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Difesa della razza : scienza, documentazione, polemica, questionario

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Material Information

Title:
Difesa della razza : scienza, documentazione, polemica, questionario
Physical Description:
Serial
Publisher:
Società anonima Istituto romano di arti grafiche di Tumminelli
Place of Publication:
Roma
Publication Date:
Frequency:
semimonthly
regular

Subjects

Subjects / Keywords:
Race relations -- Periodicals   ( lcsh )
Jews -- Periodicals -- Italy   ( lcsh )
Race relations -- Periodicals -- Italy   ( lcsh )
Genre:
periodical   ( marcgt )
serial   ( sobekcm )

Record Information

Source Institution:
University of South Florida Library
Holding Location:
University of South Florida
Rights Management:
All applicable rights reserved by the source institution and holding location.
Resource Identifier:
usfldc doi - D43-00089
usfldc handle - d43.89
System ID:
SFS0024306:00089


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Difesa della razza : scienza, documentazione, polemica, questionario.
n Vol. 5, no. 13 (May 1942)
260
[Roma :
b Societa anonima Istituto romano di arti grafiche di Tumminelli],
May 1942
650
Race relations
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Jews
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Periodicals.
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Italy
x Race relations
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BANCA COMMERCIALE ITALIANA CAPITALE L. 700.000.000 R l 5 E R V A L. 1 .70.000.000 BANCA DI INTERESSE NAZIONALE

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ANNO V NUMERO 13 5 MAGGIO 194.2-XX t>SCE IL S E IL 20 DI OGNI MESE UN NUMERO SEPARATO LIRE l ABBONAMENTO ANNUO LIRE 20 SEIIESTRALE 12 ESTERO IL DOPPIO Direttore: TELESIO INTERLANDI C o m i t a t o d i r e d a z i o n e : , .. r. dott GUIDO LANDRA prof. dott. LIDI O CIPRIANI di A -LMIRANT.E. SfiENZ.lDOCUUENT!ZIONE ,Pfi.INIC4 -OIJESTIONAHI& DIETRO IL FRONTE RAZZISTA Si legge su un QWJlid-imi fasciStae razzista per giunta: ... U noto manifesto razzista dell938 che ognuno pensmJ a passato agli archivi ... . I lettori che avessero dimenticato la storia di quel manifesto, possono Tileggerla sul 11 (A nno V) di questa rivista. nell'articolo intitolato D-iscorso alle nuove linfe '-'Nuove linfe'l Si; c'era g ente che, equivocando sulla natura dei propri umori, mJe'lJa in programma d'iniettare nel Razri-sm.o dato per morto certa linfa spiritualistica d'oscura origine confessionale. Ma, n questa era !i.nfa, n il Razzismo era morto; l'operazione non fu possibile. Tutto fin con la. constatazione che i portatori. di mw ne linfe altro non erano ch linfatiche creature bisognose d'una buona cura del san gne ... e del1a razza. Ma ecco, sul quotidiano pi su cifa.to, appa.rire le nuovissj,me linfe. Si tratta di que sto. Per 1a petinacerto .veterana. di queste battaglie d'u,n tal Carlo Rossi di Lauriano, i l Razz ism.o sarebbe stato colpito da si.n.cope ; per paura o per disorientamento, sarebbe stata de cre tata una battuta d'arrestQ ; e il richiamo al Manifesto del 1938 equivarrebbe ad evir(lre il razzismo fare? Rivelandosi stratega alla fine deUa sua lunga esposizione, l'illustre pubblicista consiglia di prepararsi e organizzarsi, tanto da riprendere nel momento giusto, e l'a nanzata L'mmnzata, su che cosa'f Abbiamo gi detto alle nuove 'linfe che, rwn essendoci cadavere, non c' eredit in 1'ista; e quindi che oc oorre morti7icare gli eventuali appetiti. A queste linfe nuovissime, cke 'l'Orrebbero insinuare un credito nel fallimento deUa manovra preoedente, ripeteremo che il Manifesto del"38 stato test giudicato vivo e vitale e idoneo ai di prima linea dall'unica autorit che in materia ha diritto di legiferare e di pronunziare: il tirar diritto Sicch. per avanzare, se di ci si ha 'lJaghe.?.za, non c' che da accodarsi a chi a't'anza da sempre, tirando dritto, ,
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STfRIA 'TEBA l t t: Il Z Z l S Jl ft l T A 1..41 A X fE tempo di riassumere br.evemente la storia vera del razzismo italiano. Come punto di prendere mo la data del 14 luglio-1938. In tale ciata appare il Manifesto fascista del la Razza, detto anche Carta della Razza. Si tratta di un documento di importanza eccezionale, cii quale necessario riferirsi specie nei momen ti di sbandamento. Prima del 14 luglio 1938, possiamo affermare francamente che in I"tallia non esisteva affatto una coscienza razz iale. Possiamo anzi aggiunge,re che la quasi totalit degli intellettuali italiani era decisamente antirazzista malgrado l'opera di Benito Mussolini, che risale alla fondazione dei Fasci. Esaminiamo un poco quello che era l'atteggiamento nei diversi settori del la vita nazionale nei riguardi del pro blema dell(l razza: l ) Il settore scientifico era netta mente e coscientemente antirazzista, con pochissime eccezioni-: -L'antropolo gia italiana, che pure era meritev<;>le di tanti importanti contributi nel cam po teoretiee;-era-contraria al razzi smo. Basti dire che i pi illustri antro pologi italiani non facevano segreto nel propugnare l'opportunit del mer licciato, nel denigrare la politic:a . raz ziale tedesca, e infine nel condannare severamente la sterilizzazione e i mezzi di prolilass.j male. 2) Il settore burocratico era comple tamente impreparato ad affrontare il problema della razza. Difatti l' unico ufficio che di essa si occupasse in qualche modo era quello del Ministe ro degli Interni dedicato alla demografia. Essendo per composto da persone mancanti di adeguata prePa.razione s cientifica anche il proble ma demografico fu aHrontato in Ita lia da un punto di vista puramente amministrativo Cosi fu completamen te ignorato che la razza fosse anche un problema di qualit. oltrech di quantit. 3) Il settore giornalistico era l'uni co in c u i l'idea razziale poteva tro 4 vCire libera possibilit di. esprimersi per merito :ii pochi isolati E i>oich: bene dire pcme: al pane e vino al vino, noi vogliamo qu_ i riconoscere ir merito che. ha avuto Giulio Cogni, con il suo libro Il Razzismo segui to dagli scritti pubblicati su Qua drivio In questo libro egli stato un vero antesignano del razzismo italia no. Contro il Cogni si sollevata a suo tempo tutta la massa degli ebrei, dei massoni, dei degli anti razzisti in genere. Ma il livore dimo strato da tutte queste -persone mol to Riconosciamo che pera del Cogni presentava dei lati deboli e discutibili Il libro, poich non era stato troppo maturato, pote va sembrare una imitazione di loghi lavori tedeschi. Ma le polemiche che tale libro suscit avevano pe;r causa non tanto questa analogia con opere tedesche. quanto il livore dei circoli ebraici e hloebraici. Ugualmen te da ricordarsi l'opera della Vita Italiana diretta da Giovanni Pre ziosi, per -quanto .riguarda la parte antiebraica. Se noi abbiamo ricordato prima il hbr del Cogni, ci dipen de dal fatto che in esso il problema <:telle razza fu affrontato da un punto d f ViSta pi ampio e non soltanto po Jttico Quali furono i quotidiani e i perio dici italiani che prima del 14 luglio 1938 -ebbero il coraggio di proclama.'" si razzisti? E' molto facile numerarli. Essi furono La Vita Italiana Il Regime Fascista Il Tevere >> e Quadrivio .. La Vita Italiana e Il Regime Fascista non facevano altro che se guitare nella via maestra, da tempo indicata dal Prezisi per l'antigiu daismo. Il Tevere e Quadrivio inve ce affrontavano per la prima volta in Italia il problema della razza Gon una visione totalitaria. Non si trattava pi di semplic! mi sure di polizia da augurarsi agli ebrei ma di una umana. visione dell'uomo e del mondo, _che bisognava ad ogni costo affermare se si. voleva salvare ritalia e la Rivoluzione E' stato cool che Telesio interland i ha. presti sul Tevere coraggiosamente le dHese del libro di Cogni con tro tutti i denigratori. Quale invece l'atteggiamento del resto della' s1ampa italiana? E' mol to facile rispondere. Tutta la stampa italiana il problema della razza con l'eccezione di alcuni gior nali che erano apertamente antiraz zisti Questo in sintesi il panorcima che presentava l'Italia prima d:e.Ua' pub blicazione del Manifesto della Razza Vediamo oro come questo Manifest o nato. Nell'inverno 1937 -38 l superio r i autorit decisero di portai'e il proble ma della razza dal piano della sem plice disputa giornalisticO o quello dell'c1pplicazime pratiea. Si arriv cos dopo varie vicende all'estate del 1938 Non era pi il caso, di perd e r tempo. Il razzismo doveva diventar e una realt ancheper l'Italia. Era ne cessariq una base dottrinale per agi re Per inca,rico superiore noi compi lammo alcuni punti fondamentali. che opportunamente riveduti e corretti dovevano apparire il 14 luglio, Manifesto della Razza che ebbe la consacrazione ufficiale anche dal Ser gretario del Partito. Nello stesso tem po fu creato, e a noi affidato, pre s se il della Cultura Pc polare uno speciale ufficio pe r lo studio dei problemi razziali e r.el mese di agosto:. appcrve (( La Difesa della Razza >>, : all a direzione di Telesio Iriterlmdl e considerata fin
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cii m e nte comprensibile data la situa zicne esistente in Italia allorch fu o!;b b licat o, stata di ben altra na lll ::l. i J Quale fu l'atteggiamento della w.mz a italiana nei riguardi del Man i ies to della Razza? Gli antropologi ufficiali si chiusero ;r, una forma di rigida ostilit che sarebb e troppo lungo illustrare. La loro collaborazione, salvo l'eccezione de gi e lementi giovani, manc .complet amente alla campagna razziale. manipolo di scienziati che avevano aderilo al Manifesto, con l' ec" cf'zione di quanti collaborarqrio poi Difesa dellc Razza una palje s; disinteress del problemd della : a zza e una pa;rte invece cerc di de v:m e il razzismo verso vie non giuste .. Una delle prime deviazioni del raz Zismo fu quella verso l'ortogene'si e la honifica della razza, che con iJrazzismo ben poco. avevano da faie. Tale de viaz ion e fu rapidamente eliminata. Poich tale deviazione ebbe esito slortunato, l'opposizione al" razzismo parte scientifica si org\:inizz ste m aticamente. Alcuni ambienti burocratici coalizzati con alcuni ambien ti s cie ntifici riuscirono alla fine a varare una esposizione di sedicenti fon damenti d i dottrina razzial che 'Jvrebbe dovuto segnare la zione del razzismo dei razzisti Sotto questo libro si nascondeva la critica d1 c erti ambienti universitari al raz :'sm o italiano. Per fortuna questa s econda deviazione, come la prima, fece una ben misera fine gra:z;ie ad una. energica azione concentrica de La Vita Italiana di Regime Fascista e del Tevere 2) Quale fu l'atteggiamento della burocrazia nei riguardi del Manifesto qella Razza? La risposta facile se si pensa alla preparazione che essa aveva. La polit ica demografica restata alla fase quantitativa e la politica razziale in senso stretto stata condotta senza tenere conto delle realt eterne della biologia. Poich gli effetti pra, tici sono noti ai nostri lettori, noi non c i dilungheremo in particolari. In complesso possiamo per affermare che tanto nel settore scientifico quanto in quello burocratico il razzismo ha subito una deviazione. Poich questa deviazione ha avuto come risultato pratico quello di non permettere di raggiungere il programma minimo contenuto nel Manifesto, noi possiamo definire senz'altro detta deviazione come una deviazione d i destra. L.'atteggiamento razzista dei vecchi antropologi, l'ortogenesi, le teorie pseudo-razziali gabellate come fondamenti >>, i risultati pratici della politica della razza, cosi insufficienti sotto tutti i punti di vista, non sono 5

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Ecco un buon pro-memoria per certi 5memorati aHelti da ricorrenti distrazioni filo giudaiche. Quelli giudei la stella a sei punte ben vi5ibilmente impressa sul vagone nel quale viaggiano -combattono contro di noi e per l'Inghilterra; combattono perch l'odiata Italia sia vinta, perch l'odialiuima Roma sia umiliata E, statene certi, il loro odio non va soggetto ad eclissi. altro che le facce di questo vasto poliedro che la deviazione di destra. I punti maggiormente combattuti da questa deviazione sono i seguenti: a) l'affermazione dell'arianit degli Italiani ; b) l'indirizzo ariano-nordico; c) l 'affermazione dell'unit razziale degli Italiani s tessi Questo almeno a parole. Ma in realt tali punti dot trinali non sono altro che la scusa per attaccare il nostro antigiudaismo e la nostra aspirazione ad una bene mtesa igiene razziale 3) Abbiamo detto che prima della pubblicazione del Manifesto della Razza. l'atteggiamento della stampa italiana era i ndifferente od ostile al razztsmo Dopo la pubblicazione del Manife sto, si avuta nella stampa italiano tutta una serie di articoli favorevoli c h e noi elogiamo calorosamente. Poco per volta per, prima celata mente e poi sPmpre pi apertamen tE. si sono determinate delle tenden-6 ze varie che poi hanno confluito in una vera e propria deviazione. Questa deviazione la deviazione spiritualista. In sostanza la deviazione di destra, sci entifica e burocratica, pa;tita dal principio di cercare di non realizzare il J::rogramma minimo contenuto nel Manifesto La deviazione spiritualista invece noi possiamo chiamare di si nistra, tanto per intenderei, parte dal principio apertamente esposto or non molto da Roma Fascista)), che il Manifesto sia superato e superabile, tanto dal punto di vista dot tr inario che pratico. Gli s piritualisti si guardano per bene dal dirci che cosa vogliono realizzare praticamente. In teoria invece, dopo avere vagato di qua e di l, tiniscono col rigettare il vero razzismo biologico per finire in una forma molto nebuloso che essi chiamano invece razzismo spiritualista. Come ben si comprende non si trat la d'altro che di un tentativo di gabellatura di alcuni noti principii uni versalistici clericali per principii raz zisti Gli spiritualisti credono cos d i farci paura accusandoci di materalismo per il semplice fatto che noi vo glicimo mantenere il razzismo -essen zialmente sul piano della biologia. Noi siamo invece sicuri di rendere migliore servizio alla religione non mescolando il sacro con il profano. Abbiamo detto e lo ripetiamo anco ra una volta: razzismo e religione de vono stare su due piani differenti. Nel piano r,azzista noi pensiamo unicamente. da biologi e da t)olitici e le conseguenze alle quali vogliamo giungere sono contenute in que5ti limiti Oltre questi limiti esiste la me tafisica, ma al riguardo vog liamo ,restare completamente agnostici; razzi sticamnte parlando. La metafisica difatti pu interessare il teologo ma non il biologo o il politico Il tentativo del camerata Evola di superare la biologia si pu veramente considerare come l'ultimo sforzo di conciliazione con i nostri avversar! spiritualisti Noi, pt.i.re riconoscendo molti lati buoni nello sforzo evoliano, siamo stati alquanto scettici sui suoi possibili ri sultati. Le aspre polemiche da part e spiritualista contro Evola sono il pi chiaro indizio dell'impossibilit di trarre una conciliazione nel campo trascendentale. Inoltre, non dimentichiamo che i nostri avvEUSari continuano d giuoca re su un equivoco. EsSi sostengono che noi, parlando di biologia, intendiamo alludere solo al corpo. Noi invece abbiamo sempre sOstenuto che soma e psiche costituisconouna u m t inscindibile. le due deviazioni prin cipali che hanno duramente minacciato l'evoluzione del razzismo italiano Quella di destra scientifico-burocrati ca e quella di sinistra spirituali&ta. Per quauto l'origine di tali deviazio ni sia diversa. il risultato pmtico lo stesso: il sabotaggio del razzismo ita Ii ano. La deviazione di destra, non accettando il Manifesto della Razza, quella di sinistra, presumendo di superarl o su base spiritualista, fanno fatalme n te il giuoce degli ehrei e degli anti razzisti Sar quindi compito della Difes a della Razza organo tecnico >) razzismo italiano, di illustrare sempr e meglio ai suoi lettori i pericoli di queste due deviazioni. GUIDO LANDRA

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S embra a molti, che credono di essere in questo campo i pi furbi c forn. iti di comune, che tl per.colo : i ietisti Quest'esigenza risuJta evidente da tm esame del carattere genera le dei due sang11i. Dovrl'bbc essere una cosa ormai chiara: ma poich ci h rai co In Italia non es;sta. Gli brei infatti son pochi in ltaha, nnn hanno in definitiva preteso mai di far del male ad alcuno, ilroposlt:i dell'ebreo della diaspora: spiega insomma la Bibb;a e il Talmud. Quanto alla Bibbia, diciannove secoli di inftuaziorie europea per alcune sublimi. pagine che -accanto a tante scorie e squilibri d'ogni genere, come in tutte le cose orientali -\ i sono c o ntenute, c per l 'esperienza sublime che vi si innest, sono dietro d i noi a dimostrare che non una lirica, non un rac conto di qualche valore mai sorto in Italia il quale tanto amore e tanto sforzo imitativo, riesca ad arieggiare. anche solo da lontano i Salmi di David o i racconti del Genesi (anche il canr;co di S. Francesco un'altra cosa) : mentre tutta l'a.-te italiana parla sempre di Mos e di Salomone e della Regina di Saba, ma non riesceneanche una volta a presentire neppur lon -7

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tanamente il co lor l o cale della n azione c de ll 'aspetto r a zzial e Quanto poi all'chraismo storico, quello della diaspora, un altro discorso :'\loi non 1 ogliamo qui far carico agli e brei p; di quanto n on ci piaccia farlo ag. J i italiani di tutte l e degenera zio ni moral i e materi a li, che sono da se coli s coppiate ne) s u o s e no: quantunque nel ca so dell'ebrais mo il farlo ri vesti r ebbe un ca ratter e di l e gi u imit, data l' e n o rm e po rtata c 1 astit di questo f e n o m e no nel s uo se n o. f r utto, in fo ndo, dell'ibridismo m orale e r azzia l e c h e 1 i o v unque diffuso. Nl)i voglio m o prender e qui in esa me soltanto i caratte ri sviluppatisj i n esso, quelli dei s uoi uomini pi intelligtnti o se 1 o l ctc, geniali Contrapp o n e ndoli, se co ndo i l se nso co mune; a quelli italiani c i risulter c hi a r a come i l sok l' essenza de l pericolo t.:hr aico Se infatti ogni s t r a ni e r o, na t o di sa ngue st ranier o in terra stra n iera, n on pu m ai esse r e ve r a mente un italiano. e neanch e l o po sso n o esse r e i s u o i figli se nati da ge nitori entrambi stranieri, tutta1 ia s pe sso s i tratta di p opoli a noi fratelli, da cui differ e nz e g r andi m a non g r av i non mcapaci th fruttife r a pa r e nt e la ci div idon o. c h e avverr d c i rapporti f r ; 1 n oi e g l i ehre i -le cui diffe r enze dai n os tri prop r i caratt e ri so n o tant o grandi. che ess i han trovatn da s il co raggi o di r es i s t e r e pe r millenni a lla fumc, coraggio c h e nessun'altra razza europea h a fino r a m o s trato? Pe nsate un m o m e n to a lla sorte d e l germanesi m o perdu tosi interam e nte n e l sa ngu e italiano dopo l e c o nqu iste medioevali ; c pensate alla so rt e di I s r ae le. Diffe r e nz e di r e ligi o n e di sangue. d i riti, di costumi vi erano qua c l c g.r av i ; eppure i germani s i so n o int e r a m e n te fus i co n il nostro sa ngue; gli ehrei, che vi veva n o fra n o i senza forza po litica, senza potere p ubblico di a lcun ge nere, se nza diritti. tuttavia difese r o mirahilmente la l oro ind i vid u a lit Ed ceco i n ost ri c i l o r o ca ratteri /lalia t w Nelle a rti figurative, un se nso sovrano, so lare quasi divi n o d ella forma umana c naturale, d ella bellezza sensibile c co r porea co me m a nifestazion e di Di o attra1 c r so tutti i regni delle cose v i s ibili. E f. r eo. Ness un se nso per tutto ci. A rte astrattiva, geometrica. metafisica, nel sen so di puri rapporti a stratti di num e ri c cifre (ce rt a arte mod erna?): I ta li a no Ne lh : altre arti. In musica, se ntim e nt o canoro, pa s s ion e infinitamente ca lda e sincera, gioconda c serena. In poesia. un sov r a n o senso. anch e troppo class ico, a v o lt e, della f orma e d e l s uo pnl pito pote nte: un s en s o vi1 o di tutta la 1 ita mitologica Si innalza il muro che d ivider il ghetto di una ci tt della Polonia dagli altri quartieri. Sebbene la separazione materiale non costiancora la soluzione integrale del problema ebraico, essa tuttavia la prima misura che deve essere adottata, per la sal -vaguardia della -..iiOo.ii-..-..:" d e i nostri padri antichi, un periodare. conciso sereno, l ogico, melodi oso, ma c onehiuso sempre nella salda sicurezza dell e form e Ebreo. In mu s ica tutte l e esperienze, ma c o n tendenza ai g or: gog. Jianti m e lismi ori entali. In poesia: tutte l e es perienz e o cci dentali, sen za senso pe r la forma, s enza scrupoli per i cont enuti con un a costante tendenza all 'ironia gelida e fredda, al dissol v ente, al deforme', squilibrato, ignobile, ridicoloso Nessun stigio di armonia se r ena: la poesia per l 'ebreo della dia spor a una. casa presa in a ffitt o. /lo/iano. s ci e nze Grandi scoperte, serene e d e quilibrate, espresse c o n sell5i cla-ssici nella forma c nel pensiero. Ebr('O. Molte scoperte, talunc importantissime, ma nient e di 1eramente grande, niente di definitivo. /laliatw. Ndla f ilosofia Cos sereno, solare e armonioso, cht l a s u a fi.losofia tanto poco irvellettuale, o cerebrale, che ha quasi sempre il torto di essere anche poesia Ebreo. C n intellettualista e spesso c erebrale spietato: il culto dc:l concetto,, che spezza il capello . Il diavolo loico divenuto Dio Tutte le c orros ioni tutt i i nichrlismi vengono cosl resi poss ibili e perfettamente accettabili da chi uso a ingoiare ogn i h evanda ch e gli venga offerta c o n imparzialit s cientifica !tttlmo. Tutt una storia di anima, di slanci di passionalit, di sentimento. Ebreo. Tul'ta una s t oria di mancanza d'anima, di rinunzia al l a nima Qusto paragrafo per. l'ebreo non esiste. 1/ali,an p. Razza nella armoniosa: mediterranea ai sud nordi c a e nordico-mediterranea al nord. Senso della bellezza fisica straordinario. Popolo sano. creatore della hellezza nelle arti ii gurative e nella danza: heJ.Iezza tendenzialmente nordica: 1o1tu dritto, c o rpo slanciato. anima salda nello sguardo sempr-e ariosi). sorridente e generoso. Ebreo. Razza. anche nei mig liori poco bella, e sopratutto scm pre disarmonica nei tratti. Componente preasiatica. sempre. sun senso per l a bellezza fisica e per la pulizia igienica ed este tica della persona e d e ) v estito. Popolo non sano, che non h a mai portato, n e l campo corporeo, una sua parola di bellezza al m o n do. Corpo basso schiacciato, sguardo sempre furbesco mali z ioso. rapace. Il culto della terra llcll i'faliano: millenario; nell'ebreo: mai esistito. Che vo lete di pi? GIUUO COGNI

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Ch la diritt era smarrlta. Contro le "pecorel_le" dello pseudo-razzismo antibiologico ( L a. via retta la pi breve, ma non la pi seguita. Il pi delle volte per giungere dal punto A al punto B non si percorre il ju.ile e piano. segmento AB, ma la com p/;.atis s ima spezzata A X X' X" X"' ... B. S ; ,Jrriv a tardi ma 'in compenso si evita d 1 sse r costretti ad esibire un documento r/; 11iag gio troppo compromettente, si 1'11'11no incidenti spiacevoli, che potreb a nch e concludersi con un frettoloso riinw alla base di partenza. l cosidetti a 'crs ari del razzismo biologico per pio a tutto pensano tranne che a gi'''l{!.er e a B vale a dire all'a n.tirazzi sr,n; il loro scopo dichiarato quello d 1 f!un gere ad X, cio ad un razzismo cf.ten g a conto dei valori della tradi:inl' : ad X', .cio al razzismo d !l'a n i ma e dello spirito; oppure an, . ,11 ad X", cio ad un razzismo trascen r/, n te e univ e rsalistico; oppure a qualch e \ ancor pi indefi.fl.ito e nebuloso. In l auto, p; avvicinano al !unto B; e se sarete cosrincauti da self.'l irli nelle loro peregrinazioni, prima o !"i ci arriveret e per forza 'di logica; e .no de r, paganesimo? Alto l! Noi voglimo sere, e c [ vantiamo di essere, ootlolici e buoni cattolici. Ma la r&QStra intransigen-' za fascista non tollera confusioni di sor ta; soprattutto quelle confusioni che minacciano di degenerare in menomaz oni. Nel nostro operare di ltal:ani, di citta dini, di combattenti nel nostro cre dere obbedire combattere noi siamo esclusivamente e gelosamente fascisti : Esclusivamente e gelosamente fascisti noi siamo nella teoria e nella pratica del raz zismo. Il cattolicesimo sar da noi se gu.ito e rpeUGI!O per quel dte 9

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Sembre un vecchio rispettabile, ma un buretlino; proprio come certo equivoco tredizionalismo che ed altro non conduce se non all'inaridirsi delle autentiche lonli della tradizione. ... di fronte agli universalisti ci sentiamo piccini piccini ... fu 1/Hifttft dt l in qut>str1 vit11. l'imfWr. . !t proprie llttrit i !""("i pri v ilegi /1/ il . 1 :vlte fascista. e anch.t cattolico_ E di jrnn/1' al jutto razzu. di franll alla battaglia per la razza. c he guerra to talitaria P intesa m/ uruL Vittoria non nwrw alta di quella d .. ll,. armi? Qui 11011 euendot i il pericolo di esse r tac ci ati di pac if-ismo o addirittura di disfatti smo -i del nostro ripren : dono fiato; c sdegno e gridatili all'e rlsia ,. ,;[ paganesimo, SI' taluno irtvocn l'antico A C1.wre quel che di Cr. ,. che di raz=isnio fasciHa. si discuta e si. giudichi soltanto in sede di Fas c i smo e di scienza. Strani pi. questi Faris e i : 1942! Si e rgono a custodi del cattoli-cesimo ; al tempo. stesso vo gliono spinge r e il cattolicesimo ve rso a v venture proibite. Si autonominano difen sori della verit ri 1:elat.a; e fanno deca dere la rivda;iont' al rango della poli tica e della scienza. cercando impossibili connubi. In 1 : rit. non ci sembrano buo rti ,ervitori di Nostra MadreL!tiesa ... Riprendiamo il cammin8.. Ecco c i alla prima tappa: l11"tradi;ione Gran parola; e gran concetto. Grande in altez z a e in ampiezza. Un. recipiente capacissimo ahim pPr molti, proprio e .soltanto un r1ci p ien t e n e l quale c' po.l rn;;i.smo biologico hanno. in vece l e idt'1 molto c hiar e in proposito Essi sanIlO pescare 11e / passato: pescan o con snggc;;a criterio. Con qua [,, criterio? Ohih: con que llo che a ciascuno di loro peculiare: ,torico la profonda loro competenza sto rica che Li guida ar tistico. se si af fi.dano allr non meno pro fonde loro cono .
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1"1dtn tiro. O forse la nostra: non abbiamo sapuUJ guardarvi bene. V o-. gettar le lenti vistosamente co orate. per inforcare i modesti occhiali della biologia? Bwlogia, nel nostro caso-, sir.nijica ereditariet. L'ereditariet ._la rhirne che pu. dischiuderci i : : misteri del passato, secondo una formula semplicis:. .nd_ enti, un determinato COTJlplesso di quulit fisioloJ!,iche, vale a dire fisiche e psirhiche, che le ambientali e lr rontingenze storiche non hanno potuto, nl> potranno, alterare . 41 t/i fuori delle ferree leggi dell'eredi tartl't noTI c' che dubbio e con{usione. \fa gli avversari del razzismo biolo[!.icn non disarmano. E ci costringono p'rolungar la via crucis. Ecco un'a./tra tappa: qui si canamo le dell'uni ,,.,.salismo. La canzone no/n: le espres. liamo piccini piccini. E quasi desisten"tmo dalla lotta s e non Ci. soccorresse i .10spetto che, ome madonna tra.dizio. 1u. anclumesser universalismo abbia i ' o i punti deboli. Vogliamo provare? ,, !l magnis et voluisse sat est ... L'uni-l ,.r salismo di Roma antica per esempio, ,, persuade poco. Non sapevamo che Ca'''11" il censore fosse uni v ersalista; e non c t diamo che i nostri avvedari vogliano '''!tcellare Catone dall'albo della romatu/l. Non sape vamo ,che. -fossf!! Giulio Cesare, che anch e n r Ile questioni linguistiche tanto i: purismo; o Cesare non fu forse roma,, ? N crediamo che Augusto jliJI.IU esser definito universa/ista," ViStO ri;l sua. pratica cosiante . nel legife_rare, J u quella di richiamare i romani alle se' rre leggi dei padri; e ha'qual, h e diritto a rientrq,re nella tradizione ,f,/l a pi schietta ro. manit. Ma Roma il suo Impero e la sua civilt su lui/o il monio allora conosciuto; e la c uitura romana il diritto romano, lo spi rito della romanitd si fecero universali ... l n mom e nto. Se le altre genti assimila-Queste due giudee polacche, cosi bizzarramente ac conciate, sono state colte dall'obbiet tivo di un soldato tedesco nell'allo di schernire e profanare il 5imbolo di Ctis to. l et cattolici e fascisti potrebbero utilmente meditare su questa immagine: Roma non 'ha altro nemico al mondo che il giudaismo. rono la civilt di Roma, tale civilllt fu universale p e r le altre genti ; m,a per se stessa continu ad essere strettamente e schiettament e romana; anzi proprio dal la sua compatta e inalterabiie originalit trasse la forza necessaria p e r espandersi e per dominare; dal suo antiuniversali smo deriv la sua funzione universale. Ci fu effettivamente un cui Roma divenne univ e rsalista ( abbiam gi citato l'editto di Caracalla), ma quello fu per l'appunto l'.inizio dell'irreparabile decadenza. Del resto, basta chiarnar le cose cQi loro nomi per vederci subito chiaro. L'universalismo dei tempi nostri si chiama internazionalismo; ed hn in Mosca il suo centro, il centro di ogni decadenza Mosca altres il centro del pi feroce e categorico antirazzismp, del pi assoluto livellamento spirituale e biologico. Che pensereste signori universalisti di ch'i, v olendo esaltare la roma nit hnisse per il giullare dell'anti. una tappa tra quelli che chiameremo gli spiritualisti assoluti. Costoro fanno le viste di non disd e gnare del tutto le dottrine biologiche; ma, do po averle fuggevolmente adocchiate le gettano in disparte e si danno agli studi sull'anima e sullo spirito. Sono i buon gustai. del razzismo : i piatti co mun ii disgustano. Vogliono manicarett di se condo e di terzo grado. Ma questo non tempo di manicaretti. Il razzismo ha da esser cibo di tutti e per tutti, se ve ramente vogliamo che in Italia ci sia, e sia viva in tutti la coscienza della raz za. Il razzismo nostro deve esser quello del sangue, che scorre nelle mi vene, che io sento rifluire in me, e posso ve dere analizzare confrontare col san gite degli altri .. li razzismo JIOStro esser quello della carne e dei muscoli r e dello spirito s, ma in quanto Lo spi rito alberga in questi determinati corpi, i quali vivono in questo determinato paese; non di uno spirito vagolante tra le ombr e incerte d'u na tradizione moltepli c e o di un; universalismo fittizio e ingan natore Altrimenti, finiremo p e r fare il gioco dei meticci e degli ebrei; degli ebrei che come han potuto in troppv casi cambiar nom e e confondersi con noi, co s potranno, pi facilmene e senza. neppure il bisogno di pratiche labo riose e dispendiose fingere un muta mento di spirito, e dirsi pi Italiani di noi, e simulate di esserlo, e riusciu a passare per tali. Non che un attesUJto col qiwle si possa imporre _l'alto [ meticciato e all'ebraismo : l'attestato del .-. l sangue. Si eonvinqano dunque l{li c spirituali.fli assoluti :. che non questo il momento adatto per. approfondire -come essi di. cono-il nostro razzismo. E' inutile ap profondire il, solco se vi cresce ancora l'erbaccia Atteniamoci saldam :mte e strettamente alla biologia. Non impau riamoci se qualcuno ci ch i amer modesti o limitati; specialmente se questo qual cuno si sar dimostrato incapace di por re un limite ai propri errori. E,' atten dendo che sc enda sulla terra l' er:a p!J.rO spirito, ri cordiamoci che .'siamo CJJme e che in altra carne ci riprodur remo. GIQRGIO ALMIRANTE :t1

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Lo spaventoso ceffo di un giudeo. N eg-li sviluppi della campagna razziale c attraverso i ragionamenti che l'accompagnano non bisogna ma1 perdere di vista una considerazione essenziale. E cio : il pericolo che ciascu11a razza costituisce per l'integrit di un'altra razza si pu sopprimere rad:calmentc evitando il frammischiamcnto ; restando c1oe soltanto su.! piano biologico O pt:ricolo invece che costituisce la razza giu daica per tutte le altr, razze del mondo c particolarmente p-:>r quella ariana. che ha creato la civilt di cui tutti gli uom;oi si alimentano, non pu essere soppresso con la semplice elimina z:(mc del frammischiamento. Bisogna notare anzi che questa ulti ma eventualit nel caso della razza ehraica ha un valore estrem;:mcnt< relativo in quanto sono gli stessi ehrci che, razzisti csada 4000 anni a: danni degli altri, c\itano per istinto, per kgge c per dtcis ion e dci loro sucessivi apostoli di fondersi con le alt rl razze Jsraele, come giova s empre ad ogni momento ripetere nelk menti di coloro che troppo facilmente dimt:nticano o troppo male intendono si proposto d'asservire tutte le. razic de( mondo, c prima fra tutte, quella ariana che ; come dicevamo. ha creato le civilt c fin dai tempi di Roma antica gli ha dato molto .filo da torcen. Una razza s j pu asservire COil le armi, c ci un mezzo che gli ebrei. i quali per l'appunto k arm( 'i10n portare, e schKlono 11 priori; si pu per anche assenire, ri ducendola nel s uo valon umano. iino ad an iai-la vers o la distruzione E' questo il m e zzo c h e s tato pre s celto dagli chrei. i pu a1 n luogo in tanti modi. N occorre qui ricordare cnmc il abhia mandato ad e ffetto i suni spaventosi ten tativi nel campo polit ico, economico e sociale. Ma se dinanzi a qu c sro genere di t e ntativi la razza ariana ha potuto con una rela tiva facilit aprire gli occhi e regolarsi in conseguenza. ce n' 1111 -altro che gli ariani per l'appunto sono sempre stati assai tardi e neghittosi a comprendere E' quello che si riferisce rigorosamente al campo razzi'erato di poterl' in4uinarc e aJ; quote deiJa razza, europea col immigra t cd mpt' dire in tal modo che sorgesse in America.nn a nuova nazi o n(' hianca Gli ebrei in fatti hanno sempre un gri1de terrore delle.' nazioni: c come cercano di distruggere quelle che esistono, cosl vogliono impedire che altre ne sorgano. Sotto questo punto di vista la gu.erra contro l'Europa alia qti !e l' Ameiica del Nord stata tra scinata dalla cri1:ca giula;-ca capitanata da Roosevelt, in opp > sizio rt ai prjncipi costituzionali r mrali di : Was}lmgton l d ; Monroe, si presta a considerazioni di un particla're :VIa per : meglio illuminar-: questo punto, giov iarrtoc i di q .uan' trr hanno af(ermato gli stessi chrei. TI sctt:manalc. ebraico di Chicago Tht: Sentine l scriveYa poco prima scop piasse guerra : / a <'011se_qucnza pi iim portante c pi fa.st-idiom dtlJa g1tl?rr.a 1no, ndinlc J stata la crca.zionc di nito1j)razir.m/.ismi c l'csnl-lazf.nc di qadli rh c. gi. esisRe;:ano. ,/aziotla!i:wi ,(, 11n pcr(:colo per i/. ;. .. cbr. eo. Oggi. co11r. i n tutte le epoch della storia. d i .mostrat o cile gli ebrei. 1101 pos.wno nc!Jli Sf.ilf.i forti. dme .fi s1.Nut pa .ta. t/. th'alt'a C11f.t1ira trat.male . Disraeli, aHas lorcl in un suo libro '"'. to!at(l The l ife of George Bentinck scrive a un .certo punt;>: !f. popolo di Dio coopera con gf.i i; i p abili acmmulatori d i ricchezze si aUea no co r. com11nisti; la razza pa-rtic;olnrc 1cd c/
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lionalle le rata Opolrllli fntbbli :cti; .stanno plosma .ndo graduol!mentc i pe11-"',.; i' i siste-mi no, n ebra ici i n forme ebm.lchc O uesro proclamasi .presta a Ya rie l nnanzi tutto incredibile degli i qua> li hanno P?tuto p rimersi cos liberamente non in una m un '-' "rnak a grande tiratura; ed altrettanto mcredtbtle e stata i .patia degli ariani che hanno. potuto leggere cose di g-e11 . r e senza turbarsi nenomamente. L'apatia di questi gnisttfche-1. hhe l'impudenza di que!Ii Ma l'una e l'altra stanno a c ;ne la minaccia ehraic;; gli ariani esist .i\ , r agione della mancanza di con1Jscenza d a parte di tllhml l r. secondo luogo, e ci costituisce _uno SYtluppo del p.r_ tmo punto, :,,.,g-na notare come gli ebrei nella. loro campagna dt sopraffa;::, ,{e pari: no sempre letteratura, di scienza e di .. Era ,, : c s t a la considerazione cui v?)e,amo .arrivare e cui abbtamo :lll a t o pi sopra: lf giudaismo cio non si mai proposto d, : 1 r ragione degli ariani con le astuzie dei piccoli mercam c l J,,,; dume dei g'hetti su cui si tanto inut-ilmente scherzato. l ,. u t'ile comunit ebraiche che equivalgono ad essi, 'anno tonst, ; semplicemente come dei .serbatoi; pi esattiHnente ,;. :;c-colture di bacilli. Ma l'azion ebraica, quella che :oltre d r.111pn della politica, dell'economia e della finanza pi partico-1.: m ente temLbile, si svolge sul piano culturale. Gli ebrei non pos'' ,,n opporre il loro istinto' all'istinto delle altre razze; sarebbe_ro ,,,;itn respinti e battuti. Op\)ongono iriYece ad esse il loro ''' n e nto, la loro abilit scient;fica, le loro idee filosofiche; St gto-' M1n infine di un'attivit intellettuale ed in alcuni. casi esclustva m t t e cerebral con cui_possono combattere il genio ariano e dei m inare iri alcuni casi attorno ad esso addirittura dei processi di . E questo un pitnto sul quale non si insister ma1 Giuda. 1942. abbastanza. Gli ariani hanno molti elementi per comprenderlo; hasterebbe tuttavia il fatto .che sono gli ebrei stessi a dichiararlo apertamente, fidandosi sempre dell:i distrazione, chiamiamola cosi, degli ariatli. Terza consideraz;one infine che bisogna fare sul proclama su riprodotto che esso costituisce una truffa in stile grossolano. Infatti mentre con i suoi argomenti sost;ene la necessit di fondere tutte te razze e tutte le nazioni, per la soppressione d; ogni differenza fra loro, non afferma menomamente che altrettanto la razza Si pu concludere nel seguente modo: t) tutto ci che internazionalismo d 'origine ebraica o serve esclusivamnte l'interesse ebraico; 2) l'ebraismo agi-sce particolarmente campo della cultura ed qui che es!lo deve. essere combattuto con ogm mezzo ed ugualmente qui che bisogna sorvegliare le cose con una accresciuta attenz-ione; 3) l'ebraismo tende a fare dell'umanit intera un amalgama unico .dt una formula inferiore su cui possa facilme.rite dominare. L' uniyersalismo di cui parlano tanto g .Ji cbrc nell loro sedi massoniche non ha altro sign; ficato. Prima ancora che il giudaismo sia messo iri' condj zione di non nuocere e dt non dar fastidio, o .ccorre che gli ariani, ma tutti e non sohanto alcuni settori dei loro mondo, abbiano un'idea .lim pida della situazione. Ora ci non pu essere ottenuto che me--. dian te la conoscenza, la propaganda, la diffusione dei pr;ncipi e una nuova ondata vivificatrice dei nostri valori spir;tuali nel campo del pensiero e della cultura. FB,ANCF.SCO SCABDAONI Ecco in uno dei suoi -aspetti pi completi e Eleonora Roosevell, cui fianco il giudeo La Guar con un gruppo di istrioni negri.

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cc Esiste ormai una pura razza italiana dice il sesto punto del Razzismo fascista. E si pu dire che questa cc rau"' n dimo str la sua tendenza all'unit, fin dal tempo di Roma antica E' degno di nota che Roma, sorgendo dal dualismo pi evi dente, seppe pur non astante, con rara felicit, ridurre ad allo il pensiero unitario pi rigoroso. Palriz e Plebei erano due rane distinte, anzi nemiche. Nulla ,di omune era fra loro, non la re ligione, non le leggi, non i con nubi: eppure dopo qualche secolo di riluttanza, il dualismo sparisce, e lutto si avvicina e si u hifica. Questa unit nel principio .abbracci tutta l'Italia; Roma chiam i vinti a partecipare al diritto dei vincitori Onde la razza si formala, in senso psichico e politico, altraverso i legami di solidariet con i quali le citt e le regioni si so no aggregale storicamente nei se coli, ed hanno le inva sioni straniere Come Venezia, dopo il breve dominio dei Goti cosi Napoli Gaeta si vedono pri ma resistere alle armi diffuse dei longobardi e dei Franchi, pni riprendere la loro autonomia ila fica dall1t orolezione dei 8111mli ni; e dare. inizio con Amalfi, Pisa e Genova, alto spontaneo risorgi mento italiano Intanto, come da Venezie e Verona, cosi, da Napoli a Benevento ed a Salerno la 14 parlata, che oggi non muta, di mostra e misura la scarsissima el-. ficacia etnografica delle invasio ni medioevali in Italia al confron to dei paesi che ne. furono esen ti: "se le lingue dei barbari avessero influito quanto volgar mente si crede sopra la lingua d'Italia, Venezia dovrebbe parla re il dialetto pi puro e Verona il pi corrotto. Parlarono invece e parlano un dialetto del tutto somigliante, come tutto giorno ascoltiamo. (L. Gaiter, Il dialet to di Verona ai tempi dio Dante nell'Archivio Veneto. Tomo XXIV, parte .Il, pag. 336). Tutti i con venti brasiliani diffusi nelle pro vincie meridionali, dall'ottavo al dodicesimo secolo, che si com putano ad un migliaio, ed erano di popolazione e di lingua greci, sopra tutto ad oriente del Sete e deii'Ofanto, in quanto promossi dai do. minatori greci, e poi favorili dai re norman 'ni e svevi, de caddero spontanei per l'avverso ambiente, tanto eh nel secolo XVI non ne rimanevano che quaranlollo : decaddero lentamente, dappoich sciami di nuovi coloni non arrivarono pi sulle terre napoletane dall'Oriente; e la so ciet greco-bizantina intorno a loro si venne spegnendo e tra sformando (V. nola di Giacomo Racioppi nell' Archivio storico per le provincie napoletane. An no Il, fase 111, pag. 605). la forte stirpe nativa, come aveva fallo della Magna Grecia, cos trionf Contro i sprstiti cultori di regionalismotrapassato Appare dunque chiaro co lo ro i quali si_ ostinano a nega re l'unit e la .. razza italiana, in nome ,di superstiti regio!lalismi o di uno, storicisnio male inteso, r1cevono : proprio dalla storia lo sgambello . E fuori dubbio 'che molfe(r.azze e molli popoli della antichit vivevano \segregati e solitari e fn gran parte ignoti fra loro. Non i faccia inganno il nome di reg!'lo, d'im pero, o di repub!;Jiica, poich tuili era nei un novero di elemen ti diver.si e repugoanti, "meni in fascio alla rinfusa ; e compressi da o n potere preponderante l'India _era, un insieme di piccoie asso ciazioni senza-coscienza della co mune origine. l'Impero Assiro, il Babilonese, il Persiano, erllno ap ponimenti di citt e di popoli, ottenuti ; e mantenuti con le armi; la Grecia una moltitudine di repubblichette battagliere. e astiose; Roma stessa un munici pio agguerrik e Il -era -una impresa militare, e le colonie. un di milizie circondato dai nemici. Sii fatto isolamento e della famiglia umana avrbbe senz fallo reso inaccessibili i beni della e agli uomidei suoi successori meioevali, n i, .. quasi membra recise ; sareb dimoslrando che proprio nel be venuta menci non solo la vita Mezzogiorno, consideralo pi tar-dello spirito, ma forse anche di dagli stolti come incivile e quella del corpo. Epper, ap un arretralo, la razza ha saputo tratto, l 'individuo di raua1 iJalia resislere ed affermarsi. na sente limpido e chiarc;l in s lnvero, abitano il lungo rilievo l'istinto, anzi il senso della pro-montano dal Tronlo a L Faro, di = ... pria schiatta. -' stinti per il colorito, per il vigoOnde con ragione il Razzismo re e per i costumi dai pianigiafascista parla di una razza ni, i discendenti dei Sabi ni, dei italianache non a(fatto una Sannili, degl'lrpini, dei lucani e creazione estrinseca, superficiale. dei Bruzi, e l, l alterna vicenda Con molta leggerezza dice i l dei dominatori succeduti all'im.. Pouchel: ccquando si veduto u e pero romano, riuscita pi a di-certo numero_ di uomini appar t e -ml'nu' re che crecere le p1'ccole u nenli ad una stessa razza, ;lo spi-differenze Ira gli abitanti. lnolrito, senza alcun lavoro di allent re, l secolre e durevole m1'gra\ u u 'zione, stacca da ciascuno,rdi e11i zione dall'altipiano appenniniCo un insieme di c.wafteri generali, alle prossime marine, fece si che, e ne forma una specie di essece fra tanti casi e signorie, sui monideale al quale riferisce gli esli e sul piano, l'etnografia antica prevalesse nella storia, e la slirseri ideali che vede di poi, e pe originaria vincesse le soprav-on il quale identifica tutti que:li he: .hanno: con esso una venute. Soli per et:cezi≠ nelfe sufficien le di sim i litudine ( L due pianure maggiori; i Campani e gli Apuli, pi numerosi, aspluralit des ,., peg. 14t,. sorbirono invece i montanari eNoi pensial)'lo in)fece che la r a migrali in esse; e poco 0 punto za une realt, anzi la sola nella razza e nel linguaggio,. dai vera. forze reale' e vivente: tempi romani in poi, furono Jrecanto e di Ironia alla-razza, o g .. i sformati sia dai montanari, sia ltra potenza, .ogni altra fun1ior-" dalle scarse immigrazioni stranie;. sociale non ha un'esisten,. re N P.. 11 1 M puramente concettele; un'e 1u nu a ne &1zogiomo, 'delle colonie albanesi di convenzione e discu i -del secolo .decimoquinto, che .bile, E questo noi pensiamo se pure hanno perduto rapidamente pra tuito a proposito della raz; 1 la loro lingua, ridotte gi, verso italiana che consideriamo corr--, le fine del secolo XIX, tra s oli forze originaria, .spontanea e k lrenla O quarenlemila abitanti di borghi 'viJiaggi. tiva.

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,-o e generico. 1.a italiana. La storia, intesa r a z ione di fatti, ;>ogg;a ndosi a sem nella gran 'an no iormuiato una (_) uali e quanti popoli, T diverse non sono passate 'lO abbastanza spregiudicati .c il dare all'Italia il valore di i razze da cui fosse nato, : o lanza del sangue e dei vari 'p o ideale d'ita.Jico che ra.cch ; meglio degli altri,. questa af anche se biologicamente erra c icolmerebbe di soddisfazione. s sa t e nde ad attribuire al nostro : mico la .caratteristica del bastardo, di _:npolo costretto a subire l 'infhicnza q di altri popoli fiiJo al punto d 'aver 1uto i sub ; antichil c primigeni caratteri ''i razza. . j" Ascoltiamo per un momentQ' ci che di ,,, i l Pi ttard ( 1 )., antropologo francese non . >spet to d'eccessiva simpatia pe r noi: l. nrs qu 'on circule dans l es nll's de P a 'if. y a des gens qui nous affirment :collnaitrc, parmi les passants, les repr,.,,tan ts d e toutes les rac e s ayant abord Si c ile. Lals.wn.s-1es leur am-use.'"l!'nf '. s i ha di che qui si parla della una .:Ile reg: oru d'Italia nelle quali gli antronlogi, gli etnologi. i razzisti in vena di .1111user riconoscono attraverso i caratteri m at ici de; suoi odierni aottiltr-1-a pi i.'ra ne variet e il peggior...miscuglio di I n c rit anche noi laseremri10 costoro ;.! lor o divertimentO se non ci foss i dignit della nostra stirpe c se debiti -da pagare, oggi che della razza diventata final nazionalc, agli stuche su questa stra per puro amore di sospc-tt i di razzistichc. ia che queste valore in-'l!lb Hoslril raz suna influenza nella modifica z ione del no stro plasma etnico. La nostra nobilt raz ziaJc, che risale quindi ai secoli che han-.no immediatamente preceduto l'anno Mil le, si mantenuta pura c costante lino ad oggi Gi fin dal H)OI l'antropologo e socio logo Alberto Alberti si domandava fino a qual punto il tipo nazionale italiano aves se risentito dell invasione (2). In opposizione a lle idee del Livi (3), il quale, parl'ando del terr;torio di Monza. Gallarate. Abbiategrasso, Varese, Milano c Bergamo trova conservato in esso. meche nelle a ltre parti d'Italia. le vesti-

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;p a dei L o n goba r di, l' A lh e r ti sost ien e l a t e s i d ella ; m po s si h ilic di dim ostrareso l t anto coli;: pre t e sa d o l ic ocefal ia di qu e i popoli, la sca r sa brac hi ce f a lia degli a hi tant i dell'A lt a I ta l i a d ove a ppunt o s i creded, p o t e r ritrovar e l e tracce di qu e i ses s an t a m i l a g u errie ri l o ngoh a rdi venuti i n I ta l ia i n sie m e a circa ventimil a Sassoni i qual i ulti mi, a i n di ce ce f alico pretta m e n te dol:co s dopo alc un e v ice nde, s i s e pa r a n r n o dal nucl eo l o ngoh a rd o pe r ri tornare n elle l oro se di c h e trovar o n o occupat e da a l t r e popo lazion i d alle quali furon o quaS1 d e l tutto s t e r minati (4). L Aiberti. pur tratt a o rl.o un a qu es ti o n e sc i e n tifica m ente precisa c i rcosc ritt a aJia co nform a zion e d e l cranio d e gli i n va s o ri, esc luden e lle conclu s io ni c h e l in vas i o ne longoharda p o s sa ii\ C r ; n fluit o i n mod o cant o a ss oluto sul n ostro tipo e tnic o. s; p u pe r altro osse rv a r e che, prim a dci L o n go b a rdi l a fus i o n e d c i G o ti e dc i R o m a ni. cui C ass:odoro avev a creduto c s p e rato. n o n av v e nn e Rom a, aHa m orte i T c j a rit o rn lcatta pcr un lungo p erio d o di a nni ; l'unit e tnica che i G o ti n o n po tut o s p e z zare fu r : n v igori1; & ( s) Ma non quest o c he c 'ime r es s a c cio tin{1 a qu a l punto Go t i c Longobardi ahhia n o in flui c o sul n ostro c aratte re razzia le U u cllo c h e r a ppr esenta p e r n o i il mag g i o r i n t e resseacce rt a r e s e, d o po )'; n v a s i o nc: J o ngoh a rd a l a pi lunga ch e abbia sopport a t o l a p e n iso la. il nostro t ipo etni co n az i o n a l e s i a s t a t o per e f f e tt o d cii{ inva s i o ni po s t e ri o ri Di c i a m o s ubi to, in v ia d'osservazio ne c h e m o lti antro polo g i negan o a s solut a mc:n tc un 'in flu c n za b io logicam c 'tlt c pro f o nd a, fino a l pulll o d i tras f onnare t{) t almc ntc: l e ca r attnis tiche somatichc ch e g l 'inva s o ri posso n o t'St rcic a r c s ugli abitanti d c H c t ern: in v a se S u qu es t o punto il l'itt ard a n zi, m o lto espli cit o rifer e nd o i n oltre un particolare c h e c 'intere s s a ass ai da v ic in o : L cs r gions m ridionalc s onl l occ11pcs cntrc itat llsilm s, por h s Visi g olhs c l I c s N!H'11U111ds O r cc 111' son t pa s Ics c a ra ctt: rcs amrl or n iqucs d c ccs groupcs qui s ont c.rprims par I c s populof'jvn s d.-n s p rrn inccs. U n e l c U c n bsl'r'l'!lfrmr p o u rra i t ,:Ire rm c .r cnrplc dt pl u i'npprci d c a quc ?IO"U < az:otts d j11s d i i mcrrl c s c .w
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Contro suliutatori dell'arianesiuw T uttt le tradizioni storiche e civili dei vari popoli ariani testimoniano pi cbe a sufficienza delle comuni q ualit spiccatamente, istintivamen te militari e guerriere, della comu"" ansia e capacit di conquista di espansione, del comune viri.'e istinto della c fecondazione ,. in i u ozione di storia e di civilt. Sul piano di una realt etnica, ,roricamente e scientificamente ac c e rtabile e per cui l'arianesimo, tanto se originario dell'Oriente e di dal Pamir, tanto se partito d alla Scandinavia, quel mondo di stirpi e di civilt che hanno riem pito la vita del:a maggior parte d'Europa e dell'Asia occidentsle Ja lla preistoria, attraverso varii mil lenni. lino ai giorni nostri, impcr ; onando tutti i cicli epici e impe riali del nostro Continente, in ant Jg ooismo con la barbarie di un se mitismo e di un ncgroidismo anti m i l itarista ed antieroico, e soltanto m ercantilista. non possiamo rkonoscere a tutte le varie rivcrKI.icazioni ,Iella non-arianit come a tutte le p ales i o velate denigrazioni della H ianit,. altra intenzione che quella J i condannare e di svalutare le qua l it e le istintivit suddette. Qualit e istintivit razziali, di rog essiva diffusione e sovrappo s izio oe di genti ariane in terre sem pre nuove, sopra vecchie popolazio ni. contro altre razze presto elimi nate o assorbite o sopraffatte, cele h:anJosi contemporaneamente la su periorit di una coscienza politica s ocia le, vittoriosa di rutte le al tre perch fondata sulla sintesi e a rmonia del.ja scienza intesa come dnminio della natura, della civilt i ntesa come sviluppo di tutte le at t ivit produttive, costruttive e organizza tive e della spiritualit income prodotto della cultura e lt ll'arte quali espressioni di una Vll.l mora le e relig1osa. Sintesi.: ed armonia che invece non sono state raggiunte e tanto meno conservate dai non ariani i quali anche se a:vessero quanto ariani raffinato il senso della co noscenza., come ad ese"'pio gli Ebrei, o il senso delia civilt, come glj orientali dell'Asia, o il senso della spiritualit mistica come le genti dell'India non saprebbero, e non hanno mai saputo ragginge .re la pieQa e completa vitalit del le razze ariane. L'arianit infatti quella sostan za psico-etnica in cui si rivela, sullo sfondo di un lemento antropologi co e biologico originale, l'ascesa di una civilt trasmessa ereditariamen te da una stirpe all'altra, attraverso l'Asia e l'Europa, con tutto un pa trimonio di mitologie, di lingue e di culture strettamente imparenta te ed affini, cbe hanno di s informaro una visione intel lettuale del mOndo cd una mede sima pratica morale dell'esistenza Non si pu'. erto negare la ri spondenza, effettiva prima aocor che lilologica., del mito greco -o me rico con quello latino e dell'uno c dell'altro con q uclli della Persia e dell'India arian, la concomitanza dei fasti letterari di queste civilt e quindi la comune origine -dei po poli che, del resto, oggi docu mentata dalla pi probante etno logia. E' certo che senza il sopravvento degli Arii n l'India n la Persia avrebbero conosciuto gli splendori dei secoli VII e VI a. C., n la Grecia avrebbe vissuto il secolo di Pericle e, in genere tuttoci che successivo alla calata dei Dori e degli Ioni' e precedente a quella se mitizzazione e levantinizzazione del l'Elladc che procede dal tempo del dominio bizantino al tempo del do minio ottomano. E l'Italia ? L' inva5ione della Pe nisola a pi riprese da parte di po polazioni del Continente, tutte in dubbiamente ariane, attraverso i passaggi delle Alpi orientali, co5acerta come la pi fida testimo nianza della storia e della scienza Ad introdurre e sviluppare, in Italia. le gloriose tradizioni della mili:.:ia e della colonizzazione roma na, idea della conquista e dell' imper_ o, essere stari, anche per sola forza di logica, questi mede simi Ariani e non i pavidi aborigeni preaciani, quelli delle lerre,.,e, che ben presto dovettero sparire daL la scena. Il razzismo fascista non ha neppur bisogno di far sue teorie di Gobineau., di Lapouge. d1 Chamberlain e di qualunque altro s aggio per arrivare a Ila dimostrazione ed .l riconoscimenio di que sta veri t assoluta: che dall'avverim delt:arianesimo l'Italia hlL vedu to progi'C$Si-vamete, definitivam en te tramonta're e morire il popolo dei preesistenti abitatori, le creden ze, le abitudini, le : culture da essi pratfcate, le razze insomma nel pi esteso significato fino a perdenK finanche il ricordo. &sta passare in rassegna le espressioni 6sicbe 1 e i temperamCf!ti delle pi tipiche ed alte person;fi. czioni della nostra raz'za attraver so i secoli, i no.Stri gnii dell'arte, della scienza. della poesia, della guerra (tra i quali: annou,ciamo i massimi canipioni del genere urna per convincersi che' i caratteri somatid (dolicocefalia volto dirit to e lungo, fronte e sguardo zioso etc ) stupendanerie concor danti e rinascenti nella srirpe, da Rom:l act oggi, mentre attestano del. la tOiale mancanza di segni e di_ iridizii di sangue non-ariano, berbem o semita, dicono eloquente la assaluta superiorit degli Ariani sull'intera manir e la as soluta arianit degfi naliani. Ch infatti quel senso del do minio e della conquista, dell'armo nia e dell'ideale estetico, quella passione dell'infinito, quella conce zione della vita come lotta per il trionfo spirito e per l' affer mazione dei valori eterni, nelle vi cende di ogni giorno, pressoch estranei .Jli non arii, !ODO la sostan za stes,sa ,di: un'c anima ,.. ariana, IB qale, nella raaza italiana, ha of ferto la sua pi :potente rivcla2;ione Sostenere una mediterranei l del la razza italiana con le forze della pi ignoranza di senso storico, quasi che gc;nti eminente mrnrc agricole. bellicose, conquistatl'ic, territoriali i_nsomma come gli italici, compresi i Romani, avesse ro potuto naseere dal mare o vellire dal nare .. o, tinto meno, essere imparcntatr ai nomadi e mercatanti j,opqli : levantini .. ed africani del Mare lqterno, oppure coq le risorse della pi superficiale t,eoi'Oiilit
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delle suddivisioni razziali Contro la p:H'lulo-scit)llza dei razzisti a utelt C oloro i quali si sono sforuti di piegare le acquisizioni s cientifiche del monogenismo e del rologeni smo alla volta di un'inter pr etazione filosofica universalista, 1endeodo a negare l a sostanzialit2 delle suddi visioni razziali ed il loro ne c essario perpetuarsi e consolidarsi nel tempo biologico, sono partiti da a priorismi che non sono appliabili od terreno delres perienza antropologica Poich tra i filo sofi ed i cultori di scienze morali c religiose e noi c' un punto superare il qua le sa rebbe inutile peosare di poten:i intendere come tra la scienza e la filosofia in minore. poich la grande fil oso fia include la sc ienza esa tta, c' un fondamentale dissidio dato che certa elaborazione logica e diakttica mina a l'ela borazione sperimentale obiettiva r e concreta, imponendo le sue conclu sitmi iotelldtuali, oppure tendendo a separare la scimza e le sue indu zioni da quelle che sono le dedu :tinni dello sfonn dialetti co. Qunndo l a per via dei suoi pi autore voli cultori. acccctb su Ila base di un complesso di documenti obiettivi paleoetnici e paleoantaopici il monogenismo c i quali tra l oro non si esclud o no, condannando il poligeni s mo sergia no che poneva le razze umane in una biblica di sa rticolazione allora i sostenitori della pi o men o eguaglianza dell rane, con tradittori nel t erre no filosofiw delle teorie del conte di Gobineau. e gh assertori delr unicit del l e gran di rane, i quali negavano, facendo lev a sui ritrovati biologici dell'iri fluen u ambie ntale ice e com ple s sa, la sudd ivisione dei ceppi ed il divenir e indipe ndente dei vari i soltorami come ris ultato di interne din a miche razziali e di fattori ge netici basilui, pensarono che fosse giunto il momento di di ac conlo 1:1. loro ti lo sofia con r antro pologia e cun la soprattutto Ed allora, come anche detto nel \fanife sto del 1 4 luglio 1938 vi fu chi so stenne ha inesistenz a delle sot t o r azze. postulando che l'umanit pote<>Sc.-dividersi in ra:ttt ne'l 18 seno delle quali i varii rami fos sero solo il risultato di influenze ambientali, cessate le quali questi rami potessero essere riassorbiti dal. la grande razza cui si appartene vano, senza che l'unicit dell insie me potesse veai re turbata ne'Ila sua sostanza animica ed antropica. Questi filosofi del razzismo, da non confondersi n con i razzisti, :J con i raziologhi o questi utilizutori dei ritrovati razzistici a so stegno di proprie ideologie etico -religiose e metamiche lavoravano dal l' esterno perch nessun biologo e nessun antropologo pu sognare di vedere nella monogenesi o ndl'ologmesi la nc'gazione di quella legge differenziante distintiva del feno. meno vitale della quale abbiam6 parlato nel nostro precedente seritto. Il monogcnismo, che venne ela borato da Hacckel di Jena e da Cunot di Nancy, sostiene, com' noto, la discendenza dell'umanit a partire da un tipo o da una Cop-' pia di tipi che, in circoJtanze spe cialmente adatte, avessero acquistato caratteri speciali. T1,1ttavia mentre il lilonogellismo; con le sue vaste av validate da dOft'ument preistorici stava per trionfare su tutte le altre c:Jaboraz.ioni, srse J'ologenismo a contendere il predominio tanto al poligenismo come al monogenismo. :..l.' ologenesi infatti, derivando da successivi studii ed elaborazioni su ave-va fatto acquisire Daniele Rosa da Modena il proprio metodo di esarile dei reperti paleoantro.. pici, gettava non soltanto w1a nuo va luce sulla origine dell'umanit ma faceva guardare alle razze umane ed alla stessa dinamica rapiale interna alle azu, ed ai loro rami, quasi si fosse di fronte a fenomeni pi vasti di quanto sino ad allora si era ritenuto. .. Daniele Rosa concepiva l'origine doUa vita sulla Terra non sulla base di un'infusione miracoloSa di ene{gia vitale ad una sola prima cellula, ma come lo apparire simul tanM di miliardi di dementi egua l i, dotati dello st'esso potenziale e sviluppantesi principalmente sino alla fine dei tempi per via del gio co di forze interne, dato che l'orto. genesi (sviluppo in )OQ diretta) appare come il processo normale e non eccezional dell'evoluzione. L ologenesi. rappresentata da Co losi a Napoli, da Frassctto a Bo logna. da Stefanelli a Bari e da Georgc Montandon ; vede l'appari zione dei primi Orilinidi sotto for ma di una sola specie, derivante per mutazione da una sola specie antecedente, ma comprendente tut tavia numerosi individui, dispersi su di una vasta superficie che pare corrisponda alla maggior parte del Mondo Antico. Conseguenu im mediata dell'ologenismo la nega zione dell'esistenza di una ulla deL l'umanit; la parte dd la sua dottrina il principio dello sviluppo per via di forze interoe (poich gli agenti esterni non com portano che una variazione superfi ciale dei tipi). Queste forze interne veDPJO identiiicate come forze ortogenetiche. Su questa identificazione di una interna alle razze, ed ai. rbni di esse, seguente un certo trac ciato biologico nel tempo e nello spazio sondo regole di posirivit e di negativit biologica tra loro lottanti, venuto poi a formarsi un altro principio scientifico ed obiet tivo secondo il quale, entro deter minati limiti, pu influirsi sulla curva ortogmetica attraverso la se lezione e la spinta ambiental dc terminando correzioni o migliora menti. Or tanto i ritrovati del monogc nismo; che, com' n(Jfo, si ap!M?g giano su di una mole documentaria inoppugnabilc, tanto. i delche pure dispongono di una scorta sono stati arbitrariammte utilizzati dai dAgli Sci-;otisti si tori del principio iitale delle divisoni razziali plurime per grup pi e per rami e per poinel monogmismo stato visto un rironosmento ddla scienU. al l'unicit (Universalit .. egualitaria) dell'uomo e nell'ologenismo stato visto, a parte della discendenza da un solO tipo primordiale delle varie razze attuali, la dominanza un\ei' S.listica di un solo principio c at.; genetico, prototipo di una sola di namica intcrna_.a.lle razze e quindi suffragatore dell'applicabilit di . un unico criterio di giudizio da a razza della compagine mana. La diversit2 delle razze c sottotazze poteva allora venir conside rata come un puro polimorfismo e non come una sostanzialit capace di investire le wne psichiche, intel. iettive, spirituali. lo conseguenza poteva anche non ammettersi l'incguaglianza delle razze e le loro suddivisioni, le quali conservavano solo un aspetto siste matico e morfologico, negandosi persino che certe mutazioni del sn ma o della psiche ptessero esSt:re sintomo della presenza di una d1 versa razza, quando all'incontro e rano frutto della reazione biologic a del tessuto razziale agli stimoli del l' ambiente, reazione variabile con caratteristiche .proprie, non solo da razza a razza, ma da sjngofo ag. gruppamento a singolo aggrupp a mento. Infatti tale potere reattivo, che distingue nel campo emotivo e sen sitivo gli individui gli uni dagli al tri c nel campo istologico i prot(). plasmi gli uni dagli altri persino in uno stesso organismo, ]a vera for. za per cos dire razzificanle che pu obiettivamente essere rilevat a e configurata nello spazio storico di una specie biologica, la quale diviene, varia, si differenzia dal pri. mitivo tipo, per via di questo feno mno che sta alla base di ogni m a nifestazionc vitale. Nel seno di una stessa grande razza fattori genetici reattivi .diff e renziano fondamentalmente i varii gruppi costituendo la premessa bio logica al futuro differenziarsi della grande razza medesima nei suoi sot togruppi e nei suoi rami, aventi in. dividualit nettamente -Onde pu dirsi suddivi s io ni, anzich essere un derivato Ji fenomeni successivi all'apparire d e l tipo originario ( monogcnismo ed o logenisrqo) esistono ;, 1111ce nel grande. ceppo dal quale si separ e ranno in seguito, per varie cause. le razie e le sottorazze. Gli. stimoli provenienti dalrester no non fanno che mettere in molt> la macchina reattiva la quale si c-stende dal soma ai pi alti vertici della psiche e le singole reazioni sommandosi nel tempo e nello sp2 zio ed attingendo il campo genetico. provl)(ano secondo la loro qualit differente da individuo ad ind i vi. duo e poi per claSsi di individui :onseguenze che vanno a determ i tare le suddivisioni raniali. Quindi pu dirsi che il monog nismo c l'ologenismo anzich d t a sostegno dell' uaivcrsa li t ddl'eguaglanza od micit dell'u o mo quiiid a .negazione depc se: coooant 'diffcrenu razziali per (Ul si giunge dalle grandi razze ai sott u rami -di esse; suffraga Il principio biologico della differenziazione e stabilizzazione di ui abbiamo dian zi parlato. Perda l'unicit e l'univcrsaliti .dd. tipo c uomo dovf'd,be deri v I semmai dal poligeaismo il qua le, se fosse biologicamente venr.

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.,.: ----'R'. . ideale dell'ira quatemarie in Europa. A sinistra una infisso come trofeo di C!lo;cia il cranio di un megacero e basso, a sinistra, si scorge una coppiadi marmotte. A destra sono riu niti a lcuni altri dei pi caratteristici animali quatemeri, come il mammut, l'elefante antico, il rinoceronte di Merk, l'uro e il bue E' da nOtare per che, in realtla, questi enimali non sono luf!i vissuti contemporaneamente, essendo alcuni propri del periodi di espan-la dinamica razziale da 1ip, d ifferenti t erso 1111 11no lipo ;,diffe renziato mentre legge di nJ!ura, dal protoplasma primordiale .di'uomo il successivo differenziar,, Jil' infinito per suddivisioni e per mutazioni indotte da varie cause, sti n,da nti in modo diverso le forze :nolugj a, toccano soltanto i dati :.aopolugj ci Si ripete che per an''''f'Oiogia, c ome pet biologia, non te ndi a m o pi solo un compJesso di ''dii che s i occupano dell'aspetto f:tc<:ionale e somatico-emotivo degli "'Pnismi e delle razze, ma che .,..,sivamente s i intende ioquadra:e Jnche i campi pi vasti della psi ch .. supe r io re nel terreno di questi ,,,;J, ; E, nell 'ambito raziologjco. l posto d a Montandon dimostra Cl 'ne l" ant ro pologia, la nelle '"" este n sioni paleoantropiche ha :nns i der ato profondamente i ritro\',lli degli srudi etnologici e pa'ttnnlo gici. abbia oggi bisogno di """ avere dinanzi a s limitato il .sione gledele, a!tri invece dei periodi intergleciali campo delle proprie attribUZiom e debba considerare l'uomo nella sua totalit. D'altra parte lo ammettere, sia pure per concessione ; che le diver sit morfologicbe esistono da grup po a gruppo razziale gi, senza volerlo, ammettere la diversit el r11o iluinRe Mmalfo da tipo a tipo in ciascuna ramiliaziune delle grandi razze. Perch coloro che ammettono la differenza morfologica, iinmaginan :lo che sia transitoria, mentre no to che vi hanno caratteri acquisiti stabilizzati e caratteri fluttuanti dovuti ad influssi passegger i e su perficiali, debbono anche ammettere cbe l'uomo da razza a razza e da singolo aggruppamento minore a singolo aggruppamento non uni voco Infatti essi non sanno cosa signilichi, nel suo peso biologico profondo. una differenza morfologica stabilizzata e sistematizzata ri'el tes suto di una determinata sezione razziale, se pensano che possa aversi un dato ordine fisic o visibi le con mezzi .grossolani ed al di sotto di esso tUSJMif altro correlativo Ora i correlativi anche di una semplice variazione della forma del naso, ove sia stabilizzata e sistema tizzata, possono anche approfondir si, per un processo biochimico, che diviene per via endocrino-diencefa lica anche psichico, nei campi pi elevati della sensibilit psichica, co me all'incontro una variante psichica, ove sia stabilizzata, possa avert pet correlativi diciamo cos modo logici aspetti somatici riJevabili in modo grossolano. Anche sul termine modologia bene intendersi, allargandolo a contenere quello studio delle forme non strettamente palpabili e misu rabili soltanto con mezzi classict Mi riferisco alla forma della compo: i mezzi Ji cui a ll o s tato disponia : mo, sono quelli dai quali poi si configura la grande mutazione e l a grande variante a tutti o sreo s iva. Infatti nel terreno biol ogico non si fanno salti brus chi ma ogni feno meno si realizza attraverso un va stissimo complesso di impercettibili .fenomeni preparatorii i quali poi entrano nella sua diretta composi zione e lo accompagnano potendosene dissociare in prosieguo per tramutare il profilo del fenomeno medesimo nel tempo e nello spazio. E pertanto devesi raccomandare ad ognuno che voglia ragionare in buona fede su argomenti umani che, sull'esempio degli abtichi 61o incominci i proprii studii dal la .meditazione sui fatti della natu ra, cio dalla biologia estensiva che noi pensiamo sia la pieua di fon damento. di ogni altra scienza e di ogOi disciplina, come di ogni fede persino metafisica. ALDO MODICA

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l RALLA IIALIANA Le razze attuali quali sono formate sottu triet : dell"ambiente del l-, vicende storiche e delle rispetti 1 e civilta, hanno :ratto i loro ele menti vitali da altri antichi gruppi etnici differenziatisi nei tempi lontani della preistoria Lo studioso di antropologia di tinjtuc perci per l'Europa varie razze-madri, come ad esempio la mediterranea l'alpina, la nordica, la dinarica, ecc.. ognuna ben prc nei suoi catatteri morfologici. Come pi volte stato illustra to anche in questa rivista dalla me s colanza indefinitamente ripetuta nei s ecoli di dementi nordici mediter ranei, alpini, dinarici, ecc .. me s colanza che nelle varie nazioni si compiuta in rapporti diversi s i s ono originati gli attuali nuovi tipi raniali gi nettamente distin Kuibili fra di loro Ogni razza aituale ha pertanto una sua fisionomia che stabilita da un complesso di caratteri fisici c p s ichici, i quali, presi nel loro ins ieme sono s ufficienti a consen tire un a netta discriminazione ri s petto agi; gruppi Ma. questo fatto, porta in sede Ji razzismo ad alcune conseguenze importanti In primo luogo si trat ta di stabilire se le sinl(ole compo nenti siano capaci di manifestare una loro netta influenza sopra la nuova razza Evidentemente la rispostw i-pu sitiva. Come il fi,!i:lio. pur avendo una individualit sua. ben distinta e precisa. ripete variamente taluni ca ratreri di quelli che In hanno ge neratu, cos k razze attuali, pure distinte, possono presentare in di vt'rsa misura alcune caratteristiche ,ldlt' razze !(t'nitrici. E questa una fatalit biologica irrevocabile. Da questo patrimonio ereditario deriva una complessa co s tituzione biologica che il fonda meneo dt'gli aspetti morfoloJ(ici e p s icnlogici Tuttavia, come nell individuo ,!!:li elementi istintivi, naturali. possom essere modificati sotto l'influenza dell'educazione, cosl anche l'indivi dualit rauiale pu essere modifi. cata attraverso un azione adegata che pu andare duauione E' per evidente che, prima d ini tiare una qualsiasi uione modifica trice sulla razziale OC stabilrr quali so no i caratteri da quali da pattiti scitat dal nostro ranismo vi quello intorno ai Mediterranei Che essi rappresentino un ele mento importante della razza ita liana un fatt o su cui non vi pu essere discussione La razza Mediterranea fior infat ti per lunghi millenni nella peni sola italca e nelle sue isole realiz zando qui, come in altre regioni chiare opere frutto della sua ener gica vitalit Tuttavia contro la componente mediterranea non sono manca te le reticenze e le ostilit pi o meno larvate in sede di studt e di polemica razzisti. Uno degli elementi considerati sfavorevolmente costituito dalle che sostengono una origine di questo ramo da regioni africa ne. Prescindendo dal fatto che si tratta di origini lontanissime. da precisarsi che oggi si tende dalla maggioranza a considerare, pi ve rosimilmente, l'esistenza di una u nica terra madr geo_grafiw contro la componente mediterranea .mentre quello << mediterraneo > > e della razza italiana. antropologico. E vola nel suo ultimo libro, de Sul campo antropologico oggi i finisce questa componente come ;uri rappresentanti della razza m t razza africo-inedterranea Defi diterranea possono ritrovarsi essen nizione assai tendeziosa e tutto ziaJmente in Sardegna e in Corsica. inesatta in quanto associa in un come stato in modo unico complesso l'elemento africainconfutabile dagli studi di Sergi. no e quello mediterraneo fra loro Jel Castaldi e miei. assolutamente distinti e radicalmenChi ha conoscenza degli uomini te separati. d queste due terre sa che non vi 1 i Come noi la intendiamo agalcuna delle q ualit ne J(iunge Evola la razza africo-me gativc: precedentemente citate Al diterranea il prodotto di una me contrario sono caratteri comun i t scolanza di elementi provenienti dal diffusi la fermezza del crattcre. l a Mediterranei> orientale tenacia, il coraggio, la laborio111" con la razza ario-mediterranea" intensa, il senso dell'onore la ,.,,. Ora, sostanzialmente, nella razza lont, ecc. italia'!a esiste una componente mcComunque, mi sembra che al dterranea che ariana e che non mine debba esser< affatio prodotto di fusione di conservato \)n pieno rispetto qua elemen 'ti eterogenei e tanto meno le compete per la dignit antro p africani ma ha una sua antichiss. logica della raz,za, per l'eccllent.ma unit delle sue realizzazioni nel camp o Questa componente di puri civile per la bont dei suoi c a ratterrane ha subito la sua principa Ieri psicbici ; quali oggi sono con le mescolanza con gli alservati nei suoi p i! tri elementi ariani della popoluiopuri. ne d'Italia. E qesti elementi ha Perci occorre non confondere ; notevolmente permeato della sua due termini mediterraleo influenza sia morfologica sia psicomeridionale stmpre tenend: logica. ferma la riserva che per quest' u t Affermare che vi siano state altimo si fatta una arbitraria illa tre mescolanze numericamente di zione per difetti riscontrabil sui qualche importanza, con elmenti fra dei suoi uomini Ten e african o levantini scientificamenre in giusta considerazione la m e te inesatto, n --si intende a diterr:lneit. dell'Italia non sign 1 cosa tale inesa tezza poSSll mirare. fica pertanto deviare da una feco n Evola, sull a base di queste con da a:tione razzista, ma, al contr a siderazioni e di altri elementi critici rio rendere questa pi diretta : trae la conseguenza che sia necespertanto pi agevole ed efficien t : sario nella compagine razziale ita-LINO BuSINCO

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REALTA BIOLOGI DE t LA RAZZA L c vicende storiche, dalle epoche pi remote all'et contelllporanea, deli neano secondo un orientamento e un condizionamento costanti il problema razziale e tutti i fattori ad esso conne"!. G rosso modo, dall'esame dei fenome n i pi lontani nel tempo e nello spazio, m eno l e gati nell'articolarsi della dialettica stnrica, possibile isolare due opposti ele menti che in definitiva riassumono le innumerevoli sottocorrenti, le tante tenden ze 1 tanti impulsi che comunque interferiscuno. dall'esterno e dall'interno, sul piano dela razziali:t. L'esemplificazione esor h;tcrebbe dai limiti di questo esame;che h;J fini pi diretti; ma ad essa sar in o;:.ni modo opportuno riferirsi, se verame-nte si intenda fissare un contatto effetti,o con la realt, di cui la storia appunto l a pi palpabile e pi C tncre ta D a un lato, opera queJla che pu essere tinta la biologica delle razze, in ;;;pe tt i e forme che costantemente sfuggoWl a l controllo degli apriorismi e delle ge n c r alizz az ioni, che si elaborano secondo un p rnce sso in profondit i cui nuclei sono ;,tl!nti attraverso un'evoluzione o un'invoJuzione estremamente graduali. D!ill'altro l;.to, si ha l'azione di forze esterne che, l'' n e ndo da concezioni connesse a intereSsi t e orici e razionali, tenderebbero a far prcsa su una sostanza vitale interna e aut.,noma: cio a creare un condizionamento tr;: e ntit diverse e non riducibili. Ci ribiamo soprattutto alle formule e alle amplificazioni filosofiche alle deduzioni religiose, alle accentuazioni e agli struro lnra lismi sistematici: aspetti di una raziO nali t comm;surata sulla propria tecnica, h q uale, mentre. allontana qualsiasi soluzione integrale nel senso della ir;,zione, non pu sboccare se non in pseudr s intesi, da cui inevitabilmente .falsat" ; 1 termine fondamentale del problema, Ctstretto al subordinamento di altre leggi e ad altra natura di obiettivi e di interessi Dalla collusione dei due elementi sorge, senza poss;bili alternative. il circolo vizio so dei filosofismi; che, in quanto si diri gono non verso una realt vivente e la pie nezza della sua complessit, ma ve rso una simbolizzazione riflessa d i quella, si >rL' cludono il punto effettivo di tangcnza, de viano nell.a capillarit di involuzion i gra datamente pi lontan e dal nodo del pro blema. Si verifica cio una collusione d estremi: le dosate esattezze del tccnicismo razionale fin;scono per operare su una ma teria che, sottratta all'autonomia della pro pria dinamica si disgrega in aspetti par ziali, ; n frammenti amorfi, perduta la con cretezza del rapporto funzionale ; c ap punto su questa disgregazio11e e su questa deformazione calcolato il nuovo ordine di rapporti, cio sulla tipica gen ricit im plicita nel frammentario c nell 'amorfo. Allo stato di sviluppo degli studi razziali pu essere escluso un vero inquadra_ mento della questione che non tenda a una compenetrazione nella cosa :., cio a una sorta d immersione nella realt biologica in cui vive l'ssenza di una razza. Anche l'esemplificaz;one storica, a questo punto, muta il senso del suo valore. Proprio l'ec cezionale infittirsi delle esperienze e delle interferenze, gli innumerevoli moti reatti vi determinatisi nei secoli nel fondo bio logico, vengono a formare una pressoch inestricabile di dati parzi a h. Anzi entro questi limiti, la situazione sa particolarmente consentanea alle il lazioni dei filosofismi di qualsiasi natura : che troverebbero gi una materia selezio nata per le c le involuzioni, della genericit Eppure, in un altro senso, precisamente questa densit biologica finisce per agevo lare le direttrici di ricerca e di compene trazione. La molteplicit stessa degli ele menti accresce i punti di presa per la co stituzione o il perfeziona.mento di serie di rapporti, offrendo. maggiori possibilit per ia delimitazione de.i nuclei. di un'iden tificazione razziale-biologica in profondit. Ci vale tanto pi per la razza italiana, la cui ricchezza di esperienza storica, connessa a vicende interne singolarmente mosse a un tempo tangenti e isolate nei confronti di altre esperienze, ha sottopo sto il fondo b i ologico a una straordinaria pressione di fattol'i positivi e negativi. Non a easo il punto V.II della Dichiara zione del 1938 pone nel modo p i' deciso la necessit di un razzismo trattato .in sen so puramente biologico. La razza italiana ha acquisito la sua fisionomia sostanziale precisamente attraverso l'urto di questi fattori in convergenza e in e lisione : in una pos tzJOne implicitamente selezionatri ce, proiezione e riflesso della tipica vita lit biologica Il sangue della razza ha accolto, agg. re gato, respinto secondo una arti colata su una tipologia in evoluziOne. Il sangue in definitiva la risultante estre ma di una realt interiore intesa nella 21

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totalit. f1 mondo delle idee non diviene vcramente attivo se non quando, fluendo gradatamente nella sostanza biologica, si vivifica e fissa nel razziale. E' cos che sorge, attraverso la continu:t biolo una struttura di razza basata sull'in tegral e compenetrarsi delle idee nella ger minante interiorit del sangue. In quella strunura passano, col concatenarsi delle generazioni elementi se condo una selezione in atto implicita nel rapporto tra idea e biologia. L'idea non si concreta razzialmente, non assume forza determinante nel corpo della razza c nella formazione dei suoi nuclei psichici e psicologici, se non dal momento che accolta nel sangue, cio dal momen to dell'as sorbimento nella natura ca La serie di questi successivi assorbi menti; nella rettilineit: del loro confor mars i al fondo b:ologico originale, delinea il ritmo interno dell evoluzione razziale Ogni compenetrazione fissandosi sui com plesso biologico, prepara l'immiss&ne di nuovi nuclei, sulla base di un condiziona mento reciproco subordinato all'assolutez za delle leggi vitalt. Siamo giunti al portato pi denso della realt biologica : che solo presenta i fattori tangibili per una determinazione delle caratteristiche di razza fondamenta li, non solo si coordina sull'interdipenden u tra sangue e mondo delle idee, ma, at traverso l'evoluz:onc o l'involuzionc di CJUcsto rapporto, include gli elementi per un'ulteriore classificazione. Tanto maggiO re sar la vitalit biologica di una razza, tanto pi puro e p; vasto sar il comple&so ideale atto a creare una continuit di reazioni positive, cio a incorporarsi nel sangue. C iteremo, come unico ed esauriente e sempio, la razu giudaica : in cui le insufficienze c le tare biologiche primordiali hanno condOlto a una sorta di livellamen to e di irrigidimento dei motivi ideali. Su quol fondo non hanno potuto far presa se non fattori a loro volta abnorm1, che, attraverso la rigorosit geometrica del rap porto fusivo, hanno gradatamente pi ri stretto il campo della selezione, aggravato e accentuato la deficienza originale. A una natura biologica incrinata, oscillante verso l( ddla patologia, ha fatto riscontro un mero materializursi degli clementi i deali : cio un' 1nvoluzione lignea, integrale, che si tradotta, sul piano sto rico, neJI'incapacit politica c costruttiva del giudaismo, nel ribellismo permanente. nell'atomismo sociale c, insieme, nel collet tivismo amorfo della sinagoga; con tutte le tendenze e i caratteri della minuta o magg:orc tecnica ebraica, dall'ambiguo ra zionalismo alla gnzza empiria, dal rove sciamento dell'impulso religioso 'erso il terrestre alla sensualizzazionc di ogni porto con gli uomini, con la storia. con le cose l motivi-base del problema so no cosi tutti impliciti nella sintesi biolo gica ; n occorre inststerc sulla larghezza degli sv iluppi resi possibili da -un' imposta zione d e l genere. Lo studio biologico del le razze -e della razza italiana in specie llQD tanto l1n procedere verso una realt interna, quanto un ricercare e un coordinare, nel cuore di questa realt, le ser i c dei nuclei e dei condizionamenti : il terreno lo stesso su cui si elabora il ritm o razziale nelle dense vivificazioni c m a turazioni del sangue, n metodo dei fi Josifismi si immobtlizza in 11na posizion e esattam e nt e opposta indagando le leggi della razza r n quella zona marginale ove avvie ne al p i il cozzo degli ismi. ci11 il cozio di t e cnich e razionali per s date e in s compiute La persistenza di taluni atteggiamenti non deriva, in defini1iva che dall'integralit di questo capovolgi m e nto e s.laH'is<>Jamento che ne consegue E' cos ch e sorgono, ancora una volta. gli orientamenti verso le amplificazioni.' Gli ism i si stratificano in sempre nuove aggregazioni; T allargamento delle ,isual i mancata la tangenza iniziale, i rimbalzi deHe deduzioni tecni Anzich sondare gliaspetti vivent i della razza, delineata una .fjlpsofia o una mistica che, naturalmente, tende a gene ralizzare il generico, cio a raggiungere risultati intmali: estensione spaziale, Y er. so un che non se non un riflesso de( proprio ircolo'vizioso. Non disagevole effettuare una discri minazi one di sistemi e di obiettivi. Ma ap. pare pi che mai opportuno, oggi che gli studi razziali s intensificano in Ita .Jia con pieno v;gore, ribadire la necessit di un metodo italianamnte psitivo : atto a ncu. tralizzare sempre pi la sinuosa, c dl'Yiatrice, interferenza delle astrazioni, a co11 durre r;gorosamente il problema vers o il suo centro. GIOVANNI SAVELIJ fJ Il f t l c .Il il t l Ca Il camerata Crlo Vssettl ci invia .il se guente scritto: Una sana ed efficiente politica razziale, pet' non rimanere in aria e per non aver l'aria d'essere improvvisala, deve svolgersi per. gradi. la mta, come ognuno intende, una razza sana, robusta, cosciente, e nessuno deve fermarsi al significato materiale di questi attributi se non vuole ri5chiare di fare O'pere passeggere eHimera. Infatti, poich le azioni umane, che non siano di puro edo nismo economico, hanno origine da sorgenli e motivi ideali, cio morali e spirituali e per tanto trascendenti i limiti immediati dell'io e del momento, esse comportano sempre e necessariamente un superamenfo di s. l gra di per cui deve svolgersi; dunque, una lun gimirante politica razziale sono: J:jndividuo, le famiglia, la sodel. Prendendo le mosse dall'individuo, va os servato che, essendo l'uomo un animale emi nentemente socievole, non saprebbe e per tanfo non potrebbe rimanere, come non rimane, indifferente ai molteplici confalli per sonali che si stabiliscono Ire lui ed i suoi si mili, abitanti la stessa localit, per via dei repporli frequenti, regolari, permanenti che generano la vita sociale ed il lavoro comu ne. E non per nulla trascurabile questa in fluenza dell'uomo sull'uomo, se si pensa, poi, che ciascuno, in grado pi o meno elevalo, naturalmente ed in forma pi o meno evi dente, subisce, malg"rado o buon grado, con una facilit generalmente e vieppi pronunziata quanto meno forte la sua personalit, l'influsso dei modi, delle idee, dei sentimenti, degli esempi, degli inse gnamenti altrui. Molti di noi, talvolta, ci studiamo perfino, quando non ci,accade involontariamente, di ripetere gli stessi atti ; gli sfeni gesti ed anche gli stessi accenni di qualcuno che maggiormente ci ha impressio nati. Aggiungo subito, che tale c impressio nismo ,. in funzione delle personalit degli individui ad esso soggetti. Questo fe nomeno, talora, avviene con una certa incoscienza di cui ci menavigliamo perfioo, il che sta dimostrun'innata ed istintiva disposh:ion alle imitazione. E' una specie, per cosi dire, di compenetrazione di uomo con uomo che avviene attraverso i sensi. Ora, di tutte le possibilit d'influenzarsi gli uni co gli altri, che hanno gli uomini; la tonte mag giore di influere del viver comune l 'edu cazione. Eccoci, cosi, ad un punto nel quale si pu agevolmente innestare l'intervento d i quella politica razziale donde sono partito. l'.ducaxione, metodicamente esercitala della scuola e dafla famiglie sui giovan i spiriti che s'affacciano alla vita,Janto pi mallea bili quanto pi son giovani, li modella e dci loro un'impronta detenninafa. l'educatione va considerata cos, e non a torto, una se conda natura. u lnJIY le madre che ps icolo gicamente e fisiOlogicamente l'agente essenziale di trasmissione ed il fattore principale di intsfonnazione.. Ed -e queslo punto si congiunge il problema dell'educazione della donna e della sua preparazione alla materni t, cui gi accennai in elfro scritto. lA conIla ... il maestro, sotto le molteplici forme di azione diretta ed indiretta di insegnamenti, di letture, di esempi, di studio. E qui va ri-. congiunto il problema formaz ione di una salda COSfienza politica e ra:r:zi11le del pedaggo, condizione indispensabile pe r la riuscita del suo insegnamento. u complelll la s .ocief col suo divenire e le sue diverse at tivit e manifestazioni ed esperienze di vita reale e contingente. A cqmpendio d i tutto il travaglio morale, spirituale, material e cui l'individuo sottoposto volente o nolen te nei modi e per le vie sopra accennale, si pu affermare che ciascuno di noi vale general mente quello che vale la sua famiglia e quel lo che valgono i suoi educatori solto tutte' le forme operanti. Oi'bene, una politic a razziale efficace agire prima di tuffo sul le fondamenta d'ogni societ, d'ogni nazione, d'ogni razza: l'individuo; -ed..._agirvi -traverso i vari cenali che. giuJ1!loi'lo a !u: I'.Sempio, le propaganda, ltnsegnamenfo;"Con,l'educuione si forma il suo spirito, con l'esempio si liddilli a lui la v.a. con la si volgarizzano idee, mezzi, strumenti, con l'insgnamento gli si met te a portata quella 50mme di cognizion i tnall'intendimento, dii' accettaz ione, alla pratica di una mentalit squisitam ente razziale >irettore IMJ)OII8Cib0e : TELESio INTEBI.AMDI ,. Stampatori: Anonima Istituto Romano di Arti ';rafiche di Tummlnelli & C. Citt Universitaria RoMa

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NAZWNALE DELLE L E P R O B A B I L I T D I M O R T E PREMATURA E I BENEFICI DELLA ' CHI HA UNA FAMIGLIA o chi sta per formarla deve considerare che, come di mostra la seguente tabella, non pu avere la certezza di entro un determinato perido di tempo, un sufficiente risparmio per le future necessit familiari. E&ia lalslale Su ocai mille aselli aauoloao ael periodo di dleel aaal &ueeeslwe Anni 25 45 Indi-vidui Anni 30 ai Indi-vidui Anni 35 6I Intli-vidoi Anni 40 76 Indi-vidui Anni 45 IOO I n d i w i d u i Aftni 58 38 I n .di-vidoi Con quale mezzo si pu riparare al danno economico dalla morte prematura di un padre di famiglia? Soltanto on l'assicurazione sulla vita e cio con quella forma di risparmio che prevede e copre il grave rischio, in qualsiasi momento esso si verifichi. P ER INFORMAZIONI E CHIARIMENTI RIVOLGERSI'ALLE A GENZIE DELL'ISTITUTO NAZIONALE DELLE ASSICURAZIONI 23

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