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Difesa della razza : scienza, documentazione, polemica, questionario

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Material Information

Title:
Difesa della razza : scienza, documentazione, polemica, questionario
Physical Description:
Serial
Publisher:
Società anonima Istituto romano di arti grafiche di Tumminelli
Place of Publication:
Roma
Publication Date:
Frequency:
semimonthly
regular

Subjects

Subjects / Keywords:
Race relations -- Periodicals   ( lcsh )
Jews -- Periodicals -- Italy   ( lcsh )
Race relations -- Periodicals -- Italy   ( lcsh )
Genre:
periodical   ( marcgt )
serial   ( sobekcm )

Record Information

Source Institution:
University of South Florida Library
Holding Location:
University of South Florida
Rights Management:
All applicable rights reserved by the source institution and holding location.
Resource Identifier:
usfldc doi - D43-00077
usfldc handle - d43.77
System ID:
SFS0024306:00077


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Difesa della razza : scienza, documentazione, polemica, questionario.
n Vol. 5, no. 1 (November 1941)
260
[Roma :
b Societa anonima Istituto romano di arti grafiche di Tumminelli],
November 1941
650
Race relations
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Jews
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Periodicals.
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Italy
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Periodicals.
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BA CA COMMERCIALE ITAl A A CAPITALE L. 700.000.000 INTERAMENTE VERSATO o o RISERVA L. 1600.000.000 AL 018 MARZO 1940-XVIII

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ISTITUTO NAZIONALE DELLE ASSIC-URAZIONI SULLA VITA E lE SUCCESSIONI TESTAMENTARIE Fre i venteggi di ,grende rilievo per i individui e per le femiglie, derivanti daJie ASSICURAZIONI SULLA VITA g iova ricordare quelli elle testementarie. D i essi i l Notaio Federico Guasti di Milano in un suo apprezzatissimo opuscolo dal titolo : Perch e come si deve fare testamento, -test uscito in nuova edizione, in cui le importante materia aggiornata secondo le norme del nuovo Codice Civile -fa una esposizione cosi precisa, che riteniamo utile riportarla integralmente: f J L'importo delle assicurazioni sulla vita, maturato colta morte del titolare, non fa parte del patrimonio ereditarlo, e non si computa, n per formare la quota per gli eredi, n per calcolare se Yl sia lesione di legiHima. Il beneftclarlo potrA soltanto essere tenuto 1 restituire al legiHimarl, che risultassero lesi, ram Montare dei premi pagati dal testatore (Art. 4Sl c. comm. e Circ. Min. 30 -v. flll, pag. f107 Boli. Ufl. Demanio e Tasse). lJ L'Importo delle assicurazioni non viene calcolato neppure agli efletti delta tassa di successione, tanto se maturato a favore di parenti successlblll che di estranei. lJ L' da tassa pennane anche nel caso che Il beneficiarlo di una polizza venga designato nel testamento o che con questo aHo venga modificata una precedente designa lione. 41 L'assicurazione sulla vita quindi una forma di illu111lnata previdenza che oflre Il IDezzo, pur rlspeHando pienamente la legge, di beneficare peretttl od estranei In misura superiore alla dlsponlbtlltA del proprio patriMonio, settza danneggiare gli avenH dlriHo a legiHima, n Imporre al beneficato ronere di una rilevante tassa d1 successione, che per gli estranei pu6 anelare, COMprese le maggloralioftf, dal f9, lO all'M per cento. Tengasl pure presente che ra-, IIIOIItare del preMI pagati per le assicurazioni sulla vita stfputate a favore pro prio o del componenti fa propiia famiglia aMmesso In detrazione del reddito annuale Imponibile al fini della Imposta Complementare (Art. l I.D. lO dlc. f9)) n. 1061),1 Il che spesso pu6 Importare Il passaggio del reddito da una categoria ad altra colpita da aliquota Inferiore

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ANN.O V NUMER.O l 5 NOVEMBRE 1941-XX ESCE IL S E Il, 20 DI OGNI MESE UN N U M E R O S E P A R A T O L l RE l ABBONAMENTO ANNUO LIRE 20 ABBONAMENTO SEMESTRALE 12 ES'Fl:.IIO IL DOPPIO Direttore: TELESIO INTERLANDI Comitato di redazione: prof. dou. GUIDO LANDRA prof. dott. LIDIO CIPRIANI Se!retari() di GIORGIO AI.MIRANTE ..... ITALIANITA (Nelle pagine seguenti un articow di Guido StiENZ!DOtUNENT4ZIONE POlEUICA QUESTIONARIO Lan.dra, che documen-r---t----4---:---Jta l'assoluta italianit della Ciu di Giuseppe Garibaldi) Ecco una carta -tratta dall' opera di Giorgio Montandon L'Ethnie franaise d.elle zone marqinali della razza francese. Tali zone, in cui gli stessi scienziati transalpini ammettono non potersi parlare pi di razza francese. ma di un' assoluta prevalenza delle altre razze confi nanti. sono indicate col 9 La zona n. 8. che abbiamo contrasse gnata con una freccia. ndic:a il Nizza inconfutabilmente italiana: la sci81DZa stessa lo documenta.

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' ITALIANITA Popo le ne di Nizze, el tempo di Geribeldi RAZZIALE di N iue nelle prime meto\ del scorso raccolte delle slempe Mileno) Va i meriti maggiori di questa rivista, che tanto ha peeente come la 'NI'a immagine del pa .... d,il' cu.i i CGDfatto per diffondere l'idea della razza in Italia, vari fiDi politici DGG cllamo c:be uaa figura PJO..n.oria ... cordato quello di avere affrontato fin dai primi moDal 1939 ad oggi abbiamo avuto modo di completare menti il problema della razza italiana oltre confine la nostra conoscenza dei problemi razziali : in numerosi Molti dei nostri lettori ricorderanno una certa carta -razziale italiana, pubblicata nel gennaio del 1939; che de termin una notevole reazione nei paesi a noi ostili. Dal 1939 ad oggi passato breve tempo, eppure, gran parte dei confini .razziali indicati in quella carta sono stati rqg giunti ed oltrepassati dalle nostre truppe gloriosg e gran parte dei territori, che abbiamo indicato come italiani, fanno parte ormai integrale della nostra patria. Gran parte, abbiamo detto non tutt. Ci pare quindi necessario ribadire ancora una volta quei concetti fondamentali che sono alla base stessa del nostro razz i s mo Ricordiamo cosl l e parole di Telesio In terlandi che oggi, pi che mai, sono d grande at lualit : "Gli ltalicmi: -debbono CIOIIIDciCire a "Tedere .. il disegno della loro razza nel mondo. e a tenerlo eenpre 6 viaggi abbiamo studiato questi oni complicate di razze e di nazionalit, ma, ovunque, abbiamo trovato modo di confermare la verit dei dqt eterni della razza. La raaa ci pare ..aqri p come l'UDica realt c:OD aeta sulla quale pub c:oatare un popolo nella sua .. ona. Quallda.i soluzioDe politica che DOD si armonizzi c:oD i dati. eterni della raaa aw eempn un carattere artificioso ed effimel'o. Appare dunque necessario trat1are di nuovo il problema della diffusione della razza italiano in Francia e por ticolwmente nel Nizzardo Gli argomenti che ricordare sono tanti e tali che dovremo !imitarci ad una semplice' enumerazione. Innanzi tutto, se esaminiamo l'area di diffusione dei differenti tipi d i ciVilt primitiva, vediamo che il Nizzardo

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unito alla Liguria da un tipo di civilt comune. detta dai preistorici cno-ligure, pi'Ch si proiett anche sulla Corsica. Le caverne. ad esempio, studiate nlla Liguria presentano dei reperti molti -simili a quelle del Nizzardo. Valga per tutte quello che stato scritto sulle grotte di Grimaldi. }XlS'te, appunto, sul vecchio confine politico italofranoese. Se dalla preistoria passiamo alla storia, ripetiamo la stessa osservazione. TCIIlto la regione di Nizza, quanto la Liguria, sono comprese in una stessa .regione Augstea, la IX Ugualmente, il municipio romano di lntimilii comprendeva tanto l'attUale territorio di San Remo e di Ven timigliq quanto quello di Nizza. Lo studio linguistico .ci porta alle stesse conclusi oni. Nell'Italia antica gli abitatori della costa di N izza parlavano gli stessi dialetti liguri di quelli della Liguria, con i quali erano anzi comunemente confusi Nel medioevo poi, vediamo che nella carta dialettale di Dante, non si fa distiilzione tra liguri e niuprdi, che S.Ono insieme compresi nella zona della Marchia lanuensis. Se noi per volessimo. a un certo punto, astrarre da tutti i dati della preistor ia, della storia e della linguist i Ca restano sempre quelli dell'antropologia che parlano in maniera inequivocabile sull'italianit di Nizza o meglio ancora sull 'identit della sua popolazione con. quella della Ligwia. Gi il Montandon, nella carta riprodotta sulla copertina del suo celebre libro sull'etnia francese, mostra come dall' etnia francese debba essere stacoata tutta la zona di Nizza Pi interessante ancora lo studio della distribu z ione dei caratteri razziali in base alle famose carte antropologiche della Francia pubblicate dal Topinard e dai suoi collaboratori. Cos le carte della distribuzione geografica del colore dei capelli e degli occhi in Francia mostrano cCJme la Le vecchie Nine -Il pestor llo giardini delle vecchie Nizza. (Civ i ca raccolte delle stampe Milano)

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Monumento a Cerio Felice, costruttore del Porto lympia, a Nizza massima frequenza del tipo bruno si presenti tutto lungo lei costa del Mediterraneo, inclusa la Corsica Gi alcuni anni fa noi abbiamo ricordato su La Difesa della Razza che molto interessante a questo riguardo l a carta, in cui si vede dalla frontiera italiana attraverso i tre dipart ime nti delle Alte A lpi, delle Basse Alp i e delle Alpi Marittime estendersi una striscia continua ed omogenea fino ai Pirenei, strisc : a di territorio che comprende i dipartimenti francesi posti sulle rive del Mediterraneo In una recente carta dei tipi della Francia, dovuta al Montando si vede indicato come apPartenente aUa race littorale un grande territorio della Francia meridionale, al qual e appartiene anche Nizza Ora a quanto riconoscono gli antropolog i di tutto il mondo -il medesimo tipo rqzziale hanno gli abit anti della Liguria. La stessa affermazione del Montandon s( trova gi in la vori antropologici p i vecchi, come ad esempio quelli del Deniker Relativamente alla cont inuit dell'elemento ligu re a N izza molto giustamente stato cos scritto da N ino Lam baglia. I Franesi ; che i n Provenza si dedicavano ad esaltare ad ogni costo l'influenza b ienfajsant e della grecit con spirito ntiromano, non avevano fortuna a Nizza : nel Castello dopo le tracce dei Liguri Ved anzii non riuscivano a trovare se non tombe ed i scrizioni ro mane; e dovevano necessariamente tacere, oppure con 'cludere che la v it a greca di Nizza fu un fenomeno limitato alle esigenze della modesta fa1toria commerciale con una metropoli ormai lontana e straniera alla sua origiyte. e la cui cultura non era neppure paragonabile a quella luminosa dell Ellade ... I Liguri erano riusciti a preservare intatto il loro paese dall'infiltrazione straniera, contenendo i nuovi coloni greci nel castello costiero; e, quando Roma li ebbe civilizzati ed elev la loro antica citt. Cemenelum al grado non solo d i municipium, ma di capoluogo della provincia, .Alpium Mar itimarm e sede di un Praefectus, rappresentante diretto dell1mperatore, riconquistarono, grazie all'opera di Roma, il Castello e i porti avi ti, ed assalirono la sparuta schiera dei coloni greci, confonden doli nella compagine etnica ligure-romana. Tornando ora ai caratteri antropolog i ci, possiamo dire che, oltre la pigmentazione l'in d ice cefalico e la statura 8 staccano i Nizzardi dai Francesi e li avvicinano invece ai Liguri, con i quali costituiscono un tutto inscin dibile. prima inchiesta statistica sulla statura fatta in Francia fu quella pubblicata nel 1860 dal Broca. Nella carta del Broca sono indicate le percentuali di riformati alla v isita di leva per bassa statura a seconda dei diversi dipartimenti Secondo questa inc hiesta, la Francia pu essere dist inta in tre zone divers issime La prima, che d appena dal 24 al 56 per mille di riformati, corrisponde al territorio occupato anticamente dai Galati e dai Belgi. La seconda zona, con una media di 57-81 per mille di riformati, corrisponde al paese che fu un tempo dei Liguri e degli Aquitani; la terza infine, con il massimo di riformati, corrisponde al territor i o abitato anticamente dai Celti Anche sotto l'aspetto della statura quindi il territorio dei L i guri, al quale appartiene Nizza, si stacca nettamente daf resto della F.rancia Analogament e gli studi del Collignon sull'indice cefa lico in Francia permettono di identificare, una zona sulle rive mediterranee con ass.oluta predomincmza di quelle forme craniche allungate, nobilmente armoniose, proprie ad una variante razziale: che coincide nella distribuzione geografica c .on il territorio abitato dagli antichi Liguri A questi dati di carattere strettamente ne aggiungiamo un altro di carattere invece fisiopatologico, messo in evidenza nel 1.926 dal Niceforo e dal Pittard e da noi gi ricordato sulla Difesa della Razza. Si tratta della statistica sullq mortalit pe cancro, con frontata con la distribuzione dei caratteri antropologici in Francia. Da questo studio risulta evidente come pi colpita dalla mo.rtalit per cancro sia la zona comprendente i dipartimenti del nord-est e meno colpita invece sia la zona comprendente tutti i dipartimenti mediterranei dalle Alp i ai Pirenei. La mortalit per canro nei dipartimenti medi terranei della Francia -come abbiamo gi scritto in altra occa sione -appare qUindi molto simile a quella di alcune regioni d Italia E' questa una nuova. conferma non pi tratta dall'antropolog i a ma dalla patologia, della perfetta individualit b i ologica dal resto della popolaz:one Iran-

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cese di quella parte di essa che presenta evidente il tipo dei nostri Liguri. Ren Gontir in un suo recente libro Vers un Racisme F.ranais ha cos scrittu di questo antichissimo tipo : Du rante l'epoca del bronzo appariva il primo popolo di Francia, conosciuto dagli antichi, i Liguri. Bruni, piccoli solidi cammi natori infaticabili, lavoratori ostinati erano dotati come dice Strabone, di una furberia straordinaria.. essi hanno avuto il merito di dissodare il suolo della Gallia e di coltivarlo E' solo verso il tredicesimo secolo avanti la nostra era che attraverso la porta del Nord Est i Celti i ncom inciano ad infiltrars i i n Francia. Tutti gli autori concordano dunque nel riconoscer e essere stato il tipo l igure il p i antico di tutti in Franci o Il fatto quindi che tutta la zona di Nizza presenta questo tipo, dimostra le strette affinit trx la popolazione di questa zona e quella della Liguria vera e propria. Antropologia, preistoria, storia, linguistica concordano quindi ugualmente nell'affermazione dell'italianit razziale d i N izza. D 'altra parte, di fronte al popolo francese .quello italiano ha una tale superiorit demografica che non c' nessun. pericolo che anche per l'avvenire, qualunque sia il ,..destino di N i zza, possa cambiare in un modo o nell 'altro la su struttura etnica. Come difatti scrive il Gontir, da noi gi citato, la cifra -degli italiani residenti in Francia raggiUJ:lgeva, in occasione den' ultimo censimento, quasi il milione Si calcolava a: centomila il riumero degli italiani residenti nella -dove formavano un quinto della popolazione, e altrettanti nel Sud-Ovest, dove coltivavno la terra abbandonata dai francesi stessi! Il Gontir scrive inoltre che in alcune localit della Guascona e della Guyenna esistono delle vere e proprie m inoranze italiane. In queste zone il francese quasi sconosciuto e anche le scritte dei negozi ;sono i n italiano. Questo fatto semplicissimo dimostra chirn:amente come il popolo italiano, per le sue particolari caratteristiche raz ziali e demografiche, abbia delle risorse d i resistenza mag giori di quello francese e come di conseguenza qualsiasi tentativo di snazionalizzare Nizza sia fatalmente nato a fallire La resistenza della nostra razza a Nizza magnificamente simboleggiata dal trofeo di Augusto; che sorge a pochi chilometri d i d istanza dall'attuale frontiera provvi soria tra Italia e Francia. Questo trofeo stato g iustamente considerato come il primo monumento dell 'unit d'Italia. La g rande iscriz i one, oggi ricostruita, tramandataci del resto da Plinio, posta nella fronte principale del monu mento, degna di meditazione. Essa dice: All'Imperatore Augusto figlio del Divo Cesare, Pontefice massimo, nell'anno XIV del suo impero e XVII della potest tribunizia1 il Senato e il Popolo Romano, perch sotto la sua guida ed i suoi auspici tutte le genti alpine che s i estendevano dal Mare Adriatico al Tirreno sono state assoggettate al -domini o del Popolo Romano. Nella iscrizione dei popoli vinti da Roma e ad essa legati d'allora in poi indissolubilmente sono gli Ectini, gli Orotelli, i Nerusii, i Suetri, gli Egruturi, i Nemeturi, i Velauni, progenitori diretti degli attuali-abitanti di questa regione. Come il trofeo di Turbia, cosi il popolo di Nizza ha re sistito gagliardamente alle alterne vicende dei tempi. E' difatti impossibile dal punto di vista biologico cambiare il substrato antropologico di un popolo a meno che non gli si opponga ad esso un altro popolo demografica-Monumento a Garibaldi in N iu9 mente pi potente. E questo, per il caso di Nizza, completamente escluso. Nizza dunque razzialmente italiana e tale rester sempre. Questa verit non pu esse.re contraddetta in nessun modo. Nella. nuova Europa -come ha detto i l Duce le frontiere politiche dovranno coincidere con quelle raz ziali se si vorr fare un ordine veramente giusto e stabile. Dall'applicazione r igorosa dell 'idea razziale l'Italia ha tutto da guadagnare. Sar cos compresa nel nostro territorio tutta una re gione, dove perfino le tombe dei cim i teri portano soltanto nomi ital iani, come abbiamo constatato noi stessi in uno dei nostri viaggi R iavremo cos i giusti confini segnati da Augusto, e finalmente trover pace l'anima esacerbata del biondo N i zzardo, Eroe dei due Mondi! GUIDO .L.ANDRA

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GIUDAISMO lN AZIONE Il rabbino Wise, eminenza griqi11 di Roosevelt, parla ei giudei di Nuova Vork Si chiusa m questi gtorni a Cincinnati (U.S.A.) la 44" con ferenza sionista. I giornali giudaki anglo-sassoni la grande stampa democratica in genere, i bollettini c i fogli delle varie comunit ebraiche internazionali hanno dato alle riunioni, c alle deliberazioni, un'-cvidenza di primo piano. La <:onferenza ha in fatti direttamente esaminato i problemi della guerra e della pace c i motivi che dovrebbero condizionarne la soluzione secondo il punto dj vista giudako. Si trattato di una presa di posizione che, assai meglio di tante altre manifestazioni della politica an glosassone-sovietica, giova a far penetrare tra le quinte della grande rappresentazione bellica delle democrazie c del bolsce vismo staliniano La polemica statunitense tra isolazionisti c anti-ne utralisti si alimentata dell'avvenimento con una virulenza alfneno pari alla nevrosi propagandistica c razziale che si dilatata da Cin cinnati verso le maggiori citt dell'Unione. Con l'incontro immediatamente antecedente, del c Potomac :., s i in realt integra ta, in senso che diremo uffkiale, la trama delle indicazioni e degli orientamenti che vorrebbero coincidere con i motivi propri della vita americana e tramutare gli i nt eressi particolari in interessi generali Nella dialettica di questo distacco, e di questo sos tanziale con trasto , come tutti sanno, il dramma dell'America contempora nea : la quale giunge alla sua maturazione imperiali tica per uno sprigionamento di forze irraggiate in estensione aggregate e non fuse, proie isolatamente verso gli sconfinamenti dell'ini:cn sificazione vitalistica c preva-ricatrice M.ondo, in cui appunto estremamente agevole lo scambio tra il particolare c il generale, c O\" C le tensioni dell'empiria si cristallizzano in una dinamica IO uniformemente costame, per cui la storia con=tratta nella cronaca. la morale nelle meccaniche secchczze del l'utilitarismo c del proselitismo protestante, il mito liberale nelle crudezze delle dittature di senso e di classe. L'eterno pumare ebraico sugli interessi particolari, l'acre, la pervicace fedelt alle grezze veHeit della razza, trovano in questo mezzo politico e sociale stupefacentemcntc fluido le pos sibilit per un gioco senza restrizioni e senza riserve, attraverso l'inserimento nella genericit di forme ideologiche comunque adattab ; li ed estensibili, o attraverso la ScoPerta propaganda di metodi e di obiettivi razziali aggregati ai metodi e agli obiettivi dell'atom i smo demo-liberale Un processo singolarmente analo go, oltre le differenze apparenti. quello che ha condizionato e condiziona la spinta propulsiva giudaica sul costituirsi e sul modo d 'esse re della societ bolscevica: dov e l'a sso luta ridu zione al materialismo l' immobilizzazione in una razionalit giunta all'estrema elementarit della meccanica, sono le zone di presa quali l'ebraismo fa gravitare, in modo pi rigido ma parimenti conscmaneo, gli interessi connaturali alla razza. Questi molteplici volti di un'azione imernazionaie arrivata o;>ggi ai ferri corti con la reazione del mondo eu ropeo, e con la s ua indomita potenza di civilt sono ancora una volta affiorati al congresso di Cincinnati nelle relazioni c nelle dichiarazioni, sia pure ufficiai:. delle rappresentanze delle E' poi ch quest'anno le delegazioni hanno ragg iunto un numero par t icol armente elevato, dato l'ininterrotto afflusso ebraico c he si verifica da qualche tempo verso le due Americhe, p dirsi che la riunione statunitense sia stata tra le pi significativedel l'ultimo periodo, il)-quanto ha reso possibile un sondaggio pres-

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soch imegrale degli orientamenti del gmdaismo contempora neo. .Ma egualmente significativo il congresso apparso in un senso che chiameremo interno: confermando nel modo pi netto, attrav"crso la particolare tecnica delk discussioni e attraverso il metodo cui si informano le dichiarazioni condusivc, quella tara or: ginaria, quella incredibiie insufficienza costitutiva da cui de riva il carattere involutivo della razza e la sua rattratta inca pacit alla storia. Un dibattito sui desiderata sionisti poteva essere di qualche attualit in e negli Stati Uniti, in considerazione del contributo giudaico finanziamento e all'estensione della guerra. Due tesi sono state, a questo riguardo, propugnate alla conferenza ,:di Cincinnati: quella del presidente della Conven zione. Murray Gurein, che ha richiamato gli inglesi al loro antico impegno di cedere la Palestina agli ebrei ; c quella di Israele Goldstcin, che ha proposto l'inclusione della Palestina sionista nel Commonwealth britannico. Ma il problema palcsti nese non ha costituito in rea'lt che uno spunto per ben pit vaste formulazioni: di cui sono d'altronde sensibili gli elementi nelle stesse mozioni Gt\rfc = n-Goldstein, le quali, nella dei suggerimenti, palesano pure un attcgkiamento fondameRtale comune. Le discussioni si sono venute gradatamente allargando; le relazioni delle ultime sedute hanno avtito solo dei scmpt:ci riferimenti alla Palestina e si sono viceversa soffermatc sul l'azione giudaica in rapporto al conflitto c a lle futu;e siste mazioni politiche; e alle rdazioni si sono innestate dichia.ra l oni pubbliche e interviste dei maggiori esponenti della con ierenla, intese a dettagliare c soprattutto a sottolineare il senso c la portata delle relazioni ufficiali. Con sor presa di taluni, c con particolare interesse degli am hicnti bellicisti statunitensi, l'chraismo si pronunciato a Cin-Un rabbino delle Palestina

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.Manifestazione antitedesca di giovinastri ebrei, avvenuta in Francia nel 1936: questi ragazzetti avevano il coraggi o di proclamarsi "ex-combattenti della guerra 1914-18 ,., molto riservatamente sul conto dell'Inghilterra e, in via g enerale suUa condotta del conflitto. Pi di un oratore ha te nuto a rilevare che gli sviluppi degli avvenimenti non sembrano a tutt'oggi aiutare la soluzione della questione giudaica. Spe cialmente esplicite a tale riguardo sono state le affermazioni di uno dei pi noti rappresentanti del sionismo, Barnet Brik e r, che in sostanza ha richiesto ai governi anglo-sas s oni, come con dizione basilare per la pace l' immediato accoglimento delle ri ch i este del giudaismo; <:io, oltre l'autonomia della Palestina, la concessione di quelle politiche ed economiche atte ad assicurare l'inquadramento e il consolidamento del nuovo nu cleo statale e delle sue attivit nel mondo-di domani Ritornano accomunati in questa presa di posizione i motivi solo formalmente diversi delle mozioni Gurfein e Goldstdn: cio la volont di inserirsi e di agire nel roore della politica attiva di imporsi come protagonisti nella trama dei rapporti internazionali, dopo aver a
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e DELL' AFRICA Durante gli ultimi decenni l'attenzione anche del grande pubblico stata attratta ripetutamente sui minuscoli abitanti della foresta afriana da pubblicazioni varie, compresi articoli giornalistici, nonch, e con insistenza, dal cinematografo. Nel medesimo tempo visitavano quelle genti diversi studiosi fra cui Czekanowsk.i, Trilles, Schebesta e lo scrivente; per i dati antropologici ed etnografici raccolti concernono piuttosto in esteso i gruppi pigmei dell'Ituri e assai poco quelli che da occidente di tale re-Uft Negro con ....... di sllllu-,. medie, e un PigMeO suo coe-taneo gione giungono fino alle rive dell' Atlantico. Ci dipende dalla insa lubrit e difficolt di accesso inseparabili dalla maggioranza delle zone abitate in Africa dai Pigmei. Diffidenti di ogni uomo non della loro razza e in particolare degli Europei, attribuendo ad essi poteri misteriosi, costoro rifuggono inoltre da ogni contatto se non procurato a mezzo di speiali segnali e di speciali persone. Circondati da trib negre dedite tuttora al cannibalismo, quando fuori del contatto dei Bianchi, giustificatamente debbono nondimeno vegliare di continuo sulla propria salvezza; per questo, anzi, che scelsero la buia foresta equatoriale come ultimo sebbene malsano rifugio. Con tanto timido popolo entrai in contatto per la prima volta nel Con go Belga e precisamente sull'alto !turi. Dopo una permanenza di quattro mesi ne riportai nuovi dati antropo logici, circa quattrocento fotografie e una serie, la pi ampia del genere, di 21 modelli facciali. Il lavoro mi procacci l'amicizia di vari Pigmei IS

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l '' i 11ttali mi avventurai in imprese compresa una cacciata. Xou rir>etci troppo l'es1>erimento p<'rcht. nella foresta vergiue, am hiente di vita dei Pigmei, la loco lllozione oltremodo p e nosa per qualunquE.' uomo dE'lin nostrn razza sia pure ugilt "d a<:corto. Trouchi c liane, ()Uando non sono acquitt ini pestilenziali e putridumi vegetali entro i 4uali si affonda avvolti ndla migliore ipotesi da grandi felci che tnlora comprendono sg1adite or ticnnti, vi ostacolano ad ogni mo mento il passo. Si aggiungano i fre c)uenti assalti di insetti e la proba biliu di imbattersi in fiere o :sE.'rpcn ti velenosi. Simili inconvenienti ap puriscono inezie ai Pigmei tanto ch e con indifferenza percorrono perfino di notte la aiutati da una vi ta che soli sembrano possedere In un amhiente siftatto, oscurato pet'('nnemente dal l(roviglio della i mit>i accompttguatori avanzavano saltando di liaua in Jia na e salendo iu certi punti anche a qualche metro dal suolo. Sebbene cou ogni sforzo andassi avanti mi <:upt, cos, di csst'rc sempre sopravunzato dalla 'mia banda di Ilccoli uomini nudi. Di quando in quando i inerpicavano sulle liane per co gliere frutti comportandosi non mol to diversamente dagli S<'mpnnz di cui la stessa foresta popolata. Q.ta!cuno, stretta in bocca una liana meutre era in alto, non esitava nu che a sostenervisi con lo scopo di aver libere le mani onde scagliare la freccia. Pur facendolo d'aLitudin i loro denti non ne soffrono dato che i Pigmei posseggono un robustissimo upparatQ masticatore: il pi ro busto, forse, fra tutte le razze uman -Xonostante gli inconvcnieuti, non si saprebbe immaginare, ]ler, un ambiente pi adatto della foresta equatoriale per l'uomo incivile. 0 vunc}ue, in mezzo al verde, essa prodiga di riserve in Iormn di intere piante, frutti, grani, radici od animaJi. Di norma rende superfluo anche costruire ripari perch ofrrc> asilo nelle rocce o nelle cavit degli immensi tronchi; occorre per molta esperienza per non morire di fame, o peggio, fra tanta dovizia. Nella foresta equatoriale, difatti, la selvaggina e le fiere ci sono ma non si ve dono; i frutti sorridono da ogni par te ma molti di essi fanno male quando non sono addirittura velenosi. Quante volte i Pigmei non mi trattennero dall'assaggiare frutti profumati e che tutto faceva supporre ec c cllenti f In conclusione la caccia in ... foresta coi Pigmei mi riusc proficua soltanto com e tnografo. In fatto d i animali, ad ecce zione delle scimmi e solit e a volt eggiare numerose sulle cim e alberi, non avre i potuto scorge r e n emm no un e l efante a causa d e l folto. he dire poi di tant bes tie minor i use a m ette r i immobili a l primo rum9re sosp etto o a va lersi d ella v erdura per ruggir T A nn europt.o, l d entro, rit>sce app na l a c a ccia all'a petto con un buon nume ro di battitori. La provai ma an -h' sa i n qu e i paraggi non fa per noi a men o di n ggettarsi, per la durata d e ll 'attes a, a far della pro pria p Il e il luogo di convegno di tutte l e zanzare dei dintorni. fore ta i Pigmei mi diletta r ono con m olti punti della loro vi ta c on u cta. In 1.m luogo c i venne Tipo pigmeo incontro un uccclletto, puco piil gros so di un passero, il quale, trillando, prese a svolazzarci v i 'ino avanti indietro. Si trattava di uno dei cosiddetti indicatori del mie le. In bre ve i miei Pigmei scoprirono e mise ro a sacco un alveare non senza lasciare parte del bottino alla guida sagace. Un uomo, da solo, uffront le ire delle' api dopo essersi spalmato il corpo, per difesa. col succo di una aristolochia e di altre piante. La se ra, una danza in cui era rievocato a m eraviglia ogni pnrticolnre di cote sta cattura sol e nnizz, per cos dire, l'avvenimento. Si tenga presente c h e i Pigmei, fra tutti gli indigeni africani, sono insuperabili n ell'art e di mimetizzare, danzando eventi della loro vita. Vi dnno motivo OJ>isodi qualsiasi di caccia, di rapina o altro cosicch quelta beata gente pa88a tre t!Uarti del suo tempo danzando. Mi capitato di vedere raffigurare, con comicit irr sistibile, perfino le mie pratiche su loro d tudio illl tropologia fra cui la l int tvQto complicata, di modelli fa cciali! Dalle m i e gi t e silvestri c oi P igme i riporto un ricordo curioso onnesso alla mo r t e casuale di un innocuo camaleonte otto i l piede di uno degli accomp agnatori. Al fattaccio segu par bio t rambusto perch se ne trassero pe imi presug i rich iedenti scongiuro immediato. Con febbrile ra}>idit fu eretta una m i nuscola capnnnu di rw e h utru l a qual venne arso il camaleonte. I Pigme i, cantando, presero a danzare in cer chio intorno al fuoco fino a che non re t tracc i a dell'animale. Allora oguuuo con tribu a spengere i tizzi col sistema di Gulliver; poi, coperti i carboni e le c eneri con foglie, tutt i ripartirono in fretta convinti di avere annientato cos ogni cattiva conseguenza dell'accaduto. I P igmei sono poliglotti o almeno intendono i linguaggi dei loro vici ni di razza negra. Mostruno tendenza spiccata a introdurre proverbi e imilitndini uell t' pres: ioni rivelando talora concetti non rari anche rra \ civili. interrogate un pig meo sulla felicit dell uomo sposato, capaci simo di confrontare la moglie con .... la scorza d 'albero da cui, battendola. si trae stoffa; pu quindi rispondere che c moglie e scorza d'al bero i owigliano perch ambedue richiedono il bastone! Oppure nfferma che lingua di donna e punta di freccia sono la stessa cosa da to che ambedue feriscono. L astuzia d ella donna per dominat-e il mari to pu esprime r i in una mauiera ol tremodo pittoresca: .: l'esile liana abbatte l'allxlro ente -Un po' rude la maniera con cui il marito intende accennare alla sua indulgenza per i difetti della moglie: c quando si ama il proprio cane se ne sopportano le pulci L'amore materno si trova pure espr('"c;o in proverbi co me il seguente: il't lo scimmiotto piagato pii1 sua madre lo lecca,._ B nch coi capel!i lanosi come i Negri, i 'Pigmei non hanno niente del n gro n emme no nel color della pelle, che in preferenza gialliccia o ro astra, e tanto meno nella fac cia, che nei t ipi puri ha labbra sottili a ociate ad un naso diversissi mo dal negro, straordinariamente largo ed appiattito, con narici la coi apertura ha un diametro trasverso spesso doppio di quello anteraposte riore. Alcuni sono barbuti e con ascelle, torace, addome e arti molto pelosi. Robusti pi che non li fareb be supporre la ridotta statunt, pE.'r-

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in uua vita completamente contenti del ricovero offurto dalla foresta, senza case o caJmuue fisse, senza animali domesti ci, meno qualche raro cane, e senza agricoltura, ignari di ogni arte all'infuori di quanto concerne la caccia che essi praticano a mezzo di minuscole f1ecce avvelenate capaci di dare in breve la morte ai pi grossi animali. A differenza delle altre popolazioni africane a piccola statura, quali i Boscnmni, i Pigmei sono lungi dal trovarsi in estinzione; piuttosto il loro tipo si inquiua ogni giomo di pi per introduzione di elementi razziali eterogenei. Disper-i e separati gli uni dagli altri nella sterminata foresta equatorial e esi stono ancora per un numero che per la sola regione dell'Ituri, rifugio dei migliori rappresentanti della razza, pu facilmente calcolarsi non inferiore a 20.000 individui. Nel complesso dei Pigmei si deb bono distinguere almeno due tipi e ci() indi)>endentemente dn ogni impurit razziale. Senza dubbio esistono Pigmei dolico e Pigmei brachicefali; la brachicefalia dei Negri centto-africani pu attribuirsi a miscuglio coi Pigmei scomparsi appunto su varie aree per incrocio coi loro pi potenti vicini. Un altro motivo per asserire l'originaria diversit dei Pigmei deriva dalla oscil lazione in caratteri quali la statura, le 11roponioni generali del corpo, il colore della peli, dei capelli e degli occhi nell'interno di alcuni gruppi indipendentemente da concepibili inhusioni etniche. Si ha del resto che i Pigmei non puri sono ormai caratterizzati meglio da quanto posseggono di negro piuttosto che d: pigmeo. Altrettanto per genti africane, in passato importanti, come certi Pigmoidi comunemente detti Bittua e dispersi in Africa ancor pi dei Pigmei. A cotesti gruppi soltanto pu applicarsi la qualifica di Negri a piccola statura che talora, erroneamente, vedesi estesa n Pigmei e Pigmoidi. A proposito dei Dtua dir che per alcuni antropologi essi iu origine sarebbero stati Pigmei simili a quelli odierni dell'Ituri. Non cos penso io dopo quanto h<' osservato non solo nel Congo ma anche un po in tutto il continente africano. I Btua dovettero sempre differire dai ,eri Pigmei non foss'altro per la statura e il colore delia pelle. Oggi, alle frequenti stature di 1.30 o 1.35 c al colore giallastro pi o meno scuJ'O dei Pigmei, corrispondono le sta-ture di 1.52, o }), e la pelle nera. o quasi, dei Btua. Una incoufondibile caratteristica bittua poi l a fl on te bassa e pelosa con inserzione eircolare dei capelli su essa. Innumerevoli indizi provano che i lltua occuparono in passato vaste c f c rtil i regioni dell'Africa d'onde scomparvero perch assorbiti principalment.e dai llantu. Imba tarditi sempre pii1 da questi ne acquistarono n poco n poco i modi di vita tanto da confondersi infine con l e loro tribit. Il t'nomeno pu sorprende1si in atto in diverse piaghe tropicali e particolnr-Tipo pigmeo mente nella ll.hodesia secondo dico in varie mie pubblicazioni (In Africa, dal Capo al Cairo; Considera z io ni sul passato e l'avtenire deUe po polazione africane; ecc.) prendendo lo spunto dai Btua delle paludi Lukanga. L'influsso razziale btua fra i Bantu spe so ricono cibilc, fra l'altro, dall'accennata forma e pelosit della fronte: carattere che si ripresenta anche in popolazioni fra le quali perduto da epoche ogni ricordo btua. Il fenomeno, nna volta valutato a sufficienza, indurr ad includere fra gli aborigeni del continente africano, allo stesso titolo d ei Boscimani e d{'i Pi!!mei, 1mcbe i pigmoidi Btua. All'opposto dei Pigmei ma analogamente ai Boscimani, i Btua sono in procinto d estinguersi come gruppo umano a s c come cultura. Per il loro notevole ignificato scientifico non lasceremo certo che si disperdano prima di averne spremuto il se greto di cui sono ignari detentori. Sappiamo che il continuo inquinarsi di cultura e di sangue bantu non porter ad una vera scomparsa ma, ripeto, ad una completa diluizione dai Btua, sl che nulla potr trar-sene nel senso indicato se giungeremo in ritardo; e ci bisogna evitare. Si consideri che l'assorb i rncnto i11 parola resulta accelerato in questi tempi dalla vendita delle donne dei Bittua ai Bantu in conseguenza di un impoverimento dei p1inti sempre piit accentuato in confronto dei se condi. l Btua meglio eonsf'rvati, rintracciabili in orde sparute c perseguitate, seguono usi molto diversi da quelli dei Pigmei. Vanno undi, con 1m semplice cordone intorno ai fianchi J:>Cr sost nt>re fili vegetali coprenti le pndende. Lo don Ile aggiungono un cordone nttorno al torace dn cui pendono altri identici fili. Prima di venit oggiogaii dai Bantu .si contentavano di ricoveri naturali e mancavano quindi d i vere A riguardo dci Pigmei c Pigmoidi africani denunziai da tempo. per pri mo, un fatto concernente il colore dei capelli e degli occhi che b a ricevuto poi conferme autorevoli. Ne l 1930, discendendo il Kasai. ehbi a no tare indigeni di piccola statura, biondi o biondastri e con occhi chia ri. Posteriormente trovai lo stesso in varie parti del bacino del Congo. Pigmei biondastri e con occhi azzurrognoli li osservai anche nella Coresta di Bafuabaka in territorio Ba-"lika, mischiati indifferentemente con individui a capelli neri o scuri: Di questi vari tipi di capetti raccolsi campioni ora depositati presso l'Universit di Firenze. La possibilit i biondismo fra alcuni primitivi (Montandon pct gli Ainu; Stephanson per gli Eschimesi, Taylor per gli Au tmlic.ni, ccc.) stata pi volte sostenuta ma sempre respinta, adducendo come motivo della depigmentazione osservata sia l'incrocio con tipi europei biondi. sia manipola zioni portanti al decolorarsi artificial e dei capelli. questo il ca so tlel gli individui da me veduti c di nlcuni dei quali i capelli, ripeto, trovansi in Italia. Aggiungo che di norma il capello pigmeo, anche se scmo, ha un 1i flesso J'ossust ro e di rado presenta il nero intenso c bril l-ante-proprio dei Negri. Per il tipo fisico ed il genere di vita i Pigmei e i Pigmoidi afrieani vanno collocati fra gli uomini degni di maggiore attenzione nel mondo. Molto celano ancora, come vedesi, di quanto concerne la loro storia razziale ma tutto fa spera1 .e che il giorno sia prossimo in cni, con ricerche finalmente adeguate, anche questo problema ricever la dovuta olu zion('. (Fotogrofie dell'autore). UDIO CIPRIANI

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16 DA DAVIDE A DAVIDE dice l'ori9inale documento bri tannico qui riprodotto. E chi sar mai il secondo David e. ri tenuto degno di salire sul trono d'Israele, dopo tanti secoli e tante vicende? Leggete bene: il Principe di8alles l E adesso, risalite a poco a po co. dal Principe
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tiiiIL"--.. .. ROYAL ---::r=rj .. ._ .,......_, .... -. -. --------, ........ -LA BEAL CASA BRITANNICA non pu certo vantarsi di un documento come questo. che la espone al ludibrio del giudaicume mondiale. Eppure. si tratta proprio di un documento inglese. che fa parte di quel movimento pseudo scientifico. pure inglese. che pretende di identificare nel popolo britannico l' autentico discendente delle trib di Giuda (i nostri lettori ne sono stati informati da; un articolo di Telesio InterSi tratta evidentemente di una tesi sballata, m non per questo meno significativa. n connubio anglo-giudaico cos stretto. da far perdere agli lni:Jlesi persino il loro tradizionale riSpetto per il trono! li

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L 'uomo ( "), quando viene al mondo, grida; e il dolore che e m ette i n questo grido e in quel ripetuto pianger che la . orrc compiere qualco. w gli far male Que sta t o rtu.ra il f ondame nto del dolore tragico ; p e rch n ell'uomo v '. p e r bas e di v ita qu.es/j; tragedia e quest' urto da cui egli mai ILO/L s i ri s olze, s e llall v incendo l eterno N e mico Il quale la tmdiz ion e r e ligio s a id entific n e l dm. o11e O$cur o, o stil e t zlla vi ta cui die de il nome Satana. Que st' o mbra. d i Satcma s i e rg e mae stosa. fino a toccare il cido . m tutta In s tcrmiii(Lla : v il < l t e rre str e P e r ci l'uo m o urla d i dolore: p e r illfrang e r e con tuu.a la mu s w d elle s u e una frattura ch e n elle sue fibre : la frauura e t e rna di Sata11a. l l d o l o r e tmg i c o ques ta s.olle v a z ion e c ontro il nemico, e la s toruJ suoi trionfi e d elle s u e cadute Ma colui il quale si pa c ificato. cio ha ricongiunto le di sg iun[(: parti qzu :gli .wl c come u n funw l e nto ve rso il cielo: ,. la s ua p e r pi b e Mit.ud i;le e m e no di martirio A n cf, e l'animale urw di tra g ico dolo re; ma sol.o in ll.ualch<3 raro IIWIIIC!IIIO di lat.'Cruz i o n e fi s ica. lo conduce quas i s e mpr ltrita/ ,ilme lll c alla morte. P e r l'u omo il d.ol.or e inv ec e il pa < co l o di lui/t' le .Wedo in totale arm.onia, o v_i fu in essa una scossa c he la scombui? E altrimenti: questa cosa la pi alta rh e tocca il mio spirito, o se ne d una ancora pi alta? E' u n r nv mento ch e atlt 'olge feternit, o un attimo transeunte nel ciclo d elle cose? Il momento ael bene come la gran luce dell' estale, in cui tutto si oongiunge dai cieli ulla terra in una sola d i l ar,:Ftlr armonia. E il male come l'inverno, che spegne i cicli rfll a vita ne mina alle rad: i la for:a intesa a salire, e pone l a tlnldel ge1c fra co s a e cosa Perc il genio cr e atore fu mw p r e, ine v itabilm.enle. figlio del sole ; e cerc il sole, ond e putr c r ea r e Ora riportato a questo punto il problerna d e lla ra::a. '' r ende ine t >itabilme nte chiaro che per i due punti vi so n o unn formati questo solido concetto della s.ostanza del r eale. a rlll an che il problema razza s oggiac'C. E -m.olti. el e m enti. ,ht'

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/"istinto dei popoli sente o presente, e che la riflessione. approva !cn:tJ darsene una ragione tuttavia definitiva, ricevono da que !la /'usizio n e pi. fissa di fronte al reale la loro sanzione chiara e (o .::ciente. ! problema della razza si riduce oon que sto ai due problemi dc/!, cosmiche gerarchie, e della cosmica rottura fra il bene c li m ale. r allora diventa chiaro che se l.o studio normalmente con du!i" s ulle d i fferenti razze in s un esame di dilferen z iazioni mo1 !ulugich e e di quelle gerarchie che la natura ha di per s i.
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f1U)rale e d economico, com e pure nell apprezzamento che si fa d e lla doruw. e d ell'uoi1U) n e lla loro belle z za esteriore, e di in dol e purameru e t ecnic a nell apprezzamento dei valori scientifici. So tto ogni giudi z io edo nistico o t e cnico s ta un ini z iale procedimento di anali.si c h e s p ezz a il getto unico del reale in f1U){ti Jramrnenti o nd e m eg lio ved e r vi d e ntro. Questo proc e dimento c he, operato cum grano s alis il procedimento naturale al pen .1ioro d e ll'uomo divi e ne, in mano a chi, come fuomo f1U)derno, se n e serve onde incatenare tutta la realt p e i suoi piaceri e p c i suoi biso g ni di null altro sollecito e/te del poss e sso e del l'util e d'ordin e immediato, un s atanial strumento di infrazione all 'etema f ede e all' e t e rna b ellezza. La con.1eg u e nza, c h e p i imme diatam e nt e ci int e r essa, che si g iudica l 'uof1U) e sclU$ivament e con m e tro quantitativo e seoor u lo i suoi v alor i tecnici. cio la sua bravura, an::ich col me tr o d e i v alori c h e valgono di front e a Dio conJ.C avr e bb e detto ww sc rittor e del m e dio evo. A 11c h e pro e contro il pr o bl e ma raz;;ia. l e rwn si mancato eli usa r e lo stesso nte tro di g.uiizio app. ortando vi confusioni in11ume r evo li. huanto e d la questio n e meno rilevar!l.e valida l'equ,az ion e ruz.za b e lle;;:a? Se n : a dubb io Ma c h e s intende per bell e:z a? Noi rispoml ianw c h e si d eve int e nd e r e quella belle zz a c h e ha un valor e di s e r ertanJ.Cnto p e r l'a nirno e e/te lo riporta, CO//W in urw. scoss a c h e d'un tratto lo astrae dalla confusione gionwliera. 11e l r egrw della pac e e d ell'e t e rno. NorL si deve c redere c h e con quest'o s i pr etenda troppo. An c h e ur1 gatto, artc h e un fior e so n o sufficie nti a riportare l ani mo 11ell'amwnia. E ssa ha e t e rni interessi e cicli celesti; ma si riper cuo t e e converge anch e in ogni pi cco la cosa di questa terra. l l fatto mat e rial e e bruto c h e un corpo abbia Ufll b e l naso una bella bocca o d elle b e ll e gamb e o a bbia quelle doti este riori che piacciono al su p e rfidale senso e donistico della vita n o n testimonia p e r nulla oome gene ralm e nt e s i d ice, di valori ,,j mali ma ben piuttosto di non valori ; cio di valori e mine n temente negativi. Quei cor p i e m e ttono un tono che p i inti mam.t'nt e contrario all e arnwnie d e lla v ita. Tutta vUJ. l'edoni.s m o si distrugg e da s : e l 'e rror e d e lla sua t esi e h iar o M e no chiaro .i n vece risult,a i l dr a mma dell' anm,a mod e rna, quando si m n elle secc h e d e lla scienza e dei s uoi orgogli; o della lt>crca e d ellt s u e ut ilit; o della moral e e dell e sue con l'enien.:e e dei suoi appre zza m e nti di poco costo. All.ora si enJm. in u n campo il cui ri.tnw non pi. quello dell-a vita della vita totale; eppure quello clu! a v quasi tutta l a vita d e i nostri mod e rni giorni t e rrestri 20 C un fatto inequivocabile e/te, nell'uso f1U)_ derno di interulere la vita., quegli e/te va avarWi colui e/te possiede pi qualU di indole tecnica. 1l saper fare e s aper produrre in determinati campi del sapere o della prassi quasi tutto per la civilt at tuale; nella quale invece le qualit intime delf aninw caldo e commosso del senso religioso della vita delferoisnw terulono ad avere, almeno nel corso normale degli eventi la peggio. N potrebbe essere altrimenti, se i beni si costruiscono col denaro; ora il dena r o una mi.sura di qu,antit. E il criterio della quan tit corre sempre un gran rischio di isolarsi in pura analisi, e segmentazione della vita in se/temi finiti dai quali ogni con tatto col divino, che atto infinito resta irrimediabilment e sa crificato. E' un fenomeno naturale a que sto modo d essere che anche il sapere e le altre attivit teoretic!te dell'uomo {perfino Parte a volte) fin.i3cono per venir misurate e valutate secondo il cri terio di quantit che universalmente domina la nostra conce :ione della vita. E allora si giunge alla conseguenza, della quale volemmo principalmente parlare Essa che anche l individuo singolo viene valutato secondo lo se/te ma di quantit ; sie essa quantit di sapere o quantit di v irt pratic!te. Lo scolaro viene apprezzato non p e r l'anima sua profonda (verso cui giustament e tenta rivolgersi la 11aow legislazione scolastica} ma per quanto egli sa. E l'uom o fatto, quando p e r trovare con sudore il pane per la sua v ita. s i aifaccia a questa vita degli uomini, e concorre con altr i e lotta n e i tristi agoni oo e il sapere e le virt pratic!te si trasformano in nw.gri stipendi, anc!te egli, l'uomo fatto viene accettalo o r e spinto secondo la quantit delle doti e/te la natura o l'eser cizio hanno immagazzinato in lui. Per il santo per il poeta, per l 'e roe non teoricamente necessario che vi siano dei posti al sole. Ora come la civ i lt TT!!()derna giudica gli individui e li se cerne nella lotta p e r il pan e (che poi quel pane ond e c per il qual e a sua volta si costruisce, volenti o nolenti ognuno fJC I la sua piccola pa rte, /,a nostra civilt) cos, giudica la s cinca, 5econdo il medesimo metro, intorno al valore di quegli stessi individui ; e quando dal problema dell'individuo si passa uila razza, il metro contin,aa ad essere il medesimo. Cos si s e nte parlare di razze inferiori e superiori a s ecun d ( l di quanto esse hanrw come dice p r odotto per la civilt. f poi c h p e r civilt si sa bene quel che si intende ( n altru potr e bb e intender s i l s i pongono nei pi alti grqdi dell a ruluta o ione ra zzi al e i popoli che questa civilt calcolatric e e s ol!lmatric e di v alori qwmtitativi m e glio lw.n saputo sviluppar e o ussi rnilar e Fra questi v alori si annov e ra anche, e natural meatr i n sommo onore. l'arte : ma anch'essa vi ene nel corso del giu,1i:io, sottoposta a c riteri e minentem e nte quantitativi, quan d o non edonistici. La conseguenza che tutte l e raz ze occid e ntali o virea!i i n occidente finiscono per essere consid e rate superiori E;p,1re. continuando su questo metro di giudizio viene poi a n ;lllli O in. cui n e ce s sario dare una svolta, e iniziare p e r l a !i;fllit della ra:=a un' altra scafa di valori, n e lla quale si conti n n a n cora a parlare. di ra:z e superiori e inferiori, ma distingu<';,,lnl r di nuovo con altro metod-O, che m e tte in azione confusi rrilm di dignit nwralit e altro. Perch dopo aver e accolto nel paradiso degli uOmini .
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intimi. i quo.li tuttavia sono da soli atti a fare ta.::noUe o il pieno in quel gran panorama aperkf. : sul che d ll' ';;> ' [intima cosczenza e uomo. . t, fa esempio, un criterio razziale giudi.f._a il metro di civilt tutto lo. delle razze, corpo, nel loro _e nella loro etn::'lo?r'fe Jn inferiori e superWTJ nservando quest ulnma. P_er le e m inentemente europee, mentre la pegg1,0_ s{Ja, prgha co-m<' semp r e il negro. ;.-. .\ii. ; Ora. p oich quegli stessi che razze con,lo que sto concetto, hanno pm mteresn p.r.4l:l1nre,TW teoncJ 11 r/1.,mdiUJ.re il popolo che 11111 cnu lrice Pr&Ctl!p.ea lclcew da mdlenm, m ma .11 ,fi mezzo degenere, a ti ran . per .. con cluswue dell1.njenonta anche Jzce, per 1st''ll pto. l dopo aver maltrattato gli <.l>nentall : .,ch. p'fr avrebbe re> tallti titoli per essere punti almeno che anche il popolo ebreo orientale: qli{.i:.t,'di deve ess<.c' illferiore all'europeo. Ma il ragionamento non calza. iii:: s tregua di quel ragionamento, cos. universale nella cil"IL t!/uale, ci si perdoni di dire che hanno invece molta pi r uy);!l' g li ebrei, quando di rimando fanno ra;:.zismo a lor m,,,;,,_ ,. dimostrano, con le carte alla mano che in ogni atto imp:rlcwte della civilt moderna c : un ebreo, o pi ebrei; rh, i: p o polo e breo abbonda, ben pi di moltissimi altr:i popoli nn,h occidentali, di eminenti personalit nella scienza, nella pd: ira e n e lla finan;:.a; che anzi molte fra le pi alte perso n a!."itr d i questi campi eminentemente tecnici sono ebree. E non ; .... -;r/;il e dar loro torto '; .lf Ma? E' forse errorzeo l istinto che ha condannato quel pu;:n!o'? i f orse un sollevamento di iloti, quello che si ribellato in !culi: e poc h e della storia contro la gente ebrea? (.!,a/ora torni a ci che noi abbiamo detto in tutti questi stu.l. apparir chiarissima la ragione per la quale il popolo t h,' almeno nella sua mass(J, e salve le debite eccezioni, ha tutn t itoli per chiamarsi popolo maggiore nella totalit euro luttavia ne ha anche tanti altri per esser giudicato infe nu: 1cc orulo una stregua pi sottile e segreta. .') u na razza in fondo non pu essere per natura che minor, ma.ggi.ore di un'altra secondo i doni quantitativi che la / 'r: t:Z:denw le diede nella gerarchia del reale. (,' .. <'sli doni li possgg.ono, in maggiore o minor misura ',,. tu. ttavia ha sempre un valore relativo tutti gli indi r:i.!tJ. t:h.e appartengono a quella razza, senza "distinzione di l nui e di cattivi. / l.ir ile. e capace di meUere in opera tutti i mezzi di civilt ,; ,..,!!,[ ivi duo buono e armonioso del nostro popolo come il lll'ratu, lo scurrile, il vile. l r altro capaci di di vini istinti e ispirazioni sono egual'''' n:,. pu.r nel diverso grado della loro cultura e della loro [, otura s pirituale l'uomo del Gange e l'uomo della Serina, '111' t : ntrambi non abbitfn.o perduta questa grazia. che Dio ,[,,;,;zrf c s ull'ingenuit d e lla natura. (.",(, significa che se la razza n.el' suo criterio genetico e stre/ ta"'' 'li" c atego rico in nnitiersale pu soltanto esser e maggior e 0 11" 110r c poi dentro il circuito delle razze stesse che si se par., il sem e buono dal cattivo, quello su cui caduta la raf Jrra. rfa quello che ha ricevuto il sorriso del sole. F quest'altra distin:ione, che si forma in seno alle razze strsw. e un f e nomeno successivo e di indole degenerliJ.iva, da run.\ulc:rarsi n e ll'ordine morale e spirituale alla stessa sTre]'{lw tf,., /t'rwmeni nwrbosi, che toccano la sfera visibile e corporale. 1 lri potr mai affermare che nel mondo esistano raz;:.e ma l'Jlr 1 1 P r natura, o quanto meno, interamente clte dal morbo? Il m()rl t 10 serpeggrera sempre so tantq nel seno delle razze e fra le pi. diverse razze. N vi sar ru.;;:;a. c he non sia qua e l colpita/ da qualche m.orbo. Senonch vi sono, come noto morbi b etil:gni e cnrabili, e maligni e irrevombili. Questi morbi come nessurw vorr contestare, non propriamente le r a zze, ma le masse degli irul!:vlui cio i po poli. E sono fenomeni degenerattJi c h e colgono successivcmtente divrsi popoli nel corso della storia. F e nom e ni quindr : succes si vi all'origine delle razze, le cui radici si padorw per natura nella notte dei tempi. Noi crediamo perci che si possa parlar e soltanto di razze minori e maggiori, ma che si debba poi anch e l eg ittimamente parlar e di popoli superiori e inferi.ori; int esi appu nto questi ultimi come popoli come mas.1e, /.arate nel destino del loro divenire storico, talora per vic issitudini esterne t : rinwdiabili tala.Ltra. per degenerazione dl loro seme; onde n ori 11asce pi buona pianta dalla trib di Charwan. Ci9 a dire le even tua/i eccezioni che fanno nascer profeti dalla terra. nudct di profeti, non fanno che confermare la n : goht ricon o s c iuta e co stante. Problema grandioso, questo d e l ben e e del male storico, che avvolge interi popoli, ne fa i transeu11ti wrmenti e le speranze di resurrezione, oppure li piomba denifiti v ament e nel huio senza confille. E i popoli si torment.arw per la. loro vita e per la loro morte, che come essi sanno b e ne n e l loro istinto eterrwmere ancestrale la vita e la nwrle dei loro figli e figli dei figli. Perci questi tormenti sono tormenti, c he ben oltre a.gli ifldi vidui passano al sangue e al seme come si dice; so11o v enti che i n vestono l e onde d e i mari, sciagure che precipitano sul piccolo e sul grande, e strozzano nel pianto l e madri che ge n e rano e i vecchi che si recli11ano verso la t e rra. Sono dolori e vicissitudini e/w v algono s. caso per caso, ma che hanri.o linee direttrici le quali varmo tl toccare l e razz e nella loro pi profonda essenza. E come non vi son razz e in .9 italian e o francesi. ma popoli i quali tuttavia lwnno per loro vicissitudine 1torica volti ri conoscibili com e le terr e e i paesi. cos vi sono popoli buoni e oscuri, div e nuti inevitabilmente tali per un loro destino raz;:.iale, che. li conduce in alto o li scende gi ve rso le basse sfere ove insieme riposano ombre d'uomini. di animali e di macilenti piant e GIUUO COGNI (*) V. i numeri 17 c 21 di qu es ta stessa rivi s ta Per molti dci che qui com e n e gli altrj articoli, s iamo \"e nuti s volgendo, ci permettiamo di indicar e al lettore il no s tro rec e nt e volume: IL SEG RETO DEL GENIO ( e d Vallecchi) ove il prohlema d e ll'intimo d cll'urers o e del su'tl dramma ete.rrro svolto in tutti i suoi J)Unti fondam e ntali (C. C ) 21

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l pi interessante fenomeno di organizzazione politic a di comunit etnica di 11110 stato a costituzione imperiale e aoso lutstica rappresentato oggi dal Manciucu . I sudditi di Pu-Hi sono costituiti d popolazioni di cinq u e razze: mancesi, mongoli, giapponesi, cinesi e coreani E i111 qui nulla di sorprendente trattandosi di razze nacuralmcnt e a i lini c d gruppi molto familiarizzati. Ma verameme sorpr c n denrc che questa comunit di razze, bench rigidamente c o n:rnllata al fine della preservazione delle specifiche individn ;dit emiche, non minimamente turbata o minacciata da nessun !.:"nere di attrito politico o morale, come fu nel passato .-\nzi la cosidctta concordia delle raz2:e:. costituisce col, oltrcch ;t n partito politico. inserito profondamente negli strati popola r ; J:, base spirituale del risorto impero. Di questa concurdiu, che tuttavia prescinde totalmente d a ''!;111 criterio democratico di equiparazione giuridica, tratteremo u n a l tra volta. E vediamo per ora quali vicende hanno determinai" la attuale composizione nazionale del giovane Mancucu. li territorio mancese divenne teatro di grandi lotte di pr:pn li, di varia stirpe li n dal g;orno in cui vi comparvero, circ a 1 r: : mila anni or sono le tribja dei Sucheni, appartenenci come c:11 odierni Giapponesi, al ceppo tunguso. Da allora la Manciura ha \'eduto tin continuo 5 1)rgerc c d cadere di e di dinastie. Pare che i Mancesi fossero una razza aborigena dci terr itllrii bagnati dall'Amur, come sembra che i Mongoli fosser o ori ginari delle vicine regioni steppose dell'interno. Queste due stlrpi cnmhat6ve e intraprendenti, contraddistinte da forti car attL ristiche di razza. si sono alternate ripetutamente al JomliJ: dell'Oriente in netto e solidale antagonismo alla potenza cincs< I ripetiamo, venivano da quel gruppo etnico di non facile determinazione, costituito dalle trib tungu se. l m o n gnlt invece appartenevano al ramo dci Buriati con qualche mc>" lanza d; altre raz2:e, affini ai Tungusi. La razza cinese o razza Hari invece di origine totalm ellh" indipendente da quella dei g ruppi suddetti.

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1 1 ffcrmart: eh,. durante crcnt a secoli di storia, dalle -.,. jH' -. . : lominazio ni suchene at gwrni nostri, la Mancmrla non prtnll ( l 'b' m;u ,1a ta razza Cinese Al contrano e trl dla c _ c Mongoh ... -,-ro, ripet m a m e nte ti loro domtmo su1 Cmest tondando a 1"11 d i o-r a ndi c o nqui s te, fastosi regni, come qu e lli di Liao ;q.,rt i l h c dr Km. L qu>g-co el pred o minto sulla fu 1;r }na s t;a quando dt sn:eptcose vutone mancc,i la Mancntrla e la C ma _st_ sotto un dcsnno pDtc r e imper : ale, che dehz1o tuttt 1 sudditi d1 una magmfi 11,,, sL"nza precedenti. D d rl'st o e Mongoli non furono i ;uri materia l i d e lla C ;na; ma esercitarono, specialmente p:1m1 1 1n chc una profonda influenza sui costpmi dei Cmes1. Il tcn>J>. . . cara t t eristico" c o dmo di questt, ad ese.,?lfuo e una usanza a iurlltld (Ostr ct t i i Cinesi dai Manccsi dominatori, come segno dt ,rrl'iJi t. Pe r tutto questo, st,Jrico. la r e cente fondazione dello Stato indipendente del s ull a terra avita ?ei e dei Mongoli e as: nnz;>lll' a l tro no di Pu -H1. 111 seg u tto"-.aUa -espressa volonta _di 111ili oni i sudditi, -costituis cono ffli naturah ,-:-Ht" l og icamcnte le grandt dommaztont SI sono. co _s1 >nccctlutc. Circa 1000 anni a. C. gran parte dell o anni. fino al 926 d. C. Questo regno J'oolioTna :VIanciuri a, gran parte della Corea delle reg1om mar1t : t imo d t lla Sibe ria. 11 regno dei Pohai condivise la det u n epoca di fiorente civilt. Nel frattempo 1 Man_ces1 avcDll> ill\i ate l e prime ambascerie in Giappone ed allacctato rela -ziottt ':"n q u e ll'impero . . \ d "Jlcr a di a ltre trib mancesi sorg-eva tntanto e s_ahva presto l "'leitza n e lla Manciuria nord-orientale! il regno I.:tao, fondato d:t 1\ i un, capo stipite della dinastia omomma della t hadtnz a d e i Tang i Kitan conquistarono t':'tto del 1':\";" r q uindi invasero con un potente esercito dt mtltzte man ctsi. l.t C i n a meridionale dove eressero il grande trono delle due din;,,tic man c esi. i Kitan c i successori, i Kin Nel ')26 si sn il reg n o di Pohai Al culmine delle _conquiste, la dinastta 1\i;tJo r iscuo teva 'l tributo di sessanta stata. Jt. 'l'" 210 a nni di regno l ultimo imperatore Kitan dal!,. trib d i Kin alcri tungusi originarii della Manctuna setten!rton;dc. .'impero di Kin godette di uno splendore unico, _storia dci!'t J ricnte m e di e, aie cd i suoi confini furono '!stesa fmo al iium" Giallo, i n alla conquisca di Kaifen.g, capitale cincs;: d c i Sung. Ma non dur pi di 120 anni e cadde eh; n::n,.i all a sorgente stella dei Mongoli. t luts t \rlt ima r a zza movendo dalle nacie s edi dell'interno agh orolt>i di u n f o rmidabile guerriero, Gcnghiz Kan, sopraffatto in i'"r'' t;,mpo i l regno dei Kin, port, durante gli anni 126o la U:t iominazioonc a tutta la Cina. Seguirono una sene di sfolj!O r;11ot i a nL"ntu r c militari e di strepitose vittori e che conduss ero> l e i nd"tnile milizi e del Kan attraverso l 'Asia fino all India aHa 1\r,ia. a lla Russ ia e perfino alle porte d'Europi. 1_)u a ra nta stat i furono messi in ginocchio dai Mongoli nel pert .. d, di poch i a nni. Sr>'t" i succes sori di Genghis l'impero mongolo in Cina decadde 'Pitlaml'nte e f u sostituito da1la dinastia cinese dei Ming intorno :il 11'i8. :\la non o stante la distruzione dell'Impero i Mongoli con;1 vivere indipendenti sia in Manciuria sia in Mongclia Una famiglia mancese festeggia il primo :\nchc l e t r ib m a n csi S olon nella Manciuria avevano conservato l autonomia di fronte agli altri regni mancesi ed ail'impero mongolo E furono gli stessi Solon che alcuni secoli dopo, approfittando dell incapacit degli ultimi Ming, ne acce lerarono la caduta sostituendosi ai Cinesi nel dominio delle pro vincie occidentali c dando origin e alla dinastia mancese che sc detce tanto lungament e sulla Cina J l primo re di questa dinastia, capo di una crib manc e s e rip e tutamentc vittoriosa dei Cinesi, fu Nurhachi ( 1559-1626) il fondatore dell'attuale capitale Hsi ng ching. Assunto imperatore egli condu s s e i suoi oltre la Grande :V1nraglia e s o ctomi s e i Cinesi del N o rd. I suoi discendenti este s ero le conqui s te fino al Mar GiaHo c consolidarono s e mpre pi il potere della dinastia, preoccupando s i di non, fa v orire l'elemento mancese a danno di quello cin e se; del che si pu dire che i Cinesi s ono s tati molto riconoscenti se rbando per oltre duecentocinquanta anni f e delt assoluta agli iml>eratori mancesi. Le guerre di cui I Oriencc ha sofferto nell et per quanto dure e lunghe non sono state causate da contrast! e rtva: lit di quelle razze, come in precedenza, ma soltanto da economici. da amhizione di fondatori OPP,ttre dalla pre pot e nt e 111-

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Giovani cavalieri della Mongolia Una fanciulla mancese vadenza delle potenze occidentali Tale la (1840) contro gli Inglesi, la nvolta de1 Bqxe ts, la guerra dc! 186o contro Inglesi e Francesi. L'ultim o impe ratore mancese fu deposto nel febbra i o 1912 quando venne costituita la celeste Repubblica. I! prodigio della trisecolare dominazione della dinastia mancese sulia Cina stato dovuto principalmente a quel poter e di as suefazione che la raffinata e complessa cvilt dei Cinesi aveva esercitato su tutte le popolazioni tunguse e mongole I Man ccsi in Cina considerarono sempre loro sa ero dovere, ad esempio, lo studio della !in gua e della letteratura cinese, lasciando alla lingua e alla scrittura propri a una funzione soltanto ausiliaria. Per questo la lingua e la let teratura mancese sono state e sono ancora in note vale ritardo nei confronti di quell e giap ponesi e delle cinesi. E per questo fino a ieri, nella grande con:fusione, non soltanto etnica dell a Repubblica Cinese, l'elemento manc ese era minacciato di tot
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." f unzione poli ti ca della L!-:m:glia ha variato gran:ie:ne nte nella della ;::J:za ariana. Agli albodelle sue tradiz'oni y::..:,-co, come prina organizza;,cce e pol:tica, la gen,; o::;cn::: e la sippe germanica: .comunit p i ampie deJla fami g:ia c.atu rale, !ul 1 ; coicro che traevano. ong,ne da capostipite comune e lorri:te pot eri politici cosi da lorr;;a:e c-ltre ttant e organizzazioni au;cn;:,:ne. Venuta meno, con lo dell o Stato; !'imporlan za de'io gens, la natura politica de!! familiare si con tinu nel p i J'mitato ambito della iamilia > romana, nei poteri quasi ass o l uti del < paterlami!ias, e nell'inviolab!lit dellq casa amiliar e feudale la famiglia, a interessi di classe e ak: conservazione dl potere ooh!ico a favore d i determina;e d:c: e n denze, si ampli nuo rume:o:e ne!le consorterie che uni;::w.o l e casate dei nob:Ji, men:r,, ad esse iacevano riscon:ro. :oelle campagne, le, fraterne ere societ di lam:glie rurali. La icr.;ig lia dell 'indusmosa bc:>ra cittadin a fu illuGirala in una delle opere pj Importanti de:Ja :cas tra letteratura, riel trat t ato , D e lla famiglia :. di L B Albe:t1 informal o a esatti criteri cugen:ci e razzisti Soitanto il periodo demo!iberal e 'gnor pratic<;unente la fa r.Jiglic, fac1;1ndo prevalere, come in ogn; altro campo del d ritto, l'ind:vidu alism0 e i suoi effetti an:iscc: ali. Cons :derata come un ., Il, IO) ne'i quali il carattere' iniziale dei coniugj non si lrasmuti in quel-lo dei genitori. In termini generali il problema politico-giuridico della famiglia si riassume nella domanda: deve essere in funzione dei geni tori dei !:gli? Su quale di queste forze poggiare l'ordine giuri d i co della famiglia? Ora chiaro che il problema centrale non dato dai rappor li tra i coniugi, il patriarcato o il matriarcalo, ma unicamente dalla prole. Per la quale non sussiste solo il compito pedago g;co che preoccupava gli anti chi da Plutarco a Ouinliliano a Mo'Ileo Vegio, ma si quello assai pi grave della stessa nascita e della stessa qualit razziale. li d i ritto si volge decisamente verso la componente dei figli e la pone come fine essenziale e informatore della famiglia: di qui facile desumere il pr' nci p : o politiCo-giuridico che s i pu chiamare -della prole. Nella vecchia le g :slazione generalmente ogni considerazione della famiglia si fermava al suo atto costitutivo, al matrimonio: regolato questo sfuggiva al le g 'alatore )a reale vita della fa miglia la sua concreta esistenza nei volgere degli anni. Al contraria, proprio questo periodo con le sue diverse fasi e con una propria storia familiare, !or ma la realt continua nel tem po, nella e altrettanto continua deve essere l'azione dello Stato, come ne d esempio la recente legislazione. a) Le organizzazioni giova-Oue1la c ontadina romena, accanto al focolare, con la conocchia e d fulo, 1 embra dar nuova vita ai personaggi femminili di Omero: alla base del nucle o familiare ario stanno sempre le stesse costumanze

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n i li del Regime, le istituz ioni a favore dell a Maternit e dell'In fanz ia, i provvedimenti [nanz'ari, le distinzioni d 'ordine pubblico, formano una complessa azione che tiene conto delle pi diveroe s :tuazioni e segue il pi poasiblle la famiglia nel suo s v iluppo. b) La responsabilit dei ge n it ori accresciuta col sancire l 'obbligo dell 'educazione e della la morale e del sentimento na z ionale fascista (art. 145 Cod. civ.) ed il potere gerarchico del capofamiglia viene rafforzato dalla collaborazione con la misalone educativa della Scuola e del Partito (Di ch. VII c Carta della Scuola :. ) c) Il favore verso la prole ei attua altresl nelle ipotesi patologiche del fatto lami J:are Il G iudice tutelare, l'affiliazione, lo intervento dello Stato a favore dei minori abbandonati o allevati in modo non conveniente c normale publica attivit nello interesse della sanit fisica e morale della stirpe :. (Relaz a l Re Imperatore n. 181), le facili tazioni per la fonnaz:one di uno s tato familiare dei fig!L naturaIl, sono altrettante innovazioni e rifanne che provv edono i n modo pi efficace alla tutela della prole cui negata o non idonea la famiglia naturale. Spootato i l centro d ella fami gli a da[ coniugi alla prol e e ammesse, come postulato e presupposto di ogni aumento numerico, le qualit di razza, la purezza raz:z:iaie della famiglia un al tro dei capisaldi s ui quali pog gia il suo nuovo ordine. La razza si volge alla prole assai pi che ai genitori. Il me tlcciato, le nonne razziali sul matrimon' o sono per definizione problemi della prole come tutte l e questioni relative all'ereditariet sono manifootamente in fun z ione della prole. Anche nelle lpotooi n elle quali la legge provvede alla man conza della famigEa naturale, la e sigenz a della purezza razz 'ale rialfennata mediante il divieto di adozio n e di aff liazione e d i tutela tra ar:ani e non ariani (articoli 290, 340, 402 Cod. c i v ) D 'altronde por a tro vie ;l veleno o b raco poteva i nl!ltrarsi n eUe iam:glie e corromperne l a compag i n e. S e rarament e, data la naturale avversion e a; con nubi misti, s i verificav a una cor .z-uz:one del sangue il maggior per: colo era rappresen tato dagl i inlin iti altri m ezzi quali la stampo, l a cultura, i rapporti di scuo la, di ulficio di interessi e ..Ua dicendo con i qual; l'ebreo corruttor e intaccava la famiglia ariana: a tutto questo ha posto lino la politica di separazione. Ma crediamo che quest'opera vada completata co n una sepo roz 'one ancor p : n etta e radicale che s i pu ottenere soltan-lo con di quartieri abitati esclusivamente da ebrei e locaJ:t loro riservate in m .odo da eliminare la loro diJIus :one nel corpo razz iale della Nazione: Nell'applicazione della politica demografica s i era da taluno ravvisato una specie di contrasto e dj interlerenza tra la famiglia e lo Stato tra un nuovo individualiGmo lam'liare e i fini pubblici e nazionali delle organizzaz ion; del Reg ime. In tale quesito no; v ed amo riflesso il secolare problema dei rapporti tra lo Stato e la fami glia. Ora il principio della razza compone questi term :n; in IJ.Cla superiore armonia. Quando si pensi che funzione essenz:ale della famiglia, come fatto Cii po polo, la razza, il suo ampliarSi e il suo migliorare, si scorge una fondamentale identit di fi ni con l'azione dello Stato. Quando si innalzi la famiglia al piano eroico della razza si supera ogn; egoismo e si compone ;ogni dissidio poich, come il singolo, la fam iglia deve esse re pronta a sacrificare i -suo; ele menti migliori per la comunit popolare. La razza stabil:sce un vincolo indissolubile tra la famiglia e lo Stato. La famiglia vive nella razza e nello Stato come una loro comune con una f'nalit che razziale e statale ad un tempo. Lungi dal chiudersi i n autonomie oggi inconcepibili collabora con lo Stato in una !dentit d i desti no L'analogi a pi vo l te tentata, tra lo Stato e la famiglia non pu reggersi su somigl:anze equali il potere gerarchico del capo-famiglia, ma invece ben visib!le sulle finalit che si riferiscono ad una esi g enza comune, la razza. Perci chiaro che il dir; tto famil 'are una parte stessa del diritto dello Stato, come organizzazio n i aventi lin i e importanza politica sono le innumerevoli fa miglie che formano il tessuto cellulare della razza e il fer mento de:Ja sua perenne vi talit. Il tema della famiglia s1 !m posta, anche ;n sede dottrinale, i n modo total !tario. Dal punto d i vi sta giuridico si rende necessaria una noz ione organi ca della famiglia che corri sponda ed e sprima la sua fun zione raz:z:ale. Non c i si trova cinnanz; ad una disorganica riunione di individui ma di fronte ad una realt unitaria. Non si comprende perch questa comu nit non debba avere un .espii c : to r iconoscimento giuridico d:e s i concreti nella tutela dc, t uo patrimonio ideale, dei mez z i ne c ssar[ per la sua vita, .Jila sua Non .>i tratta di creare nuove pemone giuridiche, n di cons'derare la fam iglia come una semplice societ da un'organizzazione di persone un:te tra loro da vincoli coniugali e di sangue, da poteri gerarchici e da una comunanza d; vita, d; coabilaz' o ne, di destino, appare, nella sua essenza, come una comunita che ha per fine la prole e che fondata sul sangue. Collegata con le altre innumeri della razza, nelle quali questa attinge i l suo continuo rilior:re, unita allresl al passato e al futuro ili una catena di altri organismi daj quali di!3cende o ai quali d origine, essa nasce e si ascrive sotto il segno di una comunit la pi intima e la pi intensa tra quante possano dars! sorretta da un'idea ed animata' da una forza che, attraverso spesso i pi duri sacrifici, realizzano lo slanc: o vitale della razza. Ubbidendo ad una sua interna legge di sviluppo segue inesorabilmente le las[ e la sor te segnata da natura. Questa realt deve pur essere uno dei concetti giurid' ci fon damentali del popolo. Si tratta perci di creare un diritto, fondato sulla famiglia, che ne tratt; e risolva, dal punto di vista qiuridico, i punti salienti. ... La vita giuridica della fami gl: a comprende un contenuto ideale e aspetti prevalentemente pratici ed economici. Senza dubbio la maggior cura deve essere dedicata a potenziare la volont di famiglia che, da s, attenua P.Oi e supera ogni -osta colo e crea in qualunque luogo lo spirito della famiglia italiana. Uno de; mezzj per l'affermazione del ,patrimonio ideale del a famiglia dato dal senso del focolare domestico che non deve essere un'espressione retori ca e di maniera ma il centro pi intimo della fam :glia .dove splendono i due simboli ariani, il fuoco e la luce, e dove si rmnova ogni giorno la divina g :oia del fuoco La famiglia inoltre non pu considerarsi staccata dalle sue origini, in una specie di indi vidualismo familiare, ma i vin coli parentali e la consapevolezza di una discendenza comu ne devono agire oggidl, in modo d 'verso dall'antico, ma pur sempre come coscienza di una pi intensa comunanza d i sangue. Nell'ordine di queste idee rien trano le memorie e le tradizioni familiari e la fedelt al luogo d i origine. Accanto a questi fattori ideaE, hanno, per il diritto, grande rilevanza le questioni inerenti all'organizzazione materiale del la famiglia. Le due questioni pratiche. fo;.tldamental; della famiglia si. rios sumono jn questj termini: spa,! v e lavoro. Spazio affinch, oilre l'abitazion!l;adatla allo s1;:ur, po demogrofco qualitCltivc quantitativo, la. famigl i a abt,;; anche-Ul\.,podere o un orto pro. prio che ne lisaldi in mo1o tangibile e i v 'n<:'):i con: la propria teqa; lavo r o af. .finch si sviluppj. una certo CIU t(I!chia lamiliare che dia ai parteClpj dell'orgQniGmo fomilia:re il senSo di. fiducia nelle propr: e fon:e di lavoro e la sp inta .ad uno liiP.irito di iniziati va che controbilanci gli effetti disgre gcitorj della moderna divisione del lavoro. li pi tipico istituto rozzia:le in CVJestq campo la casa-orto dove, reagendo all'urbapesimo, la pura e semplice abitazione integrata da un adeguato appeziamento d; terreno, moderna riproduzione dell'<;mtica c domus romana:.; essa segna u n ritorno C:oncreto della razza ariana alla terra, alle sorgenti eterne della vita. I molteplici problem; de lla lamiglia richiedono mezz extragiuridici, ma il diritto razziale pu portare un impo r tant e con tr ibuto sviluppando, sull 'antico ceppo della famiglia ari ana. ;. stitti finora ignoti al d iritto. Tralasciando l partic o l ari, si possono riassumere alcuni con celti, di carattere generale intor no alla concezione razz ist a del la famiglia. a) La famiglia, come si visto, una comunit che h a per fine la prole e che si fon da sul sangue. b) Formata dai gen i tori e dalla prole, ogni poter e 5petla al capo-famiglia (tradizione a: riana del capo-fami glia). c) Ha la funzione politica di essere la sorgente della razza ed perci, necessaria l a sua purezza razziale. d) Immagine della la m;glia il fuoco domestico al quoie ha naturalmente diritto e) L'abitazione della fomig:1a la casa-orto: la quale fo:ma l'unit familiare immobili are. l) Tutti i beni inerenti alia famiglia formano di diritto c'1a comunione indivisibile e .. nabile. g) Il familiar e dne essere protetto e sviluppato .:e condo le finalit di u n outochia familiare. h) A parit di merit o dnc essere data ,preferenza, in ogoi forma di lavoro, a chi un mestiere 0 una prof e ssio:.e gi esercitata dal padre. Si parlato di codi ce de!' 'l famiglia. si _prQPOsta la -lozione di una Carta dell a miglia (Loffredo) Senza club:: la legislazione in questa m ::
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" i come oggi in Italia stato cos i ,.o e cos attuale .Jo. studio delle razze c dei popoli. Accanto a lla poderos a o p era di Renato Bia ,;ttti Ra::::;c c popoli (di cui que ;,.,;tra Rivista s' largamente oc -ecco qui una serre dr l'uhhl caziom. l e quait, 1n un modo o u1 uil a ltro, interessano direttamente J'crn dogi a e lo studio delle tradizioni pup1l:Jri. Al la Etnologia dedica un pilut:l' ed al?.oroso, P. SC?ttl, Edtt<>r<' Hoe ph (che g1a nella collezione dci ; x p i log hi ci ha dato una dotta J',,j_,,,.ria del Blanc) Di interesse pi ma rigoroso nella sua impost:t::_,,ne, il vol ume di Ernesto de Marri;: . \'oluralismo c storicismo ncll 'e tno l oaiu. (cd. Laterza). Un buon manuale sulJ :.grafia, edi to dal Pironti di Napoli, ci ,i,; il C o rso. Ed ecco, infine, un'ottima u!lo stadini popolari i E diiiuni Italia n e, Roma) di cui autore P:tl'i" To s chi. \ i {u u n quando predominava il p ,[;i v i smo -che l etnologia, l'etnografia c l;; s tudio delle tradizioni popolari veconsider ati come delle branche i\ll ':,:nropologia Pi tardi si distinta l'a11trupologia (che studia il soma umano, d suo lato corporeo) dall'antropologia J:nolo gi ca e psicologica, ncl cui am htr; ,, sareb bero rientrate l'etnologia, l'et : 1:og1a ii a e lo studio delle tradizioni popol;,ri Q ual' oggi, l'atteggiamento degli stuJi< J s i rispe tto a queste definizioni o megli() dinanzi ai poblemi che tali definizioni p r e :ppo ngono? l_'ctnologia, afferma lo Scotti, studia cilt dei vari gruppi umani, e sopra tutr,. le ci"ilt dei popoli meno civil i :.. Lo Scu::.i, in fond o, non fa nessuna distinziut:t fra l 'e tnologia e l'etnografia. Senonch questi due termini vengono mente asseg nati, il secondo, alla descrizio n e popoli e il primo alla comparazio u c l 'a a lcuni studiosi, tuttavia, essi non s,,n, che dei sinonimi *** l 'rl's c inden do, ora; dalle defirioni. qu: i sono, dobbiamo domandarCi, i rap che passano .fra l'uomo meno civile c il m ile? F r a la barbarie e la civilt? E' ''""' affe rmato che la differenza tra il ,.,,;.JJcno selva ggio e l'uomo c i vile non :. r pnamente questo: essa piuttosto ,..,,rmc delle manifes tazioni che prepa integ rano la vita materiale e spiri -t . i
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s otto questo aspetto, un momento sebbc ne inferiore, d e lla civilt; Ia forma di ci vilt, possiamo dire, propr ia dei popoli ch e generalmente vengono chiamati pri mitivi. Ci stato mirabilmente intuito da G Battista Vico, che possiamo considera r e come il pr e cursore teorico degli studi et n o l og ici. L'importanza del Vico, negli studi etno logici riconosciuta dal Biasutti, accen nata dallo Scotti, ampiamente documenta ta dal Dc Martino. Il Corso, invece, nd passa re in ras segn a gli studiosi dell'ctno grafia non dim entica nessun straniero. Ma dim e ntica il Vico Procediamo. Nelle teorie chiaramente formulate dal Vico gi in abbozzo non solo il lav orlo delle scuole etnografiche, o meglio e tno logiche, le quali riprendono, appunt o, lo studio degli umani costumi per riccrcarn c l'origine c lo sv iluppo, ma att che la condanna di aJlcunc dj queste desimc scuole. La teoria, infatti, dci c o r s i c dci ricorsi, quale viene formulata d a l Vico, ad es., un'esplicita d e l concetto di una evo lu zione uni forme c indipendente dei gruppi umani formulato dal Bastian c ap pli cato dai primi e t nologi (Gerland, An dre, F. von Luschan). N, i n fondo con <1uclla teoria si pu conciliare lo schema della scu o la evoluzionista che considera il m ond o primitivo come una totalit, dove si possono, facilmente, stabilire leggi c cause. Il Corso afferma che c: l'origina it del TyJor (il quale a-ttraverso la cos iddetta socio l ogia dello Spenccr, ratific nell'et le teorie del D:ifWin) c: consiste nell'applicare l'evoluzionismo alle manife stazioni di cultura, nel trapasso delle lin feriori a quelle superiori :.. Ma, appunto in questa originalit, la condanna del l'opera stessa del Tylor, la quale resta tut cavia v alida solamente al di fuori i quel lo schema Lo -stesso si pu dire in fondo, del Frazer, per quanto egli all'animismo del Tylor sostituisca la magia. Nell'uno e nell'a-ltro identica la preoccupazione me todolog:ica; ricercare, cio, nelle civilt primitive, Ie prime forme religiose. Le quali sone, invece, -riportate daJ Marett -al preanimismo, che quanto dire alla stessa fonte di conoscenze casuali, cui si aspira no le teoriche de1 Tylor e de1 Frazr. Contro l intellettualismo inglese (che, nonostante le premesse errate, se_ppe dare agli studi di etnologia uno sviluppo vera mente notevole) scese in campo la scuola sociologica francese, fondata dal Dur khcim c di cui, nel campo dell'etnologia, il maggior rappresentante il Lvy-Bruhl. L'uno c l'altro, tuttavia, come ben nota Dc Martino, ansioso di portare in un campo teorico gli studi etnologici, ( al pari dci loro avversani mancarono di sen so storico, e la storia mortificaron .o; negli schemi della sociologia :.. Si pensi, infatti, che la scuola sociologica francese se da una parte utilizz quella tradizione che aveva salde radici nel sociologismo com tiarno, dall'altra parte, invece, si ispir alla scuola della Volkerpsychologie, la quale f o ndata, in Germania dal Lazarius c dallo Steinthal ebbe il suo maggiore rap presentante nel Wundt, a ci.ti dobbiamo, tutta v i a, uno dei migliori per colloc a re i fatti relativi all'evoluzione psi colo gi ca dell umanit in un ordine logico c scorico Si deve, comunque, osservare che sfug gc a qu este due scuole l'incre mento che la coscienza indhidualc pone nello sviluppo delle tradizioni, quali che esse siano L'e same del De Martino rivolto a queste scuole non solo preciso cd acuto ma fa v e dere a quali altezze di pensiero pu giungere l'etnologia quando esce dalle sue minol'ilit manualistichc. Qual ', d altra parte, la logica su cut st r e gge la socialit primitiva? Negli ultimi cor ollari della Scienza Nt,ova il Vicci no tava: c: I primi popoli, i quali furono i fanciulli del genere umano, fondarono prima il mondo delle : poscia i filosofi, che vennero lunga et appresso, e in con scgue nza i vecchi delle nazioni, fondaro no quello delle scienze, onde fu ffatto compiuta l umanit Il Vio nega, cos, ai popoli primitiva una logica inteUettiva; senonch ; come stato giustamente osservato, c: un periodo della storia concreta dell'umanit, tutto poetico, privo di astrazioni e di ragiona n : cnti non mai esistito, anzi non si pu nemmeno concepire:., poich c una mora le una politica una fisica per imperfette che suppongono sempre l'opera del l' i ntellctto :.. Il che, evidentemente, non esdude -e Io mette in ridievo lo stesso De Martino che c il .del mondo primitivo deve essere determinato log ica con prevalenza della fantasia nel l'ambi t o della teoricit e della vera vitaht economica nell'ambito della ). E' un errore quindi definire il mondo primitivo in senso cronologico, e ricercare, man mano, in questo mondo quali sono state, ad es .. i e prime forme religiose, di cui ciascuna scuola etnologica crede di scoprire il segreto. Ma a sua volta, un altro err9re, non meno grave del primo I'i tenere, come fa il LvyBruhl, che i primitivi la fogica individuale, retta dal principio di identit e di non con tradizione, affatto dominata dalla logica collet riva, retta dalla legge dj partecipazione. Lo stesso Lvy Bruhl avverte la mentalit primitiva non obbedisce esclusi..alle leggi ..della ..nastr.a: logica, n forse a leggi che siano tutte di natura logica. E, quasi a chial'ir meglio il suo pcn siero, aggiunge : c: Per la mentalit primitiva un essere se stesso o contempora neamente un altro, in un luogo ed altro \'C, individuale e collettivo. La mentalit prelogica si accontenta di siffatte aficrma2l: oni, e ci essa fa qualcosa di meglio che vederne e comprenderne la ve rit. La mentalit collettiva sente e \ ivc la verit, in virt di ci che ho chiamato simbiosi m i stica. Ma ove l'intensit di questo sentimento viene meno nelle rappresentazioni collettive subito la difficolt logica comincer a farsi sentire .A:lla teoria prelogica possiamo, dunque, opporre la dottrina del nostro Vico. N bisogna d'altra parte dimentiarc che il prelog i smo immaginando un'umanit senza misura con la nostra, capace di tazioni e di esperienze, immagina un'urna nit che come nota il De Martin o non possibile in noi se non in minim a parte e molto imperfettamente, incapace, pcrtamo di diventar:e per noi oggetto di storia. I tentativi perch l'emologia diventi og getto di storia sono, ora, dovuti alb co siddetta scuola storico-culturale E' m eri [(, di questa scuola alla quale app artengn no studiosi insign (come il R atzrl, il Graebncr e lo Schmidt) l'aver che la preistoria primitiva si basa su situa zioni e su fatti che possdno chiamarsi sto rici. I suoi documenoi (istituzioni, riti, culti e credenze) sono di tutt'altro genere che la scrittura, ma in fondo, come la scrittu r;l, servono a testimoniare il p:1s sato. Quando Ia scuola etnologico-storica studia storicamente le popolazioni primit "c e respinge il concetto di una cvoluzwnr uniforme, le vecchie teorie dcll 'evo l uzwnc cadono una sull'altra. Si -scopre, ad r' .. che il culto degli antenati, daiic Spencer come base dell'organ i zzaztonc ,,. ciale e della religione, poco in us.o nel! popolazioni che 4a scuola etnologic o ,' rica ha accertate e descritte: che l'a n;l!:t. smo (Tylor) o il preanimismo (Marc : t cadono quando costruiscono la scala ma-spirito-Dio, oppure paura-meravt::;h: anima-spirito Dio, per il fatto che c; vilt pi antiche noi troviamo }'Idea un Essere Supremo; che il toeemtsmo 11 ,,.

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:, jirc la 0e f.a di:cendre .. da determmah arumah, verso CUI ;-" t imore sacro) nel quale stato il concetto di !amiglia e reTIrione l F raz cr e Durkheo1m) non si nsconin tutte le trib c mancano nelle pi a nilc ; che l istituto monogamico si tro r < presso le societ etnologicamence pi anrichc, o nde assurda s' dimostrata la tesi del Jlorg-a n (su cui si basa la cosiddetta p!icoanaLsi etnologica del Freud) che stabilira un p assaggio dalla promiscuit allo ,21., :nJ'lo ga mico ; che il matriarcato (Bachcic:!) c i l patr iarcato (Morgan) ritenuti come intermedio fra la promiscuit c la 111Jnog amia sono invece due vic di stin;,, c di1 e rsc attraverso le quali pasl'uma nit ; che, infine, in tutte le so;rim i ti1 c (dove ci si cullati nel r c t kr, u n a s pecie di comunismo) non esi s:c n una pr op!':et esclusi v amente collet tira. 1,;. una pr o priet esclusivamente in d rit1u.dc. ma l una e l 'altra ins : eme, cia;r.l!l::: ; : 1 r i f c r i mento a una classe di deter m : n;:t ambi e nti L c:aitczza filo logica, che quanto dire ];, ricc:-ca e H coordinamento dei mate nali, di,cn ta nella scuola etnologico sto nca. c:1 Y igoroso principio di metodo. Si ag-g-it::l:;a che lo s tessa s eparazi one fra la stor:a c la filosofia, cos come ragionata d; qlll,ta s cuola (e in special modo dallo c dal Pinard de la Boullaye) inclmk, ; u t c a via come rtota il De Martino (rh c p::r d i que sta scuola non accoglie tut t i i Jl".:t u l ati) un motivo di vero ed eser cita u11;1, f unz i one storica determinata; : incl uri.-. cio la l e gittima conseguenza di sotl'et n o logia dalla falsa filosofia del l'crolut.ion i smo ed es e rcita, pertanto, una fcnz'o;:Jc che dentro questi limiti pos i t ira Lt q ual cosa non esclude -e qui apj'::nto un o dci lati deboli della scuola ctnol"g-icostorica che nessuno storiogT a in 111 s ottrarsi alla necssit della S Jl'cul.:zionc, in quanto per scegliere dei fatti i1, u n dominio determinato. (arte, re ligin:ll', l.'[hos ) gli d'uopo rieonoscerli comc :q.part c n e n t i a questo dominio. 't\l'ii'f:'lnol o g i a dello Scorti, ma ancor pi rei del De Martino la scuola ctno1<:' ; ico-sc o r ica potremmo dire, mes sa a p u nto. Lo Scotti -che generalmente: n-rc:1 di c s p o rre elegantemente la sua m atl'r:a sen z a impegnarsi criticamente, -Sit t a l r : scuola ha pagine chiare c luminose. L e i:tg-Tnc d e l Dc Martino sono invece P l'n asc di un l i:nche se c erte sue conclusioni non sempre j possono accettare) *** Ch:aritc f ugacemente le varie questioni n :n"nt i allo s tudio dell'etnologia ritorniamo alla sua d e finizione Il Biasutti notava rccmtmct ltc che c: l'etnologia una discipl1!1a sost a n z i a lmente affine a.'lla storia e alla tdos ofi a pcrch studia i popoli nei c;.rattcq s [ css i che sen' ono a individuarli a cllsttn g u e rli, vale a dire nella lingua, "dk nei modi di vita. Biso d ir e invece, che l'etnologia, ove ., :: liber a r s i dai suoi schematismi ma.,. 1 : ;, d eve diventare esclusivamente u:, r:,.uza che quanto dire IJna s c ie nza s torica Il che dunque significa che non bisogna confondere la storia etnologica con la g eografia etnolo gica : poich, ad e s e qui ha ragione l o Scotti, quando si studia la d i stribuzione attuale di un ele m e nto come di un com p! esso culturale si fa d e lla geografia. e tno logica, non della storia Sosti tuire alle p s eudo-catc go ri c n atura listiche (spazio, t e mpo c a u s a) le cat egori e dcUo spirit o (rel i gion e a rte, ethos): quc sto il comp : to che atte nde, oggi, l etn o lo gia. E sentirlo, questo m o ndo dei primiti vi in noi e con noi ch s olo allora pu sorgere il problema storiografico come un mondo, 1il quale ha un rapporto, diret tu o indir e tto, col .nostro di uomini civili. L'etnologia, come la filologia, stato giu stamente notato, pu essere portata al mo : mento s toriografico se e quando na s ce il problema che l'investa e la trasfiguri. Si aggiunga, i n o ltre, che la cono s cen z a -e quindi il giudizio del mondo pri mitivo as s ai utile a c hi sotto dctcrmi nati a spetti si accinga a vaghrc critica mente le tradizio ni o m e glio alcu ne di qu e ste t radizioni, quali esse soprav vivono o riviYono nei Yolgh i dei moderni popoli civili Il Biasutti ha recentemente affermato ch e il popolo anche nei p : : e si pi civili presenta una cultura arretrata, nell a qu a le d a to rinvenire elem e nti ar caici c sorp;1ssati, che spesso ricevono lu me suffi.d ente dalla storia politica, civile e letteraria del gruppo nazionale in cui esso rientra, ma che talora
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SLOVACCHIA SOLUZIONE DEL PROBLEMA EBRAICO l c entro ebraico i s tituit o r ecentemente i n S lovacchia ha iniz. 'ato il suo lavoro nei s uoi nove repar li fin ora con 144 impiegati. Parall e lo a questa i slituZ:o n e appare anche un g iornale ebraico settimanale; 250 impiegati s ono inoltre richies t i per l'eccertamento degli ebr e i che vivono nella ex-Cecoslovacchia p e r preparare la loro emigrazione n o i Madagascar Questa dovr avvenire i m m ediatame nt e dopa la guerra. Fino a qua nt'epoca i giud e i v engono preparati p e r il l o r o futuro lavo ro d i colonizzatori e a que s to scopo debbon o venir e istruiti al lavoro manuale i n alcune propriet di ebrei. Si crodo che nei Ire o quattro anni s usc.egue nt1 alla guerra l' emigrazione potr esser condotta a t e rm i n e. Tutt i gli Stati in t o res3ali d ebbono partecipare alle ,;;pese d i emigrazione. La Slovacchia calcola il s u o c ontributo dalle 40.000 alle 50.000 Ks; per l a cos tituzion e di questa somma viene isti tui t o un fondo press o l'Uff ici o Centrale dalI"Economia uff i c i o c h e provvedeva anche all'amminis trazione obbli gatoria dell'intera proprie t immobiliare giudaica. Un tale f ondo vie n e ottenuto con tasse speciali s ul trapa9Go delle propriet g iudaiche in mani ariane. Ne l caso PDi che la somma non f o sse s uffi c i tm l e, i ricchi giudei dovrebbero povvcd o r e per i loro compagni di f e d e p i poveri. Dopo la fondazione della centrale ebraica in Cecoslovacchia sono state s c : olte tutt e le altre associazi o n i all'infuori d i quelle di rito D e l c entro ebraico ogn i giudeo che vive i n S lovacchia deve e sser socio Anche il giornal e settimana l e ebraico deve esser e un o rgan o da esso controllato. Secondo quanto ris ulta dalla Centrale g i u dai c a i l nume ro d e g l i ebrei i n Slovacchia nel f ebbraio 1941 saliva a 68.881; dal cen simento ossi risultavano in numero di 88 mila 951. Ira cuf 2780 giudei che non appartengono a ll a fede di Moo. Dal censimont o statale d e i 1938 ri sultano i n S l o vacchia 85. 284 per sone appart e nent i alla f e d e ebraica, ma di q uest e soltanto 2 9 .002 appartengono al popol o g iudaico Cos i i l compito della central e ebraica a s s a i semplice. m a non ha quello di d e lt>rtni nare esattame nt e l o stato eltettivo d<> glt e brei. De ll e 2685 lo c a lit che v i son o complessivame nt e i n Slo vacch ia. 1223 r is ul -a o tan0 prive, di ebrei. La liquidazione degli esercizi ebraici ed H loro trapasso in mani a, ione sta facendo sensibili progressi. Fino ad ora f n un lasso di tempo di non ancora due mesj -sono state liquidate 4078 aziende giudaiche di cui 239 in Presburgo. Finora Gono stati nominati 1202 amm inistratori provvisori per esercizi ebrai ci e con questo mezzo un totale complessivo di 600 milioni di corone slovacche passato sotto il controllo ariano. In unione con queste misure venne tolto il permesso di lavorare ad un numero di circa 300 impiegali ebraici .Si calcola che grazie alle suddette misure s!a stato tolto ai giudei un utile netto complessivo di 60 milioni di corone slovene, somma di cui essi l'no ad ora hanno defraudato il popolo sloveno. Grazi e alle misure antiebraiche adottate in Slovacchia, i giudei vengono ormai costret ti ad un lavoro positivo:.. L Ufficio centrale dell'economia slovacca prepara un progetto concernente l'obbligo di lavoro dei giudei. La liquidazione delle imprese giudaiche fa temere che gli ebrei Si volgeranno al loro caratter:Gtico mestiere, il loro commercio girovago c illegale :.. Per parvi riparo, il lavoro obbligatorio di tutti gli dai diciotto ai cinquanta anni gi da tempo i stituito deve entrare in azione al pi pres to possibile. Gli ebrei, secondo le possibilit, verranno alloggiati in baraccamenti che si trov:no nelle vicinanze dei c centri di lavoro > e verranno sottoposti ad una disciplina cor r ispondente. Con tali provvedimenti si vuoi togliere agli ebrei in Slovacchia ogni pos sibilit di sollrarGi, secondo le loro abitudini, ad un lavoro effettivo. GIAPPONE ESPULSIONE -DEGLI EBilEI DALLE TERRE OCCUPATE IN CINA Il portavoce della Marina g iapponese a Sciangai, Hazama, ha confermato alla con. lorenza della stampa le espulsioni i emi granii ebraiCi da Honglcew, che quella Pprte del territorio di Honlcong controlla t o dal Giappone. Ricerche latte sul numero comple ssivo d e i 20.000 giudei dj Honglcew avrebbero frut !alo, cos dimostr Hazama, la constatazione che una serie di individui co lpevoli d reato quali furto falso e rapine a mano 0 1 r:ata sono da considerarsi soltanto come stranieri indesiderabili :.. DIMOSTRAZIONE ANTIEBRAICA A TOKIO A Tolcio, nel quartiere di Asa k usa h o avuto luogo un'aperta dimostrazione ani'. ebraica inscenata dall'Assciazione dell'An. tispionaggio giapponese: nel cor so di questa dimostrazione diversi oratori esaminarono il problema ebraico e la posizione del popolo giapponese nei suoi confr onti. Ven ne presa la lerma determinazione di op. porsi con inflessibile decifiione alle brame ebraiche di dominio sul monda: b rame i n irriducibile opposizione col pensiero tradizionale nipponico. della tampa quotidiana da/16 t;r/31 ottobre Xl X. X X Hanno scritto articoli SU: c.-n ehaei ANONIMO: Pericolo ebraico pel commercio altrui, ( Tevere:., 16 ottobre). ANONIMO: Gli ebrei d'America. (L'Ora, 21 ottobre). DOMENICO V ANELLI : Con gli ebrei o contro gli ebrei. (Regime Fascista:., 21 ottobre). VOX : Come ai inqiudeata l'ariatocrazia ingleae. (Regime Fascista) 23 ottobre). ANON IMO : Anche le beUe, ( P.eg ime Fas ckita > 25 ottobre). li U S (H.' tt i fi l U"' H fi t d t l r n z ., i s 111 o KARL A N TON ROB!!.tr : Lotta per l'uomo. ( < Regime Fas c iste:" i 9 ottobre). ALBERTO LUCH!t i!: Le "leggi" e la rasza dell'anima, EDOARDO ANTON: Sulla "virt" d elle cmniJ l EVO LA: Rellidui ideoloqici. (li nsJtetti !iwhn ) d (' l a a z z i s lP ANONIMO: li popolo pi pr'.miti v o dc!ll terra. (-::L'Ora>, 16 ottobre). MEMOR: G)f cminidi alla conquista della terra. (Resto del Carlino:>, 19 ot:o!ore). ANICETO DEL MASSA: Sintesi di d ottrin a della rCDZa, (La Nazione:., 18 GUIDO LANDRA : La Moldavia d e l nord (, del Z3 ottobre).

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1 cc :e roi: Vasselti e Falanga ci hanno s c :'t:c il primo per alle obbiezioni del secondo circa J p r o: e ::!a della sterilizzaz :one; e il sec o ndo .::-cr ch iarire alcuni argomenti da lui svolt i nota pubblicata su) < Ouestionar:o. de l n. 23 (Anno IV) Pubblichiamo d : seuu le due lettere, sicuri che il diba;ti! o .>CJ un tema di cosi alta importanza m olto i le ttori; e sproner altri a s c r i :ec: t le l oro idee in proposito. Ecce ow e l che d ice Va&setti: c Ccc: le obbiezioni del cameratcr Fa: ar.g::. s ull a questione della . r mz ione: le chiese furono costrette ad in!": enire nella questione di coscienza, sorta ccti'obbligatoriet del servire la Pa t r : a ]Uerra, in quanto appunto la coscrizk. : .. era divenuta obbligatoria; ed in terven::-: r o nell'uni co modo a loro ,possibile, se vc'c:ar.o eercitare la loro missione senza ar. :,:n are l a legge; benedicendo, cio, gli es' ,::.t: i n guerra Se la coscrizione non lesse c:.::a quindi assoluta per tuili, k C h iese non avrebbero avuto la necessit ::n pe llente di benedire dato che sarebc, s tat o in facolt dell'individuo cor r ere ad a mmazzare o no il proprio simile, s i a puc v pe r motivi di carattere collettivo, JOC!a!c. e cc In tale ipotesi, infatti, la quecarebbe r ientrata nel campo del li b e r o dalle stesse Chiese sostenuto. V e r o c!1e anche prima della coscrizione, gli st .,,;[ Pa pi benedicevano i loro armali, l:la !r: 1uanto essi combcrttevano voltcr a l'o no re, la libert, iJ trionfo del l : dc.:: <:c.:;!'ana, r icevendo con ci ,;olo piena g":-i:fica all'atto cruento dell'ammazzare. E subi t o nel vivo della questione. Il cc:::-.,co!a Falanga la soluzione in terrr.c.i:a t ra l'obbligatoriet della sterilizQ l'abbandono della questione alla : ber::; ::->di viduale: nei casi di malattia tasst abilit a lasciare la Gcelta al : :r.c: s poso !arato tra la sterilizzazione cd d dl'!le t o di contrarre matrimonio. Dal ch e c i fosse una scelta che ne'Jv;ebbe la Chiesa a d i sagio morale che non sorger --C e L r:on s orgerebbe in quanto I'indi ::dJo a rebbe conscio pienamente della :.o:e: ;;; d i s terilizzars i e lo farebbe sen J n o n sarebbe convinto e non si z:r-:0bbe Ma non potrebbe nemmeno contrarre matrimonio, aggiunge il camerata Falanga; vero, ma fino ad un certo punto. Fino al punto cio che l'individuo non s i contentasse del solo matrimonio religioso, dalla legge canonica ammesso; o fino all'altro punto, ingrato finch si vuole, ma non ripu?iato da tutti ed in ogni occasione, dell'unione illegittima. Eppoi, s 'amo proprio sicuri che con la sola dichiarazione della Chiesa che la stedizzazione non costituisse peccato, l'individuo s'affretterebbe a sterilizzarsi? Non si mostra troppo ottimista il camerata Falanga col suo 99/o? Insomma, a me pare assai chiaramente che la generalit si preoccupi assai pi di custodire le sue possibilit erotiche che d i mettere in pace la coscienza: quest'affermazione, che parrebbe a prima vista cruda, invec frutto d i osservazione diretta su quanti, e non son pochi, avrebbero motivo di sterilizzarsi sia per tare fisiche che per quelle ,ps ichiche, anche pi gravi. E di fronte a tale preoccUpazione, che dei resto ha oggi fondamento solo nell'ignoram:a del procedimento slerilizzalore, mi pare assai pi urgente diffondere nella massa quella preparazione e quella coscienza collettiva indispen6abili, come dissi nella mia prima nota, a4 una coazione legiferala ed anche solo a .carattere volonlarislico. Quanti, infatti, confondono la sterilizzazione con la castrazione e sono portati ad ignorare assai pi la ,prima che la se conda. Ma questa questione di dettaglio, che non inlirma il .concetto centrale: se il campo della sanit delia razza s i preslaooe ad esperimenti, io direi, per dimostrare coi falli al camerata Falanga, se ce ne fosse bisogno, come gli individui sono assai pii! legali a loro che disposti a comprendere certe necessit collettive; che nulla viete rebbe, in fondo, lasciare per un certo tempo agli individui la scelta da lui pro,pugnata, salvo a ravvisare pi tardi la necessit della sterilizzazione obbligatoria. Del resto non sarebbe inutile ed inopportuna una voce ecclesiastica jn questa polemica apparentemente laica, se la coscienza abbia davvero a trovarsi in ballo nella questione:.. Ed ecco le nuove argomentazioni di Falcmga: c Nella mia precedente nota sulla sterilizzazione ho accennato alla necessit, per risolvere il problema, di ricorrere all'istitu z ione del certificato ,prematrimoniale obbligatorio. Anche tCe questione ha due faccie: individuale e sociale, sulle quali poggiano rispettivamente la lesi confessionale e quella slataiistica. Si potrebbero portare infiniti esempi del genere; per c itarne qualcuno: certi Stati vietano i matrimoni tra individui di razza 'diversa, mentre la Chiesa Cattolica, pur senza propugnarli ed incoraggiarli (ci che in parte sana l'antitesi), non pu negare di benedire tali unioni di fallo ; non vi legislazione che ammetta, in opposizione al diritto canonico, tra le cause di nullit del matrimonio, alcuna condizione libercrmente Direttore rNPODaabile : .TELESIO INTEBLANDI posta tra le parti prima della celebrazione dello stesso, bench recentemente la Santa Sede abbia propugnato l'illustrazione ai futuri sposi, dei fini del matrimonio, 'a11o scopo di eliminare quella ccrusa di nullit; ci che anche in questo campo tende a sanare il dualismo. E' evidente, dunque. che mentre preoccupazione dello Stato di tutelare i suoi lini sociali; sanit della razza, saldezza dell'isttuto matrimoniale ecc., preoccupazione della Chiesa invece quella di portate ogni aiuto possibile a ciascun credente, per la salvezza di ogni anima. L'uno presuppone nell'individuo l 'incapacit a proporsi, sempre ed in tuttt i casi, senza. lo stimolo della legge, i lini sociali che dello Stato sono specifico attributo; l'altra r iconosce nell'uomo il libero arbitrio, senza del quale sarebbe vano parlare di premio e di colpa, che lo spinger ad agire o meno secondo i lini della legge divina, nell'intento di salvare la propria anima. Libero arb: trio inteso non come disprezzo egoistico per ogni tegge, ma .come superamento di se stesso nel sentimento del dovere, imposto dalle leggi umane e divine, e della responsabilit, liberamente accettata, dei ,propri atti. Nel problema dell'istituzione del certificalo premcrtrimoniale obbligatorio, che investe tutto il socialmente vasto problema dell'amore, certamente pu dispiacere all'individuo l'intervento dello Stato; e la Chiesa non pu permettere che, per evadere la legge dello Stato, si formino sotto i suot occhi unioni illegittime, le quali mantengano gli individui in islato di peccato. D'altra jxrrte lo Stato, e qui mi rifer isco a quello italiano, non potr indefinitamente fare da spettatore soltanto in cosa di importanza tanto vitale per la san:t della rcizza. Mentre sivisto, in questa e nella precedente nola, che in molti casi la Chiesa si preoccupa di sanare o di tentar di sanare le antitesi. Con l'abbinamento della sterilizzaz ione volontaria al certificalo prematr:moniale obbligatorio, mi parso che il primo problema possa avviarsi a soluzione. Amerei suscitare una polemica che sarebbe da augurarsi ,pro(icua ai fini della soluzione d i questioni tanto vitali :t Ci auguriamo che il dibattilo sulla steri lizzazione e sul certificato prematrimoniale si allarghi e si approfondisca su queste colonne; e non intendiamo affatto prendere subito una nella posizione i n merito che escluda ulteriori investigazioni Per il' mo mento, ci preme rilevare so!ta'nto: l) che entrambi i contraddilori eono fanti in attivit di servizio; il che dimostra che questi problemi sono riYi nella parte pi !ICIDQ della Nazione, e vanno quindi affrontati a viso aperto; 2) che sebbene le argomentazioni d : Falanga e Vassetti siano in pi punti contrastanti, esse per concordano circa un aspetto del problema, sul. quale noi pure poniamo f i n d 'ora l'accento: sterilizzazione e certificato prematrimoniale sono provvedimenti che si possono di scutere, ma non si possono n si debbono ignorare o sottovalutare, come si fatto sin qui. --------------------------Stampatori: Societ Anonima Istituto Romano di Arti Grafiche di Tumminelli & C. Citt Univemilaria Roma

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Collaudato dal Ministero delle Comunicazioni -Ogni Radiobalilla, ha il relativo bollino di collaudo -T re valvole -Onde medie -Ricezione diurna della stazione pi prossima In condizioni favorevoli ricezione serale di alcune principali stazioni europee. Privo di reazione regolabile sull'aereo, quindi esente dai disturbi caratteristici degli apparecchi a reazione C O STA L l R E T ASSE RADIOFONICHE COMPRESE. ESC.LUSO ABBONAMENTO AllE RADIOAUDIZIONI VENDITA CHIEDETELO Al MIGLIORI RIVENDITORI