USF Libraries
USF Digital Collections

Difesa della razza : scienza, documentazione, polemica, questionario

MISSING IMAGE

Material Information

Title:
Difesa della razza : scienza, documentazione, polemica, questionario
Physical Description:
Serial
Publisher:
Società anonima Istituto romano di arti grafiche di Tumminelli
Place of Publication:
Roma
Publication Date:
Frequency:
semimonthly
regular

Subjects

Subjects / Keywords:
Race relations -- Periodicals   ( lcsh )
Jews -- Periodicals -- Italy   ( lcsh )
Race relations -- Periodicals -- Italy   ( lcsh )
Genre:
periodical   ( marcgt )
serial   ( sobekcm )

Record Information

Source Institution:
University of South Florida Library
Holding Location:
University of South Florida
Rights Management:
All applicable rights reserved by the source institution and holding location.
Resource Identifier:
usfldc doi - D43-00053
usfldc handle - d43.53
System ID:
SFS0024306:00053


This item is only available as the following downloads:


Full Text
xml version 1.0 encoding UTF-8 standalone no
record xmlns http:www.loc.govMARC21slim
leader 00000nas 2200000Ka 4500
controlfield tag 008 121018u19381943it sr p p 0 b0ita
datafield ind1 8 ind2 024
subfield code a D43-00053
040
FHM
c FHM
049
FHM
0 245
Difesa della razza : scienza, documentazione, polemica, questionario.
n Vol. 4, no. 1 (November 5, 1940)
260
[Roma :
b Societa anonima Istituto romano di arti grafiche di Tumminelli],
November 5, 1940
650
Race relations
v Periodicals.
Jews
z Italy
Periodicals.
651
Italy
x Race relations
Periodicals.
1 773
t Difesa della razza : scienza, documentazione, polemica, questionario.
4 856
u http://digital.lib.usf.edu/?d43.53



PAGE 1

" lloaini siate, e noa pere P!"'r, elte 'l Gi.&uko di ft.i coi woa ridtt!" -( ...... ,.. 5 l'l --------:___::... DIRETTORE TELESIO I TEBIA

PAGE 2

D LI..-. BANCA DI INTERESSE NA,ZIONALE SOCIET ANONIMA CAPITALE INTERAM. VERSATO L soo.ooo.ooo-RISERVA .. 120.418.272 Sede Sociale : GENOVA MILANO Direzione Centrale OGNI OPERAZIONE E SERVIZIO DI BANCA

PAGE 3

BANCA ERCIAlE m LA N O CAPITALE L. 700.000.000 INTERAMENTE VERSATO RISERVA L 160.000.000 AL 18 MARZO 1940-XVIII l

PAGE 4

l'avamposto .dellastdmpa - -. c . .-, :;
PAGE 5

ANNO IV NUMERO l 5 NOVEl\IBRE .194-0-XIX ESCE IL 5 E IL 20 DI OGNI MESE UN NUMERO SEPARATO LIRE l ABBONAMENTO ANNUO LIRE 20 ABBONAMf.NTO SEMESTRALE. 12 EST-ERO IL DOPPIO Direttore: TELESIO 'INTERLANDI Comitato di redazione: prof. dott. GUIDO LANDRA prof. dott. LIDI O CIPRIANI. -dott. LEONE FRANZI dott. MARCELLO RICCI -dott. LINO BUSINCO Segretario di redazione: GIORG!.O ALMIRANTE SCIENZA DOCUMENTAZIONE POlEMICA OUESTIONAmo LA BAITAGLIA .DEI DARDANELLI (Pietro Liberi -Venezia, Dticale)

PAGE 6

NON FURONO--GLI EBR Sebbene gli ebrei considerino Roma come l'anti-Gerusalemme e aspettino un Messia, anz; il che distrugga questa capitale del regno Edomitico, come essi chiamano la citt di Cesare riportando la suprema autorit materiale sugE altri popoli al popolo eletto, tuttavia non sembrava possibile che l'importanza della storia di Roma: passasse in<;>sservata ai figli di Giuda come fatto da cui poter trarre un guadagno, se. i calcoli dei profeti e dei rabbini risultassero in definitiva sbagliati. Poter distruggere Roma facendo con lei crollare tutto il vasto mondo ariano a vantaggio di una Gerusalemme totalmente ebraica_ certo un sogno che per un discendente di Israel val la pena di sognare. Ma se tutto ci dovesse rimanere soltanto un puro sogno? Se nessuna potenza spirituale e materiale avesse la possibilit di distruggere la citt di Romolo? 'Perch l'ebreo non dovrebbe giovarsi di questa citt e trame comunque un guadagno riportando il mondo romano sotto la sua spirih1ale giurisdizione? In un antichissimo testo ebraico si legge infatti che un soldato romano, forse di quelli al seguito di Vesp:tSiano o di Tito, caduto nelle mani d c i giudei, fu da un rabbino salvato e beneficato. In uno slancio di riconoscenza, il soldato romano, sempre secondo il testo suddetto, avrebbe esclamato: S, vero, io sono della stirpe idumea e siete i miei maggiori Cosl pensa l'ebreo, trasformando Roma, la pi odiata delle citt, in una cosa sua per ogni buon fine. Se tutto questo rimanesse nell'mbito del puro sfruttamento della storia dalla illustre citt del mondo,. nessuno potrebbe dar torto all'ebreo il quale, non disdegnando di far commercio di una spilla non so perch dovrebbe disdegnare di far del commercio con Roma. Tuttavia, la questione delle origini ebraiche della citt di Numa, o per lo meno dell' influenza che la religione e la-spiritualit del mondo ebraico avrebbero esercitato su di lei ha sedotto 6 e conquistato tanti scrittori, tanti filosofi, tanti etnografi, pi o meno ebrei, pi o meno ebreizzati, che addirittura uscita dall'mbito della cultura giudaica diventando un ramo della cultura storica, filosofica, occuitista, teosoficq, ecc. che si ricon-nette al mito delle origim di Roma L'argo.mento stato come si suoi di re compulsato e svolto in tali e ta n L ponderosi volumi che non il c a s o qui di farne il pi piccolo accenno Voglio soltanto _ricordare due trodizioni sull'origine ebraica di R o : t a

PAGE 7

FONDATORI DI. ROMA che non sono delle pi comuni, o per lo meno non sono pi ricordate da molto tempo. n racconto ha tutte le caratteristiche dell'aneddoto per ui il lettore ci scuser se passiamo in modo troppo disinvolto allo stile narrativo. Sulle rive del Tevere, un giorno, negli antichissimi tempi, ma non tali che gi non avesse prosperato la civilt d'Israello, erano due giovani pastori scesi dai monti vicini con l'intenzione di fondare una citt. Lo scopo dei giovani era soltanto quello di allontanarsi da una zonp vulcanica, allora in piena attivit e di serv irs! anche del fluire dell'acqua come mezzo di comunicazione lento ma s icuro. Nessun presentimento 'di quello che sarebbe stata la immensa fortuna storica della citt che essi stavano per fondare aveva neppure sfiorato le rozze menti di quei due bassi latini. Come voleva l'opera, ess: costruirono due capanne impastate di fango e paglia e vi si accucciarono col loro gregge sparuto. Vi si accucciarono sperando che altri pastori, altre genti sarebbero .venuti a tener loro compagnia elevando altre capanne. Ma alle prime tempeste, che violentissime si scatenano in questa regione, le due caparue furono spazzate via dal vento; e i due pastori s i diedero pazientemente a riostruirle, e il vento e la tempesta di p.uovo a distrugger le, e quelli ancora a riedificarle, e i venti a soffiarle, linch apparve chiqro che la citt nascente era mai vista da qualche potentissimo nume, o che almeno per poterla fondare e sostenere era necessar! o compiere un rito prpiziatbrip a chi sa mai quGile potente iddio. Tutto il lavorio dei due giovani pastori, la loro ostinata frtica, era stata seguita da presso da un vecchio abitatore d ; una caverna in prossimit del fiume dove aspettava mercanti cartaginesi e greci per far commercio con essi, un ebreo: Abba Colon. Costui, dotato naturalmente dell'mtica virt sapienziale-dei suqi padri .sorrideva bonariamente crollando la testa ad ogni vano tenta. tivo dei due fratelli latini per sostenere e ricostruire le loto capanne, e finalmente, mosso a compassione, volle riutarli E' inutile che voi vi affatichiate, miei, a impastare la vostra paglia con la vostra terra. Questa citt non potr reggersi se il legante tra la paglia e la creta romana non sia l'acqua del fiume Eufrate. Quando avrete annaffiato abbondantemente questa terra con acqua raccolta da quel sacro fiume, allora soltanto potrete costruire le vostre capanne, le. case, le vo-7

PAGE 8

Marie e Rea Silvia ( Budo:pst Muse o Naziona!e). '. stre mura. I g iovani lo guardarono non sai se p attoniti o increduli ; t uttavia ad ogni buon fine domandarono all'ebreo dove mai si potessero provvedere di quest'acqua mirac()losa, facendogli ben chiaro capire che c i che loro importava non erano gli esorcismi e le . ma soprattutto che la citt sorgesse e resistesse al tempo. Abba Colon s offr di procurare egli stesso l'acqua del l'Eufrate a patto che i giOVOJ?.i avessero aspettato il suo ritorno, v isto che la sua assenza stata di mesi e di anni. I g :ovani, pur di non rinunziare al loro disegno, promisero e Abba Colon part .la G iudea, a piedi_ naturalmente, es-ercitando tutti .i mestieri per campare la vita e sostnersi nel v :aggio. Giunse alle rive del fiume sacro che s 'era accomodato con un vinattier al quale rubati botti, otri orciuoli, li riemp della mitica cicqua per ritornarsene alla pi lesta verso le del Tevere. Qui Abba Colon giunse vec chissimo e trov ancora i giovani, fatti ormai maturi, i quali appena lo videro gli corsero incontro con alle. grezza, che per quanti avessero fatto allo scopo di mantenere in piedi ) e loro capanne, sempr e il vento e la pioggia glie le avevano irosamente sradicate e disperse. Ma ecco finalmente il legante magico, l'acqua dell'Eufrate, 'ecco la conditio perch Roma nasca e stia: ut Roma: stet. E cos fecero infatti, cospargendo l suolo liberino dell'ac-' qua E le capanne rimasero salde e diventarono Roma. Da tutto ci ebbe origine un proverbio ebraico ch dice: Una citt' dove non c skrto Abba Colon non merita d 'essere chiamata citt. inutile -spendere--parole per sot-il-grottesco della l:;toriella la quale non ha'nemmeno quel tani0 poetico che non manca mai di avere fino la pi miserabile leggenda. Si pu tutt'al pi notare, ma molto in fretta, quel che di sottilmente magico e dolosamente occulto c' nei due elementi: l'acqua dell'E-tdrate equivalente al seme ebraico fecondatore; e la terra del Lazio, che rappresenta la matriCe fecondata; il maschio .mnesto sullafemminilit latina. Chi crede a queste cantafavole pu spassarsela un mondo, solo che prenda pe_ r argomento l e origini di Roma, a propoSit o della quale stato scritto pi .di occultismo e di simbologia che .in tra t tati di arte magica. Torneremo p i tardi s:ull'argomento, o r a di liquidare il secondo rqcontino sulla fondazione Questo ce. lo racconta addirittura il Capefigue, spulciando nello pseudo Giuseppe (il continuatore della famosa storia degli ebrei di Giuseppe Flctvio) l'aneddoto che non c i co-. sta se non la fatica della traduzione. Le tradizioni rabbiniche assegna no all'origine dello stabilirsi d egli ebrei a Roma e in Italia un'et che oltrepassa quella della stessa citt, e presenta aSpetti addirittura milici e favolosi. E' al .tempo di Giacobbe e dei re Pa:sto ri che incomincia la dispersione. dei figli d'Israele e il loro peregrinare attraverso il crudele re. gno di Edom. (Cos essi chiam ano l'Impero dei Cesmi). A quegli anti chi tempi, Zefo, figlio di Elifaz, figlio di Esa, partito da Cartagine in cer ca di fortlina giunse nel Laiio e fon d sulle rive del Tevere la dtt m e ravigliosa . Mischiando di ricordi del

PAGE 9

la Sacra Scrittura le tradizioni poetiche di cui fece uso Virgilio, i rabbini celebrano i combattimenti fra Zefo e Turno, e innalzano lodi aila belt di Lavinia, nobile premio del v ncitore Zefo liber l'Italia dai mo stri che la desolavano, vi port le arti della civilt, illuminando popolazioni barbare. Gli fu dato il nome di Giano e di Satumo dalla ricono scenza pubblica che gli elev perlino degli altari. Il re Latino, Enea, Romolo, regnarono dopo di lui Sor s ero meravigliose citt fra cui. l'antica Alba, e Roma racchi)lSe i suoi templi illustri in un muro perime trale di metri Fin qui il Capefigue. E pensiamo che con questo auto:re ci si possa fermare perch non si vede la pos sibilit di aggiungere una sola parola di commento alla leggenda di Zefo a meno che non volessimo spen-deme una sulla povert dell'imita zione d'una storia che ha inspirato, con ben diverso slancio, tanti e '' tanti poeti EsSa, cos piattamente plagiaria, veramente degna del poX>lo che l'ha raffazzonata Queste le due che volevamo evocare sUlla fondazione di Roma quale gli ebrei la rivendicano Ma a sfogliare con maggior pazienza le pagine della osiddetta sapienza ebraica, ben altre dimostrazioni di cultura e di civilt romancrebraica s'incontrano, ben altre selve fitte di cespugli Capziosi e imbroglioni si trovano; tanto, che a volersene di stricare non c' che un mezzo: evi tarle. Baster un accnho alla famosa corrispondenza fta il tetragramma ebraico, col quale i giudei rappresentano graficamente il nome del Si gnore, e i primi quattro re di Roma Chi si domandasse quale affinit ci Il pi antico monumento epiqrafico' di Roma. (Cippo ciel Foro, VI secolo av. Cristo). 9

PAGE 10

possa essere fra questi due termini, dimostrerebbe d 'essere un i ngem.1o, e d i non conoscere fino a qual segno possono discendere la-dolosit e la del ragionamento ebrc:rico Le quattro lettere del tetragramma ebrmco sono precisamente una jod, seguita da una he, cui segue ancora una vau chiusa da un'altra he. La relazione che passa tra questi quat tro segni una relazione naturale o per dir megllo, una relazione naturale-supernaturale. fisica metafisica, umana-superumana. In poche paro le, le quattro lettere rappresentano n pi n meno due copp'.e di sposi mist ici evidentemente, i cui elementi maschili sono rappresentati dalla jod e dalla vau e i due elementi femmi nil i dalle due he. Chi non vedesse come in tutto questo ragionamento .possano mai entrare R omolo _-Numa Pompilio, Tullo Ostilio ed Anco Marcio _sar subito IO da noi, o meglio dalla sapienziale virt ebraica, disingannato. Che altro rappresentano infatE i pi:iini quattro re di Roma, i quali si a-vvicendano in una singolare duplicazione come guerriero a sacerdote, come combattente a legislatore." come conquistatore a ordinatore all'interno della grande casa nazionale; che cosa :rappresentano mai essi se non due i nsign coppie di sposi, di cui naturalmente, Romolo e Tullio Ostilio i maschi, Numa e Anco Marcio le femmine? La successione insomma fino al quarto Re Roma ripeterebbe esattamente il tetragramma ebraico. Sipario. A questo punto della commedia potrebbe veramente calare il sipario, non prima per d{ aver goduto lo spettacolo di Numa Pompilio e di Anco MarCio in veste di due brave massaie che preparano e rassettanc -la casa ai loro maritini occupati di fuori a far fortuna. Queste favole che tin bambin o rifiuterebbe, sono state prese molto s u l serio dci studiosi di indubbia c ultura l . e di indubbia intelligenza. Abondantemente condite con quel tant o di rnisterko e di divinatorio eh"' c' nella _storia -delle religioni dei p opoli primitiVi, esse hanno dato l'avv i o a una quantit di interpx:etaz!oni miti che, talvolta assai suggestive, t al volta poetiche, ma il pi spesso strampalatissime. Eppure, se m a esista una citt che alle sue m igin i presenti una storia semplice, ,,,aie. piana, questa: proprio --Rome:, l a quale sorta per pura necess ii di genti dedite all'agricoltura e al com-. mercio Forse proprio per semplicit. di origini che gl'inventori di miti si sono potl:lti sbizzarr i : e a loro piaqmento. I peggiori, n a tura!:_ -mente, fl i pi aridi sono stati gh ebrei. -PAOLO N"01.LO

PAGE 11

I L PROBLEMA DEl METICCI : Jfi, : I N EUROPA Gen era lmente quando si parla del jJ!"oble ma dei meticci si ha presente nicmn e nte l 'as petto coloniale di esso op pnrc ci si limita a considerare il ca s o i n c ro c i tra ariani ed ebrei. Sarebbt--bene inve ce tenere presenti tutte l e po;s ihilit di incroci con razze non ariant c h e possono avere avuto luogo nella metropo li e inoltre seguire le discend e nt.e d e i m eticc i che per lo pi vivono con fusi con il resto della popolazione l'o n ave ndo alcun dato per l'Italia ci lim itere mo a riportare alcune osserva zioni com piute dal Romer in Sassonia, p er inca rico -dell'Ufficio Politico Raz:.:ia l e del Partito Nazicnalsocialista Com e sc rive questo autore indipen denteme nte dagli ebrei e dai loro me ti c ci. v ivono in Germania numerosi in dividui razzialmente molto diversi dal popolo tedesco. In primo luogo bisogna ten ere pre s ente gli zingari, che vivono talora in bande e talora invece dispersi i n m ezzo al resto del popolo. Pi com p lesso an cora il problema della iden tificazione dei meticci di razze di colore qhe vivono dispersi,_ in mezzo ai tedeschi. Il Romer ha potuto constatare che tale influenza razziale estranea si pu rile i are perfino in piccole localit, tipica m en te agricole. Una inchiesta .per giun-Fig. 5 Orientale mediterraneo gere alla identificazione de g li elementi razzialmente diversi, ma non ebrei, u1olto difficile. Que sto autor e ricorda co me in una localit della Sa ss onia a c ca nto ad individui che il tipico aspetto levantino, mongolide e negroidc ma di cui era impos s ibile sapere con esattezza l origine vive:vano tre famiglie, razzialmente bene identificate La prima di qu es te fami-glie che po tr e bbe ess ere confusa con una comune famiglia di povera gente, comprende in vece degli zingari che vivono i n maniera del tutto asociale, senza alcun me s tiere preciso. La seconda ha invece per padre un mulatto figlio di una tedesca e di un ne g ro. Come si comprende fa cilmente i" tratti ereditari tipici odi que sta famiglia. anche negli individui della seco nda generazione, sono sempre quelli n eg roidi. La terza famiglia infine co stituita da un tedesco con i suoi due fi gli nati dall'incrocio con una malese. An c he in questo caso sono os8ervabili nei meticci i tratti della razza non ariana. Questi esempi mostrano quindi come in Euro-pa esista tuttora un grave pro bl e ma dei metirei he non si limita a quello degli ebrei e che non si pu e saurire tentando l'assimilazione degli irrdividui della prima o anche della se-Fig. 4 -Orientale mongolico Fig. l Orientai e le vantino Fig. 2 -Orientale Fig. 3 Orien1ale mediterraneo 1J.

PAGE 12

conda generazione Questo problema de ve essere particolarmente grave nelle se guenti wie : 'l) zone dove sono vissute o vivono soprattutto per ragioni di la voro colonie di individui non ariani; 2 ) zone dove in segui t o a guerre o ad oc cupazioni: militari so no state trasferite truppe di colore; 3) zone dove sono stati c oncentrati prigionie : i di altre nazionalit; 4) zone dove (.Sistono porti marit timi e fluviali, e dove comunque sono intensi i commerci e i .traffici; 5) zone infine dove abitano i rimpatriati da con tinenti extraeuropei, soprattutto quando si ignora l esatta composizione razziale delle loro famiglie. Il lettore potrebbe credere che si tratti unicamente di easi sporadici privi di importanz pratica. Noi ci limiteremo a dire che nella sola Sassonia paese che per la sua posizione geografica e le sue vicende non presenta nulla di particolarmente interessante per il nostro proposito sono state esaminate dal Romer circa 70 persone, munite di regolare cittadinanza tedesca, le quali pre sentano i earatteri delle razze non aria ne. A queste bisogna aggiungere pi di 30 stranieri ed apolidi, i quali ormai, avendo pe,rsino dimenticato la lingua materna, vivono perfettamente incorporati nel popolo tedesco. Nel solo 1936 dall'incrocio di uomini di colore con donne tedesche nacquero 1 4 meticci. --Allo scopo di rendere pm facile lo studio dei meticci bene questi in tre gruppi, nei quali mente non sono comp resi i figli ebrei e degli zingari: ._,';.' l) l n.dividui che presentano i/, le-vantino. 2 ) M01:goli e meticci di trwn.gofi: : 3) Negri e meticci di n.egr i. r. Il numero degli individui che p,!sen tano il tipo levantino in Europa: no!r vole e non sempre facile identificarne l'origine. I levantini osservati R o mer sono per .Io pi discendenti ar meni o di prigionieri di guerra Anche i
PAGE 13

m g i Fig. 14 F.crmiglia che presenta mescolcuu!l di sangue negro l B l vante in alcune citt dell'Europa centra le e settentrionale. Ai meticci nati cla re g olari si' aggiungono i nume ros i figli illegittimi, dei quali per ba s ta una superficiale osservazione per metterne in evidenza l'indubbia origine. Naturalmente dei tre gruppi di metic c i quello con i negri desta pi di o gni altro preoccupazione soprattutto per una nazione come l'Italia, che destinata sempre pi nell'avvenire ad avere stret-te relazioni con l'Mrica. A titolo di esempio ricordiamo come nella sola Sassonia vivano non meno di 50 mulatti muniti di regolare cittadinanza tedesca Com noto molti negn VIvono in Europa come servitori, came rieri, autisti, ecc. a questi vanno aggiunti i numerosi altri che come ballerini suo natori cantanti passano da un paes e all'altro nei teatri e nei circhi equestri. Tutta questa gente lascia s ul suo pas saggio una figliuolanza di mulatti che rappres enta un serio pericolo per la pu rezza razziale dell'EuroWl Soprattutto debbono osservarsi gli strati pi bassi della popolazione delle grandi citt e i gruppi di individui asociali: tra di essi spesso possibile trovare dei meticci Come ultimo ricordiamo il pericolo del-Fig. 15 Europeo con i' figli natj da una malese l'incrocio con gli zingari dei quali so no note le tendenze al vagabondaggio e al ladroneccio. Come si sa, gli zingari seno particolarmente numero s i nell'Europa Orientale e in Spagna. Tuttavia la loro presenza negli altri paesi desta serie preoccupazioni soprattutto per l in certezza che si ha circa il loro numero effettivo: difatti v erosimile che sangue zingaro sia presente in quasi tutti gli in dividui che vanno vagando a gui s a de gli zingari e che ne esercitano le stess e attivit antisociali. G zingari vengono dall 'India e sono arrivati nell'Europa centrale ed occiden-13

PAGE 14

Fig, 7 -Orientale levantina F'ig, S Alpino baltica 1 -.1 .l ., tale attraverso i Balcani. Si calcola che in Germania il loro numero giunga a 20.000 mentre invece neli'EurJpa Orien tale superano il milione. Gli zingari quasi sempre allarazza orientale e i loro meticci sono quasi sempre degli individui aso ciali. tanto pi pericolosi iri quanto dif" ficilmeme distinguibili dagli europei. L'osservazione delle unite figure sar pi dimostrativa di una lunga descrizio ne. Le figg. da l a l l mostrano degli zingari di razza pi o meno pura. Essi si presentano dolicocefa-li, con viso allungato, colorito bruno, nas leggermente convesso, occhio a mandorla quando so. no so han t o di razza orientale; altrimenti pre:>entano anche leggermente i caratteri delle razze europee con cui si sono mescolati. Come si comprende facilmen
PAGE 15

La figura 14 mostra la discendenza di un mulatto con una bianca. Come si ede chiaramente non solo il mulauo ma anche i suoi fig, che giuridicamen te sono considerali alla stessa stre!Wa degli altri cittadini, presentano degli in dubbi caratteri di razza. Si pensi al grande numero di casi simili in tutti i paesi di Europa, e soprattutto in quelli c;oloniali, e si avr presente in tutta la >ua tragicit l'spetto metropolitano problema dei meticci. --La figura 15 mostra ancora il caso tipico e frequente dell'europeo, che pur non avendo sposato la donna indigena ne ha i figli, che ha fatto educare all'europea. Nel caso particolare i meticci hanno sangue malese. Molti dei mticci che si trovano in Europa hanno una origine analoga e sono ap' punto i figli i militari e di coloni rim patriati. L figura 16 ci d un esempio di donna europea che ba avuto un fi i lio da un cinf"Se. Sono questi i fmtti che las ciano pa:>5aggio i gialli venditori di collanine e di cravatte! La figura 17 infine ci mostra una meticcia sud-americana con sangue indiano e con evidenti caratteri razziali non aria. ni. Bisogna quinrdi stare mO'ho_ in guarquando si sente parlare di popoli : latini dell'America del perch in questi paesi aocanto alla razza bianca vivono in numero variabile milioni di me ticci. Il pericolo del meticciato con queSti elementi presente anche in Europa, so prattutto nell!!-citt dove si trovano per ragioni varie numerosi cittadini i.OOoame. : ricani, dalle ca-ratteristiche razziali mlto dubbie. Infine la fig. 18 mostra mi tipico e sempio di rzza ':evantina e la fig. 19 una meticcia di madre tedesca e padre levantino. Quanto 'abbiamo scritto mostra tutta la complessit del problema del meticciato in Europa . Questo problema destinato ad ag gravarsi notevolmente con la guerra e con la pre5enza di truppe di colore che l'incoscienza delle democrazie ha to a combattere sul nostro continente. E' necessario quindi che a tempo ven gano individuati i meticci e siano presi i provvedimenti necessari onde impedire che il sangue -della veccla Europa non irrimediabilmente avvelenato. GUIDO LANDRA 13

PAGE 16

o n l a caduta del predominio inglese e francese in Europa, u na grande mutazione sta necessariamente avvenendo. Tra i mo teplici aspetti in cui si manifesta, uno certo il cadere dei-giu dizi che que due popoli hanno foggiati intorno alle qualit degli altri basandosi sopra nessun migliore fondamento che il proprio interesse. Furono l interesse inglese di costi tuirsi, s ul principio del secolo scorso, un punto d'appoggio nel Mediterraneo, rivolto, in quel tempo, la Rssia, l'i ;< teresse francese di nascondere, m -qualdte fa! 'J che solo in Italia era rimasta ia capice 'di fare r i'-; vere 'l'arte e la
PAGE 17

gratificati, epiteto che li accomuna ad altre popolazioni -del levante e che deriva da somiglianza fisica che han no con esse a mostrare quanto fosse falsa quella credenza; a far sentire ignorante ed ingenuo, sebbene tendenzioso, suoni il richiamo che inglesi e americani, in occasione della g!terra, tra la Grecia e l'Italia, Janno con tanta abbon danza a Marat()na, a Salamina e ad altri nomi grandi senza dubbio, ma .in questo caso, privi di senso. Del re5to Ci che da molto tempo si vede e che altri impor tantissimi fatti confermano, oltre che per ii fisico per il morale, (cio, in primo luogo, la caratteristica mancanza qi spirito militare e, in. secondo iuogo, l'impossibilit d raggiun gere : un'altra volta come invece fu. posSibile all'Italia, un alto livello nella creazione artistica) pu essere seguto passo pllSO, 17

PAGE 18

Statua di Apollo sul frontone del Tempi:> di Zeus.' fino da et molto remote. L'inizio della trasformuiorie, subta dai greci nella loro razza. gi evidente fino dagli anni della del Peloponneso: quando il lungo assedio d'Atene avendo per sempre campagne li O .d i a . nelTo ad una popolazione --mo!"t6 da stranieri, in gran parte levantini, e dedita al commercio abi ta sop.:ai:tutto le Lo stesso avviene in tutti gli altri piccoli stati in cui la l'elemento che discende Achei o dai Dori, guerriero, capace ispirazione religiosa e distiuuo: duriue i trent'anni de!L guerra; oppure emigra dalle patrie-ormai decttdute, e si dedi c alla. professione del soldato, servendo lontani paes _i. In Gre c i rimangono i rifiuti della razza: gli elementi .inferiori, che Jlt' lunghi secoli, a causa della vi-Ci nanza dell'Asia Minore, vi sono infiltrati ; e che ora', essendo prevale m numer'ica, altemno ovunque i f carattere della_ civilt. . La conquista dell'Impero : persiano, secc dop
PAGE 19

che o"t:r ittore passa tutto nelle capi tali dei regni formatisi do. \ !cssandro: ad Antiochia, a Pergamo, ad Alessandria. An che attiv it commerciale emigra: Atene dive n ta una povera citt. s ede di professori di che pu v ivacchiare so lo trnuie a lle elemosine dei sovrani asiatici; Sparta, alla batta e o-lia di Selassia, combattuta nel 221, pu intervenire solo con o seitec e nto cittadini, che vi sono in gran parte distrutti G i dopo alcuni decem1i Polibio pu scrivere : \1: Sebbene la l i n g u a resti, la razza cambiata Pochi sono ormai in Grecia c he discendono da greci. Non vi si trovano, infatti pi l e n del corpo n dell'animo. Predomina il tipo levan tin o. C o n questo, s'incontrano i romani: que s to imparano sopra l llllo a con o scere: nel suo assoluto difetto di s pirito g ue r rier;o. nella sua mancanza di scr upoli, nella sua ipocrisia, n e l suo a m ore per le soHigliezze e i cavilli A questo attribuiscono l appellativo, rimasto poi famoso, di grechetti : come per dire : i \eri, i grandi greci, quelli di Omero e di Eschilo, non c i s o n o pi. C a d uti dopo poco tempo, i nuovi regni d'Asia anche que lla parte della razza che vi emigrata, sparisce: disperdendosi nel

PAGE 20

g ran mar e d e lle razze indi gene. Ebrei eg1z11, sinac i frigi p re ndono il s opravvcnt a. Nella Grecia qua s i spopolata il pre d o minio l e vantino orm a i a ss oluto. Cos restano le co s e s ino a lla fine dell et classic a Al'lora si delinea un nuovo: la se d e d ell' Imp e ro vien e tr :tsferita a Bis anzio Ma questo non modifi c a anzi p egg iora la : ; ituazione descritta Ecc o infatti ci ch e a vviene. La s celta di Bisanzio, s tat a f a tta uni c am ente per i vantag g i che offre la posizione del luog o Questo tal e che, s e s i chiude con una flotta nei s uoi du e s b occ hi v e r s o l'Egeo e v e r s o il Mar Ne:ro, il mare su cui la citt s i affa ccia, n ess un esercito c he non abhia cnt e mporan e am e nt
PAGE 21

in -dal 1913, in un della North American Re-%. view, il Sig. W. E. Griffis combatteva l'idea che i ;'l.> Giapponesi appartengano alla razza mongolica. La loro storia, la. loro lingua, la religione, i gusti, i costumi mostrano-scriveva 'il Griffis-che essi sono il meno ;:, o ngolico -dei popoli asi atici." Nelle vene non scorre che _w-.chissimo sangue cinese. Non esiste alcuna somiglianza fTa l:t lingua cinese e la giapponese. Fisicaniente, i due popoli sono s otto vari aspetti profondamente dissimili. Per quanto riguarda \a forma mentale, essi si trovano addirit t ura agli antipodi. In una parola i Giapponesi, per il loro per la loro mentalit, per le loro istituzioni, per le loro costuma nze, non hanno in s nulla di mongolico, ma sono < bianchi :. cmne gli Europei. E invero, la posizione geografica stata favorevole alla for mazione di una razza nipponica. Le acque che hanno separato il Giappone dal continente l'hanno protetto dall'avarizia e dal. le lotte degli stati continentali durante il Medio Evo, e l'hanno salvato da invasioni nelle quali moltoi Stati della Cina trova rono la rovine e la morte; perfino le correnti equatoriali, le maree e i monsoni hanno contribuito a creare una razza pura che ha, per tre ragioni, raggiunto un notevole sviluppo fisico La prima d.i queste ragioni che il sistema militare e l'educa zione ginnastica della giovent dell'Impero hanno prodotto in poche generazioni risultati simili a quelli avuti in Germama: aumento di statura, sviluppo del torace e dei muscoli. Un'altra che il giapponese della citt prende adesso un pi ricco nu trimento -la carne che ha risultmi fisiologici favorevoli

PAGE 22

all o s viluppo ; innum e r evo li pi cco le trattorie s ono ora dov unperiodi. Una prima epoca dal 660 avanti G. C. al 200 d. C.. q ue iu c u i.la. c ucina occidentalem e r c at o d e l c ib o indi ge no. La t er1-a c he i matrimonii contratti ; s tabilitisi nelJ:arcipelago vivevano con grande semplicit p a co n s o mm a oc ulat e zza hanno prodotto una mi g liore genera-triarcale od america pur essendo molto attivi e rlispo s li al ziiJne. E l e straordinarie differenze di statura, notevoli l una progress o come fanno chiaro i .doumeriti Kodjchi_ e Nip/1
PAGE 23

1lelle. m a t e matiche della medicina. della balistica dell'indu stri a t l : llltica; epper, tirando le questi sei periodi si ria ssumere con le parole Barone Kentoro Kateno un membro della Camera d e i Pari del Giappone -il qua le sc riveva nel 1905: Per u n migliaio di anni e pi dov o la introduzione della cultura c inese che scorre nella sua vita etnica il Giappone ha a vuto la fortuna di possed ere una v ilt orientale propria in c or parata nel linguaggio, n_.,fle arti n.ei e istituzioni... La mente ora seriamente c impegna ta nel fondere in una l e d ue f orme di cultura, l'orien t ale e foccidentale, la sua iunesse ndo quella di armonizza rle come Roma armon:"t..z l e proprie virt politiche c miit ari c on la coltura delle raz:-:e m r ridionali E duran t e il s ettimo periodo L; razza dimostra sia in guerra cht' pace. le sue qualit di Llllio supe riori a quelle di certi jtpn.li s u p eri.ori, qualit che si immaginarie, ideali c n i n reali quando sopra tutto i p o eti le attribuiscono agli er1 i pi autentici dell'Ellade e di Roma il caso di ricora i r o ra la guerra con la Russia? Limitiamoci ad un epi sodic. Ecco due c itt rn festa: Londra e Tokio; la prima la metrop() li de gli uomini cos detti superiori; la seconda quella degli uo::ni ni scimmi e secondo gl'Inglesi. A Londra si svolge la ce'"u o tt c di M'afeking e si festeggia la liberazione di una m i!lus o l a c itt del Sud Africa e si canta vittoria contro i Boeri. A T okio s i esulta per la resa di Port Arthur. I superiori, un pop:lo
PAGE 24

corpo. Avviene talvolta che un colpevole, ricevuta la sua zione, r;e ne vada lesto come _m:io-mentre un, alt emettendo grida da indeq10niato, possa appena alzarsi e_ ca; minare. Non bisogna crdere perche questa contegno venga da maggiore robustezza co.fporale c da m a : giore forza morale; essa proviene da una parola_ 11 te' po opportuno all'aguzzino, il quale misura -la, bamb secondo l'importania somma : pro messa;gli. : / Inerzia, crudelt e corruzione i-'tre f t damentali della razza h del secolo scorso; di potersi ri
PAGE 25

,o l i g iapponesi predominant a Pechino. Ma se a razza lt{'IJ mancano energie rinnovatrici, essa mostra sopra tutto in guerra le sue energie: dopo I a sua vittoria nella guerra con la C i n a dei 1894-95, il mondo attonito scopr nel Giappone una p o t enza che non por eva essere soppressa, mantenendo la st-Lto _tutela come una naziqne semi-indipendente. Pertanto, -la raz za gialia. pi volte abbattuta e vinta e che fra l"altro, si sprofon dat a nell'abisso del dovr : cedere il passo alla r azza giapponese, che per lingua, religione, cultura occupa un posto a s fra i popoli di razza mongolica, anche in ra pporto aH'antico ceppo : etnico dal quale sorta. ARMANDO TOSTI L l r.Aat. DIL C.l APPOHI

PAGE 26

LE LEGGENDE Nella seco ndn s c n e di sulla l cllcrn turn contemporunen pres so il Giannotta. d Ca tania n e l 1882. L ui g i Capuana dedica nn capit o l o allr l e gg en d e ebrai c h e prendendo lo spunto du un volume c h e so lto il titolo Vit a c m orte di Mos Sa lvator e Dc Bene detti uvevu pubblica to du e unni prima dal Ni lr di Pisa. A l Cupuuna, fa precedere l e c on s id e r az ioni s ull 'opera cla a l c un e pu!!lne 26 EBRAICHE IN UNO SCRITTO n elle quali e samma i caratteri c h e soprattutto fanno hella e rendono gradita alla fantasia una l egge nda non piacque il ge nio so ttilm ente s ofi s tico del comrncntatore biblico, rabbino fanati co :.. il quale ge nio interviene ad ogni pa sso e rompe la ma ga d e ll 'impress ion e quasi p e r avvertire di non \a sc iarci co g li e r e dall e se duzioni d ella forma:.. E non aveva torto e n ess uno non pu non esse re d 'acco rdo con lui che era partito dalle parole di Goethe esse r e un'opera poetica tanto pi perfett a quanto pi incommen surabile e insais is sable dall'intelligenza. No n rim ette r e mo in esa me \a mate ri a offertaci con la traduz ione del De Be ned e tti, ma ci accontenteremo di ripet e re alcune -3elle s pecifiche os s ervazio ni dello scrittore catanese il quale h a saputo pi cl1e magistralmente mettere a fuoco la questione

PAGE 27

LiiGI CAPUANA Sia la natura dello sp1nto semitico. eia l"eff etto dell'influenza del concetto r cli;;ios o che in quella rzza ha soprafjallo ogn'altro sentimento scrive il l : a puana --l'organismo di queste leg!ePnclc imperfetto. La trasformazione rTe ati\ a del sentimento nella forma non c i c ompiuta e non ci produce l'illu i o n e della vita :l>. A di s truggere una originaria consl H c nza poetica interviene appunto quel : genio sottilmnte sofistico del commen---tatore biblico" al -quale abbiamo gi ac cennato e cos la leggenda non pi qua: che cosa venuta fuori non si sa don de n come, n quando una creatura gentile, sorridente, ingenua nelle sue fa cili gioie, ingenua nelle sue tristezze e nelle sue paure, impressionahi]i,..sima, esaltata per la sua delicatezza di nervi. Ha una musoneria sacerdotale; vuoi giu stificare ogni sua parola con tlll testo del Libro. C'importuna con la sua esattezza, c'irrita con una credulit molto diversa dall'ingenuit che non si sorprende di nulla forse per ch l'impossibile le pare, non che pos sibile, facile. Non si contenta, per esempio, di narrare che quando Faraone impose._ agli ebrei di gettar nel Nilo i fi Dio inviava a quei bambini ahunl'lbl!atr pi campi i suoi angioli a la gerli d'unguenti, a fasciarli, a accanto due pietre levigaJ.e, quali egli succhiavano latte, triansi di miele, non si contenta rare che, cresciuti, il suolo a p bocca e rigettava/i, che toma.!Xlno no al padre suo e alla famiglia quali facevano tuttafiata celle ve li rimpiauavano, s che gli loro aravano sul dosso ma o/fenderli non pott ano; ma ecco che aggiunge bit o: secondo sta scritto: e cita il del Salmo CXXIX: sul dosso mi har111.0 aralo gli aratori, rivelando cos dn qual fonte scaturito l'embrione legg.t'n.Jario e, nello stesso tempo uccidendolo Due altri passi il Capuana ha brillan temente lumeggiato, ancora una volta quel tale spirito rahbinico di interpretazione. e rinforzandone la con danna. Il versetto B dl capo XV della Genesi dice a proposito della cattivit degli ebrei: Li terranno s
PAGE 28

Mos fc: scaturire la sorgente dell'Oreb (Vaticano, Logg.:'di Raffaello ) . l egge nd e non potre hh e an c he all'infuori di ogni coloritura interpreta tiva di ogni g lo ss a int e r essu ta a ri c ondurre il fantas tico s u un t erre no r ea l e -pi co n c r e to gi di per s, seco ndo uno spirito ebraico c he s a di valutazione a freddo, c he fanati co della int erpre tazion e della le g ge. nulla pi altro v uoi sa p e r e e co n o,.ce r e Cos una h e ll a novit salta fuori nel l ihro d e l Dc llcncdetti a propos ito del l epi so dio del pa s saggio d e l Mar Ro sso : una vera c propria insubordinazione del man' v erso Mos altro c h e obbedienza ad un c enno! lo 11011 far s econdo l e f.IU! parole--dice il mare a Mos -p erclr tu sei 11aUJ di donna; e non per questo wltanto, ma per c h io sono maggiore di te di tr e giorni, p er che io fui creato lo t er::.o di e della settimana, e tu sino al sesto non fosti. Ma a Mos doveva capitare anche un altro g rav e affronto: nemmeno quel tale sasso di qu ella tale famosa rupe nata a dare acqua agli ebrei assetati nel d ese rto se la sent di obbedire al co mando del condottiero ed interessanl e ri esce l'ascoltare il colloquio a tre c he in quella occa s ione si sarebbe svolto: Mos (a Dio )) : Lo s a ss o non gitta. Dio (a l sass o ) : Perchnon gitti tu a cqua ma sa ngue? Lo sasso (a Dio): Signore del mon. do! Perch Mos mi ha egli picchiato'? Dio (a Mos): Perch lo sasso ha i picchiato? -Mos: Perch e' gittasse acqua. -Dio: Come? t 'ho detto io tu il pi c chiassi? Non ti ho discorso io di parlare'? E eletto: E parler e te allo sasso? -Mos: lo ho parlato, ma non ;,;il tava. Dio : Hai tu pure comandato Isra e le: Con equitate giudich e rai tuo prossim o E perch non hai giudicato c on equitat c lo sasso? l l Pi avanti, nella leggenda tratta c a1 Commiato di Mos, !o stesso cap e

PAGE 29

dei popolo ebreo a tentare un appello che in qualche espressione a ssume la forma dP.l pi dichiarato ri sentimento, verso !"E terno Padre, Mos dovr morire p e r divino decreto prima di avere posto piede nella Terra Promessa; il suo dolore : m menso ed egli cerca di strappare a Tlio mia dilazione. Ecco qualche battuta ,irl dialogo veramente drammatico: -Mos: Fa che io non muoia. ma -_:, a e meni l'opera dell'Eterno! -Dio: Ti ho io per nulla detto -di uo::d ere l'Egiziano? -Signore del m ondo! D a mmi lic e nza di dirti una so la cosa Dio: D .. Mos: E lu hai pure ucci so tutti i primoge niti di Egitto. E i o per un so lo egiziano, i o mi morr'? Dio : Ma sc i tu f ors e a nw ""nng liante'? Quando vie n e il momento in c ui M os don morire, n Gabritde. n ?11 i c hcle. n Zan ga riele e da ultimo n e mmeno Sa mael e c he si era mc,:t ( 'u il pi c orag g io s o sanno a ,;epurare dal corpo la grande a1ima l co,: Dio in p e r sona s 1 re c a a compiere l'atto -:la lui decr e tato e Mos muore ri ce Y elll{o un ba cio dell Eterno. L'anima fino all'ultimo a \ e a im o c ato e sperato: Signore.' !nsc iami qui rlt:nt. ro: ln sc ia.mi al mio posto Ma qu es t o se ntim e nt o cos sublim e d'un i ndefinito t errore della morte c d e l nulla -i l Capuana. n ella COli elu s ion e d e l s uo int e r essa nt e scritto il rabbino lo riduce quas i artifiziale a furia di di s tinzioni. di argomentazioni. eli so tti g liezz e c ne diminuisce la grandios a s o l e nnit .FERRUCCIO FERRONI Gli ebrei passano i1 Mar Rosso (Valicano, Logge di Raffaello).

PAGE 30

ADERENZE LEI ALL'EBRAISMO E La po!!izione anti giudaica ed a ntisemitica di G Leopardi hcn nota Jai molteplici pen s i e ri c h'egli es presse in merito e che troviamo spars i n e i s uoi vari sc ritti. Meno nota invece fu la s ua allivit di orienta li st;a e di c ultore delle lettere ebraiche 111 parti colare r.he g li permi se 11na conoscenza discreta dell'Antico Testamento, aprendogJ ; i altres la via ai giudizi formulat i intorno alla Bibbia, da alcuni ritenuti >tr9ppo severi, 'Ila altr i comminabili di aspre pene. Da un esame minuto del materiale in osservazione possiam o dedurre un duplice atteggiamento del Poeta cuca la qustion e

PAGE 31

"'"'= .. ----:;;:_ ::c==:-.: _--::-c_; .-:::-:::-_-_-_--_::,_ ---p _______ --------------. cLimif.: : .. -----'":' ... ..... -( J-IUDAISMO MODERNO eletto ::_' -' . i .hraica: aderenza all'ebraismb antico e contrasto ccn il giu l aismo moqern-o. I ; due termini sembrano paradossali, ma 1uando si teniga conto dell'evoluiio\e del pensiero leopardia. su valitazioni sociali e politiche deUa storia e !erivata aal -conet_to ;,che il Recanatese del 1nondo e :-quindi ... :. \ -1 ---: t;,,._." -o a -l . . .:':" sopra (Ji_ altri .. :-, _:: pl{ _sipe:--. :Jt. --. _:,,.1-.. -' u Bl -. ,-: -.. er d -.. -.. -, ,_ 1r1 ) .. ' altri _dei' della Natura, lo stridente contrasto si tramuter fino ad ori ginare un complementarismo tra i due fattori. Anche in questo problema, come al trove, il Leopardi ebbe uno sviluppo autonomo di mente e d'azione e giunse ad esa minare per Via i. quesiti che gli si offrivano, trovando per essi una soluzione tratta dal profondo dell'e s perienza s ua di filosofo, filologo, n conce(1to che il pQeta si forma del valore della letteratura e quindi della storia ebraica, consiste nell'interpretazione uma na ch'egli fa della Bibbia. La questione della rivelazione defiriilla chiaramente ai suoi occhi. Chimere, illu s ioni, aspirazioni, ecco H bilancio positivo del suo spirito a vent'anni; st u dio in cessante barriera di anime in sott'ordine che gli Q.Vvelenano lo spirito, quello negativo: campo d'azione, il suo corpo distrutto; dal cozzo, di questi due mondi matura la sua tragedia che da prima si concreta in motivi di imprecisata libert poi di acuta sofferenZa p'Sicofisica che tenta di es tendersi all'uni versai e, lenita da istan -ti -di annichilimento dei s en s i e delle cose; succede un'insensibilit progressiva, logicamente traslata Ilella natura, qea indifferente e sovrumana, il cui scopo di conservare le forze molteplici dei mondi n-on di commuoversi di fronte all'agitazione della massa degli uomini. Messo cos al cospetto dell'c arido vero, H Poeta ricerca le cause della felicit umana non nella ragione, ma nella Natura stessa travestita c-on l'illusione propria -degM antichi; la ragio ne dei moderni, di coloro che hanno perduto la po ss ibilit di entusiasmarsi d'amare, di evadere dal duro cerchio della quotidiana realt condannati a macerarsi inutilmente nel tor mento consapevole della felticit. Quindi la rivelazione Biblica non immaginata c ome un complesso di verit trascendenti la Natura, ma insite nella Na tura s tessa (
PAGE 32

UioJ e le verit bibliche sono relative a quegli uomm1 a cui e ran o dirette ed a quei tempi in cui furono determinate; i a loro umanit ncn esclude il irapelare di un efflato divino per c h la rozzezza primitiva dei tempi nei quali si concepirono, la :Jcmpli c it e la potenza delle espressioni, le avvicinano al l'epo ca felice quando l'uomo ed i suoi dei, per dirla con I'HolderJ:in in Iperionc:. erano una cosa le tramutano in s uperba realt poetica. E eco, quindi, la s toria del popolo d'I s raele, considerato per decine di seco li come l'Eletto, l'amico di Dio e di cui ancora lo Stiide diceva i meriti per aver apportato all' umanit d Occi d e nt e le dottrine di religione e di morale, ridotta nel suo vero mbito umano e s alvabile l dove il poeta lo permette, mediante la f or1.a della poesia. Pure, un'ad erenza spontanea all'ebraismo antico si ha in Leopardi, quando forme liriche collimino con il suo R lato d'at nimo; cos ad esempio, del problema della caduta d e ll'uomo. N ess uno, e gi l'abbiamo espressa, ignora l'opinio n e del Nostro in merito alla progressiva infelicit del genere umano, da non confondersi tuttavia con le teorie d'oltralpe vagheggiate da Rou sse au e seguaci. E quindi del primo as'petto della personalit lirica del Poeta l'inno ai Patriarchi, composto verso la fine del l S22 o, al pi tardi, nell'anno successivo. I ver s i 71-86 sono degni -di commento: Or te, padre d e' pii, te giwto e forte, E di tuo se m e i generosi alunni Medita il petto mio. Dir siccome Scclc ntc oscu ro, in sul m e riggio all'ombre Del ripo.mto albergo. appo l e nwlli Rive ciel gregge tuo nutrici e secli, T e d c' celest i p e r egri ni occulte Rt:(r l 'ete ree udi; c quale, o figlio Della saggia R ebecca ;.n su la sera, Prc.1so al mstico poz zo e nellu dolc e D,: pa. 1tori c di lie t e ozi fr e quent e A rnnitica valle amor ti punse D e lla vezzosa Lalxmidc; i.nvitt,o A n w r c h'a lunghi esigli e lunghi a.f fanni E di : : e rvaggio all'odiaw soma Volo::tuo.w il prod e wtinw addisse. E' chiaro com e qui il Leopardi, rimpiange ndo J.a fanciul lrzza rle l gene re umano f e lic e perch illu sa, ricordi Abramo e Gia co bbe, mili c i patriarchi degli Ebrei; l'uno tutto confidante, n e lla s ua g rande inge nuit, in Dio, smarrito e maravigliato clall'appuri:tion c d e i tre an ge li durante i'ora pnica, l'altro gui dato dnlla forza invin c ibil e di Amor e ( una delle g randi ilht sioni um a n e), c h e. c onquiso dalla c u giuta Ra c hele, serve qual t o rdi c i nnni in vo l o ntario es ilio pur di ottenerla Sono qu i ndi motivi di s impatia liri ca e s i rivelano anche ol tr e, nella trattazi one d e l problema del dolore come ci attesta un framm e nt o di versione da Hjob: Uom. j1L c h e l /11.(/.l fu.ggi.a. c h e Dio temea, r d l o. i llibalo in U.1. Giobb e 'l nomro, diretta int erpretaz ion e eli: Ysh hayah beherez nuz hyob shemo ccc ... ( Giohb e. l 1). Ma i'abu s o della ragione del sa pere e della s ociet s i corrompe la primitiva purezza patriarcale::. ; con Giuseppe il g rand e valor e um a n o della Bibbia finito pooich egli entra finalm ente nell e Co rti ... na sce la fame dell'oro, la sfrenata ed ingius ta ambizione ... e la s toria d e ll uomo (sar) una se rie di d e litti r di meritat e inf e li cit. 32 Se le aderenze Ieopardiane all ebraismo non spio si limitano all'et patriarcale, ma sono circoscritte da particolari forme liriche umanamente intese l'odio per i giudei ci inve ce ab bondantemente testimoniato in base a problemi storici e sociali A tre si possono ridurre gli argomenti su cui il Leopardi prende posizione: la preparazione alla rivelazione cristiana fatta dal popolo ebraico; la particoli!Te sociale-politica dell'antico Stato degli Ebrei, l'atteggiamento giudaico nella storia lo ebreo chiamav?.si il popolo eletto e quindi si poneva senza paragone alcuno al di sopra di tutti gli altri popoli s per nobilt, s per merito, s per diritti ... e spogliava gli altri dei loro ed infine: anche oggi d g;i ebrei conservano .. : questa opinione che non sia peccato l'ingannare o far maie comunque allo s traniero ... reputando peccato slamente far male ai loro na zionali Ma nella propria coscienza nazionale che il Leopardi trov a motivo di odio contro i Giudei specialmente moderni, e defi nisce il terzo problema, cio l'atteggiamento ebraico nella sto ria della civilt e del progresso In un luogo dei Pensieri, i l Nostro precisa che la civilt tira sempre a riso l vere perdere ed eguagliare i caratteri nazionali; l'ebraismo o st ile a questa forza resiste si chiude in un mondo limitat G e teocratico giustifica la propria posizione con il dogma del l'elezione divina Questo tipo di vita e di civilt, basato sul l'amor sui e sull'odl io per il genere umano sfugge lle pr e senti concezioni della vita, in diretto e stridente conti:as h con l'a ss ioma gi dal Nos tro pwdotto II popolo ebraico as c cievole per costituzione intrinseca, isolato per la necessit sto rica del sue mantenimento, e quindi come tale, improdutti v t agli effetti del progresso spinto a nuocere ed a distrugger e La s ua forza dipende dall uso ch'egli fa della ragione, cer cando con essa di sradicare e di annullare ogni ricordo dal L mente dei gentili siccome possiamo trovare chiaramente d i mostrato anche nei Protocolli di Sion >. Ed il conclude: la salvaguardia della _libert delle nazioni non i la filosofia n la ragione ... ma la virt, le illusioni, l'ent u siasmo, insonnna la natura dalla quale siamo lontanissim' E un popolo di filosofi sarebbe il pi piccolo e codado dt: inondo. Perci la nostra rigenerazione dipende da filo s ofia che conoscendo l intiero e l'intimo delle ci r a1 vidni alla natura. CLAUDIO CAI.OSSC

PAGE 34

SIMBOLI EROICI I Snn di Danimarca con le inMgne conquista 11ilgh,l1terra n qu estu s tcs! vengono meno o stcgno di significati diversi da quelli normali c originarii. E fanno amhiguc, il simbolo e il mit.o possono spe5so offrire dunque necessario sapersi orientare e saper integrare tull o 1111 prezio so fi-lo c on duttorc per una esplorazione portantesi. quel che da una indagine del genere pu. vcnirci con f e rm e an;r.i. pi s ul la dire t.ione della profondit>, che su quella conoscenze d 'ordine cllu <1 superficie. Ci stato riconosciuto e non da oggi. Ci valga come premessa ge!1erale per delle considerazioni. dal razzi,;mo specie l t do\'c esso s ; proposto di ;:oom-c he qui vorremmo sv olgere intorno ad .alcuni simb _oli c h e pletare le sue ricerche antropologiche e biologiche con un elepresenti anche nell antico mondo italico, e poi romano ci me11to spirituale c Ji visione del mondo, tanto da riaffertestimoniano a loro modo della presenza di una tradizione di murc i principii nel campo della storia delle reigioni, o rigine e di tipo prettamente nordico-urio o, come noi pre -ddla mitologia eompuratu. cclle tradizioni primordiali, delle feriamo dire, iperbo_reo. Usiamo di prevalenza il termin e s nglw IJu noi. in\'ec e, a tutt'ora questo terreno pressoch < iperboreo per prevenire errate iutepretazioni e ingiu stifi vrrginr.. in un mondo che come quello -dell'antica pec ate apprensioni. Parlando di < nordico-ario :;i l : ni s olu itulicn. gi clu epoche preistoriche s ub l'influenza di t rebbe credere che noi pi o meno aderiamo alla tesi pan ' ivilt r. eli genti a ss ai diverse tanto da presentare solo di rao ge rmani sta c che ricono sc iamo la deri\azione di quel che d i 1111 rigoros o purullelismo fra la purit etnica e la purit delle pi valido pre.senta la nostra gente e la nostra dall e co rri s pondtnti tradizioni in un tale mondo una investigarazze propriamente nordiche e nordi. co-germaniche. Come noi zione. c he ricono s ca il valore di documento c di segno al siro-lo usiamo, il termine iperboreo:. ha invece una ben diver:-a J-,olo c al mito. potrebbe condurre a risultati di non poco mo estensione. Esso si riferisce ad un ceppo assolutamente pri mento. mordiale, che s ta alla base del gruppo dell e Natura i mente. a tanto si presuppone una adeguata qualifigenti e delle civi\t arie e de) quale le razze propriameul t a:r.tone al un occhio particolarmente addestrato. Come la lin nordico-germaniche non sono che una particolare diramazione. 3 1

PAGE 35

E ARIO-ROMANA forze ongmarie creatrici di civilt nell'antica India, nell"a nrico Iran, neHa prima Ellade e nella stessa Roma potendo r i re n dicare una stessa origine e, per lo meno, una pari dignit D opo aver precisato questo punto, i simboli principali di '!uel' ant ico retaggio, che noi esaminare e pene ::are nel loro pi profondo e pur. o significato sono l'Ascia, i i L upo il Cigno, l'Aquila, la Croce radiata. Ad Wl tale i im li s pen sabi:!.e il metodo comparativo applicato al ciclo com : ;,iessivo delle civ ilt e dei arii: attraverso quel che una J i tali tradizioni arie offre, quel che nell'altra s i pu tro ;<.tr C v i ene ad esser integrato, confermato o lumeggiato ulte'l'ir lllen te Nel presente scntto ci limiteremo a ll'Ascia. L'Ascia uno dci s imbo li pi caratteristici della tradizione iperborea pri l'lrdial e Le sue traccie ci riportano alla pi alta A sci e rituali cesellate di Gotenborq (Norveqia)

PAGE 36

lmagine di S. OlaJ, il Santo dell'Aacia alcuni, a l l' ultima e poca g lacial e, secondo altri al meno al periodo paleolitico. In una opera recente, il Paulse n lw. fra l a ltr o s t eso deUe ca rte ove ri s ulta la grande diffudell'A s cia ip c rborea seco ndo i vari ritrovamenti prei: Ario vedeva i1 rifles s o di una l otta m e t1 fisica dell'etern o conflitto fra le potenze olimpiche e cele;:ti della luce e le potenze oscure e selvaggie della materia e del caos L 'Ascia come arma e carne simbolo in stretta r el azi one c on tali s i g nificati. Gi l Ascia silicea appare come un 'arm a celeste impugnata sia dal guerriero e dal conquistatore iperboreo, s ia da) s acerdote e dal sacrificatore. Nei graffiti ri sa l e nti ad una remota antichit, di Fo ssum ( Svezia) appaiono numero.-;e figure che impugnano l ascia. presso a s imboli solari. Ora interessante notare queste due convergenze Que sti antic hi sim boli nordici corrispondono agli altri di traccie ancor pi antiche, proprie aJf'la c ivilt franco-cantabrica delle Magdleines o dei (circa 10 mila ann; a. Cr.); civilt, chiamata anche deila renna. che a no stro avviso s pinta fine alla regione ligure. Peraltro proprio nele arcaiche traccie della civilt italico-ligure figura -di nu oro l 'asc ia in s ieme a s imboli solari e iperborei, come p. ea. i l cigno e l e croci radiate. In s econdo luogo s tata re-centement e asso ,data da Franz Altheim Ja corrispondenza delle traccie preis tori c h e, c h e si trovano in Val Camonica, appunto con qu e l lr sve de si: anche in questa regione si trovano graffiti. ove figura l'ascia si mbolica insieme ad un analogo simbolismo s olarf! e astrale. L'Altheim nel riguardo ba anzi parlato di una vera e propria migrazione dorica in a lui senhrando eviden te la similiarit della civilt che ha i asciato n_! Nord della nostra penisola tali condu rre. per vie fino al l a creazione di Roma con l'altra dei Dori s-cesi in Gre cia, la qua1e doveva aver la ;;ua conclusione nella crea zione di Sparla. *** Quanto al lat o propria mente spirituale, i signifi cati gi indi c ati nell' a"cia sidcrea s i ritrovano di stintamente nel culto nordi co-urio di Thor. Thor una figura divina c h e ha come caratteristiche due armi, le quali, in fondo s i equi valgono: l'unal Ascia e l'altra il doppio martel lo jolnir Le due armi sim boli,-:1c si c.juiva!go .. o per il fatto che il doppio mar tello raffigura in pari tem po '"l potenza della folgo re potenza di cui abbia mo Figura di Thor col doppi:> martello (Islanda)

PAGE 37

preistorici di Fossum: fi(Jure con l'Ascia 9' con simboli solari ,i:-
PAGE 38

,;onani ,.;uc.:cc.'l:ll\ 1 p e n sa rono d1 r egnare in s uo nom e ( Paul se n ). l'era ltro i v collegamento d e l supre mo potere c on una ,.p c cie di trascen d en t e nel segno ip crboreo d elI'Asr:i u i ritrova in Italia. c. attraverso i Li g uri. ove I'A:><:i n U\1' \ a parimenti relazione co n l a regalit, cond uce fuo al-1"/\,.ciu compre s a nel s imbolo littori o di R o m a antica. s im bo lo 1ltl potl'r c t dd rliritto. d a i pi i g n o rato n e l suo signif : ato primordia le ('lllincnt e m cn t c s acro int erpre tat o i nve ce in ter mini ,.olt unto g-iuridir:i e politi c i e quindi profani e Conferme d P gli s t c ,,.i s ig-nifi cati s i trovano in altre t radizioni arie Birorden: mo qtll'lla i nd o -uri a re lativ a a Parau-Hama , iu a Hlirnu dall 'Ascia. Co n !"As cia bic u s pid e ip erborea. ,;econdo lt tradizi oni tramamlutc c i in forma pi o meno mitica dal M li h/J/Hi .mta, questa fig urn -di e roe r\h i no o di co nd ottier o ncuton di eivilt, 'lllllllllo i progc nitori J c i conquistatori arii dtll'lndiu a n c ora ahituvuno in una regione nordi ca avrebbe s t erminntl 1 mlt cc hus. unu s pe cie di titani una casta g u erriera degnltlata l'111: aveva tentato di u surpare la suprema autorit spi ritunlt tl < .. :lo m e dit e rran eo la figura d1 Zeu s Labrandeus. vale a ll1re ,li Giove dnii'A !'c ia bic u s pide, c i riporta alla gi indica:a r eluziont> f ru I 'Ase ia c la Fol gore arma precipua di que s to dio olimpi co : ma la folgore la forza con la quale Zeu s abbatte i Tituni c i Gi g anti nel loro tentativo di impadronirs i delle :;edi olimpiche. mito. qu<"s to. clt<' di nuovo riflette s ia il tema g uerra m c tali,;ica per<"nne che s i detto esse r caratteri stiro ptr la spiritua lit <"roica. aria, s ia il ricordo di scontri fr u div e r s i tipi di spiritualit e fra vuric razte neli 'Eilade pi unti ca Sempre s u tale ha se l'uscia fu e pu essere effettivament e eonsiderata co m e un ,;mholo
PAGE 39

La razza diCro-Magnon Uclle diverse razze che popolarono J' E uropa nel paleolitico superiore quel l a di Cro-Magnon oggi la meglio conoEssa ha avuto una parte molto :mportante nella storia razziale dell'Europa e ci sembra quindi utile seguirne le u ppe secolo per secolo, servendoci dei m ag istrali lavori di Gustav Perret. Quanto noi esporremo dimostrer in ie no l infondatezza della tesi sostenuta l alcuni antropologi che hanno preteso c,,;ere il tipo di Cro-Magnon un ibrido ,:j cle menti negroidi e di elementi medi i : m mei. Gi il Paudler e il Kern aveva ' af fermato che -dl tipo di Cro-Magnon 'ra Jerivata una grande parte dell'attuale ft'polazione tedesca e il Giinth<'r aveva ritenuto che tale tipo dovesse identifi carsi con la razza flica Sulla esistenza del tipo di Cro-Magnon nel paleolitico superiore esiste ormai una ricca letteratura. I .lavori di Broca Qua drefages Hamy, Suller, Bonnet, Verneau e Vallois, contengono un'ampia docu mentazione ; che ci permette di ricostruire quello che era l'aspetto soma.tico di que s ta razza. II tipo di Cro-Magnon presen tava un cranio cerebrale lungo, di media larghezza e di media altezza con ampia capacit. La fronte era confronto con la forma lunga del cranio, piuttosto am pia, pi diritta che nell'altro tipo razziale coevo, l'uomo di Briinn. I parietali erano forti e l'occipitale piuttosto stretto. Le varie curve del cranio si presentavano in maniera molto caratteristica e quella oriz zontale variava dalla forma pentagonoi dc a quella ovoi-de. Molto caratteristica era anche la forma dello scheletro della faccia: le orbite erano basse gli zigomi larghi e forti, l'al tezza in valori assoluti alta. ma confron tata con la larghezza bassa. Nelle pi vecchie descrizioni di queslo tipo si trova spesso l'affermazione che esso aveva un aspetto disarmonico ap punto perch un cranio cerebrale lungo si accompagnava d un cranio facciale largo e basso. Molto caratteristica era la mandibola, forte e quadrata. Il sesso femminile presentava Le stest>e 1 .. fl' t' dt c a r.onfronto con i crani delle razze Cro..Maqnon e Reihengribar IPO 1co e 1po nor o

PAGE 40

t:ar a t te r is ti c h e d e l ma s c hil e, soltanto un p o at te nuat e C om e s i ve d e da quanto abb iam o d e u o, l uom o di C ro M a g non a v e va un a fisono mia alquanto dive r a dal tipo chiamato daii' Eck e r di R e ih e ngriiber. Q u es to tipo era com e il primo doli c o ce fal o ; se n e d is tin g u ev a p e r p e r una fin e zza di struttura. La fronte e ra piutt o s t o str e tta la facc ia era alta c slrc ll a rorhita alta, l a mandibola l eg gera c di ve r same nt e m o d ellata. Come si ved e, s i tra lla va di du e t i pi affini ma gi a hhaf:!l a n za diff e r e n z iati g li u n i dag l i altri. Le ri ce r c h e compiute d a l Perret hanno c o nf e rm a l o i ri sultati s opra ri co rdati. P os s ia m o d unqu e co n c e rte:tJ..a d i r e c h e n e l pal eo liti co s u periore v i vev a in Europa un a r a z za parti colare. qu ella di C ro M a g n o n c-h e p e r 11! c uni a s pe tti e ra s imil e e a ffin e a qu e ll a n o rdi ca ( tip o R ei h c r . g r iihe r l m a s olt o a ltri n e diffe ri v a P e r s t atura qu es t a v ari ava a s eco nd a d e i rep e rti tr ova ti. cla ll a s t atura m e dia a qu e ll a alta D a qu ell'e p oca po ss ibil e s eguire p as pa ss o l a di qu e s t a razz a Co;; p e r es e mpi o, all; e p oca d e l bro n zo appa r i c ra ni di Esc h eber'ge r e di M o lzhuch. r primi pre s e nt a n o una lun g h ezza m e di a di lHS,:J. mm c un indi ce ce f a li co m ed i o di 77 .5. La f a c c ia a lta ma larg a e f o rt e Pa rti co l a rm e nt e tipi c h e s on o l e orb i t e e g li z i g omi. La m a ndib o l a ro-b u s ta e con angolo molto forte come nei cromag non r di del paleolitico. Anche i crani di M ol zbach presentano analog he caratteris ti c he. P assando alle tombe medioe vali di Hil m es s i ved e c om e s olo parte dei crani p resenta il tipico aspetto della raz-7..8 nordica ( Reihen g riiber ) mentre mol ti, soprattutto per la forma dello s chele tro faccial e s i av v icinano di pi al tipo di C ro Magnon Analo gamente s i pu dire dei crani di Mardorf e di Godd e l s heim come i primi i)Ju s trati dal Perret. Hilmes, Mardorf. Goddel s heim presen tan o dunque i n s ieme uniti due tipi raz ziali affini il nordico propriamente detto e il tip o di C ro-Ma g non Molto spess o i c rani prese ntano in s i e m e i caratteri mi s t i d e i due tipi O sservando le tombe te d esc h e d e l m e dio evo pi tardivo s i c on s t a ta lo s t es s o f e nom e no P e r quanto ri guarda la statura. qu es ta -calcolata daL la lun g hezza dell e o ss a lunghe do vev a essere durante tutto il medioe\"o piutt os t o grande non ragg iun gendo l e m e die dell a statura d e ll e razz e nordi ca e fli c a o g gi v iventi A qu es to punto ne cessario porc i un a d omanda: c ome po ss ibile affermare ch e il tipo di C ro-Ma g non d eve avere i s uoi dire tti nella razza flica? Perc h la ri s po s t a s i a po s itiva ne cessario che i caratteri razziali siano gli s t e>5 e ques to risulta chiaramente dal minU7.io s o confronto compiuto dal Perret Poich le misure assolute e gli indici -tanto cari a gl i antropologi tradizional i s ti possono essere causa di errori e confus ioni. necessario soprattutto ten e r e p resente alcuni caratteri qualitativi p ar. ticolari del tipo. Secondo il Perret qu e ;;ti caratteri si riferiscono soprattutto all a parte superiore del viso e sono: la f or ma particolare della fronte con arcat e sopraccigliari marcate. le orbite basse e profonde, la radice del naso ben segnata. A questo b isogna aggiungere .la fonn a della faccia. che tende al quadrato p er la i larghezza e la forza delia mandibol a Come si vede la statura ha minore i m portanza perch es s a pu variare in seguito all'influenza ambientale. Anche l a dolicocefalia. comune del resto alla razza nor-dica e alla mediterranea, non un carattere sicuro dato che essa com e h a dimo strato il Fischer -tende a diminuire per il pmcess o i arrotondamento del la testa che generale a molti paesi d 'Europa. Gti individui di razza "flica -d c scritti dal Perret -presentano_ moltn marcata la radice del naso . Gli o c cl1i s no profondamente infossati in or b i t e bas se e larghe. La faccia si presenta g; neralmente larga e quadrata, la mantli-I iscendcnti dirett i denuomo di C ro Mcrgnon

PAGE 41

l.ol a robusta con mento marcato : La l c ; nn a della testa generalmente quella dolicocefala, ma con notevoli oscillazioII. La statura media negli uomini di l 12.1 cm.; la corpoitura possente. Le donne presentano tratti analoghi ma na turalmente parecchio addolciti. Alquanto discusse furono in passato l e relazioni tra razza nordico propriamente detta e razza flica o nordica-fli r a o di Cro-Magnon . Per il Saller e il Reche questa pi che una razza vera e propria sarebbe stata una specie di estrema variante della priJna. Nel suo libro sugli lndogermani il Heche scrisse che la divisione stabilita dal Paudler tra una razza nordica e una razza di Cro-=Magnon era artificiosa. II Perret invece afferma che le diffe r enze, che si bsservano nel viso tra i due tipi e che si sono mantenute identiche dal paleolitico ai nQStri giorni, ci I .discendenti diretti dell'uomo di Cro -Magnon rizzano senz'altro a parlare di due razze Anzi possiamo aggiungere che nessun'al tra razza presenta nella faccia caratteri razziali cos s pecifici come quella di Cro Magnon. Il tipo di Cro-Magnon e quello di Reihengriiber della prei s toria che corri spondono ri s pettivamente alla razza f lica e a quella nordica s ono dunque due razze ma due razze affini. le pi affini di quante oggi esistono. Ai nostri giorni per mentre Paudler, Fischer, Hauschild, Giintber riconoscono questa perfetta individualit della razza flica, altri autori come Reche Scheidt e Lundborg la discutono. L'Hauschild pensa che molti abitanti della Germania settentrionale siano i diretti discendenti dell'uomo di Cro Magnon. II Fis cher ha identificato negli indigeni delle Canarie ugualmente i discendenti dello s tesso tipo razziale. Il Giinther nei s uoi noli trattati di razziologia ha chiamato la razza dlica con il nome di flica, che oggi il ter mine pi comune. La particolare spor genza degli zigomi del tipo flko stata infine da taluni autori erroneamente attribuita ad affinit mongoliche. La fig l d una chiara idea delle dif ferenze oggi esistenti tra il tipo flico e quello nordico propriamente detto. La figura mostra poi a confronto i crani di tipo Cro-Magnon e quelli di tipo Reihen griiber. Come si vede, attraverso i secoli le forme facciali si sono mantenute l e ,s te ss e Le differenze come dice il Perret, s ono particolarmente notevoli nel settore medio della faccia. Bisogna poi tenere pres ente che in alcuni casi l'indice cefa lico e quello facciale possono esse r ugua li nei due tipi e cionompertanto que s ti differiscono per molti altri caratteri. In altri casi poi come avvenuto al Lundborg ricorrendo al semplice aiuto delle misure, possibile cadere nel grossolano erro. re di il tipo 41

PAGE 42

discftndentil diretti dell'uomo di Cro-Magnon (notare la forma della faccia. delle orbite e della mandibola). f l i c o co n qu e llo balti c o. Questi errori dei vecchi morfologi non hanno pi ra g ione eli ess ere quando s i tenga presente l'importanza della differente influenza dell' e reditariet e dell'ambiente. Pertanto i veri tipi flici s.i distinguo no dai nordici e dai ba h ici non tanto p e r le misure del la faccia e della te sta quanto per la particolare forma delle ar cate sopraorbitarie e delle orbite s te s se. Pre quanto poi riguarda i rapporti gen etic i tra tipo flico c tipo nordico. po s ,:iamo con il Fischer e il Perret affermare c h e il tipo di Cro Ma g non il tipo ori;!inario viss uto nella prei storia europea c larg am e nt e diffu s o in molte contrade d'Europa. Di $ cendente diretto ne il tipo fli c o. razza fortemente c o s truita e dotata di particolari qualit psicologich e di tenacia ed energia. Dal tipo di Cro Ma g non a un certo punto per rnutazionc. s i differe nziato qu e llo i Reihen g riih e r Dn qucs to erivato il tipo s lnn c iato c alto che oggi chiamiamo nordico. Il pro ce ss o di depigmentazione deve essere avve nuto prima della distinzione dei due tipi I due tipi si sono consrvati uguali. in alcuni caratteri della tsta, particolar mente per quello che riguarda i diversi rapporti che possono variare entro gli s tessi limiti. Si sono invece differenziati nella forma generale del corpo che si mantenuta forte nei flici e slanciata in vece nei nordici, e nella forma della fac c ia che quadrata nei primi e allungata e s tretta nei secondi. A questo punto ci pare interessante ricordare come non solo in Germania ma anche in Italia sia possibile osservare in tutti i secoli i due tipi. L'osservazione delle antiche statue romane ci mostra molto spesso dei visi forti e quadrati che dovevano avere i loro progenitori nel tipo di Cro-Magnon. E' da notarsi tutta via che in Italia -per le particolari con dizioni ambientali il processo di depigmentazione non stato. cos inten:'o nell'Europa settentrionale. Quanto abbiamo ricordato pi c h e sufficiente per dimostrare quanto grossolano sia stato l'errore di alcuni ani r o pologi che hanno creduio di poter vedere nel tipo di Cro-Magnon un ibrido di nef(ri e di mediterranei. Secondo questi antropologi quindi Il gualmente ibride sarebbero state al cune delle figure pi rappresentative della s toria che hanno appunto mostrato i cara! teri del tipo di Cro-Magnon. Si tratta al di una deformazione di concetti causata dalla cieca appli c a zione di metodi d'indagine inadeguati e ormai superati. Il tipo di Cro-Magnon invece uno dei pi nobili e belli della preistoria euro pea e dei pi importanti perch da e :'O discendono i tipi razziali attuali detti r i spettivamente flico e nordico. G. L.

PAGE 43

l. o LA MONARCHlA NATURALE E LA MONARCHIA MALATA La ragione e l'essenza della monarchia consist e r ; n guesto che alla Wiet necessaria L'unit non vera se il capo o !principe non propriamente e uno. Questo non !ir altro se non che essete assoluto ; cio padron:: s olo di tutto quello che concerne il suo l'io il b e ne comune. Quan:to pi si divide 'il po t ere,_ : t a nto pi s(pregiudica all'unit, dunque tanto p i .': s i viola, si allontana e si esclud la ragione e l a . p e rfezione e della inonard1ia e della societ. Cos che lo stato costituzionale non : tlla natura e -ragion n della societ in genere, ti .. d ella monarchia in ispecie Ea che la c o stituzione non altro -che una me dicina a uri. c orpo mal.ato : :;/ q uel corpo, r_na::questo :I!on potrebbe senz.a: .... lei. bisogna . . malattia, un'altra E .cos: appunto la costituzione : non altro Che una neces : :;aria del g
PAGE 44

l}IIestiOI18Iio 9-"'-d.&qU La cosiddetta guerra per J'mdipencienza della Grecia combattuta tra il e il 1828, e una specie di punto di convegno di tuttj i liberali d'Europa, fu, superlluo dirlo, una delle maggi ori montature che la politica inglese abbia saputo imbastire a vantaggio di suoi immediati ed evidenti interessi. Come al solito una ideologia, pol it\cr.l umanitaria, fu posta al loro servigi o. Cc-minciava allora, la rivalit con la Russia: che deriv'ava dallo sfacelo, sempre crescente dell'impero turco, e dal timore che quella potenza ne approfittasse per mettere le mani sugli Stretti, e nell'Asia anteriore. Bisognava trovare un'occasione, un pretesto per potere essere presente e per far giungere le proprie navi in prossimit dei punti verso j quali avrebbe potuto svolgersi una azione russa. Furono fomentate allora d::x una. parte le speranze di alcuni gruppi di greci, jn lotta con la dominazione turca; e senza romperla nemmeno con l'altra patte, condotte le cose in modo che, anche col consenso di altre potenze, fosse riconosciuta all'Inghilterra la funzione di protettrice, della nazione greca, che si disse allora miracolosamente c risorta:.. Nacque allora uno dei pi grossi equivoci che la letteratura e il giornalismo, al servizio della politica, maj fomen tali nei cervelli delle persone, che pure si d icono colte. Si parl della Grecia del 1828 con lo stesso tono, le stesse frasi, gli stessi termini, che si sarebbero usati per la Grecia d! Temistocle. Il pi grosso di tutti gli equivoci fu, prima di tutto, questo: si parl di una nazione c greca > : come se c greci :. ,potessero in realt chiamarsi quelli che, nel linguaggio comune, erano allora detti da tutti c levantini > : il che significa qualcosa di infinitamente diverso per qualit di corpo di animo, di mente, dj aspirazioni da ci' che un tempo erano stati i greci. La falsificazione giunse a questo punto: nel nuovo Stato che allora si fond, perch-< non fosse troppo chiaro e stridente il contrasto, furono cambiati persino moltissimi tra b nomi di luoghi: che da slavi e albanesi, quali da gran tempo l!'rano, perch slava e albanese era divenuta la popolazione, furono fatti ridiventare greci e per giunta classici. Cosl rispuntarono ancora l'Eurota. I'Acheleo, il Peno, il Celiso; si riparl del Taigto e dell'Imetto; si riudirono Dodona e Tempe: senza che neppure la ph) piccola gOCCia di sangue rimanesse della razza che, una volta, aveva dato quei nomi. Fu inoltre creato il mito d'una continuit tra la civilt della Grecia classica, e la cosiddetta civilt greca di oggi: questo mito fu largamente diffuso in Europa: ed utilizzato per interessare letterati, artisti, poeti, e per commuovere dappertutto )'opinione pubblica. Nulla, insomma, fu trascurato perch apparisse naturale ci che in-vece era stata soltanto la creazione fittizia d'un popolo e d'uno stato. _solo per servire agli interessi inglesi. D. I. rUJ.la cliH,ica. 'IMI Carlo Bozza: Quando un argomento diventa di moda e s1.1 di esso accaniscono le opere, i lavori i contrib41i, gli accenni di numerosisdml -autori, mo)lo spesso l'intrinseco valore della questione viene superato, fuorviate: purtroppo il pi delle volte ci accade p_e:ch ci si trova impotenti. di fronte al principale c J)erch?:. del problema ed allqra ci st contenta di ricamarci so.pra, di obbiettare aj margini, di discutere i SUQervalori. Tra gli argomenti di moda della letteratura scientifica di quest'ultimo decennio, l'anemia di Cooley fu forse uno dei preferiti, da quando, nei 1927, un grido d'allarme suon da un paeselto della Grecia agli troppo sopitj' razzismi europei. Uno misteriosa anemia. ribelle ad. ogni trattamento medico o chirurgico, colpendo quasi esclusivamente i bambini rendeva sempre pi pallidi, e lino al pallore ella morte i piccoli pazienti dal torace stretto e dalla testa grossa. La famiHarit della malattia si integr, ben presto, nell'ereditariet. Dall'areditarie. t nacque la razzialit. Razzialit forse per l'ipogenitalismo dei soggetti maschi o de! soggetti femmine? Molto probabilmente no, perch gli alberi genealogici delle famiglie di questi soggetti presentano una prolificit davvero sorprendente. Forse invece proprio per questa P.rolilicitt. Un alto indice demc,gialico jn famiglie di !arali rappresenta uno diflusione rapida del male con conseguente minaccia razziale. Probabilmente q troviamo di fronte ad una nalgttia con trcrsmis sil:me diagiT!.ica attraverso soggetti lenotipicamente sani in cui j) carattere patologico sar sl recessivo, ma pur sempre trasmitalle successive generazioni. E' piuttosto famoso il caso del pro!. Chini : una cicnna in dodici gravidanze ebbe a contare due aborti e aei morti nei primi mesi i vita per probabile canemia>. Dei quattro so_ pravvissuti, mentre i maschi nulla ebbero a lamentare nelle rispettive famiglie, le feii! :r.ne invece rioetettero il fenomeno materno: dei sei lig-ll de)la prima, tre morirono per anemia e le dodiCi gravidanze della seconda ebbero storia del tutto analoga a quelle della generazione antecedente. E questa razzialit, dopo i casi greci, s i riaci siciliani preoccuPa le popolazioni del del Me, aspetto caratteristico dovuto ad una rarelazione raggfata de)le !rabecole della diploe). Oltr6 che su gli scheletri degli Incas, maloghi reperti furono tratti (Wakelield) dall'esame del materiale ottenuto da quasi quattrocento tcmbe di c: Costruttori di tumuli >, antichissime razze vivenli sulle sponde del Missis sipl, nell'Arkansas _e gi in' estinzione fin ne! 1540 per testimonianza degli esploratori dell'epoca. La nostra preoccupazione -nostra non tanto in senso mediterraneo quanto in senso strettamente italiano -dovrebbe aumentare ancora di pi quando autori, specie francesi ed americani ci indicano come i dilfusori di questo misterioso male. Ed insistono tanto, in questo loro assolutismo, d .:x definire forme Cooleysimili quei casi In cui l'individuo pur presentando una sintomatclogia e conclamata dell'anemia di Cooley, non sia di razza mediterrnea. La nostra difesa ha molte cartucce dc controbattere. Per esempio si sostiene -ed un greco che lo dice -che la culla del male deve efc:sere in Oriente: questo perch c l'occhio mongolico > (non la c facies mongoloide :t secondaria all'iperostosi molare) tipico del Cooley, dipenderebbe da pi o meno antichi incroci del ceppo con sangue mongolicc Ed ancora come sj sosterrebbe allora la presenza di tracce sieure di questa anemia negli Incas e negli aborigeni dell'Arkansas, h-.. epoca precoloniale, se il nucleo origina rio dellla malattia fosse davvero il Mediterraneo? Senonch idee addirittura romanzesche s! 1r.trecciano alle discussioni scientifich; pf stenere l'idea del nucleo originario medi .rraneo si invoca come ponte di irasmissione per l'America addirittura l'Atlantide. onde, oltre il nome di c Anemia mediterranea:., questa malattia nota come c Talassiemia >, anemia del. mare, anemia .oceanica. Certo che tutti questi valori marginali. sorti -come dicemmo nella premessa da una. dotta discussione su un argomento di moda, il Cl.i quid centrale resta comunque inattaccabile, rimangono nella loro mo_ desta Sar effettivamente molto interessante parlare dell'importanza di Cooley come segno pi o meno preciso di allarme nella senescenza dei popoli, ma quando' si pensa ad altre mortalit come la tbc il cancro. la lues e le malattie di cuore, proble m: perdono molto del loro elegante lascino per non dire della loro seriet. Infatti, a parte Ja mortalit assai poco notevole di questa famosa anemia, il suo significato subdolo di decadenza piuttosto dubbie per quanto riguarda la sua cosiddetta sferJ di elezione: potremmo, infatti, parlare di de-

PAGE 45

c .Jdenza della razza mediterranea, sia n el tioo somatico che-nella civ ilt? se questa malattia, passato i l ponte del l'Atlantide, ebbe agio di spegnere g l i Incas e i Costr u t tori di tumuli, come mai riuscita a tanto poco con le g enti del Mare Nostrum? Un not o clinico romano auspica di appli care il sistema americano ai morti di Canne: sarebbe forse cos possibile d i trovare seg n i d ell'anemi a nei Cartaginesi, o nei Gre ci 9 nei Fenici o nei Celti, Iberi c i ftal i ci (rico noscimento dai caratteri delle tombe), che facevano parte d ell'esercito d i Annibale. Ammetteremmo cos che l'anemia di Coo Jey sarebbe stata presente tra di noi in va r i e e :oche, ma i n qucmto ai problemi della senescenza di razza, potremmo cos r iassicurare le genti mediterranee con l a promessa d i molti millenni di vita. Giuseppe Grieco, dalla Quarta Sponda: Questa volta voglio scrivere per le mamme d'Italia, ma pi precisamente per quelle. che sono l a maggioranza, che hanno un figl i o o pi sotto le armi. E un pensiero che mi venuto cos, in un momento d i racco glimento, ::ensando anch'i o alla mia m amma. Mi son ricordato allora di un sol dato che incontrai un giorno, poco prima che sco ppiasse la guerra accovacciato ai p iedi di una palma, tutto a tracciare St.; un comune foglietto di carta i segni incerti e sgrammaticati di poche parole. Mi c! sedetti a fianco e g l i chiesi chi fosse c a chi scrivesse. Mi rispose che era un contadino, c h e nulla sapeva di lettere e che scriveva alla sua mamma. Poi mi domand se l o sapessi. s cri vere e se volessi a iutarlo p erc h a lui la penna gli riusciva volle pi pesante della vanga. Risposi che s1, che un pochettino d i lettere lo sapevo e che volentieri lo avrei. aiutato perch anch io avevo la mia mamma lass in Ital i a e che certe cose le comprendevo bene. C os ci mettemmo senz'altro all'opera, me ntre il sole tramontuva lentamente laggi v erso il confine della Tunisia, dove tant e altre mamme italiane gemevano sotb il giogo straniero. I n og ni cuore di soldato c' un posto, il primo, riservato alla mamma lontana. Quas si potrebbe dire che ogni soldato :;1 porti con s la sua mumma. E chi non ce l'ha pi se l'immagina ancora pi vicina, i n visibU e ma presente, dovunque egli vada, qualunque cosa faccia. Ricchezze, giovent, belt, nulla. hanno a vedere con la mamma. essa la mamma, nient'altro che la mamma. E quella che ha guidato i nostri pri mi passi per l'aspro sentiero della vita, quella che prima ci ha insegnato a parlare per cui l'uomo principalmente si distingu e dalle bestie oggi, la nostr':l invisibil e accompagnatrice, quella che non C i far in dietreggiare quando suoner anche per l'ora di esporre la vita stJ fronte della battaglia E' umile la mamma, non grida per farsi ubbidire, ma la sua voce la sentiamo nel cuore, semplice e profond a come una preghiera. E' una voce che non ci giunge di fuori ma viene da dentro noi stessi, come ia voce stessa del nostro cuore dentro il quale la mamma hc: il suo insostituibile albergo. V ,;rona : Porta romana dei Borsari. Si marcia, si lavora, si combatte, si la ir. una parola tutto quello che si deve fare, poi, quando viene il riposo, si prende la penna e si scrive alla mamma: c: Io sto bene :., affinch ella non stia in pensiero e imbucata che si la lettera, si calcolano i giorni che essa pu impiegare per giungere a destinazione e si aspetta la risposta un'altra lettera dove stia scritto un al tro : c: Io sto bene:.. un caporal mag_ giore veneziano che aveva trenta mesi di servizio, il quale, dovendosi trasferire ir: distaccamento, si rivolse a me, che non ero, allora, che una c burba ), e mi, disse: c: n raccomando la posta. Fa che io non resti mai senza notizie della mia c: vecia :. La sua c veci a:.: un'umile popolana, lass, nella citt della laguna, che viveva col pensiero rivolto costantemente al suo 1!gliolo soldato da tanti mesi sulla Quarta Sponda. * Parlare delle mamme d 'Italia vuoi dire parlare dei soldati italiani e parlare de:

PAGE 46

Pola: Tempio di Augusto e Roma soldati italiani vuoi dire parlare delle loro mamme. Sono i figli delle mamme che hanno offerto alla Patria la c lede :. per v incer e la guerra odios a dell' allamcrzi-one impostale dalla coalizione delle demoplutocrazie ginevrine, sono i tigli delle mamme che hanno d e tto ai loro poppanti nell'atto sacro di offrir loro il latte: c Mangia, bambino, qui le sanzioni non ce le possono rr.ettere :1>, questi soldati superbi che hann.:> dato all'Italia J'lm,pero e che .oggi combattono per djleriderlo e per allargarlo, per liberare da ogni insidia straniera il mare che gi lu di Roma e che a Roma dovr ritornare_ E anche l'Italia come una grande, umile madre, per la quale bello combattere, bello Qerfino morire, offrire la nostra liorente giovinezza per aggiungere una perla di pi alla sua corona immortale. Direttore responaabile: TELESIO INTEBLANDI Io vorrei dire alle mamme hanno i loro f i g l i soldati su! : .::r Ouar : a Sponda, che essi pur essendo matericl menle lontani, spiritualmente le seno v i cini. v icini come i loro cuori di maiiLl'Il e d c2i de rano, e che combattono e vincono ctVE':1dJh nel cuore. E come noj siamo fie ri t.!E'l:e nostre mamme, cos debbono esserlo di che serviamo in aimj la Patria per ria : :c quel posto che la sua storia millenar:a c la sua civilt le assegnano nel mondo. No, noi non combattiamo per un interesse egoistico e mercantile o per mantenere un' eso s a e antistorica egemonia su altri popoli ed altre nazioni; non combattiamo per imporre all'Europa e al mondo una seconda 7 pi feroce Versaglia, ma per stabilire un nuovo ordine di pace con g iustizia fra i popoli nel quale ogni nazione possa trovare il g iusto posto che le assegnano b sua storia e i suoj reali interessi. E che in questa lotta non siamo soli, lo dimostra non solo la nostra alleata Germania, ma que sto fremito nuovo di vita che scuole dalle lor:damenla tutta l'Europa e che si propogu lontano oltre i monti e gli oceani, negli altri perch ii mondo, stanco o; mai di libertarismo e di partiti che no n servono che agli interessi dei plutocrali d i qualunque razza, non chiede che ordi ne pace, giustizia, .che sono le insegne sette le quali ni combattiamo e vinciamo, Per lontana che possa essere ancora la v ittoria linale, essa ormai saldamente nostra e nulla possono !are per impedirb Churchill e la sua cricca di plutocrali in glesi e nordamericani. Fra il nuovo mon do che sorge e il vecchio che tenta invano di sopravvivere a s stesso e alla sua r ovino, )'esito della lotta non pu essere dubb o. La vittoria con le nostre legioni che c o m battono avendo nel cuore. le cose grandi e sublimi, in una parola la civilt, che oggi, come venti secoli addietro, porta ancora e sempre il nome di Roma che non oppresse, ma seppe associare al suo destino i popoli e le genti pi diverse e lontane, creandJ quel capolavoro di sapienza politica, anz; poetica -perch la politica, la vera e grande politica, ha la sua salda e grani tica base nella poesia epica dei volghi for n i li di robusta e ,potente -che lu l'Impero Romano. E come allora, alle: costruzione di quel grandioso edificio no:1 piccolo lu l'apporto delle madri 1talic h c fiere genitrici. di legionari erQi, cos og gi, alla costruzione del nuovo Impero Romano del Littorio, molto hanno dato e pi anco ra daranno le madri italiane, perch il no m e augusto di Roma risplendi nel mondo, s imbolo di giustizia e di gloria alle generazioni vivenlj e quelle avvenire. Nel n 23 de c La Difesa della R= ,. o !>"gina 46 riga 23 della nota di Paolo Barraco .,. errore di trascrizione ha alterato i l senso d el ; e riodo. Si doveva leggere: eversore il sangue i ragazza llOil ebrea, e succ:essivainente: e ra ten.! to ritto con le braccia at_. come uno o ec c c..:-:: Stampatori: Societ Anonima Istituto Romano di Art i Grafiche .di Tumminelll & C -Citt Universitaria Roma

PAGE 47

Collaudato dal Ministero delle Comunicazioni -Ogni Radiobalilla, ha il relativo bollino di collaudo -T re valvole -Onde medie -Ricezione diurna della stazione pi prossima In condizioni favorevoli ricezione serale di alcune principali stazioni europee. P rivo d i r-e a z i o n e re g o l b i l e su Il' a e r e o, quindi. es e n te dai disturbi caratteristici degli apparecchi a reaz1one C O STA L l R E T ASSE. RADIOFONICHE COMPRESE. ESCLUSO ABBONAMENTO _ALLE RADIOAUDIZIONI VENDITA RATEALE CHIEDETELO Al MIGLIORI RIVENDITORI


xml version 1.0 encoding UTF-8 standalone no
mods:mods xmlns:mods http:www.loc.govmodsv3 xmlns:xsi http:www.w3.org2001XMLSchema-instance xsi:schemaLocation http:www.loc.govmodsv3mods-3-1.xsd
mods:relatedItem type host
mods:identifier issn 0000-0000mods:part
mods:detail volume mods:number 4issue 1series Year mods:caption 19401940Month November11Day 55mods:originInfo mods:dateIssued iso8601 1940-11-05