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Difesa della razza : scienza, documentazione, polemica, questionario

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Material Information

Title:
Difesa della razza : scienza, documentazione, polemica, questionario
Physical Description:
Serial
Publisher:
Società anonima Istituto romano di arti grafiche di Tumminelli
Place of Publication:
Roma
Publication Date:
Frequency:
semimonthly
regular

Subjects

Subjects / Keywords:
Race relations -- Periodicals   ( lcsh )
Jews -- Periodicals -- Italy   ( lcsh )
Race relations -- Periodicals -- Italy   ( lcsh )
Genre:
periodical   ( marcgt )
serial   ( sobekcm )

Record Information

Source Institution:
University of South Florida Library
Holding Location:
University of South Florida
Rights Management:
All applicable rights reserved by the source institution and holding location.
Resource Identifier:
usfldc doi - D43-00093
usfldc handle - d43.93
System ID:
SFS0024306:00093


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Difesa della razza : scienza, documentazione, polemica, questionario.
n Vol. 5, no. 17 (July 1942)
260
[Roma :
b Societa anonima Istituto romano di arti grafiche di Tumminelli],
July 1942
650
Race relations
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Jews
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Periodicals.
651
Italy
x Race relations
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1 773
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,------SOMMARIO-----. QUIOO LAHOU: . d O SERGI: . d E DE MICHELIS : de V OIUFFIUO A IWOGIERI : d G PULLE: de O PULLE: da R LIVI : . Il UZliSMO E LA SCIEMU ITAUAMA . . LE RAZZE UMANE ESISTONO . . GRANDI E PICCOLE RAZZE I L CONCETTO D I RAZZA E PURAMENTE BIOLOGIC . . . . ITALIA ARIANA . . . CONTINUIT ._, DELLA RAZZA ITALIANA . . fSISTf UNA PUR._ RAZZA ITALIANA da O SEROI: da R BIASUTTI: d-l. LIV I : BISOGN A CHE TUTTI GLIIT ALIANI SI PROCLAMINO FRANCAMENTE RAZZISTI d e A OHIOI : . . . . . . MEDITERRANEI E AFRICANI GLI EBREI NON APPARTENGONO ALLA RAZZA ITALIANA . . . . . . . . . METICCIA TO l MANOSCRITTI ANCHE SE NON PUBBLICATI NON SI RESTITUISCONO GLI UFFICI DELLA "DIFESA DELLA RAZZA" SI TROVANO IN ROMA PIAZZA COLONNA (PORTICI DI VEI01 TELEFONO 63737 -6ZR80 p!JIU\ti da L.5.534.8l7,680 a L.a.984.8'6t.998. L'in aMO totale per tutti i )'atni (Vita, lfteiadi Ft"ti J Grandine e Div rri) e&lito4a,Ii 1oS.l60.367 a L. .. n bilanci chiude 'qn saldo utile di L. 12.688.61 69/ ebe di L.. 2 mil-ioni alla ri8e:rva distribuzione di un pari a degli anni di L l 00 per uzion, gab.il dal alugllo, a nuovo il aldo di L. 2.296.712. garanzie della Societ aocile, rv patrimoniali & tecnicb a L. 1 .Uuwdo con nn aumento di b. t84.719.429 d\ fronte

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ANNO V-NUMERO 17 5 LUGLIO 194-2-XX ESCE IL S E IL 20 DI OGNI MESI>: U N NUMl:KO Sl:PAKATO LIRE 1 ABBONAMENTO ANNUO LIRE 20 ABBONAMENTO SDIESTRALE 1 % t :STt-:80 IL DOPriO Di r ettore : TELESIO INTERLANDI Comita t o di r e dazione: 1 r of. d ott. GUIDO LA DRA prof. dott. LI DIO CIPRIANI lnrio di redazione: GIORGIO ALMIRANTE SCIENZA DOCUMENTAZIONE POLEUIC4 OUESTIONJ\mO LO SCOPO DI QUESTO FASCICOLO quello di documentare -contro gli oppositori faciloni -che il Manifesto del razzismo fascista, cui massimamente si ispira questa rivista nella sua opera partito da premesse tutt'altro che antiscientifiche; ma, anzi, conformi ai dati e alle tendenze della pi recente scienza ita liana. D'altra_ parte, per, bisogna che sia ben chiaro che con questo fascicolo non si vuoi concedere alla scienza italiana "in blocco" un attestato di benemerenza razzista, poich, chi pi chi meno, tutti gli scienziati citati nelle pagine che seguono hanno subito l'influsso di vecchi preconcetti o sono stati timidi assertori delle nuove teorie antropologiche e biologiche; cosicch in essi, oltre al buono che abbiamo citato noi, si pu trovare il men buono e addirittura il cattivo. In sostanza, la scienza razzista italiana -la vera scienza, coerente, solida e matura tuttora in fieri. Ai giovani il grande compito di accelerarne l'avvento... se i fumi spiritualistici consentiranno loro di dedicarsi anche in questo campo ad opere concrete e veramente salutari per la Patria

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IL RAZZISMO E LA SCIENZA ITALIANA In un pa1110to articolo abb i amo ricordato alcune critiche moue dalla tlcienza 1tallana al Manifesto della Razzo. Abr.1 ; no. anche messo in evi denza d : ..; fondamentale della ag nO!JIICII J ull .. llcieoza i taliana di tro nto al razzismo prima della pub blicozone d1 detto Manifesto Ale1Jn1 fooli cntlci hanno creduto d1 pot o re inh rmore Il valore del nostro Mond01:1to. mellendolo i n contrasto con 1 doti dolio a oenzo Cosi facendo fUll hanno croduto di poterlo liqui dare dalla base Vod1omo o.ra di esaminare pacata, rnont o 1 v o n punti del nostro Monile u t o d1 confr o ntarli con i dot i fondo m ntolt accollati dalla scienza ilo h ano. Da qu s t o samo risulter chiar e c h11 .n sotll nza Il Manife sto dello Hazza molt o meno antiscientifico d i quan t o n on possa apparire a chi l e cmornm1 con s uperficialit e ocrimo n1o Apparir quindi da questo esame mcompreruubile l'alloggiamento d 1 col oro che ul sono irrigiditi nei confronti del noutro razzismo. E.
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" dell'antico Egitto: Libico Egiziano, Ebreo Etiopico, Assiro, Sudanese r male, specialmente neU'attivU del cerveUo, e neU'uso e ne/.l'e m sione di questa attivit. Nessuno, neppure il monogonista pi.t m t'in to, potr affermare che vi sia eguaglianza. fra papua e chi. .<, fra fuegini e europei, fra negri d: Afri.ca a esquimesi. Le di,f re nze di colore neUa peUe, di struttura nei capelli di forma ne{ rmio e neUa tatlcia, di di.sposizio ne deUe membra di tutto il cor sono tali, che' l'eguaglianza nsica impossibile sostenerla; e differenze di atti.v!t cerebrale per le funzioni psichiche sono s ma.ni{este nei fetwmeni sociali, nei quali si esplicano, nelle iludini, neUe in ogni mod di. vivere, che anche i m ; s sibile affermare l'eguaglianza degli uominJ sott.o questo aspetto. tes te differenze psichiche divengono ancor pi evidenti, quando guardino dal loro svolgimento. Senza neppure voler esam;na re lo s v olgimet1to psichico dipenda da condizioni esterne o da in r iori, primitAve o secondarie, si guardi soltanto in quel che o/me nte, trover che fra le diverse razze umane differen s inw. Le razze di colore sono infinitamente inferiori aUe biau w ; le razze mongoliche, chinesie giapponesi hanno uno sviluppo ''r si a vvicina a queUo delle bianche europee; ma sono anche dif-'FIIIi da queste per molti aspetti. C )u este differenze varia natura ret1d0110 incompatibile il m o rli t'ivere di una gente ad un'alt1a; ch 11el modo di vivere s i r,ro un insieme di {etlOmetti fra loro convergenti, abitudini, re aU'ambiente fisico ed al sociale, eredit, plasti.cit caraf risti c a del gruppo umano, maggiore o minore, aU'adattameuto: llfO CO apporta differenze piti 0 mettO notevoli fra le razze e per .,, d iseguaglianze. Anche ammessa l'ori-gine comune di queste raz nmmessa l'unit della specie umana, nel faUo ogni gruppo ri ilta differente e diseguale. E in questo i gruppi umani. non sa hh ero dissimili. dalle specie animali, che pur avendo leggi gene d: che le governano, uniche, hanno parti.colari modi di vivere e luttmnenti speciali, che le rendono solo per questo differenti. (da G. Ser6i: Le de6enerazioni umane) conoscenze, qualcuno avrebbe ordi -nato i libri a seconda della grandezza, altri a seconda del contenuto, al tri ancora a seconda dell'edizione Cosi pure non mancata la divitra gli scienziati poligenisti co me Giuseppe Se,rgi e G Sera e quelli monogenist, come Vincenzo Giuffri daRuggier. Ma n poligenismo n monogenismo escludono l'esistenza di razze umane: ne spiegano soltan to l'origine in modo diffes:.ente. Ugualmente il secondo punto del Manifesto della Razza quello cio che riconosce l'esistenza di grandi razze e di piccole razze, cio di gruppi si stert\atici maggiori e di gruppi siste matici minori in seno all umanit non presentp alcuna con i .risultati della scienza antropo logica italiana. Tutti gli antropologi italiani hanno sempre riconosciuto come le grandi razze debbono essere divise in razze minori Gi Giuseppe Sergi era stato a questo riguardo molto esplicito La descrizioni che ci d della razza nor dica. di quella medite.rranea, di quella alpina, ecc possono ancora consi derarsi di viva attualit. Aggiunge remo anzi che alcune delle variet da lui messe in evidenza' portano oggi il suo nome nelle classificazioni t e desche La classificazione presentata dal Biasutti rSlcentemente una delle pill complete che si conoscano In essa non solo si distinguono grandi razze, come per esempio gli europoi di e i negroidi. ma anche delle pic cole razze come i nordidi i dina.ddi, i inediterranidi ecc ecc Il Biasutti pro cede pi avanti ancora distinguendo le pic:ole razze in sottorazze. Cosi egli distingue, per esempio, nei nor didi i teutonordidi, dai feunonordidi, ecc., ecc In altri termini egli d anch e importa;1za a quelle !arme che comu nemente sono conosciute come tipi locali Sul terzo punto del nostro Manife sto l'accordo ugualmente completo N ess uno degli antropologi italiani ha mai messo in dubbio che l concetto di razza sia un concetto puramente biologico l Dai di Paolo Manteg'azza ad oggi gli antropologi hanncb avuto sempre cura di evitare la confusion e tra il concetto di razza e quello di Popolo e di nazione Se noi l e ggiam o l'introduzione delle opere princi pali' di Giuseppe Sergi, di Vincenzo Giuf frida Ruggieri del Sera, del B i asutti e di quanti altri hanno scritto di an

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IL RAZZISMO E LA SCIENZA ITALIANA C he co a :intende di dire, .dal. vista dell.a biologia. quando 1 afferma che gl'mdi\'Jdut dt un determmato gru p. po naturale formano una razza? Es!enzialmente prima eli tutto i vuoi dire questo: che p41rtendo da essi, presi tutti in ieme o a uno per volta, e risalendo la serie dei loro an t enati diretti i deve arrivare a un nucleo pi o meno numeroL d individui; i quali sono da con iderarsi come progenitori comuni a tutti loro e solamente a loro. Per conseguenza, il concetto di ra1 za implica una serie ininterrotta di di cui ciascuna esi te in virt delle precedenti e produce la successiva nella ,;'' totalit. Ma ci non basta poich in tal caso l'intero momio org.1 nico potrebbe riguardarsi come una sola grande razza, e razze d ( : pari 'avrebbero a con iderare le classL i generi, le specie, 1 quanto rappresentano cicli pi o meno ampi di generazioni c o r tinue. Il nome di razza adunque si ril!ierva a particolari cicli g nerativi, e precisamente a quelli contenuti nel ciclo della s p cie. Allora concependo i quest'ultima come un insieme di inc vidui pi o meno simili tra tli loro, che sono o si possono ril nere di cesi da un ceppo unico primitivo. per una succession continua di famiglie possiamo definire la razza come un j , ieme d individui i quali si somigliano oltre che pei caratte r delle pecie a cui appartengono an.che per qualche altro caral tere. che li differenzia dal resto della specie ste988, e sono o possono ritenere discesi una variet (individuo o grupp d'individui) manifestato i in qut?ta pecie appunto con' quel c a rattere A distinguere perci gli individui, che f o r mano una raua. in mezzo a tutti quelli che formano la specie occorre il ricon09Cimenlo di qualche carattere non specific o eh essi e soltanto i abbiano in comune. Ma quali sono. i ca ratteri subspecifici che possono individuare una raua? Evideti temente bisogna cercarli oltanto nella categoria di quelli e h <

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, l.' IO:: o trasmissibili per eredit fisiologica con ba s tevole fermez c per noi diciamo che appartengono ad una stessa r.1zza gli i ividui e i gruppi d'individui i quali presentano in comune carattere che possa ritenersi aver contradldistinta in se no &Jlla r i e una variet. capace di conservar s i durante un seguito pi n cno lungo di generazioni. In particolare per restringerei al m o. noi diciamo che costitui s cono una ra:o:za quei popoli o P P i di popoli, i quali hanno in comune oltre i caratteri l a s pecie umana di cui son parte anche uno o pi a!tri ca tr ri. che noi sappiamo per esperienza essere durevolment e miss ibili per eredit dai genitori ai figli. . Sono principalmente le particolari forme del cranio e d el!.> eletro quelle che si.. debbono ricercare e as s umere per la d e 111inaz ione d'ogni razza umana, e anche del s uo grado gerar r o : vale a -dire che allorquando un gruppo d individui p re a la comunanza d'uno di questi caratteri s'ha diritto di mrt t cre tra di loro una specia le parentela; e prec i s am e nt.' par e ntela pi stretta di quella che comporla il gruppo ma g rl'. razza o specie da cui sono u sc iti come variet i loro c a tipiti. Naturalmente non s ono mai da gli altri r a ttrri, nei casi in cui torni possibile determinarli con s icu na. ma sempre in via subordinata; e il vantaggio c h' d e r i .,, all' a ntropologia e all'etnologia dall'affermazione di que s to 'nripio evidentemente grandissimo giacch, mentre i cara t di cui s i teneva unicamente conto una volta (colore delb t il' r deg li occhi colore e forma dei capelli ecc.), s i po ss on lrrr -;oltanto negli indivi-dui vivi. o morti da poco, o descritt i f'' altez za in qualche documentazione i caratteri o s teolo g i ci :' ;;ono ricono sce re pure negli individui morti da secoli, fuor 0gni umano ricordo. (da E. De Micheli: L'origine degli incloeuropei) G iuffridaRugger i al S era, dal Puc tion al Biasutti nessuno ha mai sostenutd che nella composizione ziale dell Italia siano entrate altre ze oltre le sopra ricorciate Che se po i volssimo chiamare ariani so ltant o i popoli parlanti lingue ariane, con un concetto quindi non pi razziale mo linguisto nessuno pu disconosce re che dal neolitico l'Italia sia abitata da genti parlanti lngue ariane e ndceuropee. Questo naturalmente non esclude che n ella lingua possano sussistere delle radici preari Nel qui nto punto affermavamo eh la composizione razziale dell 'Italia non era cambiata da almeno mille anni Anch e in questo punto esiste un accordo perfetto da parte d egli tu d iosi italiani. Se mai quest o punto st potrebbe ac..::u1are di mo d estia per ch in realt la stru ttura antropo l ogi ca dell Itali a non gran che mutata dal n e olitico ai n ostri giorr.i In ogni modo poi accertato eh d ... tO l 'i n vasio n e d ei Longobardi, l'Italia non ebbe a s ubir e al cuna altra zione' di popoli degna d i essere no tata dal punto di vista antropologico Chi volesse meglio approfondire questo problema e soprattutto con vincersi dell antichit e della pers s tenza d ell' elemento razziale in Italia non avr che co n s ultare l'opera del Pull Ma anche Giuseppe Sergi nei s uoi sc ritti s ulla popolazion e italiana ha molto insistito s ull a persis t e n za attraverso i secoli del suo substrato antropologico Veniamo ora a parlare d ella raz za italiana, te.rmin e che non pia ciuto a molti s tudio si. Natu ralment e il t ermine razza italiana non pu essere considerato alla s tessa stregua di quello di razza nordica di razza mediterranea, ecc ecc Non si tratta cio d i una razza antropoJo. gica in senso s tr e tto n t ermi n e raz za ital iana serve invece ad indica re il complesso razzial e d e lla popola z ione italiana cio non tanto l e va rianti originarie quanto la risultante di oggi Qualcuno potrebbe allora di re che razza italiana si non imo d i popolo italiano o di nazione ita liana La differenza per tra questi concett i sta dal punto di vista con eu' si guarda lo stesso f e nomeno Rctt za italiana e popolo italiano so no i n sostanza lo s te sso fenomeno. per vi s t o in un caso dal punto d i v ista b io log ico e dall'altro dal punto di v ista s tor ico linguistico Si sarebbe forse potuto usare un termine d i ver so, come ad esempio quello d 1
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IL RAZZISMO E LA SCIENZA ITALIANA 1 c ... ... -. ,,_, c tnJa propoelo dal Montand o n Ma q to t nn ine molto pi compren elv o D'altro porte, bisogno tenere pr nt eh prima del ro:z:zi5mo, il t nn n rauo ero a lato acarsamente tm oto do Il antropologi i n Italia e h od 1180 avevano preferito quello dt vari J.. SI vede quindi che ae noi 1mp1 h amo Il t nn ine d i variet n o r dica vonet mediterraneo c v ari t dlnarica . non c' nessuno abilit dt conftUJiono ollorch poi parlia m o di c roua italiano f cor a li rl lialci d Ilo rozza italia n son o a lat i abbastanza bene illu, trotl d l nOGtri tudlool. Ridolfo Li v t h raccolt o un complesso di doti mpr f o ndamentali o che potrann o r molto utilment uornanlomo ora il punto s ettimo In sno l off rmava la nec il che h I t a li a n i al proclamassero franca m nt raulaiJ. Era questo punto in conJr l o con quanto aveva affermo l o l a ci nzo I taliano fino o quel momento? A chi al occont ntass di uno r poet o a uperf ici ole polr mmo dire di o l Difatti in h allo ro mancato tutta qu Ilo fioritura dl opere sci ntHiche rozzi t eh lnv ce av va carolleriz wta la. e che ov va preparato lo v ia al razzismo ted sco Per, s amln amo la questione un po' pii) nte, pc.ossiamo di r eh olm n o l pll) vecchi degli an tropol ogi llolion l erano alali a modo l oro s lnt nde, d l razzisti Cosi. per m o Pao l o Mantegozzo si pu cons!d com un precursore del la mod rna lqi n ronlole e lo stes o Antonio Morro S noi poi ripen alom o o quanto scrisse Giuseppe rgl o proposi t o dello repressione d l d n roti dire che li fu un precursore assai radicale d Ua mod rna eugenlca Naturalmen i vecchi antropologi l t lioni s nlir o d i pi il problema uo n ico eh n o n qu Ilo coloniale o qu llo brolco uesto si comprende -l untasgio che offre la concezione monogenistica non soltanto negativo, valr a dire di eliminare tutte le fantasticherie senza base reale alle quali il poligenismo -pecialmente quello che il Morselli ha chiamato e>uhrapoligeni.smo -d carriera, ma anche positivo poich ci d una visione completa dell'ev o luzione delle diverse bran che umane dalfomogeMo all'eterogeMo. 1\on bisogna luciarsi impr ionare soverchiamtnte da certi che sembrano differenziamenti estremi di alcune ruze inferiori. In questi casi non i tratta di u n g ruppo umano, il quale per un rigoglioso sviluppo interiore ha portato molto avant i una data categoria di caratteri. distribuendoli variamente nei sottogruppi in cui si u d divide: qu te auddivisioni sono i dif/utnziarnenti vari. Si tratta invece di tutt'altr o una variet distaccata dal grande ceppo umano io condizioni geografiche eccezio nali, per cui invecchiata in silu senza progenie e ha assunto cem caratteri di V chiaia morfologica, che non sono da scambiare neanche con la robustezza scheletrica. come ad es. negli AWitraliani, il cui cheletro gracile in complesso. O si tratta d i un'altra variet umana i s olata, in cui un fatto abnorme, che altrove sarebbe scompar.,o enza progenie per la panmixia. ha potuto perpeluarsi, come la steatopigia e i l longininlillmo delle Boscimane: anche' qui manca il vero differenziamento in suddiri-ioni, anzi i ha la povert pi caratteristica. Sono pseudo-diffuenziarnenli. Quand u i acl.iuce la s tatura dei Pigmei per s o stenere che essi sono molto differenziati i incorre in un equivoco; poich la loro s tatura non pu essere un differenziamento -vale a dire una riduzione di variabilit, -se non ammettendo che essi f a revano part e di un gruppo pi vasto e pi omogeneo, -differenziatosi in alti e bassi prr quella variabilit c h' in ila all'omogeneit primordiale; e allora anche gli alti. supponiamo i Negri, ono per questo carattere ugualmente s pecializzati, e per tutti gl. altri caratteri lo sono molto di pi. Tanto meno pu -addursi il pigmeismo co' caratt e r e di diff erenziamento, quando i fa l 'ipotesi (Biasutti e alri ) che i l\,._ g rilli iano i progenitori dei Negri. poich in tal caso i i pigmeismo che diven1.1 il punto d i partenza per il differenziamento ulteriore: evidente che i pigmei afr i cani in tal ca o devono essere lati variabili almeno nella s tatura altrimenti rH> avrebbero dato origine agli alti Dal carattere della s tatura quindi non c' da cor. elude r e nul:a: e dagli altri caratteri per quanto i Pigmei africani siano ancora ins ufficientemente cono ciuti, embra tuttavia che si possa gi arguire 3alle u l : m ricerch e Czekanow ki, Poutrin ) una variabilit notevolis ima; m r t tre i Negri ono molto pi avanti nella via dei differenziamenti interiori ( v a l n dire entro il gruppo), meno peraltro che i Gialli e molto meno che i Bianc h Di quel!l e due grandi !formazioni, volendo precis are meglio e tralasciando perr ;,_ i collegamenti che po ono avere con altri gruppi -si pu dire che i Leucoderm ono i pi differenziati e i Xantodermi i pi special.izzati (ci non pu dipendere e h dalle condizioni molto diverse in cui si d formazioni arcimorfe) intendendo che le due parole cdtfferenztall, e c spectahzzall n o n siano i non ime. come ordinariamente s i u sa. Col primo termine vorrei dire: m o : teplicit di rami a caratteri ben distinti cos che le divergenze interiori tendono a s verchiare i caratt eri comuni; col secondo termine significherei al contrario: l'om gene.it (secondaria! ) di un ramo terminale in cui i caratteri specifici vrr hiano l e tlivergenze interiori. La nola dottrina della c non pecialixzazione di Cope c the law of the unspeci ; li d ,, dice che i rami pervenuti a una certa specializzazione di truttura non potrei bero variare in una direzione molto rufferente da quella che hanno gi preso. Doli ali limituione dello sviluppo ha aggiunto l'irrevocabilit o come si dice, c irreve , ondo la ua definizione: c le developpement procde par bonds est irr et limit : vuoi rure che un ramo una volta entrato in una via di speciali. xuionr d t erminata non pu in alcun caso ritornare indietro sul cammino per c or.o R o a ha !piegato il meccanismo -di questa ortogenesi con la riduzione progressi' della variabilit Ed questa ridm :ione che d l'omogeneit 3tcondaria. econdaria dei g randi rami terminali dunque da tenere ben t1 tinta da quella omogeneit primaria che abbiamo suppo lo ricca di potenzialit e,. uti in diraioni: le quali infatti s i intravedono nelle forme pi basse tu! tora viventi ( -ebbene oramai molto lontane dallo stato primordiale), e s i espando n tr ionfalmente nei tipi pi evoluti delle _ingole direzioni. Peraltro l'ortogenesi fond.

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che presiede a tutti questi sviluppi rende tali direzioni in ulma anali s i piut :'IO parallele che veramente divergenti. I l Rosa prendendo ultimamente le mosse dalla tesi gi s ostenuta dal Nageli e 1ri. ha detto in un suo luminoso discor so: ... non po ssiamo respingere senz' altro l' ipo -i che anche l evoluzione storica o filogenitrice possa avvenire in tal modo per cause 1 e rne. intesa l'asserzione in questo senso che i fattori esterni, dei quali tuttavia non s i l a cooperazione, non abbiano bisogno di cambiare perch 1 'ev oluzione avvenga 1 i a mando c: idiopla s ma specifico :. quei! a s o s tanza caratteristica di ogni in g oia s p e la quale s i trova gi presente nella cellula germinale, noi diremo dunque questo : ,. r eage ndo con un ambiente (cio con un complesso di fattori esterni) un idiopla> 3 .4 s i cambia nella serie dei tempi in un idiopla s ma B il quale reagis ce ancora allo -; o ambiente anche immutato, trasformandosi in un terzo rdioplasma c e c o s di cu ito. s inch un'ulteriore modificazione non s ia possibile. Una s imile evoluzione dev e 1 u ralmente andare da) semplice al comples so; cos le cellule germinali n e lla seri e t e mpi producono organismi sempre pi complicati. Cos na sc e la cosidetta t endenza p e rfeziorwmento che non ha nulla di misti c o perch per perfezionamento s i int e nd e ."o una maggiore complessivit che pu sempre essere o non essere adatta . e ne traggono dal Ro s a medesimo diverse conseguenze: 1 ) che l ambient e non potr > che una s pecie si evolva in una piuttosto che in un altra direzione o che essa c e e di produrre certe nuove specie ne produca certe altre ; 2) che s i ha la mass ima > b a bilit che ogni nuovo carattere che appaia (mos trando s i esso tosto o tardi in l i g l'individui della specie e s u tutta l'area da essa occupata ) trovi un ambiente nel .de esso sia perfettamente adatto ; 3) che le variazioni non avvengono in qua s i tutte l e l'z ioni come ammettono ancora i selezioni sti: invece ogni nuovo carattere e sendo t forma, pi d.ifferenziata di un carattere anteriore che nella sua forma pi indiffe t e s i era gi dirmstrato compatibile coll'esistenza della s pecie-madre ne viene che 1ualche ambiente pi specializzato esso s ar utile ad una delle s pecie-figlie; e l t e altre conclusioni che tralascio. Accenno s oltanto alla felice s pie g azione mediante t differenza originaria nella potenzialit filogenetica del fatto che qua s i tutti i g ruppi -di animali e di vegetali s i mos trano s uddivi s i fin base in du e sot!ruppi.. di cui uno raggiunge una elevatezza molto maggiore dell 'a ltro Abbiam o tmpio nei Primati. in cui gli Antropoidi e l'Uomo hanno mos trato di po sse dere i diffe rente potenzialit evolutiva ; ma, in piccolo credo altres che ci s i verifichi: l l' variet umane nelle s pecie elementari che s i s arebbero originate, gius ta la defi> o n e dell 'o logenesi da tutti gl'indi vidui della s p ec i e madre. l uesta la pi bella ri s po s ta a chi ha trovato irrazional e e antisci e ntifico ( s e ba e acc umulare le ingiurie per avere ragione! ) l'ammettere che uno stes s o s ottotipo il cosidetto caucasico, o poco diver s o po s s a essersi originato in vari punti del l o. i n Europa, nella Nuova Zelanda a Y eso qua e l nel Nord-America com e io a m me.-;s o. per ovviare alle s olite migra lioni (c he ri algono .!Il Dc Qua lr c f ages) 11 11 ramo frammezzo a molti altri c o s ic ch veramente c on un miracolo s i s arebbe u t o s a lvare dalla panmixia. Soltanto 'a ori gine di que sta s peciP.-madr e n o n pu r(' lat a c o s mopolita: se s i pu amm ettere che e s s a abbia occ upato in principio una 'a r e a ad e s la Malesia (o l'Afri ca centrale, come voleva il Oarwinl. anche l' o lo . i ;;i con c i : ia col mono ge ni smo. il Ylor s e lli che per la s ua vasta coltura e il f e lice equilibrio p s i chico non p e rde 1 d i i sta i fatti per correre dietro all e teorie avventuro s e e in cui tra sp are il bluff hanno il qualifi c ativo c: verbluffend:. c h e noi non abbiamo l d un'o t -3 ragione per cui le prime variet d e l ge nere Homo devono ess e r e so rt e c: vicinis-: 1 1 l'una all a 1 tra :., la quale nes s un naturali s ta potrebbe tra curare c: Dalla non ;rn uta piena se parazione egli dice. d egli Ominidi in g ruppi molto diff e r e n z iali e nndi tra loro s i pu arguire una relati v a ristre ttezza d e l centro geografic o di for' tione. il che permetteva le unioni mis t e obbli g ando g l'individui app e na variati n utanti. noi di c iamo ) ad unir s i con a ltri co nservanti la forma originaria Coll'e s pan negli Ominidi per mi g razione s u territori diver s i i ebbe pi t ardi quell i s ola. i n 'paziale c he v alse a perfezionar e i singoli tipi e a renderli tabili almeno nei tftPri di tintivi di prima formazion e v ieppi consolidati dall'eredit enza c h e per ,.,,i perdes! ero e una moderata modifi c abilit m esolog ica e la mutua fecon dit ,' :.. (da V. Giuffricla Ruggieri: L'uomo attuale) facilmente se s pensa all'epoca i n cui vissero e alle condizioni in cui s trovava l'Itala. Il problema razziale del meticciato s imposto solo con l'Impero, Per quanto poi riguarda gli ebrei s tratta di un problema ignoto nell'Italia lberale. Arriviamo cosi all' otttrvo punto del Manifesto. In questo punto s affe r mava la necessit d stablre una molto netta tra i mediterranei d 'Europa e l e popolazioni orientali e africane. Anche questo punto era in realt molto meno in contrasto con i dati dell a scienza italiana di quanto non potesse sembmre a prima vista. Lo stesso Giuseppe Serg autore d ella teoria della stirpe mediterranea, aveva dil'tinto n e l libro Homnidae i mediterranei d 'Europa dalle razze orient a l i e afri cane. Questa distinzione ancora pi netta ip altri autori. Si confront i ad esempio la recente classificazio ne d e l Biasutt, che molto esplici t a a ques to .riguardo. Il nono punto relativo alla ndividuazione dell'elemento ebraico in Itala era suffragato da un importan t e contributo scientifico da part e di Lvio L vi. N ell'opera Gli ebrei alla luce d e lla statistica, il Livi a veva nettame nt e di s tint o questi dalla po polazio n e italiana. Arriviamo cosi al decimo e ultim o punto del Manifesio: quello r e l a t iv o al m e ticciato Orbene s e in Italia v i erano degli studiosi che avev a n o trar scurato tale problema, altri v e n e erano c h e lo avevano studiato accuratame nt e additandone il rimedio. Ricordiamo cosi, tra gli antropo logi il Cipriani e tra i biologi l o Zavatta ri, il Ghigi, il Donaggio e nume ro s i altri. Da quanto siamo venuti e sponetldo, appare evid e nt e che nessuno dei punti del Manifes to era in s o s tanza antiscientifico o addirittura in contrasto con l'insegnamento ufficiale italiano. Sarebbe stato dunque logico Ot spettarsi un diverso atteggiamento da parte di coloro che si sono occu pat di esso. Per carit di patria sarebbe stato molto pi opportuno v e dere i n che cosa il Manifest o coinci d eva con la 'scienza Italiana anzich i n cosa ne differiva. Purtroppo per ai critici manc l a necessaria serenit di giudizio. Di questo Rtato di cos e profittarono lar gamente gli ebrei e gli antirazzisti. GUIDO LANDRA

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/tali t il nome sotw il quale comprendonsi, nei tempi iswrici dell'antichil., le stirpi a/Jini tra loro e coi Romani. le quali tenn ero il centro e il mezzocl. della penisola A p penninico. E sebbene tal nome non siosi esteso che tardi a codeste stirpi, e cw' quando design la uni.liJ politica di esse nell'ultima resistenza contro Roma, pur lo si usa r ijerito oltre che al pi:riodo della loro conqttista della p e n isola anche a quello preetnico: al periodo preistorico cio delle migrazwni quando il popolo sostava ancora nella volle del Danubio o nell e convalli delle Alpi. ftalica quindi dicesi la lingua, ramo del ceppo indoeuropeo, che tiene il posto Jra i rami celtico e g reco; e italici gli idiomi differ e n ziatisi da quella prima, parlati r i s(l'l titiQmtnte dai diversi gruppi d ella gente nelle sue sedi italiche: l numerosi popol i dr/liJ 1tir p e italica ricordatici dalla swria., sono, nell'ordine geografi-co che non possiamo dirr se riJponda probabilmente o no all'ordine antico della immigrazJne, elencati da D i segno schemal i co dalla distribuzione degli lndoeuropei

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r a bone e Tolomeo quando gi assestati nelle rispettive sedi e nei rapporti civili e f i tici colla egemone Roma, avevano ormai acquistqta la coscien z a della comune ori .aria e r e dit etnica. Quando cio, i metanasti arii a mez zod. delle Alpi avevano com r 1 t o il ciclo mille nar e delle evo luzioni singole nella va.riet. d e lle contingenze geoa fic he e delle mescolanze antropologiche . 1 toglie r l'equivo c o del nome e far ragione ai reali elementi costitutori della na ''"' useremo una di quelle espressioni come l e combinarono per d e finizione etnogra a g li antichi e cio col composto Ario-italici i due termini onde si inizia ed ooo c hiude la fase di formazione della nazione che si dir quindinnan zi tutta e sola d i ca. EUROPIDI Norc/Jdi = ] "O<#r. J/1-t:k Bt!rlu ridi ] Al,-{da Pull: Italia Genti e favelle) umane i n

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La unit C!)ritiQuit dell rompono per succedersi d i pre-romane, di alcune d PIIt s cono come la 'rama sull" suto delle forme evol wnti nella sua opera millen art !aio del tempo e intesso all' ha soste n riposo. Per visa in fasi, e il libro i continuit della mate 1 a nei tempi pi remoti 111 l 1 brano, e furono ritenul:'. l P glottologica, o le pi i n t gica, si rivelano quali t 1 i tela perpetua.

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t' t:. Ile italiche non si intertr;J : i eazioni etniche. Le lingue t P ttnodati gli stami, costituiutrecciando le fila. nel tes t t : Il genio della lingua pu n l o operoso al ronza'nte tetrt sua veste. E ropera non. a l narrazione storica va dillt .;u ssiste una soluzione di o dato affissare l'occhio ogni filo; e quelle che sem a n escenti fibre della realt tli realt antropolon tegmina conduttori della l/: Italia -Genti e fauelle)

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LTI Ma. o .. --. in

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-S11Dt17/..9 f :-:-:-j 81.0-82.9 75.0-"Af.9 D 81.0-IU. S -77.0-78.9 r:::::...-::1 85.0-8$.9 .... 7!1.0-8119 .... 810 ept) .. ... ....

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o Mn v oefio parla re d i a ltri p>poli. ma dd nm t r d i qudlo che av vi ne fra 1101 m l taha ; e dico chia rarm-ntt t fra namcnt c che f i oora mm s'i nund c il pr obltm t ( J U!IIch frate lattll ; g'Ji t n d t p m fcuuJO l t 11Jn11 i n t r alciati da rnn11 nnt h IOJ:11mhn m ntr u omtni C!ntll Olt 11 Jit J lrflfC'tWIOI lllln 1 J i 1111 Olt l lttr Il\ l t J'a l f l IO J:rCCII r UIJ mtn, i nutth utmt c fl"d n t i \lm t ,n n fiUllt cl Il ntth Ila vit a ,.,i purr 11nrt 1 tim n n p11i d i quelli In c t d1 nm n t iHC i l nn m m delle 1111l r d hc, Ctr 1 , \'ti a c o l 10 ul h r r rtc l'i\hlln nl lamru. che per rrln lll lflllr df1ca 1 111101. M \llrrctl' odrh fa r c l e vo t rt ttll dr n rr ntiiVI c h r c con r \ cr1 q u : d llllil cJciJt' IJtlt\Uifllll t Vtch CIIIIIC O li O Jc JCUOk classic he, fatel o pure; PfTO &te i non s:a una burla lo studio dd c' icismo lat i c greco c non c i sia l 'a p parcnza IOiunto dd) educazione das ica; f ate che l serio s'i nsegnino c si com p rmdano l e l i ngue d i Tacito c di Ari fane; e q u u scuola sia PfT color o che hanM tempo e a gio di dedicar i ag l i tud i del pa to. M a il gran nume r o delle l e ia pel popolo, per la gran m assa dtl popolo c h e ha biJOgOO d i educa rsi, c Mn compr e nda sol o l'istruzi ne, ma atlc hc: l'arte il lavoro c h e deve e s sere utile ;. t utte l e t istenzc ; s i a di scuola educa t ric e di m ente di cuor e c di a tti v i t d i ogn i g cllCTc. Oiminuirete cosi i mali sociah, t i deboli sop r avv issuti i raH o rzc. r a nno e potrann o c o ntinuar e l e nuo v e l nw: JM:F l a v : t a e nza mani festa re gli e[. f ettl d c g e nera t i\i. avret e a pert a la via per l a n gc:nerazi o ne. E cap i t ali im c po d i ogn i scu o l a ia J'c:duc.u i n e del c a r t tcrc, da cui tutta l a condott a uman a d ipende; fonifi c arl O \ t trova i vacillante c r e arl o ove a ncor h n o n i te:. d i rig rrlo ovc manca la guida. e n n n i tti enc l'ed ucazio n e d e l cara t ere, n 11n i otte rr n ulla da ogni scuola c d n o g n i i t ituzi rme: c tutti i mezz i tutt.c le vie, tutt e le attivit:i devon o c ser e ro l pena l'impo ibilit del miglior a mento ocialc e d ella razza s anzion e l er rihtlc la d egen e r azione di ogni sorta c multi f nrmc. Ma i l problema ulla rigenc razion c d uplice, impedir e l'aumento dei degener a ti. c diminu ire f a r parire i degen e r a t i c i t e nti. ( u a l i m ezzi ccondo a me J>are, ieno dlicaci a impe d ire la produzion e dci degen erati, h o detto sopra c in m a i m a : nccc a rio ora che i o dic a com e i c.Jegen crati c i tent i po ano es ere dimi nuiti l' non dicno nuove c.Ji cende nze d e er i i n f e r i ori Qui ncccs a r i c h e s i facci a n o d i tin x ioni ulla natu r c.Jella degen eraz i o n e : o n o c i paui c alt r i incapac i a gover n ar i a l imentar i per d efo rmit fi i che o p r m n l ttic, allo r a p e r co t o r o la s o cictil :wd q u e i rigu. r d i po ibili, perc h l'in bilitI di tal i i nfelici n o n h a alcun r i rn dio: m, i degener ati sono crim i n a li. mendicanti pro fes ionnli. vagabo ndi. par a i t i di ogn i rta, i l tratta m e n t o er o co tor o d ev' c ere duro, C \ c r o n ai. l c i p rimi po n o e erv i leggi p ro t cttrici, pu c er c i tnr i l'altru m o uma n o come \ ilupp.'lto n elle n o tr e ocict ch i li. pei cc ndi l e leggi de\' o n o c ere n olutamt11tc reprc ivc e l a filantropia d eve t cer e Il mio l ctl ore q u i i m e raviglier d i q u c t e m i e paro l e c for c c reded c h e i o m i c n t r addic. : h b ietteril: credi tu i delinqu n t i i m e ndicanti pro f c i o nali c para iti, flO sa n c e r e re pon bih della l o r o con d i zione i nf e rior e quan d o ti m tri co c rud ele v e rSI) di l oro? c se non n o r esponsabili, per c h n o n t ratt nrli mc g l i a ltr i d ege nera ti? &:co: gl'inabi l i al l a\' ro n n po n o d\ c n t r e bili in qualunque m odo; i d c lmq u enti e i hanno delle ener E cc o u n u p io lr Ilo d elle ord e h l' nhr ch l ere a propr i e g ic att e ad essere util i zzate sia pure che quc t e energie v engano adoperate come qul'lle di ammali interiori; i malhti sono nocivi in minima parte alla convivenz a d o v endo vivere a spese pubbliche ma gli altri sono nocivi in ogni maniera. Ed an cora pi: l a protezione dcgl'inab i li no11 aumenta il l oro numero, la protezione d c i v a g abondi, c simili. l'aum e nta smi urat a mcnte, pcrch: l a loro condotta dipenden do da COI !dizioni organich e e psichichc st c omun!<:a agli a ltr i individui deboli della societ e que ti protetti i abbandonan o n ell'i n e r zia c n e l male. E : :bbiamo vedut o che anch offren d o i m e z z i di la, oro i mendicanti e i vaga bondi abili non hann o accettato. fen m c n o che i ripe t uto in ogni tempo. La filantr opia che in qualunque modo ha tcn lat o d i alleviare i mali di questi disgr a ziati n o n ha f ntt che aume ntarne i l n u m e r o abituando al parassitismo dei con \ cnti, d elle largizioni principesche dei o vrani, dci comuni, dello stato gener a z i o n i intere di fannulloni. Se dai secoli pr i mitivi s i fos c s empre protetta la razza di para s iti di ogni tipo oggi il numero l o r o ar ebbc stato enorme avrebbe supc rat o di molto quello d j coloro che lavo Ha diminuito questa schiera per nicio a di degenerati i l trattamen o s v e r o c s p c o crudele la viol enza adoper a t a c n t ro le lor o as ociazioni colla co tr i z i onc al lavoro che l oro s i o ffriva cb ben e p c o inutilmente c i secoli pa:s a t i f inanco la morte o i l carcere t a o m i nacciat c con tal e repressione ta il numer o realment e diminuito Le e nergie orgmiche degli abili al l a vor o d i d e linquenti. d i vagabondi. d i men.

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ltcanti pro fessionali, possono essere ado. cr a te a utilit loro medesima: devono n angiare se non vogliono J:llOrire di fame, irYOnO essere posti a) riparo, a dormire, -e n o n vogliono buttarsi come i cani J>Cr :; i a ngoli delle vie. Ebbene si costringan lavorare per guadagnarsi il pane che e il tetto che si offre loro; non j piegheranno lasciati in libert a sim'lc :rmdiz ione, si costringano rinchiude ndoli si deportino jn isole deserte ove, se non n gliono perire, saranno costretti dai bi naturali a procacciarsi il vitto ed : >struirsi il -tetto. I bisogni natu' rali, che > rta no con loro una sanzione terribile. stringono al lavoro uomini e bcst'e !tta lunquc sia la natura c il valore di quc t o lavoro. Dei resto questi fannulloni >no nature inferiori, e si trattino. secon la loro natura, si costringano com e il e il cavallo al carro o all'aratro, poi h essi non hanno pi i sentimenti della ro p ria personalit e della propria digni i sentimenti della loro natura umana. :\on' la societ di chi lavora c di chi "lt;! per l'esistenza che sia costretta a irrHeggcre coloro che sono buoni a nu'la .,Jontariamente, pr loro natura in fcr' o re h c n o n s i piega a guadagnare il pane: ,. vogliooo continuare a vivere, s e l a la vita, e poich volontaria > e n te non sono atti, si cos tringano, poih hanno muscoli bu.oni, si comandino i ro muscoli, come si comandano i mu deg l i animali domestici. La filantropia non dev'essere cieca, non e trattar e indifferentemente gl inabil i l a vo r o ed i fannulloni con muscoli calata, se vuole essere utile alla c o nvi-vena. ed agl'individui che la compongo n o. Se per eccesso d sentmentalismo s devono proteggere i poltroni, i vagabondi che all'occasione diventano delinquenti, i mendicanti professionali, criminali quando occorre, i mai social i non avranno li miti; e pare che ci sia questa tendem:a dannosa, perch s pesso s vede pi protetto chi degenerato, l'inferiore, che il sano, l'abile che l el emento costituente la societ con tutti i suoi attributi d1 attiviti e di cooperazione. E' l'el emento sano, invec e, che bisogna proteggere c so stenere, perch non degeneri, perch non cada nell'inferiorit, e proteggerlo anche contro gl'inferiori che l'infestano c l o disturbano. Non il male che bisogna proteggere, m a il bene. ci che sa no; il male bisogna eliminarlo risolutamente, quando si pu diminuirlo con ogni sforzo, anche coll'app;:renza di crudelt. E' inut ile sperare dalle pen e c he i sia correz i o ne nei ladri professi o nali, n ei va gabondi e nei mendicanti abili al lavoro; un'illusione di coloro che c.-ed ono a n cora all'efficacia delle pene su gl'indivi dui che hanno perduto ogni sentimento di personale dignit, c disfatto il carattere. com un' illusione la speranza di r ia bili tazione di siffatti Non per pena che s'inculca la violenza e la costri zione al lavoro verso i degenerati fannul loni, null'affatto; ma come un tra Ha men to necessario per ottenere dai loro m ede simi muscoli t1 pane che devono mangiare . La pena, secondo il concetto del d e linquente e del di ogni s pcciec com e ho esposto, non ha alcun significato; io vorrei che venisse cancellata que sta. espressione che ha perduto il suo valon: primitivo; non per pena che i o v orrc: rinchiuso il delinquente, o condannato a i lavori, ma perch sia tolto aUa societ a sicurezza degli altri, e perch guadag ni quel che lo alimenta,-sgravando la societ. Ma con altra misura, forse dura, si do vrebbe impedire il matrimonio ai rati, ed evitare ogni pericolo di di s cen denza illegittima, per non perpetuare l a degenerazione e aumentarla con una di scendenza che ne accumule rebbe i carat teri in estcnsioJJe' cd intesit, secondo que!lo che ho nota to parlando dei crimi nali Qui i l lettore trover che io ecceda nel le mrsure p e r diminuire la degenerazione, e non ha certamente errato. lo, in somma, i nvoco per una: serie di anni, una repres sione v iolenta dei degenerati, quali sono i criminali, i vagabondi, i mendicanti pro f e s sio nali i parassiti, insomma, abili al lavoro, ma pernicios i c p e ricolo s i alla so c iet; perci: costrizione al lavoro, o al l'aperto, liberamente, o in luoghi appositi, come di rinchiusi, di obbligati al lavoro, da cui dovre bber o ripetere la loro s u ssi s t enza e l e loro vestimenta; po ss ibilmente deponazione i n isole deserte per obbligare i deportati a lavorare, se vog. liono vi vere; impedimento, finch questi degene r ati r estino i n patria, a dare disce nden za, affinch i mal i muoiano n loro e n o n Ed ecco un altro ancor piu si gnificativo rappresentante della civilt.lt britanniu i n armi passino per trista erediti ai loro nati Nel tempo stesso che s.i mettes ero in pratica mi re cos violente, s dovrc hhe procedere ad applicare il sistenm educa t i vo superiormente accennato, al lavoro e della condotta, t con pari energia ed alacrit. Cos l da un lnto vi arebbc una diminuzio ne reale dei degen erati pe rico!osi dall'altro la nuova gcneruicm< : r-ccv-erebbc una direzio n e per la qual e il numero degl 'inferiori scemare Qut>sta S\'\rebbe una eh.-.t!one a rt i ficia le la qual e. in gran parte, completcrchhc la naturale. Per questa, co m m os trai. ci so n o i sopravviventi deboli, c o n caratteri d 'inferiorit e co n adattamento anche inferiore, pcl quale vivo no c sopravvivono; per la sdcz i o nc artifi ciale s i avrebbe la m assima elimin:uionc degl'inferiori e l a minima s opravvvc. n l A dei debol i nell a lotta J)Cr l 'es i s t e n z a Tut ta l a s tori a so iale umana. ndlc s ue vnri c epoche m ostra chiara m e nte c he vi stata una sele1.i o n c artificiale, pi o m e n o i n comple-tam e nte; e n za di essa il numero degl in fcriori sarebbe enorme m n te maggiore di quello che c "iste; m a tata uni laterale, perch s i manife lata princi palmen te n e lle fonnc rcpressive. vi stato in ogni popolo civile un s i ste ma ed u cativo, questo n o n ha avuto l o s copo di retto d migliora re l a ra1.za nei s u o i le menti pi deboli, ma quello di perfl! z i .. n urc coforo ch e gi erano forti. ggi n o i dobbiamo tendere con tutt l e fon: e a compiere l a selezion e arti fidale cQi du me zz i ene rgici repre s i o n c cd educuionc, e n za di essa n n riusciremo a mi g liora r e la raZ7.a. La s e le z i o n e artificiale l a rignera z i n e (da G. Srwi L tlwnraaioni uman)

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l.a piu rtttnl t e anche la mi! liore dtKrniont della rtJUJJ ml'diturantu o !rfetliurranidt t iUta dtlinata da E. von Eick tetlt e pOHia.mo riprodurl a quui inlt!ralmtnlt c l Medittr rant-i, nel loro inAit!mt, COtituilicono la pi delicata ed ecJ anchr. la pi f ortemtnlt pigmentata delle raue europee. Le ( lillt:"Llt liOno piu regolari ed armonio..e che non itno r iti or dit i ; la corporatura pur con .UIUrl minore. e nella t propor zinnata. non tozu com' nella ruu Alpina ; i grandi t b rii lanti lll: r h i nt r i al v o :ro una vivace. c L a II'JIIta lunga e trett a pi che non ia attualmente nei Nonlic i m a l'indi c e cd'a lir.o non d.i, di regola, nlori molto 1 .-ai a eau a ddl a ( orma arrotondata dell'occipite Anche il v i.u trl!lln, mode llato, di regolarment e ova J,., p t.-o tolliglia t o vtr 11 i l hu o Il n.uo alto nel dorJO e ConledrnA della provlnc di Murcie, in Spagna (Solto) : Tre re gurt d i P ianA del Ortci

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ottile. ma senza le forme trem che in qu to en o esso a urne nei Nordici o nei Dinarici I pomelli sono pic c oli e sti rati all'indietro: le labbra pi piene che n Ile altr ra n e euro pee il mento solido e forte c I caratteri sessuali secondari ono molto accentuati e s i vi luppano precocemente:.. A questa descrizione, che riflette il tipo oompl es ivo e un po a tratto di tutta la cerchia razziale mediterranea oc orre a g g iun g ere la-menzione delle variet pi evidenti. La dis tinzione pi comune fra il tipo a piccola statura (ibero-insulare del D enil.:er) e il tipo a s tatura pi alta ( atlanto Jneiterranco D c n.iker ) Talune piI r ec enti pre c isazioni s naler e bb e ro n e l se c ondo una certa rozzezza o robu ticit o ss a mentre n e l primo s i a c centuerebbero i caratteri di finez z a e di gracilit. (da R. BIASUTTI-e popoli della terra)

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Le dijjNt'nu tra Cri11iani c d Ebrei prr indiu ujal ico ,. 1pecialnu:ntP P"' colort desii occhi, colon : r forma dti capelli, ,. llatura, Jon o rccc:ionalmtn l t forti t p tr siuntu 11o n "' t ncuuna concomiton: D di v a -riaz ioni tra popolazioni crilti!lnt ,. co[u. n,,. iuuelitichr /'rr quanto l t colonie ,.. braicllr NordOrientali abbiano una pro por:iallr di tipi biondi Jupuiorc a q u e ll a lir 1i rinviene nelle colonie del{ Europa r,c idrnlalc r dtl ud, la concomitanza di variazioni COli lr popolaz ioni cru ltant nun ;. ciii' apprmntr. Nelle VaJic rrsioni abitalr da T tdt chi t da lavi, Ifa i CriJtiuni il tipo bumdo fif.ura in proporzioni diwfliuimr r a/trj IJUiorj avevano (,t : nnicamente n otaio che la p,.,cenlualr pt'i tipi biondi f.brt'i tra meno srandr ndl c pruvinrir trdr&rh,. dd ord, dov r la p u indi6cna avrva la pi alta pro pM:ioa,. di biondi. c chr al contrario. i t ipi biondi /Jraeliti nano pi frt:qutnli in Gal i :ia r Bucovina dov la popola:iont rri&IJIIa t di col orit o pi Jruro. A pro po itr1 di qur&to cau dltrr antropolosiro J r dimaJirato anche. e h la non forlr te tldnn:a d ; l.'hrei biondi n e ll e re&ioni rw 1(1-lrdelcA e n o n pu Jpie&rmi con infiltra :ionc J j ruiJnO t t: pcrciJt i tipi biondi Ebni Jono pi diJ tmili per aJ. lri carotieri 1omru;ci dai tipi biondi C r i IOIIi. cht non la compl cuioo popola: .ion,. dalla complmioo popolozion c uul iaM: per &iunla i tipi bondi Ebrei u Jmbratto attCOra pi s piccoJt 141ulll' proprie dt&li / .,a,.lili l n qualunqur &ruppo do m c ronJidcraw l!li biondi prruenino risptllo ai corre Uttionari di allro colore l e medcJime 11 cil>f uttdono od una cd hoAno s141ura pi bo.s.sc e tope ll i pi ricc.li.. QutJIO ./tl o sul qu.:J h di wi.slo dimoJira la unicit d e l t ipo biondo Ira &li lsr!l4'1ili r p!I &dlar t un poco di t 'ende eiiicM d4 l! i nel ri o onffihlllt allo loro Jilpersiont. Almo proc ho oJdoUo dirCU.melllc in 1(110 dello mJ ipolesi : oMilauo la tJ t obiliui che &li Ebrei lltOIIi/1!314 M 1' r inJic-.-C'/alico r per lolaro.. mi.llionr t' / e .st414, t Ji doL!rcbM-o otrt indi i di c tiobiliiG molto forti e in &enere superiot i a que ll i dtll c popola:oni tra cui vivon o l n vece si verifica il /t nomeno opposto. Gli Ebrei inollrt, nei paesi nei quali hanno raggiunto la compl tla parifica=i.ont giuridica e godon o d i soddisfacenti condi :i oni cconomich t, hanno tn4nif tslllto un crct: ionalt incr e m ento n e lla slatura. l n capo ad una o due generazioni, gli Ebrei di Amvico t di Ing hilt erra provtnienti dalla Ru.uia t gli s t w i Ebrei d' lwlia hanno a1uto un aumento in alw..:a di qualc h e untimetro. l doti che no ricalillto p t r l'Italia mi hanno p trmmo di affer mare c h t queJto eccezionale incremento dovuto principalmcnl t alla azione di una caus a di ord i n e biolosico che rapidamente rnJ c a ricondurre un gruppo di popola ziont' o quel tipo organico proprio d ella r m a rui appartiene, quando questo tipo sia stato lrOJformato da secolari p e rJecu t.ioni f' evidente c h e q _'iesto fen o m e n o nort si sarebbr IH!ri/icat o 1e fosse avvenuta n t l corJo di quts ti ultimi secoli una com plela mistio n t con l e popolazioni cristiane. /.o 1 tudio dt!lle poto/agi c h e conferm4 per altra vio que.sta joruk. tissima ipotesi. Se vero che IUUt k carat. teristichc patologiche degli l sroeliti 10no doi!Uit alfazimre della trtditoriet, ralfor zalll dove pw dove meno dalla p>nSilngui neit, ne deriva che proprio in queste u / time generazioni (cht sono appunto quelle pi sr-spetlc di frammischiamento) il flu so di sangue cristitJM tra gli lsraeliti d m essere stato assai esiguo. Nonoslanle l o scarsit dci dati slatistici la ooncordan:a di tuJti questi elementi conferisce alla ipo lesi da mc sostenuta un eccezioiUJle volo re; l'opinione contraria urla invece contr r uno serie di ostacoli inJormontobili. A sostegno della individualit etnica d r gli l sraeliti si pu invece dare per via tistica una.convincente prova esaminand o le differen;c antropologiche che pDJsan o tra colanJ e colonia, confrontandol e co" le diversit che si riscontrano tra i divwi gruppi di popouioni alle quali si attri buiJcc qucsla individuolit etnica. ConJideriamo per esempio il colare c/, i capelli e degli occhi, per le quali caro teristiche antropologiche sono staU notu Tipi d i giude i del Govemelorelo d i Polonia

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t r a l e diverse colonie israelitich{! l e TTUJg differenze. O rb e n{!, le d iv ersit n e lla deeli indit idui a cap e llo bmdo e d egli in ./iv i du i ad occhi c hiari riscontrate in q ue 1/a o in queUa comW. ebraica os c illan o n t r o un limile inferwre o di poco sup e rior e a quello che s i ve rifica per altr e p o pola:.ioni estreTTUJmenLe unite dal punLo ,f i si.a e tnico L e osse r v azioni compiute dal B eddoe s u di t ; e r si gruppi di C e lti d ell' Irlanda (l i m i t o p e r gli Ebrei e per i C e lti il con i ronto tra le sol e proporzioni ri c a m t e p i d i 100 oss e rvazioni ) hanno dimos trat o c he frequ e n z a mininta dei biondi d el quella mas s inta d e l 23 4 / o ; p e r gli Ebrei la fr e quenza minima 6.9 / o que lla m assiTTUJ 26.2 /o. E per il colore d e gli oc, h i i r is ultat i sarebbero i s e guenti: Celt i 1 d occ hi c hiari frequenza minima 53 1 ; nassiTTUJ 80.0 ; Ebrei ad occhi chiari, fret uen: a minima 20 3 TTUJssiTTUJ 4 7 0. Com e s i ved e anche ad occhio e s e n 2 a ricorre r e alla applicazion e di formul e ( d i ui q uesta vo lta v oglio far gra z ia al let IBIIl pen:utule t -i lacUridul a capello biondo 6.9 26.2 ladiYldul ad occhi chiari 20.3 417.0 to r e ) l e condi zioni di varJbi lit dei t a n gruppi celtici d ell' Irlanda c d elle c oloni e e bra ic h e di tutta l'Europa s on o pre s s och id e n tic he. S e s i i stituis ce il c onfronto tra qu e st'ul time e d i coscritti italiani osser v ati da R Li v i n e i singol i cir c ondari il risultat o ancora pi. favor ev ole p e r gli Ebr e i Pr ende ndo l e cifre d e i circondari d elt/ta. lia p e ninsulare gli Ebr e i sono sen:a dub bw assai m eno variabiU ; e d una v aria bil i t di poco suprwr e dimos trano i n T i p i caralteri!>l i c i d i giudei d el Governatorato d i Polonia IRUJCIIl ITWI llBDJIIIl ltCD.Il (Celti l PllfiiiiUI.lll l ClLliiUl ------1----pen:eatule "n:IDI'IIII pen:u1u11 ,.n:hllll l l l l l t i l f--41.9 23.41 2.5 23.3 1.1 5.2 a 5 1 7,5 53.1 ao.o 16.1 50.7 11.3 20 0 16.1 3o.a confro n to t l ei sol i Sardi t dei sol i ula bresi f' ic i/ian i presi in it'm t'! Si ricordi p o i c h e i re/at i vi agli E br ei son o o t U nut i d a alll o r i di e con diver si c rit eri c c he. comt' di.u i qu.esto s ol o fatt o influi. tet' di m o lto n ell' a c c r esce r e art i fi c i osame nt e lt' diff crc n :c tra que sta e que lla colonia prov a in. favor e d ella miu o p i n i on e tJ .,, f o rnita dall e 1 2 22 o .uer vaz io ni d e l Lu sc lwn c h e rig uardan o As k e n a zi m d ell' Europa nord-orie ntal e e e phar dim. d ell' A s ia occid e ntal e Gi che il Luschan otl art'! ca.,i e.Ylremi ma nonostante quc ,ta r.ircostanza, che determina nella seriazio ne da lui ricavata una fittizia eterog e neit, il campo di variabilit d e i ] 222 lsraeliti oJci.Ua tra un indice cefalico mi niTTUJ di 65 ed un indice cefalico massimo di 98, cosicch, nonostante che il Luschan abbia fuso gruppi lont,ani.uimi e sia an. dato espressamente a rit:f!rcare tipi eslrt! mamente dolicocefali o brachicefali, le sue o .uervazwni .wno comprese entro due limiti n.on pi distanti. di quelli tra cui sono compresi non solo gli indici cefalici dci coiJcritti italiani ( 65-99) ma anche dei soli Toscani (66), Abruzzesi (65 99), Campani (65-99) Pugliesi (65-98) e Si ciliani ( 65-98). Dopo di che il lettore pu giudicare quale valore pos11a avere la presenw z ione pi o meno numerosa di fotografie ripro ducenti l:lraeliti dai tratti teutonici, 1lavi, mongolici, negroidi ecc., con cui taluno (soJtenitore di opinione opposta) si com piac e abbellire i propri scritti (da L. L/VI: Gli ebrei in Italia)

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J tlalt lin.liiiK'I UmJn(), 'tntli 11 fln rntrw, n tiCil, Of1() poch1, 11111 VIi< Qlltlli che V OjCIJOil CII Il eh Qlll .,, n qu Il' niM c:onclutl(n o maggi r .. nt ttn un gmd1t1n a ll'lbri tlu, 'll 111lmcnt Wllll l' IJtlto ptichico fllllfllf Q111 'l I l V OIIHtrt e h l'Ibrido l r tthto (11(1111 di llllmll aw rtni(Tilc: r"ua UIICI'IIIrf rli madr e apf rtcn cntt a fiHil 10f nMe e cht 1lprsm generalmenlc:, m drc: e f1gho al loro dc tmu. L'ihr ido c r tec: ndunqu m un ta tu d1 nvoh cmllru l tocu:t upcri re: e wntrn 1111tll .. m ( rstJrt, h c l o rcspmg n o '''"" prlldouo dtl p1a Cf rla un lato, del t r11dm nt{l d;; li' hro qu ndo esso, cre -iuto, '' r tnd conto della r alt dc:llr lret"tilnze h c h nno dtt rmsnaiO In proJirl na Ila, udit1 comrn la toeietA dc IHIIfUCll' 1 1 ltllllltlano in lui. Nella valu tlt !fil In mhs n tt cd edu h uno lluhf,jo grande im purt n7A, nllt nn11 ctrtn c hr s i cauivo ri uh w d ll'thrstlu tliptntl u l n da questo nrdmr th nom ns c'tcriuri l o ho studia lu htr!: m nlr l'shrstln11one inl.tr pecifica, \ '.tic u dtrc lftt Ila fnrm11 d'ih ridsJmo c h e si pr 1t rrtnc o !fini, nv\ ro frn sve mohn 11 f f nH (le specie poco n ffini "''" ti nnn prudollt 11 1t ti nnn tnli d 0011 1)(11 r prnfiCIII per lu st11d1o dcll'r rrihl ), d hn npcrto hc con trnri mente quA 11111 cc a dr nelle r uc n n c 'l!tlll lllllet'. tudi11tt frn ttlrpi molt u n !fini m11 ds, r r < c, dcwr ti tt SIIIIAtn ultimo cd i n o r 11tr, t t tll t UIIOO fr (tllillri di r X moltn dsf!l r nti. ti r ultato rllndu ., Il 1 n di ihridi lln h nlll 1 h unu clue scs i E' rs rt urclnrc e h 1 dur es i h non un: clilfi' rtnte .,< tlhl llflllt' dcii loro Cl'llnlc crmin h. p u . dcndu l'uno 111111 rqullthrttt 1 e h 1 cmlitam, l'llltrn 1111 lllllllllitI non l'qllilihrnta Il .t' 1 (qtnlthrlltll 11\'!(ft IIC cllt il 111 5 hik, 111lc fl.'ttHIIII IICI ult m hs shmli. meu. lfr 11110 rttttlltltr, tu si nel
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