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Difesa della razza : scienza, documentazione, polemica, questionario

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Material Information

Title:
Difesa della razza : scienza, documentazione, polemica, questionario
Physical Description:
Serial
Publisher:
Società anonima Istituto romano di arti grafiche di Tumminelli
Place of Publication:
Roma
Publication Date:
Frequency:
semimonthly
regular

Subjects

Subjects / Keywords:
Race relations -- Periodicals   ( lcsh )
Jews -- Periodicals -- Italy   ( lcsh )
Race relations -- Periodicals -- Italy   ( lcsh )
Genre:
periodical   ( marcgt )
serial   ( sobekcm )

Record Information

Source Institution:
University of South Florida Library
Holding Location:
University of South Florida
Rights Management:
All applicable rights reserved by the source institution and holding location.
Resource Identifier:
usfldc doi - D43-00064
usfldc handle - d43.64
System ID:
SFS0024306:00064


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(h 1#-v DIFESl BELLi ENZ!DOCUUENTAZIONE EUICJl OUESTION!lRIO DIRETTORE E L E SIO INTERLANDI N O I V N. 12 20 APRILE XIX A -SPEDIZIONE IN ABBONAMENTO liRE UN

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i' '.'. 4-. --. . ,_-_ .. 4-.--7"''- --. --_.-. .. C __ ------,----', : -. : : Ogni RadiobaHtla .ha H re,la--:-.' -trvo boiUnq-.di -Tre. _valvole . Onde medie Ricezinediurna della 'stazi'he pi , In, _c._ondizioni -:-. fa. vorvoli ricez'iorie serale .di .. . ee. : .:_ : .-_ = Privo d:;: -':-.:qu-i1)d i t.e...:-da i -:.:d j s tu. r bi ._'cara tte ;.' ri$ticF apprehi : a.: .. . : . l .. . .: \

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BANCA . COMMERCIALE ITALIANA CAPITALE L. 70_0.000.00_ 0 RISERVA L. 165.000.000 AL 18 MARzo 1940-XVIII B -AN: CA DIINTERESSE NAZIONA .LE

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UN GRANDE PRIVILEGIO PER GLI ASSICURATI LA PARTECIPAZIONE AGLI UTILI Quando nel 1930 I'Isti tu t o Nazionale delle Assicurazioni, conscio della sua formidabile p otenza finanziaria, decise, per iniziativa spontanea, di chiamare i s uoi a ssicurati a partecipare agli uiili di esercizio dell'Azienda intese di f are un altro decis ivo passo s u quella strada collabo.razione sociale, che una delle finalit basilari del Regime Fascista. L'ammissione, infatti glia partecipazione deg1i utili dell'Istituto, vuoi dire: l) che una grande m assa di cittadin i pu oggi sentirsi pi strettamente legata alla vit a del grande Ente di Stato, cui affida i suoi ingenti risparmi; 2) che i n virt dell 'accennata partecipazion e gli assicurati dell' Istituto hanno vi s to diminuire sensibilmente i l costo dei loro atti di previdenza al di sotto dei prem i stabiliti dalla p o lizza Il primo punto esprime il signi ficat o ideale della concessione ed il secondo la sua benefica conseguenza pratica; l'uno e l'altro dimostranq con quali atti positivi l' I s tituto Nazionale delle Assicurazioni fiancheggi, nel setto.re della sua competenza, la grandiosa opera sociale del Governo Fa scista. E' utile, a questo punto, e sporre qualche cifra. Dal 1930 al 1939 incluso (il bilancio per l'eserci zio 1 940 non ancora pubblicato), sono stati agli assicurati dell'Is tituto b _en 223 milioni di lire per la partecipazione agli u tili Nel solo 1939 l'assegnazione fu di Lire 31.5'10.958,75 La ripartizione di questa ciira cospicua stata eseguita come segue : A) Sui capitali assicurali anteriormente al l luglio 1936 e su quelli riferentisi acontratti collettivi, popolari o a premio uniCo, pei quali la partecipazione conti. nua ad andare in aumento dei CaJ)itali stessi: Il 5 per mille delle singole somme assicurate B) Sui capitali assicurati dop o i l l luglio in forma ordinaria e a premio annuo: Il 6 per cento del premio annuale con effetto immediato e cio mediante corrispondente riduzione all'atto del pagamento del premio dell'anno successivo. Esempio pratico Un padre di famiglia di anni 30 si assicura nella forma Mista a premio annuo, per la somma di L. 100.000 con un della durata di anni 25. Dovr pagare un premio q:nnuale di L. 3.350 e quindi la sua assicurazione, al termine dei 25 anni, gli sar venuta a costare L. 83.750 (L. 3.350 x 25) senza tener conto degli interessi. Senonch con la partecipazione agli utili concessa dall Istituto nella misur a del 6 per cento dei premi, il conteggio risulta ben' diverso. Infatti, nel C
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ANNO IV NUMERO 12 20 A P R l L E l 9 4 l X l X I:SC t: Il. ;; t : Jl, :.!0 Ili OGI\1 ESt: ll:'i N L MEIIO SEI'AIIATO I.IICF. l AUIIONA)IE.'ITU Ai'iNUO LIUt; :.!IO AHUO:AMI.i'
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Su ,gli av-venimenti di ogni tempo svoltsi nella penisola: balcahiw ebbero -influsso noti fattori razz1: ali, P e r chi li conosceva, facili furono le previ sioni suno sorte del cosiddetto equilibrio balcanico seguito alla grande f!,UCrra e che la Picco lu l ntesa puntell provvisoriamente, L'averli mal ? ;aiutati minava difatti l'edificio politico eretto per ideuzione in prevalenza anglosassone, dz; quei medesimi Anglosassoni che co n imperturbabile faccia t os ta ignari dei propri errori , co ntinurm.o ad atteggiarsi a salvatori del mondo_ La sola V e rsaglia indica: viFise::;ione di popoli (v. Tedeschi V n.gh e r esi Bulgari, Albanesi, M ac e -doni ecc.) che perci r es tarono in attesa ,pasm,odi c a di riunire l e sparse membra; unione, in altri cas i di popoli /alti in vece p er v i ve r e separati (v. l u goslavia); con/ in i insuperabilmente ridi co li co me. p e r rwn uscire dal nostrd fJaese que llo di Fiume c he tagli in due un porto italianissimo cacc iandolo al t ermine di (l. n lembo sottile di terra da cui protendeva disperatamente verso la macien:::iosa.m.enle con c rit e ri radicali trascurando i pareri sz:ngoli perch p o tr ebbe r o e sse r tanti quanti gli ammalati, Se ne son gi viste a.lcune so rnrnini s tra z ioni ; altre seg uiranno p e r ridare benessere, zina vo lta per sempre, all'Europa e specialm.en8e. ((l que l trasandato sel/.ore costituho_ daUa p e nis o la balcanicu . l r grovi g lio e_nico e/w la : distingue tLipeiJde dalle invasioni succe rlutevisi co n proi.Jeni e n z a e co rnposi:::i.one sva riat e e poi asses/.atevisi secondo p erm ett e va la dell(i region, Con i suoi monti; i suoi jiurni e l e sue valh ess a rappresen ta anzi una dimostrazione .istruf.l.iva di quanlc) l e v i cende dei popoli ris e ntano dei fattori geografici. Inoltrandosi n ell'as pro sistema orografico dei Balcani ogni onda umana ve.' nne ido(ta a frammen t arsi per ce r care le ::;one di migliore abitabilit, Col ripetuto sopravvenire di ge nti v i fu chi rimase soppian4ato e indi sospinto maggiormente nei nwnti con flussi e riflussi a secondc.t dello spirito battagli er degli interes sa ti o dei loro nu,ov i incontri, Col tempo, oltre a j enome n i di compenetra z ione se ne esero inevitabili ;_ltri di assimilazione favoriti dal proselitismo r e ligioso e dal prevaier e d, alcu nc lingue su altre. R es ultato ne fu. una fitta cos t e lla .:::. w ne di razze e culture, V n ristretto territorio qu .ale l'Albania ci d cos cattolici, ortodossi e musufmani parlanti albanese m e ntre fu,ori dci su,oi ultimi confinz : politici si hanno Albanesi sabizzati, oppure gre c iz::;ati accanto a Serbi, o Greci a.lban es izzali. Di Serbi se ne hanno molti e ll enizz ati in M al edo nia, italian fzza ti in Dalmazia, islam;;zati in BosniaL esigu,o nucleo valacco co nta a. sU
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non improvvisabil e e indiffe r ent.e al w riar di opinione dall 'uno all'altro indiv i duo p e rp e tu t(n' atmosfera di agita z ione e di l otta cuntraru1 al conso lidar s i di qualsia s i stato l n alcuni pa es i balcanici o no s i e bb e r o anche scambi r eciproc i delle p o p o lazioni allo ge n e Fra Gr eci a e Turc hia essi d e terminarono wz nw-z;ime nto durat o dal 1 921 al 1929. Fu cos c h e i Greci si trovaro no a dover co lonizza r e co n m ezz o milione di profughi dell'Anatolia quelle parti della li-lace d o nia e della 'ra c ia sgombrat e da Utl milione e me zzo di Turc hi. l Bulgari s i o ppose r o all'esodo d e i l o r o conna::.ionali da alcune zo n e d e lla Dobru gia_ della Ma ce donia e della Ju gos lavia da l o r o co n side rat e storicamente bulgare e c h e sempr e r eclamaro n o Nemme no i R o m e ni vi d e ro con simpatia gli scambi di popola::.i o ni p e r cui si limitarono a ri chiamare i nu clei pi minacc iati d e lla M ace donia o nd e imme/.l. erli, co n crdco l o evirle ntP, ai confini m e ridionali della D ob ru gia. Al ternpo st esso e rrar o no n e l la scia r e qua si 5 milio ni di n on R o meni ac canto a 13 milioni di Romen i Dai t rattati seguiti al!a {!;rand e g uerra g li Albanesi, n o n m e n u dei Bulgari_ furono barbaramente mulilati p crc h qua s i una m e t n e r es t so tt o p os ta a s trani e ri. A lla ]u.gos lat:ia si as5e gnarono inn'ce 12 milioni di indiv i du i con almen o ; ) milio ni di non S lavi_ ma an c h e ques ti ultimi se parati da odii seco lari m entre d a l 5 U O dominio desid e r:1rono s empre di e man c iparsi genti di smriat a o ri g in e fra e u 1 : A l bun e si_ Bulga ri Jlf ace d oni_ R o m en i V ngh eresi e l tali ani. C i denota c he, anzich s anarla Versaglia p e ggior la malattia d elle m.in.oran:::e Tipiche d e l territorio hul canico sono l e l otte c h e p e r m otiv i et nic i ang u st iar o n o fin dal suo primo rws c t r e la Ju gos la v ia r endendo/a non la p o t en::.a ege moni c a a cu i si all egg ia v a m.a la terra c l ass i ca dei colpi di Stato e d eg li omi cidi politici. Appe na eretta in m o nar c hia ered i ta r i a co n la cos titu zio n e detta di S. Vito d e l 28 giugn o 1 921, si e bb e l'assassinio del ministro Draskovic ( 21 lu glio ] 9211. Se n e trasse pret esto per una l egge a. difesa d ello Stato (l ago s t o 1 9211, in. r e alt minacc i a co ntro l'anticc n tra./ismo del partito dei conla.din i c r oa ti di S t efa no Radic. Ne d erit: in un primo tempo l 'as t e n s i o n e 'di co testo partit o dalla attivit parlame nta re, poi ratteggiamento {1/l. tidinastic o (111-tirrwnarr.hi co e sf' paralisla d e i Croati. In 7

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Frontiere tracciate con la ma-tita frettolosa e distratta dl! dipbnwtici versagliesi, s e n z a t enerc.outodi diritti dei popoli d e ll e ra.zze, d elle tradizio11i ... r e la z i o n e a d u n r e c e//.e j a u o $i ricurr/i c h e nr'l J 92;-{ la Russia r i c u nohbr 11 1/icialme n te la "g,iusll':;: u d e l so r gerr r/i. ; ,11 libero S tato c r oa t o L'l 1 lu glio 19:2;) il partito di Rudi c t"l'lltle ati un u ccorrfi fll' r c o lla bo rar e coi S erbi; m a n el g r '111111iu ] 927 la l o t t a s i riapr p e r { es clus i o!le J e i C r o ul i da Wl G h i n eff.o allora co m p osi o. Fa come un se gnalr' al ri a cc ende r si dr/J, uuir c o nt ese in n w ::o a cui la }u. g u s loriu r ra s o rta e c h e l a t e ne-HIILO t u r l o run t uffi i r:icin i Vers o ( A l b ania. m c nlrr [! s i e r a anr1t ss a p i d i m e:;:;o. milio11r d i .41/mne si pro p ositi di u sso r bimrn l o totale l' i nt a nt o m o l es ta v a l a r e g i o,,, ,Ji O c r la. Co n la. Grecia il p o m o d e lla ,J;_ sco rdia e ra Sa l o n icco c h i e s t o q u ale por/ o .Hrb o. c intanto rinfacc iava l'uuegg ianltn l o elle ni co du ra.nte /a. {yar u l c guerra. /_,, M a c e do n ia co n i suoi co n tinui m o t i s!im olaw r adio fra B e l g rad o e Sofia. lo .\/.esso il Banuf o n e i con/ r o n ti d e ll a H o mani a rlo p u l'arbitmria di1 i s i o n e fa/lllnr alla Conferr n;:;a di l'arig i O ell' V nf:!,lltriu t r m c r 1 i la ri scoss a sape n do/a an g u .
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s e gu un Patto franco-jugoslav che assicurava La. influenz a jrancese in hLgosla v ia Vi risponde v a il secondo Patto di Tirana ( 22 r wve mbr e 1927) vera alleanza
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il precedente articolo di questa se zione, iniitoldto: Premesse sem plici -di unt complessa vice.nda ". l'autore tracciava il pro gr-amma dei!a sua indagine. ri alle origini delle svariatissime vicend storich e dei giudei siano alcuni fattori permanenti, che facile riscon trare n _egli ebrei di tutte le epo che e di tutti i. paesi.

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Nei che intercorrono dal 3 000 al 1500 a. C., i mo e gli ondeggiamehti d e l:e trib semite, provenienti dalla penisola arabica,. avven oon o -Tigrai all'Eufrate fino a lla Plestiria e all'Egit t; -in dipendenza di impulsi che. nel loro costante ripetersi e confermarsi appaiono partiiritlir11tivi ':li' frazionamento hrt eridu da un y.tus so modo comune queste ; rib s i irra diano per linee divergenti. a llentan o gradatamente. il rcc:iprooo contatoo man mano chr ,j a llontanano dal nucleo i origine.Si determina naturalm ente un frazionamento che so-1 0 fino a un certo punto in connessione con le circostanze di luogo e di tempo e con le ri,;on ; e o ff e rt e dai pae&i attTaversati. Le tendenze fondamentali di questi gruppi sono nettamen te o pposte: da lato c' dall'altro l'istinto contadino all'attaccamento alla t e rra. Non s i tratta per di t enclenze. che differenziano in rr.odo preci s o una daless e sono riscontrabili, quas i c o s tantemente, nel corpo di uno s t esso gruppo, rappresentano un elemento di contra s to, un fattore originario di di. stacco un impulso, che direm mo costi t u tivo alla scissione p articolaristica a una mohilit e a una contraddizione di' fondo in cui s ono le radici di quelle che >diverranno le carat. eris tiche tradizionali della razza. Si di fronte a un. a duplice din amic a f razionatrice esterna e intJerna a un tempo la quale conduce infallibilmente le 'tJ; b s emite verso l'isolamento sociale e storico. Manca )'aper-11 presa di contatto con altri popoli e con altre consuetudini di vita; ma nca i'a pienezza dell' immissione nella continui t delle vicende: le tr-ib s1 spezzanC: in -nuclei di contadini' che cre .ano cerchi soPdi di vuoto nell'esislenza e negli ordinamenti delle ge11ti aborigene e in orde di nomadi elle scorrono tra l e diverse lettivit come una torbida nebbia che .si dissolve e s i C()nden' s a che si e si d i ss ol v e in un a cieca uriif oPmit di -fluire. Fih dalle pi remote origini, si accenna in modo un orazziale tendente a guizzare ai margini-della s to ria, a sottrarsi alla storia per un. stinto in cui ia negazione si confonde con la prevaricazione e con una contrazione e-. goistica che .sembra agire pri ma sul piano fisico che s u quello morale. La situazione si precisa anora quando, 'intorno al 1400 a. C., ai con fini della Paiesti na l s eguito delle tante ondate emigratorie semite, la trib vera e propria degli Iwrim, cio degli ebrei Solo una parte degli Iwrim s i in Canaan; altri gruppi proseguono a nord verso la Siria e, a sud, verso l'Egitto. Dagli ebrei di Palestina si for ma la trib dei Bne Israel cio dei figli di I sraele ; la quale si scinde rapidamente, nei confio'i del territorio di Canaan, in dodici sottogruppi, che sono le cosiddette dodici trih. l sofismi degli storiografi giudei )riografia giudaica del l u lt . J sec olo ha fatto appun to perno su questa tendenza al frazionamento e all'isolamento. .per il destino e il privilegio del popolo ebreo: che sarebbero que!Fi. di distaccarsi, di chiudersi, dr differenziarsi per raggiungere la sua piena abbandonando co me mort i rami propens i ad accogliere l 'influs!;o di altre atmosfere .di raz za dialettica che oo anzitutto s ull 'irrazionalit stntimentale, non fa che deil problema -c1en1rale nel fenomeno giudaico su un J!iano che ancora, di di s tacco e di i so lam e nto. Non esi s te differe nzia?:ione ove di fetti la possibilit e la volo nt del confronto; il qu a le in ogni caso, nella grande corrente d e llo sviluppo s torico conquista di un equilibrio in pro fondit chiarificazione e pos sesso delle energie originali impulso dinamico verso l'or ganizzarsi e il consistere vitale di una potenza razzial e in e Destino e fatalit Il destino d 'eiezione, la fatalit ,re ligi osa che gl i storiografi 'intra\'vederebbero nel movimnt'0 centrifu go deltrib, non so n o in realt che il porl!ato meccanico di un pro cesso s ottoposto attrave r so i millenni alle innumerevoli v riazioni ,.e oscillazioni -di am bienti e di vicende es tranei l nuclei ebrair-i che si avvicinano ad altri modi di vita vengono & : mplicemenl e cancellati da una forza razziale superiore; quelli c he rie sco no a peraurare, _per le pi straordinarie combi-nazioni della s toria per durano come vedremo solo in quanto elevano a teenica letterale di esistenza la sorda fuga nell'is olamento. Qual che co sa inseparabile s da questo destino : la : condan.na all'immobilit. l'arido irrigidimento in un'importanza che si aggrappa al fisico e al materia. 1<:-per trovare consistenza e ch e di una > istenza sif fr.tta. vorrebbe tare un mod e ll o Bleibnurweg ebrea polacca Un giudeo polacco

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., f:cco un caso in cui la proverbiale bassezza giudaica non soltanto morale c un metodo di vita morale. Alla luce di queste conside razioni, che resteranno essenziali per tutta la nostra Storia, po ssibi le guardare con mag gior sicurezza a quel periodo delle vicende ebraiche in c ui ha luogo la predicazione di Mo:;. Si tratta di una fase re ligiosa e storica a c ui s i rial lacoia o cerca riallacciars i, tut to il giudaismo moderno e contemporaneo; di una fase nella quale, in hanno preso ,forma e decisivo impulso quel le tendenze e quelle correnti da cui derivata la particolare elaborazione ebraka del mondo religioso etico e sociale. Mos co mpie un tentativo c he pu essere definito estre mo per sottrarre le trib giu dee all' informe dispersione. La parte degli I wrim emigrata in Egitto, nel paese di Giosafat, lungo il -delta del Nilo, era di venuta una moltitudine: ma pen icacemente serrata nel s uo lontana dal ritmo del-12 l a vita egiziana, ferma in un ripetersi di moti c he su l piano pratico, condizionavano g li esperti rapporti commerciali con l a coi lettivit aborigena, larga di risorse e, sul piano religio so, determinavano l e espressio ni di un rituale naturalistico, ve. gamente dedi c ato alla divini t. A questa comunit amorfa, l e gata, in senso integrale alla materia e alla forma, Mos presenta l'immagine di Canaan, della .terra promessa : l'im nlagine cio di una patria, propria, libera sicura; di un pae se in cui sorgere, dopo. le secolari puntate trai popoli stra. nieri, all-a coscienza di una re sponsabilit politica e di un'autonomia organizzativa. E' s o prattutt-O in questo s ignificato che va intso, nelle s ue--origini il messaggio mosaico .. Tutta la predicazione ultel'iore e l e vicende del trasferimento yerso la Palestina, s i ricomiettono a questo imperativo fondamen tale Le leggi Mosaiche La formulazioue religio:;a di Mos sostanzia lmente un'identificazione dei concett i di patria e di costituzione sociale ed etica col d'ato deJl.a rivela. zione. Le leggi mosaiche con vergono verso l'acquisizione di un equilibrio che, mntre getta I>el concreoo le basi per la for mazione di un organismo statale, le chiarifica alla luce di un nucleo morale. Mos stabi li sce un rappqrto strutturale tra la vita e l'idea; e questo rapporto s i defini sce e consiste precisamente nella' designazione terra promessa. Ne deri va che il suo mes!)aggio tende a risolversi essenzialmen te nel codice: cio nell'elabo razione di un complesso di leggi e di doveri per la gui da della nuova organizzazione so cia le atta al forma,rsi dll'entit patria e, attraverso que sta, ad agevolare _l'avvicinamen . to al . Considerat a nella stoi\1a morale dell'um a nit, la predicazione mosaica coin_cid: COn a fase costitutlva, ... o,on ia fase dell'or s Di qui i suoi rigorismi, condizionati dalla l!ecessit della creazion e di una. sllruttura collettiva dal nulla di una massa inform e di qui, in particolare, dosatura, che si direbbe m a tematica tra l'elemento cielo e l'elemento nei corpo di una dottrina intesa a s tabilir e una .base sulla l'erra per far leva Yerso il cic l o. L'azione di Mos L'azion e Ji Mo s ,;1 n\ in conseguenza, costantemente, -di terrene. Le sue formulazioni i eligiose s i traducono in indi c azioni tangibil i in una sorta di simbologia al rovescio che, dal trasc endent e si dirige verso il materiale Lo sviluppo spirituai e dell'um ani. t aquisioo il unitario del divino successiva mente la parabola oppos ta fi. no a s pezzare con l.'apparizio ne di Ges il millenario dia framma di separazione dal tra scendente E precisan1ente su questo punto che va fissata la base di partenza per un esame del giu daismo che vogliia giungere a risuhati di fatto. Le trib e braiche, legate dal patto dell'alleanza s ono con Mos, al lHvio decisivo tra terra e cielo, come, dai tempi pi lontan i s tate al bi "'l o tra il n o madismo e la stabilit agrico la, bra l'organizzazione in co munit e la disgregazi()IJt ; atomistica. La turba, guidata da Mos, inizia il suo cammin o dall'Egitto. verso Canaan. La prima sosta ha luogo nel Sinai nella terra di JS.adesch: sosta che si prolunga per qua tv .nta anni. Mo s compie, d eli beratamente il primo e s p eri mento .di ed u c azione morale a l l'idea di patria, attraverso la colonizzazione del lembo desertico di Ka desch. Non si trat ta come da troppi stato ri pel < uto, di un avviamento pra tico alle attivit che avrebbero atteso i gi udei in Palestina : l'applicazione i n

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nelle pm aspre circostjlZe di luogo e di ambiente, di un cetto fondato sull'armonia dea-li sforzi e sulla dura fatica un fine comune. M a durante questo periodo; d'importanza c apitale per la st
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_ i ,gnit razziale . Uiw volta il giorno ,poteva dirsi servo del teatro al l attitudine propria delle razze pi forti a rise
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.Aspetto del castello. Sforze,sco di Milano durante le rappresentazioni-dell'estate musi:al9 italiana c hl' sui g i o rnali fanno i bozzetti in luogo della c ritica drariunntica ed hanno il vezdi schernire l.a signora bionda della poltrona di sinistra. ch,e diceva tal' altra coso CO!t accento tipicamente romanesco oppu n napoletano. Al g u slo di questo pubblico va addehilata mancanza di dignit I:azziale in g ran parte novit drammatiche di que'i i ultimi anni. Infatti chiaro che l"utilit:arismo delle platee si comunica a qualcuno c he e l'autore, il quale taglia e misura pe r scendere al livello di chi non ru ofe eleva rsi ltre la rip osante mediocrit dello spirito; a qualcun altro che /'attore, il quale lasc ia talvlt.a il teatro drammatico per la rivista-o tiene un pierf,. in palcoscenico e l'altro in grafo; ad un altro ancora che L'impresari o il quale vivendo ai margini del t eatro come forma d'rte ne affida l'avrenire allo s';;etticismQ di una mi.npranza che ha fretta che non 1 1 uole pensare : Ma non identificheremo tutti sullo stesso piano di responsabilit. Pure ammesso eh P l'autore venga me{IO al. suo compito di artista l'attore al compito d'interpre te, l'impresario ql suo compito dt amico dell' art.e, essi beite o male a[ dovere di sostenere iltet'ltrQ C _t>me feno m etw economico ind4pensabile al-la vita della Poich, fra il didella sopraffazione borghese .ai danni del teatro, si dimentica che questo costituisc un' industria da nwndare avanti nei tristi periodi -in. cui non vu"ole attecil seme dei poeti drammatici. Ma quel : tale pubblico che intralcia col suo i. econOmico la vita s piritual dlla Na zio _re, a quale dovere adempie? Non i suoi gusti faramw sorgere il nuovo tea. tro cos come-i chicchirich d e l tronfio Chant,eclfjr uon lw nno fatto sorgere il .sole. Ed proprio questo pubblico che grida: Ma insomm4 che si vuole da me? io vado a teatro e pago : Ci [l.On ba.sta? Se non ci fossi io . !. Cos protestando .quesw pubblico non fa che aflernwre il suo g?ismo Per prinw cosa gli potr ebbe ossenJ are che, se recarsi a teatro un dovere per ogni cit; tadino cosciente non basta far numero in pl.atea Anche amare la Patria un dovere: il" primo dei doveri; .ma (facciamo un paragone sproporzionato) ve l imma ginate un cittadino ch e pretendesst;_ di adempi ere al su.o dovere ve rso l a Patria col solo accorrere sotto le bandiere, restando p6i inerte senza fede senza da vanti al nemico? * A questo punw occorre u na precisa zione. Affermiiao-"Cke--ilpubblico che domina oggi neUe sal e di prosa in grande confidenza col denaro rwn voleva -nw insinuar e che il teatro di venutt> ma terialmente una cosa aristocra-tiva, cio al pubblico ricco E vero che i pr ezzi lievi costringono lo spettrJtore do viz ioso d'i'ngegno e di passione, ma povero di quattrini a contentarsi di un posto in loggione invece che in platea oppure a r esta rsene a casa Quesw per non distrugg e la realt d ei Sabati teatrali, dei Carri di T es pi d ei grandi spettacoli p e r mass e che rijioriranno in maniera decisiva dopo la vittoria dell'Asse la r ealt insomma. d e lle molte iniziative che il Faha attuato per andare verso il po. polo anch e nel campo del tatro Se le platee sono ancora troppo eleganti in que sta epoca di esalt.azione del lavoro di una eleganza che sinonimo di scarso senti mento verso il teatro conft>rta l'esempio fornito da un altro pubblico. quello autentico, costuii.o da autentici la :wratori, che ha dimostrato pi vol.te in questi ultimi anni di saper recare al tro tro l,t.n if!-SOSpettato contributo di religio.: sit. Vero pubblico nel senso etioo, esso riempie le platee di una fresche;;;:;d l1tale che si ritrova subito con l'eterna ingenuit del teatro di poesia. Con quale art.a quest.o pubblico ha spesso dimo strato di aspettare il suo teatro anche do veTulosi incontra re col mistero di un Sha kespeare.' Eppure proprio contro questo vero pubblico che si creat.a l/tiC/-l :i

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. ,frana monw. tura affermando che il tea iro cosa aristocratica rwn pi nel sen so che ris e rvato ai ricchi (e di ci abbiamo gi deuo), ma -l senso ch e il t e atro pu esse r e capito sola,;_ente da un pubblico per cos dire di concetto ; men tre un pubblico d'ordine (che sarebbe il pubblico degli impiegati, degli artigiani, degl{ operai) pr e ferirebbe i minestroni. Noi sd eg namo l idea di un teatro pa trimonio di bip e di buongustai. A b e n miser a cosa si ridurr e bbe il teatro di po e sia se rwn foss e esplosione spirituale di tutto un popolo dominato n e lla sua ispi razion e da un inconfondibile fattore ra::.zia le. Certi pr eg iudiz i contro il popolo hanno com, : nciato a circolare da qua ndo urut minoranza confin il teatro entro luoghi cfl;iu s i con l e pre tesa di farne un passatenipo salottiero. R ecen tem e nt e qual c h e critico lo scarso se nso tealrale del pubblico che, in occ a sione della ripresa di uno fra i pi noti ca polavori del teatro mondial e ( Casa di bambole di Ibsen al teatro Eli.seo di Roma ) accolse il lavoro quasi co. m e una nov it e ne discusse, fra poltrona c p oltrona, tesi il fatto quel fatto su cui gi e rano stati scritti volumi e volumi di osservazioni utili e d ozios e . V no dei c ritici il' d'Amico, conclUde-Va s u la "Tr i buna del 20 mar::.o scorso con quest e parol e: E una volt'a di pi tor niamo ltl mot ivo c he, alm eno da dodici anni i n qua, ci pare l' e ssenzial e: non un simile pubplico che salverf-i l Teat r o (i nt e ndiam o il teatro d a .rte). La vera sede di cod esto pubblico al Variet ; o a certa sedicen.Je Rivista. Il T e atro dram matico vuole un a-ltro pubblico : il quale, i n potenza, 'esiste, non pot e ndos i credere c h e int elligenz a sensi.bib:t, inter esse alla viw dello s pirito amore dell'arte, siano spariti dal mondo. Esiste: rimane a casa Quanto poi {tlle rag ioni p e r cui esw riman e a casa, sOf!-O state enumerate tame di quelle volte che, non c' bisogno di ri dirl e anche oggi Oggi si vuole soltanto profittar e di quest
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un fatto biologico ma anche spirittj,ale asp e tti d e llo stesso fenomeno che si rafforzano a vicenda), lecito pensare che l 'uomo incosci en te della plat ea, Cincapa ce. di avvicinarsi allo spirito del po eta senza ausilio di manua :li o di illustra zioni, resta avulso dalla propria razza, dalla sua nazio ne, dallo Stato di cui do vrebbe essere, in ogni momento parti cella costitutiva ed operante. Se cadut e d'Imperi, mutament i di regimi, accavallarsi di epoche rion sono ancora r i usciti ad estraniare l'anima del popolo dalle opere dei grandi tragedi deil'antichit se oggi la parte pi sana del popolo (che costituita da lavoratori, nel senso pi realis tic o della parola) di mostra di saper distinguere, a differenT.a dei cosidetti ari_iiJcratici (nobili, profes sionisti intellet!Juali o borghesi evo luti che siano ) il rango di un posto a teatro da quello di una sedia al tavolino del caff, ci significa che fra la massa, a torto ritenuta z :ncoscie nte ed il teatr vero corre u:n legam e sostanziale ete rno Saper stare a teatro non tanto un be n e ficio della cultura pi o m eno scolasti ca quanto della coscienza della propria dignit di uomo e di cittadino. E questa coscien=a il popolo che la vora oggi Ja possiede Come si vis to in pac e e w guerra n teatrC> non pu morire. Anche in altre e poch e quando com e oggi manca vano i grandi po eti il t e atro dovette sembrare l 'eco di una v ita tramontata.' Perci crediamo che oggi lo zelo di chi ama ve ramen4e il teatro sia piuttosto di retto a salvare un altro moribondo che un determinato pubblico, inquwto da mondane fuori dal clima razziale. Se 1 ; ero che il teatro di tutte l e forme d'arte la pi popolare la sua sorte verr decisa in questo secolo di masse non tanto sul palcosc enico quanto nella platea. Alle platee do v!? un ormai indi viduato pubblico segna egoisticamente il passo un altro pubblico, quello che la vora sodo e rappr e senta il volto della razza restitui r una dignit nazianale, e tanto influir col. suo ese mpio sugli au tori sugli interpreti. e sugli industriali sino a restituire una uguale dignit anche : al teatro La lindezz a del tea tro dipende dal predominio dell'istinto nazionale sulla ispirazione cr8!J.tiva. Onde non ci potr essere vero teatro e cio comunione di spiriti fra attori e pubblico, se la coscienza cOiilU:ne non partecipa in qualche m o do del medesimo soffio vitr.z.le' che ispir il poeta. U. NIGER NIEDDU (*J Cfr. il mio scritto (Motivi razziali del tea. tre di s u La Difesa della Rmzza del 1940 n. 16.

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.s: ----" . ; --r -r-v i \ \,. : .. h ..... i :>' .j li]! ' . : -: j' L 'angolo facciaTe (AB C): N egro prognato; Europeo ortognato 18 . : ; '\ .... / ................. . l F orrre della faccia e delJ .occhio: Negr o X os:.. d e l Sudafrica di Guido Landra N E L Volendo ora J"iCor-dare i lavori degli antropologi italiani ne-l campo d e ll 'Antropometria,_ da que lli in. cui fu trattato in m an i era generale il problema dell e forme cstern dd corpo umano. Esempio di simile genere eli ricerche, important i non solo per ragioni tecniche ma anche per la prati_ ca applicazione n.cl_ campo arti . stico, possono c.ssere gli studi di Sergio Sergi sul gruppo statuarioTres in, una e sulla: fam, osa statua de-II'Afrodte di Cirene. Nel primo lavoro il Sergi. fa una <;>riginale critica antropolgica al gruppo di .mar m o di tre donne modellato da. 1'aul .Riche r c J:affigurant..: la donna n e ll 'arte gre-ca, l a d9n_ Jt ndla rinascenza c la donna n ell'arre moderna: secondo il Sergi J'o .pcra del Rither, oltre che co ni e opera cl';crt e, d ev e esser e con aiclerata anche come ()per<; scientifica, per quanto eli importanz; i pl:'dagogica limitata. La statua d ell'Afr odite di Ciren e ci prcsentil-nella-osse r va zione cle>l Sergi -il corpo eli una donna giovanissima, nella quale non si chiusa l'ultima fase del pe-ri o d o anaplas, :ico: im'opera merav.iglicisamente ve ristica che riproduce una giov.ine:ta nel m omento cleJla massima macroschelia d ella pttbert; questc
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L CORPO UMANO ESSO. E NELL'ET z ane in media .alquanto supe-considera! i in ftinzionc del scsriurc nel Trentiilq l;lc nelle .a!-so, et, statura, e cos-tituzione. tr<: regioni, che 1 e alte t_: n notc\ole impulso all'aplwn1o una frequenza quasi plicazione delle matematiche al dPppia nel Tirolo rispetto al la dottrina dellc. costi:uz'ioni : nel Trcntino la prostato recato_dall'ppera di pur z ionc delle stature basse F ra::;setto, esempi di questa ap pi che doppia -che nel Tirolo, plicazione sono sta : i ria:swnti !lla g giore del 3% che nel Venedalla Graffi. II Frassctto si to, c inferiore del 5 e del 7% occupato particolarmente delic ne'Ila Lombardia e nel pje-rC!azioni fra il peso e la sta-nwnte. Insomma le sta!Ure dd tura nell'uomo adulto, giungen-T rcnt ino sono intennedie tra do a lla conclusione che l'ac-qu<:lk del Veneto. una crc;;cimcnto della statura a park e ddla Lombardia c dei Jc-IIH>lltl dall'altra. Nei singoli diti re da cm. 154 sta all'accrcscistrcr! i poi del.Trentino si os-mento del peso a partire <)a kg. "na una statura maggiore an-54, nel rapporto costa. nte c . dando nrso oriente. Con il Mo-spresso dal numero r,6o. cio sch('n il Ni-ccforo. fu tra i pri-che n e i giovani i:aliani a 111i ad aderire alla scuola di ti n : dalla statura di cm. 154 e (;i u s cppc Scrgi. A lui dobbia-dal relativo peso di kg:. 54 i mo studi alquanto discussi sulpesi crescono in progre ssione k \ arict umane dciia Sarde-aritmetica i.n ragione di o.625 -11a ll medesimo autore. che per ogni cm. di statm a. : tutii ndle sue opere No:iamo anche. gli studi del li il Nord c il' Sud dell'It alia, medesimo autore sl1a ripart .i-l t ent in _c, idenz;:t le zionc senaria dci \'alari 3erial\ diffc n : nzc che separano. assai inerenti a lunghezza. yoJumi, le varie provincie pesi, ccc in antropometria c ira luro ; am spc _s3o tornare a in biometria, '5ul biomio di ,;tudiare sp e cificah)cn : c il pro_ Newton c la classificazion e sc-hkma della eterogeneit delle naria dei Yalori antropometrici p nl\ incie italiane, con nuovi c infine sul numero c la \'a-metodi c nuove vcdtrtc. riet dei tipi costituzionali c Ric erche di Antropometria delle combiazioni morfologi-rtanti e in medicina. Ii" Frassetto ha indagato le leggi "che \'in colano i pesi alle lunghez z e del corpo nell'uomo alla na,scita c dalla nascita fino a sei anni . Nelle neonate la lunghezza a partire da cm. 45,7 'sta al p e s e a pal'tire da: kg. 2,70 nel rapporto cos:ante -espresso dal numero I T ; mentre nei ne onati la. lunghezza a partire da cm. 45,7:. sta a l peso, a partire da kg. 2,75 nel -rapporto costante espre sso dal numero 12,75; le relazioili fra 3tatura e peso nel-l'uomo aLla nascita. durante i primi sci anni eli accrescimento e nell'adul to sono rappresentabili con una spe .zza: a lineare. Numerose ricerche sono state cosi condo:te i11 ftalia nel cam po dell;antropometria della crescenza. Gi il Pagliani si era occupato deUo svi l uppo uniano in rapporto al sesso, alla condi zione sociale ed etnica, studiato peso statura; circonferenza Le caratteristiche pieghe facciali di un. Esquimesa .Il precedente articolo. di quesia sezione apparso sul n . lO. dell'Anno N. Esso Si intitolava: Problemi di metodo per la definizione dei tipi razziali e -definiva i sistemi da seqursi per diognosticme l'appartenenza degli esseri urr.ani alle diverse .razze, 'deso.i:vendo qli..str.umenli usati dagli scieru:iaii per eseqir2 i rilevamenti antropometrici. cefalica l: to r ac ica capa c i t n tal e c fo r za m u s c o l a r e L'accrcsmcnto nelle eia povere stato particolare og getto delle ricerche del N i c efo ro che si occupato particolarmente della yariabilit dd peso del de!le multipare in media ':maggiore di que : 'r, delle' primipare. Sembra che i neonati m. schi e femmine differiscano 1 :cl peso pi nel gruppo delle mutiparc che de Ile primipar:: probabile un p eso maggiore nei neonati da madri superiori r..i :.:5 anni; da primipare me nascono neonati a peso mentre primipare :lltzidne llllSSr>IIO ; i n : rl' IIC
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le influenze suld'accrescimento. dci fattori endocri'nici stato ampiamente trattato dal Pende. Interessante l'e.>empio di esu. berante sviluppo pubcrc preco cis simo illustrato dal Ma.rro. Secondo questo Autore tu_tte quel!.c sindromi che cs.>endosi stabilite in epoca per lo pi prematura riproducono la feno m e n o logia della pubert conclamata si devono chiamare esuberante sviluppo pubere precocissimo La malattia ha un quadro meno imponente quando si stabilisce nell'infanzia inol L 'esito di marasma a l quale vanno incontro i colpiti da questa malattia l'espressione del depauperamento congruo aa precocit colla quale si istituisce l'esagerato sviluppo corp-;-;reo complc.>sivo, soprattutto chclctrico c gcnitak. La p re. senza c la distribuz ion e sopra l 'i n fundil>uhmi c il tu ber cinereum di ep itelio proveniente da] l o b o ghiandolare. d eB' ipofisi in duce perplessit nel riconosci mento delle sindromi infundibulari pure esse ndovi la possibilit che .>i tratti di sindromi in funtlibulo-ipofisarie o tubero ipofisario. Resta giustificata scnipre secondo Giovanni Marro l'ipotesi ch e centri importanti dello sviluppo somati. co spec ie sessuale cd osteogc neti co, si al!oghino anche nei nuclei g ri g i del tubo;r cincreum c con maggiore probabilit in quelli della porzione posteriore . Poi c h la dilatazione della ..,cavit del t e r zo ventricolo tra l e l esion i ce r ebrali il fatto pi frequentemente repe ribile n ell'esuberante sv iluppo fisico pre c ociss im o probabile che quando la malattia di origine cerebrale, una parte dei sintomi sia legata. a questa condizione. Le modificazioni di forma e di grandezz a delle cellul e pira mid ali della rconvoluzione ccutrale a11teriore umana durante l'accn:scimcnto somatico sono sta:c studiate dall'Olivo. Particolare impulso h anno. avuto in Italia estese ii1chiestc di antropometria militare. Co m c gi sc ris se il Livi ne-I 18<)3, pubb licando i risultati ottenuti: dallo 3pog lio dei fogli sanitari delle c l assi t8sg-6j eseguito .dall'l speHorato di Sait Militare, per .ordine del Ministero d e lla Guc.:rra: All'esercito italiano spetta il vanto eli avere dato il pri.-r10 esempio di una in chiesta antropometri ca continuata per diversi a nni cd estesa alla totalit dei militari, in gra zia a llo zelo lluminato del capilana medico, o r a ll'ncnte colon nello, dottor Guida, il quale ne. fece la propo:>ta in una dotta memoria pubblicata nel 1879, ed al quale to.cca pure il merito di averla istituita c me.ssa in atto in tutti i dettagli. Il Ministero della Guerra,-avendo approvato tutte le proposte fatte in questo senso dal dottor Gui da, ordin che fin dall'arrivo sotto le armi della classe 1859, nel gennaio 1880, fos.>e redatto per ogni soldato uri documentu ,individuale det: o Foglio Sa11i rio: nel quale dovcvansi tare, oltre allo stato civile, alla professione, al grado d'istruzio ne, ecc., parecchie indicazioni descrittive, quali il de gli occhi c dei capelii ; la forma del naso, d ella faccia, i due diametri antero-pasteriore e bipa. rietalc d e l capo; finalmente la statura, il peso e il perimetro toracico; questi ultimi dati da prende n i ti o n soli an t o alla prima Yisita del coscritto, ma an che tutti gli armi successivi, nel mese di marzo.; . . In q.testo primo saggio di an-tropometria militare il Livi pre_ sen: alcuni risultati . Per la statura l e pi a lt e e rano presentate dalla' Venezia e dalla Tosana, le pi ba3se dalla Ca. !abria, Sardegna c Basilicata. 11 Livi credeva che sulla statura infltiiss e oltre la razza l'ambiente, avendo osservato come in Italia le alte .>tatur diminuiscano man mano. che l'altezza sul mare. aumenta. Che questo non dipenda dalla razza si vede dal fatto che con l'an-. mento del livello sul mare aumenta la percenhtale di tinte chiare negli occhi e nei capelli La montagna non abbassa direttamente la s atura, ma indirettamente in quanto gli abi ,tanti delle montagne appart engono eli pi alle classi povet:e. Il Livi trov pure che gli studenti 30no dovunque pi alti dei contadini. In complesso i circondari che presentano eli pi il tipo .biondo misto si troyano ai confini con la Savoia, la Svizzera c l'Austria, mentre le tinte pi scure sono date daL la Sardegna e dalla Calabria. Al Livi dobbiamo la monumen tale Antropometria militare Questioni eli antropometria applicata sono 3tafe anche tate dal Frassctto che recentemente ha proposto un nuovo si_ stema di normalit H':\ statura, perimetro toracico c peso nelle norme per il r eclutamento: si t.ratterebbc di portare da cm. a cm. 82 il perimetro toracico minimo richiesto per l 'idoneit militare c di aumentare di circa cm. 4 i perimetri minimi sta-alla statura essendo la donn a bili ti per i singoli gruppi eli sta-pi bassa che !'. uomo, la legg e ture. L'autore d anche i pe3i nelle linee genali conferma minimi corrispondenti a questi ta dal fatto che nella grand e singoli gruppi prendendo cos maggioran;;:a delle medie ctni. .j.n considerazione la triadc clas_ che l'indice schelio femminil e sica per la determinazione delpi alto del 1naschilc. Proce. l'indice di normalit. dendo con l'et diminuisce l'in Le ddorinit del fanciullo e dice schelico; sia. la scuola sono state oggetto di mo in presenza di due ordini di ricerche da parte del Galeazzi, fatti: tmo generale (influenz a mentre il V stea si occupato della statura) c uno lole (di-dello sYilur)po dd corpo umano mcnsioni c inclinazione d el h a e sua importanza per l'educa-ci-no) i quali agiscono nello stcs. zione fisico-psichica d e llo sco so senso, convergendo in un au_ !aro. mento ddunghezza relativa s i a Sulla. forma e sulle dimcnsiodel tronco che del bu.>to femmi. ni torace e clell adclomc va-n_ nioJi, e maggiore la no ricordati gli studi del Fras-porzione. del bacino che si fa setto che si occupato parti-entrare nella lunghezza del colarment:e dei sistemi di nor-tronco,. o in uale. e statura, c quelli dc! Riccarcl Osservando coinparativamen_ che ha indagat alc!mc .correla .te i risultati ottenuti dal Giuf. zioni di sviluppo fra la satura c dal Biasutti umana e l'altezza del corpo secon quelli ottenuti dall'Inno. duto. Lo stesso 3tdioso si occu-vskij )lledian{e l'indice trocanp verso. il .1882 della statura tcrico, appare evidente che le umana in rapporto a'ila grande. serie dell 'indice trocantcrico apertura delle braccia. Jn tal sono disposte it1 ordine dccrc. modo veniamo ad occuparci scei1tc ri.spetto a quelle d ell'in-delle ricerche eli ai1tropometria elice schelico disposte in ordidegli arti. ne crescente. Osservando an-Su questo argomento vanno che le serie dell indice puhico ricordati i documenti sull'indice appare come tanto nei maschi schelico, lasciat dal Giuffri-che nelle femmine il trochante. da-Ruggeri, c poi i suoi lavo_ rion pi,alto del symphysion. ri sull 'indice schelico 11ei due Sergio Sergi ritiene che per .>essi c sull'indice trocai1tcrico determinare l'altezza d ell'arto pubico. inferiore si debba partire da Appare confcriT!ato da questi un punto che appartenga ana-stucli, che tanto hanno contri tomicamente ad esso (trocante tJttito alla conoscenza delle pro-ro); ci vuoi dire .che l 'esame porzioni somatichc dei gruppi antropometrico ai nostri giorni etnici, che generalmente la don deve essere sussidiMo dai mo-n a ha il tronco pi lungo del. derni mezzi tecnici e pi spc l'uomo, salvo presso qualche cialmente dJla radiologia gruppo dell'America e del Ii Sera riel suo lavoro sul l'Africa dove la differenziazio-significato polifelitico delle dif-nc sessuale non cos progre-fcrcnzc .>trutturali nell'arto in-dita da riapparire anche nell'iiJ. feriore di anthropoiclea h a tra dice schelico. Come dice il Bia-l'altro concluso che l a non sutti abbiamo un'area di ma-ero_ uniformit in dette proporzioni schelia che occupa le regioni nllc razze umane dipenderebbe australi del mondo antico, fai sostanza da maggior numero cendo centro a tre gruppi in cui eli Teminiscei1zc di struttura an lo stesso Carattere pi accen. tt;ato : Africa. Ceylon (Y edda) trop01di (e pi .particolarmente c Australia. un'arca csscnzial . orangoidi) nell'arto inferiore settentrionale ed asiatica. delle .razze del nostro scc.ondo eli brachi.>chelia si spinge anche' tipo (mongol1che). I Negri in verso l'orlo settentrionale del-vece a\rebbcro un arto infcrio l'Epropa (Lapponi) e dell' Anie-re .Je. ci proporzioni indicano rica. un pi perfetto ed anti.co adat-Dalla macroschclia v.a csclu. tamcnto alla stazione t crrcstn: sa l'Africa mediterranea nelc alla deambulazione eretta. La la brachischclia entra l' .A.rine -macroschclia la nia e quakhe regione d e l Bai tico La macroschelia arriva avrebbero cos uno squisito Ya per il Giuffrida fino all'indice eli !ore filetico, e indicherebbero la 51, 0 c la brachischclia i persis: ctfza di note somatichc 53,1. proprie del. progenitore eli eia Studiato l'indice 3chelico nei scuno dei due tipi, negr e mon due sessi, pojch esso inverso golico

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6 L l 0 B -161 H A L l FBANCES_CO DIMENTICATO DEL RAZZIS -MO Il nome d1 Francesco Montefredini, per coloro che si : occupan() st?ria let ; teraria legato ad1una cunos!l zio ne con la quale egli presentava al: puhblico i Saggi critici di FranceSco de Sanctis, quan
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22 L a civilt d'Europa fu e arrestata dalla Rivoluzione francese La poss ibilit di questa ne. c he dovrebbe essere un vero e proprio ringiovanimento razziale egli la nella scienza: Di ringiovanire con la fusione di a l tri popoli il tempo passato, il tempo delle invasioni. Non resta che l'unica via di rigenerazione mediante lo studio, con la scienza L'Europa ha bisogno di rinnovarsi; avendo accettato i principii della rivolu zione francese, l'Europa de c ade. Se vogliono salvarsi, gli italiani dovranno di menticare, con quello recente. anche una buona parte del loro pi antico passato: Se non in poter nostro cangiare i fatti della storia; potrebbe forse essere in nostro potere di .riscattarcene allontanan doci da quel passato e dando la maJlO a l popolo tedesco E il Montefredini, con un'apprensione che solo oggi si pu intendere, oggi che l'Italia ha realizzato quello che fu il suo sogno (e parve ai contemporanei quello di un visionario), conclude: Saranno da tanto g li italiani? Sa pranno u sc ire dai loro picco li personali interessi e guardar in viso una s gran quistione? Da ci dipende l'essere o non essere II volume degli Studi critici si apre con alcune paginette dedicate alla battaglia di Legnano. Qui il Montefredini capovolge, a proposito di questo celebre episodio, la tesi ancora oggi accreditata presso non pochi storici. La battaglia di Legnano non ebbe secondo il nostro au tore, carattere di nazionalit. N Dant{', n alcuno dei suo i contemporanei n al cuno Rinascenza hanno mai creduto che Ie gue'rre lombare fossero al t ro che guerre di fra l aici e pa palini, ghibelli.ni e gueifi, il secolo e la chiesa Per rendersi conto di ci basta pensare ch i nazionalisti del tempo erano i ghibellini, seguac dell'imperatore, e Dante e Farinata, imperiali, furono i pi puri patroti del seco l o Perci celehra r e l a h;ttaglia di Legnano come una affermazione del se ntimento nazionale significa l e idee e i sentimenti di Dantt>, il pi g rande-degl i italiani, l! con esse la storia del ,.;uo t 'empo. della fJlla:e egli fu giudice non FRANCESCO MONTEFREDINJ La s ola vittoria nazionale al medio evo furono i Vespri siciliani e perci glorificati da Dante. I comuni guelfi aiutarono d 'arJTii e denaro i francesi in\ asori del mezzod ll sentimento antifrancese del Monte fredini era fortissimo. Anche negli altri studi de ll a raccolta i l lettore potr varne tracce abbondanti. Ma dela Fran eia:, dei francesi del deslino di quell a nazione, l'autore si occup di proposito in un grosso volume che VIde la lu ce nel 1889: La rivoluzione francese rea::;ionc socialista . Ad onta del titolo non si tratta di un libro teorico. II MontefrE
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.qesso, quando sopravvenne la reazione J i quello rivol.uzioiu! E la prima a :;apportarne le conseguenze fu, come era uiuslo e natui-aie ; la Francia s te s sa : dopo la rivoluzione," infatti fra gli altri g loriosi la ciU regina di Europa e dell'universo mondo soggiacque n e llo s pazio di. circa mezzo secolo a tre occupazioni straniere. In Italia il solo Alfieri intu la deca d enza che si nascondeva dietro qt,te:Ja ple bea reazione contro la civilt europeaMa l'esempio non fu seguito, e i 1 1ootri s torici preferirono esaltare. le ge:-ta dei s anculotti insieme quelie del l' uomo fatale che procur. alla Fnncia un s eguito di brillanti vittorie, ed un' unica ma irreparabile sconfitta, la quale ultima prov ad evidenza che tanto la Francia, quanto Sonapa'rte non e r ano a quella primizia sugli a ltri popoli che in antico appartene va all' Italia e nella storia. moderna ai p o p oli s ettentrionali ;_ E il a rrivava a prendersea perfino col Man zoni, dichiarandolo, a cagione della s ua o d e a Napoleone, destituito d 'ogni .;ent imento nazionale; e al Manzoni oppo n e la il LeopaPdi suo conteniporaneo che invece aveva fulminato. quella reazio n e e c on essa quanto vi era stato in Eur opa di ritorno alla barbarie del fa. n atismo plebeo, vera e profonda causa della rivoluzi one francese calpestatrice e interrompitrice : dei principii filo:;ofici del s ecolo XVIII dai quali gli s to ric i s impati:?:zanti vorrebbero farla discen d ere come una conseguenza, mentre_ in realt la pi evidente e completa ne-gazwne. .. In tutte le s ue pagine il Montefredini cita spess o l'esempio dei Romani i quali quando qualche pericolo minacciava io S t a to, e ci si verific a v olte per pe riodi di tempo anche assai lunghi eleg. ge1ano un Dittatore, nelle sue mani af fidavano interamente le loro sorti. Si ca. pisce quindi come al s torico non vada molio a genio la figura del Maz zini, che alle que_stioni interne italiane dedic gran parte della su a attivit e della s ua attenzione. Questioni interne che dovevano passare in sec ondo luogo n e l t e mpo in cui -il Mazzini operava, e c h e invece egli tenne accese,' e se n e s erv al momento opportuno .. per intral c iare la strada ai suoi avversari. Lo scop o dei nostri vecchi liberali i l Montefredini erai'indipendenza d I talia : di quistioni interne non se ne fia. lava Fino al 1830 il partito liberale ebb e unit di sc o .po e di consiglio. E s arebbe potuto il;ndare_-per il me g lw s e a partire da un dato momento la pr o p aga nda e l azione inazz iniane no n a 1esocro il in Italia, gi unito Que s te o sse rvazioni del Montefredini. sul. no s tro Ri sorgime nto Jton sono nuove se non per il punte di vista da cui egli l e fa Le s ue idee appaiono in{atti lontanis s ime da quelle d e i moderati, che vedevano nelle teorie m az ziniane un se rio pericolo per la esistente cos tituzion e b o rghese dello Stato. Il tef redini un nazionali s ta c he con la questione razziale cer ca di far leva s u li. e addormentate c oscienze dei contempora n e i, ai quali non si st an ca di ripetere in tutti i tOil il s uo verbo : Cercare i m ez:i con cui ci si possa rig e n e rar e in pa in v ia di disfacimento dove una dell e forze che avevano maggiormente contribuito a mantenervi il s ecolare equilibrio la Fran cia ormai. perita per se mpre. Non difficile immaginare l ac cog lien za che f ece la Terza Italia a queste ide e del Montefredini. Gli l o c hiam a ro no un maniaco. i nemi c i lo sp a cc iaron o per pazzo Ma il Montefredini non si l a:>ci mai scoraggiare: mand ato via d a un g iornale. e ntr in un altro: perduto un editore se ne cerc un seco ndo e poi un terzo e cos via : Egli tenne duro con la potenza invincibile di co m inzione d e gli uomini di buona fede. E valgano i nostri .tempi a che non s ia s tata Yana l a s ua fati c a di apos tolo misco no sc iuto. L.-D.

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VITA E OPERE DI VACHER DE LAPOUGE Un pioniere del razzismo che in Francia non trov n comprensLone n _rispetto lo sano che n e l sccof o prossimo si fa.r la gucrm pc1 1111 grado di piit o d meno dell'indice ccfa. lico (Pa role pronunciate da Vacher I Dc La pouge il 2 dicembre 1886) Jue primi c::hc si occuparono in Fran. c1a di razzismo furono il conte Arturo Dc Gohincau (1816-1882) c Giorgio Va cher Dc Lapougc (1854-1936). Lapougc uacquc dunqtie nell'anno in cui Gobineau pubblic il s uo Saggio sull'incguaglianza delle razze umane>>, e si potrebbe dunqu'(! credere che egli non abbia fatto altro che scguir.c la via tra.cciata dal predecessore. l'l'la Gobineau si espresse nel campo ct n o storico e l a sua opera era totalmente ignorata da) mondo s cientifico quando il lin guista Adolfo Pictet s c aten, nel 1859, il dibattito s ull'arian esi mo poi anche quando Lapouge, fin dal 1886, indipendentemente c!ai suoi due predecessori, si dedic all'an t: opologia razziale, formulando le famose l egg i di quella che eg li definiva l'antro po-sociologia. La. sorte della fama di questi tre uomi ni fu diversa come -diverse erano state l e furo opere. Gobineau oggi in piena glo ria. lL nome di Pictet st!ssiste, -ma rimane confinato nel mond o degli scienziati. to alla fama di Lapouge, e.:>sa -comintie in seguito alla realizzazione della sua profe zia a nel pubblico francese. Cer. to, all'estero, le si.Ic capacit erano. state ciebitamcntc apprezzate. In una conferenza che tenne nel novembre 1940 a Parigi, Roscnbcrg ricord la memoria di Lapouge c gi Guglielmo Il, rivolgendosi un giorno ad uno d e i nostri diplomatici gli disse: 'Voi non avete che un grande uomo in Francia, Vacher. Dc Lapouge, e l'ignorate! Al di l delle frontiere, la Ge imania non era sola a conoscerlo, e fu cos che, invitato a tenere una seri e di corfereze n eg li Stati Uniti, egli :fu ricevuto alla Casa Bianca. In Francia, il grosso pubblico 11011 sa peva nulla eli lui e i dotti ... tacevano il suo nome Ma non l o ignora-i ano. Jacques llainville lo cita, ma per sbarazzarsenc Fauna dell'Estremo Oriente: mischia di animau selvaggi (da: De Brytheil der Orientali;;chen Indian Oppenheim 1618) Giorgio_ Vacher De Lapouge socgnusamCJ1tc in poche parol e m cmre la Francia sconta a caro -prezzo l'av e r creduto pi a Baimille che a Lapougc. Pcrt:h questo ostracismo da parte del pubhlico francese? E' quel che noi vorremmo rnetterc in luce pubblicando in extcnso una. lett era che Lapouge ci indiri zz nel 1.935. qualche mese prima eli morir e .\h prima necessario, perch si possa a f. ferrare il senso della sua opera dimostrare in che cosa essa differisse da quella di Gobincau, e rammentare le violente polemiche che suscit. Coloro che desidereranno possedere particola-ri sulla sua carriera scientifica c consultare la lista d elle sue pubblicazioni, potranno esaminare l a bio-. grafia a lui consacrata da uno scien ziato d, valore, Stefano .Patte, professore dell'Universit di Poitiers, il cui lab ora :orio e 1 edit la collezione d e i craJ1 dj Lapougl'. Si noter <:hc la sua biografia -dal pmto di. vista anrropo-30ciologic o -all'opposto delle id ee di Lapougc, ma egli parla' eli lui con la pi real e simpati a . * La di ffcrenza di principi fra le o per.: di Gobineau e di Lapouge corrisponde a quella fra a razza in senso lato (o etnia, d c terminata dalla totalit dei suoi caratteri so ma:ici, linguistici religiosi, culturali c n:c ntali) e la razza in senso stretto ( o razza strettamente somatica). Come -tutti gli studiosi e quasi tutti gli etologi che h an no precedtito quelli della generazion e at tualc (vale a .dire fino a Von Eickstet I:reslavia c a-] 30ttoscritto), Gohincau coll!nciava col dividere l'umanit s e c ondo un pri ncipio son 'lati co (bianchi, gialli, neri) . per operare, in seguito, divisioni non pii, razziali, ma et niche, il che lo induc eva ad annoverare. fra i gialli deibianchi perf etti, come i Finlandesi e persio k popola zi01ii dette oggi alpine (brachicefale) dell 'Euro central. Lapougc procedeva pi log. camcnte .e pi antropologi<:amentc, vale a dire sulla razza in senso ristretto Egl 1:on separava del resto i dati psichici da qu elli somatici, attribuendo -{:On raglorJe, in linea di principio a ciascuna raz z:t una psicologica ma l'esempio che noi daremo 'Circa: il tono del suo discorso pcrm.ctter di comprendere i iu rori che ess(l scaten. A parer nostro . la t;1ttica da adottare in questo" campo con

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siste. per lo -studio dci gruppi etn1c1, nmi. n d negar c le di mentalit ma nt'l disgiungere lo studio della mntalit d;; quello dei car'atteri somatici, il eh(: porta ancl] e al vantag-gi() di eliminare. h: difficolt che si incoiltrano nel di ssociare ('Il l'l che nrlla mentalit vi di eredit-ario ; qudlo che ; i di acquisito. *** (;iorgio. Vacher Dc Lapougc nacque ;: :'l:cuviJil".du-Pqitou nella regione di \'lcllt H.:, il. 1.2 diccmbrr '1854 La sua gt c,alog-ia ripcrcorrihilc fino a tcmpj ;::i al uni tra i suoi ascende-nti r : t no cattolic_i altri protestanti; uno dci :1 ; i antenati si disti.nsc nella battaglia di J.,panto .L'n inci .dt:11:e della sua infanzia riftri' '' da l 'alle,. psicologicamente CUfOStl .. t!ll:tnd' aa ancor molto piccolo, chhc iu t! I]JIJ dalla madrt un abhcedario nel qua !.-n ano raffigurati insetti d'ogni specie. tlr:t. s, la fama di Lapougc, gli deri\ a ,;,.ll:t sua antropologica t dalle 'li, tes i razzis : c, Ja sua prima c ultima : ; ;,, i t fu l' entomologia, n c Jia qu;tlc egli " "quist Llll ial. po s tO\ .fra gli cnwmologit h la ri,i s ta t:ntomologica intcrnaziona-1, .\li3 ct:llai'ot:a el l tomf))og i ca cos s i ,.,i>rc-ss, a l suo riguardo d opo la sua mor. , "Specialista di altissimo ndorc, egli ra qua'i il solo a possedere una docu-1'" ntaz inn c profonda di tutli-gli in 3ct t; pitrticolarmcnte dei Caraihi c delle lar ., Ili queste ultimt' egli dato ;llla r.Jor inlog ia completa, stahilendo la loro JIIIJII C IIClatura in maniera magistra)e ... t i ,i pu chicdc se ques: a l 'ucazionc fu ;""mcata dal dono materno .\1 se. questn '' n i,a a cade semplicement e, per coin ridLJtz;t. sopra tlll t erreno predisposto>> cJJn, Cunot. i l trorico d e l pred. ]oli: l ZI\JlllSlllO .\ll'>sn n t:) collcg:o d ti ti di Poi" l in>. l'gli ft' t un allie1'0 no:lTOlc ; entr ] "i n e l Liceo della stessa citt. \ IIct:ndn tt studioso, uno >t rd1er >>. come si dice in tedesco, va h: :. dirl', k'_tcralmcnte, un applicalo. che IIIGn a poco. \n: n d o otrenuto' .la licenza 3 iscrisse < 'll lltLmporalH.:aniente _ai corsi della Scuola 1:1 .\lcdicina e d ella Facolt di Diritto di. l '"itins; J o ttor c in l cg gc nel. 18/l) . fu nnmina o smtituto c p o i procuratore. n e l 1S8o. S i racco11ta che .. continuando ad in ll'i'l' ;sars i di zoologia, allevava _dei ser. ]'cnti in mezzo ai suoi incartamenti, c h c non manc di spav,cntarc parccchi._fn 1 s u o i Yisitatori. .\'la Lapougc senva che la caHicra dt:!_ non gli pennette, a di .a:. -lonzzar c le 3Ue qtialit. d'osservazione. Si. dunque a Par.igi c c omi n cto a seguire i corsi della Scuola di Anti OJiologia, che. era anco1 : a sotto l'influ'sso t.i Braca, fosse morto po chi anni prima (nel 1880) : J c rsl l cn. lt : siasmarono, cd gli i.i coni -pleta s tulian cio il il J{iappJiesc, l'ebrco,'Tcgie all a Sc(IO)a di lingue O rtentah. -alla Scuola di. studi superiori c i\!l a Scuola dd Luy.rc. Fu cos che, foj'nito di eonosccnzc che s j p_ossonq un\q;rsali l;apo-Gli Indiani condotti da Marcinhao a Parigi nel 1613 e ricevuti al Louvre da Luigi XIII gc ottt:nnc di profcssar.c 11n corso Jib.:ro ali' L :niversit di Montpdlicr. La sw lc.ziu n e inaugurale ( n o n ne) t88 ; c ome dice l'atte, ma il_ 2 dicembre 18&>, come pre cisa Lapotigc in una h :ttcra che pHhblichiamo appresso), avt:va per oggetto L'antropolo_qia c la sCCII S a p o litica Essa p r ovoc sensazione, ci o scandalo . Patte di c c che pro \ oc ardenti polemiche t: Lapo11 g e s crin' : L'eco di cd enorme. In n 'rit. dag li s: uJenti, essa apparve pn:sto in -russo in altre-ling11C. F11 in quell a lt-zi onc cht: Lapougc pronunci l e parok p1 ofdichc che a h biamo cita in princij)iO c delle -q11ali n e lla s u a lettera egii riconl.t i termini precisi. Certo. l e grandi guerre che-abbiamo nssuto nd XX s e colo 11011 hanno avuto cc.: mc in o t i' v o uflicialc l' indice cefalico' menzionato nella frase dj r .. apouge, ma ha111UJ m u'tv co m e causa profonda delle ragioni c/nv-ra:;:;iali qui si rivela la schiacciante responsabilit di Bainvillt:. c soprattutto di Maurras,_ capo il qHalc --s rJlln q11cs: r ) p11111f> d i "i s t a pi ehren di tutti gli ebrt:i n on lo a \'t:\ a dato l'r.>rdinc di non discmcrc l e qncst ionj nno-razzia li 111< 1 tace .-_;_ ;:cintemenlc' ,, con una incoscienza ch, ; : nnic:nta, a le sue altrt facolt. l'importanza d i t a li questioni n el ri o l gimL nto d'Europa. L e tesi di sono n ott l'cr lui. l'evo luzi one sociale il ri sultato d i icno;neni di s clt:ziont fanno ,-ariarc la proporziont deg li ckm<.:nti razziali nc-lk diverse epoche di un m e desimo p i lpolo. Gli dementi (ki di, c r s i po poli comportano ciascuno un tipo fisico c psichico determinato d all'ered it. che tc n dc a rjprodursi duran: c la s u a l otta con d mcticciato c l'usura sociale. Gli ti dolieoccfali -sccomln qu esta -sono tanto pi ntllllt:r osi in una classequanto pi questa c lt:vata (nd 1897, nel(
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<:onsiderevole di quella dei 30 dipartimenti -pi popolati di brachicefal i). Le citt attir-ano .pi i dolicocefali che i brachice: ial'i e si ceoine l a nata-lit delle citt feri o r e a quella d elle campagne, i dolico -cefa li si moltiplicano m e n o dei brach-ice 'fa li Ma l'affermazione con la quale Lapouge anela va lon!an o, era que lla -che riconosceva come ariani soltanto i dolico l) iondi . Anch e i dolico-biondi riconoscono. -oggi -ch e il termine di aria1ii c ompre n--de l 'insieme de ll e t r e razze europee escJ{i. s i gl i immigrati allogeni. Tuttavia' non :slato forse inutil e c h e Lapouge abbia difeso !-ma tesi o l t r a n z i sta. Se non fosse slata tale. probabilmente sarebbe passata .Inosservata. lasciando passar e quest'occasione c he il razzismo aveva di sbocciarcperch fu l'effetto p rodotto c h e valse .seguito a Lapouge il t i lo l o di padre <.lcll'ar!anesimo Ricordiamo ancora c h e per qul ch e ri gua_rcla gli eb rei Lapouge -cnnosa te3 i -c h e questi facevan o pi proseliti eli quel c h e gen e r a lmente s'imr.Iagi .na, e c h e gl i in d ividui c h e si sen_ ton o ebrei spiritu a lmente entrano vol entie ri nell c : ni a eb raica (egli n on aveva, a que l che pare, approfondi to il p robl e m a > eli Lapouge non poteva attirar g li c h e 3impatie. qualunque opinion e si avesse s ul contenu tu li. L'eco di questa l ezione fu irnm c dia'.o <:d enorme. Raccolta da uno studente rnsso, fu pnbhlicata in russo qualhc settiman a do. po. al principio del 188 2, iJOi in div erse lin g ue La doppia data 188 7 c 1889, coml una differenza di r ed;iz ione mi farebber o pensare che Hankins abbia potuto ad un'edizi one ingl ese 0 americana d elle l e zioni eli Montpellier. eh, son o state m o l to eli ffuse. Q ueste lezioni n o n figura n o n e l Sorpmario tlei ht, ori sc ientifici pubhJi.cati 1 909 in occasione della mia candidatura alla cattedra di an-del Museo. Q u es l o sommario c h e potre bb e u tile e si s t e pMbahilmcntc nella bibli oteca d e lla Scu ola, c -certamente in -t1ue1Ia dc! Mtiseo. Pcrmettetcmi. g iacch la questione vi interessa, di citan_.i un passo clell' in trndu. zione .del mi o libro Razza c ambiculc .w. eia le pubblicato n e Jia stessa epoca. Il Governo francese avrebbe fatto un buo n a ffarc spencle n ,clo, dieci anni fa, .anchr: un milione per organizzare queste rice rche: e creare l'insegnamento dcJI'antroposociolo g i a. A Yrcbb e fatto una grandissi m a e conomia eli canno ni eli fort-ezze, di reg-gi menti L' forse a n c h e di teste-rotte. Non ci'si :;bara zza f ingendo di ignorarla, eli un' id ea, fo rse potent e come qu ella della mi ss i o n e degli Ari a ni ; c se n o n la -si u t ilizza, si pu e.s;;c r e certi che un a l t r o se n e servir. Molto tempo fa ann> previsto che l e cose ;;ai ebbe r o andate co s e ;n evo additato i rimedi. Ma n ori p c n '>. sta ta n eccs.;a ria l a tragedi a subi t a dalla F ranc ia per d arci oggi l' occasion e di far rilevare l a dimenticata profez ia Lapouge. GIORGIO MONTANDON di etnol ogia 11dln Si. : u ola d'Antropologia dt J>.arigi ( ) tratta dell'e. diziorre americana d : H a n ki ns, la cui vers ; one francese f]J pubblicata da Pay o t (Pa-ri gi), ol tirolo ; L 'l razza nella cvilt.

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RAZZA E "SUPER::RAZZA" LE SELEZIONI RAZZIALI L aspetto generalmente pm conosciuto della dottrina deHa razza quello difensiv o Ci s i riferi sce cio all' insieme delil' mis ure prese per tutelare il :;an g u e di un popolo, per im pedire che union i con elementi e t erogenei questo ,;an gue e, infine per evitare che attraverso unioni irresponsabili t are fisiche e psichiche, di cui sia s tato -riconosciuto ii ca rattere ereditario, si t!rasmettalll nella discendenza e vadano a d intacoare altri elementi sani di quel dato popolo. Razzismo d ifen s i v o poi anche quello inteso a controllare gli influs s i culturali che vengono dall'est erno a a far s che anche in questo campo u.n popolo s t i ft-dele a s stesso sviluppi forme culturali onformi alla s u a natura propri a razzialmen l e cond izioriaia e avversi, in pi. ogni ideologia che tenda allo s naturamento al' livella men lo, ali internazional izzazionc e alla standardizzazione Tuttavia una dottrina ccinl p l eta della razza rion si esaurisce in quest'opera di difesa e di p rofilassi f!ica e intellettua le; essa comprende aspetti anche positivi e creativi, sulla bas e di esigenze che si rendoriQ evidenti non appena Si a ppro fondisoa la nozione stessa di razza Questa nozione, ai fini pratici del razzisino difensivo viene spesso generaJizzata, tanto che es s a corre il pericolo di confondersi quella di popolo o di nazione. Infatti, ci che accade quando si par. 1?. di razza italiana o ger manica o anglosassone o perfine ebraica A parte. il valore prati-co e pohltioo di tali devesi rioonos cere con esse nqn ci p:u ri_ fenre a nessuna razz -in senso pro, prio scientifi-co, ma solo ad un dato tnpo comune, pm o meno omogeneo e stabile nel quale sono presenti varie con1-ponenti razziali e:ementari In senso proprio, il concetto di razza assai pi differenziato. Cos p es. il Deniker lo rife risce giustamente ad un insie me di ca1: atteri somatici che se una volta si riscontrava vn una effettiv a unit o comunit d{ oggi si trovano spar si, secondo una percentuale varia, in diversi etnici, che sono appunto chiamati << nazioni popoli gen t i ecc.; gruppi, che si distin guono gli uni dagli altri sopratbutto per la lingua per i costumi per certi fattori s t o ri-. . Cl, e<)C. Su tale bas e si deve ben di s ti.nguere fra nazione e razza e si deve concedere che a base che definisce la nazione, s tanno anche e : menti non riducibili al fatto biologi-co e antro pologico. Non .. vi razzista per estremista che sia, che non ammetta l'impossibilit di tro Var oggi un gruppo etnio che sia simuJt.an eamente una nazio ne e una unica razza pura. Ci si potr al massimo verificare per qualche tr-ib selvaggia in dipenentemenbe restata fuor dalla storia. Viene all .. ora da domandare quali rapporti sussistano fra l'idea razziale e quella nazionale. Senza V'Oler andar a fon do in un s-imile problema, ac cenniammo al divario di prospettive che si ha dal punto di vista p,ratico. Le nazioni e i popoli esiste.nti sono dunque entit ebniche miste dternrina tesi attraverso varie vicende storiche sin alla loro forma attuale .: sono punti di inteife renza e di equilibrio di varie razze del corpo, non solo, ma ; anche varie razze dello spi rito, manifestatesi nella variem degli influssi culturali degli elementi di civilt Ora, il punto di vista predominante nell 'e poca democratica nel riguardo della nazione era storicistico e agwstico: del problema del la genesi e della composizione di una nazione non ci si inte ressava; si accettava la nazione come un fatto e ci si_ a far s che l'equilibrio, spesso affatto pre-cario e d r;steriore, delle forze che vi fi guravan'O conservasse. Non la razza, ma la semplice ap partenenza giuridica alla zione costituiva il criterio fon dame.nllale. Col fascismo e co razzismo si afferm11 un. diverso punto di vista. Il problema delle origi ; ni non pu 'pi evitato n precedente articolo di questa sezione, intit6ia't: "Relazioni fra r
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d o v e s i ricon o,;ce come massi Il'a i}olitica n o n un :g n o di fro nt e a d ogni altro egu almente pre> al ; origini' di 1 era tradizione nazi011al e una r;,zza r e l atil arne nt e pura e d omogen e a alme n o com e r a z z n d o m in al rict> aff ermata:;i altre di1 e r"c;. ,-i ri conosce c h r n e l corso d e i s!'coli t a l e razza o ri g in aria pass allrave rso j C f illl e drammatic h e e p erfino trag irh e : cerca luttaviadi >tti: quello di gruppo etIlic o 1w:.ional e ron un ii p o m e rli o pi o m e n o nmo !!e neo; quello senti l'e;;tre m a o aeconl e nt ando:>. qualific a c h e a \ r ehbe chiunque non 3hhia proprio ;;an g u e e hrt>o o d i ;-az z a .jj col o rf:': a -parte l e c o n diz i c ili n e g ati1 e, hi::;ogna eondi positi1 e atte a diffe r e nzi a r e e a stabilire di\ C r"e dignit Cos in yue"ta parte d e ll a dottrina d e ll a r a zz a i prf:';;en t a n o a n c h e pratieamt>nl f' d e i ccmpiti preci s i In ordine al ;.i rle n naturalmente t e n e r e a difende r e la compatl<> z z a () i'integrit della corris p onde nt e ad un d a to p o p o i o. his u gna anche r ende ri'i cont dt::l p e ri : ol o di lasciar fan circa il resto ; alla s toria; hi,;ogm1 in1ece a gire af fin c h la parte razzialmentr pi valida compresa n ella na zi o n e .-i con seni e d anzi s i a c c resca e .-i p o t e n z i altra 1 e rso l e future gen rrazioni e a c h e lt compone nti mt>no Yalide o ,;emplirerne nt e >condarie non s i ,-vi;uppino e : al puro criterio quarttitativo, e "pre:;,-o dalla formula: gen erare il maggi c r nume r o di fi g i i p o s sibile ; ma hiso gna a n c h e considerare l a au.rclit c io chie d e r s i qu(di dehh ano e:;;sere tali fig li di una nazione prolific::.t. Moltiplicando :ni e e indiscriminatarn ente il numero senza ne;;s u n a conoscf:'nz a clello stato della compagin e razziale una na z i o n e, pu acr.:adere p erfino c h e s i proflizi una invasi; m e degli e l e m enti dt'terminati l a razza meno aa, p e r circ o stanze \ arie, essi sia-nn p i proiifici, a d etrimf:'nlo .Perio r e quella he c hi a n w della razza pi alta che deca--.remo ario-romana > > r i r clemograficamente. A Ilo-eerto da supporre c h e s i n:;. s 1 v erific h e r ebbe la selet 10 vi in maggi o r e con zione a o co.ntro-maggi o r probabilit in cento S l ezione con l'effe!lo c!i un in dividui c h e presentino l,;i r a ahhas,;amento d e l livello .razn ente e antropolog i c a m e ni< i l ziale P quindi anche culturale tipo ario-.romano che non in dl:'ila n azione. Un tale f enome -cento inclividui h e portino in-110, in realt, 1ece tratti di altre r az z e d e l lato. in forme 1 arit>, in molti corpo. Vi e n eos eircon::;crill o c : rgani,;mi p olitic i r eati da un certo ambito. all'inte rn o d r l ri nuc l e i d ella razz a aria do-quale bisogn a p e r e winatrice e --come gli scrit-JHOV f' ulteriori, per otle lll'r t o ri citati l o hanno dimostrato tn a ronfe rllJ a cio la pi1 n a .l e m e nti di raz-sirnilt ? il simile i{ s i milr z a superic r e presenti in una si riconr.iungr' al simile S i l ral. i l secondo a s p etto ri-la. cio pro v e di reazion e : g u arda il futuro. ri guarda c i o.? d a eseguirs i graclatamcnt< 1 1 lo delle i e c h e p o:<;;o-nni piani. ll O condurre acl una sempre Una prima prcn a la c:o,;Lit11 i pi jHf:'c i s a aff rrmazio n e a t -lo ;;t es,; o razzis m o. Lr r 1 : 1 : tra, e r;;o la di;;cendenza, di sifz i o ni d e ll 'una o d ell'altra pn f atti f:'IPm e nti d ella superraz ;:.ona di fronte all'ide a r azz i .-ta za N e l presenlf:' artic oi o c sono una speci e di barornt'tro limite r emo a dir qual:::osa c h e c i rivela l a quantit ) > d i primo punto. n : zz a present e n e ll a in La p e r noi. non una Dir s o n o a l r < ll.zi. r ealt puramente biolog i c a e ,.;mo n o n -com e m o lti ril.'ll anlropc lcgi ca. Vi una r a zza gono-un divario intelle tlua c e l corpo e v i una razz a in le, non eo;.;a s oggetti1 a fd t eriore, dell'anima e d e ll o "Pi -arlraria. Dice di ;; 3.1 razzi rito raz z c h e nei tipi pur i s m o colui n e l r1ua l e l a razz a 111 sen s o :,.tqwrio r e si c .orri-interna a n cora vive; s i OJli'" 'll' :'ponclono. ,;ono qu" asi due di-invece acl e cer c a in e,;pressioni eli una c o s a campo degli alibi che nniea. ma c .he in molti altri chino la sua an e r sione e l' I li casi possono a n che dive rger e discr editino il razzismo, rulni s p ecie quando s i siano v e rifi -che stato inte ri ormente 1 i nto cati ripetuti inc roci fra ele m e n-dall'anti-razza colui n r l q u a l e ti razziali aJquanto eterogen e i forze origiparie sono -ta l i In t a li e s i rappresentanti al-soffocat e da cletriti e tni c i rla tualmente ; a maggioranza, il proce:
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Anche nelle occupazioni pi umili e comuni. i rapprese.n;anti delle razze superiori con servano dignit e compostezza 1 i n. S ul piano etico. s 1 tralla r "'rrzialmente di pro\ e di Basta esporre l e 1irt r r c he pi furono tipiche pn l'antico u omo di razza << per poters i rtdere conto in una data i'' r,;ona. delle corde corri,:pon ,ll'llli c in che misura. IJe r la qualit aria in )!t' lll'l'e. ad e:;empio, i sono due pittn di prova fondamentali: J ,f,lt e onore. Si pu esse r. lll'l r:urpo. di razza pura finch ;;j lllole e. in fatto di opinioni. i I 'LII perfino razzisti ma Cjllanrlo ad un dato punto 'i ,;c opre. an Cht> in un ca:;o di lllinirna importanza. che la perc;ona in quis tione cap,ace di tradire o c h e essa permetti r h e con ,irlerazioni o interess i eli quabia:;i gent>re prevalgano >til ,;entim ento di onore. in 'fllt'l tale punto il giudizio de i,-il o circa la sua vera raz za)) r pronunciato. l.lelle prove pi sottili riil piano propria m ente _Anche qui. l>i,-og na abituarsi a considerare d a LUI di,erso puntQ di vista ogni prl'f erenza e ogni adesione d e i singoli in fatto di visioni del mondo e perfino di con cezioni del s 'acro. Queste preferenze e queste adesioni, inf <>tti. non sono arbitrarie -' soggt>llive e ancor mt>no dipendenti da criteri astratti e neutri In un modo o n e l l'altro, l a razza int erna sempre vi si tradisce e ri,e la. Da qui, altri deme nti per coi1durre oltre l a ricerca e per r ende r ;;empre pi rigorosa la D'altronde. gi il clima generale d'una naziont' pu e5<'r eitare un'azion e ;;eletti, a In grande. Non s i tratta. qui. di ammettere un potere determi nante dall'ambiente, in contra dizione col punto di v i s ta razzista, i l quale con sH lera come decisiva non l'azion e dell'amhiente, ma quella d e ll e qualit ereditarie Dovunque per i ti pi siano ormai misti e in 1111 popolo vi\ano ed a g i sr.a no dunque varie componenti raz ziali, l 'infltienza dell'ambie nte pu importante non nt>l senso di creare dal l'e:;te rn b quel che non c', ma n e l st>nso di propiziare il manife:>tarsi e il predominare di una di que stf" e non di alt. r e. Supponiamo una civilt domi nata da idee ebraizzanli e an ti razziste: allora fatalmente anc h e i popoli con r10t e vol e percentuale di sangue ario. sal vo il caso di risvegli per reazione, verr alla superficie e predominer ci che in quel popolo risent. s i avr un ;-iaffiorarnento corri ,.:p onden te g li l' l e m enti razzialn .ente affini predomineranno e g li altri saranno soffocati. r.o,-trelli ad uno s tat o di l a tenza o a fo rme di manife:;tazione non conformi alla loro natura propria. I n ia gt>n e ra l e. il capo di Utl movimento di rinuo\aziont' naziona;e europeo. a e i rife r endos i ehhe a scrivere: Se il' propo ngo imprese . l'roi c h e. l'eroe che s i far avanti: se prometto d e i \ antaggi. il mercante c he im ece risponder a questo. s u c n di campane. E' una veduta c h e si pu pTecisare ultt>riormente. co n particolare riguardo alla razza, neg li svi luppi pratic i del problema del. le selezioni inteme. In un ambiente saturo.di forze spiritual i e di \ ocazioni erQoiche non i dubbio cht> si abhia il clima di cui pi ha hi:ra nella razza hase di idt>e. nun az zrdato affatto il dirt'. cht> in ltalia si fatto praticamente del razzi s m o gi a:<,-ai prima c h e parlasse ufficialmente di razza e s i i l razzi ;;mo n e ll"idt>o lolo!ia l principii .;le::'.;i della Ri \ du zione, la sua aspirazione roma_ Ila, il suo contenuto t' il suo idea: e di \ ita hanno rap presentato altrettanti t>lemt>nli p e r una :Ocelta delle o cazionl per una in c1p1ente pro va p e r reazione della :;uperrazza d e ll a ger'lle italiana. S i tralta -di p crtar ancor pi inn:: nzi questo processo sel ettivo hase ;:ia di una pi 'pree diretta razziale rht> delle con osct'nZt' della scienza della razza. iver ben chiaro, n e ll a sua comple t e zza fi oica e spirituale. il tipo corrispondente alla component e pi alta del nostro nopolo sar, nel riguar
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SVEZIA ESPULSIONE DI PROFUGHI EBREI Si spesso constataio che l dove gli ebrei sj trovano in maggioranza, dopo poco tempo si forma un controfronte compatto per allontanare, con ogni energi,a, que3ti dannosi parassiti. I Governi dei Paesi infestati dagli ebrei hanno dovuto risolvere, prima o dopo, il problema ebraico. Una prova recente di questa verit data d,alla situazione in cuj venuta a trovarsi la Svezia. Il Governo svedese aveva limitato gi da parecchio tempo l'accesso ai fuggiaschi in Svezia; l e restrizioni per erano state effettuate quando la immigrazione ebraioa aveva gi raggiunto il massimo lir vello, sicch ora si deve cercare di liberarq a qualunque costo il Paese dagli ebrei. Il giornale svedese Altonbladet" scrive che al pi presto saranno scacciati 'dal Paese c 'ente fra questi in prim,a linea si trovano gli ebrei. Nej caso che questo primo tentativo non riuscisse, si avrebbe l'intenzione di espellere un maggior numero di ebrei in primavera. FRANCIA UN APPELLO RESPINTO DALL' AMERICA Il Governo degli Stati Uniti ha respinto un appello del Governo di Vichy a collaborare .alla soluzione del problema dei rifugiati giudaici dalla Germania fug;l rono nella Francia non occupata. Il Governo di Vichy iaceva rilevare ::he l'afflusso dj rifugiati giudaici complicava pi che mai i problemi dell'alimentazi'one e dell'assiste.nz. a e suggeriva che gli Stati Uniti, o solr o in unione di altre repubbliche americane, cercassero il modo di accoglierli. Si faceva anche .notare che dal momento che la Commissione di per j rifugiati non poteva radunarsi, l'Unione Pana.mericanci: avrebbe potuto trattare essa la questione. Nel respingere la richiesta fr.ancese, gli Stati Uniti hanno fatto rilev.are in primo luogo che la politica americana non faceva d i -stinzione tra i rifugiati in. base a considerazioni reli, 8 aprile). F CAMBRI FROELICH: L'Inghilterra schia vista sotto la maschera umanitaria. ( Lavoro Fasc'o.;;ta 9 aprile). RENZO MARTINELLI: Le memorie di Carlo Piaggia hanno finalmente visto !:I luce ( Nazione IO aprile). ANONIMO: Inganno e violenza, armi dell'imperialismo inglese, ( Lavoro F asci sta I2 aprile).

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. questionario UJ,t 'lta,oroma-ndato. di Giuseppe Ferrari cos ci scrive da Milano: Nel Questionario N. 8 della "Difeaa del-la Razza", Carlo Andreini di Monza scriveva c he poco o nulla si faccia per smascherare gli -ebret Quas-3 accade di vedere ebrei consultati da ariani ed avere regolare clientela ariana alla quale sanno dimostrare che la loro oosizion e anche se scossa dalle leggi non io nella pratica. Quando un ebreo; non si chiami Coen; Levi, o Sacerdoti, trincerandosi dietro ad un abile mimet ismo, con la sua raffinatezza innata pu introdursi dovunque. Questo poi facilitato da persone che vivono ai margini della societ. Si tratta di persone che ritengono la questione razziale un prodotto dell'alleanza fra J'Italici e la Germania. A questi signori g iova rammentare che il Duce nel lontano 1919 sul Popolo d'Italia Zl-eAfi(.(,da,i2-2-Q,'WJ Da !ripoli, il caporale Giuseppe c i s crive quanto segue: Ho notato con molto stupore che, dai giorno della nostra entrata in guerra, la questione giudaica, prima cos largamente trattata, sia caduta. nel pi profondo ed insp iegabile oblio. Se non fosse che ogni tonto, la Difesa della Razza, che pure l'ha cos ampiamente dibattuta la. risollevasse, potrebbe addirittura che tale questione abbia perso tutta la sua im portanz a ed attualit. Eppure, combattendo la plutocrazia inglese, cosa--facciamo noi se non combattere la grande banca giudaica?. E chi muove dietro le quinte la gigantesca campagna bellicista negli Stati Uniti? Do-parl della rivincita che prendono gli ebrei ip'alcu.nt Stati contro la razza ariana che li lia condannali alia dispersione per tanti secoli. Giova pure rammentare come in seguito a detto articolo, i g _ioma!oni di qui segnalarono la costituzione di ur. Comitato d i protezione degli ebrei da eventuali persecuzioni, pur non essendo problema urgente l giornali facevano seguire il nome degi_ aderenti. E' ignota l' a l tivit che abbi a svolto detto comitato, per abbiamo visto fondare in seno a societ .ariane, gruppi ebraici, come avvenuto in seno alla Societ' del Giardino (circolo a ri stocratico di qui). Ora volendo dare soddisfazione al nostro Andre; ni propongo la _pubblicazione del l' elenco delle persol")e ebraiche che hanno occupato cariche pubbliche e posti di responsabilit. Detto elenco dovrebbe essere esposto in tutti gli Uffici pubblici Alla letiera accluso cjuesto edificante documento, che riproduciamo in fac-simile: vunque. abbiamo dei nemici, iv i 3enza tema d; sbagliare, l'ombra di una sinagoga. Possiamo noi ignorare o fingere di ignorare tutto questo, senza compromettere noi stessi e la nostra Rivoluzione? Gl.j ebrei ci sono sempre stati nemici, fin dai giorni epici e sanguinosi del Fascismo. Hanno in tutti i modi e con tutti. i mezzi, anche coi pi subdoli, cer.cato di ostacolare la nostra marcia, perch sentivano in noi una potenza ideale cos forte d essere capace di scuotere il vecchio continente e "fargli aprire finalmente gli .occhi annebbiati dall'oppio giudaico degli immortali principii e dalla. potenza occulta della Massoneria e dell'oro. Quante pillole amare abbiamo dovuto inghiottire "in silenzio per. ope_ ra-loro l Quante calunnie, quanti insulti ab-. Direttore responsabile : TELESIO INTERLANDI biamo dovuto sopportare mordendo i l freno deJla nostra impazienza di rendere pan pe: -focaccia! E adesso che finalmente venuta l a nostra ora, vogVamo dimenticare o f i n gere di dimenticare tutto ci? Ma come po& 3ibile mentre la guerra perdura e si avvia ad una fa s e aspra s, ma vittorio s a rr,ente risolutiva per noi? Ma questo non che il principio e nemmeno l a parte pi importante della questione_ Terminata vittorio s amente la guerra. un immane compito c i a spett a : ricostruire l'Europa secondo _i principii ideali, sociali ed economi ci del Fasc'smo, liberando! a definitivamente da ogni ulteriore influenza giudaica. Ma come possiamo noi Csolvere degnament e questo compito se prim a non a vremo radic almente risolta da noi la quest;one ebraica? l o non credo che Si pos,-a log'camente pensare d i guarire gli altri, se prima non si riusciti a guari re completamente s e stessi. S i impone quindi la neceJ s 't assoluta d i affrontar e i n pieno e r i solvere l a questione ebraica per essere monti e temprati al nostro verament e compito fu tu ro. Prima. di tutto bisogna degiu d aizzare ra ;calmente le n o s tre fila, estirpare le mal e erbe dei giudei. palesi ed occulti, -degli asp'ranti giudei, dei giudei per elezione, d i tutti insomma i cattiv i italiani e i cattivi o tiepidi fascisti. Sopratutto te ner presen) e in questa nece13saria opera d i bonifica nazior .ale, che spesse volte borghesi ed ebrei non sono che i volti diversi di una s 'tessa anima. Allora non c' ragione, anzi sarebbe supremamente assurdo, u s are mezzi diversi per gli u n i o per gli altri. L a via p i elementare e la p i giusta, di colpi rli ugualrr.ente accomunandoli in una stessa condanna. E l'unica soluzione possi bile : quella che bisogna adottare_ La Rivoluzione, nata dal tr a vaglio di una guerra vittoriosa mutilata da;ll 'egoismo anglo-francese e dall'inettitudine dei nostr i governanti d i allora, in questa guerra dura e riso lutiva, maturas-e e i suoi uomini per i grandiosi compili d i ricostruzione europea e mondiale di un prossimo domani. E nel nome di questo domani che i combattenti d i tutti i fronti offrono se stessi alla Patria per l'immancabile vittorie; nel nome di questo domani che J'autentic;;" popolo italiano affronta e supera i pi aspr i fici qum;i -si potrebbe dire col sorriso sulle labbra. Ma questo stesso popolo, sono questi stessi combattenti che chiedono, e ne hanno il pieno diritto, che i loro sacrific i non siano che il loro sangue non s i a sparso inutilmente. Nella grande Italia "che sorger dalla guerra, non vi deve esere pcisto per gli ebrei, i filo-ebrei, gli ebrei per elezione e v i a degenerando. Le mal-e erbe bisogna individuarle dovunque si annidano,_ comunque cercano di camuffarsi., e colpirli inesorabilmente> Stampatori: Societ Anonima !lolituto Romano di Arti Grafiche di Turnminel!i & C. Citt Univen;itaria -Roma

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l . . .--. : : l ori feri lo sc1ro.cco . sono 1 pnnclpa-li nemici delle -maJerie alimen-tari. Per batterli e vi n ceri r acquistate un . FRIGORIFERO FIAT ESCLUSIVA DI VENDITA PER L'ITALIA l'ESTERO E LE COLONIE: MI L A N O -Corso del Littorio, 9


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Difesa della razza : scienza, documentazione, polemica, questionario.
n Vol. 4, no. 12 (April 20, 1941)
260
[Roma :
b Societa anonima Istituto romano di arti grafiche di Tumminelli],
April 20, 1941
650
Race relations
v Periodicals.
Jews
z Italy
Periodicals.
651
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Periodicals.
1 773
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4 856
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