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Difesa della razza : scienza, documentazione, polemica, questionario

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Material Information

Title:
Difesa della razza : scienza, documentazione, polemica, questionario
Physical Description:
Serial
Publisher:
Società anonima Istituto romano di arti grafiche di Tumminelli
Place of Publication:
Roma
Publication Date:
Frequency:
semimonthly
regular

Subjects

Subjects / Keywords:
Race relations -- Periodicals   ( lcsh )
Jews -- Periodicals -- Italy   ( lcsh )
Race relations -- Periodicals -- Italy   ( lcsh )
Genre:
periodical   ( marcgt )
serial   ( sobekcm )

Record Information

Source Institution:
University of South Florida Library
Holding Location:
University of South Florida
Rights Management:
All applicable rights reserved by the source institution and holding location.
Resource Identifier:
usfldc doi - D43-00075
usfldc handle - d43.75
System ID:
SFS0024306:00075


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'IIIIIGDe). 2 CRONACHE DELLA lUEHHA GRANDE RIVISTA SE1TIMANALE IN ROTOCAL C C ESCE OGNI SABATO COSTA LIRE 1 ,5 0 la - rll&a elle .,_.. sa &a&&l l eompleal D8pe&&l della perno moderaa, HpeaeadoVeae la ua fiUDdro Ol'CJlaleo e eomple&o la eroaaea pell&lea. dlploiDa&lea, eeoaomlea e miiUaM. Per le Yarle -.&erle erl&lorl ape elalla&l VI calderaaao aell'a8'errare u'walore e-lale del diYerl .,.. alea&l, allarcaado c eap l'orlle delle Vos&re ec Ocal arUeolo llappa&o seeoado . le eJcee di a a et-eoado&&a la prof'oadUIII. e reali seeoado l erUerl della l diYalcaslo1Ja aaplo eorredo dJ f'o&crae. W ............ craaeJ, ear&e ceopaaee e ear&l-da-a...ttwe VI oiiWrill D __.. di sepolft la rapida la&HI Della eM ... -&e . dlaaaJea del .,.. .. ... TUMMINELLI E C. EDITORI J C l TT UNIVERSITARIA ROM A 1--------

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BANCA c :OMMERCIALE ITALIANA CAPITALE L. 700.000.000 RISERVA L. 165.000.000 BANC A DI. INTERESSE NAZIONALE a

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IV NUMERO 23 5 OTTOBRE 1941-XIX ESCE l L 5 E IL 20 01 OGNI MJo:SE UN NUMt:KCI SEI'AIIATO LIRt: l ADBONAMJo:NTO ANNUO LIRE 20 ABBONAMENTO SEMESTIIALt: 12 E S T Il O l l U O P P 1 o \.ore: TELESIO INTERLANDI Comitato di 'redazione: prof. d .. LANDRA prof. dott. LIDI O CIPRIANI Segr e . ,i o di redazione: GIORGIO ALMI_RANTE pARJS, A p ... A l 'l'T A y l"' f ... \ 1', t L & .. 0 \n.pumcurs 8t duRoy. SCIENZADOCUUENTAZIONE POlENIC4 OUESTIONARIO D OC U M E NT l DELL' ANTI-GIUDAISMO Ecco il fac-simile del decreto col quale gli ebrei furono espulsi dalla Franci nel 1615. La Francia contemporana si comportata ben diversa.mente verso gli ebrei: e ne ha pagato il prezzo

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LA PI FIERA RAZZA DELL'AFRICA MERIDIONALE Maternit zul F ra le razze del l" Africa Meridio nale gli Zulu si distinguono per le loro belle fatrezze, il lo ro aspetto fiero e le loro costu manze. Senza preoccupazioni .:li lavoro o di commercio, con una religio ne ramo primitiva che appena pu chi .l marsi tale, avente per oggetto il Jcspiriti ancestrali. ignari di scrittura c di arti. conducono una vit.1 scmpliu dedicata qu;tsi tutta alle cure del !Je. stiamc loro principak ricclu:zza e mezzo di acquisto delle mogli in un paese Jal clima ottimo .t cui ignoto il freddo c .mchc i grandi caldi. fr;t le amene colline della fascia 6 costiera del Natl in massima parte adatte per il pascolo, ai piedi delle quali scor rono fiumi pittoreschi discendenti quasi tutti dai Monti dei Draghi Appartengo no alla grande famiglia bantu e sono il resultato della amalgama di trib operata dal re Gaca dagli Inglesi detto ironi camente il Napoleone del Sud-Africa all"epoca delle sue conquiste nella prima met del secolo scorso. L'insieme dei tipi riscontrabili fra essi non per diverso, in sostanza, da quello delle trib a loro vicine e tun'al p: variano le proporzio ni secondo cui, in ciascuna, i tipi si presentano. Si riscontrano differenze piuno sto sensibili nella starura e in caraneri quali l'indice cefalico, facciale e naslle no_nch nel col?re che, spesso chiaro come ne1 Boscunaru, diventa in ra ri casi quasi nero. Il colore dominante per un cioccolato molto scuro lnreres. sante a notarsi che mentre gli individui. a pelle chiara scu_riscono nelle parti espo ste al sole, quelli a pelle nera sembrano. schiarire per CtJ.i hanno pi scure le pani coperte . Ai colori chiari si associano di solito stature molto alte, capelli con ten denza a disporsi a glomeruli, riaso non negro ecc. per effetto probabile di un an tico influsso boscmano. I boscrnani di fatti esisterono nel paese fin a tempi. nn eccessivamente remoti. Le gengive sono spesso pigmentate a chiazze. La pro minenza dell'occhio, frequente fra i veri negri, pi accentuata nei giovani che negli adulti. L'accrescimento dd corpo, nei maschi e nelle femmine, avviene inol tre con lentezza maggiore di quella con sueta per gli indigeni africani. Naro con la guerra, il popolo zulu ancora tanto fiero del suo passato di bar taglie e di conquiste che rutti disprezzano cordialmente il ,lavoro e ogni presrazione fisica intensa, meno la caccia e la danza alle quali si dedicano con entusiasmo in credibile. Non dimostrano oggi rancore contro i. bianchi, loro conquistatori e dai quali furono costretti ad abbandonare le imprese ,guerresche sorto la minaccia del le mitragliatrici e dei cannoni, ma dif ferenza di altri indigeni sud-african i per sistono nel respingere la cultura europea preferendo attenersi alle loro antiche rr,l dizioni. Si pu anzi asserire che le ,:osru manze principali degli Zulu siano rir.Ja ste come centinaia di anni or son(. Ri gide abitudini, che hanno rutta la forza di leggi, regolano ogni loro arto cd an che il lavoro distribuito secondo P Hme fisse fra i due sessi, se pure, almer,r : per i nostri occhi, senza una vera giu''dato che tutti i lavori pi duri sulle donne. In linea generale gli ut>:mm sono pastori, le donne massaie e :va triei. Agli uomini spena anche fa,c lo scheletro delle abitazioni non L! co. pertura perch riserbata alle dorme i recinti per il bestiame e gli steccon:H! m torno ai villaggi : lavori a cui turti d::vo no prendere pane dai capi ai fanciuJ:; d1 6 o 7 anni. Vi sono poi numerose (': :u pazioni maschili, pi che altro per timento come fare tabacchiere o ba5tOOI da professioni quali la cura d elle malattie la divinazione la metallurgl ' la fabbra'zione degli col cu?io ,:ei loro buoi, alle quali solo determmau O dividui possono adibirsi. Fra gli Zulu ogni famiglia -: dat a da un uomo con le sue mogli e figli '1 1 C .... _,. o vJI separata per cw non es1stono Ou

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o comunqu<: insediamenti comuni a PIU dt una famig lia. Di conseguenza le a gruppi isolati pumeg. fianrht delle colline; siccome pe ro ogm famiglia di solito molto numer:'sa, di c mesti gruppi prende aspetto dt un piCcolo villaggio. La ca panna zulu i; una costruzione di forma emtsferica assai solida, costituita da uno scheletro di robuste bacchette piegare ad arco al quale si sovrappone uilo spesso strat d" b o er a. Da lontano ha l'aspetto df 1 alvea re Le capanne di Ol!oi am1gh d a sono tsposte in circolo attorno ad un anell o centrale di grossi bastoni e frasche entro il quale si ricovera il beF 'ot o grafi e dell'autore sname. Ciascuna c apanna, a un solo am biente, abitat a da una mogi i e : on i propri figli All inizio cotesti apparenti villaggi constano di due sole capanne : una per il marito l'altra per la sua prima moglie Con l'aumemare d e i rapi di be stiame ;l'omo vien e ad avere i mezzi per acquistare una nuova moglie c ostruendo quindi una terza capanna La possibilit di ulteriori acquisti di! mogli cresce poi col sempre pi rapido 'aumemare del be stiame e con gli introiti, pure in bestia me, derivami dalla vendita delle figlie da marito. Un cotale succedersi di mogli nella fa miglia zulu avviene secondo norm e se. l colari Di regola la prima moglie con serva un posto di privilegio rispetto alle altre a meno che essa non manchi nel da re figli maschi. In tal caso, se l'uomo ricco, l'erede deve provenire da una nuo va moglie, da dirsi di eccezione, pur con servando alla prima intera indipendenza dalla nuova privilegiata. La scelta di una moglie simil e cade sempre s ulla figlia di qualche nmabile, magari di parentela rea le: cosa molto facile in un paese come quello dove r attribuzi?ne de1le parente le molto ampia. Le ragazze, indipendente mente dal '.loro consenso, sono maritate a diciotto o pi anni; il padre, per, pu impegnarle ad un uomo gi all'et di

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Tipi zul ro o cinque anni c1uando non addi rirrura avanri 1.1 nascita ricevendo un pnmo pagamemo in lx:sriame all'arto del con riserva di saldo avanti del mal rimonio. Il prezzo ordinario di una donna fra genre di nascita comune da dicl i a quindici buoi, ma con un prcren dune fawlroso o con un notabile la chie \la p u sa lire a cinquanr. a o ccn10 buoi. l J n n c chissimo capo disdegna non di ra do di comare le lx:srie e invia : d pa.-!re ,klh un armento qualsiasi Taio r. 1 intero pagamento in besti:tme non si dft:ttu a pnma del matrimonio pcrch l uomo p a ttuisce di mandare in saldo la Giovane sposa zul fanc .ullina prima nata. Una settimam dopo le nozze comincia per la donna la ve. ra vira di moglie che quella di lavorare, e :X.n duramente, nell'interesse della col lcttivir. Nonostante il genere di mercato di cui sono oggetto le donne zulu non vi si op pongono. Considerano la poligamia una ottima istituzione, ed anzi tanto pi sono liete quante pi mogli ha il marito, ci significando di essere sposare a un uomo riccp L'adulterio si considera solo nei riguardi della donna mentre l'uomo pu6 avere quante concubine vuole. Un marito tradito risente la cosa non pi di un furco che avvenisse sulle sue terre; esige cos un indenn;zzo in buoi proporzionato al costo della moglie infedele. Qualora una mo!.(lie diventi incomoda, il marito, pur di li6e r:usene alla svelta, pu divorziare rinunziando al rimborso del prezzo in besriame, che altrimenti seguono discussioni intermmabili coi su
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non cade spontan"eamente vietato al padre di vedere il figlio, alla madre di allattarlo e di uscire dalla capl!llna. I neonati zulu sono molto graziosi, p_elle vellutata brup.o-gialla, capelli nero bano ondubri per divenire in tutti, per, vrso la fine del primo anno, crespuci secondo la c i ua;ceristica della loro razza . La fanci .. IlJezza trascorsa dai maschierti portando al pascolo i buoi le e le J:X>sse dute dal padre scacoando gh uccelh dalle coltivazioni, tendendo lacci alle pernici e altri volatili, in giuochi e passatempi di ogn; g enere s da potersi considerare la loro come una delle esistenze pi beate. Consueto dovere delle bambine invece l'aiu: ;u e la madre nelle cure domestiche e nele auenzio.ni ai fratellini con esclu sione 9i qualsiasi atto riguardante il bestiame pere h ritualmente riserbato ai maschi L
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La morale e i costumi del popolo d'Israele para gonati ai t empi nostri, non sopportano il confronto. L'Antico Testamento non in gran parte che una oscena e sanguinosa cronaca di massacri, di st_ u pri, di adulteri, di rapine, di sodomismo. Incomin ciando da Abramo che prostituisce la propria mo g li e al r e d'Egitto (Gen., XII, 13), e poi la rinnega c ln c a ccia fuor di c nsa con un bariletto d'acqua s ull e spalle per poi pren d e rsi un'ultra mo g li e (Id., XXX, l), e gi gi sce n dendo all'altro patriarca !sa cco c h e cede ad Abime l e la donna sua (Id., XXVI, 9-11) n Giacobbe che sposa tre donne e dul\ sore ll e in una volta (Id., LXIX); a T nmar che si IO offre sulle pubbliche vie e si prosti tuisce al suocero (Id., XXVIII); agli abi tanti di Sodoma che vo gliono sfogare la pi ver gognosa brutalit su due giovanetti; ad Onan che ebbe la triste celebrit di dare il nome all'onanismo, fino a David che giace con Betsabea, ed a Salo mone, il concubinario per eccellenza, la storia dello ebraismo quella che in r ealt offre alla prostitu zione il maggior contin gente di casi deplorevoli. E' sopra tutto da notare il fatto, che spesso lo scrittore d ella G enesi narra tali turpitudini, senza biasimo e senza commenti. Il ver gognoso commercio che Abramo e Giacobbe fanno d e ll e loro mogli, non eccita nell'autore n sdegno n LA. RAZZA GIUDAICA suoi figli rubano ai Siche miti dopo averli sgozzati; i loro discendenti rubano agli Egiziani, ed in seguito vanno a rubare le Ca nanee. biasimo, ed raccontato <'ome cosa pi che natura le, comune, e quasi in se gno di svegliato ingegno e di merito; e prova che al lora i costumi comporta vano e la cos detta reli gione d'Israele non riprovava tali abusi. Onde non reca neppure meraviglia se Abramo n-..ba al re di Egitto e a quello di Gerar, facendo loro credere che Sara era sua sorella, ed estorcendo ricchi doni per la prostituzione di lei; se !sacco ruba allo stesso re di Gerar per la medesima frode; Giacobbe ruba a suo fratello Esa il diritto di primogenitura. Se Laban ruba a Giacobbe suo gene ro, il quale a sua volta ru ba a suo suocero; Rachel ruba a Laban suo padre perfino gli idoli; tutti i N hasta. Vi. qualche cosa di pi ripugnante: mai l' ebraismo manifesta il suo istinto e la SUJl men talit criminale, c o m e -quando si ammanta del no me di religione. Secondo le leggi a Mos, sono infatti puniti di mor te gli stregoni (Esod., XXII, 18; Lev., XX, coloro che mangiano car ne dopo tre giorni l'offer ta dell'altare (Esod XIX, 5-8), e sopra tutto coloro che .prestano culto agli Dei stranieri: Quando il fratello, o il figlio, o la mo: glie che tu hai cara, o an-. che il tuo intimo amico, ti inviter in segreto, di cen do Andiamo e servi;-.mo ad altri Dei", i quali noli. avete conosciuti n tu n i tuoi padri, non comp ia citi e non ascoltarlo; l'oc chio tuo eziandio non perdoni; non e non celalo. Anzi del h:.i,to uccidilo: sia la tua m!lo la prima sopra di lui 1-er farlo morire, e poi la ,;\:J. no di tutto: ,il popolo. ; '! pidalo con pietre, s >.>. e (Lev., XX, 18; D : : : ; ter., XIII, 6-10, XII ) E l'intolleranza div -:, a ancor pi funesta se J i tratta di alcuni pochi ,_\11 abbiano innalzato a1 : : i in una citt a divi l i 1 straniere, per che la \:, ge condanna tutti gli ' ; tanti ad esser passati ;' l di spada e la. citt ad &er ridotta ad un rnuccl: o di rov'ine (Esod.. XX J : : 24; Deut., VII, 5; XII. XIII, 15-16; Lev., xxvy : 28). Del resto questa cric ', ,. nalit diremo cos. .. r w -gisa ha le sue radici 1' stessa dell smo che tutto riduce al1:?.

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dominazi o ne terrena al be nessere e al godimento materiale. Guardiamo nel l'alto: Abimelec uccide i fratelli e si fa di forza nominare r e ; Samuel riafferra il pote re ma lo riperde; Saul, proclamato re da tut !Q il popolo, in una disputa str < tppa il mantello di dosso a Samuel, mentre Samud ribatte: Il Signo re ha oggi stracciato di dosso 2 te il regno d'Israele, e l'ha dato a un altro migli. 1re di te (l dei Re, XV, ?..8); Salomone, figlio ji. Da vide a cui allude S :mu el, riceve per di ritto ereditario, consen zienL i s acerdoti, un ricca ; : lona rchia, e appena sedu:; sul trono, parla cos: \-:: noto il desiderio del : .tdre mio David, com'ei pot edificare unacasa Nome del Signo re E .:io s uo per le guerre che c c stenne da tutte le part Ma ora il Signore Iddk cni ha dato pace d'o gu'i;.: ... Perci ecco io delii : :: o di edificare un tem!,;:; al nome del Signore III dei Re, capo v . Guardiamo nel basso: ; J popolo crede ciecameu: : ad un'et dell'oro che ; _, realizzer mediante un'ad.:nzn fra Jahveh e la stirv d'Israele. Il profeta Ezer;. ;ele nega recisamen te ci_,, le generazioni av debbano per terri-. bile fa t a l i t ereditaria i peccati delle ge nera : < ioni passate: p e r Qual motivo dice Jah veh per hocca del profeta t a voi nella terra d Israele av e te convertito in proverbio questa similtudine: I padri (voi di te) mangiarono uva acerba e si sono all egati i denti ai figliuoli. Io giuro dice il Signore I d dio, questa pa:ahola non sar pi per VOi un proverbio in Israele (Capo XVIII, v. 2). E anche qu a ndo Gerusalemme un mucchio di rovi ne, e il popolo di ... Dioge me nella s chiavit di Babilonia 4 perch secon do Ezechi e l e si vanta to della sua iniquit, ed ha reso pubbliche le sue pre varicazi.o-ni, e i SU{)i peccati si son fatti palesi in tutti i suoi disegni (Capo XXI, v. 24), Geremia non dispera, perch dice il Si gnore: Ecco che vengono i giorni, e io adempir la. buona parola detta da me alla casa d'Israele, e alla casa di Giuda ... Guda sa r salvato e Israele abite-r nella p a c e > > (Capo XXIII, v. 14-16). Pertanto, non ci sareb be proprio da stupirsi se in una razza di mentalit primitiva, fosse nata l'idea di l' avvenimen to del messianismo, offren do a J ahveh non solo gli olocausti degli arieti,, e il grasso dei pingui buoi, e il sangue dei vitelli e de gli agnelli e dei capri a cui allude Isaia (Capo I, vers. 11), ma anche vitti-umane; si potrebbe in modo spiegare quella pratica dell'omicidio ritua-le che gli Ebrei hanno sempre attribuito a fanta stiche o maligne invenzio ni dei Cristiani o, per me glio dire, alla Chiesa Cattolica. Comunque, sta di fatto che una simile accu sa ribadita da un ebrai cista italiano, Salvatore Minocchi, nel suo libro: Il Panteon, pubblicato a Firenze nel 1914 (dico: nel 1914, cio quando il Minoc chi aveva gi abbandonato il Cattolicismo). A pag. 13 del suo volume, l'autore fa questa affermazione: N el tempio di Betel, a Jahv gli Ebrei in straor dinarie occasioni non mancavano di offrire in olo causto teneri bmnbini sul 1 '0go, offerti dai _loro geni, tori E il Mnocchi si ap-Il

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L11 f11mos11 giude11 bolscevic11 Krupsk11ja fotografata durante un raduno di propaganda poggia all'autorit del Vin cent (Canaan, 117) che afferma essere stato questo 11 n cos t urne palestinese del tempo. A pag. 25 la stessa accusa torna, a pro posito del tempio di Salo ni eco. Il re, nelle solenni t:l'rimonie, come Gran Saeordote ol"friva (dice il Mi nocchi) al Dio le sue tu e tal'Volta un suo fgli.o! a bruciare sull'alturo Qui ricorre l'autorit d e l llcuzinger. E vi si ri peto: <
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Q uale migliore e pm europea irtkpretazione dell'attuale guerra un li;,wietica e antirussa che quella di G erompente istinto di rivincita che. !':l w ve dalle profondit pi intime giovani e fiorenti nazioni, lunga-. insidiate e minacciate nei .va h:i morali e materiali della razza, ddl a brutale sopraffazione del nu m0r o rappresentata dall'invadenza e t ll' erosione continua che la massa .:;ava dell'est ha. sempre esercitato r;()i confronti dell'Europa rte dell'Europa civile: la nazione romena scesa a combatte re per il riscatto dei suoi figli e della sua terra e per la sicurezza della sua stessa esistenza; le' genti b a ltiche e caucasiche liberate o in a ttesa di liberazione; e infine due cavalleresche e sorelle nazioni de c ise a combattere fino all'ultimo pe r attaccamento alla buona causa e uropea, vale a dire della nazione magiara e di quella Stirpi superstiti di un antico popolo di. migratori, dal passto avventuroso Giovane magiaro Giovane finlandese e dall'ani.ma profondamente romun -tica, finlandesi e tmgheresi hanno in comune l'origine razziale e l'odio insopprimibile al molosso orientale. Uno straniero qualunque potrebbe _anche pensare che l'affinit ugro-finnica, intesa come composito di sentimenti e di tradizioni comuni, non pi che un mito e una remine _scenza. Constatiamo invece che se di mito trattasi, un mito che poggia sulla verit storica e sulla realt etnica, un mit vivo ed operante nella coscienza dei due popoli e dei loro uomini rappresentativi come testi. moniato dai calorosi e fraterni voti augurali scambiati dal Presidente Ryti con l'Ammiraglio Horty a nome delle rispettive nazioni, scenden do in campo contro lo stesso odiato nemico. Ma, anzitutto, dove rimonta questa reminescenza, a che paternit risale questa parentela di razza T Numerose testimonianze della filo logia, dell'archeologia, d.ell'etnologia conducono a ritenere con sicurezza che le popolazioni finne e magiare sono uscite da quella massa di trib nomadi che verso il Duemila a. C. vagava nello sconfinato territorio della Russia attuale, dalle balze de-

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gli U rnli ulle rive della Dvinu e del Unie p c r, dedite alla CijCcia, alla pe sc a, alla pastorizia, ancora ignare. J cll'ugricol tu m. Questa massa di gente, vivente a gruppi separati e indipendenti, ave vn comuni caratteristiche di lingua c di razza. La razza classificata nel cos id etto tipo ugro-flnnico, molto vi c ino ul ceppo indoeuropeo ma con nl c une sfumature mongole e tarta re, e quindi di origine indubbiamen te nsiatica, la parlata detta pure ugro-fumica, originalissima, senza nessi riconoscibili con tutte le altre parlate europee ed asiatiche. E appunto quaranta secoli or sono tutte queste trib, mal sofferenti della convivenza a causa delle riva l i t il insorgenti, d e lle non stabili sedi, dell'anarchia d e i gruppi gentilizi, cominciarono n disperdersi e a dif ferenziarsi, parte infiltrandosi in m ezzo alle altre popolazioni arie d ell'Europa centrale, e parte confon dendosi con le popolazioni orientali. principalmente slave. traboccanti dalle regioni del Caspio verso il cuore d ell'Europa in uno stato di as soluta barbarit>. 14 Dinanzi ad una fattoria ungherese E cos mentre alcune stirpi ugro finniche furono interam.ente assorbi te dagli slavi, e mentre altre (il gruppo permio dei Sirieni, Voguli, Ostiachi) si stabilivano nelle regioni degli U rali, alle soglie dell'Asia, do ve vissero fino ad oggi un grado di civilt assai primitivo, dne gruppi di quelle trib si aprivano il pas saggio verso occidente e venivano a costituire una all'estremo nord, una al centro dell'Europa, due distinte e vitali nazioni, pienamente partecipi della comunit civile dei popoli del continente. I Firmi, gagliarda tempra di lot tatori, Jlvanzatisi verso il V secolo a. C. verso le coste del Baltico, var cato o girato il Golfo di Finlandia, riuscirono a sovrapporsi alle popo lazioni indoeuropee di quel setten trione, assai scarse di numero, as sorbendole completamente, mentre i Magiari, una volta perduto il con tatto con i Firmi, muovendosi a len te tappe verso ovest, sulla scia delle trib turco-mongole degli Unni con i quali pi tardi si fusero, vennero ad incunearsi nel mezzo dell'Euro pa, rompendo in modo definitivo la continuit territoriale della ma ssa slava, tra il Baltico e il Mar N e ro, che rimase in seguito sempre divisa nei due gruppi del nord e del s:,d. La nazione finlandese dopo yc,ri secoli di vita pacifica e di natunle indipendenza, durante i quali ril< '::! ad assuefarsi al clima delle Dli':--'e sedi, cadde sotto l'influenza & ).i Svedesi che ne fecero un paese J i civilt cristiana e scandinava in L ; zione antirussa. Il crescere della tenza svedese e la prosperit J impero dei V asa riusc sommam6 : 'l benefico alla Finlandia, perch se:: ) la guida di questi i Firmi appres ; ;.9 a familiarizzare con l'agricolturt con l'industria dei paesi nordici, \' terono istruire e allineare i loro F mi reggimenti militari, che compF vero ripetutamente sui campi di b taglia germanici durante la gue r > dei Trent'anni, e soprattutto riuw rono a toccare un grado di civiJ<: e di cultura che a quel tempO parte d'Europa invidiava. Poi, dopo Pultawa, la Finl(lnd i ; pass al dominio russo, come Gral: ducato dello Zar, ed allora il sue grado di civilte la sua cultura pre

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sero a scendere, mentre i percoli della snaz.ionalizzazione e della russificazione crebbero progressivamente da uno Zar all'altro, lungo n secolo XIX e nei primi lustri di quello presente. Poi fu la volta del bolscevismo; una minaccia mortale: essendo il regime di Mosca deciso a stronc are, lass pii1 che mai, ogni vestig ia e ogni coscienza di razza. Diff erenti vicende, se pure molto analoghe, aveva intanto vissuto la nazit,u e ungherese, materialmente sepa: qta dalla sorella del nord, seb benc-Kncora legata ad essa da vincoli < i i tradizione, di cultura e di af. fette Pc::olo di trib seminomadi e raz caratterizzate da un alto spi r : : 1 di bellicosit, i Magiari erano :,: iti in Europa lungo il corso del '.il. iester e del Danubio inferiore, sos)'' t i a tergo dagli assalti con cen: dei Peceneghi, dei Turchi e dei :1lgari. Guerrieri e fedt : ai loro capi, gli ungheresi ave; uo corso vittoriosamente vaste coni. < .de d'Europa, compresa la no ?r.nisola, prima di ritirarsi nel le ,:: D rtose pianure danubiane,, a foth d'Vi la loro patria ed il trono dei r o l'!'l. 1-:0:I'orbita militare, politico e re ligi: : :l dell'Impero Romano-Germa nicr. nazione di Santo Stefano adc1 ben presto alla civilt euro pea. : itraendone tutti i vantaggi de rivr: ti da una rapida assimilazione eLI patrimonio culturale ed arti-. stic ; dell'occidente. C:. : npo di eroiche battaglie, nelle Q nn; era in gioco, di volta in volta, la f ..:.te dei grandi imperi e della stes:'.il Europa cristiana e romana (l\fc: : acs 1526, Zenta 1696) la patria e la 11azione ungherese partecip di pen : ( < na alla gran'de storia continentale, ;;uheudoue lup.go il corso di nove :.c-coli tutte le vicende ora fau stt> ora infauste, per la coinunit ci-vile dell'occidente. Dur ant e questi secoli la coscienza razziale dei Magiari aveva. incon trat:l vari pericoli, come aL tempo della invasione ottomana e delle re lativ e stragi, dell'immigrazione slava ordinata da Maria Teresa, e dell'opp ressione absburgica, ma nessl,l no di tali pericoli .pur lontana m e nt e paragonabile alla gravissi ma insidia portatavi con fulmineo disegno, dalla di Lenin. L'avventura del bolcevismo in rngheria fu uno dei primi atti del criminoso connubio giudeo-bolscevi ro che intendeva di fare con tutte le nazioni d'Europa una societ di Babele tiranneggiata dai figli di Giuda. Quando si convinti, come noi siamo, che le moderne interpretazioni comuniste e internazionaliste dlla vita europea con tutto quanto discende dalla paternit di Marx e di Lenin, non sono altro che strumenti e conati dell'affermazione e della sopraffazione giudaica, non difficile conch1dere che la vicenda di Bela Kun ha costituit, al di l dello scnario socialista, un feroce attentato all'esistenza della nazione ungherese, al tutto il suo patrimonio spirituale e morale, perpetrato in nome di Israele. :Ma pure in mezzo a tanto smar rimento non tard a sorgere qual-che autentico figlio della stirpe un gherese, il quale superando i peri coli del malessere interno e della minaccia esterna, riusc a ricondur re la patria sulla via segnata dalla sua storia e dal suo destino. Ora le due nazioni sorelle, la finlandese e l'ungherese, sono in campo per una lotta di vita e di morte, con la piena coscienza di questa ferrea altern&tiva, la prima. per ven dicarsi di recenti sanguinosi morsi, la seconda per coronare in modo de finitivo una lotta che dura. da de cenni. Il saluto e l'augurio reciprocamente scambiato dai due popoli com battenti verso una stessa meta, tocca effettivamente le tonalit della ni nobile coscienza di razza che noi conosciamo. FELICE GRAZIANI Un finnico 13

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16 necessario che i gludei portino sempre un distin-tivo della loro razza Ci varr a mettere in guardia gli ariani, pre servandoli dal cadere nelle trappole giudaiche

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In Germania e in Croazia l'uso del distintivo obbligatorio per i giudei gi stato sancito Germania esso ha la forma di una grossa stella a sei punte; 'in Croazia di un cerchio con la lettera "Z" (iniziale, in croato, di "giudeo") I ?'

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SULLE VESTIGIA DELLA La razza mediterranea Sul finire d e l secolo s c orso, a lcune felici scoperte archeolo g i c he c ondotte nei territori di Argo e di Micene spostarono indietro di parecchi secoli la scoria della Grecia classica pro v a ndo la fioritur a di una civilt anteriore di cui fino allora si a v e v a no notiz i e solo anra v e r s o l e belle legg e nde ed i perfetti miti Il fervor e d e lle indagini ripetuto nella zona insulare delI"Egeo, in parricolar modo a Siro Paro Amorgo e Milo, nel g ruppo dell e Cicladi ed a Creta speci e n e lla pane orientale d ella g r a nde isol a port a nuovi ritrovati che permisero di sta bilire in linea di m a s s ima, !"esis tenza di una civilt premicenea !"impor ta nza d elle cui forme soc i ali e politiche gi: il Polland n ella s u a Scori a dei. Greci ave v a se g n a l atO, ricerando nel m a r e Egeo l a ve r a fonte d ella civ ilt greca, il f a ro illuminat o re d e l futuro s vol g ersi della stori a ellenica; cali forme a ggiungia mo noi non s i devon o c on s iderare come un a stereotipata ripro du z ion e dei modelli orientali ben s c ome una personale riela bo razio n c di s o ggeni vecchi ed i n v enzion e di nuovi, a noi co g niri p urtr oppo solo in parre Pur e s se ndo o p inion e c omune c he i rappres e ntanti di cali vih fosser o s t ati a n ariani, a pp a rtenenti for s e a quel tro ppo fa m o s o e thnos >> pelasg i c o d i cui fanno cenno Omero e d Erod oro. ed a cui via v ia. secondo l e preferenze individuali furono asseg n at i i Preellen i g l i E truschi, gli stessi Hirtiri per t a c er e d i a ltri minori. n o n c h Jelle popolazioni d e ll It alia pre romana, not p ropendi a m o a r avvisa r e in t ale etni a u n tipo differenzi a to IS RAZZA "MEDITERRANEA lati lunghi del sarcofago dipinto di Haghia-Triada -della grande razza ariano-mediterranea la quale, d a l Y iOO. a. C. in poi, nelle tre europee del sud, cre una serie di civilt grandiose che vantano, pi o meno p .tle semente, le-. stesse caratteristiche fondame-ntali Indirenamente la questione si ricollega con l'origine di'gli. indoeuropei, che si fa risalire alla prima et dei met a lli o al passaggio dalla. cultura neolitica e quella eneolitica. Il sarebbe rivelato dalla pratica del rito dell'incinerazwne sucr;e duto all'inumazione ed iniziatore dell'et del bronzo M z la relazione tra i due termini falsa; si constatato ch e in luoghi l'incinerazione anteriore all uso del bronzo i n l'inumazione si sempre conservata ; come pure false son<. : e teorie che tendono ad attribuire ad un determinato tipo ;,,z ziale ad esempio nordico dolicocefalo biondo, originatore gli ltalici, dei Greci e dei Celti (Kossinna), la diffusione della pratica del rogo quanto delle lingue arie. Abolendo quindi per evitare confusioni gli ormai logon .,,. mini di Pelasgo e di Indoeuropeo, e adottando l'espressione ;.:_;f. nerica d i emia mediterranea, possiamo documentare g h s cavi l'esistenza di una superoa civilt, durata ali quindici secoli l a qu a le ebbe il suo centro mem : : ; : n a i e Il Dummer ed il Wolters ne studiarono le reliqUie Cicla di unicamente con lo 1:-sumas, che per l a << c i cl a dica ; Halbherr ed Evans ne ritrovaron o t resu zona centro orientale di Creta, oltre che a Fesro ed a Cnos_;c,,

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ad Haghia Triada e ad Haghios Onuphios; il Myres la ravvts a Malta, altri supposero di averla constatata in Beozia, in Tes saglia e persino nel pi profondo strato di Ilio, nonch in al cune delle Sporadi ed a Cipro. Si quindi di un movimen, 10 che invest, a suo tempo, tutto il bacino dell'Egeo senza tra le relazioni che potevano manifestarsi da est e da sud; il suo cat urale geografico, sia per l'estensione del cerritorio, sia per la fertilit del terreno, sia per la posizione geo ,grafica Che le assegnava un posro di conrrollo vuoi sulla Laco oia, separata da un breve braccio di mare, vuoi sulle Cicladi meridionali e su Rodi, fu l'isola di Creta, chiave meridionale del greco e antiporr a dell'Egitto, da cui distava, secondo i calcoli omerici, nove giorni di regolare navigazione remiera, La c ivilt di cui furono trovati tanti resti rispecchia la fase eneoli<.:a e gea e sorge verosimilmente dopo il 3000 a. C., stando alla wmologia del Boule, protraendosi fin verso il secolo XV o XIV, cio a uno stadio inoltratissimo dell'et del bronzo. Lo srud.io delle reliquie venute in luce (rovine di palazzi; Matuerte. dip inti, ceramiche, incisioni di vario tipo), ci permette un r d e confronto con altre forme civili anche non contemporar:-'e di questa ; e dai rapporti stabiliti non parr esager:
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di civilt G" avanzi di Gournia dicono poi di una popola zione occupata nella pastorizia, nelle arti ed anche in parte nell'agricoltura; altrove, scavi nell'isola di Milo (Phylakopi) ed a Cipro hanno dimostrato la presenza inconfutabile del do minio cretese in quei luoghi 11 crollo di questa civilt gr:m. diosa avve-nne improvvisamente, n noi riusciamo ad nirci della vera causa del disastro. Creta rimase nella mente dei popoli egei come un sinonimo di potere; ed i suoi simboli e la sua teligione continuarono a vivere, sebbene murati ed alte rati, tra le genti a cui era staco trasmesso il retaggio. Qualche parte dell'amica stirpe riusc a salvarsi, o nell interno dell'isola, conservando il nome di veri cretesi (Eteocreti), op pure, attraverso Cipro, in Palestina, conosciuti laggi come Hanebu dagli Egiziani e originacori in processo di tempo dei Fi listei Ora, l'indagine sistematica condotta nell'ultimo cinquantennio sulla civilt minoica, ha permesso una ricostruzione un poco pi precisa della scoria di questa, non tanto per quanto concerne lo sviluppo intimo, quanto per le relazioni ch'essa ebbe con altre viciniori ; grandi sforzi, non ancora coronati dal sucesso cotale, vennero fatti nei campi della religione, della lingue e dell'an tropologia cretese. L'esame dei risultati ottenuti ci permette di stabilire con sicurezza qualche dato. Dal punto di vista strettamente antropologico, possediamo solo poche centurie di crani, attribuibili ai pi antichi abitanti di Creta. Il tipo predominante il dolicocefalo, assegnabile sen. za altro alla razza gi definita mediterranea il che conforta la nostra teoria; da tenersi conto anche di non poche infilr:a zioni di brachicefali; sempre testimoniateci dai crani e di cui non sappiamo precisare la provenienza sebbene parecchi la ri tengano as ; atica. Fortunatamente le statuette e gli affreschi del l' epoca, risalenti al periodo di maggior splendore ai hanno con servatO pienamente il tipo fisico, che la craniologia lasciata con i soli suoi mezzi difficilmente riuscirebbe a precisare. Ac cenneremo agli esemplari pi notevoli Il pi amico dato da una statuetta dipinta, risalendo al l. 700 a. C. c trovata tra le rovine del palazzo di Cnosso Il nin nolo prende il nome di <Si\O di forme religiose che non solo hanno caratterizzato l'epoc.l mJ

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noic:1., ma hanno dato pure un notevole contributo alle complesse creJr:me greche. Prima d' incominciarne lo studio occorre per rimUt,v.:re alcuni vieti pregiudizi e frasi fatte, che hanno assunto un <.Jlore f a lso ; cos l' Altheim in mia recente opera scrive che la cidt del mediterraneo arcaico decisamente femineo-naturalis l : c a ctonica, di fronte ad u!la forma nordica, olimpica, (( vin e)) e solare; belle frasi indubbiamente, cui si attribuisce U.:'l signifi c ato convenzionale, interpretato il quale, fuori dal velame delli versi strani facile supporre l'esistenza di una razz:l sconosciuta anariana, popolante il bacino del Mare in tt lirica e sommersa in un dato momento dagli invasori ariaai provenie nti dal nord. Fortunatamente di queste teorie stata fattl giustizia, ed il Weinert ha provato dall'antica popolazione dei crom, tgniani che si distendeva uniforme sull'Europa, sono state originare in sito due grandi razze, una nordica, l'altra mediterraned c he tra loro non ebbero quasi mai contatti; le diversit so mari c h e osservate nel seno di ognuna queste grandi razze sono dovute al vigoreggiare di certi caratteri particolari pi in una parte, che in. un'altra, in relazione anche con le cause fisico-ambientali Chi crede, tornando agli aspetti del problema, all'esistenza di una religione indoeuropea o nordica, diversa da quella mediterranea amica, male argomenta; abbiamo gi scritto a suo tempo su queste pagine che indoeuropeo .un concetto linguistico, non razziale e religioso. Accanto alle primitive credenze dei padri Arii, acca:1ta alla dec antata divinizzazione dei fenomeni naturali (il che del resto accadeva presso tutto gli altri popoli), dobbiamo contemplare and1e gli aspetti pseudoreligiosi del feticismo, della magia e del totemismo e tenerne debito conto. Cos nella religione crete se documentata una fase arcaica, demoniaca e superstiziosa, in cui i demoni locali, soggetti' all'incantamento da parte dei magi, hanno un'assoluta supremazia sui geni di altre localit. Dobbiamo credere che, in processo di tempo, alcuno di essi sia ass uno ad importanza universale ed abbia modificato il proprio cara ttere; ad esempio, il culto di colei che, per conv:nzio?e,. chiamata dea madre, mantenuto. anche in epoca classJca, SI dif fuse in rutto il Mediterraneo non si sa con precisione da qual centro, derivando le proprie origini da stirpi inumacrici, le quali, rendendo alla terra i cadaveri, le riconoscevano potenza illimitata e le attribuivano, ci che in realt la maternit di ogni cos l. Dal riconoscer la fecondit immensa della terra al supporre ua culto ctonico sotterraneo, passa differenza; quindi non esistono ostacoli era ci che troppo rapidamente stato definito olimpico e quel che venne precisato come infernale E logico che la dea della fecondit presente in tutto il Mdi 'terraneo neolitico, venga ancropomorfizzac a e ritratta sotto spoglie femminili, rappresentando la donna il principio vitale dell'uni verso ed il mezzo della sua perpet"uazione. .Fortunatamente queste osservazioni trovano giustificazione nel materiale religioso offerto da ci:.'ilt parallele alla cicladica : la proto-hitcica e la hittita. Da un esame anche superficiale si pu dedurre che la maggiore divinit coltivata dagli etei era data dal sole, ancropomorfizzato con l'aspetto di una dea; ai tempi di Suppili!iuma e di Mursil II, massimi re di quella nazione il nume femminile solare era rappresentato ritto su una pantera e quasi sempre accompagnato da un dio maschile, forse personificazione della tempesta, il cui attributo era il coro, come appare dai basso rilievi di Y azilikaya presso boghazkoy; scene di e di omaggio alla stessa dea ed al toro idolo ci sono anche tramandare dalle sculture di Hoyuk. Quale sia stato il mentale che ha portato all identificazione dei due princpi (sole e terra) diffi cile argomentare, ma si pu supporre una loro coesistenza origi. natrice di una medesima interpretazione data da essi: fecondo il primo, fonte di fecondit la seconda, rappresenrazione unica di entrambi. E se ricordiamo che l'amica religione minoica aveva un'impronta animistica all inizio e poneva le bas i dei propri riti nella credenza dei geni, non riuscir impossibile tracciare l'evoluzione d'essa da uno scad ; o teriomorfo (reliquie forse di tocemismo innestate sul precedente animismo) ad uno antropomorfo. Questi concetti do venero formare i: susrrato della religione ellenica, se ne troviamo chiarissimi indizi nei miti delle singole divinit (animali che ac compa g nano il dio tradend la sua precedente forma ed in parti21

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Scure 11 doppio lama di fabbricazione etrusco. Attorno al manico si distingue Il fascio di verghe co lare nell avvc:mura di Zeus che, mutato in toro, rapisce Europa (allmropia della dea madre) futura genitrice di Minosse Un mito puram : nte cretese, quello di Asterios ci mostra poi un guerriero, simbolo della fertilit celeste s ollecitatrice di quella terrestre, che srringe legami nuziali con Europa; il guerriero simboleggiato dal toro sacro. Oltre al culto reso a lla dea madre perpetuatosi e corrottosi poi in Grecia ed a Roma, ed a quello del gi'citato Asterios ab biamo r.otizie di sacrifici e di riti celebrati all'aperto, ci che fa pensare alla presenza di numi invisibili, forse simboleggiati da ogseui c da animali sacri, passati pi tardi almeno in parte, presso i Greci. Rammentiamo cos il roro, simbolo principe della divinit mas si ma la colomba il leone, la p:tntera ed il serpente; d'altra parte primeggia, incisa ovunque, l'ascia a doppia lama la bipenne, vero .mribu:o della divinit come ci ricordato dalle citate scolture Ji Yazilikaya, e fors 'a nche della regalit, se dobbiamo prestar fede ai r i lievi dei palazzi di Cnosso, dove la scure o labrys ritratta dcine di volle non solo ma d il nome al palazzo stesso (labirinto infatti vale: palazzo della scure) Elementi pi ceni per una maggiormente compiuta disserta zione non possediamo quantunque indizi di grande importanza debbano essere custoditi dall'ermetica scrirtura cretese, finora inin terprerabile Un nuovo problema linguistico, quello della sfinge minoica, si aggiunge alla sfinge etrusca Gli sforzi dei competenti hanno nvu10 buon esito nll'ordinare e nel raccogliere la serie dei segni, nei confronti minuti con altri simili, ma non sono riusi a decifrarne il significato L1 fase pi antica di tale scrittura, stu diata Jall'Evans in Cretan pictographs (1895), ci rivela un vero e proprio stadio pittografico, in auge a quanto pare, verso il terzo millennio avanti Cristo: le prime osservazioni furono condotte su resti di muri corroborate poi dalla presenza di altre incisioni su amuleti e coppe, ritrovati quasi tutti nella zona di Gulas Poca differenza da questi segni ci offrono quelli dei cilindri ci prioti e cicladici di et alquanto posteriore. Materialmente le ideografie trattano che prendono spunto dal corpo umano, dalla casa, dal mare e da figure geometriche L'Evans ha stabilito ben trentadue segni ed ha accostato la meri d essi a geroglifici hittiti e l'altra met a corrispondenti egiziani, tenendo per presente che alcuni simboli erano proprii solo per i cretesi e per gli etei Dominano sopra tutto i simboli tratti da armi e da animali : seguono a distanza quelli derivati da vegetali, da utensili domestici e da corpi celesti. Speciale osservazione me ritano la doppia ascia (il suo esatto significato ancora incerto). che i: presente non solo a Creta, ma a Cipro, in tutto l'Egeo e nell'Anr.-22 tolia; ed sotto due. fc;>rme, di cui pi perfetta: c:(lo. e l altra stilizzata : Pj
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( GLI EBREI l A M ERICA) SALOMONE BLOOM \ .. 1 S Goldmann t;!fO GROSSI PAPA VERI DEL GIUDAISMO AMERICANO John Lewis G l i S tati Uniti dlmno ogni plU un esem pio, senza paragoni possibili, di quPllo c he potrebbe essere detto lo sta dio di involuzione fisica di una collet t ivit I cosiddetti innumerevoli fermenti dei tanti nuclei etnici a contatto con le fone. della natura, con le risorse di un territori o s terminato e di un'organizzazio ne indu s triale ad alto potenziale, si ri solvono, s ul piano del c9ordinamento politico e costitutivo, m un'ossatura che, come noto ha tutti i caratteri e le ac centuazior.i della schernaticit. Si di a uno sprigionarnento di energie m esten s ione, agli impulsi, fondamenta! mente meccanici; di una massa abban donata all'avventura dello spazio che la sua esperienza originaria e quotidiana. A questo ambiguo richiamo dello spa zio, corrisponde appunto, con straordi naria esattezza, l'ambigua creazione po litica e sociale elaborata dagi uomini del nuovo continente. Lo sviluppo indu striale ed economico, l'trllucinata dina mica pubblicitaria, l'individualismo, il fragore i un sistema di vita basato sulle illusorie prospettive del moto per s da to, non sono che la traduzione, nei ter. mini della cosiddetta civilt, di un iden tico istinto e di un identico abbandono S:ll'avventura. Va da s che, mancando gli elementi di una grad1,1azione iri profondit. mancan do i punti fermi di un principio e di un fine, questa clamorosa dinamica appare in definitiva qualcosa di molto prossi mo L'America, con le sue fumose metropoli, con il fluire delle sue moltitudini, con i suoi campi e le sue miniere, con il suo cinema, le sue fab briche i suoi giornali a catena, somi glia straordinariamente a un gran caro sello, sonante di musiche, di risa, di gri da, che reca le vertigini sui piazzali col galoppo di suoi cavalli di legno, e non fa che girare, ahim, su s stesso. La storia dell'umanit nord-americana in definitiva la storia dei passaggi a cir colo tra questi strati sociali e morali. I protagonisti-tipo sono i finanzieri e i po litici che tutti sanno; oggi la volta del giudeo Salomone Bloom, sintesi compiu ta dell'uomo d'avventura e del personag gio quanto pi possibile ufficiale. Salomone Bloom, presidente della Commissione senatoriale per gli Affari stato, naturalmente, uno dei pi attivi manipolatori della recentissima legge sugli aiuti all'Inghilterra. La rete .
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Ecco come i bellicisti americani fanno la propaganda per la guerra. L'uniforme del sold11to 11merlcano vale 70 dollari dicono grandi cartelli all'uomo della strada. In mancanza di ideali, anche questa un'attrattiva e d e l g iudai smo: s toria che attraverso il pi s tup e fa ce nte c rescendo di maneggia m e nti g iunta a s littare s ul piano inter n a zionale. Modello di metodo demo ebrai c o in cui s ono s tate do s ate in s ieme c on l a s ottil e scaltrezza l e pos s ibi lit e le tendenze s pecifiche della natura a m e ricana utilizzando i dati di una espe r i e n z a pers onale tra le pi ric c he del g e nere. Si con s ideri la parabola di a sc esa di omone Bloom: tutti i giudei del vec c hio e d e l nuovo mondo g rideranno d i razz ial e ammirazione. Ebreo di origine pola c ca. c io diec i volt e e il pi vischio s am e nt e e breo, Bloom, come ln un rac c ontino pluto c ratico-pubblicitario alla R o c kfell e r o alla Ford inizio ra g a zzo la ,-u a carrie ra in qualit di c omm ess o pres s o una botte g a di ge n e ri v ari : s pa z zole. sa poni e affini. A di c ias se tt e a nni o meno an c ora. eg li e ntr in s oci e t c ol proprie la ri o del n eg o z io e rima se a d estreggiars i die tr o il b a n co gius t o qu e i tre o quattro anni c h e furono n ecessari p e r trarre dai sa p o ni e dall e d alle s pazzol e. d a l soc i o e d ai clie nti quel primo ca pt -24 tale in dollari che. da secoli ormai. co stitui sce. la pedana di lancio per tutte le avventure americane. Il colpo d'occhio del giudeo polacco cadde in pieno centro: fra le tante pos s ibilit di impiego del danaro egli scelse la pi torbida e la pi sicura: i suoi dol lari furono investiti nel sesso e nella carne viva. Scivolato in Broadway e adia. cenze, Bloom comparve, da un giorno al l'altro, anzi da una notte all'altra, con la tuba e le ghette dell'impresario di ta barini e di ragazze in vestaglia rosa. Ncm s i trattava ancora, che di un ricalco di orme millenarie: ma Salomone Bloom aveva, ebraicamente le sue idee. l primi passi molto sinuosi, molto at tutiti, furono rivolti verso gli uffici della Centrale di polizia: e su questo punto i fini della diplomazia bloomiana sono mi s urabili dalle conseguenze. Il secondo passo si ri s olse in un'esplosione di soli dariet ebraica: l impresario s'ingolfa nel g hetto di 1New Y ork a scegliere ragazze e ragazzine di buona volont. Questo mol leggiante fior fiore di Giuda ascese verso i fasti g i d e lla ci v ilt anglo-sassone verso le orchestrine. le luci, le stanze separate di Broadway. Finch una sera l attrazione fu lanciata: la tro .upe giudaica di Salos! a_lla in grupPI e co.mbmazJOm &aplenh nel pieno del-la sua nudit. Le autorit di polizia non arrecarono noie; il numero divenne um consuetudine di Broadway. Un giorno l'occhio perspi cace di Bloom si ferm sul corpo di una ebrea polacca ipcontrata per ca s o in straducola del Bronx. Matur, da una set timana all'altra, il grande aff{lre: era questa per Salomone Bloom, l ora del colpo di fortuna. Il gruppo anonimo ddle ballerine avrebbe avuto la sua stella Un abile campagna pubblicitaria discreta e insinuante a un tempo, cre in anticipo la fama de c La piccola egiziana Il de butto della diva senza veli fu clamoroso: e ancor: pi clamoroso l'esito delle re: pliche : c La piccola egiziana lanci, au spice Bloom, quella danza del ventre che tra scandali, proteste morbosi deliri. dc-.veva fare il giro del mondo. Il successo del giudeo non poteva essere pi esem plarc. *** Ecco giunta al suo vertice l'avventura del lenocinio tabarinistico. Con la po tenza della ricchezza, l'avventura tende na:ur almente a entrare nel piano della potenza pura, la .cap".i.talistca, la politi cante: America, ineccimico -paTadiso del giudeo E il sistema di ascesa di Blo o m meccanicamente uniforme: egli si a vvi cina al partito laminante, il democrat ico, elargendo contributi. La catena dei versa menti segna un crescendo, fino a t o c care il massimo iD occasione delle elezioni ;.:re sidenziali del 1932 e del 1936, da cui usc per due volte vittorioso Roosevelt Proceden do per la rosea strada rr:3e stra pel dollaro, il giudeo Bloom incn' ci cos la strada a giravolte di Delaroo Roosevelt; e dall'incontro nacque u n a ,ni cizia che il Presidente tenne praticam e < lit a confermare quando, morto nel 1939 :i senatore Borah, chiam alla direz i o t e della Commissione per gli Affari Este i l'impresario Bloom. Lo spettacolo p oli t ir.c di Bloom .in atto da due anni eirca : k attrazioni quelle che ognuno con n sce. Alla c Piccola egiziana :t succedu L la legge sugli a:iuti all'Inghilterra: si tratta di un'identica danza del ventre, e non tutta la c iu, ma tu tto il mondo a r. cora ne parla. Questa la storia fedele, e non la fuV9la, di Salomone Bloom e del giud ai s m u plutocratico e politico d'America: dove l'istinto di preda, e la pi !ignea incom peleuza, si squ assano nell'arida meccanica dell'avventura irradiando la disgregazio ne e il limo morale dal centro di un.s sghignazzante nudit. ORESTE GUIDO

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(ANTROPOLOGIA) D ECADENZA .E SCOMPARSA DEL.LE RAZZE UMANE Antropologia sinonimo di biologia dtll"umanit : sarebbe concezione troppo ristretta limiwe lo s rudio delle variazio. ni umane alle s61e variazioni m o rfologiche. Queste idee abbirtate dai co lonizzatOri La decadenza di alcune rane umane statO oggetto di studio da parte di non pochi autori, sotto il diverso aspetto antropo. logico, demografico, politico, umanitario. In Italia se ne oc cupato il prof. F. Sarvognan, cui dobbiamo un accurata monografia, pubblicata sulla Ri vista di Antropologia (volu me XXVIII a. 1928-29) dal ti tolo !-
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tSenza parlare di popoli in via di estinzione riferendoci tuttavia sempre a degli indib-e ni, possiamo ricordare a buon punto che in uno studio da noi compiuto tempo fa sulle condi zioni degli Acioli dell'Uganda a bbiamo rilevato com e le condi zioni generli"
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Osservando la Storia della Chiesa, si pu notare con quanta vigile tenacia essa ha mirato ad escludere dal suo grembo l elemento e braico contribuendo con l'opera implacabile dei Vicari di Cri s to a formare oltre alla nostra coscienza roman-cattolica anche ; c ome corollario di questa la nostra coscienza antiebraic3. La messa in atto di principi antigiudaici fu tanto -pi ferma ed intransi gente pi fu sentito il_ bisogno d gli ebrei dai Cris tian i n e lle epoche m cut le raffiche vwlente dell umamtansmo democra tico. auspic ando l'assimilazione e l 'amalgama cori elementi impuri, tenta rono di s o ffocare in noi la co s cienza di quelli che sono i caratteri di s crimina ti, i ed e s clusivisti della nostra razza . molti governi in Italia e fuori, storditi dal grido di libert fra tel anza ecc. ecc. si inchinarono dinanzi ai cos detti immortali principi del 1789, l a Chiesa al contrario tenne duro per molto tempo e pi di qulsiaE altro Stato, alle invettive di colorO che vedevano nel suo un a tte ggia mento anti s torico mentre altro non era che la lineare pers eve ranza d i c hi s a cosa1 fa e do v e mira. Dura n t e il periodo napoleonico in omaggio a quell'illusoria vernice di in,J.i pende n z a che mal camuffava l'es tremo avvilimento e l'ignobi le s ervag gio dell a no s tra penisola si reclam per i giudei la parit dei diritti ci ili Furib ondi demagoghi illus i o ingannatori, nella mania di tutto inno vare con v aste declamazioni spinsero i malfermi governi a riconoscere agli ebrei qu e i che gia la loro malizia trovato il modo di far. va lere pi o meno coi soliti ben noti espedienti La Chiesa s i mantenne 6nch 11ok recis amente mis oneista verso questi elemnti poco desiderabili, i quali soli.o il r igido controllo del Papato e del Cardinalato, restarono in quel h c ondizione di inferiorit a cui li vollero segregati tutti i successori di Pietro. q uando l'invasione penetr mano mano in tutti gli Stati ita li a 1 o i ed a rriv fin nella capitale del Cristianesimo fu allora che gli lsrae Iii ; ottenn e r o completa eguaglianza di. diritti cogli altri abitanti. avvenuta la Restaurazione. Papa Pio VII, spodestato da Napo essendo ritornato a Roma dal s uo 'silio di! Sa,r ona volle ristabilire n e l suo d ominio lo statu quo, per e s sere coerente alla condotta che l'infal lib ? it d e l Sacro Ministero aveva ai suoi predecessori. Difatti il princ ipi o a cu i ; questo ppa si attenne fu quello di riportare la condizione deg l i ebr e i al livello che loro conveniva in uno Stato e ss enzialmente catto licJ:. s enz a per adottare delle misure eccessivamente energiche che avrebbero c o mpromesso quella tranquillit, magari solo apparente, c he t anto s tF. ; a a cuore all'Austria con s ervatrice. Non quindi da vedere alcuna lar ghP :za o d indulgenza in una politica che fu in un primo tempo meno ap p
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Una bella comitiva di ebrei polacchi Un del memoriale Consalvi Una vendifrice ebrea 11 Mosca "li popol giudaico deve essere dal nostro grembo" ( ( : a r d i n n I e ( 'ou!'mhi) istanza degli ebrei delle Legazioni da poco restituite alla Santa Sede, istanz diretta al Consalvi e presentata al Lebzeltern da una deputazione di ebrei, venuta appositamente a Roma. Previa professione di fedelt e di industriosa sudditanza, essi chiedevano che fosse loro concesso: l) Facolt di abitare fuori dell'antico recinto. 21 Facolt di possedere beni stabili. 3 Facolt di vestire come gli altri cittadini senza alcun segno -l} Facolt .di esercitare il commercio e la professione di medico Nel memoriale che il Consalvi compil per presentare la mozione a Sua Santit si legge la seguente premessa: ... primieramente fondata opinione ed uso che gli ebrei si debbano non favorire ma tollerare ... in secondo luogo se il popolo giudaico deve rte nersi conviene che sia riconosciuto come segregato grembo ... La ripristinazione del Governo Pontificio porta di necessit che essi debbano essere considerati differentemente dagli altri se ha da essere vero che Stati sono di un sovrano cattolico e che gli ebrei sono una nazione sepan,ta dalla nostra Inutile dire che le risposte ai capisldi della petizione sono proporzio nali alla generosit dell'esordio. Quanto alla facolt di abitare fuori tico recinto ... atteso che questo sia diventato angusto all'aumentata pupv fazione. il Consalvi propone una condiscendenza relativa se si pensa d''-' vi e ra spinto non da moventi pietisti bens igienici: ... s i pu loro di abbandonare l'antico ghetto c os sarebbe levato un luogo della citt sempre puzzolente e deforme ... se poi si vuole essere pi indulgenti si potrebbe stabilire che gli ebrei abitino anche fuori dei luoghi ad essi attribui:'. purch non siano cornpigionanti n inquilini nelle medesime abitazioni dr: i c ri stiani ma che debbano tenere le case da tetto a terra solo da loro <:.hitate '1>. Su tutti gli altri punti il Consalvi si pronuncia con molta riserva e pur non negando la sc ia intravvedere ben poca probabilit allontanarsi, iu ques tioni tali, dalla traccia segnata dalle costituzioni precedenti. La conclusione fu che non ci si mostr certo troppo teneri nei riguardi degli e h rei viventi nei domini pontifici, malgrado che essi tornassero spr5 sr : d la carica insi stendo con petizioni s u petizioni con una tena c ia cos mar l ellante da g iu s tificare la seccata esclamazione del cardinale Dc : la ... ai lamenti di miserabilit molto incline la famiglia israelitica :.. Nelle Le gaz ioni poi, pare che gli ebrei, eludessero con provocante sicumer a le le gg i emanate a reStringere la loro attivit da quanto risulta da una lct tcra d e l delegato apos tolico di Ferrara M. Tommaso Bernetti il quale co ad invocare dal governo centrale l'autorizzazione a delle misure pi effca-::i per eliminare degli incnvenienti che suscitavano la g enerale indi gnaLio n c della citt . Il Ben:Ctti in lettera del 19 agosto 1819 i.ndi'fizzata l Consalvi la ne cessit di evitare che gli ebrei mandino i" loro figli alle scuole pubbh C'he. di evitare c he tengano aperti i loro fondachi in giorni cl i

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"Usura, frode, disor ::_ine: tu!to t iene dagli ebrei" .-.: (('ardi naie Beruetti) ... perch a dir vero ha fatto e fa non poco mormorar la citt que.5to Yenei d di festa una parte di essa commerciante senza che vi sia segno n runo che da tutto il restante la separi e la distingua Nella stessa lett:-rl poi consiglia che siano me;;si in atto, nella zona sottoposta alla sua sor v,-,dianza dci pronedimenti radicali e sbrigativi che non poco contrastano c<,!Ja politica pi riguardosa del Con:alvi e che nel:o s te sso tempo -.:i dnnJ ragguaglio sulla mal fida e losca attivit degli ebrei: ... :a!lJ<'ntc direi. che per Ferrara sarebbe, e per lo Stato. una fortuna vera che n e : doggiasse, perch quanto vi di usura, di frode, di monopolio e di di sordi n e nelle monete, tutto in questa provincia viene da quella parte. Direi ancor di pi E. H., che per me saria sempre oggetto della i>i grande m.:.ra\iglia il vedere un'orda cos numerosa di contrabbandj!"ri com' questa ra:::r.a. stabilita in una citt come questa che sul confine ed a contatto tanti Stati Passato qualche anno dal Congresso di Vienna la condizione degli ft: riportata a l livello di una volta co lla politica pi rigida ed intransigente rlti sucressori del Consalvi. Con una rircobre del 5 luglio 1327 emanata in osservanza alla Costit u zi<:ne Clementina, fu ordinato dal S. Uffzio agli inquisitori di tutto l o Sta to l' o ntifcio di interdire agli ebrei col giomo :lO luglio 1827 qualunque acf]uisto di beni stabili e prefiggere un dato termine per alienarli. In Bomu il rigido contro llo delle autorit riusc perfettamente nell'intento l in Homa e dintorni non si trova traccia di di immobili da parte di ebrei). \la nel Bolo g nese e nei Ferrarese, zone in cui. per la l on tananza potere centrale. ii al l e l eggi diveniva cosa relativamente s emp l ice. :>i riu:-;c a fatica c non sempre de l tutto all'attuazione pie11a dei decreti pontifi ci. Ce l o il fatto che nel maggio 1852 dovettero di JJUovo impar tire ai tribunali di Bologna, Ferrara. Pesaro, Ancona ordini rategorici : tf finch ne:;sun impedita e ritardata l'esecuzione delle l eg gi ,;ull'in t apa c it ebrei di immobili. Ne l !:Hl : 1 S. Uffzio ; u r ostretto a ricorrere ad una misura molto violenta. l'annullamento c i o di 1111 contrailo per cui un certo ebreo Neppi aveva comperato in Ferrara, gli a1 anzi del :Ylonastero dei Frati Oiivetani, e di questi locali p e r la roncia di pelli esasperando l 'opinione pubblica a n che perch ta;i locali erano attigui alla C hi esa di S. Giorgio patrono delia citt . Del in qualsiasi periodo della Storia della Chiesa cadi.! lo .;guardo ndagatore. non pu sfuggire il rigore con cui fu app;icato c r:sene il principio della netta separazione dell'elemento giudaico. Le varie norme le varie disposizioni (lei Concili. postulatt da canoni marcano colla loro avversione ben giustificata un antigiudaismo ; nequi\ ocal.ile e co s tante. M C TENTONI Un ricco ebreo moscovita Un' ordina.nza del S. Uffizio contro gli ebrei Il piccolo ebreo impara il Talmud

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BULGARIA UN'IMPOSTA PER GLI EBREI Un decreto-legqe del GoYemo bulqaro stabili11ee una quota, come imposta, che le persone di origine ebraica de'l'ono p:zqare. Sono considerali ebrej quelli cbe hanno per lo meno uno dei qenitori ebrei. Gli ebrei paqheranno il 20 "l se il valore dei loro benj non oltrepasserll j 3 milioni di leYa e il 25 "l se il valore sarll maq gioro. Le proprietli inferiori ai 200 mila leva non car:mno aoqqette a tale imposta. Questo decreto ! applica anche agli ebro; doi territori recentemente anneui. GRECIA EBREI NELLE ISOLE DELL'EGEO Nell'isola di Chio (sulla costa occidentale dell'Asia Minore. occupata dalle truppe te desche il 6 maqq!o 1941) riYeYano, durante l dominio turco. (1566 1912), su un compie& so di 76 000 abitanti 200 ebrei che erano i padroni del commercio dell'iaola. La popalazione attuale dell'iaola, p, Il settembre). GUIDO PUCCIO: PresentaziOne degli 800 mila giudei del ghetto di VanaYia. (c: Tribuna>, Il settembre). ANONIMO: Il giudeo tiranno. ("Reg'me Fascista>, 13 settembre). LAMBERTI SORRENTINO: l dollari di u.n ebreo e i marchi d'occupazione. (c La voro :t, 13 settembre). ANONIMO: Australia ebraiuata. (c Regi me Fasc:-:;ta >, 14 settembre). ANONIMO: Lebreo (c Corriere Padcino :., 16 settembre) BATTISTA PELLEGRINI : L ebraismo domi natore. (c Corriere Paciano, 16 settem bre). ANONIMO: Un nuoyo di annienta mento della razza germanica. (c Teve re>, 17 settembre). RlJGGERO ZANGRANDI: D cpitaliamo ebraico francese ha speculato anche sulla disfatta. (Piccolo :1>, 18 settembre). T. B.: La dinastia ebraica dei Kaganovic. (c: Regime Fascista>, 18 settembre). T. B : Il Kaiser fra gli ebrei. (c Regime Fa.;c:sta >, 19 settembre). ALDO CAPASSO: Argomenti semitici (Te vere l>, 20 settembre). ANONIMO: D Kerensky americano. (c Re gime Fascista>, 20 settembre). ANONIMO: Dominio ebraico. (c Regime Fascista>, 20 settembre). OTTORINO GURRIERI : Vespasiano e Tito distruttori d1sraele. (c Tevere>. 22 -:;el tembre). GIUSEPPE SANT ANIELLO : L'ebnismo intemaaionale sotto le sembianze del co. muniamo. (c Il Lavoro Fascista>, 23 set-tembre) r ASVERO GRAVEW: Giuda e Caino. (c Il Mattino:., 24 settembre). ANONIMO: Barriera intorno al ghetto. ( c L"Ora >, 24 settembre). ADR!ANO TILGHER: Marx e Bakunin. (c Il Popolo di Roma :t, 24 settembre). ASVERO GRAVELU: Ancora di Giuda e Caino. (c: Il Mattino :1>, 25 settembre). STOTZING: La Nasione giudea: Heine e Marx. (, 25 settem bre l. ANONIMO: San Maisky, giudeo. (Regi me Fascista>, 26 settembre). ANONIMO: Gran mnndo giudaico in ma schera. (c: Tevere:., 26 settembre). ANONIMO: Re Giuda di Grecia. (c: Regi me Fascista>, 27 settemb! -e) ANONIMO: Linquaggio giudaico. (c: Regi me Fascista> 27 .>etlembrel. GIORGIO ALMIRANTE: Abramo Ya alla querra. (c Lavoro>, 29 settembre). DANTE PARISET : Fiorello La Guardia II daco di New-York,. (c L'Ora>, 29 settem. bre). ANONIMO: Del gen,io ebreo. (L' Ora> 30 settembre). PAOLO MORENO: Dove i giudei creano rantigiudaismo. (< Reg'me Fascista . 30 settembre). (,Ili U!<.}letti filo ... ofi('j d ( l r a 7. z i m o I. EVO LA: Sangue ed onore . ( Lavoro Fascista>, 19 settembre). J. EVOLA: Relaaioni fra i sessi. Lavqro Fascista, 21 settembre). (fJi !'H'it>ntif, 15 settembre). MASSIMO SCALIGERO: Dalla razza di Roma alla razza it.aliana. (Tevere,, 18 settembre). ANDREA F ABBRICOTTI: Gente di Finlan. dia. ( < L 'Ora>. 20 settembre). GIUSEPPE COCCHIARA: La Trad:lione della Daln:!asia. (Tevere>. 25 settem bre). TURNO VERDI : Viagqio in Albania. (.:La voro Fascista'>, 26 settembre). ANTONINO MANCUSO: Da Bagdad a Teheran. (La Sera>. 27 settembre). RENATO CANIGUA: Viaqqio in (c Lavoro Fa-.>cista >, 30 settembre). \ p t t t i p o l i t i r rf .. o <' i a l i d t l r a 1. 1. i .. ( :,!i GIOVANNI COMISSO: La Massoaeri'l! a Venezia nel Settecento. (c Gozzetto de l Popolo>, 13 s .ettembre). CONCETTO PETTINATO : La tratta .i.-:gli acbiari strumento della prosperit in gleae. ', 16 bre). B M. : Problemi di medicina del (c Osservatore Romano>, 20 settembre) ANGELO APPIOTTI: Come fu risolto ,l:r Ante Pavelic il problem:1 r:aujale. ( ( La Stampa>, 25 settembre). GIUSEPPE NAPPI !.attribuzione del c:>-gnome dell'amllante essellliO deD't' .ffiliazione. (La Sera>, 26 settef!!bre). MAZZAMORELLO: La p1aga dei lill ciagql neUa atori.a americana. (c: Popolo di Ilo ma>, 30 settembre).

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n fa11te Lorenzo Falanga cos Ci scrive da Napoli: c Sono d 'accordo col camerata V assetti sul l'importanza quantitativa, oltre che qua litativa de l problema dei tarati. C', inve ce, qualcosa da aggiungere sulla questio ne delle! c: dignit umana:. di fronte al pro' blema del l a sterilizzazione; il quale ha, come spess o avviene nel campo delle uma ne due faccje, sociale ed duale; ed io credo convenga non fermarsi solo c. riguardare la prima. Per l"ane:ito che o dovrebb'essere, in ogni uomo a superarsi e continuami oltre la parentesi della vita individuale (anelitt ch e poi, si noti il fondamento stesso (di'esistenza di ogni societ umana), l'obblh: ot or i et della sterilizzazione_ non pu D\l l l r ipugnare. D'altro canto bisogna ricono: .::ere che non si pu impunemente lascim J semp re al libero arbitrio indivi duale i.o ri-soluzione dr problemi tanto importtica occorrerebbe trovare un comprome:,so. Ci che non dovrebbe essere poi tant o dillic : l e, visto che altre antitesi ugual mente prof onde tra tesi statale e confe-.3-sionale sono state, in altri campi, brillantemer.te superate. Ci si riusciti, per esem pio. ill un problema dei pi importanti e vitali quale quello de!la coscr:zione obbli gator i a. Era quello un campo apertissimo per cp;-valorare le pretese di evasione con il pretesto della questione di cc"3cienza Or bene ogni anti tesi fu superata con la be nedizi one, da parte dei capi di ogni con fes s ione relig iosa, dell'esercito e degli ar" mcri j della propria patria. Oru non nvoco la benedizione sulle au torit che ordinano la sterilizZazione e su chi, volente o nolente, vi si sottopone, ma che per fermare: all'Italia, il pro blema si potrebbe avviare a quasi inte grcr: e soluzione La quale porebbe essere la seguente: tra s curiamo le unioni illegittime, che, pur ess endo in aumento, in Italia costituiscono un'esigua minoranza. Obbl'gatqrie ta del certificato prematrimoniale; nei casi di ma lattia tassativamente stabiEti lasciare la s celta, al promes<>o sposo !arato, tra kl sterilizzazione od il divieto di contrarre ma trimonio. Quando la sterilizzazione volon taria non costituisse, per esplicita dichia 'razione della Chiesa, peccato da bollare con l'anatema, ritengo che il 99% degli in teressati! preferirebbe la sterilizzazione al divieto di .contrarre matrimonio Non diver samente, poich l'uccidere in g.uerra non ufficialmente dichiarato .Peccato, a nessuno .verrebbe in mente di disertare per Gcrupolo di coscienza che non fosse falso. Ritengo che provvedimenti, come quelli auspicati, avrebbero potuto salvare dal na scere e dal propagami, un tmon 75% dei !arali attualmente in c :rcolazione, se in tenipo adottati. Necldu Arena ci scrive quanto segue da Siracusa: Un elemento che non pu, non deve an dare disgiunto dai .caratteri razziali d'un popolo creatore di civilt -e che tanto trascurato l'incremento dell'uso e la irrevocabile dilet:ia del proprio idioma. E' a mio avviso -una questione di indole prettamenle razi!ale prima dj" essere una espressione di indole nazionale. Non voglio scndere fino alle estreme conseguenze ovvero alle origini, al bisogno elimolog!co del nostro idioma per dimo strare che esso costituisce il vincolo pi saldo della unit del nostro popolo, e mi limiter nel. dire che ogni nostro gesto tradizionale Ci stato trasmesso solo per mez zo del nostro idioma e per esso wcende ranno le nostre opere verso le generazioni future delle. quali noi; giovani di oggi, ne siamo il presupposto ideale. Lascio ai filologi e ai dialettologi enume rare la percentualit del materiale lingu; stico usato in tutte le nostre regioni: mi nima in proporzione agli sviluppi che in pochi decenni hanno investito gli altri cam pi, dallo scient:lico al filosofico, dall'etico al politico e via via. Abbiamo ancora dei maootri di provin cia che, d 'mentichi della loro missione di dattica, transigono sul linguaggio tenuto dagli alunni; non solo, li secondano l Que sta prima tolleranza svier il ragazzo dal l'uso della lingua e lo autor:zzer a pat teggiare con le norme pi elementari del corso legale. Un siciliano, ad esempio, che volesse te nere U proposito di non parlare pi il pro prio dialetto, verrebbe fatto segno a sor risini maligni e a motteggi che un po' per reg:oni si somigliano. Eccone uno dei nostri pi frizzanti: c Parra comu li !ici t metri l :. (Parla coDireHo111 responaabile : TELESIO INTEBLANDI me li Ieee tua madre 1). E qui il novanta per cento circa per timore di parere al lettali abbandonano per sempre il nobilis simo proponimento. Diverse lingue, orribili favelle.:.. Non sarebbe tempo che ogni perletto ita liano e fas.cista che non porge pi la de stra all'amico ma la leva nel segno romano, che ncin usa pi il plutocratico c Lei :. ma il rigoroso e ilalian:esimo c: Voi:., che se gue, insomma, con spirito nuovo ogni in novazione apportata dal Regime, mettesse nella propria famiglia, nel proprio piccolo .mondo di amici:z.'e, di allari, l'uso della lingua italiana? Capisco ch' una impresa ardua, ma perch ardua dev'essere con dotta sino in fondo; in p :eno Fascismo l Non Vi sono pi analfabeti in Italia e perci non si tratterebbe che di una energica ini ziativa da parte delle gerarchie, a partire da quelle dopolavoristiche. Si comincerebbe dall'affissare in ogni uf ficio, in ogni negozio, in ogni circolo, do vunqUe avvenga scambio di parole, delle tabell:ne recanti la scritta: Parlare ita liano l :.. Certamente che avremmo ancora una percentualit considerevole di riluttanti, di pedanti, di allettali, di scettici, che impor ta? la Rivoluzione fascista in marcia e non conosce mta. E poi, Dio Ci guardi dal pretendere che ognuno diventi un dottore in lettere l, ma un medico di se stesso che guarisca il malanno dell'allettazione, che si preservi dalla .corruzione contagiosa, ri gettando quel frasario che ancora oggi in bocca di talune persone cospicue sta per moda, questo si che si deve pretendere l (Chi non ha pi assistito a una pestata di calli seguita da un c pardon :.?1). Non si tratta che di vincere lo stato di inerzia o di pigrizia del cervello di lan ciare una superba sfida a viso aperto a tutti coloro che trovano ridicola l'iniziativa. Ogni conquista travaglio. La unit della Patria non significa soltanto accomunamento di regioni sotto unico go verno; per noi fascisti e razzisti anche il comune uso della lingua deve diventare unit e realt di Patr.a. Se tutti i giovani come me, aspiranti ad un sempre miglioramento sociale, acco gliessero cameratescamente questa m : a voce che manifesta il senliiJI'ento d'un ita liano ambizioso del suo Paese, Bi verreb bero. a costituire delle vere legioni per l'uso e la difesa della lingua, e sorgerebbero delle belle. palestre, vere e proprie fucine di sapere, ove la giovent dell'Italia di Mussolini forgerebbe nel crogiolo della ma dre lingua tutti i dialetti per e adot tare quel linguaggio unico ch' l' espressio ne pi nobile d'un popolo orgoglioso delle sue tradizioni e delle sue glorie. Stampatori: Societ Anonima Istituto Romano di Arti Grafiche di Tumminelll 6 C. Citt Universitaria -Roma

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l STI TUTO NAZIONALE DELLE ASSICURAZIONI L'ASSICURAZIONE SULLA VITA E LE SUCCESS'ION l TE STAMEN .TARIE Fra i vantaggi di grande riliev. o per i singoli individui e per le iamiglie, derivanti dalle ASSICURAZIONI SULLA VITA giova ricordc:re quelli connessi alle successioni testamentarie. Di essi il Notaio Federico Guasti di Milano in un suo apprezzalissimo opuscolo dal litolo: Perch e come si deve fare testamento -test uscito in nuova edizione, in cui la importante materia aggiornata se condo le norme del nuovo Codice Civile la una esposizione cosi precisa che riteniamo utile riporlarla integralmente: cc 1) L'importo delle assicurazioni sulla vita; maturato colla morte del titolare, non fa parte del patrimonio ereditario, e non si computa, n per formare la quota per gli eredi, n per calcolare se vi sia lesionE di legillima, Il beneliciario potr soltanto essere tenuto a restituire ai legittimarl, che risultassero lesi, l'am montare dei premi pagati dal testalore (Art. 453 c. comm. e Circ. Min. 30 nov. 1883, pag. 1207 Boli. UH. Demanio e Tasse). 2) L'importo delle assicurazioni non viene calcolato neppure agli eHetti della tassa di successione, tanto se maluralo a favore di parenli successibili che di estranei. 3) L'esenzione da lana permane anche nel caso che il beneficiario di una polizza venga designato nel testament o che con questo atto venga modificata una precedente designa zione. 4) L'assicurazione sulla vita quindi una forma di illuminata previdenza che oHre il mezzo, pur rispettando pienamente la legge, di beneficare parenti od estranei in misura superiore alla disponibilit del proprio patrimonio, senza danneggiare gli aventi diritto a legittima, n imporre al beneficato l'onere di una rilevante tassa di successione, che per gli estranei pu andare, comprese le maggiorazloni, dal 19, 20 all'BO per cento. Tengasi pure presente che l'am montare dei pagati per le assicurazioni sulla vita stipulate a favore pro prio o dei componenti la propria famiglia ammesso in detrazione del reddito annuale imponibile ai fini della Imposta Complementare (Art. 8 R.D. 3 0 dic. 1933 n. 3062), il che spesso pu Importare il passaggio del reddito da una categoria ad altra colpila da aliquota inferiore EVIDENTE CHE QUESTE PREROGATIVE CONFERISCONO AD UNA POLIZZA DI ASSICURAZIONI-VITA IL CARATTERE DEL PI PERFETTO ATTO DI PREVIDENZA .!"


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n Vol. 4, no. 23 (October 5, 1941)
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[Roma :
b Societa anonima Istituto romano di arti grafiche di Tumminelli],
October 5, 1941
650
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Periodicals.
651
Italy
x Race relations
Periodicals.
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