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Difesa della razza : scienza, documentazione, polemica, questionario

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Material Information

Title:
Difesa della razza : scienza, documentazione, polemica, questionario
Physical Description:
Serial
Publisher:
Società anonima Istituto romano di arti grafiche di Tumminelli
Place of Publication:
Roma
Publication Date:
Frequency:
semimonthly
regular

Subjects

Subjects / Keywords:
Race relations -- Periodicals   ( lcsh )
Jews -- Periodicals -- Italy   ( lcsh )
Race relations -- Periodicals -- Italy   ( lcsh )
Genre:
periodical   ( marcgt )
serial   ( sobekcm )

Record Information

Source Institution:
University of South Florida Library
Holding Location:
University of South Florida
Rights Management:
All applicable rights reserved by the source institution and holding location.
Resource Identifier:
usfldc doi - D43-00076
usfldc handle - d43.76
System ID:
SFS0024306:00076


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Difesa della razza : scienza, documentazione, polemica, questionario.
n Vol. 4, no. 24 (October 20, 1941)
260
[Roma :
b Societa anonima Istituto romano di arti grafiche di Tumminelli],
October 20, 1941
650
Race relations
v Periodicals.
Jews
z Italy
Periodicals.
651
Italy
x Race relations
Periodicals.
1 773
t Difesa della razza : scienza, documentazione, polemica, questionario.
4 856
u http://digital.lib.usf.edu/?d43.76



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BANCA . COMMERCIALE ITALIANA L. 700o000.000 INTERA.JIENTE VERSATO llJSE.It."1!A L. 160.000.000 A L 1 8 MARZO 1940-XVIII l l l l i l l j

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.. A TUTTI E RESU POSSIBILE DI SOTTOSCRIVERE AI NUOVI BUONI NOVENNALI DEL TESORO 5lo MEDIANTE SPECIALI POLIZZE NAZIONALE DELLE ASSICURAZIONI La sottoscrizione ai nuovi Buoni del Tesoro NovennaJi 5 "/. a premi, con scadenza settembre 1950 si chiude nel modo pi brillante ; il che dimostra come il popolo italiano senta profondamente il dovere di contribuire con tutte le sue forze alle imprescindibili necessit della Patria in armi. Ma vi sono larghi strat della popolazione, che pur consci di questo dovere non sanno come assolverlo perch per loro situazione o per cause contingenti, non dispongono di mezzi sufficienti. Per essi particolarmente l'Istituto N azionale delle Assicurazioni ha stabilito di emettere delle SPECIALI POLIZZE D'ASSICURA-ZIONE che consentono di partecipare alla patriottica sottoscrizione con pagamenti rateali del capitale e che in pari tempo costituiscono un perfetto atto di previdenza a garanzia
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ANNO IV NUMERO 24 20 OTTOBRE 1941-XIX t:St.:t: IL 5 E 11 20 DI OGt'il MESE UN N l i M E K O S E l' A K T O L l K E l AI'\NUO LIKt: 20 ABBONAMENTO 12 F. !l T E R Il l L Il O l' l' l Il Direttore: TE LESI O INTERLANDI Comitato di redazione : pruf. dott. GUiDO -prof. do'tt. Seg"retari o di re-daz-1-on e : .(;l ORGI.O AL M IRA N l E SCIENZADOCUUENTJlZIONE POliWCl OlJESTIONJlBIO ROI DELLA NOSTR RZZ Gli aviatori Medaglie d'Oro di Romagna, eroicamente caduti per la Patria. D a sinistra a destra: F. s aracca, L Zanoni e W. D'Altri (sculture di Mario M origi, poste nel Collegio aeronautico della G.l.l., inaugurato dal Duce}.

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LA RAZZA E l CA P l Se non in pratica almeno in t eo ria un punto nel quale la c on ce zion e fa sci s ta sembra di vcrgt: r e da qu e lla nazional so c iali s ta ri guarda l'id e a di na zio n c razza nei s uoi rapporti co n lo S tato sia con i Capi. In Germania, in vari ambien ti, s i i: formata una vera e pro pria mitologia Volk a ss umendo que s ta funzione quasi per d e lega e per intesa co mune. E' cos che mentre da noi giustamente la pa rola socialismo conserva se mpre una sfumatura s ospet la e sgradita, e ssa non l ha in Germania figurando gi nella designazione del Partito, che s i c hiama appunto non dimen tic hiamolo nazional so ciali s ta cio sociaiista nazionale. I l punto di vista del fa sc i s mo naturalmente diver so Uel popolo cos caro alla democrazia Mussolini ebbe a parfare come di una misterio s a entit :1> nel se n s o di qualco s a di mitologi c o e di inconsi s tente. Egli cos defin come re : g imi democratici quelli nei quali, di tanto in tanto, si d al popolo l'illusione di esser sov rano, mentre la vera effetti va sovranit sta in altre forze Per il fa sc i s mo peraltro, lo Stato che rispetto alla nazione e al popolo, costituisce l'e lemento primario, avendo la parte di una entelet:hia di un principio animatore e for malore dall'interno e, in una certa mi sura, ant:he da:J'alto. Solo nello Stato la nazione si realizza come propriamente ta le. Mussolini afferma reci s a mente una concezione qualita ti va. quella dell idea pi po lente p e r c h pi morale pi coerente pi vera che nel po pol si attua quale coscienza e volont di pochi, anzi di Uno bench quale ideale ad attuarsi nella coscienza e vo lont di tutti. Per cui il Volk della concezione )ungi dall'esistere gi allo s tato dj natura come realt collettiva G di massa che clir s i voglia, esi sterebbe e si realizzerebbe real mente solo in una lite e, al li mite solo nell'apice di un po polo: nei Capi, nel Domina t ore. L differenza fra le due ve dute sembrerebbe dunque rea le Tuttavia come gi avver timmo essa si riferisce pi alle teorie che non alla pratica. In Germania, infatti. in via di fatto l'azione autoritaria dello Stato e del :;uo Capo sulla nazione si porta in alcuni casi anche pi innanzi che .in Italia, tanto da far nascere il sospetto se l accennata teo-ria de; Volk e del suo primato non sia un mito nel senso sorelia : nQ, un'idea-forza, cio, e una parola d'ordine usata non -per via del s uo contenuto di verit, bens per gli effetti favorevoli che ne derivano pel potere che la impugna e che afferma di seguirla. In ogni modo, noi abbiamo toccato questo argomento con un fine speciale: per mostrare che se teorie, come quella del Volk, pos s ano anche esser op portune talvolta dal punto di vista pragmatico cio politico in s en s Q s tretto esse tuttavia possono ingenerare nella teoria della razza degli c delle confusioni suscettibili ad esser invece facilmente preve nuti quando si parta dalla ve duta fascista e mussoliniana. Qui vogliamo brevemente chia rire tale idea. Volk abbiamo detto che si gnifica nazione .. razza. Ma qua le oggettivamente, ii senso di una tale designazione? Un certo fiacco ; nazionalismo idealistico fino a ieri ha avuto il torto di trascurare la razza di dar ogni peso alla nazione come una unit generica e spesso retorica, va sta abbastanza per accogliere e santificare col suo crisma es seri di ogni sangue, ebrair::o e negro compresi. Bisogna vede re di non cadere nell'errore opposto. cio ne; supporre una unit di razza l dov e semplicemente una unit di ;1;;_. zione e di stirpe, cementata da fattori che in buona misura non sono razziali, razziali con riferimento non solo alla razza del corpo, ma a quella stessa dell'animo: in tai modo non solo si svuoterebbe, ma anche ancor peggio si demo cratizzerebbe e degraderebbe la nozione di razza. Perci torniamo a doman dare: che significa mente nazione-razza o V olk chr dir si voglia? !Nel caso della stessa Germania, i razzisti pi ortodossi son d'accordo nel ri conoscervi la presenza di al meno sei razze principa;i del ceppo europeo a tacer di com ponenti di razze semi-europee o non europee. Ci si vuoi ri ferire, allora, alla generica qualit ariana ? Ma anche a prescindere del contenuto ne gativo di questa designazionr, perch oggi purtroppo pu al tribuirsela chiunque non sia proprio di discendenza ebraica o negra o di altra razza di c o !ore, forse che il solo Volk te desco pu di;si ariano e non pure quello di altre na zioni? A questa stregua, per una differenziazione s arebbe giuocoforza riferirsi ad altri fattori. f i\al'rhe nte ri porterebbero all'imti..c.a idea di comunit nazionale pi che u quelia di nizza Chi volesse invece considerare realisticamente il problv ma, a nostro parere, dovrebb e impostarlo nel modo seguente. Il V olk davvero la miste riosa entit di cui ha dett o Mussolini Esso ha sempre il significato di una mesco;anzs nizziale pi o meno omogene
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mezzi materiali si pu solo procedere ad una profilassi e ad una igiene razziale : si pu cio impedire che per via di alterazioni e di contaminazioni il livello razziale di un popolo si abbassi ancora. Per ottenere, oltre a ci, esso si innalzi e che la razza superiore, o raz za in senso proprio, si risvegli, bisogna battere essenzialmente una via diversa, spirituale e interiore. Si tratta come dell'estrazione di un metallo prezioso da un minerale, ove si trova frammi sto a scorie. Ovvero, con un 'al tra imagine: si tratta di un processo di cristallizzazione Ancor meglio: di un processo di precipitazione catalittica. Una parte fondamentale in la le processo l'hanno i Capi, con la loro azione visibile e invisi bile consapevole e involonta ria. Si ricordi che cosa sono le sostanze catalizzatrici: sono quelle che con la loro sola presenza, senza ut1'azione vera e propria, determinano una precipitazione o cristallizzazio ne nelle soluzioni in cui sono messe. La tradizione estremo ori e ntale ha, nel riguardo, la f'.spressione wei wu wei, cio agire senza agire :.. Nella metafisica di Aristotele si par la del motore immobile:. : di nuovo, colui che deter mina un movimento senza propriamente agire: per una s pecie di esso trae all'atto le forme che dormono nella materia allo stato di con fuse e incerte possibiit. Con ci, le vedute gi accen nate relative al Volk risultano capovolte. La razza esiste nel Volle, nella nazionepopolo, come possibilit; nei capi essa esiste invece come rea:t. Non :>o lo: a questa stregua il Capo diviene l 'e lemento primario, il c ondizionante il Volk restando invece l'elemento secondario, condizionato. E la Yeihe, il principio delia legittimit e dell'autorit, cade nel primo, non nel secondo. Aristotelica mente e scolssticamente direm mo: il primo la forma:., il secondo la materia :., il primo l atto il secondo la potenza :. ma, sempre se condo il linguaggio di quella filosofia che sar noto a molti nostri lettori. la potenza non raggiunge il suo atto se non per il tramite (azione catalit tica, azione animatrice, wei wu-wei, ecc.), di ci che gi in atto. E' l'inferiore che ha bisogno del superiore, e non viceversa. Idealmente, il primo esiste davvero solo in funzione del secondo. Traducendo nei termini spe ciali del nostro problema: co loro nei quali )a razza esiste, l dove essi come Capi appa ial)o come un ideale incarnato e si trovino in grado di eserci tare tutto il loro prestigio e il loro potere visibile ed invisi bile, divengono i fattori attivi di una lenta ma sicura diffe renziazione, per via della quale dalla matrice o s.ostanza ele mentare e confusa delle nazio ni storiche prende forma, af fiora e sempre pi univoca mente si afferma la razza:., un tipo c puro :., nuovo e, ad un tempo, antico, originario. Possiamo dunque pensare ad un intervallo, all'un estremo del quale si trovano i capi, co me razza attuata nell'altro, invece, sta la massa, la miste riosa entit nella quale la razza pu essere solo un ideale, una tendenza, una possibilit mista a varie altre e a ci stesso che, i .ome so stanza ormai pu ben dirsi l'antirazza. Fra questi estremi si possono concepire gradi intermedi, nei quali spe ciali processi, di l dall'astrat to c ideale dei pi, hanno gi creato certe c quantit dj razza. Ci potrebbe esser la premessa per una precisa arti colazione gerarchica, a preci sar la quale aggiungeremo quanto segtie. E' d'uopo ricordare la vedu ta da noi formulata in varie occasioni -e partitamente nel nostro libro Sintesi di dot trina della razza secondo la quale la razza non esiste solo nel corpo, ma anche nel l anima e, poi, nello spirito. L dove la sua realizzazione completa in tutti e tre questi piani, si ha il tipo davvero puro :., quello, in cui la raz za veramente e interamente attuata. Ora, nelle dottrine tra dizionali (e possiamo ricorda re, qui, quella stessa di Plato ne, meno completa, ma, per molti, pi vicina e nota di va rie altre corrispondenti) la triade corpo-anima-spirito non solo stata messa in relazione analogie& ad una triade di dell'essere umano (vita vegetati va, volont, sa pienza), ma anche ad una tripartizione gerarchica di quel pi grande organismo, che lo Stato. E' cos che si pu individuare approssimati vamente il luogo per quei gra di di realizzazione intermedia della razza, di cui si detto or ora : il grado meno elevato corrisponder al livello delle masse lavoratrici, dynamis o materia dell'intera gerar chia, che, corrispondendo a sua volta al corpo, come criterio pi alto o ideale per la realiz zazione della razza avr essen quella biologica, cio la razza del corpo. Nel secon. do grado l'ideale si sposter verso la razza deli'animo, na turalmente, non nel senso di trascurare con ci la razza del corpo, ma nel senso di fornire ad essa la controparte pi ade guata sul piano dei valori mo rali e del modo interno di es sere, e, quindi, di fornire una specie di sostegno interno e di anima vivificatrice e trasfigu ratrice alla stessa razza del corpo. In grado eminente, lo stesso si dir per il terzo gra do e la terza articolazione ge rarchica, corrispondente allo spirito. Qui starebbero appun to i Uipi, nel senso pi alto del termine. Al grado prece dente invece noi tenderemmo a far corrispondere una lite guerriera, guerriera come atti tudine e come stile ( discipli na, coraggio interiore, inclina zione a forme virili associa zione e di attivit in comune, ecc.), perci, senza necessario riferimento ad una milizia vera e propria. Ed ora un rilievo cir ca lo Stato. La tendenza a sva lutare lo Stato a favore della nazione e del Volk ha un ca rattere puramente polemico e, se non maschera istanze senza altro wvversive, prende le mosse da una forma di deca denza dell'idea stessa di Stato. Ad un certo momento, si cre dette sul serio che lo Stato esi stesse CODl una astratta super struttura, come qualcosa di au tomatico, di impersonale, d' d l c oggettivo :t e i giuridica. mente c positivo :t, che soffoca la realt viva delle nazioni e degli individui. Ora, tutto ci nonche decadenza dello Sta. to. E' soltanto ci che come re siduo ha sussistito quando le strutture politiche create da Capi e d;1 lites personificanti tradizioni viventi non furono pi sostenute da una forza in tema. Allora si cominci a parlare di uno Stato oggetti vo nel senso di un alibi: si dette ad in!endere l'esistenza di poteri pubblici autonomi, di istituzioni e di norme giuridi che neutre per continuare ad ottenere quel riconoscimen to e quell'ossequio, a cui l'af fermazione diretta e il presti gio inerente all'alta statura di Capi e a principii superiori pi non bastava. Contro tale Stato e svuotato sorge ap punto, come pura istanza poie mica, la teoria del Volk e del suo primato, insieme a varie altre di pari tendenzialit so cializzante. Senonch noi intendiamo ri prendere e affermare l'idea del vero Stato, inconcepibile senza un Capo e, anzi, slnza una li te e una razza superiore, cui mine, centro effettivo e soste gno della nazione. In tale ca so, lo Stato non pi un mor to meccanismo. E' invece lo strumento pi potente e vivo per l'azione di rettificazione, di risveglio e di animazione eser citata dai Capi. E se noi poi vogliamo particolarmente rife rire quest'azione al piano della razza :. latente in una stirpe possiamo senz'altro estendere, sulla base delle precedenti considerazioni, l'affermazione di Mussolini, e dire che non solo la nazione, ma anche la c: razza come compito co me razza effettiva da realizzar si ed attuarsi, non esiste che nell'interno dello Stato e come Stato, a dire, esiste soro nel sistema 'organico dei pro cessi spirituali e politici svol gentisi nel nuovo Stato e come articolazioni dell'lite o del l'ordine che regge la ger:1rd:ia di questo stesso Stato. J. EVOLA

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Tipo armenoide Un Armeno, dal cranio (SETTORE ASIATiO) La tran siz ione razziale dall'Asia all'Eu ropa si pu os serYare percorrendo il ter; rit.lrio d e ll' U. R.S.S. da Oriente ad Occi d ente. I princi pali che poi costitui le arianti razziali dell 'Europa so .. P u rappr ese ntati in qu es to vastissimo >p;tzio i ntercorre nt e tra la penisola eli l ; u t t ciat cs cd il ma ss icci o uralico -s p es nella loro form a pi roz z a c pi invo lut a in m odo da essere poco rico n osc ibili f per quanto non Sia rimasta sempre CJli razziali IIIQIIlq.o/idi . che sono stati cla ss ificati c o me di tipo l1t11gide (Eicks t ad t) m entre n e ll e i so l e set tentrionali dell'estrema S iberia si nora il europoide. a rcaico degli Arrtidi e ucHa Siberia occidentale sin verso l a linea di sutura con lo spazio europeo, l a p resen za considcre, ole degli ura.Jo -a ltai ci Cura li di) una f orte r i sc rva di clemen ti pre-euro pC'i. Segu e nd o ii m e tod o adopeJ ato nell o scritto pubblic a t o n e l n. 22 de La Difesa. d e/La Razza -per mag-g-i o r e intdligibilit del co mpl esso qu ad r o : ult ropo logico della Rus si a asiatica -il q uale poi presenta num e ro se so tto -\"ar i a nt i che sa-

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Un contadino del Caucaso : e bbe prolisso descn ivere anche per sommi capi po ss iamo con s iderare anche per qu est o s ettor e -tre grandi aggruppamen t1 ognuno dei qual i in Russia rap present ato da d i versi s ottogruppi, od Jnd o e urop ei: Anne ni, Osset'i, Tagicchi; C r mcru i c t : G eorg i ani ; Ura/o-a/tai ci : V o g-ali, O stiac hi. la c uti Sarno i c di. T un g u s i Tatari c A lcaici. Kozac h i c Ki r g hisi KaraKal pac hi. Uzl 'lccchi, Ka s h g ariani. Turco m anni. A z crha i r g i ani Tra qu es ti ri c ono s ciamo le etni e di tipo a ntr opo l og i c o : c u ropid. r is p o nd enti a g l i .'\rmc ni, agli Osse ti a i Tagicchi a i G eor g-i ani, c d agli a ltri nom i nati es clusi i Sa moi edi c d i Tungusi che insieme ai Sibe r id apparte ngono al grande tipo razziale m o n go lid e e p re mon g olide E' chiaro quin0 1 c h e l a m assa n eomorfa e paleomorf a d e l. l e ra zze ch e complicano lo studio antropo l og i c o dell'U.R.S S. -e che ad un primo esame se mbr a no pi di qu a nt e veramente s i a n o -anch e pe rch le m i stovaria z ioni c i diova riazi o ni, di cui parlammo nel pre cede n te s tud i o s pe s so trasfigurano e ren d o n o po c o i nd iv iduabili cert i car a tt e ri co mun i ad a ltr e e tnie V1i cine o ge ografica m e nte lontane r iduc i b i l e dai tre ag gr u ppame nt i e t n ici (g r a ndi e tni e ) sopra ele ncat i a d u e s o l i aggruppam e nti r azzi a l, (gran-di razze) c cio agli e u ropid i c d ai 11W11g11Jicfi. T ra gli europi di i l g ruppo i l p i di s c u sso. A n c h e p e rch s tato s pes s o con f u so c o n g l i el e m e nti a n t ro p ol og ic i dl\ c u i sorser o g li E b rei i q u a l i inv e c e in ba s e alla sis t e m a tic a di Biasu t ti s o n o una C'St re m a d is c e nd e n z a d e lla raz za IO assiridc ( = assiroidc di Deniker) estita. Weinert-riferendosi a dabi preistorici ed archeologici -ha trovato nella civilt hit tita il tipo armenoide. Ma secondo il pen siero di questo autore gli armeni si avvi cinano ai mediterranei che noi sappiamo originati dalle estreme propaggini paleoliti che dell uomo di Neandcrthal: con i nordi. <:i e con i mediterranei gli anneni hanno in comune l'occipite apP'iattito e com i proto-nordici la loro stanza preistorica l'Asia anteriore. Eoropldi: gli Armeni L a r e pubblica sovietica socialista di Ar menia non comprende naturalmente tutti gli armenoidi che sono disseminati su pi vasta arca. D 'altra parte le zone dell'Ala gese -che appartengono amministrativa m e nt e a qu es ta r e pubblica w nn p o p o lat e da Curdi che sono dj razza turcomongo E ci se s i astragga da akre minodt tra cui qu elle turche e greche La statura egli armeni mezzana, la corporatura n.-assiccia il tronco ampio, l e gambe sono rela t i v am e nte corte, la pelle bianca, i capelli e g li occhi sono castani o neri 1cd i l sist ema pilifero cospicuo. Il tipo c efa hco brachicc;fa1o planoccipitalc, la fac eia a11ungata, il n a so stretto e prom i nen te spessissinw aquiLino. Tuttavia i dolicoidi sono d iscre tamente rappresentati onde non pu dir s i che la brachicefalia sia un ca rattere fondamentale agli armcllli, tanto pi che le defonna:z:ioni arti ficiali operate sin dalla t e ne r a et -hanno agito in sen so brachimorfo s u soggetti originariamen tt dolicomorfi. Ora il dolicomorfismo armenoide an che se commisto a brachimorfismo uno di quei caratteri che i.nsieme a molti altrj di ordine etnieo ed etnieo-psichico av. vicina questa etnia ai mediterranei. Gli Osseti La contrada ve V1vono gli Osseti sta a cavaliere della catena caucasica. n versan. te del sud popolato dai georgiani. Gli Osseti formano attualmente una c repub blica autonoma :. ; il loro tipo fisico accusa in modo netto -la loro appartenenza ad una branca iranica dell'aggruppamento indo--europeo. N o n accertato dal punto di vista storico che gli Osselli discendano dagli Alani, i quali si erano stanziati nelle step pe del paese degli Sciti prima della nostra ra ed i cui resti furono obbligati da successive ondate migratorie -a ripiega re verso le montagne del Ponto Eusino. Tra gli Osseti si riscontra frequente mente il tipo nordeuropeo planoccipitale dolicoide a statura elevata che mooo dif fuso tra gli altri caucasici. Ed per que sto che. gli. Oss.eti_ -si distinguono da que sti ultimi e vengono ascritti fra gli indoeu ropei in senso proprio. Anche il biondismo comune fra gli ed i dati antropo logici rilevati su di essi da Djawachi schwili coincidono con quelli del nord Eu ropa in gran parte. Statura 169,2 indice scqelico 52,3, indice cefalico 81,9, indice nasale 66,5. Mettendo in raffronto ta:li dati con qud li rilevati
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Georgi ani occidentali dati antropologici che fondamentlmente non differiscono da quelLi d e1Ie razze europidi ed indo-arie: I65,1, indice schelico 50,1, iiulice cefalic o 82,3, indice nasale s6,I. Nell e altre etnie caucasiche meno tipi che sono stati studiati compaorativamen -i dati antropologioi ed utile nota re le singole rilevazioni per stabilire l'esi stenza di un certo grado di uniformit razzial e tra di esse Circassi: statura 167,0, indice schelico 52,2, i ndice cefalico 83,4, indice nasale 64,0. Ceceni: statura 171,3, indice cefalico 82,1, indice nasale 65,3. I Tatarl: i e Kirghisi Uno degli aggruppamenti etnici pi .im portanti della Russia asiatica costituito t!ai kara-kirghisi e dai kazachi (kaissa k = cavali ePi) ai quali si aggiungono le et tlie poco differenziate dei kirei e dei ka ra-kalpachi Domina in questi gruppi razziali una acce:ntuata brachiceflia, l'indice cefalico me to supe riore ad 84. I kara-kirghisi han no un indice cefalico di 88,2 (Loyce) men tre i kazachi dell'Orda Media pr c sent;-.no t:n indic e di 94,4 (Ivanowsk.i). II cranio, brachimoTfo basso ed appiat tito. II corpo '!:z:Ql!JJ.sto e massiccio meg-olosp!anenico (ampio sviluppo del tron-' co); l a statura oscilla tra i valori mcdii <'i c 1,68: l'elemento sanguigno mon gohde che si trova in queste razze par ticolarm e nte tenue Per i tratti fisiono-Tipici contadini l alari dell'Azerbaigian miei mongolidi spesseggiano tra i kara kirghisi c non sono rari fi-a i kazachi dell'Orda Media, ma vanno progrcssivamenk S\tanendo verso occidente, dove degli effetti del sangue mongolico non rimane per lo pi che una certa pienezza e pesan tezza di faccia (Biasutti) Gli Uzbecchi che etnicamente si contrappongono ai precedenti popoli per la loro sedentariet agPicola -o per il loro seminomadismo (cacciatori) discendono da trib turco mongole ed appaiono come il risultato di l1na mistione con i preesistenti gruppi eu ropoidi ed arianoidi. La costituente mongolide negli Uzbecchi tuttavia maggiore che nelle altre etnie tatare ed accusata dalla scarsa altezza cefalica c dai tratti facciali piu pieni. Sulle sponde sud-orientali del Mar Ca spio in zona stepposa Vlive un altro gruppo tataro dedito a rgim e nomadico. Questa razza differisce dagli Uzbecchi per il predominio della costituente europidc. Infatti hanno statura alta e slanciata (1,69 in medi) sono molto barbuti e bruno-chia ri e prevale in essi la dolicocefalia ( qual che gruppo ha soltanto 76-77 di indice ce falico medio ). I dati antropologici relativi a tutti quesbi gruppi antropologici non differiscono molto tra 'loro. statura 162,0, indice schelico 54,7, indice cefalico 84,8, indice nasale 73,3 Tagicchi: statura 167,6, indice cefalico 83,1, indice facciale 94,0, indice nasa le 66,5. Turanoidi: indici cefalici : 85,1, 84,2, 89,7; statura media: 166,3, 165,5, 165,0; indici : 8<},5, 86,3, 8o,2; indici na sali: 78,3, 74,7, 79,7 Azcrbairgia ui : statura 167,6 indrcc schclico so.8. indice cefalico 77,8. Nel loro complesso i gruppi razziali ta cari _:_ che .si trovano disseminati nella Russia europea cd quella asiatica co stituiscono per alcuni loro caratteri una sorta di aggruppamento pre-europco Infatti le migrazioni preistoriche dei bra chimorfi dalle grandi steppe alla volta del l'Europa central e e settentrionale influiro no sulla formaz ione razziale dei prato-nor dici apportando la e quindi l'element o dolico tra i dolicomorfi nord europ -!1. L'altra grande suddivisione razziale nei Jf. quale vengono distinti contrapponendosi non sempre dal punto di vista etnico ma sopratutto per i basilari earatteri an tropologici le ppolazioni delia Russia asiatica, costituita dai m
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GLI EBREI NELLE NOVELLE DEL SACCHETTI P acq u e a Franco Sacchetti di mescolare al cune eisa tra i molti dol ori di pestilenze, di guerre, di calamitt. pubbliche e private, c o me egli s tes s o dice nel Proemio alle Trec e nto No w l/e ; c ancora ogsi il comic o che egli spa r s e on questi s u oi piacevolis s imi racconti comu nica a l lettore un sa lut a re buon umore. Il Sac c hctti, in tempi difficil visse e visse lieto, pi f ortunato di quel francese che, passato il Ter r o r c pot: dire: Ho vissuto. Dal punto di vis t a della sto ria del tipo d e l l'ebreo attraverso l a documentazione letteraria, 1<: nreo avviandosi con rassegnazione ve rso il tip o c h t defonitivo lo s tra cciont usuraio ha sempre In peggio, s ubisce e pati s ce IJ burla, 1vvcr s ato e odiato. Cosicch in queste novell e .lS$ i s tiamo al passagsio dall'ebreo imbroglione c f at tucchicro all'ebreo berteggiato c scornato c h e gira il mondo, ancora senza arte n parte, se nz a una maschera che non sia quella tr :s t a demonica che gli viene dalla razza, e che pertan to costerna il volgo. Al primo tipo, cui si colleg a quello l o ntan o del Novdrnu c l'altro r eccntt del Dem nH"IOIIt' spett. lno le novl'lle CC XVIII e CCXIX r h<" sarn11111> appunto qudlc chl' cominctrcmo ad c..:: 1r11111are N e lla CCXVIII novella, un ebre o a cavallo sl ferm a per la rottura di una cinghia alla por 1:1 di una casa, ove c'l-una vedova afflitta per d i l tiglio non cresce c n on crepa c a t t.lcca discorso domandandole come sta. E quella -scrive il Sacchetti c o n side rand o che era giudeo, c pensando, come poco savia, in lui e s se re grnn virt a poterli dare r imedio al suo J u lr-1c gli d1sse: :-ooi sete jud eo, e sapete f.1rc cose e l o scong : ura di darle un ri medio per fare crescere quel f1glio. Il giudeo allora si noti la colorita immagioc del Sac chctti s '; IVvis di guadagnare gran parte delle spese che ave v a f a tt o per cammino. c per In confezione del bricve (scritte che a l tor a si portavano al collo. perch si a ttribuiv a ad esse I n virt di produrre effetti straordinari. pct malie e con il quale" assicurava la J,mn a di f .ule crescere quel figlio. chiese :Jovc 12 fiorini. La donna accett, e cos i l giudeo pass l a notte a ll 'a lb ergo, coi soldi della vedova s cr o ccando una cena e la mattina le port i l breve, assicurandola che quando il ragazzo l'a veva p ortato al c ollo nove giorni e nove notti, l o doveva condurre in ch ies a e far legsere il breve al pre te coram populo : e cq s facend o vedrete le diceva -grande esperienza del crescere che avr fatto. Spirato que l tempo l a donna port i l ragazzo dal prete, impa:t icnte di ,-edere avverarsi il miracolo; se non che il b re e appar seri tfo in forma di gran b e ffe e 5cn r n-.' giudeo \'i ::-:t: Ma siro Adamo all'Inferno (dall'edizione d i Venezia-1491 della Divina Commedia ) s i o sservi lo scrupolo di un cittadino d'l s r:1ele cose, anche a detta del prete, n on menz ogncre; vi era dunque scri tto : Sali su un top p o, e sara i grande troppo; se tu mi giu gni, i l eu m i pugni In altre pa ro le se la donna m etteva il figlio sopra un g r osso p e zzo d i legno ( t op p o ), il bambino cr esceva. Cos finisce l a novella, e il Sacchetti che non di misc hiare a i se rm oni gli ai1c dd o t i, c os mescola alle novelle i se rm o ncini e per esclama 1 Quanto nm a cosa avventarsi nel l' o pera dc' judei' e molte volte intervi e n e che s i credere : pi t os to a uno judeo ch e a mille cri s tiani L 'ebreo in qucst:1 novella si m : s ura co lla ere du lit di un a do nnett a, v a lendosi di certo fa s cin o d e monico che il p opoli n o trova in qi.Jclli della s ua razza, c l'inganna per rifarsi delle s pese del viagsio. 1\ia mentre que s to della no veli a CCXVIII p u e s sere un btto accaduto, ci che si racconta nell a seguente n o vella parto della fantasia e se n o n altro ri,ela da una parte certi manegsi di empirici giudei, a llo r a tristamente n o ti, e la ci cca credu l i t che verso le arti di costoro nutriva la gente". Due gentili signore. si r a cconta nell a CCXIX novella pativano perch non avevano figli. Di che awertito un giudeo p over uomo di passagsio nel paese ovc queste due donne fio. rentine trascorrevano giorni di svag o si pre se nt alla porta di casa, ove cuc i vano, e disse. O quanto bene avereste da D io, s e voi fa ste figliuoli Ogni bene avete fu o rch quest: vo r gwvam e ncche, c on li vostri mariti g tiluomini e Le d on ne a lle parole questo chiesero c ome sap esse i fatti loro. c l altro. nspose semplicemente d'essere giU deo c po1 d1sse : anco mi darebbe il cuore d 1 darv1 a p1gLar cosa che usa nd o co' vostr' manti, subito ingravidereste Il giude a sorde le d onne l o richiesero teneramente del muacoloso beveraggio l per a preparazwne del quale, egli pretes e qu attro Ed ecco ch.e il giudeo andassi t anto aggtrando eh: trovo uova di serpi e quelle div ise per mer.-., mettendole 1n du e bocciuoli di canna, con altre cose miste. Alcuni giorni do po port i suoi alle donne, consiglian. dole d1 d1re la mattrna tre paternos tri, e d 'usare coi mar: ti. L e donne ringraziarono l'ebreo che s e ne and. La mattina seguente l a pi g;ande delle du_ e cognate, non era c o nvinta di questi b ocouolt. Che so io si domandava la don. na chi costui ch e venuto a darci qurst a ncett:1? .per lo mondo vanno di cattivi uomen: e per uno denaio tradtrebbero Cri sto; e judeo, che l o tradirono e venderono p r trenta denari : io per me non voglio aver.e s i gran vo giJa d1 figiJuol!, che i o mi metta a fare cos a c h e mi met t esse p eggio r ragione. E cos, ri pone in una cassa il beveragsio ri se rvandosi di dire alla cognata, qu:1ndo che la interrogasse m propos to, averlo preso; c s tett e a vedere come riusciva l'esperimento dell a cognata. In. fatt i l'altra, che aveva presa la medicina, di J a due mesi le disse: E par che mi cresca i l c o rpo, e parmi sentir gui:tzare il fanciullo; sen t ilo tu ancora tu? A queste parole, corre a prendere anch essa il miracoloso beveraggio, se non che co.ne apre la cassa, vide avvolte c e rte serpicelle, nate di picciol te mpo ; onde co m e sav1a, guardando nel bocciu olo, consider di quello cannone (bocciuol o) essere uscite quel le serpi e veramente alla sua cognata esser nate nel ventre quelle, di che ella dicca, s grav :da s entire. A quella vista la donna corre a rac contar tutto al marito della c ognata Allor a si so ll e cit un consulto di dottori, i quali ogni c os a veduta e intesa, aoppiarono l a giovane e ordinarono d'avere latte, e appiccar e la g :ovane con l a bocca di sotto, e tenere alla bocca il l a tte, s che li serpicini, correndo al latte, n'uscis sino Come i serpicini uscirono, e la donna cos libera ta si svegli, le rimproverarono qutl la s u a stoltezza per avere creduto a cos fatti, n o n uomeni m a diavoli essendo judei S' visto come lo stratagemma dell 'ebreo au tore del breve e quell'altro au t ore del be ver:1ggio sono ben lontani dalla sottig liezza dei ritrovati di un Melchisedech L'ebr eo i n que s t e due novelle un imbroglione di e mpirico che passa come ombra, quel tanto ch e basta al Sac c h e tti per fare la morale, che cio non bisogna dar retta agli ebrei, i quali apparten gono alla schiera di coloro che con diversi lacciuoli s i i ngegnano d'uccellare o i:li pescare a' ranocchi, non pensando mai. se non come possono tr(l vare modi che tirino li denari a l oro >>. L'ebreo dunque un mezzo famulus di M e fistofele, agli occhi dei creduli, e c o me tale_ questi tiri, che in ogni mlldo sono gli ultJDll registrati nelle novelle del Sacchetti, come tn tutta quella parte d e ll a lettera tura che riguard ; J gli eb r ei Con la XXIV e CXC n ove lla, come vedremo l 'ebreo entra tri onfa lmente nei tempo nuovi, soffrendo le sue prime terribili beffe MARIO STIGLIANI

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e Un fatto nuovo s i verificato oggi nella s toria delle sc ienze che riguar dano l'uomo e la natura: tanto la psi"cologia che la biologia hanno acqui :-ito una finalit unitaria che sta propiziando ad esse il conseguimento della loro aut e nti ca espress ione scientifica. La psicologia e la biologia oggi pre una missione al servizio di una scienza che. almeno potenziai mente, le tra scende: il razzismo. Se si vuole individuare il fine intimo che ha diretto l'evoluzione delle ;cienze psicologiche e di quelle biologiche dalla fine del secolo XIX ad oggr. noi troviamo che esso stato una pi precisa e concreta conquista de:Ia conoscenza dell uomo e della razza. Ora, se s i tien conto che, per a ltra via, ad un'analoga conquista ha teso la scienza dello spirito (filo sofia. mistica etical, si pu affermare che il razzismo rappres enta il punto di confluenza di queste diverse dottrine e costituisce la ma ss ima acquis zione della cutura dei nuovi tempi non soltanto perch chiarifica il senso ultimo di tali dottrine ma anche perch, abolendo limitazioni e barriere o('olastiche e unificando le indagini. conferisce loro un carattere di um o ss ia di c erta validit. Grazie alla vastit del campo di conoscenza offerto dal razzi s mo oggi si ritrovata la via verso un unico punto finale di riferimento. s ia per i ; rr e atismo metafisico. come per ,la teoria della discendenza lamarckiana, per la teoria vitali s tica teleologica. per la teoria darwinistia della s elezione e per tutte le altre teorie affini. Queste diwrse assunzioni s cientifiche, infatti nella loro unilateralit, retano, ciascuna in s, un contributo c he potr essere veramente valorizzato dalla dottrina razzista. La concezion e vitalistica e teleologi ca sec ondo cui un intimo principio di evoluzione determina la funzione della specie, di l dall'azione dei fattori amh!entali, principiq ri co no sc iuto dal \1; eismann ,;otto specie di una forza vitale filetica'[) e riaffermato dalla teoria mec canicofisiologica della discendenza di Neageli se ha il m e rito di aver riconosciuto al principio sovrasensihile una hmzione gerarchicamente s up e riOJre nell'antropogenia. tuttavia viene meno allo sc opo per ia s u a unilate r a lit. in quanto non ha tenuto conto di un fattore c he pur non presentando u n 1alore essenziale. ha una influenza peculiarmente formatric e : l ambiente Inoltre allorch gli spiritualisti confutano l'eredit progress iva e il suo rapporto con l'adattamento funzionale, vengono in definitiva a di sco no scere !"azione formaJe e contingente, nella realt se nsibile. d e llo s te sso principio s ovrammateriale da essi affermato (ad es. l'intelligenza co!
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Se un artista volesse tradurre in immagine l'idea del pi rouo primitivismo, questa ragazza della Nuova Guinea potrebbe fargli da modella Lo spirito sulla agr,sce materia; e questa costi-tuisce il limite del-l'azione spirituale 1 1 Una via per intendere l'intimo procedimento di tale azione spiritual e l'indagine sui rapporti dei due tipi di eredit quella dei caratteri ereditat i 0 e r edit conservativa, per cui vengono trasmesse ai figli le caratteri sticht morto-fisiologiche proprie alla razza, e quella dei caratteri acquisiti 0 e re ditii. progres$va ( Haeckel 1 per cui vengo _no trasmesse afla discendenza modificazion i verificatesi durante la vita individuale, oltre le caratteristich e proprie alla razza. -Le pi notevoli di tali modifcazioni sono prodotte dal particolare di taluni organi, in quanto. l'uso pi frequent e li sviluppa e reca ad essi un flusso maggiore di, sangue, secondo il princi pio ub i stimulus ibi alfluxus, mentre, attraverso il sangue e l attenziont mentale viene propiziata in essi una pi viva irradiazione delle forze co s cienti dell'uomo. La funzione crea l'organo' :., l'esercizio fa il maestro) l'abitudine crea tina seconda natura comunemente si afferma. V' tali constatazioni una verit pi 'importante di quello che si supponga. Infatti, da qui si -pu prendere le mosse per comprendere il mistero del sangue. Nel sangue veramente la razza, nel sangue fluisce quel bene pre zioso della razza che pu avere i caratteri della pi alta spirifualit, essere astratto, in quanto la s ua spiritmlle fissata nel sangue. Le virt che non fluiscono nel sangue, non appartengono allJl razza. ma sono un semptice patrimonio intellettuale. Si recano nel sangue solo quelle virt che si capaci di vivere, non soltanto di concepire e a-fferniare razionalmente Ci appartengono dunque solta nto quelle virt che rechiamo nel sangue e che realizziJJ.m.o_ s.pontaneamoote-nel/.tr vi:ta; di l d ognt influenza mentale. Ma il recare queste virt nel sangue come eredit natm: ale, per cui si spontaneamente virtuosi ossia senza proporsi di e ss ere tali, implica un aver preced e ntement e creato in s l ab_itudine ad essere virtuosi, cos che questa. finis s e col divenire seconda natura, ossia in modo che la funzione veramente c reasse l'organo. In altre parole, la virt, nata inizialmente come idea o convinzione interiore s i deve essere poi trasformata in sentimento, indi in volont e infine in azione, in costume di vita, in vita stessa. Avviene dunque che la virt presentatasi inizialmente come pensiero prendendo corpo nei diversi gradi di manifestazione dell essere, finisce col trasformarsi in qual cosa di fisicamente vivo ossia finisce <:ol fluire nel sangue. Cos l'eredit progressi va si traduce in eredit permanente: cos un complesso di virt pu divenire la caratteni. s tica di uua razza: Ma qui occorre poter intendere il valore d i questo passaggio dall 'idea al sangue, o dallo spirito al s angue. Pi di una volta stata giustamente cri ticata una certa interpretazione soggettiva e idealistica del razzismo, secondo cui la razza non consiste tanto nel sangue quanto nell'atteggiamento inte riore ; cos che lo spirito dovrehbe decid ere l'appartenenza a una data razza o ad un'altra. Ora, tale interpretazione ha il vizio di idealismo sogget tivo. anzi rivela in pieno la sua unilateralit allorch si pone accanto a quella mirabile pietra di paragone che la razza biologicamente considerata Allrch poi parliamo di eredit progressiva, della funzione che crea l'or gano e de:Ja possibilit di rendere ancora pi puro e pi nobile il sangue de Ba-razza, non vogliamo dire che s ufficiente un atteggiamento interiore per raggiungere tale rigenerazione profonda ed organica. Sarebbe troppo comoda una s imile teoria per chiunque volesse arbitrariamente rivendi c ar e a s l'appartenenza sia ad una razza che a un tipo di umanit. N il concetto. n la meccanica razionalistica possono esser la mism.'a del sangue. L atteggiamento interiore soltanto un punto di partenza, e perch esso acquisisca un valore trasmutatorio o modellativo deve talmente compene trare il mondo emotivo e scendere nel piano della volont e in quelo ancora pi profondo della istintivit, da divenire un'abitudine fisica sino a per meare gli strati sub-consci delh1. personalit somatica ed a scontrarsi con ii ato della natura, ossia con ci che nel fisico l eredit conservativa. In un certo senso, deve affrontata e vinta la propria natura sino a c he divenga natura il princi}}io etico per il quale lo spirito ha iniziato e persistentemente condotto tale lotta. Ma questa azione modellatrice dello spirito dell'uomo sulla sua natura. avendo inizialmente come limite la natura risulta relativa al supe ramento di questo limite: lo spirito, in altre parole, non pu agire che sulla materia che s i offre alla sua azione, per cui il risultato finale sempre correlativo alla qualit di questa materia, ossia alla sua duttilit o alla sua resistenza. E qui si tratta veramente della qualit del sangue. Talune virt olimpiche, come ad esempio la fid e s la p!tas e l'honor non po ssono essere integralmente as s unte da uno spirito a cui sul piano fisico non corri sponda

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un sangue capace -di accogliei-e -l'inpnho di queste superiori virt. dunque ancora il valore del sangue considerato come tramite di forze spi rituali. Lo spirito influisce suUa eredit, ossia decide della evoluzione raz zia le ( idiovariazione) solo a condizione sappia tradurs in forza vitale operante in tJSicit: ma tale cndizione a sua volta subordinata alla qua lit della materia che lo spirito deve ossia al tipo di eredit con servatrice. Per cui si pu affermare che, anche ammessi questi elementi po sitivi, l'appartenenza a una razza per !' individuo non pu essere decisione interiore se non nella misura in gi esistano esso allo stato latente gli elementi psico ematici di razza . 11 rapporto tra sangue e spirito gi dunque contenuto nel sangue di'una razza, n questo rapporto ha un valore dualisiJco come quello che caratte rizza la concezione separativa di spiJito.e propria un decadente spiritualisrno e ad una filosofia. Il tra spirito e sangue un rapporto univoco, sintetico: do Io sp!irit, -:e dove lOl-spirito si manife st a, l la vita del sangue .. _. Noi possiamo considerarli-separati soltanto per comodit di indagine, ma dobbiamo una volta per tutte supe rare l'errore di considerare spirito e sahgue come..:.due forze che pdssono stare a s Anche nelle forme menQ_ evolute della vita, la sintesi spirito-sangue presente: varia soltanto il rapporto tra essi. Il valo re spirituale del sangue viene hen intuito da Goethe alorch, rap presentando Faust esitante nel _firmare : ii patto con il proprio sangue, fa dire a Mefistofele: Il sangue un assolutamente peculiar Interessa alla entit che s imboleggia I'asptto oscuro e distruttivo delle forze cosmiche ch il patto venga firmato col sangue,percl! ner sangue I : anirna e non semplicemente quella indiV'iduale, ma_ quella stessa della sua razza. L'impegn o de sangue dunque un impegno_profondo; di t_utto l'essere. Il sangue della razza il veicolo di una foria invisibile, la quale fluisce nella vita fisica, dando senso nell'uomo specialmente alla coscienza di essere, alla coscienza di -vivere realmente come io e come corpo. Il sangue si pu considerare mediatore tra anima e corpo, cos come, attraverso la vita della respirazione, esso mediatore tra l'energia aeriforme del cosmo e l'esr.istenza fisica. Esso, poi compenetrando attraverso la complessa rete -ogni parti c ella del in effetto costituisce come un secondo individuo, sostanziat o di sanglie, nell'individuo composto di ossa. muscoli e nervi, e pervade talmente la vita fisica ; clie gli stata riconosciuta la stessa vitale funzione che ha il protoplasma -per gl
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I.Ja vita di Cristo def'ormata dalla sudicia f'antasia degli ebrei ra le ta nlc infamie lanciate dalla propagatnda ebraico -inglese rma merita un particolare esame. del __ 'lJOlu. nr.etto q: Sephe;t Toldotll Iesh14 nel quale, col noto sJnrrto dugregatar:e e basato sulla b ugia, S01l0 riasstmle 1-e vedute degli ebrei riguardo a G es Cristo c h e collimar11.o con quelle del Talmttd che_ ogni ebreo ortodosso h: l obbligo di segui re anche per le affermazioni su Ges i'l: j esposte. L'ulllma edizio ne ingl ese, di mi abbiamo: una copia, del Sepher "{oldoth J {La vita di Cristo Scritta dagli ebrei) apparve nel 1919 presso Pio11eer Prds, 61 Farringdon Street, Londra E. C. 4 Per gi n el 1828 iatta una prima edizira il Pandira and nel/q wmera d q1testa ). La di quanto in segnt ito accadde p rosegue con part-icol-ari osceJ1i che sono stampati in latino, do i versetti II-15. 4: Tre :mesi dopo Mitjam ,ri accorse di essere madre (cap. l v. 16) essa poi partor tm figl i o cui pose il nome di Iehoshua)) (Ges) (cap. I, 1..'. 22). Allora i saggi esclamarouo: QHesto un ba.stardo e figlio di m:a 10dultera 32). Il fatto j1t dai saggi proclamato at suono di 300 trombe (!! !) e ve n ne cos dtichiarato che non era affatto egtw di essere ac colt o in se no all. a c01mmil e che la sua memoria. scomparire'.' "V e l Talm ;ud (il libro di wi il contetmto per gli e bre i' dogma) Gest < i e n e c hiwmato Bcl tStada cio tl figtio delta prost.ituta (Ba b Sand/ii oJ. 67, 1). M ar ia si nell'infe?,no. Essa a ppesd alle mc mantmeUc. (Chagiga 77 b). . Caratt e r is tico per lo spirito rabbinico poi iJ passo wi si narra che un Rabbino, r ecatosi presso Miri(IJm 7e disse: Figlia mia, se vorrai dirmi lu ,it ti pro m etto la vita eter na (sic !). Essa rispose: ed i] sao gio giur con le labbra, ma nel cuore non ratific il giurL!Tlento; cos 1m magltifico qcmpio di Kol N idre la. tr-uffa ebraica s piri.tuale, um messa dal Talm11d A pagw 18 poi ammesso c he Ges scopr i/ santissi mo '?lOme tnfa' li b i le che p pu essere prommciato solo d.a coloro che so t t f>ttri. Ma c!nc/ze, stmno a dirsi, vieJle .(UIIt messo il fa .tta-ehela decad-enza d 'Israele do v11ta alla pe-rdita del Nome Sacro. I saggi pe r tanto stabilirono d'impadronirsi della pcrsol!a di Gcsi e d! mctterlo a morte (cap I, v. 6o). Ed i saggi dz: ssero : Occo :rieY' valci del!'astttzia egli .J:on abbia a sfuggirei (cap. Il, v. 28). Allora si prese11t ai Saggi offretzdo loro di tradvre Ges li) di co.nseguarlo n elle loro m-al! i A llo ra i Saggi danzarono pe r l-a gioia. (cap l/ I v. 25). Poi Ges fH p1eso e tra scinato al Calvario do .ve fu tapidp.to ( cap. /11, u. 4 3). Dopo i Saggi o rdr arono che e gl i a-ppeso ad 1111 albero, (cap. III, v. 43). N e i com menti stampati i11 detto 1 olwmetto viene prec1sMo che tal e z .mf'l<' ragia-ne postuma era l oltraggio riservato ai traditori, come l e teste dci ffll. diton: clzc 'e nivano esposta nel q: Temple Bar di Lo.ndra. Nel versetto 78 si narra che i Saggi si rmirono cd. attaccarotPo il cada vere di Ges alla cod-a. di 1m cavallo, qttmdi lasciara.no che questo ccuf(Jil}crc cnisse trascinato sui/a terra e sclama mdo: Ecco coLui che afferma di essere .wlito al ci elo N cl < crsetto So si precisa che venendo il cadavere trascinato ul' suolo w:a parte d e i capeUi fu divelta dal capo. Si aggiut.nge poi (v. 81) che la tu u s ura dei frati si pratica appmrta a ricordo di tale fatt o. E una delle tajtte affermazioni sballate che dim.ost ra com e anche qurs/J testo blasfemico stato rinwneggiato dotato di aggiunte n ei varu periodi. Viene poi affermato (cap. IV, v. 4) che te dottrin e perni-cios e di GCS! SI diffusero c che 12 uomimi., esecranda progenie di luridi covi ( !), propagai! daro.11o la fede

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: ,'11 C O Hscguenzn d i ci e a causa del bastardo_. figlio di u11a pro s tituta :.ca p iV, v. ro) del sangue 1mzoceute tra i figli di/sra c te . l pagi 'la 45 dell appendice si deplora ittfitte la d ifficoU. dt: srad1ca.re qu esta st11pida s up e rstizio ne dal c1w re de.i .cristiani. Cos t cr niina, CO Il negativa, o di una Lotta s e colare s 11la s enza J1tccessi, questo capolavoro di odio bla.sfeomi co, di ingiuria volgare. R e slatlo per peor gli altri popoli dtte aiternat1 :ve: o che i ntl nistri di Dio s i mpatiz:=anti col sionism.o e t ebraismo mmldwle conoscono iJ, Toldoth ;1el qual caso essi sO'Ilo. colp(!Vo/i iii --un 'lJero tradimento. verso .iJ loro A1 a estro fJP/Jure che il < Toldoth ad essi scwoscittto ed aJlora. biso!JI :erebbe d1ore che In loro c ultura teo[()gica ha delle deplorevoli lacune. T. SALVOTTI Una edificante lettura per i cattolici ammalati di pietismo 17

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PEDAGOGIA GIUDAICA Girando per il gi1etto di Bucarest ab biamo potuto trovare un libro molto in ter essa nte per lo studio della psicologia e braica. Il libro, in romeno, dovuto al dott. Th. Loewen s tein e ha per titolo Antolo g ia s ionista La lettura attenta di esso mostra in qual modo i maggioren ti e braici ins tillino nelle giovani genera zioni l'ideologia s ionista Il libro particolarm e nte int e r essa nte p e r c h pubblicato Ebree dell'U.R.S. S . .... nel 1940: rappresenta quindi quanto di pi attuale ci pu essere sull'argomento. Il libro contiene brani tratti dai mag giori autori ebrei, seguiti da temi per componimenti e meditazioni. Esaminiamo in rapida sintesi questi temi che servono a farci penetrare nella psiche del popolo d'Is raele. Da questa sintesi vedremo an cora una volta dimostrato come gli inte ress i g li s copi, i sogni degli ebrei sono profondamente_ diversi da quelli del po: polo che li ospita anche se questo sia tol-. lerantissimo. Il Loewenstein alla fine. del primo ca pitolo, dopo avere ricordato l'azione di Moses Hess e dopo averne rportato un brano interessantissimo sulla missione de gli ebrei, pone i seguenti temi Quali sono le missioni attribuite dagh assimilisti ebrei, in. virt delle quali il popolo d'Israele dovrebbe essere disperso tra gli altri popoli? La missione degli e brei potr essere contrastata dalla crea :ione dello stato ebraico? A proposito poi dello stato ebraico i temi proposti dal Loewenstein sono: l ) Gli avversari dello stato e braico sono degli infermi dal punto di vista rr.oralc e iittellettuale; 2) l m possibilit di fare sparire gli ebrei per umanitarismo; 3) Gli e brei non potranno veramente progr edire c he quando avanno urw stato proprio di cui sia garantita l'inclipedenza nazionale. Per quanto riguarda il fenomeno del parass itismo ii Loew nstein ; s ulla base degli scrilti di Moses Hess pone un altro tema perch si dimostri che que sto feno meno non particolare degli ebrei, c me pretenderebbero gli anti s emiti. In base poi agli scritti di L. Pinsker viene fatta una diagnosi acuta del pro blema ebraico e delle cause dell'odio gli ariani contro gli ebrei stes ?i. I temi proposti _dopo questi scritti sono i seguenti: l) L 'ass_enza di territorio di uno stato, che costituisce la ca-ratteristica principale di una nazione come pure l abbandon a della tradizione ebraica, fanno degli ebrei una nazione deficitaria.

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2) La situazione infelice degli ebrei i data dal fatto che essi rwn sentono biso gno di divent,are una nazione. A proposito dell'antisemitismo i giova ni ebrei devono fare una accurata analisi i seguenti punti: l) Gli ebrei quale nazione spirituale mancano dei caratt-eri normali d{:na nu:i::>ne vera. 2! Aspetto di cada vere ambulante det popolo ebraico. 3 J L"antisemitisrrw un fenomeno d demonopatia. :11 Inutilit di polemica con l'antisemitism0, essendo questo U/la filosofia insa nubile. 5 ) Gli ebrei con l'assimilazione dnno armi alle affermazioni antiebraiche. 61 L'antisemitismo qualche cosa di artificiale: d.ifatti in genere le relazz : oni tru t brei e non ebrei sono buone. Questi punti da noi esposti e tradotti lett!'ralmente dall' Antologia Sionista mostrano con quanta cura gli ebrei segua no l'attivit antisemita e come si prepa rano a combatterla. E' interessante per notare che molti ariani flose,rniti ripetono nelle loro sciocche accuse contro i razzisti gli stessi punti che vengono dagli ebrei metodicamente trattati e discussi nelle loro scuole. Grande parte dell' Antologia Sionista dedicata a Theodor Herzl e alla sua attivit Ecco la traduzione dei temi per Sihot, pubblicati alla fine di questo capitolo: I -Necessit di un centro politico del giudaismo. l l Situazione del Galuth, a) Obbligo d i abbracciare tutte le professioni faticose. bi Chiusi n e i Gretti. c) Quando siamo stati liberati non abbiamo potuto godere subito della libert. 2) Necessit di una condotta politica uniUzria. a) Essa rwn sa.r U/la societ sr greta. b) Suo scopo: soluzione del pro blema ebraico. c) Direzioni in cui si ri solver il problema ebra.ico. 3) Mezzi per risolvere il problema ebraico. a) Educazione del popolo. b) E ducazione dei giovani. II -Come Herzl immagil!a il piano del l esodo ebrioo? l) Perch c'r bisogrw di danaro? a) .Mezzi di lrasporto. b) Sussistenz a di grandi masse. c) Organizzazioni di grup pi. d) Convenzioni e trattati. e) di nuove localit. f) Propaganda per l L dea sionista ..:...... gionw. li, libri, conferenze, canzoni, ecc. 2) Significato della bandiera. a) La po litica di un popolo si fa solo con l im ponderabile. b) Esempio dello stato tede sco. c) La religioni. come imponderabile. d) Valore del fantastico. e) La fantasia deve avere radici nella realt concreta. III -E' il sionisnw contrario al patriot tismo degli ebrei? l) Situazione attuale degli ebrei. a) Sia mo considerati al massimo come degli tollerati. b) In nessun luogo s ; avr dispiacere per la nostra part::nza. 2) La partenza degli ebrei poveri ren der migliore la so;te di quelli che reste ranno. a) Partiranno solo gli ebrei poveri. b) Saranno guidati da d e gli intellettuali proletari. c) Si elimil!a cos l'alleanza de gli ebrei con i rivoluzionari e si annienta di conseguenza uno dei punti di a.ccUS'll usat,o dagli antisemiti. d) Ogni stato pu sopportare solo un nume r o limitatO di ebrei ecc. ecc. IV Pareri di H erzl sull' ev oluzione dP:! giudaisnw. l) lni:i,o della Diaspora. a) Schia vit di guerra, conseguenza della vittoria ro mana. b) Tragico della schiavit ebraica : essa sz: perpetua per generazi,oni. 2) Stadii dell'evoluzione storica, rcc. 3) L'antisemitisnw 1rwdemo c le su e due cause principaii. a) l m possibilit di gli e.bre1 . dato il loro cara.ttere l!aZiol!ale pr eciso b) Sovraproduzione di e l ement1: lt.elh ; genti. 4) l m possibilit di combattere l' a ntise mitismo. a) La soluzione di abbassare il livelle dell'intelligenza ebraica impossibilt b) L antisemitismo non ascolta n appelli dell'umanit n gli argomenti fi losofici. Ecc. Questi temi e soprattutto gli ultimi dn no una chiara idea del modo superbo coli cui gli ebrei considerano se stes.si e il di: sprezzo che hanno per i nem1c1, con 1 quali non si crede neanche possibile la discussione. Contemporaneamente per questi mostrano come essi approfon discano le questioni vitali delle loro re lazioni con gli ariani. Mentre quindi mol ti ariani, cullati da un vago umanitarismo, non si occupano della questione ebraica, gli ebrei inculcano ai loro giovani tutti gli insegnamenti necessari per poterei combattere al momento opportuno. Un altro autore che viene molto consi gliato dal Loewenstein alla meditazionP. dei giovani ebrei Max Nordau. Nordau difatti considerato non solo come l'ideologo del sionismo ma anche co me uno dei pi accurati studiosi dei pro blemi dell'emancipazione ebraica. I temi che la lettura di questo autore consiglia 19

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Una coppia di giudei deii'Ucraina alla meditazione riguardano innanzitutto il s ionismo e il nazionalismo. Vengono poi enunciati di versi altri te mi riguardanti i difetti dell'emancipazione eLraica. Secondo il Loewenstein, solta nto in In ghi lterra l 'e man c ipazione degli ebrei avrebbe dato dei buoni ri s ultati perch essa ha avuto luogo in pratica prima che fosse l egjfera ta. I temi pi interessanti per s ono quelli che riguardano le conseguenze psicologi che dell'emancipazione. Da questi temi appare confermato quel lo che scri tto nei Protocolli dei Savi Anziani di Sion che cio i capi degli ebre i non vedano di troppo cattivo oc chio l e persecuzioni contro le masse ebrai c he, dato c he queste contribuiscono ad e s ultare il s entimento nazionale e di razza degli ebrei s t ess i e il loro se nso di sotto miss ione ai capi. Ecco pertanto i temi proposti dal Loe wenstein relativi a questo argomento: l) Caratteristiche psicologich e d e gli ebrei df'l Ghetto. a) Il Ghetto stata una n ecessit p er gl i eb r ei. b) Il Ghetto con sideralo dagli ebr ei come un luogo di ri fugio. c) Il Ghetto il vero mondo dell' ebreo. d) Nel Ghetto l 'e breo e ra consi derato uomo pi di que llo c h e non sia ora frwrn di esso. Dopo altri t emi, relativi alla .emanci pazione e al sion i s mo viene proposta la segue nt e anali si d e ll'anti se mitismo. l) L'anJisemi.J.i.snw puiJ utile 4gli. ebrei? a) Alcuni eb r ei credono che potr e b bero essere utili le critiche deU'antisemi tismo. b) La critica antisemita non si riferisce ad errori osservati cort ve rit. 2) Carattere vero dell'antisemitismo. a) Legge psirologica c he gli sta alla bfU!e. b) Accuse antisemite agrarii: gli ebrei speculano sui prezzi; conservatori: gli e brei sono rtemici del governo; commer ciami: gli ebrei distruggorw il piccolo commercio. 20 Questa analisi dell'antisemitismo per non bas ta al Loewenstein egli difatti cre de necessario aggiungere altri temi rela tivi d altre accuse fatte dagli antisemiti. Come si vede dai temi seguenti, il Loe'Yenstein invita i suoi giovani correligionari a studiare tanto le calunnie de gli antisemiti, quanto il modo di rispon dere ad esse, una specie di cate chismo altamente l istruttivo, perch chiaro indice della mentalit ebraica. Analisi di altre accuse antisemite Calunnia a) Gli ebrei sorw padroni del rrwndn. Verit Povert delle masse ebraiche. l m potenza degli ebrei a difen'dere loro fratelli. lncuranza di diminuire le loro rmsene fisiche. Calunnia b) Gli ebrei sono padroni di tutte le ricchezze. Verit Selezione negativa dei ricchi ebrei, i quali occuperebbero un posto molto pi basso in una societ ebraica li bera. l n realt la societ cristiana ha creato sulle ricchezze degli ebrei una con siderazione maggiore del necessario. l ricchi sorw una infima minoranza. Gli ebrei non sono rappresentati da qudli pi. ricchi. ; Gli ebrei ricchi si allontanano da wl. z dagli altri ebrei e non fanrw nuli<.J per migliorare la situazione dtdf c masse in miseria. Causa e corwmica dell'antisemitismo. a) La gudeofobiO. moderna ha pi mo c :' tivi ecorwmici he religiosi. b) l ricchi ebrei, che non rappresentano i veri ebrei, sono presi ingiustamente a pretesto dagli antisemiti. Fino a qui i temi proposti si limitano ad un esame delle presunte calunnie de-gn anu:;ermti e al modo come ri:sponden ad esse. Naturalmente non necessario che no, ci fermiamo a mettere in evidenza la ma lafede cli questo insegnamento, perch i l nostro lettore potr farlo facilmente da s Nessuno potr mai credere aOa p0 vert delle masse ebraiche o all' fm potenza degli ebrei a difendere i loro fra telli ,. ; tuttavia molto interessante dere come gli ebrei preparino i loro go vani a discutere questi temi ili modo po1 Ja diffondere nelle folle stupide degb ariani un senso di scetticismo nei riguard i dei razzisti. Istruttivo sar poi per il nostro letton conf ro ntare questi temi chiaramente enun ci'lti dal Loewenstein con quello che di cono i filogiudei a favore degli ebrei. Si vedr allora come gli argomenti messi in giro dai flogiudei sono stati molto abil mente trattati e preparati nelle scuole giudaiche. Ma, dove T ebreo rivela in pieno il sur. odio verso il mondo ariano e in partico lare contro i razzisti nei seguenti temi, che il Loewenstein aggiunge a quelli so pra indicati. Pericolo dell'antisemitisrrw per i po poli .che lo praticarw. a} Non -bisogna che gl ebrei divengano nemiei dell'ordine esistente. ..... h) Esempio degli esseri anaerobi della microbiologia. Gli ebrei dunque, che sarebbero gli es seri pi buoni del mondo, possono tra sformarsi, allorch un paese diventa an tisemita, in esseri pericolosissimi in veri e propri microbi patogeni. All'argomento quindi della persuasione il pedagogo ebreo aggiunge quello della Continua cos l' Antologia Sionista con l'esame delle opere di Achad Haam; dopo l'esame di queste opere s i inizia a discussio ne su argomenti di carattere pre valentemente religioso. Proposti cos vari temi di discussione allo scopo di rinsaldare la fede ebraica. viene esaminata la misS'ione del giudaismo tr le nazioni. Pi interessanti per noi sono i temi guenti, perch atti a spiegare alcuni aspe! ti profondi della psiche ebraica. P rch restiamo ebrei'! l) Argomenti religiosi. La nostra refi gione rwn pu essere sostituita d n nessun'altra fede. l dentit ,tra giuda1:. smo e religione naturale. 2) 7Wn rli giosi restasempre ebrei. Concetto di nazio nalil ebraica come spiegazione di questo ferwmerw. . Da questi temi si vede come venga segnato ai giovani ebrei che oltre la reh gione esiste un aitro vincolo che li ce-

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menta, il Yincolo della nazionalit :. o della etno-razza che dir si voglia. Questi temi dunque di meditati da quanti pretenderebbero di fare del razzismo da un punto di vista esclusivamente spirituale senza base biolo!rica. Gli ebrei nell'insegnamento che alla loro giovent, tengono invece pre5ente questo fatto della nazionalit non meno che quello della religione. Un altro autore al quale dato ampio s1iluppo in questa antologia ebraica che stiamo esaminando Aron David Gordon. Particolarmente sottolineati sono i suoi passi sul collettivismo individualista e sull'universit ebraica. Anche a questi passi seguono dei temi interessanti in quanto che mostrano di quali profonde malattie spirituali sofffa oggi il popolo ebraico, il quale, per con fessione degli stessi autori ebrei, in pre da al pi spinto materialismo. Ecco temi. ; I Materialismo e spiritualismo. Il problema dal punw di vista del po polo ebraico. a) La. TTIIJteria ha preso il sopravvento sullo spirito. b) Lo spirito del popolo ebraico ma lato. c) Caratteristica del Jenomerw patolo gico dello spirito ebraico: allonta namento dalla vit a, astrazine, allon t.anament.o dalla razza. A) Patologia dello spirito ebraico. B) Patologia del popolo ebraico. a) Il popolo ebraico malato. b ) Malattie caratteristiche del popolo ebraico: materi-alismo eccessivo innaturalezza complicazione lot ta negati v a dello spirito. Dagli stessi autori ebrei quindi chia ramente confessato che [o spirito ebraico profondamente ammalato. Per questa malattia viene proposto co me rimedio il lavoro, con tutta una serie di temi, che softo una vera e propria au toaccusa. Dopo il Gordon viene esaminata l'ope ra di Nahum Sokolov e quella di Haim Victor Alosorof. Seguono, al solito, temi di discussione e di meditazione relativi soprattutto al problema palestinese. Interessante in questi temi vedere co me gli ebrei riescano a conciliare perfet tamente i loro interessoi con quelli de: l'Impero Britannico. Ultimi autori ricordati nell' Antologia Sionista:. sono il Ruppin e il Ruber. Fra i temi che seguono si d grande sviluppo a quelli relativi alla dimostrazione che la colonizzazione sionista profondamente diversa dalle altre e che non rappresenta affatto uno scopo che si esaurisca in se stesso. L'esame per di questi temi ci porterebbe troppo oltre per cui crediamo sufficiente quanto abbiamo riconlato per dare un'idea dei metodi pedagogici seguiti dagli ebrei. Non possiamo per terminare questo articolo senza fare alcune considerazioni. In primo luogo vogliamo attirare l'at tenzione sulla data di pubblicazine di questo libro: 1940. Un anno fa dunque gli ebrei potevano pubblicare impune mente dei librj per l'educazipne spirituale e politica del loro popolo in Romania in pieno contrasto on gli interessi del popolo ospitante. Questa tolleranza sta ta amaramente pagata dai Romeni. In oc casione dell'attuale :-guerra difatti gli eb{ei hanno preso in molte localit parte aila lotta contro i soldati romeni e tedeschi. In alcune citt si sono visti professio nisti ebrei, signore e signorine, sparare dalle finestre con le mitragliatrici contro i soldati che combattevano per la: salvez za dell'Europa. Tuttora i paracadutisti bolscevichi trovano presso gli ebrei il massimo appoggi. Tutto questo dimostra come gli ebrei nella loro preparazione siano molto pi avanti degli ariani e come la parola tol leranza, nei riguardi d1 qualsiasi manife stazione di vita ebraica, diventi di giorno in giorno sempre pi assurda e pericolosa. In secondo luogo vogliamo porre una dolorosa domanda. Gli ebrei preparano metodicamente la loro giovent a discutere i principali 'e mi relativi al giudaismo e all'antigiu daismo. Questa discussione fa parte integrale c ufficiale del insegnamento. Quale dei popoli ariani pu realmente contrapporrz alla preparazione antirazzista dei giovani ebrei una adeguata e seria preparazione razzista della giovent ariana? A quant() i consta, solo la Germania nazionalsocialista ha fatto dei razzismo e dell'antigiudaismo argomento base della educazione della sua giovent. In terzo luogo facciamo osservare che gli ebrei hanno, non una, ma molte an tologie, contenenti i brani pi importanti dei loro scrittori, seguiti da temi atti ad essere discussi e approfonditi dai discenti. A quanto ci consta nessuno dei popoli ariani, neanche il popolo germanico, ha qualche cosa del genere: un'antoiogia, per esempio, con scritti di De Gobineau, di Chamberlain, di Rosenberg, di Fischer, ecc. ecc. Questo dimostra che nel settore peda gogico, nella eterna guerra tra ebrei e an tiebrei, i primi sono per il momento me glio attrezzati. E' questo un non lieve vantaggio per le forze coalizzate del giudaismo internazio nale che bisogna neutralizzare al pi presto. GUIDO LANDRA Tipi di ebrei delle terre polacche gi appartenenti all'U.R S .S.

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. ...... Uno dei r'lu n E-r< H i d1segni 11pparsi sulla st11mp11 mondiale a proposito delle atrocit compiute dagli Inglesi contro i l popolo Boero appunti a Roma pres.i s o la Santa Sede e mess1 m evidenza cinquantennio addietro, alcuni nel 1560, furono i primi Europei a 1 d C"' e ere cO'teste rovme. 10 avvenne ment si recavano nel cosiddetto impero Monopotapa avente a capitale secoli successivi, in seguito al deta ere della potenza portoghese in Afri"' f.gni nozione su quelle rovine si tanto che Adamo Renders nel 1868 e lo Mauch nel 1871 se ne ritennero SCO'. pritori. Data da allora l'interesse rimaste pl'i sempre vivo intorno a un passato africano su cui per motivi scientifici c pratici meriterebbe fare ampia Le accennate costruzioni in numero di circa cinquecento, sorgono in prevalenza fra lo Zambesi e il Limpopo. Esse si ri velano J rutto di lavoro collettivo dol'ute a genti in straordinaria floridezza a se guito di un'intensa attivit mineraria le gata soprattutto alla ricerca e lavorazione dell'oro. Ogni costruzione, difatti, si con dizionava alla presenza in essa di uno t pi luoghi, accuratamente segregati, nei IJUali veniva fuso l'oro oppure il rame, lo stagno o il ferro. Non si trattava di edifici coperti ma soltanto di recinti fatti anglo-giudaici i 22 Indigeno d ell'11re11 delle rovine d ell11 Rhode s i11 In un a s eri e di via g gi c h e compii nel l Africa M e ridional e e Central e fra il 1 9 27 e il 19 3 1 mi o c cup a i di un feno m e no molto intere ss ante dal punto di v i s ta antropolog i c o ed etnologi-co: quello d elle rovi:ne esistenti in Rhodesia su di un'area estesa pi di due volte l'Italia. Parecchio stato scritto su di esse e non di rado a sproposito onde presentarle quale con s e g u e nza di una misteriosa co lonizzazione s traniera affermatas i e poi s comparsa totalmente dall'Mrica millenni addietro. Per attrarre i visitatori le agen zie turis tiche ing lesi sfruttarono abilmen t e l argomento; contro di esso anzi qua s i pericolo s o parlare in Sud-Africa tanto il pubblico e perfino gli studiosi ne sono invasati. Le mie osservazioni ai ri guardo mi costringono invece a c redere ch e qu elle rovine siano dov ute g e nti africane e precisamente agli antenati de g li attual i indigeni della Rhode s ia. PTeci s amente ai mi s sio nari che giun se ro s ui luoghi i n a.Jla conquista per cui Sofala luogo di sbocco di un fiorente c certo a ntico commercio arabo con l in t e rn o d e l Sud-Mrica, fu nel 1505 dichia r a t a trib utari a del Portogallo, s i deve l'annunzio d e ll 'es ist e nza n ella regione a s ud d e llo Zambesi di rovine. con mura a spesse aHa base talvolta sette e pi metri e succedentisi in certi j casi senza interruzione per chilometri c chilometri. Qualsiasi particolare li rivela il prodotto di una mente primitiva che insisteMe all'infinito nella ripetizione di strutture architettoniche superate ovun que, fuori di Africa, da lun ghe epoche. Vi ignoto il ' principio deli'arco mentrr. esso era conosciuto ad esempio in Su mer almeno nel 3500 a .C. Nei rari pas sagg i coperti, t utti strettissimi, esistenti nelle mura della Rhooe s ia, un lastrone semplicemente collocato di travers o a s o stegno dele pietre mes s evi sopra. I pas saggi un po' grandi sono sempre scoperti mentre il muro vi finisce con un taglio convesso e secondo una lin e a inclinata per cui l 'apertura pi s tretta in Lasso. Tale foggia si deve all'ovvia intenzione di dare solidit al muro in corrisponden dell 'apertura ed eVitare pericolose ca dute di pietre dall'alto. La struttura cur va d 'altra parte caratteristi c a delle ro vine della Rhodesia tanto che ogni an golo vi evitato. Riflettiamo c he i primi ti v i tendono invariabilmente a sostitu ire la curva agli angoli; inoltre secondo un piano circolare s i erige sempre _la na e il recinto dei villaggi afncam .. vuole immaginarsi le antich e costruzwm

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L a lomba di Ceci! Rhodes, nei colli 'Malopo, presso Bulawayo, compresi nell'ar-ea delle rovine Jelb deve insomma bandire ogni raffronto con le rovine di altr.i paesi del mondo. Lo studio di esse prova che scmo dovute a uomini indotti a fortificarsi in maniera eccezionale attingendo da una cultura rudimentale quali costruttori e senza nvere al loro attivo un passato di civilt come in qualunque popo-lo colo nizzatore. Tutto sommato, le rovine del la Rhndcsia si rivelano un fenomeno inquadrabile benissimo nella cultura afri. cana r per motivi su. cui sa rebhe utile indagare non solo agli intenti ideali della speculazion scientifica senza dubbio anche a quelli di una lun gimirante politica coloniale. ai pochi muri lasciati in piedi. I pavi menti, pi delle mura, vennero rovistati scavando in profondit. In particolare si cercarono avidamente le antiche tombe perch in esse erano pi abbondanti gli oggetti di oro. Tesori di inestimabile .va lore scientifico scomparvero cos nel cro giuolo di avventurieri qualsiasi. A tali depredazioni, legalmente autorizzate, ri peto, e quindi tanto pi deplorevoli, si deve la perdita dei resti scheletrici umani mano a mano dissepolti e gettati via co me inutili; si deve pure la rarit odierna delle tombe nelle rovine mettendo in im" barazzo l'antropologo desideroso di de scrivere il tipo fisico degli abitanti della Rhoclesia. Ad alcuni di cotesti volgari profanatori di tombe risalgono le prime fantastiche interpretazioni sul significato delle rovine e le idee da fiaba che, sfrut tate dalle compagnie inglesi di viaggio per i creduli visitatori di oltremare, van no per la maggiore nel Sud-Africa. De gna di nota negli scritti di simili indaga tori di-unpassato da essi reso colpevol mente enigmatico l'assenza di ogni de scrizione degli oggetti d'e notizie pervenuteri si dP.Nulla di questo mostrano di aver pens?to i colonizzatori inglesi. Poo dopo la nscoperta di Renders e Mauoh e la conseguente segnalazione dell'oro nelle ro vine s i fond una societ, composta in maggioranza di Ebrei, per apposito sfrutSotto la salva-guardia delle auto nta britanniche e con la guida di Ceci! Rhodc,;, la Compagnia ben defnibile co me leg a per la distruzione delle rovine, condusse indisturbata per decenni una lo sca attivit. Gli edifici, sebbene giunti alla met del secolo scorso in stato ab?astanza buono, vennero ridotti nel loro tnterno ad accumuli di macerie addossate costruile sfruttando la posizione naturale di blocchi apertura quadrangolare: una delle poche nella 23

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Indigeni dell'area delle rovine 5 ume che quei cadave ri erano stati sep pelliti con soli-di cerchi di oro saldati in t orno alle gambe e alle brat:cia, anelli, orecchini ecc_ L'oro per esisteva non so lo nelle tombe ma anche nei mucchi di immondizie e un po' ovunque fra i detriti en tro l e mura_ lavorato o no-Per ogni cadavere la quantit di oro oscillava dall e du e al l e venti onc e ma s i parla di casi in cui e ss o ra ggiunse l e se ttantaclu e once o ss ia oltra due c hilogrammi Oro s i rin tr acci anche perch lasciato c on incu ria nei crogiuoli dagli antichi fon ditori nonch fra i materiali rifiutati cosicch, in forma di braccialetti rotti, pallottole o gocce cadute al suo](}, i cercatori lo tro v arono sui pavimenti delle rovine come i chiodi qualcuno disse sotto il ban co di un falegname. Da un mucchio di ri fiuti a Khami, presso Bulawayo, usando metodi imperfetti si estrassero per parec ch io t empo sulle venti once di oro puro al mese. In altro mucchio di rifiuti un ebreo, che vi lavor da solo fino al 1904. ne recuper se icento once. Nel 1895 .," oro per 208 once era provenuto da un terzo mucchio; per 500 da un quarto. Una g ran parte dell'oro delle rovine fu acquistato dalla British South African Company : famosa associazione anglo-giudaica che cos ricevette per milioni : e milioni di ster line del prezioso metallo. Naturalmente nessuno si preoccup del valore archeo logico dei reperti distrutti per ottenerlo. L'oro lavorato rimasto in Rhodesia nel l'antichit rappresenta appena una frazio ne di quello che ne part via mare. L'In dia ne fu la principale acquirente accu mulando un tesoro che negli ultimi de cenni, sostituitovi da carta m(}netata e migr pure verso -l'Inghilterra. Storici come Masudi parlano dell'esportazione araba dell'oro da Sofala per l'India e la Cina da verso il 1000 d. C. L'esportazio ne stessa c(}ntinu indisturbata fino al l'arrivo dei PortogheSi sulla costa orierta:e dell'Africa. Duarte Barb osa. dopo il 1500 narra che fragili samb u chi arabi giungevano a Sofala cari chi d i conterie di nessun valore per e quali gli indigeni davano oro nemmeno pe sarlo. Tale commerCio produsse in In dia ricchezze favolose prima del XIV se colo. Lo storico persiano Firishtah nar ra di una cattura d'oro nel Deccn. nel 1311, valutabile oggi in circa venti mi liardi di lire italiane. Nel XVI colo il portoghese Paes parla di una dan zatrice indiana coperta d'oro per un va lore equivalente a circa sei milioni di li re italiane. Agli albori; del '500 l'espor tazione dell'oro da Sofala, second o lo sto rico Alcaova continuava con entit che possiamo calcolare in molte diecine d i milioni annui. Le diverse vicend e svol tesi prima di que s t'epoca sono state rese di malsicura ,indagine dai vandalismi a cui ho accennato e he Albione. c o l solito codazzo di Ebrei, incora g g i Per maggiori dettagli in prop o sito ri mando ad un volume he pubbl icai un decennio addietro su Le antiche rovine e miniere delln, Rhodesia. Vi dimostrai che il problema ha parecchi ness i con fatti antropologici propri' della massima parte dell'Africa e tali da pre starsi per deduzioni anche di applicazione pratica ma che richiederebbero estese indagini. Col risolversi del conflitto in corso s pe rabile che esse verranno alfine condot te chiarendo uno dei fenomeni pi inte ressanti dell'antica Rhodesia almeno p e r quanto lo permetteranno nuovi documen ti e le induzioni su quelli che una c ie ca cupidigia brutalmente distrusse. LIDIO CIPRIANI Fotografie dell'au t o r e

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P er coovenzione qualificheremo come paleosarda la civilt che fior in Sardegna dall'epoca eneolitica flno al termine dell'et del bronzo e di cui rimangono in tutta l'isola numerosissimi e c uriosi resti; questa cultura. preistorica, non ancora esaminata 'ino tticamente, pu essere considerata come una facies delle c ontemporanee civilt fiorite nell'Asia Minore, a Creta, a Micene in certe regioni dell'Italia centrale ed in Spagna, entrando cos a parte del grande quadro sociale e razziale del Mediterraneo arcaico. Purtroppo il compito del paletnologo in tali casi arduo, perch si tratta di argomentare da scarsi frammenti e reliquie sparsi in un'area vastissima, addensati pi in una parte ed a!''cuti nell'altra, l'attivit civile di una razza della quale Creta conserva la scrittura e l'architettura del periodo pi tardo, l'Ana tolia pallidi ricordi di una religione spenta e finalmente la Sardegna offre le tombe, i corredi funebri ed elementi notevoli per l a ricostruzione del tipo fisico dell'epoca. Data la posizione geografica dell'isola, che quasi duecento chi lometri dividono dalla Tunisia, pressoch trecento dalla Sicilia, o ltr e trecento dalle Baleari e quasi duecentocinquanta dalla pi vic ina costa italiana, le culture che in ogni tempo fiorirono in essa presentano uno spiccato carattere di conservazione e di ri tardato sviluppo; le tre direttrici di immigrazioni di popoli si possono facilmente riconoscere come svolgentesi dalla Corsica la prima, dalla Tunisia e dalle coste Laziali le rimanenti. Ma la c o s tituzione interna dell'isola tale da non prestarsi a piane invasioni, offrendo tutt'al pi a nord la Gallura ed a sud il Campidano come regioni di stabile appoggio. Le zone del centro, come la Barbagia e la valle del Tirso, ge nerarono un tipo di civ-ilt indigena che, se si differenzi in pro cesso di tempo sulle coste pi esposte ad influssi stranieri, si mantenne per sul luogo di origine, conservando flno ad oggi, in gran parte, le particolarit somatiche di una: razza antichissima, evolutasi in tutte le altre regioni mediterranee. I Romani, che la Sardegna ridussero a provincia nell'intervallo tra la prima e la seconda guerra punica, trovarono l'isola colo nizzata da'i Fenici e dai Greci, che per non si spinsero molto addentro nel territorio; il nome stesso della regione pare tra i pi antichi del Mediterraneo (il sostantivo latino del tipo i Romania o indica terra dei Sardi ; allo stesso tema si riconduce il greco I:o:p8w) e l'i entra senz'altro tra quelle radici d o liti Jingua arcaicissirna, propria ei m e diterrane i n e oli t i c i in dagata dal Trombetti e dal Ribezzo; sembrerebbe riferirsi alla voce sars testimoniata da nomi di molte altre localit del l'Europa meridionale, con il significato supposto di luogo sas soso il che pare collimare con la natura dell'isola. Delle stirpi preromane abitnnti In Sardegna, la tradizione ri corda gli Jolai, di gran lunga i pi nntichi (Silio Italico, XII, 855) ed assegna loro una provenienza etrusca e troiana, cio li affratella con i tipi pi rappresentativi della razz' n mediterranea; seguono i Balari, d 'origine iberico ed i Corsi, giunti dalla Corsica, abitata da gente siculo-ligure. Accenni meno uebulosi troviamo in documenti egiziani del se colo XVI a. C. Il Miiller, tra la congerie dei popoli del mare che dal nord premevano l'Egitto e che l'avevano invaso con la grande orda degli Hyk-s os, rammenta gli Scirtani o Sciardani e li identifica senz'altro con i Sardi. La dipendenza glottologica non solo pare esatta, ma ci riporta !l i solito tema c sard antecedente ad ogni altra denominazione. La storia degli Sciardani in Egitto poco nota: secondo l'opi nione pi accreditata, essi giunsero per mare uniti con altri po poli mediterranei, tra cui gli Achei, alle foci del Nllo e la loro spedizione si esaurl in un atto di pirateria compiuto contro la debole monarchia successa ad Echenaton. Si diceva che la loro patria fosse situata ad occidente della Libia e ch di qui fossero passati alle isole del Tirreno. Pi tardi, al tempo della XIX dina-

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Figurine di proto-Sardi (Museo di Cagliari) stia, i documenti rumrueutuuo uncoru i Sardi, quc:;ta volta per como mercenari al servizio del Faraone, e un dipinto d el se colo XIII a C. li mostra combattenti in Siria contro Pelasgi e Teucrl, probabilmente durante la spedizione laggi cnpitanata a Seti I Le notizie tramnndatoci direttamente dall'antichit so no quindi pochissimo, ma Ln compenso stabiliscono chiaramente due l'a tti: l'appartenenza dci Sardi alla razza mediterranea ed il popola monto d ell'iso l a in un epoca anteriore al 1600 a. C Que ste prove per rivestono caratteri d'ins1,1fficicnza, ma fortunatamente non sono lo so lo in nostro po ssesso. Esami molto pi seri s i posso11o fa1c s u i ritrovati archeologici, s u i f ossili umani ed anche s ui vi venti, ricordando che dato il tipo particolare di civilt sarda, molto oatattoristicho somatiche di ep och e superate s i sono co n servato. Si tenga presento che, nel p opolo italiano, l a stirpe sarda costituisce un tipo ben determinato, p erpetuatosi attravers o l 'iso lnrnonto dovuto ai ben precisi confini naturali. Stando alla soln. distribuzione degli indici cefalici, m entre nella poni s oln l o zone di dolicocefalia s ono limitatissime ed appartate, In Sardegna rappresenta un'area di indici evidentemente bus s i (dn 74,9 ne ll a parto meridionale a 76, 9 in quella centrale a 78,9 n o ll n sottcntronulc) o lt dolicoc el'n liu spiccntissma; conside rando H qual fatto o tenendo conto ch esso loc alizzato, in Italia, nello parti terminali de ll a penisola come la Sila ed il Gargano, dobbiamo c onsiderare il fenomeno dolicoide como primario. An c ho l u statura ci o1'l'ro interessantissimi dati: essa o scilla fra i 154 cm (Ogllostra) o i 163 (Gallura), crescend o da snd verso nord, eccezi on fatto per q u a lche itren i s olata al centro, che sembra trulusciare qualche fattore dellu progressione; si avverto quindi 1111 llllillllllll > di stutuno, e ui n1 uggiuuta In minirnn perceu luulc Ili IJiOJidi, limitati al 2,4% c d i nasi aquilini. Tuli carutteri, riussumibili nella piccola statura, nei rilievi so pruorbitull sognntissimi o nel grado di mosorrinia, che si disco lllDO In genero all'attuale tipo mediterranide, hanno attratto l'nttonziono di parecchi studiosi, i quali non hanno esitato ad assegnare Sardi 11 variet razziali che il Deniker chiama ibero insulari ed il Cipriani palosnrdi avend'egll ravvisato in que sto partcolarlt la presenza di elementi arcaici. L indagini compiuto dal punto di vista etnico nel Mediterraneo neolitico banno ugualmente accertato l'esistenza di u.na grande rnr.zn tlo llcoo efu la, l a stessa che ho la sciato visibili tracce di s 26 dalla Spagna all'arcipelago Egeo; la craniologia ci o ffre .1 dati per la ricostruzione sommaria del tipo fisico d ell': cum straordinarie sono le rassomiglianze con la razza sarda statura piccola, decisamente inferiore alla media (157 cm.) me: rinia accentuata, indice facciale basso, sviluppata Osserviamo che i citati caratteri non ripetono fedelm ente qu 11. trovati nel neolitico puro, ma sono piuttosto propri 1 epoca di transizione in cui certi fattori, tanto etnici, quanto ci turati, s i vanno attenuando e si orientano verso un tipo partico. lare di evoluzione. La qual cosa dovuta certo alla presenza d' una stirpe brachicefala, sconosciuta nel paleolitico superiore m 1 presente nel preneolitico, per quanto rappresentata da p erc entu minime; rimossa per deficienza di prove la teoria dell a nienza asiatica di questi brachicefali, si suppone ch'essi sien gi stati conglobati nella razza dolicoide fin dall'inizio, anzi foso sero stati tipici dell'esemplare alpino. Il loro aumento avrebbe trasformato alcuni caratteri dei dolicocefali (scompar s a della no tevole altezza del cranio e dell'indice nasale alto, apparizion e di forme platicefale), mentre la bassa statura si sarebbe mantenuta. Il ritrovamento dei brachicefali eneolitici riveste importanza eccezionale, pereh associato co n l a cultura d e l "bitthiere a campana specie di ceramica diffusa nel bacino occid entale del l'Egeo cd in tutta l'Europa centrale e che ha datu il nome ad una civilt; gli studiosi. hanno potuto precisare l'epoc a dell a dif!u. s ione di questo bicchiere> riconoscendo nella r azza di Borreby (Danimarca) il popolo promotore di tale tipo di cultura; il movi mento d'espansione avrebbe seguito una curva che, dal centro della Spagna, attraverso la Sardegna, l e Alpi centrali e l a Ger mania avr ebbe raggiunto lo Jutland. Il panorama etnologico. della Sardegna rifletto tutti i momenti suddetti; i ritrovati riferibili all'eneolitico inoltrato, per quanto il carattere di ritardato sviluppo ci offra il modo di ve dere anche forme riferibili ad epoca anteriore, co sicch non esiste una .netta linea di separazione tra l'et neolitica e quella im modiatamente seguente. Sopra tutto le tombe costituiscono il principal e oggetto d'indagine e forni sco no il materia l e in propo sito, sebbene le loc alit archeologiche non sieno molte : Anghelu Ruju, sui lidi del golfo di Alghero (costa occidentale) la prin cipale, S. Antonio Ruinas,' Cugntta, Birori le meno conosciute. Sono documentate tombe dei due tipi neolitici, il dolmenico ed il curvilineo, con netta prevalenza del secondo La ptatica del l'inumazione naturalmente, mantenuta, ma il sepolcro non si limita pi alla semplice fossa in caverna; generalmente si sposta all'aperto, generando un vero tipo di architettura funebre: sem plico, quando ci si limit a scavare un pozzctto cilindrico ed a ricoprirlo di cippi (si hanno esempi .nelle culture coevo della pe: nisola, specie nel Viterbese), pi complesso, quando il pozzo ve niva lastricato c ricoperto esteriormente con . pietroni (dolmen); altra forma era data dalle colle a forno, intagliate nella roccia e collegate per mezzo di un corridoio d accesso. Numerosissime sono in tutta 'la Spagna le tombe del s econdo tipo, costruite per artificialmente e di preferenza sull'orlo degli altipiani; gi in epoca preroman erano state osservate, sebbene non se ne intendesse pi l'uso primitivo e fossero state urlibite ad altri scopi con opportune trasformazioni. Diodoro e l e sue fonti le chiamavano con il no m e d i a6).o (torre a volta), il che significa che degli strani edifici s'era per uto anche il nome. Per lungo tempo si favoleggi di tali coslru zioni come di fortificazioni erette nell'interno d e l p aese a finr. di f e nsivo (l); il sostantivo c o n cui i Sardi attua li l e de sig nano : nn ragu o nuraghe, venne arbitrariamente riferito al semitico nur ' <'io fuoco, quas i che i Fenici, tardi .occupatori d e ll o c oste m eri dionali del p aese, avessero eretto quelle trri" per sognalazioni ot Och e ; altri parlarono di luoghi di adunanze delle socictil pri miti ve. Da un quarantennio l'argomento ormai pacifico; l'etimologia di nuragu sembra doversi riferire poco poeticamente ad. unn alte razione del 'dialettale muracciu corrispondente a rnmn e gli studi del Pinza, appositamente compiuti, hanno offerto una messe di dali in proposito. I nuraghi pi semplici constano di nna cella a cu p ola allun gata, co struita con filari di pietre n secco, pi o meno s quadrate; la cella ricoperta esteriormente qa un rozzo paramento conico (la creduta torre), pUro di pietra lavorata, nel spe sore praticato un corridoio che conduce nell'inte rno. I ptu com plessi vantano pure una celletta superiore, messa in zione con il corridoio per mezzo di una scala elicoidale; al .111 1 esistono delle aggiunte, nuraghi ad un solo piano, a ppoggwle alla costruzio.ne centrale. Alcune volte, per esempio il Nuragh e di Lugherras, tutto il complesso circondato da una vera e pria cinta fortificata, di et certo posteriore, la quale P!!ro 1 ' pensare ad una particoJaro organizzazione dello s oc iet del tem

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rhe dell a necropoli faceva il nocciolo della futura l'ilt i l il Pinz11, il nuraghe corrisponde alle celle curviliu ... .., 7 incavo n ella roccia; la complessit di certe costruzioni do a ta all 'insufficienza della tecnica muraria di allora, che non ;rmettc va di .elevare celle originando in. tal_ la ecessit di engere celle a p1u p1am, oppure nuragh1 mmon cola qu e llo principale mediante Wl basamento, di cui esem pio quello di Losa. La porta d'accesso era data da un lastrone di pietra, manovra bile dall'es t e rno, n, nei muri, esistevano e pertugi. Non da esclud ersi che, in processo di tempo, le costruzioni fossero :dibit e come abbiamo gi ad altri scopi, come il ricovero tempora neo Le trasformazioni e le alterazioni apportate non eb bero poca parte nello sviare dalla verit i primi indagator. Tombe, invece, di caratteristico tipo dolmenico si sono scoperte 1 Birori, altre dette dei giganti sono semplici corridoi con le pareti di pi etre, i n origine_ con pietroni. La posizio ne de1 cadaveri, 1l corredo da cu1 sono accompagnati le cerimoni e funebri e le credenze d'oltretomba, che possiamo ri costruire dai resti in nostro possesso, offrono un capitolo curioso ed affascinante. Il rito prevalente ancora quello dell'et palco litica; il morto era seppellito in posizione rannicchiata, costretto da bende cil e gli piegavano le cosce sull'addome e le gambe sulle cosce. introdotto nella cella e messo a giacere sul fianco, certo per meno spazio. ln alcuni casi il cadavere veniva chiu so in u n sacco di pelle, e ci ha importanza per lo sfatamento della L e ori a della colorazione postuma> Attorno al defunto, inumato con i suoi ornamenti e le sue vesti, venivano poste ce ramiche pre ziose, contenenti cibi e bevande, sacchetti di ocra rossa e le armi appartenutegli in vita. Non adugger il" lettore con l'elenco di tutte le supposizioni pi 0 meno elaborate, sorte dall'osservazione di elementi casuali; ram menter soltanto che l'indagine compiuta sui morti origina sem pre idee sui costumi del popolo a cui appartennero. Il fatto di aver trovato in parecchie tombe, anche fuori Sardegna, alcuni schelri ri dal cranio fratturato e dalle ossa colorate in rosso, non ch l e loro armi spezzate, fece credere all'esistenza di un popolo neolitico ch e usava sopprimere gli ammalati fracassando loro la testa (lo strumento sarebbe stato il n1artello, trovato con frequn za tr a i cor redi funebri), spezzare le loro armi per indicarne la cessata appartenenza al consorzio dei vivi e colorarne le ossa 11 decomposizione avven1,1ta. E' stata data, caso per cas o, la dimostrazione contraria a que ste supposizioni: le armi spezzate, in massima parte lanee, erano state in frante pereh non avrebbero capito nella cella; le ossa fratturate dovevano la loro frattura a disgrazie accadute ante morte m , oppure alle ripetute manomissioni delle tombe; infine il colore ro ss o doveva essere la pittura rituale_ con cui si deeo ravano i defunti. Si pu credere che, specialmente per i cada veri rinchiu s i in sacchi, l'ocra raccolta in polvere si sia' deposi tata, dopo la decomposizione, sugli scheletri; ed il ritrovamento a>v cuuto anche fuori d'Italia, ad esempio nella Hussia meridionale, e i fa certi della pratica neolitica e fors'anche pa leoli!ica di tale pittura. N manc ehi volle interpretare .il rosso come ii tip ico colore funebre Ma anche a questo atteggianrento si pu ovviare, pensando all'animismo neolitico, per cui si sup poneYo che il cadavere continuasse a viver nella tomba Ulla vita analoga a que ll a gi vissuta; quindi, lo si tingeva di rosso, per simulare, sul. volto e sulle membra colpite dal giallo d ella morte, il color di vita, lo s i immaginava a banchetto, deponendogli vi cino c ibari e c le armi con cui avrebbe potuto acquisirne altre I ; epolcri i Anghelu Ruju, scavati n ella roccia, hanno dato corredi d'o gn i tipo, sieeh le vesti, gli ornamenti, l e ceramiche, le armi dell'c ]JOea ricevono luce da queste scoperte. Sebbene gli ogge tti risalgano all'inoltrato eneolitico, pure le tracce della cul tura precedente sono sensibili: conchiglie forate e denti, radu nati a guisa di collana, dovevano costituire vezzi, qualche volta anche di v a lore. se se ne trovavano alcuni formati di pendagli d osso e d'argento; applicazioni di pietra dovevano trovar po s to sugli indu m enti c on fezionati con pelli mantenute con bottoni d'osso, ugualmente restituitiei dagli scavi. Tra l e armi annove riamo la lanci a con l'asta di legno e la punta di se1ee, la freccia con il cala mo pure di legno e pUllte di pietra poi mazzuoli, col ascie a d una ed a due rarissimi sono gli esemplari d1 r a me, p e r lo pi limitati ai coltelli. Anghelu Ruju ha dato pure certi picconi di selee, che risai gono alle epo_ehe paleolitiehe e ripetono il tipo amigdaloide ehel lenno, e c osi si dica per le accette di forma sciampignana e mus tcrian a . Pi interessanti sono le ceramiche i cui resti, in due categorie: una, la migliore, pro otti d1 argilla mescolata con polvere di carbone, cotb m am Centinaia d'anni della Troia, viveva in caduta di Sardegna un popolo forte, guerriero e navigatore ... Figurini! dell'arte proloSarda (Museo di Cagliari) 27

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Figurine di prolo-Sardi bienti _privi d'aria c bruniti. Ci rimangono esemplari di color nero lucente, altri rosso vivo decorati con stampi di conchiglie; la s econda varie t, pi grossolana sia per il materiale impiegato, sia p e r la coltura. serviva per usi domestici. 11 tipo pi famoso di tali ceramiche il gi citato bicchiere n cnwpaou v enuto in lu ce n Anghelu Ruju, insieme con i res ti dl brac hi c c[nli neolitici. Altre forme meno note s ono quello n calotta, ud orciuolo ed n ventola. Ln llec orn7.ion e slutu in modo particolure dal Potersnu : in genero veniva ottenuta mediante intrecci di cordicelle vremut s ullu supe rl\ci e ancora molle del vaso, e forse dobbiamo vedere io c i unu spontane a imitazione degli antichi recipienti coniezionati con vimini. L'arte plastica ci dice ben poco, nl contrario di quella del pa leolltico superiore: qualche rilievo l accennato sulle pareti dellu solita nccropoli c rappresnuta il bucranio ed un corno di consa crazione, c l ementi che avvicinano In cultura paleosarda a quella minoicn. L 'et del bronzo propriamente detta porta nell'isQla una limitut.n e voluzione. mentre continuano i caratteri osservati nella prer.edente et. Interessano qui i ritrovamenti meno antichi di Ang lll'lu Ruju, che sono per in numero molto minore di quelli eneoJitici: alcuni aghi ed alruUl strumenti di bronzo, ascie di tipo trapezoidale e Jlen dagli di argento; emblemi colorati di rosso e non bene i ntenneta bili decorano le pareti dei sepolcri. Osserviamo l' abbandono quasi totale dell'uso dei nn raghi, sostituibili dalle eel le a forno; forse a questa et risale la trasformazione dei nuraghi stessi e l'orien tamento della cultura verso nuovi indirizzi, ma purtrop po i resti sono quasi insi gnificanti. A tale epoca sem brano poi risalire le nume rose statuette di guerrieri che fortunatamente conRer vateci ci permettono un'os servazione pi diretta sul tipo fisico e sul costume Mi limiter, dato anche il carattere divulgativo d e 1 presente -st-udio, alle pi co nosciute, in genere c ex vo to I caratteri soma tici che analizzeremo, accostano sen z' altro i paleosardi a Il a grande etnia mediterranea. anzi la identiflcano con una ..lZ8.ri.e1 _dj ...JI]leSta. 'Tipica u n a statuetta conservata nel museo prei storico del Collegio Remano L'uomo ritratto decis a mente longilineo e magriR simo e la forma del corpo richiama alla mente gli ida letti eburnei del Dipylon e quelli molto pi antichi d el le Cicladl.; 'Ja dolicocefalia accentuata, il collo lungo, il mento quadrato, la ferma del naso leptorrina, l'a r c o sopraorbitario fGrtement e se gnato, gli occhi grandissi mi ed a flor di testa. Tm pugna uno scudo di tipo asiatico, rotondo, rorrnuto, da quanto si pu arguire. da .due diversi strati e c a ratterizzato al centro da una grossa punta di fo m a conica, mentre sul bordo s u periore si notano tre borchir strettamente unite e fuoru scenti dall'orlo stesso, for:;o a Jll'otezione del volto. Un cutioso elmo, composto dn un ehio fontnre sormontato da umt calotta e da due corna lat endi rivolte in i etro e d una sorta di clamide adreutissimn c h e l
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in rilievo.. forse-non.. facilmente terpretabile; con la mano srmstra l uomo 1mpugna un lungo m bastone nodoso. Un cenno particolare il culto religioso, di cui riman000 vestigia di templi: pare che i paleosardi venerassero numi g visibi li e celesti, cui erano dedicate sulle alture celle ipetrali; sacrificio si doveva svolgere logicamente all'aperto ed in ci 1 ossiam o vedere un riflesso delle coeve. credenze religiose di D'altra parte nemmeno le divinit sotterranee erano tra curat e: certe cellette a pozzo, tutt'ora visibili, contenevano fonti acqu a lustrale e miracolosa, protette dalle intemperie per mez zo di un a cupoletta nurngica; ed appunto in questi santuari, cui si ren d e va omaggio a divinit terribili, si sono trovate le numerosissime statuette lignee ed enee, certamente ex-voto, che ci oll'rono una curiosa documentazione nel campo ergologico. Abbiamo t racce anche del rito ordalieo, cio del giudizio di Dio, ell'ettuato mediante la prova dell'acqua. Riu1ane quindi dimostrata l'esistenza nelle suindicate et di uua civilt indigena sarda, rientrante pur tuttavia nello svolgi-. mento storic o delle civilt del mediterraneo Della razza paleosarda ci sfuggono la provenienza esatta, l imprese, la_ lingua e parte delle credenze religiose mentre conserviamo li no u t.l o g g i i monu n) enti funebri e gli oggetti della ita sociale. Abbiamo per seri n 1 o t i\'i, per ricondune i Paleosanli alla stirpe siculoligure che, nei tempi neoli t ici, popolava l' Italia dall a Sicilia alle Alpi. Da qualunque lato si esamini la teoria, siamo forzati a ritornare alla suddetta ipote s i: vuoi che i Sicu lol ignri abbian p x: es o le mosso dalla Libia e dalla Tunisia (opinione sergiana), 11er trasportarsi nella penisola nostra, vuoi che la Sardegna sia stata colonizzata attra verso le pi facili vie d'accesso (Corsica e Mar Tirreno), dobbiamo convenire ch'essa faceva parte del l 'a rea d'influenza della stirpe che teneva l'Italia d'allora. A n c h e la toponomastica sardo-cor s a, per quanto non va mente ricca, ci porta a qu este conclusioni. Sui rapporti esistenti tra l'isola ed il M editerraneo oriental e ann overiamo una serje di prov e soddisfacenti; alcuni 1>nni di rame con segni rif er ihili alla scrittura cretese fur ono trovati nel t r ritorio di Cagliari; altri exvoto offrono un tipo di nnve che non si discosta di molto d a quello minoico; l e ceramiche tanto sarde Quando s i eu l e presentano punti rli contatto con le terrnglie rinvenute a Cheronea e n e gli strati neolitici di Cret a A tali testimonianze arc heotogiche si possono aggiungere quelle indirette ri cavate dai citati docu_ menti egiziani (2), i qnnh p r ovano relazioni di qualche portata tra paleosardi e popoli del mare Dalla mancanza delle rappresenta z ioni delle divinit arguiam o la presenza in Sardegn a d i quella religio-. ue IUliconica.. gi. nota. n Cret11e.. nell'Egeo durante le epoche pi antiche. Ci troviamo dunque eli fronte ai frammenti di una civilt grandiosa e muta che (se altrove lasci tracce maggiormente d1iare ed atte u spiegarei eome dalla razza mediterruneu rallll)Ollassero le forme etnich e e civili del Mediterraneo c la s sico), ci dice di una Sardegna non estranea n tanto movimento di uu popolo forse navigatore e certamente g neniero, audace. forte, git conosciuto centinaia d'anni prima liellu cndnta di Trojn. CLAUDIO CALOSSO (l l Da qualche tempo s' fatta strada la teoria che tende a riconoscere nel nuraghi dimore di vivi e non tombe. La Spano ed il Nissardi hanno proposto tale interp.etazione xccettata da storiCi illustri como il Pais ed il von Duhn ma essi si basano sopra argomenti non sufficienti per, testimoniare lo scopo originario delle caratteristiche costruzioni. il cui uso, volgendo i tempj pu benissimo essere stato mutato. I nuraghi pi o meno in ruino, sono oltre seimila, addensati sopra tutto a nord del Tirso e ad ovest del Coghinas; la Gal. Iura ne totalmente sp.ovvista, mentre la zona del Gennargentu, la Barbaqi a e l lglesientef vantcmo parecchi esemplari. (2) I costumi cl017li Sciarckmi non corrispondono per a quell' i propri dei paleosardi. Ma si osservi che i mercenari d'occidente si dovevcmo essere orien 'talizzati dopo una permanenza di tre secoli in Egitio Figurine di prolo-Sil_rdi

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FRANCIA LESTOFANTISMO EBRAICO Si sta svolgendo attualmente un proces so per corruzione dinanzi all'UndeciDl(l Cor te Criminale di Parigi, che ricorda i processi ebrei Barmat e Kutiaker Mann helmer e Staviaky. Il punto pi importante costituito dall'accusa contro l'ebreo orien tale Nathaniel Tannenzapf, che si facev.a chiamare in Francja Bernard' Natan. La: som ma, che questo parassita ha sottratto al fisco francese, ammonta a 700 milioni di franchi in tempo di pace. Tannenzap! proviene, come la maggior parte dei grandi ebrei parigini, dalla Ro mania. Nel 1906 usd, poveramente vestito, dal ghetto di Jasay, e venne a Parigi. Il suo primo commercio nella citt della Sen na f u lo smercio di cartoline pornoqrafiche "non ritoccate", Con questo materiale gi ronzolava per Montmartre e Montparnasse, e ai avvicinava aj e ai freq11en :atori di locali notturni. Ben presto pot met tere insieme una diacreta somma che gli servi poi da capitale nel commercio in qran d e , I O ottobre ). ANONIMO : Si. g-iudeo. ( R egime fa s cista., 14_ ottobr.ei US)U.tti d t l a n. z z i s DANTE SERRA : Gente d'Al .bania in It::rlia. ( Corrier'a Paciano 1 ottobr e ) ,GIRGIO PROSPERI : Viaggio i n Cro:nia Poe, e contadini. d'Jtaia), 3 ottobre). GIUSEPPE DAL MONTE : Le grandi quiste della medicina. ( Popolo di Ro ma, _Il ottobre). MARIO MUSELLA : Medicina. .. surrealisti ( Il 12 ottob r e) GIUSE' TRISSALVI : Visita agli Arusnat i (Lei Seta> 13 ottobre)

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atflU P"'o.f,te-mi pjetr, Barboni ci scrive da Rasomaso (Sondrio) una lunga lettera contenente pareccl osservazioni a scritti precedentemente apparsi sul questo naturalmen te reloEva e ha il valore dato dall'autore. Non mi sembra giusta la distinzione fra uom'ni t? donne, eccetto che per le conseguenze. Tanto pi che, se l'uomo non deve essere crstinente, anche un gran nume:o di donnr, non dovr es serlo, j : H .servire al suo piacere. E dove va la dignit della donna e la dignit della nc -sira razza? Mi sembra invece che gli uom'11i, avanzano a questo riguardo dei presunh bisogni e dei presunti danni alla salute, che secondo i migliori medici non esistonc per fare i loro comodi e non fare la !atea di ;ndirizzare e regolare razionalmente e secondo il suo vero fine questo istinto. In qu::inlo ad esperienza poi, non credo sia nE:cessaria per il bene individuale e socio!e una esperienza diretta prematrimo niale; r ;.m la credo proprio di nessun contributo. il miglio11 compimento del fine dell'atto (bench il 5UO svolgimento intimo tanto complesso che la scienza ancora n on l'ha a fondo scandagliato), assi cura i o dalla forte attrazione dei' sessi ed tonto sempl:ce che anche la persona pi roz7-'l e incolta (e del resto gli ste.:;si animali)._ lo compie tanto bravamente la prima volt a senza inconvenienti. E poi c : sono sempre dei buoni libri sull'argomento o la prudente istruzione dei buon! educa tori (Purtropp o siamo molto lontani' da una buona educazione sessuale molto estesa; ed il pi delle volte compiuta da com piacenti com,pagn: e dal!e case di tolleranza, certe mente non con fini del tutto retti e anc ora da tr oppi medi ci senza coscienza). Il ) Mi sono p:aduli molto gli articoli del Ccgni : Armon;e di razze (n. 17) e Bene e Male In. 21); aspetto il terzo sugli errori che idee diverse possono portare nella conceztone razzista Secondo me i l considerare. la propria raz z a' superiore, e non solo mag gtore in gerarchia, pu portare alla convmztone che, appartenendo ad una razza superiore, comunque si agisca, s i rimarr sempre superiori ; mentre vero che deganer00do si pu diventare peggiori di un mdtv:duo di razza sia pure minore che ;er Si sia t enuto fedele a i propri en razziali. III) Euritmia femminile. Mi sembra troppo generico, incomRleto e anche inge nu? in qualche punto. l) Il credere gliuomini del proprio tempo (il XX secolo) p : intelligenti di quelli del passato, una concez_ione che dimostra inesper:enza e po ca conoscenza dei problemi morali e spi-rituali in genere; 2) li dire poi che. le donne del passato non C possono piacere molto e sagerato, perch dovremmo negare I indubbie virt di intere generazioni di donne, anche se non potevano essere sportive; 3) Non discuto sulla bellezza di uno spet tacolo sportivo, ma m : sembra che quando la donna avr fatto razionalmente sport, avr ottenuto solo una parte della propria educazione di donna, se non sar altret tanto allevata su dei buoni principi morali e spirituali. Altrimenti avremmo uno squilibrio come prima e non certo minore: se prima mancava la giusta educazione del corpo, ora verrebbe meno quella dello spirito, non meno importante. Voglio d 're che per essere buone madri non basta essere delle amazzzoni, per procreare dei corpi sani (ed un gran bene in confronto al paso.mto) ma anche robuste spiritualmente per educare a sani pr' nci,pi (quelli che devono formare la 'prima e fondamentale edu cazione del cittadino). li Campi queste idee le accenna perch parla .di forza materiale e spirituale ma mi pare che insista troppo sulla materiale, con pericolo di essere frainteso. e, OO.H-ho. ta Lo studente in medicina Gianni Stranieri. ci invia da Parma il seguente scritto: Carlo VaEsetti nel numero del 20 agosto spezz la sua brava lancetta in pro della sterilizzazione. Ora sebbene io abbia stud'ato inadeg1,1atamente l'argomento, vorrei spezzare la mia, comunicando alcune osservazioni in proposito. l) La sterilizzazione un atto di poEtica demografica qualitativa: con essa si vorrebbe impedire un aumento del numero dei degenerai: costituzionali o ereditari, rendendo infecondi quelli che gi degenerali apaiono. Il sistema d ella zler lizzazione molto 'nteressante, perch sebbene immorale (n8l senso che contrari o alla morale praticata nella cristianit), qualora fos se utile, sarebbe immediatamente applica bil e presentandosi sommamente economco e sp!ccio. Con tale provvedimento verrebbe supposto nello Stato, quale custode della razza, il diritto d L manomettere l'integrit dell'individuo. La procreazione .:;arebbe una fun zione d'interesse pubblico, che la Comu nit affida (in pratica, permette) aj membri che ne sono idonei, e da cui allontana gli altri. Siccome questo sembra a taluni un arbitrio a danno dei p : gelosi diri tti naturali dell'uomo e d un pericoloso squilibrio g :uridico, co si si consiglia da essi un com promesso: lo Stato prescriva il certificato Direttore responsabile : TELESIO INTERLANDI prematrimoniale e .:;i limiti del. resto aa t.: n a attiva propaganda allo scopo di indurre i !arati a lasciarsi castrare spontaneameme. Questo per contrasta ugualmente con i dettami della nostra Reiigione Cattolica, la quale nega all'uomo il dir:tto di disporre delle proprie membra: essa consiglia i malati ereditari ad astenersi dagli alti scf;uua li: cosa nobilissfma, ma diflic'lissima. 2) Il Vassetti dice che il numero degli individui passibili di sterilizzazione sarebbe in Germania di 500.000 su circa 70 milioni di tedE5chi. Questo numero stato raggiun to in 15-20 secoli (voglio ammettere che durante il periodo squisamente barbarico che giunge fino oltre il 500 d Cristo i degenerali fsici morissero spont'aneamenle e quelli morali o non esistessero oppure ve n issero soppressi). Ora se in 1500 anni si raggiunta una frazione dL degenerali pari a un centoquarantesimo del totale, mi sembra che il loro incremento numerico non sia tale da g :ustilicare per s .la manomissione di persone umane ancorch difettose. 3) Se pure vero che certe gravi !are costituz'onali ereditarie non menomano la fecondit dei colpiti, si deve ad ogni modo notare che in pratica, curando le pro porzioni, la prol.'ficit delle persone degenerate nemmeno lontanamente paragona bile a quella delle persone sane. 4) II danno maggiore alla sanit razziale cagionato da quegli individui inferiori, i quali, non essendo affetti da tare tanto grandi quali sarebbero quelle contemplate dalle leggi della sterilizzazione, possono facilmente sposarsi e normalmente procreare. Da tal sangue pi che da quullo dei degenerati, scaturiscono in seguito i veri degenerati, le vere scorie del popolo, i membri morti, i prodom d'escrezione dell'orga nismo sociale. Per efficacemente operare la sterilizatio magna del corpo razziale, pi sognerebbe prLvare della fecondit non solo la parte g i morta di esso, ma anche quel la p o meno malata, la quale, stentata mente vivendo, manda in circolo il sangue viziato a intossicare iL resto. Questo sarebbe fare della politica razz: a ] e qualitativa: ma sarebbe troppo grave per due ragioni: d:f ficile distinguere gli individui biologicamt;Jn te minorati e convincerli, imposs:bile imporre la sterilizzazione ad un numero natu ralmente notevole di persone. 5) Io mi domando se invece della sterilizzazione dei peggiori, che turba l'animo di molti ed di una util't limitata, non sia meglio procurare Ja propagazione dei migliori, il che non danneggia alcuno. Ad ogni modo accanto e al di sopra di una politica demografica quantitativa, credo necessar' a una politica demografica qua litativa. 6) Anche applicata a pochi individui gra viEimamente !arati, la ster'lizzazione avreb be una efficace funzione educativa, in quan_ lo farebbe apprezzare come una missione quello che ritenuto un diritto illimitato a p iacere. -------------------------------S tampatori: Societ Anonima Istituto Romano di Arti Grafiche di Tumminelli & C. Citt Universitaria -Roma :u

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Collaudato dal Ministero delle Comunicazioni Ogni Radiobalilla, ha il relativo bollino di collaudo -T re valvole Onde medie -Ricezione diurna della stazione pi prossima In condizioni favorevoli ricezione serale di alcune principali stazioni europee. Privo di reazione regolabile sull'aereo, quindi esente dai disturbi caratteristici degli apparecchi a reazione C O STA L l R E TASSE RADIOFONICHE COMPRESE. ESCL_ USO ABBONAMENTO ALLE RADIOAUDIZIONI VENDITA RATEALE CHIEDETELO Al MIGLIORI RIVENDITORI


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