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Difesa della razza : scienza, documentazione, polemica, questionario

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Material Information

Title:
Difesa della razza : scienza, documentazione, polemica, questionario
Physical Description:
Serial
Publisher:
Società anonima Istituto romano di arti grafiche di Tumminelli
Place of Publication:
Roma
Publication Date:
Frequency:
semimonthly
regular

Subjects

Subjects / Keywords:
Race relations -- Periodicals   ( lcsh )
Jews -- Periodicals -- Italy   ( lcsh )
Race relations -- Periodicals -- Italy   ( lcsh )
Genre:
periodical   ( marcgt )
serial   ( sobekcm )

Record Information

Source Institution:
University of South Florida Library
Holding Location:
University of South Florida
Rights Management:
All applicable rights reserved by the source institution and holding location.
Resource Identifier:
usfldc doi - D43-00069
usfldc handle - d43.69
System ID:
SFS0024306:00069


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SCIENZA GIUUO COGNI : ARMON I E D I RAZZA; GUIDO LANDRA: A N TROP O LOGIA (le italiane della raue umano): J. EVOLA: ROMA ARI A LE ORIGINI. POLEMICA CLAUDIO CALOSSO: L'UTOPIA SlONISTA; 'GIOVAN. NI SAVELIJ: STORIA DEL GIUDAISMO (La d eUQ aplrito della patria). C .OSTA LIRE TASSE RADIOFONICHE COMPRESE, ESCLUSO ABBONAMEN TO AllE RADIOAUDIZI:ONI VE:MDITA RATEA LE .. . DOCUMENTAZIONE OTTOBINO GUBBJERI: SA. N PAOLO E GU f:BREI; GU EBREI IN .. FRANCIA DOPO LA DISFATIA DEL. 1940. . ALMANACCO DEL RAZZISTA: 16-30 GIUGNO XIX. : OUE_STIOMARIO CONFUSIONE; LA CIRCONCISIOZ.lE ; :GU EBREI NEL . --_ .. .. .. ... .. l l Collaudato dal Ministero delle Comu Ogni ha il rela tivo bollino di collaudo : T re valvole Onde medie Ricezione diurna della pi prossima -In condizion i favorevoli ricezione serale di alcune principali. s la-z-ioni europee. CHIEDETELO Al MIGLIORI RIVENDITORI Privo di reazione regolabile sull'aereo qu,indi esente dai disturbi caratte ristici degli apparecchi -r aziof1e.

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ISTITlJTO NAZIONALE DELLE TUTTE ASSICURAZIONI . :i . ;:. i\" ELLE ASS l :URAENTI

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BANCA COMMERCIALE ITALIANA CAPITALE L. 700.000.000. RISERVA L. 165.000.000 BANCA DI INTERESSE NAZIONALE

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ANNO IV NUMERO 17 5 LUGLIO 1941-XIX t:SCt: Il. 5 E IL 20 Ul OGNI Mt:S. UN NUMt:llO SEPARATO LINE l A 88(>;-i AMENTO A N NUO LI K E 2(1 SEMESTKALE 12 t; S T : R O l l O O P l' l O Di rettore: TE L ESI O INT ER-LAND I Comitato di r edazione : l'wL d<1tt. G UlDO LANDRA prof. dott. LIDIO iPRIANI di redazione : GlORGlO ALMlRANTE !STRIA ANTIGIUDAICA Questa lapide inhssa sulla f acciata del Palazzo M uni-. cipale di Murgia, in lstria, ricorda le benemerenze del .'! pretore Andrea Bondomero, che, nel 1532, espulse da quella citt, con l'aiuto de[ Senalo Veneto, gli ebrei col residenti, considerandoli come malfattori SCIENZ!DKUMENTAZIONE POLEMD QUESTIONARIO

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cp;,, '" '" "'"" 'j """' ' ' ."' ,; ,.,J j "'"'""" ,/j "" '""' y,," J orxano fra l e '"n ate sole11ni de i a /vlarienkirche in Dan( /c .:. l' a111ira cal/edr.Jie dei calloiici Il tempio. ridotto a .'111: 1 a i/Jiertl "'"litri wme 1111 g rande spazio che ha per confi!!i i l cHi o .. mzi. 1/1/.,Jflllollia tli llloltepli J/MZi rJcorrentisi per le l.'< ll'c 1111/: t l a nal11ra nel .r11o infinito caso ne infinita .'Jh' E 11011 c' co.r.z che ben vit e nella sal111e del sole. 1 /re no11 .ri.t i11 fondo 'file si armonia d'organi. V oltz am(J .lire: q11nt' zrmon &chiana. U.rc ll'rJ SebaJti.mo &zch .ro.rtenere .rorriderrdo che in jo11./ . por .zti.ri in mz t <'erta zrmonia, 111/Ji avrebbero sap111o comporre la .111.1 IIIIIJiu E inft zlli. lue.rla era la sua serenil che egli in qual ll.li 11/0IIIt' ll/o e fra bambirri cingue/Janti er,t in grado di pu pa.rlare di razze inferiori e superiori per natura? ;e,g11ire il beato filo delle sue linee J(,110_ l\' 011 forse cos della vita, che, dctJo m g.:nerale favore di condizioni, se11za :be i'allenzione se ne accorga, e la t'olont, c'entri per nulla, si sviluppa da s in rilenzio secondo un ritmo assolrttttmente ,nevitabile? Non La sete e la fame, e L'infinito rescere della materia orga11ica quest'ine ? rabilit di destino che nulla . all'infu ori i el la ma/a voi ont, disto glie?Cos cre scevano dagli organi jra la sil e111ie 1 1 e getazion e delle colonne, le po' : fone :rrmo11ie del grande di Eisenach. aescet;ano come la nat11ra, infinitamente ,anore, infinitamente sonore, multip!t come /.1 ramosit del grande :tibero che ness11no p11 numerare J \ful ti plt: i n ;:nfi11ita crmgiunzione stel/are, come la nat11ra che non ha fint>. E i' a mstica atrebbe pot 1110 dirci nei suo linguaggi o cbiaubier.;m/e. ma cos inevit abiimente preci so, che queJ/e t'ori staz,.ano in innmneret ,oli rapporti perfetti di armoniche, nole somma e, nole differenza; o. in parole semplici, che l'un s11ono altri s11oni e cos di sflono in suono tutto non era che fina infinita filiazione di pro porzioni. Onde quelle form e sonore si coprivano zteramente con le forme spaziali delle ramosit architettonic.he: e al c.oncenlo delle voci echeggiava il concento degli spazi, in. un'infinita rispondenza sonante .. E mentre gli J-pazi arc.hitetionici si muovevano ch anrhe i' arc hitettura nella s11a profonda essenl:a, si muove in fondo risultava che le iinee dei tempio altro non erano che 11n'adu11a zio11e di movimenti, 11na danza senza fine condotta sui ritmu degh organi. Ch tale era la vita di quel mondo: !111a armonie: Ji musiche s paziali. * Abbiamo parlato di armonie, di spazi e di mt4siche. Della fi!t.i zione naturale onde daJI'una l'oce sc.opp1a miracolo l'infllnl. : seha dei/e toci; e come ci sia nalllrale e inesorabile come ,i crescere del corpo dell'uomo. E 11111avia. mentre andavamo per quegli spazi senza fine r.<< w/ti nel giro di una dit1 ina geometria, e;' sembrava di toccar e ii tertice del problema della razza. Quest'assoluta serenit e arqJOf1a di coincidenti contrari d< forma mondo e si congiunge con le steJ/e dei cieli 11011 f o r" a nche la perfezione architellonica delia razza? L dove a una, tmea vitale iuponde l'altra linea in coincide n : ; innumerevole, onde il vivente 110mo richiama all'iniziato le gradi (1rmonie musicali, non forse il punto J cui si prt parlare f 11na perfetta espressione della razza? E 1111 problema di architellonica fisica e s pirit11ale. U 11 ;rob h 11u in fondo di divina proporzione. In ogni razza la divina proporzione /'espressione suprem.;. Ogni individrto. c011gitmto con Le armonie inimmerevoli, Il' perfello cosmo. E i' essenziale che non l' imelligenza od altre doti fisich e 1 _rpirilluli decidono del t-ero valore. Anche un'opera d'arte p esse1 condolta co11 suprema sapienz:1 di mezzi e di intelligenlt "' 11iche. e tu/Jar:ia non. at. ere nessun zcro t'a/ore: anzi possed erw -11110 M 'g.:Jtivo e degenerato. w co11.reguenz.t t'he se il dh'ilzo si ritela so.lo in quella .1rmonia, ed anzi soltanto q11e/Ja infinita armonia, rma piaol.> cM.I .JOIIOIIIU ha pii} di 1111.1 grande ma disarmon-a. E 1 :'

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C' UN A MISTERIOSA ARMONIA ANCHE FRA L'UOMO E LE COSE. GUARDATE COME LE SPIRALI E l CILINDRI DI QUESTI MACCHINARI HA NNO MDELtA TO l GESTI DELL'OPERAIO

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bel g t tllo, 1111 bel catallo sono pil alli a .rt?renare lo spirito. di 1m 1101110 intelligente ma razzia/mente diJjallo. Ch Dio non in f/llesta o q11ella cosa, ma ne/i armonia delle cose Abbiamo l'impreJJione di non ingannarci affermando che monia cmmziale la razza a quella guisa rh e nell'arte e nei .pensiero l'armonia la completa perfezione !Homen/o esJCnziale della t l it t l'armonia: e ovtinq11e eJJa pu dirsi che la vita perfetta Le lin ee, il co,ntenuto, poJJono eJJere di molteplice ndt11ra: in s non ,Jono che linee e conte11111i. Essi di, venlano espreJJioil.: di alta r t tzza J e SII di eJJi si piega l'infinita voce di Dio; cio l'armonia c011 s e con il mondo. Che in fondo 11n fmommo di in finita conte in peranza d amore. Dtmqul! ci S l!mbra cbe poJJa a b11on Jirillo parlarsi come fi IIOrt m a i chiaramente si fallo, di due categorie dj conce/li raz ziali. La pianta /'animale l' 1101110, e q1tante o p ere dell'110m o apro110 l e l oro 11it e .1lltt /11,e dell universo, sono forme diver.re di una sola grande V ila: f o rme minori e forme ogmma perfella nella Jl/a J fera. Tutltwia il gallo da meno dell'uomo. e l s pianta da mmo dt!l gall o di fronte alla vastit della vita. 1\1a enlrtJmbe, se realiz :z.m o o m e di ogni incorroll t t cosa dell a na1111:a, l'armonia con s e .-on Di o r t z gg iungon o la perfezione cbe jJOne ognuno degli eJJeri in eJJenzt l e wmmricazione con l'infinito; cio lo infinita Ne ll a Jt"ala d e ll e cose create v' nece.rsariamente il piccolo ed il grande. in 111/t t naJurale gerarchia che non ha confine C os 1 1 i l a picc o l a sonatina e la grande sinfonia; ma og111ma p11 I!Jser e 11n upola1 oro nella sila sfera se vi circola l armonio .rit rbe l a i11jinit.s. T u/lavia il gra11de poema _, nella sua reale esistenza p braccia/ore di mondi det piccolo verso, a parit di valori. Il grande dramma avvolge pi lo spirito, delia friggevo/e nola. Ma ques/a non ha Je in s. perjella, ragione d! invidia per ch ognuno in fondo quel che vuol essere; e come tale, tocca il culmim del suo Jviluppo oltre il quale non sarebbe pi i11i. CoJ vi son razze maggiori e minori, come vi sono bambini t grandi, animali e 11omini; ma ogmma. non ha ragione di esseri invidiosa dell 'a ltra, se per suo conto pura e armoniosa, capace di raggiungere nei suoi migliori esemplari almeno, la com p!t?Ja espressione di s. In q11esto caso, quei che essa vole va svolgm compiuto; il margine dei suoi desideri, dei suo sogno di 1 1ila. raggiunto. Altro invece quando si" istituisce il confronto, 11011 fra le ,pot sie e i poemi, ma fra la perfezione e : l'imperfezione d eli' arte;j rio fra opere d'arie vere che hanno la consQ/azione della stermiut;ta armonia in J. e o.pere difettose, ove questa consolazione ;1011 si vede. Cio fra armonio-re e rotte es pressioni dell'arte. Le pr/1111: infinite e divine, le seconde fit1ile, o soltanto per sparsi jra111 mmti e barlumi richiamanti all'infinito. Lo sleJJo fenomeno succede razza. Vi sono razze minori e maggiori come opere minori e maggiori; trtlle perfelle a "1 1 modo, tna inegualmente importanti. E poi vi sono razze inferi ori e superiori, come vi sono opere d'arte infriori e superiori, riJI scite o meno : vi sono .cio razze bastarde o imbasJrdite ; incap.to di vivere, sia nella loro sfera (che non imporla pit se ,;,: grande o piccola la vera espressione delia grande Vita; cio i u capaci di infinita espressione ; Questa seconda categoria di conceJJf da Jmere aa11ra 1 a11n '11'

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ditiJa dalla prima. come mai si faJto fin q11i. Perch questa sola ha 1111 r;a/ore decisivo ; separa il bene dal nu:tle la luce dall'ombra ; mentre fa prim rientra 11ell' ordine naturale delle cosmiche ge-rarchie. At'Viene injatti che ogni opera di scadente t'a/ore secondo la seco11da categoria dei concetti su esposti, nettamente da po sporsi di a a ogni altra pm_ espressione, che tllllavia a bbia ti Slgr//o della.. perfez1one m se. Jn altre parole 1111 gallo, una bella pianta fiorita di fronte a Dio certamente pir. in alto dell'uomo delinquente dallo bieco e perduto. Un'espressione animale o vegeta/e serena e buona ha i11fat1i m a ggior capacit di elevazione, per l animo del t11omo che la contem pia, del vo lto e del/' aninia rotta dell 'essere pen ,erso. Perci i11 sostanza p11 concludersi che queste sono le vere r.zzze inferi ori: le pervertite. decadute dalla serena armonia del bello E che esse sono tzettamente inferiori anche alle razze l'er 1JaJ11ra minori. e non soltanto ad esw,eh in fondo vaf. me si: o 1/1/a perfelta razza animale, armoniosa e in serenit col tutto chJ 1111/a l' inte lligenza furbizia e malizia di una razza incapace rerenit. Che giot a che u11a razza possa vantare cam piotJ d; intelli gellZa amtit issima, t ittorie della borsa e dell'astuzia, o della scienza cai( o latrice e materialistica, se le manca la capacit del gra11de tespiro. la gr ande armonia? E (OS si pone subito 1ma domanda urgente Esistono per IJainferiori e s11periori?. Ch chiaro. che noi parliamo di o inferiorit essenziale, la quale in fondo un'itl de/1.1 malalfia o della sal11te dell'essere La risposta non pu essere dubbia Per IJalllfa 'IJ sono -razu mJpri e superiori ma 11011 inferiori e superiori, 1rel senlo da noi assegnato a queste parole. Tuttat;ia rientra nell'ordine dell e cose .che alcune di esse decadono dall 'armoni, : e perdono la comunirazion con il tutto il grand e respiro della t l ita. La malaJtia (JUd!ltunqlle contro la volont della tzatura 1111 fenomeno della nat11ra. E' pet-ci 11al11rale che esistano ,:azze dec adute, come esistono indit 1d11i decad11ti. L a cosa assolutamente essenziale la capacit di distinguer e que s ta decad e nza questa inferiorit dalla semplice differenza gerarchica. N o n v' razza umana nel mondo che non c onosca la perfezione nella sua sfera. E tuttavia 1 1 i sono razze o solloprodotti di razze che non la p.osseggono pi Decadute dall'armonia per imbastardimento sempre insieme fisico e spirituale, esse non dnno luce Talvolta stam1o altissime nella scala della civilt esteriore : il loro valore di fronte allo spirito grande. Ma ogni cosa lor o imperfetta in ogni loro no/d" vj 1111 accento di E.r.re sono come gran signori che poss eggo no m o lto danaro, o gran ba ca/ari che posseggono molto sapere. Ma ecm f!ene un bambino ; e di fronte alle armonie delf t vita vale infinitamente pii di loro. La loro sostanza corro/la; l1 fondo al loro :sfoggio di eleganza e di sapere v' il fiele . Sperare di ricondur/e nel seno e del bme secondo la visione pedago gira dell umanitari.rmfr equivale a s pe rare che 1111 gobbo nato diventi dritto. La !pro sostanza disar monica ; essi sono i direi/i figli dei dia volq. Che fare con essi? Anche la parola di Cristo, la pi alta speranza di redenzione apparsa nel mondo. rimmci a redimer/i. J':liente da fare con lo individuo tarato. A chi alludiamo? A razze IIJere? O a famiglie e gruppi di famiglie? Una rosa vienr naturale al pensiero. V; sono famigli e con fare irr e parabili L'unica guarigio1ie p e r esse / 'e stinzione. Con e razze ;---in ragione del/a loro vastit il gr.14(! di gravit certamen t e diver.ro. Non vi sono tazze di d e lin o di sifilitici Comi! nelle famiglie / a rate di tanto in tanto p11 nascfre per eccezione 1111 fug gevole seme bi1ono cos nascono, anche nelle razze / a r a t e semi buoni ; i11 t a nt a maggiore qNa;llit e con /ant a minore gravit q11anto. i rapporti di nl!l seno di tm'int bra ,-azza sono pi com p/es si, e le loro r omplicazioni erevo li. Pci non si potr parlare di r azze in ter a mente degeneri come si fa delle fa miglie Tulta via sar lecilo parlare di raz ze, p e r natura, lenor di vita e g e nio rico noscibili qual; nettamente inferiori E l a lor o inferiorit t J arr non so/tanfo di fron te ai soliti biondi ariani, ma anche di fronte a quals iasi altra buon a razza di rossi e di negri. Ch il negro sano e sorridente da pir d e ll 'e uropeo malato e corrotto T1111i com pr end-eranno a cb i t J ogliamo al/11dere. GIULIO COGNJ 9

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5 i creduto generalmente che San Paolo Apostolo sia stato il pi gran Jc persecutore degli Ebrei. dopo la L'ebraismo storiLo ha lavorato per secoli a sminuire la figura solenn e di questo predicatore per tramutarla in quella d'uno spietato repressore; e molti storici non ebrei ma sono c 1d1ai rn La vita di San Paolo rivela invece com'egl i st ,uo il pi du Llrnenrc cd :l(Canitamente perseguitato p,iudei L.t romunit.'t t: i ud tic.t pe molti non ha avuto che uno scopo: .aggre ,lire con ocni mezzo e rombanere in qua hrnljl i C rna'nicu S m Paolo imralciandn. mutilmcmt -l'opera di Jiff: rsione del V an!!clo N.no .1 T.n> o le c f resci1e del Cic1no. d 1 ( !tnicli.l ciulbira d e ll.t trib di Beniamino f; cd1;cato d:1 r:J.ga7.7.0. sr IO Dclla Tavola di Santa Cecilia, RaHaello, nella Pinacoteca di Bol()9l!; chiamava allora Saulo e non Paolo, a.Jla religione dei padri : non tanto alla reli gione quanto .all 'odio verso il CristO che era stato nella citt di Gerusalemme con d.1nnato e crocifisso. Giovine e forre .;:glr parve ne primi tempi destinato a diven tare l'esecutore ed il braccio destro della ::omunit nella persecuzione dei conveniti : onde riceve simbolicamente in cusrodia l e sopravvesti dei lapidatori di Santo Stefano. ed assiste di quello incitando. Quando, investito di potere, munito d 'una scorta armata, provvisro di denaro marcir: da Gerusalemme a Damasco per fare ope ra J epur:11.ione e a mezza strada preci pit. l d a ca:allo dina nzi ad una muraglia lli lu c e inCJndes cenre appa rsa.g li improvvi' dmentc d a v a mi ch e prende figur a e S.:11f o Sard o p e r c h mi p e rse guiti?, e lo re nd e c ico p e r tre giorni finc h .. del Signore, gli ridona la vista e l o banezza : gli abrei p erdono il l o ro c cndm UNA VITTIJVIA DEGLi STORICI EBREI tiero che r itorna sui suoi passi pieno dtll.. nuova fede, abbracciata con l'enrusi a s m o r inflessibilit dei neofiti. Da allora cominoa la lotta sen z a tregua contro la propria stirpe. Forse l a comuni. t non sarebbe insorta tamo e no n be tanco combattuto se si foss e trattato a. un gentile o di uno stranie ro. Ma il faw' che proprio quel Saulo rutco iuo c o e rutu irreducibilir tosse diventa to predicatort e diffondicore della riuova religione cosL improvYis amente per una di quelle appari : zioni che n o n era stata nemmeno comune (solcanto Saulo aveva veduto ed udito); egli rampollo violento e prepotente: del ceppo ebraico che faceva prevedere .:hi s a quali imprese in favore dell a razz a : solitl' sdegno e desiderio di vendetta. Saulo per due anni si rifugia nel deserto a me..:iitan: su la rivelazione, e anche per evirare i pri mi sfoghi dei giudei imbaldanziti dopo la Crocifissione dell'aver preso l a m a no in m te r ia di religione a i jJr c consoli romani. A jl pena Saulo torna a Damasco i giudei si mecrono ad appostarlo alle porte della citt per ucciderlo prima che vi entri, ed in c i sono favoriti dall' etnarca del re Arata. I pochi cristiani di Damasco per lo salva no, e riescono ad imrodurlo in quel labirintO di vicoli sordidi che formavano il quar ti ere popolare. L etnarca allora radoppia la guardia alle porte per evita re che Saulo avesse potuto uscire; e comincia a sguinza gliare i suoi segugi per scovare in ogni tana il pericoloso leone. Il quale, sem p re Jiut a t c dai fratelli, cal di notte con delle corde dalle mura e fugg. Saulo si reca poi a Gerusalemme per vi sitare San Pietro. Anche qui lo accoglie l'ira furibonda dei giudei, ed costretto a lasciare in breve pena la morte -b citt tanto cara al suo cuore; e ad imbar carsi alla volta di T arso la citt natale, don dimora per poco tempo, quasi nascosto per veleggiare in seguito verso il lido di A nrio chia. Da questa, dopo moiro girovagar e Saulo, (che verso la fine del 46 o i pnrn! del 4 7 aveva latinizzaw il suo nome in Paolo), con Barnaba apostolo si reca nel l'interno della Pisidia, e l affronta i n oien o la comunit giudaica e la comunit dei gen tili. Presso l a seconda egli uova condiscen denza, riflessione e proseliti ; nell a prim : : divampa la reazione. I vec chi giudei fann o scatt a re la macchina del rumulco c on cw rie s ci vano a provocare il solito provvedi mento dell' consolare di a ll o nt a n are quali f acinoros i i predicatori cri stiani e r i stabilire l'immobilit d e ll a legge. P,10lo ( Barnaba rip r endono l a via d el p ellegn naggio s enza scora g g iarsi ch l'apo s tolato a nch e cammino senza requie; ed .,-n vc.

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no ad iconio do v e ponaoo con successo l'Evangelo .li gentili con ai giudei che r e m a no dr Anche questa \'Olta 1 due apostoli sr salvano ab bandona ndo Iconio e rifugiandosi ad Istri ; dove trovano una cena pace ed ottengono molce c onversioni ed operano mir a coli. IJ miracolo acquieta sempre le mrbe che ,.i vedono l a realizzazione 1mmediata e documenca r a della parola Ma da Iwnio con livore sempre pi acceso arrivano a frotte i giu de i inseguitori e sollevano gli indiffer enti e i non convert-iti : Paolo cade in un a gguato presso le mura, vien lapidato e l a sciato esanime. Sanguinante e sfi niw .viene salvato di fratelli, curaro alla meglio e fatto fuggire per timore di pi feroci Y c n de tte. Ne! SO, dopo varie peregrinazioni, Paolo e Barnaba a Gerusalemme La loro predicazione aveva lasciato buona semente. lvi era sempr San Pietro,' capo della Chiesa, che tenne concilio Dopo il concilio, Paolo riprende instancabilmente il cammino anche per alcuni segni poco r assicurant i c he cominciava a notare tanro il suo nome era stato scolpito nel libro d e ll'odio e braico. In ogni citt ritrova poi l a identic a ingiuriosa reazione da .pane della comunit; il cui sistema obliquo di sutenar e tumulti per provocare il provve dimento di espulsione dalle autorit n c costant e ed immutato La sinagoga s embra p rendere le difese di ipocritamente ch non questo che un siste m:t o un tentativo per liberarsi dal pericolo cri s tiano. I consoli hanno dal c.anto loro uno scopo solo : evirare delle noie in mezzo a quelle popolazioni di recente sog gerte ma indipendenti per quanto riguarda la religione Strano contrastO! Paolo crova pi prose liti e protettori nei gentili e nei romani, p1 bene voli ascoltatori nella geme paga r u che presso la propria razza Ai primi l a conversione imporrava il radicale cam biamento della fede e delle credenze, l'ac c e ttazion e di una dottrina in assoluta antitesi con qu e lla sino allora accertata. Ai secondi non veniva chiesto che la perfezione della fede senza rinnegare il passato, ma solo nobilitarlo con l'accogliere in Cristo il Messia t a nto atteso. Ed allora perch la rdurranz a inrransigente degli ebrei, riluttanza ed intransigenza secolare, millenaria Questo : era il problema della raz za, d nodo razziale AI Cristianesimo po te-vano aderire ed entrare a far parte rutti Bastava c red ere nell'Evangelo e ricevere il battesimo Non c'erano per l a dottrina d i Ges distinzione di razze popoli sedei comunit e l erte, nazioni superiori. Dinanz i a Dw o gni uomo era eguale ed aveva gli srcss. dmtt1 e gli stessi doveri M a gli tbreJ pnma dei romani si rivoltano nel lo ro smisur ato orgoglio contro que s t a riv,Jiu ZJOne, d e cadime nto d e l loro stato di benes sere e di a r isroc r a zia. Gli ebrei si fanno f a lsamente paladni di Rom
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ANTROPOLOGIA LE CLASSIFICAZIONI ITALIANE DELLE RAZZE UMANE Giu seppe Se r g i il patriarca d ell'antropolog ia italiana, fa mo o p e r i s uoi s tudi stir p e M e dit e rran e a L op era ori g inal e Ori gine e diffus ion e d e lla tirpc m e dit erranea ap p arve n e l 1 895 ; fu trad o tta prin1a in t e d esco, p o i in in g l ese in un libro rno ;t o n o to a gli An g l o-S a s soni, The M edite r run e an H ace Sec ondo i l S o r g i la primitiva p o p o lazi o n e di Eur o pa. d c po l'uomo di N ea n d e rtu ; avr e h be avut o ori gine in A fri c u e co tituito l'int e ra po p o l a zion e d e i te mpi n e oliti c i Il b ac in o M e dit e rran e o fu 11 ce ntr o c il n o r d d ell'Europa. Dul g r a nd e g rtltiJ)Q Afri caTIO s i format e tr e una Afri una rimas ta n e l con tinente ove e bb e arigine; un al tra M e dit errane a c h e o ccup il ba c ino di qu es to mare, e una te rza Nordi c a c h e raggiuns e il N o rd del. 'Europ! L A questa variet Nordica della s p ec i e Eurafri{;urla s i de vono rif erire sempre s&eon d o Se r g i -le attuali p o pola z ioni d o li c o c efal e bion d e d e lla G e rmania e della c rmdinu v i a La primitiva c i vilt d eg li Eurnfricru1i afro rm : dit c rrun e a e m e dit erranee l e e i v ilt g r ec a e latina Quando sul finir e d e l n eo liti co s i s pin s e r o daii'A!'ia in Europa l e g e nti brachic efal e apparte n e n ti ulln s p ecie della dal Se r g i Euru iati ca pur p osse d e ndo una i, ilt inf e ri o r e a qu e lla dt: i M e dit e rr a nei impo se r o l e l o ro l'n g ue. delle lndoeuropee c h e iu lt ali e in Grec ia subiro n o tr a 5 f o rmazioni mentre al trOH' si mant e nn e ro hran-12 che genuine nel Celtico nel Germanico e nello Slavo. L'inva s ione degli Eurasici, al di fuori della lingua, ben poco ha alla civilt dell'Euro pa. la quale anzi nei cors o di ques t e prei s tor i ch e inva s inl sarebbe s tata sommers a, s enza la vitalit straordinaria della g lorio s a stirpe mediterrane a. Giu seppe Sergi stato un pro fondo c o nos c itor dell'an tropologia africana: il s uo li bro Afri c a. Antropologia del la stirpe camiti ca ( 1 8 97) un op e r a c h e s i pu c o nsi derare. ancora di attuai it specie per qu e llo ch e s i riferis ce alle popolazioni dell a Libia e del l'Etiopia. Il libro Arii e Ila l i c i ( 1898) uno studio del l I-talia preistorica, in cui s i tenta di dimastrare meglio l'origine africana degli ltalici. Nell 'opera poi Gli Arii in Europa e in Asia egli cerca di provare come neanche in A s ia gli Arii ebbero una cul tura originale, e gli Arii ch e vennero in Europa erano tali solo per linguaggio, non per ;;tirpe, dalla nera ter-ra cami tica quas i Isi.de mi s teriosa ap;parv e la civilt e mo ss e a di sseminare i primi germi della cultura dell'oriente a siatico. Giu seppe Serg i ha tentato una prima s i s temati c a dell'u manit n e l s uo libro Europa 1190 8) r I l que s ta opera ii Serg i ha la formazione del c ontin e nt e europeo e il proble ma d e i Primati nella di stribu ge o grafica dei mammi f e ri Tratta poi dell uomo euro-)( 1 g)2 -3 ts .., La filogenesi; della razza del ramo negroide, secondo l'ipotesi mutazionista l) Caratteri vari; 2) aumento dell'elicotricHia: 3). diminuzione della sta: tura; 4) aumento della pigmentazione; S) a'UIIDBnto della statura; 6) labbra groase; 7) aumento cefalico; 8) atecrtopigia, peo (honw nea.ndertalensis hO mo primi.genius) e delle sue origini e di s cendenze. Studiando l'uomo del quaternario me dio identifica un secondo tipo uma o differente dell'uomo eu_ ropeo. ma di origine africana. : questo l'Homo Afer. Ampiamente trattato l 'argomento dell'uomo eurafricano. e del l'unit fondamentale dell' uomo neolitico in Europa. Col neoli tico appare un nuovo tipo umano I'Ucmo. eura3ico. Il Sergi delinea cos l'antro pdogia a s iatica e i caratteri de; genere Honw asiaticus. Nell'epilogo <' questo libro il Sergi fa un Ipotetico albero della discendenza umana in tre generi parallelamente a Simidae. A questo primo tentativo di siste>matica segu un secon do nel l9ll, nell'opera Hominidae ; in questo libro troviamo quella classificazione della famigiia umana in cui il Sergi ci appare come il rappresentante del pi spinto evoluzio nismo poligenista; divide la famiglia degli Hominidae in cinque generi, due estinti, Palaeanthropus e pus, il primo proprio del vec chio continente il secondo del nuovo, e tre viventi Notanthropus e Hesperanthropus. corrispondenti rispettivamente alla facies africana. asiatica e americana deil uomo attuale. Questi generi comprendono una quindicina ()i specie e una quarantina di va riet e sottovariet. La nomenclatura adoperata in ques ta opera linneana e la diag1105 i e g ualmente deilv stesso t i p o, cos che s i ha cor rezione formale della nomen clatura adoperata nell'opera Europa>>. Questo sisiema di Giuseppr Sergi pur con le sue compie tezze rappresenta un nuovo in dirizzo per a soluzione dei problemi antropologici e un tentativo di mettere la scienza che tratta solo del mammifero umano, sulle stesse vie che percorrono le scienze degli altri organismi; incominciando da una classificazione naturale, senza la quale e ricerche della discendenza non possono essere fruttifere. Questo lavoro oha scrit to Giuseppe Sergi se sar ripreso da antropologo natura lista esperto e convinto di quel che ho iniziato, che abbia stu diato tutti i gruppi umani e non soltanto frammenti incompleti, potr essere corretto e completato. lo scrivo con que sta convinzione: il successore verr a correggere e completa re l'opera mia. Di coloro che non sono atti a comprendere questa nuova direzione d'idee non m'importa Terminata l'opera Homini dae Giuseppe Sergi inizia una serie di studi per porre ;;u sempre pi soli de basi il evoluzionismo poligenista. Nel 1913 appaiono Le ori gini umane, nelle quali egli insegna coine l'evoluzione pro ceda quasi sempre per polige nesi, perch i phyla sono una genesi distinta e parallela di una determinata forma. e come ie forme umane ;JI-

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-l hlogenesi delle rciz:ze dPl J:amo australoide e rapporti di! questo con gli E:urooidi e il ramo estinte dei Neandertaliani,. secoD:. sviluppate in ambienti Pure da collegarsi ai lavori precedenti Il posto de]; uo mo nella natura ( 1929) n e l auale si conclude che l'uomo. pur ontenendo nelle s ue strut: ture caratteri comuni con gl i altri primati, ha avuto une propria e separata evoluzionr, sorpassando enormemente gli altri primati e nelle forme t nelle funzioni, perch esso un ramo cospicuo e separato e non discendente di alcun altro primato Tra le ultime opere scritt dal Sergi. che riguardano :a razza Mediterranea il libro L'Italia (19191 nel quale. a proposito delia pretesa in fluenza degli Eurasici sulla ci vilt ltalica, egli enta di mel t ere in evidenza i l fenomeno per cui la popolazione, che hil fatto del suolo occupato il suu abitato adatto. ; a pi resi stente e nella conorrenza vilice la nuova arrivata, se que s ta ultima !l{)n di numero molto superiore. In questi ul timi tempi il Sergi ha voluiu confermare con metodo ling ui stico, corografico ed ecograti co i risultati ottenuti con m e todo antropologico. Ha volute; dimostrare ancora una volta con_ prime t:l;e anl!che civi!ta: I Creaton ') (l 926) che il mondo mediter raneo antico comprende la s to ria di una razza: la Mediter ranea, l a quale si divis e in vari rami e produss e in tre ahitat; differenti le pi antiche civil -a .. .a culla: i. :-'accn tla S \ er.ia; IO. Guiana; u. Cnt'tk : Hupa: .\paci: q. Sho,hnni: 15. Si l (da lt
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(/J l()-)()-ITiliiiD Mongolidt 60 Distri,bu ziono delle fanne razziali del ramo mongoloide (da R. Biasutti) ti! a s i atica o su rneri c a. afnca n a c c ur()pea o ulecllh ; J runea in tre ; ucce,:,;ie: 1ninoi co ll enit.olatinu. 1\ur ( 1 9 : \ ( l) ci appunt o rt. m c lu g rundczza d ell'Impe r o Britannico uni amcnt e n e l .. la o ri gine m e dit erranea eli un u pnrte della s ua popolazi o ne. No tevoli sono ah: un r "cent. opere che trattnno particoia r rncnte i problemi Ji antropo del Nuovo Mondo. Ne l liloro Gli Indi ge ni \me ri ca ni (1928) vengono identif c ali i tre prin ipali rami c h t hnnno po-polato I'Anwrira. l due piI ruttichi sono ori T inaJi dall'Africa. il Lofo ct>fnlo. c h e ha il :: m o di Baskcn H d.. e e molto diffus o i n Ameri c a. eo i l g rup1' o dr-gli Esquunc.>J. dei P ,tta go n i d e i Fuegini. dei Californiani e trovandos i spcradico altrove :: il Pt g m eo ide nti co ai ::o 5'i det ti Il terzo t!lrno a s i a ti c o e d immigralO aLtra verso lo s tretto di Bering in data ..-!la tiv a m e nle r ec:nie. I t: La pt antica 1.1mani t rivcn .. te .'> l 1 930 1 i l Se r gi ha poi tra tlato a fondo la del L o fo ce falo. facendo una mitahile r i c ostruzion e di l l ll ara;co trumo umano i c ui r a mi s i di s t ese ro dali'Afnc a in Europa, O ceania. Ameri c a. Se condo il Sergi. il Paleantropo un prodouo africano chP originariamente aveva due ra mi. uno cameplati ccfalo il Neandrr-talen3c e un o lofoce falo a eminenza tale il Roclc s ian o. Ii Lofocefalo s i e s tinto in Africa co m c f o nn a purn. ma vi ha la sc iato d eg li ibridi, ccmr pure n Europn. mentre nel Pac ifi co ha dato origine alle popo lazioni d e lla Tnsmania. Au Nuova Z e landn, esten dendos i q>tJindi in Polines ia 1\le; anesin. America. t ron co umano in c irca 1111 mi lione di anni di vita ha natu ralme nte :;ubito molte 1 a riaz io ni, pur persistendo i caratten iipic ; della specie. Ritornando all'opera Hom nidae ricordo come questa debbe essere considerata sotto due punti di vista. Da una par-. te rappresenta un sistema di classificazione basa to sul pi spinto evoluzionismo poligeni-. sta, che pu anche essere di sc us s o ma dall'altra ;a di scussione e doctJ mentata delle variet c razze ancora viventi Si tenga se nt e l'impo-rtanza bibliografi ca di un lavoro di sintesicos po.lcroso; purtroppo il triste des tino di questo libro stato che ben pochi lo hanno pre:;o Jtela giusta con siderazione mentre moltis s imi io hanno s fruttato, ricalcando cosiddett e nuove classificazioni svlla clas sificazione del Sergi, landos i per lo pi di mutare i nomi e di essere pi prudenti dei lePm. ini tasso nomici che destarono tanto scalpore nell 'opera di Gius e p-pe Sergi. Tra questi studiosi va ri co r dato Vincenzo Giuffrida-Rug geri, allievo di Giuseppe Sergi e autore di una sistematica an riopologica nota pi !lncoi a che quella del maestre Passa to il Giuffrida-Ruggeri u lht cattedrir di Napoli. apparvt ben presto chiaro il contrasto con le idee e colt'indirizzo di Giuseppe Sergi, contrasto chr si and sempre pi do fin? agli ultimi tempi, a mano a mano che il Sergi svi luppava la sua dottrina poli genista. L'adesione del Giuffri
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H.s. pygmaeus. af ricanus. p1 H.,-. py g maeus, steatopygu:>. ,-a r. H.s. indo-afr.icanus, spec. elem. H.s. indo-af ricanus, ,-a r. H .s. indo-af ricanus, aethiopi-cus. \"31" H.>. nig e r spec. elem. H.s. americanus, spec. elem. H>. ameri c anus. ncrdi:::us, \ ar. H.,;. an w ricanu s neoirop!cu:; \'UL IL andinus. var. H.,;. ameri canu:. patagonieus, rar. H.s. ameri c anus, auslra:i s nu. H.,. asiati c u;:. spec. elem. H.;. palaearcticus. rar. H.:;. asiaticu s neoarcticus. "ar. H.:<. a:;iat i c us, mongolicu.3, va r. H.:< . a s iatic:u s meridionali;. rar. H.. oce a!lic u s s pec. elem. H ,. oceanicu:;. ainu, var. H.,. polynesiacus, .. :.r. H.c:. oceanicu,. proto111orphus H.. oce anl clls pciynesicus, centro-orientali>:, s ul. v H.s. polyneswcu.;, pseud o medi terranes. ,;uhY. H .. indo e uropaeu;:. spec. el e m. ll. s ind o-europaeus. hrachyrar. H .s. indo-ruropaeu:'. brachymorphu;;. alpinus, suhv H5. indo-eurcpaeus, hrac hymorpl111s. armenicu:', subv. H.s. ind o -Europaeus. hra::::hy morphus pamiriensis, subv. H.s. in d oeuropaeus, morphus. ar. H .s. in:lo-curopa. eu s d o ; ic o morphu s :mbv. H.s. indoeuropaeus, dolicomorpl111,. s. H:s dolico indo-afl!hanus. E' l'ultim a o p e1a Su l'ori gine dell'uomo che si pu c onsiderar e il scien lifco d e l Giuffrida-Huggieri. In ess a pur eliminato il po preumano. ammes s o entro l'amhito umano i ; po lifletism o n e l s en s o di forma zioni paralle le, e cinque pre coci centri s pecifici: tre per le razze denominale equatoriali e due per le boreali. Non ab hiamo avuto difficr.:lt ha ritto i l Giuff rida-Huggeri l!><) r.o Distribuzione delle forme .razziali ramo europoide (da R. Bia .. utti) a sostenere una te::-i conci:iati va fra monogenismo c poligenismo. cio tra la vecchia opi nione dell 'unica =
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r ( .,..V" Si pu dire sc11 za esagerazione che la rivoluzione russa stata fatta dagli ebrei. (Il giudeo ;\1. Cohan ne] giornale "The Com munis t -1:! aprile 1919) .

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Il illarxis1iw forma moderrw della profezia ebraico (Il giudeo Reinhol Nie buna Al Jewish ln stitute of New York 3 ottobre 1934.

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Tipi di ebre i polacchi l .'\ L'UTOriA SIONISTA << ..... m a n o n m e n t e r o che que.
  • per l in seg n a m e nto c h e se n e pu r r arre qu a nto p e r l a m a nifestazion e del pi grave problema so c i a le c h e m a i :\bbiot a fflin o gli E brei dell a dia spora: l a m a n can u d i una p a tria e l a n ecessit d ella c o 5 tru z i u n c di un o stat o atto a d a c c o glie r e r urra l a n azio n e g iudaic a d i s p e rsa e smi nu z z ata n e l mondo dalle vicende stori c he; c N a pol e on e con l a pront a a r guzia c h e rip e teva dall a stirpe to s c a na, ric onos ceva a 1 1 punt o l'assoluu inc apacit p o litic a d e popo l o m a l e d e tt o. Pur e in virt dj un a di quell e mist e riose c a use c h e a lcun e rar e v o lte ne]];.; s t ori: t de t e rmin a no gli eventi, un mm c dl'stin a t o a vast a propa gaz ion e e m agg ior e ris0n a nz a s 'inizi c irca qu a r a nt 'a nni do po l a m o r te de l B o napart e m re n e c br a i r h c ; sul prmCiplO, vagheggia m e nto di ut o pie rin c hiu se nell a c er c hia d i pochi intell e ttu ali gi ud e i ; all i nizio de l presente secol o fu ripr eso ed a m pli: uo J tllc men e di gove rni int eressati e g l i n : nn c confr:rit a un 'imporra n u i nt erna z ion :tle. I nte n dia m o soff e rm a r c i s u gu e s u coloss .tle mistiticaz i o n e n o t a c o l nome dt Si, n i s mo. renut.1 in ,it a per un l a t o da un residuo spirito pseudoprofetico t per l'altro da circoli demoplutomassonici mglesi che vedevano nel mantenimento d essa, una s eria possibilit affaristica a1 fini imperiali dell a Gran Bretagna Il vero del Sionismo, si astragga dai precursori di esso: Hess. Smolenski, Achd-Han, fu l'ebreo tede sco Teodoro Herzl. L'opera su a Der J11demtaat ( 1 8 95) ten de appuiuo a propugna re la riunione in un unico fascio di tutt e le energie g iuda i che, al fine di sollecitare il movimento di uni ficazione del popolo maledetto la realiz. zazione moderna insomma dello Sciub. T. Herzl non si limit ad una attivit pu ramente teoric a ma trasporr nel campo pratico e sul terreno costruttivo della lotta il suo grande sogno ; le potenti associa zioni filantropiche, i ric c hi ebrei e l'appo g gio condizionatO di alcuni governi d'Euro pa ed extra-europ ei a v rebbero dovuto c o : stituire i mezzi per raggiun_gere gli scopi proposti. Dal 18 9 7 al 1903 sotto l a pre si d enza dell' Erzl furono tenuti ben sei congres s i internazionali che tendevano es s e nzialmente a due fini: per s uadere gli Ebrej di tutto il mondo circa la necessit di una colonizzazione nazionale ed acglllsm le simpatie di qualche governo int e ressato a promuovere il movimento. L a prima ide a em de s tinat a a ll'insuccesso; Herzl conosce v a i difetti del suo popolo, ma non li tenev a in debiro conto; quelb c he egli chi a ma non si sa con quale d i ritto co lonizzazione fila ntropica cioi: r a zional e s frutt a m e nto dei pop o l i in mez zo a cui l'ebr e o vive m a a cui n o n si tssimila p e r difettO di c o s timzion e mor.!lt. form ava, in realt, l'unica, sola gr anJe fo rza del popolo i sraeliti c o tutto teso alla c onquista del mondo p e r mezzo delle Hi. subdole c he ben conosciamo Si sptega quindi la natur a l e p e r qu a nro v e l ata oppo s izione dei r i c chi giudei piuttostO res tt! 1 pro f ond e r e il loro oro in un'im presa rhc. s e riuscita a vrebbe for se seg n a t o la f111e del potere di Giuda s ull a terra. M a e sist e vano g o v erni c h e vede1.Hl0 nel caldeggi a m e nro di t a l e asp i r.JZionc 1.1 conclu s ione di un m e rcato util e :tlla ioro p oliti c a affaris tic a L'In g hilterra, dalla pa ce di Vienn a in poi si a d o p er in m dk m od i p er l a c o s truzi o n e di un a fitt J r ett di st a t i vassalli n e l cont i n e nte c fuon c n ell'acca p a rram e nt o p r eventi ,o d i un n u mero e n o rme d i clienti cui erJ J ffid : H O ti

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    compito di ostacolare ?gni _forza il na turale sviluppo, nonche l ambiZIOne delle grandi potenze che tere il pre sugw europeo d alcuna dignit senza responsabiiHa d onore il governo inglese serv le buone e le cmiYe cause pronto a vendere, al momen ; o cpportuno i propri o a servirsene senza scrupolo; nessuna tdea per quan to utopisti c l nessun sogno che lasciasse intravedere una minima probabilit di rea lizzazione fu da esso trascurato; non apparir quindi s trana l'adesione inglese alle teorie delfHerzl, che facevano prevedere l a cosrruzion e di uno stato ebraico, certo fururo vassallo della Gran Bretagna, non chi: la riconoscenza tangibile dei giudei moderarori delle aire sfere economiche. Del resro, gi I'Herzl aveva pensato all'In ghilterra come libe;atrice d'Israele; il Boh:n ce lo atresta (l), e lo conferma il quarto congrtsso inrernazionale tenuto proprio a Londra, verso la met dell'agosto del 1900. L Jposrolo del sionismo non si era ingan n.Ho, se, subiro dopo il Congresso, poteva scri,ere che l'opinione pubblica inglese era stm forremenre scossa nei riguardi del problema ebraico (2) Da questo momento l'Inghilterra subodora l'affare e, legata con Joppio filo alle mene ebraiche, ne tema l'atru; lzione. l docum t nri che ho poruro raccogliere in proposito hanno una doppia importanza, essendo poco noti al gran pubblico e rilevando chiaramente qual fosse il vero pen siero dell'ln g hilrerra in rurro questo ludo camcto, unico nella storia della diploma zia mondiale Teodom Herzl, scendendo sul terreno pr.1tico, aveva proposto il ritorno delle mas se tbraiche nella terra promessa; vagheg g iava l"ebreucolo un secondo grande esodo, emulo di qu ello storico, ma migliorato nei l a sosranza : al truce faraone si sostituiva il governo brirannico, la cui adeSione non era certo stata ottenuta con la min; Jccia dell e dieci piaghe e questa volta le .Kque dei l ag hi amari non avrebbero a\uto nece ssit di rinchiudersi sugli mse guitori. Il primo passo venne compiuto nel 1902 da Herzl presso l'allora ministro delle co lonie, Joe C hamberlain: prometter la Pa le stm,t sOrroposra al governo rurco, sarebbe sraw per l'In g hilterra carrivo gioco, ma le della mzione plutocratica sulle sponde Mediterraneo si fanno palesi con l adcs1one in linea di massima alla co loni_ zzazion t ebraica di Cipro prima, e del terntono dJ Elarish nella penisola di Si naJ, auspict lord Lansdowne, poi L'isola dJ Ctpro e l'Arabia osriruiscono le porte obbltgate d':tccesso alla Palestina ed era logico che Albione vedesse di buon occhio il sorgere ntll'una o nell'altra o in rutte Jue, uno Stato gi udeo di cui po tuto prender le difese e far proprie le aspi rJ.ZJOnJ. Se favor e\'o l e fu l'inizio, l'impresa sfu.:. : ... .., POVERI EMIGRANTI" EBREI m m breve per cause imp1e:cisate; forse la situazione non fu giudicata abbastanza matura dalle sfere competenti. Il movimen to sionisrico sub un pericoloso ondeggia mento, dovuto anche alla mancata presenza dei grandi finanzieri ebrei, propensi a ve dere il proprio interesse non nelle perico lose uropie di intellenuali .legati anacro nisricamcnre al passato, ma nel porenzia mento delle proprie attivit in danno del mondo ariano. Ma l'Inghilterra ormai seriamente ag ganciata alla causa herzliana provvedeva subito con astute mosse e non meno abile propaganda a mantener viva la quisrione. Verso la met dell'agosto 1903 Hill, sot tosegretario alle colonie dichiara che Lord Lansdownc ha pensato ad una soluzione di ripiego : I'Uganda, terr a fertilissima post?. ad oriente dci grandi laghi africani, po trebbe essere utilizzata dagli Ebrei desid e rosi di formare il primo noc c iolo della fu unit nazionale Non era ci che de sideravano Herzl ed i Sionisri, ma bastava all'apostolo giudeo per provare i l caldeg giamcnto dell'idea da parre della Gran Bretagna ; e pochi giorni dopo, egli al se sto congresso, affermava: Il nostro mo vimento ha farro un progresso straordina rio, grazie t!Je trattative col governo in glese. Subito dopo, il notissimo scrittore Israele Zangwill1 giudeo anglosassone al soldo promuoveva una campagna giornalistica ai fini di far co lonizzare d a i giudei, desiderosi di patria, una terra purchessia e si adoprava per divulgare queste idee con gli scritti e con la parola ; accanto alla Palestina, patria storica, doviziosa di ricordi e di affetti, Ycnnero allor a enumerate J'Ugand a e po scia l'Argentina, territorio nuovo, ricco na tura lmente, esteso c poco popolato Il programma hcrzliano, che mirava ad ottt : n e re 19

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    Ebrei pola:cchi veatiti a festa la creazione di uno Stato ebrai) in Canarun. garantito da potenze euro pee, era fuorviato insensibilmeme e pianamente per opera degli stessi auwri del Sio nismo, i di rian1uistare una dignit di po tere mondiale. Giova qui ricordare che tale gigamesca messa in scena, trasfigurata dalla maschera della piet parriottica, aveva per uni c o scopo l rivalorizzaz :one civi le c sociale non degli ebrei di nmo il mon do, ma di determinati circoli giudaici che, padroni delle sfere dirc-uive di alcune na zioni ariane. volevano finalmente riabilita re le virt d Israele dimostrandone la su periorit: ddla razza. L'oscura pmenza uni versale semitica raecessitava di un potere tcmpomle giuridicamente riconosciuto e indipendeote; non si trauava pi di ebrei europei od americani, ma di ebrei \-cri c propri, pronti ad imporre le loro idee politiche e sociali, non pi come ospiti pi o meno graditi, ma come rappres en tanti di un popolo, cui il destino avev.t per legge impers.: rutabile .:oncesso il do minio del mondo. Era >. Sordidi an che in contr;tsto, si dibattevano certamente t n le due parti, ma tutto ci non era suf ficiente per determinare una divergenz a anzi originva una parallelismo di azione, che permettev;t all 'Inghilterra ed al Sionismo di celarsi vicendevolmente i propn scopi O tvami agli a lle.ui, il govcrno sent la necessit di giustificare con dau d1 f.uto l'improvvisa tenere zza per gli Ebrc1: e si parl di un esercit o ebraico regolare sovvenzionaw in parre dagli anglosassoni, il
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    r:u t militare) ebraico. (13-3-1916-co municazione di E. Grey a Sasonoff). Nel febbraio tV17, auspice lo stesso Sir Mark Sykes, il qua!e zione ebraica in onenre, SI teneva una pn riunione semiufficjale per la sistema.zione definitiva del grande problema, tr:l l delegati inglesi ed i pi bei nomi l'ebraismo militante o no: Rothschild, Weizmann, A. Samuel, J. Cowen Biso &nava eliminare in qualche modo l'ostilit francese e superare la dtffidenza russa; comp1ti difficili che I"Inghi lterra si sob: barcava di buo na lena, pur d1 poter crearsi uno Stato vassallo in una zona che sarebbe s(J[a soggetta in parte all'alleata di oltre Manica. L'impresa riusci facilmeme e nel novembre di quell'anno, il governo ingle se riconosceva davanri al mondo il diritto rivendicato dagli Ebrei di crearsi un" nazionale in Palestina e si impegnava Ji aiutare in questo senso gli sforzi del Sionismo. La carta che prese il nome di dichia: razione di J. Balfour chiudeva cos, do po diciassette apni, le trattative diploma riche iniziate tra Sion e I"Inghilterra Gli eventi successivi si svolsero seguendo : m ritmo accelerato : ratificata la dichiarazione nel 1919, inclusa nel trattato di Snes l'ann o seguente, i limiti entro .:ui si sarebbe dovuta contenere l'espansione na zionale ebraica erano precisati ad un dipresso da quelli della Cananan storica : grosso modo la linea che, partendo dal lago di Tiberiade e il Giordano tJ il mare morro giunge al golfo di Akab, dtl\'eva cosci eu i re il confine orientale; la da S. Giovanni d'Acri a sud di Gaza era riconosciuta alla Palestina; un ultirim linea tonuosa che si sviluppava da Acri, comprendendo il territorio di Safed fino al Giordano, segnava il confine del nord. L:l Fr.tncia era riuscita a far escludere dai limiti del nuovo Stato le provinc ; e fenicie. L ultimo arto de!l'asservimemo dell'idea ebraica alla p o litica inglese contemplato nel < Libro bianco di Churchill. In esso abi!mente si misconoscono rutti i prece denti che han p o rtato alla .fondazione dello Stato giudaico in Palestina, per consi derare uno stato di fatto che richiama lo gicamente Lutenzione dell'Inghilterra Infarti, il 3 g iugno 1922, Churchill, mi nistro delle colonie, con una su!\ dichia r.tzione supera lo spiri' o della carta B.tlfour not ,lndo come; di qua dal si fosse manifestata la presenza dt una collettivit ebraica forre di nume e di mezzi .1 cui non 'si poteva negare un c_erro diritto storico di occupare il ter mono : Occorreva dunque. che i'l governo d1 S. B interessato a quella zona di Vl[ale Importanza potenziasse lo sviluppo c: tutelasse l integrit ,slelle comunit dee; si sarebbero cos conseguiti parecchi fra cui la limitazione delle aspi ra.zto_m arabe nella Cisgiordania. Tra gli Ebre1 non mancarono certamente uomini che videro, tale rimaneggiamento del prococoUo di Balfour, il crollo di ogni tendenza egemonica, sia materiale, secondo il programma deli'Herzl, sia morale secondo le idee del Weizmann. Logica mente, non ci rigu.udano i lamenti giudei sul fatto (del resto, abbiamo g i notato come esso rientrasse in un ordine di idee puramente utopistico, n fosse, praticamen te attuabile), ma la posizione dei capi del movimento sionistico, che solo ora si ren devano como di aver servito le aspinuio ni britanniche, quando crede,ano di aver invece sottomesso ai propri interessi il governo inglese; la maggior pane dei rappresentanti del Sionismo abbandon il campo della lotta; i rimasti si abituarono facilmente a cons iderare la Palestina come un nuovo focolaio, ricco di memorie, da cui, sotto la bandiera inglese, potevano irradiarsi fiammare mortifere contro il mondo arabo, vero padrone di quelle tor. mentare rerre. Nel luglio del 1922, Londra si faceva assegnare il mandato sul territorio in que stione, su cui aveva giurisdizione una Jewish Agency (art. 4 del testp}, auto rizzata a trattare direttamente col governo di S. M B., ad amministrare il nuovo or ganismo ebraico, a concedere la c ictadi nanza palestinese agli ebrei immigraci (art. 7) ed a sfruttare ed impiegare le risorse del paese (art 11 ). Nonostante la crescente fondazione di un sempre maggior numero di societ po tenziarrici, il movimento ben presto si esaur, cristallizzandosi nelle tipiche for me di sfrurramemo ebraico; le possessioni terriere, verso il 1930, si aggiravano sui centomila ettari sopra una superficie di 26.300 Kmq. ; gli individui di religione ebraica superavano di poco i quattroce"nro mila su una popolazione di circa un mi lione e mezzo di abitami; un terzo degli ebrei residenti in Palestina si accentrano tuttora a Tei-Aviv, gran pa"rte dei rima nemi nelle citt costiere a Gerusalemme e sulle rive del Lago di Genezareth. Le lotte cruente tra Giudei ed i disordini, le rivolte, l'impotenza dell In ghilterra nel mettere fine a tale stato di cose, l'ondeggiare continuo d essa tra gli uni e gli altri, forse determinato dall'ave re il nuovo organismo ebraico tradito l'in teressata ..aspectativa della madrina, sono cronaca d'oggi perch se ne possa fare storia N lecito allo storico coscienzioso ipotecare i_l futuro in proposito; a noi ba sta aver ricordato come, tra gli artificiali corpi politici cre-ati a Versaglia, abbia tro vato posto anche la parziale realizzazione della grande utopia sionistica frutto non di sano entusiasmo volont di masse e processi storici irrefrenabli, ma di occhiu ta avidit di pochi educati a vedere nel mondo un vasto campo di speculazione ai fini dei loro sordidi interessi personali. CLAUDIO CALOSSO '. ( 11 A. Bo HM: Di e zioni. r!iche Bewegu11g, V. I p 122. ( 2) T. HERZL: Diario. Tipi d i giudei polacchi 21

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    are nel nostro precedente articolo -akl!ll! r ge nerali di riferimento per crientars! nel monJa de le: r ; tzzce delle tradizioni preistoriche mediterranee ed italiche abbiamo detto dell'importanza c he, nel riguardo, h:t la differenza del ri: o funerario. Appunto su tale base vengono ordinMiamente distinte le dut razze principali della preistoria italica: da un late le -genti pratilanti il ri o funerario dell'inumazione o seppdluuento dci' morti, dalle quali provennero le stirpi osco-umbre o osco-sabine dall'altro, le genti praticanti invece il rito dell'arsione o incene: rimento, dalle quali provennero le stirpi latino-falisce ed altre affini, con ultime promanazioni negli Albani e n<;i Romani delle ongm1. In ricerche del genere non bisogna mai dimenticare pre messa fondamentale, vale a dire il carattere organico di tutto ci che si riferisce alle antiche civilt. Nella vita delle civilt origi narie, nulla casuale o arbitrario, ttto risponde invece ad un significa:o preciso e si connette in vario modo ad una visione generale e centrale della vita Ci non vale solo per i costumi, ma anche per ornamenti, segni, oggetti d'uso, forme di stile, armi, figurazioni primitive, ecc. L'elemento spirituale non era nell'uo mo delle origini qualcosa di scisso dalle varie manifestazioni della vita, ma qualcosa che in una qualche misura sempre le compe netrava, tin nei minimi. det:agli, dando sempre ad ogni cosa un ce rto contenuto simbolico. Da qui l'errore di coloro che nnno ad esaminare le traccie fino a noi pervenute del mondo delle ori gini da un punt9 di vista di semplice arte o da quello na tura!isti c o ce r cando ad esempio di spiegar tutto col modo di sentire che poteva esser proprio, a quei tempi, ad un ceppo di cacc;atori ovvero di coltivatori di nomadi, cc( Da si mili punti di vista -il contenuto pi prezioso ed essenziale di siffatte traccie non sar mai raggiunto. Chi assuma invece come base rrH:todologic a la premessa gi indicata, relativa al carattere organico delle antiche civilt, vede dischjudersi per la sua rice rca anche a parit di materiali orizzo nti di vastit insospetLt:a. Come il palecntclogo da qualche frammento dello scheletro di un animale peistorico s conosciuto spesso io grado di ricostwirne l'insieme, appunto per l'intima, organica connessione della part e co l tutto, del pari lo studioso delle origini da qualche sparsa trac cia, da un nto, da un segno, da un ornamento pu risalire-lino allo spin: o complessivo e al modo d 'essere delle c i\ iltit e delle razze delle origini. Le ardite ricostruzioni proprie all:t scic.:nza ddla preistoria razzisticunente intonata non s i bas,mo tanto su nuovi materiali, quanto su questo nuovo modo di esJmi nare e di intendere quel che si ha gi a disposizione Tornndo ora alle due antiche razze italiche, abbiamo ricordato, nel precedente articolo che, per quanto entrambi possano '1"er anrta unaremotissim a origine: comune pure-nelle loro tra c lic manifestano una notevole differenza. Le gen:i caratterizzate dal rito d ell'inumazione dicevamo -si possono far n e n t rare nel c iclo pelasgico dete rminatosi con l'involuzione e l 'alt eraz ione di antichissimi stirpi :trie gi penetrate nel Mediterraneo_ Le ti dal rito dell'arsione dei morti che i n It.dil Ji fr onte: :tlle prime. sono apparse in un periodo pi recente ebbero im ece una pi direttl relazione co l puro r e taggio ario e n e rdi co -aric. Per c hiari re ci, ricordiamo quale il retrosc e na spirituale c il simbolico del duplice rito funer:trio. Il seppellire i morti fu originariamente un rito connesso alla civilt c tonica 0 tellurica (da' 1 e //us terra) al ciclo definito dalle di\"init ferni nili della terra c: del h fecondit naturale: seppellendo ii morto lo si restituis c e alla g ran Madre Terra, dalla quale si suppone che egli sia sor:o a \"ta e alla quale si pensa che sempre app.u tenga, la grande di\init feminile essendo concepita, qui, come co lei che signora della vita e della morte e che 1:1 sostanza primigenia e imperitura di ogni essere finito Ardono in\ece 1

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    Bacco sostenuto. da Satiri Gruppo SOJ>r della_ Cista Fico _roni (III Seoolo a. C. Museo. ,di V _ill". Giulia) moni guellc razze, che concepivano o ave1ano concepito come essenzialmente non-terrestre l'origine e l'ultimo fine dell'essere umano: col dis:ruggere il cadavere si pensava di facilitare il transito del morto in un mondo trascendente, di disciogliere l ul timo vincolo che ancora poteva congiungere l'essere alla tura. E' dunque un rito avente relazione con la concezione uranica (da o11mnos.. cielo) ed eroica della vita che originaria mente fu propria alle pure stirpi arie e nordico-arie. Ci, nei t<:mpi primi. In seguito il significato originario dei riti a poco a poco si offusc s che dalla presenza dell'un rito o dell'altro non si pu pi dedurre senz'altro la presenza della spiritualit corriLa civilt delle razze bruciatrii ha lasciato in Italia traccie che dal Nord andando verso ... .il Sud, raggiungono l'Italia centrale Le tracci e preistoriche di v al Camonica possono considerarsi com_e un frammento -giunto a noi particolarmente puro IJSnato dietro di s, nella regione delle Alpi, dal gruppo delle razze praticanti il rito funerario dell'arsione razze aventi le loro propaggini, come sj detto, nei negli Albani e Romani delle origini. Dal punto di vista pi ci trov1amo qui di fronte ad una civilt di ,1,ruerrieri e dj cacciatori dettaglio interessante le traccie di Val Camonica testimoniano che queste an t ichissime razze italiche conoscevano gi l'uso del calallo come c avalcatura, mentre altrove fino ad epoche relati1amente tarde furono usati soltanto dei Ma tutto ci che si rif ad una civilt di guerrieri e di cac come abbiamo or ora accennato, solo il lato pi estenoce di queste razze. Alcune precise figurazioni, irrcui l'ele mento guerriero si connette a quello iniziatico e sacro, sono se gni el<>
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    i custodi di un fuoco segreto, di qualcosa di divenuto l . . a tente che successtvamente propno 10 Roma doveva nprender forza Varrebbe, anzi a tale riguardo dedii:re una speciale atien; agli Albani, che sembrano esser stati in stretta relazione con nuclei cos come i Sabini, invece, risentono dell'opposta influ q t l ed" eilZ.l : e vero che nella stessa romani t le fa. d t ongme latino-albana pr;:tticavan il rito fune ;ario deiI' arswne mentre quelle di origine sabina inun'lavano ancora i l oro morti. Ed anche altri sintomi del genere potrebbero esser qua l indivi dwiti. esempio, stato poco notato che la designazion: stessa d t Albani come ll.nche di varie citt di questa gente p a r tendo da Albalonga, oltrech vari nomi propri, si rifanno visibil mente al simbol !smo del (albus), simbolismo che h a di nuovo, una origine nordico-aria, iperborea, e che quindi si affac cia enigmaticamente quasi in ogni luogo ove si prt la tradizione di quelle remote origini. L' isola bianca o il continente in. sulare bianco, terra-della luce, ftJeta-dvipa, in realt um delle principali designazioni del centro primordiale della tradi zione centro chiamato anche airyanem-vaejo ( seme della razza an a ) e descritto dai testi madzii .pi o meno con Avori arc:aici 'rt.lt!L . .dj di.. YiiJa gli stessi caratteri : Questo simbolismo del bianco c:; delle citt 0 d i V01l C:tmonic:t rispe tto a llo s til e g ccmetrico c h e apparv e ap: terre bianche riappare frequentemente .dovunque si forma punt o nt-li"E i b d e con le r a zze dori che s ec.-se dal Nord verso l'Egeo ronocentri rifacentisi alla ovvero >. nit .aria gi volgeva verso il crepuscolo Noi cr e di a m o c h e in ques ti t{'rmini debba p i 0 meno conce-Questo elemento autenticamente latino peraltro ) u ngi dal pir s i la via so tt e rr a n e a c h e condusse fino a quell a Roma, ch e riferirsi a quel mondo estetistico, per il quale la Rom a e roic c n o i poss i a mo propri amente c hiama re a ria e, a nalo g i camente, ca t oniana mai n a s c ose il suo dispreizo, e )ungi anche d a l1'1w spa rt : m a Poirh a t a l e rig u a r d o l ipot es i p alenologica r ; ceve a che fare con un certo equivoco elemento genericam e nt e < < mc prec i s e c onfe rme d alla a ffinit d ell"etica, d e llo stile di vit a, del diterraneo inficiato da influenze non-arie, pu sen d iritt o, dell a t e nuta d el!" a n im a Abbia mo p e rt anto d e t : o < < l a v i a z' a ltro consid e ra;si la bas e eli quel che Roma ebbe di dori co)) sct t e r m ne a >>, per c h s arebbe poc o s erio voler individuare una e di spartano nei suoi costumi, nelle sue gesta n ella stu prec i s a continuit Dopo c h e le genti d a l culto sol a re dal s imvis 'one della vita, nelle sue grandi figure di aristocr ati e di c 1 p i bol o c o s mi c o del!" uomo con brcc i a e le va t e e d a l rito ura-Ario, romano, dorico, spartano, cos come nordico -g ermani c o c nim d e ll' a rsione d e i morti scesero fin n elritalia centra le affe r p russiano in senso superiore sono con::etti che, come ) > m a nd os i s ull a precedente c i v ilt: car a tterizz a t a d a l rito sep-interferiscono, perch Si tratta di espressioni div erse di un.1 so pclhmento, esse a lor o v olt a 0 dalle postan 7 .a in fondo unica. E' una convergenza che risale all e ori,<:im p c lazwn1 da e s se pnma s o g g w ga t e e ass:t i pi numero se 0 cadp::r proiettarsi in un mito, in una idea-forza di c u i f o:'c d e r o s o t to il domi nio d i a ltr e genti appa r se in Italia, come i Proproprio i tempi che vengono metteranno alla prov a tu tto il F0 t o c e l ti c po i g l i E tru s d1i Ci n o n v u o i dir e per che a nche t : r e creatore. J. EVOLA p r e ss e :1 m es c ol.l nze o s o t : o un dominio s tr a nier o alc un i d i que i nudei a r i i d:t noi a n a l og i c a ment e c hiam a ti dori c i non con se" .tsse r o nna suffic i ente purit:, s Ja pot e r esse r e per c os dire 2 l Le illu straz ioni sono tralll' dai due libri: G. MARRO, Prima/o Ra z;a Italian e M ilano-M ess ina, 19 4 0 e : F ALTHEIM, E > lta/i c n und J ie d orisc he W ande run g Ll';pzip:. 19-tO

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    sinagoga di Amsterdam durante la celebrazione
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    Il giudeo Eiuatein e sua -rella lo, ifl Hllll rtrttf tura esteriore dietro cui guizza r sfugge l'a c r e i.rtinto della ra:;::a : eco in a::i o nc, p e r prima < olta dopo la prcdicazwme ai .t/os, la t eo1 i ca gi1waic a dello a_qgreya::ione a un popolo stra ni.-ro Nel metodo di questa ag grcya:;i(mr c: yi implicita _la di IWIIIi c u dissoh:itrice c h e. m culrc form!lli:::;,, c dnia i moti,, i spirilrwli oriyiuttr i di 1111u g ente c pre para le condi.::ioui p e r lo scompaginamcuto riccrw, 11e/la prv.IJr c ssi o11c di tal r scompagillll.l/l<'l:lo, yli c/<'IIICII/i pi.:lf.tl pr, varic a::iuu c n e lla mate ria Ma tu/lo c i cu11duce pur, al l.'iuvo/.rt.::ir m r di 11-11 cir,: olu 11i::iu su: a/. IIH>IIIL"trlo ili-falli iu cui m < n c m<' n o, 11c llu .wa v ita/.it, di organismo sucitu c e d aouomieo, il corporc vili, il suggrtto w cui e s e r citato l'esperimnlo, i/. giudeo, pn 11-11 rovescia m ento i nc?;itabile eli piani, ri c a cc iato di colpo incmitt del proprio isolamento. E' oppunto a questa svolta dello matura::ionc ebraica clr:lm l1wgo i" C Ll'tivo che, entrando i11 contatto con la realt de-lla zita giudaica, lt J prcdica::ion c degli Sclwjtim si deformi i11 aspe/li sempre pi /urgida111Ctr/ e terreni : Nell-a loro figura uulonuma di giudici, di esecutori della legge, chiarumt'nlc sNr s ibi{c il ri flesso dell'equilibrio mosaico t ra gli ele m e11ti ciclo-lcrru, tradotto mosaic(llmentc tre/. codi a; ma i anche .H'nsibilr la loro solitu ne -ne/. violento sovmpporsi dc gli oricntamc;ti ru.:::;iali sul 1111 eleo d e ll a doltritw. Ecco dL'te n11inarsi la 11uov a oscillazione: all 'impulso t'lico d c i Giudici rispo11dc lu rcaziolle del C t:allro di grwvil giudaico. L'intamcnlo ul/'unificazi'()"C spirituale si trasforma, nel l'c rom pere dell e suggc sliotl i dci singoli, i n tm espt.'rimc-11/o di uggrcgtiZiOI:c politica, atto a da r e 11110 sbocco alle "''idil di 1111a g<'nle elle /w ormai dinan :;i a ii-1 -'fwlo della dccadeJza dt'fl c trib mdigen, WllaO-Irite. S i 1erifi c a la pir incredibi/, dr/la natura ebraica. cio la. pn:vari.cazionc leniate; su. s stessi. lma11o Sa.muel, comballc le t endozc d cUe tri b : il giudaismo si avventa a capofitto lrC/l't'sp.:rimcn/ o mo narc lric o c attra1 : t'rso lo go delle v elleit c delle passio ui idclltifica t11ostruosam e11te l'clcmrnlo terra con /'rlemento cido. Il pt'riodo dci R e si risoh: rapida-mente, coli Sau/, co11 Da 1-'idc c cat1 Salomone. Saul. pre sa stu11.:;a c1 Gibca, istituisce unu corte che assi mc proporzioni ecce.::ionali: si crcu, .11ella socic. l giudaica. una rete di crichc c di uffici che corrisponde al sorg.rc e all'intrecciarsi dei numj molteplici interessi. l conlrcJsti fra tr:ibt .-: tribt fra gtufpo e sottogruppo, ulimentatlo lcJ di11amica di questo or ganismo artificiale: -;;ertigiJ1wsamcntc cenirifuga n-ella sostallza r ccntr.pcta al modo giudaico, nel suo conformarsi alla tecnica materializzatricc della mzza. QIUltulo Sa. ul, bat tuti gli Amaleciti, i-n-nalza una statu{I a s stesso 11ell'oasi del toccato il pi netto. punto di scissione con i/ cotztcmtto religioso origi-nario: alla del Dio. tt.nico, accen-' 110 -ta: dalla visione di M os, contrapposta l'imma.ginc di utw vo{l)nt t errestre i -t: s isolata c sprigionata. Lo scontro fra gli istinti del le trib c dei singoli, allo -rgato. m 1m piano gntcralc, condttce alla 1 italit abnorme dell'epoca di re Davide. li-fa l'organismo roso alle basi dalla febbre del predominio i.1ulividiwlistico : nel pieno dell'ascesa dc/ regno da vidico d 'rm tra-tto la frallrrra del mondo gi-udaico ,;., due f1ouconi .che non s1 : salde-1'1111/IV mai pi. Le trib del Nord deUa Gittdeu proclcwumo r e Esbaal, figlio di Suul; si combatlmw loitc i11terne m llc qrw/i D cwide ha il soprazue u to; 11111 U J dei terri tori. d; Sama.Yia ho carattere di 111C ra aggrcga.::ionc politica. E s otto questo s egno appunto che sorge i l mito ebraico di Ger u.w/emmc; sulle basi dv questa coiubinuzione strutturale che la rcsii({cnza reale trasferita a Urasa-lim. capitale dei Jebtcsei, la qwle dhienc se dr del/.' A rea c dell'...JUcaiiZII. L e vicende di questo perio do dc nso di urti, d; guerre, di conquiste, si profilallo alla luce dellastoria, i11 wr impalpabile pal/.or e di crepuscolo. : riflessi di w na 1 c nsi01:c fittizia che lw p e -rduto il COtl/afto COli la 'l'iVU di namic a dd/o spirito. Il temperam ento sottile di Salomone, terzo n : di Giuda, .r.Jiluppa il pro cesso storico della monarcllia ud senso dell.'organ.izzazione, distende cio i turgidi dell'epoca davidica ;, una strttt tura ell e, tre immcl/1?' ti'IIU trClftica nd corpo sociale ed < 'COIIOmico, fa, di questa tecnicct, lo pi ido11co per le tendenze crntrifttgl!c d-cUe lribt S011o cste.fi r conso(idati i legami politici c commerciali con gli stati confina-liti; j. ._qiu dci, trascu.ra"do le risorse dd' paese, si drsptuano it 1110110/'ol' delle tn_erc_i _pi _ ricche COIItr; lano. _e tndtrtZZlJ'Il(J le co"c"ti di _traffrco eire hamo origi11 il . e c 51! arabi, sinaCt-, cgzzrant. Siam.a, significatizam.-ntc al litnite del processo il tnoto p-roJmlsivo smo sorto per orga,rzzarc unituriame-nte gli ebrei, 11on si fissato sul fondo della ru:;za lw ripreso la stm proiezion; zcrso l'este.nzo. La prcntl 1110 nurchica 11el/c mcssc e ner finz: con la. 1 iolcnz reattiva che fatalmente propria. delle fasi storia giltdaica, e sr abbatte sulle trib1, con la morte di Scdo:monc l'ondatu di sgregatrice preparata altrat<'r so 1111 secolo di strullura unitaria,.. ** Le rivdUc, le scission, gli ag guati; i colpi di ma. no zionari divellg(mo, p e r lrmgo tempo, cronaca quot idiaua del popolo del Signore Il giu daismo s c mb r a torvamente squassarc l e ca -tene elle lo trai tcugono alla .terra palcsti nrsc, sollecitar. con ogni me::::o le condizioni per u11 e sodo al ro 1-'escio, per wta fuga dalla pa lria pro-messa. Re sono procla-mati e sonu rtccisi dopo ll'l-'1!t.'trturc rapide c furibolule; le genti di Samaria si stuccano mw-. amenl-e c defi i: iti1mmctr te dall'alleanza di Giuda e, tiC{ '-'o/-ge re di p oc/ri atwi i due stati in orbite stupe facc11em c ntc di 11erse, rotto agili legame politi CO e .og11 i pa1T CIIZUd i C O USffl srwlilt razziale L 'a.::ionc pro fetica di Elia, di Elisco, di Oseu cade llcll i -ndi ff.-r cn;;;r dei strma: ritani, frazionati : un sm.o indi1 :idMlistico progrcsol 1-'am.e,nte crescente. Le ilm11igra zioni dei fenici e degli : ,chiacciano il potenziale raz.zw le ebrai-co ch e non sa rispo11. dcre se no' n con le ma nipola:;io 11i del piccolo gioco politico U11 dcsfi,uo acremente beffardo fa s clze i giudei restino 11CJla !o ro terra ch e nO>n sie11o scaccra ti dalla mitictr pa tria che si esauri.,cano affannando n.-1 pac se chr avrebbe do'-rtlo essere ti paese della loro affcrma::i o11< : Samaria divora rapidam e ul c S( stessa. Mancata la 1 :a./.vola di sicurezza della trasmigra:;WII' r : n 1111 mOIJdo straniero, .-ssd scompare se-11::0 echi C' sor:;o tracce: /ctta/mcnlc cancrllcrt' dal p -rocesso delle Le tribr del l<' rrrl rmo del

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    Sud sopra<"Zi vmw viceversa precisamente att:a!icrso l'eso do ..-1 tal proposJio sono apntolll<'lltc ; 1sibil; gli sforzi di tanta purl c deUa storiografia giudaica per f t't1Sicl/i di JIUJtJ'&/OZJOm suUa filH' di S uma rio. c. SJ(UtJ _. za dclf:c' a l! r c tnbu ebree, rmwst.-icdc/i alla missio nc della C Olllc' queste trib ubbia. IlO (011CT<'I aio i C.OIICCft. 7110.W ci: t' dimo. drato dalla uc ulraliz C eia{ CtiJWVO[gtmCtJ(O dc/l'opm1 dci profeti che, da [soia u G e remia, appaiofio ap punto nel paiodo anfLccdclllc c in qudlo immediatamente s ussegucnt, all e catti, it babiloucsi. .4;nJ.-ancora -un'oscillaziont' d i portutc1 spiritua le. 1lC!IiJ st o ria jormati1.a del giudaismo: me11tre .j _profeti u .. gis'""" mn j.ntcnsit acsccnlc per riportare la cosci,nza rel-igiosa ,.,rso il senso ideal e del mcsso1ggio mosaico. l'agglome rato ,brco risponde dapprima co11 1111 turbi noso T.nsorger di lcmlc ":c, c h e tramila no gLi impcrali
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    GLI EBREI IN FRANCIA DOPO LA DISFATTA DEL 1940 Dal settimanale francese "Au Pilori", che esce nella zona occupata, riproduciamo quest'articolo che costituisce una buona documentazione sul trattamento riservato in Francia ai giudei Il t Uau : sriallo Ptain, dando /'inca ricu a d 1111 Alto CommiJJario di prepa w r e l o .rt a/11/0 d e gli ebrei francesi ha colmc:t o 1111a l a c una che d11rar; a da t oppo tempo. ; W a J e .
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    !aJciare agi! ebrei neifa ta soc!ale ed eco11omic,; francese. Bisogna fare i co11l i.1 E st.:JJo s!1ffi cientemente dimostrato quale imp or!anza_ e, qH_anta_ response sono! Fortunatamente il numero esiguo degli ebrei francesi, non superiore ad t/Il mi/io 11e .re m plifica molto il regolamento dr questo Certo, se si contano le mtmerose impre se ebaiche nelle 170St.c .ct-:de. si rlii'ebbe rbe ebrei, che sono amministratori di .rociet, dieltoi di banche m:zocati. me J,ri. ecc .. rc;/J/Jresentino il 50 o 1'80 per cet:lo della nostra po polazim1e. !n_ ef_fet!o pe essi o ccii J;ano i Posti pi : rrsta: ammw la Pubblicit e l esibizio'l.;_,mo. C h e ,J.,;:-:crtc Non si possono uccidere tutti ed dif ficile sterilizzar/i. Bisogna quindi vincerlr dappertutto e siccome non si possono man dar tutti al loro paese d'origine, per c h ci sono quelli che appartengono (come dice V allat) alle vecchie famiglie ebraiclle fran cesi -che pretendono di essere in Fran cia dalla Rivol11zione bisogner tenerne pi di 700 od 800 !.'aJ:,;: '!d inc uncr seconda natura. Gli ebrei tentano di concludere aifari anche nei camPi di concentramento C' 1111 solo posto dot e questi pot,eri es seri potrebbero restme utili o per lo meno non nor.iti. Si dovrebbe assegnare loro una vasta regione di campagna. tma specie di campo di conctt1tramento, dote essi vi t:rebbero tra loro con la dignit di esse ri coltivando la terra ed allevan do il bestiame. Si potrebbe trot ,are il posto in una delle nostre colonie a popolazione deficiente. A proposito delle colonie necessario parlare di q11egli ebrei deti Africa del nord ai qllali l 'ebreo Crmieux areva conferito in massa la cittadinanza francese. Noi li conoJCiamo be1iissimo perch ah biamo dieci anni tra loro : Essi sono degli indit idui .renza m/tura di u11 litello int _ellett11ale appena 111periore a quello dei pastori beduini ed hanno spogliato gli arabi con la loro paziente usura. In Algeria ed in Ttmisia essi hanno nelle loo mani ;J comme rcio ed ostacola no /'agricoltrtra. Noi abbiamo il dot ,ere di liberare i nostri coloni ed i s udditi indiJ!.mi da questa stretta e di facilitare il trarferi mento dei tecchi combattenti desiderosi di recarsi in colonia. Abbiamo ric:sstmto bret emente almni dei princpi fondamentali che dovranno presiedere alla costituzione dello staluto degli. ebrei se si t uole intraprendere tm' o pera positiva. efficace e duratura 29

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    ARGENTINA COLONIZZAZIONE EBRAICA Il giornale argentino Crisol .. ha pubbli cato il seguente articolo: A Crisol" spel1a senza dubbio la gloria di avere inizidto la prima seria campagna antisemita. Esso ora ed senaa alcun dub bio. il primo portavoce al punto di d o m inare largamente i sei tori dell'industria, del commercio, dell-esporta.zione E' chi-aro che tutto questo ai dovel1e all'enorme talento, all'i.mp::rreggiabile sag.acic:, alla perspicacia dei poveretti. ebrei. Tutte queste qualit. congiunte insieme. so no servite loro per accaparrare i mercati d; grano e degli altri pr-odotti del suolo, :er servire da intermediari in tutte 'ie pro duzioni, per entrare in possesso delle cat tedre, dell'universit. del teatro_ dell'arte. dei giornalismo, della letteratura; della bu rocrazia e persino dell'esercito. Esse sono servite loro per intervenire nella politica: per comperare e vendere coscienze. Per or ganizzare ra tratta delle bianche su grande acala l L'Argentina, con cinquanta anni di colo nizzazione ebraica. possiede ora uno dei pi voasti ghe11i dei mondo, e travasi di fron. :e al problema rappresentato da una razza che difficile inserire nei nostri costumi. nelle nostre tradizion; e nella nostra fede. Come se questo fosse poco, come se l'er rore di aver introdotto nel nostro territorio una razza estranea e ropace non fosse ab bastanza eloquente, ora cj sj viene a pregare, con argomenti se-ntimentali popolari alici, di accettare nuovi contingenti giudaici. li giudeo che un nazionalista profonda mente convinto delle virt e della eccel lenza della nazione israelita. sa che due nazionalismi non possono coesistere in uno stesso territorio. Perci egli si oppone a tutti i sintomi del nazionalismo argentino. Il quale, esaminando l'attivit degli ebrei nel nostro Paese, giun\o alla conclusione che ogn} immigrazione ebraica sar perni ciosa. lino ::r quando gli ebrei non saranno sottoposti a un regime d! eccezione che in un ltro momento esporremo in modo ; del1agliato. Per ora, cj basta denunciare un a alluvione dj. ebrei si prepara a lane I:adrona della nostra patria, mentre te ci: nostre si vanno sempre di ora in ora. L ebreo: ecco il nemico! ... GERMA_NIA UNA GONFERENZA SUL MODO DJ STUDIARE IL PROBLEMA EBRAICO IN EUROPA A Francoforte, all1stjtuto per lo studio d Bematein. 18 giugno) ANONIMO: L'Intelligence Service una ::zssociaz1o.ne ebraica. l Giornale di G"' nova -... 19 giugno). ANONIMO Le rivelazioni dei Savi di Sion. ( C orriere Padano '' 20 giugno). U A Una lettera indirizzata a molti. (.c Tever e 20 giugno). ANONIMO: 17 milioni di ebrei. ( Regime Fasci sta:.>. 2 1 giugnc). ETTORE ZOCARO : Le profezie di Nostra domus attraverso i secoli. h Lav!lro :.. 22 g iugno). A NONIMO: Dio contro Jahv. ( Regim.:; Fascista'' 2 8 giugno). GIOVANN! PREZIOSI: Ii connubio plut;,. crazia-ebraiamo-bolscevismo. {-t Giornale C'i_;r J n") nsttetti filosofi("i d t l a z z i "' 111 o .. Nuov; pensit:rj t>Op:.:r gii uomini e la societ. { Messaggero. 16 g iugno). !0. M SCH UUEN Etnol.,qia ed idealismo. Scorci storico-culturali. Scorci ( . 19 giugno). MAZZAMORELLO: II Re del caucc; " ? griero in America. (.z: Popolo di R < !:O "" 21 giugno). ANTONIO SAMPAOU: n dj.ritto all a vitJ dei popOli fecondi. (<' Tr:bun c giugno).

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    . l qttestionatJo h.l Una ebrea cne naturClirnen i e non a 1 :oraggi di firmarsi, ci scrive. una lunga let :era. ne lla quale tenta di ingen.erare a .pro !)rio vantaggio la solita confusione di tdee ira razza e religione, tirando fuori il vec chissi;r.c luogo comune delle origini ebrai che di Cristo e di tutto il Cristianesimo; e de!la necessit di tolle :ant1 ver;o i giudei che si convertono. Quante a queste ultime argoment=ion!, ri::Jandi amo ;'ebrea che ci scrive all' Osseri:a m entel e "\\ . \ Lo ;!udente Angelo Scotti ci Gcrive:--,da Abbiategrasso chiedendo ch venga pubbli cmo ::ulla nostra rivista un articolo sulla :i:co:Jcisione, in uso presso i giudei. Sar -:.:es;o Jc contentato. K4l eU Augusto Bellucci, d. Urbino, cj invia la nota a proposito delle leggi .iugli ebre: che sancite nel Ducato di Urbmc. . Le infiltrazioni di elE);,: aen: i ebraici ner ter :!tcrio dello Stato Ducale di Urbino, risalgono medioevo; ne:la citt d: Urbino, oer. non si trovano notizie storiche prima de' se colo Xlii. V ei'so il principio del secolo XIV certo maestro Daniele da Viterbo. ::1pri primo in Urbino, un banco di prestito. dopo di lui molti altri ebrei immigra e ben presto riuGcirono a prendere in mano la vita e .conomica e finanz:aria del grande Ducato. ad iscriversi !'!elle corJ?.Orazioni d i mestiere, si dettero pnma alle. attivit libere, alcune delle quali ritenute marginal i e canonicamente illec:te, quali il commercio e la raccolta di stracci e :cttami ed il prestito su pegno. Cori ques te attivit riuscirono ad accumul are grandi ricchezze ed a ottenere anche deile .notev oli immunit e privilegi che i s,gnori concedevano con una certa facilit, Prch spesso avevano bisogno di prestiti da ; l ocali banchi di ebrei per finanziare e continue campagne. Ben presto Duchi, nobilt e popolo si trovarono alla :nerc degli ebrei i Duchi a causa delle guene, la perch le sue ric cnZze erano tutte costituite dalla propr!et ed il popolo doveva forzatamente riconere aqli ebrei perch essj detenevano tutt o il denaro iiquido e co1 i ort interess; praiica i l semp r e pi :;e ne ; mpadronivano. A que:Gta il popolo spesso reag ed anche molto energicamente. Scorrendo infatti la raccolta ufficiale dei decreti dello Stato di Urbino, primo i n ordine d; tempo, troviamo un severo decreto ducale nel quale vengo.no stabilite severe pene contro i cristiani che faranno rivolte contro gli ebrei, poich si era spesso veri i ;cato che il popolo aveva iatto giustizia sommaria delle persone ed aveva incen diato case e fondi di ebrei.' Questo decreto, per quanto fondamentalmente giusto; appar tiene al periodo in cui gli ebrei trovavano s1mpaiie ed appoggi nella Corte Ducale. Ben preto incomincia, per, la ,;e rie de! decreti coi quali si cerca prima d i disciplinare le attivit degli ebrei, ed in! :-te ad eliminarli dalle attivit fondamentali. Le prime disposizioni sono molto modeste; ecco il decreto n. 68: Eleonora Duchessa d'Urbino. Venendoci i n cons:derazione gli moltf errori che nasco r ; o da Giudaei Banchieri alli nostri suddit: sopra i pegni, e non dando a chi 'mpegna ne bollettino nf) altro in scritto, m bisogna e ne stiano alla parola,, e scrittura loro in Ebraico, dove possono fare a fanno spesso cose mo!to brutte, e per non vi esser ch: a I:ezzq non si possono punire come la ragion ricerca Perci volemo e cosi averno risolto che deiti Ebrei per tutto il nostro Stato faccino il bollett:no a cl impegna in lingua nostra volgare, e ne sia notato ii d1, che s'impegna, la sorte del pegno, e per quanto s'impegna sotto pena di scudi dieci per c:ascuna volta, o ciascun pegno che s: fa. Di Urbino il Dl 8 di luglio 1551 '>. Con legge sj cerca di disciplinare una attivif che fino ad allora si era sot ;ratta anche al controllo iello Stato, in quanto gli non r!lasciqvano documenti g tenevano i loro regist:l il}! iirlgua che essi ch:amavano ebraica, jri.a'-ohe si prestava assai, per fare, come dice la saggia Duchessa cose molto brutte >. CreGcendo la potenza finanziari a ebraica e tendente a consolidarsi con investimenti terr.eri, a tutto scapito della fedele nobilt ducale che viveva nella sfera della brillan te Corte e dava i quadri degli eserciti e moilo sangue nelle battaglie, ii Duca Guido Ubaldo Il con il seguente decreto, in due sol mesi di tempo, toglie a 'gli ebrei ogni terriera. Il Dua Guido Ubaldo II. Ricevuta questa farete pubblico Bando, che tutti gli eb;ei, che possiedono terre, e possel;;sioni nello Stato nostro dj. qual sorte elle. s'ano, ed in qualunque luogo si trovino poste e situate, debbano fr termine due mesi prossimi al dl della pubblicazione di wso Bemdo haverle vendute, ed alienate con effetto' Cristiani, sotto pena della perdita di detti beni, e di altra, che. ci riserviamo nostro arbi trio; Non volendo nol, conforme. gli ordini nostri gi altre volte fatti sopra ci che J::er i'avvenire possedano pi terre in 'modo alcuno nel nostro Stato; e pubbli-. Direttore respo-abile : TELESIO JNTEBLAHDI cala che sar. come detto, quest a nostra voiont, la farete registrare i libri soliti, e ce ne darete avviGo. Di Sinigallia, il di 17 aprile 1565 >. E poich malgrado le severe disposizioni gli ebrei continuavano a leriere una con dotta poco raccomandabile, il Duca, anche i n ossequio a disposizioni emanale dalla Santa Sede, emana un altro decreto dove !issa alcune norme di condotta. Il Duca Guido Ubaldo 11. Intendendo Noi con grandissimo dispiacere, che la buona e santa disposizione fatta dalla Santit di Pio V, felice memoria, i n reprimere, la grande insolenza degli ebrei, e levare le !raudi, che ..;ogliono usare danno de i cristian', ne i negozi che hanno con loro, come appare nella Bolla sopra ci pubblicata del 1566, non viene nello Stato. nostro i n molte parte eseguita contro la mente no strCt, doppo haverla notificata ad essi ebrei, e doppo hanco delle cose, che cj sono venule not:zia, non sono stati puniti li tra sgress9ri. Per ordiniamo, e comandiamo, che tutti gli ebrei abitanti al presente, veniranno per l 'avvenire a ad abitare i n qualu12que luogo deljp Stato, e dominio nostro, Giano obbligati a servare quanto si contiene circa il l oro part! .colare in detta Bolla, portando anche il segno giallo, come sar ordinato da noi, acciocch s iano cono sciuti .da i Cr:stiani, ed ogni volta che. con trafaranno in qualche cosa di esse contenuto, incorreranno pro facto in pena di du centa scudi, ... la qua[ si possa accrescere e sminuire secondo la qualit del caso, cui s contravenut0 all'arbitrio del giudice del luogo. Pesaro I : 12 maggio 1574 '>. Tutta lo vita della comunit ebraica viene a poco a poco. minutamente regolata, per sempre con una benevola comprensione 'delle esigenze della vita individuale; tutte le disposizioni infatti tendono non a creare un ambiente impossibile alla vita del sin golo. i n mod da costringerlo cid emigrare, ma a far s che non eserciti attivit che gli interes-si della collettivit e ri spettino anche le tradizioni cristiane. Al riguardo venne pubblicato un altro decreto che anche l'ultimo riguardante gli ebrei che lig!Jra nella raccolta Ufficiale delle Leg g ; Urbinate. Parendoci di mal esempio, che la sera, mentre che suonano le campane per l'Ave Maria gl'Ebrei nelle vie, nelle p :azze, et al ti-i luoghi pubblici, inchinandoci noi altri in terra, s e ne stiano in p !e di, sedere, secondo che s i trovino, disprezzando in questo come in altre cos e la lede nostra, Ordi nammo ne i dl passati, che approssimandosi quel hora si dovessero rit;rare, e levarsi da luoghi cosi pubblici mentre che suona dello In queste disposizioni dovettero essere applicate con molta energ:a, perch in quel tempo la loro vita divenne sempre pi irta di difficolt, nondimeno in Urbino la comunit israe:itica. o Universit, come e:;;si ancora la. denominano, fu sempre molto numerosa. Stampatori: Societ Anonirr.a Istituto Romano di Arti Grafiche -:li Tummine!li & C Citt Universitaria Roma

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    July 5, 1941
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