USF Libraries
USF Digital Collections

Difesa della razza : scienza, documentazione, polemica, questionario

MISSING IMAGE

Material Information

Title:
Difesa della razza : scienza, documentazione, polemica, questionario
Physical Description:
Serial
Publisher:
Società anonima Istituto romano di arti grafiche di Tumminelli
Place of Publication:
Roma
Publication Date:
Frequency:
semimonthly
regular

Subjects

Subjects / Keywords:
Race relations -- Periodicals   ( lcsh )
Jews -- Periodicals -- Italy   ( lcsh )
Race relations -- Periodicals -- Italy   ( lcsh )
Genre:
periodical   ( marcgt )
serial   ( sobekcm )

Record Information

Source Institution:
University of South Florida Library
Holding Location:
University of South Florida
Rights Management:
All applicable rights reserved by the source institution and holding location.
Resource Identifier:
usfldc doi - D43-00070
usfldc handle - d43.70
System ID:
SFS0024306:00070


This item is only available as the following downloads:


Full Text

PAGE 2

CRONACHE DELLA GUERRA l GIUNDE RIYIST .A SE1TIMANALE IN ROTOC.ALCO ESCE OGNI SABATO COSTA LIRE 1 ,50 i: la -a. riYb&a ebe .-.-raa-.Uarl'l &a&&l l ... leilal -pe&&l 4iella perra ............ -.. .. ...... orpaaJe. e --.Jea. b-pell&lea, tllpiUea, eeolea e Per le Yarle &erle erU&orl ......... l'l ............ aenaerrare Il Yalore eelale tlel tiiYerl aYYealeaU, a1Jar11 la campo l'orlaaoa&e tlelle 'Vo&re eocalaloal. Ocal arUeolo ....._ eeoatlo le ele tll 'ldacle ... ,._ la proroatiUb e reali e l crUerl tleiJa --tiJyaJ....._. 1Ja ..... corretlo oli ro&ocra8e, 111 &raaJoal, cr&tlcl; car&e cecraMcbe e ....._._ -&rathe 'VI ofllrt.d Il ..... tll lteplre l rapida l &Hl acl la. eh .. -&e ................ _.. .... TUMMINELLI E C. EDITORI CITT UNIVERSITARIA ROMA

PAGE 3

! ., > l > j . ';. ; { ' f ; 1 2 ISTITUTO NAZIONALE DELLE ASSICURAZIONI Assicurazioni ha realizzato importanti iniziative atte ad offrire ai propri assicurati i mezzi pi moderni ed efficaci di assistenza sanitaria. Cos ha organizzato dei CENTRI SANITARI. in molte citt ponendoli a disposizione gratuita di tutti gli assicurati dell'Ente O Come fisicamente rassomigli ai tuoi genitori. cos i .:la essi deriva la alle malattie del ricambio. e Spe cie se nella tua famiglia sono verificati casi di malattie del ricambio. controlla periOdicamente la quantit di glu cosio nel sangue e nelle urine e tieni conto che qumche volta l'aumento del glucosio nel sangue pu precedere la presen za del_glucosio nelle urine. e La dilagnosi e la cura pre coce possono dare i migliori risUltati. O Se sei glicosu: rico. fai stabilire dal meh"co la difesa adatta al caso tuo. non tutti i diabetici hanno eguali esigenze. e Con trolla periodicamente la pressione arteriosa, le funzioni del rene e del fegato, .l'apparato respiratorio, di cui le mterazioni. aggravare insidiosamente U tuo stato di salute. O Abbi cura che la tua bocca e la tua pelle siano semp! e scrupolosamente pulite. f) Pi di ogni altra persona poni attenzione nell'evitare malattie o ferite. le quali nel tuo or. potrebbero decorrere in modo pi sfavorevole: se ne fossi colpito affrettati' a curarle . Q Esplica il tuo lavoro. poich il lavoro necessario; ma evita. la fatica e mantieni sempre 1a serenit d'animo indispensabile alla tua O n pu vivere lungamente: la durata della vita dipende dallo scrupolo e dalla costanza con cui egli seguir i del medico. PER INJ<,URJIAZIOXI Rl VOt.t;;ETEY' I .<\. L L E A G E N Z I E D E L L' l N T l TU T O N AZ l O N -'. L E D E I. L E 8 H l{: U R ... \ Z l O X l

PAGE 4

BANCA COMMERCIALE ITALIANA .. CAPITALE L. 700.000.000 RISERVA L. 165.000.000 BANCA DI INTERESSE NAZIONALE

PAGE 5

ANNO IV -NUMERO 18 20 LUGLIO 194-l-XIX (,;SCI:: IL 5 (,; IL 20 01 OGi'il I H i NUMI::RO S(,;PARATO LIRE l AHBOI'i.\MENTO ANNUO LIRE :!O ABBONAMENTO SEMt:STRALE, I:Z t:!IT ERO 11-1101'1'10 L; ;ettore : TELESIO INTERLAN DI Comi-tato di redazione : i:rJ.,tt_ : ;UtDO LANDRA prof. dott. LIDI O CIPRIANI 0,etario di redazione: GIORGIO ALMIRANTE ' J r P anni fa (15 luglio 1938-XVI) nasceva. con '::r pubblicazione del "Manifesto degli stu:iiosi l italiani ". il razzismo fascista; e quasi / :ontemporaneainente (6 agosto) veniva alla / luce questa rivista. che fin dall'i.pizio. rspon, dendo ad un preciso incarico
PAGE 6

Verso u L'attuah: i c .:mla <.lei montl<; e u r o p .:0, CfJll form e dire z io n e t: a l della marcia dc1 paes i .-to tali tari non n s ult a ,emplicc m en t e det ermina ta dall e v itt o rie mili tari, ma e s d al fat a l e a, . 'u,; i u na ,piritu a lit ::.upc rn a zi0n a listica s u un a s oci e t cui ,;d ori b a s i l a ri c o s titui sco n o un' a ntin o mia vive nt e ri s pett o alla evo luzi o n e clelia cosc i enza d e ll'u o m o m o d e rno: una l otta ci: i n v i s t a d ell!affc rmazi o nc di val o ri sempre pi miranti a d ull 1 ip o di ci\1! lt \ n essuno pu dunque sfuggire com e a qu:: s to combattimento di ick ali. c u i f a risco n t r o n e l pia no ddl' azi o n e una l otta serrata di ; mt cnt1c h c ener g i e g u crrie r.:: n o n s ia estra nea l'idea-forza ; dl u cosc iL"n za di razza: infa tti il pr o bl ema r a zziale osservato d a L llt p i a no supc r sto ric o, come pro ce sso v itale connesso al ::.org::r c a H n s v i lu p p a r s i c a l tra m ontare di una c ivilt anzitutto un prohlc m ; 1 dello s pirit o; c non n e l s e nso tiloso tic o culturale, m a in qu a n to ri g u a rd a n te un princ ipi o attivo c o ri ginario ch e attravnso il pi: ln n nn : n t::k. c o n la sua efficacia pi pro f o nd'l n e l pian o < Occorre ricono sce r e c h e n d comple sso delle pos sibilit razziali d elle :"laz i o ni. es i s t o n o pr o f onde c n e r g i:: o rigi-narie ch e, n e gli am hiL nti horg h es i:o, n o n t rova n d o il lor o m o d o di attua r s i finis c o n o t'flll l'a,sop i r s i c d a nni<:nt a r s i S i t r a tt a d i scaturigini di iorzc non c ir cosc ritt:: alla e mpirica c limitata i -ndividualit u m a n a. m a a ll' uni v e r so l' al cosmo: co n ess e n ccc>sario entrare in r a pportq di c omunione .:: di dominio, prima lh.-,j s i nd pia n n d-t: l r lcm ocrati'Cismn 6 (questo d!aeqno, come gli altri che tratto da una raccolta di caricatwe aotibritc1nl nicbe edita in francia nell'800). --... ..... __ statico e .;ensuaJe. Esse so110 un dono superno {! al tempo stnsu costituiscono il segno di una virt trasfiguratrice, rinnovatrice della vita di una razza: virt finiscono col de cadere, n e lla es istenza del singolo, quando non sia loro as3icurat o un modo di esercitarsi e di svilupparsi. Ne consegue la necessit di una educazione interiore, Ji nila disciplina che plasmi gli menti c o stitutivi della compagine etnica, preparando l'ethos del l'ordine g erarchico e gu erriero e integrando con e s,;o ogni altro t ipo di educazione. E' s piegabil e sotto questo aspetto fondamentale, perch una delle f o rz e pi urge.nti n-6lla genesi della nazione totai]itari a sia l unificazione del mondo spirito con quello della prassi poli t ica Tra questi due mondi l'antite:;i un ostacolo nel cui supe ramcnto consiste la pre messa per ogni rea.le costruzione viril e eJ essenzialmente per la identificazione etica e la formaziooe coscien te della razza. L'antite si, in realt, non esi.>teva per l'antica civilt degli Ari, come evidente nei fondamenti deUa tradizione vedica, n tanto meno per gli lndoeuropei, gli Indogennanici e i Ro mani; c appunto per una risoluzione di essa -segno di un dualismo involutivo d : origine ebraica Platone !Colli:e,p che la v e r a co s ti..tuzionc e la vera c.s"Senza dd1o Stato abbia.rlo il pi pr ofondo i ondamento nell'idea, nei principii in ;, e per s universali i ntrs1 com e norme di una univoca legge d'eternit. E allorch egli ai icrmava che la filosofia e i ( potere dello Stato debbono coinci d t non certo col termine 4' filosofia,. all a ncc c a nica astratta dei concetti : egli voleva soltanto sosten e r e l'h principio dello spirito, possedendo la sua es3C'llza assoluta i n pu avere .n::-1 potere dello Stato il simholo terreno della sua {Yv' sibilit assoluta. Ora una concezione che ha valore basilare nei testi dell' antio:,, indoeuropea quella di una unit per cos dire inten::;iva, c ben lontana da ogni confusione panteistica, del rnono\., della L'antico termine sa;nscrito vidya, .Ja .cui-radice ,.,tf n e lla stessa parola vedere :t significa visione : 1 3cnso superiore, si riferisce a.lla capacit di scorgere, in una <:!1; mi nazione della vita interiore, la distinzione fra il reale l' irreale, epp e r di congiungersi interiormente a que:f che
PAGE 7

ionalismo razziale La sconfitta dell'Inghilterra determiner non soltanto l'instau razione di un equilibrio politico ed economico in Europa, ma anche di un equilibrio razziale, fondato sulla gerarchia c S\''gliato il seco ndo come c"olui che i n uno stato di mcuro Chiuso nella sfera del corpo e dell'anima, fatale, c:: r.> ;:nale c h e l'uo mo comune si subordin i a colui nel quale queste du,: si e re sono dominate e compenetrate da un principio pi ahu < nella t!sura che una qualche luce albeggi nel suo stato di rorporc. i n questa s ubor.dinazione egli voglia tributare un e una spontanea de spi.ritua.1e ;! regale: aHa sua unitaria autorit si oi:-ornt c ogni rappo r to umano-sacrale del singolo. : -ues ta azio n e mediatrice tra il mondo trascendente c qucll ) h : !,no d efinisce 1 a funzione unitaria del Capo dl'lmpero. Sotto il : "t" segn o ogni esse r e ed ogni azione < l i una data comunit unnna a c quistano a rm onia e significat o, in quanto. a m ezzo di gerarchici va lori e ticospi .rituah. conninicano a nch 'es:;i col mas simo potere umano, cui ; ia dato i l contatto con i l Divino. Co ntemplazion e dunque, ma a l te mpo stesso azione: a l centro quella coscienza che ndt l'ordine della colletti vit l'Impera ton m ent r e per il singo l o l o sp irit o ossia il m ediato r e fra l 'umano e il supcruma.no Co m e l'Imperator e-Pontefice la opera politico-gerarchica attraverso l 'anima e corpo d dJ a coll<'tt i,it, cos l o sp irit o l'atmanprt rusha degli [nd o-ari, i'l 1110rls degli Ellcni, organi z z a l'anima (mo n do del l a sensaz ion e e ddl' azionc) seco n d o la sua l egge, ch e legge m etafis ica : N el distacco dal v inc o lo della ma'ria e pi oltre, da quello animico, l'uom o r eaJlizza l a pi ena libert, che a ut oide ntifica zione c o n l o spirito c nel contempo nu ovo dominio sull'anima e sul cor po. E rbisogna sempre 1insi steN:, dj contro ad eq ui vo ci perico l osi s u questa veduta pi compl eta seco ndo quale l a conte m e l 'ascesi viri l m e nt e concepita n so n o l o scopo final e, n hanno il sig nificato di una rinuncia o fuga dal moudo ma so no aspetti di una realizzazione verame nte completa t 'presuppo sti impr escinl
PAGE 8

Le donne ingleei m .. nd" < t c h e il '' di1 in o., putc ss.: essere la mt. 1\nnanc'> una risultanza dell 'azion e divina, se ':'"d" l tradtztonailmentc attribuita al sacrificio c al rit') l n quanto tuttavia oscure le vie che hanno condotto aPe cht, da ques to punto di vista, so n o pi s ignifi. catll'l'. eh, e murnto dt adeguata se n s ibilit;\ spirituale n o n pu du. l>ltar, tn ('SSe s"mandcst silcnzio3anH' Ille c forse persino ad Insaputa dt alcuni. d c i capi rsteriori ddla rumanit, la stessa a la stessa 1 crit delle origini ind ocuropce. Ora, s ulla di tale c<_>ncczionc 3olarc del rapporto tra razza ,. lmpno, <' posst .htlr nconosccrc nell'azione razzista un mo. !Il .:h trascende l< s te sse s u e applicazioni pi sostanziali, c \' dl'l"l' "' ess, 1111a pnma fase dull'universali.smo .totalitario ariano un prinw rroico tentativo di uniJicaziont delle ra-zze ec d c i popul; ancora -,ncolatt dal l 'tdcalc della lor o originaria Tradiziuone oltr, e h, dall'aflinit dd sangue. occorre \'edere nel 'razzi .;mo l'idea. iorza lanciata campo pi fertile c preparato, d llltJ11do romann g e rma111co. per la costituzione di un ordine unit;,. rio di nngi.c umane, politich. s ociai capace di trascend e re ne'. la s ua urg:lnicit, i limiti di un nazionalis m o che rinlato il maggiore per un'intes a armonica tra j popoL Il se ns o ult1mo deglt odtcrn1 grandi avvenimenti pu giovare a far r;11nsarc 111.:! razztsrno que s ta virt supernazionalistica. i; quanto essa a creare, attraverso risponde nz e di Yalori etnici c di valori dello spirito, una universalit di tipo gerarchico eh : richiami a vita nuova l'ideale romano dell'Impero c della civiltr,. Di tale ampia azione, l'anti-ebraismo non rappresenta che unepi: sotl1 : una volta che esso venga liquidato con la eliminazione del 1 ir,u giudaico c la reintegrazione bi opsicologica dei valori et-lti ci ariani, faziorl<' assume :lllCora pi V'aste proporzioni, in lfttantn 111_ t-:utoco f orze a ncora pi sottili, ossia vengono raggiun.: l( pe r una lotta decisiva contro le potenze antl-splntu,'\.lt, hvollabnct, plutocr.atiche, contTo l'aberrazione sn ci:tk hol sccv 1:.Ca c .iJ satanismo matcriali.stico, contro la prc '"artcaz10ne borghc.s<' .-modcrmstica. conbro l'orgiasmo edonistico del mo_ndo moderno. E' dunque una lotta di universa-lismi, lo scon tro ddinitivo di due mondi o di due modi di sperimentare la 1 ita dw J.!"i stato :;imholegg ch e J'lnghilha s_mo ad. oggi. o3tentato. La nessuna comunione spirituale tra t 1 an reparti di simili nazioni, il caos da-to da.Jl'artificios1 riunione di gl!nti diverse, la mancanza di un unico appiglio supc. rio r e al quale tutti si riferiscano con uguale animo, l'assenza un autentico ordine gerarchico e di un'aristocrazia di Yalori. ian no di tal une nazioni che ostentano un patrio e utld loro fede nazionailistica, ambienti di dissoluzione di ogni Yalorc mora!::, di sprofondamento nel sensuale materialismo e nelia bea ta incoscienza animalesca, ove tuttavia tali aberrazioni assumono la mentita este dcl!la dignit demoliberale e del pac:iism J borghesr N ell'incalzarc di eventi che risolvono-. in nome di una nuova giustizia, secolari controversie di popoli, non ormai possibil: concepire una nazione democratica che non sia un grande orga nismo tenuto insi{!me da. ragioni .mercena.r:ie e materialistiche di ,ita; come non pi possibi ,Je ammettere i'l fr.azionamento d i unl civilt dai caratteri etnicamente stori1:amente unitari in compar. t imcnti di interessi settari (indn:strialj, banc.tri; politici) >ottn il nme di nazionalismi. Nei suo pi strett!.l significato il termine di nazionale divien\! un equivalente di internazionale l in >enso inferiore, in quanto si a un'attivit che cre a trJ gli uomini rapporti di bassi interessi, dando luogo ad una siila riet tra nazioni, non sul piano di un'intesa spirituale, et ntca -.. univocamente co3truttiva, ma sul piano di un mercantilismo ,.,os.) c di un aristocratico affarismo alla cui origine stata secolare accentratri-ce d ella Gran Brctag.na. Ma non pu avere nemmeno giustificazione storica la zionc d nazionalismo quando sia semplicemente riLrit<. alla realt materialistica di una ricchezza territoriale i cui limit. dn

PAGE 9

. bber o ostituire altres i : limiti t crea p 11azionalismo di va lore umversale, ossta un supernazwnah-un . . mo impostato su principii trascendenti ognt sp.nto c individualistico, ma sempre foodato su una d.tHerenzmzwnc gera;rchica. . . U n n a zionalismo non pu su demo la sua deve di St_Ipenor ali soctal.e ossi": un aut?r_Ita .:n i eff e tti v a orza sJa la quahta, tla hbera,. vtnle _I .;:cne d e lla vita, e riunis,ca dt una ge-rarchia : i t emporale e lo l er?tco e Il. questo aspctr:, possiamo ci:stinguere ne'IJ'ult:ma 'storta dell Occtdente n azionalismi: queJlo autentico, capo a una 3ptntuahta : ; 1rchica eh::: d significato alla stessa naz10ne, ; : ;avcr s o cniteri . nori s em:pthcemcnte econonnci, uguahtan, . ... mitativi; ma soprattutto ideoali e qualitativj; e i J nazionali sm.> : . x igin e democratica, di marca cui :mita ta da fattori meramente naturattsttct, numenci, da pregni ; di s pazio, dj tempo, di storia e da una visione ebrco-:mat t i stic a della vita . : c a rattere del primo consiste jn una interiore costituzione che realizzata, concepita e conosciuta soro per di un;. i::: libe razione deHa 3uperstizione progressistica, onde si, cessa :t a bilire un assolutismo evolutivo dovuto al proces3o del tempo s i intuisce l' esistenza di principii di forza e di organizz:tte di supertemporale, -con i quali la presa di con" peraltro da una possibiht spirituale cii c:> : enza, attraverso una scienza non profana che la TradtztOik a fisica. Questa da mediatrice inesauribile fra sp ; . : aie e l'Impero terreno, conducendo a una; conceziOne umtana < a vita e del cosmo, in funzione dii un rapporto gerarchico tr:J .. iversi clementi: la sua universalit non ugualitMia c an ar ma recante i caratteri di e di annonica eli ;zionc u : spondenti a1lla scada gerarchi, ca dei valori dcHa cvo.f.me ddla vita .fisitca e spi rituale. : i si avvede facilmente come appunto il totale distacco dalla .. cezionc tradi:donale pu giustificare l'altro nazionalismo dio impostato stt termini di setriphce agio economico.aliimalc .'. di vita comoda e vegetativa, in ad obiettivi utopistici .::pri al me3siimistrio anarchico internazionale tendente alla rea : z azion e di un ideaJie politico, ove, alla sistematica a bo di ogni superiore interesse umano, anche le premess e per : a effettiva spiritu;tlit nazionalistica non hanno pi sen.>o. 0s avvenuto che, sotto nazionalistica, ossia sotto veste d e mocratica, abbiano trovato modo di agire nel moderno : OnOO politico principi; la eu; i.ndolc .internazionalle, sottilmente :>O!scevrca. al ilo scopo di demolire tra i popoh anche la coscienza d1 razza, ossia quCII che il senso stesso di una loro l.'ra.diziona1c ,:' gnit, di forza civihzzatrioe Kl'ordiine supernazionalri-stico. M a la vittoria d:::l principio totalitario fascista e nazional : ()C i alli sta, attraverso la potenza delle armi, rivela oggi al mondo Tta.lcosa che trascende lo 3tesso senso degli eventi immediati: :a bolizion e d e i limiti settari ad opera di una .razza capace di affermare un principiO di universalit europea di tipo romano germanico, di e tro cui l a forza di ogni universalit, ossia lo stesso tema divino. . La lotta impegnata da questa razza ha una 3Ua ragione. di es essa rappresenta l'insorgere di una cultura e dj. una men talit nuove contro il vecchio mondo razionalistico borghese.:.,. Ji.beraloicle, anarcoide, che essendosi creata una civilt materili.>tica ha subito sino all'esasperazione il mito clellla macchina e della m!intivit inesaur;bi'lte. E' la folla moderna, la gn-ande livellatrice di individuaJi1:, be stia senza volto, la massa dominata da!Ja macchina che ess'l stessa ha creata, Ja massa che ha perduto il senso del sacro e le cui culmi111azioni intell<:ttuali hanno esse stesse una limitazione di carattere macchinistieo. Di contro alla conformazione di tale massa gi hanno significato le rivoluzioni dei pochi, le posizioni antimoderne dj alcuni irriducibili difensori degli autentici va lori della stirpe, ma soprattutto hanno senso di definitivo ramonto le forze ideali ed eroiche del mondo romano.germamco. L'ideaJe di razza oggi chiamato dunque ad una ancora piit vasta funzione lJ crollo de .kJa vecchia Europa, nell'urto del ferro c del fuoco non significa ricerca di un nuovo bene materialisti co ad opera di chi, sino ad oggi, ha dovuto conoscere. la e 3aora rinuncia, ma integrazione spiTituatle di forze deviate d1 identica civilt occidentoaloc e di un'unica .razza aria e peretO avvento di una spiritualit che possa effettivamente restituillt all'Europa e al mondo la visione del sacro e dell'eterno. MASSIMO SCAUGEBO 9

PAGE 10

L a Mori a p o litica della Romania nnn pu ess ere compres a s e non si tiene conto del prob! ema ebr aico, problema che h a a ssunto per ques to Paese una g ravit e c ceziona le Le draconiane misure, prese dal generale Antones:.:u p e r avviare a so lu zio n e la questione giudaica, possono essere comprese in tuuo i l loro valore solo allor c h si tengano presenti alcu ni dati fondi! m c n uli, c)H: l a st.mpa romena antigiudaica h a mes s o in evidenza da tempo, ma che non hanno mai : .vuw ripercussioni prati che fino a l giorno in cui la Romania non i: entra l a definitivamente nell'orbita dell'Ass e come s crivev a Ilia Radulescu, il corag g ios o diretrore di Porunca Vremii l a g r a vit a Jcl p e ri co l o ebrai c o per la Roma nia era data d a l numero enorme degli e brei che sarebbe saliro a c ir c a due milioni c dal che j!li ebrei avevano accap ;tr r a to la quas i dei beni dei Romeni. Dopo ess e rsi impadroniti dei valori mo bilia ri. gli e b rei a:e van difani posto nnno s u gli immobili t anto rurali che. urbani. In a lcune c itt quasi il 90% della pro prieu e r a C IJ S C:\<'uta nelle loro mani; in l a p r o t r ict cbr:tic.1 si estende v a a o ltr e 1 0 0 .000 ettari di rerrerto e mul -TOTALE :\N N O MILIAIIDI J927 . 210 1928 195 '1929 173 1930 . 147 1931 . . 123 IO re c itt romenassame conravano o rm ai pi sinagoghe che chiese o rrodo sse Un chiaro esempio di quesw dominio ebraico nel settore economico dam dalla Tabella A la quale mostra in miliardi di lei la ripartizione del reddito romeno a se conda delle diverse nazionalir. Nel periolo dunque in cui, a causa del la crisi mondiale c della diminuzione dci prezzi dei prodoni agricoli, il reddim nazionale si riduceva del 40 % quelli che venivano' maggiormente colpiti erano i ro m e ni con una riduzione del 65 %. veni vano poi gli altri minoritari cristiani con una riduzione del 45 % <:;'.: ebrei vedevano invece diminuim il l orv reddim solo del 23 % il che dimostra come essi riuscissero a mantenere il gra n parte le loro posizioni di speculazio n e e conomica. Nel momemo in c ui i Romeni, con una popolazione di 14 milioni di anime,. disponevano solo di un reddiro di 27 mi liardi, cio di poco meno che 2000 lei a persona, e i minurirari cristiani di 1 6 miliardi, c io di 5000 lei annuali a persona, gli ebrei con so lo 2 milioni di anime, disponevano di ben 80 miliardi di lt:i, c io di c irca 1 0 .000 I c i annuali a persona :'o!INORITAIII ED IlEI CRISTI,\NI MILIARDI MIUAIIJ)I MI LI A lini 7!') 30 l05 73 2!') 97 60 22 91 43 20 84 27 16 80 l11 co nclusi one, quindi, 1111 eb r e o g11a!'a e s altam e llle t :enli t o ll e piti di un l'Oli/eliO In queste condizioni la vita dei coma. dino romeno, completamente in baia dc. gli specularori ebrei, era semplkememe jmpossibile. Con un reddito annuale di 12 )0-l300 lei (cio circa ceni o l ire ifa. l m e ) non aveva di che sfamarsi n come combattere le malattie sociali che lo trava. gliavano. Non migliore era la condizione dei (a. vorarori delle cirr. Qui il commercio eu per il 90-95-% nelle mani degli che ne avevano monopolizziuo rutti i be. nefizi. Difatti, se su 716.000 commercian. ti gli ebrei erano solo 5 31.000, bisogna tenere presente che su 3 5 miliardi gua. dagnat!, 30 miliardi almeno erano inc35 sati dagli ebrei stessi. -Passando ad alrri setrori dell arr ivir na zionale, si poteva constatare il 75 % dei benefici bancari apparreneva agli ehi e che ugualmente erano ebrei il 6 7-87% dei professionisti. Aggiungiamo che molri ebrei ave\ano cambiaro il loro nome con quello delle mi gliori famiglie della Romania, aumentando cos ancora di pi la: confusione, e che ave vano un dominio quasi assoluro nel settore della stampa. Difatti, su 2935 aurori, ben 1943 erano ebrei; specializzati in ogni sor ta di letteratura pornografica. Ugualmente intensa era l'azione svolta dagli ebrei per corrompere l'opera degli uomini politici romeni. e, menrr e i rJ.zzisti si raggrupp,wano inrorno alle nobili figure di A. C. Cuza, Ottaviano Gogt e Corndio Codreanu, 600 uomini politici di tuni i partiti facevano parte di 758 c onsi t:!i di amministrazione ebraici. uomini di paglia; ver i seni del giudaismo e della massoneria, ris cuou::vano in tale modo olrre 280 milioni all 'annG, ga r anrendo con la loro personalit le > ;j(:cu !azioni degli ebrei ai danni del popolu ro meno. I vecchi Governi, in luogo di :uci ]are gli ebrei, che immiserivano i n 1ai modo la Romania, andavano qu asi a .':arn nell incoraggiar! i materialmente c spi c :ual menre nelle loro malefatte. Al giudeo Aristide Blank, per esen.,-ao, fu clara la concessione della dastribu ;r dei tabacchi statali con un benefi cio ;t::1uo di 400 milioni. Il giudeo, non c o nren : di questo enorme guadagno, mise sulla .,ra da oltre 5000 romeni, che si oc::up<"' "no della distribuzione dei tabacchi e a d cssr sosrir u una societ composta unicamen: di funzionari ebrei. Abbiamo derto che il numero deg l 1 ' rei saliva, prima che la Romania cedess e .dia Russia all'Ungheria e alla Bul gam :na parte dei suoi territori, a quasi du e ,m lioni Cos affermava almeno lo scrt: .Jre anrigiudeo Ilia Radulescu Questa cifr., da dunque molto superiore a guella del ';;n simemo ufficiale che dava per la RonJ,\!lta solo 768.000 ebrei.

PAGE 11

( ..,-1 : ; 1 oro. ( : molto Jiffic ilc poter dire . u 1 1.1 c ':,, ,., in un dato momenro r.: c', .:,' !.i' c h e h anno .gli tbre'i 1 ; : : 1 1 : : l censimenti ufficiali Jnno , qu c ,:o : ig u;m.!o uniomente l.t cifrJ Jegi1 eb rei che vogliono essere c onsiJc:rari tali t: non gioi il numero ebrei :n1. ( 0,, per ese mpio. ;lbbiamo recentmentt i'' l :l.: w c un il_ prof. Onicescu, ha pre, icduro d censimento della popolazione aHcnuto ;'o, o tempo fa Secondo 1 c.dcJit dppruss:m. ttili finor.1 fatti da . questo studio'" se-mbre rebb e che la Romania n 0 n :mualmente pi di 300.000 <+w: Q uesto almeno secondo i dati uffic.li : do i l pro f. Cuz:l junior, invece, stu' _,; o d e lla questione ebraica, il _numero Jl', e brei che ancora oggi sono compresi ne: n i i n i della Romania, salirebbe ad al -1m un milione c mezzo .t. c h e co nosciamo la tattica giudaica, f' . no che realmente molti ebrei, in Rorome .dtrove, riescano a sfuggire d '.nr c .11 censimenti, dichiarando il 1, ; ;t, o ndo la parola d 'ordine lanciata r.. )0 dal Kahal di Parigi. : crllio dunque conto dei dati ripor-l. t !. ri R a dulcscu, possiamo dire che circa i1 ; della popolazione romena era, prir.. : :le :t[(uali cessioni territoriali, costi tu: ,LI e brei. Com' possibile dunque che o i u n milione e trecentomila ebrei abbia ; ::, s fuggire al censimento dell930? '.28 1 tedes c hi, 15.324 al rre nazionalit: i Queste cifre mostmno chiaramente che il territorio romeno fu sottoposto nell'ulu. mo secolo ad una vera e propria invasio n e ebraica in gr.mde stile . Tenendo conto, 't' .\ u r. 1 . n Il t : G l Cl N l l IIOMt:NI l t:RIIEI l I.TIIt: -NAZICINAI.IT,\ : Olteoio . . 1.605.812 36.931 36.407 .Munteoio . . 4.2U.405 323.675 168.634 Moldovo. . 2.64-5 .450 394.102 156.798 Dobrugio . 873.421 35.789 312.104 Bessarabin 3.078.103 499.135 271.315 Bucovina . . 925.302 189.517 401.452 Trans iiYa.:.iu. . 4.870.829 351.316 1.724.903 Banato . . 1.007.989 135.603 400.195 Totale. 19.246.311 1.966.263 2.4.79.808 100 ".',, 10,15 I J,' 18,05 ". ..

PAGE 12

dum1uc, dci 520.000 ebrei galiziani giunti in Romania al momento della Pace e de gli arrivativi in scguico per varie ragioni, il numero cs.uco degli ebrei esistenti nel 1936 in Romania sarebbe stato, secondo i calcoli del R : tdulescu, di 1.966 .000. Si tr.ma dum1uc di una cifra enorme: lt'llendo conio difalli dt /111/a la popr;l(,zmt' urian,J .Id/a 1\ol!lfiiiI .renza dislin Ztont' .li ll
PAGE 13

P\le delle Nuove-Ebridi, el 1928 su:Ha Rivista di B1ologia ' di avere segui.to per alcune settimane nell'Africa Meri:dionaJe, e preciisame.nte 111ei dintor ni di Es:howc nc:Ilo Zu;Ulall.d, uno stra.no a.llattamento fatto da una indigC!na, che fotografai, di >Circa 70 amJi. : ,,,lostan.tc la sua avanza.tissima et la donna era robusta cd '!le m a JlOn cert.o in condizion e di avene fig;li. II piccolo, tlll , nipotino av,uto la madre uccisa da un bue Notai : che la. vecchia, oltre ,che il proprio, dava aJ bimbo labL :.vino munto in un sa<:co di pclic entro il quale v-eniva P.Oi a lungo fino a fargli a cq urstare colore gia.llastro c sapore !\ parte il dubbio se in un tale allevamento fosse il latte : ;>Vino o quello della balia a far pro!>pcrarc il fan' :ullo, rcs.tava da spiegare .Ja cosa principale c cio come quel ttempatissima donna potesse sccernel"e lat_te. Iutcrrogandola :..:ppi che aH' u opo a .ve>va rkevuto cure di uno di quei cosidmedici comu ,ni neHa regione e che esercitano le g a hnentc l a professione in base a un permesso rilasoi:ato datle ,;utorit governative. I loro proc edimcnti, tuttavia, hanno l'apeli dipendere so lo da superstizioni Cotes ti medici o streg o ni, nascondono gelosamente i loro segreti cd per un. uomo bianco addootrarvisi. Vanno in giro muniti d i curioso armamentario appeso al collo e l, in pic<:olc bot r1_ghe, zucchctte, corni di gazzellla. e antilope, portano le medi eme: m genere insignificanti dal punto di vista medico Vi in immancabilmente insetti disseccati al so le; rettili affurru. cati ; escrementi di .. animali fra cui prevale il cinocefalo ; g rasso di P.i. tone e dj uccelli notturni; pezzetti di pomice asbe ardesia magnetitc, crist<111li vari, corallo; pelli -ed ossa di che credono preferibili quanto pi rari; una serie Joghe, radici scorze e bacche. Noo somministrano di solito me dicine divers e dal !te c che portano sempre con s Le fanno raramente per via orale, spesso dal naso o at. traverso fent-e che aprono nel corpo dei pazienti ai quali sanno ispirare cie.ca fiducia di guang10ne. Talvolta ottengono le me dicin e da pi-ante fresche, e rbace e o l egnose, di cui utilizzano k le ra 1 dici o la scorza; qui, anzi, che alcuJl.i giustif ando il pcnnesso e largito a m e dici dal.le autorit sudafricanc per l 'ese rcizio dell a professi one. Nondimeno non apparisce che abbiano idea precisa del p ote r(! cu .rativu delle piante che u sa n o perch richieden.doli, com e feci, cle!J.c virt di una serie di Nbe .c riprcse nta:ndo poi l e medesime s pecic per controllo mai ottel1!11i indicazioni concordanti Rispondono a cas-, con l'intenzion e di tener. c il scg r eto o ig11o ran o davvcro le pro priet delLe piant e viceversa dimostra.no, ncl caso concreto, eli sape r sfruttare? Non mancano di viaggiatori in Africa c in altri cont in e nti analogh e a quel l a d ,e'll' al l attamento accennato. Dci Becci'ltana, pure de,ll' !\ frica MeridionaLe, Livingstonc nei suoi Missiouaris Travels a.11d R esca r c h es in South Africa scrisse qu a nt o segue: So di parecchi Ca6) in cui una nonna allev il ni.potino. Masina di Kuruman non ebbe pi p'role dopo la figlia Si na. Questa s i marit a diciassette anni c partor due gemelli. \1asina che n o n a\'C\':L pi allattato da oltrc quindic i anni, prese uno dci due nipotini, se lo mise al pett o c, non so come riusc a nut r irlo a suffi.c-i'(:nza. Talvol, ta il pi.ccino eb!J:.: laJttc dalla .madre e daUa. nonna. Cos fu anche per il figlio di Mabogosing moglie preferita dj Mahure, la qual e aveva troota cinque ann. Vidi coi mi e i occhi sgorga re il lai!Jto dal della nonna s ch e non mj m e ravigliai quando i Portoghesi nell'est mi narrarono di un medico indigen o ohe applicando impacch i eli larve di calabroni cd accostando aJ 5C110 di una vecchia un poppante tornare il latte Sui Pigmci centro-af
PAGE 14

ma M, a. vag .. 82 del vol. XX ne un esempto relativo od una stgnora. di anni. Perfino l'uomo non ; esente dal a 492 del medestmo periodico il Treiohel ne riferisce un caso in cui la secrezione sembra ess:r stata tanto abbondante da trirne un bimbo. Di altro ca5f, detto a pag. 81. Nei t:?f M.moires de la Socictd 'AJI. thropologie de Paris dell'alllO 1925, pag 84, si considera inol tre il mostro doppio Rosa-Jo spha in cui al parto dell'una successe secrezione lattea in ambedue. Nell'antichit non mancarono pure osservazioni relative a uomini, veecll .ic o 1--er. gini. Ippocrate ne parla nel De lacte, virot um ac Nella letteratura medica il fe nomeno di norma messo in relazione a fatti patologici; la serezione lattea ed anche ab bondante, si sarebbe talora avu. ta per all'ipofi.si, cistomi ovarf<:i, fibronvi amenorree secondarie, ginecomastia,_ cirro si, epatica, blastomi genitali ecc. Tutto ci r e nde meno 'in credibili i fatti' qui riportati per i primitivi. pantomima di indiveni auatraliaal. In alto, un 9uerriero prepara H proprio p:ato. In bcuao, lP, mo, 9 1ie (interpretatl da u.n. "omq iA pulise la Negli animali stessi non mau. cano osservazioni che contrihuiscono a spiegarli. Per mia parte. m e ne familiare 1)110 di cui scrissi pure nel 1928 sul la Ritvista di Bi.rt i, com t l'australiana del Hasl"ll o w la secrezione lattea in dipendentemente dal parto invece riportata con minore fre qucnza JX:r ragioni -:;-videnti. Nella nostra razza son o noti casj di donne in cui, per motivi non sempre accertati, l e ghiandole mammarie entrarono in at ti, it: pi o meno marcata nesso con pucrperio. Lo Hart ... Cutj
PAGE 15

1933, descrin_ il -comportamento di una v!'cca a seguito d i pa rto con mammella e colostraf.-. finir sugli ammalt dtcendo che da bovmi non fondati certe trib dell' AfrK:a Meridionale e Centrale salUlo atte.:;. nere ;e orezione lattea con procedimenti per non accertai'i. r a ccobi informazione da milssionari nello Zululand e nella Rhodesia Settentrionale ov-e certi stregoni, e in un caso per lino un capo trib sud-africano, erano celebri per i loro resul-tati in tal s enso. . D elic mie segnalazioni del 1928 si interess il Prof. Franchini, Dtrettore della ClmX:a delle Malattie Trop' cali della R Universit di Modena. In collaborazione con lu condusse un"inchiesta il gi citato Dr. Scarpa il quale fece tr;.:, appo;it i via ggi in Africa, due limitati all'Algeria e al Marocco, J'ahr n esteso a tutto il contorno afncano. Egli aggiunse cs nuove sia proprie sia comunicategli da etnolog i mis s ;,nari e m e dici coloniali. Ne fa cenno nell'ArChivio Jtalia "o ,;; S cieu zc :\1 edidhe Coloni ati del 1937, nella Rassegna In ter:w i ona/c di Clinica e Terapia del 19-40 c nella Rivista Medica l ropiwle c Studi di i \,fedicina Indige-na pure del 1940 da cu1 : ::ingo quanto segue. A riguardo della lacta.tio serolitl:J eblw di un caso presso una trib nomade della Libia; di .t: ,i dall a regione di Lugh in Somalia ma con a-ttestazione che : fenom eno era noto fra le genti della Somaha naft. deli' O itr egi uba. Vari casi venne a conoscerli per l' Abissi ; rima d e lla nostra occupazione. Dali' Africa Centrale eb be :zia dell' impiego di infusi e decotti di radici; foglie e fio n : ,art e di parecehie trib bantu ll!llo. scopo di aumentare al!, 1 trici il l a tte. Nel Gabon nel Congo Belga trov di us, cur ;:c trasionnare in balie donne anche vecchie o con1unqu.: inrl: ;;;:lentc m c nte dal parto soprattutto In r-egioni p n : p an osomiasi. di animali lattiferi. Morendo la madre di un ne : .> questo deve venire allattato dalla nonna paterna o, in m: n za, da una zia pure -paterna. La secrezione .lattea ver-rl'l provo cMa con infusi da prendere per bocca c con -catl-pl<' tota l e nutrimento dal seno della balia per sei o sette hn: 1di all'allattamento si aggiungerebbero rdecotti di farit! l d i , c di han; t na. TI mondo. islmio, a sua volt, non ha mancato di del problema dei galattgogi tanto da n-ovarsene traccta. perfino nel Corano. Per l'Algeria c il Ma r?Cco s! sa casi di lactatio .seroli,w ma lo Scarpa cit'l dtverse ptante per aumentare la secrezione lattea _gi m esistenza Coteste piant-e sono il offici,ale, Ruta '!'anfana_, la oorea, la Santolina cha.moec:yparis-StJ.S e tl Pemusetun1 sptcatrtm. .. . Dagli ac<:enni che precedono 9Ulla .medicina d-ei primitivi de nva almeno una conclusione e cio che essa debbasi trascurare meno di quanto generalmente si fa. Mescolato con assurdit di o?nivi sussiste probabilmente il fr:utto di \1na espenenza dt mtllenni la quale ha condotto a pratiche sol-uzioni in ripetutamente verificatesi in. tutta l 'umanit; cos a della secrezione lattea provocata in animali e 'pi an coram. donne mentre_ ci impossibile al'la medicina europea. lndubbtamente non estste popolo che non si sia trovato davanti al compito di mantcnre in vita un neonato rittnasto privo dell'l. madre. Fra. i primitivi del mondo intero. ne deriv un di atteggiamenti .e ritrovati simili originatisi indipeltdentcmen te ed oggi, purtroppo, in procinto di scomparire per della civilt. Sul tema mi intrattenni nel 1932 in nn mio volu me di viaggio Da-l Capo al Cairo. Per fortuna negli ultimi anni sono sorte in Italia iniziative con1e quel:Ja del Prof. Franchini e dd Dott. Scar.pa; presso l'Istituto I-taliano per il Medio cd Estremo Oriente si costituito pure un Centro per Io Studio della Medicina asiatica c af-ricana del quale ci possi:.l mo .vantare come di un primato per il nostro Paese. Ot-timi ef fetrt:i, on vi dubbio, ne deriveranno.' sn vasta scala, anzi, si impone ma occorre far -presto perch al contatto_.. civilt si perde in pochi giorni quanto nella caima dci d serti e delle foreste fu capace eli sfidare i millenni In ll.rrtu ho veduto eli!! i Boscimani e i Pigmei godono rino:mat\z per l'eccellenza della farmacopea per cui vengono ricerca-ti dagli indigeni tpi evoluti nonch, talvolta, perfino dai Bi;Ulchi. La inchiesta potrebbe cos cominciare da loro, fra l 'altro. mettetllh in chiara luce se le r.azze pi primitive non ahbiano ancrJra. da util e a quelle pi civili. UDIO CIPRIANI

PAGE 17

,-. ... .. l l l /' l j l l

PAGE 18

Una nuo'l'.a eticct crea agli uomil\i di 099i nuoYe Yirt e nuoYi Ecco tapJll'eeenta:a.iope dj due dei peccatj tradizio nali. L 'ira (Gibllo CappeUa de?li Padon). LEGISLAZIONe I DOVERI RAZZIALI Sforzo costante del diritto puhhlic o e borghes e del se-colo s c o rso fu di separare I i ndi,iduo dallo Stato, contrappone-ndoli com e per s one, l 'una fis ica l'altra giuridi<:a. c d c-Icncal"c una serie di diritti generali d-0 1 s i ngolo ch e ogni au tore class itica1 a c denominaYa diversa m e nte, ma che c omcrg-c,ano allo s t c sso fi ne di for. mare una sfera i.ntangibille at t orno all'in.di,iduo t e co n side-rato. Sorsero in tal modo quei sjstcmi di diritti pu'J hlici s oggcttY che COSttur011. il tema, for-s e pi importante d e lla ccchia dogmatica. Diritto imperiale Oggi il rapporto tra lo Stato c i pop oli ch e si trovano ndla sua s fcra imperiale diverso a scco1Kia d e lla razza. P e r quelli con fed erati o in soggezione si foJKia o su affinit razziali . o SII interessi storii, g::-ogra fici poi itici o sulla stessa superio rit c capacit di potenza del la razza che ha areato l'imp: ro: per taluni, com e per gli chrei, non pu e-ssere che di ospitalit . d'a.Jt .rondc imksidc rabik, c di sudditanza. Ben divorso. perch pi inti mo c profwtdo. il rapporto tra i<> Stato e la razza che n_ forma il suhstrato c to essenziale, tra lo Stato ita liano c la razza italia na. ln questa mtcria va sca,rtata qual siasi analogia priYatistica. I sin goli c. il popolo {li cui fanno parte sono uniti ;ello Stato da 1111 rapporto bon pi durat'llro di qudlo che possa derivare da una somma di diritti e di dove ri poich il sang.uc che cementa e rende ;ndissoltthile que sta unione. Essendo l'impero iormato nel suo centro nazio nale, .nel popolo che ne sta a ca po dagli appa.rtencnti alla razza della nazione, il viocolo di sang-ue che li unisce a.tla hadella S1ta stessa esistenza. Pcr:ci in og.nuno, per una par te, se si vuole, j.nhnitesima, e nel popolo nel suo insieme, si realizza lo Stato; ognuno, in quanto por:tatore di quel sim. guc, fa parte dcJlo Stato ed in grado di scntirlo (onde quc! lo che fu detto s entimento dello Stato) di lottare c, se necessa rio. di morire. per lui. Da questo rapporto, per cos dire, di immedesimazione deri ,.a i singoli la negazione dt qualsiasi diritto g:enerale e l'af fermazione di un'unica grande esigenza, il dovere. Difatti, logi-camente, i pH \ suppon gono due mentre il dovere proprio deHa coscienza de.! singolo; inoltre il diritto qualcosa di esterno, di .u:qisi to il d01cre soltanto interio rit. Ma. in scnSQ razzista, il dovere, !ungi dall'esse re un mr ro obbligo confinato nei regni dll'etica pura, una volont che deve tradursi dj contititw nei fatti, una forza che sospin gc all'azione. Questa volont guidata, pc! quanto riguarda la razza, da aL cune idee altrettanto semplix-: importanti, le quali, di rigendo l 'attivit dci singoli det-erminate di. rezioni, dtm : Juogo ana 'Categoria doi dOVCl razziali. L 'orgoglio e quindi il presti gio di razza, la fedelt, la lot ta, 1a produzione, la proCrel' zione sono altrettante esigerizc vitali di ogni popolo ariano eh sia creatore di storia. Dal pun to dj VtSt<\ soggettivo d ei singo Jj si traducono in doveri v er so la razza i qual3, pertanto, Sl J K Jssono riassumere nel dovere di p.rostigio. di fedeit d.: di.fc sa, di lavoro, di perpctuaziOIX Questi valori di popolo uni scono il singolo alla propria na zionc rc.ndendolo ol tr.e if ehtuso cerchio dcll'indiv 1 dua!li-smo, del suo destino com prendcndolo nella storia dc proprio popolo. antago-

PAGE 19

):L ----.,_ 11 ciascuno realizza SI lo di 110 l Stato'' olSI110 pu Oarsi tra la C0111Ulli: p o p o l a r e e gli individui ma una idmtit tale di mezzi e di : ini che i beni del popolo ap M iono a nche beni dei suoi par: c cipi. La trasformazione etico-polit ic a dell"indi\iduo ha la sua pri :.la has c n'il\nten.sificato j d o01c rc -c nella sua nuov"l cnncczi o ne : i dov e ri razziali ; ono un o degli elementi pi im yntanti di questo rinnovamoo o c forman o un capitolo della ,nm a dogmatica completamen t e ignorato dalle t eoriche libe :ah e dal razionalismo Oltre la zona positivamente regolata che impone obblighi o diritti -concreti, que sti l ovcri, COIUJaturati aJI sangue e : k rivanti da! una realt natura ic, com e esistono i fatti che pi gravemente n e sono lesivi L'orgoglio e il prestigio di razza, esigon o eh:: l 'individuo s ia degno di c.ttte:ll'impronta di nobilt e di SUpe!rioril Jlropria dell'uomo a rio sentendos il par tecipe di una tradizione c di una storia che haruto radice nei millenni e ricchezza di futuro evitando qualsiasi degracla7:-JOne verso il -livello di razze inferiori; ma a:Jtres esigono da queste ultime il rispetto di bene del popolo, l'accct dimostrata coi fatu :, d1 questa effett 'iva superiorit. Tale duplice ordine di dO\e ri, cio 'J'obhligo ariano i mantcner. si aB' altezza d e l prestigio del proprio popolo, c l'oliblig0 degli appartenenti alle 1'azzc inferiori di astenersi da ogni offesa, sono stati ria-ssunti dal legislatore nel definir e il rapporto etico e razziale tra gli I taliani e i nativi dell'Africa I tahana. Rispe-tto ai lesivo del prestigio di razza .l' atto commesso abusando dell a qualit di appartenente : aJ.Ia ra.zza italiana o \ 'encndo meno ai doveri che da tale gli derivano di fronte ai nativi cos da smi nui r::: nel loro concetto la fi gura morale dell' Italiano (art. 1 L 29 giugno 1939 -XVII n. 1004), vade a di re l'a bt!SO della superiorit razziale e il non uso di questa qualifi cazione. Perci conforme al prestigio di razza oJ' atto che, nei -rapporti con i nativi, a ppli ca e tiene nel dovuto conto la di fferCtllza di razza vagliata se condo la pensonalit razziale deJ.i' lta:liwno. Da parte dei nativi lesivo de'l prestigio della razza italiana l 'atto di offesa che intacchi questa pcrsona Iit o s1a comunque manifestazione di odio aofla nostra razza. Di consegu:'lnza il roncctto di prestigio di razza presuppone un rapporto tra razze d; _ verse fondato sulla disegua glianza c sul la chiara c completa superiorit di una di e s se. Anzi, con vi.sione pi am pia, sit voluto tutclarc il prc stigio, in genere, della ariana con fequiparare, agli cf. fetti di questa legge, al cittadino ita'liano metropolitano lo straniero di razza e fis sare, in tal modo, .}'affermazio ne giuridca dell'uomo ario di fronte alle popolazioni africane. Quanto poi alle singole ip o tesi lesive di questi beni; il legislatore si limitato ad in dicare quelle pi tipiche, com e L'inridia (Giotto CappeU11_ f\le9li Sc:rqYII9J1i

PAGE 20

la relazione d'inolc coniugale con nativi, la frequenza abi tuale e.i luoghi a loro riserva ti, l'impiego o il lavoro a ca rattere continuativo alle loro di pend::nze, l'ubriachezza, l'abuso della !aro credulit, mentre, per il resto, valgono divieti di ca rattere generale comprensivi di {Jualunque grave trasgressione a questi dO\; eri. -Il prestigio della razza ita liana ahrcs tutelato nei con fronti degli ebrei non nativi dell'A. l. (per i quali valgono le stesse norme .relative agli in digc ni) con il divieto di assu pubbliche funzioni od im pieghi di avere dipendenti aria ni (1. 17 noL 1938 -XVII num. 1728). di qual-siasi forma di associazione c collaborazione pro k s sion.;de (art. 25 l. 29 giugno r <.>. w-X V Il n 1054) cd in gene re con tutta la politica di sepa nei rapporti pubblici t' pri\'ati. Condanna di ogni forma di meticciato E imprcscindibi.le esigenza della compagine razziale che i suoi app:Lrtcnenti ri-spettino }'j.n_ sicmc di valori dci quali, in in modo pi o meno intenso, sono pwrtt-cipi. Non ptr dc zionc n per adosionc ma per il fatto stesso dell appartcncn za aHa razza ariana nasce d o \'crc di foc. delt eh-;: impone l'ohbligo di non contamina.rc con imbastardimenti la propria razza c di .rima.nnc nel raggio d'azione dcJ.la sua vita ideale. Il mcticciato senza dubbio lesivo del prestigio di razza. Ma altri hcni sono qui, pi dinttamcntc, in a) la purezza del sangue, -cio la ba S l stessa della razza, i1 prcsupJX>Sto del Sl1o' avvenire c della sua esistenza; lJij il suo patri monio id e ale cd i suoi caratte ri spirituali. Ne oconseguc ) a condanna di ogni forma di meticeiato, sia quella, propriamente intesa, di moscolaza di sangue, s.ia quel la di \1111.1 contami-nazione idea c. per i singoli il dO\ ere di fedelt ad proprio sangue c al la propria s toria. Focdc.lt di sangue c fedelt spirituale, a spetti diversi di un unjco ob bligo garantiscono il pcrpetua. r s i dei caratteri razzi ali ; onde tradisca lo s pirito dt'l),.. razza c la tradizio ne che l'ha tra mandato nei secoli chi contranenga all'uno o all'altro di .que s ti fondamentali dO\eri l quali, ri ierondosi al rap p0rtn tra la no stra e l e altre razze del mondo, nel contatto con queste, partico lannente se meno affini e so no, come i1 prestigio dj razza, doveri, per cos dire, esterni, perdl posti in relazione all'e sistenza di altri gruppi etnici c delle loro divcrs c ca-ratteri-stiche. Perci as.sumono un contentt to che direttamente in fun zione dci popoli con i quali si stabiliscono questi rapporti. Ad esempio, mcntr<: verso le razze africane presentano aspetti pre \ 'alcntcmente sociali c fisiologi ci, verso gli ebrei si tratta di un'esigenza anzitutto etica e spirituale, essendo la corruzione e il veleno ebraico non me no pedcolosi pella degenerazio ne genetica. Tra le principali applicazio ni legislative di queste pre messe annoveriamo : a) l'assoluto divieto di ma trimonio tra Italiani c non a : riani c la proibiz1one, salvo dispensa, di quello tra Italian;_ c ariani non appartenenti alh nostra razza (art. 1 c 2 R. D.L. '7 nov. 1938-XVII n. 1728); b) ri divieto di relazione di indole coniugale tra Italiani c nativi dell'A. L, gi C) J' esclusione degli ebrei dalla vita spi ritualc c culturak della nazione (R.D.L. 15 nov. 1.938-XVIJ n. 1779); / d) l'autan:hia spirituale che ha avuto concrete espressioni, tra l'ailrro, nella difesa della purczzadctla nostra lingua, de; nomi e italiani (ad es. art. 72 R.D. 9 luglio 1939-XVI! n. 1238 Ord. Stato civile). Il dovere del combattimento Da questi doveri hanno una funzione conservativa del prestigio c della. purezza della razza passiamo ad esaminar..: quelli che agiscono nell'interno del gruppo etnico, come fattori 'diretti e immediati di potenza -c di espansione c rivelano, pc ci .. un pi deds_? carattere di namco Fomlamcntalj tra questi il dovere deL combattimento. In infinite circosta. nzc il singolo chiamato a combattere per la propria razza. Dovunque si an nidano i suoi nemici, cd ne cessario prot<:ggerla cd affer maria ha il dovere di combat tere isolatamente o nella massa del popolo secondo quel valor c qudla Yirtus roma-na che so no rimasti tra i prncipali con cetti politici della nostra sto ria. Cna delle espressioni di questo hel\c del popolo. ddla capacit combattiva, sono state in ogni tempo le istituzioni mi litari, tipiche della razza ariana; dalle qua i sono 1nscindi bi li i sentimenti dj gerarchia, di obbedienza, di discipJi.na. Nel singolo deve forma'rsi u na mentalit d-i lotta, pronto al e alla distr.uzionc di tutto sia nemico della pr6pria razza; di qui derivano anche l' intrans.igenza c la fa natica volont di vittoria. Questo affiorare di sentimen ti e di io noti i in materia perch vi sia bisogno di ri.cordarli. Notiamo soltantO' ehc, non avendo lo Stato alC'Un interesse a,ll'incremento di raz. l'C indesiderabili quali l' ebrai ca, 1i provvedimemt.i celibato, a q'llelle sjano applica bili, hanno na:tura unicamente fiscale e di capacit cotitribu tiva. Si pone altres il problema se non opportuno, nell'in:tcresse stesso dello Stato con ferire a questo dovere sione che gli compete senza farlo straripare in campi dove altre considerazioni, quali l capacit c la fe; de poJj,tica; sono : ; Sembrerebbe pure opport: : no distinguere nel celibato una. condizione colpevole ed unaincolpcvole c per si, ttiazioni particolari, per spc ciali cmp'iti o per altre tirco : stanZ!c che lo giustifichino c me, ne.ll'aHuale guerra, ;;i fatto : a,ppunto per gli apJ'rt! nenti, alle forze armate. L'Italiano nuove La pratica attuazione di .te; : sti dover:i 1:stituisce a fm 1a re quella figura dcll'Itai: .i10 nuovo Vlerso la quale dir ;t.W: ia razza. di! cuj non pu lllp>e,. mente vtolarne i valori. r .trondCl rimane ed esaltato con veri che lo roodono pe: dHa vita del suo pQPQlo. Al.:: vacuo individualismo rale sj sosti>tuiscc r: o va personalit etico !e. aderente alla reale razza ricca di doveri e di c : ,:1 pirt:i; la morale c il dano le proprie radici .it mo della razza e del sangt; MARIO BACCIG.\vPI

PAGE 21

: '1l1angono in certi circoli scientifici e J : :!e n t i stj diverse concez:oni a proposito d .. origini e quindi del collocamento si. dell a razza italiana, le quali, ri : 'l d o principii superati dall'attuale scien .. .,tropologica e preistorica, Gi fanno eco r el :quati sergiani or dei resti delle : e or ie che facevano in modo : \ipendente, la razza italiana dalla raz.'<'tmanica. 1 c' dubbio che il problema delle i e della classificazione della razza 'la ha assillato, ed assilla, non pochi < s i delle diverse branche e segnata-r gli elnorazziologhi i quali proseguor, '" i n dagi ni s ul terreno antropologico e s . J el!o preistorico con gli aggiornamenti .;: so no im posti. quando si parla di razza italiana;.. c .nem ente s i tende a far coincidere la .:rl> con l'etnia. Cio con quell'aggrem c ui non si hanno soltanto puntj cor a n t ropologici tra. i diversi individui .; hanno anche punti etnologici in co tedi da formare un tutto che coede ... : i mente. ' c' come si vede, una forte differen7. 1 razza ed etnia a tal p4nto che ,..{edilerraneo, ad esempio, potrebbero e "- ci una etnia italiana ben definita -'l quella che penisola italica -Jagli ultimi mille anni ed una razza na od italica che pu riscontrarsi in ;, .. idu i che -Jono fuori dal territorio occu :: dall etni a corrispondente. Cosi avviene altre razz e per altre etnie. :, altr i term i ni esiste, come del resto poi riscon tra i n minore proporzione nello regionale comparativo, entro una :na determinata una unit di sangue che v]gj si p u provare attraverso l'analisi an''-:J;x>logic a profonda ed una o pi unit le quali possono dividere la razza in pi elementi, : n appa&3tranei. Si parlato di una razza mediterranea e la si interpetrata sotto punti di vista con !radittori i e spess o antiscientifici La razza italiana sarebbe in pre di questi egna questi mediterranei i quali poi si d is t inguono anch' per la maniera di seppel lire il cadavere spesso accoccolato ed in piccol e tombe individuali, e per lo stile ca ratteristico d i certi manufatti (industri a Tar denesiana della cerdmica i ncisa) L 'antica antropologia usava contrapporre questi mediterranei ai nord' ci basandosi in buona parte. su dati corporej '.3Uperlic,iali e d imperfetti. Lo schema razziale d j F ischer. ideato sulla base dei caratteri ereditarii, e quindi po sitivamente connesso a i dati della s e 'enza genetica c h e tanto sviluppo prezioso ha avu t o in questi ultimi anni, colloca i me d iterranei> come una diramazione .dal co mune eppo europoide alla s tessa stregua dei nordici. Quando, durante tutto il paleolitico ed il me.;o l itico la grande razza europoide si era; andata l entamente formando, il passaggio all'epoca neolitica fu contrassegnato da una spinta alla differenziazione di varie razze dal gran ceppo europoide, e che si avviarono d costituire le cosiddette razze 'l> attuali. L 'ipotesi etiopica>, secondo la quale,. com' noto, le razze mediterranee sarebbe ro sorte da un unico centro d{ diffu-:>ione sito nell'altopiano etiopico, e l 'ipotesi asiatica se condo la quale tanto i : mediterranei quanto i nordi ci sarebbero venuti da Oriente non a ppaiono oggtconfortate da elementi d i fat to positivi Mentre una precisa documenta zione archeologica oltrech puramente antropia testimonia della forma zione in sito di queste-due principali razze dolicocefale le quali per diversi ambienti e costumi Si differenziavano l'una dall'altra partendo dall'uomo europoide del paleoli tico avo comune Infatti la similitudine antropc.logica tra i due tipi: il mediterraneo ed il nordico colpl Giuseppe Sergi a tal punto da elaborare quella sua teoria dell'origine mediter raneo-etiopica della civilt del Nord che non ha trovato dimostrazione neanco nei dati .archeologici recenti. D 'altra parte il gruppo di atudiosi che vogliono diversificare fondamentalmente i c mediterranei :. dai e dai nor 21

PAGE 22

dico-dal:ci-. s i basano s ull'esame di forti diff erenze etnorazziali tra questi tipi Lo studio dell'etnologia preistorica ha potuto fornire elementi di fallo apparenti sui quali in parlo s i giustifica c che invece do vuto ad una unilatewlit di apprezza mento. Infatti noi pens'amo che la diversit dei dati elnorazziali (costumi, usi, arte. ulensi listica. religione, culi'. lingua. riti funerarii) non vuoi empre significare diversit di razza Ira pi gruppi uman:, perch al fine di riconoscere la comunanza o la diversit d1 razza occorr e un esame antropologico, e, dove possibile. un esame antropopsichico abbastanza s p into. Il fallo che i nordici usassero l'incinera zione dei cadaveri e l e grandi tombe me galitiche in comune e che i mediterranei usassero invece seppellire i cadaveri. come abbiamo detto, ripiegati G U se stessi ed in tombe individuali. non pu costituire un dalo sufficientemente pos itivo per fare ori ginare da due ceppi diversi le due razze. Le constatazioni che fa Poisson (cLes Aryens >, 1934) della presenza, in base a reperti archeologici ed osteologic.i. dei Me diterranei c in una grande parte dell'Euro pa. nelle isole mediterranee. in Italia come i n Siberia:. durante il periodo neolitico ed il fallo di una c invasione mediterranea del l'Europa che lnanco raggiunge_ le isole bri tanniche. p i che provare ques to fallo mi gratorio per a l tro \Jtabiliscono che una certa unit antropologica si aveva i n quell'epoca nello spazio vitale europeo e mediterraneo costiero ed insulare. Poisson assume che dalla razza Cro Magnon del Paleo!itico superiore si s iano venute a formare le attuali razze europee Contadine d e l La%io nei costumi tradizionali. fr<:i CUi la razzache J?ebiker cHiama ctla:Jto. mediterranea. L 'errore i _n. cu_ i cadde il Sergi sostenendo che 1 nordiCI SIQ)lc il proo!tc di una differenziazione gmbientale dei me stessi, venuti con 9uelle ondate migratorie d i cui si voluta esagerare l a portata, implicherebbe una dipendenza raz. ziale diretta dei nordici del tiPo medi. !erroneo_ Ci al lume dell'attuale indagine risultato privo di fondamento scienlificc perch non pu essere stata poss'bile l a formazione della sottorazza nordica c nel periodo di tempo relativamente breve tra scorso tra questa migrazione dei mediterra. nei verso il nord, che non pu emmai f's dell'epoca Tardenesiana e quel la che si distingue come epoca megali1ica >. T. E Karsten, nella sua monografia sugli antichi Germani, insiste molto sulla dimo strazione della predominanza dei dolicecc. !ali di tipo pi o meno mediterraneo o nor dico durante l'et pietra, del bronzo e del ferro. Ii tipo dolicocefalo tuttavia egli nota -appartiene-soprattutto cl pe. riodo delle grandi sepolture megalitiche >. C)tando l'opera di Retzius e di Fiirst { Anthrop6logia suecica >) egli dice come .sulla base dei documenti studiati pu dirsi che la popolazione preistorica della Svezia abbia avuto una predominanza di dolicoce fali con presenza minore di brachicefali asiatici. Tale stato di cose si sarebbe pro lungato sino all'epoca odierna in cui si constata che 1 '87 per cento dei: coscritti svedesi sono dolicocefali. simili e g li fa per. la Finlandia e per tutta la peni sola scandinava che appare come la culla dei pre-Germani., i quali poi, durante la loro formazione ad etnia germanica. ricevono rilevantissimi apportj di ondate migra !arie di brachicefali provenienti dal nord s ;beriano. E' sostenuto poi come la mislione dei dolicocefali con j brachicefali a b bia dato luogo al tipo tend ente alla mesocefalia ed al tipo brachilefalo di grande taglia della Norvegia del Nor e della Danimarca, j quali tutti appartengono al ti"po etnorazziale germanico che com prende la sottorazza subnordica a v e mina la dolicocefalia e la razza orieni:lle ove domina la brachicefal' a secondo la c, as silicazione di" Denii:er. Questi fatti dedotti da una larga m "cs e documentaria se dnno agio a nume;:Jse teorie .di svilupparsi confermano tuttavi: il fatto centrale della esistenza di un co antropologicamente omologo dal Medil< ... aneo al del Nord dall'ultima fase l'" a i storica alla protostoria e poi anche al riodo storico vicino. E ad un tempo rio; ,r. mano l'enunciato secondo il quale qu > t o tipo, a partire dal paleolitico superiorr e forse anche prima assai, .incominci ad '.a borore nel proprio seno delle profonde if ferenziazionj etnorazziali dipendenti in g r l de parte dal differente stanziamento t: . ::e varie masse di popolazione in luoghi bi 'o gicamente e climatalogicamente diversi. ) a quel tipo quasi unitario che era il por ' : o d i una naturale evoluzione selettiva d ja grande razza europoide cromagniana. quale Si era ari"data affinando nel corso .. ei millenni., si differenziavano varii s ottotit i quali ognuno per proprio conto o;;egu!va .. a evoluzione elnorazziale che apparenteme .:e contrastava mentre era poi il frutto di J 'J zioni umanelocali diverse per d iversit l i luoghi e d i tempi. Qual' il punto di partenza preistor J 4: fssile :t di tutte queste suddlvls:o ni. "0 cui anche vennero a formarsi e n o r dic gana dell'Ampezzano,

PAGE 23

.rr:editerranei (i quali anche per rag:oni contingenti hanno gotuto occupare. una pro londa lascia dell'Afrkd settentriona:e) e po: in periodo protostoric:, in diverse. fasi se parate da diversi millenn'i, 'le etnie (chia mate da Montandon suh-etnie)italiche (,;tanziate in Italia sin dal neolitico) quella Latina (sopravvenuta, da un primitivo stano ziamenlo nordico, in Italia all'inizio dell'et del ferro) quella propricmiente germanica di pi recente struttura formativa. ed H cui nucleo mistico-guerriero apparve nello stes s o ambiente fisico che poi vide naScere H c Kalevala ? Ci riferiamo ad un P.Unto di partenza po sitivamente antropologico volendo per ora scortare ci che potr fare oggetto di un altro studio -La tradizione degli studii antropologici ed etnologici italiani dal Pigorini allo Stoppa ni distinta da una spiccata .tendenza al l'autoctonia. L'intu;to degli studiosi ha pei (ed i ritrovamenti han servito dLbase aii.;:x convinzione) l'estrema antichit degli sLnziamenli umani nella penisola italica e gli studiosi della protostoria dal Pietragan::'!i al Micali -al Ducati al Devoto hanno k.-.lito elementi preziosi .'che potevano n d! base alla tesi dell'autoctonia della civilt italica. Tutto questo una riprova ;k:iindipendenza etnorazziale tra nordici ed i quali si sono data ciC1'3cuno una c\ilt per conto loro essendo antichissima ic .:lillerenziazione dei rispettivi tipi dal tipo 0. tropologicamente unico della preistoria. quindi anter:ore all'inizio formativo delle e : .!Orazze. Sergio Sergi, anzi, ammette. base alle sue :3coperte di Sacco.c,IJlore l'esistenza -durante l'ultimo ro-riodo interglaiale nelle coste del Me d.!:maneo di un tipo umano Neandertal.oide .. .lJ'iet meclitrranea >; -onde fa ancora c::, antico o stanziamenlo degli europoidi ,.-: bacino dj quanto non lo facciano i ; comagniani > '..Veinert nella sua ampia monografia sJTuomo preistorico ed attuale ( Entstehlg der Menschenrassen > Stuttgard. 1938) r lrtendo dalla di Fischer, reca u: : !orte contributo alla identificazione di q : 1ei punto di partenza europoide di cui an.:ne la etnorazza taliana pu dirsi .un e>i remo derivato_ Anche Montandon (c La !es ra.ces > Paris, 1929) non solo "'-'nuto a trovarsi sulla stessa. strada, ma ; r.uoj fecondi studii' sull 'ologenesi umqna poosono servire a suffragio, su base lar gcrmeqte documentaria, del principio evoluzione in sito delle grandi razze del !'uomo, delle razze e sollorazze. che .sono i loro rami, delle grandi etnie che di questi i derivati e delle etnie che poi sono l ramificazioni deile precedenti. We:nert des crive il tipo Cro-Magnon co me provvisto di un cranio pesante e grande, con angoli mandibolari quadrati e salienti. e scheletro pesante e grossolano. c Esao, ha le orbite ;;traordinariamente bosad angoli diritti. molto Iargpe e spess'a dirette obliquamente :verso l'esterno in bas so (ritrovamenti della grotta di Mentone). '.Il fatto del seppellimento -aggiunge l autore gli oggetti e gli adorni che a gli scheletri denotano il grado relahvamente elevato della civilt di quell'epoc> Weinert colloca questo tipo umano come predominante nell'epoca pleistocenica (dal punto di vista archeologico tale epoca cor risponde al paTeolitico) e poi meglio esprime suo pensiero quando passa allo studio d eli uomo europeo mesolitico il quale preGio..-.ani sportivi valentemente dolicocefalo e della classe cromagnoide. Gli antichi dolicocefali che si aggrup pano intorno al tipo Cro-Magnon sussistono naturalmente in quest'epoca e dominano in pi luoghi il quadro razziale sino ai tempi moderni. l dolicocefali occupano le coste marittime settentrionali, cio quelle del Mar dei Nord e del Baltico Essi conserva no in maniera impressionante il tipo Cro Magnon. Al sudessi occupano tutte le coste del Mediterraneo, ivi comprese quelle del l'Africa del Nord e dell'Asia Anteriore, que sti ultimi anche presentano connessioni con i Cromagniani. La segregazione razziale non sar dunque netta in Europa che nel Neo litico dopo l'occupazione dei territorii sgom brati per il ritiro dej ghiacci. Tra queste razze dolicocefale, che si chiameranno d'ora innanzi nordiche e daliche al Nord, e me diterranee al Sud, appariranno intanto le prime teste larghe, costituenti queiia che si poi chiamata c razza alpina> a par tire dai ritrovamenli fallj sul versante set tentrionale delle Alpi_ Se si giudica -continua Weinert con tradicendo in alcuni punii gli studi di Giinther -questa suddivisione razziale dell 'Europa dai punto di vista della paleon tologia umana, si constata la sopravviven za del tipo cromagniano. con le sue varianti via via pi numerose, al Nord ed al Sud del continente_ Vi ha dunque in Europa una razza del Nord ed una razza del Sud ambedue in connessione con l'uomo dilu viale dj questo continente>. Queste conclusioni di Weinert mostrano come invero nel Neolitico sia avvenuta la formazione, in primo luogo, delle razze, tra le quali la nordico-dalica e la mediterra -nea, dall'unico ceppo cromagniano e COII\e poi dalle razze si siano formate le etnie e poi in prosieguo le nazionalit singole del la prolostoria. I principii di Weinert sulla genesi neo litica delle razze mediterranea e nordica ribad:scono quanto stato prima con i dati antropologici dimostrato. c: Non -si mai dubitalo che il Nordico del Neolitico nella sua qualit di dolicocefalo. s!a stato il di-scendente dgli uomini del Paleoli!ico r e cente (cio del tipo cromagnoide). E biso gna insistere sul fatto che la dolicocefalia nordica : ;;Ila sin dal principio meno uni forme di quella mediterranea. E' da ci che nasce la dolicocefalia minore, in media, del tipo nordico in raffronto al tipo mediter raneo. E noi vedremo che la media del l'inclice cefalico del Nordico lo la rientrare non tra i veri dolicocefali ma Ira i sub dolicocefali >-c: Le due razze europee dolicocefale (de rivate dall'europoide cromagniano) sono nate in sito La mediterranea perch ri masta nel bacino mediterraneo come con tinuazione che l'occupava no nel Paleolitico recente, la nordica per ch si mise subito a seguire i ghiacci ed il Renne, in ritirata verso il Nord e ver so Est>. c L'uomo nordico chiarisce il direttore dell'Istituto di antropologia dell'l:1niverslt di Kiel -non soltanto caratterizzato dal suo cranio! e dal euo scheletro: d che egli ha di pi tipico e che non si prodotto che una volta su tutto il globo come !or mozione di un elemento razziale, la sua depigmentazione, lo schiarimento, in altri termini, della pelle, dei capelli, degli Occhi_ E' molto possibile figurarsi che questa mutazione Si prodotta sotto l'influenza di condizioni, climatiche nel Nord dell 'Europa in via di liberarsi dai ghiacci, anche se non pu., per la sottrazione di un fattore indovinarsi la causa ultima di questo mu tamento>c: Si anche in diritto di sup porre che questa depigmentazione non si prodotta che parzialmente nellci razza mediterranea >Dunque i tipi biondi nella misura media unitaria deL tre per cento che Si riscontrano nella razza mediterranea ed italiana non possono in ogni caso costituire il frutto di mistioni con tipi' nordici, ma possono invece e98ere dovuti alle stesse cause genetiche e fisico-ambientali che in molto minor misura agirono anche sui gruppj italici della variante meditertanea dj quella stessa grande razza cui si appartengono anche i nordici i quali rappresentano la variante 23

PAGE 24

Giovane contadiM sicili, Bari, 1940) e da Marre (c Pr imato della razza italiana>, Mes sina, 1940) Stelanelli ha scritto in propoGito : c Le apparenti differenze somatiche vanno intese neglj. Italani non come il risultato di mol teplici incroci eterogenei, dovuti cio a mi in essi di sangue di pi razze, ma piuttosto alla irradiazione di alcuni focolai pi puri per certi caratteri in alcune regioni e di altri pi puri in altre. Tant' vero che pur essendoci incroci Ira Italiani delle diverse regioni, questi conservano da tempo immemorabile quel loro tipo pi caratteri stico che dalle altre ancor oggi le con traddietingue. Ci valga una volta dippi a disingannare coloro .che credono il tipo biondo derivato da incrocio con stranieri o comunque che il poco sangue straniero. che si sia pc;>tuto mescolare in varie epoche col nostro, abbia in qualche modomodi ficati i nostri caratteri razzia Del resto a forte sullragio del principio della omogeneit della razza italiana da un .capo all'altro della penisola compor s o iri questo scorcio il quadro antropo-etno logico del Tranquilli-Leali da cui Gi deduce sulla base di una nuova e p sicura fonte di indagini etnorazziali: l'esame comparato dei gruppi sanguigni, la fondamentale si militudine sierologica tra i diversi abitanti della penisola che, come frequentemente stato scritto non risultano aifatio alterati in modo serio da i mmistioni di sangue raz zialmente estraneo" durante i l corso della loro travagliato storia. Tutto questo conferma l'esame fallo in precedenza e che tende a stabilire come l a razza italiana, enucleatasi con il com plesso delle popolazioni italiche dal tipo medi te rraneo, che fu la variante meridio-naie dell'uomo di Cro-Magnon, o p rima d r Neandertaloide (Neandertaloide mediterr:. neo secondo Sergi) ha cOstituito un tutt org:anico ed inscindibi!e sin dall'epoca sua formazione ad etnia mentre antropologicam_ente un settore geografico od antropogeograhco .di quella razza europo ide il cui estremo se.ttentrionale contrassegna i nordici-dalici. Inoltre dimostro che la lon. tana parentela antropologica .. con la razza nordica dei mediterranei purj e degli ita liani mentre esclude la della civiM ammette la confluenza altra. verso l a preistoria e la storia_ dei due tipi europoidi che hanno dato il pi alto con tributo alla formazione dell'Uomo attuale nel senso politico spirituale ed animico dell' espressione: Tale conll11enza non pu basarGi su mu. tue immistioni di sangue recenti, storiche o protostoriche, ma si fonda sulla comune ori gine preistorica dei due tipi' umani, la qua. le si ri'llette nelle medesime proporz ;oni di distanza e di formale e peculiare dillerenza in quei due volti civilt ar: o-europea che ebbero Roma ,ed if patrimonio germa nico-nordico quali epigoni estremi univoci e diversi. -Biasutti (c: Razze e Pop oli della terra>, Torino 194i) a conferma d i queste vedute nola che gli inquinamenti brachi. celali in Italia denotano apporli Gecon darii come primarii e quindi preistorici i mediterraneo-italici . E i dali del Li vi, da luL riporia!i sugli in. dici celali q e sul biondismo,. attestano pa sitivament, e la giustezza dei principii sin qui enunciati o trascritti mentre la coesi ste.nza in Italia del t ipo che egli chiama. mediterrenide ", del tipo "nordide ", "alpide" ed "adriatide 'denota l'indice di variet di un medesimo t i Po fondamentale il quale a seconda dell'ambiente e degli influssi talvoHa atipici produce cmpetti raz ziali dillerentj, alla stessa maniera di come l' originaria razza cromagnoide prodtL ;J e e nordici e mediterranei ed alpini ed altre varianti, seguendo una legge biologie:\ che, co14 le circostanze, _pu semprli' funzi.:nre. ALDO MODlCA =-Ripartizione numerica percentuale del grupP-i sanguigni REGIONI u>i D. U. II (A) Ill(B) R. U (AE a :a (O) ==e z: .., N. t. N. ., . N. .,. N .,. Piemonte 22II 870 39.35 1033 .. 6.72 227 10,27 81 3,( Lombardia. 1314 522 39.73 592 45, 144 10,96 s6 4,2 Venezia Tridentina 79 38 48,10 32 40.51 7 8,86 2 2,: : Venezia Euganea 638 287 44.99 256 40,13 f>6 10,34 29 4:'Venezia Giulia, Zara 1583 628 39.67 595 37.59 244 15,41 n6 7J3 Liguria 1009 450 44,60 387 38,36 114 11,3o s8 s.; Emilia. 3444 IS29 44 xso6 43 302 8;77 ICYJ 3,I Toscana 1477 627 42 6o6 41,03 170 11,51 74 s,c: Marche l 285 117 41,05 123 43.16 32 I1,23 13 45 Umbria 94 38 40 41 43.62 IO 10,64 5 s.:! Lazio 278 117 42,09 u8 42 29 10,43 14 s. Abruzzo e .Molise 151 6s 43,05 57 37.75 21 13,90 8 s.: Campania 126 \49 33.88 48 38,10 18 14,29 II 8,7 Puglia. 9o6 4 44 49,01 238 26,27 194 21,41 30 3 Lucania 30 1 33.34 II 36,66 6 20,3 IO, Calabria III 40 45 40 17 15.31 9 8,1 Sicilia. 651 289 44.39 217 33.34 116 17,82 29 4 Sardegna 2286 1182 49.54 693 29,05 337 15,80 134 s.6 Questo quadro antropo-etnoloqico del Tllmlquilli-Lealj dimostra la sorprendente omoqeneii della coatituzione scmquiqn-a degli ittliani di tutte le regioni.

PAGE 25

Antefissa C ivita Lavin'" ( Museo d i Villa Giulio Roma). (-" uHc origini antichissime ddla Ho,._, su 1 r.azza poco .si scri:bto fino ad ora; e la poy ert t1: notizie in !innata da una. n1anrnanca di prepa;razione sull'ar accompa.gnMa da m1a pi o :n.-no -gra nde ignoranza dei fatti lingui;tici cd archeologici, uniche. fonti in me Alc u n i t entativi quando si 1 oglia prescind ere da qu c llj operati dagl"i spe-_ ualisti c iorza d i s tabilire razziale non .,]o dei popoli che occuparono la peniso la. di quasi tuue 1:genti che i11 un d;,tu mo men to t ennero l 'Europa. L': pcrs c ; 'le di cttltura superiore -aJ.Ia mc,ha sj h 'nitano a postulare l'esistenza d1 una J ;upolazionc d etta m editerra n e a la qual e in tutta ltalia ante-1 inrmenk al 1000 a. C r. !! .Pran1110lini ad esempio, mlla "-Mi tulug1a r : : l la 1 it a dci popoli, afferma smz'altn, clw, oltre ai Ligttrti c d ai Sicu1,, alta razza m edilerrallla Ernici Vestini Mar l r ; > i n i schi. f .ucani. ;ne nt re Lmhri c Latini, stirpe indoeuropea, s ce sero assai pi tardi. soffocando tutte le prcct.'dcnti c dando u nuovo indirizzo di 1 ita ci, ilc alla penisola, (Y. II l' s.,). Tali te01 ie sono 'errate. Sia che si voglia presupporre una civilt indigena anteriore alla venuta degli Jndocuropei, sia che s i 1 oglia interpretare lo S I"Olgersi d e ll e civilt come dovuto a d un'antica razza i cui tipi si

  • PAGE 26

    26 Guerriero ardo. Statuetta 'Cii ti le primiliYo (Mueo preialorico del Colleqio Ro mano). chiamavano se stessi con un nome derivato dal tema Saf (3), ma abbiano do vuto superare osta-coli per strmgere con loro una profonda alleanza politica, s-empre ricordato dalla leggenda, prodiga di particolari per quanto riguarda la lotta tra Romolo ed il re Sabino Tito Tazio. Quantunque l'argomento sia seducente. l':llhbandoniamo per restringere il nostro campo di osservazioni alle antiche din nit italiche. Stupefacenti sono i rapport: che esistono tra queste e le romane, se gnatamente quelle che sono conosciute con il nome di c dei indigetes l> e noven sides :t, costituenti il pi antico strato del la religione romana. S'impone un esame serio di al cune di queste figure, scelte tra le pi in t eressa.nti; le loro origini, i riti loro atti nenti ci permetteranno di stabilire fino a qual punto k divinit italrche aobbiano avuto influenze su qu-elle roma:ne, non-ch la comunanza: del patrimonio religioso della razza. Della religione romana scrisse l'Har tung ch'essa si pu paragonare ad un tronco molto antico, cui cela una sopra tale da snaturare la fisonomia ssa e del tronco. la fase pi tarda della re romana, gli studiosi hanno la tcri di vedere i11 generale presso i La una s piccat.1. carenza di immagina po e tica, 11 mancanza di facolt t e alla cre azione di una teogonia a mitologia. Teorie false inquanto movevano dalla considerazione aporioristica della fascinosa religione ca, ricca quant'altra mai di divinit e culti privi di formalismo e di quella romana antica, irrigidita in formule, ap-parentemente materialisti-ca c soggetta alla Y crit s erviana Connexa e nim .sunt ti mor ct rcligio" (II, 7 I s). I pi antichi concetti d e lla divinit, so no soJ,tanto in forma rudi m entale: d e l culto to t c mico si hanno s o lo d e holi ricordi, attestati da nomi di po poli: Piccntes da picus Lucani, ch e nella forma greca del ricorda no il lupo, lrpini rammentanti ugual m ente il lupo n e lla forma osca; cos pure rimane qu a lch e r e liquia sotto aspetto di ricordo, del tah e d e l s acrificio umano. Ttalici c Latini conce piscono la religione come un congiungimento con potenze su periori c inconoscibili i cui effetti bene voli potevanc essere invocati col rito, ma levoli scongiurati. La minuziosit delle li-turgiche, propria dell'antica razza ariana, presup poneva la creazione di una classe sacer dotale rigida, inamovibile, che sentiva la 1 eligione come qualcosa di immutabile e tale la mnservava. A questi caratteri dobbiamo aggiungere l'asservimento allo Stato, da alcuni interpretato come dovuto ad influenza di origine etrusca. Il che noi neghiamo, senza per altro entrare in particolarr; ba5ta infatti il solo culto tote mico pe-r spicgar. e sufficientemente il fat to ; non si tratta quindi della divinit della c gens:. che viene considerata come divinit dello stato, ma del dio di que sto che si alle gentes che for-mano la compagine politica e la stesse struttura sociale del momento ci d ra gione. Una mitologia italia, net senso lett. rate della parola, non : i nostri tichissimi padri non immaginarono mai un Olimpo popolato di dei soggiacenti a pas -sioni umane, n tanto poco cercarono di spi egare con ben conteste favole i ieno.. meni naturali. Se qua:khe rara eccezione ci pu )'larlart' della divin: zzazionc del sole c della lw1-a, possiamo per contro docu mentare la presenza di realt presiedenti alla vita llklteriale in bene cd in rnalc cd indicate con termini con-creti in meno evoluta, astratti in una pi evoluta. li ma.teriale epigrafico che ci attesta la presenza delle divinit di tipo induhbiamente italico, si trova spesso nill'antico territorio degli Oschi e nella zona imme diatamente limitrofa (odierni : \bruzzo Molise Campania); insigne monumento religioso per quanto ta-rdo e soggetto que ta volta ad influenza latina, dato dalle famosissime 7 tavole bronzee di Gubbio. l Crfi. Dallo stato attuale sco perte si pu dedurre. che l'antichissima religione italica jx;nesse alle proprie basi una profonda credenza nei tt ge11ii Il .' greco, in un primo tempo presente onmquc ; pi tardi si identifica con al.::unc partico. Iarit c!dla vita sociale, naturale. spiri tuale c ne rappresenta .l'astrazione: cos th un tema i:reb che indica l a casa, ab biamo un Dio Trebo, cui segue Trfro. inte rprt'ltato come l'igneo, astrazione del fuo co e del focolare, Vofione, visto con1e il consacratore, Torsa, la fuga, solo per citare i nomi principali. Non eh? non veda COtile relazioni non. c erto s uperficiali dovessero esistere tra t ;di gcnii i tal ici e que11i latini ; non .;ia mo in grado purtroppo di doeumem are tale vctustissima f se, ma se dobbiamo giudicare dagli clem::nti i11 nostro possesso, il culto dci geni :\On s olo il pi antico di tutti quelli c vto sciuti ma deve risalire ad un'origin e i l a lica, se stiamo ad una 1 f f ertaci da F CtSto. Infatti V arrone Cemorino e Cic cr n ; : ci. che a i geni dO\'C\ an o ,:s >crc collocati i 1" Lares d e tti anche Mans ; ora dice Fcsto: "-111'111 dum... inferiore m eius partem cons e,. a tam diis manibus, Abbiamo gi del caratteristico recinto sacro pr o ; n o delle .citt itali"ch e e ricordato pure d ; a 1<-ggenda p e r quanto concerne la a zione di Roma: questo spazio non poteva non essere la fossa prato; a, il mundus esistente in tempi s tortcl :.ti Palatino, la cui parte pi bassa era d c.h cata agli Dei Mani. Attraverso r:o cesso il culto generico dei geni si s1a ;,. versi. ficato prima ed orientatQ poi fino a d originare divinit ben individuate. lg-no riamo in parte. . I monumenti epigrafici italici Cl lllu n nano per in qualche modo. Il sostan n:o genio viene reso con un tema c e; la cui radice pare essere comune con d n quella di c Ccrere sebbene la za glottologica non sia troppo gmstlfica

    PAGE 27

    ta doYendo essere il corrispondente non ma Cerbos. In una iscrizione di Corfinio, s i parla di una sacerdotessa dei C erf (sacaracirix erfum), e a sud del Sangro, in territorio osco, troviamo ancora un Kerro, che ci attesta la diffusione del nome. Ad Agnone si tro varooo in un vico (uocucom) parecchi..e statue di di,' init contraddistinte dall'at tributo Kerriio Martc Altra antichissima figu ra di di. Yinit comune a Latini ed ItaiX:i data da Marte. Il suo culto ci attestato io l'mhria in epoche relati:-.arnente tarde, spwe a Gubbio Todi ed anche a Trebu la :V!utu.:sc a I\ulla per -ci vieta di crede re .:he in tempi anteriori gli siano stati ugualmente gli onori del sacrificio. quaiora c o nsideriamo la testimonianzd ( pPJha t ricc) di alcune conosciutissime i niatti a t utti noto l'episodio di Rea Sii, ia la cstale costretta in castit dalla cnliklt di .-\mulio; la sua colpevole rela zi1;,,. apj ) unto con Marte sar feconda dei iHustri ch e fonderanno Roma. Pi :ardi s c o mpa rso Romolo durante un si iar credere al popolo la deifi del re, ass unto in elo sotto il non,( di Quirino e gli stessi Romani as l'appellativo di Quirites F icercht' filologiche intcSIC a precisare l'rLmol o gia di Quirino, n'han dimost,rato J'or:r.inc S a bina, cio Italica, stabilendo un.t relazion e Lra il sostantivo su citat..., c il sabino '< curis termin con cui si d.:sij!Oava l a lancia. Se ora conto tldl;;, pi antica pratica italica, la quale sole, a raffigurare una divinit non hen (.pi tardi identificata con MarIe) mi pian tare una lancia in terra, non solo visibile l introduzione di un dio m:,-ensides ma si pu anche ammettere ;en:w tema d'errore che il culto reso a :'lhrte sia tra i pi i'Italia an. tc ":nr..: alla steossa fondazione dell'Urbe (4). E' del re s t o accreditata opinione che il Dio sia sta to il si mbolo pi caratteristic ddl'unit na z i ona l e dei popoli italici. Pur tmppo i documenti pcn-enutici gi lo ri in una fase diversa dall'origi nal:,. i'llAnenzata dali'Arcs greco; tuttavia tentare diricostruirne figura primitiva d a qualche frammento lettera no rimastoci. Ne i Carmina fratrum arYJ!ium '>, M arte considerato come divi nit agricola, rappresentante della forza fcconda.trice protettrice del-le messi e dc gli n ume tutelare della primavera; nene quindi in uno con la Dea D1a durante le feste di maggio e non a caro alcuni ravvicinano l'appellativo . \ arz o dato a quel che fu il primo 1ileo e dell'anno, a Martc, forza primaverile che scaccia l'inv erno c ritmova il mi r :colo della vita. Questo dio della giovi '1CZZa, esuberante di energie, pot vanta r t a nche la secondaria di nume d dla guerra sia per i caratberi che gli so n o propri, sia per le vittorie riponatc sulle torze ostili della natura; una ta.le fun; rme da ascriversi certamente a tardo se a,ncora Catone vecchio, por tando akuni ese mpi tli preghiem romana lo lll\'Gea, c 11ti tu fruges, frumenta, vine-ta virgu!taque grandire (Agricoltura_. cap. 141). Ma la leggenda delJa fondazione di Roma ci rivela pure un' ultima attivit di Marre: tu bela affidatagli sui destini del le citt italiche. Ci illuminano in propo sito le Tabulae Iguvinae s pecialment e la VI B. Vi si parla di una delle quattro triadi italiche, della prima in particolare cui si consa-crano le ci-tt. T primi l\C membri della triade rifletton o una dipen denza, forse soltanto formale, n ota triade etrusca : sil e irlande se. waen ) ha un senso 'molto pi circo scritto dell italico her; h dea del de sid erio informe non ancora quella del l'amore, ma rappresenta gi 'tma di v ini1 pacificatrice c rasserenatrice, il cui nome .si deve pi intendere come vicino a ven-io che non a V'Cin-ustus signifi cato questo sorto solo in processo di tem po. Troviamo ricordata, con fisonomia politica, una Venus Cloacina cui si at tl'ibuiscc la pacificazione dci Romani di Romolo con i Sa bini di Tito T az io; una V enus Murcia cui Anco Marcio dedi c un tempio sotto fAventi no, forse e un'oalldtropia della divinit in oggetto, mentre una forma ctonica dj essa data da Libitina, venerata gi fin dai tempi di Servio Tul!io come dea dci morti. H nome di Libitina, che pare aver con tatti con la voce lubet si accost a quin di al significato del tema her italico, quantunque si debba notare una trasposi zione del -concetto: non si tratta pi della dea rappresentatri-c e del desiderio, ma di una divinit cui lecioto ci che vuole. Quindi anche per Herentas la conce:r:ione fondamentale non muta ed ugua le per Latini ed lmlici; l'introduzione del l'Afrodite greca. attraverso le colonie del Guerriero &ardo. Staluetla di aliltt priinitiYo, (Mu seo preistorico del Collegio Romano). 2'7

    PAGE 28

    Tritone (VI aecolo Villa l l t alta meridi o n ale, a<:cclc r dapprima il prOCC' sn evo luti v o n e i riguardi della divi nit I.IOSCia fin per preval e re so ffocando hantichi sirnt form e f-Jonto L e tavol e iguvine ci testimoniano in c 'Uit o il cu lt o r eso dagli ltalici dci inferni. Non sa ppiamo dire se gli ltali c i s h ss i int n si come Oschi od Um bri, iano stati gli inventori di tale divi nit. o l e abi.Jiano derivate da pratiche pre cedenti. Fatti certi sono le espressioni del la tavola \ l B, l doYc i (r. 45) che in un v ic o ttr e
    PAGE 29

    ddb .:itt i guvina; di V.esona troviamo tracc e a .-\"nt i !l o dei e?. an_chc a Ric: i. dm: n corda-ta da JscnzJom. Dal p rcCL ,iam o nunmenta1o. I Moderni, basandos i su r n a S\tpposta etomologia (Ianu.> d a Diatnts, a na logo a di-es) ravvisano in lui un ;jj,) sola r t ; m a Giano non riveste tan. ta lll' !>Orta n za e quantunque v enga .chia ma!.-< L;i r cuncta li s c venga rammenta to ,-,,mt creatore e padre d egli dei nei c an : ; sali a ri c g li sia riconosciuta la prea s s oluta sulle rimane n t i divinit. llCl! ;HI tuttavia a Credere Che Una Simik s t a 'pi che alla sua au. al la s u a riconosciuta v ecchiez za l _ilL E n s .. s t a nza uno d egli d e i .indigc. tes' proprii de i L atini, rientranti n eltt catc;.< >ria dl'i g eni. In origine dmeva esser ; ;no spirit o d e ll e acque; l e l e ggende lo < ;.:orda n o i n quest a funzio n e ed una sua : !lotr o p ia era data da Portunus, il t!in ; ,_.j p o r ti C., ; altra 1 c rso il n o n f acile esam e di tlo c u nmti preclusi ai piil. c i e s t a t o pos . sibik ric o struire s opra che c redi a m o di ,a lore, i l caratt e r e dell' anti c a i taiica; q u a l e inA u e nza essa ahhia :; ,uto s u ll a r o m a n a c quali punti in c o m Hn< a hbia m o Yis-to. C i p r e m e per d t nwtt,-re i11 r il ievo a mo' di c onclus i orue, il pr. ion d .. immu tabil e e devot o a m o r e chv i pad ri no stri n u trivan o per l a t erra. i o m, di ogni ben e. Il sen llm c nto n liRio s o c h e L atini -cd Italici e bhcr., r i p e t eva, ora sotto l e forme dt :\lartl'. t>r. a d i C c r e r e eli Pom o n o, di Homo.: le i o rz,. s _egr e t e c d i nesauribili chr !lgni < tnnJ > ollecitate dal dur: l a v o r o umano. ;g .. da s u o l o c o n tll1 ere scendo _cr,atnr e di sane c ser ene. ricche zze; .t dall a t e r r a che o gni anno r ingiovantsce. c produce. traeva forma il p i to Yalorc: s piritua l e della nostra razza simbolegg i : t t n d a Rom a fondat a in uri mattino d j p r i mav':!r a s u i c o lli fioriti di rosso : la g u o r r icra capaci-t eli y o l e r e rrnnov\rsi l p o t e r e CLAUDIO CALOSSO .I) Questa teuria h o so st e nut o n e : < < L un it me3ppar s a n e l n 2 4 A 11. di qu e st a rivist a 2 i Dnoto Gli a ntich i Italici E l unic a ope ra e f o nda men ta l e i n proposito. Statuetta di donna. i n 'pietra t e etrusca. (Museo Etruac:o d i Roma). .arenari tz; ar Gregoriano 3 ) Secondo il Devoto gli Oschi e gli Umbn non chiam a vano se stessi con tali nomi ma . u tavaoo un termine nazionale derivato daJia dice sabh A sua volta Sabb ha dato orig i "c: a diverse forme : safini ( sabini) safni.) ,. (Samnium-SammitesSabelli) 4) Tale opinione c o nf o rtat a da pr ove ad d o tte degli stess i antichi V arrone, ad esemp ) ci parla di un'avvenuta fusione tra le romane e quelle sabine, cio latine e italil le. Alcuni si ostinano a distinguere fra Quirino e Marte ; ma la loro posizione frutto di zione errata trattando s i in realt dello st;!SSu dio venerat o con nomi diversi Soltanto in g uito smarritosi nel tempo il primitiv o signai cato, si fece di s tinzione Ramm e nter che in osco il nomt: di Mam Mamers ed io latino arcaico Mavors ; si tron pure una forma Marspiter, derivata pe r anab gia da luppiter. Due allotropie di Marte. the ci rivelano la divinit con un aspetto molto pi severo sono : Ahtu Marti e Marte Hodio, trambi contemplati dalle tavole guvine 6 ) Le s u e funzi o ni infa tti si lim i tano a d aprire nelle invocazioni l elenco de&li d ei. Pi tardi v iene considerat o com e un dio porti naio ( v Fow:lc;r) e proteggeva l'entrata e l'u scit a raffi g urat o con due f accie; erano s uoi attributi la chia v e e i l baston e (Arnobio) Cic e rone n e facew der i v a re il r ; o me d a ll a radice di i.re e n o ta va C\) m e i pa ssagg i pubblic i f05 chi a mati i arii .

    PAGE 30

    LiJGLI8 I-l.$. XIX GERMANIA AUTOCONFESSIONI EBRAICHE Sull::r riv ista "Weltkampf" ai legge: .. Mol :o spesso q!; ebrei o perch spinti da un in nai o bi110gno d i chiacchierare, c perch ac ci ecati dall'odi o che s portano combatte n dosi sYelan>;, a tutto il mondo le p ; segre t e mire d ella loro razza. Queste confessi o ni sono inattaccabili testirooni::rnze della bassezza del loro animo. Uri e l de Costa ha' ben m eno i n eviden za il pericolo rappresentato dalla sua raz. za. Ebre o fu alley.::r\o dai gesuiH; libero. torn alla religione d oi suoi padri. senza per riuscire p i a pon3are corr.:e la gente d ella sua razza. Divenne o stinato n e g::rtore del Talmud e perci fu rinnegato e m::rle d o tto dal Rabbino di Amsterdam che lo mcacci dalla comunit. Non potendo aop portare una v ita d i abbandono, r :tratt l e suo e resi e per poler tornare a far p::rr t e anche a prezzo d j grai sacri fici della c:omuni t. fu frustato pubblicamente nella Sinagoga e poi doYolte atendera: 3ull'uaci.:> a.lfi r.ch lutti j presenti, compres i i suoi Ira t e ll i. lo calpestCillaero. Non potendo re!iat e r e .al ricordo d i quest'onta egli s uccise con un colpo d i rivoltella. Prima. per. scrisse una Autobiografia che certamente la pi graYe accus a che uista contro l'ebraismo. Urio! dE' Costa non uprime i l suo odio contro una singo la persona. m a attacca l'ebraismo nel suo insieme Egli sa: quanto aia o rribile e erqoqnos o il carattere di questo popolo. cho giuoca con uomini d'onore com se s i trallauo d i schiaYi ". (Uriel d e Costa, E x emplum Humanae Vita0 1640) ... O uomi n i colpevoli. totius mendacii parente&" chiama i suo: corteligiooari. Egli mette i n guardi a contro gl; ebrei tutta l'umanit "della quale Yoi (ebrei) s iete i nemici. d i spronato tutti i popoli, mentre v i fate aa surge r e in cielo. adulandovi con le Yostre sciocche m enzogne: 0 in Yerit non avete niente d j c u i possiate esaer fieri a meno che non sia d egno d i fie rezza l 'essere sen za Patri a l' e .. e r e da tutti scacciato e .:> diate .. Ques t e frasi hanno una p:utico lare import:z:nza in quant o ess e un ebreo s tono amme tt o a pertamente la tantc di'lcUS s a Yalutazione d e l Talmud che paragona lutti i non e brei ad animali Ma d e Costa continua: "Essi (gli ebrei) combattono per la m enzogna. p e r catturare gli uomini e r i durli i o schiaYil S e d e Costa mette in evidenza il peri-colo che gli ebrei rappreaenttnlo in gene rale. pi tardi Disraeli aYeler le loro atti it politiche segrete in tutti gli Stati. Que ste frasi Bi trovano ne.lla sua Biografia d i Lord Bentinck e in un romanze! t0 qualsiasi, e perci conservano tutta l:x loro importanza. E jn corao una riV'Oluzio ,JI.e contro la tradizione e l'ariatocrazi a con tro la religione e la propriet ... L'equaglian za natul'ale fra gl;' uomini e della propriet. veng-ono ormai proclam::rt e da societ segrete ebraiche che h:mno g : costituito dei governi temporanei provviso ri Uomini di razza ebraica tono alla te sta di ognuna di queste societ. II "Popo lo di Dio laYora con qlj atei. l pi abili accumulatori di den::rro fanno con i comunisti, La razza preacelta e diver8a da tutte le altre (c:oal continua D i sraeli) tto b . riti' so race1o con 1 uti dell'umanit delle pi abbiette classi. sociali Quando nel 1848 le societ segret e 101 presero l'Europa, ease Sl08Be i m erCITigli4. rono della facilit dell'impresa. Per ciet segrete naturalmente bisogna delM 'l'. !D re. a assonena, autrice dell e riYOiu. zionj del '48 Ammette anche ch e gi d l allora alla testa della Mauoneria s ta'CIII gli ebrei. E dire che proprio u n stro che parla, ed un ebreo, per giunta! Dalle sue confessioni si pu dedurre che ancora 099i gli, ebrei testa della Maaaoneria intema.zional e e che sono osai i maggiori responsabili d ; tutta la prop:rgan'da. disfattista di que sti ultimi at;tn". Rssegna della stt;zmpa quotidiana dal r al 15. luglio XIX Hanno scritto articoli su: F E l ;SABEN E : La scienza e gli ebre i l luglio). AN O NIMO: Gli ebrei vogliono la chimica? ( Tevere 2 luglio). A NONIMO: l rabbini allo .acoperto. ( Tr'buna ; 4 .luglio). F RANCESCO SCARDAONI: D aionismo al traguardo. ( <1: Tribuna l>, 5 luglio). ANONIMO: La daus d:rigente neg-li S. U. giudai.ua:a? ( Tevere l> 5 lugUo). BER: Iraele sanguinario ( Regi m e Fa s c ista 6 luglio). ANONIMO: Il pornoqrafo Nathan. ( Te vere > . 7 luglio) . P M B IANCHIN: Rabb Giacobbe ba of ferto:> un pomo ... ( Tribuna l>. 8 luglio ). ANONIM O : Morgenthau. (il Tevere, B luglio) ANONIM O : Giudaismo e comunism.>. ( R e g im e Fasci-J i a :). B lugE o) ANONIMO: I caai di Ev::t e di Myri:r.n Curie. (lo d : R oma I O lugl io G I A NNI G R ANZOTTO: Litv :nofl alla rib:xl ta. ( L a voro>, 10 luglio). ANONIMO: L'ebreo LitYinoU, ( Matti n o. I O luglio). ANONIMO : Un grugnito. (.;o Regim e F a s c i sta IO luglio). MAU RIZI O MARAVIGLIA : D verbo di Lit inoU. ( T r ibun a, Il l u g l i o). AN ONIMO: Percb trionfi uraele. ( R e gime Fas c i s t a li luglio) ANONiMO: Ministeri o s inagoghe? ( Te ver e. 1 2 l u glio). G R. MARANZANA : La comp::rqnia di Giu 'da. ( R e g i m e Fascista :1>, 12 luglio). B M BERE TT A : La "religione" giud:ri ca. ( Regime Fascist a 13 luglio). ANONIM O : La d inatia Franldurter. ( Te v e re. 1 4 lugli o). (,.li l""Jtetti filu ... ciJ'ifi cl ,. l r a z '1. i i) o L E V C L A : Inter arma non sileat (Regime Fascista, 15 luglio ) MASSIMO SCAUGERO: Funzione creati :va della sofferenza. ( Regim e Fas c i sta, JS luglio ). (.i l i n .. I H" t t i !o4<'i nifici ti t l a z '1. i 1 n GUIDO LA ND RA : Alla ricerca di :.m a for mulci raaittde. (c:. TI!v:ere 2 lur;]io). EAS: Mtdta eroica e italica. (c ro 3 luglio). DOTTOR MYLAMBDA : La lotta aii mala ria non conosce sotite. ( Lavorc Fasci sta:., B luglio). CIRO POGGIOUc Passeggiata n e i Museo della llaua. ( Corriere dell e S era,, 8 luglio). GUIDO l.ANDRA : n problema co in Rmania. 8 lv1 o ) GUIDO LANDRAStruttura della Bee:sarabia e Bucov:na. T e r e r e, 12 l'uglio). LIVIO ANDREOLI: Dalle cayem& ..r 9iAio riche ai tuguri delle gran.; citta. (.;;'G ornal e d i Genova. 14 ts ) polit> "'c)( i a li d t l r az 1. UMdER T O ANGELI: Le donne d ; "!CIII n;, t : p '> ". ( Te,vere 4 l u g;io : ARTURO MARESCALCHI: D della. montagna. (c: Re st o del C.: lino,. 5 lugli o ) T C.: n feroce rauiamo britannic.:. ,eU'U nione audaffricana. (c: Reg ime f o i sta , 8 l uglio). AL BERTO I:UCHINI : fiDBcila e iurata della "raua fascista ( Re g J!' e fa scis t a 15 luglio). GUIDO DE GIORGIO: D fa.sc:iW' J e lt forze deU'emtitradizioae. ( Re gi: :e fa sciGt a 15 luglio). l

    PAGE 31

    i > alla c: i T : : a il seguente scritto, che ri flette le :;ue 0 pinioni circa il problema delle t elazion fra ra::za e religione: l c An m o t' credono essere il razz!smo contra.ic' ai principi fondamentali della cattolicJ. Se l a questione non assurgesse od une tmj: ortanza capitale, per la tranquili!t0 .:l; tan t e cosc:enze, del!e quali. moltissirr.e. eer la 'verit, in autentica buona lede. cr edo che varrebbe ancora la pena nsi s te re U di essa dqto che gi da colonne qualcosa d positivo s' : : :r.p o addietro. Quando la Chiesa di Roma ::" ''gna essere tutti gli uomini fratelli in Cri s: : : e c i perch Cristo non ha redento questo :; quel ceppo razziale, questo o quel J:,opok p: o meno eletto. bens tutto il ge nere no n intende menomtmente r i eta;o; e sempio. che un uomo bianco se ne :,r:-wng a bianco. n ammettere, ad E-3emc : ch e un uomo nero debba !arare con l-= '-=cul i ari sue delic:enze bio-fisiologiche bianco, ecc. Nulla di tutto c i. A:1dme ce nt ro la natura andare con lro Dio i che u n qualsiasi ariano vada ad inibr :d;csi co:< u n qualunque pigmeo della .. !ores!a precisamente andare contro nmura. La Chiesa intende in:oe. gnare che n or. con Dio chi ammazza, ad esemp.::. co me un verme trascurabiliss'mo. un uor. r ; di c olore, perch tale, dal momento ci1e essere di colore non ignilica r.on e: ,se re u o mo. La Chiesa intende dire. od e sempi o, che fare ;J mercante d'oppio o CO:'lr.'?nate per avvelenare un cinese perch non inglese, contro Di'o. La i'llende dire, ad esempio, che mew:rre in catene i negri della Nigeria per g J o cean, e venderli come caff solo perch ; ono poveri diavoli neri, contro D10; L'e s e mplificazione potrebbe cont:nuar e Jndef initamente. Invece non con tro. D o andare i n Etiopia a portarvi ospedah. :nedici, libr i m is.>ion i, strade, libert dalle c:1tene. e cc.; anche se ci non debba comportare incroci ibr:di smi, 1:nbastar dimenti di sangue e dtspirito. tutte cose. ques!'ult 'me, che nulla hanno da veder e co n il p i elementare rispetto umano :lei C ::>ns iderare i propri simili creature :li D1o bene intendersi una volla Ouona: l a C h iesa di Roma cj dice: ricorda :he anche i l nero ha un'anima come la : uc ch" va >al vata; non ci dice: mescolati :on 1 n er i e perdi cos il corpo e l'anima. l timorosi di Dio avrebbero ragione solo n un caso; che nella nostra legislazione _ozz,ale Vi. fosse, ad esempio, una legge. -he : n vestJs s e l'it a liano i n coloni a del di:uc ,di sterm inare i propri s imili.: solo col .e\ou di un'epidermide var'a colorc Jta C questa legge? Credo 11L 10 I gnori no anche i soliti in mal a fede. a 0 ;tuestione andrebbe a lungo discussa, . rene molti s s imi e d interessanti sarebbero 1 1 1 argoment i adducibili a riprova che nei ':_coli la stessa di Roma ha avuto ... a propria concezione e d una propr' a pratica spesso' e volentieri a carattere raz zia!e; se per razziale in t endiamo. come si . deve, tutto quello che comunque abbia at_ tinenza, ; 'guardo o riferimento alla difesa materiale e spirituale dei propri valori bio logici, politici artis tici culturali, religiosi, etici, del costume. delle ):er sone e e h., es.-siono per!a!llo m L > si.ch i:mmorali, per esse n o n ..; fa come per la stampa:.. cio sj sopprimon o sul nascere, come parrebbe la so:u:ione mi gliore. almeno non urad'arl e d iret!10 coo. ai quattro venti mediante i d el: e. radioaudizioni l Per l a necessaria limitate::za di c;pazio, concludo rassi=rando i timorosi che quan do l'uomo .difende i l suo corpo non offende nessuno, perch il corpo come l'an'ma gli sono stati affidati da Dio, e d entrambi e ,gli deve custod're e difender e anche, se oc corre, espellendo 'taiuhi propri simili inde sid erati dal suo coooorzio politico, o mel !endoli 'n condizione di non poter pi nuo cere: con ci bene lui e loro Camulo Peretti, di Gorizia, ci comun'ca i seguenti r 'lievi circa i programmi radiofonici: E : not o che la "radio" una delle pi grandi invenzioni ma che essa divenuta sopratutlo l'indispensabile strum.ento mo derno per l'educazione. propaganda, eleva zione, ecc. Si comprende bene pertanto la importanza delle ' radicaudizioni ", l'au mento degli abbonati . lo studio e il perfez ionamento degli impianti, quest'ultimi sorti numerosj e dappertutto al mondo pur sen za una ancor netta diGtinzione fra d ; loro nel campo nazionale di ognuno . Dopo questa premessa una domanda si presenta: quali sono le mate r i e che un ser vizio radio nazionale deve svolgere per es sere all'altezza del suo comp:to; il proble ma diventa! in pratico questo. e ci si sente nel vero affermando .che la radio deve istruire dilettando, o per usare una e-.>pres siorie di: stile german'co : far giungere alla forza mediante il piacere l (Kraft durch Freude). I mezzi tecnici sono POi naturalmente per la radio la parola, la musica, i l canto, ecc .. e un progr.amma di. radio-trasmissioni sar pertanto p i perfetto quanto pi i suddetti elementi saranno raccolti e diffusi in modo da rappresentare un tutto p sicologico real mente elevato l Purtroppo gi da molti, che per non per questo devono '5sere giudicali dei cavil losi, mentre sono in molt i casi dei veri com petenti e radiotecnici. Si osservato .:he ci non avviene. Non qui il caso di fare .1o111a prec'sa di samino sulla 4:. qualit :. della m usi ca uti lizzata che gi di per s stessa non regge in molti cosj a un giudizio educatore della radio ed invece una forma di umiliazione spirituale, tanto pi pericolosa quanto. gra tuita e ci per il carattere, diremo cos. ano nimo-universalistico delle radioaudizioni! A questo riguardo molti si sono espressi con una d'samina acuta e sintetica: certa musica sembra avere una inspirazione Cl'3 solutamente bastarda, di origine giudaica E' tutto dire ed vero! E noto, se pure dovrebbe essere molto meglio compres o e valutato, che la musica un'espress' o n e dell'anima e d e l pensiero Cr.edo dove r essere realmente un comJ: ; lo da 4: pi da vi c ino e intensamente, anche. solto q desto ri guardo, le funzioni della radio per impe dire e stroncare manifestazioni di brut to C l t'stico che, i>er la stessa natura d ella r a d i:. possono diventare, n pi n men o iorrr.c epidemiche dj' contagio l Si sa bene che la radio divenuto che si fa sentire :.. vuoi 1 ogni caso "' for ; i sentire uno strumento di potenza, c i .;: idea .forza '> che d ve n lato di primo c 1 dine ed ha assunto una invadenz a che. ha sotto cert; aspetti una bellezza sue rio re, ne ha altri inconsci e d i sgregatcri come: sperpero di suoni, diffu sione 3en:l regola dj musi<..:re uso e !-,abele d i s loz ior. trasmittenti anonime e incon!rnllabi!! nellu maggior parte dei casi.. musiche diffu s e S!=:. za una reale necessit e peggio con sto natura d 'ambiente e di tempo, ecc. Citando. un esempio molto probante s i chiede: propr'o necesario, e qual Jir. c viene perseguito, non lasciar neppure S ):e gnere l' eco di notizie forti e gloriose come quelle dei quotidiau:, 4: Bollettini di gue rr a::. che rispecchiano il volto fiero della N 1zione, e riprendere la trasmission e di oc:1i specie d i musiche: disco tal dei tali. musicu riprodotta, concerto tal'altro, senza. un m i nimo sionilicativo intervalln ,-, rCJn l'impres sione che alle notizie della Patria ven;u data una conceesione fuggevole e gr
    PAGE 32

    Collaudato dal Ministero delle Comunicazioni Ogni Radiobalilla, ha il relativo bollino di collaudo -T re valvole Onde medie -Ricezione diurna della stazione pi prossima In condizioni favorevoli ricezione serale di alcune principali stazioni europee. Privo di reazione regolabile sull'aereo, quindi esente dai disturbi caratteristici degli apparecchi a reazione C O STA L l R E T ASSE RADIO FONICHE COMPRESE. ESCLUSO ABBONAMENTO ALLE RADIOAUDIZION. I VENDITA RATEALE CHIEDETELO Al MIGLIORI RIVENDITORI


    xml version 1.0 encoding UTF-8 standalone no
    mods:mods xmlns:mods http:www.loc.govmodsv3 xmlns:xsi http:www.w3.org2001XMLSchema-instance xsi:schemaLocation http:www.loc.govmodsv3mods-3-1.xsd
    mods:relatedItem type host
    mods:identifier issn 0000-0000mods:part
    mods:detail volume mods:number 4issue 18series Year mods:caption 19411941Month July7Day 2020mods:originInfo mods:dateIssued iso8601 1941-07-20


    xml version 1.0 encoding UTF-8 standalone no
    record xmlns http:www.loc.govMARC21slim
    leader 00000nas 2200000Ka 4500
    controlfield tag 008 121018u19381943it sr p p 0 b0ita
    datafield ind1 8 ind2 024
    subfield code a D43-00070
    040
    FHM
    c FHM
    049
    FHM
    0 245
    Difesa della razza : scienza, documentazione, polemica, questionario.
    n Vol. 4, no. 18 (July 20, 1941)
    260
    [Roma :
    b Societa anonima Istituto romano di arti grafiche di Tumminelli],
    July 20, 1941
    650
    Race relations
    v Periodicals.
    Jews
    z Italy
    Periodicals.
    651
    Italy
    x Race relations
    Periodicals.
    1 773
    t Difesa della razza : scienza, documentazione, polemica, questionario.
    4 856
    u http://digital.lib.usf.edu/?d43.70