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Difesa della razza : scienza, documentazione, polemica, questionario

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Material Information

Title:
Difesa della razza : scienza, documentazione, polemica, questionario
Physical Description:
Serial
Publisher:
Società anonima Istituto romano di arti grafiche di Tumminelli
Place of Publication:
Roma
Publication Date:
Frequency:
semimonthly
regular

Subjects

Subjects / Keywords:
Race relations -- Periodicals   ( lcsh )
Jews -- Periodicals -- Italy   ( lcsh )
Race relations -- Periodicals -- Italy   ( lcsh )
Genre:
periodical   ( marcgt )
serial   ( sobekcm )

Record Information

Source Institution:
University of South Florida Library
Holding Location:
University of South Florida
Rights Management:
All applicable rights reserved by the source institution and holding location.
Resource Identifier:
usfldc doi - D43-00088
usfldc handle - d43.88
System ID:
SFS0024306:00088


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Difesa della razza : scienza, documentazione, polemica, questionario.
n Vol. 5, no. 12 (April 1942)
260
[Roma :
b Societa anonima Istituto romano di arti grafiche di Tumminelli],
April 1942
650
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BANCA COMMERCIALE ITALIANA CAPITALE L. 700.000.000 RISERVA L. 110.000.000 BANCA DI INTERESSE NA_ ZION -AJ::E

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ANNO V-NUMERO. 12 20 APRI L E l 9 4 2 X X ESCE IL S E IL :&0 DI OGNI MESE UN NUMERO SEPARATO LIRE I ANNUO LIRE 20 ABBONAMENTo SEMESTRALE 12 ESTERO IL DOPPIO Direttore' : TELESIO INTERLANDI Comitato di redazione: ,.rof. dott. GUIDO LANDRA prof. dott. LIDI O CIPRIANI s,gretario di redazione: GIORGIO ALMIRANTE SCIENZ!DOCUUENTJIZIONE POlEUIC4 OISCORSO ALLE "NUOVE LINFE" ara/rasando il detto di. quel monarca francese, per il quale ogni politica estera era buona, se profittevole al paese, di1emo (intelligenti pauca) che ogni razzismo sarebbe buono, se profitte' vole all'Italia. Ci significa che, lungi dall'essere settari, o affetti da narcisismo, o uomini d'u n sol libro o d'una sola idea, noi dimostria' mo ogni giorno una tal spregiudicatezza, un cosiffatto distacco dal/.e posizioni che appa rissero supe.. a te, da meritare, semmai, l'(I:Ccusa di volubilit. ( Io adunque talmente corro, che non sia come -i. caso; combatto, non come battendo l'aria; ma premo il niio corpo, e lo riduco in schiavit: ( h talvolta, predic'ato avendo agli altri, io stesso non diventi reprobo r Ai Corinzi). Ogni razzismo sarebbe buono; ed anche il non-razzismo, se l'Uomo al quale tutti gli. Italiani hanno frtfto cosciente e lieto sacrificio del proprio particolare diritto di trinciar giudizi, avesse l'rofittevole al popolo italiano il. non-razzismo. Perch la storia questa e la dedichiamo a co/oro che trovano opportuno, in questimomenti, batter le ((campagne)) pi desolate in cera di im;mssibili interlocutori -; la. storia del razzismo questa. Si inizia la pubblicazione di alcuni articoli di ispirazione razziale su Quadri, vio Gli autori di r lli articoli sono elogiati dal Duce. Dunque, sono quelle le preliminari battute razziali profitte1oli o paese. Si continua, in tal senso, su Quadrivio e sul Tevere > ; La chiarificazione di certi principi r a z ziali cos corrtpiuta attraverso organi di Governo, non soltanto ammessa, ma ufficialmente, ]Jer superiori disposizioni, approvata.-Dunque, quella la prop'agandQ. razziale profittevole al paese. Un giovane studioso, intor.no al quale rapidamente si forma u"n gruppo di responsabili scrittori,. illiU nella opportunit di diffondere questi determinati prindpi razziali he le pubblica zi oni gi fatte hanno ormai definito, invitato a sintetizzare, in una concisa successione di ,< punti, il programma di un razzismo italiano Quei punti. sono elaborati con seriet e conon diciamo attraverso qooli fasi l'elaborazione si compie; interessa oggi soltanto sapere. c h e il Duce ne autorizza l.a pubblicazione (18 luglio 1938), che il Partito (26 luglio) n elogia la p r e cisi.one e la concisione e chiama quella formulazione dottrinaria a determinare una ulterioTe w e cisa azio ne politica }) ; che su tali basi dottrinarie si decide di fondare una rivista; e la rivista 3

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< < La Difesa della Razza>>. Dunque, alla data 5 agosto 1938-XVI, il razzismo p_rc;>fittevole al paese quello che la Difesa della Razza >> volgarizza a i suoi duecentomila lettori. Non diremo quante e quali obiezioni contro quel>> razzismo sorsero allora dall'irrequieto gregge del meticciato intellettuale; polemica non ancora dimenticata e sempre istruttiva. Forse la .revivi.w:enza di questi giorni non che il ritardato fermento di quelle stroncate '!J elleit. In .ogni modo, < :ome tutti ricordiamo, l'unanimit fu presto fatta, precisamente sulla base di quella prima ed 11 nica -formulazione dottrinaria. Del tempo passato. Sarebbe, in pura i]Jotesi pi che possibile che le posizioni ,di allora si Jas8ero superate. Dice1mmo in principio che non siamo noi gli uomini d'un solo libro e d'una sola idea. Quel ri.> -quasi che la tecnica (oh giornate della tenica! oh dolente per sempre colui .che da lunge, dal labbro d'altrui -come un uomo straniero le udr!) non sia una neces.'lit as.'wluta per ogni fatto dell'gire e del pensare-quell'articolista afferma che nulla v ieta, a maturazione amJenuta (sic) degli studi. e delle opinioni in rridteria, che si possa giun ger e ad u.n :mo perfezionamento; e peggio per ch i si fosse cristallizzato su ]Josizioni che, giustificate i n u.n primo tempo da ragioni pi o meno oalide (resic!), si dimostrassm:o palesemente superate Fos:w 'IJ ero egli non a v re!Jbe a vuto i.l tempo .:li formulare -secondo la rudimentale tecnica. del linJJnaggio che dimostra di possedere-le sue circonlocutorie riserve: egli a t Jrebbe sfondato delle porte (tp e rte. Ma non 1.ero: non gi perch le disordinate e contraddittorie elucubrazioni su un razzismo .'11Jiritualista >>,e simili, lasciano profondamente perplesso il lettore sullaeftetti'l a coscienza che certa gente ha del problema razziale e, in genere, d'ogni co ncreto problema italiano; ma perch un nuov o ghtdizio sull'opera di questa rivista ( cristallizzata >>, morta del tutto>>, da non distur bare oltre nella sua onorata sepoltura >>, sterilmente immobile >>, e I Jia di seguito) siatQ OT ora formulato dall'unica autorit che possa. far testo in materia. Ripeti.amolo ancora una IJolta: buono ci che giova al paese. E chi puo giudicare se giova tuttora al pa e s e la dottrina razziale furmlata nei 10 punti del Manifesto? Noi, o voi o quegl altri? Vo yUamo concedere alla rurnorosa presunzione dei nostri detrattori che la pofitica razziale materia 011itwbile; se non ieri, oggi; n pi n meno del moto della terra prima di Galileo. Oggi, intendiam.rJ alla vigilia della nu.o'la, forse inattesa, certo meditata, .. p recisazione ufficiale. Gente dal fiuto finis simo a'IJ'verte odor di cada v ere, crede che il cada!Jere ci sia e, in conseguenza, una eredit: avanti! E s e l'indirizzo del Manifesto fosse superato? E se la terra non girasse? Tutto pu essere; non c'i olfesa per alcuno. Ma il giorno dopo, ahimi! s i apprende che l'indirizzo della rivista tecnica>> aJI pro v ato; e lo appTO'I'a il solo che ab.bia in materia il diritto d-i farlo. la resjJOnsa.bilita di farlo -i./ f ine di farlo. .. a consel}uenza del fatto, al lu.rne d'una bene intesa subordinazione della incontinenza di giudizio (quando giudizio .vi sia) alla un: icU di giudizio, sa rebbe questa: che le ricerche, i referendum di s a JHJT democratico, i dttbbi, le crisi, gli sbandarnenl'i confessionali e le storture magiche, tutto cessa d i rw e r co rso, specie sulla carta che un Guf ha in assegnazione per testimoniare settimanalmente f u pmpT'ia d edizione spirituale > > a/ Capo di tutti noi; e, almeno per q alche_ ternpo, fino a un fatt o ntwto, si comprime l'ostinata v ocazione alla la e'ile critica, si rinuncia al mediocre gusto della mal dice n z a. si rhnanda ad altra. migliore occasione la soddisfazione d'nna complicata necrofilia. S fJe rch('> noi smemmo, ins-ieme, affossati e affossato ri per Pia della tecnica d'una teoria; e affo:; sati, dall e tWO' t'e linfe >> che non si degnano nemmeno d i nella nostra onorata s f! JHJitttra Oru, .;e il nost ro Razzismo c io l'unico. finora ammesso -lu -viro nel'1938, se lo tuttora, conte ... ionw affossati. e che cosa abbiamo aflossatof Forse delle piccole aspi razioni, dei comprensibili appe titi. d e lle irr equie t e t ell e it't Cos fosse! ma non pretendiamo a tanto. Non ne siarno n capaci, II' I'Oglinsi .Aspimz ioni. appetiti -anche smodati -, l'ellei.tanche Tidicolefanno parte d i qu e l li e t i to della l'i .ta che n e qarm!f'isc e l'incessante l/.tti re. No;1 ci dispiace che altri la1ori nel ca mpo ch e noi dissodiamo; n abbiamo bre1etti d'esclusil'it sul modo di latorare. Soltanto vorremmo ch e lnfti si lat'OTaS.'ie p e r 1'/talin; e IWSSII/10 p e r il re d i P russia o peT altri mna-rc .h-i. S]Jirituali.??, ...... r. 1. 4

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' l RAlllAU di SIL V ESTRO BAGLIO N l Accademico d'Italia ----} l arlicolo che s inizia in questa pagina e gli altri nove che :Seguono si rileriscono ciascuno ad punto del Maniles:o del ,razzismo fascista. Allinch il lellore abbia un quanto pi ,possibile chiaro della materia trattata, precisiamo qui l'ordine ;.'dei rilerimenli: ::: 1 punto (Le razze umane esistono): articolo di Guido Landra pag. 7-8 . : l punto {Grandi e piccole razze): articolo di Aldo Modica ':J pag. 19-21 3 punto (Il concetto di razza biologico): arlicolo di Lidio .'Cipriani a pag. 12-13 >. 4 punto (La popolazione dell'Italia ariana): articolo di Lino Businco a pag. 9-1 O S punto (Conlinuila della razza italiana): articolo di Massimo Scaligero a pag. 16-17. 6 punto (Razza ed ereditariela): articolo di Silvestro Baglioni a pag. S-6. 7 punto (Caratteri del razzismo fascista): articolo di Felice Graziani a pag. 14-15. 8 punto (Distinzione Ira Mediterranei e Airicani): di l. E vola a pag. 10-11 9 punto (Gli ebrei non sono Italiani): articolo di Giuseppe Pen sabene a pag. 17-18. 10 punto (Bisogna evitare ogni meticcialo): ar\icolo di R. D'An na Botta a pag. 21. L a denomtnaz!One d i biologia per un complesso gruppo di scienze naturali non di vecchia data. Le vecchie scienze che essa abbraccia sono da tempo note come anatomia, embriologia, morfolo gia, fisiologia con tutte le sue diramazioni di biochimica e biofisica, antropologia, medicina, zoologia, botanica, ecc. E sussistono ancora colla loro denominazione e col loro contenuto, formanti parte biologia, colla differenza che la loro denominazione proviene non tanto dall'oggetto di studio e di ricerca, quanto dai metodi che sono stati impiegati e si impiegano ancora per spiegare o almeno pe.r giungere alla conoscenza delle m a nifestazioni dellp vitci di tutti gli organismi; mentre col nome collettiv() di biologia si vuole intendere la scienza che, applicando ogni diverso metodo morfologico e funzionale, mira a stabilire le leggi fondamentali che dominano le manifestazioni dei viventi E poich esistono grandi gruppi o classi di viventi . che presentano rassomiglianze o analogie in alcune mani festazioni, mentre se ne discostano per altre, si distingue una biologia gene,rale, comparata, specifica e individuale, analogamente a una anatomia, o fisiologia generale, comparata, specifica e individuale. La biolog\p umana quella che ha per t4tti il massimo intresse, e della biologia umana ha qui un particolare interesse il capitolo della biologia delle ,razze umane. Per comprendere ed abbracciare in tutta sua ampiezza l'importanza che ha la considerazione biologica in questo problema, necessario premettere che la biologia in tutti i suoi molteplici aspetti scientifici chiamata a chiet; rire e risolvere problemi che gi da secoli si sono imposti all'attenzione di quanti si occupano degli organismi v i venti, e nel caso specifico degli uomini in tutte le loro propriet e manifestazioni. Tra questi vecchi problemi cer tamente uno dei pi attraenti-e discussi quello della -. razre. Delle d iverse scienze che compongono la biologia delle razze, alcune e pi specialmente la anatomia, la embio logia e l'antropologia, ossia il gruppo morfologico, sono state le prime ad essere coltivate, valorizzate, conforme allo sviluppo storico delle nostre scienze, e sono anche quelle che hanno in attivo le pi grandi e appariscenti Ricordo a titolo d'esempio, i due campi pi par ticolarmente noti e diffusi nei trattati,. nelle monografie e nei periodici che si occupano con fervore dello studio delle razze, quello che riguarda i vari aspetti antropologici della fisonomia del volto, dei caratteri di struttura delle varie parti del corpo, delle masse muscolari, dello scheletro, del colore della pelle, ecc. e l'altro che riguarda le fini inda gini mo.rfologiche degli elementi citologici riproduttivi, che hanno dimostrato il particolare comportamento dei cro mosomi come sede materiale dei caratteri genetici ere ditari. Non si deve trascurare anche il grandioso apporto di dati obiettivi raccolti dagll etnologi e dai viaggiatori ed esploratori, che hanno copiosamente arricchito il vastis-5

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-sim o panorama degli usi dei costum i e d elle altitudini psicologiche e so ciali d ei popol i e delle razza umane abitanti da secoli nelle pi svariate piaghe della superfi c ie terrestre Ma d panorama non si esaurisce nei limiti delle razze viventi ma si dilata ::Juasi all'infinito nelle razze che hanno vissut o prima d i noi e dalle quali sono derivale le razze viventi, se hanno avuto caratteri e propriet immanenti capaci d i sopravvivere e s v i lu pparsi; mentre altre si sono spen te o sono rimaste assimilate da razze pi fo.rli e re sis tenti. E lo sguardo s est ende dall'altro lat o senza fine che s i a r,prof onda nel futur o, e che mira a scrutare il des tin o della nostra razza. Il concetto di razza, biologicamente inte s o non si limita infatti nel l o spazio geografico del momento, ma s i est e nde...nel t empo, prescindendo e superando i limiti della vita indivi dual e L ind ividuo, provvedendo alla grande legge d e lla conservazion della specie s i pu considerare come u n semplice trasmettitor e o veicolo quasi anello di una catena che si per d e n e l passato e n ell'avveni r e della co ntinuit razziale Ne l concetto superio r e di patria, pel qual e l'individuo con tutt e l e sue doli fisi che, fis io logiche e spirituali rap p resenta sol o un membro attuale e contingente dell 'unit immanente e co n t inua nel tempo, co ll' a lto compito di serv i r e ai fini pi elevati della conservazione e d e l p rogresso di essa, si ide ntifica i l concetto della unit, nello spazi o e n e l tempo, di razza. D elle diverse scienze biologich e che sono chiamate a chiarire questo premi n e nte lato, apparent emente qua s i inespl icabile ma profondamente vero e ineluttabi l e dell 'unit razzial a nel t empo, l a f isiologia, che la scienza c h e indaga le leg g i delle fun z ioni dei vari organi e del comples si vo organismo, che d e v e risolv ere il problema della continu it immanen t e della razza Come ho avuto occa sione di rilevare n e l mio opuscolo sui
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J O i O o A B Queste due tabelle riproducono i risultati delle prove di intelligenza eseguile ne gli Steli Uniti su binchi e uomini di colore (negri e meticci) -A sinistra si vedono i r isultati relativi ai bianchi, a destra quelli relativi agli uomini di colore. L :idea che sia di\ isa m razze diverse e molto antica Si l! dire che essa abbia la :ma origine dal momento in cui genli diverse vennero per la prima volta a c o ntatto le une delle altre. Agli albori della storia questa idea d ell' esistenza di razze umane era g1a t hiaramente espressa in documenti che :1t 1 c ora oggi possiamo consultare. Con il corso del tempo e il pro delle scienze la conoscenza delle razze umane andata migliorando, rice e ndo particolare contributo dalle esp lo razioni geografiche. In questo modo la a n tropologia, la scienza dell'Uomo, di 'ui gi i parla Aristotele andata conlinuamente evolvendosi. Ai nostr i giorni l'a ntropologia ha i) suo posto degnis ,imo, accanto alle altre scienze biologi:he. alla cui evoluzione strettamente l e g ata. l problemi fondamentali dell'antropo logia due. Il primo riguarda l'ori dell'uomo e delie razze umane. Il sec ondo la umane attuali ed estinte. .. A questi problemi sono state date r i s poste diverse dai diversi st'Udiosi. In (juesto modo sorta nei riguardi .della a ntropologia e quindi dello studio delle razze umane specie di diffidenza da par te del pubblico colto ed incolto. Di q uesta diffidepza hanno profittato lar game nte coloro che avevano dell'interes'e a negare l'esistenza di razze umane. l n primo luogo, quindi, sono stati gli e h rei a buttare lo scredito sulla scienza raz ziale. Molti scienziati poi, per _quanto t t o n e brei, hanno esagerato in questo auLE RAZZE UMANE ESISTONO di GUIDO LANDRA tocntlcismo. Alcuni sono poi giunti a delle vere forme di masochismo nei ri guardi delle sue con quiste Dov' dunque la verit? Sono ve Jifente le razze umane una realt concre ta oppure una semplice creazione dei s i s tematici? A queste due .domande noi pos siamo rispondere che le razz e umane esistono e che noi studiandole e de s crivendole non creiamo nulla di ar Lificia!e ,ma ci limitiamo a illustrare ci che ha creato la Natura stessa. Pu dars i .che la nostra. illustrazione non s ia sem pre e s atta. Pu darsi pure che noi non riusciamo a penetrare nelle profondit di questo fenomeno razza. Questo non toglie per che la razza sia una realt concreta. Possiamo anzi .aggiungere molto sere namente che, per quanto lo studio-delle razze umane sia ber{ lungi dall'essere preciso come lo studio della matemati-:a. tuttavia esso ha la: precis ione che ralmente richiesta dallo studio dei f e nomeni biologici in genere. In altri termini, noi possiamo affe r mare che lo studio delle razze umane quando condotto con metodi moderni. permette di giungere a risultati. per meno altrettanto precisi che quelli otte nuti dalla fisiologia dalla patologia, dalla batteriologia, ecc. Lo studioso deve perci avere nei ri guardi della moderna scienza razziale per lo meno la ste ssa fiducia che ha per' le altre s cienze biologiche in generale. Abbiamo gi s critto numerose volte P.be per a v ere chiara l'idea delle raz:t.P. umane bisogna tenere presenti due concetti fondamentali che dominano tutla la biologia: il con c etto di variabilit e di ereditariet. Ogni razza umana comprende un in sieme di individui ch e hanno alcuni ca raUe ri in comune che v ariano e ntro limi ti b e n det ermi nati e ch e s i e reditano. In ogni individuo bi s ogna di s tinguere una parte fondamental e, che gli provie ne dall'ereditariet, ed una parte a vv en tizia che gli proviene dall' ambiente. Soltanto c i che un individuo ha di 10 t:+ C C'-D DLa percentuale delle quotazioni le se guente: A = intelligenza ottima;' B = buona; C = media (C+: superiore alle media-; C -: inferiore alla medie); D: debole; D-: .molto debole. E' evidente le superiori_!.; dei bienchi sugli uomini di e reditario pu c o stituire un caratte re r a z ziale. Ci che e ss o in v ece ha dal'amllien t e r es ta sempre un carattere individuale. Naturalment e s e ci ch e ra::::iale er e ditario 11ori. si pu d e durr e che tutto que llo ch e e r e ditario anch e Perch un carattere ereditario s ia an che un carattere razziale neces sario prima di tutto che sia normale e non patologico. Quindi l'emo f ilia o l'aracno dattilia, per quanto ereditarie, non pos s ono es sere considerate come dei carat teri razziali In s econdo luogo, neces sario che s ia presente in tutti gli individui apparle. nente a quel determinato gruppo da noi pres o in con s iderazione. Cos, per e sem pio. la piega ottentotta un carattere razzia;e perch normale ed pres ente press o tutti gli ottentotti e solo tra gli ottentotti a meno di incroci I capelli ro ss i invece. per quanto siano un carat t e re ereditario normale, non possono es sere un, carattere razziale perch uomini ci 'capelli rossi si possono trovare pres s o tutte le razze del mondo. In una razza pura i caratteri variano entro limiti ben determinati. Queste variazioni, che dipendono dall'influenza ambientale, sono individuali e quindi non ereditarie. Di importanza fondamentale il pro blema delle idiovariazioni cio di quelle variazioni ch e s i ereditano, perch inte res sano non solo il soma ma anche il germe. E' fuori' di d ubhio che l'umanit ha subito n el cors o della SWL .e.voluzione tut ta una serie di variazioni ereditarie. D a 7

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']Ues t e idiovariazioni o mutazioni sareb b e sorta l 'altuale diffe r enziazione in razz e dr ve r s e. Qu es t e mutazioni ebbero p e r luogo in t empi r e m o ti quando l 'umanit e ra n e ce s sariamente pi pla stica e men o diffe r enziata di oggi. Praticame nt e possiamo quindi cons i d erare l e razz e umane attuali co m e d e l tutt o in variabili p e r quanto s i rife ri sce a l l o r o substrato ereditario Difatti tutti g li es p erimenti fatti a ques to ri guardo non hanno dato ri sulta ti soddisface nti co n l a sola eccezione di quelli c5eguiti con i raggi !tnt ge n g li uni ci capac i di d e t erminare delle mutazioni. Cos impostato il problema, b i sogna fare una r ev i s ione gen erale di tutti i la vo ri di antropologia e di s c ienza razziale nei quali n o n s i s ian o t e nuti i e oll( ; e tti s u Poic h i caratteri e r editari pos s o no dei caratte ri razz iali. m o lti d c i caralte ri m orfo logi c i fi s i o lo g i c i .. p s i co logi ci pres i in c o n s id e razi o n e dai ve cc hi antro p o logi so n o di scars a impo r tunza C i spiega l e contraddizioni es i s t e nti n e i ri sultai: d elle ri ce r c h e di diver s i studio s i. Ci co n 1111 esempio. Tutti g li antropologi hanno dat o in importanza a ll a f o r ma d e l cranio, c h e s tal u co n s id erata cr un e immutuJ,ilc c quindi co m e curultc r c razzial e Orbe n e s tudi rno dcrni ss irni h a nn o di mo,;t ruto co m e lu f o rm a d e l cranio sol o in p a rt e d e riv a dull e n diraric t. e molto invec e dall'influe nz a umhi cntak La f o r ma d e l cranio pu \ a ri a r c pt>r cause c" l cmt m ulto pi fa c ilm ente di que ll o d1e n o n ,;i c r e d c,,;e in pas:;uto. Se n e d e du c e t;h c l o s tudi o d e lla forma d e l e ra ni o n o n ha tutt a l 'importanza c h e g li nttrihuint. 1 : lo g i co quindi r h(; n e i la \ u ri impos tati ,;u qu es t o c,;i stano dt llt-t;Ontraddizioni. !)ue,;t o dipe nd e da 1u1 difet t o f on d a m e ntal e di m e t o d o d1e p o i p orta u co n l.'f!u e nzr t;h r r ec un o l o in tutt o l o ,;tudio d elle r azze Ulllllll( L ( ri c n c h e c "mpiuk c-ui mt'l o di m o d erni perme tt o n o inncc di g iun ge r e a ri sultati di cri otnllina chiarezz a i quali l)('rllll'tton o di co n:'id e rarc m olto p ositi \ Ulllcntc il problema d e ll e razze um a ne. l. c c la ss ifi caz i oni dell e razz e umun c finora compiuti' su n o ; tutt' i spirate a c ri rni di\crsi. V o lta u \ o lia ,;l a t o impiegato i l m l'l o d o d c;:cr ittil' o. que ll o m a te mati co. quello geografico quello gc n e tit o. quando nddirittura non ,-i ri co r;o a nitni del tutt o sprc iuli . l. e di\ e r,;itI r h e s i ri;cont ran o d e ll e dinr,;t' c la ss ifi caz i o ni dipe ndono d a q uc;:ta diffpn nza dti m e r o d 1 8 Se noi per consideriamo le pi diver s e classificazioni e le confrontiamo fra loro, vediamo che sono molto pi nume ros i i punti di che non quelli di divergenza. Qu e sto wcle dire che gli antropologi malg rado l'imperfez ione dei m e todi :;e g uiti non lwnno creato nulla di ma hanrw cercato s olo di illustrar e e di riumre logicam e nt e dei f e nom eni e si s t e nti in r e alt E cos che nel campo deg li studi raz ziali s i vanno sempre pi con solidando alcuni punti d 'importanza fondamentale mentre le. divergenze riguardano ormai s o lo alcuni punti s e condari. Possiamo cos dire che la generalit d e g li studios i. dai c l ericali a g li atei. dai mor. f o lo g i d escritti vi ai ge neti sti siano tutti oggi concordi n e ll 'aderire, all' idea-evolu zionis ta ripudiando quella creazionis ta. Possiamo quindi dir.e ch e tutti gli s tu diosi amme t/.()nO c h e l'uomo con l e s ue raz ze ha d e i l eg ami con il res to d e gli esse ri v i v e nti secondo In t eo ria d ell'evo ::ione N e llo stesso m o do la t l mdenza ni sta, c he fa d e ri r;ar e da esse r i dive r s i l e diffe r e nti raz::e u .mane, oggi ampia m e nlt : battutn da quella Trwnogenista. Secondo l 'opinione pi diffus a l e raz z e umane attuali deiivano per se l ez ion e e diffe r enziazione dalle razz e estinte del quaternario medio e ques t e dalle prime f orme uma n e del quaternario inferiore. Ques t e prime form e umane s i sono difr c r e nziat e dal grunde tronco dei primati Ira ia fin e del t erziario e g li a lb o ri d e i quaternario. Tali id ee sono oggi condiv ise a n c h e dalla grande mass a degli s tudi osi ca t t olic i La questi o n e d ell'o ri g in e dinu del l'u o m o r e sta d e l /.Ul/.o impre giudicata : di fatti noi n q n s iam o obbligati a c r ede r e c h e Di o c r e l'uomo dal fan go o 110n piull osto da un esser e ani mal e gi. esi ste nt e La C hiesa a questo riguardo c i la sc ia l a pi ampia lib ert. D 'altra par t e noi rag i oniamo da biolog i e non vo gliamo affatto entrare n e l campo d e ll a m etafis i ca c della t eo lo g ia Ed o r a nr iam o a p a rl a r e di 1111 altro problema f o nd a m entale; quello d e i rap p o ri i tra so m a e p s i c h e. La sciando da parte ogni co n s i d e ra z i o n e di caratt e r e m etafis i c o noi dobbiamo ten e r e prese nt e n e l co n s id erare i cara tt e ri razzi a li t anto que lli fi s i c i quanto q u e lli p>ic hi c i In ogni indi\iduo c o m e ii !' ogni r zza il soma e la p s i c h e cos titui sco n o un tu t t o in scindibile L'attiYit p s i c hi ca legata all'atti\ it fi s iologi c a di o r gani h r n d c t erminati. F'oich tali organi variano razzialmen te anche le qualit psicologiche deaJi uomini. variano nelle diverse razze. 0 L 'e r e ditari et dell e qualit psichiche dominata dall e stess e leggi che regolan o l 'e r e ditariet d e lle qualit morfologich e Anche per la psich, come per il so ma, bisogna distinguere ci che essa h a di ereditario e c i che invece ha di av ventizio. Bi sogna poi tenere distinte l e qualit psichiche ereditarie normali, da quelle patologiche. Cos possiamo giungere alla seguent e definizione. razziali l e qua ltta pstclu.ch e eredttarre normali presenti presso tutti gli indi vidui di una det e nni nata raz::a. Date queste premess e ci pare perfetta m ente inutile contrapporre una concezio n e di razza biologica ad una spirituali s ta. La concezione di razza deve esser e unica e deve tenere prese-nte i fatt o r i fisici quanto quelli p s iehici. Ma il jisicu t psich e costituiscono un tutto insep ura bil e in un e ss e r e vive nt e e all'injuori d i un essere v i ve nte, fi s ico e psiche possono e sist e r e solo come una nostra a stra::iof/1 Questi sono' in sintesi i commenti dH si possono fare ai l punto del Manife s to della. Razza da noi compilato p er ordine superiore. nel giugno del 193 8 Tale punto sarebbe stato forse fluo se fo ss e esistito in Italia un minimv di cultura e di sensibilit nel settore raz zia le Esso s i dimostra inve ce ancora di importanza fondamentale e di1 estrcm.1 attualit. Tutta )a questione della raua ri sulterebbe difatti sco ssa alla ba;c ,,. quaJcuno dubitasse dell'esist e nza d eJI,. razze umane s te sse. Gli ebrei e la scienza f_ilogiudaica h Jll no fatto di tutto in passato p e r chr dubitasse di tale esistenza. N e l quadriennio 1938-4.2. tal e l a \ or ; seguitato, dobiamo confessaTlo con i sultati mollo dannos i per il r azz i s mo. E' bene quindi ribattere s u questi ru ce lti fonda m e nta! i Il nostro lettore s i accor ge r c h e tratta di idee molto chiare e mol! prec i se. Ques t e idee dovreb b e ro logicameni portare ad una e n e r g ica azione di p o l i e di .chirurgia p e r la difes a dciL; razza italiana, Tale azi o n e sarebbe oggi qualche co"' di pi di un pio desiderio s e eb rei ebre i clericali. massoni e cult o r i di riti mag i c i n o n avessero fatto di tull" n e l quadriennio 19384 2 per in ga rb u g li a r e l e acque c ri stalline d e l no s tr o r a zzi s mo GUIDO LANDRA

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' AR.IANIT A DELL'ITALIA -i di LINO BUSINCO I l termwe ariano come e spressione razziale, venne per la prima volta portato agli ono. ri di una larga n otoriet dal ,.,, nte De Gobineau. Per il De Gobineau l'elemento raz ziale che domna nella storia !'ariano. l popoli ariani sono i crea. , r i delle maggiori conquiste della c;, i lt e come tali destinati a rea m artle pi luminose tappe del l' r o gresso Etnicamente l'ariano un a espressione dei popoli c os idetti 'do-europei P oic h il De Gobineau ha parti (m uni, ci hanno sempre meravir:l iati per questa attitudine all' iani)('f'l> e :1! dominio, che esse ese rci :.mo costantemente sugli altri po p oli. anche su quelli bianchi o me. -:-.o lati in mezzo ai quali o dopo i '!u ali t ssi vissero. Sotto questo solo riguardo, non i: difficile riconoscere nei confron de lla rimanente umanit una supJcmazia reale, perch in questi ar !om e nti ci che appare esiste ver u nente. La superioritr.. degli Ariani non r i;ied e in uno sviluppo eccezionale c osta nte delle qualit morali; es'' consiste in una pi grande ric h e zza dei principi da cui tali qual e l'Arai, Hirt li ponev.1 invece nel settentrione d'Europa, Fick ne!:a regione caucasica. mentre Sergi po neva l'origine di uno Ili ques ti gruppi in Africa Come si vede non vi com o r danza di opinioni. Pu ricordarsi a ncora che \a sede di questi ariani primitivi era posta dal Muller nel l' Asia centmle," mentre altri, come il D'Ail oy e il Lytton sono per una ongine europea Tra le altre sedi pi note citeremo il sud.est euro peo (Spiegel), le pianure tra Urali e mare del N o rd (Cuno, Huxley e Royer) ed infine la Russia meridio nale secondo Childe. Tralasciando questi problemi d i dettaglio, con il sussidio degli stu di paletnologici ed antropologici occorre fissare i punti essenzia l i dello sviluppo delle genti e u ropee Lo st udi o de ll e antic h e cu ltur e mostra che in E u ropa, nel qua ter nari o pi antico esis t eva una p opo lazione che usava l'amigdala. un ciott o lo appuntito da entrambi le facce 9

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Questa industria ha lasciato i 5egni in Spagna Ital i a, Fran cia Inghilterra mentre manca total menre Europa centrale e o rien tale-Si pu trarre pertanto deduzione: cht gli uomini che la diffu5ero partirono vermimilmente enza di una razza d olicucdala. che per il 5 uo complesS<> d i caraneri pu identificarsi con il tipo mediterraneo di Giuseppe Sergi. Nel periodo nc:oliticu, come atlf: sta no i numerosi ritrovam<:nti di e p u lcreli, l'Italia c l'Europa erano popolate prevalentemente da qu es : a rana doliwcefala, del tipo appunto detto mediterraneo nel periodo ent.> litico s i ha in Europa ed in lt.ll una nuova immigrazione di genti principalmente caratteriztate dalla Ques ta immigrazione di nuove genti avvenne per l'Italia nel X s ecolo avanti Crisw. il processo di fus ione fra i due ,:;rup pi di popolazione inizi quindi in c po ca e pot rafforzar ; i in meglio cllt in altre part d J:urupa sovratutto per le condizio ni geografiche della peni so la che s rahil Cominciamo col chiarire questo punto E proprio della mentalit razzista affennare che il modo COli eu; una data idea si presenta in una data razza c all'interno di una data tradizione non pu esser lo stesso che nel caso di un;: razza c di una tradizione diversa. Ci vale per la stessa idta razziale. Per cui, gi a priori, il modo con cui il razzisl!!o _lcdc sco pu intender la razza deve dist inguersi da quello con cui i l razzismo italiano si pone 1o stesso problema. Importa per sot che qucsi.l differenza 11011 p11. ln.ciderc metodi c sui. crile ri Ad esempio. assurdo pensare che i risnl tati della genetica c della teoria dell'crediariet debbano csscr diHrsi per il razzismo nostro e per quello gennanico; che l'i possa esser una divcrgen7,a nella sistematica l l dove si tratti d i d e finire le principali sottorazze delhi famiglia a rio-europea; u1 Yero, l doYe si precisino. con reciproche delimitazioni, i rapporti esistenti fra i concetti di razza in senso di popolazinnt < di nazione Non inopportuno insistere su CIO, perch anche reccnt, .. mente da noi si cercato di cambiar le carte in tavola: s i Yoluto sabotare ora l'uno cd ora un a'ttro aspetto del razzismo con la scusa che esso sarebbe tedesco, laddove si trattai' proprio di elementi g.cnera.li metodologici, che non si possono contestare in nome di uno storicismo astratto c di un univcrsa lis,mo pseudoromano di cessar di aver ogni diritto di. par lar di raiza c di razzismo, Ma qui qualcuno dir: con la formula ''i finite col contestare questa stessa divet:Siti, affermatl' 11on esser, Italiani c Scandinavi, la stessa cosa. :Da : qui la ne cessit di un ul.teriore chiarimento. Come nc. llo stsso Mani detto. qui si ha, anzitutto, in vista !Jlla :Specie di in funzione della qua .le si pu venire ad: una separazione netta fra tutto ci che umanit veramente europea: e tutte le altre razze non europee, o semi-europee, o originariamente rtt ropcc, ma poi alteratesi Per quel che riguarda poi il popol" italiano in particolare, con la formula in quistionc si ha effetti l amente un rivolgimento rivoluzionario, pcrch essa ha per con scguenza il supcramento di due miti cari a certi nostri amhicnl; intellettualistici ed <'Stct;zzanti di ieri, cio del mito meditrr r;; neo c del mito <
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nordico -a !'" l'" li. che egual diritto hanno di chiamarsi mediterranei :\e i r:guardi mito latino si pu pi o meno riptt cre ... ,;tess a cosa c ncordarc il tempo, nel quale gii Mussolini mis. i n g-u ardia certe fratellanze bastarde . Anche la cosidetta fa t;n it iomenta promiscitit pericolose, mentre si tratta di creare. 11rmai. precise distanze, di fo .rgiarc la nostra gente secondo tratti rigi nali c conferirle la fisionomia di un popolo d ominatore. Come ::: alrro scritto uscito in questa ste!;sa ri,ista si detto, con ci, :,;,turalmcnte. non si d:ce nulla circa le genti latine dci primordi !:alici che anzi rappresenprono importanti componenti nordico:\, ;,. della nostra antica gente. Il mito latino non ha affatto i : : ,i s ta t;tli am' .iche razze, hens una specie di vernice umanistica, ri il' rcnrc 3 i ad un gruppo di popoli in s spiritualmente c raz ; i:d m c ntc assai di,crsi nei quali, dopo il suo tramonto come r o impero sopravvisse nel campo delle let.terc, dell e arti c dell a lingua una specie di riflesso esteriore della chilt di Roma. La formula nordico-aria rappresenta dunque un ri,olgimento i:-. oluzinnario pcrch, in un certo modo, s i ha un preciso sposta.,,, n to di punti di riferimento: non l'elemento mediterraneo ""n l 'elemento latino ma l'elemento nordico-.rl' rcsponsabi. Jit Ed import; Ultc che nello stesso Man:festo ;. parla, n e l riguardo, di un modello umano che anche fisico : : !a lg-rado ogni renitenza. bisogna dunque affrontare anche il pro'i<:ma biologico c somatico, considerandolo indispensabile per la .s truzione di un ideale umano veramente completo, \ 'cramentc :>n forme ad una sintesi classica. l'Xl ora problema circa i rapporti fra l'elemento ,.n;dico-ario italico e quello di altri popoli, propriamente nordici. t ;: c he l'uno ha di comune con l 'altro di fronte a razze non,., . rn pcc o inferiori, d luogo a differenze .hen precise quando si :,:si in, cce ad un, confronto diretto. Certo, r etrocedendo fino a c:npi preistorici in epoche. pertanto, nelle quali di Germani 11 s e nso proprio non si poteva ancora parlare devesi ammet :l' una comunit di origine. Essa, peraltro, si estende non solo i t alici c Nordici, ma anche ad Elleni, antichi Irani. antichi '" l Dal c eppo comune singoli rami si sono poi differenziati. :->l'condo molti autori, anche la sottorazza europea detta vcstide ,, me:ioni nordiche in un altro, dando luogo rispettivamente al '''nliterraneo c al ramo detto, pi propriamente, .teuto -nord:-:k l quali, dunq uc 11011 derivano l llno daU'aJ.tro, ma. sono af . ; solo 11CJ ad rm tipo anteri,ore ad en tra.JtWi (Jui. s i tratta propriamente della razza v .estide:. o medi,. rr a n ca da altri anche chiamata atlantico-litorale : la quale, :"ninteso. non si trova solo in Italia, ma anche in Francia, in c .. -rm a nia, in Spagna e perfino, e in percentuale non indifferente, i11 Ing hilt erra. E ripetiamo ancora che non si tratta per nulla " "" gi la razza rnedter;anea o cstide pu considerarsi affine quella tcuto-nordide, senza confondersi con essa, l'affinit si I(Ccntua nei riguardi di un .altro tipo, che noi possiamo si nordico-aria, o, se si prdcriscc. ario romana. Nei suoi aspetti creati,i c politici, il nostro razzismo non pu trascurare il della razza predominante, decisiva per il Yolto, la storia, il carattere c la vera tradizione di una nazione. Nel riguardo, la 'formula ario-nordia o ario-romana che dir si oglia rappresenta il pi saldo punto di riferimento, appunto com e dice il Manifesto per elcva. rc l'ltaliano ad un ideale di superiore coscienza c di maggiore responsabilit, per ade guarlo a compiti di dominio c di impero c, per -avere tUl sicuro modo d'individuare le .zone neutre: intendiamo cl e menti razziali, che hanno conservata una loro individualit tanto ?a poter esser s cons;derati italj.ani in senso ma non formati del tutto secondo la superiore influenza c la supe riore coscienza di razza. E appunto queste zone neutre 5ono i focolari dell 'antifascismo c dell':mtirazzismo sono la za vorf: l che ostacola la Rivoluzione, sOno r settori, quali le forze oscure della soyversionc mondiale, con l 'ebraismo in fila, sempre riuscir.anno a trovare. strumenti pi o meno coscienti e ad operare pericolose, infiltrazioni. E' cos che chi non riconosce l'importanza della quistionc ,razziale anche uno dei pro blemi pi' vitali c fondamentali per J'integralit della Ri,oluzione fasci sta J. EVOLA 11

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IL l A o M erita ric0rdarc che l e razze umane s i differenziano fra loro in primo luogo per ereditari, tanto che quelle cul turalmente: all'apogeo l o sono perch asse condate da s peciali c favorevolissime doti congenite, mentrt k altre rimaste allo primitivo. quas i sempre rappresentate dit g e nti con pell e di colon:, molto scu ro soggi
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; 1_, :.,citi nei :\egri. L'intero intestino r; mo lt o d ; lunghezza nei tipi umani. 11 1;1. rapporto con la statura fu troYat o 1 6 .31 in un .'\ rabo; 6.07 in \entisd 1: 1 ; 1 p po n es i ; 5 32 in nove N egri; 5 -.30 ne '-. : Euro p ei. L 'intestino tenue di 240 ( :tp po n es i (Ok< \ m o t o) dette una lunghez ,. m ed ia di 777 mm. ; di 212 Finni (Wal L ; us). 760 mm.; di 100 Cines i (Oppen ).. ,n), 747 mm.; di 55 0 Americani bian 630 mm,; di 144 lnd. del 1.... m m L'intestino crasso sarebb e d t mm nei Serbi (Miloslavic); di 142 11 ::Jime tri n ei Tedeschi (Curschmann). > .'a natomia in genere dell e parti molli : : t h) rivela pure conformazioni spcc ia ;. i1 ga t<: alla razza. A disuguaglianze en r;ne s i attribuisce frattanto (Ke tth ) lo 1ilirs i di caratteristiche razziali quali 1 n l o rc della pelle la natura dei capelli, J. i o rma d e lla testa, l e proporzio ni d e l , i><> c. come noto. si riferisco n o ad .. m aLe g hi a ndol a ri fenomeni quali il 1nt ;s mo, il ilani smo. l'acromegalia e 1 :ti altri. : s a n g u e non manca di prese ntar<: ?if: JlZc et nich e Variano l e sue propneta .tgglutinazione c il suo tenore in .... indispensabili alla vita. quali ti .. : in. la colesterina, lo zucchero. Le ri t .:hc scrologiche rendono non arbitrario :. : rs i s ul sangue p e r 'distinguere van ppi n e ll 'umanit. dissomiglianze orm'onichc c nel po I i .reazione del sangue nelle razze : r ihu i s c o no a chiarire i tanti fatti stu-tla lla patologia etnica. Si sa che il Jn di resistenza alle malattie, gi non .:dl' negli individui di una medesima :a, cambia moltissimo da razza a razl'e r la tubercolosi si ricerche .mercvoli che autorizzano so lide con n ni. Regioni come l'Africa e la Me\. ; i a restarono immuni da quel morbo all'arrivo degli Europei; ricc vutolo, l ,:ffctti furono s paventos i Nei giovani : i" i s i co noscon o per p o polazioni bian In Europa e in America gli Ebrei d "!l ''t ra n o pe r essa un'immunit r elatic eno s up eriore a quella di tutte le -''n : i, bianc h e o di colore, in m ezzo a eu; ivn no. L'azione della razza sembra J Hlr i nco nt es tabil e nei riguardi del {:an n . l\' i cd oro, Pittard). Nessun tipo n e l BIDLDGIEO m a l e percentuali logichc: qucsll', a n zi, su no k sole che possano occuparsi cleiJ'in s iemc di fatti qui r;assunto c guidart Ycr so una \'a lutazione delle s ingol e riiZZl' um a ne nell a quale le doti appariscenti in ciascuna di essl s ian o presentate coml' semplici parti di un tutto armonico da contemphtrsi, appunto, n e lla s ua fo rm a estenta l nd suo equilibrio funzionale, ma pi ancora iil rapporto alla s u a intima l'Sscn za spiritua l e. Ogni altro m odo di considerarl' l e raz ze um a ne ci portcnhhe a qua lco s a privo ine\itahilmente di \ alorc sc i e ntil o c pra tico perch n o n pot rcbh c t e nere nel debito conto il complesso acc l nnato: che. insist o rientra in pien o n e lla Bio logia c pu analizzarsi a fondo soltanto sq,"\tend o i ri g idi criteri delle sc;enzl' biologiche. Si ha cos implicita ri co n ferma che il concetto di razza n e ll'Uom o esatta m ente co m c al di fuori di e s s o, n o n esula in mi nimo mod o dal campo b io logic o Si pu per giunta affamare che di scutere

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    S cco.nd o .una diffu s a c s up e rficia l e nsuHmzwnc, che fortunatamente h a fatto o rmai il s11o t e mp o in Tta1:;: t a ll' este ro, s i \' O i c \'a co nside rare il razzismo italian o alla stregua di 1111 fenomeno di contingenza p o litica; se n za quindi collegar e il fen o m e n o s t esso a qu ella \'i s i o n c c concezione del mon do, integra l e c sopratutto r e a li stica. ch e il Fascis mo c, per esso Rcnit o Musso lin i r apprese nt avano. C h appunto n e lla conc{'zi o n c c n e l programma imp e rial e di M u ssn lini un indiri zzo apertam e nte ra z z ista s i imp ose ad un dat o punto com e fase riv o lu z i o nari a c p otc n z iatricc dello n az i o nak c d ella cosc i e n za sto ri ca degli ltaliani: s pirito na z i o n a l e c cosc i e n za s torica da cui il Fasci s m o aH\' a p1 c so le mo sse fin d a i primi o u o i g-io r ai. Sturi c ; rtlll n\c in ia t t i il Fas c i s m o c ni\' a a costituire l a pi c hia ra c c a tegoric a rispos ta di un sa n g u e c di una cosc i e n za na z io n ale a quella m cntal itil qui ctista c i nt c rna z i o n a li sta c he, n o n ostante l impcr Ycrsarc di un a durissin l< g u erra di p o po li, s i anda"a d iifnll(kndo n e l m o n do. Il Regi me fascis ta a\'e \ a eostant c mcn tc ri cndica t o a i so ape r to di irontc a l m o ndo, un a o ri g inalit c un a grandezza spi ritu a l e della st irpe italic a originalit c g r a ndc zza n ella q u a l e s i rias s um e a n o il genio dell'arte c della p oes ia con l e pi n o t e \'irt g-u erriere del1.: p assate c r ece n ti l d l ra S l lllpn : in n o-14 m c di quest o n o bile patrimo nio di razza. co ntro tutte l e te si materiali ste co s mopo li te c univers aliste ri,olte a violentare natura il se ntim ento costringe nd o in uno stesso m etro moral e e social e indi, idui c genti div e r se di sa n g u e c di \'alori spiri tuali Tn qu esto lato s e n so tutto qu e llo che il Fascismo a\'C\'a fatto c rappres en tato in ltalia e, p e r l'Italia, nel mondo durante i s u oi primi sedici anni di regi me, p o t eva d e finir s i razzismo Nella parol a di Musso lini inol t r e il ri chiamo ideale d ella ra zz a e ra s empre fre quen te c s ugge st iv o. Ecco p e r c h, cos proteso a d e lle fina l i t c ad una politica di razz a il Fasci s m o n o n potc\'a oltre aspettare di pro nun ziarsi, dopo quindici a nni di esperi e nza po liti ca, anche sul terreno d e !l'azi one pra tica i: dci provvedim e nt i l cgislati\'i E infatti, una \'Olta salu rata. negli Italiani la della pr;opria orig.inalit naturale c della ci vi l e mission e loro as seg nata e da loro asso lt a attrave rso i secoli, si rendeva ancora pi n e c essa ri o rav vivare c raffinare in essi il se n so dell e loro affinit e particolarit etniche, identifican do c rendendo sempre pi riconos c ibili' scie ntificament e l e medesime affinit c partic o larit caratteristiche. . Perci oltre ai vari motivi di ordine etico-sto ric o sempre presenti gi i n prcc e denza negli orientamenti pqlitici del F a sc;smo una iniziativa francamente razzi sta del Regim e era suggerita e quasi im posta alcuni anni or sono (prima anco ra della redazione det Manifesto r azzi sta ) da tre diversi principii d'ordine pratic o pre cisamente: tL) da un princjpio di o rdi ne biologico come quello di illustrar dii f nsamente agli Italiani i vantaggi c i va l o ri etnici che si accompagnano all'int e grit c alla purezza del sangue e, c o rri s pondentemente, la decadenza c la r o ,i n a fisica c altres morale che sj accompa g n a al ha stardismo; riehi;,.mare l'atten zione d e gli Italia ni alle sorgenti prim e ddla l o r o sostanza e personalit razziale-. aie a dire alia loro riconoscibile c prc, a l entc or;ginc ariano-nordica ; additar< infin e agli Italiani il modello e, n ello sks so tempo il p cr;mctro di una l oro san: t c\ o luzionc etnica ed orientare su di esso (ceppo razzial e ariano-nord;co) tutt e le loro simpatie ed affettivit sociali e asso ciative; b) da un principio eli ordin e na zi o nale come quello della necessari a rio r ganizzazione. su basi etnicamente reali sti che della comunit nazionale ; c) da un principio eli ordine politico (o ltre c h e na z;onale c biologico) come quello d ella guerra improrogabile e oramai dichiar ata fra la psicologia le aspirazioni e gli in teressi materiali della razza ariana e qul'l li corrispondenti della razza ebraica. La pr;ma traduzione di principii stessi in leggi dello Stato avuto pn> siamo ora confessarlo, c ara. tterc sp:rimctale. E dei risultati. di questo csp cri m ento, che costituiscon o OI' a mai una r c:t liz zazione, si amo oggi ben e inform ati confortati noi intransigenti \ '; ll v a dire che, m entre nulla, durante qnattr anni, emerso i\. __ tcstimoniat:e_jncom, ni cnti o precipitazione o eccessivo n g u : c delle leggi razziali del Regime, ri?ult:< to invece Ghiaramentc ch s u qu esta l!: rcttricc di marci a l'Italia c pi preci"' mente la le gislazio n e dello Stato itali a w. l a bonifica etni c a biologica, cultura:, educativa e la cuscienza stessa ckl n o s tr popolo hanno molto da lav o rare, n m ii- cammino da compiere. E' u1_1a vi a per l a qu a l e n on si pu t nare indietro, ma bi sog n a andare aYa:1.1 Il ra zzismo italiano non pu f erm a; a contemplazioni e acl e lucubra z i oni r. trospetthc: esso d e ve mirare a produr r quel tipo di italian o semp r e pi d efini t c che s app t rappresentare semp r e pi d < gnamen t e il passato g lori oso dell a stir p c portarne impcgnativame nt e l' e redi t st; rica E cio l a vitalit, Ja individualit, l a virilit present e futura d ella n o str .. razza qu e ll o che ora ci interes sa molt" pi c h e l a sua in_fanzia e l a sua gio,i nezza. Per qu e sto una co s ci enza di razza nel popolo : come in ogni individuo la coscicn za tlcl l a persona lit dev e essere difesa t po t enziata sotto gni a s p e tto, mate rial e c se n t im entale D e l resto tiessuna idea di ogni temp ha mai potut o vantare tanta intima adt -

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    ; enza alla realt della materia e dellavita c nello stesso tempo tanta forza morale L". senza una sana coscienza impc . ,"," del popolo che lo ha creato, non. po :r. ,I>L' mai essere una realt duratura CONTINUIT STORICA DELLA RAZZA ITALIANA di MASSIMO SCALIGERO .\l'Ila resurrezione c ne !la organizzazio 'lt tic secondo impero di Roma bisogna che ;: l ta liani ndano non soltanto il trionfo (;,_; > oli tu spirito, delle proprie istituzioni, cHi a propria ambizione, della propria ci;i'tit, ma altres c sopratutto una vitto :. del sangue, la sua affermazione dc ,,, gr a fica. militare e fisica. \ t ale scopo, su questo piano politico, <'1 a p erta e risoluta politica di razza. ,,,,,hr la pi ri,oluzionaria, anche la pi ,.,, ,Jog-ica pienamente giustificata. T u tto sta a volerla fare E il Fascismo ( .-iso luto ad attuarla. FEIJCE GRAZIANI Se oggi si autori;;;zati a parla re di valo ri storici della razza italiana lo si deve principalmente al fatto che gli elementi essenziali, della indagine in tal e senso sono passati attraverso un proce sso di chiarificazione che non si limitato a un dialettismo astratto, ma ha lavorato concretamente e in profondit. Si pu dire che una. co scienza. storica della razza sta dive nendo. con il razzismo un'esigenza 1 iva del p o polo italiano. Se inoltre stato possibii-e co n cepire C: curiosa fotografia vi far stare in dubbio: quale l'uomo? e quale l'ombra? se i valori ereditati potessero essere riprodotti fotograficamente, voi potreste rima;<,-e in dubbio, domandandovi fino a qual punto arrivi l'ereditariet e dove abbia inizio i. personalit individuale. Ma neppure questo sarebbe un dubbio ragionevole; c-Ane l 'ombra forma un lutto con l'uomo e vi rientra non appena mutano le condizioni ti: luce, cos l'ereditariet forma parte integrante della personalit di ciascuno di nQi. Chi volesse prescinderne, si ridurrebbe a mero fantasma. come .unit storiche e vi1: enti il Popolo e la Nazione, ci si dovulo a l ricono scimento di una for;;;a intima che sola capace di dare significato e concrete: za al fatto Popolo e al fatto Nazi.one: la Razza. La continuit storica del po polo italiano si pu riconoscere_ solo co me un prodotto di una forza Ct?nt. rale e assiale, che la conti11uit della ra zza, comportante soprattutto la d_i sentirsi part-ecipi della ra.z;;;a, grazie al' una prodigiosa virt. che l e propria: la memoria della razza. Per coml e r so, la storia ci fomisce que i dati esteriori e quegli elementi documentari o cronistici da cui occorre risalire per riconoscer e su un piano di causa lit l'azione della raz;;;a: storia patria si assiste cos a una minore o mag giore intensit di manifesta z ione della vigoria profonda della razza. Ed pro il razzismo che oggi ci offre il modo di capir e come non esista u n senso della storia :. e come sia una mera. astra zione, una retorica ra:ionalistica il con cetto di necessit storica in quanto la. storia soltanto la trama sensibile ed evidente di l ci in cui la razza manifestf} le sue peculiari possibilit . Quando questa storia ci si presenta sotto forma di .decisive acquisizioni sul piano culturale, politico sociale ; milita re occorre perci ricono scere in essa non un fenomeno di necessii :.. di fata lit :. o di storicit ma il momento della pi d ec isa e pien.o espressione di una forza potenzialmente per enne, che la. forza della razza: il buon sangue della raz;;a. che fluisce pi_ vivo e pi ricco, gra:ie ad un coincidere delle gie etniche con quelle della Tradizione che originariamente le distinge e le esalta. Si pu dire che, in tali p e riodi agisce potentemente dietro l e quinte del la storia un razzismo decisamente orga nizzato anche sen;;;a che di razzismo si par.li l..-.... che noi comunemente coglia nw soltanto nei suoi risultati ossia nella sa manifestaziqne storica. Esso per noi si esprime come senso patrio. come esal-15

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    la:.ionc mlori d Il a pura e rlrll' it a l i a nit come coscir n:.u d i Tradi ; wnr. /'ro pri o i n si mili f elici p e riodi d e lla ra;;iale. que i fatt o r i m o r J o l ogic i ( p e rtin e nt i a lla m o d e rna a ntr o po-bio l o f!,ia 1 c h e pr i ma costituivano un e l e m e nt o ruw nim o t Ult r cl a gg i o in con.super:ole. a c la l o r o aut e nti c a fun z i o n e clte c o n s is t e n e l m i v urarr la di J Jer en:.i a z i o n e qua l i ta t i v a n ello s t ab i lir e u na n ecessa rio d i s tin :.ionP d i valo ri Son o questi v a l ori .vprs.so tr oppo fac ilmr n/ r sott o v a l u l a t i d te p o s .w n o r i fl r ll r : r e i n fo rma t iva r d i namic a f u J o r w r r alt d t llu m:.:.a ed r sprimern.r l a esse n:.inl r r it ulit (e d imJirtu l e nlt w r r!J/J( c o ntr appo rr e a con rctlll !'t sempio di ge ni fi.li camentc la mli, 1-/t il w ni o rappr c H ft.la una e spreS < i Ont <.: supr m ornw!l., d ella ra:.:.u n o n lo n orriw lit n o n si pu affe rm a n ciii' il genio si a reg()farm e nt e un f a. r u l u f i s icril c o m e si pu risc o ntrar e n elle miglio r i figure che c i dal o conside rar e r appre se ntati v e d e lla s toria politic a e c i r:il e de l p o p o l o i talian o. E p e r n on. ricorr e r e all'esempio di j i gur" c h e confermano il coin cide r r d e lla supe m o rnwlit. geniale c on una s orta di .wblima:.io n e d elle qualit ru:.:.iali ( San T o rnma so. Gi o a cchino da Fio r e Dante. Cas tru cc i o. G iomnni dalle Ne re, L eo nard o e d altri) su.f fi c i e n/ e esami na r e l e rappresentriz i o ni pilto r ic h e o sc u l to r r e di comuni figure d i cittadini, di g u er r i e ri di s a ce rd o ti. di ma g i s trati d e l l a quo tidian a v i t a d e l p o p o l o s in dalla e p oc a d elle cosidde tt e in v a s ioni. p e r r ende r s i co n to di una r e al e co ntinuit s t oric u d e lla raz z a italiana Rntru dunque n e lla s f era d e lla o bi et-. tiL it .lci enlifiw affe rmar e c h e innes ti pro f ondi n o n fur o n o effe ttuali nel tr o n co e tni co itali co -roman o dalla ca duta d ell'Impe r o all'alto Me d io Evo, se n o n n e l se n s o di un rin v i gorime nt o d e l t r o n co st es so p e r il confluire in esso di linje di uguale purezz a e d{ ugual e t en:.a. l fondamentali c eppi fam i liar i tutt' ora v i ve n t i in dive rsi rami della gen te italiana la cui origin e risal e propr i o a tale periodo, pos sono esser e assunti come simboli v i venti della continuit st orica della ra:.:.a italiana l.a qual e p e r mane con v italitiL p e r enne, aQ. ch e quan d o una solu:.ion e d i ritmo pu riconoscersi n ella tradi z i o n e cult ural e o politicn < s o c ial e. La c os c ien:.a di na z ionalitiL in og111 m o m ento d e lla s t o ria italiana pu cos riprende r e la sua aute ntica fun z i o n e pPr a zioni rico s lrutti ve c n e l per seg uir e lllt nuovo ideale d i c i v ilt rice v endo l'i m puls o pi vero e pi v ivo d e lla persi s ten:.a d ell'e l e m e nto e t nico che, nella suc1 p otenz ialit s empre pronto a di nnirt strument e appog gio p e r la manij e s t t t :.ion e di t a l e co s c i e nza O g n i v olta c h e .
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    ' E eramcnte curioso il modo come la questione ebraica ha cambiato aspetto nei discorsi di certa gente: mano mano che il tempo trascorso e l'attenzione diminu:ta ne hanno dato appena appena l'agio. Prima non si fiata1a: anzi mnstra,a persino dello zelo c non solo si agi1 a come se gli ,,: ;;! c c i protetti del giorno innanzi fossero di,enuti di colpo ,h ;;-l .:si ranei, ma .pcrs:no si tene\'a a comparire tra i loro pi' l' i l persecutori. Poi, data a tutti qttesta impressione, ci si 1r a,a c si taceva: pa-ssato il tempo c scoppiata la guerra . ; t a a zitti ancora c bene nascosti per non essere tr;,volti i:.:l:t nuo\'a ondata nella quale gli anenimenti prendevano ,., .. ,a1 il posto delle parole ed erano p: e l oquenti di 1 : : d;iasi polemica; poi, infine, quando alla guerra tutti ", ,., ann gi fatta l'abitud:ne c l'impressione del suo primo 'l' l' arc non p9teva pi diventare un veicolo capace c irresisti. :ic dell'odio antigiudaico, si cominciava ad agire non certo aper .,, :,1c mc ma gi iJt modo deciso per distruggere tutto ci che ... pr imo momento si era stati costretti pubblicamente ll fare. E ccmpu stesso si parlava: e in vari i si diceva: non c h e non esista una quest:onc ebraica. S, gli .:c:i c; sono: 'in InghilterraJ in Russia, in America: sono essi teng-ono in. mano le sorti di quell nazioni: sono. essi che ,111,., la maggio;c parte nella guerra mndiale scatenata condi no:; ed giusto perci che contro di loro combattiamo, li consideriamo nostri nemici, che consioeriamo la guerra a r o k sopranominate naz:.oni anzitutto come una guerra an-. !,raica. Ma in Italia? Dove sono. gli ebrei in Italia? E anche t: l sono: si mostrano cos bravi, cos familiar.i. cosi affiatati: d istinguono cos yoco: sono iti tutto cos simili ai nostri, a n ;nciarc dalla lingua. che la medesima e dalla religione che m oh i cas; hanno adottata c continuamente adottano, convcralos i al cattolicesimo del quale si dimostrano cos ossenanti ..;: uaci Come si pu parlare d'una questione ebraica in un , don gli e-brei hanno fatto fino a tal punto il possibile per . dare nell'occhio, tanto che molti dei cittadi;; ne hanno c o c iuto l'esistenza solo ora che se ne par'la, mentre se non se p a rlassc, nessuno quasi ne saprebbe il nome? si pu parlare d 'una questione ebraica in Italia? -conti-. _,, ,n., i messeri. Bisogna essere proprio degli inia_,;; lontani da ogni senso della realt. ';j pn gran tempo cos freque nti snno stati i matrimoni '"li ebrei c i nostri, che non poche famiglie. il, c:tt, contano qualche Mos od !sacco nella !.oro parentela. n c' sta to a1venimento importante da un secolo a questa parte 'lualc ess i non abbiano partecipato. Hanno contribuito al Ri' imcnto; hanno soprattatto avuto una parte n o n i.rascur;,bilc d are una fisionomia al nuovo stato. Nella vita c lirica dal 1876 in poi stat;L sempre pi frequente la loro prc Hanno influenzato molto le sccilZc e le -arti. Tutto ci in ,(j cos poco appariscente, co s pco pesante che non s a,n 11 ;, nemmeno c c'era anzi l'imp;cssione che fosse proprio l'i ;dia, per la sua tendenza naturale. a fare qu e lla polit:ca, 'ad r" q uelle idee, ad essere occupata in tale modo. Ci v uoi pro ;r:n del coraggio a parlare di ebrei davanti a una s:tuazionc
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    Un rep11rlo ebraoco del fu esercito polacco, folograflllo nel 1925 a Lublino, dutanle la della Pasqua giudaica i.rrarla; come c hi illudesse di potere afferrare la pohcre mentre tllrbina o la nebbia mentre sale o s ta per di ssiparsi. Ma meglio a n cora. perch adoperare questi paragoni che si ri feri s cono a cose e s isten ti per quanto mentre qui si tratta di cosa che addirittura non esiste? Siamo a que s to punto: quelli che hanno impostato in l tali a la que s tion e comica avrebbero so l o sognato. Sarebbero dei vi s ion a ri, ed anche dci partigiani: cos si dice nelle convent:col e dci so liti Poco manca che non si dica di peggio. N vi sarebbe meraviglia Lo avevamo perfettamente preveduto e non per merito nostro: ma perch tale l'eterna tattica degli ebrei : sparire in un primo tempo, volatilizzarsi, annichmrsi fino a che dura il pericolo : poi a poco a poco riaffiorare sotto sQQglie com pletamente mutate cd ambientate c o n la nuova situazione in modo ch e se uno s i domanda dove sono c veramente li cerca pu farlo solo a ri s chio della incredulit generale. Allora lui naturalmente ad avere torto c a divenire oggetto di discredito c anche di perse cuzione Co me quando uno sta per dare una btta c ra'vversar.io all'improV\'i.so si china, queilo finisce inevitabilmente con l'andare a terra. Con questa tattica gli ebrei hanno sempre superato tutte le loro difficolt c perci l'hanno usata anche ora tanto che se ne vedono i risultati c si sentono in g:iro discorsi simili a quelli sopra i quali sono n pi e n meno il segno che il pericolo passato, che il lavoro di ambientazione e di mimetiz x;p;ione gi avanti c che si. crede g:i gjunta l'ora della ripresa. Tali discorsi sono propagati da due generi di gli in teressat i e gli ingenu i l primi sono o gli ebrei stessi o quegli ariani che per ragioni d'interesse hanno fatto propria la causa degli ebrei: i se condi sono quegli ariani illusi che si commuovono dina.nu alle astratte parole cd ignorano costantemente la .realt: ottimo stnunento per quando, passati i primi boilori, occorre far dire alla ge nte ; ma che cosa stato? nia n e capisci qualche cosa? 18 c tar c esclamare in g1ro: ma non se ne -poteva .fare a meno; ma c'era poi bisogno di rutto Juesto chiasso?. Non c' dtmquc nessuna--mer-a'l"iglia chesiagiunto n momento per rutti costoro e che g:i r isuoni da parecdiie' parti la canzon e che abbiamo riferita. Anzi la sua stessa ins stcnza una prora di pi, se c c ne fosse bisogno, della realt della question e ca, della sua non ancor suf-ficiente soluzione. dell urgenz a di portar quest avanti fino a togliere agli ebrei. ogni possibil it di influenzare in modo cos poco confomlC al vero e al temp o s tesso cos g:ovevole ai lro interessi, l'opinione deiia gente. N -iente omc il ritornello che gli ebrei non esistono o che non diff criscJn o dagli altri o che non hanno sugli altri alcun !lzionc n ocil'a SCf!'no sicuro. di <.:brei 11;1s..:o:;:i nt
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    tal 111ocln che non possibile scoprir! i: come quando uno l a due passi senteuna voce e pensa: qui.; ma per quanto giri non rcde nnlla c intanto quella. srn,pre pi vicina, c sfonda qua> i k o recchie : ma ancora non si appura da dove viene. Uno s: qdc circondato datutte le parti da gente che con .. le parole, coi ges t i persino con le funzioni che. ricopre d :ce di contrana agli ebrei, anzt delegata a combaUerl;. : intanto l"'r u na spe cie di sesto senso si avverte. non si saprebbe dnr come, che proprio l c' .)'ebreo. Come quando si crede di il piede sopra una.' fogla e si trova invece un verme o 1111 e r p e nte ;. o in acque verdi c immobili in mezzo alla campagna 1H:IIc quali niente sembra nuotare, basta un sasso pcrch n e ;priz z i una molt:.tudine di rane! che o si tuffano o \ ne ebraica. Non si ha il coraggio di co111, tre a nni fa, che la questione in modo assoluto non esiste :;i ( ) rmai troppo prudenti e avveduti per-commettere tm sim;Je 1rr.,r e : elle urterebbe troppo contro la realt: tutta l'Europa :11 F.:n nmc. tutte il mondo impegnato in una lotta nella quale si ,,, hene quale parte gli ere.i rappresentino_ Ma in Italia, si dice un'altra cosa; e col tono di chi pure riconoscendo vero u n ,r:; ome nt o vuoi correggerne le esagerazioni, si sfumano mol to ;,. lince. si sbiadiscono i colori. E' un .tono che fa sempre di. !C) s pecialmente quando l 'impeto della battaglia si affievolisc e e l;, propensa ai onsigli di moderazione. Momento pericnl<>'iss imo A questo infatti sempre si appigliano quelli che 1111 H e resse di fiaccare i propositi di infrangere le decis:oni ; qu. . in tutti i tempi stato abihssimamente dagli cbrt; per iniz:.are l a demolizione delle leggi e delle barriere in n a l l, ;te dai popoli contro di loro. se 'in Itaia la questione ebrai_c.a ha :portanza forse pi ancora che nelle altre nazioni, iit non pie. d a parte perch il suo popolo per una certa noncuranza e i n d;;'.t:enza particolarmente soggetto a cadere nell 'insidia di 1i t'l:,' l momento. Gi ancora oggi qualcuno ci cade. Questo an;-, ; l l a to che bisognerebbe seguire c in un'azione antirhr;:: :;, condotta a fondo: la capacit che sempre hanno avuto gli c h r.: d i nascondersi a tal punto che tutti i popoli che n sono stati le -. :!ime hann doP<> poco perduto invariabilmente ogni co>ci,r!l a del fatto. GIUSEPPE PENSABENE U n o ebraica di Toronlo, nel Canad, celebra banchertando la Pasqua dei giudei RAZZE E SOTTORAZZE di ALDO MODICA S ludiando varie centinaia di di un coleot tero della famiglia degli Edemeridi, che 'presentava diverse specifiche sulle elitre, e facendo le nalisi dei transiti che da un tipo di macchie 'conducono ad un altro, osservai come, per via di influenze interne ed ester ne di ordine vario e spesso ca suale, si possa giungere insensi bilmente da una -specie all'altra o da una variet all'altra. Natu ralmente spingendo lo studio su altri esemplari di insetti e sce gliendo di volta in volta un determinalo carattere specifico come, oggetto di analisi si ha la conferma, ove Ira un grande nu mero di individui si riescano ad elencare i transiti rispettivi, dello insensibile formarsi delle nuove specie e delle nuove variet. Determinanti esterne ambientali che producono determinale reazioni bi-morfologiche, e quelle sole, in certi individui, od in certi gruppi di individui, dan no .come risultato la nuova for ma quando la variazione diventi carattere acquisito, e si fissi quin di secondo le leggi mendellane. Ma ci avviene solo quando, persistendo gli stimoli esterni, permane altres quella data forma di reazione nei gruppi di individui, la quale d luogo alla nuova formo. lo studio biologico e sistema fico ad un tempo di taluni inver tebrati d la misura del come debbonsi giudicare le specie, le razze, le sottorazze, le variet negli ordini zoologici a sangue caldo, poich il fenomeno vita conserva in tutte le sue espressioni una uniformit fondamentale, in quanto alle leggi gene rali che lo condizionano e lo accompagnano, pur .apparendo nelle forme pi svariate e contraddittorie. Se passiamo a considerare il campo antropologico, troveremo che l'uomo attuale presenta non soltanto delle grandi rllzze ben distinte dal punto di vista bio morfologico e psichico, ma pre senta altres in seno a queste grandi ;azze quelle che vengo-. no comunemente chiamate razze, le quali poi a loro volta appaio no in vorianli ben determinale costituenti le sottorazze con le loro variazioni biotipiche, occa sionate da mutomenti ambientali ed etnologici. Alle origini di un determinato ceppo razziale si pu essere giunti impercettibilmente per via di influenze interne ed esterne e per via di reazioni multiple, che potrebbero a lungo e parti tamente essere esaminate. Una volta raggiunta la forma, che corrisponde nei tre ordini: ana tomico, fisiologico, psichico ad una determinata differenziazione rispetto alla forma precedente e fissata nel tempo biologico della specie per mezzo delle leggi di ereditariet, che danno per ogni forma razziale una caratteri dica dose qualitafiva e quantifativa di gen, idii, allora pu dirsi che si ha u na nuova razza, od una nuo va sottorazza, od una nuova va riet. Questo principio biologico non eccettua l'uomo, anche se nell'uomo tali fenomeni vengono accompagnati da manifestazioni pi complesse ed anche se nel l 'uomo si potuto osservare che ha un certo peso l'atmosfera psico-intellettiva soprafutto nel favorire entro il ciclo di un'epo ca il predominio di certi biotipi piuttosto che di altri. Tuttavia se un tale predomi nio viene 11 realizzarsi, ove con trasti le leggi biologiche inter ne alla razza, pu anche essere annullato o modificato in prosie guo per l'insorgere di controreazioni emananti dal fondo bio logico della razza medesima e spingenfesi ad eliminare quel motivo psico-inlellettuale di ordine paradosso, per cui attraverso la scelta ses$uale e la sug gestione ideologica hanno preso spicco, in un certo numero di anni, determinali tipi piuttosto che altri, i quali siano maggior mente positivi rispetto ai nuovi . Ma s e alle varianti acquisile ed alle razze pu anche giun gersi impercettibilmente nel corso di secoli o di millenni! anche per quella legge universalmente biologica che fende a differen ziare le forme vitali le une dalle altre e ad adattarle agli ambienti in cui vivono, anche vero che le razze o le variet una volta d ivenute tali tendono divenire sempre dJpplil se stesse perfezionandosi nei caratteri raggiun-19

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    t i ove questi abbiano fatta, in determinati ambienti, una buo na prova. Perch non vero che le for me vitali e l 'uomo tendano a confondersi ed a raggiungere, negli ambienti biologici varii, un unica forma L un iversalism o in natura non nelle manifesta zioni, che debbono essere mul t i ple, ma s o ltanto nella generalit cosmica di queste mede s i me leggi d i differenziazione inces sante e di stabi l izzazione, ove cause nuove e d ecisive non interv engano ( e ci purch non s i a tardivo), delle forme una volta raggiunte e caratterizzate. Parlando di forme s i i ntend e parlar anche d i torma p sic hic a la quale, salv o eccezioni, che possono essere materia di studii e di analisi separat e, corrispon de nelle sue grandi linee alla torma fisica ed al contegno fis iologico predominante in quella data razza o so ttorazza o va riet. Non pu in fatt i sostenersi, 11 m eno che non s i voglia evadere dal campo degl i stu d i i oggettivi e sottomettere arbihariamente l e leggi che la biologia, intesa nel suo aspetto pi estensivo e quindi anche psichico, ci ha rivelato sin ora a ttr a v e r s o indagini varie e complesse, 11 v edute a s tratte, ci c h e si vuole s ostene r e in un terreno a s cientifico 11 proposito della universalit d e l l'uomo. Non esis t e una univ e r sa lit dell'uomo pi di quanto non esista una universalit d i una d e terminata fam iglia o specie ani ma l e l a quale, nel mondo, pre senta, n e lle sue varie forme, sensibilit e comporlam nti e rea zioni cos d i ver se, legate alla ca ralteristica f isica e psichica da far pemare spesso come la coin cidenza di alcuni caratteri fon damenlali comuni ad una stess a famiglia o specie, da un paratielo all'altro, sia pi un fatto si stematico che un fatto sostan ziale Il proceno che s p inge, i n al cuni momenti certe razze umane 11 fondere i proprii caratteri con quelli d i altre razze un proces s o negativo ed antibiologico, onde l'universalismo, dal punto di vi5111 biologico, si risolve in una morte relativa a quei grup pi che rinunziano consciamente od incomciamente ai propri ca ratteri, arrestando il cammino della loro differenziazione e sta bil izzazione per dar luogo ad ibri d i sm i tardivi, i quali nella maggior parte dei casi danno r i sterili. E per i l norma l e procedere del camm ino biologico, che accompagnato e poi coadiuvato da un corrispondente cammino nell'ordine etnico e psico-intellettivo, che le razze e le sottorazze umane si sono andate configurando per c .ome ci appaiono. 'Ed per lo stesso motivo che c iascuna variante, razza tende a divenire sempre p i se s tessa quando conserva intera la propria vitalit, rimanendo in un terreno bi_ologicamen te positivo Ma in ba! e agli stessi principii e per la lo r o stessa interna vi l alil i gruppi e le razze tendo no a d itferenziars i in aggruppa menti minori perch inevitabile il fatto che, d i Ironie a determi nate condizioni interne (biochi miche e fisiologiche) ed esterne (influsso dell'ambiente cosmico e b i o s ferico) cui possono essere esposte sezioni di una determinata razza si producano correlativE\ differenziaz i oni, le quali poi fissandosi conducono al for marsi delle sottorazze e delle variet. Se noi consideriamo infatti, se guendo la class i f icazione Fischer Biasutti, dalla quale Weinerl fon damentalmente non si discosta la d i visione lineare della speci e umana (linea media, linea negroide, linea mongolide, linea europide), il ramo degli Europoidi, lt overemo che dopo le forme pi antiche corri spori denti agli a i nu i di, agli uralidi ed a i lappidi, che i moderni antropologi considerano come prato europee, (paleomorfe), venuto a formarsi, nell'ambiente biosfe rico dello spazio europeo, un soffogruppo nettamente distinto per un complesso di caratteri fi sici e p !i chic i CC'muni a grandi linee e nel quale si indi viduate e fissate le razze: nor d ide, mediterranide, adriatide,_ balt ide, alpide. Questo sottogruppo europeo, appartenente sistematicamente al grupp6" delle razze europidi, si differenziato in razze ben de finite per via di influenze b iolo giche var i e e correlativamente agl i ordini di reazione che cia scuna sezione, in ambiente di verso stanziata, ha spiegato d i fronte agli stimol i esterni ed alla atmosfera etnica di altri aggruppam<>nfi razziali limitanei con i quali entrava in conflitto od in mistione. l nordidi, i mediterranidi, gli a dr iatidi, i baltidi, gli a lp idi sor gevano e si configuravano,' nel cor so dei millennii, per ques te azion i multiple, che poi determi n avano anche un'atmosfera pro fosforica, e, nella loro vitalit aulodelerminaliva, reagivano viep pi differenziandosi e difensiva mente fissandosi nei loro nuovi caratteri acquisiti onde rispello a gruppi razziali di di versa natura che per caso pote vano essere confinanti ai loro spazii biologici che ove non avessero urlato nella muraglia di' quelle reazioni avrebbero avuto il sopravvento ibridando oppure annullando il ceppo cu i la natu ra non dava sufficiente forza per differenziarsi e stabilizzarsi nella sua forma irrevocabilmente rag giunta. Ma medesime cause, gio cando m una scala minore e sfruttando la tendenza delle raz ze a. frazionarsi in m i nori aggr up pamenti biolipici hanno prodotto nella sola razza nordide cinque sottorazze: la !eufonica la da l ca, la finnica, la britannica l'aflaniide, le quali si differen: ziano dal comune ceppo, che appare ormai nella sua frazi ona tura, raggiunta attraverso le de terminanti b iologiche e b i oslo r i che cui abbiamo accennato, per varianti antropologiche che s i r i feriscono alle parli ossee come alle parli mollicose anche a i singoli comportamenti fisi olog i c i corrispondenti a determi nate ab i tudini alimentari ed ahe peculiarit p s ichiche, le quali sorgon o dal fondo etnico e storico, for matosi per via di reazioni d i fronte ai fenomeni ambienta l i cui nel loro camm ino le softoraz: ze sono andale incontro Anche la razza medilerra n i d e ha dato luogo a sottorazze : l 'ap penninica, la pugliese, l'apuan a la paleosarda, l'iberica, la p i re n11ica, la perigordina, la gaelica Mentre l' adrialide si frazi onala in sei sottorazze: la Borreb y l a padana, la dinarica, la norica l e renana, la Durmilor. La razza bai fide si sciHa in sottorazza b allka sellenlrionale, in pre!lav a ec! in carpatica e la razza alpid e h a dalo luogo alle s ollorazze: bretone, cevennale, alpina orienta le, georgiana. Tuttavia queste differenziazi o ni biologiche, le quali trascinano con s corrispondenti varianti antropolog iche profonde o superficiali, no n in firmano quell'unit e comunione, per linee fondamentali che ca ratterizza l'intero sottogruppo e u -ropeo. S 'intende che in una scal a .,i nore, o per linee minori se p i si voglia, ciascuna sottoraz z a c razza contrassegnala d a .:n cerio numero di caratteri lisit e

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    psi c hici ed inlelfellivi i quali non sono comuni alle altre frazioni de l me:desimo solfogruppo. Oue sli c araileri strettamente peculiar i c he sono come quelli, in una scala minima, che contraddistinguo no fra loro i membri ed i discen denti come gli ascendenti di u n me.desimo ceppo familiare, e come tuili possono in modo spico c iolo osservare, sono i caratteri per i quali una razza od una soiiorazza si distingue rispetto ad un'altra e sono la prova, rag anche nel campo delle inda gini sulla genetica e sulla come anche u l a patologia biochimica com p arala, della esistenza obielfiva differenti razze e delle lo o frazioni in varianti razziali pi piccole, le quali se r1.,o no le stesse leggi di diffe e di slabilizzazione aggruppamenti pi grossi. :'lei passare da un sollogrupp<>r:J un allro i caralferi co.muni si 3lrargano in una scala sempre ,.'"' vasta; ci che comporta for :., ;i me differenze psichiche ed ;oc. iropiche da un solfogruppo y ::.'a ltro per cui pu dirsi che si '"'scorre da un mondo all'altro. r esempio dal soltogruppo eu, ... peo degli europidi al solto : .:: Cippo afro-asiatico la differen" dei caratteri moltp pi ,ande che fra le varie razze del .: : iogruppo europeo. l berberi-gli orienlalidi, gli armenidi, ,:' assiridi (Ebrei), i luranidi e :con le loro sotlorazze. i_,; : mo in comune con le compo ;:<:>nli del soltqgruppo europeo o logico e poi della comu : 11e di certi sommarii caralter: -i:opici tra i varii rami dell< ..... c ie: Homo recens, che sud ... Jis a nei grandi rami: auslra:_, d e, negroide, mongoloide, eu' ;::o i de. Queste. suddivisioni so : s tate falle tuttavia dalla sisle r .Jrica. Perch non si pu, allo ::: l o presente degli 'studi i, ,at, . ;;nare, in modo assoluto, che , u n unico tipo umano si sia per processi di dilferenzia , .,.,e biologica, formali i varii della specie. Il fallo osser.. ,1" obiettivamente in una sca 'r. m i nore, e cio nell'ambito dei r.'ni medesimi e poi dei sotto grup pi e delle razze, non pu, per estensione, essere proiettato ad interpretare in modo sicuro, 'ori g i ne dei grandi rami, che ri miln e tuttavia ignota. I no ltre ci campo di inda g rne della paleoantropologia che dovrebbe essere fuori dal campo immediato di studii cui il tazzi biologico si ind i tizze. ALDO MODICA L e leggi, che lo Stato fa. scista ha promulgato per la difesa della raz;'l e che vietano r incrocio con il')di vidui di razza inferiore, sono d u na impot tanza basilare. Esse mira no a far migliorare la nostra gente e nello stesso tempo stabiliscono le norme per mantenere immutate, di generazione in generazione le virt civiche c militari del nostm popolo tr(lmandandone le qualit fi. siche e morali L'azione dei nostri nemici di vo lere livellare spiritualmente e fisica. mwte g ; i italiani deve essere fru strata ed affrontata energicamente al lume della biologia. Il livella mento non sarebbe altro ch6 una di. minuzione per la nostra nobile razz;l. Adunque, vietare l'incrocio cori rane inferiori, come quella giudai ca, un rimedio energico voluto da Dio e dalle leggi biologiche. Rendere infine incontaminatn lo spirito e il corpo degli arii, da ogni possibile inquinamento, la migliore opera si possa fare: p(t preservare la bellezza fisica e morale della nostra gente Passando a considerare con idee chiare e precise, al lume della scien za, i fenomeni che alterano i carat teti fisici e psichici degli ariani mediante l'incrocio con razze infe:iori, e r,:cmo a constatare che i ratteri del ceppo nobile, evoluto e superiore generalmente vengono sommetsi dai caratteri del ceppo in feriore. che ha la forza di domi nani. e nel contempo di corrompe re, per secoli la Purtroppo. come abbiamo notato la peggio, per legge naturale bio logica, tocca semp : e alla razza su periore che immediatamente, e si vede fin dalla prima generazione. perde le prerogati\ e della sua di R. D'ANNA BOTTA lezza fisica e con essa i valori spi rituali e morali della razza La mescolanza di sangue infatti crea p : odotti deleteri e catastrofici. Finch esiste, ne:la discendenza delle generazioni. una goccia di sangue bastardo si avranno sempre discendenti ibridi che sono un Ycm castigo demoniaco. In altri termini, dall'incrocio tm ceppi di razze div:tse, non solo si hanno individui che presentano fnr me degenerative con caratteristici segni somatici deformi ma anche si hanno tipi declassati che hanno tut ti i caratteri dell imbastardimento. Le cons eguenze di un si mi le in Cr cio eterogeneo sono tanto gravi che portano come vedremo in appresso alla disgregazione e al la dissoluzione della razza Di pi : la perfetta armonia delle parti, de. gli apparati e degli organi si rom pe Anche l'espressione si guasta perde il natural e fascino della bel lezza e assume aspetti torbidi ( brutali Per l'influt-nza ha l'in crocio eterogrneo sulla prole biso gna innanzi tutto i feno meni della trasmissi o ne dei carat teri parenterali: cio bisogna stu diare come si trasmettono ai discen denti i caratteri fisici. intellettuali e morali dei genitori, degli antenati e della razza Tale fenomeno che si compie con la fusione delle cellule germinali maschile e femminile, d luogo alla formazione di un nuovo _individuo che porta gli stessi carat teri genitqri, con maggiore pre. valenza del carattere dominante che pu essere del padre ovve o della madre, a seconda del nucleo domi nante che ntlf allo d t/la fuJiont xi lmttt nel poJ.re.r.ro i111ero d e l/ ; t JJta dotazione elel/ronirll ( Grego raci). Questo carattere dominante, ch' espressione ereditaria, s i riscontra soprattutto nell'accoppiamenw di razze omogenee. Ad esempio, tra ii colore bruno e biondo, il bruno come carattere Jominante. Anche nella prole nata dall accop piam e nto tra individui di razza di versa si riscontrano i cawtte(i do minanti di uno dei genitori ma Sll-. prattutto predomina la mescolanza di sangue. che, essendo eterogeneo, c rea discendenti amorfi, differenti dal ceppo razziale In altri termi ni, da un simile incrocio si gene. rano sempre esseri nuovi, disarmo nici, deformi e brutali A tal riguardo, il monaco boe. mo Gregorio Mendel, che s'inten deva di botanicot volendo studiare i rapporti che passano tra genitori e di s cendenti, ha promulgato delle leggi ereditarie Attraverso esperienze ha stabili tu che Jall'incrocin di due tipi an tagonisti o allelomorfi che hann o caratteti di ve rsi, sj producono, nel la prima generazione, individui che possono ras so migliare ad un solo genitore. Il Mendel, per arrivare a ques te considerazioni si avvalse delle ri cerche fatte sulla pianta del pisello Infatti, pigliando in esame piante di piselli a fiore rosso, e pian1e di piselli a fiore bianco, ottenne nella prima generazione una figliazione di piselli a fiore rosso, da ci egli ha potuto identificare nel pisello a fiore rosso le qualit e propriet do minanti Nella successiva genera zinne degli ibridi ha ottenuto una 21

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    p F, l ,.., l 9 J ::1 Incrocio d i due variet di cavia, l 'una a pelo l iscio e nero, l 'altra a pelo bianco e ruvido (F 1, prima generazione; F 2, seconda gene razione, c oi numeri proporzionali) (da R. Biasulli) produlJIIIlt dd 25'/t di piante d fiore: ross t un'alt r a del 25o/r di piante a fiore bianco e i l res t o i l 50'ii. di piante c h e n o n h ann o i CO l ori dci genitori, n bianchi n rossi, ma bcnsl h a nn o un altro colo re il co l ore rosa, deriv a nte da ll a comparsa di nuovi cara tt eri. A contro ll o di tale esperimenta z ione ric o r so ad un'a lt ra es p eri e n. zn sempre s ulla pianta del pisell o. Per, stavolta, invece di pigliare in esamt pi sell i a fiore rosso e pi se lli 11 fiort bianco, ha dire tt o l e s ue e pisello a pi nta a lt a n pianta nuna D li ris ult at i i ques ta seco nd a e sperie n za h11 v i sto conferm ; lte l e ricerche precede nti riscon t rando nel ht prima genemz i o n e i caratteri do minanti d ella pia nt a a'ta. Il signifi ca to i q u este ricerche, mette in evidenza: 1), c h e i l seme della prima ge n e r azio n e. se bben e produca ;(J>parentem e nt e integ r i i cara t teri dei genitor i d o minanti ,. : piselli a fiore rosso nelln prim a e s perienza t p iselli a pianta alta n el l a stco nd n esperienza di controllo. conteneva anc h e l e propriet del ger m e del fiore bianco e della p ia n ta na n a cand id ate n rillppurirc nel h t s u ccessiva generazio ne ; 2) che nella figl iolanza degli ibrii il 509'r n o n aveva alcun cantiere patern o n m ate rn o. e si erano origi n ati pi selli diversi. con caratteri nuovi, differenti dl\ qu e lli dei genito r i Successiv a mente-)lli a ut o r i Babwck e Oausca hlUlno controllato l e dt'i 1\-lendd, f acendo in crociare un porcellino d'india nero a pelo lis cio co n un a ltro bianc o cd a p e l o irsuto. Ndla prima ge n erazto n e sono n a r e cavie ner e a pelo ir s ut o, cosicch si so no avuti ibridi p o rt a nti i c ara tteri d e l padre e della m adre. La seconda genera_ zione h a dato c avie nere a pelo ir s ut o, nere a pelo lis ci o, bi an che a pel o irsuto e bianch e a pel o liscio Una vera me sco lanza D a questi risultati ve r a mente un p o' d i ff e r e nti da qu e lli ottenuti d a l M ende l s ull e piante del pi sello, n o n si p u i dentificar e il ge nit o re ch e h a i caratteri dominanti, tranne che se si co n side ran o domin a nti il pelo nero d 'un ge nit o r e e i l pelo ir s uto d e ll' a ltr o genit ore. Ques t o conce tt .. mb r erebbe un po' artific i oso, m a seg uend o, a fil di l og i ca e a l lume della scien za, le l eggi bi o l og iche dell'incrocio e de lla ereditariet affermiam o che qu es ta esperienza, eli fatt a sugli an imali i quali h a nn o una compo s i z i one i sto-ch imi ca e m o rfol og ic a dive rs a d alle piante dt., per legg e naturale bi o l ogica, ri s ultati non i. dentici a qu e lli otte nuti sulle piante Con l' i ncrocio d i quest i animali abbi amo otten ut o una m esco lanza di tutti g l i eleme nti; e l a so mm a dei rnratteri dei geni tori h a ge nerato nu ove variet di cavie Ci dimos t m che l a r iprod u zione dei c a r atte ri nei discendenti n on altro c h e il risultato del mi sc ugli 0 d e lle sostanze paren t eral i, le quali da nn o, talvolta caratteri nuovi non esistenti n nei genitori, n negli a ntenati. Anclie De V ries, facendt> incro ciare polli bianchi con polli neri ottenne poll i andalusi, cio polli che hanno piumaggio di colore grigioardesia colore che risulta dal l' incrocio dei polli bianchi con neri Che valore ha se con le genera z ioni successive ritornano i caratteri dei genitori i Ci non viene ad an. nullare la mescolanza degli elemen ti ereditari che sono conte'ituti nel nuo vo organismo in esame, il qua le, a sua volta ha la facolt di rea mandare alle generazioni venturt:, per secoli e secoli, i caratteri ere ditari non solo dei genitori ma an che quell i degli avi e degli ante nati. Poi, basti citare il caso tanto ,di da molti autori per farsi una idea dell'importanza che ha il fe nomeno ereditario nell imbastardi mento dei caratteri . Questi. autori, infatti, rivelano il caso di una giu menta, la quale dopo avere avuto con un accoppiamento con zebra, un ibrido zebrato, nel successivo incro cio, con un cavallo di puro sangue. ne ebbe un figlio zebrato. Lo stesso fenomeno si ripete nell accoppia mento della giumenta con l'asino, in quanto nei successivi incroci con c a valli si hanno prodotti sim i li al mulo (A llvento) . Tutto ci ch' la risultante della mescolanza di sangue di due indi vidui antagonisti, spiega che nella compagine dei tessuti organici del la genitrice sono rimaste particelle in finitesimali dell altro essere infe riore o diverso per cui nei succes sivi incroci, i nascituri' porreranno i mpressi i caratteri dell'ibridismo Queste leggi ereditarie valgono pure per quelle razze umane in cui i caratteri delle razze inferiori, o diverse, prevalendo sulle razze su periormente evolute, danno sempre mescolanze deleteri e, creando metic ci che .portano i caratteri della raz. za inferiore che ha inquinato il set tore generico. Se non .fosse cos non s i potreb be spiegare l a legislazione razziale, n si potrebbero spiegare i provve. Jine:1t i dei governi nazionali per i proprii popoli ariani, contro la ne f as ta infiltrazi one del popolo ebrai co, la quale infiltrazione, essendo deleteria sia biologicamente che sp. ritualmente, non pu fare altro che deteriorare e danneggiare la razza a riana tanto nel fisic o, quanto nel l a psiche *** Da ,quamo stato esposto, si vede chiaramente che gli incroci mi st i so no disastrosi specialmente per le razze s uperiori che perdono immediatamente le loro eccezionali qualit psichico-fisiche e le doti intellettuali L union e dell'ariano c o n o viceversa non solo deprecabile dal punto di vista morale m a anche deleteria d a l lat o biologico e spirituale. R. D'ANNA BOTTA ---------------------Direttore' reaponaabile : TELESIO INTEBLANDI Giorgio Perona ci scrive da Collegno la seguente lettera che riportiamo con piacere, dimostra che la nostra esegesi del Manrfeslo del razzismo fascista ha. colto nel segno: Mollo opportuno l'articolo di Guido Landra "Razza e biologia comparso nel numero del 5 mar zo della vostra rivista In Italia dal giorno del famo so Manifesto si discusso a lun go sul significato teorico e filo sofico del raz.zismo, ma si fat to molto poco nel campo pr ali co, sia nel settore anligiudaico sia in quello pi generale d ella bonifica umana. Il confronto con quello che hanno realizzato altri che il Landra .ha visiialo, gli ha fal lo risaltare ancor pi evidenti le nostre deficienze. D'allrond' il Fascismo, ch e non nato come .milo n come filosofia (per si possa filo sofarci sopra) ha fallo del razzismo, consapei.iolm e nle o no e con ottimi risulf;.l r C'nche p rima del nolo_ Manifes c Il qual e ha stabilito di proposito, al fine di non urlare suscettibililil spiri tuali e confessionli, che il r11zzismo, in Italia, deve essere trattato da un punto di vista biologico, sen za intenzioni filosofiche e rnifi c a umana, intesa in sens o nerale (provvedimenti conlr:> ii meliccialo, lotta contro che possono minare la san<'' della inlossicazioni, m!.e zioni, tare ereditarie, ecc.) ''"' fa bisogno di a miti cial per averne completa c. scienza e ric:onoscerne l'imrw tanza nel campo legislativo e > ciale: basta ricordare, co cr:-. giu!!_ilmel)te asserisc:e il Land'<' che la razza una realtil liva della natura, Ecco perch Guido L11ndra l. e tutte le ragioni quando che bisogna agire nel camp c '>ratic:o e fara.nno bene que g1 di scienza che partecipe ranno alla discussione dei p r u hlemi ch'egli si propone di lra!lare. Questa la vera difes. della tazza! Philosophari sequilur esse" Stampatori : Societ Anonima lr.1ituto Romano di Arti Grafiche d Tumminelli & C Citt Universitaria -Roma

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    BANCO DI SICILIA O l TRE MEZZO MILIARDO DI FONDI PATRIMONIALI 129 SEDI E AGENZIE

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    MA NON SIGARI FrA