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Difesa della razza : scienza, documentazione, polemica, questionario

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Material Information

Title:
Difesa della razza : scienza, documentazione, polemica, questionario
Physical Description:
Serial
Publisher:
Società anonima Istituto romano di arti grafiche di Tumminelli
Place of Publication:
Roma
Publication Date:
Frequency:
semimonthly
regular

Subjects

Subjects / Keywords:
Race relations -- Periodicals   ( lcsh )
Jews -- Periodicals -- Italy   ( lcsh )
Race relations -- Periodicals -- Italy   ( lcsh )
Genre:
periodical   ( marcgt )
serial   ( sobekcm )

Record Information

Source Institution:
University of South Florida Library
Holding Location:
University of South Florida
Rights Management:
All applicable rights reserved by the source institution and holding location.
Resource Identifier:
usfldc doi - D43-00061
usfldc handle - d43.61
System ID:
SFS0024306:00061


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Full Text

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DIFESl BELLi -' E L ESIO INTERLANDI N!\0 IV N. 9 5 MARZO XIX

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CRONACHE DELLA lUEHHA GRANDE RIVISTA SE1TIM:AN.ALE IN .ROTOC.ALCO ESCE OGNI SABATO COSTA LIRE 1 ,50 JIJ la - riYia&a elle .,.... racscllarVI &a&&l l -- .. pe&&l della caerra oderaa. apeaeadoVeae la aa ..._ re-e eomple&o la eroaaea poll&lea, dlploma&lea, eeoaomlea e miiUal'e. Per le Yarle &erle aerU&orl apeelallaU VI catderaaao aeJJatrerrare Il YDiore eaaeaalale del diYeral DY't'ClDIIDea&l, allarsaado la eampo l'ori & e delle Voa&re eosalaloal. o aal ar&leolo fJ llp aeeeado le eall(eaae di ua lalae eoadoUa la profOadUIII e reallaaa&o aeeoado l erll.erl della maaalma diYuJsaaloae. Ca ampio eorredo di Waa& .... loal, ara8el_. ear&e c-cra8elle e ear&lae dlm-&ratiYe VI otl'rlrilll Il modo di aeplre la rapida ala&eal ella elle proprlame a&e la dlaaaalea del eoaftl&&o. TUMMINELLI E C. EDITORI C ITT UNIVERSITARIA ROMA -. TU.MMI N E -LLI HA -PUBBLICATO MERAVIGLIE DI G. CASTELFRANCHI . LE MIRABILI, RECENTI CONQUISTE DELLA SCIENZA E DELLA TECNI_CA UN LIBRO ISTRUTIIVO, DIVERTENTE E DI APPASSIONANTE LETIURA VOLUME IN BROSSURA DI 423 PAGINE CON 110 ILLUSTRAZIONI . IN TUTIE LE LIBRERIE. A LIRE 28 VOLUME RILEGATO IN TUTIA TELA CON IMPRESSIQNIIN ORO l. 35 TUMMI N E t LI CITT UNIVERSITARIA-ROMA l

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BANCA COMMERCIALE ITALIANA -CAPITALE L. 700.000.000 RISERVA L. AL 18 MARZO 1940-XVIII BA .NCA Dl INTERESSE NAZIONAL. E

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BANcoDr SICILIA . ISTITUTO DI DIRITTO PUBBLICO OLTRE MEZZO MILIARDO DI FONDI PATRIMONIALI L'ISTITUTO RACCOGUE DEPOSITI A RISPARMIO E I N C/C F R U T T . I F E R O .. E COMPIE TUTTE LE OPERAZIONI DI BANCA 123 SEDI E AGENZIE

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ANNO JV NUMERO q 5 MARZO 19"1-\:1\: ES C E l L E IL Ili O(; 'i l 'l ES E l 'i X l )l E Il O S E l' A u \ T O L l Il E J AIIIIU:\A)IE'iTO .\'i.'il:O LIIIE !!ll AllllU:\A)Hi'iTO SE)ILSfii.\I.E" 12 E S T E Il O l L Il O l' l' l O Dir t t ore: TE LESI O INTER LA i\ DI Comitato di redazione: pnof. J c .tt. t : l IDO L\:'\DlL\ prof. rlott. LI DIO C IPRIA:"/1 rli redazion.: GIORGIO AL'\fiHANTE SCIE NZ! DOCU 'fAZIONE. POLEMICA OU.ESTIONJ\810 ITALIA SODDISFACENTE SITUAZIONE DEMOGRAFICA Secondo j calcoli pi recenti dell'Istituto Centrale di Statistica. la situazione democ grafica dell'Italia. pu essere qua"lificata non Eolo appq_rentemente. ma anche nella sucr !;Oslam:iale realt. Dal punto di vist:r assoluto s1 e registrato. nel periodo 1935-37. una eccedenza medi-a di circa 384 mila nati sui morti. Nel periodo 1937-38 l'eccedenza media si elevata a 437 mila in relazione all'aumenl:> della natalit. -L'andamento soddisfacente del movimen to demografico italiano confermato an che. da un punto di vista dal calcolo dell'indice della riproduzione. net ta. che costituisce la vera forz:r vitale di un paese. Questo indice. per l'intera Italia. di 1.131. ci che sign;fica che mille donne italiane hanno procreato 1.131 bambini. provocando quindi un aumento del 13 ; in una sola generazione. GERMANIA RIMPATRIO DI MEZZO MILIONE DI TEDESCHI Dopo la conclusione degli accordi russo tedeschi del 10 gennaio per un mtovo rimpatrio di tedeschi. stato eff .ettuato il ritorno in Patria dei gruppi della Lituania _comprendenti 45 mila individui. e del ri manente gruppo ammontante a 12.000 rimasti dall'autunno 1939 in Estonia e in Lettonia. Con l'aggiunta d; queste 57 mila unit. sono stati rimpatriati complessivamente mezzo milione di tedeschi. INGHILTERRA NABABBI EBREI Seccndo quanto informa il giornale unghE'rese 8 Ora i Ujsag ". in un articolo intitolato Istantanee londinesi ". la crisi degli alloggi grave per lutti a Londra. tranne che per gli ebrei. Interi appartcrmenti signorili 3ono stati requ:sili dalle autorit e messi a disposi zione di ricchi elementi ebraici fuggili d:d Re :ch o dalla Polonia. Il giornale cita il c.aeo di cinque di nababbi ebrei a disposizione dei quali sono stati messi l'appartamento e perfino la servit di Lady Laigh. Essi possono. in c::teo di allarme. fruite di comodi rifugi antiaerei mentre la magg:or p-arte della popolazione lon dinese deve accontentarsi di ricoveri tut t' altro che sicuri. UNGHERIA EPURAZIONE DELL'ECONOMIA DAGLI EBREI Il Ministro del Commercio ungherese. Varga. in un discorso pronunciato a So prcn. ha detto che l'epurazione dell'elemento ebraico sar proseguita sempre pi energicamente, fn modo che le varie bran che del commercio siano. il pi possibile liberate dal nocivo influsso giudaico . ROMANIA VERSO LA SOLUZIONE DEL PROBLEM A EBRAICO La stampa romena ha pubblicato. le di rettive di politica interna che il Generale Antonescu ha imp-ar!Ho ai direttori dei quo. tidiani locali. Fra l'altro. il Conducator ha detto che il problema ebraico non potr essere risolto con i massacri o con soluzioni affrettate. Il Ge.nerale Antonescu lo risolver in modo melodico e progressivo. allo scopo di evi tare squilibri nella vita economica della Naz: o ne. MESSICO TRE GEMELLE DI DIVERSO COLORE Un giornale d una curiosa notizia. a d imostrare la stravag::mza prodotta dai matrimoni mcrociati fra nativi e forestieri. Esso narra il caso occorso ad un meticcio che ha sJ=osato una imrniqran te. venuta dall'Europa centrale. Questa donna ha dato alla luce tre bambine che s l differenziano nettamente nel colore del la pelle. pur serbando la stessa forma nei lineamenti del volto. Una delle bambine ha la pelle bianchissima. come le europe:e; un'.altra ha la pelle bruna molto oscura e la terza invece l'ha completamente nera. quasi come i mori, Il caso stravagante : n quanto il marito ha i) co lore proprio dei meticci e non ha mai cam bialo. n vi . possibilit che la donna abbia avuto rapporti con altri uomini che giustifichino una tale dive{Bil di colorito delle .neonate, Queste sj differenziano non scltanto per sfumature, ma per completa cpposizione di colore : dal bianchissimo acsolu:o della prima. al nero assoluto del la lena: la seconda un perfetto tipo mediano Ira l'uno e l'altro. ma radicar manie fissato. I medici studiano menle il fenomeno interessante. do( quale .non ritengono facile dare una 3oddisfa. cienle spiegazione fisiologica. ;;

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LA POLITICA E lL NUOVO O Xtl nuo, o nondo i JtOJtoli atiani esereite auuto funzioni di otclint t di l)LIQUJDAZIUNE DELL'ATTUALE GUERRA l'rinw di studiar quale sar il nuovo ordine europeo riteniamo utile r..,a rniuare co n quali modalit cfovr venir Ji.quidata la guerra in corso: IJl i modalit avranno appunto ripercussioni sulla sistemazione fill'ale e Jd essa dovranno inspirarsi. :'v!odello neg ativo la pace di Ver saglia, pace ebraia, basata cio sui Jrin..:ipi d e l grarode internazionale. Questo per ragioni pote e qui superflue a veva inteso dominare il mondo mettendo in evidenza i s eg u e nti principi: indennit di guerra in oro da pagare dal vinto; i n modo che il vino itor c veni sse compensato delle s pese e dei danni; nazi oni concepite come unit basate quindi sull'idea della 'olontarie t d e i citoy il pa g am e nto da parte del vinto di una in oro o mon e ta internazionale capace di compensare s pese e cl n nn i ; -il c riterio di nazionalit co n cepilo nt>l se n s o s uddetto ha ceduto in modo ev id e nt e di fronte al c riterio razzi s ta ; -In L eg a fal lita non so lo come prass i ma co m e c oncetto ; invece l'tnersa t rionfalmente la n ecessi t ca tego rica di una gerarchia jra. gli Sft.tti gerarc hia c h e impli c a il re golame nto dei reciproci rapporti basi poli tic h c e non s u has i gi uri-di c h e. 2. L E INDENNIT. D l G al primo punto. gi ova esamrnare la ragione d elle riparazioni :t s ia s otto la s ua forma originaria di IA'-
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RAZZA OPEO Quando la Francia v olle realizzare il s uo gigantes c o credito s tabilito nel capitolo riparazioni si trov nella impossibilit materiale di farlo. i pagamenti in oro o va.luA.e est.er e erano perch la Ger mania e l'Austria stremate non ne anche se ne avessero avute il risultato di tali immensi trasfemmenti avrebbe cagio.nato pertUI ba zioni dannose al vincitore fosse pi che al vinto Il trasferimento delle scarse somme ch e i racimolarono inizialmente. furono causa prima del declinare del marco e infine della sua caduta il che in primo tempo A l t e n t t o d tll a nu o n o t =:n n i z z u z i o n t naoudiult sntunno =:rntuli ltliJ)tti auzzisti stimol enormemente l'industria tedesca in secondo tempo costitu un3 catastrofe generale; i pagamenti in 110-tura e cio in merC', in parte furono inutili1:r.ati dagli encrmi sperperi inerenti al sistema (deterioramenti errori di imm11 gazzinamento ecc ) in parte arrecarono danno ai vincitori perch quelle merci facevano concorrenza a quelle nazionali. Solo una parte di merci furono utili e cio quelle complementari all'economia degli Sta.ti vitto rio s i : maj. chiaro( che il loro valorC\ non compen s e non( potr mai com pen '-are leimmense spese di una guerra i pagamenti rateai-i a scadenza (Dawes e Young) s i di. mostrarono inattuabili: per ottener! i infatti bisogna che !''industria e la esportazione del vi nto siano spinte in modO! da procurare un grande mar gine di utilit donde trarre i tributi: bisogna c!o che il vinto raggiunga un grado altissimo di prosperit. Ma col conseguimento della posperit e col passare d'egli anni gli effetti materi ali politici e morali della scon fitta s i attenuano e il vintO) si: sottrat; al rihuto; quanto alle annessioni di terrirorio s e le popolazioni sono irredente si ottiene un vantaggio politico ma nei riguardi del rifacimento dei danni che qui esaminiamo il risultato nullo se non negativo. Nessun reale accrescimento di ricchezza verrebbe ai milanesi se la provincia di Milano, zioni sono straniere, si ha uno svantaggio politico col sorgere di un fasti si annettesse amministrativamente quella di Cremana. Se le dioso irredentisfuo, tanto pi pericoloso perch agisce ai confi ni. Nes s un c onfine pi malsicuro di quello abitato da popolazioni ostili perci i militari che talvolta propugnano certe annessioni per ragioni strategico geografiche dovrebbero per essere coerenti, sostenere in pari tempo lo sgombro cornp.leto delle popolazioni allogene Nell'antichit la conquista di territori e popolazioni dava vantaggi reali al vincitore perch questi prendeva la terra e riduceva le anne s se in s chia v it facendole lavorare per suo conto e inoltre confis:;ava !e ricchezze mobiliari reali: oro, metalli preziosi ecc. Nel Medioevo gli invasori. pure si arricchivano con la guerra poi-ch prendevano &eneral rnente un terzo delle terre spartendole fra loro e divenendone signori All'epoca delle Grandi Monarchie la guerra era finanziata direttamente da la cassetta personale del Re: il vin c ito .re poteva trarre vantaggi finan ziari dalla conquista delle terre merc l'allargamento del la base dell'im posta cespite principale in una economia agri'Cola. Inoltre, esso otteneva vantaggi dinastici con, di nuovi domini o feudi. Durante il XIX secolo, durante ci'O la industrializzazione degli Stati Occidentali la conquista di immensi territori coloniali abitati da popol18zioni primitive e militartnente imponenti le qualisi potevano faci-l mente sopprimere o far lavorare a sottocosto a vantaggio del conquistatore (metodi anglosassoni') territori che contenevano grandi quantit di ma terie prime e divenivano eccellenti mercati di espansione costitu pure un m eczzo eocellente di arricchimenro per il vincitore. Ma oggi, dopo l'enorme in t1,1tto il mondo il s istema non applicabile che con larghe restrizioni. Infatti, perch una indennit di guerra risponda suoi scopi deve: accrescere realmente la ricchezza privata dei popolo vittorioso, rin sanguantdone l'economia e quindi la finanza; 7

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pote r s i agevolmente e rapidamente csigerp senza lasciare s trasciclii di odio c c au s e di nuovi conflitti interminabili. P e r co nseguire tali scopi nec essario abbandonare il concetto puramente e hraic o zzi di carta comunque stampati dal : e S up e r b anch e ecc non sono ricchezze ma s e mpli c i :;egni rapprese ntati v i simboli di ri cc h ezza e c om e tali. mentre s i pres tan o in m o d o p erfe l t o al g iuoco ebraic o J e l -1 al!l!iotal{gi o, s ono s o g getti inevitabil m e nt e (appunto in quanto s ono segni in tt'rnazi o nali l alla le g ge della interdipen(lenza ec on o mi ca mondiale. Perc i il ;oro 1 ra s fl'rim e nt o, a n c he quando pos sibi l e, ('au s a cii p erturbazioni generali come ,.;i d etto. B is o g n a dunque c h e l'au m ento eli ri cc h e zza nazionale s ia c on .;eg uit o appoggiars i ad e lementi e mi n enle m e llt e intrrnaz iomdi il che c oin c i t!t r:on la di s ottrarsi al cap ita /i snw m o ndialt t' c i o. in ultima a nalisi all' t'brui.snw. Bi!'p ec ifico. dai go v e rni di Vie nn a ( cii . In tal m o d o il popo l o italiano vitt orio:;o a v nhlw c on seg uito un r e al e van:a g g i o ec onomi c o poich i b e ni anness i a vrt'lhh e ro potuto esse re. dal g overno, ce cluti a co ndi1.i o ni di favor e o gratuita nwntl' a. c onn a zionali ( c omhallenti. i n du striali e c:.l c la p o pola..:i o ne nazi o na le. c o s imme ss a nei nu ovi confini su rehht lt; pi e n e rgi c a a difende rli. l)'altra parte. g li es pul s i sarebbero s t ali co mpen sati g iu s tam e nt e (s otio il contro l l o italiano) e il caric o s i sarebbe rip a r I ito adeguatamente s u lutto il popolo vin to. Qu es t o carico sarebbe :;tulo in og ni '-' ca s o. sopportabile, e rapidamente soppr tato poich ogni trasferimento di ero o valute es sendo escluso si tratiav a di rimborsare gl(espulsi in monete o buoni na zionali Ogni perturbazione internazionale finanziaria economi c a o monetaria. era evitata Pochi me s i sarebbero bastati a compie re una operazione del gen ere e il popolo vinto v olentieri si -sarebbe s ottoposto a tributi, per risarcire i connazionali es jJUI s i con ben ahro animo che non per pagare un eso s o vincitore. Ques to s i s tema dunque il s olo jHa tico ed umano e in pari tempo s ion e d i una buona politica in quanto mi ra a troncare in una. sola volta e in breve t mpo o g ni questione derivante dalla guerra. Analogo procedimento d_ovrebbe si se guire per il trasferimento eli poss edi m e nti coloniali: i coloni deilo stato vin to sarebbero espul s i e indeimizzati nello ste ss o modo, venendo poi s o s tituiti 'o indefinito. La Giustizia s tretta men e co nne ss a a tali ide e dunque a ssoluta e il Diritto all 'infuori' Jel la Storia. In co nseguenza ; lo Stato una ,;emplice co ncezione giuridi ca : es s o deriv a da un c ontratto, il contratto 5 o c iale. La na z ion e un in s ieme di popolazioni unite coflst' n sualme nt e : il fatto di tro y ar s i sul t e rritorio di una data nazione :! d : parlarne la lingua apre cos e v identemen te la porta all'appartenenza nazionale p e r chiunque lo voglia. Secondo invece la c oncezione razzista : l e nazi o ni non s ono s ociet di cui s i Ji, iene memhri per elezione r1 dell e : 'or i e t anonime in cui si j>U entrare acrp1i stando dei titoli; llOJl SOilO formul e c Oli enzionali e tradizionali, costruzioni poI itiche t emporanee_ in attesa dell Urnanit riunita in una sola nazione. Es s e sono complesso di inrli Yidui derivati. hens da varie razzl' nw uniti da l gami famil iari. i cui anii'JJali hanno storicamente reagito gli uni :P

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'. -11 Suo Del &;fUflto i -DOJROI -giovani Condano il avve .. ire sII. -lavoro sull'aeeumnlazioue s o n o pi inten s e fra indivi dui della stessa regione,. minori ma pur notevoli entro certi limiti politici mi n ime al di l di certi confini. Le barriere politiche le qua li : per decreto assegnando loro uri!\ data nazionalit artificosa e contraria alla natura delle cose. Ne da credere che l'assimilazione co l tempo. possa farsi attraverso l'azione dell ambiente comune. L'anima deila razza la psicologia della razza ; insom ma, un fattore decisivo e fondamen tale del processo storico nazionale c il processo selettivo storico non pu modi ficare che lentamente la psicologia raz7.ista. Insomma ; si pu fare di un o s tra niero un un decreto ma n costui n i suoi figli o i suoi nipoti saranno dei veri nazionali. Il fondo delia razza resta sempre lo stesso ; persino nel l'interno deHe stesse nazioni nonostante le ripetute e in analogia con le leggi di Mendel -la unificazion e dell e raz ze componenti non nuu com pleta La nazione diventa sempre pi c om patta e unanime appunto a mano a ma n o che questa unificazione razzista e quindi spirituale col succedersi delle generazioni s i rendel maggiore. La. unit non di razza ma di sangue dunque il fondam e nto biologico della naz ion e concepita razz ialm e nt e: questa unit di sangue att-raver so un processo s tori c oc ulturale che. venga cos cientemente indirizzato dallo Stato acquista una in dividualit spi1rituale sempre pi perfetta divenen do un vero popolo. Pertanto non s olo l naturalizzazio ne :., come sopra si detto un assurdo, ma a fortiori lo l'assimilazione di minoran ze allogene. Uno stato razzista che per circostanze politiche s i trovi ad aver e entro i confin i delltS minoranze del genere n'on deve af fatto tentar e l'apera: inconce>i-bile di ma la sciar : oro uno s vilup po autonomo entro certi limiti e con certe garanzie da studiare caso per caso. Ed e cc oci portati naturalmente, dalla concezione razzi s ta alla vera conce iQne che per definizione avver8a all'idea di as s imilazione. Tutti i ppoli che hanno creato imperi durevoli come i Romani e gli lng.lesi nei momenti di grandezza s i sono sempre logicamente opposti con ogni energia all idea di as s imilazione : quando hanno ceduto erano gi in decadenza e l'as s imilazione delle razze s traniere non ha fatto che rarne la cad uta La catastrofe francese non forse da vanti a 'lJOi, senza a rivangare la storia? I; sperabile che non si ri.tenga questa dovu ta ad una semplice sconfitta miitare; al conlTario, la sconfitta mili tare non ha fatto che suggellare il de s tino s egnato inesorabilmente da una progressiva decadenza. La quale deri vata in primiss ima linea dal disprezzo per la propria razza, dalla commistione con popoli inferiori dall universalism o democratico; insomma dai miti dell '89 che culminano fatalmente nell a sogge 9

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zione ad Israele, a questo popolo fcndamentalmente a\' verso alle nostre razze e supremamente dotato della facolt di corrompere e disgregare ogni s ociet nazionale. La 'icos truzione europea del dc.poguerra dovr dunque te n ere in conto i criteri razzi s ti c he sopra sono s tati hrevemc!lte tratteggiati, s oprattullo per .quanto riguarda i ter. ritori e le popolazioni da, assegnare ai s ingoli s tati Criteri che del resto for se i stintivamente, so no gi jJCnetrati nella co sc ienza d"egli o di g ran parte di essi com e dimos _trano ad esempio, le clausole riguardanti le popolazioni testce dute dalla Bomania, ecc. Cri-teri che coincidono praticamente c on quelli da noi !lostenuti -per quanto ri guarda le inden nit di guerra n e l paragrafo prece dente. 4. l RAPJ!Oll'/'1 f'RA GLI S1'A1'l La concezione lib erale e giuridica dello Stato -opportu uam c nte adattata a g i i intere ss i e hraici dcri, a ; a come nolo, dal "'diritto naturale univers alistico e aprionst1co se condo il qual e s i cercava di uno Stato ideale non se co n do quello c he era ma secondo quello r:he s i immaginava dove:;s e essere. Naturalmente, l'ideale era sempre pi queilo della democrazia e c io il pi alto a favorire il dominio della finanza int e rnazionale. Ques ta la conct""1.ione versa g li ese, culminante nella Lega delle Nazioni per cui i rapporti fra g li Stati avrebbero dovuto essere ri so lti in ba s e a prin c ipi g iuridici e a di maggioranza avendo ciascuno Stato un voto, quale c h e fo sse la s ua i-mpor tanza. L Itali-a era puri alla Lihcria. Lu co n ce zion e razzi s ta d e llo Stato cc me sopra ,:lata ahhoz zuta, porta inv ece naturalme nte. n e i rapporti fra g li Stati. ad u n c riterio e min e ntement e s t p ri co co me hase del diritto inter nazionale. L'c .;;se nza d e llo Stato r es ta sempre la forza: nei rnppo rti int e rnazionali i rappc.rti di forza so no tcmpcrat dagli intere ss i r ec ipro c i ; in s i tratta di rapporti politici e 1/Uindi 1/UII c ristul/izwti /11(1 S l'lll.pr e rin.rwvelfanti GOTI if fluire dtllu sto ria. O gg i s iamo eli front e ad una tras formazione di valori di incul co lahil c p o rtata IJop o l indu s trializza z ion e deii O:-:cidente U V\'Cnut:n n e l seeo lo xrx, c h e ha c r e alo i g randi imperi indufcllriuli con l e loro co loni e e i loro mer c ati di fornitori e di clicnt i lu politi c a di ques ti s tati divenuta naturalmente mon diale, p e r la interdipe ndenza d eg li interessi c reata appunto clall'industrialismo L'idea nazional e e minentemente politica si trovata in. contrasto co n l idea i ,nte rnazionale. eminen te mente economica Il primo grande urto fra gli imperi i ndustriali, la mondial e d e l 1914-1 H, t erminata con il tentativ o di ri so l ve r e il co ntra s t o con l' ege m o nia mondiale degli a:rtg losas,ord u.ppog(!,llti alfe loro predominanti for::e na vali. Questa egemonia, il c ui s trumenio anehbe dovuto esse re s pecialmer:Jte in Europa. la L eg u di Gi. l lt' \ ra, fallito. Sorge un nuo\ o pro qu e llo so=-t e nut o dall'Italia, dalla Germania e dal Giuppone. La formula : autarchia e ntro un d eterminato e suf ficil'nlt spaz i o vita!1 x P e r opera di qu es te g iovani nazioni il part colarisnw nazional e s i ullargu, s i trasforma e ri sorge :-ott o In nu ova f ormula d e lla s pa z io 1 itale -. entro il qual P un p o pol o co mhttt ore, p o tente m e nte indu s trializzato e animato clul co n ce tto razzi s ta. guida altri popoli minori, europei o :.>otiei. i n c .1pur i di sviluppo indu s trial e ma cos titu e nti m e rcati c uri di e di consumo. Attualmente, ltaliu. G ermania c Giappone lottano dunque p n la loro lih e rt\ e p e r lu conquis ta del loro s pazio vitale con t r e l'e ge mon i a m ondiale d eg li anglos a sso ni s otto la co mum' g u da ()ue.;t o nu ovo c o ncPtl O c h e hisogna a\ e r e chiariss imo per non un-olger:;i in coni ruddi:r.ioni. si appoggi a au.tom.aticamen.l e ,\llprtt una IIIWI'II rt>nft mifilare. gi apparsa nella guerra 10 mondiale ai pi chiarO\ eggenti ma che oggi diventata cos palese da risultare inconfutabile. Tale nuo\ a realt la seguente: gli Stati che non psseg gono una grwull capacit industriale so11o mifitarmente sq1111 lificati. L'indus triai i s mo. anin1ando con nuove armi e nuovi mrzzi l'arte della guerra. ha reso le Forze Armate infinitameutt: complesse e Attrezzate con le mode'rne macclline e:<>r hanno acsuistato una tale prevalenza sopra quelle rimaste a(. trezzate come all'epoca delle nazioni agrarie, -che impossibile a queste ultime re sistere: esse rappresentano un non valore. 1 picc oli s tati agrari come quelli baicanici ed orientali dei quali una volta ::;( Yaluta v a la potenza militare pressO: a poco in ha:
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,friuli. e in prima linea l'Aviazione. sono il vero indice dell a l'" tenza b e lli ca. La mobilitazione de,e co ncepirs i pi in fut ) 1icllt' dt>lla capacit industriale che delia capacit demog rafi ca l '"ic h a nulla vale l e,rare milio ni di uomini validi se non l '""ihil e armarli co n macc hi ne potenti, inquadrarli in Gra ndi L 11it fortemente attrezzate co n m ezzi industriali e dotarli di 111 1 potere aereo adeguato. b:'t'nd o cos sYanita la forza militare dei picco li s tati agrari, t' finito il loro pote r e politico : ad ess i non r,,-ta the ,-chi e rar;;i all'om b r a d e! l e f orze militari d e ll e grandi I"J!t'l tze industriali. Il ca n ce ll o di s pa:.io vitale uicu cos a r ic<'l 'f'rt' dalla realt bellica urw spleudida conjemta. -\II l a gara indu striale e c io a mante nere od avval o r a r e la propria posizione davanti ai co ncorrenti ed ai riva li mondiali. L 'i ndu stria n ata p e r merito esc lu s ivo degli Ariani, non gi pt>rc h n e l loro t errito ri o s i tro \ ava il carbo n e e il f erro m a per intim a virt d e l la razza: ft>rro e carb o n e s i : t1ovano i;t quantit in Cin a m a n ess un o ha pensato di utiliz zarli prima degli ariani: p e r contro, n azio ni a r ia n e se n za m a t e ri e prime hanno voluto e r ea li zza t o un imm e n so s f orzo indu,;(riale. L'ariano e impieghiamo ques t o so,; tantivo per d es i gnare n e l :;en so del manifes t o degli s tudi os i fa sc isti d e l 19 38, i gruppi r azzia li c h e tutti co n oscono, se n za p e rderei in di squisiz ioni ozio se presenta que$ le ca ratteri s ti c h e psi c hi c h e particolari: c a p aci t di lavoro intellettuale. g r a nd e potenza lo g i ca, \' o l o nt fredda, precisa, t n ace c h e super a tutti g li ostaco li : attiJ.udirw SOTIWW all'organi:.:.a z ione c al cOTIWJtdo. La storia l p e r g l i Ariani so n o p(}poli conquistatoti, domi n a t o ri audaci e co mb atte nti. E n oto c h e tutt i i p opoli europei so n o costituiti da un mi sc u g li o di razze o ri ginarie pi o meno ariane o arianizzate : co mpit o d e lle. s t a t o razzista. di far e merger e g li e l e m e nti c h e megli o rapprese nt a no per i loro caratte ri p s i chic i quell'ideal e ariano, c h e, t a nt o per c it a r e un esempio, in Italia ha costituito i: tipo d'ttomo id ea l e del Hin asci m e nto s da essere immortalato, nelle s u e semhianze fisich e, in capolavori d'arte i 'mmortali. Compito sommo d e llo s t ato razzista di p ortare n e ll e Clas s i dirigenti i p o rt ator i d ei pi. alti va l o ri biologici e quindi p s i chici e r edita ri Quest o compito non pu venir asso lto seguendo il principio della se lezione naturale indi v idu a l e seco nd o la capa c it c i asc un o, principio car o al liberalis mo prin cipio fallito p e r il semplice fatt o c h e g li individui e mersi non eran o i portat o ri d ei d ati biolo g ici e p s i c hi c i esp r essio n e del popolo, ma portatori di caratteri 'ind ividu a li s p esso in contras to co n le tendenze e g li int e r ess i del popolo. Occorr e invece mirare alla formazione di una dct.ta ra::.ial e c h o diverr automaticamente, senza s forzo una c l asse dirige nt e politica: una naturale o li ga r c h ia continua m e nt e rinn ove ll a t a d all'affi usso di nuove forze emergenti dai po p o lo. La inse g n a in modo innegabile c h e gli S tati ed i po poi i c h e Yolonl :uia m ente o m e no ebbero questa struttura BO e ial e genuinarnent.e aristo cratim. furo n o i pi grapdi c r eatori di c i\'ilt e ,-eppero m a nt e n e r e l a lord grandezza attraverso g r a ndi epoche s torich e Gli Stati che porranno a l centro dei grandi imperi indus triali. -iven li nel loro vitale, per affermarsi e du rare dovranno appunto quest-i princ ipi In queste co ndi zio ni n o n so l o inutile ma perfino dannoso v o ler diffonde r e e propagand a r e i principi stess i segu endo un uniwrsalismo as tratt o di cattiva lega; copiand o c io a controsenso g li illuminis ti se tt ecentesc hi C h e cosa c i importa, a d esempio. se la franc i a di domarii div err o non d i verr autoritaria o razz ista se rinnegher o m e n o i sacri principi de11'89? Ci dovremll)o augurare c h e r esti, co m e vi so n o lulte l e proba bilit, immersa nella s tagnante calma e n e i : mediocre benessere c h e cos tituisce l'ideal e razzial e deV s uo popolo, in enorme mag. gioran za compos t o di brachice f al i alpini. Cos non c i dar pi fas tidi o. La Franc i a, invece, deve costituire per noi co m e c i s iam o g i espress i il vivente esempio negativo,' del mortale p e ri co lo <:he. i popoli europe! corron o abba'lldonando si allo sfrut tame nto ed alla disgregazionf.i c h e so nol fatale retaggio d e l pre d o mini o ebraico e disprezzando, con un f o ll e universa li s m o g li e t erni valori d e l sangue e della t erra. EMIIJO CANEVARI Il

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La "Difesa della si lunqctmente e ripetutamente occupata dei quattro aspetti sotto i quali si pu considerare la materia di questa sezione, e cio : DemoqraJia, Euqenica, Medicina sociale, Politic:,a sociale. Pur senza commettere l'eJTOTe di molti alni, che h,anno fatto conaistere nella battaglia demograJica quasj tutto il razzismo. come so si trattasse della quantit e non della qualit, la noetra rivista ha dato il giUBto rilievo ai problemi demogra fici tenendo oonto del fatto che, sebbene la politica razziale miri soprattutto al miglioramento qualitativo della razza, an che il miglioramento quantitativo non pu essere trascurato da) razzista, in quanto permette una maqgior selezione e contribuisce a potenziare la Nazione. Ricordiamo qui alcuni fra 9li scritti di demografia apparsi sulla nostra rivista: Pro spettive demograJiche, dj A Trizzino (Anno II, n. 21) Fecon dlt dei popoJ antichi. di A. Cucco (Anno m n. 11) Il celi bato morte dei popoli, di P. Nullo (A. II, n. 24) Demografia e d euqcmi'ca di' Tommaso Campanella. di F. Matarrese (A. m. n. 15). Di Eu9enica ci siamo pure occupati sovente, si::x per rife rire quello che altrove ai e fa al riguardo. sia per approfondire scientificarne.nte il problema, sia per auspicare l'adozione di provvedimenti intesi ad evitare o a limitare la nascita di individui fisicamente o apir:italmente tarati. Citiamo fra gH altrf gli scritti di: M. Ricci (Eugenica e raniamo. A. II, n. 6) G. Lucidi (L' .alimentazione del bambino in colonia. A. II, n. 21) e P. Nullo (L'eugenica razzista di LicurC]o. A. IV n. 3). Numerosissimj qli scritti apparsi aulla "Difesa della Razza in materia di Medicina sociale. Ne ricordiamo alcuni: Pu esi stere un razzismo m medicina 1 ; di L. Franzi (A. l n. 1) L'autarcha alimentare difesa della Patria, G. Lucidi (A. II . n. 1), Alimentazione deqli itali'ani. di E. Vercellesi (A. Il n. 17). La J.otta contro la malari)a. di Alf. Petrucci (A. II, n. 17), Razze e l'Qalattie nuettive, di B. Imbasciati (A. Il n. 21) BoniJica umana, di C. Midul!a (A. m n. 14). Quanto alla Politica sociale, ricordiamo il numero unico da nOi dedicato ai rapporti fra Lavoro e Rana (A. Il, n. 12); numero nel quale trovarono debito rilievo sia le provvidenze delilberate a fa, ... dei Lavoratori da parte det' Govemj razzisti aia soHeroruo o le ingiustizie inflitte alle classi lavoratrici dalle coeiddette democrazie antirazziste o antifasciste. Ma di Politica sociale c l samo occupati in moltissime .altre o:asion, con soitti di: E. Gasteiner. F. Angolini, L. Businco. Paolo Triaino. Antonio Trinino. U. Fugagnollo. Anto nio Petrucci. E. Vercellflli, SilviO Landra, F. LoHredo N. Matteini. C. Teodori, M. Bolletti. G. D .aneai. L. Manzi, A. Modica

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Le collettivit umane subi. la volont di due grandi forze che noi chiameremo ambienti :t. la forza deli'amhienre fisico e quella dell am J,iente sociale. L uomo che sente l influen z a dell ambiente fisico o a difendersene cori gli abiti, con le abitazioni, con u na adeguata alimentazione -ecc S i rift;gia nelle case ; forma gli agglomerati, costruisce citt fiss a i rapporti. fra pro priet e lavoro forma le profe;;sioni accumula le provviste dei river, e cos costruisce l iusieme dell' ambiente so c i aie>>. L ambiente fisico natura lt l'uomo lo subisce e se 11e difende. L'ambiente socia l e inve c e opera dell'uomo creato dalle necessit del ivere ci\ ile e dai rap porti interumani ; pu essere modificato migliorato o peg ? iorato dall'uomo stesso. E;' naturale, quindi, che Io a mbiente sociale possa portare dei buoni o cattivi rh erbt"ri s ulla salute delle collet ti, it umane, a seconda del l a sua organizzazione e delle cl;e ne regolano l'evolu" ztone. 1 ckmogtafla La civilt, il lavoro, Io sta to-economico, il progresso, la l'affollamento, l'a limentazione i vizi, le intossi c:;zioni voluttuarie, l'industria li smo, il grado d istruzione ecc. portano logicamen te con s delle tendenze. delle malat tie. delle eco nomiche, delle deviazioni psi c hichc, delle consuetudini vi ziose, dei pregiudizi, delle in quietudini ecc che incrinano l'umanit sia nel suo patrimonio biologico che in quello psico-morale E da qui le ma : lattie sociali ed i disagi so cial_i delle moltitudini. La branca medica che os-La M. S nacque in Italia una dottrina medi'a ita liana. I concetti fondamentali li troviamo nella medicina gre ca ed in seguito rafforzati da una potente volont legi s lati-va medicina -t:o- serva e studia questi fei;ome ni morbosi delle cotlett\ i t umane chiama Medicina sociale. La M. S. medicina delle masse, essa studia i rapporti fra ed 1 ambiente, si occupa di tutte le influen ze delia vita economico -s ociale sulla salute, sulla produttivi t Javorativa e sul ritmo de mografico della popolazione. Pu essere definita come pro. filassi collettiva o come me dicina preventiva poich si }las su du e grandi discipline e precisamente sull' Eugeni_ ca o migliora-mento della razza sul la Demografia o aumento della razza. .MlgUotanwnto cklla :Rana La M. S. tende ad assicurare alle un'ere dit quanto pi possibile li. bera qa tare una vita pi forte, aumentandone il pa trimonio resistenziale e poter cos p!)rtare l'umanit ad un maggior rendimento lavorati \ '0. II suo compitQ quello di creare discendenze sane atte a continuare una costante vali dit bi()lgica. Medicina sociale significa miglioramento della razza. La parola Medi ci na sociale recente ma il concerto an tichissimo risale ai primi dell'umanitil civile .' Gi nel V secolo a. C. lp pocrate fa una distinzione ha epj.demie ed endemie. Le prime, come dice la parola di ortgme greca, derivano da qualche cosa che indipenden te dalla volont del popolo, quindi in stretto rapl?'orto col l'ambiente fisico contro il quale g li uomini non possono reagire. Le endemie, per contro ttOvano causa e diffusione nel popolo stesso. Sono malattie che trovano origine nell'am biente sociale in cui i l popolo vive. La lotta contro le malattie sociali e contro tutti i feno n:eni morbosi derivanti dal congegno sociale nacque a Roma. Ma questa Tadiosa alba. medica fu oscurata dalla caduta dell'Impero Romano sommer so dalla trasmigrazione di popoli.Tutte le conquiste e le esperienze fatiosamente accu mulate da secoli furono cancellate Appen'.l el 1500 si pr()fila una nuova era per l M. S. e precisamente con la polizia sanitaria. Nel XVII secolo nasce in Italia un corpo di dottrine che da Ludovico Antonio Muratori ebbe il nome di Medicina politica Le precisazioni e le osservazioni di Bernardino Ramazzini ( 1633-1714) conte nute nel trattato de morbis artificum (le malattie degli artieri l arricchirono le cogni zioni medico-sociali poich cu!arono una dottrina medica sino sconosciuta: L:t medicina del lavoro La parola igiene sociale :i> la troviamo per la prima vol ta nel 1865 in un piccolo trat tato del prof. Luigi Clerici di Bologna. Ma questo concetto non ebbe fortuna pokh l'at tenzi 9ne del mondo scientifico era attratta dalle scoperte scientifiche fatte nef campo della batteriologia; s i dava troppa importanza alle influen ze esercitate dall'ambiente fi sico sull'organismo umano per accettare il concetto in fluenze ambientali. La parola sociale Iion eb be fortuna anche perch veni vn . bandierata dai socialisti i quali volevano avere il mono polio di tutto ci che concer neva il miglioramento di vita delle masse operaie: orario, salario, abitazioni ecc. ecc E

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poich il Partito socialista .affetta\ a di trascucare o rinnega-. re il sacro concetto
  • . Il s uo obie ttivo la p.o polazi c ne -mautenimento del numero degli uomini . Neumaun pi tardi affermava: La s ienza medi c a nel sua intima esse nza n c n altro che sc ienza soci a le '>. \'Vircho\ a Rua volta fondeva il concetto m d i cina con quello politico: La politica non altro che m e<:icin<\ a grandi tratti. Ben Sand defin la Medici na Sociale: La M. S. studia i l riflesso della medicina pratil'a sui J.froblemi sociali e quello dei sociali sulla medicina La M. S. fissa le s ue os s e r vazioni sugli sperimentali!'mi collettivi e segue tutti i -feno men i economico-sociali che fa "orcvolmente o maleficamente si riflettono sulla collettivit umana. L'emigrazione, l 't1rbansimo. le guerre. la denatalit, la-pro stituzione. la delinquenza, la thsoccupazione . il pauperismo ecc. sono fenomeni che, scutihilmente, portano come conseguenza un peggioramento sulla salute fi:;i,.l e psichica degli uomini. La M. S. dopo di aver trat lr le conctusioni ed averle fis,oule nelle tabelle statistiche, le segnala allo Stato il quale; con lu provvede alla ed a;Ja difesa della popohtzione. La fisica, la clinica, ;'i giene, l'antropologia, la sccioJogia, la statistic!t, la chimica c le scienze naturali alle precisazioni scaturite dal lo studio della. batteriologia, de: la endocrinologia c della I"ledicina costituzionalistica, hanno creato una nuova figura medica con dottrine hcne impostate e bene precisate La M. S. csi,;teva gi come .ideologia ma 1;on poteva in ,alcun modo trov.re la sua rea Jizzazione perch le mancava l 'approvazione dello Stato. e quindi il sussidio legislatho. La M S. ha una t scientifica tutta propria. o nentata alla coordinazione ed alrinterpretazione -di tutto ci che. concerne I'interdipendenza fra ambiente ed individuo. non s<':o nel campo fisico. psichico ec! ma in quel lo antropologi::o. Lo Stato deve imporre la ,.:ua volont legislativa perch la M. S. difende la razza da tutte le insidie sociali sie1ro esse econcmiche, morali. fisi che psicopatologiche 9 che provengono da pregiudizi e consuehidini. Per poter migliorare la raz za e poter nel contempo ,tra man. clare alle discell'denze una. rr.aggior re5istenza alle insidie dell'ambiente, bisogr!a, elimina re, o almeno attenuare, le lare ereditarie. Questo si rag giunge buona parte migliorando l'ambiente stesso. At traverso un ambieitte igienico e provvide disposizioni econo miche, assicurative ed assi stenziali sr migliQra l'unt uomo. L'eugenica (dal greco na scere bene), tende a migliorare le razze umane a tra\erso due sistemi bee JefitiitC precisa mente: colreugenet!a negati va e .coll'eugenetica positiva 0 eutenica (dal greco -essere in -buona salute!. La prima mi ra al miglioramentQ de:t'uma Jiit mettendo -i nel l'impossibilit di procreare cio togliendo, mezzi diversi anche coercitivi, dall 'at tivit procreativa lutti quelli che potrebbero indi vidui malati, tarati 'ed lwtili Quindi miglioramento ciell'am hieilte a traverso );individuo. La seconda. l'eutenica, per contro, tende a l'iu divicluo a Inverso l'ambiente. Non. ammette \ principi radi cali dell'eugenica negativa, ma piuttosto _i lenti ed evolutivi (l'igiene dell'amhienle e dello individuo lotta centro le malattie sociai. mi glioramento economico delle masse ecc.). Il Nostro Regime ha adot tato il sistema dell'eutenica L'assistenza gestanti ed all'infanzia, l'igiene del lavo ro, il miglioramento dell ali mantezione .delle masse opr raie e rurali, l'igiene la colonizzazioite e l'appod, r&mento, le emigrazioni i nter ne, la lotta contro le malattie sociali (tubercolosi, peli agra. malaria, malatt ie veneree. tra coma. diabete, cancro; gozzo endemico, reumatii'JllO articol a re, il rachitismo, l'adenoidi,-nw ecc. l, la bonifica integrai r. l a lotta conro le i ntossicazion i voluttuarie (etilismo, cocai no n.ania a morfinomanial, l'edu cazione fisico-sporva dtlla pt:erizia e dell adoleseenza. l a profilassi contro le malatti<' infettive, anticriminal e ed an tisuicida, le vaccinazioni col letti ve le assicurazioni soci a l i le mutue di malattie la complessa attivit medicn sociale nazionale I11 questo quadro rientra an. che lo studio delle cause nw rali, economiche, jJatologiclw psichiche _che influiscono ,.:ul l a denatalit. Sono noti i rapporti fra i gnoranza, pregiu dizio ed onri cidio, fra progresso sociale. la titudine e suicirdio, fra abharr dono, miseria, cattivo eseiTipi"

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    ,. lelinquenza minorile, fra Ili hane:ve. necessaria l i ente. esi,;terne anche una me .lico-,; o c ia le. n questa pu' sus_ i'-lert> "e non \ i ii conforto J o. La :VL S e cura le .. ,JJeltivit che procreanc, le ,,dl e ttivit. che lavorano e prodJ:cono. le collettivit che comJ,allonu. PrPpara l'umanit nazioi1aic pnrh sana e forte si presenli alle leve milit.:ri. pereh ro1-u,-ta e valida si affacci. ai rimenti .-;oc:iali e nazionali. Es,;a segue il cittadino in l1ille le tappe della sua vita, d all e maerne alle tri n et del avoro, dalfa palestra alla ca,.,erma. dal ginnasio al foro. Ovunque. Lo son:f>gge in !11llo il cammi1io sociale. ()uando si parla degli efftt l i nefasti dell'emigrazione tran,;tatak dellt> patologie r !l'lln "cnlarc. de;le malattie d e l lanHo e socia;i, si parla rli \1edicina Sociale J!Oich '!ii t',;! i fenomeni non sofo ri "<'lllo nn l'influenza del l'amhil'nt e mJ riflettono stdl'am. J,iente Fatalmente. Quando una malattia socia-1 pu tale? Per h una malattia sw '!ualifcata ,-oeiale hisogna che n s ponda a Ire requisiti fond<.mentali: li che s1a t>nde'mica nel conce tto ippocratico ovvero c h e s ia molto diffusa li che risenta, d ell'ambiente; che rif letta i suoi effet t i >'td l 'ambiente stesso. Ecco perch la M. S. non d eve o ccuparsi unicamente del l e malattie sociali infettive e non infettive, ma di tutti gii altri fenomeni provenienti da un congegno sociale deficiente. La M. S. non dcw tralasciare di osservare, naturalmente in uno sguardo paiwramico. tutti i danni che possono de rivare dall'influenza di minate ideolcgie poi itiche o religiose alla p-;:iche delle moltitudini nt>l concepirl' la vita. il dovere. l 'onore c l' e tica social. Problemi multo complessi ma che non pos,;ono. rimanere e.5tranei per gli dfelti, alla medicina ,;ociale. Esempi tipici li ri scontriamo 1iel fanatismo dei m3omettani, cl e i bramini e di a l cune religio.5e de:I'America selle -.:lei Nord, nella vendetta del sangue di alcune popolazioni. nel n.ovente al suiridic (ragionato dai giapponesi). n t; l conce pire impunibili i reali conln' la maternit ecc. A voler concepire la 1\1. S. .con una certa ortodossia dottrinaria, essa dovrebbe inclu dere nella ,;ua cornice pro grammatica anche la biologia razziale, poich questa me dicina di etnie cio di r:nasse. NGn si pu disgiungt>re il concetto razza da quello di ambiente essndo cht> fra que>'ti due concetti esiste uno stret L(' legame, altrimenti non si potrebbe concepire una differenziaziOne razziale, ed al l'ambiente fsio e :;ociale si dovrebbe negare ip fluenza sia sul complesso au tropologico che su quello psi chico. La M. S. il trionfo dell'ideologia politico sociale del Fascismo. Questa ;;ciell7.a affatto spe culativa non deve rimanere confinata nel limbo delle ideologie e rimanere aspira. zione astratta di pochi culto ri, ma deve essere portata al la luce del popolo. Perch medicina di mas:;e. Nuove necessit politiche, n ed ico-assistenzia l i. demogra fiche e razziali l'haimo imposta nel mondo civile. Lo Stato deve imporre una rigida eutenica. Deve provve. dere al miglioramento dello ambiente in cui si svolgono tutte le attivit nazionali (co mtlo sta facendo magistralIi.t>ntt> il Regime l -incora'ggiare in ogni modo i n1atri n:oni pro l i fie i per c. !tenere un eonsi:.lere\o:e numero di comJ,:nazioui ereditarie affinch t>mergano anche le pi favo re\'eli naturalmente. ;;tesso ;lmhito sottoraz. zialel. e soprattutto comhatte.rc la denatalit. Dew pron-edere alla profi la:;si ed al ;a cr.rreziont: dei minorati con la lotta contro tutte le malattie sociali; come pure prevenire. e possibil n.enle eliminare, tutte le cau:;e so.5pettale di agevolal e l'insorgenza di clt>tenninate muta-. zio n i regressi\'e Incoraggiare la procreazione di persone robuste e sane n : .ediante ccns igli igienici pre n.atrimoniali. Promuovere nelle scuole la ptdagogia sessuale precoce. Promu,overe una vita igie .. .nica si da ridurre al silenzio determinate tendenze morbose. Un ambiente sano ed una vita rego lata e d igienica co !;tituiscono quel quid eulenico atte, :;e non a cancellare com pletamente. almeno acl atte nuare. e talvolta anche ad eli minare, molte tare ritenute fa. talmente ereditarie. Non sono molte le malattil' che con una fissit ereditaria fatalmente ed integra;mente ,.,; lrasmdtono da generazione in geherazione. Di molte si ere dita soltanto la predisposizio ne (che pu essere corretta e compensata daJtlambiente 1. molte !'Ono ;;uscettibili ad at tenuazioni e miglioramenti, e molte possorw rimanert: la ter,ti nelle dif.Cendenzt> sino a diluirsi .ed anche scomparire mediante sani e studiati incro ci esogamici. Se realmenle il destino ere ditario gravasse come un in cubo sull'umanit travolgen. .do tutte le barrit>re dell'cute. nica a quest'ora !' .umanit dovrebbe e,;;sere composta di anormali invece l'igiene e la medicina socialt' guidano la umanit civile in un'equili brala proporzione numenca ed in un buo n comperuo biologico.

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    . BELGIO C GUIANA SPAGNA LA NAZIONE DAI CENTO VOLTI RAZZE IN FRANCIA -INFILTRAZIONI S T R A N l E R E GERMAN IA SVIZZER ITALIA

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    IEAN BOROTRA p oto gioca tore d; tennis. basco. I Baschi d un gruppo etmco che si :s llngue da tutt; gli altri gruppi eurcpe i PIERRE-ETIENNE FLANDIN nato a Parigi, da famiglia di origine fiamrninqa. PIERRE LAV AL alvergnate, e perci discendente dagli abitanti originar; della Francia. provenzale. La Proven'za Sj. differenzia n ettamente dal tipo razziale francese. CHIAPPE il prefetto di polizia morto recentemente. crso. con tutte le caratteristiche della razza mediterranea occidentale.

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    CARATTERI FISIONOMICI 'l'o t i o ..tr alleri dol' llll''"liu a di,IIIIfllt>re una razza umana dall'altra 1unno rir ordali quelli delle parti molli d ella facr;ia Lo studio di f]UC:trullura della mu. :ue,;to auto n per ha dimosltnlu che non tulle l e hanno lo 1 aie r e Co,;. per (',-empio ac r :lltln alli' piq..dw nrc:hittll o niclr('. o piegltt ,-taloili come lu ll:t,;o.lahiale. e"istuno nllrr piPglu. che ,;i forma11o ,;olo in parlil'olnri "lnli d'a11imo. comi' per t'"t mpio. qut :l. t : t lln fronlc e a n cora pi c ;!hc do ntlt rlei l e ,..,;uti. come le ruglu dei nrhi. PPr pntere per com pnntlere herlf' tuta neces.ario t ,;nmillttrllt' i "i11gnli t-ltrnellli costilu. l i1 i S u r plt'st i a r gomt'nl i ahhiauw nitln i11 pa,.;,;ati articoli. ma ci pare liti l!-. dala la Iom imporlanza. ri conhne qui la hella inte,;i compiuta daL' Aioel e alc unt ri cert'ltt: .lei Kramp. La forma rtl'l naso 1111 cu rnlttrc autrol'ologico che da lungo l e m-1''' ha ri!'hiamato l'alttnzione degli slu diu,-i L e ri<'c r<'hl' eompiute con il mt"to do dti !:!l'm e li i h unno dimo"t rate come ,..ju en.litario Ln fi g 2 mostra appnnlr tli1 er" t c oppie di gemelli. Le cop. l'il' li "i11is 1ra ,.r .11o c n,..tituitc da gem elli 11:unonriu l i di destra da geme li i ditorillli. Confrulllalldo la forma rle na-IS nG. l Identit delle pieghe della faccia in coppie di gemelli \ IDENTITA RAZZIALE ::o lieto o i it:ui dt lle singole t ul'l' i si 1 ede come quelli di sinistra delle forme perfettamente identiche. nwn . tre inYece quelli di destra presentano drl le piccole Questo sta appunit a dimo;;trare l'importanza dei fattori ere. dltari nella forma del naso stesso. Questa forma deve essere ci;aminata a sua 1olla nei singoli particolari. Co,. _per e;;empio, il setto nasale. Questo pr r :o.enta delle asimmetrit'. nra. que;;te asimmetrie sono uguali nei g('mel. li monocoriali. La figura ;3 mostra appunto le fotc.grafie di l're eoppit> di grmelli .monocoriali che presentano la >le, sa asit;rmet ria del !'ello. La lunghezza e la larghezza. del na:;o variano molto different6mente co11 le l"
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    ,! .. minanti nell'inc r o c i o s u quelli piccoli": Pas:ando a Ila larg h ezz a del naso. negli u o n _tini maggion che. nel l t' donne. Que:; t a cltff erenza apl "1n: e \ ident e ftlla pulwrta. A c iti fnenza d ella iun la larg hezza esser e maginflue nzab i l e d a i f atto ri ro met icr:i Co m e :;crive il \<" eninger lo fonnl' d i nasal e lunghe e sottili ,i o1Pi naso di e lr c i e mezz i ebrei. Il .'etto '""aie ILII: I go. accompag-na t o da grandi narioi e g r ; I!tcli a l i_ domina nt e negli drei. Qu-,..ta fc)r m a di naso pi fre JIIl'llle tra g l i ebrei di tipo o ri e nt a l e : tra qucl :i in,ece di tipo, l e antino pi fre q u ente l a forma co. n naric i p iccole. "et t o g r o..-:; o e -t:cr t o. punta Com e il na..-o. co,.; l"ocrhio c i ,_;uoi a n t !ess i ha -una g rande importa n za p e r l a fi;.iogn o mi a di un indiriduo. L e r iccr c h r compiute eon i l m e tndo t!t i !!l'melli dai \". \ e r s chue r. daii'Ahe l, da; e -da a l t ri a utori hanno dimo,.trat o !"e r edita riet d i particol a ri di questa r e g ion e. L a fi gura l i appunto l;, regi o n e degli occhi in ttna coppi a di ge n ,eJii m onoeo ri a li. Co m e \ e d e. t a nt o l a forma d ell' apertura paipelHai P quantu quell a dell e palpebre :;t.e,.. ... e_ p erfe tt a -llH:'nle identic a nei due "oggetti Alcuni esempi seniranno mt>gli o a chiarire pratica di que,..ti Jnincipi. La figura 7 c i mo,_;tra l e fot o g rafie della region e degli oerhi di una don11a la q u ale :;o:;ti e n e c-ht padre di suo fi g i io l" uomo a n c h'esso f o tografal o. {),:. a tt enta m e ut e l e fotog-r a fie r e d e com e l a forma d e l le p a lp ebre dtl figlw e :'Op r attu!lo l a f orma d e ll e soprac;;iano p erfettarne n c identiche a quell e d e l pre:' 1mt o padre. L a madre in ecc un a piccol a p alpc lna l e, c h e manc a a l t'i)!li o. none h nna f orma del tutto diffe r e nt e d e ll e ;;op rar c i glia: non \" dunque duhhio c h e : a f orma delle p alpebre e Jell e sopracciglia d e l Iglio sono state nedit.ate dal padre. _Pi inte r essante il caso in cui in questione din>.rsi 11omini come a d e"empio quell o indicat o dalla ft)!. Q u "i tratta di una d onna arian a sat a ad tlll ebreo: quest a d o nn a h a a\"11-FIG: 7 In alto: il padre; al centro: il tiglio; in basso: la madre FIG. 3 -Nei gemelli monocoriali esiste la stessa asimmetria del setto FIG. 4 Dominanza d e l naso largo nell'incrocio Ira europei e negri FIG. 5 -Forme del naso )n ebrei e meticci di ebrei Regione degli occhi in una coppia di gemelll mon-ocoriali HJ

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    t o una fig i i a : che sarebbe ns di llfl amante ariauo. comparativ.t d elle foto grafie mol"tra comt> l'affermazione delb douna sia del tutto priva di fondamt>n to. Difatti. tanto l e sopracciglia della donna. fJUanto que ll e Jell'amante ariano. s orw c f oltc. Quelle della r.l gaz za inn-c :f." ,;ottili ed elegantemente clisgnate Questa forma identica a c-lw presenta l'ebreo marito del fu muclr e : non v i quiruli al e u n dubbio dw la ra guzzu. mal grado l a coutraria aff e rmazi o n e cle lia muore sia realmenl<" Jj. gl iu dell drc : o. marito .:li qu e s ta. Ahhiumo visto come la forma del na sia e rPditaria. Comt" tale, essa costi rui ,;e un ottimo carattere per l 'identi fif aziorw dd la paternit. Cos. n e l caso irulictato dalla figura 9. in dis c u ss ion e St' padre del bambino sia Fuomo (n o l'uomo t 21. L'o:;se rvazion e della-forma del naso mostra per come questo. tanto ndla maclrc. quanto nell'uomo ( 2 t prest' nti delle narici lunghe e strette e una punta sporge nt e Il hamhino invece. co nw l'uomo l l l presenta Je:Je narici roe un a punta piutto,;to ap piull i tu. No n vi dunque duhhio c he l'uomo ( l l siu il \ ero padre del hamlrino. Comt ahhiurno d e tto altri caratteri Iso no ereditari e cO'ITle tali po;osCIIIO stn i r e u Ila riecrca d t'Ila patem it Cos n e l caso tlclla figura lO, noi ve diamo dii' la forma della hocca c soprallullo d e l labhro inferiore possono darc i un utilt indirizzo. Si tratta di una d onna spo,;ata ud un ehreo. la quale so '' i erli" c he pud r e del figi io n 1m i l ma rito ehreo. h e n s 1111 nrnante ariano. Osstrvaru-lo l e fotografie dci quattro indi Yidui. vediamo come la hoeca presenti unu caratteristica piega. ai nuirgini estremi tanto nel figlio quanto nell'amante della m ad n. l n oltre una caratteristica piega i.presente in questi due individui FIG. 8 -Dall'alto in basso: marito madre; figlia; amante della madre; -madre tra il lahbro e il mento. (Jues ta piega manca invece tanto nella madre. quanto nel marito ehreo. Non ,vi dunque al c un duhJ.io c h e l'aff lei-la donna sia vera e c he quindi genitore elci figlio sia stato non l!i il marito ehrco bens l'amante ariano. E' molto interessa nte notare a ques to riguardo co m e l'id e a d ell'importanza dei fattori ereditari si faec ia strada in molti settori. anche in quelli. che fino a poco tempo fa erano ad essa av\e rsi. Vale la pena di riportare qui le parole recente mente pronunciate da Pio Xll. nel di scorso al patriziato romano. Que:;.t? parole mo:;trano come la dottrina possa esse r e co m iliata t.on qneHa eri:;tiana. allorch essa non as:;uma un caraUere material i ;ta: Oi questa grande-e misteriosa cosa che l'eredit -vale a dire il pas..o;ao. . e gw 111 una stupe, perpentuantes1 di e.' nerazione ir' generazione, di un ricco in. sieme di beni materiali e s pirituali l a continuit di un medesimo ti po fisico f -morale conservantesi da padre in figlio la lrad.izione d'le u nisce a-H-raver,.;o coli i membri di una mee5ima famiglia, -li questa eredit, diciamo. s i pu senz.1 dulrhio travisare la vera atura con tecrie materialis te. Ma si pu anche e si d eve considerare una tale realt di cos grande importanza nella pienezza del b 'Ua \ erit umana e soprannatura:e. Non si negher certamente cos JHO!:eg ue Pio XII -il fatto di un 50. !"Irato materiale alla tra.;missione dei ca ratteri ereditari; .per meravigliar scne, Lisognerehbe dimenticare hi union e inti ma della nostra anima col corpo, e in quale larga misura le no>tre attivit pi spirituali siano dal nostro temperamento fi:;ico. Perci la m r.ra le cristiana non manca di ricordare ai genitorile gravi responsabilit che loro spellano a tale Crediamo utile anche ricordare rome ii Fischer abbia tenuto recentem ente a precisare come egli non sia affatt o materialis ta." Difatti questo scienziato puri' ammettendo che le qualit psichi che son o e(editarie. riconosce che al di sopra di esse eiste lo s pil'ito, quale entit mc tafsic:a e trascendentale. Tra per e l e qtialit psichiehe ereditarie fi(Jn e> sterebhe un dualismo; per cui =-arebhe impossibile concepire l'uno dal le altre, come la forma dalla materil. Quanto abbiamo detto sufficiente per ribadire il concetto della impo;
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    il Gran ConSiglio del nella stori'ca seduta del 7 ottobre 1938 eman il primo corpo di )eggi per la diJeaa della Razza itali:ana la nostra rivista dedic un falicicolo di 64 pagine, al memorabile avvenimento, illuatrando la legislazione del razzismo in lutti i suoi aspetti.. Fra gli di queL fascicolo dobbicuno qui aeqnalame uno di Marie; Baccigalupi, intitolato "Gli .aspetti qi'uridici delle del Gran Consiglio" (Anno I, n. 6). Ma gi precedentemen._ questa rirista si era occupata della legislCIZoine raniale, con ac:ritti di Ugo c anqiano (Anno I n. 2) e di Mario Baccigalupi (A, I n. 4). E anche in seguito ritornammo pi aull'argom .. nto, con scritti dello SII!SSO Ba.ccigalupi, che. adesso imsia la .trattazione sistematica dei' rapporti fra rana e diritto, di Ubaldo Nieddu (A. n n. 9), di BerliDdo Giannetti (A. n n. 13) di Francesco Scardaoni (A. n, n. 16) e di R. Sertorj' Salis (A. m _n. 11).

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    LA RAZZA COME PRINCIPIO GIURIDICO EPOCA NUOVA! l. N e i sec oli XVII c XVIIl i giu snaturalis ti immaginarono un diritto naturale fondato s u princ ipi di ra g ion e validi p e r o g ni tPmp o e p e r o g ni razza In contrappos izione ad ess i c co m e prodo tto d e l romanti.::i s mo la sr.u o la tori c a n e lla prima m e t d e l sec ol o scors o rive ndi c il caratte r e nazional e d r l diritto quale formazio n e s p o ntan e a di c on;;u e tuclini e di tradizioni d e i l 'ari popoli. Al lihe rali s m o corris po se nf'i d ece nni s f g u ent i i l t e cni c i ,;m o g iurlrli c o c h t diede il rn;w g i o n all' el e men t o f ormalr. co n cettuale. a strai to d e l diritto t e nd e nd o a can c eliarne ogni impro nta nazo 11alc. Ogg i il diritto ha iniziat o una nu ovfi e p oc a d e lla s ua s t o na per m e rito d e i princ i 1 pi chP a Ila ba;;p degli S tati t o t a l itari e particolarmente per i! princ ipio politi co giuridico della ra zza. 1 RAZZA E DIRITTO l 2 -Ln della s u a furw poi iti c n c he segna un n de:-lle mnggi o ri d ella t ru e t l. h a fall o s c he r e n !!11 nnn o v c rntu tra l e id ee ce n tndi dci nu o 1 i si s t e mi politic i ( dlf' informi n ecessariamente tutto il rliritt o c h e dellu politic a la tradotta i n c o mandi e co n c el'li g iuri di c i 01-trech 1 a l e rl' co m e principio c idoa dirett ri ; e d e term i n a un nu o v o modo di intendere il di ritt e l co nfl'ri s t' unn nuova impro ntn all'ordine ;!iuridi c o l u r a zza c orne caratterizza pi o m e n u int ;c mani f es t a zioni d e l c del popolo. parime nti in tull e 7 o n e rlel diritto e: traluce in < w ni norma c h e n o n s ia -di m ro d etta"lio. E' un errore e re d re ch e l'unic a s ua numifestu zione giuridic a sin il gruppo di leggi c prov ve diment4 razziali Pmanati in questi ultimi anni 22 quas i fo ss e un mode;;to ramo del diritto amminisLrativo poi ch. al contrario. la sua forza ri,oluzionaria si esercita sugli s te s si fonda menti del diritto. Accanto a ques to :;tudio ch e possiamo indicare come diritto razziale generale. e s i stono li mitati e eon-;;reti problemi nei pi vari campi, oggetto, in par te, della recente legi slazione razziale e materia della parte speciale del diritto. razzista. Pcrci1 c on siderata in ogni ;;ua parte s ia generale che specia l e, la dottrina della razza ine ressa . utt e ; e di scipline giuri di c h e e si rivela nn mezzo rli unificazione e di collegamento tra di f';;sc oltrech una comune dire ttri c e rivoluzionaria. POPOLO 3 . L i dea di razza porta an. zituttu a ques to cambiamento: c he al centro Jet diritto. non stanno pi meri interessi eco IIOlllici da proteggere. ma il popo lo ed' il singolo come suo partecipe. Il contenuto e l'ogg etto rlel diri tto non pi il d enaro ma il popolo e CJUindi l'lazione liberale s osti. la c o n s id e razione popolo. dt>llc sue ne c e s sit del suo destino. CONTRO IL DIBITTO DEMO-LIBERALE 4.-P e rci il principio del:a razzu adegua l'ordinamento ai valori del popo lo e tmcluce nelle leggi in termi-ni e comandi giuridici, le sue caratteristiche razzia;i in modo che il diritto ne diventi. per co s dire, la vivente immagine. Ir.oltre superando questa stessa or,era di ricezione eserci-ta una a1iont> formatrice per accresce re e rendere sempre pi puri ed efficaci tal i caratteri verso un miglioramento della razza rappresentato come il pi rispcndent e alle esigenze politi che dell'epoca; poich, a dif ferenza di quanto riteneva la scuola storica. il diritto non il pro.Jottc di un'elevazione naturaie, ma viene posto dallo Stato secon{]o le mete dai suoi ccndottieri. Da queso modo di vedere consegue he talune qualit della razza, soprattutto se spi rituali, divengono iJee anima trici del diritto al quale forni-. scono materia per le sue norme e per la loro elaborazione o ricevendo seriz'altr effica cia giuridica o dando luogo a concetti equivalenti. An-che ad t:na superficiale osservazione dato scorgere dei rapporti tra le basi stesse della legislazione e le qualit del nostro popolo. Ad esempio l'nore e la fedelt, ca ratteristiche d.ell ':.n i a;1esi. mo, impongono una pi pro fonda comprensione ed osser vanza del comando giuridico non tanto per la ;;ua forza coattiva quanto per il dovere di fedelt verso lo Stato e ispirano inoltre alcune normr speciali, con;te ii dovere di lealt e di probit delle parti f' dei loro difensori sancito da! nuovo cod di proc. civ. (articolo sm. Il senso della comunit popolare, l'orgoglio di razza con tribui sco no a produrre, tra raltro, la solidariet scciaie e lt norme che questa esprimo 110. Il sentimento della gerarchia, lei virt militari, il senso nella giustizia, tutii elementi tradi?.ionali della nostra razza, Yalgono ad informare altret!(.nti ordini di norme. Al contrario del diritto denoliherale che aveva piuttosto l'effetto di disgregare il popo lo le classi e i pariti e prestandosi ad essere lo ;;frumento delle relative lot te la razza. con la coscienza e la fierezza di partecipi di uno stesso sangue, diviene fatto.re importante di coesiont nazionale. Il diritto crea ,inoltre nuo1i \alori poich, nell'ambit'o delle fondamentali caratteristi: h e dr! -popolo, favorisce l'apparire di quelle 1move qualit' che ia razza nel corso della sua sto ria esprime. Specialmente per la nostra, feconda di valori ine. spressi che a volta a volta fu santa e guerriera, espioratricrr fondatrice di imperi, impor tf!nte questa funzione dinamica che esclude ogni schema imrmtabile e che impone di continuamente rinnovarsi sotto il mutare dei tempi. Non si tratta di materiale trasposizione di dati naturalistici ma di inter vento delio Siato, per mezzo del diritto, nella formazione stessa della razza. o IL DIBIITO CONCRETO DELLA BAZZA 5. Il diritto riacquista uua cnncretezza e un'aderenza alla realt smarrite da secoli quello stesso senso del concreto che una delle glorie del diritto romano. Ne vdiamo un segno nel risorgere dei giudizi di equit (art. 114 c. p. c.) nella molteplicit. delle fonti legi slative, nella regolainentazionr precisa del maggior numera di ipotesi, ondt' il campo giuridicJ che potera sembrare povero di concelli, riorna ad essere vastissimo co me ai tempi di Rema a quanto ne fa fede la stessa monurnen tale raccolta giustinianea. D'altra pnrte ;'esigenza na zionale, negal .. teoricam ente e praticamente dallo Stato dtmoliberale, torna ad esserl' UTHI dei fattori fondamenali del di ritto; che, essendo la rappre sentazione nelle leggi dell'ani ma della razza nel suo si attraverso i seco; i den espellere quante di si ranic r o v; fu prodotto; a piene n1a111. nell'infausto periQclo del li\H' ralismo. Non esiste un diritl" astratto e universale 111a ,J!o il diritto concreto della r,ma t della nazione a cui si tiene. Tutti i tentativi di creare un diritto sont.-,Jt,li nati ancllt' ne! campo privatistico, percla' 11011 si pu andare oltre i conr lll_ astratti e generici senza ncga t

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    la loro concreta :;.ostanza di nrsa da popolo a popolo. to cambiamento delle condiz'O n i di fatto escludere l'ecces Da taluno si anche negata l a massima ottantanovista delJ"ee-uaglianza degli apparte-. a razz e diverse di fronte alla legge: d i fatti una fin z ione con s iderarli uguali sol prrch v e ngono a contatto con h legislazione ed anche inopportuno porre su uno stes>'l' livello gli appartenenti alla razza nazionale e i pariecipi di rnzze straniere particolarmente "e ebraica o di c olore l NUOVA DOTTRINA l (J. -lin rinnovamento non m eno profondo si produce nelj,, dottrina. Le vecchie teorie dw ancora 1i prevalgono sono a cadere da s quando davvero siano create quelil' nuove dott rine che sono la applicazione dei principi di nma e di popolo. '\l fondo della quesione sta il conflitto tra fo:r malt> e quello ,-ostanziale del eli ritto: poich attenendoci al primo si fa uso della sola h>_!!ica finend c in una specie di a,-t rusa scolastica fondandoci i"1ece sul si scorgono lt profond e s caturigini delle mnne e "e ne intende il vero Di qui la neces di far largo po s to agli elementi etici e politici del dirit to. e di intenderlo cme un prodotto e un fattore della stes. >a s toria politica. Taluni conct"tti pu. ramente astratti, frutto del t'ecnicismo giridico e delle >ue aspirazioni internazionaL 1anno re,pint1 come quello, d'altrond e praticamente infe c ondo. di negozio giuridico ; La stes s a nozione del con tratto acquista una maggiore concretezza e aderenza alla no razza s e fondato sui gi accennati valori dell'onore e tlla fedelt : in i tal modo men L r e la s ua forza obbligato ris d eriva dall'intimo della ) H.:rsonalit. occorre dare mag rilievo alle sigenze del l a buona fede nl sopravveousiva onerosit di una presta zione rispetto alla contropre stazione e ogni malizioso fine di sopraffazione o di speculaZIOne. Il concetto di che indica una generica capacit di diritto va sottoposto a re visione nel senso che il sin golo prima di tutto il par tecipe e il portatore dei va lc ri razziali la cellula di, una nazione. L'interesse della razza sta bilisce un ulteriore limite d'or dine pubblico all'autonomia delle parti che assume le pi diverse manifestazioni quale ad esempio .la disciplina dei rapporti con gli appartenenti a razze non ariane. Lo stesso fenomeno della lite da manifestazione dell in dividualismo assume ora l'aspetto di una malattia sociale che va prevenuta e se insorge eliminata rapidamente nel qua dro di soluzioni confo 'rmi. a giustizia. Di qui un nuovo fi. ne del diritto e un nuovo cam: po di studio per trovare i pi efficaci per scopo. QUESTIONE D l M E T O D O 7 .. Come punto di parten za si prospetta una questione di metodo. Non si tratta di aggiungere un nuovo metodo di interpretazion a qelli gi (grammaticale, logico, si stematico ecc.), espedienti tec nic i che non accennano nep pure alle direttive della rict>r ca, ma di fissarne l e mete ed i motivi informatori. E queste devono uuiformar si ai caratteri del diritto che interpretano e perci fondarsi su i fattori nazionali su mez .zi, idee uommt e s clusivamente italiani; rendere il diritto pi cOstruttivo realizzatore .. cace che sia possibile e perci .. -tudiiulo alla luce della stia :storia, dei suoi ideali, del suo contenuto etico e politico; :>e guire co:;tantemente il senti mento e le finalit del nostro senso italiano della giustizia. D altronde pur. rimanendo nel campo dei semplici mezzi strumentali di interpretazione. annowriamo tra i principi ge r;erali dell'ordinamt>nto giuri di c o .ddlo Stato che. quando non ha:;ti l'analogia. v algono a risoh ere le lacune giuridi che (art. p re leggi 1. i l prin ci pio della razza il quale fa prevalere. in tali ca s i dubbi, quella soluzione che pi conforme all'interesse della razza. L' INQUIH AMENTO E BR Al C O' S. E' a tutti noto quanto profondo sia stato l'inquina metlto ebraico nel le correnti della nostra dottrina, quanto avanzato il suo di ma la nuo \a codificazione fascista che entrata o sta per entrare in d gore. 1 arr, (.'O peso stesso dei fatti. a distruggere quegli elementi di corruzione del no stro pensiero giuridico e a ri portarlo nella millenaria tra dizione della nostra storia La Giustizia. Mosaico del Sec. XIII (Basilica di S. Marco di VenQZia )

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    PER UN ARCHIVIO GENEALOGICO NAZIONALE Sfogliando certi elenchi e certe enciclopedie genealogiche vien fatto di chiedersi come mai in questo risveglio di studi razzisti in Ita lia, .mentre son. tornati diciam cosi', d j moda, indici. cefalici e misurazioni antropologiche per stabilire l'appartenenza razziale di ques t o o di quel gruppo, si sia del tutto trascurata quella ricerca e lementare che -non Si dimentica -mai, -ponjamo, -per un -cavaI o : la ricerca cio genealogica. Quella che, documenti pennettendolo, pu dare da sola la certezza sull'appartenenza razziale del soggetto. L e poche opere riguardanti la genealogia delle famiglie italiane, sono tre o quattro enciclopedie nobiliarj che annotano un cognome, un titolo, uno stemma, q ualche notizia storica senza poi specificare a c hi fra i tanti omonimi -competano quwte blasonCiture Giacch non s i tratta d 'altro e blasohare vuoi dire limitarsi soltanto a m ette r e i n evidenza la nobilt d 'un casato nobilt si intende consid erata secondo l e di sposi zioni della araldica. del Regno, senza la m inima preoccupazione razzista. Per cui nella storia genealogica d e l popolo italiano Si trovano allineati in bellissima evidenza chiari cognomi d i ebrei -:;eguiti dai predicati di questa o di quella terra che la democrazia aveva eretto per loro in contee e baronie dopo che l 'infeudazione di un borgo non dava pi nessun diritto politico al titolare e s'era perso j! concetto della nobilt limitandosi tutto alla vanit di una corona sulla carta da lettere, spesso pagata a carissimo p r ezzo. 1Da questo errato concetto, non traevano profitto che le molte agenzie ed i s tituti araldici che fornivano, dietro lauto compenso, r.t e mmi e blasoni a chi n e faceva richiesta con un'onest storica assol utamente discutibile. C i fu un certo periodo che tutti gi stemmi in circolazione, dorali eenza risparmio, alla porporina di rame. recavano i n calce l'autorevole timbro della Biblioteca Va ticano. N s i pu dire che s i trattasse di falsi. Difatti nel volume tale, n e l codice tal'altro delle biblioteche, c 'era uno stemma di c ui al campione, appartenente anchead una famiglia di quel cognome. que llo che mancava era la dimostrazione che quel tal lld e lfugo. duca longobardo, era proprio il vos tro avo. le Albero qenealoqico secondo il metodo raniale. Si tiene conto di lutti qli ascendenti. (Albero ge!lealogico d! Lodovico di Wilrt.::mberg. da c: Heraldische Meisterwerke) notizie, necessariamente, finivano ad un due o trecento anni modestha dera colmata soltanto dalla fantasia del 1 ornato c e nnc u eva premurosamente i leoni rampanti e 1 croci patenti in un'aulica cornicetia a foglie d'alloro impre-:; .. r.ello stucco. . oSI! Accadeva cos che lo stesso stemma e le stesse. origini era attribuite -sempre ad un tanto a diploma -a dieci o pi fa 1 glie dello stesso cognome che non avevano assolutamente a: d1 comune fra loro. Spec10lmente trattandosi di patronimici _eh 1 son la maggior parte dei cognomi d 'Italia -:;ort: in epoch e luoghi diversissimi da capostipiti omoni mi. . e e Pure una genealogica del popolo. italiano sar-ebbe il pi :nteressante -e Sicuro documentario delle origini .Izzict)j no st r e m si intende subito che n on opera da affrontarsi alla legger.;_ colla speranza d i portarla a compimento in poco .tempo, a scadenza .fissa n da una sola persona. Per conoscere le difficolt di rfcostru:re a1beri genalogici bisogna essers1 trovati alle prese con i vecchi lib'ri parrocchiali, co i registri notarili, con gli archivi dei vescova'li disordinati, affastellati senza schedari ne indici, coi documenti redattj in un latino livo ,dove negli atti di battesimo cp!tano delle curiose sorprese quale quella di trovare il solo nome del padre senza casato tro vandovi invece, quello. della levatrice o del compdre. Inciden;i co muni in tempi in cui d'anagrafe non s'aveva la pi lontan a ide a e i censimenti -si limitavano ctll'annuale computo delle anime) piuttosto sommario poich Vi si anndtavano soltanto i capi famiglia col numero dei famigl;ari, dei servi e dei garzoni; peresempio alla v i a tale c: Francesco fornaio coi garzoni-;. comprendendosi in Fran casco tutta la sua casata. N'' tale forma di registrazione d'epcche eccessivamente lontane g iacch negli Stati pontifici cdmeno, stata in vigore lino al 1870 con qualche rara eccezione dovuta ad ini zia ti ve personali . . Dovendosi scrivere una stori a .genealogica iialiana n on si po trebbero ricalcare le orme dei blasonatori arci:ldii dunque, ma s i dovrebbe partire da. un concetto totalmente nuovo. Intanto dal punto di vista razziale non .solo il genitore da pr.endere in consider a zione, ma anche la madre. Costruendo un albero genealogico o scopo razziale si dovrebbe procedere un po' con gli stessi criteri dei processi per la professione nell'ordine di Malta e cio dei ge nitori ai. quattro nonni, a i sedici. bisavi ecc. Pu aembrare un lavoro impossibile, ma, fatte _appena un po' d i considerazioni appare sotto ben .diversa luce. Non si v .uol dire con questo che s i a cos a da lar nel giro di pochi mesi. ma le difficolt son quelie normali di ogni ufficio Intanto siccome l'accrescimento della popolazione stato particolarmente maggiore negli ultimi decen,;i, partendo da i dali .dell'ultimo censimento, nel giro d i un -.xDo -di generazioni. Ji ver rebbe a restringere notevolmente il campo delle r icerche. I n secondo luogo le difficolt di stabilire tutti i progenit;ri di un dat o indi viduo procedendo ad una specie d : p ramide capovolta si eliminano .da se stesse procede n dosi nelle ricerche collettivamente e non per singole famiglie; quindi le indag!ni di una integrano quelle d i un'altra .. A lavoro compiuto si verrebbe a possedere il pi completo archiv; o razzistico nazionale,ricco di tutti gli alberi g en ealogici. famigliari dal quale si potrebbero dedurre interessantissime o.ser vazioni di carattere biologico e ps_icologico utili tanto allo scen ziato che al lgislatore. E evidente che tali ricerche sarebbero pi facil i in cittadine .che non i n grandi metropoli poich basterebbe q uasi. sfogliare le cronache di qusti per avere un panorama completo de l l a situo: zione razz!ale degli abitanti Difatti le storie di questi pa esotti. sr risolvono per lo p : nella cronaca delle beghe e dell e alleanze delle principali famiglie, ma stante la modest! u dei luoghi. ne viene che, tutti gli abitanti, dai maggior.i ai meno abbi enti. ,;ono legatj di parentela Ira loro. Qui veramente storia e genealo g i a 6 1 integrano a vicenda Non bisogna per di avere tali documentazioni complet e poich non sempre gli archivi possono fornire il materiale !chiesto andato smarrito o distrutto nelle vicende dei tempi d i mezzo. mo in linea di massima, considerando il periodo storico-biologico della razza italiana ad un millennio, ne risulter chiiTamente s u a composizione.

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    :Jc. provato a compiere tali ricerdie. per la cittadina di Narni e aver approfondito troppo l'indagine, !imitandomi alle fonti c1 accessibili ,' senza rlcorrere cio n agli archi vi comunali e ; escovili, ne alle fonti sussidiarie dj quelli notarili, catastali e pr : vati, ho r icavato tuttavia da un primo spoglio di pubblicazioni di manoscr i tti una messe interessantissima di appunti _tali da cos tituir e una ottima bCII>e per uno studio completo. Nel!'ant 'chit la citt fu abitata da popolazioni umbro-sabelle col nome di Nequinum; nel 300 299 a C. conquistata dai romani = s uccessivamente .attraversata dalla via Flaminia sub una prima mescolanza del fondo razziale. In questa citt dalla gens Cocceia nacque l' i rn:peratore Nervo: Oltre qu-esta abbiamo notizia di du e g < .ntes notissime: la 'Cecilia e l'Anicia, .della quale una tal Venanzia coadiuv San Gi'ovena.Je, primo vescovo d r Narni. Pi tardi durante il regno longobardo d 'Italia, fu sottomessa a l ducato di si:>oleto Anche questa seconda dominazione lasc: la o u c traccia razzial e. E quindi dalla fus ione di ques t i tre ceppi et nici che ha origine la maggior parte della gente narnese attuale. Bisogna fare un grande salto per arrivare al 965 per trovar no minata una nuova famigli a narnese che riapparir poi molte v olt e :-: e lla st oria, nel nome di' un vescovo: Probo Aquitano C esi. A noi ora non interessa la storia 'della famiglia che caso conosciutissima. :na le or:gini. Ora se la data del vescovo Probo Aquitano e s alt(J1 .:;vremm o l'inizio della fam_iglia alle origini aella razza italiana. Ma a qual e ceppo appOrleneva? All 'italico o al bubarico sovrapcostosi ? E diffic i le stabilirlo, e soltanto un documento dal quale ri sultasse !a legge che la famiglia aveva adottato potrebbe darne un indizio c .icuro. g iacch i tribunali misti dell'epoca. giudicavano secondo il diri tto romano o longobardo o franco a' seconda della nazionalit dei giudicandi. Certo nell'antichit esist una famigli a Ces; e n e d certezza il rinvenimento di monete che recano la d icit ura 'L Coesi magistrato monetario del 104 a. C ; ma n o n indizio :;uf!ic 'enle a labilire l'identi1 de; due ceppi. Quanto ai Ces i stessi ess i attribuivano alla loro famiglia delle origini 'addirittura leg gendarie tal ; da scalzare l'antichit ste-.>sa delia gens Iuiia e dei fabi. Vale la pena di accennarne per portare un esemp:o di fa l ,:ificazione genealogica, che cost invero cara al suo autore. Ceso o Ciso, c apos t ipite della famiglia, sarebbe stato f.iglio di Temeno r e di M ice n e nel... 1100 \090 a C Dall'Ellade emigrarono in Italia dando origine a quella gen.> Cesia di eu; Lucio magistrato mone !or' o gi detto, quindi nel Secolo vm passarono in Francia qove :; imparentqrono coi duch; d 'Aquitania e co; Carolingi; tornati in I talia ebbero il ducato della Marsico. poi il principato del!'Umbria e di Spoleto. Qui fondarono i costelli' di Aquitano e di Ces i Non s embrando t anta nobilt sufficiente al genealogista. attribui alla f ami gli a il pontefice Silvestro II, il benedettino francese Gerberto d' Aurillac, elevato alla cattedra nel 999 C io la famiglia sarebbe .stat a a n cora in Francia quando gi uno de. ; suoi com.ponent; Probo. '"a e ;evato alla sede vescovile di Narni. L a cosa parve tanto : ;candolo.>a che l'autore di cosi brillante storia, Alfonso Ceccarelli da Bevagna, che aveva fabbricato doct!men t ; falsi d; genealogu: non meno mirabolanti a molte altre famiglie degli Stati della Chiesa, l u pro cessato per ordine di Gregorio "XIII e fin piuttosto malucci o pe r man o del boia. con una corda al collo, nel l Il che rio r. Ioglie che la famiglia fosse elevala, per altri meriti al rango ducul.::! e classe d 'ver s i cardinali alla Chiesa e, soprattutto nascess e da essa federico detto POi il Principe Linceo, dal nome d ell' Accademia q a lui fondata ora fu s a con l'Accademia d 'Itolia La famiglia s; estese molto, ma a noi che seguiamo so!tanto l'apporto razziale dato nella citt di Narni non interessano ora gli a ltri rami. N o n privo d inlere-3se invece osservare l'apporlo che. per v:a femminile ha ricevuto da altre casate e che spiega le p r o f onde che la fa'iniglia pu aver subito allraverso i tempi R iportiamo per questo un e lemento de tronco principale dell'albero gl'!nealogico, iniziandolo con Antonio, nel 1400 e s!ron aandolo d t lutt; i virgulti infecondi, dai quale risultano le diverse !usion i d i nella famiglia e dalla famiglia. P i antica dei Cesi, nella citt -di N'orni vorrebbe esser e l a f a miglia Arca, ora est'nta, ma i l cui apporto razziale non per qiJe s t o CONSIDERAZIONI SULLA COMPOSIZIONE RAZZIALE DI NARNI a:1dato perduto. N e l dizionario genealogico dello Spreti dala come longobarda stabilitasj a Narni nel 592 dopo la pace d i Gre gorio Magno, proveniente dal Rugiland al seguito di Albino quando, nel 565 questo re scese in Italia. Al contrario in un censimento famiglie nobili dello Stato ponti ficio iniziato ne1 1793 poi interrotto per l'invasione francese e ripreso un trentennio dopo, credo per conto d e l Prioralo romano dell'Ordine di Ma'Ita ed ese guito dal gonfaloniere Andrea Lolli allei dala del 15 giugno 1823 secondo notizie desunte da una collezione manoscritta risulttt che -r. Familia Arca, nobilis F1orentiae a qua descendit !ami!ia Arca d e Narnia :o, in assoluta contraddizione con il prelato dizionario. Se dovessimo sceglier e fra l e due fonti pre!eri.remmo quella narnese manoscr itta. che del resto non lesina elogi e rango di nobilt g enerosa per nessuno. quindi non pu esser lacciata di mal a f ede. genealogico secondo il metodo araldico. Si tiene &olo della successione maschile seguendo la legqe Sah!ca l'li C:OPEICTl'-' Tutti i Re di Napol; et Sicilia, Nonnandi Svevi. Angioini Aragonesi -Castiglian; et Austr>aci albero genealogico oriqinalissimo contonut'o nelle "Famiglie nobili di Scipione Ammirato". ( f1r e nz.-. :.17 5 1

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    Fronte laterale del duomo di Narni facilmente la presunta d!scendenza longobarda co:: i"opportunit .politica che suggeriva agli Arca di: farsi passare per .citramontani onde ottenere facilmente delle cariche politiche e difatti, dalla contess.a MatHde ottennero n gastaldato di Narn i La pi verosimile origine fiorentina quindi annulla la data non collaudata da documenti del 592. E il nome stesso poca affinit ha con j nomi delle famiglie straniere. istallatesi in Italia in quei tempi bench, il castello di Gualdo, che apparteneva alla famiglia "derivi chiaramente il nome da parola tedesca: Wald cio bosco Pos-teriormente l'ultima discendente entr nella famiglia Marinata e i cognomi sj: fusero aggiungendovisi anche il terzo di Nar s ini. ora poi Nomini Arca Vipera. Sempre secondo -fl predetto censimenio del 1823; corredato di no!e storiche, la famiglia pi antica, Ira le l)Obili di. Narni, poich per ora solo di queste e in parte, e frammentariamente possiamo occu parei per la ristrettezza di materiale, considerata la famigl i a Cardali di cui Biagio fu nel 1344 senatore di Roma. Anche a que sta, dallo Spreti, che pare prediliga un'origine straniera per tutte le famiglie notevoli d'Italia, attribuita un'origine germanica; in ogni caso citata gi nel-1158 nella croni6toria namese manoscritta del Martinori Il cognome che s'incontra subito dopo Mancinelli al 1194. fuso ora con la famiglia Scotti; e per questa veram ente non pu negarsi l'origine trasmontana; gi esistente in Narni nd 1279 probabilmente un ramo di q -uella vastissima gente Scotti di Piacenza che prende l'ongine da un Duglas Scolo che venuto in Italia al seguito di: Carlo Magno vi si trov tanto bene che sta bilitosi in Piacenza, licenziate le truppe che volevano tornar e in patria vi rimase accasandovisi; e successivamente la famiglia ebbe la signoria della citt. Altra famiglia di sicura origine barbarica quella degli Eroli che. dovrebbe prender la cognominazione dall'origine nazionale. Probabilmente anche di origine straniera sono gli Alberti, s e come presumibile sono un ramo degli Alberti di Catenaia in Vald arno. discendenti da un conte Goffredo Ottone I molti le11di nell'alta valle del Tevere. Veramente lo stemma degli Alberi' di Catenaia differisce molto da quello degli Alberti di Narni. M entre nel primo sul campo azzurro s'incrociano quattro tronch i di ca tena a croce di sant'Andrea, nel secondo il cam'po d 'argento caricalo d 'un albero sradicato dj verde, accostato da due leoni di rosso af frontati e controrampantj. al fusto Questa famiglia ha avuto vincoli di parentela con i Caterini che ne hanno accollato lo stemma nel!a prima partizione del proprio, che piutto3to per la vari et delle figure contenute nel campo e di cui sarebbe interessante co nascere l'origine. Agli effetti di una ricerca razziale hanno un particolare valore l e famiglie che hanno, o cambiato cognome, o aggiunto al proprio quello di: altre famiglie o comunque, sublto fusioni tali da alt erar e profondamente l'origine razziale e gentilizia del casato. Nel pnmo caso la famiglia Connestabile R!dolfini della Staff, "della qu ale il cognome originale era Ridolfi, cambiato in Connestabile q u ::mdo alcuni dei suoi membri nel 1434, da Eugenio IV il gr ad o dt Connestabili delle Fanterie della Chiesa. Pi tardi sposatosi Gio vanni con Anna Alfani della Staffa, per l'estinzione di questa f a Giunio Bruto con i fiqli (Roma Palazzo Barberini)

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    miglia -ne assunsero il cognome. An che ai Ridolli il censimento del 1823 attribuisce origine germanica con sta bilimento in Narni dal tempo di ... Carlo Magno D'altro canto una famiglia Ri dolf; c dicitur antiquissimi Florenti a :. Le fonti_ come al solito contrastano e non facile accordarle_ I LolH Germanelli. invece possono al meno se non con documenti probanti almeno colla lede di una .>ecolare Ira dizione, vantare la discendenza da una gens romana : la gens Lollia della quale il capostipite fu un Marco Lollio console nel 21 a C. Nel 1911 Giovann'i e Bernardo parteciparono alle .crociate; quindi presero parte alle lotte per la formazione dei regnj Latini di Terra-santa. Una notizia di famiglie di en t rambi i casali si ha a Narni gi nel 1313 Ma non sono soltanto i Connestabile della S talla e i Lolli Germanelli ad avere assunto colle facolt economiche, l'eredit mora.le di altre lami<;Jlie I Marziale (Casimiro) assul1'3ero' pure, CESARE Senat, d Roma con EIPna Humana x LUCIA con F.Eroli x x CESARINA con N. Lombardi x x x x CESIA con G.Eroli x x x x x x x x x ANTONO rur.XV) con AngPia T rn bili l .,o;' - -x PIETRO l GIOVANNI URSINO figlio natur t.On Camilla Spada GIACOMO () t.on Giulia ROMOLO X X x Att;ELO RAMO DI ROMA x PENELOPE x con Timotea poi con Venere Eroli con G.Andrt>ozzn X (+1657) X X x x conGiustina Savelli X LUDOVICO.lc.priore.1660l X x con Vrntenia Narsini GIACOMO lc,priore.1690J ton Maddalena ? GIUSEPPE Cconfaloniere.1779l com Maria Lorpnzni x x x x x x x per matrimonio con l'ultima della IOJI!i glia Montini, questo cognome. Natu ra lmente con -questa delniz!one ulti ma discendente non -bisogna credere x GIACOMO (+:IJ21 J FRANCESCO ., X eh<;! veramente la famiglia si ritenga estmt: nel caso dei Montini. ad esempio, nel comune di Narni una quan ti di persone che portano questo co gnome; quello che s' estinto il ramo. didam0 nobilitato. che col rango go deva di un cospicuo censo. Ed il caso pu dir sj generale. Mei Ris i Virile Caldera una fami g l i a ch e cumula ben quattro cognomi. ANNA MARIA c:on Pietro AnsPimi (X duca d'Acquasparta p, estinzonp dPI ramo prmogonitQ) eon Elena Lauretti LUIGI (.1.1847) ( Xl duc.a 'd'Acquasparta) con Costanza Spada (+1834) FEDERICO CXII duca d'Acquasparta) con Caterina Tavanti t.on Chart:l Pierleonl x VITTORIA con av v. Sersin ton R Cip oli etti' a nalogo il caso dei Patrizi Naro Mon :oro La storia di questi passaggi illu mina con molta chiarezza la -situazione razz:ale effettiva che venuta a crear-x (+1914) GER BERTO (-4-1888) EL VIRA Et-1924) ton G.Gi ttadni o; in a lcune casale ,per via delle successi on i femminili. I Patrizi, orig-inari di Siena, dove fin da) 1238 rivestivano nobili magistrature, -:;'estinsero con MaC Xllf duta con Cecilia Bucd-Boncamb l GENEALOGIA DEI CESI DI NARNI r i a Virginia di Patrizio ed Angelo Car pena ch e nel 1726 spos Giovanni Chig; Montoro di Luigi e Drus!lla Santq croce, ch e per contralto nuziale assu meva anche il nome della moglie. E>al l unione nacquero Costantino. morto senza pro le e Porzio che spos il 4 giugno 1750 il Marchese Francesco Naro i cui discendenti assumevano tut,:..a:: i;1dica : \'irguti infcrior; delle: lamiJ!i-.:, u"i 4uali i:: omesso : : ;,c ; Patrizio PATRIZIAngela Carpegna Luigi Chigi MONTORO-Drusillo Santacroce sposaH ne\ 1726 Giolanni i i i cognomi del.le diverse famiglie rin novando i Patrizi Montoro. Quest'ultima famiglia che l 'unica delle quattro originaria di Narni do;,;e gi risulta nel come abbiamo visto s'era a sua volte e s t inta nei Chigi. Da questo com-plicato albero genealogico ha avuto origine l 'attuale famiglia che figura nei cataloghi del censimento pi volte citalo. Si potrebbe aggiungere che a complicarne ancor pi la genealogia, si trova nello stemma de; Ch igi, inquartato anche quello dej della Rovere. M a s ; tratta veramente di complicazioni eccezionali? E da esclu de r e l'un ic a complicazione reale nel numero dei cognomi e dei l'io!; e nelle porti1ure degli stemmi. Pel resto ogni singolo, razzial mente essendo il risultato di migliaia di incrociqualora volesse s ta b i l i r e con rigorosit -:;cient i lica il proprio cdbe;o genealogico, si .-errebbe a trovare di fronte ad una quantit di cognomi sbalord-. t i v a s e non che. trattandosi di fam :glie delle quali prosegue la ge ne razi'one in 11nea maschile non ne civrebbe assunto la cognomina Z lone. L a continuit razziale quindi, considerata secondo il comune s1stema genealogistico degli araldisti, cio tenendo ,presente solo lo d tscendenza diretta masch:le, presenta una lacunosit assoluta poic h in effetti dal primo antenato poniamo degli Eroli, per un cognome s:curamente straniero, all'ultimo discendente della fa mJglia, gli apporti di sangue sono stati tan e poi tanti T Por zia PATRIZI MONTORO-&posa-Frant.esco NARO da queste successin allelnze ho orig ne la famiglia NARO PAmiZI MONTORO che del primo tcn poco pu re:;tarc ; senza d ire della prev a lenza 'del sangue pi forte che ha permesso, malgrado le commistioni di far trionfare assolutamente i caratteri razziali latini nella popola zione italiana attuale. Ma poter ricostruire g)L lberi genealogici delle singole famiglie, ..o meglio dei singoli. individui sarebbe sommamente interessante anche per le osservazioni vario caratt.ere che se ne trarrebbero alla luce delle s tatistiche. Si tratta, come dicevamo al principio, di un'o,pera di vastissima mole che soltanto lo Stato potrebbe affron tare, md darebbe la misura esatta della com'posizione razziale della Nazione e, per ogni ::;ingoio, la chiave di molt.e apparentemente inesplicabili inclinazioni delle qualil tener opportunamente conto nella vita diuturna. Ed anche chiarirebbe maggiormente nel pub blico il concetto di razza, giacch ognuno vi scoprirebbe chiaramente la propria ,posizione attrave!'5o una litta rete di parentele e consan: guineit, che formano la Nazione e la Patria. GIUUO SIL VESTRI 27

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    tori a del .giudais Era naturale che la storia del giudaismo fo .sse uno degli argo pi s p e s s o aJfrontati dali:! "Difesa della Razza"; s i a per c h gli italiani hanno H torto di non conoscere abbastanza la storia d egli ebre i e soprattutto la storia degli ebrei in Itali a sia p erch non possibile comprendere l',esaenza c!e l giudaistpo 0 quindi pronti a combatterla, senza con o scere almeno scmmariamente l e vicende storiche dei nei diversi paesi del mondo. La nostra rivista s i occup:xta di storia g iudaica. sia attrave r s o la narrazione di episodi singoli e staccati, sia attrave r s o sguardi panoramici di pi .crmpio respiro. Citiamo i n primo luogo tutta una serie di articoli sugli ebrei in Italia: a Trapani (di Rosa C. Storti), nei Regno di Napoli' (di E Stanc:xmpi an.:>). a Cosenza e n ella Cqlabria Citra (di M. Sorre tti). a Bolzano (di G. Canali), a Monte Sa11 Savino (di P Ficai-Veltron). a Bologna (di B. Biancini), a Urbino (di. L. S ervoli n i ) n e l V eneto (di M. de Bagni), nel Trentine (di C. Go spari ) ad Ancona (di G Piceno e di U. Sori ti) a Vercelli (di C Zumaglini). in Puglia (di F. Matarrese), a Roma (di P. Gui a Cortona (di P. FicaiVeltroni), in Libia (dj N Marchitto), i n Umbria (di O. Gurrieri) ecc. ecc. In un'altr a lunga aerie di articoli ci siamo occupati degli ebrei i n G ermania (di E Gasteiner), a P .arigi (di G. Piceno). I n F.ranci.:x (di A Lancellotti). in Inghilterra (di A Tosti, A, Attili F P. 'visiba). neqli Stati Uniti (di T Salvotti). in Spagna (di C A Cremonini). in Poloni.a (di C.' Bard uni), nell'Africa fran c&ae (di N. in Romania (di G. Lupi), in Argentina (di E. d e Zuani ) in Cina (di T Salvottil. nei Balo:xni (di C. Bar a Sciangai (di F P, Visiba). a Salonicco (di G. P iceno) ecc. Tra i sinqoli e pisodi d i storia qiudaica da noi illustrati. ci tiamo per il loro particolare e sempre attuale interesse -i &Gqu e n ti : L'ebre o che tradl Felice Orsini (A. I, n 4) Pasquino e 91i e brei (A. I. n. 4) Imboscamento collettiv-o (A. I n 4) L.a congi u r a ebraica n e l 1924 (A. I. n. 6). Come gli ebrei sfruttavano gli e m igranti (A. 11, n. 3) Come gli ebrei tentarono di impadro nirai dal patrimoni o d ella Chiesa (A. II n. 4) La d i Spinoza (A. Il n. 9) Fatti e misfatti di un giudeo (A. Il n. 21) Trasteverini contro ebrei e francesi (A. II n 21) II M fnistro degli ebrei (A. III n. 5). Stori a di un giud!lo marocchino (A, III, n.'6). Gli ebrei per Napoleone (A. III n 20). In par-ecchie occasioni i nostri collaboratori hanno illustrato v:Isti periodi deJ.Ia' storia d 'Isrele: cosi J Von Leers ha scrit lo sull' .. Origine del ()Opolo _!!braico (A. I l n. 9) A. M De Gi glfo sul "Gi'udcusmo e l'Impero romano .. (A. Il, n. 23) A. Trizzi no sugli "Ebrei' conl ro J'Itali a nel delle sanzioni" (A. l. n. 6) T. Salvotti su "l giudei eontro Roma. (A. Il n. 18) C A. su .. Gli ebrei la guerra anglo-boera" (A. III, n. 5). T. Salvotti su "L'antiebraismo i n Italia attr.averso i secoli" (A. III n. 18 ) A M. De Giglio .su "La penetrazi-one giudaica in Europa nel secolo .XIX" (A. III n 20) G. Sottochiesa su "Gli eprei nella nuova Europa (A. III n. 21-22). G. dell'Isola su .. Glj ebrei. g li inglesi e la guerra dell'opJ)l O .. (A. m n. 24) A. Mezio su "L'utopi a swnista .. (A. III n. 24), F. Matc:rrrese su "Gli ebrei a Roma nel Seicento" (A. IV. n. 2).

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    PREMESSE SEMPLICI di una complessa vicenda L'n. iusujjicitn:;a, in cui suno "t'nera/mente iricorse le pol;mich.e o lion \ polemiche sul giudaismo e storia giudaica data dalla in complet,ez:;a delle pre messe e degli stiluppi; da UI lune, persistenti, limitazioni di urie ntamen to ihe pesano sul l"integralit. dellP dedu.:;ioni. l n ci si ripreso. involonlariarrumi.e o meno, un me" ldo che proprio di certa i ronia eb raica ; la qua/t si rolge cosumte.m_ente Ferso al cuni aspetti pi rn.arcaJi della rii
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    sc hemo ; s wccoto da ogm Im pegno in profondit si ritessuUl la rete delle consuetudini giuduicht ? : l'ebr e o ha ricosti lt.ito lenUJme nl e dall'interno il s uo ambiente dietro lo .Ycher mo adat/Jamenti formal i (A questo riguardo saranno esaurienli L e vi cende stupefa cenli dei morrani :t, che ve d t e mo debitamente a .!uo tem po) Nel caso opposto, cio d i una tolleranza relativa o di un all e ggiamento di aperta insof ferenza le com unit e bree han tw ri sposto nwrcarulo il pi t >lenl.emen.te po.s.sibile le ca raueri s tich e di religione e di razz a immergendosi senza res idui, cwul se da ogni rapporto con la realt della vita, nella elaborazio nr capillare della ler,r.e in un allucinato egocenDri.snw mal.eriale e spiritualt: cht giot > er esaminare par tit(lmPnte n ella concretezza chllr w .t' form e e dei suoi svi luppi, p er murare tutta la profondit della frattura che 't'para p sicologia e socialit dalla civilt europea, ariana mediterranea. Ma nel primo t' nPl secondo caso il ri wltato identico n mutano .wsta n zia lm enk i termini del p t oblenu.1 che, di secolo in s e c : olo, .si f. imposto all attenzio"' ,. alla prPoc cupa:.ione dei gv vPrn.i. SiJ.uazione cos scO p er tam e nte paradossale, lr.e non si com pr ende, se non fac e ndo un largo b e n e ficio alla sca rsit eli n ll'mor ia degli uomini, co11/t' abbiano potuto persister e i trttnuli au eggia m ent i pi e tist.i.ci e h c tutti sanno: alla lucP della ,,loria, il pi etismo filoebra:o ap"parr come il pi incr edi bil e degli sch e r zi. P e rch ili parole semplici, il rapporto e brei-popoli Jii eri rw11 in definitiva che qu est.o: una collettivit, COtl l'e >Ile l eggi P. le sul' tradizioni, si HMinua in: 1ma div e rsa colletti. t >iu; trae da. qu esta i mez z i di c.isten:.a, s' innest.a prat:amen.tt. TW!ll.a sua sp e cifica organi:: t a z iont sociale ; chiede libert. d a.z
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    qttestionaiio 'Uti,a oo.p.e-UiH.a. Maddalena Puggioni Ci scrive da Lini (Caa ;aril chiedendo il significato della copertone del n. del 5 febbraio, in .cui erano rap presentati due an gioii bianchi in ':llto e in !::asso, un grande angelo negro. Rispondiamo che il significato sta,_ evidentemente, nel) a contrapposizione dei due. gruppi di ligure, l e quali tendono a stabilire un netto con t rasta non solo Ira !"aspetto li<>ico dei .negri ., dei bianchi, ma anche Ira i loro mondi ,;oirituali. E' naturale che i negri :o.ino nero il loro Dio.; ed nat'!-rale che noi respingiamo carne al nostro modo di essere ci che all'immagiliazione dei ne gri appare sotto la specie de) divino: Se poi Maddalena Puggioni vuoi sapere donde ab b iamo tratto la figura dell'angelo nero, le / diremo che si tratta di un'immagine di un film di qualche anno la-intitolato Verdi r:raterie :. -che non fu proiettato i n Italia che ritreva per l'appunto l'aldil quale l o immaginano o potrebbero immaginarlo i :1egri. Il signor A. L.,di Roma c i scrive lamen tando che qualche numero della nostra ri v i s ta sia uscito con qualche giorno di ritardo ed esprimendo il deosid er' o che il ritmo d e lla pubblicazione sia semprs, regolc;ne Possiamo a ssicurare il signor A. L. che, t ranne casi di assoluta forza magg:ore (cer t e non impossibili a verificarsi nelle attuali c irccstanze) la Dife s a della Razza r ipren der presiissimo a d u scire con la consueta puntualit. Remo Berruti ci scrive da Genova per pregerei di consigliargli un libro sull'espansio ""' degli Indo-europei. Gli rispondiamo che !J problema deg]j Indo-eur.opei stato trat tato da Varj autori e sarebbe impossibile dare una bibliografia completa sull'argo rr.ento. Interessanti notizie Si possono. avere dal l' Essai sur l'inegalit das races humaines :t del De Gobineau Molto esauriente il li bro dell'Hist :. ediz. Triibner, Strassburg. Utile riuscir anche la let,tura dell' Aryen; son role social :t di De Lagran ge_ -Riordiamo infine come nel trat t ato del Pull L'Italia. Genti e favelle :t si trovino interessanti notizie sull'espansione degli lndo-europei. Pirecente un libro dei Po'sson che ha appunto questo titolo della casa Paillot di Parigi.. a,d, IUf,a Il camerata Gio-..a.n.nj, Bellomo, da Paler mo, ci scrive : Rilerendomi alla proposta di Piero Piv a da Ca' Littoria (Venezia) del n. 7 del 5 feb braio u. s., che sottoscrivo, opino che anzit u : > vada modif icata la leg:siaz1one v1gen specie riguardo ai pubbliCi funzionari che talora posso esser e indotti da necessit di carriera Jvedi RD.L. 25-2-1939 n 335 e segg. ) a contrarre intempestivi matrimoni non certo consentanei od utili all'intera>se superiore della demografia e della razza. La legge citata stata ora sspesa per gli ufficiali in S P.E. che peraltro sono una esigua percentuale sulla massa combattenh mentre l'attuale disagio che cos\ loro sentito pressoch ugulmel)le da quanti in ogni campo 6ervono lo Stato La vita del funzionari o che metodo e d i sci,plina porta salvo le ec cezioni di ogni regola, all responsabilit del matrimonio : se bene premiare. ed in coraggiare chi p presto compia tale civico dovere eccessivo incalzare e premere su chi, gi gravato da specifi.ca int"posta, per ragioni talora apprezzabilissime, indugi o debba indugiare su tale cammino. Hanno scritto articoli su: Gli ebrei ARMA I\DO CEUBER Ti: Tacito e gli ebrei. ( . G azzella del M e zzogiorno :t, 17. lebbr.). ARMANDO TOSTI : Mar'xismo e semitiamo. (.: T e veTe :., 22 febbraio). 1 GUGLIELMO ZATTI : Cline l'antigiudeo, ( Regime Fascista:., 23 febbraio)_ SIGMA: Israele verso il potere. Fascista :t, 24 febbraio). EUGEniO G!OV A K NET:ri : Ida R binstein penitente, ( P iccC'lo 26 febbraio). Gli aspetti filosofici del razzismo SiRO C O N T R I : Dallo storicismo alla Sociologia. ( An1b;os i ano .22 febbraio). G U I DO L A N D RA: A colloquio con L. F. Clauss. (' .. T e v e r e 2 6 Gli aspetti 'Scientifici del razzismo EL!?F0 E lii:::JIA : Una legge geofisica i n rapporto alla circolazione del sangue. (4; Giornale d'Italia, 18 febbraio). GUIDO LANDRA : Scienza e politica della rana nella Marca (Tevere, 18 febbraio). FERRUCCIO BANISSONI : L'eredit scientifica di Sante De Sa.ntia e la rieducazione psichica dei minorati' di guerra. ( Tri'buna 21 febbraio). ALMERICO RIBERA : Vita di Antoo Cecchi, sociologo, etnologo, esploratore. ( Gior nale d'Italia:. e Tribuna del 22 febbraio, Corriere Padano > del 25 febbraio). LIDIO CIPRIANI : Popoli e rane. GreCi antichi e Greci di' oqqi. (Popolo d'Italia :t del 22 febbraio). GIOVANNI BERTINI : Il corpo umano e il volo. ( La Sera del 22 febbraio) FRANCO BEVI ONE : 50 mila chilometri nel cuore dell'Africa. ( Tri buna del 28 febbraio Nella dicitura di una fotografia che illustra quest'articolo, si legge: Il barbaro lascino di una donna Botonga ). Aspetti politici e sociali del razzismo FILIPPo" CA V AZZA : Intorno alla origine della Bociabilit umana. (.;Osservatore Ro mano del 19 febbraio). MII.ES : U.n gran soldato antimCJ118one. Un tradimento manonico in battaglia. (.;Re gime Fascista:., def 20 e 22 lebbTOiol. E S.: n NBirth ContrOl .. je il _resto. (Regime fascista:.; del 21 febbraio). G B. C. : Per la salute della raaza. Scuole all'aperto. (Giornale d 'Italia del 21 febbraio). CAMERS : La madre nella lotta con'tro. l'alta mortalit in!a.ntile. ( Regime Fascista:., del 24 febbraio) . INDEX : Il mo"rime.Dto demografico e la guerr.a Naaci\e, morti e matrimoni durante il 1940 m Italia1 (
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