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Difesa della razza : scienza, documentazione, polemica, questionario

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Material Information

Title:
Difesa della razza : scienza, documentazione, polemica, questionario
Physical Description:
Serial
Publisher:
Società anonima Istituto romano di arti grafiche di Tumminelli
Place of Publication:
Roma
Publication Date:
Frequency:
semimonthly
regular

Subjects

Subjects / Keywords:
Race relations -- Periodicals   ( lcsh )
Jews -- Periodicals -- Italy   ( lcsh )
Race relations -- Periodicals -- Italy   ( lcsh )
Genre:
periodical   ( marcgt )
serial   ( sobekcm )

Record Information

Source Institution:
University of South Florida Library
Holding Location:
University of South Florida
Rights Management:
All applicable rights reserved by the source institution and holding location.
Resource Identifier:
usfldc doi - D43-00047
usfldc handle - d43.47
System ID:
SFS0024306:00047


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Difesa della razza : scienza, documentazione, polemica, questionario.
n Vol. 3, no. 18 (July 20, 1940)
260
[Roma :
b Societa anonima Istituto romano di arti grafiche di Tumminelli],
July 20, 1940
650
Race relations
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Jews
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LE a a volte, nel corso dl due secoli, i frau. ce si hanno passato lafrontlera per inva dere le . terre altrui

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POPOLARI DELL'ISTITUTO NAZIONALE' DELLE ASSICUR.AZIONI II risparmio nella sua forma pi perfe:tta, che sulla vita, nec25-sario a tutti i cittadini senza distinzione I di categorie, perch la difesa pi efficace contr i rischi, ai quali l'esistenza n03tra e quella dei nostri c:xri soggetta. Anche i pi modesti lavoratori' possono oggi gode;1e dei benefici dell'assicurazione-vita, perch l'Istituto Nazionale delle Assicurazioni ha eapressame!.lle creato da tempo le ASSICURAZIONI POPOLARI che costano. poco e che, oltre alle caratteristidhe comuni a tutte le assicurazioni sulla vi1a, altre importantissime ne racchiudono, rivolte p
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l'avamposto della stampa fascista LEGGERE :. diretto qa Telesio lnterlandi non significa soltanto essere informati ma anche e soprattutto avere una guida l'unico settimanale letterario italiano in cui letteratura, arte e p o li tic a s illuminano a vicenda

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ANNO III NUMERO 18 20 LUGLIO 1940-XVJIJ F.SCJ:: IL 5 E IL 20 Dl OG.' H }lESI:: UN !'iUMERO SEPARATO LIRE l AIIBONAJIIENl'O ANNUO 20 A U IlO N A M t .N'fO Sf31ESTRALE 12 E S T E R O l l D O P P l O Direttore: TELESIO INTERLA NDI Comit:U.o di redazione: prof. dott. GUIDO LANDHA prof. dott. L IDIO CIPRIANI-dott. LEONE FRANZI dott. MARCELLO RICCI -dott. LINO BUSINCO Segretario di redazione: GIORG!O SCIENZADOCUUENTAZIONE POLEUIC4 OUESTIONJ\810 CONTRASTO DI RAZZE IN UNA BATTAGLIA (Salvator Rosa)

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' D a g ran t e mpo gLi e brei del mondo. padroni d e lla stampa av e vano diffuso n e l lor o int e r esse du e favole bugiarde sull Italia affe rmando : L c he in Italia no n esiste un problema ebraico ; 2 ch e i ['ochi e brei abitanti n e lla P e nisola sonu d i o rigin e s pagnola cio di ve rsi dagli altri ebr ei, pola cch{ etc. e assimilano jac i lme,.te. Dunque, man c a in Italia qualragi:Jtte p e r un' atti v it antis e mita, ch e nofZ; pu affatto su s sister e S tando all e af f r rma z ioni ebraiche l e l e gg i sulla difesa della razz a e manate n e l fur o n o c ons eg u e n z a di un'i.nfiltra : i o tte di d ogmi razziali nazisti e non po<"hi furono purtroppo i soliti chiac c h ie-. r on i c i gon zi, c h e rip e t e rono qu e st e gr os'1! pan z an e S ar e bb e basta lo, per s fatar e la prima ujjamazio n e e braica 1m semplic e sguar d o alle ce ntinaia di pubblica z ioni anti e h m i c he, i ninterro ttam e nt e pubblicat e da m o l ti anni in Italia com e p e r e se inpio il t:o l! e ttino d ell'Age n z ia l nt e rna::ional e ( R o m a 191 3),. La Vita Italiana, Il T n cre Quadri vio Il R e gime F a e d altri ; e non parliamo d e i mollibri. pubblicati aUra v erso i secoli A n c he la second a affe rmazion e ebraica facilme nt e c onfutabil e poich basta co ntrolf4r e l' e l e n c o d e i Nomi d e gli Ebre i in Italia, e l e n c o r i p e tutam e nt e pubblica to d i ori g in e e brai c a p e r constatar e che s olam e nt e un te r z o d elle famiglie ebre e abitanti' t l talia port av a cognpmi ch e in d ic ano l' o ri g in e s p ag n o la m e ntr e p e r il r e sto era. 'in assoluta magg ioran z a il co g nom e t i p ic o d elle famiglie d i origin e p o la c ca o ge rmani c o-austria ca Dunque, an c h e quest e affe rma z ioni non e rano null altro c h e uno d e i soliti truc c hi ebraici, p e r c h i g iude i potess ero far e i11disturbaJ.i il loro c omodo in l talia Ch e in Italia il probl erno ebraico non abbia 1na1: asswao dopo l l m p ero roma no asp etti. tali da ri chie d ere inieres s a m e nto e a.u.todifcsa c os v asta com p e r e sempio in G e rmania o n ell' Austria, log ico se si c onsid era come l'Italia era suddiv i s a il), pic col i S tati c i che impediv a Ufl. coordinam e nt o di autod i f e sa CO/l unic a dir e tti v a p e r tutta la p e nisola. Pu r e va con side ral o ch e gli e br ei resid enti in l tali a e rano allora b e n pochi salvo n e l M e ridi o nale ed evide nt e m e nte la di-6 a t t itt 'T e r so f e.la vien e c la pression e, l'offe sa Difatti nel .Meridiowale ci furono le prime rivolte e l come nelle. altre pro-vincie la riv olta a ntigiudaica fu sempre causata dall'egoismo l.(,suraio ed accapar rator e degli ebrei, che anche in Italia co m c n egli altri StaJ.i, pur essendo un'asso. Iuta minoranza con astuzia si infiltraro n o nei glwgli v itali d e l Paes e. Vole r e tuttavia da quest 'ulti mo fatto rip e tutosi i > arie volte ed eliminato tante aLtre, d e durr e i n modo assoluto ch e finora. in Italia non ci fosse mai stato un mo vime nto antiebraico, sarebb e t rrore. Ci sono stati d e gli alti e bassi in que sta lotta poli J ico-ra z ziale ma ci si v e rific ato un po do v unque anch e in Ausf.ria, in Polonia in Francia, in Spagna ir. G e rmania e in Inghilterra. Trattasi dunque di un probl e ma comune che do. vunqu e ha avuto i medesimi sintomi e solamente .da u.no sfor z o comune potr. esse r e risolto. La st e ssa parola Antisemitismo non p o i di nuzrca cos lm.tica Sembra sia stato il ted e sco Guglielmo Marr con la sua ri v ista: Antisemitische Hefte pubblicata n e l 1880 a Chemnit z a render e popolare i t e rmini: Anti s emitismo e Antisemita; d e nomina z ione del r e sto impropria ed in felice tanto gi da qualche anno stato d e ciso da molti studiosi, anch e al Congre s so di Erfurt, 1938, di sostituire questa parola con quella pi esatta di anliebraismo termine assai pi proprio ; po ic h la lotta si conduce contro la sp e ci fica invad enzae corrosione morale ebrai ca mentr e i semit i in genere come per esempio gli arabi, non entrano per nulla in questa faccenda Altro impulso all 'e rrato nom e di anti s emitismo fu dato dalla grand e atti v it anJ.ie bra.ica svolta in Germania dalla as sociazione Deut s che Vereinigung, fondala al Congresso di Kas-_. sel nel 1886 alla quale aderirono tutti i gruppi tedeschi e fra essi anch e quello d e l noto austriaco Schonere'r, d e ll'avvo cato Lueger (poi eletto borgoma s tro di l 1 i e nna) e del principe Alois Lichten s te)l; e con questi era il partito cattolico Cri stiana Sociale Per come si detto mentr e n e gli altri Stati Russia compresa, si prendevano le adeguat e misure per difend e rsi dall in vasione ebraica anch e in l ta.lia si p e ilsava alla solu z ione di questo problema come dimo s treranno i seguenti brevi rias sunti d elle docume nta z ioni storiche. Periodo Romano V e niamo alla principal e domanda: da quando c' in l talia un problema unti e braico? La ri s posta. facil e : dai tempi pi r e moti. Poich fu d a lle rovine di Car tagine che dilag quello spirito ebraico punico, il qzwl e tentava di ra-ggiung e r e con la sua disgrega z ione spiritual e, qu e l lo ch e le su e armi e il sLW oro non pot e rono otten e re, cio la dominazione. Gi S e n e ca disse, che era una. c ostu ruanza tipica .dei s e miti ; d i im .porr.e ai 'Vincitori l e loro l e ggi e costumi, per ott e n e r e c os di tra ve rso i l dom i nio non rag g iunlo con le armi. Nacque cos e sp e cialment. e dopo l a dis tru z ion e di G e ru salemme, il primo grand e probl e ma e braico e il movime nt o a ntiebrai c o i n l talia . _Allora, gli ebrei e rano stabil iti in Ita lia o come prigionieri di guerra o com e comme rcianti in Sicilia (cir c a 100.000 ) in Calabria e n elle Puglie (circa 100 mila) a Napoli e a Roma (circa 8.000). Gli ebre i di Roma furoT!o d e portati in Sardegna e dalla Sardegna e spulsi con de creto d e l R e di Spagna, nel1492. Altri nuclei di ebre i ba.tchieri merciai o v ivan:ieri seguivno le Legioni Roma ne o erano installat i lungo l e grandi rott e dell' e sercito romano fino v erso il R e n o Non dunqu e da m e ravigl i arsi s e i Romani sia p e r l'astuta guerriglia con dotta dalla finanza ebraica contro il Se nato Romano sia per le loro varie ribel lioni organ.izzat e nell Africa in Palestina e in Siria, guardass ero con netta ostilit questa razza e braica speciali z zata da se coli nella demolizione dei valori altrui.

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Ebreo davanti al comitato ebraico di Lublino (notare il bracciale bianco imposto da!k autorit tedesche) sen:.a poi mostrarsi capu-ce di wstituir il d emoliw con qualcosa di concrt'U.t c d i migliore. A j fernwtw questa animosit ro/IHH.! contro gli ebrei gli scritti di Seneca Ta cito ( . apud ipsos fU/es obstinata sed adversus omnes alios. lrostile odium. ) Lysi maco, Chairemano, Quintiiano Tito, Trajano, c Rutilio m entrc Cicerone, Oione Cassio e Appiano gi allora sos tenevano che gli ebrei costi tuiscatlo unn potenza finanziaria impor Ialite, la quale odl Roma -Nel M.edioe, o Nel Xli e XIII secolo, i cf!ntri e braici pi importanti erano nell'Italia meridio nale (ci Calabria Puglie e Sicilia) ltppwzto per il fauo gi. segnala to, della immigra::ione forzai{) avvenuta ai tempi romani. Alcune localit anzi e bbero nomi ebraici come: 11: Giu dett .,, (;:Macchia dell'ebreo etc. etc .Ma. come atviene sempre, quando gli ebrei sono numerosi b&t presi{) essi si rtndtXlllO nu.ov(Imenl e odiosi, non solo p er la loro i11credibile usura. ma anche per la loro immoralit. L'usura era facilitata dal fatto che lo smercio dci prodotti agricoli non e m cu rato direttamente dai produtwti ariani, manca ndo agli agricoltari i cansorzi per l'esportazione e distribu:ione, mentre gli ebrei i Loro legami nelle mrie con trade, pottvano facilmente smerc_iare t.ultu dispon endo di capitali e di fondaci. Questa collaborazione fra capi-tale e produttare fu ben presw sfruttat-a igno bilm ente dagli ebrei ingordi ; e cos si vide insorger e contro i privilegi acquisiti dagli ebrei nell'Italia meridionale, tutw il popolo, aiutato dalle Universit men tre nelle altre parti della Penisola erano pr evalentemente i francescani che coordinamno il motnento coraro l'usura t'immoralit ebraica, istll.urarulo i famosi Monti di Piet, cristiano baluardo per l'awto dei poveri. sfruttati fin da allom daUa smisu rata usura ebraica. Si distinguono come noto, in quest'o pera di carit cristiana, i noti francescafli Beato Bernardino da Feltre, e San Bt!r nardino da Siena (1470 circa_). Mentre il now francescano Pietro Gala tino stampa a Ortona a Mare, nel 1518 la sua prima tradu::ion e del Talmud. co .\icc/1t. molte citt d'l talia i libri dr/ Talm.ud vengono d'autorit c pubblica-mente bruciati. mentre si inau gura a Venezia ed altrore l'abitudine di rin_chiudere gli ebre i nei Ghetii, l a Bolla Pontificia del 1555: Cum. ni mis absurdum :.. An;:;i il Twme di Gltel/{) fu per la prima voltll usaw a Vene;:;ia il 2Y maggio 1516. quando fu instaurato l'obbligo agli ebrei di abitare solamente case. riunite assieme, gi. delimitate

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dalle autorit. I n pari tempo si vieta agli ebrei di fare i medici ai c ristiani e di avere balie e comunque servit cristiana. Caratteristico pure il fatto, che specialmente in Sicilia, quando nell'anno 1492 j urono cacciati gli ebrei, si dovette intro durre un rigidissimo controllo e divieto per l'esportazione dll"oro e dell' argento. Molti ebrei, gw a.Uora, co lti sul fatto dcl tesporta::ione clundestina di meudli prc ::iosi, furono brevi manu impiccati. Che la lotta fra popolo ed ebrei ducos lungo tempo nel Meridionale, spiegabile col fatto che il problema fu o solamente ritenuto reli gioso e non ra:;ziale o perch anche allora i ricchi pose Reggenti abbisognavano del l'aiuto della finanza ebraica. E' docurncnlabile il fatto che specialmente i Re Normanni furono protettori degli ebrei, e ci perch ricorrevano alla potcn:;a capitali stica degli cbei, formanti un vero partito politico-finanziario. per cqmbattcre il l'apato. Fu la lotta strenuamente condotta in allean:;a fra popolo e Universit specialmente a Lecce, a Brindisi e a Bari a rompere e a spe;:;:;arc con la spada e con il fuoco questo vassallaggio ebraico, mentre un Dante, Barone da Gubbio nell'Avvtnturoso Ciciliano c Novellino, Boccac c io ed altri, contribuiva.n.o con le loro satire a rendere invisi gli ebrei. Nell'Era Moderna Negli anni !769-1773, Giambeardo Rossi pubblicava a Tori no ottimi libri contro gli ebrei. Fu zuw studi,oso instan cabile, che raccolse preziosi documenti custoditi oggi nella Patatina a Parma. Ma di pari passo, anche gli ebrei si riorga nizzavano a controbattere qua nto pubblic un Carboni ( 1672 a Venezia), Biagio C go lino ( 1744-69, id.) e specialmente l'Abate Luigi Chiarini (1815-30 in Val di Chiana: 1 che, essendo stato a Varsat:ia, conoscera assai bene il problema ebraico P scagliava frecce contro il Talmu.d. Scrs8ero allora contro la perniciosa morale braica Giuseppe Sessa, Gherardo d'Arco, Vincenzo Rossi Francesco Gamhni. Per combattere questa schiera di scrit tori c propagandisti italia .ni gli eb r ei s i 8e vi ro no d ella ti piea lotta indiretta Poich pubblicamente non 1 > i e ra possibil di insorgere, come inutilmente areLano tentato a Bologna c altrove essi s'injiltraron,o fra i settari, per ientare di indebolire la compagine naonale e cat tolica. Gi verso il 1770, era stat-a i ntrodoua la Setta Giansenista dalla Francia in Piemonte. Il centro dei giansenisti era Ver celli dove un prete, certo Ra.n::.a, si pre stava all'attivit sobitratrice degli eb r ei Sa Jyatore e lacob Segre. Ebreo di Varsavia che vende dolciumi

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In quell"epoca, fu pure introrlolla in i w li a la massoneria. La pri TTUL loggia M assonica in l talia j u a Firenze nel 1733 da Charle,; Sackville Duca di Midlessex. Fu questo inglese che, servendosi delle sue aderen::.e presso studiosi dell'Accademia di Cimento e dell'Accademia Botanica, trov i primi aderenti italiani per la sua loggia, si tuata in Via Maggio, nell'albergo di certo l'asc i. Primo Maestro della loggia fiorentina fu il rnatenwtico Enrico Fox Lord Holland. Da Firen::.e, le logge b e n prest o rigurgitami di ebrei, si irradiarono un po' dovunque, specialmente a Livorno Ancona, Milarw, Napoli e non solo furono sotto il controllo dei consoli inglesi e americani anche dei giudei come gi. fu. segnalato nei nostri articoli ( La Di fesa della Ra::.za del 20 novembre 1938 e del 20 luglio 1939-XVII) Che i resoconti della polizia, gi da noi c itati in questa rivista nelle date suddette, TiOn fossero casi singoli, lo provano altri numerosi documenti del genere, come ridal libro: Cronache Segrete della Polizia Toscana (G. Barbera Firenze ta98, pag. 246-269) croiJache che dimostrww come anche la polizia avesse com preso il pericolo delle .ramifica::.ioni e dei l egami intcrnaziorw..li degli ebrei. In -quanto all' attit-it politica, la poli:: i a toscana mette gi allora e brei mas soni, fran ces i ed inglesi, lutti in un ma::o n egli elenchi degli iscritti alle Logg> massoniche e menziona particolarment e gli ebre i. specie se rallasi di loggie se g rete. In un rapporto, per esempio. su eu w loggia a Livonzo, fra :35 iscritti si 12 ebrei, nel maggio del 1814. La polizia -registram come particolar mente scandalosi gli amori di quale/ce avrene nl e o ricca ebrea con ufficiali c cor1 IJIJrghe si. Si legge inoltre, nel c-itato lihro La seg u e nte rcla::.ionc fatta alla polizia da un il prete Martolini ... osscrva::.ioni che non e rano che una lcm.peratissim.a espressione dell'animosit colla quale la plebe considerava come ugualmente odiosi i giacobini (j rancesi} e gli ebrei ... pag. 256: Bercch gli ebrei fossero possessori di diversi stabili anche in addietro non si curava!co di uscire dal Ghetto n di casa n di banco, salvo pochi venditor. di rrumifattur e con fondaco in Via Ferdi rwruia (Livorno). Sotto il cessalo Governo jranccsc, approfittando del ribasso delle pigioni c delle nwltc vendite, Rav, BuAbuderam ed altri compravano le migliori case e rnaga::.:ini del paese; i ri coraggiosi e spregiudicmi nndarono ad abitarle: primi a rompere il guado furono Franclzetti, Aghib, Bonfigli, dell'Agtwlo. l n seguit.o anche i loro rivenduglioli detli panni \ecchi, andarono ,:n lO ,fi verse stra,Je ... Segu/a la dei : "a.poletani e visto i.l popolo malintenzionato, tutti tomarono nei Ghetto: ora soltanto fu.ori Aghib, in casa sua, e un :\1orburgo forestiere ricco ... Se qualche giovinastro ebreo. che al giomo d'oggi si i: reso temerario, arrwreggi(J;Sse con qualche cristiarw. del casamento e fosse sco perlo, come andrebbe a fi nire? Male di molto! Se i c>. Dunque, non il caso di dire che al lora non si avevano idee chiare. Del reMo, bastano anche gli scritti del Guer razzi e del Leopardi, che in seguito ren gono integrati da dichiarazioni che pn'cise e cristalline da parte dd Gherini. di Oriani, di Pietro Ellero, c di E. Corradini. Lu Ci\ ilt Cattolica, a[l"ini::io d e l se colo :rx, continua a studiare i.{ problema ci raico nei suoi as pelli religioso. politico e sociale. e segnala l'attivit dell 'e breo arv. Sereni, presidente dell'universit isracliticu, l'att ivit degli ebrei in : l!eso potamia, gli aiuti forniti ad ess i dai R.othschild, le rncnc degli ebrei a Londra. In all' uccisione avvenuta a 1\ieu;, di un bambino undicenne La Ci ilt Cattolica, nel 19B, segui/a a riba dire p e r un wzno l'accusa. contro l'e brai smo, colpctole rli aver e sparso sangue cristiano. Il :\'!ariani a.5scgna alla ra::.::.a una jon darnentale funzione biologica, ed_ pro penso a una organi::.za::.ione statale delle forze produttrici, c specie operaie, f! a una limitazione del dannoso libero scam hio. Anche il Mariani ripete spesso: Das J udentum ist unser \' erhangniss (l.' ebraisnw la nostra disdetta) e a mo' di con cLusione afferma: l'emancipazione po litica degli ebrei stata troppo precipi tosa e sentimentale ; mentre Enri:::o Corradini afferma: Il profetismo ebraico furore di democratismo piebeo l nfinita la schiera di personalit che si potrebbero citare, per dnostiarc _come sempre l'italiano a veva -individuato l'ebreo per quel che eni. Basti come esempio quanto scrisse Tommaseo al il l. novembrf! 1349: ... gua1 c
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Preziosi, il quale i n i nterroltam ente dal 1913 pubblica la sua rivista: La Vita Italiana an ti e braica e anti p l u t o c r ati ca, a d a r e il s e gnal e d e li a nuova ri-8cossa, pe r un'a:;ion e ben coordinata contro L'lntema::ional e Ebraica. E !rt schi era dei g ior nalisti e scrittori ant i giudai c i nu m eros a e c ospi c ua: Teie5io Inter l a ndi Rcherto Fa rinac c i G. della Gherarde sc a Som mi Picenardi, P. P e lli ca no, Evola Sotto c hie s a p e r nominarn e s olo al c un l. La ripr e sa d e lla g u e rra allo s pirit o mat e riali sta e di sjauista d eg li e brr'i ( c on! ro il qua i e Tipo ebraico con caratteristiche orientali gi tuoi.Ulv ano i u cchi pr o j eti di I srae le) non dov uta soltanto a gli an:;iani ma stata poten z iata dalla no s tra g io ve nt, c dai Gruppi Uni v ersitari Fascisti. Ci potr e bb e testimoni a r e Guido H Giglioli il quale gi dal 1 925 c on altri suoi c am e rati studenti e c on l e sez ioni (ie l G. U. F. di Milano di Bolo grw e d i altre citt av eva. gi allora rip e tuta m e nt e anch e in Libro e Mo s chetto, affe rmato /t;, nec e ssit della lotta contro l'ebra i smo. [ o studente .Andrea Romani f ece i n Fi ren z e nel luglio del 1925. la sua t e si di lurea slla necessit della lotta unti ebra ica. Poich v i erano tre professori ebre i fra gli esaminatori i l Romani s i _laure con voti minimi e dov e tte il titolo al risoluto appoggio degli stud e nti -'ee gremivano l'aula. i f a c o m e p o tr e mmo pi. d eg nam ente con mag g ior j o r:;a. c onclu de r e quest o sc riito se non c itando l a font e pi. i lu s tre, la. pi alta test i monian:; ( L di un ant i e brai s mo italiano pr e c e d e nt e al ]< ):38. Ril eg gano i f abbricatori di pan:;nze e st e r e quanto .scri sse il DUCE il 4 giu g no 1919 contro gli e br ei. Rile ggano l e Su e parole d e l 19 ottobre 1920, contro l a Federazione S ionista Italiana; quell e d e l 31 agosto 1921 c p ntro il Comitato d Azione ebraica (Lord Roth s child Dan te Latters Giu seppe Ottolenghi Treves, Modigliani Mu s atli Momigliano, S a cerdoti e Pass igli) ; e quelle a ncora del 19 giugno 1937 sul Popolo d 'Italia, contro il razz ismo e braico. Questa v eram e nte storia. ; e la storia non si c anc e lla. T. SALVOTTI

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Il !rontespizio del famo!lo !ibro di Linneo che conteneva la pi antica classificazione razziale L'ANTRO NEL QUADRO DELLA P ln numerosi scritti, apparsi sulla Difesa ddla Razza e su altri periodici, come pure nel libro Antrpolgiai abbiamo ricorda_ to le degli studi antropologici in Italia. E' stata per sempre nostra cura il ripetere che molt delle posizioni ideologi che de!Ia vecchia antropologia debbono essere considerate superate e che al loro posto devono subentrare le idee originali del raz-zismo fascista. Due anni or sono, prima che apparisse il manifesto razziale del 14 luglio XVI, la grande massa del pubblico italiano ignorava completamente che potessero esistere dei problemi razziali. La vecchia antropologia era limitata prerogativa di un circolo moito limitato di studios che, salvo lodevoli eccezioni, con la pretesa di volere fare la scienza pura, tenevano rigorosamente lontano Io studio dell'uomo da qualsiasi interesse polit'ico Ma anche daipunto di vista -strettamente scientific6 l'antropologia era ben l ungi dall'essersi orientata con i nuovi progressi della scienza. Gli studi di craniologia e di prei-storia soffocavano qualsia si nuovo orientamento e mentre altrove i grandi istituti antropologici mettevano i crani in soffitta 'e affrorftavano decisamente i problemi attuali della vita delle razze umane, quelli che tanto interesse presentano per la politica, gli ,istituti italiani continuavano ad insistere in posizioni ormai superate in una specie di se misccolare dormiveglia. E stato merito, ormai riconosciuto, di questa rivista l'avere divulgato tra il popolo italiano i concetti fondamentali della scienza razziale e di avere conttibuito a creare una coscienza razziale prima ma stato anche merito di questa. stessa rivista l'avere affrontato vecchie questioni antropologiche 4a un punto di vista assolutamente nuovo e ancora di avere precorso l'attivit degliscienziati neJ.i'agitare nuovi problemi prima perfeL tamente ignorati. Arrivati a questo punto, ci pare necessario di fare una preci-Schemi del von Eickstedt per la nomenclatura razziale 12

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POLOGIA LITICA DELLA RAZZA sazione. Lo studio d ell' uomo e quello delle razze umane, a nch e s e compiuto da un punto di vista strettamente bio l ogico non pu essere mai paragonato allo studio dei cristalli e delle piante. In aMri t e rmini. anche l'antropologia deve ess e re inquadrat a n e lla politica. Nel Clima fascista asso lutamente amme tt ere: l'esistenza di una qualsiasi scienza riguardante l'uomo avulsa dalla politica. Nell a vita febbrile elci nostri giorni, gli studi ch e non hanno presenti i problemi fondamentali impostati dal Regime devono essere consid erati come delle vere c proprie ini.t t ilf elu cubrazioni. E' necessario quindi <:he l'antropologia sia soprattutto indirizzata a portare il suo contributo a lla politica della razza. D'altra parte ..J:Jene ricordare come per l esi 'stenza di una scienza sia necessario che questa abbia dell e importanti ipotesi di l avoro. L'antropologia nata a l tempo d eHa teoria d ell' evol u zione e la maggior parte degli studi antropologici compiuti in passato hanno avuto quasi esclusivamente l o scopo di dimostrare i diversi gradi di discendenza c di parentela dell'uomo e delle razze umane nel grande quadro dell'evoluzionismo. La fiosofia posi tivista' traeva da questi studi interessanti argomenti eli discussione e d'altra parte molti eli questi studi presentavano un loro apparente o recondito scopo filosofico. Ora l'epoca de l positivismo tramontata e COn Tipi razziali europildi (nordici e dinarici)

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(."SSa tulto l'ori<.:ntamcnto spintualc proprio dd secolo pas s ato. L'antropologia quindi o s i rinnova.' indirizzandosi decis;L mente ,-erso quei problemi poli tici voluti dal razzismo, o destinata a sparire a restare come semplice ricordo di un'epoca tramontata. E' inu tile cullarsi nella dolce illusio ne che le vecchie teorie possano ancora tro1arc giovani ad epti_ E' inutile credere che il pa ssato possa dncerc l'aVI-cnire. Gli al'lcnimeilti che rapidamente si succedono c sconvolgono l 'aspetto di questa vecchia Europa mostrano chiaramente com e tante posizioni ritenute saldissime possano s fasciar5 i con la ma s sima iacilit c com e Tipi razziali primitivi a carattere infantile (l) e (2) confrontali con un bambino europeo (3) ancora tanti luoghi comuni han_ no fatto il loro tempo. Come giustamente va ripetendo da anni l'antropologo di Bologna, Fabio Frassetto, necessario soprattutto rinnovare i metodi di studio. La questione metodologica di importanza fondamentale per le ricerche razziali. A punto s_i_ pu serenamente affermare che le scuole antropol.._ogiche di tutti i paesi sono di1 ise come da du e correnti. Da una parte ci sono le scuole che seguono i metodi e gli indirizzi della vecchia antropologia; da:ll'altra le scuole che possono essere considerate moderne ih quanto affrontano problemi nuovi con metodi mto vi. A questa seconda categoria appartel 1gono fra l'altro

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scuola tcd<:sca dd Fischcr c l a scuola italiana del Frassctto. Come abbiamo gi ricordato la scuola del Fischer si resa particolarmente benemerita p e r aYe r e creato la nuoya !llet o do !ogia p e r lo studio dcll' redita!ict dei caratteri razziali. Il Frassctto inv e ce ha t entato di sistematizzare e standardizzare soprattutto i metodi di raccolt a e di riclaborazione dei dati antwpologici. A questo scopo ha cr<:at o uno special e bollettino (S.A.S.) al quale collaboran o illustri p ersonalit italiane c straniere Appare dunque n ecessario da quanto esposto che nella mente degli a ntropologi si faccia sempre pi chiaro il concetto che la loro s cienza deve avere un suo aspetto politic{). ch e o g gi non hanno tanta importanza gli studi ch e cercano eli ccifrar. c Il: ten ebre del passato deHe razze umane quanto quelli ch e si proiettano ne1l'avvenire di esse Gli studi quindi di paleantrologia, eli crniologia, di scheletrologia, pur conservando sempre il loro valore, devono rapidamente cedere il passo agli studi razziali intesi in "Senso razzista. In questo campo possiamo con orgoglio affermare che La Difesa della Razza ha assunto la funzion e di wra c propria avanguardia. E' stato nostro merito se, mante ne1idoci sempre fedeli ai dieci punti del manifesto il lettore italiano ha potuto farsi un'idea esatta dell'aspetto razziale del prob-lema giudaico c i quello del meticciato. E' stato nostro merito anora l 'avere richiamato del leHore :Sull'importanza dei fattori ereditari e sulla necessit di trasformare gli studi razziali da semplici studi des-:ritti vl in studi eternamente dinamici. E poich il problema razziale non solo quantitativo ma anche. qualitativo ci pare venuto il momento di affrontare su questa stessa rivista decisamente la questione della degenerazione razziale dovuta a tare e reditarie. L'articolo sulla patologia ereditaria in Germania, apparso nel passato numero, ha richiamato l'attenzione di al cuni studiosi italiani che hanno voluto trattaTe alcuni aspetti p a rticolari di tale questione. Si tratta di argomenti che per la loro alta .importanza sociale de vono essere profondamente considerati e sui quali purtroppo in Italia non si parla abbastanza. Anche in questo campo. come per gli altri, "La Difesa deHa Razza, avr cura per l'avvenire eli portare tutto il' suo contributo per la fonnazio-(3) ne di un maggiore senso di re. t degli italiani soprattutto nei riguardi delle nuoi'C generazioni. I'\oi ci auguriamo che anche in qu e sto campo possiamo raggiungere gli stessi risultati raggiunti dalla nostra rivista in altri campi. Noi riteniamo che i giO\ani studiosi italiani ci daranno tutto il loro appoggio, come lo dimostrano gi in questo numero. Per quanto riguarda l'antropologia noi ci auspichiamo che, rinnoyata e ringiovanita, possa essere rapidamente in grado di portare alla nostra campagna razziale un contributo ben maggiore eli queHo che essa abbia fatto per il passato. Se c ancora qualcuno che crede che una scienza possa man. tenersi su psizioni irrimediahilmente superate costui con il suo atteggi;pnento non fa altro che facilitare la rapida affermazione delle nuove idee. Una nuova antropologia sorger al posto della vecchia c questa nuova antropologia, non osi perder a portare sostegni a questa o a quella puramente s":entifica o filosofica, ma avr come unico scopo di portare tutto il suo contributo alla soluzione di quei problemi urgenti che deve risolvere la politica della razza. GUIDO LANDRA Doceole di politica della raua o'l) Ceotro di Preparaziooe politica del P.JV".

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1L-:mofilia un a malattia t ipicam e n te ..:r<:llitar ia quindi, data l a s u a ge n esi, essa iorma un o dei ta nti probl emi ine renti alla d ifesa d ella r azza. La sua mani festaz i o ne s i h a .fin dalla t e n e rissima et (se condo ii Litte n n e l 75% degli emofi li a ci a \'Viene g i pri111a d e l seco ndo anno di vita) c o n e morragie pe r s i ste nti causate da picco l e lesi o ni accide ntali od a nche senza caus e appa r e nti. Basta spesso l a caduta di un denll d a latte p et pt>ovoca r e una di qu es t e fuo r iu s cit e di sa ngu e, che non S I nesco n0 a f r e n a r e p e r diverso temp o neanche coa l applicazio n e di tamponi e mostatici. Tre son o i fattori pi importanti per lo s tudio di qu es ta malattia: razza er:ed itf: --sess o . \' umerosi dati statistici hanno rilevato come essa s ia pi freque n te nei paesi nor dici (Am erica del Nord_ Inghilt erra, ecc.), m entre si manifesti pi raramente nei pae s i m e ridi o nali (Francia, Spagna, Italia ccc.). A lcuni studiosi non ammettono questa diversa diffusione affermando che ci dovuto al fatto che i maggiori studi eseg uiti n e i paes1 nordici hanno messrJ i n ev iden z a pi casi di detta malattia. Indubbio invece il fattore dell'eredit. L 'e mofilia colpisce solamente i maschi, ma J :ne trasmessa dalle f e mmin e senza c h e quest e apparente m ente mostrino eli l d' _30 JS J Jtl .JS / Erec:liklrietlA esse m e affe tte. :fer spiegare qu es to tipo di e r ed itari e t, detta diagin ica occorre illt: strarc breve mente l a formazione delle ccL lulc d e ll 'organismo se c o nd o la t eo ria c r o oggi univ e r sa lm e n te accettata. 16 L' Le c e llul e di ogni individu o so n o fornite di un nucl eo, il qu a l e in condizioni particolari pu sp ez zettarsi originando d eg l i speciali corpiccioli: i cromosomi. Alcum di questi sono uguali in ambedue i sessi e son detti a uto somi, altri inv e c e, detti cromosomi sessuali od eterocromosomi, sono div e rsi nei due sessi Nella specie umana gli eterocromosomi nel maschi o sono differenti (x y), mentre nella f e mmina sono uguali (x x). Nelle gonadi di ogni indi v iduo esistono delle cellule particolari : gameti o elementi germinali, dalla cui unione si ha la formazione di un nuo vo individuo. In esse, anteriormente alla fecondaziOJle, avviene una s uddivisi o n e p e r la qual e il num e ro dei cromosomi s i riduc e a m e t. Nel m as chio perci si avranno du e tipi di elem enti germinali : g li uni presenteranno il crom oso m a sessuale x, gli altri .J'y. Nella donna inv e c e av r emo un unico tipo (x), essendo ugua li ambeduc cromosomi sessua li E' stato dimostrato che tutti i fattori e reclitarii ri s iedono n e i cromosomi e che il fattore e mofiliaco risiede 1;el cromosoma sess uale x. Esami niamo ora tre casi possibili eli coniugazione: 1" -un maschio e mofiliaco s i coniuga con una donna sana; 2" -un maschio sano si c o niuga con una donna, la quale porta in un o dci cro mosomi sessua li il -fattore emofiliaco; 3" -un maschio emofi liaco s i coniuga con una dnna che ha un crom oso m a X emofiliaco Tenendo presente quan to stato p rim a detto, osserviamo com e dovranno esse re 1 figli nati dai tre casi.

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NELL'EMOFILIA Tutti i maschi nati nel primo cas o saranno sani perch essendo la loro formula cromosomica x y, erediteranno il cromo ,;oma y del padre ed un cromosoma x sano dcii a madre; le femmine ime ce eredi te-ranno il cromosoma emofiliaco x del padre, ma resteranno tuttavia sane. La ragione di ci si d con il fatto che si ritiene. che il fattore emofiliaco situato nel cromosoma x sia recessivo, c che venga quindi dominato dall'altro cromosoma x sano, il quale ne impedisce la Per se queste femmine, dette conduttrici, si coniugano poi con due met saranno periettament san.:. I maschi nel terzo caso avranno !e se probabilit di essere malati che n e l secondo, alcune femmine potranno tanto il cromosoma x emofiliaco del padre, che quello della madre; quindi l'emofilia dovrebbe essere manifesta. Questo non avviene, secondo Bauer, perch l'accoppiarsi dei due fattori uguali emofiliaci, non compatibile con la vita,quindi in dividui tali morirebbero gi nella vita intrauterina. L'emofilia una malattia ad alta mortalit. Secondo il Litten il 6o% dei malati un maschio sano potranno originare figli muoiono prima dell'ottavo anno di Yita. maschi l'II% raggiunge il ventunesimo anno; pas-Nel secondo caso met dei maschi sa-sata la pubei: t le emorragie divengono ranno emofilia, e met delle donne di pi rare e l'indice della mortalit si ah-nuovo conduttrici se erediteranno il ero-bassa sensibilmente. Una complicazi one mosoma x malato della madre; !e pi gra, e d d l'emofilia l'emorragia delle caYit articolari senza alcuna ca us a ri lesione. Le ragioni di quest e persistenti p e r d it e di sangue non sono ancora ben accertate c s i crede che dipendano dal rall entamcJJto di un ienomeno fisiologico c h e a\'\iene u_ rante il processo di coaguvctzione, dato che dall'analisi non risulta mancare alcun fattore necessario a qu e sto processo. {;li emofiliaci hanno quasi sempre una costituzione gracile, sono pallidi e di aspetto malaticcio. Xon esistono purtroppo metodi di cura capaci di debellare qu e sto male, e c1 s1 eren limitare a sottoporre i soggetti ad una superalimentazione in modo di renderli pi atti a sopportare le gravi emorragie, per frena> c l e quali uno dei metodi pi convenienti consiste nella trasfusione di sangue sano. Pertanto si dc,e cercare di e\itare tutte l e possibili cause di lesioni e bisogna stare attenti che i bambini emofiliaci non C'adano, n si sottopongano a sforzi fisici 'J I a violenti o ad operazi oni chirtlrgiche. Dato il ri co nosc i m ento dell'eredi riet la profilassi generale consiglia di impedire alle donne conduttrici di sposarsi. L'uomo emofiliaco pu contrarre matri monio, ma le sue figlie dovrebbero astenersi dal farlo. S eguendo queste indicazi o ni s i pu collaborare alla integrit della razza italiana c far scomparire anche la piccola percentuale di malattia r iscontrata nel nostro PASQUALE TURLI

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Secondo parecchi biolo g i la soprani vcnza dei deboli c dei tarati determin a un graduale e fatale inqui na mento dell n s pecie. Nessuno pu pre vedere quale il futuro di .una razza cos protetta dall e scienze mediche. Infatti i deboli sono con servati come i forti e la selezion e natu rale non serve pi, scriye il Carre! allu dendo all'inanit eugenica dell'igiene pas siva e di certi mezzi terapeutici come la insulina e la tiroidina capaci di ricon durre alla normalit rispettivamente un diabetico e un cretino ipotiroidco, la d;: ficienza ormonica dei quali potr per trasmettersi ai discendenti. Dato che assurdo sopprimere l'igiene c rinunciare al progressivo miglioramento dell ambiente in cui svolgiamo la nostra attivit, alcuni propugnano una eventual e soluzione al problema. Si continui pure dicono costoro a migliorare le con dizioni ambientali ma si imp edisca che gli individui con tare ereditarie si moltipli chino : poco male che" sopravviva un epi l ettico o un deforme se una vo lta convinti che l a sua progenie indebolirebbe la razz a si riesce a far s ch e esso non procrei. Sugli studi della eredit biologica si pertanto venuto a costruire una num 1 scienza l'eugenka, che si prefigge di mi glicrare la spe cie umana e liminando i valori ereditari inferiori e spingendo i m gliori alla moltipJlcazione. II principio non nuovo. Gi 30 secoli prima che Francis Galton creasse il nome e le basi dell'eugenica -1883 -e Wilfredo Pareto richiamasse l'attenzione degli studiosi sul pericolo della sopravvivenza dei meno adatti vigeva a Sparta una specie di selezione umana introdotta da Licurgo, in forza cjella quale come noto, venivano lasciati perire sul monte Taigeto i neonati ritenuti di cattiva coslituziune dalle !arche o consigli degli anziani. Le leggi di Licurgo, dirette all indurimento del fisico e del carattere, volevano fare degli Spartani un popolo forte e guerriero.-Ed infatti essi costituirono u n a ccampam ento militare permanente e potente; ma quando scomparvero non lasciarono alcuna poste rit, mentre i loro contemporat1ei Atenies i ; vissuti in uno stato dove nessuna legge toglievi! al debole il diritto di vivere e dove lo schiavo deforme Esop ebbe ono ri crearono la pi fulgida civilt dei pensie r o e delle arti. *"'* Oggi la questione non verte su chi noa deve vive re ma su chi non d eve pro c r e a re. Ben 28 Stati dell'Unione Nord Am e ricana, la Norvegia, la svezia, la Dani marca, l'Olanda, la Germania, l a Turchia, la Russia non permettono il matrimoni o : o l l n n f d n :: t' 11 i t o 1a i n n i 4 ::->

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senza un certificato medic o o un gl!1rarr.e nto assicurante l'immunit da tarc ereditarie c d malattie che, come quelle wneree, potrebbero contagiare l'altro coniuge e i nasccndi. Il certificato d idoneit matrimoniak rappresenta pi che altro un'ipocrisia so ciale specia1mente se viene rilasciato seguito ad una visita sommaria. Imer.-_, in molti casi per ottenere risultat i realmente seri occorre avere a dis pos izi on : laboratori convenientemen t e attrezzati ed perci che a Vienna c ad Amburgo erano stati organizzati speciali consult o ri, gratuiti o quasi_ E' da notare poi che una persona p;; essere conduttrice di una malattia senza esserne affetta. Valga il caso della e mofi lia (si manifesta con frequenti. prolungate emorragie, talora mortali, dovute a deficiente coagulabilit del sangue) e del daltonismo (per il quale non vengono di stinti l'un dall'altro due colori complementari come il giallo e il blu o pi spesso, il nrde-.: il rosso): !e figlie d u:1 emofilo o d'un daltonico sono sane ma vettrici: met dei loro figli maschi sar affetta. In una popolazione conscia le visitt prematrimoniali. il certificato eugcnico. il divieto di matrimonio in determinate graYi enntualit avrebbero il loro valore. Oggi la loro efficacia dubbia e il di vieto pu essere causa di mali peggiori e un incentivo per unioni libere. Del restc il matrimonio ha taholta solo fina lit affettive oppure mutualmente assi stenziali o regolarizzatrici di unione antecedente: particolarmente-per i v e cchi. Comunque un divieto di matrimonio per causa di salute esiste gi nella le gislazione italiana ed quello sancito dal!'articolo 61 del Codice Civile: po s sono contrarre matrimonio gli interdetti per infermit di mente Un mezzo sicuro per impedire al tarato di procreare togliergli la facolt generativa. La sterilizzazione sessuale viene praticata criminali sessualmentc dele-4t s s et n 4t 11 n s c t e lt a : lll b i n i s ;t n i . .

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ten m dipartimenti della stella la repubblica americana, in qualche 'nor :Tico Stato ::uropeo, in vari Calit:>ni zeri e in Grmania. Dal momento che la criminalit non ereditaria se non unit;o. a qualche difetto mentale, il provvedi m e nto assume la forza eli un castigo am monitor e ed un ritorno alla pi antica ferma di giustizia : alla legge ciel taglio ne che colpiva l individuo nella parte che anva leso. Per l'applicazion e di questa legge facoltativa e ne vanno soggetti i criminali sessuali incorreggibili; i n 23 stati dell'Unione Nord Americana vi incorrono pu -re gli alienati menta li, previo consenso dei familiari In Germania, invece l'esecuzione eli tale misura obbligatoria per chi con templato dalla legge ciel 14 luglio 1933 che riguarda la selezione eugenica dell'intera popolazione t e desca. Cos forrimlato il primo articolo di questa l e gge entrata In vigore all'inizio del '34 i Ogni p ersona affetta da malattia ereditaria pu essere resa infeconda se il par.ere del me dico _giudica verosimile la tr-asmission : ( nella discendenza di gravi anomalie psichi che o fisiche. Per questa legge va cons-iderato-affetto da male ereditario chiun que soffra di una delle seguenti malattie : demenza mentale congenita, follia cir colare, epilessia ereditaria, corea (di H4n tington), idiozia amaurotica, sordit er., .--grave, malformazione fisica er. Inoltre potresse re resa infeonda ogni persona affe_tta da alcoolismo grave. Nel solo primo -anno l e operazioni di sterilizza zion e per la bonific.: ella -razza germanica assommarono a 56.243 su Ss.ooo in dividui sottoposti ai relativo giudizio : a tale confronto irrisorio il _numero' dei r6.o0o criminali sessuali i casti g ati con -tale rrisun i in 25 anni. Gli in te-

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n.:s sati pussono adire aita supn.:mit magistratura, ma le speranze son o minime : su 5 .200 appelli interposti s olo 37 non ebbero confermata ... la terapia. L'odierna prova tedesca avanza con ;:cna<:ia c zelo costituendo il pi grandioso esperimento razzista da Licurgo in poi. Tutto il mondo veglia il risultato per trarne le deduzioni. Invece rist retta ed effimera fu l'opera di Giovanni da Leida, re d e gli Anabiti in Wcstfalia, sul principio dd 1500. Co stui obbligava tutti i candidati al matrimonio a sottoporsi ad una visita medica per escluderne i tisici, i sifilitici e quanti risultassero a H etti da mali presunti ere_ clit ri. Questo re, che insieme alla visita prematrimonialc istitu la poligamia e la comunanza degli averi, govern col terrore e fu ucciso. Il conforto storico resta scarso anche ricordando una legg e <:he vigeva in !scozia nel Medio Evo e per l a quale si eviravano gli idioti, gli e pilettici c i pazzi. Ecco altre fra le pi sicure disposizioni morbose ereditarie secondo il prof. sen. Lustig: acromegalismo, brachidattilia, dia_ bete mellito, diabet e insipido er., gotta, ipertensione vascolare genuina, itterizia t:molitica familiare, morbo di Flaiani-Basedow, obesit, stato timolin fatico (di spone particolarmente alla tubercolosi). gliomi (tumori benigni, talvolta per fa tali per la loro sede in centri nervosi): queste sono a <:arattere dominante: m e t dei figli ne sar affetta; sono a carattere recessivo: epilessia, epilessia miocronica lussazione congenita dell'anca, cataratta congenita c presenile cecit per i colori, miopia er., albinismo, psicopati e varie. Un epilettico sposando una normale avr tutti i figli sani ma tutti vettori. Uno di questr figli, conduttori latenti dell a malattia, incontrando una vettrice avr,

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S t a t n :1 ;: i i n d t l l a 1 n z z n lt n 1 :t t s n n n se condo le leggi di l\lcuel, un quarto i figli affetti, met sani ma vettori, un quartu normali cio del tutto sani. Oramai ammesso .. che la tubercolosi non ereditaria. Ed molto di-scusso che si trasmetta la disposizione ad essa. Anzi i pi refrattari alla t. b. c. sono oggi gli isra e li ti, che un tempo ne hanno subto le pi gravi epidemie perch vivevano nel l antigienico ghetto; mentre i selvaggi che 11011 conobbero mai la tisi, ne sono pi ricettori. Pure la sifilide non eredi taria, bench la madre affetta possa tra smetterne il germe dopo la nel qual caso per )o pi la natura si in. carica di-evitare la venuta al mondo di un es sere tarato.-In Francia sono annualmente imputars i alla 40.000 morti e 20.000 neonati periti nei primi tre giorni di vita, oltre ai nati morti (la mag. gio re percentua:le. dei quali, in Italia, p ure ad essa imputabile.). Quantunque la pazzia si manifesti spe cialmente nelle famigli e dove il sistema n e rvoso ,_ gi sco sso, altre cause, oltre l 'e reditariet, vi intervengono certamente. La dem ilza e la pazzia scrive il Car-pare siano il 'tributo che dobbiamo ..... --a lla civilt industriale e ai mu ta menti di Per l e malformazioni fisiche cos si vita da e ssa introdotti Le nialatti e di esprime il dott. F Marta: E' stato rimente son pi numerose di tutte le alt re levato che l'unione di esseri tarati si rimesse ins ieme. Negli Sta ti Uniti 350.qoo solve in una lotta biologica atta a deterpazzi sono ospitati dagli insufficienti minare un prodotto migliorato, sicch da manicomi(-escluse le cliniche pdvate), un Rigoletto pu nasce-re una bellissima soo.ooo sono i deficienti e quasi 100.000 Gi:lda In quanto all'alcoolismo esso l1n gli e pilettici e gli idioti. Nella -rappresenta pi per noi una piaga sociale N e w Y ork una persona su venti, s e condo come 40 anni fa. il Beer;s, deve entrare in un ospizio -La nascita un episodio della vita : il alienati ..il! un dato momento della sua feto un essere vivente e il suo diritto vita. di viv-Cre sacro quanto i i nostrci Far Dubbia A in generale l'influenza abortire una donna perch fecondata da p e r il cancro, mentre certa _. un tarato o t ,arata essa stessa z sarebbe l'ipf.luenz'a. favorente di i:erte p,rofessioni come bruciar:e una casa per distrggere e abi tJidiJ;ti spe-Ciali: presentano ln'alta i topi. morta:J.tit pe-r cancro del-lo scroto gli spaz zacamini,"' per caritro polmonat:e i lavo ratori ""d-i miniere di cooaJ.to; cos pure indubitat Q il rapporto fta ingestione abi tuale di riso caldo e la frequenza del can cro nelle prime vie digerenti presso i anche il c a ncro dei fumator i' conferma l'asserto. E' pure dubbio che siano ereditari c erti mali di cuore, l 'arteriosclerosi precoce pare cchie a-ltr ma lattie. E' invece ereditabile la diatesi neuroartri1'ca.. * Non s"tevra di inconvenienti si ta 'la stedlizzazione per quanto non degli eunuchi m. -s6ltanto degli infecondi fab brichi il moderno eugenista, con .'tecnica s sottile da non lasciare tracce visibili della definitiva perpe trata (sarcastica compitezza dell'uomp c{vile) Infatti gli sterilizzari hanno la potenza sessuale esaltata per la teg -atura dei defe renti e possono costituire faci-li veicoli di

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m a lattiL n;nc:ree: in .-\meri ca tlll cnminalc sessuale recidiYo, reso sterile, con :agi di sifilide quasi tutte le ragazze del Yillaggiu che lo ricercavano appunto p crch infecondo. Perci la soluzione pi plausibile sem ltra l'ospedalizzazionc o ]a segregazione, oltrceh dei malati di mente, anche degli altri malati ereditari gravi. Ma la segregazione, come la sterilizzazione, una mi sura .coattiva che urta contro le nostre norme morali e giuridiche, che vietano t ra l'altro di usare sanzioni contro ch i non abbia commesso alcun reato e sia cnmpos sui. Su tali ardui problemi si pure pro mtnciato il pensiero cattolico ch e prese fnrma. solenne nell'enciclica Casti Con nubii. nella quale Papa Pio XI condann i! divieto di matrimonio e la sterilizz< z ione sessuale. E poi I'eugenica coercitiva non avreb he grande efficacia su malattie a carattere recessivo e assai diffuse. Secondo il computo del Fischer oggi forse il pi g-rande razzista c studioso di eugenica -da 2 a 3 mila anni occorrerebbero per ri durre la proporzione dei deficienti d a 1 per 1000 a I per 10000, mediante l'arr e sto della loro riproduzione. L"eugenica, per essere util e deve richi.::dcre il volontario sacrificio d e lle persone che conducono seco un pericoloso fardello ataYico di dcinenza, di emofilia di sordit o d'altro: invero costoro non hanno il diritto di portare una vita di miseria e di infelicit ad altri esseri: coniuge figli c figli dci figli. Del resto, per noi italiani, fortunatam ente non sembra corrispondere ai dati statistici la legge della degenerazione progrcssin,., (uno studio s')) formulata da al cuni autori, se condo la quale il num ero dc_ gli alienati crescerebbe in proporzion e maggiore o addirittura, secondo studiosi americani. in proporzione geometrica rispet to alla popolazione total e f>er la nuova eugenica sostiene il prof. Frank la igiene ereditaria non consiste nell'accoppiare un maschio vigo roso con una femmina robusta, come nel I'alle\amento degli animali. Ma consist e imece nel dar loro, prima del matrim') nio. un'adeguata educaz ione sessuale e nel chiarire che la procreazione un atto s uhcosciente dei genitori, anzitutto della madre, la quale dovr perci attenersi ad una pi diligente igiene non solo fisi ca ma anche psichica; e che l'opera procreativa non si esaurisce . affatto con la g-ravidanza e con il parto, perch essa .:ontinua nell'allattamento, che deve esse re materno, e poi soprattutto nella prima educazione famigliare che non deve essere quella falsa tradizionale; adatta soltan to a formare uomini pavidi destinati a < l 'Stare per tutta la vita pi o men 0 mafati :&. :Darsi pensiero delle generazioni. future, nobile, ma si otter meno colle costri z ioni legali ; ..-:he con una coscienza e ugenie?. largamite diffusa. GIOVANNI MARCHIORT

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L a cidt dei popoli si manife5la, oltre che nelle loro istitu zioni sociali, politiche ed eco nomiche, anche e soprattutto, nelle loro tradizioni ed espres.;;ioni culturali ed artistiche. Per quanto riguarda l'Africa, la deca denza delle razze e de;Ie culture del Contin e nte Nero confermata dalla defi c ienza nell'equilibrio e nelle proporzioni delle arti figurative e della musica il cui rregio ,e maL quello del fracasso rit mato Oggi le rudimentali manifestazioni artistiche degli africani si esplicano e sse n zialmente nella decorazione del vaselbrne, delle stoffe, dei poggiatesta, degli "trumenti musicali delle armi e degli :
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' R TE AFRICANA la! e Traghetto quelle africane. E li caraltcrizza, in parti colare, uno spirito bellico non superato da nes s un altro popolo africano. L'arte etiopica riconferma lo stato di rc g res so d i questo popolo. Per la tecnica infantile la mancanza di prospettiva la crudezza del colorito, la monotonia dei soggetti trattati, sia nel le figurazioni s acre, sia nelle profane, la pittura etiopica, antica e moderna, bi zantineggiante. Come la letteratura, anche la pittura essenzialmente reli g iosa. La pittura etiopica la quale deriv a dall'arte copto-bizantina, per relazioni s tabilite s i nei primi s ecoli dopo Cristo fra l'antico regno di Axum ed il mondo romano orientale, con qualche influsso occidentale, rappres entata specialmente dagli affres chi nell e chiese e dalle mi r.iature dei mano sc ritti. Da ci il suo spiccato carattere reli g ioso e, naturalmente quindi l'uso di ess a per il culto, tanto da esserne un compemento. Depositari e cultori dell'arte etiopica in genere sono stati e sono per lo pi preti copti di ordini minori che vanno d paese in paese ad offrire l 'opera loro. * -il-L'isolamento in cui venne a trovarsi l'Etiopia negussita la rapida decadenza l'imbarbarimento della stirpe, ed altre cause di varia natura, come la denatalit e la mortalit, dovute principalmente alle tristi condizioni sociali e patologiche, alle guerre tra trib ed alla schiavit, impedirono all'Abissinia di evolversi verso manifestazioni letterarie ed artisti che superiori a quelle assai modeste, in cui si trova oggi. Una caratteristica -della letteratura etio pica, di essere costituita pressoch da

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Feticci dei Borama traduzioni; e nella pittura, sig nificativu l u s o di rappresentare gi esseri spregevoli, i nemici i cattivi, di profilo; mentre i buoni, i giusti, i re ; igiosi sono rappresentati di fa cc ia. Come abbiamo detto, l'arte etiopica ha ri sentito di influssi religiosi ed intellettuali del mondo bizantino ed anche di quello occidentale, massime italiano. Taluni studiosi, tuttavia, hanno voluto vtdere oltre questi elementi stranieri. suc ce!:'sive influenze di arte e di artisti dei Paes i .::on i quali l'Etiopia venuta 111 ct.mta tto Cos, mentre nella pittura abissina le de co razioni geometriche sembrano di de rivazione araba o persiana, alcune figure umane h an n o qualche affinit con l e ind. L'arte etiopica se s i eccettuano gli oheli s chi di Axum, le chiese rettangolari primo Cristianesimo. i palazzi imperiali di Gondar, le capitali che consenano tutt'ora vestigia della ioro orig inale ma ormai defunta grandezza e flo ridezza arte rifles s a Secondo i risultati sc ientifici di un \ iaggio in Eritrea. viaggio effettuato al c uni anni or sono dal Dainelli e dal Marinelli, manifestazioni artistiche spontanee del popolo abissino sembrano, inve ce certe pitture rupestri, opere molto primitive con uomini ed anima;i dipinti in bianco e rosso. frequenti sull'altopiano d e l Coaito. Per l 'arte abissina ha sc ritto prima del con flitto italo-etiopico Paolo Gra zio s i -sembra. es sere esistilo solamente u n lungo medioevo al quale non ha po tuto ancora seguire una rinascenza f e perch tale arte non con tien e in t en ti quei germi che sparsi in un felice passato artistico. avrebbero do v uto un giorno sbocciare, ricevendo da quello s tesso passato, attraverso ben profonde Armi dei radic i forze ed alimento per la nuovn Jic.ritura Fioritura culturale ed artistica che, con molta probabilit, non sarebbe mai sboc ciata n avrebbe fruttificato se fos se duralo il pseudo Stato e tiopico. feudale e sc hiavista. La barbarie africana non avrebbe mai potuto fare quello che mi ss ione -di Ro ma, madre di civilt. Noi pensiamo. infatti. che le nostre ti piche realizzazioni di civilt latina m Africa -dalla bonifica della terra a Ila costruzione delle grandi strade imperia:i --inspireranno un giorno l'arte indigena e l'orientamento verso nuove sioni. E ammesso che gli etiopici siano culturalmente superiori agli africani, si potr vedere se e fino a quanto siano ca paci di ricevere la nostra civilt, e quindi siano suscettibili di progresso. La storia della colonizzazione in segna che per ben governare un popolo di colore bisogna conoscerlo. Per conoscere bene i nostri sudditi dell'Africa Orientale, bisogna studiarli non soltanto dal punto di vista bio-sociolo gico, ma anche spirituale. Dovremo stimolare le loro tendenze verso quella forma d'arte che pi conso na alla loro natura, e secondo i criteri che ispirano l'edilizia della c itt indigena, cui i nativi potrebbero apportare ii con tributo della loro sensibilit artistica ed artigiana. Ci non significa, per, .,eguire la ten denza cosiddetta ad europizzare ma vuoi dire, anzi preoccuparci fino -da ora di conservare ed alimentare il senso del le arti figurative nei nativi, nel loro ambiente e per il loro ambiente! valorizzandone i prodotti nelle manifestazioni imperiali della Madrepatria. A. LEONOW-CECINA

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il metodo-dei Come abbiamo gi ricordato in altri numeri di questa rivista la scienza razzialt: moderna si s e mpre pi andata indiriz zando verso gli studi di ereditariet. I ri sultati di quest e ricerche, che riguardano' tanto ii campo normale quanto quello patologico, sono di inter sse straordinario in quanto permettono di individuare le cause di degenerazione che possono minare la razza dall'interno. E' dif;ttti perfettamente inutile difendere la razza dal pericolo del mCticciato e dalle influenze ralmente il metodo che si impiega per lo studio dell'ereditariet umana quell o elle ricerche g enealogiche: metodo eh.:: come si comprende, sah' o alcuni casi, pre senta gravi difficolt essendo difficil e fi .. salire al di l di alcune generazioni. Un metodo modernissimo e che .ha portato contributi enormi alla conoscenza delle leggi dell'ereditariet il metodo dei gemelli. ,E' con piacere che noi qui ricordiamo come tale metodo sia stato ampiamente uti_ In una grande ricerca su 102 gemelli su 45 gemelli dicoriali delio stesso sesso e su alcuni gemelli triplici il von V erschuer ha inna _nzitutto messu in evidenza che es iste in determinate fa miglie una certa tendenza ad avere _gemell1. Lo sviluppo intrauterino ha naturalmente la sua influenza su alcuni caratteri dei gemelli, per mentre i gemelli monocoriali con .l'et tendono ad essere sempre pi simili, quelli dicoriali tendon o ad essere sempre pi differenti. Gemelle monocoriali che presentano entrambe un difetki dell'occhio ereditario (esoftalmo) Gemelle monoc:oriali di c:ui la seconda presenta alcuni difetti delle palpebre non erediitari ebraiche o preoccuparsi soltanto dell'au. mento quantitativo quando non si riesce a impedire la trasmissione di quelle tare ereditarie che spesso sono le cause principali della decadenza e della estinzione dci popoli. La difficolt principale degli ,Studi di genetica umana consiste nel fatto che non pu essere impiegato il metodo sperimentale: soltanto in alcuni casi si pu tenere conto degli esperimenti involontari che per determinate circostanze gli uomini hanno compiuto, coine avvenuto ad esempio per i bastardi di Boeri e di Ottentotte e per i meticci di Kisar. Gene lizzato c perfezionato dagli studiosi tede schi c particolarmente da quelli appartenenti alla scuola del von Verschuer. Come noto i gemelli possono derivare dalla fecondazione di un solo ovulo o dalla fecondazione di due c pi ovuli. N el pri. mo caso i gemelli si assomigliano come due gocce d'acqua e sono detti comunemente gemelli monocoriali, nel secondo caso i gemelli si semplicemente come due fratelli e sono detti gemelli dicoriali. I primi sono sempre di un solo sesso, i secondi posspno essere di sesso differente. Le fotografie che ha pubblicato il von V erschuer mostrano di fatto delle gemelle monocoriali che nel corso degli anni diventano sempre pi simili, anche se una delle due presentava alla nascita qualche anomalia nella forma del corpo. L'influenza ambientale pu tuttavia fare: differire leggermente l'aspetto dci ge melli in lungo corso di anni. Cos per esempio se uno dci due gemelli si sposato, o se ha avuto bambini, o infine se ha potuto vivere con un tenore di vita notevolmente diverso dall'altro questo si pu notare ad tma attenta osservazione. Tuttavia l'esame attento dell'asimmetria

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Ili del corpo c dei diversi organi mostra com e questa sia identica nei gemelli. Data l'identit assoluta dei gemelli mo nocoriali si pu concludere che que-i ca r.attcri descpittivi che sono presenti in am b e du e devono essere neces sa riam ente erc iente. Se per esempio la forma della t edi uno dei gemelli ipsicefalica (eccessivamente alta) c l'altra no vuole dire che questa forma non ereditaria, mentre invece l'asimmetria della. testa che ereditaria, presente nei due. In un'altra importantissima ricerca il von Verschuer ha esaminato particolareggiatamente la forma e il colore dell occhio, la forma del naso, dell'orecchio dcj ca pelli,' le anomalie della forma del corpo, la reazione alle malattie infettive, alle malattie nervose c psichichc dei gemelli . In questo stesso studio egli ha messo in evi-Queste figure mostrano come alcuni oaratteri morfologici sono ereditari (lonna dell'asimmetria della testa) altri no: ipsicefalia e piccoli ;tubercoli dell'orecchio

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A e ;B sono gemelle monocoriali : a 18 e a 2!) anni: B presenta Jet testa ipaicefalica. 1.knza renorme progresso compiuto dalla scuola antropologica hcrlinesc con il m e todo dci gemelli rspctto alle ncchic riccr_ Che compiute dal Galton nel 1875 Gli studi tedeschi difatti hanno allo stesso tempo interesse antropologico clinico sic rologico c psicologico. In un'altra ricerca compiuta in collabo razione con il Curtius il yon Verschuer ha esaminato le condizioni pr 10 sviluppo dci gemelli e ha espresso l'ipotesi che particolari spermatozoi presentino un cosiddetto <.: Teilimgsfaktor '1>, che fa dividere in due la cellula femminile appena fecondata per cui possibile ch e essa venga an_ cora fecondata . Una allieva del von Verschucr, la Meyer Hcydehagen ha studiato le linee palmari della mano nei gemelli e ha potuto cos ve dere come esse SI ereditano. _In un altro studio il von Yerschucr si occu_pato ticolarmente della variabilit crescimcnto nei gemelli ed giunto a sultati molto interessanti. Nel campo delle atlOmalic della forma corporea la LicbmaQ ha potuto dimostrare .)a discordanza del difetto di alcuni muscoli del torace e la concordanza nella di sstosi cleidocraniale c infine la concordanza disostosi craniofacciale in al-cuni gemelli, dimostrando in questo modo che la prima anomalia non ereditaria e le seconde invece s. Di straordinario interesse sono gli stu di del von Verschucr sulla tubercolosi nei gemelli. In questi studi egli ha messo in evidenza come spesso nei gemelli si presentano le stesse forme di tubercolosi con Yidentica localizzazione. Ad analoghi risultati giunto il Dichl. Per quanto poi .riguarda lo studio dci gruppi sanguigni sono da ricordarsi i risultati delle ricerche dello Sehiff e del von V crschuer stl 202 coppie di gemelli monocoriali: in nes suna coppia stato possibiie osservare una differenza qualsiasi nel gruppo san guigno. In un'altra ricerca a carattere psicolo gico lo stesso von V erschuer ha potuto dimostrare l'ereditariet non solo dei gradi quantitativi di intelligenza. ma anch..: delle differenze quantitative nella mede sima. Anche alla scuola del von V erschuer appartiene il .lavoro della. Brauns sulla biologia dci gemelli durante l'et infahtilc. Il primo carattere d'identit dei gemel li, che gi si manifesta nel quarto mese di vita embrionale quello dei gruppi sanguigni principali . I fattori M ed N invece: possono essere osservati solo dopo il quarto mese di vita. Le linee papillari dell e dita si fissano gi in un periodo molto precoce. La forma della testa, in gnan parte dovuta a fattori ereditari, si presenta nei gemelli simile gi nelle prime et, ma con gli anni tende ad essere sempre pi identica. 66 anni. F ha vissuto per 40 .anni in un ambinle di .verso di E ed stata maritata. Si noti quanto piccole sono le differenze malgrado t"o ci

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Lo stesso non si pu dire per la pigmcn tazione dei capelli, della pelle e delle iridi che possono variare notevolmente con l'et. Il confronto tra i gemelli mono c dico riali dimostra chiaramente come sulle cur ve dello sviluppo influiscano tanto i fat tori ereditari quanto quelli ambiental i . Mentre difatti i gemelli dicoriali presentano Io stesso sviluppo solo fino a du .. anni, quelli monocoriali compiono ndlo stesso modo il loro intero sviluppo. Molto importante per gli sudiosi di criminologia sono le ricerche del Kranz sulla criminalit dei gemelli. Secondo questo autore i gemelli monocoriali presen'tan c una reale concordanza per determinate. forme di criminalit, ii che dimostra come esse: debbono essere considerate ereditarie. Anche dimostrata, per merito del Carmena stata l'identit della scrittura nc1 gemelli. Qualcuno potrebbe domandarsi a ch e ora dd giorno c in quale mese dell 'anno nascano pi gemelli. Il yon V erschucr ha potuto osservare: che il pi gran numero gemelli, circa il IO% di 748 individui, nasce alle ore 12 del giorno, c ycrso la fine Ricordiam o ancora come con il metodo dei gemelli sia stato possibile dimostrare di un gran numero di malattie l di anomalie. Molto interessante a questo riguardo senza dubbio l 'o pcr;t. alla quale abbiamo gi accennato, dovuta alla collaborazione dd Dichl c del von V crschucr sulla tubercolosi nei gemelli. In questa opera gli autori hanno affrontato successivamente la questione dell 'e reditariet e della costituzione individuale, quindi. dopo avere ricordato i conce t! i fondamentali della dottrina d e i gemelli, hanno esposto i risultati delle loro ricerche su 127 coppie di gemelli. Si tratta naturalmente di studi molto complessi c d if-sempre pi a iicil i cl11:: sa rebb e iuori luogo ric ordar\: in questa sede. D a quanto abbiamo csp'osto risulta con quale seriet c profondit Ycngano com .. piutc in Germania le ricerche sull'ercditarid normal e c patologica dell'uomo. Il metod o dc-i gemelli ha dato grandi ri sultati (" rcrmcttcr di stabilire su basi sempre pi sicure le leggi che r cgo lalio la trasmiss i o n e ereditaria. (.Jucstl" conoscu1zc sono indi spu1sabil i pcrch la politica della razza possa aiirontarc in pieno i problemi della di fesa da quei fattori di degel"erazione intrarazzialc che sono le malattie ereditarie. Xci campo poi teorico il metodo d c i gemelli permette di interpretare pi f acil mcntc i risultati dell e ossen azioni c o m piute sui meticci c sugli alheri genealogi c i delle famiglie. G. L. G A H gemelle di G!l anni. crttram!o e sposatE:. G non hcl .avuto l i g! i H ha avuto IO figli

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Il cancro ereditario? Yiontagnc di carta c fiumi di parole si >ono scritti a proposito del cancro, questa krrihik malattia che, purtroppo, restata e r es t er p e r molto tempo ancora, misteriosa n e lla sua intima struttura. C h e n e sappiamo del cancro? Mltissi mc cose, certamente : conosciamo il modo d i riprdurlo in condizioni sperimentali, quello di farlo insorgere mediante ben r ;ot i prodotti chimici ; i diversi aspetti in cui esso pu presentarsi e le pi minulc strutture che le cellule cancerose possono ri\ elarc ai nostri strumenti di indagine; ma altrettanto vero che la nostra ignoranza nei riguardi dell 'intima origine dci cancri spontanei oggi come ieri, pi che completa. Molte ipotesi si sono prospettate alcune sostenendo una causa parassitaria, altre invocando squilibri ormonali od osuri processi chimici, tutte portando o confutando un'infinit di argomenti o di fatti che acquistavano di volta in volta. luce e Yalorc diverso. Xon staremo certo a ricapitolarli, ma vogliamo, con la maggior chiarezza e concisione possibile esaminare brevemente qualche dato sperimentale e qualche ipo tesi che la giovanissima scienza genetica pu portare allo studio e all'interpretazione del cancro. E' fuori discussione, infatti, che il sub strato genetico di un organismo entra in gioco nell'insorgenza di manifestazioni cancerose, se non con uno stretto determini s mo, certo, almeno, offrendo un terreno favorevole allo svilupparsi della malaHia. Studiando numcrosissimc generazioni di tGp; bianchi stato visto che in alcune si ha una predisposizione vera c propria all'in sorgenza di fenomeni cancerosi mentre altre sembrano essere refrattarie. Questo comportamento si ri\elato tanto netto da p ermettere a.Jla Slyc di condurre rigor ose ric erche gene tiche (incrociando individui di due diversi c e ppi), che hanno mostrato per i topi l' esistenza di una prcdis po s i z ionc al cancro, comportantesi come un vero c proprio carattere mendeliano r e cessivo. Incrociando, infatti, un individuo di ceppo puro non cancro con altro di ceppo puro q:cancro, si otteneva una discendenza ibrida non cance rosa, la quale dava, dall 'incrocio dei suoi individui, una seconda generazione di topi alcuni al cancro e altri non suscettibili, negli s tessi rapporti ( 1 : 2: 1) previsti dalle leggi mendeliane. Anche Mercier, studiando il linfosarcoma nei topi venuto a conclusioni del tutto simili trovando un comportamento mendcliano :dia comparsa della malattia. A que,;.e prime ric e rch;: se ne sono venute successivamente aggiungendo molte alt re di non meno illustri sperimentatori, quali quelle di Lynch, Murray, Plurnmer. 32 Da queste ric(:rchc, insomma ia pr.:disposizione al cancro sembrerebbe legata agli clementi germinali : sia ai cromosomi (materni o paterni), sia alla massa citoplasmatica della c e llula uo, o, quando co mc in alcune esperienze di Little e Murray, l'ereditariet del male si re la a po matroclino, cio nei casi in cui sono principalmente le femmine a trasmettere la malattia. Per di pi, nei topi bianchi non solo stata dimostrata una ereditariet inconfutabile della predisposizionc al cancro spontaneo, ma, come dalle ricerche di Lynch e di molti altri, si visto che vi anche suscettibilit ereditaria (a carattere dominante) all'insorgere di cancro sperimentale con i noti prodotti chimici (benzopirene, dibenzoantracene, metilcolantrene, ecc.) ad azione cancerogena c con altre sostanze ad azione simile, come la follico. li n a. Tralasciando di entrare in particolari c descrivere altre esperienze di minor importanza, non. sar fuori luogo rico;-dare che anche nella drosophila (il minuscolo moscerino delle vinacce, sul quale si sono fatte in questi ultimissimi anni molte c mirabili scoperte biologiche) si sono trovati du e tipi di tumori, l'uno a carattert: sicuramente reces sivo e letale e legato a! sesso portato da un gene del cromosoma X (che uno dei cromosomi ses suali), l'altro benigno e non legato al sesso. Anche in una farfalla del genere Py .. gaera sono stati studiati tumori che si trasmettono, attraverso le femmine, alla sola discendenza maschile, con particolari modalit che non possono qui essere riportate, ma che si ritengono dovute ad un comportamento aberrante dei globuli polari emessi dall'uovo in maturazione. Si potr obiettare che mammiferi e insetti occupano nella scala zoologica due ben lontani e che quindi difficilmente i fenomeni riscontrabili IJegli uni possono essere omologati a queili degfi altri; ci ben vero, ma bisogna,-in questo caso particolare, tener presente che la manifestazione cancerosa un fenomeno tipicamente cellulare c che pertanto essa potrebbe teoricamente essere osservata anche negli organismi pi semplici del regn0 animale. Del resto il comportamento dei tumori negli insetti di.molto simile a quello che si riscontra in animali supe.rioti, offrendo, come in questi, possibilit di metastasi, di trapianto e di coltivazione. Quanto siamo venuti dicendo sembra) dunque, dimostrare che il substrato genetico non ha trasctirabile importanza nei riguardi del cancro. E evidente che, per ci che concerne l't!omo le esperienze genetiche sono inattuabili. Ad esse si sostituisce, e spesso a costo di molte e meticolose indagini, l'esame anamnesico di soggetti cancerosi. Per alcuni tipi di cancro il fattore ereditario fuori discussione : cos i tumori del m no acustico, il r etinohlastoma, L> xcroderma pigmentoso, sono sicuramente e r editari. Per altri una parola definitiva non pu essere data, per quanto molt e osservazioni lascino supporre un comportamento si mile. Depongono a favore di ci: l'os.;.:rva zione di numerose famiglie canc
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Pu essere; ma l e nostre conoscenze genetiche ci permettono di affa<:ciare un'altra ipotesi : qu e lla della mutazione somatica E cv id nte che se-una mutazione in te ressa: l'elemento uovo all'inizio della sua segmentazione, tutte le c e llule ch e s uccessivam ente da questo derivano presenteranno quella determinata mutazione; se, invece, la mutazione. interessa una cellula isolata di un embrione, in stadio pi o m eno avanzato di sviluppo, qu ella d eterminata mutazione comparir solo ed esclusivamente in qu e lle cellule ch e dalla prima derivano, ed e sse saranno tanto pi numerose quanto pi precoce stata l a comparsa della mutazione. A queste m11tazioni somatichc b e n conosciute sia nel campo vegetale che in quello animale (macchie cromaticamente aberranti in superfi<:ie uniformemente co. lorate, alcune anoma-lie unilaterali, ecc.), potrebbero e ss ere rapportati anche i tu mori : Si verrebbe cos a consid erare la for-Esempio d i eredit arietdel c a n c r o secondo Wartin t6o r M o. D o z mazione neoplasica come una colonia di cellule derivanti da una cellula madre accidentalmente mutata, in conformit. d e l r e sto a quanto sembra esse re real m ente, dato ch e tali cellule si presentano tutte con caratteristiche proprie, sia morfologich e c h e fis i o logiche, e che per molti anni po sso no essere coltivat e in vitro senza subire la bench minima variazione. Questa ipot esi, sostenuta gi da molti -studiosi stata recentemente npresa e sviscerata in modo magis trale da un illustre chirurgo inglese: Lockhart-Mumm ery; molti fatti, anche sperimentali, depongono a favore di essa, e molti altri possono trovare cos una loro probabile spiegazione. Le teorie genetiche (costituzion e germinale, mutazione somatica) s embrano, insomma, acquista re un a sempre maggior nel campo degli studi s ul cancro. Si deve intravve de.re con ci un proba bile fallimento d eg li sforzi terape utici che si fanno per. combatterlo? Bi_ sogn a tener pres ente, a questo pro p o sito, che le cell-ule cancerogene so1io sostanzialmente diverse da quelle normali c che, quindi, pu sempre pe-rmanere l a speranza di scoprire un mezzo che r ies c a a distruggerl e senza ledere le altre e sfruttare cos come d e l r esto si fa at t ualm ente con i raggi X, la maggior vulnerabilit degli clem e nti neoplasici rispetto a quelli norma li. Non va dim e n ticato, inoltre che molti effetti genici dipendono dalle condizioni gener a li de ll'organismo c c h e si rius<:iti a sostituire l'azione di certi ge ni con de terminati estratti tissulari. Si. aggiunga che sono gi note sostanze ad azio n e inibitrice e che non improbabil e c h e pi sicuri risultati si potranno ottenere con l'estendersi e l'approfondirsi, delle ricerche; si comprender cos come non si debba essere scettici nei riguardi di qu esto male, e la speranza la speranza che non muore mai trove r un nuovo raggio di luc e da gettare verso le ombre del n ost r o domani. GIAN MARIA GHIDINI

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ed C' un solo punto sul globo, dove i negri americani e i negri afri cani hanno creato una combinazione politica e statale, con lo scopo di tentare una convivenza armonica sulla terra della loro comune origine. C' dunque un solo paese nel mondo, che permette un giudizio e un appr_zzamento sulla questione se i negri ame-ricani e i negri a.f.ricani si sentano parenti tra loro e siano capaci di intraprendere una esistenza in comune, sotto l'egida di uno Stato" organizzato e dire.tto da loro stessi. Questo paese. la _repubblica di Liberia, sulle coste dell'Africa Occidentale, l'ultinw stato indi p e ndente che sia rimas; o in Africa dopo la conquista italiana dell'Etiopia. Occorre anzitutto non abbandonarsi all'ingenua idea che la forma politica della Liberia pcmietta un giudizio definitivo sulle possibi lit politiche dei ncgr.i-amcricani. Certo che i negri-americani, che pi di 120 anni fa crearono la Liberia non hanno portato nel loro bagaglio spirituale ideali o altre premesse indispensabili per una impresa coloniale di questo genere. Secondo il giudizio dei cono5cito :i del mondo negro-americano, la differenza esistente fra quest
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TiPi ameri:co-liberiani. n giudice supremo della Liberio. .religiosi ed dagli americani stessi, per ragioni utilitarie. N el r810, un negro-am e ricano Paolo Cuffe, intraprese pe{ conto proprio, con straordinario ardimento, sacrificando 4000 dol lari dei suoi risparmi, un primo t e ntativo di colonizzazione ncgro-ameriana in Africa. Egli cre a questo scopo una Friend.ly Societ): e nel 1815 part su un proprio scafo a vela da Bo ston, con 40 negri a bordo, c atterr a Sherbro Island, nell at tuale Sierra Leone in Africa Occidentale. L'anno dopo il governo dgli Stati Uniti cre un'apposita Societ per favorire que sto movimento--e nei pochi anni che segtlirono, l'Africa vide arrivare alcune migliaia di negri-americani, giunti con l'idea di creare in Africa una nuova Patria, dove avrebbero potuto vi vere liberi e felici e dimenticare le sofferenze patite la schiavit del nuovo mondo. Nou so, se dopo i primi contatti di Cristoforo Colombo con gli indiani-americani, ci sa stato uno scoritro cos curioso, come quello che quando i primi negri-americani sba rcarono, dopo 2-300 anni di schiavit in America, sul_ Continente dei loro antenati. Per comprendere l'esperienza politica che ne !:egu bisogna, come un cl.oganiere frugare un po' nel bagaglio intellettuale che que sti negro-americani portavano con s. L'America d'allora dalla quale emigrarono questi ne' gri, era un continente in gestazione una pentola in bollore, dove avventurieri europei, fuorusciti irlandesi quacqueri inglesi rivoluzionari francesi e i:utto un midi gente scontenta, gettava sprazzi di idee politiche di aspirazioni, di teorie fi.,Josofi.che e d'altro in arrivo dal vecchio cntinent. Gli uni predicavano l'eguaglianza gli a.Jtri l'umanit i terzi qualche settarismo cristiano e tutti insieme volevano creare una vita nuova, pi .!ibera pi felice. Vedete dunque! da quale imbroglio d'idee non ancora digerit!! uscirono questi schiavi liber ati. Per di pi, appena il quattro per cento tra essi sapeva leggere. Immaginate dunque la confu sione d'idee che regnava in qud cervelli. C'era un po' di tutto': vers e tti della Bibbia frasi monche di Rousseau qualche pezzo

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della Dichiarazione dei diritti dell'uomo d e lla rivoluzione france se e alcuni principii liberali-democratici nello stile degli Stati Uniti d 'allora; c soprattutto ignor anza, mancanza completa di esperienia politica. Nonostante ci, si prefiggevano l'idea di un'alta civilt, ch e dov eva forgiare, sviluppare, J.a nuova repubblica in Africa. Diciamo francamente che l'idea, in s, era umanamente s impatica Negri-americani, hberatisi dall'indegna schiavit, cercano di ritornare in Africa per rifarsi una vita nuova, lib e ra! Qual cosa pi attraente, giusta e ragionevole? Ma ecco l'errore profondo che ha minato l'impresa fin dal principio. Questi n eg ri, p e r il pregiudizio intellettuale ciel seco l o cles .lumires inculcato loro dagli europei-americani, si credevano missionari cl'un 'ra di libcr.t; dunque, si riten e vano civili e su pe-riori agli africani indig eni che consideravano povera gente rimasta senza la luce dell e idee nuov e, senza Rousseau la Bib bia, la dottrina eli Monroe, ccc. La vanit sempre ridicola e pericolosa. L intellettualismo che si crede superiore alla gente semplice, ancor pi ridicolo c pe ricoloso. Ma la specie peggiore quella dei semi-educati, dei che si mettono a civilizzare gli altri. Tali erano questi colonizzatori afro-americani. Non mancavano fra loro uomini eli grande coraggio. Difatti, senza l a loro guida l a repubblica, per quanto debole fosse ancora, non avre bbe potuto nascere, battersi per la sua indipendenza c sussistere sino ad oggi. Vale '!a pena di ricordare i loro nomi anche se per mancanza di spazio non possibile darne l e caratteristiche Il promotore della colonizzazione il gi nominato Paol o C nffc; ecco ora il generale Eliah Johnson, il coraggioso Tipi africo-liberiani. Indigeni della trib Kru. La ragazza colla faccia pinta sta per prepararsi a un rito di pubert. La maschera. secondo la credenza degli indigeni serve ad allontanare gli spiriti maligni.

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primo governatore, che seppe lottare contro i negrieri frances i e spagnoli c o n l'arma in pugno; il Presidente Samucl B e nedict, che riusc a rinvigorire di speranze c di coraggio i molti che si disperavano nelle difficolt iniziali; ecco il governatore ]. Russwurm, che studi in America e cre i primi giornali in Libe ria Ci sono poi vari altri. Ma vedete, tutti avevano questo grande pregiudizio, che gravava su; di essi un'ipoteca: si consideravano una specie di profeti della nuova civilt e vedevano nei. negri indigeni una gente inferiore, dei veri selvaggi Da questo punto una serie interminabile di errori poli tii che condurrannd la Liberia al triste stato in cui si trova d a molto tempo ad oggi. Quando, nel 1835, i liberiani si rivolsero al professore americano Greanleaf d cll'Cniversit di Harward, con l invito a redigere una costituzione per la repubblica prescrissero che .una delle -clausole dovesse riservare tutti i diritti politici ai colonizzatori negro-americani cd escludere tutti i negri indigeni. Ecco dun que una repubblica creata da negri contro negri. Cos i negriamericani, dall'inizio, non solo non cercavano, ma neppure si curavano della possrbilit d'una convivenza e uguaglianza di diritti fra loro e gli indigeni africani. Per tal modo nata la separazione politica che esiste ancora oggi. E' curioso constatare che la dichiarazione d'indipendenza del 1847, per la. quale la L-iberia proclamata stato indipendente c ha avuto poi il riconoscimento della maggioranza dci paesi europei, costituisce un atto di rivolta dei negri-americani contro le stesse ingiustizie fatte loro patire in America e che essi m e desimi commis e ro poi contro i negri-atricani in Liberia. Dic 0 no : eravamo esclusi dovunque da ogni attivit amm1ru-Gruppo -di bambini africo-liberiani

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Strada di' Mouovia strati v a e dalla partccip:::!i o n e al g o v erno; tassati s enza nost r o consentim e nto ; co stretti : t lavora re p e r il b e n essere del paese che non ci dav a a lcuna prot e zione; dichiarati una clas s e a s s eparata d a ll e altre. Tutto ci di cui si l a m entavano i n egri-ame riani, -fu da Jor c applicato in Liberia ai n egri indig e ni. Li h anno esclusi dala vita po1iti c a ; li h a nno tass ati s e n z a previo a ccordo e s e ne sono segregati con una barriera di pregiudizi razziali politici ed intel.le ttuali c os d a rima1ier e dopo pi di 120 anni di stor ia, un elem e nto razzi a l e c o mpletam e nt e distinto. Bi s o g n a aggiungere che n egri-americani v e de ;ano dal l'inizio, &"ran differ e nza fra s e l e trib del lu o go Parlavano l'ingl ese m e n t r e gli africa ni p a rl a vano loro lingu e Si vesti v an o a lla m o da europea mentre gli indigeni vi v evano nudi. Erano cri st i a ni, m entre gli altri eran'J pagani Vive vano pensava no, m a n g iavan o diver s amente. Erano in tutti gli aspetti uomin d i fferc nti. P e r di pi av e vano all' ini z i o g randi diffic o lt d a s up erare e r es ist e nz e da vinc e re, sia d a parte de gli indigeni che degli a v venturieri e n e g r i eri erop ei. Ad ogni modo non a\'eyano n tempo n tranquillit per varare una politica di collaborazione con l' le m e nto indig e no . Dov e vano c ombattere ovunque e hanno combattuto. Na4:que cos la Lib eria o di erna. Un pae se della superficie di un 1erzo d e ll:'Italia, governato da circa 20 mila discendenti d e i negri-americani e abitato da un milion e e m e zzo di indigeni afri<: a ni. La storia dell e relazioni fra questi due element i una storia di guerre e di rivolte . Le trib dei De, Vai, Kru, Nana, Bas sa Kpwes si c tutte le altre, si sono solle v a te una dopo l'altra per 120 anni; periodicamerite, contro ii malgov erno dei liberiani Tutte queste ri\.olte sono state soppress e daJI' esercito liberiano con ; aiuto degli 'Stati Uniti che pi di una volta hnno mandato navi da guerra in Liberia per debellare Je trib in rivolta. Dal 1816 fino a questi ultimi anni, la storia d e lla Liberia una di continue lotte .f.ra i n egri-afriani e il governo negro-americano, finch la Lega de11e Nazioni non mand una ccimmolto costosa che ne riport uno studio sulle forme di !:!Chiavit esist e nti nelr Liberi a ; e qu esta relazione -com'era da prevedersi, non ebbe alcun s eguito pratico da parte dell i s tituzione ginevrina. Alcuni studi da me compiuti in Libe ria durante il mio soggiorno n e l 1936, mi a c-certano quanto conferinato da molti aHri oss ervatori, cio che il tipo negro-americano (che si chi a ma liberiano ) razzia! mente diverso dall'indigeno lib e riano . Sono negri ben inteso, ma fra i negri esistono differenze raz ziali simili a quelle che si ri Jevano fra i bianchi Senza dubbio uria mescolanza d e i du e tipi se si fos se iniziata d
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L A MAS.CHIA T ALI CA FIEREZZA D I S. G I OR G I O NEL QUADRO DE i. MANTEGNA

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o ----M OR T ALI DELLA . --. Quello ch'io dico della filosofia de rmani, in genere di ogni filosofia, si conferma dall'esser cosa gi osservata che la religione si titrova presfO la mila di t;;tti i popoli, in quella "g"t1is4 :e.h la filosofia si troz,ata sempre vicina allaJOt' (Ess a i sm l'indiffe nce en matre #_e: prime linee del capo Z ) E poco dopo cipio del capo l, dopo aver detto che la tll,osctta greca, tanto temuta da Catone e nondimeno nuatasi fra i romani, fu la Roma vincitrice del mondo, soggiunge ch' degno della pit seria co11siderazione che c p eri, l a cui storia da noi conosciuta, e stati cons ohdati dal tempo e dalla 'vider o ro vesciati dai softi . Nel capo secon4j";' estende maggiormente in provare che la . la distruttrice di Roma e conviene tesquieu il no11 teme di attribuih / .la di que st'impero alta fil o sofia d i Epiurb-;. ge ndo in nota che Bolingbmke pensa in punt o come MorJtesquiu: bli o ed il disprezzo della R eligi.,oneg ion e princip a l e d ei mali che pr.ov. "''-<"'""':''" g11ito: ltl R eligione e lo S.tato decaddt'o . e/esima proporzione>> T IV p. 428.: renza che laddove gli apologisti .. . ..... ., .. .. deducono che gli stati sono stabiliti e conservati verit, e distrutti dall'errore, io dico che sono stabiliti e conservati dall'errore e distrutti dalla verit. La verit non si mai trovata nel principio, ma nel fine di tutte le cose umane; e il tempo e l'esperienza non sono mai stati distruttori del vero, e introduttori del falso, ma distruttori deLfalsa e insegnatori del vero E chi considera le cose : al .o: vescio, va cntro la conosciuta na tura cose umane. Questo il controsenso fondamentale in cui caduto l'autore sopracitato. Egli avrebbe di fesa molto meglio la Religione se l'avesse difesa non come dettame dell'intelligenza, qla come det tame del cuore; e quando egli dice che dunque l' sistenza e la felicit, la perfezione e la vita del l'uomo sarebbero contro natura, perch la ,natura il cotniplesso delle verit, s'inganna, perch la natura il complesso delle verit in tal modo che tutto quello ch'esiste sia vero, ma non tutto quello ch' vero sia conosciuto da ciascuna delle di lei parti. Ed una di queste verit che son comprese nel sistema della natura che l'errore e l'ignoranza alla felicit delle cose, per ch l'ignoranza e l'errore voluto, dettato e stabilito fortemente da lei e perch'ella insomma ha vo. luto che l'uomo vivesse in quel tal m-do in cui ella rha fatto. E non pen: h l'uomo ha v .<;>luto" specular ? il fondo delle cose, contro quello che dovt;:va poteva fare naturalmente perci meno" vero ch'egli doveva quello che h a scoperto, che la sua felicit sarebbe stata 1!,ra se egli avesse o, errato e ignorato quelle verit die _cos considerate riescono indifferenti ali'uomo, e che -la nafu.ra;h ; seguite (ma nel suo sistma, : .. :-gli erano necess;uie o perch -gli .' ..

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" potenti della MCIIIIIoneria anglo-sassone N-n y' dui>bio che il giudaismo sia da .:onsiderarsi fra le cause pi importanti ddlo sfacelo francese. N peraltro vi pu .essere dubbio che se la pur traducendo in atto i troppo noti pro_ positi di affidare le proprie sorti a un uni co partito, non sapr liberare il territorio metropolitano da tutti i giudei e mezzi giudei, taholta peggiori c pi ti dei giudei integr-i (vedi Frossar) la tremenda lezione nn le ;wr giO\ato a f-fatto. Allontanare i giudei significa met terli .:-fuori d:::l continente -c il pi lo n. tanu possibile -preferibilmente, come ho gi detto in un precedente articolo, al 1\Jadagascar, t(Tritorio ideal.e perch l'umanit non sia ulteriormente .afflitta dal la loro. pr::senza. Allontanare quasi quat trocentomila giudei, che oggi ,iv ono in Francia, significa h1glier loro di mano le armi della massoneria e del bolscevi smo. Ruc .Cadet, sede del Grande Orirnte di Francia, era potente quanto e pi deL l'Elisco: a v eva nelle mani il Parlatnento c gran parte dcWalta burocrazia. Chi osa \ a resistere agli ordini. del sinistro goyerno di Ruc Cadet era ridotto a mal partito; tptti gli nomini pi rapprescnta ti,i massoni. O la Francia. dunque, trova (cosa difficile) la forza d_i mondarsi dalla lebbra c di riconoscere i propri er: rori o fi' nita. Orlgial st.-riehe d..ella naauon eria f'raaeetre Si legge, i t t ogni opera che tratti delia storia della massoneria, che essa ha avu-La bandiera zriaasonica internazionale to i suoi natali a Londra,. il 24 giugno 1 i 1 i, in una taverna denominata dell'oca e del grillo, nella quale \ cime fondata la prima loggia d'Inghilterra, ad esclusivo profitto degli interessi inglesi c per nulla affatto secondo il fine umanitario, che i suoi s .tatuti vorrebbero magnificare. La prima loggia di Francia fu aperta il 12 giugno 1726 a in Rue es Rouch eries, dal conte inglese Der' vent\\ater, delegato ddla
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La scoppi c la massonena prcsl: k redini dello Stato. ));, quando Londra pot guidare le fi la della massoneria francese. cominciarono g-li umili scr\ i z i della Francia yerso l In_ g-hilt e .rra l c0stumi s i andavano rapidamente corromp::ndo. Luigi X V, che al principio d e l s uo re g no era detto il' h<.:n eamato, era divenuto un r e crapulone c odiato; il clero stesso era contaminaw dalla l ebbra massonica. Voltairc. lui purl: massone. aJL plaudi, a alla cession e del' Canad, Intanto dai clubs u scivano i retori della rivoluzionc :: Yi apprc nd c ano a parlare a m p ollosamente di virt, di ragitJne di uma_ nit, di integrit, alla stregua degli in glesi. Avevano una sensibilit epilettica; s i impi etosivano per cose insignificanti e poi mandavan o alla ghigliottina migliaia di persone; portavano in gi ro le d c i per le strade.' andavano a m_ strarlc ai prigionieri. Occorre riconoscere che gli uomini della rivoluzione hanno ri il e sso come-uno o il caratte re f::lin o degli inglesi. che n0n hanno nien_ te a che Y edcrc colla dca ragione. Come i felini essi sono a volte pi teneri che non comporti la loro natura, per poi di Y c ntarc bruscame nte crude li oltre natura. Rammcntian10 del r e sto che il rito scoz_ ze se, cos detto antico cci accettato, ha adottato come ins egna il motto inglese: Dio c il mio diritto>>. Nel secolo decimo settimo, si era dcii_ ncato in Inghilterra un movimento psc u tlomistico, nato da una mescolanza di ca b a l a giudiaca c di ermetismo orientale e verso il quale si indirizza v an o tutte le eresie tutti gli scismi religi osi C0s gli albigesi. i c entri protestanti, i satanisti, gli apostati formavano un insieme soprattutto diffuso in fnghilterra che combatteva il cattolicesimo. sola religione di Stato riCllOsciuta dalla pi parte dci paesi Per agire pi sicuram!'n(l', queste Un capo masson!co' della grande loggia d'Inghilterr-a 42 ln!!egne e " del gz::rnde oriente parigino c omuntta s i appoggiavano alk corporazioni eli mes t iere, che godevano di maggiore libert, cd perci che furono utilizzati i segni dci costruttri murari. nonch a simholo i loro strnmcnti. La grand, loggia eli Londra era dunque nata sotto gli auspici del protestantesimo. Pr.)motori n e erano stati John ThL"o philus figlio di pastore protestante. c i l ministro pres biteriani! Ja_ m cs Andcrson. J .. ogge di l<'runeiu 17.)5, si contava n o in Francia so lo cinque logge con circa suo associati: ma i! contagio doveva estendersi presto. La P)lizia del re eli Francia diffidava eli tale importazion:: inglese; cd il 14 settembre 17.)7 una sentenza proibiva qualsiasi sorte di associazione c specialmente quella dci Libe ri Muratori. Numerosi os ti pres_ so i quali e ssi si riunivatio. furono condannati. Il C0nsiglio della Corona si in_ quiet che anche elci nobili signori fac::sscro parte della nuova associazione. Questo snobismo doveva condurli alla rovina; iu questa smania eli uguaglianza con gente infima si estingueva J'org u glio di raz_ z a Cospirare. alla Corte ormai paci fico; i giovani signori cl::ganti t' facondi andavano poi alla loggia d applaudire col o ro che qualche ann:) di poi dovevano tagliar loro la te s ta. Non dissimile stato il comportamento di una parte della no_ bilt russa di fronte al bolscevismo. Nel 1743. in segnito alla morte del duca di Antin, il conte eli Clcrmont.. di sangu:: reale, fu eletto gran maestro ddk logge di Francia c da all ora si moltiplicarono anche i gradi. Nel 1717 non ve n'erano che due, apprendista c compagno: divennero poi tn:. quindi 25, infine 33 Fu la ridicola follia d e i titoli ampollosi coi molto saggi, c oi principi d('] sccreto reale .. coi Cavalieri d'oriente. l riti furono grotteschi. Questa caotica e ffloresc enza di alti gradi pro voc un a scissione; il maestro di danze Lcc orne, friv o l o cd ambizioso, di vis e il c ampo e si e bb ero cos i L::cornards

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c gl i l\ntilccornards x.. In una fc st; dell'ordine, i l 27 dic embre r ;66, i due partiti si ballcr0no in una sa l a, e d inter_ v-enne la polizia dd Re a i fra te lli nemici. La gr:lndc loggia rest chiusa quattro anil i sino dalla morte di C l ermont ( 1 771). Le logge continuarono a Yivere i ndi ma un a fra ess e svol gev;:. un 'attivit particolare -cd era q u el l a delle <
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La .. taverna dell'oca e del grillo", dove fu costituila il 24 giugno 1717 iatura sociale, l'aveva scarinata; la :;teri
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Florea da Milano : E' un concetto invalso che, per migliorare una razza. siano necessari degli incroci con altre razze; e questo in base alla teoria di Mendel, trova la sua giustificazione nel fatto che gli incroci continuamente iimitati tra individui di una stessa-razza dia la possibilit della frequente e dell'inccn!I:> di caratteri recessivi che in caso eli rr.a!att;a pu dare pai il prevalere e il riaflermarsi di alcuni caratteri patologici e debilitanti caratteristici di alcune razze o popolzione (V. Gozzo endemico e idiotismo in tal uni aggruppamenti etnici a causa di eccessivi matrimoni consanguinei). Ampliando questo concetto, si pu arditamente concepire la possibilit di migliorare razze inferiori con incroci con razze supe-riori. . Ad esempio considerando l'alto livello sociale-morale-fisico, raggiunto attraverso millenni di affinamento della razza europea e !Iasmissibile nei suoi caratteri essenziali (intelligenza, ecc.) per via genetica. potrebtero migliorare per successive selezioni razze nettamente inferiori_ e a livello moralefisico-sociale basso come talune razze di negridi e cor.tituire a lung;, andare un'unica razza nel mondo di un dato livello etico-fisico. Queirto come si vede pu essere benissimo accettato in linea teorica, per quanto anche da questo lato presenti seri inconvenienti, ma tuttavia dal lato .pratico non pu attuarsi. sia per la impossibilit di servirsi degli uomini come animali di laboratorio. secondo per motivi purarr.ente morali-estetici. Per cui non potendo operare tale metodo su larghe masse, per le motivazioni suddette. si hanno dei casi di peggioramento. indivi' .lali con creazioni df meticci, individui dj basso valore genetico che unisce in s il cattivo di ambedue le razze. per cui dal lato pratico semplicemente ir.attuabile. Ma anche dal punto di vista stesso della teoria scientifiCa presenta seri inconvenienti che tolgono a) .problema ogni consigliabilit di attuazione . In primo luogo il fatto di dovere unire una razza di alto iveUo sociale con una di basso livello per ottenere una razza media, che non ha pi il pregio della prima e non si discosta, per bassezza di molto dal livello della seconda, in un secondo luogo di fatto, dato i casi sporadici. di poter FCrlare nella razza superiore caratteri patologici propri di una razza inferiore e in questa endemici ed ereditari. E' di questo soprattutto che voglio parlare cio dello stretto nesso tra patologia e razza, e del carattere razziale di talune malattie e caratteri degenerativi per poter concludere che altro non vi sia che di danno nel campo del meticciato, anche .da un punto di vi.ata strettamente medico-biologico, e non solo da un purito di vista eticopolitico. Talune razze hanno una disposizione per certe malattie come carattere proprio dell'intima costituzione rganica. Le trib in-diane de!l "America, e gli abi 1anti isole del Pacifico sono affetti dalla tubercolosi. sifilide. alcoolismo in forme assai pi gravi, nelle razze bianche. Le stirpi indo-germaniche del Nord-Europa seno invece facilmente soggette alle malattie esantematiche, al cancro e alla gotta e calcolosi nonch alle malattie nervose. Gli Ebrei sono molto ao99etti al diabete. 90tta e obeait. Gli Arabi presentano il quadro della sifilide con speciali forme, mancano le terziarie e hanno invece .in grande sviluppo le !orme primarie e secondarie. Questo un esempio del diverso quadro che presentano le malattie a seconda della razza cui l'indiViduo appartiene . Ma quello che ha maggiore rilievo nel nostro problema della difesa deliu: razza. questo che segue : maggiore la recettivit di individui che appartengono a razze vergini quando vengono a mescolarsi a razze recettive o in cui la malattia endemica. Inoltre i mulatti ed i meticci hanno miJiore resistenaa organica e la pi grande recettivit agli stati morbosi inoltre nei sangue-misti facile trovare di mostruosit e neuropsicopatie come la epilessia e la nevrastenia. Considerando queste cose appare ovvio come sia necessario l'impedire matrimoni tra individui cwpartenenti a razze diverse. e giustifica in base medico-biologica le sagge leggi del nostro Paese che proibiscono il madamato e i matrimoni comunque misti, per impedire meticci che non sarebbero che rappresentanti di una razza minorata e fisicamente soggetti a sempre rarsi. E giov.a sperare per i motivi suespcsti che oltre che ai rappresentanti di due razze pure. sia proibito il matrimonio anche tra un sangue misto (es. ebreo-ariano) con un rappresentante di una razza pura, forte e sana. (es. razza ariana italiana) poich il sangue-misto porterebbe la sua minorit e degenerazione, geneticamente, alla razza pura con conseguente pericolo per questa, per i motivi che abbiamo prima elencato . Giovcmni Adolario da Misterbianco (Catania): Ho letto nel numero del 5 giugno della rivista, quanto scrive il camerata Giuseppe Grieco sull'arte classica e decadente. Mi dispiace molto vedere che iJ camerata Grieco ha .preso degli abbagli, abbagli del resto giustificabili perch sono stati presi in buona !ede. Non Sj pu confondere senz'altro l'arte psicologica con quella borghese ed ebraica; e non affatto vero che l'arte psicolcgica l'arte della decadenza. A quest'arte Cosiddetta psicologia decadente il camerata Grieco l'arte classica, cio c l'arte che imita la natura con naturalezza, senza nulla aggiungervi da s :.. Ma cos facendo, il camerata Grieco dimentica che il poeta non pu essere ridotto ad una semplice macchina da presa che Si limiti a ritrarre scrupolosamente l a natura tale e quale; il poeta invece u n uomo-artista che ti esprime una sua particolare visione del mondo e dei fatti uma:;i

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colui che trasfigura in maniera i ssima la reall ed poi capace di espri mere codesta realt divenuta la sua intima ;-eali spirituale. Il camerata Grieco parla di un'arte classica che sia antililosofica antirazionale e aritiriflessiva; e parla poi coro di un linguaggio della natura, perduto il quale gli artisti non sono pi artisti. Ma dov' quest'arte? Dov' questo linguaggio naturale? Seguendo i criteri esposti dal camerata Grieco, possono chiamarsi opere poetiche l'Iliade, l'Odisseo, la saga de: Nibelunghi e basta; non sono invece opere poetiche le commedie di Aristofane, alcune tragedie di Eschilo (come il Prometeo incatenato ), le poesie di Carducci e la novellistica e il teatro di Pirandel!o. Per me invece in tutte queste opere c arte Il poeta che riflelle su se stesso, sul mondo e sui problemi dello -spirito ed esprime fantasticamente questa sua riflessione (ri flessione che_ nel poeta si riduce ad una serie di intuizioni) fa dell'arte, come la fac:eva Omero nel cantare le gesta degli eroi greci e troiani. Per me una lirica del Petrarca o i canti nazionali finnici valgono quanto un dramma filo s ofico o religioso di Calderon. Chi tra il genio creativo esprime ci che sente ci che vedono gli occhi del suo spir i to, ::Xmalgamando meravigliosamente filosofia, fantasia e sentimento e dando vita cosi ad un tutto inscind.ibile' ed omogeneo Quando questa fusione non avviene naturalmente, spontaneamente, qucmdo insomma manca quel quid che .proprio del genio, allora non viene fuori arte, r::= plicemente una cosa rimasticata e come tutte le cose rimasticate d la na'usea. Entro questo rango va compresa la pseudoarte borghese ed ebraica. In ultima analisi possiamo concludere che un'arte classica nel senso indicato dal camerata Grieco non esiste, esiste solo l'arte; e la vera arte io la concepisco come ricerca metafisica che deve risolversi in una conquista personale. Ogni artista ha i suoi tormentosi .problemi da affrontare e da risolvere; ed egli li r isolve totalitariamente in maniera assoluta secondo la sua esperienza umana : sta noi accettare o no le soluzioni trovate (sarebbe meglio dire r ivelate, perch il poeta come i fondatori di religioni : rivela le sue verit e basta). I falsi artisti non hanno nulla da porsi e da risolvere; essi intimamente non sentono nulla e nulla hanno d a di rci. In loro la ragione, la sensibilit, l'immaginazione non sono fuse, tutto scisso e privo di quella divina armonia interiore che ha fatto la gloria di Dante e di Leopardi. 'Jn -di, di, VIIM{-eltMnenti etnici Vittorio Fioruzzi da Roma : Dal tempo di Menenio Agrippa la societ stata pa-ragonata al corpo um'ano e non bisogna credere che si tratti di una somiglianza soltanto superficiale, .poich se la reazione degli statj totalitari contro gli 'ebrei, i r. un certo senso pu essere paragonata allo choc anafilattico, a sua volta il proc esso di purificazione razzial, in atto in Germania-e che ha avut o inizio con a! i accordi di Bolzano -pu ;affrontarsi a lla disgiunzione dei caratteri che avviene neg i ibridi attraverso la serj e -delle generazioni, per cui gli ibridi stessi tendono a ridiventare puri. La democrazia ha sempre creduto di.avere il monopolio della scieriza : ebbene se le oche democratiche capissero qualche cosa di quella scienza alla quale di continuo si riferiscono si sarebbero accorti che la intesa tra l'Italia ed il Reich a proposito degli allogeni dell' Alto Adige, sta a documentare la straordinaria sensibilit degli stati ritari, sensibilit che ha loro permesso di intervenire tempestivamente, realizzando in modo pacifico e tranquillo una delicatissima necessit biologica dell'organismo statale. I democratici spesso citano il caso della Svizzera: ma in questo Paese, non abbiam la mescolanza di diverse razze e in un unico organismo statale, ma una Confederazione di piccoli stati. Confederazion che ha potuto realizzarsi e prosperare appunto perch in ciascuno di essi l'elemento etnico co.incide in modo soddisfacente con l'elemento politico. Nello st esso tempo, essj. citano l'esempio degli Stati Uniti di. America, dove le varie razze sono tra di loro intimamente mescolate, senza .presen-tare sensibili inconvenienti. Noi sappiamo per dalla genetica che se gli incroci raggiungono in tal grado l'intimit, da poter penetrare nell'interno del complesso cromosomico incidendosi in esso, la disgiunzione dei singoli caratteri non si opera pi. ma non per questo si ha il diritto di parlare di nuove razze, in quanto pi propriamente si dovrebbe parlare di ibridi stabilizzati, il che ben diverso. ed infatti l'uomo non pu artificialmente creare nessuna nuova razza e non affatto escluso che con l'andare del tempo, le varie razze e sottorazze di cui quella popolazione composta abbiano a puriHcarsi poich la vita in caso tende a in purezza. D 'altra parte, tutta la biologia umana dominata dall'eiemento spirituale o psichico che dir si voglia, legge questa a cui non poteva certo sottrarsi la genetica. Oltre che impossibile -sarebbe stato assurdo voler separare tra gli Altoatesini gli individui dj razza tedesca da quelli di razza italiana, basandosi sul colore dei capelli e la forma del cranio, mentrestato del tutto giusto chiedere a ciascun individuo appunto (perch tutte la biologia sana dominata dal fattore -spirituale al quale soprattutto gli stati autoritari dnno importanza) -se esso si sentiva e se voleva essere italiano o tedesco. Gli stati autoritari non si limitano per a purificare la propria razza nei confronti di ogni altra, senza con questo voler stabilire nessuna graduatoria in ogni caso sommamente ma col suscitare e potenziare tutte le caratteristiche regionali, senza dubbio muovono il primo passo verso quella purificazione e discriminazione sottorazziale -se cosl Si pu dire -che un giorno si produrr entro j confini di ogni Stato per poter g iungere al potenziamento-limite dell'individuo. Tale esaltazione poi della sottorazza dl tutto logica, in quanto la vita non uniform : t( ma infinita variet di forme, di cui una piccola parte soltanto si fino ad oggi ma-nifestata e solo quando la chimica delle molecola proteica non avr pi mister( noi Direttore responsabile : TELESIO INTERLANDI sare.mo in possesso del filo di Arianna, che Ci permetter di muoverei sicuramente nel labirinto delle razze e sottorazze umane. Per ora bisogna accontentarci di ffrontare i problemi riguardanti la genetica umana con molta cautela e -potrebbesi dire -in spirito di umilt, tenendo ben presente che rrella stragrande maggioranza dei casi -per non dire sempre -si pu intervenire solo indirettamente .perch gli interventi diretti sono impari alla delicatezza della materia da trattare. Per quanto per le leggi della genetica umana costituiscano il pi complicato dei labirinti, fortunatamente due sono le leggi fondamentali per cuj -qualora esse venissero di continuo ricordate ed illustrate nella casa e nella scuola fin dai primi anni -non dovrebbe essere difficile creare quella coscienza razziale pur troppo oggi non ancora molto diffusa e assolutamente indispensabile per poter suscitare nell'individuo delle nette reazioni istintive le uniche che hanno valore. Tali leggi le seguenti : l) in ogni caso la vita tende a realizzarsi in purezza; 2) matrimoni in consanguineit sono tanto pi pericolosi quanto pi gravi sono le !are ereditarie. Queste sono le due leggi fondamentali, che la fanciullezza d'Italia dovrebbe seguire per istinto. La guerra, in ogni caso, un processo di acceerazione del divenire sociale; e la razza tedesca viene ora rapidamente realizzando la propria purificazione, avviando nello stesso tempo altre razze allo stesso processo. Senza dubbio, particolari ragioni geografiche hanno reso possibile all'Inghiterra di venire in possesso della maggior parte delle risorse mondiali, predominio che a sua volta ha .potuto fino ad oggi conservare, grazie al fatto di avere sempre avuto ai posti di comando -pi o meno palesi -individui di razza ebraica, la razza sfruttatrice e parassitaria per eccellenza, incapace di sentire la gioia del lavoro e l'orgoglio di bastare completamente a s, creatrice di quel formidabile strumento di dominio e di sfruttamento, che )a legge bancaria; ed infatti Londra sempre stata, purtroppo, il centro finanziario del mondo. A nulla avrebbero servito i diabolici accorgimenti della civilt giudeo-capitalista, se i popoli avessero sentito l'orgoglio della propria razza. e poich la sensibilit razziale ormai risalita dalla profondit dell'incosciente ed ora spinge gli individui a .ricercarsi, incuranti di ogni sacrificio, la ingiustizia dell'Impero Inglese. ingiustizia finora subita come una specie di fatalit cosmica, sta diventando il coltello che. penetra nelle nostre carni, per cui nessuna forza al mondo pu impedire una pi equa distribuzione delle risorse mondiali La questione dell' Alto Adige e quella dei trasferimenti tnici, hanno gi avuto nella .: Difesa della Razza > ampia trattazione, in articoli di Guido Londra e di Giorgio Montandon, che hanno considerato i due attualissimi argomenti nei riguardi statistici politici ed umani. Le osservazioni del Fioruzzi hanno peraltro un serio fondamento e sono degne di rilievo. A paq, 29 del fcrac:icolo n. 17 la dic:iiW'a ;., calce Ya riferita al Duomo di Prato. Stampatori: Societ Anonima Istituto Romano di Arti Grafiche di Tumminelh O. C.-Citt Universitaria -Roma

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:Peri vostri bainbini Pura polpa di lrn tta e znee.hero

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c Collaudato dal Ministero delle Comun i cazio n i -Ogni Radiobalilla/ ha il re l ativo bollino di coiJaudo -T re valvole -O n de m e d ie -Ricez ione diurna della stazione pi prossima I n condizi'oni favorevoli ricezione seral e di a l c un e principali staz i o n i eur o pee. Privo d i reazione regola bile sull'aer e o quindi esente dai disturbi caratteristici degli apparecchi a reazione S T A L l R E T ASSE RADIOFON ICHE COMPRESE. ESCLUSO ABBON A M E NTO All E RAD IOAUDIZION I ...__ __ .....,--_ __.l V E N D l T A R A T E A L E C H IEDETE L O MIGLIORI RIVENDITORI