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Difesa della razza : scienza, documentazione, polemica, questionario

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Material Information

Title:
Difesa della razza : scienza, documentazione, polemica, questionario
Physical Description:
Serial
Publisher:
Società anonima Istituto romano di arti grafiche di Tumminelli
Place of Publication:
Roma
Publication Date:
Frequency:
semimonthly
regular

Subjects

Subjects / Keywords:
Race relations -- Periodicals   ( lcsh )
Jews -- Periodicals -- Italy   ( lcsh )
Race relations -- Periodicals -- Italy   ( lcsh )
Genre:
periodical   ( marcgt )
serial   ( sobekcm )

Record Information

Source Institution:
University of South Florida Library
Holding Location:
University of South Florida
Rights Management:
All applicable rights reserved by the source institution and holding location.
Resource Identifier:
usfldc doi - D43-00049
usfldc handle - d43.49
System ID:
SFS0024306:00049


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" Uomini siate, e non pecore matte, s che 'l Giudeo di voi tra non ridaP' ETTORE TEL1ESIO INTERLANDI SCIENZADOCU:MENTJIZIONE . POLEUIC.tl OUESTIONJ\810

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. ANN III N. 20 SOMMARIO 20 AGOSTO XVlll SCIENZA GUIDO LANDRA : I METODI PER LO STUDIO DELLE RAZZE UMANE ; G. L.: STUDIO RAZZIALE DELLE IM PRONTE PALMARI DOCUMENTAZIONE MILOTAY. ISTVAN: GLI UNGHERESI E IL PROBLEMA RAZZIALE; CLAUDIO CALOSSO: STUDI SULLE RAZZE DELL IMPERO : I GALLA; SAVERIO LA SORSA: GLI EBREI PER NAPOLEONE ; A. M,. ])E GIGUO: LA PENETRAZIONE GIUDAICA IN EUROPA NEL SECOLO XIX ; V. CAVALLARO: OMOGENEITA RAZZIALE DEL POPOLO Sr.CILIANO . POLEMICA G. D. I : L'ETA' ECONOMICA CONTRO L'IMMAGINE ROMANA DEL CITTADINO. DI. LEOPARDI: RIFLESSIONE E TIRANNIA. QUESTIONARIO NESSUNO CI,IPOT RA' FERMARE; ABBIAMO ALTRO DA FARE ; UN NUOVO \ RDINE; LA STRETTA DI MANO; PROPOSTE DI LETTORI ; PIU' POPOLARI. I M1\NOSCRTTT1 ANCHE S'E NON PUBBLICATI NON SI RESTITUISCONO GLI UFFICI DELLA "DIFESA DELLA RAZZA" SI TROVANO IN ROMA -PIAZZA COLONNA (PORTICI DI VEIOl TELEFONO 67737 -62880 EDI LI BANCA DI INTERESSE NAZIONALE SOCIET ANONIMA .CAPITALE INTERAM. VERSATO L. soo.ooo.oooRISERVA L. 120.418.272 Sede Sociale : GENOVA MILANO Direzione Centrale OGNI OPERAZIONE E SERVIZIO DI BANCA

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Per meglio illustrare ai leuori la portata effettiva di questa importante concessione della quale godono gli assicurati del l' Istituto Nazionale delle Assicurazioni rechiamo il seguente ESEMPIO PRATICO Un padre di famiglia di anni 30 si assicura nella forma "Mista" a premio annuo, per la somma di L. l 00.000 con un contratto della durata di anni 25. Dovr pa gare un preniio annuale di L. 3.350 e quindi la sua assicurazione, al termine dei 25 anni, gli sar venuta a costare L. 83.750 (L. 3.350 X 25) senza tener conto degli interessi. Senonch con la partecipazione agli utili concessa dall'Istituto nella misura del 6 per cento dei premi, il conteggio risulta ben diverso. Infatti, nel caso contemplato, il premio annuo di L. 3.350 si ridu. ce a L. 3.149 e quindi il costo dell'assicurazione da L. 83.750 a L. 78.725 (L. 3.149 x 25). n che vuol dire che, in virt della partecipazione agli utili, il citato _pa. dre di famiglia avr alla fine risparmiato ben L. 5.025 L a grande importanza sociale dell' assicurazion::. sulla vita umana ha indotto l'Istituto Nazionab delle Assicurazioni ad adottare una serie di prov vedimenti intesi a diffondere sempre pi nel po polo italiano questa integrale forma di previdenza. Primo fra essi, la partecipazione agli utili annua], dell'Azienda, concessa spontaneamente ai suoi assicurati, concessione che porta. praticamante, ad una vera e propria riduzione del costo dell'assi curazione. E opportuno ricordare che nessun altro Ente assicurativo n in Italia n all'estero, chiama i suoi assicurati a fruire di un cos cospicuo b e n e cio, praticando le normali tariffe Il bilancio del l'esercizio 1939 test approvato dal Consiglio d Amministrazione dell'Istituto Nazionale si riassu me nella grandiosa cifra di L. 7 6. 7 2 7. O 7 O, 9 7 di utili netti, di ben L 9 906.004,24 superiori a del 1938. La quota parte di tali utili spet tante. per il 1939. agli assicurati dell"Istituto. : n misura eguale a quella gi versata al Tesoro dello Stato, ascende a L. 31.540.958,75 Cifra cospicua e che esprime in modo significa tivo il grande e privilegiato vantaggio riservato agli assicurati dell'Istituto Nazionale delle Assicu razioni. La ripartizione stata eseguita nel modo seguente: A) -Sui capitali assicurati anterior mente al l. luglio 1936 e su quelli riferentisi a contratti collettivi. popolari o a premio unico. pei quali la partecipazione CONTINUA AD ANDARE IN AUMENTO DEI CAPITAU STESSI: IL 5 PER MILLE delle singole somme assicurate B) -Sui capitali assicurati dopo il L luglio 1936 in forma ordinaria e a premio annuo: IL d e l 6 PER premio CENTO annuale con effetto immediato mediante corrispondente ri duzione all'atto del pagamento del premio d el-1' anno successivo. Cos dal l. anno di ripartizione (1930) alla chiusura dell'esercizio 1939. l'Istituto ha assegnato complessivamente ai suoi assicurati oltre Lire 2 23 milioni A TITOLO DI PARTECIPAZIONE AGLI UTILI

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l'avamposto della stampa tasista. LEGGERE IL TEVERE diretto da Telesio lnterlandi non significa soltanto essere informati ma anche e soprattutto una guida l'unico settimanale letterario italiano in cui letteratura, e p o li t ica s'i l l uminano a vi c end a

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ANNO III -NUMERO 20 20 AGOSTO 1940-XVIIl ESCE IL 5 E IL 20 DI OGNI MESE UN NUMEHO SEPAHATO LIUE l ABBONAMENTO ANNUO LIRE 20 ABBONAMENTO SEMESTHALE" 12 ESTERO IL DOI'I'IO Direttore: TELESIO INTERLANDI Comitato di redazione: prof. dott. GUIDO LANDRA prof. dott. LIDI O CIPRIANI dott. LEONE FRANZI dott. MARCELLO RICCI dott. LINO BUSINCO Segretario di redazione: GIORGIO ALMlRANTE POLEUIC! OUISTION4HIO PUREZZA ITALIANA IN UNA "MADONNA COL FIGLIO E ANGELI" di Girolamo dai Libri (Venezia Pinacoteca)

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Omogenei E' ancora un luogo comune ddh vec chia cultura formatasi sulle opere degli storici stranieri o stranierizzati, 'o dierno popolo siciliano sia il risultato di un incontro di molteplici razze. Le cosid dette persone colte ti sciorinano in una sintes i rapida, anzi velocissiiJla, la storia dell' Isola dagli accenni di Omero al la descrizione di Edris i dalla mala s i gnoria angioina a quella borbonica, per trame la conclusione che il popolo s iciliano avrebbe attinto i s uoi caratteri razziali a diverse e sempre nuove sor genti. Purtroppo c' ai primi successi della fotografia e fino a non molti anni fa, la tendenza di scoprire nei siciliani i vari tipi etnici; nelle vetrine dei riven ditori di ricordi a Taormina, era la esposizione del faunetto teocriteo o del pescatore arabo che von Gloeden aveva co lto con s quisito senso d'arte. Mode e gus ti dei tempi, quando l amore del co)or e locale portava i turisti alla ricerca di. qualsiasi traccia del passato e non alla palpitante vita del lavoro e della costruzione odierna. Apriamo un volume di propaganda turi s tica tra i pi autorevoli e diffusi. P.alermo: la chiesa del V espi-o, :he ricorda la cacciata dei francesi La maestosa grandiosittl dell' architettura siciliana: il Tempi della Con cordia ad Uno degli illustri compuatori, dopo di aver fatto una sintesi viva della vita siciliana nel corso dei secoli, se ne esce con questo periodo di mosaico raz ziale: Si possono riconoscere (in Si cilia) la razza saracena dall'ampio volto dal naso breve, dalle _grosse labbra e dai crespi capelli o la fenicia, visi aguz zi e lunghi nasi sttili, l'ellenica la si cula nei piccoli uomini scuri dal grosso lano viso e dalle chiome dure ed ispi de; figure alte e bionde dove il sangu e normanno ha lasciato il so segno

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Sicilia, mosaico di popoli, crogiuolo di razze, dicono gli inviati speciali dei _nostri giornali; qualche volta vi metto no un'allusione all'indolenza siciliana : he sarebbe un'eredit araba o spagnola, senza pensare che i siciliani non sono rhdolenti, ma tenaci, laboriosissimi co me dimostra la lotta sostenuta contro una natura ingrata e come attestano le pagine di laboriosit scritte nelle Arne_ riche e nell'Africa. Siamo dinanzi a delle errate valutazio .!l. ::'
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f-111 c ompatto d ella popolazione cht: va r icon J o tt a principalme nte quell' u 1it s i ri se nte nell 'i n t im o del pensiero e del l'arte Ed i s iculi furono un popolo di ceppo italico c h e non dim e ntic mai 1u s ua origin e e s i oppose alle zioni e d a ll e ege monie altrui sin dai t em p i del s uo g r a nd e e ro e Du cez io ( L J.::Jl a. C. c ir c a!. Al t e mpo di Dionisio il Vecc h io (tra i l V e d il IV a. C) l a Sicllia il centro d e i m o ndo antico e Siracusa una grand e m e tr opo li non seconda a ne ssuna altra. Oue sto livello di civilt e di ' l e nza il primo fattore che argina la p ene tr az i o n e d e l se miti s m o. Sono appun to i s i ciliani in c ui era di gran lunga preponderante il nucl eo s i c ulo c h e s i oppongono con tutte l e energi e ai caita gines i e d impedisc ono loro di stabilire la loro supre mazi a n e l Medit erraneo. L a vittori a :>ull a d Ini e ra il trionfo razzia l e d e l p opolo it a lico s u quello se mit a .' Sar poi compito di Roma di continu a r e Ja, lotta e pre mio massimo l aver d e b ellato e di s trutto il nemico ric :3ervando il Mare No s tr o ai popoli italici. An c h e n e l Medioevo quando masse e normi e popoli interi s i s postavano a Palermo: (Museo). Il tipo etnico siciliano rapresentato nell' "Annun ciazione di Antonello da Messina ,;.':..< ,J ... ..,; ..... ;..-..... _:;;:m, La necropcili di Pantalica; nella reqione ove il nucleo srculo si conserv pi puro grandi distanze e s i stabilivano in nuovi paesi, la Sicilia non vide sbarcare nei suoi larghi co,ntingenti di quelle popolazioni che ne avevano il dominio. Come era stato dei .Romani, i Norman ni, gli Svevi, gli Spagnuoli non vi man darono che la loro classe dirigente, la quale prendeva la direzione della vita po liti ca ed amministrativa; la grande mas sa dei contadini, dei lavoratori, degli ar tigiani furono e rimasero sempre i s ici1iani. La classe dei mercanti e degli artigiani stranieri fu sempre una sparutis sima minoranza ed and assuefacendo s i _ ai sistemi di vita della popolazione indi gena, lasciandosi anche assorbire dal vi gore delle energie etniche siciliane. Lo splendore dell'Isola che a] tempo di. Fe erico II si irradi da Palermo sul l Oriente e su ll'Europa, ebbe le sue ra dici pi profonde nella vita siciliana ch e rifioriva dal suo luminoso passato clas sico. La Sicilia era allora puramente si ciliana e gli elementi immigrati non vi contavano che come una trascurabile per centuale. Lo comprovano i Vespri Sici-' liarti. No n n ecessa rio ci che tutti sanno; da questo episodio basta de sumere piuttosto che la popoazione stra niera in Sicilia, su un totale di un milioo n e e di individui, era rapprese n tata da poche e che la popolazione indigena aveva una coscie;1Za etni c a e politica marcata e prpfonda. A que s to ragionamento biso gna non dare un valore soltanto per il periodo musulmano che fu ben lungo e, quel che pi, fu permeante, s da d over ricorrere in questo caso alla pa rola invasion e I Musufmani rono veramente la Sicilia; la conqui s ta a vvenne nell'827 con lo sbarco a Maza n-' del Vallo di lO mila soldati; da allon< incomin c i l 'immigrazione e la pene trazione a grandi masse sino che s i arriv alla c o s tituzione d e ll 'Emirato. Fu un 'ondata che la. inve s t e la prese tutta quanta seg regandola dal c ontinente co m e nessuna rivoluzione geologica avreb be potuto. I dominatori di anno in anno n e ll 'interno del Paese, lo abitarono in ogm zona lo coltivarono in

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ogni zolla. Nessun popolo aveva cos fat to, nemmeno i colonizzatori greci che si erano arrestati sulle zone c ave .. vano posto qui le loro stazioni. Gli Arabi apportarono in v ece l!na profonda tra sformazione agricola fin ne"lle zone mon tuose e disabitate, fabbricando dovunque casali. La popolazione musulmana -berbera nella massima parte e con pochi nuclei semiti si moltiplic sino a diventare un terzo del complesso: 600 mila musul mani su 2 milioni circa di abitanti, come stabilisce il MaggiOre-Perni nella sua magistrale opera La popolazione del!a Sicilia e di Palermo dal X al XVIII se. colo >>. Anche altri autori calcolano la popolazione araba non superiore a] terzo della popolazione totak dell'Isola, mentre il grande Amari ritine che mu sulmani ed indigeni dovevano costituire una massa di individui della stessa pro porzione (v. Storia dei Musulmani di Sicilia ). Non sono cifre di censimento, ma ca coli pi o meno fondati. Il forte popolamento musulmano della Sicilia che non ptl essere negato -non depone pe r per una profonda infiltrazione nei ca ratteri razziali siciliani, se ci alla realt storica, parimenti innegabile. Tra Musulmani e Siciliani si mantenne sempre una netta distinzione religiosa; la popolazione locale che gi aveva co nosciuto il cristianesimo nella maniera pi larga e che se l'era assorbito intima mente grazie anche al fitto tessuto delle organizza,zioni diocesane, visse separata dagli elementi saraceni. Quando !,_avven to normanno determin la possibilit della del gicgo arabo, i siciliani furono tutto un uomo a combattere per s cacciare i vecchi -dominatori. Le forze che gli Altavilla sbarcarono nel 1061 non sarebbero bastate ad abbattere l'Emirato, se tutto il popolo non avesse concorso entusiasticamente e coraggiosa mente alla lotta dura e sanguinosa. Solo con l'aiuto dci siciliani fu possibile ciare c distruggere la massima parte del nucleo musulmano in un trentennio di guerre; in un solo decennio furono uccisi n Tempio della Vittoria ad Imera innalzato nel 480-375 a. C. per ricordare la sconfitta dei Cartaginesi

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oltre 100 arabi; un intero esercito di 30 mila soldati fu letteralmente di strutto a Cerami ed un'altra simile eca tombe fu compiuta nelle Madonie. Si diede la caccia ai Musulmani e quelli che non furono trucidati combattendo, trovarono preferibile fuggirsene in Afri ca. Gli elementi musulmani rimasti at taccati in Sicilia non potevano dunque costituire un complesso tale da solcare profondamente i caratteri della razza; qualche nucleo annidatosi nel'interno trov altri ostacoli come quello che fu deportato a Lucera da Federico IL La Sicilia riusc dunque a liberarsi dalla crosta saracena dopo poco pi di un secolo di servit, ma quando se ne liber, dei dominatori rest soprattutto il ricordo dei nomi geografici, delle opere agricole e di alcuni grandiosi monumenti. Appare quindi pienamente esatta la no na proposizione del decalogo della raz za: Dei semiti che nel corso dei secoli sono approdati sul sacro suolo deHa Pa tria, nulla in generale rimasto. Anche l'occupazione araba della Sicilia nuila ha lasciato all'infuori che il ricordo di qual che nome; e del resto il processo di assi milazione fu sempre rapidissimo in ItaliaDopo il periodo delle invasioni e sempre pi con il Rinascimento. la Sici-11 colonnato del Chiostro della Cattedrale di Cefal lia vive della vita della Penisola. Anche razzialmente essa ha mantenuto molto vi va l'eredit del suo ceppo originario il siculo; nel popolo siciliano il san gue diverso da quello italico, stato che di poco conto ed scomparso col fag ocitismo etnico secondo cui i gruppi maggiori assorbono i minori. Nessun apporto di elementi semiti t'i avuto in tempi posteri.ori, in quanto non si sono verificate considerevoli immigra zioni semitiche nell'Isola. Nel secolo XV s i ebbero in Sicilia una diecin a di mi gliaia di ebrei, ma non vi si fermarono che pochi anni, perch si pens ad espel lerli iriesorabiimente. La conclusione nostra non pu essere che una: se gli inviati speciali a cac cia di colore e di pittoresco vi possono trovare tipi vari, da-ll'arabo ric ciuto al biondo normanno, non si pu nascondere che il caso non C{)Stituisce un fondamento sicuro e si deve ammet tere senza riserve che una rriedia tipica e regolare esiste in Sicilia, europea e mediterranea, caratterizzata dalle stature medie, dal colorito bruno pallido, 9agli occhi luminosi, dalle ca: pigliature scure, fini folte E questo tip<> siciHano razzialmente puro ed in contaminato nll'interno montuoso, ove la popolazione agricola ha avuto la pos sibilit di conservarsi immune da ogni contatto straniero. II Pace ricorda anzi tutto le popolazioni abitanti nella regio ne dei Monti Erei. Una impronta ed una continuit de;la vita siciliana cos origi!lale da distaccarsi e da vincere ogni costrizione politica, traspare lapalissianamente dalle manife s tazi{)ni artistiche. L'arte greca, araba, normanna, sveva che si trova in Sicilia esclusivamente o principalmente ar.te siciliana dovuta ad artisti ed artefici siciliani, che lavorarono nei templi e nei monumen ti. Nel passato si esagerato dando aggettivi impropri ; alJe : creazioni locali. Sotto il groviglio del)e complica zioni fatte d'alia critica sta con una linea chiara e precisa un'arte che ha un suo contenuto 6he si sviluppa .e si con tinua nei secoli da Dionisio a Ruggero II. La fantasia che ha creato i maestsi tem pli di Agrigento e di Selinunte, le su perbe cattedrali di Cefal e di M{)nreale sprizzata dal cielo azzurro della Sicilia, si accesa dnanzi al mare azzurro della Sicilia, davanti ad una natura che ha ,;ublimato l'anima nelle pi elevate e"pressioni dello spirito. Questa continuit ancora un indice della continuit e della omogeneit del popolo siciliano 1-:he 'llelia fuga dei secoli ha potuto e saputo. preservare le nobili virt della razza. V. CAVAllARO

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Nel sudovest etiopico, si stende la pi ampia e varia regione dell Abissinia, attualmente conosciuta con il nome di Governatorato dei Galla e Sidamo. Per quan t poco esplorata, sappiamo tuttavia .di essa i tratti geologici e fisi fondamentali; separata dal Goggiam, verso nord, per rr;ezzo della valle del Nilo Azzurro, imitata ad occidente da possenti muraglioni che scendono a picco sul N ilo Bianco, questa regione trova, quasi nel suo centro geo_ grafico, un'interruzione nell'altopiano di antichissime roccie vulcaniche che la com pongono : la doccia tettonica della regione dei laghi. In quest'ultima, situata sulla h nea della grande frattura arabica, l'opera dell'erosione fluviale ha messo allo scoper to le forme pi antiche: arenarie, schisti, basalti, mentre il fenomeno opposto ha ac cumulato terreno alluvionale. Tutta la va stissima zona, che vanta pi di .mille chi lometri di estensione dal picco Kasciangar al punto in cui il Daua Parma delimita la frontiera ol Kenia, si pu considerare co una serie di verdeggianti colline popo lanti l'altopiano a nord-ovest della frattura, alture che vanno degradando dokemente a sud-ovest di essa Pascoli tanti ed ottimi nella zona pi alta, for__este inestricabili in quella mediana, terreni step.posi ed acquitrinosi coperti di erbe neL le bassure <:aprono questo territorio pasto rale dotato ovunque di vegetazione lus sureggiante e d'imponente fauna, giunto a far parte dell'Im pero negussita solo negli ultimi decenni dello scorso secolo. La madrepatria attualmente sulla via di sfruttare le inlinense possibilit agricole e fors'anche minerarie della regione, che non molto tempo indietro <:ostituiva per i negus un mezzo di applicazione su vasta scala del ghebbr (servit della gleba. basata su forme riconducibili in parte ai concetti economid e politici del feudalesi mo) e una fonte inesauribile di schiave Galla, ri.cercate dai mercanti arabi per la gentilezza dei tratti e Ja docilit dei modi Appunto sulle genti che popolano il vasto territorio ci vogliamo soffermare, quantunque non esistano studi razzistici di proposito sull'argomento In verit,una decina di studiosi, non per specialisti, tra cui due italiani, si sono interessati d'esso e le informazioni raccolte, sebbene lascino molti punti oscuri, ci possono offrire un quadro sufficiente per la conoscenza dei Galla. Il nome con cui la razza designata, vien senza dubbio dalla radice semitica N. L., che rende l'idea del giogo. I Galla

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s0no dunque gli aggiogati, i scni, c il no me trova l sua giustificazione nella cologia del conquistatore cd ahche nel suaccennato commercio di schiavi, che da tempo antichissimo si s volgeva tra .il pae Se e l'Arabia; ma gli indigeni chiamano s stessi Ormo,.parola di provenien z a cusci tica che, secondo il Kraph, vorrebbe dire puro, seco ndo il D'Abbadie nobile; comunque il concetto fondamentale non s ubi s ce alterazioni. Sulla loro origine c prg.venienza, si hanno forti dubbi. Le t e orie linguistiche propendono per una genesi camitica dei Galla, parlando essi una lingu a camitica; 'altre ipotesi accennano ad un tipo diversi ficato della razza negra. Infatti, soluzioni mod e rn e del problema, postulando un 'affinit constatata tra l'uo mo di Galley-Hill ed i crani di Strandloo per, indicano una diffusione di paleonegri dali'Inghilter'ra attraverso l'Europa fino al Mediterraneo; da qui la corrente :'Jigratoria si sarebbe biforcata: una p a rte a vrebbe popolato il centro Africa, gi abi tato da uomini piccolissimi e rossastri, un'altra, per l'Asia Meridionale e l Au stralasia sarebbe giunta fino all'Australia, lasciando tracce consider evoli dei proprio passaggio. Che i Galla appartengano con certezza ad una di queste du e correnti, non sappiamo appurare; ma c erto il loro tipo etnico, forse anche per la lun ga consuetudine del matrimonio misto, si avvicina di pi ai Barit che non ai Ca miti. In genere i Galla hanno corpo snello, statura alquanto superiore alla media, lab bra. turgide' e capelli folti e cre spi ; il co lore della loro pelle, specie nei tipi pi me ridionali si avvicina al rossastro. mentre, ad ove-st dei laghi, fino a rag giungere gradazioni bruno oliva. Si divi dorio in vario numero di stirpi, su cut 1 diversi autori non sono d'accordo e circa s essanta popoli l e rappresentano. Logican; e nte, i confini gegrafici non combaiano con quelli puramente e tnici, i quali ultimi sono di molto superiori ai pri, mi. Troviamo gli Ormo diffusi in gran parte del governatorato dello Scioa e di Harar, nonch nella Somalia centro-mc. ridionale; anzi secondo il citato Kraph, la massima diffusione etnica d e i Galla sa r e bbe limitata da una linea che, dalla baja di Tagiura, segue all'ingrosso il quarantatreesimo meridiano est fino al suo in contro col quinto parallelo nella zo na intermedia tra il Giuba c I'Uebi Scebeli, per poi scendere ve-t so -l'Oc ea no, identifi-

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Uno dei pi grossi ' Tucul di Ras Dest a Neghelli col letto dello stesso Sceeli TuLti questi fatti determinano una quantit di difficilmente conciliabili: ad orien te, in stretto contatto con i Dancali vivono gli Uo llo Galla, pi permeati di cultura e di c ivilt amharica; a sud di questi, tra gli A russi ed i Baie si verificano forti in ti\trazioni Ormo, cos evidenti da indurre parecchi a po st ulare gli uni e gli altri come rami del gran tronco Galla ed altrettanta avviene per .Jc popolazioni Ada.ma e R a ha nin in piena Somalia; a nord, tutta la valle dell 'Abba i c del suo afflt,ente Bascil popolata da Galla incuneati tra gli amha_ ra scioani c quelli del norclabbai. Non si erra quindi xlcoland o a d 1/3 c forse pi delle g-enti deiJ'Impero la forza numeric a delia stirpe cd anche riducendo a cifra minore i sci-sette milioni di Galla di cui parla il Kraph, .ci tro"iamo pur tuttavia di fronte acl una massa considerevole. 1\ntcrionnc nte al secolo XVI gli Or mo occupaYano la zona compresa tra il l ago Hodolf o cd il G iuba, ovc dovettero soste n ere lunghe lotte di suprem;tzia coi Bant ; quale e sito avessero avuto qu es t e g uerre non dato sapere; m a l'occupa zione galla del I 500 verso l'oriente ed il s ettentrione fino a prendere posizione su una buotia met dell'altopiano etio pico, ci fa supporre una cacciata delle genti dai loro territori primitivi, di cui una parte rimase in mano ad una tra l e s tirpi che meglio Ii seppe dife11dere: i Borana, cio i possessori Come la razza galla si trova diffusJ. f u ori dei confini geografici della zona da essa oc cupata, cos pure nella regione stes sa si nota la presenza di gruppi etnici is o lati di cui quasi null a sappiamo. 14: Fauna particolare del paese di JSoran
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Presso i Galla, secondo il Cerulli, la po sizione politica e sociale dell'individuo determinata dalla presenza del Gada Il Gada una istituzione bant, che prc:: suppone la divisione del popolo in classi, ognuna delle quali precisa la capacit giu_ ridica degli elementi che la compongono, assoggettandoli in maniera diversa alle tre supreme leggi dell'etnia: l'elezione dei magistrati, il regolamento del prezzo del sangue ed il matrimonio. Ma la condotta d'esse, nota il Grf1hl, avviene in funzione degli antichissimi usi ormo non accostabili comunque aHa crudelt dci modi semi toccamitici; ad esempio, il rispetto per la donna galla, non solo nella famiglia, ma anche fuori paese e in condizioni servili, provcrbiale. Nel Caffa, nel Gimma e nel Uollega, la fertilit del terreno ha favorito su larga scala, fin dal secolo scorso, .J'applicazione del ghcbbar, cui abbiamo accennato; gli abitanti sono quindi in massima agricoltori, oppure allevatorii nel territorio dei Sidamo e dei Borana, la vita invece forme pastorali. N dimenticheremo; per chiudere que sto breve studio suH'argomento, un cenno sulla religione Forti influenze mussulmanc hanno agito sui Galla dei Gimma c del Baie, determinandone la conversione, cos pure la predi.cazionc cristiana ha ottenuto i suoi e f.fetti in tutta la zona. Pa recchio per stato raccolto sulle primitive credenze, ancor oggi tenacemente pro_ fessate ed 'adattate alle nuove. Per. i Galla Dio supremo la volta cc leste, chiamata \Vaka, di cui occhio il sole; contemporaneamente, Att, dea della fecondit, gode della venerazione ge nerale. Ci troviamo di fronte ad un pa gauesimo semplice, sentito e sereno, in cui le grandi forze del Creato s'impongono e dominano; accanto ad esso prendono naturalmente forma pratiche magiche, ba sopra riti di zoolatria, che abbiamo DIFFUSIONE DRLE snRPI GALLA OIOMO ragione di supporre antichissimi I due risultati pi comuni d'essi sono la reincar nazi.me e la trasmigrazione; certo in que st'ultima non si deve ravvisare una :vera e propria metempsicosi, ma una serie di processi magistici che, movendo dall'esistenza di spiri ti dc;tti ayan, ne postulano l'emigrazione nel corpo dei neonati. L'ayan, che pu essere buono (Jiencia cio del leone), oppure cattivo (warabessa, cio della jena), determina l'indole del biipbo. La stessa denominazione delle qualit dello spirito, ci porta a credere ch'es so viva dapprima nel corpo degli animali, per poi trasmigrarc in quello dell'uomo. Ma anche qui siamo ben lontani dal rievocare significati filosofici; notiamo sem plicemente due serie (ti fatti : da una parJc le qualit umane nei loro due aspetti, dall'altra le qualit delle fiere, cui inconsciamente viene trasferita la stessa valutazione che si fa di quelle umane. Gli esperti di tutte queste pratiche sooo detti ayant I concetti religiosi crist}ani introdotti pres. so i Galla hanno provocato una sovraDonna e fanciulla galle c:ristiltmizzate struttura di idee c di divinit che, nYCce d nuocere a quelle precedenti s sono .fuse con esse. Nota cos il Cernili come il culto di Att sia tutt'uno con quello di Marm (Maria Vergine) c come l'unico 11ome di Att-Marm valga a designare l'ibrido. E' caratteristico un salmo di implorazione raccolto dallo stesso Cerulli. in cui al nome della divinit Ormo si stiluisce quello della madre di Cristo, la sciando per inalterati i concetti : No a butti ti co11oscon<> o A1lwm! A1Lzi ogwu11o ti ignora, o Marm! M a "il che parte in guerra l'i [conosce! Ma la-partorietHfe che sente le doglie ti [conosce! l> Dobbiamo augurarci che gli studi su questa laboriosa e docile razza Galla vengano seriamente ripresi e <'-Ondotti a termine, per poter cos completare il quadro degli studi razzistici sulle popolazioni del l'impero. CLAUDIO CALOSSO

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LA PENETRAZlONE G IN EUROPA NEL SE( II seco:o XIX si. pu con s iderare come il secolo d oro dell 'ebrai smo: in que s to periodo infatti, gli ebrei riescono a pressocch in lutti gli s tati .del mondo l'eguaglian za con gli altri ciltadini, e attraverso all'azione de:Ia massoneria, ad assicurars i una po s izione predominante nel la c las se dirl"ttiva dei pi cos picui stati. Non si pu percii1 distinguere fra a;r.ione del g iudai smo c azione delh ma!<>neria poich queste due forze eguahnente disslvitrici si s ono, nel se: colo scorso talmente c()mpenetrate, da costituire un s o Io blocco cui ormai per con suetudin si s uoi :dare ilnome di giudo-mass.oneria anche perch stato a1npiamente dimostraJto dalla pratica che solo gli ebrei potevano aspirare ai pi alti-. gradi della gerarchia: i non ebrei pio, fu con AdrianoLemliti che, per po ter occupare il pi alto gradin<> dlla gerarchia masscmica dvette ripudiare la religione cristiana per quella (vedi A. de La Rive -Le l uif dans la Franc-Ma ormerie. pag. 4 20) . NelJ'imJ>ossibilit m
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JDAICA )LO XIX svilupparsi. Fondata nel 1731, essa ag con estrema cautela durante il regno di Anna e quello di Elisabetta. Invece Pietro III e Caterina Il, quest'ultima im bevuta di illuminismo francese protes sero gli ebrei ed i massoni col solo ri sultato pratico di preparare in germe la rivo;uzione d'el 1825. Ma dopo questo esperimento, ogni ulteriore tentativo venne s o s peso sino al 1906, ma anche nel decennio successivo gli ebrei venne ro sempre tenuti lontani dalla vita poli tica del paese, e la loro influenza fu limitata ai soli circo;i rivoluzionari. In Austria, non si sa con esattezza la data della fondazione della prima gia: ma nel 1797 essa era assai diffusa. Gli imperatori Carlo VI e Cado VII lo perseguitarono, e cos pure fece la Imperatrice Maria Teresa: ma allorch sal sul trono Francesco di Lorena, giu dei e massoni vennero apertamente fa voriti. In Turchia verso il 1748 cio dopo pochi anni dalla sua fondazione, la massoneria venne abolita, i s uoi m em-. bri arrestati e di s trutto il delle riunioni, che erano ivi co ntrassegnate viceversa, da _spirito antimussulmano. I-11 Germania la prima loggia venne fondata ad Amburgo verso ii 1733; ma gi nel 1738 faceva parte della ma' ss o neria il principe ereditario di Prussia, Federico, divenuto poi Federico II. lYia pi tardi, nella seconda met del sec o lo XVIII, massoni e giudei presero ad dirittura la direzione delle c ose statali, aiutati in ci dall 'opera del Lessin g c del Doom che scrisse il famoso libro Sul migliommento della situazione ci vile -degli ebrei A capo deNa masso neria t e de sca, verso il 1800, vi erano heri 17 ebrei su :w membri. Ma l'azione pi brillante e conchiu sas i col massimo s uc cess o fu, senza al cun dubbio, la giudaizzazione della Francia. Napoleone si era molto giovato, nel la sua ascesa, dell'opera della mas s oneria, coltivand_ o in cuor suo l'idea di asser virla complctaunente e di eliminarne gli ebrei, dei quali nota l'wccanita avver s ione per lui. Effettivamente, in un pri mo t e mpo sembr che i suoi intenti si avverassero, tanto che mentre Giuseppe Francesco I di Lorena (Firenze, Palazzo Pitti) Buonaparte diveniva Gran Maestro del Grand'Oriente, diversi altri generali na poleonici diventavano i capi dele varie loggie. Ma in un secondo tempo l'influenza giudaica riprendeva il sopravvento, spe cie per l'interessamento assunto dai Roth schil d nella lotta antinapoleonica. E i voltafaccia di taluni generali del funesto 1814 si devono ascri 1 erc alla loro appartenenza alla massoneria. Luigi XVIII, essendo -ampiamente sostenuto dalle -potenze estere, non pot essere deposto in alcun modo; ma in compenso ci rius c loro col successore di questi, Carlo X, al quale successe Lui gi Filippo, figlio di quel Fi;ippo d 'Or Jeans sopra-nnominato Egalit che fu rivoluzionario, terrorista e regicida. Luigi Filippo, che prese il titolo di cittadino te conce sse agli ebrei. che lo avevano aiutato numerosi privilegi: 1'8 febbraio 1832 decret che il olero ebraico passava aHe dirette dipendenze amministrative dell'erario statale, l'l. giugno 1832, per contro, tolse al clero 17

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cri6tiano ogni sussidio statale, molti ebrei entrarono anche nel parlamento e nel Senato. Anch'egli per, al momento opportu no, venne rovesciato da quegli s tessi che lo avevano sostenuto: proclamato il go verno provvisorio, nel 1848 in esso si trovarono, s u dodici m e mbri nove ma s soni e due giudei che occuparono i po sti di ministro della g iustizia e mini s tro delle finanze Quallro anni pi tardi nel 1852, gii s t ess i giudo-massoni o,pingevano Lui gi Napoleone a proclamars i imperatore; ma quando s i accorsero c h e egli mirava p,) .. l interesse p e r s onal e ed a qu e llo della propria fami g lia >decise ro di fomentare una nuova riv o luzion e La guerra del : 8 70 fu il pre t esto p e r sca t enare una IS Luigi Filippo (quadro di Horace Vernet) lotta feroce contro il sovrano. Ma proprio mentre la Francia, sul campo della iotta, si batteva per difendere i l suo ter litorio dall'invasione germanica il s uo l'ri!mo Ministro non trovava nulla di me che dedicare la sua maggiore atten zione al mi gl ioramento della situazione degli ebrei in Algeria! Migl ,ior esempio d incoscienza non s1 potrebbe tro vare Da questo momento, cio da quand} s tata creata la cosiddetta terza repubbli c : a la Francia s i pi aggiogata al carro giudo-ma.ssonico: prova ne sia c h e da ascriversi agli ebrei l'assassinio dei pres identi Carnot e Faure, il primo reo di non aver posto in tacere lo scandalo di Panama, il secondo di non aver prete::;o l as s oluzione 'Ciel traditore Dreyfus. Ai primi del sec. XX la Francia, giu daizzata, era la roccaforte delle pi ro vinose teorie, come avremo occa s ione di vedere pi innanzi. Resta da dire due parole degli Stati Uniti dove gli ebrei erano pote nti sin dal 1790, e dove la loro azione crebbe con l'andare degli anni: qui furono anche fondate organizzazioni internazionali a base ebraica che si palesarono ottime per la propaganda rivoluzionaria. Ne parleremo in altro capitolo. L'anno 1900 vedeva cos agli ordini dei giudei una immen sa forza politica, e i principali posti di comando in tutti gli !
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GLI UNGHERESI E IL PROBLEMA RAZZIALE Gli statisti-ci dicono che degli otto mi lioni e cinquecentomila Ungheresi che abi t;:no l'Ungheria mutilata, sette miioni cin. quecentomila hanno un nome magiaro, men.tre un milione di cittadini unghr;.-si hanno nomi stranieri. Gli storiografi stimano che la popola zione deli"Unghcria al tempo di re Mattia ammoltassc a quattro milioni di anime c che l'ottanta per cerito di questo numero fosse costituito da gente di pura razza ma. giara. Naturalmente il dominio turco deci-m le file, fec-e terribili devastazioni prinCipalmente nelle regioni pi fiorenti e pi popolate, quelle abitate dai :Magiari. Esso fece dei vuoti immensi nelle grandi n : asse dei Magiari dj razza, le stermin inesvrabilmnte. Dopo la riconquista di Buda, all'inizio del secolo XVIII, dei clue milioni e mezzo d'abitanti dell'Ungllfria storica,om1ai appena un milione duecen tomila erano veramente magia:ri, o;;sia neanche il 45 per Ma questi un mi lione duecentomila magiari si sarebbero poi tutti sperduti, ncscolati, assimilati, sarebbero tutti definitivamente scomparsi nella massa delle diverse nazionalit d'altra razza? Le cvnstatazioni statistiche po steriori dimostrano che proprio il contrario. Risulta da esse che l accresci mento naturale della popolazione magiara fu veramente rilevante e sorpass quasi quello delle altre nazionalit c che l'spansonc delle accresciute masse ma gi are si diresse appunto verso le spopolate regioni dell'alfiild (il bassvpiano magiaro) c transdanttbiane. Secondo la statistica {:Ompilata da Elek Fnyes, nel 184 la po polazione magiara ammontava a cinque milioni di anime numero che fino al 1870 si elev a sei milioni duecentomila. Sappiamo che.dopo la cacciata dei Turchi colonizzazioni straniere s'effettuaronv nelle regioni liberate: nuo ve masse di popoli, serbe, tedesche, rome si stabilirmio, la maggir parte in blocchi serrati, nelle diverse parti del pae se. Ma viceversa in pari tempo anche i grandi raggruppamenti colonici aviti della popolazione magiara restarono i ntatti in grandi. territori connessi. Le. naziona:Jit colvnizzatesi o infiltratesi vivono ancor oggi precisamente in quegli stessi punti, ch e a suo tempo furono da esse occupati, Le statistiche stilla diffusione delle na zionalit e la perdita di forze dell'elemen to magia:-o ci dnno. un quadro di quegli spostamenti che s'effettuarono nei tcrri tr ri di nazionalit miste a svantaggio della nizza magiara. Ma il mcscolamento vera19

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!!lente rilc,antc tra la popolazione !ha giara e quella di altre razze s'inizi soltanto nella seconda met del secolo 19" cci ass un se una forma predominante prin cipalmente nei -centri urbani industriali ec cessivamente ingrossati, tra k masse ope raie proletarizzate delle grandi citt. Una c;uestio n c a parte quella del mescola m e nto con la razza ebraica, che si -limita a Ila classe intellettuale c il cui numero proporziona l e, come vedremo, tanto di poco conto, che non pu nemmeno venir preso in seria considerazione dal punto di vista d c i mutamenti prodottisi nella composizione razzi alc della popolazione ungh erese A questo riguardo molto pi g r a\'e eli C)nseguenze fu il forte dea dimento. il collasso degli strati dirigenti
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per coltivare e promuovere il prvprio swso di vocazione razziale,-da noi nessuno si preoccupa di queste cose, questo grande dovere nazionale non suscita alcuna eco non trova akun appoggio n nella scienza ufficiale n in quella non ufficiale. E sia mo convinti che questa inesplicabile noncuranza, questa totale insensibilit un sintomo quanto mai allarmante di deca denzao di grave--malattia. E siamo altrct .tanto convinti che il chiarire l'essenza raz. ziale. della stirpe magiara, il rinforzare l t sue riserve d'energia razziale, il tener dc sta e rinvigorire la sua coscienza razziale non meno interesse d ci nostri frtelli, assimilatisi a noi ncl sentimento naziona le o per aver contratto con rioi vincoli di consanguineit, che no'stro. Se noi non riu. sciamo a sa)Yar e queste energie, insieme ad esse andranno perdute anche quelle ca pacit della stirpe, alle quali l'Ungheria storica deve la sua millenaria esistenza e senza le quali anche -l'Ungheria diverr prlina o poi la preda di forze stra niere, di interessi stranieni. Noi siamo pie. namente d'acordo con Lajos Bartucz, l'er: .inente antropologo, che cos s'esprime: << 11 corpo della nazione e l'anima nazionale bens molto pi che semplicemente il C'Jmplesso, l'essenza il contrassegno e l'evitale delle peculiarit fisiche e pirituali degli individui che costituiscono 'a na'zione, ma in ultima analisi sono pure in stretto ed inndissolubile nesso coi. due fattori fondamentali: il principio razziale e quello :etnico. Senza la conoscenza quan to pi perfetta di noi stessi, ossia della gente ungherese, tutte le altre nostre no zioni, tutte le altre !IOStre aspirazioni, tutta la nostra esistenza: politica sono solta nto castelli in Tutto si deve basare . >c: questi due fattori, da questi due fattori tutto deve prendere le mosse >>. E siamo : .-.;r:: . _, d'accordo purecon ci che dice Lajos M ... hely : La sprte delle nazione governata da forze biologiche, il loro rifiorimento o la loro decadenza nelle sue pi profonrtc adici, la conseguenza di cause biolo giche. Il pi prezioso tesoro d uno Stato non gi quello costituito dalla sua ric chezza: economica, b e ns quello che si c e la nel suo popolo di sana pe.rpetua i ione f e del e alla propria razza Razzisti ungheresi Da quando veramente che noi ci occu piamo anche scientificamente dei proble ma s e esiste o meno una vera e prpria r:tzza magiara e quali sono le su e carattcJ"istiche fisi che, moraJ i c spirituali? Lajos Bartucz in un suo i11teressantc ed ottimo studio, parlando del passato c dei comp it i della scienza nazionale ungh e rese ; dice che Mtys Bl, il grande storiografo e geo grafo, fu il primo che duecento anni or sono, comnci a cimentarsi sul livello
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opera i n t itolata Notitia Hungariae no. vae hi sto rico-gcographica pubblicata 1731 i l quadro caratteristico ch' egli fa dei magi a t'i elci Csallokoz la jn-ima descri zion e della teoria razziale un gh e r ese. ci che concerne gh Un gheresi, scrive Mtys Bl, in tutto l'amr .io territor. io in cui s' annidata la n azion e difficilmente ne t rovi di razza pi genuin a o che meglio abbiano conservato i l o ro t ra tti caratteristici, che qui nel Csall lkiiz Quando li definisco di razza ge. nuina, p enso alla razza avita. A quella razza an ti ca ch e, mentre in tutta l'Unghe ria rkci mata da tante catastrofi si rinno vellan completandosi da altre parti, si manknne, s e anche non del tutto intatta, nell e w J stre isol e restando pl!'r e tanto si mil e a s stessa che veramente pu van tars i d i a ve r veduto un vero magiaro sol tan t .l chi ha veduto gi un unghe rese d e l Cs all
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suoi nuovi compiti. E ci si manifestaya non soltanto nell'accettazione e nell'appli cazione delle idonee riforme della vita po litica, e la grande questione: chi siamo noi ,eramentc, donde siamo venut>i, che. abbiamo portato con noi dal lontano Oricn. te, dall'avita culla della razza magara?si fa strada non soltanto nei prodotti cldla poesi a c della letteratura proclamanti la risurrez ione Cominciammo a inclagar e con i mezzi d eWindagine scientifica, quali fossero l e pi car;1tt eristiche e pi rile vanti peculiarit esterne ed interne della razza magiara, ch e ci distinguonv dagli a!tri popoli d ell'Europa e d ell'Ungheria. Che abbiamo conservato eli queste avite caratteristiche, che abbiamo perduto? Qua. l sono tra esse quell e che s ignificano un valore, ch e dobbiamo custodire, coltivare, sviluppare, e quali sono inv ece le nocive, quell e che significano una tara razzial e e r editaria e d cui dobbiamo spogliarc, se vogl iamo essere in grado eli s up erare le nuove prove ciel mondo nuovo e di a3sol vernc i suoi compiti? P i tardi Istvn $ezchenyi, sia che parli d e ll'allevamento dei cavalli o della sistemazione delle ac que, d e llo stile architettonico corrispon dente al paesaggio ungherese o dei tratti caratt::ristici della nostra vita politica c sociale, quasi in tutte le s u e opere ritorna sempre eli nuo v o con un 'irrequietezza an. totto, nell'atmosfera dominante del lib e ra che cercava la na:l!ionalit nella lingua e la capacit vitale della nazione nella superficiale assimilazione di quante vi numerose masse di popoli i grandi problemi della questione razzi-ale ungherese, della coscienza razziale non c! inquietano pi. Dietro al -concetto ed agh illusori successi della nazione politica questi problerr perdono la loro importanza, l'occuparsi di tali problemi significa una 1neschina ed ormai antiquata prevenzione, che non si conf con lo spirito del tempo dell'epoca. Ormai non si-amo pi superbi di ci che ci distingue dagH altri, ma piut tosto cei'Chiamo ci che, almeno nelle esteriorit, ci rende simili agli altri popoli occidentali dell'Europa. Non pensiamo pi a sviluppare in prima lin e a noi stessi, il nostro proprio carattere, le nostre pecu liarit razziali, ma piuttosto irrtiamo quoo:!. le degli altri e ce ne appropriamo. Non da noi stessi partiamo per considerare il mondo, ma piuttosto consideriamo noi stessi d! punto di vista d::gli altri degli emulati popoli occidentali Le scienze raz ziali, l'antropologia, la biologia razziale, fanno col, dagli Inglesi, dai F.ranc esi, dai Tedeschi, sforzi :sovrumani di studio indagano, scrutano per scoprire il grande segreto della razza. Ma di questi sforzi, di queste indagini noi quasi nulla sappia mo, da noi essi susci.tano appena una lieve eco scientifica. gosciosa enfatica, cavillante, molte volte addirittura disperata, al grande problema: cosa sono gli Ungheresi, cosa erano c co sa posso no ancora divenire? Egli fu il primo a definire l a vocazione. razziale na zionale esteriore della
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. ., L: . ungherese. La stessa inestingui bilc sete spinge alcuni decenni pi tardi Anta! Reguly nelle squallide regioni della Russia settentrionale a visitare le rozze capanne. le colonie dei cacciatori, pescatori c pastori dei dispersi e ormai quasi estinti popoli ugrici, a raccogliere, lottan do con malattie, con la c.:>n la m a ncanza di mezzi. leggende, can zoni vogulc, ostiacche, ceremisse, e ad ac cumulare una massa .enorme di contributi linguistici atti a chiarire il grande pro ble ma. In contrasto con le antiche tradizioni sud-orientali scitico-asiatichc che coltiva vano in n.:>i l'orgoglio della parentela con gli Unni, coi Bulgari c con gli Avari c che avc1 ano accesa anche la fantasia di Sndor Korosi Csoma, un altro scn,so istintivo c i diversi tentativi d'indagini dei lingui sti si richiamavano, gi prima di Reguly, a circostanze comprovanti una comunit finnico-ugrica, l'affinit con dci popoli, di cui dal tempo del distacco dalla patria pri. mvrdial e ignoravamo o avevamo definitivamente dimenticato pfino il nome e )' .e sistenza. Di questa patria primordiale del l'antica Grande Ungheria, l\Iagna Hun garia >>, nessuna notizia d1retta ci era per Yenuta da quando Frate Giuliano e i suoi compagni l'avevano visitata, ossia da pi di duecento anni .. L'uragano tartalfo di Batu Kan si era abbattuto anche su loro dopo che insieme ad altri popoli minori del ceppo uralico a loro alleati furono vin. ti c dispersi. Dopo un lungo silenzio di quasi tre secoli l'ambasciata moscovita di r e M attia ne port l a notizia che secon do le comunicazioni di fonte russa, la Grande Ungheria -Jugria o Ugr.ia, co mc la chiamavano a Mosca -esisteva tut tora c i magiari. col abitanti erano tribu tari d e l sovrano di Mosca. Questa noti zia fec : nascere in Mattia il progetto di ripetere il tentativo fatto da Frate Giu lian, J sotto il regno di Bla IV per tra s ferire poi in Ungheria i resti della popo lazion e magiara del ceppo uralico E' no to ch e questo progetto non pot mai esser r ea lizzato, n messo in via d'esecuzione, in seguito alla prematura morte di Mattia. Ancora durante la vita di Mattia il nome di Ugr. ia vien scritto ancora una volta sanguinosamente negli annali russi in relazione con la campagna che, dopo la sconfitta dei Morduini, lo zar Ivan il Terribile moss e nel 1487 al paese degli Ugri. Hunfalvy, richiamandosi agli annali russi, dice che gli Ugri riuscirono ancora a respingere valorosamente quest'attacco, ma nel 1489 i Russi li aggredirono per la seconda volta con forze preponderanti, cd m quest'occasione occuparono non meno di trentadue citt e trascinarono. con s a Mosca cinquanta capi-trib, princi pi, c pi di mille prigionieri scelti. Dopo questa vittoria Ivan il Terribile aggiunse il nome di Ugria o Jugria ai titoli del gran pincipato i-usso. L'ultima notizia di quest'Ugria giunse in Occidente alcuni decenni dopo la mortc.di M:at, tia, per mezzo di Sigismondo Herber stein, ambasciatore degli imperatori tede-

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schi Carlo V e Ferdinando L Herberstein era stato a Mosca nCI rsr6 e nel 1519 e l aveva udito molte volte dai Russi che gli Ungheresi erano venuti dalla Jugaria o J uharia so t t o la condotta di Attila e che l si parlava ancora in ungherese. Ma Herberstein non trov in Mosca un uomo di quelle parti, col quale il suo domestico ungherese avesse potuto parlare e com prendersi. Questa Jugra o Ugra era situat<' ai piedi deli'Ural 11ei pressi dei fiumi Bjelaja e Kaama e comprendeva una parte dei governatori di Tobolsk e di Perm della futura Russia degli zar. Quando Antal Re guly visit ile) 1854 queste regioni, nQn vi trov {)rmai, oltre ai Russi, che zione vogula e orztyk. L'interessamento di Reguly e dei suoi predecessori per l'affinit linguistica e raz ziale ungaro-fini:Jico-ugrica s'era destato in base alla lettura di opere straniere e cos esso fu il promotore di quella grande lotta / hnguistica e di polemiche sulla st.:>ria deiie origini, che dalla fine del secolo r" protrasse nel secolo 20, ebbe per risultato una ingente raccoltadi m;1teriale e di pun. ti di vista interessantissimi e chiar quasi definitivamente il molto dibattuto gran problema. Gi nel 1517 un'opera di Mattia dt: Miechov medico e storiogra.fo polacc di richiamava l'attenzione sul fatto che la ingua parlata dai popoli juhari ( ugri, voguli) della regione deii'Ural, era affine alla lingua ungherese. Al prin cipio del secolo 17' Giorgio Stiernhielm, scienziato svedese, scrisse -un libro sull'af finit delle lingu ungherese e finnica. Da noi per la prima volta fu Jnos Sajnovics che si prov di dimostrare nella sua ope .ra pubblicata nel 1870 la somiglianza tra la lingua ungherese c la lingua !appone le loro analogie grammaticali. Il punto di vista dell'affinit linguistica ugro-finnica fu sostenuto anche da Mikls Rvai nella sua grande opera fi. J,ologica di basilare im portanza pubblicata al principio del secolo scorsv; in seguito, come noto sulle orme d e gli studi c delle indagini compiuti attra verso decennida Jnos Budenz, Pl Hun falvy, Jzsef Szinyei Zoltn Gombcz ed altri un'intera scuola sorse a sostegno e giustificazione di questo punto di vista. Di fronte a questa tendenza ugro-finni ca, un'altra sosteneva l'origine turco-cau casica della gran massa del popolo unghe rese o almeno dei suoi strati dirigenti, in parte in base ad analogie linguistiche, in J:arte in base a culturali e storico razz1ah. Nella della storia antica ungherese i nomi di AT. min Vmbry, Gyula Nmeth, Gza Nagy, Elint Hman ed altri indicano i rappi"e sentanti pi significativi ed eminenti di questa tendenza. Le esperienze acquistate nei suoi viaggi in Asia, le indagini fatte ed i suoi studi storico-filologici della lingua turca maturarono in Vmbry la convin zione' che gli Ungheresi erano un popolo di origine affine al popolo turco. Giustificano quest'origine lo spirito battaglicrv, stre, nomade dei 1-Iagiari, il loro tradizio nale modo di vivere, le loro straordinarie attitudini militari, la loro capacit di con-

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quista c di orgai. Izzazione statale. Lo proYa anche la circostanza che i n om i di persona c d e lle diverse dignit delle pi an tich e generazioni magi a r e so n o in gran dissima parte di o rigine turca. E lo indicano infin e tanto l e armi da ess i usate il l oro modo di vestire, ch e la ricchezza delk loro espressioni relative all'agricoltura. Opponendosi al Vmbry, i Szinyei ed Jlunfalvy affc rm a \ano ch e per quanto ri guanla l e qualit e tnich e politich:: e mi lita ri anche tra le razz e ugro-finniche c 'e r;,n o dei pop oli equestri molto valorosi. Divenivano t ali, popoli il cui terreno era adatto a ll' a llcvam 2 nto di cavalli. Le seco. lari battaglie da essi combattute con gli co i Russi riempiono pa g ine g lonose, m cu1 n f ulg e il loro valore milit a re il lor o eroismo, non infe riori a quelli eleo-Ii U ngh::r esi. Nella guerra dci trent'anni "'la finnica s'acquist una fama ter Quando le pi al e nti truppe im. scagliavano su quei magnifici sol dati, ess1 te n eva no irremovibili il loro po s to, come se i piedi dci loro cavalli si fos raclicati n e l suolo. Altrettanto eroica mente essi combatte rono anche nelle campagne di Carlo XII. In quell 'esercito di o tt o milacinquec e nto uomini, col quale il re annient presso Narva l 'eserCito russo di Pie.tr.o il Grande, ammontante a ben quarantamila uomini, la m et dci soldati erano finland esi. Second? i Szinyei e Hunfalvy, se gli U ngh e resi foss e ro un p o polo di origine turca, come possibile che proprio l a grande ma.\ig10ranza eli quelle parole u : lla nostra h n gua che si riferiscono acl a rmi guerre :: cose militari sia quas i tutta 1 c:ongme ugra? Dalla lingua ugra d e ri \'an_o le parole ch e significano cavallo st_a ffa, sprone, se lla. L 'ungherese era qui n e h un a lmgua ugro-finnica ch e soltanto aveva preso 1:: parole turche principal dai. Bulgari abitanti le regioni d e l \ alga, qumdi dai Csari c dai Cbari e infine durante la dominazione turca dai Tmchi st essi. l Cbari, com e noto : s'e r a no ribell a ti contro il kan tartaro e si erano uniti agli Ungheresi e furono che _costituirono l'ottava trib del popolo mag1aro che conquist la patria. I Szinyci concedono che la trib magiara d ominan te quell a dalla quale deriv il ramo J rincipi arpacliani, fosse di origine .turca, ma il grosso d e l corpo d e lla nazione era costituito da magiari eli origine u g ro finmca Mentre ferveva con alt erna fortuna l a disputa magiaro-ugro-finnico-turca, un in punto eli vi sta d e l tutt a parte era rappresentato e sostenuto d a Gvula Paulcr. Questi nella sua opera intit"Iata Storia della nazion e ungherese fino a Santo Stefano " richiamandosi a fonti c o nt emporanee arabe, vuoi dimo st rare c he i magiari erano veramente baschiri c ch e magiari c haschiri so no l o stesso popolo Essi si separarono c s i staccaro n o un o l'aJtro ancora n c lla l o r o primi ti l'a patria 1;ralica : un a parte di loro emig r verso l' oc cid c nt::, l'altra r est n e ll 'a n t ica patria. 1\nchc Frate Giuliano c i s u o i compagni trovarmhJ l a Grandc L i n g h c ria in terra ha. schira. II monaco fran ce se Ruhruk, ch e d a ] .. T 25.1 al 12.)5 f u in qualit d 'a mh asc i a t.J-26 r:: in Asia, dai Mongoli, trov pure col i .Magiari ed anche se c o ndo lui i IJaschiri ed i parlavano la stessa lingua .Ja kut, crud1to geografo arabo, parla ndo d e gli studenti i s ma e liti di religione maometd ell'Ungheria che frequentavano gli IStituti superiori arabi. ricorda i mao-ia ri abitanti tra il D a nubio e d il Tibi s co ;ome baschiri. Kroly Uj fah y, il grande es pio I atore ungherese, quando verso la met el secolo scorso visit laBaschiria con stat anch'egli ch e i baschiri so miglictno perfettamente ai scieri. Il russo Rlidiger nella sua oper s ulla campagna unghere s e del 49 rammenta in un punto ch e i cosacchi d ell'Ural p enetrati nella tura d e i scleri, presero questi p e r ba schiri e c .1s anch e li chiamavano. tre nello stes so temp o l e mcdesin1c causc sciupavano :: imbastardivano l 'originario sangue ugro Ne lla regione del Mar N ero furono i Csari, nell odi erna patria ie qui trovate frazi0ni dei popoli varo, Ullllo c bulgaro c secondo alcuni anche la trib sclera d'origine unna, che rinforzarono il carattere turco. C ionondimeno allora non fu ancora possibile di paralizzare compl e tamente _!l carattere pi calmo c meno c I !c r g ico del sangue ugro :: qu est' forse la c usa per cui il popolo equestre d Ile puszte magiare, come esso era durante l e s u e migrazioni nella Russia meridionale non_ sepp_C'" tener fronte ai popoli panmcnti d1 razza turca: si assoggett ai Csari,_ fu schiantato addirittura dai pc. cenegh1 e dai bulgari, e invero non sol. tanto per la sua debolezza numerica ma n e llo stesso tempo anche causa il suo 'ibri. ciismo razziale e d il conseguente squilibrio. Ordinariamente l 'imbastarditv popolo ma .. gi ara, ad armi pari, era d e bole di fronte ai fratelli turchi. Soltanto dopo essersi sta bilito nell'odierna patria, esso pot, con l e armi prese in prestito dalla civilt occiden tal e arginare il pericolo razziale turco che gli si spingeva dietro. La sua do minante per conserv indiscutibilm ente l due volti del popolo ungherese Quale dunqu:: la verit in ci che ri guarda !:appartenenza razzi ale elc i magian conqmstatori d e lla patria? Superate or mai le discu ss ioni sulle antiche teorie del l'origine ugro-finnica o turca dci Szinyei c Vmbry, secondo l e indagini pi recen t, degli storiografi ungheres i secondo le unanimi constatazioni dell,:t biologia e antropologia razziale questo problema pu considerarsi definitivamente risolto. Di fronte all'enimma tanto discusso Gyula Nmeth, Gza Nagy, Blint Hman, Gyu1;, Szegfii, L ajos Mhely, L ajos Bartucz cc1 altri sono giunti su per gi alle st e ss e conclusioni. $econdo Hman nel popol o ungheres e si sono fusi in una nuova duratura comunit di sangue, i r a mi eli due famiglie a f fini quello orientale del popolo ugro-fin nic o abitant:: l a regione irriga ta dai fiumi Volga e Kaama c quello occiden talc della popolazione turca dell' Altaj. Forse in que. sto mescolam ento effettuatosi nei t e mpi r e moti, in questa fusione di due popoli di diverso temp eramento e di diverso carat tere si pu trova re una delle cause della vitalit della razza magiara. Forse a que sto s i d eve ch e il popolo magiaro, oppo s tam cnte ai suoi parenti ugrofinnici si or ganizz molto per t e mpo a nazione, costi tu uno Stato, s'elev ad un alto grado di sviluppo culturale e con un previdente adattament alle ccostanze d ::i diYersi tempi seppe in opposizione coi parmti turchi -render stabili le organizzazioni e d istituzioni g i create c lottando con tutte 1:: avversit della sorte, seppe anche mantcnerle intatte durante un millennio. A questo stesso risultato giunge anche Gyula Szegfii n e l suo studio sul problema razziale c il popol ungh::resc. Il popolo magiaro degli Ugri, affine a quello finnico, abitava i pendii meridionali degli Urali, quando fu conquistato cd assoggettato da una frazione del popolo unno, che dopo il crollo d e l grande imper asiatico d eg li linni, cavalcava attraverso l'Asia in dire zione occidentale c per strada s'incontr con le poco battagliere trib ugrc. Dall'union e di quest:: due stirpi nacque la razza magiara. ch' quindi un miscugli o ugro turco. Ne l corso ulteriore della migrazio n e gli dementi turchi di questa errante po. polazione magi ara in seguit a nuove m e s colanze si rafforzar o n o sempre pi. mcn-i! cartterc turco. Gyula N meth nella sua opera sull'evo luzione del popolo magiaro conquistator. e C:e lla patria, giunge anch'egli allo stesso risultato con la constatazione che la razza: magiara deriv dall'unione di una grande trib ugro-finnica e di pi trib turche. Il ri sultato per di questo intenso m-escola m ento Cn popoli turchi non fu la formazione d'un popolo che avesse il carattere predominantementc tu l'co; nacque invec:: un pop o lo dal carattere nuovo, che non pu identificarsi totalmente n col carattcrc u g ro-finnico n col bulgar, n in f.n c col turco. Forse Gza Nagy lo stu dioso che riassume il pi chiaramente n e lla sua opera sull'avvenire d e lla nos!ra razza -i tratti pi caratteristici della gente magiara d'origine ugro-turca. Se condo lui una parte della popolazione ma giara dell'al fold di carattere l eggero, attiva, dinamica, facilmente infial1111)abil::, di spirito adattabile ed in,traprendente pr.:mta acl ogni sacrific-io, ad ogni rischio. L 'altra parte inv e ce lenta nei ti, cautamente ponderata, testarda, difficilmente" persuadibile all'azione, intran>igente p::r ci ch e concerne l'ordine usato, calcolatrice in questioni materiali, c si ti ene da qualsiasi impresa che gli sembri incerta c s 'accontenta di poco, purch questo poco sia sicuro. Dalla prima s 'av via neo! corso di tutta l a nostra storia ogni progresso, a questa invece si deve la con servazione d e l carattere magiaro della nostra gente. Non una volta accadde che la corrente messa in azione tla lla prima ave va perduto l iniziale veemenza gi nel se condo strato, ed allora anche nella secon da cominci la trasformazione in una for ma molt meno rumorosa, rna tanto pi sicura. Questa la vera forma del proY e rbiale fuoco di paglia unghe rese. Non vi fu per .. neanche un solo movimento, se esso corrispondeva verament:: ai bisog-ni della nazion e dtfrantc il rapido incendiar si d e l quale non a v esse captato una sci n-

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tilta c preso fuoco anche quell'altro strato pi lento, il quale poi bens molto pi tar di, comp pure ci che l'altro aveva inco minciato. Le circostanze assegnavano una parte maggiore ora ad uno degli elem;:nti, ora all'altro, e le caratteristiche oppos te che li distinguevano uno dall'altro spiega no le vicende della nostra storia, ricca di svolte impreviste e sorprendenti. Pi tardi, tra circostanze della vita pi evolute, sol tanto il contenuto s'ampli, ma la inqua dratura rest invariata. I pescatori div en nero agricoltori, i cacciatori pastori no madi. Quando poi causa l'avanzata delle orde turche essi perdettero uno dopo l'al tro i pascoli, eccoli trasformarsi in .irre quieti guerrieri in cerca di avventure bel liche, che anch'e in seguito, dopo aver oc. cupato l'Ungheria, depredano e saccheg giano durante mezzo secolo l'Europa. Da questi si form la nobilt media ungherese, mentre dai primi la classe del contadino ungherese, fondamento della nazione. Queste constatazioni di Gza Nagy dice Lajos Mhely -chiariscono classi camente il problema dell'origine del P) polo ungherese c della psiche dei due ele menti razziali che lo costituiscono. Secon do Mhely assolutamente fuor di dubbio che il primo dei due elementi razziali, qu e llo di carattere leggero, facilmente in fiammabile, che nel primo grado di svi luppo fu cacciatore, quindi pastore noma de, pi tardi ancora guerrierO assetato d'a v. Vtll,turc, per divenir infine la base della nobilt proprietaria di terreni : identico con ],) strato della nazion e ungherese di razza turca. Viceversa l'elemento pondeDva alla met del secolo XIX rato, lento a muoversi e a decidersi aWa zione, attaccato all'ordine abituale, che prima si dedic alla pesca e pi tardi si ti:asform nella classe dei contadini-agri coltori corrisponde allo strato della tia zione di argine ugrica. Second Mhely per le stirpi ugrica e turca della popo lazione ungherese {;onquistatrice della pa tria, malgrado gli eventuali mcscolamenti, vivevano per la maggior parte una a fian co dell'altra nella loro originale purezza, e precisamente non solo nell'avita patria_ sulle rive dell'Ural, ma anche nella nos .tra patria odiema. Il processo d'assimilazio ne porta anzitutto alla formazione d'una lingua comune: le trib turche imparano a poco a poco l 'ungherese mentre la lin gua turca, malgrado l 'amministrazione e le istituzioni turche, scompare sempre pi fino ad estinguersi completamente. E se lo strato dirigente della stirpe turca continu a diminuire cstantemente di numero du rante la nostra millenaria permanenza qui la causa di ci non fu la sua fusione ben s la sua estirpazione. Col sistema delle trib che si trasform pi tardi nel cosid detto organismo degli ordini, lo strato diri.gente di razza turca fu sempre esposto al pi forte processo d epurazion:: : guerre, tluc lli le spietate competizioni per il pte rc rodevano maceravano continumente strato. L'e ra lib e rale del secolo .XIX poi priYatolo a11che del suo potere mate riale, d e i suoi possessi, lo spinse sull'orlo del dissolvimento. Guardiamo ora che dice di queste con \ statazioni della scienza storica l'antropo lgia. quella scienza ch e dagli scheletri tro. vati nelle sepohure dei tempi dell'occupa zione del patrio suolo e di tempi ancor pi remoti e dalla forma c le misure dei crani degli avi sepolti stabilisce la lof apparte nenza razziale. Lajos Bartucz dice che se condo la testimonianza dell'ormai molto numer0so materiale autentico di scheletri rinV>Cnuti nelle tombe equestri ungheresi pagane si pu constatare incontestabilmen. te, che gli Ungheresi conquistatori della patria non erano n n e l loro complesso, n nelle sue singole trib un popolo di carat tere razziale nettamente mongolico. Ma se anche manca tra loro il carattere netta mente m0ngolico, tanto pi numeroso si riscont ra il tipo mongoloide. Dagli scheletri finora dissotterrati si possono decisa mente stabilire quattro tipi principali ca ratterizzanti la pi avita stirpe magiara conquistatrice della patria. Di questi il pi caratteris. tico ed il pi generalmente diffu. so il cosiddetto mong" olo-caucasico (lo stesso che gli storiografi chiamano turco) c d'altra parte il cosiddetto tipo baltico orientale (ugrico)." Il primo caratteristico per i sep0lcrj pi ricchi c si connette prin cipalmente con l'origine turca dci conqui statori della patria, mentre il secondo pu dirsi piuttosto il tipo medio del popolo ma gia,ro conquistatore della patria. Oltre a questi si trova tra loro la pura razza cau. casica, nonch un incrocio d"una razza mongolica dolicocefala con la caucasica. Se dunque vogliamo dare un parn: sul l'origine del"'popolo ungherese dal punto di vista antropologico, secondo l e prov:: di cui siam0 presentemente in pos s esso possiamo affermare che il popolo magia-27

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Chiesa nera di Brass6 (Museo Nazionale ungherese) ru o almeno il suo elemento turco sorse quando un popolo di razza mongolica si e si fuse un p0polo caucasico. Viceversa gli elementi di razza ugrica del popolo magiaro tradiscono un forte mi. scuglio baltico-orientale. E poich anche i ritrovamenti patrii finora conosciuti di scheletri scitici accusano in parte un ca rattere n0n sembra in fondata l'ffcrmazione che anche gli ele. menti ugrici del popolo magiaro erano le gati agli sciti con vincoli di consaguineit. Secondo la testimonianza dei ritrovamcn ti di scheletri i erano un popolo di carattere m0ngolico abbastanza puro. Viceversa :i cumani, come lo dimostrano gli scheletri degli antichi cimiteri cumani, rappresentavano una razza somigliante a quella dei magiari conquistatori della patria. La composizione antropologica dd popolo ungherese, secondo Bartucz, non fu mutata essenzialmente n da grandi dis sanguamenti da css0 subiti durante il pe riodo avventuroso, n dalle devastazioni dei tartari, ed assolutamente erronea l'affermazione che gli antichi clementi orientali, del popolo magiaro sono gi da lungo tempo estinti. Difat.ti l'immigrazio ne e la diffusione nella nostra patria dei fattori razziali nwngolo-cauCasici era di proporzioni molto pi vaste e dur molto pi a lungo che la conquista del patrio suolo, perch in realt esse cominciarono con gli giazighi e gli unni e si compirono s0ltanto con la colonizzazione dei cumani. Ques .ta soluzione del grande problema dell'origine razziale del popolo ungherese basata sul complesso, o meglio sull'appia-namento ugro-turco, ci offre realmente la pi profonda spiegazione di quel fenomeno che, nelle mani festazi0ni storiche della psiche magiara, si suoi chiamare la dupli ce fisonomia del popolo ungherese. Que sto popolo ungherese dal doppio volto im presse l'impronta del proprio particolare temperamento, sue peculiarit spiri tuali, sentimentali c morali sullo sviluppo della nostra vita statale c politica, su ogni momento delle lotte interne ed esterne da noi combattute nel passato. Questo. ci d la chiave per la comprensione delle capa cit militari degli Ungheresi, nonch per quella dei fenomeni molte volte tanto contradditori delle bro attitudini politiche. Forse questa doppiezza di volto, questa doppia tendenza razziale si manifesta an che nei due tipi dominanti tra i nostri uo mini di Stato. Perch ci che Gza Nagy consta t applicandolo alla grande massa del popolo ungherese, pu liberamente es. ser applicato anche per quanto riguarda le qualit degli uomini che di rigono la no. stra storia e la nostra sorte. Perci troviamo-in una parte di essi l'impulsivit ro mantica, la smagliante coraggiosa fanta sia, l'amore del l'eroismo che tut. to rischia in un solo attacco, l'aspirazione ad una realizzazione totale dell'indipen denza nazionale, dei postulati nazionali,. Nell'altra parte invec si riscontra la cau ta prudenza, la previdenza, la fredda pon derazione la risolutezza che si rende conto della realt c delle possibilit, ch' lnta nell'esecuzione, ma tenace c conseguente, quindi la passivit pronta ad una resisten za a lunga scadenza c di' fronte alle av versit una persev.cranza ed un'impertur babilit veramente ammirevoli. Anche quel tipo storico, che il pi dle volte ci com piacciamo di modellare sull'impronta risul. dall'antitesi Kossnth-Dek, conduce forse con le sue pi : profonde radici qui, nato forse proprio qui, nelle antitesi che vicendevolmente si completano del le carattcrstich razziali ugro-tnrchc. La stnsibilit difficilmente commoYibile del contadino ungherese, il suo relativamente facile adattameno ai nuovi rapporti di do minio, che possiamo ora sperimentare nelLe parti staccate dalla patria, sia nella re gione settentrionale {:he in Transilv?-nia. prescindendo dagli effetti estenuanti e sfibranti del secolare vassallaggici sono forse il sintomo traditore di questa pre ponderanza di sangue ugrico. Il carattere turco delle classi dirigenti ungheresi, principalmente della cosiddetta nobilt media e la parte ch'esse, in pos sesso di qucs tc qualit; sostennero per qua. si un millennio ricordano l'autorit diret tiva nell'organi'zzazione c nell'amministra zione dello Stato, che in Inghilterra fu per lungo tempo detenuta dalla minoranza normanna o che tocc in Francia ai con quistatori 'galli. E ricorda l'antitesi che-nutrta anch'essa da dtfferenze raz. ziali si manifest sempre tra i tedeschi meridionali e settentrionali, nonch quel l'egemonia militare e politica, fu citata nel passato dall'alta e mcdta nobtlta prussiana sulla sorte c lo sviluppo dcl !'lmpero. MILOTAY ISTVAN

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l JIETODI PER LO STUDIO DELLE BAZZE UJIANE Dai tempi lontani in cui la pittura e la scultura egiziana, greca e romana fissa vano le va riazioni razziali che avevlhnO colpiW l'attenzione degli antichi i metodi per lo studi,o delle razze umane sono an dati sempre pi. evolvendosi e perfezio nandosi. Poich lo studio razziale ha un carattere esse nzialment e sintetico si com prende come i suoi metodi siano diffe renti a seconda dell'indirizzo particolare che si vuole seguire. Cos per esempio, necessariamente diverso il metodo di chi vuole rnettere in evidenza un carattere morfologico e di chi invece vuole met te;e in evidenza un carattere fis{ologic o o psicologico. Molto sviluppo stato da to specie in passato alle ricerche sul cra nio e sullo scheletro. La ragion e di que. sto facilmente comprensibile se si pensa alla difficolt che si llveva una volta a raggiungere direttamente sul posto la razza che si voleva esaminare, mentre invece le ricerche sul materiale schele -l. 2. 3: Forme facciali differenti in rcuze europidi t rico raccolto nei musei era alla porlal4r di tutti. Si aggiunga ancora che l'esam e degli scheletri il solo che pu darci un'idea delle razze umane estinte. l raltati di classici de dicano m,olte pagine alle discussioni in torno alla 'tecnr :ca da segui r e per queste indagini. Numerosi strumenti sono st.ati c r eati per questo scopo tanto dagli stu diosi iJ.aliani come dagli s trani eri. Chi t > olesse farsi un'idea della comp l essit a cu.i pu giungere lo studio del cranio umano n,on avr che da consultare il noto trattato di Aurelio dc Torok il craniologo ungherese, che sc riss e di migliaia di indici e di misu .re per quest,o studio Ai nostri giorni, dopo un 'epoca di acces e critiche e discussioni sul meto do craniologico si mostra. generalmente la tendenza a semplificare, a ridu rre le misure c gli indici ad alcuni essenziali, c infine a prend e r e in esame piuttosto la forma complessiva d e l cranio. l n base all'esame dei v ari caratteri craniologic i ed osteo logi ci stat,o po.w-29

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avere un'idea della distribuzione geografica dci medesimi che pu essere presa in considerazione per una sintesi complessiva dci caraiteri razziali stessi. A parte l'esame dd le variazioni della forma del cranio nei/ e razze umane gli an.lropologi hanrw altres studiato le va riazioni del cranio durante lo sviluppo dall e t fetale all'adu lto le varia zioni nel sesso, e infine le variazmi patologche c artificiali. Queste ultime sono quelle che si osservarw presso alcuni popoli e che poswno avere carattere religioso, magico o di semplice distinzione di una gent e dall'a./tra. Interessanti ries c orw le ricostruzioni part e ndo da j rammenti di crani fossili c ricos tru z ioni sui m e desimi delle parti molli. Cos, p e r ese mpio il Loth e l' Eick stedt hanno potuto ricostruir e l'asp e tto dell'uomo di Neandertal che com' noto si est into alla fine d e l quatemario me dio. In Italia tra l e opere di ricostru one d e lle parti molli s ul cranio famosa que lla com piuta dal FrasseUo s ulle oss!l di Dal/le. La mod e rna biometria stata ampiaIJJ. enJ.e applicata p e r la e labora::;ion c tan t o ci dati raccolti .sullo scheletro quan to s u quelli del v iv e nt e Esiste quindi 1111 uro e propno mPtO(/o biom e trico l) Tipi monqolici -2) Tipi baltici 30

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per lo studio delle razze umane, al !w dato un grande impulso il Frassetto. Per questo metodo sono state create sche de di vario tipo e vengono {mpiegate macchine selezionatrici, calcolatrici e ta bulatrici. Con opportune rappresentazio ni grafiche cos possibile mettere in evidenza la distribuzione e la classifica zme dei vari caratteri antropologici. In questo secolo lwnno preso grande sviluppo, specie negli ultimi anni gli studi direUi sul vivente. Data la facilit dei viaggi stato cos possibile avvici nare dei gruppi etnici, dei quali prima si aveva solo una vaga nozione. Da que ste premesse facil e dedurre come si sia perfezionata sempre pi la metodo logia a :mr:o pometrica e somatosco piea. Il problema della rappresentazione fo tografica dei tipi razziali stato risolto perfezionando e standardi=zando il me-Tipo di ragazza mongola todo fotografico stesso L'esame foto grafico stato integrato da quello radio logico e a.[ riguardo ricordiamo come il istituto antropologico ch e !w L dato sviluppo in Italia a tale m:etodo : stato quello di Bologiw . Molto utili si presentano per lo stu dio raz ziale le riproduzioni plastich e a base di gesso o di prodotti speciali com e il negokall. Chi ha visto il Museo N :io;wl e di Antropologia e di E1wlogia di Firenze. rilorda le belle maschere specie di popoiazioni africane dal Cip rirmi. Anche per l'antropometria, com e per la craniologia, stato costruito tutto u n complesso strumntario che sar e bbe trop3, 4: Tipi mongolici con caratteristica piega palpebrale

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pu lungo qui ricordare. Tra i pi moder ni apparecchi senza dubbio lo "Stereo proiettore" per la esa/la perce::io ne delle jornU! e delle dimensioni reali di qualun que parte del corpo wnano, creato dal Frassetto. Per le m.imra::.ioni antropometriche si considerano dei punti di repere del corpo umano e si seguono tecniche diperse, che per oggi si tenta di standa .rdizza .re e uniformare. A parte i dati TIU! tri ci per lo studio razziale vengono presi in considera::.io'ne numerosi dati qualita-1 i vi. A n.che per questi per, per sfug r,ire agli e rrori inevitabili se l'apprezza m e nto fosse affidato unicamente al cri terio soggettivo dell'osservatore, sono state create tabelle e scherni speciali. Con questi metodi cos possibile sepre le variazioni del corpo umano nell'et. nel sesso e nelle razze. Interes santi sono le differenze che si osservano nei vari popoli prima e dopo lo svilup po, come pure le differenze che ven gono date dal particolare modo di vita AlcurU! variazioni speciali, come la stea topigia degli ottentottC lu:mno grande im portanza perch osservate anche in sta tuette preistoriche. Le variadoni della statura, anche nei limiti nornwli con esclusione quindi dei giganti e dei nani, so1w naturali nelle razze e quindi dem no essere tenute in considerazione. l m portante anciU! lo studio dell'accrescim ento e delle viii'iazioiii delle propor : li.o ni corporee nel feto, nell'adulto e nel bam bino. La questione delle proporzioni cor poree ha quindi applicazioni pratiche nel campo dell'anatomia artistica. Il proble ma dei canoni del corpo umano che af fatic la mente degli antichi e lo spirito del divi1w Leonardo continua ad interessar e gli studiosi delle razze umane, che l particolari morfologici della faccia sono molto interessanti

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rog liano decifrare il sigmjzcato onloge 'e tico e filogenetico. In alcuni casi l e uuia:. ioni nelle propor:.ioni corporee. so n o sert>ite di base per classificazioni raz ziali anche famose. Un aspello particolar e d e llo studio del rivenle qu e llo che ri g uarda il tegu-1!lenlo e gli organi t egumenui. Studio complesso c h e m dai probl e mi d e lla pigmeni.
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pologico che mira a m e ttere in evidenza olt r e che le variazioni esterne quelle in terne del corpo umano. In complesso per tanto l'esame cra niologico, quanto quello antropome trico, quanto quello a natomico si ri j e riscono soltanto ai problemi della for ma. Per una visione totale del problema razzi:ale necessario tenere presenti an che i problemi funzionali. E' cos che n egli ultimi tempi sono state compiute ricerche sulla misura della capacit vitale nelle razze umane, sul metabolismo ba sale, sulla circolazione sanguig1w Molto sviluppo ha avuto lo studio dei gruppi sanguigni, che tant(L importanza h4 teo rica e pratica. l nteressanti sono anche le ricerche che riguardano la vita sessuale nelle varie ra::.ze, le variazioni della for ::.a muscolare, gli atteggiamenti abituali durante l'a zione e il riposo. Accanto a questi studi fisvologic esistono quelli psi cologici. Lo strumentario e i metodi im piegati p e r le indagin't di psicologia raz zia le sono molto vari c complessi: essi tendono a mettere in evi denza _quelli che sono i caratteri pi profondi che costi tuiscono l'essen z a delle razze stesse. allo studio razz iale della fisio loga e della psicologia esiste quello del la patologia; studio moderno e di strMr dinaria importanza pratica. Questo studio comprende tanto l'esanw di quei caratte ri patologici che sono propri di determi. nate razze quanto i problemi deU' eredi tariet di determinale nwlaltie e anoma-

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li e. Un particolare aspetto di esso lo del meticcia/o come fattore pato l ugico. Per terminare questa parte ricor diariw come lo studio funzionale delle ra::::;e umane investe altri problemi molto coniplessi come quello dei rapporti tra razza e costituzione, tra ra:;:;a e ghian dole endocrine e infine tra raz:;a e am biente. l nteressante daC punto di vista generale e sociale lo studio della deca denza e della morte di alcune razze, co me pure quella dei fattori di degenera zione r a::ziale (consanguineit, tare ere 'ditarie, meticciato, ecc. ecc.). Non s pu terminare di parlare dei metodi per lo studio delle razze umane senza ricordare quelli basati sui risultati della scienza dell'ereditariet. Essendo gi stato ampiamente trattato di essi su questa ri vista noi ricorderemo soltanto come con tale metodi si mettono m eviden:;a le leggi della trasmissione ereditaria di tutti i caratteri razziali at quali ab bianw prima accennat,o, cio nwrfologici, fisiologici, psi.cologici e patologici. Solo con questi dati si possono affron tare i pi complessi prblemi degli in croci ra.z:;ial, del meticciato, dell ofigirie, dell'evoluzione e della decadenza delle razze umane. -::Da quanto sianw venuti esponendo si comprende come i metodi seguiti per lo studio razziale traggano la loro origine da quelli segui dalle altre scienze e che quindi sono destinati ad evolve rsi con la evolu:;ione di esse. Quello che importante tenere pre sente che bisogna arrivare ad una visio ne sintetica che solo possibile con u,;_ in dirizzo a un tempo stesso eclettico e critico. GUIDO LANDRA

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STUDIO RAZZIALE DELLE IMPRONTE PALMARI Impronte della mano sinistra (spiegazione nel testo) L esame dei caratteri antropologici si <>.ndato sempre pi perfezionando con il progresso dei metodi eli indagine. Cos lo studio mano che da lungo tempo a\'c L Lm. o I.Int .lUnt. va attirato l'attenzione degli c dci chiromanti stato recentemente preso in considerazione perl'importanza che esso ru per la definizione elci tipi razziaii. Come si comprende facilmente un determinato carattere morfologi co pu a ,ere importanza agli effetti dello studio razziale soltanto quando ne sia dimostrata l'ereditariet. caratteri difatti che si presentano !abili di fronte all'influenza dell'ambiente non possono essere presi in considerazione per questo scopo. La mano quindi stata studiata non solo con il metodo m::trico nelle sue proporzio ni con il resto degli arti c del corpo intero, ma anche con un metodo di osscrvazionc speciale. E' notD come da tempo i m e dici legali hanno pr-eso in considera zione le lince papi llari delle dita. Abbiamo gi -ricordato su questa stessa rivista che t:n medico legale italiano, il Falco, ha stu diato le variazioni delle linee delle dita nelle razze umane. Analogamente sono state compiute pi recentemente numerose ricerche sulle linee delhi palma della mano. L..inieA E:Z o zz IDI PZ A eh s. Triradien Percentuali dei caratteri concordanti nelle mani dei tre gruppi di gemelli EZ, ZZ, PZ 36 Impronte della mano sinistra (spiegazione nel testoi Fcr distinguere poi in maniera dcfiitiva quello che la cqnseguenza dei fattori c re elitari e quello che invece dovuto all'in fluenza ambientale si ricorso al noto J;lle todo dei gemelli. Come per le linee dci polpastrelli anche ptr quelle della p
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scna un campo aperto (0). N e llo spazio oss::rva un 'ansa larga (V). L'emincn$i thenai: presenta t r n tclriello-.it1ccifllf!le; ifi (\V); I'cmin e n za ipothenarun'.ansa moL >t:O ampia (L.r). La figura 4 rappresenta sc h ematicamc nl:>lc line e d e fla mano i n un embrione ; da la spiegazione che ab biamo fatto delle f igure precedenti sar fail c orizzontarsi anche su qu e sta. La ricerca di cui :rifcriaino ha avufo co. me oggetto il materiale r a ccolto dal von Verschuer .-con) prendente 250 coppie di ge. melli. Di quCsti roo erano monocoriali roo clicoriali dello stesso sesso (ZZ) 100 infine dicoriali di' sesso differente (PZ). Complessivamente sono state Co.JS esaminate 250 mani di destra e 250 di si nistra, 250 di uomini e 250 di dpnne . Da questa ric era stata messa in evi -denza innanzitutto una asimm"etria tra l e due mani; cos -peresempio)e linee ipwli A, B, C, D, s i presenta no differenti a destra . e a sinistra. Quindj stata osservata una differenza nel se sso. ; Le degli uomini differenti da quelle delle donne .tanto o per f.orma quanto per dimensi<::me.---1-nfin c st.ato....aHr0ntato l problema cruciale dci rapporti rispetti v i tra fattori ereditari c influenza ambien tale. I risultati principali di questa osserva zone sono riassu nti nella figura 3. Que s,ta figura indica la percntuale dei fri concordnti nell e mani d e llo stesso lato nei tre gruppi di gemelli presi in os servazione. Come si vede per l e linee principali A, c ; D, la concordanza molto alta nel grup po dci gemelli monoco;iali (EZ), -e dimi nuisce negli altri due gruppi : questo di mostra chiaramente l'importanza che ha il. fattore ereditario per queste tre linee : altri' caratteri invece come quelli de gli spazi jnterdigital I Int. e II Int. l'in fluenza del fattore ereditario quasi nullo. t:ig. 4 ema delle pieghe e delle linee della mano in un embrione umano Fig. 5 Impronte delle mani in due coppie di gemelli Per quanto. riguarda l'influenza ambien. tale le osservazioni sull'asimmetria, come pure quelle sulle mani omologhe dei ge melli monocoriali, mostrano che soprattut to notevole .l'influenza della vita intrau terina. Comunque r esta dimostrato da queste ricerche che tutti i caratteri delle impron te palmari nelle mani Ot;!lologhe dci g.emeL li monocoriali sono pi simili ch e negli al tri di gemelli il che senza dubbio dovuto al fattore ere-ditario. Di questi caratteri i pi stabili sono l e lin ee grandi a forma di occhiello della re gione th enar e del triradio d e le anse ben fatte della regione thenar e I spor g-enza interdigitale. Dimostrata cos l'ereditariet di alcuni caratteri principali d e lle impronte palmari si comprend e come questi p9ssano essc1-e presi in esame pe.r lo studio razzial e L'esame morfo logico degli individui risul ter in questo modo not evo lm e nte raffi nato, perch come mostra la figura 5, le impronte palmari fatte con un metodo opportuno riescono perfette e mettono in ev idenza anche i minimi particolari, L a rnoderna scienza razziale, anc11e n e l. le semplici ricerch e morfologiche, or mai molto distante dalla vecchia cranio logia del secolo passato, credeva di po ridurre lo studio delle razze umane a poche misrc e pochi indici e autorzza va a farsi. chiamare -antropologo chi per poco avesse saputo teriere il compa s so in mano c discut e re intorno all'indice cefa lico. G. L. 3'7

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L'eteeo eontro romana del cittadino In generale, neJ.la storia delle varie nazioni, si parlato e si parla poco degli ebrei. Uria volta questa dimenticanza era comprensibile, per il pochissIJilo conto in cui erano tenuti, e perch in realt neHe grandi decisioni minima era la loro in fluenza. In t001pi recenti spesso se ne taciuto per ragioini opposte: appunto perch la loro influenza stata. massima; e si temuto, parlandone, di venirn danneggiati. Comunque, per i tempi lontani, specie a cominJCiare dalla caduta dell'Im pero, vi sono alcune cose che utile conoscere: perch di pin gono, meglio d'ogni altra, quale fosse aJ.lora il loro carattere; ed aiutano meglio a vedere carne si sia mantenuto poi. Una delle cose pi tipiche, per esempio, questa. Esercita vano, dappertutto, il commercio degli schiavi. Schiavi bianchi: che provenivano dalle continue guerre che si combattevano in Europa tra Goti e Bizantini, tra e Longobardi, tra Franohi e Sa ss oni, tra $assoni e Slavi, tra Italiani ed Arabi. La carne degli Europei, presi in guerra per lunghi seeoli, fu da loro considerata una merce. Era, ben si comprende, il peg giore dei mestieri: perci da t!Jtti g li altri abbandonato a loro. Ma non meno su:di1cio era considerato un altro: quello di fare commer cio del den a ro. Perci, solo tra gli ebrei, erano llora g.Ji usurai: anche se si trattasse degli usurai dei re. Si ricor reva ad essi perch qualsiasi altro non vi si sarebbe adattato. Fu un grave fatto quando, tra il due ed il trecento, anche gli europei cominciarono a negoziare il denaro. Chiusero, vero, g li ebrei nei ghetti; cercarono, pi di prima, di separar li dalla s ociet; ma, al tempo stesso, preparaTono, senza che neppure ne avessero coscienza, la strada per la quale gli ebrei sareb bero poi saliti Non capirono che, adattandosi al mestiere di quelli, rinunziavano all'alto principio che fino a quel mc .. mento, li aveva distinti. una delle pi vere ragioni della loro forza. Da tale punto di vista bisqgna s01prattutto il sorge re di alcune istituzioni: come il banco di San Gior::\w o i Fugger. Gli lo sentirono li ghetto morale era di molto pi importante del g hetto materiale; ed era quello che giu : t o in quel modo cadeva. Ci voll e poco per-ch se ne vedessero le conseguenze. Appena dopo un paio d'i secoli, g i al temp o di Cervantes, di Tasso, di Calderon, la crisi era al suo culm i:1c. Sorgeva, su tutta la societ l'alba del regno del denaro. Ba,t poi poco perch le porte si aprissero, le mura cadessero ed, usciti dal ghetto, i r e di quel regno fos s ero posti sul trono, che pi di tutti era loro. . E' perci con una certa preoccupazione che si sente an c o r 3 oggi lodare incondizionatamente tulte le vecchie societ n w r cantili: dimenticando, tra l'altro quanto scrisse i_l Machiavel li che not soprattutto come fossero aliene dalle armi : c cercare c he peggio, di trovarvi un precedente per l'Italia di oggi. Bisogna. invece riconoscere che non nella fase mercan tile ma nella fase guerriera, contemporanea alla loro origine, s ta la gloria vera dei Comuni. E affermare francamente .-h c l e c itt c g.J.i Stati dediti solo al commerc io derogarono ;o nmnqu e al principio romano, ragione di forza del li011 BRONZINO : Niccol Machiavelli. (Roma, Galleria di Palazzo U \.'i

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dovere cio ii buon cittadino essere troppo. impicc iato in cose di denaro . Ponendosi da tale punto di vista, riesce molto pi facile conto di questo : peroh proprio dopo il periodo del massimo rigore contro di loro, cio dopo il periodo della Con t roriforma e del ghetto, gli ebrei conseguissero infinitamente di pi di quello che 1avessero mai conseguito in alcun tempo. E' che sotto Roma e nell'alto medio evo avevano forse goduto una magg iore li:iert materiale: IlDa il so lco morale che li divide, a dai popoli d 'Europa era ancora intatto. Finch la l & ro principale oc c upazione cio il dare denaro ad interesse, considerata spregevo le non era possibile, che potes se ro vera mente salire sino alla. direzione delle s ociet. Ma quando al t e mpo della e dei ghetto anche gli europei si. dedicarono sempre pi larga mente a quel lavoro anzi qu e li che vi s i dedicavano cominciavano a sentirsi in diritto appunto per questo, di governare gli Stati, la fatale conseguenza fu che g li ebrei s i unissero a loro. Ottenuta insieme la vittoria ed affermatosi, con una estensione mai vista prima: il sorge r e d un'et eccnOIJllica, era naturale che gli ebrei, trovandovi pi di lutti il lo ro eemcn to ne diveni sse ro essi so li i padroni. G. D. I. Torquato Taso

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D opo la conclusione del Concordato, pareva che tra la Frat:cia e il Papato fosse tornata la pace, e che Pio VII non corresse pi pericoli. Le prove di osse quio date da Napoleone al Pontefice, il quale si era in dotto a presenziar in Parigi la solenne cerimonia della Ji lui incoronazione, facevano concepire un lungo periodo di buone relazioni fra i due potenti; ma ben presto il Papa si disio: gann. L'idea del Buonaparte era di asservire al suo carro anche il capo della Cristianit, per rendere pi potente e fastoso il suo impero, ed impedire agli Inglesi di eludere il bLocco, trafficando con i porti dello stato Pontificio L'Imperatore non s'era accontentato di aggiungere articoli or ganici, c he ledevano lo spirito dei due Concotdati francese ed italiano; ma aveva riordinato le chiese del Regno d'Italia di sua autorit, senza nemmeno preavvisare il Pontefice Poi si lamentava della presenza degli ambasciatori d'Inghilterra e di Russia a Roma e di pretesi intrighi antifrancesi tra Roma e Firenze. In sostanza egli voleva avere al suo servizio la f.orza mo rale della Chiesa, per assoggettarla alla supremazia francese. Contro tali pretese non poteva non reagire con tutta la forza di una tradizione millenaria il Papa il quale era pronto a soffrire 40 tutte le persecuzioni, pur di non tradire .i supremi doveri che in combevano al capo della Chiesa Cattolica. Intanto, altre nubi offuscavano l'orizzonte della politica euro pea, e l'Austria, l'Inghilterra, la Russia, il Napoletano, s'affret tavano a concludere la terza coalizione, nella vana speranza Ji abbattere l'Imperatore e frustrare il suo disegno di dominatore d'Europa . \ Scoppiata la guetra, Napoleone pr. ovvide a difendersi in tu t t i i settori, e poich t e meva uno sbarco degli Anglorussi nell'Italia centrale, fece occupare improvvisamente Ancona dal Generale Reynier, dando a credere che tale provvedimento servisse a p r o teggere la marcia del generale Gouvion Saint Cyr, il quale dall:l Puglia muoveva verso il Po. Il Papa, che voleva restare estraneo alla lotta, protest per l:t ingiusta violazione dei trattati, ma Napoleone, trionfante ad Austerlitz, se ne mostr offeso e minacci nuove o ccupazioni, addossando al Pontefice la colpa di favorire i nemici della Franci J Entrati in Ancona i francesi non mancarono di abbattere gli antichi ordinamenti e di applicare i nuovi, che dicevano essere ispirati ai principi dell rivoluzione, e autorizzarono libert d i culto. Ancona annoverava una forte colonia di ebri, i quali, pur

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godendo di grande tolleranza religiosa, e avendo piena li_ rt: Ji eserc itare i traffici, mal vedevano il dominio pontificio e simpa tizzavano per i novatori. Perci quando questi divennero padroni della citt si li feste e a tripudi_ La prova di questo stato d'animo esaltato sino all inverosimil e data dalla allocuzione che fu letta nella sinagoga di Ancona la sera del 26 maggio 1808 per solennizzare Ja perpetu a uniont della citt co. n l e altre provincie al Regno d'Italia. Per il suo significato acerbamente ostile alla Chiesa e l'eccessivo servilismo a Napoleone merita di essere integr a lmente riprodotta: L 'undecimo di maggio fissa in seno all'Eternit un'epoc a sempre mai memorabile a Noi, o miei Correligionari, per noi eh:: facciam p arte del buon Popolo Anconitano, chiamato dagli alti destini dell a Provvidenza a godere i rag gi di quell'Astro benefico che a gradi i gradi irradiar deve.l'Univers intero. Qual' esultanza qual. tripudio non si diffuse nei nostri cuori in giorno s rimar. eh evo] e! Indelebile sar quest'epoca, finch sulle nostre teste ruo tino i cieli, o Figli d'Jsdraele. Voi lo sapete, che Tito conquist Gerusalemme; scorse r o gi 18 secoli fra un turbine d'infortuni, e Ja falsa prevenzione di taluni che ci suppnevano perfino incapaci di essere uomint. Gran Dio! Come in un sol punto tutto per noi cangiato! Ora che la fortissima citt di Ancona nel novero delle Ci nque Provi nce beneficate dall'Er.oe del Mondo, gode l'inestimabile pre gio d'essere riunita al glor ioso Reg no d'Italia voi, miei Fr a t e lli, vi acquistate i diritti dell Uomo Nel regno della Filosofia, dell a Rag ione e della Morale, si apro no le vie della virt, delle sci enze e della gloria, e tempi felicissimi si apprestano a m i glior
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Quale scelta migliore per governarci pi che quella del Co mandante Casati Prefetto del Metauro e del signor Camerata Podest di Ancona? Onde sperare maggior saviezza ed energia per l'organizzazione delle migliorate Province, pi che nell'illustre ed illuminata Consulta, di cui ne fa parte il preclaro talento di S. E. Generale Lemarois? Sicura speme d'un dolce avvenire ravviva i nostri spiriti, solo in pensare di qual' ottimo e potente Monarca diveniamo vassalli. Dall'uno all'altro Polo risuona l'inclita Fama del nostro ado rato sovrano Napoleone il Grande, risuona per le sue invitte pro dezze, risplende per la sua Giustizia, rifulge pet la sua Clemenza e gli Isdraeliti Anconitani fra i suoi popoli novelli con qual facondia giammai preconizzar potriano le sue gloriose gesta? Eglino rammentan sl Montenotte;le pianure d'Egitto, Ma rengo, Ulma, Austediz e Iena, sol questi nomi sono eterne trombe, 'the in tacito silenzio ancor intuonano sul globo la fama di sue meraviglie, ma per celebrarle ogni lin:gua muta; ogni labro si tace Da dove incominciare? Come enumerare tanti portenti? Fissar piuttosto potremmo il numero delle stelle, o fisso mirar l'Astro del giorno. Solleviamo dunque soltanto la v.oce della riconoscenza verso il benefico Eroe del secolo ed il nostro Vice-Re. Adoriamoli come protettori magnanimi dell'avvilita Umanit, e noi quali umilissimi vassalli promettiamo in questo sacro e religioso recinto fedelt, ubbidienza; cerchiamo infine di rigenerarci, regolando le nostre azioni sulla guida della Morale e della R,agione per degnamente meritare il glorioso titolo di Sudditi Italiani. Oh Dio Onnipotente, che sotto l'ala della tua misericordia ci hai sempre protetti; del nostro Dio, che in quest'Epoca ci doni una sorte cos felice; Dio, che accogli le fervide preci dei figli di Giacobbe, ascolta coloro che invocando l'ineffabile tuo nome, ti supplicano col salmo Profetico: Domine in fortitlldine /Ila letabit11r Re x In tua possa supre ma rallegrisi il nostro Imperatore Re. Et in salute Irta q11amquam esmltabit vehementer in tua salvezza esulti all'infinto. Desiderml cordis eius dedisti ei, Tu gli accordasti quanto desiava T augusto cuore. Et probationem labiomm ei11s 11011 prohibuisti . E quando pr.onuncian sue labre tu non vieti giammai : Quoniam prevenisti e11m benedicJionibus bonitatis, Dappoich la procedesti ovunque coll'influsso del tuo sommo bene. Appone capiti eius coronam a11ream. : da quando tu stesso nostro Dio ingemmasti l'augusto Capo dell'aureo Diadema. Oh sommo Dio, infin, gri diamo Fratelli, noi ti chiediamo Vitam peti! a te: dedisti ei lon gitudillem dierum in sewlmn et in sem/um : che viva lungo tempo felice l'Immortale Imperatore de' Francesi e Re d'Italia Na poleone il Grande nostro Clementissimo sovrano; che viva del pi lungo tempo felice la sua fede! compagna nostra Augusta Imperatrice e Regina Madre avventurosa che produsse Ja delizia d'Italia, viva infine lunga et felice il prezioso germe nostro Augustissimo Vice-Re Eugenio Napoleone! Conservaci nostro Dio per sempre le Autorit istallate, il sig. Prefetto del Metauro, il sig. Podest di Ancoha, ed ogni altra Autorit di Francia e di Italia, la gloria de' suoi prodi Generali e finch esistano i cieli, e la terra non cessino giammai lo splendore e la J'1aeSt dell' Au gusta Famiglia del nostro immortale Imperatore e Re Napoleone i.! Grande! I meriti eccelsi di Napoleone il Grande, che alla fine ci ha generosamente accolti fra le sue braccia sono, o miei correligio. nari, s noti al Mondo, che ormai la fama stanca a descriverli, ed annunciarli. Ci non astante per non defraudare le di lui glo rie, ne giova riassumere vibratamente le gloriose gesta dei pi celebri conquistatori e illustri Condottieri di eserciti i quali si sono segnalati nell'ardue occasioni di Guerra, onde scorgere con ben pesato confronto, se alcuno vi si.1, che a Napoleone pareggiar si possa Non avvi storia veruna, se non la battaglia dei falsi Dei con i Gigandi di Flegia prima dell'Ebraica. Riguardo all'usci ta dell Isdraeliti, che dall'Egitto scapparono, attesi i crudeli trat tamenti dei Faraoni, mi si prima d ogni altro il gran ':12

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Cor.dottiero Mos che r ius alla grande impresa e con v iaggio di molti anni disfece molti re e molte popolazioni ; secondo il comando fattogli da D i o stesso Qui per altro non veggio che i prodigi visibili operati dall'Altissimo. Si prevenne poi la con. ceduta potenza coll'ucsione di tutti i Primogeniti dall'An gelo sterminatore. Si fece dividere come tra due l'Eritreo prima al passaggio dell'Isdraeliti, indi col ch iudersi all'assorbi mento di armenti, cavalli e babagli egiziani. In seguito una nube di giorno per alleggerire il caldo, ed una coLonna di fuoco per illuminare la notte, cibi piovuti dal cielo, acqua fatta sorgere dai macigni furono l'accompagnamento con cui si giunse al termine dell'impresa pendente la quale Gio. su arrest il co;:so dd sole per ultimare la sconfitta dei suoi nemiCI, e col solo suono delle trombe si viddero gettate a terra le mura famose di Gerico. ._ (E dopo aver ricordato le glorie di Dav j de, di Teseo, Achille, Ulisse Aiace, Filottete Milziade, Temistocle, Papirio Fabio, Appio, Scipione, Flaminio, Mario, Silla, Gracco, Pom peo Catone, Crasso Lepido, LuculLo e Ottaviano) continua: Pi per in numero siano stati ancor tanti diversi Condottieri di ciascuno per le loro valorose azioni, per varie separate battaglie, meno sfolgoreggia la loro virt militare quante volte vi sta nel proposito di compararli al Gran Napoleone, il quale pu essere anteposto a tutti uniti insieme. Ma quale improvvisa turbazione di mente sopraggiunge a confondermi! Sembra che a me .si .dica: _.E .non rammenti Giulio Cesare, ed il Grande Alessandro? Il primo che tante battaglie e vittorie riport verso l'Occidente, e l'altro peli' Asia fino l!lle Indie nell'Oriente? Non mi sgomento per questo. La forte ima ginativa mi forza a rivolgermi vers gli Elisi campi a contrlStare con le loro ombre, ed i meriti di Napoleone il Grande, esplorare, se credono di essere uguali al Massimo Eroe di cui favelLo, ovvero si confessino vinti. M'imagino di fare questo viaggio; e di dar fine alla mia allocuzione col seguente SONETTO Discese il mio pensier in parte ov' era L'Elisio, in cui letizia il fato E la fama dell Ali agil e spesse Giunse col, per grande annunzio altera. Narr che il Franco Eroe con virt vera Alle sue glorie maggior tempio eresse Che in cento pugne ogni nemico oppresse, E quasi ormai su tutta Europa impera Mentre per d : insolito clamore S'udian applausi, e a lieti inni festosi Ben mille rispondean cetre soriore, Viddi inselvarsi, e nei recinti ombrosi Inseguiti da Invidia, e dal Rossore Cesare ed Alessandro entrar pensosi. Orent pro vita Regis et Filiorum eius. Esd. I cap. 6 v. 10 Fra le mille lodi che d ogni parte d Italia si levarono al nuovo Cesare questa degli Ebrei anconitani la pi -sfacciata e adula toria. Il dire che Alessandro il Grande e il divino Cesare arrossi. vano dinanzi a Napoleone, era prova di ignobile servilismo e di cieco fanatismo; chi scriveva quelle parole e inneggiava in quel modo cos avviliente, non doveva ignorare gli orrori della Rivo luzione, le stragi di tante migliaia di innocenti; gli incendi ed i saccheggi dei francesi, le prepotepze, i soprusi e le spogliazioni, le ingiustizie contro popoli deboli. Era una lode insincera ed abbietta, dimostrava vilt e malafede, spirito settario e odio in contenibile Sia nell'Allocuzione che nel gli Ebrei sfo. gavano il loro veleno contro la Chiesa, il loro odio contro il Pontefice, che pur aveva dato loro ospitalit, e pennet teva nei suoi domini un culto, che altrove era proibito, ed era contrario ai V angeli! SA VERI O LA SORsA

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RIFLESSI O E TIRANNI Considera la gran contrariet di Ca gressi dello st udi o presso i Romani, un esemp i o eli t{uel do l'esser gli studi t;1nto ameni quanto ser Le:'-hLIQ's '. quieu, Gr aml e m ec., eh. 10, pr_ ini.--.-. \._ ..,., profondJ. filosofia di Seneca, di Peto, di Erennio Senecione, di ... v Aruleno Rustico di Tacito ec. nori n i
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questionario J\te,a.{),tt-nli vecchi ed isleriliti, riotti alla funzione di. gendarmi delle loro male acquistate ricchezze? E' la giovent, la vita che avanza con noi. Nessuno ci potr fermare. Dalla Quarta Sponda del Mare Nostro, che gi vide nei secoli passati i legionari del primo Impero di Roma alternare le guerre e le conquiste alle opere di bonifica del! a terra e degli uomini ; da questa Quarta Sponda che ggi un blocco granitico di acciaio pronto a scattare a un cenno del Duce, invio a Voi ed al Vostro giornale, assertore della pi pura italianit contro tutto e contro tutti, i l mio saluto di fascista e di soldato che sente appieno l 'orgoglio e la fortuna di vivere in quest'ora della storia millenaria del' ltxlia e di Roma. .s4Uiamo a.Utt-o-da Caro Grieco, grazie della tua fervida lettera. Ci auguriamo che b abbia letto la lettera di Gio-.anni Adolario, contenuta nel diciottesimo fascic:c:.lo, con la qual e Adolario confutava c i che tu avevi scritto riguardo al'arte classica e alla ecadent e o pico logica, attribuendoti, nienter.1eno, di voe: ridurre il poeta ad ena macchina di presa. Si vede che Adclario non ha nemmeno il sospetto di quanto stat o da rioi discusso, e che si balocca ancora con le ideuzze della cosiddetta estetica. Rispondigi se vuoi. Ma tu avrai al!co da fare. E perci nort te ne preoccupare. Riprenderemo a tempo debito i n::>stri discorsi. Ora tutti abbiamo altro a fare. Anche noi siamo alle arnii, cornin ctandG dal nostro Direttore e ci occupimr.o poEsiamo, della Rivista, fra una mi s sione e l" altra aiutali da affettuosi camerali Scrivici della guerra, e pensiamo all'ordine nuovo, che ne uscir: co:npreso l'ordine poetico, ma di questo riprendere-. mo a discorrere quando ne sar tempo. Evviva l"ltal ia. Neddu -Arena ci ha mandato, non sappia mo donde, questa lettera: G i atteggiame:1ti polemici contro un:: nazione vinta, sedotta da uomini superficiali e irresponsabili, non sono stati mai propri del popolo italiano che dal soco' di Romolo a!i"lmpero Fascista ha conservato perenne nel suo spirito quel sentimento cavalleresco ch' carattere della sua razza. Con ci no:1 vogliamo scusare gli errori commessi dat governi rancesi, i quali, !ungi dal perseguire una politica d i giustizia e di umanit, volevano raggiungere iin! di classe. Coasideriamo i crollo della Francia il crollo di un ordine estraneo allo spirito costruttivo della nuova Europa: l'ordine borghese, H qual e tenta ancora siuggire al giudizio imminente. Non Si pu servire la civilt seguendo la vocazione borghese ma per servire l a civilt bisogna il popolo. Crollato interamente l'ordine inglese, anche la bor ghesia finir. Le nazioni giovani si avviano verso una nuova civilt. L 'lngJlilterra, trascinando la Francia in u:1a guerra, intendeva realizzare i suoi vecchi sogni : soffocare l'alleata siccome aveva tentab di iare con l'Italia durante il con-

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:noridiale. Non possiamo non ricordate la Guta del 21 febbraio 1915, e i falsi t :eggiamenti del gov'erno di Londra -che ID:l possono non offenderei anche oggi dt.:rante le trattative diplomatiche per in.it;rre !'!!alia ad uscire dalla neutralit e ;)orsi accanto all'Intesa. Ma l'Italia non pi ia neutrale del 1915. L'Inghilterra non ha voluto comprendere che questa non guerra di espansionistiche ma di idee; non guerra di appetiti ma conquista di vita popolare. Non ha voluto comprendere la necessit di mantenere umani rap porti fra i paesi e !e classi. La Francia nel sistema inglese non pc leva rappresentare che i parafulmine. Fin dall'allermarsi a potenza marittima, dopo aver ::;tronco.ta quella dell'Olanda e della Spagna, di chi s i preoccupava la signorCI Inghilterra s e non della Francia? E ricord;amo ancora l'atteggiamento ipocrita nei nostri riguardi, secondo cui si sarebbe ri servata di non essere favorevole ad una J:;o!itica frar.cese volta ad espansioni con tro l 'Italia; e ci non per riguardo all'Italia, ma pertimore che la Francia s'ingrandiss8 e diventasse troppo forte! Quel che doveva accadere accaduto. L'Inghilterra, ormai isolata, non pu che attendere il suo iatal e destino. Nessuno pu ormai avere interessi solidali con gli inte ressi inglesi, nemmeno l'Egitto, che rimpicmgc amaramente i suoi 58 ann i di servit. Col crollo della Francia e deil'lnghilterrc t.:n nuovo ordine sorger in Europa; una collaborazione di popoli tendente alla pi alta giu3tizia, annunciata dal Duce al popolo italiano. Pina Schivardi Cardone ci ha scritto da Paciova che le strette di mano sono il resiuo di un cerimoniale poco igienico e che d; salutarci alla romana. Noi ci :-(l!!eyriamo che Pina Schivardi sia discesa luna, e forse ignori anche la guerra. Tuttavia ella ha ragione, anche se da anni la stretta di mano va cadendo in desuetudine da noi; perch va cadendo, ma non ancora tutta caduta. Alfredo Andreini da Lucca: Col 5 agosto si compiuto il secondo c:mno di vita della Difesa della Razza.Aile soglie dell'anno terzo, assieme ad alcune proposte a migliorarne la struttura e il pro gramma, secondo la famosa direttiva del Duce di andare decisamente incontro al J:cpolo, ti giunga gradito il ringraziamento per l'opera svolta in questi primi quaranlo llo 10'-lmeri, nell'intento di giovare a que sta causa patriottica e umana. Per l'occa sione mi decido ad accogliere il desiderio di alcuni miei amici (e tuoi fedeli lettori) che vorrebbero ti facessi conoscere il mio e d !oro pensiero in proposito, nella cert ezza che tu voglia crederlo dettalo dal de siderio di giovare al proprio fine, nell'eventualit che contenga qualche buona idea. Per primo pongo il desiderio di un gio vanissimo aviomotorisla che a mio mezzo li chiede se non li sembri opportuno mo dificare la disposizione degli indici che pubblicherai nel prossimo numero; egli trova d10 -::ome li l'altr'anno erano nienle pratici e desidererebbe che tu esaminassi le convenienza di disporli come in tutti i libri; cio divisi prima nelle quattro parli che sono scienza documentazione polemica questionario; poi a fianco del titolo di ogni ar lico i o l'autore e la pagina in cui si trova (per lui la numerazione dovrebbe iniziarsi anno per anno e non nume.ro per numero); ha fatto, anche un rilievo, egh dice che se ia r,vista sorta il 5 agosto ed quindicinale ne consegue che l'anno I le scade do po i primi 24 fascicoli, cio col 20 luglio successivo, e cos di seguito, mentre sino a ora s' detto l iino al n. 6 facendo un anno con 6 anzich con ventiquattro fascicoli, e pubblicando poi gl'indici al n. 19 dell'anno il e cos quelli dell'anno II al n. 19 dell'anno Ili e via di seguito. Domanda se I=Ossibile ii-l ossequio al buon senso di ccneggere col nuovo anno dicendo anno III n UNO. L'altro che corripelentissimo in fatto di redazioni afferma essere tantoppi fortunata quella rivista, quanto pi popolare: constatando che questo attributo la Difesa della Razza ha ancora da farselo. Dopo calcoli e preventivi, afferma che troppo co stosa perch troppo voluminosa e illustrata; !JOCO capila perch redatta in termini culturali; per lutto ci niente popolare. Egli vorrebbe che in armonia alla mis sione che deve svolgere divenisse pi alla mano, e ritiene di attenerlo con una mo dificazione della struttura. Secondo lui la rivista non dovrebbe ollnoi=assare 18 ZU-24 pagine, che contenesse oltre ad uno. di fondo Ire articoli (dotti) uno per cgni sezione (scienza documentazione poiemica) e appresso ciascuno di questi ad uso della massa, un riassunto illu strativo sul tipo del Vangelo spiegato al po.. polo; e che non costasse pi di mezza lira. Mi associo a lui per quanto riguarda il rinnovamento della rivista, ma sempre per quell'amore che le porto per cui con Dante potrei dire Amor mi mosse che fa parlare, non posso simermi da un rilievo che ITii largamente ccndiviso e da un desi derio: la rivista che pure ha delle valorosissime ed illustri penne, svolge gli argo menti senza troppo ordine, ripelendoli ma gari, e facendo una raccolta di concetti diversi e magari contrastanti. lncalco!abile prestigio acquisterebbe se a questo stato di cose seguisse un nuovo or dine: ai collaboratori venissero assegnali i temi, con direttive per lo svolgimento se condo teorie ufficiali (che mancano) ed il genere (scientifico, documentario, polemico) di modo che il susseguirsi degli articoli formasse un'armonica unit come le molte lezioni del docente che svolgono un pro gramma scolastico. Per chiarezza preciso: crede il direttore di porre all'ordine del giorno ad esempio la questione della necessit di un'eugenica razziale? Ne affida la trattazione a tre com petenti cos: al tqle la parte scientifica, al talaltro la documentazione, a X la pole mica ecc. Questi collaboratori svolgerebbero la lesi in diversi articoli, ma siccome ne verrebbe pubblicato uno alla volta (e sempre com mentalo e spiegato al popolo) ne conseguirebbe che per esaurire la questione ac correrebbero diversi fascicoli, dopo di che l'argomento verrebbe accantonalo e si pas serebbe ad altri; cos ad es. per la realt ____ D _ir_e_tt_o_re responsabile : TELESIO INTERLANDI della razza, l'ereditarit l'influenza del l'ambiente, la legge di e l'eugene tica, il meticcialo, la quesone ebraica, per una fusione delle genti italiche su larga scala, i rapporti fra l'igiene la medicina e la razza; e ancora per un'indirizzo culturale e artistico autarchico e. per una spie tata lotta senza quartiere a tutto d ch pu essere rimasto di regionalismo, campanilismo ed esteroUia: cos letta contro i vocaboli slrimieri e i dialetti a favore della di Dante; lotta contro i costumi e le usanze straniere e regionali a favore di un tipo unificato di usi e costumi da imporre a tutta la nazione desunto dalla scelta deHe migliori consuelud,ni :esistenti nel regno. Per. arrivare ad empire le pag.ne rimo:nanti .si potrebbe istituire la rubrica dei consigli d'igiene e risposte ai lettori, e perch no? la pagina medica. Quando lo scibile ine rente la difesa della razza fosse esaurito s, tornerebbe da capo. La rivista resa popolarissima dovrebbe essere divulgata dagli organi periferici del Partito. Per concludere dir che ho avuto l'intenzione' d'incitarti a divenire popolare, e sulla necessit di educare direttamente la massa per una efficace azione di difesa della za, non mi wffermo, ti basti l'affermazione del Duce niente possono le leggi anche e vorre;' dire soprattutto se draconiane (pre fazione a Regresso delle nascite, morte dei poFolr); del resto che le leggi possano ve nire travisate e ignorale lo dimostrano an che questi due fatti: quello citato da G. Del l'Isola, A. III, n. 4, I delitti contro il pre:3ti gio di razza, che riguarda una sentenza la cui motivazione fece ridere anche i polli!, e questa che li denunzio ora senza tema di smentita: allo stato civile del Comune di Vecchiano in provincia di Pisa s'ignora che per matrimonio necessita il cer tificato di cittadinanza italiana per nascita ordinato dalla circolare ai comuni n. 1728 del 17-11-1938; per cui tutti coloro che a Vecchiano hanno sposato dopo questa data lino a ieri l'altro, non sono stati protetti dalla legge in parola. Se le leggi divengono iettera morta in un comunella come Vecchiano, dove gl'impiegati non hanno da sudare per il troppo lavoro, ma vi sono pure Italiani che hanno il sacrosanto diritto d-. essere protetti dalle leggi razziali, pos sibile che queste leggi abbiano efficacia sulla ma'ssa se questa non compenetrala da un'intima e profonda coscienza di razza? pit Ringraziamo Andreini. La sua lettera, sfrondata da esigenze troppo forriwlisliche e pedanti, giusta, specialmente per quanto riguarda la popolarit. Non si tratta, caro Andreini, di volgarizzare il dotto. Que sta ancora un'idea aristocratica e clericale. Si tratta di essere volgari, come Dante. Siamo noi che dobbiamo ritrovare l'accento popolare. Noi che abbiamo da imparare dal popolo. Altro che ammannirgli le pol verette. Mettiamoci in lesta che quelli che scrivono dotto, non sanno scrivere. E che i grandi scrittori li pu leggere chiunque sia rimasto a un certo grado di naturalezza. Perci la nostra una questione di scrittori. Ed una questione nazionale, la prima. Sii certo che se il popolo ha ritrovato il suo impero, ritrover la sua lingua, e .ci dar scrittori popolari. Stampalori: Societ Anonima Istituto Romano di Arti Grafiche di Tumminelli & C.-Citt Universitaria Roma

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BANCA liiTAliA!NA CAPITALE L. 700.000.000 INTERAMENTE VERSATO RISERVA L. 160.000.000 AL 18 MARZO 1940-XVIII

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. . Collaudato dal Ministero delle Comunicazio... ni Ogni Radiobalilla, ha il relativo di collaudo Tre valvole Onde medie -Ri-. cezione diurna. delra stazione pi,.prossima In condizioni favorevoli serale. d i a le une p-r i ri c i p a l i stazioni eu r o p e e P r i v o d i re az i o n e re g o l a b i l e su Il' a e re o qui n d i es e n t e d a i d i s turbi c ara t t e r i s t i c i d e g l i a p p a r e c c h i a r e a z 1 o n e C O s T A L 1 R E T ASSE RADIOFONICHE COMPRESE. ESCLUSO ABBONAMENTO ALLE RADI.OAUDIZIONI . VENDITA R A T E.A L E CHIEDETELO Al MJGLIORI_ RI_VENDIT ORI ---.. -


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Difesa della razza : scienza, documentazione, polemica, questionario.
n Vol. 3, no. 20 (August 20, 1940)
260
[Roma :
b Societa anonima Istituto romano di arti grafiche di Tumminelli],
August 20, 1940
650
Race relations
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Italy
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