quella compassione che l'abitudine morale pi diffusa del mondo, ma deve irida.gare, rimuoveme le cause che la origi n ano, come deficienza o vizio dell'individuo o la man_tengono, conseguenza di un ordinamento sociale; convinto che il punto fisso al quale da dirigere l'assistenza e la profilassi l edu cazione, quella che serve ad educare, a trar fuori dall"igno ranU, proponeva che si addvenisse alla trasformazione della con dotta medica in condolla di profilas.ri soale ed11catit' a 1: alla istit11Ze di secondo un apposito suo metodo. Ci f011St'llta r AIIIOre -scrivemmo allora -di fJ!Ialificare :Jjlle.rte sue pr_oposte ardite non penth esse 11011 ci sembrano e 11011 so110 ila noi condivise, ma perch certamente non saramio allcora com prese dalla scienza medica uffitittle che se appena c ,tre z zata da 1111 tenue soffio di vita 1!110va fascista_. si dimostra s empre permeata dal vecchio professionismo faccmdiero e specializza/ore. LA scienza ufficiale che ancor.1 11011 si JtJ incolata dal s emplicismo di laboratorio, al tjllaie cede ogni .decisione la stessa cli nica non p11 compre-ndere ii wnlemtto, le fMiit il metodo e l indirizzo della Medici11a Sociale ; come noi la i111endiamo, senza sottotitoli, senza specializzazioni e senza storture pi o meno opportunistiche. Essa n011 potr com prendere qJJldi tali pro poste, 11 si allontaner daJie sile concezioni professimzali e spe cialistidle sr1/J' assistenza medica e sulla profilassi. N e 1111 esem pio l'errala impostazio11e della lotJ,t antitubercolare coiz i suoi CotJsorzi e coi i suoi Sanato", sempre crescenti di 1111mero dai q11. di non potr mai scat11rire la vittoria SII 1111 morbo, c(Jme la l!tberc o/osi che ha la causa delle ca11se nella miseria . nell'ignoranza
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POPOLAZIONE DELLE IN TRANSILVANIA DAL 1880 AL 1930 (Opi Indica l ( ,, ... .... ,_, '\ Il\ ... _\, QYERCIYOSZEIITIIIIU..S IIA-YARHELY Od-, .zlcELYUDYARHELY --..... n--SEOESYR -L IIEDOYES OYULAI'EHtRYAR !!n ( IIAOYSZEIIEN ._..u ----l_, Il P'ETROZ8 NY l /--l IIUICABHYA : ..... -., / : -mi] ,-.,.' 1 1 U ........ TIIIMdiJ '"'-.. '\ . -----\ ,.--' \ . ---Altri ... n. l 1rra i pi recenti contributi alla conodella tJtruttura razziale della Tran. s ilva nia va ricordato il s intetico lavoro di Andrea Ronai a s sistente nell'istituto di scienze politiche di Budapest. A quanto afferma il Ronai stes s o la di spersione delle nazionalit in Transilva nia molto confusa. Esiste n solo comi lato in cui possibile trovare una nazio nalit sola in grande maggioranza, sopra il 90 per cento. E' ii comitato di Udvarhely che presenta gli Ungheresi nella proporzione del 95,.t per cento. Esi. stono poi sei comitati che presentano una sola nazionalit in una proporzione che varia dal 75 al 90 per cento: quattro di quattro religioni principali. In genere gli aderenti a certe religioni formano dei gruppi omogenei dal punto di vista della nazionalit. Come si vede dalla cartina i magiari de) comitato di Gik sono soprat tutto cattolici-romani; nel comitato di Moros-Torda invece prevalgono gli evan gelici. I tedeschi di Brasso Szeben e della essi hanno una maggio 1 anza romena r. due una maggioranza ungherese. I rome ni formano la maggioranza del 50-75 per cento in nove comitati e gli unghe resi in due. Questa situazione ancora complicata dal fatto che nell'interno stesso dei comi tati e specialmente nelle citt le naziona lit sono straordinariamente mescolate. Come mostra la cartina n l quasi tutte le citt sono composte da tre o pi di tre nazionalit, la cui percentuale variatd notevolmente -dal 1880 al 1930. Anche la distribuzione delle religioni si presenta in Transilvania particolar mente complessa come pu apparire dalla cartina n. 2. Gli abitanti che appartengono alle dif ferenti nazionalit aderiscono a tre o 16 DIVISIONE DELLA POPO LAZIONE TANSILVANIA. DAL PUNTO DJ VISTA RELIGIOSO NEL 1910 08rederieatall ...,. Il i j l

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LINGUE PARL.ATE IN TRANSILVANIA LE PI IMPORTANTI AREE : UNGHERESI NELL' ATTUALE TRANSILVANIA (aecondo il .censimento d e l 19JOt regione sassone sono nella maggioranz:t luterani, mentre invece quelli di Arad sono cattoliciI romeni dei comitati set tentrionali sono in gran parte greci cattolici, mentre invece quelli dei comi tati meridionali sono so prattutto greci orientali. D'altra parte i calvinisti e gli unitaristi s ono senza eccezione ungheresi u ..... . ... ......... rnmn u .... tt4ela .......... ... lholoa ..._ ......... u,.. ,n. ......_, ,..... .... U .. u ltLI HthUUe teHtea t,... ... fi1l n. 4 101---MO ---- ..,_ ..... 5101-ts ..... ---'" -....... ... ............... n. 3 i greci-cattolici romeni o ruteni, i greCi orientali romeni o serbi. e i luterani te deschi. Nel 1910 gli unghere s i potevano c o s distinguersi dal punto di vi s ta 688.205 calvinisti ( 4-1.4%) 642858 cat tolici-romani (38.7%), 127 808 i s ra eliLi ( 7 7%), 79 090 g reci-cattolici (4 8 %), 68.125 unitaristi (4,1 %), 40114 luterani (2,4%), 13.351 greci-orientali (0,8%). Un esame pi partjcolare delle condi zioni etniche della Transilvania mostra come esistano regioni con carattere pre ponderante romeno altre prevalentemen te ungheresi altre infine piuttosto sassoni. Esistono poi regioni dove -due. tre qual tro o anche pi nazionalit si mescolano l'una con l'altra di modo che persino la popolazione di uno stesso villaggio si mo. stra eterogen ea Regioni a carattere etnico prevalente mente ungherese sono : l. la terra dei Szekler o Siculi; 2. la frontiera ungaro romena ; 3 : Szilagysag; 4. Kalotaszeg. L area di questi territori etnicamente ma g iari si estende per 25.000 chilometri qua drati e presenta una popolazione di 1.250.000 A alcune piccole isole il resto degH ungheresi vive mesco-_,-lato con altre nazionalit. La cartina n. 3 mostra i pi importanti territori a carattere magiaro della Tran s ilvania. I romeni abitano con assoluta maggio -17

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ranza due vaste regioni La prima corri spon-de alle frontiere nordorientali. senta un'area di 32.000 chilometri qua drati. Trattandosi di un'area montuosa la densit della popolazione qui minore che nelle parti che presentano una mag gioranza ungherese L'altra zona a carattere romeno corri spohde alle fl'oatlere nord-orientali 430.000 abitanti di nazionalit romena ocupaho qui un territorio di 13.000 chilo metri quadrati Queste due regioni a ca rattere romeno sono state popolate con immigrazioni venute in Transilvania ri s pettivamente dalla Valacchia e dalla Moldavia. 18 D giorno del Corpus Domini in una cittadina ungherese In Transilvania nessun territorio un po' esteso presenta una popolazione tedesca cos omogenea come nelle aree abitate prevalentemente da romeni e da magiari. La regione di Bansag cui vive la maggior parte dei tedeschi anche una delle pi miste della Transilvania. La sua popolazione consta di 205.000 tedeschi, 170.000 romeni, 88.000 ungheresi e un considerevole numero di serbi e di altre nazionalit. Una zona di minore area ma di pi tipico aspetto tedesco di Sz&szfold Un grande numero di tedeschi (S&SS()ni) abita ancora nei dintorni di Beszterce ma la loro massa di 41.000 per. Ua. merccmte di ca.aUi iD. CCIDIIIilo. a.ella polYerosa piGD.unz unghereae s one sommersa dai romeni molto pi n umerosi. La pi importante delle regioni a carattere misto ungaro-romeno il bacino Transilvano. Qui i romni (,';OD il loro midi 364.000 sono in ii ai 225.000 ungheresi. Vaspetto di questo territori quello un comunit a magtiiorania o non formano dei distretti: Si di isole che si alternano .Je uQe t a regione a carattere misto unga!o-in unione con la frontiera occi e presenta una i ,.IJ.u"'u'" I romeni vi sono in

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pianura ungherese, i distretti pi intensa mente abitati presentano una nazionalit m ista. La cartina n. 5 d una idea sintetica della distribuzione delle nazionalit in Transilvania. Trattandosi di una regione montuosa molte zone sono disabitate. Dal punto di vi:>ta s trettamente razziale i principali gruppi etnici della Transil vania presentano notevoli differenze. Cosi per dare un esempio il tipo dinari co sembra prevalere nei romeni, il tipo nor dico nei tedeschi e il tipo ugroide nei magiari. Ma si pu dire che i diversi ele menti razziali che stanno aUa base dei popoli eu ropei sono quasi tutti ugualmen te presenti neUe nazionalit sopraddette soltmto con percentuali differenti. Da quanto abbiamo esposto si com prend come l possa pr sentare un grande interesse per lo stu dioso di problemi razziali. GUIDO LANDRA --IIIIJ Itri-li c::? Arti' ChM,IIIate 5

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GENTE DI r CARBONI Carboma stupisce ancor pi di Littoria. 1.',\gro r edento un prodigio, ma per afferrarne la portata occorre wer presente h desolazione che prima d e l Fas c ismo r e gr.aYa in quei luoghi; una resurre zione u n a r estituzione alla m adre It a lia di um1 figlia c h e si c redeva p e rduta. Carbonia t : na creazione nuova, un aspetto inedito di c1uesta sorprendente Italia mussolini a n a. S i amo fuori della tradi zio:1e, o addirittura 1 n rotta co n essa Una nuova citt itali ca. riace immaginarla o tutta bi an'ca aggraps ui colli in riva al mare, o tutta verd e ingoiata dagl i alberi e in coronata dai P iace. pensarla in dolce colloquio con l a Carbonia, inv ece, attanaglia dura IT.ente il suolo, da cui n a ta in cento g ior ni, pi r apida delle messi ; Carbonia prenJe posse ss o del l a dolce natura italica e l e di, il proprio vo lto : il volto di un febbrile l.voro. Per un raggio di cinquanta c hi metri, il b attito di questo giovanissi c uo r e anima di s ogni luogo : sono cmtieri in azione, ciminiere f u t ri,ella tri c i a ll'opera, g ru in mov im : !gon c ini in c orsa E uno spe tta colo; veramente o g ni immagin az io u alla scoperta di Carbonia co n d i c hi s i acc inge a conosce r e un L"< g iovane l a c itt 1 appe n a c ..:i s i trova di fronte non ad u n s.lto vil laggio ma a d una vera ,itt c non soltanto ad una c itt u n' int era re gione totalmente rinv el Carbonia deve la sua erig in e a l v iaggio ,ompiuto in Sardegna dal Duce, nel g iu gno l'):'> 5. l giacimenti ca rboniferi del S ulcis scoperti nel 1 85 1 t sfruttati per la prim'' 1o lta in ristrettissim,t sca l a. n e l 1 854, det . r u o un buon rendime n to, fino a 38 mila tc n n ellate annue, dal l R90 a l 190 l ; l a loro importanza aument per cv, i e ragio n i du r a nt e l a guerra mondiale, quando l a :-.ociet Bacu Abis cos tituita n e l 1 9 1 5 f u dic hi ar,1ta a usili ar ia; c k:caddero rapi n e l dopoguerra, soprattutto in .c:u ito alla cris i del 1 929. N e l 1933 l a t\ his dop o ripetuti sa l varagg i !llis d a parte dello Stato, fall, 1r; m ili o ni di J e biti l 'attre z zatura P itre imperfetta, e provocando c l i o occupazione lo ca l e. I Sindacat i c<:ll'indus t r ia a ssunse r o temporanea m ente !. g estione delle minie re che dopo otto n.csi trasmisero alla So c i et Carbonifera S.,rda. Nel 1935 l a situazion e del ba cino .,_ ... .. ., Donna sarda nel tradizionale costume '!l

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Cllrbonifero del Sulcis era notevolmente migliorata, ma non ci si era ancora avviati a quella soluzione totalitaria del problema, che soltanto l'intervento del Duce poteva determinare. Il 9 giugno di quell'anno, Mussolini era a Bacu Abis : scese in mi niera, convers con i minatori, volle ren dersi minutamente conto delle condizioni di lavoro, delle qualit del minerale, delle risorse dei giacimenti Un mese dopo, na sceva l'Azienda Carboni Italiani; si inizia vano immediatamente i lavori di bonifca che hanno debellato la malaria in tutta la zona; l'attrezzatura delle miniere veniva rapidamente perfezionata; a S. Antio:o si costruiva un porto per la distribuzione del carbone; sorgevano villaggi operai; si de terminava una forte affluenza di lavoratori; e, varata il 7 aprile 1938 la legge costi tutiva del comune di Carbonia, in Cento giorni sorgeva la citt, che quando il Duce ne consacr l'inaugurazione 18 dicem che XVII contava gi 12 mila abitanti. Oggi, la popolazione di Carbonia-centro Una delle vie di Carbonia; con le abita:r.ioni per le famiglie dei lavoratori raggiunge le 26 mila unit; e quella di Carbonia-comune si aggira sulle 36 mila-. Ma in sostanza la vita di questo simo centro incide su un complesso non inferiore ai 100 mila individui. Infatti, tra i lavoratori presenti a Carbonia, meno della met hanno seco-Ie famiglie; gli altri, pur essendo in grandissima maggioranza capi famiglia, sono tuttora soli, perch sebbe ne Io sviluppo edilizio della citt sia ra pidissimo (una media di 1200 case all'an no) non possibile adeguarlo al corrispon dente sviluppo economico e demografico, che addirittura vertiginoso. Oltre 1500 famiglie attendono attualmente le chiavi delle loro casette in costruzione; e moltis!>ime altre urgono, ansiose di essere ospitate a Carbonia. Del resto, il seguente specchiet to chiarisce la situazione : Sardi Continentali Famiglie N del residenti componenti a Carbonia 2958 10.204 1737 2838 Uomini senza famiglia residenti a Carbonia 2760 8000 circa Per la retta inte11pretazione della tabella bisogna tener presente : l) che in realt i 2838 continentali dati come compon enti le l 7 3 7 famiglie, siccome la media di ogni famiglia oscilla fra i 4 e i 5 componenti, soltanto in piccola parte rappresentano nuclei familiari completi, mentre per la mag gioranza oltre i due terzi -si tratta di capifamiglia che attendono di poter chiamare a s i propri congiunti; 2) che il numero degli uomini senza famiglia sog getto ad incrementi mensili che raggiun gono anche le 4 mila unit, e deve dunque ritenersi sensibilmente inferiore al vero. Economicamer.te, dunque, Carbonia sostenta un numero di abitanti, disseminati Ecco UJa veduta delfa pia:r.za principab di Carbonia, qucmd' eiia stava nascendo

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in tutta l'Italia, pressoch quintuplo di quelli che adesso la popolano; giacch so no i guadagni dei capifamiglia qui occu pati che, defluendo alle famiglie lontane, consentono loro una vita tranquilla. La ten denza, naturalmente, di trasformare in popolazione effettiva di Carbonia -quella che attualmente si potrebbe definire la popolazione virtuale: Il piano regolatore ddla citt prevede 55 mila abitanti nel 1942, l 00 mila nel 194 '5 ; e si tratta di un piano che giorno per giorno viene metogicamente realizzato, con militaresca precisione. Posso dire d'aver gi veduta la futura Carbonia, la Carbonia dei pt:ossimi anni . Dall'alto della Torre Littoria il Segretario Politico me ne ha additati i confini : ecco, qui at torno, il centro urbano primitivo, la citt dei 12 mila, inaugurata nel 1938: la piazza, la chiesa, il palazzo del Fascio, alcune file di casette basse, grigie; ecco la citt dei 18-20 mila, qual' era nel 1939 : .1Jtn settori di ase operaie, fino ai rilievi colli nosi, che sorgono a sud e a sud-est, fino ai cameroni grandi padigiioni ca merata unica ; ecco l'attuale citt dei 26 mila, che a sud ha st:etto un laccio di case attorno alla collina; a nord va progreden do verso il mare; ed ecco delinearsi la cit t dei prossimi anni, che proli.m garsi in direzione di Serbariu le grandi case intensive che ora sorgono ai piedi della Torre Littoria, e assisteranno al !:.gare nella pianura, .fino al mare, delle piccole costruzioni operaie. La situazione razziale di Carbonia pu essere chiarita dal seg\Iente specchio, che indica il numero dei lavoratori (.minatori, operai edili, specialisti vari, impiegati nelle miniere) e la loro provenienza dalle di-Un'altra veduta dei:Javori per la costrUzione di C
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Secondo i dati surriferiti, che ::i sono stati forniti dal Podest di Carbonia, si giunge tenendo ::onto solo dei lavOratori e non dei familiari a un totale di 12.3 72 sardi e di 6607 continentali, delle pi diverse origini. La prima domanda che un razzista si di fro nte a una situazione di questo genere, : avr luogo, e fra quanto tempo. l'amalgama dei gruppi etnici che popolano Carbonia? A parte l'amalgama spi rituale e morale, che pu dirsi gi un fatto compiuto, e su cui ci intratterremo pi avanti; possiamo documentare che anche l' almagama materiale in lenta ma sicura via di realizzazione. Nel 1939 furono celebrati a Carbonia 109 matrimoni. Di questi, 85 ebbero luogo fra sardi (l'enorme maggioranza dovuta a: fatto che i sardi hanno qui le loro don ne), 12 fra continentali, e 12 furooo misti cio l l fra un continentale e una sarda, una fra'un sardo e una continentale. Nel primo quadrimestre del 1940, su 60 matri moni celebrati (con un fortissimo incremen to sul corrispondente periodo del 1939), 47 hanno avuto luogo fra sardi, 9 fra con tinentali e 6 sono stati misti (cinque fra un continentale e una sarda, uno fra un ; ardo e una continentale). Parlando di matrimoni, necessario oss<:rvare che a Carbonia vi una forte defi cienza di donne Il rapporto normale fra uomini e donne esiste soltanto per circa ottomila dei 16 mila abitanti deUa citt. F.' un problema che va risolto : e sar ri solto; non certamente con soluzioni drasti che (n se ne saprebbero vedere, a meno di riesumare il... ratto delle Sabine !), ma con l'assiduo interessamento delle autorit. D'altra parte, il problema non in realt ta11to grave qu:Jnto sembra ; giacch i 18 wiia uorrum circa che vivono a Carbonia senza la loro donna, non sono scapoli, ma ir, grande maggioranza capifamigli a di staccati solo temporaneamente dai congiunt!, che si uniranno loro non appena la citt avr raggiunto lo sviluppo edilizio previ. sto dal piano regolatore. Per quel che riguarda la non grande percentuale di poli, le autorit cercano, e con successo, di ridurla, favorendo i contatti fra i minatori e le popolazioni contigue, attraverso gite degli operai nei dintorni, visite a Carbonia delle organizzazioni femminili della zoria accostante; e assumendo impiegate e -inse gnanti di giovane et Nella grande Carbo nia del 1945 non vi saranno lavoratori iso lati, ma famiglie di lavoratori; e l' amal gama dei diversi gruppi etnici verr rapidamente realizzato. Amalgama materiale; giacch spiritual mente e moralmente la fusione gi quasi perfetta. In questo senso, Carbcnia ha marciato pi celermente di Littoria e di Arsia; avendo su entrambe il vantaggio di possedere gi da tempo un fondo etnico autoctono, assai pi evoluto degli abitanti dell'Agro prima della bonifica e meno chiuso e restio a mescolanze delle ziuni deil'interno dell'Istria. Si potrebbe a prima vista ritenere che i Sardi, gelosissimi delle proprie tradizioni, fossero quanto altri mai contrari a mescolarsi, sulla pro pria terra, con altri n:uclei e ad accogliere una parte dei loro usi e dei loro dialetti. Ma anche l'ospitalit fra le tradizioni della Sardegna; e i Sardi di Serbariu, di Bacu Abis e dlle altre localit contigue d luogo ove ora sorge Carbonia, si sono dimostrati ospitalissimi, anche per il fatto, gi da notato a proposito di Arsia, che la vita di. miniera la pi adatta a creare rapide e durevoli solidariet . Due mina tori sanno anzitutto di essere due m1natori ; poi si ricordano : di essere nati uno all'om bra del Gennargentu e l'altro sulle rive del Tagliamento o dell'Arno. L'esempio pi caratteristico dell' omoge neit spirituale della popolazicne di Car bonia, tu lo hai facendo ai cosiddetti cameroni Sono questi costruzioni basse e allungate, che umilmente si celano nel l'angolo pi remoto della citf, senia osa;:-e neppure di prender contatto con le pi civettuole abitazioni delle famiglie operaie. Nei cameroni si vive un'esistenza s-::>!ditesca, si dorme in comune, si mangia e si al loggia pi a buon merc ato che altrove. Gli abitanti di queste vere e proprie caser mette sono i ragazzi pi simpatici di bonia -mi dice il Segretario Poltico. Finito il lavoro, si riuniScono; e cantano. !l gruppo dei siciliani gareggia con ql.\ello dei sardi, fieri del loro tradizionale biii. ... booo .. ; >>; i toscani intonano le stornellate, cui gli abruzzesi rispondono con gli agili canti della montagna; e tutti si ritrovano uniti nel cantare le canzoni di guerra. Se tu dicessi loro : Vi comportate come se foste in trincea stupirebbero dell osser vazione; ma un fatto che la loro solida riet di soldati, come di soldati il loro lavoro. .. Alla fusione spirituale contribuisce for temente l'attivit svolta dalle organizza zioni fasciste locali. Carbonia ha un cam, po sportivo, un vero e proprio stadio, attrezzatissimo : senza dubbio il pi bello della Non chi non sappia quanto contribuisca alla formazione di uno spirito di corpo il militare in una stessa squadra sportiva, o sosfenerne i colori. Le rappresentanze sportive di Carboc nia non sono n sarde, n siciliane, n v;:nete: sono di Carbonia, e portan con s

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la passione di tutti i lavoratori della citt Ogni giorno, nella piazza centrale ha luogo un'adunata di sei o settemila lavo ratori. Adunata che si compie senza car t1olina precetto. Dal Fascio, un altoparlante diffonde le notizie politiche della gior nata e tutte quelle informazioni pratiche (:dative ai turni di lavoro, al pagamento dei salari e dei sussidi familiari, ecc.) che eossono essere utili ai minatori. E' questo un altro elemento d coesione. La lettura delle notizie provoca discussioni, com nJenti, i precetti pratici vengono diffusi :!d una casa all'altra; e il cuore, il giova n:.smo cuore della citt vibra all'unisono. Sta nascendo anche il di Car bonia. II sardo Tocca! -per dire: Spicciati! andato ormai nell'uso comune; e non difficile sentire un mi natore veneto che dice, in pretto sardo : Beni ai noi per dite Vieni qui! Cos pure l'articolo sardo, con l'ini ziale in sibilante invece che in liquida, entrato nell'uso comune. Ma queste osser vazioni non debbono far credere che la nascita di un dialetto di Carbonia consista semplicemente nel prevalere del fondo dialettale sardo su tutti gli altri dialetti che qui si parlano. Occo rre tener presente che i sardi, anche di umile condizione, parlano assai correttamente l'italiano; ed proprio sulla base dell'italiano puro che si va costituendo l'unit dialettale di Car bonia. Si assiste, cio, ad un dissolversi dei particolarismi dialettali; eccettuata qualche frase caratteristica, come quelle che citato, che tende a re e a diffondersi. Particolare importanza, dal punto di vista razziale, ha I' assistenza sanitaria ai minatori. E' inutile che trattiamo l'argo mento in generale, dopo quanto abbiamo n -campanile di Carbonia scritte, allo stesso proposito, negli articoli Per la medicamentosa a mezsu Arsia. i occuperemo piuttosto dei zo del chinio di Stato, esistono posti di provvedmeqt presi a Carbonia per tutedistribuzionedi tale farmaco presso i cantare la salutt dei lavoratori, servendoci di tieri di lavoro; n:el periodo primaverile ed una relaziode cortesemente' fornitaci dal estivo i minatori ricevono la dose di chiPodest di Carbonia, Vitale Piga, che nino all'entrata e all'uscita del lavoro. Nel to si interessato di problemi sanitari e periodo di epidemia malarica presso ogni razziali. centro minerario funziona un ambulatorio, La lotta per la difesa sanitria dei mi-. dove vengono praticate tutte le cure nenatori viene svolta in ogni miniera sotto la cessarie. direzione di un medico, il quale ha alle Ci siamo soffermati particolarmente sulsue dipendenze persOnale specializzato per la malaria, non perch essa sia un male la piccola bonifica e per i servizi antilar-proprio a Carbonia, ma perch propria vali in genere, ai quali si provvede medi molte regioni della Sardegna, dalle diante il verde di Parigi (polvere di straquali pu venir facilmente importata A da mescolata con arsenito doppio di raCarbonia non esistono focolai malarici; e me_ e potassa) o mediante petrolizzazione le provvidenze antimalariche di cui abbiadelle superfici idriche stagnanti o a lento mo parlato sono essenzialmente profilattideflusso. Si giunge cosl a sopprimere lo che. Del resto, tutti i lavoratori sono sotsviluppo delle larve anofeliche, impedentoposti a preventiva e rigorosa visita sado l'origine delle zanzare. "='rittaria.

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C lli'C.-s.wri v, 111 prim o lu o go, di s si r a r e 1111 equi1 0 C O : quello d c i c o sid d e tti M aur c ddi N arra. f>rocof'io ( B e/Jum Vmzdulicum 11, '3) rlic al Cllllc' mi g liaia di Ma u ri f ur ollo dui Vandali, n e l s eco l o V d C., t o lt i daJI'A f ri ca scflcHtri. &naJ.c e mandati in Sardegna rlm c occ upar o n o un a zona. m o ntuosa presso C agliari c io l a m e ridi o nal e d c ll 'lglc si cntc, abb a ndorw n.do si a latro c ini. Sul l a bas e di qu es ta tradi z i o ne, N n o m e di Maureddi
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Indice cefalico di brachicefalia: Lanusei: 7,25 per cento; Ozieri: 2,09 ; l glc.sias: 13,37; Sas':tri: 13,57: Oristano: 13,53; Nuoro: 13,62; Cagliari: 16,8<); Al ..:hero: 19.74 ; Tempio> 22,74. l n dici della statura: Circondario : )zicri ->assari :\uoro \ )ristano ig-les ias i .a nusci Statura m e di a 162,49 15994 159.83 159 r s8, 95 158 52 158.49 155. 86 Statura infima 10,07 27,91 30.95 17,82 J4 34 24,76 26,90 83,45 Statura alta 57,24 60,94 61,95 46.41 42,32 J4,32 19.47 Anche h1 carta della distribuzi o n -I! in Sardegna deUnte n .a.n s1: dstacca.no daUa. mlldia d e ll'isol a A l gle sias si ha il 30,1 c 32 pe-r ceuto; cr Cagliari il 33; r Tempio il 33 ,3; ad Alghero il 34 ,1; a Sass. ari il 36; a Ozieri / ,W.J ; a Oristano il 36. Concl11dendo, la legg e nda dci .fl.fa1acddi va rsolu.tumcnt c rcspi11ta; llon. nel sens che ltll cert nnm: e ro (ttotl qualch e mi. iliaio) eli Mauri 11011 siano stuti cacciati dai Va ndali in Sarde'llla; nur I l t'l s.nso che quei M auri, isolati monti, doettero hcn pr e sto scomf>a!rirc, scn:m lascia re ltm traccia che il nome. ; GEOGRAFIA E GEOLOGIA L'jglesicttte, del q11ale fa. parte lu :;o"" di ; nrbon w c01npre>nde tuffa la ,-cgione delimita ta dal m{.!rc c dalla iia11ura, del Campidano, c si estcn de dal Ca.po del[{.! Frasca, nel Jolfo d Orista.tl{), a Capo Spartivenl'o. La valle d,.l rio C i.rer; : i lo dir,ide in due farti: qtteUSsima. Eu-ropa, as_sicme ad 1m primo n11cleo ibe rico, ad l/cune terre sccmdIIa1 C e inglesi A fa l'-uvmo 110n era aucora apTmcce umane si hanno i11 Sat degna so/{) a partire dal, ,, i neolitiCI.!. Esterno e interno di un albergo operaio: !a facciata. le cucine. il refettorio l! i : l --

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IL .'>-ergi a j /et n w m o l/o p e r CII -ETNOLOGIA toria11rt:nlc che < la vecchia oripop.olw::vollc .wrda dall 'e po c a neolitica fi11'oggi si cO'nsen:a id c11ticct 11cUa sun c gli ele111enti avventizi tlOII l ha .nno alt e rala Ove c i fosse do cumentabile, la storia raz:;ialc c/, / /a S arch ,qua, c p e r ci cmche dcll fglesiente, sarebbe di semplici t : ba stere bbe rifarsi all e poche decine di c rani pro t osa rdi si COIIscrvatlo (iL Sergi n e 11; risur 63) c base acl essi, c ai ri/i, t i eire a/lualm.cnl e si f'Ossono fare, stabilire' fa c ili pnrad[Jm . Ha n e ll e pagin e prece d en ti ucwpa.ndoci di Ca rb oltt, nbbinmo osservato che 1111a JIrtoVcl genie s t a nascen do .fJrClf:ie af.l'iutdli_q<'llle cuhmizza zin"e interna operata dal Regime, P c r c h clrtuqu e voler IIC!Jare a prio ri c h e l e colonie dell 'antica R omn c r w t e b1 Sardegnc1 abbitmo csor ci lctlo 1111 influsso sulla ru z .m scJ;rcln!' f11 r eal t, si /w IIICIIIoria di parec chie wlonie ro-Adunata fascista nella pienza principale di Carbonia mne ncU' [glesiente: Popu. /um, M e talla, Bytia, '[egula, Portus H erculis, e forse tmclte Valeria. [n SardegmJ., i Romani 1.419 e/t ilometri di bellissime st ra. de, intcnsificarotlo i traffi. ci, it:nalzai-ono il liN'/J o di 1 ita Ci dmr qtte che uon siu arrischia della conquista. eli Ro}na cio la Sardegna razzialmcntc ifasi riscO'nfrano nel mettere a paon tan .no esagerate; esse non suche si riscontrano da prm,incia a penisoh1 italica. E del rest o geografico, c per 11 11 in cui la 'Sa-rdegna vissuta nell e pr
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Adunat:i tciadatr iielia principale .di Ccirbonia Quasi certtl#nente aut(}ctona fu la civilt che lasci co :mc proprio ricordo, tre miUenni prima di Cristo, quelle colossali costruzi
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Il cortile di un albergo operaio "mio'"'" diffcrisa .wst a n::ialm c ul c day/i altri !ipi italici Il f tl/lu .-l1c SurdC!Jiltl uu isola (c 11011 11 portata di man o dal o nlill c nfc o m e l a S i c ilia) ho illfluito sulla su.a evo lu z ione rctz ::ialc, rullc11ta n do alc1111i pro cessi c cristalliz z a ndon e altri ; ma non us .wlultlln e nt e il cusu di e .wsperurc cliffcre n ziaz ion! c he non ccctlo no li miti mod es tissimi; c rlv bbiamo an::.i dir e c h e i t e rmini di .wrdi c cm lti ncnluli che abbicm1o dm nto usare per chia n:::::a c i br11cim atw t e rribilm e nt e n ella p e111w; c a v r emmo prefrrilti funlc u m e no, p c r c h c \ il lc-/tore 11011 ci cre dess e pr esi nella sc in di 1erchi pr. !}iudi::i /Jo p o la fili(' tic /l' epoc a romana, /,'unico infl11ssv raz::ia./c in Surdc'!Jila f u que llo , pugn o / o : se r c itatosi attraverso la dowi'w::i o n c IITLI[)UIIt' S t c h e ebbe ini z i o ne/ sec. Xf\1, qua11d0 g/ i .4ru!fl111CSi usscditii'VIIo Lagliar i c'li e bb e t er111inc nel 1 714. i Srwoia. tli1'C/1111Cro R e di Sardegna. L jnftusso si ri tr'mfl rr1tc or u i11 u/c uu c usriiJ::c: 11 ViUa11wssargiu, p e r ese mpio, .ii c d ehm, nllu t c r::u tlom e11icu di o ll o brc, la festcl d cllisu i11 //ali ci, ,,,c h e p er i soslc11ifori delle l es i pi o IIICIIo apolo.lllc' ll/ c africaiiCg !iullli. / fY U fOSito t/CJ/(1 l'lll:::;a rfdJ'/ylt sit'l!lt' III'COrrc n n /are cile ili a/n11rr is o l e/le 11011 l t mltiii C da Carbo ui a . ii stubi/ir v11o r o l o11' i y c urr.oi pr orc uit'llli da Tabarra, i quu/i hallll O c OIISt'1'7'tl/{l i/. l o r o rliolellv c le / o r,, llSllll::t. VICENDE ... /.,a f'ntllulcilu11 bbav la cit!adi na11::o rrmw11a. Nrll'ottm o se col o d o p o Cris t o S u/ci s e sislc"i' a a n cor, , .1/i < lt'Ch 11e f o men z i o n e l'a11onim o Nat c uJwlc. L na dd/, prime ::uu,. ill'<'tlSC dai l a11da/i f u i l S u /ciltlllu; c i lllrlllllt'r ct'o li i uron o 11ri se coli le incursi v11i arabe eire n u n lasci artllw /nln :.-m::::iali pacll furo n v rapidissi111c, cd c_tfcl/uuh , solo scvf>o di rapi11a, ma 111i.' r u a dunr l a r e sistou::a delle i11j .-li ri f'o p o la:::ioni 32 Nei 1254 il Su/cis wddc .wtlo la clomilrazi"unc dci Cont-i. Uri/a di Pisa. Ne/. 1 323 ebbe luO!JO la r01!qu.i.si!t aragont:sc dnra111en/c ostacolata a llora. c in seguito dall'accanito valor.: dci Giudi c i d'A rborca. La popolazione di Iglesias (il nome se)[!. br a deri1 1 i da Ecc/csia, l
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L'UOM n problema scientifico dell' .. uomo sardo .. cosi delicato. e cosi suscettibile di diverse interpretazioni. che. invece d) affroJltarlo con le sole nostre fon:e, ci sicimo permessi di invocare !"ausilio di UJl illustre studioso il pro f. Luigi Castaldi, nostro collaboratol'lk Toscano. ma insegnante per lunghi anni nella R. Universit. di Cagliari. il prof. Castaldi verameJlte quel che si dice ., UJl competente in materia. I lettori saranno certo lieti di trovar rispecchiate le sue opinioni nell'intervista che segue, Alla base della questione razziale sarda si trova, se non erro, un problema di ordine logistico ... Badate voi state parlando con rm professore di antropologia; non con rm critico militare! --=-Certamente, professar Castaldi; ma io penso che i primi Sardi, i primi fra i primi, a meno che non siano germogliati proprio in Sardega, da qualche parte deb bano esservi giunti; e ... E allora vi domandate da qual parte e in qual m.odo vi siano arrivati; no1z cos? Proprio cos. Il problema pi'r grave e discusso di quel cbe a prima vista si potrebbe im maginare. Bisogna rifarsi alle ipotesi sulla f.mwsa Tirrenide Secondo l'opinione di molti studiosi, e soprattutto dell'inglese Charles lmmamtel Forsytt Major, itz tiiupi antichissimi sarebbe esistita una terra, detta Tirrenide. congi11ngente la Sardegna con la Corsica, l'A,.dpelago Toscano e la Pro venza da un lato, con la Calabria, la Sicilia, la Tunisia dall'altro. Se q11esto fosse vero e se la Tinenide non fosse scomparsa negli abissi prima dell'apparizione dell'11omo in Sardegna, si potrebbe pensare ad un'immi graziolze compiutasi a piedi asci11tti ... Voi, per, usate il condizionale ... 'S, perch l'ipotesi molto improbabile. La Tirrenide, se esistette, dovette scomparire nei gorghi d11rante il miocene o forse dur anche nel pliocene fino al l'et quatemaria. L'uomo sardo, che se condo alcutzi come Art11ro lssel sarebbe comparso nell'et terziaria, deve es sere in t:eait apparso ancota pi tardi. u progenitore nostro pit antico, l'Homo heidelbergensis, visse nel paleo/itico plei stocene, cio 550 o 600 mila anni fa. La Tirrenide, allora, era gi sommersa. -I Sardi arrivarono, dunque, p_er mare? Con quasi asso/fila certezza Da q11el mare stt cui siera da po(f() affacciata, come 33

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pa llllt l gigan tesc, r a lla/ena di /erre l a <"<1111 pagna romana. A t'Onta/lo co/ mare, de l t.t:slo, r iJJero t'Os t ,wlemente i pr o l osardi -La pal contologia h a del mer:wiglioso. Come possib iJe. sta b ilire nozioni cos precise? . E' m o l t o Jl!mplit' e l proto sardi del l' e l neoiiti r,r dore t mto dser e pescat ori. penb l e tract'e de ll e l oro a bit azio ni .rono .rlftl e Jrovate i i mar e e gli s tagni ro .rtieri. o ltr erb nelle grolle dell l g l e smJe. Accant o t1 abit azio ni .ri so n o lrotati mllct'hi di cm11 hig lie; e le t estig i a dimo.rlrtJito che i proiosardi .ri servivano d e ll e C OI!t'hig li e per foggiare a rmi mccbiai, or numenli -Ecco una buona idea per le nostre s ignore, sem pre in cerca di nuovi g in g illi ... Meno allraenti, per l e signore, ma cer i o p inlereJJanti p e r lo s111dioso, sono ,ti Ire ves tigi a d e ll 'e t neolit ica in Sardegna: i crani del cosiddello Homo sapiens rint m11ti nella grollt! di Sant'Elia e di San Bartolomeo. Tali crani sono in grande maggioranza dolir-ocefali cio di fomra alftmgaJa, e in piccola parte mesocefali cio .Ji fo,.,na 11n poco pit schiacciata. Nel peiodo meol ilico i rt'Iti di pr o loSttrdi SOl/O Minatori di Carbonia pit /Ili.'.'! e r o si. E' /' e t,, di.rt ,mle t/,1 noi Ire millenni, delle costm z ioni ntt1'a'giche. l crani dei Sardi dell en e olitico .ron o ,111cora. i11 mag gioranza dolic oce fali, ma v' tma perc en /u r le. da J//10. a nque, di rrani'br a thice fali,. cio scbiatciat i. Q11esto fa p im .rare ad !ln 'immigr.t z ione in qllel l' e poc a di p o p o l azioni proz ,eni"enti d a l 110rd, menlr e prob abi l e che i primi Sardi provenisse r o d a or i en te. -C' c hi parl a dell'Egitt o ... -S: une p a rla perch i n 1111'isc rizion e egiz i ana si tr ovata l a p aro l a Sh a rdana; ma tma pilr oia Jroppo l ieve indizio. Avel e t isitato il Mmeo archeo l og ico di CaS ? Ebbene voi a r e t e certcmtent e gi un'idea mollo preci.ra dei protosardi di mi ho p a rla! o, se riwrdate l e pit c h e ceni o s tat11e/le an t ichiJJime che vi sono conserv.1te. -Le statuette le ricordo; ma, a dire il vero, pensavo c ome molti, che l'impe rizia dell 'a rtefice arcaico non avesse con sentito una rappresentazione veristica; e c he si trattasse di graziose approssima zioni ... -Al contrario ; si tra/la di s/atuel/e scienlijiche. se cos lecito esprimersi. Ave/e IlOta/o i c r a!ti ? Sono 111/Ji molto all:mgat1, e ct non derh a d a t ; vero da/Fim perizi a d e ll 'a rtefice che se mai ,wr ebbe consigli a t o una fallllra affre/Jata e q11indi schiac ci,tta; ma risponde ad preocat pazione veristica: E le jig11re di q11esti pr o t osa rdi? EHi sono l fitti longili11 e i ... Longilinei? Non erano dunque di bassa statura, i sardi antichissimi? -Non confondete L ongi lin eo non s i gnifica: di alta .rtaltlra, ma: di arti allflngati in relazione alla .rtalffra C os so11o t sardi atttJali, e cos ci appaiorw i sardi del l e st a tit el!e del M11seo cagliaritano. -La precisione dell'artista gi unt a fino a precisare i mestieri di questi antichissimi uomini? Certo. l proto.r a rdi di sesso maschil e .retto rappr esen tati com e Capi guerrieri .ra cerdoti. mer.-.mti a rtieri L e donne, tr anne una sola ch e ml'o fferente, so;,o rappre sentate t111te tullo stesso atteggiamento: q11eJio di madri Con rma testimonianza che risale a t e m p i rem.oliSJimi, la S ardegna si dimostra italiana anche in q11esto, e prim a di /!filo ll q11esto: nei mito dell a matemit. I prececle.uti articoli au Carbonia coatituiacooo la terza tappa de_ l riaggio ruuiale per l'Italia. compiuto da GIORGIO ALMIRANTE

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Franceeco Traini: S Tommaso d'Aquino ( Chiesa d i S. Caterina, a Pisa)

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La disputa di S. Tommaao d'Aquino (Mu seo Naz . Palermo -Opera della messinese) i vuoi giungere a qualche cosa di restringere i rapporti sociali con I oro. Nel pi conclu ivo nell'analisi del comporta contempo reputava la loro conservazione m nto
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!aeomm indirizzato alla Duchessa di ; l ra bante { Ducissa Brabaruiae ) in ri'J!OSta alla pia sollicitudo cira regimen .'n bditorum duchessa che pro p oe v a con istanza al Domenicano taluni l u bbi su questioni di governo, e, in : iaL modo, sl trattamento l -2/100/ 6 / 4), effera-'Particolare della Reliqione cattolica. con S. Tommaso al centro, di Taddeo Gaddi (Cappella degli Spagnoli, in S. Mari a Novella di_ F i r e nze) tezza d'animo, venalit cupidigia ( lu dae i s unt crud e les e t ad a v aritiam proni. Summa The ol. 1-2 105), istlto anti s o. ciale natura s ervi le ( ]uda e i s e r v i principum servitute ci v ili, guae twn exclu dit ord i nem juris naturalis vel Summa Theolog 2 2 / 10/12 / 3 ) yli ebrei vengono dunqu e s ubito quali ficati. Di essi Chiesa e Stato po ss ono fare qual s iasi co s a v ogliano: Esse ndo pro prio gli ebrei servi della Chiesa questa pu liberamente disporre delle loro co s e Summa Theol. 2 2 /10/10/ 3 Lo s t ess o c oncetto ripetuto al principio d e l De Regim i n e ludaeorum : A cau s a della lorq colpa gli ebrei s ono condannati alla s ervit e cos i padroni po ss ono prendere i beni delle loro terre come se fossero propri L Aquinate in s i s te pi volte che si usi un certo moderam e n e ammoni sce: opor te t no s lwneste ambular e etiam ad e o s qui fortis s unt n e Dom i n i blasph e metur (De R eg. /ud. ), ma non ricono s c e agli ebrei ne ss una libert di culto ne ssun r i s petto per la propriet battesimo an c he c on t ro la v olont dei g e nitori { iJnvitis par e ntibus ), dei figli degli ebrei isolamento e relegazione sociale. Que s te s ono l e linee generali del trattamento da far e ai c ro cifss ori d e l Cri sto. Ri g uardo al c ulto l egg iamo al Arti c olo U trum infidelium ri:tus :;u tole,randi : I cultl de g li infedeli non s i d e bbono toll erare : c hiaro infatti che g li infe deli peccano nei loro culti o s servando li : ma commette peccato lo stesso chi non li. proib is c e, pot e ndoli proibire ... 1 c ult \ degli ebrei portano all'idolatria, dunque, i culti degli ebrei non debbono venir tol lerati Per quanto concerne il batt es imo ahbiamo vis to <
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Beato Angelico: San Tommaso (Cappella d i Nicol V in Vaticano) a ltri infedeli debbono venir battezzati an c h e contro la volont -dei genitori :.. Inge renza e intolleranza, se pur attenuate dalia buona intenzione: Appare chiaro percb. i figi i degli eb rei debbano venir battezzati malgrado i l diniego dei genitori ... I figli dci s ervi s ono se rvi e iri pote s t dei padroni: ma g li ebrei so no se rvi dei re e dei principi; perci anche i loro figli; i r e dunque. e i principi hanno potest di fare dei fig li degli eb rei c i che essi vo gli ono: non vi ,-ar dunque nessun male. se li battezzeranno nono s tante l'opposiziom dei ge nitori ... Iddio, che d l'anima. :;upet;ore al padre, c he d la carne: non p e rci ingiusto c h e i figli de g li ebrei s iano sottratti ai ge nitori di carne. e ven gano co n :;ac rati a Dio mediante il batte s im o A g li ebrei s i inibi sce ancora quals ia s i propaganda o attivit anticristiana e anticattolica l Art ]uda c; sunt. com p('ll e ncli a fidclibus. si adsit ul /ide m non impedinnt t:el b/asphemiis, vel malis per s ullsionibw : ul et.iam apertis p e rr.ecut.ionibus ). Pur esse ndo fautore, lo abbiamo visto, del battes imo obbligatorio ( irwi-lis pa renti bus _1. San Tommas o non propug na allatto la conversione forzata degli ebrei ad ulti poich ques ta sembra porgere s carso aflidamento di s incerit e d'efficacia: Gli ebrei non possono in alcun modo essere indotti a credere Degli in fedeli v' chi non ha mai dato affidamento co me gli ebrei: e que sti in nessuna ma niera po sso no es sere spinti alla fede; poi ch credrre proprio della volont ... Perci i fedeli di Cristo muoveranno fre quentemente guerra contro gli infedeli, non per costringerli a credere: ma per non essere impediti essi nella libera ma nife s tazione dei loro culti. Ai cristiani conse ntito, vero, colti vare le terre degli ebrei, i quali rifug gono da epoca immemorabile dal lavoro manuale. ma non nece ssario per questo che i cristiani conversino con loro ( che se i cristiani debbono coltivare le terre deg: i ebrei, non per questo necessario ehe debbano con loro; e se vi fosse pericolo eli tale comunione, sa rehhe nece ssa rio impedirlo _1. Fin qui le osservazioni e i consigli ven g ono profferiti con tono placido, per quanto fermo come di chi tratti di cose astratte, ma lo sdegno pi appass ionato trapela quando si viene a parlare della u s ura, perch i tipici usurai sono gli ebrei in cui u s a avarizia il suo soperchio per dirla co: Poeta. Al Dottore Angelico ripugna in sommo grado l'< usuraria pravilas:. propria degli ebrei, che lucrano solo col latrocinio e col furto :. l De Re g. ]ud.l. Egli pertanto li accomuna agli ini qui Caorsini e nota (ibidem). con intui zione del male e dei rimedi, che unico .(':. .. :a .... = -francav1 a: San Tonulas (Chiesa d f Marco a Firenze}

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mezzo per rendere innocui, o meglio. produttivi e non pi paraSsiti, gli ebrei, sarebbe strapparli al banco dei loro sor didi strzzinaggi e metterli a lavorare nei eampi nei fondachi nelle officine, nei luog hi insomma : dove ci si guadagna il pa ne col sudo-re della fronte. Meglio infatti -sottolinea che i principi costringessero gli ebrei a 3 CUI .fud.). Con l'esercizio ra si pu ,edere Ja familiarit che gli ebrei hanno eon l'illecit;. anzi ad essi soltanto con cesso di esercitarla ,proprio perch re degradante ; di uomo libero e (<< quod ab extraneis Judaei u.suram acc-iperent, non fuit eis concessum. q uasi lici.tum, secJ permissum ad ma.jus r naiuu. vitandum ) Gli ebrei hanno cor r otta la parola divina, e l dove detto ( Dent ., 28) : Se ascolterai la voce del s ig:10re Dio tuo ; Egli ti far eccellere SU t utte le genti, ti far abbandonare di tutti i hll'On'o scorto null'altro -che una promessa di benessere materiale Cos ; g nomin1osamente esclama San Tom m aso ......:.... gli ebri interpretavano che si d ovesse servire il Signore per quei beni ,nateriali, come fine -r .. . San (Pinacoteca( cii }Hlmo) Il rapporto nuovo il patto nuovo che legher cielo e terra in vincoli d'amore, non potr venire che dal Cristianesimo, da una relgione cio che rinneghi la grettezza dell'antica Israele. Contraria mente a quanto sostengono gli ebrei, Iddio ribatte l'Aquinate insegn che non dobbiamo riporre i) fine nelle ricchezze, quando disse: N ori accumulate tesori ; e soggiunge, alludendo al Talmud: Gli ebrei hanno proibito l'usura a tutti, eccetto che a se stessi, peroh, di cono essi per qualunque altro uomo la usura !Dale, mentre bene e legale per gli ebrei. (De Reg !ud.). Nel complesso problema religioso, eti co, sociale dell'usura, che poi la radice e l'essenza dello stesso problema gene. rale giudaico dunque affermarsi e trionfare una superiore esigenza spiri tuale, che rivendica: all'uomo iL patrimonio della dignit. FERNANDO PORFIRI Testa di San Tommaso (Particolare della Crocifissione rlel Beato A:.gelico, nel Museo di S. Marco di Firenze)

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Il giuramento eli Pontida (Quadro di Amos Cassioli, nel palazzo comunale di Siena) S potrebbe dire: ma la divisione della storia in et staccate, e perci anche il mcJioevo, quale fu pensato dagli illuministi, hanno perduto, non Ja oggi, il loro credito la storia come un fiume: non s'interrompe, n cessa mai, neppure un momento di scorrere. Questa l'opinione succeduta, non da ora, a quella degli illuministi. E', rome tutti sanno, l'opinione vigente: divulgata tal punto che, giusto a proposito del medioevo, non c' libro di scuola in cui non se ne parli Infatti se ne parla: solo che non sta qui il nocciolo della questione Non si tratta di continuit o di non continuit: si tratta, solo, di uscire da queste astrazioni: di qualunque natura e di qualunt)UC provenienza siano. Si tratta, solo di guardare i f.ltti. Tanto il sis tema dell'oscurit e delle tenebre, quanto l'altro del fiume c he scorre, hanno il torto per prima cosa, di defor marli; anzi, addirittura di ignorarli. Ci che contengono, non sono che immaginazioni : cio i fatti come sarebbero se il mon do fosse c ome detto nell'uno oppure nell'altro sistema. O, se gli inventori di questi avessero creato il mondo. Sa(ebbe la sola condizione per cui ci he si pensa debba necessariamente cor rispondere a ci che si vede. Ora, nella storia, ci che si vede non n la rigida c: statica geometria degli illuministi, n il vacuo ed inc onsistente divenire dei romantici. Si vedono, invece, e sono tangibili, le opere: fatte dai popoli, fatte dagli individui: di esse. soltanto, possibile parlare. le et, le idee, i pe riodi, le civilt, considerati come enti e distinti dalle opere, cosi come da popoli che ne furono autori, non sono, in realt, mate rie di storia. Per ci niente contrapposizioni generiche, come per esempio queqe cui da un gran pezzo siamo stati abituati, tra civilt an tic a e civilt medioevale, civilt medioevale e civilt moderna, termini che, importati dall'estero e soprattutto dalla Francia, sono serviti a confonderci le idee. Fino a qual he secolo fa i nostri dicevano: i Greci e i Romani per dire civilt antica; il Papa e l'Imperatore oppure Firenze e Venezia per dire civilt medioe vale e moderna. E dicevano benissimo : perch si riferivano ai popoli (od aHe loro istitUzioni) non alle civilt come enti astratti e st ccat i da essi. I nostri pensavano: sono i popoli che creano le civilt. Si pu dunque solo parlare delle azioni, dei contrasti, del su cedersi dei popoli; e delle civilt, in conseguenza di .. 40

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La battaglia di Palestro (Quadro di Emilio Lopi, nello Galleria Antica e Moder.na di Firenze) La presa di Porta Pia (Quadr:::> di M. Cammarano, nel palazz0 reale di Capodimonte) questi fatti. Quelle sorgono o cadono col sorgere o con il cadere dei loro autori, clie non p<}ssono, in tale funzione, essere sosti tuiti : essendo, la civilt, per i popoli ci che il carattere per gli individui : qualcosa che deriva dalla nascita. Si comprende ora, che rilievo avesse la storia, narrata a quest\) modo. Lo stesso dei quadri che si dipingevano an ora a quel tempo (cio nel tempo da Guicciardini -a Vico) rispetto alla piattezz a e all eva nescenza, acquistate di poi, quando cominciammo a ispirarci alla pittura francese. Quello che vedemmo avvenire della nostra pittura, lo vedem mo avvenire, ugualmente del nostro modo di la sto ria. Perdemmo quel h>usto, cos pieno e rilevato, cos forte ed esauriente dei fatti e dei loro autori, fossero questi re o governi, individui o popoli. Gusto che era stato in noi c ostante fino dai tempi romani che avevamo trasm esso, per lungo tempo all'Eu ropa fino a che questa prima in Francja in Inghilterr a e in Olanda certo per un ritorno di caotica barbarie, poi, per rifle ssp e con tristissimi effetti anche da noi vi sostitu l'altro che tutt'ora predomina, delle et dei periodi, degli sviluppi delle masse Perduto cos il senso della pers onalit, sia degli individui che dei popoli, pe!:duto il senso della qualit, della distinzione, e quindi dell'onore e dell 'e roismo cose he una volta erano prima di gni altra, oggetto di storia, fu aperta interamente l a strada da una parte all'economicismo dall'altra all'universalismo : motivi ormai inevitabili p er gli scrittori di questa materia Ora, d a tutto questo, si pu trarre una utile osservazione Il classico procedere dei nostri scrittori, c he consideravano s olo le opere e c oloro che le avevano compiute, e perci le civilt come creazioni de i popoli e non, viceversa, u11'astratta civilt c he, come si suoi dire, diviene, indipendentemente dal loro sorgere e cadere, precisamnte il modo c he debbono seguire oggi tutti tlua nti cominciano a interpretare l a storia dal punto d vista d ella razza. L'antica la classica storiografia italiana, la pi sana e solida, c h e mai vi sia stata, era n aturalmente razzista. S c h e per !::t legittimit o meno dei termini ancora in voga tra c ui, prima di tutti, medioevo ,>>,. alla loro interpretazione, e a quelli c he ci converrebbe piut!:osto sostituire, ci basta semplicemente ricorrervi G. DELL'ISOLA
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questionario Michele B uzze o studente della terza li e ale., da Caserta: Il camerata Grieco nel N 2 del 20 no embre della Difesa della Razza dice: Lasciate che vi esprima la mia delusione n e l constatare che fra tanti che collabor a n o al questionario, nessuno ha saputo c mcora parlare di Leopardi da un punto Ji vista poetico o quanto meno i o aggiungo che ness-no ha saputo a nc ora J::arlare di Leopardi, poeta della qiovinezza. Chi ha mato la giovinezza come teor-a rdi? Chi l'ha cantata con pi entusia, :mo, con pi poesia? Egli ama la gio-. : e nt, desidera e non teme la morte, ma a borre ed ha un acuto terrore della veciaia Giacomo Leopardi non. stato mai per : gi ovani, che sono tali, non d'et -soltan!:>, ma d :anima, di cuore e di pensiero, il tetro, querulo e mortificante, ma il r ; oe!a della loro giovinezza. Se i giovani, e non solo i giovani, applicano a Leopardi j grssi giudizi consuetudinari, non riusciranno mai a capire e ad amare il poeta, ma potranno solamente aver piet d Lui ; quelli sani e forti invece sono pi capaci delle grandi ommozioni delia poesia leopardiana che li conquide e li fa assistere alla titan"ica lotta dei nobili spiriti contro il Fato. A Paolo che _piange noi preferire-mo sempre Farinata che ha l'inferno in gran dispetto e magari Capaneo che bestemmia robusto "' truculento Leopardi il poeta della giovinezza perch odia la "\lecchiaia e come tale giovane .Egli stesso. A questo fa eco un appunto dello Zibaldone che dice la vita fatta naturalmente per la vita e non per la morte. Vale a dire latta per l 'attivit e per tutto quello che v'ha di pi nele funzioni dei viventi Nella Sua poesia immortale, Egli ci insegna non gi a negare ed odiare, ma a credere, ad agire e vivere. Leopardi il poeta della giovinezza: primo perch canta con suprema dolcezza la primavera, il. cielo stellao, la chiarit delle notti lunari e l 'infimto, sintetizzando l e dolcezze del mondo nella giovinezza, secondo, perch un titano ribelle che affronta il Fato, gli Dei, ma che non vince le anime grandi. E il poeta della perch canta gli affetti generosi, l'amore i:nnenso a c che pi si sublima, perch cant a il coraggio che la .pi rar. a virt della vita e la condizione necessar i a d 'ogni vera grandezza E il nostro poeta perch. noi giovani da altro ci sentiamo cosl compresi ed amali come da lui. Riconosciamo dunque Leopardi J::Oeta d e!la giovinezza, d ella sanit e d ella gioia, prerogative queste d ella nc;>stra razza. Anna B eneUi, da,Firenze: nella Letteratura italiana di Eugenio Donadoni :pagina 210). a proposito d i G. B. Vico queste testuali parole: Il Vicp vide per primo l'!mportanza enorme che ha nella storia, quello che noi chiamiamo

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Arco di Galerio. a Salonicco !attore economico. Sotto l'involucro pi fantas tico o pittoresco, chiara nel Vico quella interpretazione materialistica del lotto storico, che ha avuto cd ha tanti seguci nell'et nostra. bench tale interpretc:.;one s i si a rivelata insufficiente a spiegare i pi signi ficativ i momenti della Sto ria. Ad 'Jna lotta tra patrizi e plebei riduca \'1co tutta 1::; Storia romana:.. Seguono gli esempi di questo riduzione ; desiderN.:-i molto una delucidazione s u ques to punto, perch, traendo le conseguenze. ne verrebbe che la s te:Jsa dottrina marxista prenderebbe origine dal nostro Pensatore. Nella interpretazione materialistica della Storia vengono esclusi gli Ideali, in quan to ven9ono riportati esclusivamente ad un gioco di inte ressi e non comprendo come G. B. Vico possa affermare le cause ideali di un movimento. per necgarle quindi da un altro lato. l'..ico. A?, ta,. Cara B e n cll i nel destino di Vico c 'era anche ques to, che e gli dovesse andare o finire in mar.o ad economisti, mata r i alisli. e pos itivisli che formano quell. a famiglia d: cretini, d;c ha costato e sta costando ancora tanto sangue all'Europa. Non hai mai letto la pr efazione all'edizione Sonzogno della prima Scienza Nuova? Leggila. E l'esempio della sorte disgraziata d i Giambattista Vico. Per questa g e1c priva d 'immaginazione, perch priva ci'ognj stilla di fantasia, che possa dar materia e corpo alla immaginazione, che vuoi che sia la lotta fra patrizi e plebei se non un fatto matriale: cio razionale ed economico? Per Vico Invece si tratt di dei, di comudegli auspici. Si tratt che gli dei nacquero nel cuore dei plebei e li resero pazzi, come i Deci. che a due a due si consacravano per la salvezza degli eserciti, come i Curzi. che si gettavano r.elle fosse fatali. Per Vico la lotta della plebe coi patrizi fu tutta fantasia .E--t.i-r.i-OOf:(ilz i o di avermi-doto occasione a -asten e e : di Colui che fu esaltatore di :utte le energie della Razza; in tempi in cui trionfava un sordido anticler icalismo, che non aveva nessuna luce ideale. e volle morire col Crocifisso sul petto a dimostrare che dopo le grandi parole dettale dal Cristianesimo, altre cos solenni, cos universali. non furono pronunciate sulla faccia della terra sono state dalla Sacra Congregazione dell'Indice classificale scritti da esser tenuti lontani dai fedeli perch possono danneggiarli nella fede e nella/morale. Tutte le Opere, anche FINO A DOGALI che racchiude le sublimi pagine su Don Giovanni Verit che lumeggiano il problema dei rapporti 'tra la fede cattolica ed il sentimento patriottico, pagine che hanno precorso e preparato la Conciliazione. Anche LA LOTTA POLITICA che l'esatto chiaro panorama storico dell'Italia tormentata nei secoli, la v1s1one della funzione dell'Italia, vista con fede incroilabile nei destini della Patria crea!lice di verit. Anche LA RIVOLTA IDEALE cic.vc l'Oriani alla concezione tumuloppone il ritmo fatale della Storia, libert senza freni oppone il principio del!"l Stato forte supremo regolatore di ogm ol1ivit, all'egois mo, al materialismo cppc:-:1? la morale di Cristo e dal fermento dellarao:za vede che sta j:er sorgere una nJO'Q quella che sar creata da Benito Muss olini. Tutta l'opera veramente umana di un Uomo che pianse nelle ore tristi della Nazione, che ebbe solO' l'incessante ansia dell'ascesa per vedere sempre pi lontano sempre pi in alto. Tutta l'Opera di un Uomo che fu I'Antecipalore del Fascismo e sul cui tumulo glorioso il Duce della N uova Italia. consacrala nel sangue dei Martiri, fece giurare alle nuove generazioni che a qualunque costo l'Italia sarebbe divenuta grande, giudicala opera perniciosa. Se non si avesse fede. verrebb e voglia di pic;mgere Gabriele d 'Annunzio animatore delle forze latenti del Popolo Italiano. suscita tora d'ogni gesto di bellezza e di ardimento, stato mess o all'Indice. Dovremo leggere il iibro LE MARIAG E di Leon Blum che esal.ta l'amore incestuos o e l'aborto e scordino il senso morale e sociale della famiglia? L'opera di Leo n B!um non stata messa all'Indice, quin! non perniciosa, bensl consigliabile Al!redo Oriani antisocialista antidivor z ist<"' antidemagogico, espansionista ed imperialista nel ser.so pi nobile, stato messo all'Indice. lo mi domando perch si aspettato tr ent'anni per dichiarare pernicios a !' Ope-

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d i Oriani. Per dare forse, in tempo ora opportuno, un aiuto morale alla pericolan: e anglo-franco-clerico-massoni.:o -giudaica? La coincidenzt strana, ma strana. Quando ( ora) si toglier dl!a circo' azione i i g iornale-che, asservito a i giudei, :!iso nora l'italia e la Religione d i Cri s to? r: ora di ripulirli gli angolini, in verit po chi, dove s i son rilugiati coloro che attentano alla salute del Popolo Italiano e :lei mondo. E ora d i far capire alla anagiicr, che indietro non si torna, ma che il Popolo Italiano, guidato dal suo infallibile ::luce ha tirat o e tirer sempre diritto. E era di far capire a certa gente che non 0isogna oltre abusare della longanimit del Fascismo. Cos scrive Parenti. Anche Pacilo Z.rbano ci ha scritto d a i..2ntini (Siracusa) trattando della zizzania, questa scomunica ha dato mo.do alla .;!ampa d i Francia_ di seminar_e, e del rac,;o !to che la Francia ne mieter. cla 11'0 e-ti Giuseppe Grieco, da Azizia (T.ripoli): Ripeto: aboliamo la critica, aboliamo ":o quest'arid a s cienza che s'int erpone ira noi e la poesia e .che n e impedis c e :1 libero godimen to. Accostiamoci alla poe-ia con animo puro, con cuore intatto, con :o ntasia, in una parola, da poeti, perch, n a detto Leopardi, solo i poeti possono : omprendere la poesia. l filosofi i cr-itici 1li psicologi, no. Ho rivendicato, insomma; : n modo tutto poetico di .considerare la ::cesia, a l di luod e al d i sopra dL ogni ,:iccolezza critica e ho fatto due nomi, :m to per non cadere nel vuoto delle ostrai on i generali: Vico. e Leopardi. Ma con : non volevo, n potevo ridurr'? la poesia ,n'allegro di uno stornellatore 1' piazza, come sembra che abbia capit. o eri S, lo so, la-pcesiq prima di tu tto o lo re, perh creazione. Non vi dice la lggenda che ci rappresenta ) me ro, vecchio cieco errante? E anche sa::iente la poesia, anzi sapientissima, per;h ogni creazione. contiene implicita in e la sua filosofia come nei poemi di Ome:o era implicita -l'abbiamo ripetuto tante :o lte -tutta la posteriore filosofia di Pla,:-m e. Ma questa sapienza non ha niente .la vedere con la filosofia e tanto meno -o n la critica. E la sapienza volgare. quela del cuore. la nostra sapienza. E essa, ppunto, che noi rivendichiamo contro l e .:berrazioni filosfihe e critiche che imper:ersano nel campo delle arti e specialmen_ ; della poesia. Come si vede io non sono ostile alla ultura, se cultura intendiamo il nostro ecessario nutrimen to spirituale, senza il non possiamo d irci veramente uoSono contrario, invece, alla cultura :;n e a se stessa, al culto d e ll' erudizione, -lol eggrata per s e non mezzo a d un fine :-;i alto e pi nobile. Riguardo alla cosidetta altissima funzio e della critica, debbo dire che, nella migliore ipotesi, si tratt a di una ingenua il us ione d i poeti fal l iti, che credono d i po\. er insegnare agli altri ci che non hanno .:apulo fare essi stessi. Infatti, a che cosa > erve la critica? A far poesia? No certa:r:ente. A g .iudicarla? Ma. pu giudicare rett amente di poesia chi poesia non sa faperch non ha ricevuto d,a Dio questa q r azia? Leopardi diceva che no. Dunque resta che un'ultim a 'ipotesi, se la cri-Convento di Kutlurnusion, sul monte Atljo s tica vuole realmente adempiere una specifica ed utile funzione: accontentarsi di essere l'umile ancella della poes ia, in una parola, resta're nei l imiti di quello he Dante chiamava comento. Non altro. Se questi limiti vien meno allo sua funzione, insuperbisce, diventa, in una parola: filosofia Ora proprio contro la scienza, che pretende alzarsi al di sopra dell'arte, che noi rivendichiamo il potere del cuore e dell'immaginazione, in altre parole, l e fonti eterne della poesia. E' con tro questa scienza che noi rivendichiamo la realt vivente della poesia, realt sfuggente a qualsiasi sistemazione critica, perch non riducibile nelle strettoie di nes-. sun sistema. Roberto R anieri, da Roma: Voi avrete certamente osservato come l o parola overtura, che qualche mese la suscit un vespaio, si sia dileguata silenz io samente, scomparendo dai programmi murali dei concerti e dai giornali e dalle labbra degli annunciatori della radio. Sulla fine di 'Vertura io non voglio infierire, poich questa era destinala a morire per la semplice ragione che la traduzione italiana del gallico ouverture, non aveva ragion d 'essere. Infatti, almeno due parole esistevano

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gi, le quali italia."''amente usar-l'ultimo numero della D. : d R : e mi sta-SI nello lllesso significato; cio introduzio-lo altamente utile ed istruttivo per. ( mol. ne e sinfonia teplici argomen ti lVI trattati. Nella mia Introduzione forse P.referibile dal punto considerazione, mi pare che sia abbastandi vista strettamente semantico, ma sinio-za interessante ed utile quel vostro vipg-nia na ragioni storiche. C osl, mentre g i o razzistico per la nostra Italia, che voi W e ber, cd esempio, chiam c: ouverture:. avete i n iziato da Littoria e J' Agr Ponti no; l'mtroduzione a l suo Franco Cacciatore, il importante per l a concretezza e la fonda-'nos tro Ros ai n i aveva gi ri nolto per noi tezz a con cui andate riassumendo le Italiani i l problema, chiamando sinfonie le vicissitudi ni stotiche, razziali, culturali del-mtroduzioni a molte delle sue opere im-le diverse regioni italihe ed utili pr far mortali. conoscere alfe nuove generazioni che Da par.ecchi dece nni, dunque, la parola aprono gli occhi in questa rinnovellat a :Jtnhnia olt r e a indicare composizioni di atmosfera, voluta e creata dal Fascismo, :;tile classico come quelle di Beethoven, le origini e l a culla da dove essi e prima designava italianamente "ouverture> o dt essi, i loro padri, nacquero, prosperare-qualcosa di molto simile, senza avere mai no e dopo aver vissuta la loro vita, gioe-destato preoccupazione d i ambiguit. quero. Ora io vorrei prendere l'occasione per Quello che gratamente mi ha colpilo e fare qui qualche osservazione relativa a vivamente interessato stato. inoltre quella dife 3 a della lingua che non che voce della razza in Giovanni Verga di un aspetto particolar e della difesa della Enzo Cavallaro. Bravi; vostro compito di razza. farci conoscere, amare ed onorare i grandi Nessuna lingua mai stata -per lo spiriti italici che questa antica e etesao f lusso e riflunso delle vicende sto-sempre giovane terra fa sbocciare dal suo nche -del tutto immune da influenze stra seno fecondo e che tant civilt ha dato nir::re, le quali hanno las ciato in ogni idio-al mondo e che pi ancora ne dar in ma sedimenti pi o meno evidenti. Cosi, avvenire, perch noi gioyani .crediamo fer-cui -tant deve n -mondo e c h e per prim: smasheranc i torbidi e biechi d isegni del l'internazionale ebraica. A varie riprese h c dovuto entrare vi vacemente' i n discussion con qualcun o di questi lattesegno a derisioni, che non mi lann .. n e caldo n freddo, forte dell'insegnamento ac. quistato nella lettura della vostra Rivista. e a qusto qualcuno ho risposto col m io Enost ro fascistico mollo: me ne frego. Non so, come ho gi. detto, adoperarE' belle e curale frasi per palesare il. m i e pensiero, appartengo, .ad u n istituto industriale dove si parla pi d i matematica. d i meccanica, elettrotcnica ecc., che di-file sofia ed altr a roba che termina in iia. Spe ro che per, voi che vi interessate chiara ment e eci an:ipial!lenle di queste cose, a bbiate capi to quel che ho scritto che p e: voi non occorrono-troppe parole. Questi tali, riassumendo, sono co]Q[O che gu_ cird ano da dietro le persiane, la zavorra, che in questo periodo d i Jcrioro alacre, duro e sodo, appes.antiscono la Nazione, e c h e bisognerebbe strappare dai Jr angolin i e fargli comprendere la verit .. ad esempio, le lingue iberiche sono stata mamente nel radios o a vvenire .della Patria. largamente influenzate dall'arabo; cosi l'i-Non tutt i hanno possibilit e Giambattista Volta. da Zelarino taliano ha preso certe parole, invece che anche d i tempo, per poter ampliare le No o una, che m i pare incoerenza,. fra g l i direttament e dal latino classic o o da quel-proprie cognizioni, comincia11d0 dal sotto-ultimi articoli di Dall'Isola e quelloch e lo volgare dalla deformazione che di que s critto ; per cui non dovete stancarvi di farEv ula ha pubblicato in D d : R. del 2 0 t ultimo aveva gi folto l 'antico francese. lo VOi e nel dir ci aderisco O quello che aprile corrente. (E' il caso della parol a mangiare da man-scrive Eugenio Parente riguardo alla Il primo sostiene che i nemici di Rom a ger, il -qual e a sua--volta-.v-iene -da un..-.. il p _ monducare che cerlo era in uso fra il po-stri grandi maestri da_v:.oj gi-: iniziata e -. gr.qn polo romano. Cosi U francese ha preso : d i ...che spero-non: =-:-:..c-..: pes o dalla nostra lingua re Parole bravo, lo ncm -so fare -lunghe dssertazont;" .. l!li .. prffiicr'=ae lle gu:errepurij' Clte ;==' .:C'='-""=--intermezzo, ecc.; cosl l'inglese ha addirit-accontento di istruirrni e di aggiornarmi (Dato che questa precisa fras. e: sono d c tura saccheggiato s i a il ceppo latino sia s ull e 'diverse questioni che. la vostra rivi.-ritenere leggendari tutti. i (alli d i Ro ma a n-quello sasson e, germanico, scandinavo, sta viene a passo a passo, trattando. tica fino alle guerre punichedi un frc r.-riuscendo a velare la refurtiva con la sua Quello che per mi addolora e mi strin-cese, non v i viene in mente che in que tipica destrezza. ge l'animo una costatazione che. ho po-periodo di tempo c i furono le tr-e Non b isogna per dimenticare che que-tulo assodare nell' cimbito stesso aella mia e de-cisive vittorie rop1ane. sui Galli de: sti cambi sono vitali sol o se avvengono scuola. Vadimone, di Talmone e di' Casteggio? ) n e l misterioso crogiuolo linguistico, dovef Non mancano Ira gli studenti m1e1 com-At Dall'Isola i o aderisco con tutto il cuors l e azioni e l e reazioni nono determinate pagni o da me .conosciuti, alcuni che mo-e dico che bisog _na pa.ssare al. contrattcic cc dalle dire ttrici d ella s toria e dalle n e ces-strano una indifferenza, un'apatia sconcer-invece la slorcit del mag sit strutturali d i ciascuna lingua. Quando tante, sui diversi problemi razzislici, che gicr numero possibile. 'di fOtti dell'anti c :t in vece si vogliano isolare tali processi dal dovrebbero invece tanto sentire. li loro Roma. Invece Evo.la dcw_do 1.1na spie'gazio n s lor o natural e ambiente e provocarli arti-ani mo pieno di borghesismo e delle mitica del fatto di' Rmolo e Remo pare ltclalmente fuori d e l vivo d ella lingua par-idee soV:vert itrici porlateci dai ntpoleonici, che si metta dalla parte dei primi': Com e lata, allora si fabbrica una lingua di pro-accolte prim con entusiasmo e con fdus i spiega ci? lessori: una lingua ch e n oasuno parler eia anche da nostri poeti, come il Foscolo, Cos scrive Volta: mai e che, man mano che fabbricata, si ma che poi l e rip':ldiaron o e si scagliarono E l' lmportanle .' che i Romani: fec e r .. liquefa all'ard ente cont a tto della realt contro d i esse. quando ne conobbro la grandi cose,. perch' le seppero immagif!are. linguistica e cad e ben presto n e l dimen-inutilit, la loro irrealt e quando ci videro l razionalisti, gli slata.to ri -di leggndr ticatoio. Una fatica di Sisifo. Un passo p i s otto la chiara impronta massonica, bor-non .capiscono le favole perch non h In l ed eccoci alle lingue artificiali. al ghese, ebraica. Ci sono ancora Ira gli stus anr10 immaginaie, e per ia stessa-ragion latin o semplificato, all'esperanto e con-denti, di cui parlavo innanzi, c e rti adora-non 'sono stati e non saranno auto. rj cj.'un s im ili facezie. torj delle grandi democrazie, infatuali del storia epica. Ora, a me pare che a nessuno pi ch loro spirito corrotto, che ormai deve ces-a noi Italiani dovrebbe esser chiara la sare. di esistere, e con gli occhi' abbagliali necessit d i guardarsi per naturale istin-da false ideologie e d a menzognieri splen-to, dal cadere in talj tra bocch etti. La Fran-dori, arrivano sino a misconoscere i Plissier. prof e ssore di matemat. eia pu a vere creato al tavolo dell'Acca-diritti delle Nazioni p roletarie tra cui ci ca e fisica, ha scritto da Roma a Ju s i k demia la sua lingua, la quale perci, annoveriamo con fierezza anche noi italia-Achrafian: b ench sia parlata, una lingua t eorica, ra-n i e credono tuttora nell a vittoria dele Lessi il Vo s tro articolo sugli armeni n < z \onale. M a in Italia, dove sempre stata armi e delle idee delle Nazioni democra-fascicolo VI della D. d. R., ann III alti_va la vita popolare la ,lingua non tiche ved i Francia e Inghilterra .di Che si deve p ensare del fatto che n ( ma1 stata n ma1 potra essere latta quelle Nazioni che non esitarono a cin-nome ar-men-o potrebbe riconoscersi il t em a scuola, bensl dal popolo e dai poeti. gerci il cappio d elle sanz ioni intorno alla del nome etnogrrfico ar-ra e quello di n e "gola, per strangolarci. e che noi abbiamo m i Omuni mann e homo? Antonio Pedona, stude n te dell' I s titut o In dustriale .A. Rossi di Vicenza: Come mio consuetudine, ho acquistato vittoriosamente stroncato. Ci echi per forza, non vedono che quelle cercano di s offoca r e l e Nazioni giovani .. e prolific h e; cercano di abbattere quegli totalitari, in special anzi avanti a tutti l'ltalid. a -------------Preghiamo: Jusik Achrafian; Francesco Pedel; Cesar e Bolognesi, di manderei il loro indirizzo .. J Direttore responsabile: TELESIO INTERLANDI __ __ ______ __ ______ _.:_ ------------------------------------Stampatori: Societ Anonim a Istituto Romano di Arti Grafiche di Tumminelli & C Citt Universitaria -Roma

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Collaudato dal Ministero delle Comunicazioni -Ogni Radiobalilla, ha il relativo boll_ino di collaudo -T re valvole -Onde medie -Ricezione diurna della stazione pi prossima In condizioni favorevoli ricezione serale d i a le u n e p r i n c i p a l i s t a z i o n i e u r o p e e Privo di reazione regolabile sull'aereo, quindi esente dai disturbi caratter i s t i c i d e g l i a p p a r e c c h i a r e a z 1 o n e C O STA L l R E TASSE RADIOFONICHE COMPRESE. ESCLUSO ABBONAMENTO ALLE RADIOAUDIZIONI VENDITA RATEALE -17

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' conomia. Nel bilaqcio domestico la buona conservaz ione degli al i ment i, secondo l'igiene, rappresento un ri. sparmio importante Bisogna natura l mente che il frigorifero funzioni bene, che non si guasti, che non 'facda perdere in riparazioni quello si risParmio usondolo IL FRIGORIFERO. FIAt 125. di tipo porta in s lo garanzia del perfet t o funztolia mento, cio dello massimo economia. Non richiede manuterzione. Esso lo strumento perfet t o dello l otta contra lo sprecC'ol, coso. IL FRIGORIFERO' FIAT 125 econo mico anche come spesa d'esercizio, perch il consumo di ene rgia elettrica minimo. Spendereste di pi se doveste comprare il ghiaccio 125 CONCESSIONARIA ESCLUSIVA DI VENDITA PER l'ITALIA, LE COLONIE, RADIOMARELLI MILANO Ven.lita a tale ,,