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Difesa della razza : scienza, documentazione, polemica, questionario

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Material Information

Title:
Difesa della razza : scienza, documentazione, polemica, questionario
Physical Description:
Serial
Publisher:
Società anonima Istituto romano di arti grafiche di Tumminelli
Place of Publication:
Roma
Publication Date:
Frequency:
semimonthly
regular

Subjects

Subjects / Keywords:
Race relations -- Periodicals   ( lcsh )
Jews -- Periodicals -- Italy   ( lcsh )
Race relations -- Periodicals -- Italy   ( lcsh )
Genre:
periodical   ( marcgt )
serial   ( sobekcm )

Record Information

Source Institution:
University of South Florida Library
Holding Location:
University of South Florida
Rights Management:
All applicable rights reserved by the source institution and holding location.
Resource Identifier:
usfldc doi - D43-00058
usfldc handle - d43.58
System ID:
SFS0024306:00058


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Difesa della razza : scienza, documentazione, polemica, questionario.
n Vol. 4, no. 6 (January 20, 1941)
260
[Roma :
b Societa anonima Istituto romano di arti grafiche di Tumminelli],
January 20, 1941
650
Race relations
v Periodicals.
Jews
z Italy
Periodicals.
651
Italy
x Race relations
Periodicals.
1 773
t Difesa della razza : scienza, documentazione, polemica, questionario.
4 856
u http://digital.lib.usf.edu/?d43.58



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-. 2 il ''TEVERE" l'avamposto della stampa fascista DIRETTO DA TELESIO INTERLAN DI non significa soltanto essere informati ma anche e soprattutto avere una guida GIOV:ANNT SAVEW:: GENTI E C0STUMI SO; MALtA J. EVOLA: iRAZZA E SUPER"' SPAZI .LAH. DELLE RAZZE UMANE ISTITUTO NAZIONALE DELLE ASSICURAZIONI Nel :vasto programma educativ o a carattere totali tario, che penetra e si sviluppa in ogni settore dell a vita dei giovani dell'Italia Fascista, non poteva n doveva mancare la conoscenza e la pratica della previdenza assicurativa. Ed per ci che l'Istitut c Nazionale delle Assicurazioni, cooperando anche in questo campo con lo Stato, ha creato la POLIZZA DELLA G.l. L che accompagna passo passo i l gioyinetto e lo tu tela durante il manifestarsi delle prime esigenze della sua vita. PER INFORMAZIONI E CHIARIMENTI RiVOLGERS I ALLE AGENZIE NAZIONALE DEllE ASSICURAZIONI

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Collaudato dal Ministero delle Comunicazioni -Ogni Radiobalilla, ha il relativo bollino di collaudo -T re valvole -Onde medie -Ricezione diurna della stazione pi prossima In condizioni fav.Jrevoli ricezione serale di alcune principali stazioni europee. Privo di reazione regola bile sull'aereo, quindi esente dai disturbi caratteristici degli apparecchi a reazione C O STA L 1 R E TASSE RADIOFONICHE COMPRESE. ESCLUSO ABBONAMENTO ALLE RADIOAUDIZIONI VENDITA RATEALE

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BANCA COMMERCIALE 1 l ITALIANA l CAPITALE L.-700.000.000 RISERVA L. 160.000.000 AL 18 MARZO 1940-XVIII BA. NCA DI INTERESSE N AZIONALE

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ANNO IV -NUMERO 6 20 GENNAIO 1941-XIX ESCE IL 5 E 11 20 DI OG l UN NUMERO SEPARATO LIIIE l ABBONAMENTO ANNUO LIIIE 20 ABDONAIIFNTtl SEMI!:STJIAU 12 E S T : K O l l U O P P l O Direttore: TELESIO INTERLA NDI Comitato di redazione: rwf. dott. GUIDO LANDRA prof. dott LIDI O CIPRIANI di redazione: GIORGIO ALMIR;\NTE SfiENZADOCUUENTAZIONE POlEUICA OUESTIONJ\810 Prigionieri inglesi catturati nella Somalia ex-britannica (nelle pagine seguenti u n articolo sulle genti e i costumi della Somaia ex-ing:ese)

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GE La v ittoriosa penetrazione d e ll e trup p e italiane nel territorw del'la Somalia britanni c a m e ntre infligg e un c olp o ecce zionale gravit a l cuor e del sis tema imperial e inglese, porta un -uita. le con tributo a quel proc e sso di unifica z ione d e ll e r e gioni dell 'Africa Orienlal e ch e rie ntra palesem e nt e nella mis.on e 8lorica e politica d e ll'I utlia. L'azione militar e italiana si affianca cio, per naturale s-ulluppo di v ic e nde a d i -wslo inquadram e nto diremmo d i riequilibrarne nto int e grale ch e si connette alfe esi genze d e rivanti dalla storia dall e condi z i o ni naturali dalle situa z ioni raz ziali Si c onoscono i criteri da qualcuno d e finiti geometrici" che ispirarono larga m e nte la geografia imperiale dell'I n g hi i t erra. La suddivisione dei territori colo niali o delle z one di influenza fu in r e alt estremamente semplificata da que sta "geometria", I confini erano tra c ciati s e guendo mat e rialmente le lin e e d e i m e ridiani e dei paralleli. L Africa ric ca pi di ogni altro di questi simboli geom e trici, disegnati razionalmen te da un' amministrazione colonhtle che 6 in altri tempi fu rit e nuta p erfe tta forse appunto per questa .sua m e cca nicit da libro mostro Tutto c i non era in effetto c h e un e lud e r e continuo i problemi s torici e d e tnografici, l e pi profond e ra gi o ni uman e e naturali ; un v iver e alla giornaw s ul filo d e lle scalt r e comb iruzzioni diplomatiche, d e gli scaltri sfrutta m e nti di int e r e ssi immediati l e gndo i! tutto con parate di for z a e subordinan dolo all e e sclusi v e neces sit strat e giche e d economichedella costru z ion e imperia l e britannica L'Inghiltemi ha l e tteral mente v issuto alla p e r pi s e c edi : f enomeTW storico s e nza precedenti c he p e r si conclude, per fatalit di cose, con un altro fenomeno a cui tutti han no in qu e sti giorni la v e ntura di ass istequello, diciamo del croll a irr epa rabilm e nte fulmi neo di una pot e nza im p e riale costituita da un pulviscolo di ari di aggr._e gati. * La latitudine e la longitudin e suggerirono facilment e i confini anche per il t e rritorio del Somaliland britannico, zona di s icurezza s;,lla vi d delle Indie, dirimp e tto al Prot e ttorato di Aden. Mutll dell e c r is i che hanno caratt er-iz:at o :,, 1/ce r i de, movn e nJatiss i m e d e ll' Afri t Ori e ntal e nei d e c e nni pil recenti s 1 ; ;,., s e n:' altro d a far risalir e a que s to fra:.: nam en.to artificiale di un' unit o r ig i w ria : c h e fu d'altr o c a r l uno d e i cardini di d e i Nees d 'Abi ssinia Sta di fatto ch e l'intesa t ct la vecchia Etiopia
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dalla depressio ne e dai bacini flu.vigli .sudanesi sia dalrimmenso altopiano, pa ludoso o desertir_o, che lo separa dalfacrocoro del Kenia e dalla regione dei laghi equatoriali. Da questa situazione derivato natu ralmente il costa.nle gravitare della vita e del commercio abis.sini verso le zone dell'Est e del Sud (M ar Rosso, Oceano Indiano), le quali, appunto, si collegano geograficamente con l'a c rocoro etiopico. A Sud e Sud-Est il massicci{) centrale scende injat.ti grackltamen te, per gli altipiani del Gulgullo c del l'Ogaden, verso le pianure e l e depres sioni della Somalia italiana; a Est, nel S omahf,, nd britannico e a Gibuti, l'alto piano si spinge, declinarulo, fino alla s t retta fascia costiera; mentre a NordEst (Dancalia, Erilrea) l'acrocoro s'innesta senza zone di montuosit intermedul, rwllo stesso bassopiano esterno. All' unitariet di questo complesso cor rispond e l andamento generale delle di r e ttri c i di displuvio, che si sviluppano nel s e nso Nord-Sud o Nord-Sud-Est tra l'a croc oro e la SomJJ.lia (bacini del Giulia. e d e ll Uebi Scebeli con la filta rete di afflu e nti ) e nel senso Ovest-Est per l e i nnumere voli frau.ure torrentizi e che corr uno tra l'a c rocoro il Sonwliland. Gi/,uti e l'Eritr ea. Corrisponde in parti co l a r e il s i s t ema di pa ss i e quindi di r e ti .1Lrudali e c aroooniere, su cui irnp e r n iatu l'inl. era e conomia e tiopi c a : si.st e 11111, c h e ovviam e nte s egue l e ident1 c h e r/n e ltrici d e l s i.st enw idrografi c o colle g a ndo s tr e tUtm e nt e la v ita d ell'A bi.Ssi nia a g li s bo c chi marittimi e ritr e i dan r a li e somali. Tutti sanno oggi, dopo la 11mpia l e tt era.tura ch e da l in poi s i a v uta swll argornento che c o s a rap p r esentino p e r l Etio pia. i port i di il'/ a s , a u a di As sa.b, di Gibuti di l e ila. di !Jerbera., di B e nder Cassitn di Mo g adi -1c i o di Chisimaio: nucle i p erife ri c i di Wl c o mpl e sso vasco/are che non presenta s o lu: ioni di continuit. * Ma l'assurdo geografico costituito S onwlilan.d britannico, brano staccato da un corpo v ivent e, anche un assurdd ra::.:ial e : tanto v ero che le sitlUI:zioni geo s rafiche ed etnografiche sono sempre in di.ssolubilmente connesse. L'accentuato frazionamento in genti e in trib ch e si nota dovunque nell 'Afri-Colonne itali'ane in marcia nella piana di Adadlei, nella Somalia ex-inqle1;e Un qruppo di prigionieri rodesiani nella piana di' Adadlei

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n tricolOre e eu i moll c'fllici nu :scnlu nwnli uzT enu.ti nel corso dt'i seco li le immi graz i o n i di genli finitinw, l e stesse ondi::i.oni c reale dalla politica r1egussita. parrebb ero contrastar e la ric erca di fon damenti raz ziali comuni. Ma si badi che questo frazionamenJ,o /w nella sosuw:.a, te medesime caraUeristiche che abbiamo t>st,o contraddistinguere l"a:.ion e dei { licsus e, su un pia.rw mondiale, quella del :lm.pero britannico: si cio di fronJe a un vasto spezzettamenlO .. di corpi uni tari a una so rta di at,omisnw razziale art ificiale che tllUavia continua fatal m ente a gravitare ndl'o rbita del proprio ceppe, come l e miriadi di elettror1i gra v itano int,orno al loro nucleo E" da esclU
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Oggi noi a.ssi..sti{111W IIICM. alla fine di u11 O.rdi4ze, cliC a. quella di 1111 disordine malamente organizzato. Il sistema che, nell'epoctJ pi r e c c tzt e, ha dato forma ai rapporti politici e giuridici fm i ov'f]ri popoli europei c, anche a quelli di molti altri popoli d e l mondo, da un punto di vista tradizionale presenta cffetti1amente i caratteri di una a no:malia, di qualcosa di artific iale c di costruito, presupponente Utlll specie di stato di l etargia d e lle forze pi profonde d e/.le g enti d U ccidente. Con la guerra atttwlc, la cris i di 1m tale sistema ha raggitmto la stta fase finale e d ecisi< a, non solo sul piano mate riale, ma an'Ciw in s ede dz: un ' e ro e proprio c r epuscolo dci miti : le verit chll, fino a i eri avevano dimostrato la massima farza orgamz:::atlr.ic e suno m esse alla prova del fuoco e si v e d e gi quali sono qu e lle ch e hamw ormai esaurito l e loro possibilit vitali,-e quel le clic in mw. superiore lot o r ia.ffermazione, potranno. invece COs t i tuire la base del mto< O ordine europe o. all' e s s e;z. ale gi chiaro p es. che d e l primo ti. po sono l 'idea c a d e ll e na z io n i e Jelf. e so vranit nazionali, i l positivismo del diritto internazionale, la COtitraffazione .imperialistica del diritto di dzr ezione supemaz ional e laddOLe n e U id e a organi. corr.Izzial c, nel concetto gcra.rchico c roma-no di o rdi11e e infin e nell' i di una. sttpe r-ra.z z a gi si intrM-vcdono le verit imprc sci11dibih p e r la nuo<' a op e ra di ricostruzione e di riorganiz:::az ion e europea c, medi.atomente, in una certa. misura, anche mondiale Formarsi d e ll e id e e precise proposito cosa d'imp ortanza fonda.m entalc, p e r c h c i significa porre, per dir cos, d egli adeguati c entri di cristallizzazione per forze ed impulsi c h e nella f a s e a.ttuale ancora dina .mica, tempestosa e lcan-dcscentt di liquidazione d eUa Europa, non si presentano an com con mr preciso Z olto. Significa dtmqtt.e determinare gi dell e p o ten:::ia.fit predisporre dell e diretti:vc di marcia. C stato detto che /.(]. gue rra attuale costituisce 1m logico svilupp a dell e nostre riz,ooluzioni fasciste. Mu non s empre ci si J cumti di preCl:mre i/ contenuto d i questa formula i n s gt.sta La gue rra attuale contimw.la ri<,oluzione fascista in quanto. volge a liquidare an che in sede .,int e rnazionale qu e l p osili'i..mo e quell 'agnosticismo, che come idcologr a dt una si ngola nazione essa ha gi desautdra. to superato nel runto dc[ suu trionfo. liquidazione del positivismo S ecoudu i, che la democrazia:. solo agevola, cos anche la positi< :it del diritto internazio1zale stata 1111a finzion e una maschera: diritto s'intese silenziosamente u difendere e a delle egemonie c basta non essere miopi per: acco rgcrsi che la pratica effettiva del diritto. irtt e r. nazi01w/.e n ell'ultimo secolo ha. q1tasi escl-usivament e fatto il giuo. co d egli it:teressi franco-britannici. La. Soc i et d e ll e Ncu:w11i ha a vuto il m erito di ll'l!e r distmtto gl1: ultimi dubbi i11 proposi t o c, i:on ci stesso, di aver contribuito ai1<1 crisi del sistema. Il mito proletario Non esiste 1111 di.ritto positivo d elle g enti. La storia d e l dirit to stata s empre un:a storia. di imperi Oggi si riconosce que sltt verit, ci si rif;uta di gi
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t i t olo di _r.uperiorit reulc, etic e spj,rituaLe Ecco tm atomo 1ccondo la nostra irmagi neoch e, 'Senza Cl!ssar d i ess e r tal e, domi 1w m altri a tomi, semplic e m ente p e r sfrntta. rli : e proprio qt, e Stll 7crit. trapela dal fatto, che l'egemonismo inglese ha preso com e r t rll/.a i[ dirit to nt c ni.a zionale '>. modertiO e agnostico, il qua/ e di r igor e non m111me t t c una sovm411it c uJia autorit 111C11te SJ'periore a delle s i ngole SOVranit statali, anc h e l d ov e qu este sono mcre finzioni di a/. fatto imp e rialistico /l mwvo. frmtte fascis t a cMope o combatte nel modo pi aspro t ullo ci. Di contro all imperial ismo, esso difende ttna nuova id e a i111perial e, cio il diritto ad una direzione e ad tma orgmlli z za z ion e srrpcrnazionale, che si rif a.d. una sup e rior e dignit e ad un fatto, i11 fon d o di nat1ua spirituale i n t al s e nso Ptt dirsi ch e il nuovo ordin e Cttrop e o sar ess e nzia/4nentc r omano, g e rarchic o c fa.sci .1ta, e ch e esso S'ltperer 110n solo ogni zt erna ziona.lism o g i u r i dico, m a an c h e ogni n a zioua.lis n w in s enso ristre llo c la con segue nt e i d e a dell assolttl a sovra11i t d e gl i Sta t i. il na z i o n alis mo c q u esta idea della sovranit pol i tica s ara.nno sup erati i n 11-11 d o p pio r iguardo : an z it u tt o n e ll a person c t d egli Sta. t i mino ri r ipr es i maggior spa z z : o impe riale 1 : qua/ i, 11a turalme1 r t e p e r p o t e r f a r p ar t e o rganica del su. p c r io r e organismo euro p e o..{j.ovramw ammetter e d ci v aJqri ch e, se n z a n e garli, va11no di l da quelli u nilat e r a l m e nt e condiz ion a li d b l loro el e m e nto-naz ionale e do vra1ww 1ico n os c e re certi imiti al c onc e tto astratto di sovranit; in s e c n clo l-u o g o, 11e lla p e rson a s t essa d e U e naz ioni imperiali, p e r c h e ss e non p o ssono e s ercitare una fmtzio n e r ealmente unifica/1-icc c d ctila r e l 'impe rialism o q i fronte agli a.ltri p o pol i, s e n.OJt. e lab o r a n o 11na civ ilt sup eriore, s u sce tt i bil e ad i11 t egrare l e r es tanti, e se w m la fnn zio n c dmzt esc a di qu e U 'unum, quod n o n pa rs val e a dir e una diversa p e r d igni t. e tip o d a qu el/.a rlcl/e singol e parti o enti t ctnico.-.oolitiJze ripr e s e n e U o s p azio i111 perialc, o d infl!t e11:;a imp c 1 ial c > }Il diritto all'Impero l11 1 ela z i u n e a ci vi J a11ch e cJa c011 s id erurc [ a p arte spcllaul c .:cl una ide a fondamctJta. l e d elle ttuove Rivoluzi oni: a qu ella d e lla ra::za l? altr es d e lla sup er-razza. Per la f ase di comba tt i m ento, .. e v ide nte ch e l antigiud
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LA CLASSIFICAZIONE DELLE RAZZE UMANE J.n a ltri numeri eli questa rivista. abbia mo avuto occasione cli ricordare il \ 0 compiuto dal v. Eickstedt eli riun.ire in un a opera di sintesi tutte le conoscenze a t tua li che si ri feri scono all e razze umane. Q u es t o tentativo stato giu d i cato dag.Ii studiosi e non sta a noi di cntra:r e in m e rito a que.sti giudizi. A noi s embra p e r interessante eli riassumere brevemente per il lettore i 'C. oncetti forrdamentali ai qua li si isp: .ra tutta la class ificazion e del v. Eickstedt, quali pos siamo ri c-avarc dalla l ettura del:]:' opusco l o Di e Rassen der Erde da .lui pnbhli{;ato a comm ento della grande carta d elle r az z e umane. Il v. Eickstedt distingu e pr-i111. cipalm e nt. e l e razze europidi. Queste r az z e comprendono iimanzitutto il gr:u.ppo dell e razze d e pigm cntate delle pi.anure settentrio nali, .razza nordica e ostcuropide. Se g u e il gruppo delle razze delle montagne, r a z za alJ!.i-na e dina.rica, e ultimo quello delle ,razze meridionali ; razza m e dit c rraIICa. Accanto a queste -cinque razze che son o q{:Jlc tipicam ente europee, il v. Eick ste d t enum e r a aLbr.e razze europidi. T.r ;, queste vengono innanzitutto le razze ar-11/CIIidc e turati i d c d ell' Asia, poi la razza "ou n t o CARTA N. l DiStribw: one geografica delle razze europee (l. nordica. B. osteul'
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.wharidc dell'Africa c poi ancora l e razze oric'llta.lide c tlndid c dell'A s i a. fn un a cartin a da lu i pubblicata a1oi ve. diamo l e r azze disposte se: c o ndo t r c line e s i nuo sc c h e vanno dall'Eu. r apa aJ.l' La l inea I comprende l.e r ane u ordtW, A, e os l eHrop1de, B La ]1. 11ca 2 compre n de l a r.azza A, la r!i11a .ri.ca B l 'ar : m c nid c C c i11fine la tu n mide D. lnfinc l a linea 3 comprende l a ;11cditc rran c a 'A, l a oricn t a tide, B e i nfine l a 1 l ndide C (v car t a 11. 1). 11 v. E i ck.stcdt fa una accu rata descri zion e di qu e ste razze, descrizi o n e c h e ri ,ua.rcl a a un tempo ste s so l e qualit fisi,:hc e que l l e psichich c Non star e m o natur;dmc n tc a r ipetere la ill ust r azione delle rnzc eu ropce dato c h e gi stata fatta Donna Ain Uomo di rcuz:a weddide \lllerosc Yoltc s u ques t a ri vista. Pi inltn:ssant c ci se mbr a l a descrizione delle r;,;:zc n o n europee considerate per n e l J,:randc g ruppo delle c uropidi L a razza saharide, c h e si t rova sop r at t utt o nell'A f.rica settentrio n a l e rappresenta tni e leme nto molto a ntico caratterizzato d a lla facc i a larga, la m a ndi bola forte gli occ hi con orbit e bas se c rn fin e una 'Piccata dolicocefalia. L a razza armcni d e di .statura media, c o n tend e n za alla corpulenza e a lla pi.nJ,:u e tlinc, l a p elle bruna, i cap e lli n e ri il nas o g r osso e ricurvo, l occhio piccolo la fac c i a stretta, l e labbra g r osse. Mol ti ebrei app a rt e ngono a questo r ip o razzia.ie. La razza armcn-ide si trova ora particobrmente pura in Anatolia e ne1 Caucaso. L a r azza twranid c pre: senta qu aic h c pun. l di contat to con l e razzJ mongolich e neL h forma d eg li occ hi e degli zigomi. E' dif-CARTA N : 3 I qUIClttro grandi gruppi di rcuze africane {usa tda,J Turkestan alla Sibe ri a meridio n a l e c ha .molto i-nfluenzato la struttura ctmica d e lla m e ridi ona le. La razza oricnta l idc gracile c di statur a m ed ia 'Presenta capeili scuri, peli,; hrnna, faccia ovale, apertura dell occ hi o a mandorla, naso l eggenment e oceaniche. Accanto a queste razze curopidi extraeur opee, vanno ric o rd ate alcune forme: ar caic he, confinate in zone partiolari. La p r ima di que.5tc la razza ::ccddidc che .lmerk:a lettutrloa l. Eac:himide 2. SUride 3. Pacifide . Marvid America lllertdloaalt l. Ando-Pamplde 2. Braal.lide 3 .I.ogicle (. CARTA N 4 Le ra:ue nelle Americhe si trova in varie zone primitive dell'I ndia e d elle terre Yicin c La seconda la razza aino, confinata nclile isole scttcntri o n ali d ell'arcipe lago giapponese. Per quanto r iguarda la dinamica delk razze ettropidi il v. Eikstedt sostien e che l 'Europa e r a ancora -coper ta dai ghiacci, quando alt r e terre erano gi popolate. Per q uesta ragione il popolamento d ell'Euro: , ., sar ebbe avvenuto pe r mezzo di im.migr. zion i ormai hanrio esattrito la l o ro forza d i es pansione non solo ma di resist enza d ; fronte ad altre razze pi forti ed attiYe. A l di qua del deser. to saharo -arabo t delle mo ntagne deli 'Himalaja si trova se condo il v. Ei'Ckstedt la sed e o riginale de i n egri. L e razze e mongolidi mol-

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CARTA N. 5 -Distribuaiozie periferica de.lle umane primitive to pi attive cd energiche hanno respin. to sempre pi verso sud i negri, i quali hanno lasciato sulla loro strada soltanto eparati dall'Oceano Indiano. Cos an che le popolazioni 11egroidi dell'Oceania di origine negra. Questa opinio ne invece contraddetta da numerosi altri . ntropologi, tra i qua.Ji il Fischer, che so stengono che le popolazioni dell'Oceania di tipo negroidc sono in realt di origine australide, compresiben inteso gli australiani. Tornando al v. Eickstedt, questo autore sostiooe che tra .t'ala orientale e quel la occidentale dei negri esistano c[ei gruppi etnici che fungono da contatto. Tra questi vanno ricordati i prcncgritoid.: dell'India meridionale, i mckmcsia11i e i negritos. Sar.el:ibe in questo modo possib:Ie di rin tra si presenta in un certo senso meno differenziata delle razze da noi prccedentementt considrate. La forma della testa, per meno decisamente dolicocefal a Questa razza particolarmente diffus; nelle foreste vergini del Congo c dell a Guinea. Vidno ad essa si trova la zon ; popolata dal ramo africano dei pigmidz La statura di questi .non supera general mente 140 cm. c di par, l gi Erodotc molti secoli fa. \ Di piccola statura ono anche i bosci mani e gli attento/ti, fhc il v. Ei_ cksted t chiama con il nome di kltoi sa nidi. Questa razza presenta i. -capelli an cora pi crespi di dei veri negri altre particolarit, come ila piega otten totta delle la steatopig.tia e al cune variazioni negli organi genitali che 1 .on si osservano nelle altre razze. adesso al ramo oceanico cki negri, vediamo come il v. E:ekstedt distin g-ua anche in essi una zona di contatto F. questa l:a cosiddetta zona indomelaJlick In questa zona si possono o.>servarc f r;, l'altro anche alcuni gruppi etnici di pigme i I mclancsidi abitano la Nuova Guinea c le i sole che prendono appunto il loro nome. I capelli di questa razza sono ma meno che nei negri africani. Per qua n. to poi riguarda la forma del naso, qu e sta varia notevolmente da un tipo all' a l tro, per cui si hanno dei melancsiani COl < addirittura una iorma semitica del naso. Anche gli aztstralidi vengono dal VOl i E;ckstedt ill!Clttsi ne
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In questo gruppo il v. EickstJedt comiw eia dal consider-are il tronco t.ungo-sinide. 1 11mgidi. sono i migliori rappresentanti dd tipo mongoli<:o. Sono uomihi daLla fac. cia lar.ga c bassa, con zigomi fortemente porg0nti cor:poratur massiccia. Mol, to caratteristica dei mongoli la piega della pal lpcbra, detta appunto mongolica. La te. :,ta fortemente brachicefala, il mento e m : rgico e i capelli: c rigidi. l I Jmgidi abitano -soprattutto nell'Asia centrale . Accanto ai 11mgidi sono i sinidi, che pe r per le loro forme attenuate, pi che dei cri mongoli devono e ssere .considerati r otc dci mongoloidi La !?tatura difat1i :.;e n c raJiment(: maggiore di quella dci tuny idi, la corporatura pi snella, il v iso c il Jlaso pi allungati. Come tra gli curopidi "s istmio ancora dci palcocutopidi, come t ra i ncgridi esistono dci palconcgridi, cos tra i mongolidi esistono dci pulcomongolidi. Questi abitano tra l'altro la zona 111 0 11tagnosa della Cina meridionale c dell' l n dia interiore, c alcune isole dell'Asia, >Ol i O generalmente di bassa statura, di vi. :;0 hasso c rotondo, capelli rigi di c piega mong o lica della palpebra appena accennata. :\ccanto ai palcomongolidi costituiscono u n a f orma umana molto vecchia i sibiridi. L u m c il nome questa rzza diffusa 1 art i colarmcnte nella zona delle tundrc. Passiamo ora a parlare delle razze ame. Pic;tnc Un tempo lo studio di queste razze e ra considerato come uno d c i pi com. p lcss i dell'antropologia c particolarmente erano i problemi ehe riguardava. :t<> l' o rigine degli americani stessi Oggi, qu a:i sono i silvidi, che ar iL prototipo dell 'indiano di A merica Presentano faccie .;trette eon naso a quilino, labbra sottili c mento ben dise g nato Pure Nordamcrica esiste un'altra raz za che si dalla Ca'iifornia alla florii p<;.rsa -la v:sione d ell'uomo, considerato come una unit in scindibile c si invece .ridotto l uomo ad un mosaico di caratteri. Ora, secondo il v Eickstedt, questo mosaco di caratteri una creazione artifiosa, dato che qu ello che possiamo toccare con le mani sono solo le razze umane quali oggi si presen tano c gli individui che le compongono. Ai metodi proposti da altri autori egli ne -contrappone alcuni suoi particolari. Noi, non avendo alcun particolare int c re.;se a sostenere .le idee di -un autore o di -un altro, dato che quello che a noi importa sono pi che le teorie, i dat! oggettivi, da essi portati quale allo studio delle razze tunane, nfenremo nei prossimi art:oli' sul metodi segui t i dal von Ekkstedt.In tal modo il nostro potr farsi un'idea di un indirizzo diver so da quello strettamente genetieo, al quale si -ispi-raJllo molti degli articoli da noi finora pubblicati su questa rivista. GUIDO LANDRA Ne
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Incisione anlimassonica inglese Dei 788.853 massoni europe1 Costume rituale ei Massoni americani u 17 43 logge masso niche esistenti in Europa ...

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... 1305 si trovano .. in Inghilterra Interno di una loggia .. 725.000 sono di nazionalit inglese Costume rituale dei Massoni americani

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Un'impresa favoloact di Magno (da un, antico codice di;Brussel!e) ]Indubbiamente __ dal momento della sua dei soldati:-inveniam/qui desertum ci vobis scomparsa fino : tutto il tardo medio evo, seguantur>. (Hist, Alelt IX c 2-8, 9, 10, 11), Alessandro Magno fu considerato come il Dobbiamo per credere, la qual cosa ci fa. pi puro esponente dell'arianit in lotta vii-cile, che qui Curzio, ii atteggiasse a retore toriosa con l'oriente popolato di tenebre e ed infatti egli molto pi retore che storico: di orrori; e se la critica storica sulle orme nei dieci della/ sua opera egli segue del Beloch r iuscita a diminuire -di molto fedelmente Clitarco/ e Timagene, riportando le imprese del macedone ed a conferire senza alcuna operaZione critica, tranne rare loro proporzioni reali, la fantasia dei popoli ec-cezioni, le delle sue fonti, anche. d'ogni terra s' impadronita invece di esse, quando paiono esliere incredibili. Che Rufo trasformandole e rivestendole. con elementi credesse alla del suo racconto du-in cui il maraviglioso e la stranezza egua-bitiamo; ma gi ida! secolo I a. C. Ales-gliano la poesia. sandra era diveni.1to l'espo_nente del valore D'altro Jato la fama universale dell'eroe e della suprem9;ia razziale mediterranea pot anche sullo spirito delle genti sotto-contro i barbari r,'oriente; e lo stesso Livio, messe, se ritroviamo Alessandro improvvisa-cui storicamente l attribuibile un'alta com-mente metamorfosato presso Arabi, Ebrei, petenza, ha parole di ammirazione palese Siriaci, p iegato a tradiziont proprie di quei per il (Hist. a U c IX. 17, l). paesi, deformato nel nome, rtei costumi, Invece, pressd i popoli semitici del vi-nelle intenzioni, ma pur sempre tale da r i -cino oriente, le jimprese di Alessandro su-velare chiaramente i sentimenti che la deb irono vaste trdsformazioni entrando deci-formazione provocarono: ammirazione scon-samente nel cobm della favola ed ade-finata ed odio inestinguibile. rendo anche a precedenti, che ricevei-Cos seguendo ora le narrazioni roman-!ero -cos novella v igoria: zate c Curzio, Orosio e Giustino, ora le Cenni storici, sulla figura dell'Eroe si tre-leggende giudaiche, cristiane, arabe' e per-vano nel primo libro dei Maccabei (1,5) e siane ora i trattati di Plinio e di Sciino, pi tardi nello stesso Talmud (Yoma 77 b). sorse' la favola policroma d 'Alessandro, Ma i temi favoriti-, cui venne dato massimo varia nell'estensione e mutevole nell'aspe!. sviluppo, Cllimavano con i gusti dell'epo-to, animata per, sotto il velo scintillante ca: l'Eroe non era pi il macedone ardito, del mjto, da una forza di superiorit razziale conquistatore della Persia e dell'Indostan; che rivela insieme con l'esaltazione del ci che in origine era alone decorativo si campione il di"sprezzo nutrito per le trasform in sostanza: cosi Alessandro, pa-ganti del mondo ignoto. ladino di un mondo nuovo, compie spedi-Ora, nei libri che ci rimangono di Curzio zioni contro i popoli dj Gag e Magog, op. Rufo stest dallo -storico per celebrare le pure si reca all'inferno od i n paradiso. alla iiiiJ:?rese alessandrine. i tratti dell'eroe sono ricerca questa volta dell'acqua di vita. La ancora umani, le sue gesta inqua'drabili fonte di tutte le Alessandreidi senza dub-storicamente; lo scrittore indulge alla fa-bio la famosa Historia de proelus >, la vola, senza permettere tuttavia a questa cui traduzine dall'originale greco, per di dominarlo. Esiste in germe una succes-quanto Si legge in un codice di Bamberga, sione di leggende che non trovano il loro risale ad un dotto del secolo X, Leone ar-naturale svilu,ppo; Curzio accenna a loro ciprete. -Costui, venuto alla corte di Costan-velatamente e cerca di svestire il fatto del-tino Porfirogenito, ritrov un manoscritto al-l'atmosfera irreal da cui circondato. Fa-tribuito a (;allistene,-ove si narravano le mosa a questo proposito r:masta l'ora-avventure del conquistatore dell'India. Leo-zione che Curzio fa rivolgere dal mace-ne ne cur la traduzione per ordine di Gio-done alle truppe, dopoch vinto Poro e vanni III duca di Napoli, ed il libello ebbe giunte all' lfasi, sull'atto di assalire r Prasii un successo immenso ed il suo contenuto ed i Gangaridi, si perdono di animo; una naturalmente alterato, riapparve parecchie sconfessione compiuta del mondo favoloso volte sotto altre forme : lo ritroviamo in violato dai Greci: tutto ci che si d 'sse Francia dapprima. e pi tardi in Italia nel delle goledi Cilicia, dei deserti mesopoLiber de variis historiis >, composto verso tamicj delle onde del Tigri, delle foreste, -il 1120 da un certo Guido, poi nei c: Nobili belve e moStri popolatori di mari e di' refatti di Magno,. ed in altre ope-gioni, fu creazione astuta di Persi ed Indi. re del '300 che vollero agire sulla fantasia degli inva-Di una vers:orie siri .ac;; dello < 'seudocal. sori: olim hercule fugissemus ex Asia si listene > sj vcrlsero tutte le successive reda-nos fabulae debellare potuissent -esordi. zioni arabe, siriache ed anche persiane sce l'Eroe e conclude, temendo la della leggenda alessandrina; e la 4'a!tazione 18 Gog e Ma.gog (queste due statue si troallo scoppio della guerra, nella Guildhall di Londra. Il loro domi-_ cilio attuale Ci ignoto) LEGGENDE SCATUR la maggiore che di essa Si fece si trova '"P punto in certe produzioni della letteratura araba e persiana. gH Arabi, la tradizione ch e fa dell'Eroe un pellegrino dei regni d ol:re tomba venne accolta con favore da d u e passi deJ Corano; l'uno (XVIII 82 sg.) 0 c e che Alessandro fu mandato da. Dio in t r a a far CO'Se (XVIII, racconta di Mos, il quale, accompagn 1!o da un bizzarro genio di natura segr l a AlKhadir, scende agli inferi in cerca d:!!a 'fonte di vita. Il macedone viene chiarr. :l o col nome di Dht1 'l QO:rnayn, certo p e r J e signarne la possanza. s'pl_endente; l' e n ,,0 interpretazione dell'appellativo condussr a confondere le leggendarie imprese r ,:_ l'Eroe con quelle di Mos ed an.che m altre derivate da poemi anteriori, com viaggio in pdiadiso di Dht1 'l Qunay n di CUi Si parla nell'alqoran (XVIII 83 sg.) c J ro riflesso dei carmi babilonesi di j gamesh. Il motivo delle imprese di Alessan -:o, derivale dallo c: Pseudocallistene > ritorn o sistente presso gliJ epici ed i poeti ro n : zeschi dell'epoca d'oro persiana. Tacendo di Firdtsi, basta ricordare .: i zuni (XII secolo) celebre per j! suo namech (Ubro di Alessandro). In e S S ( 3 i narra come IsKender, acquistpta tut t o a

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ODIO DI RAZZA l--r M .agno d i vita s0 1 e nz a del genere umano, fos s e inves t i :. dall'angelo .Sersh dell'ufficio di pro l e: vis itati u paesi ignoti della terra, il pr.:H a muore presso Babilonia ed i l suo c..-; ,Xl vie n e traslato ad Alessandria. Tra i episodi merita accenno il solito via,:;g i o dell 'eroe verso la fonte d i vita. Q,1,sta leggenda, che abbiamo gi menz i : ala trattando del Corano, ritorna con ir;::1ste n z a e con una stupefacente simiglianm -:h p articolari, anche nei rifacimenti me d J : -vali d elle im 'prese, con influenza pi 0 1 0 no pales e sulle agiografie del tempo. N e.: c' da dubitare dell'origine giudaica d ,_._ sa, quantunque presso gli ebrei non e :,;;a n o documenti atti a provarci la dek : :r. azi o n e che subirono )e gesta e la f i gt:,.; d i Alessandro: l'unico cenno repe r:. :te. n e lle antichit di 'Giuseppe Flavi o; le: >ta dizione contaminata dalla leggend ,na l'odio giudeo non pu fare a meno d1 appres entare i! principe ariano che s i p r ," tra devotamente davanti ai sacerdoti g<=.-ozolo mitani con segni d'onore e d i rive. r ei:t.cr ( X l 8 Sl. r,r l'o r i g i n e della favola e dei suoi elell'll', guida infallibiLe per ritrovare l'onda di vita, e lo precede nel cammino irto di dilficolt. Finalmente vede splendere la fonte, s imil e ad un faro luminoso nella notte; s'i=erge in e ssa, ne beve e torna felice ad !skende r per dargli l a grande noti z i a ; ma purtroppo avendo dimenticat a l'ubicazione precisa., il principe non potr b ere d j quell'acqua apportatrice d i giovinezza. Su tal e fonte di vita da cui Alessandro escluso esiste q ualche cenno nell'antico e nel nuovo Testamento. Nei proverbi (X 1 1 Xlll, 14 -X I V 27 -XVI, 22) viene citata, nell'Apocalissi (XXII l) s e ne parla espli citamente: < !'oi eglj mi mostr un fiume puro di acqua dj v ita, il quale procedev a dal trono d i Dio e d ell'agnello:.. Ora, s iccome pi oltre s i afferma che il luogo dove scorre il sacr o fiume sar pervaso della eterna luce d i Dio (XXII, 5) e s iccome l'AI=>Q.. calissi s tata d imostrata opera d j nett a i s p irazione g iudaica, dobbiamo ammettere non senza ragione il divieto f a tt o ad A l e s sandro di raggiungere il suo scopo. Nello stesso secolo XII in cui Nizrm i scrive il suo poema, i n occidente l a figura dell'Eroe viene a collocarsi in primo piano, accanto a quella dei grandi esponenti delle Nazioni romano-barbariche: Orlando, i l Cid Cam,peador, e costituisce senz'altro uno degli elementi fondamentali dell'ideale cavalleresco, veslendone le migliori qualit, liberalit compresa. Anche Limbert li Tors nel suo rammenta la fonte d i vita: Li lonlaine sordait de 'l Oun de paradis. de l'aiqhe qui departe de Tqr;.a, e dello stesso tempo un racconto di fol e meravigliose, il De itinere ad Paradisum > Vi si narra che il principe, di ritorno dall'India si fermasse sulle rive del Gange, identificato col biblico Phison, e cercasse di risalirlo per giungere in Paradiso. Per trentaquattro giorni egli fendette la corren te, fin quando giunse ad una citt misteriosa; non ne pot varcare le mura, ma gli venne consegnata una t: gemma dal potere magico. Ben sapendo c h e solo ques t a poteva schiudergli il luogo della f onte di v it a l'Eroe ritorn a Susa e c erc un interprete dell e virt del gioieH o : Si offr un vecchi o ebreo e precis che la gemma era i m magine dell'occhi o umano, quindi del l'uomo: v ivo, di nessuna cosa s i appaga, morto ricoperto di terra e p i nulla vagheggia. Infatti' la pietra preziosa contro b ilancia quant i t d 'oro, ma perde ogni suo peso se impolverata. Il sogn o di Alessandro, il suo voler giungere a l para. diso, non era dunque che vanit, mortificata a tempo debito dal raziocinio giudaico. Venne poi provato che la fon t e del De ltinere > un passo del Tamd (Il Talmud babi lonese) in cui salvo poche varianti, s i narra l a stessa avven tura. Pure nelle agiog r afie di quell epoca si sente l'i nfluenza dei racconti alessandrini. C o s l, nella .: Navigah o sancii Brandani ad i n s u l a s !ortunatas :., il S a n t o approda ad un' isola popol a t a di uccelli parl anti, poi attrave rs o un tenebroso mar pullulante di demoni martellatori e funestalo da un'enorme mano nera che d i notte sommerge l e navi. U n p i chiaro accenno allo
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La congiura di un giudeo contro la Regina Elisabetta 1Rlsulta dalla storia che durante il pi grande splendore della Corte d'Inghi:lterra nel Cinquecento gli Ebrei che tanta parte hanno nel c taruta i nfh1 enza eserdtano sui destini del popolo inglese non eran. o certo trattati da dominatori come ora sono. Sarebbe facil e trarre oon.clusionj pa ragQnando appunto lo splendore -della 1 potenza inglese a quel tempo cd il suo declinare odierno, ma sarebbe forse di cattivo gusto mettere in evi < 1enza fatti che parlano da s e non 1 esigono to la grande Elisabetta. Particolarmente si distinguevano nell'esercizio dcU'arte medica tanto che medi co di Corte era allora proprio un giudeo tale Lopez Quando Antonio P.erez bastardo di un fratello del re don Enrico di Portogallo, c pretendente rul pur senza avere la mini-ma rubtitudme a d eserci tare qualit di comaindo, si rifugi presso la Corte di S. gli fu dato come segretario ed inter:prete il Lopez esperto di molte l ingue. Per intri ghi di Corte i11 gi!Udeo fu coinvol to in una cOTIIgiura contro l a regina Elisabetta e fu trovato colpevole mediante il metodo di allora alquanto sb ri g ativo. Soprattutto erano i giudici mal di spos ti verso di lui per il fatto che non era cristiliilo Questo traditore e s pergiuro mici diale -disse il procuratore della corona -, questo dottore ebreo pegg iore di Giuda stess o l g iudici n o n si CO'Il!tentarono di condannarlo ma vollero coprirlo di contumelie. A s tuto e s ordido, mer-cenario e corrotto, furono i termini pi ge ntili con i quali fu apostrofato il miserabile L 'opera del tribu n a le fu compiuta de g namente dal pc-polo che dette prova anche in quella occasione della ben nota ferocia inglese Qua-mio il dottore se i setti mane dopo la se ntenza {perch la regina non dapprima firmarla) fu portato al oo ppJ.izio tutta la gente era per le strade oome p e r a s si s t e re ad una festa Egli, consrupevole d ella inu tilit di ogni di f esa, s i era limitato duramte il processo a dichiarare di essers-i autocalun -20 'd;wi INGHILTERRA Un impersonato dall'attore Rich
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J\. L TEMPO D I ; :Je..atr o della Fortuna, nella Londra ahakespeariana Macchiette popolari dellu oommedicr inqlese Nobody cmd Some body", del tempo di Shalcespeare Il "Mercante di Venezia" rappre sentazione dell'anima giudaica niato sotto il mors o della tortura, ed allorch fu tratto su l palco dinnanm alla fol:la adunatas i per il gusto di veder lo morire, si prov a tenere una ar.ringa sperando f orse di eccitare un mo v imento in s uo fa vore; ma v n urlo feroce, avventandogli conl!ro una marea di insulti, l o interr\!ppe Mentre ili boia stava asset tan.do g l i il laccio al collo, grid ancora esasperato Ebbene, si, i'O amo la regina ed Antonio come amo il vostro Ges Cristo! '> R isa tac ce sgua iate aoool ero la escla mazion e di disprezzo e la folla, ve dend o per molti giorni il corpo o scillare pendendo daHa COrda ripe t eva soddisfatta: E un gi udeo. Un altro dramma, ce rto molto meno noto di qu e llo shakespearian o usoito ver s o il 1590 ha co me un presagio deiJ.a fine del Lope7. ed do vuto alla penna del Marlowe; ma lo Shyloc k di Shakespeare doveva restare nella lellteratura insupe ra ta del carattere e del la morale d e l popolo eb r eo. La nota: un mercante di Vene zia avendo a v uto da.nar o m pre-stito dall'ebreo S h y l ock s i vede cost re tto non potendo pagare causa il naufra g i o d el l e s u e navi a ttmcre il patto : !...e non avr anaro soddJ5fer il d ebi tor e l asc iand()Si s t accare una libbra d i c-arne. L o r renda que sti'One, di cui .l'Ebreo si comp ia ce e gongo la come di una ven detta contro tutta la cris tiani:t, po r tata in tribunale, ove u n gi ovane ottore dell0 S tudio di Padova r iso l ve la questione di cend o _ch e il patto al_e e deve tenuto per si g uardi l'ebreo ta g liand o la carne di far uscire una sola g o cci a di sru1gue, percb p r en d e re bbe pi del dovuto. 1aturalmente l'ehreo ricusa 1 l esecuzione del contratto e viene con d a nnat o per aver atten tato alla vita di un ci ttadino ve neziano ed allora la parte avver sa mo s tra l utta la s u a c risti a na bt>nevol enza e gene ro s it an c he verso il prossimv malvagio ce dendo met delle proprie sos tanze al diseredato ebreo ed inducendo lo a fars i cristiano. E da notare che n e ll anima del giu de o parla pi fort e di tutt e l a v-oce dell'interesse c h e soverchia anc h e l e ra gioni dell'affetto cos icrh c he Sh y l oc k quando viene comu niCato ch e l a fi g lia J ess i ca fuggita co n J"ama.n te in una co mi c iss ima a !lterna tiva di dolore e di con solaz i one, app renden:do a p-oco a po co c he non tut-to i l s uo d enaro gli s tato so ttratto e maledi ce la figlia solo p e r la colpa del f urlo. In questi tempi in ui in lotta co ntro l 'lngherra c he soste nuta dalla finanza gi udai c a di !rutt o il mondo no11 sarebbe forse male la rappresentazione del Mercante di Venezia, oltre che per ragioni artisti che an che per una sana propaganda; qurn di da augurare c h e qualche intell i gente iTriziativa privata o l intervento delle supe rio r i autorit preposte alla Stampa ed alla Propagnda vogl ia far riprendere un'opera immo-rtrule di uma na poe si a e di nobile arte. CESARE ZUMAGLINI 21

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a deUa q uestione gmdaica; con l'invio di tutti i giudei. dej paesi twn giudei al Jfadagascar,,supera Alt/e le altre soliuzioni gi proposte (come p. es. legiswtura specPale i giudei, esilio dei giudei dai pac si d'Europa senza offrir loro Utt aUre paese da stabilirst) per il sue senso radicale e irreCitsabile. Per se non cosa nuova; il convogliamento dei gr: udai a Madllgascar fu gi lt'GCCOtnandato alcuni amni fa dall'Olandese 'ltan Wi11gllene nel suo libro q; (Sionismo integrale), 11111 senza sufficiente motivazione e cq,mbinalo e c01nplicato con alr.me idee c combinazioni pi o meno sbagliate o sviate., : /desso, ttei giorni deUe grandissime vittorie dell'Asse, quando /a. iiCCessit di trovare una soluzione del problemimento. Il numero de giudei Polonia del 1931 era (sc -.,ndo i/. cellsimCtnto polacco del 1931) di 3-113.8oo giud-ei. Nei disi> :'!li orientali deUa gi Polonia, per la pi grande parte cedu ti "'1 !/Hio11-c Sovietica, utta l-' Europa Onenta.lc. l gi -udei nel P.rotettora lo di Boemia e Moravia sont1i l[, lorOJ de. slmu dr pende deL_ tutto dalla politica razzista dell' I tali a e della Germania .. che .w no libere a: &ispo-rJU> come credano. Questi 9111tdci 'w" lw.nM-p i possibiliJ &i opporsi a utt isolamento a Madagascar. II. Un altro gruppo di giudei sono coloro che abitano 11ei occupati dall'esercito tedesco; so ; no questi i giudei &i-: a) Danimarca: c. 10.000; vuol dire 7000 gmdei di confessione mosaica e -c. 3000 gi,u&ei battezzati e meticci al. so% e -pi; b) Norvegia: 1500, tutto calcolato. -c) nei Paesi Bassi (senza colonie): II2.000 giudei di con. fessio'ne (fra i qrwli s.l86 Seplwrdim, giudei occidentali di Por togaUo e di Spagna; secondo il cens-iontcnto del 1930) e alcu ne mi gliaia &i gittdei battezzati e Jnet.icci al. so% l! pi. Nell'India Olandese ci son o (st;condo. il censimento del 1930): 1095 giudei; d) Belgio: c. 7S-OOO gi-udei mosaici, prescindendo dlJ quelli /;?attezzati ed t meticci al so% e pi. Tutto questo grrtppo di gi11dei comprenderebbe c. 198.soo giudei. Anche q ueUi sono sotto la dipendenza mnediat.a dell'armata del Reich; i loro rispettivi stati, da ultimo lietissimi di scaricar sene in modo efficace (se at1che non l'ammettano), senza pren dere la r espottsabili t deUe misure pr ese, "on si opporrebbero con su ccesso c con decisione contro 1m isola-mento dei giudei effetttwlo abbastanza energicamente. III. -Il terzo gruppo sarebbe qrtc/.lo dci giudei deUa Francia. Il loro mtmero si compone di: a) nella Francia stessa m e no di 26o-28o.ooo giudei secondo Le cifre date dal sclliln{J.nal e giudaico q; Same di senza que ll i battezzati ed i meticci; -b) nel Marocco (Protetto. rata Francese) c. 120.000 (cen simento del 1931); c) neU' Alg.eria c. IO I. I ro (sec. il censimen to del 1931); d) nella Tunisia c. 56.248 (cens. del 1931); e) nelle altre co{Q,nie si di Africa non pi di 2000; f) neU'Unione Indoc. c. 1000. lusomma_ sarebbero c. 5O .ooo .6oo.ooo giudei abitanti della Fran. cic e dell e colonie Francesi. La. Fra.ncio.. co,npl e tatneltlc sco11jitta, le pi i.mportauli parti del suo terri torio sono occupate dai vincitori, cosicch e/l.a. non a'l: rebbe possibilt di opporsi a mw condizion e del trattato di pace che, regolasse anche oil prntomi-la. gi11dei di confcssiQIIC. Questo conoscitore' &ell
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EBREI NEL MONDO Numero degli ebrei nel mondo : Anno ftttt 70 1170 ;t 1500 tf I700 tt I8oo ''' 1900 ttttttttttf 1925 tttttttttt "'" Ogni figura 1.000.000 1937 ttftttttttttttttf di ebrei co deUe singole provincie m inl?'rarie secondo la .>lfJiistica ufficiale: Ci furono degli ebrei : Olte11ia J ooo ; M>U. ntenia 93.000; Dobmgia 4.000; M alda via 167 .000; B e ssarabila zo6.ooo; Bucovi1UJ. 2J.OOO; T.ra11si/.vam.ia 8o.ooo; Bana t o 14.000; Chrishane-Ma : ramures 97.000; in t utta la R'llmenia in total e 757.000 giudei Ci sr: accorge che ci sono deUe p1. ovincie con strutlu rc dclllogra.-EMIGRAZIONE EBRAICA Dal I 923 al I 937 8o2.ooo ebrei emigrarono dal loro paese di residenza : '''' lt;\ft!\tiftftt in Palestina negli Stati Uniti ii nel Brasile t t nel Canad .,., Ogni figura l nell'Africa del Sud 2o.ooo ebrei iiiit.i .... ., ... ,, ., negli altri paesi fiche molto divergmtr:: me ntrc nell'Oltenia, neUa Dobru g i (settentrionale e meri dionale) e nel Banato il numero dei gi udc. minimo i giudei abbon.d(111zo nell-a M1mtenia (Gmnde Valacchia: neUa Moldavia e nella. B es sara.bia e ison. o abba-s.ta. n za 111!merosi nella Tra.nsilvania e Chri.sha ne-Maramares Da parte d .;; raz:;]isti l"'umeni stato s emp re dichiarato, che 1:l veli numero d eU.o popola zii()ne gi1tdaica ancora molto pi gra n d Questi rag
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cifru ufficiale della. statistica, c dt'Uc ra[u tazioni di ctuc m ilioni c pil so11o sta. tc fmbblicat. In ogni cuso per mc::zo delu1 c nti dei gNtdei, ed c ogni gMuleo !Pie' /1(1. 1 giudei a Madagascar! Non diment ichiamo la parola libera /tic<', L ora propizia;' bisogna battere il. ferro mentre _c aldo. VONLEEBS tfJl iadigeDo del MadagCbiCCII' ai piedi di UDG piqnta aatteristiea:

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''JUDEOSCOPIA ' La Judeosco pia potrebbe i\e .nire una sciC11za nuova, od essere almeno, per ora n n metodo p o r scoprire, dovun. que si anni.di il giudeo; inteso n o n so lo co m e indiYiduo razzialmentc ben definito c ben classi'ficahil t e, m a pure come sogget[(, amhiguo. la .cu i tara ereditaria giudai ca s ia pure eli l 01ntana origine, abbia s.u lui effetto attua,le . C' infatti i l giudeo assoluto o il r-elativo, quello ch e sa di es serl o e lo dice, qu tdlo c h e n o n lo elice, l'altro infime che l o se n za neanche saperlo c si rivela come tale in : tutte l e sue azioni od in soltanto. La legge razziale di due anni or so no agis ce sui giudei che risultano dall'at11agra. fc, ma impo te n te co ntro tutti gli altri. ch e sono assai pi numerosi e pericolosi. Non peroi inutil e per la politica fascista il \ edere se .c-ti no a qual punito passibile istituire una sc ienza nuova che for nisca h e n alli neati c ordinati i criteri eli \ alutazionc d e l s uddi to itali -ano, per creafacilm ente ]Jino scgnalctico sul qu;d.c s possa legger e di colpo chi giu deo c chi senza esse rlo d; punto di vista c giur id 'co. l o di btto. E' evi d e nt e ch e se il Ftascismo ha vo. ltHo saggiamente colpire i giudei neMa s ua logica non pu dcsiderai\ c che rimangano co lpiti so l o qu e lli che non p9tevano 11cg;1. r e di esserlo deve a nzi desiderare che s;;l'llO colpiti tutti qudh che .effettivamente' lo sono, e deve -con tanto maggior ze lo adoperarsi a id e ntificarli, quanto pi c5si htanmo voluto c saputo nascone pi a.ncor gli ignari. Per noi che di questioni t ebralchc ci cccupi a m o e di scienza com e di sua natura, non ntba, non -specula c non sfr.utta, sovra tutto ma.i gli verrehhc in TM.'llte. come al giudeo. di u sa r e le sci, n

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o le
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)(ti degenerazione della razza ingl ese s i parla da -p-i tempo; nt"l 1913 in un suo libro :;u I: Europa e il nuovo diritto ma riltrw il socio logo Dembski uotava che in Inghilterra si av Yertono seg ni di esa urimento e di se nilit ; ma io credo che non s i po ssa fare a meuo eli pensare c he la degenerazione quas i... c ongenita in Gran Bretagna. Invero, fin dal 1339 s i v e ri ficano nella Scozia alcuni casi i ca. nnibalismo.' ( Buckle, 1/i s to!re, Vol. 4", pag. 207}. Hu me o sserva c he, anteriormen t e alla rivoluzione del 1688 il furto era nell'abitudine di lutti g li Scozzesi, tanto delle classi inferiori quanto della rwbilt e dei proprietari. Il Maculay scrive: La cupidigia degli Hig land c n s'i nfiammava per tutto ci c he ras 3 om i gliava alla ricchezza. Ra pirono l e donne si no 111 16S8, cc me avvenne in tale anno in una incursione ad Aberdeen... Nel sec olo XVII, discesi dai loro monti e aizzati da Giacomo I e Carlo I inflis s ero acl un gran numero di persone l e torture pi orribili l fanciulli strappati alle loro madri, furono trattati in un mod o s cellera to ; le madri e le figlie furono con dannate ad ima sorte. di fronte alla quale la morte sarebbe sta ta una al legra alternati\'8-::. Diversi-monumenti ricordano i J.oro atti di ed anche nel 1812 una famiglia fec e orgogliosa mene erigere. in m emoria di un omicidio di sette inclvid i c om me ss o dai suoi antenati, un tro. feo rappresentante se tte te.5Le che fa-cevano delle smorfie. E per provare che, fino al seco lo XVIII, le classi dirigenti inglesi erano c omposte di analfabeti e di !gnoran ti lo Swit sO>.;tiene che di Oxford si apprendeva soltanto a bere c a fumare; Gibbon rac. conta che il suo tutor a Magdale.n Coliege si ricordava d'in cassare regolarmente i moi s ti. pendi, ma Jl{)n meno regolar mente dimeni!cava i suoi doveri; John Scott che fu cancelliere d'Inghilterra, fa il raccon to s eguente del modo con cui otttenne )] suo grado accad emi co. Al tempo mio un e 5 aine Oxkrd era una farsa. Fui esamina to in lingua e storia ebraica, e mi si domand: Quale la parola per indicare un cranio? ''. R i spo;;i : Gol g ota Benissimo! mi dis se l esaminatore. V m: approvato" I VIZI predominanti ad Oxfor nel secoh XViii la pigri::ia e l'ubrin chr::.::a. DEGENERAZIONf Nelle vie di Dublino: miserabili irlandesi implorano invano l'elemosina delle "ladies" in Irlanda. I ragaui in cerca di patate, .a Cahero

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D[LLA RAZZA ANGLO-SASSONE O nde la degenerazione ingle. .-<' s i manifesta anche ai g iorni 110:;tri prima di tutto nelle clas, i d il'igenti. le quali hanno so,tituito una frenesia di ,:<1 una passione della rapi-da f o r tuna aJ.:a pazienza di una atti\ i t continua, all'energia di w t lavoro metodico; la Bor sa e l a Banca all'industria e ai .o m merci; l'orgia alla fruga l it : hanno imbandito un coio,sale banchetto di piacere, di orgog lio di va nit si sono i uchr iat e di tutti questi veleni !ell o s pirito che indeboliscono )P pi e nergiche qua lit umane, -pl'zza n o l'equ ilibrio delle fa "' l t i n t e llettuali e morali. Prin:d dell' avvento del Fascismo :oo: a bb iamo vis to spesso in lta. !;: J i q uesti degenerati anglo:'a>soni c he amavano il nostro paese nei s uoi cenci e in quello r he era all ora la sua pittoresca harbar i e : avevano sorrisi di compiacenza per i guaglioni :t seminudi, per gli accattoni. i ciceroni e peggio che fornivano un ricco bagaglio di aneddoti da riportare in patria in s ieme ai condii, le taroiTughe, i mo saic i e pa11ettone; s i diletta vano di s torie stantie -di bri gantaggio, con luccichio di la me, cappelli piumati e abitini della Madonna; armati di chi nino, arrivavano al punto di godere delle desolate sol itu dini che la malaria aveva c reato intorno aHe rovine di Pesto e della Campagna Romana E sicco me qu esta degenerazione venuta, per dir cos in s enso iperbolico, dall'alto, essa ha esteso il suo malsano influsso su altre razze, e dovunque l'Inghilterra ha messo i suoi ten tacoli. Del resto, la s tessa organizza z i o n e plutocratica della Gran Bretagna, creando da una parte il gent.lerrwn e l'estrema dall'altra il pauper e l'estrema povert, ha oontr ib tJito non poco ad indebO>Iire e quindi a degene rare la razza. I volghi campestri s !Tappati al suolo. e al l'avido podere, dietro i'aboli zione della serv:;t. sotto Elisa betta e Carlo Il, e alle spall e dal latifondo signorile e dal pascolo che sorgeva die tro di loro trova11do chiuse le gil de o corporazioni c ittadine, rimangono vagabondi neila apera campagna, flagello e ter rore delle popolazioni inglesi e di tutto il continente ove p e r due se coli il lugubre fenomeno ,_-;.j di s piega e si aggrava. Pi tardi aumentano contempora-,.n e amente la deli nquenza, le ri bellion i c ie sommo:!'se, tra le quali ono famose quelle c api tanate dal generale Ludd e i dt>tti tumulti di Rebecca ; la crisi che lo s tesso Tinws scrive nel 18 30: Noi dichiariamo indegni nome d Inglesi i gentlemen, il clero e i fittaiuoli c he hanno ridoLto i con-tadini nello stato i mi seria assoluta. La popolazione rurale deve essere sollevata moralmente e materialmente sotto pena di vederla tTasfor mata tutta in legioni terribili di brigan-ti; e brigant! noi ci affrettiamo a dirlo. saranno meno colpevdi di coloro che li hanno ridotti a certi estremi; di coloro c he. per giu. Ete e terribi li rappre3aglie. di verranno tra bre\ e ; e loro \ it tirue! Riguardo poi al proletariato iu lustriale, dll'inizio del se::'J lo XIX la degenera1.ione tale e tanta che molti genitori speculano in modo ributtante ,;ui lo ro figli. A Londra. nel dipartiIDf llto di Bethnel Gre,n, di tri-I pamaCCOili inglesi inplorano dall'Altissimo il perdono... o meditaao nuove ipocrisie

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qe h m a, tutti i luned e mar. t ccl a d un vro mer. cu< o in c ui s i vende il lavoro d ei fi g li ai di set : L V i a vv en g ono scen e t 'upi. I rapporti d e ;Ia e mplo ye m e nt Commission e di altri sc ritto : i s on o s chhccian.ti ver s o i l 1 833 L'ir, c h : et?ta del 1S6l dimoin seg uito all' a,ppli c..lzione dell'industria nell a g ri coltura, g h :,pos-tati s i org aniz za no j.n banci e volanti che gUIdate da un capo (Ga:ng-ma s ter ) v e ndono il lav o ro ora in un s ito ora in un altro com e una banda di zin g ai:. ln qu e s te band e le d o rme s i corrompono orribilme nte, divengono s e m pre pi snaturate; non s i c ommuovono per la morte dei loro fi g li e tale>ra la provoca no. A qu e s to propos ito lo s torico f ran c e s c Loui s Blanc n e l primo vol u-rne d e l ; e s u e Lettres su.r l' A ngl e t er re, na.rm: T en1-po fa una donna certa Anna Hamiltc n s i prese nta v a a d un a g e nt e d i polizia e g li di ceva: Avevo un b ambino eli UJrdic i m e si. No n a vendo pane da dar g li e n o n pot e ndo d ec id ermi a f a ri o m orire lentrum e nte di fa m e ol'ho u cc i so. Nulla co s trin geva co t es ta donna a fare un a s imil e dichiarazione ma ess a non a ve va n essuna rag ione di viv e r e e d esi derava inve c e morire Ess a fu p ertanto c on s e gnata alla g iu s tizia, e gi:udica:ta aJI c uni g iorni dopo il d e litto Dagl'interrogatori ri s ul t che la donna e s uo marito v ivevano in una mi serabile stamberg a di qua1lch e orr ibile c o V'o di Lon d ra; ch e ess i av e vano due fi gli, qu e llo che la madre ucci so, e una bllllllbina colpita da par.ali s i ; c h e il marito era u111 uamo di s e ntim e nti m o lto on es ti ma s 1 trovava in una s pavento s a mi seria per la manc anza e prolungata di lavoro; che la don n a era stata v is ta di notte mentre co rreva per le shade in pre da ad un nero delirio e come s e fos se inseguita (pagi n e 359-60 ) Dd resto in pieno sec XX, le c ondoooni dei .lavoratori in gle s i no n sono affatto migliorate In uno studio sulle con dizioJli degli operai di York. Rowntree aveva d es unto, da o s serv r azi o ni fatte n el 1900 che il 15 1 / 2 per deli popo laziwlc lavoratrice non raggiunge va il livello e c onomi c o minimo, nece ssario per vivere s enza privazioni s o s tanziali ; li v ello che egli c hiaJm la linea d ella mi se ria. D a un in c h iesta fatta in s e g uito a Reading s e rif e rita da A. Bowle y nello Stastica.l ] o urn a l del g iu gno l 913 ris ulta :che : dal 25 al 3 0 % della popolazione operaia di quella citt s tava nel 1912 quanto a guadag ni s otto a quel livello min-imo; e la met dei fanciu 11li durante parte primi 14 anni di. e t, viveva in famigli e c h e non rag giun ge vano quel li v el l i o l s ti. tuendo dei confront i in bas e al c e n s imento dei salari d e l 190 6 nella Gran Bretagna, ll Bowle y ne conclude che circa il 1 3 p e r cento del:la popolazione lavo ratrice industriale del Reg no Unito si trova costant e m e nt e que l live -llo mi-nimo ; ma una pr-oporzione a ss ai mag-. giore d,i famiglie sta in peri colo di p a ssare sotto di ess o da un momento all'altro. Epper non reca meraviglia s e una simille razza.. decaduta e degenerata, si vista soppiantare quan' do strovata a contatto con una razza pi sana e pi giovan e come quel la giapponese, ch e s i a po -La generalessa dell' Esercito della Salute, in mezzo ad alcune sue puPille c o a po c o }nfiltrata nei territori della C olumbia ingles e della Nuova Zelanda e rdell'AuIndubbiamente, le po polazioni delle colonie in g l e si intorno al Pacifico s i s o no trovate in questi ultimi an-ni. di fronte a un gigantesco problema di razza E s se han no veduto gl-i emigrati giap ponesi insediars i n e l e isol e della Regina Carlotta a l lar go di Vru1cower e pre nd e re rapid amen'te poss esso non s olo di quel !le i s ole, ma anche delle s t a zioni di pes c a lungo l e coS'te della Columbia britannic a ; hanno vis to 4 0.000 giap ponesi s tabilirsi nel.la Californi,a, di cui interi di s tretti s i s ono orienta;lizz,ati ; s i s ono avvedute del rapido aume lllo ddla popolazion e nelle Havaii, e hanno in. tuito ch e i giappones i vanno pullulando nelle i s ole della L e wh. N hanno i gnorato che quru 1 do l'emigrante nipponic o s i s tabili s ce in un paese ca c cia s ubito dal merc ato della-voro l'operaio ingh:se; l a s u n famiglia ncn tarda a s eguirl o ne) ,la nuova dimora, i s uoi co stumi diventano pre d omin anti m 'lla regi o ne e con una press ione continua egli e i s uoi c on. nazional h aJilargwno la l oro z;ona 'di oc c upazion e m ett e n do gradualmente alla port a gli inglesi. Nel 1913 perfin o F. B. Vr.ooman diceva al Roru/ Colonial di Ques ta provincia (:la Columbia britannic a ) s i va ori enta Jilzzan : do sempre pi e d il caso di domanda-rsi s e essa r i marr u.na pro vincia ing fr'se o s e s i trasformer in u .na ro fonia ori e ntale ... Ln altri termini,' :-a razz a anglosass one che ha perduto n g ni vitali t andata, in sti u l l-timi tt'lllpi man mnno accentuando ] a propria d e;::e n e razione e il propr-io es a w imento fino ad atte nd e r e i l colpo di mag lio c on il q uale la col 1pis cono quotidianam en>e le p o t e nz e del 11' A sse ARMANDO TO S'f i

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,._., questionario lV 1E 1Rt IRt Giuseppe Grieco, dalla zona d i guerra : Nessuna cosa come la guerra decide della rr,aturit d i un popolo alla dignit imperiale oerch l'Impero non solo una espresgeografica pi o meno vasta, m ;oprattutto un'affermazione d i civi lt e di o otenza del popolo che lo conquista. In altre carole, l'Impero la pi alta espressione delle capacit costruttive e civilizzatrici di un 9opolo l'indice della sua superiorit, prima d i tu tto morale, s u i popoli e paes i sogg etti. P ossedere vaste e ricchissime colonie, domi. n a r e con la potenza dell'oro e delle armi ::1'tr1 paesi, non vuoi dire essere un popolo 1 mperiale nell'alto senso d i questa. parola. L'impero ) utt 'altra co sa, e la sua grandezza si m ;sura su ben altri fattori che quelli puramente mater. iali. No:1 s i insiste mai abbastanz a s u ques t.::x 8Ss enzial e spiritualit dell'Impe ro specie o ggj che due concezioni, due Imperi dive r si. anzi opposti, l'italiano e l 'inglese, lottano. s u t erreno squisitamente imperiale, per l'af fermazione delle loro idee e della loro potenza N o n una lotta nuova, specie per noi che l'Impero, nella sua pi alta espressione spirituale, l'abbiamo nel sang ue ma una lotta che decider per lungo t emoo dei des tini -di tuito il bacino mediterE necessar' o perci che t utti gli ita :wni senza alcuna eccezione, siano piena:ne nte co nsci dei loro compiti e della loro m i s sio ne, tanto pi che il nemi co che abbiamo di fronte, sarebbe puerile e contrario a l nostro stile nasconderlo, fortissimo e giuoca contro di noi una .carta disperata. Pur non indulgendo al gusto di certi spolv e rato ri di biblioteche, non possiamo fare a meno di .constatare che oggi, come a l tempo delle guerre puniche, noi ci troviamo di fronte, sulle azzurre acque del mare Mediterraneo, a p i form idabile Impero di mercanti che esista nel mondo. Lo scontro, che direi fatale, se credessi alla fatalit s tor i c a , ripeto, decisivo. Ogni soluzione di compromesso impossibile. O R oma o Londra. Da questo dilemma non si esce che con la scomparsa di uno contend e nt i Lonqra pu illudersi quanto vuole c h e sia Roma a perire, noi per conto no s tro abbiamo la certezza categorica della n ostra vittoria, certezza che scaturisce prima di tutto dal nostro buon diritto e dalle: nostr a indiscutibile superiorit morale. Il vec chio motto di Catone divenuto ancora una volta l'espressione della nostra infle ssibile volont: Carthago delenda est! Cartagine? Londra. Non dubitate, ombre degli" antichi e .dei nuovi legionari. Ma non credo assolutamente che .si possa conquistare, e tanto meno consolidare e far prosperare un Impero, senza il diretto intervento del popolo e della sua naturale e virt creativa, ammenoch non s i voglia fare dell'Impero un'impresa di l> e d sul t ipo d i quell a inglese. Se fossi in vena di memorie classiche pot re i affermare che t utta plebea, cio popolare, fu la forza espansi va dell'Impero Romano e vi a d iscorrendo. Mi limito a c o n statare che il nostro Impero sorto da un imprescindibile bisogno d i terra da parte del nostro popolo in sempre continuo aumento d i vite. Dunque Impero dj colonizzazione, nel sen s o pi alto, col o nizzazione che non opprim e ciecamente, ma associa a una vita superiore, pur esclu. dendo categoricamente qualsiasi ibrida mescolanza d i razza, le genti scggette. La guerra che noi oggi combattiamo contro l'Inghilterra, dunque decisiva dei nosiri destini Noi non ci facciamo illusioni sulla durat a e sull'asprezza della lotta. perch sappiamo chj abbiamo d i fronte e di quali lorze sia fornito. Ma neppure d i mentichiamo l e facile previsioni democratiche sulla sorte dell'Etiopia, premuta tutta intorno da possedimenti inglesi e francesi, avanzate alla vigilia del conflitto. Se non si avverarono fu opera specialmente della fortissi 'ma tempra dei nostri soldati. Ss c stato qualcuno, jn Italia, che ha prestato orecchio, a l tempo della disfatta della Francia, alla storiella di pretto mar. ca anglo-ebraica, della .pugnalata nella schiena, si ricreda. A parte il fatto che alla guerra contro le democrazie reazionarie e plutocratiche ci portava lo stesso sviluppo logico della nostra Rivoluzione, gli avvenimenti hanno sufficientemente dimostra. to anche ai ciechi per partito preso, che la nostra entrata In guerra stata, prima: d j tutto, un grande atto di c 'oraggio, Direttore responsabile : TELESIO INTERLANDI minore certamente di quello compiuto nel 1935, quando l'Italia sol a os sfidare apertamente la coalizione ginevrina, nonostan t e il minaccios o concentrarsi nel Mediter-raneo della Fleet :o> I rapporti fra le nazioni,-ebbe a dire il Duce in un suo grande discors o sono rap. porti d i forza, vale a dire di potenza. C hi forte ha ragione. L a stori a non conoscE sentimentalismL I deboli, gli inetti sono senz'altro e li m inati. Da ci scaturisce la necessit .di essere sempre pronti a quarsiasj evento. Tutto possibile a i popoli forti e decisj a conquistare il posto che lorc spetta nel mondo. A l punto in cui siamo oggi, sarebbe vltremodo ozioso, per non d ire idiota. disqui. s i r e se la guerra poteva o meno essere evitata con un atto d i saggezza e d i comprensione da parte delle democrazie. La realt che l e democrazie quest'atto d i saggezz a non l'hanno fatto. Vuoi dire chf' non l o volevano. Hanno pre ferito la guerra, hanno voluto misurarsi in campo con le g iovani forze r ivoluzionarie e hanno avuto torto L a guerra continua. e continuer, inesorabil e lino alla resa incondi z io nata dell'ultimo e pi strenuo d ifensore d e l vecchio mondo : 'Inghiiterra. Fra questa e noi non ci pu essere che un patto: quel le fra vincitore e vinto. Guerra d i vita e d j morte. Tal e l'hanno voluta le democraz ie, illudendosi d i avere, grazie alle loro stermina te ricchezze in pugno l a v it;o r io. Tal e noi l'abbiamo accettata e l a co:ldurrE:mo fino alla vittoria totale. Guerra imperiale ho detto, perch ogni popolo che aspira e lotta per raggiungere un grande destino, a spira e lotta per con. quistare un Im -pero, perch solo sul terreno dell'Impero che i popoli for li possono veramente operare secondo l a loro gran. dezza e la loro potenza. In tempi lontani. ma non cos remoti da essere sepolti sotto la polvere degli archivi, )'Inghilterra, a p profittando della decadenza progressiva delnmpero spagnolo e d i quelli sorti neLa sua scia mentre Italia e Germania erano tuttora in lotta per la conquista dell a Pa. tria, conquist, assieme alla Francia, il suo immenso Impero. Fu, pi che altro, una grande impresa d i mercanti. Senza cuore n forza ideale. Una questione di nomia:., se permesso esprimersi c osl. E tale rimasta fino a i nostri giorni, quando Italia e Germania, rese finalmente padro. ne del proprio destino ed affratellate nel patto d'acciaio dalla fiamma rinnovatrica delle due Rivoluzioni, hanno chiesto alle ricchissime democrazie una pi larga gi stizia non solo per s, ra per tutti i popoli. Accecate dalle ricchezze, le demo. craz!e, con a capo l 'Inghilterra, hanno rifiutato. Ma giustizia sar fatta dall e armi delle nostre Rivoluzioni'. Stampatori: Societ Anonima Istituto Romano di Art; Grafiche di Tumminelli & C.-Citt Universitaria -Roma

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