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Difesa della razza : scienza, documentazione, polemica, questionario

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Material Information

Title:
Difesa della razza : scienza, documentazione, polemica, questionario
Physical Description:
Serial
Publisher:
Società anonima Istituto romano di arti grafiche di Tumminelli
Place of Publication:
Roma
Publication Date:
Frequency:
semimonthly
regular

Subjects

Subjects / Keywords:
Race relations -- Periodicals   ( lcsh )
Jews -- Periodicals -- Italy   ( lcsh )
Race relations -- Periodicals -- Italy   ( lcsh )
Genre:
periodical   ( marcgt )
serial   ( sobekcm )

Record Information

Source Institution:
University of South Florida Library
Holding Location:
University of South Florida
Rights Management:
All applicable rights reserved by the source institution and holding location.
Resource Identifier:
usfldc doi - D43-00060
usfldc handle - d43.60
System ID:
SFS0024306:00060


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CRONACHE DELLA GUERRA GIUNDE RIJIIST.A SEITIM.AN.ALE IN ROTOC.ALCO ESCE OGNI SABATO COSTA LIRE 1 ,50 .k la - rbla&a elle .,_.a ranaa .. larVI aa &a&&l l -mple .. t upe'*l della perra oderaa. e.poaeadoVeae la aa qaadro ...... 1-e -mple&o la eroaaea poiUiea, dlplomaUca, ecoaomlea e mliUare. Per le rle &erte aerUtorJ ape elalla&l VI lderaaao aell'aft"errare Il Yalore eaaeaalale del diYeral aealmea&l, allarsaado la osai campo l'orhaoa te delle Voetre eosalaloal. Osai all'tleolo llappato aeeoado le eeltreaae di aa ladaslae coadoUa la proroadU e reallaaato aeeoado l erlterl della maeala dlalpaloae. 1Ja ampio corredo di IOtparalle, llla etruloal, srallcl, carte ceosrallebe e cart.lae dlm-tratle VI onlril Il modo dleeplre la rapida elateal qaeUa elle proprlamea&e la dlaamlea d e l -llltto. TUMMINELLI E C. EDITORI CITT UNIVERSITARIA. ROMA HA PUBBLICATO MRAVIGliE l l DI G. CASTELFRANCHI -LE.MIRABILI, RECENTI CONQUISTE-, DELL SCIENiA E DELLA TECNI.CA UN LIBRO ISTRUTTIVO, APPASSIONANTE lETTURA VOLUME IN BROSSURA DI 423 PAGINE CON 110 IN LE LIBRERIE A .LIRE 28 VOLUME RILEGATO IN TUTIA TELA CON. IMPRESSIONIIN ORO L. 35 TUMMI N EL LI CITT UNIVERSITARIA-ROMA l

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Collaudato dal Ministero delle Comunicazio -ni -Ogni Radiobalilla, ha il relativo bollino . di collaudo -T re valvole .;. Onde medie -Ri-cezione diurna della stazione pi prossima In condizioni favorevoli ricezione serale di alcune principali stazioni e uropee. Privo di reazione regotabile sull'aereo, quindi esente dai disturbi caratteristici degli apparecchi a reazione C O STA L l R E T ASSE RADIOFONICHE COMPRESE. ESCLUSO ABBONAMENTO ALLE RADIOAUDIZIONI CHIEDETELO Al MIGLIORI RIVENDITORI

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BANCA. COMMERCIALE . ITALIANA CAPITALE L. 700.000.000 RISERVA L. 160.000.000 AL 18 MARZO BANCA DI INTERESSE NAZIONALE

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ANNO lV NUMERO 8 20 FEBBRAI O 1941 XIX ESC E JJ. 5 E Il. 20 DI Ol:NI Mt:St: UN NUM ERO S E P ARA T O LI H E J ABBONAMENTO ANNUO LIRt: 211 ABBONAMENTO SEME STRAI.E 12 E S T t: Il O l l. Il Il l' l l O TELESIO INTERLANDI Comitato di redazione : Drof d ott. t; UlDO L A NDRA prof. dott LIDIO CIPRIANI Segrera rio rli redazio n i!: GIORGIO ALMIRANTE r .. .,. "' -POLEUICA OUESTIONARJO lettori si accorgeranno che da questo numero la "Difesa della Razza" si rinnovata nel contenuto e nell'aspetto. Non si tratta di un .. mutamento di programma, ma, se mai, di un approfondimento del programma che da tre anni questa rivista va svolgendo, per la volg arizzazione del razzismo in Italia. 1 \ h biamo finora trattat molteplici argomenti : dalla documentazione antigiu d a ica alla scientifica. dall' storica e geografica delle d iverse razze ai corollari filosofici e spirituali del razzismo. Adesso, senza porre limiti alla variet e alla vastit degli argomenti, terremo soprattutto d'occhio l'organicit e la continuit della trattazione, in modo che i lettori pos-. sano avere visione il pi possibile chiara e completa <;lei principali argomenti . A questo scopo abbiamo inquadrato in un certo nun1ero di sezioni i problem fondamentali della vastissima materia di nostra c o mpetenza; e abbiamp affi dato a nostri collaboratori specializzati l'incarico di creare e di completare via via l'architettura delle singole sezioni, cui peraltro tutti gli studiosi del razzismo sono e saranno chiamati a collaborare. In questo numero ha inizio la trattazione di tre fra i principali argomenti : "Antropologia" (di : Guido Landra), "Filosofia, etica, mistica del razzismo" (di Julius Evola), "Metic-ciato" (di Giuseppe Pensabene). .. Oltre agli scritti inquadrati nelle diverse sezioni, la "Difesa della Razza" continuer a pubblicare articoli di genere vario, e soprattutto quegli articoli e quelle informazioni che continueranno a conferirle il tono di vivace e pole mica attualit che fin dall'origine l'ha differenziata da ogni altra pubblicazione.

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La ltl' il 6 .-11 e t t a t 0111 piuto o Il a ttdtt tazZJSDIO La guerra il collaudo delle razze e, perci, del razzisnw. A Ila vigilia 'della [!.uerra, verso il 1938, la letteratura antirazzista tocc i vertici dell' aggres sivit. Scesero in ballo i pi illustri rppresentanti della scienza biologica per dinwstrare la "foll',a razzista", la barbarie del razzismo", l'incon sistenza scientifica della dottrina razziale. Anche in Italia un tentativo di ridurre il razzisnw a una iSpecie di mu sioa per baride municipali, da eseguire nelle solenni occasioni patriottiche fu ragoonevolmente compiuto, in armonia con qutmto le Democrazie face vano con pi comprensibile interesse. Non potendo dichiararsi antirazzista certa gente di nostra conoscenza rompild un razzismo etereo fatto p!uttosto di cascmi patriottici che di nozioni biologiche, destin..afo a livellare alla quota pi bassa i concetti razziali, fino a farli '!dentificare con quello di cittadinanta. In definitiva, .il razzisnw veniva ad avere un impiego negli uf /ici dell'Anagrafe;' d01/.f distribuiva generosamente certificati di nascita e di cittadinanza. Q ualche cosal dv simile era accoouta al quando sotto la specie della norll1alizzazi'One -si tent dz1 svirilizzare il m ovirivoluzionario in urui r.uminazione di fiacco e retri'!lo patriottismo. Bene Ma la ha compiuto il collaudo del razzismo. La letterat;ura antirazzista tace; i suoi volumi-s'impolverano negli scaffali. La razza trionfa nel oorrobattimento, e afferma le sue insopprimibili qualit. La Fran cia, che fu La trincea pi claTTWrosa dell'antirazzismo, crollata; e pi che militarmente, crollata come comunit razziale. Gli Ebrei e i Meticci l'aue vano consumata dal di dentro, come. le invisibili termiti divorano il midollo degli alberi, che poi crolzano in polvere. Alla vigilia d ella guerra, uno scienziato francese affermava che "gli individui pi sani, pi forti, i rneglio dotati fisicamente e moralmente, e i pi capaci sono qwelli che risultano dagli incroci e dal meticciato ". L'editore che divulgava queste sentenze, affermava da parte sua che l'autore .,, distruggeva le fondamenta stesse del razzismo, dottrina utopia che perpetuamente minac;ia la civill a ". La guerra si subito dopo incaricata di dimostrare quali siano i popoli pi dotati e quelli destinati a sopravvivere e -a; prosperare. Nel lament e v ole crollo della Francia l' antirazzisnw ha il suo posto 'di responsabilit. () non piuttosto d'irresponsabilit? Nella furia di denigrare le n o.strr

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dottrine, gli antirazzisti si contraddicevano bellamente, con autorevolissirrw dinsirwolm.tra. Contribuivano cos a diffondere qul dorientame. nto che favorisce gli elementi estranei alla comunit nazionale e ne agevola l'opera di debilitazione. Georges Laklwvsky proclamava: A conclusione di questo sidio, evidente che il su_olo e il clima formano le razze. Ne consegue che il' razz.ismo una dannosa follia ... ". Ma il biologo ]ean Rostand, contemporanea merlt e affermava: ''Illudersi di migliorare l'eredit umana migliorando l'amb iente sociale pressapoco ingenuo quanto credere di poter far generare un figlio bianco a due genitori negri dipinti di bianco ". Antirazzisti entrambi e autorevolissimi studiosi, i due non sanno mettersi 'tf accordo sul tema dell'eredit; ma non importa. Ci che importa l abbattere il raz z i smo. Ma non s'accorgono d ; abbattere la Francia. Orbene Questa rivista, che fu la prima voce del razzismo italiano, ed <'bbe un viatico solenne al suo apparire, incrementa la sua azione divulga t iva e. formativa proprio per il fatto guerra. La guerra la misura di u:na r azza, come pi su sz1 diceva; e non ooncede 1U.il,la all'indifferenza. La guerra ha messo alla prova il razzismo, e il razzismo ha tr.ionfato. Noi dunque dobbiamo trarre dalla guerra la razzistd che coUtiene, e che palese a tutti coloro che hanno un raziocinio non viziato i Dobbiamo essere intransz:genti nell'affermare la necessit dello. sviluppo dei principi razziali, e la totalitariet della che ne dfriva. /)abbiamo combattere le de viazioni maliziose e le omissioni fraudolente, e le saltaziorii vacue e in coscienti. In una parola, ritornare alle origini del razzismo italiano, cos ben definito a suo tempo da Mussolini, cos ooraggiosamente divulgato dai . . .szroz prz.mi assertori. Un razzismo che, nell'essere difesa della Razza, sia anche_ soprattutto potenziam.nto della Razza, affermaziOne liberazione e splendente maturit d'una Razza privilegiata. Questo d .obbiamo fare e faremo, mentre la provo, suprema in co; so e l'avvenire da plasmare. con le nostre mani. Col sangue si scrive la Stoljia degli uomini; :e un popolo non rinuncer mai alla purit del SUJO sangzle, se nelle pagine della storia vorr iscrivere il proprio nome in caratteri non perituri. TELF.SIO INTERLANDI Dobbiam o . . i t o . n a r e alle oticini del tazzismo italiano 7

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l' di : la forma dei capelli -nelle umane; differenze razzial i Ira bianchi e negri nel terzo mese di vita embrionale (Anr;> l n. 2); i'l prOC]natiamo carattere della rc z l a (Anno l n. 8): le pieghe delle palpebre nelle rzze un w.ne (Anno m : n. 10}; studio razziale delle impronte di o :ali (Anno m : n. 12): studio razziale delle pa.lr,rui (!lnno m n. 20); la forma del. ,ViSo nelle rane (Anno III 11.; 2122); le variazio:1;1i del sistema tegumen.!c m o nelle razze umane (Anno W n 23): l'influenza della i\t aulla forma; della testa (Anno IV n. 4); studi della statura (Anno IV, n. 5) Da notare, infine. .ma seri' e di .articoli riguardanti le ipotesi: -sull'origine p t m a delle razze umane: dall'oloqenesi del Rosa, studiat n d a Guido Landra nel n. 10 _dell'anno n
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lare considerazione dagli sturiguardi di fa ttori :di degene-_limiti delle 'ilntropolo gi(he diosi sono stete quelle somarazione esistenti nell'interno ti che; oggi invece, specie dopo crella stessa. Per questa l'applicazione della genetica politica po5itivll razza al-l'antropologia, questa dibisogna affrontare i segenti ventata sempre pi una scierr. principali: l) eliza viva che impiega i metodi minazwne di tutti gli elementi pi moderni di indagine bio-latori di gravi IMe ereditarie; logica. 2) eliminazione di tutti gli ele : L . In diversi articoli, pubbli_ c ati da noi e da ahri autori, su questa rivista sono stati trat_ ta ti alcuni capitoli dell'antro pologia, con particolare ri-a quegli argomenti che D P da vicino potevano mte-la politica della razza. a facilmente comprensibile che, tra gli argomenti affronir.ti Ja La Difesa deli,4 Razza, di antropologia avesse. re avuto pure la loro trattazior!e, dato che impossibile ccr!Cepire una politica della destinata a restare pri"'"" una sO'Hdil base seientificc.. Quest'a base poteva essere solo 'tlall'anl'ropcilogia, da)]& scienza cio che si occupa delle variazioni esistenti nell'umanit e in particolare ;-,:ode delle variazioni delle. w::ane. Dopc' questa preme3:;a, nis;r, o Ji fare cosa utile al let_ icn; riunendo d'ora r.nnanzi 'atti gli articoli che riguardane l'antropologia in questa se:o:ione e presentando gli stessi secondu un piano crganico e sistematico. Noi riprenderemo molti degli argomenti gi trattati per approfondirli ulterior!I1ente t altri ile affronteremo di ed interessanti. Prima per di esporre il nostro pro grariuna di lavoro e il nostro indil#zo-: riteniamo utile di fissare l'oggettO! e i limiti del l'antropologia. La-J;>arola antropologia, pri!na di entnire nel dominio dlle naturatli, dominava in dei filosof.i. COs Aricon que5to termine volle indicite la scienza dell'uomo in e ugualmente Kant P8T!"'' d antropologia in que sto Si vede da ci che, st; gl_i; sviluppi dell' antropolog'la in senso moderno di questa una scienza l'origine della antropologia molto antica e si perde nella notte dei ten;,pi. Il che hauno da to gli antropologi: alla parola imtropologia stato va rio. Alcuni dir essi hanno con tinuato ad impiegarla cvme si nonimo di scienza dell'uomo, in tale modo a di smisura il loro campo d'ind gine; atri _la limitarono ad indicare sol:tanto lo studio del le vari:a:zioni del crru o e ne fecerQ quasi 'il siuoniano di craniologia. E' onio che! quest'e ue coa. cezioni sono troppo estreme. e che la concezione dominante oggi deve trovarsi fatahneute in wi"a posizione intermedia. Ma anche questa conceiooe dominante varia note\oomeute p. seconda detle scuole e dei pae8i. ln Italia e in Germania si intende oggi per antropolo gia una delle scienze naturali --e precisamente quell.i che si occupa dello studio delle va riazioni dell'uomo cori prticci lare riguardo alle umane. Naturalment in questo rnoi:Jo l'MtropoJogia viene net tamente dist inta dall'etnologia, che appartiene alle scienze morali; e che ha per oggetto lo studio dei fenomeni .culturali delle razze .. umane. In questo modo anche la descrizione delle singole razte appartiene all'antropologia; la etnografia propriamente lo studio degli usi e costumi dei vari popol'i e l'etnologia lo studio generale dei fenmneni culturali dell'umanit. In Fran cia e in America, invece, il si gnificato che si d a quruti termini diverso. L'antropologia per anche cos limitata al cmpo delle scienzenaturali" intesa diver samente dai vari studiosi. Spe cie in passato prevalsa la! ten denza descrittiva e sistematica e le variazioni pre5e in parti co-Cos intesa l'antropologia, menti a.Socwli; 3) poten:iWdella quale la biologia delle mentp e selezione degli ele-. 1 azze umane costituisce uno dei menti migliori. . capitoli pi moderni e destinaCos i.nipostata la politica ti a maggiori sviluppi, si vede della razza ner suo .aspetto di come. possa. realmente codifesa e di potenzia.uiento, ve stituire la fonteprincipale diamo quali capitoli dell'an di conoscnze necessarie alla tropologia sono chiamati a politica della razza. dare il maggiore c0111tributo PSiddetta demograstinti vi delle varie rzze urna fica che ba awto uno sviiup-ne: :pe:r .l'Itaiia hanno speciapo a s considerata in via teo-le importlllllZa gli studi he rica e nei riguardi di una riguardano le razze dell'AfrJ qualsiasi grande potenza euca e quelle del vicino Orien:r:opea, fatalmente presenta le te. Inoltre lo studio deEe ra-zdue fasi seguenti: innanzi ze dell'Europa appare sem tutto Ia f:ase di difesa e poi pre pi fondamentale, soprat quella di potenziamento della tutto tenendo presente il pro reZza. La prima fase, riguar-I.Ylema del nuovo ordine che dante la difesa della razza, verr dettato dopo la guerra. ira:dipendentementc dall'aiione Per il potenziamento svolta per il miglioramento razza bisogna invece affronta delte condizioni ambienta-li, ha re altri capitoli, coone ad per scopo di mantenere le esempio quello dell'eredita:. qualit della razza quali sono riet patologica, dell'antropo attualmente o, in altri termilogi.a sociale e infine wppro ni, di non farle peggiorare. fon:dir sempre pi .Jo : studio In questa prima fase de\'IOM relativo ai oaratteri razziali essere affrontati l seguenti della nostra popolazione Alproblemi: l) difesa .della cuni di questi argomenti avranrazza da razze 110.ri affini esi-no trattazione particolare stenti nella metropoli; 2) di-in altre sezioni di queSta fesa della razza da razze non sta, noi per ci occuperemo affini_ esistenti nelle1 cof.o.nie; della impostazione generle 3) difesa della razza nei ri-di essi, per quello che riguar-guardi di altre razze affini, da naturalmente la parte esistenti negli spazi vilali deUa scientifica. razza dominante. Volendo ora esporre il no. Con questa triplice azione 'stro progiamma' di lavoro, noi la politica della razza non terremo presente la divisione esce dalla sua fase negativa adottat-a nel noStro Ubro Andi semplice difesa e in che per si limita ni casi tutta la politica della soltantCo allo studio della sto razza pu lQr!itarsi a questo ria dell' anl'ropologia italiana solo aspetto negativo. Volen-nel XX secolo. do per p8s8are all'aspetto Per quanto una particolare ppsitivo, cio di potenziamensezione di questa rivista sar to, neceMario agire non pi d'ora innanzi ded:cata alla nei ri:guaroi di q.uei pericoli storia del razzismo noi rite che pOssono mindCCiare la niamo di fare Cosa utile'al let razza dall'esterno, bens nei tore ricordando in una 9

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cli articoli la storia dell'antro _pologia. Un secondo gruppo {li ar ticoli sar invece dedicato ai problemi di mctodologia e di tecnica Un terzo grup po di articoli riguarder i di versi problemi dell'antropo metria e deiJ.a s omatologia. La craniologia. che co s ti1uisce il capit(}lo pi vetusto e p i a.pprof on dito dell'intera antropologia, richiamer an che la nostra attenzione. Com e abLiamo detto, moh i an tropologi hanno 111 passato identificato quas i lo studio dl'll uomo con quello del suo crani<> e le hibliotechc gemo no oggi per il gran peso dei lavor1 pubblicati s u questi argomenti. Noi naturalmente non abbiamo nessuna i nten zion e di incorrere in queste esag eraziooi r : riteniamo tutta- via utile che iu questa rivista non manchi anche la trattaziont> di arg omenti simili Lo stes s o che abbiamo det-to p e r la c raniologia. vale per la scheletrologia Passiamo co s ad un nuo vo capitolo, ch e ha avuto fi nora su questa nns ta una IJatrazione semplic emente sal tunria. E ss o ri guarda l antro IO pologia dei vari organi e si stemi del corpo umano : si tratta di un argomento bellis s imo e che interesser certa mente il lelt'ore. Si pensi ad e "empio al cervello, all'organo che costituisce il substrato materiale dell'attivit psichica uma'lla. Si pensi come varia In mental it delle diverse ra:r.zc e si comprender di conse g uenza quanto interesse possa presentare per noi qualsiasi s tudio che riguardi il cervellu nelle razze umane. Abhiamo detto che l antro pologia non si limita S<>ltlmto allo stud io delie variazioni so matiche In una serie di arti coli saran111o pertanto trattati vari problemi di antropologia fisiologica e soprattutto quetlo delle differenze razzia
  • a ha una vecchia tradizione : l'indirizzo descrittiv-o-, che :l pi autico, seguito tuttora ,.Ja: MoHison e dal Gieseler. Gli aL ri antropologi invece le idee del Fi.scher, che in sostanza sostiene la di vedere tutti i della antropologia alla luce della scienza !lell'ereditariet. Unica ecr:ezione ft il von Eickstedt, che in confronto del Fiscl1er, propugna un'impostazione ddla antropologia in un senso da lui detto totalitario. agli al tri paesi possiamo dire che questi si possono dividere in due grandi gruppi, a seconda che l'antropologia ha in essi un ind irizzo prevalentemente descriilivo o uno invece prevalentem.::nte genetico. Cnsiderando da un punto di vista molto g enerale questa ri-partizione, noi pe
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    teoricamente non esiste alcun razzismc. si fa praticamente t! cla inngo tempo una intensa prlitiea i razza. Cos per esempio il caso degli Stati dove esiste tutta una complessa legislazione per la lotta contro le malattie ereditarie e dove ammessa la steri lizzazione. che invece ignota in altri paesi cc me l'Italia, l'Ungheria e la Romania. r.he rure si proclamano paesi razPer l'indirizzo che noi se guiremo, necessario tenere pre.,tmte che il Manifesto della Razza, apparso i l 14 iug lio del. i"A. XVI rappresenta per noi un punto di partenza fonda mentale. nei riguardi del quah: non possiamo in alcun modo trc;n:;igere. Trattandosi di na .. ,he affermazioni, resta a noi campo immenso. dove po trem o liberamente esaminare e discutere le varie idee. Ci sem],;a utile fino da questo mo avvertire che esporremo ,;empre il maggiorr numero possibi l e di fatti e il mwr numno di teorie. In questo mo do crediamo di rotere raggi un_ gere il massimo dell'oggetti l'i l. C' impossibile fin da questo momnt<, dire a qua1li autori Jprattutto ispirati gli artic oli di questa sezione, dato rh:-la ;;rienza i:n continua rvouzione e che sarebbe segno ri: ristrette7.za di mente il non delle idee mrove una '!ta che a nostra critica le a:!hia ritenute preferibili a quel le che hanno dominalo fi. no a un dato momento. Per rl che per volesse fin dll ora accompagnarci nel nostro periplo nel vasto dominio della antropologia. ci sembra utile quelli che sono gli autori da noi preferiti per i diversi capitoli della nostra scienza. Per la storia dell' antropol O g_Ja e per lo studio degli indi nzzi seguiti attualmente nei vari paesi noi crediamo che i lavori del von Eickstedt rappreeentino finora una delle pi dotte di notizie e di documentazione. Per le questioni di metodo e di tecnica le opere del Fraseetto tra gli autori italiani sono le pi note; fra gli stranieri classico il libro del Martin, per quanto riguarda il vecchio metodo de.>crittivo. Per. i.J metodo genetico l'opera del Bauer. Fischer, Lenz, troppo famosa sia pos sibile ignorarla._ Per le questioni di mete-do sono anche utili i )averi del von Eickstedt e della scuola del Weininger. Per ottimo il trauatd del Boldrini. oltre naturalment. e i capitoli del Martin ad essa dedicati. Per la craniologi e la scheletrologia, moltissimi dati so-110 raccolti nei lavori delle scuole italiane, nel libro del Martin e in a' t ri recenti lavori tedeschi. Per l'antropologia dei \ 'ari organi e sistemi classico il libro del polacco Loth ; per il cervello sono molto interessanti i lavori della Scuola Romana di Antropologia. e infine per la fisiognomica e la mimica utilissima la consul tazione dei lavori della 8CUOb del Fischer. Noti:cie di antropologia fi. siologica si trovano nel trat tato i esclusivamente biologiche e con melo do positivo. Con ci per noi non intendiamo negare che la presenti. pure dei prnblemi di carattere trascenden tale, ma come naturalisti. non si&mo in grado di affrontare simili que&t'ioni, che saranno invece esaminate in a ltre sezioni di questa stessa rivrsta. D'altra parte noi ci occupere mc anche di di psi t,ologia fino al punto in cui pailsano ne'Ila metafisica Per quanto poi riJ!!I&Tda ]'indirizzo speciale da gito, possiamo dire che, pu re avendo delle gran>rii simpati<. per' l'indirizzo genetico o ereditario del Fi scher, prP.feriamo di C011side rarci piuttosto come degli eclettioi e dei critici, i quali i, senza essere al seguito eli ne s suna scuola particolare. siano i11 grado sempre di apprezza r,. il valore rle'lla verit da qualsiasi parte questa venga sr o perla e ne l lo stesso tempo siano in grado di separare la realt oggeu:va dei fenomeni da l ;e ,;ovrastruttu re teoriche r : he l'uomo ama spesso creare e confondere poi con i fenoJm>ni og gettiyi. A chi ci obbiettasse che la stmplice e.iposizione e illustra_ 7.one di dati oggetrivi e il semplice riconoscimento di alcuni fenomeni, non ancora vera scienza, noi rispon
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    S.bbue cdfdate a collaboratori spedaliaati. le aeztooi dJ tudi raulall cb. s'illisicmo iD questo numero 1t0no aperte alla collabonaioue di tutti: percb!t il 1copo com. sempre stato, di dare la cliffwoDe agli studi ulle razze, Quindi pubblicheremo, nelle di...erae sezioni, tutti articoli di un qualche iAt.r-, compresi quelli cb& n011 ci aembrwaDDO eMI tutto ortocloAi, riaerTcmdoc:i, ncrturalmeDte, di mettere ln vuardia i lettori di fronte alle. a-cuioDi che potrebbero niare D loro 9iuclio. Jaft la quale quella che este Je il suo predominib, in. quasi tulto il nwndo, asserverulo per tesf.4men.to paterno anche_ quel la .di Sem . Sem, figlio primogenito di No, fU salvato colla 'MU' A rea. La sua condotta lodata dal Padre (Genesi: 20-27). Gli Ebrei, gli Armeni, i Per siani, gli Assiri, gli Arabi di scen.dorw da lui. Le lingue pa1-la&e, da essi (l'Ebraico, 'il Cal daiCo, l'Assiro e r Arabico) sono deue semitiChe; lingue queite ed altre nate dal -mo mento in cui i popoli che rl.e parlavarw una sola voleVano imwlzare una Torre clie toc casse il CiP.lo (nella Pianura di Sineoi) (l) e tuti(J per t-'O lere divi.rw. Da ci possiamo rilevare che la razza semitica, per quanto lddW allesse scelto in principio per suo popolo quello ebraico o giwkiico, u par&re d41. capostipite Abrahamo, pi tardi chiamato l srae le in. Giacobbe, fin 'dal nostro Primo Patriarca No .Ytata da lui preconizzata come un .. G-::::::::-------------------------' popolo atto a servire e non a uom.W si dividorw in 5 le di colore olivastro con caratcomandare (Genesi 9-17). Da razze fondamentali: a) la Raz teri simili a quelli della razza Jaft sorw venuti, Gooner ossia za bi81llca o caucasica (pelle bianca: abita l'arcipelago mai Celti, Magog, ossia gli Sciti bianca o rosea o leggerment.e lese, parte dell'l sola Formosa, o Sarmati; M ada i ossia: Medi bruna, occhi dritti naso dritto, Madq.gascar e la Polinesia; e) e gli Ariani, Jova1J1, ovvero l. faccia ovale, capelli lisci od La Razza rossa o americana Grci, Tubai oppure Tibareni. ondnlati. Questa razza occupa (pelle rossastra, alki sDatura, Mesec oisia i Mochi, Tiras opqua,i tulta l'Europa, il N. naso aquilino, occhi diritti, al pure i Teotoni. eo.t pubblichiamo il HCJUeDCe 1critto di Filippo Clemente, 1ebbeae le d-ifkazicmi delle raue umcme eli' cui euo ai occupa, aicmo 099i in CJI'aD parte superate, La prima di, -. che pr-ta la cli.Uioae i'tl c:in.que raue fondamen tali, si de-re al Blumeabac:h, il padr dell'antropologia lndipeacleateaumte da altre critiche, eua superata per il latto che la raua mcd... la I'CIDCI americ:cma DOP hcam.o, 1econclo i uwclemi cmtropoiovi, lo tneo alore delle altre tre, fie rcrppreHIIItcmo Mmpl'e )e dmaiioni IODdCIIDelltali dell'umaadt&. La secocda c:fnaalfic:m:ione Ili riallaccia innc:e alle traclisioai della Bibbia. Si tn1tta: di una dclllaitic:cmioa.e superata inoompleta, perc:h iD ..a d.omiDa il principio storico liDqulstico su quello antropol09ico e percb. rig'uardci soltanto la ristretta cerchia dei popoll COD. i quali gl1 ebrei erano a coatatto, e non vi& tutti i popoli dellcr terra. c il N B. delf Africa e il umpo della scoperta dall'ita-La razza Jaft ha occupato le S, Jf' dell'Asia. Si sparliano Cristoforo Colombo ocisole dei gentili, vale a dire sa nelle regioni temperate. cupava tutta l'America, da cui tu.tto il litorale d'Europa, del La razza bialica oggi quelmolto l'Asia Minore, rwnch le isol1 la pi progredita e si pu dire Secondo la trtdizione del Mediterraneo, d'onde s. che domina TTWfldO' intero; Guresi i diversi popoli del Gloestese verso il Nord, auraverb) la Razza giallo o mongolica bo terrestre generaDi dai tre fi-$0 l'uropa e buona parte del ( pelle giallognola, occhi. obli-di No, dopo il diluvw, l'Asia e la Persia all'Est fw qui, capelli li3ci, zigomi spor-Jaft, Cam ,. Sern, si distinguoall'estremo Occidente d'Europa genti: abita specialmenle 11el-IJO per urw spirito diverso. t! ora anche all'America e al l' Asia (Cinesi, lndocinesi. fru le genP.razioni maledette l'Australia. l Greci e i RoiTUJni Mongoli, Giapponesi. ecc.) e dal Padre fu quella di Cam drscenden.tV ariani da Jah sog anche in Europa (Turchi, (caldo o moltitUdine) a partire giogarorw la Giudea, eredit di ecc.). Questa razda Canaaru figlio di; quest'alti-Sern, acettando il Vangelo J:i. .w raggiUIIISe fin dai _tempi mo. Cus sembra il capostipite Cristo mootre i discendenti di antichissimi, un grande prodei popoli abitavano Babi-Sem lo rigettarono .'' gresso; cl la Razza negra o lonia l'Arabi4 e l'Etiopia, Mi-Il gruppo di popoli in.do africa11a (pellf!J nera, fronte gram (Egutn\ fu il capos/Jipite europei che ha generato sfuggente alfin.dietro, naso degli Egizi.; Put fu il caposfJi-famiglie di popoli ha per an largo e pimto, oapeUi larwsi: pite d'un popolo afriCano, Catenati gli arii (Aryas) che st ubita nell'Africa cenlrale e menaun fu i.l capostipite dei Fe-sono sparsi fra l'India e l'e ridionale e mediante la trdlta Tlici e di altri popoli dimoranti stremit d'Europa, avevarw per degli IchiDvi fu dilfusa anche nella Palestina. L'Egitto detpatria la regiof!.e dell'Oxu:, 11elr Americo (Stati Unili, An.-w anche terra di Cam. Bene (Anwn Daria) (2). Coloro fra tille, Brasile, Messico); d) la fu la generazione di Sem, di loro che popolarono Razza olivastra o mahese ( pel-nw non tanlo quanto quella di flram (3) e che parla1X11W lo 12 sono chiamati iraniani. coloro che popolarono e che parlavano il Sanscrito 'sano chiamali lnd. Dal con. j ronto dello Zende e del SanM .. r.ito con le lingue europee si riconosciuto che. i celti, i C re. ci, i lAtini ( 4). l Cerinani, gli lta:lioli, gli slavi, lw.nrw comu-. ne origine cogli Arii. Bench tuue queste stirpi e famiglie appartengono allo stesso cep. po, nel loro etmeo, storico, religioso e plitico anche per il luogo, ove immigrando presero stabile dinwru --non tutte haruw ragguwto quel grado di civilt e poten:a civilizzatrice da dare luce alle per il benessere dell'u manit, come i Greci e i Ro mani. FILIPPO CLEMENTE (l) Paes dei due fiumi, proha bilmente fra l'Eufrate e il Tigre. (2) Grande fiume del Turke stan ohe ha origine sull'altopiano di Pa. mir (tetto del mondo .regione mon tagnos& dell'Asia Centrale, altitudi ne media 5000 metri), e si sul mare Aral (riaUacciato anche al "mare Caspio una f erro \ia che passa da Nerv -Asia Cen trnle Russa oasi della (lrovincia transcaspiana). (3) Regione dell'Asia fra l'tnd. il Tigre, il Mar Caspio, il Co/fu Persico; Armenia, Persia, l'Aif gha ni.stan, il Belontchistan; alia Per>ia si dato anhe il nome di lra 1iL (4) Abitanti del Lazio (L atium l antica regione 11ell'ltalin Centr a l e r della Campania lungo n Tirn,no.

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    della p t t DI t t l P t P e non mantenere 11 .. ' a ter:a-i are ogn1 cosa o n J a ..-sull'aiuto altrui Ql!ESTI_ .SO lV() l TRE C l) ili A N D A Jl E N 1' l DEL lll.'lJN INGLESE Fraternit. fra un soldato nero e un; aold.ato biCIIlco deU' eterogen.eo impero in9leu. Nessuno ignora che i principali caratteri d'ella razza inglese sono ; abi tudine di promettere e non mantenere; l'opinione che tutto si possa comprare; donde quella disinvoltura che non arresta dinanzi ad alcun tradimento, e la tendenza a conta"Te sugli altri per far-si cavare le castagne da!! fuoco.' La degliInglesi durgte le guerre napoleoniche tra-disce questa tendenza; le campagnf1 Spagna, sembra una eccezione, ma questa eccezione saltanto apparente, durante queste guerre gli lnglesi da una parte trovarono un potente aiuto nel sollevamento del popolo spagnolo, dall'altra ebbero la d rimane1.e nel1e loro linee di Vedras1 fino al mamentor in cui Napoleone,, prima di averla finita con la ebbe l'infelice idea di portare la guerra in Russia Lo stesso si dica di Crimea: senza i Francesi gl'Inglesi non \ avrebbero nemmeno osato di concepirne i}, pensiero. Un'altra della razza inglese il fariseismo multiforme e la sistematica ipocrisia: anche quando essi si propongono a scopo di lucro una co.:;a ingiusta, mettono semprd innanzi gl della civilt, e pro clamano .ad alta voce i diritti e atte.ggiano ad apostali della libert, quantunque non si possa pensa re una ti-rannide pi spieta ta e pi avara! di quella che essi hllillno sempre faJfto gravare su gli Irlandesi e sugli Indiani. In egu al modo la campagna contro j Boeri fu faUta, a sentire gli Inglesi, per interessi umanitari, e o}o il progresso e per la civiJ.t, pur essi fecero man bassa sullle miniere d'oro e dettero al mondo civHe l'odioso e crudele spettacolo dei famosi campi di o
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    un so ldo per esse re preda dei Kaffiri o di coloro che ne fanno le veci nel nostro campo .. :.. E in Wl giornale del Canad., il W eekly Sun dell'aprile 1902. di cev a il signor Goldwin Smit11: c Quando un buon cana dese l egge di c a se e di fattorie ahbruciat.e, .di donne maltrattate, di fanciulli mor e nti negli accampamenti
  • cch ie a tre nta c inque prigionieri ; molte donne furono depor tate. al di It dell'Atlantico dopo e ssere sWt e marcate con un ferro rovente s ulll' f{U I R Anc ora : Prima dell'unione delle due corone britanniche e lungo tempo dopo e ra enorme la differenza fra le c onte e di Middlesex e di Northumberland (una in Ingh i lterra e ; 'altra in lscozia ). Le la !!d ate da sec oli di m assac ri e di sacc heggi'() si vedevano di s tintamente molte mi g lia a s ud d e lla Tweed, nel l'as!Jelto del paese e nei c ostumi s e l vaggt del popolo Vi e ra no num erose compagnie di vagabondi il s ui s olo me s tiere e ra di s a cc he ggia r e l e abitazion.j. e di rubare intiere man dre di be... Le parrocchie erano c o s trette a mantenere akune mute di cani addestrai i a dare la caccia a i predon. Pi di un vec o hio la m e t dt f rlico ltf .irtlo secolo (occhio aHe date) ricordava di aver v i s to a dop e rur e questi cani f e r oc i (che pi taPdi i c ivili e su periori lngle;;i adopera r o n o c ontro g l'insorti Americwni; c ome i cugini Am e ricani superio11i li u d o p e rarono contro g li sc hiavi N e gri) ... Ai nostri giorni qualcuno si nuu mcnl i t d e l t e mp o in cui un cac c i a t o r e c h e aves s e in seg uita la se lvaggina fino alle !'Or gent l del Eyne avrebbe tro vato le brughiere di Keeldar \ Ka s tl e pop o l a t e da una mz;a /.anfo se lvaggia quanto gl'Indiani delia Califomia e se ntit o l e donn e seminud e cantare arie barbare, mentr e g li uo.mini ballavano la ronda di g u e rra bran dendo i loro pugnali! E non ha:c'lt a. S i rteve pur a : ggiungere che proprio gl'is tinti della qudelt e -della f e ro c i a ha nno imp edit o agl'Inglesi la pacifica convivenza co n raz1.e affini. Per ese mpio, n ess uno nega che a Ne lotte politiche dell'Ing hilt e rra co ntro l'Irlanda un'a.ntlichiss.ima oppos izione di raz w. avvalorata dal co ntra s to di consuetudini civi li e le unc:demo c rati c h e c h e facevano capo al irlandese le altre eh<' s i aggirav ano mtomo atlle Signorie militari. anglo-sassoni. Ma nel!Sun ... s tori co val e a mettere in dubbio, ohe quando il processo di assimilazione e tni ca e ra g i bene avviato, la Gran Bretagna riprodusse, s otto fom1a dap prima i g nota l 'anti<: o contrasto, la fisionomia incancellabile di una per sec ruwne di r e ligione in odio ad un popolo reo di man -11 La zitella in panni _milita n La generalessa l'esercito della sa.tule L'aristocratica

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    Il pirata I parrucconi Volti 'IJtghilteta tenere incroMa:bile nel Catllohcismo Tre o poco meno tras<:orsero a consumare quello che fu il martirio di un popolo intero ; martirio mul tiforme raffinato. inesoraMie che mirava all 'annientamento fisico morale ed economico di quelle popolazioni Tre momenti infatti indicano quesf opera quotidiana. Un primo m omomento d'inazione mediante la violenza, con la CO'Il,. e permette a lla vergine Reg i n a con ipo crisia insuhatrice di con!are medaglia: pacata Hibernia ( 1603). Un secondo moment{) di sviluppo di questo tristo proce sso di oppres dall'avvento al trono di Giacomo I ( 1653) attraverso le guerre ci vili d'Inghilterra, l, decapitazione di Carlo I (1649) rivoluzione ( 1648: e la dittatura repubbicana di Cromwell (1643), arriva all'insediamento rlella dinastia di Guglielmo III i Or.an:ge (1689), percorrendo cos luUo il secolo XVII E naturalmenlie sono di questo periodo ;e JJrodezzt> di Cromwell che, nella sua di comarrda'llte della spedizione contro l'Irlanda ( 1649) ordina di < e d per il primo l 'ese m pio della carneficina Non s i salvato un solo ufficiale nemico. scrive Cromwell al Par lamento il nemoco J preso dal terrore ... '\ il Dotbor Hu glr Peters, che ha pure un comando m'Iitare. aggiunge in una lettera diretta ai s uoi amici: Noi s iamo : padroni Trt>o bacrifizio; l e leg g i feroci della Regina Anna e dei s eguenti regnanti fino al 1778, raffigurano un lavoro di consdli-damento con fra se inglese dell'opera trascorsa, co n la quale si mira al ddinitivo esauriment-o dell'Irlanda. Questa dunque la razza che crede di essero ili fiore supre mo delruma nit, mentre ricca invece sD'ltanto di tutte le pi brutali qualit dell'istin t la razza che non smentisce i suoi p s ichici quando, nel 1940. mitraglia ospedali da campo, uccide -donne e bambini, prende per... ohhieuivi militari la popolazione civi'le delle dit italiane e tedes{:he. ARMANDO TOSTI J:)

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    SOUDAmETA'ANGLOEBRMCA n Pre.Id.nte j zio milizre. 'Seoondo legge ebrei invece d i servillio litare,' doVJ'QJllllo determinata etero delle Fiitanze e ..,,,.,rTrnllDo .. sl ad,i;biti a lavo (\ di interesse_ In Greci' vivon o L" mi. la ebrei del Se phard:im la c:u j ; .. lislgua lo spaqnok. Due terzi degli ebrei a '" SalonicC:o, una d ek';. cmtic:he residenze ,:)ral che d'Europa. Ater.: con ta 2000 ebrei: La rillaa, Cavalla e St?. s, le pi 9MDdi eomw:::'': e braiche contano :41 1 100 ai 300

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    NIENTE EBBEI La speciale Sovietica ha proibito l'iiuJresao Jtel territorio dell'U.R.S.S. ad un gruppo di 600 emf9ruti, ebrei i quali si eremo imbarcati-in ilo. mall1ia_ diretti verso le Hanno scritto ,art i c o l i Gli ebrei su TELESIO INTERLANDI: La parte del giudaismo. ( 1 febbraio) GINO SOTTOCHIESA : Ebrei, ancora ebrei l E' di scena Pitiqrilli (Tevere:. 6 febbraio) VITTORIO ALESSI : Quando gli ebrei arrivano in Cina. ( cor: riere della_ sera, 6 febbraio) VIRGINIO GA YDA : Ebraismo all'assalto. Ebraismo e Stati Uniti ( G iornale d 'Italia 6 e 13 febbraio). GIOVANNI PREZIOSI: La disce.n.denza ebraica d Rooaevelt. ( Giornale d'Italia, 8 febbraio) BRUNO ROMANI : Moraliamo di MoraYia. ( Il Lavoro :t 12 febbraio). G. DELL' ISOLA : Medicina cabalistica. ( Tevere,, 13 febbrai ). CORRADO PALLENBERG : Trebtch Lincoln l'ebreo, ( Il Resto del Carlino, 13 febbra.;o) -LUIIGI POM : Gibilterra, Israele e Mozart. ( Giornale d 'Italia,, 15 febbraio). Gli aspetti filosofici del razzismo GIULIO MONACI : La religione delle rane ( Corriere Padano 4 febbrc;xio). f. EVOLA: Senso delle aeledoni interranali. ( Corriere Pa dana, 7 febbraio). GUIDO LANDRA : ii problema degli .associali in ( Tevere7>, 7 febbraio). Gli aspetti scientifici del razzismo GUIDO LANDRA : A colloquio co.n E. rlScher. Gli studi razziali nella Slesia. Aspetti attuali del razzismo (Tevere, 4 e I4 febbraio; Regime Fascista, 6 febbrai o) STEFANO MARE : Chi sono questi zingari? ( Il Mattino 9 febbraio). PAOLO DE' GIOVANNI : Razze e popoli della terra. ( Popolo d'Italia 12 febbraio). SILVIO NEGRO : Vita e malanni. d'un uomo di nlle secoli fa. ( Corriere delia Sera 15 f ebbraio). Aspetti politici e sociali del razzismo BER.: Che cosa la Masscmeria. ( Regime Fascista:., 6 febbraio). VN. : D problema fi' ammi.Dqo. ( Regime Fascista :t, 13 febbraio) G. P MAZZOLENI : Demografia: 1940 anno soddisfacente? ( d'Italia, 9 febbraio). LINO BUSINCO : Razza e lavoro. L'emigrazione in e in Dalmazia. ( Lavoro Fasci sta, 14 febbrai o) P P.: Il matrimonio per P..ocura. ( Osservatore Romano), 13 feb -braio). A MODICA : Inferiorit razziale dei Greci, ( Tevere :t, 15 feb braio)_

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    IS ETltA MlSTltA DEL di ,J. E\101_!\ La Difesa della Razza ba superato IIUbto il dualismo scientifico-filosofico che poteva nascere qualora si losae limitato lo studio delle razze ai soli dati poditiri: ed ha affrontato de:c:Samente il problema filosofico stabilendo lo nece9ait di una filosofia italiana della razzo Che tale filosofia si aia pienamente maturato non ancora possibile dire: ma certo che questa rivista ha portato un contributo notev0 lisaimo al chiarimento di molte dibattute e fondamentali questioni. bi priino luogo dobbiamo segnalare l'importantissma azione chiarificatrice avolta dal Questionario, che, nato una semplice aPPen diee della rivista, ne divenuto poi una delle i:iru pi cospicue e interessanti. Nel Questionario sono statj dibattuti alcuni tra i problemi che fanno del razzismo la pi completa-espressione della vita spirituale della Nazione: i rapporti fra razza e cattoliceaimo, fra arte e razza, fra razza e spirito_ classico, fra razza e moral e borghese,' fra razzismo e fascismo. L'opera chiarificatrice svolta attraverso il Questionario, s e non pu, anzi non deve dirsi opera 'di filosofi. perch h a sempre rifuggito da oqnj teorizzazio ne: va peraltro co.nsioderata come profon damente informativa e formativa aj fni dell o instaurazion e di quella achietta coscienza r:xz zi(de in cui consiste in fin dei conti la mta ultima della politica di razza in Italia. Affiancati al Questionario sono stati fin d a principio i Pensietl; di che, attravet'll o alcuni fra i pi si(plilicativi sciitti di un Grande _veramente Italiano, hanno contribuito a chiarire 'il genio della nostra razza e ad illuminarne i compiti e le-mete inteiettuali e spirituali. La necessit di studiare i riflessi filosofici d e i razzismo fu per la prima volta affermata nell a nostra rivsta da Giuseppe Maggiore, nel n. :i dell'Anno I. In seguito si occ:Up con frequenz a e continuit de) razzismo filosofico J. Evo lo (vedi n. 5 e 6 7 15, 24, dell'Anno D: n. 2 4, 6. 7 12, 14, 15, 21-22 de il' Anno DI: n. l 3 d ell' Anno IV). -DobKamo segnalare inoltre: una serie di a rticoli di G. dell'Isola sul manifestarsi degli it;nus;n razziali nella storia della filosofia anticll e moderna (apparsi. a partire dal n. 21 d el l'Anno-ll):. due articoli dell'illustre studioso germanico L. F. Clauas, apparsi nel n. l e 15 d el l'Anno m. L'etica e la mistica del razzismo, oltre che ire molti degli articoli gi segnalati, hanno avuto una trattazione d'importanza fondamentale nell a raccolta c=pleta delle frasi del Duce sul problema della razza, da noi pubblicata nel n .dell'Anno D.

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    : f\ndare il\lilnfi .,:..:-.. (fonte % moderna ne sono aspetti ca ratteristici. Ecco dunque un primo importante problema del razzismo totalit'ario: far una specie di c psicaruilisi :. dei presupposti metodologici e delle premesse pi o meno ta cite delle varie teorie scienti fiche. Una tale indagine, peraltro, finisce col rimbalzare perfino su certe forme di razzismo Alludi811Do a quelle form e, che 8 pretendono di esser soltanto isogna oggi rendersi_ ben da quelle posizioni, conformi scientifiche perch trattano onto di un punto: ltaha alla consegna trasmessa dal la razza essenzialmepte nel Germ. an,a s i trovano orma1 Duce, e, come si detto and li b" l d Il' . campo e a m og1a, e ere con<>iunte in uno stesso desti-dar avanti. ditariet, ecc Un razzismo to. no."'Un11A nel combattimento A tanto, di 1 . 1 ta 1tano non puo accettare ta e i c omuni avversari do-porre towlitariamente il propretesa e deve chiarire il v ero ms.nl dopo la vittoria, lo sa-della razza, intendendo .J Il !itato ue e cose. nel l'opera di costruzio-l'idea razzista come una idev. Passiamo al campo della fi-ne di un nuovo ordine europeo effettivamente rivoluzionaria. losofia. Che la filosofia oggi, e di unn nuova civilt. Ma i.Iiiil . Bisogna smentire nd modo pi sia in orisi un fatto noto e dele p r emess e pi importanti netto la supposizione che -la secondo noi, da un certo punto per que s t azione ricostruttiva dottrina della razza sia una di vista, non del tuo da deco:;tituita -dalla: dottrina scipina particolare, ad un di-.J l plorare. Siamo infatti persua d elta razza. prel)so, dello stesso rango ue si ch nelle epoche veramente -M oito s i illudono dunque l'antropologia e . Il 1 di alta tensione al primo coloro ehe pensano che il prodell'antropologia, a qua e d piano stanno pi le virt guerblema oggi a no1 ya per ragwm contmgenh ogg1 sr riere e ascetiche e le doti di da in secondo piano e deve accordare un certo posto l Il l .J 11 1 d" t caratil'ere che non le specula-sia qu::!: i divenuto inattua e .a ato ue e a tre lSClp me .esl_ C zini : una certa freddezza nei nostro fronte razzista per stenti. ome parte mtegrante contro, oggi non solo deve te della ideologia razzista ; il razr i guardi dei geni i del pen n e r si fermo sulle sue po zismo deve invece essere, in ;siero. come pure per il monsizi:mi, m a portarsi anche de, primis et ante omnia, una con do delle creazioni estetiche e cisr.ment e avanti Non dabbia-cezione generale una mentali umanistiche anzi una ca.-rat m o !asci a rci trovare imprepa. t qualcosa che investe terisVica della mentalit razzi-rati. le marnifestazioni culturali. sta almeno di quella di tiO i e rosa ha fatto finora il Scienza, filosofia, storia, eti-po ario : e ario razzismo italiano? Chi volesse ca, diritto, mondo spirituale--: romano ri:;pondcre con tutta fran-nel suo significato di conce-In gni modo per quel che c h czza a questa domanda t> z1one generale della vita il riguarda la considerazione dei trove rebbe a:quanto imbaraz razzismo tenuto a prender sia filosofici, sia di zato. Non vogliamo svalutare posizioe nel campo tutti' etia, esser razzisti significa quanto st8ito tentato ed ancht: queste discipline e a operaTe far proprioun modo di giudiraggiunto. in ordine ai proble-revisione dei criteri in escare ben diverso da quello m i pi urgenti, soprattutto ne! se abil'ualmente vigenti. Ne: universalistico In genere campo pratico. Ma se oggi si vogliamo chiarire a parte il problema della coeav\'crte g;
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    Maue di OCJ9: eleYate ad Wl pi uobile: neo della ad una pi piena della nrllliG il piccolo ras ministeriale non possono esser che da chi ha della: razza In Ger mania stata lanciata la teo ria del cosiddetlb Ordensstaat. Bisogna farla nostra: la teo-na secondo la quale lo Stato non deve essere un sistema giu ridico positivistico di istituzi_oni :., impersonali, ma deve aver come anima e nerbo un Ordine -qualcosa di si mile aHe anti-che organizzazioni giurate ascetico-guerriere. Chi noo vede, a questa stt"egua, l i115Cparabile connessione dei pi alti problemi del razzismo con la stessa dottrina dello Stato rivoluzionario ancor oggi arrestata da ta:nti tenaci re sidui di un mondo giuridico cttocentesco idealmente superato? : Anche nei riguardi della col con la nazione amica, sarebhe assai impor tante chiarire i punti di con tatto e i punti di differenu che debboTl'O esistere fra la formu lazione nostra ita liana, della idea della razza e quella ger manica. Ci gi necessario circa il t-ipo umano che. nel l'una e nell'altra nazione, deve valere come quello superiore e deve esser posto al centro di un processo di selezione di elevamento del tipo comune. Nel mmife5to del raz zismo rtaliano fu affermato che il nostro razzis.mo deve essere essenzialmente d'indirizzo 'nordico-ario Noi siamo con vinti che bisogna tener fermo su questo punto Oocorre solo precisarlo. comnciando forse con l'usare una t'erminologia pi adeguata e meno atta a su scitare equivoci. Con una serie 'di trattazioni sia razzistico morfologiche sia storiche, bi sogner!'bbe far sentire che il ti po di razza superiore dell'una gente e quello dell'altra sono due modi diversi di apparire di un unico t ipo procedenti da una remota origine comune A. indicare la differenziazione di tale tipo propria alla gente no_ stra' si potrebbe meglio usare il termine ario-romano, mentre il termine nordico-urio si potrebbe pi riferire :a) tipo corrispondente delle nazioni pi giovani, pro cedenti dalle razze propria mente nordiche affacciatesi nella storia al de<;linare l'impero romano e nel periodt delle invasioni. Ma, anche qui, occorrerebbe una indagine seria e ben documentata tenentesi lontana da ogni atteggiamento polemico e mHitante. Che cosa latino :., che cosa italico :., che cosa ari0 romano e < nordico-ario ,? Tanti temi per sttudi d'importanza essenziale. Ed, altri studi particolar mente fecondi e, in pi aventi un particolare valore d 'attualit, il razzismo dovrebbe pro muoverli nei riguardi della ci-. vilt medievale nella quale ap_ punto l'elemento ario-romano e quello nordico-germanico conl!rarono e s'ilntegrarono vicerrdev olmente. Di nuovo, esiste, nel rigUardo, un Medioevo che attende ancora di esser scoperto e valorizzato. Chi non sa, ad esempio, come sia stata confezionata una certa storia patri a ) di schietta ispirazione massonicoliberalistica? E i Juoghi comu ni ; della nota esaltazione i llurninistica della civilt del l' u:manesiino e de Ha rinascen z.a posto fin e alie tenebre del medioevo? Pur: troppo, perfino dei raz7!isti. ':""' nostri e stranieri sono finiti in simili luoghi comuni per mancanZa di p rincipii e per la loro passivit di f ront e a suggestioni diventate -i n una crta cultu-ra abito mentale. Abbiamo dunque indicato rapidissimamente una sene di problemi che il razzismo i talian<. dovrebbe ormai affron tare, se esso vuoi fare su se rio ed essere alla altezza dei compiti, che presto ci sar & !no imposti dai tempi e dalla f orza stessa delle cose. Noi, secondo le nostre possibilit, ci proponiamo di re con una certa sistematicit, iP nuovi articoli vari punti. Vorremmo augurc;-ci che le nostre esposizioni vada no a propiziare scambi di ie, a svegliare e orientare gi.ovan:i munite di cor aggiO spiritua le e di spirito d'i n tr En." sigenza fascista contro i :tsl dui dell'antirazzismo, del b orghesismo e del filogiudaes'im o italiano. Poich vi sono m olti quadri nel razzismo ita liano, che attendono ancora J i esser scoperti.

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    L i.tea di un nuovo online che occorre preparare per l'umanit insorgente contro la tirannia plutocratica, oggi Si sviluppa nella concezione di A ohe 11on si pu verificare in n a zioni l'Italia e la Germania in cui : la collahorazione. tola lit uria di Stato t Popolo mediata dall'azione di un umcn l'nrtilo c he nnde nuovamenr-e univoche ;a tradizi -one nazionale t In f ormazionf' detla razza Il movimento anti -dHaico giustamente oggi deve acqu1s1re un ampiezza superna7.ic nalil'ltica sirno a divenire un'inle.5a di tuili i paesi. Proprio perch mos:;;i da un ideale di uniwrs nlitit che non abolisce ma muntfiene e armonizza la d iffe renzinziotle gerarchica, non si pu ammellert' di un etnico a carattere internazionali>'tico, qualf' quello chn11ico; tale inamissibilit per i popoli acquista vi \ ente significato soprallullo allorch alla di unn nuo \n nniver.;al itI ariana corrisponde il risveglio di qut'll'cleme1i.lo t'l r o-spiritunle che ini1.ialmente dette impul.so a questo ideale di umanit. Ora.-un f rontc unico 11i rendr necessario per dare aol ;'univer salit dell'ideaJe ariano uno strumento posit,ivo sul pia-no dell'azione, in non si tratta di combatl'ere contro una na zione, ma contro una c internazionalit :t che nazione nelle nu1.ioni c si pres enM non soltanto Rotto l'aspet.to di raua, ma solto quello di religione, di cultura. di modo di pensare. di conoscere, di agire. Occorre cominciare con l'intendere che il tun lrasto Ira orgogl1io de: sangue e impotenza a vivere in or din e n un'aspirazione metafisica che veramente giustifichi un tale orgoglio, qudlo che ha motivatlo nei la solidarirt della razza cbra ica la quale. tuttavia, non giungendo n t :unquistare patriu. non legando il suo a una lt'ITU. non gt'nerant!o un pcpolo definito al fianco di altri po poli coslrel!':l. a vivere tra e.stranei, al:o spallq di altre genti. tppN ce r c an.:lo di domi11arle attraverso c l'azione :alt: di mondo i
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    (a sinistra) e Signora Bloom (a destra), auieme a una loro amica dal ao:me aricmo (B09era) ma dai trcdti giu_dcrici: c:c:o tre Gnme d.ell'Olimpo ebraico nord-americ:cmo e perci come ideale eire ha valore attivo formativo sia nel piano spirituale (trascendente, sovrasensibile) sia iri quello a n imico ( razionae-emovo-volitivo). Ma, sotto ideale e oulrurale posso essere parte r:p i del fronte unico anche quei p(}poli di razza non aria, la r u tradizione spirituale tqttavia li con-duca al riconoscimento d c i valori spirituali dell'universalismo ario, allto alla possih!!it! di identificazione del comune pericolq ebraico. Il p(}polo g i a pponese, ad esempio, erede di un vh ente COinJ:llesso di p r i n c ipi tradizional i tra cui meritano particolare menzione la dottrina dello Zenn e lo spirito mistico-eroico Samurai: que>ti elementi v-ivi nella spiritualit e nell'anima del popolo rir ('o nducono essenzialpente a quella tra spirito e vita. che abbiamo riconosciuto come caratteristica dell'arianit e del su p ramento del dualismo spirito-materia:.. L'a,JJinea m ento ario in senso ideale e culturale possibile dunque a ,'!r uppi di tutte le nazioni del monii nelle loro cause prime e perch, rispetto alla loro politica segreta, t'Utte le nazion-i e cos pure i loro governi, appaion9 in uno stato d'infanzia . In una parola, essi sono uomini spiritualmente privilegiati, cui sono familiari tutti gli strumenti della guerra sottile:.e che per gli uomini, per i loro pensament-i e i loro sentimenti, pe11 la loro men:taHt istintiva d animale :t, capace di capire solo le cose materiali e tangibili nutrono un sovrano disprezzo. Mentre le armi, dunque, nell'urto cruento, smantellano le fortezze esteriori sia dell'ebraismo sia del militarismo e del l'imperialismo plutocratico che servono ad esso come strumenti, la lotta sul piano S(}ttile sul piano dello spirito e della cultura, va ancra sapientemente organizzata ed estesa. E' un istruttivo per tutto il mondo moderno che, mentre un gruppo di pensatori in Europa intuiscq .Ja crisij del mondo. mo demo, riidentifica i va lori della psiche e le scaturigini prime dette forze misurando )a distanZa che or mai separa l'umanit dai motivi originari della vita come ef fettiva affermazione di polleitza nel cosmo :t, annonia d'el l'essere e dell'agire; d'altro canto, un'azione guerriera, Yolon.

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    taria, prorompe come ribell.ione di una raz2a imJomabile, ro mana ai poteri ciechi del materialismo ebraico, come reazione ai miti crista llizzati s i nel torpore della spiritua lit come volont di ri c ostnJZione di una gerarchia interiore di valori, c h e va esprimendo la s ua az10ne soprattutto nel piano politic o e militare. i div e r s i aspetti del formarsi di una unit e tica s uperiore ba se essenziale per il fronte ario che giu s tifi c hi in pi e no la concezione di dignit di razza non pu il fatto che, mentre da una parte si cerca l'indirizzo per una nuova forma di c ultura che tenda a restituire all'indiv iduo la chiara vis iane dei principi trascendenti e garantisca la cost ituzion e di un nuovo, armonico ordine sociale; in un altro piano in vigore l'iniziativa dirella .:li capi che muo vono lanciando idee forza tra ordini compatti di uomini in fluendo profondamente s ull anima delle masse, attraverso la e nergia di un verbo dell'azione che meglio aderis ca alla loro mentalit, vivificando i nuclei. inquadrando e nuove genera zioni, co mbattendo indomabilmente e proclamando la necessit di una vittoria eroica s u l s i s tema ebraico e plutocratico della ingiustizia mondiale L'idale unico unti-ebraico, anti-materialistic, antirico st ruttivo. ed quello s te ss o cui conforme la vicei'Jida della rinascita di una razza superiore, novamente ro mana. La lotta impegnata da questa razza ha una :3ua ragione di essere: essa rappresen ta l in s orgere di una cultura e di una m en talit nuov e s ia contrc la tirannia razionali s tica e contro i l l are inganno d e l :a lo gic a positivistica, s ia contro il vec c hio mondo materiali s tico che, essendosi creato una civilt mec canica, ha s uhto s ino all'esasperazione il mito della macchina e della materia. Cc.me s i vede, una lotta contro i due aspetti d e ll'antit esi spirito-materia su cui si fonda la po t e nza dell'ebraismo Infatti merirre da un lato essa ha favorito il razionali s mo unilaterale con -l'avvento di un relativismo filo sofico e di un ideali s mo egoistico, dall'altro ha potenziato il mito della macchina _.per cui il mezzo materiale divenuto un fine, una religione una suggestione trucuenta, tirannica: tutto stato meccanizzato o razionalizzato, ri dot to ad espressioni me ramente quantitative; lo spirito in simile stato soffo c ato E' fuori di dubbio che il mito della macchina corrisponde in sede soc iale e poliltica a quella mentalit moderna delle masse Ira l e quali hanno avuto forma l'ideale democratico e l'ideale e hraico della vita: l'armonia meccanicistica rias3ume esattamenti) il valore-limite spirituale det d-emos inteso nel senso de. teriore .:iel termine, ossia di forza coUeKiva forma senza direzione cosciente, tendente alla continua soddisfazione di ci che in essa si espaspera como istintivit Di contro alla decadenza di tale societ ha oggi infine un significato di resurrezione ide11le e di rinasCita politica il fronte unico ario. Un .ciclo nuovo si annuncia all'umanit travagliata da una lotta che quasi ovunque estranea alla sua coscenza e alla sua vocazione. Nell'iniziarsi di questo ciclo evidenle l'azione dil forze che in Occidente gi da secoli si vengono preparando per. virtq dello spirito, ario, di stesso che fu al centro della civilt di Roma e. poi del Sacro Romano Impero. A dimostrare la continuit prodigiosa di questo ideale cli unit delle migliori forze tlel la razza, sta di. fatt che il .motivo supernazi<;>nalistico e universale riguardante l'Urbe, come la precisa coneezione della sua aetemitas e della. immortalit ell'lmperator, rimerge nel periodo bizantin attravenO' una figurazione che, con qualche riferimenlo alla leggenda di Alessandro Magno, presenta l'evidenza di al!!uni temi che si ritrovano nel ciclo delle stirpi arie. Si nota infatti il tema di un antico re che si risveglia da un lungo sonno per unificare le forze dello spirito e creare una nuova Roma:. l;hnpresa : per viene interrotta dall'aggressione delle orde di Gog e Magog __:_ simbolq delle forze disgregatri ci, cu si.. pu riconoscere l'ebrai smo cui Alessandro ha gi tagliato i) onde s'ingaggia l'ultima battaglia. Tale la formula che il Medioevo ghibellino ; improntatO! al:-pi spiri'm ario, riprende e ampiamente sviluppa: l'imperatore alteso : immortale e nascosto, facendo parte di un centro invisibile e inaccessioile, si incarna nell'uno e nell'altro dei pi nohili .rappresentantide) Sacro Ro mano Impero: Carlo Magno, Federico I Federico II. Questa irrivelata e peremle vitalit di un capo, di un eroe che in determinati momenti della stOria defl'uomo : a ppar e a unificare la forza e la volont di w1a schiera di prodt, supe ratori della vita della morte, per ilngaggiare la decisiva battaglia contro la scatenata coorte degli esseri elementar i. contro il giudaismo prevaricatore, contro il satanico mater i ali smo degli uomini, rappresenta evidentemente la persistenza nel tempo di una superiore razza, di un elemento etnico-spirituale il cui valore intimo diviene attuale ogni qualvoHa si tratta d ella salvezza di una civilt e di una -cultura. E' questo an cor a oggi H senso della -formazione del fronte J.mico a rio nel rnon(.h. MASSmtO:--scALIG EiiO Il giude. o Alberto Eiutein (a sinistra) e aua figlia Margot, assieme ad un inaeg;nante. di una Universit degli' Stati Uniti, verotrimilmente ebreo anch'egli

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    Al problema del meticciato, che s 'empre ha attratto la nostra atten.zione, la Difesa della Ra.z.za" ha dedicato numero speciale (Anno m n. 10) cuj riteni'am0 utile riportare qui il sommario, la cui semplice enunciazione dimostra come si trattasse della pi completa e organica documentazione apparsa ini Italia sui meticci esitentj nel mondo: Studi italiani sul meticciato di Guido Landra: I bastcudi di Reoboth di E. Fischer: Mulatti di Giamaica" di Ch. Davenport e M. Steqgerda: Meticci della Re.nania" di W. Abel; "incroci! fra cinesi ed europee di Y. K. Tao; I meticci della; Polinesia di E. FiBcher. II meticciato nell'America del sud di I. Schaeuble; Gli incroci neqro-cinesi" di R. Hauschild; biblioqT Yl:ftliq interpretati i numerosi articoli da noi pubblicati aulla corruzione giudaica nell'arte. nella letteratura e nella cultura in generale. _l

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    Caratteris tica degli es8eri vi s tenti e pi perfette. Ha voluto venti, piante, animali, uomini, porre segni ed ostacoli, con di essere costruiti secondo trari .alla mescolanza renden modelli s tabiliti prima: di do pi difficile la riproduzione mod o c h e, allo sparire di tra gli: ibridi. Ha voluto infine 9gni individuo dovulb alla ri che le razze abbiano interiorstr c ttezz a ed ai lfuJiti della m ente coscienza di loro stesse . s ua indi vidualit, rimanga Il s entimento della propria i l di segno o la forma da razza qualcosa che non si c u i p oss a rinascere. Il nupu creare o ricevere, ma solo m e ro di qu es t e form e gran-ereditare: un dono che nes d iss imo e c ome pare, in au -s un ragionamento e nessuna mento. Da una c on piccole va_ o s servazione scientifica possonazioni, se mbra c.he man mano sostituire E un sentimen no vengano pla s mate altre. Peto di natura religiosa: nel r qu est o aumento trova co-quale si uniscono il rispetto s tantemente un limite. )a lot_ ad un ordine, e la coscienza ta dell e form e tra loro e con di avere, in quest'ordine, un l ambi e nt e < l e ntro il quale vi po s to ed un compito. v ono : lotta per della C pure l'orrore qua le acqui s tano diritto all'c di far ritornare ci che de. 8 i s t e n z a C ome un c06t ruttore prova un ban-co diversi ti-pi di m otori e, s tabilito loro un r e ndim e nto acc etta s olo quelli c h e l'hanno raggiunto: co s la M e nt e c h e ha ideato 1e forme (leg li es s e ri, n o n s i limitata ad idea -rle ma ha voluto pure c h e s iano s ottoposte a ooa pro v a. Qu e l l e che r es i s tono ; sono c on s id e rat e de g n e di restare. C o s i oc h il loro permane r e, e d il c on servars i delle llit a ll e quaJi hanno tlovuto l a v i t toria. oltre c h e un dono pu ess e r e s timato un premio: c o s a preo rdinat a, oltre c h e al l 'eco nomia alla del m o ndcl c rea1o Ora i n p a rti colare g li uo mini c tru t">'!'i qu e lli apparle ne n t i alle ra z z e pi e lt>\ U i e. so n o >pi o ra zze. pi r es i -26 finito e chiaro in ci che si s e nt e indefinito e confuso: di ripercorrere alfindietro 'ordi. n e della creazione: di tentare di contrastare alla forza che, dopo avere creato mondo, lo con s erva e ha sta:bilito per que s to inderogabili leggi C' il terrore dei mali che s i s entono oscuramen1e asse gnati a punire la infrazione. I quali, s e non colpiranno di rettamen t e i colpevoli li puniranno nella loro discendenza E c', i nfine, la ripugnanza, che prova ogni essere vivente per tuttt:> ci che lo danneggi o c he lo annulli: accentuata dal fatto che in questo caso c i che vie ne di s trutto non la p e r so na. ma la s ua poss ibilit d i ess ere c ontinuata. Tali !'ono i m otiv i religio si c h e s i a g itano c hiari ne l s en tim e nt o di ra1.za. Sono in f a lli, radi c ali prima di tutto n e ll indi v iduo dal qual e pas s an o a ll a s o c i e t e all o s tato n ecessariame nt e l i p re suppong ono. Ch e v i manchino non un fatt o normale: un a malatti a. E un s intomo di gra, e e p e rni c io s a d e cadenza: un di d i minuzione del l a f o rza i Yital e Una ed Uno strano mostro, daUa testa d'uo:mO e il corpO di suino ; c h e sarebbe nato, per non ai sa quale i:ncr.oc:io, in lndocin c Bianchi e neri in America; il nero guarda in alto, il biancc :xss e gnatamente in basso. La sta facendo i suoi r:ietti

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    11110 s tato. che non abbian' pi :
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    LA DOTTRINA-. . DELLA RAZZA IN l TITO LIVIO Chiaro appare dall pagine di che furorio le virtfi le caratteristiche spirituali e fisiche --della razza, a dar a l'Impero: il valore guerriero, la fede, la sbr : iet; la i l dinamismo' eroico

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    /. ivio, travisato da tardi esegeti che, dci qualche c ; .tazione, ne' fecero un libertario e un ha espresso nella storia, "come Virgilio nella poesia, il senso impriale razza ed ha tracciato la forma zione politica dello. Stato: da tutta l'opera e!Dergono quelle idee politiche che sono il fondamento di ogni nazonale e che appaiono _feconde, nel corso dei secoli. degli sviluppi pilconsonj lle d :verse et, come, per il '500, dimostr Mach!avelli. I proiagonisti della storia liviana sono il popolo romano ed i .>Uoi condottieri. La storia nazionale d( Roma grandeggia di fronte alle v:cnde degli altri popoli, l'idea politica centrale il popolo romano come razza e nazione. Antimaterialista, la concez ione liviana si informa al'lattore nazionale e imper:ale in cui ravvisa il pi importante movente della storia, e agli elementi che lo cost:tuiscono: valore, milizia . L' elemento economico ebbe trascurabile impor. tanza nella storia di Roma che non con. le r ;cchezze ma col valore. co!Tquist l'impero del mondo. Nessun accenn in Livio a questioni economiche se non per ricordare gli episodi di sprezzo del' denaro o le. prede tolte al nemico o : III, 26; IX, 40 ecc.) : popoli. ricchissimi come j Cartaginesi ed i Macedonl furono vinti e .ricchezie enormi allluirno a Roma, eterno monito di quanto poco valgno dinnanzi. alle armi ed all'audacia. Anche la fortuna che fmorisce i disegni arditi quanto p : tenue appare la spranz9 e dillicile l'impresa O. XXVI,38), non sovrasta quale cieco e imparziale fattore, ma anch'essa romana, modo d'essere e destino .del popolo che sfugge alle umane previsioni. Ogni. popolo ha la sua fortuna nazl.onale come la sua storia. n gie:varie Scipione, nel suo slancio mis tico, ricorda alle trppe di Spagna la < publica fortuna>, i.J destino romano di vincere, nonostante iniziali insuccessi, le pi grandi guerre, per jl 'valore r :masto integro e immobile O XXVI, 4-l). Chiaro appare dalle pagine di Livio che furono le virt roJllane le caratteristiche sp:rituali e fisiche della razza a dare a Roma l'impero: il valore guerriero, la lede, la sobriet, la concordia la tenacia, il dinamismo eroico: Se Livio' non pone questioni di lilosof.ia della storia, tuttavia dalla sua opera si tra'e l'insegnamento che la potenza romana fu effetto principalmente delle qualit politiche e militari del suo popolo; queste furono le profonde forze che moSGero Roma tante avversit di fortuna. Nonostante ii proponimento. di sviluppare la narrazione delle vicende interne, _la materia stessa lo storico a dare il pi largo posto alla guerra. Una serie ininterrotta ,di eroismi, di guerre, di conquiste forma il tessuto della romcina. Due volte soltanto, come nota Livio in .700 anni il tempio di Giano fu chiuso .Razza essenz : almente guerriera, il pcipolo :resce con la guerra, annette mediante conquista altre ge.nti, le fonde nell'unit degli eserciti. La storia livia.na esprime il concetto romano della guerra come formatrice del popolo, mezzo essenziale per creare e accrescere l'illlpero. descrizione delle battaglie Vi accuratiss!ma, le ist. ituzioni militari che so no il fondamento stesso di Roma, vi hahno ampio 13ViJuppa. Sul popolo grandeggiano le ligure dei Duci Nonostante il sistema con solare, nei momenti gravi, col o con l'interregno, il comando sempre dj und solo. Liv : o ripetutamente constata la virt trascinatrice dei bui: pi che nell'esercito, nei 'comandanti e la forza romana (Il 39), la moltitudine quasi sempre simile ai capi (V, 28). Le )urighe orazioni che Livi01 fu_ pronunciare ai Duci prima della battaglia. sono resprewione, con quell'artificio l'ette rario, della fede, degli intendimenti, della volont cl.ei Capi'. Nella famosa questione che Livio prospetta, quale sarebbe stato il desino di Roma se avesse combattuto contro Alessandro il Grande, vengono prima di tutto messe a confronto le qualit dei Duci per concludere a favore della suPeriorit romana, P.Oi g ll ordinamenti, le armi, la virt romana, per llermare superbamente che mille piu potenti' eserciti Roma ora, in grado di r e spingere (IX, 19). .. Fisicamente e spfritualmente possiede un'.unit, un'anima sola. no frequenti, in Livio le invettive contro le fazioni (oggi Si direbbe i partiti) pi esiziali della lame, -delle malattie, di qualsiasi sventura pubblica (IV, 9), rovina degli im peri (Il, 44). I moderni' come noto, hanno fatto interminabili discussioni sull'origine e sulla stessa qualit razziale della plebe. Per Livio il problema non neppur..e pensabile, si tratta di una scissione,, in uno. stessn popolo, tra categorie sociali diverse, discordia ordinum venenum rbis. (III 67) E : pur vero che disputa che precedette

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    l'abolizione del divieto di matrimonio tra patrizi e plebei, i primj si appellavano a ragioni razziste e descrivevanQ, In termini eeatti, la di-aannon !a, l'eterogeneit dj chi possieda due :sangui diversi. Ma questo concetto veniva fuor di luogo dedotto nella questione, per pregiudizio, e aveva buon gioco il tr:'buno Canuleio a replicare che, anch'essi, i plebei, eorum esse, pars civi latis, e che, se proprio si dovesse peneare come i patrizi, si sarebbe d : Viso la societ e fatte due nazioni di una sola (IV, l e segg. ) O!Jesto richiamo alla fondamentale unit di razza, e ai pericoli che poteva portare l'op'nione di un'inesistente diversit, valsero ad ottenere l'abolizione del divieto E neppure es;utevano differenze razziali tra il popolo romano e le altre genti italiche ma erano un unico grande popolo, gi, alle origini il popolo italiano. Il mito delle orig: ni doveva Gervire a rafforzare e nobilitare la nazione, doveva avere una funzione politica; non era un problema antropologico, ma una dottrina politica. Ogni popolo simboleggiava 11elle divinit, da cui pretendeva di trarre origine, le virt della razza: per il popolo romemo eremo Venere (dalla ql;ale si faceva discendere Enea) e Marie (da cui Romolo), la fecondit e la guerra; 1 ,. Qui, prime pagine dell'oP&ra, si stacca l'Immagine dell'Italia, come una realt superiore, per totam ltaliae longitudinem ab Alpibus ad Pretum Siculum (I 2 e nel l. 30, 28). Le genti italiche che sano sulla sce11a della storia romana appaiono stanziate in Italia, come naturali abitanti, di cui lo storico non neppure origini straniere: per Uvio sono tutti autoctoni salvo i Veneti, per i quali, per amore verso la natia Padova, accoglie una tradi zione parallela a quella di Roma, del loro arrivo da Troia, sotto la guida di Antenore. L'identit razziale tra i Romemi e il po polo latino viene afferrnata come un vin colo parentale e aguatizio; di stretta consanguineit (1, 23, VIII, 3 ecc.). Se al di fuori del nucleo delle popolazioni del Lazio la lotta per unificare l'Italia stata dura, questo dimostra soltanto la formazione concorrente di gruppi diversi di nella serie di elementi che aogliono elencare a comporre la nazione, abbiano dimenticato questo dato nel quale si accentrano i fatto11 mistici, ed emotivi della patria: come ben avvertl il nei versi, c un volgo disperso -che nome non ha In Uvia assume uri valore politico, attri-. builo alle incipienti formazioni nazionaliRimase a lungo ad indicare gli alleati del nome Latino qtiale nucleo pi vicino a Roma antica ma sopratuttoprimeggia il no. me Romano non maj. estinto e ririascente da ogni malignit di fortuna (XXV, 38) -* Dopo aver proceduto per oltre 350 anni tra guerre lunghissime con i popoli vicini, ecco, nella storia di Uvio, il primo scontro con. gli strcmieri: j Galli. Mem!festo il suo. '3degnQ contro questi invasori che avevemo valicato le Alpi dolcezza della nostra terra: la penisola una, l 'Italia, Busto di Giulio Ceaare (Museo di Berlin) come quello etrusco e quello semnita, na-il cui nome non mai come in questo luogo. scentl sotto-nazionj che tendevano a creare viene ripetuto e contrawosto assieme alle la grande nazione italiema (per i Semniti genlj italiche alla Gallia e alle sue popoIII, 23, per i Campani 23, 9 ecc. ). ll pro!azioni. cesso unillcatore nasceva contemporanea-Le differenze razziali eremo appari11centi mente in diveree parti della penisola e da-nell'aspetto, come nelle armi, nel tem}:?erava luogo ad altrettanti centri intorno ai qua. mento, pronto all'ira, borioso, arido di preda, li si univano le genti vicine. Ci che man-intemperemte, imprevidente, di malafede (le cava non era l'unit antropologica della bilemce false di Bre .nno) poco solido, QVirazza, ma il suo credo politico. .diEsimo d'oro (V, 35 e segg.; XXI, 20) La La conquista dell'idea politica della razza loro aggressione contro Roma appare imfu per tutti i popoli arii. particolarmente per provvM3a, nervosa, condotta da una turba Il nostro, lenta e sanguinosa. Si doveva vociemte e disordinata, il loro momentaneo compiere nella sioria politica una gigan.te.---successo, reffetto di circostanze fortuite ma sca rivoluzione passando dai frazionamento -.. .. Ja Joro dlsfatta .. Pt>T co8l piena che neppure municipale ad un'organizzazione statale che uno ne sopravvive per portarne l'emnunzio. comprendesse tutta la razza, distruggendo L'odio contro i Romemi cl;le Livio rileva come. i particolarismi di lingua, di costumi, di inloro proprio e insito (XXX, 33) da lui teresei, creando il senso dello Stato e della equamente contraccambiato, e non lasc:a razza. occasione per Qimostrame !'.inferiorit. Lo Nei libri di LiviQ che ci sono rimasti vespirito antigallico della storia liviana evi-diamo le fasi decisive di questa formazione dente. dello Stato, dell'affermazone della razza coSj ricordi la sfida tra un !Gallo ; :vdcian!e, me forza politica. stolto, in multicolori armi ed il Romcino Un termine riassuntivo indicava, dal nu-T. Manlio sllenzi060, raccolto nella sua ira eleo che aveva dato il movimento, questa e nelle sue armi piil efficaCi. che splendenti, nascente illi,pronta nazionale, il nomen (Rofinita con la vittoria di quest'ultimo (VII, manum, Samnitum ecc. ), che indica la qua-12); lo sterminio dei Galli dell'esercito lit del popolo la denominazione comune a d'Annibale nelle appenniniche tutti l SUOi partecipj ed insieme .iJ'prestigio, oom, 2); le reiterate 'ripulse del Senato al la lama, la gloria, la la potenza di loro stemziarsi in piccoli nuclei in Iialia cui 4\ por1a!ore E' stremo che i moderni, (XXXIX, 54; XXXX, 53h 30 Anche m Asia Minore i Romani, si imba1 tefono nei Galli .eremo emigrati, in alcune deci.ne di migliaia, 279 a Cr. Livio J console Cri. Manlio, pr:ma della battaglia che doveva distrug. gerli, una lunga, descrizione; tipicamente razzistO, dove illustra la degenerazione, per un fenomeno di meticciato, di qUeuti Galli che ormar si hiamavano Gallo greci JXXXVIII,' 17) . Tutti i fenomeni degenera. livi ne sono avvertiti; menQ chiara ne la causa che Viene attribuita all'ambiente, secondo la teoria aristotelica, da Liyio iii altri luoghi (IX, 13; XXXXI, 22). Pure si riconosce quel meticciato spirituale che dai moderni vien detto indigenimento e che consiste nella degradazione della personalitversQ i costumi e i caratteri locali Ma la v .era gerra di popoli si svolse tra la razza romano-italica e la marea mista d: razze oemite e africane finanziate da Cartagine fino a conduderili nella pi gran. de. lotta di citt e f!no allora sentita (XXI 'l). Di fronte all'esercito di Annibale, ex colluvione omnium gentium e alla flotta cartaginese non. meno eterogenea (XXVIII, 12; XXVI. 20), si oppone l'Italia con il nucelo dei 'popoli rimasti fedeli all'idea romana . Nella lotta appaiono chiari i moventi naz:onali di Roma, la _coscienza di un'invasione stremiera e di una scilidarit tra tutti gli ltalici, il cui nome stesso si afferma sulle divis:onj. locali. ij significate;> Gtorico attribuito da Uvio alla maggiore delle guerre puniche di una guerra nazionale condo! ta da .un omogeneo gruwc) razziale, o, me. glio, dalla parte di questo che ne aveva coscienza politica, contro )'imperialismo di un aggregqto di genti artificiosamente riu. nite. Italiam tueri, Italiam ab Annibale re cuperare, (XXII, 14) in .Italia bellum geri mus in sede ac solo nostro (}DCII. 39); onde il rimprovero a quegli Italici che avevano defezionato -e l'ardente invocazione del giorno in CUi l'Italia sia libera-da nemici e fiorente nella pace (XXX, 21'). Ma infine Uvio ben avverte che la guer ra per la libert d'Italia sj confonde ed tutt'una con la guerra pef il dominio del mondo (XXX, 32). Certo una delle principalt cciuse della disfatta cartcigin&se furono le milizie mercenarie, raccolte da. ogni .razza, tenute insieme dall'oro e non dalla fedelt, come lo sio rico nota per la battaglia. di Zama, e ri,pete in altrj passi (XXV, 33) sopratutto do la battaglia di Pidna (:XXXXIV, 40). NJn menQ profonda avversione sente per le W polazioni 9reco-orintali: dalle quali ve:ie introdotti in Roma j germi' di' un lusso slrJ niero denunciato dal vecchio Catone come causa di decadenza pc)litica e di per gli artichi simulacri d'argilla degli Dei Romemi (XXXIV, 4). L'odio di Uvio P'" i Tarquinii, ai quali attribuisce ogni gen:re di misfatti, deriva dalla loro pretesa ori.;ti ne greca (l, 34); greco avrebbe int;o dotto in Italia j riti orrendi e stranieri dei a setta dei spieti:rtamente eslirra .ta (XXXIX, E piil volte vengono mesc in rilievo le caratteristiche. demagogiche
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    li nostro lettore Giuseppe Grieco, che tante v olte ha scritto in questa rurica, adesso alle armi e !Jresta servizio in lrica Settentrionale: Pubblichiamo con piacere lo scritto che egli ci manda e che intitola Guerra e popolo >; esso ri-specchia i sent i menti dj un razzista e di un combattente: Mentre l'Inghilterra, raccogliendo tutte le forze sterminato Impero le ha lanc :ate contro i n'estri p6ssedirnenti antichi e nuovi dell'Africa. nel disperato tentativo di raggiungere a qualunque costo un successo sia pure locale e senza decisiva irnporfunza a i fini guerra che osi combatte, non del tutto inutile n ozioso dare uno sguardo d'assie,me alle forze che cprnbattono ed agli ideali nel cui nome esse combattono o di conc;" di combattere. Guardiamo prima il nostro campo, come quello dalle cui fortune dipendono le for t un e nostre e, bisogna dirlo senza ambagi o l alsi pudori, del Fascismo. Chi sono i c ombattenti? Soldati della pi pura razza italiana, camerati tedeschi, libici che tanti anni dj ill uminato Governo hanno ormai a c.:omunato ai nostri deostini, uomini dell'lrr ,pero che in questi pochi anni di regime i t o:iano, hanno potuto constatare quale a b:ss o separi il nos tro governo dalla triste a narchia d eli o schiavisrno negussita. I numerosi ebre i della Libia non hanno avuto. l'on ore di imbra:cciare le armi accanto ai nostri valorosi soldati. Sono -stati messi da par t e e in gran parte lasciati ai loro affari, con una g enerosit tutta italiana seppure sp ess o immeritata. Dunque nessun merce n ario ness u n avventuriero contamina le nos tre fila Noi combattiamo con le nostre a r mi. coi nostro '3angue, per abbattere la ta!assocrazia britannica ed instaurare nel m o ndo q 'uel giusto ordine di pace con g u st i zia che nei voli ardenti d i tutti i popoli, s!an ch ; ormai di lavorare per impinguare an cor a di pi le gi troppo piene pance de i pluto'cr a t i inglesi, ebrei e. perch la cerio? ame r icani M a chi sono gli uomini che combattono ne l nome e sotto la bandiera dell'Inghilterra? Diamo uno sguardo alla famosa ar m a t a di Wawel i CUi 4: successi hanno f atto versare tanti fium i d 'inchiO'Stro agli organi della p ropaganda nemica. Ben s i pu dire che gli inglesi in ess a rappresentmo un'inf im a .percentuale. Il grosso co s t i t uito da a ustraliani, indiani, fraf!cesi po. c c chi e_ d a tutta la variopinta schiera dei h:o rusciti e d e gli avventurieri di ogni colore e di ogni n a z ione. Numerosi san pure gli ebrei accorsi osotto le insegne del rnessiaanglo-israelitico. Insomma, quanto di p : u eterogeneo e di ibrido pu essere al mondo, e sso rappresentato dall'armata mglese operante in Cirenaica. Non molto pi edificante la composi Z ione delle forze inglesi che si accaniscono c ontro il n o s tro giovane Impero. Lasciamo perch gi trattata nei riguardi dell armata Wawel, la loro composizione eterogenea. II semplice fatto di, innalzare . n ella lolle illusione d i crearq dei torbidi .fra le indigene, la turpe bandiera deL vale di per se stesso a superare q mfam1a e a convincerci una volta d, p : .se ce ne fosse stato il bisogno della neces 't d l' .. SL 1 questa lotta titanico e del de-annientamento dell'Impero inglese. 11nghilterra ci dovesse attaccare nei nosuj possedimenti d 'oltremare, era da al-ter!dersi e t!l r e .:itc tra .. t.: ... H .. i.;; t--: e::.o .: ritto. Attaccandoci, l'Inghilterra non ebbediva che alle leggj fatali della guerra e noi saremmo stati ben !ungi dal fargliene colpa, tanto pi che abbiamo sempre considerato questa guerra come una lotta a fra il giovane Impero italiano e quello Inglese; che l'Inghilterra dove&.>e usare in questa lotta decisiva tutte le sue forze per cercar-e di abbatterci, anche ques to era pi che logico attendel'Si, ma che una nazione europea, che ancora oggi Si vanta di combattere in nome della l ibert dei popoli rninacc:ati dal Fascismo e dal Nazismo e nell'interesse esclusivo. della civilt non contenta. di awoldare sotto le sue insegne le genti p diverse e lontane, dovesse abbassarsi a tanto da prostituire s stess a seppure .per. bassi scopi d; politica, a un uomo e ad un regime ormai bollato a an gue da tutto il mondo, questo, con buona pace del s ignor Churchill e compagni, il culmine oltre il quale l'Inghilterra non poteva e non pu andare. Dalla stessa composizione delle rispettive forze armate, pi che da qualsiasi propaganda arnica od avvers a scaturisce dunque la netta d ilferenza di ideali e di ci vilt, fra noi e i nostri nemici. Ci non la che attestare ancora una volta quello che abbiamo tante volte ripetuto sulla as 3oluta mancanza di un superiore ideal e d ; civilt nell'Impero ingles e Impero d i costituzione prettamente mercantile, l'inglese, oggi. nel disperato attacco al nostro Impero prima della sua definitiva e totale rovina, non ha trovato di pi -e di meglio che a s s oldare con l'or o, sua u ltima ri sorsa. 1'esercito oi eterogeneo del mondo. M a esJo c ontro-le forze generos e del sangue e de. ] genio di due popoli alfratellati dal comune ideale di una nuovu civilt di lavoro e di giusti z i a per tutti, non pu prevale re. Non pre varr. Pi presto d i quanto s i possa logicamente immaginare, questo rno loch che lino ad ieri s i credeva invulne r a bile, sco m par:r. senza rimpianti e senz a pi s p eranza d i rinascita. nella notte della storia. Il lettore Ari stide Tonti, da Cuneo, ci s cri ve una lettera a proposito dell'articol o l due .popol i e letti apparso ne] prece dente fa scicolo, chiedendoci c ome m a i n o mostriamo di dar credito ad una teori a se condo la quale g l i Anglo-Sas\3oni e i G iud.::i sarebbero razzialmente fratelli ; b e n sape n dosi, invece, che .gli Anglo-Sassoni sono ariani. A l lettore Tonti ri spondiamo che egli evidentemente {lu j b eato!) un ingenuo, che p iglia per oro colato tutte l e affermazioni, anche se hcmno un chiarissimo e trasparensignificato ironico. Dall'articolo I due popo)i eletti chiunque, tranne il nostro ingenuo lettore, in grado di capire che gli ebrei inglesi tentano di accreditare una paradossale teoria secondo. la quale Inghilterra e Israele sarebbero una cosa sola e che il fatto stesso che una teoria simile S i sia potuta diffondere in Gran Bre tagna dimostra fino a qual punto gli Inglesi siano infeudalj a]. giudaismo. Del resto, nell'articolo in questione si dice che la teoria lanciata dal c National Message > frutto di c molta buona volontq e molta improntitudine>. Ci vuole pi chiari di cosi. il s gnor Tonti? Direttore reapoDaabile : TELESIO Jlt1'EJlLANDJ Il Carlo And.reini, da ci ha cos seri Ilo : Caro Questionario, Tra gli avvenimenti ui quali oggi assistiamo. tra le vicende giornaliere della guerra, che suscitano, come naturale, la passione di tutti, tra i fatti particolari che, di volta in volta, ci entusiasmano o cj preoccupano, secondo la loro comprensibile fluttuazione, sopra una cosa mi pare che l 'attenzione pubblicanon sia ancora sufficientemente e c:oJtantemente richiamata: sulle origini e le cause della guerra stessa. E' noto ed arcinoto, perch confermato continuamente dai fatti. che questa (si pu dire, ancora pi della precedente) per eccellenza, la guer. r ebraica: preparata, aizzala, decisa. finan z iata, fiancheggiata in tutti j modi dagli ebrei: unicamente perch, ad un certo pun to, a caus a della politica razziale ed economica, iniziata dall'Italia e dalla Germe nia. hanno visto in pericolo la loro supremazia. Perci stato decis o di venire al supremo urlo: perci l 'Inghilterra e l' America. che di quelli sono lo strumento, han n o pres o apertamente l'iniziativa; e perfino la formale dichiarazione. senza che apparente interess e l a g iustificasse, venuta dall'Inghilterra. Sono ormai cose chiarissime, non negate dagl; stess i ebrei; ed per ques to che oggi s o rprende come, proprio ne] tempo i n cui la guerra venuta e s i combatte e da essa d ipendono. per l e sorti d 'ella nazion e poco o nulla si parli, in pubblico e in privato, di coloro che l'hanno promossa; poc o o nulla s i faccia. per smascherarli definitivamente, p e r parli a] bando, p : ancora che n e lle leggi, nella coscienza pubblica; per p e rfe zionare, s e possibil e le stesse leggi, in cj che hcmno di troppo m 'te, di non abbastanza efficace, di troppo ada!to. come i fatti continuamente dimostrano, agli aggiramenti e alle evasioni. Nes-:mno-per esempio ha detto (e tra l'altro, se mi permettete, n eppure la v ostra Rivista) che l a mitezza e la non grande efficacia di esse s e potevano giustificarsi quando s i sperava ancora che l'oscura forza mondiale da ess i cos titui t a non riucisse a trascinare' il mondo in un nuovo immane conflitto, oggi non s i comprendono pi: oggi sono un anacro ni smo, cui s 'oppone la nostra coJcienza d i t c !iani e di fa s ci sti. Oggi sentiamo tutta l'assurdit d e l fatto che questi estranei, che que. s i nemici, che questi amici dei nos tri nemici Ci circond:no e ci sfruttino, m entre i nos tr i fratelli combattono. Oggi sentiamo non solo l'assurdit, non solo l' irri sione, ma anche il pericolo di questo fatto: l e conseguenze te mibilissime che pu avere per il fronte in t erno; le infinite vie per cui, in ques to modo. i disfattismo, il tradimento, ]a S i pos 3ono insinuare. Dunque. perch questa dimenticanza? Perch questo silenzio? Parlare degli ebrei sorvegliare gli ebrei, rendere assolutamente inermi gli ebrei, ci che oggi, soprabisogna. E una delle pi elementari e pi ovvie necessit di guerr<;I Allq qutle m, sembra che voi prima di tutto, dovreste uniformarvi. In nessun altro temRO. come in questo, G vede la necessit. della vostra rivista. Dovreste, perci, cercare di potenziarla ancora: di renderla, quanto pi possibile efficace e diffusa: e considerarla, qua'e il primo strumento della difesa interna. Stampa1ori: Societ Anonima Istituto Romano di Arti Grafjche di Tumminelli & C. -Citt ....

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    b Societa anonima Istituto romano di arti grafiche di Tumminelli],
    February 20, 1941
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